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n 3 7^
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
\ DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRIj AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI
, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI CONCILII ,

AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E


PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC, EC. EC,

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVL

VOL. XVIII

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCXLIII.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

C
cos cos
(jOSTANTlNOPOLI {Constan- ce dell' Islamismo, solendo i mede-
tinopolis). Capitale dell'impero ot- simi ottomani denominarla con en-
tomano, ai confine dell' Europa col- fatica espressione Ummed-dunia, cioè
l'Asia, e già antica capitale della Madre del mondo. S' innalza que-
Tracia. Dai suoi primi fondatori sta ìiuova Roma, non sopra sette

fu chiamala Bisanzio, o Bizanzio, colli,che emergono sul gran trian-


dai greci yénthiiza, o città Jlorida; golo curvilineo, onde l'area ne vie-
dai bulgari Zaregrad, o città rega- ne descritta sull'estremo canto orien-
le; dagli arabi Constantanìjc , e piìi tale della Tracia, ma sopra diverse
sovente Farnik, o luogo che sepa- colline. I romani, in memoria dei
ra l'Asia dall'Europa, dappoiché colli, sui quali era fabbricata B.o-

da Costantinopoli un battello può ma, chiamarono anche Costantino-


fare il tragitto in Asia in meno di poli la città dei sette colli, quasi
un quarto d'ora ,
per uno stretto per associarla alla potenza della ca-
canale che gli antichi chiamarono pitale dell'impero d'occidente. Pe-
Bosforo, perchè un bue poteva tra- rò questa denominazione è meno
versarlo a nuoto. Questo stretto di propria, ed esatta, perchè se si ha
comunicazione tra le due parti del riguardo alle colline, che propria-
mondo, scorre uno spazio di circa mente possano dirsi tali , il loro
diciotto miglia tra il mar Nero ,
numero è minore di sette ; se poi
ed il mare di INIarmora. Costanti- si calcolano tutte, sono in numero
nopoli dagli ottomani con greco , masL'iore. Sembra la città assidersi
vocabolo corrotto, viene chiamata in soglio nel limite fra l'oriente, e
Stamhul, Istambol, o meglio Islani- r occidente, per dominare le due
hol, cioè luogo fertile, o quasi api- plaghe. Le acque ne cingono i due
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lati, mentre il solo terzo si attiene Egeo, e Propontide apre la ma-
la

al vicino continente europeo. Que- ravigliosa comunicazione ), per avere


sta città, posta in un sito centrale, ricevuto il nome dalla giovine El-
sembra dalla natura destinata ad le, e per lo tragitto da Abida a Se-
essere la metropoli dell'universo. Di sto, del misero nuotatore Leandro
fatto è una specie di deposito delle amante della bella Ero. La storia
merci dell'Europa, e dell'Asia, per poi ci rammenta il ponte di bar-
cui fa un commercio considerabile. che per cui Serse fece passare i

Fra i suoi diversi sobborghi ,


pri- suoi eserciti, e la non men cele-
meggiano Pera, e Calata la ; pri- bre irruzione in Asia di Alessandro
ma è il quartiere de' negozianti, e il Grande. Le mura, che difendo-
la seconda quello della diplomazia no la città all' ovest, sono in ge-
europea. nerale assai alte, e costrutte in mat-
Costantinopoli propriamente det- toni piatti, ed in pietre di una dop-
ta,non compresi i sobborghi, oc- pia grossezza, che quelle dei mat-
cupa una superfìcie triangolare, so- toni. Fabbricate da Teodosio im-
pra un promontorio composto dalle peratore, sono tutt' ora assai bene
mentovate colline, che si elevano a conservate. Vi si contavano sette

forma di anfiteatro. La base di porte, ma sono state atterrate le


questo triangolo, che sta all' ovest, superflue. La più osservabile, quan-
è determinata da una doppia mu- tunque la più danneggiata, è quella
raglia fiancheggiata di torri , e di- detta Top-ca-pusi, o porta sancii
fesa da una fossa di circa venticin- Romani. L' ultimo imperatore gre-
que piedi di larghezza, che separa co Costantino Paleologo fu colà
Costantinopoli dal restante del con- ucciso, e per essa i turchi entra-
tinente. Le due altre parti sono rono nella capitale dell'oriente. Una
tracciate al sud dalle sponde del doppia muraglia pure fiancheggiata
mare di IVIarmora, ed al nord-ovest di torri, si unisce alla precedente,
da un braccio del canale di Costan- e circonda Costantinopoli dalla par-
tinopoli, che penetra molto avanti te della Propontide, e del canale.
nelle terre, separando Costantino- Porta essa l'impronto delle ripa-
poli dai suoi principali sobborghi, razioni fattevi dai turchi, e presen-
e in fondo al quale si gettano il ta anche qua e là gli avanzi di
Cydaris, e la Barbyssa. Contempla edifizi greci, e romani. Olfre sette
inoltre Costantinopoli verso il sud ingressi dalla parte del mare , e
ovest famoso varco dell'Ellespon-
il dieci da quella del canale. Questo
to, chiamato ora de' Dardanelli dal- canale forma uno de' più belli , e
le due fortezze, che verso la parte sicuri porti dell'Europa. L' ingresso
piti angusta dello stretto edificò sul- è illuminato da due fari, difeso da
le due spiaggie asiatica ed euro- forti numerose batterie
e sì di ,

pea il conquistatore Maometto II mortari a bomba, che di cannoni a


nel secolo XV, dette attualmente i grosso calibro, poste da una parte
vecchi Dardanelli, per distinguerli alla punta dei serraglio, estremità
dagli altri due propugnacoli, che nel del promontorio su cui s' innalzai
secolo XVII Maometto IV vi ag- Costantinopoli, e dall'altra all'arse-
giunse. Nella mitologia è celebre nale di Top-hana sulla costa orien-
l'Ellesponto (che fra l'arcipelago tale di Calata. Questo vasto baci-
, ,

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no, coperto da una mollitufline di novesi, ma poi venne ricuperata da
navigli di tutte le nazioni (potendo Maometto li, siccome meglio dire-
le più grandi navi avvicinarsi quasi mo. Essa è cinta di antiche mura,
sino alle abitazioni ), continuamen- con dodici porte, le quali sono sem-
te percorso dai caichi, o battelli pre aperte, ed ha una cittadella altis-
turchi elegantemente addobbati, of- sima, chiamata torre di Cristo, la
fre un quadro animatissimo, incor- quale fu eretta da Anastasio. Alla
niciato, per cos^dire, da edifìzi di moschea degli arabi finisce la mu-
forme belle, e variate. laglia di separazione, che può dirsi
Calata, Pera, e Cassim-pascià so- dividere Calata in tre parti, e che
no i sobborghi, che separano il por- viene condotta dalla torre verso il

to dalla città. Quello di Ayoub od sud-ovest, e di là fino alla dogana.


Ejub, abitato da soli turchi, tocca Calata rinchiude molte moschee
al nord le muraglie di Costantino- una fontana riccamente ornata , e
poli. Si osserva in questo il mau- numerose botteghe di mercanzie di
soleo di Ejub ( porta stendardo e tutte le nazioni. Questi fondachi
discepolo Maometto )
del profeta sono tutti di pietra, per resistere
erettovi da Maometto II, come an- al fuoco e piantati sono in distan-
,

cora una bella moschea dello stesso za gli uni dagli altri, con le sole
nome, ove si custodiscono tutte le finestre di prima necessità , e con
reliquie del profeta, tranne lo sten- porte foderate di lamine di ferro.
dardo, o Sangfaki-cherif, che si con- Una catena tirata dalla punta di
serva nel serraglio , e la sciabla Calata alla punta del serraglio ser-
con cui si armano i sultani alla viva altre volte a chiudere il porto
loro assunzione al trono. Vi sono di Costantinopoli. Eravi quella ca-,
pure in questo sobborgo molti pa- tena sino dal tempo dell'impera-
lazzi delle principesse, appartenenti tore Severo, che assediò Bizanzio, e
alla famiglia imperiale. In una ricca Leone l' Isaurico tenne lontani con
valle vicina si trova il Kiaat-Khauch, essa i saraceni, che temettero es-
bel palazzo fabbricato da Acmet sere racchiusi nel golfo dopo il loro
111, sopra un modello esibito da passaggio. Lo stesso conquistatore
un ambasciatore francese. Il sob- Maometto II antepose di far trasci-
borgo di Cassim-pascià contiene il nare per terra i vascelli armati, an-

Tersanch o grand' arsenale della ziché distruggere quel riparo. L'im-


marina, vasti cantieri da costruzio- peratore Michele Paleologo, dopo
ne, il palazzo del capitano pascià, aver tolto Costantinopoli agli im-
o capudan pascià, caserme, alloggi peratori francesi, cedette Calata qua-
per gli schiavi ed artefici, ed una si in feudo con varie
a' genovesi
moschea. Questo ampio sobborgo è condizioni, ed nuovi possessori la
i

interamente sottomesso alla giuris- fortificarono in guisa, che servi mi-


dizione del detto capudan pascià o rabilmente a rintuzzare gli assalti
ammiraglio, il quale non rende con- turchi,né uscì a' genovesi di ma-
to che al gran signore. All'est di no che sotto Maometto II
j nel ,

Cassim-pascià stanno Calata, e Pe- giorno stesso della presa di Costan-


ra. La prima era una piccola città tinopoli. Nella parte inferiore dell' in-
allorché s'impadronirono di
i latini gresso del porto, sta il detto grande
Costantinopoli, e fu donata ai ge- arsenale di Top-hana ( cioè canno-
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ne e casa), in cui sono degni di de dall'alto delle colline sino al
osservazione i magazzini di artiglie- mare.
ria, caserme dei cannonieri, e la
le Anche Costantinopoli, propriamen-
bella fonderia di cannoni, da cui il te veduta dalla parte del
detta,
luogo prese il nome; mentre appunto mare, presenta un incantevole aspet-
Tophana altro non vuol dire che to. E infatti le colline sulle quali la
cannone j e casa. Il quartiere di Pera città insensibilmente ed in forma
si estende bellamente su di una vi- regolare s' innalza a guisa di anfi-
cina altura, ed ha quasi una lega teatro, le superbe moschee che co-
di lunghezza è assai male lastri-
: ronano le sommità più elevate colle
cato, e in generale molto irregolar- loro immense cupole, e circondate
mente costrutto. Gli ambasciatori da alti minareti, i bagni magnifici,
europei vi hanno la loro stallile le case dipinte a varii colori, e ver-
residenza, in unione ai loro inter- niciate, con ispecchi, su' quali il sole
preti, in edifizii assai belli , e flib- riverbera i suoi raggi , e con giar-
bricati in pietra, possedendo ezian- dini deliziosi , ove s' innalzano ci-
dio in altre situazioni deliziosi luo- pressi, mirti, ed altri alberi sempre
ghi campestri. Vi risiedono un ar- verdeggianti , la distribuzione sim-
civescovo in partibus, che ha il ti- metrica di tutti gli edifizii , la ve-
tolo, e le prerogative di vicario pa- duta del porto sempre coperto da
triarcale apostolico, ed altro metro- legni d' ogni grandezza , e da mi-
polita pritnaziale pegli armeni, del gliaia di barche che lo percorrono
quale si parlerà a suo luogo, e che in tulle le direzioni ,
gli avanzi di
porta il titolo di arcivescovo di Co- antichi monumenti, e finalmente il

stantinopoli. Sonovi, come meglio lontano prospetto di pianure ricche


poi si dirà, chiese cattoliche latine, di superba vegetazione, tuttociò pre-
cattoliche armene, altra piccola pa- senta allo sguardo sorpreso lo spet-
rimenti armena cattolica nclTinterno tacolo più bello , e magnifico che
dell'ospedale, un'armena scismatica, possa immaginarsi, ed una delle più
una greca scismatica, un monistero deliziose prospettive del mondo. L'in-
di dervisi dell' ordine di MevlcK'ix, cantesimo prodotto dall'aspetto es-
ed un collegio di giovani destinati ad terno di Costantinopoli, va sceman-
essere ammessi nel serraglio. Que- do insensibilmente avanzandosi nel-
sto sobborgo, che può dirsi un quar- r interno; e dopo avere ammirato il
tiere europeo, nel quale le botte- seducente esteriore di questa capitale,
ghe, ed i magazzini sono addobbati che pare dalla natura destinata ad
e disposti come a Londra, e a Pa- essere la regina delle città, non si

rigi, presenta il complesso di tutte vedono nell' entrarvi che strade an-
le nazioni, comprese sotto il nome ed as-
guste, irregolari^, e lubriche,
generico di Franchi. Ed è perciò, sai incomode pei pedoni e case ,

che vi si vedono tutte le foggie di per la maggior parte costrutte in


vestimenti , e vi si odono parlare legno, mattoni, ed argilla, ricoperte
quasi tutte le lingue. Non v' ha di una intonacatura fittizia. In molti
niente di più grato , e dilette- luoghi s' incontrano vasti spazi de-
vole all' occhio , del scmicircolo serti, coperti qua e là di rimasugli
formato dalle case di Galata, Pe- di edifizi anneriti dalle fiamme, o
ra, e Tophana, il quale si esten- abitazioni abbandonate a cagione
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della peste, che non di rado iiifu- regna una magnificenza incredibile,
ria nella città. sebbene bizzarra ed irregolare. Il
Però a fianco di edifìzi di pessi- restante del serraglio, che va sino
mo gusto, se ne vede un buon nu- allapunta del promontorio, si com-
mero di quelli che meritano di es- pone di giardini deliziosi, male di-
sere ricordati, e qualche magnifico stribuiti, decorati però di kioschi
palazzo. Il principale di tutti è il ossia casini elegantissimi, dai quali
serraglio, o palazzo imperiale del si gode di una vista amenissima sul
gran signoi'c, che occupa il luogo, mare, e sulle coste dell'Asia, Que-
e l'area dell'antico Bizanzio al sud sto immenso fiibbricato risenti i

est del porto, ed al nord ovest del danni del terremoto dell'anno 1754.
mare di Marmerà , sel)bene posto Da qualche tempo il sultano abita
nel circuito della città. Questo pa- di ordinario un bel palazzo situa-
lazzo è cinto di alle mura merlate, to sulla punta del serraglio in fac-
fornite di artiglierie, con otto porte, cia a Scutari. 11 serraglio fu edi-
dtlle quali la piìi rinomata è Ca- ficalo da Maometto II, ed abbelli-
bihumaioun ( la .sublime polita), ti- to in seguito sempre dai suoi suc-
tolo con che si distingue diploma- cessori : può
un recinto di più
dirai
ticamente il gabinetto ottomano. palazzi, e diappartamenti uniti in-
E questo nome di Porta equivale a sieme, secondo il capriccio dei vari
quello di Corte, usato in occideute. sultani, piuttosto che un solo pa-
Essa è però di una costruzione gros- lazzo. 11 suo letto, come quello de-
solana, avente la forma di un ba- gli altri palazzi del gransignore , è
stione. Aed a sinistra di
destra coperto di piombo; il serraglio so-
questa porta, si espongono le leste lo forma una piccola città , e può
de' condannati, e quelle di qualche contenere sei mila abitanti. Guar-
illustre nemico ucciso in guerra. dato con gelosia, ad un fì-anco è
Dà essa l' ingresso ad un primo vietato di visitarlo interamente, al-
cortile, in cui stanno la zecca, il pa- meno senza un particolar firmano
lazzo del gran visir, e l'antica chie- del ministro degli allari esteri, ma
sa di s. Irene fondata da Costanti- solo in parte.
no Magno, che fu convertita dai Nella direzione stessa sta l' At-
turchi inun deposito di armi an- Majdani, ossia piazza di Cavallo
tiche. Si giunge poscia per la por- che i greci chiamarono Hippodro-
ta Orlacapusi , al secondo cortile ?nuSj piazza che ha duecento cin-
quadrato, in cui sonovi la sala del quanta piedi di lunghezza sopra
divano, o imperiai consiglio, le scu- centocinquanta di larghezza, e la
dei ie del sultano ec. Nel fondo sta cui bella moschea di Acmet III oc-
la porta di felicità (Babi-saadet )
cupa uno dei lati. Su questa piaz-
presso la quale s' innalza la colon- za, come anticamente, si fanno le
na assaibene conservata di Teodo- corse de' cavalli , si addestrano i

sio ilGrande. Questa ultima por- turchi agli esercizi militari del d/'e-

ta conduce alla sala del trono, al- rid, e verso di essa si dirige la
la biblioteca del serraglio, agli ap- mossa del sultano nelle gran ceri-
partamenti del sultano, all' /m/-e/;i monie, e pubbliche allegrezze. A
o soggiorno delle donne, al tesoro, questa piazza At-Majdani i gianniz-
ed a molli altii edilizi, ne' quali zeri solevano portare le loro pignat-
,

IO COS COS
te, adunanze
e tenere le loro sedi- di quelle potenze, a cui la Porta
ziose quando volevano precipitare ottomana dichiarava la guerra. Con-
un ministro, o detronizzare un sul- siderata come opera militare è di

tano. Di tutti gli antichi monu- poca difesa, e serve da qualche tem-
menti che la decoravano, più non si po di prigione di stato. Tre di

vedono che 1' obelisco egiziano qua- queste torri , rovinate dal terre-

drangolare di marmo tebano , con moto del 1768, non furono più
iscrizioni geroglifiche, ed alto ses- rifabbricate. In questo castello si

santa piedi colonna serpentina


; la scoperse un arco di trionfo eretto
da moltissimo tempo mutilata ; ed in onore di Teodosio, e che chia-
un' altra colonna di novantaquat- mavasi la porta dorata. Sul punto
tro piedi di altezza, rivestita di più elevato della catena delle colli-
bronzo da Costantino Porfirogeni- ne, il sultano Mahmoud II fece co-

to. Nel centro della parte più po- struireuna torre alta, dove veglia
polala di Costantinopoli, sta il vec- costantemente una guardia per da-
chio palazzo (Eski-Seraj ), cinto da re il segnale degli incendi, che si

un'alta muraglia di circa un terzo manifestano frequentemente, essen-


di lega di circonferenza , eh' è oc- do di legno la maggior parte delle
cupato dalle donne del decesso sul- case. Spaventevole fu quello del
tano, che quivi dopo la sua morte 1782. Anche il flagello terribile

sono trasportate dall' harem. L' Ai- della peste, portatavi dalle altre

nalu-cawak-Serai, o palazzo degli parti dell'impero, ed alimentata


specchi costrutto da Acmet III, in dalla non curanza , dal fanatismo
vicinanza al mare di Marmora un e dalle antiche costumanze, vi ca-
poco all'ovest dell' Eski-Serai on- , gionò spesso grandi strazi. Si sof-
de porvi i begli specchi che gli re- frirono pure molte volte fatali ter-
galavano i veneziani è degno di , remoti, come si è detto de' princi-
essere osservato specialmente per pali.

la ratificazione colà entro fatta All' angolo nord di Costantinopo-


della cessione della Crimea al- li si vede il Takir-Serai, detto al-
l' impero russo. In poca distanza tresì palazzo di Costantino, il quale
stavano belle caserme pei gianniz- non offre più che gli avanzi della
zeri, ma ora sono distrutte dopo , sua antica costruzione, e qualche
la dissoluzione di quel turbolento colonna di marmo. Si osserva an-
corpo di milizie. All'angolo del sud cora nelle altre parti della città

ovest della città, presso al mare qualche antico monumento, ma in


di Marmora, evvi il castello detto generale assai degradato. Uno dei
le sette torri, antica fortezza eretta meglio conservati si è la colonna
dagli imperatori greci, e ristaurata di porfido di novanta piedi di al-
da Maometto li. È composta di tezza, un tempo sormontata da una
sette torri, fabbricata di pietre qua- statua di Apollo, ma talmente ro-
drate , alle quali se ne aggiunse vinata dal fuoco, che le fu dato il
lui' ottava. La fortezza delle sette nome di colonna abbruciata . Si
torri acquistò trista fama, quando vede pure il serraglio degli animali,
per abuso del diritto delle genti, il ch'era un'antica chiesa greca de-
turco dispotismo usò di rinchiuder- dicata a s. Foca . Costantinopoli
vi gU ambasciatori, e rappresentanti possiede quattordici moschee impe-
e OS COS II

rlali,quasi duecento moschee ordi- duecento quaranta: due vestiboli le


narie, e più di trecento cappelle stanno dinanzi, e vi si entra per
turche, o mesdjid. Le prime s' in- nove porte di bronzo. La sua cu-
nalzano quasi tutte isolatamente in pola principale è degna di osserva-
mezzo ad un vasto circondano, e zione, per la sua forma assai piat-
sono notabili per le loro cupo- ta, come la superba galleria che la

le e minareti, sui quali si recano i circonda composta di sessantasette


turchi per dare avviso delle ore colonne, otto delle quali sono di por-
destinate alla preghiera. S'innalzano fido, provenienti dal tempio del sole
i minareti quanto i nostri campanili in Roma, e sei di diaspro verde, tolte
ed hanno una cima appuntala in dal tempio di Diana in Efeso. Il

torma di guglia, con sopra delle pavimento in mosaico di porfido e


mezze lune, e sei'vono di gran or- verde antico, è tutto coperto di
namento alle moschee, e alla città ricchi tappeti. I quattro minareti
tutta. Queste moschee l'inchiudono annessi a questa moschea, sono da
diverse cappelle sepolcrali, in cui essa staccati, e notabili per la loro

stanno le ceneri dei loro fondatori, leggerezza. Dopo s. Sofìa si nomina


e sono circondate da diversi edilìzi la moschea di Acmed III, la sola
consagrati agli oggetti di pubblica dell' impero che sia ornata di sei

utilità, come spedali, collegi, scuole, minareti ;


quindi la Solimania, quel-
biblioteche , hans o alberghi gra- le del sultano Selim ec. ]Molte di
tuiti. Nei collegi delle moschee im- queste moschee sono antiche chiese
periali si allevano sollanto quei gio- greche, oppure decorate dalle spoglie
vani destinati ad entrare nel corpo di antichissimi monumenti. In Costan-
degli Ulema. Delle tredici bibliote- tinopoli si contano pure ventitre
che poi, che racchiude Costantino- chiese greche scismatiche, ma poco
poli, la più importante è quella considerabili, sei cattoliche latine,

del seiTaglio mentre le altre non


; diverse armene scismatiche, cinque
contengono ciascuna che circa due conventi cattolici, e diverse sinago-
mila manoscritti, la maggior parte ghe.
commenti dell'Alcorano. Sonovi in Costantinopoli tante
Le moschee ordinarie furono e- fontane quante sono le strade, e
rette o dai visir, o dai pascià, o da tutte, benché una semplice co-
di
sultane-valide, e sono meno belle struzione, non mancano di eleganza,
delle prime. I turchi non lasciano e vengono provvedute di acqua da
entrare cani nelle loro moschee, che bellissimi acquedotti costrutti dagli
sono addobbate a mei'aviglia, ed imperatori romani, fra i quali si

ivi si trattengono con riverenza e distingue quello fatto da Valente,


silenzio. In generale le moschee che è un superbo monumento di
rassomigliano più o meno a quella antichità. Tra tutte le vecchie cister-
di s. Sofìa, la più magnifica delle ne meritano di essere ricordate quelle
altre. Fu questa in origine un tem- di Costantino, e di Filossena, le cui
pio greco, costrutto sotto Giu'sti- volte sono sostenute da belle co-
niano nel 537 da Antemio <li Tral- lonne, e la seconda ne ha duecento
les, assistito da Isidoro di Mileto; dodici di bel marmo. I pubblici
la sua forma è a croce greca, lun- bagni in numero di centotrenta
ga duecento settanta piedi, e larga sono di architettura uniforme, e tutti
i2 cos cos
sormontali da piccole cupole dalle co, di undici vescovi sinodali, e del-

quali pigliano la luce. La necessità le piìi nobili famiglie di questa na-

di somministrare a tutti i quartieri zione. Prima della rivoluzione i

la quantità di acqua di cui abbiso- greci, secondo gli ultimi calcoli, for-

gnano i turchi pei loro bagni, e mavano la sesta parte della popo-
per le frequenti loro abluzioni, gli lazione: una parte di essa si dedica-
resero molto industri nella costru- va al commercio, alcuni studiavano
zione dei pozzi, e delle macchine la meditina, o le lingue sti-aniere,

idrauliche. Sonovi molti hans, al- per impiego di drago-


esercitare l'

berghi, bazari, e bezesteins, costrutti mani, ed un gran numero serviva


in pietra e mattoni. Il gran bazar, nella marina, non che aspirava al-

eretto da Maometto II nel 1462 è l'eminente grado di Ospodari dei


il più importante di tutti. Si osser- principati : questi greci sogliono
va che ciascun genere d' industria chiamarsi Fanarioti. Cli armeni,
occupa una strada, od un quartie- stando più recenti ragguagli, in
ai

re particolare, oltre gli spedali an- numero trentamila, sono tutti


di

nessi alle moschee imperiali, e che commercianti ; gli ebi'ei presso a


sono la maggior parte destinali a poco in egual numero, hanno un
ricevere i pazzarelli. L'industria ma- quartiere particolare, e si occupano

nifatturiera è poco importante, e non in oggi di traffico, ed anche di me-


vi è alcuna officina di belle arti. stieri bassi, in somma sono tutti

Vi è però da qualche tem-


stabilita commercianti ed artisti.

po una tipografia, che vi fa im- I contorni di Costantinopoli no-


portanti progressi. tabili per la bellezza e varietà

La popolazione di una città co- dei loro siti pittoreschi, lo sono al-

me Costantinopoli non può essere tresì pel gran numero de' cimiteri
determinata che approssimativamen- che vi si trovano, e che attesa la
te. Secondo calcoli piìi esatti la po-
i quantità di alberi che rinchiudono,
polazione della sola città può cal- rassomigliano piuttosto a dei parchi.
colarsi cinquecentomila anime. Se a Di fatti, i cimiteri de' turchi sono
questo numero si aggiunge, come assai belli,per la loro estensione,
si fa ordinàriamente, la popolazione quanto per la magnificenza, e pel
de' sobborghi di Pera, Calata, e lusso delle tombe. Sono magnifici

Scutari che, sebbene in Asia, è vi- e degni di osservazione i tuWè, o


cina abbastanza per essere conside- sepolcri de' sultani. I due campi
rata come una dipendenza dalla de' morti, o cimiteri, situati in vi-
città, si avrà un totale di circa set- cinanza di Pera, sono luoghi di

te a ottocento mila abitanti, sebbe- p.T sseggio, in cui si gode una ve-
ne altri non dubitano affermare po- duta incantatrice. mechitarisla p.
11

tersene in totale calcolare novecento Cherubino Aznavor tradusse l' o-


mila tra turchi, greci, armeni, ebrei, puscolo di Ingigi intitolato: La
franchi ec. I greci, i quaU antica- villeggiatura dei Bizantini , Ve-
mente non abitavano che il solo nezia i83t, tipografia di s. Laz-
quartiere del Fanar sul porto, si zaro. Costantinopoli è patria de-
sono quindi sparsi in tutti gli altri; gl' imperatori Onorio, e Giuliano
ma però il Fanar è sempre la resi- l'apostata, ed altri imperatori, di uo-

denza dello scismatico patriarca gre- mini grandi, di dotti, guerrieri, pa-
cos COS i3
triarchi, ed anche degli
santi, ec. , da cui potesse accorrerne meglio alla
imperatori ottomani ec. Il perime- difesa, dopo di avere esaminato
tro di Costantinopoli è di sei leghe, molte situazioni, credette di dover
contandosene due per ciascuno dei fissarla fra l'Europa e l'Asia, ap-

tre lati. punto nel centro dell'impero ro-


L'antica Bisanzio vuoisi edificata mano, e dei climi temperati del
e denominata dal capo di una colo- suo continente. Questa situazione
nia di JMegaresi chiamato BÌ7as, sopra uno stretto che comunica ai
ammiraglio di essi, che dopo avere due mari del Ponto Eussino e della
fabbricato la città, oggi rovinata, di Propontide, gli sembrò, siccome
Calcedonia nel lido asiatico, venne pure viene riputata oggidì, la più
a formare uno stabilimento sulla piacevole, la più sana, e la più van-
parte occidentale del Bosforo Tracio. taggiosa, che vi fosse nell^universo.
Eravi però, secondo Plinio, in quel- Da questa pianura dolcemente in-
laremota epoca un piccolo paese, il clinata r occhio si estende molto
quale da alcuni chiamasi Lygos, che i lungi nelle terre piìi ridenti, le più
mileti, gli spartani, e gli ateniesi posse- fertili e variate di due parti del mon-

dettero a vicenda, secondo la varia do. Da tre parti essa è circondata dal
fortuna, ed abbiamo ancora che mare, ossia dai golfi, da un accesso
Pausania di Sparta, dopo la sconfit- quanto difficile al nemico, altrettan-
ta di Serse, 1' aumentò e fortificò. to favorevole al commercio: e cer-
Dopo aver sofferto nella seconda tamente in nessun altro luogo si
irruzione dei persiani, fu presa da- potevano trovare meglio riuniti, i
gli ateniesi. Sotto il dominio ro- vantaggi di una sicura e facile sus-
mano, Vespasiano le tolse i suoi sistenza. La di Bisanzio, come
città
privilegi, e l'um ad una provincia abbiamo veduto, edificata su quel-
con libero leggimento egli fu il : la costa da Bizas, che alcuni dico-
primo che ira gl'imperatori ro- no re di Tracia, era stata in al-
mani si recò a Bisanzio. Nelle tii tempi assai ragguardevole. Ma
guerre civili seguì il partito di C. quando Costantino pensò ad elevar-
Pescenio Nero, e Severo perciò la la a più alti destini, non era che
distrusse interamente disperdendone un borgo, il cui vescovo riconosce-
gli abitanti. va quello di Eraclea per metropo-
Sul luogo adunque, la cui esten- litano.
sione, come dicemmo, secondo alcuni, Costantino incominciò dal dare
è occupata dal serraglio, l'imperatore tre quarti di lega di circuito alla
Costantino Magno, dopo avere pub- sua nuova città,che successivamen-
blicamente professato la religione te accrebbe ed arricchì con tal
massimo
cristiana e resa questa col fervore, che per adornarla spogliò
zelodominante per tutto l' immen- le altre città di ciò che avevano di
so impero romano > determinossi più prezioso, profondendovi quanti
dalla bella e deliziosa situazione di mai ornamenti sapesse a lui sug-
Bisanzio d innalzare la città cui gerire l'imperiale magnificenza, e
diede il proprio nome, ed in oltre l'idea di far sorgere una nuova Pio-
stabilì che dovesse essere la sede ma, che l'antica emulasse in grandez-
dell'impero. Costantino, volendo for- za e splendore. Ne intraprese la fab-
mare la capitale di esso, in luogo brica l'anno 32 6, e potè farne la
i4 cos COS
solenne dedicazione agli 1 1 maggio ma. L' imperatore attirò poscia in
del 33o. V'innalzò sette colli, e la questa città uomini illustri da tutte
divise in quattordici rioni, accioc- le parti del mondo, col mezzo di
ché anche in questo somigliasse a grandi profusioni; aprì una biblioteca
Roma. Gli edifìzi interni, sì pub- che oinò di moltissimi volumi, e che
blici, che privati, furono innalzati i suoi successori aumentarono in
quasi tutti insieme, mentre in pari seguito sino al numero di cento-
tempo travagliavasi per le mura del- mila, tanti contandosene quando fu
la Eranvi molte piazze cir-
città. abbruciata sotto il consolato di
condate da portici, e la principa- Basilisco. Stabilì accademie, che po-
le di esse portava il nome del fbn- scia fiorirono in rinomanza. Abbat-
datox-e, sorgendo nel mezzo la di tuti gli altari dei numi, non
falsi

lui statua, sopra un'enorme e ma- fece servire le loro statue che a mag-
gnifica colonna di porfido, a tale giore ornamento della città, la quale
effetto trasportala da Roma. Si quantunque fosse già superba, e son-
fabbricarono due palazzi degni del tuosa, pure i suoi successori si die-
padrone del mondo, un ippodromo, dero ogni cura d'ingrandirla, ed ab-
o circo per le corse a piedi, un an- bellirla maggiormente, e renderla
fiteatro, diversi teatri, bagni, acque- piti splendida e forte. Egual zelo
dotti, e gran numero.
fontane in ed impegno ebbe Costantino per
Costantino contemporaneamente fe- tuttociò, che riguardava la religione
ce fabbricare vaia quantità di case cattolica. Lo scopo principale ma-
e palazzi, che ripartì fra i senatori, nifestato dall' imperatore nel fon-
patrizi, ei grandi signori di Roma, dare Costantinopoli, era di oppox're
e di tutto l'impero. Proibì con leg- a Roma idolatra, una Roma nuova
ge a tutti quelli, che possederanno e tutta cristiana . Quindi furono
terre nelle provincie vicine, dispor- spianati tutti i templi di Bisanzio,
ne con testamento, quando non a- oppure trasformati in altrettante
vessero una casa nella città di Co- chiese. GÌ' idoli, che non rimasero
stantinopoli. Ache face-
quelli poi, non furono piìi riguardati
distrutti,
vano fabbricare nella venne città, che come monumenti curiosi e pro-
accordata una certa misura di pa- fani, i quali si esposero ai capi delle
ne per essi, e pei loro discendenti strade e sulle piazze pubbliche, per
in perpetuo ; a tal effetto si rac- la decorazione della città, e per
conta che ogni giorno distribuiva- trattenimento dei passeggieri. Perciò
si un'immensa quantità di grano, vedevausi l'Apollo Pitio, i famosi
calcolandosi ottanta mila moggia muse di Elico-
tripodi di Delfo, le
per giorno. na, e ben presto non si potè più
In olti'e Costantino vi costrussc comprendei'e come mai quei muti
un campidoglio, un anfiteatro, mer- simulacri fossero stali per sì lungo
cati ed altri pubblici edifìzi, ad esem- tempo l'oggetto della comune ve-
pio di quelli dell' antica Roma. Vi nerazione. Ma le religiose intenzio-
stabilì anche il senato, i magistra- ni di Costantino si manifestarono
li, e gli ordini del popolo, e le pililuminosamente nella costruzio-
accordò i medesimi privilegi della ne delle nuove chiese, le quali per
medesima Roma, per cui allora fu la loro magnificenza infinitamente
nominata Costantinopoli la nuova Ro- superiore a quella degli antichi tem-
cos COS iì;

pli,annunziavano la grandezza del delle sante Scritture. Sul vestibolo


Dio supremo, che \i era adorato. del gran palazzo, l'imperatore era
La più ragguardevole fu dedicata r.ippresentato con la sua famiglia,
all'eterna Sapienza, donde prese il colla croce sul capo, e con un enor-
nome di s. Sofìa, poi, come dicem- me dragone sotto i piedi, simbolo
mo, rifabbricata dall' imperatore del paganesimo, il quale era trafit-
Giustiniano. La chiesa, edificata pres- to da un dardo in mezzo al ventre,
so il palazzo imperiale in onore e veniva precipitato nel mare. Nell'in-
dei dodici apostoli, non giungeva, terno era stata eretta nel muro di

è vero, alla stessa grandezza, ma facciata una gran croce di pietre


non era meno mirabile per la ric- preziose, incastrate nell'oro con una
buon gusto della
chezza, e pel de- sontuosità ed arte mirabile. Tutto
corazione. Dessa era in forma di infine respirava la vera religione,
ci'oce di un'altezza prodigiosa, in- tutto ispirava la fede e la pietà,
crostata di marmi di più colori e non mai sovrano, il quale
vi fu
dal pavimento sino al soffitto, che mostrasse più ardore, né maggior
foi'mava una volta tutta dorata, piacere per fare onorare la Chiesa :

ed aveva pure il tetto dorato. La principe incomparabile in questo


cupola era cii'condata da una balau- punto, e che sarebbe degno di en-
strata talmente sfolgorante d' oro, comio senza alcuna eccezione, ove
che gli occhi abbagliati non po- non si fosse altresì ingerito a rego-
tevano fissarsi in quel ricco edifi- larla.

zio, allorché veniva illuminato dal Nel secolo ottavo le doppie mu-
sole. Il corpo del tempio sorgeva ra di Costantinopoli, che cingevanla
in mezzo ad un vasto cortile, cir- dalla parte di terra, avevano quasi
condato da quattro gallerie ove e- due leghe di giro, quelle del mare
rano sale pubbliche, ed appartamen- dalla parte della Proponfide ne a-
ti distinti pei diversi membri del vevano di più, e quelle che rin-
clero, e per tutti i suoi ufficiali. Co- chiudevano la città lungo il golfo
stantino destinò questa chiesa alla ed il porto, un poco meno ; il che
sua sepoltura, e vi fece preparare faceva circa sei leghe di giro, oltre
la sua tomba in mezzo ad altre i sobborghi, che considerar si po-
dodici fatte in memoria degli apo- tevano come altrettante città. Que-
stoli , sei per parte , al che si stisobborghi con tutte le case di
determinò egli per una fede viva, campagna a venti leghe da Costan-
e nella ferma persuasione del van- tinopoli, furono rinchiusi dall'im-
taggio, che dopo morte ne risulte- peratore Anastasio, in un prodi-
rebbe all'anima sua, come si legge gioso recinto circolare di mura di
in Eusebio, Vit. III. 49. venticinque piedi di grossezza, che
Oltre le chiese s'incontravano in si estendeva dal Ponte-Eussino sino
ogni luogo molti monumenti pii alla Propontide , per impedire ,

sulle fontane, all'ingresso de'pub- quantunque debolmente, le scorre-


blici edifizi, in mezzo alle piazze. rie de' barbari.La fortezza che di-
Là l'immagine del buon
vedevasi fendeva r ingresso del porto, e che
pastore, qua Daniele in mezzo ai i chiamavano Acropolis, stava
greci
boni, da ogni parte infine le figure nel primo quartiere, nel luogo ap-
t gli emblemi più ragguardevoli punto ove, secondo alcuni, si trova
, .

i6 COS COS
oggidì il serraglio. Il tempio di santa Costantinopoli fu spesso assedia-
Sofia, il palazzo
del senato, ed i ta dai saraceni, e da altri barba-
bagni Zeusippo, ristabiliti da
di ri, presa da Costantino Copronimo
Giustiniano, erano nel secondo quar- l'anno 744j e tlai francesi e vene-
tiere. L'ippodromo, o il gran cir- ziani nel i2o3. Questi la conser-
co, la chiesa di s. Eufemia, ed il varono sotto cinque imperatori
palazzo di Pulcheria, slavano nel Alessio detto il tiranno, avendo
terzo quartiere. II quarto compren- detronizzato Isacco l' Angelo, nel-
deva la piazza imperiale, cinta da l'anno ig5 era salito su quel tro-
I

un doppio giro di gallerie sostenute no. I francesi ed i veneziani, che


da colonnati, non che il gran palazzo andavano in Terra Santa, ossia nel-
di Costantino ec. Nel quinto e sesto la Palestina, soccorrendo Alessio
si trovava la piazza di Teodosio figlio d'Isacco, pi'esero Costantino-
col grande obelisco di Tebe di E- poli dopo otto giorni di assedio,
gitto, e quella di Costantino, il agli 8 luglio i2o3. L'aimo seguen-
Grande^ in mezzo a cui ergevasi te Alessio Murzolfo fece morire
la celebre colonna di porfido, sulla r imperatore, che i crociati aveva-
quale stava la di lui statua tratta no ristabilito sul trono. Ad una
da una colossale di Apollo, traspor- tale notizia attaccarono essi di nuo-
tatavi da Alene. La chiesa di Ana- vo la città, e la ripresero nel 1204.
stasio, e ia colonna di Teodosio Baldovino, conte di Fiandra, fu e-
il Grande^ erano nel settimo quar- letto imperatore di Costantinopoli,
tiere, ove sta presentemente la piaz- ed ebbe per successori Enrico, Pie-
za delta il Bezestan. L'ottavo con- tro, Roberto, e Baldovino li. Miche-
teneva la basilica
Teodosiana, ed le Paleologo, regnando questo ulti-
ilpalazzo del campidoglio. Le ter- mo, sorprese Costantinopoli, e se ne
me di Anastasio, ed il palazzo di impadronì il 25 luglio 1261. Non
Arcadio erano nel nono. Si vede- erano passati appena duecento anni,
vano nel decimo i bagni di Co- che questa disgraziata città rientrò
stantino , il palazzo di Eudossia, ed sotto il dominio de' greci, e dive-
una chiesa. Neil' undecime ergeva- nuta la sede del loro impero, fu
si il tempio degli apostoli (ove sta- assediata dal sultano de' turchi Mao-
vano le tombe degl' imperatori ) ,
metto II, sotto il regno di Costan-
sulle rovine del quale Maometto tino Paleologo, e presa fu di assal-
II fece erigere la bella moschea, che to il giorno 29 maggio dell' anno
porta il suo nome. La colonna, e 1453, dopo cinquantaqualtro giorni
la statua di Arcadio, che stavano di un memorabile assedio. Da que-
sul monte
detto XerolophuSj e che sto punto Costantinopoli divenne la
furono rovesciate sotto il regno di sede del governo ottomano, e quan-
Leone, V Isaurico, si vedevano nel tunque non abbia conservati tutti
dodicesimo quartiere. Il tredicesimo i suoi antichi monumenti, anzi sia
mostrava al di là del golfo, ov' è dalla passata grandezza molto de-
Calata, un tempo la città Giustinia- caduta, pure anche al presente,
nea. In fine quattordicesimo quar-
il singolarmente per la vantaggiosa,
tiere comprendeva i sobborghi. Que- può pretendei'e
e bella situazione,
sti XIV quartieri erano i rioni nei il dominio di una parte dell'emis-
quali Costantino avea diviso la città. fero. V. Turchia e Turchi.
cos COS 17
Cenni storici di Costantinopoli sede paese di Tracia il centro dei no-
dell'impero romano, greco od o- minati possenti imperi.
rientale ed ottomano, coi prin- La Tracia ebbe in principio i

cipali avvenimenti risguardanti suoi re, ma nella discendenza di


tali imperì. uno di essi chiamato Terete, per
le soggiacque a lunghe
discordie,
ed ostinate guerre^ finché Coti pa-
§ I. Impero orientale o greco da
cificamente regnò Tuttavolta la .

Costantino, il Grande, sino alla,


repubblica di Atene invase molte
sua distruzione.
città del regno di Tracia, e Filip-
po di Blacedonia s' impadronì di
Dopo aver parlato dello stalo treiitadue di esse, imprigionando
antico e odierno di Costantinopoli, il re Cersoblette. Alessandro, il

delle sue bellezze, della sua gran- Grande, figlio di Filippo, sottomi-
dezza, della magnificenza de' suoi se intei'amente la Tracia, ma alla
edifizii, della sua situazione quanto sua immatura morte Seute, nipote
gradevole altrettanto vantaggiosa di Cersoblette, ricuperò il reame.
per comandare a tutto l' universo IVon andò guari, che i galli , capi-
ec., passeremo a dire compendiosa- tanati da Brenno, si stabilirono in
mente di quanto riguarda i suoi Tracia, e vi fondarono un regno,
alti come capitale dell'im-
destini, proclamando per primo loro re
pero romano greco od orientale,
,
Conientorio, ch'ebbe per ultimo
ed ottomano. Poi si descriverà l'an- successore Clièo, sotto il quale i

tichità del suo vescovato, la pree- traci indigeni si ribellarono, fecero


minenza del suo patriarcato, le sue man bassa sui galli, e posero sul
prerogative, i cangiamenti
che so- trono un altro Seute discendente
pravvennero nel vasto suo governo dal primo. I re di Tracia regna-
ecclesiastico, il suo lagrimevole scis- rono sinché r imperatore Vespasia-
ma colla Chiesa romana, e lo sta- no ridusse il paese in provincia
to in cui la religione cristiana vi Romana; i successivi imperatori
è presentemente ridotta, come an- abbellirono la Tracia, con edificar-
che parleremo della chiesa armena, vi ragguardevoli città.

dei greci, e dei latini ivi dimoran- Mentre l'impero di Roma eia
ti. Per idtimo riporteremo breve- air apice della sua possanza e do-
mente la storia de' suoi concilii, e minazione, Diocleziano, e Massimia-
di quelli generali, tanto importanti no Erculeo, pei primi, diedero l'e-

nella storia ecclesiastica. sempio della fatale partizione fra


Prima di tessere la descrizione essi del medesimo impero, insieme
dei sopraddetti imperi, è indispen- ai due cesari Galerio, e Costanzo
sabile accennare le cose principali Cloro, al primo de' quali toccò in
della Tracia, a cui Costantinopoli sorte la Tracia, che si riserbò di-
appartiene, siccome situata su di venuto imperatore, dopo la rinun-
ima punta di terra inoltrata verso zia dei due anzidetti imperatori.
il Bosforo di Tracia, e ciò faremo Morto Costanzo Cloro, il di lui fi-
aftinché meglio si comprendano i glio Costantino dall'esercito fu pro-
relativi avvenimenti, eh' ebbero le clamato imperatore ; ma si conten-
più alte conseguenze, essendo il tò del titolo di cesare. \ isitò le

VOI.. XVIII. 2
i8 COS COS
Provincie, che gli erano soggette, e tare le romane aquile nelle regioni
respinse i barbari , che volevano transdanubiane, e dopo aver doma-
passare il Reno : poi si avanzò in lo que' barbari, concepì 1' ardimen-
Itaha, ed in Roma, coU'ajuto del toso disegno di costruir nel Bosfo-
cielo vinse Massimiano ossia Mas- ro, ampliando Bisanzio, una splen-
senzio, ed in Milano diede sua so- dida metropoli, che rivaleggiasse
rella in isposa a Licinio imperato- con Roma, e dal suo nome prese
re. Ambedue accordarono ai loro quello di Costantinopoli. Né con^
sudditi la libertà di religione, per- tento di aver cosi scossa dalle fon-
misero ai cristiani il libero eserci- damenta l'unità dell'impero roma-
zio del culto loro; ma Licinio, ad no, ne fece la divisione in cinque
onta di tale accordo, ricominciò le parti,consegnandone ciascvma ai tre
persecuzioni contro i seguaci del figliuoli,Costantino, Costanzo, e
vangelo. Fu allora che Costantino Costante, ed ai due nipoti ex frn-
avendogli dichiarato la guerra lo tre Dalmazio, ed Annibaliano, d;i

disfece con tutto il suo esercito nel- lui pure creati cesari, ed onuiti
la Pannonia. Licinio riparò in Tra- degli abiti imperiali, e del titolo

cia; ma, dopo essergli toccata altra di nobilissimi. La morte però del-

rotta presso Filippopoli, ebbe la pa- l' imperatore, avvenuta presso Ni-

ce colla condizione di deporre Va- comedia a' 11 maggio dell'anno


lente, che avea creato cesare. In 337, eccitò una sedizione militare,
questo tempo i goti volevano in- della quale non solo Dalmazio, cui
vadere l'impero, ma Costantino era toccata in sorte la Tracia, ed
subito li respinse. Poco dopo Li- Annibaliano, ma tutti i princi[)i

cinio si armò di nuovo, e presso della famiglia imperiale, ed i prin-

Adrianopoli fu vinto interamente cipali ministri furono vittima . A


da Costantino, mentre il di lui fi- stento soli si salvarono i giova-

glio Crispo Cesare ne disperdeva la netti Gallo, e Giuliano, figliuoli di

ilotta. Licinio, vedendosi al)bando- Giidio Costanzo. Peri altresì nella

nato da buona parte delle sue prima fazione della guerra civile

truppe, non tenendosi sicuro dentro Costantino juniore, e lasciando a


le mura di Bisanzio, passò nell'Asia Costante il dominio di occidente,

minore, e riti rossi in Calcedonia. r impero orientale, che si estendeva


Inseguito da Costantino, inutilmen- nell'Asia, neir Africa, compresa la

te oppose resistenza : laonde de- Tracia, e le contigue regioni, si eb-


posta la porpora, implorò, colla be da Costanzo.
mediazione Costanza sua moglie,
di Disgraziatamente Costanzo fu il

la rilegazione in Tessalonica, dove, principal fautore degli errori di

Licinio a nuove sedi- Ario, e quando s. Giu-


Pontefice
dando opera il

zioni, Costantino fece strangolare lio I disapprovò ilfamoso concilio


questo suo ultimo competitore, co- di Sardica nell' llliria, ed assolvet-

sicché divenne solo imperatore del- te s. Atanasio dalle calunnie degli


vescovi orientali, protetti
l'oriente, e dell' ocridente. ariani, i

Pel trionfale ingresso fatto in da Costanzo, si separarono, ed in

Bisanzio, venne ili potere di Co- Filippopoli tennero un conciliabo-


stantino tutto r impero romano lo, nel quale ardirono di emanar
nell'anno S'ìS. Quindi passò a pian- le censure ecclesiastiche contro il
, .

cos COS 19
Papa, e contro Osio , e Massimi- eia. Fu che Valente da An-
allora,
no, quali sostenitori di sant'Ana- tiochia accorse alla sua metropoli
stasio. di Costantinopoli^ e per la cattiva
Il magnifico porto di Costanti- accoglienza del popolo^ che a lui
nopoli, che s' incominciò a fabbri- attribuiva gì' infortunii sofferti, vol-
care da Costanzo, fu compito sotto le ripararne l'onta, e senza aspetta-
Giuliano l'apostata suo successore. re i soccorsi dell'imperatore di oc-
Dopo di lui si distinse nella pietà cidente Graziano, pose alla testa
J imperatore Gioviano, mali ed i dell' esercito il conte Sebastiano, col
della chiesa, e le vicende dell' im- quale marciò sulla pianura di A-
pero, avrebbero avuto ripai'o senza drianopoli a combattere. Sciagura-
l'immatura sua morte. Valentinia- tamente r esercito fa conquiso dal
no I, che gli successe nel 364, i"'n- numero maggiore di quello de' go-
novò la malaugurata divisione, e ti, e Valente ferito si rifugiò con
col trattato di Naissa cedette a piccolo seguito dentro rustico abi-
Valente suo fratello la Tracia col turo, a cui avendo il nemico dato
resto dell' impero d' oriente, rite- fuoco, rimasero tutti distrutti dalle
nendosi le parti occidentali. Ma fiamme. Graziano restò imperatore
allorché Valente percorreva l'Asia, anco dell'oriente, ed il concesse
Procopio di in Co-
Cilicia assunse a Teodosio che associò all'impero,
stantinopoli la porpora imperiale, e subito per la di lui prodezza e
facendosi padrone della Tracia , e virtù, la Tracia cangiò di aspetto
della Bitinia. Alcuni avvenimenti Disfece i barbari, e indusse colla
Io portarono in Frigia avanti l'e- sua magnanimità tutti a sommis-
sercito di Valente, ove per la de- sione. I vinti offrirono ostaggi, si
fezione del suo non potè far che arruolarono nell'armata, e vollero
debole resistenza, anzi due suoi in- persino dedicarsi a coltivare le ter-
timi uffiziali lo condussero prigione re. Costantinopoli accolse in trionfo
a Valente, che fece decapitare tutti il suo liberatore, che con animo
e tre. Allora Valente scacciò al di clemente perdonò anche a quelli
là del Danubio i goti. che avevano attentato a' suoi gior-
Intanto i feroci unni, dopo aver ni, dimenticando per le preci di
vinto gli alani, e gli ostrogoti, in- s. Flaviano l' enormi ingiurie del
vasero r impero per dare la caccia popolo d'Antiochia. Quindi eseguì
ai visigoti. Questi spedirono a Va- la penitenza impostagli da s. Am-
lente un'ambasceria, che aveva alla brogio per la severa punizione or-
testa il vescovo Ulfila per rifu- dinata dei sediziosi cittadini di Tes-
giarsi nelle terre imperiali, promet- salonica. L'assassinio dell' impera-
tendo fedeltà e sudditanza. Cadde tore Valentiniano II in occidente
r imperatore nell' agguato, e ben lo fece correre di nuovo alle armi,
presto duecento mila goti inonda- onde punire l'usurpatore Eugenio
rono la Tracia ed il Danubio, se- protetto dal traditore Arbogasto, e
guiti in appresso da turbe innu- dopo una piena disfatta Eugenio
merabili, che si aprirono la strada ed Arbogasto perirono uccisi nei
col ferro e col fuoco, e vinsero in monti di Gorizia.
più incontri gli eserciti romani Sotto il medesimo Teodosio, che
saccheggiando liberamente la Fran- si meritò il nome di Grande, firn-
,

20 COS COS
pero tornò ad ubbidire ad un sol sorella di Valentiniano III, che in
capo, sebbene poi egli rinnovasse pena della sua vita era licenziosa
la divisione tra due figli poco meri- quasi cattiva nella corte di Costan-
tevoli di regnare, dando l' orien- tinopoli, sfidò Teodosio II a batta-
te ad Arcadio, e ad Onorio l' oc- glia, lo vinse due volte, obbligando-

cidente. II ministro Ruffino, gal- lo a segnare un vergognoso trattato,


lo di nazione, l' eunuco Eutropio, che rese esausto 1' erario imperiale.
e r ambiziosa Eudossia, fiera per- La cieca confidenza, cui il debole
secutrice del santo pastore Gio. principe accordava all' eunuco Cri-
Crisostomo, governarono col nome safio, fu cagione dell' allontanamen-
di Arcadio, il quale tuttavolta fu to di Eudossia, e di Pulcheria^ la

fortunato nel reprimere la rivolta quale non tornò a Costantinopoli,


di Gainas, uffiziale goto, che dap- che dopo la rilegazione dell' inde-
prima maneggi di Stilicone, mi-
pei gno cortigiano, e potè così salvare da
nistro di Onorio,aveva ucciso Ruf- ulteriori disastri l'impero. In fatti,

fino, e che era giunto ad aspirare dopo la prematura morte di Teo-


al trono, ma ne pagò 1' ardimento dosio li, associò Pulcheria al talamo,
colla perdita della vita. Dopo la e al trono, salvo peiò per patto e-
morte di Eudossia, che fu pure spresso il virginal candore che illi-

ardente fautrice dell' arianesimo bato manteneva da dieci lustri.


la Traciavenne esposta alla de- Mentre 1' occidente deplorava i tre-
vastazione degli unni. Morì Arca- mendi guasti d'Attila e di Gense-
dio lasciando il suo figlio Teodo- rico, l'oriente sotto Marciano godè
sio II detto il giovane, perchè
, sette anni di calma.
fanciullo restò sotto la tutela d' Is- Leone l, trace di nazione, suc-
dergerde re di Persia, che gli de- cesse a Marciano 1' anno 45>7 -, ac-
putò Antioco in tutore. Il gio- clamato dal popolo per opera del
vane principe, d' ottima indole, si patrizio Aspare, che professando l'a-
perfezionò pei virtuosi consigli di rianesimo non poteva ascendere al
Antemio prefetto del pretorio, e trono. Il nuovo imperatore, fornito
principalmente pei preclari esempii di belle doti, volle combattere con
della sua egregia sorella Pulcheria. Genserico re de' vandali, affidando
Questa eroina, superiore al suo ses- la flotta al suo cognato Basilisco,
so, diede in isposa al fratello la buo- il quale ingratamente si fece incen-

na Atenaide, figlia d' un filosofo di diar dal nemico le greche navi.


Atene, cui si diede il nome di Eu- Leone I diede Arianna sua primoge-
dossia. I barbari furono allontanati, nita per moglie a Zenone d'Isauria
o repressi, e la pace coronò i voti suo generale, lo che fece montare
universali. Però nell'anno 44' §'' in furore Aspare, per cui l' impe-
unni ricomparvero piìi formidabili, ratore lo fece uccidere, in un al
a segno che Teodosio 11 fu costretto di lui primogenito-, dispergendone la

cedere in loro abitazione una parte intera famiglia al popolo tanto af-
della Pannonia, e pagar adessi l'an- fezionata. Il rivale Zenone fu padre
nuo cinquanta
tributo di trecento di Leone che dall' avolo ereditò
II,

libbre d' oro, che poi dovette rad- il Irono, nel quale però il genitore
doppiare. Ma divenuto Attila re volle e.sseigli collega anzi per la :

degli unni, provocato da Onoria morte di Leone II, Zenone regnò


cos COS 21
solo. Verina sua suocera lo
]\Ia spendendovi colle opere il conte ,

detronizzò, per innalzare il proprio Vitaliano marciò su Costantinopoli,


fratello Basilisco, vizioso, ed inetto fece prigione Ignazio nipote del-
a segno, che le sue estorsioni fece- l' imperatore, che poco dopo morì,
ro bramare il ritorno di Zenone restando esclusa la famiglia dal tro-
dall' Isauria, ove erasi ritirato. Nel no, per l'odio che il popolo con-
risalireperò sul trono deturpollo tro di questa avea conceputo. Ana-
co' più abbominevoli vizii. Quindi stasio II Papa, scrivendo all'impe-
l'imperatrice Verina fece proclama- ratoi'e Anastasio, lo chiamo Jigliuolo,
re imperatore Leonzio di Siria, che come prima di lui aveva fatto il
fu sostenuto dal generale Ilio ; ma Pontefice s. Felice III coli' impera-
gli ajuti invocati da Zenone di Teo- tore Zenone, intitolando la sua let-
dorico re degli ostrogoti , valsero tera colle parole: Gloriosissimo ac
a rassicurare Zenone sul soglio, ciò serenissimo Jilio Zenoni Augusto,
che sai'ebbe tornato a suo danno, Felix epìscopus in Domino salu-
se Teodorico non fosse passato in tem.
combattei-e Odoacre, il quale
Italia a Il senato, nel 5i8, innalzò all'im-
nell'anno 47^> distrusse l'impero pero Giustino I, che per merito
di occidente, dopo avere spogliato erasi elevato dalla oscura sua ori-
della porpora e dell' imperio ]Mo- gine alle primarie cariche. Sotto di
millo Augustolo, che rilegò nella lui Costantinopoli vide per la se-

Campagna. conda volta un sommo Pontefice


L' imperatrice Arianna, divenuta nella persona di s. Giovanni I, il

vedova Zenone, troncò le speran-


di quale fu incontrato da tutto il po-
ze del cognato Longino di pessimi polo per ben dodici miglia fuori
costumi, sposandosi col sessagenario della città con cerei accesi, e poi
Anastasio, uno dei silenziari di pa- dall'imperatore, che, prostratosi sino
lazzo, nativo di Durazzo, che fu a terra, gli rese quegli omaggi cui
perciò salutato imperatore dal se- avrebbe renduto allo stesso s. Pietro.
nato, e dall' esercito nel 497- ^^'^' Nella cattediale Giovanni I ce-
s.

bito si occupò ad emanare savie lebrò la gran messa in lingua la-


leggi, quando dovette frenar la ri- tina, e col rito romano, essendo il
bellione degl' isauri eccitata da Lon- giorno di Pasqua, che cadde ai 3o
gino. Dovè pur difendersi Anastasio marzo 526 ; in cui pure lo coro-
dai bulgari, che nel cominciare del nò imperatore. Giustino I fece la
sesto secolo irruppero nella Tracia, professione di fede, e ricolmò il

e dagli Mondone,
avventurieri di Papa di doni. Dipoi Vitaliano fu
cui Teodorico, occupata la Panno- fatto generalissimo dell' impero, e

nia, aiutava, non che dagli eruli console, ma per uno degli ordinari
di Germania. Con tutti si compose capricci della fortuna, un sospetto
accordando terre ai nuovi ospiti, e lo balzò dalla sua grandezza, otte-
procacciando delle truppe. Disgi azia- nendo le sue cariche Giustiniano
tamente Anastasio favori Eutiche, e nipote dell' imperatore. Sotto di
fu sul punto di essere perciò depo- Giustino I la religione cattolica pe-
sto, il perchè meritò le censure del netrò in vari paesi caucasei. Quei
Pontefice Simmaco. L' imperato-
s. paesi divennero alleati di Giustino,
re promise emenda, ma non corri- e lo ajutarono nelle imprese contro
,

22 COS cos
la Persia, nella quale per la prima riera vitale. Fero fama nianetj for-
volta comparve in armi il giovane tuna perii.
Belisario. Nel 627, salì sul trono Nell'anno 565 Giustino II Cu-
Giustiniano I, che fu contrassegnato ropalata, o maestro di palazzo, fu
dal battesimo , ed alleanza degli sollevato all' impero, essendo nipo-
eruli, e degli unni, e dalla pubbli- te del precedente Augusto ex so-
cazione del Codice, delle Pandette, rore.Consolidò egli la sua foi'tuna,
e delle Istituzioni , costituenti il sposando Sofia sua cugina, figlia
tanto celebrato corpo del gius-civi- della famosa imperatrice Teodora
le, che ha dato norma a tutte le vedova di Giustiniano I. Per sem-
nazioni civilizzate. Giustiniano I phci sospetti, Giustino II fece ucci-
terminò la guerra di Peisia con dere un suo cugino, e tolse il co-
onorata pace procurata da Belisa- mando d'Italia a Narsete, istituen-
rio, ed a (juesto valoroso e potente do r esarcato di Ravenna che pel
generale si affidò pei suoi progetti primo venne dato a Longino, in
di conquiste. Calmò Belisario la uno a que' ducati, che poi diven-
sedizione eccitatasi in Costantinopoli nero preda dei longobardi. Fu ver-
dalle due fazioni de' colori veneto, so l'anno 568, che incominciando
e prassino, tendente a riporre sul in Italia il regno de' longobardi
trono il nipote di Anastasio, e ral- gl'imperatori d'oriente furono co-
fermò cosi il vacillante potere di stretti di govex'nare Pioma per mez-
Giustiniano I. Quindi veleggiò in zo di capitani, e Ravenna per esar-
Africa, sterminò i vandali, ed entrò chi, i quali durarono cento e ottan-
trionfante in Costantinopoli, col re taquattro anni, Giustino II, avvili-
Gelimero, coi principi della famiglia to dagli avversi successi di Persia,
reale, e coi più ragguardevoli uffi- soggiacque ad alienazioni mentali ,

ziah, e magnati tutti fatti da lui per cui associò all' impero il trace
prigioni. Dipoi si volse alla conquista Tibei'io II Costantino, capitano del-
d'Italia, discacciandone gli ostrogoti, le sue guardie. Questi nel breve
e portando seco cattivo il re Viti- suo impero domò i persiani col
ge. Queste conquiste si terminaro- braccio del generale Maurizio, che
no colla nuova spedizione del me- dichiarò cesai-e, ed a cui diede la
desimo Belisario, compiute dall'eu- propria figlia Costantina per isposa,
nuco Narsete, dopo l' ingrato suo preparandogli così la successione al-
richiamo. Tuttavolta il prode ca- l'impero. Nel 582 segnalò Mauri-
pitano, che, lungi di lagnarsi della zio l'avvenimento al trono con un
crudeltà e sconoscenza di Giusti- esemplar tratto di pietà filiale, fa-
niano I, non rammentava, che i cendo venire in corte i viventi ge-
favori ricevuti, fece un' ultima pro- nitori, che onorò con pubblici os-
va del suo valore contro i ribellati sequi. Maurizio sostenne in Italia
unni, e per la debolezza dell' im- co' longobardi , e in Asia co' per-
peratore tornò ad essere vittima siani l'onore dell'impero; ma gli
della bassa invidia degl' indegni unni, detti Avaria gli furono mo-
emoli offuscati dalla sua gloria, e lesti, avendo preso di mira la Tra-
terminò cieco ed oscuramente i suoi cia, e trucidato dodici mila prigio-
preziosi giorni, poco prima che ni per aver ricusato l'imperatore
Giustiniano I compisse la sua car- iMaurizio di pagarne il tenue ri-
cos COS 23
scatto. Ciò talmente indispose i po- l'Africa. Adunque ai piedi di Era-
poli contio l'imperatore, che, a- clio venne condotto in catene l'ini-
vendo ordinata uuova marcia con- quo Foca da Foli no, che in tal mo-
tro gli avari, i soldati si ammuti- do vendicò l'oltraggio fatto al suo
narono, e spedirono il centurione talamo, e tagliandogli mani, e piedi,
Foca a deporlo. Questi per accla- fu decapitato, e la testa venne su
mazione vestì la porpora imperia- d' una picca portata pei quattordici
le, raggiunse in Calcedonia il fug- rioni di Costantinopoli, e per ulti-
gitivo Maurizio, che dopo aver ve- mo ne fu bruciato il cadavere sulla
duto trucidai-e cinque suoi figli, piazza.
venne egli pure trucidato col pro- Eraclio fu
salutato imperatore,
prio fratello Pietro, in uno ai prin- mentre decadenza della monar-
la
cipali grandi di sua corte. chia ogni giorno aumenta vasi; ciò
l^all'anno 602 al 610 l'impera- non pertanto coll'oro, e colle umi-
tore Foca governò da tiranno l'im- liazioni tenne in dovere gli avari,
pero. I longobardi e gli avari col- che sino alle mura di Costantinopoli
legati assai lo molestarono, sicco- portavano le loro audaci scorrerie :

me fecero i persiani. Il general Ger- quindi si volse a reprimere i per-


mano peri ed aven-
nella battaglia, siani,che minacciavano mali mag-
done perduta un' Leonzio fu altra, giori, il re Cosroe, benché diverse

degradato, ed in catene venne li'atto volte disfatto, ricusò costantemente


per !e vie di Costantinopoli. Quindi la pace laonde in questa guerra
:

Foca affidò gli eserciti al proprio per la prima volta si vide arruo-
fratejlo Demenziolo Curopalata il , lato tra gli eserciti imperiali un cor-
quale trasse in inganno il general po ausiliario di cavalleria composto
WarsetCj che dalle file imperiali era di quarantamila turchi, che allora
passato a comandare i persiani, ed dimoravano tra il monte Caucaso,
in onta de' giuramenti lo fece con- e il mar Caspio. La ribellione di
durre a Costantinopoli, e perii'e nel Siroe, che fece morire d' inedia il re
fuoco. Diede in moglie la sua figlia persiano, pose termine ai combatti-
Doinenzia al patrizio Prisco coman- menti, e prezzo della pace fu il

dante delle guardie; ma indispetti- santo legno della vera croce resti-
to dagli applausi, che gli sposi otten- tuito con solenne pompa religiosa
nero ne' pubblici spettacoli, fece de- da Eraclio stesso a Gerusalemme
capitare i deputati, e per le gi'ida nel dì i4 settembre, in cui la Chie-
del popolo a stento si astenne da sa ne celebra ancora la rimembranza.
alili gravi eccessi. La vedova di .Ma in seguito per le irruzioni dei
INI.iuiizio, e le tre figlie perirono saraceni il santo legno venne trasfe-
sotto vari pretesti, e niun cittadino rito a Costantinopoli. II regno di
andava in salvo dall' ira sua , che Persia restò poscia distrutto dal-
giunse all'eccesso, nel veder la ple- le orde de' mussulmani, come l'im-
be malcontenta nel circo, di ordi- pero perde la Siria, la Mesopota-
nr,re che fosse trucidata alla rin- mia^ e l'Egitto dai medesimi sa-
fusa. Fu questo il segno della ri- raceni occupato. Oltre a ciò l'ere-
bellione sostenuta dal generali; Era- sia de' monoleliti turbò la quiete
clio che lo stesso Prisco genero
, de' cattolici, e per somma sventoj-a
dell" imperatore avea chiamato dal- r imperatore ne seguì gli errori.
a4 COS COS
Alla morie di Eraclio, avvenuta nel la occasione inventato. Finalmente
64' 5 regnarono Costantino, ed E- dopo sette anni d'incursioni, si con-
racleona di lui figli, e fratelli con- chiuse coi saraceni una tregua di
sanguinei. Morì Costantino, ed Era- trenta.Anche i bulgari che dal Iato
cleona fu obbligato dalle truppe boreale ponevano sossopra la Tra-
ad associarsi all' impero il giovane cia, si contentarono con certi patti.

Costante II, figlio del defouto. Non Costantino conferì il titolo di augusti
andò guari, che Eracleona fu depo- ai fratelli Eraclio, e Tiberio, che
sto, e, in un all' imperatrice Blarti- però ebbero mozzo il naso, e vennero
na sua madre, deformemente mu- confinati in esilio, per averli il popolo
tilato e bandito. in una sedizione salutati imperato-
Costante II fu vizioso, ed inetto. ri. Nel 685 ascese il soglio Giusti-
I saraceni lo vinsero in battaglia niano II figlio di Costantino, e
navale, e sotto il comando del ge- ruppe le convenzioni co' bulgari, e
neral Moavia assediarono Costanti- co' saraceni : vinse i primi, e tras-
nopoli. L' impero sarebbe allora portò in Asia un corpo di schia-
terminato, se non insorgeva la guer- voni ausiliari, eh' eransi sottomessi.
ra civile tra i saraceni per la suc- Quindi ebbe raflbrzata la sua armata
cessione al calidato. Ucciso per ge- con trenta mila schiavoni, per com-
losia suo fratello Teodosio, fuggì
il battere i saraceni, costrignendo alla
Costante l' odio popolai'e passando ritirata il loro generale Maommed.
in Italia. Assediò Benevento, ma sì Questi però corruppe oro venti coli'

con vergogna, che con perdita do- mila schiavoni, che, abbandonando
vette partirne. Sì avviò alla volta le insegne imperiali, i saraceni ri-

di Roma, ove entrò a' 5 luglio del presero la superiorità, e fugarono


GG3, incontrato dal s. Pontefice Vi- ilnemico. Giustiniano II pieno di
taliano, dal clero, e dal popolo con sdegno fece trucidare i dieci mila
solenne pompa. Olfrì Costante li schiavoni rimasti fedeli, insieme al-
alcuni doni alle basiliche, ma in le loro mogli e figli: indi raddop-
pari tempo spogliò Roma de'su- piò co' sudditi le estorsioni, avendo
perstili ornamenti per adornarne per satelliti Teodoro.
Stefano, e
Costantinopoli. Passò in Siracusa, Laonde i o
disgraziati orientali ,

ed ivi nel G68 fu da Andrea sof- erano vessati dal tiranno, o presi
focalo nel bagno in vendetta del- prigioni dai saraceni, che per su-
l' ucciso genitore. Costantino suo fi- perstizioni uccidevano nelle cam-
gho gli successe, ed ebbe il sopran- pagne tutti gli animali neri.
noine di Pogouato perchè imber- Imperversando Giustiniano li, il

be, e punì colla morte l' armeno patrizio Leonzio uscito di prigione
Mezizi, che avea usurpato il titolo provocò mutilare, ed
la rivolta, fece

imperiale. Tornato a Costantinopoli, esiliare imperatore in Crimea, e


l'

per cinque mesi fu assediato dai condannare alle fiamme i due satel-
saraceni , ciocche rinnovarono nei liti. Dipoi la guarnigione di Can-
successivi anni, ma sempre con dia acclamò imperatore Tiberio suo
maggiori danni sia per le perdite Drongario, o colonnello detto yfpsi-
falle, sia per le tempeste sofferte, maro, si avviò a Costantinopoli cui
che per le tante navi incendiate il tradimento aprì le porte, e fece
dal famigerato y»oco-greco, in quel- tagliare orecchie e naso a Leonzio,
cos COS a^r

indi lo confinò in un monistero. Teodosio divenne imperatore nel


Ma V esule Giustiniano II, che per l'anno 7145 "la vedendosi incapa-
la privazione dei naso era appellato ce di governare rinunziò il potere,
Rìnolmeto, maturava il disegno di che nel 7 1 6 occupò Leone, Isau-
risalire il trono, e benché corresse ricOj ardito guerriero, atto ad af-
pericolo di essere ucciso prima da- frontare i nemici. Subito incendiò
gli abitanti di Cherson, e poi dal la flotta del califfo Solimano nel
Cagano de' turchi Cazari, fra' quali porto di Costantinopoli, che voleva
erasi rifugiato, sposandone la figlia; bloccare, mentre il general Mazal-
tuttavia gli fu dato di raunare una ma per terra stringeva la città di
armata di bulgari, e schiavoni in assedio. Indi nella successiva prima-
mezzo a' quali e per un acquedotto vera gli riuscì disperdere altra nu-
entrò in Costantinopoli ove fece merosa flotta del califfo Omar II,

decapitar Tiberio Apsimaro, e Leon- per cui la capitale dell' impero re-
zio suoi competitori. Allora con stò libera. Dopo di ciò si disfece
ingratitudine volle far guerra ai di certo Basilio, che in Sicilia col
bulgari, ma vergogna
dovette con nome di Tiberio aveva affettato la
comprare la pace, Ravenna, che avea dignità imperiale, e del già impe-
parteggiato per Leonzio, fu da lui ratoi'e Anastasio II, che ajutato
condannata al saccheggio ed alla dai bulgari era uscito dal suo riti-

strage, senza risparmiare l'arcivesco- ro. Se Leone meritò encomii per


vo cui furono abbacinati gli occhi : le militari imprese, la sua memo-
altrettanto voleva fare a Cherson, ria Tenne esecrata per la fatai
mentre l'armeno Filippo Bardane guerra, che mosse contro i vene-
alla testa de' turchi Cazari fu ac- ratori delle sagre immagini e il lo-
clamato imperatore, e riconosciuto ro culto, ciocché gli sollevò contro
per tale dal patrizio Mauro, che tutti i cattolici deli' impero. Il som-
comandava la Nel 7 1 1 entrò
flotta. mo Pontefice Gregorio II ado-
s.

Filippo in Costantinopoli, e Giusti- però ogni studio per convertirlo,


niano II, col suo figlio Tiberio, ma non potendo ottenere il di lui
perì col supplizio . Il nuovo im- ravvedimento, nell'anno 780 lo
peratore visse nell'inerzia, e nella scomunicò, ed assolvè l' Italia dal
dissolutezza, lasciando che i bulgari giuramento fattogli, e dai tributi.
invadessero la Tracia, e i saraceni Il perchè ribellatasi l'Italia,molte
Seguace del monoteismo,
la Pisidia. città si eressei'o in repubbliche o
fu mal veduto dai cattolici, e non signorie private, altre si diedero ai
mai riconosciuto da Roma final- : longobardi, e ducato di Roma,
il

mente il primo scudiere Rufo con con altre terre, spontaneamente si


una mano di armati lo assalì nelle sottopose al dominio di s. Grego-
sue stanze, strappandogli di fronte l'io li: che però sotto di lui ebbe
gli occhi. Il primo segretario Ante- principio ed origine il dominio
mio l'egnò per breve ora col nome temporale de' sommi Pontefici. An-
di Anastasio II ; e sebbene si ado- che s. Gregorio III si adoprò per
perasse per reprimere i baldanzosi la conversione dell' iconoclasta Leo-
saraceni, e porre al coperto Co- ne, ma inutilmente, morendo que-
staulinopoli, fu dai soldati detroniz- sti nell'ostinazione.
zato, e rilegato a Tessalonica. Costantino Copronimo gli succes-
,

36 COS cos
se nel 74 'j e come figlio suo ne vnrono in Costantinopoli gli am-
ereditò la fierezza, per cui la eresia basciatori di Callo JMagno. L'ar-
degli iconoclasti, e la persecuzione mata d'oriente sdegnatasi dei mali
delle sagre immagini, continuò con tiattamenti da ]\iceforo ad Ire-
fatti

iniquo ardore, mentre Pipino re ne, si sollevò acclamando il buon


di Francia, chiamato in Italia nel generale Bardane detto il Turco,
755 da Papa Stefano li detto III, che sebbene felicemente giungesse
gli toglieva l'esarcato, e gli altri al Bosforo, non volle acconsentire
italiani dominii. Il successore fìgliuol alla guerra eivile, e si ritirò in un
suo Leone IV, detto Porfirogemlo monistero, colla promessa che ivi
nudiì gli stessi perveisi sentimenti, ]Nicef(jro non lo avrebbe molestato :

poco visse, e morì nel 780. L' im- non passò molto, che lo fece ac-
peratjice Irene sua moglie, e reg- cecare, ne confiscò i beni , e punì
gente dell'impero educò il figlio i di lui seguaci.
(^ostiuitino Por/ìrogenito a più sani Niceforo volle battersi co^ sara-
])iincipii. Questa donna intrapi'en- ceni, ma dovette convenire a ver-
«leute, dominata dall'ambizione, im- gognosi accordi. Provocò quindi i

])edi gli sponsali tra Costantino, e bulgari, ed internatosi in luoghi


liotruda primogenita di Carlo Ma- inaccessibili, trovò il passo chiuso
gno, nel quale il Papa s. Leone dal re Crunno, che inviluppò liu

111 aveva rinnovato impero occi- l' e r esercito. Il principe Stauracio,


dentale neir 800, temendo che la gravemente ferito, a stento potè ri-
sua autorità diminuisse. Divenuto condurre a Costantinopoli gli avan-
Costantino maggiore, pervenne ad zi dell' esercito imperiale, ed appe-

< nianciparsi dalla madre, che per al- na divenuto imperatore, volle orna-
tro richiamò per l'infelice riuscita re colle insegne imperiali la sua

di una spedizione contro i bulgari, moglie Teofania di Atene, ed uden-


«]uindi per gelosia di stato fece cavar do i voti del senato e dell' esercito
gli occhi a lutti i suoi zii, ed in mo- concorrere in favore di Michele I,
do atroce punì l' insubordinazione Curopalata, detto Rangabo, per
<li alcuni reggimenti di Armenia, volontaria abdicazione andò a termi-
liijcchè il rese odioso al popolo. nare nel chiostro i brevi suoi gior-
Allora la disumana madre ne prò ni. INIichele I buono quanto inetto,
lino per detronizzarlo, e privarlo nell'anno 811, prese per collega il

della vista, essendo morto dagli spa- figlio Teofilatto, ed assalito dai sa-
simi di quella tormentosa opera- raceni, e dai bulgari, scacciò i primi
zione. Giunta Irene per così atroci a mezzo del generale Leone /' Ar-

vie al colmo degli ambiziosi suoi meno, marciò personalmente contro


voti, a porsi al coperto dall'irrita- i secondi, e ricusò il cambio dei
to popolo, meditò coli' offrire la sua prigionieri come pegno di pace.
mano all'imperatore Carlo Magno Le sue truppe furono disperse, per
la liunione dei due imperii. Men- cui Leone ne arringò gli avanzi,
tre ciò trattavasi, cioè nell'So^, il ed alienandoli dall'imperatore, ne
patrizio INiceforo Logoteta la balzò occupò il luogo, e piombando sui

dal trono, la rilegò a Lesbo in un bulgari riportò vittoiia, e la bra-


jiionistero, prendendo le redini del- mata pace. Per gelosia Leone fece
l' impero, quando inutilmente arri- evirare Teofilatto^ come a danno
cos GOS 27
dell* unità cattolica protesse l'eresia gire al campo saraceno per iiori

degli iconoclasti disprezzatoii dei perdere gli occhi, e rappacificatosi


culto delle sagre immagini. Miche- coll'imperatore, adoprò
il .suo brac-

le II, detto ìLcomandante


Balbo, cio a nuovamente salvarlo; e Teo-
delle sue guardie, congiurò a danno fobo acclamato imperatore dai per-
di Leone, ma questi oidinò che si siani al servizio greco, e senza sua
mandasse alle fiamme. Era la yigi- colpa, benché .si desse a disposizione
lia del Natale del Signore, quando di Teofilo per bandire qualunque
veniva ad esse condotto : laonde sospetto, venne per suo ordine ben-
per la solennità di tal giorno l'im- ché moribondo, inumanamente de-
peratrice Teodosia ne fece sospen- capitato; anzi Teoillo spirò tenendo
dere l'esecuzione: ma benché l'im- fra le mani la testa del suo rivale.
peratore custodisse le chiavi della La impeiatrice Teodora governò nel-
prigione ove venne rinchiuso, i con- la minorità di Michele III suo fi-
giurati atterriti dalle minacce di glio, coi tutori Teottisto eunuco,
denuncia, colle quali Michele II Manuello, ed il patrizio Barda. Sot-
istigavali a liberarlo, travestiti in to di essa le sagre immagini po-
abito chiericale, piombarono su Leo- terono liberamente venerarsi, e ces-
ne in chiesa al canto del mattuti- sò la discordia, che tanto aveva a^i-
no, lo trafissero con piìi colpi, ed tati gli animi. I bulgari coiiCerma-
evirarono i quattro suoi figli per rono i trattati, ed allora furono ster-
vendicare Teofilatto. Co' ferri stessi minati i manichei-pauliciani di Ar-
co' quali era avvinto sa Ti Michele menia. Barda, fratello dell'impera-
II sul trono, e subito dovè com- trice, aspirò all'impero, e talmente

battere competitore Tommaso,


il corruppe il giovine Michele III, che
che spacciavasi per Costantino Por- divenuto maggiore di età trovossi
firogenito , scampato dalle insidie inabile a regnare, e solo capace di
della barbara madre Irene. Con gozzoviglie, e dissolutezze. L'impe-
formidabile esercito occupò le pro- ratrice Teodora ì\\ chiusa in moni-

vincie di Asia, e si presentò con stero colle due figlie; quindi Barda
una flotta innanzi Costantinopoli ;
allontanòi contutori, bandì il patriar-

ma i bulgari, accorsi in ajuto del- ca s. Ignazio, cui surrogò Fozio,


l' imperatore, ne accelerarono la ed ebbe il titolo di cesare. Però
disfatta, ed avendo riparato in pei maneggi di Basilio il Macedo-
Adrianopoli, fu poi dalle stesse sue ne, colla testa pagò la sua ambizio-
guardie consegnato all' imperatore, ne. Basilio divenne collega nell'im-
che gli fece tagliare mani e piedi pero di ]Michele III , e volendo
alla presenza dell'esercito, e fra le frenare le di lui brutalità, ne pro-
angosce il fece perire. vocò lo sdegno, di cui sarebbe sta-
Nell'anno 829, a Michele II suc- ta la vittima, senon avesse preve-
cesse il figlio Teofilo anch'egli fa- nuto il disegno, uccidendo di pro-
natico iconoclasta, che molte guer- pria mano l'imperatore quando era
re sostenne co' saraceni, nelle quali ubbriaco. Divenuto Basilio regnante
due volte avrebbe perduto la vita, assoluto, ristabilito l'ordine nel go-
se non salvavano i due va-
lo verno, richiamò in Costantinopoli
lorosi generali Teofobo, e Manuel- -s. Ignazio, raccolse in un sol cor-

Io. Questi ebbe in premio di fug- po le leggi inq)eriali, trasportando-


28 COS cos
le nel greco idioma, per cui dal glone, l'imperatore gli fece tagliare

suo nome questi libri si dissero Ba- una mano, e siccome non desistet-

TullavoUa l'intruso Fozio,


siliche. te dalle sue prave mire, perì nelle
come dicemmo, seppe ricuperare la fiamme. Saraceni e bulgari mole-
giiizia dell'imperatore, presentandogli starono r impero, quando nel 984
una effimera genealogia, che lo faceva comparvero per prima volta due la

discendere da Tiridate re di Arme- nazioni sconosciute ad infestare la


nia, e n'ebbe in premio la restituzio- Tracia. I turchi forzarono le porte

ne della sede patriarcale dopo la caucasee, ove dal loro nido di Tar-
lanazio. Avea associato
uiorle di s. Ignazio. taria erano discesi, e misero a fer-

all'impero il primogenito Costantino ro e a fuoco i luoghi percorsi. Il

che morì immaturo; e Leone altro patrizio Teofane fu mandato contro


suo figlio per una calunnia di Fozio di loro, e riuscì a rispingerli oltre

fii sul punto di perdere la vita, ma il confine, e a riscattare i prigioni.

dopo lunga prigionia, nell'SSG, col I russi condotti dal re Inger co-
nome di Leone filosofo, successe al
'\\ prirono il mare di navigli, e mi-
padre. nacciavano la stessa Costantinopoli.
Leone favorì le lettereda lui Teofane ancor con essi si coprì di
coltivate, e i letterati, condannando gloria, mise in fiamme molti vascel-

per sempie lo scandidoso Fozio in li, disperse i soldati, e fece perire

un monistero. Di continuo fu alle chiunque mise piede a terra. I tur-


prese co'saraceni invasori de'dominii chi fecero un secondo tentativo, e ne

d'Italia, e co'bulgari, che gli vende- fu conseguenza una tregua di cin-


rono a caro prezzo la pace. Dalla que anni.
quarta moglie nacque Costantino L'imperatore Costantino, mal sof-
Por/iivgeiiilo, che in tenera età suc- fercndo la preponderanza di Ro-
cesse al genitore, perchè lo zio
il mano suo collega, fece entrare nel-
Alessandro, dichiarato imperatore le sue viste l'ambizioso Stefano suo
dal fratello, fu reggente, e morì cognato, e primogenito di Romano,
da intemperante. Costantino dovet- il quale con riprovevole audacia,

te combattere un possente rivale, fece assalire il padre, e racchiuder-


cioè Costantino Duca, comandante lo in monistero, dividendo quindi il

dell'armata in Paflagonia, che osò trono con Costantino, e col minor


entrare in Costantinopoli, e perdet- suo fratello di nome pur Costanti-

te la vita all'ingresso del palazzo im- no. Questa lega poco durò, giacché
periale. Dipoi Leone Foca, e Ro- il Porfirogenito fece imprigionare
mano Lecapene, generali dell'impe- i due snaturati figli di Romano, e

ratore, si disputarono il di lui favo- tornò solo a governare, arte che


re per impadronirsi della sovranità, veramente non conosceva, ad on-
Leone morì, e Promano giunse a ta che non mancasse d'ingegno, né
dare la figlia in isposa a Costanti- di amore alle scienze. Quindi rinun-

no, per cui venne associato all'im- ziò il comando all'imperatrice Ele-

pero, e Zoe madre di Costantino na, ed all'eunuco Basilio gran ciam-


dovette ritirarsi in un monistero. Cer- berlano, dichiarando collega nell'im-
to Basilio di Macedonia si finse es- pero il proprio figlio Romano: que-
sere Costantino Duca redivivo, e su- sti ad istigazione di Teofanona sua
scitò non pochi torbidi. Fatto pri- moglie avvelenò il padre più per
,

cos COS 29
darsi senza ritegno in preda ai \i- alleali de'greci. Zimisce ebbe in Co-
zii, che per avidità di regnar solo. stantinopoli gli onori del trionfo ;

I generali di Romano, Leone Foca, ma mentre voleva reprimere le

e Kiceforo Foca nel breve suo im- ribellioni d' Asia, 1' eunuco Basi-
pero sostennero con vittoria le ar- lio gran ciamberlano lo fece peri-
mij come il gran ciamberlano Giu- re di veleno, in vendetta d'un mot-
seppe ne sostenne le cure, restando to dell' imperatore sulle sue stra-
alla di lui morte tutore de'figli an- bocchevoli ricchezze.
cor bambini, mentre ISiceforo dal- JN'el 975 continuarono a regnare
l'armata fu elevato al trono impe- Basilio, e Costantino colla madre
riale. Sposò egli la vedova Teofa- Teofanona richiamata dall' esilio,
nona, la quale ciò fece per politica, dove l'avea tenuta Zimisce, e l'eu-
per cui dipoi entrò nella congiura nuco Basilio si mantenne nel moni-
ordita dai generali Giovanni Zimi- stero. Barda Sclero, e Barda Foca
sce, e Burtza, cui faceva eco l'odio si ribellai'ono prendendo la porpora

popolare. Teofanona agevolò l' in- imperiale, e dopo diversi azzuffa-


gresso nella stanza di JXiceforo ai menti conchiusero dividersi le prò-
congiurali , che l'uccisero allorché vincie Foca tradì il competitore,
.

dormiva. Zimisce si cinse il capo lo fece prigione indi marciò in ,

dell'imperiai corona nel 969, asso- Costantinopoli, però cadde morto


ciandosi Basilio, e Costantino figli dal cavallo, o di veleno, presso Scu-
di Romano il Giovine. JNell'anno se- tari. Sclero accettò il perdono di
guente trecento mila russi si pre- Basilio, che lo dichiarò Curopalata.
sentarono sulle frontiere della Tra- Arse di nuovo la guerra cogli ir-
cia, e vi penetrarono furiosi, sino al- requieti bulgariil general Niceforo :

le porte di Adrianopoli. Bai-da Scle- Urano li vinse in riva allo Sperchio,


ro, cognato dell'imperatore, con po- e l'imperatore Basilio li disfece inte-
ca truppa fu spedito a difendere ramente sull'Assio, proseguendo una
la città: si mantenne sulle difese, serie di tiionfì e conquiste, ed in-
tollerò le beffe e le provocazioni viando alle loro case quindici mila
finché profittando della crapula cui prigionieri dopo averli privati di
eransi abbandonati i russi, ne fece occhi: uno solo ne lasciò a cento,
tale strage, che pochi rividero la Sci- perché servissero di guida a' com-
zia,Ciò non pertanto i russi ricom- pagni. In tal modo la Bulgaria ri-
parvero passati due anni con forze mase tutta sottomessa a Basilio, che,
formidabili: ma Zimisce li prevenne volgendo l' animo a domar i sara-
in Bulgaria assediando Perstalba seguendo-
ceni, fu colto dalla morte,
metropoli, e facendo de' russi, che lo nel sepolcro l'inetto imperatore
incontrò per via, sanguinosa carni- Costantino suo fratello, solo rino-
ficina. La
città cadde in potere dei mato per laidezze. Egli designò
greci,ed ottomila russi che difen- Romano Argiro grande dell' impe-
devano il forte furono passati a fll ro a succedergli nell'anno 1028 al
di spada. Barise re de'bulgari fatto trono pel quale sagrificò le pri-
,

prigione fu liberato dall'imperatore, vate e tenere affezioni, ripudiando


e la capitale bulgara assunse il no- una degna moglie per isposarsi a
me di Giovannopoli. I russi lasciaro- Zoe figlia di Costantino. Teodora
no libera la Bulgaria^ e divennero sorella dell'imperatrice cospirò con
3o COS COS
certo Piusiano contro Romano; ma la morte di Zoe, dichiarò Niccforn

sì la sua congiura, che quella di Brienna per successore; ma Teodora


Costantino Diogene, furono puni- appena il seppe, benché sessagenaria,
te severamente. L' imperatore nella si fece riconoscere, ed abilmente per
campagna contro i saraceni d'Asia, venti mesi impugnò lo scettro, sen-

dovette la propria salvezza alle sue za che i turchi seliucidi, i quali


guardie. L' impudica Zoe invaghi- guidati dal conquistatore Togrulbeg
tasi d' un paflagone per nome Co- sino dal io45 avevano invase le

stantino, che in Costantinopoli e- Provincie di Asia, facessero ulterio-


sercitava il mestiere di cambista, ri progressi. Il vecchio generale Mi-
colla taccia di monetario falso, chele Slraziottico fu designato suc-
concepì il nero disegno di perdere cessore della moriente Teodora, e
il marito, e dividere coli' adultero contento egli del titolo imperiale, e
talamo e soglio. La perfida prima del nome di Michele VI , lasciò il
col veleno poi col bagno fece mo- governo in abbandono ad una mi-
rire Romano, salendo l'indegno Co- nisteriale oligarchia. Teodosio , cu-
.stanlino sul trono nell'anno io34. gino del Monomaco, invano affac-
paflagone dai rimorsi perde il
Il ciò i suoi diritti per detronizzarlo;
sennp, ma tutta volta ottenne da ma i generali convocati in s. Sofia
Zoe r adozione per figlio di Miche- convennero nella deposizione di Mi-
le, nato da Stefano Calafato suo chele VI. Prima però vollero in
fratello, ed in un chiostro si ritirò rimpiazzo eleggere il più degno, e
a piangere i suoi detestabili falli. per rinunzia di Catacalone, che a-
Zoe V, Ca-
fece coronare ÌNIichele veano prescelto, il quale si scusò
liifatOj, che avendo preso di mira i per la grave sua età, i voti si riu-
favoriti dell' imperatrice madre, e nirono in favore d'Isacco Comne-
lei medesima, per gelosia confinò in no, il quale con una pronta vitto-
monistero però fu punito da una
;
ria si aprì l'adito al palazzo impe-
commozione popolare, perde gli oc- riale.
chi, e confinato venne in monistero. Isacco fu imperatore nel loSy,
Zoe, e Teodora furono imperatrici e subito si diede a ricomporre l'e-

sovrane per tre mesi, e la prima difizio sociale, infinitamente guasto


sposò quindi l' antico suo drudo dalla piìi scandalosa corruttela di
Costantino Monomaco, che Michele tanti mostri coronati : occupò
si

di Paflagonia per gelosia avea esi- persino del clero, si oppose con va-
liato. Costantino Monomaco inco- lore agli ungheri, ed ai turchi patzi-
minciò a regnare nel io42, ma i naci ; ma allorché tutti avevano con-
suoi talenti subito si oscurarono. cepito sopra di lui le più liete spe-
Egli privò del grado di generale ranze , un fulmine lo fece cadere
Giorgio Maniaco, e lo diede a R.o- da cavallo , mentre recavasi alla
mano Sclero fratello di Sclerena caccia. Isacco ricevette ciò come un
sua favorita, e Giorgio all' incontro celeste avviso, che lo invitasse a pe-
si fece acclamare dalle truppe ; ma, nitenza, e monaci. Al-
si ritirò fra'
mentre riportava vittoria, da una la privata grandezza domestica dei
feritamorì. Leone Tornicio parente suoi parenti preferì il pubblico van-
dell' imperatore attentando a succe- taggio, e in vece di porre sul tro-
derlo, fu acciecato. Costantino dopo no i congiunti, vi elevò nel loSg
cos COS 3r
Costantino Duca, alla qunle elezio- ce radere la chioma all' impei'atri-
ne sì il senato, che il popolo fe- ce Eudossia, che in monistero pas-
cero plauso. Costantino era caldo sò ad attendere utilmente agli slu-
amatore delle lettere , e de' scien- di , e proclamò nel 107 1 impera-
ziati, e soleva dire, che al brillar tore Michele Duca, detto Parapi-
del diadema, avrebbe anteposto l'im- uace. Romano Diogene fu posto in
mortalità acquistata coli' ingegno. ceppi neir Armenia , e con tanta
JVon deve però occultarsi, che 1' a- crudeltà acciecato, che ne morì.
varizia offuscò le sue egregie doti, Debole di carattere , Michele ebbe
e per mancanza di truppe espose un regno periglioso, dappoiché pri-
r impero ad incursioni. Di fatti i mieramente ai turchi seliucidi del-
turchi neir Asia fecero non pochi l' Asia si unì la ribellione di Rus-
progressi, e seicentomila uzii, di ori- sellio comandante un corpo di
gine turcomana, valicarono il Da- fi'anchi, o latini, ausiliario degl'im-
nubio, inondarono la Tracia, e se periali guidati da Isacco Comneno:
la spada dei bulgari ed il conta- le misere provincia d'Asia soggiac-
gio non li mieteva l' impero
, sa- quero a gravi disastri , ed Isacco
rebbe slato in pericolo. Morì Co- dopo sanguinoso conflitto restò pri-
stantino, lasciando figli di tenera gioniere de' turchi. Riuscì a R^ussel-
età in cura di Eudossia loro ma- lio di far prigione Giovanni Duca;
dre, la quale siccome saggia presto ma poi ambedue caddero in pote-
si avvide di essere incapace a go- re del sultano, il quale in seguito
vernare, ed assalita in Asia dai permise che si riscattassero. R^us-
turchi seliucidi, inviò a combatterli sellio di nuovo si ribellò, per cui
Romano Diogene , levandolo dal Alessio Comneno lo condusse inca-
carcere ove trovavasi per aver co- tenato a Costantinopoli. Devastan-
spirato al supremo potere. Il titolo do le Provincie europee i turchi
d' imperatori rimase ai giovanetti patzinaci ,
gli schiavoni e i croati,
Michele Andronico, e Costantino; voleva IMichele Duca associare al-
ma Eudossia fé' che il patriarca l'impero il valoroso generale ÌNice-
Sifilino l'assolvesse dal voto di non foro Erienna ma cangiando con-
;

passare a seconde nozze : promise siglio, lo spedì a combattere in


di sposar Barda suo nipote, ma Bulgaria, dove tra lo strepito dei
diede in vece la destra a Romano. trionfi, r esercito lo acclamò impe-

Molte forze questi appose ai tur- ratore. Contemporaneamente in A-


chi baldanzosi, ma non ebbe cor- sia egual titolo avea assunto Nice-
rispondenti successi massime nel
,
foro Botoniate: anzi avendo guada-
terzo sconlro per la defezione dei gnato il sultano Solimano fondato-
turcomani, e pel falso allarme spar- re della dinastia dei seliucidi d' I-
so fra le truppe del cesare Giovan- conio, si fece anche strada ad un
ni Duca. R.omano restò prigioniero partito in Costantinopoli, al quale
del sultano Alp-Arslan, che lo trat- r imperatore JMichele doveva cede-
tò onorevolmente, e rimandò a lo re, chiudendosi in un chiostro. 11 Bo-
Costantinopoli contento di un mo- toniate col favore di Alessio Comne-
derato riscatto. no vinse il competitore Brienna, e
Frattanto Giovanni Duca suscitò l'altro JNiceforo Basilace, che in iMa-
in Costantinopoli la rivoluzione, fe- cedonia avea presa la porpora ini-
,

32 COS cos
penale ; laonde ambedue perdettero glio Ruggiero si accostò all' TlHrio
gli occhi, secondo l'infame politica colla flotta. Se due vittorie ripor-
di qua' tempi. Il nuovo imperatore tarono le flotte veneto-greca, in una
provocò la collera del normanno terza ottenuta dal Guiscardo, do-
Roberto Guiscardo conte di Puglia, dicimila prigioni furono mutilati
rimandandogli la figlia Elena, desti- ma nella quarta i normanni ven-
nata sposa al deposto Michele. Cos\ nero compiutamente disfatti e al
perdette i possedimenti d' Italia ca- doge Venezia Vitale Fallerò, di-
di
duti in potere degl' invasori nor- chiarato Profosebaste, venne data,
manni. nel io84j l'investitura della Dal-
Germano, e Borilo, di slava ori- mazia, e della Croazia. Quindi la
gine, ministri favoriti del Botonia- morte di Guiscardo, e le discordie
te,ne affrettarono la perdita, con- fraRuggiero, e Boemondo per la
giurando contro i prodi generali paterna successione, allontanarono
Isacco, ed Alessio Conineno, che po- da Alessio ogni timore.
co mancò non perdessero gli oc- L' impero da tutti i lati fu al-
chi, nel loSi, se di concerto col lora investilo furiosamente dai tur-
comandante Pacaziano non depo- chi : perchè l'imperatore si vide
il

nevano r imperatore. Venne offerto costretto ad invocare l' aiuto dei


il trono ad Alessio, intanto che il principi occidentali, onde ebbe ori-
cognato Niceforo Melisscno in Asia gine la prima crociata. Però il dis-
coir aiuto de' turchi seliucidi, dichia- ordine con cui furono accompa-
,

ravasi imperatole: il Betoniate ce- gnate le prime spedizioni in massa


dette alle circostanze, ed abdicò la di Gualtieri detto Senz' avere ^ non-
corona , contentando Alessio il co- ché quelle di Pietro 1' Eremita, di
gnato col titolo di cesare: quindi Godcscalo, e di altre turbe senza
nominò suo fratello Isacco Sehasto- capi, nell'imperatore eccitò un se-
cratore, dichiarando questa nuova rio allarmo. Indi il principe fran-
dignità superiore alle altre. Alessio cese Ugo, il Grande, nel discen-
incominciò a regnare coli' imporre dere all'improvviso su Durazzo col
ai turchi seliucidi d' Iconio giunti duca di Normandia, col conte di
sino al Bosforo, cacciandoli al di Blois,ed altri signori, fu scortato
là della Bitinia. Così guadagnò pace, a Costantinopoli, ed ivi ritenuto,
e potè rivolgersi contro Guiscardo, finché il pio e celebre Croffredo di
che con Boemondo suo figlio aveva Buglione non obbligò colle minac-
messo piede in Corfìi ed assedia- , ce a liberarlo. Queste ulteriori ar-
va Durazzo. La repubblica veneta mate, benché regolari , per gelosia
sola accorse in sostenimento dell' im- furono male accolte da Alessio , il

pero orientale, disperdendo la flot- quale costrinse Goffredo ad impu-


ta normanna; ma Alessio fu scon- gnar due volte le armi contro i
fitto in terra, e ferito, né potè greci, eh' erano destinate a domare
disputar Durazzo al Guiscardo. Tut- i nemici del nome cristiano, segua-
tavolta la discesa dell" imperatore di ci di Maometto e del suo Alco-
,

occidente Enrico IV nell' Italia me- rano. Tuttavolta venne promesso


ridionale, fu un utile diversivo per ai crociati, che nell'impero sareb-
Alessio. Boemondo invocò il paterno bero favoriti, purché ad esso ras-
aiuto di Guiscardo, che coU'altro fi- segnassero i conquisti, che facesse-
, ,

cos COS 33
10 sui turchi. In fatti Nicea subi- riportandone considerabili ricchez-
to fu restituita, ma non vedendosi ze : riuscì all' imperatore con po-
l ripromessi soccorsi, Antiochia ven- derosa flotta di far rispettare Ja
ne eretta in principato a favor di sua autorità, indi si pacificò con
Boemondo, di che Alessio Comne- Guglielmo successore di R.uggiero,
uo mosse querela. Boemondo la- e frenò i dalmati
ungheri , e gli

sciò il nipote Tancredi in Antio- che avevano favoreggiato l'inimico.


chia , e comparve sotto Durazzo Per ultimo sostenne lunga guerra,
terminando queste differenze con pa- con vari successi, contro il sultano
cifici accordi come vennero conte-
, d'Iconio Kilidge, col quale con-
nuti i seliucidi di Persia. venne un trattato,
1118 fu assunto all'impero
iSel Alessio Comneno, figlio di Gio-
Giovanni Comneno, che, per la rara vanni, ebbe misero, e breve regno,
sua avvenenza, venne chiamato Ca- e prendendo le redini del governo la
logiantiìj ma Anna sua sorella ,
imperatrice Maria d'Antiochia sua
moglie di TSlceforo Brienna, per madre, ne provocò l' odio pubblico
ambizione corruppe le guardie per pel favore accordato al Protoseba-
farlo assassinare. Conquise Giovanni sle Alessio Comneno. Subito i tur-
i turchi patzinaci, ed i triballi, che chi d' Iconio ne profittarono, e di-
dal Danubio eransi sparsi a deva- chiararono la guerra; ma Androni-
stare la Tracia. Anche contro i tur- co Comneno, altro figlio d' Isacco
chi d' Iconio le sue armi sarebbo- posposto da Calogianni a Mannello,
no state vittoriose; ma l'apostasia dopo avverse vicende menando vi-
lagrimevole di Giovanni, figlio del ta privala nella città di Oeneum,
suo terzogenito Isacco che, fattosi si lusingò di poter aspirare al tro-
maomettano, sposò la figlia del sul- no. I suoi partigiani l' invitarono a
tano d'Iconio, fu causa dell' inter- Costantinopoli, e il salutarono restau-
rompimenlo de' suoi trionfi , e dis- ratore dell' impero, ad onta che le

])ose, che premorti il primogenito sue atrocità il deturpassero. In fatti

Alessio, ed il secondo nato Andro- il Protosebaste perde gli occhi, i

nico, in luogo d' Isacco, l' ultimo latini furono tutti trucidati, perchè
genito Mannello venisse elevato al- esercitando il traftìco eransi straor-
l' impero. Pviuscì tuttavia a Gio- dinariamente arricchiti, e l'impera-
vanni di obbligar alla pace i tur- trice Maria venne chiusa in moni-
chi d' Iconio, e a dichiararsi suo stero, e poi strangolata. Con tali

vassallo, Raimondo principe di An- sanguinosi auspicii Andronico fu


tiochia. In seguito si oppose gran- associato all' impei'O dall' indolente
demente ai della nuova
successi Alessio, che per lui andò truci-
crociata, che Corrado li imperato- dato. Egual crudeltà egli esercitò
re di Germania, e Lodovico ^l^ agli assedii di JNicea, e Prusa, che
re di Francia spingevano in olien- non l'avevano riconosciuto; allor-
te : anzi volle porsi d' accordo coi ché poi il re di Sicilia Guglielmo
mussulmani per distruggerla, men- II gli dichiarò guerra minacciando
tre conservava coi crociati appa- Costantinopoli, ad ogni piìi piccolo
rente amicizia. Frattanto Piuggiero sospetto, faceva tagliar la testa dei

re di Sicilia occupò Corfìi, e le grandi, e voleva fue un inaudita


coste di Etoliaj e dell' Acarnania, proscrizione, se l' ardito Isacco An-
VOI XVMI. 3
34 cos COS
gelo, che coli' uccidere il minislio per terra, e per mare: laonde po-
Stefano si presentò per arrestarlo, tè discacciarne lo zio, e liberare
non avesse cagionato la generale il genitore Isacco. Questi allora as'-
esplosione. Allora Isacco venne ac- socio all'impero il figlio Alessio; ma
clamato imperatore correndo l'anno per patto convenuto, oltre la riu-
I i85, e l'indegno Andronico ter- nione della chiesa greca alla latina,
minò fra i tormenti la vita. Isacco dovevasi ai crociati liberatori la
obbligò i siciliani alla pace, ma non somma di duecento mai-che di ar-
andò guari, che i vallachi posero gento, che per la rivalila delle due
in rotta gli eserciti di lui. Gli nazioni non ebbe effetto, ed i

storici attribuiscono a questo prin- mezzi impiegati per incominciare


cipe l' infelice riuscita della cro- il pagamento del tributo esaspera-
ciala, colla quale l' imperatore di rono gli animi. Vicino a morire
occidente Federico I si recò nella Isacco, Costantinopoli era in generai
Palestina. Ad Isacco Angelo, e ver- commozione: ed il popolo adunatosi
so il rigo, dai più critici viene nella vasta basilica di s. Sofìa, do-
ascritta 1' istituzione del cavalle- mandava i' elezione di un nuovo
resco Ordine Costantiniano [Fedi), imperatore. Passati tre giorni in
che altri attribuirono a Costantino esitazione, suo malgrado Nicolò Ca-
il grande, da cui i Comneni si nabeo dovette accettar la corona.
vantavano discendere. Promotore principale della rivolta
Sotto Isacco Angelo molti pre- fu Alessio Duca detto Marzujlo, che
tesero all'impero, ed Alessio suo diresse secondo la sua ambizione,
fratello giunse a deporlo, ed a pri- s' impossessò di Alessio Angelo, e
varlo della vita, chiudendolo in oscu- colle proprie mani 1' uccise ponendo
ra prigione. Ad altro Alessio figlio in catene il Canabeo. Fu allora,
d' Isacco riuscì di fuggire in Roma, che i crociati tornarono ad investi-
per implorare il valido patrocinio re Costantinopoli, e dopo replicati
del sommo Pontefice Innocenzo III, assalti entrarono in mezzo al-
vi
il quale lo accolse onorevolmen- la strage. Marzuflo si salvò con
te. Quindi l'imperatore germanico pronta fuga, ed il popolo elesse im-
Fihppo di Svevia, che avea sposato peratore Teodoro Lascaris genero
la di lui sorella Irene lo raccoman- di Alessio Angelo ; ma egli, invece
dò all'esercito de' crociati francesi, di accettare, invitò i cittadini a dis-
e veneziani j eh' erano per riparare cacciare i nemici : tutti però vil-
in Palestina, fermandosi a Zara pei mente restarono neghittosi, ed il
quartieri d' inverno, e non aspettan- saccheggio durò molti giorni. I latini
do che la primavera per aprire la entrarono nella città collo stendardo
campagna; l'esercito de' francesi era reale, e coli' immagine della beata
di ventimila fanti, e di otto mila Vergine, ohe gì' impei-atori avevano
cavalli, e quello de' veneti era com- 1' uso di portar seco nei combatti-
posto di settanta galere, settanta menti. Indi nominarono
i crociati
bastimenti da trasporto, e da circa dodici commissari, metà francesi, e
cento venti vascelli armati da guer- metà veneziani, quali elessero e i

ra. Con tali aiuti Alessio si recò a coronarono imperatore, Baldovino


CoslantinopoH , che i crociali pre- conte di Fiandra, cioè a' i6 mag-
sero a' IO luglio deiraiuio i2o3 gio lio/j., uel poulificato d' iu-
cos COS 3d
nocenzo III Così ebbe principio
. dell'Epiro; e quando l'imperatore
r impero dei latini in Costantinopo- Enrico divisava frenarne i successi,
li, che durò cinquantasette anni. morì. I baroni latini esitarono nella
Baldovino I, secondo i preceden- scelta del successore, dopo la ri-

ti accordi, cedette al suo competi- nunzia di Andrea re d' Ungheria:


tore Bonifazio marchese di Mon- laonde riunirono i voti su Pietro
ferrato r isola di Candia, e gli stati di Courtenai, conte di Auxerre, ni-
oltre il Bosforo, eh' egli cambiò pel pote di Ludovico VI re di Fran-
regno di Tessalonica, vendendo la cia, e cognato degl'imperatori de-
isola per mille marchi d' argento fonti. Pietro si recò iu E.oma, e
alla repubblica di Venezia. Per o- colla sua sposa Violante, a' 9 apri-
pera del pretendente e profugo le 12 17, ricevette le insegne impe-
Alessio Comneno, Alessio Marzutlo riali dalle mani del Papa Onorio
fu accecato, e poi precipitato dal- III. Questo volle fare la funzione
l'alto, dai francesi, mentre Alessio nella patriarcale basilica di s. Lo-
Comneno venne arrestato, e manda- renzo , cioè fuori delle mura di
to in Germania. La Tracia fu sog- Roma, non solo perchè l' imperu
gettata dal principe Enrico, fratello orientale potesse perciò pretendere
dell'imperatore Filippo di Svevia; diritti sull'occidente, ma anco per
ma resistendo Adrianopoli, Baldo- un riguardo al patriarca di Costan-
vino I vi accorse, ed attaccò i bul- tinopoli, cui era devoluta l'incoro-
gari capitanati dal loro re Gioan- nazione degl' imperatori greci.
nicio, eh' erasi recato a soccori'ere Pietro passò nell' Epiro, non potè
la Questi potè imprigionar
piazza. ricuperare Durazzo, ma attraversan-
r imperatore latino, che dopo un do gli stati di Teodoro per giugne-
anno fu bax'baramente ucciso. Il re a Costantinopoli, fu stretto nelle
principe Enrico ne assunse la reg- gole de' monti, per cui Teodoro gli

genza, dovette abbandonar Adria- promise di farlo progredire, ed in-


nopoli, e giunto in Costantinopoli vitatolo ad un banchetto, lo fece
concordemente venne salutato impe- caricare di ferri, ed uccidere dopo
ratore. I limiti deli' impero latino due anni, restando le sue scelle
erano brevi, dappoiché gli asiatica, truppe disperse, od uccise. L'im-
sino dal 1 2o4, avevano stabilito in peratrice Violante regnò in Costan-
INicea la sede imperiale, prestando tinopoli, ed i crociati erano per
omaggio a Teodoro Lascaris, che vi vendicare il suo merito, quando il

si sostenne in onta di Alessio Com- despota Teodoro riuscì ad acco-


neno, e delle armi del sultano di modarsi, reudendo al Papa il Car-
Iconio da cui era protetto; per lo dinal legato Giovanni Colonna ar-
che il Comneno lasciò in una bat- restato coir imperatore, e ricono-
taglia la vita. Dall' altro lato non scendone la primazia spirituale. I

mancarono gl'indomabili bulgari di francesimeditavano vendetta in uno


molestar la Tracia, e perì contro a Roberto di Courtenai, assunto
di essi Bonifacio re di Tessalonica. nel 12 19 all'impero per rinuncia
Intanto i veneti estesero su Corfù, di Filippo suo maggior fratello,
e sulle isole dell'Arcipelago il loro pacificandosi a tal effetto con Teo-
dominio , - mentre gli avanzi dei doro Lascaris, imperatore di JNicea.
Comneni presero il titolo di despoti Questi però essendo morto, nel
,

36 COS COS
1722, gli successe il genero Gio- Nicea ascese il soglio, sino dal ì 27.^,
vanni Duca Yatace, che tolse ai Teodoro li Lascaris siccome figlio
francesi Adrianopoli ; indi il despo- di Yatace, e morendo lasciò la co-
la Teodoro, occupalo il regno di rona al figliuolo Giovanni di anni
Tessalonica, e preso il titolo im- otto, e la reggenza a Giorgio Mu-
periale, avanzò nella Tracia
si zalone da tutti odiato, e perciò
mentre Davide Comneno con egual trucidato. Allora venne nominato in
titolo imperava in Trehisonda. Per Nicea reggente il gran contestabi-
le quali cose l'imperatore Roberto le Michele Paleologo, sul cui capo
si vide ridotto a mendicar la pa- progressivamente si cumularono i

ce, e la mano della principessa Ku- titoli di duca, di despota, e final-

dossia Lascaris, la quale non [)o- mente d' imperatore colia promessa
tendo ottenere, per sua sciagura giurata di conservare i giorni di
rivolse le sue mire alla figlia di Giovanni Lascaris, e di restituirgli,
Baldovino di Neu ville, gentiluomo allorché fosse maggiore, la potestà
dell'Artois, il quale violò la pro- imperiale, da lui assunta nell'anno
messa data ad un nobile borgo- 1260 in Kicea stessa. L' imperatore
gnese, preferendo il trono. 11 bor- di Costantinopoli Baldovino 11, nel
gognone montò in furia, ed unito 1245, intervenne in Lione al con-
a parecchi amici fece una notturna cilio generale XI 11^ celebrato da
incursione nel palazzo imperiale, e, Innocenzo lY, romano Pontefice. A
sorpresa la nuova imperatrice colla gara lo molestarono i bulgari, ed
sua madre, muldò barbaramente i greci ; l'eclamò al Paleologo le
la prima tagliandole il naso, e le piazze tolte dai greci ai francesi in
labbra, e gittò nel mare la seconda. Tracia, ma in vece il Paleologo e-
11 misero Roberto volò a Roma stese le conquiste sino sotto le mu-
per nascondere la propria vergo- ra di Costantinopoli, e, con un' ar-
gna, ed implorare ajuto dal Pon- mata condotta da Alessio Stratego-
tefice Gregorio IX, e mori nel ri- pulo per condjattere il despota di
tornar a Costantinopoli nell' anno Epiro, gli riuscì di sorprendere Co-
I 228. stantinopoli ; e messa in fuga la

Baldovino II suo fratello gli suc- debole guarnigione, pose fine all'im-
cesse i ma per la sua tenera età, la pero latino e francese nel 1261,
reggenza fu data a Giovanni di coli' intelligenza, ed opera dei greci,
Brienna, già re di Gerusalemme: ch'erano nella città.
laonde mediazione di Papa
colla Baldovino II si rifugiò presso Man-
Gregorio IX, s'ebbe il titolo impe- fredi, figlio naturale di Federico li,
l'iale sino alla maggiorità di Bal- di Svevia, e re di Sicilia, e Miche-
dovino li, ed alcuni feudi pe' suoi le Paleologo entrò trionfante in Co-
discendenti. 11 valore di Giovanni stantinopoli in mezzo allo Stiatego-
valse a contenere gli sforzi de'bul- pulo, e al giovine principe Giovan-
gari, e de' greci, che con poderose ni Lascaris, al quale dopo pochi
forze si appressavano a Costantino- giorni tolse la vista , rilegandolo
poli. Tuttavolta invocò i soccorsi in perpetuo carcere. Per delitto s\
dell' occidente e poco dopo mo-
, atroce, generale fu l'indegnazione, e
rì, e provvisoriamente Ansaldo Ca- il patriarca Arsenio proibì all'usurpa-
hieux fu fitto reggente. Intanto in tore l'ingresso nel tempio, né volle
cos COS 37
assolverlo malgrado le ripetute u- liario, che aveva intentato contro
iiiiliazioiii; ma il Paleologo. abusan- di lui. Ciò non bastò: Andronico II
do della forza, depose il patriarca, veime obbligato prima a fuggire poi
ed alilo n'elesse a sé favorevole. alla prova delle armi che usò con

Intanto nell'occidente preparavasi moderazione, mentre l'avolo proce-


una formidabile crociata, ed il ze- deva con artifizio; e per compiacerlo
lante Papa Urbano IV eccitava a s'indusse a sposare Anna di Savoja.
seguirla Carlo I d'Angiò re di Sici- Finalmente fu costretto il nipote, per
lia, il quale esiln una sua figlia l'esigenza dell'esercito, ad assumere
in isposa a Filippo di Fiandra, l'assoluta autorità, lasciando all'avo
nato da Baldovino II, ultimo im- le ricchezze, e gli onori.
peratore latino di Costantinopoli. Da
queste domestiche divisioni
Vedendo il Paleologo il nembo, che gli ottomani trassero vantaggio, né
preparavasi a suo danno, ricorse potè Andronico il giovine preservar
alla- frode, e lusingò tanto Urbano la Bitinia dall'invasione, alla cui
IV, che il successore Clemente IV, difesa riportò una ferita, che costò
di riunir la chiesa greca alla lati- la piena rotta dell'armata, per lo
na, inviando perciò i suoi conmiis- esagerato timore, che si sparse; pe-
sari al concilio II lionese adunato da rò mandò vuoto una spedizione
a
Gregorio X. I greci infatti si mo- ottomana sul Peloponneso, che avea
strarono seguaci ostinati dello scisma, per principal mira di minacciar
per cui conosciutosi l' artifizio del Costantinopoli. Il vecchio Androni-
Paleologo, scomuniche
si provocò le co mori in un monistero, ed il gio-
di Martino IV, e di ìNicolò IV. Nel vine riunì poi all'impero l'Acarna-
1283 gii successe il figlio Andro- nia posseduta in sovranità da Gio-
nico I Paleologo, che non potè im- vanni Angelo, contentando il figlio
pedire al popolo di negar al padi'e Niceforo nel nominarlo gran digni-
gli onori del sepolcro per la pro- tario dell'impero mediante il nuo-
gettata unione delle due chiese. vo titolo Giovanni
d' Ipersebaste.
Il nuovo imperatore greco si segna- Paleologa, nel i34i, alla morte di
lò nella persecuzione contro i cat- Andronico II, come di lui primo-
tolici latini, e nell' indifferenza alle genito, e d'Anna di Savoia, gli suc-
cure dell'impero ; e Michele Andro- cesse im pubere, per cui ne fu reg-
nico suo figlio, eh' erasi associato gente Giovanni Cantacuzeno, ad on-
morendo in Tessalonica, quando vo- ta della contrarietà del patriarca di
levasi fare una spedizione in Morea, Costantinopoli, e del suo emulo Apo-
diede speranza al fratello Manuele cauco, che non risparmiò intrighi
di succedergli. Morto ancor questo, per privamelo, fino a guadagnare al
l'imperatore mise a parte nel go- suo partito l'imperatrice, che ari'ivòa
verno il nipote Andronico II
Pa- togliergli il maneggio degli affari, e
leologo , e turbolento
regno fu il gli proibì d'uscir di Didimoteca ove si

d'ambedue, perchè l'avo Andronico trovava. Ma


Cantacuzeno, pel consi-
I, per l'ammirazione, che colle vir- glio dei primi dell'esercito, assunse le
tù si procacciava il nipote, fu pre- divise imperiali, quasi collega del-
so dalla pili strana gelosia, a segno l' imperatrice madre, e del fi-

che per timore solo di ribellione glio Giovanni Paleologo. Questo fu


popolare sospese l'apparato i^iudi- il segnale della guerra civile, per-
, ,,

38 COS COS
che Apocauco, fatto gran duca, e mente gli Pece la professione di fe-
incoraggilo dal patriarca, guidò una de nella chiesa di s. Spirito in Sas-
armata contro Cantacuzeno, aiutato sia ai 18 ottobre i36g, avendo
dai serviani, e dai bulgari, mentre il prima abiurato lo scisma, e gli er-
rivale lo era dagli ottomani. Avendo- rori dei greci, e poi fu solenne-
gli Amuratte figlio del sultano Orcano mente ricevuto dal Pontefice nella
condotto circa trenta mila armati, bsisilica vaticana col cerimoniale di
Apocauco non resse in campo aperto, poco inferiore a quello, che dai Pa-
sebbene sulle prime avesse taglia- pi praticavasi cogl' imperatori ro-
to i turchi dall'azione. Si racchiuse mani. Ritornato l' imperatore in
pertanto prima in Eraclea abbando- Costantinopoli, fu obbligato a se-

nando le truppe, poi corse a Costanti- gnar la pace con Amuratte, e dar-
nopoli contando sui prigioni, che an- gli Teodoro suo terzogenito in
dava facendo per intimorire, ma da ostaggio. In seguito Contuso, se-

essi venne fatto a pezzi. Allora condo figlio di Amuratte residente


Cantacuzeno si i-ecò nella capitale, in Didimoteca come governatore dei
ed offri la pace al giovine impe- dominii ottomani di Europa, cospi-
ratore, ed a sua madre, che ap- rò con Andronico primogenito del-
provò l'unione del figlio con Elena l' imperatore contro la vita di que-
figliuola di Cantacuzeno. supremo
Il sto e del sultano, promettendosi
dominio si dichiarò in comune fra scambievole alleanza dopo la stra-

il genero e il suocero, sino alla ge de' loro genitori. Discoperta la


maggiorità del primo. congiura, Amuratte fece cavare gli

Won andò guari , che rinnova- occhi al proprio figlio, e volle che
ronsi i civili dissidii. Il giovine im- altrettanto facesse Paleologo col suo,
peratore rifugiossi neir isola Tene- il quale estese la punizione su Gio-
do mentre Cantacuzeno vesfi di
, vanni di lui nipote. Andronico
porpora il figlio Matteo, che passò sebbene chiuso in tetra prigione,
a risiedere in Adrianopoli , reggi- col soccorso de' genovesi ne usci
tore della provincia di Rodopo ,
depose il padre, e lo confinò nella
quando Giovanni venuto a concor- stessa carcere. Anche Paleologo esc\
dia fece ritorno in Costantinopoli. da essa, e ritirossi a Scutari, ed il

Allora Cantacuzeno si monaco,


fece figlio si sottomise intimorito da
prese il nome di Giosafat, ed ap- Bajazzette , successore d' Amuratte,
plicossi a scrivere la storia de' suoi ed amico del genitore.
tempi. Tuttavolta la guerra si ac- In questa lagrimevole epoca le
cese tra il Paleologo , e Matteo reliquie del grand'impero orientale
cui lo stesso genitore indusse a ri- limitavansi ad un piccolo l'aggio
nunziare a' suoi titoli, meno alcu- di dominazione intorno a Costan-
ni rilevanti privilegi. Gli ottomani, tinopoli, a segno che non fu per-
che l'amicizia di Cantacuzeno avea messo all' imperatore fortificar la
frenatij subito inondarono la Tes- capitale per la minaccia di Bajazzet-
saglia, e la Tracia. In tal frangen- te di acceccar Manuele di lui fi-

te Giovanni Paleologo implorò i glio, che teneva in ostaggio. Ma-


soccorsi dell'occidente, si recò in nuele, udita la morte del genitore
Roma, ove da Avignone erasi con- Giovanni Paleologo, nel iSgi do-
dotto Papa Urbano V , e solenne- vette colla fuga farsi strada al Irò-
cos COS 39
no, e prese il nome di INIanuele il solo arcivescovo d Efeso cui riu-
li Paleologo. Di fatti Bajazzette che scì di far insorgere tutto il clero
designava con lui di spegnere il greco, morendone di rammarico l'im-
gioco impero, infierì talmente per peratore.
la perduta occasione, che devastò le Il di lui fratello masrciore Co-
campagne bizantine, e tenne rac- ^tantino Paleologo, XV imperatore
chiuso l'imperatore nella capitale, di questo nome, nel i44^ ereditò
debellando armate del re d'Un-
le il trono per mancanza di prole.
gheria, e del duca di Borgogna, che Non mancò di partecipare la sua
Ciano accorsi in ajuto di lui. Per assunzione al ad Amuratte
trono
politica Manuele II associò all'im- II, affine di confermar secolui i pa-
pero Giovanni Paleologo suo nipo- cifici accordi. Indi nel i4t'I al det-

te, sopravvissuto all'esule Androni- to sultano successe il figlio Mao-


co di lui fratello, e si risolse quin- metto II, che lungo tempo rima-
di a cercar aiuto dall'occidente , e se in calma ,
quanto gliene bastò
in pari tempo invocò il formidabi- per costruire i Dardanelli, co'quali
le braccio del conquistatore mogol- chiuse l'ingresso all'Ellesponto, e
Io Tamerlano. Questi ottenne una munì di armati il passaggio nelle
strepitosa vittoria, che a Baiazzette Provincie di Asia. Quindi cinse
lecò r ultima rovina, ed a Manue- Costantinopoli per terra e per ma-
le II restituì quiete e trono, del re con trecento mila soldati, e con
quale non volle l'imperatore più a trecento navi. D'altronde l'impera-
parte il nipote Giovanni cui con- tore Costantino con sei mila greci,
finò a Lesbo, e poi in un moni- e tre mila veneziani e genovesi di

stero di Tessalonica. Le dissensioni guarnigione, inutilmente fece prodi-


di Solimano, Musa, e Maometto, gi di valore. Tuttavolta il disor-
figliuolo di Bajazzette, fecero go- dine per un momento invase l'e-
rlere pacificamente a Manuele II sercito turco, e Maometto II pro-
le ricuperate provincie, e venne di- pendeva alla ritirata ,
quando uno
strutta moschea, che i turchi
la de'suoi più arditi generali consigliò
baldanzosi avevano innalzata in Co- un ulteriore vigoroso tentativo di
stfintinopoli. Correndo l'anno f4'9> assalto. L'imperatore superò sé stes-

1 imj5eratore volle privarsi della co- so in ribatterlo, ma sopraffatto dal


rona in favoi'e del principe Giovan- numero de' nemici, restò ucciso, e
ni Paleologo suo figlio, sposato a So- con la sua perdita si spense ne'di-
fia di Monferrato, il quale fu minac- fensori il coraggio. I tui'chi non
ciato di guerra da Amuratte II, fi- risparmiarono né età, né sesso, e
glio di Maometto I. Le vittorie di commisero stragi ed eccessi tali, che
Giovanni Unniade, e dell'intrepido rifugge l'animo in descriverli, sfo-
Scanderberg contro turchi allonta- i gando il loro odio contro i cristiani

narono il nembo, e l'imperatore si col più orribile e lungo saccheggia-


valse dell' intervallo per riunire le mento. Così Costantinopoli, e l'im-
due chiese, recandosi al concilio ge- pero orientale de' greci vennero in
nerale celebrato dal sommo Ponte- potere degU ottomani nel 14^3,
fice Eugenio IV in Ferrara ed in dopo aver esistito per 11 23 anni.
Firenze, col quale cessò allora lo La città non fu ridotta in cenere ,

scisma, rimanendo nell' ostinazione perchè il sultano avea destinato sta-


4o cos COS
bilirvi sua residenza, e farla ca-
la die contiene VJlcorano [P^edi), d.i

pitale dell'impero ottomano, sicco- lui dato a' suoi seguaci come il
me lo è tuttora. Degli avvenimen- maggior de'profeli: il culto convi-
ti, che accompagnarono la caduta ste nella preghiera da farsi cinqui;
di Costantinopoli, del dolore che volte al giorno, nella limosina, ed
ne provò il sommo Pontefice INi- astinenza dal vino.
colò V, degli sforzi che fece per INIaometto, per la persecuzione
salvarla, e di tiitt' altro ch'è rela- che sostenne dai grandi della Mec-
tivo a s\ importante avvenimento, ca, diede principio, nel 610, ad unii
oltre quanto si accennò superior- nuova chiamata Egira
era riti- ,

mente, si tratta nel seguente pa- randosi a Medina. ìVell' undecimo


ragrafo, ove pure si riporta quan- anno dell'Egira, cioè nel 63 1, morì
to fecero i romani Pontefici in di- Maometto, ed il suo suocero, e pii-
fesa delcristianesimo, contro la for- mo discepolo Abou-Becher, o come
midabile potenza de'turchi. V. Do- altri lo chiamano Abubekre, fu ac-

menico Bernini, Memorie storiche clamato col titolo di califfo, cioè vi-
di ciò, che luinno operato i sommi cario, e successore, in pregiudizio
Pontejìci nelle guerre contro i tur- di Ab
cugino germano di Maometto,
chi, Roma i685 per Gio. Battista e suo genero siccome marito di Fa-
Bassotti. tima sua figliuola ed erede, ciocché
diede origine allo scisma che li

§. II. Impero Ottomano, ossia no- tiene ancora discordi, cioè ai turchi
tizie compendiate di esso dall'o- proseliti di Abubekre, e a quelli di
rigine sino a' nostri giorni Omar, suo figlio, ed a'Persiani se-

guaci di Ali, e della sua discenden-


Nell'anno di Cristo 568, nacque za.Dopo Ottomano, successore di
Maometto, che per la sua ambi- Omar, pervenne Ali al califfato, e
zione fondò una nuova setta, tra- quindi fu pugnalato. Il nipote Ye-
visando i dogmi dell' antico e nuo- sid fu il primo, che all'imperio di

vo testamento, valendosi della spa- oriente facesse guerra co' mussul-


da per persuadere, onde giunse a mani, detti ordinariamente /4gareni,
dichiararsi re de' Mussulmani ossia e quindi Saraceni {^Vedi). Egli fe-
T'aeri- Credenti, ritenendo per sé il ce man bassa nell'Armenia, e nella
supremo sacerdozio, siccome ulti- Natòlia, e giunse a porre l'assedio
mo profeta di Dio. La nuova re- a Costantinopoli, sebbene dovesse
ligione che Maometto istituì nell'A- partirne per la dispersione della
rabia è un miscuglio di giudaismo, flotta. Ma sul maomettismo, che di-

e cristianesimo: volle che Dio fos- cesianche islamismo, dalla parola


se una sola persona, e che Gesù araba Islam, la quale significa som-
Cristo ne sia stato che il profeta, missione a Dio, va consultato l'ar-

sebbene non fosse morto, morirà ticolo Maomettismo [f^edi).

e risusciterà, e che io stesso Dio I 6i4 presero Geru-


persiani nel
predetermini gli uomini al bene e salemme, 636, da' saraceni fu
e, nel

al male; che demoni si salveranno,


i ripresa nel Pontificato di Onorio 1.
che la sola circoncisione è necessa- Il califfato divenne ereditario degli
ria. Permise ogni piacere sensuale, Ommiadi nella Siria, un ramo dei
la poligamia, ed il divorzio, leggi quali ebbe lungamente la sovia-
cos COS 4i
nità nelle Spagne, indi succes- Il feticismo era la religione in ori-
sero gli Abassidi, il secondo deVjiia- gine professata dai turchi, ma il
li Alinansor edificò Bagdad, e !a contatto de' saraceni, ben presto li

coslituì sua metropoli. I califll pro- pose nel novero de' più fanatici ed
seguirono ad estendere la loro po- intolleranti mussulmani. All'appa-
tenza, che giunse ad avere le Indie, rire nell'Asia Gengiskan, tutte le
il bosforo Tracio, e la Mauriliana dinastie si dispersero, e cessò sino
Tingitana per confini del loro colcjs- quella de' turchi seliucidi d' Iconio.
sale impero. Ma per la loro molIe77a 1 pili ricchi emiri si ritirarono nel-
ed inerzia, per le macchinazioni de- le montagne, e solo discesero al
gli emiri, o grandi del regno, per piano dopo la partenza del con-
l'accortezza de'governatori delle Pro- quistatore. L' emiro Othman fu
vincie, pei valore delle orde tarta- quegli, che spinse il coraggio ad
re del Turkestan, tratte in Asia attaccar le greche città, ed a sta-
ora schiave, ed ora come milizie bilire un regno nella Bilinia a
dan-
assoldate , i califfi poco a poco di- no dell'impero orientale verso la
minuirono in potere, rimanendo lo- fine del XIII secolo: il suo figliuo-
ro quello spirituale per 656 anni, lo Orcano espugnò Prusa, e fu que-
cioè sino al 12 58, nel quale anno sta dichiarata metropoli del nuo-
fu ucciso il XXXV II califfo degli vo stato, e residenza del sidfano
Abassidi dal conquislatoi-e Mogollo. Othman, o Ottomano, soprannomi-
Da Ahmed, figlio Tulun, sorse
di nato Gliasl, o Conquistcìtore , da
neirSGS la dinastia egizia de Tu- cui gli odierni turchi trassero il no-
lunidi, distrutta poi nel 940, e rim- me di Oltomani. I romani Ponte-
piazzata dagli Ikschiditi, e supera- fici, con paterna sollecitudine ac-
la finalmente nel 969 dai calif- corsero ad ajutare le nazioni cri-
fi Fatimiti, i quali da quelli di stiane oppresse dalla crescente po-
Bagdad erano totalmente indipen- tenza dei turchi, e dal caldo fo-
denti. natismo della loro religione, che li
Nelle Indie si stabifi la possente rendeva invincibili invocando il ,

dinastia de' Gaznevidi, e Mahmoud soccorso de' maggiori principi cat-


fu il primo che al titolo di Re tolici per arrestarne i funesti pro-

anteponesse quello di Sultano, che gressi.


ai re dominasse. Caim, che fu il Eguale zelo, ed apostolico inte-
XXVI dei califfi di Bagdad, essen- ressamento i Papi aveano spiega-
do assalito dai nemici che l'aveva- to contro i saraceni infedeli, nemi-
no circondato, chiamò in aiuto i ci del nome cristiano, non solo per
turchi seliucidi, cos'i detti da Sel- impedire l'estensione delle loro con-
giuk loro capo, ed in breve tutta quiste, che spinsero fino nello stato
l'Asia occidentale ne fu inondata; della Chiesa, e nella Sicilia, ma
e sulle rovine de' primitivi sarace- eziandio per ricuperare Gerusalem-
ni, le tre dinastie si elevarono, dei me, dai saraceni occupata fino dal
seliucidi di Persia , di Aleppo, e 636, e liberare i venerandi luoghi,
d'Iconio, mentre dall'altra parte i santificati da Gesù Cristo Redento-
turchi patzinaci moltiplicavano le re del genere umano. I saraceni,
loro irruzioni intorno al Danubio, dopo essersi impadroniti della Mec-
e si aprivano le vie della Tracia. ca, di Medina, e della Persia, nel
,

4-2 cus CO S
6^1-0 presero Alcssniiclna, ed incen Pia- lega fatta co' saraceni, i quali nel-
rono la celebre l)iblioteca per ordine r89() profittando delle fazioni, che
del suddetto caliiro Omar, ed indi laceravano Roma, la saccheggiaro-
invasero 1' Africa, l'Armenia, Cipro, no barbaramente. Non ostante che
llodi, la Cilicia, e la Licia, e spin- entrasse il secolo X con esempi di
sero le vittorio'^e loro armi nella inaudite barbarie, chiamato perciò
iSicilin, Puglia, e Calabria. Il so- ferreo, e per la grande ignoranza
vrano Pontefice s. Gregorio W oscuro, benché i benefìzi della chie-
romano, nell'anno 828, riedificò, e sa da ogni parte erano usurpati,
cinse di nuove mura la città di pure il Pontefice Giovanni col X
Ostia, per impedire che saraceni i soccorso di Berengario imperatore
continuassero a fare le loro bar- d' occidente, di Costantino Porfiro-
bare scorrerie, riducendola con e- genito imperatore d'oriente, e di
normi spese ad un forte antemu- altri principi, sconfisse nelqiy in-
rale di Roma, e dello stato della teramente i sai'aceni, che da qua-
Chiesa. Papa s. Leone IV romano rant'anni s'erano annidati nel ca-
nell'849 5 ristabilì le mura di stello di Garigliano nella Terra di
Roma, ed aiutato dai napoletani, si Lavoro. Aggiungono alcuni scritto-
partì egli stesso con un esercito per ri,ch'egli si mise nella fronte del-
Ostia, dove l'armata de' saraceni l'armata, e vi si portò egualmente
fu dispersa , e distrutta, restando da Papa, che da generale.
parte di questa in ischiavitù. Leo- Più glorioso fu Papa Benedetto
ne IV rese utile la sua vittoria, Vili, romano, poiché, veden-
Conti,
facendo lavorare nelle fortificazioni do che spesso maomettani sarace-
i

di Roma, e nella fabbrica della ni assalivano i lidi dello stato, e


nuova città Leonina presso il Va- dominio della Chiesa romana, con
licano, colle mani stesse di quei animo generoso si applicò a discac-
barbari, che avevano minacciato di ciameli, e però, adunato numeroso
distruggerla. esercito, ncir anno 1016, li attaccò
Assalito il Pontefice Giovanni nei mari di Toscana, e ne riportò
Vili, romano, negli stati della Chie- compita vittoria, onde rese a' suoi
sa da'saraceni, abbandonato dal soc- sudditi la libertà, la quiete, e la

corso dei principi, nell'anno 878 gloria,da gran tempo perdute. Di-
fu costretto a domandar loro la poi nel io63, avendo il conte Rog-
pace, coU'annual tributo di venti- gero Normanno, che dal suo fratel-
cinque mila mancuzii d'argento lo Guiscardo duca di Calabria era
moneta di quel tempo; indi nel- stato promosso
al governo della Si-
r 882 Giovanni Vili donò a Do- cilia, con insigne vittoria i
distrutti
cibile, duca di Gaeta, l' inclito pa- saraceni, mandò per segno di questa
trimonio di Traetto, e la città di al Pontefice Alessandro II quattro
Fondi, acciocché guerreggiasse con- cammelli, ed il santo Padre in ri-

tro i saraceni e nello stesso tem- , conoscenza di sì fausta notizia, non


po spedì Marino, che gli successe solamente spedì al conte uno sten-
nel pontificato, ed Anastasio vesco- dardo, da sé benedetto, col quale
vo di Napoli, affine di assolverlo munito nell'avvenire colla protezio-
dalla scomunica, che gli avea ful- ne di s. Pietro, più sicuramente
minato, nel caso ch'egli rivocasse la potesse assalire i saraceni nemici
cos COS 43
acernml de' callolici, e dislrnggerli, conta Mabillon negli Jwiali Bene'
ma ancora conferì a Ini ed a , deltini del secolo VI. In questa
quelli, che procurassero liberare dal- spedizione furono prese molte cit-
le mani degl'infedeli porzione della tà, e Provincie, e venne occupata la
Sicilia, indulgenza plenaiia , e la stessa città, che colla vita, e morte
facoltà di farsi assolvere delle col- di Gesù Cristo era stala consagrala,
pe, delle quali avessero intero pen- ond' ebbe principio il nuovo regno

timento. Il sommo Pontefice Vittore di Gerusalemme, del quale fu elet-


III, de' conti di Marsi, apparecchiato to re ai 11 luglio del 1099, Gof-
un grande esercito, da tutte le parti fredo di Buglione francese. Si e-
d'Italia reclutato, e speditolo in ressero altri principati cattolici vi-
Africa contro i maomettani, nel cini a Gerusalemme, non ostante la
1086, riportò con esso una vittoria contrarietà gelosa imperatore
dell'
insigne sui saraceni, che sovente Alessio, e gli impedimenti da lui
infestavano la stessa Italia, colle frapposti. Urbano II concesse indul-
rapide loro scorrerie, seco portando genza plenaria a chi prese la croce,
molti cristiani in penosa, e dura rilassò il peso de' digiuni, ed ordinò
schiavitìi, assicurandosi per tal bril- ai preti anche l'uffizio della ^Madon-

lante vittoria da nuovi pericoli, col- na. V. la Storia delle Crociate per
la morte di centomila di questi in- la liberazione di Terra Santa del
fedeli, e colla presa di Mahdia, città R. P. Luigi Maimboitrg della com-
all' oriente di Tunisi. V. Leone O- pagnia di Gesù, trasportata dal
stiense nel libro II della Cronaca francese all' italiano, da d. Gabrie-
Cassìnese. le sacerdote Parigino dottore teologo,

I turchi, investendo furiosamente stampata nel 1684 in Piazzoli in


l'impero orientale, mentre sedeva sul quattro tomi ed il Trattato in quat-
;

trono di Costantinopoli Alessio, que- tro libri di Benedetto degli Accolli,


sti dovette invocar l'aiuto de'principi col titolo : De Bello a Christianis
d'occidente, ond'ebbe origine la contra Barbaro s gesto prò Cìiristi
prima crociata, poiché alle energiche sepulcro, et Judcca reciiperandis, la
rimostranze, e vive persuasioni di migliore edizione del quale è quella
Pietro eremita, della diocesi d' A- di Groninga del i53i. Inoltre si
miens, il Pontefice Urbano II di può consultare la celebre storia del-
Chatillon, illustre per fatiche apo- le crociate del sig. Michaud.
stoliche, e per viaggi intrapresi pel I possedimenti e le conquiste fat-
bene della santa Chiesa, nel conci- te da'crociati nell'Asia presto furo-
lio che celebrò in Clermont nel no attaccate da' turchi , e stante il

1095, determinò la prima crociata, pericolo di perderle, il Pontefice Ca-


per ricuperare nell'oriente le terre listo Il di Borgogna nel concilio ge-
possedute dagl' infedeli saraceni, e nerale, che fece adunare in Roma
turchi. Fu dato a questa spedizione nel II23, lateranense I, generale
il nome di crociata, perchè i soldati IX, il primo dell' occidente, coli'iu-
di essa, che composero un esercito di tervento di novecento, e più vescovi,
trecento mila uomini, per dimostrare trattar fece della sagra spedizione
la efficacia del loro voto, si distinsero alla Palestina in aiuto de' cristiani,
con una croce rossa ricamata sulla ed alla Ispngna contro turchi, ed i

spalla dritta del vestilo, come rac- i inori, lutti maomettani nemici del
44 cos COS
nome crisliano. Intanto Papa Lucio potenza marittima, a formare una
li, Cnccianemici, di Bologna, pianse armata contra Saladino re de' sa-
amaiaincnte nell'anno i 44 ''^ P<^''- i raceni, della Siria, e dell' Egitto ;

dita di Edessa, o di Orfa, tolta a'cri- ma, dopo governo d' un mese e
il

stiani dagli sforzi costanti de' turchi. 27 giorni, morì in Pisa a' 17 di-
Il suo successore Pontefice Eugenio cembre 1187. Fu Gregorio Vili
III, nell'anno seguente, approvò
1'
un Papa di zelo ardente, il quale
Ordine militare di s. Giovanni di prima di morire aveva esortato i
Gerusalemme, detto Gerosolimitano, principi cristiani ad una nuova
i cui cavalieri facevano voto di di- crociata contro gl'infedeli.

fendere dalle insidie dei turchi i llitornando nel i ic)3 dalla sagra

pellegrini, che si recavano ai luo- guerra di Palestina, Riccardo re di

ghi santi di Gerusalemme. Il Pon- Inghilterra, e fatto prigione da Leo-


tefice Urbano III, Cribrili, mi- poldo duca d'Austria, Celestino 111

lanese, recandosi alla volta di Ve- scomunicò quest'ultimo, che da ciò

nezia per metter in ordine l'armata, indotto consegnò all' imperatore En-
che dovea portar soccorsi ai cristia- rico VI il monarca inglese. L' im-
tii dell' Asia , ricevette in Ferrara peratore Enrico VI non gli volle

la nuova, che Saladino soldano di però dare la libertà senza una vi-
Egitto aveva conquistata a' n otto- stosa somma di danaro; onde il
bre I 187 al re Almerico II la città Pontefice fulminò pure contro lui
di Gerusalemme, ottantotto anni do- la scomunica, e morendo l'impera-
po ch'era stata tolta da' cristiani agli tore in Messina, Celestino III non
infedeli. Egli per dolore s'ammalò, e acconsentì che fosse sepolto, se prima
morì 29 ottobre. Così terminò il
a' non ne venisse data la permissione
regno di Gerusalemme, che dopo Bu- del re d'Inghilterra, e dove prima non
glione avea avuto nove re, cioè Bai- gli fosse stato restituito il danaro,
duino I, Balduino II, Folco, Baldiiino che per violenza avea sborsato nel
III, Almerico I, Balduino IV, Baldui- ricuperare la libertà nel 1194-^1^
no V, Guido, ed Almerico II, riu)a- Enrico VI di ciò pentito, avea già
nendo a Giovanni di Brienna sol- ordinato nel suo testamento al pro-
tanto una parte del regno. prio figliuolo Federico II, che re-
Non vacò la sede, ed a' 20 otto- stituisse al re Riccardo il denaro
bre fu eletto in Ferrara, Gregorio strappatogli ingiustamente. Quindi
A^III di Mora Beneventano. Appli- nel 1193 Celestino III confermò
cato il nuovo Pontefice alla con- l'Ordine militare Teutonico istituito
quista di Gerusalemme, mandò ad in Acri della Soria, da una com-
intimare il digiuno a' cristiani per cin- pagnia d'uffiziali tedeschi, e forma-

que anni come nella quaresima, in to per soccorrere i feriti, e gì' in-

lutti i venerdì, ed astinenza dalla fermi dell'armata de'crociati, nell'


carne ne' mercoledì, e sabbati, ciò assedio di quella città.
eh' egli, e i Cardinali colla loro INIentre il Pontefice Innocenzo
corte, facevano ancora il lunedì. In- III, Conti, d'Anagni, si affaticava

di passò a Pisa, per pacificare quel- nel ricuperare Terra Santa ( del-

la repubblica con quella di Genova, la quale diligenza, e del quale ze-


ed incoraggire l' ima e l' altra, al- lo nel promovere il soccorso mi-
loia rispettabili per la loro grande litare tratta diffusamente il mento-
,

cos COS 45
vaio p. Mainibourg); i latini, che cambiato 1' odio in rispetto ,
gli

avevano una buona armata nell'o- donarono la colonna di diaspro, in

riente, conquistarono, come si disse, cui Gesù Cristo fu flagellato, e che


nel i2o3, Costantinopoli, capitale egli poi donò alla chiesa di s. Pras-
dell' impero gieco, che passò a' la- sede suo titolo Cardinalizio. Molto
tini,essendone eletto per imperato- merito si fece pure nella presa fli

re a'i6 maggio del i2o4, Baldo- Damiata Oliverio di Westfaiia, ca-

vino conte di Fiandra. Indi nel 12 i5, nonico di Colonia, e celebre predi-
Innocenzo III celebrò il concilio per la crociata contro
catoi'e sa- i

generale XII, laleranense IV, in cui raceni. Co' suoi discorsi infiammò di
si trattò de' mezzi per ricuperare religioso coraggio i militari, e men-
da' saraceni la Terra Santa di Pale- tre fu allora eletto vescovo di Pa-
stina, e v'intervennero 1289 padri. derbona, Onorio III nell'anno me-
Terminato il concilio a' 3o novem- desimo 1220 creollo premio
in

bre,poco dipoi Innocenzo III partì Cardinal vescovo di Per


Sabina.
da Pioma per pacificare i genovesi, questa conquista il santo Padre a-
ed i ed esortarli a rivoltar
pisani, vea concepita vm' estrema allegrez-
le loro forze in soccorso della Terra za ; ma scemò nel settem-
molto si

Santa, che fu uno de' maggiori suoi bre 1221, quando i cristiani furono
pensieri per tutto il suo governo di costretti a restituirla, benché con

diciotto anni ; ma pervenuto a onorevoli condizioni, a Saladino sul-


Perugia quivi si ammalò, e morì tano dell' Egitto. Per questo Onorio
a' 16 luglio del 12 16. III con lettere caldissime esortò
Vacò la santa Sede un giorno, l'imperatore Federico II, che avea
ed a' 18 luglio fu eletto il veneran- unto e coronato colle insegne ini-
do e dotto Onorio III, Sawlli peiiali, ad intrapiendere con solle-

romano, che protestando subito di citudine il viaggio di Terra Santa,


seguitare lo zelo, e la fatica del suo ch'egli avea promesso con giura-
antecessore sulla spedizione militare mento di fare. Intanto Cesare, per
per la guerra di Terra Santa, scrisse placare il Pontefice inquieto di un
immediatamente a' vescovi ed ai tal ritardo, e che vedeva contro sé
sovrani cattolici per promuovere sì irato, restituì nelle mani del nunzio
pia impresa. Le paterne sue lettere apostolico le terre della contessa
.sileggono presso il Rinaldi all' an- Matilde, e le altre possessioni cui

no 1216. Radunato un copioso nella romana Chiesa avea usurpate,


esercito cristiano, Onorio III ne come racconta il citato annalista
nominò a condottiero il Cardinal Rinaldi all'anno 1221.
Giovanni Colonna romano, in qua- Frattanto il santo Padre speran-
lità di legato de' crocesignati di do, che Federico II fosse risoluto
Soria. Ivi si trovò all' espugnazione di promovere la spedizione di Terra
di Damiata nel 1220, da cui per Santa, nel 1222 lo chiamò in A-
sua divozione passò a Gerusalemme, nagni, e con lui si trattenne per
e cadde nelle mani de' maomettani quindici giorni in Veroli dopo la

saraceni, che lo straziarono con a- solennità di Pasqua, che in quel-


troci tormenti, fino a volerlo segar r anno cadde a' 3 aprile, trattando
vivo ; ma atterriti dallo splendore, sempre di detta impresa, alla quale
che osservarono sul volto di lui, Onorio III nell'anno seguente i223
,

46 cos COS
esortò con lettere, e co' suoi nun- l'Augusto, comperò gli animi dei
zii tutti i sovrani dell' Europa. Nel potenti Frangipani, ed altri roma-
I11-2 però il Papa convocò un al- ni, per muoverli a perseguitare il
tro congresso con Cesare in Feren- Papa, il quale essendo da' sollevati

tino, al quale chiamò Giovanni di assalito in s. Pietro, si ritirò a Pe-


Brienna re di Gerusalemme, che rugia, Partito frattanto 1' impera-
erasi recato in Roma, per sollecita- tore per la Soria, tradì gli alFari
re nuovi soccorsi per la conquista cattolici con un infame patto, che
dei luoghi santi, ed in esso l' im- fece col sultano, e dopo aver evi-
peratore Federico II promise con tate le insidie del suocero, a' 18
giuramento di condursi fra due marzo fattosi coronare re di Ge-
anni con un potente esercito; ma rusalemme, nel maggio 1229 fuggì
tornato il Pontefice a Pioma, Ce- nascostamente dalla città, e torna-
sare fece tutto all' opposto, impie- to Italia vi ricuperò tutte le
in
gando le forze, radunate per t|uesta città,che nella sua lontananza gli
impresa, contro le città dell' Italia, erano state prese, riempiendo l'I-
che non erano del suo partito. Quin- talia di guerre, odii , e fazioni in-
di, nell'anno 1225, Onorio HI diede terne , da cui si crede aver avuto
le insegne imperiali a Jolante, figlia origine le famose fazioni guelfa, e
di Giovanni re di Gerusalemme, ghibellina , la prima favorevole al
e la uni in matrimonio col detto Papa, e la seconda seguace di Ce-
imperatore Federico II per confer- sare, ma ambedue, da Venezia iti

marlo nella stabilita guerra co' sa- fuori, desolatrici di tutta l'Italia.
raceni. Questo egregio Pontefice, Innocenzo IV intimò nel 1^5 1

vedendo poscia Giovanni di Brienna un concilio generale, che fu il XIII,


spogliato da Federico li suo genero da essere celebrato in Lione, ed a
della porzione regno di
del suo cui egli presiedette. Fra le altre
Gerusalemme, non ancora occupala cose vi si trattò della crociata per
da' saraceni, usando della consuetii la Palestina, per la quale fu eletto
carità della Chiesa E.omana, nel a generale s. Luigi IX re di Fran-
1227 , per sostentamento della real cia. Moli però di pestilenza quel
corovia, gli diede in governo tutto santo re in Tunisi a' 2 5 agosto del
il patrimonio, che avea la Chiesa, 1270. La seconda volta era quella
da Radicofani fino a Roma. ch'ei si recava a tale spedizione,
Gregorio IX, Conti , d' Anagni e nella prima fu schiavo de' tur-
nipote d'Innocenzo III, a' 19 mar- chi.
zo 1227 fu eletto in successore di Alessandro IV, per ottenere l'u-

Onorio 111. Appena venne coronato, nione de' greci, da ardentemente lui

ordinò all' imperatore Federico li, procurata, concesse loro, che nel
che partisse subito per la guerra simbolo della fede non recitassero
sagra della Soria coni' egli avea , la parola Filiogue, purché sentisse-
giurato, ciò che non essendosi da ro in ciòcome i latini. Mandò a
lui eseguito, a' 29 settembre lo Teodoro Lascaris imperatore di Ni-
scomunicò in Anagni, e tornato il cea il vescovo di Orvieto per la
santo Padre in Roma, nell' anno slessa riunione della Chiesa greca
seguente 1228, rinnovò nel giove- colla latina, e destinò di far nuo-
di sanie tale scomunica. Irritato vamente la guerra contro gì' infe-
,

cos COS 47
deli. IMa questi suoi disegni non cristiani della Soiia la città di Tri-
ebbero alcun elTelto. Intanto avea poli. E perchè questo soccorso non
dichiarato legato dell' armata , che t\\ spedito coir opportuna diligenza,
si troverebbe in Terra Santa, il pa- la città di Acri, 1' unica che posse-
triarca di Gerusalemnoe Jacopo di devano in quelle parti i cristiani,

Troyes, che gli successe nel Pon- fu vinta nell'anno seguente dall'or-
tificato a' 29 agosto 1261 col no- goglioso sultano, e i cristiani furo-

me Urbano IV.
di no banditi da tutta la Soria , con
Mentre Teobaldo Visconti di sommo cordoglio del zelante Pon-
Piacenza, legato di Soria dell'eser- tefice, che poco dopo terminò di

cito cristiano, si trovava ad Acri vivere ai 4 api'ilc 1292.


con Odoardo primogenito del re Nel i3o5 il Pontefice Clemente
d' Inghilterra, aspettando il tempo V, Got, stabih la santa Sede in
opportuno di passare co' crocesi- Avignone, e nel 1807 si recò a
gnati in Gerusalemme per ricupe- Poitiers, per quivi trattare col re
rarla dalle mani de' seguaci di Mao- di Francia Filippo IV, il Bello
metto, fu eletto Pontefice in Vi- (che vi si recò co' suoi quattro fi-
terbo, il primo settembre 1271, gli, e due fratelli, di Navarra e di

benché non decorato della porpora Sicilia, unitamente al conte di Fian-

Cardinalizia , e prese il nome di dra, ed a Carlo di Valois), di dai


Gregorio X. Siccome la ricupera- riparo alle cose della cristianità

zione di Terra Santa, ove era stato nella Soria, e togliere a' greci scis-
legato apostolico, fu sempre mai la matici r imperio di Costantinopoli.
maggior cura di questo Papa, cos'i Quindi, nel 1 3 1 1 ,
Clemente V rese
egli per meglio provvederne al-
,
assai celebre il suo Pontificato, pel
l' opportuno soccorso, intimò il con- concilio generale XV di Vienna
cilio generale XIV , di Lione II ,
in Francia, da lui cominciato agli
nella qual città lo celebiò nel I I ottobre, coli' intervento di molli
1274. Oltre i soccorsi per la guer- Cardinali, di due patriarchi, di tre-

ra di Palestina contro i nemici del cento vescovi, del re Filippo IV di

cristianesimo , che furono in esso Francia con tre suoi fighuoli (che
stabiliti concordemente , si presero poi gli succedettero nel regno), di

molte utili provvidenze in vantag- Odoardo II re d' Inghilterra , di

gio della religione. Anche il Pon- Giacomo li re di Aragona, e di

tefice Giovanni XXI, di Lisbona altri personaggi. In questo concilio


creato nel 1276, negli otto nìcsi si pure del soccorso pei cri-
trattò
che regnò, procurò colla maggior stiani di Terra Santa, e della causa
premura di mantenere quella parte de' cavalieri templari!, dell' Ordine
di Terra Santa, la quale era anco- istituito nel iii8 per difendere
ra in potere de' cristiani. contro i saraceni i pellegrini , che
Nicolò IV fra le cure, che eser- andavano a visitare i santi luoghi
citò in favore della religione catto- di Gerusalemme. Questi religiosi
lica, con istancabile zelo esortò tutti furono utilissimi nel tempo delle
i principi a formare una numero- crociate, e però sommamente ar-
sa crociata, per arrestare i vitto- ricchiti da' cristiani, ma nel conci-
riosi progressi del sultano di Ba- lio furono estinti. Il Papa levò la

bilonia, il quale nel 1290 prese ai scomunica a Guglielmo di Nogaret,


,

48 cos cos
])cr l'ingiurie fatte a Bonifacio vili, XXII, e destinate al sostenimento
imponendogli la penitenza del viag- de' portoghesi della crociata, i quali
gio di Terra Santa, dove avrebbe passassero oltremare, non si pagas-
dovuto restare per cinque anni vi- sero alla Sede apostolica, ma bensì
sitando i santi luoghi, secondo A- se le chiamò a sé col pretesto, che
malrico presso Baluzio. non fossero dissipate , e consunte
JVon essendovi quasi verun angolo senza la sua autorità. Per lo che
dell'Europa, il quale nell'anno i320 il Papa Benedetto XII, Fournier,
fosse libero da' funesti effetti di una di Tolosa che grandemente bra-
,

\iva guerra, il Papa Giovanni XXII mava di convertire queste decime


non risparmiò fatica per rimettere in soccorso degli orientali ( molto
tutto in pace, esortando nello stesso più che avea ricevuto nel iSSy
tempo molti principi a convertire un'ambasceria del re di Armenia
le armi contro i saraceni, in aiuto in cui gli domandava aiuto), ed
de' cristiani della Soria ,
poiché il al quale dispiaceva , che le cose
conquistatore Ottomano, da cui tras- delle Chiesa fossero da' laici usur-
sero i turchi il nome di ottomani, paté, riprese con apostolico zelo
come dicemmo di sopra, sempre Alfonso IV, e gli mostrò la grande
più diveniva formidabile. Questo ingiustizia, che con ciò faceva alla
Pontefice soccorse il re di Ma- santa Sede. Indi nel i34i l'ice-

jorica contro i saraceni, ed in- vette il santo Padre gli ambascia-


\iò missionari a predicar la fé- tori de' re Alfonso XI di Castiglia,
de agl'infedeli, che gran danno e del suddetto Alfonso IV di Por-
aveano recato alla repubblica cri- logallo, che gli portavano gli spo-
sliana, principalmente alla Chiesa gli, ed alcuni saraceni presi nell'in-
orientale. Egli avea inoltre comincia- signe vittoria, che di questi ripor-
to a trionfare de' turchi, contro dei tarono, le quali cose Benedetto XII
quali avea fatto lega coi re di Francia, assai gradì. Egli esortò inoltre a
di Sicilia, di Cipro, e di Armenia, proseguire così gloriosa impi'esa ,

e con Andronico imperatore d' o- per cui concesse al monarca por-


riente, insieme a' veneziani. Ma do- toghese le decime di due anni, col
pò azioni così illustri, cessò di vi- patto che facesse fabbricare, e do-
vere in Avignone a' 4 dicembre tare le chiese necessarie al culto
dell'anno mentre era sul-
i334, divino nelle terre conquistale ai
tano de' turchi Orcano figlio di , nemici della nostra fede. ^. il Ma-
Ottomano, di cui parlammo in prin- riana al libro VJ.
cipio, quale aggiunse
il ai paterni Clemente VI, nel i3^5 non ,

possedimenti le città di Nicea , di risparmiò fatica, afiìne di muovere


3\icomedia, la Lidia , la Cappado- i principi cristiani a prendere le
eia, e spinse il primogenito Soli- armi contro de' turchi , che con
mano di là dell' Ellesponto ad oc- sommo danno della cristianità si

cupar Gallipoli aprendosi così la rendevano ogni giorno più potenti;


strada della Grecia. indi nel i35i volendo il santo
Vedendo Alfonso IV re di Por- Padre purgare le chiese dell' Ar-
togallo, che non si effettuava la menia da diversi errori e ridurle ,

sagra guerra, ordinò che le deci- alla purità della fede cattolica
me imposte dal Pontefice Giovanni adottò il mezzo di obbligare quei
cos COS 49
popoli con benefizi, procurando clie ma vedendo che quest'impresa non
alcuni principi cattolici inviassero riusciva per la perfidia di alcuni
loro soccorso contro i saraceni, che cristiani, che favorivano il turco,
grandemente li molestavano. In- ordinò a Pietro re di Cipro, a' ve-
tanto, nei i355, ad Orcano suc- neziani a' genovesi
, e a' cavalieri ,

cesse il suo figlio Amuratte I sul- gerosolimitani di Pvodi, che doves-


tano de' turchi, essendo morto So- sero mantenere nel porto
Smir- di
limano maggior fratello. ne il numero che avea delle galere,
Mosso Papa Innocenzo VI pel prescritto Clemente VI per servir-
suo zelo a compassione dell' infelice sene contro gl'infedeli.
stato, in cui si trovava 1"
impero Intanto il sultano Amuratte I,

de' greci, diviso per sé stesso, e af- consolidando il suo dominio nell'A-
flitto da' saraceni, e da' turchi, avea sia, portò le sue armi in Europa,
fino dal i353 spediti legati a Can- e nel 1 36o stabili in Adrianopoli
tacuzeno, che reggeva il rimanente la sua sede. Egli fu l'istitutore del-
per la minorità di Giovanni Paleo- la milizia de' Giannizzeri ( dei quali
logo. Furono questi ricevuti coH'o- riporteremo un cenno istorico ) ; mi-
nore conveniente alla dignità loro, lizia , eh' era composta della quinta
e al sovrano Pontefice da cui ei'a- parte degli schiavi cristiani rapi-
no inviati. Trattossi unione
dell' ti in tenera età nelle provincia
delle due Chiese, ma Cantacuzeno, greche, ed educati all'armi, ed al-
che non era meno abile nella teo- l' islamismo,quali composero per
i

logia, e nella storia, che nella po- lungo tempo il nerbo degli otto-
litica, credette, che questa non po- mani eserciti: ma abusando di lo-
teva effettuarsi senza un concilio ro possanza furono soppressi dal-
generale, in cui assistessero i ve- l' imperatore de' turchi ÌNIahmoud
scovi di ambedue i partiti. Ora ,
II ne' primi del corrente secolo
nell'anno i355, Paleologo, già si- XIX. Papa Urbano V, fra le altre
gnore del governo libero di Costan- fatiche che tennero occupato il suo

tinopoli, obbligossi con giuramento zelo, nel procurò colle sue


i363,
di ubbidire al Papa , nella slessa diligenze una crociata contro i tur-
maniera che gli altri imperatori, chi, e saraceni, della quale fece ca-
e re cattolici, di fare gli onori do- po il re di Francia Giovanni lì,
vuti a' legati apostolici , e di ado- a cui diede la croce, come pu-
perarsi in guisa, che i greci si ri- re al Cardinal Talayrand vescovo
ducessero air ubbidienza della san- di Albano, che ne fece anche le-
ta Sede con altre simili promesse; gato. Ad esempio del re di Francia
pregando nello stesso tempo Inno- Carlo V, di Valdemaro III le di Da-
cenzo "VI a spedire un esercito, che nimarca, e di Pietro re di Cipro, si
soggiogasse i turchi , e i greci ri- recò l'imperatore d' occidente Car-
belli. Tutto fu solennemente fir- lo IV nel 365, a visitare Urbano
I

mato col vescovo di Smirne nun- V in Avignone. Quivi alla presen-


zio apostolico, e spedito al l^apa. za di una numerosa assemblea ,

Giunsero nel i356 gli anibascia- concorsavi per deliberare sulle ope-
tori ad Innocenzo VI, il quale per razioni de'ciocesignati (fra le quali
ridurre i greci alla Chiesa romana, era il piiucipal motore di questa cro-
inviò due vescovi a Costantinopoli, ciala il re di Cipro Pietro di Lusi-
voL. xvni. 4
-

So CO S cos
gnano, che da cinque, o sei atini gli ungheri, e de' dalmati, e morì
girava a questo fine per tutte le cor- nel i385 sul campo dal pugnale
ti di Europa), il Papa e l'itupera- di un serviano. Gli successe il pi i-
tore trattarono di restaurare nell'A- mogenito Bajazzette I, che co! pri-
sia la cattolica religione, facendo mo assedio di Costantinopoli, otten-
energica guerra a' turchi. ne dall'imperatore Manuele Paleo
Urbano V, nel i366, scrisse pre- logola pace, con che i turchi aves-

murose lettere a tutti i re dell'Eu- sero in quella capitale un quartie-


ropa, acciocché porgessero soccorso re, una moschea per gli atti della
alle isole di Cipro, e di Rodi con- loro falsa religione, ed un giudice
tro le quali volevano partire i sa- privato. Crescendo le sue conquiste,
raceni dell'Egitto, Soria, e Babilo- e minacciata di nuovo Costantino-
nia, collegati co' turchi. Dipoi nel poli, i principi cristiani invocarono
iSyS, il successore Gregorio XI, il braccio forte del famoso Tamerla-
per la difesa della cattolica religio- no, gran can de'tartari, che nella bat-
ne, e per raffrenare l'orgoglio dei taglia d'Ancira avendo fatto prii^io-

turchi, fece pubblicare una crocia- niero il sultano Bajazzette I, lo fece


ta nella Germania, e per altri re- racchiudere in una gabbia di ferro, e
gni, concedendo indulgenza a chiun- poi si servì della sua schiena per isca-
que prendesse le armi contro ne- i bello in salire a cavallo. 11 turco
mici del nome cristiano : e nel 1377 ne morì di dolore nel iSgg, e la
ebbe la gloria di riportare la san- parte asiatica dell' impero ottoma-
ta Sede in Roma capitale del mon- no fu invasa dai tartari. Solimano
do cattolico, dopo che era stata I, secondogenito di Bajazzette, ucci-
più di anni setlantuno in Avigno- so il fratello Isa Belis, si fece pro-
ne. Nell'anno seguente 1878 gli clamar sultano in Adrianopoli; ma,
successe Urbano VI, contro il qua- nel i4'o> venne ucciso da'soldati
le insorse l'antipapa Clemente VII, del suo fratello Musa, dichiarato
dando con ciò principio al XXII sultano in Europa. Il minimo però
scisma della chiesa occidentale, il de'fratelli Maometto I, ricuperale le

più lungo, e il più pernicioso di asiatiche provincie, s' intitolò sulta-


tutti, poiché essendo dm-ato per qua- no di Pi usa; i due fratelli vennero
si cinquantun anni, non sapevano alle mani, e Maometto I restò vin-
i fedeli a qual capo della Chiesa citore nel 1^1 3. Egli fece strangola-
dovessero ubbidire, e qual ricono- re JMusa, e riunitisi nel suo capo i

scere per legittimo pastore uni- diritti di lui, fu salutato restauiato-


versale. re dell'impero ottomano.
Questo orrendo scisma riuscì di Finalmente celebratosi il famoso
sommo pregiudizio alla Chiesa, an- concilio di Costanza, che fu il

che per l'ingrandimento della po- principale avvenimento del secolo


tenza turchesca, giacché divisi i po- XV, agli II novembre i4'7> venne
poli, ed i regni in ubbidire i Pontefi- eletto in sommo Pontefice Martino
ci Roinimi, e gh antipapi Avignognesi, V, Colonna^ romano, che, estinto il

iPapi non poterono applicarsi ad im- funesto scisma, pacificata l'afflitta

pedirne l'incremento, ed accorrere in Italia, e restaurata la desolata Ro-


aiuto de'minacciati da'maomettani. ma, meritò i gloriosi titoli di padre
Amuralte I trionfò de' vallatili , de- della patria, e di felicità de' suoi
cos COS 5i
tempi. Frattanto, adoperandosi e- tesoro, che lo zio aveva radunato
gregiamente Uladislao re di Polonia per somministrar le spese a' greci,
per 1' unione della chiesa greca col- i quali dovevano condursi ai concilio
la romana, Martino V, nel i4i8, in cui si doveva conchiudere 1' u-
con sue lettere gliene seppe grado, nione loro co' latini, e far la guer-
e, ad esempio degli altri Pontefici, ra a' turchi. Servironsi i Colonnesi
che a lui avevano conceduti molti di questo danaro per ammassar del-
privilegi, in riguardo all'aver non la gente affine di opprimere il nuo-
poco dilatata la santa Sede, anche vo Pontefice, e di recare in poter
nelle parti degl'infedeli, come dice loro la città di Roma. Il Papa sco-
lo storico Mattia Micovia, nel libro municò i Colonnesi, respinse il loro
IV, gli confermò non solamente le ardire co' soldati pontificii, ma aven-
grazie ottenute, ma ancora lo di- do eglino dopo lo spargimento di
chiarò vicario della Chiesa Romana molto sangue, restituito alla chiesa
ne' suoi stati, affinchè meglio fosse parte del tesoro, e le terre occupa-
propagala la luce evangelica tra i te, furono ancor essi restituiti alla
barbari, e fossero ridotti i greci al- comunione de' fedeli.
l' obbedienza verso la santa Sede. Essendo ricorso Odoardo, re di
]Vel tempo stesso, non contento Gio- Portogallo, ad Eugenio IV, perchè
vanni I re Portogallo di aver
di con sua bolla gli concedesse di far
conquistata importante città e for-
l' la sagra guerra ai maomettani del-
tezza di Ceuta da'mori maomettani, l'Africa, quel Pontefice pel desiderio
bramoso di promovere maggiormen- della concordia , e del vantaggio
te la cattolica religione, risolvette della religione, gli rispose di conce-
di mover aspra guerra ai saraceni : derglielo volentieri, qualora ciò non
per lo che Martino V, volendolo fosse in pregiudizio di verun altro
aiutare in cosi santa impresa, invitò re cristiano. Nel 14^9 Eugenio IV
tutti i principi a prestargli soccorso, celebrò in Firenze il XVI concilio
e fece bandire nel modo solito la generale, alla presenza dell' impera-
crociata contro i barbari infedeli. tore d'oriente Giovanni VII Paleo-
Al sultano Maometto I successe, logo, di Demetrio suo fratello, e di
nel. 142 I, il figlio Amuratte II, che cinquanta e più arcivescovi, ed al-
nel raccogliere la paterna eredità tri prelati greci, oltre i padri lati-

dovette combattere lo zio Mustafà, ni. In esso si pubblicò il decreto


che per altro fece prontamente stroz- dell'unione delle due chiese greca,
zare, il figlio di lui, il quale avea e latina ma appena tornarono i
;

lo stesso nome, fu poscia decapita- greci alla loro patria , mossi da


to. Amuratte II restato senza emo- Marco vescovo di Efeso, ritornaro-
li, potè far delle conquiste. Nel no nel i44^ all'antico scisma, nel
i43i, mori il Pontefice Martino V, quale perseverano. Nel concilio pe-
e dopo undici giorni, a' 3 marzo rò si pubblicò il rinomato decreto,
concordemente fu eletto Eugenio con cui s'istruivano , e l'icevevano
IV. In quest' anno cominciarono le nella Chiesa Romana gli armeni,
avversità, fra le quali passò egli che per ambasciatori glielo avevano
tutto suo pontificato. Tre Colon-
il richiesto, con gran consolazione del
nesi nipoti del defunto Papa, ed zelante Eugenio IV. In seguito A-
assai potenti, s' impadronirono del mu ratte II ,
proseguendo le sue
5a COS COS
militali imprese, occupò la Macedo- Vania. P'. sopra tutto ciò Enea Sil-
nia, e rese tributorii i re di Bul- Europa, capo W,
vio Piccolotnini,
garia, e di Albania, invadendo a Monstrelet volume III, e Bonfinio
ultimo la capitale Croia, e
tjuesl' Decade 111, libro VI.
ricevendo quattro figli in ostaggio, In oltre Eugenio IV, per difende-
de' quali il solo Giorgio Castriota, re r isola di Rodi contro la violen-
dello Scanderberg, rimase in vita za del turco, vi mandò alcune ga-
per la tenera sua età. Questo fan- lere in soccorso, com' egli scrisse al
ciullo, educalo fra le schiere otto- re di Castiglia Giovanni II f/^. il
mane, vi militò con distinzione, ed citalo Rinaldi i434); e per soste-
abbandonali poi mussulmani sten-i nere la città di Costantinopoli contro
dardi, si dichiarò liberatore delia gli sferzimaomettani, che con
de'
patria, e dopo una serie di vittorie grand' impeto procuravano d' impa-
ristabilì in Croja il suo trono. dronirsene, vi spedì in soccorso die-
Siccome nulla più stava a cuore einove mila scudi, e se più non
di Papa Eugenio IV, che l'abbat- (iece, fu per non poterlo fare, essen-
timento de' turchi, già dislutli in do esausto il tesoro pontificio. In-
più incontri dal famoso Scanderberg, tanto nel 144? successe al virtuoso
così il santo Padre, avendo nel Eugenio IV, Papa JN'icolò V, che
1443 spedite premurosissime lettere prese le redini de! pontificato, men-
a tutti i cristiani, per prender le tre la repubblica cristiana era in
armi contro di essi, neil anno 444 1 sommo sconvolgimento, ed al rime-
.somministrò ad Lladislao IV re di dio di tutto, applicò subito tutto il

Ungheria, e di Polonia, con cui il suo zelo, e valore ; onde nell' anno
soidano Amuratle 11 guerreggiava, seguente apparecchiandosi Giovanni
gran quantità di moneta, colla <jua- Unniade, amministratore del regno
le si formò un possente esercito di Ungheria, a formare più corpi
nella Dalmazia, nel regno di Napoli, di truppe per liberare le provincie
e nella Fiandra. Diviso fu questo confinanti dalla tirannia, e servitù
esercito in due corpi , che fiuo- turchesca , JNicolò V bramò oltre
no spediti uno per mare, 1' al- ogni credere di condurre al desiderato
tro per terra, del primo dei qua- fine i suoi pii consigli, e con pubbli-
li fu creato legato il Cardinale che lettere degli 8, e 12 aprile,
Francesco Condulmieri, nipote del sollecitò i cristiani ad intraprendere
Pontefice, camerlengo di s. Chiesa, la sacra milizia, preparando i pre-
e del secondo il celebre Cardinal mii spirituali dell' indulgenza plena-
Guglielmo Cesarini romano, che ria a quelli, che vi combattessero.
nella funesta battaglia di Varna, Fu data la battaglia nel campo di
data da Amuratle II, nella quale IMerula, prima che Giorgio Scan-
si trovava quel Cardinale col detto derberg, principe di Macedonia, u-
Ladislao, rimase ucciso col re a' io nisse le sue alle truppe cristiane,
novembre i4445 "^o'^P'^'il^o da tut- ed Amuratle il ottenne la vittoria
ti. Il sultano con questa brillante che gli costò molto sangue dalla
vittoria ingrandì la potenza dei parte sua , restando sul campo
turchi, fugando in pari tempo il trentaquattromila turchi, ed ottomi-
valoroso capitano Giovanni IJnniade la cristiani, L'Unniade si salvò colla
vaivoda, ossia principe di Transil- fuga, e tornò a' suoi iiell.' Ungheria.
cos COS 53
Nella stessa maniera facendo in que- no I di Norvegia, Ladislao di Boe-
st' anno il re di Castiglia Giovan- mia, Alfonso Y di Sicilia, e Jacopo
ni 1 1 la guerra a' maomettani di II di Scozia, esortandoli a prestargli
Granata, Nicolò V, con lettere dei opportuno sussidio. Ammoni lo stes-

29 luglio, concesse la medesima in- so re di Cipro a fortificar Nicosia, e


dulgenza a quelli, che in tale occa- concesse l'indulgenza plenaria a lut-
sione prendessero le armi contro i ti i fedeli, che a questo re prestas-
saraceni , e intimò la scomunica a sero aiuto contro i turchi.
quelli, che loro prestassero aiuto, o Già dagli anni addietro aveva
soccorso alcuno, come avea fatto ai Nicolò V rivolto le sue paterne
30 maggio contro quei che comuni- attenzioni dalla parte dell' oriente,

cassero, trattassero, o patteggiassero di cui r imperatore Mannello Paleo-


co'pagani, e saraceni, locchè atferma il logo era morto, lasciando nel suo
citato Antonio Bonfìnio nella Decade figliuolo maggiore Costantino un
111 : indi nel 1449? ^i ^4 settembre, principe, che non era in istato di
Nicolò V decretò che ne' regni di Ca- sostenere un peso così grande. Nel
stiglia, e Lione tutti quelli, i quali i45r gli scrisse il santo Padre lun-
da qualunque setta abbracciassero gamente agli I I ottobre per impe-
la fede cattolica, fossero idonei a gnarlo a far eseguii'e 1' unione colla
possedere qualunque dignità, bene- chiesa latina, solennemente giurata
licio,onore, ed olìlcio, come gode- nel concilio di Firenze; ma siccome
vano gli altri cristiani. da lui non ricavava che parole
Per la guerra di Alfonso re V rispettose senza alcun effetto, gli

d' Aragona e di Sicilia contro tur- i replicò le sue premure, con avvi-
chi avea il santo Padre concesse le sarlo di perdere fra Ire anni la ca-
decime ed altri sussidii ecclesiastici; pitale con tutto l'imperio, se egli

ma sulla maniera di pagarli era non estingueva intieramente lo sci-


nata discordia negli stali di quel sma, col ratificare la concordia giu-
monarca, fra il clero, ed i regi mi- rata co' latini ; la qual predizione
nistri, onde Nicolò V, per estinguer- in tutte le sue circostanze fu piena-
la ai i3 novembre i45o deputò mente avverata, come scrisse Gen-
suo .legato a Intere, il Cardinal Gio- nadio patriarca in questo tempo di
vanni Morinese, ne' regni di Valen- Costantinopoli, che registrò le tre-
za, e delle isole Balearie, nel conta- mende parole di Nicolò V, e ne
do di Rossiglione, e provincia Ce- dovette sentire, e piangere i dolorosi
ri tiana, onde le differenze furono elfetti. Egidio Stanchio nella Dis-
P~.

sopite. Morto nel i45'i Amuratte sertatio Chronologica de computo


II sultano de' turchi ,
gli successe turcico Arahiis, et excidit Constanti-
Maometto II, che prese il titolo di napoli anno, Vittembergae i66t ;
Gran signore de' turchi. Egli subi- Gaspare Henneschio ntW Jpospa-
to fece guerra a Giovanni II re di sma Chronologicuni de tempore
Cipro. Per soccorrerlo il Pontefice capt.ae a turcìs urbis Constantinopo-
Nicolò V, li 12 agosto, scrisse cal- litanae, Schleuf i664; e Program-
dissime lettere all'imperatore d'oc- ma in quo disquisilur, utruni Con-
cidente Federico III, e ai re Enrico slantinopolis oh negatani a Graeci.t
^I d'Inghilterra, Casimiro di Polo- processionem Spiiitus Sancii a Fi-
nia, Carlo Vili di Svezia, Cristia- iio, Penlecostcs fcsto expugnata fuc->
,

5.i ros
nt a tìircis? Wiltembergae T7^9- ro, o secolari, o ecclesiastici, o vi

Maometto II, il più grand' impe- prestassero aiuto, concesse indulgen-


ratore che abbiano avuto i turchi, za plenaria, la che ipiù ampia
si mosse con un formidabile eser- Pontefici sogliono concedere. que- A
cito contro di Costantinopoli, allor- st'opera assegnò tutti i proventi, che
ché due giorni dopo era giunta a da' benefici venivano all' erario
Kegroponte l' armata, che il Papa pontificio, e la decima di quelli, che
con molta sua fatica avea potuto gli pervenivano dallo stato tempo-

radunare, e della quale fece coman- rale del dominio della Chiesa; piìi
dante l'arcivescovo Ragusino, cioè di le decime di tutti benefìci, ed of- i

dieci galere a sue spese, dieci altre fìzi nella romana curia ; le decime
avute da' veneziani, ed altrettante da di tutti gli uffizi, ed impieghi nello
Alfonso V re di Sicilia, e d'Arago- stato ecclesiastico; e decime di le
na, le quali tutte vi perirono dopo tutti i per tut-
benefici ecclesiastici
cinquantasette giorni di assedio, cioè to il mondo cattolico. Per collettori
ai 2f) maggio i453. Costantinopoli di queste decime deputò Nicolò V
fu presa da Maometto restandovi molti soggetti, che rammenta mon-
morto l'imperatore Costantino, a signor Giorgi nella di lui vita al-
cui nel fuggire, alla porta della l'anno i4^3, e finalmente coman-
città fu troncata la testa, e messa dò che in tutta la cristianità dai
in un' asta, fu condotta pel campo re e dai principi si osservasse la
de'tiu'chi. In tal guisa terminò in pace, o almeno la tregua. Molle
Costantino, figlio di Elena, l'imperio altre cure impiegò a questo fine il

de greci nell' oriente, cominciato santo Padre, ma i principi distratti


II23 anni prima ai 19 maggio del in altri pensieri, e in dissenzioni,
33o in un altro Costantino, figlio niun soccorso prestarono ad opera
anch' egli di un'altra Elena : ma se sì santa. Il solo Pontefice, ed Al-
quest' imperio ebbe per primo, ed fonso V re d'Aragona, e di Sicilia
ultimo imperatore due principi del- grande somma di denai'o mandaro-
lo stessonome di Costantino, que- no a Giorgio Scanderberg, il quale
sta è la sola somiglianza onde si fece molta strage de' turchi nell'E-
possa paragonare insieme il prin- piro. Ricevette Aicolò V favorevol-
cipio, ed il fine di esso. Il santo mente uomini eruditi, che in
gli

Padre restò di dolore trafitto per quest' occasione abbandonarono Co-


tal perdita, molto più perchè gli aiu- stantinopoli, e seco condussero mol-
ti, che avea procurato contro i turchi, te opere de' ss. Padri, e le lettere
non avevano potuto impedire la to- greche in Italia, ove trovarono una
tal rovina de'greci. F. Chnlcondila gentile accoglienza.
Franzft, e la Turro-greciae di Crusio. Avendo Alfonso V re di Porto-
Tentò tuttavia il dolente Ponte- gallo messa all'ordine ima grande
fice di ricuperare la perdita fìjtta, armata contro il turco, il santo Pa-
pubblicando una bolla ai 3o settem- dre, con un breve de' 3 1 aprile
bre, nella quale eccitava col mag- 14^4 pieno di lodi, gli mandò la
gior fervore tutti fedeli ad unirsi i rosa d' oro benedetta ; ma Maomet-
per fare la guerra al turco. A tut- to II non conobbe più limiti, e
ti, che perciò prendessero le armi, colla strepitosa conquista di Costan-
di qualunque condizione essi fosse- tinopoli fissò sulle rovine dell' im-
cos COS 55
perio orientale l' ottomana colossale tutta r Europa, e lettere sue pre-
monarchia. Intanto afflitto Nicolò murosissime a tutti i principi euro-
V per tanto disastro, penetrato di pei, ad Usumcassano re di Persia,

vivo cordoglio per la rovina dei al principe di Armenia, e a'tartari,


greci, e pe' gravi danni che ne pro- sollecitando tutti a prender le armi
venivano alla religione, cessò di contro i turchi. Quindi sperando,
vivere in età di soli 5'j anni, ai piucchè ne' principi, nell'aiuto di

24 marzo i^^5, e lasciò la sua Dio, e nella pia liberalità della


memoria in eterna benedizione nel- Chiesa Romana, la quale non radu-
la Chiesa, siccome imo de' piti gran- na per sé tesori, se non per diffon-
di Pontefici, che sieno saliti sulla derli a beneficio del popolo cristia-
cattedra di s. Pietro. no, non solamente vuotò tutto il

Dopo quattordici giorni di sede pontificio erario, ma vendette gem-


vacante, fu eletto Papa in età di me, ed altri preziosi ornamenti
setfantasette anni, Calisto IH, Borgia, pontificali, ed alienò alcune terre
di Valenza, che con meraviglia di dello stato ecclesiastico, e col pro-
tutti, alcuni anni avanti, andava dotto di tali cose fece allestire una
dicendo di dover divenire senza armata di sedici galere, che spedì
dubbio sommo Pontefice. Avea nell'oriente contro i turchi, sotto il

Calisto ancor Cardinale fatto


ITI comando del valoroso, e bravo Car-
voto di portar la guerra a' turchi, dinal legato Luigi Scarampi Mez-
nella maniera che meglio potesse, zarota. Fu egli il primo Pontefice,
e di procurar di togliere dalle ma- che abbia avuta la gloria di mette-
ni loro la conquistala Costantinopoli. re sul mare una sì forte armata,
Si vede formola del giuramento
la colla quale fece alcune piccole con-
negli annali di Lorenzo Bonincontri quiste sopra gli ottomani, e difese
all'anno 14^^ presso il Muratori le isole di Rodi, di Cipro, di Me-
Scriptonim rerum Italicarum tomo tilene, e di Scio da essi attaccate
XXlj che in lingua volgare fu pub- nel 14^7: onde il santo Padre li-

Micato da Gio. Lami Catalogo del- berata r isola detta Metilene, la re-
la biblioteca Riccardiana. E da stituì al principe, che la possedeva

rotarsi col Borgia nell' Oratio Pii sotto il diretto dominio della santa
li. P. M. de Bello tiircìs, etc, che Sede.
quantunque avesse fatto questo voto Più gloriosa riuscì al santo Pa-
da Cardinale, egli si sottoscrisse Cali- dre l'impresa di Belgrado, fortezza
sto III Papa, chiamandosi allora Al- antemurale del cristianesimo. Tro-
fonso ; tanto egli era sicuro della vavasi questa nel i ^56 assediata
profezia fatta da s. Vincenzo Ferre- da Maometto II alla testa di cen-
rio, che a tutti suoi amici diceva
i tocinquanta mila turchi. Conti-o di
die sarebbe Papa, benché nessuno questi s'avviò il famoso capitano
l'ascoltasse, credendolo per la vec- Giovanni Unniade vaivoda di Tran-
cliiaja indebolito non meno di cor- silvania, chiamato il terrore de' tur-
po, che di mente. chi, ed il prode difensore de' cristia-
Passati dunque appena due mesi ni. Era esso assistito da'consigli del
da che era salito al Pontificalo, in benemerito legato PontiP- io Cardi-
adempimento della promessa fatta, nal Carvajal, e dallo zelo di s. Gio-
spedi Calisto III predicatori per vanni da Capistrano de'miuori frao-
4

% cos COS
cescani, il quale, con un crocefisso Granala ultimo loro asilo come ,

inalberato in mano, aveva arruola- dice il Mariana al libro XXII. Fra


to mi esercito di quaranta mila uo- tante cure della cristiana repubbli-
mini. Alli 6 dunque di agosto si ca , consumato Calisto III dalla
scagliò rUnniade con tal impeto vecchiaia, morì a' 6 agosto i458,
sopra i turchi, che avendoli scon- nel dì della trasfigurazione, lascian-
fitti, costrinse Maometto li a dar- do centocinquanta mila scudi di
si ad una precipitosa fuga, e a ri- oro,come dice Nata! Alessandro nel
trovarsi in istato così pericoloso, tomo VIII àeW Istoria ecclesiastica,
che se i principi cristiani avessero sebbene il Ciacconio nella vita di
secondate le sante intenzioni del Calisto III , dica cento quindici
buon Pontefice com'esso li esorta- mila scudi, stati radunali per la
va, questo famigerato barbaro a- guerra contro i turchi.
vrebbe perduto l'imperio di Costan- Vacò la santa chiesa dodici gior-
tinopoli, enon avrebbe potuto con- ni, e sah sul trono del vaticano Pio
quistar di più quello di Trebison- II, Piccoloniìiii, sanese, che siccome
da. Per cagione di questa vittoria prima era premuroso di veder ab-
ottenuta nel giorno della trasfigu- battuto l'ardire del comun nemico,
razione di Gesù Cristo, Calisto III così fatto Papa rivolse tulle le
ne rese più celebre la festa. sue cure a questo fine. Per meglio
AHine di avere maggiormente pro- dunque promovere l'unione do'prin-
pizia la divina assistenza ncU'im- cipi cristiani, necessaria alla liilice

pi'esa de'cristiani contro i turchi, riuscita di quest'impresa, stabilì lui


ordinò il Pontefice, che a mezzo pubblico congresso , da a
tenersi
giorno fosse dato il segno tre vol- Alantova, ove trattar si doveva co-
te colla campana, acciocché fede- i gli ambasciatori de'principi, e coi
li recitassero tre volte il Pater ed principi stessi di tutta l'Italia, dei
Ave, coH'indulgenza di tre anni, e mezzi opportuni, e de'soccorsi biso-
tre quarantene, per ajutare in tal gnevoli per questa guerra, mentre
guisa con queste orazioni i fedeli che, com'egli diceva, e si legge nel
contro i nemici del nome cristiano. suo Commentario stampato nel 1 6 1

Non cessò Calisto III per tutto il in Francfort, il vincere i turchi sem-
tempo del suo pontificato di pro- brava unintrapresa non di questo,
curare Tabbaltimento degli orgoglio- o di quell'altro regno, ma sì di
si tiu'chi, e i4^7 raddoppiò
nel tutta la repubblica cristiana. Di
egli le sue calde premure con tut- ciò tratta ampiamente Leodrisio
ti i sovi-ani, i quali per riguardi Crivelli autore contemporaneo nel-
umani mal corrisposero alle zelan- l'opuscolo, De expeditione Pìi II in
ti intenzioni di lui. Egli spedì Turcas, appresso il Muratori Scri-

missionari nella Prussia, nella Per- plorunt rerum al tomo XXIII. Ni-
sia, e nell'Etiopia, per richiama- colò Reutnero pubblicò in quat-
re alia nostra religione, quelli che tro volumi, una raccolta intitolata:
ne fossero contrari. Indusse anco- Orationes in Consultationes de Bel-
ra i re di Castiglia , d'Arago- lo Turcico, Lipsiae 1 596.
na, e di «Portogallo, a cacciar inte- Intanto perchè colla sospensione
ramente dalla Spagna mori mao-
i della guerra e per cagione del con-
rneltaui accantonati nel regno di gresso uou fosse lutto l'oriente sog-
cos cos 57
giogato da'liirchi, eresse Pio II un insoita in Napoli fra il le Fcjnli-
miovo Ordine militare col titolo di nando d'A lagona, e Giovanni duca
s. Maria di Betlemme, del quale d'Angiò figlio del re Renato, e parte
fosse cura il difendere le isole di Le- per quella che facevano alla santa
mnos, colle altre del mare Egeo, ed Sede i INlalatesti, e i Manfredi,
alla guisa de'cavalieri gerosolimita- Avendo Maometto II conquista-
ni far dovesse delle scorrerie con- to co'suoi turchi, oltre le isole di
tro i turchi. Lemnos, e di Lesbo, già riprese dai
Disposte in tal modo le cose per cristiani in tempo di Calisto IH,
questa spedizione, il Papa non a- la penisola ancor della I\Iorea, il
vendo riguardo al freddo della sta- santo Padre con esemplarissima
gione, né agli incomodi continui benignità accolse Tommaso Paleo-
delia podagra, né agli infelici augu- logo, despota della Morea stessa^
ri che gli si predicavano, com'egli e fratello di Costantino, ultimo im-
stesso racconta ne'suoi commentari, peratore greco cacciato dal tui*co
a' 22 gennaio i/^Sg, si mise in col fratello Demetrio, e con molti
viaggio alla volta di Mantova. Giun- altri. Albergollo nelle case di s. Spi-
tovi a'27 maggio, ad altro Pio II rito, gli assegnò trecento scudi il

non pensò, che a cercare i mezzi mese, a' quali ne aggiunsero duecento
di condurre ad effetto i suoi pre- i Cardinali, e gli diede nella dome-
murosi disegni intorno alla guerra nica quarta di- quai'esima la rosa
contro il turco, che ogni giorno si d'oro benedetta, e nell'anno seguen-
rendeva piti formidabile per li mio- te 1462 il Papa ricevette in dono
vi acquisti che faceva neh' orien- da Tommaso Paleologo, la testa
te. /^, Enea Silvio nella sua Hi- dell'apostolo s. Andrea, fratello del
storia Asiae iMinoris al cap. 87. principe degli apostoli. mez- Ma in
A'9 dunque di settembre si diede zo alle pastorali cure di Pio II,
principio al general congresso di sempre più cresceva nel suo cuore
tutto il mondo cristiano, e dopo mol- l'ardente brama di soccorrere To-
te e diverse sentenze fu deliberato, riente dalla fierezza di Maometto
che di tuttele nazioni, per questa sa- II. Era questi molto più potente,
gra guerra collegate, pagassero per per la conquista che avea fatto
tre anni i chierici la decima, i laici nel 1^61 dell'imperio di Tiebi-
la trigesima, egli stessi ebrei la vi- sonda nell'Asia, dal quale avea cac-
eesima. A questi soccorsi promisero ciata la famiglia Comnena, che vi
di aggiungere degli altri maggiori i si era stabilita per 207 anni fino
fiorentini, i sanesi, i ragusei, i gè- dal i2o4, in cui (come dicemmo)
novesi, i j'odiani , e i bolognesi, i francesi, e veneziani saccheggia-
onde Pio II con ima bolla de'i5 rono, e presero la città di Coslan-
gennaio 1460 pubblicò a tutto il linopoli; come ancora per essersi
mondo, quanto in questo congres- impadronito dell'isola di ìMetilene,
so aveva conchiuso. Malgrado pe- già detta Lesbo, e di tutto il re-
lò le zelanti sollecitudini del buon gno di Bosnia, di cui fece scorticar
Pontefice, questi soccorsi non ebbe- vivo il quinto ed idtimo re chia-
ro allora alcun effetto parte per la mato Stefano.
guerra che v'era tra i francesi, e II santo Padre nel i46f sci isse
gli inglesi, parie per <|uclla ch'era una kllcra all'imperatore Maomct-
,

58 COS COS
to II, nella quale l'esortava a mo- Disposte pertanto le cose neces-
slraisi più mite co'cristiani, e Jo sarie governo dello stato nella
sì al

eccitava ad abbracciare la nostra re- sua assenza, che all'armata, Pio li,
ligione, pel qual mezzo diventereb- a' 18 giugno i464> scese dal pa-

1)6 legittimo imperatore d' oriente. lazzo alla basilica vaticana; e qui-
Divenuto però quel barbaro vieppiù vi, dopo aver caldamente pregato
borioso, e avviandosi in oltre con- il Signore, che prosperar volesse le

tro de' ragusei, Pio li considerando sue pie intenzioni, fece a' Cardinali
la misera sorte della cristiana re- im' elegante orazione , e partì per
pubblica, procurò con tutto il suo Ancona, avendo ricevuto da Tom-
grand'animo di sollecitare contro il maso Paleologo il braccio destro
turco la guerra stabilita nel con- di s. Gio. Battista. Quest'orazione,
gresso di Mantova. Con una bolla che mancava sì nelle opere di Pio
«innqne 23 ottobre i463 pub-
de' Il pubblicate in Basilea nel i55i,
blicò solennemente questa sagra come nella Raccolta delle orazioni
guerra, ed espose la lega, che per- dello stesso Pontefice, data alla lu-
ciò avca fatta col duca di liologna ce in Lucca nel 175T, e 17^7 da
Filippo, e con Cristoforo JMoro do- Giandomenico Mansi, fu per la pri-
ge di Venezia, e nominò il suo ma volta resa pubblica dal citato
pai-ente Caidinal jVicolò Fortiguer- Cardinal Stefano Borgia, che vi ag-
ra pistojese, adorno di rari pregi, giunse un'aurea prefazione, e bel-
generale delle galere die aveva fat- lissime note, con questo titolo:
to lare nel ]iorto di Pisa, coll'ordi- Pii II P. M. Oratì'o de bello tur-
iie condurle in Ancona ove, co-
di cis inferendo eruta ex schedis au-
me egli aveva detto nel concistoro to^raphis, et anecdotis monumenti?!
de'23 ottobre, sarebbe st;ito pron- illuxtrata, Romae apud Benedictum
to a partire in persona per questa Francesinm i774- Arrivato Pioli
spedizione, a' 1 5 di giugno, affine di in Ancona, a' 19 luglio, fu rice-
animar per tal guisa tutto il mon- vuto con sommo applauso da quei
do, e togliere ogni pretesto a quel- cittadini, e da nn popolo infinito
li, clie pretendessero di scusarsene. condottosi colà da tutta l'Europa
Indi, vedendo che le forze dell'e- pei" vedere il singolare spettacolo
jario Pontificio non erano bastanti di im Pontefice in persona alla te-

olle spese necessarie per questa sta della crociata Ma, essendo Pio
guerra , destinò per la medesima II già incomodato nella salute, il

tutta l'entrata, la quale, secondo il male si aggravò, e morì a' i4 ago-


Campani, era allora di cento mi- sto del 14^45 hi età di cinquan-
la scudi, e si ricavava dalle minie- totto anni. Egli, dopo aver doman-
re dell'allume, scoperto allora nei dati , e ricevuti i ss. sagramenti
monti di molto
Tolfa, sperando esortò il sagro Collegio a prose-
dopo maggior soccorso dal doge di guire costantemente la guerra, in-
Venezia, dagli altri principi dell'I- trapresa contro i nemici del nome
talia, e da'Cardinali stessi, tra'qua- cristiano , al qual fine lasciò cin-

li il Cardinal Roderico Borgia ni- quantamila scudi, che seco aveva,


pote di Calisto IH, poscia Alessandro i quali da' Cardinali, prima del
^ T, promise una galera tutta fab- loro ritorno in Roma, fiu'ono de-
bricata a sue spese. positati nelle mani del doge Mo-
cos COS 59
ro come pure
: invitò i Cardinali sia guerra, rifiutò il tributo della
a mandare le sue pontificie ga- chiiiea, e del falcone, che il re
lere , con quarantamila scudi a Ferdinando gli mandava per feudo
questo fine radunati dalle deci- del regno di Napoli, e domandò in
me , a Mattia re. degli ungheri. vece sessantamila scudi, al che ri-
Fattesi le consuete esequie in An- ])ngnavano regi legati. Questi an-
i

cona, il mentovato doge, assiso Ha zi minacciarono, che offeso il loro

i due ultimi Cardinali diaconi, fe- re, si sarebbe imito a' turchi , al
ce r orazione funebre a Pio II. che il Papa rispose con dignità :
Passati quindici giorni, nel con- Andate, e riferite al re quanto ab-
clave valicano , restò eletto Ponte- hiam detto, e se egli si risolverà
fice Paolo Barbo, veneziano,
li, di unirsi al turco, noi già abbia-
nipote di Eugenio IV. Furono le mo provveduto, come cacciare dal
prime cure Paolo II la guerra di regno il re, e dagli stati cattolici il

contro turchi, ed il Cardinal Am-


i turco. V. il Quirini, Vindiciae Pauli
mannati di Pavia nell'epistola XCV IL Questo Pontefice, ad Andrea,
descrive la maniera, con cui il ad Emmanuelle, e alle sorelle, pa-
santo Padre trattò quest'affare cogli renti di Tommaso
Paleologo despo-
ambasciatori che si trovavano in , ta di Morea, che a Pio li avea
Roma ; per la qual guerra, al dire portato la lesta di s. Andrea apo-
di altri, Pio
avea lasciato quaranta
II stolo, assegnò trecento scudi il me-
o quarantotto mila ducati d'oro, ra- se, e un maestro per insegnar loro
dunati solamente per quest'impresa. le lettere Ialine; e ad Azanito, ni-
Quindi è, che avendo Paolo II som- pote di Scandeiberg, esiliato dal-
ministrato buona somma di denari al l'Albania, diede venti scudi al me-
famoso Scanderberg, chiamato nuo- se , e cento a Caterina regina di
vo Alessandro, e Gedeone cristiano, Boemia, cacciata da' turchi da' suoi
costrinse nel i465 l'empio Mao- stati. Questa morì in Roma, e per

metto II ad abbandonar con gran gratitudine lasciò in testamento al-


perdita di gente 1' Albania, che poi la santa Sede tutte le ragioni che
riprese co' turchi nell'anno seguente. aveva su questo reame, per lo che
Ma prode Scanderberg avendo e-
il in concistoro i deputati presentaro-
vitato tradimenti del nemico, e
i no la spada, e gli speroni a Papa
dopo aver per ben vent'anni le- Sisto IV.
presso a guisa di propugnacolo gli Nel conclave che si tenne per
,

sforzi degli eserciti turcheschi, morì la morte di Paolo II, poco mancò
in età d'anni sessantatre. che non restasse eletto in succes-
i47o> crescendo viep-
JVell'anno sore Cardinale Bessarione di Tre-
il

più la tirannia de' turchi , che a bisonda, già compagno dell' impe-
tutto il mondo cristiano mettevano ratore Paleologo al concilio fioren-
sommo spavento, Paolo II si ado- tino, uno de' più famosi personag-
però per tal guisa, che gli riuscì gi del suo tempo in dottrina, vir-
di conchiudere in pubblico conci- ili, e grandezza d'animo. Ma que-
.*<toro cogli ambasciatori de' princi- sti , col pretesto della sua età di
pi italiani la necessaria lega con- anni ottanta, se ne schermì effica-
tro de' tiu'chimedesimi. Per me- cemente. Anche Ca-
iifir elezione di
glio provvedeie alle .spese di que- listo III poco mancò ch'egli avesse
,

6o COS cos
mano chiavi di Pietro, loc- sia, ossia Gaffa, ricchissima colonia
in le s.

clìè però non avvenne per un for- de' genovesi, si mise in pronto per
te discorso del Cardinal Gelivo assalire gli altri luoghi de' cristia-

che impedì 1' esaltazione di sì illu- ni , a segno tale , eh' era già per
come entrare ne' confini dell' Italia. Sisto
stre greco, come neofito , e
ingiuriosa alla chiesa latina. Eletto IV dunque stimando dovere del

}'ontefice, a' 9 agosto ì^Ji, Sisto suo Pontificato di reprimere gli

IV, della Rovere, i primi suoi pen- sforzi del barbaro imperatore, spe-

sieri furono occupati nel ritrovare dì diversi legati a' principi cristia-

i mezzi di reprimere gì' impeti del- ni, affme di concitarli unitamente


l' imperatore ottomano. Perciò spe- contro di lui ; ma le sue premure,
di egli subito cinque legati a di- ed i suoi pii desiderii non ebbero

versi principi dell' Europa per ec- alcun effetto. Neil' anno seguente
citarli alla guerra contro il turco 1477, rivolse Sisto IV le sue cure
Rlaometlo II. Fra rpiesti legati vi a mantenere la pace in Italia, af-
furono i Cardinali Bessarione in finchè Maometto lì vedendo la guer-
Francia Lodovico XJ, Bor-
al re ra civile, non vi entrasse come an-
gia in ispagna al re Ferdinando dava macchinando, ed è perciò che
V, Bardo in Germania all'impe- nel 1479 ^^ Pontefice spedì molte
ratore Federico III, ed ai principi legazioni a' re, e principi cristiani,
tedeschi e nel regno d' Ungheria a
,
per indur questi ad intraprendere
Mattia Corvino; e il Cardinal Ca- la sagra guerra contro il comun
iri ifa, già celebre pel suo zelo militare, nemico, e muovere i popoli a pren-
fu scelto al comando della flotta con- dere la croce di questa spedizione.
tro gl'infedeli. Sisto IV impose inol- Nel 14^0 approfittando Mao-
tre le decime agli ecclesiastici, con- metto II delle discordie de' prin-

cesse indulgenze a' crociati ; e per cipi cristiani, si sforzò di annien-

operare con più efllcacia, fece par- tare la nostra religione : mandò
lire nell'anno seguente in levante, contro r isola di Rodi un' armata,
sotto il comando del Cardinal Ca- che dopo una fiera battaglia di

raffa ,
centoquattro galere, fra le due ore, data a' 26 luglio, fu co-

quali diciolto erano della Chiesa, stretta di cedere alla bravura di

trenta del re di Napoli Ferdinan- que' cavalieri gerosolimitani, onde

do , e cinquantasei de' veneziani. i turchi si misero in precipitosa

Con quest'armata si rese, e fu sac- fuga colla perdita di gran numero


cheggiata la città di Smirne, ma di soldati, stante il valore del gran
ciò non era bastante per rovinare maestro d'Aubusson, da Innocenzo
un impero bene stabilito, qiial
così YIII fatto dipoi Cardinale. Mentre
era quello di IMaometto II che ,
Bodi era fortemente assediata da
con rapidi progressi avea tolto ai quest'armata, lo stesso imperatore
cristiani due imperii quattro re- ,
ottomano ne spedì un'altra nell'I-

gni venti Provincie


, e duecento ,
talia , ove i turchi sorpresero O-
città, oltre l'isola di Negroponte in tranto nel regno delle due Sicilie,

onta de' veneziani, hi quale fu po- coir aver messo a fil di spada un
sta a l'erro, e (uoco. Correndo l'an- gran numero di uomini, donne, e
ni) 14?^' 3 l'imperatore IMaometto lànciulli ,
gittate ai cani le reliquie

il, dopo avere coucpiislata Teodo- de' santi , rapito le vergini , alle
cos COS 6i

quali fecero oltraggio sugli altari re la santa casa di Loreto, ma tosto

stessi , mozzato la testa a tutti i che da lungi la videro, fm'ono com-

nobili, segato per mezzo con una presi da grande stupore e paura,
SI

sega di legno l'arcivescovo, e com- che si sentirono costretti a dar volta


messo altre simili bestialità. improvvisamente, come si legge nel
La presa di Otranto mise tut- Novaes, nella vita di Sisto IV. Degnos-
ta l' Italia in grandissimo spaven- si pertanto la Provvidenza di Dio li-

to, massimamente Sisto IV, il qua- berare il mondo cristiano da tante


le, come E.afFaele da Volter-
dice afflizioni nel i48i, colla morte i-
ra al libro VII dell' Istoria Fio- stantanea di Maometto II, crudel
rentina, pensò di rifugiarsi in Avi- nemico de" cattolici , accaduta nel
gnone; ma preso miglior consiglio, trentesimo secondo anno del suo
tutto si diede ad apprestar aiuto regno, a' 3 di maggio, giorno dedi-
in difesa della gregge di Dio alla cato all'Invenzione della santissima
sua cura commessa; e per aiutar Croce, di cui egli era stato cosi fie-
il re di Napoli Ferdinando contro i ro nemico. Il santo Padre avvisato

turchi che gli avevano occupato di questa morte, che aveva già pre-
Otranto, non dubitò di vendere detto il santo religioso de' minori

Frascati a Girolamo, e ad Agosti- Giacomo Marca, ne rendette


della
no d' Estouteville pel prezzo di ot- solenni grazie a Dio con una divo-
tomila fiorini d'oro. Ordinò quindi ta processione, nella quale venne
il santo Padre ai principi d'Italia, accompagnato dal sagro Collegio dei
che facessero tregua, e rivolgessero Cardinali. A' 2 3 di agosto poi giun-
le arigli contro gli stessi turchi ; se in Pioma pel Tevere un' arma-
spedi suo legato nel regno di JNa- ta di ventitre navi, spedita in soc-
poli il Cardinal Rangoni, perchè corso dell'Italia da Alfonso V re
segnasse di croce i fedeli: richiese di Portogallo, a ricevere dal santo
premurosamente d'aiuto i re oltra- Padre la benedizione per andarse-
montani, e proponendo a tutti pie- ne contro de' turchi, ma succeden-
nissima indulgenza, li sollecitò alla do la morte di quel sovrano^ l'ar-
difesa del nome cristiano. Inoltre mata tornò in Portogallo, per ri-

promise di adunare un' armata di cevere gli ordini del nuovo re Gio-
venticinque galere, per unirle a quel- vanni II.
le del re di Napoli che doveva essere Innocenzo VIII, Cibo, genovese,
di quaranta; mandò legato a Genova appena eletto confermò i capitoli,
il Cardinal Savelli, perchè facesse fa- che tutti i Cardinali avevano giu-
re l'armamento navale, e mettesse rato di osservare, fra' quali, che il

in concordia le differenze di quei futuro Pontefice fosse obbligato a


cittadini; e per non mancare al lo- dare per soldo a' soldati contro il

devole uso de'suoi predecessori nel turco le rendite delle miniere di


ricorrere in simili tribolazioni al- allume, e di non applicarle in altro
l'intercessione de' santi affine di pla- uso se non che nel difendere i cri-
care colle loro preghiere il giu- stiani dai turchi, e in provvedere
sto sdegno divino, istituì l'otta- i nobili esiliati, e cacciati dagli stes-
va d' Ognissanti da celebrarsi an- si infedeli, come narra l'Annalista
nualmente. Da Otranto si dirizza- Piiiialdi a detto anno i4S4- Le
rono i turchi coir armata a preda- prime apostoliche cure d'Innocenzo
&ì cos COS
vili furono di conciliar la pnce Papa, desideroso di mettervi rime-
tra i principi cristiani, e per darne dio pregò r imperatore Federico
,

egli stesso l'esempio, cominciò dal III, e gli altii principi di manda-
terminar la guerra di Sisto IV coi re presso di lui i loro ambascia-
veneziani ; e confermò i diritti del- tori per li 25 marzo 1488, coi
la Guinea, ed in altre terre de' sa- quali tratterebbe della guerra col
raceni al re di Portogallo, giacché turco. Ciò avvenne, ed Innocenzo
Alfonso V con un'armata di 3oo Vili inoltre promise di sostenerla
legni, e trenta mila combattenti con vigore, e di assistere personal-
preso aveva in ventitre giorni Ar- mente all'esercito, quando questo
zila e Tanger, due città nel regno fosse comandato dal re di Spagna Fer-
di Fez nell'Africa. dinando V, dal re di Francia Car-
Nell'anno i /[S6 Innocenzo Vili lo Vili, o da Enrico VII re d'In-
pregato di aiuto dal re Casimi- ghii terra: ma il progetto del Papa
ro IV di Polonia, contro i turchi, non si effettuò, il perchè nulla si
e tartari, che infestavano i suoi eseguì contro i turchi.
stati,bandì la crociata contro i come dicemmo,
Morto, in Nico-
barbari. Quindi , nel i4^7, ve- media Maometto II, gran signore
dendo il Pontefice che la tiran- , degli ottomani, due figliuoli ch'egli
nia de' turchi maggiormente si di- lasciò si disputarono la sovranità.
latava per la Germania, e per l'I- Ciascuno di questi aveva il suo par-
talia, dove il tiranno Bocolini, stret- tito, ma ìjajazzetto II vinse il mi-
to in amicizia col turco, aveva già nor fratello Zizimo, il quale fug-
occupato Osimo nello stato eccle- gito in Rodi, come racconta il Sa-
siastico, che a preghiei'a di Lorenzo bellico. Elicaci, libro X, implorò
de' Medici magistrato de' fiorentini asilo dal gran maestro de' cavalieri
restituì per settemila scudi d'oro, gerosolimitani Pietro di Aubusson,
pubblicò la guerra, di cui fosse ca- che dopo onorevole ricevimento,
po l'imperatore Federico III, e lo inviò a vivere tranquillo nel-
ordinò le decime agli ecclesiastici l'anno 1482 in una commenda del-
per le spese da farsi nella medesi- l'Ordine nel confine di Poitou, col
ma. Indi esortò i principi alla guer- permesso del re di Francia, guar-
ra contro il turco, che minacciava dato sempre da'cavalieri gerosolimi-
d' invadere la Sicilia, e l' Italia per tani. Indi nel 1489 Zizimo fu con-
ridurre i fedeli ad una dura schia- segnato ai deputati d'Innocenzo VI II,
vitù. A questo santo fine Innocen- che sperando gran gli sarebbe di
zo Vili comandò al vescovo d'Or- vantaggio al reprimere i
fine di
te suo legato in Germania, con di- turchi, l'aveva richiesto premurosa-
ploma del primo settembre, che mente a Carlo Vili, e lo ricevette
caldamente raccomandasse a tutti a'3 marzo con solenne ponipa in
i principi questa militare spedizio- Roma (come raccontano il Vialardo,
ne; ma le premure del zelante ed il liosio nella vita del Pontefice),
Pontefice non ebbero il desiderato mantenendolo sotto buona guardia
effetto, perchè quasi tutti i sovra- nel vaticano, e trattandolo con ma-
ni erano fra loro in guerra , e lo gnificenza mercè di quaranta mila
stesso dominio della Chiesa era af- scudi d'oro, che Bajazzetto li per
flitto dalle fazioni: per lo che ii tal motivo eli mandava o"ni atuio.
cos COS 63
Zizimo morì nel i49^ > fjLiando si parlava punto. Aveva egli alcuni
Carlo Vili re di Franciii, avendo- complici, che furono puniti col sup-
lo domaudato ad Alessandro VJ, phcio ordinario, ed egli condotto
nel condursi che quel principe tur- per la città, per cui di tratto iu trat-
co si faceva a Napoli, cessò di vi- to era attanagliato, fu alla fine
vere per via nel mese di gennaio squartato, ed esposto per parti a
lasciando del suo misero fine sinistri differenti porte di Roma.
sospetti, come gli fosse stato pro- Quindi Bajazzetto II, vedendo sva-
pinato il veleno. nito il suo progetto, prese la strada
Innocenzo Vili assegnò dodici della politica, rivoltò le sopraddette
mila scudi d'oro annui al Cardinal sue promesse avanzate a Carlo VIU
Giovanni Balve francese , siccome re di Francia, nel 1490somnio al
pili militare che ecclesiastico, per Pontefice, e nel 1492, per mezzo
la custodia che gli commise del d'un suo ambasciatore detto Charni-
principe Zizimo. Bajazzetto II ,
sbuerch, dopo avergli fatto presen-
per timore del aveva spe- fratello, tare tutto quello che l'oriente pro-
dito nel i^Scf a Carlo VIII una duce di più prezioso, oltre a qua-
ambasceria in Francia, colla quale ranta mila scudi d'oro, destinali
r avea pregato a ritener Zizimo a pagare la pensione del princi-
nel suo regno, promettendogli di pe turco Zizimo, che pregava si
mandargli tutte le reliquie trovale tenesse in luogo sicuro , gli fe-
da Maometto II suo padre in Co- ce consegnare a'3i maggio 1492
stantinopoli, e nelle altre città del- la sagra Lancia, con cui da Lon-
l'Europa, e dell'Asia ,mettere
di gino fu traforato il lato del R.eden-
in opera tutto il suo potere per to- tore, collaspunga insieme, e colla
gliere a' saraceni la Terra Santa, e canna, che nella medesima passione
darla a lui, e di somministar an- furono consagrate. Nel primo dun-
nualmente una somma considerabile que di maggio giunse l'ambascia-
di denaro pel sostentamento del fra- tore turco Chamisbuerch in Anco-
tello. Siccome poi all'arrivo dell' am- na, ove i due legati mandati dal
basciatore ottomano era già stato Papa, cioè l'arcivescovo di Arles, e
inviato Zizimo a Roma, Bajazzetto il vescovo di Fuligno, fecero la ri-

II avendo saputo questo, tentò di far cognizione del sagro dono, che por-
avvelenare il fratello, ed il Ponte- tarono per la città con solenne pro-
fice, servendosi d' un scellerato si- cessione, nella quale fu concessa in-
cario chiamato Cristoforo Macrin, dulgenza a quelli che v'intervenne-
il quale cacciato da un impiego che ro. Quindi la preziosa reliquia fu
aveva nella corte pontificia, si tro- ricevuta in Roma da Innocenzo
vava in Costantinopoli. Doveva que- Vili colla maggiore venerazione,
sti attossicai'e la fontana dove si e solennità. Intanto l'interessante
attingeva l'acqua per l'uso del Pa- ostaggio di Zizimo nella capita-
pa, e di Zizimo; ma appena Ma- le del cristianesimo tenne sospe-
crin mise il piede in Roma, fu ar- se le armi, e i progressi de'turchi.
restato per delitti, che nulla riguar- Nel tempo medesimo il santo Pa-
davano questo ond' egli sperava la dre ebbe la consolante notizia del-
sua fortuna. JMesso alla tortura con- la conquista di Granata fatta dal
fessò ancora il misfatto, di cui nou re Ferdinando V, col qual trionfo
64 cos COS
si cstinse il niaomeltanismo nella il Sabcllico, Eiìcad. X, ed il Suritn
incominciato nell'anno 7
Spnj^ii.i, 1 2, al libro 111 del tomo V- H Pon-
e (lurnto 780 anni. Al volume IK tefice Alessandro VI, per ispegnere
p. 3o5 del Dizionario^ parlandosi l'acceso fuoco, mandò a Venezia nel
della creazione segreta de' Cardina- 1499 •''^'^ legato il Cardinal Gio-
li, si fa menzione della lettera scrit- vanni Borgia, ad ottenere la concor-
ta da Bajazzetto II al Papa, acciò dia dei sopraddetti principi, i qua-
facesse perfetto Cardinale Psicolò li imiti agli altri si collegassero
Cibo, con altre analoghe erudizieni. contro i nemici soltanto della santa
Successe ad Innocenzo Vili Pa- Sede. Ma vana tornò silfatta lega-
pa Alessandro VI, che nell'anno zione, poiché Alessandro VI, col-

1496 provò la contentezza di rice- la speranza d' ingrandire i suoi fi-

vere Nilo, monaco di s. Basilio, man- gliuoli si dichiarò dalla parte con-
dato ambasciatore da Costantino traria al duca di Mdano, ed in
re de'giorgiani, a prestargli ubbi- lattiLodovico XII fece duca di
dienza come a vicario di Gesìi Cri- Valentinoy nel delfinato. Cesare
sto, e a pregarlo di sollecitare i Bolgia figlio del Papa.
re d' occidente, ad intraprendere Liberatosi Bajazzetto II colla
la sagra guerra contro i saraceni, morte di Zizimo dalla paura, che
e di mandargli il decreto del conci- si prendeva di questo suo fratello,
lio di Firenze, aOine di riunirsi alla mosse guerra a' veneziani; ma pren-
Chiesa Romana. Fu però infelice dendone Alessandro VI la protezio-
Bajazzetto li nelle guerre contro gli ne ( siccome quello che teneva nu-
egiziani, e contro i russi, che si li- merose truppe, e fu il primo Pon-
beravano allora dal dominio dei tefice il quale mise i suoi successo-
tartari, mediante il valore di Gio- li in istato di figurar nel mondo
vanni Ba^ilo\vitz czai- di IMoscovia, anche quali sovrani possenti), e mi-
uno grand' uomini der suo
de'piìi nacciandolo che avrebbe mosso tut-
tempo, a cui la Russia deve il suo ti i principi cristiani contro di lui,
primo splendore, il quale avea spo- parve che il turco rimanesse in-
sato una figliuola dell'ultimo im- timorito. Il re de' romani Massi-
peratore de' greci, Costantino Pa- miliano I , e il re di Francia
leologo. Lodovico XII erano di contrario
Avevano i veneziani fatto lega animo a questa unione, e intanto i

col re di Francia Lodovico XII af- turchi presero la ricchissima città


ilne di spogliare Lodovico JMoro di Modone nella Morea, e Lepanto,
del ducalo di :Miiano, e questi non eh' era de' veneziani. Da questa per-
trovando strada più facile a schivar dita prese occasione il santo Padre
la sua rovina, che ricorrendo ad per sollecitare l'apparecchio della
una esecranda fellonia, spedì due sagra guerra, ed esortò Gio. Alber-
della sua corte a Bajazzetto li, si- to re di Polonia, e Ladislao \ I l'e

gnillcandogli che il monarca fran- d' Ungheria a dare dalle parti loro
cese, dopo la conquista che medi- un diversivo agli ottomani, senza
tava dell Italia,avrebbe co' venezia- lasciar di confortare i cristiani, col
ni stessi rivoltato le armi contro proporre il premio delle indulgenze
di lui per rimettere prendessero
in levante il a ([uelli, che la croce.
culto di Gesù Cristo, come dicono Oltre a ciò Alessandro VI pubblicò,
cos COS G5
e lo alTermano il citato Sabellico, e re di Francia, Oltre a ciò con-
ilSurita al tom. V, eh' egli sarebbe dannò lo stesso Federico, come reo
andato in persona contro i nemici di lesa maestà per aver fatto lega
tlella nostra religione, se il re di con Bajazzetto li contra la repub-
Francia, o di Spagna, fosse stato il blica cristiana. Nel i5o3 si conchiu-
condottiero dei crocesignati. Indi se la pace fra i veneziani, e la su-
mandò legati a Massimiliano I, ai blime porta ottomana, per cui l'isola
re di Polonia ed Ungheria, per im- di Cefalonia rimase a' veneziani, che
pegnarli ad intraprendere questa avevano conquistato alcune isole
guerra, e fece promulgare le indul- Jonie.
genze per raccogliere il denaro, che Giulio II, della Rovere, che riem*
a tal fine abbisognava. Mutato però pi r Italia e Europa tutta del
l'

di sentimento, Alessandro VI rivol- terrore del suo nome, nel i5o4j per
se tutte le sue premure ad ingran- ottenere di rivolgere le armi dei
dire il suo figliuolo Cesare. cristiani i contro
turchi, procurò
Entrato poi l'anno i5oi, trattossi con ogni diligenza di mettere ia
fra il sommo Pontefice, e i principi pace il re di Francia con quello di
cristiani , di mettere argine alla Spagna. Neil' anno seguente IMa-
tirannia turchesca. Nella domenica nuello re di Portogallo mandò a
di Pentecoste pubblicò solennemente, Roma Jacopo de'Sousa vescovo di
che il re d' Ungheria si era a questo Silves, e Jacopo Paciceco per ren-
fine collegato col santo Padre, e coi dere obbedienza a Giulio II, ed
veneziani. In questo tempo si faceva insieme pregarlo di aiuto contro i

una grande ariiiata dal Papa , dai mori dell' Africa, per le quali ri-
re di Fi'ancia, e di Spagna, dai ve- chieste il Papa rinnovò l'indulgenza
neziani, e dai cavalieri di Piodi, ed già da Innocenzo Vili a quel mo-
Alessandro VI creò suo legato e narca conceduta, e confermò i pri-
comandante dell' esercito cristiano, il vilegi dal re concessi all'Ordine di
Cardinal Pietro d' Aubusson, gran Cristo, perchè fossero più animati i

maestro de' suddetti cavalieri gero- cavalieri a scorrere le terre de' sa-
solimitani. Ciò non ostante, né le raceni, ed a dilatar il nome cri-

preghiere, uè le meravigliose appa- stiano. Intanto pacificando Giulio II


rizioni, né le disgrazie funeste del i re di Francia, e di Spagna, ot-
levante, furono bastanti per indurre tenne da questi che rivolgesse le
ìMassimiliano I re de' romani, ad sue armi contro de' saraceni dell'A-
intraprendere la guerra contro i frica, onde tolse loro Malzalquir,
turchi. Indi Alessandro VI diede ossia porto Grande, della qual vit-
gravissima sentenza contro de'roma- toria il santo Padre si rallegrò con
ni Colonnesi, e Savelli collegati a Ferdinando V, e per meglio pro-
Federico re di Napoli, che chiama- seguire la cominciata impresa, im-
va i turchi all' esterminio dell' Ita- pose una decima al clero di Spa=
lia ; onde il Pontefice privò Federi- gua.
co del reame, che divise, dando la Vedendo il santo Padre , che
Puglia, e la Calabria a Ferdinando Massimiliano I re de' romani, e Lo-
V re di Spagna, e di Sicilia, e il dovico XII, re di Francia, erano
rimanente, co' reali titoli di Napoli, malcontenti l'uno dell'altro, adoperò
e di Gerusalemme, a Lodovico XH ogni premura, nel 1Ò107. per paci-
VOT, %\\]ì.
66 C OS COS
ficarli fra loro, per ricuperare le soldano d' Egitto, e s' impadronì del
città, e terre della Chiesa tenute dai Cairo. Così terminò, dopo quattro
veneziani, e per indurre i principi secoli, r impero de' mamelucchi
ad intraprendere la sagra guerra. circassi, divenendo l'Egitto provin-

Perciò Cardinal Bernardo Carva-


il cia turca. JVel i5?.o Selim I ce-
jal lo sped'i legato a Massimiliano I, dette lo scettro al suo figlio Soli-
e il Cardinal Antoniotto Pallavicini mano II. Intanto, essendosi raduna-
lo spedì colla stessa qualifica al ti nel i5i8 per ordine di Massi-
re di Francia, il quale allora di- miliano I in Augusta i principi del-
morava in Genova. Per tal gui- la Germania, afline di stabilire co-
sa nell'anno seguente gli riuscì a gli altri principi cattolici una lega
pacificarli, ma persistendo i ve- contro il turco, Leone X, Medici,
nesiani nel ritener le terre occu- fiorentino ( che allora sedeva sulla
pate, Giulio li si unì con i detti veneran<la cattedra di s. Pietro, e
sovrani nel trattato di alleanza di diede il nome di aureo ni suo se-
Cambrai. I veneziani ricusarono colo), mollo si alfaticò per metterla
gli aiuti del gran signore Bajazzctto ad elTctto. Perciò spedì egli quattr(ì

li, ed ottennero il perdono implo- Cardinali legati a Intere, il Cardi-


rato dal Papa, che come padre co- nal Campeggio ad Enrico Vili re
mune de' fedeli si ritirò dalla lega d' Inghilierra dove per duecento
,

con gran rammarico de' francesi, i anni addietro non v'era piii sialo
quali si rivoltarono contro lo stesso un legato a latore j il Cardinal Jv
Pontefice, e principiò fra loro la gidio al re di Spagna Carlo V, a
guerra. Terminò regno di IJajaz-
il Massimiliano I il Cardinal Farne«-e.
zetto II colle domestiche dissensio- poi Paolo per non essere
III, a cui
ni. Volendo questi rinunciare la subitamente partito, lu surrogato il
corona al primogenito Acmet, noi Cardinal Gaetano, ed il Cardinal
consentì Selim I fratello minore, il Dovizi di BiJ^biena a Francesco I
quale fatlolo strangolare in uno a re di Francia. Pochi giorni dopo la

Corcuto altro di lui fratello, suc- creazione di questi legali il santo


cesse al padre nel i5i2, riunendo Padre oidinò una soleime processio-
la Mesopotamia , ed il regno dei ne, in cui il medesimo Papa e i

Curdi alla Por ta^ Ottomana, titolo Cardinali si fecero vedere a piedi nu-
diplomatico con cui come dicem- , di, per rendere a Dio le dovute grazie
mo, si distingue il gahinetto del della lega, e della tregua fatta per
gran-signore, che in oriente equi- cinque anni tra tutti principi con- i

vale a quello di corte, nonché il tro il turco. Aggiunte pur furono


palazzo imperiale di Costantinopo- calde preghiere al Signore, perchè,
li, o serraglio. I| suo ingresso, co- domati i turchi, volesse rendere
me pur di sopra accennammo, ha all'impero cristiano Costantinopoli,
il nome di Sublime Porta, ed in e Gerusalemme. Per ordine del
questo vestibolo si tiene circolo medesimo Pontefice, consegnò il
nelle solenni occasioni, ed ai lati si Cardinal Gaetano a Massimiliano l
espongono le teste decapitate ai nella dieta di Augusta, il cappello,
possenti nemici, e de' condannati di- lo stocco e r elmo da sua Santità
stinti. benedetti. I pensieri però della
Selim J vinse Camposone Gauro suerra cominciarono a raffreddarsi
cos COS 67
sì per r improvvisa morte di Mas- sar qua e là, fincliè l'imperatore
similiano I, accaduta a' 22 gennaio Carlo V, come re di Napoli, die-
i5ig , a cui successe Carlo V, e sì de loro la isola di Malta.
per la sfrenatezza di Martin Lutero Mentre Adriano VI si affaticava
agostiniano apostata, che coi suoi nel trovar rimedio a' progressi fu-
perniciosissimi errori cominciava a nesti Solimano lì, e di Lutero,
di
combattere la Chiesa Piomana. cadde malato, e morì a' i4 settem-
Nel i522 venne eletto Adriano bre iSi'ò, succedendogli Clemente
VI, Florenzi, d' Utrecht, nel qual VII, Medici, fiorentino, che nei
anno si trovava assediata l' isola primo maggio dell'anno santo
di
di Rodi residenza allora de' cava-
5 \^i5, dopo la messa pontificale in
lieri gerosolimitani, da duecento s. Giovanni in Laterano, pubblicò
mila turchi, alla cui testa vedeva si la lega fatta contro il turco, tra
il loro imperatore Solimano Per II. Carlo V, Enrico VIII re d'Inghil-
ovviare al pericolo, in cui erano i terra, i fiorentini, ed i duchi di
cavalieri, Adriano VI mandò ad es- Milano Sforza, e di Mantova Gon-
si un soccorso di tre navi ben prov- zaga, concedendo in questa funzione
vedute, ma ritardate dai venti con- agli astanti la plenaria indulgenza
trai'i. Vennero gli assediatiad estre- del giubil(;o, edando loro la papa-
ma necessità ; tuttavolta, avendo di- le benedizione. Avendo Lodovico re

mostrata la solita loro bravura, i d'Ungheria oltraggiati gli ambascia-


turchi erano apparecchiati a levare tori di Solimano II, questi gli occu-
l'assedio. Allora il cancelliere del- pò Sabal, e Belgrado, e dopo la
l'Ordine Andrea d' Amarai porto- presa di Rodi, tornato nell' Unghe-
ghese, irritato per essergli stato ria sconfisse il re nella battaglia di
preferito l' anno precedente nella Sofia. Ivi fuggendo Lodovico II per-
dignità gran maestro Filippo
di dette la vita, lasciando Buda e Pesth
di Villiers 1' Ile-Adam francese, sue capitali al furore ottomano. Indi
per mezzo di un servitore, che venne elètto alla corona d' Unghe-
lanciava le lettere con una balestra lia Giovanni Zapolio vaivoda di
nel campo nemico, avvisò i tvuchi Transilvnnia ma Ferdinando I, re
;

del bisogno della piazza, per lo che de' romani, fratello dell'* imperatore
essendosi Solimano II ostinato in Carlo V, vi si oppose pei diritti
batterla, in capo a sei mesi di at- della consorte sorella del defonto
tacco, s' arrese, a condizioni onore- monarca, e nel iSay cacciò il suo
voli, «d che vi entrò
il sultano, competitore. Questi implorò l'aiuto
tiionfante giorno di Natale \5i-i,
il di Solimano II, che ritornando nel
pieno di stima pel valore del gran reame, arrivò a porre l'assedio a
maestro, gli rendcli^e tutti gli onori Vienna difesa,però bravamente
dovuti al suo merito. In questa guisa dal palatino del Reno.
i cavalieri, che 2 3 anni pi-ima aveano
1 In mezzo a queste sciagure, che
tolto quest' isola a'saraceui, ed era la mollo occupavano l'animo di Cle-
loro quinta residenza, perchè dopo mente VII, già estremamente addo-
la perdita di Gerusalemme, erano loralo pel funesto saccheggio di

passati a Marguat, ad Acri, ed all' Roma, operato dall'esercito di Carlo


i'^oladi Cipro, la perdettero per V, non clic per lo scisma orrendo di
tiadimento, essendo costretti a pas- J '.urico Vili re d'Inghilterra, e per
G8 COS COS
r ingrandimento dell'eresia luterana, tirecon un esercito contro i mao
correndo l'anno i J29, si seppe che meltani d' Algeri, pregò il Pontefice
Solimano II con apparecchio mili- Paolo III, Farnese, romano, di
tare per r addietro non mai veduto condursi a Lucca, per trattare in-
si disponeva a partir in persona sieme su questa spedizione. Contro
contro regno d' Ungheria. li re
il il parere de' medici, di alcuni sena-
Ferdinando 1 litorse ai santo Pa- tori, e dell'ambasciatore di Francia,
dre per averne soccorso, ma questi, ad onta della sua vecchiaja, vi si

sebbene per la guerra del re Lodo- recò il zelante Paolo III nella gran-
vico li contro il turco medesimo, de estate, e ne' sei congressi avuti
gli avesse già mandati cinquanta in Lucca coU'imperatore, ove inoltre
alila scudi, come racconta 1' annali- stabilirono la celebrazione del conci-
sta Rinaldi all'anno i5i6, nell'e- lio di Trento, e malgrado le pressanti
saurimento totale del suo erario a esortazioni del Pontefice non potè
cagione delle disgrazie accennate, gli ridursi Cesare a ristabilire la pace
concesse le decime ecclesiastiche, e rotta col re di Francia Francesco I,

gli altri sussidii già destinati dal re né a partire armato contro il tur-
Ferdinando I. Promulgò nel tem|)0 co,che ogni giorno divenuto era piìi
slesso una bolla per tutto il mondo baldanzoso per le vittorie che ripor-
cattolico, nella quale concedeva pie- tava in Ungheria, e per le sue ilotte
nissima indulgenza a tutti queliij the comandate dal celebre ammiraglio
a dilesa del pericolante reame Ln- Barbarossa, che molestavano le spiag-
garico, avessero dato danaro, o aiuto gie d' Italia. Quindi nell' anno se-

militare in qualsiasi maniera. La Itl- guente Paolo 111, il quale nulla omet-
tera circolare di Ferdinando I sta teva di ciò che potesse giovare mI
presso il Goldasti al tomo III. bene della Chiesa, e al mantenimen-
Dipoi per diverse lettere venute to della fede, con una bolla de'2 1

da Costantinopoli a Roma seppe , marzo i5^i, ottenuta dallo zelo <li


Clemente VII nel i532, che Soli- s. Ignazio fondatore della compagnia

mano II imperatore de' turchi, fat- di Gesù, accrebbe privilegi! dei


i

ta tregua col re di Persia Thamas, neofiti, ossia ebrei, tuichi, ed altri

al cui danno le armi ottomane infedeli, che abbracciassero la lède


avevano fatto gran progressi , era cattolica.

per mettersi in viaggio con nume- Governava la Chiesa universale


roso esercito contro i cristiani. 11 il sommo Pontefice Pio IV, ^le-
santo Padre dunque, chiamati a dici^ milanese. Volendo Solimano II

se gli ambasciatori de' principi, che approfittare delle rivoluzioni, cagio-


risiedevano in Roma, li pregò ad nate nell'Europa dall' eresiarca Lu-
insinuare a' loro sovrani di unire tero, di cui il barbaro imperatore
le rispettive forze, e le armi loro a s' era fatto panegirista per mezzo
riparo della pubblica salvezza, ciò di Mustafìi, il piìi valente, e speri-
eh' egli pur fece con lettere piene mentato de' suoi Bassa, fece assedia-
di apostolico zelo; onde avvenne, re per quattro mesi l' isola di Mal-

che Solimano II sospese le sue mi- ta, con duecento navi e quaranta
litari imprese. mila .soldati. Ma Pio IV, a cui sta-
Nell'anno i54r, avendo l'im- va troppo a cuore il bene della re-
pe.atore Carlo V destinato di par- ligione, fece unire un potente soc-

li
,

cos COS 69
corso a quello del re di Spagna, In mezzo a tali applicazioni per
e di Sicilia Filippo II, e costrin- la conservazione di ^lalta, non la-
se i turchi a levarne V assedio, e sciò s. Pio V d'invigilare alla custodia
dopo aver in esso perduti trenta dello stato ecclesiastico. Per tale ef-
mila combattenti, ottomila marina- fetto si trasferì in Ancona ad os-
li, e settantotto mila palle di grossa servala da sé medesimo la strada,
artiglieria, gittate indarno sopra che far poteva l'armata degli in-
quella fortezza; affine poi che il re fedeli, e munite le piazze esposte
Filippo II potesse mantenere settan- di buona e numerosa soldatesca,
ta galere contro il turco medesimo, dichiarò duca di Bracciano ge-
il

il santo Padre gli concesse settecento nerale delle armi dello stato pon-
mila ducati sopra i benefìcii della tifìcio. Quindi si mosse di ritor-
Spagna : siccome per soccorrere 1'
no alla volta di Roma, ove po-
imperatore Massimiliano II re di co dopo uJi, che i turchi s' erano
Ungheria contro lo stesso comun impadroniti a tradimento dell'isola
nemico, con cui era sempre in di Scio mentre i cristiani stavano
guerra, impose nell' anno medesimo occupati nel celebrare divotamente
i565 sopra i suoi sudditi un tri- le feste di Pasqua. Fece s. Pio V
buto di quattrocento mila scudi di consapevoli dell'orribile tragedia i

oro. Cardinali, con parole interrotte dai


Successe nel i566 a Pio IV, pianto ; e non potendo riparare al-
Papa s. Pio V, Ghislìerij di Tor- l'accaduto disastro^ si rivolse a pro-
tona, il quale con poco denaro curare almeno la libertà de'princi-
riscattò dalle mani dei corsari pi Giustiniani, ventuno de'quali fi-

maomettani Paolo Ghislieri suo gliuoli di dieci in undici anni


nipote che mentre navigava fu pre-
, essendo stati fatti schiavi, venne-
so da' turchi, ed il fece però entrare ro riserbati per servizio del ser-
in Roma in arnese da schiavo. Nel- raglio di Costantinopoli. Scrisse per-
la più deplorabile miseria era ri- ciò un efficacissimo breve a Car-
masta l'isola di IMalta per l'asse- lo IX Francia perchè s'in-
re di
dio sofferto da Solimano que- II. A terponesse colla porta ottomana •

sta r-ovina si aggiugneva


timore il in quest'affare. E tali furono le sue
dei cavalieri gerosolimitani, che so- istanze, che que'signori ottennero
pra di loro venisse il grand' appa- la libertà, e si recarono a Roma,
recchio di guerra di Solimano II. per rendere le grazie al loro bene-
Per lo che pensavano di abbando- fattore. Desideroso pertanto il san-
nare quell'isola, unico propugnacolo to Padre di vedere abbattuti quei
deiritalia contro gl'infedeli, e tras- barbari, che tentavano sempre con-
ferirsi coir Ordine in Sicilia ; ma quiste, esortò con grande premura
s. Pio V apprestò tali e sì podei'osi i principi cristiani a dar soccorso
aiuti, che i cavalieri poterono dar all'imperatore contro di quelli. Per
principio alla fabbrica della nuova questo fine pubblicò un amplissimo
città, la quale dal cognome del giubileo ed istituì l'orazione delle
gran maestro, fu chiamata la Val- quaiant'ore. Nel più caldo della
letta; e che riuscì la fortezza meglio stagione, dopo aver detto messa iu
fortificata dell' Europa, e forse del- s. JMarco, nel giorno appunto de-
l' universo. stinato al cominciamcnto delle qua-
fo e OS COS
rant'ore , con esemplarissima cli- e la repubblica di Venezia, contro
vozione, si recò a piedi a san Selim 11 imperatore de'turchi, figlio

Giovanni in Laterano indi nel : quintogenito di Solimano II, e di


giorno seguente andò a s. IMaria Rosellana giovine vezzosissima di
Maggiore, e nel terzo nella chiesa Siena , che Solimano II da sna
d' Araceli. Le sue preghiere furono schiava aveva esaltata a sua sposa.
da Dio esaudite, poiché Solimano F'. il Dizionario storico delle vile
li, trovandosi all'assedio di Sighet, di tutù i monarchi Ottomani tomo
piazza ne'confini della Croazia, e II, stampato in Venezia nel 588, 1

dell'Ungheria, dopo aver perduto dove lungamente si tratta di questa


trenta e più mila uomini, vi morì sultana sanese. Della suddetta triplice
a'4 settembre i S'òQ, tre giorni pri- alleanza scrissero il Foglietta de. Sa-
ma che si rendesse la piazza. Gli cro focdere. in Sdinwn II, e mon-
successe SelimH, che nel S68 se- i signor Anton Maria Graziani de
gnò coU'Austria una tregua, e pre- bello Per mezzo di questa
Cy-prio.

se a'veneziani JNicosia, e Famago- alleanza fu allestita un' armata


sta nell'isola di Cipro. composta di duecento diciannove
Erasi qualche tempo intro-
da galere, siei galeazze, e circa settanta
dotto l'abuso, che i cristiani libe- vascelli , tra grandi e piccoli. Su
rati dalla servitìi turchcsca, rimanes- quella flotta erano montati da ven-
sero presso i loro liberatori, oppres- timila uomini, non compresi i ma-
si dalla medesima schiavitù, come rinari i bombardieri, ed i forzati.

se ancora si trovassero in potere Così il p. Maffei nella vita di s.

degl'infedeli. Colla costituzione Di- Pio V. Il Vittorelli poi, nel tomo


gnum del 1 566 aveva già s. Pio V III delle giunte al Ciacconio, dice
confermato, e rinnovato l'indul- che l'armata tutta era di duecen-
lo, e il privilegio di Paolo Ili ai tonove galere; cioè dodici del Pa-
conservatori di Roma conceduto, pa ottant'una del re di Spagna,
,

di mettere in libertà, e far cittadi- cento otto galere, e sei galeazze


ni romani gli schiavi turchi, con- de' veneziani, due del duca di Savoia
vcrtiti alla religione cristiana, ogni Emmanuello Filiberto, tre de' geno-
qual volta si presentassero avanti vesi, tre de'cavalieri gerosolimitani,
di loro per ottenerlo. Non potendo ventiquattro navi di trasporto, e
il santo Padre soffrire il detto abu- settanta vascelli. Di tutta la gran-
so tanto disdicevole alla dolcezza d'armala era supremo generale il
della nostra religione, nell'anno i 57o prode d. Giovanni d'Austria, gio-
ordinò colla bolla Licet omnibus, vane di ventidue anni, fratello na-
che quando i detti schiavi cristiani turale di Filippo II. Il gran con-
ritornassero in podestà de'cattolici, testabile Marcantonio Colonna ro-
fossero con tutti i loro beni lascia- mano, duca di Palliano, e di Ta-
ti andar liberi, sotto pena di sco- gliacozzo, era il comandante della
munica a chi Quel-disobbidisse. armata pontifìcia, composta di dodici
lo però, che riuscì di maggior glo- galere, con mille é cinquecento sol-

ria air apostolico governo di s. Pio dati. Per le spese di questa trupua
V, fu la triplice alleanza, da lui il santo Padre impose le decime so-
conchiusa a'20 maggio ^7 1 fra sé i pra gli ecclesiastici dell'Italia: colla
medesimo. Filippo li re di Spagna, vendita d'alcuni ullizi della sua cor-
e s COS 71
te racliuio centoventicinque mila scu- però colla totale sconfìtta de' turchi,
di d'oro; oltre a'quali quarantami- eh l'bbero la perdita del loro ge-
la scudi d'oro l'anno gli furono e- nerale Ali famoso cor-
Bassa, del
sibili daHe dodici congi'cgazioni saro Caracossa, di Assan Bassa, fi-
monastiche d' Italia, sul fondo dei glio del rinomato ammiraglio Bar-
quali fu eretto un luogo di monte ba rossa di -Assan Bey di
, Rodi,
denominato prima della Fede, poi di trenta nove rais ossia gover-
della Pieligione, da cui venne cavato natori di galere, di trentuno mila
un grosso contante. Andrea Doria, mussulmani morti di diecimila ,

famoso capitano genovese, coman- prigionieri, di quindici mila schia-


dava l'armata di Spagna, ad alle- vi cristiani, che ottennero il riscat-

stire la quale Pio s. V confermò al to, di centosedici cannoni grossi, e


re Filippo II l'indulto, conceduto- centocinquantasei mediocri, e final-
gli da Pio IV pel mantenimento mente di duecento dieci galere,
delle galere destinate alla guardia delle quali settanta furono mandate
delle piazze marittime dell'Italia. a fondo da'nostri.
Sebastiano Venerio finalmente, uo- Benché lutti gli scrittori conven-
mo di gran coraggio, e non mi- di gano essere stata questa vitto-
nore sperienza, era comandante del- ria la più compiuta, e la più se-
larmata veneziana, succeduto al gnalata, che sia stata giammai ri-

Barbarigo, morto nel combattimen- portata dai cristiani contro i turchi,


to. Per la spesa di tale armata, il non si accordano tuttavia nel cal-
Papa concesse a quella repubblica, colo della perdita di tutte e due
la facoltà di esigere per cinque an- le armate, come riporta l'annalista
ni dal clero la somma di duecento Spondano all'anno 1570. Non la-
mila scudi. scieremo tuttavia di notare, che nel-
Parti l'armata cristiana verso le- le iscrizioni poste nel deposito di s.

vante ai 7 di ottobre i5ri. Quella Pio V


a s. Maria Maggiore, si leg-
de'turchi era composta di duccen- ge aver perduto turchi trenta mi- i

toquarantacinque galere, e ottanta- la uomini morti, diecimila prigio-


sette navi di diversa grandezza, come nieri, quindici mila cristiani riscat-
racconta l'Oldoino in Ciacconio t, tati, centottanta galere, oltre a no-

III. Fu essa sul mezzo giorno at- vanta affondate.


taccata da'nostri nel golfo di Le- Il Pontefice s. Pio V avea affi-

panto, presso ad Azio, ed all'isole dato r esito di questa spedizione al

Curzolari, luogo assai memorabile patrocinio della gran Dio Madre di


per battaglia, che aveva deciso
la con si fervorose preghiere, che me-
dell' impero del mondo fia Mar- ritò avere la rivelazione della vit-
cantonio, ed Augusto. La mischia toria, nel momento stesso, in cui fu
fu cosi coraggiosa da ambedue le ottenuta. Mentr'egli si tratteneva
parti, che dopo cinque ore di fiero nelle suecamere del Vaticano con
combattimento, cominciò la batta- monsignor Bartolommeo Bussotti da
glia a piegare in favore dei cristia- Bibbiena, tesoriere generale, per af-
ni, i quali pei'dettero settemila cin- fari d' importanza, apri improvvisa-
quecentosessantasei combattenti, e lo mente la finestra, e rinserrandola,
afferma ilGabuzzi nella vita di s. Pio come avesse la mente piena
se di
V, la maggior parte veneziani, ma gran cose, si rivoltò a lui, e j^li
,

7^ COS COS
disse : questo non e il tempo di ottenne di mettere alla vela una
trattare di questi affari, andate a armata di centoquaranta galere, ven
ringraziare Dio, perche la nostra titre navi, sei galeazze, e ti'enta al
armata ha combattuto colla Turchia, tri legni minori, sotto il* comandi'
e in questo momento ha vinto. Giun- del medesimo generale d. Giovanni
ta a Roma la felice nuova della d' Austria figlio naturale di Carl<
vittoria, nel giorno seguente 2 1 ot- V, e degli stessi comandanti. In-
tobre, il santo Padre nella basilica sorta però fra questi la discordia,
vaticana tenne solenne cappella in per cagione di gelosia, l'evento riu-
ringraziamento all' Altissimo per la scì infelice. Imperocché incontratasi

grazia ricevuta. In quella funzione a Navarino, porto della Morea, la


recitò un'elegantissima orazione il nostra armata con quella de'turchi.
celebre Silvio Antoniano, che poi composta di duecento sessanta ga-
fu Cardinale. Vedesi questa nel ci- lere, galeotte, e fuste con cinque
tato Rlaffei, ove si legge 1' altra non galeazze, dopo lo sparo di pochi
meno eloquente, del famoso Mar- cannoni, si ritirò con poco onore
cantonio Murcto, detta in occasione de' cristiani, e meno ancora della
che il contestabile Colonna fece per repubblica di Venezia, la quale sen-
ordine di s. Pio V l'ingresso trion- za far consapevole Gregorio XIII,
fale in Roma, all'uso antico del né Filippo II suoi collegati, ai 7
senato romana, come descrive mi- aprile dell'anno seguente iSjZ fect:

nutamente il Cancellieri nella Storia la pace col gran signore Selim li,
de' Possessi. promettendo di pagargli per tre
Per riconoscere questo singoiar anni centomila scudi d'oro ogni
favore dalla protezione di Maria anno, dopo tanti milioni spesi nella
santissima, comandò s. Pio V, che passata guerra. Ottennero così i ve-
nello litanie si aggiungesse: Auxi- neti lo scioglimento dell'assedio di
lium Chnstianorum, ora prò nohis, Cattaro, ma dovettero ceder Cipro,
ed instituì ai 7 ottobre la festa di e rendere le piazze turche occupa-
s. Maria della
Vittoria. Ma Gre- te. D. Giovanni d'Austria riuscì ad
gorio XIII, ammirando la modera- impadronirsi del regno di Tunisi ;

zione di s. Pio V, volle che con ma poco durò la conquista, come


nuovo nome si dicesse la festa del dice il Muratori negli Annali di
Rosario. Gregorio XIII, Boncompa- Italia.
gno, sublimato al triregno nel iSya, Avvenne il ritiro de' veneziani
subito istituì la festa del ss. Rosa- nel tempo appunto, in cui il zelante
rio per celebrar la vittoria di Le- Pontefice aveva ottenuta la promes-
panto. guerra contro
Proseguì la sa, di mettere in questo anno sul

i turchi^ i quali lusingati che colla mare un'armata di trecento galere,

morte di s. Pio V avessero perduti oltre a grandissimo numero di navi

tutti quanti i loro nemici, l'aveva- da carico con sessanta mila com-
no celebrata con fuochi artifiziali. battenti, nella quale spedizione gli

Senza perdere però tempo spedì toccavano venticinque galere. Per


Gregorio XIII i suoi legati a'prin- r armamento di queste erasi recato

cipi per esortarli


della sagra lega, in persona a Civitavecchia, afline di
a V alleanza del suo
continuare assicurarsi meglio dell' opera, e del-

predecessore, e dopo molte fatiche la diligenza de' suoi ministri ; come


cos COS 73
pure andò a riconoscere la loilczza, gli spaventosi apparecchi del turco
e il porto di Ostia. Avendo dunque adirato, l'ei-ario suo esausto, i beni
saputo il sauto Padre in Frascati, della corona impegnali, l'interesse
ove al solito si era condotto [«er corrente di sei milioni d'oro per
pochi giorni, la nuova di questa la sosteulazloiie di tanli presidii ter-

pace, né potendo ritenere la collera, restri, e marittimi, la spesa di cin-


cacciò dinanzi a se l' ambasciatore quecento mila scudi mese per la il

de' veneziani, che gliela portò, gri- sola armata della lega contro il turco,
dandoli scomunicati, e mancatori di e l'altra di seicento mila ogni mese
fede. Così turbato partì subito per per la guerra di Fiandra contio
Roma, ove giunto sulle due ore di gli eretici. Considerate dunque più

notte, fece intimare pel giorno se- volte queste suppliche, il santo Pa-
guente la congregazione della lega, dre, benché non buona voglia,
di
coir intervento del contestabile Mar- s' indusse a mandare un breve a
cantonio Colonna, ma con questa Filippo II, colla grazia dell' aliena-
non si potè rimediare a ciò, che zione, purché da tale vendila si

già era fatto. escludessero i luoghi insigni, e le


Frattanto avendo il conte Gio- giurisdizioni delle sedi vacanti, e di
vanni Aldobrandini, principal gen- altri benefizi regolari, e secolari,
tiluomo di Ravenna, tramato oc- che si trovassero senza rettore, e
cultamente di dare in mano ai tur- purché neir alienazione delle terre
chi, prima la sua patria, e poi la vendibili avessero ad intervenire, in-
città di Ancona, Gregorio XI JI in- sieme co' regi deputati, i pontificii
formato di questo scelleratissimo delegati.
tradimento, e accertatosene per mez- Selim II, dopo aver invaso la
zo d' un singoiar artifizio di Lodo- Moldavia e \alachia
, morì nel ,

vicoTaverna governatore di Roma, i574, ed Amuratte III nell' eredi-


nel iSyS fece pubblicamente deca- tare il trono paterno, fece, secondo
pitare r Aldobrandini, e dare il do- la politica turca, strangolare cinque
vuto castigo a quanti de' complici suoi fratelli. Non aveva Gregorio
si poterono -aver nelle mani; indi XIII deposto il santo desiderio, che
con gi:an quantità d'oro paterna- fin dal principio del suo pontifica-
mente riscattò molti cipriotti schia- to costantemente conservò, di ab-
vi del turco, ed oltre a un pronto battere per quanto potesse la tur-
soccorso, diede una pingue pensione chesca tirannide, ma nel i58i ac-
nel regno di Napoli all'arcivescovo cadde un incontro, che per riguar-
di Malvasia, esiliato
dalla sua pa- do a queste sue mire gli fu grave-
tria,per aver animato, nel tempo mente penoso. Sin dal primo di gen-
della lega contro i turchi, i popoli naio avea il re Filippo li di Spagna
della Morea a seguire i cristiani prorogato per tre anni avvenire la
stendardi. Indi nel iSj^ Gregorio sospensione delle armi con Amuralle
XIII venne supplicato da Filippo li III, come Stefano Eattori re di Po-
re di Spagna, per la facoltà di alie* lonia si era pacificato co' turchi.
nare sino a quaranta mila scudi di Trafisse questa nuova il cuore del
cullala, alcune terre, e beni ecclesia- Pontefice, non solo perchè simili
stici del suo regno. Per giustificar accordi gli erano stati nascosti per
la sua domanda, il re adduccva la seconda volta da' ministri spa-
74 cos COS
gnuoli, ed anzi era stalo dclu'-o con mei I, che, rientrando in cam[Kii;na

finte promesse, ma anche per nell'Ungheria, fu costretto da Piidol-


1' u-

ni versaidanno, che ne proveniva Ib II, grandemente aiutato da Paolo


vedendo per questo ar-
a' cristiani, V, Borghesi^ romano, a convenir ad
mistizio legate le armi appunto una tregua di venti anni. Punì però
il pascià di A leppo, e domò la Per-
nella miglior congiuntura in cui spe-
rava sicura vittoria del comuu ne- sia, e morendo nel 1G17, Mustafà

mico. Per tal modo allora era trava- 1 suo fratello, che contro l'uso era
gliato ed afflitto più che mai dalle rimasto in vita, ascese al soglio.

forze persiane di Scha-Abbas il gran- A i sedette però per breve tempo,


de, riparando questi le anteriori per- poiché il gran visii', come primo mi-
dite solierle dalla Persia. Se ne que- iustro, comandante degli eserciti,

relò gravemente Gregorio XIII, e rappresentante il sovrano, conoscen-


st'bbene i ministri della corte di done l'incapacità, uè provocò la

Spagna procurassero di negar prima deposizione, e racchiusolo nell'antico


il fatto, e poi di dargli ad inten- suo carcere, ebbero grandi dell'im- i

dere, che seguito non fosse con pero la reggenza, durante la minorità
partecipazione del re, tuttavia il di Osmano primogenito di Acmet I,

santo Padre stimolato dalla coscien- che venne riconosciuto nel 1617.
za non tardò di rivocar pubblica- Già Filippo III re di Spagna, deside-
mente le grazie, che Filippo 11 a lando il favore del Pontefice Pao-
lilolo della guerra contro il turco, lo V, fin dal i6og scacciò il resto

godeva sopra i frutti del clero di de' mori maomettani, che ancor di-
SjTiagna. 11 suo successore Sisto V, moravano ne' regni di Granata, e
Pcretlì, di Montalto, affine di pur- di Valenza onde uscirono dalla
,

gare da' corsari turchi le spiaggie Spagna pii^i di cento trentaquallro


ecclesiasticlie, fece fabbricare dieci mila mori. Per consiglio di Paolo
galere ben corredale, e per dotar- V, duca di Savoja Carlo Emma-
il

colla costituzione In quar-


le stabilì nuello, per le ragioni che avea sul
ta emanata a' 23 gennaio 588, i regno di Cipro, volle tentarne la
un annuo assegnamento di scudi ricupera, quando i cristiani che vi
cento due mila e cinquecento ri- abitavano in numero di trentacin-
partiti alle Provincie, e ai luoghi quemila gli promisero aiuto, e di
soggetti della santa Sede. rivoltarsi eglino stessi contro il tur-
Nel 1592 si riaccese la guerra co, al momento in cui il duca vi

coU'imperatore Rodolfo II d'Austria, comparisse colle sue truppe. Ma


e r Ungheria fu il teatro di sangui- quando il trattato era già avanza-
nosi fatti colla peggio de' turchi a- to, il pascià del regno per una
vendo preso i cristiani Silistria nel- lettera intercettata s'insospettì del-
la Bulgaria di assalto, né INIaomet- l'attentato, e da questo venne la

to Ili successo al padre nel i5g5 rovina di quegl' infelici cristiani,

potè ripararne le conseguenze. La per cui il duca restò deluso nelle


sua ascensione al trono costò la sue speranze, e il zelante Paolo V
vita a diciannove fratelli, ed a dieci afflitto per la perdita di tanti fé-
concubine lasciate incinte dal padre deli.
Amuralte III. Nel i6o4, a Maomet- Salito nel 1621 al trono del
to 111 successe il giovane figlio Ac- Vaticano Gregorio XV, bolognese,

I
cos COS 75
dopo aver pubblicato un giubileo, di trenta mila scudi. Alessandro
per implorare da Dio un felice go- VII, Chigi, sanese, gli successe nel
verno della Chiesa, volse le prime Pontificato nel i655, e pubblicò
sue sollecitudini a promuovere la due giubilei per aver propizio l'aiu-
lega de' principi cristiani contro i to celeste contro i turchi, il primo
turchi, ed a procurar la conversio- a' 2 marzo 1661 mediante la co-
ne de' protestanti, inviando copioso stituzione. Ex quo,
che si leg"e
soccorso al re di Polonia, e di Sve- nel tomo VI, del Bollano, e l'al-
ziaSigismondo nella guerra, che sos- tro a' 7 dello stesso mese dell'an-
teneva controi turchi, per cui Osma- no 1664 col disposto della costi-
no dovette pacificarsi. Ciò produs- tuzione, Quod jam. Agitala la l^o-
se un ammutinamento nei potenti lonia dal ribelle Giovanni Ragiescki,
giannizzeri , che lo strangolarono ,
Alessandro VII appena creato nel
e ripristinarono Mustafà I , e quin- i655 si rivolse a Lodovico XIV re
di avendolo deposto per l' imbe- di Francia, ed a Filippo IV re di
cillità, acclamarono nei 1623 A- Spagna per pacificarh, facendo ad
muratte IV, secondogenito di Acmet essi considerare, che le guerre dei
I, che ritolse a' persiani 1' Armenia, cattolicidavano vigore a'turchi per
e Babilonia. Nel 1640 moi"ì per l'espugnazione dell'Europa, rappie-
uno stravizzo Amuratte IV, ed Ibrai- sentando il pericolo della cristianità,
mo, terzo figlio di Acmet I, diven- e ancora de' loro principati, se il

ne imperatore de* turchi ma im- , turco si avvicinava , ed invigoriva


merso ne' piaceri lo fu sol di no- colla conquista dell' isola di Can-
me. Sotto di lui avvenne la guerra dia, e di altre isole de' veneziani,
di Candia co' veneziani. onde scongiurò a sagrificare alla
li

Regnando il Pontefice Innocenzo concordia gli scambievoli rancori.

X, Pamjìlj j romano, cominciò nel Nell'anno i656, i veneziani ai


1645 la guerra di Candia, che con j.o giugno riportarono ne' Dar-
di
gran vigore venne continuata per danelli una compita vittoria sul-
venticinque anni. Il Papa prestò r armata ottomana di Maometto
subito soccorso a' veneziani, che la IV, che neir anno precedente era
sostenevano condro i turchi, i quali successo al libertino suo padre I-
volevano usurparne il possésso, e braimo stato deposto. Veniva Mao-
mandò alcune galere Pontificie, di metto in loro danno nel regno di
Napoli di Toscana
, e di Malta ,
, Candia; ma valendosi i veneti delle
che ascesero a ventitie, delle quali prosperità della guerra,
occuparo-
lo stesso Papa nominò generale il no r Tenedo, e Stilimone
isola di
principe Nicolò Ludovisi , nipote nell'Arcipelago, onde i turchi co-
di Gregorio XV, a cui poco pri- minciarono a prepararsi per un'or-
ma avea dato in isposa d. Costan- ribile vendetta. La repubblica, che
za Pamfilj sua nipote. Indi Inno- si trovava esausta di denaro,e di
cenzo X co' potenti soccorsi di trup- gente, ricorse al Pontefice Alessan-
pe, e di denaro, scampò dall' in- dro VII, di cui avea provato la
vasione de' turchi l'isola di Malta munificenza ne' beni a lei conceduti
a' cavalieri gerosolimitani , la Dal- delle due soppresse religioni de' cro-
mazia a' veneziani, e la Polonia al ciferi, e de' canonici di s. Spirito
re Uladislao, al quale diede l'aiuto fli Venezia, pel valore di sopra sei-
76 COS COS
centomila scudi. Laonde per mez- veneto, il Papa non trascurò mezzo
alcuno, che potesse giovare a
zo del Cardinal Bragadino ne fece li-

al sauto Padre, a' 24 ottobre, le berarla. In vigore delle sue repli-

più vive istanze. Offerse il Papa cate istanze, molti principi, che no-

tutto quell'aiuto, a cui estendere mina rOldoino nel tomo IV delle

si potevano le sue forze ; ma cono- Vile de Pontefici, concorsero ge-

scendo, che queste nelle presenti nerosamente a soccorrerla con de-


calamità erano tenui, diresse le sue naro, con armi, e con truppe ; ma

premure al re Luigi XIV, a Fi- sebbene l'isola si fosse difesa con


lippo IV, all'imperatore Ferdinan- valore nell' assedio di tre anni, nel

do III, alla regina di Francia , e quale morirono sette pascià de' ne-
di queste corti, con bre- mici, ottanta uflfjziali, diecimila gian-
a' favoriti
vi pressantissimi diretti ad otte- mentovar l'altre trup-
nizzeri, senza

nere il soccorso contro il comune pe; pure non potendo più resiste-
nemico. Quindi soccorse gli stessi re alla forza di quarantamila tur-

veneziani contro IMaometto IV, con chi, si arrese a' 16 settembre 1669,

galere comandate dal priore di Mal- restando a' veneziani la sola gloria

ta Giovanni Bichi suo nipote, con di essersi con coraggio


sostenuti

soldati e denaro, ed invitò i prin- per venticinque anni quanti ne du-


cipi romani, non che il sagro Col- rò questa guerra. V. il Muratori
legio a far altrettanto. Il medesi- negli Annali d
Italia, aWanno 1669.

mo opportuno aiuto ebbero poi dal Giunta in Iloma la nuova del-


zelante Pontefice l' imperatore Leo- la perdita di Candia, Clemente IX,

poldo I, che nella Transilvania, e che già trovavasi debole da una


ucir Ungheria si difendeva penosa- infermità sofferta , ne concepì sì

mente dall' impeto degli ottomani, grande pena, che in breve tempo
duca Carlo Emmanuello di Sa- perdette la vita nella notte del 9
il

voja, che difendevasi dagli eretici, dicembre 1G69, con sessantanove an-
i quali abitavano le valli delle Al- ni d'età, meritando le lagrime di tutti

pi, ed i polacchi quasi oppressi dal- i suoi sudditi. Per cordoglio ancora

le armi di Carlo Gustavo re di morì Urbano III per la peidita di


Svezia. Gerusalemme. Con simile dolore

Clemente IX, Rospigliosi, di Pi- pianse JNicolò V quella di Costan-

stoja, creato nel 1667, per giustis- tinopoli , come deplorò Lucio II

sime cause soppresse ed abolì i tre la perdita di Edessa, e così final-

Ordini de' canonici di s. Giorgio mente compianse Adriano VI la

d'Alga, de' gesuati, e degli eremiti perdita di Rodi, conquiste tutte fat-

di s. Girolamo di Fiesole. Le ren- te dagli ottomani.


dite di questi tre Ordini, esistenti Successe a Clemente IX il Pon-

nello stato veneziano , furono dal tefice Clemente X, Altieri, romano,


santo Padre applicate alla repub- il quale applicandosi con sommo
blica di Venezia per sussidio della zelo a procurare che i principi cat-
guerra di Candia. In questa di- tolici facessero la pace fra loro, e

mostrò Clemente IX quale fosse il si unissero concordemente a muo-


suo zelo pel bene della cattolica vere la guerra al nemico del
turco,

religione. Avendo i turchi messo nome cristiano, a'5 novembre 1672,

l'assedio a quest' isola del dominio colla costituzione, Inter gravissi-


1

cos COS 77
mas ,
pul)blicò un giubileo ,
per stiani. E però, dopo averla veduta
implorare da Dio ropportuno soccor- conclusa fra la Spagna, la Francia, e
so contro de' turchi medesimi , i l'impero, sapendo che l'esercito Ot-
quali particolarmente vessavano la tomano marciava alla volta di Vien-
Polonia. Ivi il santo Padre spedì na d'x\ustria per quivi risarcire i
un largo sussidio di denaro, e nel danni delle passate sconfitte, ai 3
1673 venne inviato in Pvoma uno marzo i683 si impe-collegò coli'

ambasciatore del gran duca di Mo- ratore Leopoldo I, e con Giovanni

scovia Giovanni Basilowitz per ot- III Sobieski re di Polonia, per met-
tenere dal sovrano Pontefice il ti- tere riparo alle stragi che minac-
tolo di czar, equivalente a quello ciava l'imperatore de'turchi Maomet-
di cesare, ch'egli già si usurpava, to IV. Quindi, a fine di meglio ot-
e per aver dal medesimo soccorso tenere la protezione del cielo, or-
conti'o i turchi nella lega, in cui dinò pubbliche preci Roma, e
in
era entrato il re di Polonia Mi- pubblicò agli 1 1 agosto un pienis-
chele I. Piicevette Clemente X anche simo giubileo per tutta la Chie-
due religiosi domenicani , i quali sa, in vigore della costituzione, In
portavano la risposta del re di Per- suprema ,
presso il Bollarlo roma-
sia Solimano, in cui lo avvisava no tomo Vili. Impose altresì In-
della guerra, che avea dichiarato nocenzo XI Germania, e nel-
nella
al gran signore Maometto IV, per la Polonia decima parte de'be-
la
le vive istanze fattegli da Clemen- ni ecclesiastici, e tre decime sopra
te IX suo antecessore. Intanto i il clero d'Italia, ed isole adiacenti.
continui trionfi del re di Fi'ancia Spedì parimenti del suo tesoro cen-
Luigi XIV produssero la gelosia to mila scudi all'imperatore, e cento
nellimperatore Leopoldo I, che nel altri mila al re di Polonia, nella qua-
giugno 1673 strinse alleanza col le generosità fu seguito da Li-
turco, e con Carlo II re d'Inghil- vio Odescalchi suo nipote, che vi
terra,onde Clemente X tutto si concorse con diecimila scudi ; dal
adoprò per pacificarli, e spedì ap- sagro Collegio con trenta mila; dal
positi nunzi air imperatore, al re re di Spagna , e da Pietro di
di Francia, e a Carlo II di Spagna, Portogallo; e finalmente da altri
per esorlarli a conchiuderla, giac- principi, e signori, i quali sommi-
ché vieppiù insolenti si temevano nistrarono gran quantità di de-
le macchinazioni de'turchi. ]Ma men- naro pel mantenimento dell'eserci-
tre si cominciava a trattare la pa- to cattolico, composto di ottanta-
ce a JN'imega, il Pontefice passò a- quattro mila uomini. La camera
gli eterni riposi, e dopo sessanta apostolica, da Paolo III del i534,
giorni fu eletto il successore Inno- fino ad Alessandro VII morto nel
cenzo XI, Odescalclù, di Como, cioè 1667, avea coulribuito alla Fran-
ai 24 settembre 1676, nel qual cia, alla Germania, alla Polonia,
giorno i polacchi ottennero un'in- e ad altri principi cristiani per le
signe vittoria sopra gli ottomani. guerre contro gli eretici ugonotti,
Subito Innocenzo XI si applicò turchi, ed altri infedeli, nove mi-
con ogni industria e premura a lioni e mezzo di scudi romani ,

procurare la pace generale della de'quali pagava annualmente i frut-


guerra che v'era fra i principi cri- ti, cioè qualtrocentomila scudi.
, ,,

78 cos COS
Sotto il comando dunque del re santo Padre nuovi aiuti di cento-
di Polonia Giovanni III, e del du- mila scudi all'imperatore, ed altret-
ca di Lorena Carlo IV le truppe tanti al re di Polonia, esortandoli

cattoliche ai 12 settembre attacca- a seguitar una guerra così glorio-

rono duecentocinquantamila turchi sa al nome cristiano, e a non desi-

i quali fin dai i4 luglio assediava- stere dalla lega contratta, nella qua-
no la città suddetta di Vienna, e le per le sue premurose industrie
ne fece sì gran macello, che appena ottenne che vi enti'asse ancora la

si poterono salvare trenta mila di repubblica di Venezia ai 5 marzo


essi, laddove i cattolici non perdette- 1 684. I capitoli di questa alleanza

ro che tremila tedeschi, e ottocento giunti in Roma, furono giurati nel-


polacchi. Delle spoglie rimaste a' vin- le mani Padre dai Cardi-
del santo
citori, il Sobieski inviò lo stendar- nali Barberini, Pio, ed Ottoboni, che
do dello stesso Maometto al giubi- rappresentavano le tre potenze di
lante Pontefice, il quale lo ricevet- questa lega, alla quale Innocenzo XI
te nella cappella papale che tenne spedì nuovamentei685 buona nel
ai 29 settembre, in ringraziamento quantità di denaro. Nell'anno 1686
al Dio degli eserciti per questa il 2 settembre fu giorno memoran-
•vittoria. Sospese il Pontefice quel do per la presa fatta ai turchi di
trofeo nel vaticano, e ricompensò Buda.
le prodezze del re polacco, collo Imitatore dello zelo d'Innocen-
stocco e berrettone da lui benedetti; zo XI , fu Papa Alessandro Vili
le quali insegne si sogliono man- Ottoboni j veneziano , poiché con
dare soltanto a'generali, e principi cinque sue galere, con due altre,
benemeriti della repubblica cri- che prese a nolo dalla repub-
stiana. bhca di Genova , e con due mila
Innocenzo XI, che alla protezio- fanti prestò soccorso a' veneziani
ne di Maria Vergine attribuì sì in- suoi nella guerra contro il turco.
signe \iLtoria, ordinò, che si cele- E di fatti pei vantaggi riportati
brasse per tutta la Chiesa la festa tal commozione si produsse in Co-
del nome di Maria nella domenica stantinopoli , che1687 fino dal
fra l'ottava della sua natività, che Maometto IV si a vide costretto
fu appunto il giorno nel quale, ai cedere la sovranità a Solimano III
12 settembre i683, coU'accennata suo minor fratello, che per soli tre
sconfitta, fu abbattuto l'orgoglio ot- anni la ritenne, succedendogli Acmet
tomano. Su questa materia si può II, terzogenito d' Ibraimo. Così ai
consultare il già citato Domenico IO agosto 1690 riuscì agli stessi
Bernini nelle Memorie isloviclie di veneziani di prendere la città di
ciò che hanno operato i sommi Pon- Napoli di Malvasia, e la Vallona,
tefici nelle guerre contro i turchi ragguardevole fortezza dell'Albania,
dal primo passaggio di questi in onde Alessandro Vili inviò lo stoc-
Europa 16845 stampate
fino al co ed il berrettone benedetti al
in Roma i685. Il Papa fece
nel doge di Venezia Moi'osini e con- ,

pure battere una moneta del valo- cesse alla repubblica il diritto di
re di uno scudo coll'epigrafe, dex- nominare gli arcivescovi, ed i ve-
TERA TUA, DOMINE, PERCUSSIT INIMI- scovi delle città da essa conquistate,
cus 5 e non contento di ciò spedì il e prese a' turchi.
,, ,,

cos COS 79
Correndo l'anno 1694, il Pon- rorc, che non trovando
scam- essi

tefice Innocenzo XII, Pignattelli po alcuno, tentarono di passare a


napolitano, soroministrò copiosi sus- nuoto il fiume, dove la maggior
sidii all'imperatore Leopoldo
I, ed parte trovò la morte, cui cer-
ai ch'erano in guerra
veneziani, cava piuttosto che scansare con
col turco, aggiugnendo ad essi l'aiu- una fuga vergognosa. Piestarono
to delle sue galere, e di quelle dei trentamila fra uccisi ed annegati
cavalieri di INIalta. Ali" arrivo di ne' quali si contarono il primo gran
queste, parti la flotta veneta alla visir, 1' Agà de' giannizzeri , e di-
volta di Scio, dove fece lo sbarco ciassette pascià, mentre il sultano
agli 8 di settembre, ed accampati Mustafà II, che nella notte prece-
i cristiani intorno alla capitale del- dente, per timore avea ripassato il

l'isola, dopo l'assedio di otto gior- fiume, accompagnato da poca ca-


ni se ne impadronirono, come fe- valleria, si ritirò precipitosamente
cero poscia di alcune altre isole a Belgrado ; settanladue cannoni
dell'Arcipelago. Il Papa, consolato restarono in potere degli austriaci,
da questa nuova rese pubbliche , con sei mila carri di munizioni da
grazie al Dio degli eserciti. Indi bocca, e da gueiTa, ed ottantasei
nel 1695 morì Acmet II, e gli fra bandiere, e cornette. Questa
successe il nipote JMustafà II, pri- segnalatissima vittoria fu per tutti
mogenito di Maometto IV, che ri- i cristiani cagione di somma al-

portò alcuni vantaggi nella Tran- legrezza, massime perchè soli mille
silvania. fedeli perirono, ed altrettanti fu-
Innocenzo XII andava soccor- rono i feriti. Innocenzo XII ne fu
rendo con paterna generosità , a estremamente sensibile, ond'egli in
misura del suo zelo, e delle sue ringraziamento a Dio, ordinò pub-
forze,Y imperatore ed i veneziani bliche preci nel mondo cattolico
impegnati nella guerra cogli otto- si teneramente coli' impe-
consolò
mani. Questi ultimi nel 1697 eb- ratore Leopoldo I, a cui scrisse
bero una totale sconfitta dalle armi lettera di proprio pugno, e lo esor-
imperiali, maggiore di quella già lò a guerreggiare con animo co-
sofferta. nel 1692 a Petervaradino. stante per la gloria del Signore.
Il principe Eugenio di Savoja Più che mai procurò il zelante
conte di Soissons, uno de' più ri- Pontefice di esortare alla pace i

nomati generali cesarei , con un gabinetti cristiani, ed ebbe la con-


corpo di ijuarantacinque mila uo- solazione di vederla per le sue pre-
mini ben agguerriti, marciò contro Ciure concili usa, celebrandosi nel
il sultano Musfafà II, che forte- 1697 i trattati di pace di Riswick
mente si era trincicrato, sulla riva ncll" Olanda, tra l'imperatore, il re
del fiume Tihisco. Riconosciuta dal di Francia Luigi W\
Carlo II di ,

principe Eugenio la situazione del Spagna, e le altre potenze interes-


nemico, alle ore 20 degli i set- f sale, e in Carlowitz nell'Ungheria
tembre, l'attaccò con tal coraggio, a' 26 gennaio 1699 fra cristiani, i

n destrezza, die superata la prinui, ed i turchi. Per questa nuova il


indi la seconda trincieia, enivò nel santo Padre rese pubbliche grazie
campo de' lurclii , cui inleranienle al Dio delie misoicordie, e coman-

lovcsciò, ed incalzò con tanto fu dò che per Ire sere si facessero se-
8o COS COS
gni di gioia in Pioma, e nelle pvl- gota, per avere da lui la protezio-

iTiarie città dello stato. A INIauro- ne contro le continue molestie, che


cordato riuscì di stabilire quattro ricevevano da' maomettani, senza
trattati fra le potenze, e la Subli- che però imperatore ces-
lo stesso

me Porta ; si firmò da questa la sasse di continuareil suo patroci-

tregua colla Russia, coli' impero nio. Quindi nel 170G, a Giuseppe
germanico , e col re di Polonia ,
I, figlio e successore di Leopoldo
lasciando al primo la Transilvania, I, al re di Francia Luigi XIV, e
meno Temeswar, e rettificando i al marchese di Ferrici di luiam-
confini della Schiavonia, restituen- basciatore in Costantinopoli, racco-
do al secondo la Podolia, e 1' U- mandò Clemente XI con particolar
krania. I veneziani ebbero la peni- zelo , la loro protezione verso i

sola di INIorea, ritornando alla Porta missionari di Propaganda, verso i


i luoghi di terraferma; ma per lo cristiani vessati nella Turchia e ,

smembramento di tante provincie verso i reliciosi


o che in Gerusalem-
turche, scoppiò vma rivoluzione a me avevano la custodia del santo
Costantinopoli , che privò del so- sepolcro.
glio Mustafà II, ed in vece vi fu Temendosi, nel 1708, che l'ap-
esaltato Acinet III suo fratello nel- parecchio militare dell' imperatore
l'anno 1703. Da quest'epoca co- de' turchi Acmet III, potesse essere
mincia la decadenza della colossale indirizzato contra l' isola di Malta,
monarchia ottomana, alla quale il santo Padre spedi subito al gran
cooperò Acmet III colle sue inau- maestro Perellos quattro galere ben
dite crudeltà. corredate, con quattrocento soldati,
Se mai i sagri elettori poterono comandati dal cavalier BVancesco
gloriarsi di aver scelto \ui Ponte- Ferretti priore d' Inghilterra, oltre
fice a piacere di tutto il mondo ,
alle galere che gli avea procurato
fu certamente nell' elezione di Cle- dalla repubblica di Genova, e dal
mente XI, Albani, Urbino su- d' , gran duca di Toscana ; ma avvisò
blimato al trix-egno a' 28 novem- il gran maestro, che a tutto questo

bre 1700, nel tempo il più bur- soccorso dovrebbe esso aggiungere
rascoso per l'Europa stante la suc- tutte le forze dell' ordine suo, per
cessione al trono di Spagna. Sen- andare unite alla difesa di qualun-
za pailare del cristianesimo, alla que altro principe cattolico, il qua-
cattedra di s. Pietro unito , il pa- le invece dell' isola di Malta, venisse
scià del Cairo, e quello dell'Egit- attaccato dall' ottomano comune ne-
to, ed il governatore della Bifinia mico. In gratitudine verso la repub-
tutti turchi di nascita, e di reli- blica di Venezia, per la mediazione
gione, non poterono dissimulare l'in- avuta nella pace fra la santa Sede,
vidia, di non essere sotto il domi- e r imperator Giuseppe I, Clemente
nio di sì compito e dotto sovrano. XI nel I 709 le prorogò il sussidio
Colle sue preghiere, primieramen- delle decime ecclesiastiche, già con-
te Clemente XI ottenne dall' im- cesso da Innocenzo XII, aflinchè si
peratore Leopoldo I che la re- , impiegasse contro il turco, ove da
pubblica di Ragusa lasciasse di pa- questo qualche stato cattolico fosse
gargli l'annuo tributo di cinque- assalito colle armi.
cento ungheri, a cui si era obbli- Sempre più insolenti si rendevano
cos COS 81
i turchi per le vittorie riportate Padre si raccomandò con molta
con Carlo II re di Svezia sui russi, premura. Giovanni V re di Porto-
onde il czar Pietro I, il Grande^ cor- gallo spedì sei navi di linea, e sei
ruppe il gran visir a segnar la pace, altre minori, pel qual soccorso il

ed avevano preso turchi di mira gli


i Pontefice gli prorogò il sussidio nel
stati austriaci, la distruzione della re- 1
7 12 concesso al Portogallo, ed un
pubblica veneta, e quella di Roma, altro ne accordò a quel monarca
capitale del cristianesimo. A questo di un milione di crociati, coli' au-
fine erasi anzi esibito il perfido torità della bolla, Cum carissimns,
marchese di Langallerie, rinnegato data agli 8 agosto 1716, sopra i

francese, al sultano Acmet III. II frutti de' beni ecclesiastici del suo
santo Padre, affine di scansare tanto regno. Lo stesso aiuto mandò di
danno alla religione cattolica, avea nuovo neir anno seguente sotto il
pubblicato a'3i maggio 17 15, me- comando di Lobo Furlado de Men-
diante la costituzione, Ubi primusj doza, col quale rallegrossi il santo
riportata nel tomo XI del loollario, Padre con gentili espressioni, per
un giubileo universale straordinario, la vittoria ottenuta nel mare Egeo,
ed un altro agli 8 ottobre, come mercè il valore principalmente dei
dalla costituzione, Ciim nos^ con portoghesi. Cosimo III gi'an duca
indulgenza plenaria a tutti quelli, di Toscana inviò quattro galere,
che intervenissero alle processioni, per cui Clemente XI con breve lo
che dai vescovi ordinerebbero per
si ringraziò, e due ne diede la repub-
due giorni nelle loro diocesi, o fa- blica di Genova. Tutti questi navi-
cessero altre opere di pietà da lui gli si unirono all' armata veneziana

prescritte. Per ottenere ancora gli in Malta. Per questa spedizione im-
aiuti umani, non trascurò ogni di- pose il Papa sul clero d'Italia una
ligenza, e nel 17 16, in cui i turchi imposizione di cinque anni del sei
assediavano Corfìi, isola nel mare per cento sopia i benefizi ecclesia-
Jonio appartenente a' veneziani, il stici : domandò ancora sussidio dai
detto Pontefice ottenne da' principi vescovi di Portogallo, e di Spagna,
cristiani la sagra lega iu soccorso oltre a quello, che in mezzo alle
de' vetreziani stessi, ai quali gli ot- sue angustie potè somministrare la
tomani aveano ritolto nella Morea camera apostolicaj ed il sagro Col-
in un mese, quanto in parecchi anni legio. Anzi, per poter maggiormente
avevano conquistato a forza di e- facilitare a' veneziani il comodo del-
sorbitanti spese, e di non minori le reclute, avea dichiarato e pro-
militari fatiche. messo con editto de' 12 ottobre
Per parte sua spedi il Papa due 17 15, che i banditi dallo stato
galere, e due navi, oltre a cinque ecclesiastico per delitti, i quali non
altre che prese a nolo, e consegnò fossero di lesa maestà, parricidio, e
al comando de' cavalieri di JMalta, pubblica Grassazione, potessero ar-
Per quel nolo prese egli in prestito ruolarsi co' veneziani in questa guer-
trecentomila scudi da pagarsi dalla ra, al qual fine diede il nome lo-
fabbrica di s. Pietro. Il re di Spa- ro al nunzio di V^enezia, con patto
gna Filippo V
inviò quattro galere, che, terminata la campagna, restas-
e sei navi di linea, sotto il comando sero interamente liberi, e potessero
del marchese Mari, al quale il santo ritornare alle proprie case.
VOI.. x\in. 6
82 COS COS
Era però necessario che l' impe- prode generale attaccò duecento
ratore Carlo VI, dall'altra parte mila turchi, e a' 5 agusto 1716,
si unisse ancora alla sagra lega, per cioè nel giorno stesso in cui l'otti-

assalire i turchi per terra, come mo Clemente XI faceva in Roma


fin dall'anno 171 3 lo esortava una processione di penitenza pel
Clemente XI con replicate lettere, buon successo delle armi cristiane,
uguali a quelle che a molti prin- li sconfisse colla perdita di trenta-
cipi aveva dirette ; indi per non ciuquemila di essi, fra'quali il visir,

lasciar intentate le maggiori dili- e quindici pascià, restando in potere


genze, chiamò dall' arcivescovato di de' vincitori, centottanta cannoni di
Benevento, ai17 16, il16 gennaio bronzo, altrettante insegne, la cassa
Cardinal Orsini, poi Papa Benedet- militare, e tutte le tende, mentre
to XIII, per mandarlo a Vienna dall'altra parte tutto l'esercito im-
col titolo di legato a Intere. Ma periale perdette 384© fanti, e 2264
Cesare non si risolveva a dichiarar cavalli , come scrisse il gesuita
la guei'ra al turco, per timore che Guido Ferrari, De rebus geslis Ea-
il re di Spagna si approfittasse di genii principis a Sahaudia Bello
questa occasione affine d'investire Pannonico libri Ires, Romae ex typog.
gli slati eh' egli possedeva in Italia. Mainardi i747- S' gran terrore
Riuscì tuttavia al Pontefice colle cagionò questa vittoria agl'infedeli,
sue caldissime preghiere, di otteneie che precipitosamente fuggendo, le-
dal re Filippo V una decisa, e varono tosto l'assedio all'isola di
chiara promessa, che non avrebbe Corfù. Il sauto Padre, che in que-

molestato alcune delle sopraddette sta impresa aveva avuta la prima


possessioni, mentre l'imperatore fos- parte, restò penetrato di gioia. In
se occupato nella guerra cogli ot- compenso poi di quattro bandiere
tomani: onde il Papa sicuro di tal turchesche, cioè due code di cavallo,
dichiarazione, potè restar con Cesa- una bandiera, ed un principale sten-
re mallevadore sul suo timore. Con dardo, inviategli dall'imperatore Car-
questo annunzio entrò 1'
Augusto lo VI, ne mandò due alla santa
nella lega co' veneziani, e tosto di- casa di Loreto, e due alia basilica
chiarò la guerra ai turchi, per di s. Maria Maggiore, per essere
l'aiuto della quale il santo Padre gli stata ottenuta la vittoria nel gior-
concesse le decime ecclesiastiche per no medesimo, che in essa si cele-
tre anni negli stati austriaci, come brava la memoria della prodigiosa
altresì nel ducato di Milano, e nel neve, la quale diede origine a quel
regno di Napoli come dominii im- sagro tempio ; e per rimeritare il

periali, quelle stesse, eh' egli avea principe Eugenio, eh' egli con som-
imposto in tutta l' Italia, per cinque me lodi esaltò, gli spedì lo stoc-
anni, a ragione del sei per cento. co, e il berrettone da sé benedetti.
Sotto il comando del principe Col solito suo zelo, ed efficacia,
Eugenio, il quale solo valeva quan- seguitò Clemente XI nell'anno 17 17
to un altro esercitOj mercè la pe- a procurar nuovi rinforzi alla ar-
rizia rbilitare, ed il valore di cui mata cristiana, per la quale con-
era fornito, partì l'esercito impe- cesse a' veneziani il nuovo sussidio
riale di ottantamila uomini. Presso di centomila scudi di beni ecclesia-
a Petervaradiuo nell' Ungheria, il stici. Dall' altra parte il principe
,

cos COS 83
Eugenio mise l'assedio all' impor- to il re Filippo V a farla ancora
tante fortezza di Belgrado, di cui all' imperatore Carlo VI, non ostan-
s' impadrom a' dopo aver
17 agosto, te lapromessa da quello fatta al
ottenuta nel giorno precedente una Papa di non assalirlo colie armi,
compita vittoria sul campo dei finché fosse in guerra col tuno,
turchi, per la qual nuova il santo venne istituito il processo da una
Padre colmo d' allegrezza, interven- congregazione di sedici Cardinali.
ne sul momento ad un solenne Te Intanto fu esiliato dalla Spagna ,

Deum ordinato uel Vaticano, che e fuggito tra mille pericoli di vita
fu seguito per tre giorni con fuochi in Genova, ed arrestato in Sestri,
di gioia. Frattanto facendosi dal re per la morte di Clemente XI fu
di Spagna Filippo V T apparecchio invitato nel 1721 al conclave, in cui
militare, che ognuno credeva desti- venne eletto Innocenzo XIII, Con-
nato all' oppressione del gran si- ti, romano, il quale benignamente
gnore Acmet HI, come il Papa gli perdonò.
istantemente ne lo avea pregato, Più d'una volta Clemente XI
contro la data promessa, fece assa- tentò di riunir la chiesa greca col-
lire in vece gli stati di Carlo VI, la latina, ma il maggior ostacolo ,

il quale sdegnato si rivolse contro che si troverà sempre a questa


l' innocente Pontefice, che risentitosi unione, consiste in ciò, che greci i

col re di Spagna, gli sospese gli >»cismatici dell' Asia quasi tutti si
emolumenti della bolla della cro- trovano sotto il dominio del graa
ciata, concessi per far la gueria agli signore de' turchi, il quale introniz-
ottomani; ma stante il grave dan- zandoli nelle loro sedie, ne ricava
no, che perciò ne veniva al re spa- una grossa entrata , per la tas-
gnuolo, Clemente XI nel 1720 ri- sa delle borse di piastie turche
vocò la sospensione per istimolare che a ciascuno di essi impone, per
quel monarca a rivoltar contro i metterli in possesso delle loro chie-
saraceni il prodotto, che ne' suoi se. Clemente XI accarezzò molto i

regni sene ricavava a benefizio della greci, accrebbe le rendite del col-
religione. Filippo V di fatti liberò legio, che hanno in Roma, ed ag-
Ceuta, -Pamosa fortezza nella punta giunse al collegio di Propaganda
dell' Africa, dal continuo assedio di la dote di due giovani greci del-
ventlsei anni, e in diverse battaglie l'Epiro, che vi potessero fare i lo-
sconfisse i nemici della nostra fede, ro studi, per essere poi utili a' cri-
coir acquisto di molti spogli, dei stiani nelle parti degl' infedeli.
quali inviò al Pontefice alcune ban- ^Nell'anno 1722 l'imperatore dei
diere, con lettera di regio pugno. turchi Acmet III faceva grandi pre-
Al Cardinal Alberoni piacentino, parativi di guerra, e già nel mese
primo ministro di Spagna, di som- di giugno SI vedeano sulla costa di
ma autorità, gran politico, intra- Malta due squadre, che il gran
prendente, ed ambizioso, pel sospet- maestro Vigliena temeva dove&sero
to di aver cagionata la rottura andare a scaiicarsi sopra quell'iso-
della corte di Spagna con quella la. Con questo timore ricorse egli
di Pioma, di aver trattato co'turchi al padre comune del cristianesimo
e cogli eretici perchè muovessero la Innocenzo XIII, il quale pronta-
gueira a' cattolici, e di avei indot- nieutc si applicò ad implorare l aiu-
2

84 COS COS
to celeste per mezzo di un giubi- ij3i ricuperò la piazza di Orano
leo, cui a' 1 luglio pubblicò io nella costa d'Africa difesa da venti
Roma per tre giorni, e nello stesso mila turchi, per cui Clemente XII
tempo procurò, che i principi catto- per .sì lieto avvenimento, assistè
lici si collegassero in soccorso dei nella chiesa nazionale degli spagnuo-
cavalieri gerosolimitani. Nel conci- li io Roma al Te Dcuin, che ven-
storo de' i6 settembre esortò con ne cantato in rendimento di grazie
efficacia i Cardinali ad aiutarli an- al Dio degli eserciti, e poi ordinò

ch'essi con denaro, ed egli fu il i fuochi di allegrezza per tre gior-


primo a darne l'esempio, colla ri- ni nella città. Gran contentezza pro-
messa che fece a quei cavalieri di vò questo Pontefice nel veder pre-
diecimila scudi della camera , ed sentato a' suoi piedi nel lySS Mul-
altri diecimila della sua borsa pri- ci Abdar-Rahman, nipote del re
vata, quantunque sieno limitatissi- di Marocco, venuto a Roma per
me le rendite de' Papi. Questo pie- abiurare il maomettanismo, ed ab-
toso uffizio fu imitato da gran par- bracciare la cattolica religione. Do-
te del sagro Collegio,onde per ta- po essere bene istruito in questa,
le generosità giunsero da Roma a' 1 6 marzo venne solennemente
nelle mani del gran maestro piìi battezzato in s. Pietro dal Cardi-
di cento mila scudi, che non fu nal Guadagni vicario di Roma^ ed
duopo impiegare contro il turco, ebbe il nome di d. Lorenzo Bar-
peichè non mosse la guerra ai cat- tolommeo. Fu tenuto al .sagro fonte
tolici. Dipoi Acmet HI rivolse le dal duca d. Bartolommeo Corsini, a
sue armi contro la Persia, ma il nome del Papa suo zio, il quale
valore di Tliamas Koulikan seppe assegnò al principe africano una
respingere turchi, che sollevati in
i pensione di cento scudi al mese,
Coslanlinopoli, obbligarono Acmet cui egli con esemplarissima condot-
III y cedine il comando a IMah- ta godette sino agli i i febbraio
moud I, il quale in mezzo alle ri- 1789, nel qual anno piamente mo-
voluzioni de'suoi, che volevano il rì. Fu sepolto nella chiesa di s.

governo oligarchico, o democratico, Andrea delle Fratte, ove oggi se ne


per difendersi dalla Persia e dalla vede il deposito con gloriosa iscri-
Russia dovette suscitare le forze del zione.
Mogol, imponendogli anco i russi. Benedetto XIV, a' 16 .settembre
Ad un eunuco negro Rislar Agà, 1743, colla costituzione Quoniani,
si dovette la salvezza dell'impero, per le istanze del gran maestro di
essendo decretato dagl' imperatori IMalta, concesse parecchie indul-
Carlo VI germanico, e da quello di genze, e molti privilegi ancora nel-
Russia il suo rovesciamento. Qnel- la foima della bolla della crociala,
l'ahiU: Kislar riportando vantaggi tanto a' religiosi cavalieri dell Or-
Bella Bosnia, riprendendo nel I73q dine, quanto a'sudditi abitanti nel-
Belgrado, e difendendosi dai russi, le isole di Malta, e Gozzo, al me-
e dai persiani, divenuti formidabi- desimo gran maestro .soggette , af-
li, riparò all'estremo disastro. finchè somministrassero qualche som-
Intanto aiutando Papa Clemente ma di denaro, o altro sussidio al-
Xn, llorenlino, il re di Spagna l'Ordine per la guerra perpetua
Filippo Y, questi il primo luglio contro gl'infedeli. Indi nel i744>
cos COS %%
in virlìx della costituzione Quod Però nell'anno 1783 la Crimea
Proi'inciale, presso il tomo XIX del si dovette cedere a' russi, e conti-
^o//t/no. Benedetto XIV ordinò che nuando essi con vantaggio la guer-
ì nomi maomettani non si mettes- ra insieme all'Austria, Acmet IV
sero a' bambini cristiani, come già fu avvelenato perchè propendeva
avea prescritto nel lyoS il concilio alla pace. Selim IH, figlio di I\Iu-
provinciale dell'Albania, approvato stafà III, e nipote di Acmet IV
da Clemente XI. Con un breve poi salì al trono, e si alleò colla Prus-
diretto a monsignor Lercari, segre- sia, l'Inghilterra, e l'Olanda, ge-
tario della Propaganda Urbem An- losi degli austro-russi, e nel 1791
libarurn, spedito a' 9 mai^o lySo,, venne celebrata la pace.
che si legge nel tomo XVII I del Scoppiala la rivoluzione fiance-
Bollano, il Papa rispose a' dubbi se, anche Selim III la vide fermen-
proposti dall'arcivescovo di Anliba- tare ne' turchi. Bona parte si recò
ri, circa i beni ecclesiastici ritenu- nell'Egitto, ma nel 1802 si rista-
ti in quelle parti, o dagli infedeli, bilì l'armonia fra la Francia, e la
o da' ma
siccome non si
cristiani: Turchia, e Selim III si diede a
potevano evitare grandi mali quan- rifonnar l'amministrazione, ed or-
do i possessori
fossero costretti a dinò un corpo di truppe all' eu-
con altro simile bre-
restituirli, egli ropea. Lacerato l'impero ottomano
ve Cuni Encyclicas, spedito a' 2 da' ribelli, Selim III fu deposto, e
marzo 1754, permise, che i vesco- venne proclamato Mustaftì IV, fi-

vi transigessero co' possessori de'det- glio di Abdul-Hamid, ossia Acmet


ti beni ecclesiastici, per evitare la IV 1807. Riuscì però a Bai-
nel
persecuzione de' turchi, o l'apostasia ractar di Piutchuk ,
pascià dopo
de' fedeli, dove si vedessero privati aver inutilmente tentato di lista-
de' beni, che avevano avuto per di- bilir Selim III, d'imprigionare il

ritto ereditario, o per compera con sultano Mustafà IV, ed a' 28 lu-
grandi somme. glio trono Mahmoud
1808 pose in
Mahmoud f, commendevole per II fratello del deposto, nipote di
lealtà d'animo, morì nel 1704, ed Selim III, e figlio di Acmet IV, e
il suo. fratello Osmano III governò Bairactar fu esaltato a gran visir,
pacificamente tre anni. Nel 1757 ma ben presto perì nel voler abo-
ricadde finalmente lo scettro a Mu- lire i giannizzeri facendo prima ,

stafà III, figlio di Acmet III. Il strangolare Mustafà IV colla ma-


nuovo sultano, in difesa de' polac* dre. Pieno di belle intenzioni, e di
chi, intraprese contro i russi la genio per la civilizzazione, Mah-
guerra per cui gli occuparono mol- moud II nel 1826 potè sopprime-
te piazze, ed incendiarono la flotta re le pretoriane milizie de' gianniz-
ottomana nel porto di Cismè. Mu- zeri, indi formò l'esercito all'eu-
stafà III morì nel 1778, e gli ropea, e nella micidial guerra colla
successe il fratello Acmet IV, che Piussia convenne che cedesse alcuni
si pacificò nel 1774 co' tartari, e paesi, lasciasse libera la navigazione
co' russi, a cui lasciò il libero com- del mar Nero alle potenze cristia-
mercio del mar Nero. Potè allora ne, convenisse all' esercizio libero
rivolgersi il sultano contro il pa- del culto latino, e greco, non che
scià d'Egitto, e ricuperar la Scria. a quello degli armeni , moslrandosi
86 C S cos
ne' prosperi ed avversi iiicontii de- bone, principiaronla con commcllere
gno del trono. Sotto di lui si smem- tali e tanti disordini, che la città
brò la Grecia, che si eresse in regno, di Costantinopoli in quei giorni
col sagriGzio di sanguinose guerre. presentò un desolante spettacolo di
La celebrità de' giannizzeri, la omicidii, rapine le piìi nefande, e
loro distruzione e le utili conseguen- di altre sciagure. Piccaronsi poscia
ze che questa portò all' impero del- i giannizzeri dal loro Agà per alar-
la sublime Porta sono cose che , gli la molte, come aderente a' ,^/-
rendono indispensabile un breve cen- zami Gedid (cioè nuove milizie).
no sul clamoroso fatto, che segna L' Agà gettandosi dalla finestra po-
un' epoca assai importante nella tè salvarsi, ma il suo luogotenente,
storia ottomana. Questi militari, il figlio, e le donne vennero truci-
sebbene fossero stati istituiti, come date barbaramente.
si disse di sopra, per la più valida Avvisato il sultano Mahmoud lì
difesa dei sovrani ottomani, e della di tuttociò , e mentre era alla
loro monarchia, avendo poscia ab- villeggiatura^ tosto si recò in città
bandonata primiera disciplina, e
la accompagnato da un pascià coman-
subordinazione, non formavano che dante il canale del Bosforo colle
una potente fazione militare, in- sue truppe numerose, e fedeli. Inol-
tenta solo a far nascere il di.sordi- tre volle intorno a sé i ministri, i

ne, e le rivolte nell' istesso impero. muffi, e gli ulema; fece all'istante
I visir, i primari ministri, ed an- esporre lo stendardo di Maometto,
che i sultani, come si è detto, e mandò gli araldi per tutte le
sj)esso erano sagrifjcati alle ingiu- contrade di Costantinopoli per
,

ste pretensioni arroganti, ed ai ca- chiamare sotto di esso i fedeli se-


pricci di questa sfrenata truppa. guaci di Maometto alla difesa del
Avendo dunque il sultano Mah- minacciato trono. Anche dai ribelli
lìioud II organizzata la milizia sul giannizzeri furono spediti araldi ban-
sistema europeo, seguendo l'esem- ditori, per radunare i loro congiu-
pio del suddetto suo predecessore rati in luogo Numerose
destinato.
Selim III di lui zio, e non volendo soldatesche, un gran numero di sud-
tuttavolta disgustare i giannizzeri, diti, e tutti i cannonieri corsero
aveva permesso anche a questi di subito presso il sultano, che in bre-
entrare ne' nuovi corpi di milizie, ve tempo raccolse neW Ippodromo
rilasciando e conservando loro gli una forza formidabile ed imponen-
emolumenti, e vantaggi che gode- te, come ]jen disposta a secondar-
vano. I giannizzeri sulle prime si lo, ed egli stava sotto il padiglio-
mostrarono contenti di queste dis- ne collo stendardo in mano. Fece
posizioni del loro sovrano, ma non allora Mahmoud II intimare ai
andò guari, che ridestatasi in loro livoltosi di deporre prontamente
r antica insubordinazione, mostra- le armi; ma i giannizzeri invece
ronsi disgustati, e quindi si mosse- ardirono chiedere le teste di set-
ro a congiura. Per segnale del loro te de' principali dell' iniptMo ot-
malcontento, a seconda del costu- tomano. Non essendo possibile di
me, posero le marmitte (venerate pacificare siffatta milizia senza usa-
da loro) rovesciate alla porta del re la forza, il loro Agà si finse del
serraglio, e dando mano alla ribel- medesimo partito ed opinione, e
.

e OS COS 87
simnlatamente gli riuscì a persua- dente e crudele avvenimento, die-
derli di rinchiudersi nelle loro glan- de tutta la libertà alla sublime
di caserme poste nello stesso Ippo- Porta, ed al sultano, d'intrapren-
dromo. Appena ribelli vi si rin- i dere molte riforme.
chiusero, il sultano comandò, che Progredendo nella civilizzazione
le caserme fossero investite
stesse Mahmoud II, per avvicinarsi sem-
dalle artiglierie; laonde subito la pre più nelle amichevoli relazioni
mitraglia scoppiò da piìi bocche co'sovrani d'Europa, a'principali di
di cannone. Ordinò ancora il sul- essi inviò i suoi ambasciatori, uno
tano che si desse fuoco alle me- de' quali Ahmed Fethi pascià, che
desime caserme, e si uccidesse chi poi sposò una figlia del sultano ,

voleva salvarsi. Tutto fu esattamen- ambasciatore straordinario della su-


te ed energicamente eseguito per blime porta presso Luigi Filippo
opera di detto Agà, non meno che re de' francesi, passando nel i838
di altri ministri. In tal modo pe- per Roma capitale del mondo cat-
rirono nelle fiamme, e furono ta- tolico, tratto dal nome che tanto
gliati a pezzi anche i più valorosi, venerato risuona nell'oriente del
che inutilmente opposero la più regnante Pontefice Gregorio XVI,
coraggiosa resistenza. La carnificina domandò, ed ottenne di umiliargli
cessò colla morte di tutti i facinoi'o- i suoi omaggi a' \i giugno nel pa-
si, calcolandosi a venti mila le vit- lazzo vaticano, ed benigna oltre a
time di questa ribeUione, in un sol accoglienza, il Papa
d'una lo regalò
giorno, che per gli abitanti di Co- scattola di lapislazzuli con mosaico
stantinopoli fu giorno di orrore, e rappresentante il sontuoso edilizio
spavento indiscrivibile, e sarà ram- del Panteon, e d'una medaglia di
mentato per molti secoli, non sen- argento del museo Etrusco Grego-
za raccapriccio. riano, raccomandando alla sua pro-
Altri sessanta mila giannizzeri tezione presso il gran signore , la
fui'ono espulsi in Asia, dei quali continuazione del patrocinio che ac-
circa quarantamila furono messi a corda a' cattolici nel suo impero.
morte in quella regione in termi- Fethi pascià si fece ammirare in
ne di -pochi giorni. I cadaveri di Roma come altrove, per la sua col-
quelli periti in Costantinopoli, ga- tura, e per la sua sagacità, ed a-
leggiavano sul Bosforo, facendo un more alle arti.
triste quadro di quel delizioso luo- A' 26 settembre del medesimo
go, ed impedivano pel loro nume- anno i838 Reschid pascià, mi-
ro , il passaggio alle barchette. nistro degli affari stranieri della
Quindi con decreto di Mahmoud Sublime Porta, arrivò a Civitavec-
li dichiarò per sempre sciolta e chia sopra un battello a vapore
abolita la milizia dei giannizzeri ottomano, per andare ambascia-
Il loro nome fu maledetto; si de- tore straordinario presso la corte
molirono mausolei, ed altri mar-
i della regina della Gran Brettagna
morei monumenti esistenti ad ono- Vittoria, si recò appositamente
e
re di alcun giannizzero nei campi a Roma per ossequiare il lodato
,

sepolcrali , sui quali fosse stato somtno Pontefice Gregorio XVI, e


scolpito qualunque nome e stemma nel dì 28 settembre ebbe l'onore,
di delta milizia. Questo sorpren- co' suoi tre figli, e seguito di esse-
,

88 COS cos
re ricevuto in parlicolar udienza gie, che celebrano il traforo del mon-
da sua Santità, nel palazzo quiri- ed il museo Etrusco, am-
te Catillo,

nale, pronunziando in francese il bedue opere dello stesso Pontefi-


seguente tradotto discorso. ce, e regalò ai tre figli del Reis Ef-
>} Sua altezza il sultano Mah- fendi, ed agli individui del suo
>i nioud II ha appreso con grande seguito altrettanti mosaici ; ed al
>' soddisfazione la benevola acco- segretario, di nazione francese, Giu-
t> glienza, che vostra Santità ha seppe Cor, di religione cattolica, da
» fatto al suo ambasciatore presso parte donò un crocefisso, ed una
i> la corte di Francia. Io sono fe- corona muniti dell'apostolica bene-
» lice di avere occasione di espri- dizione del Pontefice, che con com-
>'. merle questi sentimenti del mio mozione intese da questo il libero
*> augusto signore, esercizio de' suoi religiosi doveri
» Spero che questi primi rap- pei quali mai fu molestato dagli ot-
» porti, creati dalla somma corte- tomani. Il Cardinal Mezzofanti , bo-
« sia, e dallo spirilo di amabile lognese , celebre poliglotta, si trovò
> compiacenza delia Santità vostra, in porpora presente a questa udienza
>' saranno seguiti da altre relazio- chiamatovi dal santo Padre, e vi fu
'•- ni quanto utili, altrettanto ag- interprete dei sentimenti, che vi si
> gradevoli alla santa Stde, e al- cambiarono dall'una, e dall'altra
« r impero ottomano. parte , come lo era stato neh' u-
Il santo Padre rispose a questo dienza accordata ad Ahmed Felhi
tliscorso ne' termini i più graziosi, pascià.
e nulla omise per dimostrare al La conferenza che posteriormen-
pascià quanto valutasse , e quanto te il pascià ebbe col Cardinal Lam-
contasse sulla giustizia imparziale, bruschini segretario di stato, si ag-
onde il sultano INIahmoud II gua- girò presso a poco sugli stessi og-
rentisce i cattolici dimoranti nel getti, e riuscì egualmente di vicen-
suo vasto impero, e sulla precisio- devole loro soddisfazione. Giunto
ne, onde i voleri dell' Altezza sua R.eschild Pascià alla propria abita-
vengono anche in questa parte se- zione, esortò i suoi tre figli a te-
condati dal Reis Elfendi Reschild ner ben conservati i ,tre mosaici
pascià. La Santità sua non lasciò donati dal Papa, affinchè un gior-
d' impegnare sempre più Reschid no ricordassero che li avevano ri-
pascià, ad assistere i cattolici pres- cevuti per singoiar bontà del roma-
so il suo signore, al quale lo pregò no Pontefice. Reschild Pascià si fe-
di raccomandarli nuovamente, e cal- ce in Roma ammirare da tutti per
damente in suo nome. Il pascià la disinvoltura de'suoi modi sem-
si mostrò penetrato della graziosa pre egualmente gentili e scevri ,

accoglienza di cui sua Santità l'ono- di affettazione, non che per l'accor-
rò, e promise di volerne eseguire con gimento, e coltura di spirito che
elìJcacia, e soddisfazione, le rispet- dispiegò nel suo conversare, e nel-
tabili brame.
Quindi il santo Pa- le sue 11 prefato Car-
osservazioni.
dre donò al pascià una scattola di dinal ebbe l'occasione
INIezzofanti
malaghita, con mosaico rappresen- di valutarne più che altri l'erudizio-
lante egualmente il Pantheon, e due ne, allorché ne fu visitato: la let-
medaglie di argento colla sua effi- teratura orientale fornì in fatti ma-
cos COS 89
leria di erudita conversazione, nella tefice, e Mehemet Ali viceré di
quale il dotto porporato fu ben con- Egitto, per la ^Sublime Porta, si par-
tento di essersi intrattenuto col di- lerà all'articolo Egitto (^Vedi).

stinto ottomano. I detti tre figli del Al presente regna in Costanti-


Pascià ispirano più vivo interesse
il nopoli il sultano Abdul - Medjd-
per la educazione raffinata e per ,
Ran nato nell'anno 1823, che suc-
la vivacità contenuta ne'iL;iusti limi- cesse nell'impero a suo padre INIah-

li, danno saggio. Durante la


di cui mud II il primo luglio )83t), prin-

breve dimora in Roma, il Reis cipe amabile e d'un carattere com-


Effendi, come prima di lui Fethi passionevole verso i suoi sudditi.
Pascià, fu assistito dal rev. p. Ar- La promessa dal suo padre fatta
senio-Angiaralijan procuratore del- ad Ahmed Fethi pascià, di cui si

l'abate generale de'monaci Antonia- fece di sopi'a menzione con lode, si


ni di s. Gregorio Illuminatore, al adempì da lui dando la sorella Athiè,
quale sì l'uno che l'altro mostra- o Hattisce sultana per moglie al me-
rono di accordare la piìi estesa, e desimo. Animato sempi-e più dai
meritata fiducia. sentimenti di suo padre , costante-
La divina Provvidenza ne'suoi im- mente procura dinoltiare la sua
sembra vada a-
perscrutabili decreti nazione nella civilizzazione, e rendere
prendo a'turchi nuove vie per faci- felici e sicuri i suoi sudditi cristiani.
litare r eterna loro salute, per- A questo importante oggetto li 3
mettendo che al già zelante pre- novembre 1839 adunato nel luo-
fètto della congregazione di propa- go detto Giul-Hane tutta la sua
ganda, il quale tanto si adoprò per corte, i pascià, tutti grandi del i

la propagazione del vangelo nelle regno unitamente al corpo diplo-


parti infedeli, e pel ben essere del- matico delle potenze europee, e gran
l'emancipata nazione armena catto- numero di popolazione di tutte
lica, divenuto ora supremo gerarca le nazioni ; questo giovine sovrano
col nome di Gregorio XVI, fosse sapientemente pubblicò un Hatti-
riserbata la gloria pel primo fra i Scerilf, che fece leggere nella sua

romani Pontefici di ricevere due presenza. Con questa disposizione


ambasciatori ottomani della più alta egli emanò un atto che ridonda in
portata , degni della fiducia del benefizio, utilità, e sicurezza della

sultano Mahmoud II, che gli con- vita, e delle sostanze de'suoi sud-
testarono la stima , e considera- diti cristiani, che prima erano sog-
zione del loro illuminato sovrano, getti a continue, e gravissime peri-
ed i desideri che nutre di stringere pezie.
relazioni amichevoli colla veneranda
Cattedra di s. Pietro. Questo stu-
Notizie ecclesiastiche di Costantino-
pendo, e meraviglioso avvenimento
poli, e del suo patriarcato.
ha riempito d'inesprimibile gioja, e
consolazione il cristianesimo, e nel-
la storia ecclesiastica segna un'era Bisanzio, Costantinopoli, o Stam-
celebre, ed immortale, e rende in boul, città della provincia ecclesia-
eterna benedizione il nome di Gre- stica chiamata Europa nell' esarcato
gorio XVI. Delie amichevoli rela- di Tracia, secondo Commajjville, eb-
zioni contralte dui mede.'^imo l^on- be vescovi sino dal primo .secolo
(jo COS COS
della Chiesa, giacché al dire di Teo- d(^, per sua residenza, e della corte
tloieto, l'apostolo s. Paolo vi predicò imperiale come situata in mezzo
il vangelo, ovvero vel predicò l'altro air universo, e nel centro del ro-
apostolo s. Andrea, secondo il Com- mano impero, ed abbellita e nobi-
mentario greco sugli atti di quel- litata nel modo suddescritto, nel
]'apostolo composto dal p. Conibefìs,e quarto secolo, e sotto il medesimo
citato dal p. Le-Quien, come si legge Costantino, dopo aver preso la città
ììeW Oriens Chrisl. t. I, pag. logS. il di Ini nome chiamandosi Costan-

1 greci pretesero come tatto certo tinopoli, il vescovo di lui s'ebbe il

che l'apostolo s. Andrea fosse stato titolo di metropolitano. Giunta però


il primo vescovo, e gli diedero a questa città allo splendore cui la
piiicer loro de' successori, per far ridusse Costantino, ed al punto di
credere, che la propria chiesa fosse essere pareggiata con Roma, l'antica
più antica di Roma. Pro-
quella di ed illustre capitale dell' impero ro-
«lussero in appoggio uno scritto di mano, il suo arcivescovo pretese di
Doroteo vescovo di Tiro, il quale non riconoscere piìi superiore eccle-
jiomina dopo il menzionato apostolo siastico. Nel medesimo IV secolo
ventitre vescovi, che successivamente fiorì l'arcivescovo s. Paolo, già dia-
occuparono la sede di Bisanzio fino cono di questa chiesa, allorché nel
al suo tempo. È noto che tale scritto 340 Alessandro suo predecessoi-e
ili r opera d' uno che credette col morendo dopo ventitré anni di
.suo ardire imporre al pubblico, e vescovato, lo nominò a succedergli.
dare cosi qualche consistenza alle Ebbe a competitori gì' indegni am-
pretensioni della chiesa greca. Fila- biziosi Macedonio, ed Eusebio aria-
tU'.Ko fu primo vescovo di Bisan-
il no, che siffattamente il calunniarono,
zio ordinato nell' impero di Severo, da secondo di occupargli
riuscire al
e di suo figlio Antonino Caracalla, la mediante la protezione, che
sede,
cioè verso l'anno 210, e morì nel Costanzo imperatore prodigava al-
2i4; aveva egli governato la chiesa l' arianesimo. Il romano Pontefice
di Bisanzio in qualità di semplice s. Giulio I, in un concilio decretò
jirete pel corso di venti anni sotto il ristabilimento di Paolo nella sede,
il metropolitano di Eraclea. A Fi- cui per altro non potè occupare che
ladelfo successeEugenio per venti- dopo la morte dell' intruso Eusebio,
cinque anni, dal terzo anno dell'im- cioè nel 342. Allora gli ariani
jiero di Gordiano fino al 240 ed ; mossero sedizione, fecero esiliare il
ebbe per successori Rufino dal 282 santo vescovo, che morì martirizza-
al 291, e Metrofane, che alcuni sup- to, rimanendo essi padroni delia
posero fosse il vero primo vescovo chiesa di Costantinopoli, e la riten-
di Bisanzio. nero sino all'anno SyQ, quando s.

Altri dicono
che Bisanzio inco- Gregorio Nazianzeno fu eletto arci-
ninciò ad avere vescovi nel secondo vescovo di questa città.
secolo. Certo è, ch'essi erano sog- Nel secondo concilio generale
j^clti al metropolitano di Eraclea e- quivi celebrato nel 38 1, ad istanza
sarca di tutta la Tracia, il qual esten- dell'imperatore Teodosio, con l' as-
deva la sua autorità in tutte le senso del Papa s. Damaso F, fu de-
diocesi di essa. Prescelta Bisanzio posto dalla sede Massimo Cinico,
dall'imperatore Costantino, il Gran- che l'avea usurpata, e reintegrato
e OS COS f),

dal suo maestro s. Gregorio Nazinti- di Teodosio ^i\. Finalmente


II nel

zeno, che poi per amor della pace il p. Le-Quien dice, che il canone
rinunziò, e vi fu sostituito JVettario del secondo concilio generale, fu
dell' ordine senatorio, nientie gli formato dal clero di Costantinopoli,
ariani vi nominarono Marino, e e dai vescovi, che la posizione delle
Doroteo. In uno dei canoni del loro diocesi sembi'ava naturalmen-
suddetto concilio si diede all'arci- te sottomettei'e a questa chiesa. li

vescovo di Costantinopoli il primato Papa s. Leone I non volle rice-


dopo il romano Pontefice, ciò che verlo, e indusse i vescovi ed i pa-
s. Damaso I, e i suoi successori triarchi di oriente a serbare l'anti-
sino ad Innocenzo III costantemen- ca disciplina. S. Petronio d'Ales-
te disapprovarono. Dalla presidenza, sandria, e tutti i vescovi dell'Ei-itto
che sopra l vescovi e patriarchi di s opposero energicamente all' inno-
oriente ebbe nel concilio l'arcive- vazione, ed il numero degli oppo-
scovo di Costantinopoli, si ripete la sitori fu sì grande, che l'arcivescovo
origine della giurisdizione supei-iore, di Costantinopoli si vide costretto
che i pastori Costantinopolitani e- a lasciar le sue pretensioni. Di poi
sercitarono sopra la Tracia, I' Asia le chiese poco a poco si accostu-
minore, ed il Ponto. A' tempi di marono di riconoscere per patriarca
s. Gio. Grisostomo, giusta Teodo- l'arcivescovo di Costantinopoli, e
reto, Histor. lib. V, 28, gover-
e. analmente gliene venne accordato
nava questi tre distretti composti il titolo. F: il p. Le-Quien, Oricns

di ventolto provincie. Alcuni altri Clirist. ad palnarc. Constantin. e.


trovano nel decreto del concilio la 9, tom. I, p. 46 ; it('ni de palliar.
origine del patriarcato di Costanti- Alexand. t. 2, p. 33().
nopoli, ed altri, come direnif», la Il s. Pontefice Innocenzo I dichia-
riferiscono al XX\I1I canone del rò innocente, e restituì alla sede di
concilio di Calcedonia. V. il To- Costantinopoli s. Gio. Gi'isostomo
rnassi no. Disciplina della Chiesa, depostone da due conciliaboli adu-
lib. I, e. 6, pag. 11. Questo ca- nati ad istanza dell' imperatrice

none, che al vescovo di Costantino- Teodora, adirata contro il .santo,


poli accorda il primo posto dopo perchè in una sua predica decla-
quello di Roma, e immediatamente mò contro il lusso, e la vanità del-
prima dei vescovi di Alessandria, le femmine. Egli sino dal febbraio
ed Antiochia, non diminuiva però 398 n'era stato ordinato vescovo
i diritti del metropolitano di JEra- da Teofilo di Alessandria. Dopo la
clea, al quale apparteneva sempre morte dell'arcivescovo Attico fu giu-
l'ordinare il vescovo Costantinopo- dicato degno di questa sede s. Pro-
litano, come per 1' altro canto non clo di Costantinopoli; tutta volta
ne conferiva alcuno a questo secon- fu data la preferenza a Sisinnio, cui
do sulle altre diocesi. Tuttavolta si poi doveva succedere nel 4-7- ^I'*
ciedette in diritto nel secolo seguen- tro,vandosi s. Proclo arcivescovo di
te di estendere la sua giurisdizione Cizico, si elesse l'eloquente JNestor io,
sulle diocesi di Tracia, del Ponto, che nascondeva la sua ipocrisia, la
i' dell' Asia, alle quali il patriarca qnale dipoi conosciutasi, nel III
Attico aggiunse I' llliria orientale, concilio generale tenuto nell'anno
facendosela attribuire per mia legge 43 1 in Efeso, fu deposto, e furo-
9>. COS COS
no condannati suoi perniciosi er- i Pontefice, permette a lui di ordi-
rori. Massimiano e poi s. Pro- , nare tutti i metropolitani tanto
clo occuparono la sede, accadendo delle diocesi del Ponto, che del-
solto questo ultimo il terremoto l'Asia, e della Tracia, non che del-
spaventevole, che diede origine al le nazioni barbare e lontane. Forte-
Trisiìi^ìo aiiireliro (Fedi). Fu pure mente si opposero i legati al ca-
vescovo di Costantinopoli Flaviano, none, in uno a parecchi vescovi del-
che venne deposto dal l'also concilio l' llliria, né il Papa volle mai ap-
di Efeso nel 44q> ^ rilegato nella provarlo per quante istanze poi
Lidia ove mori. Nell'anno 4^* eb- gliene facessero i vescovi autori di
be luogo il quarto concilio gene- esso, e il medesimo imperatore
rale di Calcedonia, coli' assistenza Marciano. Per cagione di questo
<lcH imperatore IMarciano, e della canone, i nemici della fede e del-
santa imperatrice Pulcheria : vi fu l' imita cattolica, presero motivo di
condannato l'eresiarca Eutiche archi- rigettare il venerando concilio, e
mandrita di un celebre monistero di disprezzarne gli altri utili decreti.
Costantinop(jli, e condannati ne ven- /^. il Sarnelli, Lettere eeelesiasti-

nero del pari gli eii ori. L'arcivescovo ehe, toin. IX, pag. 87, perchè il
i\ uà tolio, successore di Flaviano sino patriarca di Costantinopoli pretese
dal 449) fat^endosi forte colla mag- il titolo di Ecumenico (f^edi). In
giorità dell'imperiai città, non cu- (|ucsto tempo fiori nella chiesa Co-
rando i sagri canoni de precedenti stantinopolitana s. Marciano, gran-
coiicilii, in (juesto calcedonese ne de economo di essa.

l»:;ce introdurre tre in favore della Il [)atriarca Acacio, verso l'anno


preeminenza di sua sede, e ad onta 472, volle far rivivere il canone
delle rimostranze dei legati ponli- calcedonese , col sottomettere alla
licii di 5. Leone I, nel seguente an- sua sede quelle di Aleesaiidria , e
no la eresse in patriarcato. di Antiochia: ma indarno, perchè i

Fu precisamente il XXVllI ca- Pontefici vi si opposero massime ,

none , sul quale gli arcivescovi di s. Simplicio, ad esempio degl'in-


Costantinopoli lòndarono, come si trepidi s. Leone I, e
predecessori
disse, le loro ambiziose preten- s. llaro. Papa s. Felice
(Quindi il

sioni : ed ecco come andò la co- in, nell'anno 4*^45 condannò, e


sa. Gli atlàri riguardanti la fede recise dalla comunione cattolica A-
essendo nel concilio terminati, e la cacio autore del primo scisma,
,

principal parte de' vescovi avendo che divise la chiesa greca dal-
preso congedo, i chierici di Costan- la latina , il quale durò trenta-
tinopoli sollecitarono quelli che vi cinque anni sino al pontificato di
erano rimasti, ed in particolare i s. Ormisda. Acacio fu acerrimo fau-

legati di s. Leone I, a fare alcuni tore degli eulichiani. Abbiamo dal


decreti in favore della città impe- Cardinal Lorenzo Cozza la bella
riale. In queir assemblea, in cui Historia polemica de graecoruni
veramente i legati non si trovaro- scliisinate . ex e.cclesiasticis mona-
no presenti, venne compilato il ca- mentis concinnata , PcOinae 1719.
none XXV 111, che oltre al secon- Inoltre s. Felice III coauauuò
do posto accordato al vescovo Co- V Enotico {P^edi)j, editto dell' impe-
stantinopolitano dopo il romano lalore Zenone, cluauiato editto di
,,

cos COS 93
pncìfìcazìone , con cui pretendeva all' imperatrice leodora che, se lo

conciliare i cattolici cof^li eulichia- faceva innalzare al pontificato ,


gli

ni, il qual editto fu fatto ad isti- avrebbe concesso quanto bramava,


gazione d' Acacio. Papa s. Gelasio restituendo alla sede Antimo, di
I ricusò di accordare ad Eufemio, cui l'imperatrice seguiva gli errori.
vescovo di Costantinopoli , la co- In fatti , coir opera di Belisario

munione, e le pacifiche lettere, tin- Teodoia fece in Pioma nel 5^o de-
che non avesse cancellato il nome porre il Papa s. Silverio, e sosti-

di Acacio dai sagri dittici però il ;


tuirvi Vigilio, quando il prode ca-
Pontefice s. Anastasio II dichiarò pitano tolse quella metropoli ai go-
valido il battesimo e gli ordini con- ti. Ma Vigilio, badando più a' suoi
da lui. Divenuto Pontefice s.
feriti doveri, che alle promesse, confer-
Ormisda, nel 5 19, ottenne dall'im- mò la condanna di Antimo , seb-
peratore Giustino per mezzo dei l)ene la possente augusta , chiama-
suoi legati la riunione della chiesa tolo a Costantinopoli, esigesse l'e-
greca alla latina, ed ebbe la gloria secuzione di sue promesse. Morta
di estinguere primo scisma nato
il Teodora , e trovandosi Vigilio in
tra di esse. JVel 536 Teodato re Costantinopoli , nel 547 Giustinia-
de' goti costrinse il Papa s. Agapito no 1 lo costrinse a condannare i

I a recarsi in Costantinopoli per famosi Tre capitoli {Tedi), per cui


pregare l'imperatore Giustiniano I, il Papa in un'assemblea di settanta
a richiamare dalla Sicilia l'esercito vescovi, senza pregiudizio del con-
spedito sotto Belisario. Quivi il ze- cilio di Calcedonia li condannò, ma
lante Pontefice scomunicò, e depose poi preso da' rimorsi rivocò la con-
da questa sede Antimo, che col fa- danna , onta dell' ira dell' im-
ad
vore dell' imperatrice Teodora n'era peratore , che minacciò di carce-
divenuto vescovo, sebbene eretico rarlo. Tultavolta Vigilio dal pa-
eutichiano, sostituendogli INIenna, uo- lazzo Placidiano trasferitosi nella

mo illustre, che consagrò nella ba- chiesa di s. Pietro, ricevette dall' au-
silica di s. IMaria. Adirato l'impera- gusto il giuramento, che non lo
tore tutto ligio alla moglie, volle avrebbe insultato. Ma tornato al
obbligare Agapito a comunicar I detto palazzo, dopo avervi scomu-
con Antimo, minacciandogli l'esilio ; nicato Teodoro vescovo di Cesarea,
ma egli rispose che credeva di aver e lo stesso Menna, venendo oltrag-
trovalo un imperalore cattolico, ma giato, e sapendo che gli si tende-
a quel che vedeva si trovava a ,
vano insidie, fuggì in Calcedonia
fronte di un Domiziano però non : ove indarno Giustiniano I il ri-
temere le sue minacce. Giustiniano chiamò. Vinto questo principe dal-
1, conosciuta la frode dell' eretico, l'eroica di lui costanza, rivocò le-
adorò il Pontefice, e convenne nel- ditto contro i Tre capitoli, per cui
la fatta deposizione; quindi, mentre allora Vigilio fece litorno Co-
in

s. Agapito I si disponeva alla par- stantinopoli. Fu stabilito di aduna-


tenza, mon in Costantinopoli , do- le un concilio generale, e dopo va-
ve il suo corpo venne poi tiasferito rie vicende il Pontefice partì dalla
in Pioma nella basilica di s. Pietro. città, e cessò di vivere in Siracusa
Mentre Vigilio era nunzio pon- ove si era recalo.
tificio in Costantinopoli promise Gli ambiziosi patriarchi di Co-
,
,,

94 <^os cos
slantinopoli nel sesto secolo agoi^na- triarca Sergio, occulto eretico mo-
rono di assiimeie il titolo di Ecu- notelita, i cui errori favorivano il

menici, o Universali. I Pa[)i Pela- famoso editto di Eraclio chiama-


gio 11, e s. Gregorio I, ne riprese- lo Eclesi [Fedi). Questo era sta-
ro però l'ardire. Questo secondo, to condannato dai romani Pon-
per rintuzzare la tracotanza del pa- tefici, ciò che pur fece nell'anno
triarca Giovanni Digiiinatore che , 640 Giovanni IV, il quale di-
i greci dipinsero per prelato forni- mostrò, che Onorio I fu conforme
to di cos[>icue viltà, il quale s'in- alla retta fede nella sua credenza.

titolava Vescovo universale, in tutte A ciò egli fu indotto, perchè gli


le sue lettere cominciò ad usare il eretici abusavano d'interpretare a

titolo Servo de' servi


opposto , di loro modo le lettere di lui. Inoltre

di Dio. Successe al Digiunatore il lo stesso Papa Giovanni IV otten-


patriarca Ciriaco che usurpò an- ne imperatore Costantino
dall' fi- ,

eli' egli al romano Pontefice il ti- glio e successore di Eraclio, l'ab-

tolo di vescovo universale. Ma Bo- bruciamento dell'empio editto. Di-


nifacio III ottenne nel 607 dall'im- poi, nel 64'2, Teodoro I scrisse let-

peratore Foca, che con sovrana ed tere sinodali al patriarca Paolo I

autorevole dichiarazione fosse sta- contro Piiro predecessore di lui

bilito appartenere questo titolo al ch'era monotelita ;


quindi nel con-
solo romano Pontefice, come ot- cilio del 648 condannò Pirro , e
tantanni prima avea riconosciuto Paolo, alle cui suggestioni l'impe-
Giustiniano I, sotto il Papa Gio- ratore Costante avea pubblicato l'i-
vanni II. Ma allorché sotto l'impe- niquo editto Tipo {Vedi), il quale
ro di Eraclio, successore di Foca ,
astutamente imponeva silenzio tan-
i vescovi di Costantinopoli ebbero to a quelli, che affermavano una
abbracciato il monotclismo, essi spin- volontà ed operazione in Cristo

sero la loro ambizione sino a non che ai sostenitori delle due volon-
voler piìi riconoscere superiori, an- tà. Papa s. Martino I eziandio con-

zi giunsero a pretendere di elevarsi dannò Pirro, eh' era ritornato alla


sui Papi di Roma, e disputar loro sede Costantinopolitana nel 634 >

il primato, pretendendo scioccamen- dopo la Paolo I, non che


morte di

te, che Roma avesse cessato di es- il successore di lui Paolo II, in

sere la capitale del mondo , e che uno all' Ectesi, ed al Tipo. Fatto
gì' imperatori avendo stabilito la poi imprigionare da Costante, e
loro residenza in Costantinopoli, i tradurre in Costantinopoli, ivi mol-
vescovi di questa sede per conse- to patì, e cessò di vivere in Cri-
guenza dovessero superare gli altri mea dove era stato rilegato. A Pir-
vescovi, poiché la città superava le ro successe nel patriarcato Pietro,
altre in dignità. Devonsi però eccet- che essendo fautore de' monoteliti
tuar dal numero di questi orgo- cercò di sorpiendere Papa s. Eu-
gliosi patriarchi i ss. Germano, Ta- genio 1, e gli spedì secondo il co-

rasio, Kicef'oro, Metodio li, Ignazio, stume la epistola sinodica piena di


e pochi altri, espulsi, e tormentati astuzie, e di sentimenti dolosi sulle
pei loro sani principii. due volontà di Gesù Cristo. Il cle-
Onorio l, Papa dell' anno (ìi^, ro , e popolo romano restarono
fu ingannato dalle lellere del pa- talmente indignati contro il tenore
,

cos cos 95
della che a forza di pre-
lettera, che per lui dovesse pregare la Chie-
gliiere non permisero al Pontelice sa universale; e mandò la sua ri-

di celebrar la messa nella basilica sposta a mezzo del legato Michele,


di s. Maria Maggiore, s'egli prima che autorizzò a riconciliar colla
non prometteva di rigettaila, e di Chiesa que' vescovi, i quali aveva-
disapprovarla. In fatto la dichiarò no acconsentito alla condanna del
dubbiosa, ed occultamente eretica; VI concilio generale, fatta nel con-
ed in vece, secondo la consuetudi- ciliabolo adunato dall'empio Filip-
ne de' suoi predecessori, spedì al- pico. Nell'anno j \5 divenne pa-
l' imperatore la propria lettera si- triarca s. Germano, che si distinse
nodica dandogli notizia della sua contro i monoteliti, e gì' iconocla-
esaltazione al Pontificato ; ma i suoi sti, e non volle ubbidire l'impera-
apocrisari, o nunzi in Costantino- tore Leone 1' Isaurico, quando nel
poli, ingannati da Pietro, approva- 723 pubblicò r esecrabile editto
rono l'errore della sua dottrina^ contro il culto delle sagre imma-
per cui il Papa li condannò per gini, indi nel 780 fu obbligato ad
avere apostatato dalla retta fede. abbandonare lasede, e morì nel
Intorno all'intrusione degl'impera- 733.
tori gieci siiir £7e::;/o«e de sommi Il Papa s. Gregorio li,
zelante
Pontefici i^T'cdi), si parla a questo, nel 730, scomunicò Leone, ed il
e ad altri relativi articoli. successore s. Gregorio III energica-
Nel 6.57, appena salito sulla cat- mente combattè contro i persecu-
tedra apostolica s. Vitaliano, spedì tori della sante immagini. Sotto
a Costantinopoli i suoi legati colla r empio Leone, vescovi di Costan- i

epistola sinodica all'imperatore Co- tinopoli, i quali pretendevano che


stante, per partecipargli la sua ele- le chiese de' paesi barbari fossero
zione, e pregarlo insieme di abban- loro soggette in virtù del canone
donare i monoteliti. Sebbene l'im- XXVI 11 di Calcedonia, osarono di
peratore fosse eretico , i legali eb- togliere al sommo Pontefice , e di
bero graziosa accoglienza. Nel 708 attribuire a sé la Calabria, la Si-
Papa Costantino invitato da Giu- cilia, e tutte le provincie dell' Illi-

stiniano II si recò a Costantinopoli, ria orientale. Nel 741 divenne Pa-


ed approvò
ivi canoni del Trul- i pa s. Zaccaria, e fu l'ultimo greco
lano, che non erano contrari alla romana Sede, meno A-
esaltato alla
Chiesa romana. Filippico Bardane, lessandi-oV, creato nel 1409, che
dopo aver ucciso Giustiniano li, alcuni credono di nazione greca
ed occupato il trono di lui, voleva come lo furono i Pontefici Giovan-
ripristinar l'eresia de' monoteliti, ni V, Conone, s. Sergio I, Giovan-
che per più di quarant' anni avea ni VI, Giovanni VII, Sisinnio, Co-
travagliato la Chiesa orientale ; ma stantino Gregorio III. Altri
, e s.

il Pontefice Costantino vi si oppose opinano che Papi greci sieno stati


i

con apostolica costanza. Deposto quattordici, cioè Anacleto, Evari-


Filippico, e succedutogli Anastasio sto, Telesforo, Igino, Eleuterio, An-
II, siccome cattolico, mandò la sua tero , Sisto II , Dionisio , Eusebio ,
professione di fede al Papa, che lo Zosimo, Teodoro I, Giovanni VI,
fece registrare nel ruolo o catalo- e GiovanniVII, e Zaccaria. Si os-

go degl' imperatori ortodossi, accioc- serva, che negli ultimi tempi fieli-
96 COS cos
mente i greci venivano innabati al r84'2, l'imperatrice Teodora ma-
Pontificato pel favore ed influenza dre di Michele III, dopo aver cac-
degli esaicLi di Ravenna, mediante ciato il patriarca Giovanni icono-
i (jiiali i greci astutamente procu- clasta, collocò sulla sedia patriarca-

ravano assoggettare la Chiesa ro- le s. Metodio II, già discepolo di


mana, perchè, avendo dovuto gl'ini- s. Niceforo, e suo apocrisario in
peratoii d' oriente rinunziare alla Roma. Questo santo vescovo, pel
tirannia ed enorme abuso di con- ristabilimento della fede, istituì in
fermare la pontificia elezione, ten- Costantinopoli una festa chiamata
tarono per aitila via dominare sulla Ortodossìa, e morì nell'843. La
Chiesa romana, cercando di far an- detta imperatrice Teodora è vene-
noverare al Collegio de' Cardinali rata per santa nel menologio del-
degli orientali, che quindi coll'au- l' imperatore Basilio, nei menci, ed
toritèi degli esarchi venissero eletti altri calendari greci. Quindi tutti i

Pontefici. Ma questi, veri eredi del- voti unirono in favore di s. Igna-


si

lo spirito apostolico, mai acconsen- zio, che vivendo in solitudine fu


tirono alle prave trame degl' impe- obbligato ad accettare la dignità
ratori, e dei vescovi orientali, ne- patriarcale. Michele III, abbando-
gando ad essi ciò che coli' inganno, nandosi a tutte le passioni, esiliò s.

e colle minacce pretendevano con- Ignazio nell'isola di Terebinto, e il

trario alla costante illibatezza della lavori to e Cesare Barda dichiarò


Sede apostolica. patriaica 1' eunuco Fozio senza ,

Stefano HI, nel 7 56, condannò usare alcuna delle formalità pro-
il conciliabolo di Costantinopoli, te- prie nell'elezione de' vescovi, e ad
nuto per ordine dell'iniquo Costan- onta che fossero trascorsi undici an-
tino Copronimo contro le sagre im- ni dacché s. Ignazio governava la
magini, ed ogni mezzo adoperò per Chiesa. Fozio uomo di pessime
ridurre al retto sentiero questo qualità, d'imperatore scrissero al
principe, cui Pipino, re di Francia Pontefice s. Nicolò I dicendo , che
ricusò di dare in isposa sua figlia Ignazio avea rinunziato, ed era reo
Gisella, perché non comunicava nel- di lesa maestà. Ma il Papa pru-
la medesima Anche s. Paolo
chiesa. dentemente mandò due legati a
I si adoperò perchè il Copronimo Costantinopoli per informarsi del
lasciasse l'eresia, ma questi invece vero stato delle cose, lagnandosi,
maltrattò i pontificii legati. Tut- che si fosse deposto Ignazio senza
tavolta riuscì al Papa Adriano I, consultarne la santa Sede, e che
nel 786, di ottenere pace colla chie- gli si fosse sostituito un laico con-
sa orientale per mezzo di Costan- tro le disposizioni de'canoni.
tino VI, ed Irene sua madre ; e s. I legati furono guadagnati, e pre-
Pasquale I, neirSsj, diede in Ro- varicarono ; confermarono l'elezione
ma ricovero ai profughi greci ve- di Fozio, e la deposizione d'Igna-
neratori delle sante immagini. In- zio, che soggiacque a molti pati-
tanto, neir8o6, successe a s. Tara- menti. A questo riuscì di far co-
sio, nella sede Costantinopolitana, noscere tutti i maneggi al Ponte-
s. INiceforo, che pel suo zelo mollo fice, e prese la fuga per sottiaisi
ebbe a sollrire dagli iconoclasti e ,
dalla morte. Un orrendo terremoto
morì neir esilio l'anno 828, Nel- pose in costernazione Costanlinopo-
GOS COS 97
ii, e fu dichiarato che Ignazio po- ricusavano comunicare coli' indegno
teva ritornarvi. Nicolò I, istruito di Fozio, che comunicassero liberamen-
quanto era accaduto, biasimò alta- te con lui. Quindi Io restituì nel
mente la condotta de' legati, li punì grado, credendo ciò necessario alla
colle censure ecclesiastiche, riguar- pace della chiesa, a condizione pe-
dò Ignazio come legittimo pastore, rò che Fozio alla presenza de' suoi
e ritenne Fozio come intruso, ed legati domandasse perdono dell'ini-
irregolare. Costui per vendicarsi, qua sua condotta contro la Chiesa
indusse l'imperatore a prometter- romana. Questa debolezza d'animo
gli di riunire in Costantinopoli un del Pontefice fece dire ad alcuni, che
sinodo, ove nell' 866 ardì pronun- la Chiesa in quel tempo fosse go-
ziare la deposizione, e la scomuni- vernata da una donna, e da ciò
ca contro il sommo Pontefice, dal probabilmente ebbe origine la nau-
che ebbe origine il nuovo scisma seante, e screditata favola della pa-
dei greci. Fozio con violenza si sca- pessa Giovanna. Tuttavia, avendo
gliò contro la chiesa latina, ma fu dipoi Giovanni Vili conosciuto il

dal Papa scomunicato. Frattanto passo falso che avea fatto in favo-
salito sul trono Basilio il macedo- re del deposto Fozio, e rientrato
ne esiliò Fozio, e nell' 867 ripose in sé stesso, non solo proscrisse gli
nella sua sede s. Ignazio, che im- atti del conciliabolo presieduto da
plorò dal Papa Adriano II, e dal- Fozio, co' vescovi, e legati apostoli-
l' imperatore la convocazione di un ci od ingannati dalle sue
corrotti
concilio generale neir869, nel quale frodi, ma
solennemente lo condan-
fu dai vescovi sottoscritta la con- nò di nuovo, e nell' 881 inviò a
danna di Fozio colla penna intinta Costantinopoli IMarino Cardinal dia-
nel sangue di Gesù Cristo. S. Igna- cono per annullarne gli atti. Questo
zio mori neir 878, e Fozio, solle- IMarino già legato in Costantinopo-
ticando la vanità di Basilio col tes- li di Nicolò I, di Adriano II, e di
sergli la sua genealogia, rientrò in Giovanni Vili , contro 1' intruso
grazia, venne richiamato in Co-
e Fozio, lo scomunicò nell' 882 quan-
ad onta che Adriano lì
stantinopoli, do divenne Papa col nome di Mar-
10 avesse scomunicato tre volte. Il tino II.

Papa Giovanni Vili, nell' 878, ri- Papa Adriano III non s'indus-
Il

cevette gli ambasciatori di Basilio, se mai a compiacere l' imperatore


il quale avendo rimesso Fozio nella Basilio, che vivamente lo supplicò
sede Costantinopolitana, lo pregava perchè annullasse quanto erasi fatto
a confermarlo ; ed a tal effetto con contro Fozio, riammettendolo alla
aperto dolo lo assicurava che non cattolica comunione. Questo pessimo
solo i partigiani di Fozio, ma quel- pastore avea attribuita alla sua giu-
li ancora d' Ignazio, e di Metodio risdizione la Bulgaria, eh' era una
11 avevano acconsentito alla redin- porzione dell'I lliria. Stefano V nel-
tegrazione dello stesso Fozio. l'886 estinse lo scisma Foziano col-
Giovanni Vili si lasciò sedurre, l'opera dell' imperatore Leone VI,
e per mezzo del suo legato, Car- il filosofo, il quale cacciò Fozio in
dinale Pietro di s. Grisogono, fece vin monistero, ove morì in disprez-
scrivere all' imperatore, ai patriar- zo di tutti i fedeli e per tal gui-
;

chi d'oriente, e a tutti quelli, i quali sa fu estinto lo scisma della chiesa


VOT , XVTir. 7
98 eos COS
di oriente. Indi Papa Formolo ac- vo ecumenico ed immersale, cioc-
consentì alle suppliche de' vescovi ché al solo sommo Pontefice ap-
orientali, e dell' imperatore Leone partiene; laonde avendoglielo il Pa-
VI, di ricevere nella cattolica co- pa vietato, il patriarca rigettò i pon-
munione gli ordinati da Fozio, pur- legati, e promosse lo scisma,
tificii

ché in iscritto confessassero la loro che tornò a separare la chiesa orien-


reità, e domandassero perdono. Il tale dalla romana. In seguito riu-

Pontefice Sergio IH procurò di di- scì al Papa di riunirle , ed il suo

struggere gli errori di Fozio, il qua- nome fu registrato dal patriarca


le fra le altre cose aveva soste- Sergio ne' dittici, e nelle tavole del-
nuto, che lo Spirito Santo non pro- la chiesa di Costantinopoli , verso
cede del Figlinolo ma solo dal Pa- l'anno 1009. Però Giovanni XX
dre. Ma il Papa Giovanni XI, elet- non si piegò né alle suppliche, ne
to in giovanile età, e figlio della ai donativi de' costantinopolitani, che

famosa iMarozzia, ad interposizione bramavano che la loro chiesa aves-


del potente suo fratello Alberico, se per l'oriente solo il titolo di U-
che governava l'Italia e Roma, ac- nii'ersale, come l' avea la Romana
cordò ai patriarchi di Costantino- per tutto il mondo ;
quindi rinac-
poli l'uso <\c\ pallio senza ricor- que l'antica discordia tra la chiesa
rere pili al Romano Pontefice. Que- greca, e la latina nel i024- S. Leo-
sta eccessiva concessione fu fatta al ne IX eruditamente e con forza
patiiarca Teofilatto, figlio di Ro- confutò il patriarca INIichele Ceru-
mano, il quale era collega nell'im- lario, che con abbominevole orgo-
pero con Costantino Vili, ni quale glio aveva scritto contro il prima-
ofTefto Alberico ottenne preziosi do- to romano. Per conciliare la con-
nativi. Da tal privilegio provenne, cordia inviò a Costantinopoli i suoi
che il pallio si usa da tutti i ve- legati , che trovando il patriarca
scovi greci, i quali però lo depon- ostinato neir errore, lo scomunica-
gono quando si legge il vangelo. La rono co' suoi fautori. Per un acces-
Chiesa romana tollerò quest' abuso so di rabbia il Cerulario scomuni-
per otto secoli, per cui nel concilio cò anch' romani, e dai
egli i legati

generale lateranense lo concesse ai sagri dittici del Papa,


tolse il nome
patriarchi d'oriente, i quali dopo rinnovando nel io54. Io scisma di
averlo ricevuto dalle mani del Pa- Fozio. Cerulario aveva manifestato
pa, lo potessero concedere ai loro al Papa nelle prime qualche desi-

vescovi sulfraganei, previo giura- derio di riunirsi, ma s. Leone IX


mento di fedeltà ed ubbidienza alla gli che bisognava pri-
fece intendere
santa Sede. mieramente cessai'e di opprimere i

Giovanni XIX , romano Pon- patriarchi d'Alessandria e di Antio-


tefice , rinnovò colla Chiesa di chia, e dal pretendere sopra di essi
Costantinopoli, la concordia colla un' autorità che non aveva col dirsi

Romana nuovamente disunite per il solo ed universale vescovo di tut-


le ambiziose pretensioni del patriar- to r oriente. Stando sommamente
ca INIichele Cerulario, sollevato a però a cuore ad Urbano II l'unione
quella sede pel favore di Costanti- della chiesa greca colla latina, nel-
no Monomaco. Il Cerulario agogna- l'anno 1089 assolvette l'impera-
va di fare uso del tiJolo di f esco- tore Alessio Comneno dalla scomu-
cos COS yy
nica, da cui era allacciato da molto quando loro piaceva, e ne
riman- li

tempo. davano. Tanta era la dignità che


Trovandosi nel ri 68 Alessandro esercitavano, arrogandosi poteri che
in Benevento, ricevette gli ambascia- non avevano, per cui l'ambizione dei
tori dell'imperatore Manuello Comnc- patriarchi tenne sempre divisa que-
no, il qualegli fece promettere di riu- sta chiesa dalla santa Sede aposto-
nire la chiesa greca alla latina, e di lica. Non vi erano che que'patriar-
liberarlo dalle molestie dell' impera- chi, i quali s'ingerissero nel consa-
tore Federico I, che il perseguitava, grare il santo crisma in tutta la loro
purché gli desse l' impeio d'occiden- dipendenza, e giurisdizione. Raccon-
te. Il saggio Pontefice ringraziò ta il Sarnelli tomo X. p. 148,
l'augusto della parte che prendeva Lett. eccl. , che il Papa come ca-
a' suoi avvenimenti ; ma gli dichia- po di tutta la Chiesa prima dello
rò che per la qualità del sagro, e .scisma de'greci era solito mandare
paterno suo carattere doveva mo- ogni anno il crisma a Costantino-
strarsi promotore di pace, non di poli, e se era sede vacante, la Chie-
discordie, indi inviò a Costantino- sa Romana aveva questo incarico;
poli due Cardinali. lo che diede occasione ai greci scis-

Nel 1203 Costantinopoli fu pre- matici di scagliare calunnie con-


sa dai francesi, e dai veneziani, che tro i latini. Il crisma però do-
neir anno fondarono
seguente vi po lo scisma si consagrò dal solo
r impero latino. Allora ebbe origi- patriarca di Costantinopoli, perchè
ne il patriarca latino cui Innocen- gli altri vescovi non usavano di
zo III accordò il secondo posto farlo, ed oltre all'olio, e al balsamo,
dopo di lui. I patriarchi aumenta- vi mettevano tre sorte di aro-
rono la loro giurisdizione con altra mi, e lo mandavano per tutte le
diocesi di Bulgaria. In seguito at- chiese dell'oriente di rito greco, ben-
tirarono a se i russi, ed altri po- ché ciò non si facesse ogni anno.
poli, ai quali ispirarono i loro sen- Cosi i greci facevano quello che im-
timenti sulla fede e sulla discipli- putavano a' latini, ed alcuni greci
na. Facevano anco di più : ordina- nella Russia vendettero una picco-
vano "tutti i metropolitani della la ampolla di crisma per duecento
loro giurisdizione, e li obbligava- scudi uugheri.
J^. Pietro Arcudio
no ad una tassa. Di loro aulo- nella sua Concordia 1. 2, e. 9,
torità convocavano concilii per trat- il quale soggiunge, che ruteni per i

tarvi affari di tutte le diocesi. Si la distanza de' luoghi, talvolta ado-


facevano riferire i giudizi pronun- peravano l'olio degl'infermi.
ziali dai patriarchi di Alessandria, ed Ritornando all'impero de' latini
Antiochia per rivederli, e giudicarli in Costantinopoli, quando i france-
di nuovo. Godevano del diritto di si, e i veneti se ne impadronirono,
Stauropegia^ vale a dire di pian- era patriarca Giovanni X Comate-
tare una luogo dove si
croce nel ro, il quale si ritirò in una città
doveva costruire un altare, anche della Tracia, ed in Nicea ove Teo-
nelle diocesi degli altri patriarchi ; doro Lascaiis avea stabilita la sede
e così pure ammettevano chierici dell* impero greco, per cui venne
stranieri, senza far difficoltà in con- eletto un patriarca latino. Il Pon-
ferir loro ordini, e li degradavano tefice Innocenzo III sollecitò ilCo-
2

loo COS cos


inalerò inulilmente perchè rientras- •> me dalla polvere la chiesa Bi-
se nella comunione della Chiesa « zantina, e l'ha innalzata sopra
Romana ; ma egli ostinatamente si " le chiese d'Alessandria, di Antio-
ricusò, e mori nel i 206 dopo ave- » chia, e di Gerusalemme ". Ma
re rinunziata la sua dignità. Mi- quando il Papa seppe che il patriar-
chele VI Antoniano, o Santoriano ca aveva convenuto co' suoi vene-
in Nicea fu sostituito al defunto, ziani di non conferire i benefizi da
ove a'20 marzo di detto anno co- lui che a quelli della
dipendenti
ronò Teodoro, e moiù nel i2i.>.. propria nazione, con autorità apo-
Per la successione dei patriarchi di stolica a' 1 giugno 1206 annullò
Nicea può leggersi il p. Le Qui^-n l'accordo. Progressivamente succes-
nel suo Oriens Chris t. t. i, p. 20). sero al patriarca latino Morosini,
J3i venuto Baldovino I primo im- Gervaso od Evrardo che mori nel
peratore latino di Costantinopoli, 121 1; Mattia nel 1221; Giovanni
neir istesso anno 1204, fu eletlo nel 1233 o i235, e Nicola, sotto
per primo patriarca latino il veneto del quale incominciarono i latini a
Tommaso Morosini, che da Inno- soffrire gravi perdite contro i greci.

cenzo III venne confermato solo in Pantaleone Giustiniani , che fu suc-


considerazione dell' imperatore. Il cessore a Mattia, dovette abbando-
Morosiui era suddiacono della chiesa nare la sua sede nell' anno 1261,
Romana, e trovavasi in Roma, per avendo i greci riconquistata la città
cuiil Papa ncir approvarne l' ele- di Costantinopoli , e dandosi fine
zione intese di supplire colla pienez- così al latino impero, e a' suoi pa-
za della sua potestà perchè ne trovava triarchi di giurisdizione.

irregolare la forma, anzi più seco- Tuttavolta i latini, sebbene non


lare che ecclesiastica. Quindi gli più padroni di Costantinopoli, con-
conferì egli stesso 1' ordinazione , e tinuarono a nominare un patriarca
gli diede il pallio coU'obbligo a'suoi per le altre provincia, e per le

successori di mandar sempre a chie- chiese d'oriente, che avevano vesco-


derlo in R^oma. Inoltre gli accordò vi di rito latino. Quindi, dopo la

diversi privilegi, come di consecrare morte del patriarca Giustiniani, eles-

i re neir impero di Costantinopoli, sero Pietro, che morì nel i3or.


e di assolvere quelli che avessero Tra i successori di lui particolar-

percosso i chierici, eh' è caso riser- mente si distinsero Pietro III, detto
vato alla santa Sede. La preroga- Tommasi, nominato patriarca di
tiva s\ lungamente contrastata dai Costantinopoli da Papa Urbano V
Papi ai patriarchi di Costantinopo- nel 1 364. Dei patriarchi di Costan-
li, cioè la preminenza dopo Roma, tinopoli titolari, e in partibus , si

su tutte le altre chiese, non si ebbe tratterà dappoi.

da Innocenzo III difficoltà di attii- Facendo seguito alle notizie ec-

buirla al patriarca latino Morosiui; clesiastiche del secolo decimoterzo,


e ciò che evvi di piìi sorprendente, abbiamo che Papa Alessandro IV
si è che il Papa nella sua epistola nel 1257, per ottenere l'unione
ig, disse in termini espressi » che de' greci, concesse loro che nel sim-
•5 codesta grazia deriva dalla santa bolo della fede non recitassero la

" Sede, la quale colia pienezza del- parola Filioque, ciò che avea loro
" l'apostolica potestà, ha tratta co- permesso Innocenzo IV ,
purché
cos COS loi
sentissero in ciò come i latini. A stando Martino IV solenne-
fallite,

lai etti^llo inviò in iS'icea a Teodo- mente in Orvieto scomunicò il Pa-


ro Lascaris
il vescovo d' Orvieto leologo, censure che rinnovò nel
per farlo convenire alla biamata 1 282 7 maggio.
a'

imione. IVIichele Paleologo, per evi- Appena Bonifacio Vili si vide


tare gli sforzi clt'ir occidente , che sulla cattedra apostolica ,
procurò
voleva ricuperare Costantinopoli, fe- ricondurre i giteci scismatici all' u-
ce lusinghiere esibizioni ai Ponte- riione di essa ; ma per la loro osti-

fici sulla riunione delle Chiese. Cer- nazione, nel i3o7, Clemente V si

to è che nel concilio generale, ce- recò a Poitiers per trattare coi re di
lebrato nel 1274 in Lione da Gre- Francia, e di Navarra, aftine di to-
gorio X, i greci vi confessarono la gliere Costantinopoli agli scismatici.
processione dello Spirito Santo dal Innocenzo VI nel i3 53 da Avi-
Padre, e dal Figliuolo, e furono gnone spedì ambasciatori al Can-
così riconciliati per
decimaquar- la tacuzeno per trattar l'unione delle
ta volta colla Chiesa romana. Per due Chiese; ma il Canlacuzeno, che
la confessione di questo cattolico non era meno abile nella teologia,
domma ebbero gran parte il Car- nella che in politica, risj)0-
storia,
dinal di Tarantasia domenicano, se che ciò non poteva effettuarsi

che fu poi Innocenzo V, e il Car- senza la convocazione di un con-


dinal JMascio, che Gregorio spe- X cilio generale, cui assistessero i ve-
dì legato a Coslanlinopoli , e che scovi di ambedue Dipoi i partiti.

meritò in seguito il pontificato col nel i356 l'imperatore Giovanni


nome di Nicolò IV. Nel 1726 Paleologo si obbligò di ubbidire al
Giovanni XXI mandò legati al Pa- sommo Pontefice nell' istesso modo
leologo perchè ratificasse la pace degli altri imperatori e re cattoli-
della chiesa greca colla Ialina, giu- ci, e di adoperarsi per ridurre alla
l'ata dai suoi ambasciatori al det- stessa ubbidienza i greci, pregando
to concilio, ove tre volte si cantò Innnocenzo VI a mandargli un e-
dai padri greci, e latini il simbolo sercito per soggiogare turchi, e i i

Costantinopolitano colla giunta del- sudditi ribelli. Allora Innocenzo VI


la parola Filioque. Indi JNicolò III mandò due vescovi a Costantinopo-
scrisse al medesimo imperatore I\Ii- li per conchiudere gli accordi, ma
chele Paleologo, ed al suo figlio vedendo poi, che per la perfidia di
Andronico I, non che ai patriarchi alcuni, che favorivano il turco, l'im-
di oriente, e ad altri prelati greci, presa non avrebbe avuto propizio
acciocché confermassero la concor- riuscimento, ordinò al re di Cipro,
dia suddetta. Ricevè ancora lettere ai veneziani, ai genovesi, ed ai ca-
dall' imperatore , nelle quali rico- valieri gerosolimitani di Rodi, che
nobbe l'autorità del sommo Pon- dovessero mantenere nel porto di
tefice sopra tutte le chiese ,
gli Smirne il numero delle galere pre-
protestò la sua venerazione, ed af- scritte dalsuo predecessore Clemen-
fermò non solo di aver condannato te VI. Anche Urbano ebbe gran- V
lo scisma nella forma prescrittagli demente a cuore la conversione dei
dalla Sede apostolica, ma di ado- greci, laonde nel i 365 spedì a Gio-
perarsi altresì per vincere i greci vanni Paleologo i suoi legati invi-
ostinati. Tutte queste promesse re- tandolo ad unirsi alla Chiesa catto-
102 COS COS
lica, ed inviandogli in dono tre turchi. Sembra che Dio abbia vo-
Agnus Dei di cera benedetti. Per- luto punire questa chiesa per l'or-
suaso r imperatore dell' animo be- goglio de' suoi patriarchi. I sarace-
nevolo del Papa nel iSGg si re- ni, ed altri popoli barbari, come
cò in Roma, abiurò lo scisma, e abbiamo detto, la desolarono mas-
gli errori, confessando che 1' Euca- sime nei secoli IX, e X, devastan-
ristiasi può egualmente fare sì col do le più belle provincia del greco

pane azzimo, che col fermentato, e impero. Allora essi tentarono diver-
che il romano Pontefice ha il pri- se riunioni colla Chiesa latina per
mato su tutte le chiese del mondo. ottenerne soccorso ; ma perchè non
Gregorio XI vedendo che tultavol- erano guidati, in questo ap[);uente
ta i greci perseveravano negli an- ritorno, che da finzione politica, ed
tichi errori, nel iSyS, spedi due umano interesse, così non potè riu-
nunzi a Costantinopoli , uno fran- scire. Finalmente i turchi ridussero
cescano, l'altro domenicano, ed e- la Chiesa, e l' impero d'oriente sotto
sortò con efficaci lettere ed il clero, ad un medesimo servaggio.
il popolo a condannare interamen- Dopo che i greci incominciarono
te lo scisma e l' errore, ad onta che a disprezzare i romani Pontefici, ed
r imperatore avesse ciò fatto solen- Q scuoterne 1' ubbidienza, comincia-
nemente. rono i medesimi Pontefici a profe-
Martino V si adoperò molto per tizzare r eccidio del loro impero. Il
ridurre i greci all' ubbidienza della primo fu s. Leone I il grande nel
Chiesa romana. Però alia sua mor- V secolo; il secondo s. Gregorio I
te i nipoti s' impadronirono del te- Magno nel VI, poi altri, e final-
soro da lui preparato per sommi- mente Nicolò V con tremende pa-
nistrar r occorrente a' greci, i quali role. La medesima rovina aveva vati-
dovevano condursi al concilio gene- cinata s. Brigida, dicendo che se gre- i

l'ale, che poi celebròEugenio IV, co- ci con vera e sincera umiltà non si
me dicemmo superiormente, coli' as- sottomettevano alla Chiesa, ed alla
sistenza di Gio.
de' vescovi greci, fede romana, conformandosi intera-
VII, Paleologo e suo fratello del mente alle costituzioni, ed ai riti
Demetrio. Ivi si pubblicò il famoso della medesima, riconoscendo uni-
decreto dell' unione della chiesa gre- camente il primato nel sommo Pon-
ca alla latina, sottoscritto dal Papa, tefice, avrebbero provato lo sdegno

e da Paleologo coli' inchiostro )-os- divino.


so secondo l' uso degl' imperatori I patriarchi di Costantinopoli nei
greci. Ma ritornati i greci alla pa- primi secoli erano eletti dal clero
a suggestione di Marco d'Efeso
tria, della loro chiesa, e dai metropoli-
nel 1.445 tornarono all'antico scis- tani, e dai vescovi, che si trovava-
ma, nel quale perseverano, dopo la no in Costantinopoli nel tempo del-
XII volta, ovvero la XV , che si la loro elezione. Ma gl'imperatori
erano riconciliati colla Chiesa latina. presto abusarono del loro potere
Di sopra pur dicemmo quanto o- per nominarli eglino stessi, e per de-
però Nicolò V perla chiesa, ed im- porli dove fossero stati disgustati,
pero greco, eh' ebbe termine nel '
surrogandone altri. Si servivano ris-
1453 per essersi presa Costantino- petto a loro d'una specie d' inve-
poli da Maometto II imperatore dei stitura, dappoiché li mettevano in
cos COS loj
possesso della dignilù palriurcalc, e ntlla dignità, e indennizzarsi delle
davano loro il bastone o bacolo spese fatte. Questa sorte ai patriar-
pastorale pronunciando queste pa- chi non dubitai'ono d' intitolarsi

role: Dio clic mi ha fatto impera- con isfacciata impudenza. N. N. per


(ore, vi fa patriarca, in nome del la misericordia di Dio arcivescovo
PadrCj del Figliuolo, e dello Spi- di Costantinopoli, la nuova Roma,
rito santo, ec. e patriarca ecumenico, od univer-
Dopo che Maometto II espugnò sale.
Costantinopoli, la città essendo qiia- La loro cattedrale era s. Sofia,
M deserta, quel principe pensò a ri- che fu amministrata sotto gl'impe-
popolarla, e per quanto potè rac- ratori d'oriente da più di cinque-
che
colse dalle città vicine abitanti, cento ecclesiastici, con un milione di
erano scampati dal furore de' tur- rendite, ed ora è la principale mo-
chi, e v'invitò eziandio i cristiani, schea de'turchi. Al presente la cat-
dicendo loro che volendo dar con- tedrale del patriarca greco , de-
trassegni di benevolenza, desiderava dicata alla beata Vergine, è molto
che eleggesseio un patriarca tra di ricca, ed ha dappresso il palazzo
loro,per presiedere come prima agli patriarcale. In Roma il patriarchio
affari della loro religione. Essi eles- pel patriarca costantinopolitano era
sero Gennadio , ossia Giorgio lo dappresso la basilica vaticana.
Scolaro, e lo presentarono a Mao- La Tracia , regnando Costanti-
metto II, che lo ricolmò di onori- no, fu divisa in sei provincie chia-
ficenze. Essendosi informato di ciò, mate: i,° Europa, 2." Rodope, 3."
che gl'imperatori greci praticavano Tracia ,
4-° Emimonte, 5." Mesia

col patriarca cui avevano eletto, gli inferiore o seconda, 6." Scizia.
diede il pastorale, e lo fece accom- Commanville registra le pro-
pagnare montato sopra un cavallo vincie ecclesiastiche del patriarcato
ben coperto di gualdrappa , dai di Costantinopoli in quattro pro-
principali signori della sua corte vincie: ì° di Europa, a." di Piodo-

sino alla di lui chiesa. Giuseppe, e pe, 3.° di Tracia, 4-° di Eminonte.
Marco quindi furono successori nel La provincia d'Europa aveva per me-
patriarcato. Ma le cose presto cam- tropoli Eraclea, con ventisette sedi
biarono di aspetto. I trebisontini, arcivescovili, e vescovili per suffra-
che abitavano una parte di Costan- ganee. La provincia di Rodope ave-
tinopoli, bramosi di avere un pa- va per metropoli Trajanopoli con
triarca di loro nazione, cercarono tredici sedi arcivescovili, e vescovili
di supplantar il patriarca Marco, e per suffiaganee. La provincia di
surrogargli certo Simone loro con- Tracia aveva Filippopoli per metro-
cittadino. A tale effetto offiùrono al poli , con quindici sedi arcivescovi-
figlio del sultano mille scudi d'oro, li e vescovili per sufFraganee, e la
dal che venne il tributo chiamato provincia di Emimonte aveva Adria-
possessum, che si accrebbe a mi- nopoli per metropoli, con quindici
sura che trovaronsi uomini, quali i sedi arcivescovili
, e vescovili per
ne ambissero il posto, end' è che lo sufFraganee.
conseguirono quelli, che offì'ivano di Altre principali notizie ecclesia-
pivi. Dal canto loro siffatti patriar- stiche su Costantinopoli , e la

chi tutto vendettero pei" reggersi chiesa greca sono le seguenti.


io4 cos ros
11 czar di Moscovia Giovanni " to, cioè di sollecitare essa sfessa
Basiloivitz, che pel primo prese tal " presso il discendente e il succes-
titolo, equivalente a quello d'im- » re di Maometto, la deposi/ione
peratore, mandò i suoi ambascia- " del suo patriarca. Un calogen).
tori al Papa Sisto IV, per assicu- « impostole ingegnoso , sotto il

rarlo, che avendo rifiutato ricono- » manto della più fina ipocrisia ,

scere patriarca scismatico


il di » ne diede il motivo.
Costantinopoli, si confermava nel- » Era costui monaco della con-
l'unione colla santa Sede. Nel i6?.f) » gregazionc del monte Alhos, a
il Pontefice Urbano Vili ricevet- cui più che i sette suoi celebri
te ideputati di Partemio, patriarca monisteri, l'esemplarità de'cenobi-
di Costantinopoli, inviati per ren- ti fece dare il nome di monte san-
dergli ubbidienza come a capo della to. Allevato dunque nel centro
Chiesa universale , e per trattare di tutte le più rare virtù del
dei mezzi atti a riunire i greci alla chiostro, e con l'opinione di es-
Chiesa Romana. 11 Papa parlò fran- serne un perfetto seguace, uscì
camente in lingua greca cogli am- dal sagro suo ritiro, corse varie
basciatori, siccome fosse uno di lo- Provincie dell'impero ottomano,
ro. L'unione però non ebbe mai abbagliando i suoi nazionali con
efletto. Nel lungo pontificato di l'apparenza di una pietà straor-
Clemente XI, che regnò dal 1700 dinaria. Già la fama del suo me-
al 1721, più d'una volta egli ten- rito lo precedeva in tutti i luo-
tò riunir le due chiese, ma dovet- ghi dove passava, e giunto a
te conoscere, che il principale osta- Costantinopoli, gli fu facile ap-
colo, come dicemmo, si questa prevenzione
è perchè i profittare di
vescovi gi-eci scismatici dell'Asia in suo favore. Si guadagnò in
sotto dominio ottomano, sono in-
il un momento tutta l'attenzione, e
tronizzati dal sultano mediante una tutta la fiducia di sua nazione
tassa, che ad essi impone per credula ed amante delle novità,
met-
terli al possesso della giurisdizione. come appunto era stata in tem-
\erso la metà del secolo decor- po della sua grandezza sotto Pe-
so, il patriarca greco scismatico fu ricle, o Demetrio Falereo.
in Costantinopoli deposto, ed ecco » Il monaco fece dei prodigi
come lo racconta il Bercastel, Storia M che furono presi per miracoli, e
del cristianesimo, t. XXXII, pagina » incoraggito dall'ascendente che
75. » Una porzione di cristiani, che » aveva acquistato, non si curò nem-
*' un ha disgiunti dal-
fatale scisma » meno di colorire le sue frodi. 11

» la Chiesa romana dopo dieci se- » patriarca greco, temendo la ge-


" coli, e che, riguardo alla digni- » losia de' turchi, e sapendo la loro
>» tà e maestà della nostra religio- » attenzione in mendicar pretesti,
» ne, trascina miseramente i suoi w onde possano per ogni più leg-
*» giorni, come la sinagoga un tem- » giero motivo vessar quella de-
" pò sulle sponde deirEufrate, in " gradata nazione, mando il mo-
« una specie di schiavitù, presentò « naco in un paese lontano. L' e-
*> appunto in questi momenti, nel- M siliato eccitò una compassione
" la capitale dell'impero ottomano •> quasi generale. Si riguardò il suo
" uno spettacolo non prima vedu- » esilio come un oltraggio sangui-
cos COS io5
noso fatto all' innocenza, o come tolica religione nella Grecia, ed
il trionfo della malignila pre{)0- impero Ottomano, se ne tratta nei
tente. Le donne animarono i^li rispettivi articoli delle sedi vescovili,
uomini contro la pretesa crudeltà ed arcivescovili, come all'articolo
del patnarca, e gli uomini sem- Greci ( f^eclì) si riportano altre
pre sommessi al capriccio delle analoghe notizie. Piima però di
donne, accusarono il capo della descrivere lo stato delle missioni
loro religione al supremo tribu- cattoliche dei latini, e degli armeni
nale sublime porta otto-
della di Costantinopoli e sua giurisdizione,
mana, chiedendo la deposizione diremo del patriarca latino titolare,
delmedesimo. o in parlibus, residente in Roma, di
» Benché queste deposizioni sie- cui pure si parla all' articolo Pa-
no colà cosi frequenti, che non triarca [Vedi), e sue prerogative.
facciano impressione alcuna, i I sommi Pontefici conferiscono il

maneggi però ne sempre


sono titolo di patriarca di Costantinopoli
segreti, e la porta, non curando a qualche primario personaggio, ed
di far conoscere quali sieno le egli precede tutti gli altri patriar-
mani che abbianla spinta, fa chi. Le chiese in parlibus soggette
sempre la prima figura. Questa al patriarcato in parlibus, e che
fu forse la prima volta, che i nei concistori si danno dal Papa,
greci stessi abbiano tradotto il sono : Camack, Eritra o Coltre,
capo della loro chiesa a compa- Gercjpoli, Rosalia, Selinibria, Ser-
rire solennemente dinanzi a un ra, e Spigar. Fra quelli, che anti-
tribunale profano. Il patriarca fu camente portarono questo titolo, so-
deposto, e mancò poco che non no a rammentarsi :

fosse strangolato come Cirillo angelo Corraro veneziano, Car-


Lucar nel secolo precedente. Fu dinale di s. Chiesa, nel 1^06 eletto
subitamente surrogato da quello Papa col nome di Gregorio XII.
che gli accusatori avevano pre- Bessarione, monaco basijiano, gre-
sentato. co di nazione, fatto Cardinale da
» Un' altra porzione de' greci, Eugenio IV, e patriarca da Pio li.
persuasa dell' innocenza del de- Ebbe egli per successore Pietro IV
posto patriarca, si ammutinò, e de'minori francescani, che mori nel
portatasi tumultuariamente al i474) giacché ai tempi del Corra-
serraglio, domandò che fosse ri- ro, di Bessarione, e di Pietro IV,
stabilito. La porta dissimulò , non che di alcuno de' seguenti, co-
fìnse di acconsentire a tale sedi- me avvertimmo di sopra, i Ialini
ziosa domanda, per acquetare più s'ebbero un patriarca di giurisdi-
prontamente il tumulto j ma il zione per le provincie e chiese di
gran signore vivamente offeso oriente, che avevano de' vescovi di
dalle espressioni poco rispettose, rito latino.
delle quali eransi serviti alcuni Giovanni /Micheli veneziano, ni-
sediziosi nel fargli la domanda, pote di Paolo II che nel 1468 lo
diede ordine che fossero cattura- creò diacono Cardinale di s.Lucia
' ti, e lo stesso giorno furono pu- in Selci, donde passò al vescovato
'
niti col supplizio della gabbia". di Porto, e poi venne fatto patriar-
Per conto dello stato della cat- ca di Costantinopoli. Morì nel i5o3.
»o6 COS COS
Giovanni Borgia il seniore di Va- btolico, per presentare la berrclla
lenza, dallo zio Alessandro VI nel cardinalizia all' attuai venerando pa-
1492 creato Cardinale prete del ti- store della chiesa veneta Jacopo Me-
tolo di s. Susanna, poi patriarca di nico , nella quale occasione recitò
Costantinopoli. un analogo forbito discorso latino,

Francesco de Loris di Valenza, che in originale presso di me ge-


nipote di Alessandro VI, che da losamente conservo, insieme ad al-
tesoriere lo fece Cardinale diacono tre memorie della speciale beni-
di s. Mai'ia Nuova, col titolo di pa- gnità,con cui sempre si compiacque
triarca di Costantinopoli. riguardarmi Quindi il Pontefice
.

Marino Griniani veneziano, patri- lo preconizzò , e nella patriarcale


arca di Aquileja, col titolo di pa- basilica Liberiana, della quale lo
triarca Costantinopolitano, nel i527 aveva fatto canonico, solennemente
da Clemente VII annoverato al il consagrò in arcivescovo in parti-

sagro Collegio. bus di Nazianzo lo fece ascrivere :

Scipione Rebiba di Messina, go- alle principali congregazioni cardi-


vernatore di Roma, creato Cardi- nalizie, in qualità di consultore ; lo
nale nel i555 da
Paolo IV, col nominò uno de' prefetti deputati
titolo di s. Pudenziana, donde, a- alla commissione de' sussidii, e di-
vendo nel i56o avuto il titolo di stinguendolo con beneficenze e fa-

patriarca di Costantinopoli , nel vori, finalmente nel concistoro dei


1 074 passò al vescovato suburbica- 21 febbraio 1839 lo promosse al
rio di Sabina. patriarcato di Costantinopoli. Questo
Meritano inoltre special menzione distinto prelato ebbe riputazione di
gli ultimi tre patriarchi seguenti : profondo teologo, e canonista, co-
Giuseppe della Porta Rodiani, me era eziandio molto versato nel-
romano, traslato dall' arcivescovato la filosofia, e nelle scienze fìsiche,
di Damasco in pardbus, e fatto delle quali colle stampe ci diede i

patriarca di Costantinopoli da Leo- più utili, e chiari insegnamenti.


ne XII nel concistoro de' 1 6 mag- Fi-a essi sono principalmente a i-am-
gio 1823. regnante Pontefice lo
Il mentarsi gli Elementi di fìsica ge-

creò Cardinale prete di s. Susanna, nerale, che in sette tomi pubblicò


e poi vicario di Roma. nel 1822 co' tipi del Curti di Ve-
Giovanni Soglia di Casola Val- nezia. Questa illustre città lungamen-
senio diocesi d'Imola, fatto arcive- te lo ammirò prima di Roma noa
scovo di Efeso, e dal Papa regnan- solo per la dottrina, ma per 1' esi-
te traslato al patriarcato di Costan- mie virtù ecclesiastiche di cui era
tinopoli nel concistoro de' 6 aprile doviziosamente adorno, e nell'eser-
i83i; quindi nel i838 creato da cizio di provveditore dell'imperiai
lui Cardinale del titolo de'ss. Quat- regio liceo convitto ove fece fiori-
tro Coronati, e vescovo d' Osimo e tissimi allievi, e nella dignità di
Cingoli. canonico onorario della basilica pa-
Antonio Maria Traversi, nato in Uiarcale di s. Marco, e nella col-
\ euezia a' 2 1 febbraio 1765, dal tura d' ogni scienza sagra e profana,
regnante Gregorio XVI, suo antico, per cui meritò di essere fatto pre-
e tenero amico, fu successivamente sidente della cospicua nostra acca-
dichiai'ato nel 18 34 ablegato apo- demia di religione Cattolica. L'au-
2

cos COS 107


gusto monarca Fiancesco I di glo- cioè presso la cappella Sforza, ossia
riosa memoria, decorollo della gran presso il coro d'inverno de' canonici.
medaglia d'oro del merito civile, Tra gli altri onori funebri resi a que-
che con solenne pompa gli fu confe- sto prelato, rammenteremo l'esequie
rita nell'aula del sopraddetto liceo di celebrategli in Venezia dall' Imp.
Venezia. Amantissimo degl'indigenti, Regio liceo nella chiesa di s. Ca-
vescovo zelante , benigno ed amo- terina. V intervennero il Cardinal
revole con tutti , massime co' suoi Monico patriarca , i professori del
domestici, dopo lunga malattia spi- liceo, ed il clero curato della città.
rò in Roma nel bacio del Signore Il eh. professore emerito del me-
a' 1 settembre
1842, assai com- desimo liceo abbate Bellomo lesse
pianto ed encomialo. Il complesso un affettuoso elogio funebre, il qua-
di sì preclare doti gli guadagnò le dal sacerdote d. Lorenzo Gallo,
sino dalla sua gioventù, ed ancor censore emerito dell'I. R, liceo stes-
diacono, ed intima con-
l' affezione, so , in testimonianza di affelluosa
fidenza del sommo Pontefice Gre- venerazione pel defonto, fu pubbli-
gorio XVI, il che basta per formare cato nel 1843 nella tipografia Pas-
il più magnifico elogio all' egregio seri Bragadin.
prelato, che per ben tre volte videsi
onorato nella sua residenza, dalle
sovrane visite del capo della Chiesa. Stato presente, ossia statistica delle
Nell'ultima sua volontà, oltre i missioni in Costantinopoli, sog-
parenti e i domestici cui era affe- gette alla giurisdizione del vicario
zionatissimo, giustamente furono di- apostolico^ insignito del carattere
stinti col dono della biblioteca, e vescovile con titolo arcivescovile
gabinetti di fisica, e storia naturale in partibus.
i religiosi della compagnia di Gesù,
e i Passionisti con diversi arredi e
paramenti sagri, insigni reliquie ec. La residenza del vicario aposto-
Kella suddetta basilica gli furono licOj dalla santa Sede
dipendente
celebrale decorose esequie, ed ivi il per r organo della Sagra Congre-
suo cadavere restò tumulato. 11 gazione di Propaganda Fide (Fedi),
valente, e eh. scultore cav. Giuseppe e in Pera presso la chiesa catte-
Fabris, molto stimato dal defonto, drale pei latini della ss. Trinità,
per fare una dolce sorpresa al lodato tiene anche a sua disposizione la
Pontefice, con nobile, e lodevole chiesa, e la casa di s. Giorgio ia
divisamento, ne ricavò dal volto la Calata con un cappellano incaricato
maschera, e con essa potè formarne ad assistervi. Il clero secolare è
il busto di gesso, che vivo ce lo composto di ventuno sacerdoti dio-
ricorda. Quindi dopo otto giorni cesani, e il regolare di otto lazza-
ne fece omaggio al medesimo Papa, risti della provincia di Francia, di
che, in segno di singoiar gradimen- sette riformati, di cinque domenica-
to, commise di trasportarlo in
gli ni, di otto conventuali, di tre cap-
marmo. Questo busto va a collo- puccini, e di due minori osservanti,
carsi convenientemente, e con iscri- i quali però abitano in un medesimo
zione di lode scolpita in marmo, convento coi riformati, e sotto un
nella patriarcale basilica Liberiana, comune superiore, ossia prefetto
io8 COS COS
apostolico. Il numero de' cattolici di stali, oltre i tre nazionali, francese»

Costantinopoli, compreso Pera e austriaco, e sardo. Finalmente vi è


Calata, ascende a novemila, secondo una casa di rifugio per poveri, e i

la recente relazione dell' attuale vi- due casse pel sollievo dei medesimi.
cario apostolico monsignor Giuliano Le risorse delle chiese parrocchiali,
Hillerau arcivescovo di Petra. sono gì' incerti, e le limosine.
La città di Costantinopoli, coi Salonicchi o Tessalonica, pro-
detti due sobborghi di Pera e di vicariato , lontano dalla capitale
Calata, si divide in tre parrocchie; quindici giorni. Un sacerdote laz-

il villaggio Buyukdere con i


di zarisla n' è superiore; vi è inoltre
dintorni ne forma una quarta, e un parroco, e cappellano fi'ancese :

queste sono stale affida le fino dal il numero de' cattolici ascende a cen-

momento della loro erezione a di- tocinquanta. Eravi una chiesa par-
verse corporazioni religiose, cioè la rocchiale dedicata a s. Luigi, eretta
parrocchia di s. Pietro di Calala ai anticamente dai gesuiti , ma fu
domenicani ; quella di s. Maria di distrutta dal fuoco del i83c): for-
Pera ai francescani riformati ; quella tunatamente però gli oggetti neces-
di s. Antonio di Pera, e l'altra di sari al cullo furono salvali. Vi sono

s. Maria in lluyukdere ai minori due scuole, una per i maschi di-


conventuali. Oltre queste quattro retta dagli slessi missionari, ed una
parrocchie, vi sono le nominale per le ragazze, eh' essi sostengono
chiese, cioè la cattedrale della Ss. col pagarne le maestre. Le risorse
Trinità, e quella di s. Ciorgio, e pel sostenimento della chiesa, e dei
la chiesa di s. Benedetto in Calata missionari consistono nelle questue,
dei lazzaristi. Oltre le sei comunità ed oblazioni de' fedeli, e negli af-
religiose sunnominate, un' altra di fìtti di alcune botteghe e case, che

donne se n' è stabilita da poco tem- rendono circa ottomila piastre tur-
po nel sobborgo di Calala. L'isti- che, equivalenti a quattrocento scudi
tuto delle monache sotto il nome romani in circa.
di Figlie della Carità fu intera- Angora o Andra nella Galazia,
mente fondato nel iGSg. Le mona- pro-vicarialo lungi da Costantinopoli
che per ora sono quattro, e fanno quattordici giorni di viaggio. Non
la scuola a centocinquanta ragaz- vi è alcun sacerdote di rito latino,
ze povere. Cli stabilimenti di edu- ma soli sacerdoti arn)eni. Vi è un
cazione per la gioventù, sono per i piccolissimo numero di cattolici la-

maschi il pensionato, e l' esternalo tini, e questi nelle necessità ricor-


dei lazzaristi a s. Benedetto in Ca- rono agli armeni cattolici: così an-
lata, e la scuola gratuita che tiene cora non avvi chiesa di rito latino.
ognuna delle tre parrocchie. Per le Ei^enwi, pro-vicarialo nell' Ar-
femmine, oltre il suddetto istituto menia maggiore. Non vi è alcun sa-
delie Figlie della Carità, evvi una cerdote, né vi sono chiese di rito lati-
scuola, ove si paga una pensione, no, ma soli sacerdoti armeni: visone
sotto la parrocchia di s. Antonio, quindici cattolici Ialini, che nelle
ed un'altra sotto la parrocchia di necessità ricorrono agli armeni cat-
s. Maria. Vi sono ancora molti tolici.

maestri di lingua francese, e due Acalziche ,


pro-vicariato nella
ospizi, e due ospedali per gli appe- Armenia maggiore. Havvi un mis-
,

cos COS 109


sionario cappuccino speditovi dal ganda Jìde, nell' affitto degli stabili
prefetto delle missioni di Gioigia. suddetti, nelle questue, ed in pochi
Vi è un piccolo numero di cattolici incerti.

latini, ed una chiesa con ospizio Dardom'a, di là dal canale del-


dei cappuccini. l' mancanza del cap-
Ellesponto. In
Bursa, pro-vicariato. Non vi so- pellano del console francese, suppli-
no cattolici di rito latino, né sa- sce il parroco di Rodosto all' assi-

cerdote, ne chiesa di tal rito : i stenza spirituale de' fedeli. Vi si

pochi latini che vi sono, ricorrono contavano per lo addietro sette-


nelle loro iiecessità spirituali ai sacer- cento cattolici latini : evvi una
doti armeni cattolici di commissione, sola cappella del console francese.
Adrìanopoli pro-vicariato.
,
Vi Buyukdere, villaggio lungi da
sono due soli sacerdoti, cioè un mi- Costantinopoli circa otto miglia
nore conventuale, ed un pinete seco- presso le foci dell'Ellesponto. Vi
lare, che amministrano le missioni. sono due religiosi conventuali, e:
I cattolici latini ascendono a cen- con essi un prete secolare addetto
tosettanta : vi è la chiesa di s. al servigio della chiesa : i cattolici
Maria de' minori conventuali. Le latini ascendono a quattrocento die-
risoi'se pel sostenimento della chie- cinove. Vi è una cappella colla casa
sa, e dei sacerdoti consistono nelle parrocchiale annessa, ed una unica
questue, che si fauno ogni giorno scuola gratuita diretta da un mino-
alla messa. re conventuale pei maschi, ed una
RoLÌoslo^svWdi Propontide, dislau- per le femmine diretta da una
te cento miglia da Costantinopoli. monaca del terz' Ordine. Questa
Questa missione fu amministrata parrocchia fu eretta a tempo di
sul principio dai gesuiti, ma in se- monsignor Fonton vicario apostolico,
guilo i vicari apostolici incomincia- e da lui affidata ai conventuali, che
rono a mandarvi missionari. I fedeli vengono rimossi dal loro prefetto
di Rodosto, desiderando ardentemen- apostolico. Le risorse della parroc-
te di avere un sacerdote fìsso, chia riducono a due questue an-
si

hanno fatto grandi sforzi per assi- nue, che si fanno da persone seco-
curargli un piccolo mantenimento lari nelle case, oltre le oblazioni
con donare alcuni piccoli stabili alla de' fedeli.
chiesa. I cattolici latini ascendono Metelino, già Mitilene, l'antica
a quarantadue. La chiesa di Rodo- Lesbos. Non vi è missionario sla-
sto riconosce per suo fondatore un bile. Vi dimorano pochi cattolici
nobile di Ungheria per nome Ra- stabilmente, ma diversi avventizi ve
goski, che si rifugiò in Costantino- ne concorrono non evvi chiesa.
:

poli nel tempo della guerra degli Butta, già Pruta in Bitinia, Bil-
ungheri coi tedeschi. Le risorse del legich vicino a Burla, e le seguenti
missionario, che deve pensare a sono tutte città dell' Anatolia di-
mantenere la cappella, ed a conser- pendenti da questa missione; cioè
vare in buono stato i piccoli stabi- Amaiea , Marrevan,
Calcedonia ,

limenti ad essa appartenenti, consi- Servas, Cirino,Ambcher, Eziurgan,


stono in una pensione di cinquan- Bibrich, Eghin. In dette città non
ta scudi che gli passa la sagra con- vi suno sacerdoti, né si conosce il

gregazione cardinalizia di Propa- numero de' fedeli.


no COS COS
Cutaja. Non vi è sacerdote fìsso, circa quattromila. Hanno la chiesa

ma di frequente ivi si reca uno parrocchiale della Concezione,


ed
da Costantinopoli. Nelle necessità un buon ospizio, ove tengono scuo-
spirituali, il piccolissimo numero la pubblica gratuitamente. Vi è
de' cattolici latini, che trovansi in pure un grande ospedale sotto il
questo luogo, ricorre agli armeni titolo di s. Antonio tanto pei na-

cattolici. zionali che pegli esteri. Il coiìvento


Smirne, cioè missione de' dome- e l' ospizio possiede cinque vasti

nicani di Costantinopoli fuori del magazzini per mercanzie, e diver-


patriarcato. Negli anni scorsi vi era se case. Paga esso scudi duecento
un solo religioso. 1 domenicani vi annui all'arcivescovo di Smirne in
hanno un ospizio, senza chiesa, con vigore d'un decreto della congrega-
im solo oratorio interno per loro zione di Propaganda.
uso, è si occupano soltanto in pre- Burnahat, o missione de'minori
dicare in lingTia turca, confessate, riformati in Costantinopoli, fuori
far la scuola ec. Questo ospizio ha del vicariato apostolico. Vi è il pre-
una rendita di vari censi, ed altra sidente, ed il parroco con l'aiuto

ne ritrae dall'affitto dell'ospizio me- di un altro missionario. I cattolici

desimo. ascendono a circa cinquecento, han-


Va qui notato che dei prefetti no la chiesa parrocchiale sotto il

delle diverse missioni già nominate titolo di s. Maria, che nel i83i fu
e residenti in Costantinopoli (ad ec- costruita di materiale, e fu benedet-
cezione de'minori conventuali) oltre ta: prima era di legno.

le parrocchie ed ospizi di sopra in- Scio, missione de'minori rifor-

dicati, hanno ancora fuori del vi- mati di Costantinopoli, fuori del
cariato apostolico patriarcale di vicariato apostolico. Vi è un solo

Costantinopoli, ed in altre diocesi, religioso presidente. Hanno la chie-

parrocchie ed ospizi ai quali i pre- sa di s. Antonio con l' ospizio, di

fetti destinano rispettivamente mis- i cui si servono anche i domenicani,


sionari, che da essi dipendono e quando vi sono. Dopo la distruzio-

ricevono la facoltà, e sono i se- ne della cattedrale è stata finora


guenti. officiata dal clero secolare. La scuo-
Scio nell'Arcipelago. Attualmente la si fa da un sacerdote secolare.

non vi è sacerdote : vi è l'ospizio Tine, missione de'minori riforma-


con cappella diruta. Alctmi fondi ti di Costantinopoli, fuori del vica-
detti della pia opera Calomati di riato apostolico. Vi è un solo reli-

Scio sono rinvestiti in Roma, e ren- gioso nell'ospizio di s. Antonio, co-


dono annui scudi cinquantotto, che me un solo laico abita quello di
si pagano dalla congregazione di s. Francesco: presso ambedue evvi

Propaganda. Questa missione è dei la chiesa. Inoltre vi sono diverse


domenicani di Costantinopoli, fuo- terziarie francescane che istruiscono
ri del patriarcato. le vivono esse in perpe-
fanciulle;
Sininie, cioè missione de'riforma- tua comunità per soli dieci giorni
li di Costantinopoli, fuori del vi- dell'anno, passandone il rimanente
cariato patriarcale. Vi sono un vice- ognuna nella propria casa: prima
prefetto, un guardiano, vari religio- di compir quarant'anni di età non
si, e qualche laico : i cattolici sono sono ammesse ai voti. Per decreto
cos COS in
della congregazione di Propaganda notarsi, che oltre i luoghi anzidet-
rimane sospesa la vestizione di tali ti, i cappuccini avevano ospizi in
terziarie. Andi'os, Patmos, Argentiera, Sus-
Rodi, missione de'minori rifor- sante. Salalia, Paros, Parchias, A-
mati di Costantinopoli , fuori del gousta, Atene, Canea, Milo, ec. Que-
vicariato un solo
apostolico. Vi è sti ospizi al presente o sono distrut-
religioso nell'ospizio. Il numero dei ti, o derelitti per mancanza di mis-
fedeli ascende circa a cinquanta. Han- sionari, a riserva di Canea, ove ri-
no la chiesa parrocchiale sotto il ti- trovasi un religioso. Va pure av-
tolo della Madonna della Vittoria vertito , che i cattolici in questi
annessa all' ospizio. II religioso ha luoghi o più non esistono, o vi so-

l'obbligo di far la scuola gratis. no in picciolissimo numero, ed in


La chiesa è sotto la protezione au- pericolo di abbandonare la religio-
striaca. ne cattolica per mancanza di spiri-
Smirne , missione de'cappuccini tuale assistenza.
di Costantinopoli, fuori del vicaria-
to apostolico. Vi sono alcuni reli- Blissioni dei signori Lazzaristi di
giosi, uno ha il titolo di
de' quali Costantinopoli, fuori del vicaria-
superiore, o vice prefetto, un altro to apostolico.
ha l'obbligo di fare la scuola. I
cattolici ascendono a circa tre mi- Smirne. Vi è il superiore della
la: hanno la chiesa parrocchiale de- missione con un compagno. La lo-

dicata a s. Policarpo, annessa all'os- ro chiesa fu incendiata, esercitano


pizio , e sta sotto la protezione però l'uffizio di missionari in altre
francese. I cappuccini vivono coi chiese, e alla marina in più lingue.
proventi parrocchiali , e con una Le rendite sarebbero sufficienti per
rendita annua di circa mille e die- tre missionari. Tengono scuola pub-
ci piastre, che ricavano dall'affitto blica, e si occupano in modo spe-
di una casa, d'un magazzino, di ciale di fare il catechismo, e dispor-
sette botteghe, e di vm mercato. re ai sagramenti della confessione,
Naxin, missione de'cappuccini di e comunione Naxia. i marinari.
Costantinopoli fuori del vicariato Vi è il superiore dell'ospizio, con
apostolico. Vi è un solo religioso: im compagno, ed un laico. Han-
hanno la chiesa con comodo ospizio. no una chiesa assai bella, annessa
Sira,
missione de' cappuccini di all'ospizio, sotto la protezione fran-
Costantinopoli, fuori del vicariato cese. I fondi delia chiesa sono con-
apostolico. La loro chiesa è annessa siderabili, ma amministrati, e col-
all'ospizio, sufficiente
per l'abitazio- tivati dai greci. Santorino. Vi è un
ne di tre religiosi negli anni pas- : sol missionario: hanno una bella
sati vi erano alcune terziarie cap- chiesa colla casa annessa ove ten-
puccine. Di recente furono spediti gono pubblica scuola insegnando
vari missionari per rimpiazzare le la dottrina cristiana, la lingua fran-
missioni vacanti. cese, e qualche scienza relativa ai

Scio, missione de'cappuccini di bisogni del paese. Insufficienti sono


Costantinopoli, fuori del vicarialo i fmdi; ma amministrati e coltiva-
apostolico. Hanno la chiesa sotto il ti dai cattolici: la Francia però vi
palazzo del console francese È a supplisce con un'annua pensione.
112 cos COS
Aleppo. Vi è il superiore con un a poco saranno tutte riattivate con
missionario, i quali esercitano l'apo- immensi DD dei cristiani.
vantair^i
stolico ministero nella sola lingua
araba. Non hanno in questo luo- Notizie sul patriarcato armeno di
go chiesa propriamente detta, ma Costantinopoli j e sulla sede me-
un edifìzio di pietra è interamente tropolitana primaziale.
dedicato al servigio divino. L'anti-
ca casa fu distrutta dai terremuoti, La differenza tra gli armeni sci-

ed è stato costruito un altro picco- smatici consiste, che i primi rico-


lo edifizio colla pensione regia. Que- noscono due nature in Cristo, e gli
sto stabilimento, come tutti gli al- ultimi non ne riconoscono in lui
tri, ha una tenuissima rendita. Da- che una. Questa divisione rimonta fi-
jnasco. Vi sono due missionari, i no al concilio di Calcedonia nel 4'ì> i.
quali predicano e confessano in lin- Una parte degli armeni si dichiai'ò
gua araba: hanno una chiesa, o per quel concilio generale, l'altra
cappella, colla casa annessa. An- lo rigettò, e ne risultò una divi-
che questa missione di Costantino- sione, che dura ai di nostri. Il mag-
poli ha mancanza di rendite. Àn- gior piede lo prese quando i calilli

tiira. Vi sono due missionari, che saraceni invalsero l'Armenia, giac-


esercitano il ministero apostolico nel- ché innanzi questo tempo, e per
la sola lingua araba; essi hanno l'influenza de'patriarchi di Costan-
ancora il monistero delle salesia- tinopoli, e per opera di qualche
ne. Hanno una cappella con ca- patriarca o vescovo armeno, che
sa , e scuola annessa. Questo sta- anche in mezzo allo scisma non
jjilimento è situato verso le ra- mancarono di fiorirvi per dottrina e
dici del monte Libano. La cassa per zelo di religione illustri, a quan-
comune supplisce alla pochezza do a quando facevano ritorno all'uni-
delle rendite. Tripoli. Hanno una tà cattolica. Dopo l'invasione de'sa-
piccola fabbrica di recente restau- raceni, furono gli armeni cattolici
rata e compita, s' ignorano le rendi- quasi obbligati per due secoli ad
te, e solo si conosce, che sono molto esercitare il loro culto segretamen-
ristrette. E poi da avvertirsi, che i te, e solo nel tempo delle crociate
signori lazzaristi si trovano sostituì- poterono ritirarsi dove
in Cilicia ,

li ai p. gesuiti nelle sopraddette formarono un regno. Questo paese


missioni di oriente, con decreto dei vide una serie di re e di patriarchi
2r novembre 1782. Molte delle cattolici fino dal secolo XIV. I pro-
antiche missioni gesuitiche restano gressi de'turchij e la caduta di Co-
tuttora abbandonate, e sono quel- stantinopoli in loro potere, posero
le di Sira, Scio, Antilibano, ov'era fine al regno di Cilicia, e l'ultimo
prima il seminario, s. Elia, Cairo, patriarca armeno cattolico si rifugiò
Saida, ov' erano chiese, e collegi al monte Libano, ove i suoi suc-
diretti dai detti benemeriti religio- cessori hanno continuato sino ai
si. Nondimeno in alcune parti so- nostri giorni a godere il titolo, ri-
nosi di già introdotti nuovamen- conosciuto dalla santa Sede, di pa-
te, come in Tine, nella Grecia e triarca della nazione armena di Ci-
IVlorea, nella Siria ed in altri luo- licia.
ghi , e non si dubita che a poco Avendo dunque INIaometto II im-
cos COS ii3
peratore de'turchi, nel i45^3, espu- delle proprie chiese, e l'esercizio
gnata Costantinopoli, comandò che della religione cristiana.
Gioacchino, ai'civescovo armeno del- Tale si fu l'origine del pastore
la città di Bursa, o Prusa, già ca- armeno di Costantinopoli, ed in
pitale di Bitinia, venisse presso di proporzione che crebbero gli abi-
lui con buon numero di fami- tanti della città, gli armeni giun-
glie armene ed essendo
, il det- sero ad un numero assai copioso,
to sultano loro favorevole, asse- si in essa che ne' dintorni. Dalla
gnò ad essi un luogo determinato, presa adunque di Costantinopoli
affinchè abitassero unitamente par- può dirsi che cominci la sua epo-
te in Galata, e parte in Costantino- ca, la posizione odierna della na-
poli stessa. Quindi, con suo firma- zione armeno -cattolica, e quella de-
no, ordinò che Gioacchino fosse ri- gli armeni scismatici. Da quel tem-
guardato dai suoi nazionali , non po gli armeni cattolici di tutto il
solo qual capo gerarchico per le dominio ottomano erano assistiti in-
cose della loro religione; come distintamente da ogni sorte di sa-
già lo riguardavano indipendente- cerdoti cattolici; ma nell'anno 1740»
mente dal suo sovrano comando; in cui si stabili da Benedetto XIV
ma eziandio qual suo luogotenente la sede patriarcale di Cìlicia [P^e-
politico per tutlociò, che riguarda- di), monte Libano, gli
residente in
va la loro quiete e la suddita loro armeni cattolici sono stati sempre
fedeltà, e diedegii il titolo di Pa- divisi in due parti, una soggetta
trik, ossia patriarca, siccome lo a- al patriarca di Monte Libano, che
veva dato anche prima, o, per me- estende la sua giurisdizione sopra
glio dire, aveva confermato anche gli armeni della Cilicia, ed Arme-
a Gennadio, virtuoso patriarca dei nia minore; l'altra riunita in sette
vinti greci. missioni, tre delle quali nella Bi-
Inoltre Maometto II accordò a tinia, cioè Bursa, Bilezik, Reoteja;
Gioacchino autorità sopra tutti gli una nella Galazia, cioè Ancira, cit-
armeni domiciliati nella Grecia, e tà grande di tal provincia, ove sol-
nell'Anatolia, o Asia minore, talché tanto esistono armeni cattolici nel
a piacer suo potesse comandare ai numero circa di quindicimila ; in
vescovi, ed ai prelati nazionali su- Trebisonda capitale del Ponto di
bordinati alla sua giurisdizione, mu- Cappadocia; in Erzerum, città ca-
tandoli, confermandoli, deponen- pitale dell'Armenia maggioi*e; in A-
doli, secondo che avrebbe giudica- calziche, detta comunemente Gior-
to più conveniente, ed intimò alla gia citeriore, pro-vicariato che si
nazione che tutti gli ubbidissero, e estende fino al Ponto Eussino, e si

lo rispettassero qual suo incaricato suddivide in ventiquattro provincie,


di adfari loro, senza eccezione al- regolate da un prò -vicario. Queste
cuna o distinzione, come che fosse sette missioni comprendono, secon-
di rito, o credenza diversa. Dopo do le più recenti relazioni, un lìu-
tal sovrana dichiarazione pubblica- mero lii circa centocinquantamila
ta nel i46r, mentre il Pontefice armeni cattolici, i quali fino alla
Pio II era intento a reprimere le metà del decorso secolo sono stati
conquiste de'turchi ,
permise agli immediatamente soggetti al vicario
armeni suoi sudditi l' uso libero patriarcale latino di Costantinopoli.
VOL. xviu. 8
ii4 cos cos
Ma il numero armeni cattolici
degli connazionali, ed anche di reclamare
di Costantinopoli, che in principio il potere esecutivo (qualora ciò fos-

ascendeva a poche centinaia, si se necessario), il quale quasi sempre


iTioltiplicò a dismisura così, che al- si fidò ciecamente dei rapporti dei
l'epoca dell'elezione di Pio Vili patriarchi. Qui rammenteremo le

ascendevano nel 1829 a quaranta- persecuzioni del 1707, quella del


cinque mila. Perciò si vide la ne- ^770, che diu"ò sette anni, del
cessità di costituire ad essi un capo, 1809, del 18 12, e del 1816. II
che sotto la dipendenza del vicario principio della porta ottomana di
patriarcale latino, e rappresentando riconoscere il solo patriarca scisma-
la persona del vicario medesimo, tico per capo spirituale della na-
presiedesse non solo ai costantinopo- zione armena, non solo sottomette'
li'atii, ma ancora agli altri dispersi va gli armeni cattolici al detto
nelle altre missioni. Questo vicaiio patriarca scismatico, ma li rende-
venne insignito del carattere epi- va dipendenti da lui nell' ammini-
scopale, e prese il titolo di vicario strazione di alcuni sagramenti, e
apostolico, ed il terzo fu monsignor nella sepoltura. Perchè in forza
Papas, che fiorì nella detta epoca, dello stesso principio, non avendo
Dopo queste nozioni generali, pri- mai il governo turco permesso agli
ma di descrivere l' istituzione della armeni cattolici di aprir chiese, e
sede metropolitana primaziale, fatta dovendo nel tempo stesso far con-
in Costantinopoli dal medesimo Pio stare al governo i loro neonati, i

Vili, diremo dei principali avve- matrimoni, e i defonti; erano stali


nimenti, che precedettero quest' e- obbligati a ricorrere alle chiese
poca sì memorabile. scismatiche, pel battesimo, per la
Nel i6o5 in circa gli armeni benedizione nuziale, per la sepoltura,
scismatici cominciarono ad avere Essi però ricevevano nelle case
un ecclesiastico in Costantinopoli col private dai missionarii cattolici gli
titolo di patriarca, quantunque sia altri sagramenti, e in caso di ne-
piuttosto un vicario di quello di cessità si rivolgevano alle chiese la-
Ezcmiazin, e talvolta non sia nep- tine. Gli armeni cattolici, in mezzo
pure insignito del carattere vescovi- alle persecuzioni, altro appoggio non
le. Per tal motivo egli è uno de' pa- avevano se non quello delle lega-
triarchi minori, poiché dipende da zioni cristiane a Costantinopoli. I mi-
quello di Ezcmiazin come suo , nistri delle potenze cristiane, scuo-
Ticario. L' altro poi è quello di prendo gl'intrighi de' patriarchi, ed i

Gerusalemme, che ripete la sua mezzi che impiegavano per eccitare la


origine dai califfi di Egitto, ed è persecuzione contro gli armeni calto-
potente. Nella lunga serie delle per- liei, i quali abbisognavano soltanto
secuzioni sofferte dagli armeni cat- di un organo per difendere la loro
lolici, non ve n'ha alcuna, che non causa innanzi al governo turco, con-
provenga dai patriarchi scismatici, siderarono da quel momento qual
i quali prima essendo soli ricono- dovere di umanità l' interessarsi per
scinti dal governo per capi spiri- la sorte di questi infelici,

tuali della nazione armena, avevano Avanti il secolo XVIII, i patriar-


ai loro occhi non .solo il diritto, ma chi scismatici armeni di Costantino-
r obbligo di sorvegliare sui proprii poli, e tutti gli altri prelati armeni
e OS COS ii5
costituiti, come dicemmo, dal go- In questo fatai momento tutto
verno ispettori immediati civili dei fu confusione e turbamento nella
loro sudditi spirituali, riunivano, chiesa armena di Costantinopoli. La
come i cadi turchi , nella loi'o serie de' patriai'chi, che si succedet-
persona i due poteri, ed esigevano, tero dal principio del secolo XVIII
ed ottenevano una subordinazione sino al 1780, ci presenta quasi una
perfetta tanto riguardo al culto, serie non interrotta di calamità e
quanto riguardo alla polizia, senza di pericoli per conto della i-eligione.
che si fosse mai manifestata nei Il partito aderente ai patriarchi, ve-
sudditi mentovati alcuna resistenza dendo che ogni giorno accrescevasi
ai loro superiori, e senza che in l'animosità de' cattolici, li ricambiò
questi nascesse il menomo sospetto con maggior dispetto, trovandosi
di aver tra i loro dipendenti alcun spalleggiato dal governo. Per quan-
refrattario, o ribelle. Tutto era con- to alcuni patriarchi cercassero di
cordia e pace, né discussioni, o con- conciliare la concordia, e le coscien-
troversie religiose, che tendessero ze alla pace, o non vi riuscirono, o
alla sedizione, eransi introdotte nel furono eglino stessi la vittima della
popolo armeno soggetto al gran propria lenità, e dell' altrui perfi-
signore. Ma in un momento, come dia. Soltanto r indole del patriarca
racconta il Bercastel nella Storia Giovanni Golot, che governò la sede
del Cristianesimo, tutto cambiò di armena di Costantinopoli per più.
aspetto, e il mal inteso zelo, e la di vent'anni, valse a dissipare lutti
poca prudenza d'alcuni fu causa di i nembi procellosi, che per parte
molti mali, spargendosi che non era de' turchi erano pronti a cadere
lecito ad un armeno cattolico di sulle teste dei cattolici nella capitale
intervenire ad alcuna funzione nelle dell' impero.
chiese degli armeni scismatici. Laon- In Ancira nell'Anatolia, già ca-
de, senza il menomo riguardo, pre- pitale della Galazia, il patriarca
sero a frequentar le chiese de'fran- suddetto aveva sette chiese possedute
chi, o latini, a fronte dei terribili dai prelati, e sacerdoti della sua
divieti del sovrano, che per motivi ubbidienza. Dopo aver Mosè Scirin,
politici ne pi'oibiva 1' accesso, e al- vescovo di Ancira, governato il suo
lora fu che la moltitudine si divise gregge per otto anni continui con
pubblicamente in due fazioni con- somma prudenza, si recò nella chie-
trarie e nemiche. Non si creda però, sa di s, Gregorio Illuminatore, che
che la sublime porta volesse vio- è la principale di Ancira, ed alla
lentare le coscienze, ed astringere presenza di numerosa moltitudine,
alcun armeno ad uniformarsi alla dichiarò solennemente, eh' egli era
credenza del patriarca pro-tempore, stato sempre cattolico, e che da
che anzi essa lasciava ognuno in buon cattolico voleva pur morire
propria libertà, senza punto inge- nella comunione della s. Chiesa Ro-
rirsi intorno alla fede e la religione; mana, e col massimo fervore esortò
e ciò avveniva, perchè era persuasa gli armeni dissenzienti a deporre i

che fossero infedeli coloro che non era- pregiudizii, e le gare nazionali, e
no mussulmani, motivo per cui non ricovei'arsi con sincerità di cuore
prendeva altro interesse di religione, nel seno della Romana Chiesa, ma-
che quello spettante alla propria. dre, e maestra di tutte le chiese,
ii6 COS COS
fuori della quale non havvi luogo 1780 di riavere le loro chiese, seb-
a sperare salute. Dal patriarca Go- bene neir anno seguente un capigi
lot fu dato a Mosè in successore Gia- Basci gliele ritolse per la terza vol-
como NaI, che dipoi gli successe ta, senza speranza di più possederle.
nel patriarcato, e quindi si accrebbe Mentre erano patriarchi armeni
rapidamente il numero de' cattolici, di Costantinopoli Giacomo Nal, e
e tutto quel popolo di armeni a- Gregorio Diodati la sorte degli
,

vrebbe deposte le sue sinistre pre- armeni riguardo alla religione non
venzioni, ed abbracciato di buona soggiacque a spiacevoli avvenimenti.
fede il cattolicismo, se il padre delle Per la rinunzia di Gregorio, fu
discoitlie non avesse turbata la pa- eletto patriarca Zaccaria, il quale
ce, e la scambievole carità, che vi venne eccitato dagli stessi ministri
regnava. ottomani a reprimere i cattolici, che
Anche in Ancira
armeni cat-
gli non cessavano di mostrare avver-
tolici incominciarono ad astenersi sione alle chiese armene degli sci-
dal frequentare le chiese de' loro smatici, a deriderne i riti, ed al-

nazionali eterodossi, e a dividersi l'opposto frequentavano quelle latine


in due partiti ; mancò la concordia, de' franchi, non ostante i divieti del
insorsero dispute di religione, ed il governo ottomano, ed ivi facevano
livore si manifestò da per tutto. le loro limosine. Inutili furono le
Quattro chiese si occuparono dai avvertenze del patriarca Zaccaria,
cattolici,e tre dagli eterodossi, con- ed il governo rinnovò il divieto.
servandosi neutrale la sede vescovile. Vedendosi i cattolici nell'angustiosa
Allorché Giacomo Nal divenne pa- alternativa, di non poter frequen-
la sua chiesa di An-
triarca, conferì tare le chiese de' franchi, né di
cira a Sergio Seraf, cattolico occul- accostarsi alle chiese nazionali per-
to; quindi un firmano del sultano chè i missionari noi permettevano,
severamente comandò ai cattolici di vennero in determinazione di otte-
restituire le quattro chiese agli ete- nere dal sovrano la facoltà di eleg-
rodossi. Sergio allora rinunziò, e gersi un patriarca, ed aver chiese
gli venne surrogato Tommaso Tara- proprie per la loro nazione, in cui
sarali, che la governò con sufficien- potessero adunarsi separatamente
te tranquillità. Intanto agli ancirani dagli altri nazionali pegli esercizii
cattoUci di Costantinopoli riuscì di consueti di religione; ma le loro
fare rimovere Tommaso dalla sede suppliche dal governo furono inte-
di Ancira, e sostituirvi Pietro Bahdiar ramente rigettate. Il maneggio ven-
notoriamente cattolico, siccome circo- ne a cognizione del patriarca, che
non avverso al patriarca, on-
spetto, e si determinò di punire i cattolici,
de venne pure autorizzato con im- anche a cagione delle sommosse di
periai firmano. Malgrado però la Ancira; gli scismatici allora per
sua prudente condotta, i cattolici vendetta si abbandonarono ad ec-
spinti dal loro zelo nuovamente si cessi, che il governo dovette repri-
impadronirono delle quattro chiese mere, allontanando Zaccaria da Co-
mentovate, per che il patriarca con
lo stantinopoli, coir inviarlo a Bursa,
ordine superiore tornò a spogliar- previa la rinunzia del patriarcato,
li ', e rilegò Pietro in una fortezza. che venne concesso a Giovanni di
'i ullavolta riuscì agli ancirani nel Ramadan.
,

cos COS 117


IiTitatissimo il nuovo patriarca per ricevervi i sagramenti del bat-
contro i cattolici per le pratiche da tesimo, della confermazione, e del
essi fatte affine di separarsi dal re- matrimonio, e per celebrarvi i fu-
sto della nazione, si abbandonò ad nerali de' loro defonli ; cose tutte
ogni risentimento, riguardandoli co- che portano annesso il peso di
me gente congiurata a smembrare qualche limosina. Lasciavali in li-
r autorità nazionale, e quella dei bertà di confessarsi, di ricevere la
patriarchi; e rappresentando alla su- Eucaristia, di ascoltar la messa ove
blime porta i cattolici, come tanti fa- loro aggradisse. I cattolici, ch'era-
ziosi. Indi li ridusse alle più terribili no raccolti in quell' assemblea, scor-
estremità; per cui il governo lo de- gendo nel patriarca sentimenti cou-
pose dalla sede, e lo rilegò in Carthan. ciUativi ,
promisero adattarsi alle
Venne in seguito richiamato Zacca- giuste dimando di lui : tale pure
ria, cui fu affidata la cura spirituale, fu r opinione de' più probi, e dotti
e politica degli Giunto a armeni. missionarii, che dissero essere discre-
Costantinopoli, con tutta amorevo- te le proposizioni del patriarca, e
lezza chiamò a conferenza circa potersi dai cattolici in buona fede
venti de' più qualificati secolari cat- e coscienza secondare, per motivi e
tolici, pregandoli di prestarsi alle considerazioni politiche. V. il citato
cose di cui li ricercava, assicuran- Bercastel nel tomo XXXV, p. 23,
doli, che poi si sarebbe prestato a e seg. 11 vicario apostolico residen-
ristabilire la tanto bramata calma. te in Costantinopoli non vi volle
Queste cose erano : I. Che i seco- convenire ; il patriarca ne fu alta-
lari si astenessero di disputare in- mente indignato, e permise, che gli
torno a materie di religione. II. armeni ricorressero direttamente nel
Che nei giorni di digiuno non 1783 al sommo Pontefice Pio VI.
mangiassero pubblicamente pesce Il supremo Gerarca, fino dal
mentre nazione in tali giorni fa
la 1781, era afflitto per la persecu-
uso di sole erbe e legumi. III. Che zione mossa in Costantinopoli, e in
incontrando sacerdoti armeni , li altre città dell' impero ottomano
trattassero civilmente. IV. Che non dal patriarca degli armeni scisma-
andassero con tanta pubblicità nelle tici Hamadan, e pegli orrori pure
chiese de' franchi. V. Che unita- commessi in Ancira. Perciò mosso
mente alla nazione celebrassero al- a compassione di tanti infelici, si era
cune feste, poiché celebrandole in adoperato in guisa colle corti di
altri tempi, potevano essere accusa- Francia, e di Spagna, che ottenne
ti alla porta, come in cospirazione di far cessare la persecuzione. Quin-
coi franchi. VI. Che finalmente si di Pio VI oi'dinò ad una congre-
recassero ne' dì festivi per alcun gazione di Cardinali, e di teologi,
tempo nelle chiese nazionali, e vi che si esaminasse il tenore del-
lasciassero qualche limosina, per di- la supplica, cui aveva ricevuto da-
struggere l'opinione invalsa nella gli armeni cattolici, sudditi della
plebe, che i cattolici tengono in con- porta ottomana, e la domanda di
to di combriccole di satana le chie- poter in mancanza delle proprie ac-
se eterodosse della nazione ; nelle costarsi alle loro chiese nazionali,
quali chiese però accostavansi senza benché sottoposte al patriarca ete-
difficoltà, o scrupolo quotidianamente rodosso, farvi qualche Uraosina ed
ii8 COS
orazione, e celebrarvi alcune feste, armeno cattolico protestò contro
a norma dell'antichissimo calenda- questo atto, e si procacciò in tal
rio romano: dimostrando nello stes- guisa delle persecuzioni, che dura-
so tempo, che, se negata ad essi rono più di un anno. In questa
venisse questa richiesta, i cattolici circostanza la porta prese per la
armeni andavano incontro ad infi- prima volta una cognizione più e-
niti pericoli, ed alle più crudeli satta della cosa, e fece impiccare
vessazioni. Questa supplica fu ac- parecchi dei promotori della per-
compagnata da una dotta analoga secuzione. Ma r effetto di questa
dissertazione del marchese Giovan- misura non durò per lungo tem-
ni de Serpos, L' affare incontrò po, e si conosce a qual punto di
molti ostacoli, e controversie, giac- rigore seppe indurre il patriarca il
ché il Papa volle da sé stesso co- governo nel 1827, e 1828 contro
noscere la causa. Di tutto fanno gli armeni cattolici. Il giorno, in
lunga descrizione il Tavanti, Fasti cui apparve il decreto fulminante,
di Pio VI, p. 91, e il Beccati ni il patriarca chiamò a sé più di
Stona di Pio VI, Par- t. II, p. 6. quattrocento di questi infelici, co-
lando Tavantij a p. 187, della
il municò loro gli ordini della porta,
Dissertazione Poleniico-critica del che tutti gli armeni cattolici do-
Serpos j dice che l'autore, dopo a- vessero suir istante abbandonare
verla data alle stampe, bramò di Pera, e Calata, e dichiarò loro,
intendere intorno a questa il giu- che se ogni cattolico non rinunzia-
dizio imparziale di molti vescovi, va con solenne giuramento a' suoi
teologi, ed università cattoliche, fra errori, e non ne somministrava due
le quali consultò quella di Siena. cauzioni presso gli armeni scisma-
V. Giuseppe Marinovich gesuita, tici, non otterrebbe il necessario
Dissertazione polemìco-critica sopra passaporto per rendersi ai luoghi
gli armeni, ed il suo Compendio destinati dalla porta. Il patriarca,
storico della nazione armena. In per ottenere il suo intento, avea
queste due opere difende la chiesa rappresentato che gli armeni ave-
armena, che alcuni teologi taccia- vano delle affezioni segrete coi
vano di eresia. franchi, ed erano partitanti dei gian-
Dopo che il Pontefice Pio VI nizzeri soppressi dall' imperatore
diede un' istruzione, per organo del- Mahmoud 11; laonde furono col-
la congregazione di Propaganda, ai piti tanto gli armeni costantinopo-
missionari di Costantinopoli, zelan- litani, che quelli di Ancira ivi di-
do questi l'onore di Dio, stante i moranti, e trattati con più rigore,
mezzi pacifici e conciliativi del pa- giacché molti erano saliti a qualche
triarca Zaccaria, si giunse nell'ar- fortuna ed onore , ciocché aveva
mena nazione a tranquillar quel prodotto gelosia, invidia, ed emu-
mare tempestoso, che la teneva agi- lazione, che fomentavano lo spirito
Però nel 1819
tata. diversi sacer- di discordia.
doti, che il patriarca Paolo aveva Ma, per conoscere le cause del-
minacciati colla morte^ sottoscrisse- l'ultima persecuzione sostenuta da-
ro dietro sua intimazione una spe- gli armeni cattolici nell' impero ot-
cie di atto di sommissione religio- tomano dai primordi del 1828 si-

sa; ma la gran massa del popolo no verso la fine del 1829, cioè
.

cos COS 119


sino dopo pace fatta tra i tur-
la testa, trattarono fi'a loro sui sogget-
chi e i russi in Adrianopoli, e se- ti migliori da proporsi al sommo
gnata ivi a' i4 settembre di detto Pontefice Pio Vili, fra'quali dove-
anno, va letta la relazione anoni- va egli medesimo scegliere a pia-
ma stampata a Parigi con questo cimento meglio credesse per
chi
titolo: Persecuiions exercics enorient l'alto grado di capo ecclesiastico
cantre les catholiques Armeniéns, dell' armeno cattolicismo di lutto
Paris i83o, e principalmente il eh. r impero ottomano. Quattro furono
can. Mariano Bedelti, Lettere due i soggetti, eh' essi trascelsero, e
sulla emancipazione religiosa dei presentarono al Papa, cioè mon-
cattolici armeni nell' impero ottO' signor Antonio Nurigian di Er-
mano, Modena i83o. La suddetta zerum nato in Costantinopoli già
pace di Adnanopoli, conchiusa fra alunno del collegio Urbano di
Mahmoud imperatore ottomano,
II Propaganda ; monsignor Giovanni
e padre dell' odierno sovrano, e ?si- Salviani pure di Erzerum ; monsign.
colao I regnante imperatore di Rus- Giorgio Papas allora vicario apostoli-
sia, fece subentrare negli alti con- co in Costantinopoli, e monsign. Pao-
sigli del primo
calma in van-
, la lo I^Iarusci, che trovavasi allora in
taggio degli armeni. Finalmente Roma come il>urigian,ed ancor es-
allora comparve chiara più della so stato alunno del nominato ce-
luce la innocenza de' cattolici arme- lebre collegio, ^ella congregazione
ni, calunniati dal patriarca scisma- generale tenuta dai Cardinali com-
tico per astio di eresia, e per in- ponenti quella di Propaganda, ai

teresse; ed il gran signore nel ri- 17 maggio i83o, presieduta dal


donare la sua grazia agli armeni, zelante prefetto generale della me-
comandò che fossero ad essi resti- desima il Cardinal d. Mauro Cap-
tuiti i beni confiscati ; e fatto pellari, ora regnante Pontefice (a
persuaso, che l'unione, e lasom- cui si dovette il merito principale

missione de' cattolici al Papa non del felice successo di quanto rac-
impediva