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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII , ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVI.

VOL. XXIV.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCXL1V.
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s, •
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

F
r ERMO (Firmali). Città con re- ascendendo sino alla falda degli ele-
sidenza arcivescovile, capoluogo del- vati A pennini. Esse sono feraci , e
la delegazione apostolica del suo no- dalla parte della marina salubre è
me nello stato pontificio, già capi- il clima, come è dolce la tempera-
tale d' uno stato, e della Marca Fer- tura. I popoli compresi in questa
mana, della quale premetteremo un parte della regione picena, dopo la
cenno isterico., coli' autorità del eh. decadenza del romano impero fu-
Pietro Castellano, Lo stato pontificio, rono talvolta compresi nel ducato
pag. 4^8. La Marca Fermana, os- di Spoleto e talvolta ebbero dei
,

sia quel tratto di paese che ne co- particolari conti , signori e duchi
stituisce oggi la provincia, viene li- poiché nel 770 Fermo ebbe un suo
mitata al nord dal governo Macera- duca particolare in Tarbuno. Quan-
tese di Montolmo, all'ovest dagli do poi nell'Italia meridionale inco-
altri del Sanginnesio e di Sarnano, minciò a farsi rispettare il nome
al sud dal distretto ascolano di normanno, si vide separata dal ri-
Montalto, ed all'est dall'Adriatico, manente della provincia e sotto ,

ove mettono foce il Tenna, il Le fa- quella straniera influenza prese la


vi vo, l'Aso, il Manocchia, ed il Te- denominazione di Marca di Fer-
sino. Nella estremità boreale scorre mo, nome che vuoisi incominciato
il torrente Leta- morto, che è un nel 910.
notevole influente del Chienti. Lun- Il p. Brandimarte, nel suo Pice-

go questa spiaggia è la via che man- no annonario ossia Gallia Senonia ,


tiene la comunicazione col regno a pag. 14 dice che la voce Marca
delle due Sicilie, entrando per mez- non altro denota che termine o
zo della delegazione Ascolana negli confine ; e che tutti coloro i quali
Abruzzi. Tra gli sbocchi de'menzio- furono destinati al governo di qual-
nati fiumi graduatamente s'innal- che provincia posta nel confine del
zano le colline in liuea parallela, reguo , cominciarono a chiamarsi
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marchesi; uso che risale al IX se- Roberto Guiscardo duca de'norman-
colo, siccome afferma il Muratori. ni essendosi portato in quell'anno a
Quindi il medesimo p. Brandimar- Roma, gettandosi ai piedi di s. Gre-
te asserisce che la prima Marca co- gorio VII gli prestò giuramento di
stituita nella provincia del Piceno, fedeltà, e si riservò quella parte già
fu la Marca Fermana, di cui a lun- occupata della Marca Fermana, con
go tratta il p. Barretti nell'illustra- Salerno ed Amalfi ; ed il Papa as-
zione alla tavola corografica dell'I- solvendolo dalle censure, e dando-
talia del medio evo, e ne misura gli l' investitura della Puglia, della
l' estensione dagli Apennini al ma- Calabria, e della Sicilia, come l'a-

re , dal fiume Musone a Pescara, veva ricevuta dai di lui predecesso-


ed abbracciava quasi tutto il Piceno ri Nicolò II ed Alessandro II gli ,

suburbicario. In prova si cita un soggiunse de Ma autem terra ,


:

diploma del 967, riportato dal Ba- quam in/uste tenes sicut est Saler-
luzio nell' appendice al tomo II dei nus , et Amalphia , et pars Mar~
Capitolari dei re di Francia, pag. chiae Firmanae, mine te patienter
i55o, in cui si legge: « Villa Ma- sustineo. Ecco l' epoca in cui gli
,

» riani campo jure proprietatis san- agri Adriano e Pretuziano cioè ,

» ctae Firmanae Ecclesiae residen- quel tratto di paese che comincian-


>» te Pandulfo duce et marcinone". do dal fiume Pescara giungeva si-
Altro diploma è del io44> i° CU| no al Ponto, perdette il nome di
si legge: « infra territorium Pin- Piceno e di Marca, ed assunse quel-
« nense in loco qui nominatili- Sa- lo di Abruzzo ultra, che tuttora
» lajano, aut infra istam Marchiam ritiene. In questa epoca stessa si

* Firmanara, aut infra totum re- trova nelle carte antiche la Marca
« gnum longobardorum ". Evvi il Camerinese, ed i suoi marchesi so-
passo di Leone ostiense , il quale no i duchi di Spoleto , eh' erano
scrisse che « tempore Benedicti ancora marchesi della Marca Fer-
*> Papae anno III (978) quae . . . mana. E comune parere, come del
» Lambertus dux, et marchio pos- Muratori, del Berretti e di altri, che
ilisedisse visus est in co in ita tu Mar- la Marca di Fermo , e quella di
» sicano, et Balva, Furarne, Ami- Camerino fosse la stessa, e differis-
» terno, nec non et Marchia Fir- se pel solo nome, dappoiché il duca
*> mana, et ducato Spoletino ..." di Spoleto era marchese di Came-
Nella cronaca Farfense all'anno, rino e di Fermo ; e que' marchesi
94o, si riferisce « per idem tempus eh' egli destinava al governo di Ca-
*> bellum magnum co in mi ss uni es- merino e di Fermo , erano da lui
» se prò contentione Marchiae Fir- dipendenti. Al dire del p. Brandi-
» manae inter Ascherium, et Sari- marte, la contessa Matilde trasferì
» lionem, in qua praevalens Sarilio il pieno dominio del ducato di Spo-
« interfecit Ascherium et obtinuit , leto, quanto della Marca Camerine-
» Marchiam". Nell'anno 1078 giu- se e Fermana alla santa Sede, ed a
sta gli atti del concilio Romano fu- s. Gregorio VII, ovvero a Pasqua-
rono scomunicati tutti i normanni le li.

« qui invadere terram s. Petri la- Verso la fine del secolo XI i no-
» borant, videlicit Marchiam Fir- minati paesi costituenti la Marca
*> manam, etducatum Spoletanum", Fermana rimasero compenetrali nel-
FER FER 7
la Marca Anconitana, al dire del pidio. abbate dell' ordine basiliano ;
citato Castellano, ed al marchese e molti sono gli edifizi pubblici e
Guarnieri interamente soggetti , e privati che ne rendono grato l'a-
gli furono poi comuni le varie vi- spetto; a ciò si aggiunga le ame-
cende della medesima. Nota però il nissime campagne, popolate da gra-
p. Brandimarte, che la Marca An- ziosi casini, la marina, ed un cli-
conitana incominciò nel 1 198, e che ma salubre. Presso la spiaggia ev-
la Marca Fermana, secondo che vi Porto di s. Elpidio. Sembra
il

ne afferma il Muratori, fu chiamata che la città occupi le vicinanze di


anche Marca di Guarnieri j anzi per Cluanaj e nel luogo dell' antica
prova riporta il seguente documen- abbazia di s. Croce, si crede che
to, tratto da quelli stampati dal ivi Carlo Magno riportasse glorio-
Colucci nelle Memorie di Pierosa- so trionfo de' saraceni, né deve ta-

ra. « Anno Dominice incarnationis cersi che presso la chiesa di s.

» mille cxxm mense junius indi- Maria a pie di Chienti, vi sono


" ctione prima regnante Enrigo im- ruderi dell' antico palazzo del re
•' peratore et Guarnerius ruarchio- Carlo. Altri dicono Potenza, in
» ne damus, tradimus, atque vece di Cluana, città vescovile di
» transactavimus in servo servorum cui fu primo vescovo Faustino nel
« Dei in ipso monasterio beato san- 4 18. L'origine di s. Elpidio si fa

» cto Victore, quod est positum et rimontare al quinto secolo. La fe-

» est edificatus in fundo Victoriano deltà degli abitanti alla santa Se-
« territorio Camerino ". Ottone da de, maggiormente si distinse sotto

Sanbiagio narrando l'assedio che Giovanni XXII, contro Lodovico


Federico I pose a Milano nel 1 1 58, il Bavaro, che in vendetta fece at-

ci fa sapere che in una sortita i terrarne le mura, e saccheggiar il

milanesi « Wernherum italicum paese: gl'invasori francesi, nelle ul-


» marchionem praestantissimum cura time note vicende ,
gli recarono
>.- multis aliis occiderunt, de cujus gravi danni. Comprendesi in questo
» nomine dicitur adhuc Werneri governo le comuni di Montegra-
« Marchia ". Nel governo italico la naro, e di Monturano. Di questo
regione Fermana, cioè nel 1808, for- luogo scrissero: Andrea Bacci, No-
mò gran parte del dipartimento del tizie dell'antica Cluana, ec. Ma-
Tronto, e la odierna delegazione a- cerata 17 16; Fioravanti, Dissert.
postolica racchiude neh' unico di- sopra la basilica eretta nel terri-
strettoi sette governi di Fermo, di torio di s. Elpidio ec. dedicata al
Ripatransone, di Grottamare [Vedi), ss. Salvatore t anno 886, colfin-
di santo Elpidio, di Montegiorgio, tervento di Carlo III imperatore
di Monterubbiano, e di santa Vit- e re di Francia, e di diciannove
toria dei quattro ultimi ci permet-
: vescovi, Loreto 1770; Vecchietti,

teremo qui un brevissimo cenuo. Lettera sulla dissert. che in difesa


Vedi Marca. di un diploma di Teodosio vesco-
Sani' Elpidio a mare, elevato al vo firmano pubblicò nel 1770 in
grado di città da Leone XII, è po- Osimo 17 75;
Loreto il Fioravanti,
sto in deliziosa collina sulla destra Natale Medaglia, Memorie istori-
riva del Leta- morto. La chiesa col- che della città di Cluana detta
legiata è dedicata al patrono s. El- oggi terra di s. Elpidio ec, colla
,

8 FÉ 11 FER
vita di s. Elpidio e Sìsinnio; col- ce con gradevole aspetto in cima
V aggiunta memorie delVistes-
delle ad un colle, di cui si fa menzione
sa città lasciale dal Dacci, e da in principio del secolo XIV, ad-
Camillo Medaglia, Macerata 1692; detto ai ghibellini e perciò di par-
Colucci, Dell'antica città di Chia- te imperiale, con molli buoni e
na, exst. nel tom. Vili delle Ant. comodi fabbricati, colla collegiata
Picea. di s. Maria de' letterati, il tempio
Monte. Giorgio ( Mons s. Ma- della quale è rimarchevole. Com-
ria in Giorgio), borgo posto nella prende il suo governo le comuni
sinistra riva delTenna, su d'alta Monte Giberto, di
di Petritoli, di
collina , di muraglie con
e cinto Ponzano che ha la collegiata de-
esterno sobborgo; nel i3og fu te- dicata a s Nicola da Tolentino
nace partigiano de' ghibellini , e cui è appodiato Torchiaro, di Mo-
perciò da Clemente V minacciato regnano, di Monte-Vidon-Combat-
di Il paese ha la colle-
punizione. te, cui è appodiato Collina, di Mon-

giata de' Giovanni e Benedetto,


ss. tefiore, paese edificato dai recana-
la cui chiesa è bella ed ampia ; tesi con collegiata dedicata a s. Lu-
e nel suo governo sono comprese cia, e di Moresco.
le comuni di Falerona, V. Fale- Santa Vittoria, borgo posto nel-
sia, di Monte- Vidon-Gorrado di , la vetta tufacea, che chiamossi
Francavilla, di Atleta coll'appodia- Monte Nano. Dal suo territorio sca-
to Cerreto, di Magliano, di Mon- turisce il Leta-vivo, che i fiumi
te Appone, e riunendo
di Massa , Tenna ed Aso ne' due lati circo-
alla sua amministrazione comunale scrivono. L' assenzio cresce quasi
l'appodiato di Monte Verde. Abbia- spontaneo ne' suoi campi. Nume-
mo da Giacinto Alaleona Disser- , roso è il capitolo della collegiata
tatio de Tigno Piceno mine Mons dedicata a s. Vittoria, e bella si è
s. Mariae in Giorgio, exst. in sta- la chiesa : vi sono delle case reli-
tu Montis Georgi, Firmi 1730; giose d'ambo i sessi, ed un elegan-
Giuseppe Colucci, Sulle antiche cit- te teatro. A questo paese diedero
tà Picene Falera e Tigno, disser- origine nel IX secolo i monaci far-
tazione epistolare,
1777; Fermo fensi, che in tali loro possedimenti
più ci diede un' Appendice, Mace- si portarono ,
quando i saraceni
rata 1778. Deve notarsi che la cit- discesi nell'Italia meridionale spar-
tà di Tigno non ha mai esistito, gevano anche nella Sabina il ter-
essendosi preso abbaglio da Ti- rore delle loro conquiste. In quella
gnium, Tenna fiume. V. il detto occasione molte famiglie sabine se-
Colucci , Diss. sulle antiche città guirono i monaci, e furono le pri-

Falera e Tigno. Dopo però le la- me abitatrici del colle, che più
pidi scoperte col teatro di Falero- non abbandonarono. La contrada
ne si è fatti certi che i ruderi esi- rimase per lungo tempo soggetta
stenti nelle vicinanze di Monte all'abbate commendatario di Far-
Giorgio appartenevano alla colonia fa [Vedi), ma per V incorreggibilità
Faleria assai vicina ai serbatoi, o di gran parte del clero, che a tan-
conserve di acque, che si osserva- ta distanza mal potevasi tenere iti
no in Monte Giorgio. disciplina, il Papa Gregorio XÌII
Monte Ruhbiano, borgo che gia- l'assoggettò all'arcivescovato di Fer-
,

PB l\ FER 9
mo. Soggiacciono al suo governo ha un bel prospetto teatrale. Nella
le comuni di Monte Falcone, di cima è l'ampia piazza, con doppio
Smerillo, di Monte Leone, di Mon- portico laterale, decorata da ma-
te s. Pietro-Morico, di s. Elpidio gnifici edilìzi, dal palazzo governati-
Mori co di Montelpare , del quale
,
vo, residenza del delegato, da quello
fu Gregorio Petrocchini , creato di giustizia, e dal municipale, il cui
cardinale da Sisto V nel i58q; prospetto esterno è decorato dal-
di Monte Rinaldo, di Ortezzano la statua colossale di bronzo, rap-
e di Castel-Clementino: questo bor- presentante il magnanimo Sisto V.
go fu così chiamato dopo che Cle- L'episcopio, l'università degli stu-
mente XIV l'edificò nel 1772 per di, e il teatro dell' Aquila, uno
ricoverarvi gli abitanti di Serviglia- de' più belli e grandi d'Italia, si

no, giacché atterrarono le acque distinguono tra i principali edilizi,

il loro paese, cioè le acque di cui che nobilitano questa piazza mag-
era ripieno il colle, che cagiona- giore. La piazza a spese del co-
rono le dilamazioni, e forse non mune fu resa ed ornata
spaziosa
più raccolte dall'abbandonato acqui- alia metà del secolo decimoquinto ;
dotto. Trovasi alla destra riva di il palazzo governativo fu incomin-
detto fiume, in agiata pianura, e ciato nel 1D02 da Oliverotto Eu-
facendo di sé graziosa mostra. La freducci, e venne compito passati
collegiata è dedicata a s. Marco. trenta anni, indi nel 18 16 innal-
Si vedono gli avanzi di un antico zato di Bri piano, ed accresciuto;
e lungo acquidotto che prima re- il palazzo municipale vuoisi prin-
golava il corso delle acque; ripe- cipiato nel i3o8, terminato negli
tendosi forse dal suo abbandono ultimi anni del secolo XV o nei
la rovina del preesistente paese. primi del seguente, al declinare
Fermo (Firmimi), talora ebbe del quale la gratitudine de' ferma-
l'aggiunto di Picenum, forse a di- ni eresse a Sisto V, coli' opera di
stinguerlada un'altra città omoni- Accursio Baldi Sansovino, la men-
ma, non di molto lontana, come tovata statua, che sedente, e in atto
si esprimono alcuni ; ma il chiaris- di magistralmente rap-
benedire,
simo De Minicis prova ne* suoi presentò gran Pontefice: nell'e-
il

Cenni storici, a pag. i5, che l'al- poca repubblicana la statua fu


tra città omonima era di molto tramutata in s. Savino patrono
assai lontana dalla prima, perchè della città, indi venne trasportata
situata in Ispagna, e detta Colonia nella parte interna del palazzo, e
Angusta Firma. La città di Fermo poscia fu restituita al luogo dove
è fabbricata intorno ad un monte, si ammira. 11 palazzo arcivescovile
che sorge quasi isolato ad una le- fu edificato da Antonio de Vecchi
ga e mezza incirca dall' <\driatico. o de Vetulis vescovo di Fermo, e
11 fiume Tenna al nord, il Leta-vivo della Marca per Bonifacio
rettore
al sud passano alla distanza di Fer- IX; ebbe compimento nel i3qi,
mo, il primo di due miglia e il e successivi ristauri, massime dai
secondo circa di uno. La città è vescovi Capranica. Nei primi tempi
molto scoscesa ; e le strade interne i vescovi risiedevano nel monte del
nella maggior parte sono irregola- Girofalco, presso la cattedrale, e la
ri ed anguste circondata di mura,
: canonica, ma perì tal residenza,
io FER FER
ovvero fu pressoché rovinata nel piazza maggiore e suoi edifìzi. Fra
1176 dall'incendio di quasi tutta questi vanno rammentati inoltre,
la città, appiccato dal gran cancel- la chiesa di s. Rocco, eretta nel-
liere dell' imperatore Federico I. l'anno r5o3 dal comune pel flagello
Nell'episcopio vi è l'archivio arci- della peste, uffiziata da vari sodali-
vescovile, le cancellerie de' tribu- zi e pie congregazioni; e l'ospeda-
nali dell' arcivescovo, e le carceri le degl'infermi, ch'ebbe origine nel
ove si custodiscono i rei che pen- 1373, poscia dato in cura ai reli-
dono dal di lui giudizio. Il palaz- giosi benfratelli, i quali essendone

zo dell'università degli studi è un partitiper mancanza delle oppor-


edifizio che congiunge alla gravità tune comodità, nel i838 tornaro-
la semplicità: ristorossi per ordine no a reggerlo. La menzionata sta-
di Sisto V, col l'opera dell'architetto tua di Sisto V, fu illustrata dal
Domenico Fontana di Meli, prin- lodato De Minicis, con articolo che si
cipalmente nel prospetto esterno. legge néV Album, giornale letterario
La gran sala detta dell'aquila o di Roma, distribuzione ^5, anno
dell'università serve per le adu- VII, pag. 3^7, quindi stampato in
nanze accademiche, pe'pubblici con- separato opuscolo.
sigli, ed anche talvolta pei pub- Dalla piazza maggiore volgen-
blici divertimenti. Pio Panfili fer- do a destra si ascende per magnifi-
mano nelle pitture della volta rap- co ed agiato sentiere alla sommi-
presentò nel 1762 le glorie de'fer- tà estrema della collina, sovrapposta
mani di ogni genere. La bibliote- al ripiano della piazza, la quale
ca che ivi esiste è composta di più dicesi il Girone, o Girofalco, ove
di tredici mila volumi, fra' quali si vuole, che nella remota età fos-

sonovi opere rare e pregiate, co- se il paese circoscritto, essendovisi


dici ec, e libri di Romolo Spe-
i di poi fabbricato il forte, o castel-
zioli fermano, medico della regina lo, del quale coli' autorità del ci-

Cristina ed archiatro
di Svezia, monumenti
tato opuscolo, Eletta dei
di Papa Alessandro Vili; quelli ec, passiamo a darne un cenno.
della famosa biblioteca del cardi- Sopra un colle quasi isolato, e nel
nal Ricci; e quelli di benemeriti centro della città, sorgeva una vol-
cittadini , come del canonico Mi- ta questo castello, col più. deli-
chele Catalani. Dell'erezione del zioso prospetto all' intorno, rimi-
teatro dell'Aquila, che appartiene randosi di colassù le feracissime
al secolo decorso, come del risto- valli, irrigate da fiumi e torren-
ramento nel corrente, della sua am- ti, le amene alture, i ragguarde-
piezza, forma a ferro di cavallo, non voli paesi, il mare Adriatico, e la
che degli splendidi ornati, ne tratta catena degli Apennini . Ma di
il detto celebre letterato avv. Gae- questo famoso edifizio , non ne
tano de Minicis, nell'opuscolo intitola- rimane vestigio , restandoci solo
to : Eletta dei monumenti più illustri la ricordanza dei più famigerati uo-
archetlonici, sepolcrali, ed onorari mini, e de' più gravi avvenimenti
di Fermo e suoi dintorni, con stam- della ferma na istoria.Fu appunto
pe, Roma 1 84 1 - In essa precipua- in questo luogo, ove molti assedi
mente sono illustrati, il castello di si sostennero, molte fazioni e, guer-

Ferino, la chiesa callcdrale, e la re si guerreggiarono, e v'ebbero


FER FER 11

parte tutte le pompe de' tempi ca- della nota sonnifera bevanda . Nel-
vallereschi: quivi risuonò Io strepi- l'anno 1 176 la rocca come la città
to delle feste , e de' torneamenti, furono prese, e rovinate dalle gen-
che sotto i diversi reggitori della ti di Federico I; nel 1 192 l'invase
città praticaronsi. Ma le guerre, e il di lui figlio Enrico VI; e poscia
le gelosie de' domimi, prima della Marcualdo siniscalco dell' impero le

metà del secolo XV ridussero il signoreggiò. Dopo altre vicende, la


castello demolito e guasto. Fermo, rocca era pressoché sparita, quau-
come si dirà meglio, innanzi alla do il Papa Onorio III ordinò for-
romana dominazione, teneva luogo tificazioni per le città del Piceno,
fra le città ricche e potenti del delle quali anche pegli invasori sara-
Piceno, laonde è probabile che sin ceni ed ungari esse abbisognavano.
da quei tempi nel colle, per natura Sotto il successore immediato Gre-
forte, e pressoché inespugnabile, fos- gorio IX, nel 1236, s'incomin-
se un castello, in cui i cittadini po- ciò l' erezione del nuovo castello,
tessero nelle continue guerre ripa- con magnifiche torri, bastioni, mura,
rarsi e difendersi. Elevata poi Fer- merli, bertesche, ed ogni genere di
mo al grado di colonia romana, opere offensive e difensive; e riu-
sembra che dovesse anch' essa ave- scì uno de' più forti propugnacoli,
re un Campidoglio un tempio a , e per l'architettura il principal or-
Giove, e un fortilizio, siccome edifizi namento della provincia. ÌNella par-
comuni alle colonie romane. Il pri- te occidentale fu posta la rocca o
mo fatto storico che si conosca, ri- cittadella, nell'orientale il palazzo
guardante la fortezza fermana, è priorale, ove i pretori e rettori del-
l' asilo che vi prese il debellato la città e provincia avevano resi-

Gneo Pompeo Strabone, dai ferma- lienza; e il maggior tempio, ossia


ni ancor difeso, per cui potè riaver- la cattedrale , era alle radici del
si, e poscia per gratitudine sì egli, clivo. Il castello prese il nome di
che il suo figlio Pompeo Magno, Girone, Gì/falco, o Girofalco, pro-
si recavano per diporto a Fermo, pugnacolo, e definizione che il chia-
ove possedevano ricchi poderi e rissimo De Miuicis discorre a p. 36
palazzi. Caduto l' impero d' occiden- de' suoi Cenni storici ec. Tuttavolta
te, la rocca fu assediata da Ataulfo il Girone fu successivamente occu-
re de' goti , e da Attila re degli pato dalle forze di Federico li di ,

unni , senza che fosse espugnata ; Manfredi di Ruggero Luppi di


, ,

ma poco di Odoacre re
poi degli Mercenario di Monte \ erde, di Gen-
eruli la conquistò in un a , tutto tile da Mogliano, di Giovanni Ozieg-

il Piceno, cui tolse colla vita il goto gio di Riualdo da Monte \ erde,
,

Teodorico. Belisario con Narsete di Antonio Aceti, di Lodovico Mi-


capitani di Giustiniano I, nella roc- gliorati ec, alternandone il domi-
ca fermana stabilirono il modo di nio co' fermani. Il Colucci nella sua
cacciare dall' Italia i goti. JNell'anno Tre/a Picena oggi Montecchio, a
896 essendosi riparata nel castello pag. 1 39, nota che montecchiesi i

Ageltrude moglie di Guido duca per ordine del rettore dellaMarca


di Spokti, vi sostenne il memora- Adamantino di Agrifoglio, nell'an-
bile assedio postovi dall' imperatore no 368 furono obbligati a con-
1

Arnolfo , usaudo ancora dell' arte correre alla fortificazione e uiuu-


i2 FER FER
lenimento del Girone di Fermo e ; anco di presente si veggono; es-
ciò forse perchè allora in Fermo sendosi innanzi stabilito in consiglio
•vi risiedeva la curia generale, ri- che i materiali ed altro, a tal uopo
dotta poi a Macerata, siccome in si rivolgessero; dappoiché si voleva
sitò più comodo, e di più facile un presidio al di fuori dagli esterni
accesso alla ad
provincia , e ciò nemici , non già una fortezza nel-
istanza de' luoghi di essa. France- l' interno a danno della città. E
sco Sforza nel i433 lo ebhe colla fuvvi chi propose spianare anche
città, cui fece solenne ingresso nel- tutto il colle, acciocché niuno po-
l'anno appresso; poscia vi celebrò tesse erigervi nuova rocca , e rin-
sontuosamente gli sponsali di Polis- novare mali che avea prodotto
i

sena sua figlia , con Sigismondo la precedente ai fermani. Così fu


Pandolfo Malatesta signore di Ri- disfatto un insigne monumento, an-
mini; indi ristorò ed ingrandì il temurale della marchiana provin-
Girone rendendolo più forte. Vi cia, restando il solo nome di Gi-
mandò Bianca Maria Visconti sua rone al luogo.
seconda moglie, che nel i444 *' In fondo al Girone, precedendo
die allaluce Galeazzo Maria, che i viali praticati nell'estesa prateria,
fu poscia duca di Milano. Fu allo- s' innalza la superba chiesa metro-
ra che si rinnovarono splendidissi- politana, edificio di rara bellezza,
mi tornei, per la gioia da cui fu chiamato già di s. Maria in Ca-
compreso Francesco, distinguendosi stello dalla prossimità del Girofal-
ne' cavallereschi esercizi Giovanni co. Non sugli avanzi del tempio
di Angelo Sabbioni, nobile ferma- di Giove, nel fine del VII o ne'pri-
no, il perchè fu regalato ed auto- rni dell' Vili secolo sembra risalire
rizzato d'inquartare nel suo stemma l'erezione della chiesa, a'tempi dei
il leone sforzesco. Non andò guari, longobardi.,i quali come divoti di

che rivoltatisi i fermani agli sforze- s. Savino, da Spoleto inviarono al


schi, dopo accanito assedio, ritira- vescovo di Fermo il capo di tal
tisi dominatori, Eugenio IV per
i santo che ancora si venera nel
,

compensar fermani di averli cac-


i tempio metropolitano. La chiesa fu
ciali dal dominio della città e dal distrutta a'21 settembre 1 176, pel
propugnacolo, permise loro di fare fuoco appiccatovi dall' esercito di
d'esso ciò che avessero stimato me- Federico I ; indi la pietà, de' fer-

glio; laonde il devastarono , e ro- mani la fece risorgere più magni-


vinarono per forma , che non ri- fica e grandiosa , fornita di nuovi
mase pietra sopra pietra. Di ciò e ricchi ornamenti. Avanzi dell'in-
diedesi l' incarico ad Antonio di Ri- cendiato tempio voglionsi i pilastri,

do , di cui parlammo agli articoli le colonne ed alcuni fregi, descritti


Castel s. angelo e Castellano ( Vedi), dal eh. De Minicis in un ai sim-
mandatovi dal Pontefice, il quale ai boli che contengono. Della riedifi-
32 febbraio i44^> m cu dovea ' cazione ne fu promotore Bartolo-
effettuarsi il diroccamento, concesse meo Mansionari, che il fece ese-
indulgenza a tutti quelli che vi des- guire dal valente architetto Gior-
sero opera. Dalle quali rovine nac- gio da Como detto di Jesi ; ed eb-
que la costruzione delle mura della be compimento nel 12-27. Ma del-
città con bastioni e terrapieni, che la parte interna poco abbiamo del-
FER FER i3

l' antico j perchè fu rinnovato, re- gobardi. La lettera del conte è in-
standoci nell'esterno la facciata e dirizzata al marchese Pacifico Mat-
il campanile. Ha tre navate soste- teucci, il quale è fratello al rispet-

nute da colonne, e nel decorso se- tabile prelato di cui faremo men-
colo dal benemerito arcivescovo zione in fine di questo articolo. Il

Alessandro Borgia fu grandemente medesimo De Minicis inoltre nel


ristorato, finché nel declinar di esso detto anno ha pubblicato in Roma
dall' altro arcivescovo Minucci, con il Sarcofago cristiano nel tempio me-
architettura del cav. Cosimo Morel- tropolitano di Fermo illustrato. Tra

li (autore del teatro dell'Aquila), le altre chiese di Fermo, sono a


venne rinnovato alla moderna fog- rammentarsi la collegiata dedicata
gia con detrimento delle patrie
, a s. Michele Arcangelo in Prato,
memorie. Vi sono pregevoli pit- eretta nel i632 da Urbano Vili;
ture, stucchi, e chiaroscuri, mae- s. Agostino; s. Domenico; s. Fran-
stose cappelle, un sotterraneo tem- cesco, eretta nel secolo XIII, forse
pietto, e fra gli antichi sepolcri la più bella di Fermo, di gotico
sono rimarchevoli quelli di Giovan- diseguo ossia archi-acuta, ed ivi è
ni Visconti Oleggio, di Orazio Bran- il deposito di Lodovico Freducci,
cadoro, e di Saporoso Matteucci. Eufreducci o Uffreducci , creduto
Quello del primo venne illustrato scoltura del summentovato Accur-
dal De Minicis, nella seconda di- sio, sebbene sembra aver dimostra-
stribuzione dell' Album, anno VII, to il De Minicis che piuttosto sia
pag. i3, mentre in varie distribu- dello scultore Andrea Contucci com-
zioni del seguente anno, cioè nelle munemeute detto Sansovino ; e s.

46, 5i e 5a, è riportata la descri- Filippo della congregazione dell'O-


zione del tempio del medesimo ratorio, con stupendi quadri.
scrittore. Nel 1843 in Sanseverino, Non mancano in Fermo palazzi
coi tipi dell' Ercolani, il conte Se- vasti e bene architettati. 11 eh. Castel-
verino Servanzi Collio ha pubbli- lano celebra la copiosa raccolta ar-
cato l'erudita Lettera intorno ad cheologica e numismatica de' fra-
alcuni militi della famiglia Mat- telli De Minicis, l'abitazione de'qua-
teucci, la quale sino dal i65i ri- Ii in prossimità del Girone, dice
cevette dal duca di Mantova il gra- che non lascia di visitarsi da ogni
do di marchese. Distingue due Vin- cultore de buoni studi ne accresce ;

cenzi Saporoso egualmente di tal il pregio la collezione compiuta di

famiglia, ed ambedue prodi capi- tutte le monete fermane del me-


tani. Il primo fiorito nel XVI se- dio evo, e la ricca e scelta biblio-
colo, l'altro nel XVIII; il primo tecn, sia per opere legali, sia per
fu chiamato Saporoso per l'affabi- amena letteratura, sia per le rare
lità colla quale trattava tutti, e pel- edizioni. A prendere una giusta
le sovvenzioni di cui era largo coi idea della biblioteca e museo De
soldati. Dice inoltre de' pregi di al- Minicis, va letto l'opuscolo erudito
tri personaggi della medesima fa- intitolato : Una visita al museo pri-
miglia, rammentando che ad un vato de'fratelli De Minicis in Fer-
Alfonso si attribuisce di avere re- mo, ivi 1842. Questo opuscolo
sa libera la città di Fermo dal- contiene de' versi sciolti sull'argo-
la tirannia eh Desiderio re de' lon- mento, con dotte note del eh. con-
,, ,

14 FER FER
te d. Serafino d'Altemps, intitolati d'Este, signore della Marca. Ma il

a monsignore Carlo Emmanuele Papa Onorio III, geloso della sua


Muzzarelli uditore della romana suprema sovranità sul Piceno, nel
rota, porche dall'autore recitati nel- 1220 corroborò tali concessioni
l' accademia tenuta nella casa De colla sua approvazione, conferen-
Minicis onde onorare il dottissimo dole il privilegio, e libera facoltà
ospite prelato. Degli avanzi de' mo- » habendi proprium cuneum ad
numenti antichi di Fermo ne trat- » cudendam monetanti citra valo-
ta pure il eh. avv. Giuseppe Fra- w rem imperialium ", e parlando
cassetti nelle dotte Notizie storiche come nuova e speciale sua conces-
della città di Fermo ridotte in com- sione. La zecca fermana continuò
pendio, con una appendice delle la battitura delle monete ne'seguen-
notizie topografico - statistiche della ti secoli, al modo che narrano e
città e suo territorio. Fermo 1 84 1
il più volte lodato scrittore, e il

tipografia de' fratelli Paccasassi, che Catalani erudito e dotto illustrato-


le dedicarono al cardinal Gabriele re delle medesime, nelle sue me-
Ferretti allora arcivescovo e prin- morie della zecca fermana, Bolo-
cipe di Fermo. Della zecca fer- gna 1782; mentre fra gli altri
mana da ultimo copiosamente ne trattarono eziandio 1' argomento

ha trattato l'infaticabile avv. Gae- quelli che scrissero sulle zecche


tano de Minicis, ne' suoi Cenni d'Italia, come Vincenzo Bellini, De
storici e numismatici di Fermo, con monetis Firmi, exst. in oper. De
la dichiarazione di alcune monete monet. Italiae medi aevi 3 ec. Il

inedite pertinenti ad essa città ec. Vettori, nel suo Fiorino d'oro il-

Roma i83g. Del medesimo abbia- lustrato, a pag. 229 racconta che
mo pure: Lettera al signor Achille nel i4^5 era grande di
scarsezza
Gennarelli sopra due monete gravi argento per onde Lodovi-
l'Italia,
di Fermo (estratta dal foglio let- co de Migliorati signore di Fermo,
terario di Roma il Tiberino, anno volendo far coniare monete di ar-
sesto, num, 34), Roma 1 84 1- II gento, fu forzato a cercarne in Epi-
diritto della zecca fu conceduto la dauro, città rinomata del Pelopon-
prima volta alla città di Fermo neso pel famoso tempio di Escula-
nel 121 1, come provò monsignor pio, perlochè spedì in quella parte
Borgia nel tom. II, pag. 288, not. certo Cristino a comprar dell' ar-
1, dicendoci che in quell'anno l'im- gento. Nel i5i3 Leone X fece ria-
peratore Ottone IV concesse alla prire la zecca di Fermo, che da
città il gius della zecca, mentre molti anni era stata soppressa, ma
tenevala occupata insieme con altre nel i5i8 tornò a sospenderla, mi-
terre tolteal dominio della santa sura che fu presa con altre zecche;
Sede, con diritto di battere mone- quindi sino al 1796 non si riaprì,
ta, in un al libero corso di essa ;
dando Pio VI facoltà al conte Lo-
e fra gli altri privilegi di cui quel renzo Grassi Fonseca patrizio fer-
principe fu largo co'fermani, nomi- mano di batter cinque specie di mo-
neremo la giurisdizione della spiag- nete, e si continuò la coniazione nel
gia marittima dal Tronto al Po- 1799 so** il governo straniero.
tenza. Indi nel 12 14 confermò tal In quanto alla fiera di Fermo
privilegio Aldovrandino marchese ecco quanto si legge nel libro del
5

FER FÉ B 1

cav. Gioacchino Monti, intitolato » datium, sed illas libere intra con-
Notìzie istoriche sull' origine (itile » stitutum terminimi possint extra-
fiere dello stato ecclesiastico, a pag. » here ". Da tuttociò rilevasi che
4^ e seg. L'istituzione di questa in addietro con diverse discipline
fiera risale ali'agosto i355 nel pon- questa fiera era regolata, ed aveva
tificato diInnocenzo VI, accordata l'esenzione de'dazi. Nel 1786 fu la
dal cardinal Aldobrandini ( cogno- fiera stabilita con leggi di assegna;
me che a quell' epoca non trovo nella dogana del porto di Fermo
né nel Cardella, ne nelNovaes), si conducono le merci provenienti
vicario generale, e legato dello sta- per la via di mare e di terra ;

to della romana Chiesa. Aggiunge la fiera si celebra ogni anno pei


che Antonio di Nicolò nella sua ì5 agosto, ed ha termine a' 5 set-
Cronica fermana riferisce, che Lo- tembre ed infinito è il concorso
;

dovico Migliorati signore di Fermo delle circostanti città, terre, e ca-


nel i4^5 fece bandire nel io ago- stelli, rallegrato dagli spettacoli tea-
sto la fiera per l' anno venturo trali che il civico magistrato fa

i4^6; e che l'abbate Giordani de- celebrare.


gli Olivieri, nella Vita di Alessan- Passiamo ora a dire degli isti-

dro Sforza, fa conoscere che que- tuti di pubblica educazione, istru-


sto guerriero fu spedito da Fran- zione, e beneficenza, e pel primo
cesco suo fratello marchese della dell'università. Nell'anno 824 o
Marca, e gonfaloniere di s. Chiesa 826 in Fermo furono aperte pub-
sotto Eugenio IV, come suo luo- bliche scuole dal vescovo Lupo ;

gotenente generale, per presiedere quindi imperatore Lottano I, col-


l'

nella città colla truppa a tutela lega di suo padre Lodovico I, nel-
della fiera di agosto, risultando ciò 1'
829 si portò in Italia, e volen-
da un suo ordine dato da Rocca dovi fare rifiorire le cadute lettere,
Contrada a'3 agosto 1 435 alla con- destinò un maestro ad inseguare
gregazione provinciale sedente al- l'arte a nove città, fra le quali
lora in Macerata. Sisto IV, nel Fermo, ordinando che giovani i

1472, per garantire sì fatto privi- studenti dell'ampio ducato Spoeti-


legio, proibì agli anconitani di far no ivi si dovessero portare allo
la fiera in agosto, perchè ricorre- studio. Il citato Borgia nel tom. I,

vano in quel mese le fiere di Fer- pag. 96 ci spiega 1' arte eh' erano
mo e di Recanati. Nello statuto tenuti que'maestri d'insegnare, con-
Fermano approvato da Euge-
poi, sistente nella grammatica, nome che
nio IV, da Paolo IV, e da Sisto in que' tempi abbracciava oltre la
V, nella rub. 91 è scritto. « Cum lingua latina, anche le lettere u-
« non parvus fructus honoris, et mane, la spiegazione degli antichi
» commodi habeatur ex foro rerum scrittori, i poeti latini, una qual-
» venalium, seu Nundinis solemni- che tintura delle sagre scritture, e
» ter conslituimus, quod mercalo- di più la cognizione artis compii-
» res externi, seu forenses possint tatoriae per intendere le lunazioni,
« medio mense julii circa prò Nun- e simile cose. Gli scrittori dicono che
»» dinis immittere mercantias absque Lottano I elevò al grado di pub-
ullo datio, et si non vendideiint bliche scuole quelle apertevi dal
*» non teneantur solvere aliqucd vescovo, o da lui istituite, cui al-
io FER FER
tri danno la qualifica e il grado benefizio decretarono a Sisto V la
di università. Questo sembra piut- statua di bronzo di cui facemmo
tosto doversi attribuire al magna- cenno , e collocarono nel prospetto
nimo e ciotto Bonifacio Vili, il esterno dell'università i semibusti
quale considerando che la città di di Bonifacio Vili, di Eugenio IV,
Fermo per la positura del luogo, di Calisto III, e di Sisto V, fatti
amenità del clima, abbondanza di da Gio. Antonio Procacchi di Val-
tutte le cose al vivere necessarie, solda, sotto i quali leggonsi le ana-
era la più acconcia alla tranquillità loghe epigrafi : Bonifazio FUI Jn-
degli con bolla de' 16 gen-
studi, stilutori. Eugenio IV Benefactori.
naio dell'anno i3o3, costit. XVI, Calisto IH Confirmatori. Xysto V
Bull. Rom. tom. Ili, par. II, p. 95, Restitutori. Sul cominciar del secolo
ornò dette scuole con nuovi favori XVII venne stimato opportuno affi-
e privilegi, elevandole al rango di dare l' insegainento della teologia,
studio generale, e che vi fosse eret- filosofia , eloquenza grammatica
, e
ta una nuova università, del tutto ai religiosi della compagnia di Ge-
conforme a quella tanto celebre di sù, tra i quali fiorirono Lagomar-
Bologna. Eugenio IV e Nicolò V sini, Cordara, Morcelli, ed altri uo-
confermando i privilegi della città mini di celebrata dottrina. Che il
di Fermo, v'inclusero quelli riguar- Morcelli ideò in Fermo la sua gran-
danti l'università,che Calisto IH de opera De stilo inscriptionum la-
colla bolla Tanta est vestra, data tin, lo si apprende dalla Lettera
a' 26 giugno i455, confermò più. intorno ad alcune iscrizioni , e ad
specialmente per 1' università. Per le una poesia inedita del Morcelli di
vicende de' tempi, siccome avviene Gaetano De Minicis , a monsignor
alle umane cose, questo scientifico C. Emmanuele Muzzarelli, Roma
stabilimento essendo scaduto dal suo i84i> Nove cattedre occuparono i
splendore, Sisto col disposto dellaV gesuiti, e quelle delle facoltà medi-
bolla Muneris i3 se- nostris, die che e legali furono coperte dai pro-
ptembris i585, Bull. Rom. tom. fessori nominati dal comune, e scelti
IV, part. IV, pag. i43, l'arricchì per lo più nel numero de' suoi gen-
di privilegi e distinte prerogative, tiluomini. Abolita nel 1773 la be-
fece ristorare l'edifìcio al modo nemerita compagnia di Gesù, de-
detto, ne accrebbe le rendite, e vol- cadde ognor più 1' università di
le che ivi si chiamassero all' inse- Fermo, e le successive politiche vi-
J
gnamento ottimi istitutori in ogni cende de tempi resero vani gli sfor-
facoltà, volendo altresì che godesse zi, che sul cominciare di questo se-

delle onorificenze comuni alle uni- colo si fecero dal comune per re-
versità Bologna, di Padova, di
di staurarla. Sotto il regno italico di-
Perugia, e delle altre più illustri sì venuta Fermo capo - luogo della
italiane, che straniere; ond' è che prefettura del Tronto vi fu isti-

per lungo spazio di tempo essa fiorì tuito un che fu chiuso allor-
liceo,
fra le più nobili d' Italia, tanto per ché nel 181 5 le Marche furono
eccellenza di professori, che per fre- restituite al soave dominio della
quenza di studenti toscani, lombardi, santa Sede. Allora vennero ripri-
napolitani, ed eziandio d'oltremare e stinate le scuole a spese del comu-
d'oltrcmonti. I fermarli lieti del gran ne, ma sempre in via provvisoria,
, ,

FER FER 17
poiché mai i fermarli cessarono dal- secolo XVI. ed edu-
L' istruzione
Ja speranza di veder riaperta l'an- cazione delle fanciulle è affidata a
Erane riservata la
tica università. diversi monasteri, massime alle si-

gloria a Leone XII, che colla bolla gnore convittrici del Bambin Ge-
Quod divina sapientia, emanata nel siinon che le scuole delle maestre
;

settembre 1824, interamente la pie.Avvi l'ospizio degli esposti di


ripristinò. Finalmente per cura e ambo i sessi, che si mantengono
zelo del cardinal arcivescovo Fer- sino a ohe i maschi siensi procac-
retti arcicancelliere della medesima, un mezzo di sussistenza, e le
ciati

nel i83g richiamò a diriger le scuo- femmine un onesto collocamento,


le i ripristinati gesuiti, i quali nel L'istituto ebbe origine prima della
novembre di quell' anno vi riapri- metà del secolo XIV sotto il titolo
rono il loro collegio, ed ebbero in di Maria ss. della Carità, piimeg-
dolazione le somme che preceden- giando tra i suoi benefattori Mat-
temente il comune impiegava nella teo di Bonconte de' signori di Mas-
pubblica istruzione, ed altresì i fon- sa, ed è possessore del feudo giu-
di del soppreso collegio Marziali, risdizionale di Monte Varmine, ove
_\el primo e secondo anno, dopo la tuttora esiste ben conservata la roc-
venuta de' gesuiti alle loro scuole, ca dell' antico barone. Dell' amplia-
accorsero più che cinquecento stu- zione del locale, e dell'erezione di
denti, come nota il Fracassetti, ed una fabbrica separata , e distinta
.ivi ebbe un maggior prosperamento per educazione de' trovatelli ma-
la
l'università ,se non avesse vicine schi già adulti, se ne deve la rico-
(nelle di Camerino , e Macerata, noscenza alla carità straordinaria
Neil' opera intitolata : Prefazione eroica, ed esemplare di Luigi An-
(Icli'anno 1777, ove espongonsi i tomai nativo di Monte Rinaldo,
principii delle più antiche universi- campanaro del duomo di Fermo.
là d'Italia , e di quelle di Macerata Meritano pure ricordo l'ospizio di
e di Fermo ec, si tratta di que- educazione delle povere orfane, di
st' ultima. giuspatronato del comune; quello
Il seminario arcivescovile acco- per gli orfanelli fondato dalla pie-
glie un centinaio di alunni , e tà dell' arcivescovo cardinal Bran-
n' è rettore un canonico della me- cadoro ; il monte di pietà ; tre
tropolitana. Oltre la biblioteca del- monti frumentari ; gì' istituti be-
l' università, e l'archivio municipale uefici dei sodalizi, ed altri. Qui
ricco di preziosi documenti dal noteremo che al voi. XIV, pag.
1
199 in poi, sono a rammentarsi 02 e 1 53 del Dizionario abbiamo
la libreria de' gesuiti, i quali inol- detto che per pia disposizione del
tre hanno un buon gabinetto di cardinal Domenico Capranica ve-
macchine per le scuole di fisica scovo di Fermo, e fondatore dei-
fornito dalla generosità del cardi- l'almo Collegio Capranica di Ro-
ual Ferretti ; e le private bibliote- ma, il vescovo prx> tempore di Fer-
che de' minori osservanti , cui si ino gode la nomina di un alunno
riunì quella del canonico Michele fermano per detto collegio.
Catalani, e l'altra de' signori della In Fermo fiorirono molti gran-
missione. L' arte tipografica fu in- di uomini per santità di vita, per
tradotta '" Fermo sulla metà .del doitriua, per arte, per dignità, ed
>OL. XXIV. S*\ L

($Db#mo*vb> H».
i8 FER FER
nitro , ragguardevoli ed illustri ,
l'Eggs nella sua Purpura tlocta ; il

laonde ci limiteremo a nominare giureconsulto famoso Giovanni Ber-


i principali, servendoci delle Noti- tacchini; Giovanni de Firmonibus
zie storiche dell' avv. Fracassetti. vescovo di sua patria; il b. Pirro
Neil' epoca della romana repubbli- Morici; Pellegrino Morroni dottissi-
ca fiorirono Lucio Equizio che me- mo in legge ; il b. Pietro da Fer-
ritò il tribunato in Roma, e Lu- mo minore osservante; Giovanni
cio Tarunzio dottissimo matemati- Battista Ponti vescovo; e il cronista
co. Nell'era cristiana poi, dal pri- Anton di Nicola. Sul cardinalato
mo a lutto il decimo secolo, van- di Girolamo Azzolini noteremo, che
no ricordati : Sabino amicissimo di riportando noi le biografie de' car-
Plinio il giuniore, L. Celio Lat- dinali secondo quelle di Novacs t
tanzio, parecchi magistrati e guer- di Cardella, e non facendola essi di
rieri, ed i santi Vissia, Sofia, set- Girolamo, non gli demmo luogo al-

tanta martiri, e Fermano abbate, l'articolo di questo Dizionario, ri-

oltre i vescovi martiri, che nomi- portando solo i due che risguarda-
neremo in questo articolo per ul- no Decio seniore, e Decio giuniore.
timo. Tra gli uomini illustri nati Qui però avvertiremo che il Car-
a Fermo dal secolo XIII a lutto della nella biografia del primo ,

il XIV, rammenteremo s.
secolo Meni, storiche tom. V, pag. 2 44»
Adamo, il b. Adamo, Paccarone dicendo che Sisto V nel promo vel-
guerriero normanno fondatore della lo alla dignità cardinalizia gl'indi-
famiglia di tal nome; Giovanni rizzo un breve onorifico, soggiun-
Albertone compagno ed amico di ge: «E cosa notabile, che in quel
s. Domenico s. Liberato di Brun-
; breve si fa menzione di un altro
forte s. Francesco da Fermo
; il ; cardinale Azzolini che ne' diari di

b. Giacomo da Falerone ; il b. Sisto V viene chiamato Girolamo,


Giovanni Elisei detto dell'Alvernia; e per quanta diligenza siasi da noi

il b. Nicolò ; Stefano Paccaroni e da ancora usata, non ci è


altri

priore di s. Pietro in Vaticano; il sin qui riuscito, non che trovarne


b. Pellegrino Uffreducci; il b. Gio- notizie ma neppure rinvenirne il

vanni Vinci domenicano, tutti ap- nome nella serie de' cardinali . E
partenenti al secolo XIII. Quindi certo, son parole degli autori del
al XIV appartengono i seguenti : Ciacconio nel fine della vita del
Antonio Aceti dotto e valoroso il ; cardinal Azzolini (da me riscontra-
b. Bartolomeo apostolita; Villanuc- to nel tom. IV, pag. 160 Vilae res
cio di Brunforte guerriero; il b. gestas Pontif. et cardinalium, in vi-
Filippo da Fermo; fr. Lodovico ta Decius Azzolinus senior, ove ciò
vescovo Castinense ; la b. Lodovi- riportasi, avendovi premesso il det-
ca Paccaroni ; il medico Tomma- to breve, e il brano de' citati diari

so Uffreducci, oltre un copioso nu- conforme a quanto -lice il Cardella),


mero di famosi giureconsulti e è certo che il mentovato cardinal
guerrieri. Del secolo XV abbiamo Girolamo Azzolini fiori nel ponti-
gli ultimi nominati nel precedente ficato di Sisto IV (che durò dal-
in gran numero ; Girolamo Azzo- l'anno i47' all'anno 1 4^4 )• l ,n "
lino, il primo fermano creato car- perocché Giovanni Bertacchini da
dinale da Sisto IV, come si ha dal- Fermo, insigne giureconsulto, nella
FER FER io
prima parte del suo Repertorio che santo. Tra i moltissimi fermati i del
iutitulo a Sisto IV, cosi scrive: Et secolo decimosettimo, abbiamo De-
ita eonsultus respondi domino car- cio Azzolino il giuniore, nel i654
dinali Azzolino de Firmo, doclori annoverato al sagro collegio da In-
clarissimo, qui acquievit et laelatus nocenzo X, confidente ed erede di
est de ilio texlu ,
parole che per Cristina regina di Svezia Carlo Az- ;

intelligenza di tutti voltate nella zolino vescovo di Bagnorea France- ;

italiana favella suonano così : Es- sco Azzolino vescovo di Ripatranso-


sendo io stato consultato dal siguor ne Lorenzo Azzolino vescovo di
;

cardinale Azzolino di Fermo chia- Ripatransone e di Narni, segretario


rissimo dottore risposi in questa for- di stato di Urbano Vili, il quale
ma : il cardinale rimase soddisfatto lo avea creato cardinale riservan-
della mia risposta, e prese gran pia- dolo in petto Giacinto Cordella ;

cere del testo da me allegato ". Così vescovo di Venafro, poi di Recanati
il Cardella.ch'è il più completo biogra- e Loreto; e Stefano Ricciardi vesco-
fo de' cardinali. Nel secolo XVI fiori- vo di Sutri e Nepi. Celebri per
rono molli prodi guerrieri giacché erudizione , e per merito di opere
quasi ogni famiglia ne diede, ma Ora- pubblicate, furono il nominato Lo-
zio Biancadoro, e Saporoso Matteuc- renzo Azzolino elegantissimo poeta :

ci vanno fra essi


celebri condottieri, Giuseppe Bertacchini giureconsulto :

principalmente ricordati. Grande è il p. Lodovico Bertone; il p. Giu-


pure il numero de' letterati e di autori sto Bonafede Bartolomeo Cordel- ;

di opere,come Serafino Aceti; il ca- la giureconsulto ; il p. Baldassare


nonico Francesco Adami Giovanni ; Francolini ; Antonio Lelii ; Filippo
Battista Evangelista ; Pierio Fonta- Munti; Gio. Battista Morici; Be-
ni; Giovanni Paolo Montani: due nedetto Moro ; Nicolò Paccaroni ,

Morici Nicola Morroni; Cesare Ot-


; ed il p. Giulio Solimani. Tra i

tinelli ; e \ incenzo Terminio. Fra i moltissimi guerrieri primeggiarono


più illustri per dignità sono Decio due un Lorenzo ed altri
Ottavi ,

Azzolino seniore creato cardinale nel della famiglia Adami, un Branca-


i585 da Sisto V; Nicolò Bonafede doro, un Costantini, un Claudio
vescovo di Chiusi; Sulpizio Costan- Martello Marchetta Morroni, due
,

tini vescovo di Nocera ; Girolamo Paccaroni ; e per santità di vita il


Matteucci prima arcivéscovo di Ra- ven. Antonio Grassi dell'Oratorio,
gusi , poi vescovo di Viterbo (di e il p. Giusto Bonafede cappuccino.
questo insigne prelato, e delle im- Appartengono in fine alla serie dei
portanti cariche e commissioni ese- fermani illustri del secolo XVIII,
guite per la Santa Sede, ne tratta il il Antonio Bene-
dotto gesuita p.
lodato conte Collio nella sua Lette- detti; il can. Michele Catalani; il
ra ec); Benedetto Savini vescovo di gesuita p. Camillo Garulli autore
Vereli; Eugenio Savini vescovo di di elegantissime prose e poesie la-
Telesia, e Francesco Princivalli Spe- tine ; monsignor Gio. Francesco
ra arcivescovo di Nazaret : dalla Guerrieri arcivescovo d'Atene, e il

famiglia Ricci uscirono Ostilio mae- di lui fratello can. Ignazio dottis-
stro di matematica del sommo Ga- simo latinista l' abbate Domenico ;

lileo, Flaminio compagno di s.


e Maggiori gli avv. Pier Francesco
;

Filippo Neri, morto con fama di Martello, e Cesare Erioni lumi del-
io FER FER
la curia romana ; l' avv. Teofilo chiesa di s. Maria a mare è un
Baltirelli elegantissimo poeta; gli santuario descritto dal proposto d.
illustri prelati romani i monsignori Antonio Riccardi , nell' interessante

Andrea Caccili , Concetto, Giusep- Storia de' santuari di Maria san-


pe Vinci maggiordomo di Pio VI, tissima, nel voi. II, pag. 349. 11

Giovanni Pelagallo , Carlo Trevisa- capitolo vaticano ammise l' imma-


ni , e Augusto Brancadoro nonché , gine che ivitra le più
si venera
Francesco Saverio Passeri vicege- Vergine, ed ai
celebri della Beata
rente di Roma. Quindi Chiara Spi- 28 ottobre i663 fu incoronata con
nucci maritata al principe Saverio diadema d'oro mandato da Roma
di Sassonia, per tacere di molti al- dal detto capitolo. Il Catalani pone
tri del corrente secolo distinti e il castello o navale di Fermo in
chiari, come dei cardinali Cesare questo luogo, ma il Colucci di là dal
Brancadoro, Carlo Andrea Pelagal- Leta, e presso il fosso Cognolo.
lo, e Domenico Spinucci creati da Torre di Palma. Borgo posto in
Pio VII, il primo nel i8or, gli cima ad una collina, che sovrasta
altri nel 1816. Leone XII nel alla spiaggia marittima, cui l'eleva-
1826 fece cardinale il vivente Tom- to campanile della chiesa maggio-
maso Bernetti segretario di stato sì re, il quale si vede da lontano, gli
di lui che del Papa regnante, e di ha dato il moderno nome. Era qui
questi nei primi anni del pontificato. la città di Palma, una delle capi-
Delle diverse forme del governo tali del Piceno, romana,colonia
o magistrature di Fermo, e della sua culla di Fermo, capo-luogo del ter-
giurisdizione, ne parleremo in pro- ritorio Palmense assai celebrata
,

gresso dell' articolo, sol qui breve- negli annali piceni. Trovasi fra le
mente noteremo le principali cose due foci dell' Età o Leta, e dell' Aso.
de' luoghi dipendenti immediata- Monsampierangelì o Monsarn- ,

mente dal suo governo, nelle se- putrangeli. Terra che giace su di
guenti comuni. un colle, con molti e belli fabbri-
Porto s. Giorgio, detto Porlo di cali, colla collegiata dedicala ai ss.

Fermo. Cospicuo borgo edificato sulla Lorenzo e Biagio.


riva dell'Adriatico, a sinistra della fo- Torre s. Patrizio, il cui territo-
ce del Leta. Esso nella stagione esti- rio è collivo.
va è frequentato pei bagni marini. Allidona. Terra in cui si forti-

Vi sono alcune chiese, ed una in co- ficò Federico II imperatore: ha la


struzione, con case religiose d'am- collegiata de'ss. Antonio abbate, e
bo i sessi, e pie corporazioni di Ciriaco.
sodalizi. Nel 11 64 1' aggregato del- Lapcdona. Terra che sta su di
le sue case divenne proprietà del un colle, avente la collegiata sagra
capitolo di Fermo, che nel 1267 ai ss. Lorenzo e Quirico.
lo cedette alla fermana comunità, Grotlazzolina o Grolt' Azzoli-
,

epoca in cui prese il nome di Porto na, suo territorio è collivo.


il

di Fermo ; poscia la città di Fer- Behnonte. Terra con borgo gia-


mo nel i362 lo fece circondare di cente su colle.
mura. Ha alcuni convenienti fab- Rapagnano, o Ripagnano. Patria
bricati, ed in vicinanza la graziosa di Giovanni XFII dello XI IH
chiesa di s. Maria a mare. La (Vedi), della illustre famiglia Sic-
FFR FER ir

cone non Secchi altri la chiama- : hio la distinzione di Fermo città,


no Rampognano. Il territorio è in dal Casteihan Firmanorum , Fer-
colle: ha comodi fabbricati, circoli- mo l'antica, al dire del Fracasset-
dati di mura, con borgo. Vi è la ti, era per cerio nell'agro Palmen-
collegiata di s. Maria, e s. Giovan- se, come rilevasi dai pochi suoi
ni Battista. avanzi. Verso l'anno 271 avanti
Monte Ottone. Situato su di un Gesù Cristo, sconfitti i piceni dal
colle, ha la collegiata sagra ai ss. cousole Sempronio , Fermo fu ri-
Pietro e Paolo apostoli. dotta prefettura de' romani , indi
Passiamo ora ai cenni storici di divenne prima colonia di essi nel
Fermo prima riporteremo: civili, i Piceno, con jus civium romano-
poi gli ecclesiastici in un a quelli rum, il diritto del voto, e 1' ag-
della arcidiocesi , servendoci prin- gregazione alla tribù Velina; prero-
cipalmente de' lodati storici. gative che più tardi alle altre co-
Fermo da alcuni si crede fab- Ionie furono accordate dalla leg-
hi icata dagli antichi sabini, e però gè Giulia . JVella seconda guerra
prima di Roma; altri la dicono punica fu tra le diciotto colo-
costruttadopo l'atterramento di nie che prestarono aiuto a Roma;
Palma, o almeno che dagli abitanti e in quella contro
Antioco re di
di questa fosse notabilmente ingran- Siria, fermani già piovati da Ca-
i

dila,mentre dalla sua munita pò- tone per la loro bravura e fedel-
il nome di
sizione prese Firmimi, tà vennero inviati alla scoperta del
Veramente non può affermarsi con campo nemico , e penetrativi con
sicurezza se Fermo fosse edificata sommo ardire ne riportarono un
dai sabini; sappiamo soltanto da prigioniero, per le cui rivelazioni
Plinio, che Piceni orti sunt a Sa- poterono i romani trionfare; aiutò
bìnis volo vere sacro j e nettampo- i romani anche nella guerra contro
co ci è noto se Fermo fosse fab- Perseo, e per la loro condotta i
bricata prima di Roma. Certa cosa fermani meritarono alla loro cit-
è al presente, dopo lo scoprimento tà il titolo Firmimi firma fi-
di
d' una officina monetale di questa des. Successivamente Fermo ebbe
città, e dei due nummi triobolo i suoi magistrati duumviri, qua- i

e diobolo, ossia triunce e biunce tuorviri quinquennali, i seviri, i

(aes grave) con chiara la epigrafe questori dell'erario] il collegio de-


FIR, che Fermo fosse città florida gli ottoviri, de'seviri augustali, dei
e ricca , e godesse della sua auto- flamini, de' fabri, de' centonari , i

mia innanzi all'anno ^S5 di Roma, patroni, e le patrone delle colonie,


in cui il Piceno fu soggettato alla ro- Vi stanziava la vigesima legione
ìnana dominazione. Ciò fu dimostra- quasi intieramente composta di fer-
to dal De Minicis nella pubblica- mani; verso l'anno 1 33 avanti la
rione che fece pel primo delle due detta era fu misurato e diviso l'a-

gravi monete suddette con lettera grò Fermano. Nella guerra sociale
al eh. Gennarelli, il quale la ri- Gneo Pompeo Strabone vinto ed
produsse nella sua dissertazione inseguito si rifugiò in Fermo, e
sulla Moneta primitiva e i inonu- vi sostenne 1' assedio, e poscia, co-
menti dell'Italia antica, Roma 1 843 me- si accennò potè prendere la
,

a pag. 5o. E posta fuori di dub- offensiva e porre assedio ad A-


n KBB FER
scoli ribelle a Roma, i fermata fu da loro unita al ducato di Spo-
forse allora ottennero dai romani leto; ne fu quindi distaccata, t da
il nome di fratelli, e furono poi una lapide esistente in Falerone
sempre stretti amici dei Pompei si apprende che nel 770 Fermo
da' quali forse prese ilnome ia avea in Tasbuno il suo duca par-
valle Pompejana , tra Fermo e il ticolare.Si dice ancora che Fermo
mare; quindi fecero parte della sotto longobardi toccasse l'apice
i

legione contro Mario e contro Ce- della sua floridezza, ed acquistasse


sare, e furono lodati da Cicerone vasta giurisdizione.
per la guerra del senato contro Nelle dissensioni insorte tra i

Marc' Antonio. Sotto 1' impero di longobardi , l'esarca imperiale di


Augusto molte terre nel territorio Ravenna, e il Papa Pelagio I, Fer-
fermano furono divise tra i di lui ino tu saccheggiata dal re lon-
veterani, e alcune porzioni di esse, gobardo Antario Elicano , che di-
dette Subsciva, dierono luogo a li- strusse tutti i monumenti che la
ti tra' fermani e i faleriensi, che ornavano. Gli successe l'anno 5qo
poi decise l'imperatore Domiziano,
. nel regno Agilulfo, il quale al di-
con decreto inciso in bronzo, il cui re dell'Adami, De rebus, fattosi cri-
fac-simile conservasi in Falerone. stiano ad istanza di Teodolinda
Si racconta che l'imperatore A- sua moglie, cede Fermo e tutto
driano restaurasse 1' anfiteatro di il Piceno alla santa Sede; testi-
Fermo, e che a Marc' Aurelio figlio monianza che ha poco fondamento,
di Antonino fu eretto un monu- ritenendosi più tardi l'epoca del-
mento onorario, forse dedicandosi l'origine del dominio su pontificio
a lui lo stesso teatro. Nel comin- Fermo. Al re Grimoaldo, che verso
ciare del quinto secolo dell'era cri- l'anno 665 passò con numeroso
stiana, o nel 4 '3, Fermo fu de- esercito per la città, il Catalani at-
vastata da Alarico re de' goti, e tribuisce lo spoglio d'ogni prezio-
cinque anni dopo dal succcessore so monumento. Minacciando Desi-
Ataulfo ; depredata poi da Attila, derio re de' longobardi il Papa
nel 476 soggiacque alla sorte del Adriano I, questi ricorse alle armi
romano impero, facendo parte del di Carlo Magno
re di Francia, che
nuovo regno d'Italia, e ad Odoacre. imprigionando Desiderio, die ter-
Non andò guari che di nuovo passò mine al regno longobardico in Italia
sotto il goto dominio di Teodori- nel 773. Il Borgia, Memorie ist.

co, la cui figlia Amalasunta l'ab- t. pag. 34, soggiunge che in que-
I,

bellì di molti edifizi, e di bagni sta occasione anche tutti gli abi-
.suburbani, nel soggiorno che vi fe- tanti di Fermo si diedero sponta-
ce. Dopo che Belisario vi avea la- neamente, e si sottomisero a Papa
sciato un forte corpo di truppe Adriano I con aver prestato giu-
,

imperiali, nel 545 Totila sotto- ramento di fedeltà a s. Pietro, ed


mise città, che passati otto an-
la al Pontefice, e con essersi fatti to-
ni, col Piceno divenne soggetta al- sare alla romana, siccome testifica-
l'imperatore d'oriente, che la fe- no Anastasio bibliotecario in Fila
ce ristorare dai sofferti danni, e Hadrìani I, ed il Cohellio, nella
decorare di fonti. Discesi i lon- sua Noliùa pag. 1 1 7. Così Fermo
gobardi in Italia nel 569, Fermo passò sotto il paterno dominio del-
-

FFR FER i3
la Sede apostolica, il quale però non porzione della Marca Fermana. Nel
venne pienamente a realizzarsi che iodi, reduce Urbano II dal con-
nel declinar del secolo XII pegli cilio di Piacenza, ove aveva pro-
avvenimenti che indicheremo In . mulgato la crociata per liberare i

fatti ad onta di tal dedizione i luoghi santi di Palestina, prima di


duchi di Spoleto direttamente, o passare a far ciò con più solenni-
a mezzo de' conti e marchesi con- tà a Clermont, si recò a Fermo
tinuarono a signoreggiar la città, ove si ritiene che infiammasse gli
chiamandosi marchese il governa- animi de' fedeli a sì santa impre-
tore che la reggeva, o conte: i sa. Nelle gravi vertenze insorte per
friulani sotto il loro marchese aiu- le investiture ecclesiastiche, e con-
tarono i duchi di Spoleto e di tinuate nel pontificato di Pasqua-
Benevento, nella guerra contro Co- le li; iio5, Enrico
nel impe- V
stantino VI imperatore. Nel secolo ratore avendo occupato le Marche,
IX, e sul cominciar del medesimo, le fece governare dai marchesi im-

i fermani che avevano militato periali di Più tardi, nel


Ancona.
sotto Carlo Magno, sul quale s. 1 1 3o, le normanni con-
invasero i

Leone HI rinnovò l'impero d'oc- dotti dal conte Roggiero che de- ,

cidente, furono da lui ricompensa- bellato poi dall' imperatore Lotta


vi con titoli di baronie; e quando rio II, fu obbligato restituirle alla
ii di lui figlio Pipino passò per santa Sede; in questa occasione, e
Fermo, molli ne condusse contro nel il 37, l'augusto onorò Fermo
Grimoaldo duca di Benevento. Nel- di sua presenza, e vi celebrò le
1'
896 Fermo sostenne lungo as- feste di Pasqua. Intanto ebbero la

sedio da Arnolfo, di cui si parlò, primaria origine le tremende fa-

mentre della bevanda narcotica ap- zioni guelfa e ghibellina, e Federi-


prestatagli da Agiltrude, ne parla co I imperatore fece marchese di
il p. Brandimarte a pag. 186 ,
Ancona Corrado Luzelinhart, det-
venendo contraddetta dal Muratori. to Moscancervello. Fermo seguendo
Nel g52 Ottone I il grande, dopo le parti dei Papi ,
parteggiò pei
aver compito l'unione d'Italia al- guelfi contro l'impero, il perchè
l'impero, passò per Fermo, e vi nel 1176 Cristiano arcivescovo di
soggiornò alcuni giorni, come poi Magonza, coli' esercito imperiale la
pur fece il suo figlio Ottone II pose miseramente a ferro e a fuo-
coli' esercito nel 9"6. co, laonde i più. preziosi monu-
Sul principio del secolo XI i menti dell'archivio comunale furo-
normanni condotti da Riccardo oc- no ridotti in cenere. Tuttavolta
cuparono la Marca Fermana, e Cristiano procurò compensare la
quando s. Leone IX alla testa del- città mediante privilegi e conces-
le milizie papali volle affrontarli, sioni ; indi Fermo cominciò ad es-
i fermani militarono sotto di lui. sere governata dai consoli impe-
Riuscì ad Alessandro II di togliere riali, ed il primo che si conosca è

a' normanni il Piceno, ma Roberto Reginaldo del 1 1 80 venendone ,

Guiscardo, non curando le intima- altri rammentati sino al 11 99, i


te censure, tornò ad occuparlo, quali amministravano la giustizia
finché nel 1080 lo restituì a s. in nome degli imperatori. Ma op-
Gregorio VII ritenendo per sé
,
pressa la città dalle loro avanie, e
24 FETI FER
ma! soffrendo il giogo straniero, si goni. Intanto avendo Federico II

unì agli altri popoli del mezzodì rinvigorito l'abbattuto partito ghi-
d' Italia, che convenuti in Ancona bellino,i fermani per sottrarsi alla
nel ii 85 si ribellarono all'impero, sua dominazione, che estendevasi
e fatta causa comune colla Chiesa in gran parte degli stati della santa
batterono il marchese Marcualdo Sede, spontaneamente nel 1224 s '

d'Anninuccio nel
1199, e si co- assoggettarono al proprio vescovo,
stituirono in una forma di governo giurando di non riconoscere altro
indipendente e repubblicano. Da signore, e conservandosi neutrali
quell'epoca in poi Fermo cominciò fra il Papa e l'imperatore, al qua-
a governarsi a comune, e colle pro- le furono obbligati a sottomettervi-
prie leggi eleggendo un podestà, che si nel 1242; ed in premio ebbero
le facesse osservare., e riserbando diploma di mero e misto impero,
al consiglio generale, chiamato po- e la conferma della giurisdizione
polare e libero, l'esercizio del som- sui lidi del mare dal Tronto al fiu-
mo impero. L' indipendenza italia- me Potenza. Probabilmente fu al-
na stabilita nella famosa lega lom- lora che Federico II concesse a
barda si estese ancora a queste Fermo di usar per insegna l'a-
provincie, e l'autorità imperiale, e quila ghibellina coronala, la quale
pontifìcia nel temporale in Fermo venne poi aggiunta alla croce, an-
fu poco più che nominale, ed es- tico suo stemma. Finalmente aven-
sendo divenuta tal città nemica di do Innocenzo IV scomunicato e de-
Ancona, si riconciliò nell'anno i2o3 posto nel primo concilio generale di
nella pace di Polverigi. Lione Federico II, il cardinal Ra-
Nel secolo XIII infierirono le fa- niero legato apostolico nel 1249
zioni de'guelfi e ghibellini, produ- fece ritornare Fermo all'ubbidien-
cendo gravi discordie , frequenti za della santa Sede, colla conferma
guerre, ed accordi fra' circostanti de' privilegi concessi dall' ultimo
luoghi, e paci breve durata.
di imperatore. Ma il rigore adottato
Tuttavolta gì' imperatori mandava- dai pontifìcii rettori, e le segrete
no in Italia i loro luogotenenti, brighe di Manfredi re di Napoli
marchesi, e vicari, mentre i Ponte- ridestò lo spirito ghibellino, allon-
fici spedivano legati, commissari, e tanandosene lo scoppio col trattato
rettori. Nel 1208 il conte di Ce- conchiuso a Montecchio dal rettore
lano occupò per Ottone IV la Mar- Annibaldo di Trasmondo nipote di
ca; ed Azzo VI d'Este che n'era Alessandro IV nel 1 256. All'ap-
stato creato marchese dal Papa parire però dell' esercito di Man-
Innocenzo III, nel 12 io ne chiese fredi , Fermo a lui si sottomise
ed ottenne l'investitura dall'impe- previa conferma de' suoi privile-
la

ratore. Nel portarsi Ottone IV nel gi; cui successero armate dissen-
121 1 all'assedio d'Ascoli, concesse sioni, nel 1266 la morte di Man-
a'Fermani segnalati privilegi, che fredi, e nel 1270 sulle sponde del
abbiamo di già accennati. Nel 1214 Tenna combatterono fermani con-
Aldobrandino d' Este seguì il par- tro fermani, restando vinto dai rin-
tito guelfo, e vi ricondusse Fermo, vigoritiguelfi Ruggiero di Luppo
i cui privilegi confermò, preponen- capo de' ghibellini che avea signo-
dovi a governatore Guglielmo Ran- reggiato sulla città. Gelosi gli asco-
TER FLR 25
l.mi della giurisdizione marina di scio a ferro e a fuoco, incendian-
Fermo, mossero più volte contro do la curia, e spargendo il terrore
di essa, ma in vari incontri furo- fra i loro nemici. Alla venuta di
no battuti ; né cessando le mole- Lodovico Bavaro il partito ghi-
il

stie, queste proibì nel 1286 il Pa- bellino più che mai divenne arro-
pa Onorio IV. Prima di tal tem- gante; Fermo nel 1327 si sotto-
po e nel 1260 Fermo erasi allea- mise a quel principe, seguì l'anti-
ta colla possente repubblica vene- papa Nicolò V, ma dopo la par-
ta, la quale gli spediva per pode- tenza dall'Italia del Bavaro, essen-
stà i più cospicui cittadini; e quan- do stata privata del vescovato, e
do Gregorio X volle sostenere col- punita coli' interdetto, tornò alla
le armi la libera navigazione del- divozione della santa Sede, ed ot-
l' Adriatico, i fermani seguirono la tenne perdono da Giovanni XXII.
parte veneta. Va pure ricordata Però nel 1 33 insorse Mercenario 1

la venuta iti Fermo nel 1228 di da Monte Verde, fanatico ghibelli-


Giovanni di Brienne ultimo re di no, il quale sottomise Fermo che
Gerusalemme, e poscia quella di dominò per dieci anni sino alla sua
Baldovino li imperatore d'oriente uccisione ; ed allora di nuovo il
nel 1245, allorché portavasi al me- popolo proclamò la libertà, e ri-
morato concilio lionese. Nel secolo conobbe la sovranità del Papa. In-
XIII fondò Fermo la sua baro- di nel 1 348 incominciò a tiranneg-
nale giurisdizione, ricevendo per giar la patria il ghibellino Gentile
concessione de' Papi ed imperatori da Mogliano : sotto di lui rinnova-
sotto il suo dominio la principal ronsi le guerre cogli ascolani pel
parte delle terre e castelli che fu- dominio dei lidi marittimi ; i Ma-
rono poi a lei soggetti, non che latesta signori di Rimini prima im-
altri acquistandone a titolo onero- prigionarono Gentile, poi assedia-
so, o per spontanea sommissione. rono Fermo nel 1 353, che aiutata
Dopo la morte di Benedetto XI, dagli Ordelaffi signori di Forlì evitò
eletto in successore Clemente V, maggiori conseguenze. Frattanto vo-
questi stabilì la residenza papale in lendo Innocenzo VI ricuperare i

Avignone , il perchè i ghibellini domimi della Chiesa, da Avignone


rialzarono la testa, cui unironsi i spedì in Italia il celebre cardinal
(etmani; indi nel i3i6 assaltaro- Albornoz, al quale giurò sommis-
no ilrettore della Marca, allea- sione Gentile, venendo perciò di-
ronsi con Osimo e Recanati, e nel- chiarato gonfaloniere della Chiesa
la prima città sconfissero nel i323 romana. Indi con riprovevole per-
lecenti della Chiesa. Nel i326 s'im-
o fidiaribellossi ad essa nel i3t5,
padronirono di S. Elpidio, e facen- dopo es«ersi alleato cogli Ordelaffi
do strage de'guelfi, Giovanni XXII e i Malatesta. Il valoroso cardinale
dichiarò ribelli i fermani, promul- battè i Malatesta, e spedì suo ni-
gando contro di essi una crociata. pote Blasco Fernando ad assediar
per cui quelli del partito guelfo Gentile eh' erasi chiuso nella rocca
avevano indotti gli altri a ritorna- del Girone: gli assedianti avendo a-
re al dominio della santa Sede; perto la breccia, furono dai fer-
ma i ghibellini osimani penetraro- mani, disgustati di Gentile, accolli
no all'improvviso nella città, la po- con tripudio. Gentile ebbe salva la
a6 FER FER
vita, ma poi unendosi a' nemici tivainenle a quello della loro re-
della Chiesa a devastarne le terre, pubblica. Fermo successivamente
in un al figlio ebbero mozzata la provò gli effetti del lagrimevole e
testa, tornando Fermo alla sogge- lungo scisma, che divise i fedeli
zione del Pontefice. Non andò gua- dal 1378 al i4'7; più volte con
riche altro signore nel i36o fu forti somme fu costretta redimersi
dato a Fermo per la cessione che dalle prepotenti compagnie di av-
ne fece il cardinal Albornoz a Gio- venturieri armali, come di assoldar
vanni Visconti d'OIeggio, in com- truppe, per guardarsi dagli stessi
penso di avere restituito Bologna condottieri delle milizie papali, spes-
alla santa Sede . Mori dopo sei an- so traditori; ma nel i3c)o rico-
ni l'Oleggio, e per opera de' fio- nobbe la podestà di Andrea Toma-
rentini la città si ribellò nel ì3j5, celli rettore della Marca per Boni-
uccise il podestà, e riconosciuto per facio IX suo zio; poi venuta in
capo Rinaldo di Monte Verde, man- discordia con esso, lo combattè nel
dò aiuti agli ascolani pur essi ri- 1392, e nell'anno seguente chiese
bellati contro il rettore pontifìcio. ed ottenne di pacificarsi, pagando
Nel 1 377 Gregorio XI restituì in pena quattromila ducati al Pa-
a Roma la residenza pontifìcia, pa, il quale liberò la città per do-
mentre i fermani assalirono S. El- dici anni, con mero e misto impe-
pidio, e messolo a ferro e a fuoco ro. Intanto i Varani, signori di Ca-
gli presero la sagra Spina, che nel merino, guerreggiarono co' fermani
1272 Filippo IH l'Ardito re di pel possesso di vari castelli, massi-
Francia avea donata al b. Clemen- me Montegranaro. Antonio A-
di
te di Sant'Elpidio: reliquia che tut- cetifermano celebre giureconsulto
tora venerasi con gran divozione e prode militare, essendo gonfalo-
in Fermo. Indi si sottrassero fer- i niere di giustizia, s' insignorì della
mani dalla soggezione di Rinaldo, patria, chiamò in sostenimento il

terminando Urbano VI le loro conte di Carrara contro le genti


guerre cogli anconitani. Nel i38o della Chiesa, mentre per questa
decapitarono Rinaldo, la sua mo- Biordo da Perugia si mosse con
glie, i e
figli per averli tiranneg- undicimila cavalli. Nel i3o,6 una
giati n'esposero per terrore pub-
; fazione de' ghibellini saccheggiò la
blicamente le testej ed eressero una città, massime il ghetto degli ebrei.
colonna con epigrafe per rammen- A porre un termine a tanta anar-
tare a' posteri la liberazione della chia, cedendo Bonifacio IX alle
patria. Allora i fermani attesero a istanze di Fermo, nel i3o,7 inviò
consolidar la riacquistata libertà; a riprenderne possesso prima il vi-
compilarono gli statuti, cioè ebbe- ce rettore della Marca, e poscia il
ro il suo principio, giacche non si suddetto marchese Andrea Toma-
pubblicarono che nel i5o7 in Ve- celli, che ottenne dall'Aceti rinun-

nezia per cura di Marco Marcello, cia a qualunque diritto, colla ces-
essendone stato compilatore Paolo sione di Montegranaro sino a ter-
de Castro ; poscia restaurarono il za generazione. In mezzo a tante
Girone, e da Venezia chiamarono civili discordie per ben cinque vol-
Marco ed Andrea Zeno perchè ne te la peste afflisse Fermo dopo la

regolassero il governo, approssima- metà del secolo XIV, che per li-
FEU l'ER 27
tararsi dal contagio, invocando il to Alessandro V, gli successe Gio-
patrocinio della B. Vergine della vanni XXIII nel i4io mentre 5

Misericordia , in ventiquattro ore Gregorio XII essendosi pacificato


fabbricò una chiesa, nel luogo ove con Ladislao creò iegato della
,

poi nel seguente secolo fu edifica- Marca Angelo cardinal di s. Ste-


to il palazzo apostolico. Fu nel fano, e con lettera de' 18 novem-
secolo XIV che la curia generale bre avendo dato nuovamente il
fu stabilita in Fermo, contro di cui governo di Fermo al Migliorati,
indarno nel 1872 reclamarono pei" lo dichiarò generale dell' esercito

gelosia i maceratesi. ecclesiastico, con ordine che si u-


Divenuto Pontefice Innocenzo VII, nisse alle truppe di Aven-
Ladislao.
nel i4<>5 nominò marchese della Mar- do però questi nel 1412 abbando-
ca di Ancona, principe di Fermo, e nato Gregorio XII, per sottoporsi
capitano generale delle genti d' arme, a Giovanni XXI II, anche Migliorati
il nipote Lodovico Migliorati di Sul- ne segui l'esempio, ebbe ampliata
mona, valoroso, politico, ma cru- la sua autorità, venne fatto rettore

dele. Nel »4o6 fissò la sua resi- geuerale della Marca, e capitano
denza in Fermo, cui confermò i generale delle sue armi. Quindi il
diritti e i privilegi. Alleato de' fio- Migliorati dovè combattere con Ma-
rentini, battè i pisani, con una latesta costante difensore di Gre-
truppa di fermani. Morto lo zio, gorio XII, e collo Ladislao
stesso
Gregorio XII che il successe non eh' erasi inimicato con Giovanni
volle confermarlo, e spedì in vece XXIII, a segno che lo costrinse
il vescovo di Montefeltro a gover- nel i4'3 a fuggire da Roma. Tor-
nare le Marche; il perchè indi- nato Migliorati agli stipendi del te,
spettito il Migliorati volle sostener- questi mori nell'agosto i4'4- Adu-
si colla forza, unendosi al partito nato il concilio di Costanza per
ghibellino di Ladislao re di Nano* porre un termine allo scisma, il
li contro il Papa, il quale per le Migliorati dopo vari combattimen-
mene temendo il suo
del re, che ti sostenuti col Malatesta, si sotto-
emulo Lodovico d'Angiò seminava mise ai commissari del concilio,
discordie, avea deposto Migliorati che Io nominarono rettore della
dal governo della Marca. Succes- Marca, e capitano della lega con-
sero continue scorrerie d' ambo le tro il Malatesta nel 14' 5 con fe-
parti, ma
prevalendo il partito di lice successo, se non che una tre-

Ladislao, potè Migliorati continuar gua nell' anno seguente sospese le


nella signoria di Fermo, commet- che tei minarono affatto col
ostilità,
tendo però molti atti violenti ,
matrimonio contratto da Migliora-
fra'quali è la decapitazione di An- ti con una Malatesta nel i4'7j
tonio Aceti ragguardevole fermano, anno in cui coll'elezione di Marti-
e diGiannocchio Migliorati suo no V ebbe fine il tremendo scisma.
fratello. Nel i4°9 fu nel concilio ISel 1420 combattendo Miglio-
di Pisa deposto Gregorio XII, ed rati quale alleato de nuovi suoi pa-
invece eletto Alessandro V, il qua- renti a danno de'Visconti, fu impri-
le confermò nel potere Migliorati, gionato, e liberato nel 1421 restò
dichiarandolo vicario della Marca, di essi amico, come costante nell'e-
e principe di Fermo. Essendo inor- sercizio della signoria di Fermo, e
,

a8 FER FER
nell' ubbidienza alla «anta Sede; Marcile, fortificò Fermo, e comin-
aiutò nel 1^16 il rettore della Mar- ciò la guerra contro Eugenio IV,
ca a sottomettere Antonio Nufri che gli oppose Nicolò Piccinino,
oberasi impadronito di Sanseverino, fatto in stia vece gonfaloniere della
e morì in Fermo nel i4^8. Gen- Chiesa. Nel i44 2 essendosi Ripa-
tile suo figlio ch'era agli stipendi del transone ribellato in favore della
duca di Milano, corse in Fermo, e Chiesa^ lo Sforza con valido eserci-
si rinchiuse con suo fratello Fer- to lo prese e lo saccheggiò , e ne
mano nel Girone, deciso di conser- trasportò vasi sagri , campane , e
var il possesso della città. Il Papa suppellettili preziose , delle quali
Martino V gl'intimo l'evacuazione, ornaronsi le chiese di Fermo. Indi
ciò che eseguirono per accordo, es- nel i443 la città fu fortificata per
sendosi dichiarati i cittadini in fa- resistere al re Alfonso di Aragona,
vore della Chiesa, per la quale ne il quale col suo esercito di dieci-
prese possesso il rettore della Mar- mila uomini fu fugato da Alessan-
ca. Da quell'epoca sino al i433 dro Sforza che pel fratello difen-
Fermo rimase nell' ubbidienza al deva Fermo. Dopo altri avvenimen-
Pontefice, il quale loro mandò uno ti, ad esempio delle città marchia-
speciale rettore, confermandogli tutti ne, i fermani a' 24 novembre f44^
i privilegi che godevano; tra questi si rivoltarono contro gli Sforza, gri-
eravi il diritto di presidiare la fie- gando : viva la Chiesa e la libertà ;

ra che nel mese


maggio que' di di indi col cardinale Scarampi patriar-
Ripatransone tenevano presso la lo- ca d'Aquileia fissarono le condizioni
ro città. Frattanto Francesco Sforza del loro ritorno all' ubbidienza del-
avvicinandosi con potente esercito la santa Sede, salvo il libero go-
per occupar la Marea_, i fermani gli verno della loro città, diritti, e le i

si sottomisero, e ricevettero onora- loro leggi. Nel seguente anno il le-


tamente quel prode nel i434- Eu- gato cardinal Capranica costrinse
genio IV volendo distaccar lo Sfor- Alessandro ad abbandonare il Giro-
za dai Visconti, lo elevò al grado ne, mediante lo sborso di diecimila
di gonfaloniere della Chiesa, rettore fiorini, cessando così la signoria degli
della Marca, e vicario perpetuo di Sforza su Fermo. Allora i ferrnani
Fermo, sanando cosi per bisogno inviarono ambasciatori ad Eugenio
l' usurpazione. Ingratamente corri- IV per ottenere la conferma dei
spose Francesco, combattendo 1 Va- patti e condizioni mentovate, ed il

rani, facendo morire Baldassare di Papa gli approvò , mantenendo la

Ofilda luogotenente del Papa, per- città in pieno possesso del libero
chè avea tentato ucciderlo; abbrac- e sovrano governo del suo contado
ciò il partito di Angiò, e si mise in sotto un cardinal legato, siccome
guerra con Alfonso di Aragona ; si abbiamo dal Novaes nelle Vite dei
collegò co' veneti a danno dei Vi- Pontefici; e pel primo nominò il suo
sconti , i44° arbitro
e fatto nel nipote Francesco Condulmieri , cui
della pace, n'ebbe in premio la più tardi successero altri cardinali
mano di Bianca figlia ed erede del nipoti di Papi con titolo di gover-
duca di Milano, che gli portò in natori , finché Innocenzo XII aven-
dote la città di Cremona. Dichiarò do abolito il nepotismo prepose al
allora la moglie gq,vernatrice delle governo della città e stato di Fei -
FER FER 29
mo una congregazione cardinalizia, esso del dominio e delle guerre degli
col cardinal segretario di stato prò Sforza, si sottrasse dalla soggezione
tempore per prefetto Ma dipoi . di Fermo, che avendo esaurite le
Clemente XIII sopprimendo siffatta vie conciliative perchè tornasse a
congregazione, assoggettò il governo sottomettersi, nella sede vacante del
della città e territorio di Fermo alla i464 P er morte di Pio li, lo pre-
Congregazione della Consulla, e del sero ne diroccarono le
d' assalto,
Buon governo [Vedi), finche poi mura e portarono a Fermo gran
divenne Delegazione apostolica {Ve- numero di prigionieri. Paolo li ne
A pag. i5o e i5i
di). del volu- fu dolentissimo, e perdonò a' ferma-
me XVI del Dizionario è riporta- ni a patti che fra due mesi rista-
toquanto riguarda la Congregazione bilissero le mura, e rilasciassero i

Fermano, ed inoltre può leggersi prigioni, siccome prontamente fece-


la costituzione di Clemente XIII, ro. Insorta in pari tempo discordia
de'i3 ottobre 1761, Cum eae po- con Mogliano, perchè erasi sottratta
liores sint justitiae. « Quae regimen dal dominio fermano, nel i483
» politicum et economicum civita- gli ascolani presero a proteggerlo
» lis et status Firmarli, congrega- in un Monsampietrangeli
a che ,

» tionibus super consultationibus sta- perciò soggiacque a nuovi danni.


>» tus pontificii , et bonis regiminis Innocenzo Vili proibì ulteriori osti-
» addicitur ". Nel 1744 ° I 74^ fu lità, e condanuò Fermo all'ammen-

stampato in Fermo il Compendio da di mille scudi d' oro. Ad onta


storico del governo di Fermo j e di ciò i fermani fecero delle scor-
nel 1745 in Roma la Risposta delle rerie sui territorii ripani ed ascola-
comunità dello stato di Fermo al ni, i quali s' impadronirono d'Offi-
compendio islorico fallo s lampa re da, ciò che fu motivo di guerre tra i

da questa città nel 1 744- limitrofi luoghi ; assoldando i fer-


Dopo l'uscita degli Sforzeschi dal mani nel 1498 il celeberrimo An-
Girone, conoscendo i fermali che tal i drea Doria e il conte d' Urbino,
rocca era occasione e mezzo di tiran- perchè la città reggevasi colle pro-
nia, al modo che si disse la dirocca- prie leggi , esercitando i diritti di
rono ; indi a' 1 2 aprile 1 44-7 dal mero e misto impero, per cui tal-
nuovo Papa Nicolò V ebbero con- volta Papi raccomandarono talu-
i

fermate le loro immunità e prero- no gran consiglio, perchè fosse


al
gative, e pacificaronsi cogli ascolani eletto in podestà. Aiutarono fer- i

facendo seco loro alleanza. Quando mani Innocenzo Vili contro Boe-
Pio li stabilì la crociata navale colino de' Garzoni, che tentava di
contro il turco, Fermo contribuì dare Osimo al sultano Bajazet II,
tremila cinquecento scudi d'oro come per la presa di Leone Pilla-
pel mantenimento d'una nave per 10 di lui ambasciatore al sultano.
sei mesi, oltre una questua di grano In questo secolo per otto volte Fer-
ed orzo; ma l'avvenimento il più mo provò i mortiferi effetti della
rimarchevole degli ultimi anni del peste, nella prima delle quali peri-
secolo XV, e di funeste conseguenze rono undicimila cittadini. Nel pon-
pe' fermani, fu la guerra col castello tificato di Alessando VI Borgia, Li-
di Monsampietro degli Angeli , al- verolto od Oliverotto Uffreducci, avea
lora detto degli Agli. Profittando militato sotto alcuni chiari capita-
,

3n FER FER
ni, e sotto il figlio del Papa, Cesa- mentre assaltava la città, perciò pu-
re duca del Valentinois ,
quando nita con quattro giorni di saccheg-
concepì ed effettuò il progetto di gio ; mentre Petritoli amica dei
farsi tiranno della patria, che agli 8 Brancadoro fu incendiata da Carlo
gennaio i5o2 occupò per sorpresa, Baglione. Allora Leone X pel vice
dopo aver fatto strangolare i più legato della Marca, con ordine dei
rispettabili gentiluomini fermani, ed i4 agosto i 519, vietò ai rettori, ed
altribarbaramente massacrare an* alle comunità della provincia di
che a mezzo di sicari e del veleno. aiutare fermani nelle discordie ci-
i

Spaventata così la città, si dichiarò vili ; indi chiamò a Roma Bartolo-


«gli signore di Fermo, inviando al meo Brancadoro Lodovico Uffre-
e
Papa ambasciatori, coll'assicurazione ducci, e li pacificò. Non andò gua-
eh'ei la teneva come un vicario riche questi fece uccidere Bartolo-
dellasanta Sede. Indi Liverotto si meo, per cui la città dichiarò Lo-
unì a Cesare per rapire ai Varani dovico fellone, rompitor della pace
Camerino, e poi si confederò a suo e pubblico nemico ; ed il Papa ne
danno nella dieta celebrata alla Ma- comandò l'imprigionamento. Lodo-
gione ; ma Cesare con simulazione vico si abbandonò alla sorte delle
riguadagnò Liverotto per prender armi, saccheggiò Carnasciale, e pre-
Sinigaglia, ove lo fece strozzare, con se S. Benedetto, Servigliano e Fa-
vero giubilo di Fermo, ch'elesse lerone, meditando gettarsi su Fer-
per signore Cesare. Divenuto Papa mo, quando fu vinto ed ucciso dalle
Giulio li, il Borgia andò spogliato milizie pontificie, comandate dal ve-
di tutti dominii. Morto quel Pa-
i scovo di Chiusi Bonafede, che pa-
pa nel i5ì3, nella Sede vacante cificati i cittadini ridusse Fermo
Lodovico nipote di Liverotto pose alla primiera sudditanza alla santa
in campo le sue pretensioni , re- Sede. Nel 1840 il eh. De Minicis
cossi a Falerone donde era oriun- pubblicò nella distribuzione 49 del-
da la sua famiglia , e cominciò a l' Album la biografia di Lodovico
brigare per formarsi un partito Eufreducci signore di Fermo col- ,

donde ne fuggì quando Fermo spe- l' incisione del suo monumento se-
dì quattromila fanti per imprigio- polcrale che tiene il primo luogo
narlo. Alla elezione di Leone X, di fra quei che adornano questa città,
cui era stato paggio, per la prote- non meno per la bellezza del di-
zione che godeva della sua famiglia segno, che pel magistero del lavo-
Medici, ardimentoso Lodovico oc- ro; ricordando in essa alcuni fatti

cupò Fermo, cacciò i principali del- storici del Piceno e di Fermo che
la città, e fu dal popolo acclamato. ne' tre ricordati precedenti secoli
Nel i5i6 partì per la Francia con ebbero pure assai parte nei grandi
Giuliano de' Medici ambasciatore del avvenimenti della nostra Italia. La
Papa, ed allora molti banditi, coi biografia coli' incisione fu stampata
Brancadoro impadronirono della
s' anche a parte.
città . Momentanea
fu la calma che Nel pontificato di Clemente VII
gli procurò il vice legato di Leone e nel 533 rifuggironsi in Fer-
1

X, perchè Muzio Colonna favorì mo cinquanta abitanti di Monsam-


le loro macchinazioni, e ne restò pietro, ciò che produsse altre guer-
ucciso da un colpo d' artiglieria re contro quel castello che >cAU ,
,,, ,,

FER Fl.R 3r
Paolo III, obbligando gli ascolani nel i J49 Mogliano e Petritoli, ma a
che l'avevano occupato ili restituii lo cagione del vice legato Mignanelli
a Fermo, collo sborso di dodici- questi due castelli combatterono coi
mila ducati. Nel i536 il cardinal fermani. Nel i55o nel governo di
di Trani, legato della provincia Fermo, secondo il lodato Fracas-
per l'uccisioue fatta in Fermo di setti, avvenne il più essenziale cam-

certo Tafarano di Monsampielro biamento, giacché decretossi per


sottopose la città all' interdetto, ed pubblico consiglio di chiedere al
all'ammenda di diecimila ducati; Papa di aver per privilegio in go-
indi nel i53j tolsegli il castello vernatore il nipote o il più. pros-
che die al cardinal Cesarini. Tut- simo parente del Papa regnante
ta volta fermani Io
i riebbero da ciò che ottenne da Giulio III laon- :

Paolo III; ma h consiglio del le- de d' allora iu poi senza grandi
gato avendolo abbandonato gli abi- interruzioni, sino al pontificato d'In-
tanti, per dispetto i fermani lo di- nocenzo XII, fu Fermo dipenden-
roccarono in gran parte, perdendo te dal suo special governatore, che
quindi la benevolenza del Papa mandava un dottore, e più spesso
il quale comandò a suo figlio Pier un prelato luogotenente, a sostener
Luigi Farnese di trattar Fermo da le sue veci. Tralasciando di regi-
ribelle; e siccome la trovò disabi- strare le gare e discordie tra Fer-
tata, l'abbandonò al saccheggio del- mo e i suoi castelli, i fermani mi-
1 \ enne poscia il legato,
esercito. litarono in diverse guerresche spe-
richiamò cittadini con promessa
i dizioni ; e gravi danni soffrirono
di amnistia, ma pronunziò la sen- nel passaggio di eserciti francesi
tenza con cui dichiarò Fermo pri- e maggiori dalla peste, per cui e-
vata del suo stato, e d'ogni giu- ressero un tempio a s. Rocco , e
risdizione; vi lasciò un governato- un lazzaretto a Capodarco. Tali so-
re, ed un podestà a nome della no i principali avvenimenti del se-
Chiesa ; fece impiccare Troilo Ada- colo XVI per Fermo, cui vanno
mi imputato dell' uccisione di Ta- aggiunti quei gloriosi derivatigli dal
farano, e riprese possesso del tan- suo pastore cardinal Peretti, esal-
to contrastalo Monsampielro. Nel tato al trono papale nel 1 58 5 col
1 538 il Pontefice elesse il suo ni- nome di Sisto V, il quale confermò il
pote cardinal Ranuccio Farnese, in governo di Fermo, che allora ren-
governatore dello stato fermano deva quattro o cinque mila scu-
che mandò il suo luogotenente a di annui, a Giacomo Boncompa-
risiedere a Monte Ottone. Inutili gno, figlio del predecessore Grego-
furono le umiliazioni di Fermo, rio XII 1, che lo avea pur conferma-
solo nel i54? ottenne di essere to generale della Chiesa Il Bon- .

reintegrata per mediazione del car- compagno era stato fatto governa-
dinal Farnese, cui rimasero in feu- tore da Gregorio XIII nel i5y5;
do Mogliano e Petritoli: dovè però e gli successe nella carica il suo
Fermo pagar alla camera apostoli- zio Caesar Ot-
Boncompagno. V.
ca duemila scudi d'oro d'ammenda, tinellus, De Firmio Piceni urbe no-
e contentarsi che Monsampietro ri- bilissima elogium ad Sixtum J
manesse esente dalla sua giurisdi- Pont. Max.
zione. Restituì il cardinale ai fermani Ritornata stabilmente Fermo sot-
3?. FER FER
to l' intero dominio della santa Se- rasi rifugiato il governatore, e l'uc-
de, ebbero fine le discordie civili cise,dopo aver massacrato Barai li
Ira cittadini, e le guerre co' ca- suo amico e il suo maestro di ca-
stelli, ognuno rappresentando le sue sa. Indi certo Froscetta ne trasci-

ragioni legalmente, senza alterazio- nò il cadavere sulla piazza , die


ne della pubblica tranquillità go- ,
spogliato delle vesti rimase inse-
vernandola come si disse nipoti i polto sino alla notte, finché i cap-
o consanguinei dei Papi Clemen- . puccini lo tumularono nella chiesa
te Vili ne fece governatore il ni- di s. Maria dell'Umiltà. La città
pote cardinal Aldobrandino alla , spedì al cardinal Alessandro Mon-
cui venuta nel i6o4 un incendio talto, nipote di Sisto V, che tro-
distrusse preziose memorie dell'ar- vavasi a Sant'Elpidio perchè si re-

chivio. JNel 1621 Gregorio XV fe- casse in che fece pron-


Fermo, ciò
ce governatore Francesco Boncom- tamente, ottenendo che deposte le
pagno, figlio del suddetto Giacomo, armi i cittadini tornassero all'ordi-
ma poco durò, per essere fatto car- ne. Innocenzo X mandò a Fermo
dinale ; ed Urbano Vili nominò con amplissime facoltà monsignor
governatore suo nipote, il cele- Lorenzo Imperiali, il quale ivi già
bre cardinal Francesco Barberini. avea rappresentato il cardinal Bar-
Però nel seguente pontificato d'In- berini, con mille e duecento fanti,
nocenzo X, grave avvenimento tur- e trecento cavalli comandali dal
bò il godimento della pace. Nel conte David VVidmau. L'Imperiali
1648 gran parte de' cittadini di restituì la pace alla città colla pu-
Fermo, a tamburo battente, e a nizione di molti, meritando poi la

bandiere spiegate , si levarono a carica di governatore di Roma, e


tumulto, ed armati portaronsi dal la dignità cardinalizia. Molti rei

governatore monsignor Uberto Ma- erano fuggiti, un gentiluomo fu de-


ria Visconti milanese ebe gover- , capitato, e la sua testa fu collo-
nava la città pel cardinal Camillo cata in uno de' pilastri della piaz-
Panfili nipote del Papa. Cagio- za; cinque plebei furono impiccati;
ne del tumulto fu la carestia di il Froscetta trascinato a coda di
grani che più volte avea fatto am- cavallo; dodici ebbero la condanna
mutinar il popolo chiedendo pane : di galera; agli uni fu abbattuta la
questi non sentì più freno quando casa, agli altri confiscati i beni, e
vide che il prelato invece ne man- la città pagò duemila ducati pei
dava a Roma, togliendolo per for- danni recati al palazzo governati-
za ai proprietari ; anzi chiamò dei vo. Innocenzo X
usò piuttosto in-
soldati corsi, perchè proteggessero dulgenza, e n'ebbe parte, senza u-
la spedizione. Invano il prelato fu rnani riguardi il fermano Decio
,

scongiurato dai magistrati civici, e Azzolino poi cardinale. Alessandro


da altre persone a desistere da tal VII dichiarò governatore di Fer-
procedere; sordo a qualunque in- mo il nipote cardinal Flavio Chi-
sinuazione non rispose che con gi. Finalmente nel 1676 il Papa
disprezzo, e si ricusò di dare udien- Innocenzo XI rispose ai fermaui,
za al magistrato. Infuriato per tal che domandavano per governatore
modo il popolo saccheggiò il pa- il celebre cardinal Alderano Cibo
lazzo, penetrò nelle prigioni ov'e- suo segretario di slato, che voleva
FER FER 33
abolire il nepotismo, e che avreb- cademico, Fermo 692 ; Risposta 1

be in vece creata uua congrega- della città di Fermo alla scrittu-


zione particolare di prelati, uno dei ra fatta slampare a nome dei ca-
quali ne fosse , segretario con il stelli del suo contado contro il com-

promotore fiscale con voto consul- pendio istorico del governo di Fer-
tivo, con un avvocato relatore, e rara ; Majolino Bisaccioni, Istoria
presieduta dal cardinal segretario della guerra civile di Fermo, ex-
di stato, dalla quale verrebbe no- stat nella Storia delle guerre ci-

minato il prelato governatore di vili del medesimo, Bologna 17 53;


Fermo. Indi nel 1680, Alessandro Giorgio Marchesi, Della città di
Vili Oltoboni, elesse il cardinal Fermo, in cui soprattutto ragionasi
Pietro suo nipote in governatore delle nobili famiglie de' Brancado-
di Fermo ; ma
Innocenzo XII sta- ri e de' Nobili. Lo storico Fra-
bilì la congregazione fermana , a cassetti, a pag. 5 e seg. delle sue
cui spettava il governo pubblico Notizie storiche, riporta un erudito
ed economico della città, e il di- cenno sugli storici municipali da ,

ritto di grado di ap-


decidere in cui nella massima parte sono de-
pello le cause dello stato fermano, rivate quelle da lui egregiamente
la qual congregazione sebbene con- descritteci, citando per ultimo l'o-
fermata da Benedetto XIV nel puscolo del eh. Achille Gennarelli
i~46; il successore Clemente XIII intitolato : Marmi ottovirali editi ed
nel 1761 l'abolì, invano reclaman- inediti, e sopra alcuni monumenti
do Fermo. Le sue rimostranze non ed iscrizioni fermane, e i diversi
ebbero considerazione, e fu gover- articoli inseriti ne' giornali lettera-
nata da Roma come le altre città ri, ed opuscoli del eh. avv. Gae-
dello stato pontificio. L'ultimo pre- tano De Minicis. Nell'appendice poi
lato governatore della congregazio- ci dà i passi de' classici scrittori
ne fu Antonio Ripariti da Jesi; ed risguardanti Fermo , ed una rac-
il primo nominato direttamente dal colta delle sue iscrizioni.
Papa fu Benedetto Lopreste pa- Nel Piceno, e massime in Fer-
lermitano. Fermo provò gli effetti mo, sul declinare del primo secolo
politiciche posero a soqquadro gli di nostra era fu promulgata la lu-
ultimi anni del secolo passato, ed i ce del vangelo, principalmente dai
primi del corrente; fu capoluogo ss. Marone ed Apollinare, laonde
del dipartimento del Tronto, sotto al dire dell' Ughelli , Italia sagra
il governo de' francesi, e della suc- tom. II, pag. 678 e seg., 1' origine
ceduta delegazione apostolica. della sede vescovile risale al terzo
Oltre i citati autori, scrissero delle secolo, registrando per primo ve-
cosedi Fermo anche i seguenti: Frau- scovo s. Adriano, e per secondo s.

ciscusAdami, De rebus in n'aitale Alessandro ambidue martiri; ma a


Firmano, gestis fragmentum libri sentimento dell'arcivescovo Alessan-
duo, Romae 1 5g t ; Michele Cata- dro Borgia, Omel. IX, tom. II del ;

lani, Origini e antichità fermane, Catalani, De Eccl. Firm.; e del De


Fermo 1778; Giuseppe Colucci, Del- Minicis, Sarcofago crist. illust. pag.
le antichità picene. Fermo 1788; 23 e seg., non restando provato il
Francesco Maurizio Gontieri, Fer- vescovato di s. Adriano, che per lu
mo antico e moderno, discorso ac- sola testimonianza dell'Ottinelli nel-
\< r.. xxiv. 3
34 FEK FER
la succitata orazione , citato perciò secolo vi annovera Vittorino e ,

dall' Ughelli, non lo pongono i cri- Claudio che nel 35g fu segretario
tici nel novero de' vescovi fermani, del consiglio di Rimini, esclusi dal
e forse una monetina colla leggen- Catalani, De Ecclesia Firmana, che
da s. Hadrianus , e le parole de. nel principio del quinto secolo vuo-
Firmo, di cui parla il De Minicis, le edificata la cattedrale di Fermo.
potrà dare un qualche schiarimen- Ma 1'
Ughelli dopo s. Ciriaco dice
to su questo punto. Certo è che che furono vescovi Vittorino, Teo-
sotto Decio, acclamato imperatore dice, e Giusto che nell' anno 5oo
l'anno 249, g'^1 grandemente vi si assistette al concilio di Papa s. Sim-
professava il cristianesimo, e n' era maco. Non è nostro scopo riporta-
vescovo s. Alessandro che vuoisi re l' intera serie de' vescovi di que-
della patrizia famiglia Sinigardi, e sta illustre chiesa, quale si può ve-
perciò senza contrasto riconosciuto dere ne' suoi storici, nell' Ughelli, e

pel primo fermano pastore; e nella dopo di lui nelle annuali Notizie
persecuzione di quel principe, in- di Roma, non che nelle Notizie
sieme a settanta martiri, peri vit- storiche della città di Fermo del-
tima gloriosa di fermezza nel soste- l'encomiato Giuseppe Fracassetti ;

nere la fede di Gesù Cristo. A laonde ci limiteremo a nominare i


lui succedette s. Filippo, anch' e- vescovi degni di special menzione,
gli fermano ,
probabilmente eletto come le principali nozioni ecclesia-
ne' primordi dell' impero di Vale- stiche, potendosi pel di più consul-
riano, dal clero di Fermo col con- tare l'insigne opera del detto Ca-
senso del popolo ,
quindi risplen- talani, De, Ecclesia Fimi, e/usaue
dendo per santità di vita, e non cpiscopis et archiepiscopis.
cessando di propagare e rafferma- 11 vescovo Passivo meritò l'amici-
re il cristianesimo patì il martirio zia del Pontefices. Gregorio I il Ma-

sotto Valerio verso l'anno 257, ov- gno; promosse il culto di s. Savino
vero nella persecuzione di Aurelia- comprotettore di Fermo, ed a suo o-
no nel 272,, o in quel torno, nel- nore eresse un oratorio nel monte
la contrada detta di Pozzo Massi- Vissiano, che prese il nome del san-
ino presso Fermo, vicino alla pub- to. Benemerito assai fu il vescovo

blica strada che conduce a s. Ma- Lupo , perchè istituì le pubbliche


ria mare. Opina pertanto il lo-
a scuole nell' 826 , al modo che si
dato De Minicis, che i numerosi fe- disse; indi nel secolo decimo vie-
deli fermani , volendo conservare ne fatta menzione de' cardinali del-
particola r memoria del loro santo ve- la chiesa fermana , ossia de' cano-

scovo concittadino, gli abbiano eret- nici istituiti nel precedente secolo.
to un sarcofago marmoreo al modo Nel 1089 divenne vescovo Tom-
di quelli che operavansi in Roma; maso Azzolino, il primo che si no-
importante monumento che ammi- mini di questa illustre famiglia fer-
rasi nella metropolitana, e pel nomi- mana. Nel seguente secolo vesco- i

nato scrittore descritto eruditamen- vi di Fermo esercitarono atti di

te. Continua l' Ughelli a registrare signoria temporale ,


permettendo
per vescovo di Fermo nel terzo se- I' edificazione di vari castelli com-
colo s. Ciriaco successore del pre- presi nella diocesi , di cui furono
cedente, ed il Borgia nel quarto riconosciuti signori. Sotto il vescòr
FER FER 55
vato Ugo II nel 1214 si recò
di cittadino di Innocenzo VII, per so-
in Fermo s. Domenico fondatore spetto di aver avvelenato quel fcuo
dell' ordine de' predicatori , e colle predecessore : però contro di lui

case cedutegli da Giovanni Albcr- por tossi al concilio di Pisa, e fu ri-


tone di Paccarone fondò il con- conosciuto da Alessandro V, dan-
vento e la chiesa de' domenicani : dogli Papa Giovanni XXIII in
il

come sotto quello di Filippo II successore Francesco 111 non regi-


nel 1240 furono ricevuti in Fer- strato dall' Ughelli. Contemporanea-
mo i francescani , e fabbricata a mente in questo tempo di scisma,
loro magnifica chiesa e convento. Gregorio XII elesse prima Giovan-
L' libelli a pag. 701, non solo ri- ni da Venezia, poi Giovanni II,
porta alcune notizie biografiche del- quindi Giovanni III da Sera valle
la nobile famiglia Paccaroni, ma che fu al concilio di Costanza, ove
eziandio l' impronta del sigillo di per volere di alcuni cardinali -tra-
Stefano Paccaroni, come priore del dusse in latino la Divina Comme-
capitolo vaticano sotto Innocenzo dia di Dante. Al concilio costan-
IV, rappresentante s. Pietro remi- ziense pure Giovanni
intervenne
gante e nella parte inferiore lo
, IV de Firminibus, dato da Gio-
stemma gentilizio. Questo interes- vanni XXI li in successore a Fran-
sante sigillo di forma ovale, si cu- cesco III , e questi rimase vescovo
stodisce tuttora nell'archivio della all'elezione di Martino V, con che
basilica. Trista memoria lasciò di fu estinto il lungo e fatale scisma.
sé sul finir del secolo decimoter- Il cardinal Domenico Capranica
zo vescovo Gerardo. Dal i32d
il fu il primo vescovo decorato della
al 334 Fermo fu da Giovanni
1 sublime dignità cardinalizia, perso-
XXII privata della sede vescovile, naggio celebre, che fondando in Ro-
in pena della sua adesione allo ma il collegio di cui ne porta il
scismatico Lodovico di Baviera, ed nome, che al dire del suo biogra-
all'antipapa Nicolò V, che avea fo Catalani in origine si sarebbe
consacrato un suo francescano, per chiamato Collegium pauperum scho-
nome Vitale, in pseudo - vescovo larium sapientiae firmanae de ur-
fermano. Giacomo da Cingoli fatto be, ne mise a parte anco la città
vescovo nel 334 ° '335, sotto
1 di Fermo. Dell'alunno fermano che
Benedetto XII, fu il primo a chia- tuttora nomina per tal collegio l'ar-
marsi vescovo e principe di Fermo, civescovo di Fermo, lo dicemmo
e nel suo vescovato fu eretto l'o- superiormente. Sotto di lui predicò
spedale di s. Maria della Carità; ed inFermo s. Giacomo della Marca, che
il vescovo Bongiovanni nell' anno ebbe dal comune pe' minori osservan-
i35i consagrò
maggiore l'altare ti la chiesa di s. Martino in \ ara-
della restaurata ed ampliata cat- no ,
per fabbricarvi il convento.
tedrale. Aderendo Antonio de' Vec- L' Ughelli dice che dopo la morte
chi all'antipapa Clemente VII , fu del cardinale ne fu amministra-
deposto da Urbano VI , e poscia tore Enea Silvio Piccolomini, fatto
restituito al seggio episcopale da da Calisto III nel medesimo anno
Bonifacio IX: questo vescovo edi- cardinale, e che nel 1 458 il successe
ficò l'episcopio. Gregorio XII depose col nome di Pio II, il quale nomi-
il vescovo Leonardo de Phisicis eon- nò in vece Nicolò II Capranica ,
,

36 FER FER
che ottenne da Sisto IV la imme- in cui fu creato Pontefice col no-
diata soggezione della chiesa ferma- me di Pio III. Si crede da lui

mi alla santa Sede; e dopo di lui donato alla cattedrale il prezioso


resse la chiesa di Fermo il cardi- reliquiario della ss. Croce, e vi si

nal Angelo Capranica , che sotto conserva pure il Thesaurus


libro:
il detto Papa , Firmanam eccle- Ponlificuni et sacerdotum , che a
siali excmit a jurisdictione lega- lui appartenne. Sotto il vescovato
tortini apostolico rum, siccome scri- del cardinal Francesco Remolino
ve l' Ughelli. Tuttavolta va notato si stabilirono nella città le Clarisse;
che questo grave autore errò sul gli successe come amministratore il
vescovato o amministratorato di cardinal Giovanni Salviati ; e a
Enea Silvio Piccolomini, indi Pio questi il cardinal Nicola Gaddi ,

11, il quale non fu mai né vesco- sotto di cui i cappuccini vennero


vo , né amministratore di Fermo , collocati nel monistero di s. Savi-
com' è dimostrato dal Catalani, De no. Ebbe in successore nel 1 554
Eccl. Fimi. pag. 85. In oltre Si- l'erudito Lorenzo Lenti, amico del
sto IV prepose a questa sede Gi- Caro e del Varchi, e comandò l'ar-

rolamo Capranica, e nel i479 ^*'°" mata papale sotto Paolo IV.
vanni Battista Capranica, che nel S. Pio V nel i57i, a' 17 dicem-
dì delle ceneri i4^4 hi ucciso, e bre, dichiarò amministratore di Fer-
gittato dalla finestra di casa di mo il cardinal fr. Felice Peretti ,

Giambattista Adami, cioè dai figli che solo ne prese possesso nel '574,
di questi, ed altri parenti. Rimane e nel 1576 si portò in Falerone
alquanto dubbia la cagione di ta- per celebrarvi la processione del
le eccesso, narrandosi che il vesco- Corpus Domini, ed amministrarvi
vo fu trovato in mal punto. Que- ilsagramento della confermazione.
stoavvenimento recò grave distur- In un sigillo poi conservato nel
bo alla città, come può leggersi in museo De Minicis si dà il titolo a
Giampaolo Montani Cronac. ine- , Felice Episcopus Fir-
Peretti di
dit.; nelColucci, Antich. picene tom. mati, et Princeps ed avendo in se- ;

XXV, pag. io4; nel Catalani, De guito esercitato il ministero a mez-


Eccl. Finn, ad anno 1 4^4 > e nel- zo de' suoi vicari, per meglio at-
1' Ughelli citato a pag. 717, il qua- tendere dell' opere
alle correzioni
le però riporta l'iscrizione che po- di s. Ambrogio
che poi pubblicò ,

se al suo sepolcro il nipote di Pio rinunziò la chiesa fermana a Do-


II, Francesco cardinal Piccolomini, menico Pinelli , che poi divenu-
ove leggesi Presidi firmano dignis- to Sisto V esaltò al cardinalato.
simo. Sisto IV subito spedi a Fer- L' amorevole amministrazione del
mo un commissario, che ne bandi cardinal Peretti fu segnalata colla
gli uccisori , ne fece demolire le
e fondazione del seminario, con au-
case; ma furono pacifi-
nel i5o,4 mento del capitolo , con dotazione
cati i Capranica, gli Adami, e le della cappella musicale ec. Sotto il

altre famiglie complici del delitto. cardinal Pinelli , s. Filippo Neri


11 cardinal Francesco, vivente Giam- istituì in Fermo la casa dell' ora-
battista, era stato dichiaralo ammi- torio. Mentre n'era vescovo il bo-
nistratore della chiesa fermaua che lognese Sigismondo Zanneltini, vo-
continuò a governare sino al i5o3 leudo i fermani profittare della sin-
,

FER FER 37

golar benignità che avea per loro suo successore ebbe fama letteraria ;
Sisto V, gli esposero i motivi che e Giambattista Rinnuccini chiaro ,

la loro chiesa aspirar poteva ai l'o- per la legazione d' Irlanda ,


pro-
nore di essere elevata al grado di mosse il culto della B. Vergine di
chiesa metropolitana, sì per l'anti- s. Maria a mare. Dopo il cardinal

chità e nobiltà del luogo, che pe'ser- Carlo Gualtieri ne fu benefico ar-
\igi resi da'fermani alla santa Sede, civescovo il cardinal Giovanni Fran-
e per aver un Papa eh' era nato a cesco Ginnetti. Neil' arcivescovato
Grotta a mare nello stato e dio- del cardinal Baldassare Cenci, i si-

cesi di Fermo sebbene il di lui


, gnori della missione ebbero casa in
padre fos*e nativo di Montalto, per- Fermo ; ed in quello di Girolamo
ciò dal P;ipa eretta in vescovato. Mattei per un incendio fu ristau-
Considerando Sisto V i pregi ed rato seminario , fondato
il il mon-
antichità della chiesa fermana, e le te frumentario, ed istituito il con-
ragioni delle altre principali città vitto del Bambin Gesù per
don- le
del Piceno , di buon grado condi- zelle. L'arcivescovo Alessandro Bor-

scese alle istanze, ed a' 23 o 24 gia incrostò di 'marmi la facciata


maggio 1
589 , coll'autorità della e la torre della chiesa metropoli-
bolla linìversi Orbis, che si leg- tana, che pure arricchì di suppel-
ge nel Bull. Rom. toni. V, part. I, lettili, e ne illustrò la storia con
pag. 63, innalzò la chiesa e il ve- dottissime omelie. 11 cardinal Ur-
scovo di Fermo alla eminente di- bano Paracciani, fra i tanti benefì-
gnità metropolitana , assegnandole zi che fece alla diocesi , ampliò il

per suffraganee le chiese vescovili seminario, ordinò gli archivi, rifor-


di Macerata, Tolentino, Ripatranso- mò l'orfanotrofio ec. L'ospedale dei
ne, Montalto, e Sanseverino, col qual proietti da lui incominciato, lo com-
ordine sono notate nella bolla. Fu pì il successore Andrea Minucci, il

allora che i fermani mandarono ad quale ingrandì quello delle proiet-


effettoe compimento quanto avea- te, e riedificò la cattedrale. Il car-
no decretato per le grandi benefi- dinal Cesare Brancadoro fermano
cenze fatte alla loro università, col- per trentaquattro anni governò l'ar-
la statua metallica rappresentante cidiocesi ; fu benemerito delle scuo-
Sisto V, la quale riuscì con tutti le del seminario , e fondò la pia
que' pregi propri de' migliori lavo- casa degli orfanelli. Il regnante Pon-
ri Tuttora le medesi-
di tal sorta. tefice Gregorio XVI a' i5 febbraio
me sono soggette alla me-
chiese 1 838 trasferì dal vescovato di Mon-
tropolitana di Fermo se non che , tefiascone e Corneto Gabriele Fer-
il vescovo di Macerata lo è pure retti a questa metropolitana, nel
di Tolentino. All' arcivescovo Zan- qual anno lo creò cardinale, pub-
nettini successe nel i5o,5 il cardi- blicandolo nel seguente. Oltre quan-
nal Ottavio Bandini , sotto di cui to dicemmo di questo cardinale al
in Fermo fu fondato il collegio ai volume II, pag. 52 del Dizionario,
gesuiti, e stabilironsi i paolotti; ed in questo articolo, ne accenna-
come sotto l'arcivescovo Alessandro rono le benemerenze coll'arcidioce-
Strozza, molto stimalo da Enrico si, i tipografi Paccasassi, nella iscri-
IV re di Francia fecero il simile
, zione dedicatoria delle Notizie slo-
gli agostiniani scalzi. Pietro Dini riche del Fracassetti. Finalmente lo
38 FER FER
slesso Papa che regna, nel concisto- pini, i gesuiti, cappuccini, e i ben-
i

ro de' 27 gennaio 1842, dalle sud- fratelli. In quanto alle monache, esse
dette chiese di Montefiascone e Cor- sono le benedettine di s. Giuliano,
neto traslatò a questa metropoli- le Clarisse , le domenicane, le cap-
tana il cardinal Filippo de Angelis puccine, e le signore convittrici del
d'Ascoli, quindi colle venerate sue Bambin Gesù ; oltre due conser-
mani, nella sua cappella segreta del vatorii, diciassette sodalizi, e gli al-
palazzo vaticano, gl'impose il pallio tri pii stabilimenti summentovati.
arcivescovile. Già è in benedizione Da ultimo i confrati del sodali-
ilsuo nome, perchè padre amoro- zio di s. Maria del Pianto, a me-
so e benigno verso il suo gregge diazione del cardinal arcivescovo,
diletto; già si è procacciato 1' uni- e di monsignor Antonio Matteuc-
versale venerazione qual vigilante ci loro illustre concittadino, econo-
e prudente pastore : ha l'animo a- mo e segretario della congregazio-
dorno di provvido consiglio, vir- ne della reverenda fabbrica di s.

tù e scienza ; riunisce le preclare Pietro, e canonico vaticano , otten-


doli de' XV fermani cardinali pa- nero dal reverendissimo capitolo di
stori , e ne emula le magnanime questa basilica il pio donativo
gesta. della corona d'oro per l'antica e
La cattedrale di Fermo è dedi- venerata immagine della Beata Ver-
cata a Dio, ed in onore dell'assun- gine esistente nella loro chiesa sot-
zione in cielo di Maria Vergine. Il to il titolo di Madonna del Pian-
capitolo si compone di quattro di- to. Per eseguirsi il solenne rito
gnità, cioè dell'arcidiacono che è la della coronazione, la divota imma-
prima, dell'arciprete, del decano, e gine fu trasportata nella chiesa me-
del primicero ; di dodici canonici tropolitana a tal e (Tetto addobbata
compreso il teologo ed il peniten- con decorosa pompa ecclesiastica, e
ziere ; di quattordici prebendati o collocata sul maggior altare sotto
beneficiati, fra' quali quattro man- grandioso padiglione. Quindi il lo-
zionarii, oltre altri preti e chierici dato porporato a' io settembre i84-3
addetti al servigio del diviu culto. impose 1' aureo diadema sul capo
In essa venerasi il capo di s. Savi- della sagra immagine con commo-
no, e non ha cura parrocchiale ; i vente cerimonia, alla presenza d'in-
canonici sono decorati di abito pao- numerabili suoi diocesani, massime
nazzo, e di croce semplice; l'episco- de'fermani d'ogni ordine, tra' quali

pio è distante dalla cattedrale. In- monsignor Giovanni de' conti Sab-
oltre nella città sono vi nove par- bioni arcivescovo di Spoleto. Tut-
iocchie ; ed in tutte il fonte batte- ti gli spettatori con cristiana edifi-

simale: quella di s. Michele Arcan- cazione restarono penetrati da re-


gelo, che è collegiata, ha il capito- ligioso fervore e tenerezza divota,
lo composto di otto canonici, e di come è descritto nel supplimento
cinque beneficiati. Vi sono i reli- al nutn. 83 del Diario di Roma
giosi conventuali, domenicani, ago- di detto anno, in un alla solennis-
che in
stiniani, gli agostiniani scalzi, siraa processione, colla quale la co-
uh minori osservanti sono fuori
ai ronata immagine fu ricondotta al-
delle porte, e a poca distanza dalla la sua chiesa titolare, agli esercizi
città ; i signori della missione, i filip- di pietà ed orazioni che precedei-
FER FER 39
tero, accompagnarono, e seguirono città di Olinda e Recife del Brasi-
la funzione, e alle feste d' ogui ma- le. V. Olinda, città vescovile.
niera celebrate in tanto lieto avve- FERNANDEZ Luigi, Cardinale.
nimento. Per tale circostanza furo- Vedi Cokdova (de) Fernapìdez.
no composte, e poi pubblicate col- FERNANDEZ Pietro Maxriquez..
le stampe del Ciferri Inscriptio- : Cardinale. V. Maxriqvez.
nes in feslo B. M. V. ad lacry- FERNANDIoFERNANDEZ Pie-
rnas perdolentis aurea corona prae- tro, CVzrrfmtf/e.PietroFernandiFrias,
cinlae. Firmi latine editae ab An- ovvero de Frigidis, nacque in Ispagna
gelo Fazzinio vie. pot. fung. itali- da poveri ed oscuri parenti. Spiegato
ce ad paraphrasin redditae a Cct- però molto ingegno, e guadagna-
j etano de Minicis adv. tasi con destrezza la stima de'prin-
Il Fracassetti a pag. 106 ripor- cipi Errico e Giovanni, ottenne di
ta una tavola colla indicazione essere promosso alla chiesa di O-
della giurisdizione dell'arcidiocesi di sma. L'antipapa Clemente VII lo
Fermo. L' arcivescovo oltre 1'
am- creò suo cardinale col titolo di s.
ministrazione delle cose della sua Prassede ; ma ricondottosi poscia al-
arcidiocesi, ne giudica le cause ci- l' ecclesiastica unità, intervenne al
vili e criminali ecclesiastiche e di concilio di Pisa, ed ivi nel i-4°9 ul
misto foro in prima istanza, ed in ammesso tra i cardinali della santa
secondo grado quelle a lui porta- Chiesa. Sì trovò presente alla ele-
te in appello dai giudizii de'vesco- zione di Alessandro V, il quale lo
vi suoi surfraganei. Le civili sono riconobbe per tale , indi lo spedì
decise da un giudice singolare che suo legato in Roma. Essendo mor-
lia il titolo di uditore, o di vica- to però quel Pontefice, il Fernan-
rio generale : le criminali da un di si volse a Bologna per assistere
tribunale collegiale composto del al conclave in cui fu eletto Gio-
vicario generale, dell' uditore cri- vanni XXIII. Fu quindi conferma-
minale, e di un altro individuo to nella sua dignità di legato, e
scelto dall'arcivescovo. La mensa trasferito alla chiesa di Sabina;
ad ogni nuovo pastore è tassata ebbe anche la diguità di arciprete
ne'libri della camera apostolica in della basilica vaticana. Intervenne
fiorini seicento. V. Mich. Catala- al concilio di Costanza, e si trovò
11 us, De Ecclesia Firmano, ejusque nel numero degli elettori di Mar-
episcopis, et archiepiscopis, Com- tin^ V, dal quale ebbe l'incarico
mentarius, Firmi 1783, opera as- di legato apostolico in Venezia,
sai stimata. Vi è la Supplica del- per assolvere la repubblica dalle
la città di Fermo ad alcuni Eni. censure in cui era incorsa. In Ispa-
tigg. Cardinali sulle presenti ver- gna fondò il magnifico amniste-
tenze con monsignore Mimaci in- rò di Spergia a' religiosi geroni-
torno alla chiesa metropolitana, e miani e lo arricchì di una dote.
collegio Marziale, Villafranca 1782. Tuttavolta lasciò di sé infelice me-
In questa opera si descrive pure moria , per la sua vita dissoluta,
la forma dell'antico tempio. pel suo orgoglio, e per la sua ava-
FERNAMBUCO o PERNAM- rizia; laonde ad istanza de' grandi
Bl CO. Nome sotto del quale vie- della Spagna fu allontanato dalla
ne indicato il complesso delle due corte, e sequestrate dal fisco le sue
4o FER FER
grandi ricchezze. Morì in Firenze vennero nominati dalla scismatica
nel 1420, e trasferito in Ispagna, regina Elisabetta. Sotto Pio VI i ve-
fu sepolto nella metropolitana di scovi cattolici incominciarono la
Burgos. nuova serie, e quel Papa, con de-
FERNES (Fernen). Città con creto della sagra congregazione di
residenza vescovile d'Irlanda, nella Propaganda, ne fece vescovo nel
provincia di Leinster, o Lagenia, 1 785 Giacomo Caulfield della stes-
nella contea marittima di Wexford, sa diocesi, cui Pio VII gli die in
la cui città dello stesso nome fu coadiutore Patrizio Ryan della dio-
altra volta la capitale del regno cesidi Kildare, fatto da lui vesco-
d' Irlanda, o di Leinster. Fernes o vo in partibus infìdclium nel 804. 1

Fearnes , in latino Ferita e Fer- Commanville dice che nell' XI


nae, giace sulla riva destra del secolo la sede del vescovo venne
Bann. La cattedrale e il palazzo , trasferita a Wexford, città molto
vescovile sono degni di osservazio- ben fabbricata, con comodo porto,
ne vi si tengono fiere sei giorni
: avente un bel ponte sul fiume Sla-
dell'anno. Si crede che Fernes oc- ney, alla di cui imboccatura giace.
cupi il luogo dell' antica Menapia, Indi soggiugne che la sede nel
di cui Tolomeo fa menzione. Il re 1 600 venne unita a Laglin, con-
di Leinster avendo abbruciata la tinuando la residenza episcopale a
città nel 1166 fondovvi in espia- Wexford, sino a' nostri tempi. Si
zione un'abbazia, che ora è in ro- apprende però dal Catholic Dire-
vina, ed un castello nel quale ri- ctory, che attualmente il vescovo
tirossi con Dargorval moglie di di Fernes risiede in Enniscorthy,
O'Roisk principe di Bressiny, cir- altra città dell'Irlanda della stessa
costanza di cui profittarono i nor- provincia Lagenia, sul Slaney, ove
manni per fare la conquista del- hanno luogo otto annue fiere, a
l' Irlanda. Fernes fu saccheggiata cagione del considerabile commer-
dai ribelli nel 1798. cio de' commestibiliche ivi si fa :

La sede vescovile fu fondata dal- aveva questa città i privilegi di


l'apostolo dell' Irlanda san Patri- borgo prima dell'unione. Le recen-
zio, nell'anno 4^5, e sottoposta ti notizie ecclesiastiche del vescova-
alla metropolitana chiesa di Du- to di Fernes sono , che continua
blino , di cui è tuttora suffraga- lodevolmente a governare la dioce-
nea. Commanville la dice fonda- si , monsignor Giacomo Keating
ta neh" anno 53o; altri dicono succeduto per coadiutoria nel 1819,
che dei trentotto suoi vescovi a- essendone stato a ciò eletto a' 2 3
vanti ia riforma , i primi due fu- novembre del precedente anno. Il

rono s. Edano Mo- del 5g8 , e s. clero è formato di ventisei parro-


lingo che gli successe l'anno 632 . chi, e cinquanta vicari, essendo i

Dopo il vescovo Cillenio del 714 cattolici più di duecento dieci mila.
avvi una lunga lacuna, fino alla La diocesi ha trentasei parrocchie
metà del secolo IX, non essendo e molte cappelle ; seminario ve-
il

noti i di lui successori. Giovanni scovile è in Wexford. Il vescovo


di Evreux, decano di Fernes, che ed il clero vivono coi proventi par-
morì nel 1578, è l'ultimo de' ve- rocchiali, e con le pie oblazioni
scovi cattolici ; i di lui successori de' cattolici.
FER FER 4«
FERON1 o FERROSI Gil.sf.ite Si conosce un vescovo di questa
JVIaki.i, Cardinale. Giuseppe Maria città chiamato Acha, che fu ordi-
Feroni o Ferroui patrizio di Firen- nato nel 63c), come si ha dal p.
ze, dei marchesi del suo nome, na- Le Quien nel suo Oriens Christia-
to nel 1692, e cresciuto nelle buo- na» tom. II, pag. i5q3.
ne discipline presso il collegio de- FERRARA (Ferrarien). Città
mentino di Roma, ebbe da Clemen- con residenza arcivescovile, nello
te XI un canonicato nella basilica stato pontificio, capoluogo della
lateranense. In seguito passò ad al- provincia, e legazione apostolica del
tro canonicato nella basilica vati- suo nome, della quale daremo pri-
cana, e lodevolmente sostenne pa- ma un cenno istorico, come della
recchi uffizi, tra' quali il carico di sua posizione topografica. 11 Pole-
segretario della congregazione della sine di Rovigo, provincia del regno
immunità, ottenuto da Benedetto lombardo - veneto , segna a borea
XIII nel 1728, il quale volle ezian- il termine di questa cospicua pro-
dio consecrarlo arcivescovo di Da- vincia, che dal Po grande vie-
masco. Clemente XII, dieci anni ne divisa, il quale al nord -est si
dopo, lo trasferì al posto di asses- Diparte nel Po di fllaistra, ch'en-
sore del s. offizio e Benedetto , tra presso Venezia nell' Adriatico,

\1\, nel 1743, a quello di segre- e nel Po di Ariano, che si con-


tario della congregazione de' vescovi fonde col mare nel territorio fer-
e regolari.Questo Pontefice, nella rarese , e precisamente al porto di

promozione del 26 novembre 1753, Goro ; la spiaggia marittima ne


lo creò prete cardinale col titolo di cinge il Iato orientale ; al nord-est
s. Pancrazio, e lo ascrisse alle con- il Panaro qualche
la separa per
gregazioni del s. oftizio, di propa- tratto dal ducato di Modena, con-
ganda, dell'immunità, de' vescovi e finando il rimanente co brani del
regolari, colla protettola de'mona- ducato medesimo; ed territorii i

ci di Vallombrosa. Ebbe poi an- delle due legazioni bolognese e


che la prefettura della congrega- ravennate ne tracciano al sud ed
zione de'riti, e mori nel 1767 in al sud-ovest la linea di demarca-
Roma. Fu stimato da tutti per le zione. 11 canale di navigazione pres-
sue amabili qualità e specchiati co- so Ferrara, ed il canal Bianco, il

stumi , ai quali pregi univasi un canale di Cento, e il canale Bene-


vantaggioso aspetto. Fu sepolto nel- dettino agevolano le comunicazioni.
la chiesa di s. dove presso
Cecilia, Quel Cento ricevendo il Reno
di
l'altare della Maddalena s'erge un bolognese, assume il nome di Po
elegante avello col busto del cardi- di Primaro, ed accerchia da que-
nale, e un'onorevole iscrizione. Il sto lato le valli di Cornacchie) ,

Feroni fu quegli che fabbricò l'ame- mentre un altro canale rade le


na villa poco discosta dalla porta di valli stesse nel lato settentrionale,
s. Pancrazio di Roma. e dicesi Po di Volano. Un tratto
FEROZ SAPOR od AMBARA. di paese bagnato dal Senio
è e
Sede vescovile sotto il Mainano dei dal Santerno , che si uniscono al
giacohiti, situata sull'Eufrate a po- Po di Primaro, ed altri fossi e
ca distanzada Bagdad, secondo eanali vi affluiscono, essendo slati

V&bul(èda ) Tabul.geogntph. n. 272. artificiosamente praticati per mi-


$i FER FER
gliorarne generalmente
il terreno sino a Clemente Vili. Vi soggiace
paludoso. Tutta volta stagni sono i la comune di Pieve, o Pieve di
frequenti, ma si ricava da essi co- Cento, borgo o terra posta alla
pioso profitto colla pesca, colle sa- destra del Reno, nella quale vene-
line, e co' pascoli. La coltura del- rasi un' immagine assai divota del
le terre è lodevole, e ne'luoghi u- ss. Crocefisso; e la collegiata di s.

niidi e bassi vi prosperano le ca- Maria Assunta venne soppressa al-


nape e i lini. La legazione aposto- l'epoca del regno italico, nella qua-
lica di Ferrara, governata da un le in Cento fu pur distrutta quel-

cardinale legato , è divisa nei due la di s. Biagio. Ha poi nella comu-


distretti di Lugo, e com-
Ferrara e di nale amministrazione 1' appodiato
plessivamente contiene circa due- Casumaro, oltre alcuni villaggi. Di
cento quindicimila abitanti. Nel Cento abbiamo varie opere. Gio.
distretto di Ferrara, non compre- Francesco Erri, Dell'origine di Cen-
si gli appodiati soggetti al comune, to , e di sua pieve, ec. , Bologna
<: de'quali si parlerà poi , ne di- 1 769 Supplemento , Bologna 1770;
;

pendono i sette seguenti governi, Trattenimenti, Modena 1772; An-


di cui ne accenneremo le cose prin- notazioni Venezia
, 1772. Cre-
cipali. scimbeni Annotazioni storico-cri-
,

Cento (Centum). Città posta sul- tiche ec, Venezia 177 1. Francesco
la sinistra riva del Reno, ed alla Bagni, Succinta memoria dell'ac-
destra del canale, cui dà il proprio cademia de' Rinvigoriti,Bologna 6g4; 1

nome. È cinta da muraglie, ed ha Frammenti ec, Modena 1773. Mon-


oltre la chiesa collegiata, e il pa- teforli,Dissertazione ec, Venezia
lazzo municipale, parecchi privati 1771. Panni ni Compendiosi rag- ,

edilìzi qualche decoro. Non pri-


di guagli ec , e Degli insigni soggetti
ma dell'anno 80 1 si trovano me- di Cento, Bologna i655. Righetti
morie di questo luogo, benché sia Dandini, Le pitture di Cento, e le
assai più antico, essendo originata vite di vari incisori e pittori della

da cento capannucce fatte da' pe- stessa città, Ferrara 1788.


scatori di gamberi , che poi furono Porto Maggiore. Borgo posto nella
circondate da un profondo fosso. parte occidentale delle valli di Cornac-
Vuoisi che quivi il Reno si disper- chie, ed attraversato da un canale che
gesse nella stagnante Padusa, e che si confonde col medesimo stagno :

in queste foci si edificassero i caso- vi è la collegiata di s. Maria As-


lari e le capanne, che in processo sunta in cielo . Abbiamo notizie
di tempo formarono il ricco castel- di questo paese e della sua pieve
lo, che Benedetto XIV nel 1753 fino dal 9^5. La popolazione si
fece città , e decorò di privilegi. aumenta continuamente, ed è per-
I bolognesi ne dierono la signoria ciò che il paese riceve nuovi ab-
al proprio vescovo in compenso bellimenti. Con buona architettu-
delle decime ; Alessandro VI la die- ra sono stati innalzati il palazzo
de in dote a sua figlia Lucrezia comunale ed un teatro, come ven-
Borgia, quando sposò il duca Al- ne rinnovato il prospetto della col-
fonso 1 d'Este; Giulio II, e Leo- legiata. Ricava vantaggio dalla pe-
ne X la tolsero agli Estensi, che sca, e nel suo governo è la co-
poi la ricuperarono , e goderono mune di Ostellato , castello molto
, ,

FER FER 43
nominalo nell'istoria; coll'appodia- fundiarìo ec, Romae 1774? Appetì-
to Medelana. All' amministrazione dix ad dissertationem Amadesi ec.

comunale vanno congiunti gli ap- del p. ab. Giovanetti poi cardi-
podiati Masi-del-Torcllo, e Voghìe- nale. Francesco Bertoldi, Esame
va: ambedue hanno de'casali spar- storico-critico sopra il dominio del-
si all' intorno, fra'quali il secondo la chiesa di s. Nicolo collegiata
conta Voglienza , che per 1' o- e parrocchia di Argenta, Ferrara
pinione di alquanti storici fu già 1 791 ; Memorie i storiche di Argen-
illustre città vescovile, edificata dai ta, Ferrara 1787 ; Osservazioni
galli, e distrutta o dai goti o da- sopra due antichi marmi esistenti
gli unni. in Argenta, ed ora nel museo ar-

Argenta. Questo antichissimo bor- civescovile di Ravenna, Comacchio

go, da molti scrittori è chiamato 1783; e Storia della miracolosa


città; quello preesistente era però immagine di s. Maria della Cel-
alla destra del Po di Primaro, es- letta, Faenza pel Benedetti.

sendo l'odierno in riva dell'oppo- Comacchio. Città con residenza


sta parte, al sud-est delle valli di vescovile. V. Comacchio.
Comacchio. Fu
da Esu- edificato Codigoro (Caput Gauri). Borgo
peranzio arcivescovo di Ravenna, situato alla boreale estremità delle
e circondalo di mura nel 6o3 valli di Comacchio, in riva al Po
dall' esax ca Smaragdo. Poco lungi
-
di Volano. Si crede derivato il suo
è un sontuoso tempio fabbricato nome da una fossa, che unisce que-
nel 1610, e dedicato alla Madon- sto ramo del fiume al Po di Aria-
na della Celletta ; la collegiata è no, e che chiamossi Goro. Nelle
sagra a s. Nicola di Bari, ed a- rispettive foci poi trovami i porti
veva l'onore di essere concattedra- di Volano e di Goro, l'uno all'al-

le a Ravenna. Appartenne agli ar- tro prossimi, e distanti per sei le-
civescovi di quella metropolitana, e ghe al nord dal Po di Primaro;
dall'annuo tributo di argento che la bocca di Goro è l'ultimo odier-
alla mensa presentava , si crede a- no confine dello stato pontificio
verne desunto il nome. I ferraresi mentre nell' ultima demarcazione
prima l'occuparono sotto Alessan- fatta nel congresso di Vienna, sono
dro III; fu quasi distrutto dai bo- rimasti all' Austria alcuni brani di
lognesi nell'entrare del secolo XIII; territorio incorporato al vicino Po-
l'ebbero poi marchesi Estensi, e
i lesine di Rovigo. 11 proposto ec-

resolo alla chiesa di Ravenna, ne clesiastico è qui denominato Pom-


ottennero poi da Benedetto XII la posiano, dalla celebre abbazia di
investitura. Poco lungi, e sulla spon- Pomposa, situata su di questo suo-
da stessa di questo ramo del Po^ lo, ch'eraxiin insigne monistero di
erano i due magnifici luoghi di benedettini fondato prima dell'874>
delizia denominati
degli Estensi , abitato un tempo ancora da s. Pier
Boccaleone Consandolo, sono e : Damiani ; ora però di tanto esteso
principali appodiati di Argenta ,
fabbricato non restavi che la chiesa
Codijiumc Filo e s. Nicolò con , dedicala all'assunzione della B. Vergi-
Benvignante. Di Argenta abbiamo ne ove è dipinta la storia dell'antico e
Josephus Amadesius De comilatu , nuovo Testamento, con il pavimen-
Argentano ec.^ Romae 1 7 63; De jine to di mosaico, che nel vederlo Cle-
44 FER FER~
niente Vili, admiralus ah pulchra Utiàe, or di Mesola Magna. La
velustas. Oltre a ciò resla pur anco comunità Ariano fino dal 1280,
di
in piedi un piccolo chiostro, un certo Baldino Baldini nel i4°7 e
avanzo diove è dipinto
refettorio i43o, ed i Pendasi con altri in
s. Guido abbate, che per virtù di vari tempi ne riconoscevano in feu-
Dio cangiò l'acqua in prezioso vi- do o sotto altro titolo l'utile do-
no, ed un altissimo campanile. Al minio di alcune porzioni ragguar
Pomposa
presente è un villaggio, devoli della casa d'Este che n'era
come Mezzo Goro sotto Codigoro. padrona direttaria. Delle ragioni
De monasterio Pomposiano , e/'us- de' Pendasi poi afferma il Mura-
quc bibliotheca , exstat in Diar. I- tori, che nel i49° ne fece acquisto il
tal. Mabillonii. Nel 1781 in Ro- duca Ercole I , il quale insieme
ma il p. d. Placido Federici cas- co' suoi successori godette di quei
sinese, pubblicò : Rerum Pompo - boschi e spiagge abbondevolissime
sìanarum historia monumentis il- di cinghiali, cervi, daini, caprioli,
lustrata. V. il Lubinio, Abbatia- ed altri quadrupedi e volatili. Quin-
rum Italiae brevis nolìtia. Nel Mor- di verso1578 Alfonso II pel
il

bio, Storia dei municipi italiani comodo delle due caccie cominciò
(Ferrara e Pavia), Milano i836, l' accennato palazzo con quattro
Icggesi una breve ma interessante torri , ampie stalle, ed abitazioni
descrizione di questa abbazia cor- disposte in vaga siinetria, e gran
il

redata d' inediti documenti. recinto di mura del giro no-


di
Inoltre Codigoro contiene le comu- ve e più miglia. S'impiegarono
ni di Lago Santo, Migliaro, Massa cinque anni nel lavoro, a cui con-
Fiscaglia, che ha la collegiata dedi- tribuirono non pur l'erario ducale
cata a s. Pietro apostolo, e Mesola. con esorbitanti somme, ma le co-
Questo ultimo è un borgo posto munità della provincia, con uomi-
alla destra Ariano, e
del Po di ni e materiali : tal magnilico edi-
circondato all'intorno da paludosi lizio tuttora è in ottimo stato. Il
terreni che hanno un'estensione di medesimo storico a pag. 4'4 rac *
ventiquattro legbe, e che compon- conta che Alfonso II nel i5g2 di-
gono l'ampia e deliziosa tenuta. 11 morava con sfarzo alla Mesola, ove
Frizzi nelle sue dotte Memorie per si pescava in mare alla tratta, si

la storia di Ferrara tom. I, dice che cacciava co' cani nel bosco, a' cin-
Mesola fu anche detta Mensula, cioè ghiali, cervi ed altri quadrupedi,
piccola mensa. Soggiunge poi nel t. si godevano commedie recitate da-
IV, pag. 390, che Alfonso II d'Este gli istrioni, si suonava e cantava,
nel 1578 fece edificare il palazzo e si tenevano letterarie dispute ec.
di Mesola, probabilmente da Ga- In progresso la Mesola passò in
lasso Alghini di Carpi, celebre ar- proprietà alla casa d'Austria, non
chitetto; che giace tra il porto di per le ragioni ch'ereditò dalla du-
Goro e quel di Volano una spa- chessa di Modena Beatrice d'Este;
ziosa boscaglia sul lido del mare, ma per la vendita che ne fece nel
la quale, secondo le diverse sue 1759 ildi Modena France-
duca
parti, si trova indicata in istromen- sco III imperatore Francesco I,
all'
ti del 1
344 e del i43o, coi no- sotto del quale, come poi diremo,
mi or di Menstdae, or di Mao- migliorò il tenimento, e si aumen-
,

FER FER {fi

tò la popolazione ed il commer- la sesta parte dipoi si è suddivisa


cio. Dipoi il suo figlio Giuseppe II in molti altri proprietari. Dopo
imperatore non nell'aprile del 1787, alcuni anni passò in amministra-
come dissero alcuni, ma sibbene zione per volere di Leone XII a
nel 1785 nel di primo dicembre Carlo Allegri, il quale assicurò al
la vendè a Pio VI per novecento governo un' annua corrisposta di
mila scudi , non come pure altri scudi ponendolo poi
diciottomila ,

dicono per un milione di scudi; e in parte eguale sugli utili maggio-


siccome nella segreteria di stato ri che avessero potuto derivarne.
per suggellare l' atto di acquisto Finalmente nell'odierno pontificato,
non eravi un sigillo nella grandezza la Mesola dalla camera apostolica
del diametro eguale a quello impe- si vendette al celebre arcispedale
riale, fu adoperato quello partico- di s. Spirito in Sassia di Roma
lare di Pio VI della sua badia di nel commendatorato di monsignor
Subiaco, che avea ritenuta nel pon- Antonio Cioja, e n'è per il luogo pio
tificato. Delegato apostolico per que- attivo, intelligenteed onesto ammi-
sto acquisto fu il marchese Anto- nistratoreil cav. Raffaele Badini, por

nio Gnudi, allora tesoriere della le cui cure e per quelle del lodato
città e ducato di Ferrara. Acce- prelato floridissimi sono i risultali,
dettero poi al contratto di vendi- come V incremento. Confinano col-
ta Ferdinando d'Austria,
l'arciduca la Mesola i brani del pontificio
e la sua principessa Maria
sposa territorio ritenuti dall' Austria nel
Beatrice d'Este. Con questa com- congresso di Vienna: gli stagni, ai
pera il Papa riunì l' oggetto dei quali si dà il nome di Palli, si
territoriali prodotti alla tutela del- distinguono in salsi e dolci. Narra
la finanza, la quale dai porti di il eh. Castellano, che il cav. Li-
Volano e di Goro riceveva detri- notte ispettore direttore de' lavori
mento. Sul fluire del passato se- idraulici nazionali ne fece il più
colo ne entrarono in possesso gli lusinghiero rapporto, ed egli ne fa
invasori francesi, e trattandosi di un'importante descrizione, essendo
beni allodiali, ne eseguirono subi- gli abitanti sopra i quattromila.
to la vendita ad una compagnia Tale rapporto ha questo titolo :

di negozianti, e nel riparto cin- Rapporto fatto a monsignor teso-


que porzioni rimasero a Michel ,
riere generale ora cardinal Cristal-
la sesta al conte Galeazzo Arrigo- di, dal fu ispettore direttore de la-
ni, allora intendente delle finanze vori idraulici nazionali L. Linotte,
di Cremona. Ripristinato il gover- 1826 del la-
delle visite fatte nel
no pontificio, il provvido tesoriere tifondo Mesola spettante alla R.
Belisario Cristaldi, nel pontificato C. A., ed in amministrazione coin-
di Pio VII, l'anno 1822, combinò teressala a Carlo Allegri d' ordine
la ricompera delle cinque porzioni della S. AI. di Leone XII, Pesaro
per il prezzo di scudi centomila i83o.
in contanti, e trecentomila in con- Copparo. Borgo posto alla de-
solidati col più grande vantaggio. stra sponda d'una fossa, che uni-
Dicendo il Calindri che la com- sce il Po di Volano al Capo Bian-
pera costò scudi quattrocento ses- co, il quale si scarica poscia nel
sanlasette mila, ed aggiungiamo che Po di Aliano. Sono suoi appodia-
4(3 PER FER
ti Cotogna, Guardia Ferrarese, e i ne incominciarono l'edifica-
galli

Sabioncello , e vi ha all'intorno zione, che i romani poi ridussero


buon numero di casali, sei dei quali a castello col nome di Foro di Li-
sono uniti al suo comunale re- vio. Altri però non ne fanno tan-
cinto. to antica la sua erezione ; certo è
Bondeno. Borgo posto al con- che sorse dopo il discccamento di
fluente del Panaro, e del Po, che una parte della valle Padusa, e la
alcuni fanno derivare da Bondico- distruzione della Selva Litana. Un
mago descritto da Plinio, ed altri torrente oggi vi corre, che nel Po
dall'antica Padusa verso l'anno 700 di Primaro influisce. Ha la colle-
dell'era volgare. Nel 1108 la ce- giata dedicata a s. Francesco d'As-

lebre e benemerita contessa Matil- sisi,che prima però aveva per ti-
de, duchessa di Ferrara , lo cinse tolare s. Petronio; insigne è tal
di mura, il circondò di fosse, e chiesa, e di bella costruzione, senza
costruì munilissima rocca, le quali nominarvi le altre chiese minori.
opere vennero poi demolite da Al- Le vie sono regolari, e bene la-
fonso I duca di Ferrara, quando stricate. Oltre i pubblici edifici del-
lo ricuperò da Leone X. Rimase la magistratura comunale, di un
per metà distrutto nel sacco or- moderno teatro, e di un conve-
rendo di Odoardo li duca di Par- niente ospedale, anche fra i pri-
ma da
nel i(>43, essendo già sino vati ve ne sono degli eleganti, ed
Clemente Vili ritornato al primo alcuno sul gusto della moderna ar-
dominio della santa Sede. Nel 1808 chitettura. Merita menzione la piaz-
s' incominciarono i lavori idraulici ta destinata alla fiera che si tiene
per la immissione del Reno nel nel mese di settembre, la di cui
Panaro, mediante due botti sotter- celebrità si estende a tutto lo sta-
ranee, l'una delle quali sotto il Pa- to ecclesiastico. Viene inoltre de-
naro fu quasi compita, e dell'altra corata da grandiosi portici , che
si piantarono le fondamenta la , veggonsi a quell'epoca mutati in
quale opera sarebbe stata mirabi- ricchi fondachi, e graziose botte-
le, ed avrebbe assicurato lo scolo ghe, per cui riesce magnifico ed
delle acque stagnanti. Vi soggiace imponente un tal locale. Di que-
l'appodiato Stellata, ov' è la doga- sta fiera ne tratta il cav. Monti,
na di confine, una rinomata fah- nelle Notizie isloriche sulla origine
brica di stoviglie ordinarie, e dap- delle fiere. Primieramente narra
prima un forte nel confine man- l'origine della città ,
quindi dice
tovano co' casali Burana, e Pila- che circa l'anno 4^o Marco Emi-
stri, oltre sette villaggi. lio pro-console di Ravenna nomi-

Ecco i principali luoghi del di- nò Livio per primo pretore di Lu-
stretto di Lugo. go, e questi in considerazione della
Lugo (Lucus). Città posta fra il sua posizione , con autorizzazione
Senio ed il Santerno, in area che del senato, gli accordò il privile-
ab antico era assai palustre, e cin- gio della fiera e del mercato. Ri-
ta tutto all'intorno da boschi, on- partito l'impero romano, i goti
de trasse il nome, opinandosi che occuparono il castello di Lugo, che
ivi fosse un Luco, o tempio in o- faceva parte della Gallia togata ,

noie di Diana, nelle cui vicinanze rispettando il fòro perchè lo conob-


TER FER \-

bero atto al commercio, e da ri- col saccheggio ed incendio del pae-


trame sommo vantaggio. Distrutto se degno di altra sorte, avvenuto
da Narsete il goto dominio, suben- ai 7 del mese di luglio. Fra i suoi
trarono gli arcivescovi di Ravenna uomini illustri noteremo il cardi-
a dominar Lugo^ ed avendo a cuo- nal Francesco Bertazzoli, che me-
re il prosperamento dei lughesi ritò la stima, la benevolenza, I' a
ottennero dal Papa Giovanni IV micizia, e la fiducia dei Pontefici
la conferma del privilegio della Pio VII, Leone XII, e Pio Vili,
fiera franca, e del mercato setti- essendo legato con quello che re-
manale . Gli esarchi di Ravenna gna co' vincoli della più tenera •
ingrandirono il castello, e tornato reciproca amorevolezza il perchè ,

sotto gli arcivescovi di Ravenna fu in morte lo lasciò esecutore delle


insignito dinuove prerogative, con- sue testamentarie disposizioni, che
servandogli la fiera franca da ogni noi scrivemmo per la somma bon-
dazio e gabella, come fecero i prin- tà con cui ci riguardava quell' e-
cipi Estensi signori di Ferrara fin- semplar porporato. Così sono de-
ché signoreggiarono questo ducato. gni di special menzione Bartolo-
Quando Clemente Vili lo ricupe- meo Pucci, Vincenzo Zuccari e Giu-
rò alla sauta Sede fra le molte seppe Compagnoni. Di Lugo ab-
grazie concesse a Lugo, a' 4 agosto biamo queste opere Bartholomeus:

i5g8 confermò la fiera franca, ciò Baphius, Oratw de Lugi Flaini-


che pur fece Benedetto XIV a' 3 niae oppidì nobilitate ab eodt-m
aprile iy58. Varie epoche ebbe Lugi habita i564, Bononiae l564ì
questa fiera, finché Pio VII la sta- Girolamo Bonoli, Storia di Lugo
bilì dai 5 ai 3o settembre. Con- ed annessi, Faenza 1732; Rag-
chiude il Monti, che la fiera di Lu- guaglio sopra l'origine delle due
go per la sua antichissima istitu- chiese parrocchiali di Lugo, delle
zione, per la neutralità del luogo, loro prerogative , e delle liti che
pe' suoi immensi rapporti ed altre sono state tra li due cleri ascritti

prerogative può dirsi la prima dello alle medesime sino alFanno pre-
stato ecclesiastico, dopo la fiera di sente 1737, Faenza 1737. Abbia-
Sinigaglia. mo pure da Francesco Leopoldo
Lugo fu pure sotto il dominio Bertoldi, Notizie storiche dell'an-
de' bolognesi, e sotto la pontificia tica selva di Lugo, Ferrara i
794 J

protezione, ma venne poscia, come non che La censura e l'apologia


si disse, incorporata ai feudi del smentite in difesa delle suddette
ducato di Ferrera. Giulio II nel notizie, Ferrara 1 795 , e la Con-
i5ii la nominò città, e Pio VII ferma delV origine ed esistenza di
ciò confermò a' 24 luglio 1817. Lugo anteriore all'anno 1 170, Fer-
Nel 1797 partì da Lugo il segnale rara i8o3. Giovanni Francesco
della contro rivoluzione, che recò in Rambelli scrisse il Cenno stori-
principio molti danni alle truppe co del saccheggiamento di Lugo
repubblicane francesi ; ma dopo di del 796 Bologna
1 , 839. Divi- 1

essersi ricusate dai lughesi le pro- desi il distretto di Lugo ne' tre
poste amichevoli , ne avvenne la governi di Lugo, Bagnacavallo, e
sanguinosa battaglia data dal gè Massa-Lombarda soggiacciono poi
:

nenie Augerau, la quale terminò direttamente a Luso le comunità


48 FER FER
di Cotignoln eFusignano; prima par- santa famiglie lombarde di Man-
leremo di queste, poi dei due governi tova e Brescia , che fecero massa
di Bàgnacavallo e Massa-Lombarda. in questo sito nell'anno ii3"2, al-
Cotignoln. V. Faenza, alla quale lontanandosi dalla persecuzione di

un tempo appartenne. Federico II, queste ampliarono il


Fusignano. Borgo posto a sini- paese, ed in tale circostanza la Mas-
stra del Senio, e circondato da u- sa soltanto fu detta Massa di s.

bertose campagne, e da luoghi di Paolo. Nelle guerre delle fazioni


delizia è adorno il paese di belli
: de' guelfi e de' ghibellini passò al
edilizi. Fu fabbricato nel secolo senato di Bologna ; indi fu del ni-
XIII dai conti di Cunio ; e il du- pote di Eugenio IV, che la ven-
ca di Ferrara Borso d'Este ne fe- dette al marchese Nicolò III d'E-
ce dono ai conti Calcagnilo nobili ste. Dopo di ciò Francesco d'Este
ferrami in progresso ne furono
: generale di cavalleria dell'impera-
anche investiti Sassatelli ed i i tore Carlo V, crebbe il paese_, e
Vai ni potenti famiglie d'Imola. Ha vi coniò monete d'oro e di argen-
dato natali ai due geni Ange-
i to, alcune delle quali sono tuttora
lo Corelli per la musica, e Vin- custodite dalla confraternita del ss.

cenzo Monti per la poesia, le qua- Sagrameuto. Mori Francesco in


li arti per loro sfavillarono di nuo- Ferrara nel iS'j'ò, e volle essere
va e più viva luce. Giuseppe An- dai lombardi dimoranti in Massa
tonio Soriani ci diede le Notizie s. Paolo, trasferito in questo luo-
storiche di Famigliano, Lugo i8?.y. go e sepolto, per cui d' allora in
Bàgnacavallo (Ideili). poi fu detto Massa-Lombarda ;
Massa Lombarda. Borgo situato benché alcuni credono che tal de-
fra il Santerno ed il Corecchio in nominazione la prendesse piuttosto
prossimità del territorio bolognesi;. quando vi si portarono a stanziarvi
Di qua poco erano distanti gli sta- le dette sessanta famiglie. Nel de-
gni della Paciosa, ed una via sel- clinar del secolo XVI, in un al
ciata eravi da Imola condotta in- ducato Feria rese passò sotto Y im-
fino a Conselice, donde per barca mediato dominio della santa Sede;
passavano al Po, e quindi all' A- e nel 1796 la popolazione prese
driatico le merci : oggi i notevoli l'armi contro gl'invasori francesi,

prosciugamenti, e la migliore col- unendosi a quelia di Lugo, ma re-

tura hanno vantaggiato i possesso- stò immune dal disastro cui sog-
ri delle terre. Stava originariamen- giacque quellacittà. Massa -Lom-
te unito nella selva di Lugo, e fu barda ha molti e buoni fabbricati,
signoreggiato tempi dal- ne' primi discreto teatro, belli templi, e la
l' abbazia di Maria in Cosmedin
s. collegiata dedicata all' apostolo s.

allorché vi erano gli esarchi. Pas- Paolo. Comprende pure le comuni


sò quindi ai monaci benedettini di Conselice e di s. Agata. L'eti-
fuori di Ravenna, che lo tennero mologia del nome di Conselice deri-
fino al ii64j epoca in cui fu ce- va dalla via selciata che era in
duto ai conti di Cuneo e di Lugo queste campagne venendo da Imo-
da Federico I. Ritornò quindi ai la, costrutta in tempo di Emilio
benedettini, e da questi passò al console romano. Ambedue i luoghi
senato d' Imola. Rifugiatesi ses- hanno molti e buoni fabbricati.
.

FER FER %
Soggiacciono poi direttamente al fini nel secolo XVI ; de'suoi con-
comune di Ferrara gli appodiati fini verso Ostiglia ; del suo litto-

Baia a, Denon, Francolino, Mar- rale avanzato in mare di tempo io


rara , Quarlesana s. Martino ,
,
tempo ; sue paludi, polesini, tene,
Figarano Maiiiarda, e Ponte La- ville, loro origine ed etimologia.
goscuro, borgo posto fra il canale jXel tomo II poi tratta del territo-
Lavezzola, che comunica col Po rio ferrarese alzato dai fiumi, mi-
d'Ariano, ed il Po grande. Un ca- gliorato dai toscani, trascurato dai
nale che sotterraneamente riceve galli e dai romani ; delle vicende
le acque dell' altro canale renano del resto d' Italia ad esso favore-
di Cento, gli dà comunicazione con voli ; popolato da varie nazioni ;

Ferrara. JNel medesimo sito perchè terremoti in esso radi, e dei pro-
si passa il Po, vi è la dogana di venti che ne ritraeva la Chiesa
confine, e vi si pratica ragguarde- romana.
vole commercio col limitrofo re- Finalmente noteremo, che questa
gno lombardo- veneto. Della pro- legazione, che porta il nome del suo
vincia ferrarese ne tratta copio- capoluogo, formava un tempo i do-
samente Antonio Frizzi, nelle Me- mimi, ed i conquisti della gran con-
morie per la storia di Ferrara, tessa Matilde , e delle donazioni
Ferrara 1 791, tomi quattro: di amplissime da lei fatte alla Chiesa
poi il di lui figlio Gaetano pub- romana, la maggior parte del du-
blicò il V ed ultimo tomo nel cato di Ferrara, titolo che assunse
1809 m
Ferrara, dedicandolo ad allorché, come meglio diremo, il
Eugenio Napoleone viceré d' Italia. marchese Borso d'Este fu da Pao-
Il padre autore avea intitolata l'o- lo II creato duca di Ferrara. Il

pera ai savi del magistrato di Fer- ducato a cui era stata unita la
rara. Si può altresì consultare Giu- Romagnola, il Centese, e il Pieve-
seppe Manini Ferranti, Compendio se, era prima riguardato come feu-
della storia sagra e politica di do, di cui n' ebbero il dominio i

Ferrara, ivi 1808 in sei volumi. marchesi d'Este, cominciando da


Ivi nel tomo primo il Frizzi eru- A zzo IV, che fu il primo marche-
ditamente parla della sua situazio- se di Ferrara nel 11 96. Nelle tur-
ne geografica, delle acque che in bolenze italiche vi ebbero predo-
essa concorrono ; ch'era una volta minio i Torelli, possenti rivali degli
mare, e che poi fu palude ; della Estensi, da' quali ultimi però vennero
sua ampiezza, de' primi suoi abi- superati,aprendosi cosi il sentiero
tanti etruschi, galli, romani, veneti, alladurevole grandezza posteriore.
e della loro vita semplice; delle Verso la fine del 1097 morì Al-
sue isole, antichi piani, dell'inacces- fonso ultimo duca, e non aven-
II
sibilità una volta alle armate ; della do eredi maschi legittimi,
lasciato
sua fertilità, elevazione, coltura, e in conseguenza della donazione o
della salubrità di sua aria *, quando restituzione fatta dalla gran contes-
appartenne alla provincia della Ve- sa Matilde di tutte le sue terre
nezia antica ; delle antichità in es- alla santa Sede, il Pontefice Cle-
sa trovate; dell'antichità de' suoi mente Vili Aldobrandini avocò a
confini a occidente; delle sue di- sé questo ducato insieme al suo
visioni nel secolo XIV, de'suoi con- territorio, quale feudo papale, se-
vol. xxiv. 4
r,o FER FEB
parandolo da Modena e Beggio, ilRavennate, formato per ordine dì
fèudi imperiali rimasti dopo Alfon- Clemente XIII, Roma 1767; Scrit-
so li al duca Cesare e suoi suc- ture in materia del Reno per la
cessori. Da tal epoca rimase questo città di Ferrara, Roma 65
1 Im- 1 ;

ducato soggetto immediatamente al missione del Reno nel Po di Vo-


dominio della santa Sede, e go- lano a sollievo delle due provincie
vernato da un cardinale legato, ed di Bologna e Romagna senza real
il Baruffaldi ci diede la Cronologia pregiudizio di Ferrara, Lucca 1761,
de 'cardinali legati, i aitali hanno seconda edizione; Ragionamento per
avuto il governo della città di Fer- dimostrare, che la spesa di un nuo-
rara dalla devoluzione dello stato vo alveo , che conduca incassati
alla santa Sede sino al 1 7 1 8, che tutti i torrenti, canali, e scoli al
fu pubblicata colle stampe. Abbia- mare non e una spesa eccedente,
mo pure dal Bertoldi Quadro cro- : al comune potere, per liberare e
nologico storico dei diversi dominii assicurare dalle acque le provincie
ai quali e stala soggetta Ferrara, di Ravenna, di Bologna, e di Fer-
ivi 1 817 ; e la Serie degli eminen- raraj Bivellino, Discorso sul Reno,
fissimi e reverendissimi legati di e lettera intorno all'ammissione del
Ferrara, ivi 18 17. Il governo le- Reno in Po, Bologna 1 65 1 ; Accari-
gatizio durò sino al 1796, in cui sio Nicopolitano, Pensieri circa la
i francesi colla legge del più forte diversione del Reno, Ferrara i6q?.;
se ne impadronirono, essendo stato Bertoldi, Memorie del Po di Pri-
poscia per necessità col trattato di maro, Ferrara 1785; e dello stes-
Tolentino ceduto da Pio VI alla so Memorie per la storia del Re-
repubblica francese. Da quel pun- no, Ferrara 1807; ed una molti-
to, seguendo la sorte delle armi, il tudine de'piu. celebri idraulici fra i

Ferrarese ora fu unito alla repub- quali ricorderemo Valeriani , Ar-


blica Traspadana e Cisalpina, ora genvillier, Frisi , Santini , Jaquier
occupato dagli austriaci, poi com- e Le Soeur, Manfredi, e Bonati.
preso nel regno italico, di cui for- Ferrara o Ferrarla, grande e
mò maggior parte del diparti-
la bella città, già capitale del ducato
mento del basso Po, e parte di del suo nome, ed ora capoluogo
quello del Beno ; e finalmente nel della legazione apostolica, e resi-
1 815 fu restituito alla Sede apo- denza del cardinal legato, è posta
stolica, ad eccezione della parte si- in mezzo ad estese e feracissime
nistra del Po, che fu annessa al pianure, quantunque basse, fra quel
regno lombardo-veneto. Allora fu l'amo del fiume che dicesi Po di
da Pio VII ripristinata l'apostolica Volano, laddove in altri canali si

legazione, e il cardinal legato che suddivide, e l'alveo del Po grande.


tuttora la governa. È cinta regolarmente di forti mura

11 Cohellio nella sua Notitìa par- e bastioni, che ne rendono l'ester-

la delle diverse dominazioni di Fer- no aspetto imponente, ed una lar-


rara , e della provincia ferrarese. ga fossa per l' addietro ripiena di
Sulle acque poi sono a leg-
sue acqua ne accresce la tutela. Da
gersi Antonio Lecchi, Pia/10 per
: uno dei lati si eleva la fortezza
V inalveazione delle acque danneg- erettavi da Paolo V colla distru-
gianti il Bolognese, il Ferrarese, e zione di Castel Tedaldo, di Belve-
TER FER 5i
,<lere, e di altre deliziose case de- disegno dell'architetto' ferrarese Bia-
gli Estensi, e di quelli che accom- gio Rossetti, le rinnovò il coro.
pagnarono il duca Cesare a Mo- Nell'anno circa 1637 il vescovo
dena. Al presente è presidiata da- cardinal Magalotti colla direzione
gli austriaci per una particolare del ferrarese architetto Mazzarelli
convenzione segnata l'anno i8i5 imprese a proseguire le riforme al
al mentovato congresso di Vienna, presbiterio; quindi nel 1 7 1 1 il ve-
nella quale fu pure statuito che scovo cardinal Del Verme fece ri-
Comacchio avrebbe una guarnigio- costruire una terza parte del tem-
ne di austriaci. 11 disegno della pio, ed il cardinal Ruffo suo suc-
fortezza pentagono, è tracciato se- cessore fece compiere il rimanente,
condo le regole della militare ar- onde l'opera venne condotta a com-
chitettura ; ma essendosi abbando- pimento, e perciò della prima sua
nata, ed anche incominciata a de- forma non rimangono ora che il

molire sul finire del passato secolo, prospetto, parte dei fianchi esterio-
non è stata di poi che mediocre- ri, oltre al campanile. La dm vi
mente restaurata. La medesima è d' ordine a tre navate,
dorico,
regolarità si ravvisa nelle sue in- lunghe palmi romani 5o8, 9, 3;
terne vie spaziose, ed in gran par- la lunghezza è di palmi 169, s3,

te rettilinee. Sulla piazza della Pa- 2, esclusa la gì ossessa de' muri.


ce s'innalza in prospettiva il fron- Sembra che Guglielmo A delardo di
tone della chiesa metropolitana, il ricca e distinta famiglia ferrarese ne
di cui gotico disegno è abbastanza sia stato il generoso edificatore, e

decorato pei pregevolissimi lavori, forse certo Nicolò l' architetto e lo


com'è rimarchevole per il compli- scultore. Alessandro III nel giorno
cato compartimento delle sue par- dopo Pasqua del 1 1 77 ne consa-
ti lombarde e gotiche. I ferraresi crò l'altare maggiore. I marmi, le
la edificarono nel secolo XII, epoca pitture, ed i mausolei, tra' quali
di grandezza italiana, e da tre o primeggia quello del Papa Urbano
quattrocento navigli di diverse na- III, il quale prima era decorato

zioni si frequentava allora il por- di quattro colonne di marmo ros-


to di s. Luca, rivolgendo le sue so ch'ora adornano 1' altare de ss.

acque il Po a mezzogiorno, ed ef- Vincenzo e Margherita; e l'altro


fettuando così una felice positura di Girolamo Lilio, e Gregorio Gi-
a questa nobile terra. Riuscendo raldi, richiamano l'osservazione nel-
allora incomoda la situazione del- 1' interno, che ha la forma di croce

l' antica cattedrale di s. Giorgio, greca; come altresì principalmente


della faremo memoria in
quale è degno di ammirazione il fonte bat-
ultimo parlando della sede episco- tesimale. Sono rimarchevoli i fa-
pale, e perchè cominciò a domi- mosi libri corali in pergamena, o-
nare per tutto il mondo cristiano pera del XV secolo, pieni di pre-
il ragionevole costume di edificare giatissime miuiature nelle quali si

templi maestosi e grandi, vennero deliziano gli occhi degli intelligen-


i ferraresi ad innalzar nel 1 1 35 ti , e che forse non hanno pari
la cattedrale presente. L' interna nell'Europa, se si escludano quelli
sua magnificenza si serbò fino al esistenti nella pubblica libreria dei
1^9'S, in cui il duca Ercole I, col quali si parlerà. Il campanile vie-
i,

52 FER FER
ne da marmi bianchi e rossi in- sima chiesa di s. Andrea, che fu de-
crostato, ed è di elegante moderna gli agostiniani, nella cui tavola del-
forma, sebbene non ne sia condot- l'altaremaggiore vedesi il capola-
to a perfezione il lavoro. V. Lui- voro di Dosso Dossi. Nomineremo
gi Cosazza, Memorie sopra V im- ancora il tempio della Certosa, ed
portanza cronologica della chiesa altri fregiati tutti di eccellenti pit-
cattedrale di Ferrara , ivi i836; ture, soprattutto del Guercino, dei
nonché Della/acciaia del duomo di Dossi , e di Benvenuto Garofalo.
Ferrara, Roma i838. Il principio V. Cesare Barotti, Pitture e sculture
di sì maestosa torre, già dal po- che si trovano nelle chiese t luoghi
polo tanto desiderata, si deve al pubblici, e sobborghi della città di
marchese Nicolò III , che vi fece Ferrara, ivi 1770, con figure. Al-

gettare le fondamenta nel dì 1 la vaga chiesa della Certosa è an-


luglio dell'anno 14.12. U Cancellie- nesso il grandioso chiostro non ha
ri nelle sue Campane, pag. 86, guari convertito in cimiterio. Sì
parla dell'infelice tentativo fatto maestoso tempio fu edificato nel
dal tedesco Corrado d'innalzare 1498, come narra il Frizzi al tom.
su tal torre campanaria un orologio IV delle sue Memorie, nelle quali
fornito d' ingegnosi artifizi. Il pri- parla di tutte le chiese di Ferrara
mo orologio pubblico comparso in e dell' origine altresì de' religiosi e
Ferrara fu quello che nel i362 delle monache in essa stabilite. Il

fece collocare sopra una torre del citato Cancellieri, a pag. 22, fa me-
suo palazzo il marchese Nicolò II moria dell' iscrizione della campa-
il Zoppo. na di s. Bartolomeo de' cisterciensi
Non mancano Ferrara altri in di Ferrara, conosciuta sotto il no-
templi sontuosi, e per onorate me- me di Campana degli Speroni; dap-
morie venerandi. Si distinguono poiché un giorno passando a caval-
specialmente quelli di Domenico,
s. lo per quella parte la contessa Ma-
ove molti letterati insigni hanno la tilde (Vedi), udì il rauco e debo-
tomba , fra i quali Alessandro Sar- le suono di quella che allora ave-
di , il cardinal Giulio Canani , il vano. Quindi avendo interrogato i

Prisciano, e Celio Calcagnini; di monaci che l'erano venuti incontro


s. Benedetto, ove lungamente giac- per onorarla, perchè non ne faces-
que l'Ariosto; della Madonna della sero una migliore , risposero che
Pietà detta dei Teatini; di Pao- s. non potevano per mancanza di da-
lo de' Carmelitani; di s. Maria del naro: allora la pia e generosa prin-
Vado dei canonici lateranensi, ove cipessa si tolse i suoi speroni d'oro
sono sepolti gli Strozzi; di s. Fran- gioiellati, e li regalò all'abbate, il

cesco , che fu basilica de' minori quale col loro prezzo avendo fatta
conventuali, celebre pei dipinti dei fondere altra campana, per memo-
migliori pittori ferraresi, e special- ria fece incidervi la figuro d' uno
mente di Benvenuto da Garofalo sperone con analoghi versi. Ma re' An-
di Benvenuto l'Ortolano, del Carpi, tonio Guarini scrisse: Compendio
e dello Scarsellino. Quivi stanno se- istorico dell' origine , accrescimento
polti M.
Antimaco Sigismondo
A. , e prerogative delle, chiese e luoghi
Cantelmo, Ghiron Guido Villa, ed pii della città e diocesi di Ferra-
altri distinti personaggi. La vastis- ra, ivi 1621. Andrea Borsetti ci die-
FER FER SI
de Supplimento al Compendio
il levatoio, e questa è attualmente la
3
istorico di Marc Antonio Guarini, residenza del cardinale legato. Que-
in cui si contiene l'origine ed ac- sto palazzo che pur chiamasi il ca-
crescimento delle chiese di Ferra- stello ducale , è un edifizio celebre

ra sino al 1670, con altre memo- nei fasti estensi, per il compassio-
rie, Ferrara 1670. E da Giuseppe nevole fatto di Ugo e Parisina dei
Antenore Scalabrini si ha: Memo- Malatesta, per le vicende del gran
Ferrara,
rie istoriche delle chiese di Torquato Tasso, e per la sua strut-
e de' suoi borghi, Ferrara 1773. An- tura, e vista eminente, la quale do-
tonio Frizzi, Guida delforestiere per mina la sottoposta città. Fu Nico-
la città di Ferrara, ivi 1787. Gi- lò che nel i385 die principio
II

nevra Canonici , Due giorni in Fer- a questo palazzo , per procacciare


rara, ivi 18 ig. Francesco Avven- a sé ed ai successori un asilo an-
ti // servitore di piazza , guida
, nesso alla corte, a cui ricorrere, e
per Ferrara, ivi 1 838. per donde anco uscire di città se-
Al destro fianco del suddetto condo il bisogno. I diversi ampli e
campanile si estende la piazza di splendidi quartieri della città ridon-
s. Crispino o delle Erbe. La piazza dano di stimabili dipinti ; vanno
nuova oggi detta Ariostea è la più specialmente rammentati, il palaz-
vasta. Su di una grande colonna zo dell' arcivescovo ,
quello della
eh' esiste tuttora vedeasi la statua municipalità, quello dei Villa, detto
del Pontefice Alessandro VII, che di Diamante, perchè i marmi bian-

poi ne fu tolta :vi fu quindi eretta chi, co' quali compone la faccia-
si

la statua di Napoleone, e da ultimo ta ricca di bassirilievi, ne hanno la

quella marmorea di Lodovico Ario- figura. Questo palazzo venne edifi-

sto vi fu solennemente inaugurata. cato da Sigismondo d'Este nel 149^,


Ancora si ammira la casa di quel- quando il fratello suo Ercole I fe-

l' insigne- poeta, modeste ed ele- di ce l' addizione alla città di Ferra-
ganti forme, fatta da lui edificare ra; passò poscia ad Ercole II, da
aere proprio nella strada detta Mi- cui l'ebbe il cardinal Luigi di lui
rasole. Per le vicende politiche del figlio, che nel 1567 lo ridusse a

1 796 furono distrutte le due bel- quella magnificenza che trovasi al


lissime statue di bronzo del mar- presente. Successa la devoluzione
chese Nicolò III d'Este, e di Bor- dello stato, il duca di Modena Fran-
so d'Este primo duca di Ferrara, cesco I lo vendette a Guido Villa.
le quali erano ai lati della gran Nel 1808 morto a' 16 maggio Gui-
porta, ossia dell'arco che introduce do III Villa, uomo di singoiar pie-
nel cortile ducale di faccia al duo- tà, venne in possesso di varie fa-
mo. Quella equestre di Nicolò III miglie, le quali stipularono contrat-
J
fu gettata 1 anno 1 45> 1 ; l'altra di to colla comunità di Ferrara a' 3o
Borso sedente, con quattro pagget- settembre 1842. Divenuto il comu-
ti o geni alati all' intorno, venne ne proprietario di questo grandio-
formata l' anno 1 4^4> il tutto a so edifizio v' istituìX Ateneo civico
spese pubbliche. Al castello de' du- inaugurandolo all' odierno legato
chi grandiosamente innalzato in cardinal Giuseppe Ugolini. Quivi si
foggia di propugnacolo, munito di sono già traslocate la comunale pi-
quattro torri, dà accesso un ponte nacoteca istituitane! i836, la quale
14 FÉ R FER
J

occupa 1 appartamento nobile del dell'arte uniscono quello della storia,


palazzo; la scuola comunale d'or- perchè ci ricoi'dano i costumi di
nalo, ed altre classi di disegno fon- quella età, essendovi effigiati perso-
date nel 1820; la scuola teorico- naggi distinti e del popolo, uomi-
pratica territoriale d'agraria insti- ni e donne, cavalcate, caccie ed al-
mi ta con dispaccio della sagra con- tre feste, abiti d'ogni sorta, vedute,
gregazione degli studi de' 7 agosto animali, e quanto mai si può desi-

1842, ed aperta il 6 febbraio i843, derare. Accurate descrizioni di (me-


alla quale è stato assegnato per le sto importante palazzo, e di quelle
lezioni di orticoltura ilgrande orto pitture estesero Francesco Avventi,
annesso all' edilìzio. Tra poco vi sa- Camillo Laderchi, Giovanni Maria
ranno traslocate la scuola di vete- Bozzoli,ed attualmente Angelo Bor-
rinaria teorico-pratica fondata nel sari sta pubblicando una illustra-

1820, l'accademia medico-chirurgi- zione quanto elegante altrettanto


ca nata privatamente nel 1822, e erudita di quei dipinti colle rispet-
resa pubblica con approvazione go- tive tavole incise in rame. Il palaz-
vernativa nel 1837, e l'accademia zo Prosperi, che fu prima de' Ca-
degli Arìostei succeduta a quella stelli, e poscia de' Sacrati, dicesi dei
degl'Intrepidi nel i8o3, decaduta due leoni, dai due leoni di marmo
e risorta nel 1819 col nome di rosso che stanno lateralmente al-

scientifico-letteraria. Quivi pure è l'ingresso della porta: la cantona-


.slato attivato uno stabilimento lito- ta è scolpita con grazioso disegno,
grafico. e soprattutto la magnifica porta,
Vanno pure ricordati, il palazzo del costrutta d' ordine composito , con
Paradiso destinato agli studi t i due colonne scannellate, gradinate, e pog-
palazzi Bevilacqua, quello Costabili, giuolo sostenuto da putti, imposte
nel quale si custodisce una stupen- di marmo con medaglie, e masche-
da collezione di pitture della scuo- roni di bronzo, opere di Baldassa-
la ferrarese, ed una biblioteca ric- re Peruzzi. La misera umanità è
ca di manoscritti , di edizioni del sollevata dalle fisiche e mentali ma-
secolo XV, di Aldi, di Elzeviri, di lattie in ampio e ben mantenu-
Cominiani e di Bodoniani; e il pa- to spedale , ma serba la memoria
lazzo di Schifanoia detto ora della dell'ingiuria ivi fatta al Tasso. Il

Scandiana. Era questo una delle più teatro dinuova costruzione, presenta
belle e maestose fabbriche, ampliata molta eleganza e buon gusto si vuo- ;

dalla magnificenza di Borso d'Este, le che l'antico fosse il primo teatro


ma al presente è in grande deca- che si aprisse in Italia. Gli ebrei
dimento; riesce però oltremodo pre- vi hanno la sinagoga e sono rac- ,

gevole per le storiche idee che ris- chiusi, come nelle altre città pon-
veglia , e per la grandissima sala tificie, in separato quartiere, già
nelle cui pareti a settentrione e le- vi erano stabiliti nel 1275, e del
vante vi sono a fresco preziosissime loro antico cimiterio ne parla il

dipinture dei primi artisti ferrare- Frizzi tom. IV, pag. 3 18. Al
al
si vissuti nel secolo XV e forse nel tempo degli Estensi coinè diremo, ,

principio del secolo XVI. In esse si s'introdussero in Ferrara gli ebrei:


ravvisa il fare del Costa e del Tu- essendo dispersi per la città, dal
ra , e de'loro discepoli , al pregio cardinal legato Giacomo Serra fu-
FER FER 55
tono rinchiusi nel circondario ove conteggiò la moneta a lire di fer-

al presente si trovano ed il suo , raresi, lire di aquilini, e lire di bo-


successore cardinal Cennini formò lognini. In quell' anno poi, circa,
i capitoli del ghetto, pel regolamen- s' introdusse V uso della tanto rino-
to dell'università e circondario. Al- mata lira de' marchesini , moneta
tre notizie di loro si leggono nel- ideale composta di venti soldi, op-
1' interessantissimo Diario ferra- pure marchesini moneta reale d'ar-
rese. gento battuta da Nicolò li il Zop-
Il secolo XVI fu aureo per Fer- po nel t38i, da dodici ferrarmi
rara, né maggior lustro poteva spe- piccoli ossiano denari ferrarmi per
rare di quello di essere divenuta cadauno. Dal 1 382 circa comincios-
capitale illustre di tutti i domimi si a calcolare comunemente sulla
Estensi, e seggio della loro magni- lira de' marchesini, la quale al suo
fica corte: nohile asilo ai dotti, nascere equivaleva al valore di ot-
teatro di molti grandi avvenimen- tantacinque baiocchi e denari die-
ti, di torneamenti , e di tutto ciò ci, ma poi diminuì di tempo in
che si può vedere iti una corte o- tempo in valore per modo che al-

pulente, magnifica e brillante, che la sua abolizione del 1659 non fu


di frequente data sontuose e prin- valutata più di baiocchi dieciotto
cipesche feste e spettacoli. Nei bas- e denari due. V. Vincenzo Bellini,
si tempi in Ferrara celebra vansi Dell'antica lira ferrarese di mar-
alcune feste nelle quali eravi la chesini detta volgarmente Marche-
corsa donne, la prima delle
delle sana, dissertazione, Ferrara I754-
quali che raggiungeva la meta, ot- Delle monete diFerrara, trattato, ivi
teneva in premio da'magistrati drap- 1761; De monetis Ferrar iae, exst.
pi sciolti o foggiati a sopravveste mili- in Oper. de monel. Ital. : autore di
tine, corone, cavalli, sparvieri, galli, gran credito, ed assai interessante
o porchette : un
costume era
tale per la vera storia del Ferrarese. V.
pure in Modena ed in Pavia. Di inoltre Benedictus litterae a- XIV
tale corsa, e di altre di uomini, di postolicae, quibus nummularii , et
fanciulli, di cavalle, di cavalli, di campsores civitatis Ferrarien, a ter-
asini , e di altri spettacoli ne trat- lio ad secundum ordinem consilia-
ta il Frizzi nel tom. Ili, pag. i85 riorum dictae cwitalis transferuntur,
delle Memorie. Il diritto della zec- Romae 1758. Giuseppe Mayr, Gli
ca l'ebbe Ferrara dall'imperatore ultimi periodi della zecca dì Fer-
Federico ed il Muratori, ed il
I, rara, ivi i823; e dello stesso ab-
Bellini lo credono concesso col fa- biamo Monete e medaglie onorarie
:

moso diploma de' 23 maggio 1 164, ferraresi illustrate, Ferrara 1 843.


col quale accordò diversi privilegi Non riuscirà discaro fare qui men-
alla città y e la prima moneta co- zione dell'introduzione dell'utilissi-
niata fu il ferrarino, che fu pure ma arte della stampa in Ferrara.
la maggiore, essendo il danaro mi- Ciò avvenne 47 x P ei opera
nel 1
'

nore il bagalino. Usarono gli E- di certo Clemente Donato che pro-


sti'iisi, come gli altri principi, del veniva da Roma; ma non poten-
diritto di moneta ne' loro
battere dosi la sua stamperia sostenere col-
stati. In Ferrara dalla prima isti- le proprie forze, s' intraprese poco
tuzione della zecca sino al 382 si 1 dopo a sue spese da Andrea Gallo
56 FER FER
cittadino ferrarese, com'egli s'inti- autore, colla quale viene illustrata
tola, il quale apri la prima stam- la tipografia ferrarese.
peria in Ferrara come scrive il Ba- L' università che quivi fiorì ne
ruffaldi. Ma da ultimo il eh. sacer- accrebbe grandemente il lustro. Nel
dote d. Giuseppe Antonelli, nelle 1241 l'imperatore Federico II, se-
ìlicerche bibliografiche sulle edizio- condo l'Alberti per punire i bolo-
ni ferraresi del
seeolo XV
ha , gnesi a lui contrari, trasportò a
provato, che r4yi l'introdu-
nel Ferrara la celebre università, co-
zione della stampa in Ferrara si me altrove per simile motivo l'a-
deve attribuire ad Andrea Belforte veva trasportata altre volte. Ma
francese, poiché le esibizioni fatte al essendo allora Ferrara in mano dei
magistrato di Ferrara dal nomina- guelfi nemici di Federico II, e per
to Donato il 23 novembre i47°> altre ragioni che riporta il Frizzi
non vennero accolte attese le disav- nel tom. Ili, pag. 119 delle Me-
venture alle quali era andata sog- morie, non sembra ciò verosimile,
getta questa città. La prima opera ed all'anno 1220 aveva parlato di
che vide la luce con data certa è il certe scuole fanciullesche e gram-
Valerii Martialìs Epigrammata , maticali al più ch'erano in Ferra-
Ferrariae die secunda julii anno ra , e che la gioventù ferrarese
Domini MLXXI ommesse le cen- portavasi a Modena ove fioriva
tinaia CCCC, in 4-°; l a q ua l data è lo studio delle leggi, e forse di al-
così postaper essersi il libro termina- tre facoltà. All'anno 1264 s' legge
to di stampare il 2 luglio i47 x H - che sotto A zzo gran fau-
Novello,
lodato Antonelli pubblicò l' erudita tore de'poeti, Ferrara avea un pre-
sua opera in Ferrara nel i83i, ed gio equivalente all' università, cioè
ora ha pressoché condotto a termine le pubbliche scuole di legge, medi-
la storia della tipografìa degli stati cina, grammatica, e dialettica, le
Estensi del primo secolo della stam- quali due ultime facoltà, sanno gli
pa. Ma se il pregio della stampa eruditi, che una volta avevano ben
Ferrara l' ebbe comune ancor con più ampio e più nobile oggetto
altre piccole città italiane, quel ch'è che non hanno oggidì poiché o ,

tutto suo, o al più che divide con col titolo digrammatica o con ,

Mantova, è l'aver fino dal 1476 quello di belle arti comprendeva-


fatta vedere nel suo seno la prima no la lingua latina, la rettorica e
stamperia ebraica. Girolamo Baruf- la dialettica, e formavano il così
faldi Jun.,Della tipografia ferra- detto trivio conducente all'eloquen-
rese dall'anno i47 r a l i5oo, Sag- za, stendendosi insieme all'aritme-
gio letterario bibliografico, Ferrara geometria, musica, ed astro-
tica,

1777. Jo. Bernardus de Rossi, De nomia che si chiamavano il quadri'


typographia hebraco ferrariensi corti- vio, da cui si aveva adito alla fi-

mentarius historicus, quo ferrarien- losofia secondo che


la spiegazione
sis judaeorum editione hebraicae , ne dà Boezio, e il vescovo di Fer-
hìspanicae, lusitaniae recenserunt, rara Uguccione nella sua gramma-
et illustranlur, Parmae 1780. Nel- tica. Ai dottori di dette facoltà,
l'anno seguente, dalle stampe di nell'antico statuto ferrarese del
1 264,

Erlanga uscì una seconda edizione venne concesso il privilegio di non


arricchita di una lettera del suo andare alla guerra, con pubblica
s,

FER FER 57
decreto. Nel 1 297 le pubbliche fu di là per gratitudine trasporta-
scuole erano operte nel convento to a Ferrara il suo corpo pompo-
di s. Domenico. Mentre il marche- samente, sulle spalle de' lettori o
se Alberto Estense era vicario del- degli scolari dell'università, alla chie-
la Sede apostolica in Ferrara il , sa di s. Maria degli Angeli. Nel
munifico Pontefice Bonifacio IX, i4j3 i lettori erano cinquanta, ol-
concesse a Ferrara la grazia del- tre ai rettori, ed altri stipendiali.
l' erezione di uno studio generale Decaduta grandemente l'università,
od almo liceo, perchè sebbene sus- nel i55o, la duca Al-
restaurò il

sistessero i pubblici lettori delle fonso ed il palazzo del Para-


II,

menzionate scuole , non avevano diso divenne nel 1567 la residen-


quel credito e nobiltà che gli de- za dell'università.
riva dal grado di università pegli Ricuperato da Clemente Vili
analoghi regolamenti , e ciò con al pieno dominio della Chiesa ro-
bolla de' 4 marzo 1 3g 1 , impetra- mana il ducato di Ferrara, con
ta dalmarchese, e dal comune breve apostolico del 1602 accreb-
della città. Cos'i venne fondata la be i privilegi della sua università.
università di Ferrara sul modo V. Andrea Borsetti, Ferrante Bo-
stesso , e coi privilegi delle uni- leni Ferrantes, Historia almi Fer-

versità di Bologna e di Parigi, con rar iae gymnasìi, Ferrariae 1725.


licenza d'insegnarvisi qualunque fa- Girolamo Baruffaldi, col nome fin-
coltà sagra e profana, e di con- to di Giacomo Guarini, Ad Jerra-
cedervisi a chi ne sarà degno la riensis gymnasii historiam per Fer-
laurea dottorale per le mani del rantem Borsettam conscriplam sup-
vescovo pro-tempore a ciò deputa- plementum, et animadversiones, Bo-
to. I savi del comune lieti del pre- noniae l'j^Oj 1 74 1 Andrea Bor-
zioso privilegio dell'università, invi- setti, Adversus supplementum et a- ,

tarono a leggere in essa professori nimad\'ersìones Jacobi Guarini cri-


di chiaro, nome da parti estere, e tici personali in historiam almi
costituirono alle cattedre conve- ferrariensis gymnasii defensio, Ve-
nienti onorari. 11 marchese Nico- netiis 1747- Dipoi il Pontefice Cle-
lò IH nel 1402 fece riaprire le mente XIV nel 1771 con nuove
scuole dell'università, già chiuse per leggi, insigni prerogative, e cospi-
ragione di economia otto anni cue rendite fece risorgere la quasi
prima, e pose a leggervi molti ce- estinta università di Ferrara. Su
lebri forastieri. Nel i44 2 3 mar- di che va letta la Constitulio Cle-
chese Leonello Estense coli' elezio- mentis XIV ', qua almum studium
ne di sei riformatori, volle rifor- ferrariense no vis legibus insti tu ti

mata che trovavasi in


l'università , immunitatibiis restituilur, atque di-
disordine: furono chiamati più i stìnguitur, Romae
1771. Non che,
chiari dottori di ogni facoltà, ed Accademia a Clemen-
ferrariensis
emanate provvidenze per eccitare te XIV restituta. Acccdit oratio ha-

alla cultura la gioventù con ob- , hita IV nonas novembris ij'jì. in


bligarsi altresì i maestri e peda- solemni studiorum inslauratione
goghi de'fanciulli a riportare l'ap- Ferrariae 1772. Il ragguaglio bre-
provazione dell' università. Morto ve delle vicende dell'accademia lo
Leonello al palazzo dei Belriguardo scrisse monsignor Carlo Federici;
5$ VER FER
poi segue la costituzione pontificia di seconda classe. Il palazzo della
con nuove leggi ed immunità per università contiene una ricca biblio-
l'università; indi succede il breve teca con preziosi manoscritti di pa-
dispositivo per l'eredità di Alberto come di Ario-
recchi nostri classici,
Penna a favore dell'università, col- sto, Tasso, del Guarini e di
del
l'elenco de'riformatori e lettori pub- Cicognara; la cui sala di lettura è
blici; finalmente trovasi l'orazione decorata del nuovo mausoleo del-
del p. Gio. Luigi Buongiuochi pro- l'Ariosto. Avvi un gabinetto ar-
fessore della medesima. Memore il cheologico e di mineralogia, un or-
Papa Pio VI che nella sua gio- to botanico, ed il teatro anatomico,
ventù si era approfondato nelle e i gabinetti di fìsica e di chimica.
scienze più belle, ed aveva estese Il Frizzi nel tom. V, pag. 209, nar-
le sue cognizioni nella città di Fer- ra che il magistrato nel 1758 fe-
rara sotto la direzione dell'avvocato ce l'acquisto ben ragguardevole del
Gio. Carlo Bandi suo zio, che in qua- museo del sacerdote Vincenzo Bel-
lità di uditore assisteva il cardi- lini ferrarese, consistente in una se-
nal Ruffo legato; venendo quindi rie di medaglie italiane de' bassi
in cognizione che l' insigne univer- tempi così copiosa, che quasi pote-
sità ferrarese era in umiliante po- va dirsi completa ed unica. L'au-
sizione per mancanza di rendite tore temendo che con autori-altri

sufficienti al mantenimento de'pro- tà gliela chiedessero,perchè avea


fessori, e non potendo l'erario papa- incominciato a renderla nota colle
leaggravarsi più di tale spesa, perle sue riputatissime opere, la offri ge-
vive istanze del ferrarese monsignor nerosamente in dono alla comunità,
lliminaldi , stimò conveniente ac- la quale la ripose nell'università, e
crescere di un quattrino per libbra lui destinò perpetuo custode con
il dazio del sale, e che questo pro- conveniente onorario. L'esempio del
vento andasse in benefizio dell'uni- mosse l'abbate Carli a fare
Bellini
versità. V. la Cedala di moto pro- museo gratuitamente un
allo stesso
prio della Santità di N. S. Pio Pa- aumento di qualche centinaio di
pa VI, con cui si aumentano le sue preziose medaglie.Lo stesso an-
entrate, si prescrivono nuovi rego- che fece il ferrarese cardinale Pu-
lamenti e privilegi per la pontificia minaldi di quante monete , meda-
università di Ferrara, Roma 1778. glie e monumenti antichi di bron-
Francesco Leopoldo Bertoldi, Delle zo e di marmo capitarono in Ro-
medaglie e monete esistenti nel mu- ma in suo potere. Nella pubblica
seo dell' università di Ferrara, me- biblioteca si conservano fra le cose
moria antiquaria numismatica, Fer- preziose una serie di libri corali in
rara 1789. Il Frizzi nel t. I delle numero di dieciotto, i quali uguaglia-
Memorie, a pag. 226 e seg., riporta no nel merito quelli esistenti Bel
in parte gli antichi marmi eruditi duomo. V
ha opinione che le stu-
ed iscrizioni, raccolti nell' università. pende miniature delle quali vanno
Per le succennate politiche vicende, adorni, come pure quelle d' una
l'università decadde notabilmente, bibbia in quattro volumi in foglio
finche Leone XII colla nota bolla atlantico, sieno state eseguite da
Quod divina sapientia omnes docci, Cosimo Tura, e dalla sua scuola,
ravvivò l'università, e la dichiarò che rendono quelle pergamene am-
FBR IL il 59
mirate: dal colto viaggiatore, con- ebbe priucipio nel 1 746 ,
per la

tenendo gli avvenimenti registrati generosità di alcuni cittadini, dopo


nelle sagre carte. Girolamo Baruf- avere il magistrato piantato presso
faci Jun. ci diede il Commentario all' università il giardino botanico.
istorico della biblioteca pubblica Nel 1700 il medesimo magistrato
ferrarese, Ferrara 1782. V. anche comprò la scelta biblioteca del car-

Prospero Cavalieri, Notizie della dinal Bentivoglio ferrarese, e la unì


pubblica biblioteca di Ferrara, ivi a quella pubblica, in modo che al-

181 8: Vincenzo Cicognara, Ragio- lora contò circa seimila volumi,


namento !>nlla pubblica biblioteca che in breve crebbe di altri mille,
di Ferrara, Bologna i83i; V ale- finché se ne fece la solenne aper-
ri i, Osservazioni sopra la bibliote- tura e dedicazione nel 1753, nella
ca di Ferrara tradotte con aimo- cui circostanza si pubblicò colle
tazioni bibliografico - storiche del- stampe l'orazione latina, che reci-

Vab. Giuseppe Antonelli, Ferrara tò per essa Innocente


il p. Casto
i838. Il Frizzi tratta dell'antica Ansaldi domenicano. Successivamen-
biblioteca di Ferrara al toni. Ili, te la biblioteca pubblica divenne
pag. 45?}} ov e si dice che mar- il più copiosa e rispettabile pei nota-
chese Leonello protettore beneme- bili incrementi che ricevette. L'ab-
rito delle lettere, pose molta cura bate Carli nel 1758 gli lasciò in
in raccogliere antichi e preziosi legato molti e preziosi libri; così
codici, e Dell'averne arricchita la pro- pur fece il conte Giovanni Troni
pria biblioteca, col fondarne una nel 1760, ed in seguito Gio. An-
ancora separatamente nel convento drea Barotti. Indi nel 1772 gli
degli Angeli, a confronto delle qua- venne data la biblioteca del colle-
li uscì contemporaneamente quella gio di Ferrara della compagnia di
del convento di s. Paolo, numero- Gesù, coll'aggravio aggiuntovi d'u-
sa di più di settecento codici. Indi na penzione vitalizia a vantaggio
il Frizzi dice di altre biblioteche di due soggetti di quella compagnia;
nel tona. IV. Il celebre Celio Cal- e nel 1777 il comune, ed annuente
cagnai morendo nel 1 54 1 legò ,
il governo, per l'annuo censo sta-
per testamento ai domenicani tutti bilitogli ne accrebbe le rendite che
i suoi libri da convervarsi ad uso sin dal 1751 ritirava dall'appalto
pubblico, ed insieme scudi cinquan- de' vetri. Molti cittadini in più vol-
ta d'oro per le spese delle scansie, te furono larghi di donativi di li-

e catenelle da fermare i volumi bri , ed il cardinal Biminaldi nel


ai banchi, come si costumava al- 1780 gli die circa mille volumi
lora. Alfonso II nel idoo, eseguì di autori ferraresi, e nel 1782 di
in gran parte il vasto disegno da altri duemila delle più rare edi-
lui concepito tre anni prima quan- zioni. S'ingrandì poi notabilmente
do era Francia, di aggiungere
in nel 1798 pel trasporto fattovi di
alla Estense biblioteca, già accre- non pochi libri de'soppressi moni-
sciuta di preziosi codici da Leo- steri e conventi de' regolari, ceduti
nello, Boi so, ed Ercole I , tutti i a questo stabilimento dal governo,
libri fino a quel giorno stampali. che allora reggeva questa provin-
Ala la pubblica biblioteca ci dice cia. Per contribuire vieppiù al lu-
il Frizzi nel toni. V, pag. 202, che stro di questa biblioteca, il conte
j

òo FÉ a FER
Galeazzo Massari molto nel 1 838 vagliati j nel i56g i Partici j nel
legò ad essa la sua ricca raccolta nel 1570 gli Operosi, gli Eletti,
di libri moderni, né si devono o- e i così detti Ferraresi j nel 1571
mettersi i molti doni che di recen- gli Umili; nel 1574 i Mercuria-
te si sono fatti e si fanno da mon- li; nel 1575 gli Ardenti, ed i

signor Carlo Emmanuele Muzza- Costanti j nel 1576 gì' Indefessi


relli, e da monsignor can.
Mare- nel 1
579 i Concordi, e i Rinno-
scotti animo generoso de-
, al cui vali j nel i58r i Sereni j e nel
vesi la formazione del museo di i588 i Parteni. Alcune di queste
mineralogia, e l'aumento del mu- società ebbero per base la sola giu-
seo fisico. risprudenza, altre la filosofia, altre
Fiorì la anco per accade- città le belle lettere, altre tutte promi-
mie letterarie ed artistiche. Assai scuamente le liberali discipline. Al-
deve a Guarino la ferrarese lette- le medesime si aggiunsero quelle
ratura cooperandovi la protezione
, di musica stabilite neir arciconfra-»
che a' dotti accordò Boiso d' Este. ternita della morte l'anno iScp,
Sotto di loro, e verso l'anno
1460, e nella confraternita dello Spirito
sorse nella città l'accademia Benzia, Santo l'anno 1^97, come si può
una tra le prime che si comincias- intendere da ciò che di tutte è
sero ad usare in Italia, istituita slato colla possibile diligenza scrit-
nella casa dei Benzi, dal celebre to da Girolamo Baruffaldi Jun. col-
medico Ugone. Kenea cognata di le Notizie istoriche delle accademie
Francesco 1 re di Francia, e mo- letterarie ferraresi, Ferrara 1787.
glie del duca Ercole II, siccome Indi medesimo Frizzi nel tom.
il

di elevato ingegno , e coltissima, IV, pag. 43 parla di altre accade-


pel gran genio che aveva verso gli mie, come degli Spensierati, dell'oc*
uomini dotti, dopo il 1 53 x aprì cademia del palazzo ducale, degli
nelle sue stanze un' accademia di accademici Intrepidi, che aveano
lettere, la quale però in progresso per motto Premat dum imprimat.
:

se ad esse fece onore, non fu così Questa accademia rispettabile fu


alla cattolica religione. L' accade- istituita per esercizio di lettere ed
mia degli Elevali, che si adunava armi nel 1600 co' suoi statuti, e
in casa di Alberto Lollio, svanì nel vi recitò la prima orazione nel
1 54- 1morte del celebre Celio
alla 1601 il conte Guido Ubaldo Bo-
Calcagnili], uno degli istitutori di narelli. Dal pubblico gli furono
essa: fu supplita da quella de'JFY- assegnati scudi cento annui. Radu-
laretì, fondata l'anno i55o circa naronsi da principio nel teatro
dal cav. Alfonso di Teofilo Calca- presso la chiesa di s. Lorenzo; in-
gnine Il Frizzi nel tom. IV, pag. di nel i655 fu l'accademia risto-
420 osserva che fu mirabile lo sta- rata dal cardinal Pio vescovo di
to florido dell' università sotto Al- Ferrara, che gli aprì l'adito nella
fonso II, come l' entusiasmo e la casa di sua famiglia. Nel 1692 il

moltiplicazione nuove acca- delle cardinal Imperiali assegnò parte


demie o letterarie adunanze di Fer- della rendita di questa accademia
rara. V'erano nel i562 gli Affla- al mantenimento di due pubblici
ti, e gli Ascendenti j nel maestri di ballo e scherma ; ed in
1567 gli
Olimpici, i Tergemini, ed i Tra- ogni tempo vi furono aggregati i
FER FER 61
primi poeti e dotti d'Italia. Il car- scalchi, allora arcivescovo, acciò la

dinal legato Tommaso Arezzo nel conversazione fosse dichiarata ac-

1819 riformò l'accademia degli cademia, e con tal grado nel 1827

A riostei- Intrepidi. Dipoi sursero le l'approvò congregazione degli stu-


la

accademie chiamate , Eroica , de- di in un a'suoi regolamenti. Non an-

§Y Ingegnosi, de' Confusi, de' Tene- dò guari che alla nascente accade-
Irosi, e de Filenij e più tardi quel- mia i più distinti medici dell'Eu-
le de' Di/formati , la Pia de' Co- , ropa desiderarono di appartenervi.
stanti, e de Discordanti. Vi furo- Il magistrato ferrarese, conosciuta

no poscia quelle de'Morescanti, dei l'utilità dell'accademia e l'onore


Cigni o delle Muse, dell' Eridano che ne sarebbe derivato alla città
o del Carmelo, degli Applicati, dai lavori di essa, contribuì al suo
de' Velati, degli Arcadi colonia ro- incremento con annuo stipendio, e
mana ec. Fiorirono pure le acca- ampio locale per la
coll'accordare
demiche adunanze della Selva e sua residenza nel nuovo eretto a-
della Vigna, quelle degli Argonau- teneo civico ferrarese. Contribuì
ti e de' Villani, non che degli Ario- anche al migliore progresso di es-
stei. Ferrara emulò le più colte sa la congregazione provinciale, col-
città d'Italia per gli uomini illu- l' assegnare un annuo premio con
stri che vi ebbero i natali, educa- stabilita somma, per quella memo-
zione, protezione e soggiorno. L'ac- ria che verrà dal consesso accade-
cademia degli A riostei, dopo un de- mico creduta degna. Per le ulte-

cennio, nel 1 84 1 riprese attività e riori notizie si possono leggere gli

vigore essendone presidente il col- estrattiche vennero pubblicati col-


to e eh. marchese Tommaso Esten- le stampe di quanto si è operato

se Calcagnini. dagli accademici dall' anno 1827


L'accademia medico - chirurgica fino all' anno 1842.
ebbe origine nel 1822, allorquando Ferrara surse troppo tardi per
alcuni de' più filantropi medici fer- presentare una serie di quegli in-
raresi proposero ad altri de' loro vitti martiri, i quali collo spargi-
colleghi di radunarsi in alcune mento del loro sangue segnarono
sere determinate onde scambievol- vittoriosi i primi passi del cristia-
mente soccorrersi in tutto quello nesimo, ed è perciò che il nu-
che riguarda l' amenissima sciema mero de' suoi santi è ristretto, in
che professano. Piacque 1' idea, ed relazione a molte altre città della
il professore Alessandro Colla a ta- Italia., e di questi ricorderemo i
le oggetto offerse il primo la sua principali. Beatrice I d' Este nata
medesima abitazione, per cui av- di Azzo Vili, dopo di aver fon-
venne la prima adunanza nella se- dato un monistero di vergini, det-
ra de' 22 novembre dello slesso to di s. Giovanni Battista, sul mon-
anno. Conlinuaronsi le private li- te di Gemmola, ivi morì d'anni
moni, e vedendo che cresceva lo venti con gran fama di santità, per
zelo in tutti, pensarono di dar for- cui si venera col titolo di beata
ma e regolamento alle loro con- d'Este. Beatrice II figlia del mar-
versazioni, e ridursi in formale ac- chese Azzo IX, fondatrice del mo-
cademia. In fatti sul principio del nistero di s. Antonio Ferrara
di
1824 piegarono il cardinal Ode- dell'ordine di s. Benedetto. Questa
ftl FER FER
dopo aver dato il colmo alla sua ladini, il quale dopo essere stato
gloria colle virtù praticate di au- per sua divozione alla visita de'luo-
sterità, di penitenza, e di buon e- ghi santi di Palestina, incammina-
sempio, nell'età di trenladue anni to per Ferrara s' infermò grave-
morì santamente il di 8 gennaio del mente in Cotignola, dove morì il
1262. Il culto di questa beata primo dicembre 1428. Il di lui
venne canonicamente confermato cadavere incorrotto sta esposto alla
da Pio VI con decreto del 1776, pubblica venerazione nella chiesa
che accordò anche l' uffizio e la de'minori osservanti di quella ter-
messa propria. L'arciprete Girola- ra. Santa Caterina Vegri monaca
mo Baruffaldi ha scritto la vita di dell'ordine serafico di s. Francesco

s. Contardo d' Este, che rese assai nel secolo XV, nacque nel 1 4 3, 1

venerata la sua memoria colla san- e nel 1426 si condusse a Bologna


tità della vita, e coli' esempio la- onde fondare un nuovo monistero
sciato d'uno de' più illustri peni- della sua regola, nel quale menò
tenti del secolo XIII. Nacque dal santamente il restante di sua mor-
marchese Azzo IX nel 1249; ve- tale carriera, perciò viene detta di
stito in abito di penitenza, a tutti Bologna: ivi morì a'9 marzo i463,
incognito, si diede ad intraprendere venendo canonizzata da Clemente
a piedi il pellegrinaggio de' luoghi XI nel 17 12.
santi, ritornando da'quali, preso da Dal secolo XV fino al presente
gravissima malattia, morì in Broni, Ferrara conta i seguenti cardina-
terra del Piacentino. La fama del- li, oltre più di ottanta ferraresi tra
la sua santità ed i molti miracoli patriarchi, arcivescovi, e vescovi.
operati fecero sì che il Pontefice Pio II primo creò cardinale nel
per il

Paolo V confermò il culto che ab 1461 Bartolomeo Roverella. Ales-


immemorabile eragli stato accor- sandro VI fece cardinale nel i49^
dato, concedendo alla diocesi di Ippolito I d'Este. Paolo III nel
Piacenza la celebrazione della mes- i538 Ippolito II d'Este. Pio IV
sa propria. San Bonmercato mar- nel i56i Luigi d'Este. Gregorio
tire,secondo le antiche tradizioni XIII nel i583 Giulio Canano. Cle-
confermate dai Bollandisti , Ada mente Vili nel i5g9 Bonifacio Be-
Sanct. t. Ili del mese di giugno, vilacqua, e Alessandro d'Este; e nel
fu un illustre chierico della chiesa 1604 Pio Carlo Emmanuele di
di Ferrara, che nel giorno 18 di Savoia. Paolo V nel 1621 Guido
giugno subì il martirio per mano Bentivoglio. Gregorio XV nel 1621
di uno sgherro nella pubblica piaz- Francesco Sacrati. Urbano Vili
za di Ferrala. Girolamo Baruffaldi nel 1643 Carlo Rossetti. Innocen-
il giuniore ne scrisse la vita che zo X neli652 Giacomo Corradi,
venne stampata. Il beato Donato e nel i654 Pio Carlo di Savoia.
Brasavola, nato nel 1269, vestì l'a- Clemente XI 17 19 Cornelio
nel
bito di s. Francesco de'minori con- Bentivoglio. Benedetto XIV nel
ventuali, e pel dono della profezia 1743 Carlo Leopoldo Calcagnini.
venne acclamato beato subito dopo Pio VI nel 1776 Guido Calcagni-
la di lui morte, che seguì il ni, nel 1785 Giammaria Riminnl-
24
ottobre i353. Era pure minore di, e nel 1794 Aurelio Roverella.
conventuale il beato Antonio Bon- Pio VII nel 1823 Antonio Pai-
FER FLR 63
lotta piceno, ma nato in Fer- De Jatrophysicis ferrariensibus dis-
ra ra. serta tio, Bononiae 1691. Furono
Ferrara ebbe un numero straor- distinti Antonio Montecati-
filosofi

dinario di uomiui celebri in ugni no ; Cesare Cremouini ; Tommaso


ramo di scienze lettere ed arti. , Giannini ; Alfonso Gioia ; Lorenzo
Quelli die principalmente si distin- Altieri. Nelle matematiche ed idro-

sero nelle scienze sa^re Lo- sono statica si resero celebri Domenico
dovico Bigo Giovanni
Pittorio ; Maria Novara ; Giovanni Bianchi-
Canali; Girolamo Savonarola; Fran- ni ; Pietro Buono Avogadro ; Gio.
ceschino Visdomini Giovanni Ver- ;
Battista Riccioli ; Nicolò Cabeo ;

niti Andrea Baceria; Francesco


;
Luca Valeri; Gio. Battista Aleotti;
Silvestri ; Paolo Sacrati ; Lorenzo Romualdo Bcrtaglia ; Giovanni Be-
BaroUi; Anton Francesco Celiati; lletti ; Teodoro Bonati. Fra i filo-

Alfonso Muzzarelli ; Francesco Fi- logi, storici, biografi, ed antiquari


netti gesuita. Nella poesia, oratoria, sono a registrarsi Pellegrino Pri-
e grammatica primeggiarono An- sciano ; Gio. Battista Pigna ; Ga-
tonio dal Beccaio ; Agostino Becca- spare Sardi ; Celio Caleagnini ; Li-

ri Lodovico Carbone; Francesco


;
lio Gregorio Giraldi ; Daniello Baia-
Cieco; Matteo Maria Boiardo; Gio. toli ; Gio. Andrea Baro t ti ; Appia-
Battista Guarini I; Ercole Strozzi; no Bonafede ; Ferranto Ferranti
Tito Vespasiano; Lodovico Ario- Borselli ; Vincenzo Bellini ; Fran-
sto; Antonio Tibaldeo ; Cinzio Gio. cesco Leopoldo Bertoldi Luigi U- ;

Battista Giraldi ; Giovanni Battista ghi Antonio Frizzi Giuseppe Ma-


; ;

Guarini li ; Fulvio Testi Girola- ; nini; Leopoldo Cicognara.


mo Baruffa Idi I ; Alfonso Varano Questa città ebbe l'onore di es-
Lorenzo Rondinelli ; Onofrio Min sere egregiamente i-i vendicata dal
zoni Vincenzo Monti
; Giovanni ; Lanzi, per le lodi che tributa alla
Roverella; Francesco Alunno; Al sua scuola pittorica, la quale pre-
Berto Lollio ; Bartolomeo Ricci senta una bellissima schiera di uo-
Alberto Accarisio. I principali giù mini celebri fra i pittori. Ci limite-
reconsulti sono Lodovico Sardi remo a menzione de' seguenti.
far

Jacopino, e Gio. -Maria Riminaldi Galasso ; Cosimo Tura ; Lorenzo


Cosimo Pasetti ; Felino Sandeo Costa; Ercole Grandi ; Domenico
Marco Bruno Anguilla ; Gio. Bat Panetti; Benvenuto Tisi; Benvenu-
tista, e Giovanni Cefali ; Marc'Au to 1' Ortolano Dosso Dossi ; Maz- ;

relio Galvani Jacopo Emiliani


; zolino Sebastiano Filippi; Bartolo-
Giulio Cesare Cabeo; Ercole Pi meo Ramenghi ; Sigismondo Scar-
ganti ; Ercole Graziadei. Tra i me sella ; Carlo Bononi. Architetti fa-
dici ricorderemo Lodovico Bonac mosi furono Bartolino da Novara ;

cioli ; Giovanni Maliardo ; Antonio Giovanni da Ferrara ; Biagio Rosset-


Musa Brasavola ; Gio. Battista Ca- ti ; Alessandro Balbi; Alberto Schiat-

nani Giovanni Emiliani ; Arcan-


; ti ; Giovanni Battista Aleotti; Antonio

gelo Piccolomini ; Girolamo Brasa- Foschini. Primeggiarono tra gli scul-

vola ; Giuseppe Lanzoni ; Francesco tori, Luigi Anichini incisore di gem-


Maria Nigrisioli ; Antonio Testi; me; Antonio Marescotti, e Sperandio
Giovanni Tumiati; Antonio Cam- fonditori di bronzi; Pietro ed Alfon-
pana. Giuseppe Lanzoni ci ha dato so Lombardi; Girolamo Lombardi;
, .

64 FER FER
ed Andrea Ferreri. Se fioriva gran- si, Ferrara1804. Ughi, Pinacothe-
demente in Ferrara nel secolo XVI ca brevis nonnullorum ferrariensium
la poesia, non deve recar maravi- illuslrium, Ferrariae 1807. Conti-
glia se anco la musica di lei so- nuazione delle memorie storiche dei
rella fosse assai coltivata. Grande ferraresi, Ferrara 1 8 1 1
letterati

è il numero de' musicanti ,


per cui Girolamo Baruffaldi giuniore, Fa-
basterà qui il ricordare Tommaso scicolo in continuazione delle me-
Bambusi ; Alessandro Mitteville ; morie storiche de letterati ferraresi
Luzzasco Luzzaschi ; Lodovico Ago- de' due. Barolii, con prefazione del cav.
stini; Paolo Isinardi; Francesco ed Leopoldo Cicognara, Ferrara 1810.
Alfonso dalle Viole; Sulpizio Tom- Non si può condurre a remotis-
besi; Girolamo Frescobaldi; Ales- simi tempi la costruzione dell'odier-
sio Prati; e Briccio Petrucci. Ce- na Ferrara, senza dare ricetto a fa-
lebri matrone furono Isotta Alba- vole. L' opinione più probabile si
vesani ; Vittoria Piissimi; Tullia è che sul finire del secolo sesto dai
d'Aragona; Fulvia Olimpia Mora- circostanti luoghi v' incominciassero
ti ; Barbara Cavalletti ; s. Caterina a stanziare gli abitanti, costruendo
Vegri ; Elena Riccoboni Balletti ; piccolo villaggio alla destra del fiu-
Isabella d'Este; Angela Scacerni me , e precisamente ove gli Olive-

Prosperi e Costanza Monti Perti-


; tani ebbero di poi un moniste ro,
care Scrissero sugli uomini distin- e la chiesa dedicata a s. Giorgio.
ti di Ferrara, Giovanni Andrea, e Quivi da alcuni si credette fosse sta-
Lorenzo Barotti, Memorie storiche to il Forum Alieni costruitovi dai
de letterati ferraresi , Ferrara 1793. romani nella espulsione de' galli.
Agostino Superbi apparato degli
, Molte furono le opinioni sulle ori-
nomini illustri di Ferrara, ivi 1620. gini di Ferrara, credendo diversi
Antonio Libanori, Ferrara d'oro che venga da Ferat nipote di Noè;
imbrunito divisa in tre parli 3 che altri che fosse principiata all'epoca

contiene le vite ed elogi de' cardi- della rovina di Aquileia dai popo-
nali, patriarchi, vescovi, prelati, e li fuggiti per le stragi di Attila re
religiosifamosissimi nativi di atte- degli unni, innalzandovi rozze abi-
sta città, con l'arme delle loro fa- tazioni aumentate poi; altri che
miglie, e la dichiarazione delle me- anno 4 2 ^, ovvero nel
nascesse nell'
desime , non che de' vescovi della 675; altri dal detto Foro d'Alie-
J
s. Chiesa di Ferrara, e de più fa- no o da un castello che vi era di
mosi scrittori, Ferrara i665, 1667, antica costruzione; che le mura
e 1674. Girolamo Baruffaldi I, De nel 585 fossero erette dall' esarca
poeti? ferrariensibus, Ferrariae 1 698. Smaragdo per ordine dell'impera-
Borsetti, Almi ferrariensi gymna- tore d'oriente Maurizio, indi am-
sii hisloria. Cesare Cittadella, Ca- pliata da Agilulfo re de' longobar-
talogo islorico de' pittori , scultori di secolo VI, o nei
negli ultimi del
ec. ferraresi, e delle opere loro, con primi del seguente. Si racconta an-
in fine una noia esalta delle più cora che gli sbandali cittadini del-
celebri pitture della chiesa di Fer- la distrutta città di Voghenza, Vi-
rara, tom. IV con figure, Ferra- covenliae, ne aumentarono la po-
ra 1782. Luigi Ughi, Dizionario polazione, e che fu dichiarata città
storico degli uomini illustri ferrare- l'anno 66 1 o nel 685, quando vi
,

FER FER 65
fu trasferita quella sede vescovile ,
dall'esarca Smaragdo , oppur da
che si disse poi Ferra rio la, e su Giovanni la città, il vescovato, e i

nuovo ed ampio disegno fosse rie- vescovi di Voghenza. E conchiude


dificata a più riprese dalla sinistra che prima della metà del secolo
parte del V. Gabriele Si-
fiume. Vili non è stato possibile d'incon-
meoni Commentari sopra le te-
, trare il nome di Ferrara in mo-
trarchie di Venezia , Milano , e numenti sinceri , e storie autore-
Ferrara, Venezia 546 ; e Giovan- 1 voli.
ni Battista Minzoni, Riflessioni sul- I longobardi alla metà del re-
la memoria pubblicata da Giovan- gno di Luitprando non avevano di-
ni Battista Passeri intorno ad una latate le loro invasioni sino all' E-
lapide trovata in Voghenza nel sarcato {Vedi), alla Peulapoli, ossia
Ferrarese Vanno 1761, Venezia Marca d'Ancona, e al ducato ro-
1 780.Nuove osservazioni sopra mano; quando verso l'anno 728,
altre due memorie del Passeri, Vuna mentre Leone I l'Isaurico impera-
intorno a due Vercelli della re- tore greco, coll'empio suo fanatismo
gione Padana, l'altra sul sito del- perseguitava il culto delle sagre
l' antichissimo Forum
dove Alieni immagini , ed il Papa s. Gregorio
si crede stabilita Ferrara, Venezia II, Luitprando ne trasse vantaggio

1780. Giuseppe Manini 3 Discussio- rompendo i suoi confini. Invase


ne accademica su l'antico vescova- l'esarcato, prese Ravenna colla cit-
to diVoghenza, Ferrara 1795. tà di Classe, Bologna, la Pentapo-
Dello stesso, Voghenza villaggio del li, ed altri luoghi ch'erano rimasti
Ferrarese un tempo città, Ferrara sotto il vacillante dominio de' gre-
1810. Ughi, L'antico e moderno ci. Ma dopo un anno probabilmen-
parere intorno alla situazione del te gli esarchi col favore di una
foro di Alieno posti ad esame, Fer- flotta de' veneziani fin da quei ,

rara 1806. Ma il Frizzi nel tom. giorni formidabili , ricuperarono


II, pag. i3, parlando prime
delle Ravenna, e anche qualche al-
forse
notizie certe di Ferrara, e del suo tro luogo, non però Cesena, Imo-
ducato sotto gli esarchi , i longo- la e Bologna. I longobardi condotti

bardi, e i Pontefici romani, riget- da Luitprando nel 743, e da Ra-


ta quanto sull' origine di Ferrara schis nel 749 vollero ripigliarsi il

di favoloso o di falso fu scritto da perduto, ma li arrestò l'interposi-


molti, tanto di profano che di sa- zione del Papa s. Zaccaria, sotto
gro, avanti al secolo Vili. Ed è del quale l'esarcato erasi posto nel-
perciò che rigetta per fondatori Cro- la protezione della Sede apostolica,
mazio e Ferrato figliuoli di Noè per cui gli storici da tale epoca in-

Dardano re degli euganei , Ferra- cominciarono a contar su di esso


ra fanciulla troiana, Manto capita- il dominio temporale de' Papi. Nel

no di Antenore, ed altri. Così non 752, ovvero nel precedente, Astol-


ritiene vera la bolla di s. Vitalia- fo occupò di nuovo Ravenna e la
no, né vero ciò che si disse del Pentapoli portò le sue conquiste
,

Forum Alieni, del Forum Arii, sino all'Istria, e vessò più de' suoi
del Vicus Magnus, della Massa antecessori il ducato romano che
Babilonica, delle Feriae nundinum si era dato ai Pontefici vivente s.

di Ferrara, delle mura innalzale Gregorio 1 1 , non che i paesi che


vol. xxiv. 5
.

66 FER FER
rimanevano ancora in Italia all' im- stituzione delle terre ritenute. Con-
peratore d' oriente. Fuggì perciò seguito 1' intento appena resi ito»

Eutichio ultimo esarca, e la sua Faenza e il ducato di Ferrara. V.


dignità si estinse. da un Intanto Bernardi» Sacclms , Bononiae et.
documento di Astolfo del 753 o Ferrariae incrementa sub Ecclesìa
^54 si rileva che Ferrara già esi- romana, exstat in Tlies. Graev. ant.
steva , che portava forma e titolo et Just. Ital. tom. III.

di città, e che in tutti gli accen- Desiderio ingratamente non ces-


nati avvenimenti era compresa, co- sò di commettere ostilità nella Pen-
me una parte dell'esarcato. tapoli , e tentò riprendere Raven-
Vedendo il Pontefice Stefano II na , il perchè s. Paolo I nel 758
detto III, che Astolfo non cessava si trovò in necessità di ricorrere al
di fare strage ne* suoi dominii, nel re Pipino. Dalle lettere di questo
754 si portò in Francia, invocan- Papa, e da quelle di Stefano III
do l'aiuto del re Pipino, il qua- sembra confermarsi titolo di du- il

le disceso in Italia costrinse A- cato che già godeva Ferrara per ,

stolfo a restituire l' esarcato alla essere governata da un duca il ,

Chiesa romana ,
per cui il Papa primo de' quali probabilmente vi
concesse l'amministrazione dell'esar- fu preposto dall'esarca Longino che
cato diRavenna all'arcivescovo Ser- fu il primo esarca, nominato l'an-
gio, ed della città. Nel
ai tribuni no 5^8 , e perciò la fondazione di
registro che Cencio Camera-
fece Ferrara sarebbe più antica dell'ac-
rio de' proventi della Chiesa roma- cennata epoca; ed inoltre ch'era
na, come lo pubblicarono il Mu- città di qualche distinzione per es-
ratori ed il Cenni, si legge che nel sere governata dal proprio duca ,

pontificato di Stefano II detto Ili titolo che allora equivaleva a quel-

appartenevano al patrimonio della lo di governatore. Divenuto Pon-

chiesa : Ravenna Comadium . . tefice Adriano I nel 772, Deside-

et omnis ducatus Ferrariae . V. rio Fa-


invase di nuovo civitatem
Borgia, Memorie (storiche tom. I, ventiam dncatum Ferrariae seti
et

pag. 18, ove concorda l'Anastasio Comacchium de exarcatu Raven-


bibliotecario con Cencio, sul domi- nae con molti altri luoghi; ma A-
nio della santa Sede, su Cornac- driano I invocò le armi di Carlo
chie e su Ferrara , ed il Rinaldi Magno, che imprigionò Desiderio
all'anno 756, num. 5, aggiunge che colla moglie Ansa, die fine al re-
Stefano III mandò un suo ministro, gno longobardico, e rese alla Chie-

e prese le città che il novello re De- sa le usm*pate terre, tornando così


siderio si era obbligato di restituire, Ferrara ed altre città all' ubbidien-
cioè Faenza, e tutto il ducato di za del Pontefice, meno la tempo-
Ferrara. È da sapersi che Astolfo ranea appropriazione che fece di
erasi ritenuto , o aveva di nuovo Comacchio, del ducato di Ferrara,
occupato il ducato di Ferrara ; ma e di altri luoghi Leone arcivesco-
essendo morto nel 756 quel re, vo di Ravenna. Nel marzo del 928
Desiderio comandante de' longobar- Ugo re d' Italia passò per Ferrara,
di nella Toscana, implorò la pro- che taluno crede in quell'infelice
tezione di Stefano III per succeder- secolo, in cui il dominio de' Papi
lo nel trono, promettendogli la re- poco era rispettato, appartenesse a
,
,

PEI FER 67
«juel principe. A questo secolo !a Gli successe il marchese Bonifacio,
storia parla solo di alcuni possedi- nato da lui e da Gisla sua moglie,
tori di ampi terreni ferraresi, il piìi tanto nelle ampie ricchezze, che
opulento essendo Almerico, una par- nelle paterne giurisdizioni. Ampliò
te del quale egli trasmise ad Ober- i domimi, e dopo morte di Ri-
la
to conte, che forse al dir di alcu- chelda sua piissima moglie, nel
no diede origine alla casa d'Este. io36 sposò con Beatrice figlia
si

Dai documenti del g5i trovasi me- di Federico duca della Lorena su-
moria per la prima volta della cit- periore, che gli recò in dote assai
tà di Ferrara, esistente già di qua beni di là dai monti, ed anche in
dal Po. Dal o,5o, al 984 sono ri- Italia. Da questo matrimonio nac-
portate le notizie di alcuni duchi que Matilde la gran contessa, fem-
conti, consoli, ed altri di-giudici, mina insigne, della quale il potere
stinti personaggi di Ferrara del se- e riempiono la storia dei
le azioni
colo X; non che le prime notizie suoi tempi. Lucca , Mantova , e
del suo comune, come della venu- Ferrara si disputarono Y onore di
ta dell' imperatore Ottone I, più averla veduta nascere. Ma il luo-
volte, massime a'22 marzo 970, in go stabile della residenza del di
Ferrara che come Carlo Magno
, lui padre Bonifacio, e della sua
e Lodovico I confermò alla santa famiglia , dalla storia si tace. Si-
Sede il dominio del Ferrarese. gnore, com'egli era della Toscana,
Il Pontefice Giovanni detto XV di Ferrara e di Mantova, padro-
X~\ I. per la stretta amicizia che ne di tante ville, terre e castelli,
aveva con Tedaldo bisavolo od a- e di una gran parte de' territorii
vo della gran contessa Matilde, gli di Modena e di Reggio, e di più
die in feudo ducale, trasmissibile ai immerso nelle principali vicende
successori, il dominio di Ferrara ;
di Lombardia, or qua or là va-
ed il citato Borgia, a pag. io, ri- gante, né mai fermo lungamente
porta la testimonianza del monaco in un luogo , negli ultimi anni
Donizzone di Canossa che fiorì nel di sua vita Bonifacio soleva riti-
secolo XI. Ciò accadde probabil- rarsi alcuni giorni nella solitudine
mente dopo il 984 , con annuo di Pomposa per rassettar la pro-
censo da pagarsi alla romana Chie- pria coscienza. Morì nel io52, for-
sa ed abbiamo che Tedaldo si-
, se vittima della gelosia, che della
gnore di Ferrara edificò un ca- sua possanza e ricchezza aveva Io
stello nella città , dal suo nome imperatore Enrico III. Della sua au-
chiamato Castel Tedaldo j e fondò torità e beni ne usò molto a pro-
e di molti beni dotò il celebre mo- fitto de' popoli, delle chiese, e dei
nistero di s. Benedetto, appellato monisteri ; ma
pure ne abusò, e me-
di Polirone, perchè situato in un ritò dal contemporaneo Ermanno
piano che allora costituiva un'isola Contratto il titolo di tiranno. Sebbene
formata dal Po, e da un suo ramo il dominio di Ferrara gli fosse per-
detto Larione, che poi fu compre- venuto come a successore di Te-
so nel ducato di Mantova. Tedal- daldo , che 1' ebbe per concessione
do mori nel 1012, e fu sepolto in pontificia, pure sempre si mostrò del
Canossa castello del Reggiano, ote partito regio ed imperiale; però
teneva Y ordinaria sua residenza. all' età sua -non era incompatibile
68 FER FER
l'aver feudo della Chiesa, e pollar del peso annesso del militare ser-
divozione all'impero., come lo di- vigio. Gotifredo il Barbalo s'ingran-
venne dopo la sua morte. Per lai dì Enrico IV,
nella fanciullezza di
ragione i ferraresi facilmente si e molto di più nel io5j per l'e-
confusero coi sudditi del reame i- saltazione del cardinal Giuniano di
talico, e per tal ragione , fra le Lorena, suo fratello, al pontificato
altre, gl'imperatori anche dopo le col nome di Stefano IX detto X,
restituzioni e conferme fatte dei ch'ebbe in animo per sino d'innal-
propri stati alla Chiesa, riguardaro- zarlo al trono d' Italia. Dopo la
no come proprie queste provi ncie, morte di Stefano X insorse l'anti-
accordarono agli arcivescovi di Ra- papa Benedetto X, a cacciar il
venna, quasi come duchi e conti, quale ne venne commessa l'impre-
il temporale dominio dell'esarcato, sa dalla corte imperiale a Goti-
sparsero in esse privilegi, vi spedi- fredo ; e siccome questi dopo la
rono messi, ne trassero contribu- morte del Papa Nicolò II contro
zioni, e vi esercitarono altri simi- quella difese i romani e l' eletto
li atti sovrani. Alessandro II, e questo anche con-
Grandi sconvolgimenti produsse tro Riccardo principe di Capua in-
la morte di Bonifacio nella sua vasore di alcune terre del ducato
famiglia: oltre a Beatrice sua mo- romano, sembra impossibile che
glie, lasciò Federico, Matilde e Gotifredo vedesse con indifferenza,
Beatrice suoi figliuoli in età tene- e in un con lui la santa Sede, la
ra, e la seconda di sei anni, che sottrazione di Ferrara al loro do-
fu l'unica che sopravvisse, mentre minio, mentre agevole sarebbe sta-
il fratello e la sorella fra tre an- to il ricuperarla. Tuttavolla si sa
ni morirono. La vedova sposò Go- che Enrico III facendo delle osti-
ffredo duca di Lorena detto il lità contro la famiglia di Matilde,

Barbato, e promise Matilde in ispo- considerò Ferrara come propria, e


sa al di lui figlio Gotifredo il Gob- protesse i ferraresi, che nel io55
bo. Con tali matrimoni, e collo spe- avvi indizio che onorasse di sua
cioso titolo di amministrazione ven- presenza come avvi indizio che
,

ne il primo a procacciarsi il do- salvo alcun diritto di vassallaggio,


minio degli stati, e del pingue pa- di appellazioni, e d' imposte, non
trimonio della madre e della fan- impedisse l'imperatore alla città di
ciulla. Gotifredo senza contrasti con- reggersi nel rimanente col proprio
servò il dominio di Toscana, ed magistrato municipale. Certo è che
altri luoghi ; ma i ferraresi per al- i ferraresi, come altri popoli d'Ita-
quanti anni non riconobbero la lia de'bassi tempi, abbandonati tal-

contessa Matilde per loro signora, volta a sé stessi ed esposti alle


non credendosi comprese le femmi- scorrerie od alle potenti fazioni, si
ne nella concessione di Giovanni avvidero proprie forze, ed
delle
XVI, come ancora per non avere ammaestrati dalla necessità ne u-
dato Corrado il Salico norma al- sarono , senza aspettar suono di
le consuetudini feudali che più tar- tromba che gliene facesse invito,
di; sebbene mai per leggi o con- o condottiero che li guidasse. Al-
suetudini furono le donne capaci tra volta furono sottomessi da qual-
di feudi, siccome credute incapaci che potente, si riebbero, seguirono
FER FER 69
il partito più vantaggioso, entra- nuato però, né pacifico sempre fu
rono in confederazioni , e si diero- il dominio di Matilde; e Nonan-
no a reggere a chi reputarono più tola, Lucca , Mantova e Ferrara
a proposito ; né realmente cessò le diedero affanno colle loro ribel-
ne' ferraresi ogni apparenza di re- lioni, e le due ultime città special-
pubblica, se non quando gli Esten- mente ben tardi gli si riconcilia-
si, al dominio de'quali avevano da rono. Fra i castelli di Matilde da
principio inclinato per genio, fu- s. Gregorio VII visitati, nel 1077
rono loro costituiti vicari della si nomina pure Ficarolo, oggi ter-
santa Sede. ra, allora castello del Ferrarese sul

In un documento del io83 per Po. Intanto Matilde nel costante


la prima volta si apprendono i no- impegno per il Pontefice contro gli
mi di tre famiglie ferraresi, cioè scismatici, ebbe bisogno di un rin-
gli Aldigieri, i Torelli ossia de'Sa- forzo per far equilibrio a'suoi po-
linguerria, e la Marchesella detta tenti avversari. Papa Urbano II
degli Adelardi, le quali fatte po- nel 1089 gli propose o comandò
tenti nel tempo appunto della li- che sposasse Guelfo duca di V
bertà, erano quelle che tra le al- Baviera, della famiglia diramata
tre traevano seco, e dividevano in dallo stesso ceppo che l'Estense, e
vari partiti, le altre del popolo. grande scudo de' cattolici in Ger-
Morì Gotifredo il vecchio nel 1070, mania, ed ella vi acconsentì al
indi nel 1076 Beatrice, e Golifredo modo che si disse al di lei artico-
il marito di Matilde, marito di lo. Quindi il prode duca umiliò gli

solo titolonon in effetto . Matilde scismatici di Lombardia, mentre


inclinò sempre ai Pontefici , Goti- Enrico IV immensi danni e varie
fredo il Gobbo all' opposto partito, sconfitte portò ai molti beni ed ai
nelle famose vertenze tra il sacer- pochi soldati di Matilde. Questa
dozio e l' impero. Grande autorità conoscendo le mire del consorte,
ella ebbe in Italia, e forse più che fece da lui divorzio; e profittando
qualunque de'suoi antenati: posse- dell' avvilimento in cui era caduto

dè il marchesato di Toscana, Mo- l' imperatore e il suo partito, ricu-

dena, Reggio, Parma, e poi Man- però il perduto, avente presso di


tova e Ferrara con castelli ed al- sé per concertare le imprese il car-
lodi d'altra sorte in gran numero, dinal Bernardo legato di Pasquale
de'quali poi fu libéralissima dispen- II. Nell'autunno del noi Matilde
sitrice ancor vivente a chiese e con armata composta di toscani,
monisteri. Sono troppo celebri le romani e lombardi e co' navigli ,

donazioni gran parte del


che di de'ravennati e veneti cinse d' asse-
suo patrimonio essa fece a s. Gre- dio Ferrara per mare e per terra,
gorio VII, ed a Pasquale li, che come a detto anno narra il Rinal-
tanto accrebbero le scissure tra di. Non essendo l' imperatore in
l' impero, e la santa Sede di cui caso di sostenerli, i ferraresi si ar-
fu sempre valida sostenitrice anche resero; e dal soccorso dato dai ve-
colle armi, siccome tutto notammo neziani alla contessa ebbero origi-
a' rispettivi articoli del Dizionario, ne le immunità che es-
e i diritti

donazioni di cui ella sinché visse si goderono in Ferrara per molti


godè l' utile dominio. Non conti- secoli. Si racconta pure che Matib
5.

70 VER FER
de ai segno di gratitudine ai ve- le divisioni del popolo, il novero
neti fece nella città fabbricare, e delle famiglie più polenti , come
loro donò una chiesa dedicata a de' Torelli o Salinguerra, e degli
s. Marco. Morì Matilde nel 1 1 1 Adelardi o Marcheselli, ed altri, col-

dopo aver contratto amicizia con le analoghe notizie e del modo ,

Enrico V, e ricuperato Mantova, e come fu da loro signoreggiala la


gli stati alienatisi nello scisma. In patria. Mentre erano sopite le ni-
quanto alla donazione fatta de' suoi mistà tra i Papi e gì' imperatori ,

domimi alla santa Sede, si osserva che fu eletto Federico I, che nell' idea
i beni allodiali del Ferrarese li die al- di restituire all' impero 1' antico
l'abbazia di Nonantola coll'autoriz- splendore, pose in scompiglio l'Ita-
zazione pontificia, perchè col pre- lia e la Germania. Calò nel 1 1 54

cedente atto non polca più dispor- in Italia, e nel suo ritorno che vi

ne; quanto al dominio della città fece nel 11 58 intimò a diverse città,

e del contado feudo della Chiesa ro- fra le quali Ferrara , di spedirgli
mana, sembra inutile la di lei do- truppe, e fu ubbidito mentre la ,

nazione , mentre già esso doveva città era diretta dai Salinguerra di
ricader di ragione dopo la morte parte imperiale , e perciò contra-
di lei alla Chiesa medesima per ria agli Adelardi. Quando Federi-
mancanza di successione. co I volle dai ferraresi ostaggi , si

Dopo la morte di Matilde, con- i mostrarono confidando


resistenti,
soli, il comune, e una certa forma nelle impenetrabili paludi che il Po
di governo nazionale delle cose pub- le formava all' intorno ; ma le sol-

bliche fu conservata in Ferrara datesche imperiali, superati i natu-


Avverte il Muratori , che allorché rali ostacoli, tolsero quaranta ostag-
s' incontra nelle città d' Italia il no- gi dalla città , che suo malgrado
me di consoli, è una prova ch'es- chinò capo all'imperatore. Inu-
il

se erano libere. A quel tempo e- tilmente il Papa Adriano IV a


rano pure in Ferrara le dignità mezzo de' suoi legati protestò con-
de' capitani, giacché le città italiane tro i lesi diritti , e fra le istanze
avevano tre ordini nel popolo : il fatte pe'suoi cardinali legati, quel-
primo de' capitani, il secondo de' val- la vi fu, de possessionibus Eccle-
vassori, il terzo della plebe, da cia- siae Romanae restituendis y et iri-

scuno de' quali traevano i consoli. butis Ferrariae, Massae, Ficarolu _,

Enrico V s' impossessò di gran par- totius terrae comitìssae Matìldis ee.,

te de' beni di Matilde , e dopo la mentre venendo eletto Alessandro


sua morte il Papa Onorio II creò III, l'imperatore prese a protegge-
marchese e duca, ed investi di tale re l'antipapa Vittore IV, onci' ebbe
eredità un Alberto o Engclberlo ; origineil funesto e lungo scisma ,

ma non pare eh' egli esercitasse so- ed ebbero pur origine per Federico I

pra di essa alcun dominio. Dal 1 1 33 i podestà e la zecca di Ferrara.


al il 3g le principali notizie di Fer- Alessandro III scomunicò Federico I,

rara sono l'edificazione della nuo- e i popoli si divisero nel seguire le

va chiesa cattedrale a sinistra del loro parti; e nella famosa lega lom-
Po, e l' immediata dipendenza del barda contro il secondo vi entrò
vescovo dal Pontefice romano; in- pure Ferrara , concorrendovi anco
di dal 1139 al n45 sono notate con navi armate. Dall'apparato di
FÉ II FER 71
tante formidabili fune intimorito, insieme a Venezia, ove perfettamen-
nel 1 1 68 Federico I si ritirò in te segui la tanto sospirata riconci-
Germania, quando la lega in ono- liazione tra il sacerdozio e l' impe-
re del legittimo Papa edificò una ro. Ferrara, al pari delle altre cit-

città, e gì' impose il suo nome chia- tà della lega, rimase in propria
mandola Alessandria detta dai ne- balìa, tenendo un podestà a presie-
mici della Paglia. In tal modo Fer- dere il repubblicana governo, a cui
rara si trovò libera più di prima, veniva scelta persona di nobiltà co-
uè altro da lei esigette Alessandro spicua. Il podestà però divenne un
HI che lo star ad esso unita con- mero giudice ordinario d'ambe le
tro il comune nemico. Durò Fer- materie civili e criminali quando i

rara in questo stato fino a che si ferraresi si dierono agli Estensi, e


diede alla casa d' Este, la quale ri- terminato il loro dominio, la sua
conobbe questa città dalla santa Se- giurisdizione fu divisa ne' due luo-
de. Glorioso fu pei ferraresi il soc- gotenenti della legazione apostolica.
corso che diedero ,
per volete di Sino dal ii5g Adriano IV, come
Guglielmo Marchesello, e in unio- si è detto, avea fatto rappresentan-
ne ad Aldiuda coutessa di Berti- ze a Federico I , affinchè rendesse
noro, all'assediata Ancona, liberan- alla Sede apostolica le ragioni oc-
dola dalle armi imperiali e venete cupate nel Ferrarese; nelle condi-
che l'avevano ridotta agli estremi. in A-
zioni poi della pace stabilita
Nel 1 176 ie squadre imperiali fu- nagni nel 1176, rimase inclusa una
rono totalmente sconfitte dalla le- tal restituzione^ consistente in vari
ga lombarda, e d' indi in poi det- diritti di esigere tributi non solo
tarono in certo modo la legge a ecclesiastici, ma secolari, e sovrani
Federico I, che fu il primo a chie- ancora, non ostante la libertà dal
dere pace, mandando perciò messi popolo goduta di governarsi da sé
ai Anagni ad Alessandro III, il medesimo. Non si curò Ferrara di
quale volendo salvare le convenien- essere compresa nella pace che Fe-
ze della lega e delle altre parti in- derico I die in Costanza nel 11 83
teressate! fu stabilito uu congresso a molte città, per non obbligarsi a
in Ferrara , ove il Papa invitò i veruna attiuenza al regno italico,
deputati della società. Egli vi giun- forse a ciò consigliata dai ministri
se da \enezia con pomposo segui- Malcontento Papa Urba-
pontificii.
to di galee e di nobiltà , a' 17 a- no III di Federico I e di Enrico
prile 1177, nella domenica di Pas- VI suo figlio, si disponeva in Ve-
sione, essendo vescovo di Ferrara rona a scomunicarlo, ma supplica-
Presbiterino. In questa città Ales- to dai veronesi a non procedere a
sandro III emanò vari brevi, e coi tal passo nella loro città, nel 1187
rettori della società, gli ambascia- si portò in vece a Ferrara con ani-
tori di Venezia, e il comune coi mo di eseguir qui più liberamente
consoli, venue con giuramento sta- la sua risoluzione, come città stac-
bilita la libera navigazione del Po cata dall impero, e fedele a! Pon-
alle altre nazioni ,
queste promet- tefice. Agli 8 ottobre era in Fer-
tendo altrettanto ai ierraresi. Final- rara, quando o pe' disgusti ricevu-
mente si conchiuse che il Papa e ti dai nominati principi , o per la

l'imperatore si dovessero trovare conquista fatta da Saladino di Gc-


-

72 FER FER
msalemme, infermò per soverchia rido delle antiche ed illustri fami-
afllizione, ed assistito dal b. cardi- glie di Ferrara, ivi 1678^ Rac-
nal Enrico di Castel Marsiaco, -mo- colta delle armi de' nobili ferra-
ri 19 o 20 ottobre, al dire del
a' resi, Ferrara 1690. Abbiamo anche
Papebrochio, in Propylaeo par. 2, altra Cronologia ed istoria de' giu-
pag. 3o. I ferraresi gli celebrarono dici della città di Ferrara, ivi
solenni esequie per sette giorni con- 1688. Guglielmo III, siccome quel-
tinui, e fu tumulato dietro l'alta- lo cui stava a cuore il bene di
re maggiore, d'onde nel i3o5 fu sua patria ,
per tentare di estin-
trasferito ad onorevole mausoleo di guere le antiche discordie, e con-
marmo, il quale venendo demolito ciliare insieme il proprio partito
nei primi del secolo XVIII, resta- con quello de' Torelli , destinò la
vi la sola iscrizione in cui è sba- nipote Marchesella, ultimo rampollo
gliato l'anno della morte, dicendosi della nobile famiglia Adelardi o
avvenuta nel 1 1 85. Immediatamen- Marcheselli, in isposa al figlio di To-
te dopo la morte del Papa, venti rello. Morto Guglielmo, il suo par-
sei cardinali che trovavansi in Fer- tito mal soffrendo tanta prosperità
rara salutarono successore il detto ne' Torelli unitosi al nemico di
,

b. Enrico; ma egli modestamente questi, Pietro Traversarlo potente


li ed invece procurò che
ringraziò, in Ravenna, deliberò d' impedirla,
venisse eletto a' 20 o 21 ottobre, e rapita fanciulla, la consegnò
la
secondo il citato Papebrochio , il che dominava in Este,
alla famiglia
cardinale Alberto di Morra nobile e che per nobiltà, per ricchezze e
beneventano, che prese il nome di per valore era riputatissima, e ca-
Gregorio Vili, e fu consagrato ai pace di difenderla da chiunque a-
25 ottobre. Dimorava ancora in vesse osato di contrastargliela. Vi-
Ferrara il nuovo Pontefice li ir di vevano allora molti Estensi maschi,
novembre, indi partì per Bologna onde fu accordata sposa ad uno di
ov'era a' 19 di tal mese. essi, che non Obizzo, ma piuttosto

Dopo aver il Frizzi nel tom. II ,


Azzo o Azzolino si chiamava, come
pag. 2 1 1 e seg. parlato delle antiche pure opina il MuratoVi. Inoltre s'in-
forme del governo del comune di tese con questo matrimonio di chia-
Ferrara, de' suoi consoli, giudici, mare in Ferrara un' altra potente
consiglieri, savi e giudici de' savi, in- famiglia , la quale mettendosi alla
comincia il t. Ili col descrivere l'estin- testa de' clienti de' Marcheselli, ab-
zione dei Marcheselli o Adelardi, e lo bassasse i Torelli. Tuttavolta non
stabilimento degli Estensi in Ferrara, mancano sostenitori che Marchesel-
le gesta de' quali toccheremo com- la premorisse al matrimonio, e che
pendiosamente, massime per ciò che ciò non ostante gli Estensi si usur-
riguarda la santa Sede, dicendo del- passero la di lei roba. Qui va da-
le sole cose principali. Marchesella ta qualche contezza dell' origine e
fu l'erede della pingue eredità de- nobiltà dell' inclita famiglia d'Este,
gli Adelardi, e la superstite di sì che tanta connessione ha colla sto-
preclara famiglia. V. Alfonso Ma- ria di Ferrara, della qualepur par-
resti, Cronologia ed istoria de' capi lammo agli articoli Baviera, Brun-
e giudici de savi di Ferrara, ivi swich,Enrico il LEONEedaltri, seguen-
168 3; Teatro genealogico edisto- do il lodato Frizzi che prese giù-
,

FER FER 73
stameute per guida il Muratori. Ab- scriptores. Pompeo Litla, Famiglie
biamo una folla di storici che de- illustri italiane, della famiglia d'Este.

scrissero le notizie della casa d'Este, In que' secoli iu cui le provin-

essendo li principali i seguenti : cie d' Italia erano governate da


Berni, Degli eroi della casa d'Este) duchi, conti e marchesi, fu la To-
ch'ebbero il dominio in Ferrara, 1 640. scana e la città di Lucca sottopo-
Cariola, Ritratti de' principi d'Este sta ad un Bonifacio duca dell' una
ignori di Ferrara , con t'aggiunta e conte dell'altra, vivente all'anno
de' loro fatti più memorabili ridot- 811. A lui successe un altro Bo-
ti sommario, Ferrara 62 1 Ven-
in 1 . nifacio suo figlio, conte e duca del-
turini, Commentarli de Atestinorum la Toscana, e prefetto della Corsi-
principimi calamitatibus, Lugduni ca, di cui si hanno memorie nel-
1 755. Domenichi, Commentario del- T anno 829 circa ; indi 1' uno do-
le cose di Ferrara, e de' principi po l'altro due Adalberti marchesi
iVEste di M. G. B. Giraldi, ag- e duchi pur di Toscana dall' 847
J
giuntavi la vita di Alfonso d Este circa fino al 917, e finalmente un
di Ferrara , descritta dal Giovio, Guido coll'istesso titolo, morto ver-
Venezia «597. Gyraldius Chintius^ so il 93o, tutti d'una stessa linea
De Ferrarla et Atestinis principi- discendenti. Or da sì illustre fami-
bus commenta rioluni ex Lilii Gre- glia per congetture assai forti si per-
gorii Gyraldi epitome deductum, suade Muratori che traesse ori-
il

Ferrariae i556. Pigna, Storia dei gine la famiglia d'Este. Quindi da


principi d'Este, Ferrara 1570, e quel Guido deduce con ordine suc-
Venezia 1572. Ragioni della sere- cessivo un Adalberto marchese d'I-
nissima casa d'Este sopra Ferra- talia, vivente nel 94°, e d' origine
ra confermate e difese in risposta lombarda. com'egli s'intitola, co'suoi
al dominio temporale della Sede discendenti, e due Oberti l'uno ap-
apostolica, 1714- Risposta per la pellalo anche Obizzo marchese d'I-
camera apostolica alle scritture talia, conte del sagro palazzo, viven-
pubblicate per parte del duca di te nel 972, autore anco , secondo
Modena senza luogo ed autore, le piìt gagliarde congetture, delle due
i643. Ristretto delle ragioni, che nobilissime Malaspina , e
famiglie
la casa d' Este ha con la camera de' Pallavicini, e Willa marito di
apostolica con le risposte di Roma, di Bonifacio ricco e potente mar-
e controrisposte del serenissimo duca chese di Spoleto; l'altro marchese
di Modena: questa controversia per similmente d' Italia, e noto fino al
Comacchio, Lugo, Cento ec. e du- ioi4- Ne fa poscia discendere due
calo di Ferrara ebbe principio nel Alberti Azzi , il primo marchese
643. Marquis d'Est et de Ferrara,
1 d'Italia e conte verso il 1029, il
nella Genèal. hisloriq., Paris 1736. secondo marchese d' Italia , conte
lVlaiti, Annales Eslenses ab anno della Lunigiana , signore d' Este
1 Sop ad 1409, con alcune aggiun- Rovigo ec, morto nel 1097. Que-
te ab anno \\5o ad i5i5. Tran- sti viene costituito stipite comune
nesa, Ferrarla excerpta ex annali- delledue dominanti case de' duchi
bus principimi Estensium ab anno di Brunswich e di Modena, ed eb-

1409 ad 4^4> pubblicate dal Mu-


1 be due mogli Cunegonda tedesca,
ratori nell'opera, Rerum italicarum e Garsenda francese. Da Cunegon-
,

74 FÉ IV FER
da ebbe mi Guelfo che successe monti Euganei , assai ben fabbri-
alle ragioni materne di tal fami- cato, ed attraversato da mi canale
glia , trasferì in Germania il suo navigabile, ramo del Bacchigliene
ramo Estense , fu creato duca di e del Frassine che costeggia da
Baviera, e vi fondò la ducale, elet- Este a Padova, in deliziosissima si-

torale e reale casa di Brunswick, tuazione, con amenissime


colline
ed ebbe in figlio Guelfo secondo coperte di palazzi. Secondo qualche
marito della contessa Matilde. Gar- autore fu colonia greca, apparten-
senda de' principi del Maine die al ne alla romana tribù Romilia fu :

marito un Ugo, genero di Roberto distrutto da Attila nel 4^2 , e ri-


Guiscardo, e cognato dell'impera- fabbricato dai longobardi in ispazio
tore Costantino, la cui discendenza assai più ristretto , avendo prima
terminò nel i 1 64 ; un altro figlio (piatirò miglia di giro. Nel 1776
partorì Garsenda ad Albertazzo, e Isidoro Alessi pubblicò: Ricerche
si chiamò Folco, da cui fu conti- delle antichità di Este, opera eru-
nuata la famiglia d'Este, che onorò dita ed interessante, perchè tratta
tanto, ed onora eminentemente l'I- del luogo che die il nome all' illu-

talia anco al presente. V. Lodovi- stre regnante casa Estense, al cui


co Antonio Muratori, Delle alichi- augusto capo è dedicato questo mio
tà Estensi ed italiane, trattato, p. I, Dizionario), essa comparisce in do-
in Modena nella stamperia ducale minio del medesimo Albertazzo nel-
17^7, p. II, ivi 1740 ; e Dissert. la conferma che nel 1 1 77 lece ai
sopra le antichità italiane, disser- suoi figli Ugo e Folco il re di Ger-
tazione XLII, tom. II, pag. 576 e mania Enrico VI. Senza nomina-
seg., ove dice che anco prima del re altre analoghe testimonianze sul
1000 gli Estensi erano chiamati dominio d' Este, e d' altri cir-
ìuarchesi senza sapersi in qual
, costanti luoghi degli Estensi , solo
marca avessero signoreggiato, laon- nomineremo il precetto di Federi-
de fu preso per titolo caratteristico co imposto nel 1220 al comune
II,

della loro antichissima casa. di Padova, affinchè non molestasse


Il Polesine di Rovigo ed altri Azzo d'Este nelle sue giurisdizioni
fondi nella Sculdascia o Scodosia d'Este ed altre molle ville all'intor-
porzione del territorio d' Este , e no, e l'investilura che il medesimo
dell'odierno di Montagnana, appar- imperatore diede ad Azzo d'Az- figlio
tenenti ad Ugo il grande marche- zo marchese tanto di Este che di
se di Toscana, discendente del re Calaone, Cero, Baone, Rovigo, Adria,
d'Italia Ugo, verso il 1002 per via Ariano ce, con ampia giurisdizione.
di matrimonio si trasferirono negli Non così presto però questa fami-
Estensi. Con Monselice si pretende glia fu intitolala Estense, o da Este:
che andasse unito Este, e in Alber- ciò si attribuisce al secolo XII, quan-
tazzo di Albertazzo si hanno indi- do incominciò l'uso de' cognomi in
zii che passasse pur la Corte di So- Italia, per distinguer meglio le
Jesiua comprendente più ville oggi schiatte; e Io conservò quando la
soggette ad Este. In quanto però famiglia passò a risiedere in Fer-
alla terra d'Este (Ateste, ora castel- rara ed in Modena. In Ferrara si-

lo del regno lombardo-veneto , ca- no dal 187 vi 1 si fermò ad abita-


poluogo di distretto, a' piedi dei re Obizzo figlio di Folco nel Da-
.

FEU FER 7^
lazzo de' Mareheselli : non però dal- calo di Ferrara, e gli die facoltà di
l'acquisto delle possidenze di que- iuserire nell'arme Estense le chia-
sti, le sue possidenze nel Ferrarese vi pontificie (forse come i più anti-
ebbero principio, giacché molti ed chi vicari della santa Sede), sopra
ampi poderi vi ebbero assai prima le quali poi fu aggiunto il trire-
gli Estensi , i quali uniti a quelli gno. Vari furono in oltre gli or-
de' Mareheselli, per ragione del pa- namenti significanti esteriori, come
trimonio di essi divenne fa miglia collane, trofei militari, i quali fu-
ferrarese la Estense, per cui Obiz- rono temporanei secondo i tempi
zo di Folco fu tosto costituito ca- e persone, così dicasi di alcune
le

pitano. Il Frizzi a pag. io del tom. imprese adottate talora da qualche


Ili riporta l'albero genealogico del- Estense per particolari ragioni e
la famiglia d' Este , e lo stemma circostanze.
gentilizio. Originario stemma di All'anno 1189 incominciano le
questa casa fu un'aquila d'argento notizie di Salinguerra II figlio di
ad ali raccolte in campo azzurro Torello, ed anco quelle del mar-
colore che qualificò gli Estensi per chese Azzo o Azzolino Estense, ca-
guelfi seguaci del partito del Papa, pi della repubblica ferrarese, che
al quale ordinariamente furono at co' loro partiti prestavano ossequio
tacca ti ; essendo quello de' ghibellini all' imperatore Enrico VI ,
quando
il rosso come aderenti all' impera- questi nel 1191 liberò Ferrara dal
tore. Nel i43 1 Carlo VII re di bando imperiale a l'avea con- cui
Francia concesse al marchese Ni- dannata Federico suo padre, per I

colò III e successori, il privilegio non avere accettato l' accordo di


d'inquartar l'arme della corona di Costanza ; la rimise nella sua gra-
Francia, cioè tre gigli d'oro, due zia, gli concesse i diritti e consue-
sopra ed uno sotto, in campo azzur- tudini anteriormente godute con ,

ro dentellato, o sia orlato di den- certe riserve e condizioni. Nel 1204.


tatura o merli, i quali si usarono le pubbliche e dichiarate ostilità

poi sempre d'argento. Federico 111 fra gli Estensi ed i Torelli o Sa-
imperatore, nel 1^02 dichiarò in linguerra, che si trassero dietro l'in-
Ferrara duca di Modena e Reggio, nalzamento de' primi , e la distru-
e conte di Rovigo il marchese zione prendono da
degli ultimi,
Borso co' suoi successori, nell'inve- questi tempi cominciamento però :

stitura che gli rinnovò di quelle è da premettersi ch'essendo venu-


città, e vi aggiunse il dono dell'a- to a morte nel 1197 Enrico VI,
quila nera bicipite imperiale, che fece prima molte disposizioni ten-
gli Estensi usarono poi raccolta co- denti a risarcir la Chiesa di (pian-
ronata d'oro in campo d'oro, ed to era stata da lui e suoi ante-
oltre a ciò gli diede un' aquila bi- cessori spogliata ; ma esse furono
cipite perpendicolarmente divisa me- occultate daMarcuardo suo mini-
tà di color nero in campo d'oro, stro da lui fatto duca di Raven-
,

e metà d' argento in campo azzin- na e marchese d'Ancona. Salito al


io in segno della contea di Rovi- pontificato il grand' Innocenzo III,
go, la quale ignorasi quando si usò tutta la cura si diede per rimette-
e quando si lasciò. Nel 1 47 1 Sisto re il devastato patrimonio di s. Pie-
IV rinnovò al duca Ercole I il du- tro, giovandosi della vacanza del
,

70 FER FER
l'impero, contrastalo da Filippo di ne, ed ebbe la gloria di richiamar
Svevia, e da Ottone IV duca d'Aqui- la pace tra i ferraresi.

lania nato da guelfi Estensi du-


, Vissero da principio in qualche
chi di Sassonia, Baviera , e Brun- apparente concordia Azzolino, e Sa-
swick. Ricuperò Innocenzo III la linguerra II, finché visse Enrico
maggior parte de' pontificii domi- VI che proteggeva entrambi; ma
mi, ed il Rinaldi scrisse all'anno mancato cotal freno, le cose muta-
1206 che autorizzò Azzolino a do- rono aspetto, non potendo Salin-
minare in Ferrara, il che varreb- guerra dimenticar la sposa Mar-
be quanto un'investitura di questo chesella, e più la sua eredità per-
stato. Cerio è che Azzolino fu poi duta. L'Estense per nobiltà e pa-
il primo fra gli Estensi ad essere rentela cospicuo per ampiezza di ,

dal popolo ferrarese eletto signo- patrimonio dovizioso, magnifico e


re, ed esercitar quivi dominio con liberale per natura e per politica,
intelligenza e buona armonia del donando largamente e dispensando
Papa. Nondimeno va notato, che investiture de' beni ereditari de' Mar-
la prima incontrastabile investitu- cheselli, seppe coltivare con profit-
ra deve portarsi all'anno i33i. In- to più nobili, e li ebbe presto in
i

di Innocenzo III si die a ricupe- maggior numero nel suo partito.


rale l'eredità della contessa Matil- Salinguerra all'opposto pieno di ar-
de, ed a sostener nelle pretensioni dire e di popolare costume , con
all'impero Ottone IV de' duchi di doni e promesse guadagnò egli pu-
Baviera e Sassonia. Allora in Ger- re ammirazione e 1' amor della
l'

mania ed in Italia la fazione av- plebe. Nel 1204 i ferraresi fecero


versa ai Papi , o che aveva genio nuovi trattati coi veneziani, ed in-
per la prosperità di Filippo e del- vece di continuare il comune a no-
la sua casa di Svevia, cominciò si minare due giudici ferraresi alle
a chiamare ghibellina da un luogo cause dei veneti dimoranti in Fer-
di quella famiglia; mentre quelli rara , come a Venezia facevasi pei
che preferivano l'innalzamento del- ferraresi, venneche un vis-stabilito
la casa di Baviera e rispettavano , domino veneto stabilisse in Ferra-
l'autorità ecclesiastica e i Papi, s'in- ra il suo tribunale , ciò che durò
titolarono guelfi, dal nome di Guel- per più secoli. Nel i2o5 Azzolino
fo assai frequente in essa. Tale se- riuscì di nuovo podestà di Ferra-
condo i più fu l' origine funesta ra ; per l' altra parte Salinguerra
delle due orribili fazioni de' guelfi ottenne la podesteria di Modena.
che per più secoli inon-
e ghibellini, Quindi Azzolino fu fatto podestà
darono di sangue tutta l' Italia. Si- di Mantova e di Verona , laonde
no dal tempo di Matilde erano in profittando della sua lontananza
Ferrara le tracce di questi partili, Salinguerra cacciò da Ferrara i

e le due famiglie de' Marcheselli o guelfi, e assunse il comando della


Adelardi, e de' Torelli o Salinguer- città. Innocenzo III chiamò ribel-
ra le alimentavano. La Estense ve- lione tal procedere, e scrisse gravi
nula in luogo della prima avvivò i lagnanze, e rimproverò il comune
guelfi per qualche tempo, ma col di Ferrara. Unitosi Salinguerra ad
trionfar de' ghibellini finalmente fe- Eccelino li da Romano, signore di
ce svanire ogni perniciosa divisio- Verona, fu sconfitto in due batta-
2 5

FEK FER 77
glie campali da Azzolino, il quale derenti di Ottone IV. Ebbe le po-
alla morte di Filippo di Svevia fu desterie di Verona, di Mantova e
da Innocenzo III fatto marchese di di Ferrara. con Salin-
Si pacificò
Ancona , e pel di lui favore , per guerra, convenendo che prendereb-
quello del vescovo Uguccione, e be da lui l' investitura de' beni e
per l'affezione del popolo ferrarese feudi derivati dalla casa d'Este,
fu egli e il suo erede nel 1208 giurandogli fedeltà come al suo fra-
creato signore e governatore per- tello Azzo Novello, e che si gover-
petuo di Ferrara. Abbattuto Salin- nasse Ferrara e vi si ponesse un
guerra si rifugiò in Modena, e per podestà di comune accordo. Nel
esser questa in amicizia coi ferraresi, 1 2 1 3 la repubblica di Padova in-
si ritirò al castello di Ponte Duce. vase il territorio Estense, e se Io
Lungi dal narrare fatti particola- i assoggettò, per cui la casa d'Este
ri di Ferrara , le sue alleanze e fu costretta a farsi ascrivere a quel-
guerre, ci limiteremo a continuare la cittadinanza. Cedendo poi alle
l' indicazione delle cose principali. istanze d'Innocenzo III diedesi a ri-
Intanto Ottone IV portatosi in Italia, cuperar la Marca d'Ancona, e da Fe-
indi in Roma a prender la corona derico II fu fatto vicario regio, e
imperiale, ed in Ferrara nel 1210, legato di tutta la Puglia. Ciò de-
per politica e parentela ebbe ri- terminò Salinguerra a rinunziar il
guardi ad Azzolino, che procurò giurò fedeltà al
partito ghibellino,
pacificare con Eccelino , ed anco Papa , e con annuo censo s' ebbe
con Salinguerra che invocato ave- in investitura una notabile porzio-
vano l' imperiai protezione. Ad on- ne de' beni della contessa Matilde.
ta de' giuramenti fatti, Ottone IV Con sospetto di veleno nel 1 1

in Ferrara come in altre terre del- mori Aldobrandino e gli successe ,

la Chiesa affettò sovranità, e si Azzo Novello, che con Salinguerra


permise atti arbitrari, elettrizzando Il dominò in Ferrara, dandogli il
i ghibellini ; cose tutte che provoca- Papa Onorio III l'investitura del-
rono i rimproveri e la scomunica la Marca Guarniera o di Ancona.

d' Innocenzo III, anco perchè face- Divenuto Federico II imperatore, pa-
va guerra al fanciullo Federico II cificò i modenesi con Ferrara, e co-
re di Sicilia, figlio di Enrico VI, mandò a' padovani di ripristinar
nel quale vedeva un futuro emu- Azzo Novello nelle sue giurisdizio-
lo alla sua dignità. ni d' Este che gli confermò colle
,

Nel 121 1 Azzo ossia Azzolino molte sue pertinenze. Sopraffatti i


supplicò il Pontefice della facoltà guelfi nella minorità del marchese,
di edificare in Ferrara un castello, ripresero ardire nella sua maggio-
se pur non fosse il Castel Tedaldo rità , sopraffecero gli emuli , ed
restaurato, a freno de' nemici della incendiarono l' abitazione di Salin-
Sede apostolica ; indi prestò dei guerra. Tuttavolta poco dopo gli
servigi a che se ne
Federico II , animi si quietarono, poi successero
mostrò grato. Mori nel 1212 Az- nuove zuffe colla peggio de' guelfi,
zolino, e gli successe nel governo e la morte di Tisolino da Campo-
della famiglia e degli stati Aldo- sampiero nobilissimo cittadino di
brandino suo figlio, occupando An- Padova, poscia vendicato dal fratel-
cona i conti di Celano ed altri a- lo Giacomo al castello della Fiat-
p8 FER FER
la nel \'>,if\; rimanendo predomi- guerra furono allontanati, ripren-
nante Ferrara Salinguerra, men-
in dendo preponderanza Azzo No-
la
tre A zzo Novello stabilì l'ordinaria vello, che nel \">.f\o. fu dal popolo
sua dimora in Este, godendo il ti- eletto podestà per tempo illimitato.
tolo di marchese della Marca d'An- Innocenzo IV lo dichiarò difensore
cona 3 non il possesso , titolo che della Chiesa, e gli promise protezio-
poi seguitarono a portare molti ne contro Federico II. Indi nel
Estensi. Nel i23o gravi rotture per r
1 morì in Ferrara beatrice
r>J\ )

la navigazione del Po accaddero Estense già regina d'Ungheria, la-


coi veneti, ai quali i ferraresi col- sciando il suo figlio Stefano che a-
la loro flotta tolsero alcuni legni, vea partorito al re Andrea, al cui
e terminò con reciproci accordi. mantenimento aveva provveduto il

Sotto Gregorio IX, mentre Salin- Pontefice, che nel concilio di Lio-
guerra si accostò al partito impe- ne scomunicò e depose Y impera-
e mentre la repubblica di Fer-
riale, tore. Molti fuorusciti seguaci de' Sa-
rara si prestava alle mire del Pon- linguerra, volendo nuocere alla pa-
tefice, sebbene la città fu data nel- tria, vennero presi ed uccisi in Fer-
le mani dell'imperatore dal Salin- rara. Nel 1249 Eccelino III occupò
guerra, ed egli vi si portò nel i9,3g, Este ed altri castelli, mentre il Pa-
Federico 11 fu scomunicato dal Papa pa da Lione lo fulminava di sco-
anco per aver alienato Ferrala dal- munica come eretico. Morto nel
la Chiesa, venendo pure pubblicata I25r Federico II, determinò Inno-
una crociata contro di lui. Allora cenzo IV di fare ritorno in Italia,
molti si ribellarono a Federico II, e animando per tutto i guelfi pas-
fra' quali Azzo Novello, che fu per- sò a Mantova, e da s. Benedetto di
ciò condannato al bando imperia- Folirone, scendendo per il Po, pri-
le, e ricuperò Esle e i suoi castelli; ma de' 4 ottobre giunse a Ferra-
indi in un al Pontefice, ai veneti, ra, e dopo aver predicato il dì del-
ai bolognesi, e ad altri popoli mar- la Francesco nel duomo,
festa di s.

ciò su Ferrara per distruggere la si portò, a Bologna ov'era il gior-

potenza di Salinguerra, e nel 10,4° no 8 di quel mese. In questo


a mezzo di una flotta di navi ar- tempo viveva immerso in profonda
mate di torri, all'uso di que' tem- afflizione Azzo Novello per la mor-
pi. Dopo quattro mesi di ostinato te dell'unico figlio Rinaldo, accadu-
assedio si venne agli accordi , ma ta in Puglia, ove quale ostaggio
poi per tradimento Salinguerra fu l'avea trasportato Federico II, non
arrestato, e condotto a Venezia, ove senza sospetto di veleno, e con lui
sinché visse ebbe onorevole tratta- la moglie Adelasia dalla quale non

mento, e morte splendido fune-


in ebbe prole. Lasciò egli però i]\u-
rale e sepoltura. Così ebbe fine il figli avuti da una nobil donzella
capo de' ghibellini in Ferrara, rivale pugliese, cioè Obizzo e Costanza, i

perpetuo degli Estensi celebre per , quali all' avo colle necessarie cau-
valore ed avvedutezza. Restituita la tele furono condotti , e legittimati
città di
Ferrara ai guelfi , variò dal Papa e dall'imperatore. Seb-
quivi il pubblico sistema; e com' è bene Azzo continuasse a domina-
naturale i seguaci degli Estensi vi re in Ferrara , egli dimise la po-
ritornarono, e i partigiani di Salin- desteria perchè primari del pò-
,
i
FER FER 79
polo amarono investirne persona e- della Rotta, dell'ordine benedettino,
stera, cioè cedette la sola ammini- le cui religiose passarono poscia
strazione giudiziaria , e in luogo al monistero di s. Antonio , del
degli emolumenti che godeva, gli quale fu fondatrice. Fu quindi dal
vennero assegnate annualmente tre- popolo proclamato Obizzo signore
mila lire di ferrarmi, e di quando di Ferrara, edil podestà in nome

in quando s'imposero a suo pro- del medesimo popolo dichiarò O-


fìtto certe tasse al popolo, che non bizzo e il suo erede gubernator et
lasciò di mormorare della novità, ben- rector , et generali* et perpetuai
ché ciò fosse approvato da Inno- dominus cìvitatis Ferrariae et di-
cenzo IV. strictus con illimitata e pienissima
Divenuto Papa Alessandro IV, autorità.Urbano IV contempora-
vedendo Eccelino sempre più im- neamente fece una circolare al do-
merso negli eccessi e inaudite cru- ge di Venezia ai podestà, e capi-
deltà , combinò a combatterlo un tani di parte guelfa delle "vicine
esercito de'crociati, che sotto Pado- città, raccomandando Obizzo col ,

va ebbe a duce Azzo Novello, che proporlo anche a capitano e difen-


nel 1257 ricuperò E*te Cerro, , sore di quelle parti contro i nemi-
Calaone e Monselice: nel i25q fi- ci della Anche in questa
Chiesa.
nalmente fu imprigionato Eccelino occasione, se non concorse espres-
e poco dopo esalò l'anima feroce. samente la santa Sede con una
Legato de' crociati fu il ferrarese formale investitura prestò almeno ,

Filippo , arcivescovo di Ravenna. un tacito assenso al dominio degli


Nel 1261 Salinguerra III e Rizzar- Estensi in Ferrara. Aldigerio Fon-
do colla loro madre Sofia, furono tana che avea concorso al ricono-
da Azzo riammessi in Ferrara, com- scimento di Obizzo, qual ministro
mosso nel vederli flagellarsi di- di esso per sei anni fu V arbitro
nanzi a lui : ma questa introduzio- e il direttore delle cose ( della fa-
ne della vedova e de' figli di Sa- miglia Fontana ne tratta il Ga-
linguerra II ridestò le antiche tur- murrini) allora Obizzo imponeva
:

bolenze. Tultavolta Ferrara all'om- le leggi , ma col consiglio e consen-


bra degli Estensi, d'ordinario uma- so de' sapienti ; s' intimavano esse
ni e graditi ai Pontefici supremi al popolo radunato a suon di cam-
signori del Ferrarese , riposava in pana nella piazza, e dal popolo
grembo alla pace , e cresceva di stesso venivano espressamente o ta-
giorno in giorno in lustro e ric- citamente accettate. Intanto il gio-
chezza ; ed
marchese Azzo No-
il vinetto Obizzo diede assai presta
vello senza dubbio fu uno de'prin- incominciamento alle guerresche sue
cipali autori di tanto bene, e mo- imprese contro ghibellini e in i ,

rì nel1264, venendo compianto favore di Carlo I d'Angiò investi-


e lodato anche dalla fazione dei to da Clemente IV del regno di
Salinguerra. Lasciò erede univer- Puglia e Sicilia il quale re poi ,

sale il nipote Obizzo , che sposò aspirò al dominio di tutta l'Italia.


Jacopina Fieschi nipote d'Innocen- Nel 1269 il pubblico si determi-
zo IV e di Adriano V. Fra le fi- nò di avere un corpo scelto e sta-
glie di Azzo vi fu la beata Bea- bile di truppa composto di otto-
,

trice d'Este monaca in s. Stefano cento pedoni per la guardia oidi-


8o FER FER
naria della città e del marchese. gnato per vicario, con centocin-
Vedendo il Pontefice Gregorio X quanta cavalieri per prendere pos-
che Carlo I mal corrispondeva ai sesso di Modena, e poi accompa-
grandi benefizi ricevuti dalla san- gnato dal podestà Ferrara vi si
di
ta Sede, fece eleggere in re dei portò egli stesso con numeroso
romani nel 1273 Rodolfo d'Habs- corteggio a' 23 gennaio 1289, e
bourg , progenitore della glorio- colla maggior solennità vi fu pro-
sa casa d'Austria, che fece le più clamato egli co' suoi discendenti
ampie dichiarazioni in favore del- perpetuo signore, dando il secon-
la Sede apostolica, e fra queste la dogenito Aldobrandino in isposo
conferma delle sue ragioni e do- ad Alda Rangoni.
minio sopra i suoi stati e segnata- Morì Obizzo nel i2g3 lascian-
mente sopra l' esarcato. Ciò non do tre figli Azzo , Aldobrandino e
ostante trovandosi questo sino da Francesco, e due femmine Beatri-
Ottone IV in gran parte in mano ce e Maddalena, e tutti nel suo
degli imperiali, v'inviò suo gover- testamento nominò egualmente e-
natore il conte di Fùrstemberg, redi legittimi, o naturali; ma ap-
e due vicari che esigettero il giu- pena esalò il suo spirito, Azzo
ramento di fedeltà al romano im- primogenito nato della Fieschi fu
pero e all'eletto re; e ad Obizzo dal popolo ferrarese con pubblico
fu conceduta nuova investitura di decreto riconosciuto solo signore,
Este, del contado di Rovigo, d'A- come già eletto sino dal 1264 '""
dria e di Ariano. tal giura- Ma sieme col padre: altrettanto si fece
mento, come la rinnovata investi- in Modena e Reggio. Malcontento
tura debbono considerarsi per atti Aldobrandino si pose sotto la pro-
di protezione, anzi il Papa Nicolò tezione de'padovani, che invasero
HI riebbe da Rodolfo l'esarcato e diruparono Este Cerro e Ca- ,

e nominatamente Ferrara, il tutto laone, quindi seguì un accordo con


confermando gli elettori del sagro vantaggio degli aggressori. Nel 1295
romano impero. Nel 1 28 1 Clemen- scoppiò la guerra co' bolognesi, per-
za figlia di Rodolfo, che andava chè Azzo aspirava in un ai parmi-
a sposare Carlo Martello figlio di giani di dominarli non potendo ,

Carlo re di Sicilia, onorò di sua impedirlo la mediazione di Boni-


presenza Ferrara. Indi nel 1288 facio VIII. Noi non intendiamo
il popolo di Modena per non ve- riportare le frequenti guerre, al-
dersi ridotto al nulla dalle discor- leanze ed accordi, che di frequen-
die intestine dei Boschetti,
Guido- ti Ferrara e gli Estensi ebbero
ni, Rangoni, Savignani, Grassoni principalmente coi circostanti luo-
ec, conobbe il bene del soggiace- ghi e popoli, limitandoci per l'im-
re alla moderata autorità di un periosa brevità del nostro scopo,
solo. Si portarono a Ferrara a'i5 di solo accennare le cose più cla-
dicembre il vescovo e vari depu- morose ed importanti , lasciando
tati di quel pubblico , e col pre- interamente le dubbie. Per la care-
sentar le chiavi della loro città stia prodotta dalla guerra e dall'u-
al marchese Obizzo la sottomisero niversale inondazione del Po, nac-
alla sua perpetua signoria. Obizzo que forse la determinazione dei
vi spedì il conte Anello suo co- comacchiesi di assoggettarsi al mar-
,

FER FER 81
chese nel 1297, e fu subito Co- Meaux, ambi suoi cappellani, i

niaceli io soccorsa di grano. Segui quali col titolo di legati aposto-


la pace co'bolognesi nel 1299 per lici recaronsi in Ravenna, ove si
1' influenza dell' autorità di detto portò Francesco per guadagnarne
Papa, e del comune di Firenze. il favore. Ivi si concertò il piano
Non fu lungo il riposo a cagione per cacciar Fresco da Ferrara, e
dei Visconti signori di Milano, con- si adunò una potente armata sot-
tro dei marciò Obizzo con
quali to il comando di Lombardo da
poderoso esercito di ferraresi ed Polenta dominatore in Ravenna
altri suoi sudditi ; ma la pace e la aumentata dai seguaci di France-
parentela contratta tutto sopì tra sco, e dei fuorusciti fontanesi. Ma
i due più potenti principi di que- Fresco non trovandosi
grado in
sta parte superiore d'Italia. Nel di resistere si ritirò nel Castel Te-
i3oi fu arso il corpo di Armanno daldo, trattò co'veueziani, cede lo-
Pungilupo eretico, che il volgo ve- ro ogni ragione che credeva di a-
nerava per santo. Nel i3o5 Azzo vere su Ferrara, e ad essi conse-
prese in seconda moglie Beatrice gnò il castello col ponte, la torre
figlia di Carlo II re di Napoli, il che lo guardava di là dal Po, e
quale die in feudo al genero la tutto il borgo superiore, i quali
contea d' Andria. Approssimandosi luoghi subito furono fortificati dai
il fine di Azzo, attese le discordie veneti, come agognando
quelli che
che aveva co' fratelli, istituì erede di estendersi sulla terraferma da ,

e successore Folco fi-negli stati gran tempo aspiravano al dominio


glio legittimo di Fresco suo figliuo- di Ferrara. Fresco si ritirò a Ve-
lo naturale; però a mediazione di nezia, mantenuto da quel pubblico.
autorevoli persone, pacificatosi coi Come il popolo s'avvide che il suo
Azzo li dichiarò suoi eredi,
fratelli, castello eia in mano degli esteri,
annullando il precedente atto, e aprì spontaneamente le porte della
morì nel 3o8 I ferraresi tutta-
1 . città ai legati apostolici, i quali vi
via riconobbero Folco, e perchè entrarono con tutto l'esercito. Gri-
nato da pochi mesi, deputarono in davasi per le vie viva il marcite- :

tutore Fresco suo padre, e succes- se Francesco , perchè tutti si per-


sero aspre guerre co' fratelli e ni- suadevano che fosse suo il trionfo,
poti del defunto, massime con Fran- ma egli si affannava a far sì che
Questo domandò aiuto a Cle-
cesco. dicessero: viva la s. Romana Chie-
mente V, il quale aveva stabilita sa. Indi il marchese cede il pro-
la residenza pontifìcia in Francia, prio palazzo ai legati, ciò che con-
ove si trovava quando fu eletto. fermò tutti nel supporre un pre-
Il Papa volendo profittare dell'oc- cedente accordo. Si unirono alle
casione, concepì il disegno di ridur- genti della Chiesa i bolognesi, i

re Ferrara
immediato suo do-all' padovani, i mantovani, i veronesi
minio, come avevano fatto diver- forse più per profittarne, che per
si predecessori di altre sì di Romagna favorire alcuna come
delle parti,
che di altrove. A tale effetto inviò dimostrò il pronto abbandono che
in Italia suo nipote Arnaldo dei
il ne fecero. I legati prima di entra-
signori di Pelegrue abbate Tutelen- re in Ferrara ammonirono i ve-
se, ed Onofrio de' Trebi dorano di neti di non prender parte per Fre-
VOL. XXIV. 6
85 FETI FER
soo; ne trattarono con quelli (.mu- repubblica di Venezia per sua par-
si in Castel Tedaldo, Arnaldo si te mandò una flotta nel Po, che
portò a Venezia, ma tutto inutil- ai 28 agosto a Francolino dovette
mente. Finalmente avendo vene- i ponte di navi incale-
arrestarsi, pel
ti arrestata la roba e la famiglia nate marchese France-
difeso dal
del vescovo di Cervia, i legati nel- sco, mentre questo dall'altro lato
la più ampia forma fulminarono assaltavasi dai veneti di Castel Te-
la scomunica contro quella nazio- daldo, che perciò lasciarono indi-
ne, con sentenza emanata in Fer- feso dalla parte esteriore. Allora
rara il giorno 25 ottobre dell'an- i bolognesi e i ferraresi gli die-
no 1 3o8. rono l'assalto, e dopo un fiero
Mentre i veneziani ricorsero di- conflittos'impadronirono di tutto,
rettamente a Clemente V, conti- passando a fil di spada la guarni-
nuando le stragi nella città, i fer- gione del castello, e morirono cir-
raresi fecero un accordo coi vene- ca seimila tra ferraresi e nemici,
ti, cui lasciarono i luoghi occupati, con l'acquisto gran bottino per
di
franchigiaai fuorusciti, e che ri- parte de' vincitori, oltre duecento
prenderebbono per podestà un ve- navi venete e la fuga di quelle
neziano, e ciò senza il concerto della flotta. Libera Ferrara dai ve-
de' legati,che anzi il Papa da Avi- neti, dispensò il legato Pelegrue
gnone a' 27 marzo 3oo, rinnovò 1 nuove indulgenze a chi avea mili-
la scomunica con forme le più ter- tato per la Chiesa, i quali si restitui-
ribili, per cui immenso fu il danno rono alle patrie carichi di spoglie.
che ne risentirono non solo i veneti Il marchese Francesco che si a-
in Italia, ma in Francia, ed altrove; spettava la restituzione di Ferrara
così la concordia tra i ferraresi e i restò deluso: la ritenne il legalo
veneziani presto svanì, non poten- a nome della Chiesa, ed il comune
do sussistere tra due fiere in una questa riconobbe ed ossequiò qual
stessa* tana, e reciproci assalti, uc- sovrana assoluta: per cui elesse il
cisioni e rovine si succedettero. In- podestà e capitani, e fece altri
i

tanto Clemente V avendo esaltato atti di piena giurisdizione, giacché


alla dignità cardinalizia Pelegrue, la sentenza di Clemente V fu prò
e non cedendo i veneti alla sco- reeuperatìone civitatis Ferrariae ac
munica, come facendosi in Ferra- communitatis , et dislriclus ejus quae
ra maggiori i mali, gli ordinò di ad Romanam Ecclesiam in spiri-
prendere ogni più efficace espedien- tualibus et temporalihus pertìncre
te per rimediarvi. Il legato da dignoscitur, con facoltà di espeller-
Bologna si recò a Ferrara con ot- ne chiunque ne fosse stato eletto
to mila combattenti tra fanti e al governo, e d'intimare al popolo
cavalli , e quivi pubblicò una cro- di non più procedere in avvenire
ciata contro i veneziani, con am- a simili elezioni. Inoltre presso il

plissime indulgenze per chi vi si Rinaldi, che tutte queste cose rac-
Appena se ne sparse
fosse ascritto. conta, esiste documento in cui il

la fama, che da tutte parli con- Papa dice, che incoia? tamtn civi-

corsero truppe armate sotto gli tatis, comitatus et terriloi ii pnicdi-


stendardi della Chiesa, guidate mol- ctorum /ani longis retro tempori-
te dai vescovi ed altri prelati. La bus sub diversorum ac sibi sub/ti*
FER FER 83
gantium poteiitia constitulì, reginii- maro no signore di Ferrara. Il Car-
nis eorum matris et dominae Ec- dinale Pelegrue subito da Bologna
clesiae videlicet praelibalae, id fa- mandò rinforzo a'suoi; accorsero
ciente malitìa temporis, dulcedinem pure da Rovigo marchese Fran- il

non gustarunt. cesco, co'nipoti Rinaldo ed Obizzo


Nel j3io i ferraresi spedirono figli di Aldobrandino, e si unirono

in Avignone un'ambasceria per giu- all' altro legato Onofrio ch'era ri-

rare fedeltà al sommo Pontefice, masto in Ferrara. Salinguerra fug-


ed in pieno concistoro confessarono gì, ottanta ostaggi si dierono dai
essere la città di Ferrara di asso- ferraresi ad interposizione de' do-
luto dominio della romana Chiesa, menicani ; le genti venute da Bo-
e che se i marchesi d' Este l'ave- logna commisero saccheggi ed uc-
vano prima assoggettata al loro • cisioni, non risparmiando chiese o
dominio , ciò era stato per forza monisteri , o trenta-
e ventotto
non per giustizia; onde avendo al- sei complici m
Castel Tedaldo fu-
cuni chiamati in soccorso i vene- rono condannati alle forche: in
ziani per liberarsi da tal giogo, seguito ebbero luogo proscrizioni
quelli aspirando dominio
poi al e confische. Portandosi in Italia
della città, li avevano ridotti a som- Enrico VII, subito Salinguerra III
ma miseria, per lo che ricorreva- fece un nuovo tentativo, che fu re-
no al sommo Pontefice loro legit- presso dal marchese Francesco e ,

timo ed antico signore, al quale nuli' altro di lui ci dice la storia.

soggettavano beni e persone. Cle- Ma nel i3i2 i catalani ossiano gua-


mente V col consenso de'cardinali, sconi che avevano in custodia Fer-
li accolse come fedeli vassalli, e in rara, sapendo che Francesco aspi-
perpetua memoria di tuttociò fece rava a cacciarli per impadronir-
una bolla, in cui mostrava che sene, l'uccisero colle pugnalate: al-

Ferrara era stata del dominio del- cuni ferraresi furono esiliati, altri

la santa Sede prima che Carlo Ma- fuggirono, ed altri te minarono i

gno venisse in di lei soccorso, per loro giorni sul patibolo. Si vuole
liberarla dalla tirannide di Deside- che Francesco fosse innocente, giac-
rio re de'longobardi. Tuttavolta in ché il suo nome fu assoluto, e re-
Ferrara eranvi due altri partiti, stituiti i beni ai di lui figli Ber-
uno favorevole agli Estensi, l'altro toldo ed Azzo nel i3i3. In que-
a Salinguerra III per l'assoluta e sto anno finalmente veneziani ot- i

piena libertà, come


nemi- ghibellini tennero da Clemente V l'assolu-
ci sì della Chiesa che di casa d'E- zione, con bolla de'aG gennaio, ed
ste. Questi ultimi sperando nella aboliti i patti stipulati con Fresco,
calata di Enrico VII in Italia, nel con alcune modificazioni il Papa
luglio assalirono il palazzo mag- ratificò gli antichi loro privilegi
giore degli Estensi, ed insieme ad sulla navigazione del Po, e sul pos-
altre loro fabbriche lo consegnarono sedere beni stabili nel Ferrarese. V.
alle fiamme, saccheggiando le case Matteo Villani lib. 8, cap. io3,
de' guelfi, e commettendo orrido ed il Bzovio all'anno 1 309, nume-
macello. In fine giunsero a mette- ro 1.
re Salinguerra HI sopra un sasso Riguardando Clemente V Rober-
ch'era dinanzi al duomo, e lo accia- to il Saggio re di Napoli come il
84 FER FER
miglior sostegno de' guelfi, sino dal zioni ricevè Rinaldo , Obizzo , ed
i3io per guardarsi da Enrico VII, A zzo figlio di Francesco, da loro
lo deputò vicario in Romagna, e nel chiamati. Fu preso Castel Tedaldo
1 312 gli governo Ferrara
die in e distrutto, ed i guasconi trucidati
con annuo censo; ed il re qui po- a furor di popolo; ed a' i5 agosto
se a suo vicario Inglinolfo o Acle- Rinaldo, Obizzo, Nicolò I, ed i cu-
nolfo di Aquino , al cui arrivo ne gini A zzo e Bertoldo furono dal
partirono i ministri pontificii nel- popolo proclamati signori , ed a
l'aprile i3i2. Morto nel 1 3 1 4 Cle- memoria perpetua vennero istituite
mente V, successe lunga sede vacan- feste anniversarie per celebrare il

te, nel qual tempo si scuoprì e principio e termine della rivoluzio-


punì la trama ordita da Francesco ne. Come ricevettero l'avviso di sì

Menabuoi ed altri ghibellini furo- ; strepitosa novità il re Roberto , e


no riattate le mura della città e , il Papa Giovanni XXII è facile
nel i3i6 Caterina sorella di Fede- l' immaginarlo. Ma il re occupalo
rico d'Austria re de' romani onorò in tante guerre non potè rivolger
Ferrara di sua presenza , perchè le sue forze a questa parte; men-
andava a sposare Carlo primogeni- tre il Pontefice dichiarò ribelli ed
to del re Roberto , per cui il go- infami quei ferraresi che ave-
vernatore regio fece grandi feste. vano avuto parte in quella es-
Narra il Rinaldi all'anno i 3 7, che 1 pulsione , li privò de' feudi , e li

il nuovo Papa Giovanni XXII or- sottomise ad altre pene gravissime,


dinò al re Roberto di dare il go- ordinando che specialmente s' inti-
verno della Romagna e di Ferra- masse contro gli Estensi. Il Rinal-
ra a Guido di Tresi nunzio aposto- di scrive che li percosse di scomu-
lico, e richiamare i suoi ministri nica nel mese di settembre , qua-
e guarnigione di Ferrara che ren- lora non avessero mandato a lui
devano malcontenti i ferraresi. In ambasciatori per trattare la loro
questi ne odiavano il presidio
fatti causa Intanto il vescovo di Fer-
.

de' catalani o guasconi per la so- rara Guido, a' 29 novembre rin-
perchieria fatta al marchese Fran- novò a' tre fratelli Estensi e ad ,

cesco da loro amato, come pesante Azzo e Bertoldo l' investitura di


e duro riusciva loro il governo dei tutti i feudi antichi che ricono-
ministri del re. Sostenevasi la casa sceva la casa di Este dal vescovo
d'Este da Aldobrandino che stan- di Ferrara, ciò che prova non es-
do in Bologna e cieco, non ingeri- sersi effettuata la scomunica ; giu-
vasi negli affari , e da' suoi figli rarono allora gli Estensi fedeltà al
Rinaldo, Obizzo, che altri chiama- vescovo contro chiunque , excepto
no Opizzone , e Nicolò I, oltread contro, domino Papam ; ed Azzo
alcuni altri che in privato viveva- di Francesco mori nel 1 3 18 senza
no in Este. Neil* acerbità della lo- discendenza.
ro situazione i ferraresi concepi- La scomunica ebbe effetto, ed il
rono il piano di fare ritorno agli Papa destinò rettori in Ferrara sì
Estensi , mentre per 1' uccisione di nel temporale come nello spiritua-
un Bocchimpani il popolo si solle- le i vescovi di Bologna e di Arez-
vò, tolse a' guasconi le torri delle zo, al dire del Rinaldi ; ma piutto-
porte della città, e fra le acclauia- sto Almerico da Castel Lucio poi
, ,

FER FER 85
arcivescovo di Ravenna e cardina- s,tensi facevano le loro pratiche di
le, Bernardo vescovo d'Arras, e pacificazione, e gli fu permesso man-
Uberto vescovo di Bologna, che il dar ad Avignone; ed il
deputati
Papa raccomandò alle città guelfe. Papa ponderate saggiamente le di-
Gli Estensi promisero di restituire scolpe, avendo in considerazione le
alla Sede apostolica Ferrara, e di benemerenze di casa d' Esle , la
non più. intitolarsene signori, ed sciolse dalle censure, la dichiarò
Aldobrandino per quaranta mila esente dall' imputazioni dategli in
fiorini d'oro vendè al Papa i suoi materia di fede, ed accordò il vi-
contadi di Ferrara e Ravenna, men- cariato di Ferrara ai tre fratelli
tre i suoi figli ad onta delle me- Estensi con giurisdizione tempora-
morate promesse si mostrarono ri- le mero e misto impero sotto
, ,

soluti mantenersi in Ferrara, e


di l'annuo canone di dieci mila fio-
riconoscerla dalla Chiesa per annuo rini d'oro. Argenta fu dagli Esten-
censo. 11 Pontefice però fece pro- si restituita alla Chiesa, cui il Papa
seguire il processo a loro danno concesse la nomina di tutti i cano-
come scomunicati e ribelli , ed an- nicati delle collegiate di Ferrara
co macchiali di eresia. 11 vescovo, i ma fu loro inculcato di lasciar il

chierici, e i frati partirono perciò titolo diAncona. Nel


marchesi d'
da Ferrara. Intanto gli Estensi nel i33a pel cardinal legato Poggetto
i323 si con Lodovico
collegarono si effettuò agli Estensi l'investitura
il Bavaro nemico di Giovanni XXII, di Ferrara per un decennio colle ,

il quale pubblicò contro di loro mallevadorie de' comuni di Firen-


una terribile crociata pei motivi ze, d'Adria, e di Comacchio, non-
che descrive il Frizzi a pag. i45 ché di alcuni signori e mercanti
del tom. III. Aldobrandino mori ferraresi con tutte le solennità.
nel i326, nel quale anno la comu- 11 cardinal Bertrando legato apo-
ne eresse nella piazza maggiore il stolico, abusando del potere rivolse
gran palazzo della Ragione, per re- nel 1 333 le sue poderose armi con-

sidenza de' giudici e de' notari ; più tro il Ferrarese, e a danno degli
volte questo sontuoso edilìzio ven- Estensi, per cui seguirono serii fatti
ne poscia i-istaurato dai magistrati, d'armi, morti, e prigionie d'illu-
ed al presente serve per residenza stri personaggi , e stragi di ambe
de' tribunali. A tal fine siccome le parti , colla peggio dell' esercito
1 edilìzio trovavasi in cattivo stato, legatizio. Tra i motivi che si ad-
il comune a mezzo dell' architetto ducono per sì fatta condotta del
Giovanni Tosi lo fece di nuovo l'i- cardinale , che tentò per sorpresa
staurare, conservandogli le forme l'occupazione di Ferrara è il fa- ,

gotiche dell'antico disegno, corri- vorire le mire di Giovanni re di


spondenti a quelle della facciata Boemia calato in Italia e che la ,

esterna della cattedrale, e della re- città Mantova si


di sottomettesse
sidenza del comune, fabbricati che alla Chiesa. Nel i335 gli Estensi a
sono nella medesima piazza. Ab- loro spese trattarono in tutto lo
bandonato Lodovico dagli stessi ghi- stato un Maiorca
figlio del re di ;

bellini, e sospeso l'interdetto a Fer- Nicolò I sposò Beatrice Gonzaga, ed


rara, vi ritornò il clero secolare e il bellicoso Rinaldo suo fratello ces-

regolare nel i328, mentre gli E- sò di vivere, rimanendo Nicolò I ,


,

86 FER FER
ed Obizzo al dominio dello stato Ferrara per altri nove anni colla
cui nel i336 aggiunsero Modena, pensione di dieci mila fiorini d'oro
che da trent'anni la famiglia n'era annui, previo il pagamento di qua-
rimasta priva. Nel seguente anno rantacinque mila fiorini di debito
fu costretto Obizzo dai veneziani decorso, e con diverse altre condi-
ad unirsi loro contro gli Scaligeri zioni. Il vescovo di Bologna Bel-
suoi amici, facendone premure an- tramino fu incaricato dell'atto for-
che Benedetto XII, alle quali prin- male, consegnò cinque chiavi delle
cipalmente cede nel riflesso di ri- porte della città ad Obizzo, e ri-
conciliarsi colla santa Sede per a- cevette il giuramento di fedeltà. In
ver contribuito alla rovina del le- detto anno Obizzo comprò per set-
gato, e per veder rinnovata l'inve- tanta mila fiorini dai Correggi la
stitura di Ferrara, essendo prossimo città di Parma , e quando recossi
lo spirar del decennio; laonde fu a prenderne possesso a' 24 di no-
conchiusa una formidabile lega con- vembre, fu dal popolo proclamato
tro Mastino della Scala, dal quale signore perpetuo co' suoi eredi. Ma
poi i fiorentini acquistarono la cit- Filippino Gonzaga amareggiato per
tà di Lucca a mediazione di Obiz- tale acquisto, fece man bassa sulle
zo. Ciò fu cagione di guerra coi genti del marchese , allorché Spa-
pisani, e nel iS^i mori Bertoldo triava , ed Obizzo fu fortunato di
Estense figlio di Francesco. Dopo rifugiarsi in Parma. Quivi lasciò
la famosa sconfitta del cardinal Ber- governatore il cugino Francesco, e
trando, i fratelli Estensi cessarono per lungo giro sul Modenese Obiz-
dal pagamento dell' annuo censo zo si restituì salvo in Ferrara. *A1
alla Chiesa per l' investitura di Fer- tradimento del Gonzaga successe
rara, pretendendo di ritenerselo a la dichiarazione di guerra piom-
,

risarcimento de' danni sofferti per bando sul Ferrarese che saccheg-
cagione di quella guerra. Il mar- giò e devastò. L' insurrezione di
chese Obizzo col secondar la corte Parma fu repressa da Francesco,
di Avignone erasi fatto strada ad come fu respinta da lui la tentata
una riconciliazione, ed a nome del invasione di Lucchino Visconti. In-
fratello Nicolò I domandò a Cle- tanto Obizzo trattò magnificamen-
mente VI nel i343 la rinnovazio- te in Ferrara Umberto delfino di
ne dell'investitura spirata nel pre- Vienna di Francia, ed a mediazio-
cedente anno, ciò che pur fece in ne del Papa e di altri si fece la
favore degli Estensi il comune di pace cedendo Parma a
, Lucchino
Ferrara, offrendo la propria garan- Visconti mediante rimborso, e la
zia tanto pel censo passato, quan- cessione di alcuni castelli a Nicolò
to Tutto si combinò
pel futuro. ,
ed Alberto figli di Obizzo. Nel 347 1

ma la santa Sede volle la malle- questi accordò a Lodovico re d'Un-


vadoria anche delle comuni di Mo- gheria il passaggio di sua armata,
dena , Comacchio , Adria soggette , colla quale andava in Napoli a pu-
agli Estensi, di quella di Firenze, nire l'uccisione del fratello Andrea,
come di parecchi ferraresi. Mentre attribuita principalmente alla mo-
nel 1 344 moriva Nicolò I, il Papa glie Giovanna I, e splendidamente
accordava a lui ed al fratello Obiz- lo ricevè pure al ritorno siccome ,

zo 1' investitura del vicariato di praticarono sempre gli Estensi co-


FER FER 87
gli ospiti ragguardevoli. In detto lo. Francesco e Rinaldo Estensi
anno Obizzo perdette Lippa Ario- nati legittimi eransi ribellati, per-
sti,che avea sposata dopo la mor- chè figli di Obizzo non lo furo-
i

te della prima moglie Pepoli ma , no che sul punto della morte di


solo avanti del punto estremo. La Lippa Ariosti loro madre, mentre
nobile famiglia Ariosti bolognese credevano essi di succedere allo
si stabilì in Ferrara , e fiorì per zio. Aldobrandino si armò per ri-

molti uomini illustri, massime per batterne gli sforzi, come del Mala-
Bonifacio fratello di Lippa, il qua- testa ed altri del loro partito, sen-
le col suo senno ed autorità so- za progressi notabili. Nel 1 355 ca-
stenne i principi Estensi suoi ni- lò in Italia Carlo IV re de' roma-
poti j nonché per l'Omero italia- ni , che Aldobrandino inchinò a
no l'immortale Lodovico Ario- Padova, venendo trattato sempre
sto. Dal medesimo Antonio Frizzi a mensa, ed ebbe pure rinnovati
si hanno le Memorie storiche del- i privilegi, e le investiture impe-
la nobile famiglia Ariosti di Fer- riali di casa d' Este, concedendo-
rara, exstat nel tom. Ili della Race, gli il re anco quella di Modena.
ferrarese degli opusc. scien. leti, Passando per Ferrara Anna figlia
stamp., ivi 1774- L'anno i35o del- del duca di Polonia, che andava
l' uni versai giubileo i popoli della a sposare Carlo IV l' Estense la ,

Romagna quasi tutti si ribellarono trattò magnificamente sino ai con-


a Clemente VI, che domandò aiu- fini. Nel i356 morì Folco fratello

to che avcale doman-


ad Obizzo , di Aldobrandino; questi si unì al
data la rinnovazione dell' investitu- cardinal Alboruoz legato d' Inno-
ra, che fu prorogata per altri die- cenzo VI, e da lui spedito in Ita-
ci anni, compresi di lui figli Al- i lia a ricuperare gli usurpati do-
dobrandino, Nicolò, Folco, Ugo ed mimi della santa Sede. A media-
Alberto, atto ch'ebbe luogo nel zione di Carlo IV nel 1 358 seguì
i 35Nell'anno seguente Obizzo
1 . la concordia tra diversi signori bel-
morì da tutti amaramente compian- ligeranti, e vi fu compreso Fran-
to , colla gloria di aver estinto i cesco Estense colla ricupera de'con-
partili , che prima laceravano la fiscali suoi beni; non tornò piò in
patria. Ferrara, si stabilì in Este, ove la
Il giorno dopo la morte del sua linea si estinse. Nel i36i In-
marchese si radunò il popolo nel nocenzo VI prorogò l'investitura
palazzo degli Estensi ove fu ac- , di altri sette anni ad Aldobrandi-
clamato signor di Ferrara il mar- no, Nicolò, Ugo ed Alberto; ma
chese Aldobrandino primogenito, in quell'anno morì Aldobrandino,
che nel principio non ebbe gover- buon principe, e amato general-
no tranquillo, a cagione de' paren- mente. Rimasero di lui i figli O-
ti die aspiravano al potere; men- bizzo, Nicolò e Verde; il succes-
tre Modena accettò il dominio di sore però nel vicariato fu Nicolò
lui e de' fratelli. Clemente VI vol- Il detto lo Zoppo, per averlo così
le che Aldobrandino co' fratelli ra- reso la podagra, fratello del defun-
tificassero il giuramento di vassal- to e come compreso nell'investitu-
laggio del padre loro, in mano dei ra. Prima sua cura fu l'impetrare

nunzi pontificii, siccome tu esegui- dall' imperatore Carlo IV le in-


,,

88 FER FER
vestiture di Rovigo e di Modena nò di portarsi in Roma, e Nico-
per se, e per Ugo ed Alberto suoi lò II prima
splendidamen-
trattò
non che per il detto Obiz-
fratelli, te in Modena alcuni cardinali che
zo suo nipote; e furono concedu- per la via di terra seguivano il
te. Il cardinal Albornoz indusse i Pontefice, e giunto questo a Viter-
bolognesi a restituire all'Estense bo si condusse ad ossequirlo, ve-
Nonantola e Bazano , anche per le nendo ricevuto con istraordinaria
somme a lui imprestate da Aldo- amorevolezza, ed ivi fu stabilitala
brandino, ed in Ferrara fece una memorata lega. Tornato in Ferra-
solenne lega con vari potentati, ra marchese alloggiò nel suo pa-
il

contro Bernabò Visconti signore di lazzo Amadeo VI conte di Savo-


Milano. Il marchese Nicolò II, do- ia, e poi l'accompagnò a Viterbo,

po di aver contribuito la sua por- trovando il Papa che con magni-


zione di truppe, fortificò i confini fico corteggio s'avviava per Ro-
del Ferrarese, e fabbricò la Roc- ma. La guardia di sua persona fu
ca possente, che dalla sua forma commessa al marchese, ed al Ro-
in un alla villa prese poi il nome berti da Reggio maresciallo delle
di Stellata: ma una guerra più truppe ferraresi Il conte di Sa- .

micidiale fece all' Italia in quell'an- voia,con Brasco marchese d' An-
no la peste. cona, addestrarono il cavallo del
Divenuto Pontefice Urbano V Papa; Ridolfo Varano signore di
tentò di vincere Bernabò anche Camerino portò il gonfalone della
colle armi spirituali della scomu- Chiesa, e le chiavi sopra il capo
nica, sebbene la sconfitta ch'eb- d' Urbano V, e Malalesta Unghe-
be dai collegati servi ad avvilir- ro signore di Rimini comandò le
lo , da cui derivò la salvezza di genti d' arme pontificie. Con si
Bologna , e degli altri stati del- maestoso apparato a' 16 ottobre
la Chiesa, e fu fatta la pace, solo entrò in Roma la nobilissima co-
frastornata dai terremoti, e dalle mitiva, e se ne andò a s. Pietro,
rotte del Po. Nel i366 Nicolò II ove il Papa appena smontato, or-
con nobile accompagnamento, per dinò all'Estense che in onore dei
divozione si portò in Roma, e po- ss. apostoli creasse dodici cavalie-
scia passò in Avignone, ove temen- ri a sperone d'oro; onde stando il
do per lo stato di Modena la fe- marchese sulla porta della basilica
de dubbia di Bernabò, conchiuse conferì subito quell'onore a sei
con Urbano V, e cogli ambascia- italiani,ed a sei tedeschi, e pel
tori de' principi, una lega per la primo al suo maresciallo Roberti.
comune difesa, e per liberar l'Italia Il marchese per alcuni giorni ten-

dai masnadieri. Ma per tenere in ne la guardia della piazza di s.


fieno il Visconti, e liberar l' Ita- Pietro , e finalmente carico di se-
lia da tanti disordini, fu fatto ri- gnalati onori si restituì a Ferrara.
flettere al Papa eh' era d' uopo Quivi accolse il cardinal Angelico
restituir la residenza pontificia in fratello di Urbano V , e legato di
Roma, e ciò principalmente a con- Bologna, coi principi della lega
siglio dell'Estense. Le locuste de- tutti Nicolò II trattandoli colla splen-
solarono il Ferrarese, come i grilli. didezza e magnanimità tutta pro-
Finalmente Urbano V si determi- pria degli Estensi Intanto il Pa-
FER FER 89
pa in premio di tante dimostra- modamento. Stabilita così la cal-
zioni, a' 3 aprile i368 spedì al ma all'Italia, l'imperatore colla
marchese un breve, in cui facendo moglie passarono a Bologna, don-
menzioue della principal comparsa de andò a levarli Nicolò II, e nel-
da lui fatta nell' ingresso di Roma, la solenne cavalcata con cui a' 14

concedette a lui, ad Ugo, e ad febbraio 1369 entrarono in Fer-


Aldobrandino od Alberto suoi fra- rara, il marchese con Malatesta
telli, non che ai loro discendenti Unghero addestrò il cavallo di Car-
maschi per linea maschile in infi- lo IV, mentre Ugo ed Alberto
nito, il privilegio privativo rispet- marchesi suoi fratelli tennero la
to a tutt' altri, fuori die ai re, di briglia di quello dell' imperatrice.

precedere col loro seguito la per- Ugo morì nel i3yo con generale
sona del Papa, qualora si trovasse- dispiacere,anche di Francesco Pe-
ro ad una simile solenne entrata, trarca, pel quale il defunto avea
e inoltre la facoltà di spiegar sol- grande amorevolezza. Avendo Car-
tanto le bandiere proprie, e di lo IV tolta Lucca ai pisani, vole-

custodire per tutto quel giorno la va cederla agli Estensi, ma ciò non
piazza vicina all'abitazione ove an- si effettuò Macchinando sempre
.

dasse a posare sua Santità. Bernabò d'ingoiar l'Italia, col Pa-


Incominciarono le ostilità con pa ed altri signori si venne a nuo-
Bernabò, che sul Po presso Bor- va confederazione contro di lui; ma
goforte battè e disperse la flotta non felici successi, e il ritorno di
ferrarese. In quel mentre Carlo IV Urbano V in Avignone consiglia-
con gran seguito fece alto a Co- rono la pace, che fu come le pre-
negliano , ove Nicolò II corse ad cedenti di corta durata, ed il Fer-
inchinarlo, e l'imperatrice fu in- rarese fu danneggiato dai Visconti,
contrata a Ficarolo dal marchese come Modenese, e nella batta-
il

Ugo, ove pur giunse Carlo IV. glia diReggio de' 2 giugno 1372,
Ivi si fece la massa delle truppe essendo Pontefice Gregorio XI, i
collegate, che arrivarono al nume- collegati furono dispersi, indi suc-
ro di trenta a cinquanta mila com- cessero diversi fatti con diversa for-
battenti; e prima d' intraprendere tuna. In questo anno Nicolò II e
la guerra il cardinal legato pub- suo fratello Alberto od Aldobran-
blicò la crociata contro i Viscon- dino ebbero da Gregorio XI nuova
ti,che riuscì inutile perchè venne conferma pel vicariato di Ferrara:
guadagnato l' imperatore col dena- il censo rimase qual era prima,
ro di cui penuriava; ebbe luogo ma l'investitura fu a vita de' mar-
una tregua, e il licenziamento di chesi, e ciò con nuovo esempio.
sue truppe, passando quel princi- Gli ambasciatori degli Estensi man-
pe in Roma. Immense furono le dati perciò a Bologna confessaro-
spese degli Estensi per tanti inu- no al cardinal legato Pietro Bitu-
tili accampamenti, e passaggi di ricense o dallo Stagno, con pubbli-
personaggi, fra' quali va noverato il co istromento, che la città di Fer-

re di Cipro Pietro I. I collegati rara col suo territorio appartene-


ben si avvidero della poca dispo- va alla Sede apostolica obbligan- ,

sizione di Carlo IV di assisterli, il dosi all'annuo pagamento di dicci


perchè acconsentirono ad un acco- mila fiorini d' oro, e al inameni-
,

9° FER FER
incuto di cento cavalieri pel ser- sostenne noto lungo e lagrime-
il

vizio del Papa, nello spazio di set- vole scisma eh' ehbe le più terri-

tanta miglia. Così il Rinaldi al- bili conseguenze Bagnacavallo e .

l'anno i^ya, num. 3, 4- Cotignola nel 1 per la prima


1 38
Continuando le guerre coi Vi- volta divennero ragioni degli E-
sconti, i fiorentini temendo che Gre- stensi, che nelP anno seguente fu-
gorio XI volesse loro togliere Prato, rono afflitti dalla peste, mentre in

slimolarono alla ribellione i sudditi Milano morì Francesco d' Este, la-

della Chiesa, facendo lega con Giovan- sciando suo erede, e la vana spe-
na I regina di Napoli, coi Visconti, ed ranza di signoreggiare in Ferra-
altri, e hen presto ottanta tra città ra ad Azzo suo figlio. Nell'anno
e fortezze si sottrassero dal domi- 1 385 malcontento il popolo ferra-
nio papale. L' arcivescovo di Ra- rese per le gravezze che gli E-
venna Pileo di Prata, non aven- stensi eransi trovali in necessità di

do forze da contener le sue castel- gravarlo, gridando mor-


si ribellò

la die Lugo ai marchesi Nicolò


,
te a Tommaso di Tortona giudice

ed Alberto, e ad Obizzo lor nipote, de' savi, che ne reputava autore e

coli' annua pensione di cinquecento consigliere, il quale ad onta del-

fiorini d'oro, tutto approvando da l' interposizione degli Estensi fu


Avignone Gregorio XI Questi .
fatto ed i gabellieri e
a pezzi ,

fulminò di scomunica collegali, i gli uffizi loro furono grandemen-


massime i fiorentini e i sollevati, te malmenati. I marchesi si rego-

inviando in di una
Italia alla testa larono con disinvoltura e pruden-
armata di brettoni, il famoso car- za, e poco a poco fecero ribassa-

dinal Roberto di Ginevra, poi anti- re le gabelle, non senza far segre-
papa Clemente VII; ma la ferocia ta inquisizione de' principali auto-
de'soldati e del legato inasprì mag- ri del tumulto; indi con occhio an-
giormente popoli. Intanto il Papa
i
tiveggente Nicolò II incominciò ad
vinti tutti gli ostacoli partì dalla Pro- edificare il castello ora abitato dai
venza, e a' 7 gennaio 1 377 mae-
1
cardinali legati ,
per residenza ed
stosamente entrò in Roma, rista- asilo de' marchesi , facendovi pian-
bilendovi la pontificia residenza. tar delle artiglierie. Il popolo rima-

11 bisogno di pagare i soldati co- se atterrito, ed allora furono seve-


strinse il legalo a portarsi a Fer- ramente puniti capi della rivol- i

rara, ove vendè Faenza per qua- ta.Bernabò morì in prigione per ,

rantamila fiorini a Nicolò li, che opera del nipote Gio. Galeazzo che
poco ne godè, perchè Astorgio alleossi cogli Estensi, e Nicolò li

Manfredi, coli' aiuto di Rernabò e terminò i suoi giorni a" 26 mar-


de' fiorentini, se ne rese padrone. zo 1 388, e con tal compianto che
Morto nel 1 378 Gregorio XI gli celebrandosi nel dì seguente il suo
fu dato in legittimo successore Ur- funerale, benché venerdì santo, tut-

bano VI; ma poco dopo insorse te le campane della città e dei

il pseudo - papa Clemente VII borghi suonarono a morto e gli ,

che sebbene fòsse grande amico storici colmarono la sua memoria


di Nicolò II ,
questi restò nel- de' maggiori elogi. Rimase il do-
1' ubbidienza del vero Pontefice. Lo minio degli stati Estensi al suo fra-
antipapa passò in Avignone e vi tello marchese Alberto, che alcuni
FER FER gì
pur chiamarono Aldobrandino, già prese per apostolico privilegio nel-
compreso nell' investitura del 1872; l' investitura che rinnovò al padre;
e ne prese solenne possesso cou prese provvidenza sui beni eccle-
cavalcata a' 28 marzo, entrando siastici che passassero in mano dei
nel duomo ad ore 22, ove si can- secolari , ed eresse in università
tò messa solenne ad onta dell' ora pontifìcia lo studio di Ferrara, sic-
tarda. Cospirando Obizzo suo ni- come dicemmo di sopra , e donò
pote contro la vita ed il potere di ad Alberto la rosa d' oro benedet-
lui, lo fece decapitare in un alla ta. Carico di tanti onori e. benefi-

madre, e del pari furono severa- zi partì da Roma il marchese, e


mente puniti i congiurati. Gio. Ga- con lui tripudianti ne furono i

leazzo restituì Este ed il suo terri- ferraresi; ricevendo il marchese


torio ad Alberto, che i padovani festevole accoglienza e doni a Fi-
centosetlantacinque anni prima ave- renze ed a Bologna venendo ce-
,

vano tolto alla famiglia, ma a titolo lebrato a Ferrara suo ritorno


il

di feudo , dovendo seguire le sue quale lieto avvenimento, che fu


guerre, anco contro i veneti suoi ami- seguito dall' erezione di nobili e-
ci; ma preferendo il marchese la difìzi a spese del marchese. Il po-
pace, si sciolse dall'alleanza, e re- polo ferrarese per gratitudine eres-
stò neutrale. se ad Alberto una statua di mar-
Correndo l'anno 1390 il mar- mo, rappresentandolo coli' abito pe-
chese per divozione intraprese il viag- nitente cui si portò in Roma, e in
gio di Roma con decoroso seguito, tal modo pure
il rappresentarono
tutti vestili in abito di penitenza cioè nella medaglia che fecero coniare
di panno berrettino con bordone so- a suo onore. Avvicinandosi il suo
pra, e dello erano
stesso colore fine, stando Alberto in letto, a' 24
tinte le lancie delle guardie sti- luglio i3g3, chiamò a sé Nicolò
pendiariej le bandiere, i pennon- suo figlio d' anni dieci, e lo creò
celli, e tutt' altro, giacché era un cavaliere, dandogli secondo la con-
pellegrinaggio pio per lucrare le sueta cerimonia due leggieri schiaf-
indulgenze dell'anno santo conces- fi nelle guancie, quindi due ca-
se da Bonifacio IX, e perciò non valieri gli strinsero gli speroni d'oro
sembra probabile che ciò avvenis- e gli cinsero la spada. Fece poscia
se nell' anno seguente come alcuni testamento , e lasciò erede Nicolò
scrissero. Alberto fu incontrato al de' beni dello stato, e perchè si

modo che dicemmo al volume II, prevedevano al fanciullo contrasti


pag. 109 del Dizionario j ed accol- nel dominio per parte di Azzo E-
to benignamente dal Papa, poi lo stense nato da Francesco, e da una
fece accompagnare ai preparati al- Visconti, e perciò spalleggiato da
loggi. Nel di seguente il marche- Gio Galeazzo, si prese il saggio
.

se, e i principali suoi cavalieri fu- consiglio di farlo riconoscere dai


rono ammessi all' ouore di pranza- sudditi, vivente ancora il padre,
re con Bonifacio IX, che gli con- ciò che fu fatto con solennità, apren-
cesse tutte le grazie che gli do- dosi le carceri del comune e del
mandarono: condonò ad Alberto i castello. Si spedì alle potenze ami-
censi non pagati per Ferrara; le- che, acciocché mandassero rinforzi
gittimò Nicolò suo figlio, che eom- di truppe, e mentre queste giunsero
9i FER FER
a* 3o luglio spirò il marchese, ed so lo spìrito di rivolta, né le se-
il popolo dopo di avere assistito ai dizioni, porgendo alimento a tanto
suoi funerali nella solita chiesa di fuoco il Visconti che aveva conse-
s. Francesco, radunò nel corti-
si guito il titolo di duca da Vence-

le di corte ed acclamò Nicolò III slao re de' romani. Nicolò III si

suo signore , cui il comune gli sposò con Gigliuola da Carrara fi-

rimise il bastone del comando. glia del signore di Padova Fran-


Azzo subito profittando de'nu- cesco Novello, e coi collegati so-
merosi suoi partigiani, volle soste- stenne aspra guerra col Visconti.
nere le proprie ragioni procuran- Azzo non lasciò di tendere insidie,
dosi alleanze, mentre nel i3g4 e dalla prigione di Faenza passò
Bonifacio IX rinnovò l'investitura a quella de' veneziani che lo man-
di Ferrara a Nicolò III per tutta la darono a Candia, obbligandosi Ni-
vita di lui, coli' annuo censo di die- colò III pagar alla repubblica tremila
cimila fiorini di camera, oltre a cen- fiorini d'oro annui ciò avvenne nel :

to uomini stipendiati in caso di bi- i4°° in cui ebbe pur luogo la pa-
sógno in servigio della santa Sede. ce tra il duca di Milano, e i col-
Intanto i tutori e il consiglio del legati. 11 marchese si portò a Mi-

giovine marchese fortificarono Fer- lano a trovare Gio. Galeazzo , che


rara, e i luoghi di pertinenza del poco dopo mori, dando così la sua
loro signore, spiando le mosse del casa un gran crollo. Allora Boni»
pretendente; ma
per tante spese facio IX s' avvisò essere tempo di
essendo esausto Terrario, anche per ricuperare Bologna, e i luoghi u-
le condonazioni usale dal defunto surpati dal Visconti alla Chiesa, fe-
con diverse comunità, bisognò im- ce lega con alcuni potentati, nomi-
pegnare varie terre: le prigioni si nò legato il cardinal Cossa, poi
riempirono di ribelli, e molti fu- Giovanni XKIII, fece chiedere al-
rono puniti coli 'estremo supplizio, l' Estense i soccorsi dovuti come
alternandosi tuttavia le congiure vassallo della Sede apostolica, an-
contro Azzo, e contro Nicolò III. zi deputò capitano generale in
lo

Dopo vari combattimenti , il con- tal impresa. Giunto a Ferrara il

siglio contro ad Azzo un


inviò legato, il marchese gli presentò le
corpo di truppe, affidandone il co- chiavi della città, e sotto il bal-
mando ad Astorgio Manfredi, che dacchino fu portato al palazzo del
a Portomaggiore sbaragliò i ri- Paradiso. Si concertò ivi il piano
belli e fece prigioniere lo stesso delle operazioni e per meglio gua-
Azzo. Il vincitore fu ricevuto in dagnar Nicolò III, il cardinale gli
Ferrara dal popolo con vive ac- promise la restituzione di Nonan-
clamazioni, ed Azzo fu mandato tola e Bazano, date in pegno ai
in Faenza sotto la custodia del con- bolognesi, gli diminuì il censo che
te Corrado, che lo aveva arrestato, pagava alla camera apostolica, gli
venendo premiato Astorgio, e quel- assegnò l' annuo stipendio di dodi-
li che avevano cooperato alla vit- cimila fiorini pel generalato, oltre
toria, e puniti ribelli che resta-
i alle promesse di assisterlo a ricu-
rono prigionieri, con tutto il rigo- perare Beggio e Parma.
re,dandosi agli altri il bando per- Partì l' esercito per Bologna, e
petuo. Ciò non pertanto non ces- dopo alcuni fatti d'armi, la vedo-
FER FER 93
va di Visconti restituì alla Chiesa che tutto reggeva in quel pontìG-
Bologna, Perugia ed Assisi. 11 le- cato, e teneva molta stima Ni- in
gato non mantenne le promesse, colò III, chiamarono per
questi
e nacque perciò rottura coll'Esten- conferire sulla occupazione di For-
se, il quale si unì al suocero con- limpopoli e Forlì fatta da Giorgio
tro Milano, per cui ebbe nemici Ordelaffi ed ebbe in dono dal
,

anche i veneziani contrari al Car- Pontefice la rosa d'oro benedetta.


rarese; ed il marchese si distinse Morì in Bologna Alessandro V, ed
per "valore e prodezze nelle suc- ivi a' 17 maggio di detto anno gli
cessive azioni guerresche. I veneti fu dato in successore il Cossa che
piombarono sul Ferrarese, ed in- prese il nome di Giovanni XXIII.
cendiarono Comacchio, ed il mar- Nelle turbolenze della Chiesa ecci-
chese con più maturo consiglio nel tate da Ladislao re di Napoli, dai
i4o5 piegò alla pace, anche nel ribelli di Romagna, e dai deposti
timore che Azzo faceva accordi col Gregorio XII, e Benedetto XIII,
cardinal legato per cedergli Mode- giudicò Giovanni XXIII di di-
na, se l'avesse messo in possesso di chiarare capitano generale il fer-
Ferrara col solito censo. Le condi- rarese Uguccione Contrario, già ge-
zioni dell'accordo le riporta il Friz- nerale maresciallo della Chiesa. In
zi al tom. Ili, pag. 388. Il Car- Bologna la notte del s. Natale, al-
rarese andò nelie furie vedendosi la celebrazione della sua messa in
abbandonato dal genero, ed i vene- s. Anastasia, il Papa fece cantar
ti acquistarono Padova, terminan- l'epistola ad Uguccione, gli confe-
do quella possente famiglia nella rì la detta eminente dignità, gli
nobile Papafava. Nel i4o8 l'Esten- consegnò il gonfalone della Chie-
se accolse in Ferrara Alfonso che sa, col comando di mille lancie
fu poi re di Portogallo, chiamato e di mille fanti, aggiungendo il

l'africano per le vittorie riportate dono di un cappello ornalo di per-


sui mori. Mentre regnava Grego- le, e di una ricca spada. Siccome
rio XII, e sosteneva lo scisma l'an- Sforza Attendolo era passato agli
tipapa Benedetto XIII , i cardinali stipendi di Nicolò III , tra gli al-
de'due collegi si riunirono in con- tri premi di cui fu largo ai ser-
cilio a Pisa per deporli, e nell'an- vigi da lui ricevuti, ed anco in i-

no 1409 in vece elessero Alessan- sconto di quanto gli doveva, gli ce-
dro V. Tra principi che inviaro-
i de Cotignola sua patria, che Gio-
no ambasciatori al concilio, vi fu vanni XXI li poi eresse in contea,
Nicolò III, il quale in questo tem- e ne investì esso Sforza, Francesco
po conquistò Parma e Reggio. ed altri suoi figli per l'annua ri-
Non è facile a descrivere le feste cognizione d' uno sparviero. Passa-
sagre e profane celebrate in Fer- to il Papa a risiedere nel 4- 1 1 1

rara per sì giulive occasioni. Tra in Roma, Bologna si ribellò, come


quelli che riconobbero Alessandro fece Forlì che si die ali Estense, il

V ,
va noverato
marchese che il quale con intelligenza del Papa la
andò sino a Pianoro ad ossequiar- cede al mentovato Ordelaffi. Appro-
lo, quando nel gennaio i4'o il fittò di tale lontananza di Giovan-
Papa si recò a Bologna. Quivi ni XXI II Carlo Malatesta signore
Alessandro V, e il cardinal Cossa di Riiuini, grande e costante fan-
,

94 FER FER
tore Gregorio XII occupando
di , scomunica dell'antipapa Benedetto
vari castelli; finalmente il mar- XIII, l'eroica rinunzia
Grego- di
chese riebbe Nonantola, e tolse al rio XII, coll'elezione di Martino V
Pallavicino Borgo s. Donnino, at- che seguì agli il novembre 14.17,
tribuendogli alcuni l'erezione della mentre la peste infuriava in Fer-
università in Parma. Nel i4i3 rara, e forse ne fece vittima la mo-
venne divozione a Nicolò III di glie del marchese, che invece si sposò
imprendere il pellegrinaggio di Ge- con Parigina figlia di Malatesta dei
rusalemme, lasciando Uguccione al Mala testi di Rimini. Tolto lo scisma
governo de' suoi stati, ove ritornò alla Chiesa,Martino V da Mantova
felicemente, ricusando le vantaggio- agli8 febbraio i4*9 passò in Ferra-
se offerte del re di Napoli , che ra, ove fece il solenne ingresso,
voleva guadagnarlo. Reduce Gio- venendo accolto con sommo onore
vanni XXIII da una conferenza con da Nicolò III. E probabile che il
Sigismondo re de' romani, per ce- Papa gli accordasse qualche dimi-
lebrar il concilio di Costanza, onde nuzione del censo sul vicariato, ed
por fine al calami toso scisma, a' 1 8 feb- il marchese s' interpose pei ribelli
braio 1 pomposamente entrò in
4- • 4- bolognesi. Stando in Ferrara Mar-
Ferrara, cavalcando un cavallo bianco tino V ordinò che si dassero al
addestralo dal marchese e da Uguc- duca di Baviera trenta mila scudi
cione. Dal duomo il Papa si recò d'oro, per la custodia e prigionia
al palazzo d'Este a piedi, servendo- del Cossa già Giovanni XXIII; e
lo Nicolò III in figura di cauda- nel dì stesso o nel seguente il Pa-
tario. Passati sei giorni il Pontefi- pa proseguì il suo viaggio per Fi-
ce s'avviò a Bologna, mentre l'E- renze. Nel i4?o l'Estense cede al
stense intraprese la visita de' san- duca di Milano Parma, e ritenne
tuari di Loreto e di Compostella, Reggio colla giunta di ventotto mi-
ovvero di s. Antonio del Delfinato. la fiorini d'oro. Nell'anno seguente
In Piemonte fu a tradimento ar- Argenta col suo territorio, fu data
restato da Manfredo del Carretto in stabile vicariato agli Estensi dal-
marchese di Ceva, e bisognò ob- l' arcivescovo di Ravenna, con al-
bligarsi al pagamento di undici cune condizioni, e I' approvazione
mila ducati per la liberazione; ma del cardinal legato di Bologna. Fa-
sopraggiunto il conte Amadeo di tale l'anno ì/^-ì.5 per Nicolò
fu
Savoia, Nicolò III eroicamente si III: aveva egli Ugo figlio natura-
interpose per 1' infame Manfredo, le nato da Stella dell' Assassino o

senza pagar nulla; il castello fu Tolomei di Siena, di bell'aspetto


spianato , il castellano perde la e di amabili costumi, quale ben- il

testa, ed il marchese ritornò fra ché da lui teneramente amato


suoi con general tripudio. con ripugnanza era trattato dalla
Al concilio di Costanza, che fu matrigna Parisina. A vincere tale
il principale avvenimento del se- avversione il marchese volle che
colo XV, tra gli ambasciatori dei ambedue facessero assieme un viag-
principi, ve ne furono due dell'E- gio, donde ne nacque un estremo
stense: esso incominciò a'5novem- reciproco amore. Avendo ciò sco-
bre i4>4 e terminò dopo la de-
?
perto il marchese dopo formale ,

posizione di Giovanni XXI li, la processo, ambedue furono condan-


FER l'Eli 9
~>

nati a morie, né Uguccione , né to pure da Stella, ed uno de' suoi


alili riuscirono con lagrime e pru- naturali, e come il maggiore di essi,

denti osservazioni rimuovere l'ira in mancanza di legittimi, lo destinò


inflessibile di Nicolò III. Nelle pri- suo successore, e per moglie gli die
gioni dunque del castello , che so- Margherita Gonzaga, e n'era ben
no quelle terribili che si vedono degno siccome allevato nelle armi
sotto la stanza detla dell'Aurora, da Braccio da Montone e dedito ,

a pie della torre de'leoni sul prin- alle lettere a segno, che poi rac-
cipio della Giovecca, la notte del colse corniole ,
gemme intagliate,

21 maggio fu decapitato Ugo, e medaglie, e pitture donde ebb<r


poi Parisina, la quale ad ogni pas- principio la famosa galleria Esten-
so credeva morire in un traboc- se. Per terza moglie Nicolò 111 spo-
chetto: domandò che fosse avve- sò Rizzarda figlia del marchese di
nuto di Ugo, e le fu riposto che Saluzzo, senza che ne risentisse

era già morto; allora l'appassiona- pregiudizio Leonello se nascessero


ta donna esclamò: adesso né io maschi. Mentre celebravasi il con-
vorrei più vivere. 11 marchese ve- cilio di Basilea, nel i433 l'impe-
gliò tutta quella tetra notte, e pas- ratore Sigismondo si portò in Ro-

seggiando chiese una volta al ca- ma per essere incoronato da Eu-


pitano del castello se Ugo era an- genio IV, e nel ritorno in Ger-
cor morto, ed egli rispose si. Al- mania giunse per acqua a Ferra-
lora diede nelle più disperate furie ra. Il marchese l' incontrò ad Ar-

ed esclamò fa ch'io pure sia mor-


: genta a' 9 settembre, ed a' i3 Si-
togiacche ho precipitata tal riso- gismondo dichiarò cavalieri cinque
luzione contro il mio Ugo. Quindi figliuoli dell'Estense, cioè Leonello,
rodendo co'denti una bacchetta che Borso e Folco naturali, ed Ercole
teneva nelle mani, passò il resto e Sigismondo legittimi, l'ultimo dei
della notte in sospiri e pianto, chia- quali avea alzato al sagro fonte
mando spesso il suo caro Ugo. L'a- come di recente nato. Prima di
mor paterno vinse, sebbene troppo partire l'imperatore rinnovò al mar-
tardi, la più funesta delle passioni! chese le investiture imperiali dello
Tuttavolta a sua giustificazione, ne Polesine di Rovigo, ed altri feudi
avvisò del fatto tutte le corti di nobili del Modenese, Reggiano ec,
Italia. comprendendovi gran parte di ca-
Nel 1426 Nicolò III ebbe dal- e terre della Garfagnana, che
stelli

la repubblica di Venezia le inse- si erano all'Estense dati spontanea-


gne, e il bastone del comando per mente. Intanto il marchese colla
la guerra contro il duca di Mila- sua prudente neutralità, e per 1 opi-
no ; ma l'Estense si fece rappre- nione che godeva faceva lieti sudditi i

sentare da Nanne Strozzi suo ge- del mantenimento della pace: quin-
nerale, con un corpo di ferraresi, di nel i434 pubblicò una pram-
che vi perde la vita la guerra non ; matica sud' immodesto vestire del-
fu ili lunga durata, e dopo di a- le donne, e die principio al pa-
ver perduto il milanese ottanta lazzo di Belriguardo, che poi di-
fortezze si fece la pace. Nel i4 2 9 venne una delle più magnifiche
Nicolò 111 fece legittimare da Mar* delizie d'Italia. Se fu insigne van-
tino \ il suo figlio Leonello, na- to di Nicolò 111 il dar norma col-
,

9G FER FER
la sua prudenza ed autorità ai ga- tuna quella
Ferrara, anche a
di
binetti d' Italia , noi fu meno in cagione dell'affezione singolare che
proteggere la Chiesa , e i diritti per lui aveva l'Estense. A ciò si
del pontificato. La storia del cele- unirono i riflessi dell'ampiezza, del-
bre concilio generale tenuto in la quiete, dell' abbondanza de' vi-
Ferrara, che ove
poi dal luogo veri, e di altre particolari favore-
terminò fu detto fiorentino, ne combinate in que-
voli circostanze
somministra la più luminosa prova. sta che determinarono Euge-
città,

Allorché Eugenio IV vide im- nio IV ad intimarvi nel 1 4^7 un


pugnata la suprema sua autorità generale concilio,con disposizione
nel concilio di Basilea ch'ebbe le- del primo ottobre. Dalla parte sua
gittimo principio nel 1 43 i, delibe- Nicolò III a' 14 novembre emanò
rò di convocarne un altro in Ita- un chirografo col quale accordò
lia per opporlo ad esso, ovvero per l'adunanza la sua città, con-
trasferirne la convocazione altrove. cedendo passaporto , salvacondotti
Scrisse a questo effetto alle uni- esenzioni di gabelle , sicurezze , ed
versità di Francia, di Spagna, di assistenza per le abitazioni e vet-
Alemagna, di Polonia, d'Italia, e tovaglie a chi v'intervenisse. Giun-
d'Inghilterra, per
impegnarle a se intanto a Ferrara a' 7 gennaio
mandarvi principali membri. Con-
i i438 il piissimo cardinal Nicolò
temporaneamente il Papa provò la Albergati vescovo di Bologna, de-
consolazione di vedere a' suoi piedi stinato dal Papa a presiedervi colla
gli ambasciatori di Giovanni IV dignità di legato; e siccome molti
che altri dicono VII Paleologo im- prelati latini fino al numero di
peratore d'Oriente e di Giuseppe , quaranta e più vi comparvero in
patriarca di Costantinopoli ,
per egual tempo, così agli gen- 8010
chiedere la riunione della Chiesa naio si diede principio alla prima
greca colla latina, tanto da esso sessione nella cattedrale di s. Gior-
bramata, giacché sino dal secolo gio, previa una processione, e mes-
IX per gli errori di Fozio, e per sa dello Spirito Santo celebrata dal
altri rimaneva disgiunta, e per im- vescovo di Ferrara Giovanni Ta-
petrare nel tempo stesso i più va- velli da Tossignano, lodato per su-
lidi soccorsi contro i formidabili ot- blimi virtù e santità di vita, che
tomani, l'impero greco
da' quali v' intervenne insieme ad alcuni ca-

sino d'allora veniva minacciato del- nonici e beneficiati , e fu prescelto


l'estremo eccidio. Profittò Eugenio con altri de' più dotti padri a sten-
IV di quella occasione, e da Fi- derne i decreti preliminari. Dei
renze ove risiedeva per le insidie ferraresi oltre a questi, ed al ve-
di Alfonso V d'Aragona e dei ro- scovo Boiardi , vi fu l' arcivescovo
mani, nel i436 si trasferì a Bolo- di Ravenna Perondoli il vescovo ,

gna. Ivi convenne nella venuta del- di Modena Mainenti, molti teolo-
l' imperatore greco, del suo patriar- gi, interpreti, elettori dell'universi-
ca, e prelati orientali al nuovo con- tà, come fi*. Agostino da Ferrara
cilio, e superate molte opposizioni dell'ordine de' minori, e fr. Paolo
dell'altro di Basilea, giudicò fra le dell'ordine de' servi. Altri dicono
molte città proposte per tenervi che 1'
apertura del concilio la fece
l'augusta adunanza, la più oppor- il cardinal Giuliano Cesarmi.
,

FER FER 97
Nella prima sessione vi si di- andarono pei primi ad incontrarlo,
chiarò, che il sommo Pontefice a- ed allora verisimilmente Leonello
vendo trasferito il Ba-
concilio di gli recitò quelle due orazioni latine

silea a Ferrara, questa traslazione cotanto dagli scrittofi lodate, e per


era canonica, e quindi che il con- cui il Pontefice gli donò un cap-
cilio generale di Ferrara era legit- pello ornato d' oro e di gemme.
timamente adunato. Va però no- Dopo tre giorni di residenza a s.

tato, che dopo 1' arrivo de' greci Antonio, Eugenio IV a' 27 gen-
nessun prelato , né dottore passò naio fece il suo ingresso nella cit-
da Basilea a Ferrara, e che gli am- tà, un baldacchino fatto co-
sotto
basciatori tanto dell' imperatore Si- struir comune colla maggior
dal
gismondo, che dei re e degli altri magnificenza e sopra un cavallo
,

principi che vi erano dinanzi, vi alla cui briglia destra stavano in


restarono tutti, e che il re di Fran- piedi il Antonio dalla Pace
cav.
cia Carlo VII proibì che ni uno dei inviato di Giovanni II re di Ca-
suoi sudditi passasse a Ferrara, col stiglia, e il marchese Nicolò III

pretesto di assistere al concilio. In alla sinistra. Lo precedettero il cle-


una parola la Francia, la Spagna, ro ferrarese, e i padri del concilio
e gli altri aderivano al con-
stati tutti a cavallo vestiti di cappa, e
cilio di Basilea perchè non cre-
, lo condussero alla chiesa cattedra-
dendolo divenuto conciliabolo, lo le, ov' egli recitò alcune preci; in-
ritenevano in vece ecumenico e per- di seduto in cattedra fece pronun-
ciò lo rispettavano. Divisando Euge- ciare dal vescovo di Forlì una bre-
nio IV di portarsi in persona al ve esortazione, e quindi si trasferì
concilio di Ferrara, stabili prima al palazzo del marchese dirimpet-
in Bologna coi procuratori dell'E- to alla chiesa. Siccome il Papa pa-
stense alcuni capitoli a' 16 gennaio, tiva di podagra , il comune avea
i quali in sostanza contenevano : fatto costruire un ponte di tavole
che il marchese e i ferraresi avreb- con dolce salita coperta di panni,
bero per vero Papa riconosciuto, la quale partendo dalla porta del
difeso, e nella loro città ricevuto tempio, terminava alla loggia an-
co' suoi cardinali e famigliari Eu- teriore del palazzo per cui in quel-
;

genio IV; che avrebbero ad essi, e la ed in altre occasioni potè il Pa-


agli imperatori, se vi fossero capi- pa aver comunicazione con il tem-
tali, somministrate le abitazioni gra- pio senza l' incomodo dèlie scale.
tuitamente, e lasciate passare le robe Agli 8 e io febbraio nella cappella
di vitto e vestito senza gabella, e di quel palazzo Eugenio IV tenne
che l'abitazione e persona del Papa due congregazioni di tutti padri, i

verrebbe affidata alle fedeli guar- e ai i5 intervenne in duomo alla


die ferraresi a preferenza delle pon- seconda sessione.
tificie. Eugenio IV partì da Bo- Nella seconda sessione il Papa
logna a' 2 3 gennaio con numeroso vi presiedette alla testa di circa
accompagnamento di cardinali, pre- settantadue vescovi, e pronunziò un
lati e cortigiani, e giunse il gior- decreto contro i padri basileesi. L'im-
no dopo in nave per il Po al mo- peratore greco col patriarca di Co-
nistero di s. Antonio. Il giovinetto stantinopoli, con Demetrio fratello
marchese Leonello , ed Uguccione di quel monarca e despota di Mo-
vol. xxiv. 7
98 FER FER
rea, cogli ambasciatori di vari so- lo tutti i cardinali, e molti de'pre-
vrani dell'Asia, e molti patriarchi, lati che si trovavano in Ferrara, e
arcivescovi, vescovi, e abbati della fu condotto a cavallo fino all'ap-
greca credenza ( che alcuni dicono partamento del Papa per una scala
ascendere a settecento persone, fra praticabile ai cavalli. Smontò l'im-
le quali ventuno prelati, Marco ar- peratore alle stanze del Papa, che
civescovo d'Efeso, e molte dotte gli si fece incontro, e mentre quel-

persone ), era approdato a Venezia lo voleva piegar le ginocchia, Eu-

sino dagli 8 febbraio sopra la flot- genio IV non glielo permise; indi
ta veneta che per gli uffizi del Pa- lo baciò, gli porse a baciar la ma-
pa era andata a Costantinopoli, a- no, e lo fece sedere alla sinistra. I

vendo rifiutata l' imperatore 1' al- cardinali, inchinatisi all'imperatore,


tra che il concilio di Basilea a fine sedettero inferiormente: dopo bre-
di tirarlo a sé vi aveva mandata. ve colloquio, l'imperatore alsuono
In Venezia ebbe alloggio nel pa- de' musicali strumenti fu accom-
lazzo Estense, ove fu complimen- pagnato all'alloggio preparatogli nel
tato a nome del Papa dal cardi- palazzo del Paradiso. Il rimanente
nal Albergati, da Nicolò III, e da del seguito imperiale continuò il
Ambrogio camaldolese. In pari tem- viaggio per Bondeno, e il despota
po T imperatore e il patriarca di- entrò in palazzo per altra via, do-
ressero ad Eugenio IV cinque am- po se n'andò al palazzo di Schifa-
basciatori. Venuto il mese di mar- noia, pure degli Estensi.
zo s'imbarcò di nuovo l'impera- Il patriarca greco assai grave
tore con circa cinquecento persone, per età, e preso da podagra era
e ai 3 pervenne a Francolino. Ivi rimasto a Venezia un mese dopo, :

sitrovò a riceverlo in nome del e più, spedi due suoi ecclesiastici


Papa un cardinale con cinquanta per ambasciatori al Papa, indi in
cavalieri dicompagnia; nel dì se- nave li seguitò. A Francolino il
guente s' incamminò alla città per marchese gli mandò incontro un
la via di Lagoscuro con una parte naviglio che sorprese i greci per la
di comitiva provveduta dal
sua bellezza e magnificenza. Vi entrò
marchese di centocinquanta caval- il patriarca col clero suo , e per
li. Premeva egli un gran destriero Bondeno fu condotto alla ripa di-
bruno, coperto -li porpora e d'oro, rimpetto la porta di s. Romano.
cui reggevano il f"eno i primari no- Gli uscirono ad incontrarlo il mar-
bili della corte iNrrarese . Nicolò chese con due suoi figli, quasi tutti
III, con Leonello e Boiso suoi fi- gli arcivescovi, i vescovi, e i cor-
gli ,era presso il monarca, il qua- tigiani del Papa ; ma egli dopo es-

le veniva coperto da io ombrello sersi fatto molto aspettare, fece sa-

color celeste, ed aveva ,ion lungi pere che voleva essere ricevuto an-
un ton gual-
altro cavallo bianco che dai cardinali. Per accordare
drappe a ricami d'oro, eie espri- questo cerimoniale, a cui si prestò
mevano fra le altre cose 1; aquile volentieri buon Pontefice per
il

imperiali. In mezzo a folfo popo- non guastare per un piccolo inci-


lo, e fra musicali stromeru giunse dente un massimo affare , passò
Y imperatore vicino alla porta di s. molto tempo, onde dovettero i gre-
Biagio. Di là uscirono 'A incontrar- ci dormire una notte nelle navi.
FER FER 99
La mattina degli 8
marzo, ol- di cessione dello Spirito Santo, a.*
tre ai nominati, uscirono quattro L'addizione FiUoque fatta al sìm-
cardinali, dice lo storico greco, ma bolo. 3.° Il purgatorio, e lo stato
furono i due soli ultimi cardinali delle anime avanti il giudizio. 4-°

diaconi; e incontratisi nel patriarca L' uso degli azzimi nei santi miste-
che veniva, senza farsi vicendevol- ri. 5.° L'autorità della santa Se-
mente di cappello, ne darsi o ren- de, e primato del Papa. Quindi
il

dersi saluto, gli fecero sapere stret- si trattò del cerimoniale da osser-
tamente il motivo della loro com- varsi allorché si fossero i greci e
parsa, dicendo il cardinal Prospe- i latini trovati insieme : lunghe
ro Colonna, come più antico Re- : discussioni produsse l'orientale sus-
verendissime Pater, Dominus no- siego, ma in fine si convenne.
ster Papa misit nos 3 ut associare- La prima sessione tenuta nel
mus paternitatem vestram : e pre- duomo che fu la terza di questo
,

solo in mezzo col gran seguito, concilio, uniti i greci coi latini, fu
tutti sopra cavalli e muli provve- a' g di aprile. L' ordine delle sedi
duti dal marchese furono condotti fu cosi disposto : la destra della
al palazzo apostolico. Sedeva il Pa- chiesa e dell'altare fu data ai lati-
pa co' suoi cardinali a destra nel ni, tra' quali era il Papa , e la si-
suo gabinetto. Al comparirgli da- nistra ai greci. Il trono papale sor-
vanti il. patriarca, riferisce l'autor geva quattro passi lungi dall'altare,
greco, che si trovò in piedi, e il e appresso inferiormente quello del-
patriarca lo baciò nelle gote : de- l' imperatore occidentale, o sia d'Al-
gli altri greci alcuni baciarongli la berto II re de' romani, succeduto in

mano sedente, altri gli s'inchina- quell'anno a Sigismondo , che mai


rono soltanto profondamente. Il pa- però non venne, e dietro a questi
triarca fu posto a sedere a sinistra le sedie proporzionate pei cardina-
del Papa ; brevissimo fu il loro li , arcivescovi , vescovi , abbati, ed
ragionamento , terminato il quale altri,secondo la loro anzianità di
il patriarca venne guidato all'al- grado nove erano i cardinali, tra
:

bergo preparatogli in casa de' Ro- il primo e il secondo cardinal ve-

berti, e furono distribuiti gli altri scovo sedeva il patriarca di Grado.


greci in varie abitazioni. Intanto A Papa a sinistra era
rincontro del
l'imperatore greco mostrò desiderio assiso monarca greco, e a destra
il

che al concilio fossero invitati gli di lui più umilmente ed in uno


altri principi cristiani; ma il Papa sgabello il despota di Morea ; a si-
gli fece riflettere che le discordie nistra e di fronte al primo cardi-
tra loro renderebbero impossibile nale si vedeva la sede del patriar-
l'unirli in un istesso luogo, pure ca di Costantinopoli , che per ca-
per compiacerlo spedi lettere circo- gion della podagra non comparve,
lari e nunzi in varie parti, onde e in seguito quelle degli altri gre-
portarsi a Ferrara per cooperare ci , cioè ne' quattro sgabelli presso
alla riunione dell'oriente coli' occi- il patriarca presero luogo l'arcive-
dente. Avanti prima
di tener la scovo di Eraclea procu latore del
sessione co' greci, fu convenuto de- patriarca di Alessandria, l'arcivesco-
gli articoli che doveansi esaminare vo -di Efeso procuratore del pa-
nel concilio. i.° Intorno alla prò- triarca d' Antiochia , l' arcivescovo
ioo FER FER
Monembasiense procuratore del pa- decidersi, a
fine, cominciandosi
tal

triarca di Gerusalemme, indi altri a' 4 giugno, due volte alla settima-
sedici arcivescovi, dopo quali suc- i na si radunarono nella chiesa di
cedevano sei crociferi della chiesa s. Francesco ove , lasciato prima
di Costantinopoli, cosi detti perchè libero l' ingresso a chiunque , sì
portavano sopra al cappello una grande era il concorso , che fu
croce, e per ultimo una venerabi- d'uopo in progresso disputare a
le comitiva di monaci. Lungo sa- porte chiuse. Alcune conferenze an-
rebbe il riferire le altre minute cor si tennero nell'anticamera del
particolarità che resero sorprenden- patriarca, affinchè dal letto, ove la
te quella rispettabile ed augusta podagra il tratteneva, potesse ascol-
assemblea : null'altro si fece allora tarle. Si resero poi pubbliche nel-
di notabile che dichiarare concor- la cappella del palazzo del Papa,
demente la legittimità ed univer- tormentato anch' egli dalla poda-
salità di quel concilio. Vi si di- gra, ove si trovò pure 1*
imperatore
chiarò per tanto che il concilio d'oriente. In questo tempo scrisse
ecumenico era aperto a Ferrara, e Eugenio IV a' i5 giugno al prete
siassegnarono quattro mesi per in- Janni, re ed imperatore d'Etiopia,
tervenirvi a tutti quelli che erano una lettera col titolo: Carissimo in
invitati; e come
non tali industrie Chris to Jilio Joanni praesbyte.ro
trasse a Ferrara maggior numero regi ac imperatori Ethiopiae illu-
di soggetti, ne restarono poscia sor- stri, ec, nella quale dandogli par-

presi i greci, ignorando senza dub- te del concilio , e del motivo che
bio che i re e gli altri principi fa- lo faceva celebrare, l'invitò ad in-
cevano allora tutti gli sforzi per viarvi egli pure alcuni suoi vescovi
accordar i padri del conciliabolo ben istruiti di lor credenza, per
di Basilea con EugenioIV, e che farne un rincontro colla cattolica
per questo credevano di non do- romana, e di rettificarla in caso di
ver mandar nessuno a Ferrara. Si discrepanza fra loro, promettendogli
esaminò in detta sessione di accor- validi soccorsi per cacciar dall'Egit-
do co' greci la questione se il sen- to i saraceni suoi nemici. Indi si

timento della Chiesa latina intorno venne a celebrar la II sessione. Il

alla processione dello Spirito Santo vescovo di Rodi fece un discorso


fosse ortodosso; e se con fondamen- sopra i vantaggi della pace, il qua-
to si fosse aggiunto la particella le occupò tutta la sessione. Nel-
Filioque al simbolo , per dichiara- la III e IV Co-
sessione Andrea di
re ch'egli procedeva dal Figlio. losso parlando pei latini, disse che
Per secondare i greci si dovet- egli pregava i greci , che se gli
tero differire a quattro mesi le al- scappava qualche espressione un
tre sessioni , a fine di attendersi i po' dura , l'attribuissero piuttosto
lontani già invitati. Non si spese all'argomento della disputa che al-
però sì lungo tempo inutilmente : le persone che disputavano. La IV
si destinarono dodici eccellenti teo- passò in discorsi vaghi tra Marcan-
logi per cadauna parte, dice il gre- tonio di Efeso, e Andrea di Rodi.
co scrittore, ovvero sedici secondo Nella V
sessione fu esposto qual
il latino, affinchè preparassero frat- fosse la fede de' trecento dicciotto
tanto privatamente le materie da padri che componevano il concilio
,

FER FER xor


Niceno, e fu Ietto il loro simbolo, sione il cardinal Giuliano Cesari-
e le definizioni del concilio Calce- ni, ch'era stato presidente del con-
donese, e del VI generale. I latini cilio Basileese sinché fu ecumenico,
produssero un ms. che assicura- fece delle osservazioni sodissime so-
rono essere antichissimo del II con- pra la proibizione fatta dal conci-
cilio Niceno, il VII generale, dove lio di che bisogna-
Efeso, e disse
sostenevano che si trovasse, che lo va ridursi a un punto più essenzia-
SpiritoSanto procedeva dal Figliuo- le , vale a dire , al sentimento dei
lo. Nella VI sessione Andrea di latini intorno dello Spirito Santo.
Rodi vedere con un lungo di-
fece - Imperciocché, se questo dogma è
scorso, che quel che i greci pre- vero, egli dice, si è dunque po-
*•

tendevano, che fosse un'aggiunta, » tuto metterlo nel simbolo per


non era né addizione, né mutazio- » ispiegare un mistero, che si è
ne , ma una semplice spiegazione »» voluto impugnare ". Il vescovo
di ciò eh' è contenuto nel princi- di Forlì appoggiò lo stesso argo-
pio, da cui si deduce una necessa- mento e sostenne , che non sola-
,

ria illazione ; il che provò egli colle mente non v'era nessuna legge che
testimonianze de' padri greci, e tra proibisse di aggiungere al simbolo
gli altri Giovanni Grisostomo,
di s. qualche spiegazione ; ma che non
il quale dice, che il Figliuolo pos- poteva nemmeno esservi chi tal
siede tutto ciò eh' è del Padre, tol- divieto facesse alla Chiesa; che que-
tane la paternità. Nella VII sessio- sta proibizione risguardava i soli
ne lo stesso vescovo continuò a privati, che di propria autorità vo-
parlare della stessa materia, e rispo- lessero fare queste aggiunte. Nel-
se alle autorità allegate da Marco la XI sessione il medesimo vescovo
d'Efeso: mostrò egli che quando i osservò, che ciò che avea dato mo-
concili proibiscono di esibire a tivo a' padri d'Efeso di farque-
quelli che abbracciano il cristiane- sto divieto , era il falso simbolo
simo una fede diversa da quella de' nestoriani, condannato già dal
eh' è proposta nel simbolo , non concilio che quel concilio non so-
;

proibiscono d' insegnare più chia- lamente proibiva di aggiungere pa-


ramente la stessa fede che in quel- rola a nessun simbolo , ma di far
lo è compresa ; e che il II conci- anco nuove sposizioni di fede , e
lio generale, chiamato di Costanti- quindi che se questa proibizione
,

nopoli avea aggiunto al simbolo


, dovesse estendersi alla Chiesa, e al
Niceno molte parole, e questo per concilio, ne seguirebbe che la Chie-
ispiegare contro i novelli eretici sa non potesse più fare una nuo-
certe verità di fede che non erano va esposizione di fede. Nelle ses-
espresse tanto distintamente. sioni XII, XIII, XIV, e XV, si

Neil' VIII e IX, Bessarione di disputò sopra lo stesso argomento:


Nicea parlò -pei greci , ed insistette i però persistettero in doman-
latini
sempre su questo argomento, che dare, che si esaminasse il fondo
non era vietato di spiegar la fede, della quistione, e che qualora fosse
ma ch'era proibito benM d'inseri- stata messa in chiaro , essere evi-
re nel simbolo delle spiegazioni, e dente che lo Spirito Santo proce-
che il III concilio generale di Efe- deva dalla persona del Figliuolo
so lo aveva divietato. Nella X ses- ci resterebbe nel simbolo l'addizio-
1,

102 FER FER


ne, che se non si potesse dire che bcro state pronte due galee pel lo-
egli ne procedesse , sarebbe tolta ro ritorno in oriente. A sì forti
l'aggiunta. Ma i greci si ostinavano stimoli e a quelli della peste, che
a domandare, che si cominciasse a già avea rapito Dionigi vescovo di
recidere dal simbolo 1' addizione Sardica, cessarono tutte le difficol-
Filioque prima di esaminare il fon- tà, e fu allora celebrata la quarta
do della quistione, e quindi le par- solenne sessione nella cattedrale
ti non poterono convenire. Delle eh' è 1' ultima memorata. Agli 1

menzionate quindici sessioni, le tre gennaio i43o,


furono sborsati ai
solenni erano state tenute nella greci gli assegnamenti sospesi, spe-
cattedrale, e le altre dodici nell'ap- dironsi ventun mila fiorini a Co-
partamento del Pontefice. stantinopoli , e si fornirono i greci
Nella XVI ed ultima sessione, stessi dell'occorrente pel viaggio di
il Papa propose all' imperatore di Toscana. Il Papa ai 16 si ritirò di
trasferire il concilio a Firenze, per- nuovo a s. Antonio, ivi nel dì se-
chè la spesa necessaria per mante- guente celebrò la messa di sua fe-
nere tanti greci, e per continuarlo sta, e si pose in nave, mentre per

a Ferrara era onerosa a lui, e per- Finale, Modena e Frignano per-


chè i greci cominciavano ad anno- venne a Firenze, sotto la fida scor-
iarsi in questa città, quindi dacché ta di Nicolò III, e delle milizie fer-
gli ultimi v'ebbero acconsentito, si raresi. V. Basilea, e Firenze.
pubblicò questa traslazione a' io' Frattanto l'Estense avea ricupe-
gennaio i43cj. Altri dicono che la rato le Polesine di Rovigo, che
peste sopravvenuta in Ferrara fece però inondò l'Adige con due gran-
risolvere Eugenio IV di trasporta- di rotte. Volendo il duca di Mila-
re a Firenze la continuazione del no riposarsi nella sua senile età,
concilio, nel qual caso i fiorentini per la somma fiducia che avea iu
avrebbono somministrato il da- Nicolò III, lo pregò a fargli da vi-
naro di cui abbisognava. Altro mo- cario, ond' egli lasciando Leonello
tivo della risoluzione del Papa , si al governo di Ferrara passò a quel-
fu il Imo-
vedersi invase Bologna, lo di Milano con titolo di gover-
la , Ravenna dal duca di
Forlì e natore. Mentre prosperava i suoi
Milano Filippo Maria Visconti, e amministrati, è fama che gli fosse
perciò non sicuro, siccome circon- propinato per gelosia il veleno, e
dato dai nemici, comandati da Ni- morì in quella città a' 26 dicem-
colò Piccinino generale del duca. bre 1 4-4 ! > coll'elogio di essere sta-
A conturbarono i
quell' avviso si to uno de più gloriosi principi del-
greci , e mostrarono desiderio di l' inclita casa d'Este, e solo taccia-
terminar l' affare ad ogni patto in to d' incontinenza : il suo corpo fu
Ferrara; ma il Papa cominciò a portato a Ferrara, e sepolto pove-
sospendere loro le pensioni, e nel- ramente siccome aveva ordinato.
lo stesso tempo promise , che se Leonello succedette al padre negli
fossero passati a Firenze non solo stati, giacché Eugenio IV avea ap-
si sarebbero esse sborsate ma a- , provato il disposto di Martino V, ed
vrebbe inviata altra somma a Co- avealo investito durante sua vita del
stantinopoli per mettere quella cri- vicariato di Ferrara, per mille fio-
pitale in istalo di difesa, e sarcb- rini all'unno. Il marchese dichiarò
FER FER io3
successori, prima Leonello, poi Lguccione Contrario ministro, vi-
Boiso suoi naturali, indi Ercole e cario ed arbitro del governo di
Sigismondo legittimi posponendo ,
Nicolò III e di Leonello, giacché
questi per la loro tenera età, e da lui pendè più volte la sorte di
per non rinnovare nella casa d'E- Ferrara, non che d' Italia. In egual
ste il proprio esempio della neces- tempo Camilla figlia di Nicolò 111,
sità de' tutori, e quindi il pericolo sposò Ridolfo Varano signore di
di tante rovinose conseguenze, quan- Camerino, il cui figlio Ercole pel
te ne aveva egli sperimentate. Lguc- primo stabifi. in Ferrara la sua
cione da Milano portò in Ferrara cospicua famiglia. Sebbene lo sta-
il triste annunzio, onde il giudice to politico d' Italia fosse allora il

de' savi avendo adunato il consiglio, più torbido, Leonello col proprio
e posto Leonello a sedere in luogo senno, e con quel di Borso si man-
eminente, il Perondoli arcivescovo tenne neutrale, non die mai pas-
di Ravenna, come uno de'più rag- so in fallo, e divenne come il pa-
guardevoli cittadini, gli consegnò dre, punto d' unione degli altri
il

il bastone del comando, il vescovo principi. Divenuto Papa Nicolò V,


di Ferrara Giovanni, col giudice richiamò all' ubbidienza Ferrara ,
de' savi gli posero la berretta in che subito si mostrò divota alla
capo, indi cia-cuno gli prestò giu- Chiesa; e morto il duca di Mila-
ramento , come il fratello Borso no, Leonello giovò allo Sforza di
lece prestale a quei di Modena e Cotignola, che avea sposato la di
di Reggio. Il duca di Milano Fi- lui figlia ed unica erede Bianca, il
lippo Maria Visconti rinnovò con quale divenne signore di Milano.
Leonello i capitoli di alleanza con- Leonello dopo di avere riportata
tratta col defunto, e altrettanto fe- da Nicolò V la rinnovazione d'in-
cero le repubbliche di Venezia e vestitura delle decime apostoliche
di Fireuze ; di più il duca chiamò ne'suoi stati, morì nel 1 45o. Non
Borso suo figlio adottivo, colla suc- fu mai principe più desiderato e
dominio di Novara, ciò
cessione al pianto di questo, essendo giusto,
che non ebbe effetto. Leonello co- affabile, generoso, ed amantissimo
me d'indole bella e generosa, lo- del bene de' sudditi. Nel suo pa-
devole anco per amor fraterno, ce- lazzo eresse con singoiar magnifi-
dette a Borso alcuni dominii. quin- cenza una cappella, e vi collocò io
di sposòMaria figlia naturale pri- suo servigio una compagnia di mu-
mogenita di Alfonso V re di Ara- sici francesi. Sopra tutto fu enco-
gona e Sicilia. Rizzarda da Saluz- miato per aver coltivato le lettere,
zo sdegnata di veder piefeiiti i massime la poesia, e grandemente
bastardi a'suoi figli legittimi, lascia- protetto i letterati anche stranieri,
ti questi a Ferrara ripatriò; ma per il perchè fu assai celebrato, e gli
politica i loro fratelli, col motivo si consagrarono diverse medaglie
di educazione, li mandarono nella onorarie.
corte di Alfonso. Nel 144" a & istan- Leonello lasciò oltre un figlio
za del comune, Leonello fece de- naturale nomato Francesco, un le-
cretare leggi contro il rovinoso e gittimo per nome Nicolò, al quale
indecente lusso delle donne; e nel- i ferraresi credevano dovuta la suc-
l'anno seguente mori il benemerito cessione dello stato, mentre altri
**>4 FER FER
propendevano per Ercole e Sigis- di Bartolomeo Pendaglia con Mar-
mondo figli legittimi di Nicolò 111; gherita Costabili, essendo allora il

ma a cagione della loro giovanile palazzo Pendaglia considerato il più


età tutti si dichiararono per Borso, bello di Ferrara, che poi divenne
di mirabil senno, di probità singo- s. Margherita. Qui
conservatorio di
lare, amato dal popolo, e stimato noteremo che Bartolomeo Penda-
universalmente, e destinato dal pa- glia ci die un opuscolo stampato in
dre successore di Leonello. Il po- Ferrara nel i563 con questo tito-
polo l'acclamò ad onta di sua ri- lo: Canti quattro in lode della sua

pugnanza, ed allora cangiò l'abito prosapia. Quindi Federico III e-


lugubre nel principesco ; indi Mo- resse Modena e Reggio in feudi
dena, Reggio, e gli altri dominii dell' impero, e ne creò Borso pri-
Estensi seguirono l'esempio di Fer- mo duca, non che conte di Rovi-
rara, e l'orso subito profuse a tut- go con cerimoniale sfarzoso e bril-
ti le sue beneficenze. A'i4 novem- lante :a ciò fu mosso l' imperato-
bre Nicolò V
con breve d' investi- re dal suo segretario Enea Silvio
tura convalidò in Borso e ne' suoi Piccolomini, poi Pio II, parente di
figliuoli il vicariato e signoria di Borso per la famiglia Tolomei, in
Ferrara, per l'annuo censo alla ca- riflesso dell' ampiezza del dominio,
mera apostolica di cinquecento fio- delle virtù, e della magnificenza
rini d' oro ; e con altri brevi gli cui fu trattato dall'Estense; ne de-
confermò in vita i feudi di Massa- scrive la bella e decorosissima fun-
Lombarda, Roncadello, Zeppa, Scan- zione il Frizzi nel tom.
diligente
tamantelli, e s. Agata per una lib- IV, pag. 19 delle sue Memorie per
bra di argento puro, non che Ba- la storia di Ferrara. L' istromen-
gnacavallo, Barbiano, Cunio e Za- to di tal creazione lo pubblicò Mu-
gonara, coli' annuo censo di cento ratori Antich. Estensi, cap. 9, non
fiorini d' oro. Sotto Borso l' isola meno che l'altro distinto d'inve-
di s. Antonio fu compresa nella stitura imperiale a Borso ed a'suoi
città, e si prosegui alacremente il eredi, e legittimi discendenti ma-
gran campanile del duomo. Nel schi primogeniti, o mancanza,
in
i4^2 Borso ricevette in Ferrara ad un collaterale da nominarsi da
F imperatore Federico III, che in esso dentro di un decennio, del
compagnia del duca Alberto suo ducato di Modena e Reggio, e
fratello, di Ladislao suo nipote re luoghi annesi, con titolo di princi-
di Ungheria e di Boemia, di ven- pe del sagro romano impero, e
tidue vescovi, molti baroni, e de- duca, con suprema giurisdizione, e
coroso seguito portavasi in Roma coll'uso dell' aquila imperiale nello
a ricevere da Nicolò V la corona slemma, per l'annuo feudo di quat-
d'Italia, e l'imperiale. Federico III tro mila oro di ducati
fiorini d'
ricevette sontuosi regali, e la pre- veneti. Sono qui comprese la Gar-
sentazione delle chiavi della città. fagnana, e molti luoghi del terri-
A' 9 maggio l'imperatore reduce torio lucchese, parmigiano, e tor-
da Roma vi fece ritorno, trovan- tonese, la contea di Rovigo, e quel
dosi a riceverlo quasi tutti gli am- che è notabile Argenta, s. Alberto,
basciatori di tutti i principi d' Ita- la Riviera di Filo, Comacchio, e il
lia. Onorò singolarmente le nozze Porto di Primaro, sui quali ultimi
FER FÉ 11 io5
luoghi ha sempre impugnato ogni suo baldacchino, e dopo avere o-
diritto imperiale la Sede apostoli- rato, benedetto il popolo, e pub-
ca, come si può vedere al citato blicata l' indulgenza , fu condotto
articoloComacchio. Sul porto di ad alloggiare in corte per una sa-
Primaro sono a vedersi gii autori lita simile a quella costruita per
che di esso scrissero, noverati nel- Eugenio IV, passando i cardinali
la Bibliografia dello slato pontificio a diversi palazzi privati. Ne' molti
a pag. i47> e nel Supplemento a giorni che Pio II restò in Ferra-

pag. 33. Quanto alla pensione fu ra, più volte fu alla cattedrale ove
diminuita ad istanza dello stesso assistè ai divini uffizi cantati dai
Dorso, e poi abolita affatto. Partì suoi cantori ; e nel dì del Corpus
Federico III da Ferrala a' 9 mag- Domini, portato sopra il suo seg-
1

gio, ed in Venezia alloggiò al pa- gio, accompagnò la funzione ; in


J
lazzo Estense. Borso dopo ricevute fine a a5 maggio, celebrata la
le ambascerie di congratulazioni da messa in duomo, e data la bene»
quasi tutti i principi d'Italia, si dizione al popolo da una loggia
fece vedere ai due nuovi suoi du- del palazzo Estense, partì per Man-
cati, che non è a dire con quali tova ne' bucintori del duca, da cui
affettuose e cordiali onorificenze fu fu accompagnato sino ad Ostiglia.
ricevuto dai modenesi e dai reg- Sostenne Borso tutte le spese non
giani. Così gli stati Estensi gode- solo del Pontefice, ma dei princi-
vano pace, e fiorivano, mentre il pi ed ambasciatori che in Ferra-
resto dell'Italia rimbombava dal fra- ra concorsero con sfarzosi corteggi.
gor delle armi, senza che Borso In questa occasione chiese Borso a
per la sua saggia neutralità ne ri- Pio II di essere creato anche duca
sentisse : fu egli che pel primo nel- di Ferrara, di cui a' 12 gennaio
la zecca ferrarese battè moneta eragli stala rinnovata l' investitura,
d'oro, e la prima fu il ducato fer- ed in oltre di essere liberato dal
rarese. censo annuo alla Sede apostolica ;
Conquistata da Maometto II nel- la seconda proposizione non piac-
l'anno i453 Costantinopoli, il Pon- que, e la prima fu differita. Tut-
tefice Nicolò V, e il successor Ca- tavia Pio II Borso in più
distinse
listo III fecero di tutto per porre modi, e quando entrò in Ferrara
un argine alle conquiste ottomane. portato in sedia dai suoi palafre-
Ma Pio li intimato un general nieri, essendo a piedi duca e a
il

congresso a Mantova, vi si portò lui vicino, gli comandò monta- di


nel i4^9- Ai 16 maggio pervenne re a cavallo. D'altronde Borso in-
in barca a Ferrara, accompagnato viò ambasciatore al congresso Ga-
da dodici cardinali, e da mille cin- rone suo fratello abbate di Nonan-
quecento guardie a cavallo. IN'el dì tola, ed esibì per la guerra tre-
seguente da s. Antonio fece l' in- cento mila fiorini d' oro. Di ritor-
gresso in città con grande solenni- no da Mantova il Papa in nave
tà, onorato dal duca e principi di ripassò sotto le mura di Ferrara
casa d' Este, da altri signori, dalla a' 17 gennaio 1460; lo trattenne
nobiltà, clero, e primari ferraresi. Borso in Castelnuovo un giorno
Giunto il Papa al duomo, fu tol- solo, indi lo servì fino ai confini
to e diviso al solito dalla plebe il del Bolognese; ma quello che rese
io6 PER FER
vanno il congresso fu la guerra in- e Teofilo che propagò la famiglia, e
sorta tra il re di Napoli Ferdinan- che per l'egregie sue qualità di-
do I, e i baroni del regno seguaci venne il più caro tra i famigliari
del partito angioino. Ercole fratel- di Borso. Questi lo creò cavaliere
lo del duca era divenuto in quel- a speron d'oro, indi suo gentiluo-
la non men grazioso e no-
corte mo di camera, socio, e commen-
bile, che prode nel maneggio delle sale, cioè maestro di camera gli :

armi, ond'era chiamato il cavalier donò le castalderie o tenute di Ben-


senza paura. Malcontento del re vegnante e di Bellombra «/palaz-
seguì il partito del suo emulo Gio- zi in esse edificati
; e lo investì a
vanni d'Angiò ch'era unito ai ba- titolo di feudo nobile giurisdiziona-
roni del regno, e nella strepitosa le, co'suoi discendenti maschi legit-
battaglia del Sarno , affrontò lo timi in perpetuo, de' castelli di
Cau-
stesso re per imprigionarlo, ma gli riago, diMaranello e di Fusigna-
rimase in pugno un brano di sua no. Tuttociò fece il duca la notte
veste, che conservò per gloria. Nel di Natale del i465 duomo, e
in
i46i Borso die principio alla ma- tornato al palazzo vi aggiunse con
gnifica ed ampia Certosa, che di- diploma a parte le più ampie esen-
venne vino de'principali ornamenti zioni e privilegi. Nel 1468 l'im-
di Ferrara ; e nel 1 463 ricevè di- peratore Federico III portandosi a
mostrazioni di stima dal soldano Roma fu di passaggio per Ferra-
di Babilonia, e dal re di Tunisi ra, e vi ritornò nell'anno seguen-
cui era giunta lafama di sue ge- te, sempre magnificamente trattato
sta. Nel medesimo anno richiamò da Borso : dispensò l' imperatore
dal regno di Napoli Ercole e Si- molti titoli e privilegi a diversi
gismondo che fece governatori con ferraresi, massime a 'Teofilo Cal-
amplissime facoltà, il primo di Mo- cagnini. Per la congiura che Pii i

dena, il secondo di Reggio. signori di Carpi tesero nel 1469


Lapeste in detto anno esercitò contro di Borso, si rese immorta-
il maggior furore, per cui l'univer- le Ercole d'Este, perchè ad onta
sità fu trasferita a Rovigo. Nel della signoria di Ferrara, e delle
1464 contribuì il duca due galee più lusinghiere promesse che gli si
a Pio II, nella crociata che im- fecero, se voleva farne parte, non
prendeva contro turchi ; ma mor-
i solo abborrì tal misfatto, ma si-

to in Ancona il Papa sul punto mulando di acconsentirvi scuoprì


di partire colla flotta, i legni dei tutto al fratello, volle in mani le
collegati fecero ritorno alle loro prove del tradimento, e ne seguì
patrie. In questo tempo esercitò il memorabile punizione. Mentre Pao-
duca un tratto di sua munificenza lo II faceva guerra ai signori di

colla nobile famiglia Calcagnini Rimini, Maometto II il primo im-


ferrarese, oriunda di Germania. Da peratore de'turchi, estendeva le sue
essa uscirono parecchi uomini il- conquiste, laonde pensò meglio a
lustri, altri ebbero uffizi e cariche pacificar con Borso i principi ita-
nella corte degli Estensi: Eleonora liani, per poscia opporli al conqui-
che sposò un Nicolò d'Este ; ed Al- nemico del nome cristiano.
statore,
fonso che si congiunse in matrimo- Quindi riconoscendo Paolo II nel
nio con Laura di Rinaldo d' Este; duca un principe di esteso domi-
I ER FEB 107
nio, di gran senno, e benemerito Paolo II creato cavaliere di s. Pie-
della Chiesa, manifestò a' cardinali tro col dargli la spada uuda in
in un concistoro la sua intenzione mano, cui gli cinse Tommaso Pa-
di cambiargli il titolo di -vicario leologo despota della Morea e fra-
in quello di duca di Ferrara. Bor- tello dell' ultimo imperatore greco,
so di ciò avvertito e invitato a mentre Napoleone Orsini generale
Roma, consegnando governo ad il di s. Chiesa, e Costanzo figlio di
Ercole, Sigismondo e Rinaldo suoi Alessandro Sforza signor di Pesaro
fratelli ec. fra le lagrime di con- gli calzarono gli sproni. Fatto l'of-

solazione de' suoi ferraresi parti ai fertorio due cardinali lo presenta-


i3 marzo i^ji con decorosissimo rono di nuovo al Papa che lo
seguito, ed accompagnamento di ammise al bacio della pace. In se-
gran signori per la capitale del guito preceduto dai due arcivesco-
mondo cattolico , ove da Cesena vi, e seguito da Alberto suo fra-
sino a Roma d' ordine del Papa tello, da Teofilo Calcagnini, e da-
l'accompagnò l'arcivescovo di Spa- gli altri del suo corteggio, baciò
latro, governatore della Marca di ed abbracciò tutti cardinali. Poi- i

Ancona, e tesoriere della camera, ché fu compiuta la comunione,


supplendo a tutte le spese. All'en- Borso die l'acqua alle mani al Pa-
trare ed all'uscire dalle città, Bor- pa, e allora fu che questi lo creò
so gettava monete d'argento al po- duca di Ferrara con facoltà di te-
polo. stare, e dispor del ducato. Reci-
Approssimandosi a Roma fu in- tando Paolo II la forinola, contem-
contrato dalle famiglie del Pa- poraneamente gli porse 1' abito du-
pa, de' cardinali e degli ambascia- cale, cioè un manto di brocca-
tori ivi residenti, ed in perso- to d' soppannato di vai con
oro
na dai cardinali Zeno nipote del un bavaro alto, ed una berret-
Papa, e Gonzaga, i quali presolo ta a cupola e ad orecchie pen-
in mezzo, nel di primo di aprile denti, ornata di molte gemme e
1 47 ' 1° introdussero a' piedi di singolarmente di un balascio di
Paolo II. Questi dopo la più be- mirabil bellezza, le quali tutte con
nigna accoglienza trattenne Borso altre assai aveva poco prima re-
nel proprio palazzo di s. Marco, e galato Borso stesso al Pontefice.
fece a spese della camera ricovrar Inoltre questi gli porse nella destra
gli altri in vari luoghi. Cadde la una verga d'oro, e al collo una
solennità di Pasqua a' 14 di quel collana parimenti oro sparsa di
d'
mese, e in tal giorno inviatosi il pietre preziose. Al fine della mes-
Pontefice a s. Pietro, Borso in abi- sa, fatti dal Papa alcuni cavalieri,
to lungo fino a' piedi di drappo e data a Borso la benedizione, fu
d'oro cremesino gli sostenne die-
,
questi accompagnato da tutti i car-
tro il lembo del piviale. Nella gran dinali alle sue stanze. Nel susse-
messa allorché fu cantata l'epistola, guente lunedi, Borso accompagnò
Borso fu condotto dagli arcivescovi in abito ducale il Papa a s. Pie-
di Milano e di Candia avanti al tro, e nella sagra funzione sedette
Papa, ed ivi fece il giuramento di tra il cardinal di s. Maria in Por-
fedeltà. Si cantarono in seguito le tico, e quello di s. Lucia. Com-
litanie , e queste terminate, fu da piuta la messa il Papa pronunziò
ioS FER FER
IVIogio di Borso, e della gloriosa dtestìnis lib. 8, ad an. 1 47 » , pag.
stirpe Estense, quindi i due cardi- 6, 7; Muratori, De antupiitali-
il

nali Maria in Portico, e di


di s. bus Atesùnis par. II, cap. g, pag.
Monferrato guidarono il duca al 7.7.3 ; il Quirini, Vindiciae Pauli
soglio, e qui Paolo II gli clonò la IT, cap. IV; ed il Ciacconio, Vit.
rosa d'oro benedetta tempestata di Pontìf. Già nuove di quanto ac-
/e

gemme del valore di cinquecento cadde in Roma erano giunte pri-


ducati d'oro. Ei la rimise in mano ma a Ferrara , e s' erano quivi
del Pontefice, ma gli fu da esso fatte pubbliche allegrezze, quando
riconsegnata all' uscir del tempio ;
Borso ai 1 8 di maggio, incontrato
onde con essa in mano, preceduto alla villa di s. Nicola dal fratello
da quindici cardinali, e spalleggia- Ercole, e da folla grande di popo-
to dal cardinal vice-cancelliere, e lo rientrò in città, e potè ciascun

dal cardinal Mantova, cavalcò


di che volle, baciargli la mano a rad-
per Roma fino a s. Marco, ove gli doppiar la pubblica letizia. Aveva
fu fatto godere un lautissimo con- Borso sofferto nel viaggio, che fece
vito. sempre a cavallo, dicendo che il
Altri onori e distinzioni ricevet- cocchio era per le donne e pei
te duca nel suo soggiorno di un
il fanciulli, laonde ammalò e fece te-

mese circa in Roma. Di una gran mere di se a' 26 maggio, e mori


caccia data a suo riguardo, raccon- non a'27 di questo mese,
ai 19 ma
ta il Bellini, Monete di Ferrara di agosto, mentre erano i partiti si

pag. i ?.8, se ne perpetuò la me- posti in allarme, chi tenendo per


moria in una medaglia di bronzo. Nicolò figlio legittimo del bastardo
Vi fu anche una sfarzosa giostra Leonello, chi per Ercole figlio le-
nella quale combatterono ferra- i gittimo di Nicolò III. Le lodi di
resi divisi in due squadre: de'giuo- Borso non si possono in poche li-
ehi poi che si solennizzarono dal nee racchiudere formò la felicità :

popolo romano, e d'altro ne trat- de' sudditi, onde poi si disse per
ta Michele Cannesio in Vita Pali- proverbio : non e più il tempo di
li If, pag. g5. Se fu il Papa cosi Borso. Vestiva d'ordinario di broc-
munifico con Borso, è facile im- cato o tela d' oro , e portava una
maginare quanto lo fosse il duca collana del valore di settantamila
verso la corte pontifìcia, dicendosi ducati : piena di lusso era la sua
che impiegò quattro mila ducati corte, tenendo nella scuderia circa
in mancie. Dopo un colloquio se- settecento cavalli. Assai spese nell'e-
greto col Papa di quattro ore, ric- rigere fàbbriche , e grandemente
co di privilegi e grazie spirituali protesse, premiò, e fece amplissime
(il Novaes t. V, p. 73g aggiunge, donazioni in favore di chi fedel-
che i regali fatti dal Papa al duca mente lo serviva, e per quelli che
nel valore superarono
mila otto meritarono la sua grazia e rico-

scudi), si Ferrara,
avviò verso noscenza, ricolmandoli pure di pri-
scortato e provveduto, come prima, Di tanta liberalità godettero
vilegi.

a spese della camera apostolica per non poca parte anche i letterati,
tutto lo stato ecclesiastico, pel qua- e fu tenuto per uno de' maggiori
le passando visitò il santuario di mecenati delle lettere , che pure
Loreto. V. il Pigna, De principibus coltivò. Non pigliò moglie per non
FER FER 109
perturbare ad Ercole suo fratello to rispetto a Massa-Lombarda, B_on-
il legittimo diritto di succedergli. cadello, Zeppa, Scantamantello, s.
Ercole dunque nelle solite for- Agata, Bar-
Bagnacavallo, Cunio,
me fu salutato signore di Ferrara, biano, e Zagonara, e colla facoltà
e con pubblica cavalcata per la di usar nello stemma, come si è
città fu condotto alla cattedrale, detto, le chiavi pontificie. Intanto
scortato da due mila provigionati rappacificatisi Ferdinando I re di
cbe portavano banderuole in ni ano Napoli col duca, die a questi in
coli' insegna del diamante legato in isposa la sua primogenita Eleono-
un anello, propria di Ercole I. Giu- ra, colla dote di ottantamila du-
rò sull'altare l'osservanza della giu- cati, ed in passando la sposa per
stizia, e l'amor del popolo, e rice- Roma, Sisto IV, e il cardinal Pie-
vette dal giudice, da' savi, e dagli tro Riario suo nipote fecero tale

ordini della città lo scettro d'oro, sfarzoso accoglimento, e gli dierono


e il giuramento di fedeltà; quindi sì stupendi spettacoli che destaro-
mandò ambasciatori al Papa Sisto no la più alta meraviglia, e sem-
IV per omaggio ubbidenziale. A brarono incredibili a tutta l'Eu-
Nicolò d'Este cb' erasi rifugiato in ropa quando se ne sparse la de-
Mantova, in segno di generoso per- scrizione. La unione che
stretta ,

dono Ercole 1 spedì i lugubri pan- passava tra Sisto IV , e Ferdinan-


ni, ma inutilmente; indi il du- do I die motivo ad una lega che
ca si die a beneficare il comune per cauzione gli contrapposero i
ed popolo ; confermò a Sigis-
il veneti, i fiorentini, il duca di Mi-
mondo suo fratello la luogotenenza lano, e quello di Ferrara, nel i^j5.
di Reggio, ed a Teofilo Calcagnini Questo contegno di Ercole I sem-
le cariche cbe teneva presso Borso. bra che non dispiacesse né al Pa-
All' altro fratello Alberto che per pa, né al re, giacché il primo nel
lui erasi• adoperato coi ferrare- i4y6, mentre nella cattedrale cele-
si,donò il palazzo di Schifanoia bravasi messa solenne, gli fece pre-
con vane tenute e terre ; indi sentare da monsignor Pasi faenti-
perdonò ai suoi contrari, ed inco- no un cappello di seta adorno di
minciò a palesare le sue passioni perle, ed una preziosa spada men- ;

per i viaggi, per le fabbriche che tre il re gli spedì l'ordine cavalle-
spesso faceva e distruggeva, e per gli resco di Arminio da lui istituito.

spettacoli. Rizzarda da Saluzzo, ve- In detto anno la duchessa die alla


dendo il proprio figlio signore di luce un maschio che fu chiamato
Ferrara, a questa città fece ritorno. Alfonso, per memoria del celebre
Nel i4"72 Sisto IV concesse la rin- bisavo della sposa, e ne furono pa-
novazione d'investitura ad Ercole drini le repubbliche veneta, e fio-
I, col titolo di ducato per esso, i rentina. Nicolò di Leonello non a-
figliuoli, e i nipoti legittimi e na- vea mai deposta la speranza di sa-
turali di retta linea fino alla terza lire alla signoria di suo padre, co-
generazione, col censo annuo di me nato legittimo da illegittimo.
sette mila fiorini di camera, ri- Fomentato dal cognato Lodovico II
spetto a Ferrara, salva la ritenzio- marchese di Mantova e dal duca ,

ne di mille fiorini a titolo di pro- di Milano, profittando che Ercole I


5
vigione, e di una libbra di argen- stava a Belriguardo ; s introdusse
no FÉ R FER
armata mano in Ferrara , e alla repubblica Questa però
fiorentina.
puerpera Eleonora, in camicia, col contrappose Bona duchessa di Mi-
neonato principe, e le bambine Isa- lano, il re di Francia, i veneziani.
bella e Beatrice, gli riuscì di fug- il Benti voglio predominante in Bo-
gir dal palazzo Estense per la via logna, l'Estense, i IVlalatesta, ed
coperta fatta dal duca nel castel- altri; onde i collegati elessero ca-
lo, ov' era in guardia il cognato pitano generale duca Ercole il I,

Sigismondo, ed Alberto rifugiato. collo stipendio annuo in tempo di


Indi questi due dopo alzato i ponti pace di quarantamila scudi, e di
montarono a cavallo, e raunarono sessantamila in tempo di guerra.
gente che unissi a quella raccolta Fu meraviglia di vedere il duca
dall'altro fratello Rinaldo, e gri- contro il suocero, e si vuol ciò de-
dando i trombettieri Diamante, Dia- rivato dal veleno che questi vole-
mante , insegna del duca, assaliro- va propinargli. Per la massima del-
no i veleschi seguaci di Nicolò , i l' equilibrio già in uso, diversi po-
quali furono parte morti e parte tentati s'indussero alla guerra per la
fugati , ed in una palude presso crescente potenza dei Riari e dei
Bondeno Nicolò fu preso. Ercole I Rovereschi parenti di Sisto IV. Il

appena saputo il trambusto corse duca parti colla sua gente per Fi-
a raccoglier gente, ma entrò nella renze, lasciando il governo nelle
città quando era tutto terminato, mani della duchessa Eleonora la ,

e co' fidi fratelli portossi a ringra- quale egregiamente lo esercitò.


ziar Dio. I principali ribelli furono il Papa scomunicò la
Allora le-
impiccati, e nel castello furono de- ga, ed il re di Napoli rimandò a
capitati Nicolò^ ed un Azzo d'Este; Ferrara Alberto d' Este, insinuan-
il primo fu sepolto cogli onori del- dogli di porre in iscompiglio la cit-
la famiglia a s. Francesco nell' ar- tà ; ma egli saggiamente andò tut-
ca rossa, sepolcro degli Estensi. Al- to a raccontare al fratello, che l'al-

berto per gravi sospetti fu esiliato loggiò nel proprio palazzo eh' era
a Napoli, e confiscato il palazzo e quello de' Pazzi , da dove lo man-
le possessioni. Di queste, e di pri- dò a Castelnuovo di Tortona, men-
vilegi il duca invece arricchì Lo- tre Eleonora avea dato alla luce il

dovico Fiaschi della nobile famiglia terzo figlio Ippolito, essendo stato il

oriunda di Milano, e detta anche secondo Ferdinando o Ferrante.


de' Mori, avendolo dichiarato suo Dopo varie guerresche vicende fu
compagno, o maestro di camera, e fatta la pace, e nel 1480 la du-
cavaliere; gli donò 1' elegante e chessa die alla luce Sigismondo. I
bel palazzo presso s. Giustina, che più tempi del governo Esten-
felici

avea confiscato a Matteo dall'Erbe se furono per Ferrara quelli di


milanese, per essere stato uno deVe- Leonello di Borso , e di Ercole I
,

leschi,ed onorò le di lui nozze sino al 1 48 1, dopo la qual epo-


con Margherita Perondoli. La pace ca alla pace, all'opulenza, e ad o-
d'Italia nel 1478 fu turbata dalla gni nobile coltura, nonché ai conti-
congiura de' Pazzi in Firenze: ne nui deliziosi e magnifici spettacoli
fu conseguenza la guerra dal Papa, e divertimenti, succedettero gli or-
dal re di Napoli, dal duca d'Urbi- ribili disastri d'una delle più fu-
no , e dai sanesi mossa contro la renti guerre, cioè di quella veneta,
, ,

fé a FEU in
pei conseguenze fatali ai ferra-
le mici del duca fecero capitano ge-
resi, ed alla casa d'Este. Il tribu- nerale del loro esercito il valoroso
nale veneto del visdomino in Fer- Federico duca di Urbino. Finalmen-
rara, per controversie giurisdiziona- te a' 2 maggio 1482 il senato ve-
li, spesso fu argomento di disgusto neto dichiarò con pubblico decreto
tra i due governi; ma esso crebbe la guerra ad Ercole I, quindi i ve-
dopo maritaggio di Ercole I con
il neti presero Adria e Comacchio,
Eleonora figlia di un loro nemico, mentre dalla parte di Romagna il

mentre può aggiungere con al-


si loro alleato Malatesta .dovette limi-
cuni storici, che aspirando sempre tarsi alle devastazioni. Il duca sul-
la repubblica al dominio di Fer- le prime liberò Ficarolo, antemu-
rara avea divisato dare al duca rale di Ferrara, di essere superato,
una gentildonna veneziaua forse , con strage de' nemici, e si pose in
per ereditarne un giorno le ragio- grado di trattenere la flotta veneta ri-
ni, come avevano fatto medesimi i tirata a Ravale ; tutta volta ai ripetu-
veneti col re di Cipro Giacomo. ti assalti il castello di Ficarolo cad-
Quindi rinnovandosi punti di di- i de in potere del generale Roberto da

scordia, ed essendo maggiori le dif- Sanseverino capitano de' veneti, cosi


ficoltà di sedarle, nel i&n
Ercole I fu pure espugnato Rovigo capitale
soppresse 1' esenzioni che pretende- del Polesine, onde i circostanti luo-
vano goder i veneti abitanti in Fer- ghi vennero agevolmente in potere
rara e sobborghi, anzi avvi chi crede del nemico.
che nel 1 47^ il duca si dichiarò di Comacchio fu ripresa dai suoi
non voler più ricevere il visdomi- abitanti, ed il duca non poteva ri-

no, né di ricevere più il sale dai ve- cevere soccorsi dal re di Napoli suo
neti, giacché nel Ferrarese se ne principale alleato, perchè l'armata
aveva a buon mercato. Terminò di condotta dal suo figlio Alfonso duca
rompere la reciproca armonia, quan- di Calabria, composta di quat-
e
do alcuni fanti della repubblica in- tromila cavalli, dopo avergli im-
seguirono in Ferrara un faentino pedito il conte Riario d'avanzarsi
colpevole di delitto, per non dire era stata interamente battuta a
di altre cose finanziarie, e persino Velletri da Roberto Malatesta, co-
di lesa giurisdizione ecclesiastica mandante delle milizie papali. In
per cui si ritirò a Venezia il vis- Ferrara mori il duca di Urbino
domino. Nel punto che speravasi generale della lega , la quale poco
una riconciliazione Girolamo Riario. soccorreva Ercole I, e gli fu sosti-
per l'autorità che gli concedeva lo tuito Sforza Visconte milanese, ri-
zio SistoIV compose in Venezia , putato militare. Intanto in Ro-
una lega contro Lodovico il .Moro ma morì il Malatesta, e in Ferra-
reggente di Milano , ed Ercole I ,
ra la peste e la fame accresceva le
perché questi era amico dei Medici sciagure, oltre la grave malattia in
nemici del Papa, e perchè Girolamo cui cadde il duca, ma la duches-
ai dominii d'Imola e di Forlì ne vo- sa con eroica intrepidezza assunse
leva aggiungere altri. Incomincia- il governo, bene assistita dal Revi-

rono i veneti sui confini del Pole- lacqua giudice de' savi. Della fa-
sine di Rovigo a ledere i diritti miglia Revi'acqua, oltre il Frizzi e
del duca nel 1481, mentre gli a- lo Zazzera ne trattano altri auto-
,

ii2 FER FER


ri, fra' quali Valerio Seta nella Ge- tra il Papa da un lato e il re di
nealogia della famiglia Bevilacqua, Napoli dall'altro co' suoi alleati, e di
ed aggiunta sino ai tempi nostri più riuscì a condurre Sisto IV nel-
da F. agostino Superbi , Ferrara la lega contro la repubblica di
1626. Nel 1606 ivi il Seta aveva Venezia , ciò che con gran tripu-
pubblicato il Compendio istorìco di dio de' ferraresi fu notificato nel
questa nobile famiglia. 11 citato dicembre 1482. Da Pietro Cyrneo
Frizzi ne ba trattato ancbe a par- abbiamo Commentarla de bello
te, nelle Memorie storiche ec., Par- ferrariensi ab anno 1482 usque ad
ma 1779. Il furore marziale vene- annum i4<H» exstat inter Rerum
to si rallentò per le perdite fatte, Muratori, tom. XXI.
italicar. script.
e per le difese cbe l'Estense oppose. Sanuto Marino, Commentari della
Però non andò guari cbe il San- guerra di Ferrara tra li veneziani
severino pose di nuovo lo spaven- ed il duca Ercole d'Este nel 482, 1

to a Ferrara coll'avvicinarsi sino a Venezia 1829. La


guerra tra fer-
Confortino. popolo suonò le cam-
11 raresi e veneziani nel 1482, Fer-
pane per contro i nemici ;
uscir rara i843. Questo è un poemetto
ma il Bevilacqua <on eloquente storico d'autore vivente nel secolo
ragionamento lo persuase a tratte- XV, con annotazioni dell'ab. Anto-
nersi alla più sicura difesa delle nelli sullodato.
mura. La duchessa mandò in sal- Sisto IV spedi un vescovo a Ve-
vo i figli a Modena, e fece convo- nezia ad intimar alla repubblica di
car il magistrato , ed ogni ordine desistere dalle ostilità, e di rende-
del popolo. Ad alta voce espose re l'occupato, colla minaccia della
le compassionevoli circostanze del scomunica ciò fu inteso con repu-
:

consorte, i meriti della casa d' Este, gnante sorpresa , ed in vece i ve-
le conseguenze d' un cangiamento neti di arrendersi, raddoppiarono il
di principe, in una parola infiam- fervore per proseguir la guerra
mò tutti per modo, che unanime mentre giunse in Ferrara il cardi-
fu il Diamante, Diamante ,
gridò : nal Gonzaga legato di Bologna e
difesa 3 : o casa d' Este o
difesa dell'esarcato, per assistere il duca
morte. Indi fu distribuito il popo- d' ordine del Pontefice , e poscia
lo sulle mura dalla parie del ne- Alfonso duca di Calabria con rag-
mico, da Rinaldo fratello naturale guardevole armata, il conte di Pit-
del duca; ma i veneti non si avan- tigliano generale de' fiorentini , e
zarono, limitandosi a saccheggiare Virginio Orsini generale del Papa
e malmenare le circostanti ville, con buon numero di cavalleria e
mentre nella città arrivavano ga- fanteria. Ristabilitosi Ercole I , re-
gliardi soccorsi degli alleati, si ac- se Ferrara pressoché imprendibile,
crescevano le fortificazioni, e s'im- e munitissima di viveri e di mu-
plorava il divino aiuto. Riuscì fi- nizioni, rendendosi perciò inutili gli
nalmente agli ambasciatori de' col- ulteriori tentativi del nemico. In-
legati di scuotere il sacro collegio tanto a' 2.5 maggio si pronunziò la

sul pericolo che Ferrara cadesse scomunica contro la repubblica ve-


nell'estero dominio, come di vin- neta con una lunga forinola, che poi
cere con promesse il conte Girolamo fu stampata in Roma nel 1606.
Riario, laonde fu conchiusa la pace Contemporaneo fu il diversivo del
,

FER FER n3
duca di Milano, e del marchese di teatrale italiana ricevette nobile in-
Mantova di attaccare i veneziani in cremento, massime in Ferrara ; ed
quelle parti. Nel Ferrarese il duca ilduca fu benemerito della poesia
riportò qualche vantaggio, ma mag- drammatica. Portandosi il duca a
giore fa quello degli alleati nelle s.Giacomo di Galizia per iscioglie-
parti superiori. Dopo alcuni tenta- re un voto, ciò spiacque a diversi
tivi pace Sisto IV rinnovò la
di gabinetti sospettando qualche trat-
scomunica contro i veneziani, e i tato,laonde a Milano ricevette or-
loro aderenti pesava a tutti la : dine da Innocenzo VIII di retroce-
guerra, ed ognuno ne bramava il dere, commutandogli il voto nella
fine.A' 7 agosto 1484 fu conchiu- visita della basilica vaticana. Ubbi-
sa la pace , restituendosi tutto al dì duca , ed entrò
il in Roma ai

du