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I

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO
1^1

Al

NOSTRI GIORNI

SPECIAL
AI
E

ENTE INTORNO
PADRI,
AI

PniXCIPALI
pi'

SA?fTI,

BEATI,

MARTIRI,

AI

celebri

scrittori

ECCLESIASTICI,

VARII

SOMMI PONTEFICI, CARDIIfALl GRADI DELLA GERARCHIA


ARCIVESCOVILI

DELLA
AI

CHIESA

CATTOLICA,
CERIMONIE

ALLE
SACRE,

CITTA

PATRIARCALI,

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI COJfCILII,


RITI,

ALLE FESTE PI
PAPALI,

E SOLENNI,
E

ALLE

ALLE

CAPPELLE

CARDINALIZIE
OSPITALIERI,

PRELATIZIE, AGLI

ORDIM

RELIGIOSI,

MILITARI,

EQUESTRI

ED

>0X

CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE G.VET.iNO MOROM ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VCL. LXIV.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA K M


MDCCCLIIi.

A N A

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STOP. ICO

-ECCLESIASTICA

S
SEM
OEMINAUIO PIO, Semmariutn Pinm.
E COSI
chiamato ilal suo fondatore il reqiianle Papn Pio IX, clic di proprio peculio lo istitu in
stoliche,

SEM
di
i.
i

Apollinare,
Usici

le
:

scuole,

la

biblioteca

ed gabinetti

vi

saranno 4 ragguaral

devoli eccIcNiastiri in qualit di deputati

Roma

colle lettere apo-

da nominarsi dal Papa,


riservata
la

quale

altres

Cum Romani

Ponlifces, de'27

nomina

del rettore e del pie-

piupno i8 3, riportate nel t. xi, p. 102 tlcgli Annali delle scienze religione, serie C8.\cio in parte ilei locale del Seminario romano
,

fello degli sludi; gli addetti poi


fzi

ad

altri uf-

come

il

pro-rettore,
altri,

il

magisier pie

/rt//5,

l'economo e

saranno nominati

al

modo

e per lo scopo

dal cardinal vicario e approvali dil Papa.

che
(lii

indicai in quell'ai licolo, e qui nici^lio

Quanto allo scopo,

L'ordinalo

il

nuovo

con l'autorit

di dette letlere aposto-

seminairo ecclesiastico
rici di-Ile

in favore de'chie-

liclie,ricavandoun hievesuntudal pream-

provincia dello stato papale, onle

bolo e
I

dn''' Seguenti e distinti suoi titoli.

de fornire
ci

sue

6S

diocesi nrcivescovdi

De mnnerihns ntriqiicScminario coninnnihux. 1." Dv mnnci ibn^ propris SemitiariiPii.Z. De alnmnoruni numero. ^. De alumnontm admissione el dotibiis. 5.* De sliultontm rattone. Ct." De adniUtendonim clrrtcorum examine. 7. De gra."

e vescovili, comprese le suburbicaiic, l'ar-

vescovile
di

tli

Benevento, e l'ablaria nulsegnalali. Fcrtaato

litts

Subiaco, di ecclesinslici per piet


il

e per istiidi

Pap.i

concesse in perpetuo o ciascuna di delle


diocesi
il

diritto di tenere
di

un alunno

nel

dntirii et

laureae collalione. Quanto


il

ni

seminano Pio

Uom.i, e due Sini:;ig'ia


patria del benrtco
Il
i;

modo, dispose
Seminario Pio
legqi
al
,

Fopa

si

istitutore, che il governer con proprie

i>er piivilegii),conie

generoso istitutore.
gli lo.

monlenimenlo deaff.illo giitui-

sogi^clto ni

romano
tli

Puntclce, ed

alunni nel seminario

suo cardinal f 'icario

lonuijche n-

vri coiiMiiir

e sar conj;iunlo,ma

luso

col

Seminano romano,

l.i

non conChieui

L'ammissione in questo seminano ilipendc d.d mei ito e dall'idoneit df;:Ii aspiranti,
i

quali

debbono

gi aver

rum-

4
pilo gli sludi di

SEM
grammatica e di
leltorica,

SEM
nesSeminarii ministros deponant,quan-

e questo conoscersi per pubblico concorso;

tum

dimissionis vel discessus causa inter-

essendo primaria ed esclusiva condila

dum

subila, juvenibus sufficiat

zione

chiericale vocazione e di avere


Il

vestes necessariassibi

tum ad comparandas, tum

ricevuto lai." tonsura.

concorso in
al

cia-

scuna diocesi

si

deve fare avanti

vesco-

vo, o al vicario generale, o al vicario capi telare, assisti li


sia dagli

da'giudicicom petenti osi

esaminatori sinodali,

quali fa-

ad itineris impensas sustinendas ". Ammesso l'alunno nel seminario Pio, vi rester 3 mesi in esperimento, dopo il quale assumer le vesti proprie degli alunni del medesimo, chesono stabilite nella veste talare nera,

ranno l'esame de'concorreoti tanto orale che per iscritto. L'ammissione poi definitiva

con mantello

(pallio) si-

mile, e fascia paonazza; indi passer io

nondimeno

riservata al cardinal vi-

giorni nel ritiro degli esercizi spirituali,


passati
i

cario di

Roma, al quale effetto gli si dovranno mandare lavori e risultati degli


i

quali giurer solennemente sui


gli studi,

ss.Evangeli di ritornare, compili

esami, colle osservazioni che devono ag-

alla propria diocesi, e mettersi a disposi-

giungere per ciascun candidato,


vo, o
il

il

vesco-

zionedel proprio ordinario, eccetto ilsolo


caso d'essere adoperato nell'apostolato
delle Missioni straniere. Circa al

vicario geuerale^o

il

vicario capigli

tolare. Siffatti

esami verseranno sopra

studi di
ti

in

grammatica e di rettorica. GiunR.oma i scelti alunni, dovranno sunella rettorica, nella lingua latina

degli sludi degli alunni, questo

metodo non potr

protrarsi oltre

anni, ed abbraccer l'ula

bire nel seminario Pio altro analogo e-

niversale filosofia,

teologia

dommatica

same

e la morale, lo studio dellaScrittura e dei

e nella traduzione di questa nell'italiana.

Padri,

la

lingua ebraica e
i

la

greca, la stoil

Se il candidato non corrisponde perfettamente a questo esame, dovr soggiacere ad altro simile dopo 6 mesi che se neppure questo riuscisse, rispettivi ordinari potranno surrogare un altro idoneo alunno. Qualora poi non vi fosse, e si das:

ria ecclesiastica,

sagri

riti,

gius cano-

nico,
li

il

civile ecriminale(a'vicari

generail

non solo

to

ma necessario), ed canecclesiastico, ma solo gregoriano. A.


utile
il
il

questo seminario Pio


cesso
il

Pontefice ha conconferire
i

privilegio perpetuo di

se perci luogo erd alcuna vacanza,

il

car-

a'suoi alunni filosofie teologi

gradi ac-

dinal vicario potr chiamarvi

un alunno
,

cademici
tore,

di baccelliere, licenziato e dot-

di altra popolosa e bisognosa diocesi

cos'i agli

alunni studiosi del gius ca-

per la i/devesi preferire la diocesi di Pon-

nonico, civile e criminale, in lUroqne jlire.

dominio della s. Sede e coBenevento posto nel regno delle due Sicilie; fermo per rimanendo, che ninna
lecorvo, altro

Tali lauree

si

conferiranno nell'aula
s.
il

me

del medesimoedifizio di

Apollinare, sot-

toscrivendone diplomi
i

cardinal vicario

diocesi possa

alunni

godere il privilegio di due tranne quella di Sinigaglia. Se


alcuna

il

prefetto degli studi del

medesimo

se-

minario^ e validi comequellideirC/^i'er-

qualche alunno dovr uscire dal seminario Pio, per motivi di salute, per

colpa o inosservanza delle leggi, mancanza di vocazione ecclesiastica, o di applicazione agli studi, potranno rispettivi ordii

^t dell'archiginnasio romano e di qualunque altra universit. Inoltre stabil il Papa, che il seminario Pio si dovesse aprirenel novembre dell'istesso anno. Juvencs in illud admiundi ila paullalini
erunl prininni excipiendi,
prae/initus
iiL lerlio anno eorum numerus explealur.

nari offrirne altro e colle narrate condizioni. Si legge in fine del


lit.

6. Semina-

rium onushabebitalendi et insti tuendijuvenes absque eorum expensa.Eorum parentes die ingressus tautuoi pccuuiae pe-

Per ultimo,
rio

e per la stabilit del

Pio, e pel
il

modo

e per

il

fine

seminada lui

fonduto,

Papa Pio IX

dichiar.

De-

SEM
niquc volumus, ut Iiaec ponlificin nostra Pii Seminarii inslilutio seaj[)er integra,
et inviolata persistat,atqiieiclcinPiuni Se-

SEM
cednlo.
Il

ponlificio seminario

romano

si-

tuato nel rione Ponte, dentro ilmaguillco


eclifizio

congiunto
s.

alla

propria e gran-

niinai'iuin jxopriis legibus dirigentlum,


a Setninariolloniauo piane d isli nel um,ac

diosa Chiesa di

j^poll/riiire [f'.),i: unii

del le piiiioi[)a li glorie ecclcsi astiche e scientillcUe

si'iunctuin esse ornnino debeat. Qiiapro-

dell'alma Rotna

centro del

cri-

pter

si

unquani

futuris

temporibus quaeconjungere, et

slianesimo e sede del

sommo Pontefice, di
di /?0'/i^(/'.),

vis auctoritas volueiil

aut idem Piuui Se-

cui l'avventuroso seminario cliiericale e

niinarium cimi
uti

Romano

diocesano cocne vescovo


lui

per

dicunt, incor[)orare, aut quovis prae-

essendo governalo dal cardinal fica-

leitu, litulo, Ciiusa, et quaesito colore ali(pia

rio di

Roma

(/'.)

che

vi

hn propinqua
1'

la

ex parte immutare, alterare ilnem, methodum scopum a nobis expressura


,

sua abitazione. In esso

vi fiorisce

inse-

gnamento delle
scendo
di
fa pai te,

scienze ecclesiastiche, riual clero

ci sancitun), in

hisceomnibuca.sibus jam
ut

decoro

romano

di cui

runcdcclaramus, volumus, praecipimus,


et

ammettendosi
Il

nelle scuole

anche

manda m US,

omnia

et singula cujus-

allri chierici e secolari.

sacerdote Costa n-

que generis bona,fundi,reddilus, supel-

quaecumque instrumenta, quibus PiumSeminarium a nobis aere nostro fuelex,et


lil

dutalum, ac deinceps quavis

alia ra-

zi, L' Osservatore di Roiitai.iy\>. i)Cy. Del Seminario romano, riferisce. Gli alunni sono quivi ammessi per concorso. DebLono {|uesti essere romani, dell'et noa

tioneinslructum,ipsoiurestalim,ctomni

meno
la

di

anni 2, abili per


i

lo

menodi
quivi

lutla

expartedevolvantur,acdeslinenturadinstiluendum, et sustentandum exterarum

grammatica superiore,
tali.

e chierici o prosessi

simi a divenir

Sono

WissionuinCollegiumadarbilriumetvoluntatem Congregationischri^lianaefidei propagundae praepositae, ut in hoc Collegio clerici dioecesium l'ontilciaeDitio-

tenuti di villo, assistiti negli sludi da


stri e ripetitori,

manmae-

curali gratuitamente nelle

loro infermit, ed instituili nella religio-

ne coll'orazioue mentale e vocale,

coll'e-

ad salutare extcrarum Missionum opus peragends praeceteris alantur, atipie

sercizio delle funzioni ecclesiastiche nella

loro chiesa, coll'assistenza aquelle che ndle

dum

rile eriidianlur, et instiluanlur. Si

maggiori solennit
s.

si

celebrano uell'arin

aulem

de>int clerici l'onlihciae Dilionis,

cibasilica di

Giovanni

Laleiano (pa-

iiieorum locoeadeu)! decausaclericos cujuslibel dioecesis, vel provinciae catholici

Iriarcale e calteilrale del Pa[)a,


ca[)o di tulle le chiese del
gli esercizi spirituali,

madre
e

mondo),

con

Orhis

suflici et eligi

volumus etjube-

che

si

danno

all'in-

nius ".

cominciai edell'anno scolastico. Ctintribuiscunoall'esisten/a diquesloseiuinario lulti

SEMIiVARIO HOMX^O, Seminariitni


lionuitiutii.
Il

ponlilcio e vescovile semila

(jnclli

che godono bencti/i

ecclesiastici

nario rocnano

gloriosa primizia della

santa istituzione de' Seminari (/'.) thiericalie vescuvili,con lant.i sapienza decretali dal

Uoma,con lasse determinale. Gii alunni debbono a suo tempo ordinarsi sacerdoti, esealieni daq'.icslostaloconlraggono main

sagiocunciliu

di

riinto{^l

.).

Non

tiimonio, vengono coslietli a p.igare


alimenti che
in cui

gli

vi concilio nella

pi venciabile antichit,

in cui sia stala abbiacciala tanta materia,

p
rici

hanno goduti hanno dimurato


in abitolalarc,

in tulio

il

lem-

nel semin.irio.
i

cos pel

domma, come
il

6ci|)lina, e in

costumi e la dicui sienu state meglio traipei ipiale

Alle scuoledevonointerTeiiiic tulli

romani
lali

dueed assisterenelin f-i-

tate che in questo,

pu riguaril

le feste
le.

aii'ud'uialura nella chiesa udiacen-

darsi

come

la

fedele iniinagnif e

conipre-

scuole (che formano couif


la

pimculu

di lulli quelli

the

lu

hjuno

eco) k sialo couccio di coulcruc

laurea

6
Degl'
p.
al
istituti d'

SEM
Roma, t. i, 200, dice che nel seminario romano e Seminario Praticano {P'^.), vi sono 5o
istruzione in
gli altri

SEM
Istituzione de' seminari vescovili. L'eru-

dottorale teologica". IlcarclnallMorlcliini,

ditissimo ab. Piazza, x\e\V FAisevologio ro-

luoghi gratuiti. Aggiunger che


convittori,! quali vestono

mano, trai. 4>cap. i: Del Seminario romano, fa la descrizione di sua istituzione e progresso, che toccai gi nel voi. XIV,p.
181, con l'altra simile sua opera,
ristretta,
1'

alunni pagano una pensione mensile, cos


i

ma

pi

come gli alunni,

Opere pie di Roma. Dichia-

cio cappello ecclesiastico, berretta chicrica'e, collare, sottana e Mantellone^f'^.)

ratosi dal Piazza

minari

paonazzo, e calze nere.


riporta
rio

Il

p.

Bonanni,

Ca

il fine e lo scopo de'seche riportai con pi autorit a Seminario, narra che la prima erezione,

frilogo (e diversi collegi di alunni^ a


la

p.48

che secondo

la

mente

del sagro conciliodi

figura dell'alunno del seminae dice, m Li convittori sono


(cio a suo
:

Trento
strare

si

facesse de'seminari

perammaebuoni

romano,

la

giovent nelle scienze e discipline

vestiti

con zimarra nera

tempo
li

ecclesiastiche, per quindi ricavarne

e nel pontificato di Clemente XI)


rici

chie-

operai e ministri nella Chiesa di Dio, in


aiuto de' vescovi e de' prelati, fu per co-

hanno

veste lunga chiusa nella parte


j

anteriore con bottoni

e sopra tengono

mando

di

Pio IV ultimo promotore e i.e-

un'altra veste aperta (chiamata soprana

secutore del

o manlellone), n cui sono congiunte due fascie (ch'erano le antiche maniche di questa sopravveste),

pontifcio seminario

medesimo concilio,questa del romano, la quale sela cui

gu

il

ro febbraio 1 565, per


i

fondaSavelli

che dalle spalle pendono fino a terra, e tutto di color paonazzo.

zione deput
vicario di

cardinali

Giacomo
s.
i

Roma, Amulio,

Carlo Borquali in

Devono

questi chierici obbligarsi con giua

romeo suo
il

nipote, e T^itellozzi,

ramento

prendere

gli

ordini sagri

al-

brevissimo tempo relTelluarono. Ordin

trimenti sono tenuti a rendere

gli alimenti goduti. " Gi a Seminario parlai, come

Papa, che in esso fossero ricevuti almeno


chierici,
i

zoo

quali oltre la

buona
le

discisi

per rilevare
cale,i padri e

la
i

scaduta disciplina chieri-

plina ecclesiastica, colla quale volle

go-

legali del concilio di (in

Trento,

vernassero, studiassero non solo


scienze,

minori

cos ispirati

da Dio

che conviene anl'i-

ma

ancora

la filosofia, la

teologia
il

che
lett.

il
I

dotto vescovo Sarnelli, Leti. erri.


i,n.7),cousigliarono a Paolo III
,

scolastica e morale,

la s. Scrittura,

com-

puto

ecclesiastico, e ogni altrostudio pro-

stituzione de' seminari

determinala poi
il

nel concilio stesso sotto Pio IV,

quale

pienamente approvandola e altamente lodandola, dichiar che pel i. ne voleva dare l'esempio colla fondazione del Seminario romano, che riusc di tanto vantaggio

fittevole pel governo delle anime. E perch era opera di pubblico servigio, comand Pio IV, secondo la disposizione dello stesso concilio, che proporzionatamente

contribuissero alla
di

spesa tutte

le
il

chiese
p.

Roma
il

secolari (collegiate dice

Bo-

non

solo della giovent

romana,

nanni) e regolari, tranne le mendicanti.

ma di tutta Italia, come lo dimostrano gli omini egregi, che in somma copia sono usciti da tale palestra, ad onore di questa
provincia e della Chiesa, per usare le parole che circa due secoli addietro scriveva
cardinal Pallavicino, nella Storia del concilio di Trento lib. 22, cap. 5, n.i4.
il

Diede

medesimo Pio IV questo semiPiazza: non ostante l'op-

nario io cura de'pp. della compagnia di

Ges (aggiunge

posizione fatta da diversi regolari, e dal


clero secolare, superate tutte dal

buon

e-

sempio, che ne vide nella diligentissima

Di questa istituzione trattarono coi dovuti encomi,ilcan.de Giovanni, La storia dei

cura de' pp. gesuiti nel Collegio germanicoj trattandone prima il Papa, che di-

morava

nel

palazzo di
s.

s.

Marco,

col p.

seminari cliiericalij e

il

vescovo Cecconi,

Lainez, successore di

Ignazio uel gene-

SEM
l'alalo), a'qiiali
si

permise che

in esso

allevassero

da

altrellanli gesuiti

pure reo

convittori

figli di

persone nobili, e delle

prime case non


la cristianit,
1

solo d'Italia,

ma

di tutta

7 germanico governato dai gesuiti, cos anim grandemente padri conciliari allo stabilimenlode'seminan, con decreto de'i5 luglio t563, che sebbene
nel collegio
i

SEM

prima si ricevevano nel collegio germanico, donde furono trasferiti in questo seminario. La I.' congrequali

collocato sotto

gli articoli di

disciplina,

ri-

cevette
sale,

nondimeno forza di legge univerdopo che Pio IV a' 18 agosto approde'seminari in tutte
le

gazione, che fosse deputata per lo stabi-

lo stabilimento

hraento del seminario romano,, oltre


cardinali

la
i

diocesi
p.

dellaChiesa.Eccopoicomelostesso

suddetta di 4 cardinali, fu de'seguenti 2


:

Savelli vicario di

Roma,

Ce?/,

rio

Theiner narra 1' eiezione del seminaromano. PioIV perdarel'esempioalla


che
si

Moroni, Ricci, Saraceni, Capizucchi,Ni'


colini,

fondazione de'seminari, in detto giorno


statu co'cardinali

Sangiorgio, AUempt, Salviati, Si-

dovesse solleci-

monetta, Gesualdo, Gonzaga, Reumano, Dolera, Sforza, Naldi, Pactcco, Aimdio, Ganibara, Borromeo: ho ridotto alla vera 5 cardinali, altrimenti dilficilmente si sarebbero conosciuti. III." luogo in cui si apr la prima volta il selezione
i

tamente istituirlo in Roma, e senza frapporvi dimora assegn Gooo scudi sulla ca-

mera

apostolica alla sua fondazione e


la ricordata
il

cognomi

di

tenimento, nominando

mancom-

missione de'4 cardinali, oltre

cardinal

minariOj fu

il

palazzo dei Pallavicini in


presenza dis. France-

Pio di Carpi decano del sagro collegio, atfioch per l'esecuzione del convenuto pensassero al luogo dell'abitazione, a' ministri,

Campo Marzo, colla


di

sco Borgia 3." generale della

compagnia
j,

a'maestri, ec.

come

trovasi nella sto-

Ges

(eletto a'2 luglio


il

56
i

a'

19 genco' pp.
il

naio essendo morto


assistenti,

p.

Laynez)
.

essendone eletto

rettore

p.

seminario roraano,pul)blicata dal dottissimo gesuita p. Lagomarsini fuHi Pogiani Sunensis epistolae et oratioria mss. del
:

Gio.ljallisla

Perusco romano, soggetto

di

gran

viiti e
il

meriti: poi dir di sue tras-

locazioiii.

p.

clesiastico, dotta opera

Theiner, Il seminario ecche lodai a Se-

minario, facendo una storia generale delle


chiericali istituzioni e de' seminari, a p.
I

olirti collectae ab Ant. M. Gradano, mine ab Hier. Lagomarsuvo S. J. adnotationibus illuitratae ac primum editae, RomaeiySa-SB.AllorquandoPioI Va'3o dicembre 563 con grave e commovente

nes

discorso dichiar chiuso ilconciliodiTrenlo, inst

/)8 rileva

come
la
il

s.

Ignazio pu aver con-

nuovamente

sul

decreto de'semi-

tribuito al celebre decreto del concilio di

nari, inculcandone la sollecita esecuzione

Trento, per
dinal Polo,
ai

sua intimi l col celebre car(piale nel


i

5 jt avea scritto

vescovi di

Cambray
forma da

Tournay
s.

per ec-

citarlia istituire nelle loro diocesi isemiuali,

secondo

la

Ignazio propoloro all'uopo

e in Bologna, le due principali ab antico di teologico erudimento. N di ci pago, nel concistoro de' 14 aprile 564 torn sul medesimo argomento, rappresentando ai canlinali non doversi pi
in

Roma

sedi

sta, olTerendosi di

mandar

prolungare l'osservanza del Iridentino canone.


la

alquanti abili e zelanti operai dell'ancor


tener.i,

E
di

allora fu che di

nuovo
in

si

decret

ma

troppo gi sperimentata com-

fondazione del seminario

Roma, col
1'

pagnia di (es. Il proponimentoilel cardinale veinie con poche mutazioni abbracciato da'padri tridentini,
i

nome

Seminario romano, per


il

edu-

cazione de'chierici, con tassare

clero di

quali lo ampli-

Roma

pel

mapleniraentode'med&.imi,alil

ficarono maggiormente. Altro caldissimo

fidandone poi

Papa

in

perpetuo

l'alt

amico
il

di

s.

Ignazio, fu

s.

Carlo IJurromeo,
in

soprintendenza ul cardinal vicario/jro/f/*pore. Nella congregazione de'

quale

come avr notato


i

Uoma

quali

^8

luglio

copiosi frulli rendessero

giovaii Icdcschi

i564

Della chiesa di

s.

INIarco, deliber

8
Pio IV
quello

SEM
co' voleri concordi de'cardinali ivi
la

SEM
33
cardinali, moltissimi patriarchi, arci-

presenti, di commettere
alla

direzione di

vescovi e vescovi, e ogni sorta di prelature


ecclesiastiche.

cura de'gesuiti, che lo tennero

benemeriti oltrea
ri

200 anni; e pigli in patempo a ftto per 1000 scudi annui WPa-

gnalati non

N sono mancati uomini semenoin lettere,che nelle armi,

eziandio generalissimi d'eserciti in Fian-

lazzo Colonna {^^), per allogarvi il novello seminario. Non fu per altro prima
del febbraio deli

dra e

in

Geiaiania.

Ma

ci

che pi rende

illustre

questo emporio famoso d'uomini


i

56 5, che
il

fu recata prodi quel-

grandi, sono

soggetti usciti eminenti in

priamente
lo: nel

io

opera l'ordinazione
la

santit di vita, tra' quali Marc'

Antonio
s.

qual frattempo

cardinal niulio
dolce soddisfastessa,

Odescalchi (che celebrai a Ospizio di

vescovo difi/e//(^.) ebbe


zione di prevenire in ci
stabilirlo di

Galla come fondatore) cugino


cenzo XI,
di celebre carit co'

d'

Inno-

Roma

con

poveri, e

tavano r

le

26 giovani, quanti ne comporscarse rendite di 1000 zecchini


di

segnalata innocenza di coslumi.N visono

mancati

altri,

che hanno col sangue loro


la

della sua sede,o lo dot largamente; e peE-ieti

professata e difesa

fede cattolica, e molli

ha propriamente l'onore
il

aver
or-

altri riempiti gli ordini religiosi


illustri;

d'uomini

istituito

seminario, in seguito
di Trento,

dell'

vero ateneo di
in

letterati, di piet

dinamento

ma

il

primato della
11
.

e di nobile civilt. Cos parlava Piazza al

disposizione resta al zelante Pio IV.

ce-

suo tempo; quindi

lebre p. Gio. Battista Perusio fu

il

retisti-

tore del seminario lomano:

la

quale

mezzo anche viventi, vanta ilsemiuarioromano,avendo


secolo e

un

dopo

di lui,

numerose

altre glorie,

tuzione rispose ella pure

in

maniera me-

ora cardinali nel senato apostolico, e rag-

ravigliosa alle nobili cure de'gesuili,e creb-

guardevoli prelati che riceveranno


sa
le

la sles-

be vieppiv^i loro meriti verso la Chiesa. Quattro de' pix santi Papi (io registrer Innocenzo X, Clemente IX y Innocenzo XII, Clemente XI, pel possesso del quale buonapartedi seminaristijfgli di gentiluomini romani, gli kcero da Paggi, Innocenzo XIII, Clemente XIIj pu darsi che alcuno di questi sia stato convittore nel convitto riunito al seminario; e il gesuita Noi

eminentedignit.A min cognizione sono

3 seguenti opere. Aiuiibale Adami, Seminar a Romani, Pallas purpurata, sive deS. R. E.Card.qui ad haecusq ne tempora e Seminario Romano prodiere ima-

Romae 1609. I rami sono delineati da Ciro Ferri, ed eseguili daG. Castelli. Mario Crescimbeni, xVo/iginibus expre.ssis,
zie istoriche di molli convittori del semi-

Taes diceche Gregorio AT'studi e fu convittore nel collegio

nario

romano che sono

germanico e nel seminario romano) e pid'8o cardinali rageuardevolissimi (forse 96), nonch parecr
chic centinaia di arci vescovi, vescovi, e d'altri

g?ierra,

Roma 7o4P1

stati generali di Giuseppe Antonio

Patrignani, Vite di alcuni convittori stati


e morti nel
in

seminario romano, segnalati

bont, Napoli 1720.

personaggi di chiesa uscirono dal suo


eccellen:

grembo, chiaro argomento della


ce
il

za e del frutto di questa fondazione


p.

di-

Theiner. Scrive

il

citato

Piazza,

sono
nel
i

usciti

da questo celebre santuario sog-

Avendo s. Pio /''f/^.^ conclusa la memorabile lega contro turchi, per la quale e per le sue orazioni ottenne la strepitosa vittoria navale di Lepanto, per la continuazione di s gloriosa impresa si trov in
i

getti qualificatissimi (l'opera fu

stampata 169H) in ogni genere, essendo in tutti tempi stato un copioso e fecondo campo

necessit di raccogliere considerabili

som-

me

di

denaro,per cui

riferisce Piazza, fece

con bolla

esenti e liberi gli ordini religiosi


re-

di operai, ministri, prelati, vescovi e principi ecclesiastici.

non mendicanti (molte congregazioni


golari, dice
il

Da

esso ne uscirono

Gre-

gorio

XV, Clemente IX e Innocenzo XII,

buzione

al

Bonanni), dalla contriseminario romano; onde maup.

SEM
cando
gli

SEM
il

Q
Si ge-

assegnamenti,
il

seminaiio fu

in-

che

in

quell'epoca stanziavano nel tlelUj

{lotto a

diminuii e
pei ci
gli

numero
ii

Je^li studenti

locale

40

alunni,

Soconvilluri, e

o al unni, e si
no.

lid ussero

-zcidoiioGocli'eia-

suiti addetti alladisciplin;ieal

regola men-

Ed

seminario,

comeleggo

in

che il Papa [)er aiuto dei somministr Gooo scudi, Novaes.Ne'vol.Xl V,p. i56,

lo

de'medesimi; per cui

\\

ahitavano

202
Pri-

persone, non C(jmpresi


ina di questo
blic in

g inservienti.

e XXXIX, p. 243 e 247, narrai la fondazione del celebre collegio illirico di Lo-

neliGos m pubRoma l'interessante opera del Fae

tempo

nucci, intitolala: Trattato di lultt Coj)ere

Gregorio XIII, e l'allid ai gesuiti; ma ridotti a 2, furono trasferiti nel seminario romano, e da questo nel
reto fatta da
1

pit dell'alma citt di


in questo genere,
in
il

Roma. Fu

la

prima

perch chi

scrisse poi

600

al col

IcgioClemen tino de'so maschi,


li

iia

donile

Urbano Nili
il

restitu a

Loreto,

argomento lodovelte prendere perbuoguida ed erudizione. Ora nel li b 2, cap. 12: DtL Collegio del Seminario, tratt
da
s.

ripristinando

collegio illirico,tuttoiadi-

dell'erezione di questo e del l'esenzione aceiirdata

lettoda'gcsuiti e fiorente.
in'istruisce,

Lo slesso

l'iazza

Pio

a'religiosi

non men-

che per maggior comodila del


trasloc in vari luoghi sue-

dicanli sulla contribuzione al einitiario,

seminario,

si

cessivamente, poich dal palazzo Pallaviciiii,

per cui (Uce chesi ridussero gli studenti a 60, menlre Piazza avea detto di meno,
senza
i

prese a pigione

il

palazzo

^Madama

padri della compagnia, e

00

altri

(che descrivo a Palazzo del Governo),


indi a
s.

scolari o convittori figli di gentiluomini,

Marcello,

a'ss.

Apostoli (forse nel


il

che prima

si

ricevevano nel collegio ger-

contiguo palazzo Colonna, secondo

p.

manico

Theiner

l.'

residenza del seminario), alla

|)el villo, e ogni giornoandavanoallescuoledel colle:

che questi pagavano

Valle, a quello de' ^ardini (che siccome

gio romano, lod;indo


p.

gesuiti.

Trovo

nel

un tempo abitazione

:'

Go^'eriialori di

Memmi
ss.

gesuita, Notizie, dell'oratorio

Joma, a quest'articolo ne parlai), finch


perla vicinanzadel Collegio romano, ore

della
te

Coinunionegeiierale, vo^aimeii'

andavano a scuola
lori,
si

gli

alunni e

convit-

detto del p. Cara vita, chea p. 44 "'"3 come nel 6 tq il seminai io romanoporse
1

ac({uisl

il

palazzo presso

s.

Bai

lo-

suppliche per esservi aggregalo e lo fu.


ISel ponlilcato

lomeo de'Cergamaschi per 60,000 scudi. Questo il palazzo, che pii lardi e per quanto dir prese il nome di Borromeo,
Al dire del n. 72 v^W Osseivalore lo;//rt/jo del 852, tale palazzo Paolo \ (nel
1

d'Urbano Vili e nel 1625 ilconleinporaneoecrilicoAmvdenoslam-

in

Uoma De
:

pittate

romanaj

nella

par. 2, cap.

De

privalii
il

Urbis Collegiisy

ecco

come
sii

descrive

seminario romano
ipiotl
ceii-

iGo5 essendo ancora

gli

alunni nel pa-

del suo tempo. " Iluruin collegiorum pri-

lazzoNardini nel rione Parione, leggo nei


Possessi di Cancellieri, che per quello
ili

miim

Seminanum Uomanum
nsltuit et fundavil, in
ali

Pius IV

quo

Paolo
fecero

gli scolari

del seminario

romano
t;ran
1

luin voluit

adulescenles, qui insacris

un bellissimo apparalo, con


seminario romano, onde
l.i

lillerisju\la presciiplumcoiicilii iuslitue-

moltitudine di versi ed emblemi) nel


lo die al

G07
con-

reni, ut assignalo

iiseorumque rectoribus
ecclesiastico

compcleiili

annuo censu, e\

tradapreseilnomecheluttavia ticnedi via f\e\ Seminario romano. A chi apparleneva prima


p.
1

Urbis proventu desumplo. Seiiiinariuiii


regilur a religiosi societalis Jcsu, exac^is-

tal

palazzo, lodissi nel voi.

XI V,

sima erga adolescenles cura. Ultra aluinnos, qui publico alunlur, seuiinanuiii

Neil' Oiie/iVi/o/r

pur

si

legge, che

negli atti della visita apostolica, eseguila

])iaeiatum rccipit nobiiiuni


i'r(7o/r.f

tilios,

qui co/i-

nel seminario
in

romano sotto Urbano


si

Nili,

distiucto
Ili

agoiloesellcmbrc iG3u,

a[>prcndc

nomine.

ab aluninis iippellaittui* nicnslruum subuul penduto,

IO
niajus

SEM
me
segue: 20
il

SEM
co. w L'elezione de'ac) alunni spella coal

quam sol valur pr singulo alumno rum, quosetiam numero longeexcedunl,


quia non ex sola Uibe,setl universa Italia,

Papa,

ossia al cardinal

vicario,

quale protettore /jrotewj^ore

ut

hicerudianturcommigrantjiinmo

del seminario

eliam ultra Alpes, et maria conveniunl. Sane cium ego hoc in seminario quinqueuniiunsilerem pylliagoricum, couvivebanl

bate

di

romano; 3 al cardinal abSubacoj a all'abbate A'xFarfa;

uno eodemque tempore germani, belgae, Uispani, poloni, illirii. Cultuseteducatio adolescenlum admiranda,imbuungalli,

a all'abbate eWeTre fontane e s.Orestej uno all'abbate di Grotlaf errata j uno all'abbate della chiesa di s. Lorenzo fuori
delle

mura
I

(tutti luoghi de' dintorni di

Roma).
ovvero

detti chierici spettanti al

Papa,

tur siinul pietate,et


tliuut in collegio

litteris;

lectiones auclas-

al

cardinal vicario, devono essere

romano, singulae
repetitio

romani
forma

nati di legittimo

matrimonio, abili

ses suos liabent repetitores

ex patribus,

per l'umanit; e debbono far l'obbligo in


di

corara quibus

ft

eorum, quae

camera,

di farsi nell'et di
gli

ao

a lectoribus audivere. Singula cubicula

anni sacerdoti, o aver presi


nario;

ordini sa-

ex iisdem

religiosis

habeut praefectos,

gri, altrimenti di rifare le spese al


gli altri

semialle

qui adolescentes nuntpjam deserunt,sed

9 devono essere soggetti

prandentibus, coenantibiis, obambulanld:)us, collegium adeuntibus, et redeuntibus

suddette abbazie, eccetto quella spettante


all'abbate di

semper odsunt. Victus abundans,

Bonanni
vesti

le

s. Lorenzo (a tempo del p. nomine siissistevaio,come l'ho

et frucalis.

Eundem morem
collegia,

servantcaesocie-

descritte con Piazza).

giovani alunni colle

tera
talis

omnia

que patrum
liic
11

paonazze, all'uso de'seminari ecclei

subjacent regimini
de'

ordine re-

censenda." Urbano VI
siciitj

colla bolla

Citm
t.

siastici, convittori colle zimarre nere e modeste, vanno ogni giorno a sentir le le-

26 agosto 1623,

Bull. Roin,

zioni degli studi,a'quali sono destinati, nel

6, p. i,p. 184, stabili la tassa pel mantenimento de' chierici del seminario ro-

collegio

romano

de' pp. della


il

medesima

compagnia
alla citt,

di Gesi,

mano,
annue
gare
le

colla nota de'monasteri, capitoli,


le

benefizio pubblico, e

che liesce di gran di molto splendore


il

parrocchie, cappelle e chiese, e


delle
las-^e

quote
di

che ne
il

fa

sentire l'utile e

co-

che prescrisse loro

pa-

modo
oltre

a tutto
la

al

seminario. Le disposizioni di Urtuttora in vigore, con quel-

mondo: possono studiare, rettorica, colle lettere umane, fiI

bano VII Isono

losofia, teologia e le leggi.


si

convittori che

modificazioni decretate sotto Clemente

allevano nel seminario, devono essere

XU.

fatta nel

Dice Piazza, che per la fondazione 636 daUrbfino Vili delsemina1

cavalieri o gentiluomini primari dellecitt


d'Italia, e vi

entrano ancora
si

di

ogni altra

smembrate l'ultima volta l'entrate del seminario romano, iu modo che fu ridotto a non poter mantenere che appena 29 alunni; onde pare che sotto Uibano Vili e non nel ponrio di
s.

Pietro, furono

nazione. Vi

accettano da'9

in

10 anni,

sino a'i 7 o iB.Sonoassisliti notte e giorno da 8 gesuiti, che fanno 1' uflzio di prefetti,

e da altri maestri per

le

quotidiane

ripetizioni,
rituali

tificato di

s.

Pio V,i semhiaristi fossero


cos ristretto.

ri-

siccome dai pp. assistenti spinelle loro congregazioni ue'giorni


per
gli esercizi di

dotti a

numero
il

Forse a ci

di

festa

divozione e di
istruiti. Si

alluder
il

titolo:

non conosco che La nobilt difesa per la precilibro, di cui


i

piet cristiana, nella quale pi che d'ogni


altra cosa
si

procura che sieno

pitosa riforma del seminario

Annib. Anet.Freret, 64^. A. nocenzo Xll il seninario si trovava come lo descrive Piazza, e qui lo riprodu-

romano , di tempo d'In-

permette loro in qualche tempo dell'anno qualche onesto divertimento trattenimento cavalleresco, massimamente nei
giorni di curuevale, comedi balli,scherma,

SEM
e di ogni islrumento
ila

S
suono per tutto
descrizione della

!\I

l'anno". In
rio

fatti

leggo nel n. (348 del DiaI

Maculo, contigua al seminario romano, ove dice esservi 2g achiesa di


s.

di

Roma

del

72

I ,

la

l'accademia

lellerai'ia e cavalleiesca,

danel

avvertendo, che

hmni, nominali da'suddclti personaggi, nominali dagli abbati


i

ta da'convittori del seminario

romano

loro cortile, dedicata a Innocenzo XllI,


gi

devono essere sudditi delle loro badie, e dimoravano 7 anni nel seminario: che inoltre eranvi altri

alunno e convittore del medesimOjCon camera segreta pontificia, della prelatura, del corpo diplomatico e della nobilt. Di pi abinvito de' cardinali, della

alunnati, fondazione
gesuita, pe'giovani

del cardinal

De Lugo

studenti di teologia nati nobili;

ma quan-

to a'3 luoghi dell'abbazia di Farfa, furo-

biamo l'opuscolo: Lettera chi marcii. Girolamo Diirazzo in ragguaglio della solenne accademia di lettere e di armi, tenuta il d 5 settembre del 7 58 per la gloi

no

tolti

per l'erezione del nuovo seminas.

rio stabilito a

Salvatore Maggiore in

riosa esaltazione al pontificato di Cle-

mente XIII j
romflwo,

da'coni'ittori del seminario


i

Roma

758. Cos'i trovo pure nel

ealunni si educavano pi di 100 giovani alle scienze. Anche Venuti ricorda le diverse accademie annuali di belle lettere e di esercizi cavallereschi. Il dotto p.Theiner nella sua
iV^/Z'iV2a,ovefra convittori

n.64^3 dal Diario di Roma del 17 58, che Clemente XllI avendo nel seminadue nipoti d. Gio. Battista rio romano e d. Abbondio Rezzonico (poi creili." cardinale, il 2. "senatore di Roma), intervenne alla pubblica accademia ed eseri

bella storia de'seminari, giurilo all'infausta

epoca della rivoluzione che nel secola

lo [)assato pose a so(|quadro quasi tutta

l'Europa, nel fare


di

narrazione veridica

(|uanto precedette,
la

gu

catastrofe,

cizio cavalleresco

porlandovisi

cardiIl

slituzion

accompagn e seonde la religione, le ichiericali e la monarchia tanto


p.

nali in ferraiuolone rosso e zimarra.

furono travagliate, esclama a

267:-

Ma

dotto gesuita p. Zaccaria, nella Storia

let-

v'ha in essa un fatto su cui non possia-

t. 6, p. 644 l'piodu. rendo l'avvenuto dal marzo al settembre 1752, descrive 1' E'^ercitazione accademica, nella quale 6 convittori del seminario romano e die nomina, dierono ap plaudita prova de'Ioro studi sopra la sfera, la geografia e la storia, pubblicando il foglio cogli argomenti d'ogni esercitazione, in tale occasione distribuito, come-

teraria d' Italia,

mo

rimanerci

in silenzio,

perch strettacri-

mente
s

collegasi

con

le

vicende della

stiana educazione, e pei che

form per

co-

dire

il

primo anello

di

quella catena

d'infortunii che incolsero alla Chiesa e ai


civili siali.

Osinun vede che o


all'

il

nostro di-

che disteso dal dotto


I

p. (iio.

BallistaFau-

e,

professore di controversie nel collegio

ornano. Prima di questo

te

X 11

deput

a'

3 luglio

tempo Clemen1735 una con-

gregazione particolare di cardinali per modificare le lasse imposte da Libano

Vili pel mantenimento del seminario, risultato della (juale fu


Inni
s.
il

comverodopo le splendide leslimonianze di tanti savi, dopo le confessioni de'nemici stessi, dopo il frullo tl'una lunga e dolorosa sperienza, pu oggimai pi dubitare che da silfalta cagione massimamente provenne cpiella rapida e litgrimevole mutazione che si oper nell'allevamento della giovent, non pur di quella che si mette per la via del
scorso volgesi

abolizione della
di

pagnia diGes.E chi

decreto, Caplii-

sacerdozio,
rale?
se,

ma

di tutta (pianta in genein tr-

fllarci,i\e\

."ottobre,

cardinal Guailagni vicario

emanalo dal di Roma, con

E chi
la

similmente vorr porre


di
la

che

caduta

questa societ apr se


rovina di tutto l'or-

l'approvazione di detto P.ipa. Uidolfino

non

altro

via a quella di tanti altri o-

Venuti nella lloma moderna, stampala


in

norandi

istituti, alla

Roma

nel

7(57, a p. 3

7 discorre del-

dine sacerdotale,

al

rovesciamento iufne

12

SEM
Tra
i

SEM
molti insitrionf delle potenze orgogliose d'infer-

degli altari e de'troni?

gni passi di scniltori, cos cattolici,


piolestaiiti,

come

no,e sebbene non senza gran perdita, usc


vittoriosa da quel conflittOjCon

che noi potremmo addurre


delti,

uno splenfu te-

in

conferma de'nostri

sceglieremo

dore

di

che forse niun altro secolo

solatnente quello di Pietro de


INIliIu) gi

Joux

(o

de

stimonio.

La

navicella di Pietro, in quel


societ,

protestante rientrato nel seno

della Chiesa.

miserando naufragio dell'umana


resse all'impeto di
s

E' stata abolita in

Fran-

orribile fortut>a,ao-

quella istituzione meraviche a vea l'ormato il secolo luminosodiLuigi XIV, eche domin lungo temcia, egli dice,

gliosa

corch non fossero pi con lei alcjuanti de' vecchi e gagliardi suoi remiganti ".

Tra

le

tante gravissime calunnie di cui

menti pel solo merito de'suoi talenti e delle sue virli. Quella celebre congregazione fino a che t'osse durata in pie-

po

sulle

sonostati sempre bersaglici gesuiti,quan-

do accanitamente

si

lavorava per

la

loro

soppressione, furono incolpati di negli-

di,

avrebbe prevenuta la gran catastrofe perocch ella guardava primi posti dell'ordine sociale, n potevasi rovesciarlo, se prima non s'annientava la
politica;
i

gente amministrazione del seminario ro-

mano,
di

e incitato

il

clero,

principalmente
sotto pretesto

delle 3 basiliche patriarcali, a fare istanza

non pagar pi
i

la lassa,

morale potenza che il sosteneva. Ella caduta sotto colpi d'una collegazione aci

che

gesuiti avessero di superfluo


il

per

mantenere
CleiJiente

seminaiio. Indi d'ordine di


(/'.) fu loro

cecata da fallaci opinioni e dallo spirito


di parte: ella caduta questa istituzio-

XIV

intimata la
di diritto

visita apostolica,

che sebbene

ne conservatrice,
poco appresso
ragionare
gli

ma

caddero con

essolei
il

toccasse al cardinal

ordini religiosi,

secolare, gli altari, la


il

monarchia."

clero

Roma, coni 'erasi

Colonna vicario di sempre praticato,fu for-

Nel

eh. scrittore, de'guasti che la

mala da'cardinali York, lMarefoschi,edel Colonna (sospetto a' ministri delle corti
che sollecitavano l'estinzione de'gesuiti,
di essere parziale di essi), a'quali fu

niotlerna filosofia rec all'ecclesiastica e-

diicazione,con isplendide parole e irrefragabili testimonianze rendegiustizia a'per-

dato

per segretario mg.'" Diomede Caraffa di

seguitali gesuiti, e descrive le tenebrose


ni enee lei ngen li

som me spese per distrugPorto*

Colubrano. Con grande apparalo fu aperta In visita nel seminario romano, ed


il

gerla, ci ch'io narrai a GiisuiTi, a

prelato

la

GALLO,aFRANCIA,aPAnMA,aRuSSlA,aPRUSsiA,in breve negli articoli tutti che vi hanno relazione, e sono molti, unicamente per amore della verit. 11 p. Theinera p. 34'?-

tificiosamente

incominci con provocare argli alunni e convittori a


i i

deporre contro
ni.

gesuiti;

ma

rest invece

confuso dalle loro onorevoli dichiarazioIndi furono presi


i

libri

dell'amminirivedere

lumeggia
di

la

soppressione della compagnia


parole.
>

strazione del seminario e fatti

Ges con queste gravi


!

Egli

da certo Smuraglia,

il

quale ad onta del

vero

la

guardia del corpo del Papa fu


Il

saldo fatto all'ultima precedente visita,

abbattuta.

Pontefice cadde nelle


!

ma-

esamin

le

partite dalla fondazione del se-

ni de'suoi nemici

Ria allora

il

circond

niinario sino a quell'epoca,


i

onde pretese
clero

e difese un'altra guardia, quella che rese


il

che gesuiti avessero guadagnato trecento


mila scudi, e perci
no. Allora
i

suo petto impenetrabile e saldo ad ocielo e la terra riverenti s'inchi-

tolti al

romasi

gni colpo delle avversit, quella dinanzi a cui


il

gesuiti ottennero
i

che

de-

putassero

altri periti,

quali trovarono

nano! La Chiesa manc di questo notaliile presidio, della compagnia di Ges, in


quel
iDuggiore

momento appunto in che n'avea il bisogno: ma nondimeno ella

che in luogo del decantalo sopravanzo, per nuove spese fatte, era l'amministrazione gravata di scudi trentamila di debito.

iVoutcdi luUoci iluaioieule

.igli

SEM
un distaccamento fli I I settembre 1772 soldati si rec al seminnrio romano, dove un commissionato alla
rettore e di tutta la
ta voce
il

SEM
cile la

allorn gli nssegn annui scudi 3')Oo, (in-

camera apostolica dovesse mantedi

presenza del
lesse

nere gl'indivitlui dell'estinta compagnia,

comunil

ad

al-

intendendo poi

portare

la

rendita del

decreto di

provvisoria chiupoi fatto inten-

sura del seminario.

Fu

dere

ai

convittori ed alunni di ritorna-

re alle loro case, ed ai gesuiti in quelle

che loro sarebbero destinate dal


sona incaiicata
di

p.

pre-

posito generale, restandovi intanto per-

TGoo, sopra l'abbazia di Fiasira nellaMarca, data in enfiteusi ai marchesi liandini. Di pi, il Papa lasci a beneficio del seminario nuovo tutte le rendite che godeva dal tempo ch'era amministrato dai gesuiti, condocollegio e seminario a scudi

assumere

l'

animini-

nandogli pure due censi passivi del collegio nui.

slrazione del luogo.


s.

La
il

rev. fabbrica di

lomano, delfiullato

di scudi

qo an-

Pietro prese quindi possesso del palaztesoriere in forz.i

Dopo

l'espulsione de'gesniti dal sesi

zo del seminario, ed
di

minario, non

parl piulel debito di scu-

chirografo pontificio de' 3o dicembre


lo

di trentamila,

n del preteso credito di


clero
la

1773

cede
lo

al

monte
di
a'

di piet di

Roma,
con

scudi tiecentomila; anzi nel giorno ste%so della chiusura del seminario,
il

mediante

sborso

20,000

scudi,

io gennaio 1774' Divenuto l'antico domicilio del seminacontralto stipidato


rio

romano,

pel quale

sembrava decretata

visita apostolica de'3 cardinali visitatori

romano propriet

particolare, per es-

nominati, fu con decreto obbligalo a continuare


tassa.
Il
il

andato ad abitarlo il cardinal Vitaliano Borromeo, cominci a chiamarsi il palazzo Borromeo, ed ancora si suole appellare con tale denominazione. Agservi

pagamento

dell'

antica

annua
di

n." 8(Jo'f del

Diario di

Roma

detto anno, riporta

come Clemente XIV


collegio con abili sala col-

nvea provveduto

il

giunger, che nel


s.
1

7(^6

la

rev. fabbrica di

cerdoti secolari per professori, per

Pietro, con istromento de'

26 agosto
l'mve-

tura della giovent nella soda piet e nelle

7q() riport dal

monte

di piet

buone
si

lettere,

disponendo che
il

nel noi

slitura e enfiteusi

perpetua del palazzo

vembre

riaprisse

seminaiio sotto
il

ili

del gi seminario

romano.

lui auspicii.

Per

cui

cardinal Colonna

Passatilo mesi dacch esso era stato


chiuso, Clemente

Ticario a'3 agosto pubblic una nolilcafione, per invitare


la

XIV

si

trov co>trelto

gioventi che avea


al pre-

dalleprepotenti vicende politiche tle'tem-

vocazione pel servizio della chiesa,

non senza sua ripugnanza e dolore, di sopprimere la compagnia diGesi, col breve Doniinux ac Rtdcmptor^tii luglio
pi,
1

773, che intiero riporta Cercastel nella


l.

ventivoesame che nel seguenleseltembre terrebbe nel suo palazzo, dovendosi prima esibirei retpiisiti di essere romani, nati da legittimo matrimonio, non minori
d'anni 12, e capaci di studiare l'umanit;

iSloria del cristianesimo,

34,co'n.i
i

e seg., togliendo

di'

Gesuiti (f.)

collegi e

non che

essere di buoni costumi e di ci-

seminari alla loro cura


sidice,

afTidali.

Nel n.

vile onesta condizione, provveduti di cap-

iS()o2del/^wnor//7iom^de'Gagostoi
proprio avca fatto

774 come ClemeuteXl Vcon suo motocol

pellania, o beneficio o patrimonio ecclesiaslico,

ovvero almeno
si

la sicuil
gli

che

lo

romano
gio,
gli la

unione del collegio seminario vescovile pontili


l'

ron?eguirtbbe,eper pagar poi


ti

alimensareb-

qualoia non

elletluosse la loro vocasi

rio,dichiarando quello stabilimento colle-

zione ecclesiaslicn. Cheperallora

seminario e universit, concedendocasa, la specola,


il

museo,

la
s.

biblio-

bero ammessi 3o alunni, conprcsi quelli che appartenevano all'antico seuinaiio,


se volevano ritoinare. Perla

trca, la spezicria,

de

chiese di

Ignazio

morte dl Pa-

e dell'oratorio del p. Caravila. Inoltre per

pa

il

seminariu non

si

pot aprire nel no-

SEM
:

SEM
cardinal Vitaliano

vembre 1774 sollanlo si riapr soflo il nuovo Papa Pio VI ne fu ." rellored. Francesco de Vecchis, ma dopo circa 6
i

Borromeo (che celebrai

mesi essendo slato fatto parroco, gli successe d. Gio. Battista Tarozzi di Valmonlone. Essendosi fatti vari progetti per re-

stringere l'assegnamento necessario per

mantenervi 3o alunni, non


lire

si

pot stabipi annui;

meno
i

di scudi seimila e

mentre gesuiti per mantenere egual numero non ne riscuotevano pi di duemila e ottocento circa. Questo confronto
la

pure a Conservatorio Borromeo, da lui fondalo), ottenne da Pio VI un breve,col quale si cedevano in perpetuo all'oratorio le camere e sale dalle quali sono circondate le venerabili cappelle, ed il zelante cardinale subito risarc tutto, adorn decoiosamenle il luogo e Io dot di molte rendite, perch pi volle fra l'anno si potesse trattenere una quantit di giovanetti a prepararsi alla s. comunione. L'esempio di questo insigne benefattore eccit altre pie persone a contribuire grosse

pi vitale difesa alle accennale accuse


sacerdoti ch'ebbero

contro l'economica amministrazione dei


gesuiti.
I

somme per

l'accrescimento di tanto beI


1

la

direzione

ne; e qui

e cura del collegio eseminario, nella

mag-

aggiunger che Pio VII nel 8 5 portatosi a comunicare colle proprie mai

gior parte erano allievi degli stessi gesuiti,

ni

giovanetti in questo luogo, accord

che procederono per quanto fu possibile colle norme precedenti. Quindi furono
preposti a presiedere al collegio

all'opeia pia l'annuoassegno di scudi 200.


Il

prefetto dell'oratorio e altri sacerdoti


si

romano

addellifldesso sempre

prestarono a prela

3 cardinali con titolo e ingerenze di prefetti digli sludi,

dicare, confessare, assistere

mensa,

la

dellospirituale,e dell'eco-

ricreazione,

dormitorii de'giovanetti,che

nomico

per

il

piefetlo sullo spirituale,

per 8 giorni
te.

visi

trattavano gratuitamen-

cio lauto del collegio che del seminario

Essendo

stala la pia

opera da Pio

VI

romano, fu sempre il cardinal


cupato
il

vicario.

Oc-

sottoposta
rio, e
le

all'

arbitrio del cardinal vicaegli traslocarla,


altri a
1

collegio

romano

dai professori
i

potendo

cambiarne

delle scuole, cui recavansi


laici e ecclesiastici di

vari collegi
le

forme, chiamare

dirigerla e
il

am-

Roma, ed anche
s.

ministrarla, cos nel


la vicario, nel

824

cardinal Zur-

persone addette
te di

alla chiesa di

Ignazio,

trasferimento che dir del

all'oratorio del p.
s.

Cara vita,

alle cappellet-

seminario, ne rilasci l'esercizio a'sacerdoli secolari per fondarla altrove; e

Luigi, alle congregazioni de'secosi

Leopa-

lari,ed alle opere pie, che molle vi

eser-

ne XII con suo breve


lazzo Imperiali presso

la trasfer nel
la

citavano da' sacerdoti del collegio romano,


le
gli

basilica Liberia(/^'^)

alunni per

la ristrettezza

del locail

na, nella casa della Missione

di

No-

non poterono mai sorpassare

nume-

stra Signora delle Grazie e detta Imperiali.

ro

di55o56, non ostante le tnolte ricerApprendo dal citalo disopra ab. Costanzi, p. 2o5, che nel 1785 fu istituita
che.
la pia

Nelle

medesime cappelle

di

s.

Luigi da-

gl'individui del Ristretto degli Angeli, esislente nell'oratorio del p. Qiraviia, fu


istituita nel
i

casa degli esercizi spirituali pe'gio-

790 una mula

d'esercizispi-

vanetti di nubile e civile condizione, on-

rituali

perla coltura delle anime di quel-

de

disporli alla

[.'comunione, nel locale


alle

del collegio
le di
s.

romano aderente

cappelle

Luigi Gonzaga, ossia presso

ca-

mere

abitate da quel santo gesuita pro-

tale ristretto e altri li che compongono che bramino ritirarvisi, in preparazione alla Solennit di Pasqua, con privilegio di farvi celebrare pi messe nel gioved santo, in cui
si

tettore della giovent e degli scolari, deno-

comunicano

gli esercizianli

minate

le

CappellcUe,

11

prefetto dell'o-

per concessione di Pio VI. Di presente


nel collegio

ratorio del p. Caravita e missionario ur-

romano

giovanetti studenti

bano

d.

Giuseppe del Pino,

col favore del

del collegio stesso,

che non hanno anco-

SEM
rn fjjlta lai."

SEM
vi
si

i5

comunione,

prepai-ano

mano

si

ridusseroa poco numero.


1

La

di-

per mezzo degli esercizi spirituali separa-

vina provvidenza nel

8 4
1

restitu la

pa-

tamente
collegio,

ilagli altri

studenti del

medesimo

ce alla Chiesa e all'Europa, ed a


il

Roma
prime

barsi e

tornando alle proprie c;ise per ci dormire; quindi fanno la i .' comu-

suo clero, e Pio VII che

vi

entr triondelle

falmenle a'24 maggio.


sue cure fu
la

Una

nione

il

gioved san(o, nelle dette cappe!s.

ripiislinazione della

comdue domi-

lette di

Luigi. Triste conseguenza della


lu la pro-

pagnia di Ges per tulio l'orbe cattolico,

tremenda rivoluzione francese


zione violenta di vari
pontifcio e
stati, fra

imperocch a

richiesta del re delle

clamazione della repubblica, e l'occupai

Sicilie, gi l'avea restituita ne'suoi


nii,

quali

il

Roma, donde a*20 febbraio 1798 detronizzato Pio VI fu portato pri,

de'

gione in Francia

ove mor
infelici

tra gloriosi

patimenti. In queste

circostanze

anzi avea sempre esistito ad istanza monarchi di Prussia e Rtissia (^'.), sebbene [)roleslanle .,scismatico il 2. l'io VII dunque co!la bolla del 7 agosto 8 4 pel geneiale iprislinamento de'geil
i

ne

soffr

anche

il

collegio e seminario ro-

suiti,

espressamente dichiar nel restituir


il

mano, restando

nel

primo una dozzina


ai

di

loro la casa pi ofessa e

noviziato

diRoma

alunni; tultavolla riusc

sacerdoti di-

colle coritiguechiese'non inlendianiocon


ci di escludere la restituzione
le altre
,

rettori di preservare dal generale spoglio


il

anche del-

museo

e la biblioteca

Roma

narrai

che in questa citt spettavano


di

la

sua condizione in questa epoca fttale

alla

compagnia

Ges, prima della sua


a

e miserabile.

Non and
piii

guari che altra

soppressione, sulla restituzione delle quali

pi lagriraevole e
cui di

lunga ne avvenne
di

ci

riserviamo prendere
le

suo lungo e
".
Il

ne'primordi del pontificato

Pio VII, in

tempo

convenienti disposizioni
,

p.

nuovo

fiancesi imperiali invasero

lo stalo ecclesiastico e

Roma, traducendo
il

altrove in deportazione
1

Papa a'6

luglio

809, disperdendo e rilegando

in lontani
il

Theiner a p. 34' esaltando Pio VII per la prima cura che prese di restituire in fiore il pubblico insegnamento (ed il collegio e seminario romano ne prov subito
i

luoghi e prigionie, cardinali, prelati e


clero

benefici effetti^ acci


la

la

scienza pro-

romano

restando

Roma

a vivere

cedesse colla piele


i

fede, convinto

che

nel pianto e nella desolazione, con mg.*"

Anastasio delegato apostolico, e mg.'


noch'io

Me-

ormai principi cristiani per l'esperienza di 25 anni aveano potuto conoscere l'iudoledella rivoluzione e
i

Sa grista

(r.),

il

quale fece alcu-

gridi di guerra,
i

neordinazioni nella chiesa de'signori della Missione {y.), altro vescovo avendole
eseguite n^\ Palazzo Caniuccini [/'.)

che rivolti da principio conlro gesuiti, aveano dopo la loro caduta assalito con egual violenza troni , aggiunge questa
i

Giuramento
co,

parlai di quello democrati-

che

francesi repubblicani nella pri-

gionia di Pio
stici di

VI esigevano dagli ecclesiaRoma, e che alcuni professori del

Per la qunl cosa eslim Pio VII non potei dare miglior guarentigia al ben pubblico della Chiesa e alla
testimonianza.
>

quiete de'civili

stati,

che quella
di

di riven-

collegio e seminaiio incautamente pre-

dicate ad una degna societ di uomini,

starono,
zione.

ma

poi fecero solenne ritratta-

vogliam dire
se avea

alla

comp;ignia
il

Ges,

la

A Giuramento

eziandio parlai di

sua innocenza, di che

processo delle co-

quello preleso dagl'ini peritili francesi nella prigionia di l'io

dato gi mille prove, dichiaran-

VII,

il

quuie fu

vir-

dola, conformemente eziandio a'desideni


di

tuosamente ricusato dai maestri del medesimo collegio e seminario, perci [)uniti con penosa deportazione. In lale lagrimevuie

pi principi e sapienti uomini

di sla-

nuova vita. Pio VII lasci al tempo e alla prudenza de' contemporato, risorta a

tempo

gli

alunni del seminario ro-

nei

il

ristorare

fieri colpi

gi recali a

i6

SEM
il

SEM
oollowir nnosuiti
il

que^tn pregpvole societ,

Collegio

romano

{F.) e sue apai

vamenle
cercare
i

la

loro fiducia nef^lianlichi suoi


la

partenenze; ed
gesuiti
il

a'

19 affid

medesimi

meriti verso

religione e Io stato, e rii

Collegio de'Nobili^F'.), che vol-

consigli,

lumi e

gli aiuti di lei.

le istituire nel

palazzo gi del seminario


,

Cos Pio VII soddisfecej se lecito dirlo,

romano
lo.

denominato Borromeo
la

asse-

Luogotenente di Cristo in sulla terra, non pot egli lasciar pi lungamente su d'una s onoranda e benemerita corporazione ecclesiastica una macchia di disonore, di che l'eti slessa riavutasi dal trambusto del suo traviamento, per vergogna arrossiva. Il moa

un debito

della Chiesa

gnandogli

contigua chiesa di
celebrai

s.

Macu-

A Collegio romano

il

clero se-

colare che ne avea diretto l'insegnamenlo pubblicoe amministrato lostabilimenlo,


i

professori e maestri che fiorirono nel-

le scienze e dignit ecclesiastiche,

due dei

quali

ivi

encomiati ora fanno decoro al


i

mento

della reintegrazione della

compa-

sagro collegio, cio


Brunelli;

cardinali Fornari e

gnia di Gesiappartiene indubitatamente


a que'tratti di provvidenza, la cui vastit ed
ai

non che
la

quelli

che dottamente

diressero

specola, di che feci parola aup.

puri e

importanza solamente a pochi, solo mondi di cuore dato di bea

co nel voi. L,
il

262
p.

e 263. Arroge

come

p.

Theiner, a

347> celebra

l'avveni-

conoscere.

Oh! come
ai

tosinolo degl'incre-

duli giubil di letizia allorch vide la

com!

pagnia immolata

suoi perfidi disegni

Ohlcomeinluoii inno trionfale sul prossimo rovinar della Chiesa Leone XII comp ci che non fu dato a Pio VII di eseguire, imperocch col breve Recolen!

mento, e la direzione del collegio in tempo de'preli secolari. Leone XII, degno erede delle virt del suo predecessore, nodriva le medesime benevole disposizioni verso la compagnia di Ges, e si volt a rammarginare le ferite da lei sostenute. Commuovevalo grandemente la mirabile capacit de'gesuili per l'educazione,
i

tes, dell. "aprile

1824, trasport
i

il

semi-

nario

romano

convittori, co'sacerdoti

quali,

come

che fino allora aveano egregiamente diretto e governato con essi il colsecolari

stre visconte di

s bene esprimesi l'illuChateaubriand, sapevano

elevare

giovani, eziandio de'pi diversi

legio

romano, nell'antico vasto


la

locale del
egli

ordini e gradi di societ, a quella

comuil

Collegio

Germanico lJngarico[f^.),
contigua chiesa di
s.

nanza
cipe e
zia,

di studi
il

che stabiliva

tra

prin-

assegn

Apolli'
al

dotto una nobile e salda amicidissimile a quella degli Scipioni

nate
la

(nella quale,

come rimarcai

suo

non

articolo, s'incominci l'insegnamento del-

e de'Leli. Volle
stituire la

dottrina cristiana, pel decreto del Triil

adunque Leone XII compagnia nell'antica sua


tutti
i

re-

se-

dentino, derivando dal quale


rio,

semina-

de, nel gregoriano collegio, stato gi pro-

furono cos congiunte due glorie ecclesiastiche al venerando tempio, che di-

vido educatore di
dell'ordine, e

grandi ingegni

cuna

di tanti

uomini nella
Il

votamente frequentai ne' primi anni di mia vita, come gi mia parrocchia), per
iifllziarla,

Chiesa e nello stalo cospicui.


clerodi Pioma avea,
la

virtuoso

dopo
il

l'abolizionedel-

stabilendo

la

residenza del caruffici

compagnia, assunto

reggimento di

dinal vicario e de' suoi

nell'altro

esso, e col pi lodevole

ardore faticavasi

propinquo e grandioso palazzo, che ha li maggiore ingresso nella via della Scrofa. Cos il seminario romano venne nobililato con propria casa,con particolari scuole, e

di riparar la perdita

religione e le scienze.

che avean patita la E certamente il roin

mano collegio,
to di orbezza,
abili

posto in questo dolente sta-

non poteva scadere

pi

separato dall'antico convitto. A' 17 maggio di detto anno, Leone XII, gi vi-

cariodilloma,

restitu in

perpetuo

ai

ge-

mani. Merc degl'indefessi sforzi di quel clero cos pio, cos dolio e ben disciplinato, il quale si tenue alle gi impres-

S E
se

M
il

SEM
colleS[)nse

17

orme

ce'siioi

piedocessoii, fu

quel provvido e zelante Papa. Leodi-

gio fecondo in gran manieia di fruiti, e

ne Xll col breve cl hoc supremae


gnilatiifasligiiim, de'27 dicembrei

ed uomini che negli ultimi travagliosi tempi con tanto


lurni que'grandi
[)re!ali

8^4,

animo
la

e valore diRseioi sagri diritti del-

un al collegio de'missionari sacerdoti fondato dal marchese Imperiali Lercari, nella


lai

Chiesa. Allorch dunque, dopo una mesi

pia casa sul


nel voi.

Monte
p.

Estjuilino^ cui par-

t di secolo, quell'orfano figlio


alle

torn

XLV,

224, l'amministragli esercizi

mani di chi gli avca dato la vita, non ehbechea lodarsi de'fedeli e diligenti suoi tutori, cheaveano religiosamente custodito
di
s

zione delle due opere del cardinal Vitaliano


netti

Borromeo per
da ammettersi
i^T'.)

de'giova-

alla

."

comunione, e

gli

antichi ordini e
edificio.

il

primiero stato
citro sort al-

degli Oralorii

notturni eretti pari-

grandioso

Il

menti inRoma dalcardinal Leonardo .\atonellijde'qunli liporlai a'Iuoghi loro. Con


al tro

lora a

nuovo campo
il

della scientifica e re-

hgiosa sua attivit


sotto la vigilanza e
ni

seminario romano,
paterne sollecitudis.

bre v e de' 1 4 febbi aio 8 2 6, Amplis i

le

sima

t'/^5,

Leone XII

alle

due

pie unio-

d'im

illustre principe di

Chiesa,

il

car-

ni de'sacerdoli, cio dell'oratorio

nottur-

dinal Zurla camaldolese, nel quale piet,

mansuetudine, dottrina

si

trovano

in bel

nodo congiunte. Questo degnissimo personaggio, vicario di 3 Pontefici, ha conferito

Arciconfraternit di s. Gregorio de' Muratori (F.),e della pia unione di s. Paolo (f.) apostolo addetti a pi opere di ministe-

no gi eretto

nella chiesa dell'

principalmente ad innalzare
a tanto

il

romala so-

no seminario
ch'esso pel

onore e chiarezza,
allievi,

ro ecclesiastico, e specialmente alla propagazione della divozione del Sagro Cuore di

numero degli

per

Ges

{f^.),

ed

alla coltura de'gio-

dezza degli studi, massime sagri, per

l'os-

vanelti ne'd festivi, concesse in perpetuo


la

servanza d'ogni pili esemplar disciplina, molto avanza, a niuna cede delle pi fiorenti istituzioni di chiericale ammaestra-

Chiesa di
volta de

s.

Maria

della

Pace

(^.),

mento
il
I

".

Con

altre splendide parole


II

il

p.

Thtiner magnifica Pio ^

Leone XII,
il

Canonici regolari Laleranensi{dL Ora dissi perchsuona lacampana avanti giorno due volte e con diverso numero di tocchi), equiudide'domenica-

una

."per avere ristabilito eziandio

colleri-

gio germanico-ungarico.il 2.per a vere


pristinato
il

convitto o collegio de'nobili,e

ambeilue restituiti allacura e tutela de'gesuiti. Del nuovo seminario romano ne fu i. benemerito rettore il saggio e dotto d. Pio Dighi romano, ora vescovo di Listri in

Irlanda per disposizione di Pio \ II 8 8, quali per volont del medesimoLeoneXII si recarono nel 825alconvento contiguo alla Chiesa di s. Clemente presso il Laterano. Volle in quel breve Leone XII, che Vorator.'o di s. Maria delni d'
I

del

la

Pace

fosse riconosciuto

il

primario di
e
isti-

partibus e vicario della basilica

Va

tutti gli altri del

medesimo nome

licauii.

Siccome
la

in diverse

opere

ei

ronea-

tuto, in cura de'sacerdoti secolari, e fosse

che ed

inente fu pubblicato, di avere

Leone XII
della

munito delle

facolt di aggregare

concesso

custodia di

s.

Maria

Pa-

erigere degli altri oratorii.


re che la

Determin puinter-

ce ai sacerdoti addetti all'educazione religiosa de' giovani

memorata
s.

e benemeriti) pia u-

che studiano nei liceo delle scuole del seminario romano, sotto
il

nione di

Paolo avesse l'oratorio

no

titolo di primaria pia unione del sagro Cuore diGesi;perch meglio apparisca ci non sussistere, e insieme rettificare (|uan-

to riguarila la pia unione, credo oppor-

tuno dichiarare quanto propriamente di\0L. ixiv.

monastero contiguo alla chiesa della Pace, ed esistente nel piano del supegioriore loggiato, ove potesse riunire vanetti della sua adunanza, ed avesse anche delle camere da destinarsi dal cardinal vicario; ed inoltre che potesse far uso
del
i

iH
(Iella

SEM
chiesa pubblica annessa di
s.

SEM
Maria,
I

827

dispose: Sacerdotes , aliosque mini-

per le sue funzioni che celebra di giorno. Deteiniinquindiil vicariocardinalZurla,

stroSj antiqui Collegii

ac Seminarii Ro-

mani ^ quihus jamdiu cubicula conccssimus (cio nel 824) dummodo ea inco' lant, nulla rationc ahsque nostra anetoi

esecutore della ricordata costituzione


i

apostolica, che

sacerdoti della pia uniotrasferirsi

ne

di

s.

Paolo nel

per

l'eserci-

ritate

exturhandos esse. noi IreLeoneX


I

zio della divozione al sagro

s, dalla chiesa di
(di cui

s.

Cuoredi GeMaria in Cappella

diedeal nuovoseminarioromano,con tanta

dignit da

lui eretto,
,

per sollievo degli


villetta

parlo a Umvf.p.sita artistiche) a


s.

alunni e convittori

la

amena

fjuella di

Maria

della Pace, s'inlitolas-

suburbana chiamata
Porta del Popolo,
/'rt/'/o^a

la

Pariola, fuori di

se

Associazione alla divozione al sagro Cuore di Gesi stabilita in s. Diaria in Cappella, ora nella chiesa della Pace, ferma rimanendoinquella la coltura spi:

di cui e della piccola

restata al collei'io

"ermanico-un-

gaiico parlai nel voi.


e

rituale de'marinari; e dispose ancora che


l'istituzione stabilita

neli8i4

dalla

desima pia unione di s. Paolo in s. di Loreto al foro Traiano (di cui a Universit artistiche), ch' di Hir celebrare

meMaria

p. i63j 23 t 282, ambedue essendo stale concesse al collegio germanico da Gregorio XI col la bolla Quoniani Collegiuni Germanicuni, de'20 novembre 576, Bull. Rom. t. 4j pai'- 3, p. 825, nel luogo gi chia1
, I

XIV,

(juolidianamenteuna messa
lodi grazie alla
risse in
ss.

in

lendimcn-

Trinit, pe'doni e pri-

vilegi concessi alla B,


s.

Vergine, si tiasfeMaria della Pare. Dispose poi Leone X 11, che tutte le altre camere del monastero della Pace fossero a disposizione del cardinal vicario per dare alloggio a'preli senescenti, oa'beneoierili della chiesa,

mato Pesaioli fuori di Porta Pinciana , che dalla propriet di Bernardino Piscina e Fonlanelli, era passala in quella della camera apostolica. Clemente XI colla
bolla

Cum

in

/V^,

de' 16 luglio
,

708, con-

Tinea in loco Pariolo,a\ Collegio Urbano (A'.), e si legge nel t. I, p. 246 del Bullarium de processe la piccola Pariola

paganda

fide. Ivi a p.

264
:

riportalo

il

o ad attuali operai, assegnando

de'fondi per le spese di chiesa, e per la

molo-proprio di dettoPapa, Cam nosnuper,tii seltembrei 709 Cassationis


canoni,

manutenzione del locale. Da circa g anni, come notai a Scuole biPloma, nel detto monastero vi si eretto un ginnasio
pubblico gratuitCjdiretlo dalla congregazione cardinalizia degli sludi, onde gioi

cum dismembratione, super T

i-

nea in loro Pariolo nuncupato, s. e. de prop. fide alias concessa. Quindi questa
piccola Pariola di venne propriet del col
legio germanico-ungarico.

vani possano apprendere


filosofa
,

gli

elementi di

Riferisce

il

ricordalo ab. Costanzi, che


i.

il

quale ginnasio situato nel

nell'apertura degli studi del


stico del
si

"anno

scola-

piano terreno del chiostro, colla sua cappella per le funzioni festive. Nel restitui-

seminario romano, Leone XII


il

rec ad assistervi, e ricev

giuramen-

Leone XII alla compagnia di Ges il collegio romano, maestri ed altri addetti al collegio e seminario romano che non
re
i

to dai professori delle scuole.


sioNi parlai di quella tenuta

A Co^'clua'3o agosto
di Pietro,

1827, dal romano ab. Camillo

aveano casa dove ritirarsi, furono invitati a prendere alloggio nel locale e antico monastero di s. Maria della Pace, e furono pensionati a proporzione di ci che aveano ne'rispettivi loro uffizi. Il cardinal Zuila esecutore dell' analogo bieve ponlifii,;o, con suo decreto de' j c) febbraio

ora arcivescovo di Berito e inlernunzio


straoidinario e delegato apostolico in Li-

sbona, con disputa sulla storia ecclesiastica,

ed

col sagro collegio.

ne del

intervenne Leone XII La magnifica descrizionobilissimo apparato si pu legalla cpiale

gere nel n, 72 del Diario di

Roma

del

SEM
1827. Nel
l)il,

SE .M
1

ij

medesimoanno Leone XII stailei


il

elio rispondente alla chiesn, atl assislcie

clie

un alunno
lieesse

punlificio seminella ba-

nario
silica

romano
s.

sermone
la festa

Laleianense per

della Va-

tiviti di

Gio. Uallisla, alla presenza del

da mg. Mc/zofanle, duiunle la qnale eljbe luogo una scclli musica a 8 voci, produrione in parte del celebre aiaeslro Pacini, che da lui umiolla nie-Sa eanlala

ra|)a, de'caidinali, prelatura e allri che

Hata

al

Papa,

egli

per

la i.'

esecuzione

hanno luogo

nelle

Cappelle ponllficie, nel

raffida'seaiiuarisli, bene istruiti nelcantoeccle>iastico.


11

quale articolo indicai come ci procede;


e parlando di quella della Pentecoste, notai

n."!

del Diario di

Ro
le-

ma i834

"'corda

come

o'4 febbraio bedi

che sermoneggia u alunno del colle-

iiignameuleGregoiioXVl
co a visitare
il

nuovosi

gio Mibano per conces>ir)ne di

Clemente XIV, mentre prima ci faceva un cunvittore del seminario romano. Inollre nello
stesso articolo descrivt'ndo le processioni

romano. Tale anno fu fatale pel seminario, per la morte del benemerito cardinal Zurla, awesetninario

nota a'29 ottobre,


dissi a

al

quale

gli

alunni ceilon al
[)ie-

dei

Corpua Domini, della Canonizzaziosi

Icbrarono decorose

esei[uie.

Per quanto
I

ne, e per l'apertura della Poi la sanla,

Pergola, Gregorio
del seminario
l.i

X\

che dal Papa

celebrano nella basilica


in

museo

collezione di
al

Aaticana, registrai
te del seminario

ciascuno l'mtervenin cotta e


la

tre preziose

appartenente

defunto cardioce-.i di

romano

con

dinaie, col peso

d'un posto gratuito, da

candela accesa, seguendo

croce

tlel eie-

godersi alternativamente dalle

roroniano,echeMcedonopnreneIla prcessione del Corpus Domini cht s\ [a nella detta basilica in sede vacante, avendo luogo gli alunni anche in quella che si ceItbra dal capitolo Lateranense, ove suole

Cagli e Pergola. Gregorio

XVI

riguard

sempre con singolare benevolenza glialunnidelseminarioromanoeiu vari modi


lo

dimostr: alfabilraente pi volle nelsi

l'autunnale stagione
si

rec alla Pariola,

intervenire
il

il

Papa

cardinali. Ripor!

assise alla loio

raensa,edon)esticamenlc
Icd-

n." Go del Diario di Roma deli 833, the a'23 luglio celebrandosi nella chiesi

conversava coi maestii e seminaristi,


volta ritornando a piedi
al

Quirinale. A*
nel semi-

del seminario
s.
I

romano

la festa

del titolale

vendo il cardinal Zurla fondato

Apollinare ."vescovo di
si

Ravenna (^.),

nario una colonia arcadica, dal suo

nome

vi

rec Gregorio

XV

i,

ricevuto dal car-

dinal Znrla vicario e da


ra di seminaristi
:

ador

to nell'altare della

numerosa schiess. Sagramenniracolosa immagine


il

chiamata Placidia, gli alunni coltivano lodevolmente la poesia,eco'loro versi celebrarono


in

pi volle

fasti

del ponlifl-

catodi Gregorio XV^I, che solevano auio-

della Beala Vergine, e poi le

ss.

reliquie

dell'altare maggiore, quindi ascese nella

gtan saladel seminario nobilmente adorna, ove assiso in trono ammise al bacio
ilei

revolmente incontrare reduce dalle viileggialuree da'viaggi. loebbi cura di serbare tulle le loro belle e soavi compositioni latine e italiane, e ne posseggo l'ini-

piede

il

corpo de' professori,


il

gio-

vani del seminario e


lici

restante de'chiele scuole,

che ne frequentano
tutti

acco-

gliendo

paternamenle.

Due semina-

portante collezione, a me graziosimeate donandole il Papadopoaverle lette e guslatcHa unprospetlodcglisludichesi lannn nel seminario romano, potei ricavai e

risii, gli ni).

no
li,

al
la

Mapei e Castellani, esternaloPapa con duepoetici coinpnniinen-

che

ivi

s'insegna e s'apprende:

la

grani-

malica, l'uinanit,
l<i

la rellorica, la storii,
,

gratitudine e l'esultanza del semi-

cionologia,

la

gcograla

la

poesia, lo

nario pel compartito onore. Poscia GreijorioX \


I

stile delle iscrizioni; le

lingue latina, gic-

pass()airappaitainenlodelcar-

cj ed ebraica

1'

arilinclica, la logica, !a
!a tsico

d.nal vicario, quindi sicouilussea un co-

metafsica e la malccuatica;

ma-

20
tcrisliaiie,il

SEM
le

SEM
anlichila litur-

tematicajl'ctico fisico-chimica;

ziosi, gi maestro del Pontefice, e profes-

canto ecclesiastico,

sore del seminario, al quale in segno di


affezione Inscio la sua ricca biblioteca. Nel

gia; l'eloquenza sagra, la storia ecclesiastica,


il

gius canonico e civile,

la

s.

Scrittui

marzo 1848 perle sciagure


sendone
il

di

Roma,
,

es-

ra, la teologia clominatica e

morale, ed

usciti

virtuosi gesuiti

riporta

luoghi teologici. All'arlicoloPiolX notai

n."

56
il

della

coniiicndiosamciUe quanto qui vado a rammentare di questo Papa che regna.

consiglio e senato di

Gozzetta di Roma, che il Roma vedendo mandirezione delocale e

care
gli

collegio

romano della

L'alunno

d.

Camillo Santori, dopo avere

studi,domandb la consegna del


vi si

neiragosto

iS^5

sostenuto pubblica di-

delle preziose raccolte che

conservaliceo.
il

sputa in teologia e storia ecclesiastica, altra simile ne tenne a' io settembre


nella chiesa di
s.

no, ondeslabilirvi un
il

comunale

Ma

1846

Papa

nel i. aprile dichiar che

colle-

Apollinare, alla presenza

gio provvisoriamente l'avea dato al semi-

e sotto

pontificii auspicii di

Pio IX, con


n. 7.5 del

nario romano, perch non venisse interrotto


falli
i

l'intervento de' cardinali, prelati e altii

il

corso della pubblica istruzione. In

personaggi,

come pubblic Diario di Roma. Il 2.''anno


la

il

maestri e ministri del seminario ro-

secolare del-

meravigliosa manifestazione della belveneratissima immagine della B. Ver1

mano, cogli alunni si erano recati a dimorare nel collegio romano, in ubbidienza a'poutificii voleri, sino dal

la e

29 marzo. novembre

gine, avvenuta a'

3 febbraio
s.

i647nel por-

In conseguenza della obbrobriosa rivolu-

tico della chiesa di

Apollinare, solenne-

zione di

Roma

dell'infausto 16

mente

fu celebrato dal cardinale Patrizi

vicario di

Pvomaedal seminario

a'

2,

i3

1848, il Papa per le patite violenze saviamente ne palli a'24, per cui la fazione
democratica, rotto ogni freno,a'g febbraio

ei4 febbraio 1847, con


n.
1

quella magnificlie descrive


il

cenza e splendore di culto

i849pi"Oclam

la

repubblica romana.
in quell'infelice

Il

6 del Diario di /lOOirz, ed il cardinale vicario medianteindidto papale vi pontific


1

seminario romano
e solo ne partirono

epoca

continu a risiedere nel collegio romano,


gli

solenni vesperi del 2. giorno e la

alunni forestieri che

messa dell'ultimo, con quello stesso ceretnoniale che godono cardinali ne'loro tii

tornarono
circa
fu allora

alle loro case; bens gli altri


si

per

due mesi
che
le

astennero dall'uscire, e
si

toli.

Il

Papa

nel giorno centenario della


s.

scuole

chiusero a moti-

manifestazione della

Immagine

si

rec

vo

dell'

anarchia giunta al colmo.

Dopo
per

a celebrare la messa all'altare maggiore,


e vi

una

serie di
i

combattimenti tra
francesi accorsi a

repub-

comunic

gli

alunni del seminario e

blicani, ed

Roma

altre di vote persone, in

pessa
altra
la

uno alla princidi Sassonia; quindi dopo ascoltata messa, il Papa nella privata cappella cresi-

liberarla dal tirannico giogo in cui era ca-

duta, onde anche

Monti

Parioli

furono
fu pre-

campo
Il

di

guerresche azioni,
vi

Roma
il

dell'attiguo seminario conferii

sa dai francesi e vi

entrarono

3 luglio.

ma
ni,

a' convittori Ducr, Alegiani e Ta vaavendo benignamente preso parte a un

cardinal vicario

rientr a'25 di det-

to mese, e ricomposto l'ordine pubblico,


il

decoroso trattamento pieparalo nella biblioteca. Oltre a tu tloci,rul timo giorno fu

collegio

romano

si

riapri a'

8 gennaio

i85o

nella sua residenza, da'gesuiti gi

eziandio festeggiato dagli alunni nell'aula

ritornati alle loro case


parfi dal collegio
s.

massima con un
del giorno
di

esercizio accaderaico

ed il seminario a'24 marzo e ritorn a


,

di poesia e di musica.
tizie

Nel

n.

34 delle yYo-

Apollinare;

ma

il

collegio de'nobili re-

scrivono gli
al

deli 847, si destraordinari funerali celebrali


d.

Roma

st sciolto,
il

ed

in

sua invece altro convilto

Papa

sostitu,

concedendo

il

palazzo al

can.Lalerancnse

Giuseppe M. Gra-

collegio germanico- ungarico, nel

modo

S E
clie

M
za di
tro
s.

SEM
Camporesi,
il

vaJo a

dire, essendo necessario pre-

Agostino, con architettura di Pieil

mettere in breve un riepilogo sul collegio


geriiianico-ungarico, a schiarimenlo del

quale segi

il

disegno

del cav.

Fuga architetto

della chiesa, sgra-

suo antico locale dato da Leone XII

al se-

vando
tratta,
(jo,

collegio da'debiti che avea con-

minario romano.
ideato da
s.

Il

collegio geinianico fu

come ancora
vi

notai nel voi LIII,p.

Ignazio, e

neh 5)3 fondato


al

quindi

colloc \nCongregazrone del


(/^.), al

da Giulio
rendita di
ti
:

III; indi

Gregorio XIII per percollegio


la

Buon governo
r//rt/,

quale articolo

ri-

petuarlo, neliSyS assegn


1

marcai, che fu chiamato ^fl/(7cso Caran-

0,000 scudi d'oro, provenien(f^.)j

perch
fu

il

cardinale prefetto di questo

da'beui del tnotiaslero e Chiesa dc'ss.


e

cognome

il

che

l'abit, cio l'appar-

Sabba
bazia di

Andrea

da quelli dell'ab-

s.

Pietro di Lodi vecchio;da parte

tamenfo ora occupato dal cardinal vicario. Leone XII col hvQveReeolenles avea
stabilito,

monastero d'Avellana, ora Pergola {f'' ); e da parte di quelli dell'abbazia di s. Cristina neLMilanese. Il medesimo Gregorio XII 1 fond il collegio ungarico co'denari della camera apostolica, come avea fatto col collegio germanico, finch non fosse provveduto, indi gli don la Chiesa di s. Stefano al
di quelli del

che

il

collegio gei'manico-unga-

nella diocesi di

rico,gi riaffidiilo

neh 8 18 da Pio VII


un
sol

ai

gesuiti, fosse unito in

corpo nel suo

antico locale dis. Apollinare, insieme col

seminario romano, ma poi mutalo divisamento, col chirografo del ." novendire
i

1824, diretto al tesoriere mg.^Cristaldi, fece assumerealla camera apostolica ceni

Monte
niita

Celio (^), co' suoi beni e


s.

monas.

si

creati per l'ampliazione di detta fdibri-

stero, gi de' religiosi di


(/''.);

Paolo i.ereSte-

ed anche l'ospedale di
la basilica

il Collegio Umbro Fuccioli( V.) colla contigua chiesa di

ca, ed assegn al collegio

fano d'Ungheria presso

Vatica-

s.

Lucia de' (jm/jri5/. Sebbene dal Papa ei

na, di cui parlo a Collegio

Germamcoil

ransi presi

concerti col p. preposito geil

Ungarico; poscia
1

colla bolla Ita sani luii

nerale della compagnia di Ges,


gio germanico ungarico

colle-

mrt/m,de' 3 aprile 080, incorpor


legio ungarico
gei uianiio.

col-

cou

tutti

beni

al collegio

A questo concesse pure la chiei

non accett l'altro ollertogli, come pure ricus il Colle' gio Clenienimo [!'.), restando a dimorare nella casa professa del Ges. Per le narrate vicende divenuto vacuo l'antico pa-

sa di

s.

Apollmare, e suo palazzo e case


beni della colle-

annesse, applicandogli

giata di delta chiesa gi titolo cardinalizio,

perci soppresso, t'inai mente Gregorio

lazzo del seminario romano, e da Leone XII assegnato al collegio de'nobili, il Pa-

XIII restaur
la villetta

la

chiesa con

4ooo

scudi die

d'oro, e per sollievo degli alunni


della Pariola.ll collegio
(lori tanto,
1

gli

germa-

nico-ungarico

che ordinaria-

00 alunni. Benedetto fondamenti la chiesa, e di suo peculio edilc la magni fu a cappella dell'altare maggiore. Pio VI vrdendo che il collegio, allora amministrato d.i'sacerdoli secolari, era impotente a [>roseguire r erezione del propin(pio palazzo e vastissima fabbrica (gi [)alazzo dongiovan-

mente enumer
rifece dai

pa Pio IX nel i85i lo diede al collegio germanico ungarico, che pass ad abitarlo nel novembre; ed alcuni mesi dopo e verso la Pasqua deh 8 52 vi furono inoltre aperte due camerale in porzione del
palazzo, per
il

XI

con vitto misto di giovani


ili

nobili e cittadini italiani

circa

3o

indi-

vidui convittori, parimenti sotto la dire-

zione de' gesuiti,

ctl

apertosi

ivi in

detto

anno,

il

(piale fiorendo ora

rate e circa

camequaranta conviuori. Per la


ha
tre
ile'nobili,
il

chiusura del collegio


so che

discor-

ni,

come

leggo in lcrnardini. Descrizio-

un suo alunno dovea pronunzia-

ne de'liiouidi

Roma p.

37), col piale coalla piaz-

re nella c.ip|ella puntilica dell* .Assunta in

munica per un arco risponilenle

lodeciella Beata \'ergine, nel

1848

2?.

SEM
i8')^o siippri
cali di
;

SEM
questo, ha formato tutti
pel
gli

nn professore ed im e ne! alunno del semiiinrio Vaficnno quindi nel i8'>i Io recit Giuseppe dc'mnrchesi Sncripante gi alunno del collegio dei
nobili,

occor-

lenli

cambiamenti

nuovo

istituto ec-

clesiastico, perci

di e dispendiose lavorazioni.

hanno avuto luogo gr.mIl Papa si re-

come si esprime

il

n.

87 del Giorpronunzi

c a visitarle

a*

12 ottobre 1 8 J2, ricevuto

nale di

Roma j

nel

i8')2

lo

dal cardinal vicario nel proprio apparta-

Gaetano

Pece!e'li Emiliani patrizio sa-

bino e convil toredel l'oninno collegio Hor-

compagnia di Gesi, come io 8G di detto Giornalej il ii.*'i84 del 18^3 dice che Giulio Stcrbini convittore del romano collegio Borromeo fliretto dalla compagnia diGesi, [)ronnn-

romeo

della
il

mento, da mg.r Stefano Scena arcivescovo d'Ancira e dal cav. Benedetto Filippani deputati e preposti ai lavori, non che
dall'aichitetto. Ascese al salone ov'era si-

qualifica

n.

tuata l'antica biblioteca, che ora

si

sta

de-

corando
sit
gli altri

di pitture nelle pareti laterali; vi-

ogni camera di quel piano, pass asuperiori, quindi discese nel

7.i!a latina

orazione, la quale venne distriil

nuo;i

buita stampala, secondo

consueto. At-

vo

refettorio,

ed osservata

la

bella e ricca

tualmente

gli

alunni del seminario romaposti

farmacia dello slesso seminario, ne usc


piedi.
si

no sono 72, compresi! 3o

che

si

con-

Tra versata
al

la

piazza di

s.

Agostino,
cu-

segiiiscono per concorso e quindi si nominano dal cardinal vicario, 4 ''Ono per nominati, due dall' abbate delle Tre fontane, uno da quello di s. Loienzo, l'altro
dalle diocesi di Ca^li e Percola. L'abbaO D 7a di Groltaferrata non nomina pi, in-

rec
la

luogo novellamente destinato


la

per

segreteria del vicariato, e per


s.

stodia delle
jier la scala

reliquie.

Da

questa parte

segreta sali all'altro braccio

del seminario, e fermatosi in quella va-

stissima sala

ammise al

bacio del piede

la

vece

manda
ed
al

gli

nlimnial scminariodi Frasol-

scati,

seminario romano paga


T

nominata deputazione e al tre persone. Anche qui il santo Padre continu ad osservare
tulli gli altri

tanto annui scudi 5o di tassa

suddetti
es-

lavori che

si

stava-io

26 alunni

di libero

concorso dibbono

facendo, ed ascese perfino alla nuova biblioteca, la quale sce assai

sere tutti romani. In breve qui riprodur-

r quanto ricavo dalla Civilt cnlloUcn,


t.f), p.

y.jAnW Osservatore.

\'5' ^n.^ji, e (\a\

Giornale

ri

Romano Romanci
(\(i\

persuoordine si costruimaggiore della prima, i cui libri volle pur anco vedere. Disceso nell'atrio,
la

entr per
sa di
s.

contigua porticella nella chieil

i852, e nel n."i 39deli853. Il regnante Pio IX, nell'attuale locale del pontificio seminario diocesano di Roma
n.

287

del

Apollinare, ed or avanti

ss.

Sa-

va a collocarvi un altro importante e grandioso istituto, denouiinato il Collegio ecrlesiaslieo provinciale, a fine di dare

gramento e la B. Vergine. A' 16 giugno 18 53 il Papa torn ad osservare lavori ormai prossimi al termine, ricevuto dal
i

cardinal Patrizi vicario, da'deputati e dall'architetto, ascese le parti superiori dell'

una

pi eslesa e uniforme coltuia letteraria e religiosa al clero delle diocesi di tutto


Io stato papale; per migliorare nelle po-

edifizio,

ne osserv minutamente ogni

sua parte, esternando

come

nella prece-

dente volta

la

sua

somma
o.'

soddisfazione

polazioni

la

pubblica moralit, e ravviva-

di tulio l'eseguilo. IMa la bolla

re

il

lume

della fede, costituendo allo sta-

mani Pontifices ,(\e

una dote cospicua pel suo conveniente mantenimento. A tale effetto, il Papa di suo peculio e con architettura del prof. Antonio cav. Sarti, ha edificato un
Jjilimento altro piano sopra l'edifizio del seminario,
e con

Cimi /logiugno 853, emanata dal Papa Pio IX, stabil che il nuovo istituto, dal suo nome si chiamasse i^f1

niinario Pio (f'^ ).


le

Il

al

memorate lettere nuovo edifizio da

medesiujo Papa nelapostoliche, quanto lui concesso al Col-

alcune traslazioni e riduzioni di

lo-

legio

germanico-ungarico, decret. Che

S
al

M
in

SEM
perpetuo
s.

23
i-

avendo Leone XII alliibuito


seminario romano
1'

messi in questo seminario, dove sono


slruiti

edifiziu di

A-

da maestri mantenuti dalla


in tutti

stessa

polliriare,

clieGiegorio XIII avea conces-

basilica nelle belle lettere e nelle scienze,

so al colltgio gerrunnicoungarico, M iccir-

non meno che


vi gli studi

rudimenti reladi

co cles[)irituali inc'ylaeGei'iDanicaelIungnricae nationis nobis carissiinae boiio


SLiinniopere
soiliciti,

tiviallustato ecclesiasticOje terminali (jui-

vengono impiegati
s,

nuovo

eidea Collegio Ger-

al servigio della chiesa di

Pietro iu ca,

manico-Hungarico Aedes satis acupias olimadRoQianiimSemiiiarium perliuenles ac vulgo Palatii Borroniaei nomine appellatiis

rattere di chierici maggiori

fino a che

non siano provveduti desimo capitolo di s.

di benefzi dal

mei

Pietro.

Un

canonisa-

perpetuo concessimus,

et adsignavi-

co presiede a (jueslo seminario, ed

Germanica etEIungaiica Juventus institui possit, iis omnibus servatis, f(uae idem Punlifex Gregorius XIII de ipso Germanico-Hungarico Collegio provide, snpienterquepraescripsit. Atque ad omnein controveisiam hoc, tulurisque temporibus penilus amovendam, earummiis, ut ibi

cerdoti secolari lo assistono nella discipli-

na

e negli studi".

in Castel

stolico

DimurandoUrbanoVI eman breve apoQuoniam adngrum Domini, dei


1

Gandolfo,

il

2 3 Ottobre iG36, Bull. Dos. Fatic.


p.

t.

3,

249)
:

P^'"

l'eiezione del seminario


il

Vasta-

ticano

ne riporter

pi intrinseco.

dem

Aediuin, seu,

uti dicunt, Palatii


,

Borfa-

M liane ob
tuii, ut

rem

s.

SynodusTriJentina

romaei cuncessiouem

et

adsignationem

siugulae cathedr^les^metropolita-

CollegioGcrtnanico-Huiigaricoa nobis

une, atque bis majoresecclesiae pr

modo

ctam denuo

bisce Lilleris auctorltate no-

fiicultatem, et dioecesis amplitudine cer-

stra apostolica

conflrmamus

et

sanciraus,

tum puerorum
sis,

ipsius civitatis, et dioece-

eamcjue[)erpetuoservari volumus, atque


manilatnus.

vel ejus

provinciae

numerum

iu col-

legio, seu

seminario alere,ac religiose erei

SEMINARIO VATICANO,
ritmi T'aiicanuni. Nel rione di

SeminaBorgo e
s.

ducare, ecclesiasticisque disciplinis inslruere leuerentur, in cujus

execulio-

dietro

la

Chiesa di

s.

Pietro in Fatica-

uem

fuit

dudum

in

alma Urbis nostra,

no {^'), propinquo
p.

a quella di

(di cui p;irlai ne'vol.

XXIII,

p. " \,

26G), nella celebre area del


il

Marta XLI, Faticano

sub cura, guberuio,et admiuistratiooedilectorum filiorum pre->bylerorum societatis

Jesu institutum

Semioarium

injun-

(F.)^ situato

nobile ediflzio del Se-

cta dilectis

etiam

filiis

capitulo etcano-

minario
suo

(li s.

Pietro in Faticano, gi dui

nicis basilicae principis

istitutr)re
(li s.

no

Lhlamalo Seminario UrbaPietro ove si educano giova,


i

Aposlolorum de Urbe, ut pr ipsius Seminarii sustenta-

lione

sumiua i3oo scutoruin luonelae

netti

alunni nelle discipline ecclesiastiche,


il

(|uolibelanno solvereut,alia veroaliarura

nelle lettere e nelle scienze, sotto

go-

verno e direzione d'un prefetto canonico "N'alicano; intervenendo gli alunni alle sagre funzioni della nominata e sontuosis-

ejusdem Urbis basilicarum capitula in quadam modica, etiam terliam parteiii nonexcedeute suinma gravata fueriut, et nihilominus ipsi prcsbyteri societatis Jesu administratores praefati practeudeu-

sima

basilica patriarcale, alle sue proces-

sioni, al

coro ne'comuni e nelle feste del


Il

capitolo insigne.

sacerdote Costanzi,

L'Osservatore eli Roma t. i, p. yS: Del seminario di s. Pietro, cos ne parla.'- Si


scelgono da'giovanelli inservienti
triarcale Vaticana, quelli
i

capitulum ejusdem basilicae debuis10 annua pr taxa cujusdam capellae s. Marci sita in eadeiu
tes,

sc solvere alia senta

basdicae

s.

Petri, et unitae per

Sedem

as.

la

pa-

postolicam sacrisliae ejusdem basilicae


Petri litem

({uali

sono pi
Iras-

iniziati nella lingua latina, e

vengono

nostro iu

moveruot coram alma Urbt vicario

dilecto Hlio
iu spiritila-

24
tente scula
cursis, et

EM
didil,

SEM
quam
altestalionem pr sufficienti
et singulis

libus generali, sed ejus vicesgerenfe pe-

non

4oo monetae;pro leiminis clesolutis spatio 4o annorura


capitulum,etcanonioi prae-

consensu pr omnibus

prae-

missis, et infiascriptis lain praefatorutn

et ultra: linde
fati ile

excessi vitate praefalae

taxaeoppo-

societatis Jesu piaediclae,

administratorum presbyterorum scilicet quam alumnoseu collegialium praefati Seminarii


in-

sueiunt, et forsan desuper liteni


runt, et

move-

rum

apud nos

insleterunl, ijuatenus

Promani, et aliorum quorumcuniqiie


teresse

taxa hujusmodi reformaretur, etadae-

qualem cum aliis capitulis contribntionem ieducerelui-,Seminariumque llomu-

habentium ve! habere preleudentiura, habemus, hac liaberi volumus, et decernimus. Et altendentes pr faciliori
Seminarii erectione, canonicos praedictae
basiiicae Principis apostolorum in eonun capituloannuum,et perpetuum redditum 200 scutatorum similium ex majori redditi

num
te

praefataepiaetentione ratae prae-

falae capellae,etpraefcrtur unita


litis,

median-

hujusmodi extiiclione perpetuo excluderetur. Nos igiturconsiet liliiim

derantes

adeamdera

principis Apostolo-

nuperad eamdeni basilicam perven....

ruoi basilicam Christifideles ex omnibus

to perpetuo assigiiasse

deque apostota-

mundi parlibus tamquam ad


liam,
et Ecclesiae

Fidei pe-

hcae potestalis plenitudine praefilam


di,

fundatnenlum convenire, in eaque locumejusdem principis Aposloloruin sepulcro consecratum suminareligione,etpietate venerar], et in ipsa
l)asilicasacras cacremonias,divinaqiie officia,

xam annuam i3oo scutonun luqusmoad Qoo dumtaxat scula luijasmodi tenore praesentiuiu perpetuo reduci mus,
ac reductam esse volumus, Pieliqua au-

tem
I

singolari Christifideliura aedifca-

scuti 4oo annua a praefata summa 3oo perpetuo ad efi(ectun)infrascrip(uni

tione, et

magna ministroriun

frequentia

dismeinbramus,ila utcapitulum non possil

qiotidie celebrari,

proindeque eamdein
ministroindigere,

imposteruni molestar!, necgravari pr


nisi in

basilicam

magno puerorum et rum numero pr illius servitio

contributioneSeminariiLIrbis

prae-

dictisgoo scutis monetae, nec non

unum

operae praelium facturus nosdiximussi pr alendis, educandisque, ac pr servitio ipsius basii icaeinstruendispueris par-

puerorum Seminarium ecclesiasticuin apud earadem basilicam s. Petri sub Cardinalis archipresbyteri
stentis, capitulique, et

pr tempore exi-

liculare

apud i!lam,el pr eaSeminarium

canonicorum

di-

provisionis nosfrae ministerio erigatur.

ctae basiiicae pr tempore exislenlium

Hac
licae

enira ratione,

nedum

majori ipsius

cura, gubernio, regimine, et administratione pr pueris inibi pie alendis, el religiose ediicandis, qui
et

basiiicae servitio, et ipsimet Sedi aposloin

sacris caeremoniis addiscendis


feliciori

eliam sacro

ritus,

consuleretur,sed eliam

paiochia-

lium, et ecclesiarum eidem basiiicae, et monasteriis,quae illi annexa sunt unita-

caeremonias ecclesiasticas ediscanl, aliaque per archipresbylerum, accapilulum, et canonicos hujusmodi pr tempore praescribenda diligenter peragant, et

rum

regimini, et gubernio per ampliiis providebitur. Nos igilur, qnos dilectus (lius noster

sci

Martins s. Angeli in Foro piumdiaconus card inai isGinnellus nuncupalus, noster in alma Urbe praefata vi-

carius in spiritualibusgeneralis, de sufllcienti, et expresso

eidem basiiicae in divinis juxla providam ordinationem pereosdem archipresbylerum jaccapitulum hujusmodi faciendani deservire leneantur, tenore praesentium erigimus, et instituimus: eidecuque Seminario ut praeferlur, erecto, et instiluto,

dictorum presbylero-

rum

societatis

Jesu praedicti Seminarii

Urbis rectorum ad infrascriptam redncliouera couseusu abuudecertiorcs icd-

ex nunc 4oo scutorum summam ex reduclione laxaehujusmodi provenieutcm,


ac redditum

auuuum aliorum 200

scu-

SEM
lorum,ut praefertur, a capitulo assignatiinijiiec non quaecumqiie alia hona per
qiioscu rni|iieCliiisti fule ICS eicleniScmi Ilario
la basilica

S1M

2j

Urbano Vili per accrescere col maggior servizio e numero di clero splendore alVaticana,
la

maggioie
i

di tut-

quomodolibet
ill

ciancia, assignarula, leillius

linquencla et donancla pio

dote, ac

cnerum

inciimbenlium sn[)poilatiote-

mondo, separ 2 cliierici da detto seminario, come troppo lontanodalla mede>ima basilica, e poco lunte le basilit'ie del
gi

ne, apostolica anctoiitale eai urniieru

da questa eresse

il

proprio seminario

nore piaeseiitium perpetuo applica tnus.et


appiopiiacuus, praefatainque assignalioneincanonicorumcapittilaiiter faclam....
Ijsique .Seminario, illinsi|ue aluninis, et

Valicano, colle sue regole per disciplina


degli studi e de'coslumi degli alunni, acci essi ne'giorni festivi servisseroalle fun-

zioni di cjuel celebre e nobilissimo capitolo, al cui

personis in eo pr tempore exisleiitibus,

governo

l'assogi^clt.

Il

Papa
ss.

nec non rebus,

et

bonis quibuscumqiie,
privilegiis,graet alia

edcltii nel 16.37 l'apertura del seminario, nelle case vicino alla
lliclcle e

qnod omnibus, et si ngulis


tiis,

Chiesa de'
(

et indultis,quibus

Romanum,

Magno

in

Borgo
con

meglio ne

qnaevisSeminaria,juxla ejusdem
et insliluta

concilii

parlai

aScALA, dicendo

di quella
i

rinoma-

Tridentini (lispositionem iibilibet erccta,

ta |)er antica divozione),

2 alunni e

de jure,

iisu

consuetudine,

l'assegno di alcune entrale ecclesiastiche


e legati pii,pel suo

privilegio, aut'alias
tur, poliuntur, et

quomodolibet utun-

mantenimento:
la tassa
il

di pi

gaudent; ideiiupie Se,

riserv a suo favore

o contribucapitolo

minaruin noviter ereclurn tiujusmodi ejusque alumnos, rectoi em, et ministros,


ejusque bona,
iiibiis etiain

zione d'annui scudi 4oo, che


di
s.

Pietro corrispondeva

al

seminario

et jura

eisdem exemptio-

ab Urbis vicario praedicto, privilegiis quoque, grati is,et indullis,quicapiluhim dictae


basili-

romano. La direzione fu allidata ad uu rettore, ad un maestro, e ad un canonico eletto ogni anno dal capitolo. Aggiunge
Piazza, che
gli

Ijus canonici, et
<;ae

alunni

si

accettavano di

gaudent,

frui, potiri, et

gauilere de-

beie, pariinodo, et aeque principaliter absque ulla prorsus dillerentia uti, potiri, et gaudere libere et licite possint, et

qualunque nazione, purch avessei o co.npiti 2 anni e non sorpassassero! 8 di et;


I

per

lo

pi

piccoli chierici
le

che

cpiotiilia-

namente servivano
navano

messe nella

basili-

valeant auctoritate

et

tenore praedictis
i

ca, e terminati gli studi

d'umanit ritorici

concedimus, et indulgemus'*. N'el 68 i colIestampediGiusep[)eVannacci si pubblicarono in Roma: Regole per la direzione degli alunni, e per il governo econouiico del seminar io / alleano Alessan.

nella basilica quali chiei

mag-

giori, venendo destinati allacura dellecose

sagree degli altari, finch venivano provvisti


si

dal capitolo di benefizio, col quale


al

promovevano

sacerdozio.
il

Il

dro Vili col breve Exponi noliis, de'i4 dicembre! G8(), DulLc\\.. p. 278, concesse al seminario la facolt di lar celebrare ogni giorno la s. ]\Iessa nel proprio oratorio. Leggo nell*iazza,clie nel
i

poraneo
il

di Piazza,

gesuita

p.

contemDonanni,

dipoi e dedicalo a Clemenle XI stam[)

Catalogo
p.

de'dii-ersi collegi di alunni,

ed a

5i discorre: Dell'alunno del ses.

Gc)8 stam5, Ciip.?.5:

minario Urbano di
ce la (guia e dice:

Pietro, ne produl'uso an-

p Vltsei-ologio roninno,{\at.

"Conforme
itti

Del seminario di

s.

Pietro in f aticano,
le

tichissimo della Chiesa, che servissero ai


sagri altari
i

s.

zie.

Michele Siccome

in

Borgo,

seguenli noti-

giovani asci
il

allo >lato ec-

chierici alunni del


,

rio

romano

(/'.)

nelle feste

Seminanon inter-

clesiastico, volle

s.

concilio di

Trento rini

novare piesto
lici si

esercizio, acciocch

thie-

venivano ad alcuna
si

basilica per esercitar-

allezionassero alle siigre


istitu
i

funzioni,

uc'sagririli e ccrciuonic ccclc^iubliclic,

onde

Scininari (/

.);

ina perch

26
gli

SEM
alunni
il
I

SEM
fro del (."piano tra

tlcl

seminario romano, quale

due

finestre
il

una

la-

fu

."isliliiifo fra lutti,

non servivano
la

pide di

marmo

ricorda

iie'giorni festivi in
lonlaii;in/.ii

alcuna basilica per

seminario, e dice essere


in aria salubre.

il

fondatore del luogo situato


ri-

della loro abitazione,


i

Urbano

Benedetto XIII, che

VI

II.separ

da esso 2 alunni, e ne form

splendette per domestiche virt,

am

di
ai

imo

vicino alia basilica Vaticana, accioc-

frequentare

il

consorzio degli alunni, ed

c!; in essa assistessero a'sanli sagrifizi e

funzioni di quel noliilissimo capitolo, e

li

6 agosto r ^28 prest l'estrema assistenza spirituale ad un alunno agonizzante, che


colla sua benedizione pass a miglior vita.

soggett alla cura d'un canonico,

il

quale
si

elegge un prefetto ed un maestro. Vi

DenedeltoXl Vcol hveve Expo/ti nuper^


de'4gennaio 74^, Bull. cit. p. 3 3, conseminario Vaticano la facolt di quotidianamente celebrare una o pi messe et adventiliis, vel addi1

accettano di tutte
di 12 anni.

le

nazioni,

dopo

l'et

tere
la

Terminali gli sludi delle letumane, s'impiegano nella basilica aN


altari, sinch

cesse all'oratorio del

cura delle cose sagreedegli


di

suno provveduti
cui
si

qualche benefizio, eoo


al

clis

Basii. F'atic,

proauiovano
saia

sacerdozio. Vesto*
altri,

galut'j

ac

in

quae perinde sujfraba silica ipsa et ad quodi'is

nodi
si

paonazza conforme gli

ma

aliare privilegialani celebrarelur. L'islesso Papa, colla bolla

distinguono da quelli del seminario romano per una fascia che dalla spalla si-

Adhonorandam,
cit. p.

dei

nistra (cio la finta

manica
gli

del mantello-

ne

soprano, mentre

alunni del semi-

337, dichiar che gli alunni o convittori del semiprivilegi del nario Valicano godevano
i

27 marzo 1752,

Bull.

romano e quelli de'collegi ne'mantelloni ne hannodue)pende finoa terra, fonario

clero della basilica,

come per

le

sagre or-

dinazioni che ricevono dal cardinal arciprete.


p.
Il

deratadiselacremesitia,in cui ricamata

Cancellieri, Sagrestia T^alicana,

l'arma della basilica Vaticana

(il

Trire-

gno

colle

due mistiche
si
il

Ciucivi Ponti fide,

57, riferisce che nel 1782, presso il seminario fu stabilito il famoso studio del

.soltanto ora

usa), cio

due chiavi penle

musaico, che prima era alquanto pi distante,

denti sotto

triregno pontificio, e
(di

api

come rimarca Venuti, Reniamop.

dell'arma Darberina
zo

UrbanoVIII,cio

deniaa.
di
s.

i2o3, parlando

del Saininario
s.

nella detta figura se ne


al

vedono 3

in

mezsi

Pietro, gi contiguo alla chiesa di

triregno e alle chiavi, ed inoltre

Stefano degli ungheresi, che appartene-

vedono rabeschi lungo la fascia)." Il seminario continu a risiedere nella casa liuigo il borgo s. Spirito, presso la memorata chiesa, ove l'avea collocato Urbano Vili, ma non ve ne sono vestigie. Per sua foituna il benignissimo PapaCenedeltoXlII, amorevole cogli alunni, edifc la fabbrica ove lisiedono, a tutte sue spese, con bella e comoda aichitettura, adornata dall'attuale canonico prefello di convenienti suppellettili, serven-

va

al

Collegio gernianico-nngarico

[F .)

e demolita da Pio

VI

nell'erezione della

nuova

sagrestia Vaticana.

Sussisteva in

detto luogo lo studio del musaico

quanil

do Vasi
quale nel

scrisse {'Itinerario
t.

di

Roma,

2, p.

264

parla del seminario

di S.Pietro

ed ific;i lo daBenedeltoX II IjCoIVaticano.

la direzione del capitolo

Quantro-

to allo studio del

Ulumico {F.) ora


le

vasi nel palazzo apostolico

Vaticano, nel

quale articolo dichiarai

benemerenze

do

il

piopiuquo piacevole giardino a

sol-

dell'odierno canonico prefetto di questo

lievo e ricieazione de'giovani. L'edifizio

seminario, mg.' Lorenzo de'conti Lucidi


di

di nobile apparenza, con 2 gran porte,

Subiaco, che fu zelantissimo e operoso


era

pianterreno e due piani superiori. Sul cornicione e in mezzo del prospetto esteril

presidente di quell'insigne stabilimento,

quando

economo

e segretario della
rev.

no

vi

l'orologio cou

campane,

e nel cen-

Congt cgiizioue della

Fabbrica di

s.

SEM
Pirli o:

SEM
Io nol.ii

27
cliierici

quanto fece per ullicuo,


?.

accorrono non che


i

meno

romani,
il

nel voi

LUI, [1. 3'. Prima l'clllmeia re[)iiljhlica


l'

forestieri tratti dalla

sua fama. Cos


semi-

del

7()8,

per tanto lodevole reggimento,


nario di
s.

poi

invasione

ilegl'

impellali francesi,

Pietro divenuto degno vera

f^rantlcniciite clamicggiiiioiioil

seminai

io

mente

del suo

nome, dell'illustre capitolo


Il

Vaticano, e
sttijzioiie.

lo

ridussero quasi a totale


il
I

cli-

e dcH'augiiNta basilica cui appartiene.


niagiiauiiiio

Dopo
Ji
il

8 i4) ricomposto

l'or-

Gregorio

dine politico
alla

lloma e ritornato Pio VII


capitolo di
il

revole della studiosa

XVI sempre amogiovenlii, in modo


di

sua sede,
alla

s.

Pietro rior-

particolare lo fu altres degli alunni

din
i

meglio

seminario; tua dispersi


la listi et-

questo seminario. Per ben due voile si de-

fondi nelle accennate vicende,

gn onorarlo
occasione che
volta
la

di
i

sua augusta presenza, in


giovani celebravano, una

te/za tlelle rendile a[)pena

permisero di

riaprire le scuole di secondario insegna-

festa

dell'Immacolata Concezioquella di
s.

mento. Leone XII voleva unire il seminai ic) Vaticano ad un liceo, die meditava fondine nel mezz<j del Borgo nuovo; la molle peidi cpiel gran Pontefice, avvenuta ncli82C), ne imped reiretlnazione, ed il seminario continu nella sua mediocrit. Per sua singoliw ventura, divenuto P.ipa neh 83 Gregorio XV I, ed avendo nominato caiionii;o Vaticano il suo cameI

ne,

ed

in altra

Luigi Gonzaga

protettore della giovenlii studiosa. In cia-

scun anno poi e nella ricorrenza precisamente dell'anniversario di sua coronazione,


si

degnava accordare una speciale u-

dienza agli alunni e rispettivi superiori,

prendendo piacere ai poetici componimenti co'quali esprimevano loro sentii

mei) li di venerazione e riconoscenza, per


la

riere segreto partecipante

mg. 'Lucidi

sul-

bont con cui

li

riguardava, e pe'cun-

lodato,

il

capitolo di S.Pietro valutando-

tinui donativi, de' quali era largo verso


di loro.

ne

l'attivit e Io zelo, lo elesse prefetto del

seminario Vaticano, con


11

felice successo.
al

prelatoa tiitl'uomo

si

dedic

miglio-

r<imenlo dello stabilimento, e pose tale


tin'

Fra questi primeggiano l'auinenannui e perpetui scudi c[uattroceuto, e gran copia di libri scoquali ora roriiiaiio una discreta lastici,
to delle rendite di
i

alfezione'agli alunni

(joali figli, e

henefica in

che ti riguarda pi maniere. Pril'iu-

biblioteca a solo particolare uso del pio

luogo.

A promuovere

il

potente slimola

mamente

ristor e abbell l'eililizio in o-

dell'emulazione negli alunni, pi voUe


nig.' Lucidi fece

gni sua parte, ("uro costantemente

ciemento del seminario, con migliorare e ampliare un regolare e molteplice ins<-gnaiiiento; ed oltre la coltura religiosa

demie
i

e saggi studiosi,
(Il

da loro celcbi are accache pubblicarono


a riprodurne

Diari

llonui e altri giornali uflziali


citt.

dell'alma

Mi limiter
di

e scientifica degli alunni, iniglioi ezian-

line esempi. Si legge nel n. 2 delle Nolizie (lei gio

dio

\\

loro trattamento, e pei\>ino provvi-

no

ilomu del 1847gli

"

La

de

al locale in cui gli

aluimi nella stagiopii

>era del 3 corrente gennaio,

studenti

ne estiva, per respirare aria

salubre,

del seniinariu di

s.

Pietro in Vaticano ce-

s(jlevano passa read abilare(pialclie luogo

lebrarono
cnii

le ludi de'ss.
ili

Innocenti martiri,
ilal sig.

centraledellacill,ondeil|)relato ridusse a

accademia

poesia, diretta

loro uso porzione del/'^7A;s30,V.>//////(/'.),


(in dal
I

ab. .\rteini professore delotpien/.a nel se-

8.'.7

propriet della rev. Falibrica

minario meiiesimo. Fu

liillo as-ai

bene a

di S.Pietro e resilienza della segreteria della

tema

della prosa,

il

/ tiUcinto di GrrcI

meilesima. Quindi

in

proeesoodi tempo
1'

iiiK siti /iKirito ili liticticlc.

varicuiilp-

risultato di tante cure fu

aumentulo

iiiinenti latini e italiani


z.ili

raddoppiato unlieo luimeio degli alunni Vaticani, poicli [>el llut iilu suo si. ilo vi

veunetu Irame/.da belle cantate, composte all'uopo


llavalii alla

e udullalc d.il si^. inacstiu

28
sili,

SEM
ed eseguile da'inusici della cappella
fu decorata dalla presenza
i

SEM
italiana di L. Pellegrini, tutti e 3 candidati dell'accademia, finalmente
di L.
le

tanto rinomala musica del eh. maeslroBaGiulia (della basilica Vaticana). L'acca-

ottave

demia

degli

Eni.i e Rni.i signoi

cardinali Malici ar-

Lunardi segretario dell'accademia. Chiuse l'accademia un canto in terza rima del prof. Artemi, ch'ebbe a particolare subbietto V Ostensorio di raro lavo-

ciprete della basilicaValicann, Ostini, Spi-

nola, Gazzoli e
ti,

Massimo; da molli pielada alcuni principi, e da numerosa u-

ro (ne

dienza. L' uditorio tolto ne part oltre-

feci parola nel voi. LUI, p. 226) donalo dal santo Padre alla basilica /Vaticana il d 2 maggio. L'Em. cardina1

iDodo soddisfallo, tanto per la scelta dei poetici componimenti,quanto per la squisitezza della

le

Malici, l'Em." cardinale Clarelli, assai

prelati e personaggi di bella

fama,ed un'e-

musica ed ottima esecuzione della medesima. Devesi certamente molto airillm.e R.m. tngj Lucidi, canonico prefetto del seminario Vaticano, clic
Pvi

letta udienza, col lovo intervenire, diede-

ro testimonianza di ossequio e venerazio-

ne
la

al glorioso

Pontefice e insieme alle

let-

tere e ai cultori di esse ",

Per

la festa

del-

con tanto zelo presiede a quegli sludi". porla il n. 1 26 del Giornale di Roma

dedicazione di

s.

Michele arcangelo pa-

trono de' Procuratori di Collegio deh. Palazzo apostolico


[P^.],

deli85o. Nel seminario Vaticano, che prospera per le cure di mg.rLorenzo Lucidi,

che questo celebra

nella chiesa dcH'universit

romana a'2q

canonico prefetto, fu gi

istituita u-

settembre, un alunno del seminario Vaticano


,

na novella accademia
tei,

letteraria sotto la

alla

presenza del ragguanlevole

protezionedeU'Em.^cardinal Mario Malarciprete della Vaticana basilica, e


sotto la presidenza di mg.rGio. Battista

consesso, recita un'orazione latina in lode

Rosan vescovo d Eritrea.


il

Or essa
il

destin

26 maggio

a celebrare

fausto ritor-

prima faceva un conquanto dissi al i'articoIoPiolXjlemporanea mente restarono chiusi 1' accademia ecclesiastidel santo; ci che
vittore del collegio Nazareno. Per
ca, ed
il

no inR.oma del glorioso Pontefice esovrano Pio IX. Lesse la prosa l'ab. Pietro Artemi, professored'eloquenza nel seminario e

collegio de' nobili; e siccome gli

alunni d'ambedue hanno l'onore di pr-

nimziare im sermone nella cappella pontificia, a Ila


li,

uno de'censori dell'accademia, Sul pregio della signoria temporale dei Papi considerala rispetto alla sua origine, alla sua
antichit, alla

presenza del Papa, de'cardiiia-

della prelaluia e degli altri personaggi


vi

che

hanno luogo,
al

mg

me
e
il

sua natura tutta confora promuovere la civilt e le scienze


dell ingegno e del cuore. Segu

questa distinzione
suppl

al

Lucidi procur suo seminario, che


i'

modo che vado

a raccontare.

le arti

Trovo
di
il

nel n. 3 della

Gazzetta

Romana
dopo

carme latino di C. Petrucci, il sonetto del p. m. G. Balestra vice-piesidente dell'accademia, l'ode italiana di R. P>.icci,ralcaica latina del prof.
\.

del i848,che nella festivit della Cattedra


s.

Pietro, nella basilica Vaticana,


dearli

vangelo uno

alunni del venerabile

Fiorenza:

le ter-

seminario Vaticano pronunci una dotta

zine di A. d'Achille,

gli

endecasillabi la-

lini di P.Pratali, l'ode italiana di

A.Suarez, gli elegiaci latini di d. Francesco Millozzi prof, di umanit nel seminario e uno
de'censori dell'accademia,
di F. Gattoni,
il
i

ed eloquente orazione latina allusiva alla slessa festivit. R.iporla il n.i6o di detta Gazzetta del 1 848, che nella solenuitdell'Assuntn, nella basilica Liberiana,
il

dopo

versi sciolti

vangelo

il

sig.

ab. Pietro Artemi pro-

capitolo di

saffica latina

il sonetto di E. Riccardi, G. Pellegrini ; dipoi 1' ode di R. Luiselli, l'anacreontil'

fessored'eloquenza nel seminario Valicano, pronunzi con molta vivacit un elo-

ca greca di F. Baldeschi,

anacreontica

quente discorso latino in lode della Regina del cielo. Nel u.i88 del Giornale di

SEM
Ptomn del 85o
1

SEM
netti e

29

si

!e{5ge,clie nella festa del15.

dopoi quali furonocreati cardinali SimoCalerini,che successivamente fundel

l'Assunzioiie della

Veigine, celebrala

nella basilica Liberianu,


il

dopo

il

vangelo
Cori,
Pietio
Ia-

sero l'incarico.

giovane

sig. Rall'aele Luiseili di


s.

SEMI-PELAGIAXI.Eretici
colo, iijuali

V se-

convittore del ven. seminario di


in

Vaticano, pronutici un eloquente

lino discorso, in cui nel celebrare


di

le Iodi

pretendevano che l'uomo poteva intraprendere un'opera buona colle sole forze del libero arbitrio, e che la grazia

Maria

ss.

Assunta

in ciclo,

con bella
scrit-

non

gli

era necessaria se non che per

maestria tocc de'simboli delle sagre


ture che
le

proseguire e perfezionare l'opeia buona


tivo

attribuiscono

Padri, e che
nei magnifici

veggon<:i CEiandio dipinti

musaici
cale.

di quell'insigne basilica patriart.


I

Nel
vi
:

q, p. 3f)

>

LeW'y^lhtwi di

Rointi-

ma,
gno

un erudito

breve articolo

medesima. Vennero cos nominati a moche non ammettevano se non per met l'eresia di Pelagio capo degli eretici Peliigiani, il quale erroneamente avea insegnato che tutto il bene proveniva dalle
sole forze del libero arbitrio. Xell'ai ticolo

tolato

//

seminario f 'liticano,

col dise-

del decorato prospetto esteriore del-

Pelaci ANI enumerai

gli

errori deScnii-

l'edifirio, di

Gio. Battista Piccirilli. Ce-

lebrando
fesse

la

fondazione,

il

progresso e

lo

Pelagiani. Giovanni C^f.^m^o (/.), secondo alcuni scita d'origine, considerato

stalo attuale del seminario

cure del

merc l'indecanonico prefetto mg.r Lo-

come l'auloiee

il

padie de'semipeladi 13el-

giaui. Allevato in

un monastero
dal

renzo de'conti Lucidi, a questi tributa attestato di pubblica riconoscenza, poich

lemme, ove
ligiosa
,

fece professione della vita re-

nel

tanta opera ha esso collocata a

promuo-

confratello
tari

3qo usc Germano

monastero col
i

per visitare

soli-

vere

il

bene

dell'ecclesiastica gioveuti. Di-

d'Egitto. Ritornati in Palestina,

nuoGio*

ce inoltre, godergli l'animo di far

men-

vamente

in Egitto, dalla l'alestina poi si


s.

zione di tre canonici prefetti del seminario

recarono a Costantinopoli, dove

che meritarono poi

il

pontificato, Cle-

mente IX (sar errore di slampa, perch Clemente IX da prelato fu soltanto canonico e vicariodtdia basilicaLibcriauajbens

vanniCrisostomochen'era vescovo, verso il 404 ordin prele Germano, e diacono


Cassiano. Esilialo
di Costantinopoli
il

santo vescovo,

il

clero

ClemenleXI

nella prelatura fu vicaiio

e poi

canonico della basilica Vaticana, e

per singolare indulto d'Innocenzo XI colla

ritenzione del suo canonicato di


in

s.

Lo-

renzo

Damaso,
di
s.

indi quel

Papa

lo fece

canonico

Pietro e prese possesso ai

3i ottobre i()8H), Pio VI, e Leone


i

XU,

deput Germanoe Cassiano al Papa s. Innocenzo 1, per fargli conoscere l'innocenza di s. Giovanni Crisostomo. Il l'apa fece prete Cassiano, che da Roma passalo nelle Gallie ferm la sua dimora in Marsiglia, ove istitu due monasteri per ambo sessi, e li govern monaci di Lerino con molta saviezza
i
: i

quali dierono al seminario prove non dubbedcl pi calilo alleilo. IVIi piace ag-

s.

Cassiano sono tenuti come

princi-

pali autori del


ta l'epoca
i\i

semi-pelagianismo. Incer-

giungere, che siccome

il

seminario valila

sua morte, alcimi


ritardano,

l'antidissi al

tm

bel

numero

di cardinali gi canonici

cipano,

altri la

come

prefetti, fra essi registrer


di nig.r Lucidi,

pure

il

nome
egli la
olVizio,

poich occupando
s.

cospicua carica di assessore del

suo articolo, ove parlai di sue opere, e dove onoralo per santo. I\i notai, che la maniera colla quale si spieg nella 3.*
delle sue conferenze
,

da (picsla
voi.
ili

si

suole ascendere alia sublime

lo fece

riguardare

dignit del cardinalitlo,

come

provai nel

come

il

padre ile'semi-pelagiani; l'accudi (pianto disse nella 4' confeasuulempunun avendo laChie-

XVI,

p. ?.28, nel

formare un elenco

sano pure
renza. Ma

assessori anuovciati al sagro collegio,

3o

SE M
scovo
dir.
t.

SEN
fr.

sa ancora deciso ceiti punti tifila gra/Ia,

Mamasola domenicano. Oriens


I

qualche suo abbaglio non pregiudica che


la sua

3, p.

37'>.

memoria

sia in

venerazione.

Abdei

SENA
,

ELSEN. Sede

vescovile della

biamo di lui ancora, che istitu l'ordine delle monache di Ca ssiano (^^)- In sostanza
i

provincia patriarcale, nella diocesi de'cal-

chiamata pure Cardaliabed, che


III
i

il

semipelagiani, in confronto dei


vive
la

cattolico Sebarjesu

uni a quella di
seguenti suoi vela

pelagiani, furono mitigati ne'Ioro errori.

Buaziga. Si conoscono
.scovi.

Le disputede'semipelagiani furono
e lunghe coi discepoli di
s.

jMilao

Mdasso cheoccupava
cattolico Sebarjesu
I;

sede

Agostino,

al

tempo del

poi Je-

cui dottrina difesero inol li Papi;

no

il

semi-pelngianismo
11

si

dilFuse

nondimemolto
s.

suiabjindi Narsete,Sebarjesu,lMaris, Gio-

vanni, Stefano, ed Abdelmessia. Oriens


dir.
t.

nelle Gallie.

dottore della Chiesa


si

Pro-

2, p.

lyS.
discepolo degli abbati
,

spero d' j4quitaiiia{J.),


a reclamare contro
cui
s.
i

rec in

Roma

SEN ANO (s.), vescovo in Irlanda. Nacque


in Irlanda, fu

semi pelagiani, per

Celestino
al

scrisse

una

lettera doinai ve-

Cassido e Natale o Naal


di perfezionarsi

e desiderando
si

matica
scovi
scrisse

vescovo di Marsiglia ed
:

nella virt

trasfer

vicini

quanto
il

s.

Prospero fece e
i

Roma.

Si rec in seguito nella

Gran Bre-

contro

pelaglanismo e contro

semi-pelagiani, lo

dissi nella biografia. Il

pelagianismOjdopo l'arianesimOjfu il [)iii pericoloso nemico della Chiesa; le piaghe


che questo mostro
le fece

tagna, ove strinse intima amicizia con s. Davide; e ritornato in Irlanda vi fond molte chiese, e un grande monastero nell'isola d'Inis

Cathaig^all'imboccaturadel

sarebbero stale

assai pi profonde, se la

provvidenza diil

vina non avesse fallo nascere


tore
s.

gran dotil

Shannon. Govern questo monastero con molta saviezza, evi foce sempre soggiorno, anche dopo che fu innalzato all'episcopato. Gli abbati suoi successori sono
stati

Agostino

{T'^.),

per essere

difen-

sore della grazia. llsemi-pelagianismouscito dalle ceneri del pelagianismo, trov

vescovi per molti secoli; uia

la

loro

un
s.

altro zelante e dotto

oppugnatore
Il

in

Ilario (/'.) poi vescovo d'Arles.

ce-

lebreconciliod'0/7Z'jgf-?del52C) condan-

n semi
i

pelagiani;
i

Papa

s.

Bonifacio

II

molto estesa, venne poscia divisa in quelle di Limerich, Rillaloe ed Ardfert. S. Senano mori nello stesso giorno e anno che s. Davide, cio nel ^4 15 ma la chiesa d'Irlanda looDoraagli 8 di
diocesi, ch'era

con approvarne
eresia,

canoni,

estiiise

questa

marzo.

come racconta Noris,///5t/7a PeIl semi -pe/(/g;V7(7, t. i,cap. 2 3, p. 53


I
.

lagianismo fu potente

principalmente
decreto as-

perch
le quali

vi si

erano unite molte persone,


il

SENASCOPOLI. Sede vescovile del Ponto Eusino, suliraganea dell'arcivescovato di Sultania. Si conoscono 5 de'suoi vescovi, cio Goto, morto neli4oiJ h':

non appiovavano
la

BertoKlo Volo dell'ordine de'piedicatori;


fr.

soluto, che condaiuiava


i

libert contro

Nicola Posseck del


,

medesimo
fr.

oidi u;

difensori del fatalismo;

ma quando

la

quindi Giovanni

poscia

Giorgio de
l.

Chiesa condann taleopinione,tutta quel-

abbandon il senii-pelagianisrao. Nel t, 29 degli 0/^>scoZ del p. Calogei , vi : De haeresi Semi Pela

porzione

di seguaci

Regibus francescano. Oriens dir. 4i5.

3, p,

SENATO ROMANO, ^Je^af^


nicipale dell'

roma-

7Hi5.Magistratoromano,magistratura

mu-

lagicma, Irenaei veronensis liicuhratio.

alma

citt di

Roma

centro

SEMISCATA o GEMISCATA.
vescovile

Sq\q

del cristianesimo, metropoli del


cattolico, sede delle belle arti. Jl

mondo

delChorazanedelTurquestan, eretta verso il 1329 da Giovanni XXII,


e fatta suffraganea di Sultania: u fece ve-

comune di Roma rappresentato da un corpo municipale di 48 consiglieri (oltre due dei

SKN
piifnti crclesiastici del clero

8
socniarep
re*

EN

-5

indossala da sua Santit, e in assenza di


lui al

fjolaie);

di essi col noiTie di


la

Conserva-

pianzinnoile'conservatori presenti.
il

tori di

Roma formano
oltre
il

magistratura ro-

6." Portela
lifcali

boccale dell'acqua ne'pon-

capo chiamato Senatore di Rotua. Questa civica magistratura si denomina e costituisce il Senato romano^ per quanto narrai in dettaglio a Rdma,
insieme a tutte
cesse, ed alia
lata
il I .

mana,

(e altre

hmzioni

in cui

ha luogo)

per

le

abluzioni o

Lavanda delle mani e[

sonuno Pontefice (le medesime surrogazioni e supplenze hanno luogo per le Candele benedette nella cappella della Purifcazione, e per
le

le

sueallriliuzinni, auto-

rit e prerogative antiche, e

da chi con-

Palme benedette,

in

nuova organizzazione rego-

sostenerle).7.ll senato ricever nella

r'^/:J-

ottobiei

847

dal Papaesovraiio
postcrinri disporiportai. D'or-

pella pontificia
ce.

regnante Pio IX,


sizioni

le cui

Ricever

pure intieramente

del

Incensazione e la PaComunione (\.\\\e mani santo Padre nelle due solenni I\Ies';e
la
la s.

dine del medesimo a'3 ottobre 1847 'I segretario di sta tocaid inai Gabriele Ferrei ti

pontificali di

Pasqua

e di
al

Natale (o dal
trono

cardinal celebrante, non


l'altare, se
la

ma

al-

pubblic
te

il

Prospetto delle prerogative o-

ilPapa semplicemente arsiste alil

norifche del senato

tenore

(si

romano^ del seguenponno vedere tutti gli analoin cui dichiarai tut-

funzione, baciando prima


:

sagro Anel-

lo

in tale
il

occasione

il

diacono assistente
il

ghi articoli che indicher in carattere corsivo,

canta

Confiteor^
il

come
il

solilo a pie del


il

come argomenti

trono, ed

Papa

dice cantando

Mise-

te le relative particolarit

ed eriidizioni
>

reatiir, ci'\ risponde

coro). 8. "Nelle circole

fra parentesi

aggiunger avvertenze),

Il

stanze che

si

conduce per
del luogo

cappelle fuori
il

senato

romano avr

l'onore di assistere al

della propria residenza, ricever

santo

Trono pontifeio in ciascuna Cappella pa-

Padre alla porta


Assister a lutti

ove suo le smonla

pa le, (^y\?ini\o v'intervenga


tefice.
Il

il

sommo
."
i

Pon-

tare, precedendolo innanzi


i

cioce. q."
1

senatore seder sul

gradino

Concistori pn1>hVci.

o."

dopo
glio,

la

predella alla parte destra del Soi

Ricever dai Cursori pontifcii l'intimo


formale diluite
al soglio.
le

ed

conservat(jri sul

"2,

nel

numess.

funzioni papali, cimile


i

io di 3. Nella solenne Processione e\

a quello che ricevono


I
I

principi assistenti

Corpus Domini wqW^

basilica Vaticana,

ed
se-

."Sar specialmentecompreso

in altre slraordinaiie funzioni,

potr

il

nella schedola a staaipa, che pel detto in-

nato accedere nel pieno suo numero.


11

timo
tiie

si

dirama dal Prefetto delle ceremoss.

medesimo sa l ammesso nel l'antica me ra (di cui a Camera segreta) .segreta pontifcia
l.j

pontifcie. \'y..^e\ giorno della Pro-

cessione solenne del

Corpus Domini,
il

(del

Palazzo apostolico). 3. Avr


sia

alloi'quando v'interviene
sosterr
le

santo Padre,

precedenza, piando

unito

al
i

sena-

aste del

loro nell'entrare
Iati,

aW l^dienza
s.

sopra

Pie-

parlo ancora a

Baldacchino (di cui Ombrellino) dalle acquai3. "Riterr pres-

meno
il

nig.*^

Governatore come ViChiesa.

santiei'e della basilica \ alicana, sino al-

ce-Camerlengo di
dovi
senatore,
la

precedenza

Non essengli compete

V a.\\nvc<\t\\&Confe<isione
so del senatore
la

chiave della custodia

ter, Oa

dopoi

pi

imi 4 /'rr/wZ/dellacoi
nella

ove

si

pontificia (delti Prelati di fiocchetti). /"

tro e

conservano le sagre 7V?/rde'ss. PiePania nella basilica Laleran<Mise, infurinalitii all'apei

Prender lungo

circostanza che

il

tervenendovi in
la

Ima
s.

del-

sommo

Pontefice viene portato in

iWy/'Vi

medesima. I 4Fnr celebiarela

mes-

gestatoria, ed in tutte lepi ocessinni

dopo

sa nella cappella del

suo P<dazzo[di Cani'


i

Cardinali vescovi.^. "^XiWWMnVW Principe assistente al soglio, spelici ani st nnloie


il

pidogiio), annunziandola col suono dell

(^impana

in

quaiuncpie gininoaiulie

pi
1

1-

so^tleiierc

l'ultima eslremildella

Faida

viletjiHlissimo,

con fdcoll

di prciulerv

la

32
s.

SEN
nelle
/{

SEN
principnli ri-

Comunione

annue

coneiize, con)pr(.nsivamenle a quella del


rnercoled santo in soddisfazione del precetlo pasquale (perquellode'ioniani e folestieri nelle chiese di

Tabella ^^nmil ceremoniale: quella vigente nel 1698 la pubblic Piazza a p. 149 AeWEuse^'ologw roina-

219, dicendo pure


le

della

pala che

regola e riporta

dere

il

voi. LI, p. 243),

Roma, si pu vecome si pratica

no,

come

delle cagioni che stabilirono

si-

mili olferle anniversarie, biennali,

nella corte pontificia (di che nel voi.


p.
1

X LI,

driennali o decennali, del senato e

quapopolo

292). 5." Assister alla solenne messa iiel gioved santo, alla lavanda e mensa
de'
1'
1

romano, in determinati giorni festivi,ammontandoneallora l'importoa scudi 700


1

2 poveri sacerdoti, che ha luogo neldi

annui. Nel

voi.

V, p

2 dissi ehe nel

72$

archiospedale

Sancta Sanctontm

quando per non vi sia cappella papale (di lutto, comedel praticaloanlicamente, parlai nel vol.XLIX, p.28G). 16. Alzeii permanentementeil trono nel proprio palazzo \m\Qn\iti\\ Baldacchino (anche a O.MBnELiiNO, ed a Principe ove descrissi le prerogative de'principi romani). 17. Avr

ascendeva a scudi 2000, e siccome alle 4*^ oblazioni Benedetto Xill ne aggiunse
altre

20

a chiese nominale dal cardinal

vicario, senza aggradare la


tolina, di-^pose l'alternativa.

camera capi]Neli84'
'il-

fatte oblazioni,
plici torcie di

comprese quelle di sencera e altro, importa reno pi


la

di

annui scudi 2000. Inoltre


de'telti, sluore,

camera

Ombrellino a somiglianza dei Principi. iS." Avr la corte composta del


l'uso dell'

capitolina supplisce alla spesa per la

nulcnzione

macampane ec.
,

Maestro di camera
peliano e cameriere.

Cenliliionio
Il

cap-

della Chiesa di

senatoie avr di

disposizione di

pi
il

I^^SS^ col loro maestro. 19. Avr treno di C<7r/oz2.f; (vedasi meglio il voi.

che ricevono

l'

s. Diaria d' A racoeli. Per Clemente XI\ le chiese oblazione devono dare al-

XLIX,p.
ze,

12) proporzionaloalleoccorren-

cune tenui ricognizioni alla famiglia del magistrato romano,e la candela benedella
per
la festa

non mai pi di G, n meno di 3. Gli ornamenti de'C^i'^/// saranno di oro per


lai." carrozza; negri e d'oro per la 2.';

della Purificazioneal senatore,

conservatori, priore
di

decapo

rioni, fiscale

Campidoglio, scribadelsagroS.P.Q.R.,
Kicela

negri e

gialli

per

la 3.'

20. Sar ricevuto

e cappellano de'conservatori). 23.

(ne parlai nel voi. XLVIll,p. 22o)airingresso delle chiese, ove suol condtusi ad
olfrire
il

vera

incensazione nella messa solenne

dal (liacono,e la pacedalsudiliacoiio.2 1."

calice e le lorcie, od assistere a

Far suonare
non che
in

le

proprie trombe nell'atvi

messe votive (ohe riportai a Roma, parland de'molivi), col suonodelle campane
e dell'organo,

to che smontadallacarroz^ae

rimonta,

quello dell'olferta. 25. Rice-

non che complimentalo dasieno secolari, sieno rego-

-vera l'invito di

accedere nelle dette chiese

gli ecclesiastici

dai superiori delle


lo talare. 26. Si

medesime

vestili
la

diabi-

lari, e gli

si

presenter l'acqua benedetta

annunzier

sua uscita

coll'aspersorio da

un
in

ecclesiastico vestito
tali

dal palazzodisua residenza col suono della

in cotta. 21. Assister in


alla

occasioni

campana. 27. Uscii

in vaiie occasioni

messa solenne
la

un banco con gra-

fra l'anno co' servitori a piedi (chiamali

dini paralo a cornii cvangeli. 22. Ascen-

Fedeli d Campidoglio), che in alcune circostan/e sosterranno


le mazze e le torcie, quando occorrano. In occasione di feste

der

predella dell'altare per consegna-

re nelle
torcie

mani del celebrante il calice e le prima dell' offertorio (di queste


divote, come paliotti, trai-

pubbliche, e specialmente nel Carnevale


di
p.

si\ive Oblazioni

Roma (ne
177, L,
p.

parlai

anche

ne' voi.

XXXI,

tai ne' singoli articoli delle chiese

che

le

726

73: dell'intervento del

ricevono, per concessioni de' Papi o del


senato, e ne' voi. XI, p. 270,

senato col governatore di


gi per vedere la corsa
^

Roma

alla log-

XLVllI,

p.

trattai nel voi.

SEN
XXX IT,
modo
I I

SEN
remoniale
p.

33

p.

24

e seg.; della differenza sul

Io descrissi nel voi.

XXYIII,
di

di sedere, parlai in

due lunghi

al-

44

e seg.). Sul luogo della sepoltura del


si

l'arlicolo

Roma. Nel gioved grasso


di

e uI-

senatore

sospender
toga

il

cappello

lama
34-

timo giorno
Corso

carnevale,

il

senato incede

d'oro di forma simile


Vestir
sia
la

al pontificale.

in treno di carrozze per tutta la strada del


:

sia rossa

leggo per nel n.


del
i

3o

del

Diario

nera nelle uscite,

con lama d'oro, eia zimarra nera con

Idi nel

Roma

8,

I. "giorno

di

die mg.'' governatore carnevale cavalc per il


la

fascia

stando

in residenza.
la

La toga

del se-

natore avr

coda. Egli far uso altres

Coiso, col senatore, conservatori, priore


de'capo-rioni e con tutta

delle Calze rosse, della collana d'oro, e

giudicatura
il

del cappello con fiocchi di color nero e


oro. 35.

critninaie) uscir in treno secondo

cosi

Prima
i

di

entrare nell'esercizio
della magistratura

stunie. E' bens'i abrogato l'omaggio die

dell' olcio

membri
il

rendeva dall'universil

israelitica in

que-

presteranno

sta occasione(dicui tenni proposito

aEcREi

condo

la

giuramento nel modo e seforma che si determiner, nelle

ed a Pio IX). 28." Far portare le XI Bandiere de Rioni di Roma, allorch ac-

compagner
l'8/ del
ss.

la

solenne processione del-

Corpus Domini alla Ciitsa di s. Marco (come parrocchia di Campidoglio), ed in altre circostanze. 29. Far
innalzare e portare
la

mani del santo Padre, se e quando piaccia al medesimo. 3(). In occasione di Cavalcata del santo Padre porter la magistratura morso e\ Cava ilo e\ medesimo(ne
il

trattai a
pi).
I

Palafreniere e Possesso de'Pa-

bandiera del senato

37.Presterroma"rioal novellosomj co mo Pontefice, in occasione del solenne suo

romano (di che a Gonfaloniere DEL SEN ATo E POPOLO EOMANo) In occasione di qualche solenne straordinaria formalit. 3o. Lo stemma del senato e popolo romano godr della preminenza sopra gli
e popolo
altri,

Possesso (ne parlai anche a Campidoglio,


a CHiAvi,nel voi.

VII I, p. 78 ex 8
i

i, ripor-

tando quello fatto a Pio Vili dal senatore Altieri, con 1' allocuzione che pronunzi e la risposta del Papa, non chea
L\GRESsi solenni IN

eccetto quello de'sovrani e de'car-

RoMA, ed altiove). 38.

dinali (ne parlai a


p.

Roma

e nel voi.

LIU,

Prester prima del Conclave giuramento nelle

35 dell'opera che spiega le sigle). 3i. Godr de'privilegi e distinzioni, di cui godono sopraddetti personaggi in qualunque circostanza. 82." 11 senatore godr ini

mani

degli eminenlissimi signori

cardinali capi d'ordine (avendo gi fatte


al

del

dividualmente degli onori e privilegi indicali ne'due precedenti articoli, non che
di quello di unirsi al sagro collegio nelle
visite ai sovrani. 33.

collegio le condoglianze per la morte Papa, che annunzia a Roma la campana maggiore di Campidoglio, al modo
s.

detto nel voi.

XVI, p. 294).
."
i

39. Assister

ogni giorno alla


trech
in

rota del Conclave (ol-

Cessando di vivere alcuno de'membri della magistratura durante l'esercizio


dell' oflizio,

questo articolo,ed a Capo-Rioni,

in cui dissi ci

che

fa

il

senato in

tempo

sar esposto
s.

del conclave e sede vacante, ne parlai nel


voi.

sopra

il

letto nella chiesa di

Maria

in

VIII,p.

JT.,

j^,

'7

3: (ie\\eo[e,time'

Aracoeli (a
pi, e nel

Roma ne riportai diversi esemvoi. XXVIII, p. 60 e seg. trat-

daglie che fa coniare per l'ingresso alle

tai di alcuni solenni funerali celebrali in

medesime, e del compenso che ha dalla camera Capitolina per la mensa che imbandisce periodicamente
ai

detta chiesa con l'intervento del senato


l-on)ano; ed a p.
si

custodi della

69

e seg. di quelli che

sua rota,
il

al dire di

Novaes, finch dura

celebrano pe' signori romani), vestito

conclave presso

di toga, collo slesso

apparalo e numero
suol praticarsi per
(il

locale che

il medesimo, cio nel appositamente gli viene asse-

di ceri attorno,
gli

come

gnato, ne discorro nel voi.

XV,
3

p.

-y-CC,

cmmentissimi signori cardinali


VOL. LXIV.

ce-

297, 298, 3o5, 3o8).

4'">-"

Spedir

34

SEN
tinninri
si

SEN
osserviilmelodostabililoin proposito nel

trombellieri che faranno pnrle della sua


famiglia, nel giorno della solermit del-

Ut auteni

in poster uni della

l'Ascensione l'anno innanzi a quello del


giubileo universale o /Inno santo,
lati a

citata costituzione

mon

Urbeni Homarn, nM\a sortizione relativa avr luogo al principio


guisa per che la

cavallo coi Cursori apostolici, dalla

di ciascim biennio; in

basilica

Lateranense
la

alle alli'e basiliche,


si

sortedel bussolo dovr pria sperimentarsi

per afTggervi

bolla d'indizione che

sopra coscri Hi consiglieri ed


i ,

in

mancanza

emana
4i.

dal sanie
la

percorrendo

riserva

Padre in dello giorno, citt a suono di tromba. di quanto si contiene nel

di questi

secondo luogo sopra gli altri, che non siedono in consiglio. 4' Lo scriba dovr trarsi dal ceto
si

speiimenter

in

presente prospetto, ogni altro distintivo


onorifico del senato

de' coscritti, e verr

nominato da

noi e

romano

cessa di aver

da'nostri successori, presso proposta della

luogo". A p.6()3 del t.2,serie?..Mella Cii'ilt cattolica, S riporta il chirografo ilei re-

congregazione Araldica. 5.
tarsi

Non potr vonumero


degli
Il

dallo scriba nellacongregazione meil

gnante Pio IX e diretto


presidente di

al

cardinal Altieri
Il nostro

desima, se non quando


altri

Roma

Comarca:

membri
la

intervenuti

sia pari. 6.

predecessore BencdctloXlf^je'i maggio


1

co)siglio

853, nel qnalesi dice.ChequelPapa

colla

che

comunale potr concedere annobilt personale, e non trasmisresi

costituzione Vrbeiu

Romani, lohe
i

la

con-

sibile

per eredit, a quegli uomini, che se


degni per segnalali servigi

fusione introdotta ne'diversi gradi della

ne fossero

cittadinanza romana, e stabili

limiti

on-

prestati alla patria,

o per celebrit acquiconsiglio stesso per

de

il

ceto de' nobili e patrizi fosse in secit-

stata colla dottrina, col valorenelle scienze

guito distinto con preci sione da gli a Uri


tadini e abitanti di
sivi

e nelle aiti belle.

11

Roma. Ma

succesaltera-

prima
si

di

ammettere
il

chicchessia a tal no-

cambiamenti avendo portato zione alle cose, cred opportuno

bilt, osserver

sistema, che su di ci

fire le

osservalo finora. 7.
stesso, ed
in

Seguendo
le

il

si-

seguenti modificazioni. i.Le famiglie

stema

osservando

leggi e noral

principesche o ducali, che per lo passalo

me
si

adottate

proposito fino

presente,
la citta-

hanno

ottenuto, o in avvenire potranno


s.

potr proseguire a concedere

che hanno in R^oma il principale loro domicilio, senza che per altro sieno comprese
ottenere dalla
tale titolo, e

Sede un

dinanza romana;
diti pontificii,

ma questa non potr aci

cordarsi, che a coloro

quali sono gi sud-

o che abbiano da io anni

nell'albo delia nobilt

poi ne

romana, da ora in formeranno parte; e delle mede-

almeno
e
vi

fissato in

Roma

il

loro domicilio,

sime principalmente si potr a ver ragione per completare ne'casi di mancanza il nu-

mero delle 60
dello

famiglie di patrizi coscritti


di

voluto dalla delta costituzione

Bene-

abbiano acquistalo beni fondi, e vi possiedano un qualchestabilimento industriale, o vi esercitino lodevolmente professioni liberali. 8. E siccome si verifica attualmente una mancanza non piccola
nel

XIV. 2.La congregazione


i

Araldica

numero

delle famiglie de'patrizi co-

(l'erudizioni sull'araldica, sul blasone, so-

scritti, cos'i

per questa volta dovr riula

pra ^WStrntniie
senatore di

iSVg;7//,a(|uesti articoli le

nirsislraordinariainenle
Araldica, aflinch
si
;

congregazione
il

riporlo) d'ora in a vanti sar composta del

possa completale

Roma, de'4
numero

conservatori del

numero medesimo
le

osservate per altro


stabilite di

ceto nobile p'o tempore, di

4 squillinatori

norme, che sono all'uopo


Nell'articolo

da

trarsi dal

de'patrizi coscritti,

sopra."

e possibilmente tra quelli che siedono nel


consiglio municipale, e dello scriba
natiis. 3.

Roma con

diffusione

ri-

&-

portai l'origine del senato

romano,

inco-

Per lascellade'suddetti4squit

minciando da Romolo che

lo istitu, qua-

SEx\
1(3 SUO consiglio supremo, farcndo clcggeie dal popolo ino sennloii, ntimenlato con aUri loo dopo la pace coi sabini, o da Tarquinio Prisco come vogliono altri,

SEN
finch infrennti
(j)iire
il

35
far

{^l'ii

requieti, poterono

senato stessocon un'illiisJieseric

di celebri senatori di

Roma, e di saggi con-

servatoli
i

tli

Roma

e priori de'capo-iioni,

Gli

elFetti COI risposerocos'i

benealla saggia

cataloghi de'ipiali magistrati scolpiti in

istituzione di
glieli,

che

il

Romolo coi senatori consisenato romano fu j)O il mole

tiivole di

marmo,
i

si

de'fasli consolari in

leggono nelle stanze Campidoglio. Tutto

dello de'coiisigli di slato, e merit som-

e sino ad oggi,

ipeto, riportai e descrissi u

mi

elogi

da tutte

nazioni. Narrai

il

suo

stato sotto gli altri

cessero a

6 re di Roira che sueRomolo, e che avendone abbattuto r autorit Tarquinio il Superbo, il


malcontento del senato contribu a detroni/zarlo, etl a proclamare la repubblica

Rom*, insieme alla seriecronologica d;'senatori di R^oma eletti da'Pa[)i, colle loro notizie, seguendo in essa il conte Vendettini stato

conservatore,

l'ab. Vitale,

ed

il

cav.PompiljOlivierigisegretariodehna'
gistrato
si'

romana. Quifidi

parlai delsenato nel


in cui

tem-

p repubblicano,
coro,

non solo

fu re-

romano; ed altenenilonoi a queidtimo circa a diveiNi senatori dubbi o non provati, non calculai quelli che alti
i

slituito al potere e riacquist l'antico de-

pretesero di aver trovato, per evitare un


laberinto di que'^tioni
sterili.

ma

subito fu

aumentato con

altri

Inoltre ra-

loo
ilio),

senatori, formandosi di
lo

3oo

(alcuni
ristabi-

gionai di lutto fino

al

presente stato di co-

dicono che gi

erano e solo fu

se,delsenaloromano,de'senatoridiRoma,
de' conservatori di

numero
;

per altro ch'ebbe fre(juenti


il

Roma
uno

e di altri

mu-

variazioni

nullatueno
il

senato fu

il

cu-

nicipali magistrati, in

alle loroallri-

stode,

il

difen^^ore,
il

protettore della re-

buzioni. Tutlavolla qui aggiunger altre


notizie ed erudizieni, sia del senatore, sia

pubblica,

suo consiglio supremo. Nel


i

declinar della repubblica, notai


niinienti di senatori, laonde
thisse
il

grandi
ri-

de'conservatori, sia di altri ollizialiappartenenti al senato

Augusto

romano, dopo avere

ri-

senato

romano

Goo

senatori e

prodotto

le

odierne prerogative onorili-

l'onor.

Quindi

descrissi le dilfercnli conil

che, leamministrativeavendoleriporlato

dizioni politiche cui soggiacque

senato
la

a Ho.ma. Questa

dunque
il
i

la

i."

magistra-

nell'epoca imperiale, alternando

con-

tura municipale degli


s.

slati

romani, della

.servazione della propria autorit, con la

romana

chiesa, ed
.'
i

."magistrato secoil

tirannia e dispotismo di molli imperatori

lare della

citt del

mondo. Quando

che posero ogni studio in deprimerloe vilipenderlo. Rimarcai quanto il senato romano fu gravissimamente in lutto delerioralo nel la traslazione della sede dell'i mpero
in Costantinopoli, e nella

senaloepopolo romanoad essodava


senz' altro aggiunto

leggi,

era contento di 4 sole lettere dell'alfabeto


:

prese per distintivo

le

tS'. P. Q. A'. Dipoi qualifiche ' Inclito

sua sue-

Senato, Inclito popolo romano. A Paube


ed a Patrizio
di Ro>f*,

cessi va divisione,

per cui l'impero d'oc-

parlando

ileil'o-

cidenle

fiss la

sua onlinarin sede in


di

Ra-

ligine del senato

romano

e de'palnri, ri-

K'tnna, con

sommo danno

di raccontai deirnniiientato senato

Roma. Inroma-

levai la distinzione

Patrizi,

ilelle

che si fa li' Pi'olili e Famiglie nohili di lioniaj

no

nelle intelici

epoche delle

dilferenli do-

poich
di

miiiazioni barbariche ede'greci, depresso


c (piasi spento; quelle del
la

Romolo fondata Roma con raiiilo persone d'ogni specie, scelse tra essi alnomin
patrizi, gli nitri chiami)
citlu-liiu

medio evo

sotto

cimi che
clienti

benefica sovranit de'romani l'ontellci,

o plebei : per unire questi


di

oltraggiali iie'turbolenli lenq)i delle Ire-

ni [>ntrizi

mende

(azioni, dalle

ili

verse niagisirnlure

primi

con reciproco legame, ordin ai scegliersi tra 'secondi un patrono


dissi

municipali vaglieggianli l'anlica hbcil,

o /'/o<(7/o/r,e

de'dovcride'padroni e

36
c1e'clienli(ne
ri

EN
silFatte ele-

SEN
un hnot) parere, n di ben esprimerlo, n avendo sunicienle prontezza e cognizione,
seguivano quello
loro,
di coloro

parlai aScni Avo,aSERvo,tli-

cendocle'libeili).
i

Laonde per

zioni, patrizi decorati del

grado

di senato-

che l'aveano
di dire,

re in n.\li

OD

col titolo di

Padri che loro

proferito prima, passando a mettersi fra

die liomolo, quasi padri della patria e per

donde

poi

venne quel modo

denotare

il

rispello

che meritavano, inolingenui


altri

pedibus
dicono

ire in sententiam, ripetere ci

che

tre quel restabil a'Ioro discendenti la de-

gli altri. Si

nominazione
patrizi

di patrizi

li

do

nella

Roma

pu vedeie Flavio Biontrionfante, su quanto dice

dissero originari. Essi furono poi divisi iu

de'senatori romani.

Che

senatori nell'av-

ma/orum gentiuni,ed

in patrizi

mi-

vicinarsi e aderire all'altrui sentimento,


lasciato
il

nornni gentiuni cio que'cittadini

|)lebei,

loro luogo
lo

dicevano

che divenuti senatori pervenivano alla dignit di patrizio, la quale non sempre era

ad

idem,

notai nel voi.

accedo XXI, p. 240,


:

parlando dell'accesso de'cardinali air/s7ezione del Papa. Della grande autorit,


giurisdizione e prerogative de' patrizi ro-

unita al senatorato, vale a direque'ioo


senatori
eletti dopo la pace co'sabini, ov\ero aggiunti da TarquinioPrisco. Quindi
gli

mani, ne parlai

a' citati

articoli.

Eravi
i

antichi patrizi fregiati della dignit sesi

un principe o capo
sori lo eleggevano;

del senato, ed

cench'ei

natoiia,
tri

dissero Patrcs conscripli. Ali

ma era necessario
o censore.
Il
il

opinano, che

cavalieri scelti dai conle

fosse stato console

principe

soli

o censori per
loro

cariche vacanti del

del senato pronunziava ili."

suo volo,

senato, furonoappellati Palres conscripli^

perch pel

era richiesto dal console del

perch

nomi

e quelli de'primi se-

parere; godeva di quest'onore per tutto


il

natori detti [V\ullslo Palres adscripti ^fi\'

rono

inscritti in

un medesimo

libro.

Nar-

tempo di sua vita, e non si nominava un altro che dopo la sua morte. Le deliberazioni erano tenute segretissime; talsi

ra Svelonio, chegli annoverati tra'palrizi,

come benemeriti della patria, non si chiamarono Palres adscript,ma Palres conscripli, quali non solevano essere comi

volta

seppe prima

la vittoria,
I

che

la

di-

chiarazione di gueri'a.

decreti
i

si
il

chiamatribuno

vano Senatus Considti,


della plebe
ria
li

quali

presi tra'senatoii.

Plutarco
si

riferisce

che

che sedeva

alla porta della cusi

de'senatori alcuni

dissero Padri, altri


i

sottoscriveva coll'iniziale T; poi


ivi si

Padri consentii , perch primi furono da Romolo ordinati e chiamati cos per
riverenza dell'et loro,
i

portavano nell'erario, ed

conservaregistra-

secondi perch
scritti

vano vano

ne'libri Elefantini,
i

ove

si

decreti del senato. iSel tabulario


si

furono ad

essi

aggiunti e

insieme

o archivio pubblico
gli atti
gli atti

custodivano pure
i

cogli altri precedenti;

ovvero perch quel li


si

pubblici del senato,

plebisciti, e

che dicevano

il

loro parere in senato,

de' privali incisi pel solito in tasi

chiamarono
lo
alle

Conscritti, gli altri che non dicevano solamente Padri, aderendo

vole di bronzo. Inoltre

custodivano

le

leggi e decreti del senato in

Campidogl io,
li

sentenze de'primi col muoversi dal

ne' templi di

Saturno e

di Cerere, la di

posto verso loro, o con certi movimenti

cui guardia era aftdata agli edili,

se-

chiamarono Senatores pedarii quelli che non aveano esercitato magistrature, o perch non po<le'piedi. Altri

dicono che

si

nato romano nel tempo della repubblica

teano recarsi in senato che a piedi, o perch non avendo diritto di dare il voto passa vanoa collocarsi fra quelli, dell'opinione de' quali erano anch'essi; ovvero perch non essendo da se slessi capaci di scegliere

ed esercitava l'autorit gli ambasciatori, conferiva il governodelle provincie, il comando degli eserciti; avea l'amministrazione del pubblico tesoro,esi faceva render conto
fu potentissimo,

sovrana. Sceglieva

dai tesorieri; faceva leggi e

le

annullava;
la

riceveva gli ambasciatori, trattava

pace

SEN
e le

SEN
le

37

allennze

ordinava

preghiere, ed
ai

pronunziato
poslo,

il

loro giudizio sull'atto proT.

accordava l'onore del trionlo

generali

D.

I.

R.
cos"i

C,

cio cfc illa re ita


af-

che avcano preso qualche piazza considerahile, o conquistata qualche provincia.


Well 'in tei legno governa vano senatori, ed
i

ccnsiw.runtj
Tare,
il

opinarono su questo

tale e tale console ec.

La

storia roi

niana som ministra splendidi esein pi, qua-

li

comnndo
ai

degli eserciti

si

dava

a quelli
inter-

ch'erano

slati

senatori; e

quando
,

contegno del senato romano, finch fu hhero, fan conoscere le sue eccellenti
li

nel

aveano seggio e posto separato. Un senatore non


pubblici spettacoli

venivano

qualit

come di attaccamento al reggimento democratico e alla gloria di Roma,


,

poteva allontanarsi dal senato senza perinesso; stando in citt era obbligalo a interveiiiic alle

osservanza del segrelo,conservazioncdella


disciplina militare, giudizio nelle ricomgli alleati, fermezza che minacciavano la repubblica, moderazione negli eventi prosperi, costanza ne'contrari. Essendovi nella repubblica romana fra la nobilt due or-

che

assemblee del senato, perdecreti di questo non aveano vigore

pense, fedelt verso


ne' pericoli

quandoisenatorieranomendiioo,emaQcando si pagava una multa. Il senato raduna vasi ordinariamente nelle calende^ nelle nonee nelle idi di ciascun mese, tranne novembre e dicembre, in cui correvano le vacanze. Dipoi Augusto ordin che il
senalo
si

dini,

uno de'senatori,
i

l'altro de'cavalieri,
i

dopo

quali venivano

cittadini o plebei,

ne'pritni tempi della repubblica la dignit senatoria


si

convocasse solo ne' gio


idi di
i

ni delle

confer sollanto ai patrizi

calende e
i

ciascun mese.
i

dittatori,

consoli,
il

prelori ed

tribuni del po|ioIo

aveano

potere di convocare l'assemblea

del senato

quando

lo

giudicavano a piosenato, e tutto


i

o discendenti de'primi senatori; quando poi si giudic conveniente ricevere nel senato que'di famiglie plebee,furono prima nobilitati. Per coprire posti vacanti del
i

posilo. Niente facevasi nella repubblica ro-

senato solevansi prendere dall'ordine dei


cavalieri que'di
1

Diana senza consultare


quel che facevano
il

il

popolo e tribuni non uvea orduiariamente alcun vigore senza


rap[)rovazione del senato.
1

consoli e

censori

maggior meiiloenobilt. nominavano, e se


li

ricusavano
glievano

la

dignit senatoria,

si

toglie-

tribuni per

va loro quella di cavaliere. Quandosi scai

si

o[>ponevano spesso

ai

decreti del senato,


si

senatori,

si

prendeva
i

in

con-

nun

[)ule\aiio oegiiii

se

prima non

si

siderazione non solamente


naii,

pregi perso-

fosse lolla ogni opposizione; e per coslriu-

ma

l'et

la

rendila. Per essere se-

geie

tribuni a desistere da ogni obbie-

natore bisognava aver 3o anni almeno

zione, bisognava ricorrere agli altri


gistrali, e

ma-

aver esercitalo qualche carica, e


fu scelto

se l.iluno

mettere in opera
al

le

preghiere

prima

di questa eia,

si

fece per

le

minacce, oappellariie

popolo. iNon-

(vore, o per cpialolie merito straordinario.

dimeno

<|uaiido un decreto del senato non avea esecuziune per l'opposizione di qualthe tribuno, non tralascia vasi di registrarlo, ina in

Quanto

alla rendila de'senatori, pi

i-

ma d'Augusto era d'8oo, 000 sesterzi (circa


([uasi

vece di chiauiarlo Stiialus Con-

iGo,ooo franchi, valutando un seslerzo 20 centesimi tl'un franco), ma (piel


la

sulluiii,{:\\(imiva;>\Sfiitiliis

nctoiitntem,
se-

piincipe volle che

loro rendila

l'osse

d'un

cio sentenza del senato.

Quando un

milione e 200,000 sesterzi (coi risponde!lia

a' uiHgiiilrali,
sai

nato consullocomunicava qualche ordine esprimevasi in un modo as-

a.jo.ooo franchi); e se solhi vano qual-

convenevole a loro

rigiiartlo

iSV

j/.y

//a

che perdila considerabile, per cui si scemasso la loro rcndil.i, perdevano ancora
la

w^/c'/wr, se cos lor piace. In

uno colla data


senato, nula-

dignit e

la

carica di senatore. Si fece

e luogo ove erasi lenulo


Vasi

il

(|ueslo. regolamento,

perch molli oltene-

ancora

il

nome dc'bciuitoii che aveano

vano

la

dignit senaluna sen^a avere u

38
la i'encitn,n
il

SEN
merito, e perch
i

SEN
senatori

Maria

in Aracoeli, e

coWAra Primogedotto scrittore nelprincipe del senato

non

fossero in caso di

stizie, e di lasciarsi

commettere ingiucorrompere con desostenere


il

niti /)et.

Riconosce

il

l'odierno senatore

il

naro, non avendo

come

loro

anticodella repubblica romana, e ne'conservalori


l'

grado,e soddisfare nel tempo stesso al lusso


e

ordine degli antichi consoli

airambizione,di venuti eccessivi

inRoma

dopo la conquista d' Africa. Ai senatori non era permesso aver due mogli, n di sposare una parente, n una straniera, n una cortigiana o schiava, n di fare alcun
trafilco.

romani, magistrato senatorio ch'eserci ta giurisdizione e gode distinte prerogative,

ed uvea sino

di di cui parler.

re senato

il

84" tribunali e feuImmagine dell'anteriopresente, pel decoro come


al
i

De'magistrati della repubblica e

ne sostiene
presa:
i

le veci,

ritenendo l'antica imoltre la lupa allattante

dell'impero,
a

come del medio evo, trattai Roma; molli hanno loro speciali artii

iS'.

P.

Q. R

gemelli
Il

Romolo

Remo

fondatori

ili

coli in

questa mia opera. Vedasi, Gio. An-

Roma.

quale stenuna con quello de'Fa-

tonio Moiragi,

De Senatu Romano, Mei

pi regnanti,

decora

le facciate

esterne di

diolanii56i. Midleton Conyers, Del Senato


cesco Cecconi,

Gio. FranTabula chronologca Se' nalorwn Urbis a Ronudo fundalnre ad


annulli aerae chriftianae 17G3, Rouiae

Romano, Venezia 748.

molte chiese, e de' palazzi principali ili Roma del baronaggio romano. Che il magistrato

gode trattamento princi pesco, ri-

cevuto da'cardinali col suono della

Cam-

1763. Giovanni Sarii Zamosci,


natii
Il

De

kSe-

Romano,

Veneliisi

/)(53.

panella (ora non pi si usa), come gli ambasciatori, incedendo con vest magnifiche di forma antica, e con treno nobilissimo.

MiU'angoni

ne\\' Inloriadcll'oratorio

Che

dal titolo d'Illustrissimo,

il

o caiipella di

s.

fjorenzo, e della nobile

magistrato ebbe da Alessandro VII quello di Eccellenlissimo e di Eccellenza.


Il

compagnia che neavea


s.

la custodia (^deWa
ss.

inunagineachcropita del
furono
i

Salvatore:
il

decoroso

modo
nelle

col

quale sempre magni-

di questa

primi custodi

senato

ficamente procedette

mezzo de'KiI 0.s7/Vzr/', nobile collegio che fu succeduto [)er destinazione di Martino V da delta compagniajdi tutto ampiamenle trattai aScAiASANTA),a p.3()7 osserva che ilsenatoromanodi Roma papale,chesuccesse all'antico, risiede nello slesso cele-

e popolo ron>ano,ci che fecero per

il senato romano, pubbliche comparse, potr apprendersi da quanto vailo a ripor-

massime

tare; e si rileveranno ancora diversi costumi de' vestiari, degli ornamenti e delle armi che si usavano nerbassi tempi, di
i

molta importanza. Per

la

magnificenza

degli antichi romani, disse Cinea legato


del re Pirro, e lipel l'imperatore Costanzo:

bratissimo luogo
}>idoglio

in cui

era rallro,inCrt//i-

non ucno

illustre di quello cui

TolReges

in

L rbe Romae ,quot


in cui
il

Cives.

successe, pe'3 sontuosi palazzi che lo len-

L'epoca de'tempidi mezzo,


to

sena-

doiio maestoso e

degno

di

Roma
,

uno
per

romano

sloggi tutta

la

sua grandezza,

per l'abitazione del senatore,


le

l'altro

adunanze
i

de' conservatori

ricco dei

monumenti pi singolari dell'anticaR-oMia, come lo l'altro nobilissin)o e mamuseo.Questo famoso luogo purgalo didla superstizione dell'idolatria, ha nel culmine dell'eccelsa torre il simulagnifico

le feste del Carnevale di Roma e de Giuoclii spettacolosi ili Agone e Testaccio che celebrava, da me descritti in

furono

tali articoli,

e indicati insieme

ad altro a

quello di Roma; solenni feste che con sontuose cavalcate e siubolici carri, incominciate

cro di

Roma
di

col trionfale vessillo di no-

stra redonzione,ergendosi sulle rovinedel

tempio

Giove

la

grandiosa chiesa dis.

dopo il secolo X, o nel seguente, a poco a poco andarono in disu>odr)pu il XVI. Solo rest il giuoco della cuccagna, che si faceva nel i.di maggio dagli aviz-

SEN
zeri, e queslo

SEN

39

pure cess sotto Urbano


dagli anliclii statusi

scarlatto, e l'altra rossa e gialla, scarpe di

Vili.
ti

Erano ordinali
che

velluto ()aonazzo fodeiale di pelle d'ar-

di Eoina,{i

celebrassero atinual-

niente colla maggiorsolennil,[jer cui se

mcllino con bollone d'oro allaccialo. Cavalca vano due a due secondo le loro precedenze, coi Priore in mezzo, con mezze

ne chiamavano a parte

pi esperti giuo-

catori e robusti giovani di quasi tutte le

copertine fatte a [lendoni

col pettorale

comuni
altri

delle citt convicine, anzi


:

erano

esse a ci obbligate

Tivoli ne inviava 8,

il' oro e d'argento, con l'rangie e ilocchi d'uro e

di velluto verde, fallo u ricani

u mandavano Anagni,Corneto,Ma,

foruiroenli del
feste militari

medesimo
il

velluto. Nelle

gliano, Piperno, Sulri, Terracina

ToRo-

portavano
si

saiouc crespo

scanella, Velletri, oltre gli ebrei di

scollato,

che

allacciava sulle spalle, avel-

ma. Aveano luogo uel gioved grasso e ultima domenica di carnevale, e per la festa dell'Assunta. Dalle nominate e altre comunit che vi prendevano parte,

pertoa'fianchijCon faldoni lunghidi

luto cremesi, cou fascie guarnite di rica-

mo, secondo
banda
ni,

colori del rione, e

con ma-

niche uua rossa,

l'altra gialla e rossa,

come dalle
correvano

altre circostanti a
in folla a

Roma, con
il

de'colori dell'arme

con deCapo-Pkio-

godere

lieto trat-

e sotto fin sulla coscia tulli armati,


i

tenimento. Questi clamorosi divertimenti

portando

loro Paggi a celata.


il
i

Accom-

riuscivano graditissimi a'roniani ed

ai

foi'estieri,

ed avevano un carattere tutto


si

proprio,

come

apprende

dalle diverse

e interessanti relazioni stampate, e che


citai in delti luoghi. Ri

capo none suoi connestabili, (juali erano seguili da una moltitudine di facchini che portavano in lunghe stanghe doni ricevuti dal popolo, e
i i

pagnavano

qui solo

metlemlomi ad essi, quanto allefeste e giuochi nedale

consistenti in salati, foraiaggi, polli, ciambelle e fiaschi di vino generoso.

Termii

r un cenno, nel narrare

pompe che

le

nata l'escursione e
rioni co' loro tori

la
si

cerca, lutti

capo-

accompagnavano, per aggiungervi (pialche erudizione che mi fu dato rinvenire. Le feste eil "iuochi di A"one e di Testaccio presero il nome da'luoghi ove si ficevano, cio dalla Piazza Navona e dal
i

riunivano nel toro Agonale, ove facevano mostra de'ricevuti

doni, ed
il

ivi

recavasi con tutta la


il

pom-

pa

senato, ed

popolo

vi

accorreva a

turbe per godere dello spettacolo e della


ferocia de'lori,di cui furono
ti
i

IMoiite Tf<7rc/o. Divisa allora

Roma

in

sempre amanassai legioslrc.

Mll
iiere

l'ioni,

ciascuno avea

il

suo gijufalo-

romani, piaoeniload

e.ssi

o CnpoEione (che godevano un lempo ampia podest sulla vita e la morte de'cittadini, avevano il governo della repubblica e guardavano la patria), officio del

glio

Nel di seguente adunatisi in Campidopi nobili cittadini, al suono della


i

campana
parato
si

e de'timpani con isplendido ap-

avviavano per Teslaccio. Cia\


i

quale

in questi spettacoli era

il

scun rione
fale colla

coniluce\a

il

suo carro trion-

far girare pel

suo rione un vigoroso e pin-

propria bandiera, tiralo da

gue
nate
chi

toro, avente la testa e le corna corodi fiori,

cavalli,

come praticavano

gli

anti-

romani colle vittime pe' sagrifizi ai Numi. capo rioni, delti anche BandeI

ordinariamente bianchi e riccamente bardati, accompagnalo da 6 staffieli in bellissime livree. Precedeva il rione di Trastevere, seguivano gli altri, [)oi
il

resi e Decurioni, inqueslacircostanza ve-

senato romano, ludi seguiva l'ordine

stivano berretta ducale di velluto cremesi,

della
li

rubbonc corto con mezzi maniconi

di

velluto cremesijCon punie e bulloni d'uro, loilcrali di tocca toichina e oro, giub-

pompa e magnificenza de'magislraromani. Avvertir, che uel lempo in cui Papi risiedevano in /h'ignonc, il sei

nato romano, valutando multo di


sua carica per l'usseuza di quelli,

[>iii

la

boue

di raso

paonazzo, cou calze uua di

l'esei'-

4o
citava con

SEN
una
i

SEN
due piume, saione
scollato con

reale grandezza e splen-

maniconi

didezza,

nel governo,

come

nel riceve-

larghi, tutto fatto a fascie per lungo di

re e incontrare

legati apostolici,

con belan-

panno

rosso e giaIlo,con passamani bian-

lissimo oidine e precedenze de'magistrati;

ch, calze liscie di

panno

rosso,

con una

ci praticandosi dal senato

romano

banda secondo
certe occasioni

la

livrea del senatore: in

che nell'andare incontro agl'imperatori e altri principi che si recavano in Roma, cdeziandio in altre simili occasioni. Laonde la pompa che vado a descrivere, tranne quanto riguarda giuochi, si usava ani

andavano

arenati fin so-

pra

la

coscia d'armi bianche. E questi pro-

cora per

le

memorate
I

solennit, e l'ap-

prendo da
I\onia,p. 3

Vitale, Storia
I

de senatori di

cedevano per guardia del loro capitano, che seguiva a cavallo con sella di velluto paonazzo e fornimenti di fbbie dorate, con belletta di scarlatto di grana, con medaglia d' oro e con piuma; giubbone tli

eseg.jil quale la ricav dal-

damasco
d'oro
la e rossa,

rosso, collare di maglia, collana

la distinta relazione

che Muratori pub-

al collo,caIze

blic nella Disseti.


rtei'/jtrascritta dal
Il

29 Antiq. lini, meda CodiceV alicanoQ>'] ^"i


le feste, il

una rossa, l'altra gialrubbunedi panno paonazzo fatutto


coscia

sciato di velluto simile, e foderato di ra-

Manzi

la

riprodusse a p. 121 del suo

so rosso: nelle occasioni incedeva

Discorso sopra gli spettacoli,


lusso nel secolo

armato, fuorch

la testa; e

sopra

la

XII^ ,

e la collazionai

con Vitale per la propriet de' termini. Noter pure che la foggia de' vestiari era
decorosissima,

d'arme bianche, con mazza ferrata all'arcione que'due pedoni che gli andavano a'Iati, colla medesima livrea degli
:

ma

all'antica, senza repli-

alabardieri, con bastoni facevano largo


Ira
il

carloogni volta. Aprivano la marcia molli

popolo.

due Dlaestri di strada


che parlai
al

gentiluomini e baroni a cavallo, ve-

(specie d'edili, di

loroarlico-

pomposamente,co'loro stafleii in livree. Seguivano su eleganti palafreni gli


stili

lo,iiisiemea'loro diversi vestiari,comefeci

pe'magistrati e altri che vado segn;mdo


in corsivo)

ofliciali e

magistrati, ch'erano

primari

seguivano a cavallo con forni-

romana. Quindi 4t''ombetcon tieri del popolo romano a cavallo fornimenti e sella di corame rosso, ed alle trombe l'arme del popolo erano vestiti con berretta di panno rosso, con ftdella nobilt
, :

mento
le di

scarlatto.

gualdrappe di Portavano una berretta ducavelluto cremesino, con giubbone di


di velluto rosso e
liscia di

raso paonazzo, con calza

scarlat-

to di grana, con iscarpe di velluto rosso,

tuccia cinta di talfelt bianco


ta,

allaccia-

con rubbone corto

di velluto rosso e ti

con giubbone scollato di raso giallo,

derato di damasco giallo. Venivano

due

calze liscie di

panno

rosso,

con saione a-

perfo da'fianchi scollato di panno rosso,


listato di fascie di

Sindaci del popolo, che cavalcavano con fornimenti di velluto rosso e gualdrappa
di panno rosso, e portavano in testa con una certa calza lunga di scarlatto che se la gettavano sopra le spalle,coii un poco di mostra di pelle bianca, e rubbone lungo alla senatoria di damasco paonazzo foderato di raso cremesino, con sottana di scarlatto. Seguivano due segretari, ohe

raso giallo con trine

bianche, con una manica alla divisa rossa e gialla, l'altra essendo tutta rossa, con

una banda di taffett secondo la livrea del senatore. Seguivano 6 mazzieri con mazze d'argento, con vesti lunghe senza

ma-

niche di panno paonazzo, con rivetti e fo-

dera di

lab'i

rosso,

giubbone

di raso ros-

cavalcavano con gualdrappa el'ornimenti


di velluto

so, e berrettino di scarlatto,

cavalcando

paonazzo,

con fornimenti e sella di corame rosso. Venivano 4filabardieri della guardia del senalore^cou berretta di panno rosso con

alia ducale,

vestiti con berrette con giubbone di raso rosso,

calze di scarlatto,

rubbone di damasco cre-

mesino, foderalo di raso giallo lino sopra

SEN
il

SEN
Senalus a caloro vesliti,
d' argento
ri

4t
i

ginocchio.

(Ine Scriba

che loro donavano

senato-

vallo

come

segielaii e

come

quamlo entravano
coi paggi,

in ofllcio, e cosi lu-

ma

il

rtibljone avea soli mezzi

maniconi

cevano

con giubboni di raso

con bottoni d'oro e la fodera di raso paonazzo. Poi venivano 4 Marescinlli (^vavso il fine di tale articolo dico pure del loro
vestiario in altre j)ompe) al paro caval-

una rossa di panno, l'altra secondo colori dell'arme del senatore,coii


giallo, calze
i

candocon mezze coperlinedi


Iran<^ie d' oro,

scarlatto con
di velluto

panno rosso scollato, con mezmaniconi, guarnito a fascie di velluto giallo, e passamani di seta toi china e biansaione di
zi

con foinimcnti

ca.

Quando

il

senatore andava ponlilical-

rosso,

con berretta ducale

di velluto cre-

inenle, portavano bastoni dipinti verdi,

tnesino, e calze di scarlatto, con

ruhbone

che poi portarono innanzi


]*oi

ai

conservatori.

corto di velluto paonazzo con bottoni d'oro, foderato di

damasco rosso, ciascuno

venivano a cavallo, con mezza copertina di velluto paonazzo e con simili fornimenti due gentiluomini,
retta di velluto nero,
vestiti

con bastone
rioni a

in

mano
i

di legno bianco.

I
i

con ber-

P(Jggi de'capo-rioni,

tamburi

di lutti

4a 4)''^^"*^^" ne'tamburi

dipinte
i

le

insegne delpropiioiione. Questi

3 paggi

de'capo-rioni a due per due precedevano


i

Cd {jo- Rioni &[e%s\: de'P^g^g'/ ede'tambupallai a quell'articolo, anco per ci

ri

che

spetta a questa relazione. ll/^//OAr(^/c'c77po

r/o/ portava

il

Laudavo
d'

di velluto pao-

nazzo foderato
tica,

di pelle

d'armellino all'an-

con bottone

oro allacciato, e veIlla

ni va per

ultimo in mezzo alla G.'

de'ca-

G Faf^gi con bandiere. Cavalcavano poscia due cancellieri del popolo romano, con gualdrappa
po-rioni, preceduto da
i

giubbone di rasocreniesino, calze di scarlatto, rubbonedi pelluzzo paonazzo corto e con lascie di velluto dello stesso colore; portavano inoltre un collaro di maglia sopra il giubbone e collana d'oro, e sostenevano mazze d'oro curiosamente lavorale; in una eravi scolpila Pioma in figura di robusta vergine sedente sul leone, lenendo in una mano la vittoria, nell'altra la sfera simbolo del mondo; nella 2.* mazza si vedeva la lupa lattante gemelli che reggevano lo scudo con l'arme del senato: ^|<- S. P. Q. l. Incedevano poi Go alabardieri del senatore
i

con frangie d'oro e fornimenti con berretta ducaledi velluto cremesi, sottana di velluto paonazzo
di scarlatto di velluto rosso,

a cavallo,

vestiti nel

modo

gi dettu,

eil il

putto della giustizia, incarico che fungeva-

no

figli

de' geutiluoinini
il

che dietro

le

e calze di scarlatto, rubbone alla senatoria, e

spalle avea

cappello

senatorio di tela

maniconi

di tela

d'oro iuderati di
poi, vestili a lo-

d'oro fodera tod'ermesi no cremesi no, cam-

damasco

rosso. Veni
gli

vano

minando ai fianchi due alabardieri con ha.sioni in

ro beneplacito,

oratori delle repubblii

mano

e senza berretta.

11

[mito

clie,de'principiede're. Seguivano

Pfii;~;i

della giustizia cavalcava con


tina fatta a

mezza copercon
ti.in-

dui Goiifalonierf, die tenevano in

mez-

pendoni

di scarlatto,

zo

il

Palagio del P/rfctlo di lionia.W Cuti-

gie e Hocchi d'oro, co'fornimenli di vel-

falonierc del senato e popolo romano su steneva il grande stendardo del popolo,
alla cui sinistra stava
i/ia
il

luto rosso.
latto di

Portava un berrettino di scargrana con (jueste lettere d'oro -r^


Pi.

Prrjcllo di /o-

S. P. Q.

in

ricamo; con giubbone di

preceduto da un Paggio colla frusta, segno del suo potere. Seguivano 4 Piaggi del senatore,

raso cremesino, calze di scarlatto, baione


scollalo crespocon mezzi

maniconi

di vel-

tavano

il

che per riverenza porberrettino in mano, iG [lalavel-

luto cremesino listato con fascie di telad'oro,

frenieri poi detti lcUli di Cainj)iduu,l.o

rosso.

con istocco dorato e fodero di velluto Cavalcava <piiiuli il senatore di ilomae>ti, sopra bianca chinc.i,coii

o del popolo rumano, con berrelledi


luto lub^u lu

ma,con

muuu, ornale

di uicdaglic

lruiaiculi di velluto cremesino alla le-

42
stieia,

SE N
di

SEN
panno de'colori del senatore, con una banda rossa e gialla, con spallacci e bracciali d'arme bianca. Seguivano due paggi, uno del capitano, l'altro portava la cornetta dell'alfiere coH'arme del popolo romano, vestili come il trombetta. Poi venivano
re
il

con fiocchi di seta cremesina e oro, fbbie dorate e gualdrappa di velluto ereDiesino, con fascia attorno di ricamo d'oro

e d'argento larga un palmo, con frangie d'oro, Vestiva il senatore un l>erreltone

ducale

di

broccato d'oro, foderato

di pelle

d'armellino, con calze di scarlatto di grana, scarpe di velluto rosso e fibbie d'oro,

trombetta,

il

capitano e l'alfiere

dd'cavalIi,gentiluomini romani, vestiti pu-

soltana di velluto creraesino con bottoni


d'oro, con veste alla senatoria di broccato
riccio soprariccio d'oro, foderata di pelli

come

il

trombetta,
di

ma

di velluti e oro,
i

con collare
al

maglia, ludi
vestiti

cavalleggieri

d'armellino, con uwa mozzelta sopra di

d'armellmo con codette, guanti di con orlo di ricamo d'oro e perle, con collana d'oro al collo, e simile bacclietta nella destra, con una palloltina
pelle
pelle bianca

il tromcon banderuole secondo la livrea del senatore sopra le lame: in altre occasioni portavano celale in testa con piume e alle testiere de'cavalli. Di pi solevano

medesimo modo

come

betta,

intervenire due cori di musici,


cale, l'altro

uno voi

e crocetta in cima, avente in dito 3 anelli


d'oro,

stromentale, in

tutti
:

e sti-

uno con rubino,

gli altri

con dia-

pendiati dal popolo

romano portavano
giubbone
di raso

mante e smeraldo. Accanto al senatore camminavano due nomini con spadoni da


due mani
vestiti di

berrettini di scai latto,

rosso, veste scollata senza

maniche, lunga

sulle spalle, col capo scoperto, giubbone di raso rosso trinato d'orOjCon maniche una rossa, l'altra della

Con questo bell'ordine senato romano procede va nel le feste,come nelle pubbliche com
sino al ginocchio.
e magnificenza
il

livrea del senatore, con calze di scarlatto

parse,che pare va in esso

ri

tornato
;

lo splen-

e della divisa del senatore, con catena tra-

versa per banda d'oro. Gli tenevano dietro

due camerieri
vestiti

segreti o aiutanti di ca-

mera

con calze una di scarlatto, l'al-

dore dell'antico impero romano le livree de'particolari signori erano ricchissiuie e inrmmerabili. Alle faldedel Monte Aventino eravi un'antica torre, che guardava
il

tra della divisa del senatore,


di raso

con giubbone
di scarlatto,

cremesino, berretta
di pellnzzo

di

mare. Fino dal mattino si copriva tutta drappi colorati, con corone di mirto e
si

rubbone

paonazzo con fasce


foderato di
sella di velluto nei

di fiori; ivi

collocava

il

gran

vessillo del

dell'istesso colore di velluto,

damasco paonazzo, e ro. Venivano poscia

giudici di

Campi-

dogliocon gualdrappa di panno paonazzo,

popolo romano, e in alcuni anelli si appendevano palili pe'vincitori. Nel mezzo poi era un anello pi grande, il quale girava intorno a se medesimo, e dove l'uoi

con vesti lunghe di velluto nero, berretta da dottore, sottana paonazza, con gli uffziali

mo correndo a cavallo dovea ficcare


do,
il

dar-

quale giuoco riusciva giocondissispettatri-

della corte del senaloie. In ultimo

mo, per l'immensa moltitudine

veniva una cornetta di 5o cavai leggieri,


indi
di essa

ce nella pianura e nelle prossime colline,


sotto padiglioni e baracche per difendersi

una trombetta che nella banderuola portava: -^ S. P. Q. R. e sotto


di

dal sole, onde sembrava


Testacelo, dovea

il

campo

d'

un

l'arme del senatore; cavalcava con sella

esercito. Arrivata la cavalcata al piano di


il

armata
e

tava berretta di

corame e fornimenti rossi, porpanno rosso con piume, gitdjbonedi raso torchino, con calze una

senatore piantare

l'in-

segna del po[)olo rouanOjCom'eragli stato

espressamente ingiunto nel ricevere

la di-

panno, l'altra eguale alla livrea del senatore, con saione liscio di panno
rossa di
rosso,

gnit senatoria, in sua assenza ci faceva


(jualche suo stretto parente nobile, ebe-

mezza

colla

manica e

l'altra

mezza

ucmerito per servigi

resi allo stalo

e alla

SEN
patria. Si collocnvaiio
r|uiiic1i

SEN
alcuni porci
sfoggiati di

43

rosso,
i

due a due ben


i

in

cari elle copci ledi

drappo

peltuiati e tonali. Traspoitali

cari

alla soniinit del

Monte

Teslaccio,

una medesima sorte, dimodoch ciascuno pu considerare, come potevano andare mirabilmente adorni, volendo rappresentare popolo romano nobiil

indi

si

facevanodaperloroprecipilarealle
giuocatori incominciavano
coni-

lissimo". Altre bellissime

comparse

il

se-

sue radici: appena erano giunti alla pianola,


i

il

nato romano fece ne Possessi clt' Papi, nel mollo che si leggono nella raccolta delle
i, donde ricavai quelle notizie che sparsi su questo punto ne'molt relativi articoli di questo mio Dizionario avendo egualmente
,

ballimenlo per disputarsi


mischia
si

la [)reda. PSella

lelazioni che ne pubblic Cancellici

urlavano, Lallevauo, stramaz-

zavano al suolo, n avea termine la confusa pugna, fliicli non fosse stato tulio
rapilo. In appresso avea luogo
de' lori,
i

la

giostra

descritto a Ingressi solenni in


[onipe magnifiche colle quali
il

Roma,

le

ove comballenti tlavano singolarissime prove di ardire, di coraggio e


.Si

senato ro-

mano onor
sonaggi che
li

que* sovrani e grandi perfecero. Prim^i di passare a

di valore.

faceva poi

il

giuoco della cuc-

cagna, e

la lotta

de' saraceni, spettacolo

dire alcuna delleaiiticheei udizioni sul se-

assai dilettevole

per

l'agilit de'Iottaloi
le

i.

natore e conservatori di
nizzazione del senato
1

Roma,

e loro

tri'?

in ultimo seguivano

corse, dal

Monle

buiiali, esistenti innanzi alla

nuova orgaeseguila nel

Testaccio alle falde del Monte Aventino, ricevendo vincitori il premio del palliodi
i

romano

3()

cannedi panno rosato. Tali corseerano

di vario genere,

comedi

soli cavalli, di soli

847, perch megliosi comprendino, Irovoopporlunoqui riprodurre quanto leggo nel cav. Pompilj Olivieri Jl Senato
:

uomini, di vecchi e ragazzi, di vecchie e


giovani; doveano correre anche
vestili in
gli

Romano,

a p. 2

3.

>

Da

questo allo di

ebrei

concordia (tra

rubbone e quasi in abito senatorio. Silfalte cose vanno condonate alla rozzezza de'teojpi in cui ebbero origine,
e alla passione del popolo
spettacoli,
li

il Papa Gregorio IX e il senaloieMalabrancadeli 2 35,perdecreto e autoril del senato e popolo romano) apparisce chiaramente la esistenza tWxn

romano per

gli

corpo morale che esercitava Tautoritdel


senato e popolo romano, e che quella del
senatore non eslendevasi negli alfari plilici

continu anche dopo

l'inci-

vilimento, con qualche modificazione, finch restarono abolili,anco per rimuoverei disordini che vi accadevano. Nel cilalo\ itale a p.460 eziandiosi legge che ne'nuovi statuti di

se

non per

relello esecutoriale dei

decreti di quel corpo, che coll'andare del

tempo pass ne'conseivalori


stando
al

di

Roma, re-

Ronia formali
1

nel senatorato

senatore

la

giudicatura in rap-

d'Arringhieri, rieletto nel

4^4, venne

or-

presentanza dell'antico Pretore urbano,


e rinterveiito a' pubblici consigli. In virt

dinato

Che

a'giuochi e corse de'pallii e


si

loro apparalo,che

facevano inl^iazza Na-

vona ed

a Testaccio,

dovessero assislere

il

senatore diRomaco'coiiservatori,etulligli
olllciali vestili degli abiti

senaloni. Quin-

di
in

si

legge nella relazione di detli giunchi


di

tempo

Paolo

li

Vi comparirono

emanati sotto PaoLeone X, e Gregorio XIII, la rappresentanza del senato si liasfei'i nel consigliosegrelo, composto if/( <7o/7/;7Ji'// orm (stalo todiGregorioXI II the vige ancora in alcune materie; ma il
degli statuti di
lo li,

Roma

Alessandro \

I,

gl'illustrissimi signori, senatore di Iioraa

cav. Poinpilj-Olivicri pubblici) l'opera nel


e1 84o,eda me genlilmentelii dedic), ed rano 3conservatori,il priore de'caporioi

e conservatori,

il

quale senatore cavalcava

un

corsiero coperto da capo a piedi tutto

con berrelta d" ai niellino con code bellissime per ornamenlii della
d' imbruccalo,
telu.

ni,

caj)orioni,

2 cancellici

i,i

maestri di

strade,3c) consiglieri da scegliersi da'ca|>orioni, l'avvocato e

Li signori conservatori lonuini poi

procuratore

tiella ca-

44
mera
i

SEN
di

SEN
secolare:
li

Roma, 4o

consiglieri aggiunti,
tri-

conservatori di

conservatori e capo-rioni deircilliino


i

no

il

2. luogo,

Roma vi handacch pare sienostati socitt,

mestre,

custodi delle porte del consiglio,


Il

stituiti ai

rinomati consoli della


al
Il

non
se-

ei difensori de'decreli.
sti atti

redattore di que-

altrimenti che
se
il

romano

prefetto succes-

appella vasi Scriba-Senatus, ei de-

senatore.

Papa crea perpetuo


di tutti

creti di

questo consiglio erano detti Se11

natore (delle temporanee e anche brevi

nati consulti.

popolo poi era rappiesen-

durate degli antichi,


lai

quanti par-

talo dal consiglio pubblico, all'approva-

a Roma), perciocch cos vuole lo sta1

zionedel qualesi portavano lematerie gravi gi discusse

tuto della citt.


eletti,

conservatori

vengono

segreto.

Il

ed approvate dal consglio consiglio pubblico era compo-

o confermati (per l'elezione e pos-

sto del senatore, dei conservatori, e di tutti cittadini romani al di sopra de'ao anni. L'uno e l'altro consiglio venne a cessare per mancanza di materie meritevoli d'unportante discussione. Oggi la rappreseni

nuovo Papa, per quello del nuovo senatore, pei nuovi cardinali caraerlengoesegrelariodi stato, perl'anuosanto e canonizzazioni, per la venuta di sovrani
sesso del
in

Uoma,
(li

e per altre singolari circostanze


stabilisse
i

prima che Leone XII


siri

che lUaeil

tanza del senato e popolo


I

romano

(cio

strade durassero 3 anni,

loro uf-

a tulio settembre 847) risiede ne' conservatori, quali nell'emanare alcuni alti
i

fizio

veniva prorogalo da ogni nuovo se-

natore, e per quelle altre circostanze che


notai al loro articolo) di 3 in 3 mesi, e

adoperano
liijuc

la

espressione, Stnnlus

Popusigillo

Romani
le

auctorilate qiiafuni^tnur,
il

sono patrizi romani ovvero dello sta lo (Be-

ed imprimono esclusivau/enle
contenente
tnltoci
lettere +|f S, P.
credei'si

pu

Q. R. Posto che anche a'tempi


i

XIV colla bolla Urbem Romani, 4 gennaioi746, prescrisse requisiti onde debbono essere dolali que'noblliche
netletto

de'

de'priirii senatori vi fossero

consigli pri-

potrannoesserecreati conservalori,o priore de'c.ipo- rioni). A' conservatori


si
i

vali e pubblici, e perci l'atto del sena-

deve
quali

toieMalabranca
cioriiale

si

espresse:

Dccretoctau'

aggiungere
capo-rioni,
olciali del
il

il

priore de'capo-rioni,
li

tiecreto ed autorit del senato e

ScnaUis Popidique Romani, per popolo

come pure
il

capotori

sono

popolo romano; quantunque


decoroso abito de' con''.

rumano". Finalmente aggiunger quanto


riferisce la

priore vesta

rna del

Relazione della Corte ili /lOcav.Lunadoro, aumenta ta da IZac-

servatori, ci

non ostante non ha eguale


Nelle

giurisdizione del ministero

Me-

caria (in quella dell'edizione del

1646

si

itoric storiche delsenalorediRomaBielke

dice che

il

senatoreavea circa annui scudi

n p.

85

si

legge.

La

residenza del senaivi


i

duemila, ed era ogni settimana

ammesso

tore in Campidoglio. Egli ha


u(liziali,cd

suoi

all'udienza dal Papa, e dai cardinali ni-

])oti,quaiHlofacevano da segretari di stato,

una guardia mantenuta a spese della citt, che l'accompagna nelle funzioni pubbliche; e

per dar conto delle cause del suo tribu-

quando va

all'udienza

quando nel 1847 fu istituito il nuovo senato romano, l'antico senatoreavea annui scudi aSoo, con diverse spese a caualei

del

rico suo; ogni conservatore e priore


sili

men-

sommoPoutefoe viene accompagnalo da un gran equipaggio. Il suo abito diceremonie, o sia di pubbliche funzioni, ima lunga Ioga di porpora, bonlata di stofche corrisponde all'abito degli
antichi senatori

scudi 25:

gli
t.

anlichi onorari

li

ripor-

fa d'oro,

tai a

Roma),
11

2, p. 3 18, sul senato ro-

romani

".

Il

Piazza nei

mano, w
i

senatore di

Roma occupa
il

tra

Cherosilogio

p.

pjdice che

il

rubbone che
il

personaggi secolari che amministrano


il

usa nelle pubbliche solenni funzioni

se-

giurisdizione
in

princi[)al [)oslo,

ijuale

nato di

Roma,

oltre ci che scrive Casil

modo

s|jeciale

lapprcscula

il

principe

siuduro, essere alalo

proprio abito

la eia*

SEN
irilde,
il

S
aCAVAtiERizzo
no,
il

EN
nuovo

45
se-

cingolo, le scarpe dipinte, e ch'ein sedia curiilc d'a-

di ci parlai. Il

rano portali per Roma


vorio.
strato
cos
il

natoredevefarela
quale
in

visita al cardinal

decapra-

Marangoni

riferisce,

che

il

magi-

tieno nobile gliela restisi

romano

nelle funzioni pii solenni,

tuisce in

Campidoglio; altrettanto
nuovi,

senatore cornei conserva lori vestono

tica coi cardinali

come

notai nel

l'antica

forma dell'ahito senatorio di hrocnell'est te.

voi.

IX,

p.

77.

Il

Vettori nel Fiorino d'oil

cato d'oro, e nelle ordinarie di velluto

ro, p.i3i, avverte che anticamente

se-

nero nell'in verno,e di damasco

Sulla toga senatoria abbiamodi H. Eossi,

natore invece dello scettro d'avorio, per simbolo della giurisdizione riceveva il
vessillo

De ronianatoga

senatoria, de senaloruni

o bandiera dal Papa,

il

quale fu

laiO'clavo, Ticiniii6i4-

poi donato da'Papi a'senalori in fine del

Altri cenni sul Senatore di


e suo
tri Luna le.

Eoma

loro uffizio,

ma

da Paolo
di

11

in poi

ebbe

luogo

la

radi zione del lo scetlro.^l elle

moil

Del senatore di T\.oma,Senator alniae Urbis, Decurio Senatore Prinnis cwis

nete del senato


natore
Pietro; egli

Roma

fu espresso
il

ses.

in alto di ricevere

vessillo

da

Homae,

all'articolo

Roma

trattai di tutto

quanto riguarda l'oiigine


gnit sino a oggi,
te fatte da'l^api

di

questa di-

monete ma
:

poneva le sue armi in dette anche di queste parlai a Roche usava anticamentaloet S. l.
i

come

delle elezioni tutal-

ma,

come

de'titoli

con breve apostolico,


la

te, cos

delle

formole Dei gratta, e

tro occorrendone per


se
Il

laurea dottorale

ra

pr D. Nostro Papae,

E. de-

non

l'avea, e del successivo possesso.

pntatus,e(l altre.

Quando
si

senatori era-

ceremoniale e cavalcata per questo, covestiva,


al
il

no due, ed uno era

assente, quello che ri-

giuramento di fedelt clic ne faceva rogito il prefetto delle ceremonie ponlilcie (facendo da testimoni il maggiordomo e il maestro di camera del Papa), lo scettro d'avorio che dal medesin)o riceveva in
prestava
l^apa, edi cui

me

maneva

in

Roma

sottoscriveva anche
la

pel collega,
tlell'assenza.

dichiarando giusta

causa

Ed abbiamo: Nos Jo.de Columna Almae Urbis Sena tor Illustrisi et


i'icesgerens nagnifci viri
liis

Jordani de

fi-

Ursi collegae nostri absentis ab Lri

segno della giurisdizione e podest conferitagli, la visita

be juxta de causa. Essendo assenti


natori lasciavano
i

se-

che poi faceva

alla chie-

loro vicari, che sottosi

sa

ili s.

pidoglio previo

Maria d'Araceli, il possesso in Camche renil giuramento


sull'
si

scrivevano per loro, cos


rii

ha:

Camera-

Canierae Irbis

et vicesgerentes inaI

deva a'conservalori,
lo statuto di voi.

osservanza delleggerlo nel

gnifcoruni viroruni.

senatori solevano

Roma,
2 e seg.,

pu

aggiungere nella conferma degli statuti ili


arti

X,

p.

dove

riportai le re-

L niversil artistiche e nelle loro

lazioni delle cavalcate e possessi de' se-

sottoscrizioni: Decreto, et auctoritate sacri

natori

Frangipane del 1712,

e Corsini

Sena tusj

e spesso ancora:

ex

dtlibc'
as-

del 1818.

La

relazione del possesso del


1

ratione, et nostri assettamenti.

Questo

senatoreRezzonico del 765, la riportaVitalea p.i 5o, <licendo, che dopo avere ricevuto lo scettro dal Papa, nell'atrio ilei

settamento, che sembra aver contenuto


gli assessori

o consiglieri de' senatori,

spesso nominato negli antichi statuti di

Quii inale
lui

il

cavallerizzo pontifcio nel di

Roma. Anche incedendo


godeva
fiocchi, cos di farsi

solo

il

senatore

nome

gli

present una chiiiea riccadi vellu-

l'uso de'cavalli della carrozza coi

mente bardata con gualdrappa


locrcmesi ricamala d'oro, con
nimenti d'argento, su
re[)licalo

precedere

aW Om-

islalle e li-

brellino, ove pure parlai di delti fiocchi;


l'uso della Campanella\c\\\\?'C\ve\\i\\ suo

di cui ascese,

ed

al

sparo de inoi

Inietti della
la

guar-

palazzo senatorio

di

Campidoglio con

for-

dia :>vizzcra mcuuunci

cavalcata.

Gi

malitj e l'uso del baldacchino. Unendosi

4(i

EN
tali

SEN
funzioni, colle risposte de' medesimi
1

per il sonnloreoo 'conservatori, come por


fare le oll'erte nelle chiese, per visitare le

Papi. Si dice ancora che nel


possesso di Alessandro Vili, in
za del senatore Negrelli

Obc) nel

tnedesime,

come

nell'

ottava della festa

Le ss. Pietro e

Paolo,ne\ porta rsi alle C<2/7-

mancandefunto, d. Ani

prlle pontifide, ut:\["\fcec\ee pel

Corso

in

tonio Colonna

."conservatore sulla piaz-

tempo

del Carnei'ale

eli

Romano

alla log-

za di Campidoglio,
terali e tulli
tosi,
i

avendo seco

colla-

gia per assistere allecorse,allora

do un sol corpo di senato, si un solo ombrellino, e le carrozze del senatore e conservatori formano un solo treno. In questo il senatoie sempre prende ih. "posto, enei ceremoniale di Leone stampato neli5i6, lib. 3, sect. i i:

formanservono di

suoi ministri, inginocchia-

conbrevieeleganti parolesi congrale esib

tul con sua Santit e

sempre

fe-

dele e pronta ubbidienza di se, del sena


lo e popolo romano; ed il Papa rispose con grande umanit, e dandogli la bene\ suo viaggio pel Foro romano. Essendo morto l'idtimo senatore principe Del Drago Discia Gentile, ecco

dizione seguit

De
bis,

ordine sedendi in Cappella,


el

si

legge:

SenalorjConservatores,

barones Ur-

atque

alii

proceres, supiadictis priter-

miSjinferioressedebunlin secundo et
tio

grado solii

pontifcalis

pr eorum qua-

litate:

primum

inter istos Senator

locum

obtinuit".Di sopra indicai quanto riguar-

72 Giornale di Roma del i85r. Il cadavere del senatore principe Del Drago, ieri sera 29 luglio fu trasportato alla chiesa parrocchiale de'ss. Vincenzo
la
i

pompa

funel)requalesi legge ne'n.i

173

del

da l'intervento del senatore


esercita col

alle pontif-

e Anastasio a Trevi.

Il

convoglio proce-

cie funzioni, e gli oflici onorevoli

che

vi

dette nell'ordine seguente. Drappello di

Papa.

A Roma
il

dissi

ancora

dragoni pontifcii;plutone
pieri

delle vertenze che

senatore ebbe cogli


al

ambasciatori nel posto

Irono pontif-

to

di vigili o pomcomandalo da un lenente; concerde'vigili, ed un fedele capitolino con

cio e nelle cavalcate. Nella citata Storia

l'ombrellino; carrozza funebre col cadavere, a'Iati del


vice parroco
;

de' possessi de' Papi d\ Cancellieri,

si

tro-

medesimo

il

parroco ed
carrozza

il

va che anlicamentein

essi

cavalcava, dola

a destra della

il il

po avere addestralo per


valcata pel possesso di
s.

briglia

il

ca-

capitano de'vigili, allo sportello destro

vallocavalcato dal Papa; quindi nella ca-

Pio

si

asten-

ne dal cavalcare, per non cedere all'ambasciatore di Francia che voleva la precedenza, ad tollendam scandali occasione, et hoc egit .w. Pater,ut dixit,quia nolehat in principio sui ponlificatns displi-

decano de' famigli del senato, al sinistro il decano de'servitori dell'eoe. a casaDel Drago; attorno alla carrozza 16 fimigli
del senato, e

servitori dell'ecc.m'icasa
;

Del Drago con torce accese


stro di
i

3 carrozze
i

deH'ecc.niosenato romano,nella

.*il

mae2."

camera
i

il

gentiluomo, nella
'^

cere priticipilnis. Finalmente

il

senatore

cappelliuii e
;

pnggi, nella 3

canie-

fu dispensato d'intervenire a (piesla cavalcata, per evitare lecontroversie di pre-

cedenza prelese dagli ambasciatori, come da hinoceiizo IX nel Sg ,e da Clemente


i t

carrozza dell' ecc.nia famiglia Del rieri Di ago co'cappellani; carrozze degli ecc. mi parenti del defunto; plotone de' vigili e

drappello di dragoni pontifcii.

Il

fune-

Vlllnel 092, proseguendoi conservatori


I

bre convoglio part dal palazzo Del Dra-

e altri magistrali e individui della

camera

go

alle

ore 9 pomeridiane, pass per

le

Capitolina a intervenire. Nella Storia di


Cancellieri sono riportali le veslimentae
il

vie di Arcione, dc'Serviti,


li,

de'due Macel-

di

Propaganda, de'Condotli,delCorso;
la

corteggio del senatore,

sia

cavalcando,

quindi voltando per l'Arco de'Carbognani

sia nel lare

l'omaggio

al Piipa,

con diver-

prosegu per

via delle RIuratle,

se allocuzioni pronunziale da'senatori in

giunse alla chiesa parrocchiale alle ore i o

SEX
pomeiidinne. Tutte
lina
le

SEN
erano piene di
zione di Sisto IV, nella quale
si

4?
apprende
so-

vie

tribnnale,anche per autorit della costitu-

popolo.liulelta chiesa nella sef^uentematsi

fecero solenni esequie in snflVagio

quale e quanta ne fu l'estensione. Vi sono

dell'anima del defunto senatore principe Del Drago. La chiesa fu sontnosnmenle palala a lutto. Nel mezzo sopra eIe\alo talamo si colloc l'urna mortuaria, sop a
la

due costituzioni
pra
ri

di

Giulio
ile'

II,

emanate

le

dissensioni

4
si

tribunali ordina-

di Pioina, le quali
//f/ stili.

leggono nel Keiidi

zonio,

irhis^Q altra

Paolo

quale eranvi

le

insegne senatorie. Arceri.

devano aU'mlorno 84
ranvi
le

Ne'due

lati e-

V, oltre rpieila di Benedetto W\\Piomanae cunae, nella quale facendola rifor-

bandiere de'
la

XIV

rioni di

Ro-

ma
la

de' tribunali di

Roma,
si

dichiar che

ma. Pontific

messa solenne mg."" Ligi arcivescovo d'Iconio e vicegerente diRo-

giurisdizionedel tribuiialesenaloriooscuria capitolina

sia

stende anche fuori

ma.
cia.

Il

canto funebre fu esesruito da'RR.

di

Rooa, intra quadragesiniurn lapidrni.


Il

cappellani cantori della cappella pontifi-

Dice Vitale;

tribunale del senatore


collaterali^ i. e
civili.
7..,
i

Vi assistettero gli ecc.mi conservatori in forma pubblica, ed signori consiglieri comunali di Roma". Del tribunale del senatore di Roma,
i

formato

di

due

quali giudicano nelle cause


le

per

cause criminali

vi

il

giudice de'nia-

Icficii.

Nel caso che

litiganti

vogliano
vi

magistrato ordinario della citt e suo distretto pe'Iaici, nel foro criminale e civile,

appellare da'decreli di detti giudici,


il

capitano delle appellazioni, a cui pos-

inclusivamente

alle

condanne

di

mor-

sono ricorrere.
di lui decreti, e

E se non
si

si

acquietano

ai

te, tratta
et

Plellemberg, Pfolida Coiigrcg.


Capitolino seu judicio SenatoIl

tratti di

causa di som-

Tribunaliiim CuriatRomanaefCap.^T.:
senatore fu sostituito
in cer-

ma

prescrilta a poter ulteriormente ap-

De Foro
to
al

pellare,

non essendo

il

tribunale senato-

ris Urbis.

rio soggetto a quello della

segnatura di

modo

all'antico Picfello di

Roma, ed

giustizia, vi stabilita

una congregaziola

Pretore o Podest de' secoli di mezzo,


il

ne,

chiamata assettamento,
tali

quale giupertinen-

secondo pure
fu

march. Melchiorri. Prima

dica sopra

appellazioni e

le

un romano, poi uno straniero, indi nuovamente un romano. Fino al 1847,


oltre l'avere ili. "posto nelle rappresen-

ze delle cause.

detto assettamento

composto
col

del senatore stesso che giudic

volo del suo uditore, de' due colla-

tanze municipali, avea due


civile, l'altro

li

ibunali,uno

criminale; nel civile era as-

sistito da due togati collaterali, che decidevano le cause singolarmente e col legialmente in .^istanza, e quindi in appello; nel criminale, oltre collaterali, avea un
i
i

quello che ha giudicato non d voto, ma un a\n-ocato aggiunto che deputasi dal senatore odal suo uditore, e del capitano dell'appellazione. Per la formazione degli alti giuditerali, de' quali

nella causa

ziari vi
stinti

luogotenente e

altri giudici

che formavaJNel

sono vali /zo/(7r/ particolari, e dida quelli degli altri tribunali; covi

no
ci

la

congregazione criminale.
la

Cam-

me

anihe

sono

propri cursori ihia-

pidoglio avea, oltre


e cancellerie
ile'

residenza,

gli ul-

niali A/j<7/u/<;/(i//. per eseguire le citazioni, e

tribunali. Della giu-

similmente

il

proprio bargello, ed

risdizione del senatore a

Roma ne
,

trattai;

quanto su Scannarolo De visil. career, lib. i q, capo unico, sect. ,n. 8; cio che fungeva quella ilei Pretore ursolo ricoriler qui con \ itale,
di essa

esecutori di giustizia [birri)". Nelle citale Memorie di Bielke,i apprende a p. 8':


mII senatore
laterali
strali,

ne

.scrisse
,

ha nel suo tribunale per

col-

o siano primi assessori 4 magide'ijuali S hanno il nome di cou-

bano, con ordinaria giurisdizione in Romite suo distretto, e ({uesta altres pel suo

servatori, ed

re de'capo rioni

uno di essi chiamalo priodc'XIV rioni, o deputato

48

EN
collaterali.

SEN
Cora per l'appellazione delle sentenze dei

fle'di versi quartieri della citt. Queste ca-

riche sono sempre occupate da geiitiluoniini


si

che nomina

il

Papa, due de'fjnali


e

mutano

in of];ni 3 mesi,i5li altri poi chia,

Tale adunanza chiamasi Asla riforma d'Innocenzo XI, per testimonianza del citato
settamento, che secondo
Costantino,
&\\i\

mali collaterali sono giudici dottori

l^ot.

190, n. 24,

fi

le veci

sono laureati
eseicitano

/"//

utroqne. jure, e licevuti


i

Segnatura di giustizia. QrWa^aiv'x


al fine di

cri-

sulle rappresentanze dei senatore,


ia

quali

minali
lita dal

questo tribunale

si

so-

giudicatura nel palazzo di

gliono spedire dalla congregazione stabisenatore, da'collalerali, dal giudice de'malefizijCui v'interviene pur an-

Campidoglio", Nel pur citato Lunadoro


viene dello. Del Iribunale. del senatore
t.

2, cap. 89.

Il

senatore risiede nel


questa corte di
i

che
glio,

il
il

procuratore fiscale del Campidosostituto luogotenente,


il

Campidoglio,

fa in

Roma

sostituto

grandiosa comparsa, ottiene

primi posti

fiscale,

ed

il

notaro criminale". Meglio

tra'pi'incipalissimi personaggi, estende la

tratt del tribunale di

Campidoglio

e sua

sua auloiil sopra


.sugi i
foi

cittadini di

Roma

giurisdizionee
letti,

metodo di procedereilVil-

ahi tanti della

ci Ita

e del distretto con-

nella Pratica della

romana curia,
i8i5,
Il
t.

raementealla coslituzionedi Benedet-

ristampata in
3, nel

to
I

WN ^Roinanae curine, de'22 gennaio


coinpetonoal tribunale
il

Roma

nel

i,cap.

seguente o)odo:

tribunale di
di

7 4 is'J^c^'^'f'O''^ P''^"<^'^jch e le cause sodi

Campidoglio ha giurisdizione
care nelle cause
civili

giudilaicos^

le laicali

questo

Inter

mere
si

senatore, ed

modo onde procedere deesi

tanto ini. '^istanza, che in grado di appellazione;questa giurisdizione per


esten-

nella deliberazione di taluu'altra controversia. E' parlicolar cura del senatore

de solamente

a' cittadini

ed abitanti di

che vengano perfettamente osservate


concesso di deputate
pidoglio, edi conoscere
notari del

le

Roma

e suoi sobborghi. Volendosi poi e-

statutarie leggi della citt; a lui soltanto


i

seguire
fuori di

un giudicato

di detto tribunale
l'e-

Cam-

Roma,

necessario prendere

le liti

loro priva-

tamente,

il

che fu ordinatodal moto proDelli collaterali del-

xeqnatur dal tribunale dell'A. C. Questo tribunale composto del senatore di


B.oma,
il

prio di Sisto V, riportato dal Costantino,

quale giudica con

il

voto di

un

ot.

45, n." 20,

1.

1 ,

la congregazione detta assettamento, e

abbate uditore, nella maniera stessa che ^\\.\\c^\' Uditore della camera con il voto del prelato uditore; di

della congregazione criminale.

Il

sena-

due

collaterali

tore tiene due collaterali quali luogotenenti, all'uno o all'altro de'quali


si

chiamati
riali

\. e 2. collaterale, e

sono o cuse-

pu

o avvocati: e del giudice di appella1

ricorrere indilFerentemente. Questi collaterali

zione.

due

collaterali, cotne
la

anche

il

ra

danno udienza ogni giorno, qualonon sia Feria, nella sala del Campinelle proprie stanze quelle
si

natore,esercilano
ria nelle

giurisdizione ordina-

cause accennate disopra,e tengola

doglio, ed in certi giorni destinati deci-

no udienza
la

mattina in

tutti

giorni del-

dono ancora

settimana, nel salone di Campidoglio,

cause che a ciascuno di loro

apparten-

nelle loro cattedre, a riserva del senato-

gono rispetti va mente; quelle controversie


poi importanti odi tale natura che deside-

re che

la

tiene in

l'informazione in un

camera. Tengono poi sol giorno della set-

rano essere esaminate nel pieno tribunale, vengono agitale dagli avvocati o dai
procuratori alla presenza del senatore,
de'suddetti collaterali, del giudice de'malefizi

timana nelle loro abitazioni. Ciascuno dei collaterali ha 5 notari, quali stanno sparsi per Roma, avendo cos voluto Sisto V, per servire alla comodit degli a1 i

o luogotenente criminale, e del ca-

bitanti, acci in caso di

pitano delle appellazioQ,cui ricorresi au-

parto di

Roma

vi sia

bisogno in ogni qualche notaro; ed

SEN
il

SEi\
stn nel

49
il

senatore ha un solo notaio, che

l'uditore del Papa.

Questo capitano d'apqua-

cottile

del palazzo de' conservatori

in

pellazione ha
le

il

suo uflcioa parte,

Campidoglio, ben inteso per che deputandosi altro giudice in luogo del .allei

serve pure al primo collaterale, ed a-

gli atti di

questo notare

si

trasportano
si

gato

in sospetto,

si

procelle avanti
gli atti

il

giu-

processi delle

prime istanze, e

fanno

dice ileputalo per


I. "giudice.
li

del notare del

tutti gli altri atti

che occorre di fare n.Siccome

Questi iiotari,rulHzio de'fjua-

vanli

giudici d' appellazione.

vacabile,

hanno

tutti

propri sosti-

poi

il

tribunale di Campidoglio non

tuti,

che
i

mandano

a leggere le citazioni

soggetto alla segnatura di giustizia, cos

avanti
re
il

due giudici. Hanno puRroliardo e Manuale ne'quali si resuddetti


gli atti a

ha una congregazione chiamata Assettamento., la quale giudica sopra le cause di pertinenza, e circa le appellazioni,

gi^trano
l'A.

guisa del tibunale delsol ld)i

C, ed hanno un

o per notare

ogni sorta di spedizione, che chiauaNi Re-

ceptonim. L'uditore del senatore tiene udienza


in

ciascuna mattina nelle stanze


1'

maniera stessa che giudica la segnaQuesto assettamento si raduna in alcuni gioved dell'anno, ad arbitrio del senatore, che n' il capo. E' composto poi
nella

tura.

del senatore, e tiene poi


in propria casa

informazione
Il

dello stesso senatore, che giudica col voto


del

(piando bisogna.
la

me-

suo uditore, de'due


Il

colliterali, e del

desimo uditore giudica pure


.segnatura sopra
dici;

in figura di

giudice de'malefizi.

giudice per, che

deputazione de' giu-

sopra l'ammissione de'ricorsi de'detanto suoi, che de'tiue collaterali o


le

creti,

degli altri giudici, e sopra

questioni di

ha giudicato in causa, non vota; ma in luogo di quello, vota un avvocato che si chiama aggiunto, e si deputa dall'uditore del senatore. Riguardo alle ferie di
questo tribunale d'avvertirsi, che sono
regolate da

pertinen7a. Concede pure

le

supersessorie

per andare

in

pieno assettamento nelle


si

un calendario diverso
il

dagli
di re-

cause, nelle quali

tratta di

somma
in

ap-

altri tribunali,

che deve servire

pellabile, cio di scudi 20.

Questo giudi-

gola per chi ha cause.

Quanto

alla

ma-

ce ha

il

suoufhzioa parte, situato

CamIl

teria di trattarvi le cause, essa in sostan-

pidoglio nell'atrio de'conscrvatori.

ca-

za quasi la stessa degli altri tribunali ordinari. Dilferenziano io qualche parte giudizi ordinari,
si
i

pitano dell'appellazione tiene parimenti

una stanza situata nell'atrio de'conservatori, e la tiene il lunedi, merudiciza in

mentre

nelle altre curie

comincianocol monitorio,col<piale paril

coled e venerd d'ogni settimana, e nell'estate suol tenerla in casa propria.

la

giudice

come vedremo; equi

s'incol'at-

Quesono

minciano
tore.

col libello, nel

quale parla

sto giudice giuilica nelle cause che

Vi anche diversit nelle forntole

appellabili, e giudica poi

come

giudice di

de'decreti. Si usa

pure quivi
in

in principio

appellazione. Da'suoi decreti circa l'am-

del giudizio la citazione adconte<;(nndani

missione o reiezione delle appellazioni, la


parte che
si

Utein, che
li,

non

uso

in altri

tribunasi
f.

crede gravato

|u)

ricorrere

la

pubblicazione delle sentenze

al senatore.

Se per ad alcuna delle parti non gradisce il suo giudizio sul merito in grado di appellazione, pu fare deputare il consultore, o prelato, o avvocalo, ed allora il capitano dell'appellazione giudicher a tenore del volo del con-

leggendole in pubblico avanti due

testi-

moni. Luca Pelo, ed


titliim LV/y/.v,

il

Costantino m/i^Y^notizia

danno una pi piena

della pratica di questo tribunale, nel (piale

per altro rare vollecapilano cause gra-

vi,

sultore

e se la causa sar grave, potr


il

domandarsi
ta,

voto del tribunale della ro-

onde sembra inutile darne (|ui un pi minuto dettaglio. Del rimanente ognuno potr riportarsi a ci che diremo nel trailare de' giudizi

ma

cpiesla istanza

dovr

farsi

avanti

esecutivi ed ordinari io

VOL. LXIV.

5o
queslo tribunale
piccole

EN
si

SEN
sappin, che in

genere. E' bene per che


vi

gare dal notaro ad alla voce e pubblicare


la

lo stile di citare per


sol-

sentenza. Inoltre credo anche aggiunil

somme immediatamente ad
la
il

gere, che

chiericocorae attore pu

vendimi, e senza premettere contro j'itra, n giustificare


spedire anche
i

citazione

parire avanti i giudici diCampidoglio,

comnon

credito, e

mandali

in

contumacia,

per come reo convenuto, ancorch fosse convenuto in giudizio di liberazione dalle

in vigore del solo decieo oblinuit.


stile si

Questo anche nel tribunale del vicario e nell'altro de! governo, non per in quello dell'A. C, onde nelle cause di
tiene

molestie, ed in

tal

caso deve avocarsi


sia dalle al

la

causa anche principale, o


dalla curia di
".

motri-

lestie,

Campidoglio

bunale ecclesiastico
nell'articolo

Rammenter che

piccole

somme

delti tribunfili, ricevuta


il

Roma trattai del tribunale se-

la citazione,

bisogna fare

nihit fieri nel

natorioede'senatori celebri giureconsulti

giorno medesimo.

Si dello in principio
si

che l'illustrarono, non che del gran eredito chepe' suoi giudici
si

che

la

giurisdizione di Campidoglio
ai soli abitanti e cittadini di

acquist

la

cu-

stende

Roma

riaCapitolinajComedelgiudicedelIe mercedi, dell'antichissima giurisdi/.ione civile

e sobborghi. Ci s'intende per nella giu-

non controversa. In vigore della co&llm'uve Romanae Ciiriac,d\ Bene detto XIV, si crede debba estendersi anche a lutto il distretto; ma la questione tuttavia indecisa, essendovi una celebre scrittura dell'avv, Durani a favore della
risdizione

e criminale del senatore e sue diverse fa-

colt secondo

tempi, non che dalle car-

Quali attribuzioni gli accordarono Papi,comeper ultiinoPioVlI,


ceri capitoline.
i

e pi di recenteGregorio

XVI, sia

pel tri-

curia Capitolina (poi la decise Pio VII,

bunale civile che pel criminale, e come il regnantePioIXil i.otlobrei 847soppreS'


se
il

dichiarandola estensiva a tulio


to,

il

distret-

tribunale civile e criminale,


il

nolari

come

la

giurisdizione del cardinal vi-

e le carceri. Inoltre
p.

cario). Riguardo al tribunale di

glio sono
1.'

anche da avvertirsi

Campidodue cose. La

t. 2, a con qualche diffusione al cnp. 25: Del Tribunale dell'agricoltura, che

Villelti nel

96

tratta

che

in tutti gli altri tribunali l'appel-

presiedeva all'arte agraria e giudicava tulle le

lante gode
di

due anni di tempo, in questo Campidoglio gode soli 6 mesi.l giudici

cause dell'Agro

romano
la

e suo di,

stretto; ne parlai

ad Agricoltura
la

e di

di appellazione negli altri tribunali pro-

questa anche a Roma, arte ed


in

pi antica,
di tutte

nunciano a loro piacimento, ma in questo di Campidoglio devono sentenziare entro due mesijche si coniano dal giorno della loro deputazione, e passali due mesi
i

qualche senso

pi nobile

le professioni; fu la

professione de'palriar-

chi e degli stessi re: essa e la sorgente della

prosperit materiale de'paesi, perch senza essa

spirer

la

loro giurisdizione, e perci


la

si

non

si

potrebbe nutrire

medesi-

suole

domandare
elFello
si

proroga
il

de'falali, pel

mi. Conviene dirlo, l'agricoltura forse


quella fra tolte
le professioni in cui si tro-

quale

cita avanti

capitano del-

le ap[e\\a7o\\

proroga ri fa la Ha. Relati-

va maggiore probit, rettitudine, spirito


di giustizia, e
t;

vamente
il

alla curia Capitolina,credo utile


le citazioni

ferma difesa delle propriein

dire,

che

ad

seutenliavi de-

come dichiar
il

un bel discorso
di

il

dot-

vono sempre eseguirsi personalmente tanto al principale, che al procuratore comparso


in causa, e

to cardinal e riport

Gousset arcivescovo
n.
I

Reims,

282

del

Giornale di Roma

che nell'udienza
senlentiani,
il

in cui

del i852.

pi antichi romani erano a


loro insegne militari fos-

cade

la

citazione

ad

non pu

un tempo
si

agricoltori e guerrieri, per cui


le

spedirsi la causa,

ma

giudice deve dire

narra che

dffundi pr prima auditntia, nella quale

sero manipoli di fieno; forse erano pi

udienza

si

spedisce la causa col far leg-

prodi guerrieri, quanto pi laboriosi agri-

SEN
collori.

SEN
di
il

5i

Ma

cresciuto smisuratamente con


il

filantropia vegliava inilefesso all'esercizio


di

J'arte della guerra

dominio
il

Roma,
popolo
i

queirmcarico, sicch

la folla

degl'in-

c con esso l'opidenza e


re dispregi
il

lusso,

felici

mercenari allendevanlo

ne'd'i festi-

lavoro della terra,

servi

vi

chiamali

in citt

per servire

al faslo dei

ilio

ansiosamente quasi un padre o un gtutelare". Cos"i l'aulore della Necroqui ne

signorili poderi convertiti in luoghi di deIizic,gran parte di terreni


si
il
i

logia, e
io

al bestiame. Quindi frumento dalla Sicilia, Sardegna, ollie che dall'Africa Iberia, Celica, JMaccdo,

abbandonandoromani trassero

ben meritava l'avv." Cecconi che dicessi menzione, come quello


di
s'i

checelebr l'autore

iniporlauteeca-

ritatevole istituzione, ed egli stesso lode-

nia, Chersoneso, Asia, Siria, e dall'Egitlo.

L'agricoltiwa

romana poteva

risorge-

volmente ne ademp l'ufiizio. Da ultimo, il eh. march. Filippo Bruti Liberati, nella Lellera XII sopra Monte Santo, nel
lodare
il

ic,

ma

ne
I

fu

impedita dalle cause delle


edili cereali

Cecconi quale autore d'una cole di altre opere, dice

allrove.

consoli dcH'agricoltuia furono


,

lezione interessante o decisioni de'tribunaii di

paragonali agli antichi

dei

Roma,

che

quali e di altre magistralure edilizie parlai a

idi lui antenati

avendo perduto
lo

il

cogno-

Roma

e a ^Maestri di Strade.

Il

loi

me di

Vestri, assai nolo per cariche e o-

consohito e tribunale risiedeva in Canipulo'^lio.

pere stampale,
sco,

cambiarono
di

in

Cecconi

Nc'medesimi articoli AgricolTURA e Roma dissi qualche cosa sul gidice delle mercedi, addello al tribunale Capitolino, giudice economico e privativo
per

per un loro maggiore

nome France-

cheper lasuagrandestaluraerachiaIl Villelli, t. i, cap. Dtl giudice de' mercenari detto l' abbate Sac'

malo Ceccone.

Roma

e suo distretto,

munito

di spe-

co, dal

nome

del benefico istitutore, ecco

ciali facolt, privilegi

egiurisdizione,
l'io

am:

quanto
del
.
i

pliala da

Innocenzo XI, Pio Vie


le

VII

chiamalo, dal nome che copr questa carica, il giudice


dice. " Cos

nd esso quest'ultimo riun


merito suo

attribuzioni

del tribunale dell'agricoltura. Del beneistitutoie sacerdote


voi.

de'mercenari campestri, che agiscono per credilo delle loro mercedi non eccedenti
la

Ottavio

somma

di scudi j.

Questo giudice proper citare, n

Sacco ragionai nel


coni

XLV,

erutlilan)enlene sciisse
,

223, ed l'avv". LuigiCecp.

C(\q(\!%q solo,

solafactiveritatcnspectay
di cursori

senz' opera

che fece onore


si

alla

romana

curia

di notaro; e la citazione, che altro

(come
si

pu leggere

nella 7\r<To/og/<z
i

senonche ordine
cede,
la

di

pnbblicala in roma_, ove pure nel

stamp V Orazione funebre


Luigi /Vnrchelti),
nel
al
il

scritta

84 > da

scrive egli

non pagar subilo la merstesso e la consegna alse la presenta al reo.

l'attore,

che da per

d.

quale Gregorio
geloso uflicio di
al-

Questi devecomparire immediatamente,


e fare
io
ri,
il

XVI

184^

affid

deposito per

la

somma

richiesta,

giudicede'mercenari" siccome quello


la di cui

mani

dello stesso giudice de'mercenale

probit e religione polca tran-

ed indi dire

sue ragioni,

le

quali se

(juillarnente affidarsi

una giudicalura,che
la

dal giudice saranno valutate, restituii


il

per l'arbitrio e l'interesse del giusdiccnte

deposito al de{)onenle e l'assolver;


il

ma
al

render potria fatale

condizione di
degli

non valutandole consegner


mercenario
creilitore.

deposilo
il

<)ue'miscri idioti coslretli a chiedere nella


via giuridica la

Se poi

reo non

mercede
la

nllannosi

sudori sparsi sotto


^ole,

cocente sferza del

comparir, l'altorc avr dal giudice un mandato, che senz'allra dilazione, n iiilimazione, n ostendatw,
si

lato inverno.

o a traverso delle intemperie del gMa l'avv." Cecconi non pcoi

eseguisce

tla

tea

non

rispondere alle intenzioni soe di

viane,c pieno di crisliaua tullerauza

qualunque esecutore. Dalle risoluzioni [trese da cpicsto giudice non si pu ricorlorc che al solo uditore del Papa, purch

52
se ne ottenga
il

SEN
permesso, nriediante
il

SEN
P.
lo
il

popolo rotnano. Assicura

il

p.

Casi-

L. Dal Pontefice Pio


ta la
terie
(li

VI

stata antplia-

lui giuiisdizione anche nelle mad'udempitnenfo degli obblighi del-

miro da Pioma, Memorie cV Araceli, p. 1G7, che anticamente nella sagrestia di


tal

chiesa

si

conservava

il

bussolo per

l'e-

l'opere can)pestri, tra gli agricoltori del-

lezione de'giudici del Campidoglio, e che


gl'icnbussolatori con formalit solevano

l'Agro romano, ed
rari; e tra questi

caporali degli opeloro caporali,

ed

come

uscire dalla Chiesa di

s.

Maria Nova, ed
mag-

anche fra 'caporali colle islesse facolt economiche, come dal chirografo pontifcio de' x Sfebbralo i 777". Noterjche questo viene riportato nel Bull. Roni. cominiialio
1.
1 I
j

acconpagnati da

tutti

icaporioni,daicon-

solidelle universit artistiche e dalla

gior parte del popolo, lutti portando ra-

mi d'olivo
raceli.

in

mano,
si

fatta la cassa dell'i

m-

p.

I ,

insieme alla confercostituzione Qiiiirn


la

bussolatura,

ma e

ampliazione di Pio VII de*20 marla

Che

riponeva nella chiesa d'Agiudici di Cainpidoglio a-

zo 1802, mediante

ex quo tempore. Dopo


le

soppressione del
il

tribunale di Campidoglio,

giudice del-

mercedi fu conservato Pioma. Quanto


al

ed attribuito

colla sua cancelleria al


di

tribunale civile

tribunale senatorio,

busivamente non solo abitavano nel chiostro di quel convento, ma lo aveano convertito in tribunale ordinario, ove trattavano le cause ei vili e criminali, definendo le controversie e componendo litigi, con somuo pregiudizio della regolare dii

dissi

altrove che furono collaterali, Gre-

sciplina e quiete de'frali, finch

Martino

gorioXlIT,GregoroXf'^,'\cav(\\i\a\

Mar-

c'Antonio Gozzadini, ed
gi,

altri

personag-

prima di essere elevati a tali dignit. Appena uno diveniva collaterale, eragli inerente il titolo e privilegi di Conle Pil' Ialino. Uiliene Novaes, che il giudice dei malcfizi o luogotenente criminale, ed il
capitano delle appellazioni doveano essere ciltadini romani, e se
tali

i4^9 'igoi'osamenle rimosse tanto abuso. Tultavolta sembra che per qualche tempo e dopo la morte di tal Papa,
nel

continuassero

giudici ad esercitarvi la
si

giudicatura civile e criminale, anzi

fece

pure nella stessa chiesa in seguito e per lungo tempo, stabilendosi la sedia di marn)o del senatore vicino alla porta. Negli
articoli GiL'Dicr, e

non

Io

erano,
in

pRiMiccnio DELLA

s.

Se-

venivano dichiaiali dal senatore,

de, parlai di qualche giudicato del sena-

virt di sue prerogative di conferire la


cittadinanza romana. Rilevo daParisi, nelle

tore e de' suoi giudici. Inoltre dice

il

p.

Casimiro, che fu ordinalo dagli statuti di

Isliuzioni,

t,

4, p- 73, che
di

conservalet-

Pioma,che nella morte


laro, che

di qualsivoglia

no-

lori della

camera

Pioma, con due

non

lasciava eredi nella profes-

tere parteciparono a Silvestro


dini,

Aldobranda cui poi nacque Clemente Vili, che per la sua dottrina e integrit, avendolo con altri dottori presentato a Paolo
111

sione, fossero portate le di lui scritture

pubbliche nella sagrestia d'Araceli, dentro il termine d'8 giorni, come rimarcai
a NoTAPO, parlandoaocora de'notari antichi di

per l'onicio di capitano o giudice del-

Pioma profana

e ecclesiastica,

ed

le appellazioni del

popolo romano, era reslato eletto nel 1542 per un annoj e che

eziandio de'notari capitolini vacabili. Nelle

antiche sottoscrizioni capitoline

no-

per essere

1'

officio

molto onorevole per


le

tar!

sono talora chiamati

Almae Urbis

avere a rivedere e riconoscere

senten-

ze del senatore e suoi giudici nella corte


di Campidoglio, ed anche per essere di qualche lucro pei dieci scudi di ordinario il mese, l'invitavano a prendere pos-

Praefeclura aucloritate Notar ii.S\ pu anche vedere Curia romana. Abbiamo, iV/<7luta
veti.

CcllegiNotarioriini Curine Ca-

pilolinae,
legia.
Il

eorumqne facidlales,

et privi-

collegio de'notari capitolini ia

sesso dell'officio, certo di far piacere a tul-

delta chiesa d' Araceli officiava iu

una

SEN
(Ielle

SEN
a
p'.fl

53

cappelle.

A Carceri djRomv ed

carcere era in tutto simile alle carceri Innoceiiziane di R.oma,


cio(* l'assistenza sa-

Roma
vo!.

parlai delle Capitoline

Inbuiia-

le; (Iella

sua visita graziosa trattai nel


p.

nitaria e l'infermeria Igesuiti ebberoraolla

X\X1I,
il I

22

eseg.:

la

facevano mi

cura nellospirilualedel carcere


:

diCamle

prelato assessore del tribunale del governo,


.

pidoglio

ogni settimana
il

vi

udivano

e 2. collaterale,
il

il

luogotenente

confessioni, facevano

catechismo e

(piai-

criminale,
veri.

fiscale,

procuratori de'po-

che discorso morale, oltre altre opere di


piet nella cappella
di e lacera

Deve

notarsi che le carceri di Cciiule

comune,

sagri arre-

pidoglio erano

pi antiche Prigioni di
ivi

Koma

papale, ed

ancora

si

estesero

le

venivano somministrati dall' /4rcicoiifra(ernila (iella piet de carceIl

beneliche cure de' romani ecclesiastici e


sudiilizi,

rali.

carcere era sotto

la
s.

giurisdizione

Cme
i

dell'

elemosinerii aposto-

ecclesiastica del parroco di


le feste vi

Marco:

nel-

lica, e

de'Papi. Queste carceri potevano


)o detenuti, de* quali

celebrava

la

messa un france-

contenere
tre

un

3.

scano dell'adiacente convento d'Araceli.


Il

nelle segrete,
i

due

terzi nelle larghe.

Ol-

superiore immedialo di queste prigioni

criuiin;ili

potevano

starvi 9.0 altri de-

era ['avvocalo Luogotenente criminale del

tenuti civdi o per debili, di Piooia e territorio

tribunale senatorio,
pincjua abitazione.

il

quale

vi

godeva pr-

romano, per mandato


:

di (pialun-

detenuti per debiti

que giudice o tribunale


a

de'falliti [)arlai

non potevano
d'un anno.
calo
bai.
I

essere imprigionati per pi

Mercante ed a Schiavo. Nel carcere Capitolino si ponevano tutti prevenuti


i i

creditori che

aveano provooltre
il

la loro

detenzione doveano pagare


,

per

delitti

del senato

maggiori commessi ne'feudi romano, dipendenti dal tribudelitti

t5 al giorno pegli alimenti


i

nale baronale de'conservatori di Pioma,


del (piale vado a parlare.
I

medicoe medicinali se ammalavano. Fino al dedinar de! passato secolo, l'encomiato sodalizio liberava qualche debitosoddisfacendo il creditore eccone un esempio che rilev(j d.il n.*'i702 del Diare,
:

minori
loca-

erano
li

di

competenza de'governatori

nominati dai conservatori, e quelli che n'erano accusali stavano nelle carceri baronali de'feudi slessi. Si
nel carcere Capitolino
litti
i

rio

(li

Roma

deil'anno 1791.

cavalieri

ponevano

inoltre

deputati deirarciconfraternila della piet


de' carcerati in
in
s. Giovanni della Higua, conseguenza del risoluto nella congre-

prevenuti per de-

commessi in Roma e nel territorio romano, quando In pena non eccedeva Sanni d'opera pubblica. Finalmente sei carabinieri del tribunale senatorio carcera-

gazione, liberarono dalle carceri

Nuove o
5
18;

liinocenziane 2C)carcerati detenuti per debiti civili


I

per
53.

la

somma

di scudi

ed

vano un
litto,
1

incol|)ato di
il

qualunque altro de-

ida queiledi Campidoglio per


I

la

somma
SaU'a-

poteva

tribunale senatorio giudigiurisdizione cumulativa

di scudi

L'Ospedale del

s.

lo e

perci ritenerlo nelle sue prigioni,

lore,pe\ legato Ronlglioli, dispensava nel

poiclid'

avea

la

novembre

a ciascuno de'condannati cri-

cogli altri tribunali criminali di

Roma.

minali due scudi.


Nativit della
!

La congregazione

della

ludaimati erano subito inviati


.1

ai

luoghi

pena,

meno

(juelli

stare per breve

tempo,

chevidoveano requali consumai

Chiem del Gesti, pe'Iegati Ca taglia eCon ti, som mi ni stia va due pranl'anno
ai carcerali capitolini, servili

zi

dai

vano la pena nella stessa prigione. Ordinariamente carcerati capitolini non oli

confrati.

U A rciconfraternit del

s.

Ctioil

rer/e'^yt/cco/i/, distribuiva ai uiedcsiiui

trepassavano
le

5(),

compresi

debitori, e
i

pane due volte l'anno.


Altri renni su' Conscr\'alori di

donne cuslodile
si

dalla priora, [kixIk*

Roma e

lo-

processi

disbrigavano spedii. unente in

ro tribunale^ e del priore de' capo-noni.

pochi giorni. L'urdinamculu interno del

Ai conservatori di

Roma, Conscrwito-

54
servatoti della
servatores

EN
gliavanoquesli
tuto di
al

SEN
mantenimento dello stastato delle

res Alniae tVifVjanticamenle detti Cori-

Camera di Roma, ConCamerae Almae Urbis fu,

Roma, al buono

mura

della citt,ed alla conservazione

de'monu-

rono dati
colo

titoli

tli

Nohiles rivi, MagniAll'arti-

fici Signori,

ed Eccellentissimi.

Roma

riportai luttoci che riguarda

nienti pubblici. Essi rappresentavano in qualche modo gli antichi edili,e la Camera Capilolinax Roma. Il priorede'capo-rio-

l'origine di questo magistrato

no

ai

correnti giorni, ed

diversi

romano simodi

niera

il

capode'Crt/70-f/o/i' anticamente,

e poi de'capitani delle milizie capitoline


e municipali delti Capotori.

come furono eletti, le loro prerogative, quando esercitarono il senatorato nella


mancanza
del sena fore,tS'f/j<2/om officiuni
il

Questo marendite

gistrato
di detta

romano amministravate

exe/rew/e^, prima tutti e tre, poi


re di essi; e del

senio-

giuiamento che prestavaed


al

no
go

al

Papa

di fedelt,

senatore per

l'osservanza dogli statuti di


iu Vitale,

Roma. Legil

che

il

senatore " nel dare

possesso in ogni trimestre a'nuo vi conservatori, dopo che questi si sono portati al pala7zo di Campidoglio, va a incontrarli

camera, ed in ci erano subordinali al cardinal Camerlengo di s. Chiesa, cheavea la direzione suprema di questa magistratura. Loro residenza era il Campidoglio, cogli uffici e archivi del senato romano. Il conservatore e priore dei capo- rioni appena eletti, coll'abilo proprio del lorocospicuogrado, si portavano a visitare il Papa, il cardinal camerlengo,
il

nella soglia della porta della


stito col

gran sala, veruLbone, collana d'oro e scettro d'avorio in nano, precedendolo suoi fai

cardinal segretario per


il

gli affiiri di
il

stalo interni,

senatore, ed

governa-

tore di
le
il

Roma. Quando
di

fu creato cardina-

migliari e

Io stocco in

due pnggi, uno de'quali porta mano, e l'altro il cappello. Poi unitamente vanno il senatore nella
i

duca

XI Vsi recarono
i

York, d'ordine di Denedelto a visitarlo solennemente


Collegio, corpo diplomaIl

conservatori col priore,col corteggio del-

sedia, ed
scrissi a

conservatori ne'banchi (che depostisi a sedere, in di lui l'altro dal

le

carrozze del

s.

Roma); e

tico,

prelatura e nobilt.

porporato
delti

li

presenza ricevono un dopo


tare di detto magistrato

nole-

ricev in abitocardinalizio senza berretta, e colla testa scoperta stettero


gistrati. Il
i

un bastone di

ma-

gno nudo
ai

in

mano; ed

ivi si

trattengono

i.coniervatore fece un'orazio-

il senatore abbia data nuovi capo rioni la bandiera di ciascun rione". Racconta il diarista Gigli, che il

fino a tanto che

i, luglio

164 1} essendo vacante


i

il

sena-

ne Ialina, cui rispose il cardinale; indi tutti si coprirono il capo e fu servito uu lauto rinfresco. Oltre quanto gi dissi disopra, aggiunger che fin da quando il senatore di

torato, entrarono in officio

nuovi conil

Roma

fu

surrogato all'aulico

servatori; e perch

non eravi

senatore,

Pretore, cio a rendere giustizia in


teria civileecriminalein
i

ma-

dal quale

essi

capo-rioni solevano rie possesso dell'officio, e

cevere

il

bastone

non
i.

vi

era

memoria d'un caso


il

simile,

il

conservatore da se prese

bastone, e

postosi a sedere nel tribunale o sedia del

senatore (che pur descrissi a Roma, in uno a quelle de'conservatori),diede poi il bastone agli altri suoi compagni, ed a'caporioni.

R.oma e suo distretto, conservatori ebbero la rappresentanza del senato e popolo romano, e l'amministrazione economica del le sue entrate e della camera Capitolina, colla relativa procura nel 3 t gi esistevano i
: i

conservatori,

ma
I

di ci e di tutto altro

meglio a Roma.
boiie nero, e di
t,

loro abili

sono

il

rub-

Dal novero delle 4o nobili famiglie


dette conscritte, sino al

romane

1847

si

ed

altro
alle

lama d'oro nelle solenniche vado a dire. Per l'inter-

estraevano a vicenda ogni semestre 3 conservatori ed un priore de'capo-rioui. Ve-

vento

Cappelle pontificie, a questo

articolo tutto narrai.

Ne

Possessi de' Pa-

SEN
pi e uegV Ingressi solenni in
nella Sloria de'

SEN
Roma, secapossasi
,

55
i

cavalcavano iCapo-rioni,

cancellieri del

pre figurarono corae magislialo romano.


Cancellieri
in

molli luoghi palla de'coDservatoii cliR.0-

ma,eclel Priore

tie'

Capo

Rioni, chesein-

pie con loro incedeva col medesimo abito.


tiil

popolo con giubboni e calzoni di tocca di argento trinati d'oro, calze di seta e scarpe bianche, spade dorale, cintura e pendenti imperlati, con rubboni di velluto paonazzo foderati di tela d'oro coi bavari

Lai.* memoria del loro inteivenlo a


funzione del
1

ornali di gioie e perle, coin pure le

447

P"^'"

Nicol V, che
il

berrette con piume, gualdrappe di velluto

co'capo-rioni fecero correre


1

pallio.

Nel

con frange, trine e fiocchi d'oro,


di tocca

staf-

484 per Innocenzo VI II si legge: Equtini Papae duxerunt Seuator Urbis, et Con
ser\'alores

fedorale.Il priurede'capo-rioni congiub-

bone, calzoni
cinla e

d'argento, calze ne-

Camerae, quia dignior nullus iulerfiiil,qui id ageret. Nel 5o3 pel possesso di Giulio II non vollero incedere a
i

re di seta e scarpe bianche, spada dorata,

pendenti nobilmente ricamati

rtibbonea mezza

gamba

di

broccato d'o-

pieili,
ri.

ma cavalcarono cog!i ambasciatoNeh Ji3 ripugnavano d'andare a piesi

ro, berretta di velluto nero,

gualdrappa

sinde guarnita di trine, fiocchi e frange d'oro, fornimenti di velluto e stalle dorate.

di, e

piegarono per non perdere


the per

l'abi-

to di velluto cremc'ii,

tale funzio111 nel

Incedeva

al

suo destro lato

il

Gan-

ne veniva loro donato. Per Paolo

filoniere del popolo romano, con paggi.

i533

conserv. iteri ebbero dispula sul


:

Dopo

il

gonfaloniere,
vestiti

conservatori ca-

posto, cogli ambasciatori de'sovrani


giialinente
dilfeieiiza,

e-

basciatori,
gli

non cavalcarono per simile non volendo cedere agli amneli5GG per s. Pio V: bens

con rubbone senatorio di broccalod'oro lungo sino a'piedi, scollato con maniche larghissime, e berrettovalcarono
ni di velluto

nero, con gualdrappe simili


di trine e flan-

resero ubbidienza sul Campidoglio, e

guarnite

pomposamente
1

lo precedetteroalL.tterano. Nel

medesimo

ge, fiocchi d'oro con fornimenti e staffe

luogo complimentarono Gregorio XIII


nel
I

dorate, preceduti da

4 Fedeli

di

Campi-

072 col
al

senatore, e per altra via pasi

doglio. Questi Ciano vestili con calzoni di

sarono

Latei ano. Nel

5qo

suono

di

velluto cremesiuo fasciali di tela d' oro,


orlati di rivetti di raso bianco, e velluto

trombe,

di taoiburi, coi canti di tre cori

di musici, Ira gli spari di artigliere, rice-

cremesino,con

colletti simili, e

cappe di

verono
tutta
razzi.
la

sul

Campidoglio Gregorio XIV:


gli

scarlatto co'medesimi guarulmenli di fasce di broccato, giubboni


ili

piazza era ornata di finissimi auditori di rota ed


i

raso creme-

Dopo

bail

sino
lore,

berrette di velluto dello stesso co-

roni romani, cavalcarono lo scrittore e

con treccie d'oro ricamate, con pengialle, e

computista de'conservalori con rubboni


e berrette di velluto nero all'antica. In

ne rosse, bianche e
te. I

spade dorari-

conservatori co'uobili romani, nel

niczzo di loro procedeva

il

fiscale del

po-

toino accompagnarono Gregorio


palazzo apostolico. Nel
i

XIV

al

polo

romano con mantello di


di nobili

rascia, esol-

Dq
i

pel possesso

tana di velluto paonazzo. Indi cavalcava-

d'Innocenzo IX, conservatori cavalcaro-

no i4 coppie
i

romani con rub-

no dopo

tuarescialli

ed

capo-rioni, se5()3 perCle-

iconi di velluto

nero e berrettoni simdi;


testiti nell'iNtesso tno-

guiti dagli

amba sciatori. Neh

maestri giustizieri,
i

niente Vili nel

medesimo luogo cavalvesti di telad'o-

(lo;

sindaci con vesti lunghe di velluto

caronoi conservatori,con
ro lunghe.

lionato, con

ben elle

gualdrappe

di vel-

Nehbo5

per Leone XI, dopo

luto nero; gli Scriba senatus con rubboni

l'ambasciatore di Bologna solo, cavalca-

e berrettoni all'antica, con gualdrappe di


Velluto nero. Dopo vescovic cavalleggieri
i

rono

conservatori, seguili dagli

ambala

icialori de'principij

che prcccdcvauo

56

SEN
V
i

SEN
basciatori e del contestabile, cavalcarono,

croce pontifcia. Pel possesso di Paolo

nel i6o5, oltre il numeroso baronaggio romano, splendidamente vestiti, marescialli,


i

inrubbonidi velluto paonazzo

lijderatidi

lama d'oro,! cancellieri


bili
il

del popolo
i

romaindi

capo-rioni, cavalcavano

conser-

no, carica che ritenevano


famiglie
priore de'capo- rioni, ed

capi delle no-

vatori col priore de'caporioni, con vesti


di tela d'oro

romane Naro eSerlupi;


i

lunghe alla ducale, e sottane di raso rosso, sopra leggiadri cavalli con gualdrappe di velluto nero e coi fedeli vestiti di rosso con bastoni dipinti e do,

conservatori

di

Roma

coperti di rubboni di broccato

d'oro. Nel possesso

diClemen te XI neli7oi,
le

come in altri, present


lo al

redini del caval-

rati; indi gli

ambasciatori. Nel iGaS pel

Papa

il

contestabile

come
il

principe

possessod'UrbanoVllI,i conservatori ebbero contesa per la precedenza col con-

assistente al soglio, la staffa destra la resse ili. conservatore,


sta del cavallo
:

stando

2. "alla te-

Colonna principe assistenteal soglio, ma il Papa decise in favore di questo, che incedette dopo di essi, protestando conservatori sul j'us. Per Innocenzo X.
testabile
i

il

contestabile condusse

pel freno

il

cavallo sino a

za Vaticana, ed avendogli

met della piazil Papa ordinail

to di cavalcare, restarono a tenere

freno

splendida fu
j

la

cavalcata nel

644? perch

dai

due

lati

due primi conservatori, che

nobili

romani pe'Papi
in
vestiti,
il

loro concittadini

a vicenda col 3. e col priore de'capo rio-

intervenivano
cauiente
servaiori

gran numero e magnif-

con

isfar/.o di livree

ca-

valcarono
,

priore de'ca p -rioni, co'conil

ed

senatore avanti la croce

continuarono sino al Laterano. Noteche altrettanto si praticava quando il Papa andava in Cavalcata con treno pubblico, alle Cappelle della ss. Annunzia'
ni

r,

Cavalcarono pure l'avvocato e il fiscale del popolo romano, ili. con veste talare di velluto nero e sottana di saietla nera, wore advocatorum rornanae ciiriae, l'altro con sottoveste e sottana di
pontificia.
saietta e
l'o.
]

la, di s.

Filippo, della Nalivii e


altri in

di s.

Carlo. Alcuni Papi da avvertirsi che

andarono in Leiliga, come Innocenzo XIII


:

Carrozza,
i,

nel
i

172

per cui

il

priore de'capo-rioni ed

conservatori ca-

rubbone senaloriodi vellutone-

conservatori e priore de'ca p -rioni

valcarono osservo che alcimi Papi bench andassero a cavallo nel possesso, pure
i

ebbero dal Papa i4o scudi per ciascuno, per farsi una sottana di raso cremesino, ed un rubbone sino a' piedi di broccato
d'oro. A'capo-rioni,eda'5o paggi
di
lo,

detti magistrati lo

precedettero caval-

cando. Per detto Papa


co trionfale tra

romano

il

Campi-

doglio fu pomposamenteabbellitOjCon ari

70

scu-

colossi di

Castore e Polsi

per cadauno: agli avvocati del poposcriba senato, scrittore, computista e

luce, le facciate de'3 palazzi

adornaro-

furono dati compensi pel veCampidoglio fu eretto un arco in cima alla salita, con diverse statue. Nel 1667 pel possesso di Clemente IX cavalcarono insieme, il priore de'capo-rioni,ed
altri ofilciali

no con ista tue dipinte e rappresentanti alcune Provincie della chiesa romana, e le
virti personificate

stiario. In

del Pontefice, di pii


l'effgie dei
il

in medaglioni

furono espresse

Papi della famiglia Conti. Presso


lo di

caval-

IMarc'Aurelio era inalberata

la

ban-

tre conservatori, avanti agli

ambascia-

diera del popolo romano; quelle de'caporioni


si

tori; cos
ti
i

per Clemente

X nel 1670, seguidopo


il

collocarono sulla balaustra. Nelli


i

dal contestabile Colonna, mentre


del popolo
il

fnestroni de'palazzi latei ali erano

suoIvi

camerieri segreti del Papa cavalcarono

natori di strumenti, e
il

gli

8 tamburi.

gli officiali

romano,

cio

se-

senatore con iscetiro d'avorio in niano,


collaterali e

gretario, Io scrittore,

fiscale capitolino,

accompagnato dai
in

da

tutti

loscriba senato. Per InnocenzoXIneli67G,

suoi ministri e curia, colla sua soldatesca

dopogli uditori

di rota,

eprima

degli ain-

ordinanza, fece

il

solito incontro, e g-

SExN
niiflesso

SEN
si

57
Pio VI neh 77
j

con brevi parole latine


la

congra-

Campidoglio,
fli

il

cavallo Io gilt a terra e


lelligfi.

tul con sua Sanlil, esibendole piontis-

perci entr in

sima sempre l'obbedienza e

fedelt del

l'ultimo a prendere possesso a cavallo,

senato e popolo romano, presentandole in


baciled'.'irgentolecliiavidi Campidoglio;

come

a recarsi alle 4 suddette cappelle in sontuosa cavalcata, perci conservatori


i

ed
d'i

il

Papa con graziosa


il

risposta lo bene-

e piiorede'capo-rioni loservironosen)[)re
alle redini del cavallo, inoltre

e prosegu

viaggio, Uicnlre

numero-

Pio VI fu

sissime salve di mortaretti esplosero per


allegria. Inoltre
il

l'ultino a ricevere

l'omaggio del senato

senato e popolo

romano

popolo romano sui Caro |)idoglio; ai suc-

pei' festeggiare l'esaltazione del concitla-

dino, nella tliiesa d'Alaceli

ftrce

celebrare
l''(jnbe-

cessoricivenneeseguitoal Luterano prima di entrare nella basilica, dal senatore,

una solenne messa,


ca

ponldLal;\ da

conservatori e priore,

ccji

loro corleg-

romano vescovo
fallo

diTivoli,con7'<7>><';/m,

gi, e tribunali fjucli esisterono.

Qui

ri-

magnificamente parare la cliiesa. V'mlervennero il senatore incoil'Uedi merletto, rubboiie di tela d'oiocon sottana (li poi pora,con fascia simileemerletto d'oro (ora usa fiocchi d'oro nella
ia-scia,

avendo

corder, che alcuni de'Pa^g' pei Papi per questa funzione del possesso li noiuina-

vano

conservatori. Fra

le

loro anticbe

pieiogalive era ringoiai e quella narrata

simile essendo quella d^'conserva-

la

da Cancellieri con relativcei udizioni, neiLettera a mg.r Calcagnini, p. 8, cio


repubblica del
i

tori) e collana di tal metallo, coi conser-

clie sino alla

798

fu

an-

vatori e priore de'capo-i ioni vestiti


slessa maniera,

nell'i-

tico privilegio de'conscrvatori, di ricevere


si pescavano nei portavano in pescheria di Boma, della lunghezza di 5 palmi e un'on-

ma

senza
il

la

collana, cor-

tutte le teste de'pesci die


esi

leggiali da'capo rioni,

cardinal titola,

Tevere

re fece

il

ricevimento de' cardinali


le

che

assunsero

cappe; nel partire furono rinsinistra della


i

eia, e tutti gli altri di za,


la

graziali dal senatore, conservatori epriole. .Nella

mano

quadratura,
de'cardi-

maggior grandezmisura marmorea th' neli.^alade'conservalori in Campidoglio


secondo
la
i

per entrare ov* erano


nali preti, in
ii

baiitlii

e rinnovata nel

58

(nella sala de'cnpidi

corna Evangelii sederono


il

tani vi

sono

le

misure

marmo

dell'o-

senatore,

conservatori,

priore in Ijan-

Ho e

dei vino, quali erano in uso nel se1

co alquanto discosto e

[lii

basso

ili

(pici-

colo XiV).JNel

Gfi Urbano \Illfece una

io dei cardinali; la |)relatura, la

camera
di fanil

eccezione, perle leste de'pesci pescali nei

segreta, il)iironi

romani ne'bancbi

luoghi del nipote bai berini prefeltodi Ro-

co, dietro a (]ueilo de'caidinali.

dettaIS'el-

ma esuoi successori. Essendosi


palio
la

data inap-

gliosi legge in Cancellieri gi citato.


l

peseheria dal dello governo rei

ore pomeridiane
cicevulo
ila

il

l'apa visit la ciiie-

puljblicano,nel
sero a l'io \
le leste
tli

8uo

conservatori ricor-

sa,

delti magistrati in riibbo-

li

per essere leintegrali della

ne nero a pie della scala del convento, e


sulla porla della chiesa dal cardinal blulare, e
l

pesce; invece ebbero

facolt

di

disporre d'una dote de' Ao///, indi nel


rimessi in possesso del pri-

do

altri

17 cardinali e

ilalla iiobil-

1817 fuiono

romana;

nella sera vi fu splemlida hi-

vilegio. Tuttavolla, rispettando l'assento

minai

ia e bi

uciamenlo
nel
1

di botti. l'erCle-

da Cancellieri,

feci

indagini se dur tale

mente XIII
i

It)

conservatori sor-

reintegrazione, ma lio\aici)e lustesso Pa-

reggendo cordoni delle briglie, addestraono e guidarono il cavallo sino al Late-

pa l'abol, insieme ad oltre sporlule.


I'onta.nk ni
ra

A
cu-

Roma

dissi

die ne avea
le

la

rano, colla 8uiila alternativa col priore,

anche

la

camera Capitolina,

e parlai di

dneperdue;;illiellanlosipiaticneli 7 H) con Liciiiciilc \1 / , mu ncUu scendere dui

quelle die specialmente


nu.
I

appaiiengo-

cunservulori luviijiljvano puie angli

58

EN
di

SEN
Rosii

acquedotti, aveanocura delle mura

ma, vegliavano sulla conservazione delromane, sull'osservanza degli statuii di Roma, punivano venditori dei commeslibili che non davanoil giusto pele anlicliit
i

Io

hanno sempre mostralo verso il senae popolo romano, si chiamano ancora

oggi non con altro titolo che di fedeli.


Gli altri 3 sogliono essere romani, e per
distinzione
.servatori
si

dicono quarti fedeli.

con-

so o alteravano

prezzi,

accordavano

la

cilladinanza
dini.
11
1

romana

e privilegiai citta-

costumano (per concessione di Innocenzo X)di portare alia testa de loro


s.""

cavalli della i."

e 3.* carrozza loro

Vettori nel Fiorino d'oro, a p.


le

e 5 3 ripoita

seguenti notizie.
di

4^1 In Rovuole

ma sotto
indicare

il

nome

Conservatori

si
il

seguendo senza flocchi quella del priore del popolo romano, elle d il compimento al treno del senafiocchi neri di seta,
to.

ili. "magistrato

secolare,

quadelle

Anche il senatore

di

Roma

fa

precede-

le consiste nel

numero
il
il

di

4 soggetti
di

re dall'ombrello suo particolare le proprie carrozze,

famiglie principali, destinali dal Papa a

usando

fiocchi di sela ne-

rappresentare
di essi
il

pubblico

Roma. Tre
ed

ra alla testa de'ca valli della suai.", e no*i

si

hanno nomina

titolo di conservatori,

altrimenti della 2.^ carrozza, avendo ot-

priore de'capo rioni o sia

del popolo

romano, ed hanno tribunale

cio giudicatura, e minislri affatto separati

tenuto da Clemente XII l'uso della campanella che prima non avea, della quale si serve ancora esso nell'uscire dal suo palazzo di

dalsenatoredi Ron^a. Questi ebbero


il

Campidoglio con formalit. Usenatore, per fare


le solite of-

anticamente
li,

titolo di

magnifici
il

sgiio-

nendosi per alle volte coi conservatori


di

dipoi pareggiarono

titolo col sena-

Roma

il

tore,

ed

in seguilo

presero quello di ec-

ferte de'calici
sitare le

ad alcune

chiese,

o per

vi-

cellenza, che conservano egualmente coll'istesso senatore.

medesime semplicemente, come


alla loro residenza
il

Uscendo

essi

dal loro

pine nell'andare
assistere,

per

palazzo del Campidoglio collegialmente,


sogliono per costumanza molto antica far

secondo

consueto, alle corse

campana, che volgarmente si tlice la ccZ7///;(7/je//a, esistente sopra il medesimo palazzo, la quale serve per dare il segno all<tf>imiglia;anzi [)er questo medesimo elfetto si fa suonare anche la sera precedente, bench talora cotiservatori bi adunino in una delle proprie case loro. Suona avanti la messa, che si celebra nella loro cappella; e quando nel Camsuonare
la
i

tempo del carnevale; alloformando un sol corpo il senato, si servono d' un solo ombrello, e le carrozze dell'uno e de"li altri formano un solo treo no. Gli slessi conservatori neliySy oltre
de'barberi nel
ra

alcun altro privilegio e onorificenza, ot-

tennero da Clemente XII con breve speciale,

che

la

loro cappella nel palazzo di


(la

Campidoglio
di cappella

quale gode

il

privdegio

pubblica, e nel tempo della

si fanno pranzi pubblici, lo che succede ordinarianente ogni 3 mesi una

pidoglio

volta,oltrei 3 grandiosi banchetti fra l'aui)o (in cui

quaresima, a benefizio degli ofliziali del Campidoglio, arricchita di tutte le stazioni ed indulgenze che sono per le chiese di

invitavano

e forestiera), suona la
all'entrare a tavola.

la nobilt romana medesima campana


]\Ia

Roma),

gli

serva per soddisfazione


i

del precetto pasquale,

uscendo magistralmente, fumo precedere le loro carrozze dall'ombrello, portato da

uno de' 2
i

loro servitori, 9 de'quali sono tratti ogni

dovendo medesimi conservatori, che saranno a quel tempo, f ne la comunione insieme colla numerosa loro famiglia, ed altri ofUziali e ministri del medesimo Campidoglio nella stessa cappella

aimo
])ii
il

dal bussolo di Vitorchiano,

uno

dei

redolire questo,

la

deb-

antichi feudi che presentemente


e

Campidoglio,

per

la fedelt

ha che qua-

bono anco

l'are

unitamente

nelle feste del

Natale, d'Oguissanli edeli* Assunta, all'ii-

S
so
ilei
;Iie

EN
<li;'

S
raidlnali
tidcnlotli
losi

EN
r

09

palazzo nposloiico.e
l'istessij tielU;
1

Ale^^andio VII); inn riinufon-

[ualicano
la

loro cappelle

ora ogni 6 mesi (purlavn nel

per

propria famiglia.

conservatoli e
il

siioleil

738), Pontefice creare una volta iiconil

priori (le'capo-rioni avanti


di

pontificato

scrvalore ed
tra volta

priore de'capo-rioni, ed alsolo,

inc(jniinci nel ( che iGj5) si estraevano a sorte per bussolo ogui 3 mesi (con altri ofTlzia'i del popolo rumano, ed a\Hnti il Papa, ilcardmal ca-

Alessandro VII

uu conservutore

nominari-

do

l'altro

conservature dcnnlinal caiuer-

merkngo,

il

cardinal nipote del Pontefiili

Clemente XII con altro moto-proprio de' 19 settembre 73 stabili, che in avvenire si debbano amnietletigo. L'istesso
1 i

ce vivente; indi nel

seguente preslava-

tere airiulienza oi'dinara del Papa, ogni


i

no giura mento al Papa, ed il senatore fpiin('i gli dava il possesso dell'oflzio in C>impidoglio:
di

"giorni regolarmente due tle'conservai

toi

tlel

popolo romano, cio

il

."
i

e 2.",

pub vedere la costituzione 58 Pio IV, Cam oh ipso), ma d'allora in


si
i

ed

m mancanza

d'imo

ili

loro ordin che

poi incominciarono

Papi a creai

li

a lo-

modo, bench per lo stesso spazio di 73 Clemente X II a' 4 setteaibre slal'il con moto proprio che dal ."gennaio 732 tanto conservatori, che il priorede'caporioni del popolo romano debbano durare regolarmente non pi 3
10
leir.[io. ^'el
I I
I

li

mesi,

ma

G,

rimutandosi ogni trimestre

duelli loro, cio


tori, e l'altra

una volta due conservaun conservatore e<l il prieI

re,

con questa legge, che nella mulazio.

iiede'dueconservntori, cio

e 2., sue1

debba succederei! 3., acci sempre sieno due insieme; ed in quella maniera fu tolta l'uilien/a, che forse per abuso era stala introdotta darsi dal Papa al fi-cale di Campidoglio (poi fu riamoiesso talvolta, ma coi conservatori). Queste notizie pIranno anche megliose; vire in appresso, perdendosi coll'aiidar del temp(j la memoria delle cose, tanto p, che non seupie, e forse non lungamente durano in osservanza le medesime disposizioni". Per (piesta gran verit del dotto Vettori, io non badandoa fatica, a noie,ad indagini, sono
and.ito laboriosamente

ceda sempre
ostante che
il

il

3." nel luogo del

.,

non
mi-

raccogliendo in

medesimo
altri

talor.i sia di

questa mia oper.i, collo studio di quellede*


gli altri e

nore et degli

che subentrano (to-

molte rare,

tale

uua

colossale

gliendosi per ravvenire con questo

nuovo

massa

di notizie

ed erudizioni, che verr

regolamento l'ordine della maggiore et, che per l'addietio si riguardava per distiiuione del
rVella
i

ten)po in cui forse potranno essere utili. quanto a'conservatori e priore do'cipo-

."

dal

?..,

e del 2." dal 3.).

noni, narra:
ripristin
l'io
il

mutazione poi del conservatore e priore del popolo romano, succede sem1

aUoMAcome Pio\ II nel tSoo bussolo, e come il regnante


1

preil 2. in luogo del

.",

ed

il

3."^

in Ino-

IXdi nuova organizzazionealscnato romano, sopprimendo il priore, e auiucutandolo di


cdtri
;T

go del

2.

e perci

il

nuovo conservatore

conservatori,

come

pu-

entra per 3."; e bench succeda questa variazione, comesi detto ogni 3 mesi,
il

re ho detto in principio di questo artico-

priore de'ca|)o-rioni non passa ad essere

conservatore,

ma

resta

lo spazio intero di

sempre priore per 6 mesi. L anco da saDiagistrato del

pere, che rimutandosi per lo passalo ogni 3 mesi tutto


pidoglio, soleva
il

Cam-

Papa creare due conservatori ed il priore del popcdo rumaiio,cdil3. 6 nominava dal caulinni camtilepgodi s. Chiesa (cio avanti il ponil

Di ipiesto bussolo Irinieslrale parlai 66, e nel voi. I.\, p. 20,descri vendo il moilo,coinedupo il soleiine vespero dell'ultimo deiramio.il miovo senato romano pre^lava d giiiramenlo al Papa, sedente in trono in cap|)el!a,snl vangelo del messale, ci che a\e.i luogo
lo.

nel voi. Vili, p. 6.[ e


1

dopo

la

cappella del di seguente, se


al

il

P.i-

pa non era intervenuto


poi a niunu delle

vespero; che >e


si

due iunziuni

lecavu,

6o
il

SEN
si

SEN
al

giuramento

preslava

cardinal ca-

brato per morte di Pio Vili, leggo leseguenti partile. All'officio de'coiiservalori
in

tnerlen"0,comenelleaItreepochedeiran-

no
ve

nel suo palazzo


il

talvolta

il

Papa

rice-

luogo delle

vesti lugubri, scudi

78. Al
c)5.

camere. Siccome il cardinal camerlengo dovea assistere a questo giuramento, se impedito o

giuramento

nelle sue

notaro delle Ripe, scudi 25 e bai,


lo scrittore della

Ai-

26

camera Capitolina, scudi altrettanto al protouotaro della me-

assente deputava

un

altro cardinale,

li

desima. Aiconnestabiliefedeli,scudii 58.


Alia milizia del senato e popolo

prefetto de'maestri delle ceremonie pon-

romano
al-

Campidoglio se il giuramento lo riceveva il Papa, o il cardinalcamerlcngo. Egualmente perbussolo si eleggevano e doveano prestare tatifcie

avvisava

il

fiscale di

pelsoldodi giorni 70, scudi 2625. Ai conservalori pei soldi di

decembrei83o

le milizie capitoline in attivit di servi-

zio,

scudi 680. Al colonnello, scudi

4^

giuramento quegli altri magistrali del senato e popolo rumano, di cui feci parole

la nel
(11

luogo citato, fra


i

quali

Miieslri
quali co-

strada j
i

maestri giustizieri
il

(i

me

precedenti a veano
il

proprio assesso-

re e notaro, era sopra


si

cui officio e giurisdizione

maggiore scudi 2 5. Ali. "conservatore per assegno di due mesi, scudi 3oo probabilmente per la tavola chedeve imbandire nella custodia delle rote del conclave. Al camerlengo provvisorio del popolo romano, scudi 20. Leggo inoltre
e bai.

90;

al

le diirereiize de'frutti, sie[ii,fosil

nel diarista Cecconi della sede vacante

di vigne, canneti e rivi di esse);

ciuner-

1724, e ingresso de'cardinali


ve.

in conclai

leiigo di

Ripagrande (maestralo che conferivasiad un gentiluomo romano, ed esercilava giiuisdizione sui marinari
noli assicurali, per

La

sera

signori ambasciatori,
i

mi-

nislri de'principi,

principi romani,

con

per

fiocchi e corteggio

si

portarono

in concia-

condutture marinime e altre dilferenze simili, dal quale si poteva appellare al chierico di camera presidente delle Ripe, che teneva a Ripet^-z

ve ad inchinarsi agli eminentissimi cardinali. G' illustrissimi

ed eccellentissimi

signori conservatori di
e con

Roma

in fiocchi,

numeroso cortcggiodi
1'

nobilt e cartutti
i

ungiudiceperamministraregiusliziaai
il

rozze,

njarinari e barcaroli,ivi destinando

car-

loro fedeli,
la

dinal camerlengo
lt'gna,accic)

un commissario

sulla

precedendo avendo loro autorit ed

ombrellino e

cuore l'impiego delcontingenza

officio, in

non
i

fossero pregiudicati

icom-

della sede vacantesi portarono

accompa-

pratori); ed

Capo Rioni (anlicamenlecoi


le

guati dalcapitanode'connestabili,con lutti

conservatori sostenevano
diicchino, nel recarsi
la
il

aste del bai-

gli altri

capitani intorno alla carrozza,


nero, con collare e spada, e
di soldati di

Papa

a ricevere

vestiti di

solenne coronazione; e nella sagrestia


piii

numerose guardie
glio,

da Campidospade,

d'Araceli ne'tempi

antichi eleggeva-

armali

di fucili, baionette e

no

il

priore per ammiuislrare la giusti-

zia), al

qualcarlicolo ragionai di loro, dei

propri paggi, dell'intervento alle [>onlii]c'\e(i\tZOiU,cava\cae,e Ingressi solenni

maggiorparte deile strade di Roma, per osservare quanto occorreper ilbuonregolamentodella meco'ioro officiali, per la

desima".lVeli837

conservatori di
politici

Roma

m
le,

/io//J(7j ci

che facevano

in

sede vacan-

considerando che pei


salo, fecesi perire

sconvolgi-

ora suppliti dai Preside/Ili de' Rioni di

Roma,

che di[)endevano dal magistrato


e dal priore.

menti accaduti sullo spirare del secolo pasil cos detto Libro d'o-

romano

Quanto riguarda

ro ossia registro de'cittadini, de' nobili e


de' patrizi coscritti

conservatori nella sede vacante, l'indicai


in principio; le disposizioni di

romani, con tutte

le

Clemente

carte ad esso relative, a riparare questa

Xli

le ri|)orlai

nel voi.

XV,

p.

270

e seg.

perdita

avendo potuto dopo lunghe eac-

INella

nula delle spese pel conclave cele-

curate ricerche completare e dare allo

SEN
stampe gli
elenclii delle f;imiglie nobili ro-

EN

acci non s'annidino inganni nella vendi-

mane
ste

o rciulegrale od amuiesi^e,
nel

noiuhe

delle patrizie coscrille, e di quelle a que-

sunogale

746
1

dalla co>liluzione

Lrhcm Boniam
al

di

Benedelto
njarzo,

XiV

sino

presente gioino

no

alle dette famiglie gli

domandajostemmi gentilizi
le
tal

per completare i'mdicato libro, giusta


regole del blasone, e nello scudo di

de'medcsimi; iconsorvatori s'ingeriscono ancora nelle revisioni di cause di pascoli, tenute, ec, il che fu minutamente osservato dalcaidiiialde Luca, Rei. Rom. Curia, disc. 3c). L'enedtttoXlV (al modo chedissi a Roma confermil tribunale dei conservatori ) inoltre con molo-proprio de'5 dicembre I 75 1 conferm l'economila

modello fosse esclusa ogni corona, e qualunque altro ornamento esteriore. Del tribunale de'conservatori di Ro-

ca gi ri sdizione de'conservatori e del pi io-

re de'capo-rioni sopra le terre feudali del

j)opolo
li,
il

romano, cio sopra Magliano,Covi

ma soppresso nel
i

8.4.7,

''porta

Marango-

itorchiano e Bai bai ano;

prefisse

ni clie c|uesto tribimale

piocedeva sopra
Jirti

metodo da doversi mantenere

nella spe-

ricorsi de'consoli delle

e altre

ma-

dizione delle cause criminali spettanti ai


iletti

tciie,edel consolalo dell'agricoltura (ne


parlai superiormente),

paesi, dalle congregazioni di questo

come

giudici or-

dinari in

tutte le a[)pellazioni dai detti

consoli interposte; era di piena giurisdi-

zione de'conservatori, tanto

ci

vde, elicci

i-

Campidoglio. Un avvocato, detto del popolo romano, il procmatore fiscale (di cui dissi qualche cosa a Fisco), ed un .segretarioo sia cancelliere, chiamato Scriba Senatus, lianno parimenti parte nelle rispet-

niinalcjdeputandovi
sa

gli ofziali, nella sles-

maniera che

si

e.sercitava dai

baroni

rtimani nelle loro terre e castelli, ci se

guiva coi superstiti feudi baronali delle

due
ri

citt di

Magliano

in

Sabina, e di Co-

incombenze di questo tribunale, acni rimane una squadra tli Birri col bargello. In quanto poi agli ufljzi f^acahili del Campidoglio, vedi ci che fu
tive

servizio vi

nel Lazio, e ne'due castelli di


di Vitorcliiano
il
,

Darba-

definito dalla particolare congregazione

rano e

de' quali citt e |)opolo

romano, con quella signoria subordinata al Pupa supremo sovrano, come l'aveano gli a'.ti
luoghi n'era signore
i

ordinata da Innocenzo XI a'28 ottobre iG84,evedi la costituzione di Renedetto

XIV,

Sincerae/dei, de'2 dicembre 1 74^

baroni romani, di
il

clir

distoiimente tratt
5, cap.

<:;irdinal

de Luca, nella Relazione della


forense^
lib.
i

Caria

Romana
del cav.
t.

33

che arricchii questa camera Capitolina, ed accrebbe lusli o al s decantato Campidoglio ".Si pu anche osservare il Plellem)ei-g,No(ilia Tnbiinaltuni CnriacRonia'

e altrove. Nella Relazione della corte di

noe

De

conserva lores, eoriini o/Jciiim^


civdes
et

Roma

/iiccaria,

2,

Lunadoro, accresciuta dal p. 37.3 viene detto. Del


de posti \'acalnli
questo foro Ca-

et j'iidicio

criminale^

De
che

Prior
si

capitimi Ri gioniim.

IS'el'e visite

fa-

TrihiinaU' dt coitst'iK'atori, dell' a\i'Oca(o del popolo roni(/io, e

revano nelle carceri


terveniva
il

di

Campidoglio

inili

senatore, e sedeva in sedia

di

Cam pi doglio. Come in


il

;ippopgio, unitamente col governatore di

pitolino
riii

senatore amministia giudizia-

Roma; ed
sieme
tale.

conservatori

in

un banco
ilei

in-

giuri>dizione,cosi li3 conservatori van-

cogli altri giudici,

come not

i-

no esercitando rcennomica amminislr.i


I

Della milizia de'itiidi

senato e

zione della citt, di popolo rouuino, e del


di lui erario
pielli,

popolo romano,
78.
IN'arra
il

trattai nel voi. Nili, p.

oCameraCapitolina. Siccome che o colla piena ('anitra apollo


chierico picsidenle alla gra.scia,
il

p.

Casimiro

la

Roma, Me-

//!</, octil

morie della provincia romana, p. c) \, che anticanienic il dominio de'conservatori


di

listano

piez/o delle cuni ed

alti

roin-

Roma

si

estendeva sopra Cori, Caui-

ujcstibili, e

che invij^ilauo atlculuutcule

pagiiaiio,

Magiano^CiMlu Castellana, Su-

62
tri,

SEN
Ijarbniano, Bracciano, Tivoli, VelieFrascati, Albano,
et)

SEN
miglia, parliloda

Roma

il

giorno 21 mag-

Ili, Viillesanta,

alui

gio colla diligenza delle poste, preceduto

Iiiog 11 :(coixieTosca nel l;i),

secondo che legi

dal suo corriere a cavallo,arriv la sera


iu Velletri.
il

gesi nella pace fatta nel

4o4

f'a

'

con-

La mattina seguente prosegui


si

servatoli e Paolo Orsini. Ne'loro articoli,

viaggio per Cisterna, dove

trovarono

o
la

in quelli

ove ne

tratto, discorro di altre

4 deputati

della nostra citt per complialtri

notizie ricnardanli le citt, terree custel-

mentarlo, e quindi

24 de'primari
la gioia la

si-

feudali e sotto la protezione del sena-

gnori a cavallo per significare


niversale che produceva

u-

popolo romano, come a Sabina dicendo di Magliano: ivi notai che nel 3 r, come altre che noverai, ne invoc il patrocinio e si sottomise con giuramento
to e
i

sua venuta.

Giunto
cefisso,
t, vi

di fedelt,

obbligandosi

come

le

allre a

to di

il marchese alla chiesa del ss. Croun 4- fi' tniglio distante dalla citsi trov schierato un distaccamentruppa urbana, e una quantit di

somministrare ogni anno pe'giuocbi d'A-

popolo, che lo accolse fra


ri ri.

gli

evviva, spa-

gone e Testaccio un pallio del valore di IO fiorini, due monili d'aigento dorato, e 4 giostratori a cavallo. Aggiunsi, che

di

morlari, suoni di trombe e tambuil

Smontato

marchese dalla carrozza,


formalit convenienti
il

assunse
al

gli abili di

Leone

assolse INliigliono e gli altri luo-

suo ingresso, cio

rubbone
la

d'oro, cosi

ghi feudali del senato e popolo

romano da tali tributi; laonde in seguito solo mandavano ai conservatori di Roma, galline
in gennaio e per carnevale, beccafchi in

me
no il
bile.

pure

in abito di

formalit

vestiro-

flscale,il

segretario e tutta

corte no-

Cos preceduto dalle livreedelCamtruppa, giunse

pidoglio con l'ombrellino avanti, scortato

luglio e agosto. Solevano

conservatori
soggetti alla

da tutta

la

il

fare la visita ai loro feudi

a Porta

Romana

di questa citt,

marchese ove al
il

Da un i>troapprende ancora, che imode'conserva tori era mandalo di quanloro baronale giurisdizione.

raddoppiarsi degli evviva e degli spari, al

menlo
in

del

582

si

suono
le

di tutte

lecampane,si trov

go-

vernatore, col magistrato in abito, il qua-

do
al

quando

a visitare le terre soggette

piesentlechiavi,qualifuronoconsoiiigentilezza prese e restituite dal

popolo romano, poich fu stipulalo da Tiberio Massimi piioie, da Ciimillo IMignanelli


,

ma
to

mar-

chese, che entrato in citt

Marzio Santacroce

in

nome

accompagnadal medesimo magistrato e numeroso

proprio, e di Ottaviano Crescen/i assente,

seguito,
di
s.

ob visilationem lerraruni nclylo po-

jnilo

omano

sub vela rum. Percli


qujil

si

co-

nosca come e con

decoro procedeva-

si port alla primaria collegiata Maria della Piet, tutta vagamente parata e illuminala, dove avanti la sua porta ergevasi un bell'arco trionfale, sot-

no

sidatle visite, riporter

mo

dal n. "48 del Duilio di

quanto abbiaRoma i8o4-

to del quale si trov tutto il capitolo cappa a riceverlo, ed accompagnarlo

iu
al
ss.

Cori 22 maggio. Stabilitasi dal senato

geniiflessorio preparato all'altare del

romano

la visita dellecill e leire al medesimo appartenenti, che da yS anni a questa parte non si era pi fatta, quindi sua eccellenza il signor marchese Sinibal-

Sagramenlo,
po avere
felicitato
il

quello della B. Vergine,

ed all'altro del b. Tommaso da Cori. Do-

marchese oralo

ai

3 altari, pas-

s in sagrestia, all'ingresso della quale fa

di,

come

attuale conservatore di

Roma,

avendo fissato di portarsi in questa nostra citt in compagnia dell'Ili. mo sig."^ conte Gaetano Bernardini avvocato fiscale del
Campidoglio, ed
il

latino, e

da un grazioso componimento da una canzone italiana, ed ivi


insieme
al

dal capitolo fu fallo servire di abbondante rinfresco,


tulli quelli

magistrato, ed a
il

sig."^

canonico

d. Fifa*

che formavano
i

seguilo. Di-

lippo Marchetti segrelario,e seguilo di

poi

il

marchese ringraziati

caoouici sul-

ii

EN

n3

In

porla della chiesa, lodalo


il

il

colpe d'oc-

se,

ed

il

santuario della Madonna del Soccitt gli die diverse festive di-

chio che pieseutava


per trasferirsi
al

tempio, prosegu
tratteil

corso.

La

palazzo pubblico,ove tro-

mostrazioni, con COI se di barberi, illuminazioni, accademia letteraria in cui


si

v altr'arco trionfale.
chese
nanzi

Dopo breve
s.

ce-

nimento al palazzo pubblico, pass


all'altra collegiata di
la

mar-

lebrarono

le

sue lodi e quelle del cenato

Pietro, in-

romano.

cui poi ta eravi parimenti alti'ar-

co trionfale, e

come

gli altri

ne

in sua lode, sotto di cui


i

si

con iscriziotrovarono
l'al-

a riceverlo

canonici in cappa, che Io ac-

compagnaroooal genuflessorioavanti

tare maggiore,sul quale eravi esposto l'au-

gustissimo Sagramento; e dopo aver preso


si

marchese dopo avere edificacontegno veramente nobile, avendo diligentemente terminato tutti gli affari concernenti la sua visita, parti il i. giugno dalla citt accompagnato da circa 4o personeacavallosino a Cisterna, tutti ringraziando ne'mopi artettuosi. Il fiscale fu aggregalo di
Il

to tutti colle sue virt, e

la

benedizione, ringrazialo

il

capitolo,

al

patriziato e al novero de' consiglieri".

port al palazzo del marcheseCeva, preil

parato per sua residenza. In tulio

tem-

marchese conservatore onor di sua presenza questa citt, non si occupato che del bene della medesima, come con copiose limosine gioiiialiere dispensate agl'indigenti, oltre una somma con-

po che

il

Feudo, che dopo il ritorno di Pio 8 4a Roraa,quasi tutti feudatari rinunziarono alla giurisdizione baronale; e nell'articolo Pio IX che nel suo pontificato fecero altrettanto que'pochi siDissi a

VII

nel

gnori che ancora

la

ritenevano, ed

il

si-

segnata

ai

pairochi per erogarsi in van-

mile avvenne coi feudi del senato romano nella sua riorganizzazione, laonde ora

taggio de'misernbili di loro parrocchie. Visit


il

non esistono pi giurisdizioni


stali

feudali negli
in

pure

le

pubbliche carceri, ove ordin


la polizia

romani.

Ed

perci,

che siccome
i

risiamo e

delle riiedesirae,per
la

questo articolo dovea descrivere


rati feudi,

memo-

rendere
falle,

men

[)enosa

condizione de'dedi grafie

trovo pi conveniente di ci a-

tenuti. Oltre poi

una quantit

ripar non pochi iiicon\enienli e di-

sordini, prese diverse provvidenze, liille pel pubblico bene, e fece atti di giustizia.

Tenne due pubbliche

udienze, e nel geutili

nerale consiglio adott diverse

misu-

re governative. Nel giorno della


nit
il

ss.

Tri-

marchese

in abilosenatoriOjColl'acgli

dempieiein quelli delleprovincie in cui sono situati tali luogl)i;quindi parler, come a Sabina di Magliano, a Velletri di Cori, a \ iTERBO di Vitorchiano e di Piarbarano. Del senato romano oltre gli autori citati di sopra ed a Roma, si ponno consultare seguenti. Giuseppe ^L^ Vendcttini, Delsenalo roniano,Koma 782. Mi,
i

compagno
si

delle autorit, e fra


si

applau-

chele Coi'iado Curzio, Coinnitriilarli

(le

della popolazione,

rec alla delta pri-

sena tu toni tino posi tempora Rcipiihlt-

maria collegiata di s. Maria, magnificamente ornata, ad assistere nel preparato dossello alla messa solenne cantata dall'arciprete Jannoni .' dignit, facendo l'obliizione d'un calice d'argento e 4 'orcie.
i

cac liherae: Praefatits est Chri<;tian. .-/dolphns Klolzius, Genevae 7^)9 Dissertazione isloriro'cronologica de senatori
1

di llonia fino ol
bretto nel quale

tS^. AuielioUiifni,^/sono notale l'entrate e spr-

Lo

stesso !>egu per hi festadel

iiirii, la

cui processione

Coipm Doaccompagn cnn


la

se drll'iiiilito

de^lt ofzii, e

popolo romano, il numero sopra a che assegnamento

torcia.
t

Il

marchese

visit tutte le antichi-

hanno
no,e

le

loro provvisioni , e la quantit

che adornano Cori e risvegliano

cu-

e sorti di regalie che


tifila

hanno
i

in tatto l'art-

riosit de'forasticri,

cume

l'atrio del

tem-

sede varante quanto

panno

pio d'I'licolo,

gli av;ii)7.i di

quello di ("a-

di chr qualit,

Roma

"Jqi.

Gio. rene-

slore e l'olUice^ e oltre. Visit altre dilu-

dcllu Viscardi, D-siertazioncislorico-cro-

64

SEN
Roma,
i

SEN
ivi

nologica de senatori d
B.icquii,/?e Capitello
tarius, Liigcuni Catav.

\']^i.

larizzalonel i65o. Consisteva in 3 dignit, 5canonici, e 4 o 5 altri benefiziali. Vi furono gi alcuni notabili edifzi, ed eb-

romano, comnienG6q. Pnolo Manuzio, Z7e senatu ro'7?flo,Veneiiisi 58 i. C. G. Francesco Walchio, Commentarii de senatore romano medii aevi , Jenae
1753. De Luca, Relatio ronianae Curlae Forensis : disc. Z'j, De Senatore Urbis,
aliisque ofjcialihus fori Capitolini; disc.

be stabilimenti benefici e scientifici. Pres-

38, De tribunali AediUum, seu magistrorum vianiin^earwndemque viarurnprae' side;i\isc. 3q, De agricullurae consulibus et tribunali j disc. 4o, De praefeclis an-

Senez trovasi una sorgente estresalata. Questa citt delle Alpi marittime antichissima, ne fa menzione Tolomeo, come de'suoi popoli senZi, di cui era capitale Digne {f'.), sebbene Plinio pare che ponga quest'ultima
so a

mamente

citt piuttosto tra gli

ebrodunzii,

il

che

si

pu intendere del maggiordominioedaupiezza che

aveano

gli

ebrodunzii sopra

nonae,
dibiis

et

grasciaej ac etiani de praesiet zcccJiae,

senzii, popoli forse allora

(come ap[)Uulo

dohanarum, ripantm,
Stato di
s.

di presente nello spirituale^ a quelli subor-

Cresci miteni, Serie cronologica de'senatori: nello

dinali nel temporale. Senez citt esenzii

3Jaria in Cosme-

fu appellata con diversi nomi, lyc/i/Ze^/;/?


cVjVtfj,

Ptoma i 7 1 5. Eloldt, De Senatoribus. Knorr, De Senatoribus. Engelbrecht, De


din,

quantunque sembra che Tolomeo


la

piuttosto
tra
i

collochi insieme con Cimella


:

consulibus,

et

de conservatoribus.
_, 1

deno, De pietate romana p. 2 populi romani magistratibits: De Curia Sabelloruni: Deaudicntia magislratnuni
:

Amy8 De

vedianzii

fu delta

anche Sancsio,

e credula l'antica civitas Sanicifnsiumj

Cimella fu sede vescovile unita a Nizza da

Papa

s.

Leone
1

I,

ed era capo delle Alpi

corani

summo

Poiitificeqidbus vis gladii,

rjaritlime. Nel

536 gl'imperiali di Carlo


suo castello, ch'era del
la

et in fonte

animadversio.

V
V. Senato

occuparono

il

SENATORE

DI

ROMA.

vescovo, imperocch

signoria di Senez

BOMANO, Roma, Campidoglio. SENEMSALA. S^e vescovile dell'Africa

appartenne

in parte al vescovo, e in par1

te al capitolo della cattedrale. Nel

568

Proconsolare, sotto
,

Cartagine

metropoli di chiamata ancora Selemsela


la

ftuibondi eretici ugonotti commisero io

Digne

le pii

detestabili

abbominazioni

Sencmsella, DuaesenepsalitaCy e per corruzione Dnasedempsai. Ne furono vescovi

Forlunaziano, che Irovossi


nel

coi donatisti

dando fuoco alle sagre immagini, profanando vasi della chiesa, e conculcando le sante reliquie: pali un siuile disai

4i

fila

conferenza di Cartagine; e

stro
to

la

chiesa di Senez, distrutta non moldi tali fanatici, in-

Patroniano, nominato trai padri che sottoscrissero nel concilio di Cartagine del

dopo dalla rabbia

sieme
la

col chiostro attiguo destinalo pei"

525. Morcelli, fr. chr.

t.

i.

l'abitazione de'cattolici.
(s.).

Pare che allora


si

SENENO (s.), martire.


scovile di Francia nella

/^.Aedone

residenza del vescovo e del capitolo

SENEZ, Seniliuni,Sanicium.Cllh

ve-

trasferisse a Castellane, citt posta in

un
e

Provenza, dipartimento delleBasse Alpi, circondario e capoluogo di cantone, a pi di 4 leghe da


Digne,epiidi

vallone delizioso efertile, sulla riva destra


del
di

Verdon

capoluogo

di circondario
i."

cantone, sede di tribunale di

istan-

5da

Castellane, sullaspon-

za:

ha un collegio comunale
si

una sociedi frulla

da sinistra dell'Asse, in mezzo a montagne freddeesterili. Possedeva diversechiese;

t d'agricoltura, e

comuiercia

secche, prugne dette


fetture.

c<;v/<7/(7t', e di

con-

ed

il

capitolo della cattedrale, dedica-

La sede

vescovile di Senez fu e-

ta alla B. V'eigine,

dopo
s.

d'essere stato re-

retta nel ^^7. e fatta sulfraganea

d'Am-

golare dell'ordine di

Agostino, fu seco-

brun o Embruu.

lli.

vescovo fu Orso,

SEN
clie soltoscrisse In lellera

sinodale de' ves.

scovi di

Francia
altri

al

Papa

Leone

I;

in-

tervenne
in

al 2. concilio

d'Arles, e licev
lettera di Pa-

Cnstiglia nd abbandonar la sua druda, onde scomunic?) il re e pose l'interdetto al regno. Pietro nel 3G5fuaI sinodo pro(li
1

uno ad
s.

prelnti

una

vincia le d'Api; Roberto all'adunanza degli


stali in

pa

Ilare nel 4G'>- IMarcelio fiial 4 "con-

Prov(M)7a nel
fu

3qo, tenuta
vescovo
fr.

in Aix.

cilio

d'Arles, ed a quello d'Affile nel noG;


al 4- concilio
si

Neh 4^7
do
ti

deposto

il

Isnarle

Simplicio fu
al 5.

d'Orleans, ed

d'Arles; Vigilio

fece

rappresen-

pardell'antipapa Dened{-!toXlll. Gli fu sos.

di

Giuliano per aver seguito


di

tare da
cilio di

un procuratore nel 5f)7 al conMarion; Etterio gi vescovadi NizDigne, fu tiaslocato all'arcivescosi

stituito

Giovanni

Seilhons cliiericoan-

gioino, indi vescovo di Venza.

Neh 45"

za e

(li

Giorgio oErigio Clariani


vescovi di
lio

vato d'Anibrun nel 6'7o; Protasio


al concilio di Clialons;

rec

Colmars, coi Provenza intervenne al concidi

Amelio

nel

io38

nazionaled'Avignone,adunato dalcar-

intervenne
zia di
s.

alla

consagrazione dell'abba-

Vittore di Marsiglia, e fu libera-

Foix legato. Morto nel 1490 Eleazaro di ^ illanova de'baronidi \'enza, gli
dinal

le verso quel

monastero; tigone del io 56


diocesi d'Apt. Ste-

fu presente alla consagrazione della chiesa di


s.

Saturnino nella
trov

provinciale d'Avignone e mori nel 1076; Aldeberto nel I 23 conferm ai monastero di s. Vittore le chiese diCaslellane,s. Malia es. Gio-

fano

si

al concilio

successe Nicol di V illanova suo parente, the poi morto in Roma fu sepolto in s. Maria del Popolo. Leone X neh 5i4 fece vescovo di Senez Gio. Battista d'Oraison, il quale nell'occupazione di Carlo V ri-

vanni. Vel

1.59

Enardo, con Isnardo


la

di

par nella terra d'Alloz del duca di Savoia. Neh 56 1 era vescovo Teodoro Gio. diClermontjVicelegato d'Avignone. Gionetto

Ghndeve
sa della
13.

consagr solennemente

chie-

Vergine nell'isola Lerinese. Nel i23() il vescovo Giovanni fece un accordo con llaimondo VII Berengario conte di Provenza, il quale pel poggio di s. Ponzio

vanni Clausse parigino, abbate di ToroTiento. , intervenne al concilio di


Nel
I

G23 di venne vescovo Giacomo Mars.

lino, gi sagrista di
glia; e poscia

Vittore di Marsivi fu traslato

da Argo

Lo-

cede

al

vescovo e chiesa di Senez

la

signoria di Castel vecchio, eia rocca di Castelletto nella valle di

dovico Ducha ine, che ottenne da Innocenzo X la secolarizzazione ricordata de'caiionici della cattedrale,
altri delle
i

Senez. Giigliehno

quali

come

gli

neh

9.41

si

rec

al

concilio di Laterano,
r

chiese soggette alla metropoli

promulgato da Gregorio IX. Nel 2 54 il \escovo Piaimondo francescano fu eletto


arbitro per ladelinizione dellecontese tra
Butiifiicio di Castellane, e
s.

d'Ambrun professavano
gostino,

la regola dis. Aportando loscapolare o pazienza

bianca

in

segnodi regolarit. Invece

il il

ve-

Pietro priore di

scovo fond a sue spese nella diocesi


ticasse la

mo-

Giuliano, per

la

giurisdizione del luogo

nastero della Nisitazione, acci visi pra-

nome. Nel pontificato di Giovanni XXII e neh SiG, n)entre dimorava in A\ignone,fu tenuto nel monasiero di s. Rufo un concilio nazionale delle provincie
di tal

medesima
s.

regola, che dal loro


di Sales era stata
gli altri ve-

istitutore

Francesco

prescritta alle

monache. Per

scovi

non nominati,

e pe'successori, sino

d'Arles,

Aixed Ambrun, al quale si reprocuratore di CerlrandodiSegurello vescovo di Senez, il quale poi dispose
c
il

Luigi di \ ille-Serin,
s.

commendatore

di

Michele, nominalo nel 1(171 e morto


I

nel

6f) 5, vedasi
t.

hGnllin Christiana, nuoSe\'otizie

alla

pace

liisc.ilco

conte di \ enliniiglia e il sidi Provon/a. Innocen/o VI nel


il

va edizione

3. Gli ultimi vescovi di

nez e riportati nelle

di lionta, so-

di

i3 74 circi spelli nella Spagna il vescovo Senez per indurre Pietro il Crudele re
MiL. LXIV.

no

seguenti. Nel 17^1

Lodovico de \ o-

caiicc, di

\ ieuna;

nch75" Antonio Da5

66
mal de Volx,
tli

EN
i

SEN
Ste-

Sisleron; neliyy

Viterbo
lutti, e

a'i 3

marzo 1837, compianto da


s.

fano Desmicliels de Glia m porcili, della (lioresi di Digne; nel i 774 Gio. Baltisla de
leauvais, di

con solenni esequie fu tumulato


Sisto.

nella chiesa collegiala di

Nel n."

Goulances

nel

1784

Gio.

25del Diario di l{omai83'j ,s.\ legge una


splendida necrologia,

cesi di Marsiglia.

Giuseppe Villore de Casfellane,dclla dioPio VI nel concistoro dei i5 dicend^rei 788 preconizz Gio. Battista M." Scipione RnlFo de Bonneval di Aix,
della nobilissitna famiglia oriunda da Napoli, gi vicario generale del

SENLIS,
vile di

Silvaneticum, Citt vescodell'

Francia, dipartimento
di circondario e di

Oise,
,

capoluogo
a pi

cantone

rammentato
metrosuo

mg.i'

de Beaiivais, non che dell'arcivedi quella

scovo d'Aix, e canonico


politana.

digleghe da Beauvais, ei ida Parigi, in situazione amena sopra la sommit e fianchi d'una collina circondata quasi intieramente da una foresta, alla
i

Govern

la dioce.si

da buon pa-

destra del fiumicello Nonette.

Ha

il

tri-

store, e fubell'esempiod'ogni virtal

bunale

dir.' istanza, conservazione delle

gregge. Nelle luttuose catastrofi, alle quali

ipoteche, e altredirezioni. E' di forma o-

and poco dopo soggetto quel regno,

fu segno di fiera persecuzione, sturbato

nella sua sede dall'intruso vescovo costi-

tuzionale.

alto alz la

A salvar la diocesi dallo scisma voce, dimodoch il celebie

un tempo grosse niuia atsi vedono ancora alquanti ruderi. Lecaseiu generale sono mal fabbricate,ma possiede belvale, e avea

tribuite a'romani, delle quali

li

passeggi,

la

biblioteca pubblica di circa


gli

paragon al Grisostomo e ad un Ambrogio. Soggiacque a prigionia penosa, che pat con eroica mansueab. Barruel lo

9000
coli,

volumi, graziosa sala per

spetta-

bagni pubblici, e parecchi

edifizi os-

servabili,
zia di
dell'
1

tudine, e divenne oggetto della generale

s.

come l'ospedale, l'antica abbaVincenzo de' canonici regolali


di
s.

venerazione. Esiliato

da Nizza pass a

ordine

Agostino, fondata nel

Torino

nel

793,

chianialoa

Roma

dal

oGo dalla

regina

Anna moglie d'Enrico

cardinal

Borromeo suo
1

famigliarissimo,

vi dimor a tutto il 798; indi and per Toscana, e vi ritorn dopo il periodo repubblicano. In conseguenza del concordato del 801, avendo Pio VII soppresso la sede di Senez, che conteneva 32 par1

divenne celebre, e culla di altre congregazioni; prima eravi pure un collegio


I,

pe'figlide'cavalieri dell'ordine di
gi.

s.

Lui-

Rimarchevole la porla di Compiegne in forma d'arco trionfale, e soprattutto l'antica cattedrale dedicala alla B.

rocchie, con
scovo, aghi

0,000

lire di

rendita pel ve-

Vergine, vaso di mezzana grandezza,


di bello stile Erotico: nell'interno
si

ma
la

novembre con pronta ub-

fanno

bidienza rassegn il vescovato. Finalmen-

distinguere per
volta e le

la

estrema leggerezza

1808 da Roma pass in Viterbo e vi rest per sganni sino alla morte, resosi a tutti aQ'ettuosamente caro pel comte nel

6 colonne

di granilo del san-

tuario, ed l'edifzio

guglia alta

266 piedi, per

sormontato dalla cui si scorgo ad


per
la

plesso di sue virt, padre e benefattore de' poveri. Nell'invasione degl'imperiali


francesi, orbate de'vescovi le circostanti
diocesi, pieno di zelo accolse a'Ioro biso-

8 leghe
sto

di distanza, e curiosa

de-

licatezza di sue sculture a filagrana:

que-

gni, quindi fu di aiuto a'vescovi di Viter-

campaniie unode'pi belli di FranIl capitolo era composto di 3 dignit, di 24canonici e altri cliierici: oltre la
cia.

bo. Nel

8 6 presentato da Luigi
1

X Vili
da Pio

cattedrale cranvi altre

4
s.

parrocchie
i

il

all'arcivescovato d'Avignone, per umilt

priorato con ventualedi


e

Maurizio,

car-

non accett,ond'ebbe annuo assegnamento


,

melitani, francescani e religiosi della carit,

oltre la pensione concessagli

monache; mentre

la diocesi

con-

VII e continuata dai

successori.

Mori

in

teneva 76 parrocchie e 4 alil^az'c, godcn-

SEN
(lo
il

S
ticflari.

EN
ma

67

vescovo SjOno
I

lire di lentlila.Tro-

Diiranlo

la

lega fu assediata dal

vasi
stello

nncoia a
che
vi

Seiilis gli

avanzi del cas.

duca duca
citt,

di

Auniale,

fece edificare

Luigi IX, do-

di Longiieville.

venne liberata dal Dipendeva (jnesta

ve furono allevali vari


respira, e

figli de'i'e

cia, stante la piiiczza dell'aria

diFranche vi si
cit-

prima

della rivoluzione, dal Valois,

nell'Alfa Piccardia, e

nondimeno faceva

dove tenevasi

le

sessioni di tul-

parte del governo generale dell'Isola di


Francia. Era sede di una elezione, d'un
presidiale e d'un baliaggio, in cui seguivasi lo statuto
di

le le giurisdizioni della citt.

Questa

che prima della rivoluzione conteneva gran numero di stabdimcnli religiosi, ma non aveva allora veruna industria, si
t

Senlis compil.Uu nel


fu

1.539.

La fede
s.

cristiana

predicata a

distingue oggi particolarnienle per


tiviti

l'at-

Senlis da

che

vi

mantengono

pui ghi di tele


ci-

Regolo [F.) e ne fu il i.apostolo, come il ."vescovo, poich la sei

e di lana, filatoi di cotone, fabbriche di

corea-cair, merletti, conciedi pelli im-

de vescovile fu eielta nel secolo III suffraganea di Reims. Furono di lui successori: Niceno,

poitanti e di pergamene, seghe

mecca-

niche pe'maiiiii e pietre da opera, e soprattutto una stamperia stereotipa rag-

nio che assistette


nel

Mansueto, Venusto;*. Livaal ."concilio d'Orleans ,emor'i nel 5i3;s, Letardo o Lei

guardevole, a cui unita


caratteri.

la

fonderia dei

suo comuierciodi grani e farine, lane, legname da lavoro, lenendovi pure a's') aprile la fiera che

il

Grande

duia
to

f)

giorni.

patria di alcuni

uomi-

jGG, e mori nel 'jC)C), pare Letardo vescovo che si rec in Inghilterra, e gitt primi semi del cristianesimo nel regno di Rent; s. Santino notato sotto il giorno 8 gennaio nel
taldo verso
il

diverso da

s.

ni illustri,

come del poeta F. Pajot detLinire, di Simone Goulard ministro


commediante
Preville.

necrologio della cattedrale di


perci diverso da
di
s.

Senlis, e

Santino

di

Meauxc

protestante, e del
I

dintorni sono coperti di selve.come quelllalliitc,

le di

d'Ermenonville, di Senlis,
il

di Cl)antilly. Al di l tiovavasi

mona

stero della .Madonna dilla Vittoria, costruito da Filippo


ria della battaglia
1!

Augusto

in

memode' bei
e vi
si

Verdun; s. Manulfo oMalulfo; s. Giberto o Oberlo sottoscrisse 1' esenzione dell'abbazia di s. Dionigi nel6')2,e mori nel G85;Guido Bono; Frolendodel 10 jf); Pietro dell 3o fu scomunicato da Ivone legato romano; Enrico del 84; Guai i
1

diBouvines,edi cui pi

rino del

2^4

esecutore testamentario di
nel

giardini.

non rimane che una lorricelia e Vi sono cave di pietra,


la

Filippo

II

Augusto; Roberto

1240

traslato a Beauvais; Pietro de Triviaco

estrae dell'arena per

manifattina di S.

Gobairi. Al

tempo

della con(juista delle

Gallie per parie di GinlioCesare questa


citt era la capitale

deSy'h'anerles^ po-

polo della Gallia Belgica; ricevette da'ro


inani
il

nome

lasci per

di Augttstomngns, che poi assumere (juello della nazione

domenicano; A damo francescano;Oiloardo Ilnnequin neh 522 trasferito a Troyes; Guglielmo Parvi domenicano e con53(j; fessore di Francesco I, morto nel Lodovico Guillard parigino, gi vescovo di Tournay e di Chalons; Guglielmo Roi

zc dottore in teologia, eccellente predicatore. Gli successe


vei nense,
il

di cui era la citt principale. Senlis


pi csa

com-

nipote vescovo Arj.

prima nella -2.' Ik'li^ica, fu pii tarili a'romani tolta da'franchi, ed re della 2.' stirpe vi ebbero un palazzo: Pipino
i

morto nelitn

Indi

il

cardi-

nal Francesco Uoctcfoucaidd,


rito vescovo,

beneme-

che conCardella nella bio-

re d' Aqnilania vi fu neh'

8)3
la

ritenuto

grafia lo dissi fatto nel i6of). Clou (juesli

prigioniero.

Ugo Capelo gi
i

possedeSenlis

Chenu,

Jlist.

Fpi^cojwrtim GalUiir

p.

va (piando fu eletto re nel

r)'^".

2r)i .termina la serie de' vescovi di Senlis,

divenne contea, ed ebbe

i>uoi

conti pur-

nel ([ualc

si

poniiu edere (jiie'che non ho

G8
va edizione
t.

EN
la

SEN
Chiesa le favoievoli disposizioni prese
sugli

nominati, e neWaGallia chrislann, nuoro,


i

successori del cardi-

nale, fino a Francesco

Firmino Trndai-

Schiavi (^ .).ll 3. nell'8'73 process pe'Iamenti di Carlo il Calvo, Carloman-

ne d'Ambies del 17 i.\, il f|unle vivea nel 753. Ne fu ultimo vescovo il riportato y'j-'^Gioi\a.\\e Notizie, di Roma, c\o^ nel
1
1

no suo

figlio e ribelle, ch'era prigioniero


;

in Senlis

per cui fu deposto dal diaco-

vanni
cesi di
1
1

Amadeo deRoquelaure,

della dio-

nato e da ogni grado ecclesiastico, e lidolto alla coiiiunione laica. Ma siccome


i

Rhodez,il quale sedeva ancora nel 80 quando Pio VII pel concordalo sopla

suoi partigiani dissero, che

non essendo

pi ecclesiastico, niente inipedivalo di regnare, cos risol veliero di porlo in libert.


Il

presse

sede e

la

un a Bcain'ai.f, insiesedi
il-

me

a quella d\
i

Noyon, ambedue
di

re

Carlo avendo ci saputo,

lo fece

giu-

lustri,

cui vescovi erano conti e pari di

dicar di

Francia. L'attuale vescovo

Beauvais

mg.rGiuseppe ArmandoGignouxdi Bordeaux, preconizzaloda GregorioXVl nel i842-Questo prelato essendoslato in Ro-

nuovo per que'delitli, de'quali i vescovi non aveano potuto prendere cognizione, e fu condannato a morte; quindi per dargli tempo a far penitenza e troncargli
il

modo

d'eseguire

suoi pravi di-

ma

nel

85

tornato nella diocesi,in una

bella pastorale dicliiarle impressioni su-

blimi ricevute nel contemplare l'augusta metropoli del cristianesimo. j Roma infatti come un vasto teQ)pio, ove tutte
le cose materiali

cavaiono gli occhi. Tale fu ordinazione foril tristo esito della sua zata, e tali erano barbari costumi di quel
segni
,

gli si

tempo.

11

4- "e'

990

circa, e vi

si

con-

ferm

la

scomunica pronunziata da Ar-

parlano

di Gesi Cristo,

della sua gloria, della Chiesa".


poi,

che

la diocesi di

Aggiunge Beauvais compren-

impadroniti di

naldo di R.eims, contro quelli eh' eransi tal citt per autorit d'Arstesso,
il

naldo

quale tradiva

Ugo Capelo,

dendo 3 diocesi, le diocesi riunite di Noyon e di Senlis essendo state soppresse, e desiderando almeno che nomi di quei

sebbene gli avesse giuralo fedelt. Inoltre furonoscomunicali gl'in vasori dellechiese di R.eims e di Laon. Il 5. nel io48, in
6." nel s. Medardodi Soissons. Il 1235 a'i4 novembre. L'arcivescovo di Reims, e 6 de'suoi sulfraganei, scagliaro-

ste antiche sedi, illustrate

da

tanti santi,

favore di

potessero rivivere e perpetuarsi, a vea ot-

tenuto dal Papa Pio IX, che d'allora in poi in tutti gli atti dell'amministrazione
episcopale, egli prendesse
scoi'O di
il

no un interdetto sopra
s.

lutti

dominii del

titolo di

/'^e-

re, situati nella provincia di R.eims. Il re

Beam>ais, Noyon
felici se

e Setdis, ei

Luigi

IX

arrest questo aliare, renden-

sclamando:
s

ereditando

titoli

do

a Parigi

gloriosamente portali da'ss. vescovi, ci sar concesso d' imitar le virt che ri-

civescovo nel gennaio 1236, e

un giudizio favorevole all'arnominando


tutte le

due commissari che presero

mi-

splendono in

essi,

e di cui

conservano

le

istorie la preziosa

memoria".

sure possibili per toglierequalunque maniera di divisione, come si vede dal giudizio reso a

Concini di Senlis. lli.fu celebrato nell' 861. 11 2.nel1*863 giudic Rotado vescovo di Soissotis, perch avea deposto ingiustamente un prete, onde Incmaro arcivescovo diReims
lo priv della dignit episcopale. Avendo
i

Reims a' 18 febbraio. 11 7. 1240 per accordare al Papa Gregorio IX un soccorso in denaro. L' 8. nel i3io e provinciale, tenuto da Filippo di Marigni arcivescovo di Sens. Nove temnel

plari vi

furono condannati e

arsi

per ausi

vescovi del concilio pregalo Papa s. Nicol I a confermare la deposizione di Ro-

torit del giudice secolare;

ma

eglino

disdissero in punto di morte, di quanto

tado, egli

si

ricus di farlo. Inoltre in que-

aveano confessalo dianzi, prolestandu che


l'avevano fatto per timore de'tonuenli.

sto concilio furono mirabili e adottate dal-

SEN
II

S
Ilobeilo di
direttala lettera
chr. p.
I

G9

q. neir ottobre

i3i5 da

3."

diTeolllatto. Orieiis

Couiteuay arcivescovo di Pieims e suoi sulfiiif^aiiei. Il

00 5.

le Luigi

avea df[)oslo Pie-

tro di Ltlilly cancelliere e vescovadi Clia-

si

lons sulla

gionare
la

Marna, e avealo latto iiupri come sospetto d'aver procuralo morte di Filippo IV il Bello, e del vel.i

abbate. Nato nel Poitou, consacr lino da'suoi verdi anni al servigio di Dio, ed abbracciato lo stato ecsi

SEXOC (s.),

clesiastico,

rinchiuse in un monastero

scovo suo predecessore. Pietro doni uul


al

che avea latto edificare nella diocesi di Tours. Ebbe presto de'discepoli, co'quali

concilio di Senlis, [)riaja di tutto


la

li-

praticava grandi austerit, sopiatlultu

bert di sua persona, e


suoi beni, che
j)oi la

restituzione

ilei

in

tempo

di

quaresima;
i

ma

diipjando in

gii fu

accordala.

Domand

([uando lasciava

suoi fratelli per atten-

informazione de fatti, per la qiiaiesi prorog il concilio, indicandolo a Parigi, dove non si sa che sia slato tenuto. Il o."
i

dere pi liberamente alla preghiera e alla

contemplazione. Abbandon poscia


litudine per andare a vedere
tori, e
i

la

so-

suoi geni-

nel

i3i8 o i3iq convocato

dallo stesso
i

arcivescovo, con

suoi sullraganei e

de-

questo viaggio gli divenne funesto, poich perdette lo spirito di umilt, di

putati di 7 assenti, contro gli usurpatori de'beni di chiesa, che pun con interdire,
e far cessare
1

mortificazione edi raccoglimento.

monizioni di

s.

Gregorio

di

Le arnTours lo feil

divini ulizi in tutta la giu-

cero rientrare

in se stesso, sicch espi

risdizione di chi n'era l'autore. In questo concilioPietro di Lalilly,


i

suo

fallo

avendo man-

luto di

con una penitenza severa. Risonon lasciar pi la sua cella, vi rimalati, esiccome era egualmente nei bisogni
i

dato suoi deputati, rest pienamenlegiu-

ceveva ipoveri ed
pi eie, assistevidi

da Guglielmo di Trie arcivescovo di R.eims, con 7 sullraganei e procuratori degli assetiti. Vi si pubblicarono 7 canoni, ili ."de'qualinota la forma per tenere concilii. Il a. "proibistilicato.

L'

.nel

.>.G

dell'

anima e Tours riporta


iioc, cui si

del cor[)0. S.
i

Gregoi

io di

prodigi operati da

s.

Se-

rec ad assistere negli ultimi


di lui

momenti. La
rato a'2

morte

si

colloca nel

sce agli ecclesiastici beneliciati di caricarsi

57), essendo in et di f^o anni.


f

E
il

ono-

delle funzioni altrui, sotto


i

pena

di |)er-

di ottobre,

ma

sebbene

suo

dtrc
vi

benellzi.

Fu

proibito di violar l'im-

culto sia molto antico in Francia, uoii

inunita delle

cliiese,

riguardo a quelli che

nominato
ci

nel martirologio

rumino.

sono

rifugiati, comedi

negar loro ilcibo,


si

SE>S(iSV/iO/ic//). Citt con residenza ar-

ovvero

di trarncli per forza. Infine


di

rac-

vescovile diFrancia nella Ijorgogn.i.cgi

comand
II
I

mantenere
contro
le

la

giiuisilizione
laici.

pai tedellaSciamj)agua o

Champagne, di
dil
i

eccloiasticii,
'2."uel

violenze de'

p.irlimento dell'Yonne, capoluogo di cir-

Ira l'antipapa

1402, relativamente alloscismu Benedetto XIU, e il Papa


l.
t.

condario e

di

due cantoni, a pi

le-

Ifonifdcio IX. Galliti dir.


J'^.
l.
?.->.,

3, p. S3.[;

24, 28; Labb

8, 9,1 1; .\r-

dumo
della
I

t.

"; .M.n ti-ne, Collcct.

nova,

t.

7.

ghe d'Auxerre, ei 3 ila Troyes, sul fianco d'una collina ed alla destra dell' Coirne, che vi furm<i l'isola di s. Maurice, dove trovasi un sobborgo e che si valica sop i
line punti, al(|uanto sotto
li
il

.SE.NXEA o SLMNL.V. Sede


/Punniia,sotto
la

vescovile
di

contluenteilel-

metropoli

Sida

Vannes,quai

in

piano einottima aria.


e di

nella diocesi d'Asia, eretta nel


j\e

secolo.

Ila liibun.di
cio,

dil.'^ i.->laiiza

commerdirezione

furono vescovi
al 5.

sultoscrisse al

che nel |3i concilio generale d'Efeso,


N'etturiu

cimer consultiva

delle inanilatture,
,

loiiserva/.ione delle ipoteche

Conone
all'8.'',
il

concilio geneiale, Ignazio


al concilio di

delle contribuzioni indirei le, ispezione bo.schiva, e


veri.

Atanasio

Foziu, sotto
.

deposito Jc'labacchi e delle polli

Papa Giovanni

Vili. Al vescovo \

fu

Scns ha una uulaovaledu3.|

IcsC,

70
detei'minafa
slrulte,
ila
si

SEN
vecchie

SEN
mura
in parte
tli-

lire di

Sens,

le

cui reliquie custodivano


i

che

altiibuiscono a'romani, ed

benedettini, e dispersero
tori
tri

crudeli distrut-

assai

male

edificata,

con islrade
la

strette

ugonotti, con quelle di parecchi al-

e torluose, eccetto la via che a cui terminano

traversa

santi, di cui la stessa chiesa era arric-

intieramente dal nord al sud in linea retta,

chita.

L'abbazia di
s.

s.

Pietro pure de'bela

due

belle porte

una de-

nedettini di
te;

Mauro, come

preceden-

rivazione deiracque della


tiene

lutare. In
la

continuamente in Sens 1' edifizio pi notabile

Vannes le manuna nettezza sa-

quella di

golari,

Giovanni de'canonici requella di s. Paolo fuori della citt


s,

e de'preajostratensi,quelladella
della

Madonna
4

cattedrale magnifica e vasta, di strut-

Pommerayede'benedeltini; pi una

tura gotica e di singolare bell'etello, sor-

casa di celestini,

un

collegio di gesuiti,

montata da
il

alta guglia, e che racchiude

altre case religiose di

uomini e 3
di

di

don-

nsausoleo in
figlio di

Delfino

marmo bianco del gran Luigi XV, capolavoro di


de'pii belli del

ne,

4 parrocchie

nella citt e sobborghi.

Tredici de' parrochi


lificati

Sens erano qua-

Coustou, ed uno
secolo,

decorso
7 5,

come

Preti- Cardinali, perch as-

come

notai nel voi.


la

XXV li, p.

sistevano l'arcivescovo in
sa,

tempo della

cnes-

essendovi pur sepolta

moglie M.* Giu-

quando

egli ufilziava nella sua

metro-

seppina di Sassonia, dai quali nacquero Luigi XVI, Luigi XVIII e Carlo X. Fra
gli altri

politana.

Aggiunger che

l'arcidiocesi di
citt

Sens comprendeva molte


bili,!

considera-

sepolcri rimarcabile quello del


Pr^t^j- si
le

cardinal arcivescovo de
stingiiere

fanno

di

24 abbazie, di cui 19 d'uomini e 5 di donne, 7 75 parrocchie divise in


3 capitoli,
Sarcidiaconati. L'arci vescovo a vea 7 0,000
lire di rendita, e

anche

il

coro e

invetriate. E"

sot tu l'in vocazione dis. Stefano

protomartire, con ballisterio, e cura d'anime che si eseicita da un canonico titolare tra le reliquie sono in somma venerazione, il legno della ss.Cvoce,alqiiecapsnla di S.Tom:

pagava per
il

le

bolle

6 6G

fiorini,

nier

benedettino p. DeauRaccolta storica, cronologica e to-

come rileva

tolo

maso aicivescovo di Cantorbery. 11 capisi compone di io canonici titolari,


le

po^raflca degli arcivescovati, vescovati, abbazie e priorati di Francia. Sens possiede la biblioteca pubblica di circa 6000
volumi,
il

museo,

il

collegio coniiuiale,

conqirese

prebende del teologo e del peLWptceri dechoro,


c/hIjus

bagni pubblici, diversi stabilimenti


rarii e benefici, e bei passeggi.

lette-

nitenziere, di diversi canonici onorari, di


altri sacerdoti,

prima

soleinniorihusfeslis adslipulanlur aliinmi

Era Sens capoluogo del Senonese nel laSciampagna,e con tene va gran
della rivoluzione

Tuagni seminari i pr divino servitio,


ce l'ultima proposizione concistoriale.

dili

numero

di stabilimenti religiosi

cui fu-

palazzo arcivescovile ampio e decente,

ed un poco distante dalla metropolitana. Vi sono due altre chiese parrocchiali e col
s.

rono surrogate delle manifatlure.Vi si trovano fabbriche di colla forte rinomata, bianco economico, clessidre di stagno 00rologi idraulici, acciaio brimito, oggetti
di lana, di velluto, di stoviglie, filatoi di

fonte,

non che comunit

di religiose,

frati
il

carmeIitani,confrateinite,rospedale,

cotone, purghe di

tele,

concie di

pelli rag-

gran seminario. Il suo capitolo per lo passalo era composto di 5 dignit, di 3 i


canonici, oltre un bel
ficiati

numero
:

di

bene-

Importante il suo commercio di grani e farine a provvedimento di Parigi, buoni vini, lane, canape, tegole
guardevoli,
ec.

maggiori e minori
le vesti

canonici as-

sumevano
esistente.

rosse ne'giorni delle fe-

ste solenni, privilegio

Eranvi
s.

in

che cjedo ancora Sens molte abbazie,


e

ciuc quella di

Colomba vergine

mar-

commercio faaumenter pe'canaii del Nivernese e di Borgogna, che congiungono tal fiume colla Saona e colla Loira. Vi si tengono 5 annue fiere. E" pae mattoni, cuoi, legnami;
vori lodai l'Youne e che
si

SEN
h
ia

SEN
rli

71
oggi detta
1

del giureconsulto Loyseau,

Giaco-

occupato divennero del popolo romano.

MIO

Almaiu celebre doUore

di

Sorbona^

Sena

lu capitale de'galli senoni,

de'lclleiati

Claudio Maliiigie, F. Seviii e


nelle sue viciI

Senigallia o Sinigaglia (/'.), ed

romani

]Michele Pinaid, del contraDiniiiaglio de


Rosse), e di allri illustri
:

fecero /?/im/(A'.)culonia,capodella Gallia

Senonia,

al

quale articolo ancora tratila


il

nanze nacque
sono
sotto
(\c

il

pittore Cousin.

contorni

tai de'galli

senoni e del [)aese

loro ocdi

fertili in

vino e frutti.

cupalo, e parte di esso prese

nome
il

Sens, iSV/jOAiC5, conosci ulanell'anlichiti


il

Piceno [F.) Annonario

dopo

la totale p. Brati-

nome

di

Agendicum,eva
il

capitale

espulsione de'galli. Dice ancora

Senonea, popolo potente della Galiia

dimarte, che molte furono


i

le irruzioiii

Celtica, di cui pi tardi prese

nome,

al-

popoli galli fecero nell'Italia;

la pili

che au-

lorch dopo lunga resistenza


ai

si

sottopose

lica fu di (|uelli guidati


la

da Belloveso, e

romani.

senoni antichi popoli abital'estensione della dioe di quella d'yliixerrc [f'.),

pi recente fu ((ueila de'galli seuoni con-

vano presso a poco


cesi di

dotti dal

Sens
le

dopo

la i.^

famoso Brenno, 200 anni circa furono chiamati galli senoni,


:

giusta

auliche divisioni della Francia.


i

Al detto di Giulio Cesare^

senoni con-

per distinguerli dai galli boi, e dai lingoniolingonesi, perch partironodaquelle

finavano colia ljelgica,e ne parla con lode,


asserendo di
essi
:

regioni che sono al di l da Parigi sino

esC civitas in

primis

fir-

al

ma
Del

et

magnae apud
famosa
e

gallos aucloritatis.

che

resto, niente dice della loro storia,

ma

trovasi la

numerosa

colotiia di

Yonne nella Senna, e Sens conserva ancora il nome di questa antichissima gente. Ecco poi come geografi narrano l'emigrazionedei
confluente della
la citt di
i

questo popolo in
luoghi.

Italia,

dove furono me-

senoni, il loroslabilimento in Italia,e

la Io-

glio conosciuti, e noolto ne parlai a' loro

io distruzione.

senonioriundi

galli

furo-

A Gallia

dissi

pure della Galiia


i

Lionese o Ceilica, che comprendeva senonij non che della Gallia Circumspaciana, Cisalpina, Citeriore, LUcriore, Su-

balpina, Cispadana, Transpadana, Cornala,


fu

no un antico popolo d'Italia, nellaCispadana,sulle sponde del mare.Adi ialico.Dicesi, che volendo lui certo Arunce etrusco vendicarsi d'uno de'Lucumonid'Etruria che gli aveva rapilo la moglie, pass nelle Gailie,

Togata o Stnonia, che se Togata pur della quella Gallia che romani
i

s'inoltr sinoalla citt de'i?co/if$ per

tolsero in appresso a'galli boi, crede Sigo-

nio che

la
il

ad avere

Gallia Senonia fosse la prima nome di Togata, ^evcli prii

andare a stabilirsi in un paese incomparabilmenle pii piacevole e pi fet lile. I senoni sideterminaronoa seguirlo,e numerosissimo ne fu l'esercito. Passaindurli ad
le le Alpi,

ma

dell'altra ricevette

cittadini, ed
:

co-

traversarono
,

le

piaiuu'e dal
sl.ibiliti
i

Po

stumi ile'iomani colluso della toga


tre racconta i,couu*i galli

inol-

innafliate

ove etano gi
i

allri

occuparono gran

popoli della Gallia,

boi cio ed

lingoni,

parte d'Italia, e delle loro guerre co'ro-

e capitarono oltre al
(/-'.),

(lume neW L nibria

mani. Il p. Brand imarte nel Piceno Aunonario ossia Gallia Senonia illustrala,
li.illa

che ancora nonaveachei primi suoi

abilalori. Si stabilirono dall'Utente sino

della regione abitata dai senoni


ai

allEsi,

avendo l'Adiiatico

al noril-esl,

quando mossero guerra


sero

romani

pre-

r A pennino al sutl-ovcst, (elice regione mi-

Uoma (/^) nell'anno 3f)o di sua Indazione, die da Camillo furono secondo
il

rabilmente Tarlata da collinee


ni.
i

fertili

pia-

Spesi circa G anni a formare loro slabi-

narono

suo parere battuti in Gubbio (/'.); tora guerreggiare e furono scuniui


);

liuienli, l'etrusco

Arunce
1

li

condusse

in-

nanzi a Clusio,una delle


di Itruria,conlnanle

n principali citta

nell'agro di Scnlino (/
uella Gullia
i

quimli fugati

con Perugia e Or),

scuuuij

le

terre che avcauo

vieto (^

.),

poi dcuumiualo Cintisi (/

72

SEN
prima
Perallontauarequesta guerra, ofromani la loro mediazione, che
i

EN
i

per assediarne la piazza, entro cui eransi chiusi sua moglie e l'odialo rapitore di
di essa.

pnrte del paese che occupavano

senoni

di passare cogli altri popoli delle


il

Gallie sotto
sto paese

dominio de'romani. Quela


la

frirono

dopo

conquista di Giulio Cestessa estensione, e nel


gli

fu ricusata.

Ma contro lo scopo di loro mis-

sare conserv
ripai

sione, gli ambasciatori pi esero le parli di

timento delle Gallie, secondo

au-

Clusioesi mischiarono alle truppe di detta citt.

tori de\\'/4r[e di verificare le dale, fatto

Sdegnali di ci senonesi, ne chiei

sotto Onorio, egli lo


nese.

compose colla 4-^ Liopadroni


si

sero giustizia alla repubblica, e negata


sol veliero di farsela

ri-

Dopo che
i

galli si resero

da

loro.

11

perch mar-

delle Gallie,

senonesi

trovarono sepa-

ciando sopra Roma, sconfissero l'esercito che si present loro conlro,e penetrarono
nella cill.
(/'.), in cui

rati nella divisione fatta dai figli di

do-

La cittadella del Cainjndoglio ripai parte devoniani com-

do veo del la monarchia francese. Una par te di questa provincia fu altribuitaal regno di Borgogna e d'Orleans, l'altra a quello
di Parigi.

battenti, fece

una vigorosa difesa, <]u and e mentre si patini va, sopraggiuntoCam ilio,
i

Quando

poi

il

paese rientr in
in

potere d'un solo sovrano, fu diviso


rie contee; cos

va-

furono

senoni battuti e salva

la citt. Il

Sens divenne contea. L'ii

timore d'un nemico tanto coraggioso, fece imprendere la guerra, presso a loo anni

storia

ci

conserva

nomi

di

5 de'conti a-

movibili di Sens: Manerius o INLngnerius

dopo

la

ricordila spedizione. Piimasero

senoni l'anno di lioma

da M. Curio Geutalio e P. Cornelio Rufino, e allora fu che vennero scacciati da tutto il loro paese che occupavano dall'Esi ai Rubicone. Mandossi nel paese loro una co-

463

sconfitti

marito di Rolhilde, era conte di Sens sotto Lodovico I, e mor nell'S36; Donato lo era neir845, sotto Carlo il Calvo j si trova dopo di lui Gilberto nell'884, con sua moglie Pavenildis; ed ebbe probabilmente
a successore Garniero, che
tilo di
llice.
si

un

al

par-

lonia che ne prese

il

nome di Sena
i

Gallia,

senoni poi Sinigaglia. Passati 7 anni, furono quasi per intiero sterminati daDolabella.

Eude, contro il re Carlo III il SeniPdccardo il Gmi/Zz/ereduca di Bor111,

gogna, e partigiano di Carlo


civescovo e

vendic
l'ar-

Quanto

a Sens ed ai suoi popoli


in seguilo e sotto l'im-

questo principe, discacciando da Sens


il

senoni, dopo lunga resistenza anch'essi


vinti

conte, l'B giugno deirSgo.

da'romaui,

Riccardo

figlio di

Garniero non ommise


essendosi sollevalo nel

peratore Valente del

364

^^^

nostra era,

di succedergli;
I

ma

della citt ne fecero la metropoli della ^.^

q3 con Giselberto conledi Borgognacontro


il

provincia Lionese, ed a Gallia riportai


le diocesi

re

Raul, irritato questo principe


JXel

li

che comprendeva; e

le

nume-

ricondusse colle armi al dovere.

()4i

rose vie romane, delle quali veggonsi an-

Froniondo
fermato de duca
fu
in

1,

che sembra

figlio del

conte

cora deboli vestigia, da Sens duigevansi a diversi punti dell'impero. L'iuiperalore


Giuliano, essendo ancora Cesare,
vi so-

Garniero, fu eletto conte di Sens, o conquesta dignit da

Ugo

il

Gran-

di

Borgogna, nella cui giurisdi-

stenne un assedio contro

germani. In-

zione era compreso Sens. Questo favore


il premio d'un servizio che avea reso ad Ugo, cacciando da Sens l'arcivescovo Gerlando partigiano d'Erberto II conte di Vermandois, nemico del conte di Borgogna. RenaldoconlediReimsediRouci, avendo !ielq45sorpresaSens durante l'as-

darno

l'assedi nel

Soissons,

ma

61 3 Clotario li redi alquanto pi lardi pervenne

adimpossessarsene.CarloMaguo,edisuoi successori, sotto ai quali era tuttavia importante, vi fecero balleremouela. La contea di Sens, che trae
pitale,
il

nome

dalla sua ca-

una

delle pi antiche e pi celebri

senza di
ta e
si

Fromondo 1, questi ritorn in fret-

cill delle Gallie,

uou

fu che

uua piccola

slabil nel castello dell'abbazia di

S
s.

N
Il

SEN
di Joigny;

73
pessimo perseoltragle

Gilomba

alle porle della citt.


1,

glio FroaioiKio

29 luDientre dormivano soli

siccome

uomo

guit Leoterico, facendo massacro di sua


gente, .saccheggiandone
le terre,

dati, scal la citt, uccise partedella guar-

nigioue e mise

il

resto in fuga;

dopo
di

di
s.

che

giandone
le

la

[tersona e volgendogli
il

>pal-

fece atterrare parte delle

mura

Coil

quando

dall'altare salutava
il

popolo.
i

lomba per impedire ad


suo esempio con fare
fu
di

altri

d'imitare

L'arcivescovo consult

Papi

vescovi

quel forte

lo stes-

suliragane sul partito da prendere, e tutti


lo

so uso. INlor nel tjji, e lasci

la figlia

che

consigliarono a recarsi da Roberto li

madre
il
il

di

Seguin arcivescovo
I

di

Sens,

re di Francia, e persuaderlo d'im[)adronirsi della citt, ci ch'egli fece a'>7. aprile


1

ed

figlio

cliio,

Reualdo o Uenardo il / ccqualecon l'arcivescovo Arca tubai-

J.Roberto
II

II

gi irritato contro

Re-

do vinsero a Villers Ansegiso vescovo di Troyes, e Brunone fratello dell'imperature Ottone


I,

naldo
ca

per essersi unito ai signori di Bordi

gogna, che ricusavano


il

ricevere perdu-

che volevano sorprendere


1

suo

figlio,

condi>cese subilo alle pre-

e saccheggiare Sens. Renaldo

si

distinse
i

ghiere del prelato. \ enutoil rea Sen<cull'esercito

anche

in altre militari

imprese, ed

suoi

periinpadionirsene, trov uhiu-

vassalli e vicini lo indussero a costruire

se le porte e l'assedi.
fratello

Renaldo

II,

che col

parecchie cittadelle a sua difesa. Le


cipali

[)rin-

Fromondo
si

la

dilendeva, vedendo

nel

mezzo

furono una grossa torre innalzata di Sens,il castello di Joignyche

vicina l'espugnazione, fuggi

nudo: Fioove resisten-

mondo

ritir nella torre,

die origine alla citt

omonima

a circa

do per alcuni

giorni, fu poi preso e

mani

leghe da Sens, e Chuteau-Renard, di cui

usurp il terreno all'abbazia di Ferrieres, cujue avea latto di'gli altri due luoghi appartenenti ad abbazie di cui era abbate

dato nel castello d'Orleans, dove fin suoi giorni. Il re fece grazia alla guarnigione;

commendatario. jNIoi to nel 996 e sepolto in s. Colomba, lasci odiosa memoria per le sue violenze, e due figli, Frontondo li, e Renaldo ch'ebbe Chteau Renard, e da signori di Coiirtenay. Frolui discesero
i

mondo
figlio

11

conte di Sens, per collocar suo


stdla sede arcivescovile, si
le

Brunone

mentre llenaldo II accolloda Eiidell conte di Champagne, levarono un'armala e ba tterouo il castellodi .Moni reni su Ila Senna, che Ranaldo li die in feudo u Eude li, e rius in seguilo molto dannoso al re e all'arcivescovo di Sens. Quindi ambedue assediata Sens, dopo 3 giorni e dopo aver dato alle iiainme due sobUoighi, >i resero padroni della citt. Renaldo 11 con
1

oppose con tutte

forze

all'

intronizzaeletti ca-

sommissioni (juiel

il

re, e visse poi in


la

zione dell'arciiliacono Leoterico

n'armonia

coli a rei

vescovo. Dopo

buomorto

nonicamente: questi leclama l*apa


vestro
).cii(j|a

Sil-

di Leoleiico.

avvenuta iielio32, (eldui-

il, di

cui era stato discepolo nella


fu

di

Reims,

confermalo,

ma

inu-

tilmente, per cui


il

conte,

dopo aver scomunicalo tornato in lv<jma ottenne un iliai

Reuaklo II con presenti riusc a farsi nominare successore dal re Eiilico I, malgrado il c'ero di Sens che hvc.i canonica mente e letto tesoriere .Ma ma ni.
no cugino
di
il

[tluina

che ingiungeva
11

vescovi
lii

ilclla

pro-

GcUbnno
di
(

fu coiisagiato,ina I.uile

II

conivi

vincia il'ordinarlu e lo

Fare, e Froraondo
la
I

nelioui in s. dov desi.slere dal-

sua opposizione, rcrmiii di vivere nel


I

hainpagne o Sciampagna, che do[>o la morte di re Roberto 11 erasi impailronito di Sens, col visconte Daimbcrt e ^li
altri nobili della citl, gliene

gli,

lasciando oltre brunone, 3 altri tFromoiulu, Uenaldi> Il elicali succes.>.

chiusero
I,
si

in-

gresso. Sdef:nato di ci ICnrco

rec

se, e altro Renaldo abbate di ^ostra Signora presso Sens. Renaldo 11 co'fratclli

nd assediare Sens,praticaiulo gravi guasti n'dinlorni, senza potersene impadiuniie.


l'ualuicnlcncl mi3
\

divise l'eredit paterna, e cede lu contea

avendo Eudc

II

con-

74

SEN
de'ss.

SEN
Gnspuio e Crispiniano
di Soissons;

sentilo di dividere la cill col re, vi fu

accolto Gekluiuo e intronizzalo sulla sedia, nella c|uale


cilio di
si
1

mantenne
049,
s.

sino al con-

Reims

del

in cui fu

deposto

Leone IX. Viveva ancora Renaldo li, che mor nel o55, facendosi chiamare il re degli Ebrei ^ev la
per simonia da l'apa
i

s. Caldino nVkoese; Teodino monacodi Monte Ciissino; Oliane vescovo Tusculano; Teodino Jlli di Norcia; Pietro Gaelani pi-

Ermanno

cancelliere di s.Chiesa;

sano, che

altri

fitellio abbate benedettino;

chiamano Z?oa e veronese; Cirolamo


lai
.^

singolare predilezione che a vea per quella

canonico di

s.

Frediano. Novaes seri ve che

nazione, di cui ne avea adottalo


e(juasi abbracciata la religione.

gli usi

Alessandro HI fece

promozione nel

Non avenSensdal

maggio

i63

in "^J'ours,
in

ma
anno

Cardella la
a Sens
:

do

lascialo posterit, la contea di


I

vuole eseguita

detto

in

re Eurico
eia,

fu riunita alla corona di

Fianil

essa elev al cardinalatOj TVilellespachy

e cre a reggerla un visconte,

cui

Tenlonaria,
Federico

Ugo

Pierleoni, Oderisio dei


i

titolo

dur sino
si

agli ultimi

anni del se-

conti di/l/a/'j/.Morto ranlipa[)a nel


I

164,

colo passato. D'allora in poi la storia di

gli sostitu

Pascjnale

1I[ {^F.)

Sens,

compenetra con quella


gli

di

Frani

antipapa, indispettito perch Alessandro

cia (^.), di cui segu

avvenimenti e
il

IH

rispose in

Sens

ai

due nunzi

imperiali,

grandi destini. Memorabile riusc

sog-

che osarono invitarlo ad assoggettarsi al


giudizio della conventicola di Pavia:
>

giorno che \\iiicQ Alessandro Ifl[f^.).

Ri-

Elevalo questi

al pontificato nel

5g, in-

conosciamo l'imperatole per avvocalo e


Difensore della Cliicsa
( /''.),
i

sorse l'antipapa f'itlore

IV o

/'(/^.)clie

e pretendia-

l'uDperalore Federico
ini,

sostenne collearAles-

mo

di

onorarlo sopra

tutti

principi della

onde

il

legittimo e

magnanimo
il

terra,

purch l'onore del


ci

R.e

sandro HI ripar

in Fiancia, incontrato

v'abbia a patire. Perci


del
di

de'Re non meravigliamo

e onorato dal re Luigi VII


<;

Gimuiiie,
il

dal re d'Inghilterra.

Dopo

aver
il

Pa[)a

modo con cui ci tratta, comandandoci comparire alla sua presenza, come se

nel

maggio
si

i63 celebrato

concilio di

avesse potest sopra di noi.


e per esso alla sua Chiesa diede

s.

Pietro,

Tours,

trasfer a Sens, e vi giunse

a'3o

Ges Cristo
al

fielleudjre, ricevuto

colle diuostrazioni

questo privilegio, conservalo fino


chiese, senza

prele

della pili

grande venerazione. 11 Ferlone, Dc'i'iaggi de Poiileflci p. 1 44 riferisce che vi dimoi dal . ottobre 1 63, sino alla l'ascpm dell i65, e che vi sped tutti gli
I

sente, ch'essa giudichi le cause di tutte

mai essere sottoposta

al giu-

dizio di chicchessia.

Saremmo

colpevolis-

simi dinanzi a Dio, se per nostra ignoranza

all'ari della Chiesa, come se fosse stato in Roma. Della dimora di Alessandro Illa

o debolezza lasciassimo ridurre


in Ischia viti.

la

Chiesa
a piut-

Siamo apparecchiati

Sens, trovo in Novaes, Storia de' Paniefiei t.3, le

seguenti notizie. Meiilreil

risiedeva a Sens,
rigi (^.),

neh 164

ritorn a

Papa Pa-

tosto esporci a'pericoli estremi, ad esempio de'nuslri Padri. " Intanto Alessandro

HI, vedendo Federico

tutto iutenloa regli altri so-

quindi pass a Reims (/^), ove tenne un concilio per soccorrere la Croi}W\ti[.\i\:i\,\id\ si

care nel suo scismatico partito

vrani cattolici, lo avea scomunicato, tro-

ciala

restitu aSens. Ivi

ad istanza del re diSvezia canonizz s. Ele-

na f//\9Aq/(/avedovae martire,inentre tornava


dalla visita dels.SepolcrodiGerusa-

lemuje. Vi approv l'ordine militare di


Calalrai'a (V.). Vi fece nel i65 la 2. promozione de'seguenti cardinali; Pierleoni romauoj Benercdo francese e abbate
i

vando in vece appoggio e difesa in quei monarchi che volea sedurre. Continuando Alessandro Illa governare in Sens tranquillamente la chiesa universale, mentre il cardinal Giovanni de'ss. Giovanni e Paolo
suo vicario
in

Roma,

riusc
i

sinuazione di ridurre
di vozione,quesli

romani

con dolce inalla sua

spedirono iuSeusuu'uiu

SE

N Ro
vescovile, e dice

SEN
che Carlo
il

75
CWA'ola fece

bascei'in per supplicnrloa rilornarea

na sua vera sede, eal popolospecialtnente

stabilire metropolitana, e l'arcivescovo

commessoi^li da Dio. Acconsent Alessan-

primate delle Gallie e


concilio di
vette riconoscere la
e le loro provincic

dro

III all'istanza
la

de'romnn, e per ce-

di Germania, nel Ponlyon deir876; ma poi do-

lebrala in Sens
agli abitanti

Pasqua, dopo aver dato

supremazia

di

Lione,

prove di grato animo, per

furono

in seguilo dis-

Parigi, Bourges e Montpellier s'avvi per

febbraioi8i4 gli austi iaci s'impadronirono di Sens, D)a poco dopo la sgombrarono. Nel giugno 1817 Luigi
l'Italia.

Agli

membrale per formare juella di Prima di questo tempo, secondo


Nolilia Episcopaluiii p.
di
i

Parigi.
.Mirco,

il

g4>''3rci vescovo
i

Sens ebbe per sulfraganei


HJeaitx, Na'erx.

vescovi

ili

X\

Ili sciolse la

sua guardia nazionale.


s.

Cliarlres,Aiixtrrf, Troyes, Orlcans^Parii^i,

La fede
Saviniano
spedito da
altri

cristiana vi fu predicata da
(^'.) discepolo di

Dopo

l'erezione di

Ges
s.

Cristo,

Parigi in arcivescovato, furono attribuite

Roma
s.

dall'apostolo
s.

Pietro,

per sulhaganee alla tuetropolilaua di


in

dicono da

Paolo,con

Potenziano

Sens, Troyes, Auxerie, JStvers, Betlciii-

s.

Aitino: alloggiati in Sens da Vitto-

inecon residenza
I

C/jwier/

(/'.),

Pel conla

rino,

uno

de'principali della citt, lo con-

cordato del 80 Pio VII soppresse


I

sede

verlironoal cristianesimo, insieme con altri

di Sens,

quindi

la

ristabib nel 18 17, dile sedi di

pagani, onde

al

culto de'

falsi

dei so-

chiarando sulfraganee

Moulin<!,

stituirono quello del vero Dio, e per ce-

Ntvtrs, Jroyesj dipoi col breve apostolico Antissiodoreisi Ecclesiae, de'

lebrare

la messa costruirono 3 chiese in onore della B. Vergine, di s. Gio. Battis.

G giu608,

gno 823, Bull.


I

Rof/i. coni.
il

1.

5, p.

sta, e di

Stefano protomartire. Altri ats.

dichiar di conservare

titolo della chiesa

tribuirono a

Saviniano

la

fondazione

vescovile d'Auxerre, e della sua congiun-

dellachiesadis.Pietroil J'ivoj dopo n)ulle

zione con quella di Sens. Notai all'articolo Primate, diesi vuole avere l'arcive-

conversioni operatedal santoe da'suoi


in altri

compagni
nalo
sotto
s.
il

luoghi di Francia, torin

scovo diSens ottenuto


vanni Vili
\
Il

tale titolo

daGio-

Saviniano

Sens, nell'anno

74

dell'

872

e che

s.

Gregorio

duce Severo

gli fu
il

lionoatoilcapu,

del

1073 accord il diritto di primazia


4
Pro-

e con esso patirono


discepoli,
i

martirio alcuni suoi

all'arcivescovo di Liontf (f^-), sulle

corpi de' quali ritrovati nelnel-

vincie Lionesi inclusi vanienle a Sens. Gli

r84o ovvero neir847 furono portati


la chiesa di
(juello di
s.
s.

arcivescovi di Sens, oltre

il

titolo \ pri-

Pietro

il

f^h'o

nel

io3i

male

delle Gallie e della Gerfiiaiiia,pov-

ziosa urna,

Saviniano fu collocato in predono di Costanza moglie del

tarono pure quello di visconte di Scnxj


pare dunque che
vi fosse

Roberto li, insieme a quello di s. Lodaldo, uno de'convertiti. Inoltre s. Savire

unita atitoril,
s.

sposto di
di

primazinle non almeno dopo il diGregorio \ II. Per 2. "vescovo


al titolo
s.

niano

fu

il

."vescovo di Sens, ed cele-

Sens Chenu registra


""),

Potenziano nel-

brato qua le apostolo di queste regioni, altri


rilarilando l'erezione della sede vescovile
al III secolo,

r anno

che pat

il

martirio; altri lo

come
s.

inviato in Francia nel


Iliri-

scovato, e non lo fanno cessore di


fu trovato
silica di s.
s.

chiamano Potenzio: ritardano il suo veimmediato sucSaviniano; anche il suo cor|)o neir84o, e traslato nella baPietro, ove furono inlese l'O-

24^1 da

Papa
p.

Fabiano; aia Chenu,


la serie

storia Arciiepisioportim Galliaf,Xt\

portare a

184

degli aicivescovi

diSens,col quale proceder, rirerisce<|uanto ho asserito.


(If

res angelicae ut chori p^allcnles. Indi nel

Anche Comnianville,

/lisi.

78 Leonzio,

lous tfxvtrcliei'eschrz, pretende di


al 111

ri-

tardare

necolu reiezione della bedc

nel io3 Severo o Severino , neliaq Audalo; Eraclio mor nel 301, Lunario o Luciano mor nel :x3; Siui-

rjQ

S
roslitisse

EN
279; Policar-

SEN
nulo perci conte di Tonnerre, ne imit l'esempio, e per morte dello zio fu eletto arcivescovo diSensnely 20,0 secondoChenu nel 735, e mor nel 75o solitario ad Ars. Gli fu sostituito s. Onoberto o Aunobertochenel 744 '''cev il pallio da Papa S.Zaccaria, laondesembra che la s. Sede gi riconoscesse pastori di Sens per arci vescovi. Gli successe s. Onulfo, morto nel 761; indi Otberto o Ochiberto cardinale
i

plicio lermiii di vivere nel

po
s.

Eusilio, in
1

un inonnsteio colla regola di onore de'ss. Gervasio e Pros.

lasio.

Nel 3 o

Ursicino,

la cui festa si

celebra a'24 loglio; nel 3/>G


nel

Teodoro,

4^

Siciinio, atidieduesepolti in detto

s.

monastero; nel /^55 s. Ambrogio, poscia Agrezio o Agerico, che nel 4?^ fu invitato da Sidonio Apollinare all'ordinas.

zione di

Simplicio

di'

Bonrges;
s.

clio assist al
l'i

baltesimodi
nel

s. EraClodoveo,mo-

del

nel^o^jelu sepolto

suburijano
lui
la

mo-

in Cardella;poi

762, maconcjnestonomenon lo trovo Lupo, nel 763 Vilario,Go-

nastero di s.Gio. Evangelista da


jier le

eretto

monache, onorandosene
il

memolo

descalco morto nel 773; s. Gualberto mor nel 778, dopoavereassislito all'assemblea convocata da Carlo

jia a'c) loglio. ISol uiedesiino

giorno

Magno

per re-

pure
scovo

Iralello

s.

Paolo

elicgli successe,
11

primere

le

violenze di Desiderio rede'lon-

e nel Sac) fu tumulato presso di lui.


s.

ve-

gobardi. Gli fu surrogato Sereno, nel


Pietro, nel

Leone intervenne per procuratore ai concilii d'Orleans del 536 e 54o; altri dicono nel 533 e nel 538, e nel 2. vi fu di persona, onorato a' 4 a|)rile. Costantino nel 55f)si trov al concilio di Parigi; s. Artemio fu ai concilii di Macon
1

784 786 Vinnebaudo, nel 792 Venerando, poi Renoberto nel 795, s. Magno deli'8o4, Geremia monaco deir8 9,
1

Audrino [F^.) abbate di Ferrieres eletto dopo 1*828 dal popolo e clero di Sens, e morto neir84o. L'arci vescovo Genilo tras.

del

58

e del

585,
nel

celebrandosi
s.

la

sua

sfer nella chiesa di

s.

Pietro

corpi de'ss.

lesta

a'aS aprile. Dipoi

Lupo
fu

d'illustri

Saviniano, Potenziano e Aitino martiri,


e mor nell'86j. Egilo abbate di
s.

natali

nominato

G09,

calunniosa-

Sal-

nieiile accusato al re nel

Gi3 da Farullo
:

vatore di Treveri, indi neir87

Ansegilo

governatore
liato a
siilo

di ljorgognci,a ci eccitato
s.

Qodegesillo abbate di

Vimen,

da Remigio fu esiconfidalo a Landege-

signore di quel paese; ucciso

Mode-

gesillo, fu

richiamato alla sede, che govern per molti anni. Il vescovo s. Sevecio
s.

abbate Laubienseneir872 fu reintegrato da Papa Giovanni Vili del primato delle Gallie e di Germania, e mor neir878 lasciando molte opere a utilit della Chiesa, il monaco s. Eruardo mor neir887,

inoii nel6>,3,e gli successe

Amato,

ma

pare piuttosto vescovo di Sion, ftlederico


cdilc la chiesa iiOjOve fu sepolto nel

suburbaua di s.Sinfoiia63 i; indi lldegario, poi Auriperlo morto nel 647. Ermentalio mori nel 65o,dopo essere stalo al couclliodiChalons.Quindi Arnolfo,Lamberlo benedettino di gran virt, s.Emno;nel

923 altro Galler nel 927, 932, Guglielmo monaco di s. Pietro Vivo nel 938, Gerlando o Gelano monaco di s. Germano d' Auxerre
Galler nel
,

Odaldo

nel

nel
nel

946, Videinano monaco di s. Dionisi 959, Archambando nel 966: di lui e


sopra, cos del succes-

di altri parlai di

sore Segnino o Sevino, che successe

ad

Anastasio, e mor nel 998. Dell'intrusione

C82

s.

1 l'^tilfraiio (/^.),

che

si

rec a pre-

diDernaidoe
in principio,

del perseguilatoarci vescovo


I

dicare nella Frisia, ed oper


racoli, poscia
si

stre[)itosi

mi-

Leoteiicodel 00

I,

egualmente ragionai

rilir

a vivere nel
s.

mo-

Morto neh o3i,contro l'eletto

nastero di Fontanelle;
rico
gli

Guerrico o Ges.

RIainardo gi vescovo di Troyes,ricordai

successe per 3 anni, e ritiratosi

nel monastero benedettino di


/ U'o,
il

Pietro

il

suo nipote

s.

Ebbonc[f'.)i\Uc'

pure che s'intruse Gilduino deposto nel I o49'.jMainardointervennein Reimsalla consagraziouc del re Filippo 1, e mor nel

S
I

EN
tli

SEN
vivere
iel ilei
i

77

oni.Richerio cess
i44-

ror)G.
i

Clemente

FT i^J'.).

Filippo di Melodiin

Dfiiioherto delicqc), Gilljerlo

io,

gi vescovo di Clialon.

e mori nel

^S

cliiainalo in Reiiiis

tlall'arcivescovo Salisene, \\ consagr la

regina moglie di Luigi VII, e moi nel


I
I

Gq. Guglielmo /dlbiniaiio

figlio di

Teo-

balilo conte di Sciampngiia e di Ij|o8,gi;i

morto neh 34 j. Guglielmo di .Meidnn dai fondamenti superbamente riedific il palazzoarcivescovile; nel i3G2 fu morlilicato da Urbano V,per quanlodissi nel voi. LV,p. 2f)0,con i<-pogliarlo dell'arcivescovato, che poi gli
restitu,

vescovo di Sainles o di Chaities, fallo nel


I
1

morendo

nel

37

j.

Audemarodi

64 da Alessandro III,
le

che poi

lo Irasfe-

Lirooges, gi vescovo d'Arras, mor nel

l a

Sens,cre cardinale e arcivescovo di


noliziede^li arcivescovi di Sens

Reims:
grafie.

384- Gonlero de Bagnaux segretario di Carlo V, e vescovo di Le Maii'J, nel 386.


I 1

elevali al cardinalato le riporto alle bio-

ed unse

Giiidodopoi 7 anni mori nel ir)3, la regina moglie di Filippo il Au1

de Roye, arcidiacono della cattedrale, mor neh 3t)0. Guglielmo de DorCjiiido inaiis,
rito

ad istanza

di

Cario VI fu

trasfe-

gusto; parcelle a lui Celestino


la lettera

HI

scrivesse

da Meanx,e mor neh 4o5. Giovanni


tre pass a questa
\'\i'j

die Marlene altrd)m

a Celestino

de ^lonteaculo da Chai
sede,e fu ucciso nel

IV,

il

(juale

mor dopoi^ giorni, senza

inunfatlod'armi
di

essere consagrato, e senza aver pubblicalo

contro

sriiislesi.

Enrico
di

Samovsi

ca-

alcuna bolla. Michele decano di Parigi e


fratello del vescovo

nonico di Sens, mor nel i422;Guglielmo

Riginaldo Corbelio

de Nanten abbate

s.

Germano

d'Aii-

mor neh ir)C).Pietrode Corbelio vescovo


di

Cambra), eccellente

tiollore in teolo-

xerre nel i432; Lodovico de Melun nel 47 i; Trislntio de Sal.izargi vescovo ili
I

decano e dal capitolo, Innocenzo III lo conferm, emor neh 22 I. Gallerio Cornulns nt\ i234coron INJarglierita moglie di s. Luigi IX, ed ediljc il palazzo arcivescovile, li lialello Egidio gli successe nel i24'> ^ vnovi nel \'y.^\. Enrico nipote del precedente e arcidiacono mor nel 1^58 di veleno propinato dal cuoco. Guglielmo di Rrucin nel jX'J cede la sede a Pietro de Cliarny gi canonico e poi decano della nielropolilana, crealo da Urbano IV di cui era camera;/.*. Pietro de Anisiaco gi tesoriere delgia, postulato dal
1

INleaux. Stefano

slato

de Poncher di Tours Irada Parigi, prescrisse otlime ordinanel


'124, dopo
4-^-

zioni sinodali per la riforma del clero, e

mor lodalo

^""i

di ar|)ei'

civescovato. Ilcardinal .Antonio Pi alo

nomina di Francesco I, giusta il concordato di Leone X,neli 525, richiamandocene


indarno l'arcidiacono
di Salazar,
ilal

ch'era

slato eletto a pieni voti

capitolo; nel

1026
vico

fece celebrare in
il

Sens un concilio
cardinale Lodoil

provinciale.

Neh 535 Borbone. Neh 557


1

cardinal Gio-

la

cattedrale,

moi

lo nel

27

5.

Egiilio ni1

vanni Dcrlrandi. Nel 56o ilcardinal Lo162 rassegn dovico di Guisa, che nel
i

pote del suddetto Egidio mor nel


^lefano Becard nel
1

iqi.

al nipote

cardinale Nicola de PcUevl-, che

809, Filippo de Maligny gi vescovo di Cambray,nel 32 j.


1
1

mor
ges
il

nel i5q4)<JnJ<i hi trasferitoduBour-

celebre Reginaldo de Beaunc grangli

Guglielmo de Meldun morto nel j-iq; Guglielmo de Brucia, traslalo dall'alcivescovatodi Bonr^es,scli^se contro Pietro
Ciignerioper
e mor nel
1

d'elemosiniere di Francia. Nel ilioG


siiccesseil cardinal

Giacomo Pcrron, e \yci'


Gio\anni, col Oliaci

sua ras>egna
le
vi,

il

fratello
la

la

giurisdizione della chiesa,


nel
nel
1

Cheiiu termina

serie ilrgli ai

vesco-

338. Giovanni X.\II secondo Novacs.o Benedetto XII


gli sostitu

32()

che compir

colla Gallia Christiana,


1

338
l'i-

nuova edizione

1.

p.

6146 scg.

e colle

Pietro

/iOji,'rr

a istanza di

JVolizie di Ixo/iia.

lippo \

re di Francia, al ilire di

truslalopui a

Chenu, Ruuen^ indi cardinale cPapa

Neh()2i Ottavio Bellegaidc, mor compianto nel i(")4'. Cili

succcsscLuiiiiEnricodiPardaillaiidiGoii-

78
filili,

EN
del
r

SEN
."ottolre

fle'ninrdicsi di IMonfespnn.S'.in cnnii

preconizz arcivescovo Anla

liuloie e nipote, col lilolo di l-acle;i

na Lodovico de
ditiale.

Fare, che poi cre car1

pnrlhns

govern con molta cura e zelo (esemplare, sostenne vigorosamente gl'in; f

eressi della chiesa e della

sede; Fu uno
de'casisti,

de'|)rinii a

censurare l'apologia

Per sua morte Pio Vili nel 83o gli sostitu Gio. Giuseppe de Cosnnc, di Costiac diocesi di Limoges_, traslato da Meaux. Vacata la sede persua morte, Gregorio
1

sottoscrisse la bella Iclleia del clero fran-

XVI

nel concistoro de'25 gennaio

cese a Innocenzo

noscevano che le sono nel libro di Giansenio,econdannafe


nel senso di Giansenio.
tera che
il

X, in cui prelati rico5 famose Proposizioni


i

844

dichiar arcivescovo l'odierno mg.''


di

Mellone Jolly
lons, traslato

Sezanne diocesi

di

Chadegli giu-

da Seez. Scrisse
la

la vita

Firm pure
i

la let-

arcivescovi di Sens

Giacomo Ta velli
comprende
si

clero francese nel

GSG

scrisse

reconsulto di Sens, e

pubblic a Parigi
il

a Alessandro VII, sottoscrissealtresnlfor-

nel 1608. L'arcidiocesi

di-

molario, e

si

un

a'4.

vescovi che

domanque-

partimento

di Voline, e

estende per

3o
,

darono

Clemente IX

di sepai-nre la

leghe in lunghezza, e 20 di larghezza

stione di Hillo da quella di diritto, confuse nel formolario. Nel

1675 gli succese Guglielmo de Montpezat de Carbon, distinto per zelo nel buon governodella diocesi; nel i685 Arduino Forlin de la Iloguelte, pacifico e caritatevole; nel 17 16 Dionisi Francesco le Bouthilier de Cha\igny; indi nel j3 Gio. Giuseppe LanguetdeGergydiLangreSjtraslatodaSois1

Ogni nuovo arcivescovo tassato ne'libri della camera apostolica in fiorini 55o.
contenendo diverse
citt.

III. "fu

Concila di Sens. adunato nel 601 per


le

la rifor-

ma
fili.

de'costumi, l'estirpazione della simo-

nia, e

per impedire

ordinazioni de'neoil

Il2.nel 657, e u tratta

p.

Le ColuIl

te,

Annal. francor. a detto anno.

3.

sons, autore di

molle opere interessanti. Nel 1753 Paolo d'Albert de Ltynes traslato da Dayeux, e cardinale elemosiniere maggiore ilei la Delfina. Nel 788 il fai

nel

670

coll'intervenlo di

3o

vescovi, e
s.

firmarono l'esenzione dell'abbazia di


Pielio:
la

sua data contestata.

Il

4- nel-

r834)e vi assisterono 26

vescovi, fra'quali

moso Stefano Carlo de

Z,o///e///c'deBrien-

ne, traslato da Tolosa, e poi cardinale: ottenne per coadiutore il proprio nipote Pielio Francesco Marcello de Lomeuic,

3 metropolitani, oltre s. Auilrino arcivescovo di Sens che lo presiedette, e 6 abbati:

s.Audrino

vi

fece

vilegio che avea accordato al


di
s.

confermare il primonastero
le

a'i4 dicembrei788, col titolo di arcivescovo di Traianopoli in pnrlibus. Ripugnante Pio VI, per le istanze del re annover vStefanoal sagro collegio; in fatti
n'era indegno, poich scoppiata la rivoluzione, prese il titolo di vescovo costituzionale
tlel

Remigio, situato gi presso

mura

della citt, e trasportalo in seguito alla

distanza di qualche lega. Il 5. neir84^>, ove Aldrado il Piccolo fu consagrato corepiscopo. Il 6." verso 1*852, relativa-

mente
migio

all'esenzione dell'abbazia di
di Sens.
Il

s.

dipartimento di Yonne. Pro-

7.neir852,

in cui

Reio

curdi giustificarecol Papa la sua rea condotta, e siccome prevede va che lo avrebbe deposto dalla Porpora (F.), rinunzi nel

vescovi, fra'quali 2 metropolitani, e 2 abbati vi assisterono con l'arcivescovo di Sens che lo presiedette. Fu confermato il

1791

al cardinalato, e
i
=

mori prigione

in

privilegio accordalo dall'arcivescovo

s.
il

Sensnel 794 il nipotecoadiutorefu condannato a morte dall'anarchia chegover-

A ud ino
quale fu
di
s.

al

monastero

di

s.

Remigio,

in seguito riunito alla

parrocchia

nava

la

Francia.

La sede rest vacante nel

Luigi di Versailles. L'8."neir8T3

1794, poi fu soppressa neh Boi e ripristinala da Pio VIJ, il quale nel concistoro

per l'ordinazione diBurcardo vescovo di


Chartres.
Il

9.'neir862,

in cui fu

depo-

S
sfo

iX

S
di

EN

"()

Erimnnno vescovo

Nfvrrs. Ilio."

:"y,

dopo

fssern vissuto nncoi-nio nmii

nel()Ho, raicivescovoSegiiino rcslili al-

in liliioc in pcnit('n7a, al lileiiiefli Vie-

cuni beili all'aljha/ia di

s.

Pietro: (|iicslo

Ir di Cliigny, Jpist.
fu celebrato nel
i

?.

i. Il

7. concilio

concilio tenuto per sospetto, pcici) le


soltoscrisioni d'alcuni vescovi

r)8

contro gli ereticiPomaniclie e di al-

non cor-

plica ni

[T'.), s[)c'cie di

rispondono
L'i

a finclli

i." nel 0)0)6,

che alluia vivevano, nel rpiale fiiiono cedu-

bigesi allora insorti. Si fece

una

percpii-

sizione di rpielli ch'erano infelli di qnesta eresia


:

tea'canonici di I^arigi alcune parroccliie

cireranosotto
sa di Sens;

la

giurisdizione della chie-

abbate

di

anche cpiesto concilio incer-

questi fu

decano di Mevers, e Rinaldo Martino ne furono accusati; deposto perch si prov avere
il

s.

come precedente, o almeno fu un sinodo diocesano. Il "2. nel 408 per conto
il
I

inolile sostenuto duecrrori, l'uno quello


(e

Stercorari

(^/ .),

e l'altro

che

tulli sn.

lermare
vins.
Il
I

la

fondazione dell'abbazia diPio-

rebbono
pa,

alline salvati, secondo la doltri-

3." nel

107

per confermale

la

nad'Or/gp/je(/^'.)j

ma

egli

appell

al

Fa-

donazione fatta della chiesa di S.Andrea a'monaci di Pietro di Cclles, da Ugo TescovodiTroyes:seiubrachcdebbachiamarsiuii'assend)!ecicivile.!l i4."nelio8o,
.s.

come pure il decano di INevers. IliS." neh 220) o o.Sg fu un conciliodella pioi :

vincia di Sens,
tratta

ma

si

tenne a Parigi, e no
i

ne mancano
Ideilo.

gli alti.

Il

i5. nelt

siedulo dall' arcivescovo di


Ili6.''nel

io5 preSens Dano-

Marlene nel t. 7. Il 19. nel 2 jt per obbligar Tebaldo conte di Sciampagna, a rebliluiic
nel
i
i

beni di chiesa.

Il

20."

ii4o

conti o Pietro /^-

^.SGjrelalivamcnteairomicidiodiiu
11

hclnrdo {T^-), alla presenza del re Luigi VII. Il dotloie s. Bernardo vi accus Abelardo, ch'era presente. Egli produsse i
suoi
libi
i,

ecclesiastico.

."nel

?.(!(),

furono pub-

blicaliGcanoniconlrogli ecclesiastici concubinari, contro


pi ivilegi,ec.
Il

gli

usurai, gli abusi dei


i

riport

le

proposizioni erronee,

22. nel

280, per mandarelativauuii-

che ne avr

eslralle, e strinse

Abelardo
ovve-

realcuni deputali a

Roma,

di

negare ch'egli l'avesse

scritte,

teagliallni dellachiesa di Francia. Veli-

lo, se riconoscevale per sue, di provarle

di ritrattarle.
tarsi

Abelardo

in

vecedi

rilrat-

tanto

o scolparsi, appell a Roma. Fratvescovi del concilio condatmaroi

ne allrcM incaricalo il vescovo di Chartrcs d'esaminare nuovamente l'affare di Ciiovanni d'Amboise, gi condannato per le violenze che avea ocicitate contro il

noi suoi sentimenti, vi


.sona in ossequio del

si

risparmi

la

perII,

monastero della IMadonna

di

Ponlevoy,
Il

Papa Innocenzo
la
i

abbazia benedettina della diocesi tliChartres e poi di quella di Blois.


1

a cui avea egli appellato, e scrissero al

23. nel
il

Pontefice per domandargli


di questo gintlizio.
Il

conferma
luglio lo

T riguardante alle ilecime che

re

Papa

a'

Luigi

X di Francia,

il

re l'ilippo dilVali

condaniio

rome eretico colia

\)o\\aTcslan-

va ria esigevano dal clero.

2 4" nel

32>

/<-.//^05/o/o,pressoilZ)//./it)f/j.t.2,p.2')o;

e die loia risposta, ch'egli condannava

le

a'22 maggio, presiednlo da GuglieliiKj de Meliin arcivescovo di Sens, e furono


fatti

proposizioni d'Abelardo, elie gl'inipone-

statuii su

alcune indulgenze d'ac2.

\a perpetuo silenzio, e che egli giudicavathe parligiani di questi erioi merii


i

cordarsi dai vescovi, sull'abitoile'religiosi

e ile'sacerdoti, ec.
ili

Il

neli.|87 da

lasser

il'

essere scomunicali.

Abelardo
In

Tristano

Salazar arcivescovo di Sens

diede

la

sua apologia, nella quale fece

sua professione di lde caltolica


gli articoli

in tulli

condannali;
1

egli dcsislelle il;d

chevi presiedette. Vi conferm Icco.stiliizioni fitte 2' anni prima dal preileccssoreLodovieoe da aldi coiicilii, comedi LaIcrano, di Rasilea, e dalla
Praiiimaliia

Suo appello,

iliall rii

che avea

scritto

Ulularne ulc, e termin

la

suu vita a Clu-

sanzione, sopra 4 principali articoli, cio:

8o
forma e costumi
i

i\

SEP
ma, chea'25 aprilei775
fu fatto udito-

sulla celebrazionedeVIivini nfTizi, sulla ri-

del clero, sulla riforma

re di rota pel regno d'Aragona. Gi a In-

tle' religiosi,

sui doveri de' laici verso la

die OCCIDENTALI riportai che ne fu eletto


patriarca da Pio

chiesa nella celebrazioue delle feste, pa-

gamento
siastiche.

delle decime, e

immunit

eccleI

cardinale nel

VI a'2 5 giugno 1784, e 1789 a'3o marzo, dell'ordititolo

Singolare(|uesto canone:

ca-

ne de' preti e colla litenzione del


cappellano maggioredel
del
il

nonici saranno riguardali

come

assenti,

patriarcale, a cui era unita la dignit di


re.

quando non sono

presenti al notturno

Nel n.i488
si

prima che termini il salmo Fenile; calle altre ore prima che sia finito il salmo;
r

Diariodi

Roma del 789


i

legge,

che

Papa gl'invio

la

berretta cardinalizia

calla messa pria che finisca


si,
1

il

/T-j'/ve.

Mani

per l'ablegato nig.r Francesco de'principi

Suppl.
i3;
t.

1.

1, 2,

3;
t.

Lahb
3,6,
<j',

t.

6, 8, g,
t.

o,

Santacroce, deputato a fare

il

simile

1,

Arduino

Spicileg.
t.

2;

Erg.

25, 26, 28; Martene

7.

Lorenzana, il quale prelato fu accompagnato nella Spagna dal princol cardinal

SENTI NO. F. Sassofereato. SE NTM A N A T Y C A RTE LL A A nto

cipe padre; preceduti dal corriere ponti

fcio

Gio. AntonioTironi, latore della nocardinalato. Inol-

NINO, Cardinale. Nobilissimo spagnuolo


d'illustre famiglia diCatalogna, chiara pei

tizia dell'esaltazione al

tre trovo nel n.

5 2 del Diario di Ro1

grandi uomini che


lippo

vi

fiorirono, e da Fidi

onoiata del grandato


i

Spagna;

ma, che l'ablegato giunto in Madrid ai 24 maggio, fu incontrato ad Aranguez


dal contedi Florida Bianca, dal duca di

nacque a Barcellona a'2


si

aprile

1734, e
perizia

distinse per l'innocenza della vita, per

la coltura delle scienze, e

per

la

nella giurisprudenza. In giovanile et nella pontificia e regia universit di

Gerbe-

Crillon,edai due cardinali, quindi venne presentato al re Carlo IV. La funzione l'esegui il re a' 26 nella cappella di corte, imponendo con tutte le formalit
calla piesenza della corte
dinalizie ai
sti

ra sostenne e difese pubblicamente di-

le

berrette car-

spute

di filosofa, e

sopra

il

diritto delle

genti, e intitolata: Eleinenla jiiris bellici,


et militaris,

due porporati, dopo che queaveano prestato il giuramento a mg.r

che fu stampata, e dove


per
la

gli

furono

resi molti elogi

profondit

delle cognizioni e per l'erudizione con cui

Vincenti nunzio pontificio. Il cardinal Sentmanat,esempio di bellevirt, ammirato e compianto scese nella tomba in
,

fiancamente sciolse gli argomenti contrari. Di 7 anni con dispensa apostolica fu


I

Arangtiezd'anni 72 meno 7 giorni, a'i4 aprile 806, ed ivi fu esposto ne'funerali


!

fatto

canonico

di

Barcellona.

Trovo

nelle

e rest sepolto, privo del titolo e cappello cardinalizio, per

Notizie di

Roma del 1784, che nel 1743 venne nominato vescovo d'Avila, con manifesto errore numerico, poich fu preco-

non

essersi

portato in

Roma, e ne[)pure al conclave di Venezia. SEPAR.ATI. Nome che per vanitasi


davano
gli eretici

Vi neh 783. Mi sorprende poi, come Filippo Armellini, che gl'innizzato da Pio
titol la sua

/postolici

{^F.'),

per

si-

gnificare ch'erano puri, e

non comuni-

Origine dell'uffizio divino,


iella

mentre riporta
persona
il

dedicatoria erudite

cavano col rimanente de'cristiani, che riguardavano come immondi. Gli eretici
Spirituali (/^.) assunsero lo stesso

notizie della famiglia Sentraanat, e delia


fa

nome.
chia-

grandi elogi, allatto ommette


a

Separatista

in Inoliillerra (/'.)

si

vescovato, dicendo che Carlo Ili redi

ma me

quella setta ch'ebbe a capo Roberto


i

Spagnaio nomin
tore di
l'ota, e

Clemente Xi

V
il

udipos-

Brown,

cui eretici

si

denominano

insie-

che Pio

VI

gli

die

separatisti e Brownisti (F.).

sesso della carica, e lo decor di altre dignit, la fatti leggo nelle Notizie dillo-

SE^l^O o supino, Saepinum. CdCi


vescovile del regno di Napoli
,

provincia

SEP
del

SEP
Itin^^i

Snnnio
fra

(^'), dislrello e cnpoluogn di

cornei beneventani, ne'primi tempi della

cantone,

Roianoe Telesc,

da U-

Chie-a.di venne sede vescovi le su Ifraganea


di

neventoi

<Sini"lia,alle falde de"li adiacenti

Denevfnlo, e ne fu vescovo ProculeiaI

monti del Malese. Vi una


della provincia,

bella collegiata
belli

e 3 altre chiese, uno de'pi


il

conventi

monte

di piet, l'ospe-

dale e altri slabiliinenli. Ila labbricliK di

panni e

di carta, e ne'dinlorni vi

una

no che nel 5o intervenne al 3.concilKJ di Papa s. Simmaco, e similmente ai 3 successivi. Nella donazionechenel iqlece Roberto conte di Boiano al monastero di s. Sofa di Ueneveiito, del monastero
I

sorgente d'acqua minerale. E' patria del


celebre Angelo Catone medico e astrono-

della B. Vergine di Sepino, questo detto l'eteri cii'ilale: in tale


so,

dono vieneespresSofia riposa-

mo

del re

Ferdmaiulo,
si
,

e di allii

dliislri.

lN'e'dMlorni

ca Sacpinus

vedono le rovine dell'antiuna delle principali e pi


si

come fatto perch in s. no 44 corpi di ss. martiri.

SEPOLCRALI.

Eretici cos chiamati

potenti antiche citt de'sanniti. Vi

os-

servano

gli

avanzi di

porle, l'una corla


?.

perch dicevano che Gesi Cristo (T.) ela disceso all'/z^rno (^.) col solo corpo

rispondente all'altra, perch


la cill era
lali.

furnia deltorri late-

quadrilalera, con
gli

Vi sono pine

avanzi d'un gran-

dioso edilizio, del tempio di Giove e del


teatro.
lia,

dopo la sua gloriosa risurrezione, intendendo per iiifc;riioil Sepolcro santo {f.) in cui era stato messo, e nel quale non fu mai chiusa la sua anima. Questo errore,
che venne sostenuto da molti Cahini^ti
(/'.)(lopoBeza,conlrarioal vS'/w^o/o(/'.).

Questo luogo oi;gi chiamasi y^/^/un miglio distante dall'odierno Sepi,

no. \'uole Ciarlante


iS(/m'i/o lib.
7.a
I

Memorie

hi^l.

del

SEPOLCRO.
in

/'.

Sepoltura, ed

se-

,cap.

7,cheSepino fossepiaz-

guenti articoli; per a Sepoltura

traltr)

di riunione degli antichi sanniti, e ri,

ferisce

che

sanniti avanti che fossero

pellire di

genere de'sepolcri e del modo di sepmolte nazioni, e principalmente


DI

soggiogati dai
))!ica,

romani

in forena di

repub-

degiiantichi iomani,de'cristiaui e martiri.

edificarono l'antico Sepino, per quicongresso, presso


l'

SEPOLCRO
pili

(s.)

Gerusalemme.

Il

vi riunirsi in

A penni-

venerabile santuario del cristianesiesistente nella Siria [f.) o

no

la

sorgente del fiume

Tamaro, con

mo,

jiietre

grosse e di mirabile artificio. Sesia Altilia


s.

scavato in una rupe del

Sona, e monte Cahario


nel

pino vecchio o

divenne feudo

[f.) di

Gerusalemme

[f^ .), ed in cui fu


),

Benevento, con chiesa della ss. Annunziata. vSepino fu espugnala da' romani sotto il console
rustico dell'abbazia di

Sofia di

sepolto Gesi Cristo (^

modo come

L. Papirio nell'annodi
intli la

Roma

^'Tq

0460,
rifeiivi

dicoaSEeoLTURA, involto nella ss. .S'//J(/o//<' { A^.), e da dove risuscit gloriosoe trionfante; avvenimento fuislissimo, che cele-

distrussero, e
la

vi

dedussero una co-

briamo
la

nella liela solennissima festa del{

lonia che
sce,

rifabbric.

Frontino
la

che

1'

imperatore Nerone Claudio

spedi una colonia. In seguito

devasta-

gran Pasqua f'.). Da cpieslo fortunato sepolcro il Redentore u>c lisplemlente di luce, dopo essere discesa la sua divina anima nel
re ai santi
il

rono e arsero
scia suise
il

saraceni verso l'HSo; poe sussistente

Limbo

[f^.)

ad annunzia-

nuovo

Sepino,

fine di loro schiavit (luogo

chedivenne principato perla famigliaLeonessa. L'Cghelli ncir//<//7Z


l()2, ed
scox'i di
il

Sarni'lli,

fami, 1. ),p. Memorie degli arcn'S1

/jr/io), e passali .\o giorni tra


stoli

che nella Scrittura chiamalo anche /nsuoi apoi

Dene^'enlo,

[>.

ic) e 7.4'2, tialtano

della sede vescovile di Sepino, riunita do-

Paradiso (/ .). del 4"^ approv il Pajia s. Innocenzo digi uno dcUV,;/>rt/o(T.j, gi da molto teme discepoli, ascese al
I

po

la

sua desolazione a qiulla di fojnno

(F.).

Lo

ft'de cristiana

Sepino

la

ricev

po ricevuto in Roma, in memoria della bcpollura di Ges Cristo, e della luslcz-

VOL. LXIV.

82
za della
I).

EP
prepotentemente
ni.

SEP
polcro e luoghi santi, riuscendo sempre
infesti ai cattolici Ialialtri

Vergine e degli apostoli. A Guappi ANO pel s. Sepolcro dicliarniche un veWgioso Minore osservatile o Rifor-

Narrai de'principi e
altri

grandi pers.

mato

(/^.),

residente in

Gerusalemme

nel

sonaggi recatisi in pellegrinaggio al

Se-

convento del Salvatore, quale commissario e custode apostolico del s. Sepolcro e degli altri santi luoghi di Terra santa o
Palestina
(/^.),

polcro e

santuari di Palestina; e qui

ricordo quanto fece

Papa Sergio IV
la

del
s.

1009, per impedire

distruzione del

con estesa giurisdizione e


antiche prerogative,
di

Sepolcro, tentala dagli ebrei, nel

modo

l'uso de'pon tifica li. Digtii la rio fregia lo dai

riportato da Rinaldi all'anno looq, n.4.

Papi
gli

di singolari e

Delle tante C/oc/V2/e(/^.) fatte dai cristiani

fra le quali

godeva quelle
la

compartire
le

per liberarli dal giogo

maomettano,

ordini minori,

cresima, e

bene-

concepite dalla gran mente di

dizioni con indulgenze ai divozionali,e di

s. GregorioFII{r.)^e((ellua[edalJrbanoJ/{f.\

creare

cavalieri del

s.

Sepolcro {f.). In

e promossedalzelode'successori. Che l'antico possesso de'frati

detto articolo parlai della grande impor-

minori sul

s.

Sepol-

tanza religiosa de'Iuoghi santi di universale venerazione


,

cro e

altri

luoghi santi, ebbe principio col

comech

abitati dagli

loro cospicuo ordine

antichi patriarchi e profeti, santificati da

Ges
stoli,

Cristo, dalla C. Vergine, dagli apo-

Francescano {^)f massime dopo quanto fecero reali coniugi Roberto d'Angi e Sancia sovrani di
i

dai discepoli, e da tanti santi e in*

Napoli, ed eredi delle ragioni sul regno


di

signi

memorie sagre, siccome culla del cri-

Gerusalemme; custodia concessa dai

stianesinio,equali luoghi meravigliosi ove


si

Papi e confermata dai loro successori, che


fecero a gara in concedere grazie e facolt al p.

elFelluaronoi misteri di nostra saluta-

re redenzione.
deli pel
s.

Che

la

venerazione

de'fe-

guardiano del s.Sepolcro. Che Giu-

Sepolcro e luoghi santi di Pa-

lio III istitu in


s.

lestina, gi

con Pellegrinaggi (F.)


allaChiesa,

ef>\s[eil

Sepolcro; e del protellorato

Roma la confraternita del immemoGebusalem-

va innanzi che l'imperatore Costantino

rabile di Francia. All'articolo

Grande dassepace
mento
ne
cro;

il

quale fu

ME
si
i

feci la

sua celebre storia, dalla fonda-

per eziandio benemerito dell'abbattidel cullo de'pagani, e dell'erezioil s.

zione sino allo stato presente.

Ne descrisi

monumenti che

la

resero famigerata,

della chiesa per contenere

Sepolla ve-

e quelli che possiede; descrivendo pure


suoi importanti dintorni,

come s. Elena sua madre trov


s.

massimamente

ra Croce (^V.). Della successiva generale

e con particolari de'santuaii che la ren-

divozione pel

Sepolcro e

altri

santuari

dono tenero oggetto

della costante divole

di Palestina, e dell'antichissimo pio co-

zione di tutte quante

nazioni cristia-

stume

de'crisliani di contribuire limosi-

ne, cattoliche, eretiche, scismaticlve. Dei

ne pel cullo e conservazione de'medesimi.


Delle diverse vicende de' santuari nel decorso de'secoli. Della protezione accordata ai
ri,

pellegrinaggi divoti di cui fu sempre se-

gno, edell'ospilalil che


tolici,

vi

ricevono cati

singolarmente da'francesca ni. L'ar-

medesimi dai Papi, dagl'imperatoi

ticolo nel voi.

XXX, per cui

dai le, tra

quali

si

distinsero quei di

glio descrissi l'augusto

con dettatempio a p. 33 e
eziandio che

Francia

(/^.);
i

ed

tres ai fedeli

soccorsi con

Papi inculcando alpremi spiri-

seg., 4c) e seg.,con tulio ci

riguarda
indi a p.

la

sua custodia, vicende e allro;


Rinaldi all'anno 4^7>
sepolcro trasportato a

tuali, fulminando scomuniche a chi li avesse usurpali. Delle vessazioni de'turchi,

4^, del sepolcro della B. Veril

gine, avvertendo
n.

di quelle degl'invidiosi scismatici

con
la
s.

ra-

57, che su

tal

re tregue;
te

avendo pure dichiaralo


si

parSe-

Costantinopoli verso questo tempodaGio-

che questi

appropriarono del

venale vescovo di Gerusalemme,

si

deb-

.-

SEP
ba intendere delle pietre ad esso alfaccale,poicli In scavato nella riiped'iiu
te,

EP
maggiore

83
di

rio ecclesiastico di rito latino


lui, e nell'assenza di

mon-

prelato cosliluilo in

secondo l'uso degli ebrei. Della custo-

dignit episcopale, potesse darei


rati ordini sagri e

memo-

dia di Terra santa e sue missioni a p.

54
che

ladecorazioneequestre.

e seg.,

come
gli

della parte di custodia

Etl perci, che al solo patriarca latino

hanno

scismatici. De'priucipali avve-

fu

da Pio IX attribuita
la

la facolt di
s.

con-

dominio degl'israeliti e loro regno, de'romani,de'saraceni,ile'latini e loro regno e cr<jciate, ediquellode'turchi, appartenendo
nimenti
di

Gerusalemme,

sotto

il

ferire l'ordine equestre del

Sepolcro,

con qiiestoper, che

consueta oblazio-

ne de' 100 zecchini che ordinariamente contribuisce chi lo riceve, come prima andasse in benefizio della cassa del .Sepolcro. Densi fu statuito dal

ora

la

legione alla Turchia (^.) asiatica.

Le
cilii
sti

notizie ecclesiastiche di

Gerusalemme
e seg.jde'conin tutti

Papa, che

in as-

e suo patriarcato, a p.
di

78
s.

senza del patriarca,

Gerusalemme

a p.

86:

que-

guardiano prseguissea goderel'usodc'pontificali. Foril

p.

luoghi riparlai del

Sepolcro. Dissi

se nella

medesima assenza
il

del patriarca

all'articolo Presepio, luogo

ove nacque
il

e al bisogno potr
ferire gli ordini

p.

guardiano conla

Gesi Cristo, chi custodisce

santuario;

minori e

cresima, col'assenza

che

la

custodia de'luoghi santi di Palesti-

me
di

privilegi avuti

appunto per

na, alldata ai religiosi cattolici euiopei,


delti

franchi o
le

latini, risale al secolo

XI

persona fiegiala del carattere episcopale, a vantaggio de' fedeli e del divino
culto.

avanti

crociate,

venendo

protetti dai

Per divozione e custodia del

s.

Se-

sultani sino dal secolo XIII.

Che

nel se-

polcro, per difesa, ospitalit e cura de'pellegrini che si lecavano a visitarlo, successivamente furono istituiti gli ordini ospitalari

guente gli encomiati Roberto e vSancia comprarono ai religiosi le case che abitavano in Gerusalemme. De'diplomi e trat
tati fatti,

ed equestri de' (Je/o^o/imr/d/i/, dei


s.Lazzaro,(.\e Teutonici A^.)
{

e accordati dai turchi a Fran-

Tt'.iplnri,i\\

cia,

per l'antico suo protettorato sui luo-

e altri. Nel

ghi santi. Dell'ingordigia e vessazioni dei


pasci; della gelosia de'greci scismatici, e
loro usurpazioni degli
quit)di com'essi
cattolici, pi
stessi

G j siccome il duca diNevers pretendeva dismembrare ilalla religione


1

gerosolimitana
ordine,

il

magistero del

s.

Sepol-

luoghi santi;
i

cro, perci nel 161


tal
a!

il

furono

divisi tra loro e

suo

titolo

gran maestro di ordinario aggiuns.

meno sempre

soverchiati

se

quello di /l/;7//<7mo/v/m/.v
al

dalle

mene

greche. Finalmente della pro-

Dominici Alagistcr,
il

modo

ScfjuUhri che riporta


Se-

lezione
tici,

tlella

Russia

[P'.) pe'greci

scismai

Pozzo, Hist. della


t.

relig.

gerowli/nilas.

e di

quanto ottenne Francia

nel

8^2

na,

2, p.

6, e seg. In

onore del

a favore de'conculcati diritti tle'cattolici,


dalla

polcro furono pure


cliesse (Icls.

istituite le
i

Canoni'
Canonici

scismatici.

Porta ottomana^ con d<jlore degli A I'atriarca raccontai che nel


il

Sepolcro {r.),ei\

regolari {Iels.SepoIcro[f'.).S\ legge nel n.


2
.')

1847

Papa Pio IX
e

ristabil la giurisdi-

7 L\e\\'Osscr\'atore

zione e residenza del patriarca latino di

Si

ha ragione
ai

di sperare

Boniano del 8: un risultato fa1 1

Gerusalemme,
consegjienza

come

meglio a Palestina. Di quello che pii iinme-

vorevole
lUiNsia

cattolici sulla

questione dei

luoghi santi (sulle pretcn-ioni cio della


,

ivi rap[)rcseiita la s. Salo e il Papa, non conveniva pi che il sudilello p. G//rtr<^//V7/;o (articolo che pubblicai nel

diatameiile

in

favore de' suoi correligionari

greci scismatici, e sul protettorato difeso

i84'^) godesse tulle quelle facolt ch'erangli siate concesse dagli altri Papi, per

da Francia), merc soprattutto l'instancabile zelo e piet del marchese tie Lavallette ambasciatore di Francia in Costan
tinopoli, edcl cav. Uolta console genera-

Don

esservi in

Gerusalemme un

dignita-

84

SEP
la

EP
la stel-

le tli Finncia in Gerusalemme. La commissione misto si assembr non lia guari,

mettere nella grotta della Nativit


ta, e di

ornata d'iscrizione latina, e gi invola-

ed

greci restarono sbalorditi e coniti

accordare
il

ai cattolici

il

diritto di

fusi,

allorch

(|ut'lla

seduta

il

console

celebrare

loro cullo nel santuario ochie-

generale piovo
ti

la

rapina

eft'elluata

da cer-

sa del sepolcro della B. Vergine.

Che

la

papassi grecij sottraendo nella vigilia

di Natale

1847 01848
la ricca e

dalla chiesa del


stella

s.

Russia assicur Francia, che non era sua intenzione di costringere la Porta ad annullare le fatte concessioni.

Sepolcro

vaga

d'oro temil

La Russia do-

pestata di brillanti, che rappresenta


celeste

se-

mandare guarentigie
co.

pei diritti e

immu-

Magi all'adogno razione di Nostro Signore. Questo prezioso oggetto fu dono del re di Plancia s. Luiche guid
i

re

nit della chiesa e del clero del rito gre-

Questa questione di versa da quella dei


la

luoghi santi, riguarda interessi che deve

gi

IX.

greci stretti dalle valide ragioni

valutare

Turchia. Qualora ci cagiodi politica


si

del cav. Botta confessarono alla

perfine

nasse qualche complicazione, diverrebbe

d'aver commessa quella obbrobriosa azione,


essi
i

ima questione
quide
la

europea, nella

aggiungendo

il

pretesto d'esseine
1.

Francia

troverebbe impegna-

veri possessori ". Nel

1,

serie 2.",

ta al pari delle altre

potenze segnatarie
1

p.io6della Ch'ill catloUca,%\ parla dell'insorta e grave questione de'luoghi santra la Porta oltonicuia e ti di Palestina la Russia, poich la Turchia per conten,

del trattato dell 3 luglio

84 1- Nel n.i27
i853
si

del Giornale di

Roma

del

dice,

che ad onta della soluzione de'punti controversi della questione de'luoghi santi,

tare

la

Francia e

la

Russia

concesse

ai

insorse gravissimo disaccordo tra


ta

la

Por-

cattolici e a'greci facolt contraddittorie,

ottomana, e

la

Russia che esige impe-

onde
sfare.

poi

si

trov nell'imbarazzo di soddiil

riosamente un trattato pel mantenimento


de'privilegi edelle

Riconosciuto

diritto de' cattolici

immunit

della chiesa

di far le loro sagre

ceremonie
s.

nella chie-

grecascismatica,restati intatti per 4ooan-

sa del
i

s.

Sepolcro della

Vergine, dipoi
de'gieci!

nijdacch

il

turchi lo disconobbero, obbligandoli a celebrarle senza


la facolt

do

l'asserzione tratta dal

governo turco li stabil, seconJournal de Condi


la sua dare completa

non
Il

slanlinople, ed ora intende, salva

console francese protest contro l'usur-

indipendenza sovrana,
soddislzione,
ta chiesa greca,

pazione, ed emise precisa nota di ci che


spetta ai cattolici,

bello della
cattolici

onde non pi essere zimprepotenza altrui. Chiedono


diritto di

l'esclusivo

uflciare

presso
del
la
la
s.

la

tomba

del Redentore, la ciiiesa

Sepolcro colla facolt di fabbricare


i

non solo agl'interessi di detma ben anco agl'interessi di tutte le altre comunit cristiane. Che troncate le relazioni politiche tra la Russia eia Porta ottomana, questa rimiseuna circolai e alle legazioni europee sulla condotta tenuta, e sulle esigenze de'russi. In
detto Giornale
^\

cupola, ilbatlislerio,

sette archi del-

B. Vergine che fanno parte della chies.

riporta ancora VuUinia'

Betlemme, quella de'sepolcri de'ss. Gioacchino, Anna, Giuseppe e Simeone, la grotta (\g Pastori [F.), e la stella della Nativit. Per
sa del

Sepolcro,

la

chiesa di

tutu della Russia alla Porta ottomana, dei

23

aprile (5 maggio) 18 53, sulle

guaienvuole

tigie solide e invariabili

che

lai.'"

dalla 2.' nell'interesse della chiesa ortodossa,

nel u.i

\iene
di

riferito
il

7 del Giornale di Honiade 1 853 come nel i852 a richiesta

come

la

chiamano

russi, e noi di-

remo

scismatica, inclusivamente sui san-

Francia

reslituireal palriaica

governo turco acconsen a diGerusalemme, deSede,


le chiavi della

tuari di

Gerusalemme
la

e la cupola di-ls.

Sepolcro. Vuole

Russia neir////wi^////,

legato dalla

s.

porta

the

il

sedicente suo culto ortodosso in o~


il

maggiore

della chiesa di Bel lem me, di ri-

ricnte,

suo clero eie sue propriet, che

SEP
godranno
in

SEI*
il

8>

avvenire senza alcun allensua maest


Milita-

tato, sullo l'egida di

manda, di fissare una localit convenevole in Gerusalemme o ne' contorni perla


costruzione d'una chiesa consagrata alla

no, privilegi ed InimLiaitt che loro sono


assicurali

ab

anlicjuo, e per principio di

celebrazione del cullo divino da ecclesiastici russi,

alta equit

saranno a parteci[)are ne' vanriti

d'un

os[)izio pe'pellegrini in-

taggi accordali agli altri

cristiani.

Il

digeni o malati,

le

quali fondazioni saran-

nuovo (iroianoesplicalivosui luoghi santi di Gerusaletniue, dovr avere il valore d'un impegno furmale verso il governo

no sotto

la

sorveglianza del consolato ge-

nerale di Russia in Siria e nella Palestina. Rispose a tale

uUnnatuni
olliciale

la

Porta ot-

imperiale russo.
ligiosi
i

Chea Gerusalemme

re-

tomana, con nota

riprodotta pa-

assimiliati in

non che pellegrini greci, fossero quanto alle prerogative, alegge nel pro-

re dal ricordalo Giornale. (Mie la Porta

animata

di

conservare e accrescere
consolidare vieppi

le

re-

gli altri culti stranieri. Si

lazioni di pace e allean7a colla Russia, tie-

getto del Sened, proposto e voluto dalla

ne a cuore

di

le

basi

Russia dal sultano, pel mautemmentostabile del cos detto culto ortodosso greco-

sulle quali riposano l'amici/.ia

vrani, senza ledere ai diritti di

de'due sosua sovrae sulle

russo, prol'essatodalla maggiorit de'sud-

nit, di convenire alla fondazione della


chiesa e spedale in
altre

onde guarentirlo da cpiaiunque futuro allentalo. Che non sarebbe portata alcuna mutazione ai diritti, privilegi e immunit, che ab antiquo godono le chiese e pie istituzioni, ed il clero
diti cristiani
,

Gerusalemme,
il

domande a

favore de'ieligiosi e pel-

legrini russi.

Stantech

de'privilegi religiosi, di cui

mantenimento hanno sempre

goduto

le

comunit

cristiane e altre sog-

greco negli
le

slati dellal'orta

ottomana. Che

gette allo scettro del sultano, lo scopo

concessioni che (|uesla facesse poi agli

costante della Porta e delle sollecitudini


dello stesso sultano, cosi
giosi della
i

altri culti cristiani,

saranno considerate

privilegi reli-

come appartenenti anche al culto grecorusso. Che essendo riconosciuto che la


chiesa greca di Gerusaluame,
triarcato, ed
i

nazione greca
la

rai.

Che

il

sul-

tano teneva a cuore


vazione,
relativo

loro piena conser-

il

suo pa-

ma che
alla

la

stipolazione d'un alto

vescovi che

gli

sono subor-

questione sarebbe funesta

dmati, finouo sino dall'epoca de' calilli, tome sotto gl'imperatori ottomani, parti-

per
i

le

conseguenze che distruggerebbero


fondamentali
deli'iiidipenileii-

pi incipii

colarmente
tc le loro
ritti

[)roletti,

sarebbero conferniai

/a sovrana, e contrario al diritto interna-

immunit e falli rispettare diGerusalemme che altrove, senza pregiudizio per le altre comunit crisliiined'uuligcui (rai) e stranieri, amtanto in

zionale.

La Porta che avea


religiosi

merosi privilegi

rispeltatoi nuda essa sponta-

neamente accordati da
sudiliti cristiani, e

Ionica data a'suoi

sopiatlutto a'greci e al

messi all'adorazione dels. Sepolcro e degli altri

loro clero, consagrer ogni attenzione a

santuari, sia in

chene'lorooralorii

comune co'greci, separali. Che sudditi


i

mantenerli nell'avvenire,

ma sempre

in

una maniera

cu(n[)atibile co'suoi

tliritli

dell'impero russo,
ipi.ili

laici ed permesso secomlo

ecclesiastici, ai
i

d'indipendenza. La Russia quindi prese


misuri: guerresche e coercitive, occupauilo colle

trattati di viti

sitar

Gerusalemme, dovemlo andar


le

ai-

armi

principati danubiani ilei/

tali e consiilerali al pari

dc'sudditi d'ogni
s'i

na7one
liche
r
i

pi f-ivorite, e queste

catto-

'alacchia (I ); le grandi potenze europee intervennero per una sola

Mulilavia e

<'.lu'

protestanti,

avendo

loro preti
ii

luzione pacifica della questione, ed insie-

loro stabilimenti ecclesiastici p


la l'orla

lieo-

me

per proteggere rmlegril.i diH'inqjcro


a tale ell'itlo

l.ii'i;

re,

ottomana doversi obbliganel caso che la llusi.! gliene laccsscdo-

ottomano,
tcrra

Francia

liii;liil-

hanno posto

a disposizione del >ul-

86
midabili
flolle.

EP
due
for-

SEP
Abramo
diro
dus,
Pelzs(;h,0;>.?("r/. hist.

tano e per difesa de'suoi diritli


E' egli per

de Septd'

varamente singolare il vedere le potenze ci islinne che per secoli fecero guerra ai maomettani,
per
la

Ciristi,

Lipsiaei6g3. C. F. ArnolS/l\>(itoris,

De Tnniha

Witteinber-

redenzione e ricupero dalle mani


s.

degl'infedeli, del

Sepolcro e

altri luo-

ghi santi, e per impedire l'incremento di sue strepitose conquiste, ora essere unani-

memente
forze
la

risolute di sostenere colle loro

conservazione intiera dell'impela

ro ottomano, eziandio per


dell'equilibrio politico
le pretensi on ideila
le
i

sussistenza

Andrea Bt^lhnannus, De Tnmba Saldatoi is, Upsalae yoS.Jo.Andrea Schmid, D/w. deTu/nba Salvatoris, Helmstadii yo3. Sarnelli, Lelt.eccl. t.4, lei 1. g: Del s. Sepolcro di Nostro Signore in Gerusalemme. T)\ quello della 13. Vergine ne tratta nella leti. 28 Se ilgiorno dell' Assunzione della B. Vergine sia la
g.iei(jf)5. Gio.
i

d'Europa, contro

stesso di (juellodelfeliceTransito.Gvel^e'
vo,

possenteRussia, la qua-

non figiu tra Crocesignad (^.)! A Turchia s[)cro narrare il termine pacifii

to Accolli,

De sacris percgrinationibus. BenedetDe bello a christianis conlra


1

co della gran questione, e salvi

diritti

immemorabili ramente pii


i

de'cattolici,
giusti di

che sono vesella

barbaros gesto pr Christi Sepulchro, et Venetiis 532, Basilea e 544- Cuni notis Thoni. Dempsteri,

Jndaea reciiperandis,
1 i

qualunque

Florentiae SaS. Tradotta l'opera


co dal mentovato I vone Ducas,
in Parigi nel
la

in

gre-

crisliana,eziatidio perch spesero tanti tesori, e

versarono tanto sangue pel

s.

Sennri

stamp 1620; volgarizzata da Fran-

polcro e alili luoghi santi della Palestina.

Credo inoltre opjoiiuno

di qui

che il Rinaldi all'anno 784, 0, narra che Aron rede'saiaceni, bench nerare,

la pubblic nel 1629, dopo essereservita ili tema e di testo id gran Torquato Tasso pel suo celebralissimo

cesco Baldelli,

poema

eioico

La Gerusalemme liberata

micissimo crudelissimo de'cristiani, non-

dimeno ebbe
i

tnolto

amore
in

e riverenza

con allegoria unii'crsale dell' is fesso, e con gli argomenti d'Oratio Ariosti, Venelia

somn)a per Carlo Magno; per


legali di questi tloni al lo
s.

cui

avendo

portalo

suo

nome molIMagno
il

li

Sepolcro, non solamente A-

ron

permise,
s.

ma don a Carlo
gli

1620. IMedio Sforza, Treorazioni, Vine590. La I ."diretla a Sisto V nel tempo in cui usc il grido, che voleva ricuperare il s. Sepolcro dai turchi per denagi
I

sagratissimo

Sepolcro, e

lissimi presenti.
il

E cos

il

manil cnolre di Francia fu


Sepolcro, cospar-

ro, e trasportarlo nella sua J\l onta Ito i^V.);

ed oh
tuato,

felice

Marca

se ci

si

fosse ellet-

1. Ila

principi occidentali, che divens.

come

posseditrice del santuario di

tasse legitlimosignore del

Z,o/Y/o(A^.) ove fu concepitoli Divin

Versom-

me osserva
lo di

lo slesso

Rinaldi; e per levar-

bo, onde allora avrebbe potuto vantare

nuovo
i

dalle

mani de'saraceni

ilgodimentodeiralfi e dell'omega!

Il

sero
di

suoi posteri con

somma

gloria rivi

mo
la

Cristoforo
la

Colombo replicalamenle
i

sangue. Vedasi BernardoBieydenbach,


Christi Scpulchriun,
I

esort

pia regina di

Pcregiiiiationcs inMoitem Sion, et ad ve-

Cattolica,

Spagna Isabella [ ad impiegare suoi tesori per


s.

nerandum
1

Mogun-

ricuperarci!

Sepolcro; ed egli infam-

tiae 4r)o. vone Ducas, Belli sacri adi'ersusbarbaros pr Scpulchro recuperando narraliones, Parisiis Gao. Amico, Piante e immagini de' sagri edi/izi di Terra san/rt, FiieMzei62o,con molle tavole. Fran1

mato

di zelo pel servizio di

Dio e per

la

pro[)agazione del vangelo, ardentemente


fatto degno di toglierlo dalmani ile'maometlani. Anched cardinal Ferdinando de Medici, poi Ferdinando I granduca di Toscana e contemporaneo di

bramd'esser
le

cesco Negri,

Prima
s.

crociata, o^'vero lega


li-

di milizie cristiane segnata di croce,


beratrice del

Sisto V, procur di farlo trasportare nella

Sepolcro, Bologna 1 658.

cappella ducale di Firenze;

ma

si

dice

SEP
che fu
vile di
tiaililo dagli ebrei.

SEP
La
citt vescos.

87
in lutto

venerd santo, in cui sta tutta


la

per per

Toscana chiauiiUa Bor^o


portale nel secolo

Sepol-

sua morte.

Come segua

il

rito della ri-

cro (A^.),piese(juesla denominazione dalle reliquie ivi


ciiiii

posizione del sepolcro,


ripigliare e

come
la ss.

(|uello

X
di

da

als.

consumare
e seg.,

Eucarista,

pellegrini reduci dalla visita del

insieme
Vili,
p.

co'riti antichi, lo descrissi nel voi.

Sepolcro, lu
ria

Roma e nella cliiesa

s.

Ma-

289

3o4, 3

e seg. Del-

Egiziaca degli armeni, di cui parlai

l'antichit del rito di conservare nel gio-

nel voi. L!, p.32 5, dice Sarnelli, seguito da Cancellieri che nel venerd santo si
,

ved santo

la ss.

Eucaristia, ne

feci

anco-

ra parola nel voi.

XXII,

p.

i5i e iSi.
o gioved

visitava, peresservi rappresentato

il s.

Se-

Cancellieri, De^ecre/^r/Vj^ha dimostrato,

polcronella stessa forma e misura di ijuellodi


li,

Gerusalemme.

Inollre rilevji Sarnel-

santo,

che presso Ialini nella si cousagravano


i

feria v

3 ostie,

una delle

die anco

in altre chiese fu edificato si-

quali siiraevasi dal celebrante; un'altra


si

mile sepolcro, come


tiri di

in

s.

Maria de'Marsi

riservava pel sepolcro entro una bian3.'

Molfetta; e che altrettanto

fece

ca sindone, in capsula corporalimn nel

col santuario della s. Casa di Loreto. Santo Sepolcro della selli rnaiia santa.

Segretario (^.) o sotlo Vallare; e la per la comunione del sacerdote nella


sepolcro fatto nel segretario

fe-

Nel gioved santo alla lUessa [F.) dei

ria VI o venerd santo. In altre chiese poi,


il

Presanti fcati

(/"'.),
si

oltre eparlicole pe-

si

chiu-

gl'infermi (che

custodiscono in luogo

remoto con lumi), si consagrano due Ostie (f.), una delle (piali si riserva pel d seguente (in cui non si forma sagrauienlo) io un C(7/;cea parte, coperto colla palla e la patena, e con un velo bianco legato con filtuccia simile
calice
si

deva con chiave; e nella liturgia mozarabica si fermava con due sigilli di cera ad siniililudinem sepulchri Dominici ,
(jfuod Pilatus signari

jussitcuin custodiil

bus. In Lione

si

riponeva

Corpo
univa
il

del
te-

Signore
fra

fra

(\nQpatene,e

visi

al piede: (piesto

sto degli Evangeli,

racchiudeudo tutto
la

chiama Sepolcro,

e con Proces-

due

scodelle d'argento. Si cerc se nel


si

sione

[f"^.) si

porta nell'urna o arca detta

gioved santo
cie del

conservava, oltre

spe-

pure comunemente Sepolcro, e si chiude con chiavetta, la (|uale deve custodire chi dovr celebrarenel seguente venerd santo e consumare il ss. Sagraniento (/'.) Venerandosi questo nel cos detto sepolcro.si deve fare la Genii/lession[f\) con

pane, anche quella del vino. Nal Sagramentario Gelasiano, presso il cardinal Toinmasi, Oper. vi, p. G3, si legge, parlandosi del venerd santo Procedunl cuni Corpore et Sanguine Domini, quod ante die remansit, et ponunt super alta:

ambe
s.
I

le

ginocchia.

La congregazione

dei

re.

Il

Marlene
con

l.

3, p. i^, l'jG,

De
1'

ant.

iti

proib al cancelliere di Chicli di apdi togliere nel

eccles.,

l'autoritii di altri
si

Sagramenuno e
l.

porre nel gioved santo e


vi-nerd santo
il

tari sostiene, che


l'allro.

conservava

sigillo della citlall'arca

Ma

il

Mabillon, jyus. hai.


il

?.,

del sepolcro; inollre con allri decreti stabil

p.

che
al

la

chiave non debba mai conse-

71, ed anche Thoniniasii, nel

Vezzosi, Oper. card.

gnarsi

governatore, ne a (piahiiHjue al-

(il),

ilo laico di qualsivoglia condizione,

ma

t. 5, p. 8^, e nel t. (, p. pretendono che sollo l'indicazione del Corpo e del Sangue {^f'.)i\\Q4v\i,\o, deb-

soltanto a chi dovr celebrare nel d se-

ba intendersi
tai

la sola specie di

pane. Nole

gueiile.Con questo rito efuiizionc laCliiesa volle nel gioved santo, in cui celebra

Paramento sagro, che


(si

cappelle

ove

si fa il

ristitu7one della

ss.

Atvz//.5^<i (/'.), un-

di rosso

Sepolcro devono essere parate possono adornare pure con fioservano di maggior ///</), e che le obUi'

ticip^itainente rappi esentare la so[)ollura

ri e altre coso clic

del Signore, piuttosto che ucl scguculc

splcndorCjC con molli

88
te
(li

SEP
s.

SEP
Dio, e per far vedere che nel giorno di

Francesca per questa funzione appaiano le pareli della chiesa con parati di paglia. Rimarcai a Processione quella che con riti diversi si faceva da varie
cliieseper la raessa del venerd santo, per

Pasqua egli non era pi nel sepolcro, se non per mettere all'altrui vista Sagramento del suo Corpo e Sangue. Dice il
il

Mazzinelli,

parlando del mattutino del

levare dal sepolcro

la ss.

Eucaristia,

ri

cordando

la

proibizione della congrega


il

venerd santo, nel suo Uffizio della seLliniana santa. Chi morto e sepolto,
viene facilmente scordato; e terra, e luo-

zionede'ritijdi porta re

calice entro

una

bara. Dir inoltre con Chardon, Storia

go

di

dimenticanza chiamalo
cos di

il

sepol-

de'sagru menti t.\,p.33SySu\e altre processioni del sepolcro, per celebrare la ri-

cro.

Non

Ges

Cristo.

Libero

sotterra fra'morti, fece sentire fino ne'pro-

surrezione del Signore, che nella cullegia-

fondi abissi la sua potenza.


fra'morti, perch a stalo di

Fu

libero egli
lo

Quintino in Vermandois avanti il mattutino della domenica di Pasqua,due


ta di
s.

morte non

condusse
mici,
l.

la

forza ed

il

potere de'suoi ne-

canonici col celebrante entravano nella

ma

la

sua propria volontaria cari*

cappella del sepolcro, ed un fanciullo

di

coro {piiero de choro) ch'eia nascosto,


loro a pie del sepolcro:
i

domandava

(juaerilis? a cui

Queni due diaconi che sulla porta aveano cantato: Ardens est, eie. ri-

Morto quando voleva, usc dal sepolcro quando gli piacque. A suo grande scorno e confusione, quando credette la
sinagoga
di essersi di lui sbrigala, allora

fu che sent predicarlo risorto.


di dargli la

Le

riusc
_g

spondevano: Jiisani Nazarennmj e ripigliando il fanciullo: Non est hic, tosto i


cantori intuonavano: Surrexit Doninus
vere, Alleluja. Altrettanto
nella cattedrale di Soissons
si

morte, e farlo guardare nella sepoltura; ma non le riusc impedirne la


risurrezione". In

memoria

delle

4o

ore,

celebrava

che
lore

il

Salvatore giacque nel sepolcro, fu divozione delle Quaran.'

ed a Bayeux.

istituita la bella
(/^'.),

Altre volte, anche nella chiesa di Bour-

3 canonici vestiti da femmine figuravano e rappresentavano le 3 Marie, nella processione che facevasi avanti mattutini, e dopo di essa si riponeva l'Eucaristia. Nella cattedrale di Beauvais e in altre, si poneva una zitella alla guardia del sepolcro, e il capitolo gli faceva dare ogni giorno un pane. Non si osserv solamente in Francia il rito di portare in proges,
i

ove dissi delle indulgenze concesse da'Papi a chi le visita, venerando la ss. Eucaristia solennemente esposta. Ritornando al sepolcro del gioved e venerd santo, in cui si venera il Corpo del Signore, figura di quello che fu posto nel
sepolcro di

Gerusalemme,

l'ab. Diclich,

Dizionario sacro liturgico: Sepolcri del


venerd santo, avverte che rilleltendo al

cessione

il

ss.

Sagrainenlo, dopo averlo

levato dal sepolcro nel giorno di Pasqua,

ma anche in Germania era molto antico. Cominciava la processione dopo la mezza notte del saldalo santo o verso l'aurora, in

maniera

scritta nel

bella e edificante; deSacerdotale dtW'A chiesa roma-

di altre chiese, stampalo a Venezia 579. Riferisce Thiers, Trattalo sull'esposizione del ss. Sagrainentu dell'altare, che questa processione lu stabilita ntlla Chiesa, per rappresentare il gran

na e
nel
I

non si punno motivo di loro origine si fu non per altro, che per conservare la sagra Ostia da consumarsi nel venerd, in cui non si forma il Sagrifizioj notando che il Gavanto dichiar, abusii'c ergo a valgo, Sepnlchruni Christi appellatur. Questo liturgico vuole che Orto e non Sepolcro si debba chiamare il
fine per cui furono istituiti,

tenere pi oltre, e che

il

luogo della reposizione dell'Ostia consagrata nel gioved santo, per consumarsi
nel d seguente; ed in

Venezia

il

luogo

si

chiamava Orto,
va quello che
si

mistero della risurrezione del Figlio di

Sepolcro i\ denominaformava appositamente

SEP
dopo
la

SEP
riponeta
In
si

89

messa, in cui

si

sa^ra

dies, quarti fect

Doniimis, exulleniur,el

pisside, per la processione che

faceva

laelcinur in ea. Si
elici,

nellasera coW'oslensorio velato, e neliy^icerdolale. ro//J<2/?o slam palo a Venezia nel


I

'^'S,

rileva
la

ove si descrive tale processione, si che in quel secolo era in uso di farfuori di chiesa, e in paramenti e bai-

pu vedere l'ab. Dianche negli articoli Gioved'isanlo, sua processionej f^tnerd santo j /'enerc santo, se si possa in questo gior' no aprire la cappella oce rimane riposta
:

e riservata la ss. Eucaristia pegl'infer-

dacchino neri (ora questo bianco in ambe le processioni, e nel venerd santo il
celebrante assume
il

mi, e bene illuminata , invitarne i fedeli

aUadorazioneP Su quest'ullimo punto,


trattato culla sua solita dottrina, savia-

velo lunerale biauil

co sul paramento nero, portando

ss.

Sa-

niente insiste sull'osservanza del decretato da Benedetto XIII, che la pissidecolle

gramento), sacerdos portai Corpus Dor/iini m feretro, quod porlahunt sacerdo/f<_,

particole debbasi custodue in sagrestia o


in cappella

e cantandosi de'versetti. Cos

dovea

remota. Cliese molli rubricisti


la pissiile

farsi

per

stazioni, l'ultima delle quali

opinano, che ove non esista tale luogo re-

sa.
s.

dovea essere vicino all'ingresso della chieQuesto rito si conserv solamente in

moto

si

ponga

nel sepolcro,

non

Marco

sino alla traslazione della catte-

dicono per che si abbia a tenere in mododainvitare fedeliairadorazione,meni

drale, avvenuta nel

1807 diq ottobre,


si

tre

dicendo

gli

Evangelisti, colla

nelle altie chiesesioo a queire()Oca

fa-

del Ptedentore, Consuniinatutii


si

ev/,

morte non

ceva

la

delta processione coll'ostersorio


il

velato. VIa

patriarca

Gamboni con

de-

to, e

deve adorare chela Croce (Z' .) sol la nper questo appunto non si consagra

creto di detto

anno

la

proib del tutto, es-

nel venerd santo, presanlillcalo.

ma
se

solo
il

si

consuma

il

sendo gi stala proscritta neliGoG dalla


congregazionede'ritinelladiocesi diMan\{i\a,abusun,de noctcfaccreprocessiones

Che

popolo reclama

sull'incongruit di vedere in tante chiese adorarsi plausibilmente la Croce,


la

che

portando Sucramentunidisiooperlum in tabernaculo , nella feria v e nella feria vi della settimana santa. Siccome da alcuni zelanti
si

Chiesa volle in questo giorno con paril

gramento, tocca

dice, che

si

pu conservai

re la consuetudine di ritenere

cos delti

ss. Sarimuovere tali dubbiezze, poich uniforme dev'essere ovuiu|ue il rito romano, non sus*

licolar culto venerata, e in altre

agli ecclesiastici

Sepolcri anche per tutta

l'B.' di
vi
il

Pasqua,

sislendo pi que'

riti

antichi, che in diesercitare nelle


s.

perch inveterata e non


cello positivo in contrario;

alcun pre-

verse maniere
chiese,
i

si

vedono

dotto al). Diir-

quali furono abrogati da

Pio

clich di parere contrario,

chiamando

colla costituzione

Quod a

nohis, e soi'anlichi-

ragionevole

la

consuetudine, perch
la

eri-

lolasci queliti che


l di
in

vantavano

^endosi

tali

sepolcri per

processione,

levata questa cessata la causa, e perci

200 anni. Neli8i5 Roma, e poi ristampalo


i

fu pubblicato
il

libretto:

Di-

anche
che
la

l'cirello;

giiislamenle poi osserva,

vota maniera di visitare


nel lodare

santi Sepolcri
Il
,

Chiesa ordinando ci che deve^i non suppone maiche si faccia (pianto non prescrive, mentre se avesse voluto che si conservassero sepolcri anche dop l'uHicio del venerd santo, lo avrebbe dello. sepolcrisono un aigomenlo di Inito e di incslizia non combinabili colle
fare,
i
I ,

nel gioved e venerd santo.


la di

pio autore,

vota pratica

inculca di

eseguirsi con vero spirito di fede, e


qua,>i

non

ad un mero passeggio e curiosit, pioponendosole > visile,e adognunaconsepolci o, e perthjed


recita di 3

sigliauna considerazione su chi giace nel

un colloquio, ilopo

la

liete festivit

pasquali e co'dolci alleliija,

Pater

C{.\

y-/tr, in

memoria della

non meno coll'csullantc antiiuna, Uacc

passione, morte e se[)ollura del nostrodi-

go
viiiReileiiloie:
all'altru
si

S K

1*

SEP
di quelle eseguile nella chiesa di

che passando da una chiesa


il

s.Maria

ONservi possibilmente

silen-

d'Araceli, in cui venne espressala


del Signore; di
s.

Cena

zio e

il

raccoglimento, onde con merito,

Agostino, ove fu figu-

frutto e nc(piislo delle indulgenze, segua-

ralo
in
s.

il

R.edenloredefunto, eia B. Vergine;


in

no le visite de' ss. sepolcri. Il p. ah. JM," Giuseppe de Geramh trappisiu, olire il Ptllegrinag^o a Gerusalemme ed al monte Sinai,^a\\^\ 836, pubblic ancora il hbrelto: /lla tomba del mio Salva1

Lorenzo
il

Damaso venne

rappreil

sentato
feta

sagrilizio

d'Abi amo; ed
del collegio

pro-

Giona

in quella
il

Urba-

no. Anchesotlo

cese ne'primi del corrente secolo

governo imperiale franebbero

tore, collo

che spazio

di

scopo di far trascorrere qual tempo innanzi al ss. Sagranel sepolcro. B\i poi tra-

luogo

ili

parecchie chiese di

Roma

siffatte

rappresentazioni. Di quelle antiche sulla

mento racchiuso
Sollloc^iu'o d'

passione di Ges Cristo, parlai a Passio

dotto in italiano da d. Luigi deBiradelli:

Passione.
TA.

un anima penitente al

se-

polcro dG.
chiese

C, Roma i84'2. Oltre

lespe-

SEPOLCRO(s.)dell A Settimana SANLa ss. Eucaristia riposta nell'arca o


(s.) di

ciesagramentali chiuse nel sepolcro,nel!e


si

tabernacolo, chiamatoSepolcro, nel gioved e venerib santo. V. Sepolcro

suole venerare l'immagine del

Crocefisso (^/\),po^\.o in terra sopra stra-

Gerusalemme:.

to e cuscino, per baciarlo da' fedeli con

SEPOLCRO (s.).
lari del
s.

Canonichesse regoregolari del


si

conjpunzione,per ricordarci
la

misteri del-

Sepolcro. A^.il voi. VII, p. 235.

passione

la

penosa crocefissione del


s.

SEPOLCRO(s.). Canonici
pagarono
in Italia,

Salviilore,e venerare la crocechela Chiesa

Sepolcro di Gerusalemme, che

pro-

onora

di particolar culto in detto

tem-

po.
ze,

Trovo

nella ^accolta delle indulgen-

che si pubblica in Roma con approvazione della s. congregazione delle me-

di'siuie,

non

solo lodata questa divozione

di visitai e nel gioved e

venerd santo Ges.

s sagra mentalo chiuso nel

Sepolcro,

ma

perch

si

facciano

le visite

con

spiri-

tuale vantaggio avere Pio VII

neli8i5

Spagna, Boemia, Polonia, Russia, Inghilterra eFrancia. Sebbene Innocenzo VIII li soppresse, alcuni canonici continuarono a sussistere in Polonia ed in Germania: il Papa assegn i loro beni all'ordine di s. M.' di Betlemme, e dopo che questo si eslinse passarono all'ordine Gero5o/fV/iito, quando era chiamatodi/or//. Alcuni voglionodaquesticanoniciderivati iseguenti cavalieri del
s.Sepolcro, par land de'quali,coirautoril del Bosio, meglio potr intendersi l'u-

concesso
stiani

in perpetuo a tutti divoti criche l'eseguiranno, e pregando sei

condo l'intenzione del Papa,

le

stesse in-

dulgeiizedelle Q^uarant'orefi\Qin\i\ volta l'indulgenza plenaria confessati e co-

nionecon l'ordine gerosolimitai)0,menlre


parcelle l'ordine de'cavalieri dels. Sepol-

municati o nel gioved santo o nel giorno di Pasqua; e l'indulgenza parziale di IO anni eio quarantene per ciascuna vi-

cro avesse suoi religiosi. De'canonici regoi

lari

ne parlai nel voi. VII,

p.

264- Furono

introdotti dagl'imperatori d'oriente,o

da

fermo proposito di confessarsi;le quali indulgenze sono applicabili alle asita, col

Golfredo
per

di

Buglione nel

099

in

Geru-

salemme, dopo avere espugnata

la citt,

iiimedel purgatorio. Talvolta nelle chiese di

ufiziare nella cliiesa del s.Sepolcro,

Roma

nel gioved e venerd santo

che poi dal patriarca Arnoldo furono nel


1
i

furono
tazioni

filile delle

simboliche rappresen-

14 obbligati a vivere
la
si

in

comune ed

con figure allusive a'misteri della passione, morte e sepoltura di Gesi Cristo,

seguire
leslina

regola di
dilfuse
1'

s.

Agostino. DallaPadissi in

ordine come

con macchine e nobili apparati.

Il

Europa, ed anche inBenevento, come nelle

Cancellieri, nella

SeUimana santa,

parla

Memorie

di questa citt

t.

3, p.

24

SEP
nnrra Borgia, dicendo che nel
Ie>lino
II
i

SEP
i44 Ce-

9r

Mantova
cliiaiarsi

prese l'ordine sotlo


s.

la

prolezio-

duca di Nevers aspirava a digran inaeslro dell'ordine dels.


re Luigi

ne della

Sede.

Il

Maiiti scrisse del C<2s.

SepolcrOjde'cavalicri esistenti in Francia,


ci

jnlolo e de canonici del

Sepolcro.

che storn

il

XIII ad istanza
che Alessandro
luo-

SEPOLCRO

(s.),

ordine cnuestre di

del gran maestro gerosolimitano Vignacuuil. Egli dtincpie


ilice,

Gerusalemme. Sebbene voglia darsi remota origine a quest'ordine militare ed


er|ucslre,ed in priiicipioanclieordinereli-

VI per

eccitare

nobili e ricchi alla vi[f^-), e degli altri

sita del s.

Sepolcro

gioso, pretendendosi isliliilores.

Giacomo

ghi santi di Palestina, istitu ([uest'ordine

apostolo

I."

vescovo
il

di

Clostantino

6' r<7r/(',

o Carlo

Gerusalemme, o Magno, litenendo Crociate (^^.)


cavalle-

niilitare,dichiarando s gran maestro ed


i

suoi successori, riservando alla

s.

Sede

gettando

critici silfatteor igini e

il

diritto di creare cpiesti cavalieri, e con'"i ^'d diritto di

per canone che sino

alle

lerendo altres neli4o6

non

si
,

ponno ammettete ordini

nomina
s.

al

francescano
.),a cui

p.

Guardiano del

reschi

secondo alcuni parrebbe meglio

Sepolcro^f

n'eia allldala lacu-

ritenerne fondaloreGolhedo di Buglione,

stodia; [rerogaliva confertnalagli da Leo-

quale [)ure viene contrastato l'onore; come altri vogliono che precedenti cani
i

iionici regolili gi esistessero

quantlo

egli

ne X, Clemente \'II, Pio IV, UrbanoV llle Benedetto XI V.InoItreil [).Helyot tlescri^e le condizioni che si lichiedevano per
essere

nel

oc)9 prese

Gerusalemme,
s.
i

lasciativi

ammessi

all'ordine, le

ceremonie

alla custodia del

Sepolcro dagl'impesaraceni s'im-

stabilite pel

ratori d'oriente, allorch

padronirono della Palestina, ed a' quali pagavano un tributoper non essere molestati. Dipoi da Baldovino I successore e fratello di (^olFredo.si dicono a suo esempio benellcati e creali cavalieri, ritenen-

conferimento delle insegne equestri, eseguile da dello p. guardiano, il quale benediceva la spada e gli speroni
dorati,

imponeva

le

nani sulla lesta del

cavaliere, lesortava ad essere fedele, dab-

bene
il

e valoroso cavaliere di GesiiCristo e

del s.Sepolcro;quintlialnovellocavaliere
p.

do

l'abito bianco, su cui dovessero por-

guardiano attaccava
la

al

suo luogo
la

gli

una croce d'oro senza snialto, le cui estremit ahpianto ritpiadrate sporgesselare

speroni, sguainava
fra le

spada, e

riponeva

sue mani, acciocch l'adoperasse in

ro in fuori, e

le

aste delle

medesime

re-

difesa propria e della Chiesa, ed a con-

stassero poste in

mezzo da 4 piccole

croci,

fondere
sto.
Il

nemici della croce


la

di

Ges

Crifu-

con)c appunto lappresenlasi negli stem-

cavaliere riponeva
il

spada nel
la

mi de're

latini di

discrepanza di

Gei usalemme. In tanta pareri, alcuni credono che

dero, ed allora

p.

guariliano gliela cin-

gevaal lianco, e

di bel

nuovo

ricavava
le

l'ordine militare ed ctpiestre del s.Sepolero, propriamente sia derivato dalla sop-

dal fodero, e per 3 volte percuoteva


spalle del cavaliere,
il

quale teneva

la testa

pressione de'canonici regolari falla

daPa-

chinala

stil s.

Sepolcro; e fallo dal p.giiaril

pa Innocenzo Vili, e che il successore Alosindro Vlsia il vercj isliUitore dell'ordine, della quale opinione pure
p. Ilelyot nel
t.
il

diano colla spada 3 volle


croce,

segno

ilella

dotto

i della sua bella Storia dii


tutti

delli ordinij

ma come

confa-

pronunziava (pieste parole: Ki;o le co'ixtilnn, et ordino .V. mililuniss. Septildiri Domini noxtri Jeui Christi, in nomine Putrix^et Filii,etSpiritns Sancii *U.

sero lai.^colla 2.' erezione, e Pio IV nel

Amen. Dopo
ne va

di

che

il

p.

guardiano poctdlana d'oro

l5()0 conferm l'iunone del l'oi

line fitta
gi-ros<jli-

al colludei cavaliere la

da Innuceir/o Vili

C(jn ipiello

colla croce simile

niilano, eilaltrettanto fece Paolo \ (pian-

do neliOiJ Carlo Gonzaga de'duchi

di

pendente. Si rileva il. ritratti di alcuni cavalieri antichi, che in luogo della collana portano uu nastro

9^
di

SEP
il

SEP
quale a guisa
croce
la

rosso penclenle dal collo,

forma

e da loro portate in riverenza


di

banda scende

dalla spalla sinistra fino


la

delle

5 piaghe
s.

Ges

Cristo. Principali

all'

anca dritta, a cui appesa

obblighi de'cavalieri erano, di custodire


il

d'oro di Gerusalemme, la quale vedesi pure impressa con ricano rosso dalla parie sinistra de'ioro

tempiodel

Sepolcro e tener conlodel-

le

limosine e oblazioni de'fedeli, che an-

mantelli bianchi, in se-

ticamente ascendevano a
tissime,
la

somme

rilevan-

guito alcuni cavalieri presero per decorazione equestre una croce d'oro smaltala
in rosso, le cui aste

met

delle quali serviva loro


ri-

per sostentamento del convento e pel

sono poste

in

mezzo

scatto degli schiavi, pel quale fine teneva-

da 4 piccole croci della stessa materia, pendente da un nastro. Il p.Bonanni, nel Catalogo dfgli ordini caueslri e iitililari
p.
s.
I

no un ambasciatore ordinario presso il soldano d'Egitto; per questo riscatto mandavano de'cavalieri religiosi in tutte le prvincie del cristianesimo per questue; tal-

o5, riporta la figura del cavaliere del Sepolcro con abito che vuoisi ideale, e

volta liberando

gli

schiavi coi denari ri-

colla croce sul uiantello,e in

mezzo al petto, ossia 5 croci rosse, cio una grande e 4 piccole a'Iali, tutte di forma greca e potenziate, in memoria delie 5 piaghe del Redentore. Anche il p. lionanni segu l'opi mone

cevuti dai loro parenti eamici, ovvero col

cambio

di prigionieri e schiavi

maomet-

tani ch'erano in potere de'crisliani. L'or-

dine era obbligatodi tenere continuacnen-

learuiatiioo cavalieri
li,

e co'propri caval-

che cavalieri avessero ricevuto


i

le

alla corte de're latini di

Gerusalemme,
nelle guerre

reiiole

da Carlo IMasrno.da Lodovico da


i

suo

per onorarli e per servirli


scoltareogni giorno
fzio della
s.

iiglio,e

s.

Luigi IX. re di Francia. Cre-

contro grinfedeli. Erano obbligati ad ala

de che cavalieri col loro valore facesseroalcune conipiiste su'maomettani nella


Palestina;
.si

messa, recitare

l'ul-

Croce, fare alcune limosine,

ma

espulsi dalla loro possanza

digiunare in diversi tempi dell'anno.

Os.

rifugiaronoin Perugia, ove stabilirono


loro residenza, altri restituendosi alle
i

gni anno eleggevano un sacerdote del

la

Sepolcro

il

quale nella domenica delle

proprie case. Aggiunge, che cavalieri erano tenuti a prendere le armi contro gli
infedeli, riscillare gli schiavi, recitare ogiii

Pal'ne(^l.),

accompagnatoda

altri

12 sa,

cerdoti, rap[)resentanti gli apostoli

en-

giorno

l'ufllzio della

s.

Croce. Ma delle

verequalil richieste per essere insignito


di quesl'ordine,e de'ioro obblighi,
lai nel voi.

Gerusalemme cavalcando un somaro, in memoria dell'ingresso fatto in simil modo da Ges Cristo. Incontravatrava in

ne pardi

no

il

sacerdote e seguaci
i

il

maestro gene-

XXXIll,
il

p.

4-

L'ordine anleg-

ralcj

cavalieri,

religiosi dell'ordine, ac-

tico fu riunito a quello de' cavalieri


7io^//, ossia

Gerosoliniilano. In

fatti
v.

di

go ne

neirini[)ortante/*/0''/tZfZf//t!
e

religio-

milizia di

s.

Ci. Cerosolimilano,
1.
1

del Kosio, leseguenti notizie. Nel

,p.

62

compagnati da tutto il popolo, con rami palme e d'ulivi in mano, e con riverenza grandissima l'introducevano nella santa citt, e lo couducevano al tein[)io del s. Sepolcro, ove 3 sacerdoti con gran
i

dice che l'ordine, per

quanto

si

raccoglie

solennitcelebravano l'unicioin

comme-

da una bolla d'Innocenzo li e dalle antiche scritture da lui possedute, fu istituito poco do[)o la ricupera di Gerusalemme al tempo di Golfredo di Buglione, rifiutandole anteriori origini di s. Giacomo e Carlo Magno. Che l'abito de'cavalieri formavasi d'un manto bianco, sopra del quale
erano cucite 5 croci rosse,
di cui riporta

morazione dell'entrata delRedentore. Dopo che cristiani furono cacciati dai maomettani dalla Terra santa, si ritirarono
i

in Italia, e stabilirono la residenza del lo-

ro convento in Perugia co'loro maestri,

nellacasaachiesadi

s.

Luca, che chiama-

rono arciprioralo, poi

commenda

dell'or-

dine "erosolimitano. Vi restarono sino a

SEP
Tnnocenzo Vili,
condizioni un
1'

s
ceiii palli e
nig.''

]:

93

il

quale con
al

Foinari, arcivescovo di Nicea e nun-

ordine

gerosolimitn-

zio apostolico |)resso la corte di F'rancia

no, dopogli accordi con l'ultitno mac'slio

(ora cardinale); rillm. "e Uin.mg.r Pietro

generaledell'ordincdels.Sepolcrofr. Ballista

Lasagni, uditore della nunzialui a a Pa-

de Marini,
al
il

cli'elibe la dignit di

gran
per
Se-

croce geiosolimilano. Delle

[valiclie
s.

unire

gerosolimitano l'ordine del

ed il sig. cav. Ai land de IMonlor, autore delle storie de'Ponlefici Pio VII e Leone XII". A s. Sepoicko m (eru-arigi
;

polcro,
t.

veridico Bosio ne tratta pure nel

2, p.

3i4, dicendo die propriamente


i 1

LEMME narrai come il regnante Pio IX attribu al nuovo patriarca Ialino residenziale, la facolt di conferire l'ordine

ebbe luogo a' 8 luglio 479, essendo gran maestro gerosolimitano fr. Pietro d'Aubussoi); unione che insieme a quella dell'ordine di s. Lazzaro approv Innocenzo Vili con bolla e udito il parere de'cardinali, sopprimendo ed estinguendo l'ordine e religione del
s.

equeri-

stre del

s.

Sepolcro,

ma

che l'oblazione

de'

00

zecchini contribuita da chi lo

ceve, continuasse a benefizio del santuario del


s

Sepolcro. Di quesl'oidinesi han-

no: Anciens sialiits del'ordre linspilalier^


el milita ire siiivis

Sepolcro, e incortutti
i

du

s.

SepidciredeJi usa len ^


palentes,
el

porando

al

gerosolimitano

suoi be-

dea

Liilles. lettre.^

rc-

ni, priorati,

commende,
4
'

ospedali, case, be-

gltnieits
I

ni e prerogative. Inoltre sio nel


l.

racconta
1

il

Bo-

oulhenques du dil ordre,Vi\\\s 766. VaoW, Codice diplomatico de'cavndel


s.

3, p.

6, che nel
s.

56o

alcuni

iteri

Sepolcro. Giacinto Vincoli,

cavalieri e religiosi del

Sepolcro geroII

Lettera concernente la residenza

deca:

solimitano, fecero istanza a Filippo


di Sp.igna,

re

vaVeri del

s.

Sepolcro

in

Perugia
l.

nelle

che volesse accettare


la

il

magi-

M iscellanee del
Onoralo
Srpolcro.
l'ifs^ el

Lazaroni,

3, p. 4'>'s.

stero dell'ordine, e con autorit del

Papa
ilei

di

s.

Maria, De'cavalicri dtl


rois

Pio IV rinnovare
s.

religione e ordine

Au

Louis XT^ I;trcs-huni-

Sepolcro, con
i

f.icoll di
;

poter conferire
di

trcs-respecteuses repr^entations

tulli

suoi benefzi

dappoich molli

des chevaliers, i'oyageurs,

questi ancora restavano sep<irali dall'or-

dine gerosolimitano, ad onta dell' unione approvata da Innocenzo Vili, e confermala dai Papi successori. I\Ia il gran maestro dell' ordine gerosolimitano, di ci informandone il re, imped la tentata
riprislinazione dell'ordine e religione del
s.

et conf ra de de'i'otion du s. SepulcIire,fornianl ensemble l'archiconfrairie royale du meme nom,tablie en VegUse des Cordelicrcsde

Paris, 1776.

SKVOLC'KO{s.), ordine efjuestrcd' Inghilterra.

Da

alcuni

si

vuole
i

istituito pel

suo regno neh 174 01

Sepolcro. Per concordare

dunque le difmi

77, da Enrico I( re d Inghilterra reduce dal viaggio diTerdai cavidieri del

ferenti opinioni degli allegati storici,

la santa, edificato dai servigi col prestati s.

Sembra

potersi concludere, princi[)almen-

Sepolcro di Gerupellegrinanti. Pe-

te coll'autoril del Bosio,

che dopo
s.

l'in-

.<^/7/rOT/r(/'.) ai cristiani

corporazione dell'ordine del


al

Sepolcro
che
e-

il

p.
II

Helyot dichiara, che sebbene Enprese


la

gerosolimitano .Alessandro VI per conla

rico
la

croce di croce>ignalo nel-

servarne
sisle.

memoria
si

istitu (piello

3.' crociata,

non
II

si

rec in Pale>tina,

L'ordine

prosegu a conferire dal

trattenuto ne'suoi stali dalla guerra che

p.

ed

guardiano del s. Sepolcro sino al 184", il n. 58 del Diario di Roma del 846
1

avea con Filippo


cia e

Augusto

retli

Fran-

contro
del

il

figlio

proprio Riccardo con-

In uno degli ultimi captoli teGerusalemme, il Rin. p. Guardianodi Teiia santa ha ricevuto nel nume-

riporta.

<>

te di Poitiers. Altri
regolili
i

confusero
quali

canonici

nuti a

s.

Sepolcro,
i

stubilili in Inghilsi

terra, co'cavalieri,

vogliono

;ip-

ro de'cavalicri del

s.

Sepolcro, S. E. llm.'

punlu

stabiliti nel

regno sotto Eurico

li,

94

SEP
lui beneficali

SEP
colla

o almeno furono da

levai nel detto voi. p.

204, ovvero nelle

concessione di qualche slabilimento, co-

cappelle palatine. Se morto nel

Pn Liz-

me

di avviso

il

p.

Helyot, che narra vesottana bianca e

slirei pretesi cavalieri di

zo apostolico Quirinale, \n Lettiga [V.) si trasporta nella Cappella Sistina del palazzo apostolico Vaticano, ove dai penitenzieri
si,
si

mantello nero, su
triarcale,il

di cui era

una croce pa-

qualeabitocorrispondea quello usalodai canonici regolari del s. Sepolcro in Inghilterra. Se deve credersi
equestri e militari, a p.
cavalieri del
s.

veste cogli abili pontificali ros-

che enumerai ne' voi. VI, p.204, Vili,

al p.

p.i 87,inclusivamenteaiiS'(t'?('/rt//,
ti,

Guan-

13onanni, che nel Catalogo degli ordini

Fanone, Pallio
il

Mura
le

io6

parla dei

d'argento, ponendosi tra


to

Sepolcro

in Inghilterra e

Crocefisso, ed

ai

lama mani e sul petpiedi due cappelli


[F.)
di
i

neproducela figura, oltrech nealtribuisce l'istituzione a Enrico II e l'approvazione a

papali in segno di doppia giurisdizione,


aldiredelp.(Jarrier,De/>o//i./'o/2/. quaest.
4.

Papa Alessandro

111,

afferma che
s.

Se

il

Papa muore
si

nel

Palazzo aposto-

questi prescrisse loro la regola di


silio, e col titolo di

Bas.

lico f^aticano,

porta dalle sue stanze

Gesi Cristo e del


il

vestito cogli abili usuali nella cappellaSislina,

Sepolcro. Aggiunge, che

re gli attribu

ed

ivi

viene vestilo

come ho
i

detto

una croce con due sbarre


le

e trifogliata nel-

pontificalmente. Frattanto

precordi del

punte
di

di color verde, ed arricch l'or-

tiefunio, chiusi e sigillati dentro


si

un vaso,

molte commende, con obbligo di far due anni di noviziato in Gerusalemdine

lras|)orlano nella chiesa de'ss. Vinceni

zo e Anastasio a Trevi (dal


sto

me;

di

pi dice, che bandita

la

religione
si

cattolica dall'Inghilterra,! cavalieri

riu-

5go e da Situmulandosi nelle sagre grolle della basilica Vaticana ), ora

V in poi, prima

nirono all'ordine Gerosolimitano.

i\e

Ministri deglinfermi, nel sepolcro sot-

SEPOLCRO DE'MARTIRI E DEI


SANTI,
TUBA.
f^edi Martire, Santi, Sepol-

SEPOLCRO DE'ROM ANI PONTEFICI. Morto


postolica
ri
il

Papa[f'.) incomincia
I

l'a-

(/^ ), ove una cappella emisepolcri eretti da Sislo V in poi; glior ed nomi de'Papi, precordi de'quali ivi furono deposti, sono scolpiti in due tavo-

terraneo e Precordi de' Papi

Benedetto
i

XIV

eresse

Sede vacante(^V .). Vaticani (/'.) ne lavano


Il

Penitenzie-

le di
il

marmo

laterali all'altare
il

maggiore,

il

Cadai'cre

quale sovrasta

sepolcro. Perci, co*

{^.), ed anticamente facevano altri con


]'

me

praticasi nelle pareli esteriori delle

Elemosiniere {V.).

cardinal

Cnmer-

patriaicali basiliche, anco in quelle de'ss.

tengo di s. Chiesa {f\) fa il formale riconoscimento del cadavere, e dichiara veramente merlo il sommo Pontefice, ed uu

Vincenzo e Anastasio si affiggono le figure della morte e gli stemmi dipioli del
defunto. Nel giorno seguente all'esposizio-

notaro della camera apostolica genuflesso

ne

anche iieW'Jnello Piscntor/o,cheil cardinale ha ricevuto dal llaestro di camera. Dopo 24 ore dal suo defa rogito,

ne del cadavere nella cappella Sistina, ha luogo il solenne suo trasporto nella basilica

Vaticana, che eseguisce

il

capitolo

cesso,

Chirurghi e Medici

{/''.)

del Pa-

gro Collegio {V.); e

pa, con quelli palatini, ne laimo l'apertura, sezione e

imb ah a matura. Quindi


il

pe-

nitenzieri vestono

cadavere cogli abiti

usuali di raozzelta e stola,


voi.

come

notai nel

VI,

p.

2o4;
si

cos vestito nella sera o

nel d seguente
le del pontifcio

espone in una delle sa-

Sapone su alto letto nella cappella del ss. Sagramenlo, co'piedi sporgenti fuori della cancellata, onde il popolo gli renda gli ultimi osse(|ui e li baci nelle Scarpe [V.) crucigere cos il cadavere resta esposto per 3 giorni, custodito nelle notti dai/l/a5/o(7n(/^^) Vadella uedesima con l'intervento del
si
:

apparlaaieiUo,

come

ri-

ticani,

insieme

al

coppellano di

tal

cap-

SEP
pclla,al parroco e vice- parroco di
lvi),ohre\i
s.

SEP
Pie-

9^
con due ossa
s'
iiil'i

na

in liliovo

si

forma una croce, lo stemil

GitfirdlaSi'izzern^cla

Cuar-

ma

del Papa,
:

lescliio

clia iV6Z/7'(/.) la

quale ccniej^iiardiit del

crociale

fia

questo e l'arme

incide
il

corpo, dal punto che quello del l'apa divenuto cadavere, sino alla sua tumulazione resta a custodirlo. Nella seia del 3,"

scrizione col

nome

del defunto,

tempo

giorno di quest'ultima esposizione

si

fa la

tumulazione del pontificio cadavere dal capitolo \alicano,avendo alla lesta il cardinal arciprete in cappa, con l'assistenza
de'cardinali creati dal deftuito,in vesti cardinalizie senza mantelletta, del cardinal

legn e nior'i), e questa in una 3/dilegno,an)beduesigillalecome la prima cogli stessi sigilli, mediante rogito ntarile; il pontificio cadavere cos raccliiuso si consegna alla custodia ilei capitolo
visNe,

che

camerlengo

iu

cappa, e della sua Fumi-

\ aticano,previorogitom5o//////'// cherogano notari del palazzo apostolico, della camera apostolica e del ca[)itolo Vaticano, genidlessi e con lercie in mani. Gi
i

glia pontificia

{V .),

la

quale sino

all'-

fino dalla sera precedente,

saui'imenlo di questa funzione prosegue


a vestire di paonazzo, mentre
ra ed
i

lenente

il

la cassa concadavere del Papa predecesso-

la
il

prelatu-

re, viene calala dalla nicchia ov' era

in

vescovi appena
le vesti

morto
le

Papa

as-

luogo

di deposilo, cio

sopra

la

porla d'ue

sumono
tutto
il

nere e

ritengono per

na delle due cantorie del coio,

insieme

tempo

della sede vacante; a vverfar la Genufles'<ione[f.)

archivio e vestiario de'cantori della cappellaGiulia, lateraieairingresso dellacappella del coro, e incontro al deposilo di

tendochesideve
ero,

alcadavere, fnclinon poslonel sepol-

anche dal vescovo che (a la funzione, edii quale benedice pure la cassa con orazione propria. Collocalo il cadavere
nella cassa di cipresso, vestito pontificai-

Jnnocenzo VJII, previo

il

rogito di rico-

gnizione, e con funzione sagra del capilolo. indi si trasporta la cassa nelle

sagre

grotte Vaticane e sotterranei della basilica,

mente
)l

e con mitra d'argento,


le

si

cuopre

ovvero nel monuincnlo erettogli


basilica
:

nel-

volto,

mani,

il

corpo, da qiie'peisodescrissi nc'vol. VI,

la slessa

naggienel
p.

modo che
1,
I

ranci,

si

depone ne'sottercuopre con opera muraria in 11se


si

200

20

e 2C)4> LI,

p.

vili, p. i88, XLI,p. i4o 78; avendo notalo a Lamla

gura d'urna, e
vuota
si

iscrizione col

nome

di chi

contiene. Nella nicchia

dunque

restata

TADA, che anticanente sollo

testa del

ripone

la

cassa dell'ultimo l\i|)a

cadavere
pini delle

si

poneva un cuscinetto co'stnp-

defunto, che ricopresi con opera muraria


di calce e

lampade delle Stazioni, che il Papa avea visitale. W Mngf^iordomo [P\) pone nella cassa ai piedi del cadavere 3
boise colle
yiyrrA/^'//<'(/'.)

mattoni

vrastala da

in forma di urna, soun cuscino con sopravi il Iri-

regno, eriscrizionechedichiara chi vigiace: Ciie^nriii<i


liiii;iiizi

d'oro, d'argen-

\l I
tali

Ponlifcx Mnxinuix.
accen-

loedi rame coniale


cic
{^f

nel pontificato, e tal-

poi a

inoiiuinenli ourne,nelsi

volta vi furono poste le AJonelc f)on(i/i-

l'aniiivei^aiio deiedeli deliinli

mette un tubo con pergamena, ovesonodescritlelegesladel defiiiito. Si chiude la cassa e fermasi con
),nonche
vi
si

che gli eredi de'Papi stabilirono, mediante una soinma di denaro convenula in perpetuo col
(|uel

dono

numero

di lorcie

con (> sigilli (piimaeiano 7), cio due del cardinal camerlengo, due del maggiordomo, il sigillo del carvili, sigillandosi

capitolo, l^a

camera

apostolica, al moilo
lll,p..'J
1

indicato nel voi.

XX\
:

jt, siip-

plisce alle spese dell'esequie e del seppel-

diuul arciprete, (juello del capitolo,


legislrai
di
si

come

linwnlode'l'api

anticamente spellava

ai

anche nel voi. \A, p. -^p/j; inpone la tnss.i in altra di piiimbo (sul

parenti del deliinlo, e per togliere lo scan-

dalo deirmgralitudme (contro della


le inveisce

cjiia-

coperchio della quale e nella parte eslcr-

Piazza nella Atrrolo^iti, ripio-

96
ti

SEP
ri

SEP
di essa

vandoravariziade'pnrenliede'beneficiaeredi de'moi
li

furono deposti nelle Catacom-

d'ogni specie), cos fusla-

be e Cimiteri di

Roma

(^.), delle quali

bilito

saviamente da Gregorio
c)2,

XV

AII,

lessandio Vili, come ricordai ne' voi. VI


|i.
I

anche a Sepoltura, ove sono nozioni riguardanti


riparlai negli articoli relativi, ed

Sge

XXVI II, p. 4' .Quanto prade'cadaveri pon-

quelle del Papa, cardinali, vescovi e altri ecclesiastici,

ticasi nelle TrrtsZaz/o/i/


tificii

neppure

nelle basiliche

dalla basilica in allie chiese, secon-

da
riti

essi

fondate; bens poi furono trasfe-

do

la

disposizione del defunto, Io descrivo


:

in

Roma

e in altri luoghi, dalla ve-

in quell'articolo

dice
t.

il

Lunadoio comquan-

nerazione de'fedeli. In progresso di tem-

lienlatoda Zaccaria,

r,cap.7,clie

po
lo

il

iiumeio maggiore de' Papi sepolti


la

do

il

Papa defunto ordina per testamentempio Vaticano,


la trasla-

vanta

Chiesa di

s.

Pietro in fati-

to di essere seppellito in alcun'altra chiesa, diversa dal

cano (/''.), poi la Chiesa di s, Giovanni in Laterano (^^.), quindi la Chiesa dt s.

zione del cadavere non

pu seguire che

Maria
cali di

/l//7ggi'ore (^.), basiliche patriar-

un anno dopo

essere state riposte le cas-

Roma

la

i.^

l'ordinario luogo

se nel sitoo nella cappella destinata per

della sepoltura de'Papi, edi essa


la

come del-

temporaneo sepolcro. 1 Funerali {f^) poi del Papa defunto incominciano dal
i."

Lateranense

feci

l'elenco de' Pontefici

defunti, colla descrizione de'

monumenti

de'3 giorni in cui

il

cadavere viene

e-

che
cai

li

contengono, descrizione che pratil'altra basilica, sjilendidi, son(juelli

sposto nella cappella del ss.Sagrainento,

pure con

chiamano iVbi'<?(7/<?// (A.) perch durano q giorni (dice Piazza nella iVecro/oesi
g/V?, p.

tuosi e in
si

gran numero essendo

che

ammirano
dierono
il

nella Vaticana. Gl'illustra-

8,cliei novendiali ilcrivarono, puri

tori e storici delle tre patriarcali basiliche


ci

gati del profano, dal trattenersi


ri

cadave-

diseguo inciso

di tali

magniIl

de'romani onoratamente per 8 giorni nelle loro case^ e nel q. si bruciavano e seppellivano), avendo detto a Funerali
cosa
si

fici

sepolcri e la loro descrizione.


il

Bosio

e l'Arringhi fecero
sepolti in

catalogo de'sovrani

fa se

alcun giorno impedito: nelsi

r ultimo giorno
oltre
i

pronunzia
il

la

funebre

s. Pietro,ene[>aila anche Grimaldi nel suo mss. Instrumentum traslationum. All'articolo R^oma parlai de' so-

Orazione (^.). Di tutto


citati articoli, tai ne'vol.

qui indicato,

vrani e sovrane morti in

Roma,

cos dei

dilfusamente ne tratseg.,

principi e principesse reali, e de'sepulcri


Il p. Luigi Giacobbe carmelitano, Dibliollieca Poitlificnmy stampata a Parigi nel 643, riporta lei-

VI,

p.

19' e

Vili,

p.

186

di chi vi fu se[)pelIito.

e seg.,
fe

XXVI II,

p.

89

e seg. Nelle biogra-

de'Papi, ed a Cronologia de'Romani

PoNTEFici,a vendo descritto l'annoe il gior-

scrizioni e gli epitafli posti ai sepolcri dei

no

della morte d'ogni Papa, meno qualche eccezione, ora che vado a indicare i sepolcri de'Papi^ion trovo necessario ri-

Papi.

Il

domenicano
et S. R.

p.

Ciacconio au-

tore delle fltae etres gestae Pontiflcuni

Romonorum
nel

E. Cardinalium^O'
in

peterne
varle in

le

date, potendosi facilmente tro-

pera classica che fu publjlicata

Roma

tali

luoghi.

La descrizione di
la feci
i

cia-

1677

colle dotte note del gesuita p.

scun

monumento

sepolcrale

nelle

chiese e luoghi ove trovansi sepolti


pi, sia in
fie

Pa-

te

Oldoino, e resa da questi pi interessannon solo pei ritratti e stemmi de'Papi


e de'cardMaIi,ma ancora per

Roma

che altrove, o

alle

biogra-

un gran nui

de'Papi

stessi;

laonde far pochissime

mero

d'incisioni rappresentanti

sepolcri

aggiunte o schiarimenti. Noterelosi vedr in progresso, che Papi de'primi sei

de'Pontefici.

Abbiamo inoltre
:

del p.

Giu-

seppe Silos chierico regolare

coli della Chiesa,

essendo

in

vigore

la leg-

Romanornm

Pontifcnm

et

Mausolea Caesarum Re-

gedinonseppelllrei cadaveri inclita, fuo-

giim(jiueAustriacoriwi,siv'e

adcorum

se-

II

S
pidcra qna
soliiln

EP
,

S
rjiia

EP

97
af-

nran'nne

i'crsibits

ne e nel

campo Vaticano. Qualcuno


s,

inscriptione<,

Romnei670.

ferm, che

Pietro fosse sepolto nelle ca-

Qiiantlo l'alma
altro pregio, che

Roma
il

(/'.)

non avesse

j^lorioso sepolcro del


s.

tacombe due miglia lungi da Roma, ma l'Arringhi, e il sonimo Bosio che pel ."
t

principe degli apostoli

Pietro, chiama-

cre

la

scienza (]e\\aI\onia sollerranea,r\-

lo per eccellen7a con quello dell'apostttlo


s.

Paolo[f^.)^ Liininn Apostolorum {f^.),

vere torri e propugnacoli inespugnabili di sua perpetuili, sarebbe egualmente unica , celeberrima, meravigliosa. Qualun-

tengono che nel medesimo Valicano fosil suo diletto compagno 8. Paolo fu sepolto presso il luogo in cui solh il martirio, e dove poi fu eretta la Chiesa dis. Paolo neUa via Ostiense [T'.).
se sepolto. Cos
I\Ia in

que splendida e faconda eloquenza non pu abbastanza esaltarne degnamente il sublime vanto che perci le deriva, siccome immemorabilee tenero oggetto della

seguilo rubati

ambedue
il

corpi dai

greci, e nascosti nel cimilerio di

Calisto

nella via Appia, scoperto

furto

prima
restis.

che partissero, furono ricuperali e


tuiti alle

fervorosa e costante divozione di tut-

proprie basiliche. Dicesi che


1

te

quante

le

nazioni cristiane.

Tomba

fa-

vSilvestro

divise

corpi de'due apostoli

migerata

e illustre,
alle

fondamento

nuove grandezze

che serv d'inconcusso di Ro-

per met, riponendone porzione nella basilica

Vaticana, e porzione nella basilica


la

ma

papale, alla reggia sacerdotalede'suoi

Ostiense. Sopra
I

cassa in cui
di
s.

s.

Silvestro

successori, l'icari di Gesti Cristo [f-), ed


a furniaie di

colloc

il

corpo
1

Pietro, l'imperacro-

Roma
la

il

centro del Cristia-

tore Costantino

il

Grande pose una

nfnirno C^.),
lico,

capitale del

mondo

catto-

ce d'oro di

5o

libbre,

con queste parole


regali simi-

l'avventurosi residenza della santa


pi sontuoso, d
vasto,
li

scolpite: Constantintis Augusliis, et fle-

Scrlc.4i)0Stolica(^r'.).Ton^ha che racchiu-

lena Augusta liane


li

domum

de

il

piti

il

pili

ma-

gnifico

tempio liei i'imi verso;

p vero del

fdgo re coru';eanlen auro circunidahant. Le Teste de'ss. Pietro e Paolo {f.)


furono poste nel Sancta Sanctonan [V.)
del patriarchio Lateranense,
tardi
lica
si

bello, del grande, del pi nobile e

augu-

sto edifizio che

possano formare
incei
li

le arti,

donde

piti

almenochelascia
lici

se

secoli pii fe-

collocarono nell'adiacente basisi

potes^^eio imitarlo.

Ed

compimento

ove

venerano. .A'ioro luoghi e nedelle loro

del prodigioso complesso di tanti rari pregi,


il

gli articoli

due basiliche

rali-

sepolcro di

s.

Pietro sovrastato dal


lo

gionai delle diverse opinioni sul qui


pnrlalo.
I

miracolo dell'arte,
bile

portentosa e miraarililo ilei


i-

sepolcri de'ss. Pietro e Paolo,

cupola Vaticana, concetto

in origine abbietti, rifulgono


sit e

per sontuo-

divin Michelangelo Buonarroti (l'avea

venerazione; di quelli magnifici dei


ili

deata retta da 3 ordini di colonne); ed a


CUI fanno nobilissima

Cesari appena
polti nel

alcuno cvvi

reliquia. Ses.

corona un museo di

Valicano e presso

Pietro fui

grandiosi sepolciali

monumenti

di molti

l'api suoi successori, nella


de'cjuali l'arte di

maggior parte
la

rono gl'iniroediati suoi successori ss./!//110 e Cleto : s. Clcnitnte /, bench patisse

gran lunga vince

pre-

altrove

il

martirio, ilnpo alcuni


il

se-

ziosil della materia,

come

capolavori di
s.

coli io

sndtitrn.
(/'.), a'

\\

sommo

Pontefice

Pietro

J.r)

giugno dell'anno

6f) pat in

Roma
crino
[

glorioso martirio sid


/'.
),

Monte fatiluogoo v'e-

e fu sepolto presso d

ra slato crocefisso, o nel pnip.inquo J/o/i-

teGiaiiicolo(/'.),sccon\on\cim', cio tu-

mulato propriamente
VCL. LXIV.

nel circo di

Nero-

corpo in Roma e sipollo ne!la Ctvesa di ^. Clemente [f^.) gi sua casa paterna. Notei, che parte del corpo di rpieslo l'apa fu donato ni monastero di Casaure; pii, si pretende che il caposia slato poi tatoaClugny,ed un braccio in altro luogo di Francia. Di queste porzioni di corpo, che molli scrittori prcpollato

()8

SEP
il

SEP
gi

sero per

Pani,

filli

luUo, nnclie pailanclo di altri non intendo entrare in discusIl

le

da Pioma. Noter con ^Marangoni, Delcose genlileschc che nella viaTuscula,

sione, avendolo narrato a'iuoglii loro.

sdccessore

s.

Jnnclcto,
s,

come

precedenti

discepolo di

Pietro, sul di lui sepolcro

essendo prete avea principialo l'erezione d'un oratorio o cappella, checonnp'i e dedic dopo essere stalo crea toPa panel io3:
egli

na e nella vigna cle'Cucurni,sotto un mouticello ornato di cipressi e chiamalo monte del Grano, in una camera sepolcrale fu trovata altra urna dello stesso imperatore, scolpila col ratio delle sabine, e

sopra

il

coperchio

le

statue di Alessandro

con al tri

discepoli l'avea

tumulato
di

nel-

la detta valle

Vaticana nel circo

Ne-

rone, che

comunemente credesi incominla

Severoedi Mutnmea sua madre in lutto rilievo, quindi venne collocata in Campidoglio. Dunque, delle due urne una sar stata
tafio. In
il

ciasse ov'

chiesa di s.Marta,esieslen

vero sepolcro,

l'altra

il

ceno-

deva fino
pio
le

luogo in cui aveano princiscale dell'antica basilica Vaticana.


al

detto cimiterio di Calisto fu pus.

re sepolto

Sottro, e poi traslato nella


Sisto
s.

L'Anastasio Bibliotecaiio nella vitadis.

Chiesa di

s.

(/^".).

Nel Valicano fus.

Anacleto dice Hic niemoriam B. Petri conslruxh, el composuil cani praeshyler ordinalusfiisseta B. Petro^swe alia lo:

rono
s.

seppelliti

lleulero e

littore I :

Zefferino lo fu nel cimiterio di Calisto. Papa s. Calisto I &e^o\\.o nel cimiterio di

ca iihiEpiscoporwn
presso
il

in sepultiirn reconsi

dtrentur. Dalle quali parole

ricava, che

corpo di S.Pietro vennero ezianle ossa di altri


s.

Calepodio nella via Aurelia, dipoi fu trasferito nella Chiesa di s. Diaria in Trastevere (^^), da lu fabbricata. Papa s. Ur-

dio sotterrate
6.

Papi,

come

bano 1 venne tumulato

nel cimileiio di
s. s.

Lino,

s.

Cleto,

Anacleto.

La

ricorda-

Pretestalo nella via Appia;


nel cimiterio di CalNto, cos

ta cappella o oratorio, adonta delle perse-

Ponziano Antera e

cuzioni, sussist fino a Costantino

il

Gran-

poi porlalo nella Cli'csa di

s.

Silvestro in

de,
s.

il

quale verso

il

3 19 a preghiera di

Capite [r.). Papa

s.

Fabiano ebbe tomIrasfisrito in


s.

Sdveslro

sa in

I innalz una magnifica chieonore del principe degli apostoli. Fiil

ba nel cimiterio
casi
(]'i

di Calisto, allreltanlo di-

S.Cornelio, poi

Ma-

no

allora l'oratoiio sotto

titolo di

Me

ria in

Trastevere. Nel cimiterio di Cali-

mon/7, essendo nella massima venerazione de'fedeii, vi celebravano le sagre adu-

sto

nanze

il

s.

sagrifizio.

Papa
s.

s.

['aristo

furono deposti s. Lucio I, e s. Stefano I poi portalo in s. Silvestro in Capite. Papa s. Sisto II venne se[)olto nel cimiterio di Pretestalo,
lo di Calisto,
s. s.

fu sepolto nel Valicano;

venne sepolto nella


pat
il

via

Alessandro I Nomenlana ove


s.

Dionisio'm quel-

Felice

nel proprio cis.

martirio
s.

poi fu trasferito nella

miterio nella via Aurelia,

Chiesa di

Sahina[V.);

Sisto / fu tu-

in quello di Calisto e poi porlato in

Eutichiano Sar-

mulato

nel Vaticano, e poscia

ad Alatri

zana. Papa

fu trasferito miracolosamente. Avverto, che nelle biografie de'Papi riporto le differenti testimonianze sulle traslazioni dei

Caio fu tumulalo nel cis. Marcellino in quello di Priscilla nella via Salaria, s. Eusebio inquellodi Calisto, cos s. Melchiade nel
s.

miterio di Calisto,

corpi loro. Appresso


s.

s.

Pietro fu deposto
s.

quando

gi Costantino
alla

il

Grande
s.

ail

Telesforo, cos
Il

F^api
s.

Jgino e

s.

Pio

vea dato pace

Chiesa e fallo libero


Silvestro

I.

corpodi Papa

Aniceto, dal cimi-

culto cristiano, indi trasferito in


stro in Capite.

Silve-

terio di Calisto fu porlato nel


j4llcinps[ ^^.),in

Palazzo una preziosa urna di mar-

Papa

s.

/venne

mo nuuiidico

detto giallo antico, gi se-

polcro dell'impcralcre Alessandro Severo e ritrovala nella via Appia, 3 miglia lun-

deposto nel cimilerio di Priscilla, poi in s. Marco fu sepols. Silvestro in Capite to nel cimilerio di s. Balbina nella via Ar:

dealina, e poi nella Chiesa di

s.

Marco

SEP
(^.). Nel cimilcrio di Calepodio fu portalo
s.

SEP
e poi
in

99
Pelagio /, Gme Pelagio II. Pa-

Valicano.

Ivi

Giulio /jinili
s.

in

s.

Maria
di

in

Tras-

vannini, Benedetto
pa
s.

I,

leveie;
la, s.

Liberio nel ciraiteiio di Priscil-

Felice

II

nelle

terme

Traiano e
s.

poi nel cimilerio o basilica di

Felice

I,

donde

fu Irasportatoalla

Chiesa
s.

rie ss.

Co-

Gregorio I Magno nella basilica Va ticana e nel 6o5, cos Sahmiano, Bonifacio III, s. Bonifacio IV tra la porta Ravenniana e rpiella del Giuilizio, s. A-

sma

Damiano

{^)- Pjipa

Darnaso I

deodato
le

I,

Bonifacio

I',

Onorio I{\\ quadi

fu sepolto nella sua basilica nella via Ar-

compose due

epiladi al sepolcro di detil

dealina, pi-esso
di nella

la

madre e
s.

la sorella, in-

to predecessore,
di

primo

18, l'altro
lo-

Chiesa di
lui

Lorenzo

in

Daniaso

20

versi, riprodotti dal


1.

Seveiano,

[F.) da
scilla
la

fondata. Nel cimilerio di Prila


s.

co citalo

2, cap. 6, p. q6)j Severino

trov

sepoltura s.Siricio,[)o\ nel-

Papa s. z^nastasio Ixeiie deposto, prima nel cimilerio all'Orso Pilealo sul Monte EsquiliChiesa d
[F.).
)

Pra ssede

Giovanni IF, Teodoro I : s. Martino dalla Crimea fu portato in ss. Silvestro e Martino a* Monti. Nella basilica Vaticana furono deposti s. Eugenio /, s.
Fitaliano, Adeodato II,

wo, poi neWaChiesade'ss. Silvestro e Martino (/^.

Dono

I,

s.

A'

Anche

s.

Innocenzo I

fu

tumu-

gatone,

lalo all'Oiso Pilealo, e poi in delta chiesa.

Papa s. Zosimo ebbe tomba


s.

nella Chie-

Leone II, s. Benedetto II, Giovanni F, Conone, e s. Sergio I. Papa Giovanni FI nelle catacombe presso la Chies.

sa di
s.

Fiorenzo fuori delle

mura
s.

{/

.):

sa di

s.

Sebastiano {F.)o cimiteriodi Ca-

Bonifacio I nella chiesa


il

di

Felicita,
il

listo, altri
ti

dicono

in

s,

Pietro;

ivi e

avan-

presso

cimiteriodi Calisto,
il

ma

Bosio

l'altare della

Madonna da

lui

fabbricai

opina che
pollo

cimilerio di

s.

Felicita era par-

te di cpiello di Priscilla. In q<ieslo fu ses.

Celestino J,i>o\ in

s.

Prassede:
s.

s.

Sisto ///nelle calacondje pi esso


T.o

Lorenpel

fuori le

mura,
r

s.

Leone

I Magno

i. fu nel
s.

46

seppellito nella basilica di


i

Pietro,

deposti ne'sotlerranei accanto


stolo,

mentre predecessori erano stali al s. Apoovvero nel Portico {f .) Papa s. /s.

laro venne sepolto accanto


lice

Sisto III,
s.

s.

Simplicio nella basilica Vaticana,

IH nella
s.

basilica Ostiense,
s.

s.

FeGela-

sio I\\

Valicano,

portico,

Simmaco

Ormisda, s. Ravenna, s. Felice Il\ s. Bonifacio II, s. Giovanni //, %. Agapito /trasferito da Costantinopoli. Questo Papa avendo adornato il sepolcro di s. Giovanni il, vi pose un ppitallo di 2 versi, riportato dal Severano nella Boma sotterranea I. 5, e. 6. Papa s. Silvrrio fu sepolto ove mor, non nell'isola Paluaria nel mare di Liguria, ma veramente neh' isola di Poni

Anastasio II in quel in Valicano, cos s. Giovanni /trasportato da

Purenel Vaticano furono riposti Pas, Gregorio II , sotto del quale incominci la Sovranit de' Papi {F.); cos s. Gregorio III, e s. Zaccaria. S'\^r\ova ove fu seppellito iS>efano IIj in \aUcanoStefanoJIJj s. Pao' lo I nella basilica Ostiense, presso la quale era morto, poi trasferito nel Vaticano e nell'oralorioda lui costruito. Questo Papa, vedendo che per le scorrerie de'longobardi aveano palilo molte rovine cimiteri suburbani di Roma, quivi trasfer in varie chiese corpi di diversi Papi e de'.ss. martiri, ed avendo nella propria
to.

pi

Sisinnio, Costantino,

casa fabbricalo la chiesa di

s.

Silvestro iu

Capite,

sunnominati Pontefici. Stefano IT^ venne tumulalo in Valicano, similmente \^e\'JC)^ Adriano /, ove l'inipeialore Carlo Magno che lo aiuava qual padre e teneramente Io pianse, gli pose un cpitaflo diu) distici da lui composto, riportalo dal p. Giacobbe nella Bivi

colloc

hi.

Pont. p. io3, e dal Pagi, Brev. Boni.


il

Pont.. I, p. 6 18; quelli i\e in cui

suo

ra. f'igilioih Siracusa fu trasferito nella

chiesa di

s.

IMnrccllo nella via Salario,

nome congiunto a quello del Papa, eccoli. Nomina jungo sininl Itlulis, claris-

100
sirne,

nostra

rcx

ego, iitqite pater.

versus,

Hadrianns, Carolusj Quisquis devoto pectore snpplex, Ani:

SEP

SEP
l'inchinnzione del capo dalle statue ch'e-

Icgas

rano nelle nicchie. Giovanni 7A' scomunic e depose 6 cardinali violatori del
i

boncni

niitis,

dic,mserere Deus. Quanla

sepolcro

di

Formoso, efu tumulato inVa-

do

il

Papa don a Carlo Magno

rac-

colta de'canoni, dell'epistole He' Papi edelle decretali, la in

ticano,ov'ebbero pure riposo le ceneri di Benedetto IV. In quest'infelice e barbaro secolo, nel

l'aocorapagno con un'episto-

qo3 Leone

V morto acco-

forma di poema, ogni verso dei quale cominciava con una lettera del nome del monarca. Papa s. Leone 111, che in Carlo Magno rinnov l'impero d'occidente in
s.

rato in prigione, fu sepolto nella basilica


di s. Giovanni in Laterano. Cristoforo che avea invaso la cattedra apostolica , miseramente fin in carcere la sua vita, eppure fu portato in Vaticano. Di Ser-

Pietro,

ivi

fu sepolto, e lo fu pu-

Stefano Fj non pers. Pasquale I,cow\\'o al quale pretendendo arreil successore

gio

III contrastato

il

sepolcro, se nel

ditamente

romani d impedirlo, dopo


s.

a-

vergli dato vivente molti dispiaceri, "

LateranoonelValicano. in questofu seppellito Anastasio IH, nel Laterano Giovanni X,mov[o soflocato con violenza. In
s.

genio 11 Io fece seppellire in


nella basilica

Prassede

Pietro trovarono

la
s.

tomba Leone
Giovanni
in
s.

VI
La-

nel sepolcro cli'erasi preparato.


li

Tumula-

e Stefano

VIIlj

in

io

Vaticana furono quindi,


lui

terano Giovanni XI:

Pietro Stefa-

Kugenio II, Palenlino ,GregoroIf^econ


epitaffio

comune a

ed a Bonifacio IV,
si

posto a loro da Bonifacio Vili, che


porta dal p. Giacobbe,
p-

ri-

9'. Sergio II

fu seppellito neir847 in Vaticano, e pri-

ma che fosse tumulato venne eletto s. Leoil quale ebbe egual sepoltura; quePapa circond di mura la basilica Vaticana e cos la comprese nella citt di Ro-

ne IF',

Laterano Agapito Ile Giovanni XII: Benedetto deportato ad Amburgo [V.) dall' iniperatore Ottone I fu sepolto nella cattedrale, ove sussiste il sepolcro, ma il corpo fu nel c)C)t) restituito a Roma da Ottone III, per essersi verificate le sue predizioni, che

no

IX e iVartino I Il.?ie\

sto

il

paese sarebbe desolato dal ferro stra-

niero e dalle fiere, e non avrebbe pace

ma,

la

quale cinta dal suo

nome

fu delta

finch
in

il

suo cadavere non fosse portato


la

Leonina [J'.). In Vaticano ebbero sepoltura Benedetto IH,?,. Nicolo /avanti le porte della basilica, Adriano II, Giovanni Vili rei portico, e Martino II. Adriano III fu sepolto nel monastero di Nonanlola
Citt
in s. Pietro, cos For. {^y.\ Stefano inoso {^'^.)disolterrato e oltraggiato cru-

Roma. Giovanni XI 1 ehhe

sepollapide

tura nella basilica 0>tien'*e,


esisteva

la cui

VI

prima dell'incendio della basilica. Dono Ud tumulalo in Vaticano, ma s'ignora dove lo fu il successore Benedetto VI, strangolato in Castels. Angelo nel c)73 da Bonifacio VII che gli successe,
ed
te,
il
il

quale trafitto per da mille lancia-

delmente dall'indegno successore Stefano VII {V.), che inoltre fece gittare il carlavere nel Tevere; egli per strangolato fu portato al Valicano neil'Spy, do-

trascinandosi con crudele carnilicina

cadavere pe'piedi sino alla piazza del Campidoglio, donde chierici lo portai

rono a seppellire nel Laterano. Tutta volta e di recente

po i3 mesi di Pontificato (V.). Se Vaticanoera stato pur sepolto Bonifacio che lo aveva preceduto, Romano e Teodoro II che
braio
dell'
gli

ne volle difendere

la

me-

VI

successero: questi nel febil

corpo di

898 restitu nella basilica Formoso pescato nel fiume,

moria e scolpare, il eh. cav. Luigi Ciisostomo P^errucci, nelle eruditissime Investigazioni sopra Bonifacio VII, figliuolo di Ferruccio, che riproducendo a p. tc) e

27

gli

epitad posti a'sepolcri del piede,

nell'ingresso del

tempio fu salutalo col-

cessore e successore

in cui fu profilalo

SEI
j>er

SEP
to in
la

lor

bene, e

le

epigrafi colle quali furono

Valicano, con epitallio che tolto dal

(jiKililicale le

sue azioni ebai bara morie;


oieiuotia
clal-

dipoi a p.

4o propone

V egio egli riporta nella Bibl. pont. a p. 33G. Sergio ly dicesi seppellito in Laterano presso l'ingresso deiroratorio di
s.

l'atirea !>ua

(calo e vicende,

sebbene
ceii(Iii)
(j

il

penna <Jeltata,del suo ponlida rlporsi in Lalerano, suo sepolcro peiisse in un inili

Tommaso,
p.

o nit-glio in Valicano e cou


dal p. Gia-

epitaffio di

q distici pubblicati

tosse traslocalo allrove. Beutilcl-

to

III

fu seppellito nella Chiesa


il

s.

199. Benedetto fili venne deposto in Vaticano, cos'i Gios'ann

cobbe a

XX

Croce inGcrusaleiinie[f^.),ed zi nella Storia della medesima

licsoz-

tra la porta Argentata e

laUomana. Bc'

a p. 5i

nedetto

IX

trovasi sepolto nel monaste),

riporta l'antica iscrizione che di lui in essa esiste, tra la |)orta clie introduce nel

ro di Grollaferrata (^

come

dichiarai

coll'autoril del p. Piacentini,

De senni'

uionasteru e (|uella per cui

si

cala nella

cappella di s.Eleua,pili completa di quei*


la

riprodotta dal cav. Ferrucci


indicati epilaili.

due
la

in uno dei Questo Pajia era sta-

ehro Benedirti IX. Eletto con simonia Gregorio FI, si ritir a far penitenza nel monastero di CUis,ny[F.)^ vi mor e fu sepolto. 67c/;uvi/(?

//sebbene morisse presso


in virt del

to eletto dalla fazione de'[)atrizi,coMliO

Pesai bcrga
to.

o,\\
fii

suo corpo

suo testa-

popolare che favoreggiava Bonifacio

luento

recalo nella cattedrale di


il

Banu

VII fuggito a Costantinopoli, quindi sco-

(/^.),

cui vescovato

avea riteou
fuori

municalo dallo slessoDeuedetto V II. G/oA//' cli'era successo a Benedetto VII, appena Bonifacio VII torn da Costantinopoli da lui fu fatto morire in carcere di veleno, o d fame in Castel s. Ani'iinni

Damaso II moieudo
il

in Galestrina, fu
s.

trasferito
le

cadaveie

in

Lorenzo

mura

di

Roma, che
tal citl.
i

resta presso la via

che conduce a ne deposto nel

In Valicano ventro-

o54 s. Lex)neIX,e fu
1

gelo, e fu sepolto in Valicano, e con quell'allio epitallio

vato incorrotto nel 606. Pittore

II mo-

pubblicato dal cav. Fer-

rucci, puicii devesi intendere per prede-

cessore

.li

Bonifacio V

II,

Benedetto VII,

r e fu sepolto in Firenze (/'.), sede che ancora governava, e nella chiesa di s. Reparata. L'antipapa Benedetto .V e depo-

XIV. EziaaValicano fuiono deposti G/ocaritti Xf Gioiuiiuii A/ y e nell'oratoriodi s. Maria, e Gicgorio J L'anlipapa Gioe per successore Giovanni
tlio nel
,
.

sto, fu sepolto in

s.

Maria Maggiore. Ni-

colo

II mor

in

Firenze, vescovato che

riteneva, e fu tumulalo nel iluomo: allii

vogliono che lerniinassedi viveie nel pati

ialini

Xf //dopo

essere stalo mutilato

iarchio Laleranense,

donde
la

fosse tras-

nasce nell'orecchie ecavati gli occhi, muri e fu sepijllo nella basilica diLateraiio. Silvestro II nel oo3 non U\ luinidato
nel
i

portato in Vaticano presso

porta del
111

Giudizio. Alessandro II in tumulato

Lalerano ov'er.i
Vaticano.
1

stato canonico, e

non nel

in \ alicano,

lerue di

altri

secondo alcuni, poich al riSergio IV gli pose onoreal

Il

gran
in

(18

mor

s. Gregorio ///nel Salerno [f .), e fu sepolto

vole e lungo cpitatlio

suo sepolcro in
in ^'ovaes,

nella cattedrale: l'antipapa Clenienlell I


iiixiito per tribolarlo,

Lalerano, che

si

pu leggere

mor

in

Ravenna,
le ossa,

Stor. de Pontefici y\^)u\\i\u>\o pure (pielli


tli

(/ .)e vcnnedeposlo nella metropolitana,

alcuni allri l\ipi.

GiO\,'anni

XI 111
s.

ma

Pas(|uale lece disottcrrarne

\U()Ui se[)pcllilu nella Chiesa di


(/
.),

Siiba

bruciare e giltare nel liume. f'illore

HI

ina piii |)rubabiltnenle in Lalerano,


iiell.i

e con (|ueir epitallio che diedi

sua

biugraiia.NelLuti-rano trov pure


Lii

la

lomil

avendo ritenuto l'abbazia di Monte Gasfino (/ .) e morendovi, volle esservi sepolto. Secondoalcuni L'rhiino 1 1 U) fu in
Lalerano,
tro.

GtoKUiiim

A/A,

(il

due

di iNovacs;

ma

seiiibr.i

piuttosto in

-.

Pieil

p. Giacobbe luvcce soslicne^

che fu cpul-

DkUs ucl Luterano venne deposto

I02

SEP
pi,

SEP
bench non da
di finisti, il

successore Pasquale II,e coraeleggo nell'annalisla Pv.inaldi,in

mausoleo

tutti venerati per sansuo sepolcro fu illustrato da mira-

simo mai rno con isculture, al destro lato del tempio, dopo clie il suo corpo fu imbalsamato e come si prescrive nell'Oi dine Romano vestito de'sagri abiti. Papa Gelasio // nel I g nioi e fu sepolto in Clugny, ove fu eletto il successore CaI

coli.

Anastasio IV fu riposto nel Laterano nell'urna di porfido, in cui doveva


o come altri scrissero, che vi avea giaciuto l' imperatrice s. Elena, la quale urna fu poi trasferita nel Museo
/''aZ/crto:

seppellirsi,

ne riparlo all'articoloSEPOLTU-

listo

II, le cui ceneri alla sua volta tro-

RA,

dicendo de' principali sepolcri super-

varono riposo nel Laterano. L'antipapa Gregorio lilcgato nel castello di Fusione (del quale parlai nel voi. LVII,

stiti

FUI

gni

p.

),

vi

mor e
al

fu sepolto.

Onorio 11
fu traspor-

essendo morto nel monastero della chiesa


di
s.

degli antichi romani. Morto in AnaAdriano //^,portalo in R.oma fu deposto in Valicano presso Eugenio 111, trovandosi incorrotto nel 1607 e vestilo con paramenti neri. Alessandro ///j morto
I

Gregorio

Monte Celio,
ivi

a'3o agosto
trasferito in

181 in Civita Castellana, fu

tato al Laterano;

pure /^//ocf/jzo li, poi traslocato in s. Maria in Tiaslevere. Noter con Marangoni, che della grandiosa urna di porfido che serv di selo fu

Roma

al

Laterano, mentre
del

alcuni infami obbrobriosamente scaglia-

rono

sul

venerando cadavere

graa

Pontefice fango e pietre,

come sdegnosa-

polcro all'imperatore Adriano, sebbene


egli riporti

pure

la

tradizione che

le

sue

ceneri fossero riposte nella pigna di bronzo, che ora sta nel giardino del

mente registrai nel voi. LI, p.i5o, difendendo colle miedeboli forze, ma con cuore, la memoria de'Papi. Dipoi il sanese
e suo concittadino Alessandro VII
resse
gli e-

Palazzo
II nell'ale ce-

apostolico /^^//crto,

il

coperchio serv di

sepolcro all'imperatore Ottone


trio della basilica Vaticana,

donde

neri

si
i

portarono nelle grotte Vaticane,

un monumento sepolcrale con lunga iscrizione,riportata daOldoino presso Ciacconio t. 4, p- 722, ma erroneamente dicesi morto a'27 settembre. Alessandro
III lott

e nel
di

693

il

detto coperchio fu stabilito

control seguenti
in

4 antipapi:
i

Jil-

conca

al battisterio, in

vece dell'urna

(ore

IF, che morte

Lucca,
il

canonici

di

Probo

prefetto di

Roma e di

Proba sua

ricusarono di ricevere

moglie, ornata di sagre sculture.


alla

Quanto

scismatico, e fu sepolto nel

cadavere come monastero suiupenitenle in

conca di porfido o propriamente sepolcro di Adriano, trasferita nella basilica

burbano

de'ss.

Fdippo, Giacomo e Pon-

ziano; Pa'iquale

III mon

Lateranense,
II,

vi fu

tumulato Innole
s.

Roma
sto

divorato da un canchero; Calisi

cenzo
ia in

ma roviuatadall'incendio,
il

ce-

III che

convert e mor in Benecarit alla sua

neri del
I

Papa furono trasportate in

!\Ia-

vento, di cui fu fatto rettore,dopo averlo


il

Trastevere, quindi

monumento
la

Papa ammesso con

ment.

di porfido fu lidolto per sepolcro di Cle-

sa,

ma

il

Borgia nelle sue.iye/?jo/7e

2,

mente XII;

altri

per dicono che

sua

urna sepolcrale

fu tolta dal
s.

Pantheon. Si

p.i49, "on dice ove sepolto; Innocenzo III che mor impenitente nel monastero
della Cai'a (^F.) nell'arcidiocesi di Saler'

pu vedere Castel

Angelo, gi sepolcro dell'imperatore Adriano. L'antipapa Anacleto li ebbe tomba nel Laterano,
cos

no. Lucio ///mor e fu tumulato in f^erona [F.J^con quell'epitaffio che riportai


nella sua biografia.

Papa Celestino II, e

il

successore Lu-

Urbano III

lern)i-

II morto nella ribellione di Roma. Eugenio III venne deposto in Vaticano


cio
nell'antica cappella della B. Vergine e co-

di vivere \u

Ferrara [P^.), e vennesepcon grandi onori

pellito nella cattedrale

funebri. G/cg^ono FIIIiuoii\nPisa{F.J,


e fu luinulalo nel

ro de'canonici,ecomealtri venerandi Pa-

duomo. Ranunentcr

SEP
che
i

SEP
li

ia3

depositi sepolcrali eretti a'Papi,

seguente alla sua eiezione, onde propriail nome, e non viePure in Viterbo lasci la vita e le ossa nellacaltedrale il Pa pa Giovanni XXII. Nel 1^0 Nicolo III mor in Soriano [V.)t^i\ trasportato in Vaticano nella cappella di s. Nicol da lui fabbricata. Martino //^morendo in Perugia fu sepolto nella cattedrale con abi-

descrivo negli articoli che vado inilican-

mente non

a vea preso
tra'l'api.

do ili carattere corsivo o citaiulo, e dove pure riferisco le loro vicende o vniiazioni.

ne conlato

Clemente

HI
si
:

pacificatosi

co'romani
co-

concittadini,

reslilu in

Roma, e dopo
il

niorlofii sepolto al Laterano avanti

ro de' canonici ivi fu sepolto Celestino ///, presso s. Maria del Riposo. Nello stesso giorno in cui fu seppellito Celestino III
gli

to Religioso {V.) nella chiesa de'france-

successe

il

magnanimo Innocenzo III^


di vivere in Periigia[f^.)
le

scani da lui soprattutti amati, ma


t ottenere

non po-

che terminando

che

il

cadavere fosse portato

riposa nella cattedrale, e riunite


Ceneri a quelle di

sue

nella loro chiesa di As3,ad onta che l'ese-

Uihano IV e Martino IV. Papa Onorio /// gi arciprete di s.


Maria
gorio
\Iaggiore, in questa basilica fu de-

cutore lesta menta rio di venisse suo successore Onorio

IV. Questi

fu

tumulato
in

in

Valicano,

ma

poi Paolo Illio fece trass.

posto presso l'altare del Presepio. Gre-

portare nella Chiesa di

Maria

A-

IX

fu se|)pellilo in Vaticano, cosi

raceli {V.), per riunii lo a'sepolcri de'genitori e di sua famiglia ^y^vr/Z/ (A'.)^ in-

Celestino IP'.
in

Napoli,

gli fu

Morendo Innocenzo If^ data tomba nella medi vi-

sieme

alla statua

che ne decorava l'avel-

tropolitana.

Alessandro //^cess

lo,interessante perla
li

forma de'parament.

verein/'/Verio(^''.)e fu sepolto nella cattedrale.

pontificali, co' quali scolpita, ripor-

Urbano
p.

IV

con diploma che

ri-

tandola incisa rOldoino in Ciacconio,


2, p. 2 5
I
.

porta

il

]Mabillon,

Mns.

Ital.

t.

i, p.

Nicolo
in

IV fu

posto in

s.

Maiia
la

pa

52, proib che ninno senza licenza del Paf(jsse sepolto nella basilica Vaticana,

Maggiore

umile sepolcro, secondo

sua prescrizione, e per aver abitatoii contiguo palazzo; per


il

(ci

mor

the pare anticamente fosse vietato in Perugia nel 264ie fu tumulato


: i

correligioso fran-

cescano e connazionale piceno, cardinal


Peretti poi Sisto V, nel

in cattedrale.

Clemente I/^ cts^


la

d\ vive-

re in Viterbo, e fa deposto nella chiesa

locare in sontuoso e

374 lo fece colmarmoreo monu1

de'do!uenicani,secoudo
ne,

sua disposizio-

mento, nel cui prolisso

epitaffio

si
s.

fece

un

nondimeno

fu trasportalo nella cat-

bel ristietto di sua vita.

Papa

Celesti-

tedrale,
re al

ma
il

il

successore lo fece restituialcuni,


si

primo luogo: pare, secondo


fosse
gli

no /''dopo aver solennemente fatta \ Rinunzia del pontificato (/'.) spii nel castello di

che
sero

i.Papa

al cui

sepolcro
Il

po-

Fumone,e
in

d'ordine di Bonifacio

Stemmi

(^'.) gentilizi.

gorio Xj nelle leggi che stabil

Grepel Conb.
i

Vili fu sepolto
di
s.

Ferentino, nella chiesa

Antonio

de'celestini
il

da

lui l'ondati,

clave
i)i

/^.),

ordin che

cardinali

o gior-

doiidee rimanendo
nella chiesa delle

cuore

in

Ferentino
s.

dopo
I

la

l'elezione
(/'.)nel

morte del Papa procedino aldel successore: moi in Arezzo


sepolto nella cattedrale.
il

monache

di

Chiara,

nel

1827

fu trasferito nel

monastero dei

27Gefu

celestini d'Aquila, in cui era stalo consa-

Innocenzo t' trov

sepolcro in LateraI

grato Papa, in un deposito di

marmo, del
in

no, nel sepolcro erettogli da (>arlo

re di
p.
'

quale riporta

la

figura

il

Papebrochio

SkiliajCi che rilevai nel voi. LVIll,

aSr

Adriano

nella chiesa de' fran-

cescani di f^iterhOfOse nior"i, eco'propii

Propylaeo par. 2, p. Gt). Bonifacio Vili mor accorato dalle solTerle ingiurie e lu sepolto in Vaticano,comparendo nel iGo5
incorrotto e intiero
il

stemmi

gentilizi t\e Fivsciij nella stessa

suo corpo n confusio-

chiesa Gregorio

XI

Vicedomiui, e nel d\

ne de'muligni suoi detrattori, chccaluu-

o4

SEP
d'essersi role

SEP
naco,accompagnato da Scardinali da
lui

niosamente lasciarono sciilto


Papi! d'alti spirili
Ceci di tulli

sicate per rabbia le ajaiii:Ie gesta di (juesto

creati, dal fratellu,da 3 nipoti e altro pa-

rileccai a
Il

Roma, come

rente: fu collocato in magnifico deposito,


i

iPoutedci.

b.

Denedello

XI

cui

marmi avea
i

egli

veduti lavorare in

Perugia di veleno, e fu lumulatosecoiido il da lui prescritto nella chiesa de'suoi domenicani in piana terra, (inluor
ili

Villanova.Mu i-abbiosi ugonotti ne sparsero al vento le ceneri. Innocenzo FI morto iu Avignone,^ecoi\o il da lui prescritto fu portato da' certosini di Villa-

cile pe'prodigi operati

correligiosi lo eleil

varono

in

un deposito. Falaliuenle
ivi rest,

suciu

nova, a cui avea fabbricato


pio raccoglimento.
to

il

mouasleio
reca-

cessore Cletnenle /'eletto nel

i3o5

nel suo palazzo, ed ove soleva ritirarsi iu

Francia,
(/'.) vi

e passato in
altri

dimorarono

Avignone G Papi; mor nel

Urbano /^ erasi
la

inPioma perstabilirvi

residenza ponsi

j3i4

in Piiquea\aure, e nell'esequie re-

tificia,

ma

ritornato in Avignone,
di

ve-

st abbrustolito da

una torcia caduta sul


le vesti e le

rific la

minaccia

S.Brigida con mori-

tadavereclie ne
ni.

consum

car-

re poco dopo: dalla cattedrale fu traslocalo nel monastero di


siglia, del
s.

Trasportalo in Carpentraiso, ove dimoravano cardinali, fu quindi trasferii

Vittore di

Mar-

quale era stalo abbate, regoglorioso


e pres-

to aUsesla diocesi di Bazas, nella collegiata de'canonici regolari da lui eretta,

landone l'accompagnamento con 6 cardinali


il

successore. Questi fu
restitu a

il

a tenore del da lui disposto. Questo


si

non

G rcgorio X I,c\e
so la

Roma

valut per

le

pretensioni della catte-

tomba
I

di

s.

Pietro

la

residenza pa-

drale diCarpentrassOjChe dov cedere per

pale nel

377: spir
s.

nel palazzo Valica-

sentenza del formato giudizio legale. I parenti tanto beneficali, occupali in raccogliere l'ei'edit, sino allora con fredda
indillerenza

no, e fu pochi giorni

Chiesa di

dopo deposto nella Maria Nuova (/ .), gi suo


ove furono teiminali

titolo cardinalizio,
i

avevano permesso che


il
i

si

la-

novendiali principiali nella basilica


il

Va-

sciasse insepolto, finch

nipote Gailar-

ticana: in delta chiesa

senato e popolo

do della Mothe nel 356 gli eiesse un superbo monumento, nel i'J77 |)rofanato
da'calvinisli ugonotti, che bruciate
sa,
le

os-

ne sparsero

la

polvere

al

vento. Gio-

romano per gratitudine gli innalz uu marmoreo monumento, ov' rappreseulato il suo ingresso in Roma. Contro Lrbano FI che gli successe,
insorse
te,
il

vanni
t\'

XXII

fu

tumulato nella cattedrale


passato agli eterni
ri-

grande

V/y/zirt (/^'.) d'ucciileu-

vigno ne, ov'eii


conilo

sostenuto in Avignone prima da CVe-

posi, senza potersi esporre nell'esequie, es-

/;if/e

/'// anlipapa,clie sepolto nella catda


lui

sendosi subito disfallo


se

il

cadavere. Insor-

ledrale,fu poi traslerilo nella chiesa de'celeslini

pentito e

F, che morto in Avignone ebbe onorata tomba nella chiesa de'suoi francedi lui l'antipapa iV/c-o/

fondata; poscia dall'anlipapa

Benedelio XIII, che morto in PaniscoUl


(^'.), tu

portato ad lllescas in Aragona.

scani e vestilo coll'abito loro.


licito

Il

b.

Bene-

A"// mor

e fu sepolto in

Avignone,
suo ter-

Quanto ad Urbano VI, dopo un turbolento pontificato, ebbe tomba nel Valicano,senzacheniuno versasse una lagrima per lui. Bonifacio /A deposto in \ alicafratelli Toinacelli, da lui eccessivauo, mente ingranditi, gli fabbricarono un magnifico monumenlo, con lungo epilalllo dii() versi, che si legge nel p. Giacobbe a p. 34- Innocenzo FI tu sepolto iu \ai

nella cappella a tal

uopo
il

edificata nella
il

cattedrale. Nell'istessa cill vide

mine Clemente
lo

A./, ed

successore crea-

da

lui cardinale, in

ossequio de' suoi

voleri lo fece trasportare colla spesa di

5ooo

scudi d'oro di suu peculio nell'Al-

vergna,e depositarlo nella chiesa de'beucdeltiui di Casa di Dio, ov'cra sialo

mu-

licuno nella cappella di

s.

Tomma&o,

gi

j ,

SEI*
destinata per sepoltura cIe'Papi,e poi data
\n:v iisode'peuileiizieri.

SEP
}ista: lo scultore fu
il

io5

fiorentino

Simone
a di Ini

Gregorio XII \ev

fratello del celebre Donatello,

che

csliiigueie Io kclMUia liiiunzi geneiosa-

piegliiera

si

rec in

Koma [nimache
il

lo

luenle

il

pontificato, lultavolla in

Reca-

eseguisse, acci ne approvasse

modello.

iiati{f'^.),o\e (ijoi, tu sepolto cogli abili

papali
ni'tgli

i'iscrizioue sepolcrale ricorda, co-

cerc sempre un
gli

modo

onesto per

Il Papa nella iscrizione viene giuslamenle chiamato temporuni suorurnfelicilas. Avendo Gregorio XVI, come dissi a Fexe-

tinue

erranti

ai

buoni, e che avendo

sTRicLLA, riaperto la piccola cappella sotto

la pazzia fattasi in Pis<i[F.)

raddoppialo
Ini

l'altare papale,

il

cpiale sovrastalo dal


in cui
si

lo

scisma (poich contro di


vi

fu eletto

sontuoso tabernacolo

custodisco-

Alessandro V, mentre
nedetto Xill), egli
vi

vea l'antipapa Beli-

pose riparo colla

nunzia

fatta in

Costanza. Alessandro /
(f^.),

morto

in

Bologna

venne tumulato

uella cUiesa de'couvenluaii

come
il

liarice-

scano, colle iscrizioni che riporta

p Gia-

no le dette ss. Teste, vi fece erigere innanzi due scale con balaustra a modo di Confessionej quindi il legnante Pio IX dopo avere magnilcamenle ridonato alla su:i antica forma il labernacoloeabbelliloraltare pontifcio, neh 853 ampli e nobilit la

cobbe a

p.

.G/oi'rt!/i/i/AA///deposlo nel

confessione per renderla coniacenle

concilio di Costanza, ciioriin Firenze (f.)

agli aggiunti nobili abbell

menti del l'alta-

e fu sepolto nella chiesa di


tista iu

s.

Gio. Baterettogli

re e del tabernacolo. Incpiesta circostanza


si

magnifico

monumento

trov plausibile di trasportare dal padel piano della baslica, perch

da Cosimo de Medici, ove si legge: quondam Papoin, ad onta de' gravi ledami dii)/rtA7//io/'. Questi ebbe il vanto di estinguere lo scisma, ed essendo vicino al lerniiue di sua vita, in testimonianza della

vimento
fessione
alzatosi
alla

riuscivad'imbarazzo,al pianodi della conil

monumento

di

Martino V,

ma

il

coperchio che non era fermalo,

presenza de'suoi nobilissimi parenti,


fu trovalo
il

sua particola re divozione alle ss. Teste dei


ss.

non

cadavere pontifcio, non

Pietro e Paolo (/
fu eseguito

.),

oidin
le

d' essere

ritenendosi per tale lo scheletro ealli e os^a

sepolto nel Laterano avanti

medesime,

rinvenuleciica4|)almisolloal
to.

monumen-

come

dopo

la

sua moite che


'

Siccome

fra le incertezze tlelle cose,

avveunea'i yvenendoil 2orebbraio i43


comealtestauo
Ciacconio e
gli storici

possono aver luogo delle congetture, cosi


oser esporre
il

de'Papi, Platina,

mio debolissimo parere

altri, col

sancta ante

De Scala Sanata Sa/ictorurn, \).qo. Fu


Soiesino,

intorno a
gio di

ci.

Roma

Forse nel tiemendosaccheg(F-) del 1027, in cui non fu


quiete delle

collocato uella nave

maggiore

(il

cui

|)a-

risparmiata

la

tombe
il

le

pi

vimento
ed
il

lece costruite a proprie spese

venerande, e per avidit lurono Irugatie


spogliali
i

bellissimo esistente di opera alesil

sepolcri di tulio

prezioso, e

sandrina, oltre l'avere iipaialo

solillo
i

della nave traversa, e l.illodi[)iiii;ci e


ri

mu-

da Gentileoda PielroPisano)
ili

in

un dedi scul-

piombo delle casse; probabile che come la tomba di Sisto IV e Giulio II, fosse manomesso anche il sepolcro
persino del
di
j)r.i

posito

marmo con fascie

ornate
11

ture e musaici ne' zoccoli.

suo coper-

Martino V, tanto pi che essendo soil pavimento non diliicile n'era l'aperdi

chio di bronzo decoralo

di elegantissimi

tuia. Nel lagrimevole periodo repubbli-

bassorilievi di rabeschi e d intagli di valio genere, colla sua ellgie giacente scolpila al naturale, e

cano del 7<)So)


I

Roma, che

purtle-

plorai in quell'articolo, le ton)be

nuova-

avendo

sul petto tra le

mente patirono
stu'pai

sacrilega e nefanda dilai

mani il Crocellsso, u'iali del (|uale si vedono due [jiccole tesle che sembra no esuumcrc d 1). \ cigmc e j. Gi, Lvaiij^o*

pidazione, spogliandosi

cadaveri per ueil

ne

le vesti, gli

urnamcnli

pioMdj

dciiccasdc. iNon liuvauduoi

me muiu della

uG

SEP
il

SEP
corpo
l'iposi

violenta apertura del sepolcro di Mattino

alquanto distante dal modi

Vj sospetto che ad una

delle

due accen-

numento, come quello

Clemente Xll

nate epoche debbasi attribuire lospoi^liakione delle illustri ossa. Diverse


attestano, che anticamente
i i

eh' nel sotterraneo della sua cappella,

mento inleraodel monumento e ladispermemorie


Papi, ed anco
cardinali e
i

come
Sisto
te
1

dir; altri

V, Giulio

II,

esempi essendo (pielli di Innocenzo X, Clemenio

IX, Leone XII, contenuti per non ricordarne

questo ar-

vescovi,

come vado

dicen-

ticolo,

altri.

Non

con-

do

in lauti luoghi, si

tumulavano con pre-

tento di tutte le ricerche e studi falli sul


la spoglia mortaMartino V, mi portai nella basilica Lateranense, e trovai nel pavimento e nel mezzo della gran cappella del coro d'inverno, il sepolcro gentilizio de'Colonna. Imperocch, avendo l'arciprete cardinal
le di

ziosi

paiamentijCroci, anellie mitre ricche

luogo ove possa essere

tl'oro e di

gemme; cicheallettarono l'in-

fiime ingordigia de'Iadri de'sepolcri, peg-

gio de'barbari e de' selvaggi che sempre


li

rispettarono. In simile

modo certamente

sar stato sepolto Martino V, della opulenta e potente famiglia Colonna, fiorilo
in

Ascanio (che per inconcepibde abbaglio


detto Antonio nella
cipreti Lateranensi)

tecnpo che gl'indumenti pontilloali era-

mia

serie degli ar-

no di gran valore,perci fomite a depredazione. Notai nel voi. XLl V, p. 7q,che nella

Colonna,

aileltuosis-

simo della
ni e

basilica, oltre vari e ricchi

do-

ricordata repubblica
1

si

tratt di frugare

specialmente ad una gran croce d'ardi gioie, alla

il

deposili de'Papi, e prendere anche piombo; ma l'occorrente spesa frastorn il vandalico divisamenlo. Finalmente non sar senza fondamento l'altra congettura, che le spoglie mortali di Martino V riposino in altro luogo della basilica, di cui si perduta la meujoriaj forse tralutti

gento guarnita

cappella del

coro d'inverno, ecomeallerma Crescimbeni, collo stesso coro da lui fabbricati,

leg eziandio 12

lampade che dovessero


le ss.

ardere

in

perpetuo innanzi

Teste,

e lasci la stessa basilica sua erede imiversale, col solo peso di

12 annui anni-

sportale nella totale riedificazione esegui-

versari per l'anima sua e de'suoi congiunti.

da Innocenzo X, o nella si>lemazione monumenti sepolcrali operata anche da Alessandro VII. Anzi trovandosi l'interno del monumento largo circa due palta

Quindi

nel

1633

il

capitolo e

cano-

de'

nici

posero sul sepolcro de' Colonnesi e

nel suddetto

mezzo del pavimento una


di

cospicua

memoria

marmo,

col

nome

mi, e perci mancante di spazio per collocarvi

di tulli gli arcipreti

Colonna, e peli. "an-

un cadavere, sar

inoltre lecito so-

realmente non vi fu collocato, e che piuttosto venisse deposto nella magnifica cappella del coro d'inverno dei canonici, ov' nella parete il ritratto di Martino V di Scipione Pnizone da Gaeta
spettare, che

nover Ascanio, quantunque fosse il penultimo, qualificandolo muniflcentissimo. Nel centro della lapide vi la colonna coronata su base, slemma de' Colonnesi; nel suo quadrato in giro sonovi le
iscrizioni del capitolo, del c.irdinal

Asca-

(dipinto a olio, secondo Baldeschi e Gre-

scimbeni, Stalo della

ss.

chiesa

papale

Laltranense
lita

p.

),

e Ibrse perci abbel-

Colonna, con quest'ordine cronologico. Giovanni, Ottone, Prospero, altro Giovanni, Girolanio, e degli altri arcipreti

riedificala dal cardinal

Ascanio Coinnalz
al-

mo. Un

fac simile della lapide nel Gres.

lonna: altri dissero anche dal contestabile d.

sciinbeni. Istoria della chiesa di

Gio-

Filippo Colonna, che

ivi

la

moglie -Tomacelli un sontuoso sepolfrigio, e ornali d'intagli in


gli

cro di pietra di paragone, colonne di

marmo
zo.

bron-

Moltissimi poi sono

esempi, che

vanni acauli porca La (ina p.34C).Da esso appresi ancora a p. 32G,che Ottone o Oddone poi Martino V, nel luogo ov'egli fece il p.ivimento di musaico,era l'antico coro de'canonici, cogli amboni che fece levare,

SEI
e chele pillure colle quali abbell
ra verso
,

SEP
le

107

mu-

il patriaicliio furono colorite da Pietro l'iano. Ora dunque considerando che il ricordato ritratto di Martino V venne collocato nel medesimo curo

da dove fu lr;ibferito ne' sotterranei della metropolilana di Torino, e Carlo Alberto lo lece collocare iu sontuoso mausoleo nella
in Ripaglia,

Ginevra fu sepolto

cappella della

ss.

Sindone. Calisto III oc-

(lej^go inBaglioni, Lei'iteclr'pilloriprj^,

posto in Valicano, fu poscia trasferito col

che Scipione Gaetano fu cosi eccellente


e

cadavere del nipule Alessandro VI nella


sagrestia di
s.

sommo
capelli; e

nel fare

ritratti somiglianti,
si

Maria

di

Monferrato, chie-

che per l'accuratezza


i

potevano contare
in
s.

sa nazionale di

Spagna (f^.) in Roma. Pio


il

che dipinse pe' Colonnesi


in

Il
de

Piccoloniini[f^.) mor in Ancona, doni

Giovanni

Laterano sotto

il

tabernacolo

cardinali portarono in Piuma

ca-

una s. Maria Maddalena, e perdi dietro Martino V in ginocchio. Questo il quadro del coro; la s. Maria Maddalena gli fu posta nella
delle reliquie sopra l'aliare

davere, e fu seppellito in Valicano nella


ca[)pella

da

lui eretta,

ed ove con soleu-

nissima Processione (f^.)


la testa di
s.

parete incontio, e fu credula del Pinturiechio,

alle ceneri del

vi avea riposta Andrea; in seguito insieme nipote Pio 111, fu trasportato

ma

l'attuale opera
il

considerando che
scolpito
polcrale di tutti

nome

di

moderna), Martino V

in

s.

Andrea

della

]\eila cappella di
s.

s.

XaWe i\c Marco

Istallili [f^.).

fabbricala lu
vi

come arciprete
gli

nella lapide se-

Pietro da Paolo //, questi

ebbe

se-

aicipreli Colonnesi,
il

poltura, in bellissimo deposito costruilo dal nipote cardinal Cai bo.oia nelle grolle

sembrami
anche
le

di

qualche probabilit

con-

cludere, che in questa sepoltura riposino


ossa del gran Pontefice, e che

Vaticane. Nel deposilo di bioiizu fatto nel


I

493

dal nipote cardinal


Sisto

vi sieno state collocale

quando

si

trov

lio 11, lo zio

IF

fu sepolto

Rovere poi Giucon l'a-

angusto lo spazio del

rato, e adatto sproporzionato,

monumento prepacome gi
il

bito del suo ordine francescano, cio di


sullo comertllro correligioso Alessandro

rimarcai. Si potrebbe aprire


e farne ricerca; io

sepolcro,
di pi,e

V,

e nel

luogo che

dissi
s.

parlando di Giu-

non polca farne

lio 11,

ed a Chiesa di
i

Pietro

\y

Vati-

(ermino conavvertire, che nelle biografie de'cardinali Co/o/j/m,notai che Giovanni


seniore mor in Avignone,e che Pro>pero

cano, ove descrivo


ivi

sepolcri de'Papi che

giacciono: nel suo sepolcro dipoi vi


le

furono unite

ossa dello stesso Giulio

II,

eGiovanni giuniore furono tumulali nellachiesa de'ss. Apostuli di Xoai. Eugenio If^ fu sepolto nel Vaticano, come avea ordinato, in piana terra, accanto a Eugenio
111, in

e de'cardinali

Galeotto FnincioUi dtlla

lloK'eie (nipote del

medesimo Giulio

II)
l

e Fazio Sanlorio;i\i\\ dicono altrove,

modestissimo avello, che dal

due meravigliosi candelabri di brun/;oche decoravano il suo magnifico deposito ili


bronzo, furono
tulli

cardinal Coiuhdinieri suo nipote lu


talo nella Chiesa di s.Sah'alore in

mu-

dal capitolo e da esso


j

talo in magnifico deposito, poi traspor-

dorali con analoghi zoccoli

per servirparola nel


il

Lauro
Pic-

sene ne'pontificali sull'altare chesovrastu


la

(/

.).

A/co/ /'parimenti fu
[)oi i'io 11,

se[)pellito in

tomba

di
I
.

s.

Pietro

ne

feci

^'aticano, con epilaflio

composto da
in [)uchi

vul.l.\,p. T

Dap[)oich collodio
e candelabrid

mau-

columini

che

versine

soleo nella cappella del curo, riuscendo


colla sua

secondo altri lo feframmenti del suo monumento sono nelle grulle Valicane. Questo gran Papa ottenne la rinuncia dell'aule

compendi

gesta, o
i

mole

ce MalVeo Vegio:

to alle funzioni capitolari, nel

impedimeniG2 5 fu trafrancescani

sportato dove lullora trovasi nella cappella del


ss.

Sagramenlo; ed

tipontilicato da Felice V, ossia da .\me-

in uccisione della |)rocessione delle lot^a;:<o/</,si

dee Vili

di

Savoia (^

),

che morto

iu

recano a (picsla nobilissima tomba

io8
[ter sufFiagare

SEP
l'anima dell'antico e cele-

SEP
nel riprodurre l'iscrizione del

benemerito

III fu bre loro correligioso. Innocenzo sepolto in Vaticanoindepositodi bronzo; cos Alessandro Flveime tumulatonello
stesso tempio, trasportato poi nel suddet-

sagrestano. Resto poi sorpreso,

come

le

ceneri del cardinal Fazio fossero riunite

a quelle di Giulio

11

che

gli

avea tolto

il

palazzo, ora della Paniphiljfaini<^lin{^I\),


ossia
Il
il Palazzo Panipkilj sul Corso {V.)\ mausoleoordinalodal magnilicoGtulio al gran Buonarroti, fu da questi ideato

to

liioi^o;

sore Pio
j;iorni di

III

ed altietlanto dicasi del succesFiccolomiiii, morto con 26

governo, avendo preso per inil

11

fausto presagio del breve suo vivere,

modo come arse

la iyto/;/^fl!(/'^.) nella

fim-

zione della Coronazione. Questo Pa[)a

mentre era arcivescovo

di Siena, in
il

quel

duomo
Ja

erasi preparato

sepolcro, e ne

con architettura gigantesca, della forma d'un quadro e mezzo. Dovea contenere 4o statue, senza le storie di mezzano rilievo e in bronzo, esprimenti fasti di Giulio II. Nel sublime concetto volle Buonari

parlai a tale articolo. Giulio

//(fond
il

roti

rappresentare

le arti liberali, pittura,

ricordala cappella Giulia) fu deposto


lo

scultura, architettura,

denotando quelle
11

piesso

zio

Sisto IV, sebbene


si

se-

che insieme conGiulio


re della

erano prigionie-

polcrale

monumento
s.

ammiri

in

parte

morte

tutte le virt,

come

quelle

nella Chiesa di

Pietro in Vincoli, cli'

che non
to

[)oteS'ero

mai trovare

altri,

da

soltanto una delle

faccie di cui
di

dovea

cui fossero cotanto favori te e nutrite quan-

essere composto; ed

anche

questo moluogo uve

numento,
lio li,

colile del contrastato

j'iposano le spoglie mortali del gran Giu-

mi riporto

alle

mie biografe, ove

Intramezzavano le nicTermini sorreggenti la cornice, ognuno de'quali avea uno schiavo nudo legato ne'piedi, e rappresentanti
da Giulio
11.

chie delle statue

notai che nel sacco di

Roma

deli
zio

527

il

le

Provincie soggiogate dal


s.

Papa

e fatte

suo cadavere e quello dello

furono

ubbidienti alla

Sede.

Una
di

stanzina a
il 1.

profanati e spogliali dalla feroce cupidigia de' soldati fnialici luterani; per cui
cpiai.do nel

guisa di tempietto dovea contenere

cas-

sone
pra
si
i

di

marmo

col

corpo
le

Giulio
i."

So-

1610

si

apr

il

sepolcro, si tro-

canti e agli angoli della

cornice

"varoiio confuse le ossa tle'due Papi,

onde

doveano collocare
la
s.
il

principali statue
la

tjiulio 11 fu

messo

in altra cassa

accanto

simboleggianti
plativa,

Vita attiva,
(^V.).

idlo /io. Ivi deplorai

come

del

magnani-

Paolo, e Jlos

ContemDovea ter-

mo

Papa, autore del nuovo sorprendente tempio Vaticano, esiste appena un'iscrizione per terra, postavi da un sagrestano e in un angolo quasi ignoto; mentre egli
avea ordinato forse
il

minare
spalle

monumento con

de'putti, e le

figure del Cielo che ridendo sosteneva sulle

una bara, insieme con Cibele dea


si

della terra, la quale pareva che


in

dolesse

pi grandioso
si

moeil

numento
cui

sepolcrale che
l'are

conosca,

dovea

baldacchino l'immensa cu!

rimanere il niondo privo d'ogni virt per la morte di Giulio II, mentre il Cielo pareva che ridesse perch l'anima sua era
passata alla gloria celeste. Descrissero
il

pola Vaticana
ri
,

Esclamer con Cancellieche nella Lettera sopra la statua di


:

monumento Condivi

di

Ripatransone dil'in-

honiinuni

Mos; del Buonarroti lo leggo O curas nuantu'n est in rebus ina! ne ! O i'anas ko/ni/ium nientes ! pectora

scepolo di Buonarroti; l'amico di questi

Giorgi Vasari, nelle cui opere trovasi


cisione e disegno del

mausoleo ricavato

coeca! Per nell'isciizione fu confuso il cardinal Fazio Sanlorio {V.), col cardinal Giulio Antonio <5'a/ito/'/o(/^. )che propi la

dall originale presso la raccolta IMariette;

ed

il

Cancellieri lodato, e forse meglio di

tutti,

mente fu denomi naloiyd/i^z'c^t'm/m,


dotto Cancellieri ripet T abbaglio

sul celebratissimo

per avere riunito tuttoci che pot argomento, citando puscnLLi incdili intorno
il

ed

il

re

Due

scfJol"

'.

p
//i'<7,

SEP
e
/w7/7
:

TOC)

crodiPapnGiiillo/ /,i>i)}\\c>i\\cor)e\l(^ra del cav. Salvatore Belli, nel Giornale

Rachele sua sorella e."!primente la conteniplnln'a queste statue sono


si

Arcadico

t.

6, p.

390. In questo
il

leg-

della scuola di Michelangelo, e

vogliono

go,

come
la

il

eh. sciiltore appella

monu-

nienlo,

pi alla opera cliiNIiclielanqeio,


il

a cui egli ponesse

senno e

la

mano, per-

Monte Lupo. La cassa sepolcrale con l'efigie del Papa giacente sopra, scultura di Maso del Bosco; e la
opere
di Pialfaeledi

ch olire la gloria dell'arte sua, avea egli a condurla con eccellenza per quel caldo amore che il Papa avea per lui. Che erasi
ordinato
7.0
il

B. Vergine col Bandjino, di Scherano

da

Settignano;
laterali,

il

Piofela eia Sibilla ad essa

sepolcro per collocarsi in mez-

della basilica Vaticana, ove ora sorla

ge

tribuna grande, e tanto amore Giu-

lio li vi

avea poslo,che vicino a moile ne

pure sono opere di iMonle Lupo. Zeo/2eA fu tumulato in Valicano, inavello poco degno del suo celebre nome; ma il suocuginoClemente\ Il lasci una somma per l'erezionedun momimentoealtro
per se,che furono
eretti nel

parlava

come
le

di cosa carissima, dolendosi

coro della Chie(

che intanto

sue ceneri doveano andar

sa di
i

s.

Maria sopra
[i\

I\Iinerva

f\),

se|)olle in altro luogo.

Ne commise

il

com-

loro cadaveri furono trasportali.

ove Adria'

pimento ai cardinali Antonio /"(r/, e Pietro (Leonaido e cugino del Papa) Grosso
della Rovere. Michelangelo n'era egual-

no f I

sepolto in Valicano e poi tras.

sferito nella chiesa nazionale di

Maria
-S,
l'u-

dell'Anima, in nobiledeposilochedescrissi

mente bramoso escolp 3


quali
il

statue,
(

una delle

ne' voi.

XXIX, p.

o,eXXXV,p.

meraviglioso

Mos

altissiina-

ed erettogli dal cardinal Enr.henvner,


nico da
in
lui crealo.

meiile lodato),
gl'insorti

ma non

pot farcallro per

Cletnente / //sepolto

impedimenti, prima pel prezzo con Francesco Maria 1 duca d' Urbino
nipote di Giulio
11,

Valicano, avendo deputalo esecutori

testamentari e della narrata disposizione,


i

poi per

le

pilturedella
l'u

cardinali Cibo, Salviali, llidoKl e

Me-

cap|)ella Sistina. Miclielangeio

(instor-

dici,
la

con pieno

ai bili io, questi

stabilirono
i

Inalo
ci
Sii.
il

dai lavori commessigli da


e

Leone X,
per-

suddelta chiesa, ed eressero


ili

monuuno
in

Clemente Ali,

Paolo

111,

dall'inultrata
dilllcile

menli

Leone

e Clemente VII,

sua et, e dal credersi troppo

incontro

all'altro.

Paolo ///deposto

condursi a fine quell'opera inimenfallo

da MichelanClemente \ 11, venne sliibilito,che la sepoltura non si tacesse isolata, Dia con una sola faccia, e che
gelo col duca, e l'assenso di
fosse obbligato di melteici di sua

Dopo un accordo

temporaneo deposito in Valicano, dipoi fu innalzalo quel mausoleo che uno dei pii belli, e pare a spese della camera apostolica. Giulio

III

riposa nelle grolle

Valicane, cos Marcello II. Papa Paolo

mano

//'sepolto
oltraggi
(

in
ili

Vaticano, pei vergognosi


sua moi tedegradaronoPioal

Mos in cui super se slesso, e dicesi che dopo finita scagliasse sul ginocchio un colpo di martello, esclamando E perche non parli ? A lire
statue, tra le quali
il
:

he

ma, che non imped


bici d'inveire contro

popolaccio e agli

un tanto Poulefiee,

ben
l'io

fece

s.

Pio

nell'ordinare, olire le

statue pre|iarale pel

sero per Italia e

monumento si disperFrancia, per cui mauil

liparazioni alla sua

memoiia volute da

soleo, che Cu collocato in

s.

Pietro in \
liusc

111-

coli,neirar(hilellura
sa.

non

gran co-

IV, al senato e [lopolo romano l'eiezione d'un maguilco deposito nella Cliicsa di s. Mariasopra HJinerva, o\ki\ irasportato, ci che ritoccai nel voi.

Ne forma
il

tulio riiicon]pnra])ile pie-

LIX,

p.

capolavoro del colossale Mo, e la sua maestosissima e vigrirosn lesta. Lednc


gio
statue superiori rappreseiilniio Lia
s[iecchiu in
i

2j

e ?,G,e

s.

Pio

gli

pose unospleiululo

cpilallio,

assegnando rendite per l'e-equie


s.

un

lo

anniversarie. Inoltre
[>utc caidiual

Pio

aldi

lui 111-

mano, simbolo

dilla /

tiii

al-

Alfonso

(.V7/V7y///_,

die doj o

SEP
di

SEP
malincoT^ifaa p.
il

aver pafito infortunii, mori


metropolitana
eresse

nia nel siJoarcivescovatocliNnpoli,iii(|(ic|-

49- Questi diceinollre che forn convento di copiosa libreria, e nella chie1

un magnifico sepolcro, con iscrizione dallo stesso Papa composta, fregiato di belli marmi, colla
Ja
gli

sa

si

fece edificare

il

sepolcro colla prori-

pria statua ginocchioni avanti Cristo


susci tato e
s.

statua del caidinale,

il

tutto spedito

(\a

Mi chele arcangelo (suo nome battesimale e ritenuto nel farsi domenicano) e dai
lati
...

Roma.
ss.

In questa citt e nella chiesa della


s.

altre statue,

con

epitaflio
.

Trinit de' Monti, per gratitudine

ove

si

legge

die mortis universalisq re-

Pio

pose un sepolcro di

marmo

al car-

surrectionis

dinal Ridolfo Pio di Carpi, nell'iscrizione

prae oculis habens a die assuniptionis suae ad apicem apostolatuni


vonunifiiluni islud erigi mandavi ipro ca-

chiamandolo socio
tolica verit.

nella difesa della cat-

Le

iscrizioni di

Paolo IV,

e de'duecardinali le riprodusse

Girolamo

Catena, F^ita di

Papa Pio

/'',p.

^9

e seg.

Vaticano, senza pompa le sue ceneri vennero portate nella 67t/esa di s. Maria degli Jngeli [F.). || suc/if 'deposto nel

Pio

cessore

s.

Pio Fdi Bosco domenicano, da


la

cardinale eiasi appareccliiata


ja avanti
i

sepolto-

gradini dell'altare maggiore

della chiesa di s.IVIaria sopra

Minerva,

."

suo
cui

titolo cardinalizio,
si

con iscrizione in

chiama titolaredi s. Sabina, esi legge plesso Marangoni, Delle cose gentile' scile p. 4 ^.No^ceiislerram terme se reddilnrnii oh certnm resurrectionis snem in Virginis Dei Genitricis tempio, ctijns et sanclorum ne pioruni vn'tnlniincupiens adiiirnri siiffrngiis, lume sihi lociini vi

davere suo reponendo quando divinacelemenliae visumfueritpsuni asaeculonequam er/^jere.Sebbene ordin che vi fosse portato il suo corpo, Dio volle glorificare pi nobile sepolcro di s. Pio V con un quelli da lui preparati da cardinale e da Papa, imperocch e come notai nella biografia, Sisto V da lui elevato al cardinalato, non volendo togliere a Roma tanto tesoro, dal Valicano ov'era stato tumulalo, lo fece trasportare nel magnifico monumento che gli eresse nella propria sontuosa cappella nella Chiesa di s. Maria Maggiore j quindi Innocenzo XII fece estrarre il cadavere a pie del deposito, ed
elevare nell'urna a venerazione de'fedeli,
nella quale occasione essendo stato rivestitoli p.

vens

statuii, in

quo cadaver,

curri

smini

don
to.

ohierit dieni,

aetati siiae

Dipoi nel

60 1708

poni cw avil anniiin agen.i et hunianae salutisi 5(')4fu l'iscrizione restaurata

Cloche generale de'domenicani, la mitra e la croce del sanGregorio XIII fu sepolto in Vaticaal

Papa

dai Ghislieri suoi parenti. Divenuto


edific in Bosco

Papa
a'suoi

un gran convento

domenicani, intitolandolo alla ss. Croce, ed a tulli santi del suo ordine, con peri

no presso alla cappella da lui splendidamente edificata, e poi collocalo nel mausoleo eretto dal pronipote cardinal GiacomoZ?0'JCom/7<7g'/?o, a istanza diClemenle XI, il quale nel 1720 si rec allo studio
dello scultore cav. Rusconi in via Felice a

petue entrate perch comodamente vivessero 100


frali.

vederlo lavorare. Sisto

V morendo pel
Vincenzo
e

.
r

Don

la

chiesa e

la

sagre-

nel palazzo Quirinale a'27

agosloi590,

stia d'insigni reliquie, oltre

quella della

pure peli.ebbe
stasio,

suoi precordi tumulati

vera Croce, di preziose colonne, di eccellenti

nella vicina chiesa de'ss.

Ana-

quadri, di vasi d'oro e d'argento or-

nati di gioie, e di paramenti fregiati di ricchissimi ricami, e dal re di

corpo in Vaticano, donde nell'anno seguente a'20 agosto fu traspored


il

Spagna

al-

lora sovrano di sua patria, ottenne

am-

struito incontro a quello di

pio privilegio d'esenzioni, eguali alla certosa di Pavia, ed a


s.

superbo mausoleo eh' erasi cos. Pio V nella suddetta cappella. Urbano /'//consoli
tato nel
I

Pietro martire di
nella sua

3 giorni di pontificalo, tumulato in

Vadi
s.

A igevano, come riporta Catena

ticano,

venne trasferito nella chiesa

SEP
Maria sopra MiiieTva.nel dcpo'^ifo eiello (lall'aicicoiifialeriiila della ss. Annunziata

SEP
ronli e In

fnmosa cognata

d. Olimpia,

cl-il

defunto slraborchevolmeiile aiiicchiti,


prendessero alcuna cura
Varra

si

sua erede, nella propria cappella. Gretra le statue di stiic-

di faine custo-

g'or/o-Y/A'vennc sepolto in Valica no rinipetto a Gregorio XI


II,

dire l'albandonato cadavere e seppellire,


il

contemporaneo
si

di.i ri sta

Gi^li,
ri'

'i-

co gi servite pel suo sepolcro, ed Tunico deposito di stucco esistente nella basilica di
s.

proilotto da JNovaes nella Storia

IiivO'

Pietro, e lo descrissi nella bio-

ctnzo X , die perch volesse


rispose die
allri
lei

mand da

d.

Olimpia,

fargli la cassa e la coltre,

grafa.

Innocenzo

IX

venne deposto

nei

era una povera vedova; gli


si

sollerranei o sagre

grotte della basilica


in \ a-

parenti e nipoti, niuno


alla

mo'^se

Un

Vaticana. C7fme///c / ///.sepolto


ticano, ebbe
|)0

niuralore suppl
il

guardia del corpo,

riposo nel magnifico niolui

maggiordomo

fece per carit

una cassa
Segni, e-

numentoedilcatodaPiioloVda
sti

creato

d'albuccio, e l'ex

maggiordomo
T

cardin;de,nella splendida cappella da qua-

spulso dalla carica, pag


seppellire!
5(S,

scudi per farlo

fdjbricata nella

diesa

di

s.

llaria

JlJaggiore.

Leone A'/ dopo

"26 gio ni di
^

pontificato deposto in Valicano

poscia

venne collocato
to the
g'

nel bellissimo
il

monumena'

Tutto lipoitai ne'vol. VI,p. XLl,p. 166. Xtlla p. 2 biografia di.ssi die poi nel 1677 fu Irasportalo non nel nobilissimo deposito (In

XXXVI,

innalz

pr- nipote cardinal

cui descrizione retlificai nel voi. LI, p.


della magnifica sua

87)

Roberto Ubaldini. Paolo /'mori


1

28

Clvesa di s. ^gnfse

gennaio 62 le fu portato in \'alicano, da dove a'3o gennaio 1622 venne Iraslato


nel magnifico sepolcro che vivente erasi

inpiazza /V^(^7ro//i7(clieoiaspIendidHnienle si restaura, massime nell'indorature, avendo riparlato dellesuecampaneeoro-

fabbricalo nella piopria


pella, incontro

memorata capIII,

logi nel voi.

aquellodiClemenle \

pia

la

LIX, p. 33), ed esistente soporta principale; ma bens nella


s.

Gregorio Xf^ fu seppellito in Vaticano, quindisecondoisuoi voleri vennetiasportato nel

piccolaepiivala sua cappella di


sca

France-

romana, situala
s.

nella

medesima, prescassa incastrai

monumento

erettogli dal nipote

so l'altare di

Sebastiano, incontro Talla

cardinal Litdoiiu^ueWi Chiesa dis.lgnazio

lare della sanla,essend(i


nel

puie da

lui falibricala,

ove

si

vede

il

muro

e cnn iscrizione

marmorea.

I^

Papa sedenlesolto baUlacd)ino:il


del cardinale scolpito in

ritratto

siccome

in

questa chiesa

fu battezzata s.

medaglione so-

Francesca, quale sua parrocchia, non che


cresimala, credo che
l'altare sia
il
il

pra l'urna dello zio, ed egli giace nel soltoposto pavimento, ove pure
gentilizia della principesca

vasoesislente sotto

tomba famiglia Lnla

suo battesimale, cio quello

dovisi^f'.).

Lrhano

///fabbric

in

Va-

a p.

che ricord Cancellieri nel suo I\ercalo 207. /llessandro J II nella fanciullezza fece disperare di sua vita,

licano un iionumenlo alla gran conlessa

per cui
al

/l/rt^Wf (/ .)eminentemenlebenemerila
della
il

si

fece acquisto della cera pel funerale;

s.

Sede, anche per averne amplialo


l^enedclto di

appena divenuto Papa


suo Icllo
la

fece poire

.^olto

pi

incipalotcn)porale, facendovi Irasporle

cassa nella quale sarebbe ri-

lare

sue ceneri
.).

tla

s.

il/<7-

posto diventilo cadavere, per aver piesente sempre


la

tOK'ai^

Il

Papa egualmeiite'ebbe lomlui

morte opra questa


:

cassr

ba
di
di

in

Vaticano, nel sontuoso moiiiiuento


oidinatu 5 mesi prima

o arca,

anagramma

di vz/v?,

Gregorio de

bronzo, da
moiire.

Pina

limocemo A mor^nel Quii inalealmodo dello


nella biografa, e privutamente
tu liasporlnlo al Valicano, senza

p. 7 de' suoi componimenti fere nn epigramma. Inoltre alla medesima nllusc l'iscrizione che in Campidoglio po^e
il

senato

romano nella pompa

tK-l

possesso

che pai

ddl'apa alLntcruno,cheM liggeinCancd-

112
lieri,

SEP
Sfnrin fJe'poxst's^, p.aGi.Novnes dinella

SEP
Canfelml,\\ quale eresse a Innocenzo X TI

ce laca<sa (licipiessOjCancpIlieii dijjiom-

medesima cattedrale un magnifico


istatue per ordi

bo

5o7, angiiingendo che beveva in tazza d'argeiito nel cui mezzo era scolpita
a p.
testa di niorlo, la

cenotafio di

una

quale fece dipinsua

marmo, con namento, un medaglione tratto del Papa di mezzo


pide su bel
tefice,
il

rame

col rila-

rilievo,

con

gere sui

piatti e scodelle di terra della

marmo nero e l'elogiodel Ponp. 7,00 l'ab.

mensa. Jlexsandro /^//rusepo!t(in Vaticano ne! mausoleo scolpito da Bernini.

quale riporta a

Lo-

Clemente
caiio di
vi (osse

IX essendo stalo canonico e


in

vi-

s.

Alalia Maggiore, nidin die

Memorie degli arc\'escovi della s. chiesa Napoli tana. In Roma poi, nei primi del pontificalo, Innocenzo XII ereto nelle

tumulato

piana terra

e nel sot-

gual mente pensosi sepolcro, e

si

fece eri-

terraneo innanzi l'aliare pontificio, colle


parole incise sulla lapide: Clementi^
rinerrSjG con quelle altre parole che

gere nel Vaticanouna modesta urna senza

IX
ri-

ornamento. nel 2. "arco della basilica dopo


la

cappella del la Pie tao presso quel lo del la

portai nel voi. XII, p. i'. Trasportato dal Vaticano nel detto silo, il successore

cappella delss. Sagramento, eperepitalo


il

semplice

nome

e quello di sua dignit.

e sua creatina Clcinenlc X, presso


ta
iin

la

por-

11

Piazza che nel suo pontificato pubbli-

maggiore, per grato animo

gli

eresie

marmoreo mausoleo rimpettoaquello


deviente

c V Eusevologio romano, a p. xt del proemio dice che il Papa rinnov cos la menilaf vaniialnm , et

di Nicol IV.

X riposa in
dopo

nobiessere

lissimo deposito in Vaticano,


.stato
il

moria dell'apostolico documento: f^aomnia vanilas. Diil

catlavere

come quello de'prede-

poi

cardinal Pr/r/7,dal

Papa ammesso
modi, con
gli

cessori sopra la porta della cantoria, in-

in prelatura ebenefcatoinallri

nalzalo dal cardinal Palazzi suo nipote


adottivo. Innocenzo

raro esempio quanto alle circostanze,


edific
la

XI

\\\

Valicano ehdalla rico-

un eleganlee nobile mausoleo,coli

be un

])eliissimo

monumento

spesa di ciuli

-2,000, secondo

il

de-

noscenza d'Innocenzo XII, che da lui avefa ricevuto la porpora. Ad Alessandro

sctilto dal n.''45()6 del

Diario di

Roma

del

munifico nipote cardinal OlioIoni eresse un grandioso depositodi bronil

FUI

747- Clemente
I,

XI mor a' 19 marzo


il

172

e fu sepolto sopra la porta delia

cantoria, ove era stato

cadavere d'A;

zo, e poi fece questo

esprimere dal celedi


fli
s.

lessandro Vili

al

dire di Novaes

se ci
il

bre incisore Ferdinando medaglia monumentale


tro,

Urbano, in gran diameil

esatto, ne viene di conseguenza che

cadavere d'Innocenzo XII


tosi,

fu

immedia-

con

lo

stemma

cardinalizio, e

suo

nome

in giro:

Petrus Card. Otdiobonuf

S. R. E. Vicecnn. Patruo I^lag. Bene.'


inerenti Posuiti'joo. Nel rovescio rin-

novata l'effigie del Papa, ma in camauro, mezzetta e stola, nella quale ricamata
la D. Vergi ne col Bambino. ///ioce/jso A'// quando da cardinale diveiinearci vescovo

di Napoli, subito nella metropolitana

si

tamente collocato nel sepolcro preparae che il solito luogo rest vacuo per circa 2 tanni, quanti quasi ne regn Clemente XI. A'20 marzo 172' il suo cadavere, giusta la sua disposizione, sebbene vivente il successore e secondo gli anteriori qui riportati esempi, fu tumulato in mezzo al pavimentodella cappella del coro, con l'iscrizione da lui dettala al nipote cardinal Alhani arciprete della basilica,

fece

il

sepolcro,

il

quale ancora
il

esiste in
il

mezzo
\i

alla chiesa tra

pulpito e

trono,

lasciando

al capitolo, ih cui

era sta-

ed formato di marmi e bronzo; sollo

to vicario e canonico, la cura di aggiun-

ma

una piccola camera di circa 2 palmi, leslafa vuota perch mor in Roma e Papa. Liesse in successore il cardinal
i

gervi

il mese e giorno di sua morte. D. O. M. Clementis XI Pont. Max. hnjw;

sacrosancfae basilicae olim f'icariusyd

SEP
pnstea rnnoniciis,
Ohiil die
li

SEP
vivensponi jii^ait.

ii3

sihi

grime.Dipoi

la

cassa fu traspwlata

a4ore

anno

saluteni 179.0. Stdil


?.o.

di notte nella basilica di

Laterano, indi
lui e-

Orale pr eo. A questo gran Papa, sebbene avesse creato


pontificntn annos

sepolto secondo

la

sua prescrizione nella

sontuosa cappella e
retti, e

monumento da

70

cardinali, fra' quali


il

il

dello nipote e

deporto nella magnifica urna di

allrocsalt

siJccessore,ambe(lMeiiccliis-

porfido che anticamente stava nel portico

simi

come

l'altro

principe nipote, niuno


l'urailli

pens a premiarne

e le

magna-

Pantheon, per essere stata trovala nei propinqui scavi,ecredesiappartenessealle


del

nime sue
ria

gesta con

di lui. Forse

un monumentodegno temerono pregiudicare la glolui

terme
e

di Agrippa,altri

dicono

alla

tomba

d'Adriano,comedissi
i

di sopra. Il
il

coperchio

che

gli
i

deriva da quello da

disposto.

piedi sono moderni,

cuscino postovi

Invece
liia

Giansenisti

(f^.), accesi di

rab-

.sopra e sul

quale posa

il

triregnodi pietra

per averli Clemente

XI conquisi colla
gli

di

paragone, contornato da frangie con

celebre bolla Unif^enilus^


nel congresso di

composero

suoi fiocchi alle punte di metallo dorato,

simo

Grenoble un scelleratisnon si pub leggeresenza ribrezzo nel Progello di Borgo Fontana, infame monumento de' compilatori che
epitaflio, che
vi
si

come lo il triregno. Di questa urna o conca di bellissima forma,Cancellieri riun'i

diverse erudizieni nel Ulercalo.p. i.^G.


statua del

La

Papa

vestita degli

abiti

sottoscrissero.

Ma

gl'iniqui sarcasmi

pontificali sta seduta in atto di benedire, e sotto

le

bestemmie
i

degli erapi

sempre forma-

ha un piedistallo
di

di

paragone

rono

pi splendidi elogi agli ingiustae calunniosamente biiisimali. In-

questa fu gettala in bronzo dal Giardoni


sul

mente

modello

Maini. Le statue
la

a' lati,

nocenzo

XIII tumulato
incontro
al

in \ aticaiio, la

rappresentanti

sua principesca famiglia

lo lanci in

un'ur-

danza
la

na

di stucco,

sepolcro della re-

meglio la nosculturedi Monaldi. Rimpetto


statua di

Munificenza e l'AbbonCarit con due putti, sosi

vede

gina Cristina di Svezia (principialo da In-

marmo
il

in piedi, del cardinal

nocenzo XII e compilo da Clemente XI),

]Veri Corsini
i

seniore e zio del Papa.

Ma

dimde

nel

i(S3()

fu portalo nelle grotte


di

cadaveri d'ambedue sononella cappella

\'aticaiie, pel

monumento
1

Leone XII.

sotterranea. Benedetto A//'eressedue sepolcrali


s.

Brnedettn .\ filinovi a

8 febbraio i 780

e fu riposto sopra la porla della cantoria,

Lorenzo

monumenti, uno nella Chiesa di in Lucina (^.) al cardinal Das.

da dove e vivente
braio
s.
1

il

successore i'12 feb-

via, l'altro in

Francesco di Paola

dt'nii-

738 venne traslato ue\hChiesa di Maria sopra /ilinen-a de'suoi domeun monuco-

/miai prelato A ntonM.'P(i//<zi'/cj'jo(^^.)


per avere virtuosamente ricusato
il

car-

nicani, in esecuzione del da lui ordinato.


vSiccorae era stato deposlo in

dinalato. Dia mbeduesi tra Ita nel n.38-o

L]e\DiariodiRomadei';4'y.,euen.i\iS
e

mento

di stucco, poscia

cardinali da lui
ili

^iS\

del Diario di

Roma

del l'j-l^.

creati gliene eressero

imo

marmo,

Morto Benedetto XIV

fu sepolto in
il

Vacar-

me descrive

il

n.7r)8T del

Diario di Ro-

ticano nel consueto luogo, quindi

ma

deli7r)8. Clenicnte Xll, morto a'6 febbraio I 740, l'u collocato sopra la consueta porta della cantoria, e viventeil successore fu calata
la

dinal Portocarrero suai.' creatura, stabi h di celebrargli nel

Valica no esequie an-

niversarie finch

gli

durasse

la vita

in

cassa a'20 luglio

74^1

seguilo questo pio e riconoscente costu-

previa

formale ricognizione che ricordai nel voi. VI, p. 20 I, dicendo che nello
la

me fu Roma

praticato dai cardinali presenti in


al

Papa che

li

ha creati cardinali
43, ove pur

scuoprirsi

la

faccia dal

Parente {f.)
il

ni-

e nella chiesa ove trovasi sepolto, di che


trattai nel voi.

pote cardinal Neri Corsini


ricoprirsi
si

guiniore e nel
di la-

XWlll,

p.

sciolse in

un profluvio
"^
r:

dico di quelle eziandio anniversarie che

VCL. LXIV.

ii4
il

SEP
procedette
il

SEP
Ira^^porto dei mortali avanzi
la
il

successore celel)ra ni pre(lfcc<!?ni-e nella


[)ii

cappello palaliiia. Di

cardinal Por-

del gran Pontefice;

magnifica e son-

toeaiiero odr mia considerabile

somma
cardi-

tuosa [)ompa funebie dell'ingresso in Ro-

perinnalzare un moniinienloa Ccnedelto

XIV,

ci

che saputosi dagli

allri

nali di qiiestoPapa, vi vollero

nobilmente

ma ricevendolo sulla porla del tempio Vaticanoe con raroesempio, il degnosuccessore Pio VII, che nella basilica gli ce,

concorrere,

come

si

legge nel n.^G^By del


i

lebr solennissime esequie con orazione

Diario
e

(li

Eonta

del

ySf), e ne'n.i

Sojy
i-

funebre, dopo Informale ricognizione del

8o65

deliyGt). Vi fu posta questa

cadavere eseguila nella cappella del coro.

scriziono: BenecUcto

XIl^ Pont. Max.


ebbe ad

S.

Terminate

l'esequie, la cassa

come accenin inor-

R. E. Cardinalts ah co creali. Clemente

nai fu situata nel luogo solito incontro al

XIII sppuUo
mio

nel Valicano,

esiil

deposito d'Innocenzo

1,

finch

scidloic del snosu[)eibo deposito

Fidia de' nostri tempi (Canova, eseguilo


d'ordine de'suoi nipoti, di che parlai pure
a Rezzonico famiglia,
la testa

venendo riguardala

per una meraviglia dell'arte, de-

tediPio\ Il venne trasportata nelle grotte Vaticane avanti la tomba del principe degli apostoli, secondo gli ardenti desiderii deldefimto.il cuore poi ed precordi furono riportati a Valenza con conveniente
\

minore conventuale del Chiesa de' ss.XII Apos(oli[l.),e poi cardinal titolaredella medesima, essendo morto a' 22 settembre
viente
^

XIV

gi

accompagnamento, onde soddisfare al pio


desiderio de'valenlini e del loro vescovo,
nel n)odo riportato altres nella biografa,

convento presso

la

quindi furono collocali nella catte-

y^4> '''^^S"^ subilo metterlo nella cassa, avendo il cadavere perduto la forma umana pel suo disfacimento. Pertanto fu esposto cos nella cappella del ss. SagraI

drale con

marmoreo

cenotafo. Per cura

del nipofecardinal Bra<ichi,\\C'dUo\; scolp la statua colossale del

Papa,

la

quale

dipoi fu stabilita in sione [V.) di


s.

mezzo

della ConfeS'

mento
nel

del

modo

solito sopra la porta

tempio Valicano, e collocato che con-

Pietro, a'

28 novembre

duce alla cantoria, archivioevestiaiiodella

1822. Su di ampia base d marmo, che di poco s'innalza dal piano, genuflesso
il

cappella Giulia,

donde

poi nel

1802
di

Pontefice in atto di orare divoloe colle


:

per dar luogo

alla cassa

mortuaria

Pio

mani giunte
che
fissi lo

ispirato
alla

VI, fu trasportato nella detta chiesa a 6 ore di notte privatamente, per evitare le
spese occorrenti nellesolenniTr^.v/dz/o/i/,
e depositato nel
gli

sguardo

il bel volto, e par veneranda tomba

del principedegli apostoli, cheogni giorno


visitava, abitando contiguo palazzo. Si appoggiano le ginocchia su ampio cuscino pure di marmo, e la maestosa [lersona
il

mausoleo marmoreo che

avea etello con l'opera del


la

sommo

Ca-

nova
fu

riconoscenza di Carlo Giorgi. Pio

coperta dell'ampio manto pontificale

se-

/^/detronizzato da'repubblioani francesi,

minato
sato
il

depoitaloiu Valenza

di

Francia, ove

con ricami, essendo potriregno sul lato destro. Sopra una


di stelle e

Ira'patimenti rese la sua grande

anima a

fascia della

base

si

legge l'epigrafe da Pio


:

Dio.lVellasua biogi'aiia e articoli analoghi


raccontai comealla meglio fu supplito al-

leceremonie funebri e a'funerali. Dipoi

il

successore Pio VII ottenne che in soddisfazione del desiderio del venerando pre-

decessore,

il

suo cadavere ed

suoi pre-

cordi

si

portassero in

Roma.

JNella stessa

composta Piiix ' I Braschiii<; Caesenas. Orale Pro Eo. Il Papa Pio VII dopo morto fu posto nel solito luogo, quindi alla morte del successore temporaneamente fu portato nelle grotte Valicane, e poco appresso venne collocato nel monumento erettogli dall'amore del gran
slesso

VI

biografia con tulle quante le interessanti


particolarit narrai, come decoroiameute

cardinal Consalvi suo Segretario di stalo (^.),ecou questa iscrizione Pio VlICla:

SEP
ramonlio Caexenati Pontifri Maximo, Hercules Card. Consnlvi Romamis /Ib

SEP
chiaro artista, nel rappresentare
il

IISal-

vatore sedente in Irono colle braccia aperte,

Eo

Ciealtis. Nel voi.


ia

XXVI II,

p.

)") ri-

che liceve l'anima


d.ii ss.

di

Pio Vili, a

lui

portai

descrizione del sepolcro e

l'iscii-

presentata

Pietro e Paolo che gli


la

zione preparatasi luliSio


nella

in Monticelli

sono

ai lati;

mentre

statua del Papa,

Marci, da nig.r Annibaledella C>eiiga, che divenuto Leone A'// ordin d cseie ttiinnlato in Vaticano avanli s. Leone I, con iscrizione pi- da lui sciilla e che
riprodussi a p. 261, e
il

vestita del

manto

pontifcio, in basso ge-

nuflessa propriamente sopra la suddetta

porla, e col triregno da una parte, viene


espressa in atto supplichevole verso Colui
di cui fu

dopo

esseie stalo
della can-

suo cadavere sopra

!a [)orla

cesse

de^no vicario in terra. Gli sucGregorio .Y/'/creato cardinale da


e per alTcttuosa riconoscenza

toria, fu esegnila la

sua disposizione. Pio


sito oc-

Leone XII,
gli

Vili

subentr dopo morto nel

eresse in Vaticano quel


descrissi

monumento
ne' voi. XII,

cu[)ato dal predecessore, ed alla

successore fu trasportato nelle


licane.
Il

morte del grotte Va-

che
p.

con l'epigrafe
III, p.

3o2,

XXV

26
si

I,

il

quale

il

Papa

suo segietario di stalo cardinal


nel

volle vedere

mentre
si

lavorava, per cui

Giuseppe Albani^ morendo


chiesa di
s.

1834

or-

a'2? agosto 1 836

reco in via Felice allo

din nel suo testamento diesi facesse nella


F'ietro a

studio del valente scultore

sue spese un

monuil

seppe de Fabris che ne


sti

fu l'artefice.

comm.r GiuQue-

mento
de
di

sepolcralepel Fapa, islituendoereliberi

per
il

comando
pure
il

del Papa, ed eziaiuliu co-

gran parte de'suoi beni

I*apa

me

precedente a tutte sue particolari spe-

-pro /e/pore,<la erogarsi in

gorio

opere pie. Greprov gran piacere per (|uesta disposizione, echiamatoa seil suo 2. "aiu." tante di camera Candido Bultrini, giii

se, scolpi

monumento che pose nel-

XVI

del defunto,

amoievolmentegh
l'articolo
t

lesse a
il

sua
de-

Maria Maggiore al suo aroico mg. ^Antonio .M.' Traversi patriarca di Costantinopoli, dopo avergli fatto celebrare solenni esequie, tutto avendo dela basilica di s.

compiacenza
stina to

riguardante

scritto

menu mento,da elle

tua rsi per do-

ne'vol.XN lll,p. 106, XXVIII, p. 5g. Ecco due irrefragabili teslimoniaiwe,


il

po

la

morte

del principed. Filippo Albani

come
ri

grand'animo

di

Gregorio XVI, a

fratellodel cardinale. Questa avvenuta nel

fronte della ristrettezza de'suoi parlicol.i-

novembre 18 52, il regnante Pio IX (che con breve de' 2^ agosto i852 confer al
conteGio. Stefano Castiglioni, gonfaloniere di Cingoli e nipotcejr/r^/rf di Pio Vili, e da cui avea licevuto l'episcopale consa-

mezzi pecuniari,vivanicnteeconairclto

sentisse la gratitudine e l'amicizia. Passato

grazione quand'era cardinale,


iiiarchesetlelBctoiilano, di
ruraIe,liloIo estensivo

il

titolo di

a miglior vita ili. "giugno 1846, il suo cadavere fu posto nella consueta nicchia, subito numerosi cardinali da lui creati (gli enumerai nel voi. LV,p. 3oo), come rilei

lui lenimento anche a'suoi disceni

vai nel voi. LI X,p. ySjgeoerosameiite de-

cretarono erigergli nella stessa basilica un

come riporta il n. 2 5 df Giornale (li Fionii del 852),in(licommise nll'esiniio scultore e professore catdenti primogeniti,
I

magnifico

monumento marmoreo. Ne
felici

fii

allogata l'esecuzione allo-icultoreroinaiio

Luigi Amici, bravo artefice di


ranze,
il

spe-

leilratico dell'accademia di

s.

Luca, conipor-

quale egregiamente
(Igiu-e della

sta ultim.iu-

hk' Pietro Tenernni, un decoroso mar-

do
del

le

grandiose

Prudenza e

moreo mon luiiento da collucirsi sulla


la interna della sagrestia
la

Tempo, chedovranno

tarea'l.iti ile la

Vaticana, con

26,000 scudi, come si dice. Il mausoleo si comporr di gratuli statue,


spesa di
.j.

maestosa e bella statua colossale del Ponlellic, la (piale gi compita va a collocarsi


nel

monumento.

11

bassorilievo rappre-

olire gli acccssorii.CoQsisle

il

coacelto dei

senta la Propagazione della fede, col

Papa

iiG

SEP
11

SEP
vice-

sedente in trono e molte figure.

(Roma

oggi IO

r regnante d'Egitto volleconlribuirvi con

giunti alla

novembre 8x3. Appena consueta mia revisione questi


1

massi di prezioso alabastro, per l'urna e


pei"

stamponi,
to, ed

tni feci sollecito

d'informarmi

l'ornamento del deposilo, della


che
il

slessa

dello stalodeldesideratissimo

monumenstatua del
si

speciede'donati dall'a voal medesimoPontefice (ci


I

eccone

il

risultalo.

La

descrissi nel voi.

XXI,

p,

Pontefice ultimata, e sabato


rei

decide-

08

e seg.),
s.

quale

vi

abbell

la

sontuosa
di
il

sul

giorno del trasporlo e della colloal

basilica di

Paolo, e

4 gi'andi colonne

cazione

posto;

la

scultura del leslo del

esso oia sovrastano l'altare papale, e

tabernacolo antico.
della B.

11

monumento fu edigran

ficato dalla parte dell'epistola dell'altare

Vergine
p.

del Soccorso, nella


(della

cappellaGregoriana
voi.
I

quale parlai nel

monunoenlo procede regolarmente, ma sembra che non sar compiuto che per la met del i855). SE\^Om\]Vy.\ySepulinra,Sepulcrum. Luogo dove si seppelliscono morti, e l'ati

LV

2G6) costruito da Gregorio

to slesso del seppellire, cio

il

mettere

XI l,che sotto l'altare vi colloc solennemente il corpo di S.Gregorio Nazianzeno,


precisamente ov'era l'organo, il quale nuovamente doralo ne'suoi belli intagli, ora

corpi morti nella sepoltura.il sotterrare


e porre sotterra
i

caa\ev\,ftinernt'io,iu-

innlio, sepelire, tumulare, luiinare. Sepol-

tura sinonimodi iSVpo/cro,


taphiiui,

il

quale viene

meglio corrisponde all'opposto lato della cappella del ss. Sagramento; restando la
penta di trapasso e comunicazione tra
le

detto in Ialino da MorceW, Bustitni,CenO'

due cappelle
essa
il

del

ss.

Sagramento

e della

B. Vergine, appunto elevandosi sopra di

Cond loriurn, Hypogeiim, McMonumeilum, Monimentinn, Reqitielorum, Sarco phagii ni, Sepulchrum, SepoUnra, Sepulltira, Titulus, Tumulus.
vioria,

mausoleo sepolcrale. Essendo inolmuraria e architettonica, si trov opportuno di collocarvi il corpo di Gregorio XVI. A lale cHetto nella sera maggio 853, alla presenza del cadegli
trala l'opera
I
I 1

Avello sinonimo di sepolcro e di sepol-

tura,secondo

gli

autori del Dizionario del-

la lingua italiana j

ma

Muratori nel Ca-

talogo dell'origine di molle i'oci italiane,


Dissert. 33.^ dice ch' meglio dennitol'/^i'cllo,

pitolo Vaticano, del cardinal Malici arciprete, de'cardinali Altieri e Ugolini, co-

per arca o cassa sepolcrale, ne


sia

ri-

porta erudite ragioni, e crede che

la pri-

me

|)reposti alla

costruzione del

monu-

mitiva sua derivazione


In dello Dizionario
si

da Lahellum.

ncnto, e di alcuni personaggi

cheneave^

qualifica la

Tomdis-

vano

fatto

premurose

istanze

fu calala
il

ba, per sinonimo di Sepolcro, Vivc&ase^'


]^t\\\ve,

dalla nicchia la cassa contenente

cada-

caverna, arcasepulchralis. Si

vere di Gregorio XVI.


gale ricognizione de'

Fu

quindi

fatta le-

sigilli

delle 3 casse

che furono trovati intatti, laonde non si aprirono (luelli della 3." cassa. Questa riposta nella seconda esigillata, si pose nella prima, rinnovandosi egualmente sigilli.
i

Col

solito rito

commovente
la

della Chiesa,

processionalmenle segu
fu portata
la

traslazione e
e

cassa al

monumento,

dopo

stabilita nel silo destinato

raria,

si

die termine alla

con opera mugrave funzione.

Sarcofago il sepolcro in cui riponevano cadaveri che non si volevano abbruciale. Derivato questo vocabolo da due parole greche, Cf7/-e e w^/igiarc, per cui il sarcofago sembra significare mangiatore e divoratore di cai ne. Plinio d'avviso, che quel nome abbia ricevuta la sua origine da una pietra che Irovavasi nella Troade, e in cui si flicevano sepolcri o le urne sepolcrali, a case dagli antichi
i

gione delle sue qualit caustiche, e della


propriet ch'essa avea di consumare in

L'urna donde

fu tolta la cassa, fu lasciala

con l'iscrizione, che per esem|iio riportai in principio,

Giegorus

X/I F.

M.

il

poco tempo lecarni. Quella opinione, dice Milliu nel Dizionario delle belle ani

SEP
sfata
le

SEP
deldi-

117
intro-

ammessa

nella

maggior parte

coricali fossero sul

coperchio de'sarcofagi.
s'

opere degli antiquari.


i

Non sembra,
i

Verso

il

3. secolo di nostra era

c'egli, tuttavia
si

che romani, presso quali


trovali
i

dusse l'uso de'sarcofagi di grandezza colossale, capaci di

sono

pili

comunemente

sarco-

conleneie un'iutiera
[li

fa-

fagi, abliiano

conosciuto l'uso di quella

miglia. Essendosi applicalo

conjune-

pietra,eil vocabolo5arfq/?7go

tosto

non
le

essere altro che

sembra piutuna espressione


il

menle
vati,

il

nome

di sarcofagi alletondje in

generale, specialmente a'scpolcri de'pri-

allegorica, per indicare che

sepolcro con-

ne'tempi di mezzo
lutti
i

si

prodig questo
que'sardi bel-

suma

carni, perch

il

corpo

umano

vi

nomea

sepolcri,

massime delle perillustri, e

rimane elTcllivameute distrullo. Siccome la pietra calcarea possiede una qualit caustica, per cui si adopera sovente la calce e il cloruro per consumarci cadaveri e per disinfeltare cimiteri, cos non pare .strano che in qualche pietra calcarea della Troade si fosse riconosciuta questa quidil in un grado [)li eminente, e che quindi fosi

sone e delle famiglie pi


cofagi, privi sovente di

buongusloe

lezza artistica, furono sopracca ricali di bassorilievi,

d'ornamenti d'ogni genere, di


di

Stemmi (^.),
ad indicare
si

embleui, d' Iscrizioni

(/ .), le quali cose per lo pi servirono


la

barbarie de'secoli, ne'quali

erano

eretti

que'monumenli.

Il

Maran-

se stata applicata pi particolarmente all'

goni, Delle cose gentilesche e pi ofane Ira-

uso di riporvi
si

cadaveri, che in essa

sportale
se. Ira
i

ad uso e ad ornatnento delle cinevi

consumavano. Notai a Ferentillo, che ivi una terra che in


pi facilmente

queste

annovera eruditamente
i

sarcofagi e urne sepolcrali,

monumenti

24

Ole disecca

cadaveri, e

glio delie

mummie.
si

lende meLe urne o casse seli

marmi

d'ogni specie, prima purificali


eorazioni. Dappoichgli ani

coll'aspersione del l'accj u benedetta, e con


altri sagri riti

polcrali, che

chiamano
i

saicofagi, eradi

no
s

di diverse pietre,

specialmente

maraltre-

tichi fedeli trasferirono

sarcofagi,

le

urne
le
i

mo o
di

di porfido;

greci ne

aveano

eallri

monumenti

sepolcrali nelle chiese,


gli altari
i

legno assai duro, resistente all'uquercia,


cipresso,

per collocarvi sotto

coipi e

midit, e specialmente a quest'uso ado-

reliquie de'santi, (brinando con alcuni


fonti battesimali; e de'pii antichi e
ravigliosi,

peravano
cedro, e

la
il

il

cedro, cio
(piali

il

pino Vi

meo

ultimi per

per

la

materia e per

l'arte,

non potevano passare

tra'Iegni duri.

per pregi

storici, ci

diede interessanti de-

furono altrecas^e sepolcrali di terracotta, ed anche di metallo, e le prime furono


in

scrizioni; inoltre molti di tali

monumcnli
i

grand' uso presso


le

gli
si

etruschi

tuttora

furono adoperali per seppellirvi dcfunli cristiani, parlando Alarangoni de'sepolcri


eziandiode'crisliani,adornali talvoltacoii

per
il

casse mortuarie

adopera talvolta
gli altri legni,

cipresso,

ordinariamente

cammei

pe' personaggi

anche

il

piombo. La forma
al-

orduiaria de'sarcofagi quadrilunga,

e altre cose profane, ed ancora con lucerne dentro. Traila pure di alcune immagini, che sembrano d'idoli, usate

cuna volta smussali negli angoli e in forma clinica. I sarcofagi si vedono talora colla
statua o busto del personaggio che cunle-

da'moderni nelle chiese, per adornamento de' Cenata fi, e particolarmente dell'er-

me

e delle cariatidi (ilolle quali parlai a

nevano; spesso

la figura intiera

scdnla o

ScL'LTURA, arte che [irincipalmcnte e sem-

sdraiata,couie se assistesse a

un banchetto.
collocarono
i

pre fu impiegata per formare e abbellire


i

Vi sono sarcofagi

in cui

si

sepolcri),

ed altre ligure
i

quindi

fa la

due
late

sposi,

come pi anticamente mesco-

distinzione tra'sepolcri, e
sepolcri di

Cenotaf cio

o confuse eransi le loro ceneri entro un'urna o un'olla cineraiia. In alcimi vei

quali

apparenza e vuoti, dentro ai non giace il corpo del personaggio


solamente innalzalo
a

dousi

due

sposi rapprcseulali,

come

se

cui fu eretto, e

suo

1.8
e
fiisto

SEI'
il

SEP
LH.<!f;o(F.)

onore. DlcelMarangoni, che


il

rava, facendo scol^iire nella pietra


ziali di

le ini-

mondano, non

conlenlanclosi di

questa epigrafe

/1/o/2///r7i/<u/i/iO<;

trionfare de'cuori degli uomini, -ino cl'e

vivono
Ja loro

fra le loro

grandezze, anche dopo


far

morie vuole

pompa ue'loro

se-

polcri,
l.'jcri,

con adornarli per esprimere


;

di statue e di
le

simu-

doti e recccllonli a questo propo-

virt de'defunli
silo
si

onde

pu
Il

dire, ci che in altro senso dis-

se Tertulliano:

Qnaerinius laxum in poe-

nlenlia.
Ili

Buonarroti, nelle Osservazio-

sui meflaglloni antichi, spiega perch

iie'sepolcri

sono per

lo pii scolpite deit

haeredes non sequiinr. Se poi l'autore di essa voleva che fosse conosciuta per famigliare, alle parole .?/7/f e.yry, vi aggiunge va iihcrlis liOerlalnsane,\n riguardo che liberti ancora erano compresi nella famiglia, per quanto dissi a Protettore ed a Seul avo. Necropoli o citt de cadaveri, fu dato per nome ad una specie di sobborgo d'Alessandiia d'Egitto, perch in quel luogo eravi una grande qnanlil di giardini, di tombe e di case ove Irovavansi
i

marine
ch
essi

ne'

monumenti

gentileschi, peri

tulle

campi Elisi neirOccatio; ovvero perch tenevano l'elemento dell'acqua per principio delle vicende delle co<e, della vita e della moi'te. Crede poi che si ponessero grifi, come
credevano
esistere
i

iudjalsauiare
il

opportune e necessarie per corpi degli estinti. Quindi vocabolo di Necropoli diverse nazioni
le

cose

l'usarono

[)er

indicate

il

luogo ove eravi


di sepolcri,
i

una numerosa riunione


i

che

dedicati al Sole, costituendo in tal for-

ma

quella Nemesi o provvidenza arbitra

del le cose, e dispensa tricede'premi a'Jjuo


ni, e di castigo

a'superbi. IMaggiori erudi-

Polyandron, cio plnrimorum honiinum septdchra, cristiani Catacombe e Cimiteri (F^)- I romani e altri pagani fuori delle nuua delle citt [)er la pubblica Strada
latini dissero

Sepulchrela,

greci

zieni
li

ci

die Buonarroti nelle 0^5cri'rts?V)-

(f.) eressero lateralmente sepolcri, ed

sui vasi antichi di vetro, imperocch

primi per seguire l'uso lodevolissinio ac-

traila del mettersi le


sepolcri;

colonne quadre sui


cristiani

rennalo da Varrone,
et fiiis^e
et

De

ling. lai. lib. 6,

che quelli degli antichi

cap. 4'>: f/"0 praetereuntes

admoneant

fu solilo ornarsi di figure sagre alludenti


n cose de'defunli, fra le quali ve

Ulos esse mortales. Si dis-

n'erano

se

Cippo dagli antiquari, una mezza coiscri-

di quelle relative al

battesimo calla pep. Casi-

lonna senza capitello, per solilo con


strada a'viaggiatori e

nitenza; de'segni usali dai primitivi cristiani, e di quelli de' gentili.


Il

zione per servir di confine, o per additare


la
il

luogo della

se-

miro da Roma,
p.

nelle

Memorie

ci Araceli

poltura d'un defunto, e perci da alcuni

4o> discorre del pio costume e antico

disegnarela CVocealla testa del defunto; e

the nelle lapidi sepolcralisi trova talvolta scolpito questo segno di redenzione sino
in 3 e

anche pietra acwroncon iscrizione ricordava una persona ivi mancata a'vivi. Vi si scolpivano descrizioni descrittori fu delt.i

tica e colonnetta sepolcrale. Talvolta

4 luoghi, e d'ordinario una, cio


t.

notanti

terreni consagrati al sepolcro di


riferisce Mi
Ili

nel principio d(ire[)itafllo. Riferisce l'A-

alcune fa miglie,coni e

ni.

Leg2, p.
si

dami, Storia di J^^olseno

2, p.

2,

che

go

nel p.

Lupi, Dissertazioni par.


essi,

4 sorte o qualit di sepolcri ebbero gli antichi, cio comuni, privati^ ereditari^ tfainigliari ; per cui

yj, parlando
sprimono

de' cippi sepolcrali, che

trovano lapidi scolpite su di


essersi, oltre
il

che

e-

quando ne'marmi

se-

sagro terreno del


dote per
custola

polcrali s'incontra sibi e suis nelle iscrizioni,


tari,

sepolcro, o fabbrica in quel terreno, prov-

sono conosciuti per sepolcri eredil'

veduta dal fondatore


rustica,

la

la

poich con

eredit
la

si

trasferiva

il
il

dia del sepolcro, con farvi vicuia

casa

gius della se[)oIturaj

quale quando

con

stalla,

abitazione da alUttaisi,

suo istitutore

la

voleva privata lodichia-

orto e giardino, con curiosi Ildecommissij

SEP
occioccli dagli eredi nulla
Inli
si

SEP
alienasse di
silenzio della

119
dalle

lomba accompagnali

fabbriche. Si osserva clic l'aulica fore


gli

lagrime dell'amicizia, del desiderio, deil'amore, dell'ammirazione, della venerazione.

ma

oriiamcnli

de'ci()[ji

sepolcrali

li

lianno
ollari
;

falli [>igliar

soveule in iscambiodi
oai Dei Ulani (f^.):

Per sepollura
i

s'

intende
il

il

diritto

essi

d'ordinario erano consagrati

di seppellire

cadaveri; per

rito e ce-

allc divinit infernali


la

remouie che si praticano in


il

seppellire; per

loro parte superiore sovente scavala

materiale, ove

morti

si

custodiscooo

forma di cratere, come facevasi degli nllaii. L'aigomento de' sepolcii ede'moin

e depongono.

La

sepoltura considerata in
il

questo senso, e secondo


slieo,

diritto ecclesia-

di

li

seppellire assai amplio, e lo Irai-

quel luogo

coli'

autorit del vesi

lai in

innumerabili articoli appositi o per

scovobenedello, nel quale


i

seppelliscono

incidenza; imperocch tulli furono


Jali

nella sepoltura, sia

tumuqualunque il voi

che santamente e cristianamenle sono defunti. Per dare un'idea


fedeli cattolici,
trattai de'sepolcri e del seppellire,

cabolo come venne chiamala, tranne


i

di-

degli articoli ne'quali pi particolarmente

Torali dagli animali, consumati dal fuoco,


i

edan-

distrutti in allri

modi, ed eocetluali E-

che per evitare a un tempo una lunga e*


assai prolissa

si

nodi ed Elia che non sono morti. Cosa deve rileneie sui ss. selle Z?o/'m/e/j//, si

digressione per

vasto e
ri-

svarialo

argomento, mi permetter
il

pu leggejlo in quell'articolo. Lo stesso Ges Cristo non volle esentarsi di scenlare nel
il

cordare

principale in essi riportato, e

negli altri analoghi articoli con citarli; olIre a ci, dir

s.

Sepolcro (^), e
perch

lo

pi gran santuario: l'iazza,


I

veneriamo Necrologia
es-

prima

di quelli
il

che hanno
seppellire e

relazione a quanto precede


la sepoltura.

p.

3, spiega

il

Salvatore volle

sere sepolto in sepolcro nuovo, con molti

oromati ed unguenti preziosi, e avvolto in un lenzuolo o Sindone (/'.), bench vi-

termine

IMoridondo parlai di quello che in di morire,che sta in /agonia (^.),

e della assistenza religiosa,

dopol'ammi-

vendo

fu tipo e

modello

di

profondissima

umilia. A Sepolcro de'romam Po.vtefici,


nel parlare di tutti, celebrai peli. "quello
di
s.

ftalico (/^.) e dell'^^ strema unzione [V.) con l'0//o (/^.) deDistrazione del
s.

gl'infermi

di quelli

che vollero morire

Pietro, per l'immenso bene e gloria


articoli di-

con l'abito Religioso

(f)

con esso

si

fe-

cheprodussea Roma. In molli


//

chiaraijchei sepolcri de' il/rtranede'iS"<z/z(/'.)

ceio esporre nell'esequie e seppellire, ed in altri modi umili e sulla Cenere (^.).

dierono origine a

illustri citt,

Del suono
visa
il

della

Campana
che
si

[r.)^ che av-

confusione dell'empiet de'tiranni, molli


df'qimli irudelmenle
li

transito gi seguilo all'altro

mon-

vollero privi an-

do; del

Lume (/^.)

pone

al

defunto
sepa-

die della sepollura. Egualmente grande


il

a' piedi, delle veglie


il

notturne precedenti
dissi eh' la

numero degli articoli in cui ragionai dei monumenli sepolcrali d'ogni nazione,gracondizione, de'rili e ceremonie usate
iid seppellire nelle diverse epoche;

funerale.

A Morte

razione dell'anima dal corpo, e fu costi-

ilo e

non

meno

de'sepolcri di grandi, edihcanti per

la loro semplicit,

per

la

sobriet delle

con sentenze di prfonda umilt. Moltissimi poi sono(|ueUi che lo splendore delle loro virt lascianiscrizioni sepolcrali, e

pena del peccalo de'nostri pronon uali (si ponno dire non nati, anche gli estratti dal ventre della madre, Comes. Raimotico yonnato, e^a^n GregorioXff~),e de'dne soli nati che non sono
luita in

genitori

morti

come
si

(ies Cristo vinse

la

morte,

colla propria morte. Che nel

momento che

do

nel

mondo

indelebile niemoria glorio-

l'anima

separa dal corpo, l'anima gi

grandemente sorpassa il fasto mouumenlale di cui luaucano; mascesero nel


sa, CI

giudicata per reternitlsia \t\Limbo[/''.),


sia pel

Purgatorio

(^''), sia

pel

Paradiso

I20
est redemplio!

SEP
dove nulla

SEP
il

(F.), sia per Y Inferno {V.),

Questo

gimlizio parti-

colare, poi vi l'universale nella valle di

che ne derivarono. De'cadaveri de'Papl, con tuttociche li riguarda, in unoa'P/ecordi (^.); de'cadaveri de'caidinali, imbalsamazione, tumulazione e altro. Talvolta dovendosi cadaveri tenere esposti
i

Giosafat,di cui nel voi.

XXX, p. 42. Delle

morti apparenti, e quindi delle precaumorti che tali realzioni nel seppellire
i

nell'esequie, ed essendosi conlradallo


volto,
si

il

mente

romani lasciavano insepolti 8 giorni i cadaveri prima di tumiilarlij e li chiamavano spesso per nome,
sieno, ed
i

come si pratica col Papa e altri principi. Che la morte si rammentava agl'imperatori ne'trionfi, e lo
si

mascheia di cera, simile all'edigie del defunto, anche Ira'crisliani. I romani conclamavano il morto, cio lo chiamavano per nome ad alta vofece uso della

ce, per

fa col

Papa

nella

coronazione colla Stoppa (^.)- Perch si chiudono gli occhi a'morli,e perch si rade loro la Barba {f'.)- Come romani proii

meglio assicurarsi della sua reale morte, poicli talvolta avvenne che porcadaveri sul rogo, mentre la fiamtati
i

ma

incominciava a
si

tar sentire

il

suo arsi

dore,

videro palpitare,

ma non
la

era

birono
nitori,

ai figli di

chiudere

gli

occhi a'ge-

pii in
la

tempo
lavava

di levarli. Perci

usarono
di al-

ma non
e,
i

si

osserv sempre, e ne
p.

precauzione, che dopo


si
il

morte

riparlai nel voi.


i

XXVIII,

20.

Come

cuno

gentili

cristiani
la

rappresentarono e

chiamarono

morte. Delie antiche Aga-

corpo con acqua caldissima accuratamente, per scuoterne la vitalit se ancor vivi, e chiamavano molle
si

pi, Conviti, Pranzi,

Laudi o Acclama'
si

volte acci

alzasse.

Qui noter, che

il

ZfOi(/^.) sepolcrali de'gentilie cristiani.

n.67 dei Giornale di


porta, che una

Roma
di

Nell'apoteosi de'pagani
chi del morto, e gli
si

aprivano
il

gli

oc:

dama

852 riVarsavia comdel


1

cacnbiava
i

nome

che

essi

riguardarono

lari

o 3Iani quali

guardie dell'ombre de'morti, che ne'renioli tempi seppellivano in qualche parte


della casa
:

mossa dall'ornljile sorle a cui soggiacquero due nuove vittime della tumulazione affrettata, legnai municipio di quella metropoli della Polonia parte del suo ricco

dell'

invocazione de'numi

ai

censo, perch fossero erette


gilate

due

sale invi-

partir dei

morto

dall'abitazione, e quindi
.)

dello scoparsi dietro, e dlia Festa [f

da speciali custodi per deposito dei cadaveri, che in avvenire non dovrebljero
tumularsi chequando fossero
ti
i

parenlalia o funebre

della

Moneta [f.)

in essi

paten1

che si poneva in liocca a'morti. A Cadavere o corpo morto, ragionai di ci che


lo riguarda, di quelli degli ebrei, di loro

segni della putrefazione. Nel n."

32

di

tal

Giornale deh 853

si

narra,

come

l'e-

Lavanda, imbalsauazione, unzione,


stiario (di

ve-

secondo

la

die meglio a'parziali condizione, il grado

articoli,
,

il

sesso

de'defunti; delle ricclxe vesti, e di quelle


stracciate per deludere
polcri), e altro,
i

rapitori de' se-

avrebbe fallo un altro gran pasmedico diW orcester vorrebbe constatare col suo mezzo la realt della morte, e distinguerla dalla pur troppo facile morte apparente. Costru a tal uopo una pila portatile, fatta in modo da poter o
letlricit
so.

Un

motivi e significati. Dei-

restringere l'azione gavainica alla pelle,

l'incorruzione de'cadaveri, del ridurli a


solidit lapidea (di recente negli Stati-

o portarla in vece sugli organi. In


si

tal

modo

Uniti fu trovato
fossile,
il

in un banco di carbone corpo d'un irlandese lavorato-

pu comunicare ad ogni muscolo il grado di slimolo che si vuole. La non contrazione de'mucoIi sareljbe una gran pro-

re della miniera, in perfetto stalo di pietrificazione, colle


te conservate).

va per distinguere

la

morie reale dall'ap-

membra

intieramen-

parente. Sulle morii apparenti

abbiamo

Del ribrezzo die produce

la visiu de'cadaveri, e de'balutari eili^Ui

ancora del d.r Cardane, Catechismo sulle, morii apparenti, Parigi 1781. Nel t.

SEP
4, 2.^ serie della Civilt
si

SEP
calloUca
p.
i

121
mescolavano
nelle quali

iG,

che

le

ceneri

non

si

mescolassero con quelsi

lencle lagione del


io,

Cuore pncntnnlico-

le del

rogo. Colle ceneri


i

rapiraloi

del prof. Gaudolfi di

Mo-

bens materie odorose,


tra questi
si si

/"(on (/'.), anzi

della, essendo V iDsoHacuento dell' aria

eressero
i

le

tombe

respirabile iie'polmoni

un mezzo
gii

eflca-

ponevano

vasetti lagrmali, ne'quali


le lagi
la

ci^simo per richiamare a vita


reiilenienle oiorli
li,
,

appa-

facevano scorrere

ime che
perdita

si

ver-

che diconsi

asfissia-

savano nel compiangere

ilei

de-

hi diverbi articoli parlai del fitale sepdi


il

funto. Della superstiziosa credenza, che


gl'insepolti errassero peri

pt'llinienlo

chi

non

era

veramente
[f'.)-

co anni

intor-

morto, come

cardinal Remolini

Fc.vERALE didusauiente raccontai


resi ai

gli

no la palude Sligia prima di passare ai campi Elisi (di cui a Paradiso), per traponeva una moneta ia di che megiio nel voi. XL^'I, p. c)8. Del cipresso diesi poneva alla porta del morto, della pompa colla quale e in letto o lettiga si portava il cadavere al sepolcro o dove si bruciava, acgittare a'cjuali
si

onoii fiinthii
lirli

n)orti

nel

seppel-

dopo,

di di verse nazioni e religio-

bocca

al

morto,

ni, e
fci

qualit di persone. Peich dicon-

Estcjuie (^.)- Del gran rispetto che


pe' morti, del Lullo (7^.)

tempie s'ebbe
che per loro
si

prende.

Come

gli
i

antichi

imbalsamavano e chiudevano cadaveri negli armadi domestici, in vece diseppellirli. Del giudizio solenne chedoveano subiie gli egizi da ^ giudici, non esclusi re, prima d'essere ammessi all'onore
i

compagnalo

dalle venali prefiche pian-

genti, dai piagno ni, con

suono di strumenti
:

e l'insegne d' onore a rovescio

come

si

faceva
sino a

il
'j

bruciamento, non de' bambini


che
si

mesi diesi seppellivano cadaveri.


scriveva sul sepolcro; dei
liiuebi e,de'sagriljzi novendiali,
il

tlella

sepoltura: questa accordala,


sul sepolcro l'elogio, e in
:

si

po-

Del

titolo

neva

che con-

banchetto

sisteva

il

costume pass

agl'israeliti.
i

Co-

delpanlomimoche imitava
e che

morto. Dissi

me gli
(/'.),

egizi seppellivano

morti

in

Egitto

inoltre dell'apoteosi e\\' Iniperalore{^f' .\

come

ci fecero gli Elirti (/'.), e


si

da

dopo seguita

l'ustionesi lasciava vo-

qiiiili riti

funebri

accompagnava
la

l'azio-

lare un'aquila, |)er indicare che veniva

ne.

Era tenuta obbrobrio

privazione

portata l'anima al cielo; de'diversi

nomi
i

della sepoltura.

A frontedell'impurilche
seppellire

de'funerali, secondo la loro propriet; del

derivava negli ebrei dal tocco de'cadaveri,


fu tenuto atto santo
il
i

suono de'bronzi usalo per espellere


ni cattivi
:

ge-

morti.

sul piangerei trapassati. Trattai


di quelli de'cristiani,
riti,

O vegli ebrei collocavano le tombe, in quale foggia

ancora a Funerale

ponevano

il

cadavere nel sepolCapelli [f''.) a'giusep-

loro antichit e attuali

per ogni specie

cro,

non tagliandosi
dell'

e graduazione, di ecclesiastici e secolari,


l'api e chierici, sovrani e plebei. Dell'im-

stiziali.Dell'oiigi

ne delle cerimonie e pom-

pe funebri, e
pellii e
1

introduzione
i

tlel

balsamazione, de'Iumi, delle ceremonie usate nel seppellire, eziandio di (juanto ri-

iiKjiticon /fiwij presso


le

greci: co-

me
re
il

si

componevano
al

pompe

nel reca-

logoper incenerirlo; the vi si getta va, chi l'incendia va, mentre s'imcadavere

guarda .lA7r/;W(/'.).DeIlaciiracheaveano della sepoltura primitivi cristiani, coi

me acconcia vano

molavano Sacrifizi {f'' ) le* ceneri laccolle si ponevano in un'urna e s> colloca:

e agapi pe'poveri,

cada veri, de'loro pranzi vedove e pupilli, oltre


cibi

VElciiiOMneil\): de
gii

che

si

ponevano
il

vano nel sepolcro. Pe'giaiidi si celebravano Giuochi {f ). De' liti (pjasi somiglianti de'roinani, parte civili e porle superstiziosi.

sui sepolcri de' martiri, fareiulu

>imile

ebrei e sulle loro sepolture, e de'con-

viti
si

funebri d'altri popoli.


le
'

Che

co' corpi

Dell'amianto
il

inconihu.>>tibilu

sotterravano

insegne de'dignitari, gl'i{^l

uve

il

poneva

cadavere, per impedire

slromentidcl ,\Jarlirio

.),{ wiu^oWd col

123

SEP
(/^.) e

SEP
Incensazione
e-

Sangue

aluo;

dell'

miele, latte, incenso,

fiori.

A Maxi,
i

ani-

(/",), tlella

ifigionevolezza degli onori

me

de'njorli presso gli etruschi,

romani

slietiji, e di

diverse maestose

pompe, ao-

e altri gentili, raccontai con)e loro si ren-

ticlie e

moderne.

Come

la

Chiesa regol

deva una s[)eciedi culto, eperci


I\Iani^ divinit
le case.

detti Z?ei

poi

agapi, e ne proib l'intervento ai chierici. De'sudragi ai DffiuUi [/^'^.), pev


le

domestiche protettrici del-

Che

si

eressero loro are sepolcrali


e talvolta altari e cappelle,
;

liberarli dal

Purgatorio

(^'.)j delle
la

Pre-

con epigrafi,
olire
i

ghiere (F.) (alle avanti e dopo

sepoh

mausolei

fu

costume

anlichissi-

tunijlaqualeun tempo si lard a! y." giorno dopo la morte, poscia avendo luogo la Coninieiiioi azione [F.). Passai quindi
a dire nell'articolo

nao de'romani, di conservare e Tenerare


riposte in armadi,
fatti a

guisa di temillustri, le

pietti, nell'atrio delle

famiglie

Funerale,

ile

Becca-

immagini
nella

degli antenati,

che nella condefunto.

morti [l^.),m tempo corpo


chini, e a'qnali successero

di chierici in-

tingenza de'fiinerali gentilizi portavansi

feriori separali dal clro, diversi dai beci

pompa funebre in onore del


volti, ossia

confrati dele

V Jrcicoiifraternite, Confraternite
dalizi[r.), principalnientedii5V7cco

So-

che associano
ligiosi; e

cadaveri e

li

(^)j accompagna-

non emaschere de'morti, falle di cera liquida versata entro la forma del volto della persona, ricavala da prima
In origine quelle iaimagini allro

rano che

no alla sepoltura, insienje


de'lumi che
si si

a'sacerdoti e re-

ingesso. In seguilo in vece di semplici volti

sepolcri (ora

fa

accendevano sui innanzi negli Anniver-

o mascheredi cera de'singoli defunti, pare

che

si

formassero
le tpiali

le iilere teste

con parte

sari). Degli usi diversi adoperati nel

mei

del collo,

poste sopra

un

fusto e

dio evo nel seppellire

martiri,

santi,

rivestile degli abiti convenienti agli onori

fedeli di diversi gradi e condizioni;

con

conseguiti in vita, servivano parimenti a

l'accompagno delle prefiche o lamentati ici, adoperate poi da'lurchi. Finalmente


di tutti quanti gli odierni riti
[)e'

decorare l'esequie e
chi veniva a

la

pompa funebre
nella famiglia.

di

mancare

Di

fedeli,

pi a Mani pure parlai de'genii custodi


de'sepolcrijoltregli editui, persone viventi

Papi, cardinali, vescovi,


nobili e altri.

prelati, sovrani,

edifizio sepolcrale innalzalo alla


ria di

A Mausoleo, macchina o memodefunto, narrai che


dal magnifico sepolcro

che avevano
cro,

la

cura

di

custodire

il

sepol-

che

qualche
il

illustre

Che vi
i

onoravano ne'modi riportati. furono iMani buoni eiMani calti vi,


si
i

ne deriv

nome

primi detti Lari, secondi

Z-ciri'ej

quindi

eretto da Artemisia al suo consorte ftlausolo re di Caria e nella metropoli Alicar-

rilevai le
le quali

molte relati vevS'/7fr5/isJo///(^^.),


gli

anche sui sepolcri

antichi

Gf-

nasso, a sfogo del suo dolore, e fu tenuto

////eP(7g'(7/i/(/^^.)

n'ebbero

assai, e

qualche

per una delle 7 meraviglie onde die il nome agli edifizi


retli in

del

mondo

avanzo

sussiste in colte e civilizzale na-

sepolcrali eIvi ri-

zioni, altres tuttora esistendo in varie gui-

seguito con isplendidezza.

parlai del mausoleo d'Augusto e del soleo d'Adi iano in


parlai delle sue

Roma;

cos

mauad Egitto
ai ri-

se tra quelle infedeli e rozze. Aggiunger che a Religione riportai una breve classificazione numerica degli abitanti della

famose piramidi, e

terra, giusta la dilferenza de'culti e delle


sette.
1

spettivi luoghi de'pi rinomali mausolei.

Lumi

[V.) furono usati sempre

Cenotafio, sepolcro o

monumento vuo[)er illustri

ne'funerali, e nel
gli

Mese [F.)

di

febbraio

to, diisi

come

suole innalzarsi

defunti, e ch'ebbero origine per onorar


quelli di cui
gli

non

si

poterono raccogliere
a' cenotafi, viuo,

avanzi mortali; che ne'sagrifzi pubsi

romani im piegavano i 2 giorni per impetrare requie alle anime de' defunti; tutto il popolo non attendeva ad altro chea fare sagrifizi espiatorii e Luantichi

blici

spandeva sopra

strazioni (/".), e per tutte le sepolture

si

SEP
vedevano camicie
e loicie accese,

SEP
come

ii3

nie

pialicliiaiiio noi negli anniversari de'de-

jniJilli

un breve elogio (Je'clcfiinli Degli eivomam damaUMonumenturrt,


queste

lUnli.Si ^ietitviiiioiiique'gioi ni glispOHSali

Ci/ifius, e delle iliverse S[)ecie di

eie

i'c^t,

UiUi vestivano a liiUo e [noce-

tavolese[)olciali,inenliecol voc/.AuAoMof////c^//i

tlcvano mesti senza ornamenti.


tuli

Ma dopo
ed gioi

luiono ancora appellate

iesles-

giorni succedevano
i

gli allegri
si

se sepolture, boter, che ora dioesi il7oiitinienlo, iUouii/ienlo,

condi, ne'quali
ciproclie visite,

parenti

facevano rei

Muuirnento per

i-

noveravano defunti nel decoisoanno,euunuMavanoi vivcMitijindi do[)o pianti e le tristezze, si abbandonavano ai con vi li ed ai piaceri. A Lucerna
i

diotismo, VJi'ello e
landosi
le
gli

la

Sepoliiu/i, appel-

nionire
niorije,

sepoltme Dloiiitnenti per amuomini a pensare che ilevono


il

come dichiara

Dizionario della
le

.)

descrissi l'uso di porle ne' sepolcri

lingua Uaiiana. Riportai ad Epitaffio


j)ii

(li

varie sorti, di

bronzo

e di terra cotta;

comuni
:

lettere usate in essi e scolpite

delle lucerne ardenti e perpetue, e


ci
si

come

ne' sepolcri, e ve ne lurono im[)eriosi e


lepidi

spiega

per quelle liotale accese


superstizione de'gentili ad

per superstizione
(^''.)

il

volgo non

li

dopo

tanti secoli ne' sep<jlcri; de'motivi


la

leggeva. Altri epitafli contenevano l\fa'


ledizioni

che indusse

contro

violatori de'sepol-

usarlc, e |)ercli Irovansi lucerne ne' sepolcri ciisliani, sebbene da loroabborrite.

cri.AncheaScoMU.vicA parlaidegliepilani
che
si

poncano

sullesepolture.con terri-

Lessipoinel
del
la
I

n iq3 aGiornalcdiRorna 852. Fu iliscnsso mollo come stia


Z^a////j<7r/e
si

bili iuprecazicnii,

per ispavenlaregl'infa-

mi
fi

e crudeli ra[)ilori delle

tombe. Inoltre
alcuni epilaf-

faccenda delle

eterne, di cui,
gli

a Epitaffio rimarcai

come

al tlire degli scrittori


tichi.

servivano

an-

pagani Irovansi sulle sepolture de'cri-

Le indagini

scienti delie

non ha guari

sliani,equanilo(piesti incominciarono ad
usarli
:

praticate nell'occasione d' una scopetta


falla presso
la

con acclamazioni funerali, inge-

Langres

in

Francia, spaigei

vera luce su (piesto argouieuto. Alcuni

gnose e curiose; della foruola Dormii in pace (della quahr e di altre acclamazioni,

o[)eraiuccupali nelloscavarelefondamenta pei


la

pure a Pace). Che


si

sepolcri de'cristiani

un nuovoedinzio<t'imbatlerouonel-

dissero Cimiteri^ rjuasi dormilorii, pala

\oltadi unsotterraneo,cheperrin(Iuen-

rola che racchiude

fede della risurrela

za del

tempo avea acquistatola durezza

zione, r/ori/i/o/<eesseiulosi detta


te.

mor-

del ferro. ISon appena s'ebbe praticalo in


essa

Iscrizioni

ragionai di esse e delle

con grande slento un peilugio,cheuno

lapidi apposte allese[)ortuie, loro qualit

degli operai esclam ardere

una luce nel-

e diversa specie dell'antico


:

costume d'in-

rmlerno

del sotterraneo. Penetrali elicvi

tidere colla Scultura


sulle Pietre

furono, trovarono una lampada di bronzo


di sin;;olare lavoro, la (piale mediiinte ca-

(A

.)

nomi e le azioni monumentali, eziandio


i

lene
ltlo.
il

ilello slesso

metallo pendeva dal

sof-

per perpt'tuare posMbilmeutc la memoria de'defimti, non che sul bronzo e sopia altre materie,
cristiani, e
sia da'gentili,

Essa era ricolma d'un cond>ustibile,

che

d.ii

(jiiide pci)

parve non aver subito nlcusecoli.

contenenti pure acclamazioni


isci i-

u allerazioue, (piantunqiie ardesse pro>

funerali; de'diversi collettori delle

Lubdmenle ila molli

lUsta ora agli

zioni, a'(juali altrove aggiunsi l'odierno

scien/iali roccu[)arsi delle cause dupieslu

cav. Gio. ballista


rvn.i,

ile

^o^sl,

come

a l*iT-

fenomeuu dichiarato indubbio." A EpiTAmo,oiscr7onesepolciale,nedichiarai


l'origine e runiichil, in principio coat-

parlando

di ipielle delle rii/riro//i&e

e der/^iVen, e delle grandi benemerenze


sulle

catacombe

e cimiteri

romani

del p.

posto di
teli,

soli

nomi

e corrispondenti epi-

Ciiuseppe Marchi ge>uila,iiotilicandorap


propruilosi merito del li.iuccscPciiet,cu-

quindi reso pi spccilcalu u conte-

124
itiech

SEP
vantandosi a torto scopritore di
rinvenuti dall'encomiato rericare
i

SEP
mausolei con figure di divinit pagane, ancorch emblematiche. E ben cosa strana che la vanit cerchi di soddisfarsi, in ci

monumenti
ligioso.

Fu

religiosissimo

costume

de' po-

poliautichijdiperpetuarelameinoriad'illustri trapassati

con

iscrizioni

lapidarie.

per

la

che vi ha di pi umiliante natura umana. Nella cura che si


la

Cosi le dimostrazioni pubbliche alla virl,

prende de'morti, tutto de ve tendere a ravvivare nostra speranza, ed ispirarci serie considerazioni sulla necessit di praticar la virt, a farci

ricompense onorevoli rese dai coetanei agli estinti benemeriti, sono segni certi di
le

giustizia civile e religiosa. In tal

modo

le

conoscere

la

nostra

cittadinesche virt pascano pi checo'car-

miseria, e desiderare l'eternit: tutto de^e

mi, con l'epigrafia alla


8leri,
si

memoria de'po-

per conseguenza annunziare

la

gravit, la

perch l'imitino e colle loro azioni procaccino la stima e l'amore de'con-

modestia e

la

semplicit, che convengono


il

allo spirito del cristianesimo;

fare al-

temporanei, non

meno che

de'futuri IMa
.

trimenti un opporsi alla propria religione, ed anche al


rali

questi tributi di ossequio, di affetto, di gratitudine, talvolta fatalmente trascendono

buon

senso. Ne'fune-

de'primitivi cristiani, che

commove-

con ampollose

non meritale
il

frasi di ec-

cessiva lode, piene di esagerazioni, nella

vano s\ vivamente gl'infedeli, e che sembravano s rispettabili a Giuliano Apostata,

pretesa di esaltare

defunto di cui

si

de-

mostravasi dolore perla perdita dei

plora

la

perdita. L'aurea brevit delle e-

fratelli;

ma

questo dolore era temperalo

pigrafi sepolcrali
di ste

deve dire con propriet vocaboli pi cose che parole, e queponderate maturamente nella bilan-

da una tenera divozione, e si es[)rimeva con riti eslei iori la fede che si aveva nel
Sai valore, e
la
la

speranza di partecipare del-

cia della storica verit, senza lasciarsi tra-

beala immortalit. Pertanto Giuliano


cristiani, e della
si

sportare dal dolore e dalle passioni; im-

altamente meravigliato della modestia e


decenza de' funerali de'
proporzionata zelante cura che
pren-

perocch sono poi giudicate dal tribunale della severa critica, la (juale non trovan-

do

giuste le usate espressioni, cagionano

devano

in seppellirli, fece

sapere al prin,

alto biasimo all'autore, e grave pregiudizio alla

cipale sacerdote de' pagani


lettera.ch'eiili

in
si

una sua
osservas-

memoria

di chi

si

volle

intem-

desiderava che

perantemente encomiare. Gli antichi cia-

sero 3 cose,

le

quali, secondo lui, aveano

no assai uiodesti ne'loro e|)itall, f|uali non dicevano che nomi e date. Ne'secoli
i

soprattutto aiutato lo stabilimento del cristianesimOjCui egli con enorme bestemmia

eziandio in cui

il

gusto era stalo maggior*

indicava sotto

il

nome

di ateismo, ci so-

mente
role, e

ralIlnatOjerano espressi in

Roma non

mostravano la conobbero le nostre iscrizioni pompose; greci e romani le avrebbero riguardate pi come un insulto, che come un onore. Ma si sa quello che dobbiamo
i
i

poche pasemplicit. Atene e

no

la

carit verso gli stranieri, la cura


i

di seppellire

morti, e

la

gravit della coni

dotla.|Lacura dunque che

primitivi cri-

stiani presero de'morti, nulla a vea diquella

pompa

usata fra'pagani,

ma consisteva iu

credere circa

le

lodi date alle pretese vir-

una gravit religiosa e modesta, la quale annunziava che cristiani erano vivameni

l de' morti. E' per mezzo di una virt


reale e di belle azioni,

te persuasi della risurrezione futura;


essi

che

che erigiamo un monumento durevole nel cuore de'nostri


simili:
il

riguardavano

la

spoglia mortale dei


di prezioso,

loro fratelli,
e che

come alcun che


i

nome
artisti

solo di

un grand' uomo
Bisogna
i

ne dice pi
che taluni

di tutti gli epitafli.

non dubitavano che corpi consegnati alla terra, non risuscitassero un di


nella gloria, per di venire
la celeste

abbiano presente

tanti

l'ornamento delil

mezzi che

olire la religione, invece di ca-

Gerusalemme. Avverte

Ma-

SEP
inngonijcl-.e
i

SEP
isciisf, in

19.5

marmi

eie pinfie cnn

molle delle quali effettivamente futrasferite le iscrizioni e


i

7oni e di qualuiKjtje specie, auclie gentilesche, e

rono
lici

marmi, o
a dire
di sep-

con

iscrizioni scol[)ite, esistenti


si

per uso de'[)avimenti o collocate nc'porle lapidi erudite.

nelle chiese e loto portici,

considerano

Ora passer

come ornamenti delle medesime, e che come cose applicate all'uso de'Iuoghi sagri

dell'origine de' sepolcri, del

modo

pellire d'alcune nazioni, de sepolcri de'ro-

sono

ilivetinte ecclesiastiche, e passate

mani; delle catacombe


tiri,

e cimiteri
alti

de'mare sepol-

in
fei

dominio

delle chiese slesse, quali troil

de'santi e di'cristiani,di

della gentilit, e ne'quali apparisce

ture de'medesimi, e successiva disciplina


ecclesiastica.

trionfo della cattolica religione, ed ancora per essere colle lapidi

per quanto non dir per

tenata

la storia

pagane concaecclesiastica, e non poco

brevit, potr supplire ciche riportai negli

accennati articoli, enegli

altri

analoahi

lume recano
flirto

alle sagre

memorie;

e peril

e non ricordali, non che


registrer per ultimo.

gli scrittori

che

ci a colpa di sacrilegio dee ascriversi

che

si

fa di loro,

senza l'autorit dei


In

Gli uomini

i<.truili

dall'evidenza essela

vescovi e

altri legittimi superiori.

ma

poi per la

maggior copia

di tali

Romar-

re mortali, e credendo

pi sana parie

d'essere immortali per l'anima, articolo


di fede nell'antica legge e nel cristianesi-

mi avuti da'tempi
to vari

antichi dalle basiliche

e dalle chiese, es<endosi furtivamente tol-

mo, ed avendo l'uomo un corpo mortale


che separato dall'anima mediante la morte dee ricomporsi e riunirsi ad essa nel

marmi, Sisto
r ,

nel

4? 7

col bie-

Te Clini proi'ida, ripoitatoda Marangoni


a p. 42 confermando gli ordini e le pene emanate da'suoi predecessori contro questi

tremendo universale
quardare
la

giudizio, ci fece ri-

ruhamenti, fulmin la scomunica a chiunque togliesse qualunque


sacrileghi

sorta di

marmo

dalle chiese, oltre la pe-

come un dovere inpu dispensare senza taccia di esecrazione e rimprovero. Anche pagani o gentili, in generale, erano
sepoltura
violabile,da cui

non

nale di mezza libbra d'oro da pagarsi alle


chiese derubate, in ricompensa dell'ingiuria loro recala. Inoltre

certi

d'incontrare

la

vendetta degli Dei,


ai
si

se

dovuti ossequi non prestavano

deten-

Marangoni dichiasepolcrali dei


alle

lunti.

Quasi preso

tutte le nazioni

ra, che

siccome

le isci izioni

ne per gloria

la stabilit

del .sepolcro.

La
la

cristiani

moderni recano molto lustro

natura che fece

agli

nomini deplorare
11

famiglie, per tale cagione sotto

Cibano
l'eri-

morte,
della

li

rese nel

Vili,

il

fratello cardinal Barberini pro-

necessit di

tempo stesso un sepolcro.

avvisati
tristo

vicario di

Roma, neliG4f>
I

pidiblic

spettacolo d'un cadavere guasio e disfatto


,

ditto che riprodusse, contro quelli

che

le
la

perniciose esalazioni che traman-

movessero dalle chiese


le iscrizioni e lapidi
,

marmi sepolcrali,

da

sua putrefazione, ispirarono dell'or-

vietandolo severasuccessivi

rore per un oggello gi caro, da cui fu

mente con pene, e la midla di 100

oltre la reintegrazione

d'uopo
pre.

scudi.

etlilti

degli altri cardinali vicari,

emanati d'or-

dine espresso de'Papi,assoggettaronoalla

con prontezza e per semIo abbiano asserito gli antiihi storici, che vi fossero dei popoli, tra'(piali non meno che tra
liberarsi
S'nn

pare credibile, sebbene

scomunica laide scnlenliae, e altre pene pecuniarie e personali, anche rpielli che dai cimiteri e catacombe eslraes>ero reli(p>ie de'corpi ivi sepolti, tavolozze e altri

bruti o animali

fieri

e irragionevoli,

si

trascurasse

la

sepoltura. Tali nazioni o fusociet,

rono senza repolare


varsi,

o ebbero nel-

l'ampiezza de'Ioro deserti

la facilit di .sal-

materiali, ed ogni specie di

marmi,

o furono Icsolale ben presto dalle

i>crizioni e lapidi se[)olcrali,

quali dove-

infezioni.

La mancanza

di storie critiche

vansi soltanto impiegare ad nsudellechie-

ed csattede'primi tcmpi,obbligaa rimct-

126
tersi alle

SEP
nozioni slegate e incerte lipor-

SEP
gualmente singoiar cura venne usala e particolare distinzione, secondo grado e
il

tate dagli sciittoii

non bene informati,

ptr

io

pi prevenuti contro uomini nati

il

merito, co'cadaveri de'trapabsali. Pres-

sotto altro cielo. Alciuii filosofi su questo grave punto adettarono indifFerenzn, non cuiando quanto sarebbe avvc-nuto de'loro cadaveri, e si risero sloicomeute della

le antiche nazioni ben presto la vanit e smana di sopravvivere in qualche modo a loro stessi, portarono alcuni grandi,

so

la

come

re ' Egitto {^^), a fabbricarsi a-

tomba. Diogene, Teodorodi Cirene, Bione, Demostene, Timone, Seneca e altri, furono di questo numero. Essi forse non
altro vollero, che corieggere lestravagan-

bilazioni eterne,che
di ricovero

doveano loro servire

dopo

la

morte. Questa, dicesi,

ze dell'andjizione, e screditare

le

inoppor-

(^.)e delle famose piramidi. Agli egizi pure si attribuisce l'usod'imbalsamare culave l'origine de'Ioro Obelischi loro
i

tune premure degli


materia

spirili deboli, in
i

una
i

ri,

con preparazioni altea conservarli, a


corruzione
pos-

clic pii de'mf)rli

iguardava
si

vi-

diseccarli, a guarentirli dalla

venti. Peraltro! piti saggi

tacquero, e
utili

e dalla putrefazione:

almeno

gli egizi

preferirono di sopportare degli


giudizi,

pre-

sederono

il

secreto de'melodi d'imbalsa-

che

di

prendere un'esatta ragioristretti a

mare

in

niodosuperiorea tutto quello che


si

nevolezza, da cui sono


chi
i

ben po-

delle altre nazioni

conosce, imper(jccli

bisogni de'trapassati.

Lo stesso[)rinsi-

giunsero
re
i

al

punto

di

perpetuare e rende-

cipio che

mosse

gli

uomini ad ascondere
desiderio scam-

cadaveri per cos dire eterni,

come

lo

e allontanare le fredde spoglie de'Ioro


mili, accese in ciascuno
l)ie vole di
ti
il

quest'udizioipgl il IO fiuono spin-

a prestallo
il

anche dall'idea
di seppellire

di riceveri

provano lenumerosemummie che si portano dall'Egitto, delle quali parlai pure a IMuseoGregori^noEgizio, edelle casse in cui le ponevano a Scultura, ove pur
dissi del

lo; cos"i

dovere

morti di-

modo

loro nel se[)pellire


dissi

catla-

venne probabilmenle un
zioni del

diritto.

L'uni-

veri, Inoltre a

Fascia

perch

si

fascia-

versale consenso de'popoli di tutte le na-

mondo,

dalla loro origine fino

al presente,

che in ogni tempo si trovano perfettamente d'accordo su questo punto, abbastanza dimostra, che tale uso si
sul necessario

vano i morti, come si vestivano, e cuoprivano nel volto. La Scrittura sagra indica accu rata menici sepolcri de'pii granili uomini,edi alcune femmine illuslri,e minacmalvagi comedi una somma sventucia
i

riconobbe fondato
sere, e

benesfelicit.

ra,

che saranno privati degli onori della

congiunto colla pubblica

Lediflerenze del clima, del temperamento e della situazione, fecero variare fra
le

hanno sempre avuto una gran cura della sepoltura de' morti : era una santa occupazione degli uomini
sepoltura. Gli ebrei

maniere di praticarlo tutte per n'ebbero una, betulle non egiialmenle propria all'intento. Dai monumenti delnazioni
le
:

pi religiosi
il

il

seppellire

morti,
il

il

fare

tutto ad onore de'medesimi, e

porta-

re da

le varie

nazioni delle di verse et

si

appren-

ebrei scavavano d'ordinario le loro

mangiare pe'poveri sulle tombe. Gli tom-

de la variet de'costuiui,de'riti, delle pompe tunebii, delle superstizioni, e delle tante

vicende a cui l'uso e

il

diritto de' se-

polcri stato soggetto nelle diverse epo-

be nelle roccie, ed per questa ragione che A bramo compr una doppia caverna per stabilirvi il suo sepolcro, e per Sara sua moglie. Nella rupe furono scavati ;
sepolcri de're di

che presso

diversi popoli, e nelle tante

Giuda

e d'Israele, e (|uel-

digerenti religioni del globo. Molti dun-

lo in cui fu postoli

divino Ptedenlore. Alscavate nella


essi

que

e diversi motivi spinsero

gli

uomini
e-

lorch

le

in ogni

tempo

e in ogni

luogo ad aver
:

terra in

loro tombe erano campagna aperta,

[oneva-

cura de'niorti e della loro sepoltura

uo

al di

sopra una pietra tagliala rego-

SEP
larmenle, per impedirne
e per avvertire die
la

SEP
perch pareva lorocosa nefanda
fuoco
il
i

127
il

profn nazione,

dai al

al di sotto
i

trovavasi

cor[)i

morti a mani^iare, essendo


i

un sepolcro,
rendessero

allineile

passeggieri

non

si

fuoco uno degli Dei che adoravano

immondi

col toccarlo, secon-

persiani. Inalcuni luoghi,

come
si

tra

bir-

do

la

credenza degli ebrei. Gesi Cristo

nianni, icadaveii de'poveri

seppellisco,
gli scili la

allude a questo costume, ed all'uso anlutale

no

ricchi

si

bruciano. Tra
i

d'imbiancare sepolcri afllnch mei

gente
mici,
li

comune portava
i

loro morti ad imall'altra degli

gliosi vedessero, allorch paragonagl'ip-

balsamare da una casa


quali
li

a-

pocriti farisei a sepolcri imbiancali

oa
si

se-

davano da mangiare
:

a rpjelsi

polcri nascosti, sui (piali passando

con-

che

portavano

per

4o

giorni

De-

trae senza avvedersene ima


involontaria, perch
i

immondezza

cupavanoin fpieslo,ed

in line

lasciavano

loro vizi copriva-

no con un

esteriore virtuoso e seducente,


gli

il corpo appoggiato ad alcun sasso o albero ne'monli, dove sono per ordinario

Si trovano presso
pi di corpi

ebrei alcuni esemla

imbalsamati dopo

morte,

continue le nevi, ed in que'Iuoghi si conservavano mollo tempo. Altri scUi pren-

costume non fu mai gener.de, n comune. Giacobbe fu fatto imbaisamare dal figlio Giuseppe, in che s'imnia
il

luolto

devano il corpo del defunto, ecelebiando un convito Ira tulli parenti e amici, se lo mangiavano, e davangli in tal modo
i

piegarono 4 giorni. Intorno


retro o bara
,

al

modo

di

sepoltura ne'lorostomachi. Inoltresi narra,

seppellire degli ebrei, al loro calalelto, fsi

che che

gli sciti

d'altre trib cucivano

pu vedere G.
I.

iNicolai,

loro morii entro sacchi di pelle.


ilice

Erodoto
il

De
la

xepulchris Tlebr.

4, nella qualedotle

gli scili
re,

imbalsamavano
ivi lo

cariaal

ceremonie usate secondo le diverse classi del poplo e diversi lem pi, con figure delineate e rappresenfanli le tombe degli ebi-ei. Molopera sono ben distinte
i

vere del

ed

in lettiga lo

pollavano

confine del regno, ed


in

deponevano

le altre nazioni cliesisucceilelteiosuH'an-

lieo contiuenle,

ebbero

il

co>luinedi far
:

imbalsamare
(/'.)
li

loro cadaveri

in

Etiopia

coprivano con una specie di lesina diafana, attraverso la quale puleansi


vederci lineamenti del (leliinto, ci che

ha
pi,

fallo credere

ad alcuni che

li

chiudesgli elio-

una spelonca sopra un letto, con inlorno alcune armi: scannavano poi una delle sue mogli, e la mei le va no dall'ai Ira parte della spelonca, e \a un'altra nlruno desuoi servi, come il coppiere, il cuoco, paggi, e vi ponevano anil cavallerizzo, che cavalli, vasi e lazze; ma sopra ogni allra cosa tulli quelli ch'erano presenti a vcano >ouima ini adi gettarvi sopra teri
i

sero entro cofani di vetro.

Tra

re e pietre finch alzassero

un gran

lu-

alcuni gettavano

loro morti in

mase

re,

acciocch fossero mangiali dai pesci,


cos'i

volendo
li

soddisfue a

ipicsti

che

238, parlando dei cosacchi, narrai che quando un cosacco a caso premeditalo uccideva alcuno si
\ol. LI X, p.
,

mulo. Nel

mangiavano vivendo.
i

Alili chiuilevano

legava vivo sotto

la

bara del cadaNereili


cos unitisi sepil

ingranili vasi

coi pi de'deluiili, e resta-

sua villima, e

ambedue
i

vano cos per memoria ne'lorodiscendenli. Anticamente 'u\ Persia (/'.)i cadaveri
priiiia di porsi in sepoltura s'inviluppa-

pellivano. Ricordai a Schiavo

uso di uccidere

prigionieri

sulla

barbaro lomo-

ba de'morli
rienlali er.t

in guerra.

Tra grindiani
i

vano entro la cera, per renilerli |iii durevoli, ci che praticarono gli sciti, e I. ilvolla
i

costume che

lgli

uccidesse-

ro

propri padiiessendo vecchi, eoe abi

greci; altri persiani lasciavano

lo-

bruciassero poi

corpi; e se

mancava

chi

ro morii ne'campi, perch fossero niangiali dagli uccelli e dai cani, e

adempisse n questo
loro
si

uilicin,i vecchi

da per
al-

dopo

sol-

gitlavano sul rogo,dovemoltu

lenavuiiu

le

osva

non

uiai biULiaadulc,

Icgrameule muri vano. Le duuiiccui mo-

128
riva
il

SEP
marito, essendo ancor giovani,
si

SEP
gi,

e di costumi semplici) legavano

loro

presentiivauoiu giiKlizio, e contendevano

tuorli dalla parte di dietro del collo colle

qual era

la

piiamata dal marito, e quella


si

gambe, eli alzavanoin luoghi


pi, e
li

alti

ne'cam-

che ne
sul

nsci va vittoriosa, viva

slanciava

cuoprivano
in

di pietre,

lasciando so-

del

monte di legna ardenti, dove il corpo morto marito era slato bruciato, e le

pra

tumuli delle corna


a casa,

di capre, e scoprisa se

piando

grandi scrosci di
l

ne tor-

altre supi^rstiti viveano con infamia. iNel

navano
felici

massageti aveano per in-

n." 8 del Giornale di

Roma

deli85o,si

coloro che

morivano
i

d' infermit

racconta

come Radma, ultimo redi Matutti gli oggetti di cui ser-

lagascar, fu sepolto con tutta la sua guar-

daroba, e con

vivasi abitualmente. Perci la

questo principe contiene


taloni

49

cappelli,
i

tomba di i55
pan-

mangiandone corpi ne'con viti, dicendo che era miglior sorte esser mangiato dagli uomini, che dai vermi. I caspi conducevano vece perci uccidevano
i

vecchi,

chi di

70 anni

ne'deserti, ed

ivi

li

lascia-

abili e vesti di pisorte,96gilet,i 7


,

vano morir

di fame, restando in
di essi

guardia

53 paia

54
pe,

pai;

guanti, 47 cravatte, di calze, 87 camicie, 38 paia di


di

per vedere quello che

succedeva;

eseli vedevano essere mangiatidagli uccelli,

stivali

con e senza sproni, 1^ paia discar[)aia di

giudicavanli per felicissimi, se da be-

spalline d'oro e d'argento,

IO
cia,

fra sciablee spade,

24 facili

un ordinari, uno

fucile

da cacuna ca-

scettro d'avo-

rio a testa d'oro, 3 orologi d'oro,

meno felici; e se poi n da bestie, n da uccelli venivano mangiati, li lenevano per molto infelici. Gli eluli, popoli vicini al Danubio, quando erano vecchi
stie

per

tena da orologio d'oro, 8 anelli d'oro e alcuni con gemme,4 piiitli d'argento.zuppiera e cucchiaio simile, 2 candellieri di

e infermi erano costretti a pregare e parenti che gli uccidessero; la loro


ie era,

figli

che dopo

di

moraver adunalo molte

argento,

un gran vaso

d'oro,

una bugia,

legna, e di averle poste sopra loro stessi,


s'accostava
feriva

8 caraffe di cristallo, 4 leggiiper scrivere, G sclieltri di cavalli uccisi in occasione di sua morte, 3o bottiglie di vini di Francia, un sacco con io,3oopiastrediSpagna.
Scrive Erodoto, che quei di Tracia pian-

uno della propria famiglia, e mortalmente colui che non dovea


gli altri

pi vivere; quindi

parenti accen-

gevano

al

nascer de'ligli, e ridevano alla

loro morte,perch credevano che con queloro mali, e che col venire non entrassero che in un mare di patimenti, f medesimi conservavano 3 giorni il corpo del defunto, ed in questo
sta finissero
i

alla luce,

devano sidiito la legna, l'abbruciavano e ne seppellivano le ceneri. Se il morto avea la moglie vivente, era questa notala di perpetua infaQjia,quandoia breve tempo non si appiccava vicino alle ceneri di suo marito. Gli essonovi aspettavano che
morissero
lora
li
i

loro padri e maggiori, ed alil

si

univa

parentado, e cantando se

tempo

olTrivano sagrifizi e celebravano


i

mangiavano,servendosi poi de'teschi per


d'\ces\ l'alto

convili; spirali

3 giorni bruciavano
le

il

cor-

formare de'vasi ornati d'oro co'quali beveano. Anlropoftigia


to di cibarsi di

po, e ne seppellivano

ceneri congitmte

o l'abi-

ad una
che

delle mogli del morto,

dopo

di a-

carne

umana

ed anlro'
nazioni

\erla fatta morire. Dice Diodoro Siculo,


i

poflgo,'\\
si

mangiatored'uomini. Ne'diverove sono ricordate


le

trogloditi

(nomeche davasi

a coloro

articoli

che al)ilavai>o in caverne e sotterranei , per difendersi dal freddo e dal caldo, e principalmente agli abitanti della costa lungo il Mare Rosso, dall'Egitto sino all'Oceano
glodilice;
:

selvaggie, ho parlato degli antropofag,

come ueW Oceania, /america e altre regioni. Quantunque gli arabi abbiano grande venerazione ai morii, come tulli poi

il

paese loio chiamavasi Trotutti pastori, sei vag-

poli di Carberia, tuttavia essi

hanno mi-

erano quasi

nor cura de'cimileri, forsea cagione del-

SEP
1.1

SEP
Sascoperte, fra
le

IO)
il

loro viia eiranle, comcf^li anlichi

quali 4 scheletri senza

raceni (^.). Le loro lomhe sorgono nei boschi, sopra un'altura, ed anche in mezzo alla can) paglia, ma sempre vicino a quella
eli

cranio,

ma due
il

con

le

intere teste di ce-

ra con lutto

collo e gli occhi di vetro,

dandone ragione
e

l'autore,

il

eh. C.

Cavefosai

un marabuto propagatore cW Ida-

doni, che per pietosa cura de' superstiti

tiismo (/^),'sono fatte di pietra a rettan-

come persone pi
I

distinte,
le leste

ad esse
le

non cementale, ma solamente imbiancate con calce. Sono ombreggiale di alberi, ma non seminate di fiori all'intorno come quelle de'mori, quantunque gli arabi vi convengano anch' essi alla preprecelti del Maomettighiera, secondo smo [T\). Se il morto un guerriero caduto sotto il ferro nemico, parenti e gli amici vi si recano a cavallo. Del resto costumecomune a lutti popoli del nord
golo,
i i
i

sero rifatte in cera


loro lineamenti.

conformi

cinesi

hanno

loro se-

polture fuori della

citt, e

per quanto
,

possibile in luoghi ventilati ed alti

per

togliere

qualunque

infezione. Gli antichi

scozzesi sotterravano vive le mogli infedeli; gli odierni

conservano ancora
funeinli.
I

le lo-

ro sfarzose

pompe

greci nella
i

loro et pi antica sep[)ellirono


funti senza alcuna

loro de-

ceremonia, gettando
o
fiori, e

dell'Africa, di

non lasciare insepolto il compagno caduto in battaglia. Gli arabi alFroiitano qualunque pericolo per togliere dalle

sopra di

essi frulli

coprendoli
in

semplicemente
le

di terra;

ma

appresso

ricchezze e

il

lusso introdussero

anche
tal-

mani de'nemici loro morti. Per hanno cavalieri a ci specialmente dei

nella Grecia (F.) l'uso de'sepolcri, la cui

magnificenza a poco a poco s'ingrand

stinati,

quali scendendo da cavallo, lan-

ciano sul cadavere un uncino appeso ad ima corda che tengono in mano, tirano a
se
il

corpo,
in

lo

mettono sulcavalloelo
ne hanno raccolto
li

tra-

mente, che in A tene si stabil una legge a fine di reprimere il lusso eccessivo delle tombe. Per non essendo greci meno premurosi degli altri popoli civilizzai

sportano
in questo
li

luogo di sicurezza.

Quando

ti

a traraandarea'nipoti le belle
si

operedei

modo

708,
dei

loro maggiori, non

affrettarono per que-

legano in un fascio e
cavalli.

trasportano soil

sto tanto presto di


le

riempire di sepolcri

pra muli o morti


tale

Se poi

numero

loro citt.
la

generali che aveano libei

tare alla trib,

da non potersi caricare e porsi seppelliscono in una profondissima fossa che coprono di spine o di foglie d'agave, aninchcla sahna dell'in
felice
celli

rala

patria, e
la vita,

sagrificata

soldati che le aveano ebbero monumenti nel

campo stesso della


lani alle

loro gloria.

3oo

spar -

Termopili furono d'epoca eteridofcidi Milziatlea


a'

guerriero non giaccia pascolo agli uc-

na

alla Grecia, e

Ma-

o alle belve. ACimitf.ri

feci

menziodei

ratiiiia

portarono linquietudine

sonni

ne
re
i

di quelli de' turchi; cos'i a

Moschea

di Temistocle.
la vincitrice

Lisandro che rese Sparta


Alialto. Aristide,
,

loro propinqui sepolcri. L'uso di bruciai

dell'emulaAtenc,cbbe la tomgli

cadaveri vuoUi derivato nel credere


il

ba
il

in

un campo presso

pagani, che

fuoco avesse

la

virt di se-

pi giusto (a

ateniesi

fu sepolto
."^
i

giognre dall'umano, quel che di divino attribuivano al corpo; altri crederono, the
ci facessero per riconoscere in

questo

e-

niodestamonte nel Falereo. Omero, il autore dcll'lipica, non ebbe sepolcro che sopra il lido del mare. Pindaro, ili. "lirico
ili

lemenlo una
ne'sepolcri
lesta,
si

foiv.a

purificativa. Talvolta
la

Giecia, fu sepolto in un Ippodroil

trovarono sthcletri senza

mo;

e Archimtile,

terrore de'romani,

il

perch fu loro decapitala e trasportata ulti ove. Nel 11. '^'5 del GoinaU' di

tl:lensore di Siracusa,

ebbe

in

un campo

vicino alla patria, sepoltura ornata di siinIjuli

lioma del 8 >3


1

ticolo sullo

un eruditissimo arantichit Cuuianc di rcccote


vi

e di figure. Licurgolegislalorc degli

.parlaiii

Mel

il

porre jualunqnc cpigra-

VOI. LXIV.

3o
morii

SEP
ai sol-

SEP
Gli etruschi costantemente e religiosa-

le

monumento ai defunti, fuorcli


in battaglia,

ciati

oalledonne morcittadii

mente osservaiono
lire
i

tal

costume

di seppel-

ie in atto di

dare alla patria un


i

loro morti lungi dalla citl in luo-

no. In seguilo
rari e preziosi
gli egizi,

greci

adoperarono

pi

ghi pubblici.

Vi furono

altres de' pri-

profumi, ad imitazione de-

vati sepolcri, e di questi

ciascuno poteva

ma non con tanta perfezione, in che furono poi imitati dai romani. Pare per che il lusso e la pompa de'sepolcri,
i

averli o ne'giardini, o negli orli, o ne'propri

campi, come chiaramente


i

lo

dimoche ro-

strano

tanti sepolcri s etruschi

romani piuttosto

li

ricevessero dagli e-

mani
da

sparsi ne'territorii delle

memorale
lontananza

truschi, da'quali pigliarono

una quantigli

citt elrusche,

ma sempre

in

t delle loro usanze e de'loro costumi; e

loro.

Questa comunanza

di sepolcri,

devesi pure notare che presso


schi
i

etru-

innanzi alla quale sparisce ogni

monda-

sepolcri

erano in grande venerazio-

na differenza, fu associata a idee religiose.

ne, nell'esterno e nell'interno


ti

accomodai

Quindi l'eguaglianza

di

condizione sela vita

con molto dispendio, giacch non solamente comuni erano presso di loro sarcofagi e gli avelli

gnata dal limite che divide

dalla

morte, fu simboleggiata
intero popolo,
terra,
le
i

assai
le

bene dalle
salme d'un

ben ornati anche

di

fi-

necropoli, che raccogliendo

gure,

fatti di
i

pietra o di terra cotta,

ma
del-

copre tutte della stessa


i

di lutti

bellissimi vasi etruschi che or-

ed anche

mai

si

vedono ne'm usci e ne'gabinet ti


i

lustro

cippi, monumenti, il de'marmi che tentano mantenervi

l'Europa,

quali tutti furono estratti dai

delie differenze.

Se con
gli

religiosa

intelli-

sepolcri o dalle

camere mortuaiie

sotter-

genza provvidero

etruschi ai pubblici

ranee, dette ipogei, e di questi edifzi mol-

cimiteri, pari a questa fu la loro saggezza in statuire che in distanza degli abita-

ne trovarono sparsi nelle campagne, come dissi parlando delle citt Toscane^
ti

se

massime della Toscana Pontificia, e del lluseo Gregoriano Etrusco (^), di PoiimorziOi di Fidc
le

(/^.) e di altre citl,

venissero collocali sepolcri, provveden do con ci sapientemente cie [)er il cattivo odore , e le insalubri esalazioni dei cadaveri non venissero infettate da aria
li
i

quali dierono feraci necropoli e sepol-

pestilenziale

le

popolose

cilt.

Egli a-

creti di

monumenti

pregiatissimi.

Siamo
il

dimque pi
truschi
,

facile

che

gli

antichi

romani

istiuili dagli antichi scrittori,

che

luo-

pigliassero l'idea de'loro sepolcri dagli eco' quali per

go destinato ai sepolcri degli etruschi fu sempre fuori della citl, e generalmente


alla distanza di

lungo tempo con-

vissero nell'Italia, che


tardi conobbero, e
se

te di

qualche miglio dalla parsettentrione, come lo dimostrano le


,

non dai greci che non mai perfettamente

non che
Il

all'epoca delle loroconquiste.

necropoli di Polimarzo^ di Chiusi

di

dotto archeologo Francesco Euge:

f^ollerra (l'.),e\e molte altre discoperte

nio Guasco, nella bellissima opera


ti

1 ri-

nell'Elruria centrale. Tal costume pas'^


tra'

funebri

(li

Roma pagana,
la

fronte del:

romani,
i

quali appresero dagli etru-

la

quale riport

sentenza di Petrarca

schi

riti

e gli aruspici, e finoda'primor-

di di

Roma

ebbero

1'

uso di seppellire

loro morti fuori della citt.

per Nu-

ma
que

Pompilio e Servio Tullio, quantunre, ci non ostante ebbero sepoltura

gran madre antica! riferisce che in vigore delle leggi decemvirali e imperatorie, non poteva riporsi alcun cadavere n dentro il recinto di RoTulli tornano alla

ma, n dentro

a'

templi, sia per togliere


ve-

fuori di

Roma
,

e se talora da questo co-

che dalla quantit de'medesimi non


zione che portava
pinati
i

stante rito furono dispensati alcutii per-

nisse corrotta l'aria, sia per la supcrstii

sonaggi
\irlti e

ci fu in vista del loro valore,

romani

a credere pro-

segnalali meriti verso la patria.

templi, duve avesse riposato u^

SEP
corpo morto. Si trova nondimeno che a Fabrizio, ed a Giulia figlia di Cesare e

SEP
ma.
T

i3r

plel>ei

aveauo
le

sepolcri nel

Campii

Esquilino,fra

mura della

citt e la tor-

moglie di Pompeo fu conceduto il sepolcro dentro le mura, siccome gi a Publicola era stato donato un avello particolare dentro la citt, col privilegio che potesse essere
sori.

re di Mecenate.
squilie

Eranvi parimenti nell'Ede'pozzi, ne'quali buttavano cai

daveri della plebe,i quali


l'aria

ammorbavano
i

d ogni intorno, e percii)

lu(;ghidi

comune
tempi
si

a tulli

suoi succes-

delti pozzi
le

chiamavansi Puleolae. Le scaal


i

Ma

a'

di

Plutarco, niuno di
di tale dirit-

Gemonie erano annesse


vi si

C(7rcere(^f.)

questa fanigiia
to, e

prevaleva
della

Tulliano, e
rei,
si

gettavano

cadaveri dei

morendo alcuno

medesima

lo

per esporli alla vista del popolo, che

portavano e deponevano avanti al sepolcro, dove usavano d'accostare e rimuovere pi volte una face accesa; e con questo allo possessorio ne conservavano la giurisdizione, indi ripigliavano il cadavere e lo trasferivano fuori della citt. Tulparlando del Campo Marzo, che certamente era dentro il recinto di Roma, lo descrive pieno di sepolcri, clarissimorinn viroruni, ac foemiiarum vionumenta in eoconstruxerunt. Intavolta Slrabone
,

tratteneva nel propinqio /^oro


tirati

roma'

no, donde poi erano

nel Tevere,

Queste scale erano tenute infami, per gettarvisi gl'infami puniti col supplizio.
1

re

e gli

nomini grandi

si

seppellivano da
i

principio sotto de'monti. In appresso luo-

ghi pi abbondanti di sepolcri erano villede'dintornidi


stre, e
la

le

Roma, e Ici^/rrtr/e mae-

Lavicana,

singolarmente l'Aurelia, 1' Appia, la Laurentina, la Latina, li

vece Dione assicura, ch'era vietato


pellire in esso;

il

sep-

stiense e la Salaria.

Flaminia, laTiburlina,laPrenestiua, l'Oromani erano poi


I

ma veramente

nel

Campo

tanto desiderosi di nome, che procurava-

Marzo,
devansi
di

oltre al
i

sepolcri della
Iizio, di

Mausoleo d'Augusto, vementovata Giulia,


Lucio Pausa,
e di

no

di averli o ne'ciocicchi (incrociamenli

di strade), o ne'lali delle

medesime, alhule i-

Aulo

A grippa, di Druse
i

Marco Britannico, e Ludi

chi passeggieriilovesseronecessariaroeu
te vederli ed
scrizioni.

ammirarli, e leggerne
fu

cano vi aggiunge quello del dittatore Siidue scrittori, converla. Per conciliare r dire, non senza molta probabilit, che
le leggi vietassero lo alzar sepolcri nel

Tale

appunto

il

costume dei
vili

Calalioi, de'Scipioni, de'Sei

telli.Le

tombe

de'primilivi

e de'Meromani por-

sud-

tarono l'impronta della semplicit de'loro costumi. In appresso arricchiti dalle


spoglie delle conquiste, e pigliato
il

detto

Campo
il

ma

la

prepotenza annulsenato o intimiil

lando

rigore delle medesuiie. Io conce-

gusto

desse in

tempo

in cui

il

dito o corrono, sagrificava

pubblico be-

del lusso de'greciedella magnilcenza, costruirono al pari di essi sepolcri grand. osi.

ne

al

proprio interesse. Cene vero non


i

La materia

di cui

li

fabbricavano

e-

ritrovarsi che vi fabbricassero sepolcri


plebei,

ra diversa, cio di

marmo, di

metallo, di

ma

soltanto

pi cospicui e prin-

pietre rare congegnale insieme, di ferro,


di oro, di argento, di eleltro(sorta
tallo
ili

cipali cillailini, e le famiglie pi illustri;

mean-

ed ecco perch Appiano chiam

il

Cam-

misto di gran valore presso


),

gli

po

INI

a rzo sepoltura de'soli re. Cos gl'imi

peralori,

trionfatori, le vergini P'eslali

[V.)

si

seppellivano in

Roma, e

tra queste

piombo, di bronzo, e di lena cotta. Quando non le ceneri, ma il cadavere ponevano nel scp(icio,questo soventichi
di te era di asio, pietra

anche quclleche accusale di vtupro venivano conilannate od essere sepolte vive, erano chiuse in qualche fossa del Campo Scellerato, il quale era dentro la citt. Gli altri poi liitti etano sepolti fuori di Ro-

che avea

la

virt di

consumare il cadavere. La (orma era pure diversa, e conforme al capriccio o de'testatori o degli credi. Alcuni lo aveano a foggia di piprestamente
iliseccare e

i32
ramide.
vea
la

SEP
altri a

SEP
tutte
le

modo
letto,

di colonna; ora adi

cose che chiudevano nel sepolcro,

figura d'

un gabbione, ora

un

quelle che meritano maggior attenzione

coff'ano,
le volte

ora d'un
era

ora d'un'arca. Al-

fitto in terra, e talora collo-

sono le Lucerne accese probabilmente con olio e forse un poco di sale perch
,

cato in alto, e sostenuto da

4 o 6 colon-

ardessero meglio.

lucignoli di queste lu-

nette, o attornialo di gradini. Avvertasi

cerne sepolcrali erano di lino vivo, odi

per che

il

collocare

sepolcri in luogo eai citta-

amianto

filato

che avea

la

prerogativa di

niinente,era conceduto soltanto


dini romani,

ed a quelli

ai

quali era sta-

non bruciar mai. Inoltre nel sepolcro si poneva vicino a tali lucerne perpetue, un
che dicesi pieno d'olio, forperch romani si figurarono che il genio il lare guardiano del morto si pifiasco di terra
i

ta concessa Taggregazionealla cittadinan-

za

romana;

la

quale prerogativa era una

se

parte del celebre Jns Quiriluin.


zio veniva

Lo

spa-

bitinario, e

misurato colla pertica dal lisi chiamava arca, e per l'ordi 2 piedi di

gliasse la briga di rifondere l'olio nella lu-

cerna.

Il

Guasco non crede

alla perpetui-

dinario

non abbracciava pi
<j

t del lume; osserva che

gli egizi
la vita

simbo-

larghezza e

di lunghezza;
i

perch sicco-

leggiarono avvedutamente
nobili per distinzione

umana
l'o-

me

erano

infiniti

sepolcri, e la

maggior
alla
ter-

a una lucerna accesa alimentata con


lio. I

parte eretti ne'lati delle vie pi frequentate, cos

ponevano nei

conveniva porre un limite


il

sepolcro lucerne ornate nel bracciolino


colla figuradella luna crescente.

circonferenza de'medesimi, afliuch

reno non mancasse,e la quantit nelle moli non ingombrasse di soveichio le strade
pubbliche. Questo non toglieva che alcuni abbracciassero

tura

il

Guasco, che

Congetromani ponessero

queste lucerne ardenti ne'sepolcri, mossi


dalla grande venerazione che portavano
al

perch

in

uno spazio maggiore, ogni tempo le leggi sono state


:

fuoco e sua natura, che conservavano

lesedagli abusi

polcro di C. Ceslio,

leggono inoltre
li

piramide o seun esempio. Si delle iscrizioni, nelle qual'esistente


n'
iniziali delle parole:

sempre acceso nel tempio di Vesta, dichiarandolo co'Ioro riti e usi. Col fuoco romai

ni distruggevano in uso

cadaveri, lo che vuoisi

prima

di
,

sono scolpite le

Hoc

quel re ordin

Monumento In Fronte Pedes Deceni In AgroPedesDeceni.Yjva poi precetto strettissimo di religione, che lo spazio occupato dal sepolcro fosse reputato sagro
,

consegnasse alle

Pompilio , onde suo corpo non si fiamme. Altri dicono oche


il
il

Numa

riginatoil rogo con V. fublicola,

cui

cadavere

fu

pubblicamente incenerilo, u-

non
di

gi per se

si

fosse posto nel

campo
il

so che prese vigore quando insorse 1' abuso infame d'insultare le tombe con disotterrare
i

qualcuno, o a dispetto o senza

con-

cadaveri per avarizia, nella


gli
i

senso del proprietario del terreno.


di chiudere l'urna o
ni
il

Prima cadavere, romai

speranza di rapire
cui erano ornati, ed
lati

oggetti preziosi di

supposti tesori
il

tumucostu-

costumavano

di

porre nell'avello un-

con

essi.

Pare che dopo Siila


il

guenti, balsami, vesti, anelli, monete,

mepie-

me di bi'uciare
se arso,

divenisse pi generale, per

daglie,ghirlande, e talvolta
tre rarissime.

gemme e

aver egli ordinato che

suo cadavere fos-

L'uso

di

porre ne'sepolcri

altre cose era in vigore

anche ne' temsi

pi di

Numa,

nel cui sepolcro

trovaro-

no libri e candele. Cos gli albani ponevano denari, e alcuni cada veri furono trocon ferri e spade fitte nel petto, per Tano onore (anche ifH/c/iJ sono soliti sotterrare col cadavere cose di prezzo). Di
vati

da Mario, il quale disotlerrato fu gettato nel Teverone. Veramente fu proprio della gente Cornelia
patisse l'ingiuria
lui fatta al

temendo che
corpo
di

seppellire

propri cadaveri

e Siila pel
di ri-

I." si dipart dall'

uso per timore

cevere
rio.

il

trattamento da

lui fatto a

Ma-

iVon sicuro

quando

cess la costu-

SEP
manza, sembra verso
ra, e
si
il

SEP
218
di nostra ei

i33
iscrizioni
si

sepolcro,
ricavare.

come da molte

pu

ripigli l'uso di
Il

soUerrare

ca*

da veri.

rogo per era interdetto ai bam-

apprezzata

Finch da'romani fu solamente la virt, ed amata la gloria,

bini che

non avessero messo


al

tieni!

ai

queste testimonianze singolari di slima


resero che agli uomini celebri o armi o per la Ioga. Quando poi acostumi si dierono ad ammidullerali

morii colpiti dal fulmine, ed


ri

ai

malfattoi

non

si

condannali

supplizio.

plebei ed

per

le

inendici invece d'essere bruciati sul rogo,

loeranodai beccamorti Uslores. Quando erano molli cadaveri, ponevano ad ogni


i

rare
ni,
i

le

scene e
i

teatri,

comici,

gl'istrio-

decina quello d'una donna, che

come

pi

ontuoso e trasudante una specie di bitume o glutine, aiutava gli altri ad ardere
pii
i

pantomimi, protopantomimi, anche a cosloro di venne comune quell'onore che una volta era stato guiderdone soltanto del
musici,
i

saltatori, le salta trici,i

agevolmente.

romani, per rendere

v;dore, della dottrina


della probit. Perci
si

delia costanza e
dell'iscri-

sepolcri pi degni d'ammirazione, usa-

trovano

vano rendere l'interno non meno ornato dell'esleruo, con decorarlo di pavimenti
di

zioni piene d'ingiuste lodi, e

comuni

agli

musaico, di pitture esprimenti baltabaccanali, trionfi,

glie, giuoclii, sagrifizi,

strumenti, fabbriche, animali, divinit e


cose simili. Nella

uomini pi illustri per merito e per fama. Gli amici ancora solevano erigere dei sepolcri, ob honorem, a quelli che morivano lontani dalla patria, o per gratitudine, o per generoso contrassegno di be-

sommit

poi e d'iutor-

no

al

sepolcro ergevano di sovente stale scolle

tue e colonnette, e di frequente


parli esterne

nevolenza questi sepolcri si chiamavano Cenolafl,pei' cui non deve recare mera:

pivano nel medesimo marmo. Inoltre

avevano

statue, bassorilie-

viglia, se d'una medesima persona si rinvengano talora pi sepolcri; anche tra


i

vi, carri, trofei, fregi

e decoiazioui belin ogni

crislianiepercitaineunesempio,3 n'ebbe
il

lissime.

Non essendovi

luogo dei
cos

cardinal /'irili, come notai nel vol.LX,

monti, nel seno de'quali potesse allogarsi


i

p.

sepolcri degli

uomini

insigni,

ci riportai quelli preparatisi

68; eda Sepolcro de'Rom\m Po.xtefida Pio II, s.

supplivano a ijuesta mancanza, con iuiialzarc nella

sommila de'niedesimi una


alla dignit e al

Pio V, Innocenzo XII, e Leone XII, mentre poi furono deposti altrove. I romani
vaghi di rinomanza e curanti per cos'idi-

piramide, o una colonna grande o piccola,

corrispondente

merito

red'una seconda

vita, oltregli
i

del defunto,

come

Io fu

per l'imperatore

co' quali abbellirono

sepolcri

ornamenti secondo
,

Tiaiano

la

sua Co/o/i/m (/^.) gigantesca.


:

l'uso egiziano, etrusco, greco e d'altri popoli,

L'iscrizione chiaramente lo dice

Acideet

trovarono essere
i

il

pi intrinseco di
il

clarandiiin quanLie allUudlnis


lociis lanlis

Mons

istruire
le la

posteri di chi era

sepolcro e

ruderilus sitegesCus. Per lussoe prodigalit o per avarizia, si seppelliluno insieme col cadavere grosse somme
d'argento ed'oru, e conlinuaudo a tempo
di

azioni da lui esercitate, incastrando nel-

parte piesposta alla vista una tavola

Teodorico

la

pessima usanza, quel re


si

goto per reprimerla ordin che


seru a[)rirc que' sepolcri in cui

iloves-

vi

fosse

marmo o di pietra in cui scolpivano r iscrizione. Questa tavola era propriamente quella che chiamavasi Monunienlum o IMonitnentiun, perch monet noi, ne d notizia della persona defunta odei
di

denaro rinchiuso. Talvolta il senato o il popolo, avendo fatte le spese del funelale de'grand'uomiui, o morti in poverIl

suoi, ode'suoi fatti, e no fa avvisaliessere

anche noi mortali:


il

in

processo di tempo,
si

vocabolo

monumento

us promiscuail

o senza aver disposto del loro cadavedesliuavu loro altres


il

mente anche per

indicare

sepolcro. Si

li-,

mausoleo o

il

appell pure CtjJfW,

uome

altres

oppro-

i34

SEP
le,

SEP
e perci
i

priato alle tavole tribunesche, alle colonnette, e al sepolcro stesso.


epitaffio
,

littori la
i

portavano nel
magistrati,

fa-

1^' iscrizione

scio di

verghe avanti

come
i

era pi'olisso o breve, secondo

minaccia di morte
e le

ai rei di

gravi

delitti,

l'ambizione ola modestia, l'arte o l'ineleganza del cotupositore, talvolta il desiderio del defunto, quello di chi l'erigeva
:

verghe

di flagellazione ai

mino- dee alla

linquenti.

Gi

descrissi a

Funerale

tri articoli citati, quanto

precedeva

morriti

alcuni erano in versi,

la

maggior parte

in

te

de'romani,quantoseguiva sinoalla dee

prosa, semplici, modesti, superbi, fastosi;


taluni furono tanto circostanziati, che se-

posizione nel sepolcro, e con quali

pouipe, con l'accompagno di suonatori di


Hauti, tron)bette e altri strumenti in

gnaronoeziandio
la della

l'ora della nascita, quel-

Ma-

morte, e persino quella del traal

schera

sferimento
giorni

sepolcro; tale fu l'epitaffio

di Ceciliofanciulio,
(i

morto

di

6 anni
di

33

che se il defunto erasi guadagnato l'amore de'concittadini, gli empivano la bara di balsami e altre cose o(/^.);

fanciulli
si

morti prima

5 anni,

dorose, gettandosi dalle fiieslre corone e

per legge non


jiiuiii

potevano piangere). Cose le ceneri e le ossa

ghirlande,

gli

amici

peli della
la

birba,

le

erano

l'epigrafi in iniziali: Sit Tibi

donne parte de'Ioro crini: che

Tfira

Lei's,

come

d'un morto fossero capaci di sentire qual che sollievo dalla morbidezza o leggerezza
del terreno;

bara era seguita dagli amici, parenti efamiglia domestica del defunto; gli uomini vestiti di nero; se per il defunto non avea oltrepassalo l'adolescenza,
il

eppure

di questa grazia

ro-

colore delle vesti


figli,
i

mani ne supplicavano istantemente gli dei, e questo auguravano ai loro estinti


gli

era

il

ceruleo o azzurro; se erano


col

maschi andavano

amici e parenti. Frequenti erano


:

le

parole

Heii Fialor? ovvero

iS^/i^e

Viail

capo coperto e le femmine discoperto e scapigliate (lo che tra il contrario di ci che costumavasi in
tutte le altre occasioni, in cui gli

tor? perch

non avendo importanza


si

se

polcrojil viaggiatore

fermasse a legger-

portavano

il

capo scopertole

le

uomini donne co-

ne l'epitaffioecomeforzalo dari muto imperioso cenno de' marmi, laonde trattenendolo la curiosit trovava spesso iscrizioni molto lepide. Altre per erano gravi

perto);alcuni scrittori gIi;danno vesti biauche,altri nere, perch vi fu variet di co-

stume. Se
si

il

corpo

si

bruciava,
i

le

ceneri

ponevano

nell'urna, tra

canti funebri

eammonivaio
e

passeggieri, ch'essi a-

in

onore del morto, chiamati Epicedion


nenie cantate nel trasferi-

veano esistito,
tali; le

che anco loro erano mor-

e diversi dalle

sentenze sublimi, tendenti a frenar

re

il

cadavere, e
intorno
al

aW epi loffio

solito

can-

passioni, o ad incitare coll'esempio al-

tarsi

sepolcro.

A Orazione
i^i

ru-

la saviezza e al vivere

morigerato, hi

al-

NEBRE parlai de'discorsi pronunziati sulla

cuni sepolcri fu scolpita

l'ascia: tra le in-

gegnose spiegazioni date a questo simbolo, vi pur la minaccia di morte a' violatori de'sepolcri, o il divieto di pulirlo e ornarlo, ed anche per invito agli eredi di

tomba de'morti, e che sono della pi remota antichit, e si trovano in uso pure presso gli egizi dopo il ricordato processo;

quindi l'uso pass fra


i

greci, indi l'ale

dottarono romani, secondo


ni di

prescriziole

mantenere
dall'erbe

sepolcri netti da' bronchi e

Numa Pompilio
religiose,

che regol

cere-

vili.

L'ascia inoltre trovasi sulle

monie

onde Bruto

fu peli.o-

lapidi cristiane.

Guasco congettura, rappresentare r ascia o la scure il simbolo della morte, di cui pure lo la falce, che
il

norato da Valerio Publicola d'elogio funebre; quindi


i

romani l'accordarono

alle

sotto

rava in

nome della dea Libitina si onoRoma con templi e ministri, poidi

donne che geneiosamentesagrificarono le loro gioie, perch si adempisse il voto da


Camillo fatto ad Apollo per la presa di Veio spenta la virt repubblicana, si vi:

chla scure fu sempre strumento

mor-

SEP
clero dc'mostri coronati recitar l'elogio fu

SEV
te
ai sepolcri,

i35
di fiori, di

per costruir giardini presso e intorno


iquali
si

ncbrecle'scelleralio imbecilli loro prede

ornavano
gli

popolo e il senato degradiili applaudivano d panegirista, e poi f.ire


tess(jri,

ed

il

che

se

nescolpiva

memoria

talvolta nelle

lapidi,

con abitazioni per

editui o cu-

l'apoteosi del ridicolo o odioso oggetto del

stodi de'sepolcri. Quell'erede poi

che a-

panegirico: noi che

abbiamo preso

dagli

vesse trascurato di gettare ogni annoi fiori

antichi lenostreorazioni funebri, talvolta

sopra

sepolcri,

dovea immolare a Ce-

ne facciamo uno strano e colpevole abuso;

rere una porcelletta, che non avesse gustato de'nuovi frulli della terra; e sovente

sarebbe a desiderarsi, che tutti quelli che l'uso vuole che sieno lodati ilopo morte, lo

perdeva

tutta o

buona parte dell'eredit.


i

Le urne per volere dei fastosi furono d'oro, di finissimo rame e bronzo, o pietre preziose; per la magmeritassero
!

L'ultimo onore che romani ficevano al sepolcroad esempio d'altri popoli (i quali

usarono pure
loro e altre),
si

le

piante di quercia, d'aldi piantarvi,

gio'

parte ilell'urneciterarie erano di cre-

era

o davanti

ta leggerissima,
facilit
pii
ti:

ed assorbente con gran

o da fianco, un cipresso, allineile ognuno


avvertisse d'accostarsi a quel luogo sagro con riverenza e rispello crederono gli antichi che il cipresso fosse un albero consagralo a Plutone divinit infernale, non rinascendo n pullulando pi dopo troncato. Seguivano poi in onore del defunto, in qualche teatro o anfiteatro, o in qual:

qualunque umidit. La forma era

lunga che larga, infbrmeesenza orna-

ve ne furono guernite con ligure, fioretfestoni esimili leggiadri ornaraenti;e vi

ti,
si

riponevano ancora
le

le

ceneri de' nobili,

ifnperocch
tissiue

erano stimada*romani,e ne facevano copioso


opere
di terra

uso,e vuoisi

cheNuma fondasse 7
illustri citt,

collegi di

che foro,
(tli

vasai, per mezzodell'arte de'quali

furono

innalzate diverse

ricordate

da Guasco. Depostasi l'urna o il cadavere nel sepolcro, questo si chiudeva, s'incastrava


la

combattimento de' gladiatori com'il e pranzilanebri, il litllo, sacrifizi annuali, anche agli dei infernali, lo spargimento delle fail

che a ScuiAVo),
i

ve sopra

sepolcri nelleyi7e parentalia

lapide, indi alza vasi innanzi

ne'giorni fasti
ni

jam

superstizione

romaI-

l'altare o l'ara,

ovvero

la

pira o
si

un vaso
accende-

credevuno

alla

notturna apparizione
(di

a guisa de'nostri tiuibuli, e vi

delle

ombre

o larve de'morti

che a

va ['Incenso {I'-)c altre cose odorose. Intanto


i

DOLVTRi.v ed a

Mam)

e perci celebra-

circostanti

rimanendo

le

donne
il

vano ley>7eedi
to,

sagrifizi lemurali. Peralla gloria del


il

separate dagli uomini, ricominciavano

ch nulla mancasse

defun-

pianto e

canti lugubri, e le nenie, can-

ne appendevano

Ritratto o

Imma'

idena meglio che Efiltiphitini pare chia-

gine (A.) nelle sale. Ira quelle degli antenati;


si

mata Afi,vm, Lesum, Lausum. Dice Pesto,

ma non

era concesso

ai [ilebei di far-

che

le

nenie erano alcune composi-

ritrarre n in tela, ne in cera; era

cantavano nell' ese(|uie del morto, in sua lode e a suono di trombe alcuni vogliono che nenia sia vocabolo
zioni che
si

vietato agli altri,


ta l'edilit, di

pure prima d'aver conseguiche parlai a Roma, insieme


le

alle altre

romane magistrature. Nell'alno


inchiodavano
spoglie, ch'egli
gli

greco, in significato di quasi ultime [larole in

della casa

lode del morto. Slogato

il

dolore e
il

avea tolte a'nemici, massime


(piali t.ilvolli col ritratto si

scudi,

usciiigatc le lagrime,

spaigevano
(ra
i

sepol

collocavano

ero di

fiori in

mollo pregio

romani,

ne' templi, e tutto per eternarne la

mein-

comuni
(Marzia
fiori,

e frequenti in
figlia

ogni loio [oinp.i

moria. Se

la

casa veniva venduta,


le

il

corn-

e in letto, teneva in

d'Augusto anche ili notte capo una corona ih

pialore dovea lasciar intalle

appese

segne

finche logore cadevano in pe^zi.


quelli che avea-

perci biasimala). Si facevano lasci-

Sichiamavano Polinclori

i36
no lacura
di

SEP
si

SEP
edelle villanie; e mentrescagliavanoi sas-

maneggiarei cadaveri; e Veche li sotterravano o bruciavano. Scrive Plutarco, che nel tempio di Venere Libitina erano apparecchiate
spilloni quelli
alla

pronunziavano tutte quelle ingiuriose


venivano loro barbaramente suggeri-

e maligne cose,che dallo spirito di vendetta


te.

pubblica vista tutte

le

cose necessa-

Ma siccome tal volta, stante


i

la

perlidia

rie per la

pompa

esequiale; e questo, egli


i

de'pessimi, anche

dice, per fare avvertili

viventi e ricordar

uomini dabbene eranosoggetti aconsimili ingiusepolcri degli

loro,

che come Venere veniva considera-

rie

ed imprecazioni, cos

sacerdoti sole-

ta quasi

come una porta


g'
i

del nostro en-

trare nella vita, cosici da va anch'essa nella

vano raccomandar l'anime de'morti agli dei cantando irtai, e pregando e desiderandoa'sepolti, che chiunc[ue o passasse

morte

istrumenli della sepoltura.


cos'i

Furono

Vespilloni

chiamati dagli

davanti osi accostasse a'ioro monumenti,

antichi, perch essendo

grande il numero de'poveri inR.oma,cht non potevano essere portali sontuosamente di mattina alla
erano condotti dai Vespilloni sull'ora tarda del giorno, che chiasepoltura,
vi

non

solo

si

astenesse da

qualunque maloro del bene; e

ledizione,

ma augurasse

marono Fe5^ere(/^.).
gisti e canonisti,
il

11

Piazza nella iVe-

non solamente non facesse insulto, ma ne onorassecome meglio poteva le loro ceneri. Dappoich,chiun([ue passando da vanti a'sepolcri non avesse in qualche maniera
dato segno
di

crologia, dice ch' opinione d'alcuni le-

sua piet verso defunti, ei

dominio

delle
le

morto non perda sue facolt, se non dopo


che
il

ra tenuto sprezzatore della religione e dei


principii fondamentali della

medesima

che celebrate

convenienti esequie, cor-

e per questo venivano poi a travagliarlo


nella notte le

rispondenti al suo stalo e sostanze, posto nel sepolcro.

ombre,

le

larve, gli spettri,

Ma

se

romani

lascia-

ovvero
si

il

rimorso

di loio esagerata

super-

rono
i

tanti belli
i

esempi

di loro piet verso


dili-

izione.

Le

stesse preghiere de'sacerdoli


i

defunti e

loro sepolcri, onori che

gentemente loro resero anche gli scelleraeligionej ti, come dovere richiesto dalla non mancano per esempi del loro rigore
i

ciano dirette a sottrarre cadaveri alle notturne ricerche delle Streghe (A'.), ed
ai

loro infami
i

riti

e sortilegi.

ta

sepolcri furono violati

Qualche volanche dai scioci

quando giudicarono

morti per
agli dei.
i

le

loro

chi alchimisti, cercanti liquore, per tra-

nefande azioni, in odio


gli

Non con-

mutare
riori.
A,

in

oro e argento

metalli infe-

tenti d'incrudelire contro

cadaveri de-

empi, di spargerne al vento, odi affondarne ue'hurai o nelle sozze pozzanghere le calpestate ceneri; di abbatterei
loro sepolcri e le statue, di privarli dei consueti funebri onori, di cancellarne dai pubblici fisti il nome loro, e di dichia-

RoMv, chefu chiamata pure Tomba de Giganti, parlando delle superstiti dichiarai che in S!ie preziose antichit
,

questo articolo avrei detto de'prinoipali sepolcri degli antichi romani, ci che in

breve vado ad eseguire, con l'autorit di Kibby, Nicolai, Gualtaui e altri illustri archeologi.

rare infame e per sempre funesta la loro memoria, giunsero persino a maledirli,

Se presso
c.
il

tutti

popoli antichi fu gran-

ad augurate all'anime loro l'eterno bando dagli elisi, e le perpetue pene e le interminabili torture dell'Ereboo inferno,

rispetto per la

memoria

per

le

spo-

glie mortali de'lra passati,

questo rifulse

pi lsso

malvagi, di che pregavano giudici infernali, con orrendissima imprecazione.


fra
i
i

do, e molti nionumeuli


sta loro piet,
si
i

romani, come sono andato dicenrimangono di que-

quantunque

di pochi

oggi

tante scelleraggini

aggiungevano

talo-

cop.osca la pertinenza, poich essendo

per isfogo d'odio, la lapidazione dei sepolcri, ch'era l'ukima delle coutuuielie
ra,

sepolcri ordinariamente sulle vie


i

pub-

bliche, furono

primi mouunienli ad es-

SEP
sere spogliati.

SEP
sii

i37
deve die ne

Lo

stalo di desolazione e

monumenti

la

mng^'ior solidit, ed a
si

deplorabile delle rovine di vetusti sepoleri e di

questo principalmente

ri-

monumenti, che
vecchi

gi

un tempo
de'prodi,
[)ii

tuangono

lanli avanzi,

incjuel suolo istcssosorgeano superbi delle glorie Ialine e de'


fasti

foiza usala dagli

malgrado tutta l;i uomini in demolii li pei'


soli-

trar profitto de'materiali. Essi general-

parlano

al

cuore con favella assai

e-

mente erano formati da un masso


dissimo di
di
ciottoli di pietra
ri

nergica ed eloquente d'ogni

umana pi

o franlunii
ti

studiata facondia. Quel la terra che noi cai-

mattoni, esterna mente

vesti

di

massi

pestiamo, in cui non

v'

ha minuta gleba
passare innanzi

squadrati di pietra o di

marmo,

e pi di

che non racchiuda

le

disperse ceneri di
fa

rado d'opera lateiiziao


di violenze,
elei

reticolare.

Questo

qualche romano eroe,


j)alria,

rivestitnento stato tolto con ogni sorte

agli occhi della fantasia le storie d'

una mezzo al fulgore delle pi brillanti virt non and iuimune da vizio, fu per sempre ujagnanima e suche se
in
i

onde

si

vedono massi o nui

che conservano qualche traccia del rive>limento


tanti pezzi rosicchiati

come

esterno;

ma anche

questa miseia traccia

blime; che eccliss


tonCronto,

vanii ei trionl dei


il

fu loiuientala dalla

mazza
si

devastatrice,
alla tenacit

popoli passali, e non paventa de'fuluri

onde

il

poco rimasto

deve

come

disse

Frontino,
la

De A-

della cslruzione, che vinse l'avidit del


distruttore.

quatclncl. Dalla narrata duplicit de'modi di seppellire,

Le camere sepolcrali

desti na-

nasce

gran divisione
ci

te a ricevere le ceneri di

molte persone

de'monumenli
neo
pi,

sepolcrali che

restano,

insieme, sia libere, sia di stirpe servile e


libertina, furono designate col

cio alcuni servirono per contenere leur


vasi colle ceneri, altri le

nomedico-

urneco'cor-

ed alcuni ve ne furono che cunteniiegli

lombaio, coUiinbarium, perch nell'interno sono divise in tanti ordini di piccole


nicchie, piortlinariamente arcuate,
lalvulla

ro

uni e

le altre.

L'altra divisione de*

ma
alla

riva dai soggetti, ai (piali questi

monu-

anche

rellilinee.che

davano

menti erano destinati, p<jich altri venivanoeietti perlina sola persona,cume(juelli

camera

stessa l'aspetto

d'una coloudiaia:

ciascuna di queste nicchie contiene uno,

deirAterio,di Metcllcr,di Cestio;

alili

per

due o pi
colta, di

vasi

ordinariamente di tcira

una famiglia
pioni, quello
Ilo; altri

intiera,

come

quello deSci-

d'Augusto

e c|uello

d'Adria-

nel

marmo, di bronzo, di vetro, come colombaio di Pomponio Hyla sulla via


intatti de'supersliti: in-

servirono ad uomini liberi, altri

Lalina.unode'pi
lapide, contenenlo

a schiavi e liberti, e secondo (juesla desti-

nanzi poi a ciasctuia nicchia poneva>i la


il

nazionediversaaveano internamente una maggiore o minore estensione, una pi

nome

e la qualit del

defunto,esovente pure

l'et.

ComeCo/MW.

grandeopi modesta apparenza. Questa ultima circostanza ha portalo, che fra ruderi de'sepolcri esislenti, che non sono pochi, maggiore sia inlnitamente il nui

barinm si chiam l'insieme, cos'i Locitlus verne appellata la nicchia, OlLiW vaso,
Tiinliis l'iscrizione.
crali,
1

monumenti
1

scpol-

o sono sotterranei, o sopra leria,o


sol

iiicrodi quelli dc'libcrti e de'servi, perch

ad un

piano o a due.

pi antichi pa-

ollre

(ormare un maggior ninner di ])erMone,essendoordinariamcnlepi moil

re che fossero a inlazione dogli etruschi

sotterranei, cio o sullo

il

suolo nelle pia-

facilmenlesfuggironoalle prime devastazioni. E siccome presso gli aiilichi


lu

desti, pi

nure, o dentro

le

viscere de'monti, e per


le vie,

quanto potevasi lungo


l'esempio in

e di

tali

sebcl-

scopo dc'monumenli sepolcrali era non soio la conservazione perpetua delle spo-

polcii antichi sotterranei se ne

ha un

Roma nel sepolcro

de'Scipio-

glie mortali,

ma

ancora della memoria,


dare uquc-

ni.Sobbene fossero sotlerrnnei

si

ergevano
\isibrli,

pusci-o lulluilloroaluJio nel

sopra uua mole per rcudcili pi

i38
do

SEP
i

SEP
suoi particolari meriti verso la citt gli

laqualeera piiotneno magnifica, secontempi e le facolt del defunto. Queste moli ornavansi con festoni, buciani
i

procacciarono questo singolare onore delsepoltura pubblica, sopra una delle strade pi frequentate che uscivano da Roma, mentre per la legge delle Xll tavole
la

(teste di

bue, scarnate e scorticate, che

si

|)onevaoo su di alcuni antichi


ti,

monumen-

delle quali gli architetti


i

cora alcuna volta

fregi,

adornano ancome apprendo

era vietato
zi

il

seppellire in citt. Gli avan-

della tondja consistono in


il

un basamen-

dal T^ocabolario delle arti del disegno),


vasi

to di travertini, sopra

qualesorge un or-

da

sngrifizio, bassorilievi allusivi alle

dine di

pilastri dorici,

con

fregi di festoni

imprese, alla professione del defunto, o di


chi lo erigeva, ordini d'architettura, e so-

e bucrani.

La porta

eh' nel mezzo, da:

va accesso

alla stanza sepolcrale

l'iscri-

prattutto portavano l'iscrizione col

nome

zione in belli caratteri cubitali, della for-

della persona o della famiglia, e con tutti


i

ma
le

che ricorda l'ultimo periodo della realtri

titoli

e meriti di essa.

Non
la

tutte le ca-

pubblica;

dicono che Bibulo fu edidi

mere

sepolcrali

aveano

porta,

come

il

nell'anno

545

Rouia, se pure non

monumento
camera

d'Eurisace, che non ebbe la

fui! nipote. i^e^oZcro degli Scipioni, nella

e fu del

genere de' massi

solidi,

vigna Sassi, presso \i\Portas. Sehastia'

sebbene un sepolcro eretto a

se e alla

?20, la

penultima

a sinistra dell'Appia.

Fra

moglie Atistia:
corrispondente

le

porla, questa fu

camere sepolcrali colla sempre in altri lati, non


erano
posti.
si

le

scoperte pi insigni del secolo passato

alla via su cui


i

scere l'ipogeo d'

deve contarsi questa, che ha fatto conouna delle pi antiche e


pi
illustri

Numerosi sono

sepolcri che superstiti

famiglie di
citt

Roma
la

antica, al-

incontrano nelle vie suburbane di Roma, massime lungo l'Appia, la Latina e la No-

la

quale questa

deve

sua salvezza

con Ir
I

gli sforzi *\\Cartagiie.'^t\

maggio

mentana;

ma
i

gli esistenti di

Roma
il

suo

780

gl'ingegnosi sacerdoti fratelli Sassi

circondario suburbano entro


i

raggio di

miei prozii,enfiteuti della vigna, vollero

due miglia, pi noti ed pii sontuosi sono seguenti, de'quali far cenno secondo l'epoche di loro costruzione. In genei

ingrandire

la

grotta sottoposta al casino,

grotta chiusa entro

to antico dell'era Setliraiana.

muri d'un fabbricaForando la


di pietra al-

rale

monumenti
si

di

questa specie che

ci

parete orientale della costruzione antica,

riducono a 4 categorie, di forineche variano ne'particolari, ma non nell'insieme, delle quali abbiamo 3 tipi alle
restano,

s'imbatterono

in

due tavole

bana

ossia peperino, portanti

iscrizione,

che indicava l'avello

Porte di Roma, come

il

sepolcro di
2.,

Me-

nelio Scipione figlio

una lunga di P.Cordell'Africano mag-

tellapeli.,quellodiCestiopel

e quel-

giore e padre adottivo del minore, in cui


si estinse il ramo della famiglia, le cui magnanime imprese celebrai a Roma. Quei

lo d' Aterio pel 3.; e quello a foggia di

edicola, categoria della quale pi

esempi

rimangono
t\it\

sulle vie

Nomentana, Latina,

foro introdusse nel sepolcro, che

si
:

pre-

Appia. Peli. "comedi epoca incerta, dir


Sepolcro di Bibulo, \v\$ei\\.o\n una casa

sent con l'aspetto di catacomba


riosit e lo

la

cu-

scopo d' ingrandire

la

grotta

moderna.

Dcil

senato e popolo romail

no, a spese pubbliche, fu concesso

luogo

per se e suoi discendenti a Caio Publicio Bibulo edile della plebe, fuori la Porta
/ttr^OTe/irt

produsse lascopertad'una testa virile imberbe laureata, e dell'epitallo di L. Cornelio Scipione primogenito dell'Asiatico.
Questi celebri nomi mossero l'attenzione pubblica, e si cominci a sperare di aver
infine scoperto
cosi
il

all'ultima falda del

Monte Ca-

pitolino, sul principio del

Campo Marzo,
Forse

sepolcro d'una famiglia


storia

ora presso

la

via di Rlacel de'Corvi, sul

famosa nella

romana; laonde
tali

principio della salita di IMarforio.

Pio Vl,che tanto ama va

ricerche, on-

SEP
tleaunienlai'e
i

SEP
si

i3(j

pregi biibliini del suo niu-

Coiueli cognominati Scipioui godevano


il

ico Valicano, ordin che lo scavo

pr-

privilegio di

fiU'si

tumulare cadaveri,
:

seguisse a spese publiliche, accordando ai

invece d'essere bruciali

ma

sepolcri dei

proprielari del tondo gl'indennizzamenli

delti Africano, Asiatico e

Ispano non fudisceasi

op[)orltmi

cos'i lo

^cavo veiuie conti-

rono trovali, bens

(pielli di vari

un anno. Le pontilieie intenzioni furono mal corri>posle, poidie in luogo di lasciare il monumento conuitto pel trailo di

denti e ascendenti, sebbene del primo

sache

vi

avea un munumento, oltre

il

se-

polcro di Liteino.
sia sialo

Quantunque

l'ipogeo

me
sa

era stalo scoperto, fu alterato in guidi

sconvolto e sfigurato, l'identit

da miu'i moderni colla scusa

manil

del silo e qualche partesuperslite


lerata, lo costituiscono per

(enerlo sotterraneo, che basta farne

con-

non aluno de'monu-

fronto fra le

sommo

iS'ibby

due piante pubblicale dal per conoscere la grande


,
:

menti di Uomaantica pili interessanti. Al jVnseo faticano (f.) lui ouo trasportali
i

dillerenza che [jassa fia lo stalo originale e lo stato

monumenti
il

le iscrizioni,

il i

de'quali
li-

odierno

tulle

le

lapidi furo-

sarcofago di L. Cornelio Barbato

no rimosse
Il

col prelesto di
le

conservarle nel

gliodi
la

Gneo, padre de'conquistatori

dei-

museo Valicano;
veano sfuggile
al

ossa di que'prodi che

Corsica e della Sardegna, ebisavo dei

le ire

de'barhari, furono

Sci[)ioni Africano e Asiatico, decoralo di

sparse
la

suolo, ed ottennero ricovero dal-

iscrizione e

ornamenti

mentre

gli altri

mano

pietosa del senatore veneto


le fece

Anove

monumenti sono
di pietra

rozze casse mortuarie


il

gelo Quirini, che

trasportale in Pa-

albana inserite dentro

tufo,

ilova nella sua villa dell'Alticchiero,

alcune delle quali sebbene infranterimasero al loro posto, ed alle iscrizioni tolte

eresse

un modesto monumento che

le ri-

cordasse. Singolare coincidenza! Scipione

furono sostituite nel sepolcro lecopie,

ma

Africano seniore ordin d'essere sepolto


nella sua villa di Literno, perch la patiia

sua ingrata non avesse neppur


:

le

sue

non alloroposloeinesatte. L'arca di Barbaio nella partesuperiore mostra uofregio dorico quanto mai pu dirsi elegaule per la

ossa

questa stessa patria perseverando

nell'ingralitudine verso quella benemeri-

ne,

con

triglifi e

composizione e per l'esecuziorosoni il coperchio di


:

dopo quasi 20 secoli ne lasci disperdeiee andar lungi le ossa. rs'elLi mia tenera et, il mio ottimo zio Giuseppe Sasbi, nel maggio e ueH'aulunuo mi portava
la famiglia,

lavoro corrispondente, e
alle

vieii

lerminato
ne'lali

due estremila da volute che

sono tagliale a squaiinne. Barbalo fu cousole, censore, edile e con((uistalore della

a villeggiarein delta vigna, per cui di Ire(piente visitai


il

Lucania;
la slessa

il

figlio

occup

le slesse

cariche

celebre sepolcro. Egli tui


la

e soggiog la Corsica, dicui

neliGiGnel-

narrava,che dopo

scoperta gl'inglesi con

vigna

si

trov l'isciizione, esislen-

enlnsiasmo incedevano nel luogo, regaland ghinee d'oro al vignarolo per qual-

te nella

biblioteca Barberini.

Tra

le

allre

iscrizioni, va ricordala quella ilell'Africa-

che pezzod'osso, a cui facevano lesta, come ili aver ac(|uislalo cosa preziosa. Pare che il luogo fosse un predio avito de'Scipioni del

no maggiore,

il

quale mori senza


il

ilisceu-

deiiza,e perci adulto

figlio di

Emilio

Paolo, nolo col

nome

di Scipione Africa-

ramo

dell'Africano seniore, delil

no minore, e
notai
:

fu lai.*

che

si

trov

come

l'Asiatico, e dell'Ispano,

(piale proflcolle, api


1

la

sua morie fu deplorata ilaCi-

tandodella rupe tufacea del


lui

u-

cerone. Del suo figlio Scipione

Comato,
A 1-

specie di latomia o cava di pietre, e


cstratle

morto
le

di

()anni,ev

vi

pure

l'iscrizione.

dopo averle
ma, 3

form
del

in essa

il

se-

treapparleogonoalramodegl'lspani,tul-

polcro, circa la

met

V secolo di

Ro-

come

le

precedenti scolpile su pietra


diie di

secoli avanti la nostra era.

Questi

albana,

meno

marmo

del. '.poca

,4o
imperiale.
ciiestil

SEP
Da una
di

SEP
si

queste

apprcmle,

la

cornice poi pochi massi

rimangono

sul

principio dell'era nostra, estiiitasi


il

luogo primitivo,
cati,

gli altri vi

furono collo-

lafiiinii^liade'Si.ipioni,

sepolcro era stasi

allorch lamoledivennecastellofeu-

to

occupato dai Cornell Cossi, che

era-

dale.
stitu

La parte
il

della

mole rotonda che co-

no fusi ue'Corneli Lentuli, e che per adozione erano succeduti ad uno de' Gi uni SiianijCio a Decimo. Inoltre negli scavi del 1 780 furono trovali due busti, uno di
pietra albana laureato, l'altro di marmo, ed un anello con corniola in cui era incibusti [)assaronoal \ atisa una Vittoria
:

fregio di

marmo,

e di

marmo

il monumento pi antico superstite di da tacerla, che fa fede di questa pietra in Roma,

pure l'iscrizione; quindi

questo

prima

dello stabilimento della dinastia

imperiale. Dagli scavi del i836si trov


in^ussisteule ropinione,cbe
vi

fosse
il

una ca-

i:ano, l'anello fu

lebre Dutens. Si
pidi tutte di
l)crti della

donato da Pio VI al cetrovarono pure da 19 laparte spettanti a


li-

mera

sotterranea. E'

fama che

sarcofa-

marmo,

genie Cornelia, parte ad


nell'ipogeo,

altri,

non per
ess>,

ma

ne'dinlorni di

go di marmo esistente dentro il palazzo Farnese sia stato trovato dentro questo sepolcro, ma non ci conviene Nibby. Sopra l'iscrizioneera una Vittoria, che serivea sopra uno scudo, posta fra due trofei,

seo codili

vedouocoUocale in detto mumonumenti. Del monumento e delle epigrafi scrissero dottamente E. Qitirmo Visconti, Francesco Piranesi, e
che
si

altri

a pie de'qualiera

uno schiavo.

11

fre-

gio ornato di bucrani e di encarpi ossia festoni


:

bucrani dierono origine


di

al

Luigi Lanzi, iS'e/.'o/c/o d' Eiirisace, presso


e propinquo alla Porta Maggiore, dove
lo descrissi. Sepolcro di Cecilia Melella.

Bove che ha la contrada. Sopra la cornice ci che rimane ladi

nome

Capo

voro del "299, allorch fu ridotto a torre


I

Sulla via Appia,circa due miglia e mezzo


fuori della porta
cji

feudale dai Caelani


re che

(A''.)

in origine pa-

s.

Sebastiano, s'mualza

come il Pantheon

fosse

iesto

t4

superbo mono mento su Ila sommi d'un piccolo poggio, eretto a Mettilla

una

calotta o volta tonda

coperto con poco elevata,

riufiancala da scaglioni, e sormontata da

figlia di

Q. Cecilio Metello Cretico (che

fu console nell'anno di

Roma 68 j, e conLa mole roton-

qui>t

l'isola di

Creta ossia Candia),dal

ni ulto M.Licinio Crasso.

da fu elevala sopra un piano quadrato, avendo compresoli rivestimento 1 00 piedi per ogni lato, con un diametro nella mole di egual dimensione e nel centro di questo la camera sepolcrale ebbe 3o piedi di diametro, con vano foggiato a forma di cono. L'altezza nell'insieme pu calcolarsi a 60 piedi. Il masso del piantato e della mole di scaglie di selce delle vi,

Questo monumento dopo le rorimase abbandonato, ed il nome Melella scomparve, e in una carta deir85o, riportata da Galletti nel Primicero, a p.i8G, viene chiamato Ta Cane-

un

fiore.

vine di

Roma

tri

Capita, e

si

dice di diritto della

s.

roIo
1

mana

chiesa. Nel

1299 Bonifacio Vili


vi

concesse alla sua famiglia Caelani, che


ridusse a torre feudale, e
edific

dap

presso un recinto merlato quadrilungo,

dentro

il

quale fu conteaiporaneauieu te

costrutta

una

chiesa, e dal cauto del se-

polcro un palazzo. Allora avea l'odierno

cine cave,

il

rivestimento esterno era di


:

nome

di

Capo di Bove,e perci con

l'inse-

Diassi di travertino

questi nella base so-

no
ila
la
1

stati tutti svelti,

meno

la

parte che a

guisa di cuneo penetrava nel masso, eque-

gna della famiglia vi si vede una testa di bove: rimangono smantellale le costru zioiii, d'opera saracinesca. Mortoli Papa,
il

pure si vede troncata dalla mazza: nelparte circolare che costituiva


la

sepolcro col castello annesso fu occu1

mole

pato dai Savelli, e nel

3
il

2 lo possedeva

imaiie intatto, con poche eccezioni, ed

Giovanni de Sabello,
obbligalo di

e variato in

bugne piane;

al di

sopra dei-

quale essendosi pagare all'imperatore Euri*

SEP
rn VII 10,000 marchi' irar^ento
lenti a ligia
il

SEP
erjiiivn-

ite
servi e liberti

de'qnah

fu eretto per sua lestamenlan.i


tic'

Cono scudi, avendato per


castello e
alili
il

f^iiaini-

disposizione. Sepolcro

la

rocca

ili

Capodi Do-

degli Arrnnzii. Questo

monumento

en-

ve con

heni; Dia

non volendo con-

tra nella categoria de'coIou)bari, trovasi

segnarlo,

caslello fu assalito

periali e dai

dagl'imromani, e preso d'assalto Tu


rocca poi, cio
di viveri
si
il

nell'ultima vigna a sinistra prima d'uscire dalla porta Nlaggiore, e fu scoperto verso la

incendiato:

la

sepolcro,

mela

del secolo pasato.

Il

Puanesi
1 delle

permancanza
zione. Allora
l'altro a

arrese a discre-

che
ti
i

lo vide nella

sua integrila, ne die lutf)

Enrico VII rimise l'uno e


al

particolari in
,

tavole nel

t.

HielrodeSabello, fratello di Giopa

Antichit
stucchi,

e pare che fosse

pienamente

vanni, con ordine di ritenerlo sino

conservalo.
li
i

gamenlo
na,
a'

delle marche. Forse per dote dei

Le volle erano ornale di belmonumenti slavanoa'Ioro ponon erano rimosse,


e

Savelli pass poscia nelle roani de'Colon-

sti, le

iscrizioni

dn

quali successero

gli

Orsini

(in

dal

queste appariva che Lucio Arrunzio, per-

principio del secolo


1

XV,

e lo

aveano an-

sonaggio lodato da Tacilo, che fu console


nell'anno 6 di nostra era e si uccise l'anno 87, concesse questo sepolcro a'suoi servi e liberti. La costruzione d opera reticolata, e

cora nel 4*^5, allorch ne furono caccia-

abbandonalo, e tale apparisce nel secolo XVI: il Poggio dice averloveduto intiero, echeasuo tempoeri
ti.

Il

castello rimase

peifetlamenlcanaloga aqucll.T

sialo in gran parte rovinato, pare nella

parte del basamento. Corse grave pericolo di completo smantellamento, quan-

Castra Practona (nel voi. indicai ove ne parlo, olire n Pretorio), fabbricalo nelloslesso temdelle celle di
p.
1

LVIII,

do
sto

nel

.5<S8(Jio. Callista Moltini,


altri

Giro-

po. Ogi?i

non quasi

pii

riconoscibile

l.unoLeni e

V,

col

aveano ottenuto da Si beneplacito della cameraCapiil

tutto deforn)ato e sconvolto. Pi esso (piesto

colombario ve n' un altro mollo pi


quale

tolina, di

demolirloeappropriarsi
la

mo-

piccolo e modesto, fra questo e le


ili

numento: cominciala
lonu
glio,
sersi

demol7oiie, fu-

Roma,

il

mun men malmenalo, mn


ili

tanti

reclami pollati in Campidoil

non consci va che nomi

persone inco-

che fu sospeso

decreto, per non es-

gnite e di famiglie diverse fra loro,

derogalo

alla bolla di
silfiilte

Pioli e altre
la rovi-

sembra che

fosse

proibizioni, contro
lizioni, e
si

barbare demosi

proib di pro'^eguirne

na,

onde

rest mutilato quale

vede. Se-

polcro
Ira

Caro Ccxiio, il pi conservato quelli di lloma antica, presso la Por(li

ciascuno che il per altri, uno o pii locali. Gi sorgeva maestoso fra la via Flaminia e la ripa del Tevere, il celebre Sepolcro di AngiC'tn,
edificato dall'imperalore di tal

onde un sepolcro, nel quale voleva comprava perse <

nome

nei

tn di

Paolo [V.) esso fu eretto d'ordinedi detto C. Cesilo, uno de'pii polens.
:

sole,

che l coned uno de'y sacerdoti epuloni, cdIlegio che sovrastava ai conviti per gli dei
ti

e pi ricchi sotto Serone,

o 72G di Roma, circondato da bost hi e da viali aporti ad uso del popolo, chiamalo /l/<;i/o/<v>
G.

anno del suo

con.solato,

rome quello eretto da


ria,

i quali nascostamente si mangiavano, e presiedevano ni sontuosi banchetti de'fiinci ali. Di <picsta superba

ne' loro templi,

Ai temisia nella Camentre gli altri sepolcrali monumonli de'runiani non furono cos denominali, e neppure quello di Adriano, il quale In S( uqire doignalo col n<imc ilisepulcioo

tlibbrica e degli epuloni,


\o\.

ne riparlai nei
140, (Inondo

inoniimenlo

solo qualche scrilltre

|>iii

LV,

p.

37, LVIII,

p.

lardi lo appell /!/// o/(0, titolo privati-

de'propincpii cimiteri degli acatlolic e degli

vo

di quello

d'Augusto. Venendo dai roil

ebrei;

LX,

p.

i3o, faccntlo men7onc

mani consideratocome
il

luogo

pii sflgro

de'saceiduti epuloni scltcmviri, nd uoo

Campo

Maizo, per

la

celebrila

gran-

i42
(li

SEP
flel

SEP
le celle,
le

gesta

degno

iiipole e figlio ndolll-

ed

guisa di tempio racchiuileva

voci Giulio Cesare, cle'fjnali trattai a

Ro-

statue de'Cesari sepolti. Questa volta

ma

e in tutti
i

gli articoli

cheli riguardai

serviva di sostegno al tumulo, che essen-

no, cos romani uell'erigere


cri in

loro sepol-

do piantato d'alberi sempreverdi,


elei,

forse

uomini e donne pi illustri, considerarono il Mausoleo pel pi importante e cospicuo. Riferisce Strabone, che si form d'un gran cuquIo di
detto
agli

Campo

chiaro ch'era di terra. Sulla


la

som-

mit poi era

statua colossale in bronzo


al vestibolo leggevasi
i

d'Augusto. Innanzi
su tavole di bronzo

fasti scritti
le

da Au-

terra innalzala sopra un'alfa crepidine


di

gusto medesimo e contenenti


Il

sue gesta.

sto

maraio bianco presso al fiume, e queombreggiato da alberi sempre verdi


il

fu Marcello,

sino alla cima, sulla quale fu posta la sta-

tua di bronzo d'Augusto. Sotto

tumulo
con-

ad essere deposto nel monumento morto nel 781 di Roma, il 2. Agrippa nel ']^\o, e poco dopo Ottavia sorella d'Augusto, il 4- e nel 74 jf'
i.

erano

le celle

moituarie di

lui,(le'suoi

Drusoilseniore; successivamente v'ebbero riposo


d'
le

giunti e de'suoi famigliari. Dietro al soleo trovavasi


il

Mauil

ceneri di Caio e
di

gran bosco contenente

Augusto,

Augusto

stesso

Lucio nipoti dopo che

mirabili

viali.

In

mezzo

del piano era


il

recinto del logo che ne bruci


re,

cadaveorazioni

portato

ilal

foro sulle spalle de'sena-

tori nel

Campo

Marzo, dopo

le

funebri di Tiberio e di Druso; anch'esso


di

marmo

bianco circondato intorno da


alla

l)arrieredi ferro,edentro piantato di pioppi. Il

luogo quindi destinato

combu-

Livia per 5 giorni rest al luogo della combustione del suo corpo a piangerlo, e le ceneri raccolse e depose nel monumento. Quindi vi furono deposti Livia medesima, Germanico spento da Tiberio, Druso figliodi questi. Agrippina seniore moglie di Germanico e madre di Caligola (ed il vaso che ne contenne le rispettabili ceneri,

stione de'Cesari, corrisponde alla via degli

ora nel cortile de'conser-

Otto Cantoni, propinqua

alla via dei


s.

vatori di Campidoglio,
di

dopo aver
il

servito

Pontefici e vicino alla chiesa di

Rocco,
avan-

misura

di

3oo

libbre di grano e detto

che sono
zi

luoghi in cui vedonsi

gli

rugitella o rubiatellnl),

medesimo Ti-

del

Mausoleo d' A ugusto. L'ingresso era


(^' .),e (\ti\\'

berio, Antonia, Claudio, Britannico, e per

rivolto al mezzod, decorato dall' O/^eZ/^co

non dire

d'altri,
il

per ultimo Nerva. Cos\


fino al

del Quirinale

Ohelif!CO Libe-

rimase chiuso

monumento,

409

rianoodi s. Bloria Maggio re {J^.); avendo inoltre innalzato avanti al monumento


la

dell'era volgare, allorch le

orde

di Ala-

rico per l'avidit di trovarvi oggetti preziosi

famosa meridiana o orologio sola-

ne sconvolsero

le

urne. Poscia

non

re, a cui serviva di

gnomone

l'Obelisco

se

ne trova pi menzione sino


i

al secolo

di Monte Cilorio {^.)- Secondo la descrizione di LNibby, consisteva il monumento


i

un

allo

fasciata di massi di

basamento d'opera reticolata narmo bianco, per-

fettamente circolare di

225
1

piedi di dia-

metro esterno. Questo gran basamento circolare conteneva intorno 4 celle o ambienti, ciascuno 20 piedi lungo e circa 35 largo, uno de'quali serviva di porta, e le altre erano camere sepolcrali. R.imaneva in mezzo un vano circolare di 3o piedi questo veniva coperto da una volta, servi va di sala comune che dava ingresso al1
:

XII incili n'erano padroni Colonna^f^.), e chiamato V Augusta, nome che prese romani ebbela contrada. La rotta che ro dai tusculani (di che a Frascati) a'3o maggior 167, fu attribuita ad un Iradinsento de'CoIonnesi, onde tornati in Roi

ma

corsero a vendicarsene su questo monumentoalloraridottoin fortezza, che di-

strussero da cima a fondo,

rimanendo

in

piedi soltanto quelle parli che presenta-

vano una solidit insuperabile, e che sono quelle che oggi rimangono, cio il recinlodellecelle. Mala mole di mezzo croi-

SEP
lo,

SEP
Colonncsi ad an-

i13
ii.i

e formossi cosi un'nrea a cielo scopei-

de, le cui ceneri furonri rinchiuse in ui

lo di quello
il

die orif^inalmenle costituiva


i

d'oro. Questa colonna fu denominalajCo-

salone.

Tornarono
il

me
la

l'altra

d'Antonino, Centenaria, per


di loro altezza di
i

nidarsi sulle roviiiesue, eparticolarnicnte vi


si

misura

oo

piedi dal-

fui tifico

cardinal Giovanni Co-

lo spigolo tello a

superiore dell'abaco del capiricerche del

lonna neh "24' contro Gregorio


ruor'a'a
i

IX

(die

quello inferiore del plinto della

agosto);
del

ma

fu assediato e prese-

base, a tenore delle dolle

so a

nome

Papa da Matteo Rosso


allora
i

natore di

Roma,

Colonnesi parli,
il

comm.'" Canina, e dichiarale nell'Appendice alla sua Deserizione (clCanlica via

teggiando per Federico


era chiamata
i

quale vole-

Appian] recente
di

ristabilita,

onde servire

va occupare Roma. L'area del Mausoleo


il

documento

alla divisione delle miglia


la

Campo

dell'

A u fausta, vf\
las.

nntiche lungo

slessa via.

Dopo

il

col-

ove nel 354 l<J 'fascinato il cadavere dell'ucciso e famoso Cola di Rienzo, die era
restato insepolto e tutto oiribilmenfe

locamento
ta

delle ceneri di

Traiano
gli

in det-

colonna, Adriano che

successe pen-

s ad erigere
le a

un

altro

monumento

simi-

cerato e mutilato presso


IMarcello, zimbello a tulti
(azione aristocratica di
{\\

la
i

chiesa di

quello d'Augusto, perch servis<edi


ai
s.

furori della

sepolcro a se ed
l'odierno Castel

suoi successori, ed
(/^.), edilcan-

lui fiera

nemica;

Angelo
il

miseiamente nel luogo per oidiiie di Giugurla e Sciarietta Colonna, quindi gli einei in gran folla accorsero al Campo dell'Augusta, ed acceso un gian i<igo formalo di cardi secchi, ne arsero il cadavere, senza che vi restasse reliquia di lui. Osserva iNibhy, che quel monumento medesimo che avea edificato chiavea dislrutlo la repubblica e libert romana, ilopo quasi 3 secoli serv di rogo al coi-poilicolui che volea ri.slabilirla :loslesso spazio serv'i di sepolcro od Augusto, e tli rogo a Rienzo! Dell'avventure di quell'audace tribuno parlai a Roma. Dipoi il Mausoleo divenne pi die mai diruto e ridotto allo sialo di un colle piantalo di
[lorlato
I

do purea s. Angelo

tal

uopo
vi

ponleElio, poi Ponte

(/'.): a

Mausoleo notai gli altri

furono tumulali. Sepolcro di Gneo Pomponio TTyla, e Poniimperatori che


italine.

poniaJ

Della calegoiia de'coloini

bari,cos lo

denomin rsibl>y,come perivi

sonaggi principali
ciate de'quali
di vetro

tumulali, le ossa bru-

erano contenute in im vaso che oggi si conserva nella biblioteca \ alicana; dappoich le uieinorie scriiteche
vi
ivi si

trovano, appartengono a per-

sone di varie famiglie, generalmente sere liberti, cos lo ciede

un colombaper specuolleciueiaa Por-

rio

come

tanti altri edilcafo

lazione pri\ata, nel quale ciasrunn pote-

va couipraie per se e suoi


rie.

le

viti,linth l'aiea interna fu ridotta a giar-

Questo colombario prossimo

dino, e tale rimase sino al secolo passato,

ta

Latina, nella vigna slessa del sepol-

allorch fu conx ertila


lio, al (juale
U!>(j

ail

arma

d'anlilea-

cro de'Scipioni,e peici del ricordato


zio Sassi, e fu
rio
p.

mio

conlinua ad essere dee p( r

onoralo k\A l'apa Grego-

stinala, nel

descrissi ne'Iuoghi indicali nel


p.
I

qne spetlacolidie vol.LV Ili, Sn. Sepolcro (V Adriano imperatore.


va fu l'ullimo de'Cesaii, che

modo

XVI

di visita, come notai nel voi.

X\,

224,percui ebbi la dolce compiacenza di nlornarea fianco d'un sommo Pontefice, in

INei

morendo

quella slessa vigna che avea serni'lla

l'anno <)S di nostra eia fusepcItonelIMausoleo tl'Auguslo, poich


rie
le

vilodigralo sollievo
e di pi esentargli
il

mia

\crileelii,
Il

celle nioitua-

rispellabile zio.

co-

non presentavano pi spazio pcrglicuil

lombario, sebbene piccolo quanto


slensionc,

all'c-

peratori successori. PerciTraiano die oc-

ebbe sepoltura nella ricordula e sontuosa Colonna cuciit

u|)()

liono dopo

di lui,

sua conservazione,

molto interessante per la rara p< r la quale pu trarsi


di tuli

uu idea esalta

monuuienli funebri:

i44
1
pieili,

SEP
rjiin-

SEP
sua parte, tranne
va, sia per
la volta

nella costruzione era sotterrnneo per


si
1

che

lo ricopri-

quindi per gl'interrimenli sopii di

maggior

vastit, sia per pi

pravvenuti trovasi per

20

piedi.

larga copia di preziose epigrafi che scolpite in

La camera conserva
coia
le

la volta antica di a-

marmo, o

graffite sull'intonaco,

ed

rabeschi dipinti, leolle racchiudono anossa bruciate che vi furono col-

eleganti decorazioni di dipinti a fresco e


di stucchi coloriti; sia in fine

per nuove

locate in origine, molte


lo, alciuie lo liaiuio, e

non hanno titofra queste due ri-

foggie di architettonico scompartimento,

per molte centinaia


cole, contenenti

di nicchiette e di edi-

cordano un'oriiatrice d'Ottavia sorella di Augusto ed un pcdlssequus di Tiberio Cesare, prova che il monumento appartiene al principiodell'era volgare. Alcune parti delcolombariofuronoaggiunte for,

doveurnetle e vasi marmorei, dove olle fittili in cui vennero depositate le ceneri, do ve cippi ornarmi scolpiti, in cui tracciate ci

pervennero

le ef-

figie di taluni fra

sepolti in questa

tom-

se nel
il

tempo de'|)rimi Antonini, quando


odriva ancora luoghi per
2."

ba.

Con pena debbo

tralasciaredi dire al-

monumento
il

tre parole, per l'impostami brevit, ed in

lasepolturajcda questa
tiene sotto scale che contiene
tiero.

epoca apparscheletro in-

fine di questo articolo

mi limiter

ri-

sarcofago di terra cotta posto nel

cordare, colle illustrazioni de'sepolcri dei

uno

roma ni,quelle altres e dotte del marchese


soprai due ipogei, pubblicatecon magniedizione, che non in commercio. Solo qui aggiunger, che nel n. 17 del Diario di Roma del 84? si legge, come
fica
1

Benemerito della scoperta del sepolcro fu il marchese Gio. Pietro comra/ Campana, caldo amatore delle antichit ediesse intelligentissimo, il qualea tutte sue spese, e coll'annuenza del nominato propi-ietario Giuseppe Sassi, intrapre-

comm.'^G. Pietro Campana, nell'accademia di archeologia, tenne un interesil

neh 83o gli scavi. Incessanti furono le premure del marchese, non solo perch
se

sante discorso sopra un'insigne scoperta

nulla fosse alterato o rimosso, e con ge-

neroso disinteresse
ritto

si

spogli d'ogni digli

da lui fatta in que'giorni, di un sepolcro romano, che abbraccia le ultime epoche della repubblica e primi tempi de'Cei

che avea sopra

oggetti trovati.

sari,

con che si arricchita

la scienza ar-

SlimatodaGiegorio KVl,otteime il marchese che


to, e
si si

cheologica d'uncopiosissimoquanto prezioso tesoro lapidario.il fortunato ritro-

recassea visitare

il

monumen-

trov a riceverlo ed a fargliene


i

gustare
dizioni.

pregi con facondia di belle eruil

Proseguendo

marchese Campa-

vamento ebbe luogo vicino a quello dei due colomban dell'epoca d'Augusto pure dal medesimo scavati, e come
suddetti
essi di

na

le

sue nobili e accurate ricerche delle


degli antichi roaiani presso le

sorprendente conservazione nelle

memorie

parti interne del

monumento, ove
di

si

rin-

tracce delle loro tombe, e ne' luoghi fe-

vennero non meno

4oo

iscrizioni in

condi di grandi operesepolcrali, richiam


la

marmo,

insieme a'cippi, vasi cinerari di


e di terra cotta, sarcofagi, busti

sua altenzioned-fondo limitrofo a quel-

marmo

lo

ove dormivano
la

le

ceneri de'Scipioni e
le

e altii oggetti di scultura.

Giustamente

de'Corneli, avente per confine


della citt e

mura

osserv, di

quanto

interesse sia ai classici

Porla

s.

Sebastiano. Di-

venuto
si,
il

il

luogo, contiguo alla vigna Sasfavorito di sue


felici

campo

escava-

il conservare localmente, perquantosi pujl'integritdisillatti monumenti co'Ioro preziosi accessori! ; non

sludi e alle arti

zioni, rinvenne

un novello interessante monumento, che pu gareggiare in merito col precedente, sia per lo stato commendevole di bella conservazione in ogni

avendoegli,comene'celebratidue colombari, risparmialo cure e spese, perch il

nuovo sepolcro possa venir serbato


fitto della scienza e a gloria
dell'

a pro-

eterna

SEI*
Pioma. Dall'f^amedel tnonumcntr risulta,

SEP
perch fimri
to
la

45r

di

piombo

fino dal

53g,a-

che non fu propriet di famglia [nio comuni, nia piobabilmente eliberti e servi

v.inzo di cospicua fabbrica.

Fu cosi ridot-

vaia, n apparlcniie alla classe degli avverilizi

perch spinto e forzato dalle acque delcollina, per cui cedette per caso sorsi

rollo a spese piibljliche, per alcune classi


di

prendente, al modochesi vede. Qui


le

vuo-

persone privilegiale, di

che

fosse

il

sepolcro della gente

Domi-

imperiali, d'ogni genere d'iidiziali addetti


alla casa de' Cesari,
lia

zia, cui

onde

la

tomba non
^'nclis,(\\

sisleva, al dir di Svetonio, in

apparteneva Nerone, il quale coouna gran so-

da invidiare
la

rpieila de'liberti di Livia

struzionesosfenente una gradinatadi por-

presso

chiesa di

Domine quo
LUI,
p.

cui parlai nel voi.

20, illnsliata
all'uso del

e pubblicata dal Gori.

Quanto

marmo l)ianr;o e con marmo di Taso. Rislretloil circuito di Roma ne'Iuoghi alti
fido sopra un'ara di

balaustra airmtorno di

sepolcro, pare che abbia continuato sotto


i

da Belisario nella guerra gotica


della citt
fu
il

fra gli

primi Cesari, almeno fino a

Domi-

antichi cdifizi che fece servire per


,

mura

Sepolcro d P. Vibio Mariano^ erroneamente creduto dal volgo aSeppllnra di Nedi nostra era.

ziano che mori nel

96

appoggiandovele sopra, uno


i

Muro
si

torto presso

e de'bagni della casa

rone, esistente circa

/[

miglia fuori della

camente

muri de'sepolcri Domizia. Ivi antiseppellivano per ignominia le


impenitenti

Porla del Popolo, sulla via Cassia, 3 miglia lungi dal

///fre/Wci impenitenti, ed ai giorni nostri


i

Ponte

flJih'io,

cio nel lato

giustiziali

mentre

morti

oppo>.toalla
tica
to,
ri

moderna

strada, perch l'anil

crislianamente V Arciconfralernita della

passava dairallro,dielro

monumenQuesto

Misericordia di
(/^'.)
li

s.

Giovanni DecolLito
sepoltiua esistente

onde

l'iscrizione

non

si

vede e resta

tumula
la
s.

nella

volta dal canto della via antica.

presso

loro chiesa

omonima

nel rione

vasto sarcofago di
e ainierilo,

marmo biancocorroso

Ripa, gi
fr.iti

.Maria della Fossa, data a'con-

un monumento sepolcrale

da Innocenzo Vili, pregievole per


(7////j/0-'//<'no, forse di

.sagro ai NIani di
(figlio di

Publio Vdjio ftLirirnio Publio che fu procuratore e jire-

le

bellissime [)itlure che possiede, ly^/^o/-

cro di

quello par-

side della provincia di

Sardegna, oriundo dalla colonia italica di Giulia Derlona oggi Tortona), cretto forse ai tempi di Settimio Severo, da Vibia IMaria o ^Marzia

tigiano di Tiberio, sebbene simul par-

lando con calore quando quel Cesare

lii-

ceva mostra di non voler accettare l'unpero, eloquente adulatore di fatniglia senatoria, tribuno della plebe e selleinviro
degli epuloni,

Massima figlia ginia Massima


que
dicesi la

e erede di P.Vdjio,edi

Releg.

suoi genitori,

come

si

morto nell'anno 27
il

di

no-

g nell'iscri/ione. Impropriamente dun-

stra era.

I:lsiste

sepolcro fuori di Porta


le

ch come notai altrove,

Nerone, poimuslro l'ebbe,sccondoSvetonio,sul Monte Pineio,i\\di


(piel

SepoUura

Pia n destra, dopo

due

torri,

una
le

(|ua-

drilatera e l'altra rotonda, ove se ne vede


il

nucleo quadralo che conserva

mor-

lora Colle degli Orti, per pielli sontuosi

sedc'inassidi travertino che lo rivestivano. Esso fu sotto l'imperatore

che

vi

ebbero Sallustio, I^ucullo

Do-

mi/io. Seguendosi un'antica tradizione,

gliatoe ridotto a servire


delle

ili

Onoiiospomasso ad un.l

Nerone fu proprianienle sepolto alle falde del Monte, vicino alla Porta del Po;;o/o, gi
ti

Porta Nomentannche

Flaminio, ove
In

continui spavenII

nollurni dierono motivo a P.isipmle


Chiesti di
.w

che difeiidevnno l'antica ivi era, rimossi da Pio IV quando eresse 1' oilierna mentovaia. Sepolcro di Priscilla moglie di T.
torri

due

di edificarvi

Miiriii
a

del

Flavio Abascanlo, liberto intlueiite nella


colle di
liculure,

Pepalo (f-), propinqua e dietro


torlo, chi.imato rlenatus

Mino

ed inclinnlns,

Domiziano e suo segrelario pardopo avergli accordata la lil>erI

VOL. LXIV.

i46
l.

SEP
fu sepolto colla
in

SEP
moglie, e questa
cero ristorare e collocare nel portico della canonica nel i5o9. INe riparlai a Sepol-

Vi

in

cadavere involto
ai

un velo pnipureo,

insieme
cro.

suoi liberti, cornea T. Flavio

Epafi odilo eilituo ossia custode del sepol-

cro de'romani Pontefici. Sepolcro di s. Costanza figlia di Costantino suddetto,


fuori di Porta Pia, che fu collocala in quella

Fu

eretto nella via


al

Appia prossimo
quale fu poi edi-

all'Aimone, limpetto
ficata la chiesa di

sontuosa urna

di porfido, poi trasporta-

Domine quo vadis.W


-

ta al

museo Vaticano: non conviene Nibil

sepolcro fu di forma rotonda e sontuoso, con nicchie all'esterno con istatue di broii

by che

tempio

fosse gi
il

Bacco, avvertendo che


tino edific la

un tempio di padre Costandi


i

To e di
sotto le

marmo, rappresentanti
,

Priscilla
,

propinqua chiesa

s.

A-

sembianze di Cerere Arianna Maia e Venere, frammiste ad altre figure; nell'inferno fu foggialo con sarcofagi. Ora un monumento grande semidiruto circolare, sopra un gran basamento quadrato, al tolo essendo stata sostituita
torretta ne'bassi tempi, di

gnese a sua insinuazione, e che

fratelli

ornarono di colonne
sta.

e musaici ilsepolcio

della famiglia nel quale ella

venne depo-

Del sepolcro,

ilella

chiesa e dell'ur-

na, ne parlai ne' voi. XI, p. 273,

XLVlf,

una

e spoglie del

marmi spezzati monumento, il quale fu coPer lungo tem


il

loijed to. Fuori


p.

il

Marangoni pure fa allrett;iudella medesima porta e nella

struito d'opera reticolata.

p erroneamente
polcro di
s.

sepolcro di Priscilla

fu credulo essere quello de'Scipioni. Se-

re Costantino

Elena madre dell'imperatoGrande, fuori di Porla il


Labicana, nel luogo
ov' l'avanzo del

vigna del cav. Lozzano, fra le porte Vin)male e Nomenlana, nel geiniaio 1839 fu trovalo un sepolcro intatto di forma quadra, costrutto di massi d travertino eccellentemente commessi insieme , eoa
recinto d'opera reticolata del

tempo
il

dei

Maggiore
detto

sulla via

primi Antonini,
bilire

ma

senza lapide per sta-

Tor Pignallara,

adii appartenessee dare

nome

gran monumento sepolcrale o cenotafio, e forse da lei destinato ad esservi sepolta se moriva in Roma, poich Eusebio e Socrate riferiscono che mor in Palestina e
fu sepolta in Costantinopoli; per cui se-

al sepolcro. Vi ftu'ono trovate 3

grandi ur-

ne
ti.

di

marmo statuario

benissimo conser-

vate, con bassorilievi sulla fronte e ne'ia decorala con festoni di frulli e con funi che li reggono, e sul coperchio una corsa di putti con animali.

Una

fiori,

condo essi ed altri non pare che


di porfido

le

sue ce-

neri fossero deposte nella magnifica urna

L'altra conserva tracce che fu dipinto, ha


sulla fronte rappresentata la vendetta di

ove fu collocato Anastasio IV,

e poi tr.isportata nel

museo Vaticano. Del

Oreste su diEgistoeClilennestra.ele furie

sepolcro e dell'urna parlai ne' voi. XIII,

che poi l'invasero;


la

sul

coperchio

il

suo

p.i48, XLVIl.p. IDI. Per Marangoni sostiene che s. Elena mor in Roma, e fu
sepolta sopra
il

arrivo in Troade e

fuga d'Ifigenia, col


Z.^

simulacro
sopra

di

Diana Tauride. Nella

ciuiiterio de'ss. Marcelli-

espressala vendetta di Diana ed'Apollo,


la

no
il

e Pietro, nell'urna di porfido

scrive, e

che derende ragionedi sue sculture. Che


vi

prole dell'infelice INiobe.


fu scoperta,
si

Quani

do

la

tomba

trovarono
i

corpo della santa

ripos forse fino al

coperchi alquanto rimossi, ed


dizio

cadaveri

Vi
go

secolo, quindi per

timore delle incurRestata vuo-

racchiusi nelle arche laterali sconvolti; in-

sioni de'barbari estratto e collocato in luopili

che

il

sepolcro era stato frugato da

sicurodenlro

la citt.

chi cercava oggetti preziosi.

Tanto

vidi

ta l'urna, Anastasio

IV

la

fece trasporta-

quando

vi

si

rec Gregorio

XVI,

gran-

re alla basilica Lateranense per esservi sepolto,

de amatore
trasportare

delle antichit, per cui fece


le tre

ma

nell'incendio di essa essendo


i

ri-

urne nel Museo Lalui

masta maltrattata, dipoi

canonici

la fe-

teranense {T'.) da

fondato con molti

SEP
e preziosi iDonuinenli,

SEP
eziamlio di ar-

'47
riportarmi a
il

quanto mancasse,

oltre

il

tali

cheologia sagra, e ne
nel voi. L,
gli
[).

feci ricoiclo

anche
de-

articoli, ilebbesi tener

presente

detto ui

111. Di

altri sepolcri

principio di questo medesimo.

antichi romani, ne trattai in altri lue-

Le sepolture hanno provato al pari d'ogni altra cosa


le

LUI, p. 228 accennai, tratcomea'io ottobre 8 jo si riapr


glii.

Gi

nel voi.

loro vicende:

vi

stato

il

un tempo
l'opinione,

in cui la
la

natura ha ceduto

aU

to dell' antica via Appia,

seo di sepolcri, al 3.
tre
il

stupendo mumiglio da Roma, ol-

[)olitica all'uso, e la religio-

ne ad una troppo fervorosa piet. Ne'pri*

sepolcro de'Servilii,e discoprendosi

mi 3
ze

secoli del cristianesimo, lecircostaii>

negli scavi co'tpicui e antichi


sepolcrali, che furono
si

monumenti
la

diflcili de'fedeli, la

loro situazione po-

limgo

via rimes-

in vista e collocati

ne'margini. Protrat-

te le escavazioni dalla

Porta Capena

cir-

ca al 4- Diglio verso Albano, per cui nel


pri nei pio di

giugno 18') 3si die cofn pi men-

de'mamantennero la costumanza coti cui aveuno cominciato, di seppellire lungi dai muri delle citt, senza distinguere tra di loro che quelli de'quali la vita o la morte
litica, la

legislazione de' Cesari e

gistrati,

to al rislahiliinento della via A[)[)ia ordi-

fosse gloriosa agli occhi del cielo e


bile alla terra.
1

mira-

nato dal Papa PioIX,chenel maggio 8 T2


1

primitivi cristiani
i

dun-

neavea

visitato

lavori e le scoperte, con

que furono

soliti stabilire
i

loro sepolcri

sistemarsi la via antica

abbandonata da

fuori delle citt,

quali altro non furono

lungo tempo,

congiungersi in vicinanza

in principio che cimiteri


sol terranee
vi

ocatacombe, cio

del luogo, in cui esisteva l'antica Boville,

spelonche o conditori i, che ser-

ove la strada nazionale d'Albano coincide coll'anlica via Appia. Per memoria nel 852 fu coniata la medaglia con l'epigraI

va no di rifugio anche ai vivi cristiani nel-

le

Persecuzioni (/^.) Spuntarono linaisereni alla Chiesa, per la pace


il

mente giorni
che
le

fe

fin
il

/Ijpin Ucsiiuitn
!\I.
I

lasiianl
ta
I

a Temp. s. Se-^ nd Boi'illa';, come ripordel

die Costantino
lei

Gr^z/jrff',
la

e dichia-

randosi per

ne fece

religione

domi-

n.

Go

Giornale di
discoperti.

Roma
Ne

del

nante.i templi degl'idoli screditati da qual-

853,insiemealla enumerazione de'prin-

cipali

monumenti
si

fu inci-

che tempo e vuoti di concorrenti, di vennero io breve santuari del vero culto. Quei

sore B. Zaccagnini. Nel n.''233 dello stesso

gli altari

medesimi eretti ne'sotterranei su-

Giornale

legge di altra visita latta


1

burbani, su'quali negli scorsi tempi eransi


celebrati divini misteri, si continuarono ad usare, e dalle catacombe e dai cimiteri furono trasportati nelle citt; quindi le tombe de'martiri occuparono il posto
i

dal
re
i

Papa

853, per osservamonumenti antichi che furono sconell'ottobre

la via n)edesima e sistemati. Pontine rimarcai come per esse divenne buona parte della via Appia , Regina Pianini, impraticabile e perci

perti

lungo

l^ALUDi

degli abbattuti altari profani, e fu questo


il I

."passo per cui

si

cominci n surrogare

restaiu-ata, ripristinata cabbellita da l*io

gli eroi della fede a quelli del

mondo,

VI. Se ho dovuto essere breve nelle erudizioni sui sepolcri e

cimiteri ancora

modo

di seppellire

di diverse nazioni, per averlo trattato in

laionico dovr esserlo con quelli de'ci istiani e loro riti nel tumulare, siciome vastissimo argomento rilatiti articoli, pii

ornarono con particolare cura, e divennero sagri templi, situati lungo le stesse vie ove erano le tombe degli antichi romani; altri pine se ne Ibrniarono nelle vie militari , come rilevasi
si

dalle iscrizioni che s'incidevano sui

mo-

petutamente svolto in un numero assai maggiore d'articoli. Pure qui appresso


riunir
aiti e

numenti. Intanto

nozioni, amlie per richiama-

sempre repressa rinascente ansiet di aver tomba nella citt torn a predominare cristiani non pi
la
:

re gran pai le del gi detto altrove, e per

ritenuti dalle persecuzioni, dicrouo ^fugo

,4S

SEP
poli a ci
sforzi e
si

SEP
opponevano, e
fu

alla loro piel,erileggeritogIi allicli lanl

d'uopo degli
civilt del

eroimartiri,evisitanclonefiequeMtemente
iveiiei ali sepokii, si accesero n

de'Iumi estesissimi della

pecca poco

corrente secolo
ste false

XIX

per distruggere que-

biamaine la vicinanza, e le reliquie e le tombe perci passarono in gran numero entro le mura. Si risvegliarono
sino a
le idee del

credenze e ricbiamare l'antico co-

stume

di

tumularci morti fuori della

citt

e de'lempli.

E per Milano,
le

Brescia,

Ve-

primitivo fervorCj e

si

tenne

rona, Bologna, Ferrara, P.oma,Fuenze,

per sorte invidiabile

l'essere sepolti intor-

Napoli, e tutte
talia

altre cill pi colle d'I-

no a quelle adorate memorie, sia per occupare dopo morti que' luoghi fnedesimi ove aveano oralo viventi, sia per ottenere
da' divoli concorrenti voti e sullragi, sia

provvidero sollecitamente a questa

comunanza degli eslin li, costruendo fastosi


cimiteri rispondenti al bisogno,

dove

la

che realmente credessero vantaggiosa ai loro spii ili la vicinanza de'corpi santi. Cos\
fu

preghiera riunendosi acquisti intensit, e gli aO'etti concentrati mandino voce pi


frte e

pi efficace a Dio.

A Catacombe,

permesso

a'fedeli di seppellire

per ra-

gione di dignit, o nell'atrio, o nel Portico {f'-)if> nell'esedre della Chiesa (^.).
Il

luogo sotterraneo con molte tombe, dichiarai il valore del vocabolo e gli altri
co' quali
si

furono denominate; ne descrisla

Zaccaria, Onomaslicon Rimale^ verbo


la definisce:

in

breve

forma e ricordai

Divini njcelebra-

Exedra,
licehal.

Erat locus circum

fizi e le

sagre Smassi che

vi si

Ecclesiam,

in

quo sedere ac reqie^cere

vano

nelle cappelle erettevi;

argomento
e d' l-

In tempio Tyrio exedrac erant

ritoccalo in moltissimi articoli. R.imarcai


le principali

cunsttiitae extra Ulani parieniEcclesiae, in qua nos inajus altare collocanms, in circuito chorijSicut con/ugerenlnr deinde

catacombe

di

Roma

talia, e di liolte a'Ioro

luoglu o dicendo

delle loro chiese riparlai: delle

prime
le

feci

quibus in medium templuni cum intrabalnr. Exislinio autem^exedrasconportis,


siituisse

qualche descrizione, e delle benemerenze


de'Papi, che dopo avervi celebrato
sa-

parteni

murorum Ecclesiae, idest


sedes in circuilu Eccle-

gre funzioni, usarono molte cure

pei*

man-

factas in

muro

tenerle e abbellirle; quindi dissi delle loro

siae, ut etiani nuni


Ecclesiis.

videmus

in aliquibus

devastazioni, e perci de'corpi santi e dei

In muro dein

ilio

prominenti

martiri trasferiti in Pioma, o donali ad


altre chiese; delle
sulle escavazioni

quutn
ras

lonuilli cupiissent sepeliri, carne-

provvidenze de'Papi

quasdam ac fonia es
in

coiistruebant in

exedra,
etiatn

quibus corum corpora condevidentur in circuita Ecclesiae

ed estrazioni delle sagre Reliquie (E.), riportando in fine gli


scrittori di questi aulichi santuari, tuttora
in gravi
il

banlur, atque istinsmodi camcraeplures

num

venerazione presso

fedeli. Osserva

Tutelensis. fecte ergo

adnolatum

est

dolio archeologo Raoul-Rcchette nella


:

BarlliolomeoBrixiensis 1 3,q.2,cap. Prae<^\ei\i\um ,exedras dici

bell'opera
scritte,

quasdam

voltas^

quae exlerius adliaerenl


clesiae. /"^jV/aSepultura.
dejinit,

parielibus

Ec-

Exedrarum usus

Le catacombe di Roma deMilano 8.4') che esse sono pi antichi e autentici motmmenti che il cristianesimo ci abbia lasciato ila dai suoi
1
i

quuni gliscente abusu palam ac

primi tempi. Negli


dimenticali,
gli

altri

luoghi

tali

mo-

publice omnes in Ecclesia sedere coepissent, etiam laici

numenti o giacquero

sepolti sotto terra,

ac fcminae. Tale indulgenza giunse insensibilmente all' eccesso


e degener in vizio, e
si

consunti dalla ruggine de-

anni, e ben anco distrutti dalla

mano

videro

gli slessi

templi converliti in altrettanti cimiteri.

dell'uomo, maggiore distrultore ancora del tempo; mentre in Roma si e venuto

Le
le

leggi sanitarie

reclamavano contro

ta-

abuso, roa

le

abitudini religiose de'po-

conservando fin entro le viscere della terra ed a traverso di tanti secoli una s graa

SEP
qoantl
(li

SEP
fedeli, ch'egli
il

i49

opere dc'primi
iioii

se o Basiliche jvna per siffatta

brama

le se-

impossil)ile di

iscorgeie in ci

di-

polture di

tali
i

sagri templi, per lo pi dii

segno della divina provvidenza, checollooir volle


liei
il

ventarono
cinti

cimiteri de'facoltosi, ed
il

re-

nido della nascente Chiesa


certo

intorno alle chiese fiu'ono

sepolcro
ripristii

centro stesso del l'iiuil cai tolica,e conin

del volgo. In progresso di

tempo

giungere

modo

il

destino della

nata l'antica disciplina,


cimiteri

si

ristabilirono

nuova Roma con cpiello dell'eterna citt. A mirare le catacombe romane sotto questo doppioaspetto,i monumenti d'antichit che olFrono agli studi, acquistano certo

fuori della citt per


e

n)olivi di

pubblica sanit

per altre cause; dicendo

ancora

di diversi autori

che scrissero con-

tro l'uso di seppellire nella citt. Riportai


il

grandissima importanza tanto pel


l'antiquario.

cristia-

rito della

benedizione de' cimiteri, coin veneraziooe,di loro

no, che per l'artista, per lo storico e per

me

furono sempre

Sono essi pi t[urc,bassorilievi,


fe-

riconciliazione se contaminati, e di quelli

iscrizioni, vetri dipinti, e altre mille cose

simili,

che lahhi icate per uso du'primi

che scrissero sui cimiteri. A Cimiteri di Roma, li dissi formati nelle citt e sue adiacenze,

deli,

o da essi tulle alla civilt antica, portano l'in)pionta de'due sistemi di ci\ilt

nuovamente

parlai delle anti-

si dividevano l'impero del mondo. I monutnenti di Roma sotterranea, fatti in teiripi di decadimento, sono (uonumenti di un'arte ruzza, ma ci danno a conoscere ivi la presenza della prima societ cristiana sepolta, or morta, or viva, nell'interiore

che

che leggi sulla tumulazione suburbuna dei cadaveri, de' cimiteri antichi e loro numero,, cio tanto degli eretti fuori della
citt

che dentro, in uno alle loro notizie,


loro illustratori; de' cimiteri

tanto de'primitivi che de'successivi cimiteri, e de'

di

Roma; ma monumenti
i

cos scritti co-

me

figurati, olirono tanta im[)ortanza

da

compensare
materia.
tirio
I

l'imperfeziutie del lavoro esela

guilo da bassi artelici, e

povert della

segni poi e simboli del


la

mar-

degli Ospedali non pi esistendo (pieilo {\iA\' Ospedale di s. Maria delia Consolazione, demoldo dopo pubblicato talearlicolo; e segnatamente del Varano o di s. Lorenzo fuori le mura. prest. ritto pel pub-

particolari,

come ili quelli

di

Roma

(A''.),

sono reliquiesanteper
I

venerazione
pri-

blico nel
in

835 d'ordine di Gregorio XVF,

du'fedeli.

monumenti

delle catacoujbe

prevenzione della minacciante Pesti'

sono tradizioni viventi del genio della

lenza [f\)dt\ Ciolcraniorljus,ede\qu^\e


riparlai in altri luoghi,
j).

ma

frammistead un'infinit d'antiche rimembranze,souo segni d'una nuova civilt, tolti da una civilt scaduta. A
chiesa,

come

nel voi.

LV,

178; laonde fu vietala la tumulazione de'cadaveri dentro la citt, tranne le sepolture gentilizie, juelle
ilelle

Cimiteri, luoghi sagri ove

si

seppellisco-

corpora-

no

morti, ragionai del vocabolo e suo

zioni religiose, e di allre ecclesiastiche e


civili.
vi

significato, e ricordai quelli pidjblici delle

Tra questeeoce/ioni, Gregorio


i

antiche nazioni o necropoli, di loro for-

comprese

contlali

ilei

cimiteiio del-

ma e uso;de'primitivi de'cristiani, de'santi

l'ospedale di

s.

Spirito in Sassia, a cui e

misteri inessi celebrati fervendole perle

alle consorelle

accord

il

diritto della se-

secuzioni; che

prime chiese furono


i

e-

poltura gentilizia, esistente nel medesimo,

dificate plesso di essi, e che

loro sotterle stesse

ed

confrali di quello dell'ospedale di


in

ranei furono o diventarono

ca-

Giovanni
ivi

La lera no. De'ci mi Ieri e campi


ne tratto u'Ioro luoghi;
de'dcfunti e sa-

tacombe, gi cave arenarie o Inficee, o appositamente scavate. Del pio desiilerio


de'tedeli di essere sepolti presso
i

santi pi insigni,

a perenne

monumento
si

martiri,

lutare ricordo ile'vivi

posero lapidi con


morali, per tratil

sopra delle tombe ile'qnali furonu innalzale J/t;mc'nV(/ .)poi couvertilu


iti

iscrizioni sentenziose e

Cine-

tenere

il

passo del viature, non

pianto,

5o

SEP
lai

SEI
che
fu

Mell'aceibil dc'casi, invitando a carilattivoli SLilFiagi,

eziandio vocabolo per indicare


il

ed a licoidaie
!

la

merlale
pi

V Altare (l^-) eretto sopra

sepolcro dei

condizione di
sopra.

tutti

Quanto
tombe,

l'anticliii
lo dissi

martiri, e che ordinariamente avea luogo


fuori della citt e perch. Classificai
i

pagana scolpiva
I

sulle

ge-

cristiani per lo contrario vi

simil

neri de'tormenti e atroci supplizi, a cui

boleggiarono sempre

la fede, l'umilt,

furono condannati
noscere

perdono, l'aspettazione, la preghiera, e quanto dico a Simbolo e Simbolica; perch questi sono gli alfetti che accompagnano la morte del fedele, e restano dopo il suo transito. Nell'articolo Martire
ragionai delle diverse specie di martiri (e
nel
di
voi. LXI, p. i8 de'nou veri martiri), quanto loro riguarda, di che pure a Santi e a Reliquie; dell'immenso numero che arricchirono le catacombe ed cimiteri di Roma; de'martiri a cui venne imposto il Nome{^F.) per ignorarsi, del loi
i

Confessori della fe^ de; riparlai de'segni del martirio onde coi

veri martiri, fra 'quali


la

llonograninia (f'.) di Cristo,

anche il colom-

ba, riscrizione,la palma, certissimi essendo


le

ampolle o

vasi col

sangue trovati nei

sepolcri, oltre gli strumenti del martirio.

De'di versi segni allegorici usati dagli antichi cristiani sulle loro sepolture,
lo ai

ne par-

luoghi relativi;

come

sui vasi di /''e-

ro culto,

ma secondo le disposizioni

d'Ur-

con simboli ed emblemi. Nell'arSepolcro de'romani Pontefici, registrando dove furono sepolti, notai pure tumulati negli antichi cimiteri o cataIro (A'.), ticolo
i

bano Vili e d'Innocenzo XI non si permette mai di onorarli con uffizio pai ticolare,

combe

quivi essi celebrarono

sagri mii

steri, e vi

tranne per privilegio speciale; del

deporsi nel luogo detto Confessione {f.),

Tra monumenti della religione, tra le sue sagre memorie, grandeggiano le tombe e
ebbero
la

sedia pontificale.

quale sommini^ti il modello dell'aitar maggiore delle chiese, e le camere delle catacombe quello delle cappelle laterali.
il

cimiteri de'martiri e de'primitivi fedeli,


sepolti sotto terra e

che

non mai

rischia-

rati dai raggi del sole, noi

con piede non

De'simboli de'martiri, e principalmente


delle

conscio, continuamente calchiamo. Essi

ampolle

col

Sangue [r.),

della A//-

formano quella
lata

Roma

sotterranea appelle

m<7,edegli strumenti del martiriopatito.il

con greca voce Catacombe,

quali

R uinart, negli Auisincerl de primi martiri,

consistono in una vasta rete d'anditi ipogei cavati nel tufogranulare,ediscenclenti


gli

tratta

ancora come
i

gentili

procuracristiani

rono che
sero
la

cadaveri de'martiri non avesi

uni sotto degli altri sino a


i

5e pi

piani;

sepoltura, e di quanto

viottoli

quali d'ora in ora largheggiano

furono impegnatissimi per loro darla ; come martiri furono desiderosi di aver
i

in sale di varia architettura,

che furono

gi

le

povere chiese de'nostri padri perChiesa.


cristiani della primidi

dopo morti

la

sepoltura, e dell'ardente

seguitati per la loro fede, ne'primi 3 secoli della


1

desiderio de'cristiaui d'esser sepolti vicino


a qualche martire, sperando di aver parte
alle loro preci, e

tiva Chiesa
pellire
i

aveano gran cura

non sep:

bramavano

di risusciil

loro morti fra gl'infedeli

s.

Ci-

tare nella loro gloriosa

compagnia

gior-

priano imput a delittoal vescovo Marziale

no

finale.

Ne'primi

secoli ne' giudizi eciu vigore le


a' se-

spngnuolo, l'aver sepoltode'fauciulli in


prQfine,e mescolati cogli stranieri.
cristiani
i

clesiastici, e

quando erano
.),
i

tombe
Se
vi

Purgazioni (/

rei si

recavano

furono messi ue'cimiteri

polcri de' martiri, ove veniva prodigio-

corpi di alcuni pagani, essi non erano ac-

samente manifestata l'innocenza loro nel giuramento, per lesevere penecui furono
puniti
gli

spergiuri.

A lMARTiRio,tonnenlo

che

si

putisce uell'essere martirizzato, no-

compagnati da contrassegni che iiidicliino martirio. 1 fedeli non ammettevano che loro fratelli iu queste catacombe, che riguardavano come luoghi sagri, dove rii

SEP
posavano corpi de'sant che regnano con Gesi Cristo. Nelle catacombe si trovano
i

SEP
giorCjSe
si

iSt
e Beda, desoi
cui

seppelliscono neiratrioo nei va-

so della chiesa.

Adamnano

talvolta dt'cn (ecumeni, coma piovasi Jalle


iscrizioni, piessoiMorelli, Mazzocchi, Giorgi e Alabillon.

vendo

la

tombadi Gesti Cristo, il


fu involto nella
ss.
si

imbaUamato
i

corpo Sindone

Senipre

cristiani

ebbero
i

(A^.),diconoche nelsep[)ellirlo
un' antica tradizione.

rivolsero

ogni riguardo, rispetto e decenza verso


sepolture; anche per sapere che corpi

suoi sagri piedi verso l'oriente, secondo

loro defunti, e per ripoili in convenevoli


i

Haimone vescovo
opinione,eagSai valore fu

lo-

d'.Uberstndt porta

la

stessa

10 furono gi templi dello Spiiito santo

giunge chela

mano destra del


donde
i

per
le

la

grazia saotiflcaute, e

la

fiducia che

rivolta veisoii mezzod, e la sinistra verso


il

anime ond'erano informati conseguita


la

lato opposto;

cristiani presero
i

avessero

celeste beatitudine,

da parte-

il

loro costume di seppellire


altres,

morii. Essi

ciparsi eziandio dai corpi stessi

dopo

il

(!

naie giudizio. Perci e suliragi, onde


deli
le

la

Chiesa ordin

riti

spoglie mortali de'fe-

cro, per sperarsi ne'merili di

onoratamente sieno deposte nel sepolGes Cristo dovere essere un giorno vasi d'eterna elezione e ripieni di gloria; acci non si veda con pubblicoavvilimentoeconiscandalo detestabile, portare alla sepoltura
cristiani
ii.
I
i

che nell'ultimo giorno potessero guardare il sole che spunta, come r emblema della risurrezione. Sulla positura del corpo del Salvatore, deposto nel sepolcro, e su quella degli antichi
fedeli

volevano

per imitarla, diverse erudizioni

ri-

porta Borgia,
si

Memorie 1.
il

1 ,

p.

Come

debba intendere, che


nella balena,

Signore giacque

nel sepolcro 3 giorni e 3 notti,

ammontati come cadaveri di brucristiani non ebbero mai l'uso di coni

na

comeGiodonde s'introdusse nella


giorno
la

Chiesa l'uso

di far nel 3.

me-

servare

corpi morti,
i

come

gli

egiziani,

moria del defunto,

lo spiega Rinaldi alt. Il

odi abbruciarli come romani; essi seguirono ci ch'era stato praticato dal popolo
di Dio, fino dal principio del

l'anno 34, ""77 fino al n.i8 romano pubblicato da Paolo

rituale
1

V nel

G 4i
1

mondo; sep-

ordina di seppellirei preti colla testa dalla


parte dell'altare, e colla faccia verso
il

pellivano

loro morti con decenza e ri-

[)o-

spetto nelle catacombe e cimiteri sotterquali con credono ascritti al clero, e che secondo il p. Lupi venilevano luoghi pei- le sepolture. Il Bosio, il primo e
ranei, scavati dai foisores,
i

polo. Tuttavia in molte diocesi conservasi

l'antico

costume

di

non

fare in ci
i

veruna

fondamento

si

distinzione tra'preli ed

laici. Si

pu

ve-

dere

l'ab. Diclich, nel

Dizionario sacro

liturgico,

aWaicolo Esequie de\Icfunli,


rili,

pi infaticabile
r.igione

fra tutti gli esploratori be-

loro regole generali per l'osservanza delle

nemeriti delle catacombe, dello a giusta


il

sagre ceremonie e

come
ile'ti

veri misteri

Colombo
il

della

Roma
il

solter-

di religione cristiana, come segni di piet,

r.inea, l'Arringhi,
liin

Muratori,

Mabil-

come salutevoli
riporter
le

snlfiagi

a[)a>sati fe-

Osservano, che ne' primi secoli della


i

deli:

principali. Che per (pian-

Chiesa

fedeli

si

rivolgevano verso orien-

to sia possibile,

secondo
si

raiiti(:hi>siiuo i-

te a far l pregliiera, e
le

che fabbricavano

stituto,

si

celebri la messa praesenle cor-

chiese in maniera che l'altare maggiofiisse


il

porr, prima che

seppellisca

il

cadavere.

re

rivolto dalla stessa parte, essen-

do
ti
i

sole

che spunta

il

simbolo della

ri-

sunerioiie. Eglino seppellivano parimenloio morti co'piedi verso l'oriente; e


i

dovr scppeilneipialcuno in giorno festivo,si polr celebrare una messa derequiem, praC'CrUc carpare, purch la mes-

Se

si

sa

conventuale e
poveri

gli

uffizi

divini

non

lo

rituali itegli

ultimisecnlidicono,chesideb<

impediscano, n
giorno.
I

osti la

gran solennit del

liuno rivolgere verso rnllnredclla cop[)ella io cui la

si

seppelliscano

grain

in-

tomba, o verio

l'altare

mag-

tieramente. Per

gli altri

uuu

si

pu

pat-

i5a

SEP
che. Noter che
nel
i

SEP
consueludini apsepolcri de'sacer-

tuiie prezzo per la sepoltura ed esequie,

ma

si

deve osservare

le
I

domenicani si pongono sepolcro seduti; a Certosihe di^si coseppelliscono, e negli articoli dc're-

provate dai vescovi.


doti e de' chierici di

me si

qualunque ordine,

ligiosi e delle religiose,di

quellichesi sca-

dove
laici,

si

pu, sieno separati da quelli dei

e sieno situati in luogo pii decente. Nessun cadavere sotterrato in uua sepol-

vano da per loro la sepoltura, e come si tumulano. Si nega la sepoltura ecclesiastica ai

pagani,

agli ebrei, a tulli gl''/i-

tura perpetua
l'ordinario.

si

potr trasportare da una


il

fedelij agli eretici e loro fautori; agli a-

chiesa ad un'altra, senza


I

consenso delsi

poslaliAtWa fede.cristiana; agli scismatici


e ai pubblici scomunicati con iscomunica

corpi de'defunli

co' piedi verso l'altare

porranno maggiore, o se si

mettono negli oratorii o cappelle, si porranno pure co'piedi verso loro altari; ci che eziandio si deve osservare nel riporli
i

a quelli che

maggiore; a'nominatamente inlerclelli^e dimorano in luogo inlerdettoj


si

a quelli che

ne o per

ira,

tranne

uccidono per disperaziopazzi, se prima di


i

in sepolcro.
col

sacerdoti poi

si

situeranno

capo verso l'altare maggiore; questo un privilegio conceduto a'soli sacerdoti, non agli altri chierici, ancorch diaconi o suddiaconi. Essi si vestono d'aniilto,ca

mice, cingolo, manipolo, stola e pianeta paonazza: un tempo in Ptoma si legava


calice nelle loro mani, costume che disapprov Sarnelli, come pure di porre il messale aperto, perch ripugna alla rubrica e alla decenza. Il diacono parimenti
il

morire non han dato segni di penitenzi; a quelli che muoiono in duello, ancorch prima di morire abbiano dato segni ili pentimento; ai manifesti e \)ubh\\c\ peccatori che njuoiono nella loro iniquit; a quelli che non hanno ricevuto sugramenti della confessione una volta all'anno, e della comunione per la Pasqua, e che sono morti senza alcun segno di coni

trizione;iuialmeuteaiyrt'cm//i morti senza Battesimo


:

vedi gl'iudicati articoli, e

si

veste d'amitto, camice, cingolo e

ma-

FuJiEBALE.
i

nipolo, d stola diaconalee dalmatica pao-

Rinaldi all'annoi o3.f, n.^ 5,narra un tremendo esempio per quelIl

nazza;
stola.
I

cos'i

pure

il

suddiacono,
si

ma

senza

li

che pretendono tumulare


fu colpito di

in

luogo sa-

chieiici poi

adornano

di veste

gro chi

Scomunica (^'.): cins.

talare e colla, colla tonsura e berretta.

que

volte

un

cavaliere scomunicato fu sela

Nessun cristiano defunto nella comuiiione de'fedeli si potr seppellire fuori della
chiesa, o del cimiteriobenedetto; e se

polto presso
diocesi di

chiesa di

Pietro nella

Cahors,e altrettante volte e con


fu prodigiosaoiente ribut-

lemsi

gran terrore,

poraneaaieule dovr

farsi
lui

altrimenti,

talo fuori della sepoltura. In alcuni Interdetti [f.) [a proibita la


ai
i

ponga una croce al di mostrare che morto

capo, per diIl

sepoltura anche

io Cristo.

cada-

non
si

colpiti

ili

led
i

grave censura, tranne


pellegrini,
i

vere che giace supino nel suo feretro si deve esporre colle insegue del suo grado

chierici, ipoveri,

bambini;

potesse porlaie alcuno a seppellire

qualunque sia, poste ai lati o ai piedi il Papa con due cappelli rossi a' piedi, car:

in altri luoghi. Per pi ragioni s'incensano


i

il

defunti e

le

loro sepolture,

la

migliore

dinale col cappello rosso


col cappuccio, similmente

a'

piedi,
il

il

ve-

sembra
efficace

all'ab. Dicllch quella


III,

addotta da
la se-

scovo col cappello pontificale,


il

canonico

Innocenzo
poltura
si

perch
di

\'

incensazione un
i

beneficiato o
il

mezzo

fugare

dernonii;

mansionario, ocoli'almuzia,
libii,
il

dottore coi

aspeige e benedice coll'acqua


festivo, e
il suoparroco

duca o generale

col bastone

la

benedetta. Nell'esequie de'fanciulli

bandiera; finalmente di qualunque grado


sia
il

no delle campane
usa
la stola

il

cadavere, non disconviene di espoi re


le di lui

bianca. INIeglio consultare

honoris gralia

iusegue onorili-

l'ab. Diclich:

Esequie pracsente corpare;

SEP
Eseqiiieahsentecoqjorej Esequie de fanciiilli.

S
ivi si

i
i

j3
no-

seppelliscono;
I

cos'i

novizi e

le