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i

n 3 7^
DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
\

DA

S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI

PI

PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRIj AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
CHIESA

ARCIVESCOVILI E , ALLE FESTE PI SOLENNI, AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC, EC. EC,
,

DELLA

CATTOLICA

ALLE

CITTA

PATRIARCALI
,

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE,

AI CONCILII

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTIT

GREGORIO

XVL

VOL. XVIII

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCXLIII.

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

C
cos
(jOSTANTlNOPOLI
tinopolis).

cos
{Constancol-

ce dell' Islamismo, solendo

medecio

Capitale

dell'impero ot-

simi ottomani denominarla con enfatica espressione

tomano,
l'Asia,

ai

confine dell'

Europa

Ummed-dunia,
sopra

e gi antica capitale

della

Madre
sta
colli,

del mondo. S' innalza que-

Tracia.

Dai

suoi

primi

fondatori

iuova

Roma, non

sette

fu chiamala Bisanzio,

o Bizanzio,

dai greci ynthiiza, o citt Jlorida;

dai bulgari Zaregrad, o citt regale;

che emergono sul gran triangolo curvilineo, onde l'area ne viene descritta sull'estremo canto orientale

dagli

arabi Constantanjc , e pii

della Tracia,
I

ma
in

sopra diverse

sovente Farnik, o luogo che sepa-

colline.
colli,

romani,
quali

memoria

dei
B.o-

ra
fare

l'Asia

dall'Europa,

dappoich

sui

era

fabbricata

da Costantinopoli un
il

battello

pu
di

ma, chiamarono anche Costantinopoli la citt dei


sette
colli,

tragitto in Asia in
,

meno

quasi

un quarto d'ora
canale che
gli

per

uno

stretto

antichi

chiamarono

Bosforo, perch un bue poteva traversarlo a nuoto. Questo stretto di comunicazione tra le due parti del

per associarla alla potenza della capitale dell'impero d'occidente. Per questa denominazione meno propria, ed esatta, perch se si ha riguardo alle colline, che propria-

mondo,
diciotto

scorre

uno
tra

spazio
il

di

circa
,

mente

possano

dirsi

tali

il

loro

miglia
di

mar Nero
,

numero
si

minore

di

sette

se

poi

ed

il

mare

INIarmora. Costanti-

calcolano tutte, sono in

numero

con greco nopoli dagli ottomani vocabolo corrotto, viene chiamata Stamhul, Istambol, o meglio Islanihol,

masL'iore.

Sembra

la

citt assidersi

in soglio nel

limite fra l'oriente, e

r occidente,
plaghe.

cio luogo fertile, o quasi api-

per dominare le Le acque ne cingono

due due

6
lati,

COS
mentre
il

COS
si

solo terzo

attiene

Egeo, e

al

vicino continente europeo.

Quead Di

Propontide apre la maravigliosa comunicazione ), per avere


la

sta citt, posta in

un

sito centrale,

ricevuto
le,

il

nome

dalla giovine El-

sembra
fatto

dalla natura

destinata

e per lo tragitto

essere la metropoli dell'universo.

sto,

del misero nuotatore


della bella Ero.
il

da Abida a SeLeandro

una specie

di deposito delle

amante
poi
ci

La
di

storia

merci dell'Europa, e dell'Asia, per


cui fa

rammenta
cui e

ponte
fece

bari

un commercio

considerabile.
,

che
suoi

per

Serse
la

passare

Fra i suoi diversi sobborghi la meggiano Pera, e Calata


;

pri-

eserciti,

non men

cele-

pri-

bre irruzione in Asia di Alessandro


il

ma
la

il

quartiere de' negozianti, e

Grande. Le mura, che difendola

seconda quello della

diplomazia

no

citt

all'

ovest,

sono in

ge-

europea.
Costantinopoli propriamente detta,

nerale assai alte, e costrutte in mattoni piatti, ed in pietre di

non compresi i sobborghi, occupa una superfcie triangolare, sopra un promontorio composto dalle
mentovate forma di
colline,

pia grossezza, che quelle dei


toni.

una dopmatimbene
sette

Fabbricate da
sono
tutt'
si

Teodosio
ora
assai

peratore,
conservate.

che

si

elevano a
base
all'

Vi

contavano
state

anfiteatro.

La

di

questo triangolo, che sta

ovest,

ma sono superflue. La pi
porte,

atterrate le

osservabile,

quansancii

determinata da una doppia muraglia fiancheggiata di torri , e difesa

tunque
detta

la

pi danneggiata, quella

Top-ca-pusi, o

porta
fu

da una

fossa di circa venticin-

Romani.
co
ucciso, e

L' ultimo imperatore gre-

que

piedi di larghezza, che

separa

Costantino

Paleologo
i

col

Costantinopoli dal restante del continente.

per essa

turchi

entra-

Le due

altre

parti

sono

tracciate al

sud dalle sponde del mare di IVIarmora, ed al nord-ovest da un braccio del canale di Costantinopoli, che penetra molto avanti
nelle terre,

rono nella capitale dell'oriente. Una doppia muraglia pure fiancheggiata


di
torri,
si

unisce alla

precedente,

e circonda Costantinopoli dalla parte della

separando Costantinosobborghi,
gettano
il

poli dai suoi principali

Propontide, e del canale. Porta essa l'impronto delle riparazioni fattevi dai turchi, e presenta

e in fondo al quale

si

anche qua
greci, e

gli

avanzi di
sette
,

Cydaris, e la Barbyssa. Contempla


inoltre Costantinopoli verso
il

edifizi

romani. Olfre
parte
del

sud

ingressi
dieci

dalla

mare
belli

ovest
to,

le

famoso varco dell'Ellesponchiamato ora de' Dardanelli daldue fortezze, che verso la parte
il

da quella del canale.

Questo
,

canale forma
sicuri

uno

de' pi

porti dell'Europa. L' ingresso

piti

angusta dello stretto edific sul-

illuminato da
forti

le

due spiaggie
il

asiatica

ed

euroII
i

pea

conquistatore

Maometto

nel secolo
dagli altri

XV,

dette attualmente

vecchi Dardanelli, per

distinguerli

due propugnacoli, che nel


vi

due fari, difeso da s di numerose batterie mortari a bomba, che di cannoni a grosso calibro, poste da una parte alla punta dei serraglio, estremit del promontorio su cui s' innalzai
e
,

secolo

XVII Maometto IV
Nella

ag-

Costantinopoli, e dall'altra all'arse-

giunse.

mitologia
fra

celebre

nale di
tale

Top-hana

sulla costa orien-

l'Ellesponto (che

l'arcipelago

di

Calata. Questo vasto

baci-

cos
no, coperto da
navigli di
le

COS
novesi,

una mollitufline di tutte le nazioni (potendo


continuamencaichi, o battelli
),

ma

poi venne ricuperata


li,

da

pi grandi navi avvicinarsi quasi


percorso
dai

Maometto mo. Essa

siccome meglio dire-

cinta di antiche

mura,

sino alle abitazioni


te

turchi elegantemente addobbati, of-

un quadro animatissimo, incordire, da edifzi di forme belle, e variate.


fre

con dodici porte, le quali sono sempre aperte, ed ha una cittadella altissima, chiamata torre di Cristo, la quale fu eretta da Anastasio. Alla

niciato, per cos^

moschea
laglia
di

degli

arabi finisce la

mudirsi

separazione, che

pu

Calata, Pera, e Cassim-pasci so-

dividere Calata in tre parti, e che

no

sobborghi, che separano

il

por-

viene condotta dalla torre verso

il

to dalla citt. Quello di

Ayoub od

sud-ovest, e di l fino alla dogana.

Ejub, abitato da soli turchi, tocca al nord le muraglie di Costantinopoli.

Si

osserva in questo

il

mau-

Calata rinchiude molte moschee una fontana riccamente ornata , e numerose botteghe di mercanzie di
tutte le nazioni. Questi fondachi sono tutti di pietra, per resistere al fuoco e piantati sono in distanza gli uni dagli altri, con le sole finestre di prima necessit , e con
,

soleo di

Ejub
del

porta

stendardo e

Maometto ) erettovi da Maometto II, come ancora una bella moschea dello stesso
discepolo
profeta

nome, ove

si

custodiscono

tutte

le

reliquie del profeta, tranne lo sten-

porte foderate di lamine

di ferro.

dardo, o Sangfaki-cherif, che


serva
nel
serraglio
,

si

con-

Una

catena
alla

tirata

dalla

punta di
seril

la

sciabla

Calata
di

punta del serraglio

con cui si armano i sultani alla loro assunzione al trono. Vi sono pure in questo sobborgo molti palazzi delle principesse, appartenenti

viva altre volte a chiudere

porto
ca-,

Costantinopoli. Eravi quella


dal

tena sino

tempo dell'impera-

tore Severo, che assedi Bizanzio, e

una ricca valle vicina si trova il Kiaat-Khauch, bel palazzo fabbricato da Acmet un modello esibito da 111, sopra
alla famiglia imperiale. In

Leone
essa
i

l'

Isaurico tenne lontani con

saraceni,

che

temettero

es-

sere racchiusi nel golfo passaggio.

dopo

il

loro

Lo
II

un ambasciatore

francese.

Il

sob-

Maometto

stesso conquistatore antepose di far trasci-

borgo di Cassim-pasci contiene il Tersanch o grand' arsenale della marina, vasti cantieri da costruzione,
il

nare per terra


peratore

i vascelli armati, anzich distruggere quel riparo. L'im-

Michele

Paleologo,

dopo

palazzo del capitano

pasci,

aver
in

tolto

Costantinopoli agli im-

o capudan pasci, caserme, alloggi per gli schiavi ed artefici, ed una moschea. Questo ampio sobborgo interamente sottomesso alla giuris-

peratori francesi, cedette Calata qua-

capudan pasci o ammiraglio, il quale non rende conto che al gran signore. All'est di Cassim-pasci stanno Calata, e Pedizione del detto
ra.

con varie nuovi possessori la fortificarono in guisa, che servi mirabilmente a rintuzzare gli assalti
si

feudo

a'

genovesi

condizioni, ed

n usc a' genovesi di manel che sotto Maometto II giorno stesso della presa di Costanturchi,
j

no

La prima
i

era una piccola citt

tinopoli. Nella parte inferiore dell' in-

s'impadronirono di Costantinopoli, e fu donata ai geallorch


latini

gresso del porto, sta

il

detto grande
(

arsenale di

Top-hana

cio canno-

COS
de dall'alto mare.
le

cos
delle
colline sino
al

ne e casa), in cui sono degni di osservazione i magazzini di artiglieria,

caserme dei cannonieri, e la da cui il luogo prese il nome; mentre appunto Tophana altro non vuol dire che cannone j e casa. Il quartiere di Pera si estende bellamente su di una vicina altura, ed ha quasi una lega di lunghezza assai male lastricato, e in generale molto irregolarbella fonderia di cannoni,
:

Anche
te

Costantinopoli, propriamen-

veduta dalla parte del mare, presenta un incantevole aspetdetta,

to.

infatti le colline sulle quali la

citt insensibilmente

ed

in

forma
di
anfi-

regolare
teatro, le

s'

innalza a guisa

superbe moschee che coelevate colle


e circondate

ronano
loro

le sommit pi immense cupole,

mente
europei
preti,

costrutto.
vi

Gli
la

ambasciatori
loro
ai
stallile

da
le

alti

minareti,

bagni magnifici,
sole

hanno

case dipinte a varii colori, e ver-

residenza, in unione
bricati in pietra,

loro inter,

niciate,

con
i

ispecchi, su' quali

il

in edifizii assai belli

flib-

riverbera

suoi raggi
,

e con giarci-

possedendo eziandio in altre situazioni deliziosi luoghi campestri. Vi risiedono un arcivescovo in partibus, che ha
tolo, e le prerogative di
il

dini deliziosi
pressi,

ove
ed
la

s'

innalzano

mirti,
,

altri alberi

sempre
simla ve,

verdeggianti

distribuzione
gli
edifizii

ti-

metrica di tutti

vicario pa-

triarcale apostolico,

ed altro metropolita pritnaziale pegli armeni, del quale si parler a suo luogo, e che porta il titolo di arcivescovo di Costantinopoli. Sonovi, come meglio
poi
si

duta del porto sempre coperto da legni d' ogni grandezza , e da migliaia di barche che lo percorrono
in tulle le

direzioni

gli

avanzi di
il

antichi

monumenti,

e finalmente

dir, chiese cattoliche latine,

lontano prospetto di pianure ricche di superba vegetazione, tuttoci presenta allo sguardo sorpreso lo spettacolo pi bello
,

cattoliche armene, altra piccola pa-

rimenti armena cattolica nclTinterno


dell'ospedale,

magnifico che

un'armena

scismatica,

possa immaginarsi, ed una delle pi


deliziose prospettive del

una greca
di

scismatica,

un monistero
MevlcK'ix,

mondo. L'in-

dervisi dell' ordine di

ed un collegio di giovani destinati ad


essere
sto sobborgo,
tiere

cantesimo prodotto dall'aspetto esterno di Costantinopoli, va sceman-

ammessi nel serraglio. Queche pu dirsi un quarle

do insensibilmente avanzandosi nelr interno; e dopo avere ammirato il


seducente esteriore di questa capitale,

europeo, nel quale


i

botte-

ghe, ed

magazzini sono addobbati

che pare dalla natura destinata ad


essere la regina delle citt,

e disposti
rigi,

come
il

a Londra, e a Pa-

non

si

presenta

complesso

di
il

tutte

vedono
sai

nell'

entrarvi che strade an-

le nazioni,

comprese sotto

nome
perci,

guste, irregolari^, e lubriche,


,

generico di Franchi.

Ed

che

vi

si

vedono
,

tutte le foggie di
si

ed asincomode pei pedoni e case per la maggior parte costrutte in


legno, mattoni, ed argilla, ricoperte
di

vestimenti
quasi
niente
vole

e
le

vi

tutte

lingue.

odono parlare Non v' ha


,

una intonacatura
s'

fittizia.

In molti

di
all'

pi
occhio

grato
,

dilette-

luoghi
serti,

incontrano

vasti

spazi de-

del
di

scmicircolo

coperti

qua e

di rimasugli

formato dalle case


ra,

Galata,
si

Pe-

di

edifizi

anneriti

dalle

fiamme, o
a

Tophana,

il

quale

esten-

abitazioni

abbandonate

cagione

,,

cos
della peste, che
ria

COS
di

non

rado

iiifu-

nella citt.

regna una magnificenza incredibile, sebbene bizzarra ed irregolare. Il


restante del serraglio,
alla

Per a fianco di edifzi di pessimo gusto, se ne vede un buon numero di quelli che meritano di essere ricordati, e qualche magnifico palazzo.
serraglio,
Il

che va

sino

punta del promontorio, si compone di giardini deliziosi, male didecorati per


di

stribuiti,

kioschi

principale

di

tutti

il

ossia
si

casini elegantissimi, dai

quali

palazzo

imperiale
il

del

gran
est

signoi'c,

che occupa

luogo,

gode di una vista amenissima sul mare, e sulle coste dell'Asia, Questo

e l'area dell'antico Bizanzio al sud


del
di

immenso

fiibbricato

risenti

porto, ed al

nord ovest del


sel)bene

mare

Marmer

posto

danni del terremoto dell'anno 1754. Da qualche tempo il sultano abita


di

nel circuito della citt.

Questo pamerlate,

ordinario

un
11

bel palazzo

situain fac-

lazzo cinto di alle


fornite di artiglierie,
dtlle quali la
pii

mura

to sulla

punta del serraglio


serraglio

con otto porte, rinomata Cati-

cia a Scutari.

fu

edi-

ficalo

bihumaioun
tolo con che

la .sublime polita),
si

to in
cessori

da Maometto II, ed abbelliseguito sempre dai suoi suc:

distingue

diploma-

ticamente

il

gabinetto
di

ottomano.

palazzi, e di

questo

nome

Porta equivale a

un recinto di pi appartamenti uniti insieme, secondo il capriccio dei vari


dirai

pu

quello di Corte, usato in occideute.

sultani,

piuttosto che

Essa per di una costruzione gros-

lazzo.
gli

11

suo

letto,

un solo pacome quello de,

un baed a sinistra di questa porta, si espongono le leste de' condannati, e quelle di qualche illustre nemico ucciso in guerra. D essa l' ingresso ad un primo
solana, avente la forma di
stione.

altri

palazzi del gransignore


il

destra

coperto di piombo;
lo

serraglio socitt
,

forma una piccola


sei

contenere
dato

mila abitanti.

pu Guare

con

gelosia,

ad un

f-anco

vietato di visitarlo interamente, al-

cortile,

in cui stanno la zecca,


visir,

il

pa-

meno

senza

un

particolar

firmano

lazzo del gran


sa di
s.

e l'antica chie-

del ministro degli allari esteri,


solo in parte.

ma
At-

Irene fondata da Costanti-

turchi in
tiche.
ta

no Magno, che fu convertita dai un deposito di armi anSi giunge poscia per la por,

Nella direzione

stessa sta

l'

Majdani,
che
i

ossia

piazza

di

Cavallo
cin-

greci

chiamarono Hippodrodi

Orlacapusi

al

secondo

cortile

?nuSj piazza che ha duecento

quadrato, in cui sonovi la sala del divano, o imperiai consiglio, le scudei


la
ie

quanta

piedi

lunghezza
larghezza,
di

sopra
e
la
III oc-

centocinquanta
cui bella

di

del sultano ec. Nel fondo sta


di
felicit
s'

moschea

Acmet

porta
assai
il

(Babi-saadet

cupa uno
za,

presso la quale

innalza la colon-

dei lati. Su questa piazcome anticamente, si fanno le


,

na
sio
ta

bene conservata di TeodoGrande. Questa ultima porconduce alla sala del trono, aldel serraglio,
agli

corse de' cavalli

si

addestrano
si

turchi agli esercizi militari del


rid,

d/'e-

verso

di

essa

dirige la

la biblioteca

ap-

partamenti del sultano, all' /m/-e/;i o soggiorno delle donne, al tesoro, ed a molli altii edilizi, ne' quali

mossa del sultano nelle gran cerimonie, e pubbliche allegrezze. A questa piazza At-Majdani i giannizzeri

solevano portare

le

loro pignat-

IO
te,

COS
e tenere le loro
sedi-

COS
di quelle potenze, a

adunanze ziose quando volevano precipitare un ministro, o detronizzare un sultano. Di tutti gli antichi monumenti che la decoravano, pi non si vedono che 1' obelisco egiziano quadrangolare di
iscrizioni

cui
la

la

Porta

di

ottomana dichiarava
siderata

guerra. Con-

come opera
prigione
torri
,

militare

poca

difesa, e serve

po

di

da qualche temdi stato. Tre di


dal
terre-

queste

rovinate

marmo

tebano ed

con

moto

del

1768,
In

non furono pi
questo
di

geroglifiche,
;

alto ses-

rifabbricate.

castello

si

colonna serpentina da moltissimo tempo mutilata ; ed un' altra colonna di novantaquatsanta piedi
la

scoperse
in

un arco

trionfo

eretto

tro

piedi

di

altezza,

rivestita di

onore di Teodosio, e che chiamavasi la porta dorata. Sul punto pi elevato della catena delle colline,
il

bronzo da Costantino
to.

Porfirogeni-

sultano

Mahmoud

II fece co-

Nel centro della parte pi

po-

struire

polala di Costantinopoli, sta il vecchio palazzo (Eski-Seraj ), cinto da


un'alta muraglia di circa
di lega di circonferenza
,

una torre alta, dove veglia costantemente una guardia per dail

re

segnale degli

incendi, che

si

un
eh'

terzo
oc-

manifestano frequentemente,

essen-

do

di

cupato dalle donne del decesso sultano, che quivi dopo la sua morte sono trasportate dall' harem. L' Ainalu-cawak-Serai,
vicinanza al

case.

legno la maggior parte delle Spaventevole fu quello del

1782.
della
parti

Anche
peste,

il

flagello

terribile

portatavi

dalle

altre

palazzo

degli
III,

dell'impero,

ed
,

alimentata
ca-

specchi costrutto da

Acmet

in

dalla

non curanza

dal fanatismo

mare

di

Marmora un
,

e dalle antiche costumanze, vi

poco all'ovest dell' Eski-Serai onde porvi i begli specchi che gli re degno di galavano i veneziani
,

gion spesso
remoti,
pali.

grandi

strazi.

Si sof-

frirono pure molte volte fatali ter-

come

si

detto

de' princi-

essere
la

osservato

specialmente
col
della

per
fatta
al-

ratificazione

entro

All'
li

della
l'

cessione
russo.

Crimea
poca

si

angolo nord di Costantinopovede il Takir-Serai, detto alpalazzo di Costantino,


il

impero

In

distanza

tres

quale
della

stavano belle caserme pei giannizdopo zeri, ma ora sono distrutte la dissoluzione di quel turbolento
,

non

offre

pi che

gli

avanzi

sua antica costruzione, e qualche colonna di marmo. Si osserva ancora


nelle
altre

corpo di
ovest
di

milizie. All'angolo del


citt,

sud

parti

della

citt

della

presso
il

al

mare
detto

qualche antico monumento,


generale assai degradato.
di porfido di

ma

in dei

Marmora,

evvi

castello

Uno

le sette

torri, antica

fortezza eretta

dagli imperatori greci, e ristaurata

da Maometto
sette torri,

li.

se

composta ne

di

fabbricata di pietre quaquali

drate
lui'

alle

aggiunse
sette

meglio conservati si la colonna novanta piedi di altezza, un tempo sormontata da una statua di Apollo, ma talmente rovinata dal fuoco, che le fu dato il

ottava.

La

fortezza

delle

nome

di

colonna

abbruciata

Si

torri

acquist trista fama,

quando

per abuso del diritto delle genti, il turco dispotismo us di rinchiudervi

vede pure il serraglio degli animali, ch'era un'antica chiesa greca dedicata

s.

Foca

Costantinopoli

gU ambasciatori, e rappresentanti

possiede quattordici moschee impe-

e
rlali,

OS

COS
Le prime

II

quasi duecento moschee ordinarie, e pi di trecento cappelle


turche, o mesdjid.
s'

in-

nalzano quasi tutte isolatamente in mezzo ad un vasto circondano, e sono notabili per le loro cupole e minareti, sui quali si recano i
turchi per

duecento quaranta: due vestiboli le stanno dinanzi, e vi si entra per nove porte di bronzo. La sua cupola principale degna di osservazione, per la sua forma assai piatta, come la superba galleria che la circonda composta di sessantasette
colonne, otto delle quali sono di porfido,

dare

avviso

delle

ore

destinate alla preghiera. S'innalzano


i

provenienti dal tempio del sole


e sei di diaspro verde, tolte

minareti quanto

nostri campanili

in

Roma,

ed hanno una cima appuntala in torma di guglia, con sopra delle mezze lune, e sei'vono di gran or-

dal tempio di

Diana
mosaico

in Efeso.
di

Il

pavimento

in

porfido e

verde antico,
ricchi tappeti.

tutto

coperto

di

namento
tutta.

alle

moschee, e

alla

citt

quattro

minareti
la loro

Queste moschee l'inchiudono


sepolcrali,
in

annessi a questa moschea, sono da


essa staccati, e notabili per

diverse cappelle

cui

stanno

le

ceneri dei loro fondatori,

leggerezza.
la

e sono circondate da diversi edilzi

Dopo s. Sofa si nomina moschea di Acmed III, la sola


impero che
;

consagrati agli oggetti di


utilit,

pubblica

dell'

sia
la

ornata
ec.

di

sei

come
,

spedali, collegi, scuole,

minareti
le

quindi

Solimania, quel]Molte

biblioteche
tuiti.

hans

o alberghi gra-

del

sultano

Selim

di

Nei collegi delle moschee imsi

queste moschee sono antiche chiese


greche, oppure decorate dalle spoglie
di antichissimi

periali

allevano sollanto quei giotredici bibliote-

vani destinati ad entrare nel corpo


degli

monumenti. In Costanpure
ventitre

Ulema. Delle

tinopoli

si

contano
sei

che poi, che racchiude Costantinopoli, la pi importante quella


del seiTaglio

chiese greche
considerabili,

scismatiche,

ma

poco
latine,

cattoliche

mentre le altre non contengono ciascuna che circa due mila manoscritti, la maggior parte
;

diverse

armene

scismatiche,

cinque

conventi
ghe.

cattolici,

e diverse sinago-

commenti dell'Alcorano. Le moschee ordinarie furono


rette o dai visir, o dai pasci, o

Sonovi in
e-

Costantinopoli

tante

fontane quante
tutte,

sono

le

strade,

da

sultane-valide, e sono
delle prime.
I

meno

belle

turchi

non lasciano

una semplice costruzione, non mancano di eleganza, e vengono provvedute di acqua da


bench
di bellissimi acquedotti
costrutti
i

entrare cani nelle loro moschee, che

dagli
si

sono addobbate a mei'aviglia, ed ivi si trattengono con riverenza e silenzio. In generale le moschee rassomigliano pi o meno a quella
di
s.

imperatori romani, fra


distingue quello
fatto

quali

da Valente,

che

antichit.

un superbo monumento di Tra tutte le vecchie cisterdi essere ricordate quelle

Sofa,

la

pi magnifica delle
sotto
Giu'sti<li

ne meritano

altre.

Fu

questa in origine un temcostrutto

di Costantino, e di Filossena, le cui

pio

greco,

volte sono sostenute

da

belle

co-

niano nel
les,

537 da Antemio
da Isidoro
di

Tral-

assistito

Mileto;

lonne, e la seconda ne ha duecento dodici di bel marmo. I pubblici

la

sua forma a croce greca, lun-

ga duecento settanta piedi, e larga

bagni in numero di centotrenta sono di architettura uniforme, e tutti

i2

cos
piccole cupole dalle

cos
co, di undici vescovi sinodali, e delle
pii

sormontali da

quali pigliano la luce.

La

necessit

nobili famiglie di questa na-

di somministrare a tutti i quartieri la quantit di acqua di cui abbiso-

zione.
greci,

Prima
secondo

della
gli

rivoluzione

ultimi calcoli, fordella

gnano
per
le

turchi

pei

loro bagni, e
gli

mavano
lazione:

la sesta parte

popo-

frequenti loro abluzioni,

resero molto industri nella costruzione dei pozzi, e delle macchine idrauliche. Sonovi molti hans, al-

va
la

al

una parte di essa si dedicacommercio, alcuni studiavano


le
l'

meditina, o
esercitare

lingue

sti-aniere,

berghi, bazari, e bezesteins, costrutti in pietra e mattoni. Il gran bazar,


eretto da
il

Maometto

II

nel

1462

impiego di dragomani, ed un gran numero serviva nella marina, non che aspirava all'eminente grado di Ospodari dei
per
principati
:

pi importante di tutti. Si osserva che ciascun genere d' industria occupa una strada, od un quartiere particolare, oltre gli spedali annessi alle moschee imperiali, e che sono la maggior parte destinali a
ricevere
i

questi

greci

sogliono

chiamarsi
stando
ai

Fanarioti.

Cli armeni,

pi recenti ragguagli, in trentamila, sono tutti commercianti ; gli ebi'ei presso a poco in egual numero, hanno un

numero

di

pazzarelli. L'industria

nifatturiera poco importante, e


vi

manon
arti.

quartiere particolare, e
in oggi di traffico, ed
stieri

si occupano anche di me-

alcuna officina
stabilita

di

belle

bassi,

in

somma
artisti.

sono

tutti

da qualche temVi per po una tipografia, che vi fa importanti progressi.

commercianti ed
I

contorni di Costantinopoli no-

tabili

per
siti

la

bellezza

variet

La

popolazione di una citt

co-

dei loro
tres pel

pittoreschi, lo

sono

al-

me

Costantinopoli

non pu

essere

determinata che approssimativamencalcoli pii esatti la pote. Secondo


i

gran numero de' cimiteri che vi si trovano, e che attesa la quantit di alberi che rinchiudono,
rassomigliano piuttosto a dei parchi.

polazione della sola citt


colarsi cinquecentomila

pu

cal-

anime. Se a questo numero si aggiunge, come si fa ordinriamente, la popolazione


de' sobborghi
di

Di

fatti,

cimiteri de' turchi

sono

Pera,

Calata,

Scutari che, sebbene in Asia, vicina abbastanza per essere conside-

per la loro estensione, quanto per la magnificenza, e pel lusso delle tombe. Sono magnifici e degni di osservazione i tuW, o
assai belli,

sepolcri
de' morti,

de' sultani.

due

campi

rata
citt,

come una dipendenza dalla si avr un totale di circa set-

cinanza
p.T

o cimiteri, situati in vidi Pera, sono luoghi di


si

te

a ottocento mila abitanti, sebbene altri non dubitano affermare potersene in totale calcolare novecento

sseggio, in cui

gode

una ve-

duta incantatrice.

Cherubino
puscolo
nezia
di

mechitarisla p. Aznavor tradusse l' o11

mila tra turchi, greci, armeni, ebrei,


franchi ec.
I

Ingigi

intitolato:

La
VeLazde-

greci,

quaU
che
sul

anticail

villeggiatura

dei

Bizantini
di

,
s.

mente non

abitavano

solo
si

i83t, tipografia

quartiere del

Fanar

porto,

zaro. Costantinopoli
gl'

patria
e

ma

sono quindi per il Fanar sempre

sparsi in tutti gli altri;


la resi-

imperatori Onorio,

Giuliano

l'apostata,

ed

altri

imperatori, di uo-

denza dello scismatico patriarca gre-

mini grandi, di

dotti, guerrieri,

pa-

cos
ed anche degli imperatori ottomani ec. Il perimetriarchi,
santi,
ec.
,

COS

i3

tro di Costantinopoli di sei leghe,

contandosene due per ciascuno dei


tre lati.

L'antica Bisanzio vuoisi edificata

denominata dal capo di una colonia di JMegaresi chiamato B7as, ammiraglio di essi, che dopo avere
e

da cui potesse accorrerne meglio alla difesa, dopo di avere esaminato molte situazioni, credette di dover fissarla fra l'Europa e l'Asia, appunto nel centro dell'impero romano, e dei climi temperati del suo continente. Questa situazione
sopra

uno

stretto

due mari

del

che comunica ai Ponto Eussino e della

fabbricato la citt, oggi rovinata, di

Propontide,

Calcedonia nel lido

asiatico,

venne

gli sembr, siccome pure viene riputata oggid, la pi

a formare uno stabilimento sulla parte occidentale del Bosforo Tracio. Eravi per, secondo Plinio, in quel-

piacevole, la pi sana, e la pi vantaggiosa, che vi fosse nell^universo.

remota epoca un piccolo paese, il quale da alcuni chiamasi Lygos, che


la
i

mileti, gli spartani, e gli ateniesi posse-

pianura dolcemente inr occhio si estende molto lungi nelle terre pii ridenti, le pi fertili e variate di due parti del monquesta
clinata

Da

dettero a vicenda, secondo la varia


fortuna,

do.

Da

tre parti essa circondata dal


golfi,

ed
di

Pausania
ta

di Serse,

abbiamo ancora che Sparta, dopo la sconfit1' aument e fortific.


sofferto

mare, ossia dai

da un accesso

quanto
to

difficile

al

nemico, altrettan-

Dopo
gli

aver

nella

seconda

irruzione dei persiani, fu presa daateniesi. Sotto il dominio romano, Vespasiano le tolse i suoi privilegi, e l'um ad una provincia
egli fu il con libero leggimento primo che ira gl'imperatori romani si rec a Bisanzio. Nelle
:

favorevole al commercio: e certamente in nessun altro luogo si potevano trovare meglio riuniti, i

vantaggi di
sistenza.

una

sicura e facile sus-

di Bisanzio, come abbiamo veduto, edificata su quella costa da Bizas, che alcuni dicono re di Tracia, era stata in alcitt
tii

La

tempi

assai ragguardevole.

Ma

guerre

civili

segu

il

partito di C.

Pescenio Nero, e Severo


gli

perci la

distrusse interamente disperdendone


abitanti.

quando Costantino pens ad elevarla a pi alti destini, non era che un borgo, il cui vescovo riconosceva quello di Eraclea per metropolitano.

Sul luogo adunque, la cui estensione,

come dicemmo, secondo

alcuni,

Costantino
tre quarti di

incominci
lega di

dal

dare

occupata dal serraglio, l'imperatore

circuito alla

Costantino Magno, dopo avere pub-

sua nuova
te

citt,

blicamente
zelo

professato

la

religione

accrebbe

che successivamened arricch con tal


adornarla spogli

cristiana e resa questa col

massimo dominante per tutto l' immenromano > determinossi so impero


dalla bella e deliziosa situazione di

fervore, che per


le

altre citt di ci che

avevano
a lui

di

pi prezioso, profondendovi quanti

mai ornamenti sapesse


gerire

suge

Bisanzio

d innalzare

la

citt

cui

l'imperiale

magnificenza,

diede
stabil

il

proprio nome, ed in oltre


essere
la

l'idea di far sorgere

una nuova

Pio-

che dovesse
la

sede

ma, che l'antica emulasse


za e splendore. brica l'anno

in grandez-

dell'impero. Costantino, volendo for-

Ne

intraprese la fabfarne la

mare

capitale di esso, in

luogo

32 6, e pot

i4

cos
1 1

COS
maggio
e la
accioccolli,

solenne dedicazione agli


del 33o. V'innalz sette
divise in

quattordici

rioni,

ma. L' imperatore attir poscia in questa citt uomini illustri da tutte le parti del mondo, col mezzo di
grandi profusioni; apr una biblioteca

ch anche in questo

somigliasse a
s

Roma.
blici,

Gli edifzi

interni,

pub-

che oin
i

di moltissimi

volumi, e che
in di

che privati,

furono

innalzati

suoi

successori

aumentarono

quasi tutti insieme, mentre in pari

seguito sino al

numero
il

centofu di

tempo
la

travagliavasi per le

mura

del-

mila, tanti contandosene

quando

Eranvi molte piazze circondate da portici, e la principacitt.

abbruciata
Basilisco.

sotto

consolato

Stabil accademie, che poin rinomanza. dei


falsi

le di esse

portava

il

nome

del fbn-

scia fiorirono
tuti
gli

Abbat-

sorgendo nel mezzo la di lui statua, sopra un'enorme e maporfido, a tale gnifica colonna di
datox-e,
effetto

altari

fece servire le loro

numi, non statue che a mag-

trasportala

da

Roma.

Si

giore ornamento della citt, la quale quantunque fosse gi superba, e sontuosa, pure
i

fabbricarono due palazzi degni del padrone del mondo, un ippodromo, o circo per le corse a piedi, un anfiteatro, diversi teatri, bagni, acque-

suoi successori

si

die-

dero ogni cura d'ingrandirla, ed abbellirla


piti

maggiormente,

e renderla

splendida e forte.

Egual

zelo

gran numero. Costantino contemporaneamente fedotti, e

fontane

in

ed impegno ebbe Costantino per tuttoci, che riguardava la religione


cattolica.

ce fabbricare vaia quantit di case e palazzi, che ripart


patrizi, e

Lo scopo
dall'

principale
nel

mafon-

fra

senatori,

nifestato

imperatore

signori di Roma, i grandi e di tutto l'impero. Proib con legge a tutti quelli, che possederanno

dare Costantinopoli, era di oppox're


a
e

Roma
tutta

idolatra,
cristiana
i

una Roma nuova Quindi furono


in

terre nelle provincie vicine, dispor-

spianati tutti

templi di Bisanzio,
altrettante

ne con testamento, quando non avessero una casa nella citt di Costantinopoli.

oppure
chiese.
distrutti,

trasformati

G' idoli, che

non rimasero

vano

che facevenne accordata una certa misura di pane per essi, e pei loro discendenti in perpetuo ; a tal effetto si racconta che ogni giorno distribuivaquelli poi,

fabbricare nella

citt,

non furono pii riguardati che come monumenti curiosi e profani,


i

quali

si

esposero ai capi delle

strade e

sulle piazze pubbliche, per

la decorazione della citt, e per trattenimento dei passeggieri. Perci

si

un'immensa quantit
ottanta

di

grano,

vedevausi l'Apollo
tripodi di Delfo, le

Pitio,

famosi

calcolandosi

mila
vi

moggia
costrussc

per giorno.

In
cati

olti'e

Costantino

muse di Elicona, e ben presto non si pot pi comprendei'e come mai quei muti
simulacri fossero stali per
s

un campidoglio, un
ed
altri

anfiteatro, mer-

lungo
ve-

pubblici edifzi, ad esem-

tempo
ni di
pili

l'oggetto della

comune

pio di quelli dell' antica


stabil
li,

Roma. Vi
i

nerazione.

Ma

le

religiose intenziosi

anche
gli
i

il

senato,

magistrae le

Costantino

manifestarono

ordini

del popolo,

accord

medesimi

privilegi della

luminosamente nella costruzione delle nuove chiese, le quali per


la

medesima Roma, per cui allora fu nominata Costantinopoli la nuova Ro-

loro

magnificenza infinitamente

superiore a quella degli antichi tem-

cos
annunziavano la grandezza del Dio supremo, che \i era adorato. La pi ragguardevole fu dedicata
pli,

COS
delle sante

i;

Scritture.

Sul

vestibolo

del gran palazzo, l'imperatore

era

r.ippresentato con la
colla croce sul capo, e

sua famiglia,

all'eterna Sapienza,

donde prese
dall'

il

nome
mo,
so
il

di

s.

Sofa, poi,

come dicemimperatore

rifabbricata

Giustiniano.
dei dodici

La

chiesa, edificata pres-

palazzo

imperiale in

onore

con un enordragone sotto i piedi, simbolo del paganesimo, il quale era trafitto da un dardo in mezzo al ventre, e veniva precipitato nel mare. Nell'in-

me

apostoli,

non giungeva,
grandezza,

terno era stata eretta nel


facciata

muro
di

di

vero,

alla stessa

ma
ric-

una gran croce

pietre

chezza, e pel

non era meno mirabile per la buon gusto della


in

preziose, incastrate nell'oro con

una

dedi

sontuosit ed arte
infine respirava
la

mirabile. Tutto

corazione. Dessa era


ci'oce

forma

vera
fede
e

religione,
la

di

un'altezza prodigiosa, indi

tutto
e

ispirava la
vi

piet,

crostata

marmi

di

dal pavimento sino al

pi colori soffitto, che

mai sovrano, il quale mostrasse pi ardore, n maggior


non
fu

una volta tutta dorata, ed aveva pure il tetto dorato. La cupola era cii'condata da una balaufoi'mava
strata

piacere per fare onorare la Chiesa

principe

incomparabile

in

questo

talmente sfolgorante

d' oro,

punto, e che sarebbe degno di encomio senza alcuna eccezione, ove

che gli occhi abbagliati non potevano fissarsi in quel ricco edifizio,
sole.

non
larla.

si

fosse altres ingerito

a rego-

allorch veniva illuminato dal


Il

Nel secolo ottavo

le

doppie mu-

corpo del tempio

sorgeva

in mezzo ad

un

vasto cortile, cir-

ra di Costantinopoli, che cingevanla dalla parte di terra, avevano quasi

condato da quattro gallerie ove erano sale pubbliche, ed appartamenti

due leghe

di giro,

quelle del

mare

dalla parte della Proponfide

distinti

pei

diversi
i

membri
ufficiali.

del

clero, e

per

tutti

suoi

Co-

stantino destin

questa chiesa alla

vevano di pi, e quelle chiudevano la citt lungo il ed il porto, un poco meno ;

ne ache ringolfo
il

che

sua sepoltura, e vi fece preparare la sua tomba in mezzo ad altre


dodici fatte in
stoli
,

faceva circa sei leghe di giro, oltre sobborghi, che considerar si poi

memoria
parte
,

degli apoal

sei

per

che

si

sti

tevano come altrettante sobborghi con tutte


furono

citt.
le

Que-

case di

determin egli per una fede viva, e nella ferma persuasione del vantaggio, che dopo morte ne risulterebbe all'anima sua, come si legge
in Eusebio, Vit.
III.

campagna a
tinopoli,

venti leghe da Costanrinchiusi in

dall'im-

peratore

Anastasio,

gioso recinto circolare

un prodidi mura di
che

49.
pii

venticinque piedi di grossezza,


si

Oltre

le

chiese s'incontravano in

ogni
sulle
blici

luogo
edifizi,

molti

monumenti

estendeva dal Ponte-Eussino sino Propontide , per impedire alla


,

fontane, all'ingresso
in

de'pub-

quantunque debolmente,
rie de' barbari.

le

scorre-

mezzo

alle piazze.

l'immagine del buon pastore, qua Daniele in mezzo ai boni, da ogni parte infine le figure
vedevasi
t
gli

La fortezza che difendeva r ingresso del porto, e che


chiamavano Acropolis, stava primo quartiere, nel luogo appunto ove, secondo alcuni, si trova
i

greci

nel

emblemi

pi

ragguardevoli

i6
oggid
Sofia,
il

COS
serraglio.
Il

COS
di santa

tempio

Costantinopoli fu spesso assediata dai


ri,

del senato, ed i Zeusippo, ristabiliti da Giustiniano, erano nel secondo quartiere. L'ippodromo, o il gran ciril

palazzo

saraceni, e

da

altri

barba-

bagni

di

presa da Costantino

Copronimo

l'anno 744j e
ziani nel

co, la chiesa di

s.

Eufemia,

ed

il

varono
Alessio

palazzo

di

Pulcheria,
II

terzo quartiere.

slavano nel quarto compren-

tlai francesi e venei2o3. Questi la consersotto cinque imperatori detto il tiranno, avendo
l'

detronizzato Isacco

Angelo,

nel-

deva la piazza imperiale, cinta da un doppio giro di gallerie sostenute da colonnati, non che il gran palazzo
di Costantino ec.
si

l'anno

ig5 era salito su quel trono. I francesi ed i veneziani, che andavano in Terra Santa, ossia nelI

Nel quinto e sesto


di

la

Palestina,

soccorrendo
giorni
di

Alessio

trovava
e

la

piazza
di

Teodosio
di

figlio

d'Isacco, pi'esero

Costantinoassedio,

col

grande obelisco
quella

Tebe

Eil

poli
agli

dopo otto

gitto,

di Costantino,

Grande^
la

in mezzo a cui ergevasi celebre colonna di porfido, sulla


la

8 luglio i2o3. L'aimo seguente Alessio Murzolfo fece morire r imperatore, che i crociati aveva-

quale stava

di

lui

statua tratta

no
vo

ristabilito

sul

trono.

Ad una
nuo-

da una colossale di Apollo, trasportatavi da Alene. La chiesa di Anastasio, e ia colonna di Teodosio il Grande^ erano nel settimo quartiere, ove sta presentemente la piazza delta
il

tale notizia
la

attaccarono

essi di

citt, e

la ripresero nel

1204.

Baldovino, conte di Fiandra, fu eletto

imperatore di Costantinopoli,

Bezestan. L'ottavo conbasilica

teneva
il

Teodosiana, ed palazzo del campidoglio. Le terme di Anastasio, ed il palazzo di


nono.
i

la

Arcadio erano nel vano nel decimo


stantino
,

Si vededi

ed ebbe per successori Enrico, Pietro, Roberto, e Baldovino li. Michele Paleologo, regnando questo ultimo, sorprese Costantinopoli, e se ne impadron il 25 luglio 1261. Non erano passati appena duecento anni,
che questa disgraziata citt rientr
sotto
il

bagni

Co-

il

palazzo di Eudossia, ed

dominio
sede
del

de' greci,

e dive-

una
si
il

chiesa. Neil'

undecime ergevasta)
,

nuta

la

loro

impero, fu

tempio degli apostoli (ove


le

assediata dal sultano de' turchi

Mao-

vano

tombe
del

degl' imperatori

metto
to
il

II,

sotto

il

regno di Costan-

sulle rovine

quale

Maometto
colonna, e

tino Paleologo, e presa fu di assal-

II fece erigere la bella

moschea, che
che
stavano

giorno 29

maggio

dell'

anno

porta
sul

il

suo nome.
Arcadio,

La

la statua di

detto XerolophuSj e che furono rovesciate sotto il regno di

monte

Leone, V Isaurico,

si

vedevano nel
Il

1453, dopo cinquantaqualtro giorni di un memorabile assedio. Da questo punto Costantinopoli divenne la sede del governo ottomano, e quantunque non abbia conservati tutti
i

dodicesimo quartiere.

tredicesimo
golfo,

suoi antichi

monumenti, anzi
molto

sia

mostrava
Calata,

al

di l del

ov'

dalla passata grandezza

de-

un tempo
il

la citt

Giustinia-

caduta,

nea. In fine

quattordicesimo quartiere comprendeva i sobborghi. Questi

pure anche al presente, singolarmente per la vantaggiosa,

XIV

quartieri erano

rioni nei

quali Costantino avea diviso la citt.

pu pretendei'e dominio di una parte dell'emisfero. V. Turchia e Turchi.


e bella situazione,
il

cos
Cenni
storici di Costantinopoli

COS
sede
o-

17
dei

paese di Tracia

il

centro
in

no-

dell'impero romano, greco


rientale

od

minati possenti imperi.

ed ottomano, coi prinavvenimenti


risguardanti

La Tracia ebbe
suoi re,

principio

cipali

ma

tali imper.

uno
le

di essi

discendenza di chiamato Terete, per


nella

I.

Impero orientale o greco da


il

Costantino,

Grande, sino

alla,

sua distruzione.

Dopo

aver

parlato

dello

stalo

soggiacque a lunghe ed ostinate guerre^ finch Coti paTuttavolta la cificamente regn repubblica di Atene invase molte citt del regno di Tracia, e Filippo di Blacedonia s' impadron di treiitadue di esse, imprigionando
discordie,
.

antico e odierno di Costantinopoli,


delle sue bellezze, della sua

il

re

Cersoblette.
figlio di

Alessandro,
Tracia,

il

gran-

Grande,

Filippo, sottomi-

dezza,
edifizii,

della

magnificenza

de' suoi

se intei'amente la

ma

alla

della sua situazione

quanto

gradevole

altrettanto

vantaggiosa

per comandare a tutto l' universo ec., passeremo a dire compendiosamente di quanto riguarda i suoi

sua immatura morte Seute, nipote di Cersoblette, ricuper il reame. IVon and guari, che i galli , capitanati da Brenno, si stabilirono in
Tracia, e
vi

come capitale dell'impero romano greco od orientale,


alti

destini,

proclamando
Conientorio,
traci

fondarono un regno, per primo loro re ch'ebbe per ultimo


sotto
il

ed ottomano. Poi si descriver l'antichit del suo vescovato, la preeminenza del suo patriarcato, le sue
prerogative,

successore Clio,

quale

indigeni

si

ribellarono, fecero
galli,

man

bassa sui

posero sul

che sopravvennero nel vasto suo governo ecclesiastico, il suo lagrimevole scisma colla Chiesa romana, e lo stai

cangiamenti

trono un altro Seute discendente dal primo. I re di Tracia regnarono sinch r imperatore Vespasiano ridusse il paese in provincia

to in cui la

religione

cristiana

vi

Romana;
vi

successivi

imperatori

presentemente ridotta,

come an-

abbellirono la Tracia, con edificar-

che parleremo della chiesa armena, dei greci, e dei latini ivi dimoranti. Per idtimo riporteremo breve-

ragguardevoli

citt.

Mentre l'impero
air apice della sua

di

Roma

eia

possanza e do-

mente

la storia

de' suoi

concilii,

minazione, Diocleziano, e Massimia-

di quelli generali, tanto importanti

nella storia ecclesiastica.

no Erculeo, pei primi, diedero sempio della fatale partizione


essi

l'e-

fra

Prima
dei

di tessere

la

descrizione

del

medesimo impero, insieme


cesari

sopraddetti imperi, indispenle

ai

due

Galerio,

Costanzo
tocc in
di-

sabile accennare
della Tracia, a

cose

principali

Cloro, al primo de' quali


sorte la Tracia, che
si

cui

Costantinopoli
situata

riserb
la

appartiene,

siccome
di terra

su

di

venuto imperatore, dopo


zia

rinun-

ima punta
il

inoltrata verso

Bosforo di Tracia, e ci faremo aftinch meglio si comprendano i


relativi

dei due anzidetti imperatori. Morto Costanzo Cloro, il di lui figlio Costantino dall'esercito fu pro-

avvenimenti, eh' ebbero


conseguenze,
XVIII.

le
il

clamato imperatore
t del
titolo di

ma
2

si

contenisit

pi

alte

essendo

cesare.

le

VOI..

i8
Provincie, che

COS
gli
i

COS
tare le

respinse

barbari
:

passare

il

Itaha, ed in
cielo

Reno Roma, coU'ajuto

erano soggette, e che volevano poi si avanz in


,

romane

aquile nelle regioni

transdanubiane, e dopo aver domalo que' barbari, concep


1'

ardimen-

del

toso disegno di costruir nel Bosforo,

vinse

senzio, ed in
rella in
re.

Massimiano ossia MasMilano diede sua soai

ampliando Bisanzio, una splenmetropoli,

dida
quello

isposa a Licinio imperatoloro

con Roma, e dal

che rivaleggiasse suo nome prese

Ambedue accordarono
ai cristiani
il

di Costantinopoli.

con^

sudditi la libert di religione, per-

tento di aver cosi scossa dalle fon-

misero
onta

libero

eserci-

damenta
parti,

l'unit dell'impero

romacinque

zio del culto loro;


di tale

ma
i

Licinio,

ad
le

no, ne fece la divisione in

accordo, ricominci contro


seguaci

persecuzioni

del

figliuoli,

Fu allora che Costantino avendogli dichiarato la guerra lo disfece con tutto il suo esercito nelvangelo.
la

consegnandone ciascvma ai tre Costantino, Costanzo, e Costante, ed ai due nipoti ex frnd;i tre Dalmazio, ed Annibaliano, ed onuiti lui pure creati cesari,
degli abiti
di
l'

Pannonia. Licinio ripar

in

Tra-

imperiali, e

del

titolo

cia;

ma, dopo

essergli

toccata altra

nobilissimi.

La morte per
avvenuta

del-

rotta presso Filippopoli,

ce colla condizione di
lente,

ebbe la padeporre Vacesare.

imperatore,

presso Ni-

comedia

che avea
i

creato
goti

In

questo tempo

volevano in-

maggio dell'anno a' 11 337, eccit una sedizione militare, della quale non solo Dalmazio, cui
era toccata in sorte
la

vadere
subito
cinio
si
li

l'impero,
respinse.

ma

Costantino
Li-

Tracia,
i

ed

Poco dopo

Annibaliano,
cipali

ma

tutti

princi[)i
i

arm
fu

di

Adrianopoli

vinto

nuovo, e presso interamente

della famiglia imperiale, ed

prin.

ministri
soli
si

furono

vittima
i

A
di

da Costantino, mentre il di lui figlio Crispo Cesare ne disperdeva la ilotta. Licinio, vedendosi al)bandonato
le

stento
netti

salvarono

giova-

Gallo, e Giuliano, figliuoli


altres

Giidio Costanzo. Peri

nella
civile

da

buona

parte

delle

sue

prima fazione
Costantino

della

guerra
e
di
si

truppe, non tenendosi sicuro dentro

juniore,

lasciando a
occidente,

mura

di Bisanzio, pass nell'Asia

Costante

il

dominio

minore,
te

riti rossi

in

Calcedonia.

r impero orientale, che


nell'Asia, neir Africa,

estendeva
la

Inseguito da Costantino, inutilmen-

compresa
si

oppose
la

resistenza

laonde

decolla

Tracia, e

le

contigue regioni,

eb-

posta

porpora,
di

implor,

be da Costanzo.
Disgraziatamente Costanzo
principal
fu
il

mediazione
la

Costanza sua moglie, rilegazione in Tessalonica, dove,


Licinio a nuove sedifece

fautore

degli

errori

di

dando opera
zioni,

Ario, e
lio
I

quando

Costantino questo suo ultimo competitore, co-

strangolare

disapprov

di Sardica nell'
te
s.

s. Giufamoso concilio llliria, ed assolvetil

Pontefice

il

sicch divenne solo imperatore dell'oriente, e dell' ocridente.

Atanasio dalle calunnie


i

degli

ariani,
fatto

vescovi
si

orientali,

protetti

Pel

trionfale

ingresso
ili

in

da Costanzo,
lo,

separarono,

ed

in

Bisanzio, venne

potere

di

Co-

Filippopoli tennero

stantino tutto r impero romano nell'anno S'S. Quindi pass a pian-

un conciliabonel quale ardirono di emanar


ecclesiastiche

le

censure

contro

il

cos
Papa, e contro Osio
no, quali
stasio.
Il
,

COS
e

19

Massimi-

sostenitori di

sant'AnaCostantifabbri-

che Valente da Antiochia accorse alla sua metropoli


eia.

Fu

allora,

magnifico porto
s'

di

nopoli, che

incominci a

di Costantinopoli^ e per la cattiva accoglienza del popolo^ che a lui attribuiva g' infortunii sofferti, volle

care da Costanzo, fu compito sotto

ripararne l'onta, e senza aspettai

Giuliano l'apostata

suo

successore.

re

soccorsi dell'imperatore di oc-

Dopo
J

di lui

si

distinse nella

piet

cidente Graziano,
dell' esercito
il

pose

alla

testa

mali della chiesa, e le vicende dell' impero, avrebbero avuto ripai'o senza l'immatura sua morte. Valentiniai

imperatore Gioviano,

ed

conte Sebastiano, col

quale marci sulla pianura di Adrianopoli a combattere. Sciagura-

tamente r esercito fa

conquiso dal
rifugi

no I, che gli successe nel 364, i"'nnov la malaugurata divisione, e


col

numero maggiore
ti,

di quello de' gosi

e Valente ferito

con

trattato

di

Naissa

cedette a

Valente suo
resto
dell'
le

fratello la

Tracia

col
rite-

impero
parti

d' oriente,

piccolo seguito dentro rustico abituro, a cui avendo il nemico dato fuoco, rimasero tutti distrutti dalle

nendosi

occidentali.

Ma

allorch Valente percorreva l'Asia,


in Coporpora imperiale, facendosi padrone della Tracia , e della Bitinia. Alcuni avvenimenti Io portarono in Frigia avanti l'edi

Procopio

Cilicia assunse

fiamme. Graziano rest imperatore anco dell'oriente, ed il concesse a Teodosio che associ all'impero,
e subito per la
virt, la

stantinopoli la

di lui prodezza e Tracia cangi di aspetto

Disfece i barbari, e indusse colla sua magnanimit tutti a sommissione.


I

sercito di

Valente, ove per

la

de-

vinti

offrirono

ostaggi,

si

fezione

del suo

non pot

far

che

arruolarono nell'armata,

vollero

debole resistenza, anzi due suoi intimi uffiziali lo condussero prigione


a Valente, che fece decapitare tutti

persino dedicarsi a coltivare le terre. Costantinopoli accolse in trionfo

tre.

Allora Valente scacci al di

l del

Danubio
i

goti.

suo liberatore, che con animo clemente perdon anche a quelli che avevano attentato a' suoi gioril

Intanto
vinto
gli

feroci unni,

dopo aver
in-

alani, e gli

ostrogoti,

vasero r impero per dare la caccia


ai

dimenticando per le preci di Flaviano l' enormi ingiurie del popolo d'Antiochia. Quindi esegu
ni,
s.

visigoti.

Questi spedirono a

Varifu-

la penitenza impostagli

da

s.

Am-

lente un'ambasceria, che aveva alla


testa
il

vescovo

Ulfila

per

brogio per la severa punizione ordinata dei sediziosi cittadini di Tessalonica.

giarsi nelle terre imperiali,

promet-

L'assassinio
II

dell'

impera-

tendo fedelt e sudditanza. Cadde r imperatore nell' agguato, e ben presto duecento mila goti inondarono la Tracia ed il Danubio, seguiti in appresso da turbe innumerabili, che si aprirono la strada
col ferro e col fuoco, e vinsero in

tore Valentiniano

in

occidente

lo fece correre di nuovo alle armi, onde punire l'usurpatore Eugenio

protetto dal traditore Arbogasto, e

dopo una piena disfatta Eugenio ed Arbogasto perirono uccisi nei monti di Gorizia.
Sotto
si
il il

pi

incontri

gli

eserciti

saccheggiando liberamente

la

romani Fran-

merit

medesimo Teodosio, che nome di Grande, firn-

20

COS
pena della sua

COS
che in era quasi cattiva nella corte di Costantinopoli, sfid Teodosio II a battaglia, lo vinse due volte, obbligandolo a segnare un vergognoso trattato, che rese esausto 1' erario imperiale. La cieca confidenza, cui il debole
sorella di Valentiniano III,

pero torn ad ubbidire ad un sol capo, sebbene poi egli rinnovasse la divisione tra due figli poco meritevoli te di

vita

licenziosa

regnare,
e

ad Arcadio,
II

dando l' ad Onorio


Ruffino,

orienl'

oc-

cidente.

ministro
l'

gal-

lo di nazione,

eunuco

Eutropio,
perGio.

e r ambiziosa Eudossia, fiera secutrice del santo pastore

principe accordava
safio,

all'

eunuco Crila

Crisostomo, governarono col nome di Arcadio, il quale tuttavolta fu fortunato nel reprimere la rivolta di Gainas, uffiziale goto, che dap-

fu cagione dell' allontanamen-

to di Eudossia, e di Pulcheria^

quale non torn a Costantinopoli, che dopo la rilegazione dell' inde-

prima

nistro di Onorio,

maneggi di Stilicone, miaveva ucciso Ruffino, e che era giunto ad aspirare al trono, ma ne pag 1' ardimento
pei

gno cortigiano,
ulteriori

e pot cos salvare

da

disastri l'impero.

In
di

fatti,

dopo
dosio

la
li,

prematura morte

Teo-

associ Pulcheria al talamo,


virginal candore che

colla

perdita
di

della

vita.

Dopo

la

e al trono, salvo pei per patto espresso


il

morte
ardente
la

Eudossia,
fautrice

che fu pure dell' arianesimo

illi-

bato

venne esposta alla deunni. Mor Arcadio lasciando il suo figlio Teododetto il giovane, perch sio II
Tracia
vastazione degli
,

manteneva da dieci lustri. Mentre 1' occidente deplorava i tremendi guasti d'Attila e di Genserico, l'oriente sotto Marciano god
sette

anni di calma.
di
1'

fanciullo rest sotto la tutela d' Is-

dergerde re di Persia, che put Antioco in tutore.

gli
Il

degiosi

Leone l, trace cesse a Marciano

nazione,

suc-,

anno 45>7

ac-

vane principe,
perfezion
pei

d'

ottima

indole,
consigli

virtuosi

di

clamato dal popolo per opera del patrizio Aspare, che professando l'arianesimo non poteva ascendere al
trono.
di
Il

Antemio

prefetto del

pretorio,

nuovo imperatore,

fornito

principalmente pei preclari esempii


della sua egregia sorella Pulcheria.

belle doti, volle

combattere con

Questa eroina, superiore


so,

al

suo ses-

diede in isposa al fratello la buofiglia

na Atenaide,
Atene, cui
dossia.
I
si

d'
il

un

filosofo di
di

Genserico re de' vandali, affidando flotta al suo cognato Basilisco, il quale ingratamente si fece incendiar dal nemico le greche navi.
la

diede

nome

Euvoti
''

Leone

diede Arianna sua primoge-

barbari furono allontanati,


e
la

nita per moglie a

Zenone d'Isauria

o repressi,
universali.

pace coron

Per nell'anno 44'

suo generale, lo che fece montare in furore Aspare, per cui l' imperatore lo fece uccidere,
di lui primogenito-,

unni ricomparvero pii formidabili, a segno che Teodosio 11 fu costretto


cedere in loro abitazione una parte

in

un

al
la

dispergendone

intera famiglia al popolo tanto affezionata.


di
Il

Pannonia, e pagar adessi l'ancinquanta libbre d' oro, che poi dovette raddella

rivale

Zenone

fu

padre

nuo

tributo di trecento

doppiare.
degli

Ma

divenuto

Attila

re

unni,

provocato

da

Onoria

che dall' avolo eredit il Irono, nel quale per il genitore anzi per la volle e.sseigli collega morte di Leone II, Zenone regn

Leone

II,

cos
solo.

COS
,

21

Verina sua suocera lo detronizz, per innalzare il proprio fratello Basilisco, vizioso, ed inetto
]\Ia

a segno, che

le
il

sue estorsioni feceritorno


erasi
di

spendendovi colle opere il conte Vitaliano marci su Costantinopoli, fece prigione Ignazio nipote delpoco dopo mor, l' imperatore, che
restando esclusa la famiglia dal trono, per l'odio

ro bramare
dall' Isauria,
risalire

Zenone
Nel

ove

ritirato.

che

il

popolo con-

per sul trono deturpollo co' pi abbominevoli vizii. Quindi


l'imperatrice Verina fece proclamare imperatore Leonzio di Siria, che
fu sostenuto dal generale Ilio
gli
;

tro di questa avea conceputo.


stasio II

Ana-

Papa, scrivendo all'impe-

ratoi'e Anastasio, lo

come prima
Pontefice
s.

ma

chiamo Jigliuolo, aveva fatto il Felice III coli' imperadi lui

ajuti invocati

da Zenone
ostrogoti
,

di

Teo-

tore Zenone, intitolando la sua lettera colle parole:

dorico re

degli

valsero

Gloriosissimo ac

a rassicurare Zenone sul soglio, ci che sai'ebbe tornato a suo danno,


se

serenissimo Jilio

Zenoni
in

Augusto,
salu-

Felix epscopus
tem.
Il

Domino

Teodorico non

fosse passato

in

Italia a

combattei-e Odoacre, il quale nell'anno 47^> distrusse l'impero di occidente, dopo avere spogliato della porpora e dell' imperio ]Mo-

senato, nel

5i8, innalz
I,

all'im-

pero

Giustino

che

per

merito

erasi elevato dalla

oscura sua orila


se-

gine alle primarie cariche. Sotto di


lui

millo

Augustolo,

che

rileg

nella

Costantinopoli vide per

Campagna.
L' imperatrice Arianna, divenuta

conda volta un nella persona di

sommo
s.

Pontefice
I,
il

Giovanni

vedova

Zenone, tronc le speranze del cognato Longino di pessimi


di

quale fu incontrato da tutto il popolo per ben dodici miglia fuori


della citt con cerei
accesi,

costumi, sposandosi col sessagenario


Anastasio,
lazzo,

poi

uno

dei silenziari di padi

dall'imperatore, che, prostratosi sino

nativo

Durazzo,

che
dal

fu
se^^'^'

a terra,

gli

rese quegli

omaggi cui
s.

perci salutato imperatore

avrebbe renduto
Nella cattediale

allo stesso
s.

Pietro.

nato, e dall' esercito nel 497bito


si

leggi,

occup ad emanare quando dovette frenar

savie
la
ri-

bellione degl' isauri eccitata da


gino.

Lon-

Dov pur

difendersi Anastasio

Giovanni I celebr la gran messa in lingua latina, e col rito romano, essendo il giorno di Pasqua, che cadde ai 3o marzo 526 ; in cui pure lo coro-

dai bulgari, che nel cominciare del


sesto secolo

n imperatore. Giustino
professione
di

fece la
il

irruppero nella Tracia,


di

fede,

ricolm

Mondone, cui Teodorico, occupata la Pannonia, aiutava, non che dagli eruli di Germania. Con tutti si compose
e dagli

avventurieri

Papa
fatto

di

doni. Dipoi

Vitaliano

fu

generalissimo

console,

ma

dell' impero, e per uno degli ordinari

capricci della

fortuna,

un sospetto
Giustiniano
Sotto
di

accordando terre ai nuovi ospiti, e procacciando delle truppe. Disgi aziatamente Anastasio favori Eutiche, e fu sul punto di essere perci deposto, il perch merit le censure del
Pontefice
re

lo balz dalla sua

grandezza, otte-

nendo
nipote

le

sue

cariche

dell'
I

imperatore.

Giustino

la

religione cattolica pe-

Simmaco. L' imperatopromise emenda, ma non corris.

netr in vari paesi caucasei. Quei paesi divennero alleati di Giustino,


e lo ajutarono nelle imprese contro

22
la Persia, nella

COS
quale per
il

cos
la

prima
trono

riera vitale.

Fero fama nianetj forII

volta

comparve in armi Belisario. Nel 627, sal


Giustiniano
dal
I,

giovane

tuna

perii.

sul

Nell'anno 565 Giustino


ropalata, o maestro di
sollevato
te
all'

Cu-

che fu contrassegnato
,

palazzo, fu

battesimo

ed alleanza degli

impero, essendo nipo-

eruli, e degli

unni, e dalla pubbli-

del precedente Augusto

ex

so-

cazione del Codice, delle Pandette, e delle Istituzioni , costituenti il

Consolid egli la sua foi'tuna, sposando Sofia sua cugina, figlia


rore.

tanto celebrato corpo del gius-civile,

della

che ha dato norma a tutte


civilizzate.

le
I

famosa imperatrice Teodora vedova di Giustiniano I. Per semil

nazioni

Giustiniano

phci sospetti, Giustino II fece ucci-

termin la guerra di Peisia con onorata pace procurata da Belisario, ed a (juesto valoroso e potente
generale
di
si

dere un suo cugino, e tolse

co-

mando

d'Italia a Narsete, istituen-

affid

pei suoi progetti

conquiste.

Calm

Belisario

la

do r esarcato di Ravenna che pel primo venne dato a Longino, in uno a que' ducati, che poi divennero preda dei longobardi. Fu verso l'anno 568, che incominciando
in Italia
il

sedizione eccitatasi in Costantinopoli


dalle

due
il

fazioni de' colori

veneto,
sul

e prassino, tendente a riporre

regno de' longobardi

trono

nipote di Anastasio, e ralil

gl'imperatori d'oriente furono costretti

ferm

cosi

vacillante
I.

potere

di

di govex'nare

Pioma per meze ottanavvili-

Giustiniano

Quindi
i

veleggi in

zo di capitani, e Ravenna per esarchi,


i

Africa, stermin

vandali, ed entr

quali

durarono cento
II,

trionfante in Costantinopoli, col re

taquattro anni, Giustino

Gelimero, coi principi della famiglia reale, e coi pi ragguardevoli uffiziah, e

to dagli avversi successi di Persia,

soggiacque ad alienazioni
per cui associ
le
all'

mentali
il

magnati
si

tutti

fatti

da

lui

impero

trace

prigioni. Dipoi
d'Italia,

volse alla conquista


gli ostrogoti,
il

Tibei'io II Costantino, capitano del-

discacciandone

e portando seco cattivo


ge.

re Viti-

Queste conquiste
colla

si

terminarodel

no

nuova spedizione

me-

desimo Belisario, compiute dall'eunuco Narsete, dopo l' ingrato suo


richiamo. Tuttavolta
il

sue guardie. Questi nel breve suo impero dom i persiani col braccio del generale Maurizio, che dichiar cesai-e, ed a cui diede la propria figlia Costantina per isposa,

preparandogli cos
l'

la successione al-

prode
di

ca-

pitano, che, lungi di lagnarsi della

impero. Nel 582 segnal Maurizio l'avvenimento al trono con un

crudelt

e sconoscenza

Giustii

niano

I,

non rammentava, che


i

favori ricevuti, fece un' ultima pro-

va del suo valore contro


unni, e per la

ribellati
dell'

esemplar tratto di piet filiale, facendo venire in corte i viventi genitori, che onor con pubblici ossequi. Maurizio sostenne in Italia
co' longobardi
,

debolezza

im-

e in Asia

co' per-

peratore
della

torn

ad essere
degl'

vittima

siani l'onore dell'impero;

ma
la

gli

bassa

invidia

indegni

unni, detti Avaria


lesti,

gli

furono mo-

emoli offuscati dalla sua gloria, e termin cieco ed oscuramente i suoi


preziosi
giorni,
I

avendo preso
aver
di

di

mira

Tra-

cia,

e trucidato dodici mila prigio-

poco

prima

che

ni

per

ricusato

l'imperatore
il

Giustiniano

compisse

la sua car-

iMaurizio

pagarne

tenue

ri-

cos
scatto.

COS
i

23
piedi di
in

Ci talmente indispose
l'imperatore,

po-

l'Africa.
clio

Adunque

ai

Eral'ini-

poli

contio

che, a-

venne condotto

catene

vendo ordinata uuova marcia contro gli avari, i soldati si ammutinarono, e spedirono
il

quo Foca da Foli no, che in tal modo vendic l'oltraggio fatto al suo
talamo, e tagliandogli mani, e piedi,
fu decapitato, e la
d'

centurione

Foca a deporlo. Questi per acclamazione vest la porpora imperiale,

testa

venne su

una picca portata


ne
fu bruciato
il

pei quattordici

raggiunse in Calcedonia
trucidai-e
egli

il

fug-

rioni di Costantinopoli, e per ulti-

gitivo

Maurizio, che dopo aver ve-

mo

cadavere sulla

duto

cinque

suoi

figli,

piazza.

venne
cipali

pure trucidato col pro-

prio fratello Pietro, in


l^all'anno

uno

ai prin-

grandi di sua corte.

tore

602 al 610 l'imperaFoca govern da tiranno l'imI

pero.
legati

longobardi e
lo

gli

avari colsicco-

salutato imperatore, decadenza della monarchia ogni giorno aumenta vasi; ci non pertanto coll'oro, e colle umiliazioni tenne in dovere gli avari, che sino alle mura di Costantinopoli

Eraclio fu
la

mentre

assai
i

molestarono,
Il

portavano
quindi
siani,
si

le

loro audaci scorrerie


i

ed avenLeonzio fu degradato, ed in catene venne li'atto per !e vie di Costantinopoli. Quindi


nella battaglia,
altra,

me fecero mano peri

persiani.

general Ger-

volse a reprimere

per-

done perduta un'

Foca

affid gli

eserciti

al

proprio
,

che minacciavano mali magil re Cosroe, bench diverse volte disfatto, ricus costantemente la pace laonde in questa guerra per la prima volta si vide arruogiori,
:

Demenziolo Curopalata il in inganno il general WarsetCj che dalle file imperiali era
fratejlo

lato tra gli eserciti imperiali

un

cor-

quale trasse

po
di

ausiliario di cavalleria

composto

passato a

comandare

persiani, ed

dimoravano
e
il

quarantamila turchi, che allora tra il monte Caucaso,

in onta de' giuramenti lo fece condurre a Costantinopoli, e perii'e nel fuoco. Diede in moglie la sua figlia Doinenzia al patrizio Prisco comandante delle guardie; ma indispettito dagli applausi, che gli sposi otten-

mar

Caspio.

La

ribellione di

che fece morire d' inedia il re persiano, pose termine ai combattiSiroe,

menti,

prezzo

della

pace

fu

il

santo legno della vera

croce resti-

nero ne' pubblici spettacoli, fece decapitare


del
alili
i

deputati, e per
si

le

gi'ida

popolo a stento
gravi
eccessi.

astenne da
di

La vedova
figlie

INI.iuiizio,

le

tre

perirono

sotto vari pretesti, e niun cittadino

tuito con solenne pompa religiosa da Eraclio stesso a Gerusalemme nel d i4 settembre, in cui la Chiesa ne celebra ancora la rimembranza. .Ma in seguito per le irruzioni dei saraceni il santo legno venne trasferito a Costantinopoli. II regno di

andava

in

salvo dall' ira sua

che

Persia
le

rest

poscia

distrutto

dal-

giunse all'eccesso, nel veder

la ple-

be malcontenta nel circo, di ordinr,re che fosse trucidata alla rinfusa. Fu questo il segno della ribellione sostenuta dal generali; Eraclio che lo stesso Prisco genero dell" imperatore avea chiamato dal,

orde de' mussulmani, come l'impero perde la Siria, la Mesopotamia^ e l'Egitto dai medesimi saraceni occupato. Oltre a ci l'eresia

de' monoleliti

turb

la

quiete

de' cattolici, e per

somma
gli

sventoj-a
errori.

r imperatore

ne

segu

a4
64'
5

COS
la occasione

COS
inventato. Finalmente
si

Alla morie di Eraclio, avvenuta nel

regnarono Costantino, ed Efigli,

dopo

sette anni d'incursioni,

condi

racleona di lui
sanguinei.

e fratelli con-

chiuse coi
trenta.

saraceni

una tregua

Mor Costantino, ed Eraobbligato


all'

cleona

fu

dalle
il

ad

associarsi
II,

impero

truppe giovane

Anche i bulgari che dal Iato boreale ponevano sossopra la Tracia,


si

contentarono con
il

certi

patti.

Costante

figlio del

defouto.

Non

Costantino confer

titolo di

augusti

and guari, che Eracleona fu deposto, e, in un all' imperatrice Blartina sua madre, deformemente mutilato e bandito.

ai fratelli Eraclio, e

Tiberio,

che

per ebbero mozzo


in

il

naso, e vennero
il

confinati in esilio, per averli

popolo

una

sedizione salutati imperatoil

Costante
I

II

fu vizioso,

ed inetto.
battaglia
del ge-

ri.

Nel 685 ascese


II
le

soglio Giusti-

saraceni lo

vinsero
il

in

niano

figlio

di

Costantino,

navale, e sotto

comando
sarebbe

ruppe
port

convenzioni co' bulgari, e


:

neral Moavia assediarono Costantinopoli.

co' saraceni

vinse

primi, e trasdi
schia-

L' impero

allora

in Asia

un corpo

terminato, se non insorgeva


ra civile tra
i

la

guer-

voni ausiliari, eh' eransi sottomessi.

saraceni per la suc-

cessione al calidato.
losia
il

Ucciso per ge-

Quindi ebbe raflbrzata la sua armata con trenta mila schiavoni, per combattere
ritirata
i

suo fratello Teodosio, fugg popolai'e passando l' odio in Italia. Assedi Benevento, ma s con vergogna, che con perdita dovette partirne. S avvi alla volta
Costante
di

saraceni,

costrignendo alla

il

loro generale

Maommed.

Questi per corruppe


le

oro venti mila schiavoni, che, abbandonando


coli'

insegne imperiali,

saraceni
e
II

ri-

Roma, ove entr

a'
s.

luglio del

presero la superiorit,

GG3, incontrato dal


solenne pompa.
alcuni doni pari
alle

Pontefice Vi-

taliano, dal clero, e dal popolo

con
li

nemico. Giustiniano sdegno fece trucidare i


il

fugarono pieno di
mila

dieci

Olfr

Costante

schiavoni rimasti fedeli, insieme alle

basiliche,

ma

in

loro mogli e

figli:

indi

raddop-

tempo

spogli

Roma

de'su-

pi co' sudditi le estorsioni, avendo

perstili

Costantinopoli.

ornamenti per adornarne Pass in Siracusa,

per

Laonde

ed
l'

ivi

nel

G68

fu

da Andrea
vendetta

sof-

focalo nel

bagno

in

delfi-

ucciso genitore. Costantino suo


gli successe,

Teodoro. o erano vessati dal tiranno, o presi prigioni dai saraceni, che per superstizioni uccidevano nelle camsatelliti
i

Stefano,

disgraziati

orientali

gho

noine di be, e pun colla morte l' armeno Mezizi, che avea usurpato il titolo
imperiale.

ed ebbe il sopranPogouato perch imber-

pagne tutti gli animali neri. Imperversando Giustiniano


patrizio

li,

il

Leonzio uscito di
la rivolta, fece

prigione

Tornato a Costantinopoli,
mesi
anni,

per

cinque
,

fu

assediato

dai

saraceni

ciocche rinnovarono

nei

mutilare, ed imperatore in Crimea, e condannare alle fiamme i due satelDipoi la guarnigione di Canliti.
esiliare
l'

provoc

successivi

ma
sia

sempre
le

con

dia acclam imperatore Tiberio suo

maggiori danni falle, sia per le

per
navi

perdite
sofferte,

tempeste

Drongario, o colonnello detto yfpsimaro, si avvi a Costantinopoli cui


il

che

per

le

tante

incendiate

tradimento apr

le

porte, e fece

dal famigerato yoco-greco, in quel-

tagliare orecchie e naso

a Leonzio,

cos
indi lo

COS
un
monistero.

a^r

confin

in

Teodosio divenne imperatore nel


l'anno 7145 "la vedendosi incapace di governare rinunzi il potere,

Ma
la

V esule Giustiniano II, che per privazione dei naso era appellato
il

Rnolmeto, maturava
risalire
il

disegno di

che nel 7 1 6 occup Leone,


ricOj ardito guerriero, atto

Isau-

trono, e bench corresse

ad

af-

pericolo di essere ucciso


gli

prima dapoi
dal

frontare
la flotta

nemici.
del

Subito incendi

abitanti di Cherson, e

califfo

Solimano nel
general Mazalla

Cagano
erasi

de' turchi

Cazari, fra' quali


la

porto di Costantinopoli, che voleva


bloccare,

rifugiato,

sposandone

figlia;

mentre

il

tuttavia gli fu dato di raunare

una

ma
vera

per terra stringeva


gli

citt

di

armata di bulgari, e schiavoni in mezzo a' quali e per un acquedotto entr in Costantinopoli ove fece decapitar Tiberio Apsimaro, e Leonzio suoi competitori. Allora con
ingratitudine
bulgari,
volle

assedio.

Indi nella successiva primariusc


flotta

disperdere altra nudel


califfo

merosa
per cui

Omar
si

II,

la capitale

dell'

impero redisfece
col

st libera.

Dopo

di

ci

far

guerra

ai

di certo Basilio, che in Sicilia

vergogna comprare la pace, Ravenna, che avea parteggiato per Leonzio, fu da lui condannata al saccheggio ed alla
dovette con
strage, senza risparmiare l'arcivesco-

ma

nome
ratoi'e

di Tiberio

aveva
II,

affettato la

dignit imperiale, e del gi

impeajutato
riti-

Anastasio

che

dai
ro.
le

bulgari era uscito dal suo

Se Leone merit
militari imprese, la

encomii sua
per
la
i

per
fatai

vo cui furono abbacinati


altrettanto voleva fare

gli

occhi

memoveneil

Cherson,

ria

Tenne

esecrata

mentre l'armeno Filippo


alla testa de' turchi

Bardane
fu
ac-

guerra, che mosse contro


ratori delle sagre

Cazari

immagini e
gli

lo-

clamato imperatore, e riconosciuto per tale dal patrizio Mauro, che

ro culto, ciocch
tutti
i

sollev

contro

cattolici deli'
s.

comandava
niano
per
II,

Nel 7 1 1 entr Filippo in Costantinopoli, e Giustila


flotta.

mo

Pontefice

col

suo
.

figlio
Il

Tiberio,

col

supplizio

nuovo imnella
i

per ogni ma non potendo ottenere ravvedimento, nell'anno scomunic, ed assolv


l'

impero. Il somGregorio II adostudio per convertirlo,


il

di lui

780

lo

peratore

visse nell'inerzia, e

Italia

dal

dissolutezza, lasciando che

bulgari
saraceni

invadessero la Tracia, e
la Pisidia.

giuramento fattogli, Il perch ribellatasi


citt
si

dai

tributi.

Seguace del monoteismo, fu mal veduto dai cattolici, e non mai riconosciuto da Roma finalmente il primo scudiere Rufo con una mano di armati lo assal nelle
:

eressei'o

in

molte repubbliche o
l'Italia,
si

signorie private, altre

diedero ai

sue stanze, strappandogli di fronte


gli

occhi.

Il

primo segretario Ante-

ducato di Roma, con altre terre, spontaneamente si sottopose al dominio di s. Gregoche per sotto di lui ebbe l'io li: il dominio principio ed origine
longobardi, e
il

mio
di

l'egn per breve ora col


II
;

nome
ado-

Anastasio

e sebbene
i

si

perasse per reprimere


saraceni, e

baldanzosi

porre

al

coperto

Co-

temporale de' sommi Pontefici. Anche s. Gregorio III si adopr per la conversione dell' iconoclasta Leone, ma inutilmente, morendo questi

staulinopoli, fu

dai soldati detroniz-

nell'ostinazione.

zato, e rilegato a Tessalonica.

Costantino Copronimo

gli

succes-

36
se

COS
nel

cos
figlio

74 'j

come

suo ne

vnrono

in

Costantinopoli
di

gli

amL'ar-

eredit la fierezza, per cui la eresia


degli iconoclasti,
delle sagre

basciatori

Callo

JMagno.

e la persecuzione

mata d'oriente sdegnatasi


tiattamenti
fatti

dei mali

iniquo
di

immagini, continu con ardore, mentre Pipino re


nel
III,

Francia, chiamato in Italia


li

755 da Papa Stefano


gli

detto
gli

da ]\iceforo ad Irene, si sollev acclamando il buon generale Bardane detto il Turco, che sebbene felicemente giungesse
al Bosforo,
alla

toglieva

l'esarcato,

altri

non

volle

acconsentire

italiani dominii. Il successore fgliuol

suo Leone IV, detto Porfirogemlo


nudi
gli

stessi

perveisi sentimenti,

guerra eivile, e si ritir in un monistero, colla promessa che ivi ]Nicef(jro non lo avrebbe molestato
:

poco
gente

visse, e

mor nel 780. L' ime regil

peratjice Irene sua moglie,

non pass molto, che lo cecare, ne confisc i beni


i

fece
,

ac-

e pun

dell'impero

educ

figlio

di lui seguaci.

(^ostiuitino Por/rogenito a
])iincipii.

pi sani

Niceforo volle
ceni,

battersi

co^ sara-

leute,

Questa donna intrapi'endominata dall'ambizione, imsponsali


tra Costantino, e

ma

dovette convenire

a veri

gognosi accordi.
bulgari,

Provoc quindi
in
il

])edi

gli

ed internatosi
trov

luoghi

liotruda primogenita di Carlo Magno, nel quale il Papa s. Leone


111

inaccessibili,

passo

chiuso
liu

dal re Crunno,
e

che invilupp

impero occidentale neir 800, temendo che la sua autorit diminuisse. Divenuto Costantino maggiore, pervenne ad al< nianciparsi dalla madre, che per
aveva rinnovato
l'

r esercito. Il principe Stauracio, gravemente ferito, a stento pot ricondurre a Costantinopoli gli avanzi

tro
di

richiam per

l'infelice riuscita
i

una spedizione contro


occhi a lutti
i

bulgari,

]uindi per gelosia di stato fece cavar


gli

suoi
l'

do atroce pun
<li

zii, ed in moinsubordinazione

dell' esercito imperiale, ed appena divenuto imperatore, volle ornare colle insegne imperiali la sua moglie Teofania di Atene, ed udendo i voti del senato e dell' esercito concorrere in favore di Michele I, Curopalata, detto Rangabo, per

alcuni
il

reggimenti
rese odioso

di
al

Armenia,
popolo.
privarlo
dagli spa-

volontaria abdicazione and a termi-

liijcch

nare nel chiostro


ni.

brevi suoi giorinetto,


il

Allora la disumana
lino per
della vista, essendo

madre ne pr
e

INIichele

buono quanto
ed

detronizzarlo,

nell'anno 811, prese per collega


figlio

morto

Teofilatto,

assalito dai
i

sa-

simi di
zione.

vie al
voti,

quella tormentosa operaGiunta Irene per cos atroci colmo degli ambiziosi suoi
al

raceni, e dai bulgari, scacci

primi

a mezzo del generale Leone

a porsi

coperto dall'irrita-

to popolo, medit coli' offrire la sua

/' Armeno, marci personalmente contro secondi, e ricus il cambio dei prigionieri come pegno di pace.
i

mano
la

all'imperatore Carlo

Magno
Menil

liunione dei due imperii.

Le sue truppe furono disperse, per cui Leone ne arring gli avanzi,
ed
alienandoli dall'imperatore,
il

tre ci trattavasi, cio nell'So^,

ne
sui

patrizio INiceforo Logoteta la balz

occup

luogo, e

piombando
e
la

dal trono, la rileg a Lesbo in


jiionistero,
l'

un

bulgari riport vittoiia,

bra-

prendendo

le

redini del-

mata pace. Per

gelosia

impero, quando inutilmente arri-

evirare Teofilatto^

Leone fece come a danno

cos
dell* unit

GOS
gire
al

27
iiori

cattolica

protesse l'eresia
dei

campo saraceno per


gli

degli

iconoclasti disprezzatoii

perdere
cio

occhi,

e rappacificatosi

culto delle sagre immagini. Michele


II,

delle

comandante sue guardie, congiur a danno


detto
L

Balbo,

il .suo braca nuovamente salvarlo; e Teofobo acclamato imperatore dai per-

coll'imperatore, adopr

di Leone,

ma
alle

mandasse
lia del

questi oidin che si fiamme. Era la yigi-

siani al

servizio greco,
.si

e senza sua

colpa,
di

bench

desse a disposizione

Natale del Signore, quando


esse

veniva ad

condotto
di tal

laonde
sospen-

per

la solennit

giorno l'im-

peratrice Teodosia ne fece

dere l'esecuzione:
peratore custodisse
giurati

ma
le

bench l'imchiavi
i

della

prigione ove venne rinchiuso,


atterriti

condi
II

dalle

denuncia,
istigavali

colle

quali

minacce Michele
travestiti

liberarlo,

in

qualunque venne per suo ordine bench moribondo, inumanamente decapitato; anzi Teoillo spir tenendo fra le mani la testa del suo rivale. La impeiatrice Teodora govern nella minorit di Michele III suo fitutori Teottisto eunuco, glio, coi Manuello, ed il patrizio Barda. Sotto di essa le sagre immagini poTeofilo per bandire
sospetto,

abito chiericale, piombarono su Leo-

terono liberamente venerarsi, e cess la discordia, che tanto aveva a^itati


gli

ne in chiesa
evirarono
co' quali
II

al

canto

del mattutipii

no, lo trafissero con


i

colpi,
figli

ed
per

animi.

bulgari coiiCerma-

quattro

suoi

vendicare Teofilatto. Co'


era avvinto
e subito
sul trono,
il

ferri

stessi

sa Ti

Michele

dov com-

battere

competitore Tommaso, che spacciavasi per Costantino Por,

firogenito

scampato

dalle

insidie

della barbara

madre
e
si

Irene.
le

Con
pro-

formidabile esercito occup


vincie di Asia,

rono i trattati, ed allora furono sterminati i manichei-pauliciani di Armenia. Barda, fratello dell'imperatrice, aspir all'impero, e talmente corruppe il giovine Michele III, che divenuto maggiore di et trovossi inabile a regnare, e solo capace di gozzoviglie, e dissolutezze. L'imperatrice Teodora \\ chiusa in monistero colle

present con
;

due

figlie;

quindi Barda
il

una

flotta
i

innanzi

Costantinopoli

allontani contutori, band


ca
s.

patriar-

ma
l'

bulgari, accorsi in ajuto

della

Ignazio,
il

cui

surrog Fozio,
cesare.
il

imperatore,

ne

accelerarono

ed ebbe
pei

titolo di
di Basilio

Per

ed avendo riparato in Adrianopoli, fu poi dalle stesse sue guardie consegnato all' imperatore,
disfatta,

maneggi
testa

Macedo-

ne, colla
ne.

pag

la

sua ambizioe

Basilio divenne collega nell'imdi

che

gli

fece tagliare

mani

e piedi
fra
le

pero

]Michele

III

volendo

alla presenza dell'esercito, e

frenare le di lui brutalit, ne pro-

angosce
cesse

il

fece perire.
a Michele II suc-

Nell'anno 829,
il

ta la vittima, se

voc lo sdegno, di cui sarebbe stanon avesse preveil

figlio

Teofilo anch'egli fa-

nuto
pria

disegno, uccidendo di pro-

natico iconoclasta, che molte guerre sostenne co' saraceni, nelle quali

mano

l'imperatore quando era

due
se

volte

non

lorosi
Io.

avrebbe perduto la vita, salvavano i due vagenerali Teofobo, e Manuello

ubbriaco. Divenuto Basilio regnante assoluto, ristabilito l'ordine nel governo,


-s.

richiam in
leggi
inq)eriali,

Costantinopoli

Ignazio, raccolse in
le

un

sol cor-

Questi ebbe

in

premio

di

fug-

po

trasportando-

28
le

COS
nel

cos
per cui
si

greco

idioma,

dal

glone, l'imperatore gli fece tagliare

suo

nome

questi libri

dissero

Ba-

una mano,
te dalle sue

e siccome

non

desistet-

TullavoUa l'intruso Fozio, come dicemmo, seppe ricuperare la


siliche.

fiamme.
starono

prave mire, per nelle Saraceni e bulgari mole-

giiizia dell'imperatore,

presentandogli

r impero, quando nel


la

984

una effimera genealogia, che lo faceva discendere da Tiridate re di Armenia, e n'ebbe in premio la restituzione della sede patriarcale dopo la Ignazio. uiorle di s. lanazio. Avea associato
all'impero
il

prima volta due nazioni sconosciute ad infestare la


comparvero per
Tracia.
I

turchi forzarono le porte

caucasee, ove dal loro nido di Tartaria erano discesi, e misero a fer-

primogenito Costantino

ro e a fuoco
patrizio
di loro,
il

luoghi percorsi.

Il

che mor immaturo; e Leone altro suo figlio per una calunnia di Fozio fii sul punto di perdere la vita, ma

Teofane fu mandato contro


e riusc a
rispingerli oltre
i

confine, e a

riscattare

prigioni.

dopo lunga prigionia, nell'SSG, col nome di Leone filosofo, successe al


'\\

russi condotti dal re


il

Inger coe

prirono

mare

di navigli,

mi-

padre.

nacciavano
favor
i

la stessa

Costantinopoli.

Leone

le

lettere

coltivate, e

letterati,

da lui condannando

Teofane ancor con essi si copr di gloria, mise in fiamme molti vascelli,

per sempie lo scandidoso Fozio in monistero. Di continuo fu alle prese co'saraceni invasori de'dominii

disperse

soldati, e

fece perire

un

d'Italia, e co'bulgari,

che

gli

vende-

rono a caro prezzo la pace. Dalla quarta moglie nacque Costantino


Por/iivgeiiilo, che in tenera

et suc-

chiunque mise piede a terra. I turchi fecero un secondo tentativo, e ne fu conseguenza una tregua di cinque anni. L'imperatore Costantino, mal soffercndo la preponderanza di Ro-

cesse al genitore,

Alessandro,
dal
te

perch lo zio dichiarato imperatore


il

mano
le

suo collega, fece entrare nel-

sue viste l'ambizioso Stefano suo

mor fratello, fu reggente, e da intemperante. Costantino dovetcombattere

cognato, e primogenito di
il

Romano,
audacia,

quale

con
il

riprovevole

un

possente rivale,

fece

assalire

padre, e racchiuder-

Costantino Duca, comandante dell'armata in Paflagonia, che os entrare in Costantinopoli, e perdetcio


te la vita all'ingresso del palazzo

lo in monistero,

dividendo quindi
col

il

trono con Costantino, e

minor

suo
il
i

fratello

di

nome pur
fece
figli

Costanti-

im-

no. Questa lega poco dur, giacch

periale.

mano

Dipoi Leone Foca, e RoLecapene, generali dell'impesi

Porfirogenito

imprigionare
di

due snaturati
solo

Romano,

ratore,

disputarono
e

il

di lui favo-

torn

re per impadronirsi della sovranit,

Leone mor,
dare
la

Promano giunse

figlia

in isposa a Costanti-

veramente ta che non mancasse d'ingegno, n di amore alle scienze. Quindi rinunzi
il

governare, arte che non conosceva, ad on-

no, per cui venne associato all'impero, e Zoe madre di Costantino

comando

all'imperatrice Ele-

dovette ritirarsi in un monistero. Certo Basilio di

na, ed all'eunuco Basilio gran ciamberlano, dichiarando collega nell'im-

Macedonia

si

finse es-

pero
sti

il

proprio

figlio

Romano: queTeofanona sua


padre pi
per

sere Costantino
scit

Duca

redivivo, e su-

ad

istigazione di
il

non pochi

torbidi.

Fatto pri-

moglie avvelen

cos
darsi senza ritegno in preda ai \izii,
I

COS
alleali de'greci.

29
in

Zimisce ebbe

Co;

che per avidit di regnar

solo.

stantinopoli

gli

onori del trionfo

generali di

Romano, Leone Foca,

ma
lio

mentre
gran
dell'

voleva reprimere
1'

le

e Kiceforo Foca nel breve suo im-

ribellioni

d' Asia,

eunuco

Basi-

pero sostennero con vittoria le armij come il gran ciamberlano Giuseppe ne sostenne le cure, restando alla di lui morte tutore de'figli ancor bambini, mentre ISiceforo dall'armata fu elevato
riale.

ciamberlano

lo fece peri-

re di veleno, in vendetta d'un


to

motstra-

imperatore

sulle

sue

bocchevoli ricchezze.
JN'el

975 continuarono
e

a regnare

al

trono impe-

Basilio,

Costantino

colla

madre

Spos

egli

la

vedova Teofa-

nona, la quale ci fece per politica, per cui dipoi entr nella congiura
ordita dai generali Giovanni Zimisce,

e Burtza, cui faceva eco

l'odio
l'

popolare. Teofanona agevol


gresso nella stanza
di

in-

JXiceforo ai

l'uccisero allorch , che dormiva. Zimisce si cinse il capo dell'imperiai corona nel 969, asso-

congiurali

Teofanona richiamata dall' esilio, dove l'avea tenuta Zimisce, e l'eunuco Basilio si mantenne nel monistero. Barda Sclero, e Barda Foca si ribellai'ono prendendo la porpora imperiale, e dopo diversi azzuffamenti conchiusero dividersi le prvincie Foca trad il competitore, lo fece prigione indi marci in Costantinopoli, per cadde morto
.

ciandosi
di

Basilio,
il

Costantino

figli

dal cavallo, o di veleno, presso Scutari.

Romano

Giovine. JNell'anno se-

Sclero accett

il

perdono

di

guente trecento mila russi si presentarono sulle frontiere della Tracia, e vi penetrarono furiosi, sino alle

Basilio,

che

lo dichiar

Curopalata.

requieti bulgari

Arse di nuovo la guerra cogli iril general Niceforo


:

porte di Adrianopoli. Bai-da Scle-

Urano

li

vinse in riva allo Sperchio,


li

ro, cognato dell'imperatore,

con podifese,

e l'imperatore Basilio

disfece inte-

ca truppa
la
citt: si

fu spedito a

difendere

ramente
serie

sull'Assio,

proseguendo una
in-

mantenne
e
le

sulle

di

tiionf
alle

e conquiste, ed

toller le beffe

provocazioni

viando
occhi:

loro case quindici mila

finch profittando della crapula cui


eransi abbandonati
i

prigionieri

dopo

averli

privati

di

russi,

ne

fece

uno

solo ne lasci a cento,

tale strage, che pochi rividero la Scizia,

Ci non pertanto i russi ricomparvero passati due anni con forze


formidabili:
in

perch servissero di guida a' compagni. In tal modo la Bulgaria ri-

mase

tutta sottomessa a Basilio, che,


l'

ma

Zimisce

li

prevenne
Perstalba

volgendo

animo a domar

sara-

Bulgaria

assediando

metropoli, e facendo de' russi, che incontr per via, sanguinosa carnigreci,

citt cadde in potere dei ed ottomila russi che difendevano il forte furono passati a fll
ficina.

La

di spada. Barise re de'bulgari fatto

prigione fu liberato dall'imperatore,


e la capitale bulgara assunse
il

no-

seguendolo nel sepolcro l'inetto imperatore Costantino suo fratello, solo rinomato per laidezze. Egli design Romano Argiro grande dell' impero a succedergli nell'anno 1028 al trono pel quale sagrific le private e tenere affezioni, ripudiando una degna moglie per isposarsi a
ceni, fu colto dalla morte,
,

me di
no

Giovannopoli.

russi lasciaro-

Zoe

figlia

di

Costantino.

Teodora
con

libera la Bulgaria^ e divennero

sorella dell'imperatrice cospir

3o
la

COS
Romano; ma
quella
di

COS
che
la morte di Zoe, dichiar Niccforn Brienna per successore; ma Teodora

certo Piusiano contro


s

sua

congiura,

Costantino
te

Diogene,

furono

puni-

appena
si

il

seppe, bench sessagenaria,

severamente. L' imperatore nella

fece riconoscere, ed abilmente per

campagna contro i saraceni d'Asia, dovette la propria salvezza alle sue


guardie. L' impudica
tasi

venti mesi

impugn

lo scettro, seni

za

che

turchi seliucidi,

quali

Zoe

invaghi-

guidati dal conquistatore Togrulbeg


sino dal

d'

un paflagone per nome Coche


il

io45 avevano invase


Il

le

stantino,

in

Costantinopoli e-

Provincie di Asia, facessero ulteriori

sercitava
colla

mestiere di cambista,
di

progressi.

vecchio generale Mi-

taccia
il

monetario

falso,

chele Slraziottico fu designato successore della moriente

concep
il

marito, e dividere
soglio.

nero disegno di perdere coli' adultero

Teodora,

contento
del

egli

del titolo imperiale, e

talamo e
col
rire

La

perfida

prima

veleno poi col bagno fece


trono nell'anno

mo-

Romano, salendo l'indegno Coio34.

.stanlino sul
Il

nome di Michele VI , lasci il governo in abbandono ad una ministeriale oligarchia. Teodosio , cugino del Monomaco, invano affacci
i
i

paflagone dai rimorsi perde il sennp, ma tutta volta ottenne da

suoi

diritti

per detronizzarlo;
s.

ma

generali convocati in

Sofia

Zoe r adozione per


le,

figlio di

nato da

Stefano

MicheCalafato suo
si

fratello,

ed in un chiostro
i

ritir
falli.

a piangere

suoi detestabili

V, CaliifatOj, che avendo preso di mira favoriti dell' imperatrice madre, e lei medesima, per gelosia confin in monistero per fu punito da una commozione popolare, perde gli occhi, e confinato venne in monistero. Zoe, e Teodora furono imperatrici sovrane per tre mesi, e la prima spos quindi l' antico suo drudo
fece coronare NIichele
i
;

Zoe

convennero nella deposizione di Michele VI. Prima per vollero in rimpiazzo eleggere il pi degno, e per rinunzia di Catacalone, che aveano prescelto, il quale si scus per la grave sua et, i voti si riunirono in favore d'Isacco Comneno, il quale con una pronta vittoria si apr l'adito al palazzo imperiale.

Isacco fu imperatore

nel

loSy,
l'e-

e subito

si

diede a ricomporre
corruttela
:

difizio sociale,

infinitamente guasto
di

dalla pii scandalosa


tanti

Costantino
di
liato.

Monomaco, che Michele


esi-

mostri

coronati
si

Paflagonia per gelosia avea

persino del clero,

occup oppose con vasi

Costantino
talenti

Monomaco
io42,
si

inco-

lore agli ungheri, ed ai turchi patzi-

minci a regnare nel


suoi

ma

naci

ma
,

allorch tutti avevano conle

subito

oscurarono.

cepito sopra di lui

pi

liete spe-

Egli priv del

grado di generale Giorgio Maniaco, e lo diede a R.oSclero


fratello
di
all'

ranze

un fulmine
,

lo fece

cadere
alla

da

cavallo

mentre
che
ritir

recavasi

mano
si

Sclerena

caccia.

Isacco ricevette ci

come un
a pe-

sua favorita, e Giorgio


fece

incontro
;

celeste avviso,

lo invitasse
fra'

acclamare dalle truppe

ferita
dell'

mentre riportava vittoria, da mor. Leone Tornicio parente


imperatore attentando a succe-

ma, una

monaci. Alla privata grandezza domestica dei suoi parenti prefer il pubblico vantaggio, e in vece di porre sul tronitenza, e
si

derlo, fu acciecato. Costantino

dopo

no

congiunti,

vi

elev nel

loSg

cos
Costantino Duca, alla qunle elezione s il senato, che il popolo fecero plauso. Costantino
era
ce radere la

COS
chioma
all'

3r
impei'atri-

ce Eudossia, che in monistero pass ad attendere utilmente agli sludi


,

caldo

amatore
ziati,

delle lettere

e de' scienal

proclam nel 107

impera-

e soleva dire, che acquistata

brillar

tore Michele Duca,

detto Parapifu posto in

del diadema, avrebbe anteposto l'im-

uace. ceppi

Romano Diogene
neir Armenia
acciecato,
,

mortalit

coli'

ingegno.
1'

JVon deve per occultarsi, che


varizia offusc le sue egregie

a-

crudelt

doti,

e per

mancanza di truppe espose r impero ad incursioni. Di fatti i turchi neir Asia fecero non pochi
progressi, e seicentomila uzii, di ori-

Debole di carattere un regno periglioso, dappoich pri-

con tanta che ne mor. Michele ebbe


e

mieramente
l'

ai

turchi seliucidi del-

Asia

si

un la ribellione di

Rusdi

sellio

comandante
o
latini,

un

corpo

turcomana, valicarono il Danubio, inondarono la Tracia, e se la spada dei bulgari ed il contasagio non li mieteva l' impero rebbe slato in pericolo. Mor Cogine
,

fi'anchi,

ausiliario degl'im-

periali guidati
le

da Isacco Comneno:
disastri

misere provincia d'Asia soggiac,

quero a gravi

ed

Isacco

dopo sanguinoso
lio di

conflitto rest pri-

stantino, lasciando

figli

di

tenera

gioniere de' turchi. Riusc a R^usselfar prigione Giovanni

et in

cura di Eudossia loro ma-

Duca;

dre, la quale siccome saggia presto


si

ma

poi

ambedue caddero
il

in pote-

vernare,

avvide di essere incapace a goed assalita in Asia dai


levandolo
potere.
ai

re del sultano,

quale in seguito
ribell,

permise
sellio

che

si

riscattassero. R^ussi

turchi seliucidi, invi a combatterli

di

nuovo

per cui

Romano Diogene
spirato al

dal
co-

Alessio

Comneno
Provincie
,

lo

condusse incaDevastani

carcere ove trovavasi per aver

tenato a Costantinopoli.

supremo

Il

titolo

do

le

europee

turchi
croati,
al-

d' imperatori

rimase

giovanetti

patzinaci

gli

schiavoni e

Michele Andronico, e Costantino; ma Eudossia f' che il patriarca


Sifilino l'assolvesse dal

voleva IMichele
l'

Duca

associare

voto di non
:

passare a
di sposar

seconde

nozze

promise

Barda suo nipote,

ma

diede in vece la destra a

Romano.

Molte forze questi appose ai turchi baldanzosi, ma non ebbe corrispondenti successi massime nel
,

impero il valoroso generale Niceforo Erienna ma cangiando consiglio, lo sped a combattere in Bulgaria, dove tra lo strepito dei trionfi, r esercito lo acclam imperatore. Contemporaneamente in A;

sia

egual

titolo

foro Botoniate: anzi

avea assunto Niceavendo guadadei seliucidi


d' I-

terzo sconlro per la defezione

dei

gnato
conio,

il

sultano Solimano fondato-

turcomani, e pel falso allarme sparso fra le truppe del cesare Giovanni Duca. R.omano rest prigioniero
del sultano
t

re della dinastia
si

fece

anche strada ad un

partito in Costantinopoli, al quale

Alp-Arslan, che lo tratlo

r imperatore JMichele doveva cedere,

rimand a Costantinopoli contento di un moonorevolmente, e


derato riscatto.

chiudendosi in un chiostro.
vinse

11

Bo-

toniate col favore di Alessio

Comne-

no

il

Frattanto Giovanni
in Costantinopoli
la

Duca

suscit
fe-

l'altro JNiceforo Basilace,

competitore Brienna, e che in iMala

rivoluzione,

cedonia avea presa

porpora

ini-

32
penale
gli
;

COS
laonde ambedue
perdettero
glio

cos
Ruggiero si accost all' TlHrio colla flotta. Se due vittorie riportarono
le flotte

occhi,

di

qua' tempi.

secondo l'infame politica Il nuovo imperatore

veneto-greca, in

una
do-

provoc la collera del normanno Roberto Guiscardo conte di Puglia, rimandandogli la figlia Elena, destinata sposa al deposto Michele. Cos\
perdette
duti
in
i

terza ottenuta dal Guiscardo,

dicimila prigioni

furono

mutilati

ma

nella

possedimenti d' Italia cadegl' invasori

potere

nor-

manni.

Germano,
te,

e Borilo, di slava ori-

Venezia Vitale Faller, divenne data, nel io84j l'investitura della Dalmazia, e della Croazia. Quindi la
di

nero doge

quarta i normanni vencompiutamente disfatti e al

chiarato Profosebaste,

gine, ministri favoriti del

Botoniagenerali

ne affrettarono giurando contro i


co

la

perdita, con-

fra

morte di Guiscardo, e le discordie Ruggiero, e Boemondo per la


allontanarono
lati

prodi

paterna successione,

Isacco, ed Alessio Conineno, che po-

manc non perdessero


nel

gli

occol

da Alessio ogni timore. L' impero da tutti i


lora chi
:

fu

al-

chi,

loSi, se

di

concerto

investilo furiosamente dai turil

comandante Pacaziano non deponevano r imperatore. Venne offerto il trono ad Alessio, intanto che il
cognato Niceforo Melisscno in Asia
coir aiuto de' turchi seliucidi, dichiaravasi imperatole:
il

Betoniate ce-

dette alle circostanze, ed abdic la corona , contentando Alessio il cognato col titolo di cesare: quindi

perch l'imperatore si vide ad invocare l' aiuto dei principi occidentali, onde ebbe origine la prima crociata. Per il disordine con cui furono accompagnate le prime spedizioni in massa di Gualtieri detto Senz' avere ^ nonch quelle di Pietro 1' Eremita, di Godcscalo, e di altre turbe senza
costretto
,

nomin suo

fratello Isacco Sehasto-

capi,

nell'imperatore eccit un seIndi


il

cratore, dichiarando

questa nuova
coli'

rio allarmo.

principe
nel

fran-

dignit superiore alle altre. Alessio

cese

Ugo,

il

Grande,

discen-

incominci a regnare
ai

imporre
giunti
al

dere all'improvviso su Durazzo col

turchi seliucidi

d' Iconio

sino al Bosforo,

cacciandoli

di

l della Bitinia. Cos

guadagn
figlio

pace,

duca di Normandia, col conte di ed altri signori, fu scortato a Costantinopoli, ed ivi ritenuto,
Blois,

e pot

rivolgersi

contro Guiscardo,

finch

il

pio e celebre Croffredo di

che con

Boemondo suo
,

aveva

messo piede in Corfi ed assediava Durazzo. La repubblica veneta


sola accorse in sostenimento dell' im-

Buglione non obblig colle minacce a liberarlo. Queste ulteriori armate, bench regolari , per gelosia
furono male accolte da Alessio
,

il

pero orientale, disperdendo


ta

la flot-

normanna; ma
in
terra,

Alessio fu sconferito,

quale costrinse Goffredo ad impugnar due volte le armi contro i

fitto

n pot

disputar Durazzo al Guiscardo. Tuttavolta la discesa dell" imperatore di

occidente Enrico
ridionale,
Alessio.

IV

nell' Italia

me-

fu

un

utile diversivo

Boemondo

invoc

il

per paterno
fi-

aiuto di Guiscardo, che coU'altro

erano destinate a domare nome cristiano, seguaci di Maometto e del suo Alcorano. Tuttavolta venne promesso ai crociati, che nell'impero sarebbero favoriti, purch ad esso rassegnassero i conquisti, che facessegreci, eh'
i

nemici del

cos
10 sui turchi. In
to fu restituita,
l

COS
Nicea
subi-

33
ricchez-

fatti

riportandone considerabili
ze
:

ma

non vedendosi

riusc all'
flotta

imperatore
di

con

poJa

ripromessi soccorsi, Antiochia ven-

derosa

far
si

rispettare
pacific
di
gli

ne eretta in principato a favor di Boemondo, di che Alessio Comneuo mosse querela. Boemondo lasci
il

sua autorit,
e fren

indi

con

Guglielmo successore
i

R.uggiero,

nipote

Tancredi

in

Antio-

e comparve sotto Durazzo , terminando queste differenze con pacifici accordi come vennero contechia
,

ungheri che avevano favoreggiato l'inimico. Per ultimo sostenne lunga guerra,
,

dalmati

con vari
d'Iconio

successi,

contro
col

il

sultano

Kilidge,
trattato,

quale condi Gio-

nuti

seliucidi

di Persia.

venne un
Alessio

1118 fu assunto all'impero Giovanni Comneno, che, per la rara sua avvenenza, venne chiamato CaiSel

Comneno,

figlio

vanni, ebbe misero, e breve regno,


e

prendendo

le redini del

governo

la

logiantij

ma Anna

sua

sorella

imperatrice Maria d'Antiochia sua

moglie di TSlceforo Brienna, per ambizione corruppe le guardie per farlo assassinare. Conquise Giovanni i turchi patzinaci, ed i triballi, che
dal

madre, ne provoc
sle Alessio

l'

odio pubblico
tur-

pel favore accordato al Protoseba-

Comneno. Subito
la

chi d' Iconio ne profittarono,

e di-

Danubio

eransi

sparsi a devai

chiararono

guerra;

ma

Androni-

stare la Tracia.

Anche contro

tur-

chi d' Iconio le sue

armi sarebbo-

co Comneno, altro figlio d' Isacco posposto da Calogianni a Mannello,

no

state vittoriose;

ma

l'apostasia

dopo avverse vicende menando


ta privala
si

vi-

lagrimevole di Giovanni, figlio del suo terzogenito Isacco che, fattosi

nella citt

di

Oeneum,

lusing di poter aspirare al troI

maomettano, spos

la

figlia del sul-

no.

suoi

partigiani
il

l'

invitarono a

tano d'Iconio, fu causa

dell' inter,

Costantinopoli, e

salutarono restaule

rompimenlo
])ose,

de' suoi trionfi

e dis-

ratore dell' impero, ad onta che

che premorti il primogenito Alessio, ed il secondo nato Andronico, in luogo d' Isacco, l' ultimo
genito Mannello venisse elevato
l'

sue atrocit
il

il

deturpassero. In

fatti
i

Protosebaste

perde
traftco

gli

occhi,

latini

furono
il

tutti

trucidati,

perch

al-

esercitando

eransi straor-

impero.

Pviusc

tuttavia

a Gio-

dinariamente
trice

arricchiti, e

l'impera-

vanni di obbligar alla pace i turchi d' Iconio, e a dichiararsi suo


vassallo,

Maria venne chiusa in monipoi


strangolata.
auspicii
all'

stero, e

Con

tali

Raimondo
ai

principe di Ansi

sanguinosi
associato
Alessio, che

Andronico
lui

fu

tiochia. In seguito

oppose gran-

impei'O dall' indolente

demente
re
di

crociata, che

della nuova Corrado li imperatoGermania, e Lodovico ^l^


successi

per

and truciegli

dato.
agli

Egual crudelt

esercit

assedii di JNicea, e

Prusa, che

re di Francia spingevano in oliente


:

anzi volle porsi d' accordo coi

mussulmani per distruggerla, mentre

conservava
di
Sicilia

coi

crociati

appae
le

non l'avevano riconosciuto; allorch poi il re di Sicilia Guglielmo II gli dichiar guerra minacciando Costantinopoli, ad ogni pii piccolo
sospetto, faceva

rente amicizia. Frattanto Piuggiero


re

tagliar la

testa dei

occup
XVMI.

Corfi,

grandi, e voleva
proscrizione, se
l'

coste di

Etoliaj

e dell' Acarnania,

fue un inaudita ardito Isacco An3

VOI

34
Stefano
si

cos
il

COS
minislio

gelo, che coli' uccidere

per terra, e per mare: laonde pot discacciarne


il

non

avesse

present per arrestarlo, cagionato la generale

lo

zio,

liberare
as'-

genitore Isacco. Questi allora


il

esplosione. Allora Isacco venne ac-

socio all'impero

figlio

Alessio;

ma

clamato imperatore correndo l'anno I i85, e l'indegno Andronico ter-

min

fra
i

tormenti

la

vita.

Isacco

per patto convenuto, oltre la riunione della chiesa greca alla latina, dovevasi ai crociati liberatori la

obblig
in

siciliani alla
i

pace,

ma
lui.

non
Gli

somma
nazioni

di duecento

mai-che di ar-

and guari, che


rotta
gli

vallachi
di

posero

gento, che per la rivalila delle due

eserciti

non

ebbe
per

effetto,

ed

storici

attribuiscono
l'

a questo prindella

mezzi
il

impiegati

incominciare a

cipe

infelice

riuscita
l'

crodi

pagamento del tributo esasperagli

ciala, colla

quale

imperatore
si

rono

animi.

Vicino

morire

occidente Federico
Palestina.
so
il

rec

nella

Isacco, Costantinopoli era in generai

Ad

Isacco Angelo, e ver-

commozione: ed

il

rigo,

dai

pi

critici

viene

nella vasta basilica di

popolo adunatosi Sofa, dos.


di

ascritta 1' istituzione del cavalleresco Ordine Costantiniano [Fedi),

mandava

i'

elezione

un nuovo
giorni
in

imperatore.

Passati

tre

che altri attribuirono a Costantino il grande, da cui i Comneni si vantavano discendere.


Sotto Isacco Angelo
tesero all'impero,

esitazione, suo

malgrado Nicol Ca-

nabeo dovette accettar la corona. Promotore principale della rivolta


fu Alessio

molti

pre-

Duca
di

detto Marzujlo, che


la

ed Alessio suo fratello giunse a deporlo, ed a privarlo della vita, chiudendolo in oscura prigione.

diresse secondo
s'

sua
1'

ambizione,
Angelo,
e

impossess
catene
i

Alessio

colle proprie

mani

uccise

ponendo
allora,

Ad

altro Alessio figlio

in

il

d' Isacco riusc

di fuggire in

Roma,

che

crociati

Canabeo. Fu tornarono ad

investi-

per implorare
del
il

sommo
quale

il valido patrocinio Pontefice Innocenzo III,

re Costantinopoli, e
assalti
vi

dopo

replicati

te.

lo accolse onorevolmenQuindi l'imperatore germanico di

Fihppo
la

Svevia, che avea sposato

entrarono in mezzo alla strage. Marzuflo si salv con pronta fuga, ed il popolo elesse imperatore Teodoro Lascaris genero
di
di

di

lui

sorella Irene lo

raccomanfrancesi,

Alessio

Angelo
nemici

ma
i

egli,

invece

all'esercito de' crociati

accettare, invit
i
:

cittadini a distutti

e veneziani j eh' erano per riparare in Palestina, fermandosi a Zara pei quartieri d' inverno, e non aspettan-

cacciare

mente

restarono

neghittosi,

per viled il
I

saccheggio dur molti giorni.

latini

do che la primavera per aprire la campagna; l'esercito de' francesi era


di ventimila fanti, e di otto
cavalli,

entrarono nella
reale,

citt collo

stendardo

e coli'

immagine
g'

della

beata

mila

Vergine, ohe
1'

impei-atori

avevano

e quello de' veneti era


di

com-

uso di portar seco nei


Indi
i

combatti-

posto

settanta

galere,

settanta

bastimenti da trasporto, e da circa cento venti vascelli armati da guerra.

nominarono dodici commissari, met francesi, e quali elessero e met veneziani,


menti.
crociati
i

Con
a'

tali

aiuti
,

Alessio
i

si

rec a pre-

coronarono
gio
lio/j.,

imperatore,
uel

Baldovino

CoslantinopoH
sero

che

crociali

conte di Fiandra,

cio a' i6

magd' iu-

IO

luglio

deiraiuio

i2o3

poulificato

cos
Cos ebbe principio nocenzo III r impero dei latini in Costantinopoli, che dur cinquantasette anni. Baldovino I, secondo i precedencompetiti accordi, cedette al suo tore Bonifazio marchese di Monferrato r isola di Candia, e gli stati
.

COS

3d

dell'Epiro; e quando l'imperatore Enrico divisava frenarne i successi, mor. I baroni latini esitarono nella
scelta del

successore,

dopo
d'

la

ri-

nunzia di
di

Andrea re

Ungheria:

laonde riunirono

i voti su Pietro Courtenai, conte di Auxerre, ni-

oltre

il

Bosforo, eh' egli cambi pel

pote di Ludovico
cia,

VI

re

di

Frandee

regno di Tessalonica, vendendo la isola per mille marchi d' argento


alla

e cognato

degl'imperatori
rec
iu

fonti.

Pietro

si

E.oma,
a'

repubblica di Venezia. Per odel

colla
le

sua sposa Violante,


le

9 apriOnorio

pera
Alessio

pretendente

Comneno,

Alessio

profugo Marzutlo
dal-

12 17, ricevette
dalle

insegne impe-

riali
III.

mani

del
fare

Papa
la

fu accecato, e poi precipitato


l'alto,

Questo volle
cio

funzione
s.

dai francesi,

Comneno venne
to in

arrestato, e

mentre Alessio manda-

nella patriarcale basilica di

Lodi

renzo

fuori

delle

mura
l'

Germania. La Tracia fu sogFilippo di Svevia;

Roma, non
diritti

solo

perch

imperu

gettata dal principe Enrico, fratello

orientale potesse perci


sull'occidente,

pretendere

dell'imperatore

ma

ma
vino

resistendo
I

Adrianopoli, Baldo-

un riguardo

al patriarca di

anco per Costan-

vi accorse,

ed attacc
a

bul-

tinopoli, cui era devoluta l'incoro-

gari capitanati dal loro re


nicio, eh' erasi
la

Gioan-

nazione degl' imperatori greci.


Pietro pass
nell'

recato

soccori'ere

Epiro, non pot

Questi pot imprigionar r imperatore latino, che dopo un


piazza.

ricuperare Durazzo,

ma

attraversan-

do

gli stati

di

Teodoro per giugne-

anno

fu

bax'baramente

ucciso.

Il

re a Costantinopoli, fu stretto nelle

principe Enrico ne

assunse la regCostantinopoli

gole de' monti, per cui

genza, dovette

abbandonar Adriain

promise
vitatolo

di

farlo progredire,

Teodoro ed
lo

gli

in-

nopoli, e giunto

ad

un banchetto,
restando
le

fece

concordemente venne salutato imperatore. I limiti deli' impero latino erano brevi, dappoich gli asiatica, sino dal 1 2o4, avevano stabilito in
INicea la sede

caricare di ferri, ed uccidere

dopo
scelle

due anni,

sue

imperiale,

prestando

truppe disperse, od uccise. L'imperatrice Violante regn in Costani crociati erano per tinopoli, ed
vendicare
il

omaggio a Teodoro
si

Lascaris, che vi

suo merito, quando


riusc
al

il

sostenne in onta di Alessio

Comdi lo

despota

neno, e delle armi

del sultano

Teodoro modarsi, reudendo


restato

ad
il

acco-

Papa
e

Car-

Iconio da cui era protetto; per

dinal legato Giovanni Colonna arcoir imperatore,


la primazia

che

il

Comneno
la
vita.

lasci in

taglia

Dall' altro lato

una batnon
di

riconoI

scendone
francesi

spirituale.

mancarono gl'indomabili bulgari


molestar la Tracia, e
Intanto
per

contro

di essi Bonifacio re di Tessalonica.


i

veneti estesero su Corf,


il

e sulle isole dell'Arcipelago

loro
dei

meditavano vendetta in uno assunto a Roberto di Courtenai, nel 12 19 all'impero per rinuncia suo maggior fratello, di Filippo pacificandosi a tal effetto con Teodoro Lascaris, imperatore di JNicea. Questi per essendo morto, nel

dominio

mentre
il

gli

avanzi

Comneni presero

titolo di despoti

36

COS
Nicea ascese
il

COS
soglio, sino dal

1722, gli successe il genero Giovanni Duca Yatace, che tolse ai francesi Adrianopoli ; indi il despola Teodoro, occupalo il regno di Tessalonica, e preso il titolo imperiale,

27.^,
figlio

Teodoro
di

li

Lascaris siccome

Yatace, e
al

morendo

lasci la co-

rona

figliuolo

otto, e la

Giovanni di anni reggenza a Giorgio Mututti

avanz nella Tracia mentre Davide Comneno con egual titolo imperava in Trehisonda. Per le quali cose l'imperatore Roberto la pasi vide ridotto a mendicar
si

zalone

da

odiato,

perci

trucidato.

Allora venne nominato in

Nicea
le

ce,

e la

mano

della principessa
la

Ku[)o-

dossia Lascaris,

quale

non
figlia

reggente il gran contestabiMichele Paleologo, sul cui capo progressivamente si cumularono titoli di duca, di despota, e finalmente d' imperatore colia promessa
i

tendo

ottenere,

per

sua
alla

sciagura
di

giurata

di

conservare

giorni

di

rivolse le sue

mire
quale

Baldovino
dell'Artois,

di
il

Neu ville, gentiluomo


viol
la

pro-

messa data

ad un
il

nobile
trono.
furia,

borgo11

gnese, preferendo

bor-

gognone mont

in

a parecchi amici fece

ed unito una notturna


e,

incursione nel palazzo imperiale,

sorpresa la nuova imperatrice colla

sua
la

madre, muld barbaramente prima tagliandole il naso, e le

Giovanni Lascaris, e di restituirgli, allorch fosse maggiore, la potest imperiale, da lui assunta nell'anno 1260 in Kicea stessa. L' imperatore di Costantinopoli Baldovino 11, nel 1245, intervenne in Lione al concelebrato da cilio generale XI 11^ Innocenzo lY, romano Pontefice. A gara lo molestarono i bulgari, ed i greci ; l'eclam al Paleologo le
piazze tolte dai greci ai francesi in

labbra, e gitt nel


11

mare

la

seconda.

Tracia,

ma

in vece

il

Paleologo e-

misero Roberto vol a Roma per nascondere la propria vergogna, ed implorare ajuto dal Pontefice

stese le conquiste sino sotto le

mu-

ra di Costantinopoli,

e,

con un' ar-

mata condotta da

Alessio Stratego-

Gregorio IX, e mori nel


Costantinopoli
nell'

ri-

tornar a
I

anno
sucla

pulo per condjattere il despota di Epiro, gli riusc di sorprendere Costantinopoli


;

228.

messa

in

fuga

la

Baldovino
cesse
i

II

suo fratello
la

gli

debole guarnigione, pose fine all'im-

ma

per
fu

sua tenera et,

pero latino

francese nel

1261,

reggenza
laonde

data
re
di

Giovanni

di

coli' intelligenza,

ed opera dei greci,

Brienna, gi
colla

Gerusalemme:

mediazione di Papa Gregorio IX, s'ebbe il titolo impel'iale sino alla maggiorit di Baldovino li, ed alcuni feudi pe' suoi discendenti. 11 valore di Giovanni valse a contenere gli sforzi de'bulgari, e de' greci, che con poderose forze si appressavano a Costantinopoli. Tuttavolta invoc i soccorsi dell' occidente e poco dopo mor, e provvisoriamente Ansaldo Cahieux fu fitto reggente. Intanto in
,

ch'erano nella citt. Baldovino II si rifugi presso Manfredi, figlio naturale di Federico li, di Svevia, e re di Sicilia, e Michele Paleologo entr trionfante in Costantinopoli in

mezzo
quale
vista
,

allo Stiatego-

pulo, e al giovine principe Giovanni

Lascaris,

al

dopo
Per

pochi

giorni

tolse la

rilegandolo
delitto s\

in perpetuo

carcere.

atroce, generale fu l'indegnazione, e


il

patriarca Arsenio proib all'usurpanel tempio, n volle

tore l'ingresso

cos
assolverlo
iiiiliazioiii;

COS
le

37

malgrado

ripetute u-

liario,

ma

il

Paleologo. abusanil

di lui.

che aveva intentato contro Ci non bast: Andronico II

do

della forza, depose


n'elesse

patriarca,

ed alilo
Intanto

favorevole.

nell'occidente

preparavasi

una formidabile crociata, ed il zelante Papa Urbano IV eccitava a


seguirla Carlo
lia,
il

d'Angi re

di Sicifiglia

quale
a

esiln

una
II,

sua
di

veime obbligato prima a fuggire poi alla prova delle armi che us con moderazione, mentre l'avolo procedeva con artifizio; e per compiacerlo s'indusse a sposare Anna di Savoja. Finalmente fu costretto il nipote, per l'esigenza dell'esercito, ad assumere
l'assoluta autorit, lasciando all'avo
le

in

isposa

Filippo
di

Fiandra,

nato da
peratore

Baldovino
latino
il

ultimo im-

ricchezze, e gli onori.

Costantinopoli.
il

Vedendo

Paleologo
a

nembo, che
ricorse

gli

preparavasi
alla- frode,

suo danno,

queste domestiche divisioni ottomani trassero vantaggio, n pot Andronico il giovine preservar
Bitinia

Da

e lusing tanto

Urbano
lati-

la

dall'invasione, alla

cui

IV, che
di

il

successore Clemente IV,

difesa riport
la

una

ferita,

che cost

riunir la chiesa greca alla


i

piena rotta

dell'armata, per lo
si

na, inviando perci


sari
al concilio II
I

suoi conmiis-

esagerato timore, che

sparse; pe-

lionese adunato
si

da

Gregorio X.
per cui

greci infatti

mo-

strarono seguaci ostinati dello scisma,


conosciutosi
si
l'

vuoto una spedizione ottomana sul Peloponneso, che avea per principal mira di minacciar
r
a

mand

artifizio del

Costantinopoli.

Il

vecchio Androniil

scomuniche di Martino IV, e di Nicol IV. Nel 1283 gii successe il figlio Andronico I Paleologo, che non pot impedire al popolo di negar al padi'e
Paleologo,

provoc

le

co mori in

un monistero, ed

gio-

vine riun poi all'impero

l'Acarna-

nia posseduta in sovranit da Giovanni Angelo, contentando il figlio


Niceforo nel nominarlo gran digni-

gli

onori

del

sepolcro

per

la

pro-

gettata
Il

unione delle due chiese. nuovo imperatore greco si segnanella persecuzione contro i catlatini,

mediante il nuoGiovanni Paleologa, nel i34i, alla morte di Andronico II, come di lui primotario dell'impero

vo

titolo

d' Ipersebaste.

tolici

nell' indifferenza
;

alle

genito, e
cesse

cure dell'impero
nico

e Michele
eh' erasi

Andro-

suo
fare

figlio,

associato

d'Anna di Savoia, gli sucim pubere, per cui ne fu reggente Giovanni Cantacuzeno, ad onta

morendo
levasi

in Tessalonica,

quando voin

della contrariet del patriarca di

una spedizione

Morea,

Costantinopoli, e del suo

emulo Apointrighi

diede speranza al fratello Manuele


di

cauco, che non

risparmi

succedergli.

Morto ancor questo,


nel go-

l'imperatore

mise a parte
turbolento
fu

per privamelo, fino a guadagnare al suo partito l'imperatrice, che ari'iva


togliergli
gli
il

verno

Paregno d'ambedue, perch l'avo Andronico I, per l'ammirazione, che colle viril
,

nipote Andronico II
il

maneggio

degli affari, e
si

leologo

proib d'uscir di Didimoteca ove

trovava.

Cantacuzeno, pel consiglio dei primi dell'esercito, assunse le


divise imperiali,
l'

Ma

si

procacciava

il

nipote, fu pre-

quasi collega
e

delfi-

so dalla pili strana gelosia, a segno

imperatrice

madre,

del

che per
popolare

timore

solo di

ribellione

glio
il

sospese l'apparato i^iudi-

Giovanni Paleologo. Questo fu segnale della guerra civile, per-

, ,

38
che Apocauco,

COS
fatto

COS
gran duca, e

mente

gli

Pece

la

professione di fe-

incoraggilo dal patriarca, guid

una

armata contro Cantacuzeno, aiutato dai serviani, e dai bulgari, mentre il rivale lo era dagli ottomani. Avendogli Amuratte figlio del sultano Orcano
condotto circa trenta mila armati,

de nella chiesa di s. Spirito in Sassia ai 18 ottobre i36g, avendo prima abiurato lo scisma, e gli errori dei
greci,

poi fu solennenella

mente ricevuto dal Pontefice


bsisilica

vaticana col cerimoniale di


cogl' imperatori
l'

Apocauco non
to
i

resse in

campo

aperto,
taglia-

poco inferiore a quello, che dai Papi

sebbene sulle prime avesse

praticavasi

ro-

turchi dall'azione. Si racchiuse

mani.

Ritornato
la

imperatore
a

in
se-

pertanto prima in Eraclea abbandonando le truppe, poi corse a Costantinopoli contando sui prigioni, che an-

Costantinopoli, fu obbligato

gnar
gli

Teodoro
In
figlio

pace con Amuratte, e darsuo terzogenito in


seguito
di

dava facendo per intimorire, ma da venne fatto a pezzi. Allora essi Cantacuzeno si i-ec nella capitale, ed offri la pace al giovine impemadre, che apratore, ed a sua prov l'unione del figlio con Elena
figliuola di Cantacuzeno.

ostaggio.

Contuso,

se-

condo
in

Amuratte residente

Didimoteca come governatore dei

dominii ottomani di Europa, cospir con Andronico primogenito dell'

imperatore contro
e

la vita di

questra-

dominio
il

si

dichiar in

supremo comune fra


Il

sto

del

sultano,

promettendosi
la

scambievole alleanza dopo


congiura, Amuratte fece
occhi al proprio
figlio,

genero e il suocero, sino alla maggiorit del primo. Won and guari , che rinnovaronsi i civili dissidii. Il giovine imperatore rifugiossi neir isola Tene-

ge de' loro genitori. Discoperta la

cavare

gli

e volle che

altrettanto facesse Paleologo col suo,


il

quale estese
di
lui

la

punizione su Gio-

mentre Cantacuzeno vesfi di porpora il figlio Matteo, che pass

do

vanni

nipote.

Andronico
prigione,

sebbene chiuso in
depose
il

tetra

a risiedere in Adrianopoli
tore
della

reggi,

col soccorso de' genovesi

ne

usci

provincia

di

Rodopo

padre, e lo confin nella

quando Giovanni venuto a concordia fece ritorno in


Costantinopoli.
si

stessa carcere.

Anche Paleologo
intimorito

esc\
il

da

essa, e ritirossi a
si

Scutari, ed

Allora Cantacuzeno
prese
il

nome

di

monaco, Giosafat, ed apfece


si

figlio

sottomise
,

da

Bajazzette

successore

d' Amuratte,

plicossi

a scrivere la storia de' suoi


ac-

tempi. Tuttavolta la guerra


cese tra
il

ed amico del genitore. In questa lagrimevole


reliquie del

Paleologo

Matteo
ri-

cui lo stesso genitore indusse a

nunziare
ni

a' suoi

titoli,

meno

alcu-

rilevanti privilegi. Gli ottomani, che l'amicizia di Cantacuzeno avea frenatij subito inondarono la Tessaglia, e la Tracia. In tal frangenGiovanni Paleologo implor i te

epoca le grand'impero orientale limitavansi ad un piccolo l'aggio di dominazione intorno a Costantinopoli, a segno che non fu permesso all' imperatore fortificar la capitale per la minaccia di Bajazzette

di

acceccar

Manuele
in

di

lui

fi-

glio,

che teneva

ostaggio.

Ma-

soccorsi dell'occidente,

si

rec in

nuele, udita la

morte

del genitore

Roma, ove da Avignone


dotto Papa Urbano

erasi con-

Giovanni Paleologo, nel

iSgi do-

e solenne-

vette colla fuga farsi strada al Ir-

cos
no, e
li

COS
di

39
tutto
il

prese

il

nome
fatti

INIanuele

il

solo
di

arcivescovo d Efeso cui riufar

Paleologo. Di

Bajazzette che
di

sc

insorgere
di

clero
l'im-

designava
la

con

lui

spegnere

il

greco,

morendone
lui

rammarico
masrciore

gioco impero,

infier

talmente per

peratore.
Il

campagne bizantine,
debellando
le

perduta occasione, che devast le e tenne raccapitale,

di

fratello

Co-

^tantino Paleologo,
di
il

XV

imperatore

chiuso l'imperatore nella

questo nome, nel


trono

armate del re d'Ungheria, e del duca di Borgogna, che Ciano accorsi in ajuto di lui. Per politica Manuele II associ all'impero Giovanni Paleologo suo nipote, sopravvissuto all'esule Andronico di
di a
lui fratello, e
si

per

i44^ eredit mancanza di prole.


la

Non manc
assunzione al
II,

di partecipare

sua

affine

di

ad Amuratte confermar secolui i patrono


al detil

cifici

accordi. Indi nel i4t'I

to

sultano
II,

successe

figlio

Mao-

risolse

quin,

metto
se in

che
, i

cercar

aiuto dall'occidente
il

calma

lungo tempo rimaquanto gliene bast


Dardanelli, co'quali
e

in pari
le

tempo invoc

formidabi-

per costruire
chiuse

braccio del conquistatore mogol-

l'ingresso all'Ellesponto,
di

Tamerlano. Questi ottenne una strepitosa vittoria, che a Baiazzette


Io

mun

armati
di

il

passaggio nelle

Provincie

Asia.

Quindi

cinse

lec r ultima rovina, ed a Manuele

Costantinopoli per terra e per

ma-

II

restitu

quiete

trono, del

re con trecento mila soldati, e con

quale non volle l'imperatore pi a


parte
il

trecento navi. D'altronde l'imperatore Costantino con


sei

nipote Giovanni
e poi in

cui con-

mila greci,
di

fin a Lesbo,

un monidissensioni

e tre mila veneziani e genovesi

stero di Tessalonica.
di

Le

guarnigione, inutilmente fece prodigi

Solimano,

Musa, e Maometto,
fecero goII

di

valore.

Tuttavolta

il

disor-

figliuolo
rlere
le

di Bajazzette,

dine

per

pacificamente

Manuele

sercito

un momento invase l'eturco, e Maometto II proalla ritirata


,

ricuperate provincie, e venne dila

pendeva

quando uno

moschea, che i turchi baldanzosi avevano innalzata in Costfintinopoli. Correndo l'anno f4'9>
strutta
1

de'suoi pi arditi generali consigli

un

ulteriore

vigoroso tentativo di
stes-

assalto.

L'imperatore super s

imj5eratore volle privarsi della co-

so in ribatterlo,

ma

sopraffatto dal

rona in favoi'e del principe Giovanni Paleologo suo figlio, sposato a Sofia di Monferrato, il quale fu minacciato di guerra da Amuratte II, figlio di

numero
con
la

de' nemici, rest ucciso,

sua perdita
il

si

spense ne'diI

fensori

coraggio.

tui'chi

non

Maometto

I.

Le

vittorie di

Giovanni Unniade, e dell'intrepido Scanderberg contro turchi allontanarono il nembo, e l'imperatore si


i

n et, n sesso, e commisero stragi ed eccessi tali, che rifugge l'animo in descriverli, sforisparmiarono

gando

il

loro odio contro

cristiani

col pi orribile e

lungo saccheggia-

valse

dell' intervallo

per riunire

le

due
fice

chiese, recandosi

al concilio ge-

nerale celebrato dal

sommo
cess

Ponte-

mento. Cos Costantinopoli, e l'impero orientale de' greci vennero in potere degU ottomani nel 14^3,

Eugenio IV
rimanendo

in Ferrara ed in

Firenze, col
scisma,

quale

allora lo

dopo aver esistito per 11 23 anni. La citt non fu ridotta in cenere


perch
il

nell'

ostinazione

sultano avea destinato sta-

4o
bilirvi
la

cos
lui

COS
die contiene VJlcorano [P^edi),
d.i

sua residenza, e farla capitale dell'impero ottomano, sicco-

me
ti,

lo tuttora.

Degli avvenimenla

dato a' suoi seguaci come il maggior de'profeli: il culto conviste

che

accompagnarono
del
il

caduta

nella preghiera

da

farsi

cinqui;

di

Costantinopoli,

dolore
fece

che
INi-

volte al giorno,

nella limosina, ed

ne
col

prov

sommo
sforzi
tiitt'

Pontefice

astinenza dal vino.


INIaometto, per la persecuzione che sostenne dai grandi della Mecca, diede principio, nel

V,

degli

che

per
rela-

salvarla, e di

altro

ch'

tivo a

s\ importante avvenimento, quanto si accenn superiormente, si tratta nel seguente paragrafo, ove pure si riporta quanto fecero i romani Pontefici in di-

oltre

fesa del

cristianesimo, contro la formidabile potenza de'turchi. V. Do-

menico Bernini,

Memorie
i

storiche

610, ad unii chiamata Egira ritirandosi a Medina. Vell' undecimo anno dell'Egira, cio nel 63 1, mor Maometto, ed il suo suocero, e piimo discepolo Abou-Becher, o come altri lo chiamano Abubekre, fu acclamato col titolo di califfo, cio vi-

nuova

era

di ci, che luinno operato

sommi
i

cario, e
di

successore,

in

pregiudizio

Pontejci nelle guerre


chi,

contro

tur-

Roma i685

per Gio. Battista

Bassotti.

cugino germano di Maometto, e suo genero siccome marito di Fatima sua figliuola ed erede, ciocch
diede origine
allo

Ab

scisma

che

li

II.

Impero Ottomano,

ossia no-

tiene ancora discordi, cio ai turchi


proseliti di

tizie

compendiate di esso dall'o-

rigine sino a' nostri giorni

Omar, suo
za.

Abubekre, e a quelli di figlio, ed a'Persiani se-

guaci di Ali, e della sua discenden-

Nell'anno di Cristo 568, nacque

Maometto,
visando
i

che

per la sua

ambitra-

Dopo Ottomano, successore di Omar, pervenne Ali al califfato, e


quindi fu pugnalato.
sid fu
il

zione fond una

nuova
dell'

setta,

Il

nipote

Yedi

dogmi

antico e nuo-

primo, che all'imperio


facesse

vo testamento, valendosi della spada per persuadere, onde giunse a


dichiararsi re de'
T'aeri-

oriente

guerra

co'

mussul-

mani,
ce

detti

ordinariamente /4gareni,
nell'Armenia, e nella

Mussulmani
siccome

ossia
s
il

e quindi Saraceni {^Vedi). Egli fe-

Credenti, ritenendo per


sacerdozio,
di

man bassa

supremo

ulti-

Natlia,

e giunse a porre l'assedio

mo

profeta

Dio.

La nuova
istitu

re-

a Costantinopoli,
partirne
flotta.

sebbene

dovesse
della
di-

ligione che

Maometto

nell'A-

per
sul

la

dispersione

rabia un miscuglio di giudaismo, e


se
cristianesimo: volle che

Ma

maomettismo, che

Dio

fos-

cesi

una

sola persona,
il

che

Ges

anche islamismo, dalla parola araba Islam, la quale significa soml'ar-

Cristo ne sia stato

che sebbene non fosse morto, morir e risusciter, e che io stesso Dio predetermini gli uomini al bene e
profeta,

missione a Dio, va consultato


ticolo
I

Maomettismo
e, nel

[f^edi).

male; che demoni si salveranno, che la sola circoncisione necessaria. Permise ogni piacere sensuale,
al
i

6i4 presero Geru636, da' saraceni fu ripresa nel Pontificato di Onorio 1.


persiani nel

salemme,
Il

califfato

divenne ereditario degli


Siria,

Ommiadi

nella

un ramo
la

dei

la

poligamia, ed

il

divorzio, leggi

quali ebbe

lungamente

sovia-

cos
nit nelle
gli

COS
indi

4i

Spagne,
il

succes-

sero
li

Abassidi,

secondo deVjiia-

feticismo era la religione in origine professata dai turchi, ma il


Il

Alinansor

edific

Bagdad,
I

!a

contatto

de' saraceni, ben

presto

li

coslitu sua metropoli.

califll

propo-

seguirono ad estendere
tenza, che giunse

la

loro
le

ad avere

Indie,

pose nel novero de' pi fanatici ed intolleranti mussulmani. All'apparire nell'Asia Gengiskan, tutte le
dinastie
si

il bosforo Tracio, e la Mauriliana Tingitana per confini del loro colcjssale impero. Ma per la loro molIe77a ed inerzia, per le macchinazioni de-

dispersero,

e cess

sino

quella
1

de' turchi seliucidi d' Iconio.

pili ricchi

emiri
e

si

ritirarono nel-

le

montagne,
la

solo

discesero
del

al

gli

emiri, o

grandi del regno, per

piano dopo
quistatore.
quegli,

partenza

confu

l'accortezza de'governatori delle Provincie,

L' emiro
spinse
il

Othman
coraggio

pei valore delle orde tarta-

che
le

ad

re

del

Turkestan,
ora
califfi

tratte

in

Asia
dilo-

attaccar
bilire

greche

citt,

ed

a sta-

ora schiave, ed
assoldate
,

come

milizie

poco a poco

minuirono

in potere,

rimanendo

ro quello spirituale per


cio sino al

656
califfo

anni,

danno dell'impero orientale verso la fine del XIII secolo: il suo figliuolo Orcano espugn Prusa, e fu quemetropoli
del

un regno

nella Bilinia a

12 58, nel quale anno

sta dichiarata

nuo-

fu ucciso

il

XXXV II
figlio

degli

vo

stato,

e residenza

del

sidfano

Abassidi dal conquislatoi-e Mogollo.

Othman, o Ottomano, soprannominato


cui
Gliasl,
gli

Da Ahmed,
neirSGS
la

Tulun, sorse dinastia egizia de Tudi

o Conquistctore
I

da
no-

odierni turchi trassero

il

lunidi, distrutta poi nel 940, e rim-

me
fici,

di

piazzata dagli
la
fi

Ikschiditi, e supera-

Oltomani. con paterna

romani Pontesollecitudine
accri-

finalmente
Fatimiti,
i

nel

969
da

dai

calif-

corsero ad ajutare le
tenza dei
turchi,

nazioni

quali

quelli

di

stiane oppresse dalla crescente

pofo-

Bagdad erano
denti.

totalmente
stabifi

indipenpossente

e dal caldo

Nelle Indie

si

la

dinastia de' Gaznevidi, e

Mahmoud
di

fu

il

primo

che

al

titolo

Re
che

natismo della loro religione, che li rendeva invincibili invocando il soccorso de' maggiori principi cattolici per arrestarne i funesti pro,

anteponesse quello di Sultano,


ai

gressi.

re dominasse.
dei
califfi

XXVI

Caim, che fu il di Bagdad, essen-

do assalito dai nemici che l'avevano circondato, chiam in aiuto i turchi seliucidi, cos'i detti da Selgiuk loro capo, ed in breve tutta l'Asia occidentale ne fu inondata;
e sulle rovine de' primitivi
ni,
le

Eguale zelo, ed apostolico interessamento i Papi aveano spiegato contro i saraceni infedeli, nemidel nome cristiano, non solo per impedire l'estensione delle loro conquiste, che spinsero fino nello stato
ci

della

Chiesa, e nella

Sicilia,

ma

sarace-

eziandio per ricuperare Gerusalem-

tre dinastie

si
,

elevarono, dei
di

seliucidi

di

Persia

Aleppo,
parte

e
i

d'Iconio,

mentre

dall'altra

turchi

patzinaci

moltiplicavano
al

le

loro irruzioni intorno


e
si

Danubio,
Tracia.

aprivano

le

vie

della

me, dai saraceni occupata fino dal 636, e liberare i venerandi luoghi, santificati da Ges Cristo Redentore del genere umano. I saraceni, dopo essersi impadroniti della Mecca, di Medina, e della Persia, nel

4-2
6^1-0

cus
presero Alcssniiclna, ed incen Piala

CO
lega
fatta

S
i

co' saraceni,

quali nelfazioni,

rono

celebre l)iblioteca per ordine


caliiro

r89() profittando delle


laceravano

che

del suddetto

Omar, ed
la

indi

Roma,

la

saccheggiaro-

invasero
sero

1'

Africa, l'Armenia, Cipro,


Licia, e spin-

llodi, la Cilicia, e
le

vittorio'^e

loro

armi nella
Il

iSicilin,

Puglia,

e Calabria.

so-

vrano Pontefice s. Gregorio romano, nell'anno 828, riedific, e cinse di nuove mura la citt di saraceni Ostia, per impedire che
i

no barbaramente. Non ostante che entrasse il secolo X con esempi di inaudite barbarie, chiamato perci ferreo, e per la grande ignoranza oscuro, bench i benefzi della chiesa da ogni parte erano usurpati, pure il Pontefice Giovanni col soccorso di Berengario imperatore

continuassero a

fare

le

loro bar-

d' occidente,

di

Costantino Porfirod'oriente,
e
di

bare scorrerie,
rale di

riducendola
forte

con e-

genito imperatore
altri

normi spese ad un

antemudella

principi, sconfisse
i

nelqiy
che
nel

in-

Roma,
Papa
5

e
s.

dello stato

teramente
stello

sai'aceni,

da quaca-

Chiesa.
nell'

Leone IV romano
le

rant'anni s'erano annidati


di

849 Roma, ed
Ostia,

ristabil

mura

di
si

Garigliano nella Terra di

aiutato dai napoletani,

part egli stesso con

un

esercito per

ri,

Lavoro. Aggiungono alcuni scrittoch'egli si mise nella fronte del-

dove
,

l'armata
e

de' saraceni

fu dispersa

distrutta,

restando
vittoria,

l'armata, e vi si port egualmente da Papa, che da generale.

parte di questa in ischiavit. Leo-

Pi glorioso fu Papa
Vili,
Conti,

Benedetto

ne IV
di

rese

utile

la

sua

facendo lavorare nelle fortificazioni

romano, poich, vedenmaomettani saracedo che spesso


i

Roma,
citt

nella

fabbrica
il

della

ni

assalivano

lidi

dello

stato,

nuova

Leonina presso

Vaquei

dominio

della Chiesa
si

romana, con

licano, colle

mani

stesse

di

animo generoso
esercito, ncir

applic a discac-

barbari, che avevano minacciato di


distruggerla.
Assalito
il

ciameli, e per, adunato

numeroso
li

anno 1016,
Toscana, e
la

attacc

Pontefice

Giovanni
Chiesoc-

nei

mari

di

ne riport
a'

Vili, romano, negli


sa da'saraceni,

stati della

compita
gloria,

vittoria,

onde rese
quiete,

suoi e
la

abbandonato dal
nell'anno

sudditi la libert,

corso

dei

principi,

878
la

fu costretto

domandar
mancuzii

loro
di

da gran tempo perdute. Dipoi nel io63, avendo il conte Roggero Normanno, che dal suo fratello Guiscardo duca di Calabria era
al governo della Sicon insigne vittoria i saraceni, mand per segno di questa quattro al Pontefice Alessandro II
stato
cilia,

pace, coU'annual tributo

venti-

cinque

mila

d'argento

moneta di quel tempo; indi nelr 882 Giovanni Vili don a Docibile, duca di Gaeta, l' inclito patrimonio di Traetto, e
la

promosso
distrutti

citt di

Fondi, acciocch guerreggiasse cone nello stesso temtro i saraceni po sped Marino, che gli successe
,

cammelli, ed
conoscenza di

il

santo Padre in
fausta notizia,
al

ri-

non

solamente sped

conte

uno

sten-

nel pontificato, ed Anastasio vesco-

vo

di

Napoli,

affine

di

assolverlo

dalla scomunica, che gli

avea

fulla

dardo, da s benedetto, col quale munito nell'avvenire colla protezione di s. Pietro, pi sicuramente
potesse
assalire
i

minato, nel caso ch'egli rivocasse

saraceni

nemici

cos
acernml
de' callolici, e dislrnggerli,
,

COS

43

ma
le

quelli,

ed a ancora confer a Ini che procurassero liberare daldegl'infedeli porzione della

conta Mabillon negli Jwiali Bene' deltini del secolo VI. In questa spedizione furono prese molte citt, e

mani

Provincie, e venne occupata la


citt,

Sicilia,

indulgenza

plenaiia

la

stessa
di

che

colla vita, e

morte

facolt di farsi assolvere delle

col-

Ges

Cristo era

stala

consagrala,

pe, delle quali avessero intero pen-

ond' ebbe principio


di

timento.

Il

sommo
esercito,

Pontefice Vittore

III, de' conti di

Marsi, apparecchiato

to

il nuovo regno Gerusalemme, del quale fu eletre ai 11 luglio del 1099, Gof-

un grande
d'Italia

da tutte
e

le

parti
in

fredo di
cini a

Buglione

francese.

Si

evila

reclutato,

speditolo

ressero altri principati

cattolici

Africa

contro i maomettani, nel 1086, riport con esso una vittoria insigne sui saraceni, che sovente
infestavano
la

Gerusalemme, non ostante


gelosa
gli

contrariet
Alessio,

imperatore impedimenti da lui


dell'
II

stessa

Italia,

colle

frapposti.

Urbano

concesse indul-

rapide loro scorrerie, seco portando molti cristiani in penosa, e dura


schiaviti,

assicurandosi per tal bril-

genza plenaria a chi prese la croce, rilass il peso de' digiuni, ed ordin ai preti anche l'uffizio della ^Madonna.

lante vittoria da nuovi pericoli, colla

V.

la

Storia delle Crociate per

morte

di

centomila di questi in-

la liberazione di

Terra Santa

del

fedeli,
all'

e colla presa di

oriente di
nel

Mahdia, citt Tunisi. V. Leone Odella

R. P. Luigi Maimboitrg della pagnia di Ges, trasportata

comdal

stiense

libro II

Cronaca

Cassnese.
I

francese all' italiano, da d. Gabriele sacerdote Parigino dottore teologo,

turchi, investendo furiosamente

l'impero orientale, mentre sedeva sul

trono di Costantinopoli Alessio, questi

stampata nel 1684 in Piazzoli in quattro tomi ed il Trattato in quattro libri di Benedetto degli Accolli,
;

dovette invocar l'aiuto de'principi

col titolo

De

Bello

Christianis
Ciristi

d'occidente,

ond'ebbe
vive

origine

la

contra Barbaro s gesto pr

prima

crociata, poich alle energiche

rimostranze, e

persuasioni
diocesi
d'
II

di

sepulcro, et Judcca reciiperandis, la migliore edizione del quale quella


di

Pietro eremita, della

Adi

Groninga del
la
sig.

i53i.

Inoltre

si

miens,

il

Pontefice

Urbano
fatiche

pu consultare
le crociate
I

celebre storia del-

Chatillon, illustre per


stoliche, e

apo-

del

Michaud.
le

per viaggi intrapresi pel

possedimenti e

conquiste
e stante

fat-

bene
lio

della santa Chiesa, nel conci-

te da'crociati

nell'Asia presto furo,

che celebr in Clermont nel 1095, determin la prima crociata, per ricuperare nell'oriente le terre
possedute
turchi.
il

no attaccate da' turchi


pericolo di perderle,
listo
Il
il

il

Pontefice Ca-

di

dagl' infedeli

saraceni, e

nerale, che fece

Borgogna nel concilio geadunare in Roma


lateranense
I,

Fu
di

dato a questa spedizione


crociata,

nel

II23,
il

generale

nome

perch

soldati

IX,

primo

dell' occidente, coli'iu-

di essa,

che composero un esercito di


del loro voto,
si

tervento di novecento, e pi vescovi,


trattar fece
alla

trecento mila uomini, per dimostrare


la efficacia

della

sagra

spedizione

distinsero
sulla

Palestina in aiuto de' cristiani,


alla

con una croce rossa ricamata


spalla
dritta

ed
i

Ispngna contro

del

vestilo,

come

rac-

inori, lutti

turchi, ed maomettani nemici del


i

44 nome

cos
crisliano. Intanto

COS
Papa Lucio
i

li, Cnccianemici, di Bologna, pianse amaiaincnte nell'anno i 44 ''^ P<^''-

potenza marittima, a formare una armata contra Saladino re de' saraceni, della
Siria,

dell'

Egitto

dita di Edessa, o di Orfa, tolta a'cristiani dagli sforzi costanti de' turchi.
Il

III,

suo successore Pontefice Eugenio 1' nell'anno seguente, approv

Ordine militare di s. Giovanni di Gerusalemme, detto Gerosolimitano,


cui cavalieri facevano voto di difendere dalle insidie dei turchi i
i

governo d' un mese e 27 giorni, mor in Pisa a' 17 dicembre 1187. Fu Gregorio Vili un Papa di zelo ardente, il quale prima di morire aveva esortato i principi cristiani ad una nuova
il

ma, dopo

crociata contro gl'infedeli.

llitornando nel

ic)3 dalla sagra

pellegrini,

che

si

recavano

ai
Il

luo-

guerra

di

Palestina, Riccardo re di

ghi santi di Gerusalemme.


tefice

Ponmi-

Inghilterra, e fatto prigione

da Leo111

Urbano

III,

Cribrili,

poldo duca d'Austria, Celestino

lanese, recandosi alla volta di

Ve-

scomunic quest'ultimo, che da


indotto consegn
rico
all'

ci

nezia per metter in ordine l'armata, che dovea portar soccorsi ai cristiatii

imperatore Eninglese.
gli

VI

il

monarca
la

L' imvolle

dell'

Asia

ricevette

in

Ferrara

peratore Enrico

VI non
danaro;

nuova, che Saladino soldano di Egitto aveva conquistata a' n ottobre I 187 al re Almerico II la citt di Gerusalemme, ottantotto anni dola

per dare
stosa

libert senza
di

somma

una vionde il

Pontefice fulmin pure


la

contro lui scomunica, e morendo l'impera-

po ch'era
mor
a'

stata tolta da' cristiani agli

tore in Messina, Celestino III

non

infedeli. Egli

per dolore s'ammal, e

acconsent che fosse sepolto, se prima

29 ottobre. Cos termin il regno di Gerusalemme, che dopo Bu-

non ne
gli

venisse data

la

permissione

del re d'Inghilterra, e dove prima


fosse stato restituito
il

non

glione avea avuto nove re, cio Bai-

danaro,

duino I, Balduino II, Folco, Baldiiino III, Almerico I, Balduino IV, Balduino V, Guido, ed Almerico II, riu)anendo a Giovanni di Brienna soltanto una parte del regno.

che per violenza avea sborsato nel


ricuperare
la

libert nel

1194-^1^

Non vac la sede, ed a' 20 ottobre fu eletto in Ferrara, Gregorio A^III di Mora Beneventano. Applicato il nuovo Pontefice alla conquista di Gerusalemme,

mand ad
per cindalla

Enrico VI di ci pentito, avea gi ordinato nel suo testamento al proprio figliuolo Federico II, che redenaro stituisse al re Riccardo il strappatogli ingiustamente. Quindi nel 1193 Celestino III conferm l'Ordine militare Teutonico istituito in Acri della Soria, da una compagnia
d'uffiziali

intimare
lutti

il

digiuno

a' cristiani

tedeschi, e formai

que anni come


i

nella quaresima, in

to per soccorrere

feriti,

g' in-

venerd, ed
ne' mercoled,

astinenza

fermi dell'armata de'crociati, nell'


assedio di quella citt.
INIentre
III,
il

carne

e sabbati, ci
colla

eh' egli,

Cardinali
il

loro

Pontefice
si

Innocenzo
affaticava
(

corte, facevano ancora


di
la

luned. In-

Conti, d'Anagni,
ricuperare
nel

pass a Pisa, per pacificare quel-

nel
la lo

Terra Santa
il

del-

repubblica con quella di Genova,


l'

quale diligenza, e del

quale ze-

ed incoraggire

ima

l'

altra,

al-

promovere

soccorso
il

loia rispettabili per la loro

grande

litare

tratta diffusamente

mimento-

cos
che p. Mainibourg); i latini, avevano una buona armata nell'ovaio
riente, conquistarono,

COS
cambiato donarono
cui
egli
1'

45
rispetto
,

odio

in

gli

la

colonna

di diaspro,

in

come

si

disse,

nel
dell'
tini,

i2o3, Costantinopoli, capitale impero gieco, che pass a' la-

Ges Cristo fu flagellato, e che poi don alla chiesa di s. PrasMolto


fli

sede suo titolo Cardinalizio.

essendone eletto per imperatore a'i6 maggio del i2o4, Baldovino conte di Fiandra. Indi nel 12 i5,

merito

si

fece

pure nella

presa

Damiata Oliverio
catoi'e

di Westfaiia, ca-

Innocenzo
si

III

celebr

il

concilio

nonico di Colonia, e celebre predisaper la crociata contro


i

generale XII, laleranense IV, in cui


tratt de' mezzi

raceni.

Co' suoi discorsi infiamm di


i

per

ricuperare

religioso coraggio
tre

militari, e

menPa-

da' saraceni la Terra Santa di Palestina, e

fu allora eletto vescovo di


III

v'intervennero 1289 padri.

derbona, Onorio

nell'anno me-

Terminato il concilio a' 3o novempoco dipoi Innocenzo III part da Pioma per pacificare i genovesi,
bre,

desimo
Cardinal

1220

creollo
di
il

vescovo

questa conquista

premio Per santo Padre ain

Sabina.

ed esortarli a rivoltar le loro forze in soccorso della Terra Santa, che fu uno de' maggiori suoi pensieri per tutto il suo governo di
i

ed

pisani,

vea concepita vm' estrema


za
;

allegrez-

scem nel settembre 1221, quando i cristiani furono costretti a restituirla, bench con
molto
si

ma

diciotto anni ; ma pervenuto a Perugia quivi si ammal, e mor a' 16 luglio del 12 16. Vac la santa Sede un giorno, ed a' 18 luglio fu eletto il venerando e dotto Onorio III, Sawlli romano, che protestando subito di seguitare lo zelo, e la fatica del suo

onorevoli condizioni, a Saladino sul-

tano
III

dell' Egitto.

Per questo Onorio

con lettere caldissime esort l'imperatore Federico II, che avea unto e coronato colle insegne inipeiiali, ad intrapiendere con sollecitudine il viaggio di Terra Santa,
ch'egli

avea promesso
di
il

con

giura-

antecessore sulla spedizione militare

mento
placare
tal

fare.

Intanto Cesare, per

per

la

guerra

di

Terra Santa,
a' vescovi

scrisse

Pontefice inquieto di un
nelle

immediatamente
pia impresa.
.si

ed

ai
s

ritardo, e che
restitu
le

sovrani cattolici per promuovere

irato,

vedeva contro s mani del nunzio


della

Le paterne

sue lettere

apostolico

terre
altre

contessa
cui

leggono presso il Rinaldi all' anno 1216. Radunato un copioso esercito cristiano, Onorio III ne nomin a condottiero il Cardinal Giovanni Colonna romano, in qualit

Matilde, e
nella

le

possessioni

romana Chiesa avea usurpate,


il

come racconta
Rinaldi all'anno

citato

annalista

1221.
II

Frattanto
di

il

santo Padre speranfosse

di

legato
si

de' crocesignati
all'

di

do, che Federico

risoluto

Soria. Ivi

trov

espugnazione

di Damiata nel 1220, da cui per sua divozione pass a Gerusalemme,

promovere la spedizione di Terra Santa, nel 1222 lo chiam in Anagni, e con


lui
si

trattenne

per
la

e cadde nelle mani de' maomettani


saraceni, che lo straziarono con
troci

quindici giorni in

Veroli

dopo

a-

solennit di Pasqua,

che in quel-

tormenti, fino a volerlo segar


;

vivo

ma

atterriti

dallo splendore,

che osservarono

sul

volto

di

lui,

r anno cadde a' 3 aprile, trattando sempre di detta impresa, alla quale Onorio III nell'anno seguente i223

46
zii

cos
co' suoi

COS
nunal-

esort con lettere, e


tutti
i

l'Augusto,
ni,

comper

gli

animi dei

sovrani dell' Europa. Nel


il

potenti Frangipani, ed altri roma-

I11-2 per

Papa convoc un

tro congresso con Cesare in Ferentino, al quale

Papa,

per muoverli a perseguitare il il quale essendo da' sollevati


s.

Brienna
erasi

re

di

chiam Giovanni di Gerusalemme, che

assalito in

Pietro,

si

ritir
1'

rugia, Partito

frattanto

a PeimperaalFari

recato in

Roma, per

sollecita-

tore per la Soria, trad


cattolici

gli

re nuovi soccorsi per la


dei luoghi santi, ed in

conquista
esso
l'

con un infame patto, che

im-

fece col sultano, e

dopo aver
a'

evi-

Federico II promise con condursi fra due giuramento di


peratore
anni con
tornato
il

tate

le

insidie
fattosi

del suocero,
di

18

marzo

coronare re

Ge-

un

potente

esercito;

ma

Pontefice
all'

Pioma, Ceimpie-

rusalemme, nel maggio 1229 fugg nascostamente dalla citt, e tornato


citt,

sare fece tutto

opposto,

gando

le

forze,

radunate per t|uesta


le

impresa, contro
di, nell'anno

citt dell' Italia,

Italia vi ricuper tutte le che nella sua lontananza gli erano state prese, riempiendo l'I-

in

che non erano del suo partito. Quin1225, Onorio HI diede le insegne imperiali a Jolante, figlia di Giovanni re di Gerusalemme,
e la uni in matrimonio col detto imperatore Federico II per confer-

talia

di guerre, odii
,

e fazioni in-

terne

da
,

cui

si

crede aver avuto


e
al

origine le famose fazioni guelfa,

ghibellina

la

prima favorevole

Papa, e
sare,
fuori,

la

seconda seguace di Ceiti

ma

ambedue, da Venezia
di
1

marlo
raceni.

nella stabilita

guerra

co' sa-

desolatrici

tutta l'Italia.

Questo egregio Pontefice, vedendo poscia Giovanni di Brienna spogliato da Federico li suo genero
della porzione

un da

Innocenzo IV intim nel 1^5 concilio generale, che fu il XIII,


essere celebrato in Lione,

ed a
altre

regno di Gerusalemme, non ancora occupala da' saraceni, usando della consuetii carit della Chiesa E.omana, nel 1227 , per sostentamento della real corovia, gli diede in governo tutto avea la Chiesa, il patrimonio, che
del

suo

cui egli

presiedette.
si

Fra

le

cose vi
la

tratt della

crociata per

Palestina, per la quale fu eletto


s.

a generale
cia.

Luigi
di

IX
a'

re di

Franquel

Moli per

pestilenza

santo re in Tunisi
ch'ei

2 5 agosto del

da Radicofani fino a Roma. Gregorio IX, Conti , d' Anagni nipote d'Innocenzo III, a' 19 marzo

1270. La seconda volta era quella si recava a tale spedizione,

e nella
chi.

prima

fu schiavo

de' tur-

1227 fu eletto in successore di Onorio 111. Appena venne coronato, ordin all' imperatore Federico li, che partisse subito per la guerra coni' egli avea sagra della Soria giurato, ci che non essendosi da
,

Alessandro IV, per ottenere


nione de' greci, da
lui

l'u-

ardentemente procurata, concesse loro, che nel simbolo della fede non recitassero la parola Filiogue, purch sentissero in ci
cea

lui

eseguito,

a'

29

settembre

lo

come i latini. Mand a Teodoro Lascaris imperatore di Niil

scomunic in Anagni, e tornato il santo Padre in Roma, nell' anno seguente 1228, rinnov nel giovetale scomunica. Irritato di sanie

vescovo

di Orvieto

per

la

slessa

riunione della

Chiesa

greca

colla latina,

e destin di far

nuo-

vamente

la

guerra contro

g' infe-

cos
deli.

COS
disegni

47

IMa

questi

suoi

non
avea
,

cristiani
poli.
t\\

della Soiia la citt di Tri-

ebbero alcun
si

elTelto.

Intanto

perch questo soccorso non


di

dichiarato legato dell' armata

che

spedito coir opportuna diligenza,


citt

triarca di

troverebbe in Terra Santa, il paGerusalemnoe Jacopo di


gli

la

Acri,

1'

unica che posseparti


i

devano

in quelle

cristiani,

Troyes, che
tificato

successe

nel

Pon-

fu vinta nell'anno seguente dall'or-

me

a' 29 agosto 1261 col noUrbano IV. Mentre Teobaldo Visconti di

goglioso sultano, e

cristiani furola

di

no banditi da tutta

Soria

con
di

sommo
tefice,

cordoglio del zelante Pon-

Piacenza, legato di Soria dell'esercito cristiano,


si

che poco

dopo termin

trovava

ad
il

Acri
re

vivere ai

con Odoardo
d' Inghilterra,

primogenito
aspettando
passare
co'

del

4 api'ilc 1292. Nel i3o5 il Pontefice Clemente

tempo
crocesi-

opportuno
gnati
in

di

V, Got, stabih la santa Sede in Avignone, e nel 1807 si rec a


per quivi trattare col re Francia Filippo IV, il Bello (che vi si rec co' suoi quattro figli, e due fratelli, di Navarra e di Sicilia, unitamente al conte di FianPoitiers,
di

rarla dalle

Gerusalemme per mani de' seguaci


Pontefice

ricupedi

MaoVi-

metto, fu eletto
terbo,
il

in

primo settembre
,

1271,
di

bench non decorato della porpora


Cardinalizia
e

prese

il

nome

dra, ed a Carlo di Valois), di dai

Gregorio X. Siccome la ricuperazione di Terra Santa, ove era stato legato apostolico, fu sempre mai la maggior cura di questo Papa, cos'i egli per meglio provvederne all' opportuno soccorso, intim il concilio generale XIV , di Lione II
, ,

riparo
nella

alle

cose

della
a'

cristianit

Soria, e togliere

greci scis-

matici r imperio di Costantinopoli.

Quindi, nel
assai

3
il

1 ,

Clemente

rese

celebre

suo Pontificato, pel

concilio

generale

XV

di

Vienna

in Francia,
I

da

lui

cominciato agli
di tre-

nella

qual 1274. Oltre

citt
i

lo

celebi

nel

ottobre, coli' intervento di molli

soccorsi per la gueri

Cardinali, di

due patriarchi,

ra di Palestina contro
cristianesimo
stabiliti
,

nemici del
in esso

cento vescovi, del re Filippo

IV

di

che

furono
,

Francia con tre suoi fighuoli (che


poi gli succedettero nel regno),
di

molte
tefice

utili

concordemente provvidenze

si

presero

in

vantagil

gio della religione.

Anche

Pon-

Odoardo Giacomo
altri
si

II

re

d' Inghilterra

di

Giovanni

creato nel

XXI, di Lisbona 1276, negli otto ncsi


colla

li re di Aragona, e di personaggi. In questo concilio

che regn, procur


di

maggior

premura di mantenere quella parte Terra Santa, la quale era ancoNicol


cit
lica,

pure del soccorso pei criTerra Santa, e della causa de' cavalieri templari!, dell' Ordine
tratt
stiani di
istituito

nel
i

iii8
i

per

difendere
,

ra in potere de' cristiani.

contro

saraceni

pellegrini

che

IV

fra le cure,

che

eser-

in

favore della religione cattotutti

con istancabile zelo esort


per arrestare progressi del sultano
il

andavano a visitare i santi luoghi Questi religiosi di Gerusalemme. furono utilissimi nel tempo delle
crociate,
ricchiti

principi a formare

una numeroi

per

sommamente

ar-

sa crociata,
riosi

vitto-

da' cristiani,

ma

nel conci-

di

Ba-

bilonia,

quale nel

1290

prese ai

lio furono estinti. Il Papa lev la scomunica a Guglielmo di Nogaret,

48

cos
a Bonifacio vili,

cos
XXII,
e destinate al

])cr l'ingiurie fatte

sostenimento
i

imponendogli la penitenza del viaggio di Terra Santa, dove avrebbe dovuto restare per cinque anni visitando
i

de' portoghesi della crociata,

quali

passassero oltremare,
sero alla
se
le

non

si

pagas-

santi

luoghi, secondo

A-

Sede apostolica, ma bens chiam a s col pretesto, che


dissipate
,

malrico presso Baluzio.


JVon essendovi quasi verun angolo

non
senza
il

fossero
la

consunte
lo

sua autorit.

Per

che

dell'Europa,
\iva guerra,

il

quale nell'anno i320

fosse libero da' funesti effetti di


il

una Papa Giovanni XXII


fatica

Papa Benedetto XII, Fournier, di Tolosa che grandemente bramava di convertire queste decime
,

non risparmi
tempo molti
le

per rimettere
a convertire
poich

in soccorso degli

orientali

molto

tutto in pace, esortando nello stesso


principi
i

pi che

armi contro

saraceni, in aiuto
,

avea ricevuto nel iSSy un'ambasceria del re di Armenia in cui gli domandava aiuto), ed
al

de' cristiani

della Soria

il

quale

dispiaceva

che

le

cose

conquistatore Ottomano, da cui trassero


i

delle

Chiesa fossero da'


riprese
gli

laici

usur-

turchi

il

nome
di

di

ottomani,

pat,

come dicemmo
pi
diveniva
contro

sopra, sempre

Alfonso IV, e
ingiustizia,

con apostolico zelo mostr la grande


nel
gli

formidabile.
il

Questo
di

che con ci faceva alla


Indi

Pontefice
jorica

soccorse
i

re

Mainf-

santa
vette
tori

Sede.
il

i34i

l'ice-

saraceni,

ed
la

santo Padre

ambascia-

\i

missionari

predicar

de' re

Alfonso
gli

XI

di Castiglia,

de agl'infedeli, che gran danno aveano recato alla repubblica crisliana,

e del

suddetto Alfonso

IV

di
gli

Porspo-

logallo,
gli,

che

portavano

principalmente

alla

Chiesa

orientale. Egli avea inoltre comincia-

ed alcuni saraceni presi nell'insigne vittoria, che di questi riportarono,


assai
le

to a trionfare de' turchi, contro dei

quali cose Benedetto


esort
gloriosa

XII
a
,

quali avea fatto lega coi re di Francia,


di Sicilia, di Cipro, e di

grad. Egli
cos

inoltre

Armenia,
d' o-

proseguire

impi'esa

e con Andronico

imperatore

riente, insieme a' veneziani.

Ma
di

dovi-

azioni cos illustri, cess


in

per cui concesse al monarca portoghese le decime di due anni, col patto che facesse fabbricare, e dotare
le

vere

Avignone
i334,

a'

4 dicembre
,

chiese
nelle

necessarie

al culto ai

dell'anno

mentre era sultano de' turchi Orcano figlio di Ottomano, di cui parlammo in principio,

divino

terre

conquistale
il

nemici della nostra fede. ^.


riana al libro VJ.

Ma-

quale aggiunse possedimenti le citt di


il

ai

paterni
,

Clemente
risparmi
i

VI,

nel

Nicea

di

fatica,

afine di

i3^5 non muovere


,

3\icomedia, la Lidia
eia,

la

CappadoSoli-

principi

cristiani

e spinse

il

primogenito
aprendosi

armi

contro

de' turchi

prendere le che con ,


si

mano

di l dell' Ellesponto

ad occos
la

sommo danno

della

cristianit

cupar Gallipoli

strada della Grecia.

Vedendo Alfonso IV
togallo, che

re di Porla

non

si

effettuava
le

rendevano ogni giorno pi potenti; i35i volendo il santo indi nel Padre purgare le chiese dell' Armenia da diversi errori e ridurle
,

sagra guerra, ordin che

deci-

alla

purit
il

della
di

fede

cattolica

me

imposte dal Pontefice Giovanni

adott

mezzo

obbligare

quei

cos
popoli con benefizi, procurando clie
alcuni principi
cattolici
i

COS
ma vedendo
riusciva
cristiani,

49

che quest'impresa non

inviassero

loro soccorso contro

saraceni, che

per la perfidia di alcuni che favorivano il turco,

grandemente li molestavano. Intanto, nei i355, ad Orcano successe il suo figlio Amuratte I sultano de' turchi, essendo morto Solimano maggior fratello. Mosso Papa Innocenzo VI pel
suo zelo a compassione
stato,
dell' infelice
1"

ordin a Pietro re di Cipro, a' veneziani a' genovesi e a' cavalieri


, ,

gerosolimitani di Pvodi, che doves-

Smirche avea prescritto Clemente VI per servirsene contro gl'infedeli.


sero
di

mantenere nel porto

ne

il

numero

delle galere,

in

cui

si

trovava

impero

Intanto

il

sultano
il

Amuratte

I,

de' greci, diviso per s stesso, e afflitto

consolidando
sia,

suo dominio nell'Ain Adrianopoli


l'istitutore del(

da' saraceni, e da' turchi, avea

port
1

le

sue armi in Europa,


stabili

fino dal

i353

spediti legati a
il

tacuzeno, che reggeva

Canrimanente

e nel
la
la

36o

sua sede. Egli fu

per
logo.

la

minorit di Giovanni Paleoquesti ricevuti coH'o-

milizia de' Giannizzeri

dei quali
)
;

Furono

riporteremo un cenno istorico


lizia
,

mi-

nore conveniente alla dignit loro, e al sovrano Pontefice da cui ei'a-

eh' era

composta della quinta


schiavi
et
cristiani

parte
ti

degli

rapi-

no
delle

inviati.

Trattossi

due Chiese,

ma

unione Cantacuzeno,
dell'

in

tenera

nelle

provincia

che non era


litica,

meno

abile nella teo-

logia, e nella storia,

che nella pocredette, che questa non posenza

ed educati all'armi, ed alquali composero per lungo tempo il nerbo degli ottomani eserciti: ma abusando di logreche,
l'

islamismo,

teva

effettuarsi

un

concilio
i

ro
l'

possanza
ne' primi

furono
del

soppressi

dal-

generale, in cui
scovi di

assistessero
i

ve,

imperatore

de' turchi

NIahmoud
secolo
le altre

ambedue

partiti.

Ora

II

corrente
fra

nell'anno

i355, Paleologo, gi signore del governo libero di Costantinopoli, obbligossi


di

XIX. Papa Urbano V,


zelo,

con giuramento
,

ubbidire

al

Papa

nella

slessa

maniera che

gli

altri

imperatori,
e di

e re cattolici, di fare gli onori do-

vuti a' legati apostolici


perarsi in guisa, che
i

adosi

il suo procur colle sue diligenze una crociata contro i turchi, e saraceni, della quale fece capo il re di Francia Giovanni l, a cui diede la croce, come pu-

fatiche che tennero occupato

nel

i363,

greci

ri-

ducessero air ubbidienza della san-

Sede con altre simili promesse; pregando nello stesso tempo Innocenzo "VI a spedire un esercito, che
ta

soggiogasse
belli.

turchi
fu

greci

rifir-

Talayrand vescovo Albano, che ne fece anche legato. Ad esempio del re di Francia Carlo V, di Valdemaro III le di Danimarca, e di Pietro re di Cipro, si rec l'imperatore d' occidente Carre al Cardinal
di
lo

Tutto

solennemente
di

IV
in

mato

col vescovo

Smirne nunl^apa.

V
za

zio apostolico,

e spedito al

nel 365, a visitare Urbano Avignone. Quivi alla presendi una numerosa assemblea
I

Giunsero nel i356 gli anibasciatori ad Innocenzo VI, il quale per


ridurre
invi
i

concorsavi per deliberare sulle operazioni de'ciocesignati


(fra
le

quali

greci alla Chiesa

romana,

era

il

piiucipal motore di questa croil

due vescovi a Costantinopoli,


voL. xvni.

ciala

re di Cipro Pietro di Lusi-

So
gnano, che da
ti

CO
Europa),
la

S
o
sei

cos
atini
gli

cinque,

ungheri, e de' dalmati, e mor

girava a questo fine per tutte


di
il

le

cor-

nel

Papa e
religione,

l'itupera-

di

i385 sul campo dal pugnale un serviano. Gli successe il pi iI,

tore trattarono di restaurare nell'Asia

mogenito Bajazzette

che

co!

pri-

cattolica

facendo
pre-

mo
logo
re,

assedio di Costantinopoli, otten-

energica guerra

a' turchi.

Urbano V, nel i366, murose lettere a tutti


alle isole di Cipro, e

scrisse

ne dall'imperatore Manuele Paleo la pace, con che i turchi aves-

re dell'Eu-

sero in quella capitale

un

quartiedella

ropa, acciocch porgessero soccorso


di

una moschea per

gli

atti

Rodi coni

loro falsa religione,

ed un giudice

tro le quali volevano

partire

sa-

privato. Crescendo le sue conquiste, e minacciata di


poli,
il
i

raceni dell'Egitto, Soria, e Babilonia, collegati


co' turchi.

nuovo Costantino-

Dipoi

nel

principi cristiani invocarono

iSyS, il successore Gregorio XI, per la difesa della cattolica religione, e per raffrenare l'orgoglio dei turchi, fece pubblicare una crociata nella
gni,

braccio forte del famoso Tamerla-

no, gran can de'tartari, che nella battaglia d'Ancira

avendo

fatto
I,

prii^io-

niero

il

sultano Bajazzette

lo fece

Germania,

e per altri re-

racchiudere in una gabbia di ferro, e


poi
si

que prendesse
mici del
ta

concedendo indulgenza a chiunle armi contro nei

serv della sua schiena per iscasalire

bello in

a cavallo.

11

turco

nome

cristiano

e nel

1377

ebbe la gloria di riportare la sanSede in Roma capitale del mondo cattolico, dopo che era stata pi di anni setlantuno in AvignoNell'anno seguente 1878 gli ne.
successe

ne mor di dolore nel iSgg, e la parte asiatica dell' impero ottomano fu invasa dai tartari. Solimano
I,

secondogenito di Bajazzette, ucciil

so

fratello

Isa

Belis,

si

fece pro-

Urbano VI, contro


ci principio
al

il

qua-

le insorse l'antipapa

Clemente VII,

dando con
scisma della

XXII
il

clamar sultano in Adrianopoli; ma, nel i4'o> venne ucciso da'soldati del suo fratello Musa, dichiarato sultano in Europa. Il minimo per
de'fratelli

chiesa

occidentale,

Maometto
i

I,
s'

ricuperale

le

pi lungo, e il pi pernicioso di tutti, poich essendo dm-ato per quaanni, non sapevano si cinquantun fedeli a qual capo della Chiesa i
dovessero ubbidire, e
scere

asiatiche provincie,

intitol sulta-

no
alle

di

Pi usa;

due

fratelli
I

vennero
rest vin-

mani, e Maometto

citore nel 1^1 3. Egli fece strangola-

qual riconopastore
uni-

re JMusa, e riunitisi nel suo capo


diritti

per

legittimo

di lui, fu salutato

restauiato-

versale.

re dell'impero ottomano.
riusc di

Questo orrendo scisma

Finalmente celebratosi
concilio
di

il

famoso
fu
il

sommo

pregiudizio alla Chiesa, an-

Costanza,

che

che per

l'ingrandimento della potenza turchesca, giacch divisi i popoli, ed i regni in ubbidire i PontefiRoinimi, e gh antipapi Avignognesi,

principale

avvenimento del

secolo

XV,

agli II

novembre i4'7> venne


Pontefice Martino
estinto
il

eletto in

sommo

ci
i

V, Colonna^ romano, che,


funesto
Italia,

Papi non poterono applicarsi ad impedirne l'incremento, ed accorrere in aiuto de'minacciati da'maomettani.

scisma,

pacificata
la

l'afflitta

e restaurata
i

desolata

Ro-

ma, merit
della patria,

gloriosi titoli di

padre

Amuralte

trionf de' vallatili

de-

di

felicit

de' suoi

cos
tempi.

COS
e-

5i

Frattanto,

adoperandosi

gregiamente Uladislao re di Polonia per 1' unione della chiesa greca colla romana, Martino V, nel i4i8,

tesoro, che lo zio aveva radunato per somministrar le spese a' greci,
i

quali

in cui

dovevano condursi ai concilio si doveva conchiudere 1' ulatini,

con sue lettere gliene seppe grado, e, ad esempio degli altri Pontefici, che a lui avevano conceduti molti privilegi, in riguardo all'aver non poco dilatata la santa Sede, anche
nelle parti degl'infedeli,
lo storico

nione loro co'


di questo
la

e far la gueri

ra a' turchi. Servironsi

Colonnesi

danaro per ammassar delgente affine di opprimere il nuoin

vo Pontefice, e di recare
loro la citt di

poter
sco-

come

dice

Roma.

Il

Papa
il

Mattia Micovia, nel libro

munic

Colonnesi, respinse

loro

IV,

gli

grazie ottenute,

conferm non solamente le ma ancora lo di-

ardire co' soldati pontificii,

ma

aven-

chiar vicario della Chiesa

Romana
fosse

do eglino dopo lo spargimento di molto sangue, restituito alla chiesa


parte del tesoro, e
te,

ne' suoi stati, affinch meglio

le

terre occuparestituiti

propagala

la

luce evangelica
i

tra

furono ancor

essi

alla

barbari, e fossero ridotti


l'

greci al-

obbedienza verso

la

santa

Sede.

comunione Essendo

de' fedeli.

ricorso

Odoardo, re di

]Vel

tempo
I

stesso,

non contento Gio-

Portogallo, ad Eugenio IV, perch

vanni

conquistata
tezza di

Portogallo di aver importante citt e forCeuta da'mori maomettani,


re
di
l'

con sua bolla gli concedesse di far la sagra guerra ai maomettani dell'Africa, quel Pontefice pel desiderio
della

bramoso
te la di

di

promovere maggiormenreligione,
ai

concordia

del

vantaggio

cattolica

risolvette

della religione, gli rispose di conce-

mover aspra guerra


lo

saraceni

derglielo
fosse

volentieri,

qualora ci non
altro

per
tutti

che Martino

V, volendolo

in pregiudizio di verun

aiutare in cosi santa impresa, invit


i

principi a prestargli soccorso,

e fece bandire nel

modo
I

solito

la

crociata contro

barbari infedeli.
successe,
II,

Nel 14^9 Eugenio IV celebr in Firenze il XVI concilio generale, alla presenza dell' imperatore d'oriente Giovanni VII Paleore cristiano.
logo, di

Al sultano Maometto
nel. 142
nel
I,
il

Demetrio suo

fratello,

e di

figlio
la

Amuratte
paterna

che

raccogliere

eredit

dovette combattere lo zio Mustaf,

cinquanta e pi arcivescovi, ed altri prelati greci, oltre i padri latipubblic il decreto ni. In esso si
dell'

che per altro fece prontamente strozzare,


il

figlio di

lui,

il

quale avea

lo stesso
to.
li,

nome, fu poscia decapitaAmuratte II restato senza emopot


far

unione delle due chiese greca, ma appena tornarono i greci alla loro patria , mossi da
e latina
;

delle

conquiste.

Nel

Marco vescovo di Efeso, ritornarono nel i44^ all'antico scisma, nel


quale perseverano. Nel concilio per si pubblic il rinomato decreto, con cui s'istruivano , e l'icevevano
nella

il Pontefice Martino V, dopo undici giorni, a' 3 marzo concordemente fu eletto Eugenio IV. In quest' anno cominciarono le

i43i, mori

Chiesa

Romana

gli

armeni,

avversit, fra

le

quali

pass

egli

suo pontificato. Tre Colondel defunto Papa, ed assai potenti, s' impadronirono del
tutto
il

nesi nipoti

che per ambasciatori glielo avevano richiesto, con gran consolazione del zelante Eugenio IV. In seguito A-

mu ratte

II

proseguendo

le

sue

5a
nia,

COS
occup
i

COS
la

militali imprese,

Macedodi

Vania.

P'.

sopra tutto ci

Enea

Sil-

rese tributorii

re

Bul-

e di Albania, invadendo a ultimo la capitale Croia, e ricevendo quattro figli in ostaggio,


garia,
tjuesl'

Europa, capo W, Monstrelet volume III, e Bonfinio


vio Piccolotnini,

Decade

111, libro VI. In oltre Eugenio IV, per difende-

de' quali

il

solo

Giorgio

Castriota,

re r isola di

Rodi contro

la violen-

rimase in vita per la tenera sua et. Questo fanciullo, educalo fra le schiere ottomane, vi milit con distinzione, ed abbandonali poi mussulmani steni

dello Scanderberg,

za del turco, vi
lere in soccorso,

mand

alcune ga-

re di

Castiglia

citalo Rinaldi

com' egli scrisse al Giovanni II f/^. il i434); e per soste-

nere
gli

la citt di

Costantinopoli contro

dardi,

si

dichiar

liberatore

delia

patria, e
ristabil

dopo una
in

serie di vittorie

maomettani, che con grand' impeto procuravano d' impasferzi

de'

Croja

il

suo trono.

dronirsene,

vi

sped in soccorso diescudi,

Siccome nulla pi stava a cuore di Papa Eugenio IV, che l'abbattimento de' turchi, gi dislutli in pi incontri dal famoso Scanderberg,
cos
il

einove
(iece,

mila

se pi

non
In-

fu per

non poterlo
il

fare, essen-

do esausto
tanto nel

tesoro

pontificio.

santo

Padre,

avendo

nel

1443

spedite premurosissime lettere

144? successe al virtuoso Eugenio IV, Papa JN'icol V, che prese le redini de! pontificato, mentre
la

a tutti i cristiani, per prender le armi contro di essi, neil anno 444 .somministr ad Lladislao IV re di
1

repubblica

cristiana

era
al

in

sommo
suo

sconvolgimento, ed
e valore

rimeil

dio di tutto, applic subito tutto


zelo,
;

Ungheria, e di Polonia, con cui il soidano Amuratle 11 guerreggiava,

onde

nell'

anno

gran quantit di moneta, colla <juale si form un possente esercito nella Dalmazia, nel regno di Napoli,
e nella Fiandra. Diviso
esercito in

seguente apparecchiandosi Giovanni Unniade, amministratore del regno di Ungheria, a formare pi corpi di truppe per liberare le provincie
confinanti dalla tirannia, e
servit
oltre

fu

questo
fiuo-

due corpi

che

turchesca
fine

JNicol
di

V bram
al

no
tro
li

uno per mare, 1' alper terra, del primo dei quaspediti

ogni credere
i

condurre
8,

desiderato

suoi pii consigli, e con pubblilettere


i

fu

creato

legato

il

Cardinale

che
la

degli

12 aprile,

Francesco Condulmieri, nipote del Pontefice, camerlengo di s. Chiesa, e del secondo il celebre Cardinal Guglielmo Cesarini romano, che
nella

sollecit

cristiani

sacra milizia,

ad intraprendere preparando i preindulgenza plenavi

mii spirituali
ria a quelli,

dell'

che

combattessero.

funesta

battaglia

di

Varna,

Fu

data

la

battaglia nel

campo

di

data da Amuratle II, nella quale si trovava quel Cardinale col detto
Ladislao, rimase ucciso col re
a'

IMerula,

prima
sue

che

Giorgio

Scan-

derberg, principe di Macedonia, unisse


le

io

alle
il

truppe
ottenne
la

cristiane,

novembre i4445
ti.

"^o'^P'^'il^o

da tutbrillante dei
il

Il

sultano con

questa
la

ed Amuratle che gli cost


parte

vittoria

molto sangue
sul

dalla

vittoria
turchi,

ingrand

potenza

sua

restando

campo

fugando

in

pari

tempo

trentaquattromila turchi, ed ottomila cristiani,

valoroso capitano Giovanni IJnniade vaivoda, ossia principe di Transil-

L'Unniade
a'

si

salv colla

fuga, e torn

suoi

iiell.'

Ungheria.

cos
Nella stessa maniera facendo in quest'

COS
no
II
I

53
Ladislao di BoeSicilia, e

di

Norvegia,

anno
1
1

il

re

di

Castiglia
a'

ni

la

guerra

Giovanmaomettani di

mia, Alfonso
di

di

Jacopo
lo stes-

Scozia, esortandoli a prestargli


sussidio.

Granata, Nicol V, con lettere dei

opportuno

Ammoni

29

luglio, concesse

la

medesima

in-

so re di Cipro a fortificar Nicosia, e

dulgenza a quelli, che in tale occasione prendessero le armi contro i


saraceni
quelli,
,

concesse l'indulgenza plenaria a lutti


i

fedeli,

che a questo re
i

prestas-

e intim la

scomunica

sero aiuto contro

turchi.

soccorso alcuno,

che loro prestassero aiuto, o come avea fatto ai

Gi
Nicol

dagli

anni

addietro
le

aveva
paterne

rivolto

sue

30 maggio contro quei che comunicassero, trattassero, o patteggiassero

attenzioni dalla
di

parte

dell' oriente,

cui r imperatore

Mannello Paleo-

co'pagani, e saraceni, locch atferma


citato
111
:

il

Antonio Bonfnio nella Decade

indi nel 1449? ^i

^4 settembre,

Nicol

V decret che

ne' regni di Ca-

stiglia, e Lione tutti quelli, i quali da qualunque setta abbracciassero

la

fede

cattolica,

fossero

idonei

possedere qualunque dignit,


licio,

bene-

onore, ed ollcio, come godevano gli altri cristiani. Per la guerra di Alfonso re turd' Aragona e di Sicilia contro chi avea il santo Padre concesse le decime ed altri sussidii ecclesiastici; ma sulla maniera di pagarli era

nel suo maggiore Costantino un principe, che non era in istato di sostenere un peso cos grande. Nel i45r gli scrisse il santo Padre lungamente agli I I ottobre per impegnarlo a far eseguii'e 1' unione colla chiesa latina, solennemente giurata nel concilio di Firenze; ma siccome da lui non ricavava che parole
figliuolo
rispettose

logo era morto, lasciando

V
i

senza

replic le sue

alcun premure,

effetto,

gli

sarlo di perdere fra Ire


pitale

con anni

avvila

caegli

con tutto l'imperio,

se

nata discordia negli stali di quel monarca, fra il clero, ed i regi ministri, onde Nicol V, per estinguerla
ai

non estingueva intieramente lo scisma, col ratificare la concordia giurata co' latini ; la qual predizione
in

tutte le sue circostanze fu pienascrisse

i3

novembre

i45o

deput

mente avverata, come

Gen-

suo .legato a Intere, il Cardinal Giovanni Morinese, ne' regni di Valenza,

nadio patriarca in questo tempo di Costantinopoli, che registr le tre-

e delle isole Balearie, nel contadi

mende
elfetti.

parole di

Nicol

V,
i

ne

do
ri

Rossiglione, e provincia

tiana,

sopite.
II

onde le Morto nel

differenze i45'i
,

Cefurono

dovette sentire, e piangere


P~.

dolorosi

Amuratte
successe

sultano

de' turchi

gli

Maometto II, che prese il titolo di Gran signore de' turchi. Egli subito fece guerra a

Egidio Stanchio nella DisChronologica de computo turcico Arahiis, et excidit Constantinapoli anno, Vittembergae i66t ;
sertatio

Gaspare

Henneschio

ntW Jpospade
e

Giovanni
il

II re

di

sma
capt.ae

Chronologicuni

tempore

Cipro. Per soccorrerlo


Nicol V,
li

Pontefice

turcs urbis Constantinopo-

12 agosto, scrisse cale ai re Enrico

litanae, Schleuf

i664;

ProgramCon-

dissime lettere all'imperatore d'occidente Federico


III,

ma

in

quo

disquisilur, utruni

slantinopolis oh negatani

Graeci.t

^I
nia,

d'Inghilterra, Casimiro di Polo-

processionem Spiiitus Sancii a Fiiio,

Carlo Vili di

Svezia,

Cristia-

Penlecostcs fcsto expugnata fuc->

5.i

ros
tircis?

nt a

Wiltembergae T7^9II,
il

ro,

secolari,

ecclesiastici,

vi

Maometto
si

pi grand' impei

prestassero aiuto, concesse indulgenza

ratore che abbiano avuto

turchi,

mosse con un

formidabile eser-

cito contro di Costantinopoli, allor-

ch due giorni dopo era giunta a Kegroponte l' armata, che il Papa con molta sua fatica avea potuto radunare, e della quale fece comandante l'arcivescovo Ragusino, cio di
dieci galere a sue spese, dieci altre

che i quest'opera assegn tutti i proventi, che da' benefici venivano all' erario pontificio, e la decima di quelli, che gli pervenivano dallo stato temporale del dominio della Chiesa; pii le decime di tutti benefci, ed offzi nella romana curia ; le decime
plenaria, la
Pontefici sogliono concedere.

pi ampia

avute da' veneziani, ed altrettante da


Alfonso

di tutti

gli

uffizi,

ed impieghi nello
le

re di Sicilia, e d'Aragotutte vi perirono

stato ecclesiastico; e
tutti
i

na, le quali

dopo

cinquantasette giorni di assedio, cio


ai

2f)

maggio i453. Costantinopoli


da

decime di per tutto il mondo cattolico. Per collettori di queste decime deput Nicol V
benefici ecclesiastici

fu presa

Maometto
alla

restandovi
a

molti soggetti, che

rammenta monlui

morto l'imperatore
cui
citt

Costantino,

signor Giorgi nella di

vita

al-

nel

fuggire,

porta

della

fu troncata la testa, e

messa

l'anno i4^3, e finalmente comand che in tutta la cristianit dai


re e dai
principi
si

in

un' asta, fu condotta pel

campo
in

osservasse

la

de'tiu'chi.

In tal guisa termin


figlio di

pace, o

almeno

la

tregua.

Molle
fine
il

Costantino,

Elena, l'imperio

altre cure

impieg a questo

de greci

nell' oriente,

cominciato

santo Padre,
in altri

ma

principi distratti
in

II23 anni prima ai 19 maggio del 33o in un altro Costantino, figlio


anch'
egli

pensieri,

dissenzioni,

niun soccorso prestarono ad


s

opera
Al-

di

un'altra Elena

ma

se

santa.

Il

solo Pontefice, ed

quest' imperio ebbe

per primo,

ed

fonso

re d'Aragona, e di Sicilia

lo stesso sta

ultimo imperatore due principi delnome di Costantino, que la


sola

grande

somma

di denai'o

mandaro-

no
fece

a Giorgio Scanderberg,

somiglianza

onde
il

si

il quale molta strage de' turchi nell'E-

possa
cipio,

paragonare
ed
il

insieme
esso.

prin-

piro.

Ricevette Aicol
gli

favorevol-

fine di

Il

santo

Padre
ti,

rest di dolore

trafitto
gli

per
aiu-

tal perdita,

molto pi perch
i

che avea procurato contro

turchi,
la to-

non avevano potuto impedire


tal

uomini eruditi, che in quest' occasione abbandonarono Costantinopoli, e seco condussero molte opere de' ss. Padri, e le lettere greche in Italia, ove trovarono una
gentile accoglienza.

mente

rovina de'greci. F. Chnlcondila Franzft, e la Turro-greciae di Crusio.

Avendo Alfonso

re di

Porto-

Tent
fice

tuttavia

il

dolente Ponteperdita
ai
fjtta,

gallo messa all'ordine

ima
1

di

ricuperare

la

pubblicando una bolla

3o settem-

armata contro il turco, il un breve de' 3 dre, con

grande santo Paaprile

bre, nella quale eccitava col


i

mag-

14^4 pieno
to II
colla

di

lodi,

gli
;

gior fervore tutti fedeli ad unirsi per fare la guerra al turco. A tutti, che perci prendessero le armi,
di

rosa d' oro benedetta

mand la ma Maometlimiti,

non conobbe
fiss

pi

strepitosa conquista di Costansulle

qualunque condizione

essi

fosse-

tinopoli

rovine

dell'

im-

cos
perio
orientale
l'

COS
afflitto

55

ottomana colossale
Nicol

monarchia.

Intanto

per tanto disastro, penetrato di per la rovina dei greci, e pe' gravi danni che ne provivo cordoglio

tutta r Europa, e lettere sue premurosissime a tutti i principi europei, ad Usumcassano re di Persia,
al

principe di Armenia, e a'tartari,

sollecitando tutti a prender le armi

venivano

alla

religione,
soli

cess

di
ai

contro

turchi.

Quindi

sperando,
di

vivere in et di

5'j

anni,

piucch
Dio, e

ne' principi,

nell'aiuto

24 marzo i^^5, e lasci la sua memoria in eterna benedizione nella Chiesa, siccome imo de' piti grandi

nella

pia
la

liberalit

della

Chiesa

Romana,

quale non radu-

na per
no,

s tesori, se

non per

diffon-

Pontefici,
s.

che

sieno

saliti

sulla

derli a beneficio

del popolo cristia-

cattedra di

Pietro.

non solamente vuot

tutto

il

Dopo

quattordici giorni di sede

pontificio erario,

ma

vendette gem-

vacante, fu eletto
di

Papa

in

et

di

me,

ed

altri

preziosi

ornamenti
terre

setfantasette anni, Calisto IH, Borgia,

pontificali,

ed

alien

alcune

Valenza, che con meraviglia


alcuni
di

di

dello stato ecclesiastico, e col

prosped
il

tutti,

anni

avanti,

andava

dotto di

tali

cose fece allestire una


galere,
i

dicendo

dover divenire senza


Pontefice.

armata

di

sedici

che

dubbio
Calisto

sommo
ITI

Avea

nell'oriente contro

turchi, sotto

ancor Cardinale fatto voto di portar la guerra a' turchi, nella maniera che meglio potesse, e di procurar di togliere dalle mani loro la conquistala Costantinopoli.

comando
zarota.

del

valoroso, e bravo Car-

dinal legato Luigi

Fu

egli

il

Scarampi Mezprimo Pontefice,


gloria di metteforte

che abbia avuta


re sul
colla

la
s

mare una
gli

armata,
difese

formola del giuramento negli annali di Lorenzo Bonincontri all'anno 14^^ presso il Muratori Scriptonim rerum Italicarum tomo
Si

vede

la

quale fece alcune piccole conottomani, e


di Rodi, di

quiste sopra
le

isole

Cipro, di
essi

Meli-

tilene, e di

Scio

da
il

attaccate

in lingua volgare fu pubMicato da Gio. Lami Catalogo della biblioteca Riccardiana. E da rotarsi col Borgia nell' Oratio Pii li. P. M. de Bello tiircs, etc, che

XXlj che

nel

14^7: onde

santo Padre

berata r isola detta Metilene, la restitu al principe, che la possedeva


sotto
il

diretto

dominio della santa

Sede.

quantunque avesse

fatto questo voto

da Cardinale, egli si sottoscrisse Calisto III Papa, chiamandosi allora Alfonso


;

Pi gloriosa riusc al santo Padre l'impresa di Belgrado, fortezza antemurale del cristianesimo. Trovavasi

tanto

egli
s.
i

era

sicuro

della

questa

nel

^56

assediata

profezia fatta da

Vincenzo Ferre-

rio, che a tutti suoi amici diceva die sarebbe Papa, bench nessuno l'ascoltasse, credendolo per la veccliiaja

indebolito non

meno

di cor-

po, che di mente.


Passati

da Maometto II alla testa di centocinquanta mila turchi. Conti-o di questi s'avvi il famoso capitano Giovanni Unniade vaivoda di Transilvania, chiamato il terrore de' turchi, ed il prode difensore de' cristiani.

dunque appena due mesi


salito al

Era

esso assistito da'consigli del


io

da che era
spedi

Pontificalo,

in

benemerito legato PontiP-

Cardis.

adempimento
Calisto

della
III

promessa
predicatori

fatta,

nal Carvajal, e dallo zelo di

Gio-

per

vanni da Capistrano de'miuori frao-

%
cescani,
il

cos
quale, con

COS
un
crocefisso

inalberato in mano, aveva arruolato

Granala ultimo loro asilo come dice il Mariana al libro XXII. Fra
,

mi

esercito di
Alli

mini.
scagli

sopra
fitti,

quaranta mila uo6 dunque di agosto si rUnniade con tal impeto turchi, che avendoli scon-

tante cure della cristiana repubblica


,

consumato Calisto

III

dalla

vecchiaia, mor a' 6 agosto

i458,
di

nel d della trasfigurazione, lascian-

costrinse

Maometto
cos

li

darri-

do centocinquanta
oro,

mila

scudi

si

ad una precipitosa fuga, e a


in
i

trovarsi

istato

pericoloso,

come dice Nata! Alessandro nel tomo VIII eW Istoria ecclesiastica,


sebbene
Calisto
il

che

se

principi
le

cristiani

avessero
del

Ciacconio nella
,

vita di

secondate

sante

intenzioni
li

III

dica

cento

quindici

buon
va,

Pontefice com'esso

esortaa-

mila

scudi,

stati
i

radunali
turchi.

per

la

questo

famigerato barbaro

guerra contro

tinopoli, e

vrebbe perduto l'imperio di Costannon avrebbe potuto conquistar di pi quello di Trebisonda.

Vac
ni, e
II,

la

santa chiesa dodici giorsanese, che siccome


di

sah sul trono del vaticano Pio

Piccoloniiii,

Per cagione

di

questa vittoria
della trasfigu-

prima era premuroso


battuto l'ardire del
cos

veder abtulle
le

ottenuta nel giorno

comun nemico,

razione di Ges Cristo, Calisto III ne rese pi celebre la festa. AHine di avere maggiormente propizia
pi'esa la

fatto

Papa

rivolse

sue cure a questo fine. Per meglio

dunque promovere
cipi
cristiani,

l'unione do'prinliilice

divina

assistenza ncU'im-

necessaria alla

de'cristiani
il

contro

turchi,

riuscita di quest'impresa, stabil

lui

ordin
te
li

Pontefice,
il

giorno fosse dato


colla

che a mezzo segno tre voli

pubblico
gli

congresso

da
si

Alantova, ove trattar


ambasciatori
principi stessi di

a doveva cotenersi
l'Italia,

recitassero tre volte

campana, acciocch fedePater ed il


di

de'principi, e coi

tutta

dei

Ave, coH'indulgenza
tre quarantene, per

tre anni, e

ajutare in tal
i

mezzi opportuni, e de'soccorsi bisognevoli per questa guerra, mentre


che, com'egli diceva, e
si

guisa con

queste

orazioni

fedeli

legge nel
1

contro

nemici del
del suo

nome
III

cristiano.

suo Commentario stampato nel


in Francfort,
il

Non

cess Calisto

per

tutto

il

vincere

turchi sem-

tempo
si

pontificato di pro-

brava unintrapresa non di questo,


o
ci

curare Tabbaltimento degli orgogliotiu'chi,


le

di

quell'altro

regno,

ma

di

egli
ti
i

i4^7 raddoppi sue calde premure con tute

nel

tutta

la
tratta

repubblica

cristiana.

Di

sovi-ani,

quali per

riguardi

Crivelli autore

umani mal
ti

corrisposero alle zelandi


lui.

l'opuscolo,

ampiamente Leodrisio contemporaneo nelDe expeditione Pi II in

intenzioni

Egli

sped

missionari nella
sia,

Prussia,

nella Per-

plorunt

nell'Etiopia, per

richiamaquelli

re alia nostra religione,

che

il Muratori Scrirerum al tomo XXIII. Nicol Reutnero pubblic in quattro volumi, una raccolta intitolata:

Turcas, appresso

ne fossero
ra
i

contrari.
di

Indusse
,

anco-

Orationes
lo

in Consultationes
1

de Bel-

re

Castiglia

d'Arago-

Turcico, Lipsiae

596.
sospensione

na, e di Portogallo, a cacciar inte-

Intanto perch colla


della guerra

ramente dalla Spagna


rneltaui

accantonati

mori maonel regno di


i

e per cagione del

con-

gresso

uou

fosse lutto l'oriente sog-

cos
liirchi, eresse Pio II un miovo Ordine militare col titolo di s. Maria di Betlemme, del quale

cos
insoita in

57
il

giogato da'

Napoli fra

le

Fcjnli-

nando d'A lagona, e Giovanni duca


d'Angi figlio del re Renato, e parte per quella che facevano alla santa

fosse cura

il

difendere

le isole di

Le-

mnos,

colle altre del

mare Egeo, ed
gerosolimitascorrerie con-

Sede

INlalatesti,

Manfredi,
II

alla guisa de'cavalieri

Avendo Maometto
to co'suoi turchi,

conquistadi

ni far dovesse

delle

oltre le isole

tro

turchi.

Lemnos,

e di Lesbo, gi riprese dai


in

Disposte in tal questa spedizione,


gione,

modo
il

le

cose per

cristiani
la

tempo

di

Calisto

IH,

Papa

non

a-

penisola

vendo riguardo al freddo della stan agli incomodi continui delia podagra, n agli infelici auguri

santo
logo,

ancor della I\Iorea, il Padre con esemplarissima

benignit accolse

Tommaso
Morea

Paleostessa^

despota
greco

della

che

gli

si

predicavano, com'egli

e fratello di Costantino, ultimo im-

stesso racconta ne'suoi


a'

commentari,
si

peratore

cacciato dal

tui*co

22

gennaio

i/^Sg,

mise

in

col fratello
altri.

Demetrio, e con molti


s.

viaggio alla volta di Mantova. Giuntovi

Albergollo nelle case di


assegn trecento
a'

Spiil

a'27 maggio, ad altro

non pens,

che

a cercare

Pio II mezzi

rito, gli

scudi

mese,
i

quali ne aggiunsero duecento

di condurre ad effetto i suoi premurosi disegni intorno alla guerra contro il turco, che ogni giorno si rendeva piti formidabile per li miovi
te.

Cardinali, e gli diede nella

domerosa

nica quarta di- quai'esima

la

d'oro benedetta, e nell'anno seguente

1462

il

Papa
s.

ricevette in
la

dono
testa

acquisti
/^,

che faceva

neh' orien-

da

Tommaso

Paleologo,

Enea

Silvio nella

sua Hi-

dell'apostolo

Andrea,

fratello

del

storia

Asiae iMinoris al cap. 87. A'9 dunque di settembre si diede


al

principio
tutto
te e
il

general

congresso di

mezzo alle pastorali cure di Pio II, sempre pi cresceva nel suo cuore
principe degli apostoli.
in

Ma

mondo

cristiano, e

dopo mol-

l'ardente

brama
questi

di

soccorrere
di

diverse sentenze fu deliberato,

riente dalla
II.

fierezza

ToMaometto

che di tutte
tre anni

le nazioni, per questa sagra guerra collegate, pagassero per


i

Era
la

per
nel

conquista

molto pi potente, che avea fatto

chierici

la

decima,

laici

la trigesima,

egli

stessi

ebrei la vi-

eesima.

questi soccorsi promisero

di aggiungere degli altri


fiorentini,
i

maggiori
i

sanesi,
,

ragusei,

g-

novesi,

j'odiani

bolognesi,

onde Pio II con ima bolla de'i5 gennaio 1460 pubblic a tutto il mondo, quanto in questo congresso aveva conchiuso. Malgrado pel le zelanti sollecitudini del buon Pontefice, questi soccorsi non ebbero allora alcun effetto parte per la

1^61 dell'imperio di Tiebisonda nell'Asia, dal quale avea cacciata la famiglia Comnena, che vi stabilita per 207 anni fino si era dal i2o4, in cui (come dicemmo) e veneziani saccheggiai francesi, rono, e presero la citt di Coslanlinopoli; come ancora per essersi impadronito dell'isola di Metilene,
gi detta Lesbo,

e di

tutto

il

re-

gno
vivo

di Bosnia,
il

di cui

fece scorticar

quinto ed

idtimo

re chia-

mato

Stefano.

guerra che v'era tra


gli

francesi, e

inglesi,

parie per <|uclla ch'era

i46f sci isse II santo Padre nel una kllcra all'imperatore Maomct-

58
to
II,

COS
nella

COS
Disposte
sarie
s

quale l'esortava a mo-

pertanto

le

cose

neces-

slraisi

pi

mite

co'cristiani,

Jo

eccitava
ligione,
1)6

pel

ad abbracciare la nostra requal mezzo diventereb-

governo dello stato nella sua assenza, che all'armata, Pio li, a' 18 giugno i464> scese dal paal

legittimo imperatore d' oriente. Divenuto per quel barbaro vieppi

lazzo alla basilica


vi,
il

vaticana; e qui-

dopo aver caldamente pregato


Signore, che prosperar volesse
a'
le

borioso, e avviandosi in

oltre con-

tro de' ragusei, Pio


la

li

considerando

sue pie intenzioni, fece


im' elegante orazione
,

Cardinali

misera sorte della cristiana repubblica, procur con tutto il suo grand'animo di sollecitare contro il
la

e part

per

Ancona, avendo ricevuto da

Tomdestro

maso Paleologo
di
s.

il

braccio

turco

guerra
de'

stabilita

nel con-

Gio. Battista. Quest'orazione,


s

gresso di

Mantova. Con una bolla 23 ottobre i463 pubquesta sagra blic solennemente guerra, ed espose la lega, che perci avca fatta col duca di liologna Filippo, e con Cristoforo JMoro doge di Venezia, e nomin il suo
innqne
pistojese,

che mancava
Il

nelle opere di Pio

pubblicate in Basilea nel i55i,


nella

come
ce in

Raccolta delle orazioni

dello stesso Pontefice, data alla lu-

Lucca nel 175T, e 17^7 da Giandomenico Mansi, fu per la pri-

ma

volta resa pubblica

dal

citato
vi

pai-ente Caidinal jVicol Fortiguer-

Cardinal Stefano Borgia, che

ag-

ra

adorno

di rari

pregi,

generale delle galere die aveva fatto lare nel ]iorto di Pisa, coll'ordi-

giunse un'aurea prefazione, e belquesto titolo: lissime note, con

Pii II P.
cis

M.
et

Orat'o de bello tur-

condurle in Ancona ove, come egli aveva detto nel concistoro de'23 ottobre, sarebbe st;ito pronto a partire in persona per questa
iie

di

inferendo eruta

ex

schedis au-

to^raphis,

anecdotis

monumenti?!

spedizione, a'

di giugno,

affine di
il

animar per
li,

tal

guisa tutto

mon-

do, e togliere ogni pretesto a quelclie

pretendessero di scusarsene.

illuxtrata, Romae apud Benedictum Francesinm i774- Arrivato Pioli in Ancona, a' 19 luglio, fu ricevuto con sommo applauso da quei cittadini, e da nn popolo infinito condottosi col da tutta l'Europa
pei"

Indi,

vedendo
spese
,

che

le

forze

dell'e-

vedere

il

singolare
in

spettacolo
te-

jario Pontificio
olle

non erano bastanti


per
la

di

im Pontefice
gi
si

persona alla
nella

necessarie

questa

sta della
II

crociata

Ma, essendo Pio


salute,
a'
il

guerra

destin
la

per

medesima
il

incomodato
14^45
hi

tutta l'entrata,

quale, secondo
di

male

aggrav, e mor
et
di

i4 agocinquan-

Campani, era
la

allora

cento miallora nei

sto del

scudi, e

si

ricavava dalle miniescoperto

totto anni. Egli, dati


,

dopo aver domani

re dell'allume,

e
il

ricevuti

ss.

sagramenti
a prose-

molto dopo maggior soccorso dal doge di


monti
di

Tolfa,

sperando

esort

sagro

Collegio
la

guire costantemente
trapresa contro
cristiano
, i

guerra, in-

Venezia, dagli
talia,
li
il

altri

principi

dell'I-

nemici del
lasci

nome
cin-

e da'Cardinali stessi, tra'qua-

al

qual fine

Cardinal Roderico

Borgia

ni-

pote di Calisto IH, poscia Alessandro


^
T,

quantamila scudi, che seco aveva, quali da' Cardinali, prima del
i

promise una

galera tutta fab-

loro ritorno in
positati

Roma,
del

fiu'ono

de-

bricata

a sue spese.

nelle

mani

doge Mo-

cos
come pure a mandare le
ro
:

COS
i

59
tributo
della
il

invit

Cardinali

sia

guerra, rifiut
e
del
gli

il

sue

pontificie

ga-

chiiiea,

falcone,

che

re

lere

con
fine

quarantamila
radunati
re.

scudi

Ferdinando
del regno di

questo

dalle

deci-

mandava per feudo Napoli, e domand in

me

Mattia

degli

ungheri.

Fattesi le consuete esequie in

An-

cona,
i

il

mentovato doge,

assiso

Ha
fe-

vece sessantamila scudi, al che ri])ngnavano regi legati. Questi anzi minacciarono, che offeso il loro
i

due ultimi Cardinali diaconi,


II.

ce r orazione funebre a Pio

Passati quindici giorni, nel con-

re, si sarebbe imito a' turchi , al che il Papa rispose con dignit : Andate, e riferite al re quanto ab-

clave valicano
fice

rest eletto Ponte-

hiam

detto, e

se egli

si

risolver

Paolo

nipote di

Barbo, veneziano, Eugenio IV. Furono le


li,

di unirsi al turco,

noi gi abbia-

mo

Paolo II la guerra contro turchi, ed il Cardinal Ammannati di Pavia nell'epistola XCV descrive la maniera, con cui il santo Padre tratt quest'affare cogli ambasciatori che si trovavano in
di
i
,

prime cure

regno

provveduto, come cacciare dal il re, e dagli stati cattolici il

turco.

V.

il

Quirini, Vindiciae Pauli

IL Questo
renti di

Pontefice, ad Andrea,
alle
sorelle,

ad Emmanuelle, e

pa-

Roma

per

la

qual guerra,

al

dire

Paleologo despota di Morea, che a Pio li avea portato la lesta di s. Andrea apostolo,
se,

Tommaso

di altri,

avea lasciato quaranta o quarantotto mila ducati d'oro, radunati solamente per quest'impresa.
II

Pio

assegn trecento scudi


e

il

meloro

un maestro per insegnar


esiliato

le

lettere Ialine;

ad Azanito, nidal-

Quindi

che avendo Paolo

II

som-

pote di Scandeiberg,
se

ministrato buona

somma

di denari al

l'Albania, diede venti scudi al


,

me-

famoso Scanderberg, chiamato nuovo Alessandro, e Gedeone cristiano,


costrinse

cento a Caterina regina di

metto

II

nel i465 l'empio Maoad abbandonar con gran


1'

Boemia, cacciata da' turchi da' suoi stati. Questa mor in Roma, e per
gratitudine lasci in testamento alla

perdita di gente

Albania, che poi

santa Sede tutte


concistoro
la

le

ragioni che
lo

riprese co' turchi nell'anno seguente.

aveva su questo reame, per


in
i

che

prode Scanderberg avendo evitato tradimenti del nemico, e dopo aver per ben vent'anni lepresso a guisa di propugnacolo gli sforzi degli eserciti turcheschi, mor
il
i

Ma

deputati presentarogli

no

spada, e

speroni

Papa

Sisto IV.

Nel conclave

in

et d'anni sessantatre.
JVell'anno

morte che non


la

di

che si tenne per Paolo II, poco manc


,

restasse

eletto

in

succes-

i47o> crescendo vieppi la tirannia de' turchi , che a tutto il mondo cristiano mettevano sommo spavento, Paolo II si adoper per tal guisa, che gli riusc di conchiudere in pubblico conci.*<toro

sore

Cardinale Bessarione di Trebisonda, gi compagno dell' impeil

ratore Paleologo al concilio fiorentino,


gi
ili,
sti
,

uno

de' pi famosi personag-

del suo

tempo

in dottrina,

vir-

e grandezza d'animo.
col

Ma

que-

cogli

ambasciatori de' princila

pretesto

della

sua et di
effica-

pi

italiani

necessaria

lega con-

anni ottanta, se ne scherm

medesimi. Per meglio provvedeie alle .spese di quetro de' tiu'chi

cemente. Anche
listo
III

Capoco manc ch'egli avesse


iifir elezione di

6o
in
cl

COS
mano
le

cos
s.

chiavi di

Pietro, loc-

sia,

ossia

Gaffa, ricchissima colonia


si

te

per non avvenne per un fordiscorso del Cardinal Gelivo


1'

de' genovesi,
assalire gli ni
,

mise in pronto per


luoghi
,

altri

de' cristia-

che imped
stre

esaltazione di

illu-

a segno tale

eh' era

gi

per
del
gli

greco, ingiuriosa alla chiesa latina. Eletto


,

come

neofito

come

entrare ne' confini dell'

Italia. Sisto

IV
suo

dunque stimando dovere


Pontificato
di

}'ontefice, a'

9 agosto ^Ji,
i

Sisto

reprimere

IV, della Rovere,


sieri
i

primi suoi pen-

sforzi

del barbaro imperatore, spea' principi

l'

furono occupati nel ritrovare mezzi di reprimere g' impeti delimperatore ottomano. Perci speegli

d diversi legati
ni,

cristia-

affme di concitarli
lui

contro di

di

subito cinque legati

a diec-

versi principi dell'


citarli

Europa per
il

ed i suoi pii alcun effetto.

unitamente ma le sue premure, ; desiderii non ebbero


Neil'

anno seguente

alla

guerra contro
II.

turco
vi in

Rlaometlo
furono
i

Fra

rpiesti

legati

Cardinali
al

Bessarione

1477, rivolse Sisto IV le sue cure a mantenere la pace in Italia, affinch Maometto l vedendo la guerra civile, non vi entrasse come andava macchinando, ed perci che
nel

Francia

Lodovico XJ, Borgia in ispagna al re Ferdinando V, Bardo in Germania all'imperatore Federico III, ed ai principi tedeschi e nel regno d' Ungheria a Mattia Corvino; e il Cardinal Care
,

1479

^^

Pontefice sped molte

legazioni a' re, e principi cristiani,

per indur questi ad


la

intraprendere
il

sagra guerra

contro
i

comun

iri ifa,

gi celebre pel suo zelo militare,

nemico, e muovere
dere
la

popoli a pren-

fu scelto al

comando

della flotta con-

croce di questa spedizione.

tro gl'infedeli. Sisto


tre le

IV impose
;

inol-

decime

agli ecclesiastici, cona' crociati

Nel metto
cipi

14^0
II

approfittando
discordie
si

Mao-

delle

de' prin-

cesse indulgenze

e per

cristiani, la

sforz di annienreligione
:

operare con pi
lire

efllcacia, fece

par-

tare

nostra

mand
di

nell'anno seguente
il
,

in levante,

contro r isola di Rodi un' armata,

sotto
raffa

comando

del Cardinal

Ca-

che dopo

una

fiera

battaglia

centoquattro

galere,
della

fra le

due

ore, data a'

26

luglio, fu co-

quali diciolto

erano

Chiesa,

stretta di cedere

alla

bravura

di

trenta del re di Napoli

Ferdinan-

que' cavalieri
i

gerosolimitani, onde

do

cinquantasei
si

de' veneziani.
rese, e fu sac-

turchi

si

misero

in precipitosa

Con
ci

quest'armata
la

fuga colla perdita di gran


di soldati, stante
il

numero

cheggiata

citt di

Smirne,

ma

valore del gran

non era bastante per rovinare


cos
,

un impero

bene stabilito, qiial che era quello di IMaometto II con rapidi progressi avea tolto ai quattro recristiani due imperii gni venti Provincie e duecento citt, oltre l'isola di Negroponte in
, , ,

maestro d'Aubusson, da Innocenzo YIII fatto dipoi Cardinale. Mentre Bodi era fortemente assediata da quest'armata, lo stesso imperatore

ottomano ne sped un'altra


talia
,

nell'I-

ove

turchi

sorpresero

Oun

tranto nel regno delle coir aver messo a


fil

due

Sicilie,

onta de' veneziani,


sta
ni)
il,

hi

quale fu pol'an-

di

spada

l'erro,
3

e (uoco.

Correndo

gran numero di uomini,


lnciulli
,

donne, e
alle

14?^'

l'imperatore IMaometto
coucpiislata

gittate ai cani le reliquie


,

dopo avere

Teodo-

de' santi

rapito

le

vergini

cos
quali fecero oltraggio
stessi
,

COS
sugli
altari
i

6i

re la santa casa di Loreto,

ma

tosto

mozzato

la

testa a tutti

che da lungi
presi

nobili,

segato per

mezzo con
bestialit.

sega di legno l'arcivescovo, e

una com-

da

messo

altre simili

che si improvvisamente, come


si

la videro, fm'ono comgrande stupore e paura, sentirono costretti a dar volta


SI
si

legge nel

La
ta
to,
le,
l'

presa
Italia

di

Otranto mise tutgrandissimo spavenSisto IV,


il

Novaes, nella vita di Sisto IV. Degnospertanto la Provvidenza di Dio


il

in

li-

massimamente

qua-

berare

mondo
nel
di

cristiano
colla

E.afFaele da VolterVII dell' Istoria Fiorentina, pens di rifugiarsi in Avignone; ma preso miglior consiglio, tutto si diede ad apprestar aiuto in difesa della gregge di Dio alla sua cura commessa; e per aiutar il re di Napoli Ferdinando contro i turchi che gli avevano occupato Otranto, non dubit di vendere Frascati a Girolamo, e ad Agosti-

come

dice

afflizioni

i48i,
,

da tante morte icrudel


nel

ra al libro

stantanea

Maometto

II,

nemico de"
trentesimo
regno, a'

cattolici

accaduta

secondo anno del suo 3 di maggio, giorno dedi-

cato all'Invenzione della santissima

ro nemico.
di questa

Croce, di cui egli era stato cosi fieIl santo Padre avvisato

detto

il

santo

morte, che aveva gi prereligioso de' minori


della

no
il

d' Estouteville

pel prezzo di ot-

tomila fiorini d'oro. Ordin quindi


santo Padre ai principi
d'Italia,

Marca, ne rendette Dio con una divota processione, nella quale venne accompagnato dal sagro Collegio dei

Giacomo

solenni grazie a

che facessero tregua, e rivolgessero le arigli contro gli stessi turchi ;


spedi suo legato nel regno di
poli
il

Cardinali. A' 2 3 di agosto poi giunse


ta

in
di

Pioma pel Tevere


da

un' arma-

JNa-

ventitre navi, spedita in soc-

Cardinal

Rangoni,
i

perch
richiese re oltra-

corso dell'Italia
di

Alfonso

re

segnasse di croce

fedeli:
i

Portogallo, a ricevere dal santo

premurosamente d'aiuto

montani, e proponendo a tutti pienissima indulgenza, li sollecit alla


difesa del

Padre la benedizione per andarsene contro de' turchi, ma succedendo la morte di quel sovrano^ l'ar-

nome

cristiano.

Inoltre
di

mata torn

in Portogallo,

per

ri-

promise

di

adunare un' armata

cevere gli ordini del nuovo re Gio-

venticinque galere, per unirle a quelle del re di

Napoli che doveva essere

vanni II. Innocenzo VIII, Cibo,

genovese,

di
il

quaranta;

mand

legato a

Genova

appena
che

eletto
i

Cardinal Savelli, perch facesse fae mettesse


di

tutti

conferm i capitoli, Cardinali avevano giuche


il

re l'armamento navale,
in

rato di osservare, fra' quali,

concordia

le

differenze

quei
al

futuro Pontefice

fosse

obbligato a

cittadini; e

per non mancare


simili

lo-

dare per soldo


turco
le

a' soldati

contro

il

devole uso de'suoi predecessori nel


ricorrere
in
tribolazioni
al-

rendite

delle

miniere di

l'intercessione de' santi affine di pla-

allume, e di non applicarle in altro uso se non che nel difendere i cristiani
i

care
sto

colle

loro

preghiere
istitu

il

giu-

dai turchi,

in provvedere

sdegno
d'

divino,

l'otta-

nobili esiliati, e cacciati dagli stesinfedeli,

va

Ognissanti

nualmente.

Da

da celebrarsi anOtranto si dirizza-

si

come narra
detto

l'Annalista

Piiiialdi

anno

i4S4-

Le

rono

turchi coir armata a preda-

prime apostoliche cure d'Innocenzo

&
vili furono
tra
egli
i

cos
di

COS
la

conciliar

pnce

principi cristiani, e per darne


stesso l'esempio,
la
;

Papa, desideroso di mettervi rimedio preg r imperatore Federico


,

cominci dal
diritti del-

III,

gli

altii

principi di
i

mandacoi

terminar
veneziani
la

guerra di Sisto IV coi


i

re presso
tori

di
li

lui

loro

ambascia-

e conferm

per

25

marzo 1488,

Guinea, ed in

altre terre de' sa-

quali tratterebbe della

raceni al re di Portogallo, giacch

Alfonso
legni,

V
e

con un'armata
mila

di

3oo

trenta

combattenti

turco. Ci avvenne, Vili inoltre promise di sostenerla con vigore, e di assistere personal-

guerra col ed Innocenzo

preso aveva in ventitre giorni Arzila

e Tanger, due citt nel regno


nell'Africa.
i

di

Fez

Nell'anno

/[S6 Innocenzo Vili

pregato di
e tartari,
stati,

aiuto

dal

re
i

Casimiturchi,
i

ro IV di Polonia, contro

mente all'esercito, quando questo comandato dal re di Spagna Ferdinando V, dal re di Francia Carlo Vili, o da Enrico VII re d'Inghii terra: ma il progetto del Papa non si effettu, il perch nulla si
fosse

che

infestavano

suoi

esegu contro

turchi.

band la crociata contro i barbari. Quindi , nel i4^7, vedendo il Pontefice che la tiran,

come dicemmo, media Maometto II, gran


Morto,
degli ottomani,
lasci
si

in Nico-

signore
ch'egli

due

figliuoli

nia de' turchi

latava per la
talia,

maggiormente si Germania, e per

dil'I-

disputarono la
il

sovranit.

Ciascuno di questi aveva


tito,

suo paril

dove

il

tiranno Bocolini, stret-

ma

jajazzetto II

vinse
il

mifug-

to in amicizia col turco, aveva gi

nor

fratello

Zizimo,

quale
il

occupato Osimo nello stato ecclesiastico, che a preghiei'a di Lorenzo de' Medici magistrato de' fiorentini
restitu

gito in Rodi,
bellico.

come racconta
libro

Sa-

Elicaci,

X, implor
di

asilo

dal gran maestro de' cavalieri

per settemila scudi


la

d'oro,

gerosolimitani Pietro

Aubusson,
neldel-

pubblic

guerra, di cui fosse ca-

che

dopo
a

onorevole
vivere
in

ricevimento,

l'imperatore Federico III, e ordin le decime agli ecclesiastici per le spese da farsi nella medesi-

po

lo invi

tranquillo

l'anno

1482

una commenda

l'Ordine nel confine di Poitou, col

ma. Indi esort


ra contro
d'
il

principi alla guer-

turco, che minacciava


la
Sicilia, e
l'

permesso del re di Francia, guardato sempre da'cavalieri gerosolimitani. Indi nel

invadere
i

Italia

per

1489 Zizimo
gli

fu con-

ridurre
vit.

fedeli

ad una dura
al

schia-

segnato

ai

deputati d'Innocenzo

VI II,

questo santo fine Innocen-

zo Vili

comand

vescovo d'Ordi-

te suo legato in

Germania, con

ploma del primo settembre,


caldamente raccomandasse a
i

che
tutti

principi questa militare spedizio-

gran reprimere i turchi, l'aveva richiesto premurosamente a Carlo Vili, e lo ricevette a'3 marzo con solenne ponipa in Roma (come raccontano il Vialardo,
sarebbe di
di

che sperando

vantaggio al

fine

ne;

ma

le

premure

del
il

zelante

ed

il

liosio nella vita del Pontefice),

Pontefice non ebbero


effetto,

desiderato

mantenendolo sotto buona guardia


nel vaticano, e trattandolo con
gnificenza

ni

perch quasi tutti i sovraerano fra loro in guerra , e lo

maper

merc
eli

di

quaranta mila
li

stesso
flitto

dominio della Chiesa era


dalle fazioni:

afii

scudi d'oro, che Bajazzetto


tal

per

lo

che

motivo

mandava o"ni

atuio.

cos
Zizimo mor nel i49^ > fjLiando Carlo Vili re di Franciii, avendolo domaudato ad Alessandro VJ, nel condursi che quel principe turco
si
si

COS

63

parlava punto. Aveva egli alcuni complici, che furono puniti col supphcio
ordinario,

per
to

la citt,

ed egli condotto per cui di tratto iu tratfu


alla
fine

faceva a Napoli, cess di vivia

era

attanagliato,

vere per
sospetti,

nel

mese
fosse

di gennaio

squartato,

ed

esposto per

parti

lasciando del suo misero fine sinistri

differenti porte di

Roma.
II,

come

gli

stato

pro-

Quindi Bajazzetto
nito
il

vedendo
la

sva-

pinato

il

veleno.

suo progetto, prese

strada

Innocenzo
Giovanni
pili

Vili

assegn

dodici

della politica, rivolt le sopraddette

mila scudi d'oro annui al Cardinal

sue promesse avanzate a Carlo


re di Francia, nel
Pontefice, e
nel

VIU

Balve

francese

siccome

militare che

ecclesiastico,
gli

per
del
II
,

somnio 1492, per mezzo

1490

al

la

custodia

che

commise

principe

Zizimo.

Bajazzetto

aveva spedito nel i^Scf a Carlo VIII una ambasceria in Francia, colla quale r avea pregato a ritener Zizimo nel suo regno, promettendogli di mandargli tutte le reliquie trovale da Maometto II suo padre in Cofratello,

per timore del

d'un suo ambasciatore detto Charnisbuerch, dopo avergli fatto presentare tutto quello che l'oriente produce di pi prezioso, oltre a quaranta mila scudi d'oro, destinali a pagare la pensione del principe turco Zizimo, che pregava si tenesse in luogo sicuro , gli fece consegnare a'3i maggio 1492
la

stantinopoli, e nelle altre citt del-

sagra

Lancia, con cui da Lonil

l'Europa, e
in

dell'Asia
il

opera tutto
lui,

mettere suo potere per to,

di

gino fu traforato
tore, colla

lato del R.eden-

gliere a' saraceni

la

darla a

e di

Terra Santa, e somministar an-

nualmente una somma considerabile di denaro pel sostentamento del fratello. Siccome poi all'arrivo dell' ambasciatore ottomano era gi stato inviato Zizimo a Roma, Bajazzetto II avendo saputo questo, tent di far avvelenare il fratello, ed il Pontefice,

spunga insieme, e colla canna, che nella medesima passione furono consagrate. Nel primo dunque di maggio giunse l'ambasciatore turco Chamisbuerch in Ancona, ove i due legati mandati dal Papa, cio l'arcivescovo di Arles, e
il

vescovo di Fuligno, fecero


la citt

la

ri-

cognizione del sagro dono, che por-

tarono per

con solenne profu concessa in-

servendosi d'

un

scellerato si-

cessione, nella quale

chiamato Cristoforo Macrin, il quale cacciato da un impiego che aveva nella corte pontificia, si trovava in Costantinopoli. Doveva quecario
sti

dulgenza a
ro.

quelli
la

che v'intervennereliquia fu

Quindi
in

preziosa

ricevuta

Roma
maggiore
Intanto

da

Innocenzo

Vili
e

colla

venerazione,
l'interessante nella capita-

attossicai'e

la

fontana dove

si

solennit.
di

attingeva l'acqua per l'uso del Papa, e di Zizimo;


crin mise
il

ostaggio
le

Zizimo

ma

appena Ma-

del
le

cristianesimo
i

tenne

sospe-

piede in

Roma,
egli

fu ar-

se

armi, e

progressi de'turchi.

restato per delitti, che nulla riguar-

davano questo ond'


sua fortuna. JMesso
fess

sperava
cui

la

alla tortura

con-

ancora

il

misfatto, di

nou

Nel tempo medesimo il santo Padre ebbe la consolante notizia della conquista di Granata fatta dal re Ferdinando V, col qual trionfo

64
si

cos
il

COS
nella
1

cstinse

niaomeltanismo

il

Sabcllico, Eicad.

X, ed

il

Suritn

incominciato nell'anno 7 e (lurnto 780 anni. Al volume


Spnj^ii.i,

2,

al

libro

111

del

tomo V- H Pona Venezia nel

IK

tefice

Alessandro VI, per ispegnere

p.

3o5
si

del

Dizionario^

parlandosi

l'acceso fuoco,

mand
il

della creazione segreta de' Cardinali,

1499

''^'^

legato

Cardinal
la

Gio-

fa

menzione della
II

lettera scrit-

vanni Borgia, ad ottenere


imiti
i

concori

ta

da Bajazzetto
perfetto

facesse

al Papa, acci Cardinale Psicol

dia dei sopraddetti principi,


li

qua-

agli

altri

si

collegassero

Cibo, con altre analoghe erudizieni.


Successe ad Innocenzo Vili Pa-

contro
Sede.

nemici soltanto della santa

Ma

vana torn

silfatta

legacolfi-

pa Alessandro VI, che nell'anno 1496 prov la contentezza di ricevere Nilo,

zione, poich
la

Alessandro VI,
i

speranza d' ingrandire


si

suoi

monaco di
a

s.

Basilio,

manubbi-

gliuoli

dichiar dalla parte con-

dato
dienza
sto,

ambasciatore

da Costantino
prestargli

re de'giorgiani,

come
a

a vicario di Gesi Cridi

pregarlo

sollecitare

al duca di Mdano, ed in Lodovico XII fece duca di Valentinoy nel delfinato. Cesare Bolgia figlio del Papa.

traria

latti

re
la

d' occidente,

ad

intraprendere
i

Liberatosi

Bajazzetto

II

colla

sagra guerra

contro

saraceni,

e di mandargli
lio di

il decreto del conciFirenze, aOine di riunirsi alla

Chiesa Romana.
egiziani,

Fu
i

per

infelice
gli
li-

Bajazzetto li nelle guerre contro


e contro
allora
russi,

che

si

morte di Zizimo dalla paura, che si prendeva di questo suo fratello, mosse guerra a' veneziani; ma prendendone Alessandro VI la protezione ( siccome quello che teneva numerose truppe, e fu il primo Pontefice
li
il

beravano
tartari,

dal
il

dominio
di

dei

quale mise
di

suoi successo-

mediante

valore di GioIMoscovia,

in

istato

figurar nel

mondo

vanni Ba^ilo\vitz

czai-

tempo, a cui
sato

grand' uomini der suo la Russia deve il suo primo splendore, il quale avea spode'pii

uno

anche quali sovrani possenti), e minacciandolo che avrebbe mosso tutti


i

principi cristiani contro di

lui,

parve

che
Il

il

turco
re
de'
il

rimanesse

in-

una

figliuola

dell'ultimo im-

timorito.

romani
re
di
di

Massi-

peratore
leologo.

de' greci,

Costantino

Palega

miliano

Francia
contrario

Lodovico XII erano


i

Avevano
col
ilne
di

veneziani fatto

animo a questa unione,


turchi
di

e intanto

re di Francia

Lodovico XII afspogliare Lodovico JMoro

presero

la

ricchissima

citt

Modone

nella

Morea,

e Lepanto,

del ducalo di :Miiano, e questi non trovando strada pi facile a schivar


la

eh' era de' veneziani.


dita prese occasione

Da
il

questa per-

santo

Padre
della

sua

rovina,

che

ricorrendo ad
sped
li,

per

sollecitare

l'apparecchio

una esecranda
della

fellonia,

due
si-

sagra guerra, ed esort Gio. Alberto re di


d'

sua corte a Bajazzetto

Polonia, e Ladislao
agli

l'e

gnillcandogli
cese,

che

il

monarca

fran-

Ungheria a dare dalle


diversivo
i

parti loro

dopo

la

conquista che medi-

un

ottomani,

senza
col

tava dell
ni stessi
di
lui

Italia,

avrebbe co' veneziarivoltato le armi contro


rimettere
Cristo,
in

lasciar di confortare

cristiani,

proporre
a
([uelli,

il

premio

delle indulgenze
la

per
di

levante

il

che

prendessero

croce.

culto

Ges

come dicono

Oltre a ci Alessandro VI pubblic,

cos
e lo alTermano
il
il

COS
e
re
di

G5
a
ci

citato Sabellico,

Francia,
lo stesso

Oltre

conlega

Surita al tom. V, eh' egli sarebbe andato in persona contro i nemici


tlella

dann
di
lesa

Federico, come reo


fatto
la
si

maest per aver


li

nostra religione,
dei

se

il

re

di
il

con Bajazzetto
se
la

contra

Francia, o di Spagna, fosse stato

blica cristiana. Nel

i5o3

repubconchiu-

condottiero

crocesignati.

Indi
I,

pace fra

veneziani, e la su-

mand
pegnarli

legati

a Massimiliano
intraprendere
le

ai

re di Polonia

ed Ungheria, per imquesta


indul-

ad

blime porta ottomana, per cui l'isola di Cefalonia rimase a' veneziani, che avevano conquistato alcune isole
Jonie.

guerra, e fece promulgare

genze per raccogliere


di

il

denaro, che
pi

Giulio

II,

della Rovere, che riem*


e

a tal fine abbisognava.

Mutato per

Italia

sentimento, Alessandro

VI

rivol-

terrore del suo

se tutte le sue

premure ad ingrantrattossi

ottenere
cristiani

di

Europa tutta del nome, nel i5o4j per rivolgere le armi dei
l'

dire

il

suo figliuolo Cesare.


Pontefice, e
principi
alla

Entrato poi l'anno i5oi,


fra
il

sommo
,

cristiani

di

mettere

argine

i turchi, procur con ogni diligenza di mettere ia pace il re di Francia con quello di Spagna. Neil' anno seguente IMa-

contro

tirannia turchesca.
di Pentecoste

Nella

domenica

nuello re di

che

il

pubblic solennemente, re d' Ungheria si era a questo


In questo tempo
ariiiata

fine collegato col santo Padre, e coi

Portogallo mand a Jacopo de'Sousa vescovo di Silves, e Jacopo Paciceco per rendere obbedienza a Giulio II, ed

Roma

veneziani.

si

faceva
,

insieme pregarlo di aiuto

contro
quali

una grande

dal

Papa

dai

mori

dell' Africa,
il

per

le

ri-

re di Fi'ancia, e di Spagna,

dai ve-

chieste

neziani, e dai cavalieri di Piodi,

ed
e
il

gi da Innocenzo Vili a quel

Papa rinnov l'indulgenza moi

Alessandro

VI

cre

suo

legato

narca conceduta, e conferm


vilegi dal re concessi

pri-

comandante

dell' esercito cristiano,

all'Ordine di
i

Cardinal Pietro d' Aubusson, gran maestro de' suddetti cavalieri gerosolimitani. Ci non ostante, n le preghiere, u le meravigliose apparizioni, n le disgrazie funeste del levante, furono bastanti per indurre Massimiliano I re de' romani, ad intraprendere la guerra contro i turchi. Indi Alessandro VI diede gravissima sentenza contro de'romani

Cristo, perch fossero pi animati


cavalieri a scorrere le terre

de' sacri-

raceni, ed a
stiano.
i

dilatar

il

nome

Intanto pacificando Giulio II

re di Francia, e di

Spagna,

otle

tenne da
frica,

questi

che rivolgesse
loro

sue armi contro de' saraceni dell'A-

onde
il

tolse

Malzalquir,
vit-

ossia

porto Grande, della qual


santo Padre
si

toria

rallegr con

Colonnesi, e Savelli

collegati

Ferdinando V, e per meglio


pose una decima al clero
gua.
di

pro-

Federico re di Napoli, che chiamava i turchi all' esterminio dell' Italia


;

seguire la cominciata impresa, im-

Spa=
che

onde

il

Pontefice priv Federi-

co del reame, che divise, dando la


Puglia, e la Calabria a

Vedendo
Massimiliano
dovico XII,

il

santo
di

Padre

Ferdinando
il

re de' romani, e

Lo-

re di Spagna, e

di Sicilia, e
titoli

re

Francia,

erano

rimanente, co' reali


e di
VOT,

di Napoli,

Gerusalemme, a Lodovico
%\\].

XH

malcontenti l'uno dell'altro, adoper ogni premura, nel 1107. per paci-

66
ficarli

C OS
fra

COS
ricuperare
le

loro,

per

soldano d' Egitto, e


secoli,

s'

impadron del

citt,

e terre della Chiesa tenute dai


i

Cairo. Cos termin,

dopo quattro

veneziani, e per indurre

principi

ad intraprendere
Perci
jal
il

la

sagra

guerra.

Cardinal Bernardo Carvalo sped'i legato a Massimiliano I,


Cardinal Antoniotto Pallavicini
colla
stessa
il

r impero de' mamelucchi circassi, divenendo l'Egitto provincia turca. JVel i5?.o Selim I cedette lo scettro al suo
figlio

Soli-

il

mano
ti

II.

Intanto, essendosi radunadi

lo sped

qualifica

al

nel

i5i8 per ordine


I

Massi-

re di
sa

Francia,
in

quale allora

di-

miliano
la
gli

in

Augusta
afline di

principi delstabilire co-

morava

Genova.

Per
gli

tal

gui-

Germania,
altri
il

nell'anno seguente

riusc
i

principi
turco,
(

cattolici

una

lega

pacificarli,

ma

persistendo

ve-

contro

Leone X,
s.

Medici,
sulla

nesiani

nel

ritener le terre
si

occui

fiorentino

che allora sedeva


di

pate, Giulio li

un

con

detti
di

veneran<la cattedra di

Pietro,
ni

e
se-

sovrani nel trattato di

alleanza

diede
colo),

il

nome
si

aureo

suo

Cambrai.
gli
li,

veneziani

ricusarono

mollo

alfatic per metterla


egli quattr(
il

aiuti

del gran signore Bajazzctto

ad
nal

elTctto.

Perci sped

ed ottennero il perdono implorato dal Papa, che come padre co-

Cardinali legati
d' Inghilierra

Intere,

Cardire

Campeggio ad Enrico Vili


,

mune
quali

de' fedeli

si

ritir

dalla

lega
i

con gran rammarico de' francesi,


si

rivoltarono contro lo stesso


e
principi
il

Pontefice,

fra

loro

la

dove per duecento anni addietro non v'era piii sialo un legato a latore j il Cardinal Jv gidio al re di Spagna Carlo V, a
Massimiliano
poi
I
il

guerra.

Termin

zetto II colle
ni.

regno di IJajazdomestiche dissensiorinunciare


la

Cardinal Farne-e.
cui

Volendo questi

corona al primogenito Acmet, noi consent Selim I fratello minore, il quale fatlolo strangolare in uno a Corcuto altro di lui fratello, successe al padre nel i5i2, riunendo la Mesopotamia , ed il regno dei Curdi alla Por ta^ Ottomana, titolo diplomatico con cui come dicem,

per non essere subitamente partito, lu surrogato il Cardinal Gaetano, ed il Cardinal Dovizi di BiJ^biena a Francesco I

Paolo

III,

re di Francia. Pochi giorni

dopo
il

la

creazione di questi legali

santo

Padre oidin una soleime processione, in cui il medesimo Papa e


i

Cardinali
di,

si

fecero vedere a piedi nu-

mo,

si

distingue

il

gahinetto

del

della

per rendere a Dio le dovute grazie lega, e della tregua fatta per
i

gran-signore,

che
di

in oriente

equiil

vale a quello

corte,

nonch

di Costantinopoo serraglio. I| suo ingresso, come pur di sopra accennammo, ha il nome di Sublime Porta, ed in questo vestibolo si tiene circolo
li,

palazzo imperiale

cinque anni tra tutti principi contro il turco. Aggiunte pur furono calde preghiere al Signore, perch,

domati
e

turchi,

volesse

rendere

all'impero cristiano Costantinopoli,

nelle solenni occasioni, ed ai

lati si

Gerusalemme. Per ordine del medesimo Pontefice, consegn il Cardinal Gaetano a Massimiliano l
nella dieta
lo

espongono
stinti.

le

teste

decapitate

ai

di

Augusta,
pensieri
a

il

cappello,

possenti nemici, e de' condannati di-

stocco e r
I

elmo da sua
per

Santit
della

benedetti.
J

Selim

vinse

Camposone Gauro

suerra cominciarono

raffreddarsi

cos
s per r improvvisa morte di Massimiliano I, accaduta a' 22 gennaio i5ig , a cui successe Carlo V, e s

COS
sar

67

qua e l, fincli l'imperatore Carlo V, come re di Napoli, diede


loro
la

isola di

Malta.
si

per la sfrenatezza di Martin Lutero agostiniano apostata, che coi suoi perniciosissimi errori cominciava a

Mentre Adriano VI
nel trovar rimedio
nesti
a'

affaticava
fu-

progressi

combattere la Chiesa Piomana. Nel i522 venne eletto Adriano VI, Florenzi, d' Utrecht, nel qual

Solimano l, e di Lutero, cadde malato, e mor a' i4 settembre iSi', succedendogli Clemente
di

VII,

Medici,
di

fiorentino,

che

nei

anno si trovava assediata l' isola residenza allora de' cavadi Rodi lieri gerosolimitani, da duecento
5

maggio dell'anno santo \^i5, dopo la messa pontificale in Giovanni in Laterano, pubblic s.
primo
il la lega fatta contro turco, tra Carlo V, Enrico VIII re d'Inghil-

vedeva Per ovviare al pericolo, in cui erano i cavalieri, Adriano VI mand ad essi un soccorso di tre navi ben provmila turchi, alla cui testa
si
il

loro imperatore Solimano

II.

terra,

fiorentini,

ed

duchi

di

Milano Sforza, e zaga, concedendo


agli

di

Mantova Gonindulgenza

in questa funzione

vedute,
trai'i.

ma

ritardate dai venti congli assediati

astanti la plenaria

Vennero
;

ma

necessit

ad estretuttavolta, avendo di-

mostrata la solita loro bravura, i turchi erano apparecchiati a levare


l'assedio.

Allora

il

cancelliere

del-

l'Ordine Andrea
ghese,
irritato
l'

d'

Amarai portoessergli

dando loro la papale benedizione. Avendo Lodovico re d'Ungheria oltraggiati gli ambasciatori di Solimano II, questi gli occup Sabal, e Belgrado, e dopo la presa di Rodi, tornato nell' Unghedel giubil(;o, e
ria sconfisse Sofia.
Ivi
il

per

stato

re

nella battaglia di
II

preferito

anno

precedente

nella

fuggendo Lodovico

per-

gran maestro Filippo 1' di Ile-Adam francese, Villiers per mezzo di un servitore, che lanciava le lettere con una balestra nel campo nemico, avvis i tvuchi del bisogno della piazza, per lo che essendosi Solimano II ostinato in batterla, in capo a sei mesi di atdignit
di

dette la vita, lasciando

Buda

e Pesth

sue capitali

al

furore ottomano. Indi

venne eltto alla corona d' Unghevaivoda di lia Giovanni Zapolio ma Ferdinando I, re Transilvnnia de' romani, fratello dell'* imperatore Carlo V, vi si oppose pei diritti
;

della consorte

sorella

del

defonto

tacco,
voli,

s'

arrese, a condizioni onoreil

tiionfante

che vi entr giorno di Natale \5i-i, pieno di stima pel valore del gran
sultano,
il

maestro,

gli rendcli^e tutti gli onori dovuti al suo merito. In questa guisa i cavalieri, che 2 3 anni pi-ima aveano
1

tolto quest' isola a'saraceui,

ed era

la

loro quinta residenza, perch


la

dopo

monarca, e nel iSay cacci il suo competitore. Questi implor l'aiuto di Solimano II, che ritornando nel reame, arriv a porre l'assedio a difesa per bravamente Vienna dal palatino del Reno. In mezzo a queste sciagure, che mollo occupavano l'animo di Clemente VII, gi estremamente addo,

perdita di

passati a
i'^ola

Gerusalemme, erano Marguat, ad Acri, ed all'

loralo

pel

funesto

saccheggio

di

Roma, operato
V, non
J '.urico

dall'esercito di Carlo

di Cipro, la perdettero per tiadimento, essendo costretti a pas-

clic per lo scisma orrendo di Vili re d'Inghilterra, e per

G8

COS
tire

COS
con un esercito contro i mao meltani d' Algeri, preg il Pontefice Paolo III, Farnese, romano, di condursi a Lucca, per trattare insieme su questa spedizione. Contro
il

r ingrandimento dell'eresia luterana, correndo l'anno i J29, si seppe che Solimano II con apparecchio militare per r addietro non mai veduto
si

disponeva
il

partir

in

persona

regno d' Ungheria. li re Ferdinando 1 litorse ai santo Padre per averne soccorso, ma questi, sebbene per la guerra del re Lodovico li contro il turco medesimo, mandati cinquanta gli avesse gi
contro
alila

parere de' medici, di alcuni senae dell'ambasciatore di Francia,


della sua

tori,

ad onta
rec
il

vecchiaja,

vi

si

zelante Paolo III nella granavuti


inoltre

de
in

estate, e ne' sei congressi

Lucca coU'imperatore, ove


Trento, e malgrado
le

scudi,

come racconta
totale

1'

annali-

stabilirono la celebrazione del concilio di

sta Rinaldi all'anno

saurimento
concesse
gli
le

i5i6, nell'edel suo erario a


gli

pressanti

esortazioni del Pontefice

non pot
pace
I,

cagione delle disgrazie accennate,

ridursi Cesare a ristabilire la

decime

ecclesiastiche,

rotta col re di Francia Francesco

altri

sussidii

gi destinati dal re

n a
co,

partire

armato contro

il

tur-

Ferdinando I. Promulg nel tem|)0 una bolla per tutto il mondo cattolico, nella quale concedeva pieslesso

che ogni giorno divenuto era pii baldanzoso per le vittorie che riportava in Ungheria, e per le sue ilotte

nissima indulgenza a

tutti queliij

the

comandate dal celebre


gie d' Italia.

ammiraglio
le

a dilesa del pericolante reame Lngarico, avessero dato danaro, o aiuto


militare in qualsiasi maniera.
tera

Barbarossa, che molestavano

spiagse-

Quindi
111,
il

nell'

anno

La
I

Itl-

guente Paolo

quale nulla omet-

circolare
il

di

Ferdinando

sta

presso

Goldasti al tomo

III.

Dipoi per diverse lettere


,

venute

da Costantinopoli a Roma seppe Clemente VII nel i532, che Soli-

mano
al

II

imperatore de' turchi,

fat-

teva di ci che potesse giovare mI bene della Chiesa, e al mantenimento della fede, con una bolla de'2 marzo i5^i, ottenuta dallo zelo <li s. Ignazio fondatore della compagnia di Ges, accrebbe privilegi! dei
1 i

ta tregua col re di Persia cui

Thamas,
ottomane
,

neofiti, ossia

ebrei, tuichi, ed
la

altri

danno
fatto

le

armi

infedeli,
cattolica.

che abbracciassero
la

lde

avevano

gran

progressi

era

per mettersi in viaggio con


roso esercito contro
i

nume11
il

Governava

Chiesa

universale

cristiani.

sommo

Pontefice Pio IV,

^leII

santo

Padre

dunque,

chiamati

dici^ milanese.

Volendo Solimano

se gli ambasciatori de' principi, che

approfittare delle rivoluzioni, cagio-

risiedevano in

Roma,

li

preg
di

ad

nate nell'Europa dall' eresiarca Lutero, di cui


s'
il

insinuare
le

a' loro

sovrani

unire

barbaro
pii

imperatore
per

rispettive forze, e le

armi loro a
ci

era fatto
Mustafi,

panegirista
il

mezzo

riparo della pubblica


eh' egli
di

salvezza,
lettere

di

valente, e speri-

pur

fece

con

piene

mentato
ta,

de' suoi

Bassa, fece assedia-

apostolico

zelo;
II

onde
le

avvenne,
sue mi-

che Solimano
litari

sospese

imprese.

Nell'anno

i54r,

avendo

l'impar-

pe.atore Carlo

destinato di

l' isola di Malcon duecento navi e quaranta mila .soldati. Ma Pio IV, a cui stava troppo a cuore il bene della religione, fece unire un potente soc-

re per quattro mesi

li

cos
corso
e di
se
i

COS
In
la

69
non
la-

quello del re di Spagna,

mezzo a
Pio
si

tali

applicazioni per

Sicilia

Filippo
in

II,

costrin-

conservazione di ^lalta,
s.

turchi a

levarne

V assedio,

sci

d'invigilare alla custodia


in Ancona ad osmedesimo la strada,

dopo aver

esso perduti

trenta

dello stato ecclesiastico. Per tale effetto

mila combattenti, ottomila marinali, e settantotto mila palle di grossa


artiglieria,

trasfer

servala da s

gittate

indarno

sopra
il

che far poteva


fedeli,

l'armata
le

degli

in-

quella fortezza; affine poi che

re

e munite
e
il

piazze esposte
soldatesca,

Filippo
ta
il

II

potesse
il

galere contro

mantenere settanturco medesimo,


i

di

buona

numerosa

santo Padre

gli

concesse settecento
benefcii

mila ducati sopra

della
1'

Spagna

siccome

per soccorrere

imperatore Massimiliano II re di Ungheria contro lo stesso comun nemico, con cui era sempre in
guerra, impose
nell'

duca di Bracciano generale delle armi dello stato pontifcio. Quindi si mosse di ritorno alla volta di Roma, ove poco dopo uJi, che i turchi s' erano impadroniti a tradimento dell'isola
dichiar
di Scio

mentre
di

cristiani

stavano

i565 sopra
oro.

suoi

anno medesimo sudditi un tri-

occupati nel celebrare divotamente


le

feste

Pasqua. Fece
dell'orribile

s.

Pio

V
i

buto di quattrocento mila scudi di


Successe
nel

consapevoli

tragedia

Cardinali, con parole interrotte dai

i566

Pio
di

IV,

pianto

non potendo riparare


si

al-

Papa
tona,

s.

il

Pio V, Ghislerij quale con poco


dalle

Tordenaro
corsari

l'accaduto disastro^

rivolse a pro-

curare almeno
pi
gliuoli

la

libert de'princifi-

riscatt

mani

dei

Giustiniani, ventuno de'quali


di
dieci
fatti

maomettani
,

suo Paolo Ghislieri nipote che mentre navigava fu preso da' turchi, ed il fece per entrare in Roma in arnese da schiavo. Nella

in

undici

anni

essendo
ro
ci
lo

stati

schiavi,

vennedel
ser-

riserbati

per

servizio

raglio di Costantinopoli. Scrisse per-

pi deplorabile
l'isola di

miseria

era

ri-

un

efficacissimo breve
di

Car

masta

IMalta per
II.
il

l'asse-

quetimore dei cavalieri gerosolimitani, che sopra di loro venisse il grand' apparecchio di guerra di Solimano II. Per lo che pensavano di abbandonare quell'isola, unico propugnacolo
sta r-ovina
si

dio sofferto da Solimano

aggiugneva

deiritalia
ferirsi
s.

contro gl'infedeli, e trasin Sicilia e


s
;

coir Ordine

ma

Francia perch s'interponesse colla porta ottomana in quest'affare. E tali furono le sue istanze, che que'signori ottennero la libert, e si recarono a Roma, per rendere le grazie al loro benefattore. Desideroso pertanto il santo Padre di vedere abbattuti quei barbari, che tentavano sempre conquiste, esort con grande premura
re
i

IX

Pio

V
la

apprest
i

tali

podei'osi

principi

cristiani

a dar

soccorso

aiuti,

che

cavalieri poterono

principio alla fabbrica


citt,

dar della nuova


del

all'imperatore contro di quelli. Per

questo fine pubblic


giubileo ed
istitu

un amplissimo
delle

quale

dal

cognome

l'orazione

gran maestro, fu chiamata la Valletta; e che riusc la fortezza meglio


fortificata dell'
l'

quaiant'ore.

Nel pi caldo della stagione, dopo aver detto messa iu


s.

Europa,

e forse del-

JMarco, nel giorno

universo.

stinato al

appunto decominciamcnto delle qua-

fo
rant'ore
,

e
con
si

OS
cli-

COS
e
la

esemplarissima
a piedi
:

repubblica di Venezia, contro


11

vozione,

rec

san

Selim

imperatore de'turchi,

figlio

nel indi Giovanni in Laterano giorno seguente and a s. IMaria Maggiore, e nel terzo nella chiesa d' Araceli. Le sue preghiere furono da Dio esaudite, poich Solimano
li,

quintogenito di

Solimano
II

II,

e di
di

Rosellana
Siena
,

giovine

vezzosissima

che Solimano

da

sna

schiava aveva esaltata a sua sposa.


F'.
il

Dizionario
i

storico delle vile

trovandosi

all'assedio

di Sighet,

di tut

monarchi Ottomani tomo


1

piazza ne'confini

della

Croazia,

dell'Ungheria,

dopo

aver

perduto

II, stampato in Venezia nel 588, dove lungamente si tratta di questa

trenta e pi mila uomini, vi

mor

sultana sanese. Della suddetta triplice


alleanza scrissero
il

a'4 settembre i S'Q, tre giorni prima che si rendesse la piazza. Gli

Foglietta
II,

de.

Sa-

cro focdere. in
signor
bello
Cy-prio.

Sdinwn

mon-

S68 seH, che nel gn coU'Austria una tregua, e presuccesse Selim


i

se a'veneziani

JNicosia,

Famago-

Anton Maria Graziani de Per mezzo di questa alleanza fu un' armata allestita
composta
galere,
vascelli
siei
,

sta nell'isola di Cipro.

di

duecento
grandi
e

diciannove
piccoli.

qualche tempo introdotto l'abuso, che i cristiani liberati dalla serviti turchcsca, rimanesErasi

da

galeazze, e circa settanta


tra

Su
mas.

quella flotta erano montati da ventimila uomini,


rinari
i

sero presso
si

loro liberatori, oppresschiavit,

non compresi
i

dalla

medesima
si

come
potere

bombardieri, ed
p.
Il

forzati.

se

ancora
del

trovassero

in

Cos

il

Maffei

nella vita di
poi, nel

degl'infedeli. Colla costituzione

gnum
lo, e

566 aveva
e
di di

gi

s.

DiPio V

Pio V.
III

Vittorelli
al

tomo

delle giunte

Ciacconio, dice era di duecen-

confermato,
il

rinnovato

l'indul-

che l'armata tutta

privilegio

conservatori

Roma
schiavi

Paolo Ili ai conceduto,


turchi, con-

tonove galere; cio dodici del Papa ottant'una del re di Spagna,


,

di mettere in libert, e far cittadini

cento

otto

galere,

sei

galeazze
di

romani

gli

de' veneziani,

due

del

duca

Savoia

vcrtiti

alla religione cristiana,


si

ogni

Emmanuello
vesi,

Filiberto, tre de' geno-

qual volta
di loro per
il

presentassero

avanti

tre de'cavalieri gerosolimitani,

ottenerlo.

Non potendo
il

ventiquattro

navi

di

trasporto,

santo Padre soffrire


tanto
disdicevole

detto abu-

settanta vascelli. Di

tutta la gran-

so

alla

dolcezza
i

della nostra religione, nell'anno

57o

ordin

colla
i

bolla Licet

omnibus,

che quando

detti schiavi cristiani


de'cattolici,

ritornassero in podest
fossero con tutti
ti
i

loro beni lascia-

d'armala era supremo generale il prode d. Giovanni d'Austria, giovane di ventidue anni, fratello naturale di Filippo II. Il gran contestabile Marcantonio Colonna romano, duca di Palliano, e di Tagliacozzo, era
il

andar

liberi,

sotto

pena

di

sco-

comandante
composta

della

Quello per, che riusc di maggior gloria air apostolico governo di s. Pio V, fu la triplice alleanza, da lui conchiusa a'20 maggio ^7 1 fra s medesimo. Filippo li re di Spagna,
chi
disobbidisse.
i

munica a

armata
galere,
dati.
il

pontifcia,

di dodici
sol-

con mille cinquecento

Per le spese di questa trupua santo Padre impose le decime sogli

pra

ecclesiastici

dell'Italia: colla

vendita d'alcuni

ullizi

della sua cor-

e
te racliuio

s
eh l'bbero
nerale Ali

COS
la

71
ge-

centoventicinque mila scugli

per colla totale sconftta de' turchi,


perdita del loro

di
la

d'oro; oltre a'quali quarantamiscudi d'oro l'anno

furono e-

sibili

daHe

dodici
d' Italia,

congi'cgazioni
sul

monastiche

fondo dei

un luogo di monte denominato prima della Fede, poi della Pieligione, da cui venne cavato un grosso contante. Andrea Doria, famoso capitano genovese, comandava l'armata di Spagna, ad allestire la quale Pio s. V conferm al
quali fu eretto
re Filippo II
gli

famoso corsaro Caracossa, di Assan Bassa, figlio del rinomato ammiraglio Barba rossa di -Assan Bey di Rodi, di trenta nove rais ossia governatori di galere, di trentuno mila mussulmani morti di diecimila
Bassa, del
,
,

prigionieri, di quindici
vi
cristiani,

mila schiail

che ottennero

riscat-

to, di

centosedici

cannoni
dieci

grossi, e

l'indulto, concedutopel

centocinquantasei mediocri, e final-

da Pio IV
piazze

mantenimento
alla

mente

di

duecento

galere,

delle
delle

galere destinate

guardia

delle quali

settanta furono

mandate

marittime

dell'Italia.

a fondo da'nostri.

Sebastiano Venerio finalmente, uo-

mo

di

gran coraggio, e
veneziana,
la spesa

nore sperienza,

non miera comandante deldi

Bench lutti gli scrittori convenvittogano essere stata questa


ria
la

pi

compiuta,
stata

la

pi seri-

larmata
to.

succeduto
tale

al

gnalata, che sia

giammai
i

Barbarigo, morto nel combattimen-

portata dai cristiani contro

turchi,
cal-

Per

di

armata,

il

non
le

si

accordano tuttavia nel


di

Papa concesse a
la

quella repubblica,

colo della perdita

tutte

due

facolt di

esigere per cinque an-

armate, come riporta l'annalista

ni dal clero la

somma

di

duecento
le-

mila scudi.
Parti l'armata cristiana verso

all'anno 1570. Non lascieremo tuttavia di notare, che nel-

Spondano

le iscrizioni

poste nel deposito di

s.

vante

ai 7 di

ottobre i5ri. Quella

de'turchi era composta di duccentoquarantacinque galere, e ottantasette navi di diversa grandezza,

come
t,

racconta
III.

l'Oldoino in Ciacconio
essa sul

Pio a s. Maria Maggiore, si legge aver perduto turchi trenta midiecimila prigiola uomini morti, nieri, quindici mila cristiani riscattati, centottanta galere, oltre a noi

Fu

mezzo giorno

at-

vanta
Il

affondate.

taccata

da'nostri

nel golfo di Le-

Pontefice
esito

s.

Pio

avea
di

affi-

panto, presso ad
Curzolari,

Azio, ed all'isole
assai

dato r

di

questa spedizione

al

luogo

memorabile

patrocinio della gran

battaglia, che aveva deciso impero del mondo fia Marcantonio, ed Augusto. La mischia fu cosi coraggiosa da ambedue le parti, che dopo cinque ore di fiero combattimento, cominci la battala

per

con
rit

si

Dio fervorose preghiere, che mela

Madre

dell'

avere

rivelazione

della vitcui fu

toria, nel

momento

stesso, in
si

ottenuta.
nelle sue

Mentr'egli

tratteneva

camere del Vaticano con monsignor Bartolommeo Bussotti da


d'

glia
ni,
i

a piegare in favore dei cristiaquali pei'dettero settemila cin-

Bibbiena, tesoriere generale, per affari

importanza, apri improvvisala

quecentosessantasei combattenti, e lo

mente

finestra,

rinserrandola,
di
j^li

afferma

V,

la

Gabuzzi nella vita di s. Pio maggior parte veneziani, ma


il

come

avesse la mente piena gran cose, si rivolt a lui, e


se

7^
disse
:

COS
questo

COS
il

non

trattare di questi affari,

tempo di andate a
la

ottenne di
titre
tri

mettere alla vela una armata di centoquaranta galere, ven


navi, sei galeazze, e ti'enta al
il*

ringraziare Dio, perche

nostra

armata ha combattuto colla Turchia, e in questo momento ha vinto. Giunta a Roma la felice nuova della
vittoria, nel

legni minori, sotto

del

medesimo generale
degli
stessi

d.

comandi' Giovanni
Carl<

d' Austria figlio

naturale di
la

giorno seguente 2

ot-

V, e

comandanti.

In-

tobre,

il

santo Padre nella basilica


cappella
in

sorta per fra questi

discordia,

vaticana tenne solenne

ringraziamento

all'

Altissimo per la

grazia ricevuta. In quella


recit un'elegantissima

funzione
il

orazione

Antoniano, che poi fu Cardinale. Vedesi questa nel citato Rlaffei, ove si legge 1' altra non

celebre Silvio

meno
che
fale
il

eloquente, del

famoso

Mar-

cantonio Murcto, detta in occasione


contestabile Colonna fece per
s.

per cagione di gelosia, l'evento riusc infelice. Imperocch incontratasi a Navarino, porto della Morea, la nostra armata con quella de'turchi. composta di duecento sessanta galere, galeotte, e fuste con cinque galeazze, dopo lo sparo di pochi cannoni, si ritir con poco onore de' cristiani, e meno ancora della
repubblica di Venezia, la quale senza far consapevole

ordine di
in

Pio

l'ingresso trion-

Gregorio
collegati,

XIII,
ai

Roma,
il

all'uso

antico

del

n Filippo
la

II

suoi

senato romana,

come

descrive

mi-

aprile dell'anno seguente

iSjZ

fect:

nutamente

Cancellieri nella Storia

de' Possessi.

promettendo
questo
singoiar
di

pace col gran signore Selim li, di pagargli per tre

Per riconoscere
favore
dalla

protezione
s.

santissima,
nello litanie

comand
si

Maria Pio V, che

anni centomila scudi d'oro ogni anno, dopo tanti milioni spesi nella passata guerra. Ottennero cos i veneti lo scioglimento dell'assedio
di

aggiungesse:

Auxi-

lium Chnstianorum, ora pr nohis, ed institu ai 7 ottobre la festa di s. Maria della Vittoria. Ma Gregorio XIII, ammirando la moderazione di s. Pio V, volle che con
si dicesse la festa del Rosario. Gregorio XIII, Boncompagno, sublimato al triregno nel iSya,

Cattaro,

ma

dovettero ceder Cipro,

e rendere le piazze turche


te.

occupariusc

D. Giovanni d'Austria

ad
;

impadronirsi del regno di

Tunisi

nuovo nome

poco dur la conquista, come dice il Muratori negli Annali di


Italia.

ma

subito istitu la festa del

ss.

rio per celebrar la vittoria di

RosaLe-

nel

Avvenne il ritiro de' veneziani tempo appunto, in cui il zelante


la

Pontefice aveva ottenuta


sa,

promessul

guerra contro i turchi^ i quali lusingati che colla morte di s. Pio V avessero perduti tutti quanti i loro nemici, l'avevaProsegu
la

panto.

di mettere in questo

anno

mare un'armata
da carico con
battenti,
nella

di trecento galere,

oltre a grandissimo

numero
mila

di navi

sessanta

comgli

no celebrata con fuochi artifiziali. Senza perdere per tempo sped


Gregorio XIII
cipi
i

quale spedizione
galere.

toccavano

venticinque

Per

suoi legati a'prin-

r armamento di queste
assicurarsi
la

erasi recato

per esortarli V alleanza del suo predecessore, e dopo molte fatiche


della sagra lega,

in persona a Civitavecchia, afline di

continuare

meglio

dell'

opera, e del;

diligenza de' suoi ministri

come

cos
pure and a riconoscere
e
il

COS
la loilczza,

73
beni

gli

spaventosi apparecchi del turco


i

porto di Ostia. Avendo dunque


il

adirato, l'ei-ario suo esausto,


della corona

saputo

sauto Padre in

Frascati,

impegnali,
milioni

l'interesse

ove al solito si era condotto [er pochi giorni, la nuova di questa pace, n potendo ritenere la collera,
cacci dinanzi a
de' veneziani,
se
l'

corrente di

sei

d'oro

per

la sosteulazloiie di tanli presidii terrestri,

e marittimi,

la
il

spesa di cin-

ambasciatore
port, gri-

quecento mila scudi


sola

che

gliela

mese per la armata della lega contro il turco,

dandoli scomunicati, e mancatori di


fede.

e l'altra di seicento mila ogni

mese

Cos turbato part subito per


sulle

per
gli

Roma, ove giunto


guente
la

due ore

di
se-

guerra di Fiandra contio eretici. Considerate dunque pi


la
il

notte, fece intimare pel giorno

volte queste suppliche,


dre,
s'

santo Pa-

congregazione della lega,

bench non
a
II,

coir intervento del contestabile

Marche

indusse

buona voglia, mandare un breve a


di

cantonio Colonna,

ma

con
a

questa

Filippo
zione,

colla grazia dell' aliena-

non

si

pot rimediare

ci,

purch
i

da

tale

vendila

si

gi era fatto.

escludessero

luoghi

insigni,

le

Frattanto avendo il conte Giovanni Aldobrandini, principal gentiluomo di Ravenna, tramato occultamente di dare in mano ai turchi,

giurisdizioni delle sedi vacanti, e di


altri

benefizi

regolari,

secolari,

che si trovassero senza rettore, e purch neir alienazione delle terre


vendibili avessero

citt

prima la sua patria, e poi la di Ancona, Gregorio XI JI indi

ad

intervenire, ini

sieme co' regi


delegati.

deputati,

pontificii

formato
zo d'
vico

questo

scelleratissimo

tradimento, e accertatosene per mez-

un

singoiar artifizio di

Lodo-

Taverna governatore di Roma, nel iSyS fece pubblicamente decapitare r Aldobrandini, e dare
il

Selim II, dopo aver invaso la Moldavia mor nel e \alachia i574, ed Amuratte III nell' ereditare il trono paterno, fece, secondo
,

do-

la

politica

turca, strangolare cinque

vuto castigo a quanti de' complici si poterono -aver nelle mani; indi con gi:an quantit d'oro paterna-

suoi fratelli.

Non aveva Gregorio


il

XIII deposto

santo desiderio, che

fin dal principio del

suo pontificadi

mente
vi

riscatt molti

cipriotti schia-

to costantemente conserv,

abtur-

del turco, ed oltre a

un pronto

battere per quanto potesse la

soccorso, diede

una pingue pensione

nel regno di Napoli all'arcivescovo


di

tria,

dalla sua paper aver animato, nel tempo della lega contro i turchi, i popoli della Morea a seguire i cristiani stendardi. Indi nel iSj^ Gregorio XIII venne supplicato da Filippo li
re di Spagna, per la facolt di alie*

Malvasia, esiliato

ma nel i58i accadde un incontro, che per riguardo a queste sue mire gli fu gravemente penoso. Sin dal primo di genchesca tirannide,

naio avea

il

re Filippo

li di

Spagna

prorogato per tre anni avvenire la sospensione delle armi con Amuralle
III,

come Stefano
si

Eattori re di Poco' turchi.

lonia

era

pacificato

nare sino a quaranta mila scudi di cullala, alcune terre, e beni ecclesiastici

Trafisse questa

nuova
solo
stati

il

cuore del
simili

Pontefice,

non

perch

del suo regno.

Per
il

giustificar

accordi
la

gli

erano
volta

nascosti per

la

sua

domanda,

re

adduccva

seconda

da' ministri

spa-

74

cos
mei
Ib II,
I,

COS
che, rientrando in cam[Kii;na

gnuoli, ed anzi era stalo dclu'-o con 1' ufinte promesse, ma anche per

nell'Ungheria, fu costretto da Piidol-

a' cristiani,

danno, che ne proveniva vedendo per questo arappunto mistizio legate le armi nella miglior congiuntura in cui speni versai

rava sicura vittoria del comuu nemico. Per tal modo allora era travagliato ed afflitto pi che mai dalle forze persiane di Scha-Abbas il grande, riparando questi le anteriori perdite solierle dalla Persia. Se ne querel gravemente Gregorio XIII, e

grandemente aiutato da Paolo V, Borghesi^ romano, a convenir ad una tregua di venti anni. Pun per il pasci di A leppo, e dom la Persia, e morendo nel 1G17, Mustaf
1

suo

fratello,

che contro l'uso era


ascese
al

rimasto in

vita,

soglio.

sedette per
il

per breve tempo,

poich
iustro,

gran

visii',

come primo midegli


eserciti,

comandante
il

rappresentante

sovrano, conoscen-

st'bbene

ministri

della
di

corte

di

done

l'incapacit,

u
i

provoc

la

Spagna procurassero
il

negar prima

deposizione, e racchiusolo nell'antico

fatto,

e poi di dargli

ad

inten-

dere,

che

seguito

non
re,

fosse

con
il

partecipazione

del

tuttavia

santo Padre stimolato dalla coscienza non tard di rivocar pubblica-

suo carcere, ebbero grandi dell'impero la reggenza, durante la minorit di Osmano primogenito di Acmet I, che venne riconosciuto nel 1617. Gi Filippo III re di Spagna, deside-

mente
lilolo

le

grazie, che Filippo


il

11

a
di

della guerra contro


i

turco,

godeva sopra
SjTiagna.
11

frutti

del

clero

suo successore Sisto


turchi
le

V,
pur-

Pcretl, di Montalto, affine di

lando il favore del Pontefice Paolo V, fin dal i6og scacci il resto de' mori maomettani, che ancor dimoravano ne' regni di Granata, e di Valenza onde uscirono dalla
,

gare da' corsari


ecclesiasticlie,

spiaggie
dieci

Spagna
V,
il

pii^i

di

cento

trentaquallro

fece

fabbricare

mila mori. Per consiglio di

galere ben corredale, e per dotarle stabil

ta

colla costituzione In quaremanata a' 23 gennaio 588, un annuo assegnamento di scudi cento due mila e cinquecento rii

Paolo duca di Savoja Carlo Emmanuello, per le ragioni che avea sul regno di Cipro, volle tentarne la ricupera, quando i cristiani che vi
abitavano in numero di trentacin-

partiti alle Provincie,

ai

luoghi

quemila
co, al

gli

promisero
in cui

aiuto,

e di
il

soggetti della santa

Sede.
la
II

rivoltarsi eglino stessi

contro
il

turvi

Nel

1592

si

riaccese

guerra

momento
colle
il

duca

coU'imperatore Rodolfo
e r Ungheria fu
il

d'Austria,

comparisse

sue

truppe.

Ma
una
della

teatro di sanguide' turchi a-

quando
to,
il

trattato era gi

avanza-

nosi fatti colla peggio

pasci

del

regno

per

vendo preso
la

cristiani Silistria nel-

lettera

intercettata s'insospett

Bulgaria di assalto, n INIaometnel

l'attentato,

e da questo

venne

to Ili successo al padre

i5g5

rovina

di
il

quegl' infelici

cristiani,

pot ripararne

le

conseguenze.

La
la

per cui
afflitto

duca
la

rest deluso
il

nelle

sua

ascensione

al

trono

cost

sue speranze, e

zelante Paolo
di

V
del

vita a diciannove fratelli,

ed a

dieci

per

perdita

tanti f-

concubine

lasciate incinte dal


III.

padre
Ac-

deli.

Amuralte
to
111

Nel i6o4, a Maometil

Salito

nel

1621

al

trono

successe

giovane

figlio

Vaticano Gregorio

XV,

bolognese,

cos
dopo aver pubblicato un giubileo, per implorare da Dio un felice governo della Chiesa, volse le prime sue sollecitudini a promuovere la
lega de' principi cristiani
di

COS
trenta

75
Alessandro
successe nel
e
gli

mila

scudi.

VII, Chigi, sanese,


Pontificato nel

i655,
i

pubblic
il

due
a'

giubilei per aver propizio l'aiu-

contro

to celeste contro

turchi,

primo
la

turchi, ed a procurar la conversio-

2 marzo

1661 mediante

co-

ne de' protestanti, inviando copioso


soccorso al re di Polonia, e di Sve-

che si leg"e nel tomo VI, del Bollano, e l'altro a' 7


dello stesso
col disposto

stituzione.

Ex

quo,

Sigismondo nella guerra, che sosi turchi, per cui Osmano dovette pacificarsi. Ci produszia

mese dell'andella
costila l^o-

teneva contro

no 1664
tuzione,

Quod jam.

Agitala

se

un ammutinamento
,

nei potenti
,

lonia dal ribelle Giovanni Ragiescki,

giannizzeri

che lo strangolarono
I
,

e ripristinarono Mustaf
di

e quin-

avendolo deposto per l' imbecillit, acclamarono nei 1623 Amuratte IV, secondogenito di Acmet I, che ritolse a' persiani 1' Armenia, e Babilonia. Nel 1640 moi" per

Alessandro VII appena creato nel i655 si rivolse a Lodovico XIV re di Francia, ed a Filippo IV re di

Spagna per
essi

pacificarh, facendo
le

ad

considerare, che

guerre dei

uno stravizzo Amuratte IV, ed Ibraimo, terzo figlio di Acmet I, divenne imperatore de* turchi ma immerso ne' piaceri lo fu sol di nome. Sotto di lui avvenne la guerra di Candia co' veneziani. Regnando il Pontefice Innocenzo X, Pamjlj j romano, cominci nel
,

davano vigore a'turchi per l'espugnazione dell'Europa, rappiesentando il pericolo della cristianit,
cattolici

ancora
si

de' loro

principati,
,

se

il

turco

avvicinava

ed invigoriva
di

colla conquista dell' isola


dia, e di

Can-

altre isole

de' veneziani,

onde

concordia
j.o

scongiur a sagrificare alla gli scambievoli rancori. Nell'anno i656, i veneziani ai


li

1645 la guerra di Candia, che con gran vigore venne continuata per
venticinque
anni.
Il

danelli

Papa
turchi,
il

prest

subito soccorso a' veneziani, che la

giugno riportarono ne' Daruna compita vittoria sulr armata ottomana di Maometto IV, che neir anno precedente era
di

sostenevano condro

quali

successo al libertino

suo

padre

I-

volevano usurparne

posssso, e

mand
Napoli
lo
,

alcune galere Pontificie, di


,

di Toscana e di Malta , che ascesero a ventitie, delle quali


stesso

braimo stato deposto. Veniva Maometto in loro danno nel regno di Candia; ma valendosi i veneti delle
prosperit

Papa nomin generale


Nicol

il

principe
di

Ludovisi

nipote

Gregorio

XV,

a cui poco prid.

occuparoTenedo, e Stilimone nell'Arcipelago, onde i turchi cominciarono a prepararsi per un'or-

della guerra,

no r

isola di

ma

avea dato in isposa


sua nipote.

Costan-

ribile
si

vendetta.

La

repubblica, che

za Pamfilj

Indi

Inno-

cenzo

co' potenti soccorsi di trup-

e di gente, ricorse al Pontefice Alessan-

trovava esausta di denaro,

pe, e di denaro,

scamp
,

dall' in-

vasione de' turchi l'isola di Malta


a' cavalieri

dro VII, di cui avea provato la munificenza ne' beni a lei conceduti
delle
ciferi,
fli

gerosolimitani

la

Dal-

due soppresse
e

religioni de' crodi


s.

mazia

a' veneziani,

e la Polonia al

de' canonici

Spirito
sei-

re Uladislao, al quale diede l'aiuto

Venezia, pel valore di sopra

76

COS
veneto,
il

COS
Papa non trascur mezzo
giovare
alcuno, che potesse

centomila scudi. Laonde per mezzo del Cardinal Bragadino ne fece


al

li-

sauto Padre,
istanze.

a'

24
a

ottobre,
il

le

berarla. In vigore delle sue

repli-

pi vive

Offerse
cui

Papa

cate istanze, molti principi, che no-

tutto quell'aiuto,

estendere

mina rOldoino
Vile de

nel

tomo IV
concorsero

delle

conosi potevano le sue forze ; ma scendo, che queste nelle presenti calamit erano tenui, diresse le sue premure al re Luigi XIV, a Filippo IV,
all'

Pontefici,

ge-

nerosamente a soccorrerla con denaro, con armi, e con truppe ; ma sebbene l'isola si fosse difesa con
valore nell' assedio di tre anni, nel

do
vi

III,

alla

imperatore Ferdinanregina di Francia , e

quale morirono sette pasci de' nemici, ottanta


nizzeri, senza
uflfjziali,

a' favoriti

di queste corti,
diretti

con bre-

diecimila gian-

pressantissimi

ad

otte-

nere il soccorso contro il comune nemico. Quindi soccorse gli stessi veneziani contro IMaometto IV, con
galere comandate dal priore di Malta Giovanni Bichi suo nipote, con
soldati e denaro,

mentovar l'altre truppe; pure non potendo pi resistere alla forza di quarantamila turchi,
si

arrese a' 16 settembre 1669,


a'

restando
di

veneziani la sola gloria


sostenuti

ed invit i principi romani, non che il sagro Collegio a far altrettanto. Il medesimo opportuno aiuto ebbero poi dal zelante Pontefice l' imperatore Leopoldo
I,

con coraggio per venticinque anni quanti ne dur questa guerra. V. il Muratori Italia, aWanno 1669. negli Annali Giunta in Iloma la nuova della perdita di Candia, Clemente IX,
essersi

che nella
si

Transilvania, e

che

gi

trovavasi
sofferta
,

debole da

una
s

ucir Ungheria

difendeva

penosa-

infermit

ne
in

concep
del

mente dall' impeto degli ottomani, duca Carlo Emmanuello di Sail


voja,
i

grande pena, che


perdette la vita

breve tempo

nella notte

che difendevasi dagli eretici, quali abitavano le valli delle Aled i polacchi quasi oppressi dalarmi di Carlo Gustavo re di

pi,

le

dicembre 1G69, con sessantanove anni d'et, meritando le lagrime di tutti i suoi sudditi. Per cordoglio ancora mor Urbano III per la peidita di

Svezia.

Gerusalemme.
di Pi-

Con

simile

dolore
II

Clemente IX, Rospigliosi,


stoja, creato nel

pianse
tinopoli
la

JNicol
,

quella di Costan-

1667, per giustissime cause soppresse ed abol i tre Ordini de' canonici di s. Giorgio

come deplor
e

Lucio
cos

perdita di Edessa,

final-

mente
te dagli

compianse
ottomani.

Adriano

VI

la

d'Alga, de' gesuati, e degli eremiti di s. Girolamo di Fiesole. Le rendite di questi tre Ordini,
esistenti

perdita di Rodi, conquiste tutte fat-

Successe a Clemente
tefice
il

IX
con

nello stato veneziano

santo Padre applicate


blica di

furono dal alla repub-

Clemente X,

Altieri,

il Ponromano,

quale

applicandosi

sommo

Venezia per sussidio della


di

zelo a
tolici
si

guerra

Candia.
pel

mostr Clemente IX
suo zelo
religione.
l'assedio

In questa diquale fosse il


della
cattolica

procurare che i principi catfacessero la pace fra loro, e

unissero concordemente a
la

muo-

bene
i

vere
colla

guerra

al

Avendo
a

turchi

quest' isola del

messo dominio

nome

cristiano,

nemico del a'5 novembre 1672,


turco,

costituzione,

Inter

gravissi-

cos
mas
so
,

COS
giubileo
,

pul)blic

un

per

stiani.

per,
la

77 dopo averla veduta


la

implorare da Dio ropportuno soccorcontro


de' turchi

conclusa fra

Spagna,

Francia, e

medesimi
vessavano

l'impero, sapendo che l'esercito Ot-

quali particolarmente

la

Polonia.

Ivi

il

santo Padre

sped

tomano marciava alla volta di Vienna d'x\ustria per quivi risarcire i


danni delle passate sconfitte,
ai

un largo sussidio di denaro, e nel 1673 venne inviato in Pvoma uno ambasciatore del gran duca di Moscovia Giovanni Basilowitz per ottenere
tolo

marzo i683 si ratore Leopoldo

dal sovrano Pontefice


gi

il

ti-

impeI, e con Giovanni III Sobieski re di Polonia, per mettere riparo alle stragi che minaccolleg
coli'

di czar, equivalente a

quello

ciava l'imperatore de'turchi

Maometor-

di cesare,

ch'egli

si

usurpava,
in cui

to IV. Quindi, a fine di meglio ot-

e per aver dal


conti'o
i

medesimo soccorso
re di

tenere la

protezione del
preci

cielo,

turchi nella lega,


il

din

pubbliche
1 1

era entrato
chele
I.

Polonia

Piicevette

due
sia

religiosi

Clemente domenicani

X
, i

Mianche
quali

pubblic agli

Roma, e agosto un pienisin


tutta
la

simo
sa, in

giubileo

per

Chie-

vigore della
,

costituzione,
il

portavano

la

risposta del re di Per-

della guerra,
al
le

Solimano, in cui lo avvisava che avea dichiarato gran signore Maometto IV, per vive istanze fattegli da Clemen-

suprema no tomo
nocenzo
la

presso

Bollarlo

In roma-

Vili. Impose altres In-

ni
il

te

IX suo

antecessore.

Intanto
la

Germania, e neldecima parte de'beecclesiastici, e tre decime sopra clero d'Italia, ed isole adiacenti.
nella

XI

Polonia

la

continui trionfi

del

re di Fi'ancia
gelosia

Luigi

XIV

produssero

Sped parimenti del suo tesoro cento mila scudi all'imperatore, e cento
altri

nellimperatore Leopoldo I, che nel giugno 1673 strinse alleanza col turco, e con Carlo II re d'Inghil-

mila

al re di

Polonia, nella quaseguito nipote,

le

generosit

fu

vio Odescalchi suo

da Liche vi
;

onde adopr per


terra,
positi
di

Clemente
pacificarli,

X
di

tutto

si

concorse
re
di

con diecimila

scudi

dal
di

e sped apal

sagro Collegio con trenta mila; dal

nunzi

air imperatore,
II

re

Spagna
e

da
i

Pietro

Francia, e a Carlo

Spagna,

Portogallo;
nistrarono

finalmente
quali

da
di

altri

per esorlarli a

conchiuderla, giac-

principi, e signori,

sommide-

ch vieppi insolenti si temevano le macchinazioni de'turchi. ]Ma mentre


si

gran

quantit

cominciava a trattare
il

la

pa-

ce a JN'imega,
gli

Pontefice pass ae

eterni

riposi,
il

dopo sessanta

giorni fu eletto

successore Inno-

cenzo XI, Odescalcl, di


ai

Como,

cio

24 settembre
i

1676, nel
ottennero

qual
un'in-

giorno

polacchi

signe vittoria sopra gli ottomani.

Subito con ogni

Innocenzo XI
industria
e

si

applic

premura a

procurare la pace generale della guerra che v'era fra i principi cri-

naro pel mantenimento dell'esercito cattolico, composto di ottantaquattro mila uomini. La camera apostolica, da Paolo III del i534, fino ad Alessandro VII morto nel 1667, avea coulribuito alla Francia, alla Germania, alla Polonia, e ad altri principi cristiani per le guerre contro gli eretici ugonotti, turchi, ed altri infedeli, nove milioni e mezzo di scudi romani de'quali pagava annualmente i frut,

ti,

cio qualtrocentomila scudi.

, ,

78
Sotto
di
il

cos
comando dunque
del re

COS
santo Padre

nuovi

aiuti di

cento-

Polonia Giovanni III, e del duca di Lorena Carlo IV le truppe cattoliche ai 12 settembre attacca-

mila scudi all'imperatore, ed altrettanti al re di Polonia, esortandoli


a seguitar una guerra
sa al
cos glorio-

rono duecentocinquantamila turchi i4 luglio assediavai quali fin dai no la citt suddetta di Vienna, e ne fece s gran macello, che appena
si

nome
le

cristiano, e a

non

desi-

stere dalla lega contratta, nella


le

quala

per

sue

premurose industrie
vi enti'asse
ai

ottenne che

ancora

poterono salvare trenta mila di essi, laddove i cattolici non perdettero che tremila tedeschi, e ottocento polacchi. Delle spoglie rimaste a' vincitori,
il

repubblica di Venezia
1

5 marzo

684.

capitoli di questa alleanza

giunti in
le

Roma, furono
del santo

giurati nel-

Sobieski invi lo stendar-

Padre dai Cardinali Barberini, Pio, ed Ottoboni, che

mani

do

dello stesso

Maometto
il

al

giubi-

rappresentavano
sped

le

tre

potenze di

lante Pontefice,

quale

lo ricevet-

questa lega, alla quale Innocenzo

XI

te nella cappella papale che tenne


ai

al

29 settembre, in ringraziamento Dio degli eserciti per questa


Sospese
del
il

i685 buona quantit di denaro. Nell'anno 1686 il 2 settembre fu giorno memorannuovamente


nel

vittoria.

Pontefice
polacco,

quel
collo

trofeo
le

nel

vaticano, e ricompens
re

do per Buda.
zo

la

presa

fatta ai turchi di

prodezze
quali

Imitatore dello zelo

d'Innocen-

stocco e berrettone da lui benedetti;


le

XI

fu

Papa Alessandro Vili

insegne

si

sogliono

man-

dare soltanto a'generali, e principi cribenemeriti della repubblica


stiana.

Ottoboni j veneziano , poich con cinque sue galere, con due altre, che prese a nolo dalla repub-

bhca
fanti

di

Genova

e con

due mila
a'

Innocenzo XI, che alla protezione di Maria Vergine attribu s insigne \iLtoria, ordin, che si celebrasse per tutta la Chiesa la festa
del

prest
pei

soccorso

veneziani
il

suoi nella guerra contro

turco.

E
tal

di fatti

vantaggi
si

riportati

commozione
,

produsse in Cofino

nome

di

fra l'ottava

Maria nella domenica della sua nativit, che


il

stantinopoli

fu appunto

giorno nel

quale, ai

12 settembre i683, coU'accennata sconfitta, fu abbattuto l'orgoglio ot-

1687 a cedere la sovranit a Solimano III suo minor fratello, che per soli tre anni la ritenne, succedendogli Acmet
che
dal

Maometto IV

si

vide

costretto

tomano. Su questa materia


consultare
ci che
tefici
il

gi

citato

si pu Domenico

II,

terzogenito d' Ibraimo.

Cos

ai

IO agosto

1690

riusc
la
la

agli stessi citt

Bernini nelle Memorie

isloviclie

di

veneziani di prendere

di

hanno operato
guerre
al

sommi Poni

Napoli di Malvasia, e

Vallona,

nelle

contro

turchi
in

dal primo passaggio

di questi

ragguardevole fortezza dell'Albania, onde Alessandro Vili invi lo stocco

Europa
in

16845 stampate i685. Il Papa fece pure battere una moneta del valore di uno scudo coll'epigrafe, dexTERA TUA, DOMINE, PERCUSSIT INIMIfino
nel

Roma

ed il berrettone benedetti al doge di Venezia Moi'osini e con,

cesse alla repubblica

il

diritto
i

di

nominare

gli

arcivescovi, ed

ve-

scovi delle citt

da

essa conquistate,

cus

non contento

di ci sped

il

e prese a' turchi.

,,

,,

cos
Correndo l'anno 1694, il PonInnocenzo XII, Pignattelli tefice
napolitano, soroministr copiosi susI, ed ch'erano in guerra col turco, aggiugnendo ad essi l'aiu-

COS
rorc, che

79
essi

sidii

all'imperatore Leopoldo

ai

veneziani,

scampo alcuno, tentarono di passare a nuoto il fiume, dove la maggior parte trov la morte, cui cercava piuttosto che scansare con

non trovando

una

fuga

vergognosa.

Piestarono

to delle sue galere, e di quelle dei


cavalieri
di
INIalta.

trentamila fra uccisi


ne' quali
visir,
1'

Ali" arrivo

di alla

si

ed annegati contarono il primo gran


de' giannizzeri
,

queste, parti la flotta


volta di Scio,
agli
i

veneta

Ag
II,

e disultano

dove

fece

lo sbarco

ciassette pasci,

mentre

il

di settembre,

ed accampati

Mustaf

che nella notte preceil

cristiani

intorno alla capitale del-

dente, per timore avea ripassato

l'isola,

ni se

dopo l'assedio di otto giorne impadronirono, come fedi

fiume, accompagnato da poca cavalleria, si ritir precipitosamente


a

cero

poscia

alcune
Il
,

altre

isole

Belgrado
sei

settanladue

cannoni

dell'Arcipelago.

Papa, consolato

restarono in potere degli austriaci,

da questa
grazie al
nel

nuova rese pubbliche Dio degli eserciti. Indi 1695 mor Acmet II, e gli
il

con
fra

mila carri di munizioni da


e cornette.

bocca, e da gueiTa,

bandiere,

ed ottantasei Questa

successe

nipote JMustaf
di

II,

priri-

segnalatissima vittoria fu per tutti


i

mogenito
silvania.

Maometto IV, che

cristiani

cagione

di

somma
soli

al-

port alcuni vantaggi nella

Tran-

legrezza,

massime perch

mille

Innocenzo XII andava soccorrendo con paterna generosit , a misura del suo zelo, e delle sue Y imperatore ed i veneziani impegnati nella guerra cogli ottomani. Questi ultimi nel 1697 ebforze,

fedeli perirono, ed altrettanti furono i feriti. Innocenzo XII ne fu estremamente sensibile, ond'egli in ringraziamento a Dio, ordin pub-

bliche preci nel


si

mondo

cattolico

bero una totale sconfitta dalle armi


imperiali,
sofferta. nel
Il

maggiore di quella gi 1692 a Petervaradino. principe Eugenio di Savoja


de' pi ri-

teneramente coli' imperatore Leopoldo I, a cui scrisse lettera di proprio pugno, e lo esorl a guerreggiare con animo coconsol
stante per la gloria del

Signore.
il

Pi che mai procur


Pontefice
di

zelante

conte di Soissons, uno

esortare

alla

pace
la

nomati generali cesarei , con un corpo di ijuarantacinque mila uomini ben agguerriti, marci contro il sultano Musfaf II, che forte-

gabinetti cristiani, ed

ebbe
le

connel

solazione di vederla per

sue pre-

Ciure

concili usa,
i

celebrandosi

1697
ncll"

trattati

di

pace di Riswick

mente
del

si

era

trincicrato, sulla riva

fiume Tihisco. Riconosciuta dal

principe

Eugenio

la

situazione del
f

nemico,

setalle ore 20 degli i tembre, l'attacc con tal coraggio,


la

Olanda, tra l'imperatore, il re Carlo II di Francia Luigi Spagna, e le altre potenze interessale, e in Carlowitz nell'Ungheria
di

W\

n destrezza, die superata


indi
la

prinui,

seconda trincieia, eniv nel


de' lurclii
,

campo

cui

inleranienle

26 gennaio 1699 fra cristiani, i turchi. Per questa nuova il santo Padre rese pubbliche grazie al Dio delie misoicordie, e comana'
i

ed

lovcsci, ed

incalz

con tanto fu

d che per

Ire

sere

si

facessero se-

8o

COS
stato.

COS
gota, per avere

gni di gioia in Pioma, e nelle pvliTiarie citt dello

da

lui

la protezio-

INIauro-

ne contro
ricevevano

le

cordato riusc di stabilire


trattati

quattro

continue molestie, che da' maomettani, senza


stesso

fra le potenze, e la Subli;

me

Porta

si

tregua

colla
,

da questa la Russia, coli' impero


firm
di

imperatore cesil suo patrocinio. Quindi nel 170G, a Giuseppe


che per
lo

sasse di continuare

germanico

e col re

Polonia

I,

figlio

e successore

di

Leopoldo
di
lui

lasciando al primo la Transilvania, meno Temeswar, e rettificando i


confini della Schiavonia, restituen-

I,

al

re di Francia Luigi
di Ferrici

al

marchese

XIV, e am-

basciatore in Costantinopoli, racco-

do

al

secondo
I

la

Podolia,

1'

U-

mand Clemente XI con


zelo
,

particolar

krania.

veneziani ebbero la peni-

la

loro

protezione

verso

sola di INIorea, ritornando alla


i

Porta
per lo

missionari di
cristiani

luoghi di terraferma;
di

ma

Propaganda, verso i e vessati nella Turchia


,

smembramento
Costantinopoli
glio
,

tante

provincie

verso

reliciosi o

turche, scoppi vma

rivoluzione a

me

avevano

che in Gerusalemla custodia del santo

che

priv

del sovi

sepolcro.

Mustaf

II,

ed in

vece

fu

Temendosi, nel 1708, che l'apparecchio


de' turchi

esaltato Acinet III suo fratello nel-

militare

dell'

imperatore
di

1703. Da quest'epoca comincia la decadenza della colossale monarchia ottomana, alla quale
l'anno

Acmet

III,
l'

potesse essere

indirizzato contra
il

isola

Malta,
al

santo Padre spedi subito

gran

cooper Acmet
dite crudelt.

III

colle sue

inau-

Se mai
fice

sagri

elettori

gloriarsi di aver scelto \ui

poterono Ponte-

maestro Perellos quattro galere ben corredate, con quattrocento soldati, comandati dal cavalier BVancesco
Ferretti priore d' Inghilterra,
alle

oltre

a piacere di tutto
d'

il

mondo
,

galere che gli

avea

procurato

fu certamente nell' elezione di Cle-

dalla repubblica di

mente XI, Albani,

Urbino sublimato al trix-egno a' 28 novembre 1700, nel tempo il pi burrascoso per l'Europa stante la successione al trono di Spagna. Senza pailare del

cristianesimo,

alla
il

Genova, e dal gran duca di Toscana ; ma avvis il gran maestro, che a tutto questo soccorso dovrebbe esso aggiungere tutte le forze dell' ordine suo, per andare unite alla difesa di qualunque altro principe cattolico, il quale

cattedra di
sci del
to,

s.

Pietro unito
della

pa-

invece

dell' isola

di

Malta, venisse

Cairo, e quello

dell'EgitBifinia
di
reli-

attaccato dall'

ottomano comune ne-

ed

il

governatore

mico. In gratitudine verso la repubblica


di Venezia, per la mediazione avuta nella pace fra la santa Sede, e r imperator Giuseppe I, Clemente XI nel I 709 le prorog il sussidio

tutti

turchi di nascita,

gione,

non poterono dissimulare l'invidia, di non essere sotto il dominio di s compito e dotto sovrano. Colle sue preghiere, primieramente Clemente XI ottenne dall' imperatore Leopoldo I che la repubblica di Ragusa lasciasse di pa,

delle

cesso

decime ecclesiastiche, gi conda Innocenzo XII, aflinch si impiegasse contro il turco, ove da
questo qualche stato cattolico fosse assalito colle armi.

gargli

l'annuo

tributo di
si

cinque-

cento ungheri, a cui

era obbli-

Sempre pi

insolenti

si

rendevano

cos
i

COS
riportate
gallo sped sei navi di
altre minori,

81

turchi

per
II

le

vittorie

con Carlo

re di Svezia sui russi,

Padre si raccomand con molta premura. Giovanni V re di Portolinea,

onde il czar Pietro I, il Grande^ corruppe il gran visir a segnar la pace, ed avevano preso turchi di mira gli
i

e sei
il

pel qual

soccorso

Pontefice
1 7 12 altro

gli

prorog

il

sussidio nel

stati austriaci, la

distruzione della ree quella di

concesso al Portogallo, ed

pubblica veneta,
fine
erasi

Roma,
questo
perfido

ne accord a quel
di crociati,

un monarca
coli'

capitale del cristianesimo.

di

un milione

aui

anzi

esibito

il

torit della bolla,

Cum

carissimns,

marchese di Langallerie, rinnegato


francese, al sultano

data agli 8 agosto


frutti

1716,

sopra
del

Acmet

III.

II

de' beni

ecclesiastici

suo
di

santo Padre, affine di scansare tanto

regno.

Lo

stesso

aiuto

mand

danno

alla religione

cattolica,

avea

maggio 17 15, meUbi primusj riportata nel tomo XI del loollario, un giubileo universale straordinario, ed un altro agli 8 ottobre, come dalla costituzione, Ciim nos^ con
pubblicato a'3i
diante la costituzione,

nuovo neir anno seguente sotto il comando di Lobo Furlado de Mendoza, col quale rallegrossi
il

santo

Padre con
la

gentili

espressioni,

per

vittoria ottenuta nel


il

mare Egeo,

merc
di

valore principalmente dei

indulgenza plenaria a che intervenissero alle

tutti

quelli,

processioni,

ordinerebbero per due giorni nelle loro diocesi, o facessero altre opere di piet da lui prescritte. Per ottenere ancora gli aiuti umani, non trascur ogni disi

che dai vescovi

Cosimo III gi'an duca Toscana invi quattro galere, per cui Clemente XI con breve lo ringrazi, e due ne diede la repubblica di Genova. Tutti questi navigli si unirono all' armata veneziana in Malta. Per questa spedizione importoghesi.

ligenza, e nel

17 16, in cui
isola

turchi

assediavano Corfi, Jonio appartenente


cristiani
la

nel

mare
il

pose il Papa sul clero d'Italia una imposizione di cinque anni del sei per cento sopia i benefizi ecclesiastici
:

a' veneziani,

domand ancora
che
in

sussidio dai

detto Pontefice ottenne

da' principi
iu

vescovi di Portogallo, e di Spagna,


oltre a quello,

sagra lega

soccorso

mezzo

alle

de' vetreziani stessi, ai quali gli ot-

tomani aveano ritolto nella Morea in un mese, quanto in parecchi anni avevano conquistato a forza di esorbitanti spese,
militari fatiche.

sue angustie pot somministrare la camera apostolicaj ed il sagro Collegio.

Anzi, per poter maggiormente


a'

facilitare
le

veneziani

il

comodo
e

del-

di

non minori

reclute,

avea dichiarato

pro-

Per parte sua spedi il Papa due galere, e due navi, oltre a cinque altre che prese a nolo, e consegn
al

con editto de' 12 ottobre che i banditi dallo stato ecclesiastico per delitti, i quali non fossero di lesa maest, parricidio, e
17 15,

messo

comando

de' cavalieri di

JMalta,

pubblica Grassazione,
ra,
al

potessero

ar-

Per quel nolo prese egli in prestito trecentomila scudi da pagarsi dalla fabbrica di s. Pietro. Il re di Spagna Filippo invi quattro galere,

ruolarsi co' veneziani in questa guer-

qual fine diede


la

il

nome

lo-

ro al nunzio di
che, terminata

V^enezia, con patto

campagna,

restas-

e sei navi di linea, sotto


del

il

comando
il

sero interamente liberi, e potessero

marchese Mari,
VOI..

al

quale

santo

ritornare alle proprie case.

x\in.

82
ratore Carlo
si

COS
Era per necessario che
VI,
l'

COS
impeparte

dall'altra

prode generale mila turchi, e

attacc
a'

duecento

5 agusto
in

1716,
l'otti-

unisse ancora alla sagra lega, per


i

cio nel giorno stesso in cui

assalire
fin

turchi

per 171 3

terra,
lo

come

mo

Clemente XI faceva

Roma

dall'anno

esortava

Clemente XI con replicate lettere, uguali a quelle che a molti principi

una processione di penitenza pel buon successo delle armi cristiane,


li

sconfisse colla perdita di


essi,

trentail

aveva dirette

lasciar intentate

le

per maggiori
indi

non
dili-

ciuquemila di
de' vincitori,

fra'quali

visir,

e quindici pasci, restando in potere

genze,

chiam
ai

dall'

arcivescovato di

centottanta cannoni di
tende,

Benevento,
to XIII,
col
titolo

17 16, il Cardinal Orsini, poi Papa Benedet-

16 gennaio

bronzo, altrettante insegne, la cassa


militare, e tutte le

mentre

per
di
si

mandarlo a Vienna
legato

dall'altra parte tutto l'esercito im-

Intere.

Ma

periale perdette
cavalli
,

384

fanti, e
il

2264

Cesare non
la guei'ra
il

risolveva a dichiarar
turco, per timore che
si

come

scrisse

gesuita

al

re di

Spagna
occasione
tuttavia

approfittasse

di

genii principis

questa
gli
slati

affine

d'investire

Guido Ferrari, De rebus geslis Eaa Sahaudia Bello Pannonico libri Ires, Romae ex typog.
Mainardi i747- S' gran terrore cagion questa vittoria agl'infedeli, che precipitosamente fuggendo, levarono tosto l'assedio all'isola di
Corf.
sta
Il sauto Padre, che in queimpresa aveva avuta la prima

eh' egli possedeva in Italia.


al

Riusc
dal
re

Pontefice

colle

sue caldissime preghiere, di otteneie

Filippo

una

decisa,

chiara promessa, che non

avrebbe
fos-

molestato alcune
possessioni,
se

delle

sopraddette

mentre l'imperatore

parte, rest penetrato

di

gioia.

In

occupato nella guerra cogli ottomani: onde il Papa sicuro di tal


dichiarazione, pot restar con Cesa-

compenso poi

di

quattro

bandiere

turchesche, cio due code di cavallo,

una bandiera, ed un
lo

principale sten-

re mallevadore sul suo timore.

Con

dardo, inviategli dall'imperatore Car-

questo
chiar
concesse

annunzio
la

entr

1'

Augusto
per
gli

nella lega co' veneziani, e tosto di-

guerra
il

ai

turchi,

VI, ne mand due alla santa Loreto, e due alia basilica di s. Maria Maggiore, per essere
casa di
stata ottenuta
la

l'aiuto della quale


le

santo Padre
austriaci,

vittoria nel

giorcele-

decime

ecclesiastiche per

tre anni negli stati

come

no medesimo, che brava la memoria


sagro

in essa

si

della

prodigiosa

altres nel ducato di Milano, e nel regno di Napoli come dominii imperiali, quelle stesse, eh' egli avea imposto in tutta l' Italia, per cinque anni, a ragione del sei per cento.

neve, la quale diede origine a quel

tempio

e per rimeritare

il

principe Eugenio, eh' egli con som-

me

lodi
il

esalt,

gli

sped

lo stoc-

co, e

berrettone da s benedetti.

Sotto

il
il

comando

del

principe

Eugenio,
to

quale solo valeva quan-

seguit Clemente

Col solito suo zelo, ed efficacia, XI nell'anno 17 17

un

altro esercitOj

merc
valore

la

pecui

rizia

rbilitare,

ed
part

il

di

a procurar nuovi rinforzi alla armata cristiana, per la quale concesse a' veneziani
il

era fornito,
riale di

l'esercito

impe-

nuovo
il

sussidio

ottantamila uomini. Presso


nell'

di centomila scudi di beni ecclesiastici.

Petervaradiuo

Ungheria,

il

Dall' altra

parte

principe

cos
Eugenio mise
s'

l'assedio

all'

impordi

to
all'

il

re

COS Filippo V
non

83
a
farla

ancora

tante fortezza di Belgrado,

cui

impadrom

a'

ottenuta nel

dopo aver giorno precedente una


17 agosto,
sul

te

la

imperatore Carlo VI, non ostanpromessa da quello fatta al


di

Papa
finch

assalirlo

colie

armi,

compita

vittoria

campo

dei

fosse

in
il

guerra
sedici

col

turchi, per la qual nuova il santo Padre colmo d' allegrezza, intervenne sul momento ad un solenne Te Deum ordinato uel Vaticano, che fu seguito per tre giorni con fuochi
di gioia. Frattanto facendosi dal re
di

venne

istituito

processo

tuno, da una

congregazione
Intanto
fu

di

Cardinali.

esiliato

dalla

Spagna

e fuggito tra mille pericoli di


in

vita

per

militare,

Spagna Filippo V T apparecchio che ognuno credeva destiall'

nato

oppressione

del

gran
il

si-

Genova, ed arrestato in Sestri, la morte di Clemente XI fu invitato nel 1721 al conclave, in cui venne eletto Innocenzo XIII, Conti, romano, il quale benignamente
perdon.

gnore

Acmet HI,

come

Papa

gli

ne lo avea pregato, contro la data promessa, fece assalire in vece gli stati di Carlo VI,
istantemente
il
l'

Pi
la

d'una

volta

Clemente XI
ostacolo

tent di riunir la chiesa greca collatina,

ma

il

maggior

quale sdegnato
re di

si

rivolse

contro
gli

innocente Pontefice, che risentitosi

che si trover sempre a questa unione, consiste in ci, che greci


i

col

Spagna,

gli

sospese

>cismatici

dell'

Asia

quasi

tutti

si

emolumenti della
ciata, concessi

bolla
la
il

della cro-

trovano sotto
zandoli
nelle

il

dominio
il

del

graa

per far
stante

gueria

agli

signore de' turchi,

quale introniz-

ottomani;

ma

grave dan-

loro sedie,

ne ricava
la

no, che perci ne veniva al re spa-

una

grossa

entrata
di

per

tas-

gnuolo, Clemente

XI

nel

1720
contro

ri-

sa delle

borse

piastie
essi

turche

voc

la

sospensione per
rivoltar

istimolare
i

che a ciascuno di
se.

impone, per
i

quel monarca a
saraceni
il

metterli in possesso delle loro chie-

prodotto, che
Filippo

ne' suoi

Clemente XI accarezz molto


accrebbe
le

regni sene ricavava a benefizio della


religione.

greci,
legio,

rendite
in

del col-

di fatti

liber

che hanno
collegio

Roma, ed
di

ag-

Ceuta, -Pamosa fortezza nella punta


dell' Africa,

giunse al
la

Propaganda
greci
i

dal continuo assedio di

dote di due
vi

giovani

dello-

ventlsei anni, e in diverse battaglie

l'Epiro, che

potessero fare

sconfisse

nemici della nostra fede,


di

ro studi, per essere poi utili a' cristiani

coir acquisto

molti

spogli,

dei

nelle parti

degl' infedeli.

quali invi al Pontefice alcune bandiere,

^Nell'anno

1722 l'imperatore dei


III

con lettera di regio pugno.


di

turchi

Acmet

faceva grandi pree gi nel

Al Cardinal Alberoni piacentino,

parativi di guerra,
di

mese

primo ministro

Spagna, di sompolitico,

ma
to

autorit,

gran

intra-

prendente, ed ambizioso, pel sospetdi

aver

cagionata
di

la

rottura

della corte
di

Spagna

con quella

Pioma, di aver trattato co'turchi


a' cattolici,

e cogli eretici perch muovessero la

gueira

e di avei indot-

giugno SI vedeano sulla costa di Malta due squadre, che il gran maestro Vigliena temeva dove&sero andare a scaiicarsi sopra quell'isoegli la. Con questo timore ricorse al padre comune del cristianesimo Innocenzo XIII, il quale prontanieutc si applic ad implorare l aiu-

84
to celeste per
leo,

COS
mezzo
di

COS
un
giubiio

ij3i ricuper

la

piazza di

Orano

cui

a'

luglio pubblic

nella costa d'Africa difesa

da venti

Roma
lici

per tre giorni, e nello stesso


i

tempo procur, che


si

principi catto-

mila turchi, per cui Clemente XII per .s lieto avvenimento, assist
nella chiesa nazionale degli
li

collegassero

in soccorso dei

cavalieri gerosolimitani. Nel

conci-

io

Roma

al

spagnuoTe Dcuin, che ven-

storo de' i6
efficacia
i

settembre esort
denaro, ed
egli

con
fu
il

Cardinali ad aiutarli ancolla

ne cantato in rendimento di grazie al Dio degli eserciti, e poi ordin


i

ch'essi con

fuochi di allegrezza per tre gior-

primo a darne l'esempio,


messa che
diecimila
altri

ri-

ni nella citt.

Gran contentezza pro-

fece a quei

cavalieri di

scudi

della

camera

ed

v questo Pontefice nel veder presentato a' suoi piedi nel lySS Mulci

diecimila della sua borsa pri-

Abdar-Rahman, nipote del


Marocco,
il

re

vata,

quantunque sieno

limitatissi-

di

me

le

rendite de' Papi. Questo pie-

abiurare

venuto a Roma per maomettanismo, ed ab-

toso uffizio fu imitato da gran par-

bracciare la cattolica religione.

Do-

onde per tagiunsero da Roma le generosit nelle mani del gran maestro pii di cento mila scudi, che non fu duopo impiegare contro il turco, peich non mosse la guerra ai catte del sagro Collegio,
tolici.

po
a'
1

essere

bene
in
s.

istruito

in

questa,

marzo

venne

solennemente
Cardi-

battezzato
nal

Pietro dal

Dipoi Acmet
la

HI

rivolse

le
il

sue armi contro


valore di

Persia,

ma

Tliamas Koulikan seppe turchi, che sollevati in respingere


i

Guadagni vicario di Roma^ ed ebbe il nome di d. Lorenzo Bartolommeo. Fu tenuto al .sagro fonte dal duca d. Bartolommeo Corsini, a nome del Papa suo zio, il quale assegn al principe africano una
pensione
ta

di

cento scudi
sino
agli

al

mese,
condot-

Coslanlinopoli,
III

obbligarono

Acmet

cui egli con esemplarissima

moud

y cedine il comando a IMahI, il quale in mezzo alle ri-

godette

febbraio
di
se

1789, nel qual anno piamente mor.

voluzioni de'suoi, che volevano il governo oligarchico, o democratico,

Fu
il

sepolto

nella chiesa

s.

Andrea
vede
zione.

delle Fratte,

ove oggi

ne

per difendersi dalla Persia


Russia dovette suscitare

e dalla

deposito con gloriosa

iscri-

le forze del
i

Mogol, imponendogli anco

russi.

Ad un eunuco
si

negro Rislar

Ag,

dovette la

salvezza

dell'impero,

Benedetto XIV, a' 16 .settembre 1743, colla costituzione Quoniani, per le istanze del gran maestro di
IMalta,

essendo

decretato

dagl' imperatori

concesse

parecchie

indul-

Carlo VI germanico, e da quello di Russia il suo rovesciamento. Qnell'ahiU: Kislar riportando vantaggi
Bella

genze, e molti privilegi ancora nella

foima

della bolla della crociala,


cavalieri
dell

tanto

a' religiosi

Or-

Bosnia, riprendendo nel

I73q
russi,

dine, quanto a'sudditi abitanti nelle


isole di

Belgrado, e difendendosi dai


e dai persiani, divenuti
li,

Malta, e Gozzo, al
.soggette
,

meaf-

formidabi-

desimo gran maestro

ripar all'estremo disastro.

finch somministrassero qualche som-

Intanto aiutando

Xn,

llorenlino,

il

Filippo Y, questi

Papa Clemente re di Spagna il primo luglio

ma

di

l'Ordine

denaro, o altro sussidio alper la guerra perpetua


nel

contro gl'infedeli. Indi

i744>

cos
in
virlx

COS
Quod
del

%%

della

costituzione
il

Proi'inciale, presso

tomo
si

XIX

^o//t/no. Benedetto

XIV

ordin che
mettesgi
concilio

nomi maomettani non

nell'anno 1783 la Crimea si dovette cedere a' russi, e continuando essi con vantaggio la guerra insieme all'Austria, Acmet IV
fu
alla

Per

sero a' bambini cristiani,

come
il

avvelenato
pace.
III,

perch

propendeva

avea prescritto nel lyoS

provinciale dell'Albania, approvato da Clemente XI. Con un breve poi diretto a monsignor Lercari, segretario della

staf
sal sia,

Selim IH, figlio di I\Iue nipote di Acmet IV


si

al

trono, e

alle colla

Prusge-

l'Inghilterra,

e l'Olanda, e nel

libarurn,

Propaganda Urbem Anspedito a' 9 mai^o lySo,,

losi

degli austro-russi,
la

1791
fiance-

venne celebrata
Scoppiala
se,
la

pace.

che si legge nel tomo XVII I del Bollano, il Papa rispose a' dubbi
proposti dall'arcivescovo di Anlibari,
ti

rivoluzione
III
la

anche Selim

vide fermen-

tare ne' turchi.


nell'Egitto,
bil

circa

beni ecclesiastici

ritenuinfedeli,

ma

nel

Bona parte si rec 1802 si ristala

in quelle parti,
cristiani:

o dagli

l'armonia fra

Francia, e la
si

siccome non si potevano evitare grandi mali quanfossero costretti a con altro simile breve Cuni Encyclicas, spedito a' 2 marzo 1754, permise, che i vescoi

o da'

ma

Turchia,

e Selim III

diede

a
or-

do

possessori

rifonnar l'amministrazione, din un corpo di truppe


ropea. Lacerato l'impero
da' ribelli,

ed
all'

eu-

restituirli, egli

ottomano
deposto, e
fi-

Selim

III

fu

venne proclamato
glio
di

Mustaft IV,
ossia

vi transigessero co' possessori de'detti beni ecclesiastici, per evitare la persecuzione de' turchi, o l'apostasia

Abdul-Hamid,
pasci

Acmet

de' fedeli,

de' beni, che


ritto

dove si vedessero privati avevano avuto per diereditario, o per compera con
f, commendevole per d'animo, mor nel 1704, ed

1807. Riusc per a Baidi Piutchuk , dopo aver inutilmente tentato di listabilir Selim III, d'imprigionare il
nel

IV

ractar

sultano Mustaf IV, ed


glio

a'

28

lu-

grandi somme.

Mahmoud
lealt
il

suo. fratello

Osmano
anni.

III

govern

trono Mahmoud II fratello del deposto, nipote di Selim III, e figlio di Acmet IV, e Bairactar fu esaltato a gran visir,

1808 pose

in

pacificamente tre
staf III,

Nel

1757

ricadde finalmente lo scettro a


figlio

MuIl

di

Acmet
i

III.

nuovo
chi,

sultano, in difesa

de' polac*
russi
la

ben presto per nel voler aboi giannizzeri facendo prima strangolare Mustaf IV colla madre. Pieno di belle intenzioni, e di
lire
,

ma

intraprese

contro
gli

genio

per
II

la

guerra per cui


te piazze,

occuparono molla flotta

moud
re
le

nel

civilizzazione, Mah1826 pot sopprime-

ed incendiarono
di

pretoriane milizie de' giannizindi

ottomana nel porto staf III mor nel


successe
si
il

Cism.

Mu-

zeri,

form

l'esercito

all'eu-

1778, e gli fratello Acmet IV, che


nel

ropea, e nella micidial guerra colla


Piussia

convenne che cedesse alcuni


alle
all'

pacific

1774

co' tartari, e

paesi, lasciasse libera la navigazione

co' russi, a cui lasci il libero commercio del mar Nero. Pot allora rivolgersi il sultano contro il pa-

del ne,

mar Nero
convenisse

potenze
esercizio

cristia-

libero

del culto latino, e greco,


a

non che

sci d'Egitto,

e ricuperar la Scria.

quello degli armeni

moslrandosi

86
ne' prosperi

S
iiicontii desi

cos
bone, principiaronla con commcllere
tali

ed avversi
si

gno
br

del trono. Sotto di lui


la

smem-

e tanti

disordini, che

la

citt

Grecia, che
celebrit

eresse in regno,

di

Costantinopoli

in

quei

giorni

col sagriGzio di sanguinose guerre.

present

un desolante

spettacolo di

La

de' giannizzeri,
utili

la

omicidii, rapine le pii


di
i

nefande,

loro distruzione e le

conseguen-

altre sciagure.

Piccaronsi

poscia

all' impero delsono cose che rendono indispensabile un breve cenno sul clamoroso fatto, che segna un' epoca assai importante nella storia ottomana. Questi militari, sebbene fossero stati istituiti, come

ze che questa port

giannizzeri dal loro


la

la

sublime Porta

gli

molte,

Ag per alarcome aderente a' ,^/-

zami Gedid (cio nuove milizie). L' Ag gettandosi dalla finestra pot salvarsi,
il

ma

il

suo luogotenente,
truci-

figlio,

e le

donne vennero
sultano
e

date barbaramente.

si

disse di sopra, per la pi valida


di

Avvisato
tuttoci

il
,

Mahmoud
era

difesa dei sovrani ottomani, e della

mentre
si

alla

loro monarchia,

avendo poscia ab-

villeggiatura^

tosto

rec in citt

primiera disciplina, e subordinazione, non formavano che


la

bandonata

accompagnato da un pasci comandante


il

canale

del

Bosforo

colle

una potente

fazione

militare,
il

in-

sue truppe numerose, e


tre volle

fedeli. Inoli

tenta solo a far nascere


visir,
i

di.sordi-

intorno a s
gli

ministri,

ne, e le rivolte nell' istesso impero.


I
i

muffi, e e

ulema;
araldi

fece all'istante

primari ministri, ed

an-

esporre lo stendardo di Maometto,

che

sultani,

come

si

alle

detto,

mand

gli

per tutte
,

le

sj)esso

erano

sagrifjcati

ingiuai

contrade
guaci di

di

Costantinopoli
di

per
se-

ste pretensioni

arroganti, ed

ca-

chiamare sotto

esso

fedeli

pricci

di questa sfrenata

truppa.

Avendo dunque il sultano Mahlioud II organizzata la milizia sul


sistema europeo, seguendo l'esempio del suddetto suo predecessore Selim III di lui zio, e non volendo
tuttavolta disgustare
i

Maometto alla minacciato trono. Anche


ditori,
rati

difesa

del

dai

ribelli

giannizzeri furono spediti araldi ban-

per radunare

loro congiu-

in

luogo
tutti

soldatesche,
diti,

Numerose un gran numero di suddestinato.


i

giannizzeri,

cannonieri

corsero

aveva permesso anche a questi di entrare ne' nuovi corpi di milizie, rilasciando e conservando loro gli emolumenti, e vantaggi che godevano.
I

subito presso

il

sultano, che in bre-

ve tempo raccolse neW Ippodromo una forza formidabile ed imponente, come ]jen disposta a secondarpadigliolo, ed egli stava sotto il ne collo stendardo in mano. Fece intimare ai allora Mahmoud II livoltosi di deporre prontamente
le

giannizzeri

sulle

prime

si

mostrarono contenti

di

queste

dis-

posizioni del loro sovrano,

ma
in

non
loro

and guari, che


r antica

ridestatasi

insubordinazione,

mostra-

armi;

ma

giannizzeri
le

invece
di
set-

ronsi disgustati, e quindi si mossero a congiura. Per segnale del loro

ardirono
te

chiedere

teste

de' principali

dell' iniptMo

ot-

malcontento, a seconda del costume, posero le marmitte (venerate

tomano.

Non
il

essendo
loro

possibile di

pacificare siffatta milizia senza usare la forza,

da

loro) rovesciate

alla

porta

del

Ag
ed

si

finse del

serraglio, e

dando mano

alla ribel-

medesimo

partito

opinione,

e
simnlatamente
derli di
gli

OS
riusc

COS
a persuadente e crudele avvenimento,

87
diealla

rinchiudersi nelle loro glan-

de

tutta

la al

libert

sublime

caserme poste nello stesso Ipporibelli vi si dromo. Appena rindi


i

Porta, ed

sultano, d'intrapren-

dere molte riforme.

chiusero,
le

il

sultano

comand,

che

Progredendo

nella

civilizzazione

caserme fossero investite dalle artiglierie; laonde subito la mitraglia scoppi da pii bocche di cannone. Ordin ancora il sultano che si desse fuoco alle medesime caserme, e si uccidesse chi
stesse

Mahmoud

II,

pre pi nelle
essi

per avvicinarsi semamichevoli relazioni


ambasciatori,

co'sovrani d'Europa, a'principali di invi


i

suoi

uno

de' quali

Ahmed

Fethi pasci, che


,

voleva salvarsi. Tutto fu esattamen-

ed energicamente eseguito per opera di detto Ag, non meno che


te di
altri

poi spos una figlia del sultano ambasciatore straordinario della sublime porta presso Luigi Filippo
re de' francesi, passando nel

i838
cat-

ministri.

In

tal

modo

pe-

per

Roma

capitale del

mondo

rirono nelle fiamme,

e furono tavalorosi,
la

tolico,

tratto dal

nome che

tanto
del

gliati a pezzi anche i pi che inutilmente opposero

venerato

risuona

nell'oriente

pi

coraggiosa resistenza.
cess colla
si,

La
i

carnificina
facinoi'o-

regnante Pontefice Gregorio XVI, domand, ed ottenne di umiliargli


i

morte

di tutti

suoi

omaggi
il

a'

\i giugno nel paoltre a


lo regal

calcolandosi a venti mila le vitdi

time

questa ribeUione, in un sol


gli

giorno, che per


stantinopoli

abitanti di Coe

fu giorno di orrore,

spavento indiscrivibile, e sar rammentato per molti secoli, non senza raccapriccio.
Altri

benigna d'una scattola di lapislazzuli con mosaico rappresentante il sontuoso edilizio del Panteon, e d'una medaglia di argento del museo Etrusco Gregoaccoglienza,

lazzo vaticano, ed

Papa

riano,

raccomandando
il

alla

sua pro,

sessanta
in

mila
Asia,

giannizzeri
dei

tezione presso

gran

signore

la

fui'ono espulsi
circa

quali

quarantamila furono messi a


in quella regione giorni. in
I

morte
ne
quelli

in

termi-

continuazione del patrocinio che accorda a' cattolici nel suo impero. Fethi pasci si fece ammirare in

di -pochi
periti

cadaveri di
ga-

Roma come
more
anno
nistro
alle

altrove, per la sua col-

Costantinopoli,

tura, e per la sua sagacit,


arti.

ed a-

leggiavano sul Bosforo, facendo un


triste

go, ed

quadro di quel delizioso luoimpedivano pel loro numepassaggio


alle

A' 26

settembre
affari

del

medesimo
midella

i838
degli

Reschid pasci,
stranieri

ro
li

il

barchette.

Quindi

con

decreto di

Mahmoud
sciolta

Sublime Porta, arriv a Civitavecchia

dichiar

per
milizia

sempre
dei

sopra

un
per

battello

vapore
la

abolita la
Il

giannizzeri

ottomano,
tore
della regina

andare

ambasciacorte

loro nome fu maledetto; si demolirono mausolei, ed altri marmorei monumenti esistenti ad onore di alcun giannizzero nei campi
i

straordinario
della

presso

Gran Brettagna

Vittoria,

sepolcrali

sui

quali

fosse

stato

scolpito
di

qualunque nome e stemma delta milizia. Questo sorpren-

si rec appositamente per ossequiare il lodato somtno Pontefice Gregorio XVI, e nel d 28 settembre ebbe l'onore,

Roma

co' suoi

tre figli, e seguito

di esse-

88
re ricevuto
in

COS
parlicolar

cos
udienza
gie,

che celebrano

il

traforo del

mon-

da sua Santit, nel palazzo quirinale, pronunziando in francese il


seguente tradotto discorso.
>}

te Catillo,

ed il museo Etrusco, ambedue opere dello stesso Pontefied


agli

ce, e regal ai tre figli del Reis Ef-

Sua

altezza
II

il

sultano

Mahacco-

fendi,

individui

del
;

suo
al

>i

nioud

ha appreso con grande


benevola
vostra

seguito altrettanti

mosaici

ed

>'
t>

soddisfazione la
glienza, che
fatto al
la

segretario, di nazione francese, Giu-

Santit

ha

i>

suo ambasciatore presso


Io sono feavere occasione di espri-

corte di Francia.

seppe Cor, di religione cattolica, da un crocefisso, ed una corona muniti dell'apostolica beneparte don
dizione del Pontefice, che con

>'.

lice di

comlibero

*>

merle questi sentimenti del mio augusto signore, Spero che questi primi rapporti,

mozione
esercizio

intese

da questo
religiosi

il

de' suoi

doveri
ot-

pei quali

mai fu molestato dagli


Cardinal Mezzofanti
si
,

creati

dalla

somma

corte-

tomani.
lognese
in
,

Il

bo-

sia, e dallo spirilo di amabile > compiacenza delia Santit vostra,


>'
'-

celebre poliglotta,

trov

saranno seguiti da altre relazioni quanto utili, altrettanto ag-

porpora presente a questa udienza chiamatovi dal santo Padre, e vi fu interprete dei sentimenti, che vi si

>

gradevoli alla santa Stde, e al r impero ottomano. Il santo Padre rispose a questo
tliscorso ne' termini
i

cambiarono dall'una,
parte
,

e dall'altra

come

lo

era stato neh' u-

dienza accordata ad
pasci.

Ahmed

Felhi

pi
e

graziosi,
al

e nulla

omise
sulla

per

dimostrare
,

La
te
il

conferenza che posteriormenpasci ebbe col Cardinal

pasci quanto valutasse

quanto
II

Lamsi

contasse

giustizia

imparziale,

bruschini segretario di stato,


gir presso a poco sugli
getti,

ag-

onde

il

sultano INIahmoud

gua-

stessi

og-

i cattolici dimoranti nel suo vasto impero, e sulla precisione, onde i voleri dell' Altezza sua vengono anche in questa parte se-

rentisce

e riusc egualmente di vicenloro


soddisfazione.

devole

Giunto
a tegior-

R.eschild Pasci alla

propria abitafigli

zione, esort

suoi tre
i

condati
pasci.
d'

dal

Reis Elfendi Reschild

ner ben

conservati

,tre

mosaici

La

Santit sua

non
pi

lasci

donati dal Papa, affinch

un

impegnare sempre pasci, ad assistere i


so
il

Reschid

cattolici pres-

suo signore,
in

al

quale lo preg

di raccomandarli

damente
si

suo

nuovamente, e calnome. Il pasci


della

mostr penetrato
promise
di

graziosa

accoglienza di cui sua Santit l'onor, e

volerne eseguire con


le

no ricordassero che li avevano ricevuti per singoiar bont del romano Pontefice. Reschild Pasci si fece in Roma ammirare da tutti per modi semla disinvoltura de'suoi pre egualmente gentili e scevri di affettazione, non che per l'accorgimento, e coltura di spirito che
,

elJcacia,

e soddisfazione,

rispet-

dispieg nel suo conversare, e nel11 prefato Carebbe l'occasione di valutarne pi che altri l'erudizione, allorch ne fu visitato: la let-

Quindi il santo Padre don al pasci una scattola di malaghita, con mosaico rappresenlante egualmente il Pantheon, e due medaglie di argento colla sua effitabili

brame.

le

sue

osservazioni.

dinal

INIezzofanti

teratura orientale forn in

fatti

ma-

cos
leria di erudita conversazione,

COS
nella
tefice,

89
Ali

Mehemet

vicer
si

di

quale

il

dotto porporato fu ben condetti tre figli del

Egitto, per la ^Sublime Porta,


ler

par-

tento di essersi intrattenuto col distinto ottomano.


I

all'articolo

Egitto (^Vedi).

Al presente nopoli
il

regna

in

Costanti-

Pasci ispirano

per
la
li,

la

pi vivo interesse educazione raffinata e per


il
,

sultano

Abdul

Medjd-

vivacit
di cui

contenuta

ne'iL;iusti

limi-

nato nell'anno 1823, che successe nell'impero a suo padre INIah-

Ran

danno saggio. Durante la breve dimora in Roma, il Reis Effendi, come prima di lui Fethi
Pasci, fu assistito dal rev. p.

mud

II

il

primo

luglio )83t), prin-

cipe amabile e d'un carattere

comfatta

passionevole

verso
dal

suoi

sudditi.

Ar-

La promessa
ad

suo padre

senio-Angiaralijan
l'abate generale
ni di
s.

procuratore del-

Ahmed

Fethi pasci, di

cui

si

quale

rono

di

de'monaci AntoniaGregorio Illuminatore, al l'uno che l'altro mostraaccordare la pii estesa, e


fiducia.

fece di sopi'a

ademp da lui o Hattisce sultana per moglie


desimo. Animato
sempi-e
,

menzione con lode, si dando la sorella Athi,


al

medai

pi
la

meritata

sentimenti di suo padre

costante-

La divina Provvidenza ne'suoi imperscrutabili decreti

mente
felici

procura

dinoltiare

sua

sembra vada aprendo a'turchi nuove vie per facilitare r eterna loro salute, permettendo che al gi zelante predella congregazione di
il

nazione nella civilizzazione, e rendere


e sicuri
i

suoi sudditi cristiani.

ftto

ganda,
la

quale tanto
e pel

si

propaadopr per
nelle

propagazione

del vangelo

parti infedeli,

ben

essere del-

l'emancipata nazione armena cattolica,

divenuto ora supremo gerarca

importante oggetto li 3 novembre 1839 adunato nel luogo detto Giul-Hane tutta la sua grandi del corte, i pasci, tutti regno unitamente al corpo diplomatico delle potenze europee, e gran numero di popolazione di tutte giovine sovrano le nazioni ; questo
questo
i

col

nome

di

Gregorio
di

XVI,
primo

fosse

riserbata la gloria pel

fra

sapientemente pubblic un HattiScerilf, che fece leggere nella sua


presenza.
egli

romani
portata
sultano

Pontefici

ricevere

due
del

ambasciatori ottomani della pi alta


,

Con eman un
e delle

questa

disposizione

atto che ridonda in


e sicurezza
della

degni
la

della
II,
,

fiducia

benefizio,
vita,
diti

utilit,

Mahmoud
loro

che
e

gli

con-

sostanze

de'suoi sud-

testarono
zione del

stima

considera-

cristiani,

che prima erano sog-

illuminato sovrano,

getti

a continue, e gravissime peri-

ed

desideri che nutre di stringere

pezie.

relazioni amichevoli colla veneranda

Cattedra di s. Pietro. Questo stupendo, e meraviglioso avvenimento

Notizie ecclesiastiche di Costantinopoli, e del suo patriarcato.

ha riempito d'inesprimibile
consolazione
la
il

gioja, e

cristianesimo, e nel-

storia

ecclesiastica segna

un'era

Bisanzio, Costantinopoli, o

Stam-

immortale, e rende in eterna benedizione il nome di Gregorio XVI. Delie amichevoli relacelebre, ed
zioni contralte dui

boul, citt della provincia


stica

ecclesia-

chiamata Europa
sino

nell'

esarcato

di Tracia, secondo Commajjville, eb-

mede.'^imo

l^on-

be

vescovi

dal

primo

.secolo

(jo

COS
Chiesa, giacch al dire di Teos.

COS
d(^,

della

per sua residenza, e della corte

tloieto, l'apostolo
il

Paolo

vi

predic

imperiale

come

situata

in

mezzo
del

vangelo, ovvero vel predic l'altro


s.

air universo, e nel

centro

ro-

apostolo

Andrea, secondo

il

Com-

mano
litata

impero, ed abbellita e nobinel

mentario greco sugli atti di quelapostolo composto dal p. Conibefs,e citato dal p. Le-Quien, come si legge eW Oriens Chrisl. t. I, pag. logS.
]'

modo

suddescritto,

nel

quarto secolo, e sotto il medesimo Costantino, dopo aver preso la citt il di Ini nome chiamandosi Costantinopoli,
titolo di
il

greci pretesero

come

tatto

certo

vescovo di
allo

lui

s'ebbe
cui

il

che l'apostolo s. Andrea fosse stato il primo vescovo, e gli diedero a piiicer loro de' successori, per far
credere, che
la

metropolitano. Giunta per

questa citt

splendore

la

ridusse Costantino, ed al punto


essere pareggiata

di

propria
quella di

chiesa fosse

pi antica
lussero
in

di

Roma. Proappoggio uno scritto di

ed

illustre capitale dell'


il

con Roma, l'antica impero rosuperiore eccle-

mano,

suo arcivescovo pretese di


pii

Doroteo vescovo di Tiro, il quale jiomina dopo il menzionato apostolo ventitre vescovi, che successivamente occuparono la sede di Bisanzio fino al suo tempo. noto che tale scritto ili r opera d' uno che credette col .suo ardire imporre al pubblico, e dare cosi qualche consistenza alle
pretensioni della chiesa greca. FilatU'.Ko

non
fior

riconoscere

siastico.

Nel

medesimo
s.

IV

secolo

l'arcivescovo
di

Paolo, gi dia-

cono

questa chiesa, allorch nel

340 Alessandro suo predecessoi-e morendo dopo ventitr anni di vescovato, lo nomin a succedergli. Ebbe a competitori g' indegni ambiziosi

Macedonio, ed Eusebio
il

aria-

primo vescovo di Bisanzio ordinato nell' impero di Severo, e di suo figlio Antonino Caracalla, cio verso l'anno 210, e mor nel
fu
il

no, che siffattamente

calunniarono,

da
la

secondo di occupargli mediante la protezione, che Costanzo imperatore prodigava alriuscire al

sede,

2i4; aveva
di
jirete pel
il

egli

governato
di

la chiesa

l'

arianesimo.

Il

Bisanzio in qualit

semplice

s.
il

Giulio

I,

in

romano Pontefice un concilio decret

corso di venti anni sotto metropolitano di Eraclea. A Fi-

ristabilimento di Paolo nella sede,

cui

per altro non pot occupare che


la

Eugenio per venticinque anni, dal terzo anno dell'imjiero di Gordiano fino al 240 ed ebbe per successori Rufino dal 282
ladelfo successe
;

dopo
cio

morte
342.

dell'

intruso Eusebio,
gli

nel

Allora

ariani

al

291, e Metrofane, che alcuni supposero fosse il vero primo vescovo


di Bisanzio.

mossero sedizione, fecero esiliare il santo vescovo, che mor martirizzapadroni delia to, rimanendo essi
chiesa di Costantinopoli, e la
ritens.

nero sino all'anno SyQ, quando

che Bisanzio inconinci ad avere vescovi nel secondo secolo. Certo , ch'essi erano sogj^clti al metropolitano di Eraclea esarca di tutta la Tracia,
il

Altri dicono

Gregorio Nazianzeno fu eletto


vescovo di questa
citt.

arci-

Nel

secondo

concilio

generale

quivi celebrato nel

38

1,

ad istanza
l'

qual estentutte
le

dell'imperatore Teodosio, con


senso del

as-

deva

la

sua

autorit

in

Papa

s.

Damaso
Massimo
e

F,

fu de-

diocesi di

essa.

Prescelta

Bisanzio
il

posto dalla

sede

Cinico,

dall'imperatore Costantino,

Gran-

che l'avea usurpata,

reintegrato

e OS
dal suo maestro
s.

COS
di

f),

Gregorio Nazinti-

zeno, che poi per

amor

della pace

rinunzi, e vi fu sostituito JVettario


dell'

ordine
vi

senatorio,

nientie

gli

^i\. Finalmente il Le-Quien dice, che il canone p. del secondo concilio generale, fu formato dal clero di Costantinopoli,
II nel

Teodosio

ariani

Doroteo. suddetto concilio si diede all'arcivescovo di Costantinopoli il primato dopo il romano Pontefice, ci che
s.

nominarono Marino, e In uno dei canoni del

loro diocesi

e dai vescovi, che la posizione delle sembi'ava naturalmente sottomettei'e

a questa chiesa.
I
i

li

Papa

s.

Leone

non

volle
i

rice-

verlo, e indusse

vescovi ed

pa-

Damaso

I,

suoi

successori

triarchi di oriente a serbare l'anti-

sino ad Innocenzo III costantemente

ca
s

disciplina.

S.
i

Petronio

d'Ales-

disapprovarono. Dalla presidenza,

sandria, e tutti

vescovi dell'Ei-itto
all'

che sopra l vescovi e patriarchi di oriente ebbe nel concilio l'arcivescovo di Costantinopoli,
si

opposero energicamente
il

inno-

vazione, ed
sitori

numero
si

degli

oppo-

ripete la

fu

grande, che l'arcivescovo


vide
costretto

origine della giurisdizione supei-iore,

di

Costantinopoli
le

che

pastori

Costantinopolitani eI'

a lasciar
le

sue pretensioni.
a

Di poi
accostu-

sercitarono sopra la Tracia,

Asia

chiese poco

poco

si

s.

minore, ed il Ponto. A' tempi di Gio. Grisostomo, giusta Teodolib.

marono

di riconoscere per patriarca

l'arcivescovo

di

Costantinopoli,

reto, Histor.

V,

nava questi

tre

28, goverdistretti composti


e.

analmente gliene venne accordato il titolo. F: il p. Le-Quien, Oricns


Clirist.

di ventolto provincie.

Alcuni

altri

ad
I,

palnarc. Constantin.
p.
t.

e.

trovano nel decreto del concilio


origine del patriarcato di
nopoli, ed
altri,

la

9, tom.

46
2,
p.

it('ni

de palliar.
I

Costantila

Alexand.
Il s.

33().

come

direnif,

Pontefice Innocenzo

dichia-

riferiscono al

XX\I1I canone
V.
il

del

concilio di Calcedonia.
rnassi no.
lib.
I,

To-

r innocente, e restitu alla sede di Costantinopoli s. Gio. Gi'isostomo

Disciplina

della

Chiesa,

e.

6,

pag.

11.

Questo ca-

none, che al vescovo di Costantinopoli accorda il primo posto dopo


quello di

depostone da due conciliaboli adunati ad istanza dell' imperatrice Teodora, adirata contro il .santo,

Roma,

immediatamente
di

m
le

perch in una sua predica declacontro il lusso, e la vanit del-

prima dei vescovi

Alessandria,

femmine. Egli sino dal febbraio


n'era
stato

ed Antiochia, non diminuiva per diritti del metropolitano di JErai clea, al quale apparteneva sempre l'ordinare il vescovo Costantinopolitano, come per 1' altro canto non ne conferiva alcuno a questo secon-

398

ordinato

vescovo

da Teofilo di Alessandria. Dopo la morte dell'arcivescovo Attico fu giudicato degno di questa sede s. Proclo
di Costantinopoli;

tutta

volta

fu data la preferenza a Sisinnio, cui

do
te

sulle altre diocesi.

Tuttavolta

si

ciedette in diritto nel secolo seguendi

poi doveva succedere nel 4-7- ^I'* tro,vandosi s. Proclo arcivescovo di


Cizico,
si

estendere
di

la

sua giurisdizione
quali

elesse l'eloquente JNestor io,


la
III

sulle diocesi
i'

Tracia, del Ponto,


il

dell' Asia,

alle

patriarca
orientale,

che nascondeva la sua ipocrisia, qnale dipoi conosciutasi, nel


concilio

Attico

aggiunse

I'

llliria

generale

tenuto
deposto,

nell'anno
e
furo-

facendosela attribuire per mia legge

43

in Efeso, fu

9>.

COS
i
,

COS
Pontefice, permette

suoi perniciosi erno condannati rori. Massimiano e poi s. Proclo occuparono la sede, accadendo
solto

lui

di

ordi-

nare
l'Asia,

tutti

metropolitani
del Ponto,

tanto
del-

delle diocesi

che del-

questo

ultimo

il

terremoto
al

e della Tracia,

non che

spaventevole, che diede origine


Trisii^o
aiiireliro

le nazioni

(Fedi).

Fu

pure

mente
none,
l'

si

barbare e lontane. Forteopposero i legati al ca-

vescovo

di

Costantinopoli Flaviano,

in

che venne deposto dal l'also concilio di Efeso nel 44q> ^ rilegato nella Lidia ove mori. Nell'anno 4^* ebbe luogo il quarto concilio generale di
<lcH

llliria,

uno a parecchi vescovi deln il Papa volle mai apper

provarlo
esso,

quante
i

istanze

poi

gliene facessero e
il

vescovi autori di

medesimo
Per
cagione

Calcedonia,

coli'

assistenza
della
vi

Marciano.
canone,
l'
i

imperatore di questo
del-

imperatore

IMarciano, e
:

nemici

della fede e

santa imperatrice Pulcheria

fu

imita cattolica, presero motivo di


il

condannato l'eresiarca Eutiche archimandrita di un celebre monistero di Costantinop(jli, e condannati ne vennero del pari gli eii ori. L'arcivescovo i\ u tolio, successore di Flaviano sino
dal 449) fat^endosi forte colla maggiorit dell'imperiai citt, non cu-

rigettare

venerando
gli

concilio, e

disprezzarne
/^.
il

altri

utili

decreti.

Sarnelli,

Lettere

eeelesiasti-

ehe, toin.

IX,
di

patriarca
il

pag. 87, perch il Costantinopoli pretese


(f^edi).

titolo

(|ucsto

di Ecumenico tempo fiori nella


s.

In

chiesa Co-

rando
l:;ce

sagri canoni
in

coiicilii,

(juesto

calcedonese
in

de precedenti ne
favore della

stantinopolitana

Marciano, gran-

de economo di
Il

essa.

introdurre tre
di sua

[)atriarca

Acacio, verso l'anno


rivivere
il

preeminenza
licii

sede, e

ad onta
ponli-

472,

volle far
,

canone
e
i

delle rimostranze
di
la
5.

dei

legati

calcedonese
di

col

sottomettere alla
Aleesaiidria
,

Leone

I,

nel seguente an-

sua sede quelle di


Antiochia:
si

no

eresse in patriarcato.

ma

indarno, perch
,

Fu
none
,

precisamente
sul quale

il

XXVllI

ca-

Pontefici vi
s.

gli

arcivescovi di

Simplicio,
llaro.

massime opposero ad esempio degl'inil

Costantinopoli
disse,
sioni
sa.
:

le

lndarono, come si loro ambiziose pretenecco

ed

come and

la

co-

Gli

atlri

riguardanti
de' vescovi
i

la

fede

essendo
principal

nel concilio terminati, e la

Leone I, e s. Papa s. Felice in, nell'anno 4*^45 condann, e recise dalla comunione cattolica Acacio autore del primo scisma,
trepidi

predecessori

s.

(Quindi

parte

avendo
che
vi
i

che
la

divise
latina
,

la
il

chiesa

greca

dal-

preso congedo,

chierici di Costan-

quale dur

trenta-

tinopoli sollecitarono quelli

erano rimasti,
legati

ed

in
I,

particolare

cinque anni sino al pontificato di s. Ormisda. Acacio fu acerrimo fautore degli eulichiani.

di

s.

Leone

a fare alcuni

Abbiamo

dal

decreti in favore della citt


riale.

impein

In

queir assemblea,
i

cui

Cardinal Historia
scliisinate
.

Lorenzo Cozza la bella polemica de graecoruni

veramente

legati

non

si

trovaro-

ex
s.

e.cclesiasticis

mona1719.

no presenti, venne compilato il canone XXV 111, che oltre al secondo posto accordato al vescovo Costantinopolitano dopo il romano

mentis concinnata , PcOinae


Inoltre

Felice

III

coauauu
impedi
editto

V Enotico

{P^edi)j,

editto dell'

lalore Zenone, cluauiato

,,

cos
pncfcazone
conciliare
ni,
il
i

COS
pretendeva
eulichiaall'

93
se
,

con

cui

imperatrice

leodora che,

lo
gli

cattolici

cof^li

faceva innalzare al pontificato

qual editto fu fatto


s.

ad

isti-

avrebbe concesso quanto


restituendo
alla

gazione d' Acacio. Papa


I

Gelasio
co-

bramava, sede Antimo, di


di

ricus

di

accordare ad Eufemio,
,

cui l'imperatrice seguiva gli errori.

vescovo di Costantinopoli

la

In

fatti

coir opera
fece in

Belisario

munione, e le pacifiche lettere, tinche non avesse cancellato il nome di Acacio dai sagri dittici per il
;

Teodoia
porre
tuirvi
il

Pioma nel 5^o deSilverio,


il

Papa

s.

e sosti-

Vigilio,

quando

prode caa'

Pontefice
valido
feriti
il

s.

Anastasio
gli

II

dichiar

pitano tolse quella metropoli ai goti.

battesimo e

ordini con-

Ma
la

Vigilio,

badando pi
di

suoi

da lui. Divenuto Pontefice s. Ormisda, nel 5 19, ottenne dall'imGiustino


per

doveri, che alle promesse,

confer,

m
tolo

condanna

Antimo
,

seb-

peratore

mezzo

dei

l)ene la

possente augusta

chiama-

suoi legati la riunione

della chiesa

greca alla latina, ed ebbe la gloria


di estinguere

secuzione di

a Costantinopoli, esigesse l'esue promesse. Morta


,

tra di esse. JVel


de' goti
I

primo scisma nato 536 Teodato re costrinse il Papa s. Agapito


il

Teodora
no
il

trovandosi
,

Vigilio in

Costantinopoli
1

nel

547

Giustiniai

lo

costrinse

condannare

a recarsi in Costantinopoli per pregare l'imperatore Giustiniano I, a richiamare dalla Sicilia l'esercito
spedito sotto Belisario. Quivi
il

famosi

Tre

capitoli {Tedi), per cui

Papa
di

in un'assemblea di settanta del con-

vescovi, senza pregiudizio


cilio

ze-

Calcedonia

li

condann,

ma

lante Pontefice scomunic, e depose

poi preso da' rimorsi rivoc la con-

da questa sede Antimo, che col favore dell' imperatrice Teodora n'era divenuto vescovo, sebbene eretico
eutichiano, sostituendogli INIenna, uo-

danna
rarlo.

peratore
lazzo

onta dell' ira dell' imche minacci di carceTultavolta Vigilio dal pa-

ad

Placidiano
s.

trasferitosi

nella

mo

illustre,
s.

silica di

che consagr nella baIMaria. Adirato l'imperamoglie,


volle
I

chiesa di

Pietro, ricevette dall' au-

gusto

tore tutto ligio alla

a comunicar con Antimo, minacciandogli l'esilio ; ma egli rispose che credeva di aver

obbligare Agapito

giuramento, che non lo il avrebbe insultato. Ma tornato al detto palazzo, dopo avervi scomunicato
e lo stesso
giato, e

Teodoro vescovo di Cesarea, Menna, venendo oltragsapendo che


gli
si

trovalo un imperalore cattolico, ma a quel che vedeva si trovava a fronte di un Domiziano per non
, :

tende-

temere
1,

le

sue minacce. Giustiniano


la

vano insidie, fugg in Calcedonia ove indarno Giustiniano I il richiam. Vinto questo principe dall'eroica
di
lui
i

conosciuta
il

frode

dell' eretico,

costanza, rivoc

le-

ador
la
s.

Pontefice, e convenne nel-

ditto contro
allora

Tre

capitoli,

per cui
in

fatta

deposizione; quindi, mentre


I

Vigilio fece litorno

Agapito

si

disponeva

alla par,

stantinopoli.
le
rie

Fu
il

stabilito di

tenza,

mon

in

Costantinopoli

do-

un

concilio generale, e

Coadunadopo va-

ve
in

il

suo corpo venne poi tiasferito


nella basilica di
s.

vicende

Pontefice part dalla


vivere in Siracusa
di

Pioma Mentre
in

Pietro.

citt,

e cess di
si

Vigilio era

nunzio pon,

ove

era recalo.

tificio

Costantinopoli

promise

Gli ambiziosi patriarchi

Co-

, ,

94
rono
gio
di

<^os
assiimeie
il

cos
triarca Sergio, occulto
notelita,
i

slantinopoli nel sesto secolo agoi^natitolo


I
I,

eretico

moil

di

EcuPela-

cui

errori favorivano
di

menici, o
11,

Universali.
s.

Pa[)i

famoso
lo

editto

Eraclio chiama-

Gregorio

ne riprese-

ro per l'ardire.

Questo secondo,
,

to

per rintuzzare la tracotanza del pache triarca Giovanni Digiiinatore greci dipinsero per prelato fornii to di cos[>icue vilt, il quale s'intitolava
le

Vescovo universale,
di

in tutte
il

sue lettere cominci ad usare

[Fedi). Questo era stacondannato dai romani Pontefici, ci che pur fece nell'anno 640 Giovanni IV, il quale dimostr, che Onorio I fu conforme alla retta fede nella sua credenza. A ci egli fu indotto, perch gli eretici abusavano d'interpretare a
Eclesi

titolo

Servo de' servi di Dio. Successe al Digiunatore il patriarca Ciriaco che usurp anopposto
,

loro

modo

le lettere

di lui. Inoltre

lo stesso

Papa Giovanni IV

otten,

eli'

egli al

romano Pontefice
ottenne nel

il

ti-

tolo di

vescovo universale.

Ma

Bo-

fiimperatore Costantino glio e successore di Eraclio, l'abbruciamento dell'empio editto. Di-

ne

dall'

nifacio III

607

dall'im-

poi,

nel 64'2,

Teodoro
al

scrisse let-

peratore Foca, che con sovrana ed

tere sinodali

patriarca

Paolo
di
lui

autorevole dichiarazione
bilito

fosse

sta-

contro
cilio

Piiro

predecessore
;

appartenere

questo titolo

al

ch'era monotelita
del

quindi nel con,

solo

romano Pontefice,
prima
I,

come

ot-

648 condann Pirro

tantanni
vanni
II.

avea riconosciuto
il

Giustiniano

sotto

Papa Giodi

Paolo, alle cui suggestioni l'imperatore Costante avea pubblicato l'i-

Ma

allorch sotto l'impe-

ro di Eraclio, successore
i

Foca

vescovi di Costantinopoli
il

ebbero
spin-

niquo editto Tipo {Vedi), il quale astutamente imponeva silenzio tanto a quelli, che affermavano una
volont
ed

abbracciato
voler
zi

monotclismo,

essi

operazione

in

Cristo

sero la loro ambizione


pii

sino a

non

che

ai

sostenitori delle

due volon-

riconoscere superiori, an-

giunsero a pretendere di elevarsi

t. Papa s. Martino I eziandio condann Pirro, eh' era ritornato alla

sui
il

Papi di Roma, e disputar loro


che

sede

Costantinopolitana
la

nel

634

>

primato, pretendendo scioccamen-

dopo

te,

Roma

avesse cessato di es-

sere la capitale del


g'

mondo

e che
la
i

imperatori

avendo
sede

stabilito

loro residenza

in Costantinopoli,

Paolo I, non che di lui Paolo II, in il successore uno all' Ectesi, ed al Tipo. Fatto poi imprigionare da Costante, e tradurre in Costantinopoli, ivi mol-

morte

di

vescovi di questa

per

consegli altri

to pat, e cess di vivere

in

CriPir-

guenza dovessero superare


altre in dignit.

mea dove

era stato rilegato.

vescovi, poich la citt superava le

tuar dal
gliosi

numero

Devonsi per eccetdi questi orgoi

ro successe nel patriarcato Pietro, che essendo fautore de' monoteliti


cerc di sorpiendere

Papa

s.
il

Euco-

patriarchi
Kicef'oro,

ss.

Germano, Tali,

genio

1,

e gli sped secondo

rasio,

Metodio

Ignazio,

stume

la

epistola sinodica piena di

e pochi altri, espulsi, e tormentati


pei loro sani
principii.

astuzie, e di sentimenti dolosi sulle

due volont

di

Onorio
fu

l,

Papa

dell'

anno

(i^,

ro

popolo

Ges Cristo. Il cleromano restarono


il

ingannato dalle lellere del

pa-

talmente indignati contro

tenore

cos
che a forza di pregliiere non permisero al Pontelice di celebrar la messa nella basilica di s. Maria Maggiore, s'egli prima non prometteva di rigettaila, e di
della
lettera,

cos
che per
lui

95
la

dovesse pregare la Chiee

sa universale;

mand

sua

ri-

sposta a

mezzo del legato Michele,


a
riconciliar
i

che

autorizz

colla

Chiesa que' vescovi,

quali avevadel

disapprovarla. In fatto

la

dichiar

no acconsentito

alla

condanna

dubbiosa, ed occultamente eretica;

VI

concilio generale, fatta nel con-

ed in vece, secondo la consuetudine de' suoi predecessori, sped all'

ciliabolo
pico.

imperatore

la

propria
notizia
;

lettera

si-

adunato dall'empio FilipNell'anno j \5 divenne patriarca s. Germano, che si distinse


contro
i

nodica

dandogli

della

sua
suoi

monoteliti,

e g' iconocla-

esaltazione al Pontificato
apocrisari,
poli,

ma

sti,

o nunzi
della
li

in

Costantino-

tore

non volle ubbidire l'imperaLeone 1' Isaurico, quando nel


pubblic
il

ingannati da Pietro, approval'errore


il

723
contro
gini,

r esecrabile
sagre

editto

rono
avere
tori

sua dottrina^

culto delle
nel

imma-

per cui

Papa

condann per
retta
fede.

indi

apostatato

dalla

abbandonare
733.
Il

la

780 fu obbligato ad sede, e mor nel

Intorno all'intrusione degl'imperagieci


siiir 7e::;/oe
i^T'cdi),
si

de sommi

Pontefici

parla a questo,

e ad altri relativi articoli.

Nel 6.57, appena salito sulla cattedra apostolica


a Costantinopoli
s.
i

Vitaliano, sped
suoi legati colla

epistola sinodica all'imperatore


stante,

Co-

Papa s. Gregorio li, scomunic Leone, ed il successore s. Gregorio III energicamente combatt contro i persecuSotto tori della sante immagini. r empio Leone, vescovi di Costantinopoli, i quali pretendevano che
zelante

nel 730,

per partecipargli

la

sua ele-

le

chiese de' paesi

barbari
del

fossero

zione, e pregarlo insieme di

donare

abbanmonoteliti. Sebbene l'im,

loro soggette in

virt

canone
e di
Si-

XXVI 11

di

Calcedonia, osarono di

peratore fosse eretico

legali eb-

togliere al

sommo

Pontefice

bero graziosa accoglienza. Nel 708 Papa Costantino invitato da Giustiniano II


si

attribuire a s la Calabria,
cilia,

la

e tutte le provincie

dell' Illi-

rec a Costantinopoli,
i

ria orientale. Nel

741 divenne Pa-

approv canoni del Trullano, che non erano contrari alla Chiesa romana. Filippico Bardane, dopo aver ucciso Giustiniano li, ed occupato il trono di lui, voleva
ed
ivi

pa

s.

Zaccaria, e fu l'ultimo greco

ripristinar

l'eresia

de' monoteliti,

che per pi di quarant' anni avea travagliato la Chiesa orientale ; ma il Pontefice Costantino vi si oppose

romana Sede, meno AV, creato nel 1409, che alcuni credono di nazione greca come lo furono i Pontefici Giovanni V, Conone, s. Sergio I, Giovanni VI, Giovanni VII, Sisinnio, Coesaltato alla
lessandi-o

con
II,

apostolica

costanza.

Deposto
Anastasio
la

Gregorio III. Altri Papi greci sieno stati quattordici, cio Anacleto, Evaristantino
,

s.

opinano che

Filippico, e

succedutogli

sto, Telesforo, Igino, Eleuterio,

An-

siccome cattolico,

mand

sua

tero

Sisto II

Dionisio

professione di fede al Papa, che lo


fece registrare nel

ruolo

o catalo-

e Giovanni

Zosimo, Teodoro I, VII, e Zaccaria.


serva, che negli

Eusebio , Giovanni VI,


,

Si os-

go degl' imperatori ortodossi, accioc-

ultimi tempi fieli-

96
mente
degli
i

COS
i

cos
r84'2, l'imperatrice Teodora madre di Michele III, dopo aver cacciato
il

greci venivano innabati al

Pontificato pel favore ed influenza


esaicLi di Ravenna, mediante
i

patriarca

Giovanni iconogi

(jiiali

greci

astutamente
la

procurogl'ini-

clasta, colloc sulla sedia patriarcale


s. s.

ravano assoggettare
peratoii
d' oriente

Chiesa

Metodio

II,

discepolo

di

mana, perch, avendo dovuto


tirannia ed

Niceforo,

suo

apocrisario in

rinunziare

alla

Roma. Questo santo vescovo,


ristabilimento della fede,
istitu

pel
in

enorme abuso

di con-

fermare la pontificia elezione, tentarono per aitila via dominare sulla Chiesa romana, cercando di far annoverare al Collegio de' Cardinali
degli
toriti

Costantinopoli

una festa chiamata Ortodossa, e mor nell'843. La detta imperatrice Teodora venemenologio delimperatore Basilio, nei menci, ed
calendari greci. Quindi tutti
si
i

rata per santa nel


l'

orientali,

che quindi coll'auvenissero eletti


questi, veri eredi del-

degli esarchi

altri

Pontefici.

Ma

lo spirito apostolico,

mai acconsenne-

tirono alle prave trame degl' imperatori, e

unirono in favore di s. Ignazio, che vivendo in solitudine fu obbligato ad accettare la dignit


voti

dei

vescovi orientali,

patriarcale.

Michele
le

III,

abbandos.
il

gando ad essi ci che coli' inganno, e colle minacce pretendevano contrario alla costante illibatezza della

nandosi a tutte
lavori to

passioni, esili

Ignazio nell'isola di Terebinto, e

e
1'

Cesare

Sede
il

apostolica.
7 56, condann Costantinopoli, te-

patriaica

Barda dichiar senza eunuco Fozio


,

Stefano HI, nel


conciliabolo di

usare

alcuna

delle

formalit
e

pro-

prie nell'elezione de' vescovi,

ad

nuto per ordine dell'iniquo Costantino Copronimo contro le sagre immagini, ed ogni mezzo adoper per ridurre al retto sentiero questo principe, cui Pipino, re di Francia ricus di dare in isposa sua figlia Gisella, perch non comunicava nella
I

onta che fossero trascorsi undici anni

dacch

s.

Ignazio

Chiesa.
qualit,

Fozio
s.

uomo
I

governava la pessime di
scrissero al
,

d'imperatore
Nicol

Pontefice
lesa

dicendo

che

Ignazio avea rinunziato, ed era reo


di

maest.

Ma
per

il

Papa prulegati

medesima
si

Anche s. Paolo adoper perch il Copronimo


chiesa.

dentemente
vero
stato
si

mand due
delle
cose,

a
del

Costantinopoli

informarsi
Ignazio

lasciasse l'eresia,

ma

questi
legati.

invece

lagnandosi,

maltratt
tavolta

pontificii
al

riusc

Papa

TutAdriano I,

che
gli

fosse

deposto
la

senza

consultarne
si

santa

Sede, e

che

nel 786, di ottenere pace colla chiesa orientale per mezzo di Costantino VI, ed

fosse sostituito

un

laico con-

tro le disposizioni de'canoni.


I

Irene sua

madre
in

s.

legati

furono guadagnati, e pre;

Pasquale

I,

neirSsj, diede

RoveIn-

varicarono
di
zio,

confermarono
e la

l'elezione

ma

ricovero ai profughi

greci

Fozio,

deposizione d'Ignaa

neratori delle sante

immagini.
s.

che

soggiacque

molti patidi
al

tanto, neir8o6, successe a


sio,

Tara-

menti.
noscere
fice,

A questo
tutti
i

riusc

far

co-

nella

sede

Costantinopolitana,

maneggi
fuga

Ponte-

INiceforo, che pel suo zelo mollo s. ebbe a sollrire dagli iconoclasti e mor neir esilio l'anno 828, Nel,

e prese la

per sottiaisi

dalla morte.

Un orrendo

terremoto

pose in costernazione Costanlinopo-

GOS
ii,

COS
ricusavano comunicare
te
coli'
I,

97
indegno
nel

e fu dichiarato che Ignazio poistruito di

teva ritornarvi. Nicol

Fozio, che comunicassero liberamen-

quanto era accaduto, biasim

alta-

con

lui.

Quindi

Io

restitu

mente

la

condotta de' legati,

li

pun

grado, credendo ci necessario alla

colle censure

ecclesiastiche, riguar-

d Ignazio come legittimo pastore, e ritenne Fozio come intruso, ed irregolare. Costui per vendicarsi,
indusse l'imperatore
gli

pace della chiesa, a condizione per che Fozio alla presenza de' suoi
legati

prometter-

di riunire in Costantinopoli

un

sinodo, ove nell'

866

ard pronun-

ziare la deposizione, e la

scomuniscisma
si

ca contro

il

sommo
il

Pontefice, dal

domandasse perdono dell'iniqua sua condotta contro la Chiesa romana. Questa debolezza d'animo del Pontefice fece dire ad alcuni, che la Chiesa in quel tempo fosse governata da una donna, e da ci probabilmente ebbe origine la nauseante, e screditata favola della pa-

che ebbe origine


dei greci.

nuovo

Fozio con violenza gli contro la chiesa latina,


dal

sca-

pessa

Giovanna. Tuttavia,

avendo
il

ma

fu

dipoi Giovanni Vili

conosciuto

Papa scomunicato.
sul

Frattanto
il

passo falso che avea fatto in favore


del

salito

trono Basilio

macedoripose

deposto

Fozio, e rientrato
solo proscrisse gli

ne

esili

Fozio, e
s.

nell'

867
II,

in s stesso,
atti

non

nella sua sede

Ignazio,

che
di

im-

del

conciliabolo

presieduto da

plor dal
l'

Papa Adriano
la

e dal-

Fozio, co' vescovi, e legati apostolici

imperatore

convocazione

un

concilio generale
fu

neir869, nel quale

dai vescovi sottoscritta


di

danna
zio

la conFozio colla penna intinta

nel sangue di

Ges Cristo. S. Ignamori neir 878, e Fozio, solletes-

od ingannati dalle sue solennemente lo condann di nuovo, e nell' 881 invi a Costantinopoli IMarino Cardinal diacono per annullarne gli atti. Questo
corrotti
frodi,

ma

IMarino gi legato in Costantinopoli

ticando la vanit di Basilio col


sergli
la

di

Nicol

I,

di

Adriano

II,

e di

sua genealogia, rientr in

grazia,

stantinopoli,

venne richiamato in Coad onta che Adriano l 10 avesse scomunicato tre volte. Il Papa Giovanni Vili, nell' 878, rie cevette gli ambasciatori
il

Vili , contro 1' intruso Fozio, lo scomunic nell' 882 quando divenne Papa col nome di Mar-

Giovanni

tino
Il

II.

di Basilio,

se

quale avendo rimesso Fozio nella

sede Costantinopolitana, lo pregava

Papa Adriano III non s'indusmai a compiacere l' imperatore Basilio, che vivamente lo supplic perch annullasse quanto erasi fatto
contro Fozio, riammettendolo alla cattolica comunione. Questo pessimo
pastore avea attribuita alla sua giurisdizione la Bulgaria, eh' era una

a confermarlo
solo
li

ed a tal effetto con ; aperto dolo lo assicurava che non


i

partigiani di Fozio,

ma

quel-

11

ancora d' Ignazio, e di Metodio avevano acconsentito alla redin-

porzione

dell'I lliria. lo

Stefano

nel-

tegrazione dello stesso Fozio.


e per

l'886 estinse
il

scisma Foziano col-

Giovanni Vili si lasci sedurre, mezzo del suo legato, Cars.

l'opera dell' imperatore


filosofo,
il

Leone

VI,

quale cacci Fozio in

dinale Pietro di
scrivere
all'

Grisogono, fece
ai

vin

imperatore,
XVTir.

patriari

zo di tutti
sa

monistero, ove mor in disprezfedeli e per tal guii


;

chi d'oriente, e a tutti quelli,

quali

fu estinto lo scisma della

chiesa

VOT

98
di oriente.

eos
Indi

COS
ac-

Papa Formolo

vo ecumenico

ed immersale,

cioc-

consent alle
orientali, e

suppliche
dell'

de' vescovi

ch

al

solo

sommo

Pontefice apil
i

imperatore Leone
cattolica

partiene; laonde avendoglielo

VI,

di

ricevere nella
gli

co-

pa

vietato,

il

patriarca rigett

Papon-

munione
ch in
reit,

ordinati da Fozio, purla

iscritto confessassero

loro
Il

e domandassero

perdono.
di
il

Pontefice Sergio

IH procur
Fozio,
cose aveva

di-

legati, e promosse lo scisma, che torn a separare la chiesa orientale dalla romana. In seguito riusc al Papa di riunirle , ed il suo
tificii

struggere
le

gli errori di

qua-

nome
la

fu

registrato

dal

patriarca
tavole del,

fra

le

altre

soste-

Sergio ne'
chiesa

dittici, e nelle

nuto, che lo Spirito Santo non procede del Figlinolo ma solo dal Padre.
to

di

Costantinopoli

verso

Ma

il

Papa Giovanni XI,


et,

elet-

in

giovanile

e figlio della

famosa iMarozzia, ad interposizione del potente suo fratello Alberico, che governava l'Italia e Roma, accord
poli
ai

l'anno 1009. Per Giovanni non si pieg n alle suppliche, ne ai donativi de' costantinopolitani, che bramavano che la loro chiesa avesse per l'oriente solo
nii'ersale,
il

XX

titolo
la

di

U-

come
il

l'

avea
;

Romana
rinac-

patriarchi
<\c\

di

Costantinosenza
ricor-

per tutto

mondo

quindi

l'uso

pallio

que
ne

l'antica discordia tra la chiesa

rere pili al
sta

Romano

Pontefice.

Que-

greca, e la latina nel i024- S. Leo-

eccessiva concessione fu

fatta al
di

IX eruditamente
il

patiiarca

Teofilatto, figlio

Ro-

confut
lario,

patriarca

INIichele

con forza Ceru-

mano,

il

quale era collega nell'im-

pero con Costantino Vili, ni quale ofTefto Alberico ottenne preziosi donativi. Da tal privilegio provenne,
che
il

glio

che con abbominevole orgoaveva scritto contro il primala


i

to

romano. Per conciliare


,

consuoi

cordia invi a Costantinopoli


legati

pallio
i

si

usa da
legge

tutti

ve-

che

trovando
fautori.
il
i

il

patriarca

scovi greci,

quali
si

per lo deponil

ostinato

neir errore, lo scomunica-

gono quando
Chiesa

vangelo.

La

rono

co' suoi

Per un

acces-

romana
secoli,

toller quest'

abuso
ai

so di rabbia

Cerulario scomunilegati
il

per otto

per cui nel concilio


quali

generale lateranense lo concesse


patriarchi d'oriente,
i

dopo
loro

averlo ricevuto dalle mani del Papa, lo potessero


sulfraganei,
di

vescovi

concedere previo

ai

romani, e dai del Papa, rinnovando nel io54. Io scisma di Fozio. Cerulario aveva manifestato al Papa nelle prime qualche desic anch'
egli

sagri dittici

tolse

nome

giura-

derio di riunirsi,
gli

ma

s.

Leone IX
i

mento

fedelt ed ubbidienza alla

santa Sede.

che bisognava primieramente cessai'e di opprimere


fece intendere

Giovanni XIX tefice , rinnov


Costantinopoli,
la

romano
concordia
disunite

Pondi
colla

patriarchi d'Alessandria e di Antiochia, e dal pretendere sopra di essi

colla

Chiesa

un' autorit che


il

non aveva

col

dirsi

Romana nuovamente
le

per
a

solo ed universale vescovo di tut-

ambiziose pretensioni del patriarINIichele

to

r oriente.

Stando sommamente

ca

Cerulario,

sollevato

quella sede pel favore di Costanti-

no Monomaco.
va
di

Il

Cerulario agogna-

per a cuore ad Urbano II l'unione della chiesa greca colla latina, nell'anno 1089 assolvette l'imperatore
Alessio

fare

uso del tiJolo di

f esco-

Comneno

dalla

scomu-

cos
nica,

COS
da molto

yy
li

da

cui era allacciato

tempo. Trovandosi nel ri 68 Alessandro in Benevento, ricevette gli ambasciatori

dell'imperatore Manuello Comncil

rimandavano. Tanta era la dignit che esercitavano, arrogandosi poteri che non avevano, per cui l'ambizione dei patriarchi tenne sempre divisa questa chiesa dalla santa
lica.

quando

loro piaceva, e ne

no,

qualegli fece promettere di riue di

nire la chiesa greca alla latina,


liberarlo dalle molestie dell'

Non
i

vi

Sede apostoerano che que'patriar-

impera-

chi,

quali s'ingerissero nel consail

tore Federico

I,

che
l'

il

perseguitava,

grare
ta

santo crisma in tutta la loro

purch
te.

gli

desse

impeio d'occidenringrazi

dipendenza, e giurisdizione. Racconil

Il

saggio

Pontefice

Sarnelli
,

l'augusto della parte che prendeva


a' suoi

Lett. eccl.

che
la

tomo X. p. 148, il Papa come caChiesa prima dello

avvenimenti
suo

ma

gli

dichia-

po

di

tutta

r che per la qualit del sagro, e

.scisma

de'greci era solito


il

mandare

paterno
strarsi

carattere doveva
di

promotore

pace,

monon di

ogni anno
poli,

crisma a Costantino-

e se era sede vacante, la Chie-

discordie, indi invi a


poli

Costantinofu pre-

sa lo

Romana

aveva questo incarico;


ai greci scis-

due Cardinali. Nel 1203 Costantinopoli


seguente
vi

che diede occasione


scagliare
Il
si
i

matici di
tro

calunnie

con-

sa dai francesi, e dai veneziani, che

latini.

crisma

per
dal

dosolo

neir anno

fondarono r impero latino. Allora ebbe origine il patriarca latino cui Innocenzo III accord il secondo posto dopo di lui. I patriarchi aumentarono la loro giurisdizione con altra
Bulgaria. In
i

po
gli

lo

scisma

consagr

patriarca
altri

di Costantinopoli, perch

vescovi

non
tre

usavano
di

di

farlo,
vi

ed oltre mettevano

all'olio, e al

balsamo,
arole

sorte

mi, e lo mandavano

per

tutte

diocesi di

seguito ataltri
i

chiese dell'oriente di rito greco, ben-

tirarono a se
poli, ai

russi,

ed
sulla

po-

quali ispirarono

loro sendiscipli:

ch ci non si facesse ogni anno. Cosi i greci facevano quello che im-

timenti sulla fede e


na.

Facevano anco
"tutti
i

di

pi

ordinadella

vano

metropolitani
e
li

putavano a' latini, ed alcuni greci nella Russia vendettero una piccola ampolla di crisma per duecento
scudi
nella
il

loro giurisdizione,

obbligava-

ad una tassa. Di loro aulotorit convocavano concilii per trattarvi affari di tutte
le

no

J^. Pietro Arcudio sua Concordia 1. 2, e. 9, quale soggiunge, che ruteni per
i

uugheri.

diocesi.

Si

la

distanza de' luoghi, talvolta ado-

facevano riferire
ziali

giudizi

pronun-

dai patriarchi di Alessandria, ed

peravano l'olio degl'infermi. Ritornando all'impero de'


in Costantinopoli,
si,

latini

Antiochia per rivederli, e giudicarli di nuovo. Godevano del diritto di

quando

france-

veneti se ne impadronirono,

Stauropegia^ vale a dire di


tare

pian-

era patriarca Giovanni


ro,
il

luogo dove si doveva costruire un altare, anche


croce nel
nelle diocesi

una

quale

si

ritir in

Comateuna citt

degli altri

patriarchi

e cos

pure ammettevano
ordini, e
li

chierici

della Tracia, ed in Nicea ove Teodoro Lascaiis avea stabilita la sede dell* impero greco, per cui venne
eletto
tefice

stranieri,
ferir loro

senza far difficolt in con-

un

patriarca latino.
III

Il

degradavano

Innocenzo

sollecit

il

PonCo-

loo
nella
;

COS
>

cos
me
dalla polvere
la

inaler inulilmente perch rientrasse

chiesa

Bi-

comunione

della

Chiesa
si

"

zantina, e l'ha
le chiese

innalzata

sopra
".

Romana
ricus, e

ma

egli

ostinatamente
i

d'Alessandria, di Antiodi

mori nel
la

206 dopo ave-

chia,

e
il

re

rinunziata

sua dignit. Mial

quando
ziani di
lui

Gerusalemme Papa seppe che il


conferire
i

Ma

patriar-

chele

VI Antoniano, o Santoriano
sostituito

ca aveva convenuto

co' suoi

vene-

in Nicea fu

defunto,

non

benefizi

da

ove a'20 marzo di detto anno coron Teodoro, e moi nel i2i.>..

Per

la successione dei

patriarchi di

Nicea pu leggersi il p. Le Qui^-n nel suo Oriens Chris t. t. i, p. 20).


J3i

che a quelli della propria nazione, con autorit apostolica a' 1 giugno 1206 annull l'accordo. Progressivamente succesdipendenti
sero al
patriarca
latino

Morosini,

venuto

Baldovino
latino
di

primo

im-

peratore

Costantinopoli,

neir istesso

anno

1204, fu

eletlo

per primo patriarca latino il veneto Tommaso Morosini, che da Innocenzo III venne confermato solo in considerazione dell' imperatore. Il
Morosiui era suddiacono della chiesa
cui

Gervaso od Evrardo che mori nel 121 1; Mattia nel 1221; Giovanni nel 1233 o i235, e Nicola, sotto del quale incominciarono i latini a
soffrire

gravi perdite contro


,

greci.

Pantaleone Giustiniani
nare
di
la

che fu suc-

cessore a Mattia, dovette

abbando-

sua sede
i

nell'

anno 1261,
dandosi fine

Romana, e trovavasi in Roma, per Papa ncir approvarne l' eleil


zione intese di supplire colla pienez-

avendo
cos al

greci riconquistata la citt


,

Costantinopoli

latino impero, e a' suoi pa-

za della sua potest perch

ne trovava
pi seco-

triarchi di giurisdizione.

irregolare la forma, anzi


lare

Tuttavolta

latini,

sebbene non

che
il

ecclesiastica.
1'

Quindi
,

gli

confer egli stesso


gli

ordinazione

pi padroni di Costantinopoli, continuarono a nominare un patriarca per


vi
le

diede

pallio coU'obbligo a'suoi

altre

provincia,

per

le

successori di

mandar sempre a
gli

chie-

chiese d'oriente, che avevano vescodi


rito latino.

derlo in R^oma. Inoltre


diversi privilegi,
i

accord

Quindi,

dopo

la

come
di

di

consecrare
avessero

morte
sero

del patriarca Giustiniani, eles-

re neir

impero
i

Costantinopoli,

Pietro,
i

che

mor
di

nel

i3or.

e di assolvere

quelli

che

Tra

successori
si

lui particolar-

percosso
tiva

chierici, eh'

caso riser-

mente

distinsero Pietro III, detto di

vato alla santa Sede.


s\

La preroga-

lungamente contrastata dai


patriarchi di Costantinopo-

Tommasi, nominato patriarca Costantinopoli da Papa Urbano


nel
1

V
si

Papi
li,

ai

364. Dei patriarchi


titolari,

di

Costan,

cio la

su tutte

le

preminenza dopo Roma, altre chiese, non si ebbe


III difficolt

tinopoli

in partibus

tratter dappoi.

da Innocenzo

di attii-

Facendo seguito
clesiastiche

alle

notizie

ec-

buirla al patriarca latino Morosiui;


e ci che evvi di
si

del

secolo decimoterzo,

pii

sorprendente,

abbiamo che Papa Alessandro IV


nel

che

il

Papa

nella sua epistola

1257, per

ottenere

l'unione
la

ig, disse in termini espressi


5

che

de' greci, concesse loro che nel sim-

codesta grazia deriva dalla santa

bolo della fede non

recitassero

" Sede, la quale colia pienezza del" l'apostolica potest, ha tratta co-

parola Filioque, ci che avea loro

permesso

Innocenzo

IV

purch

cos
sentissero
lai etti^llo

COS
i

loi

in

ci

come

latini.

invi in iS'icea a

A Teodo-

Martino IV solennemente in Orvieto scomunic il Pastando


fallite,

vescovo d' Orvieto il per farlo convenire alla biamata imione. IVIichele Paleologo, per eviro
Lascaris
tare
gli

leologo,
1

censure

che

rinnov

nel

282

7 maggio. Appena Bonifacio


a'

Vili
,

si

vide
u-

sforzi

clt'ir

occidente

che

sulla

cattedra
i

apostolica

procur
all'

voleva ricuperare Costantinopoli, fece lusinghiere esibizioni


fici

ricondurre

giteci
;

scismatici

ai

Ponte-

riione di essa

ma

per

la loro osti-

sulla riunione delle Chiese. Cer-

nazione, nel

i3o7, Clemente

si

che nel concilio generale, celebrato nel 1274 in Lione da Greto

rec a Poitiers per trattare coi re di

Francia, e di Navarra, aftine di togliere Costantinopoli agli scismatici.

gorio

X,

greci

vi

confessarono
e

la

processione dello Spirito Santo dal

Innocenzo

VI

nel

i3 53 da Avial

Padre, e dal
cos

Figliuolo,

furono

gnone sped ambasciatori

Can-

ta
la

decimaquarvolta colla Chiesa romana. Per


riconciliati
la

per

tacuzeno per trattar l'unione delle due Chiese; ma il Canlacuzeno, che

confessione

di

domma

ebbero

questo cattolico gran parte il Car-

non era meno


nella
storia,

abile nella teologia,

dinal di Tarantasia domenicano, che fu poi Innocenzo V, e il Cardinal JMascio, che Gregorio spe-

che in politica, risj)0effettuarsi se che ci non poteva senza la convocazione di un concilio

X
e

generale, cui assistessero

ve-

legato

Coslanlinopoli
il

che

merit in seguito

pontificato col

nome
leologo

di

Nicol

IV.

Nel
la

1726
Papace

Dipoi nel i356 l'imperatore Giovanni Paleologo si obblig di ubbidire al


scovi di
i

ambedue

partiti.

Giovanni

XXI mand

legati al

sommo
ci,

Pontefice nell' istesso

modo

perch

ratificasse

degli altri imperatori e re cattolie di adoperarsi per ridurre alla

della chiesa greca


l'ata

colla Ialina, giual detsi

dai suoi ambasciatori

to concilio,

ove tre volte


il

cant

dai padri greci, e latini

simbolo

Costantinopolitano colla giunta della

parola Filioque.
Paleologo, ed
I,

Indi JNicol III


I\Ii-

scrisse al

medesimo imperatore
al
ai

chele

suo

figlio

ubbidienza i greci, pregando Innnocenzo VI a mandargli un eturchi, e i sercito per soggiogare sudditi ribelli. Allora Innocenzo VI mand due vescovi a Costantinopoli per conchiudere gli accordi, ma vedendo poi, che per la perfidia di
stessa
i

Andronico
di

oriente, e

non che ad altri

patriarchi

alcuni, che favorivano

il

turco, l'im-

prelati greci,

presa

non avrebbe avuto propizio

acciocch confermassero la concordia suddetta. Ricev ancora lettere


dall'

riuscimento, ordin al re di Cipro,


ai

veneziani, ai genovesi, ed ai ca-

imperatore
sopra

nelle

quali

rico-

valieri gerosolimitani di

nobbe l'autorit del


tefice

sommo Ponchiese
,

dovessero

Rodi, che mantenere nel porto di


delle galere pre-

tutte le

gli

Smirne

il

numero

protest la sua venerazione, ed af-

scritte dal

lo

ferm non solo di aver condannato scisma nella forma prescrittagli

dalla

Sede apostolica,
altres

ma

di
i

adogreci

suo predecessore Clemenebbe grante VI. Anche Urbano demente a cuore la conversione dei greci, laonde nel i 365 sped a Gio-

perarsi
ostinati.

per vincere

vanni Paleologo
tandolo ad

suoi legati invi-

Tutte queste promesse re-

unirsi alla Chiesa catto-

102
lica,

COS
ed
inviandogli
in

COS
dono
tre
turchi.

Sembra che Dio abbia


patriarchi.
I

vo-

Agnus Dei

di cera benedetti.

Per-

luto punire questa chiesa per l'orgoglio de' suoi


ni,

suaso r imperatore dell' animo benevolo del Papa nel iSGg si rec in Roma, abiur lo scisma, e
gli

sarace-

ed

altri

popoli

barbari,

come

abbiamo
sime nei

detto, la desolarono
secoli

errori, confessando che

1'

Euca-

masIX, e X, devastan-

si pu egualmente fare s col pane azzimo, che col fermentato, e che il romano Pontefice ha il primato su tutte le chiese del mondo. Gregorio XI vedendo che tultavol-

ristia

do

le pi belle provincia del greco impero. Allora essi tentarono diver-

se riunioni colla

Chiesa latina
;

ottenerne soccorso

ma

per perch non

ta

greci perseveravano negli


errori,

an-

erano guidati, in questo ap[);uente ritorno, che da finzione politica, ed

tichi

nel

iSyS,
,

spedi

due
fran-

umano
scire.

nunzi a Costantinopoli

uno
il

cescano, l'altro domenicano, ed e-

la

interesse, cos non pot riuFinalmente i turchi ridussero Chiesa, e l' impero d'oriente sotto

ed il popolo a condannare interamente lo scisma e l' errore, ad onta che r imperatore avesse ci fatto solennemente. Martino V si adoper molto per
sort con efficaci lettere
clero,

ridurre

greci

all'

ubbidienza della

Chiesa romana. Per alia sua morte


i

ad un medesimo servaggio. Dopo che i greci incominciarono a disprezzare i romani Pontefici, ed Q scuoterne 1' ubbidienza, cominciarono i medesimi Pontefici a profetizzare r eccidio del loro impero. Il primo fu s. Leone I il grande nel V secolo; il secondo s. Gregorio I

nipoti

s'

soro da lui preparato

impadronirono del teper sommii

Magno

nistrar r occorrente a' greci,

quali

nel VI, poi altri, e finalmente Nicol V con tremende parole. La medesima rovina aveva vati-

dovevano condursi
l'ale,

al

concilio gene-

cinata
ci

me

che poi celebrEugenio IV, codicemmo superiormente, coli' asde' vescovi


greci,

di Gio. suo fratello Demetrio. Ivi si pubblic il famoso decreto dell' unione della chiesa gre-

sistenza

VII,

Paleologo e

del

ca alla latina, sottoscritto dal Papa,

gres. Brigida, dicendo che se con vera e sincera umilt non si sottomettevano alla Chiesa, ed alla fede romana, conformandosi interamente alle costituzioni, ed ai riti della medesima, riconoscendo unicamente il primato nel sommo Pontefice, avrebbero provato lo sdegno
i

e da Paleologo
so

coli'

inchiostro

)-os-

divino.
I

secondo

l'

uso

degl' imperatori
i

patriarchi di Costantinopoli nei


eletti

greci.
tria,

Ma

ritornati

greci alla pa-

primi secoli erano


tani,

dal

clero

a suggestione di Marco d'Efeso nel 1.445 tornarono all'antico scis-

della loro chiesa, e dai

metropolisi

e dai vescovi, che

trovavadel-

ma, XII

nel quale perseverano,


volta,

dopo
,

la
si

no
la

in Costantinopoli nel

tempo

ovvero

la

XV

che

loro elezione.

Ma
del

gl'imperatori
loro

erano

riconciliati colla

Chiesa latina.

presto abusarono

potere

Di sopra pur dicemmo quanto oper Nicol V perla chiesa, ed impero greco, eh' ebbe termine nel 1453 per essersi presa Costantinopoli da Maometto II imperatore dei
'

per nominarli eglino


porli

stessi, e

per de-

dove fossero stati disgustati, surrogandone altri. Si servivano rispetto a loro d'una specie d' investitura, dappoich li mettevano in

cos
possesso della dignil palriurcalc, e
ntlla dignit,

COS
e indennizzarsi

loj
delle

davano loro
role:
(ore,

il

bastone

bacolo
pa-

spese fatte. Questa sorte ai patriarchi

pastorale pronunciando

queste

non

dubitai'ono

d' intitolarsi

Dio clic mi ha fatto imperavi fa patriarca, in nome del


dello Spiec.
II

con

isfacciata

impudenza. N. N. per

la misericordia di

PadrCj del Figliuolo, e


rito santo,

di Costantinopoli, la

Dio arcivescovo nuova Roma,

e patriarca ecumenico,

od
s.

univer-

Dopo che Maometto


M

espugn

sale.

Costantinopoli, la citt essendo qiiadeserta, quel principe pens a ri-

La

loro

cattedrale era

Sofia,

popolarla, e per quanto

pot

rac-

che fu amministrata sotto gl'imperatori d'oriente da pi di cinquecento


ecclesiastici,

che erano scampati dal furore de' turcolse dalle citt vicine abitanti,
chi, e v'invit eziandio
i

con un milione di

rendite, ed ora la principale

mode-

cristiani,

schea de'turchi. Al presente la cattedrale

dicendo loro che volendo dar contrassegni di benevolenza, desiderava


loro,

del

patriarca

greco

dicata alla beata Vergine, molto


ricca,

che eleggesseio un patriarca tra di per presiedere come prima agli


della

ed ha
In

dappresso

il

palazzo

patriarcale.

Roma

il

patriarchio

affari

loro religione. Essi eles,

pel patriarca costantinopolitano era

sero

Gennadio

ossia

Giorgio

lo

dappresso

la

basilica vaticana.
,

Scolaro, e lo presentarono a Maometto II, che lo ricolm di onorificenze.

La Tracia
mate:
Tracia
i,
,

regnando
2."

Costanti-

no, fu divisa in sei provincie chia-

Essendosi informato di ci,

Europa,

che gl'imperatori greci praticavano


col patriarca cui

4-

Emimonte,
6."

Rodope, 3." 5." Mesia


Scizia.
le

avevano

eletto, gli

inferiore

o seconda,

diede

il

pastorale, e lo fece

accomdi

Commanville
vincie

registra
del

pro-

pagnare montato sopra un cavallo ben coperto di gualdrappa , dai


principali

ecclesiastiche

patriarcato

Costantinopoli in

quattro

pro-

signori

della

sua

corte

vincie:

di Europa,

a." di Piodo-

sino alla di lui chiesa. Giuseppe, e

pe, 3. di Tracia, 4- di

Eminonte.

Marco quindi furono


patriarcato.

successori nel

La provincia d'Europa aveva per metropoli Eraclea, con ventisette sedi


arcivescovili,

Ma

le cose
I

presto

cam-

biarono di aspetto.

trebisontini,

e vescovili per suffra-

che abitavano una parte di Costantinopoli, bramosi di avere un patriarca di loro nazione, cercarono di supplantar il patriarca Marco, e
surrogargli certo
cittadino.
figlio

ganee.

La

provincia di

Rodope avecon
di

va per metropoli
per
poli
li

Trajanopoli

tredici sedi arcivescovili, e vescovili

suffiaganee.

La provincia

Simone loro con-

Tracia aveva Filippopoli per metro,

tale effetto offirono al

con quindici sedi arcivescovisufFraganee, e


la

del sultano mille scudi d'oro,

e vescovili per

venne il tributo chiamato possessum, che si accrebbe a miquali sura che trovaronsi uomini, ne ambissero il posto, end' che lo
dal che
i

provincia di
nopoli
sedi

Emimonte aveva

Adria-

arcivescovili

per metropoli, con quindici e vescovili per ,


notizie
ecclesia,

sufFraganee.

conseguirono quelli, che off'ivano di


pivi.

Altre principali
stiche

Dal canto loro


tutto

siffatti

patriarreggersi

su

Costantinopoli

la

chi

vendettero

pei"

chiesa greca sono le

seguenti.

io4
11

cos
czar

ros
"

to,

Basiloivitz,
titolo,

Moscovia Giovanni che pel primo prese tal


di

cio di sollecitare essa sfessa


il

" presso
re di

discendente e
la

il

succes-

equivalente

a
i

quello d'im-

Maometto,

deposi/ione
calogen).
sotto
il

peratore,
tori
al

mand

suoi

ambascia-

rarlo,

Papa Sisto IV, per assicuche avendo rifiutato riconoil

" del suo patriarca. Un impostole ingegnoso ,

scere

patriarca scismatico di Costantinopoli, si confermava nell'unione colla santa Sede. Nel i6?.f)
il

manto della pi fina ipocrisia ne diede il motivo.


gregazionc del
cui pi che
i

Era costui monaco della con-

monte Alhos,
sette

Pontefice
i

Urbano Vili

ricevet-

suoi celebri

te

di

deputati di Partemio, patriarca Costantinopoli, inviati per ren-

monisteri, l'esemplarit de'cenobiti

fece

dare
le

il

nome

di

monte
nel
virt

san-

dergli ubbidienza

come

a capo della

to.

Allevato
tutte

dunque
pi
rare

centro
del

Chiesa universale , e per trattare dei mezzi atti a riunire i greci alla
Chiesa

di

chiostro, e con l'opinione di es-

Romana.
in

camente
ro.

11 Papa parl franlingua greca cogli am-

serne

un

perfetto

seguace, usc

dal sagro suo ritiro, corse varie

basciatori, siccome fosse

uno

di lo-

Provincie

dell'impero ottomano,
i

L'unione per non ebbe mai efletto. Nel lungo pontificato di Clemente XI, che regn dal 1700 al 1721, pi d'una volta egli tent riunir le due chiese, ma dovette conoscere, che il principale ostacolo, come dicemmo, si perch i
vescovi
sotto
il

abbagliando
dinaria.
rito

suoi nazionali

con

l'apparenza di

Gi

la

una piet straorfama del suo metutti


i

lo

precedeva in
passava,
gli

luo-

ghi

dove

giunto

Costantinopoli,
profittare di
in

fu facile ap-

questa prevenzione
Si

gi-eci

scismatici

dell'Asia

suo

favore.

guadagn
sua

in

dominio ottomano, sono intronizzati dal sultano mediante una tassa, che ad essi impone per metterli

un momento
tutta la

tutta l'attenzione, e
di

fiducia

nazione

credula ed amante delle novit,

al

possesso della giurisdizione.


la

come appunto
po
ricle,

era stata in tem-

\erso
so,
il

met

del secolo

decor-

della sua grandezza sotto

Pe-

patriarca greco

scismatico fu

o Demetrio Falereo.

in

come

Costantinopoli deposto, ed ecco lo racconta il Bercastel, Storia


t.

del cristianesimo,

XXXII, pagina
cristiani,

Il monaco fece dei prodigi M che furono presi per miracoli, e incoraggito dall'ascendente che aveva acquistato, non
si

75.
*'

Una

porzione di

che

cur nem11

un

la

ha disgiunti dalChiesa romana dopo dieci sefatale scisma

meno

di colorire

le

sue frodi.

"
>

e che, riguardo alla dignit e maest della nostra religione, trascina miseramente i suoi giorni, come la sinagoga un tem-

coli,

patriarca greco, temendo la ge losia de' turchi, e sapendo la loro attenzione in mendicar pretesti, w onde possano per ogni pi leg giero motivo vessar quella de" gradata nazione, mando il mo naco in un paese lontano. L' eM siliato eccit una compassione
>

" p sulle

*>

sponde deirEufrate, in
di schiavit, present

una specie appunto in

questi

momenti,

nel-

" la capitale dell'impero ottomano " uno spettacolo non prima vedu-

quasi generale. Si riguard


esilio

il

suo

come un

oltraggio

sangui-

cos
noso fatto
il

COS
come
pre{)0tolica

io5
Grecia,

all'

innocenza, o

religione

nella
se

ed
nei

trionfo della malignila

impero Ottomano,
rispettivi

ne tratta

tente. Le donne animarono i^li uomini contro la pretesa crudelt del patnarca, e gli uomini sempre sommessi al capriccio delle donne, accusarono il capo della

articoli delle sedi vescovili,

ed arcivescovili, come all'articolo Greci ( f^ecl) si riportano altre analoghe notizie. Piima per di
descrivere
lo

stato
latini,

delle
e degli

missioni

loro religione al

supremo

tribu-

cattoliche dei

armeni

sublime porta ottomana, chiedendo la deposizione


nale
della
del

di Costantinopoli e sua giurisdizione,

diremo del patriarca


cui

latino titolare,

medesimo. Bench queste deposizioni sieno col cosi frequenti, che non
facciano

o in parlibus, residente in

Roma,

di

pure

si

parla

all'

articolo

Pail

triarca [Vedi), e sue prerogative.


I

impressione

alcuna,

sommi
di

Pontefici conferiscono

maneggi
segreti, e
di

per
la

sempre porta, non curando


ne
sono
quali
sieno
le

titolo

patriarca di Costantinopoli

a qualche primario personaggio, ed


egli

far

conoscere

precede

tutti

gli

altri

patriar-

mani che abbianla spinta, fa sempre la prima figura. Questa fu forse la prima volta, che i
greci stessi abbiano tradotto il capo della loro chiesa a comparire solennemente dinanzi a un

chi.

Le

chiese in parlibus
in
si

soggette
e

al

patriarcato

parlibus,

nei concistori

danno
Eritra
quelli,

dal

che Papa,

sono

Camack,

Coltre,

Gercjpoli, Rosalia, Selinibria, Serra, e Spigar.

Fra

che anti-

tribunale profano.

Il

patriarca fu

deposto, e
fosse

strangolato

manc poco che non come Cirillo

camente portarono questo titolo, sono a rammentarsi angelo Corraro veneziano, Car:

Lucar nel secolo precedente. Fu subitamente surrogato da quello che gli accusatori avevano presentato.

dinale di

s.

Chiesa, nel
di

1^06

eletto

Papa

col

nome

Gregorio XII.
basijiano, gre-

Bessarione,

monaco

Un' altra
persuasa
portatasi
serraglio,
stabilito.
dell'

porzione

de' greci,

co di nazione, fatto Cardinale da Eugenio IV, e patriarca da Pio li.

innocenza
si

del

dee
al

Ebbe
de'

egli

per successore Pietro

IV

posto patriarca,

ammutin,

tumultuariamente

minori francescani, che mori nel i474) giacch ai tempi del Corradi Bessarione, e di

domand che fosse riLa porta dissimul


,

ro,

Pietro

IV,

fnse di acconsentire

a tale sedi-

ziosa

domanda, per acquetare pi

non che di alcuno de' seguenti, come avvertimmo di sopra, i Ialini s'ebbero un patriarca di giurisdizione per le provincie e
oriente, che
rito latino.

prontamente il tumulto j ma il gran signore vivamente offeso dalle espressioni poco rispettose,
delle quali eransi
sediziosi

chiese

di
di

avevano de' vescovi

serviti
la

alcuni

Giovanni /Micheli veneziano, nipote di Paolo II che nel 1468


cre diacono Cardinale di
in Selci,
di
s.

nel fargli

domanda,

lo

diede ordine che fossero cattura'

ti,

e lo stesso giorno furono pucol

donde pass

al

Lucia vescovato
nel i5o3.

'

niti

supplizio

della

gabbia".
cat-

Porto, e poi venne fatto patriar-

Per conto dello stato della

ca di Costantinopoli.

Mor

o6

COS
il

COS
seniore di

Giovanni Borgia

Vanel
ti-

btolico,

per

presentare
all'

la

berrclla

lenza, dallo zio Alessandro

VI
del

cardinalizia

attuai venerando pa-

1492 creato Cardinale prete


tolo di
s.

store della chiesa veneta Jacopo

Me-

Susanna, poi patriarca di


di

nico

nella

quale occasione
forbito discorso

recit
latino,

Costantinopoli.

un analogo
Valenza,

Francesco de Loris
nipote di

Alessandro

VI,

che

da

che in originale presso di me gelosamente conservo, insieme ad altre

tesoriere lo fece Cardinale diacono


di
s.

memorie
.

della speciale

beni-

Mai'ia Nuova, col titolo di pa-

gnit,

triarca di Costantinopoli.

con cui sempre si compiacque riguardarmi Quindi il Pontefice


lo

Marino Griniani veneziano,


triarca Costantinopolitano, nel

patri-

preconizz

nella

patriarcale

arca di Aquileja, col titolo di

pa-

basilica

Liberiana,

della

quale

lo

i527
al

da

Clemente

VII

annoverato

sagro Collegio.

aveva fatto canonico, solennemente il consagr in arcivescovo in partibus di Nazianzo lo fece ascrivere
:

Scipione Rebiba di

Messina, gocreato

alle

principali

congregazioni

cardi;

vernatore di
nale nel

Roma,

Cardi-

nalizie,

in qualit di consultore

lo

Paolo IV, col titolo di s. Pudenziana, donde, avendo nel i56o avuto il titolo di
di
al

i555 da

nomin
alla

uno

de' prefetti

deputati
e e
difa-

commissione de'

sussidii,

stinguendolo con beneficenze


vori,

patriarca
1

Costantinopoli

nel

finalmente nel concistoro

dei
al

074 pass

vescovato suburbica-

21 febbraio

1839

lo

promosse

rio di Sabina.

patriarcato di Costantinopoli. Questo

Meritano inoltre special menzione


gli

ultimi tre patriarchi seguenti

Giuseppe della Porta Rodiani, romano, traslato dall' arcivescovato


di

ebbe riputazione di profondo teologo, e canonista, come era eziandio molto versato neldistinto prelato
la

filosofia,

nelle

scienze
ci

fsiche,

Damasco

in

pardbus,
de'

fatto

delle quali colle

stampe

diede

patriarca di Costantinopoli da Leo-

pi

utili,

chiari

insegnamenti.

ne XII nel concistoro


gio

6 mag-

Fi-a essi

regnante Pontefice lo cre Cardinale prete di s. Susanna,


Il

1823.

mentarsi
nerale, nel

sono principalmente a i-amgli Elementi di fsica ge-

e poi vicario di

Roma.
di Casola

Giovanni Soglia

Val-

senio diocesi d'Imola, fatto arcive-

che in sette tomi pubblic 1822 co' tipi del Curti di Venezia. Questa illustre citt lungamente lo ammir prima di Roma noa
solo per la dottrina,

scovo di Efeso, e dal Papa regnante traslato


al

ma

per
cui

1'

esi-

patriarcato di Costan-

mie virt
cizio
di

ecclesiastiche di

era

6 aprile i83i; quindi nel i838 creato da lui Cardinale del titolo de'ss. Quattinopoli nel concistoro de'

doviziosamente adorno, e nell'eserprovveditore


e

dell'imperiai

regio
tissimi

liceo convitto
allievi,

ove fece

fiori-

tro Coronati, e
Cingoli.

vescovo

d'

Osimo

nella

dignit

di

canonico onorario della basilica pain

Antonio Maria Traversi, nato

Uiarcale di

s.

Marco, e
di

nella

col-

\ euezia a' 2 1 febbraio 1765, dal regnante Gregorio XVI, suo antico, e tenero amico, fu successivamente
dichiai'ato nel

tura d' ogni scienza sagra e profana,

per cui merit


sidente della

essere fatto pre-

cospicua nostra acca-

18 34 ablegato

apo-

demia

di

religione Cattolica.

L'au-

cos
gusto monarca Fiancesco
riosa
I

COS
di

107

glo-

cio presso la cappella Sforza, ossia

memoria, decorollo

della

gran

presso

il

coro d'inverno de' canonici.


onori funebri resi a que-

medaglia d'oro del merito civile, che con solenne pompa gli fu conferita nell'aula del sopraddetto liceo di
Venezia. Amantissimo degl'indigenti,

Tra

gli altri

sto prelato,
celebrategli

rammenteremo
in

l'esequie
dall'
s.

Venezia
il

Regio
terina.

liceo

nella chiesa di

vescovo zelante

benigno
,

ed amoco' suoi

V intervennero
, i

Imp. Cadel

Cardinal

revole con tutti

massime

Monico patriarca
liceo,
Il

professori

domestici, dopo lunga malattia spir in


a'
1

ed

il

clero curato della citt.

Roma

nel bacio del Signore


assai

eh. professore emerito


liceo

del

melesse

1842, pianto ed encomialo. Il


s

settembre

com-

desimo

abbate

Bellomo
il

complesso

un
le

affettuoso elogio funebre,

qua-

di

preclare

doti

gli

sino dalla sua giovent,

guadagn ed ancor

dal sacerdote d. Lorenzo Gallo,


dell'I.

censore emerito
so
,

R,
di

liceo stes-

ed intima confidenza del sommo Pontefice Gregorio XVI, il che basta per formare il pi magnifico elogio all' egregio prelato, che per ben tre volte videsi onorato nella sua residenza, dalle sovrane visite del capo della Chiesa. Nell'ultima sua volont, oltre i
diacono,
l'

affezione,

in

testimonianza

affelluosa

venerazione pel defonto, fu pubblicato nel


seri

1843

nella tipografia Pas-

Bragadin.

Stato presente, ossia statistica delle


missioni in

Costantinopoli,

sog-

parenti e

domestici cui era

affe-

gette alla giurisdizione del vicario

zionatissimo, giustamente furono distinti

apostolico^ insignito del carattere


vescovile con titolo
in partibus.

col

dono

della

biblioteca,

arcivescovile

gabinetti di fisica, e storia naturale


i

religiosi della
i

compagnia

di

Ges,
ec.

Passionisti con diversi arredi e


sagri, insigni reliquie

paramenti
Kella

La
licOj

residenza del vicario aposto-

suddetta

basilica

gli

furono
ivi
il

celebrale decorose esequie, ed

suo

cadavere

rest

tumulato.

11

dalla santa Sede per r organo della Sagra Congregazione di Propaganda Fide (Fedi),

dipendente

valente, e eh. scultore cav.

Giuseppe
defonto,
al

e in Pera presso
drale pei
tiene
latini

la

chiesa
ss.

catte-

Fabris, molto stimato dal

della

Trinit,
la

per fare una dolce sorpresa


Pontefice,

lodato

anche a

sua

disposizione
s.

con nobile, e lodevole divisamento, ne ricav dal volto la maschera, e con essa pot formarne
busto di
gesso,

chiesa, e la casa di

Giorgio

ia

Calata con

un

cappellano incaricato

il

che

vivo

ce lo

ad assistervi. Il clero secolare composto di ventuno sacerdoti diocesani, e


risti
il

ricorda.

ne fece
to,

Quindi omaggio

dopo otto giorni al medesimo Papa,

regolare di

otto lazza-

della provincia di
di

Francia, di

che, in segno di singoiar gradimen-

sette riformati,
ni,

cinque domenicaosservanti,

commise di trasportarlo in marmo. Questo busto va a collogli

di

otto conventuali, di tre cap-

puccini, e di
i

due minori

carsi

convenientemente, e con
lode
scolpita
in

iscri-

quali per abitano in

un medesimo
un
prefetto

zione di

marmo,

convento coi riformati, e sotto

nella patriarcale basilica

Liberiana,

comune

superiore,

ossia

io8
apostolico.
Il

COS
numero
de' cattolici di
stali,

COS
oltre
i

tre nazionali, francese

Costantinopoli,

compreso

Pera

e
vi-

austriaco, e sardo.

Finalmente
i

vi

Calata, ascende a novemila, secondo


la

recente relazione dell' attuale

cario apostolico monsignor Giuliano Hillerau arcivescovo di Petra.

una casa di rifugio per poveri, e due casse pel sollievo dei medesimi. Le risorse delle chiese parrocchiali,
sono
g' incerti,

e le limosine.

La
detti

citt

di

Costantinopoli,
di

coi

Salonicchi
vicariato
,

Tessalonica,
dalla

prolaz-

due sobborghi
si

Pera

di

lontano

capitale

Calata,
il

divide in tre parrocchie;


di

quindici giorni.

Un

sacerdote

Buyukdere con i dintorni ne forma una quarta, e


villaggio

zarisla n' superiore; vi

inoltre
:

queste sono stale affida le

fino

dal
di-

momento

della loro erezione a

un parroco, e cappellano fi'ancese il numero de' cattolici ascende a centocinquanta. Eravi una chiesa parrocchiale dedicata a
s.

verse corporazioni religiose, cio la

Luigi, eretta
,

parrocchia di

s.

Pietro di Calala ai

anticamente

dai

gesuiti

ma

fu
for-

domenicani ; quella di s. Maria di Pera ai francescani riformati ; quella di s. Antonio di Pera, e l'altra di Maria in lluyukdere ai minori s.
conventuali.

distrutta dal fuoco del

i83c):

tunatamente per gli oggetti necessari al cullo furono salvali. Vi sono due scuole, una per i maschi diretta

Oltre
vi

queste
le

quattro

dagli slessi missionari, ed


le

una

parrocchie,

sono
s.

nominale
della
Ss.

per
col

ragazze,
le

eh' essi

sostengono

chiese, cio la cattedrale

pagarne

maestre.

Le

risorse

Trinit, e quella di
la chiesa di
s.

Ciorgio,
in

pel sostenimento della

chiesa, e dei

Benedetto
Oltre
le sei

Calata
di

missionari consistono nelle questue,

dei

lazzaristi.

comunit

religiose

sunnominate, un' altra

donne se n' stabilita da poco tempo nel sobborgo di Calala. L'istituto delle monache sotto il nome
di Figlie

ed oblazioni de' fedeli, e negli afftti di alcune botteghe e case, che rendono circa ottomila piastre turche, equivalenti a quattrocento scudi

romani

in circa.
nella Galazia,

della

Carit
nel iGSg.

fu

intera-

Angora o Andra
quattordici giorni di

mente fondato

Le mona-

pro-vicarialo lungi da Costantinopoli


viaggio.

che per ora sono quattro, e fanno la scuola a centocinquanta ragazze povere. Cli stabilimenti di

Non
un
la-

vi alcun sacerdote di rito latino,

edui

ma
tini,

soli

sacerdoti arn)eni. Vi

cazione per la giovent, sono per

piccolissimo

numero

di cattolici

maschi
lata, e

il

pensionato, e
s.

l'

esternalo

e questi nelle
agli

necessit

ricor-

dei lazzaristi a
la

Benedetto in Ca-

rono

armeni

cattolici: cos

an-

scuola gratuita che tiene

cora non avvi chiesa di rito latino.

ognuna

delle tre parrocchie. oltre


il

Per

le

femmine,

suddetto

istituto

delie Figlie della

Carit, evvi

scuola, ove
sotto
la

si

paga

una una pensione,


s.

Ei^enwi, pro-vicarialo nell' Armenia maggiore. Non vi alcun sacerdote, n vi sono chiese di rito latino,

ma

soli

sacerdoti armeni: visone


Ialini,

parrocchia di

Antonio,

quindici cattolici

che

nelle

ed un'altra sotto la parrocchia di s. Maria. Vi sono ancora molti


maestri di lingua
ospizi,

necessit ricorrono agli armeni cattolici.

francese,

due
appe-

Acalziche

pro-vicariato

nella

due ospedali per

gli

Armenia maggiore. Havvi un mis-

cos
sionario

COS
speditovi
di

109
stabili

cappuccino

dal

ganda Jde,
incerti.

nell' affitto degli

prefetto delle missioni

Gioigia.
cattolici

suddetti, nelle questue,

ed in pochi

Vi un piccolo numero di una chiesa con latini, ed


dei cappuccini.

ospizio
l'

Dardom'a,

di l dal canale del-

Bursa, pro-vicariato. Non

vi

sosa:

mancanza del cappellano del console francese, suppliEllesponto. In


sce
il

no

cattolici

di

rito

latino,

n
rito

parroco di Rodosto
spirituale

all' assi-

cerdote,

ne

chiesa

di

tal

stenza

de' fedeli.

Vi

si

pochi
doti

latini

che

vi

sono,

ricorrono

contavano
cento

per

lo

addietro
:

sette-

nelle loro iiecessit spirituali ai sacer-

cattolici

latini

evvi

una
da

armeni cattolici di commissione, Adranopoli pro-vicariato. Vi sono due soli sacerdoti, cio un minore conventuale, ed un pinete secolare, che amministrano le missioni. I cattolici latini ascendono a cen,

sola cappella del console francese.

Buyukdere,
Costantinopoli

villaggio

lungi

circa

otto

miglia

foci dell'Ellesponto. Vi due religiosi conventuali, e: con essi un prete secolare addetto

presso le

sono

tosettanta

vi

la

chiesa

di

s.

al

servigio della chiesa

cattolici

Maria
risoi'se

de' minori pel

conventuali.

Le

latini

ascendono a quattrocento

die-

sostenimento della chie-

cinove.

Vi una

cappella colla casa

sa,

e dei sacerdoti consistono nelle


si

parrocchiale annessa, ed
re conventuale pei

questue, che
alla

fauno

ogni giorno

scuola gratuita diretta da

messa.

RoLoslo^svWdi Propontide, dislaute

per

le

femmine
del
terz'

una unica un minomaschi, ed una diretta da una


Questa
di

cento miglia

da
fu

Costantinopoli.

monaca

Ordine.
a

Questa
guilo
i

missione
vicari

amministrata

parrocchia

fu

eretta

tempo

sul principio dai

gesuiti,

ma

in se-

apostolici incomincia-

rono a mandarvi missionari. I fedeli di Rodosto, desiderando ardentemente

monsignor Fonton vicario apostolico, e da lui affidata ai conventuali, che vengono rimossi dal loro prefetto
apostolico.

Le

risorse della

parroc-

di

avere

un

sacerdote
sforzi

fsso,
assi-

chia

hanno
curargli

fatto grandi

per

riducono a due questue annue, che si fanno da persone secosi

un

piccolo

mantenimento

lari

nelle

case,

oltre

le

oblazioni

con donare alcuni

piccoli stabili alla

de' fedeli.

chiesa. I cattolici latini ascendono a quarantadue. La chiesa di Rodosto riconosce per suo fondatore un nobile di Ungheria per nome Ragoski, che si rifugi in Costantino-

Metelino,
Lesbos.
bile.

gi
vi

Mitilene,

l'antica
sla-

Non

missionario

Vi

dimorano

pochi

cattolici

stabilmente,

ma
:

diversi avventizi ve

nel tempo della guerra degli ungheri coi tedeschi. Le risorse del missionario, che deve pensare a mantenere la cappella, ed a conserpoli

ne concorrono non evvi chiesa. Butta, gi Pruta in Bitinia, Billegich vicino a Burla, e le seguenti

sono tutte

citt

dell'

Anatolia

di-

pendenti da questa

missione;
,

cio

vare in
stono in

buono

stato

piccoli stabi-

limenti ad essa appartenenti, consi-

una pensione
passa
cardinalizia

di
la

cinquansagra con-

Marrevan, Ambcher, Eziurgan, Bibrich, Eghin. In dette citt non


,

Amaiea

Calcedonia

Servas, Cirino,

ta scudi che gli

vi

suno sacerdoti, n
de' fedeli.

si

conosce

il

gregazione

di

Propa-

numero

no
Cutaja.

COS
Non
vi

COS
fsso,

sacerdote
ivi
si

circa

quattromila.
della

Hanno

la

chiesa

ma
da

di

frequente

reca

uno

parrocchiale

Costantinopoli.
il

Nelle

necessit

un buon
la

ospizio,

ed ove tengono scuo-

Concezione,

spirituali,

piccolissimo
latini,

numero
armeni

de' cattolici

che

trovansi in
agli

questo luogo,
cattolici.

ricorre

pubblica gratuitamente. Vi pure un grande ospedale sotto il titolo di s. Antonio tanto pei nazionali che pegli esteri.
Il

coivento
vasti

Smirne, cio missione de' domenicani di

l'

ospizio

possiede

cinque

Costantinopoli

fuori

del

magazzini
se case.

patriarcato. Negli anni scorsi vi era

per mercanzie, e diverPaga esso scudi duecento

un solo religioso. 1 domenicani vi hanno un ospizio, senza chiesa, con

im

solo oratorio
si

interno
turca,

per
in

loro
pre-

uso,

occupano soltanto
lingTia
ec.

annui all'arcivescovo di Smirne in vigore d'un decreto della congregazione di Propaganda. Burnahat, o missione de'minori
riformati
in

dicare in
far la

confessate,

Costantinopoli, fuori
il

scuola

una rendita ne ritrae dall'affitto


di

Questo ospizio ha vari censi, ed altra


dell'ospizio

del vicariato apostolico. Vi


sidente,
di

pre-

ed

il

parroco con
I

l'aiuto
cattolici

me-

un
la

altro

missionario.

desimo.

ascendono a
qui notato che
dei
prefetti

circa cinquecento,

hanil

Va

no

chiesa
di
s.

parrocchiale sotto

delle diverse missioni gi

nominate

titolo

e residenti in Costantinopoli (ad ec-

costruita di

Maria, che nel i83i fu materiale, e fu benedetdi legno.

cezione de'minori conventuali) oltre le parrocchie ed ospizi di sopra indicati,

ta:

prima era
di

Scio,

missione

de'minori

rifor-

hanno ancora
apostolico

fuori del

vi-

mati

Costantinopoli,
apostolico.

fuori

del
solo

cariato

patriarcale
in

di

vicariato

Vi
l'
i

un

Costantinopoli,

ed

altre diocesi,

religioso presidente.

Hanno

la chie-

parrocchie ed ospizi ai quali i premisfetti destinano rispettivamente


i

sa di

s.

cui

si

Antonio con servono anche


vi

ospizio, di

domenicani,
la

sionari,

che
la

da

essi

dipendono
e

e
se-

quando
ne
la

sono.

Dopo

distruzio-

ricevono
guenti.

facolt,

sono

della

cattedrale stata

finora

officiata dal clero secolare.


si

La

scuo-

Scio nell'Arcipelago. Attualmente

fa

da un sacerdote

secolare.

non
con
detti

vi

sacerdote

vi

l'ospizio

Tine, missione de'minori riformati

cappella
della pia

diruta.

Alctmi

fondi
di

di

Costantinopoli, fuori del vica-

opera

Calomati

riato apostolico.

Vi un solo
s.

reli-

Scio sono rinvestiti in

Roma,

e ren-

gioso nell'ospizio di

Antonio, coevvi

dono annui scudi cinquantotto, che si pagano dalla congregazione di


Propaganda. Questa missione dei domenicani di Costantinopoli, fuori

me un
s.

solo

laico

abita quello di

Francesco: presso
chiesa.

ambedue
sono

la

Inoltre

vi

diverse

terziarie francescane
le

che istruiscono

del patriarcato.

Sininie, cio missione de'riformali

di

Costantinopoli,

fuori

del vivice-

vivono esse in perpetua comunit per soli dieci giorni dell'anno, passandone il rimanente
fanciulle;

cariato patriarcale.
prefetto,
si,

Vi sono un
:

ognuna
di

nella

propria casa:
di

un guardiano,
i

vari religio-

compir quarant'anni
ai

et

prima non

e qualche laico

cattolici

sono

sono ammesse

voti.

Per decreto

cos
della

COS
notarsi,
ti,
i

in
luoghi anzidetospizi

congregazione di Propaganda
la

che oltre

rimane sospesa
terziarie.

vestizione di

tali

cappuccini

avevano

in

Andi'os, Patmos,

Argentiera,

Sus-

Rodi,

missione

de'minori
,

rifor-

sante. Salalia,

Paros, Parchias, A-

mati

di

Costantinopoli
apostolico.

fuori

del

gousta, Atene, Canea, Milo, ec.


sti
ti,

Que-

un solo religioso nell'ospizio. Il numero dei fedeli ascende circa a cinquanta. Hanvicariato

Vi

ospizi al

presente o sono distrut-

derelitti

per mancanza di mis-

sionari, a riserva di Canea,

no

la

chiesa parrocchiale sotto

il ti-

trovasi

un
,

religioso.
i

Va

ove ripure avquesti


vi so-

tolo della

Madonna
ospizio.

della
II

Vittoria

vertito

che

cattolici

in

annessa
l'obbligo

all'

religioso

ha

luoghi o pi non esistono, o

di

far

la

scuola

gratis.

no

in

picciolissimo

La

chiesa sotto la protezione au-

pericolo di

striaca.

ne cattolica
,

numero, ed in abbandonare la religioper mancanza di spiri-

Smirne

missione de'cappuccini
del
vicaria-

tuale assistenza.

di Costantinopoli, fuori

Vi sono alcuni reliha il titolo di superiore, o vice prefetto, un altro ha l'obbligo di fare la scuola. I
to apostolico.
giosi,

Blissioni

dei signori

Lazzaristi di

uno

de' quali

Costantinopoli, fuori del vicariato

apostolico.

cattolici

ascendono a circa
la chiesa
s.

tre

mi-

Smirne. Vi
ro chiesa fu

il

superiore della

la:

hanno
e

parrocchiale deall'os-

missione con un compagno.


incendiata,
di

La

lo-

dicata a
pizio
,

Policarpo, annessa
sta
I

esercitano

sotto

la

protezione

per

l'uffizio

missionari in altre
in

francese.

cappuccini
,

vivono
e

coi

chiese, e alla

marina

pi lingue.
scuola pub-

proventi
rendita
ci

parrocchiali

con

una

Le

rendite sarebbero sufficienti per

annua

di circa mille e die-

tre missionari.
blica,

Tengono
in

piastre,

di

una

che ricavano dall'affitto casa, d'un magazzino, di


di

si

occupano
il

modo

spe-

ciale di fare

catechismo, e dispordella

sette botteghe, e di

vm mercato. Naxin, missione de'cappuccini


fuori

re ai sagramenti e

confessione,

Costantinopoli
apostolico.

del

vicariato

Vi un

solo religioso:
ospizio.

hanno

la chiesa

con comodo

Naxia. Vi il superiore dell'ospizio, con im compagno, ed un laico. Hanno una chiesa assai bella, annessa

comunione

marinari.

missione de' cappuccini di Costantinopoli, fuori del vicariato


apostolico.

Sira,

all'ospizio,

cese.

sotto la protezione franfondi delia chiesa sono con-

La loro chiesa annessa


l'abitazio:

siderabili,
tivati dai

ma
greci.

amministrati, e col-

all'ospizio, sufficiente

per ne di tre religiosi negli anni passati vi erano alcune terziarie cappuccine. Di
vari

Santorino. Vi un

sol

missionario:

hanno una

bella

chiesa colla casa

recente

furono spediti
le

gono
la

pubblica

annessa ove tenscuola insegnando


relativa
ai

missionari per rimpiazzare

dottrina cristiana, la lingua fran-

missioni vacanti.
Scio,

cese, e
di

qualche scienza

missione de'cappuccini
fuori
la

bisogni del paese.


i

Insufficienti

sono

Costantinopoli,
apostolico.

del

vicarialo
il

fmdi;

ma

Hanno

chiesa sotto

ti

dai cattolici:

amministrati e coltivala Francia per vi


pensione.

palazzo del

console francese

supplisce con un'annua

112
Aleppo. Vi
missionario,
stolico
i

cos
il

COS
un
a poco saranno tutte riattivate con

superiore con

quali esercitano l'aposola

immensi

vantair^i dei cristiani. DD

ministero nella

lingua
luo-

araba.

Non hanno

in questo

Notizie sul patriarcato

armeno di

go chiesa

un

edifzio

propriamente detta, ma di pietra interamente


divino. L'anti-

Costantinopoli j e sulla sede metropolitana primaziale.

dedicato al servigio

ca casa fu distrutta dai terremuoti,

La

differenza tra gli

armeni

sci-

ed

stato costruito

un

altro picco-

smatici consiste,

che

primi rico-

lo edifizio colla pensione regia.


sto stabilimento,
tri,

Queal-

come

tutti

gli

jnasco.

ha una tenuissima rendita. DaVi sono due missionari, i

quali predicano e confessano in lin-

gua araba:
cappella,

hanno

una

chiesa,

colla casa

annessa.

An-

che questa missione di Costantinopoli ha mancanza di rendite. ntiira. Vi sono due missionari, che
esercitano
la sola
il

noscono due nature in Cristo, e gli ultimi non ne riconoscono in lui che una. Questa divisione rimonta fino al concilio di Calcedonia nel 4'> i. Una parte degli armeni si dichiai' per quel concilio generale, l'altra lo rigett, e ne risult una divisione, che dura ai di nostri. Il maggior piede lo prese

quando

calilli

saraceni invalsero

l'Armenia, giace

ministero apostolico nel-

ch innanzi
l'influenza
tinopoli, e

questo tempo,
per

per

lingua
il

araba;

essi

hanno
casta-

de'patriarchi di Costan-

ancora
ne.
sa
,

monistero

delle salesia-

opera
allo

di

qualche

Hanno una

cappella

e scuola annessa.

con Questo
le

patriarca

vescovo

armeno, che
scisma

anche

in

mezzo

non

jjilimento
dici

situato

verso

ra-

mancarono

di fiorirvi per dottrina e


illustri,

del

monte Libano. La
supplisce
alla

cassa

per zelo di religione


t cattolica. raceni,

a quanall'uni-

comune
piccola

pochezza

do a quando facevano ritorno

delle rendite.

Tripoli.

Hanno una
le

Dopo
gli

l'invasione de'sa-

fabbrica di recente restaus'

furono
il

armeni

cattolici

rata e compita,
te,

ignorano

rendi-

quasi

obbligati per

due

secoli

ad

e solo

si

conosce, che sono molto


poi da avvertirsi, che
si
i

esercitare
te,

loro culto segretamen-

ristrette.

e solo nel

tempo

delle crociate
,

signori lazzaristi
li

trovano sostitusopraddette

poterono

ai

p.

gesuiti

nelle

missioni di oriente, con decreto dei

dove formarono un regno. Questo paese vide una serie di re e di patriarchi


ritirarsi

in Cilicia

2r

novembre

1782.

Molte

delle

cattolici fino dal secolo

XIV.

pro-

antiche missioni
le

gesuitiche restano
e sono quel-

gressi de'turchij e la

tuttora abbandonate,

stantinopoli
fine al

in

loro

caduta di Copotere, posero


e l'ultimo
si

di Sira, Scio, Antilibano, ov'era


il

regno di

Cilicia,

prima
Saida,
diretti
si.

seminario,

s.

Elia,
e

Cairo,
collegi
religio-

patriarca
al

armeno

cattolico

rifugi

ov' erano

chiese,

dai detti benemeriti


in

monte Libano, ove i suoi successori hanno continuato sino ai


nostri

Nondimeno
di

alcune parti so-

giorni a godere

il

titolo,

ri-

nosi
te,

gi

introdotti

nuovamenGrecia e
altri

conosciuto dalla santa Sede, di patriarca della nazione


licia.

come
,

in

Tine,
Siria
si

nella

armena

di Ci-

IVlorea,

nella

ed

in

luo-

ghi

non

dubita che a poco

Avendo dunque

INIaometto

II

im-

cos
peratore de'turchi, nel
i45^3, espudelle

COS
proprie
chiese,

ii3
e l'esercizio

gnata Costantinopoli,

comand che

della religione cristiana.

Gioacchino, ai'civescovo armeno della citt di Bursa, o Prusa, gi capitale di Bitinia,


lui
glie

Tale

si

fu l'origine del

pastore

armeno
tanti

di

Costantinopoli,

ed

in

venisse presso di

proporzione che crebbero


della citt, gli

gli

abi-

con

buon numero di armene ed essendo


,

famiil

armeni
assai

giunDalla

detasse-

sero ad
si

un numero
di

copioso,

to

sultano
essi

loro

favorevole,

in

essa

che ne' dintorni.

gn ad
te

un luogo determinato,

presa

adunque

Costantinopoli

affinch abitassero unitamente parin Galata, e parte in Costantino-

pu
zione
gli

dirsi

ca, la posizione

che cominci la sua epoodierna della na-cattolica, e quella de-

poli stessa.

Quindi, con suo firma-

armeno

no, ordin che Gioacchino fosse ri-

solo

guardato dai suoi nazionali , non qual capo gerarchico per le


della

cose

loro

religione;

come

armeni scismatici. Da quel tempo gli armeni cattolici di tutto il dominio ottomano erano assistiti indistintamente da ogni sorte di sacerdoti cattolici;
in cui
la
si

riguardavano indipendentemente dal suo sovrano comando;


gi lo

ma

nell'anno 1740

stabili

da Benedetto
Clicia

XIV
[P^e-

ma
va

eziandio qual suo luogotenente

sede patriarcale di
residente in

politico
la

per tutloci, che riguardadiedegii


il

loro quiete e la suddita loro


titolo

fedelt, e
trik,

di

Pa-

ossia

patriarca, siccome lo a-

monte Libano, gli armeni cattolici sono stati sempre divisi in due parti, una soggetta al patriarca di Monte Libano, che
di),

veva dato anche prima, o, per meglio dire, aveva confermato anche a Gennadio, virtuoso patriarca dei
vinti greci.

estende
gli

la

sua

giurisdizione

sopra

armeni della Cilicia, ed Armenia minore; l'altra riunita in sette


missioni,
tre delle

quali

nella

Bi-

Inoltre

Maometto

II

accord a
tutti
gli

tinia, cio

Bursa, Bilezik, Reoteja;

Gioacchino autorit sopra

una

nella Galazia, cio Ancira, cit-

armeni domiciliati

nella

Grecia, e

t grande di tal provincia,

ove

sol-

nell'Anatolia, o Asia minore, talch

tanto esistono armeni

cattolici
;

nel
in

a piacer suo potesse comandare ai vescovi, ed ai prelati nazionali subordinati alla sua giurisdizione,
tandoli,
doli,

numero

circa

di

quindicimila

mu-

confermandoli,

deponenalla

secondo che avrebbe giudica-

to pi conveniente,

ed intim

Trebisonda capitale del Ponto di Cappadocia; in Erzerum, citt capitale dell'Armenia maggioi*e; in Acalziche, detta comunemente Giorgia citeriore, pro-vicariato che si
estende fino
regolate da
al

nazione che

tutti

gli

ubbidissero, e

Ponto Eussino,

si

lo rispettassero qual
di adfari loro,

suo incaricato
eccezione
al-

suddivide in ventiquattro provincie,

senza

un pr -vicario. Queste
comprendono, seconlu-

cuna o
di rito,
tal

distinzione,

come che

fosse

sette missioni

credenza diversa.

Dopo

do

le

pi recenti relazioni, un
lii

sovrana dichiarazione pubblicata nel i46r, mentre il Pontefice


II

mero

circa

centocinquantamila
i

armeni

cattolici,

quali

fino

alla

Pio

era intento
de'turchi
sudditi

a reprimere
,

le

conquiste

permise agli
l'

met del decorso secolo sono stati immediatamente soggetti al vicario


patriarcale latino di Costantinopoli.

armeni

suoi

uso

libero

VOL. xviu.

ii4

cos
il

cos
connazionali, ed anche di reclamare
il

Ma

armeni cattolici di Costantinopoli, che in principio ascendeva a poche centinaia, si


degli

numero

potere esecutivo (qualora ci


il

fos-

se necessario),
si

quale quasi sempre


dei
le

iTioltiplic

a dismisura

cos,

che

al-

fid ciecamente dei rapporti

l'epoca

dell'elezione

di

Pio Vili

patriarchi.

Qui rammenteremo
del

ascendevano nel 1829 a quarantacinque mila. Perci si vide la necessit di costituire ad essi un capo, che sotto la dipendenza del vicario patriarcale latino, e rappresentando vicario medesimo, la persona del
presiedesse
li'atii,

persecuzioni

1707,

quella

del

^770, che diu" sette anni, del 1809, del 18 12, e del 1816. II principio della porta ottomana di
riconoscere
tico
il

solo patriarca scismadella

per capo spirituale

nadetto

non

solo ai costantinopoagli altri dispersi

zione armena,

non

solo sottomette'
al
li

ma

ancora

va

gli

armeni

cattolici

nelle altre missioni.

Questo vicaiio
carattere
titolo di

patriarca

scismatico,
lui

ma

rendee

venne insignito del


scopale, e prese
il

epi-

va dipendenti da
strazione
nella
di

nell'

amminiin

vicario

alcuni

sagramenti,

apostolico, ed

il

terzo fu

monsignor

sepoltura.

Perch

forza

Dopo

Papas, che fior nella detta epoca, queste nozioni generali, pri-

ma

di descrivere

l'

istituzione della

sede metropolitana primaziale, fatta


in Costantinopoli dal

principio, non avendo mai il governo turco permesso agli armeni cattolici di aprir chiese, e dovendo nel tempo stesso far con-

dello stesso

medesimo Pio
avvequest' e-

stare al governo

loro

neonati,

Vili,

diremo
s

dei principali

matrimoni, e
obbligati

defonti; erano stali


alle

nimenti, che

precedettero
circa

ricorrere
pel

chiese

poca
Nel

memorabile.

scismatiche,
gli

battesimo,
la

per

la

i6o5

in

armeni

benedizione nuziale, per


Essi

sepoltura,
nelle

scismatici

cominciarono
patriarca,

ad avere
sia

per

ricevevano

case
gli

un

ecclesiastico in Costantinopoli col

private dai missionarii cattolici


altri

titolo di

quantunque
di

sagramenti, e
si

in

caso

di

nela-

piuttosto

un

vicario

quello
sia

di

cessit
tine.

rivolgevano alle chiese

Ezcmiazin, e talvolta non


le.

nep-

Gli armeni cattolici, in

pure insignito del carattere vescoviPer tal motivo egli uno de' patriarchi minori, poich dipende da quello di Ezcmiazin come suo
,

alle persecuzioni, altro

mezzo appoggio non


delle

avevano
nistri

se

non quello

legaI

zioni cristiane a Costantinopoli.

mi-

delle potenze

cristiane,

scuoi

Ticario.

L' altro poi

quello
la

di

Gerusalemme,
origine dai

che
di

ripete

sua

califfi

Egitto, ed

prendo gl'intrighi de' patriarchi, ed mezzi che impiegavano per eccitare la persecuzione contro gli armeni caltoliei,
i

potente. Nella lunga serie delle persecuzioni sofferte dagli armeni catlolici,

quali abbisognavano soltanto


la loro

di

un organo per difendere

non ve n'ha

alcuna, che

non

causa innanzi al governo turco, considerarono da quel dovere di umanit


la

provenga dai patriarchi


i

scismatici,

momento qual
l'

quali

prima essendo
dal governo

soli

riconospiri-

interessarsi per

scinti

per

capi

sorte di questi

infelici,

tuali
ai

della nazione

armena, avevano
.solo
il

Avanti
poli,

il

secolo

XVIII,

patriar-

loro occhi
di

non

diritto,

ma

chi scismatici armeni di Costantinoe tutti


gli

r obbligo

sorvegliare sui

proprii

altri prelati

armeni

e
costituiti,

OS
In questo
fu confusione
civili

COS
fatai

ii5

come

dicemmo, dal godei

momento

tutto
nella

verno ispettori immediati


loro
sudditi
i

turbamento
che
si

spirituali,

riunivano,
nella
loi'o

chiesa

armena

di Costantinopoli.

La

come

cadi

turchi

serie de' patriai'chi,

succedet-

persona i due poteri, ed esigevano, ed ottenevano una subordinazione al culto, perfetta tanto riguardo

tero dal principio del secolo

XVIII
e

sino al 1780,
serie

ci

presenta quasi una

non

interrotta di

calamit

quanto riguardo alla polizia, senza che si fosse mai manifestata nei sudditi mentovati alcuna resistenza ai loro superiori, e senza che in
questi nascesse
di
il

di pericoli per conto della i-eligione.


Il

partito aderente ai patriarchi, ve-

dendo che ogni giorno accrescevasi


l'animosit de' cattolici,
li

ricambi

menomo

sospetto

con

maggior

dispetto,

trovandosi

aver tra

loro dipendenti alcun

spalleggiato dal governo. Per


to alcuni

quandi

refrattario,

ribelle.

Tutto era conche tendessero


introdotte nel
al

patriarchi

cercassero

cordia e pace, n discussioni, o controversie


religiose,

conciliare la concordia, e le coscien-

alla sedizione, eransi

popolo
signore.

armeno

soggetto

gran

Ma
il

in

un momento, come
nella Storia
di
la

racconta
aspetto, e

Bercastel

non vi riuscirono, o furono eglino stessi la vittima della propria lenit, e dell' altrui perfidia. Soltanto r indole del patriarca Giovanni Golot, che govern la sede
ze alla pace, o

del Cristianesimo, tutto cambi


il

armena
di
i

di

Costantinopoli

per

pi.

mal

inteso zelo,

vent'anni, valse a dissipare lutti

poca prudenza d'alcuni fu causa di molti mali, spargendosi che non era
lecito

nembi

procellosi,

che

de' turchi
sulle
dell'

erano

pronti

per parte a cadere

ad

un armeno

cattolico

di

teste dei cattolici nella capitale

intervenire ad alcuna funzione nelle


chiese degli armeni scismatici. Laonde, senza
il

impero.
gi ca-

In Ancira nell'Anatolia,
pitale

menomo

riguardo, pre-

della

Galazia,

il

patriarca

sero a frequentar le chiese de'franchi,

suddetto aveva sette chiese possedute


dai
prelati,

latini,

a fronte dei
1'

terribili

sacerdoti della

sua suo con

divieti
politici

del sovrano, che per motivi

ubbidienza.

Dopo aver Mos

Scirin,
il

ne pi'oibiva

accesso, e alsi

vescovo di Ancira, governato

lora fu che la moltitudine

divise

gregge per otto anni

continui

trarie e

pubblicamente in due fazioni connemiche. Non si creda per, che la sublime porta volesse violentare le coscienze, ed astringere alcun armeno ad uniformarsi alla
credenza del patriarca pro-tempore,

somma
sa di
s,

prudenza,

si

rec nella chie-

Gregorio Illuminatore, che

la principale di Ancira,

ed

alla

presenza di

numerosa
cattolico,

moltitudine,
eh' egli

dichiar solennemente,
stato

era

sempre

che da

che anzi essa lasciava ognuno in propria libert, senza punto ingerirsi

buon
nella

intorno alla fede e la religione;

e ci avveniva,

perch era persuasa che fossero infedeli coloro che non era-

cattolico voleva pur morire comunione della s. Chiesa Romana, e col massimo fervore esort gli armeni dissenzienti a deporre i pregiudizii, e
ricovei'arsi
le

gare

nazionali,

no mussulmani, motivo per cui non prendeva altro interesse di religione,


che
quello spettante alla propria.

con

sincerit

di

cuore

nel seno della

Romana
tutte

Chiesa,
le

ma-

dre, e maestra di

chiese,

ii6
a sperare
lot fu

COS
salute.

COS
1780
bene
ta,

fuori della quale

non havvi luogo Dal patriarca Godipoi


gli
si

di riavere

le

loro chiese, seb-

neir anno seguente

un

capigi

dato a Mos in successore GiaNaI,

Basci gliele ritolse per la terza vol-

como

che

successe

senza speranza di pi possederle.

nel patriarcato, e quindi

accrebbe
a-

Mentre erano patriarchi armeni


di Costantinopoli

rapidamente

il

numero

de' cattolici,

Giacomo Nal, e
,

e tutto quel popolo di


venzioni,

armeni

vrebbe deposte le sue sinistre preed abbracciato di buona fede il cattolicismo, se il padre delle
discoitlie

Gregorio Diodati la sorte degli armeni riguardo alla religione non


soggiacque a spiacevoli avvenimenti.

Per

la

rinunzia

di

Gregorio,
il

fu

non avesse turbata

la

pavi

eletto patriarca

Zaccaria,

quale

ce, e la

scambievole carit, che


in

venne

eccitato dagli stessi


i

ministri

regnava.

ottomani a reprimere
Ancira
le
gli

cattolici,

che
scial-

Anche
tolici

armeni catincominciarono ad astenersi


chiese
de' loro
dividersi

non cessavano

di

mostrare

avver-

sione alle chiese

armene
i

degli

dal frequentare

smatici, a deriderne

riti,

ed

nazionali eterodossi,

a
la

l'opposto frequentavano quelle latine


de' franchi,

in due partiti
livore

manc

concordia,
il

non ostante

divieti del

insorsero dispute di religione, ed


si

governo ottomano, ed
le

ivi

facevano
le

manifest
si

Quattro chiese
cattolici,

da per tutto. occuparono dai

loro limosine. Inutili

furono

avvertenze del

patriarca

Zaccaria,

e tre dagli eterodossi, conservandosi neutrale la sede vescovile.

ed il governo rinnov il divieto. Vedendosi i cattolici nell'angustiosa


alternativa, di

triarca, confer

Allorch Giacomo Nal divenne pala sua chiesa di An-

non poter frequende' franchi,

tare

le

chiese

di

cira a Sergio Seraf, cattolico occul-

accostarsi alle chiese nazionali

per-

un firmano del sultano severamente comand ai cattolici di restituire le quattro chiese agli eteto; quindi
rodossi.
gli

Sergio

allora

rinunzi,

ch i missionari noi permettevano, vennero in determinazione di ottenere dal sovrano la facolt di eleggersi un patriarca, ed aver chiese
proprie per
potessero
dagli altri
la

venne surrogato Tommaso Tarasarali, che la govern con sufficiente tranquillit. Intanto agli ancirani

loro nazione, in cui

adunarsi
nazionali
religione;

separatamente
pegli
esercizii
le

cattoUci di Costantinopoli riusc di


fare rimovere

consueti di

ma

loro
inte-

Tommaso

dalla sede

suppliche dal governo furono

di Ancira, e sostituirvi Pietro Bahdiar

notoriamente
spetto, e

cattolico,

siccome circo-

non avverso al patriarca, onde venne pure autorizzato con imperiai firmano. Malgrado per la sua prudente condotta, i cattolici
spinti dal

ramente rigettate. Il maneggio venne a cognizione del patriarca, che punire i cattolici, si determin di

anche a cagione
Ancira;
vendetta
cessi,

delle

sommosse
allora

di

gli
si

scismatici

per

abbandonarono ad ec-

loro zelo

nuovamente

si

che il patriarca con ordine superiore torn a spogliarlo


li

impadronirono mentovate, per


',

delle quattro chiese

che il governo dovette reprimere, allontanando Zaccaria da Costantinopoli, coir inviarlo a Bursa,
previa la rinunzia
del
patriarcato,

e rileg Pietro in una fortezza.


ancirani nel

che venne concesso a

Giovanni

di

'i

ullavolta riusc agli

Ramadan.

cos
IiTitatissimo
il

COS
per ricevervi
i

117

nuovo patriarca
per
si

sagramenti del bat-

contro
essi

cattolici

le

pratiche da

fatte affine di

separarsi dal re-

tesimo, della confermazione, e del matrimonio, e per celebrarvi i funerali de' loro

sto della nazione,

abbandon ad

defonli

cose

tutte

ogni risentimento, riguardandoli come gente congiurata a smembrare

r autorit nazionale, e quella dei ; e rappresentando alla sublime porta i cattolici, come tanti fapatriarchi
ziosi.

portano annesso il peso di qualche limosina. Lasciavali in libert di confessarsi, di ricevere la Eucaristia, di ascoltar la messa ove
che
loro aggradisse.
I

cattolici,

ch'era-

Indi

li

ridusse alle pi terribili


il

estremit; per cui

governo

lo

de-

no raccolti in quell' assemblea, scorgendo nel patriarca sentimenti couciUativi


,

pose dalla sede, e lo rileg in Carthan.

promisero
di

adattarsi
lui
:

alle

Venne
ria, cui

in seguito

richiamato Zacca-

giuste

dimando

tale

pure

fu affidata la cura spirituale,

fu r opinione de' pi probi, e dotti


missionarii, che dissero essere discrete le proposizioni

Giunto a Costantinopoli, con tutta amorevolezza chiam a conferenza circa venti de' pi qualificati secolari cate

politica degli

armeni.

del

patriarca,

potersi dai cattolici in

buona fede
motivi e
il

e coscienza secondare, per

tolici,

pregandoli
li

di

prestarsi

alle

considerazioni politiche.
Bercastel nel
e seg.
te
11

V.

citato

cose di cui
doli,

ricercava,
si

assicuran-

tomo

XXXV,
non
vi

p.

23,
volle
alta-

che poi

sarebbe prestato

vicario apostolico residen-

ristabilire la

tanto bramata calma.


:

in

Costantinopoli
;

Queste cose erano


lari
si

I.

Che

seco-

convenire

il

patriarca ne fu

astenessero di disputare

inII.

mente indignato,

e permise, che gli

torno

a
nei

materie
giorni

di
di

religione.

Che

digiuno

non

armeni ricorressero direttamente nel 1783 al sommo Pontefice Pio VI.


Il

pubblicamente pesce nazione in tali giorni fa uso di sole erbe e legumi. III. Che
mangiassero
la

supremo

Gerarca,
per
la

fino

dal

mentre

1781, era
altre
citt

afflitto

persecu-

zione mossa in Costantinopoli, e in


dell'

incontrando

sacerdoti

armeni
IV.

li

impero

ottomano
scisma-

trattassero civilmente.

Che non
unita-

dal patriarca degli armeni


tici

andassero con tanta pubblicit nelle


chiese
de' franchi.

Hamadan,

e pegli orrori

V.

Che

commessi
adoperato
di
di

in Ancira.

Perci
colle

pure mosso
era
di

mente alla nazione celebrassero alcune feste, poich celebrandole in altri tempi, potevano essere accusati

a compassione di tanti
in

infelici, si

guisa

corti

Francia, e di Spagna, che ottenne


far cessare la persecuzione.

alla porta,

come

in

cospirazione

Quin-

coi franchi.

recassero

VI. Che finalmente si ne' d festivi per alcun


e
vi

Pio VI oi'din ad una


si

congreteologi,

gazione di Cardinali, e di

tempo

nelle chiese nazionali,

che
la

esaminasse

il

tenore

del-

lasciassero

qualche limosina, per dil'opinione


i

supplica, cui aveva

ricevuto dasudditi della

struggere
plebe, che

invalsa

nella

gli

armeni

cattolici, la

cattolici

tengono
nazione

in con-

porta ottomana, e
costarsi alle

domanda

di

to di combriccole di satana le chiese eterodosse

poter in mancanza delle proprie acloro

della

nelle

chiese
al

nazionali,
ete-

quali chiese per accostavansi senza


difficolt,

bench sottoposte

patriarca

o scrupolo quotidianamente

rodosso, farvi qualche

Uraosina

ed

ii8
a

COS
feste,

orazione, e celebrarvi alcune

armeno

cattolico

protest

contro
in
tal

norma

dell'antichissimo calendanello stes-

questo atto,

si

procacci

rio

romano: dimostrando

guisa delle persecuzioni, che dura-

so tempo, che, se

negata
i

ad

essi

rono pi

di
la

un anno. In questa
porta
prese per
la

venisse questa richiesta,

cattolici

circostanza

armeni andavano incontro ad infiniti pericoli, ed alle pi crudeli vessazioni. Questa supplica fu accompagnata da una dotta analoga dissertazione del marchese GiovanL' affare incontr ni de Serpos,
molti ostacoli, e controversie, giac-

prima

volta

una cognizione pi
cosa,

e-

satta della

e fece

impiccare
della
di

parecchi dei promotori


secuzione.

per-

Ma

effetto

questa

ch

il

Papa
la

volle

noscere

causa.

da s stesso coDi tutto fanno


il

lunga descrizione

Tavanti, Fasti
e
t. il

di Pio VI, p. 91, Stona di Pio VI,

Beccati ni

misura non dur per lungo temsi conosce a qual punto di rigore seppe indurre il patriarca il governo nel 1827, e 1828 contro gli armeni cattolici. giorno, in Il cui apparve il decreto fulminante, il patriarca chiam a s pi di
po, e

ParTavantij a p. 187, della Dissertazione Poleniico-critica del Serpos j dice che l'autore, dopo aII, p. 6.

quattrocento di questi

infelici,

co-

lando

il

munic
che
vessero

loro gli ordini della porta,


gli

tutti

armeni
istante

cattolici

doloro,

suir

abbandonare

verla data

alle

stampe,
di

bram
il

di

Pera,

e Calata,

e dichiar

intendere intorno a
dizio

questa
molti

giu-

imparziale
consult

vescovi,
fra

teologi,
le quali

ed universit cattoliche,
quella di

Siena.
gesuita,

che se ogni cattolico non rinunziava con solenne giuramento a' suoi errori, e non ne somministrava due cauzioni presso gli armeni scismatici,

V.
gli

Giuseppe

Marinovich

non

otterrebbe
porta.

il

necessario
ai

Dissertazione polemco-critica sopra

passaporto per
destinati dalla

rendersi
Il

luoghi

armeni, ed il suo Compendio storico della nazione armena. In


queste due opere difende
la

patriarca,

per ottenere

il

suo
gli

intento,

avea
avecoi

chiesa
taccia-

rappresentato che

armeni
segrete

armena, che alcuni vano di eresia.

teologi

vano
nizzeri

delle

affezioni

franchi,

Dopo che il Pontefice Pio VI diede un' istruzione, per organo della congregazione di Propaganda, ai
missionari di Costantinopoli, zelando questi l'onore di Dio, stante i

ed erano partitanti dei giansoppressi dall' imperatore


11; laonde
gli

Mahmoud
piti

furono

col-

tanto

armeni costantinopo-

litani, che quelli di Ancira ivi dimoranti, e trattati con pi rigore,

mezzi

pacifici e conciliativi del


si

pa-

giacch molti erano

saliti

a qualche

triarca Zaccaria,

giunse

nell'ar-

fortuna

ed onore

ciocch

mena
tata.

nazione

tranquillar
la

quel
sacer-

prodotto gelosia, invidia,


lazione,

aveva ed emu-

mare tempestoso, che Per nel 1819


che
il

teneva agi-

che fomentavano lo spirito

diversi

di discordia.

doti,

patriarca

Paolo aveva

minacciati colla morte^ sottoscrissero dietro sua intimazione una specie di atto di
sa;

Ma, per conoscere le cause dell'ultima persecuzione sostenuta dagli

armeni

cattolici nell'

ma

la

sommissione gran massa del

religio-

tomano
no verso

dai primordi del


la

impero 1828

otsi-

popolo

fine

del

1829,

cio

cos
pace fatta tra i turchi e i russi in Adrianopoli, e segnata ivi a' i4 settembre di detto
sino
la

COS
testa,
ti

119
loro sui soggetal

dopo

trattarono

fi'a

migliori da

proporsi

sommo
pia-

Pontefice Pio Vili, fra'quali dove-

anno, va letta ma stampata a


cantre
les

la

relazione

anoniquesto

va egli

medesimo
chi

scegliere a

Parigi con

cimento
l'alto
dell'

titolo: Persecuiions exercics

enorient
eh.

meglio credesse per grado di capo ecclesiastico


cattolicismo
di

catholiques

Armenins,
il

armeno

lutto

Paris i83o, e principalmente


can.

r impero ottomano. Quattro furono


i

Mariano Bedelti, Lettere due emancipazione religiosa dei cattolici armeni nell' impero ottO' mano, Modena i83o. La suddetta pace di Adnanopoli, conchiusa fra
sulla

soggetti,

eh' essi
al

trascelsero,

presentarono
signor

Antonio
del
;

Papa, cio monNurigian di Ergi


di

zerum nato
alunno

in Costantinopoli

collegio

Urbano
;

Mahmoud

imperatore ottomano, e padre dell' odierno sovrano, e ?sicolao I regnante imperatore di RusII

Propaganda

monsignor

Salviani pure di

Erzerum

Giovanni monsign.

Giorgio Papas allora vicario apostolico in Costantinopoli, e monsign. Paolo


I^Iarusci,

sia,
sigli

fece subentrare negli alti

con-

calma in vantaggio degli armeni. Finalmente allora comparve chiara pi della luce la innocenza de' cattolici armedel
,

primo

la

che trovavasi allora in


il

Roma come
so stato

>urigian,ed ancor alunno del nominato


^ella

es-

ce-

lebre collegio,

congregazione

ni,

calunniati dal patriarca scisma-

generale tenuta dai Cardinali com-

tico

per

astio di

eresia,

e per

inri-

ponenti
17
zelante

quella

di

Propaganda,
presieduta

ai

teresse;

ed
la

il

gran signore
agli

nel

maggio i83o,
il

dal

donare
tuiti
i

sua grazia
fossero

armeni,
resti-

prefetto generale della

me-

comand che
beni

ad
;

essi

desima
pellari,

Cardinal

d.

Mauro Cap-

confiscati

e
la

fatto

ora

persuaso, che l'unione,

missione de' cattolici

al

somPapa non

cui

si

dovette

del felice

regnante Pontefice (a il merito principale successo di quanto rac-

impediva
al

la

pii

fedele

ubbidienza

contiamo);
gian
dai

proprio sovrano, dopo di una con-

primo

venne prescelto il Xuridegli armeni nominati

ferenza

avuta

dall'

ambasciatore di

notabili della nazione ai-meno-

Francia col Reis-Etfendi, condiscese

ad accordare ad essi la libert religiosa, di maniera che formassero un corpo separato, il cui capo spirituale fosse mallevadore della loro
condotta,

come i patriarchi greco ed armeno di Costantinopoli scismatici lo erano rispettivamente per quelli della propria religione.
Adunatisi

Il Papa Pio Vili ne conferm la scelta^ e coll'autorit del breve pontificio, apostolatus offlcium dato sub anulo piscatorio die VI julii i83o, legalmente lo deput primo arcivescovo della sede meprimaziale che, eoa tropolitana

cattolica.

pienezza di
stitu

autorit
patriarca

apostolica,

1-

in

Costantinopoli,
di

indipenCilicia

quindi

con

superiore

dente

dal

annuenza
allora
vi

in

Costantinopoli, quanti
cat-

erano capi di famiglie


in

toliche, reduci dal

disgraziato esilio,

tutte persone di qualit


di

numero
alla

Quindi, nel concistoro de' 5 luglio, 1' erezione annunzi Vili Pio e ne preconizdella nuova sede, z a pastore il Nurigian, al quale

novanta con

sei

ecclesiastici

poi

impose

il

sagro

pallio,

in

120
e
tro

CO
sua

S
col

cos
censo-

segno del metropolitico suo grado,


della

comunione
unit.

denza del capo scismatico, la eu rigono in nazione separata le


,

della

cattolica

La

arcivescovo
del
glio

lenne consagrazione poi del nuovo elTettu nella chiesa si


collegio

accordano uno stato civile, e ri conoscono un capo spirituale cat

M lolico, sotto la cui direzione essa

dello
il

Urbano agli 1 1 stesso anno i83o.


di

lu-

Per
17

M potr liberamente esercitare il H cattolico culto. Disposizioni cos\

ci

Diario
ci

Roma

dei

uniformi
la santa
ta,

luglio

diede la seguente
si

descri-

# >

ai voti ardenti, con cui Sede ha sempre bramal'

zione

di

importante
porzione
di

avveni-

e sollecitata

mento. Quella
M rispettabile

de'cattolici armeni,

emancipazione non potevano

numerosa, e

nazione armenovarie

M non essere accolte e secondate da essa con uso generoso della

>

cattolica, ch' sparsa nell'impero

sua

apostolica

autorit.

Egli

ottomano

nelle

missioni

" soggette al vicario apostolico paw

triarcale latino di Costantinopoli,

che a corrispondere alle medesime, presi eziandio in considerazione gli illustri argomenti
perci,
d'invitta costanza e fedelt nella

dall'altra distinta
al

che ubbidisce
Cilicia
i-esiden-

>

'

patriarca

di

religione somministrati dai cattoliei

te nel

monte Libano, Ciliciae armenorum, di cui fino dal 18 16


patriarca Gregorio
col

>

armeni, e

la

nobilt propria

di
le,

una
la

nome
de' fe-

ed antica capitaSantit di nostro Signijre


illustre

di
liei

Pietro VI, per elFetto


risultati

venuta
erigere,

nella

deliberazione di
arcivescovile
titolo e

della

mediazione, e

ed ha eretta in Costantidel-

" del vivo interesse preso a di lei > favore dai bcnemeiiti rappresen tanti delle prime corti cattoliche
>

nopoli una cattedra armena decorata del


le

prerogative 'di

metropolitano
quei
dirit-

presso

la

sublime

porla

vede

primaziale, e di
ti

tutti

ora colla sua emancipazione ter-

e privilegi, che alle chiese


i

"
>

minata l'epoca funesta del lungo


servaggio ed avvilimento, e darsi

politane primaziali
attribuiscono,
costituzione

metrosagri canoni
legge nella

come

si

'

principio ad
di

altra era di pa-

Quod j'amdiu a
die

Patve
i83o.

ce, e

splendore.

Un

concorso

viisericordianim, data sub anulo


piscatorio,

di vicende politiche e religiose, di cui essa era stala vittima in felice per lungo corso di anni, w l'aveva cos degradata, che pri va di magistrato civile, e sagro, errava senza capo e pastore, co"
stretta

VI

jidii

Questo solenne atto del Pontefice mentre esalta,


lita

sommo
e nobi-

la

nazione cattolica armena,

restituisce in

gran parte a quella

dominante
che ne'

a
agli

chinare

ossequiosa la
patriarca
fra
le

fronte

ordini del

scismatico, e

ad occultare

" pareti
'

domestiche

l'esercizio del

suo culto cattolico.

Disposizioni

benefiche, emanate test dal su-

rango distintissimo, teneva per l'ampiezza del suo patriarcato cattolico, e che venne a mancarle colla caduta dell'impero orientale. Il sacerdote pertanto d. Antonio Nurigian , gi alimno del
il

fasti ecclesiastici

premo imperatore ottomano sot tracndola totalmente alla dipcu-

collegio

Urbano

di

Propaganda

distinto tra'suoi connazionali ar-

cos
meni per copia
to

COS
qualit pre-

121

di

giate che lo fregiano, essendo sta-

prescelto dalla Santit sua


di questa

in

primo arcivescovo
vella

no-

Urbani a R. P. D. Petro Gedidiatu Romae i83o in Collegio Urbano de Propaganda. Il Cardinal Cappellari, come prefettizi^

cattedrale
,

metropolitana
I'

generale

della

congregazione

primaziale

ricev

episcopale

consagrazione nella domenica teste decorsa,


1

corrente, dal Car-

Propaganda, per comando, ed in nome di Pio Vili, a* io agosto i83o, invi al clero ed al popolo
di

dinal Zurla

vicario

generale

di

della nazione
lettera

armeno-cattolica,

la

sua Santit, che lo consagr colla

occorrente relati va dispensa, u-

nitamente a
ni vescovo di

monsignor

fioretti

Teramo,

assistito

che incomincia colle parole Benedictus Deus Pater misericordiaruni j la quale fu tradotta , e stampata in armeno dai monaci
mechitaristi
nezia,
affine

dai monsignori Soglia arcivesco-

di

s.

Lazzaro

in

Ve-

vo d'Efeso, e Aristace Azaria arcivescovo

di

congratularsi con

armeno

di

Cesarea in

tutta

Cappadocia, e superiore della congregazione mechitaristica di Vienna. Questa funzione, nella


le
gli

suo

felice,

r armena cattolica nazione del ed ammirabile passaggio


di

da uno stato

schiaviti

e di de,

alunni

di

quaPropaganda
esat,

pressione a quello di libert


Dio, per
stiane, e

e di

gloria, per misericordia ottenuta

da

disimpeguavano con
tezza
il

somma

impegno
per
la

delle potenze cri-

sagro servigio

fu ono-

indulgenza

gene-

rata dalla presenza del prelodato Cardinal


lari,

rosa

del

magnanimo
della

d.

Mauro Cappel-

da
del

vari ambasciatori e

mem,

Mahmoud II me in premio
stanza
nella

imperatore loro sovrano , e co-

ferma loro cofede


fra
le

corpo diplomatico da monsignor Castracane segretario della suddetta sagra congregazione, ed in copioso numero da molti ecclesiastici armeni in coro, ed altri orientali di diversi riti,
bri
tra' quali
si

cattolica

prove di

cos diuturne, e

dure persotto
il

secuzioni. Si eccitavano quindi tutti

ad

unirsi

in

istrette

file

comando

di quell' esperto duce,


si

che

con piena potest loro grado


titi,

manda, e

distinguevano

mon-

a guerreggiare ciascuno nel proprio


le

Maziutn arcivescovo di Mira, monsignor Bachinauti arcivescovo di Teodosiopoli di rito armeno, per gli ordinandi in
signor

guerre di Dio, ed a bani

dire gli scismi, le divisioni,

par-

la

che pur troppo con danno delreligione regnavano fra di loro,


persecuzioseguaci alaltri

monsignor Tomaggiani arcivescovo di Durazzo di rito


e

Roma,

e che erano stati dalle


ni sopiti, e a
tri

non

dirsi

greco, tutti e tre in abito orientale

di Paolo, altri di Apollo,


;

proprio del loro

rito e di-

di Cefa

essendoch

tutti

dobbia-

gnit. D. Pietro Gedidian, sacer-

mo

avere per supremo duce Ges

dote armeno alunno


sagra funzione con
sti'con

chiuse

la

Cristo neir unit della fede, e nella

un Euchariorazione di

latino

ossia
,

ringraziamento
cijs'i

tutta analoga a

dipendenza da'pastori nella comunione uniti de' successori di s. Pietro ; e rendendo bene per male, a
ritrarre colla loro face della carit

avvenimento ". f^. Oratio habla in Lem pio coliteli


(usto

dalle tenebrose vie dell' errore

dia-

123
sidenti,
f];ii,

CO S
ossia scismatici,

cos
perseculoii

sullodato (dal
to

medesimo Papa
di
in

fat-

ma

sempre

fratelli,

ed oggetto

prima

vescovo
risiedendo
e per
le

Calcide

in
pei

icmpre
ste di

di cristiana dilezione.
ini

Queil

partibus,

Roma

eloquenti congratulazioni
il

pontificali,

ordinazioni in
stessa

resero noto a tutto

mondo
al

ri-

rito di

armeno)

colla

qualifica
pii-

portato

trionfo,

il

quale

presen-

arcivescovo

metropolitano

te ancor pi

splendido

apparisce

maziale di Costantinopoli (Conslaiitinopolkan. Arinenoruin), e col in-

quando

che gli encosi consideri mii provenivano dalle labbra di chi, innalzato al soglio sei mesi dopo
di
s.

Pietro col

nome

di

Gngorio
la

XVI,
gid

quel desso che governa og-

con zelo apostolico


il

Chiesa

universale.

Tuttavolta
11,

sultano

Mahmoud
scismatici
,

con piena soddisfazione della lo splendido corredo delle virt, di cui va eminentemente adorno, che gli meritarono la paterna affezione, e la stima del medesimo regnante Pontefice prima ancora di essere sublimato al triviollo

nazione, per

per

le

brighe degli

regno.

Da

ultimo, per

cedere

alle

per capo civile della nazione armeno-cattolica monsignor Nurigian, obblig gli arme-

non riconoscendo

replicate, e vive istanze del

degno

arcivescovo,

gli ha finalil Papa mente concesso un coadiutore con

ni

cattolici

di

eleggere
si

un
nel

altro

futura successione, nella persona di

soggetto. Quindi

elesse

me-

monsignor Antonio flassun armeno,


gi alunno del collegio Urbano, di-

desimo anno i83o d. Giacomo Valle alunno di Propaganda per capo civile, e confermato con imperiai diploma, spedito a' 5 gennaio i83i, come capo garante, capo politico,

chiarandolo arcivescovo di Anazarbo ili partibus. La sua consagrazione


legio
si

effettu in
a'

Roma

nel col-

prefetto della nazione, e


di
tutti
i

rapprecattolici

19 giugno i842Colle narrate disposizioni restarono


dalla giurisdizione

medesimo

sentante

raya

sottratti

del

vi-

dell'impero.

Venne pure
per

stabilito

cario apostolico patriarcale,

che

la
,

che

la

nazione

giuste

cause
in
dis-

santa Sede tiene a Costantinopoli


gli

potesse deporlo, dovendosi eleggere

un

individuo, che

non

sia

grazia del

governo
civile

tribunale, e di

ottomano. Del altro che riguarda


,

questo
facolt
COSI

capo

si

parler

in
la

appresso.

Fu

divisa in questo

modo
,

politica dall' ecclesiastica

armeni sudditi ottomani, i quali abitano quelle provincie, che sono soggette al dominio della sublime porta, e che per essere mancanti dei rispettivi vescovi da lui dipendevano. Va notato, che, siccome nel diploma rilasciato al capo civile dalla

continu sempre ne successori di


civile.

porta,

si

principia dalla

esposi-

detto capo

il

L'attuale successore

zione dello stato de' cattolici


diti

sud-

Carlo Esajane, uno de' monaci mechitaristi di Venezia. In seguito dop.

po lunga^

e penosa

malattia,
il

pas-

impero, eh' erano sotto la ispezione de' patriarchi greco , ed armeno, e si conferisce al medesidell'

sato agli eterni riposi

prelato
,

Nu-

mo

rigian in Costantinopoh
fice

il

Ponte-

quelli

Gregorio XVI, nel concistoro aprile i838, nomin a succedergli monsignor Paolo Marusci
del

capo civile il vescovato di tutti che professano la religione cattolica, cos il capo garante, o
civile,

della nazione armena si crefirmade autorizzato a rilasciare


i

cos
anche a favoi-e non sono sotto la giuiisdizione
ni di

COS
quelli
,

17.3

che
del-

doti,
si,

tra

monaci antoniani, libanedi

l'

arcivescovo
;

armeno
anche

di

Costanti-

chitaristi

nopoli

anzi

cattolico suddito dell'

a qualunque impero ottoriti

mano, bench
varii

professi

diversi
costituiti
le

di Venezia^ e meVienna. Vi sono anche molte monache con voti semplici, che abitano nelle proprie case, o stanno nelle ca-

mechitaristi

dall'armeno. Inoltre sono


vicari

se de' signoii per educazione, e sor-

foranei

per

varie

veglianza

delle famiglie,

principal-

Provincie della diocesi arcivescovile


primaziale,
torit
foj'niti

mente

delle zitelle.

Vi hanno an-

della duplice au-

ecclesiastica,

civile, eletti

che diverse confraternite. Oltre il tribunale ai'civescovile


per
cora
gli
il

perci dall'
l'

unanime

suffragio

del-

affari

ecclesiastici,

avvi anil

arcivescovo, e della nazione, e da

tribunale del capo civile,

essi
sti

dipendenti, sebbene anche quesieno muniti di diploma

quale,

come

si

disse,

uno

del clero

riale.

lo

impeV. Armema. Premesso tuttoci, attualmente stato del nuovo arcivescovato


di

sia secolare, sia

regolare, che viene


clero, e po-

eletto

con suffragio del


presiedendovi
dalla
il

polo,

primate, e

quindi viene riconosciuto, ed autorizzato

armeno
tribunali

Costantinopoli,

dei

civile

ed

ecclesiastico,

questo tribunale
se,
i

sublime porta In si decidono le cau.

come
cio

appresso.

liti

di ogni genere, eccettuati


capitali,
il

Costantinopoli, e suoi sobborghi,

delitti

di

lesa maest.

Calata, Pera, Orta-Keoj,


sopra
il

vil-

Inoltre

capo

civile

ha

la

facolt
le

laggio
tutto

Pera

ben

popolato,

ampia
gi

di castigare

secondo

leg-

canale del Bosforo con villaggi contigui ; Scutari dirimpetto a Galata sulle coste d'Asia; Calcedonia dirimpetto alla capitale, ed Adrianopoli, due giorni distante da
Costantinopoli.

civili

del

paese

ancora nazionali:
forza, e
il

non solo, ma a tal uopo ha la

braccio del governo, cui

perci paga

Questa forza
il

una congrua pensione. sta come custode alle


del

porte del palazzo


arci-

capo
lui

civile,

Monsignor Paolo IMarusci,


sua residenza in
cattedrale.

quale ha carceri da
II

dipendi

vescovo primate metropolita, ha la

denti.

primate,
si

per materie

Galata

presso la

morale, ed altro,
cio del
i

serve del brac-

Monsignor Antonio Hassun suo


coadiutore, con futura
arcivescovo di
tibus.
Il
ti

discoli,
Il

capo ed

civile
altri.

per correggere

successione,
in

numero

de' cattolici

armeni

Anazarbo
di

par-

clero

composto
e

sacerdodal
di

compresi i luoghi sopraindicati, ascende a circa sedicunila. Gii armeni scismatici sono
di Costantinopoli,

diocesani parte alunni di Propa-

circa

ottantacinquemild,

greci

ganda fide,
primate,

parte

ordinati
in

scismatici

ascendono

circa

cen-

che

sono

numero

toventimila.

venticinque, oltre altri sette convertiti

Galata.
scovo
nazione.
in

Vi

risiedono
il

l'arcive-

dallo scisma.
11

primate,

capo

civile della

clero regolare col titolo di mistutti

sionari
cesij si

nativi
di

di

questa

dio-

La cattedrale esistente pure Galata, da ultimo fabbricata nel


dedicata al
ss.

compone

trentadue sacer-

1834,

Salvatore.

, ,

124
Presso
di

cos
essa
i

cos
una
maestri
[F'edi),

esiste

scuola

casa, ridotta a

chiesa pubblica,
in

mesa-

gratuita per
sacerdoti

fanciulli, assistita dai


I

diante un altare eretto


lone.

un
in

secolari.

sono
nelle

pagati dalla nazione:

que' fanciulli
di cotta.

faano da Chierichetti
sagre funzioni,
vestiti

uno alla cattedrale come dicemmo sono assistite indistintamente da alunni di Propaganda, dai sacerdoti
Tulle queste
,

chiese

Pera. Vi un oratorio dedicato

secolari

ordinati

dal

primate,
mechitaristi

Giovanni Grisostomo con un annesso ospizio di abitazione per una scuoi poveri, ed impotenti, ed la di fanciulli assistita da sacerdoti Essendo questa la sola secolari.

s.

dai e di

suddetti
s,

monaci

Antonio

libanesi.
citt

Andra, o Angora^
Galazia, lontana
pel

della

da Costantinopoli
quattordici
giorni.

viaggio
risiede

di

chiesa pubblica del sobborgo, gran-

de
tolici

il

concorso degli armeni cat-

medesima, essendo bene Evvi altra chiesa piccola, od oratorio con una cappella dedicata a s. Giacomo Nisibeno, nell' innella
assistita.

un vicario foraneo riconosciuto, ed autorizzato ancora dalla porta ottomana con diploma
Vi
imperiale,
il

quale, oltre l'autorit

terno

dell'
si

ospedale degli appestati,


il

dove
il

trova
in

quartiere pei pazzi,


del flagello del-

quale

mancanza

la peste,

che ora

meno

vessa

il

paese
del

a cagione delie provvide

cure

primate, ha ancora quella civile dipendente perci dal capo civile. Vi sono undimonaci ci sacerdoti, due de' quali antoniani. I cattolici armeni di Ancira ascendono a settemila quattrocento circa. Gli armeni scismatici,
ecclesiastica datagli dal

d per abitazione alle povere famiglie, che non possono trovare case, per non aver mezzi di pagare la pigione. Evvi un piccolo seminario primaziale con pochissimi giovani, i quali per mangiano,
governo,
si

unitamente
se

ai

greci scismatici, for-

paterne per luogo, e mancanza di rendite. Qui ancora si tiene una scuola per li fanciulli, assistita da
e
nelle case

dormono

l'angustia del

non arrivano a formare la met de' cattolici. Evvi una chiesa pubblica eretta ultimamente in onore di Maria Vergine madre di Dio, e tre oratorii pubblici. Vi pure una scuola pei fanciulli la quale serve anche a quelli, che aspirano
,

allo stato clericale;

moltissime
plici,

come vi sono monache con voti sem-

sacerdoti secolari.

Tra Pera,

lata vi sono altre tre scuole

e Gauna di

monaci di s. Antonio, o antoniani, una de' monaci mechitaristi di


Venezia , e di Vienna.
Ortakeoj 3
l'

dimoranti nelle proprie case. Erzerunij nell'Armenia maggiore, ha quattro provincie, che sono:

Tortum,
sei.

Passen,

Bajasyd,

Mucitt,

altra de' mechitaristi

Queste contengono molte


cattolici.

e villaggi, in sedici dei quali


villaggio

si

tro-

Pera di Costantinopoli. In esso avvi una bella chiesa di s. Gregorio Illuminatore, ed esiste una scuola di fanamministrata dai pii ragciulli
sopra

vano
rio

Vi

foraneo colle

un vicamedesime facolt,
risiede

come

quello di Ancira;
quattordici
degli

tutto

il

paese ha

sacerdoti.
cattolici

Il

numero
tutto
il

armeni
di
si

a-

guardevoli signori del paese.


Satnatin,
rione dentro
la citt

scende a circa tremila duecento. In


territorio

di Costantinopoli,

ha una

piccola

armeni

scismatici

Erzerum computano

gli
sei-

cos
centomila, oltre novantadue villaggi

COS
con annessa scuola. In molte
citt, e
tolia,
I

125
altre

abitati

dai medesimi.

greci

villaggi

di

Piomelia,

Ana-

scismatici

sono

pi

dei

cattolici,

Ponto

di

Cappadocia soggette
Costantisi

ma

molto meno degli armeni scisVi sono in tutto il territorio cinque chiese ed oratorii, ed
matici.

alla chiesa primaziale di

nopoli, a motivo di

commercio,

trovano de'cattolici

dispersi, de' quali

avvi qualche scuola di fanciulli.

non

si

sa preciso

il

numero.

Questi
spe-

Arluin, nell'Armenia

maggiore,

nei loro spirituali


assistiti

bisogni vengono
si

forma due provincie, cio quella di Artuin propriamente detta, e quella di Hodurciur: hanno diciassette
villaggi,

dai missionari, che

discono di tanto in tanto o da Costantinopoli, o

da Trabisonda.

ne' quali trovansi cattolici.

Vi

risiede

un

vicario foraneo,

come
Il

Concila di Costantinopoli.

quelli

sunnominati, con
Il

trentadue
a

sacerdoti.

numero

de'cattolici ar-

meni

si

fa

ascendere

quattro

gli

mila novecento. Gli armeni scismatici sono molti, ma s' ignora il loro

primo fu un conciliabolo deadunato nell'anno 336, dagli eusebiani, ch'erano un ramo


ariani,

di detti eretici,

quali

voleano far

numero
hanno

preciso.

Le

chiese,

ed

o-

ricevere Ario

con gran

pompa

in

ratorii pubblici

sono ventinove. Vi

Costantinopoli. S. Alessandro, vesco-

tre scuole pei fanciulli.

vo

di

Costantinopoli,
gli

Trabisonda. Vi risiedono un vicario foraneo come sopra, con tre


sacerdoti.
Il

parare

eusebiani

procur seche domina-

numero

dei

cattolici

vano nel concilio; ma non vi l'iusci. Vi si tratt l'affare di Marcello

armeni ascende a seicento. Gli armeni scismatici sono mille e cinquecento, e


mila.
i

d'Ancira , vescovo di Galazia, gran nemico degli ariani, siccome


costante amico di
ci
s.

greci scismatici sono tre


_,

Atanasio, perGli

una chiesa pubblica fabbricata da pi di cinquecento anni, ed ora restaurata, non che una piccola scuola pei fanciulli.
Evvi
Bursa, antica capitale dell'impero ottomano. Vi risiede un vicario
foraneo,
quali

deposto,
vi

scomunicato.

eusebiani
fessione di

formarono una profede, approvando a moparola


Consostanziale.
gli sforzi

do loro

la
s.

Vedendo
gli

Alessandro
affinch
si

de-

eusebiani

Ario
per

ritor-

tre

sacerdoti,

uno dei
Il

nasse nella
chiesa,

citt,

chiuse nella sua


terra
si

monaco antoniano.

nu-

colla

faccia

armeni ascende a pi di trecento cinquanta. Evvi una chiesa fabbricata nuovamente, con
de'cattolici

mero

prostr a pie dell'altare, e supplic

fervorosamente Dio di soccorso con

annessa scuola pei

fanciulli.

qualche segno luminoso. Fu dito, dappoich mentre Ario


va portato
alla

esauveni-

Ciitaja, citt dell'Asia.

Vi sono

chiesa

in

trionfo,

due
ci,

sacerdoti, con seicento cattolied una chiesa nuovamente fab-

venne colpito da subitanea


Regia, e Labb tom. II. Il secondo fu parimenti
ciliabolo

morte.

bricata,
fanciulli.

con iscuola

contigua

pei

un

con-

contro

s.

Paolo,

vescovo

Bilegik,

sacerdoti,
chiesa

e contorni. Vi sono tre con trecento fedeli. La nuovamente fabbricata,

di Costantinopoli, verso l'anno

34o.

Fabricio in Synod.
Il

terzo

si

tenne nell'anno

35i,

26

GOS
conciliabolo
rito

cos
Santo
e
assalita

ed egualmente fu un contro s. Atanasio.


Il

da

Macedonio,
ariani.

da Aezio,

quarto, pure conciliabolo, nel

35g, o nel 36o, venne adunato dagli


i

o centottanta vescovi d'oriente, fuor-

V intervennero
d' Egitto,
illustri

da

Eunomio

centocinquanta,
quali

acaciani, e dagli ariani,

contro
Se-

ch
molti

fra

eranvi

semi-ariani, per rovesciare quanfatto

confessori, che aveva-

to erasi
leucia.

nel

concilio di

no

sofferto gravi persecuzioni dagli


ariani.
S.

V'intervennero circa cinquanta vescovi, con Acacio di Cesarea, ed Eudossia di Antiochia alla testa.

imperatori

Melezio,

vesul

scovo di Antiochia, presiedette


principio al concilio,
suoi
al

quale pei

Vi

si

conferm
si

la

formola

di

Ri-

mini, che
frode.

fece sottoscrivere

con

Aezio fu deposto dal diaco-

per obbedire all'imperatore Costanzo, co-

nato, e cacciato di chiesa

incomodi spesso tralasciava di laonde in sua morte subentr a presiederlo s. Gregorio di Nazianzo, quanto modesto, altrettanto dotto e santo. Al dire di
assistere,

me

furono condannati
i

dieci

ve-

scovi,

quali

si

erano opposti. Ma-

Tillemont, non vi fu concilio nella Chiesa, nel quale si trovino in maggior

cedonio di Costantinopoli, come reo di omicidi , venne deposto anche


egli, ed esiliato. Molti de' vescovi furono condannati ingiustamente,

numero

de' santi, e confessori;

per ve n' erano anco di qualit molto diverse. Massimo filosofo cinico, arcivescovo

di

Costantinopoli
eletto

gli

acaciani

si

divisero le loro chie-

venne deposto, ed invece fu


Gregorio grado; indi
s.

se,

e inviarono per tutto l'impero

di
si

Nazianzo,

suo

mal-

formola di Ri mini, con un decreto imperiale, che puniva quelli,


la
i

niceno,

il

rinnov il canone quale prescrisse, che la


pro-

quali ricusassero di sottoscriverla.

ordinazione de' vescovi d'ogni


vincia
si

Inutilmente s. Ilario di Poitiers illumin Costanzo. Regia tomo III,

facesse

da quelli della prodai


prelati
vicini,

vincia stessa,

o
di

Arduino tom.
Il

I,

Labb tom.
celebr
di
nell'

II,

che
al

si

volessero chiamare. Diedero

Diz. de' Concili.

patriarca

Costantinopoli

il

quinto

si

anno

primo posto d'onore


di

dopo quello
Costantinopoli

362,

coU'assistenza

settantadue
pe'suoi
di

Roma

perch

vescovi.

Venne deposto Macedonio


di

vescovo
cui

Costantinopoli,

doveva essere considerata come la nuova Roma. Questo canone presso


molti vescovi, e presso la santa Se-

errori contro lo Spirito

Santo,

negava
I.

la

divinit.

Arduino

tomo

de incontr fortissimi ostacoli, ed ebbe serie conseguenze, dappoich in


vece d'una semplice dignit per
sede di Costantinopoli,
la

tenne nel 38 r, e fu il secondo concilio generale costantinopolitano I. Venne adunato per voIl sesto si
,

divent una
stesa.

ben presto giurisdizione molto e-

lere del Pontefice

s.

Damaso

I,

ad
1,

istanza dell'imperatore Teodosio

per confermare
Nicea, dare

il

primo

concilio di

un vescovo a Costanti-

nopoli, procurare la riunione delle chiese mediante saggi regolamenti,

Per confutare quelli, che negavano la divinit dello Spirito Santo, padri aggiunsero al simbolo nii ceno, le parole Credo m Spiriluni
ce

e riconoscere

la

divinit dello Spi-

Sanctani Dominum, alle quali la voFilioque fu aggiunta la prima

e
Tolta nel

OS
scovo
de'vescovi,

COS
Paolino.

127
parte

VI

secolo dalla chiesa di

La maggior
avevano

Spagna. Furono adunque aggiunte Doniinum vial simbolo le parole vijcantem , qui ex Patre Filoque
:

che

composto

r ultimo concilio,
senti

si trovarono preanche a questo, e scrissero una

procedit:

qui

cum Patre
et

et

Filio

lettera
iscusarsi

ai

vescovi d' occidente


d'

per

est per prophetas. formarono sette canoni, che per lungo tempo furono rigettati dai vescovi occidentali, e da diversi santi Pontefici, come da Leone I, e Gregorio I; ma che poi furono dalla Chiesa ricevuti, e riguardano le materie di cui si parlato. Il quinto per altro approv la formola, o scritto detto il tomo de-

simul adoratur tur, qui locutus


Inoltre
si

conglorifica-

andare
stesso

Roma

dove

nel

tempo

tenevasi

un conDiz. dei

cilio.

Baluzio

in Collect.,

Concili.

L'ottavo ebbe luogo l'anno 383 per rendere la pace a questa chiesa. Teodosio I vi radun da osni
parte
i

vescovi

di

tutte le sette per

riunirle,quindi tutte dall'imperatore


fui'ono condannate,

meno

la religio-

ne cattolica.
i

E da

ci'edersi,
i

che quel

gli

occidentali, cio la lettera

sino-

principe consultasse

vescovi cattolici,

dica di
cilio

Papa

s.

Damaso
,

I,

al

conla

quali erano in quel concilio.


letto
le

Dice
loro

antiocheno del 878

ossia

Socrate, che avendo


te quelle

confessione di

Damaso

Paoli-

varie professioni di fede, rigett tut-

no, cio la professione di fede stabilita

che dividevano

la

Trinit,

nel concilio

romano
,

dell'

anin

non approv che quella

del

Con-

no precedente,
concilio di

e la definizione del

sostanziale.
de' Concili.
Il

Baluzio in Coli., e Diz.

Nicea

confermata
Il

Sardica dagli
stici

occidentali.

sesto
ai

nono,

r anno

394,
de'
ss.

si

adun

regola la forma de'giudizi ecclesiaj

29

settembre, per la dedicaziobasilica

e
i

il

settimo ordina,
i

che

gli
i

ne

della

apostoli

ariani,

macedoniani,
i

sabatiani,
i

fabbricata

da

Ruffino prefetto del

novaziani,
titi,

tessaradecatiti,

tetra-

pretorio allora potentissimo, e

che
per
vi si

gli

apollinaristi,

che

si

pre-

aveva fatto adunare

vescovi

sentano

alla

Chiesa,

sieno

ricevuti

questa cerimonia. In principio


tratt della controversia tra
dio,

coir unzione dello


del crisma
fronte,
,

Spirito Santo, e
si

di

cui
,

gU occhi

le

ungeranno la mani ec , di-

cendo: Questo e il sigillo dello Spirito Santo. In quanto agli eunomei,


ai
se,

Bagaed Agapio, che contendevano la sede metropolitana di Bostra nell'Arabia. Nettano di Costantinopoli vi
presiedette
in

presenza di
decise,

Teoflo

sabelliani

ec,

il

concilio dispo-

d'Alessandria, e di Flaviano di
tiochia.

An-

che

si

battezzassero
le

come
ec.

pa-

Vi

si

che

il

numero
per
la
t.

gani,
te di
t.

dopo

preparazioni

consue-

di tre vescovi, eh' sufficiente per

catechismo, esercizi

Regia
t.

r ordinazione, non bastasse


deposizione. Regia,,
II,
t.

Ili,

Labb

t.

II,

Arduino

I,

III,

Labbe

Diz. de' Concili.


Il

settimo venne adunato nell'an-

Arduino Il decimo
ii>i.

t.

I,

Diz. de' Concili.


l'

si

tenne

anno 4^

no

382 per sedar


vescovo
nel

le

divisioni di

sui

misfatti di Antonino, vescovo di

Antiochia, di cui Flaviano era stato eletto

Efeso.

concilio

pieil

cedenle,

mentre viveva ancora

ve-

L' undecimo, l'anno 40^? '" ^^' vore di s. Gio. Grisostomo. Ma nel-

\iS
''''

cos
43c>,,

COS
tenne un sinodo per pon-e in concordia le chiese di Alessandria,
e di
Antiochia. Socrate lib. 7. e. 24, e Mansi t. I. Il quindicesimo adunossi V anno 438, per la fede cattolica. Fabricius.
Il sedicesimo, nel 4^9, sulla primazia pretesa dalla chiesa di Antiochia. S. Cirillo nelle sue lettere menzione d' un concilio tenuto fa

l'anno 4<^4 celebr un conciliabolo contro lo stesso s. Gio. Grisostonio,


il

quale,
dall'

essendo ricliiamato nella

citt

imperatore Arcadie, dopo

la

sua deposizione dal conciliabolo

di Gliene,

seconda

volta.
I.

Chesna, fu deposto una Mansi, Suppleincnt.


T^.
il

Cono. \.om.

voi.

XV

pag.
Il

57,

col.

I,

di

questo Dizionario.
si

concilio del

4o3

componeva

di

quaranta vescovi, e tutti a favore di s. Gio. Grisostomo ; questi era


stato deposto ingiustamente dal con-

in Costantinopoli

relativamente ad
di

Atanasio vescovo

Perte, che
,

il

ciliabolo di

Cbcnc per avere


lo

ricucui

Mansi nel
Il

t.

I,

p.

3^1

dice cele-

sato di comparirvi,

motivo per
uscire
di

brato tra r anno 44^ ^ 444*


1* anno 447- S. condann Eutiche abbate generale d' un celebre monistero di Costantinopoli. Arduino t.

r imperatore
citt;

fece
l'esilio

dalla
giorfalso
il

diciassettesimo
vi

ma

dopo

un
Il

Flaviano

no

vi

ritorn

trionfante.
far

concilio poi

pretese di

valere

quarto canone del concilio d'Antiochia, che escludeva i deposti dal ritornare al governo di loro chiese.

I,

Diz. de' Concili.


11

diciottesimo,
in

del 449?
dell'

^^^

^'^

conciliabolo

favore

empio
nel

La

cabala, e

il

risentimento

del-

eretico Eutiche.
Il

rirapcralrice Eudossia valsero ad in-

decimonono ebbe
in

luogo

durre Arcadio, anche per consiglio di Acacio di Berca, e d' Antioco di Tolemaide, a far confinare 1* innos. Giovanni in Cocuzo di Armenia. Tutti gli aderenti di questo santo molto soffrirono, ed Arsacc fu eletto in sua vece. Dizionario de Concili.

4^0, ed

esso

il

patriarca di

Cove-

stantinopoli

Anatolio, con altri

scovi, sottoscrisse

una formola

di fede

cente

senza dc'pontidcii legati di

con Nestorio, ed Eutiche, alla pres. Leone 1, cui la mand. Regia t. IX.
t.

Labb
Il

ITI,

Arduino

t.

I,

Diz.

de' Concili.

Il

duodecimo

si

adun

nel
II,

4'?-^

sotto l'imperatore Teodosio

per

simoniaci, ed

ventesimo del 4t'9 fu contro i seguaci di Eutiche, i


il

ordinare Sisinnio in arcivescovo di


Costantinopoli
in

e vi presiedette
dio.
Il
iV/.

patriarca

Gennaven-

luogo
i

di

Attico.

Vi

si

condannarono
iVbi'.

messaliani. Ba-

vigesimo primo del

478

luzio,
Il

Collect, Diz. de' Concili.

tredicesimo fu

tenuto

l'

anno
,

4^8, per l'elezione luogo di Sisinnio.


Il

di Nestorio
zi'/.

in

ne convocato dal patriarca Acacio. Pietro Fullone, Giovanni di Apamea, e Paolo di Efeso vi furono
condannati.
Il

quattordicesimo venne celebra-

vigesimo secondo quello del

to nel .\3i, e
litario di

Massimiano prete
fatto

so-

47^, che non riconosciuto, celebrato


in grazia della riputazione di

gran virt fu

arci-

Timoteo

vescovo della citt, in luogo dell'iniquo Nestorio, deposto dal concilio

Eluro vescovo
tro
il

di Alessandria, e condi

concilio

Calcedonia. Gli
tra
i

generale efesino. Massimiano, nel

eretici

condannali,

quali

il

e
Fnllone,
Ptegia.
11
t.

OS
nc'dittici.
t.

COS
Severo antiocheno
coi
II.

i2f)

si

riposero nelle loro sedi.

fu

agli

IX, Arduino
terzo
si

natematizzafo
l'an-

severiani

vigesimo

tenne

eutichiani,

il

che venne approvato

no 49^5 o 49^j ed in esso si conferm il concilio di Calcedonia sotto


il

dal Pontefice

patriarca
l'

Eufeniio, che
dall'

di Costantinopoli avea fatto ricevere

s. Ormisda, il quale per fece cassare dai dittici i nomi di Eufemio, Macedonio, ed Acacio. Regia t. X. Labb t. IV, Arduino
t.

imperatore Anastasio prima di


vigesimo quarto venne tenuto
f"^'

II,

Diz. de' Concili. L'ordine ponfu eseguito in un'assemblea,


si

coronarlo. Baluzi.
Il

tifcio

dove
di

"i^ conci49^3 o 497 > ^^^ volere delliabolo radunalo per l' imperatore Anastasio. Si conferm r edillo Enolco dell' imperatore Zenone, ed i vescovi ebbero la vilt di deporre, e scomunicare il patriarca Eufemio, eleggendo IMacc-

nel

cassarono dai dittici i nomi Zenone, ed Anastasio imperatori. Il vigesimo ottavo si tenne l'anin

no 520, ed

esso ai

2 5 febbraio

fu eletto in patriarca

Epifanio, in
Il

luogo del defonto Giovanni.


cilio

con-

donio per una


al

vile

condiscendenza
e Dz. de' Con-

ne scrisse lettera al Papa s. Ormisda. Kegia t. X. Labb t. IV. Il vigesimonono del 53 tratt
1

sovrano, nemico del concilio cal-

sui diritti del patriarca di

Costan-

cedouesc. Baluzio,
cili.

tinopoli, intorno

all'ordinazione di
patriarca di Costan-

Stefano, vescovo di Larissa in Tes-

Il

vigesimo

quinto

nel 497 '" e*-'' n i difensori del


to per
11

ebbe luogo Macedonio condanconcilio


di Cal-

saglia, di cui

il

tinopoli

si

attribuiva la ordinazione,
quella degli altri vescoBaluzio. Nel

come pure
vi

cedonia, ed perci che fu ritenu-

di

oriente.

532

eb-

un

conciliabolo. Baluzio.
sesto,

be luogo

in Costantinopoli
i

una conseveriani.

vigesimo

tenuto Tanno
nel

ferenza tra

cattohci, e

499, un conciliabolo,
tizzare
il

quale

Anastasio imperatore fece anatemacedonia,

Questi furono confusi a segno, che molti rientrarono nella chiesa.


Il

venerando concilio di Calche riconoscevano due nature in Gesi Cristo. Bae quelli
luzio.
Il

trigesimo, l'anno 536, fu tenuI.

Pontefice s. Agapito depose Antimo, ch'era stato


to dal
zia

Vi

fatto

patriarca di Costantinopoli, in gia-

vigesimo

settimo

del

5 18,
ciu"uo
Il

ebbe
sotto

cominciamcnto
r imperatore

a' 9.0

de'buoni uffzi dell'imperatrice Teodora, per avere ricusato di dare

Giustiniano.

una confessione

di fede cattolica,

patriarca Giovanni

radun quaran-

giacche

Antimo

era

fiero

nemico

taquattro vescovi, e gli abbati della


citt in

del concilio calcedonese, e di ritor-

numero di cinquantaquattro, che presentarono una supplica perch fossero registrati ne'sagri dittici Eufemio, ftlacedonio, ed Acacio. Tutti quelli, che erano stati esiliati
per questi patriarchi, furono richiamati, e ristabiliti
ne' loro
posti.
il

nare alla sua


Quindi; per
Giustiniano

sede.

Menna venne
in
dell"

consagrato dal Papa

sua

vece.

ordine
1,

a' 2

imperatore maggio, Menna

convoc altro concilio, cui intervennero sessanta vescovi, e cinquantaquatlro abbati de'monisteri di Costantinopoli.

quattro concili generali, ed


di
s.

nome
messi

Leone

1,

furono
XVllI.

altres

Antimo fu citato a comparirvi entro tre giorni, e non


9

VOI.

i3o
essendovi

COS
concilio
vi
latini. Il

COS
tenuto
nell'

comparso, si pronunzi 1' anatema contro Severo altres (rAutiochia, e Pietro d'Apamea, gi condannati. Lo stesso anatema si fulmin contro Zoaro fanatico acelalo. Mansi t. I, p. 4'^> '^'^- '''^''
Concili.
Il

anno
tredici

55

da Papa Vigilio con

vesco-

Papa

vi

depose Teodo-

ro di Cesarea, sospese dalla sua co-

munione Menna, e gli altri complici di Teodoro; e perci sostenne una crudele persecuzione, unitamente
ai
Il

trigesimo
gli

primo
Il

del

538

fu

suoi.

contro

origenisti.

Garnicr,

De
dei
e

trigcsimoterzo fu

il

quinto concelebrato

quinta synodo.
Concili nel
lio
si

Dizionario

cilio

generale, detto Quinto sinodo,


II,

543

registra

un

conci-

costantinopolitano

presieduto da Menna, nel quale

approv
contro
gli

l'editto di

Giustiniano

errori degli origenisti.


di

La condanna
domandar
tre capitoli.
II

Origene forn ocde'

553. Il Pontefice Vigilio lo convoc di concerto coli' imperatore Giustiniano I , e venne presieduto da Kutichio patriarca di Coslantinel

casione a Teodoro di Cappadocia di


la

nopoli.

patriarchi di

Alessandria
di

condanna

famosi
nel-

Apollinario,

Domno
di

Antio-

chia, ed altri vescovi

oriente vi

trigesimosecondo

tenuto

si

trovarono nel

r anno 54B, o 546, ebbe a presidente il Papa Vigilio, coli' intervento di

cinquantacinque.
era composto

numero di cento Il Papa per non


il

v'intervenne, tanto peich

concilio

circa

settanta
i

vescovi.

Vi

fu-

rono condannati
le
ti

tre capitoli,
scritti

va-

a dire tre famosi


alla

notifica-

solamente di vescovi orientali, come anche per non esavescovi occidentali, cerbare di pii
i

chiesa,
di

come

ripieni

delle

gi scandalezzati

perch

egli

avea

bestemmie
cilio

Nestorio. Questo consciolto

condannati
lio

tre capitoli nel conci-

per fu

per

le
l'
i

contese,

suddetto.

Veramente

il

numero
atten-

clic

seguirono, dappoich

imperatre ca-

de'vescovi greci doveva essere eguale

tore avendo condannato


pitoli,

a quello dc'latini;
greci,

ma non
la

Teodoro

di

Cappadocia

os

dendo l'imperatore
sollevandosi
i

promessa, e

asserire,

che Pelagio legato del Pail

il

Papa

si

vide

pa,

il

quale aveva fatto condanna-

costretto a pubblicarlo senza aspet-

re Origene, e

medesimo che ave-

tare
la

latini,

a'

4 "i^gg'o

nella
11

sa-

va fatto condannare i tre capitoli, meritavano di essere bruciati. La presenza di Vigilio in Costantinopoli non pot rimediare al male per cui il Judicaluni, che diede aapgli 1 1 aprile 548 ( col quale

segreta della cattedrale.

concii

lio

generale pertanto condann

tre

capitoli, gli errori attribuiti

ad Ori-

gene, e quelli

che

li

sostenevano.

Aveva
tuto,

Vigilio pubblicato

un Cosnil

che
tre

mentre
si

si

celebiava

punto condann
nese
,

tre capitoli, sen-

concilio

non

potessero condannae

za pregiudizio del concilio calcedo)


i

re

capitoli,

siccome

egli

non content ne
di
tali

seguaci,
e la

contrari

scritti,
t.

non na
colla

volle acconsentire alla condanfattane,

venne

esn'iato,

finch
il

divisione

continu.

Regia
In

XI,
II,

sua autorit non

conferm

Labb tomo V, Arduino tomo


Dizionario
Dizionario
de' Concili.
si

concilio,

questo
altro

con un decreto, che indirizz ad Eutichio patriarca. Da quel


in

registra

un

tempo

poi la chiesa greca, e

la-

cos
tina Io

COS
come
enotali ti.

i3i

hanno
la

considerato

curaenico. Questa controversia

non

riguardava

fede,
si
il

ma

le

sole pereftetto

sone, per cui


di prudenza

riconobbe
che nel
gli

variar di sentimenCostituto

due altri degli stessi eretici nel 655, e nel 656 contro s. Massimo. Regia t. Xin, Labb t. V, Arduino t. Ili, nonch Mansi e Diz. de' Concili,
furono
tom.
Il
I.

Ve ne

to nel Pontefice,

avea

condannato

errori, e ri-

trigesimonono venne celebralo


il

spettato le persone. Questo concilio venne confermato successivamente da Pelagio I nel 556, da Giovanni III nel 56o, e da s. Benedetto I nel

nel 680, ed
rale,

sesto concilio geneterzo. Sic-

costantinopolitano

come ebbe luogo


la

nel segretario del-

basilica di

s.

Sofia, fu detto Trul-

574. Dipoi, ricusando


di

il

patriarca

Aquileia Elia di riconoscere que-

sto concilio, Pelagio II,

dopo averlo
lo co-

eccitato a

mutar
forza

consiglio,

strinse colla

per

mezzo

del-

l'esarca di

Ravenna. S. Gregorio I, il quale nel 590 conferm i primi quattro concili generali, e volle che
tenessero

si

come

evangeli, ordin

a tutti di riconoscere, e ricevere an-

forma rotonda della volta della sala. Altri dicono, che Trullus significa Duomo. Fu convocato dal Pontefice s. Apontificii gatone, che vi mand istanza dell' imperatore legati, ad Costantino Pogonato. Se ne fece l'apertura a'7 novembre, ed ebbe compimento a' 16 settembre del 681. L'imperatore vi si trov in peisolo
i

o Tndlano dalla

che
nati

il
;

quinto condannando
occidente

gli osti-

na, e

il

patriarca

laonde tanto in oriente quanecumenico.


t.

siedette:

l'imperatore
Alla
del

Giorgio lo preprese il prilui

to in
cilio

Labb
luzio
II
,

V.

ebbe come conRegia toni. XII. Arduino t. III. Basi

mo
i

posto accompagnato da tredici


sinistra di
,

uliziali.

erano

legati

e Diz. de' Concili.


del

patriarca di

Papa e quello del Gerusalemme alla sua


;

trjgesimoquarto,
conciliabolo
di
di

56o
,

fu
se-

destra

due patriarchi

di Costanti-

un

eutichiani
di

nopoli, e di Antiochia:
geli
I

guaci

Giuliano

Alicarnasso.
t.

i santi evanerano nel mezzo dell'assemblea.

Fabricio Biblioth. graec.


li

XI.
nel

padri, che v'intervennero, arrivaal

trigesimoquinto

si

tenne

rono
scovi
i

numero
legati

di duecentottanta-

578, o 588, ed in esso Gregorio vescovo di Antiochia fu giustificato dai falsi delitti che gli s' imputavano. Regia t. XIII. Labb t. V. Arduino t. III.
,

cinque, fra' quali


:

centosessanta ve-

primi.

Papa parlarono Furono condannati gli edel

ditti

Ectesi di

Eraclio,

il

Tipo di
in

Costante, e gli eretici monoteliti, e

Il

trigesimosesto

fu

tenuto nel
fuvvi cele-

venne dichiarato

esservi

Ges
e l'ufosse

633,

ma

considerato conciliabolo

Cristo due volont^ la divina

de'monotehti. Nel

626

mana,
nella
sto,

senza

che

perci
nulla

vi

brato un
sotto
acefali
il

concilio

non riconosciuto
Sergio, dove gli
in

sua

persona

di

oppo-

patriarca

e di

contrario, giacch la vo-

decisero, che

Ges Cri-

lont

umana

era sempre
Sergio,

perfetta-

sto vi

era una sola volont, ed o-

mente
la

sottomessa agli
e
patriarca

ordini del-

perazione. Diz. de' Concili.


Il

divina.

occulto eretico
di

trigesimosettimo ed ottavo nel

monotelita

Costanin-

G3f) sono

due

conciliaboli dei nio-

tinopoli neir

anno 625, aveva

i32

COS
Papa Onorio
si

COS
I,

gannato
ci

proib

stione

delle

che perdisputasse sulla quedue volont, ed o-

dunare, senza prima consultarne hi santa Sede, giudicando gli orientali

opportuna cosa
sto concilio

lo stabilire in

que-

perazioni in Cristo, nel quale fatto

un curpo

di disciplina,

sebbene il Pontefice adottasse improvvida disposizione, non err certo in materia di fede, per cui si
vuole che questo concilio, detto / / sinodo, non lo abbia condannalo
finch
fu

che servisse a tutta la Chiesa. Lo imperatore sottoscrisse pel primo a


questi

canoni, e col cinabro, privi-

legio ch'era della


lasci

sua
posto

dignit;
del

si

vacante

il
s.

ecumenico,

generale,

che allora era


sottoscrissero
tutti
gli
i

cio sino alla

XI

sessione,

ma

do|)0

Sergio I. quattro patriarchi,

Papa, Di poi
di

quando
la

gi era disciolto. Sulla bil-

altri

vescovi al

numero

difesa di

Onorio

I,

a consul-

duccentoundici.

Ma

il

Pontelice,

cm

tarsi
il

quanto

nella sua vita raccoKe

l'imperatore invi un esen)[)lare di

IVovaes. Finahnente, al conipinicui

questo concilio, ricus assolutamente

to del concilio,

padri confermai

(j-

di

apporvi

la

sua sottoscrizione,

no
te

la

definizione di fede con miliS.

essendo persuaso che fosse nullo, n

acclamazioni.

Leone

II,

che

nel
s.

682

successe nel pontificato a

Agatone, conferm questo concie ne invi una copia ai vescodi

lio,

cur delle minacce dell' augusto. Giovanni Vili nel 70 j ricus di accettare, ed esaminare i medesimi canoni, che gli spedi lo stesso Giusi

vi

concilio

Spagna. Nel G84 approv il anche s. 15enedello II. Hc-

stiniano

II,

temendo
,

recargli dispia-

cere

col

condaimaili.
Costantinopoli,

Tullavolla
nel

gia
t,

t.

XVI. Labb

t.

VI. Arduino

HI, e Diz. de' Concili.


Il

C)G2, detto
la

quarantesimo fu adunato nel comunemente Trullo per


in
si

confermo quei canoni del Trullano, che non


in

Papa 710

Costantino

trovandosi

ragione detta

quello

prece-

dente, cio perch

tenne in un;
clic

erano contrarli alla Chiesa Romana, fatti tra essi ve ne sono padri approvarono, di ottimi, che
giacch in
i

cappella del palazzo imperiale,

come

ve ne sono di cattivi, che al-

chiamavasi Trullo^ cio volto elevato in forma di cupola. Fu pure


detto
Qnini-scxlii/Hj

Quiid-scxtae,

tri condannarono. Giustamente tii rimproverato a' greci, che in (piesio concilio ebbero I ardire di voler soli

come

chi dicesse quinto sesto, e ci

regolare
,

la

disciplina

tli

tutta

la

perch era
nerale,
i

come un supplimento
concilio ge-

Chiesa
r.egia

prescrivere
di

alla

Chiesa

del quinto, e del sesto

Pi-omana

cambiar

costumanze.
toni. YJ. de Concili.

quali

nou avevano formala

tom.
t.

XML
Ili,

Labb

to

canoni per

disciplina

ecclefor-

Arduino

e Diz.
la

siastica.

In questo

poi

se

ne

Eruditissima
loco, episcopisy

dissertazione

De

marono cento cinque, che riuscirono in parte famosi, e che poscia


servirono
di

Synodi Trullanae caussa, tc/njwrc^


aucloritatCj,
scritta
t.

regola
a" greci,

universale
e
ai

in

dal

p.

Cristiano Lupo,

nel

Ili

molte cose
di oriente.

cristiani

delle sue opere.


Il

Callinico,
si

patriarca

di

quaranlesimoprimo,
,

Costantinopoli, che

credeva

fau-

712
teliti.

tore dei monoteliti, persuase

l'im-

anno monoRegia tom. XVII. Labb t.


de
II'

un

conciliabolo di

peratore Giustiniano

11

a farlo ra-

VI.

cos
Il

COS
del

i33
assistiti

qnainntesimosecondo
Si

714
dai

delle sagre
soldati.
I

Immagini,

dai

non riconosciuto.
monoteliti
nerale,

celebr

cattolici

finono obbligati
fossero pro-

contio

il

IV

concilio ge-

ritirarsi,

quantunque

sotto l'imperatore Filippico.

tetti

dall'imperatore

Costantino, e

Diz. de Concili. Nello stesso anno ne fu tenuto un altro da s. Germano, patriarca di Costantinopoli,

dall'imperatrice Irene.
Il

quarantesimoquarto,
IViceforo.
11

l'anno
patriarca

806, fu convocato per


l'

ordine del-

contro Sergio, Ciro, Pirro,


Paolo, Giovanni, ed
ti,

Pietro,

imperatore

altii

monoteliconcilio

Nicefbro, in compagnia di quindici


vescovi, ristabil per
za
il

ed

favore
sotto
l'

del

\1
di
t.

condiscenden-

generale,
stasio II,
t.

imperatore
IV,
del

AnaAr-

prete Giuseppe

economo

della

successore

Filippico.

chiesa di Costantinopoli, che

il

pa-

llegia

XYII, Labbc
III.

triarca Tarasio avea degradato nel

duino
Il

t.

quarantesimoterzo
si

7^4,

797, perch avea colonato Teodora concubina dell'imperatore Costantino VII,


il

in cui

trovarono
si

trecentotrenta-

quale aveva

lipu-

adun per ordine di Costantino Copronimo. Empiamente vi fu condannato il culto delle sagre immagini, siccome una
otto vescovi,

diato la sua legittima moglie


ria.

Mae
si

S.

Teodoro Studita

si

oppose

al

decreto di questo concilio,

Questo quel famoso partigiani di Coche stantino osarono chiaojare il VII concilio generale. Nel 73o, ai 7 gennaio, l'iniquo imperatore Leone l'Isawico avea tenuto quel conciliaidolatria.

separ in conseguenza dalla comunione del patriarca. Regia t. XX,

i:onciliabolo,

Labb tom.
e Diz.

VII, Arduino tom. IV,

de' Concili.

Il quarantesimoquinto ebbe luogo neir 808, o 8oq. Vi fu confer-

mato

il

matrimonio

di

Costantino

bolo, in cui fece


le

un decreto contro sante immagini. Voleva ancora


s.

indurre
poli

Germano

di

Costantino-

a sottoscriverlo,

ma

avendo

il

con vituperio venne cacciato dalla sua sede. Regia tom. XVII, Labb tom. VI, Arduino tom. Ili, e Diz. dei Concili. Al conciliabolo del 754, che veramente si tenne nel palazzo di Hieria sulla costa dell'Asia rimsanto ricusato di
ci eseguire,

con Teodora, per lo che Platone, ed altri personaggi di gran virt, i quali altamente lo disapprovarono, furono mandati in esilio. Questo un conciliabolo, e i monaci studiti del celebre monisteII

ro di Costantinopoli,

per

tal

ma-

trimonio soffrirono
secuzione. Ivi.
Il

una
,

forte per-

quarantesimosesto
s.

dell'

anno
pa-

8 1 4? fu tenuto da

IN

iceforo

petto a

Costantinopoli,

presiedeva

triarca di Costantinopoli,

con cen-

Gregorio di IVeocesarea, senza per verun patriarca, n suo deputato; buoni vescovi furono ed in esso anatematizzati. Vi si fecero anche alcuni decreti sulla Trinit, ed Incarnazione, che sono cattolici. Nel 789 venne adunato lui altro concilio, che si dovette sciogliere per le vioi

tosettanta vescovi. In esso venne scomunicato l'iconoclasta Antonio, vescovo di Silea nella Pamfilia. Il concili di Cop. Mansi pone tre stantinopoli in quell'anno, ed ag-

giunge, che in
ce
diversi
ecclesiastica.
si

uno

s.

Niceforo

fe-

canoni

sulla

disciplina

Dal
che

Diz.

de' Concili
fu in

lenze

degl' iconoclasti,

persecutori

apprende,

neir8i5

i34
C.ostanliuopoli
gl' iconoclasti,

cos
un gran concilio deregnando l'imperatoabbati
di

ros
e
Mcli)dio,

re

Leone. Gli
si

Costanti-

venne sostituito in luogo di lui che molto avea sofferto pel culto delle sagre immagini. Sic-

nopoli

scusarono

d'intervenirvi,

come

il

rislabili

mento
i

di queste se-

perch i sagri canoni vietavano loro di fare alcun atto ecclesiastico


intorno alle questioni di fede senza
il

gu nella seconda domenica di quaresima, in appunto


greci
in
tal

giorno ne celebrarono per memoria

lora

consenso del vescovo, ch'era alJNiceforo, giacch il patriarca

una
gia
t.

festa
t.

XX, Labb

chiamata Ortodossia. Ret. VII, Arduino

sapevano, che questa convocazione tendeva a rovesciare il secondo concilio niceno. I monaci, i quali si

IV.
Il

cinquantesimoprimo adunossi
Gregorio,

l'anno 854-

vescovo

di

presentarono
inoltre
cattolici,
si

al concilio

queste ragioni, furono

per esporre cacciati, ed


i

Siracusa, vi fu deposto
zio patriarca di

da

s.

Igna,

Costantinopoli

il

maltrattarono
vollero

vescovi

quale perci
ci

soffr

anch'

egli

questo

che non
tutte

cambiar
delle

sfregio per opera di Gregorio.

Da

sentimento. In conseguenza di questo concilio


le

ebbero

origine

sinistre

conse-

pillare

guenze.

chiese furono cancellale da per tut-

to con calce, vennero spezzati


sagri,

vasi

Labb tom, Vili, Arduino tom. V. Il cinquantesimosecondo venne tenuto mentre era assente s. Ignazio, per condannarvi i fautori di Gregorio di Siracusa.
Il

lacerati

gli

ornamenti,
la

in

somma grande
contro
Il
i

fu

persecuzione
Concli.

cattolici.

Diz. dt

(juaranlesimosettimo, dell'anno
fu

cinquantesimoterzo fu celebraa Gregorio di Sie

5,

un
in

falso concilio degl' ico-

to neir858, ed tenuto per falso


concilio, giacche

noclasti,

cui

s.

INiceforo
.

deposto,

e condannato
eretici

medesimi

ne

venne Quindi convocarono


i i

racusa gi deposto riusc di far de-

porre

s.

Ignazio,

di

sostituirgli

un

altro, in cui

confermai-ono
I.

lo-

Fozio, dotto,

ma

scaltix),

ambizioso,

ro errori. Mansi, tom.


Il

quarantottesimo dell'anno 821


i

tratt se

vescovi cattolici potevacogli

ed ipocrita. Regia t. XXII, Labb t. V, e Dizionario de^ Concili. Il cinquantesimoquarto ed il cin-

no
tici,

trovarsi nel concilio

ere-

quantesimoquinto

si

come proponeva
II,
il

l'

imperatore
fu risolu-

mo

nell'86i, e
di

il

tennero il prisecondo neir867

Michele
Il

Bello,
t.

ma
I.

dallo scismatico Fozio, ch'.ebbe l'ar-

to che no. Mansi,

dimento
ce
s.

quarantanovesimo fu adunato neir 832, contro le sagre immagini.

Nicol

scomunicare il PontefiNel primo si troI.


Papa, tutti timoche avevano ,
arresero alla vo-

varono trecentodiciotto vescovi, compresi


i

Fabricio.
Il

legati del
le

cinquantesimo

dell'

842, sotto
e

rosi

per

violenze
si

l'imperatore Michele
peratrice

III,

l'im-

sofferto,

laonde

sua madre, fu numerosissimo , perch in esso si conferm il secondo niceno , e si anatematizzarono i nemici delle sagre immagini. Fu deposto Giovanni

Teodora

lont di Fozio, per conto della de-

posizione di

s.

Ignazio.

L' impera-

tore Michele III assistette a questo e con tutti i magistrali con numeroso popolo. Questo principe aveva sorpreso il Papa Nicol
concilio,
,

l'economante di Costantinopoli,

cos
I

COS
di

;?5

per

la

convocazione

questo

(li

concilio,

con

lettere artifiziose, e

con

^i

Michele re di Bulgaria. I vescoerano pix di cento. Fozio alle

doni. S. Ignazio vi

comparve
lo fece

vesti-

accuse

non
fu

rispose

che

con

passi

to

da monaco, e caricato
che

di ingiu-

scritturali

male applicati; e quanletto


i

rie dall'augusto,

deporre
eh' era

do

gli

il

monitorio
del
,

invi-

collo spoglio del sagro pallio, e degli

tando
sotto

luij e

suoi partigiani a sotconcilio

abiti

sagri,

dicendogli
t.
t.

tomettersi al giudizio

indegno sacerdote. Regia

XXII,

pena

di

anatema

soggiunse
ca-

Labb
Il

t.

Vili, Arduino

V, e Di-

con

isfacciata ipocrisia,

che non avea

zionario de' Concili.

niente da
lunnie.
I

rispondere a quelle
libri
s.

cinquantesimosesto fu deir867. Fozio vi venne deposto, e mandato


in
esilio,

di

lui,

massime cone

tro
s.

il

Papa
,

Nicol I,

contro
nel

s.

Ignazio

ristabilito.

Ignazio
dell'

vennero
assemblea.
furberie
lui
fatti

bruciati

Pagi

ad

an. 867.

mezzo
i

Si discoperdi

Il cinquantesimosettimo fu l' ottavo concilio generale , costantinopolitano quarto, celebrato nell'BGg

sero tutte

le

Fozio

maneggi da
;

per separa-

re la Chiesa
di occidente

di
si

oriente

da quella
si
,

per comando del Pontefice Adriano II, e dell' imperatore Basilio, il Macedone. S'incominci a' 28 ottobre, e termin a' 28 febbraio dell' 870. Il Papa all'invito di Basilio di rimediare ai gravi mali fatti dall'empio Fozio, e di restituire la

ricevettero le abiu;

re di molti iconoclasti lirono


coni,
i

ristabi-

vescovi

preti

dia-

ch'erano caduti nella persecuzione di Fozio, dopo aver loro imposto una soddisfazione; molti
vescovi del partito di Fozio
si

sotil

calma

all'

oriente,
al

scrisse

due

let-

tomisero

al

concilio, e ottennero

tere, e invi

concilio tre legati.

L'apertura ebbe luogo nella chiesa di s. Sofia a' 5 ottobre. Nel primo posto furono collocati i legati ai
,

perdono, e si termin ripetendo gli anatemi pronunziati contro Fozio.

Vi

si

approvarono

sette
si

conci Hi

generali precedenti, a'quali


se quest' ottavo

aggiun-

quali l'imperatore avea fatto grandi

onori nel loro

ingresso

in

Colet-

stantinopoli, dappoich questo prin-

cipe pi-ese dalle loro


tele di

mani
le
i

le

si approv ; condanna pronunziata gi Fozio dai Papi Nicol I, e no II; si lessero ventisette

ancora
contro

la

Adriacanoni
la

Adriano

II,

baci,
legati
,

e
li

fatti

dal concilio,

si

pubblic

dopo aver abbracciato preg ad interessarsi a

ristabilire la

sua definizione di fede. Questa definizione contiene un' ampia confessione di fede con
gli
liti,

pace della Chiesa. Dietro a loro vi erano Donato, e Stefano vescovi, e


il

anatema contro
ed
i

eretici,

particolarmente monotepadri

diacono Marino

poi

s.
,

Ignazio
indi
i

iconoclasti;

del

patriarca di Costantinopoli
legati

concilio manifestarono

il

loro unaaccla-

dei patriarchi

di

Antiochia,

e di Gerusalemme.
stantino suo figlio,
i

V intervennero
con Coe venti patrizi,

nime consenso con

replicate

inoltre l'imperatore Basilio

mazioni. Coir ultimo canone si or-^ din ai monaci, e frati fatti vescovi,

ambasciatori di Lodovico, il Balbo, imperatore d'occidente, non che gli ambasciatori di Francia, e
tre

che portino visibilmente l'abito del loro Ordine. La condanna di Fozio

fu sottoscritta
nel

con
di

tinta

sangue

penna inGes Cristo

i36

COS
dice
il

COS
8(19,
,

come
11.

Baronio all'anno
vita
di

che voleva tener Fozio per


poi
gli

fratello,

39.

Nella
si

Teodoro

a
di

rimise

pontificii

donativi.

pag. 26,

rammentano esempi
i

Zaccaria,

vescovo

di

Calcedonia,

altre simili sottoscrizioni. Sottoscris-

sero prima
il

legati
s.

del

Papa
,

poi

patriarca

Ignazio

reintegrato
indi

pronunzi un elogio pieno di adulazione in favore di Fozio, ed vescovi applaudirono a tali stomai

nella

sede costantinopolitana
di Alessandria,

chevoli lodi, e nelle acclamazioni

si

Giuseppe legato

Tom-

nomin

Fozio

prima

del

Papa.

maso
chia,

arcivescovo di Tiro, rapprela

sentante

vacante sede di Antiodi

Quindi fu letta al concilio la lettera di Giovanni Vili interamente


alterata in

ed Elia legato

Gerusalem1

tutto
dell'

quello

ch'eia

me. In appresso
lgli,

sottoscrissero

imsuoi

pregiudizio
senza che
i

indegno
di essere

patriarca,

peratore, e Costantino e

Leone
nel

suoi legali trovassero al-

finalmente

vescovi

nu-

cuna cosa degna


detta.
di

contrad-

mero
ro
,

suddetto, pochi riguardo alla

quantit dei dipendenti

dall'impe-

Venne giustificato il reingresso Fozio come fosse succeduto con

maggior parte deposti da Fozio. Regia t. XXII, Labb t. YIII, Arduino t. V, Dizionario de' concila, e Leone Allazio, De octai'a synodo photiana , Romae 16G2.
per
la
Il
l'

quiete e tranquillit, ed egli stesso


nel fare la

cincjuantesimottavo

si

tenne

anno ^79. Questo falso concilio, conciliabolo impropriamente chiamato l'VIlI concilio generale da quei grecij che con enorme empiet rigettano il precedente, quantunque il solo vero concilio gene,

propria apologia ebbe r impudenza di dire, che contro sua voglia era ritornato alla sede, e che r imperatore ve lo avea obbligato. Ninno si oppose, perch tutti erano ingannati, sedotti, o guadagnati. Si condannarono concilii contro Fo. zio, e si propose di eleggere per proi

fessione di fede quella


di
al

del

concilio

Nicea. L'imperatore fu presente


concilio;

ma

l'iniquit

non

trion-

f lungamente.
re,
atti

Conosciutosi

1'

errogli

rale ottavo.

radunato dagl' intrighi di Fozio, che con artifizi avea guadagnato l' animo di Basilio,
l'

Fu

Giovanni
di

Vili

proscrisse

questo falso concilio, e con-

come

si

disse

di

sopra,

dal-

esilio

era stato riporto nella sede


;

dann r iniquo Fozio. Quintli, dopo la morte dell' imperatore Basilio nclr 88G, il successore Leone lY iljlosojb, siccome perfettamente di tutto
istruito, fece

di Costantinopoli
arti,

con
la

minacce,

e doni

guadagn

maggior

scacciar

Fozio
e
lo

dalla
esili

parte de' vescovi. Fozio, per coprire le sue imposture, convoc questo
conciliabolo, e lo rese

sede di Costantinopoli,
nel

monistero
t.

degli

armeni,

numerosissiinte-

mor. Regia

XXIV, Labb
t.
,

ove tom.
I,

mo, facendo entrare


ressi
te,
i

nei suoi

IX,

Arduino

legati dei patriarchi di orien-

Diz. de Concili

VI, Mansi t. de Marca lib.


et

3,

e quelli di

Papa Giovanni
vi presiedette. 11

Vili.

de Concord.
i4, 4) 6 Pontejici, t,
Il
il

Sac.
p.
p.
II,

Iniper.

cap.

vescovi intervenuti ascesero a 38o,

Nardi,
i5.

Vita dei

o 385. Fozio
fece
i

Carche
in

dinal Pietro legato

apostolico,
al

complimenti
del

concilio

cinquantesimonono fii adunato l'anno 901, ed un pseudo concilio,

nome

sommo

Pontefice, e disse

perch Nicola

il

Mistico^

pa-

cos
trinici di
le
1'

COS
re,

137
il

Cosfailinopoli, (^fnidiinn

o
Il

trasmettere
Ivi.

dominio dei
fu

jiiartc

nozze,

in

oa.asioiiL'
/'/

clie

monisleii.

inipcraloic

Leone

filosofo a\ea

se>santesimo<|uinto
il

del

sposato la qiiai (a moglie.

Labhe

t.

1028, nel quale


vescovati. Ivi.
Il

sopraddetto paregolamenti
pei

IX.
11
il

triarca fece alcuni

sessantesimo dell' anno


cui
l'

944

f"^'

conciliabolo, in

Trifone monaco,

che

si depo>e impeialdre

sessantesimosesto del
il

io J2, ia

cui

famoso

patriarca

Ccrulario

Costantino YIII a"vea fatto eleggere


patriarca di Costantinopoli, per
ri-

proib le nozze tra parenti, sino al

settimo grado.
Il

Ivi.

tener cpiesta dignit finch

il

proassai

scssantesimosettimo fu aduna-

prio

figlio

Teoflatto,

allora

giovane, fosse in et di possederla.

to l'anno io')4 contro la Chiesa Iloinana da Michele Cerulario. Ivi.


Il

Regia duino
Il

t. t.

XXV,
VI.

Labb

t,

IX,

Arto

sessantottesimo del 1066, sotpatriarca


Sillino

il

decise

che

sessantesimoprimo

si
l'

nel

963,

nel

quale
fu

convoc imperatore
dalla

INiceforo

Foca

assoluto

scomunica, che il patriarca Poliuto avea fulminato contro di lui, perch aveva due mogli, e perch aveva tenuto al battesimo un figlio
della seconda. L'imperatore,

non eravi diderenza tra il matrimonio, e lo sposalizio Icgiltinio, quanto agl'impedimenti del matrimonio, coi parenti della persona,
che
le
si

si

fosse fidanzato.

sarebbe sposata, o colla f(uaMansi. Ivi.


Ivi,

Il

sessantanovcsirao dell'anno 1067

avendo giurato di essere innocente dei due falli che venne gli s' imputavano,
l'anno

vers sulla stessa materia.


Il

settantesimo adunossi nel 1081,


l'

vers su due cugini,


li

uno

dei

qua-

assoluto dai padri del concilio. Nel-

avea sposata la madre, e l'altro


figlia
:

969 ebbe luogo una


in

celebre
tra
i

la

il

secondo matrimonio fu
Ivi.

disputa
cattolici,

Costantinopoli
i

dichiarato nullo.
Il

per ordine dell'imperatore Kiceforo. Renaudot,


e
giaeobiti,

to

il

settantesimoprimodel 1086, sotpatriarca Nicola, riguard gli orIvi.

Liturgie

orientali

t.

II,

p.

4*^9

dinandi, e quelli che ordinavano.


Il

Assemani, Biblioteca orientale tom. II, p. i33; e Mansi, Supplim, t.


I,

settantesimosecondo
esso

fu

del

medesimo anno. In
presentato
all'

venne rap-

p.
Il

1 59. sessantesimosecondo

si
il

celebr
patriarca
fu

Comneno, non
sagri canoni
lo

essere

imperatore Alessio permesso dai

l'anno 975,
posto,

etl

in esso

smembrare
Ivi.

ve-

Basilio convinto di delitto,

de-

scovati dalle metropoli.


Il

Antonio

Studita
lui.

surrogato invece di
dello anno.
Il
si

venne Baronio a
del

settantesimoterzo l'anno
i

11 10
pei

fu tenuto contro

bogomili,
in

quali ebbero luogo altri concili nel-

sessantesimoterzo

1026
in

lo

stesso

anno.

Colet,

Collect.

celebr dal patriarca Alessio, per


i

iscomunicare

sediziosi.

Mansi
fu

appelici,
Il

t.

I.

Nel 11 4 in altro concilio furono condannati gli scritti di (Costantino Crisomalo, piei'eneto-Lahbeana.
ni di novit,

sessantesimoquarto

adunavendc-

stravaganze,

come
bo=

lo nel
Alessio

1027,

in

cui

il

patriarca
di

dell'eresie degli entusiasti, e

dei

condauu l'abuso

gemili, Diz. de" Concili.

i38
Il

COS
scllMiilesimoquarlo
di\l

COS
ii4^
quelli,
i

quali dicevano che

il

Fial

venne incominciiito a' 20 agosto dal palriaica Michele Oscita nel palazzo Tomaito, contro due pretesi vescovi ordinati

gliuolo di

Dio insieme uguale Padre, e minore del Padre, fu


co' seguaci
dell* errore.
il

eIl

siliato

contro

canoni,

concilio fece
de' quali

nove canoni,

primo
coloro,

perci deposti, le cui ordinazioni fatte dal solo metropolitano, furono


dichiarate nulle.

dice

anatema a
vero
dottori

che non prendono nel


le

senso
della

Furono pure condella


t.
i

parole

de' santi

dannati
gomili

perch
Const.

setta de'bo-

Chiesa, e che

falsamente

interpre-

Arduino
1.

VII,
i,
e.

Leone
12, p.

tano
rezza

ci,

ch'essi

hanno con chiagrazia


dello
si

Allazio,

spiegato

colla

671.
II

Spirito Santo.

settantesimoqninto
i

del

i47
in
il

tres

Vi matrimoni

proibirono alal

fino

settimo

contro
cilii
si

bogomili. Nel Diz. de'Conlegge


che,
nel

ii43,

grado di pai'entela inclusivamente. Arduino t. VI, Mansi t. Il, Leone


Allazio

Costantinopoli

venne

celebrato

Const

1.

II,

e.
si

12,

n.

4-

primo ottobre altro concilio, in cui Nifone ad si condann il monaco essere chiuso in monistero; e che
nel
I

Nel Diz.
il

de Concili

dice,

che

concilio sui

matrimoni

fu diver-

so;

144

a'

21 '2

febbraio s'incomin-

ci altro concilio, nel quale Nifone


fu
l(!

anno da Luca patriarca di Costantinopoli, con trenta mi-tropolitani.


celebrato nello stesso
Il

ma

condannato, per aver detto, tra


altre cose,
;

settantottesimo

si

celebr l'an-

anatema

al

Dio

degli
ritiro

ebrei
in

indi rimase nel detto


il

tutto

patriarcato
si

Oscila. In oltre
I

Michele legge, che nel


di

f47,

ad

istanza
il

dell'imperatore

IManuello,

patriarca

Cosimo

fu

deposto, per aver messo in libert


Nifone, di cui sosteneva le opinioni. settantesimosesto si celebr Il

no ri 68, in cui i greci si separarono interamente dalla Chiesa P1.0mana. Arduino t. XI. fu adunato Il settantesimonono nel 1261, in cui ingiustamente venne deposto il patriarca Arsenio. Pachimer lib. 3.
L'ottantesimo, e
1'

ottantesimopri-

mo
co

si

tennero nell'anno
il

1277, ed
e

l'anno 1146 contro Sotero, elotto vescovo d' Antiochia in Siria, ed quali dicevano che alcuni altri, otfrivasi il sagrifizio al Padre, ed
i

in essi

patriarca
la

Vecco o Bec-

profess

fede

romana

scomunic tutti gli scismatici. Pamedesichimer mette pure nel

allo Spirito Santo,

ma non

al

Ver-

mo anno
matici
t.

un

conciliabolo

di

scis-

bo, perch egli stesso era l'offerente,

in
//.

Costantinopoli.

Arduino
ripor-

per timore che non si ammettessero con Nestorio due persone in

VI.

Diz. de' Concili

ta,

Ges
Il

Cristo.

Ai'duino

t.

VI.
fu

che a'26 maggio 1274 si celebr un concilio, in cui Giovanni


Vecco, autore della riunione coi laconcerto coli' imperatore tini, di

settantesimosettimo

adu-

nato nel II 66 d'ordine dell' imperatore Mannello, e composto di


cinquantasei
vescovi.

Demetrio

di

Lampeno, borgo d'Asia, che accusava


i

Michele Paleologo fu eletto patriare ordinato il d della pentecoste. Di pi si legge


ca di Costantinopoli
,

tedeschi di pensar male sulla

nel detto Dizionario, che nel 1277,

natura divina, e declamava contro

come

rilevasi

dalla lettera del

Vec-

cos
Papa Giovanni XXI, tal patriarca fece una cattolicissima proco al
fessione di
fede, riconoscendo
i

COS
serv
a giudicare valido
\\

189
matrimo-

sette

nio del principe Alessio, sebbene lo avesse contratto contro la volont


dell'
zio,

crede

sagramenti, e il resto di la Chiesa romana.

ci,

che

imperatore, eh' era insieme suo


e tutore,
ivi.

L'oltantesimosecondo
incominci
dette
il

del

1280
presie-

L'ottantottesimo dell'anno
e l'ottantanovesimo del

ai

3 maggio.

Lo

1840, i34i, furodi


di Tes-

patriarca Yecco, con

otto

no due pseudo-concili a favore


Giorgio
Ivi,

metropolitani, ed altrettanti arcivescovi. In esso


il

di

Palama, vescovo

referendario delia chiesa


tolta
la

venne dichiarato, che di Coparticella


s. Giegorio Kische comincia con Cimi adduceret ma-

salonica, e de'seguaci de'suoi erroii.

e r annalista Rinaldi

all'

anno
vers'

stantinopoli, avea

i34i.
Il

ex dall'omelia
seno sul Pater,
(jueste

di

novantesimo
JScejiontm

del

i345

sullo stesso soggetto.


tis

Boivain

in

no-

parole

ad

Gregor.

Manca

gniis

Moyses.

etc.

Spiritus

vero

nelle collezioni.
Il novantesimoprimo, dell'anno i347, fu falso concilio, nel quale si depose il patriarca Calaca, e si approvarono gli errori di Gregorio di Palama. Lambecio, in Bihliotheca Caesaraea, t. VI. Ve ne fu ancora un altro nel medesimo an-

Sanctus, et

ex Patre

dicitur, et

ex

Filo esse affirmatiir, poich quella


particella

provava evidentemente, Santo procede dal Figlio. Lo zelo del Vecco per la
che
lo

Spirito

riunione, e

la

giustificazione della

dottrina dei latini iiritava

sempre
lui,

pi

gli

scismatici

contro

di

e
li

no, e sullo stesso

soggetto.

Canta-

l'imperatore

Michele

Paleologo

cuzeno
zio.
Il

1.

3.

Storia, e

Leone Alla-

metteva
ti,

alla

disperazione coi sospet-

De

consensione.

e colle crudelt.
t.

Labb

t.

XI

Arduino

VII.

D'iz.

de Concili.
si

Del conciliabolo,
zo de' Concili,
al la

ottantesimotertratta

novantesimosecondo, si celebr l'anno i35o, in favore di Gregorio di Palama. Combefis, in Jctuar., Arduino VII, e XI,
Il

del 1283,
p.

volume XV,
colonna
2. da

iSy, in fine delDizionario.

novantesimoterzo

nel

i3>i

del

L'ottantesimoquarto, nel

1284,
t.

contro Gregorio di Palama, seppure non il precedente perch fu


a suo favore, e perci
sciuto.

venne convocato dagli

scismatici, e
Ili,

non

ricono-

perci fu conciliabolo. Mansi

e r annalista Rinaldi a detto anno.

L' ottantesimoquinto

nell'

anno
del

Questo capo de' quietisti del monte Athos diceva che cogli occhi del corpo vedeva l' essenza di,

1280, vers sopra un decimoquinto capitolo

passo
del

vina
santi

eh' ella

era

apparsa a molti
nelle
la

primo
s.

come

ai

martiri

perse-

libro della fede ortodossa di

Gio.

cuzioni; che gli apostoli


sul

videro

Damasceno. Arduino

t.

VII.

monte Tabor
;

nella

trasfigura-

L'ottantesimosesto, nel 1297, ven-

ne convocato pegli anatemi scagliati dal patriarca Anastasio nel lasciar 1' imperatore la sua sede, contro Michele Andronico. Mansi, t. 3.
L' ottantesimosettimo
del

che quello splendore era lo stesso Dio, e che santi potevano


zione
i

vederla cogli occhi

del
fu

corpo.

La

dottrina di Gregorio

approvata

dal concilio, che componevasi di soli

i2()9

vescovi

di

Tracia

radunati dal-

ilo

e OS
nare
vinisti
i

COS
stanlinopoli Partenio, per

r impoialorc Giovanni Canlacuzcno, per <]niclarc i luihitli della (ireeia, quindi fu imposto silenzio a'catlolici,

condancal-

sentimenti, e
di

gli

errori

Cirillo Lucario.

tra'quali

so, e di

due vescovi di Efei Ceno luiono deposti, e spodignit;

INcI

centesimo
gli

del

1642,

Partenel

nio condann

errori

come

gliali delle divise della loro

precedente concilio.

M
t.

fecero

quattro

sessioni.
1.

Arduino
i8.
e.

COSTANZA,
sulraganea della

Conslnndcn.

Sede
di

VII. Niccph. Greg.

3,

vescovile in partibux, nella Celesiria,

Cantacuz. 1. 4- c- i^novantaquattresirao, dell'anno Il

metropolitana
di
I

Lostra

nella

provincia

Arabia,
concili

i4P,
ca
dell'

serv

a deporre

il

patriar-

patriarcato di Antiochia.

IMelrofanio, siccome zelantissimo

unione della
3.

chiesa greca alla

santa

Sede. Allazio, de

couscnsio-

nc

j.

fanno menzione di due vescovi di Costanza, Constantia. Per morte di monsignor Vincenzo Paccaironi, vescovo in partilms di Costanza, il

Il

novantaeinquosirao

si

tenne
unione,

Papa regnante,
9.7

nel

concistoro

dei

l'anno /\5o eontio

la delta
l'osse

ad onta
na,
che,

t;lie

l'imi

uro

minacciacon-

lo dalia l'orniiilabile potenza ottomanel

gennaio 1842, ne ha conferito il til<jlo monsignor Giuseppe a Ilurlado de INIendoza prete ameii-

i4^3, ne comp
t.

il

cano

di

Cordova nel Tucaman.


Constantia. Citt
,

quisto.
t.

Labb

XIII,

Arduino
^^^

COSTANZA,
vescovile
diocesi
poli di
di

1\.
Il

Mesopolanna
la

nella

novantesimose>to, del i4j*>

d'Antiochia sotto

metr(jdall'

circa,

non
la

riconosciuto.

Fu

tenuto

Amida,

i'abbricala
lo

im-

contro
tini,

riunione de'greci coi laelttuala nel concilio genera-

peratore Costanzo,

stesso

che rifabbric, e

fortific

anno Amida.
,

le

di

Firenze
i

celebrato da Euge-

COSTANZA

Constantia

seti |)a-

nio IV. A

fu

deposto Gregorio pae in sua


in

Costantina. Citt vescovile del

triarca di Costantinopoli,

triarcato d'Antiochia, delia provincia di


al
si

vece

venne

sostituito

Atanasio

di

presenza dc'palriarehi d'Alessandria, d" Antiochia, e di Gerusalemme. Diz.


de' Concili.
]Nel

Edessa.

Osroena, sotto la metropoli La sua erezione rimonta


nel

sesto secolo, e

XIV
latini.

secolo

trovano due vescovi

Evvi
della

fu
to,

novantesimoscllimo del )5G"), deposto il patriarca Giosa fatdi


(juel

ancora
stanza,

una
il

sede

vescovile

provincia di Tracia, chiamata


cui

Coal

per colpa

simonia.

Il

LenAr-

vescovato fu fondalo

glet

chiama
di
t.

patriarca col not.

me
Il

Giuseppe, Labb

XV.

nel IX secolo, ed assoggettato metropolitano di Filippopoli.

duino
to nel

X.
fu celebraCirillo
il

COSTANZA
vescovile
di
di
in
,

(Constantien.). Citt
nel

novantesimoltavo

Germania
antica

gran

iG38, ed

esso

di

ducalo

Baden,

capitale

Berea, patriarca
predei;essore

condann
di fede.

suo
la

Cirillo

Lucario, e

sua
t.

confessione

Arduino.

tal nome, ora capo luogo del circondario di Lago, e Danubio, e di baliaggio, posta

del vescovato di

X.
11

sulla

riva

meridionale
nel

del

lago

novantesimonono, del

fu convocalo dal patriarca

i04i, di Co-

detto di Costanza,
il

punto
nel

ove
la-

Reno

esce per

entrare

cos
go inferiore, borgo di Petershausen. 11 detto lago chiamato pure Bonensee, Brigantinusj Bodamicus lacus, Acronius lacus, ed
to
t

COS
la

i|i
di
tele:
vi si

separando

citt dal

mato
Huss,
serv

in

una fabbiica
la

vede ancora
i

prigione dell'empio
di
la

ramponi
e
sedile,

ferro ai pietra

quali
gli

fu attaccato,
di

che
di

un tempo

fu appella-

prima

essere

marediSvevia. In
di

faccia alla citsi

condotto sulla piazza pubblica, ove


fu
vivo il G luglio Girolamo di Praga suo discepolo il 3o maggio i4i6. Questa antichissima citt, creduta da alcuni il J itodorum de"li antichi, da altri Ganaudunuin, V Harudunum di Tolomeo, ricevette origine, secondo il nome ed ebbe il parere dei pi, da Costanzo Clo-

Costanza questo lago


rinchiude
1'

divi-

abbruciato
e

de

in

due rami, l'Unter-see,


l'

lago
di

i^\5;

inferioi*e,

che Reichenau, e
sta quella di

isola

Lberlingen-see, det-

to lago di Uberliiigen, nella

quale
di di
n'

Costanza
pesce,
la

Meinau. Il lago assai abbondante


assai

e quindi

attiva

pesca, e la sua

navigazione.

Le

sue rive, generalmente poco elevate,


e seminate di
citt,
ville,

ro,

padre

di

Costantino
figlio

il

grande,

castelli,

o da Costanzo

di

quest' ulti-

jiraterie, e boschi,

offrono la

pro-

mo. Sembra per, che

sia stata fon-

spettiva pi dilettevole,
di

ed

punti
sob-

data in questo luogo, affine di avere

vista

pi

belli

e variati.
il

una piazza
frontiera

forte,

che mettesse quella


e
dell'

Costanza, compiendendo

al
i

sicuro,

tenesse

in

boigo

di

Petershausen, situato sulla


e
col quale

soggezione
e

popoli
la

Alemagna.

riva destra del P>.eno,

Questi per altro


lo

saccheggiarono,

comunica per mezzo di un ponte di legno, ed i suoi due altri sobborglii di Rreuzliugen, che comprendeva l'abbazia del suo nome, ed il Paradiso, occupa uno spazio considerabile; fortificata ed assai l)ene costrutta. Sono degni di menzione
nel
il

nel 4i4Divenne quindi un semplice villaggio sotto i re di Francia della prima stirpe. Dagobcrto vi aveva una casa di campagna, per cui negli antichi atti nominala, T illa regia Dagoherti regis. Piipi-ese Costesso

fece

Aitila

castello ducale, l'episcopio,


vi
;

stanza

il

titolo

di citt

quando

vi

quale

sono bei quadri, e


edificii

la

fu eretta la sede
volta neir
siderabile.

vescovile:

tutta-

cattedrale
l'

tutti

gotici.

Dal-

anno 854 era poco conSuccessivamente fu accre-

alto del
si

le

campanile della cattedragode una veduta magnifica

sciuta, e fortificata in

modo, che nel


si

della citt, dei

due

laghi,

delle

q38 pot
le

resistere agli assalti degli

montagne
penzel.

di Voralberg, e dell' Appiastra,

ungheri. In questa citt


diete
dell'

tennero

Una
di

posta

all'inil

impero
1

negli

anni
essere

gresso

detta

chiesa,

indica

io43,
iSel

114^3 ii53,

183 e i5o7.
di

luogo in cui Giovanni IIuss ascolt


la

i3i4

corse pericolo

sua sentenza di
;

morte e fu desi

gradato

pi lungi

vede

la

sua
cat-

statua colossale che

monta una

interamente incendiata. Per un tempo la citt si govern in forma di repubblica, e, per meglio conservare
sua libert, si confeder colle alZurigo, Lindau, ed Uberlisgen. In progresso divenne citla

tedraj facendovi ridicole contorsioni.


Il

convento

dei

domenicani,

quivi
cui
si

tre citt di

ammessi
tenne
il

nel i235, ed in famoso concilio, fu

trasfcn-

imperiale

del

circondario

di

i42
fu messa al

cos
i548, in cui bando dall' imperatore

cos
490, decimo
il

Svevia, sino all'anno

<J'^

""
s.

s.

Berto. Nel secolo


di

fior

Corrado vescovo
casa

Carlo V, per avere nel

loaS
di

abe

Costanza
di

dell' illustre

Guelfi

bandonata
scrizione,

la

reliirione
;

cattolica,

favorita la riforma

bando
il

pr-

Germania. Nel XVI il vescovo, eh era pure principe sovrano, fu


obbligato di abbandonare Costanza,
e fiss la sua residenza a
*"''^ *''*^

che

si

merit

per

avere
//i-

rifiutato di ricevere

famoso

Ferdinando I, nel i549, '^ pose una guarnigione, sotto il titolo di protezione; ma veramente con
tenia.

dstra

del
il

lago,

Meisburg. quancapitolo
Il

tuiujue sia rimasto


citt.

capitolo nella
il

Talvolta

risiedeva
di

questo passo
fu

la

sottomise

di

fatto

nel

sobborgo
di

Petershausen.
era
la

alla casa d' Austria, alla

quale ne

vescovo
celleria,

Costanza

principe

confermato

il

possesso nel iS^g,

dell'impero,
i

ed avea

sua

can-

alla

dieta di Augusta, possesso che

suoi

ufllziali

ereditarli,

conserv in seguito, sino a che nel

ma non

aveva

nessuna giurisdizio-

Presburgo del i8o5 fu ceduta dall'Austria al gran duca


trattato di

di Baden.

Nel i633 Costanza fu indarno assediata dagli svedesi sotto maresciallo Horn. il comando del

ne temporale nella citt, Apparteneva Costanza al circolo di Svevia, ed il vescovo aveva voto nel
consiglio dc'principi.
ti

Godeva

reddila-

dell'

abbazia di Reichenaw sul

Rese sopra tutto celebre il nome di Costanza il gran concilio tenutovi dall'anno 1414? sino al i4'8, che per ultimo descriveremo, e che mise fine al pii lungo ed orrendo scisma. In esso fu scomunicato un antipapa, fu deposto Giovanni XXII 1, rinunzi Gregorio XII, e fu eletto Martino V, Colonna, romano, con
giubilo
universale.
di

go, di (piella di VValdsassen, e della

prevostura di Oeningen. Dicesi che


i

suoi redditi

montassero ad annui
era
il

scudi ventimila. Inoltre

ve-

scovo cancelliere

dell' universit

di

Friburgo

in Brisgovia, la quale era

stata trasferita in

Costanza nel 1667


stato preso

dopo che Friburgo era


dai francesi.
Il

vescovo di Costanza
circolo

Della

tanto
ivi

ri-

era parimenti direttore del


di Svevia, in

nomata pace
chiusa nel

Costanza
si

con-

1189,

tratta al voi.

uno al duca di Wirtemberg. Nel 1567 il vescovo pubblic delle ordinanze sinodali.

IV,

p.

28 del Dizionario.
sede vescovile di Costanza e

La

La
gresso

diocesi di

Costanza
divenne

in
la

pro-

antichissima,

farne risalire la

da fondazione
vuoisi

alcuni
al

di

tempo

pi
,

tema

considerabile

della

Germania
gran

p
e

degli apostoli.
la

Prima
presso

il

vescovo

comprendeva
della

una
ove

porzione
in
il

sede

erano

Baden

Svizzera,

possedeva

Windish o Findimissa,
II;

cittadella

propriet delle terre. Nel

1802
e

Svizzera rovinata poi da Childerico

vescovato fu secolarizzato,

dato,

ma
il

verso l'anno

come
597,
ganea
eretta

dice

570, ovvero, Commanville, nell' anno


trasfer
la

come

si

disse,

qual principato alla

casa di Baden. L' ultinio suo principe vescovo fu Carlo di


1

vescovo

sede

Dalberg,

in Costanza, restando
della citt di

per
era

sufFra-

Magonza. Finstata

8 7 ; il perch Papa morto nel Pio VII colla bolla: Provida so1

diniissa,
nel

Findonissa
quarto
secolo

lersq ne

roma norum Ponti/icum, data


kalcndas
septembris
18?. i,

verso

XMII

cos
F

COS
La
vastit e
frutti

143
e

ne soppresse grandezza di

la

sede.

delle
n' era

medesime prebende,
escluso,

questa diocesi

consi-

niuno

purch
di

fosse

steva in questo, che, oltre alla cattedrale, conteneva ventidue collegiate,

nobile, o

dottore,

licenziato,

che fosse nato nella diocesi


gonza,
di

Ma-

circa trecento cinquanta


de' quali
titolo

steri,

no

il

moniquarantanove avevadi abbazia, e da circa


parrcftchie,
i

o nelle

diocesi

suifiaganee
chics.a cat-

quella metropoli.
s.

La

tedrale dedicata a
gnifica,

Stefano ma-

mille

ottocento

divise

ed ha un'alta torre.
Concili di

in sessaiitasei

decanati,

quali

comCostanza.

i^io, sino Le abbazie della diocesi erano delle pi considerabili di Germania. Se ne contavano venticinque dell'Ordine di s. Benedetto, sei dei premostra-

prendevano insieme,
mille e

nel

settecento preti.

Il primo fu celebrato nel io44) per lo stabilimento della pace. Enrico IV, re di Germania, che fu

poi imperatore coi


111,
il

nome
la

di

Enrico

tensi,

tredici

dei cistcrciensi, e
s.

cin-

Nero,

vi

diede

pace a tut-

que
del

de' canonici regolari di

Ago-

stino.

Ancora

esiste l'abbazia nullius

monistero della b. ^ ergine Maria de ^laristella, vulgo Wettingen dell'Ordine cistcrciense gi di questa diocesi, ed ora di quella di
Basilea.
Il

ti i suoi stati. Labb tom. IX, Arduino tom. VI. Il secondo concilio venne adunato

per

la

disciplina

ecclesiastica,

nella

settimana santa del ioq4jda Gebeardo, o

Ebardo

di

Zaringen terzo
del

di

Papa
1

regnante, nel con1

quel nome, vescovo di Costanza, e


legato di

84o, con7 decembre monistero di Maristella al p. (abbate Leopoldo Hocle. Vi sono in esso al presente venti monaci, e sei
cistoro de'
fei'
il

Alemagna
II.

Pontefice
le

Urbano
della

In questo
s\

tempo
i

cose
in

chiesa erano
,

malconcie

Germania
di

che

appena

vescovi

conversi.

La

chiesa abbaziale dedi

W isburgo,
Costanza
l'

Passavia, AA orniazia.

dicata all'Assunzione

Maria

in

cielo, e r abbate ha la giurisdizione sopra sei monisteri e paga duecento fiorini di tasse alla can,

erano nella cattolic;i comunione. Vi si fecero leggi rigoincontinenza de' chieproibizione di ascoltae la violenza de' simoniaci, rinla

lose contro
rici,

celleria

apostolica,

allorch
Il

viene
capi-

novandosi
re r uffizio

preconizzato in concistoro.
tolo della cattedrale
di

era composto
al

ventiquattro canonici, che avevadiritto


di

no

assistere

coro,

da loro celebrato. Vi si fissarono le quattro tempora de! mese di marzo alla prima settimana di quaresima, e quelli della
pentecoste
alla

voce in capitolo, e di quattro candidati, che aspettavano il primo


posto vacante.
quattro, cio
il
il il

settimana dell'ottafesta.

va della
tom. VI.
Il

stessa

Regia
IX,

tomo

Le sue

dignit erano
,

XXVI, Labb
terzo

tom.

Arduino
c''^'

prevosto

il

decano,

cantore, ed

tesoriere. Il vesco-

l'anno

i4i4>
e

dur
no-

||
'

vo conferiva le prebende mentovate congiuntamente al Pontefice, ciasenno per ne' suoi mesi ma gli
:

sino al

i4i8.

Da

alcuni ebbe

me
di

di

generale

XVII,
il

da

altri di

generale solo in alcune sessioni, su

dovevano aspettare cinque amii prima di godere i


investiti

di

fiesco

che va consultato
Concilio

del-

l'articolo

[P^edi).

Questo

i44

cos
che fu
il

COS
principale
eletto.

celebre concilio,

Lnsrnossi

il

Pontefice di

Si-

avvenimento del secolo XY, fu radunato da Giovanni XXIII, in unione all' impeiatore Sit^ismondo per terminare il iagrimevole scisma

gismondo, peii;1i si era dichiarato seguace di Baldassare Coscia, che avea preso il nome di Giovanni

the dal iSjB afiliggeva grandemente la Chiesa universale, e teneva divisi i fedeli nel riconoscere il vero .Pontefice, perch ad un tempo reancora Gregorio XII, e li^iiavano l'antipapa Benedetto XIII. Sulle prime Giovaimi XXIII Io convoc
in

XXIII, e gl'invio il Cardinal di Ragusa, e il patriarca di Costantinopoli, per dimostrargli la giustizia


della sua calisa, la quale volle pa-

rimenti, che dal detto Cardinal

di

Ragusa venisse difesa nel concilio. Giunse il Cardinale a Costanza, e


fece subito alzare

nel

suo

palazzo
nella

Roma, ma dipoi pel poco numero di prelati, che vi concorsero,


convenne con Sigismondo
bi-arlo
di

r arme

di

Gregorio XII, che

cclenella

in Costanza.

11

Papa,

bolla di convocazione del


al quale invit tutta la
.scrisse

concilio,

cristianit, in
tutti
i

lettere

particolari
gli

prima notte gli fu gettata a terra. Fu messa questa causa in giudizio, e ne usc sentenza, che non dovevasi alzare l'arma di Gregorio XII, in un luogo che a Giovanni XXIII, e non a lui prestava ubbidienza, e
questo
bast

regni, e in

tutti

stati

di

sua
(elet-

per

fargli

conoscere,

ubbidienza. Vi rappresent, che Alessandro


to
nel

suo predecessore
di

concilio

Pisa

viventi

Gregoiio XII, e l'antipapa Benedetto XIII), non avendo potuto terminare la rilrma della Chiesa nel

erano poco disposti a favorire Gregorio XII, e non rimanergli per conseguenza speranza alcuna di ridurli alla sua diche
cpie' prelati

vozione,

come

egli

lo

avea
stesso

iucom-

benzato di
trov
il
il

fare.

Lo
in

animo

avca rimesso alla prossima piimavera; e che lo imperatore Sigismondo, insieme con lui avea convenuto per la citt di Costanza come luogo del concilio. Denunziato pertanto nel i4i3 queconcilio di

Pisa,

lo

Cardinale

Sigismondo,
di

quale in una lettera, che scrisse

a Gregorio XII, lo

riprendeva
allo

ricusare con iscandalo di condursi in

Costanza, per dar fine


della
eh' egli
s
il

scisma
,

Chiesa

Il

Papa
il

rispose

sto concilio per

la

festa

d'

Ognis-

non ricusava

concilio,

ma

santi del seguente anno, fu scritto anche a Gregorio XII, che se veramente bramava la unione e la

congresso convocato
vicario
s.

da

Giocone

vanni XXIII, dappoich non


veniva, che
successore di
to
all'
il

di

Cristo,

concordia
il
li

delle

chiese e
si

di

tutto

Pietro fosse sogget-

cristianesimo,

recasse

con quel-

del suo partito al concilio. L'efmosti-,

lt"tlo

ch'egli

sinceramente

desiderava

questa
lui

concordia;

ma
suoi

usurpatore del pontificato. Gregorio XII, con lettera de' 1 3 marzo i^i^, come quello che sinceramente bramava la pace

Dipoi

temendo, che fossero per prevalere


contro
di in

della
al

Chiesa,

diede

piena

autorit
altri

Costanza

Cardinal di R.agusa, e agli

i4i4j procur di svanirloj come congregato senza legittima autorit, poich era egli vero
nemici, nel
pastore della Chiesa canonicamente

della sua

ubbidienza, che potessero

ridurre a forma di concilio generale

congresso di Costanza, non come il convocato da Baldassare Coscia, niu

, ,

OS
con tutte
le

COS
cerimonie
vestito

l'p
pontificali,

da Sigismondo re de'roraani, e di Ungheria, col patto per, che Baldassare n lo presiedesse, ne


se
vi fus-

Sigismondo

degli abiti

da

presente.

Morto
ni

intanto

Ladislao

re

di

diacono , colla spada nuda alla mano, cant l'evangelo: Exiil eclictuni a Caesai e Augusto, ed il conte di
re,

Napoli agli 8

agosto i^t^, Oiovanassai

Cilley, suocero dell'imperato-

XXIl, che

temeva

di

anda-

teneva in
il

mano

il

pomo

d'oro,

re al concilio
,

di

Costanza, peich

ossia

globo

imperiale. Giovanni

s'immaginava che ne uscirebbe non come Papa ma come privato,


stimolato tuttavia
dai Cardinali, e
dalla promessa fatta a Sigismondo,

Huss si rec al concilio Costanzienze, munito di un salvacondotto di


Sigismondo. L'apertura
ai

del

concilio
la

si

fece

nel

primo

di

ottobre,

mosse alla
entr ai

5 novembre, e
si

prima
Il

sessiovi

volta di Costanza. Egli vi

ne
indi

tenne
,

ai

16.
recit

Papa

28 ottobre a
dalla

cavallo

sua corte,
,

accompagnato che oltre a nove


consi-

presiedette
si

e
la

un

discorso,

lesse

bolla di convocaziogli

Cardinali
steva in

molti prelati,
di

ne, e

furono
cio

eletti

ufllziali

del

pi

seicento

persone,
or-

concilio,

dieci

notari,

un cuquat-

e vi entr

come una

vittima

stode, e gli
Iro avvocati,

uditori di rota,

nata pel sagrifizio. Costanza era allora piena di popolo in guisa, che vi
si

due
e fu
di

promotori, o sia
maestri di
letto

procuratori

quattro

contarono sino a trenta mila cavalli. Al concilio intervennero quamille padri,


fra'

cerimonie.
nell'anno

Vi

un canone

dell'Xl concilio

si

quali ventinove

675

nel pontificato di

Toledo, tenuto A-

Cardinali della ubbidienza di Gregoi'io

XII

di

Giovanni
Pietro

dell'

antipapa
vescovi,
gli

XXIII di Luna
Sigistutti

deodato, che spiega e dichiara la gravit, colla quale si deve ognuno contenere in siffatte adunanze. Neldalla prima alla seconda sessione fu carcerato Giovanni Huss per comando del Papa, ad onta del suo salvacondotto, e si diede principio al suo processo. I suoi accusatori stesero una memoria deerrori di lui, che presentarono gli
l'intervallo
al

ossia

Benedetto XI li, non che trel'imperatore


di
di

cento

mondo,
i

ambasciatori
persone.

principi

europei, e pi

tren-

tadue

mila

giunse a
tale

questa

Sigismondo numerosa ed au-

gusta assemblea nella vigilia di Nasulla

mezza notte

gnato

dall'imperatrice

accompaBarbara di

Pontefice ed al concilio, e tra


errori

gli

Cilley sua sposa, da

Isabella regi-

da Rodolfo elettore di Sassonia, da Federico burgravio di Norimberga, poscia elettore di Brandemburgo, da Ludovico conte palatino del Reno, e duca di Baviera, seguito da quattrocento cana
di Bosnia,
valieri,

v'ebbero quelli di aver che doinsegnalo pubblicamente vevasi comunicare il popolo sotto specie: che nel sagramento le due
altri
,

dell'aliare
la

il

pane
:

resta

pane dopo
i

dall'arcivescovo di

Magonza

preti in che peccato mortale non possono amministrare i sagra menti: che pel contrario pu farlo ognuno, essendo

consagrazione

con seicento, e da altri gran personaggi. Nella messa, che nel giorno
di

Natale celebr
VOL.
xviu.

Giovanni

XXIU

istato di grazia: che pel nome di Chiesa non bisogna intendere il Papa, n il clero: che la Chiesa non pu in

IO

f46
possedere beni
signori

cos
temporali,
e che
i

COS
per portarlo
te,

possono spogliarnela. Furono eletti commissari per costituire il suo processo. Nello stessecolari

so intervallo

della

prima

sessione,

molti signori tanto ecclesiastici, che


secolari arrivarono a Costanza, tra
i

nella sessione seguenperch fosse autorizzato da tutto il concilio. In una di queste congregazioni si present una nota di accuse molto gravi contro Giovanni XXIII, e furono a lui man-

dati deputati per indurlo a rinunziare

quali
Ailly.

il

celebre

Cardinal Pietro di
vi arri-

da s

il

pontificato:

egli

ri-

Nel mese di febbraio


i

spose che lo avrebbe fatto,


altri

se gli

varono
che
vi

deputati dell'antipapa Bee


di

due

contendenti

facessero

nedetto XIII,

Gregorio
suoi

XII,

altrettanto,

ma

differ

di giorno in

mand
il

quali

nunzi e

giorno ad esibire una formola chiara


tal
i

procuratori

Cardinal Gio. de Do-

precisa

di

sua

cessione.

In

menici del titolo di s. Sisto, arcivescovo di Ragusa, Verner arcivescovo di Tieveri, Ludovico conte palatino del Reno, non che Carlo

tempo arrivarono
era capo
il

Costanza
di

deputali

dell'universit

Pari-

gi, di cui

celebre Gerso-

ne, cancelliere della medesima, in-

Malatesta signore di

Rimini, nella
erasi ritirato.

sieme

agli

ambasciatori di Carlo
sessione Giovanni

VI

quale
lio,

citt

il

Papa
i

re di Francia.
Nella
recit
le
II

Ambedue per
o
stati

vescovi nel concidi Pisa,

XXIII

conciliabolo
spogliati della

erano
e didella

una formola
di
se la

precisa, colla qua-

dignit,

giurava

chiarati

scismatici, e

nemici

tificalo,

rinunziare il ponsua dimissione poteva

Chiesa.

estinguere Io scisma, la qual formosi

Intanto
obbligare

tennero molte congre-

la

era stata
di

compilata

da

tre

na-

gazioni, e furono prese

misure per
a
di-

zioni
cilio.

quelle intervenute al con-

Giovanni
il

XXII I
a

In questa sessione, ch'ebbe luo,

mettere
de'suoi

pontificato
personali.

cagione
risoluto
si

vizi

Fu
e

di opinare per nazioni,


se
il

divi-

concilio

in

quattro
Altri

nazioni,

cio d'Italia, di Francia, di

Alemavi

gna, e

d'Inghilterra.

ag-

Giovanni go a' 2 marzo /\i5 XXIII, dopo aver celebrato nella cattedrale la messa dello Spirito santo, in mezzo a quella augusta assemblea pronunzi la formola del giuramento, e scendendo dal tro-

giungono una quinta nazione, la spagnuolaj e da ogni nazione si elesse

no

s'

inginocchi

avanti

l'altai-e,

un numero di deputati. Questi deputati avevano alla testa un presidente, che


si

cambiava ogni mese, e


i

ed accostando la mano al petto, mentre proferiva le parole, spondeo, voveo , et j'uro Deo, Sigismondo s'intener in modo, che disceso anch'egli dal soglio, e deposta
riai

ogni deputazione aveva


ratori e notari.

suoi procu-

l'impedel

Ogni nazione radunache dove-

corona,

si

prostr

a' piedi

vasi per deliberare le cose,

Papa

per sapergliene quel grado,

vano essere portate al concilio. Quando erano convenuti sopra qualche


articolo,

che meritava una risoluzione cotanto generosa, e per parte sua, e per

producevasi ad un'assem-

parte del

concilio.

Ma

poco

dur

blea delle diverse nazioni, e se l'articolo era di unanime consenso accordalo, veniva sottoscritto e sigillato

questa buona volont

di Giovarui

XXIII, imperocch po neg egli di

non molto dodare


la

pr-

cos
cura
fli

COS
,

t47
ob-

per

rassegnarsi

testificando

fedeli,

quali

prima avevano
XXIII, e
si

voler fare da se questa rinunzia.

bedito parte a Gregorio XII, e parte a

Quindi
zato a

udendo che
farla,
si

sarebbe

for-

Giovanni

ordin
nelle
di

e che

dopo una conil

nel

tempo medesimo,
menzione
alcuna

che

gregazione

era proposto

violen-

scritture

pubbliche, lasciandosi
del

to partito di arrestarlo, e di creare

far

Romano
del re

un Papa,
vestito

niere,

gio di

se ne fugg da Costanza da mercatante, da palafreo da postiglione, coll'appogFederico duca di Austria,


il

Pontefice, o della
si

Sede apostolica,
avere

mettesse

in

esse l'anno

de'romani.

Dopo
la
il

XXIII
sioni,

assistito

alle

Giovanni due prime sesed Cardinal

che, per trovare

modo

di

trafu-

per
terza

sua

fuga presiedette

garlo, celebr in Costanza


nel quale

un torneo,

alla
alla

Cardinal d'Ailly,

impegnati tutti gli abitanti a vederne lo spettacolo (in cui il duca stesso giuoco di lancia col
conte di Cilley, cognato, o suocero
dell'

quarta e

quinta

il

imperatore)

ebbe
di

Giovanni
fuggire,

XXIII
ritirarsi

tutto l'agio

a Lauffemburgo, e finalmente a Friburgo, donde pass a Brissac. Teodoa ScialFusa, e poi


rico
di

Giordano Orsini vescovo di Albano, mentre alle altre sino all'elezione di Martino V assistette il Cardinal vescovo di Ostia Giovanni Broignac ed alle quattro ultime Martino V, creato, come diremo, nella XLI sessione.

Nella III sessione


ta a
le
si

il

Cardinal di

Niemo

scrittore

delle let-

Firenze lesse una dichiarazione fat-

tere
lit

apostoliche,

nella

qual
in

qua-

nome
dice
:

del concilio, nella


i

qua-

l'avea

accompagnato
fuga.

Co-

Che

il

presente con-

stanza al
di

concilio, scrisse la

storia

cilio

era legittimamente

radunato

L'imperatore vedendo il torbido, che la fuga del Papa aveva prodotto, dichiar che il ritiro di Giovanni XXIII non impediva al concilio di attendere
alla

questa

riunione
di

della Chiesa, e Ger-

sone,

concerto

con

altri,

fece

Papa non lo ha disciolto, e che non si scioglier fintantoch non sia estinto lo scismaj e la Chiesa non sia riformata quanto alla fede, e quanto ai costumi: 3. Che il Papa Giovanni XXIII non trasfer fuori della citt
2."
il

Che

ritiro

del

un

discorso per ristabilire la supeconcilio sopra


il

di Costanza la
i

corte di
e

Roma, n

riorit del

Papa,

suoi

ufFiziali,

ciocch diede origine

alla questio-

r a seguirlo, se
dal concilio: 4'"

non gli obblighenon che per qual-

ne, che fu allora vivamente agitata,

che causa ragionevole, e approvata

e riprodotta di poi da parecchi


se
il

Che

tutte le trasde' be-

dottori oltremontani,
sia

concilio

lazioni de' prelati, privazioni


nefizi ec.
,

Papa. Ma su questo delicato ed importante argomento, a vedersi quanto si disse in questo Dizionario al volume

o no

superiore al

po

il

da questo Papa, dosuo ritiro, saranno di niun


fatte

valore.
iVella

IV
gli

sessione assistette
il

l'

im-

IV
16')

pag.

i56, e al volume

XV
un

p.

peratore, e
vi
i

Cardinal di
sopra

Firenze
i

e seg. Certo ,

che

il

concilio
si

lesse

articoli,

quali

eman una
pubblic

costituzione, in cui

essersi

unita ad

sol

capo

di

Cristo la

moltitudine dei

erano rimasti il d'accordo decreto pi degno di osservazione contiene, che il detto


padri del concilio
:

i48
concilio di
te

cos
Costanza, legittimamen-

COS
vanni XXIII a comparire
in perso-

adunato in nome dello Spirito Santo, formando un concilio geneche rappresenta


militante,
la

na co' suoi aderenti nel termine di nove giorni, per giustificarsi delle
accuse di scisma, di simonia, e di pi altri enormi delitti, altrimenti
si

rale,
tolica

Chiesa cat-

ha ricevuto immediatamente da Ges Cristo un potere, al quale ogni persona, di qualunque stato e dignit anche Pa,

tratt
l'

pale, obbligata a ubbidire

in

ci

procederebbe contro di lui. Si anche in questa sessione delaffare di Girolamo di Praga. L' Vili sessione si celebr a' 4
,

che riguarda la fede, la eslirpaziode dello scisma, e la riforma della


Chiesa.

alla

maggio ed in essa si procedette condanna degli errori di Wicontenuti


in

cleffo,

quarantacinque
di

La

sessione

fu

tenuta
si

il

pri-

articoli

o proposizioni, eh' erano gi

mo
gli

aprile
articoli

del

i4i5. Vi
letti

lessero

state

censurate dalle universit

gi

nella quai ta

Parigi, e di Praga.

Una gran
,

parte

sessione, e furono approvati unani-

mamente
decreti

nella stessa

forma come
conchiuso
l'

dell'altro.

Fu
che

in

rifestesse di Huss prima sessione. Si condannarono anche tutti i libri di

furono
rite

juellc

nella

questa

sessione fare

imperatore

W'icletfo in generale,
lare,

la

partico-

potrebbe
mentito.

arrestare

chiunque
in

come

gli

articoli.

Nell'inter-

volesse partire

da Costanza
che

abito

Nella

VI

sessione,

segu

il

17 aprile, coli' assistenza dell'imperatore, fu fatto intimare a Giovanni XXIII, che si recasse al concilio,

nona sessioGiovanni XXI II fu carcerato in Friburgo, per le misure prese dallo stesso suo protettore Fed^M'ico duca d'Austria, che pensava a' soli suoi interessi, di concerto coli' imperavallo Ira l'ottava e la
ne,
tore, col

ovvero pul)blicasse una bolla,

quale erasi pacificato.


sessione fu tenuta
la

colla quale dichiarasse di

non
si

esse-

La IX
di

a'

re

pi

Papa

ma

dalla

risposta

maggio. Si rigett

proposizione

cui egli diede ai deputati


se,

raccol-

Giovanni XXIII,

colla quale egli

che nonavea altro disegno, che

eleggeva tre Cardinali, perch comparissero al concilio, e rispondesse-

di tenere a
i

bada

il

concilio. Allora
di

padri

risolvettero
lui,

procedere

ro alle accuse
lui.

proposte

contro

di

contro di

come contro uno scismatico, ed un eretico notorio. Nelr


intervallo tra la sesta e la
sessione vi
setti-

Furono
il

eletti
,

due

Cardinali,

e cinque prelati

affinch chiamas-

sero

Papa per
si

tre volte alla volta

ma

furono

delle dispu-

della Chiesa, e siccome quello

non
riu-

te tra' teologi sul


cepirsi
articoli
il

come doveva convolevano,

comparve,
citazione.

rog

l'alto

di

questa
si

decreto di condanna degli


articoli

Dopo

tale sessione
le

di WiclelTo. Molti

nirono
sizioni

padri per udire

depolui.

che quegli
nati in

fossero

condan-

dei testimoni contro di

nome

del Papa, coH'appro-

Dieci ne comparvero, tra' quali vi

vazione del concilio; altri pretendevano, che bastasse nominare il concilio, senza far menzione del Papa.

furono dei vescovi, degli abbati, e


de' dottori.

La VII
2

sessione
in cui

ebbe
fu

luogo

ai

La sessione fu a' i4 maggio. commissari diedero ragguaglio deldeposizione


de' testimoni.

maggio,

citato

Gio-

la

Dopo

e OS
nuove
fatte

COS
avanti di se Girolamo

i49
Praga e messo in
da

citazioni
le

a Giovanni XXIII,
concilio lo

tre

proclamazioni, e non
il

che fu
prigione.

poi arrestato

vedendolo
dalezzato

conriparire,

dichiar reo convinto di avere scanla

Nella
s

XII

sessione, a'
le

29 maggio,
formadi

Chiesa

co' suoi pravi

lesse
la

con tutte
sentenza

debite

costumi, di aver esercitato pubbli-

lit

di

deposizione

camente
nefizi,

la

simonia, vendendo

bera-

di

celebrar la messa

di

do, in fretta, e senza divozione; e

come

funzioni del

sospese da tutte le Papato, e da qualunque amministrazione tanto spirituale che temporale con proibizione
tale
lo
,

Giovanni XXIII, che avea solennemente pronunziata il concilio il quale in questa sessione concordemente r approv. In questa circostanza si vide per la prima volta,
,

dopo

lo

stabilimento del cristianesi-

mo

un
che

Papa deposto
lo

da coloro
si

a lutti

chierici di qualsivoglia con,

stessi,

riconoscevano per Papa.


sessione
la

dizione e grado

di

prestargli

in

Nella

XIII

fece

un

avvenire

ubbidienza

direttamente,

decreto sopra
le

o indirettamente, sotto pena di essere puniti

due

specie,

comunione sotto comunione che venne


sessione
il

come

fautori dello scis-

proibita.

ma. Le accuse contenevano


capi,
altri

settanta

Nella

XIV

si

lessero

dicono cinquanfacinque,
li

molti

decreti,

primo

dei quali
all'e-

come il Gobelino, che In Cosmodrom. aetat.


galmente,

riferisce

proibiva a tutti di procedere


lezione di

6, cap. 4le-

un nuovo Papa, senza

la

Tutti questi capi furono provati

deliberazione del concilio.


che,

Si rice-

ma

in pieno

concilio

ne

vette la solenne rinunzia del


tificato,

Pon-

furono
quelli

letti

soltanto cinquanta, cio

che riguardavano la simonia delPapa, la sua vita mondana, le sue


i

per mezzo di Carlo Malalesta, fece Gregorio XII in ri-

vessazioni,

suoi

falsi

giuramenti,

essendo

soppressi quelli che l'opermetteva di riferire. Si fece partecipare a Giovanni XXIII quanto erasi fatto nel concilio ; ed egli rispose, che non aveva nulla da opporre a quanto gli si rimprovestati

nest non

rava, eh' egli riconosceva

il

concilio

come santo nel tempo


piscatorio
,

e infallibile, e consegn
stesso
il

guardo alla pace universale , cui sempre con zelo ed impegno aveva desiderato, tornando cos ad essere Angelo Cardinal Corraro. Avendo egli saputo in Rimini ci^ che aveva eseguito in Costanza il suo plenipotenziario, adun il concistoro, in cui compar per 1' ultima volta cogli abiti pontificali, approv formalmente quanto il suo procuratore

sigillo,

l'anello

Malatesta
il

avea

fatto

in suo

il

libro delle suppli-

nome, depose
le

triregno con tutte

che

che

gli

fu
il

domandato

indi
ri-

altre insegne pontificie, e prote-

fece pregare

concilio di avere

st,
pili

che non
in sua
fece

le

avrebbe riprese mai


Il

guardo
onore.

alla sua sussistenza, e al

suo
Gio-

vita.
l'

Malatesta
in

nel

Dopo questa

sessione

concilio

abdicazione

vanni XXIII,
della Svevig

divenuto

Baldassare

trono

preparato

come

pel

un Papa

Coscia, fu condotto a Rotolulf, citt

due leghe distante da


vide

dal trono, e

medesimo. Fatto il discorso, discese non rappresentando pi


Gregorio XII,
si

Costanza.

pose
Il

sedere in

La XI

sessione

comparire

una sedia ordinaria.

concilio pie-

, ,

i5:o

cos
eli

COS
il

im

ammirazione verso

cessato

za

conferire

col
,

re

Papa Gregorio XII, per un'azione


cotanto edificante e generosa, lo dichiar vescovo suhiirbicario di Porto
e
,

fautore dell' antipapa

d' Aragona ed obbligarlo

rinunziare

il

falso

pontificato.
l'affa-

legato

perpetuo

della

Marca

Quindi di nuovo si esamin re di Girolamo da Praga.


Nella

decano del sagro Collegio, con altri onori. Furono altres confermati

XVII

sessione l'imperatore

venne dichiarato, con cui nel concilio erasi stabilito di non eleggere di nuovo il Cardinal Corraro, non
tutti
i

suoi atti,

Sigismondo si conged dal concilio, e si ordinarono preghiere pel buon


esito del

che

la costituzione,

suo viaggio.

Nella

XVIII

sessione

si

fecero

molti decreti, e tra

le altre

cose fu
le

eia in dispregio di
soltanto
di

lui

ma
pace

alfine

ordinato di aver per vere

bolle

rendere

la

alla
si

del concilio e prestar ad esse la

Chiesa per sempre; che mai

sa-

desima
per
le

fede e sommissione
bolle
della

mecome

rebbero contrariate
di
lui

le cose

fatte nel

Sede apostolica.
si

pontificato,

n sarebbe mai

Nella

XIX

sessione

fece fare a

stato obbligato a rispondere in giudizio.

Finalmente in questa sessione, ch'ebbe luogo a' 4? o '4 luglio i4i5, fu eccitato Pietro di Luna, ossia l'antipapa Benedetto XIII, alla

Girolamo da Praga una ritrattazione degli articoli di Wicleffb, e di


Huss.
Nella
la

XX

sessione
tra

si
il

tratt del-

controversia

vescovo

di

rinunzia

locch

egli

non

volle

fare, persistendo nel rifiuto sino alla

Trento, e il duca Federico d'Austria, il quale avealo spogliato del


vescovato
,

n)orte avvenuta nel

i^i^.
l'affare

de' suoi
si

beni.

Dopo

La
di

XV

sessione termin

Giovanni
eretici

Huss
gli

come
lui.

articoli

condannandosi da lui in-

tenne un' assemblea per la riforma della Chiesa e per reprimere la simonia. In quequesta sessione
sto

segnati,

reo,

ed alle fiamme i libri di Giovanni non volle confessarsi laonde fu dal concilio condane

tempo

Pietro

di

Luna

detto

Benedetto XIII, che non voleva riconoscere il concilio di Costanza


si

nato alla degradazione,


fece

dato in

ritir nel

castello di Paniscola in
,

braccio al giudizio secolare,


bruciare. Inoltre
eretica
,

che lo
ec.
la

riva al

mare

conservandosi

nella

il

concilio di,

chiar

scandalosa

proposizione di Giovanni Piccinino,


cio che

un tiranno pu
con

essere uc-

pseudo dignit. Per la terza volta fu avvisato, che se non cedeva , si procederebbe in modo da terminaldefiniti vamente quello scisma, il quale

da chiunque de'suoi vassalli e sudditi, anche clandestinamente per via d'insidie segrete con adulazione con carezze, non ostante qualunque promessa, giuramento, confederazione ec, e senza aspettar il comando
ciso lecitamente, e
, ,

merito

lacerava la Chiesa di Dio. Tutti

quelli,

bidito,

che sino allora l'avevano ubper la sua caparbiet ed ostinazione, l'abbandonarono in uno a

Ferdinando

re d' Aragona. Indi si tennero varie congregazioni su altre

proposizioni

di

chicchessia.

del Piccinino, di cui Carlo VI re di Francia sollecitava la

Nella

XVI

sessione

si

elessero

deputati per accompagnare l'imperatore, che volle

andare

in

Proven-

Giovanni Huss fu da condanna Girolamo da Praga dichiarato santo, ritirandosi cos da lui la pre.

cos
cedente ritrattazione, ed
di

COS
aderendo lui non
,

i5i

do comparso
spergiuro,
e

il

duca, fu dichiarato

nuovo
Nella

alle

dottrine di
di

che a quelle

Wicleffo.

XXI

sessione,

go ai3o maggio i4'6,


tenza
dichiarato

ch'ebbe luofu con sen-

tale privato di ogni onore e dignit, ed inabilitato, insieme a' suoi discendenti, a

come

riceverne sino alla seconda generazione, e dato


l'

eretico

Girolamo
,

venne

in

mano

al-

da Praga, ed anatematizzato
fu consegnato
al

poscia

imperatore.

braccio
alle

secolare
zo.

La
volte
si

XXIX

sessione fu agli 8

mar-

che

il

condann

fiamme.
a'

Alle porte della chiesa per tre

La XXII
al
;

sessione

25 ottobre
aragonesi

fu tenuta per

unire

gli

concilio ma siccome non volevano riconoscerlo prima di avei-lo convocato essi medesimi, non si fecero le cerimonie ordinarie, se non dopo r unione, e la convocazione.

venne citato Benedetto XIII; rog l'atto, e si lesse il processo contro di lui.
^ella

XXX

sessione

si

udirono

rapporti dei deputati spediti a Be-

nedetto XIII, e la sua risposta, ia cui appariva l'invincibile sua ostinazione. Nella

Si
di

ordin

l'

esecuzione
del
i

del trattato

Narbona
i

dicembre

i4i^>
3o

XXXI

sessione
letti

adunata
i
i

ai

latta tra

re,

signori dell'ubbidien-

marzo

furono

quattro
libelli in-

za di

Benedetto XIII, e l'impera-

decreti,

che proibiscono

tore Sigismondo a
lio
,

nome

del conciri-

famatori.

le

cui condizioni

vennero

Nella

XXXII

sessione

del

primo
fu ci-

portate dal p. Fantoni nell' Istoria di j4i'igfione pag. 3o8.

aprile per la seconda

volta

tato alle porte

della chiesa

Bene-

XXIII sessione a' 5 novembre si nominarono dei commisNella

detto XIII, e poi dichiarato contu-

mace
Luna.

sotto

il

nome

di

Pietro di
2

per informare contro Benedetto XIII intorno alle cose, che fosari

Nella

XXXIII
il

sessione de'

mag-

mentavano lo scisma. La XXIV sessione

gio
serv

a citare

Benedetto XIII a comparire nel concilio, dentro lo spazio di due mesi

rapporto de'commissai'i contro Benedetto XIII. Nella XXXIV sessione de' 5 giusi

ascolt

gno

si

continu
e

e dieci giorni.

l'antipapa,
si

Nella Nella
gli

XXV

sessione

ricevettero

accuse, e le

il processo contro furono prodotte le prove a suo danno.

gl'inviati

del conte di

Foix.
si

Nella

XXXV
intervenne
e
di

sessione
l'

de'

18
e
le

XXVI sessione

l'icevettero

giugno
gli

imperatore,

ambasciatori del re di Navarra,


formalit degli
altri.

ambasciatori di Giovanni re di

colle stesse

Gastiglia

Leone esposero
Valleoeti

La XXVII
tore, ch'era

sessione fu tenuta a'


dell'

20

ragioni, che gli avea indotti


carsi

a re-

febbraio coU'assistenza
ritornato
si

impera-

Costanza.
vi

dome-

in

Costanti-

nopoli.

Vi

dichiar

contumace

Federico duca d'Austria, per le vessazioni contro il vescovo di Trento,

che

essersi

avea imprigionato , dopo impadronito de' suoi beni.

pronunzi un discorso sulla riforma della Chiesa, nel quale espose con una libert sorprendente i disordini del clero, principalmente la simonia.
nicano

La
glio.

XXXVI
Di nuovo

sessione fu a'22

lu-

Nella

XXVIII

sessione,

non

essen-

venne

citato

Pie-

i5a
tro di

COS
Luna perch
lui.

cos
ed approvazione del concilio medesimo, e che in caso di guerra, o di contagio, il Poncol

udisse rutiina-

consenso

zione della sentenza definitiva contro di

La
26

XXXVII

sessione fu falUi ai
si

pronunzi la sentenza di deposizione contro Benedetto. Xin. Essa dichiara, che


luglio

i4'7- Vi

di consenso coi Cardinnli, potrebbe sostituire un altro luogo,


tefice,

anticipare

il

termine della

tenuta

del concilio,
Il

ma non

prolungarlo.

Luna, detto iBenedetto XllI, stato, ed uno spergiuro; ch'egli ha scandalizzata la Chiesa
Pietro
di

pi

secondo decreto riguarda i temdello scisma, e ordina, che nel


fossero
il

caso, in cui
ti

due contendenconcilio
si
i

universale; eh' fautore dello

Scis-

al

pontificato,

te-

nia e della divisione, che


;

regnano

nesse l'anno seguente, e che

da tanto tempo ch' un uomo indegno di ogni titolo, ed escluso per sempre da ogni diiitto al papato,
e
te

contendenti

come
le

tale

viene

dal concilio

de-

sarebbero sospesi amministrazione, comincialo che fosse il concilio. Il terzo concerne la professione di fede, che
ogni

due da

gradato, deposto,
ta

e privato di tut;

sue dignit e ufizii di tenersi in avvenire


a
tutti
i

gli

vie-

per Padi

pa; proibisce

cristiani,
di

dee farsi dal novello Pontefice, in presenza degli elettori. In questa professione sono compresi gli otto principali concilii generali. Il quarto decreto proibisce
la

qualunque ordine dirgli sotto pena


ti

sieno,
di

ubbitratta-

traslocazio-

essere

come

fautori dello scisma, e del-

ne de' vescovi senza una grande nenon cessit, e ordina die il Papa ne elegga

l'eresia ec.

Questa sentenza fu apil

mai alcuno,

se

non

col

provata da tutto
iissa

concilio,

af-

consiglio deCardinali,
ralit de' voti.

e colla

plu-

nella citt di

Costanza.
sessione,

Con che quantuncjue


i

Nella
luglio,
lio,
si

XXX Vili
lesse
il

de
le

18
senpa-

non decidessero espressamente


dri

pa-

decreto del concitutte


di

del concilio

la

controversia dei
al

che
e

annullava
le

suddetti

tre competitori

pontifi-

tenze,

censure
gli

Benedetto
Castiglia.

cato,

nondimeno
il

abbastanza

indi-

XIII, contro
renti,

ambasciatori,
re di

carono, che

legittimo possesso del

e alleati del

Papato era
fu

slato in

Urbano VI,

Nella

XXXIX

sessione, dei

otri-

nei suoi successori, l'ultimo de'quali

tobre, s'introdusse l'opera della

forma,

alla

quale non
la

si

volle porre

mano, se non dopo nuovo Papa. Si fecero molti decreti, il primo de' quali
profondamente
la elezione del

Gregorio XII; che molto rettamente avevano il medesimo Urbasuoi successori propono VI e
i

sta

a'Cardinali, ed ai popoli la ce-

lebrazione del concilio; che perver-

fu intorno alla necessit di

tenere
conci-

frequentemente
lio

concilii

per preveIl

nire lo scisma e l'eresia.


anzi ordin, che
si

terrebbe do-

samente operavano i Cardinali, cotroppo tardi , cos protestandosi me procedendo all'elezione del secondo Pontefice. Va poi osservato

po cinque anni un altro concilio generale, un altro dopo sette anni, r poi uno per ogni decennio, nei
luoghi
pa, nel

vm

bel

tratto della

divina Provvi-

denza, la quale permise che il pontificato di Gregorio Xli, successore


di

che fossero stabiliti dal Patermine di ogni concilio.

Urbano VI, non


abrogato,

fosse

nel con-

cilio

che

dalla sola sua

cos
cessione, laddove Giovanni

COS
XXIII, e
lino

1^3
vesco-

a'

4 fu consagralo

Benedetto XIII furono dal concilio


deposti.

vo, ed
di

una settimana dopo, in giorno domenica, fu solennemente co-

Nella
si

XL

sessione de'3o ottobre,

ronato, cio a'21


di

novembre
la

dopo
Coalla in

propose un

decreto

contenench'e-

che

si

rec con

maestosa pomcitt
di

te diciollo

articoli

di riforma,

pa e cavalcala per
stanza,
chiesa
dalla
di
s.

rano stati matuiamente esaminati. \ detto, che il futuro Papa, alla cui elezione si deve procedere, riformer la Chiesa nel suo capo, e
nelle sue

cattedrale

sino

Agostino,
parte
dritta

tenendo
la

mano
del

dalla

briglia

destriere che

corte di
cilio,

membra, come altres la Roma, d'accordo col conco'deputati


di

r imperatore
sinistra

cavalcava il Papa Sigismondo, e dalla


di

Federico marchese
funzione

Bran-

ovvero
I

delle na-

demburgo, ed
In questa
tra
i

elettore dell'impero.

zioni.

principali

questi articoli

sono
le

le

annate,

le

riserve della Sede

apostolica, la collazione dei benefizi,

grazie espettative,

le

cause che

si

nacque contenuovo Pontefice, ed il borgomastro di Costanza, pretendendo ciascuno di essi


sa

famigliari del

devono o no portare

alla
i

corte di

di

appropriarsi

il

cavallo

montato
la

Roma,
li

le

commende,
si

casi

ne'qua1'

dal Papa, che alla fine fu giudicato al

il

Papa

pu

deporre,

estir-

borgomastro.

Dopo
le

coro-

pazione della
JNella

simonia, la dispensa,

nazione di Martino V,
sollecitarono presso di

nazioni
la

e le indulgenze.

lui

bra-

XLI

sessione

il

concilio or-

din, per questa

volta

solamente,

che

fossero eletti sei

prelati di cia-

scuna delle cinque nazioni che for-

mavano
.spazio

l'assemblea,
dieci giorni,

ci

nello

di

per procedeche
ef-

mata riforma. Alla XLII sessione presiedette il nuovo Papa e fu presente anche r imperatore, cio a' 28 dicembre. Le nazioni presentarono a Martino V un memoriale per la
riforma, ed
te
egli,

re coi Cardinali all'elezione del som-

per cedere a tan-

mo

Pontefice, elezione,
i

si

insistenze,

diede

un progetto
articoli,

di

fettu agli

novembre 1417
Cardinal

nella

riforma sopra diciotto


posti
sioni

pro-

persona del
di

diacono Otil

nella sessione

tone Colonna,

che
e al

prese

nome
che
si

XLII

XL. Tra le sesXLI II il Papa eman


confermare
1

Martino V,

modo
i

una bolla per


cilio

il

con

dice al

volume XV, p. Dizionario dopo essersi


,

iSy.,

del

Costanzinse. Neil' edizione di


,

Cardi-

Hagnenau
riguardata
cilio

nel

5oo

la

bolla

nali, e prelati

delegati chiusi in condella

come
concilio

dello stesso parole,


;

con-

clave
di

nel

palazzo

comunit

Costanza. Gli elettori sono tutti


p.

prohante

nominati dal
Chiesa,

Becchetti nella sua

Storia degli ultimi

IV
p.

secoli della

tom.

Ili

non avesse
Francesco

prima
il

Se Dio chiamato a s,
147.
Cardinali in
stati

sacro apladdove nelle altre edizioni, pare che il Papa sia quello che approvi il concilio, perch si legge nel frontispizio. Lettera di Martino che approva ,

per queste

a'26 settembre,

celebre Cardinal
i

la
fo,

Ziil)arella,

condanna degli errori di Wiclefe di Giovanni Huss, pronunziadal concilio di Costanza. Notabi poi
il

questa occasione sarebbero

de-

ta
le

terunnati ad eleggerlo i'apa.

Mar-

primo

articolo della

bob

i54
la
,

cos
giacch

COS
se

vuole

che

alcuno
di

padri, la citt di Pavia per

la

te-

fosse

sospetto
tutti

nella fede, giuri


i

nuta del prossimo


1

concilio.

ricevere

concili generali,

particolarmente
tante la Chiesa
tutte le cose
lio

questo

rappi'esen-

universale;

che

Nella XLV sessione, de' 22 aprile 4 8, Martino V lesse un discorso, dopo la messa solenne, e un Cardina'

da questo ultimo conci-

le

d'ordine del Papa, e del concilio,

approvate o condannate, sieno approvate e condannate dai fedeli. L'imperatore, e il duca di Baviei'a

disse agli astanti: Signori,

andate in

pace. Cos termin

furono

sciolti

dal carico della custoCoscia, e conseai

gran concilio di Costanza dopo tre anni e mezzo circa, dacch era incominciato, per
il

dia di Baldassare

l'unione
tino

della
lo

santa Chiesa. Marin

gnato venne
ni

egli

ministri della

approv
i

quello che

santa Sede, e peici pass nelle


del

ma-

riguardava

decreti

in materia di

vescovo

di

Lubecca.
fugg
,

Ma
e
si

nel
i"ec

i4'9 Baldassare
in

fede: Decreta in materia fdei per praesens concilium conciliariler teneri ,


si

Firenze a

piedi di

Marlo

et

im'iolahiler ohservari,
il

come
Conci-

tino

V, che amorevolmente

acdi

legge appresso
t,

Labb,

colse, creandolo Caidinal vescovo

lioruni,

XII,

p.

258;

colle quali

Frascati, decano del sagro Collegio,

parole volle Martino

significare,

e concedendogli
ta
degli
altri

una sedia pi
Cardinali.

al-

come avverte
i4i8,
ci
bilito
n.

De'quali

5,

Spondano all'anno ch'egli non approvava


lo
si

.onori

Baldassare godette poco tem-

che nella sessione 4


dell'
il

era sta-

po, perch mor in quell'anno a'22

autorit del concilio so-

dicembre.
Nella XLIII sessione,
a' 2 3

pra

mar-

altro, e lo

Papa. Tutlavolta vero per insegnano lo stesso Sponil

zo i4i8
creti
coi

si

pubblicarono alcuni desi

dano, e
lib.

Bellarmino,
19, che
il

De

Concil.
di

quali

restrinseio le esensi

2,

cap.

concilio

zioni,

e le dispense,
,

condann

la

^imonia si rinnovarono i canoni intorno alla modestia degli ecclesia.stici

Costanza non defin assolutamente, che concilii generali abbiano da


i

Cristo la podest sopra

Pontefici,

negli

abiti
gli

loro,

ma non
della

si

ma

solamente

in

tempo

dello

sci-

toccarono
l'orma,

altri
sei

punti

ri-

meno

articoli,

non
di

cal-

colando Martino
Cardinali,

la

riforma dei

e della

C(Jrte

Roma
Marcon-

sma, quando non si sa chi sia il vero Papa, e perci abbiano sopra quello la potest, non sopra il Papa. Col Bellarmino, lib. 2 De Concil. aiict. e. 19, sentono Turrecramala, che intervenne al concilio, nella Siimm. de Eccl. 1. 2, e. 49
',

ordinata dal concilio. Inoltre


tino

l'ivoc tutte

le

giazie

cesse dai Pontefici,

morto nel 1878,


po, ordinando che
chiese

(ino a quel
i

da Gregorio XI, tembenefzi i, e le


al

Sandero,
potest. di

non che Campeggio De Rom. Pont, citati dal Rinali^i5,


n.
7, e 8.

ritornassero

medesimo
di

all'anno
questa

slato in cui erano

prima
il

Urbain fece

Quando Martino
ultima

fu

pregato
di

no VI.
Nella

sessione

con-

XLIV

sessione

Papa

leggere una bolla, colla quale, per


soddisfare al decreto della sessione

fermare tutti gli atti del concilio con autorit apostolica, ecco come egli rispose, secondo i medesimi
atti:

XXXIXj

nomin

col

consenso

dei

Sanctissimus

Dominus

noster

cos
Papa
5

COS
COSTANZIANO
(s.)

loj
nacque in

dixit,

respondendo ad praepostulata,

dieta

Dmirum
et

quod

omnia

fidei

singula

deteiminata,
in

Alvergna, e fatto adulto si ritir nel monistero di Micy, presso Orleans.

conclusa, et decreta

mateiiis

Di
s.

per desiderio di magsi

per pi'aesens concilium contenere, et inviolabiliter

gior solitudine

condusse,

unita-

ciliariter,

mente a

observare volebat, et contraire quoquo


sic

numquam
;

modo

ipsaque

conciliariter

facta

approbat
aliter,

Fraimbaldo, nella foresta di Javron nel paese del Maine. Obbligato, per obbedienza, dai ss. vescovi Innocenzio e Donnole, ricevette gli ordini
sacri,

"

et ralificat,
alio

et

non

nec
itera-

esercit

il

modo;

et illud

idem

ministero della predicazione, e convert molte

" to fecit dici

per organum domini Augustini de Pisis fiscalis,

anime a
si

Ges

Cristo.

La

sua fama

estese

per tutta la

et sacri concistorii advocati prae^ diati, qui nomine Papae a pro-

toiiotai'iis,

et notariis

ad scriben-

Francia, ed era in benedizione appresso ciascuno, per le sue rare virti, e per l'infaticabile suo zelo.
Clotario

" dum acta concilii ordinatis, et deputatis peliit instrumenta pu" blica fieri". Tali furono le operazioni del concilio di Costanza.

56o,
te

passando pel Maine nel regalandolo di molcose, che impieg nella fondazioI,

lo visit,

E-

stinto cos lo scisma, la Cliiesa re^

spir pace, e Maitino

fu

chiama-

to la felicit de' suoi tempi.

un monistero. Egli mor poco il 562, ebbe sepoltura nella chiesa di Javi'on, ed onorato nel Maine il d primo dicembre, e nelne
d'

dopo

Terminato
il

il

concilio Costanziense,

la

diocesi di Beauvais a' d

2 dello

sommo

Pontefice Martino

par-

stesso mese.

dalla citt di

Costanza,

avvian-

COSTANZO
Trasse
Mai'ca
vanetto
i

(b.)

di

Fabriano.
della
giodi
s.

con dodici Cardinali. Il Becchetti nel tom. Ili, lib. VI, an i4i8, ci racconta, che il Papa a' i6 maggio i4'8, giorno
dosi per l'Italia

natali in questa citt

di
si

Ancona, e
ascrisse
all'

sino da

Ordine
maestri
s.

Domenico.

Ebbe

nella

seguente alla
part

festa

di

Pentecoste,

sapienza, e nelle virt

Antonino,
e
il

da Costanza con grande pompa, tenendo la briglia del suo cavallo

poscia arcivescovo di Firenze,


b.

Corradino

di

Brescia,
si

ed
rese

alla

l'imperatore, e
i

l'elettore

di

scuola di quei fervorosi

in

Erandemburgo, quali alla porta della citt montarono anch' essi a cavallo, con un seguito di ben quarantamila cavalieri, che accompagnarono Martino V fino a Goteblen, dove s' imbarc pel E.eno. F. Regia tom. XXIX, Labb t. XII, Arduino t VII; Bergier al vocabolo Costanza; Herman VanderIlart, Acta Concilii Constantiensis
J^xjB; e Bourgeois Storia del Concilio
Parigi

breve un
e
distinto

modello
1'

di

santit.

Fu

singolare in lui
lo

astinenza dai cibi,


di

spirito

orazione.
e pre-

Non contento

dalle asprezze

ghiere comuni, ne

aveva eletto di particolari per modo, che la vita di lui potea dirsi un accordo non
interrotto di penitenze e di orazioni.
Il

Signore lo volle di molte grazie


fra
le

privilegiato,

quali

primegspirito

du

Chastenet,
,

giano, l'esaudimento quasi istantaneo

di Costanza

d'ogni sua domanda, lo


piolezia, la

di

1719.

molliplicazione de'vivcri

i56
in soccorso dei

COS
poverelli, e
le freti

COS
circa
i

cristiani, e

particolarmente
e
il

quenti visioni.

Non

dire

come
e

circa le cerimonie,
della
gli

la

disciplina

fossero ajjbondanti di frutto le pre-

Chiesa.
e

Dice
i

Lenglet, che

diche

eh' egli

teneva
ei

di

spesso,

eruditi,
le

critici

quali consolazioni

provasse
Nella

nelcitt

tono

costituzioni apostoliche

non ammetcome
apostoli.

l'esercizio della parola.


di

dettate o

composte dagli
alla

Ascoli per opera sua fu ristorato

Convengono per
che sieno uscite

altro fra di

loro,

l'antico

convento di
la

s.

Domenico^ e
lui

luce fino
e
lo

dal

venne rislaurata
religiosi

chiesa, e quei

tempo
V.
gier
il

degli

apostoli,

stesso

furono

per
delle
di

condotti
pri-

dicono de' Canoni Apostolici (P'ed).

alia

osservanza

regole
tanti

Beveragio sopra
del Cotelerio.

padri apoil

mitive.

Ricolmo

meriti,
li

stolici

Anche
che

Berdi

vol al cielo nella stessa citt


febbraio dell'anno

25

afferma,
gli

essere
eruditi,

.opinione
le

i48i. La sua tomba fu gloriosa per molti miracoli, ond' che gli abitanti d'Ascoli r onorarono con devozione partisua colare, e quelli di Fabriano ,
patria, ottennero di conservarne
il

quasi tutti

costi-

tuzioni attribuite

sieno supposte,
to po.^teriori ai

a s. Clemente I mentre sono moltempi apostolici, covidero soltanto nel


ScrisCe/7t.

me

quelle,

che

si

quarto, o nel quinto secolo.


sero su questo
lier,

capo, e lo scelsero a patrono della


loro citt.
Il

culto di

lui

fu appro-

des

argomento Auteurs Eccles.


il

il

Ili,

vato nel
fice

1821 dal sommo PontePio VII, che permise ancora


1'

cap. Zi, 33;

Beveragio Corffx Capiiinitivae


vindi'

nonum
catuSj

Ecclesiae

di

firne

ulicio.

ac
il

illustratus,
p.

Amstelodami
Costantino
di

COSTANZO
li

Cardinale, da mole

1697;

Ant.

detto

anche Sanzio
in alcune

Stanzio

Castrovillare,

De Canon.

Apost. Roa-

forse per V abbreviatura

del

nome
Perci

mae 1697.
La
raccolta delle
costituzioni
la

adoperata
si

bolle.

crede quel desso,


Stanzio
del
si

che col

nome
una
II

postoliche

di

sottoscritto in

ma
Nel

volta,

non fu stampala come l' abbiamo

jn-i-

oggid.

bolla

Pontefice

Innocenzo

dell'anno ii4i col titolo di santa Susanna. Erroneo era per quel titolo forse a cagione degli amanuensi, dappoich Innocenzo II a-

1546 Carlo Cappella in Ingolstadt ne diede il compendio latino, che il Grabbc fece entrare nella
seconda
edizione de' suoi
nel
concilii,

pubblicata

i55i
,

in

Colonia.

vea creato Costanzo prete CardinaSabina in una promoziole di s.

Turrien avendola poi ricuperata per la fece stamintero in tre mss.


pare in greco, ed in latino colle sue
osservazioni in

ne da
li 35.

lui

fatta nel

dicembre del

Venezia nel
il

i563.

Apostoliche Constitntiones Aposiolicae. Questa


,

COSTITUZIONI
delle

Nel medesimo anno


ce

vescovo Bovio

ne

diede

una nuova versione

la

raccolta

regole
si
s.

attribuite

latina in

agli

apostoli, che
fatte

crede

essere
I
;

Venezia, che, nel i564, vide di nuovo la luce a Parigi, e


poi altrove.

state

dal

Papa
in

Clemente
il

La

collezione di

Tur-

e che perci portano


lui.

nome
libri,

di
i

rien

Sono

divise

otto

ristamp nel 1578, colle note^ in Anversa, e poi in altri


si

quali contengono moltissimi precet-

luoghi.

Le Due un

in Parigi

nel

cos
1618,
zioni
la
gli

COS
delle
in
coiilitu-

fiy
tutte
le

otto

libri

diligente raccolta di

Bulle

in

greco
di

ed
sui

latino
ai

del-

[fedi), e delle coslituzioni Pontificie,

versione
di
il

Turrien,
lo

comnella

menti
lici
;

Zonara
p.

canoni apostofece
in

Labb

Gregorio VII sino quindi la fece pubblicare nel 1579. f. BoLLARio, Ckedal
s.

Papa

a'

suoi giorni

edizione de'concilii

Parigi

nel

VI,
ci

e Bolle.

Il

dotto Cardinal Petra


Coti'

1672. Vello stesso anno il Colelerio ne diede una vesione, e li fece stampare in greco ed in latino in
Parigi,
Scritti

ha dato

Commenlaria de
174I)
o

Hit.

Jpost. Venetiis

to"^- V.

COTANA,
scovile della

COTENA.

Sede venell'e-

con

nuove
che

note
si

fra

gli

prima

Panfilia,

de' padri,

chiamano
fu
l'i-

sarcato d' Asia,


di
vi,

sotto la metropoli

apostolici.

Questa

edizione

Side. Si conoscono cinque

vesco-

prodotta con
Clerc.

alcune

note

da

Le

COSTITUZIONI
I

Ecclesiastiche.

ebbero sede, Commauville dice , che nel quinto secolo Cotana divenne sede episcopale.
che
vi

canonisti distinguono tre soile di

COTELIER
nato nel

GiovA?j>i

Battista.
in

costituzioni ecclesiastiche.

La prima

Scrittore del secolo

decimosettinio,

comprende
cilii ;

la

gli ordinamenti de' conseconda decreti de' som^


i

1627 a Nimes
la

Linguadi
soli

doca. Dicesi, che nella et


dodici anni spiegasse

mi

Pontefici e dei vescovi, emanati


;

Bilibia

e-

fuori dei concilii

e la terza le sen-

braica all'aprire del libro, renden-

tenze de' padri. Distinguono altres


i

do ragione

di

alcune

difficolt piolin-

canonisti tre specie di costituziodei

postegli sulla costruzione della

ni

romani
le

Pontefici, cio

de;

gua, e sopra quanto


usi

spettava
pari
nella

agli
si

creti,

decretali,

ed

rescritti
il

degli

ebrei.

In

modo

decreti sono regolamenti, che

Pa-

narra,
lingua
gliesse

che
il

voltasse

propria

pa
le

talvolta

fa

anche

senza

essere

testamento greco, e sciodifficili

stato consultato da persona veruna;

alcune

operazioni di

decretali
i

sono costituzioni,

che

fanno

Pontefici dietro le

suppli-

che, o a seconda delle relazioni dei


vescovi, o di altri,
alla santa

matematica. Se tutto ci non sufficientemente provato, vero per che fino da' primi anni fece conoscere in lui
vati.

che
la

siensi rivolti

un

talento de' pi ele-

Sede per

decisione di

Si applic

dapprima
bacelliere
,

allo stuvi

un
i

affare

ecclesiastico;

finalmente

dio della teologia in Parigi,


se
il

pre-

Rescritii

sono denominati
[P^edi],
ec.

anche
sopra
vedei*-

grado

di

ma non

Lettere

apostoliche

volle di pi, alfine di

non obbligarsi

domande
si

Ma

tutte

queste de-

a ricevere

gli

ordini ecclesiastici. Si

nominazioni meglio potranno


ai

diede poscia allo studio della lingua


greca,, e delle

rispettivi

articoli

K.

Decre-

antichit

ecclesiasti-

TAir, e Rescritti.

che
Pontificie.
de'

nel qual genere di cose riusc


Il

COSTITUZIONI
cisioni
,

De-

molto bene.
lui

grande Colbert,

di

decreti
,

e leggi
ci
,

sommi

estimatore, lo trascelse,
al

unita-

Pontefici
la

sopra

che concerne
e
la

mente
nella

Du- Gange, per lavorare


sommarli
gli

fede,

costumi

disciplina

versione, catalogo, e

Gregorio Xilf, per comodit della Sede apostolica, e


ecclesiastica ec.

dei

manoscritti greci esistenti nella


cattedra di

biblioteca reale. Questo lavoro

delle chiese cattoliche, fece fare

una

procur, nel

1676,

la

138
lingua

CUS
nel
collegio

COS
del
re.

greca

gone

contribuiva alle atletiche


singolare for7a
dei
alla

Visse in una semplicit e modestia

forme, ed alla
crotoniati,

degna

dei bei tempi dell' innocenza


:

non

conviene

pi

pratic assai poco le societ

sembrava melanconico e riservato, ma

sua
do.so

attuale
terreno.

situazione,

e al palu-

era del pi dolce carattere e


nieroso.
I

mass.

Questa
era

citt,

detta nella

prima
pi

Dobbiamo

alle

sue fatiche:
apostolicis

antichit Croio, Crotone, o Crotona,

PaLrcs aevL apostolici, sive

una

delle principali, anzi la

Patriini, qui temporilms

magnifica della

Magna

Grecia. De-

floruerunt opera edita et non edita,


Parisiis

ve la sua origine, secondo vari au-

1672;

T."

Una

raccolta di

parecchi

monumenti della chiesa greca, con una traduzione latina ed annotazionij 3. Und traduzione
latina
delle

a Diomede, o, a parere d'alad una colonia di achei condottavi da INliscello l'anno 710 avanti la nascita di Ges Cristo, coltori,
tri,

quattro

omelie
i

di

s.

l'aiuto di

Archita fondatore di Sisolo

Gioi'anni Crisostomo sopra

salmi,

racusa.

Non

Crotone
colle

in

poco

e dei commentarii di questo

padre
(Cotro-

tempo

rivaleggi

vicine re-

sopra Daniele.

pubbliche,
rarsi

COTRONEoCOTRONA
nen.). Citt

ma mediante l'alleanza con Sibari,e Metaponto, pot misuco'tarentini,


i

con residenza vescovile, regno delle due Sicilie, nella provincia di Calabria ulteriore seconda, capo luogo, di distretto, e di
nel

ed

obbligarli a
della

riconoscere

limiti

regione
indipen-

degl'italioti, e la

rispettiva

denza. L'attacco, che poi eseguiro-

cantone. Si innalza questa citt sulla


falda settentrionale del
ro,

no contro
di
Siri,

Jonii

della

repubblica
potee

monte Corva-

pose

la citt

in loro
il

airimboccntura del fiume Esaro nel mare Ionio, sul quale ha un ponte,

re
la

senza

rispettare

delubro,

statua di Minerva Poliade,

a pie

che per

lavori

del

17 52, e

della quale
te.
Il

ne

uccisero
le

il

sacerdocivili

dopo il terremoto del 1783, avendo pi ampio il bacino, pu ricevere ogni sorte di bastimento mercantile. Sebbene da bugo tempo sia in istato di decadenza, pure per le sue mura, gli edipei restauri
fatti
fizi,

contagio, e
i

guerre
cielo.

cui soggiacquero

vincitori, si cre-

dettero
di
i

punizione del

In-

le fortificazioni

eseguite nella

con un esercito di centoventimila combattenti, piombarono sui locresi, che si difesero da bravi con soli quindici mila
crotoniati,

cittadella dall'imperatore
le

Carlo Y, davano un aspetto imponente. Se non che il terremoto rec orribili guasti a questa citt. Vi risiede un giudice d' istruzione, ed
piazza forte
di

uomini.
poltrire
:

crotoniati
se

si

diedero
tirannia
in

a
di

non

che
la

fuggendo
questa

Pitagora
Policrate
citt,
la
,

da

Samo

col

ritirarsi

ne cangi
ne

la sorte.

Egli colla

quarta classe a
ditse

sua filosofia attrasse a se

mol-

cagione

delle

buone

della

titudine,

riform

il

costume,
vir-

cittadella.

Gli stabilimenti di

bene-

fond
te a

la

societ pitagorica, tendenstato cittadini


in

ficenza di v;irio genere

apprestano
soccorsi

dare allo
e

all'umanit
aiuti.
ria,
Il

necessari

ed

tuosi
i

sapienti. Fatti

seguito

vanto di una salubrit d'a-

crotoniati

amanti

del giusto Pi-

che reggeva ad ogni altro pnra-

tagora, questi gl'indusse ad accorrere

cos
in difesa dei trezeni soprafTatli dagli

COS
dentro

i59

achei entro

mura di Sibari, e n'ebbe vittoria. Dopo trenta anni


le

per l'ambizione, e la vendetta di Cilene infrenabile demagogo, arm la plebe contro i pitagorici , che sostagora
ra

alla fenditura, ed un leone corse a divorarlo, senza che egli potesse difendersi. Tale l'argomento, che il eh. artista effettu con settanta carrette di argilla, con quarantunamila libbre di gesso, quan-

tennero pubblica strage, per cui Pie pochi altri dovettero la ,

do trasport
so
colosso.

in

gesso
tale la

il

portento-

Fu

sorpresa e

salvezza

ad una pronta
sub la

fuga.

Allodi

Crotone

tirannide
le

r applauso, cui presso tutti dest opera s meravigliosa, che gli artisti

Clinia, e l'anarchia desol

confinch
pitapii

gl'intendenti

l'ammirarono

trade della

Magna

Grecia,

per

mediazione

degli achei

con istupore, e sovrani, e ragguardevoli personaggi grandemente la lodarono.

gorici

furono

richiamati,

ma

Fu

disegnato dal valentis-

non

vissero in

comunione, non pre-

sero pi parte al governo, e in pro-

gresso degenerarono in pratiche sor-

dide e supeistiziose.
I

giuochi

ginnastici

furono in

simo Tommaso Minardi, ed inciso dal bravo Pietro Bettelini. I giornali ne parlarono con entusiasmo, e colle rime poetiche venne ancor celebrato dal Missirini, dal p. Cesari,
ci,

onore a Crotona, e lo stesso Pitagora ne promosse l'ardore. Gli atleti crotoniati erano nella Grecia saliti alla pi alta rinomanza,
e di rado
i

sommo

e dal cav.

Angelo

NIaria

Piic-

tutti

nomi

equivalenti a splen-

dido

autori di

premi uscivano loro


celebri
i

di

mentovare gli che non furono ancora pubblicate colle stampe.


elogio,

senza

quelle,

mano.
toniate.

Sono

fasti,

e le

L'atleta Faillo
e condusse a

arm

del proprio,

maravigliose prove di Milone Cro-

Salamina una nave in


la spedizione

Fra i tanti, che celebrarono questo atleta ( il quale vuoisi avere con un pugno ucciso un toio, da lui divorato in un giorno), ninno certamente sar giunto all'alto, sublime , ed ardito concepimento dello scultore cav. Giuseppe Fabris, il quale in Roma, senza badare a fatica, e a spese, volle dimostrare
tutta la scienza dell'arte scuUorica,
nel rappresentarlo di colossali forme,

aiuto de'greci, contro


di Serse
;

e sette atleti di

Crotone,
il

riportarono nel giorno stesso

pri-

mo
Dopo
gi
il

premio
la

ne' giuochi

olimpici.

vecchio

caduta di R.eggio, Dionicoir arte s impossesla

s di
cia,

tutta quasi

Magna Grela

occup con inganno


fortezza di
il

validis-

sima

Crotone,

sac-

ed
ci

alto ventotto palmi.


egli

Dopo

aver-

tempio di Giunone Lacinia, posto sul promontorio, che oggi dicesi Capo delle Colonne,
cheggi
riero

dato in INhlano nel Sansone


il

che sbrana

leone un'allegoria deldivina

una colonna d' ordine dorico appunto indicandone 1' area tolse dal
:

l'ispirazione

avuta

da quel

tesoro

persino

il

prezioso

peplo,

Milone figurare lo sprezzatore delle cose sagre, che viene dal leone ucciso. Imperocch volendo l'atleta atterrare la querforte, seppe nel
cia sagra

che avea donato alla dea Alcistene di Sibari, cedendolo a' cartaginesi per cento venti talenti. Allorquan-

do

bruzi emancipatisi dai lucani,


loro
cui

ad

una Driade,
il

le

mani

e dai greci, eressero la

indifu ca-

nel separarne

tronco

gli

rimasero

pendente repubblica,

di

i6o
pitale
in
fiore,

COS
Cosenya, Crotone tornato era
e tentai'ono
i

COS
Agatone
poli del
al

concilio di

Costantino-

nuovi
loro

con-

quistatori di unirlo
nii
:

ai

domi-

nel

680. Dipoi Alessandro VI 14965 f*^ce vescovo di Crotone

per

croloniati ebbero soccor-

so da Sosistralo, capo della siracusa-

Andrea della Valle romano, che Leone X, nel i5i7, cre CardinaAntonio Lucifero, che ampli, ed abbell la cattedrale, ove fabbric una cappella per la sua famiglia, ed inoltre riedific 1' episcopio. La sede vescovile sempre rimasta sulfraganea della metropoli di Reggio; per a Crotone Pio VII un
le.

na oligarchia;

ma

lacerati poi

dalle

Gli

successe

intestine fazioni conferirono a

Me-

nobile

crotoniate

nedemo
ne
fu

loro concittadino l'assoluto


varii

potere, e sub

destini. Croto-

poscia saccheggiata da Aga-

che con simulata amicizia avea introdotta nel porto la sua


tocle, flotta

nelTanno 299, mentre

fu pre-

sa

dai romani nel Indi,


sotto
il

277

avanti

l'era
di

ia

sede episcopale d' Isola nel 1818,


utiliori doininicae.

volgare.

nell'anno

55^

coll'autoiit della lettera apostolica,

Roma,

consolato di P. Cor-

De

nelio Scipione, e di

Tito Sempro-

La

cattedrale dedicata alla


cielo,
si

b.

venne dedotta una colonia romana. Questa citt ebbe un duplice titolo alla celebrit, e
nio Longo, vi
pe' suoi

V. Maria Assunta in
antico edifizio.
Il

ed un

capitolo

compo-

ne

di

.sei

dignit, cio dell' arcidia-

giuochi

atletici,

per

le

cono, del diacono, del cantore, dell'

sue scuole di filosofia: fra gli atleti,

arciprete eh' pure

penitenziere,

oltre

nominati,

si

distinsero
altri.

del tesoriere, e del primicerio.

Vi
fra
i

Iscomaco, Tisicrate, Astole ed

sono inoltre diciolto canonici,


quali
il

L' italica filosofia deriv dal prelo-

teologo, e diversi

preti,

dato Pitagora.

In

olire

medico
di

di

Policrate re di
;

altro

Dario re de' persiani medico discepolo di Pitagora Orfeo poeta, ed un gran numero di altri uomini illustri, resero assai
;

Democede, Samo, e Alcmeone

chierici

pel

servigio

della

chiesa.

Nella citt vi
chie, in
il

hanno cinque parrocsola delle

una

quali

evvi

sagro

fonte

battesimale,

alcune

confraternite,

nache, l'ospedale
ogni
bri
rini

un monistero di moec. La mensa ad

celebre
Il

il

nome

di

questa

citt.

vangelo fu
apostoli

predicato

in

Cro-

della

nuovo vescovo tassata nei licamera apostolica in fioSiiperpellceum.

tone, secondo alcuni,


degli
altri,
s.

dal principe

cinquanta.

Pietro, o, secondo
s.

COTTA,
sagra, ed

Veste

da

s.

Dionisio, discepolo di
l'

Paolo, detto
si

Areopagita,

che

ivi

Macri
tonaca.

la

ornamento ecclesiastico. Il chiama suppellizza, cos

trattenne nel recarsi a

Roma,

delta dalla voce greca, che significa

che

una tradizione

vuole

primo

suo vescovo. L' Ughelli, Italia Sarra, t. IX, p. 383, dice, che nel-

nome
tal

sia

Alcuni credono, che questo derivato dalla voce araba


dev' essei'C
la

Xittan, che significa lino, perch di

l'anno 547, sotto


gilio

il

Pontefice \

i-

materia
gli

cotta,
il

n'

era

vescovo

Flaviano,

cui

anzi

arabi

chiamano Kettuna
Il

successe Giovanni. Nel

649

il

vescovo
lateI,

Camice

[P^edi).

Cardinale Stefa-

Teodosio intervenne
ranense tenuto da

al
s.

concilio

neschi nell' Ordine


Cardinale!;

Romano
tani

scrive

IMartino

cos.

omnes
,

saeculares,
cottas^

me

Pietro fu presente sotto Papa

qiiam

leligiosi

habehunt

COT
ciin siiccis sive

COT
etc.

i6i
in-

camisiis alhis
il

In

ticpdtus super tuncas pelliceas

un codice vaticano presso


co,

Gattip.

duebatur,
in

il

che ancora

si

osserva

Ada
:

leggesi

Caerem. tom. I, hahent cottas, sive


alcuni

28, super-

alcune chiese, per significare che


fu vestito di pelle
Sarnelli dichiara,

Adamo
colpa.
Il

dopo
che

la
la

pelli cea Clini succis sive rochetis alhis.

In

mss.
la

antichi

della

cotta

r abito proprio
il

dei chierici,

chiesa di Siena

cotta viene chiaaltro

non
veste

gi

rocchetto,

ch'egli

dice
osser-

mata Cocca, e con Camisia Superanea.

nome

non sagra
i
i

ma

comune,

Il Davantria per nel suo cerimoniale mss. chiama Siiperpelliceum il Rocchetto [l'ae-

vando che
altri,

canonici

secolari

ed

quali nell' estate

non portadetta
la

no
il

la

Cappa

[Fedi),

usano sopra

di),

perch

si

porta sotto la pellic-

rocchetto la colta.

Fu

cia

della cappa, e la cotta dal

me-

desimo autore viene detta Cotta. V. Almuzia, ove parlasi delle pelli simbolo de' peccati, mentre la cotta il simbolo dell'innocenza. Altri dicono la cotta chiamarsi superpelliceuni, perch un tempo si metteva sopra una veste foderata di pelliccia
;

anche Superindumentum, perch si sovrappone alle altre vesti


cotta
clericali.
Il

Bonanni, la Gerarchia
considerata
nelle

eccle-

siastica

vesti,

al

cap.

XXXXVII
il

tratta
clei'o,

dell'abito

usato da tutto
te detto

comunemenproprio

cotta,

come

abito

e siccome questa

veste

im-

de' chierici principalmente, e

pellicciata

aveva maniche larghe, fu necessario (are maniche larghe, o pendenti alla cotta, o toglieile del tutto. 11 Cardinal Bona, nel capo

prescritto dai sagri canoni,

dal concilio di Basilea

sess.

ad essi massime 22, con

questo
dicturi,

decreto:

Horas canonicas

tunica talari induti, ac su-

24

del

lib.

Rerum

litiirgicanwi

perpelliceis
tibias longis,

che Superpelliceum parola barbara, e non usata avanti seicento anni, ed aggiunge, essere cosa
dice,

mundis ultra medias juxta temporum, ac


in-

regionum diversitatem, ecclesias


grcdiantur.
istruzioni

Abbiamo
a' chierici

dalle

varie

incerta

se

dagli

antichi

fosse

la

date

da

s.

Carlo puagli

cotta detta
ficata

superpelliceum, o signi-

Borromeo, l'ordine che


niti

sieno

con altri nomi. Quelli, che stimano essere tal abito proceduto
apostoli,
lo

quelli,

quali

assistono

uffizii

divini,

o ad altra

ecclesiasti-

dagli

denominano con
fatti

ca

funzione, senza cotta, e insieme


i

vocaboli antichi. In

alcuni

lo

quelli,

quali

l'

usano

in

azioni
il

Ephod, altri coi greci lo chiamano Felonio, altri Aviphihodicono

profane: che perci

quando
alla

ve-

scovo

ammette alcuno
lo

prima
sic-

lum, nome usato da s. R.emigio nel suo testamento con queste parole Futuro episcopo successori meo am:

tonsura, e In ascrive all'ordme dei


chierici,

veste con la

cotta

come
nel

abito proprio de' ministri del

phibolum album paschalem relinquo. Per incerto, se si debba intendere la cotta, mentre il vescovo aveva abiti pi proprii alla sua dignit,
li
il

culto divino.
lib.

Nota per

il

Marlene,

I,art. 7,

num.

9,

De
che

ritibus

antiquis, ove parla del rito di conferire la


si

prima tonsura,
scritti

tutto

Durando

lib.

3,

cap.

I,

riduceva

al taglio de' capelli, poi-

spiega

vocabolo cotta, con

dire:

ch ne'rituali
cento

addietjo cinque-

superpelliceum dicitur^ eo
voL.

quod an-

anni

non

si
I

parlava
I

della

xvm.

iGo.

COT
jVel

COT
la

cotta.

solo pontificale tnss. del-

persona; che poi, mutata

la

mastala

la chiesa

Sens avanti cinquecento anni, si legge che, prima del taglio de' capelli, il vescovo indnal
di

teria in

pi preziosa,
de' sacerdoti
,

sia

divenuta
sia

propria

eum cappa,
in

e nel rituale

di

Sens
tresii-

di circa trecento cinquanta

anni, e

chiamata Pianeta [Vedi). 11 Ferrari, a pag. 187 de re vcsliaria, dice che di tal forma V osserv in Pa-

quello
si

di

Angrcs
:

di

anni

cento,

legge

Hic

incluatur

perpellicco, elicente episcopo, sicch

dova in una pittura antichissima, stimando che la parola cotta proceda dal vocabolo Crocota, che
presso
sottile
Il

rimane dubbio

se debbasi

intende-

gli

antichi

significava

veste

re r uso della colta in quel tempo,

e delicata.

particolarmente se
vari

riflettasi,

che con
gli

citato

nomi
,

sono espressi

abili

degli

Bonanni, nel Catalogo Ordini religiosi, parla di alquali

clericali

antichi.

cune congregazioni de' canonici regolari,


i

che ai tempi di s. Girolamo, il quale fiori nel quarto com'egli dice nel lib. I secolo, contro i pelagiani, omnem clernm in sacrifcii coiisummatione candidis
Certo
veslihus ministrasse;

sono
il

vestiti

di

tal

colta, cio sotto

numero
il

XXXVII
nel

dei

canonici

di
;

Usetz

fondati

quinto secolo

sotto
s.

numero VI
in
1 1

dei canonici di

Croce
1'

Coim3
1

che

questa
solo

bra fondati verso


dei
sotto

anno

candida veste
ai
il

fi-i

comune non

canonici
il

regolari in

Austria,

sacerdoti e diaconi,
clero.

ma

tutto
dal cui

concilio

Pure ci si conferma Karbonese del 589, in

numero IV, istituiti circa il Quella colta antica fu poi mutata nella forma, aggiungendoii4o.
visi le la

venne determinato, che ncc diacoluis, suhdiaconus , aut leclor antecjuam Missa consumetiir. alba se
praesunat exitcre.
intenda per
la

maniche
lunghezza

larghe,

ritenuta

per
del
s.

prescritta

dai

concilii,

Ma

che cosa

si

come apaiisce nella figura numero VII d'un canonico di


Reims
si
s.
,

parola Allm, rimane

Dionisio di

congregazione
;

ancora in dubbio, essendo nome assai generico, per cui vengono significati

fondata nel nono

secolo

come

pi chiaramente
la

rappresenta nel-

tutti

gli

abiti

bianchi.

per, che in molti rituali


si

Vero quando
vuoisi

dal

immagine Bonanni
della

di

Pier
al

Damiani,

riportata

numero

adopera

la

parola
veste

Alba,
di

28

sua Gerarchia; immagine,


prese

significare quella

talare,

che
lino
di

eh' egli

da

un

antichissimo

diciamo
l)ianco:

camice,

tessuto

laonde

alcuni

furono

parere, che tal veste fosse

comune
cui
i

XI, il quale si conservava nel monistero di monte simili lunghezza di Cassino. La


codice del
secolo
cotte

tulli

gradi del clero, e che poi

non

si

mantenne

nel

clero,

fosse

variata poco a poco, per


varie
di

dalle

forme
senza

si

mutassero

nomi

camice, di colta, e di roc-

che usolla alquanto pi corta, come la vediamo in parte da diversi, ed a seconda della forma, che il

chetto. JXon

cuni stimano,
servisse nelle

fondamento alche tutto il clero


finizioni
vesti-

gura 119,
di

medesimo Bonanni produce alla fidi un canonico regolare


Polonia,
la

sacre

cui

congregHzione

lo di tonaca bianca

talare,

sen-

za maniche, la quale copriva tutta

venne istituita nel secolo decimo. Onorio Angusluduneiise, nel lib.

COT
I,

cor
descrisse le
ialares.
tal

i63

rap.
:

23

1,

ecco

come

colle

vcstes

albae laocae

materia simile, acciocch si possano imbiancare, forse in vigore del precetto divino, del

In appresso furono proibite di

capo 28 dell'Esotunicas lincas paet

forma nel i585 dal concilio di Aix con queste parole: superpcllicca eliam manicas hahcant. Illa autein, qiiac nianicis carciit, et quae non siperpelliceorum, scd mantiliuni pthi.s nomine dignae sunt, proliihenus.

do

Filiis

Aaron
e.

rahis in gloriam,

decorcm,
lib.

che

per
bat

si

legge nel

2 del

dei Re,

che Samuele ancor fanciullo ministra-

Domino puer
^

neo
ca,

accinc.tus ephod liDavid accompagnando l'ardice il cap. VI del lib. 2: Erat

Non
istituita

senza ragione, e mistero fu

amictus
gliono

epliod lineo.
alcuni dottori,

Da

ci

vo-

scritta

forma la cotta, predal mentovato concilio Basidi


tal

che procedei
i

desse r uso delle cotte, e


chetti,
steri,
lib.

roc-

Icese nella sess,

21.
cap.

P^.

il

Gemiantiq.

e l'Amalario ne spiega

mi-

iiiano nel lib.


vita

I,

iZi.

De

neir opera
4?

De

Di\>in.

Offc.

Alissae:

Haec

vests est

laxa,

3, cap.

massime
le

sul bianco,

quia

clericalis vita dehet esse in ho-

non lodandosi

aggricciature, che

nis operibus larga, est etiam talaris

qida docci usque


dell'
si

ad finem
lib.

perse-

verare in bonis. Nel

5, cap, 18

Ordine

di

s.

Vittore di Parigi,

prescrive, che

superpclliceum
fieri

et

fanno le cotte troppo corte. Gem,. de antiq. rit. Miss, lib. I, cap. i32, racconta che anticamente nel tempo quaresimale le colle erano di lana in segno di mestizia, ed umilt.

tunica lanca

quantum

potest

Perci

il

Papa
la

nei

giorni giorni
di

di

unius loigitudinis

esse debeant,

ad

quaresima, e
digiuno,
na,

negli altri

di
la-

minus pieno palmo a terra distantia, et ut manicae supctpelliceorum non plus duobus palniis ultra digitos

porta

sottana
e

come
di

nelle processioni,

fun-

zioni

penitenza, nella visita delle


e delle quattro patriar-

Tale misura tapure accennata da Stefano Tornacense, il quale viveva nel i 180,
promineant.
lare fu
nell' '^^t.

sette chiese,
cali

12 3, ove

pai-lando
:

dei

canonici regolari, dice liabitum


sic

Regulareni
ut

pracferts exterius

interius conservatis.

Hujus habitus
candidum
et

indicium principale vobis mitlo superpellicium


talare,

novum

aimo santo, secondo che osserva il Macri. Aggiungiamo col Durando^ che avendo questa veste la forma di croce, vuoisi per essa denotare come gli ecclesiastici devono imitare Ges Crocifsso. Anticamen te eia lunga almeno sino a mezza gamba, anzi ordinariamente era lunnell'

wtac novitatem, munditiae candorem,


repraesentet K'obis

quod

ga sino
nelle

ai

piedi,
la

come

il

camice,

per significare

perseveranza finale

perseverantiani in finem. Oggid'i per


si

usa

in

alcune

chiese

talmente

luoghi

corta, che

non apparisce
si

antica,

come

la forma vede nella figura

ed in alcuni anche senza maniche, e serrate da per tutto a


opere
le

buone,

cotte erano

similitudine

delle

pianete
dai

antiche,
lati.

3o del Bonanni. Sulle


j)o

cotte

tropnella

cavandosi
ci

le

braccia

Da

corte

inveisce

il

Macri

viene la differenza, che


cotte,

trovasi

Notizia de' i'ocaboli ecclesiastici, alla

nelle chiese sulle


gli

dappoich

voce Superpclliceum.

uni

le

portano a
gli

Sono

le

colte tessute di

lino,

tonde, e larghe,

maniche roaltri a maniche

.64
pendenti:
la

COT
in
sia

COU
che
se congiurato

somma sembra,
il

con quel re
e

alla vita

cotta
il

camice accorciato.
martire. Questo sandelia persecuzione

di

Urbano VI, dopo un anno


carcere,

di tefu

V.

Boequillot, Liturgia sacra.


(s.)

tro

gran

tormenti,

COTTO
to visse ai
di

tempi

condannato all'ultimo supplizio in Genova nel i385, sette anni da


che era Cardinale.

Aureliano, e fu discepolo

di

s.

Prisco, che fu decapitato


sulla

a Toussi
di

COTYACUM.
l'

Citt vescovile del,

Yonne

nella

diocesi

Au-

Asia

minore
Frigia
,

oggi
,

Kutaich
le

xerre verso l'anno 273. Cotto, in venerazione al santo suo precettore,


raccolse
nelle
il

nella
tizie

secondo

no-

ecclesiasticlie,

metropoli della

capo di

lui,

si

rifugi

terza provincia della Frigia saluta-

selve,

ma

inseguito

da

quei

re

esarcato

d' Asia.

Fu

eretta in

pagani, poco dopo


egli
11

incontr

anche

sede

episcopale
,

nel quarto,
in

nt'i

egual corona del suo maestro.


si

sesto secolo

ed

metropoli

x\v\

suo corpo
s.

conserva nella chie-

nono

con

tre

vescovati per suffia-

sa di
s.

Prisco, fatta fabbricare

da

ganei, cio Spara, Conis, e Gaico-

cata da

Germano d' Auxerre, e rifabbriun signor del paese, chiamato Porcario. Nel 1480 il vescovo
di

me, come
che
li

si

legge in

dice
secolo.

fondati

nel

Co m man ville, medesimo

nono
di

quella citt Giovanni Baillet,


il

le-

corpo di s. Cotto dal sepolcro ove giaceva, per riporlo in una arca. I Bollandisti assegnano la sua festa ai 26 maggio. COTURNO Bartolommeo, Cardinale. Bartolommeo Coturno da Chiavari nel genovesato, minor conventuale, celebre nelle scienze sacre e profane, arcivescovo
di

o CouLAi?rES. Paese Francia vicino alla citt di Mans, in Villa Colonia, dipartimento della Sarthe, cantone di Love, presv) la riva sinistra del Geaz, che pri-

COULAINE,

ma

aveva

il

titolo

di baronia.

In

Coulaine, o Coulans, neh' anno 843, Carlo il Calvo , fece un capitolare di


sei

articoli,

che furono poi

Ge-

richiamati al concilio di

Meaux

l'an-

18 settembre del 1878 da Urbano VI fu creato Cardinal prete di s. Lorenzo in Damaso, ed esernova, poi
a'

no 845.
concilio

Il

Leuglet lo registra qual


(de)

Coloniense.

COURT
nale.

Guglielmo, CardiPietro.
Scrittore

cit
ni.

lodevolmente parecchie legazio-

V. CURTI.

Ebbe

facolt

dal

Pontefice

di

COUSTANT

assolvere Genova, Milano e Piacenza dalle censure


incorse

del secolo decimottavo, benedettino,

per

aver

recato merci

vietate al

soldano di

nato a Compigne nel 1654. Nell'et di diciassette anni entr nella

di permettere che portassero tali merci al soldano di Babilonia, purch non eccedessero il prezzo di ottomila fio-

Egitto;

e viceversa

ad

altri,

congregazione di s Ma u 10, e, quantunque giovane, divenne ben presto


il

nitenza. Si narra di

modello del fervore e della pelui che mai


,

rini.

Nulladimeno, venuto in sospetto di mala fede ad Urbano VI, dovette fuggire dallo sdegnato Pontefice, del quale torn in grazia a mezzo del re Carlo III Durazzo: ma avendo dato
occasione di sospettare ch'egli aves-

s'avvicinava al fuoco nei geli d'in-

verno, e che, sebbene fosse occupatissimo negli studi , era sempre

uno de'primi ad
quali

intervenire alle ufnotte, alle

fiziature di giorno e di

mai

si

permette\a di manca-

cou
re.

COU
che
di
si

16?
una
biblioteca
ec.
,

Fu uno

di

quelli,

sono
la

collegio

comunale

occupati nella impresa

dare
s.

un

bel teatio,

bagni,
citt

Alcuni
l'anti-

bella edizione delle opere di

Aed

confondono questa
ca Angusta

con
,

gostino.

Avea molla

intelligenza, di

industria in quel

genere

cose,

Romanduorum ed altri con Briovera, perch s. Lo si sottoscrisse

per cui fcilmente riconosceva il vero testo dalle intarsiature, e dalle


glosse
testo.

vescovo
d'

di

Briovera
quinto

al
se-

concilio d' Orleans


colo.

nel

male a proposito inserite nel Imprese anche una nuova


s.

Fa

seconda dello
egli

uopo osservare che, a stile di quel tempo,

edizione delle opere di


delle
lettere

Ilario, p.

dei Papi.

Il

Couil
i

stant
lavori
le

incontr
il

avversario

ne' suoi

forse volle esprimere cos il luogo di sua nascita, che allora solevasi unire al proprio nome. Inoltre
vi

p,

Germon,

gesuita,

qua-

sono

alcuni,

quali
il

asseri-

accusava di falsificazione

male

scono, che abbia avuto

nome

di

noscritti,

ond' erasi
s.

servito

per
s.

Costantino, o Costanzo, imperatori


e perci sia stata detta Constantia,

edizioni di

Agostino, e

Ilario,

Ma
un

egli,

nel

1706,
:

vi

rispose con

o
la

Cosediac.

Ammiano

Marcellino

libro intitolato

J^indicae mss.

a
un

E.

P.

Barthol.

Germon impula

chiam Castra Constantia. Nel secolo XV Lodovico XI fece distruggere


essersi
le

gtiat.

Rispose nello stesso tempo ad


ediIl p.

sue

fortificazioni

per

altro scritto, nel quale


s.

dichiarata a favore del prin-

zione di

Ilario era assalita.

cipe Carlo suo fratello. Molto soffr

Germon
difese del

rispose di bel

nuovo

alle

questa citt durante


,

le

guerre
sotto

Coustant

ma

questi ri-

degl' inglesi

e spesso

and esposta
,

opei-etta

torn al campo, scrivendo una'altra Findiciae veterum codi'


:

alle scorrerie

de' bretoni

il

rum

conflrmatae.

Dopo

tali

controdei

regno del medesimo Lodovico Indi, nel \56i, fu presa dai


vinisti,

XI.
cal-

versie intraprese liberamente la sua

dopo

essere

stata

valorosa-

grande opera
pi
;

sulle lettere

Panel

ma

fu colto

dalla

morte

mente difesa dal proprio vescovo Filippo di Cosse. Coutances fu patria d' illustri
li

1721.
ta

La

di lui critica

savia e

personaggi, fra' quadi

giudiziosa,

e sempre accompagna-

nomineremo l'abbate

Saint

da singolare modestia. COUTANCES, o Costance (Conprovincae Rotliomagen. ) con residenza Tescovile di

Pierre.

La
al

sede vescovile

di

Coutances,

stanti en.

dire di Commanville,
l'

ebbe
Altri

orila

Citt

gine avanti

anno

4oo.

Francia nel dipartimento della Manica, antica capitale del

Cotentino
ora

nella bassa

Normandia

capo

fanno fondata nel quinto secolo, e sino dalla sua erezione, suffraganea della metropoli di Rouen. Do-

luogo di circondario, e di cantone, situata fia il colle e il piano , e cinta da belle praterie al confluente
della

po

s.

Erptiole, riguardato
di

come

il

primo vescovo
contano pi
cessori
,

questa diocesi,

si

di

ottantacinque

suc-

Sonile, e del Bulsard.

vi-

undici de' quali

sono

ve-

cina all'Oceano,

senza mura, e
tribunale
di

nerati per santi.


tro

Fra

di essi

quat-

senza fossato.

Ha un
delle

andarono decorati
e

della dignit

prima

istanza, e di

commercio, una
ipoteche
,

Cardinalizia,
veie,

Giuliano
nipote

della
di

RoSi^to

conservazione

un

Cardinale e

(\a

OY
fu dallo zio
,

COZ
i

IV,
I

nel

^jG

fallo

Astane, diocesi d'Oviedo. Nell'an-

vescovo di Coutances, e poscia nel

ToS divenne Papa

col

nome

di

II. Nel 1801, il Pontclcc Pio VII un a Coutances il vescovato di Avranches (Vedi), ch'ebbe

Giulio

no io5o, ad istanza di Ferdinando I, detto il Grande^ re di Castiglia e di Leone il vescovo di Oviedo, insieme ad altri otto ve,

scovi,

ed

alcuni

prelati

spagnuoli

cinquantanove vescovi, sei de' quali sono venerati come santi.

celebr

un

concilio in

Coyac
sua

col-

r intervento del re, e di


glie

mosi

La
gnifica

cattedrale di gotica architet-

Sanzia regina di Leone. Vi


tredici

tura, ed in
:

forma
il

di croce,
,

ha un corridoio
che gira
coro

maed una

lecero
vi

canoni

tra

quali

sono alcuni regolamenti pel teml'assemblea


chierici

galleria,

e la na-

porale, dappoich
mista.

era

vata sostenuta da quindici pilastri

Vi

si

prescrisse la residenza
ai
;

per parte.

La porta maggiore viene fiancheggiata da due torri sormontati: da alte piramidi di pietra, e la gran torre, che domina il centro della croce , opera mirabile
di figura ottagona, aperta di den-

a' vescovi,

ed

si

proib

loro di portar armi,


centi, e di

ed abitare con
alla

abiti

indeSi
ai
gli

donne.
,

laccomand
preti

agli arcidiaconi

d' invitare
,

penitenza
Si

adulteri
della

gli

omicidi.
della

tratt

tro a

modo
luce.

di lanterna

con
,

mol
cail

osservanza

domenica

tissima

Questa
si

cattedrale

dedicata alla B. V. Maria


pitolo di essa

ed

con assistere alla messa , e a tutto r uffizio di quel giorno, anzi di recarsi

compone

di otto capreti,

nonici onorarli, con

diversi

e chierici addetti al servigio


chiesa. Nella citt sonvi

della

due
,

par-

in chiesa la sera del precedente sabbato. Si provvide ancora al decoro della casa di Dio, degli arredi e paramenti sagri, e si prescrisse,

rocchie con fonte

battesimale

un

che
il

gli

ordinandi
gl'inni,

debbano
i

monistero di monache, due seminari, e r ospedale. Ogui nuovo vescovo paga alla cancelleria apostolica
la

sapere

salterio,
i

cantici,

le epistole,

vangeli, e le orazioni.
il

Venne

prescritto

digiuno del vede' coiit.

tassa

di

trecento

settanta

nerd, ed emanaronsi leggi per l'ecclesiastica

fiorini.

immunit. Diz.
t.

CO VESCOVO
Vescovo
Strabene,

Co Ephcopus.
altro.
eccl.

cil.

Ptegia
t.

XXV, Labbc
VI.

IX,

con

un

Valfridio
e.

Arduino

De

rebus

ult.

COZZA
s.

Lorenzo, Cardinale. Loalle

narra, che vi sono stati de' vescovi,


i

renzo Cozza nacque

grotte di

quali avevano covescovi^ o coepi,

Lorenzo, presso
diocesi

il

lago di

Boi-

scopi

cui

aflklavano

ministeri

sena,

di

Montefiascone nel

propri, e convenienti al loro stato.

Alcuni dicono, che

vescovi,

quali

1654, e rest privo dei genitori, essendo ancor giovane. Sorti tuttavia ottima educazione, e

fungono le funzioni episcopali, massime di Alemagna, appellati suftraganei sono coevescovi, o


covescovi.

nel

iG6r)

indoss l'abito de' minori


tuali

convenss.

nel
di

convento

della

Triin

V. CoREPiscopo, Vescovo, e SutfraGANEO.

nit

Orvieto.

Fu mandato
gli

Araceli a compire

studi,

dipoi
filo;

COYAC,

o CoYAco

{Coyacuni).

pass
sofia

a
nel

Napoli

per
di

legger
s.

Citt, o castello della

Spagna

nelle

convento

Diego

coz
quindi, divenuto sacerdote,
tor di

CliA
and
li l-

107

teologia a

\iteibo, e proAraceli. lu ap-

ho; poi nel frati venne


dell'

72,5 a piuui voti da' suoi


eletto

segui a leggerla in presso Viterbo,


fu

Ordine.

mandato
il

ove
lo

vescovo

guardiano a Cardinal
suo
teolo-

segnalati

maestro generale In vista a meriti cosi Benedetto XIII, ai 9 diCardiAraceli,


s.

Sacchetti

elesse

cembre del 17^6, lo cre nale prete di s. Maria in


offizio,
riti,

go,
rato

e confessore; poscia

nel capi-

lo ascrisse alle congregazioni del

tolo dell

Ordine a E.oma fu dichiadella

dei

vescovi e

regolari, dei

definitore

provincia, e

di

propaganda, ed altre;
di

ma

dal suo

generale

venne inviato a
i

dopo ventiquattro mesi


malattie mori nel

continue
di settan-

visitare e
la

riformare
fu eletto

conventi del-

1729,

Bosnia, Dalmazia, e Lombardia.


1

tacinque anni,
basilica
di
s.

fu sepolto

nella

guardiano nel convento di Araceli, ove pubblic Vindiciae Areolibro intitolato il


Nel
:

6q6

Bartolommeo
onorevole

all'Isola
iscrizio-

con prolissa ed
blioteca,

ne. Aveasi formata

una

scelta bi-

pagilicae, cui

volle dedicare a Cle-

mente XI,
ofizio.

il

quale lo fece consuls.

che

ricca di preziose ed antimedaglie raccolte nell'oriente;

tor dell'indice, e qualificatore del

e pubblicati

alcuni trattati di

mail

Nel 1704 divenne superiore della provincia romana, poi guardia-

terie ecclesiastiche, e morali, che

no del convento al s. sepolcro in Gerusalemme, ove promosse la buona disciplina. Compose a pace
i

Guarnacci riporta fedelmente sul ne della vita di lui.

fi-

CRACOVIA
pitale della

{Crncoi'cn.).

Citt

con residenza vescovile,


Polonia,

antica

cadella

cattolici

del Montelibano;
restitu

come
alla

vi-

ed

ora

cario

apostolico
il

sua

repubblica del suo nome, della qua-

sede

patriarca di Antiochia, cac-

ciato dai maroniti;

prevenne

na, che sovrastava ai


desimi,

mimaroniti mela

che qui diamo un cenno. Questa repubblica europea, la quale prende nome dalla sua
le necessario,

ed

il

funesto scisma;

nel-

capitale, confina colla Galizia,


la Slesia,
il

col-

l'anno
la

1713 conchiuse l'unione con Chiesa romana di Michele Oapogreco patriarca


di

supera
tanti,

La numero
ec.

sua

popolazione

di centomila abi-

sulischio,

Ales-

sandria, il quale mand Giangiuseppe Mozet dell'Oidiue serafico a

maggior parte sono cattolici, bench ivi sia libero l'esercizio d'ogni culto. Per la publa

che per

riconoscere

il

Papa come supremo


,

blica istruzione

affidata

alla

cee-

pastore della Chiesa

pregarlo,

lebre universit di Cracovia.


sistenza della repubblica
di

La

che
t,

confermasse nella sua dignilocch si etfettu. Quindi, dopo


lo

Craco-

via incominci nel


sia,

18 r5.
sul

La Rusnon podel

tanti

servigi

prestati

alla lo

Chiesa,

l'Austria,

la

Prussia,

nel 17 15

Clemente XI

chiam

tendo
di

convenirsi

possesso

Roma,

e lo elesse vicecommissario

territorio di

Cracovia,

risolvettero

generale del suo Ordine. Nel punto estremo


,

assistette

a ben mori-

re Innocenzo XIII, gi suo amicissimo sino dal 1694 quando governava da guardiano il convento di Yiter-

uno stato libero, sotto la immediata protezione, assicurandogli una continua neutralit, sotto condizione di non dover rifarne
loro

cevere alcun disertore,

o colpevole

i68

CRA
ra.
zia,

cr.A
la sua miliche vigila alla sicurezza dell;t capitale, ed un corpo di gendarmeria, che fa egual servizio nelhi campagna la repubblica si divide
:

Questo stato si eresse in repubblica, ed il potere legislativo risiede in uu corpo composto di deputati eletti da ciascuna comunit , di tre membri del
di queste tre potenze.

La repubblica ha

senato,

uno

de' quali

presiede
del

alla

in

diciassette

comunit.

assemblea, di tre canonici


tori

ca-

pitolo della catted;-ale, di tre


della
facolt,

dotdalla
tri-

La citt di Cracovia, in polacca' KrakoWj posta in una contrada


fertile

nominati

sulla riva
al

sinistra

della

Vifiu-

universit, e di sei giudici dei

stola,

confluente

di

questo
sei

bunali.

me, e
la

della

Rudawa. Ha

sob-

Questa assemblea,

quale tie,

borghi, ed cinta da una vecchia

ne ogni anno una sessione appena dura un mese, fa le


sopraintende
all'

che
leggi,
,

muraglia, fiancheggiata da

torri,

da

fosse quasi ricolme. Dalla parte

amministrazione
delle

del sud verso la Vistola

ordina

il
i

preventivo

spese

famoso

nomina
i

due

terzi

de' senatori,
i

ed

si vede il che ora cade in rovina, e eh' situato su di una

castello

reale,

giudici, e destituisce
Il

trasgressoesercitato

collina,

ri.

potere esecutivo

ni gli

sidente, e di dodici

da un senato, composto di un premembri. Il presidente, ed otto di questi membri, sono nominati dall' assemblea nazionale, due dal capitolo della cattedrale, e gli altri due dalla universit.

mura, torri, e bastioforma di una piccola cittadella. Conteneva superbe gallerie, sostenute da colonnati, e da appartamenti ricchi di pitture, e di statue. E degna di osservale cui

danno

la

zione la sua

magnifica
Stanislao

cattedrale,

dedicala a
vi
II,

s.

vescovo, che

Otto di questi senatori

so-

fu ucciso all'altare

da

Boleslao
il

no a vita, gli altri quattro si rinnovano ogni anno, ed il presidente


ogni tre anni. Questo corpo nomina' agi' impieghi
stici,

e del quale

si

venera

corpo.

civili,

ed

ecclesia-

ad eccezione

di quelli,

che

di-

pendono dall'assemblea rappresentativa, come pure di quattro posti


del capitolo, che

Questa chiesa cinta da cappelle, dove stanno diverse tombe dei re di Polonia, che quivi appunto solennemente si coronavano, e perci si conservavano in essa la corona, lo
scettro,

e le altre insegne reali.

La

sono

riservati

ai

cattedrale

non

men

celebre pel

dottori della universit.

ha anche un tribunale di appello, e dei


tribunali di
lettori

V
i

suo rinomato, e
vi
si

prima

istanza.

Gli

e-

dei senatori sono

membri
non
cin-

l'icco capitolo. Quivede pure il sepolcro del famaso Rosciuzko. Sono assai belle, e racchiudono cose importanti an-

del capitoloj e della universit,

che
il

le

altre chiese.

Va
edilizi

ricordato
episcopale,
pel se-

che

tutti

proprietari,
dotti,

mercatanti,

conveniente
belli

palazzo
gli

artisti,

che

pagano
sono

come

sono

quanta
i

fiorini

d'imposizione. Tutti
respon-

nato, per l'assemblea nazionale, pei


tribunali, e per
a
1'

funzionari pubblici
e

universit.
vi

un tribunale supremo giudica i l'appresentanti, come pure gli altri membri della magistratasabili,

ci in

Cracovia

Oltre sono due gin-

nasi, quattro biblioteche pubbliche,

ed una dotta

societ.

CRA
Decaduta Cracovia dal
tico splendore, sino
dall'
il

CRA
suo
anin
in

169

epoca

cui cess di essere

soggiorno dei

Cracovia stabilita nel 1758 una confederazione, i confederati furono cinti di assedio dai russi, che presero la citt, e
li

re di Polonia,

suoi abitanti ascen-

fecero prigionieri.

dono

circa a trenta mila, de'quaii

Dopo
di

lo

smembramento
cui

del regno
all'

pi di cinquemila sono ebrei. Stabiliti sono essi nei sobborghi Casi-

Polonia, appartenne
il

Austria,

sotto

dominio era
la

gi passata

miro, ec, di l della Vistola, che


passa sopra

si

sino al

1773

parte
,

del

palati-

un

ponte, e dove hani

nato
gli

di

Cracovia

che stava alla


I

no
li

la

sinagoga. Deliziosi sono

din-

destra della Vistola.

polacchi, sotto

torni di Cracovia, specialmente quel-

ordini di Napoleone, nel

1809
pace

presso

il

fiume.

Nell'amena pas-

presero
di

Cracovia,
dell'

che

colla
,

seggiata fu innalzato
to al

un monumen-

generale

lendo ridonare
patria
de'
l'

Kosciuzko, che vonel 1794 ^11^ sua


nella

indipendenza,
si

notte

24 marzo
le

dichiar capo di
polacche.
I

venne dall' Austria ceduta alla Francia la quale la un al granducato di Varsavia. In seguito poi del nominato congresso di Vienna del 18 i5,
stesso
,

Vienna

anno

tutte

forze

suoi

divenne,
le

tre

sobborghi

sono

di

Casimiro,

della
il

S tra dora, e Rlepars.


Cracovia,
altri,
si

ta

come dicemmo, la capitanuova repubblica, che porsuo nome.


di

secondo Tolomeo ed vuole che occupi l'area di


antica
capitale del

L'universit
celebre
stata

Cracovia,
essere

tanto

anche

per

sempre
sostegni

Carrodimum,

una

de' pi

fermi
del

territorio abitato dai Lygii.

Alcuni

della cattolica religione in Polonia,

la vogliono fondata nell' anno 700 da Craco principe polacco, o boemo, che le diede il proprio nome, ed altri al contrario pretendono, che debbasi fissare la sua fondazione nel secolo decimoterzo. Certo , che verso tal' epoca Cracovia divenne capitale del regno , e che re
i

coir autorit apostolica


fce

Urbano V,

fu fondata

Ponte* da Ca1

simiro III re di Polonia nel


il

364,
,

quale ottenne

dall' universit del-

la

Sorbona

professori
in

abilissimi

famosi, massime
cui l'universit

teologia

per

venne
re

considerata
di

siccome

figlia

di quella

Parigi.

polacchi

incominciarono a farvisi consagrare l'anno i320. Divenuta progressivamente florida, e popolatissima, fu danneggiata da' vari incendi sino a quello del 1702; dalla peste, che v'infier negli anni 1707,

La morte

avendo impedito di dare l'ultimo compimento a s grande opera, vi suppl nel i4oi il re Ladislao Jagellone, il
di

detto

quale perci viene considerato per

secondo fondatore.
versit
teca,

Ha

quella

uni-

1708, non che dalle guerre civili ed esterne. Gli svedesi la presero nel

un

osservatorio,

una

biblio-

i655, dopo un assedio di circa cinque settimane, ed allora

ed altri stabilimenti d' insegnamento. Il vescovo di Cracovia


cancelliere dell'universit
:

gli

stu-

una porzione della


maltrattata. Passati

citt rest assai

denti vi

godevano grandi
,

privilegi,

due anni, ritorn Cracovia sotto il dominio polacco ma nel 702 ricadde sotto
;
1

e
s

g'

impiegVii de! regno di Polonia,

ecclesiastici

che

secolari.

Per
di

questa universit,

nello

scisma

il

potere

degli

svedesi.

Essendosi

Basilea, segu le parti dell'antipapa

eli.

A
pontificato
delle
di

CRA
Pio

Felice V, soltracudosi duiruljh'ulieu7.0.

VI

ad
alla

onta
dieta
di

del

l'ontefice

Eugenio
successore

iV.
di
all'

E
lui

sue

rimostranze

([uando
Nicol

sotto

il

polacca, la rendita del

vescovo

la

Polonia torn

ub-

Cracovia da ottocento mila


polacchi di paoli

fiorini

bidienza della santa Sede, l'universit si mantenne nell'errore, e vi

due

l'uno,

venne

ridotta a cento mila.


assai

La

diocesi era

continu anche <|iiando Nicol spedi per legato il vescovo di Camerino, dappoich tal prelato venne onorevolmente ricevuto dal re Casimiro IV, da Sbigneo vescovo
di Cracovia, dal clero, e dai
dini,
citta-

ampia, con mille e ottocento


tredici

parrocchie,

delle quali

era-

no

collegiate,

ed aveva delle gransi

di abbazie.

L' incoronazione dei re,


faceva dal vescovo

e delle regine
di

Cracovia, ad onta delle proteste


era allora sulFraganeo. Pio

fuorch dalla universit , che per nell'anno seguente alla rinunFeli-

dell'arcivescovo di Gnesna, del (piale

VIL

zia del pseudo pontificato di

ce V, ritorn al
sa

romana.

Nel
in

grembo della Chiemedesimo secolo


Renlz
e
diocesi
di

18 17 Varsavia in metropoli, le assegn per sulTraganea la chiesa di Cracovia, sebbene


ncU'erigere nel
nel
lico

fiori

in questa universit Giovanni

1807 coU'autorit
FiliuSj
il

dell'

aposto-

Canzio, nato

breve, Qiionani charissinius in

Cracovia, accademico

professore

Cliristo
fice

medesimo Ponte-

di teologia della medesima. Essen-

avesse assoggettato alla metro-

do

egli

morto santamente nel

i^"]^,

politana di Leopoli la sede di Cracovia.

fino d'allora la sua stessa veste pur-

purea, che viene chiamata rwereiidn, s'incominci ad indossare da ciascun decano di filosofia nell'atto di prestare il giuramento. E siccome il Canzio ogni giorno teneva a
desinare qualche poverello,
fessori successori
i

special

Fra i suoi vescovi meritano menzione s. Stanislao martirizzato mentre celebrava la messa agli 8 maggio 1079, *^ canonizzato solennemente nel 12^3 da Innocenzo IV. Al volume VII, p. 3 3
r

pro-

3i4
gli

del Dizionario

si

disse,

che
ori-

ne imitarono l'ericonobbe il culto di Giovanni, e Clemente XIII solennemente lo canonizz. V. Adamo Ottavio Vita di Giovanni Canzio, Cracovia 1628. La sede vescovile di Cracovia
sempio. Clemente

da questa canonizzazione ebbero


gine
stendardi, per quello,
allora

che apparve miracolosamente. Eugenio IV cre Cardinale Sbigneo Olynitz , vescovo di Cracovia , il
quale avendo poi seguito
lefice
le
il

parti

dell'antipapa Felice V, sotto

Pon-

fu eretta nel secolo

decimo

anzi

nell'anno 961 era arcivescovile;

ma

siccome l'arcivescovo Lamberto, che

viveva verso l'anno


di
pallio,

io5o, trascur

cui

dimandare alla santa Sede il ne perdette il diritto , per rimase primo vescovo del regno,
della

ed in vece fu confermato nella dignit Cardida cui era nalizia ed episcopale decaduto. Alessandro VI, nel i493, Casimiro fece Cardinale Federico
Nicol
si

ritir,

Jagellone, figlio di Casimiro


di Polonia,

IV

re

proto-tiono

provincia

di

Gnesna. Era inoltre duca di Severic, e godeva una rendita di cento e pi mila scudi, Nel 1789, nel

che nell'et di diciannove anni era stato vescovo di Cracovia. Clemente XII nel 1737 an-

nover tra i Cardinali Giannalessandro Lipski polacco, LXIII ve-

CRA
scovo di Cracovia, e
di Severic

CRA
XXXIII duca Non si deve che Pio IV
Stanislao

171
s.

Libranca, diacono di

o Severia.

passare sotto silenzio, nel i56i cre Cardinale

Teoduro, legato di Papa Clemente HI, adun (piesto concilio per la riforma del

clero, e nello stesso


le

tempo impose
Regia
tom.

Osio,

per

la

nato in Cracovia, glorioso sua virt e dottrina.

decime per
di

la

ricupera dei santi

luoghi

Palestina.

La cattedrale dedicata a s. Wenceslao martire. In essa si venera il corpo del suddetto vescovo di Cracovia s. Stanislao, insieme ad altre venerabili reliquie. In questa
chiesa
si

XXVIII, Labbc tom. X, Arduino


tom. VI.

CRACOW
naie.

Matteo
SiMo?JE,
cos

(da).

Cardi-

V. Matteo Cardinale.
Cardinale.

CRAMAUD

cantava
si

l'uffizio di giorno,

e di notte senza interruzione,

ed

re di Polonia

recavano

dal

ca-

stello processionalniente
la

a piedi, nelSta-

vigilia

della loro

incoronazione,
s.

nella sontuosa cappella di


nislao, affine di

fare onorevole
all'

am-

menda

dinanzi

altare del santo,


il

chiamato dal luogo ove nacque a Poitiers, o a Limoges, secondo altri, era fornito di bello ingegno, e di molta scienza. Carlo VI, re di Francia, \o elesse a maestro delle suppliche, ed ambasciatore in Avignone all' antipapa Benedetto XIII. Dipoi, nel
384, lo nomin alla chiesa di Agen; e, nel i388, a quella di Poitiers, ove stabil un maestro, che
1

Simone Cramaud

dell'assassinio,

che

re Boleslao II
s.

commise
slao.
Il

nella persona di

Stani-

capitolo ha quattro dignit;


il

la

prima

decano, e

ci

sono quat-

istruisse

sei

fanciulli addetti

al
1

coro
il

tro canonici,
le

due

dei quali

godono
di

di quella

cattedrale.

Nel

890

prebende di teologo, e

penidiversi

Cramaud ebbe il
e

vescovato di Beziers',

tenziere.
preti,

Vi hanno
chierici

inoltre
l'

quello

di

Carcassona nel
gli

iBgi.
arcive-

per
d'

uffiziatura.

Dicesi,

che amministrasse che


fosse

Nella cattedrale avvi


tesimale, e la cura

il

fonte

batdella

scovati di Bardos,

Narbona, ed A-

anime
sei

v'ignone;

monaco
del

di

s.

parrocchia viene affidata a

pre-

Luciano,

cancelliere

duca

di

ti chiamati vicari. L' episcopio alquanto distante dalla cattedrale.

Berry, e conte di Poitiers.


nel

Presie-

dette all'assemblea di Parigi, tenuta

Nella citt, e

ne' luoghi

suburbani

sonovi altre dieci parrocchie, ognuna


delle quali

1895 per lo scisma; nel i^o(^ and all'arcivescovato di R.eitns


e nel
concilio di
Pisa,

inoltre

ha il sagro fonte. Vi sono due collegiate, undici conl'eligiosi,

ove peror
dato
il

pel suo sovrano;

gli fu

titolo

venti e monisteri pei


ci

die-

di patriarca di
sit

Alessandria, cui vid' assai


;

monisteri

di

monache,
di

diverse
il

e miglior

ma

nel

confraternite, tre ospedali,


nario,

semi-

i4i3
tiers,

lo rinunzi al

vescovo di Poiil

ed

il

monte

piet.

La

ripigliando egli

mensa paga
lica,

alla cancelleria apostola tas-

vescovato, affine di sostenere


versit di Sorbona,

governo di quel la sua


altri

ad ogni nuovo vescovo,

famiglia. Quindi, pregato dalla uni-

sa di tremila, e

quaranta fiorini. Nel 1189 venne tenuto in Cracovia un concilio, intorno alle im[)osizioni sopra il clero per la guerra santa. U Cardinal Giovanni Ma-

and con
pii

vescovi a Perpignano, ov' era Carlo

VI, per istabilire


cio a

il

modo

accon-

terminar
gi

lo

scisma di Pier Luna.


concilio tenuto iu

Fu

capo

al

lya
Parigi nel
tivo,
al

CRA
1898 per
lo slesso

CR\
mosette
fertile

quale

intervennero

sto

Fu queregno prima posseduto dai pordi piante medicinali.

arcivescovi, quarantasei vescovi, ed

toghesi

poscia dagli

olandesi,

undici abbati. In questo

si

pubbli-

quali nel
il

scisma. il suo trattato circa lo In appresso, ad insinuazione del re


tutta la
cliiesa
in-

forte

i663 presero di assalto di tal nome, ed un vescovo

cristianissimo, e di

portoghese portava il titolo di vescovo di Cranganore. Sonovi alcu-

Gallicana,

and a Marsilia per

durre Benedetto XIII a cedere il papato, come avea pii fiate promesso. In premio di tante fatiche sostenute per la Chiesa, Giovanni XXIII, a' i3 aprile i4'3, lo pro-

ne chiese cattoliche, e nestoriane. L'arcivescovo latino d'Angmale, la cui sede, chiamata Angamala della Serra, venne fondata nel decimo
sesto secolo,

ma

senza
il

sulhag;inei,

ed conosciuto sotto
so

nome
s.

di ar-

mosse

al cardinalato, col titolo press.

civescovo de' cristiani di


,

Tomma-

biterale di

Lucina.
la

Da

ultimo,

dopo
e
al

essere intervenuto al concilio,

conclave per

elezione

di

Martino V, mor 14^9, dopo sedici


nalato.

in

Francia

nel

trasfer in la sua residenza Cranganor. Ma dopo che gli olandesi conquistarono il paese, la sede rimase soltanto titolare, e perci
i

anni di

CardiCit-

re di

Portogallo solevano nominare


titolare.

un arcivescovo
Crangmiora.
p.

Abbiamo

dal

CRANGANOR,
t
se,

arcivescovile dell' Indostan ingle-

presidenza di INIadras, antica proriva


set-

vincia di Malabar, sulla

Chardon, Storia de' Sagramenti t. I, p. 64, cristiani indiani che loro di Cranganor battezzavano nati nel quadragesimoprimo gi<^iri i

tentrionale di una piccola baia formata dall'imboccatura d'un fiume

no,

come

moscoviti.

Il

Pontefice

Gregorio XIII, nel


di

1578, ricevette
e di

Cochin. Il suo porto pure vi si fa un qualche commercio. La popolazione si compone di cristiani, ebrei, ed indostaiii. Gli ebrei pretendono essere stali padroni di questa citt sino dal
al

nord

di

lettere obbedienziali dall'arcivescovo

piccolo,

ma

Angmale o Angumale,
appunto
di
s.

CranQuesti
ve-

ganor, metropoli del Malabar, dei cristiani

Tommaso.

ridotto per opera dei gesuiti dalla eresia nestoriana alle cattoliche
rit,
i

490.

portoghesi

la

presero

nel

i5o5 nel regno di Emmanuele, e la conservarono sino al i663, epoca in cui cadde in potere degli olandesi,

suoi erroi'i dopo aver abiurato nel concilio di Goa, ne diede parte al Papa, il quale, per maggiormente

unirlo alla santa Sede,

gli
,

rispose

che

la

fortificarono. Sulla fine

con

paterna
il

del secolo decorso gli olandesi ven-

gnendo
I

amorevolezza aggiudonativo di molte leliPontefici,

Cranganor Tranvacore. Quindi


dettero

al

radjad

di

quie riccamente adornate.

agli

8 maggio
truppe
del
di

romani

prima

dopo

1790

fu

presa
;

dalle

sultano Tippou ma gl'inglesi poco dopo vi posero l' assedio e se ne impadronirono a' i5 dicembre. Questa citt fu capitale di un regno dello stesso nome, posto di qua dal Gange, sulla costa del Malabar, e
,

Gregorio XIII, di frequente inviarono zelanti missionari, dopo che


i

portoghesi

si

stabilirono nelle In-

die.

In

fatti

Gio. Albuquerque frandi

cescano,

primo arcivescovo
collegio
in

Goa,
nel

per

parte di Paolo III

stabil

1546

un

Cranganor,

CRA
aflfue

CHE
nelle sa-

.73

d'istruire

fcinciulli

poscia fu trasportato, e sepolto nella

gre cerimouie de'


tiflrato di Sisto
1

latini.

Nel

V,

e nell'anno

poniSSy,
altro
,

cappella di

gesuiti

ne

fondarono

un

s. Francesco che aveva fondata nella chiesa della Pace dei minori osservanti a Milano.

una

lega distante da questa citt

con poca riuscita. che principalmente si


per riunire
i

ma

Ma
s.

quegli,

adoperato

cristiani

di
gli

Tom-

maso,

quali seguono

errori di

seu FlaSede episcopale della provincia Onoriade, nell'esarcato di Ponto diversa da Flaviopoli della seconda Cilicia, sotto la metropoli
vopolu.
di Claudiopoli.Commanville la registra siccome
lo, col

GRAZIA, o FLAVIA,

Nestorio,

e perci sono

soggetti al

patriarca

nestoriano

fu

l'

agosti-

eretta nel quarto seco-

niano Alessio
di

Meneses
si

arcivescovo
nella

Goa, come

legge

sua

nome di Grada. Si prendesse il nome di


dall'imperatore

vuole, che

Flaviopoli

iSgg, nel pontificato di Clemente Vili, a' 25 giugno, radun un sinodo, ove avenstoria.

Egli, nel

Flavio Vespasiano,
figli.

o da uno de'suoi

CREDEJN TE
lit

Crtdens

fidem
le

do guadagnato diversi preti nestoriani, ebbe la consolazione di far


ad
essi

adhibens. Quegli, che crede


spirituale.

ve-

necessarie alla propria salvezza Gli


,

rinunziare
di
la

il

nestorianismo,

ebrei

chiamavano

proibendo loro quindi regol


siastica,
i

prender moglie;
disciplina
eccle-

credenti
la

che professavano loro religione, per opposizione


coloro

ed introdusse le sante pratiche della Chiesa romana. CPiASSO Francesco, Cardinale. Francesco Crasso, nato da illustre famiglia nel i5oo in Milano, studi
riti,

agl'idolatri.

In tal senso

Abramo,
ebi-ei,
il

progenitore dei medesimi

fu-

chiamalo nella Scrittura,


dei
gesi

padre

credenti

Alcuni eretici albiebbero l'impudenza di assume.

la

giurisprudenza
fisco,

in

modo

di esser

re

il

titolo di

credenti.
di

eletto senator della patria, presidente al

CREDENZA
mensa

Chiesa.
si

in

una

consiglier ducale, e go,

semplice, che

pone

corna

vernatore di Siena

e poi di Cre-

epistolae, senza gradini, e senza croce,

mona. A nome del senato milanese and ambasciatore in Genova a Carlo V a cui lesse una eloquentissima orazione. Per venendo dalla morte privato della moglie, da
,

o immagini, coperta con un lino

fi-

no a
la

terra.
il

Per nel gioved santo, e


seguente
venerd
santo

in tutto

credenza senza la detta coperta , o tovaglia. Sulla credenza si


il

cui
cossi

ottenne parecchi
a

figliuoli

re-

pongono
la

calice apparecchiato

per

Roma

ove Pio
lo

IV

che

messa
il

solenne,

il

bacile, le

amil

avevalo carissimo,

volle dichia-

polle,

pannolino
il
,

mantile,
il

rare protonotario apostolico, gover-

campanello,
quale

messale,
lo

turibolo
col

natore di Bologna, ed ai
del
di
le
s.

marzo
la

colla navicella
si

strumento
i

i565

lo cre

Cardinal diacono

la

pace,

candellieri,
tut-

Lucia in
gli
s. s.

Selci,

dopo
il

quaal

che
ti

si

portano dai ceroferari, e


occorrenti alle
Il

diaconia

confer
Cecilia.

titolo pres-

que'paramenti,

arredi sagri, ed
fiinzioni

biterale di

Intervenne

altre cose

conclave di

Pio V, mor a Rodi di

ecclesiastiche.

ma
e

nel

diciotto

56Q, mesi

sessantasei anni,

cardinalato

Burlo nei suo O/iomasdcon etimologicum , alla voce Credaila j dice ad sacri ficium

174
posila
j'

GRE
dicilur ex co
in al)aco

CRE
quod
isto

vasn

pi

sacra niissae

coUocujus

un vecchio castello, che venne recentemente demolilo


alle esteriori
la citt perdette ogni

per
insie-

cala, ibi credantiir, id est in luto

me
ch

fortificazioni, sic-

ponantur ; liiijus custos, fidei concredila sunt "


.

menomo

CREDO.
s
il

Crechim. Appellasi codej^li

simbolo

apostoli,

ch'
della

adorna di im ridenlissimo corso suburbano, e nell'interno assai bene fabbricata


di

aspetto

fortezza.

un

compendio

delle

verit

e fornita di spaziose contrade. Rin-

fede cristiana, e che comincia colla


parola.

Credo, io Credo. Ogni

cri-

chiude alcuni bellissimi palazzi, una vaga torre, una maestosa cattedrale,

stiano, clC lo recita,

fede.

fa un atto di Per Credo s'intende ancora un

molle chiese

ec.

Il

suo territolantica
iil

rio,

che contiene
si

tutta

simbolo pi
apostoli,

diffu.so

di quello degli

sola F'ulcheria,

estende

verso

composto dal concilio INiceno Tanno 325, e di Coslanlinopoli l'anno 38 1. Questo simbolo si canta, e si recita nella messa, almeno sino dal principio del sesto secolo. Si dice immediatamente dopo il vangelo, per attcstare che si crede, e si riceve per parola di Dio ci che stato letto. Recitasi inoltre al mattutino, a prima, ed
cb'
stato

Bresciano intersecalo da una quantit

di

canaletti,

e produie
di

il

li-

no

pi

stimalo

Europa
e del

dopo
quale

quello delle

Fiandre,

unitamente al refle si fa un commeicio assai esteso. Era Crema di tutte le cill della Loml^ardia appartenenti allo stato veneto, la pi

prossima

ai

confini dello

stalo di

Milano, da cui

restava quasi inte-

a compieta.

Il p.

Le Brun
la

ci

diede

una
de'

diffusa

spiegazione
ci

del credo,

ramente contornata. Vi .sono fondati indizi, che


vicinanze
di

nelle

nella quale
riti

dimostra
in
tal

variet

questa citt

sorges.se

osservali

proposilo

nelle diverse chiese.

V. Simbolo.

l'antico Forum Diuguntorum, nominato da Tolomeo, e da altri geografi,

CREMA {Cremen.). Regia cill con residenza vescovile nel regno lombardo veneto provincia di
,

e perci talvolta

scrivesi

in

latino

un

tal

nome

in vece di Cre-

Lodi e Crema,
provincia della
sotto

gi capitale
il

della

ma. La citt per, propriamente chiamata Crema, trasse 1' origine da un


gran numero di fuggiaschi, che la crudelt di Alboino re de'longobardi fece passare a questa parte, e

Cremasco. Fece

parie del dipai'timenlo dell'alio


il

P
e

cessato regno

italico.

Essa

che

situata nel
fertile

centro

di

amena

fissarono la
alle

loro

pianura, ed ora capo luogo di due distretti. Posta sulla riva destra del Serio, che ivi si passa sopra un ponte di legno lungo
seicentosessantacpiatlro piedi
,

paludi,

mezzo .sperando trovarvi un


in

dimora

asilo di

sicurezza.

Nel 570

essi

si

at-

traversata dal Rino, e dal Fontana,

radunarono quivi piantando le fondamenta di cjuesta citt, che cosi nominarono da un nobile, detto Cremete, riconosciuto per loro capo.
Egli la riempi coi popoli dei
torni, obbligati

che scorrono

nel

Crema
j)()

piccola citt,
fortissima.

fu

medesimo Serio. ma un temE ben popoladi

din-

per timore di quei

bai'bari
cill,

la,

cinta di

mura
a

mattoni
ultimi

ed

ebbe

sino

questi

lem-

ad abbandonare la propria per non essere esposti al loro furore. Dopo Creuie te soggiacque la cil-

GRE
t al dominio delongobardi, dai fjuali pass a quello di Carlomai^no. L'altro imperatore Federico 1 Barba-

GRE
altro dovr
dirsi

17)
che
il

piuttosto,

Zurla
sia

di

nobile famiglia di

nato a Legnago diocesi


illustri,
il

Crema, di Vefamiglia

rossa

l'assedi

in

persona,

la

rona. Della citt di Ci-ema, de'suoi

prese nel

fece succedere

1160. quindi nel i f64 all' antipapa Vittore


Pontefice
di
s.

uomini

della

Zurla, parl

Cancellieri nelle note

IV,
ti-o

il

falso

Guido da
Calisto, con-

alla dedica delle

sue

Notizie

sul-

Crema Cardinale
il

r anello Pescalorio
lo

ec.,

dedicate al-

legittimo

III.

Quelli di Lodi, e di
la

Papa Alessandro Cremona,


;

stesso

Cardinal
di

Zurla,

che

di-

venne vicario

Roma.
Crema,
altri,

rovinarono
nel
X

citt

ma

Federico

La sede

vescovile di

se-

i85

la rifabbric e fortific, re-

condo Commanville ed
retta a' io aprile
rio

fu e-

candovisi un'altra volta in persona,


il

1579, da ^'"cgorendita

giorno

elle

le

si

diede

principio

XIII

colla

annua
il

di

govern quindi Crema da s, e dopo aver provato per alquanto tempo la dominacol
riedificarla.

Si

scudi tre mila, ci

che

MafFei,

zione di parecchi tiranni,


zioni

le

fa-

de' guelfi,

e
di

ghibellini,

non
di

Annali di Gregorio XIII, lib. IX, i5o, ed altri riportano al i58o, come si conferma dalla marmorea iscrizione posta nella cattepag.
drale,

che
ziani

dei cremonesi, e dei


col

Benzoni
i

che

si

legge presso l'Oldoino


t.

Crema

titolo

conti,

vene-

dominarla nel i449 sotto il doge Francesco Foscarini, finche, nel i5o9, se ne rese signore Lodovico XII re di Francia, per conseguenza della lega di Cambrai. Massimiliano Sforza, duca di Milano, se ne impadron
a
in

incominciarono

IV, col. 26. Quindi elevando Gregorio XIII, coU'autoriin Ciacconio t della bolla
a'

Universi

nel

iSSa

IO dicembre, Eologna sua patria


le

a metropolitana, fra

chiese suf-

appresso
francesi

ritorn poscia al
;

do-

Crema, cui ancora soggetta. Il primo vescovo fu il patrizio veneto Girolamo Diodo, nominato agli novembre
fraganee
le

assegn

minio della repubblica veneta


i

ma

essendovi
presa di

entrati

senza
il

i58o, cbe poi abdic nel i584;o gli successe il nipote Giovanni Gia-

resistenza nell'anno

1797,
Lodi
,

gior-

como Diedo,
guito nel

il

quale pubblic in

se-

no dopo
tii

la

se

ne
cit-

impadronirono.
fece parte del
al

Dipoi

questa
d'Italia,
al

regno

presente

soggetta

ed regime

1609 alcune ordinanze sinotlali. Fu pure vescovo di Crema 1' altro nobile veneto Marco Antonio Bjagadino, che da Urbano Vili venne
F^. il p. Francesco Antonio Zaccaria nella sua Serie episcoporum Cremensiiim, Brixiae 1763. In Crema non si tenne al-

austriaco.

Crema ha dato
fra' quali
i

molli uoseguenti

creato Cardinale.

mini
clie

illustri,

Cardinali:
sto

Giovanni
testa

da

Crema,
Calidi

per ordine del Pontefice


II,

alla

di

un corpo
1'

truppe romane Oiogoiio Vili


t

arrest
:

antipapa

Guido

ria

Crema

uddetto, poi pseudo-Pontefice; e d.


'/arido

1737, nel quale Caliiii, che fu r ottavo vescovo di questa diocesi, pubblic un sinodo, che tuttora si
tro sinodo fino al

monsignor Lodovico

diocesi
nelle

Zurla nato in Lrgnago, Crema, corno si logge Notizie annuali d lioma. Per
di

manUene in vigore. Benedetto XIV a' novembre 742, col breve


I
I
1

Reverendissimo, diretto

ai

vescovi^

176

GRE
Crema,
dali,

CRE
e

tolse la controversia nata in

e propagata per l'Italia, dell'obbligo, che si pretendeva avessero i


sacerdoti di amministrare nella loro

uno venne eretto nel 34 l'altro nel i479 P^'' esposti


1

>

mendicanti. Inoltre si contano in questa citt altre pie, e benemerite


istituzioni.
la

che

messa privata l'Eucaristia ai domandassero. la Va


1'

fedeli,

Ad

ogni nuovo

vescovo
k
"

pure

mensa

tassata ne' registri della

rammentato

altro vescovo di Cre-

cancelleria apostolica a trecento fiori ni.

Antonio Maria Cardini, gi monaco, e lettore camaldolese nel monistero di s. Michele di INIurano in Venezia, di veneta famiglia, creato vescovo da Pio VI. Questo era uomo di gran piet, zelo, e dottrina, e di esso hannosi varie opere fid.

ma

CREMA Giovanni , Cardinale. Giovanni Crema di Lombardia, fu Cardinal prete di s, Grisogono, sotto Pasquale li. Rinnov la basilica del suo titolo, e l' arricch di possessioni

losofiche

dointnaticlie,

segnataVeritales

ne onorato da
lettera

mente

quella

intitolata

libri. VenBernardo di una affettuosissima da Onorio II


,

arredi sacri, e
s.

Cntholicae, che incontr molto credito presso i dotti.

ebbe

la

legazione

a
i

Intere
I,

nell'In-

ghilterra al re Errico

con giurisdidi

La
alla
cielo.

bella

cattedrale

dedicata
in

zione sovra tutti


nio

prelati
il

quel

b.

Vergine Maria
Il

Assunta

regno, e dichiar nullo


di

capitolo

si

compone
il

deldi

Villelmo

figlio

matrimodi Roberto
la
figlia

l'unica
e

dignit

dell'arciprete,

conte di Normandia, con


di

dieci canonici, compresi


il

teologo,

Fulcone conte di Angi. Errico


nel

penitenziere, e di alcuni
preti e chierici

manal
si

per noi volle

-sionari,

addetti

servigio divino. Nella

cattedrale

venera
il

il

corpo

di

s.

Giacinto; evvi

ne' suoi dominii se iiaS. Intanto tenne due sinodi, r uno a Londra nel settembre del detto anno, nel quale proi-

non

fonte battesimale, ed esercitata

severamente

agli

pcclesiastici
le

di

la

cura delle anime dal mentovato

coabitar con donne, tranne

pi

arciprete, e da
to.

un

prete vice-curavicino a
vi

L' episcopio

questa

congiunte di sangue; l'altro poi a Westminister , a cui furono presenti l'arcivescovo

chiesa. Oltre

ad

essa,

sono quat-

di

Cantorbery,

tro parrocchie col sagro fonte,


conservatorii,
tre
la

ospedali,
cui

due ed il
ri-

Tristiuo di Yorck, venti vescovi, e

monte
nario.

di

piet,

origine

quaranta abbati. In esso pubblic diciassette canoni circa la discipli-

Dionla al
1

1496, non che il semidue conservatorii, il primo sotto la denominazione di s. Carlo fu eretto nel i6i4; l'altro detto delle Ritirate ebbe principio nel 1700; ed in essi vengono ricovrapovere fonciulle pericolanti, o ravvedute della citt, ed antica sua provincia. Vi sono inoltre in Crema
tc le

na
zia.

ecclesiastica.

altro concilio a

Poscia tenne un Roxoburgo di ScoRaccomandato caldamente dal


I

Pontefice a Davidde
al

re di Scozia, e

nominato Errico
il

re d'Inghilterra,

pot riformare

clero secolare, e re-

golare, che ne abbisognava di assai.

Ritornato
via

in

Italia

nel

11

28

fu

legato in Lombardia, e tenne a Pa-

un
re,

ginnasio

una scuola elementadi

una

casa

ricovero

fondata
ospe-

un sinodo, nel quale condann Anselmo V arcivescovo di Milano,

nel

1809.

Due

de' suddetti

perch uvea coronato della corona

GRE
ferrea

GRE
alla
s.

177

Corrado nemico

Sede,

stioni
iiella,

di

forma ovale. La
si

Cremo-

sospetto di scisma, in vece

del le-

ch'entra pel nord, passa sotgetta nel Po.


piazze,

gittimo re Lottarlo.

Sutri impri-

to le abitazioni, e

gion l'antipapa Maurizio Burdino,


poi lo consegn a Calisto
lo

Cremona ha
larghe,
case
vasti palazzi.

belle

strade

fece

guardare

che fino a che mor


li
,

di

bella

apparenza,

Di gusto gotico sono


e
delle scuole

Fumone, vecchio

assai, sotto
il

rio II.

Per alcun tempo

OnoCrema

quelli della civica magistratura, del-

l'archivio pubblico,

ader all'antipapa suddetto, che fa-

femminili. Sulla piazza del

duomo

chiamare Gregorio Vili, dipoi ritorn ad Innocenzo 11. Da


cevasi

ma
ul-

avvi

timo,

dopo

essere intervenuto all'ele-

zione di Gelasio II,

Innocenzo
rito

Onorio II, ed mor molto benemedella Chiesa nel i 1 38 , e fu


11,
,

chiamata il Torrazzo, degna di molta considerazione per essere una delle pi alte d'Italia. Sull'epoca per della
un' alta
torre,

costruzione di essa variano


nioni
;

le

opisi

la

pi probabile per

sepolto nella sua titolare.

che
nel

la

parte quadrata sia stata co,

CREMIEU
nel

miacum. Piccola

citt

Cremieux, Credi Francia ,

dipartimento dell' Isere, capoluogo di cantone, situata a piedi


di

una catena

di roccie calcaree. In
citt

e che solo 7^4 compiuta la parte Riflette pi'udentemente superiore. nella sua Storia di Creil Campi mona, che nulla si pu fissare con
strutta nell'anno

1284

fosse

poca distanza da questa


grotta delle
gallerie,

la

sicurezza sull'epoca della costiuzio-

Calme

divisa

in

due

ne

di

questa celebre torre, che fu


in diversi

contengono stallattiti assai curiose, ed un canale sotterraneo. Questa grotta una delle
sette maraviglie del Delfinato. Nel-

che

cominciata, e terminata

tempi. Per giungere sino alle cam-

pane,

si

devono

salire

quattrocento
bisogna

novantotto

scalini,

quindi

l'BSo, o neir835
concilio, detto

tenne un Straminiacense, sovi


si

ascendere in vm altro piano per arrivare al luogo,


ov' collocata
la

pra
se

le differenze insoite tra le chie-

di

Lione, e quella
t.

di
t.

Regia duino

XXI, Labb
IV.

VII,

Vienna. Arnella

grande campana, che batte le ore. nelle sue Campane. Il Cancellieri, a pag. i44 dice, che si vuole essere
la torre incominciata stata imperatore Federico I, Barba rossa , e terminata nell' anno 1284- Negli Annali di Cesena^ pubblicati dal Muratori , nel
dall'

t.

CREMNA.

Citt vescovile

seconda Pamfilia, dell'esarcato d'Asia, sotto la metropoli di Piigi


eretta

nel

nono

secolo.

Teodoro,

vescovo di Cremna, intervenne all' ottavo concilio generale, celebrato in Costantinopoli l'anno Si 5.

tom.

XIX

Rer. Ital. p.

11 12,

si

legge, che la torre credesi


ciata nel

incomin-

CREMONA
con residenza
vincia, e

{Crtmonen).

Citt

vescovile nel regno lombardo-veneto, capoluogo di prodi distretto,

posta in
in

una

bella, e fertile pianura,

stanza dalla

riva

sinistra

poca didel P.

Vedesi chiusa da un circuito a baVOL.


xviii.

1284, o al pi tardi nel 1295. Ma secondo il Campi, Storia di Cremona, p. 81, non vi sono sicure notizie intorno a ci. Inoltre aggiunge il Cancellieri, che sopra questa torre si trovarono insieme il Pontefice Giovanni XXIII, e r imperatore Sigismondo con Ga-

,78

GRE
madre
tempi,
il

GRE
patria anche ne' pi
dilljcili

brino Fondalo signore della ciili, poi ebbe a dire, che si il quale
pentiva di non averli

perch molto
il

soffr

alior-

ambedue

preci-

juaudo

pitati dalla torre, e cos'i di

non aver
la

fatto

una cosa

di

eterna memoria,

coU'iraitare in tal
di Erostrato,

modo

vanit

me, bruci il na in Efeso. Cremona ha uu castello in rovina chiamato Santa croce, ed eretto sul luogo della chiesa di tal nome, un ginnasio, caserme, due moderni teatri, ed altri cospicui cdiflzi. Vi sono pure una pubblica biblioteca, ed istituti scientifici, come rinomate erano le sue
manifatture d' istrumenti musicali. Risiedono in Cremona, come capo

che per faisi un nofamoso tempio di Dia-

Annibale pass in Italia, e molto pi al tempo di Augusto, il quale nell'anno 4i dell'era cristiana la diede col suo territorio in balia de' suoi veterani, che la saccheggiarono in punizione di essere stata troppo atcartaginese
,

taccata al partito di Marc' Antonio. Nel secolo susseguente, avendo sos-

tanto Ottone, come ucll'allra contro Vespasiano, incontr la sua totale rovina, perch fu saccheggiata per quattro giorni conla

tenuta

parte di Vitellio,

nella guerra contro

tinui l'anno

69, e ridotta Vespasiano per

in cene-

re
le

da Antonio generale, che teneva


parti di
i

luogo della provincia

del

me, una regia delegazione,


le
le,

suo nola concrimina-

abbat-

tere
re.
la

fautori di Vitellio imperato-

gregazione provinciale, un tribunadi

prima istanza e di commercio,

civile,

la

intendenza
Ila inoltre

di

finanza,
altri

un

regio commissario,

ed

ufilzi

superiori.

una congregazione municipale con un consiglio, ed essendo insignita del titolo di citt regia, manda uu
deputalo alla congregazione centrale di Milano,

a cura di Vespasiano, venne rifabbricata e ripopolata, mantenendosi sotto il dominio dell'impero sino all'anno Go-?., in cui da Agilulfo re de' longobardi fu assediata con barbara
Dipoi,
citt

vendetta,
In seguito

e quasi adatto distrutta.

Cremona venne

eretta in

comitato o contea con giurisdizione forse estesa i\i\ dove giungeva-

Questa antichissima citt, costrutapparteneva alla Gallia Transpadana. Deve la sua orita dai gauli,

no

gli

antichi

limiti

della

diocesi,

gine all'epoca, in cui

galli

ceno-

sebbene poi sotto i re d'Italia il comitato soffrisse delle restrizioni. Nell'anno 590, Maurizio imperatore greco ricuper
tale
li

ed occuparono le sedi circumpadane dei ligustici, regnando in Roma il re Tarquinio Prisco, cio verso l'anno
in
Italia,

mani emigrarono

all'

impero orien-

varie citt d' Italia, fra le quastette cos sotto la

Cremona, che

596
sto.

avanti la nascita di

Ges

Cri-

vi

Quando pass sotto i romani, mandarono essi una colonia

dominazione degli esarchi di Ravenna sino all'anno 61 5, in cui Agilulfo, marito di Teodolinda regina
de' longobardi,
l'assedi
,

l'anno di

Roma

nel 562, per Io venne sempre piti considerabile. Fu una delle prime citt, che romai

535, ed un'altra che Cremona di-

quindi per la sua resistenza, presa che l' ebbe, la diede in preda alle

fiamme. Rimase
al

cos

deserta

sino

63o

circa,

quando a persuasione
vedisgli

ni

fortificarono,

e,

come
fedele

colonia
verso la

della pia Teodolinda, divenuta

romana, fu sempre

dova

di Agiiullu,

ubitauLi

GRE
persi

CHE
restitui-

7g

per
di

rono

campagne, si nuovo alla antica


le

guelfa, e ghibellina, le quali

si

ac-

sede, e

rifabbricarono la citt.

Cremona

sotto

re franchi ford'Italia,

m
te,
i

parte del

nuovo regno

e venne governata dal proprio con-

cesero in Cremona sino dal 1242; ed a quelle fazioni devono i Pallavicini, i Dovara, i Cavalcab, ed i Ponzoni il loro innalzamento alla suprema signoria, e dominazione di

916 furono conparzialmente al vescovo. Pervenuta a Papa Benedetto IX la nocui diritti nel
cessi

Cremona.
tilo

vi

Ribellatasi la citt conl'imperatore Enrico VII, questi fece quasi interamente sman-

loSy, l'imperatore Corrado era venuto in Itaha, gli and incontro, per cui venne ricevuto in questa citt dall'augusto con
tizia

che,

nel

ogni onorificenza. Nel declinare del


secolo

decimo Cremona dovette


guerra
coi

sos-

tenere
gi

milanesi,

che

meditavano di dilatare il loro dominio sulle circonvicine citt. Divota ad Enrico IV imperatore, quediploma, confersti, nel iii4) con m ed accrebbe i diritti, e privilegi del comune. Fra le altre cose si legge nell'imperiale diploma concessi:

le mura, spianare le fosed abbattere le torri nell'anno i3ii: quindi l'anno i335 Azze Visconti ne consegui solo il dominio. Nuovamente venne signoreggiata dai Cavalcab nel i4o3, e nel i4o6 da Cabrino, o Cabrino Fondalo o Fondulo, gi capitano di Ugolino Cavalcab marchese di Viadana. Cabrino Fondalo si un ai

tellare
se,

Cavalcab, che si fecero nuovamente padroni di Cremona, dopo la


di Giovanni duca di Milano, avvenuta nel i^ii. Avendo poi invitato Carlo, ch'era il capo di quella famiglia, con nove, o dieci de'suoi parenti, ad una sua casa di campagna, li trucid tutti in un convito.

morte

mus edam
l'itatis

eis,

ut extra

muros
:

ciet

cor uni, deinceps palatami,

nostrum habeamus parole significanti, colle quali Enrico I promise di non entrare nella citt coU'esercito, ma che avrebbe ricevuto l'albergo solamente nel palazzo a lui preparato ne'borghi. Dall'anno
hoMpitiuni

Tosto s'impadron della


esercit

citt,

ove
ni

ogni

sorta

di

azio-

crudeli,

ma

venendo

poi

ar-

restato, e condotto a Milano,

dove

1073

al

i335 governossi Cremona


:

colle proprie leggi

ma

questa

mu-

Filippo Maria Visconti succeduto a Giovanni suo fratello, gli fece tagliare la testa, ciecamente
il

tazione di stato
e guerre
tali,

le cagion contese che quasi furono causa della totale sua rovina. Difatti

guardando
l'e-

suo confessore,
avanti di

che

indarno
gli

sortava a pentirsi de'suoi atroci misfatti,

nello spazio di

circa

2i5

anni,

morire

disse

cremonesi ebbero guerra talvolta soli, ed ora confederati, contro i biesciani,


i
,

lodigiani,

milanesi,

ere-

maschi i parmigiani, i piacentini, bergamaschi, i pavesi, i mantoi bolognesi, come anche tavani,
i

quul fosse l'unico suo pentimento. Nel 1420 i Visconti ricuperarono interamente Cremona, e il detto duca Filippo Maria, ai 2 5 ottobre

lorti

pugnarono contro,
dell'imperatore.
civili

e talora in

favore
le

contese

l'umentatc

Le gare e vennero ancor pii dalle tremende luziuui

i44i> concedette in dote questa citcol suo contado, tranne Pizzighettone, e Castel-Leone, a Bianca moglie del conte Francesco Sforza, cui serv di pretesto per impadrot
nirsi

dell'intero

milanese.

i8o
Nel
scia

GRE
i449

GRE
mossero
ottennero
tolta

veneziani

luogo del dipartimento

dell'alto P,

guerra a
nel

Francesco
i

Sforza, e po-

mentre

i5o9 Cremona, che


essi

francesi

ora appartiene lombardo-veneto.


Moltissimi furono

al

regno

in

seguito fu

ad
1

dall'imperatore Carlo V, per

iniettere gli

Sforza in possesso del

ducato di

Milano.

Per col

testa-

gli uomini ilche Cremona diede alle scienze, alle lettere, ed alle arti. Basta ricordare Olofredo celebie le-

lustri,

mento

del duca

Francesco, ultimo

gista,

Quintilio
,

degli Sforza, Carlo

nel

i535

di-

rio Bibaculo
V^ida, ec.

Varo, Marco FuFaerno Girolamo


,

venne erede de' suoi stati. Quindi propri staavendo Carlo V divisi tra il suo fratello Ferdinando I, ti
i

to di
la

Cremona poi ha il vanpossedere una celebre scuonella

pittorica,
il

quale

si

distinil

e l'unico figlio

Filippo

II,

assegn

sero

Marasca,
Giulio
,

l'Altobello,

BocGer-

a questo

secondo colla
col

monarchia
di Sicilia,

caccino,

Antonio,
e

e Vine
il

spagnuola, e
il

reame

cenzo Campi, Bernardino,


vasio Gatti,
il

ducato di Milano, per cui Cremona, insieme alla signoria milanese, pass nella dominazione del
re di Spagna.
nesi
nel
I

Mainardi,

cav.

Trotti detto
altres,

il

Malosso. Cremonese
il

come avverte

Lanzi nella

francesi, e

modecitt

sua celebre storia pittorica, quel


niaeslro

invano

assediarono
70'2,

la

Simone (appellato dal Sur-

1648. Al principio del

gente Simon di Siena, e da Domi1

serv di quartiere d'inverno al


resciallo Villeroy,

Cremona ma-

nici

dall'anno

che

vi

fu sorpre-

so di notte, e fatto prigioniero dal

Simone Napolitano), che sino i335 acquist gran fama in JVapoli, e che effigi madonna Laura con tanta verit da meritare di
cielo

principe Eugenio di Savoja coman-

essere

dal Petrarca

lo-

dante degli imperiali, il quale per dopo la pi ostinata resistenza delfu costretto la prode guarnigione,
a
ritirarsi,

dato a
ti.

Vanno

con due notissimi sonetpure rammentati l'Arisi,


letteraria di
il

autore

dell' Is tona

Cre-

ma

la

prese poscia per

mona,

e soprattutto

dottissimo p.

capitolazione

nel
secolo,

1707.
era

Cremona,

molto pi popolosa, e commerciante, avendo vasti sobborghi, dei quali pi non rimane vestigio. In seguito della il battaglia di Lodi, i4 maggio
nell'ultimo

abbate Enrico Sanclemente camaldolese, che da Pio VI fu destinato a padrino del suo pronipote, e che fu autore di molte opere, e specialmente del libro, de emendaiione aera e vulgaris, Romae 1792.
In questa opera chiarisce, e dimostra doversi
fissare
la

1796, Cremona
ai francesi,

apr le

sue porte
poi segu
di

e e

d'allora in
i

nascita

di

la

sorte

destini

Milano.
la

La

battaglia

di

Magnano

re-

stitu

agli austriaci a'

1799:
francesi

nel
se

16 aprile del giugno per 1800, i ne impadronirono di

nuovo neir occasione dello stabilimento della repubblica italiana, e


quindi
del

Varroniano di Roma 747 invece del 753. Onorarono eziandio assai Cremona Bartolomraeo Platina, l'astronomo TorrianOjl Anguissola, il matematico p. Grandi camaldolese; il p. ab. Clemente Biagi camaldolese, celebre teoCristo
all'anno

Ges

regno

d'Italia, di

cui

logo e letterato, di cui esistono varie

fece parte sino al 18 14,

come capo

opere molto stimate;

il

pad. Isido-

CRE
ro Bianchi
camaldolese, che
si

CRE
dii

181

stinse colla sua

profonda dottrina;

due
ed
il

celebri medici Aselli, e


il

Colom-

mona pinmo secolo, e verso l'anno 86j o dall'apostolo s. Barnaba, o da alcuno de'suoi discepoli
nel

bi, scopritore

primo

de'vasi lattei,

secondo delle circolazioni minori del sangue prima del Cisalpini, e dell' Harvey. Meritano pure
di

Quindi vengono riconosciuti per primari fondatori, o conservatori della fede Sabino, Felice, Gregorio ec. Altri credono invece, che per opera
de' soldati cristiani ascritti
alle
le-

essere
i

ricordati
teologi

Gio. Francesco

Bonomi,

Gio. Antonio Del-

gioni

romane, e provenienti
in altre

dall'o-

fino, e Gio.

Stefano Facini.

riente, o de'cristiani perseguitati in

Nella piet, e santit di costumi


si

Roma, ovvero

parti

della

distinsero in

Cremona

la
;

beata
il

Italia meridionale, rifugiati in

Cre-

Elisabetta Picenardi, servita

ven.

mona, o finalmente
citt

dai

fondatori

Antonio Maria Zaccaria,


de' barnabiti
;

uno

dei

della chiesa di Milano, derivino alla

primi fondatori della congregazione


la

beata

Stefana

de

domenicana, fondatrice Sons. Paolo di cino la beata Modesta da Soncino; ma principalmente va rammentato r altro cremonese s. Omobono della famiglia Tuccenghi, che fior nel XIII secolo, e eh' comprotettore di Cremona. V. il p. Merula nella Raccolta de' Cremonesi in santit insigni, Brescia 1624. Finalmente fiorirono nelle digniQuinzanis
del monistero di
;

primi lumi del vangelo. i Questo si dilat per modo, che, verso l'anno 35o, si pot erigere la
sede vescovile. Egli poi certo, che neir anno Sio, le parrocchie erano
stabilite.

Commauville pone
sede
episcopale

l'ere-

zione della

avanti

l'anno 35o; e l'Ughelli all'anno 55, riportando per primo vescovo


Sabino,
altri

cui

diede

otto

successori

fino a Stefano

dal

romano del 820, che celebrano pel primo ordinato Papa s. Silvestro I. Meritano
i

t ecclesiastiche di

Cremona,
,

se-

menzione
lui.

seguenti
fior

successori

di

guenti Cardinali

Benizio o Bonizio

Nel 391

Corrado cremone-

de^ Nardi, o de' Narni

secondo

il

se

Ciacconio creato
col

Cardinale da NiNicol
Sfonfatto

Eustasio o Eustachio greco, nel 491, intervenne nel concilio romano


,

IV; Francesco Sfondrati, Car;

tenuto dal Papa


vino pur di

s.

Simmaco. Anselmo

dinale di Paolo III


drati
figlio

fu vescovo cremonese del 610. S. Sil-

del

precedente,

Cardinale da Gregorio XIII, e poi


nel

733
il

iSgo
di

creato Pontefice col no-

Cremona govern dal 776, cui successe Stefano, quale con Pipino re d' Italia,
al

me

Gregorio

XIV. V.
,

Desidebio

trasfer

a
Il

Verona
vescovo

il

corpo

di

s.

domenicano creato da Paolo V; Girolamo Vidoni^ crealo Cardinale da Urbano Vili; Pietro
Scaglia,

Zenone.

Paccardo

del-

l' 841, dall' imperatore Lotario I ottenne i beni e i privilegi concessi

Vidoni,

Cardinale

di

Alessandro

da Carlo Magno

alla chiesa

VII; Pietro Fidoni, annoverato al sagro Collegio da Pio VII Am;

nese, di cui era stata spogliata

cremoda

Roteschildo, gi ministro del re Pipino. Luitprando, fatto vescovo nel

brogio Bianchi,

camaldolese,

fatto

Cardinale

dal

regnante

Gregorio
Cre-

XVI.
11

Tangelo fu predicato in

963, fu uno de' pi dotti uomini del suo tempo. Offiedo degli Offiedi, nobile cremonese, nel 1 168, successe'

i82
a
s.

GRE
Emmanuele
per
la

CRE
e
si

cistcrciense,

cana.

Prima
il

di

lui

n' era slato ve-

distinse

venerazione, ed at-

scovo

taccamento

alla

cardo, cittadino cremonese,


fatto vescovo nel
i
1

Sede apostolica. Sivenne


84, e fu enco-

miato per santit di vita, per sapere, e pel suo Chroncon, nel quale d brevemente la storia dalla
creazione
del

Cardinal Federico Cesi, romano, fatto da Giulio III. Indi nel iSgi, Gregorio XIV ne fece vescovo il celebre Cesare Speciano, cremonese, fondatore del seminario
e del
collegio de' gesuiti, ed assai benemerito per altri titoli. Ebbe a succedergli il Cardinal Paolo Sfondrato, nipote di Gregorio XIV, per disposizione di Paolo V; quindi Gregorio XV, nel 1 62 1 , ne fece vescovo il Cardinal Pietro Campora. Per la serie di tutti vescovi di Cremona va letto il citato UghelItalia sacra, che ne fa il novero li,
i

mondo

sino
1

a' suoi

tempi. Col suo zelo, nel

gennaio, ottenne la
tas da Innocenzo
della quale
s.

199 a' 12 Qui piebolla


:

III,

coli'

autorit

Omobono

di

Crema
da quel

fu canonizzato solennemente

Papa.

A Sicardo successe il vescovo Omobono nel 12 17 consagrato dal


Pontefice

Onorio

III.

Kainiero di

sino
nel

1296, e vuoisi che pel primo adunasse in

Casalis divenne vescovo nel

ad Alessandro Lilta del 1718, pag. 6)2. J^. le Notizie annuali di Roma.

tomo IV, a

Cremona un

sinodo diocesano nel-

La sede

vescovile di

r anno seguente. Costanzo Fondulo cremonese, cugino di Cabrino Fondulo, signore allora di

dalla sua erezione

Cremona, sempre rimasta

sulFraganea della metropoli di Milano.

Cremona

govern dal i4i2 al 14^3, dopo che Giovanni XXIII depose il predecessore Bartolommeo Capra, per sospetto che seguisse le parti di Gregorio XII. Costanzo era vescovo quando Cremona venne onorata dalla presenza di Giovanni XXIII, accompagnato da tredici Cardinali, e dall' imperatox'c Sigismondo, seguito da molti principi, e magnati di Germania, e d'Italia. In appresso Ascanio Maria Sforza fu fatto vescovo, e Cardinale da Sisto IV. Galeotto
Franciotti, creato Cardinale dallo zio

Fra le molte chiese, che adornano questa citt, degna di particolare

osservazione
la

la

sua

bella

cattedrale,
in

cui

facciata

esterna,

marmo

bianco e rosso, s'innalza


il

sopra molte colonne, ed terno decorato


lenti,

cui

in-

di

pitture

eccella

fra le quali

primeggiano
Boccaccino,

Crocefissione del Pordenone, ed altri

superbi dipinti

del
e dei

di
la

Bernardo Gatti,
date
le

Campi. Dopo
Pietro,
di

cattedrale meritano di essere ricorchiese


di
s.

s.

Giulio

II,

fu preposto alla

amminiIl

strazione di questa chiesa.

Cardi-

Domenico, di s. Sigismondo, e quella che apparteneva agli agostiniani, quali vi avevano pure un bel convento. Tutte le dette chiese sono
i

nal Francesco Sfondrato, nel i549>

inoltre doviziose di pitture.

ottenne questa sede da Paolo


il

III,

ed
si

La

cattedrale dedicata

all'As-

figlio di

lui

Nicol, che,

come

sunzione in ciclo della b.

Vergine

disse,

divenne Papa col nome di Gregorio XIV, l'ebbe nel i56o da Pio IV. Concesse egli ai canonici

Maria, ed
dell'

il

capitolo

si

componeva
del

di sette dignit, cio dell' arciprete,

arcidiacono,

del

cantore,

della cattedrale le vesti,

che usano

decano, del preposito, del


rio,

primicedel

in

Roma

quelli

della basilica vati-

del

sagrestano

maggiore,

CHE
tesoriere,

GRE
oltre
il
i

183
la casa di

e del priore,
al

ca-

delle

limoline nel

1786;

nonici
Ila

ma

presente

capitolo

ricovero, e la casa
i

d'industria nel

sette dignit, la principale delle

quali
nonici,

r arcipretato con undici


comprese
e
le

ca-

teologo
preti,

prebende di penitenziere , ha dieci


servigio

809: tre asili di carit per l' infanzia, sono di recente fondazione, Finalmente tra i pii stabilimenti

mansionari, detti corali, oltre altri


e chierici addetti al
Il

nomineremo il monte di piet. La mensa ad ogni nuovo vescovo tassata nella cancelleria
fiorini

apostolica

in

ecclesiastico.

fonte battesimale

cinquecento. Dei
esistenti

monumenti
R.oma
,

nella prossima chiesa

chiamata per

cremonesi

in

ab-

ci battisterio.
affidata
al

La cura d'anime

detto arciprete,

coadiu-

biamo da Tommaso Agostino Vair^m Crenionensiuni monumenta Ro:

vato da due canonici, e da tre sacerdoli.

mae

exlantia

illustrata,

Iloraae

Vi sono

inoltre altre sette

chiese

parrocchiali,

prima,
monisteri

s\

nella citt che nella diocesi, vi era

1778: Appendx ad monumenta Cremonensium, quae Romae extant, sine anno in folio,
Sulla storia ecclesiastica
di

un

gran
i

numeio

di

Cre-

conventi regolari, per le


e per

monache,
Ordini,

mona

il

chiariss.

monsignor Dragoni,
storia
ecclesia-

religiosi di diversi

primicerio della cattedrale, pubblico da ultimo


stica

Ora per
osservabile
cretto

vi

sono i benefratelli. il magnifico episcopio


sino dai

La
chiesa

della
tre

cremonese

dei

non ha guari

fon-

primi

secoli di questa chiesa.

damenti dal vescovo


to che

Offiedi a tutte sue spese,

Omobono conte monumens

Concili di

Cremona.

onora
in

la

patria di

illustre

prelato.

Vi sono

Cremona
e

vari

stabi-

di
II

Nell'anno 1226, e nel vescovato Omobono, l' imperatore Federico


fece

limenti pubblici
ciuUe,

privati

per

la

radunare

nella

festa
si

di

istituzione dei giovani, e delle fan-

Pentecoste un concilio. Vi
talia

tratt
I-

come un

liceo,

un

ginnasio,

delia estirpazione delle eresie in


,

due scuole elementari maggiori pei maschi, e per le femmine, il seminario vescovile,
cazione per
il

della guerra

per

la

libera-

zione di terra santa, e

della

riu-

collegio di

edu-

nione delle
bardia, la

citt italiche, e di

Lomlega

le fanciulle, detto delle Signore della Beata P^ergine. Nella provincia havvi il collegio delle sa-

maggior

parte

in

in Soresina. Ci sono ancora diversi stabilimenti di pubblica beneficenza, che soccorrono gli indigenti s della citt, che della provincia. L' ospedale civico venne fondato nel il\.5o, ed aumentato

lesiane, cio

medesimo imperatore. Labb tomo X, Arduino t. VII. Abbiamo dal Novaes nella vita di Sisto IV, che nel 1482 fu tenuto in Cremona un concilio, per trovare i
contro
il

stabilito,

mezzi di pacificare l' Italia, e vi fu che si scomunicassero i

veneziani, qualora

non

si

ritirasse-

successivamente. L'istituto di
ce

s.

Crole

ro dalla lega contro di essa.


sto

Que-

somministra gratis
;

medicinali
per

agi' infermi

1'

orfanotrofio

venne eretto nel 1498; quello pei maschi nel i558; quello

femmine

venne approvato in concistoro da Sisto IV, che lo mand a tutti i sovrani perch lo pubdecreto
blicassero.
I

veneziani

si

appellaro-

i84

GRE
al

CRE
;

no

futuro concilio

ma

il

Papa
la

co'bisognosi letterati.

Il

suo patrimodiverse

dimostr con una

bolla,

essere

nio fu da
chiese
,

lui

distribuito a

autorit della Sede apostolica, e di


chi in essa risiede, superiore a tutti
i

concilii.

santamente in Amieas nel iS'j^ di quarantatre anni, e nove di Cardinalato.


e

mori

CREMONA

(di)

cino della provincia

Carlo. Cappucdi Milano, e


vis-

CRESCENTE,
in
il

Cardinale.
s.

scente Cardinal prete di

Cre Lorenzo
,

missionario apostolico in Africa,

Lucina, viveva nel ^96


Pontificato di Gregorio
I.

sotto

suto nel secolo decimosettimo. Ab-

biamo di lui un' opera divisa in due tomi, il primo de' quali contiene un trattato Delle azioni umane; l'altro, alcune quisiioni sul sa-

CRESCENZI
nale.

Crescenzio, Cardi,

Crescenzio Crescenzi
della

nobile

l'omano

famiglia

di

questo

gramento della penitenza,


soggetti.

ed

altri

nome, era Cardinal vescovo di s. Sabina, sotto Urbano II. Fu prigione


con Pasquale II nell'anno i 1 1 1 nel quale conchiusa la pace, ottenne la sua libert. Sottoscrisse ad
,

CREPEDULA.
dell'

Sede
,

vescovile
della

Africa occidentale

pro-

vincia Bizacena, chiamata anco Se-

crepedula, ep. syn.


sede era sottoposta
di Adramito.

Bisac.
alla

Questa

una bolla, spedita da quel Papa al vescovo di Fiesole, e mori durante


il

metropoli

Pontificato
II.

del

medesimo Pa-

squale

CREQUI Antonio, Cardinale. Antonio de' signori di Crequ e di Canaple, nacque nel 1 53 1 da nobile prosapia nelle
fosse
Gallie. Bench mediocremente dotto, era per saggio, ed accorto per cui venne provveduto ben presto di parec,

CRESCENZI
le.

Rainerio, Cardina-

Rainerio

Crescenzi

era

nobile

romano, e nella quarta promozione fu fatto da Innocenzo li nel 11 38 prete Cardinale di s. Prisca. Mor nel pontificato di Eugenio III, alla
cui elezione era intervenuto.

chie nobili

abbazie,

come

di quel,

CRESCENZI
dimarmo
,

la di s. Giuliano di

Tours
di

colla

nale. Gregorio Crescenzi di<