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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E Più' CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHI V
DELLA CHIESA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE TAPALI , CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
(UE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

U)L L.

t \ V E \ E / l \

l» A L L A T I PO GRAFI A B NILI A N I

M l) CC i LI.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTIC \

O
OSP OSP
0.'SP1ZI DI ROMA. Ho accennato che a Palazzo Vaticano e Limivi, dicen-
a Ospizio come V alma città si distinse do de' motivi che determinarono V ere-
nell' esercizio dell' ospitalità , e divenne zione di tali edilìzi in quel luogo che pri-
porto e asilo di tutte le avendo
genti, ma di s. Leone IV era fuori della città.
1' impero di Roma pagana preparato e Tuttora fioriscono diversi ospizi nazio-
appianato la strada a quello di Roma nali indicati a Ospedali di Rom \, perchè
cristiana, che la provvidenza costituì cen- alcuni sono chiamati coi nomi di ospizi
tro del cristianesimo. Pertanto, accioc- e ospedali, come quelli di s. Antonio pei
ché mai ninno potesse dirsi forestiere in portoghesi, di s. Claudio pei borgognoni,
questa città, patria comune e rifugio di di s. Luigi pei francesi, di s. .Maria di 1

tutta la cristianità, fino dai tempi i più l'Anima pei teutonici, di S. .Maria inMou
remoti furono istituite le scuole de' gì e- serrato pei nazionali delle conine d'Ara-
ci, de' franchi, de' sassoni, de' germani, gona e , di s. Stanislao pei
Castiglia pò
degP inglesi, de' longobardi, degli orien- lacchi, ec. Attualmente gli ospizi orien-
tali e de' pellegrini di tutte le altre na- tali in Roma sono quelli ili s. R agio pe-

come riportai ai loro articoli, per


zioni, gli armeni, di cui parlo a Patriabca*

comodo delle quali furono aperte chie- to armeno, di 8. Gregorio llumin a d I «I i-

se, ospizi, ospedali e cimiteri , ed eretti de'monaci di s. Antonio di Manie I


in appresso anche numerosi collegi, on- no {F.\ de' Weehitaristi { I '.), deh'
de chiunque entrava nella metropoli del sima (f^.), di s. Maiia in Domnica e d
cattolicismo, trovava subito il suo tem- i. M uria in Carinis ile' Mclchiù{l
pio nazionale, che poteva frequentare da Maroniti (/ '.), de* M, & co dei :

sano, l'annesso ospedale per esservi as- Ruteni /'. ). Trattai a' loro articoli de-
(

sistito da infermo, e il cimileno pei n- gli ospizi che alcuni ordini e

riposarvi defunto. Per quelli eretti pres< zioni religiose hanno in RoOM ,
per l<>

so la basilica di s. Pietro ne parlai an« più ordinaria residenza de procuratori


4 o s P OSP
generali, come gli ospizi orientali lo so- d'opera la sua orìgine, dopo Carlo Tom-
no de' procuratori delle loro congrega- maso Odescalchi , a Innocenzo XII che
zioni monastiche. Qui appresso dirò dei ne fece 1' erezione colla bolla Ad eser-
pii stabilimenti romani e ospizi di s. Mi- citiuni pietatisj de' 20 maggio i6g3,
chele, de' Convertendi, di s. Galla, di s. tanto pei poveri invalidi dell' uno e del-
Lucia de' Ginnasi, di s. Luigi, di s. Ma- l' altro sesso, quanto pei fanciulli e zi-
ria degli Angeli, con Y istituto de' sordo- telle povere (le quali nel 1692 avea po-
muti, di s. Maria Assunta, detto Tata ste nel palazzo Lateranense ) , con ave-
Giovanni, della ss. Trinità, sui quali re ad esso incorporato ed unito con ,

scrissero gli autori citati a Ospedali di tutti i suoi beni e privilegi, 1' ospedale e
Roma. A Neofito parlai dell' ospizio pei ospizio Sistino eretto da Sisto Va Pon-
catecumeni, e ad Orfanotrofio dell'ospi- te Sisto pei poveri d' ambo i sessi, secon-
zio di s. Maria in Aquiro, e di altri ai lo- dando le disposizioni di s. Pio V, e Gre-
ro articoli. Ad Anni Santi, dissi quali gorio XIII, onde rimuovere la mendici-
ospizi si aprono pel giubileo universale ; tà, tultoavendo descritto nel voi. XXIX,
cosi altra e mirabile opera di operosis- p. 278 eseg., narrando come il locale fu
sima carità in Roma sono gli ospizi fon- da Gregorio XVI dato ai cavalieri gero-
dati perdar ricovero alla miseria e alla solimitani. Inoltre InnocenzoXII unì al-
sventura. Quanto alla onorifica carica l'ospizio di s. Michele la casa de' putti
di Maestro del sacro ospizio, veggasi ta- detti del letterato, fondata dal Ceruso, e
le articolo, mentre dell' Ospizio de cen- quella nel luogo attuale istituita parimen-
to preti, donato da Gregorio XVI al- ti pei fanciulli da Odescalchi, aggregan-
l' ordine gerosolimitano, ne trattai nel dole tutti i fondi e concessioni che ap-
voi. XXIX, p. 278 eseg. in un alla conti- partenevano a tali due case, delle qua-
gua chiesa, ed all' ospedale e ospizio di li darò un cenno avanti di proseguire
s. Lucia pei sacerdoti infermi. V. Pel- la descrizione dell'ospizio di s. Michele.
legrinaggio, ove dico pure quanto ri- Giovanni Leonardo Ceruso di Carisi del
guarda l'ospitalità, ed i luoghi di pub- casale di Sanseverino diocesi di Salerno,
blico albergo e loro origine. già palafreniere del cardinal de Medici
Ospizio apostolico di s. Michele a Ri- poi granduca di Toscana (il p. Ronan-
pa. Parthenotrophium Michaelianum. ni nel Catalogo degli ordini, e il Cancel-
Meraviglioso monumento, ed una delle lieri ne' Possessi Io dicono anche scopa-
più insigni opere di cristiana pietà che tore segreto di Gregorio XIII), mosso a
degnamente risplendono in Roma, il qua- compassione de' poveri fanciulli abban-
le in ogni tempo richiamò le più prov- donati, nel pontificato di Gregorio XIII
vide cure e le beneficenze più copiose e circa il i58o li raccolse in alcune pic-
dei Papi. Trovasi nel rione Trastevere cole camere a pian terreno nella via dei
presso la ripa maggiore del Tevere, a- Ranchi nel cortile del palazzo Chigi. Sic-
vendo frammezzo la via e il porto dove come avea un poco insegnato la gram-
si fermano le barche che rimontano il matica, soleva dire qualche sentenza la-
fiume, e chiamasi Ripagrande,a distin- tina, onde gli fu dato il nome di lette-
zione dell'altro luogo dove approdano le rato, che si trasfuse poscia ne'fanciulli da
navicelle che vengono dall'alto del Te- lui raccolti, che chiamavansi letterati. In-
vere, chiamato Ripetla. L' ospizio apo- di passò a dimorare a strada Giulia, vi-
stolico, posto in luogo ridente e tran- cino alla chiesa dello Spirito Santo dei
quillo, si forma d'un immenso fabbri- napoletani, e si trasferì in seguito in al-
cato o unione di vasti e grandiosi edi- cune grotte a s. Lorenzo Pane-perna, e
fizi. Deve il complesso di questa gran- finalmente alla radice del Monte Pincio
OSI' OSI'
presso la Madonna de' Miracoli. Questo gine all'ospizio di s. Michele. Avendo l'al-

uomo caritatevole faceva scopare le stra- tro di lui parente d. Marc'Antonio Ode-
de dai suoi fanciulli, e cantare laudi spi- scalchi fondato 1' Ospìzio di s. Galla,
rituali, ricevendo perciò limosine dai bot- ivi d. Carlo Tommaso si esercitava nel-
tegai ed altri benefattori. Usava una ve- la carità, ed in sua morte gli successe nel-
ste turchina sino a mezze gambe, porta- la direzione del pio ricetto e lo condusse
va capo nudo, piedi scalzi, ed al col-
il i a perfezione. Siccome vi si albergavano
lo una grossa corona; anche putti ve- i nella notte anche fanciulli fuggili dai
i

stirono di turchino, e incedevano perle loro genitori, o da essi abbandonati c- ,

strade con croce di legno col motto Cha- gli non credè conveniente che stessero

ritas. Egli con cassetta in mano doman- cogli altri mendici ne' medesimi dormi-
dava limosina dicendo Deogratias, Let- : torti, volle separarli, e perciò prese ca«,a
terato dimanda limosina pe' suoi putti. in piazza Margana, cioè
nella casa gran-
Per la sua modestia s. Camillo deLellis de dei catecumeni, parrocchia dei chie-
lo chiamava predicatore mutolo, e s. Fi- rici regolari della Madre di Dio. Indi
lippo Neri l'ebbe in altissima stima. Ce- nel 1 684. d'ordine d'Innocenzo XI. fan- i

roso col suo compagno Ottavio, racco- ciulli furono per la direzione consegnati
gliendo le povere zitelle disperse per la agliscolopi, che vi si recarono in numero
città, contribuirono alla prima origine di due tre sacerdoti, con altrettanti fra-
del Conservatorio di s. Eufemia (V. ), operai e due
telli secolari serventi. Da
come pur dissi a Cappuccine, e Deposi- 38 ch'erano, ben presto giunsero a 70
teria Urbana, essendo stati aiutati in am- i poveri orfanelli , ed il Papa assegnò
bedue le istituzioni dal cardinal Baro- mensili scudi 1 5o dalla elemosineria e
nie Mori Ceruso li 3 febbraio 59 j con i i da altri pii luoghi. Nel giorno erano man
gr;m fama di santità, e fu sepolto avanti dati alle botteghe della città per istruii >

l'altare maggiore della chiesa dell' arci- nelle arti meccaniche, ma essendo pie
confraternita della morte il p. Marcello : giudicati ne' costumi , si stimò meglio

Mansio descrisse la Vita di Gio. Leonar- trattenerli in casa con introdurvi lavori
do Ceruso detto Letterato, Roma i834, grossi e di lana, e questa fu la prima o-
nella stamperia dell'Ospizio apostolico. rigine del lanifìcio di s. Michele, come
Prese cura quindi dell'istituto il ven. car* accennai all'articoloL a\a. Riuscendo pie
dinal Baronio estimatore del defunto, in- cola la casa, col divisamento di forma
caricatone da Clemente Vili, e ristabilì- re un dove fossero tutte le arti e
locale
rono per reggerlo alcuni deputali, quali i le istruzioni necessarie ad una civile e
vedendo putti ammalarsi nella sud-
i pia educazione, il buon prelato d. Car
detti casa, comprarono con limosine un lo Tommaso nel i(>8G acquistò un Ino
sito assai grande nel palazzo Baldinotti go ben vasto presso la ripa maggiore de
presso s. Silvestro in Capite, nel luogo Tevere, confinante eollui todei riforma
detto le Convertile, ove li trasferirono. ti francescani, e vi fece una bella febbri
Nel 1600 erano circa 5o fanciulli che 1 ca con cappella dedicata a s Michele, no
vi si mantenevano, imparando il legge- me che prese l'ospizio, con officine < II
g
re, lo seri vere, la dottrina cristiana e le necessari anche pei lattificii. A' 9 aprile
arti meccaniche. Pattando a dire dell'i* 1689 m trasferì gli alunni cogli scolopt,
stituzione di d. Cailu Tommaso <Kle- 01 Magnando l'amministrazione ipiritua
scalchi (di cui parlai .1 Ooes< in hi 1 \- le ed economica del pio luogo ad uni
1
miglia), comasco e parente d Innocen- congregazione di prelati da lui nominai
zu \1, Del pontificato <h questo istituì con obbligo di render conto Mori lo
un orfanotrofio che die* Li primaria ori- descalchi .10 novembre, dopo essei si lui
,

6 OSP OSP
to impiegato nella santa opera, sino a orto, giardino e loro piccola casa. Il pa-
confondersi coi muratori nel fabbricare, lazzo Lateranense edifìcatoda Sisto V pei
servendo agli offici più abbietti dell'in- Pontefici, meno lui, mai da essi fu abi-
fermeria e della cucina. Legò al pio luo- tato, e Paolo V lo avea donato in perpe-
go una vignn, forse quella già frequen- tuo all' arciprete e canonici lateranensi
tata dagli alunni, ed un lavatorea s. Gal- per loro abitazione, con breve degli 8 gen-
la, e ne lasciò il dominio al principe d. naio 1609; ma rimasto sempre deserto,
Livio Odescalchi nipote d'Innocenzo XI, la camera apostolica lo avea ripreso ed
con sostituzione in favore del Papa se usato per alloggio di soldati, per ospedale
non proseguiva 1' opera cominciata, e la in tempo di peste, e per lo più per granaio
direzione agli scolopi. dell'annona. Pei fanciulli stabilì l'edifizio
Innocenzo XII nel magnanimo inten- eretto dai fondamenti da mg/Carlo Tom-
dimento di effettuare il sublime concet- maso Od escalchi, che d. Livio avea ceduto
to di Sisto V per estirpare la mendicità allo stesso Innocenzo XII, con alto dell'i 1

da Roma (benché di difficile riuscita per* marzo medesimo anno i6c)3, volen-
del
esservi un perpetuo flusso e riflusso di dovi collocare 3oo fanciulli, da 3o ch'era-
tutte le nazioni, le quali, come patria co- no allora. Unì all'ospizio apostolico fan- i

mune, divote, penitenti e curiose in ogni ciulli detti del letterato, per cui gli alunni
tempo la visitano, oltre i bisognosi o di s. Michele furouo poi detti letterati, per-
speculatori dei circostanti luoghi che vi chè si esercitassero nell'arte della lana e
accorrono, e il vagabondaggio numeroso, nelle arti meccaniche, il cui pio luogool-
inevitabile nelle grandi capitali), tentato tre la casa avea 1 800 scudi di rendita. In-
pure da Urbano Vili quando riunì po- i corporò pure all'ospizio quello di Sisto V
veri al Palazzo Lateranense (F^Xaii'iaài colle sue entrate di scudi 10,000, ed suoi i

ancora da Innocenzo X che rinchiusegli palazzi, oltre la fabbrica che restava ad


accattoni de' due sessi nel medesimo pa- abitazione pei poveri. Finalmente Inno-
lazzo apostolico Lateranense a s. Giovan- cenzo XII donòall'ospizioapostolicoscu-
ni, e aprì altro luogo a piazza di Pietra, di 100,000 dalla rev. camera, collocati
ordinò che si raccogliessero tutti poveri i in un censo di 3ooo scudi annui di ren-
d'ogni sesso ed eia in s. Maria in Tras- dita, un borgo di case, parte da lui edi-
tevere, indi pubblicò la citata bolla. Pre- ficate in Civitavecchia, e parte da edi-
scrisse con essa che si unissero tutti i ficarsi, scudi 5ooo dalla penitenzieria
mendicanti, poveri, invalidi incapaci di 2000 dalle dispense matrimoniali, 2000
lavoro; gli uomini, le fanciulle nel palaz- dai minuti servigi che spellavano, prima
zo apostolico Lateranense; fanciulli nel i dell'abolizione da lui fatta della vendita
luogo detto Michele a Ripagrande, e
s. delle cariche camerali, ai chierici di ca-
provvide ancora che poveri coniugati
i mera ; e gli donò inoltre parecchi uffici
non mancassero di limosine alle loro ca- vacabili, il palazzo della Posta {F.), più
se. Egli chiamò questo istituto generale, quello magnifico in cui collocò la Caria
diretto a estirpare mendicità oziosa e
la romana ( due fabbriche delle
V. ), e le
vagante Ospizio apostolico de poderi in-
: Dogane di Roma (l '.), da lui edificati ;

validi. Per le tre nominate famiglie donò ed ordinò all'ospedaledi s. Spirito di som-
ilpalazzo Lateranense, tranne soltanto la ministrare ogni anno all'ospizio 100 l'ub-
porzione •che servir dovesse pei Papi in bia di grano, e So di legumi. Per dirige-
occasione delle solenni funzioni nella con- re l'istituto mantenne la congregazione
tigua basilica, giusta la delineazione in- diquattro deputati statuita da Sisto V pel
serita nell' islromento.slipolato col car- suo ospedale, non dovendosi però cam-
dinal Chigi arciprete, in un ai contigui biare ogni anno, ma ad arbitrio del Papa,
OSP OSI»
aggiungendovi cucili vomente il tesorie- dui, iquali pel loro numero ingeneravano
re e commissario della camera, con al- piuttosto confusione, nel l6qq Innocenzo
tri prelati e secolari. Die facoltà ad essa XII sostituì tre cardinali protettori, che
di punire i cattivi col carcere e l'esilio, furono Tanara, Sacripanti e Spinola, e
di lare imprigionare i mendicanti, di co- diede loro a segretario un prelato. Quan-
stringere i congiunti a dare alimento ai to Innocenzo XII amasse teneramente!
poveri. Permettendo ricevere i coniu- poveri e f ospizio, lo dissi alla sua bio-
gati con reciproco consenso, nondimeno grafia, e ben 64 volte visitò s. Michele,
preferì a costoro la limosina a domicilio. onde la memoria di sì munifico benefat-
Volle die tutti i ricovrati dovessero la- tore è rimasta nel pio istituto in eterna
vorare, dando loro parte del guadagno, benedizione, e nell'anniversario di sua
e gl'infermi si portassero agli spedali. In- morte tuttora gli' celebra solenne fune-
culcò la coltura spirituale, compartì in- rale,dicendone le lodi un alunno con o-
dulgenze, indulto pei cibi di carni e lat- razione funebre. Quattro medaglie furo-
ticini ne'giorni vietati ; e fornì l'ospizio no coniate nel suo pontificato con la sua
di s.Michele ili molte oncie d'acqua Pao- efligie, esprimenti il suo benefico e ge-
la che sgorga da un gitto saliente entro neroso amore verso i poveri : la i." nel
fontana nel mezzo al cortile; ma come rovescio rappresenta la Carità con bam-
non è potabile, l'ospizio fa uso di pozzi. bino fra le braccia, e due fanciulli ut-
L'ospizio apostolico si costituì da Inno- torno
3
coli' iscrizione: A Deo etproDco;
cenzo XI 1 in tre siti : alla fabbrica di Si- la i. ha il Papa sedente in trono che ri-

sto V, o ospizio Sistino,dove si ritenne- ceve i poveri genuflessi, e l'epigrafe:


ro vecchi e le vecchie, chiamata volgar-
i Beatusqui intelligit super egenos et pan-
mente s. Sisto, perchè ivi erano stali col- peresj nella 3." si vede il prospetto del-
locati poveri invalidi de' due sessi che
i l'ospizio apostolico a Ripagrande da lui
Gregorio XII 1 avea stabiliti nel conven- ingrandito, col motto: Erit egeno spes.
to della Chiesa di s. Sisto ( V.) ; a s. Miche- Job.V. MDXCIV; la 4/ col disegno del
le pei fanciulli, che ascesero a 360, quei palazzo Lateranense da due lati, il porti-
dell'Odescalchi e del Letterato; ed al pa- co Sistino, l'obelisco, e l'iscrizione: Ege-
lazzo Lateranense si ritennero le sole zi- nos Vagosque indite in Domimi (nani.
telle, cui abilitò a conseguire tulte le do- Isa. 58, 7.
ti dì Roma, e nel i6q4 c °l moto proprio Clemente XI osservando che nu- il

Alias rcs gliene concesse 20 dell'arcioni- mero de'poven invalidi erasi accresciu-
fraternità della ss. Annunziata, per mari- to nell'ospizio Sistino o di s. Sisto, tal-
tarsi o monacarsi. iNel i6q3 si pubblicò ché ne provenivano disordini, e consi-
in Roma La mendicità provveduta nella
: derando che tre luoghi dell'ospìii

città di Ruma coli' ospizio pubblico fon- postolico, il Michele,


palazzo Latera-
s.

dato dalla pietà e beneficenza di X. S. In- nense e l'ospizio Sistmo, erano troppo
nocenzo \ll P, ì\l. con le risposte alle distanti traloro, divisò perfezionare II
obbiezioni contro simili fondazioni. Dal meravigliosa idea del predecessore con
p. Leonardo Frizoo gesuita fu celebrata riunirli, onde meglio poterli invigilare,
questa insigne pietà coll'operetta Inno- : e per maggiore economia. \ tale effetto
centio \ll ol> Latemnum palatami sin- nel 1708 commise alcav. Carlo Fonta-
gulari mirificaipte benignità te 1 1 magniti- na il prolungamento dell'edifìcio Olle
caitiaconverswn in Xcnodocliinm. Ode scalchi, con lerezione d'un gran corpo
panegirica triplcx ,V>\.\io\\^,\\m 'ili,, \\. ;
di fabbrica con chiesa da aggiungersi dal
.cenilo la congregazione de'deputati direi* canta orientale .1 quella di s. Michele,
Ilice dell'ospizio con posta di 1
i
inditi* per ricevervi eziandio tutti ^h uomini
8 OSP OSP
e donne dette di s. Sisto dell'ospizio Si- 29, parla di quella della Madonna del
stino, e le zitelle del palazzo Lateranea- Rosario dipinta in tela, e coronata nel
se; e per l'esecuzione abilitò i tre car- 1668 con corona d' oro dal capitolo
comprare lo spazio oc-
dinali protettori a Vaticano. Questa immagine era nella
corrente, vendendo censi e stabili, crean- chiesa di s. Sisto, e quando Sisto V tras-
do vitalizi e un nuovo luogo di monte. portò gì' invalidi al suo ospizio a pon-
L'edilìzio riuscì solido e maestoso, ma te Sisto, essi condussero seco quadro,
il

s' innalzò pe' soli vecchi e vecchie di s. indi pe'suoi prodigi lo portarono in s.
Sisto, non essendo condotto a compimen- Michele, e collocarono in detta chiesa,
to per ricevere ancora le zitelle di s. Gio- quando vi passarono sotto Clemente XI.
vanni in Laterano. I detti cardinali nel Questi nell'ospizio introdusse il primo
1710 gittarono solennemente prima la opifìcio e fabbrica degli arazzi, che ac-
pietra della chiesa interna e maggiore quistarono rinomanza per la loro bel-
dell'ospizio, dedicata al ss. Salvatore, al- lezza e perfezione ( e ne parlai a Cap-
laBeata Vergine, a s. Michele arcangelo pelle pontificie ed altrove), e per essa
e a s. Francesco; nel 1 7 1 5 fu benedet- gli studi delle belle arti. Quindi l'araz-
ta e probabilmente in quell'anno passò ziere dell'ospizio apostolico fu registra-
la famiglia de' vecchi dell'ospizio Sistino to tra gli officiali minori palatini, come
ad abitare il nuovo luogo, fornito di bel dai ruoli che ho riportato a Famiglia,
cortile, ora coltivato a giardino, attor- pontificia. Avendo Clemente XI nel
niato da due ordini di loggie, con ampio 1703 istituita una prigione correziona-
refettorio, dormitorii, cappella, inferme- le per prevenire i vizi e i delitti dei mi-
ria, cucina, spezieria e sotterranei va- norenni di cattiva indole o rei di delit-
sti e comodi. Alla chiesa il Fontana die- ti, presso l'ospizio apostolico, questo il

de forma di croce greca a quattro na- volgo chiamò s. Michele de' buoni, per-
vate eguali, affinchè ciascuna delle 4 fa- chè in esso i giovanetti ricevevano la
miglie, cioè vecchi, vecchie, ragazzi e zi- prima educazione, e s. Michele de' cat-
telle, avesse il suo braccio particolare tivi appellò il carcere ov' erano corretti
(separati da grate di legno, tranne quella i loro falli, onde fu coniata la medaglia
de'vecchi tutta aperta, e comune al pub- coll'epigrafe, Ut eruantur a via mala,
blico); e l'altare maggiore, essendo col- vedendosi nell'incisione il carcere di cor-
locato nel centro, rimanesse a tutti vi- rezione coi ragazzi che lavorauo. Cle-
sibile.Però come il braccio per le zitelle mente XI all'ospizio apostolico nel 1708,
non venne allora eretto, la chiesa quan- con importanti privilegi, incorporò e
tunque grande e dovesse essere della for- sottomise l'amministrazione e il regola-
ma di croce perfetta, rimase monca da mento di tal casa di correzione, il vitto,
quel lato e in forma di T; la gran nic- il trattamento e l'utile della filatura del-
chia fattavi sotto Gregorio XVI, ha ser- la lana per la fabbrica de' drappi del-
vito a darle un aspetto più grazioso e l'ospizio stesso. L'edificio che perciò Cle-
imponente, intervenendo le zitelle nel- mente XI eresse, destinando la parte in-
T oratorio o chiesa del conservatorio : feriore a vastissimo lanificio, parallelo
per di sotto alla chiesa è il cimiterio, e a quello dell' ospizio apostolico, lo ac-
per di sopra un stenditoio per le bian- cennai nei voi. IX, p. 268, e XLIV, p.
cherie, la cui copertura è di eccellente 236, ove pur dissi come nel 1828 da
magistero. Nel prospetto vedesi il busto Leone XII furono trasferiti uel luogo
di Clemente XI, ed entro la chiesa quel- appositamente edificato presso le carce-
li di Sisto V e Innocenzo XII. 11 Bom- ri nuove i ragazzi condauuati o discoli,

belli, Raccolta delle immagini, t. IV, p. i quali continuano a filare la lana per
OSP OSP 9
l'ospizio, ma sono soggetti ad un parti- con annuo assegnamento di scudi 100
colare deputato direttore. Ivi narrai an- mensili da pagarsi dall' ospizio, tolse la
cora come Clemente XII tra l'ospizio congregazione di tre cardinali, ed istituì
di s. Michele e il carcere correzionale la presidenza di s. Michele in favore d'un
eresse la casa di penitenza per ledonne prelato chierico di camera con la qua-
di mala vita, e poi vi si posero anche lilìca di protonotario apostolico onorario,
quelle ree di delitti comuni e come Pio ; mediante il moto proprio Fra le pili in-

Vili stabi Pi per carcere delle seconde signi opere, del i\ febbraio 1790, Unii.
1'edilizio di Clemente XII, a quello di Cont. t. Vili, p. 3g2, con tutte le facol-
Clemente XI per le donne di mal affa- tà necessarie ed opportune, di dirigere;

re, formando ambedue uno stabilimen- in tulio e per tutto lo spirituale e go-
to, chiamato casa di condanna di s. vernare il temporale del pio luogo, eoa
Michele. Qui aggiungerò che la fab- assoluta e libera amministrazione de' be-
brica di Clemente XII consiste princi- ni, capitali e opilicii, con la privativa giu-
palmente in una gran sala lunga palmi risdizione ecouomica sopra i collimo-
S3 e larga 5o sopra un Iato sorgono ; ranti entro tutto il circondario della fab-
tre ordini, ciascuno di 7 stanze; però brica, come sui relegati nella casa di cor-
siccome l'edilìzio è ora unito a quello di rezione, di nominare alle cappellanie e

Clemente XI, la sala serve ad uso di cap- altri giuspatronati del pio luogo, di fare
pella per tutte le condannate. iXel pian- nuove regole e ordinazioni, ec. Final-
terreno vi sono le officine e un cortile mente concesse a monsignor presidente
eh' è lo spazio tra i due fabbricali, es- la facoltà di ricevere e ammettere nel-

sendo T infermeria contigua alla sala. l'ospizio tanto ragazzi che ragazze, ed
i

Queste riunite prigioni racchiudono tal- invalidi dell'uno e l'altro sesso, salvo il

volta più di 25o condannate, pochis- diritto delle nomine a quei che ne sono
sime di Roma, divise in tre classi, cioè in possesso; non che l'ammissione e di-
le ree di delitti comuni, le condannate missione de' giovani discoli, spettando ai
la prima volta per disonestà, e le reci- tribunali quella de' ragazzi da loro con-
dive. Una pia unione di sacerdoti, isti- dannali, e che le donne ritenute nella
tuita nel 1 JS 38, col parroco di s. Salva- casa di penitenza dovessero lavorare pel
tore della Coi te religioso de minimi, ha lanifìcio di s. Michele. A provvedere poi
la cura spirituale di tutto lo stabilimen- all'economia dell'ospizio, e riparare ai
to, essendone ancora superiore, per di- disordini per non trovarsi ad esso unite
sposizione di Clemente XI, il Governato- le zitelle ch'erano al conservatorio di s.

re di Horna ( V .), rappresentalo da un Giovanni Laterano, Pio VI ordiuòla


in
luogotenente. Il prelato presidente dell'o- prosecuzione della fabbrica decretata da
spizio «li ». Miuhele ha sulo cura de' la- Clemente XI, onde trasportarvi le zitel-

vori che per conto di esso fanno le don- le, per la (piale asseguò annui senili [.OOO
ne. Nel 174^ si pubblicò in Roma : Re- sui Lotti per pagamento de' frutti d un
gole per 1 giovanetti alunni dell' ospìzio corrispondente debito ili censi vitalizi da
apostolico in s. Michele a Ripagrande. crearsi dall'ospizio per costruire l'edili-
E nel 17"
mg. Giuseppe Vai stampò:
j zio ; quindi ebbe origine in Roma pei

Relazione del pio istituto di t. Michele a vitalizi la notissima tassa >< I irifla che
Ripagrande eretto da Innocenzo XII. diceti di s. Michele. Di tulio l'io \ I tu:

Indi Pio VI considerando che pei la ter commise I* esecuzione al prelato Luigi
sta mole dei cresce nte ospisio apostolico ii. poi cardinale, cfaiei icodi< amerà,
eia meglio che IbsSC ratto d.i un supc- e pruno presidente dell' ospisio apostoli-
riore solo che dimorasse nel luogo stesso. co, il quale eseguendo 1 pontificii ordini
io OSP OSP
diecompimento alle intenzioni di Cle- difizio. Dalla parte orientale sorge la fab-
mente XI, e terminata la fabbrica con brica di Clemente XI più maestosa e
disegno dell'architetto Nicolò Forti (l'o- soda, avendo vecchi che non possono
i

pera rimanente del-


riuscì inferiore al salire le scale nel pianterreno il refet-
l'edificio sì pel disegno, che per solidità), torio, la cucina e il dormitorio: il cor-
le donzelle si recarono ad abitarla nel tile bislungo delle carrette la divide da
170,4- Questo conservatorio consiste in quella di Odescalchi, essendo in linea con
un vasto cortile con fontana in mezzo, essa per l'edifizio che contiene le cucine,
per tre lati circondato da lunghe scale, la dispensa, il macello, ec. : i suoi molti
ove sono le scuole o lavorii, i dormito- edifizi racchiudono 8 cortili. I religiosi
rii, e nel pianterreno la chiesuola, il re- scolopi restarono alla direzione spiritua-
fettorio, i lavatoi, la cucina. Nel 4-° lato le degli alunni dell' ospizio sino al pon-
si congiunge alla chiesa maggiore; i due tificato di Pio VII.
lati paralleli al fiume si prolungano ,
Leone XII, benemerito del pio luogo,
chiusi da una linea di fabbriche più bas- neconfermò privilegi di Pio VI, Pio VII
i

se, ove sono case e botteghe da affittar- e degli altri predecessori, eresse in par-
si, lasciando in mezzo un cortile per gal- rocchia l'ospizio apostolico, che innanzi
linaio e stenditoio. Per la cattiva co- apparteneva alla cura di s. Cecilia, onde
struzione dell'edilìzio, il cardinal Con- vi è il curato e il sotto curato. Incomin-
salvi visitatore apostolico, sotto Pio VII ciò quel corpo di fabbrica, terminato sot-
volle costringere falegname e l'archi-
il to Gregorio XVI, per le arti del metal-
tetto all'ammenda, e sotto Gregorio XVI laro, ottonaro, chiavaro, ec. , ed intro-
si ripararono gravi guasti, rinnovandosi dusse le scuole della scultura, ed incisio-
un muro maestro e altre parti. In com- ne di medaglie e carnei, come della fusio-
plesso la fabbrica dell' ospizio apostoli- ne di caratteri. Fra quelli cheLeoneXII
co è fra le più belle di Roma, e vince pose suo regime, benché non chierici
al

quella vastissima dell'ospedale di s. Spi- di camera, nominerò a cagione d' ono-


rito, poiché è lunga palmi i5o3, larga re il regnante Pio IX qual presidente,
r
36o, alta 1 12 nel punto maggiore; il e mg. Capaccini poi cardinale, al quale
perimetro o giro è palmi 3825, cioè più conferì la qualifica di visitatore aposto-
di mezzo miglio, essendo 1' area media lico. Di questa Pio Vili insignì il cardi-
palmi quadrati 54o,ooo corrisponden- nal Giuseppe Albani, eleggeudo presiden-
te a circa un rubbio e mezzodì terreno. te il prelato Antonio Tosti, chierico di
Di tutto il sontuoso edilìzio, la parte di camera ora cardinale, innalzato a tal di-
mg/ Odescalchi è la più spaziosa e più gnità e a tesoriere generale da Gregorio
bella, che ha in mezzo un cortile eh' è XVI, che in premio delle somme bene-
il più ampio di quelli dell' ospizio. Da merenze lo nominò visitatore apostolico,
tre lati s'inualzano tre ale di fabbrica che carica che tuttora esercita con singolare
hanno ne' pianterreni le odierne per le amore verso l'ospizio, nel quale abita. Per
diverse arti, e la cappella nel piano su- lo zelo di tale personaggio e per la parti-
periore, refettorio, dormitorii e came- colare protezione di Gregorio XVI, che
re pel ministero : nel 4-° lato era un mu- più volte benignamente visitò il magni-
ro che chiudeva il gran cortile destina- fico stabilimento, gli edifizi in molte par-
to alle ricreazioni, poi convertito in al- ti e con glandi spese ebbero aumento,
tre officine. Credesi che all' ampliazio- notabili miglioramenti e splendidi ab-
ne d' Innocenzo XII spetti il lato con- bellimenti insieme alla chiesa, onde sem-
tenente le camerale di S.Filippo, s. Car- pre più meritamente l'ospizio salì in al-
lo, e ss. Innocenti, ultimi piani dell' e- ta fama a ulterior decoro di Roma, dap-
OSP OSI' li

poiché tornò a quella vastità e mirabile to il di lui busto, scolpito dall'esimio A-


compartimento che in questo genere for- damo Tadolini professore nell'ospizio, il

se non ha pari in Europa. Lodato ar- quale è pure autore della bella statua co-
chitetto e professore dello stabilimento lossale del Salvatore, scolpita in marmo
fu il eh. cav. Luigi Polelti, invenzione per la chiesa maggiore grande e como-
del quale è la bella macchina idraulica, da, per la quale il cardinal Tosti fece in-
eseguita dai valenti Hopfgartene Jollage, cidere dal valente Giuseppe Cerbara una
per estrarre l'acqua nel pozzo del cortile gran medaglia, rappresentante tale sta-
de' ragazzi, ed è la prima macchina-che tua, e nel rovescio s. Michele con analo-
sia stala fatta in Roma, principalmente ghe iscrizioni, e Gregorii \f l V. M.
per pozzo di tanta profondità, alzandola An. V. La stessa figura del Salvatore dal
per i
"<> palmi da vena purissima; la rio- medesimo incisore fu riprodotta d' ordi-
nomala cucina degli alunni è riuscita as- ne del cardinale in minorediametro,per
sai bella, comoda ed economica. 11 me- avere Iddio preservato dal cholera l'ospi-

desimo nella parte più interessante della zio. Abbiamo altra gran medaglia latta

fàbbrica operò eziandio una nuova so- eseguire al lodato artista dal vi«ilan-
vrapposizione di doppio ordine di logge tissimo preside, col patrono s. Michele,
doriche e joniche , le quali aggiungono relali\a epigrafe, e Gregorii \l 1 P. M.
eleganza, vastità e comodo all'edificio. An. II, e nel rovescio l' inno e la pre-
Inoltre d cardinale, secondato dal Pon- ghiera all'arcangelo per la conservazione
tefice, con costante alacrità, tolse molti del Papa. Delle medaglie di altri santi
abusi, ili hiamò le antiche discipline, in- incise per Gregorio XVI a cura dell'o-
trodusse nuove arti, e rese più compiu- spizio, ne parlai a Medaglie benedette.
i locazione, come pure migliorò il Quanto alla chiesa , il cardinale la rese
trattamento delle famiglie, fu munifico più maestosa e decorata , imperocché con
con molti individui di esse, accrebbe le l'opera dell'encomiato architetto aggiun-
rendili', e per l'energica sua amministra* se la cantoria all'intorno del tempio con
zione lo purgò di alcuni debiti arretrali un peristilio di 6 colonne e 4 pilastri,
che lo gravitavano, pubblicando coi tipi nobilitando l'ingresso delle due princi-
dell'ospizio nel i 832 l'importante : Re- pali porte con frontoni e pilastri corin-

lazioiic di W origine e de' progressi del- ti, come pure fece restaurare ed accre-
l' ospizo apostolico di s. Michele, scritta scere l'organo, antica fattura ilei celebre
da Antonio Tosti presidente del medesi- Domenico Testa. Nel mezzo di dette due
mo. Il marchese Biondi ci die : Notizie porte, tra eleganti ornamenti, venne tra-
eslrat'e dalla detta opera, stampate nel sferito d bustodi Clemente \1, ch'era pri-
l835. Diari di Roma celebrarono le
1 ma dove fu eretta la cantoria, Per to-

amorevoli e affettuose sollecitudini dei gliere in ipialrlie modo 1 imperfezione


cardinale in vantaggio e incremento del- del tempio, restato in fonna ili T DOO es-

l'istituto, e perlezionamento delle scuole sendosi eseguito il braccio ideato sotto


in cui Gorisoooo le belle arti, venendo ap- Clemente XI, e sembrando ad un corpo
pellato rigenerato! ee sommo benefàlto- tronco di capo eolle Mie br.ui ie, n<
re dell'ospizio, come si legge nel n. 8o venne prolungato, eoo porre i profitto i

del i83<), in un all' iscrizione onorevole luoghi oscuri ed angusti dietro il muro
erettagli dai professori del disegno, dai dn ve avevano unii III le zitelle. Sol ie iiim-
sacerdoti, .e dagli altri impiegati addetti i.i della '|. navata. ineoinm.
al medesimo. Le molle Iveneficenze com- te fino alle imposte, l'architeli
partite da tregoi in \ \ sono ricordale
( 1 io una tolta al pari di Ile altre, la-

da altra mai molta iscrizione posta sol- Ioti un am| io fi io nel sommo che
12 OSP OSP
illumina questa parte, e insieme tutto passano al refettorio e alla chiesa: un
tempio che restava alquanto oscuro.
il priore sacerdote dirige la disciplina di
Scompartì questa volta con grandi ri- questa comunità, che ascende a circa5o 1

quadri a foggia di lacunare, e decorò le individui, de' quali100 da ultimo man-


pareti di sfondo d' una maestosa edicola tenuti gratuitamente 20 con tenue pen- ,

a 4 colonne corintie sopra uno stilobate, sione: i preti alunni stabiliti dalbenefat-
e terminate da un timpano. Fra le co- toreLorenzoBonincontri, aiutano il prio-
lonne ricavò un'ampia nicchia, onde col- re a sorvegliare i vecchi. Le vecchie so-
locarvi la nuova statua colossale del Sal- no circa cjo, alle quali sono aggiunte 3o
vatore. Le pareti laterali sono ornate di faticanti, presiedute da una priora scel-
minori e di cornici, e il pa-
altre nicchie ta tra le alunne. Esse si dividono in 3
vimento è decorato di marmi carraresi classi, d'inferme, d'invalide e di faticanti,
e di bardiglio. Olire l'altare maggiore vi ed occupano 5 dormitorii, uno de' quali
sono altri 5 altari : il i.°a destra ha per è detto infermeria delle invalide, perchè
quadro perdono di s. Francesco, del
il vi stanno quelle che abbisognano di soc-
Barocci il 2.° un s. Filippo, il 3.° il s.
, corso. Un' infermeria è destinata per le
Michele dipinto da Giangiacomo profes- malate. Le vecchie si occupano a cucire
sore dell'ospizio; dall'altro lato, a sini- biancherie, far calze e rattoppare le robe

stra dell'altare, la Madonna del Rosario sdrucite ed hanno un tenue compenso


,

che celebrai sopra, e l'altare con la Tras- dall'ospizio. Le faticanti fanno il bucato
figurazione del Domenichino. 27 set- A.' pei vecchi, vecchie e ragazzi, ed esercita-
tembre 1 83 5 il cardinal Giuseppe della no altri uffizi. II priore del conservato-
Porta consagrò con solenne cerimonia il rio è anche priore delle vecchie. La co-
maggior altare e tutto il tempio, fino al- munità de' ragazzi o alunni ultimamen-
lora solo benedetto : a p. 39 della Disser- te si componeva di circa 200, divisi in 6
tano di Gio. Battista de Dominicis To- camerate secondo l'età, denominate da'lo-

sti avvocato concistoriale, è riportata l'i- ro protettori, s. Michele, S.Francesco Sa-


scrizione mai-morea celebrante le opere verio, s. Filippo Neri, ss. Pietro e Paolo, s.

fatte nella chiesa, e la sua consagrazione. Carlo Borromeo, ss. Innocenti, aventi per
L'ospizio apostolicoabbraccia 4 gran- prefetti la camerata de' grandi un chieri-
di famiglie, cioè vecchi, vecchie, ragaz- co o sacerdote, e le altre gli alunni più i

zi e zitelle, tutti mantenuti di vitto e ve- savi; mentre un sacerdote rettore ha cu-
stito. I ragazzi occupano tutto l'edilìzio ra della disciplina dell' intera comunità.
Odescalclii ingrandito da Innocenzo XII ; Per esservi ammessi debbono essere or-
i vecchi e le vecchie la parte di Clemen- fani romani, o almeno dello stato, e non
te XI; le zitelle quella di Pio VI. 1 vec- superiori in età a 12 anni; alcune volle
chi devono essere romani o almeno do- si ammettono fanciulli con la pensioue
miciliati in Roma da 5 anni; si divido- di 45 ai 60 paoli mensili. Nell'uscire dal-
no in due classi, quelli che si possono im- l' ospizio usano veste talare di saio ne-
piegare in diversi uffici oda lavorare nel- ro (per benignità di Gregorio XVI, es-
le officine de' ragazzi, e quelli di età più sendo prima di tela grossolana, come si
grave e di più inferma salute, che sono legge nel Supplirne/ito al n.°8i del Dia-
dispensati da qualsivoglia occupazione, rio di Roma 1 833) con fascia e cappello
tuttivestendo di lana bigia e di tela. I nero tondo, ed intervengono alle solenni
primi occupano un gran dormitorio det- processioni del Corpus Domila, delle Ca-
to di s. Sisto, ed altre stanze; i secondi nonizzazioni, ec. che celebra Papa. E
il

hanno una sala detta infermeria bassa, permesso agli alunni 1' andare qualche
dalla quale, senza ascendere uno scalino, volta a desinare co' propri pareuti. Essi
,

OS p OSI»
s'istruiscono nelle aiti meccaniche e li- con isceniche rappresentale non 54 loia
berali, perciò nell'interno dell'ospizio so- comunità, ina lo scelto pubblico che vi

no stabilite le odierne di stampatore, le- accorre. Laonde 1' ospizio apostolico è


gatore di libri, sarto, calzolaio, cappel- una vera scuola politecnica, un vero con-
laio, lanaio, tintore, sellaio, falegname, servatorio darli e mestieri, aperto e pro-
ebanista, ferraio e metallieie. Per le belle genio de' Papi, un secolo avan-
tetto dal
artim hanno gli arazzi in figura (ai te per- tiche ne avessero le più colte nazioni di
duta sin dal 1796) ed in ornati, unica Europa. Finalmente la fjmiglia delle zi-
fàbbrica che v'abbia in Italia, riattivata telle, che ancora appellasi conservatorio
perlegrandi cure del cardinal Tosti ; l'in- di s. Giovanni, dall'essere stalo più d'un
taglio in legno, l'ornato, la pittura, la scol- secolo nel palazzo Lateranense. contiene
tura, l'incisione in rame ornato e fi-
di circa .).4o alunne, quasi tutte mantenu-
gura, in carnei e in medaglie; onde dal- te gratuitamente. Ivi si ammaestrano nel-
l'ospizio uscirono alunni che divennero le cose di religione, ne' lavori donneschi,
valenti nelle arti meccaniche e liberali e nelle faccende domestiche. Le zitelle

come nelle seconde hanno acquistato gran hanno 9 grandi dormitori*!, presieduti
fama gl'incisori Calamatta e Mercurj ora dalle più anziane, tutte dipendenti dalla
direttore della calcogralìa camerale, per priora e sotto priora, che si scelgono Ira
non dire Ottimi maestri istrui-
di altri. le più mature e più savie, e nella disci-
scono gli alunni, né manca alcun mezzo plina dal priore sacerdote. I parenti più
al perfezionamento dell'arte intrapresa. prossimi possono visitarle, ed escono con
Per la festa solenne di s. Michele protet- tutta la comunità, o accompagnate dalle
tore dello stabilimento, a' 29 settembre, maestre. Vestono uniformemente di saio
in ampie sale decorosamente si la l'espo- nero con fazzoletto bianco, che pongono
sizione de saggi degli alunni che appren- sul capo quando escono perla città. Han-

dono i mestieri e le ai ti liberali, de' pro- no scuola di leggere, scrivere, aritmeti-


dotti delle manifatture e delle ni ti mec- ca e lavori muliebri; sono pure istruite
caniche, come di quelli delle belle arti, nel canto fermo e figurato che facilita ad
con grandissimo concorso di popolo, di alcune 1'
accettazione ne' monasteri, e si

personaggi e di forestieri, i quali tra fan- usa nelle sacre funzioni che hanno luo-
no ancora sogliono visitare questo bene- go nella chiesa del conservatorio. La cu-
fico e sorprendente asilo della cai ila, del- cina eil bucato si fa dalla stessa comuni-
la religione e delle arti, non senza par- tà, per addestrare le zitelle negli uffici

ticolareammirazione esorpresa pel com- domestici. Oltracciò lavorano tutti gli or-
plesso de' suoi stabilimenti. Alcuni alun- namenti per le milizie pontificie, dando
ni sono impiegati nella computisteria o loro l'ospizio la metà del guadagno. Al-
inalili incarichi, in cui l'ospizio, in vir- tre travagliano la seta, le tele, le feline-
tù della primitiva istituzione, preferisce eie, i rigatini, o per i' ospizio o per com-
quelli che .sono stali suoi figli : gli alunni missioni private. Il conservatorio non
escono dall'ospizio ai 20 o > •>.
anni, e pri- congeda mai le alunne, che per rendei si
ma ricevevano una sovvenzione di scu- monache o spose, dando loro [OO scudi
di 3o. L'istruzione letteraria è quale ri- di dote, e 100 M SÌ fanno monache: le

rhiedesi per artigli e artigiani : vi è an- più valide sostengono I' uffizio di mae-
che un corso ili geomi Uria e meccanica, sttc e sorveglianti. Le pratiche religio-

ed una scuola di musica votale he si < se che si adempiono in tutto ospi/10, l

accoppia da alcuni giovani con qualche sono quali convengono ad ^^ luogo pio
arte, gli abilita al caotoecclesiustico, ed di Roma, e Ita Tanno ha luogo qualche
anche talvolta a divertire nel e. in 1 iti ro spirituale e gli esercizi di s I
14 osp OSP
zio, che si danno pure ai molli lavoranti se le spagnuole diventate indigene. Uno
del lanificio. spazioso luogo è destinato pei scardaz-
L' ospizio da principio godeva della zatori, imprimatori e ammoratori, sot-
rendita di alcuni pubblici dazi, che riu- to al quale si lavano e purgano i drap-

niti poi all'erario, questo dà in compen- pi. La filatura della lana sita dalle don-
so annui scudi 20,000, compreso quel- ne fuori della fàbbrica e in gran parte
lo decapitali perduti, e l'assegno di scu- dalle donne della casa di penitenza, e
di 1 00 mensili per la scuola degli araz- dai giovani della correzionale alla metà
zi. Altra rendita è il privilegio di forni- del prezzo: un'ampia camera contiene
re i pala?zi apostolici e le milizie pon- i filati. In due sale sono 25 telai, aven-
tificie di quanto occorre delle cose che done altrettanti fuori di fabbrica. I ci-

si fabbricano nell'istituto. Gregorio XVI, mitori ed i garzatori hanno anch' essi i

assai amorevole verso sommini-


di esso, non tutti lavori qui
loro posti, e siccome i

strò del suo scudi 6000 per dono alla si possono eseguire, si danno alle case
cassa del lanificio, in aiuto de' lavora- de'medesimi operai. Tutto il lavoro si
tori, che per ditèllo di lavoro erano re- faceva a mano, ma da qualche anno si
stati inoperosi, pei quali fu sempre sol- incominciò a introdurre le macchine.
lecito. Di tale benefizio se ne legge Gl'individui d'ogni età e sesso che si
nell' ospizio marmorea iscrizione, che mantengono dal lanificio di s. Michele
fa menzione ancora de' privilegi da lui sono circa 85o, comprese le condanna-
confermati al medesimo, e si riporta te e giovani della correzionale. Ben
i

nella Disserlatio dell'avv. de Dominicis 3o,ooo canne di drappi, di diverse qua-


Tosti, p. 3g. Alcuni privati assegnaro- lità e colori, annualmente si fabbricano

no per nomine di posti, come


capitali e smerciatisi non solo alle milizie e ai
da ultimo fecero due marinesi lodati nel palazzi pontificii, ma
ancora ai privati
voi. XL1II, p. 49, sommando in tutto che vi sono bontà delle ma-
tratti dalla
la rendita a circa scudi 5o,ooo. Tra nifatture. L'ospizio da lunghissimo tem-
i benefattori dell' ospizio nominerò il po gode il privilegio esclusivo di stam-
cardinal Federico Marcello Laute, già pare e venderei libri scolastici che ser-
protettore del medesimo, che gli lasciò vono all'uso delle scuole inferiori in tut-
36,5oo scudi, per tanti posti da nomi- to lo stato, comprese le Horae diuniae
narsi dai primogeniti di sua casa, al Breviarii Romani, prorogato da Gre-
modo che riporta il Carletli, Memorie gorio XVI nel 1 836. Il presidente o il

di s. Silvestro in Capite p. 207. Il la- visitatore apostolico dell'ospizio ha l'u-


nificio può considerarsi come un pio dienza dal Papa ogni 1 5 giorni di mar-
luogo o casa di lavoro e d' industria , tedì. Olire le opere citate, su questo be-
essendo l'edifizio costruito dal Fontana nemerito e celebre stabilimento si pos-
in modo da poter ricevere tutti per- i sono leggere: Piazza, Opere pie, e YEit-
fezionamenti dell' arte. Prima vi erano sevologio romano. Bonanni, Catalogo
allogati molti alunni, e l'ospizio si pro- par. 3,p. 53,54,09,60, che riporta le
fessa assai riconoscente all'egregio An- figure, e tratta degl' invalidi e delle in-
tonio Costa, che gratuitamente da più valide di s. Sisto, de' fanciulli detti del
anni dirige il lanifìcio con zelo e peri- letterato, e delle povere zitelle al palaz-
zia mirabile, da ottenerne i più belli ed zo Lateranense. Cav. Paolo Drachi No- :

utili risultati. Una vasta tintoria è for- tice de l'origine, et des progres de Ì Ho-
nita di tine, caldaie e altro. Sonovi due spice de s. Michel à Rome, Paris 18 \i.
r
grandi magazzini per le lane gregge Mg. Monchini già viceqjresidente del-
tratte dalle nostre mandre, non esclu- l'ospizio apostolico Degli istituti di Ro-
:
5

OSP OSP 1

ma. Cav. Gaspare Servi : Aumento di avea per la conversione degli acattolici
fabbrica nella chiesa dell'ospizio aposto- eterodossi, incominciò questa commen-
lieo, Roma i835. F. Gasparoni: Prose, dabile opera; ma .mentre felicemente vi

p. 64,dell'ospizioaposlolicodis. Michele. avea dato principio, nel 1602 Clemen-


Ospizio de convertateli, per gli ere- te Vili lo costrinse accettare il vesco-
liei d'ambo sessi, che vogliono abbrac-
i vato di Saluzzo. Dipoi tre sacerdoti ani-
ciare la fede cattolica. E posto nel rione mali dallo stesso zelo, senza mezzi, e
Borgo, nella Città Leonina, sulla piaz- solo confidando nella provvidenza, apri-
za di s. Giacomo Scossacavalli , incon- rono una piccola casa incontro 1' ospe-
tro la chiesa di lai nome, cioè nel bel dale della chiesa di s. Giovauni du' fio-
palazzo edificato coi disegni di Braman- rentini, ove alloggiavano con edificante
te Lazzari e Baldassare Peruzzi, pei Spi- carità e molto frutto quelli che si con-
nola nobili genovesi, corrispondente da vertivano al cattolicismo, e li mantene-
un via che conduce
lato incontro alla vano colle periodiche e spontanee of-
alla chiesa di Maria della Purità dei
s. ferte de' benefattori, che presto giunse-
Caudatari. Questo palazzo è rinomato ro ad annui scudi 600. Ai 3 sacerdo-
per le commedie di Plauto e Terenzio ti si aggiunsero altri pieni dello stesso
ivi recitate da una scelta società di gio- con esemplare carità pro-
spirilo, e tutti
vani studiosi dell'idioma latino, siccome cedevano nel lodevole istituto. Intanto
già Pomponio Letoavea introdotto pres- nell'anno santo i6y5 a questa quanto
so s. Andrea della Valle. E altresì ce- necessaria che santa impresa rivolse se-
lebre per esservi stata alloggiata Car- riamente l'animo Clemente X: per ope-
lotta regina di Cipro (J7 .), (di cui par- ra e industria del pio p. Mariano Soc-
lai altrove come nel voi. XXI, p. i63) cino, allora superiore de' filippini e di-
ultimo rampollo dell' illustre casa di rettore della lodata opera, acquistò per
Lusignano, vedeva di Giovanni di Por- scudi 7000 un palazzo aRipetta, dalla
togallo duca di Coimbra, e di Luigi di compaguia della s. Casa di Loreto dei
Savoia conte di Ginevra, accolta in Ro- marchegiani, e vi stabili 1' ospizio, riu-
ma da Sisto IV, e morta sotto il succes- nendovi sacerdoti suddetti, sotto la me-
i

sore Innocenzo Vili. Alcuni pretesero desima direzione del p. Soccino, asse-
che ivi abitasse e morisse R-affaele d'Ur- gnandogli scudi o,ooodi luoghi di mon-
1

bino, ma la di lui casa esisteva sulla piaz- te,dando l'incarico di soprintendente al


za Ruslicucci, che a suo tempo chiama- suo maggiordomo cardinal Rocci, quale
vasi priorato, la quale da lui lasciata al presidente d' una congregazione di pie
cardinal Divizi, di cui dovea sposar la persone da lui istituita. Quindi fece la
nipote, poi fu atterrata sotto Alessan- canonica erezione dell'ospizio colla bol-
dro VII nell' erigersi il colonnato che laInter alia gravissima onera, dei 3o
abbellisce la piazza della basilica Vati- marzo 67 5, Bull. Roni. t. VII, p. 3o5,
1

cana. L' origine dell' ospizio si deve al designando come più opportuno e am-
pontificato di Clemente Vili, poiché pio locale pai te del convento degli Ere-
narra il Ricci, De' giubilei universali p. miti di Roma ( V.), di s. Maria delle
333, mancare io Roma tra i molliplici Grazie a porta Angelica, onde potesse
pii istituti quello pei poveri eretici, che l'ospizio affittare il palazzo, ove tu poi
spogliati talvolta de'beni temporali, ven- istituito il Conservatorio della divina
gono alla i'ede cattolica per abiurare i Provvidenza, e ricavarne un'altra ren-
loro infelici errori, (piando nell' anno dita. Dichiarò 1' ospizio sotto l' invoca-
santo 1600 il servo di Dio p. Giovena- zione di s. Maria delle Grazie e di s.
le Ancina filippino pel zelo grande che Michele arcangelo, membro del palaz-
16 OSP OSP
zo apostolico, e perciò soggetto alla pri- a ciò destinati; e che a quelli che re-
vativa giurisdizione de' maggiordomi starono in lloma talvolta fu procura-
pro-tempore, e lo è tuttora come dissi to un impiego dandosi una limosina
,

nel voi. XLI, p. 268, affidandone l'am- a quelli che ritornano in patria. Final-
ministrazione ad una congregazione di mente abbiamo dal Costanzi, L' Osser-
deputati con le opportune facoltà, e con- vatore di Roma, ivi pubblicato nel 182 5,
cedendo indulgenze. Il Piazza, neH'£«- che l'ospizio è fiorente, essendovi istrui-
sevologio trat. V, cap. 21, del collegio ti e alimentali gli eretici che risolvono
de' convertiti alla fede, narra che l'ospi- rientrare nel grembo della Chiesa cat-
zio ben presto fiorì, e nello spazio di tolica ; e che vi sono rettore e cappel-
16 mesi abiurarono l'eresia 67 eretici, lani capaci delle lingue oltramontane,
tra' quali tre predicanti, e morendo il i quali hanno catechismi scritti in vari

cardinal Cesare Rasponi di Piavenna la- idiomi per l'istruzione de'novelli candi-
sciò in parte erede di sua facoltà la pia dati della vera fede. Essendo l'edifìzio in

da ministri e inser-
casa, allora assistita cattivo stato, Gregorio XVI volle che
vienti senza stipendio. Il Novaes, Vite si restaurasse, cooperandovi il palazzo
de' Pontefici, t. X, p. 233, riferisce che apostolico, poiché da questo gli conces-
in due anni vi si ricevettero 92 conver- se 9,000 scudi, e altrettanti dall'erario
tili, tra'quali alcuni regolari; ed il Piaz- pirbblico. La congregazione de'deputati
za aggiunge che nel 1680 il cardi/ial è presieduta dai maggiordomi pro-tem-
Nini sanese lasciò all'ospizio un grosso pore, i forieri maggiori sono sempre fab-
legato, e che nel 1682 il sacerdote Ales- bricieri, e deputati i cavallerizzi mag-
sandro Casola nobile alessandrino pri- giori.
mo direttore della casa, benemerito e ze- Ospizio di s. Galla per ricoverare
lante nell'istruzione de'converlendi, la- nella notte i poveri, è situato nel rione
sciò il suo a questo e ad altri luoghi Pupa, nella via di piazza Montanara ,

pii, venendo sepolto in s. Onofrio. Poscia ove fu già l'ospedale poi unito a\Y Ospe-
Innocenzo XI colla bolla Solleciludo pa- dale di s. Maria della Consolazione
storalis, de' 22 aprile 1 686, Bull. Rom. t. (V.), e la Chiesa di s. Maria in Porti-
Vili, p. 390, confermò il disposto da Cle- co (V.), fondati nella casa di s. Galla,
mente X, e ad istanza della congregazio- di cui il Piazzaci diede le Memorie nel
ne de* deputati trasferì l'ospizio in parte Cherisologio. Quivi il pio e zelante sa-
del palazzo a Scossaca valli, che il cardi- cerdote Marc' Antonio Odescalchi, os-
nal Girolamo Gastaldi di Taggia nel servando che non bastavano per la po-
genovesato avea acquistalo dagli Spino- vertà forastiera e nazionale di Pioma i
la, e con la sua eredità donato all'ospi- molti luoghi pii eh' esercitano la santa
zio pei novelli convertiti di qualunque con generosa risoluzione
ospitalità, apri
nazione. Sopra l'ingresso del pio luogo nel i65o una casa di pubblico ricetto,
un'iscrizione marmorea dice che fu ivi a ricovero della povertà, esercitandovi
l'ospizio stabilito nel i685, e che sotto opere e virtù segnalate. Qui egli con
gli auspicii del palazzo apostolico. Il piìi di 5oo o 600 e talvolta più
letti ,

Venuti nella Roma moderna p. JQ.92, di 1000, diede ricetto ai poveri, spe-
dell'ospizio degli eretici convertiti alla cialmente nell'inverno, somministrando
fede cattolica, riferisce che questi vi so- di sua mano la sera la minestra a tut-
no benignamente ricevuti e alimentati ti quelli che concorrevano, oltre la co-
finché non sono bene catechizzati e per- modità della cucina con fuoco alle po-
suasi degli errori di loro setla, dall'am- vere famiglie; facendo loro rattoppare
maestramento di alcuni buoni sacerdoti gli abili cenciosi, accomodare le scarpe,
7

OSP OSP 17
istruirli con incredibile pazienza nelle 2Ì0 d. Emilio Lami, ebbe origine I' o-
cose della salute, custodire con singoiar spedale di s. Diaria e s. Gallicano (^)-
cura i loro fardelli, e talvolta nettar lo- Nel 1702 zelanti sacerdoti Carlo Te-
i

ro la testa immonda, medicar la tigna sta eGirolamo Vaselli istituirono in s.


e la rogna ; avendo speso in questo pio Galla una società di ecclesiastici perchè
luogo ed opera immense limosine col assistesse i poveri nelle cose spirituali,
soccorso di molti, oltre il largo sussidio ed in essa il ven. can. Gio. Battista de
che riceveva perii medesimi poveri dal Rossi esercitò per molti anni l'apostoli-
cardinal Odescalchi suo parente. Mar- co suo zelo: le pratiche religiose con cui
c'Antonio morì io odore di santità, la società coltiva le anime, si estendono
pianto come padre dai poveri, il 28 poi anche aldi fuori dello stabilimento,
maggio 1670, e fu sepolto nella Chiesa sempre però in vantaggio della classe po-
di s. Maria in Campielli {f/ .) ov' era }
vera e abbandonata. In s. Galla accol-
stata trasportata la prodigiosa immagi- gonsi i poveri , e v' hanno ricovero e
ne della Madonna, ch'era nella cadente buon letto; nell'estate il pio luogo è a-
chiesa di s. Maria in Portico. Quindi il perto fino alla mezz'ora di notte, e l'in-

cardinal Odescalchi cheavea particola- verno fino alle tre ore, ed è la stagione
re affetto alla pia opera, vi fece soprav- di maggior concorso. L'ospizio è pei so-
\egliare l'altro parente Carlo Tomma- li uomini, pe' quali tengonsi in 5 dor-
so Odescalchi (che l'ampliò come dissi rnitorii 224 letti, compreso quello per
nel voi. IV, p. 76, e XI, 200), da p. gli ecclesiastici, e quando il numero dei
cui derivò la prima origine dell' Ospì- mendici sia maggiore, conforme inter-

zio apostolico (T'.), e dopo che fu as- viene nell'inverno, si preferiscono i vec-
sunto al pontificalo col nome d'Inno- chi ed i fanciulli. Gli stessi individui non
cenzo XI, ne affidò duca Li-
la cura al si dovrebbero ricevere piti che alcuni
vio Odescalchi suo nipote, concedendo- giorni determinali, ma se dura il biso-
gliene il giuspatronato col breve Adpa- gno si continua il ricovero: prima si ri-

sloralis dignitalis fastigiani, del 5 apri- cevevano ancora i convalescenti dall'o-


le 1686, Bull. Rom. t. 8, p. 384, con- spizio della ss. Trinità. A'5 ottobre, fe-
fermando e dotando l' ospizio. Questi sta di s. Galla, cavansi a sorte 12 dei
intraprese la riedificazione della chiesa poveri ricovrati, e si dà loro un buon
e dell' ospizio sotto l' invocazione di s. pranzo. Fra le opere spirituali che visi
Galla, compiuti il 1724 c °l disegno di praticano, han luogo gli esercizi di s.

Mattia de Rossi, e gli angeli di stucco Ignazio pei giovanetti ricovrati, che f.in-

che adorano il ss. Sagramento furono no la prima comunione. La chiesa ha


quelli fatti dal Bernini permodello di un sagrestano, l'ospizio un rettore e 3
que'di metallo che si vedono nella cap- famigliari.
pella del ss. Sacramento nella basilica Ospizio di s. Lucia de' Ginnasi pei
Vaticana. L'ospizio fu appresso ingran- sacerdoti pellegrini, posto nel rione Pi-
dito dal duca d. Baldassare Odescalchi, gna incontro la chiesa già parrocchiale
della qual famiglia è tuttora patronali), di s. Lucia, della quale parlai a Ginna-
che seguita a tutelare e dirigere sì bello si e Lana. Nel 1 4^9 m istituita la con-
istillilo di carità, essendo vietato a qua- fraternita de'sacerdoti secolari sollo l'in-
lunque autorità anche ecclesiastica d'in- vocazione de' ss. Pietro e Paolo, avente
gerirsene. La famiglia Odescalchi tal- per insegna quattro S , che significano
volta permise che 1' ospizio servisse pu- Sacro Sanata Sacerdotum Soeittai. Pel-

re di pubblico spedale, come nel 1 S3 le vicende de'tempi diminuito ilsuofer-


pel cholera. Dal rettore di1 questo ospi-
ospi vore, quasi
uasi si estinse,
t finché nel i5lo
VOI.. L.
.8 OS P OSP
risorse, e gli fu data la Chiesa di s. Ala- sevologio trat. I, cap. 8; trat. VII,
lia in Acquiro, ove restò sino a Paolo cap. 4-
II], che assegnandola per orfanotrofio, Ospizio di s. Luigi Gonzaga per ri-
nuovamente il sodalizio decadde. Forse cevere la sola notte le povere donne, che
sarebbe terminato, senza lo zelo del sa- non sieno malate, situato presso l'ospi-
cerdote Crescenzo Selva sanese, che pu- zio di s. Galla, ma
da esso indipenden-
re molto si adoprò per lo stabilimento te. Ne fu fondatore p. Francesco Ma-
il

delle arciconfraternite della ss. Trinità ria Galluzzi fiorentino, gesuita di mol-
de' pellegrini,, e della Morte. Egli ripri- to zelo e innocenti costumi, morto in
stinando la confraternita de' sacerdoti Roma li 7 settembre 1730; ed il ven.
sotto Giulio 111 la convocò nella chiesa can. de Rossi vi fece gran bene, onde le
di Barbara ora de' Librari, donde nel
s. loro immagini sono nell'ospizio. Esso si

i 5q6 passò per volere di Clemente Vili compone di due dormitorii con 3o letti,
nella chiesa di s. Lucia de' Ginnasi al- non consentendo le rendile tenerne di
le botteghe oscure, ove istituirono al- più; di cappella, della camera di trat-
cune conferenze de'casi di coscienza, ed tenimento, e del giardino. Le povere
altre esercitazioni pei parrochi e confes- donne vi sono ammesse alle ore 24, e
sori, poi trasferite dai gesuiti nella chie- quanto al numero finché vi è luogo:
sa di Gesù, celebrando offizi e messean- sono escluse le rognose e le tignose le ,

niversari pei fratelli defunti che associa- gravide e le maiale, perle quali si han-
va alla sepoltura, dopo averli visitati no gì' istituti descritti a Ospedali di Ro-
infermi, e soccorsi se bisognosi, accom- ma. Le ricovrate ogni sera recitano al-
pagnando al sepolcro anche altri sacer- cune preci, e una volta il mese ivi ascol-
doti morti in Roma. Incontro alla det- tano la messa, e fanno la comunione,
ta chiesa stabili la confraternita 1' ospi- ricevendo bai. 5 in compenso del gua-
zio, di cui feci già cenno a Convitto. dagno, che avrebbero forse fatto lavo-
Vi albergava per i5 giorni i poveri sa- rando in quel tempo. L'istituto dipen-
cerdoti pellegrini che recavansi in Ro- de dal cardinal vicario, che delega due
ma, provvedendoli del necessario, e pro- deputati, ecclesiastico e laico, che ammi-
curandone l'occupazione. Ne fu deputato nistrano le poche rendite. Anticamente
assistente il prelato Rospigliosi, il quale dipendeva dal rettore gesuita del collegio
compilò con elegante latinità le costitu- romano. Vi è la priora e la sotto priora.
zioni stampate nel 1 644 J divenuto egli Ospizio di s. Maria degli Angeli al-
Papa Clemente IX conservò al pio luo- le terme di Diocleziano, nel rione Mon-
go il suo amore, e nel maggio soleva ivi ti, presso la Chiesa di s. Maria degli
dare una lauta cena ai poveri sacerdoti Angeli e la Fontana di Termini (V?).
pellegrini, con l'assistenza del suo
mag- L'edifìzio in cui è posto l'istituto non
giordomo e camera segreta. 11 sodalizio solo è vasto, ma è anche murato con
ebbe grazie e indulgenze dai Papi ed , buona e solida architettura, e fu eretto
ha tuttora un cardinale per protettore: per uso de'granai dell'Annona d'ordine
Pio Vili ne fu uno nel cardinalato. Nel- di Gregorio XIII, e poscia amplialo da
l'ospizio vi sono 6 letti_, ed sacerdoti i Paolo V e da Urbano Vili. Esso si com-
pellegrini che recatisi a Roma per visi- pone di quattro ale, di cui tre sono con-
tare i luoghi santi, muniti di attestato giunte fra loro ad angolo retto, ed una
del proprio ordinario, possono rimaner- staccata e separala dalla piazza, innal-
vi 8 giorni. La congregazione nell'an- zata già da Clemente XI con disegno
no santo 1825 ospitò 1 73 sacerdoti pel- di Carlo Fontana, e però chiamasi brac'
legrini. Di essa tratta il Piazza, Eu- ciò Clementina, e servì per infermeria
OSP OSP 9 «

degli uomini, e per alcuni lavorìi, dopo nome dalla vicina chiesa. L'ampia fab-
che utia gran parte ridusse in buona brica non comoda e salubre per abita-
forma il prelato Capaccini poi cardina- zione d'uomini, grandemente venne re-
le, che diresse in principio l'opera sotto sa tale, e di molto migliorata dallo stes-
Leone XII colla qualifica di visitatore so Gregorio XVI. Inoltre questo Pon-
apostolico e presidente. Stabilito da Pio tefice con sovrana munificenza impedì

VII il commercio libero, questi grandio- che abbandonassero 1' ospizio le mona-
si edifìzi essendo rimasti vuoti, venne- che figlie del Calvario (F.), cui Leone
ro volti a benefìcio dell'umanità. Quel XII avea affidato il reggimento delle
Papa mirando ad eliminare l'ozioso ac- donne non solo con assegnar loro nel
,

cattonaggio, cui per estinguere molto i833 stabile pensione, e per noviziato
eransi adoperati diversi suoi predeces- la chiesa emonastero di s. Norberto dei
sori da s. Pio V a Pio VI, raccolse nel Canonici regolari premostratensi ( V .),
1818 in detti granai tutti que' poveri ma col donare alle religiose scudi 6000
che l'amministrazione francese avea giù di suo peculio, e in morte per testamen-
collocati nel palazzo Lateranense e nel to gliene lasciò 2000 da rinvestirsi in
monastero di s. Croce in Gerusalemme. consolidato, avendole di frequente visi-
Lo stabilimento prese il titolo d! Istitu- tate per incoraggirle e lodarle nel labo-
to di carità, vi si ricevettero tutti i po- rioso e caritatevole uffizio che con zelo
veri privi di sussistenza, portandosi agli disimpegnano. Essendo presidente del-
ospedali gl'infermi di malattie di carat- l'ospizio il cardinal Luigi del Drago (cui
tere. Sino al 1824 questo deposito di più tardi successe l'attuale cardinal Ma-
mendicità non ebbe notevoli mutamen- rio Mattei) Gregorio XVI nel i834, a-
ti, ma Leone XII (J
7 cui erano tanto vendo sommamente a cuore questo
.), ri-
n cuore i pii istituti, pensò farne una covero, ne concesse la direzione e il go-
Pia casa d'industria, gliene conferì il ti- verno benemerito istituto
ai fratelli del
tolo, onde volgarmente ancora ne por- delle Scuole cristiane (V.)
da lui amati
ta il nome, per darvi lavoro ai poveri con particolare benevolenza essi vi en- ;

che ne avessero abbisognato, e togliere trarono a'24 dicembre. Dipoi col breve
in tal modo ogni prelesto a mendicare. Cum nihil majus,de\ 21 agosto 18 |8,
Tutta volta una vera casa d'industria non confermò le leggi da lui prescritte sul
vi fu aperta, solo prese forma di ospizio buon regolamento della casa, e riguar-
perambo i sessi, foggiato più o meno sul danti lodali religiosi, confermando il
i

modo dell' altro che dicesi apostolico. decreto che sottomelte l'ospizio ali im-
Leone XII pose l'ospizio sotto la speciale mediata subordinazione del Papa. Laon-
protezione sua e de' successori, come lo de nel i83r) colle stampe si pubblicò
è tuttora* Nominò superiore il lodato eziandio il Regolamento dell' ospizio di
prelato, e direttore spirituale un arci- s. Maria degli angeli, compilato dal nw

vescovo in partibus. Pio Vili dichiarò fr. Pio ex vicario gen. dille scuole cri-
presidente e protettore d ambedue le stiane. Avendo il regnante Pio IX sot-
famiglie, il cardinal presidente della toposti gli ospizi alla magistratura ro-
commissione de' Sutsidii. In principio mana, nel iH'JH cessarono i relig
l'ospizio riceveva individui di tutte l'e- averne la direzione, indi nel i85i il

tà, ora non ammette che i fanciulli e Papa dichiarando il cardinal Mario Mat-
fanciulle 01 fine, e per volere di Grego- tei nuovamente presidente della oonv

rio XVI, che ne fu sollecito e zelante missione de' sussidii, si ^10 governo re-
benefattore, sì nel materiale che nel ino- stituì questo ospizio.
rale, e più volte lo visitò, prese I' odierno Due grandi famiglie albergano nello-
?.o OSP OSP
ipizio, cioè di giovani, che sono circa a' 8 anni, questi si congedano a' 2 1 on-
1 ,

4oo , e di donne che ascendono a più de potersi formare allievi che li rimpiaz-
di 5oo. Dal cardinal presidente dipeu- zino nella banda, la quale dà spesso sag-
de l'ammissione de'ricovrati de'due ses- gio di molta abilità. Gli alunni si edu-
si nell'istituto, sulle proposte de' 12 pre- cano alle arti, anche ai lavori della cam-
fetti della commissione de'sussidii, che pagna. Una gran parte s'impiegano nel-
gli presentano i fanciulli e le fanciulle la calzoleria e sartoria militare, poiché
meritevoli, orfani, liberi d'ogni male at- vi si fanno tutti i vestimenti e calzatu-
taccaticcio o incurabile, non in- e d'età re delle milizie pontificie, per privilegio
feriore ai 7 anni circa e non maggiore ripristinalo da Gregorio XVI. Evvi al-
di 12 ; tutti perciò sono veramente po- tra officina di sarto e calzolaio pei la-

veri, e ricevuti gratuitamente. I giova- vori della casa e la tipografia; vi fu la


ni d'ogni età si dividono in 4 centurie, tintoria per le manifatture che si (anno
le quali occupano due grandi dormito- dalle due famiglie, di cotone e di cana-
rio Ogni centuria è divisa in camerate: pe. Dall' officina di falegname-ebanista
ciascuna ha il prefetto, le camere dei escono eccellenti lavori. Vi s'insegna pu-
quali sono situate in modo che per mez- re l'arte dello scalpellino d'ogni genere,
zo d'un finestrino possono osservare tut- ed anche la bassa scultura, per cui l'en-
to il dormitorio. I giovani vestono cal- comiato fr. Gioacchino nel 1841 al i.°
zoni e camiciola di panno, prima grigio piano dell'edifizio, e nel migliore corri-
ed ora marengo, e ne' dì festivi quando doio, per gratitudine del pio luogo, eres-
escono a centurie per la città, hanno il se un busto di marmo a Gregorio XVI,
vestito simile e cappello. Ai fanciulli che con onorevole iscrizione, il lutto esegui-
per 1' età non hanno intrapresa alcu- to dai giovani dell'ospizio. Serve d'inco-
na aite, viene insegnato il catechismo, raggimenlo agli alunni la pubblica e
leggere, scrivete e far conti; gli altri solenne mostra di lavori che si fa pei la
sono istruiti dopo il lavoro. Siccome an- festa titolare dell'ospizio nella domenica
cora non vi è in Roma alcuna scuola fra l'ottava dell' Assunta e per quella di
r
pubblica musica strumentale, mg.
di s. Cecilia. Alcune di queste officine sono
Capatemi compose di alcuni alunni una a conto dell'ospizio, le altre sono affidale
banda alla maniera militare, con decen- a particolari intraprendenti. I giovani ar-
ti uniformi, senza però toglierli dalle tieri hanno la giornata, il cui guadagno
loro arti; dipoi nel 1 84 1 si aggiunse dividesi in tre parti, una per l'ospizio,
anche la scuola di musica vocale per cu- una si pone in serbo per l'uscita, una si

ra dei fratelli delle scuole cristiane, cioè concede giovane pe'suoi minuti biso-
al
dal zelante e ottimo fr. Gioacchino di gni. Oltre il direttore ecclesiastico pel go-
Gesù, ultimo regolatore e direttore del- verno della famiglia degli uomini, 4 cap-
la famiglia degli uomini. I giovani ad- pellani assistono alle cose spirituali di
detti alla musica formano due camera- ambedue le famiglie, sotto la direzione
te a parte, e perchè chiamati a prestar d'un preluto, per lo più insignito della
servizio nelle pubbliche feste e proces- dignità vescovile, uè mancano molti pii

sioni, guadagno si divide in tre por-


il sacerdoti che vanno ad amministrare i

zioni, una pei giovani per quando esco- sacramenti. I religiosi sullodali stabili-
ta o
no dall'istituto, e due per l'ospizio, on- rono parecchie congregazioni spirituali,
de in parte pagare i maestri, gli istru- cui è libero l'ascriversi. Una volta l'an-
menti e detti abiti o uniformi. Questi
i

giovani suonatori sono circa 4°!^ men-


no
Ignazio,
si
CO
tendono «li esercizi spirituali
L

si celebrano diverse feste, e


di s.

si

tre gli altri ricovrati escono per Io più fauno le principali funzioni della Chiesa,
OSP OSP 2!

nelle due cappelle delle famiglie ove si ri, pe' quali la natura mostrossi crudele
veneta il ss. Sagramento nel ciborio. Da matrigna, dopo aver visitato le scuole
tutto questo sistema di educazione reli- aperte ad essi in Parigi e Vienna, man-
giosa, civile, industriale, si ottennero dò da Roma a Parigi il dotto e esem-
buoni risultamene. La famiglia delle plare sacerdote d. Tommaso Silvestri di
donne si divide anch'essa in centurie, e Trevignano, perchè sotto uno de' bene-
dimorano in vastissime sale di 3 o \ fattori dell' umanità l' abaie Cario Mi-

camerale hanno vitto e letto come gli


; chele l'Enee di Versailles, il primo che
uomini; in casa vestono panno borgon- formò uno stabilimento pei sordomuti,
sò, e quando escono a camerate usano siammaestrasse nell'arte difficile d'i-
veste turchina cangiante, coprendosi il struire i sordo-muti, sostituendo il ge-
capo con pezza bianca. Lavorano il co- sto all'articolazione della voce, poiché
tone in varie forme, e qualche volta la mutolo resta chi nasce sordo coli' orga-
canapa e il lino, impagliando le sedie no acustico o ostruito o viziato, consi-
delle di Chiavari fatte dai maschi; mol- stendo tutta l'arte d'istruire sordo-mu- i

te s'impiegano al bucato, altre a cucire ti, nel far sì eh' entrino per gli occhi
e rattoppare nella guardaroba. Riman- quelle nozioni che non possono entrare
gono non si monaca-
nell'ospizio finché per le orecchie; per la qual cosa il me-

no o maritano o non si accomodano al todo de'segni, condotto oggi a molta per-


servizio di persone private. Le suddette fezione, rende quegl' infelici atti anche
buone suore dirigono l'istituto delle don- all'istruzione scientifica. Il Silvestri ani-
ne con vera carila e intelligenza, facen- mato dal sentimento sublime di giova-
dosi aiutare dalle ricoverate più savie, re a questa classe di persone, in pochi
le quali stanno ne' comuni dormitori!, mesi s'impratichì egregiamente del me-
ed accompagnano le loro sorelle quan- todo d'insegnamento, e tornò in Roma
do escono a diporto. La superiora delle con attestato dell'abate l'Epée che lo di-
religiose ha il titolo di direttrice gene- chiarava abile e maestro. Quindi il di
rale. Un prelato col nome di deputato Pietro avanti il 1784 aprì nell'alma
ecclesiastico, cioè quello stesso degli uo- città la i." scuola di sordo-muti e forse
mini, ha cura delle cose spirituali della la 1." anche d'Italia, come si legge nel
comunità delle donne, dove la pietà e le Renani, Storia dell' universià di Roma
più. divote pratiche religiose fioriscono p. 3o5 e seg., che riporta le notizie su
non meno che in quella degli uomini. questa utile fondazione e sull'invenzio-
L'ospizio, tranne il prodotto del lavoro ne di siffatta istruzione. Non fu l' abate
de'ricovrati,e alcune poche sue rendite, l'Epce l'inventore di arte sì ingegnosa
è nel resto a carico dell'erario. 11 cardi- e benefica, ma bensì di essa sommamen-
nal presidente raccoglie V entrate e sor- te benemerito, onde si procacciò nome
veglia le spese: vi è pure un deputato immortale ed eterna riconoscenza ,
per
economico. aver ulteriormente perfezionato il ri-
Ospizio, istituto e convitto di scuo- trovato mirabile di favellare colle mani
la e istruzione di sordo-muti d' ambo i e di ascoltare cogli occhi, il quale è do-
sessi in s. Maria pon-
degli Angeli. Nel vuto interamente allo spirito religioso.
tificato di Pio VI, mosso da compassio- I principii teoretici su cui tale istruzio-
ne verso gl'infelici muti e sordi, l'avvo- ne fonda, furono scoperti e promul-
si

cato concistoriale d. Pasquale di Pietro, gati da Girolamo Cardano ili Pavia,


nel vivo desiderio di restituire da quasi medico e geometra, di spirito supersti-
bruti alla vita civile, alla religione, alla zioso e dedito alla magia, morto in Ro-
patria, alla società, una classe di nme- ma circa nel 1 576. Sulle ricerche del
32 OSP OSP
sordo- muto, scrisse, che noi possiamo religione, mentre il p. Francesco San vi-
condune uno di questi infelici a com- tali, morto nel 1 765, pubblicò in Brescia
prendere mediante la lettura, e a par- una Dissertazione sul modo d'insegnare
lare mediante la scrittura. Ma poiché come primo istitu-
a' muti. Si celebra poi
l'Italia rinvenuta l'origine delle cose suo- tore de' sordo-muti in Francia Giacobbe
le per lo più. lasciarle in abbandono, co- Rodrigo Pereire spagnuolo, dopo avere
me osserva il eh. Rambelli, Leti, intor. aperto scuola a Cadice, la quale dicesi
no invenzioni e scoperte italiane, p. 344» ebbe corta durata, e fatto aggiunte ai
così la gloria di applicarne i pensamen- metodi insegnati da Amman ne' Paesi
ti lombardo era ser-
acuti del filosofo Bassi, da Wallis in Inghilterra, e da al-
bata allo spoglinolo Pietro Ponce mo- tri, morendo nel 1780 a Parigi. Ivi il sa-
naco benedettino del monastero di So- cerdote l'Epe'e dopo a ver consulta lo Wal-
hagune e morto in quello d' Ona o di lis, Amman, lo spagnuolo Eonet e altri,
Ogna i584, che celebrasi il i.° in-
nel tanto per formarsi l'arte di parlare, che
ventore noto nell'arte d'istruire sordo- i per dare ai suoi scolari 1' alfabeto ma-
muti, portandola al più alto grado di nuale chiamato dattilologia, si dedicò
perfezione, come si può leggere ne'trat- interamente all'istruzione de'sordo-mu-
tatisti di questo argomento. Non lascian- ti, e le sue rendite furono assorbite dal-

do alcun ragguaglio del suo metodo, lo stabilimento che fondò, aiutato dal du-
sembra che le due prime opere sopra la ca di Penlhièvre e da altre persone ca-
stessa arte si debbano agli spagnuoli Pao- ritatevoli. Egli fu come il padre de'suoi
lo Conet e Ramirez de Carion. Da un allievi, ma lo stabilimento che faceva la
documento si rileva che Ponce insegnò ammirazione d'Europa non fu allora a-
ai muti anco a parlare, e che ve ne fu dottatodal governo: morì nel 789, pian- 1

uno che ricevette 1' ordine del sacerdo- to, lasciando delle opere sulla istruzione
zio, con oiììzio e benefizio ecclesiastico, de'sordo-muti, e la sua memoria in be-
e recitando le ore del breviario, come nedizione, avendo pel primo fondato per
si legge nel voi. Ili del giornale di Bru- essi un ospizio e ridotta l'istruzione a
ges intitolato: Il sordo-muto e il cieco. regole fisse, colle quali formò abili allie-
Aggiunge Rambelli che il medico Fa-
il vi. Fra questi l'abate Sicard recò la scien-
brizio d'Acquapendente, nel descrivere i za del maestro ad un grado sorprenden-
fenomeni della voce e dell' udito, trattò te di perfezione, e da Bordeaux, oveavea
della parola e suoi strumenti per ammae- eretto uno stabilimento, nel detto anno
strare isordo-muti; Giovanni Bonifacio fu chiamato a Parigi per succedergli, ed
J
scrisse l'Arte de ce?mi,co\\'a\i\lo de'quali allora si rese perpetua una fondazione
la parola si rendesensibile; il p. Francesco la quale era privala. Nel 180J Pio \ li
Lana gesuita bresciano nel suo Prodro- visitò coi cardinali lo stabilimento, be-
mo stampato nel 1690,
all' arte maestra, nedì la nuova cappella,, assistette a di-
ragionò de' mezzi per ammaestrare nel versi esperimenti, ed esternò la sua pie-
leggere e scrivere i ciechi, quindi di quel- na soddisfazione, encomiando altamente
li per giovare all' istruzione de* sordo- l'abate Sicard e i suoi degni cooperatori,
muti. Ai precetti di questi italiani, al- come e meglio riporta il eh. Belloruo,
tri italiani applicarono la pratica, on- Contin. di Bercastel, voi. I, p. 182. Si
de Pietro di Castro ammaestrò il figlio calcola eh' evvi un sordo -mulo ogni
di Tommaso di Savoia, e Antonio da 2000 abitanti. Nel 1837 in Nuova York
Ravenna cisterciense a un determinato si fabbricò un islrumento che serve alle
numero di sordo-muli insegnò a legge- orecchie come gli occhiali (F.) agli oc-
re e scrivere, e quanto è necessario alla chi, e consiste in due piccole conche di
OSP OSP 2Ì
argento, the hanno presso a poco la for- pellano dell'ordine. Del metodo che si

ma di due gusci d'ostrica un po' incava- formò per tal via si valse il benemerito
ti, e triplicano la forza del suono. Nel e instancabile Mariani, in ^1 anni che
Giornale de letterati pel 1 749> si legge visse neh' esercizio laborioso di maestro
la lettera del cav. Costantino Magno sul primario della scuola di Roma, penetra-
metodo d'insegnare a'sordo-muti. Si pos- to dallo spirito caritatevole del fonda-
sono consultare, Severino Fabriani isti- tore dell' istituto avv. di Pietro. Questi
tutore nel lo stabilimento dell e sordo- mu- morendo lasciò nel testamento l'obbligo
te diModena e fondatore delle Figlie del- di proseguire la scuola, con l'assegno di
la provvidenza per istruirle: Sul benefì- scudi io mensili, accresciuti poi dal suo
zio della religione sui sordomuti, Mode- fratello cardinal di Pietro che trasferì la
na 826. Bagnetti Istruzione de' sordo-
1 : scuola nel suo palazzo, e terminò di vi-
muti, Milano 1828. Basso: Cenni sul vere nel 1821. La scuola rimase nella
sordo-mulo Gonella, Torino 1 834- Inol- detta casa, finché Leone XII per tale uso
tre abbiamo del Roselli direttore del stabilì due stanze nell' università roma-
Genova Memoria sui
reale istituto di : na, 1' una pei muti, l'altra per le mute.
sordo-muli, sulla loro istruzione ed il Nel voi. XXXVIII, p. 62, narrai come
loro numero, Genova 1 834- ^ e Tom- ' Leone XII nel 1824 improvvisamente
P-
maso Pendola scolopo Sul dovere di : intervenne all'esperimento che i sordo-
educare lutti i sordo-muti, Siena
83r. 1 muti de'due sessi facevano. Nel pontifi-
Manuale per la scuola de' sordo-muti cato di Pio Vili, a'24 settembre i83o
di Verona, di A. Provolo sacerdote, Ve- i sordo-muti nell'oratorio di s. Maria
rona 1840. Di questi si ha pure: Sul della Pace, dove allora si congregavano
modo d'insegnare a cantare ai sordi di per gli atti religiosi, tennero altro sag-
nascita, Venezia i83g. V. Lingue. gio. Fecero essi conoscere d'intendere la
In Ti evignano il Silvestri morì di mor- grammatica declinando nomi e coniu- i

te immatura, 5 anui dopo, non senza la- gando verbi appresso esposero quali
i ;

sciare qualche allievo nell'arte; tutla- sono doveri che hanno gli uomini ver-
i

volta forse la scuola sarebbe mancata se so Dio, verso sèj verso gli altri. Trat-
il sacerdote romano Camillo Mariani per tando de'doveri verso Dio, fecero essi co-
volere dei signori di Pietro non si fosse noscere come concepissero ancor le idee
messo all'opra di apprendere il meglio astratte, intendessero le cose concernenti
che potè quanto avevano studiato sor- i la (tòe, e adempissero gli atti di religio,
do-muti dal suo antecessore. Il sacerdo- ne. Quindi il modo di onorare Dio colle
te Bondi, nelle belle e importanti Meni. preghiere: alcuni scrissero diverse ora-
Trevignano ec, come nipote del
star, di zioni, tutti le fecero in comune per via
benemerito Silvestri, a p.65 e seg. e 120, di segni. Quanto a' doveri verso sé stes-
non solo lo celebra come il primo ch'eb- so il sordo-muto diede ragione della pro-

be la gloria di aprire in Roma ed in Ita- pria esistenza, e del debito di conservar-


lia un istituto pei sordomuti, della di lui la pel vero ed unico fine della vita eter-
dottrina e delle qualità che lo fregiaro- na.Diede anche a conoscere quali lusse-
no, ma dice de' suoi allievi, cioè, quello rò doveri verso altrui, equal sia il mo-
i

che lo rimpiazzò nell'istituto; il sacer- do di compierli. Alcuno significò di sape-


dote d. Benedetto Cazzolini, a richiesta re i falli principali della storia sacra e
di Ferdinando IV redi Napoli, per que- profana, alcun altro le operazioni del-
sta metropoli; ed il sacerdote d. Salva- l'aritmetica ;finalmente v'ebbero de-li
tore Sapiano per Malta, onde fu il Sil- allievi che proferirono, confusamente pe-
vestri fallo da quel gran maestro cap- rò, il tuono delle sillabe e ancora delle
34 OSP OSP
parole. Nel maggio i83a mori il Maria- vitto): vennero stabiliti i maestri, e per
ni,ed il n.° 4 1 del Diario dì Roma ne luogo venne assegnalo quello ebe un tem-
pubblicò l'elogio. Con approvazione di po servì allo stabilimento della fabbrica
Gregorio XVI, la congregazione degli della galangà, contigua all'ospizio di s.

studi nel
i 1 833 prese a sé la scuola col con- Ala ri a degli angeli, e a destra di chi
senso dell'illustre famiglia di Pietro, cui guarda il frontespizio della fontana di
sarà eterna la riconoscenza de'buoui per Sisto V : sulla porta è scolpilo in mar-
aver promosso in Roma l'educazione dei mo : Istituto dei sordo -muti.
sordo-muti, e in benedizione perenne la Il cardinal Mario Mattei allora e di

memoria dell'avv. Pasquale. Avendo es- nuovo attualmente presidente de' sussi-
sa bisogno di essere migliorata di molto, di'!, ammise nelle due famiglie dell'ospi-

dopo il decesso del Mariani i sacerdoti zio di s. Maria degli Angeli lutti po- i

Ignazio Ralli e Ignazio Gioazzini ,


gli veri sordo-muti d'ambo sessi, in età ca-
i

succedettero nell'insegnamento, e furono pace d'istruzione, romani e statisti. L'am-


spediti aGenova per informarsi del me- maestramento ivi cominciato nel dicem-
todo tenuto in quella fiorente scuola, bre 1 838 in separate scuole, potè avere
conilotta a tanta perfezione per le ze- più regolare e maggior sviluppo dopo ;

lanti cure del p. Ottavio Assarotti. Nel- 8 mesi maschi, e dopo 12 le femmine
i

l'anno seguente la stessa congregazione, si esposero nel 1839 a pubblico saggio,

a consiglio principalmente del cardinal mostrando significante profitto, come si


Lambruschini prefetto della medesima, può leggere uell' opuscolo: Saggio del
decise che fosse aperto un ospizio o con- profitto riportato dai sordo-muli, e nel
vitto, sotto gli auspicii di Gregorio XVI. Diario di Roma n.° 81. Nel declinar del
Ma la fabbrica assai vasta e comoda che 1840 succeduto nella presidenza il car-
si volea prescegliere fu destinata ad al- dinal Giacomo Luigi Brignole, pose in
tro uso; ed i sordo-muti continuarono buona parte ad effetto quanto prede- il

sino al declinar del 1 838 a ricevere quel- cessore a vea in animo di eseguire, e la con-
l'istruzione che potea loro darsi nelle ore gregazione degli studii proposto; la riu-
troppo brevi della pubblica scuola, pub- nione cioè de'sordo-muti in uno specia-
blicando la congregazione a' 19 novem- le ospizio o convitto^ imperocché si co-
bre, previa approvazione del Papa, il Re- nobbe quanto meglio, tenendo questi
golamento per la istruzione religiosa e giovani separati dagli altri, si raggiunge-
letteraria de' sordo-muti nella città di Ro- rebbe lo scopo della loro educazione, con-
ma, che si legge nel t. 2 della Collectio vivendo co' loro precettori. Disposta per-
r
p. i6r, di mg. Caterini. In questo si tanto all' uopo una parte della fabbrica,
conferì al cardinal presidente de'sussi- die contigua all'ospizio di
s. Maria de-
dii la cura particolare de' sordo-muti di gli Angeli, si congiunge dall'altro lato al
ambo i sessi, in piena armonia colle at- magnifico fontanone di Sisto V dell'ac-
tribuzioni riservate alla medesima con- qua Felice, il 18 agosto 1 84 1 vi furono
gregazione degli stuelli ; e con nomina so- trasferiti i sordomuti della famiglia de-
vrana si stabilì in di lui aiuto e del de- gli uomini, composta di 17 alunni, men-
putato ecclesiastico, un deputato specia- tre le femmine erano 20 alunne. Fu
le tratto dai prefetti della commissione quel giorno di apertura del convitto ce-
de'sussidii. Inoltre venne affidata l'assi- lebrato cou pubblico esperimento de'lo-
stenza particolare de'sordo-muti ricove- 10 studii e progressi, e con molti cardi-
rati, ledonne ad una suora del Calva- nali v' intervenne Gregorio XVI, aven-
rio, maschi ad un fratello delle Scuole
i do amorevolmente accettato la dedicn
cristiane (finché uon fu istituito il epu- del solenne saggio, e il di lui busto mar-
OSP OSP a5
moreo con analoga iscrizione fu collo- nemeiilo de' sordo-muti Saggio che i :

calo nell'istituto a monumento di gra- sordo- muti del convitto di Roma danno
titudine. In questi saggi i sordo muti mo- nel secondo anno di loro istituzione,lio-
strarono come il linguaggio de'segni può ma I&4 1 - I sordomuti si esercitano pe-
spiegarsi a tutte le l'orme grammaticali, riodicamente opere di pietà, ol-
in varie

e provarono col tradurlo in iscritto l'e- messa nella cappella; una


tre l'ascoltar la
sattezza di ciò ch'esprimevano coll'alfa- volta all'anno fanno gli esercizi spirituali
beto manuale. Dierono essi ordinatamen- e celebrano con solennità una festa della
te a vedere come aveano piena intelli- Madonna. Il convitto, ora per disposi-
genza di tutte le parti del discorso col- zione del Papa che regna, non piìi dipen-
l'analisi grammaticale delle proposizioni de dal cardinal presidente de' sussidi»,

empiici, e della sintassi coli' analisi lo- ma dall'encomiato cardinal lirignole di-
gica delle proposizioni composte. Si mo- chiarato presidente dell'istituto, e dal pre-
•tmrono istruiti nella sacra Scrittura, nei lato deputato; vi sono un direttore e due
donami e doveri religiosi, principale sco- maestri, tutti sacerdoti; de' maestri uno
po dell'educazione, nella conoscenza di è pure economo, l'altro è maestro nella
sé stessi e de' doveri sociali, nella misu- scuola esterna pei sordomuti non ri-

ra e divisione del tempo, ne' principii covrali. Dal direttore dipendono ancora,
della geografìa, nell'aritmetica sino alle per ciò che riguarda l'istruzione, le sor-
prime 4 operazioni de' fratti. Esposero, do-mute, le quali esistono nello sfesso
colla loro naturale pantomima, la para- locale de' maschi, separate da essi quan-
bola del fìgliuol prodigo. Per ultimo fe- to alla comunicazione, nel resto sono sot-
cero vedere che colla sola vista compren- ta la direzione della maestra religiosa del
devano in parte il linguaggio parlato, e Calvario. Ciascun alunno paga scudi 4
il romano sordomuto Antonio Marto- mensili, cioè pei poveri di Roma suppli-
ni, a nome proprio e de' compagni, fece sce la commissione de' sussidii, pei sta-
colla sua ai tifìziale pronunzia, per
quan- tisti le comuni cui appartengono, o se im-
to comporta l'arte, e assai chiaramen-
il potenti la cassa provinciale, come dichia-
te, un ringraziamento al Pontefice loro rò la circolare della segreteria per gli af-

benefattore. Tanto esso che cardinali i fari di stato interni, d'ordine di Grego-
proposero diverse domande, cui dai sor- rio XVI, nel 1842. Pei sordo- muti di
do muti alunni fu sempre risposto con agiate famiglie varia il mensile assegno,

franchezza e precisione mirabile, come perchè essi possano trovare nel convitto
riporta il n.° 08 del Diario di Roma, che ciò che richiede la loro condizione. L'era-
descrivendo l'istituzione benefica di Gre- rio continua a somministrare annui scudi
gorio \\ I e il saggio, riprodusse la me- 3oo per l'onorario degl'istitutori, e il car-
morata iscrizione, dicendo pure che il Pa- dinal presidente supplisce a quanto mali-
pa ricevette un mazzo di fiori finti dal mantenimento del pio luogo. In Piu-
ci pel
prelato Gio. Battista Arnaldi deputato ma marzo 184 3 eh. sacci dote Do-
nel il

speciale del novello stabilimento, e che menico Z. nielli recitò nell'accademia Ti-
regalò i maestri e gli alunni prima di par- berina i\[\ erudito discorso sull'origine,
lire,dichiarandosi soddisfattissimo e di progresso e stato attuale della istituì one
voler efficacemente proteggere l'istituto. <lc' tordo-muti ;e nel s m 1 j
• . I n 13 del-
Il metodo d' istruzione che li tiene nel l' .Ubimi inserì un beli' SI - |>ia 1

convitto, minutamente deaeri Tesi nell'e- tordo muti e loro principali istitutori .

ie-. iute libretto pubblicato all'occasione celebrando anche il tìannasi Cseob, ri-

del leggio, con prefàsione del sacerdote portando il monumento innalaatoa P«-
romano Halli, pentissimo istitutore bc- risi nella chiesa di >- Rocco ali' ab. l'I!
26 OSP OSP
pée,efacendo l'elogio del prof.Ralli par- sistere gl'infermi in s. Spirito, e nell'in-

lando del progresso singolare dell' ospi- tervenire all'oratorio del p. Caravita, nel

zio romano, ove alcun allievo legge con passare per la piazza della Rotonda ve-
voce chiara e distinta, ed a viva voce ri- dea con rammarico molti fanciulli, che
sponde prontamente alle interrogazioni. vagabondi riducevansi a dormiresui gra-
Inoltre lo stesso ab. Zanelli nel 1 8/p, nel dini della chiesa o sotto banchi de' pol- i

n.° 33 dell' Album pubblicò un impor- iamoli, crescendo all'infingardaggine e ai


tante articolo sulla istruzione de' ciechi vizi. Erano essi parte scapestrati alla sog-
sordomuti, la miseranda condizione dei gezione della famiglia, parte abbandona-
quali fu resa alquanto più mite dalla ca- tida genitori crudeli, parte orfani affat-
rità operatrice di portenti, narrando co- to.Commiserandone lo stato, Giovanni
me felicemente il benemerito prete Gar- ormai quasi vecchio riuscì a raccoglierne
ton direttore dell'istituto de' sordo-muti alcuni in un pianoterra della casa che

di Brusselles, istruì sordo-mu-


una cieca abitava presso i filippini. E rivestitili con
ta. Abbiamo di Michalori: Decaeco,sur- limosine, li pose in alcune botteghe ad
do-muto, Venezia 1646. Nel n.° 43 del apprendere il mestiere, onde poterli so-

1847 ci diede eziandio il eh. abate al- stentare. L' incoraggirono con parole e
tro erudito articolo sulla musica con tan- con denaro sacerdoti Pinchetti poi ve-
i

to successo studiata dai ciechi , essendo scovo d'Amelia, e di Pietro poi cardina-
per essi l'armonia il più gran conforto, le^edifìcati in vederGiovanni accompa-
noverando i che in essa si di-
principali gnare alle botteghe que'giovanelti, e con-
stinsero, e quali e quante diverse cose i durli a varie opere di pietà. Cresciuto il

medesimi imparano nel grandissimo nu- loro numero sino a 4o> passarono in am-
mero degli istituti di carità cristiana per pio locale a via Giulia, pagandone il fit-

loro fondati. Finalmente noterò, che il to di Pietro. Si formò inoltre una pia so-

eh. p. Morelli somasco , nel settembre cietà di persone che l'aiutarono con più
i845 lesse nell'accademia di religione di 100 scudi al mese, onde la famiglino-
cattolica in Roma un' interessante dis- la potè ben vestire e nutrire, e tutta
si

sertazione intorno all' istituzione de' sor- impiegarsi a mestieri nel 1 784. Per le sue
do-muti, considerata sotto l'aspetto reli- cure paterne chiamava Giovanni fan- i

gioso, come opera vantaggiosa alla reli- ciulli col nome d\ figli, ed essi in contrac-
gione e alla società. cambio con affezione chiamavanlo Tata,
Ospizio di s. Maria Assunta in ciclo che presso il volgo suona padre, quindi
detto di Tata Giovanni, per gli orfani il nomedi Tata Giovanni restò all' isti-

derelitti ed abbandonati. L'istitutore cui tuto. Pio VI a mezzo del di Pietro gli
Roma è debitrice di quest'utile orfano- comprò il palazzo Ruggia dov'era a pi-
provò al mondo che non occorre
trofio, gione, e ne divenne munifico prolettore,

sempre mezzi pecuniari, ingegni sublimi, soccorrendo Giovanni in più modi, e po-
quantità di ricchezze, nascita illustre per nendogli alfetto; talora di propria ma-
operare grandi cose a beneficio dell' u- no dava a tutti la limosina, ammonendo
manità;ma basta fortemente sentire quel- Giovanni, benché di eccellente cuore, di

che dalla religione cristiana e


la carità
esser meno rustico e severo co'suoi 100
dall'amore del suo simile ad ogni perso- fanciulli, che però edificava con religio-
na viene ispirata. Giovanni Borghi ro- ne soda e profonda, insegnando loro il
mano, rimasto orfano in tenera eia, si catechismo quantunque illetterato. Vi-
die all'arte del muratore; ebbe moglie, gilava sui portamenti e sul profitto che

ed una figlia che morta di 18 anni lasciò facevano nelle arti, esigeva il guadagno
fama di molta virtù. Esercitandosi in as- per mantenerli , e da buoni laici ed ec-
,

O S i
'
O S P 27
desinatici li faceva istruire ne'più neces- lanaro, ferraio e làlegname. Niel 1800
sarii clementi delle lettere. In casa era vi venuto in Roma Pio VII e restituito il
online, silenzio a tavola e nettezza, ol- convento agli agostiniani, gli orfani per
tre diversi esercizi di pietà; prelati e car- beneficenza dell' arciduchessa Marianna
dinali di sovente recavansi a servir la passarono in s. Silvestro al Quirinale, sot-
mensa di questi poverelli, ammirando il to la direzione del p. Parranari ( V. )
loro istitutore. La notte Giovanni ve- e della sua compagnia della fede di Ge-
gliava che tutti stassero in letto, e nelle sù, e successivamente nel vicino borgo
feste, vestili di saio rosso, in lunga Illa li s. Agata, al palazzo Ravenna a 1. Mai 1

conduceva per le chiede e a diporto in Maggiore, finalmente alla Madonna dei


luoghi remoti, prendendo parte ai giuo- Munti nella pia casa de' catecumeni e
chi de' suoi putti. Dopo aver così retto neofiti, dove ad essi furono riuniti gli

per |5 anni l'ospizio, Giovanni assai orfani dell' ospizio dell'Assunta, fondato
pianto morì il 28 giugno i"98, nell'età qualche tempo dopo di quello di Tata
di 67 anni, ravvivando lodevolmente la Giovanni, da Francesco Maria Cervelli
memoria di questo uomo singolare mg. genovese, uno de' fondatori del Conser-
Carlo Luigi Monchini con 1' opuscolo : vatorio delle Pericolanti {V.\ Il cari-
Di Giovanni Borghi maestro muratore tatevole Cervetti era stato compagno del
detto Tata Giovanni, e del suo ospizio Borghi, aiutandolo specialmente coli' i-

per gli orfani abbandonali, memoria, struire i fanciulli, ma disgustato dalla


Roma i83o. Di questa se ne ha pure sue ruvide maniere n' era partito ben
stampato Y Estratto, del medesimo bene- presto. Avendo però molto a cuore l'e-

merito autore, che 1' una e 1' altra fece ducazione de' poveri fanciulli, ne riunì
vendere a vantaggio dell'ospizio, per cui molli, che altre pie persone aveano rac-
fu posto nella sala dell' istituto il ritratto colto, e die origine a un novello ospizio
del fondatore e una lapide nella chiesa chiamato di Maria Assunta in cielo e
di s. Nicola desi' Incoronati , nel rione volgarmente di Tata Francesco, in via
Regola, dov' era stato sepolto come sua de'Cbiavari nel rione s. Eustachio. Tut-
parrocchia. ti que* contribuenti che si disgustavano

L' orfanotrofio, ad onta del vortice re- della troppo schietta carità del Borghi,
pubblicano del 1-98 che affliggeva Ro- divenivano benefattori del nuovo istitu-
ma, [tassò in cura dell'avv. Belisario Cri- to, del quale il celebre cardinal Leonar-

staldi poi cardinale, che vendutoli palaz- do Antonelli era il prìncipalissimo pro-
zo li non pagar fitto lo traspor-
uggia, per tettore. Morto il Cervetti nel 1 -q j. a'a8
tò in v .Nicola da Tolentino ora delle bat- agosto, i sacerdoti Guidi e Storace suc-
tutine, dond'erano stati levali gli agosti- cedettero a lui nel carico e neli' amore,
niani Malti. Ivi furono riuniti altri or- ed operarono tanto bene da meritare un
fani di certo Giovanni Sarto, the per quadro nella sala dell'istituto. Ne' tristi
opera di fi*. Bonifaxio da Sette riforma- tempi repubblicani del 1-98 seppero
to francescano di gran virtù, avea a- essi con prudenza preservar gli orfani

perto tre anni avanti un piccolo ospizio, da o^iii turbamento nel pietoso ricetto,
capace di ?. j fanciulli, iti via Lui che diressero fino all' esilio, cui I

l'ino allora l'istituto del bori; In si era duino per la loro fedeltà a Pio \ il I

governato per consuetudine, ma il Cri- g >v< ino imperiale fi Li riunione


stalih vi provvidi- con Mggie leggi, e per- di questi due o^pzi che formarono al-
che alunni non USCÌSSSI'0 dati ospizio
*_;! 1 iena 70 orfani, avvenne nei 181 1,
m tempi ìì malvagi, vi stabilì 6 diversi per opera del p Isaia dichiarato loro su-
lavorìi, cioè di sarto, calzolaio, tessitore, pcriore dalla commissione istituita da
38 OSP OSP
delto governo invasore, ma in nulla al- in Julia, e ne tratta eziandio il Panciro-
terò le discipline stabilite. Perchè l'ospi- li ne' Tesori nascosti, p. aio. Il Maran-
zio del Borghi era anteriore d* istituzio- goni p. 186, Ist.di ss. Sanctorum, affer-
ne all' altro, e più rinomato per l' isti- ma che la chiesa di s. Salvatore in Julia
tutore, il volgo gli rese giustizia, chia- fu incorporata al monastero di s. Anna
mando l'orfanotrofio riunito, come fa nel i538; ed il Venuti, Roma moderna
tuttora, Ta'a Giovanni. Restituito Pio p. 52i, narra che le monache riedifica-
VII nel 181.4 alla sua sede, tolse l'ospi- rono nel i654 la chiesa, indi l'ampliaro-
zio da ogni altra soggezione, e vi nomi- no ed abbellirono nel 1675. Ecco poi
nò direttori sacerdoti Guidi e Storace.
i come descrive la chiesa. L'altare maggio-
Perchè la casa de'neofiti fu resa alla sua re le monache fecero rinnovarlo con ar-
destinazione, il Papa donò all'ospizio la chitettura di Carlo Rainaldi, con pitture
chiesa di s. Anna de' falegnami, cosi det- del Troppa 4 angelelti che circonda-
; i

ta per quelli che stavano nella contrada, no immagine della Madonna sono scol-
l'

nel rione s. Eustachio prima apparte- piti da Naldini e da Ottone, e due so- i
(

neva a quello di Regola), già delta dei pra l'ornamento dell'altare sono del
Funari ( pel motivo detto nel voi. XVH, Cavallini, e que' di sotto di Ottone stes-
p. 16), e parte del contiguo monastero, so ; il Passeri dipinse la volta. De' due
il quale era stato abitato dalle Benedet- altari, quello a sinistra colla B. Vergine, il
tine trasferitevi da quello presso X ospe- Bambino e s. Anna è del Cavarozzi detto
dale di s. Giovanni di Dio nel 1073 (e Crescenzi, e le pitture d'intorno a fresco
non altrimenti, come si può vedere nel diconsi di Pelino del Vaga; nell'altro al-
Cancellieri, Notizie isloriche di s. Maria ss. Giusep-
tare incontro sono effigiati i

in Julia, p. 1 e seg. ) che passando nel- pe e Benedetto con angeli, lavoro del
V altro di Campo Marzo, l'anno 179! Savonanzi, e le pitture a olio de'pilastri
I' occuparono fino al i8oq le Salesia- sono del Passeri. Nelle cantine del mo-
ne. Finché vi furono le benedettine, i nastero si vedono avanzi di archi e di
palafrenieri si recavano a prendervi la stanze con pavimenti di musaico, che si

statua di s. Anna. Il Bombelli, Raccolta credono bagni antichi.


delle immagini, t. II, p. 91, narra che Nel 181 5 dunque I' ospizio ebbe la
il monastero nel 1285 fu fondato dalla chiesa e l'attiguo locale non molto ac-
b. SantucciaTerrabotti di Gubbio, insie- concio all' uopo, non ostante le gravi
me a quello presso detto ospedale, chia- spese fattevi. Pio VII concesse all'ospizio
mato di s. Maria in Julia, le monache di essere solo soggetto al direttore pro-
tlelquale passarono sotto Gregorio XIII tempore, che sceglie a suo beneplacito
in questo, ove si venerava 1' anello di s. un compagno che gli succede, e l'orfa-
Anna e molle reliquie, portandovi una notrofio ebbe sempre utili e zelanti su-
miracolosa immagine di Maria Vergine periori. Lo fu il regnante Pio IX, che con
col divin figlio dipinta inmuro, poi nel zelo e carità l'ebbe in cura, e nella chie-
i65i coronata con corona d'oro dal ca- sa vi celebrò la prima messa nel 18 19:
pitolo Vaticano, che non senza prodigio elevato al pontificato si degnò dire, es-

non potè collocarsi sull'altare maggiore sere ancora Tata de' poveri orfani del-
in alto per remozioue d'un ss. Crocefisso, l'ospizio. Questo ne celebrò l'esaltazio-
finché questo non fu situato in luogo de- ne con inno stampato nel 1846 col ti-
cente dell'altare. Dal nome dell'antica tolo Nel celebrare le solenni glorie di
;

chiesa abbandonata dalle benedettine, e Maria ss. assunta in cielo, al cui patro-
dalla celebrataimmagine, questa di s. cinio affidasi l'ospizio dal suo fondato-
Anna prese anche il nome di s. Maria re appellalo Tata Giovanni, gli orfani
OSP OSP 39
abbandonali in esso raccolti al novello die depositandosi dal direttore nelle cas-
Sommo Pontefice l'io JX. !l predeces- ta di risparmio, gli alunni lo riprendono

sore Gregorio XVI ne fu amorevole be- a 20 anni quando si congedano dal-


nefattore, sia con assegnargli perpetua l' ospizio. 11 vestire de' giorni feriali è
rendita, sia coll'incoraggire gli alunni in una camiciola di grosso panno I

ricevere i loro saggi artistici e regalan- con calzoni simili, e nelle feste un ubilo
doli, sia col dare all'ospizio annui soc- di panno cenerino.
corsi di suo peculio, del quale in mor- Ospizio della ss. Trinità pei pellegri-
te per testamento gli lasciò iooo scudi. ni e convalescenti d'ambo i ses>i nel rio-

Provocarono queste beneficenze lo zelo ne Regola. Dell' Arciconfralernita della


'

e il lodevole impegno de' prelati Vespi- ss. Trinità de'pellegrini (f '.), ideata da
gnani e Luigi Tomaselti, fatti da Gre- Persiano Rosa pieneslino e istituita da
gorio XVI il i.° vescovo d'Orvieto, il s. Filippo Neri nelle chiese di s. Salva-
i.° cameriere segreto soprannumerario tore in Campo e s. Benedetto alla I\ego-

e canonico Liberiano. Due sacerdoti in- la, ne parlai in diversi luoghi e princi-
tendono all' interna disciplina, un buon palmente nei voi. II, p. 120, XXI, p.

laicoprocura il collocamento degli or- 24 e 2 j, XXlV,p. 280, 28") e 296, iti

fani nelle botteghe vegliandone la con- un alla posteriore istituzione della con-
dotta ;
più evvi il sarto, il calzolaio, il gregazione de'sacerdoti del p. Mariano
cuoco, 1' infermiere ec. Neil' ospizio si Soccini filippino, i quali dovevano assi-
ricevono fanciulli romani poveri, orfani stere la chiesa e l'ospizio per quanto ri-

e abbandonali, per formarli alla società, guarda il ministero ecclesiastico, e me-


abili e religiosi artisti. Sette sono le ca- nare vita regolare e ristretta nel pio luo-
merate, presiedute dai giovani più savi go. Delle due chiese ne tenni propoMlo
e maturi, ed insegnano agli altri legge- anche ne' voi. XXI li, p. 1 8 7, e XX\ I

re, scrivere e conti, oltre le istruzioni p. 228. Quanto a quella di s. Salvatole


clic dà qualche buon chierico e laico, inCampo, Gregorio XVI col breve Ro-
anco d' ornato e geometria: soprattut- mani Ponti/ìces, del 2- luglio 18 4.1, la
to intendesi a formare il cuore con buo- concesse colla contigua casa alla congre-
na istruzione catechistica e sode pratiche gazione de' missionari del preaiosissimo
di pietà. I giovani sono circa 120, eser- Sangue, di cui parlai nel voi. XL\ , p.

citanti quasi 3o diversi mestieri, né sono 224, coll'annuo canone di una libbra di
disdette le arti belle e gli sludii delle let- cera all'abazia di Fard cui spettava: iu
tere, dopo lunghe e sicure provedi qual- questa chiesa il direttore generale di det-
che ingegno raro e perspicace. L'ospi- ta congregazione d. Biagio \ alcalini di
zio celebra solennemente la festa del- Recanati vi fu sepolto nel 18+-, come
l'Assunta, ed espone al pubblico lavori i si legge nel n.° 40 delle yotizie del gior-
eseguiti dagli orfani per saggio dell'an- no. Ad A UHI voti ed in ciascuno, cioè
nuo progredimento nelle rispettive ai ti dal X celebrato nelda Giulio HI, 1 5>5o
eh' esercitano, con concorso numeroso al XX l8a5 di
inclusive celebrato nel
di personali, e successiva premiazione Leone XII, narrai il sommo bene
della condotta morale e del profitta «Iti- fatto da queto grandioso e benemerito
le fatiche ricavato dagli alunni. L'isti* ospizio, insieme al novero di quanti con-
luto riceve dall'erario 3760 Friuli an- valescenti e pellegrini albergo, come del-
nui, ha alcune limosine, e dal prodot- la Làvmmda de' piedi (t.\. i»i c-eguita
to de' giovani ricava più di tendi ">'>
1 (la principi, personaggi, cardinali e Pa-
ni mese, e quando ognuno arriva a KM* pi; il cerimoniale che ti usa pai Ponte-
dannar bai. 1 "i al giurno il resto è loro, liei lo dcs.il-.->! nel fol XXXVII p '<>'
3o OSP OSP
e 2o3, e per ultimo Pio IX nella sera lebrare, del Zucca. Il numero de'pelle-
del venerdì santo 1847 vibenedì le men- grande negli anni santi: negli an-
grini è
se, dopo aver lavato i piedi ad un sacer- ni ordinari se ne ha il massimo a Pa-
dote pellegrino. Laonde mi limiterò ad squa ed è di 3 o 4°o fra uomini e don-
aggiungere qualche altra erudizione, con ne; alcuni ancor vengono per le feste del
un cenno sul magnifico edifìzio e con- Corpus Domini e di s. Pietro, ed anche
tigua chiesa. Fondato il sodalizio nel- per la Porziuncula o in occasione del pel-
l'antica chiesa di s. Salvatore in Campo, legrinaggio alla s. Casa di Loreto, o di
ebbe quindi quella di s. Benedetto alla altre straordinarie funzioni, come avven-
Regola, presso la quale comprò una casa ne nell'ultima canonizzazione nel i83q.
che servisse di ospizio ai pellegrini che Ipellegrini per essere ricevuti devono ve-
arrivano in Roma, e di ospedale ai con- nire da paese lontano più che 60 miglia,
valescenti ch'escono dagli ospedali di Ro- muniti di certificato dell'ordinario o vi-
ma , albergandoli e alimentandoli. Nel cario foraneo, che attesti essere venuti
16 12 si fabbricò la chiesa e si ridusse in Roma alla visita de'santi luoghi. Fra
Ja fabbrica a pianterreno ad uso di re- l'anno si alimentano gl'italiani un gior-
fettorio, e ne' due piani superiori a dor- no, gli oltramontani due, i boemi per
mitorio. Clemente XI formò nell' inter- lascite particolari hanno al partire uno
no un lungo refettorio, e sopra 2
altro scudo, i portoghesi mantengonsi 5 dì, e
dormitori! che sono ad angolo retto coi al partire si dà loro un zecchino. Nella
nominati. 11 refettorio piccolo è capace ricorrenza di Pasqua gl'italiani si ali-

di 240 persone, il grande di 4°° pic- j • mentano per 3 giorni, per 4 g'i oltra-

coli dormitorii hanno 80 letti per ciascu- montani, per 7 i portoghesi. II giorno
no, grandi 1 44- La parte destinata a
i s'impiega alla visita delle basiliche, alle
ricevere donne ha un dormitorio di
le ore 24 si fa nell'oratorio un acconcio
4o due refettorii, l'uno per «44»
Ietti e sermone^ dicesi il Rosario, indi segue la
l'altro per 160 individui, laonde in tut- lavanda, per ultimo il pranzo. I fratelli

to sono 488 letti, de'quali una gran par- vestiti con sacco rosso assistono pelle- i

te sono larghi da poter contenere due grini di costumi e lingua diversi, tra i
persone. In tutti i refettorii possono con- quali alcuna volta per umiltà presero
temporaneamente servirsi g44 persone. luogo alti personaggi. A tanti esempi di
Negli anni santi vi furono nel di mede- virtù molti eretici si convertirono, se-
simo sino a 60 7,000 pellegrini, che so- gnatamente ne' Giubilei, e in quello del
gliono mandarsi ne'gran conventi e mo- 1825 si ebbero moltissime abiure e bat-
nasteri di s. Calisto, s. Agostino, s. Gri- tesimi. Gli stranieri che vengono per ren-
sogono, ss. Andrea della Val-
Apostoli, s. dersi cattolici, sono alimentati nel pio
le, s. Maria sopra Minerva, s. Bartolo- luogo un più lungo tempo, e 5 preti vi
meo all'Isola, di Aracoeli, del Gesù e sono per le opere spirituali. Quanto ai
de' Benfratelli. Due sale a pianterreno, convalescenti il loro numero segue la pro-
fornite di quanto è d'uopo, sono destinate porzione de'malati; il massimo è di 120
alla devota cerimonia della lavanda dei uomini e 60 donne: i convalescenti che
piedi, che si fa in memoria di quanto escono dagli spedali di s. Spirito e del
operò cogli apostoli il Redentore. La sala ss. Salvatore, vi sono condotti colle car-
degliuomini dà luogo a 60 individui nel rozze di que'stabilimenti. Quivi si accol-
medesimo tempo, a 5o quella delle don- gono e ritengonsi 3 o 4 giorni, ed an-
ne. Vasto e bello è l'oratorio dove i fra- che più se vi è bisogno; convalescenti i

telli si esercitano ne' divini uffizi; \i è sentono messa, si confessano e comuni-


un quadro di s. Gregorio 1 in alto di ce- cano, ed ascoltano il discorso morale
1

O S P OSP 3
manina e sera. Quando escono doll'o- opere de] novarese Ricci; Matteo di il s.

spizio, se abbisognano di vestimenti sup- marino dell'altare della crocerà è di Co-


plisce il pio luogo. Un medico visita i pe, l'angeloè di Ferrucci. La pittura dcl-
convalescenti, se ricadono sono riportati la ss. Trinità dell'altare maggiore è una

all'ospedale, e se non sono in istato di delle insigni fatiche di Guido Reni, a i

potersi trasportare si curano nell' ospi- belli candelieri di metallo sono del Cen-

zio. Tutta la famiglia, compreso il ser- sore, i


4 piofeti negli angoli della cu-
vizio della chiesa, sono ordinariamente noia sono del Ricci, come pure gli mi-
ao persone, che hanno vitto e casa, geli attorno al Padre Eterno di Guido
Questo della ss. Trinila è ora 1' unico posto nel lanternino. L'altare della i."

ospizio e spedale amministrato da un'ar- cappella a manca, dopo l'altare maggio*


ciconfralernila. Le rendite ammontano re, ha i ss. Giuseppe e Benedetto a olio
ad annui scudi i8,ooo,de'cpiali 2400 ne di Ricci: l'immagine di Maria col Bam-
contribuisce l'erario: in esse è compreso bino, che ivi è in gran venerazione, era

il moltiplico di scudi 25,ooo del cardi- anticamente sul muro dell'abitazione di


Dal Lazzaro Pallavicino, riservalo per Capranica in via della Valle, che rendu-
l'anno santo, in cui hanno pure molle
si tasi celebre per miracoli, il sodalizio ne
straordinarie limosine. Nell'ultimo anno fece nel i562 l'acquisto e la collocò nel-
santo le spese ascesero a circa 65,ooo l'antica chiesa, donde la trasportò nel-
scudi. Nell'ospizio sonovi diverse memo- l'odierna, e nel 1
654 gl'Ottenne la co-
rie di Papi, cardinali e alili personag- rona d'oro dal capitolo Vaticano. Pio
gi, i quali servirono in differenti occasio- IV concesse indulgenza plenaria nelle 5
DÌ ai poveri orfani. Fra i molli busti di conferma-
principali feste e loro ottave,
metallo e di marmo che stanno collocati ta da Pio VI. comesi ha dal Bombelii,
sopra tali memorie, quello di Urbano Raccolta delle immagini t. II, p. 123.
Vili Io designò Bernini e giltò in bron- Segue il deposito di Perini con due put-
zo Laurenziani, come pure i due angeli ti di Lorenzetto. La 2.' cappella ha s.
che sostengono il triregno vennero l'usi Gregorio I con altre figure e le anime
da Ferrerie II busto d' Innocenzo X o del purgatorio, pitture del Croce; nel
di ClemenleX Io scolpì l'Algardi,ed evvi quadro della 3.' il cav. d'Arpino fece il
ancora quello di s. Filippo Neri, primo quadro di Maria con Gesù in seno, e i
fondatore di questo celebre luogo pio. Nel ss. Agostino e Francesco; le rimanenti

suo ingresso si vedono busti di Cle- i pitture sono del Croce. L'ultima cap-
menle Vili, Innocenzo X, Clemente X pella ha nel quadro ss. Carlo Borro- i

e Clemente XI. Architetto della chiesa meo e Filippo Neri, con altri santi del
della ss. Trinità fu Paolo Maggi, ma la Cortesi; le storie a fresco di tali santi l'e-
facciata venne edificata a spese di Gio. seguì il Ferrari. Di recente fu decorata
Batlitta de Rossi piemontese nel 1723, di un eccellente organo, ed ora vi si e-
co' dilegni di Francesco de Sanctis, ed segoiscono grandi, nobili edeleganti ri-
è tutta di travertini, con 4 statue simili stauri ed abbellimenti. Inoltre l'arocon-
degli evangelisti, scolpileda Ludovici, fraternità possiede l'oratorio con cimile*
L'interno è ornato assai bene. Le ligure rio annesso pei confi ali, ove tuttora m sco-
ncila 1." cappella a destra, ov'è un Cro- pelliscono,a Ponte Molle, pruni di ginn-
cefisso di rilievo, sono della scuola di de aere da Roma a quello a destra della
Vecchi. La 2." contiene quadro di s.
il via, avente contigua 1' edico di S. An- <

Filippo Neri, forse pittura d' un sacer- diva apostolo. L'edicola viene formata
dote suo divoto*: l'Annunziata nella 3.' da .\ colonne d'alabastro listalo, e etm-
cappella con altri dipinti a fresco sono tiene la di lui statua scolpita nella
32 OSR OSS
sa materia da Vairone e Nicolò fioren- vile di Dalmazia nell'Illirico, governo di
tini scolari del Filarete. Essa fu eretta Trieste, circolo d'Istria, sulla costa oc-
da rio II in memoria della solennissi- cidentale dell'isola di Cherso nell'Adria-
ina Processione (f^.),magnifica e com- tico, nel luogo più stretto del canale che
movente che ivi fece a' i3 api ile 1462, la Di forma qua-
dividedall'isola Ossero.
allorché si portò in questo luogo ad in- si mura, e difesa
triangolare, è cinta di
contrare e ricevere dalle mani del car- da un castello di mediocre estensione
dinal Bessarione la testa di s. Andrea, dal lato del canale, in una pianura. Il
che TommasoPaleologo despola di Mo- suo aspetto è di poca importanza, con
rea avea portato da Patrasso in Anco- pochi abitanti per la sua aria, impeden-
na, donde il Papa la collocò nella basi- do il vicino monte Ossero il corso dei
licaVaticana, in cui empiamente fu ru- venti. E antichissima^ e dicesi che qui-
bata ne'primi del 1848 e poi ritrovata. vi i23o avanti la nostra era fu uc-
nel
Non si conosce l'architetto del tempiet- ciso Absyrto da Medea sua sorella, uni-
to, e 1' iscrizione che vi si legge ricorda tamente a Cherso, Absyrlos. Era allora
il motivo sua edificazione, e V indul-
di importantissima e cinta di mura. Nel-
genza plenaria concessa a quelli che lo 1'
840 fu abbruciata dai saraceni, indi
visiteranno nell'anniversario della fun- rifabbricata divenne sede vescovile ver-
zione. All'ingresso dell'edilizio sono scol- so 1' anno 880, sotto Giovanni Vili,
pite le armi del cardinal Piccolomini suflìnganea di SpalatrOj donde Anasta-
nipote del Pontefice, poscia Pio III. L'o- sio IV la sottopose a Zara. Alcuni gli as-
ratorio o cappella annessa fu fabbricata segnano per 1." vescovo s. Gaudenzio,
dal sodalizio nel i566. Appartiene al fiorito verso il 1060, sotto la cui invoca-
sodalizio la cappella fuori di Porta s. Pao- zione è la cattedrale, ove si venera il

lo, che descrivo a s. Pietro. corpo di s. Isidoro, ed è l'unica parroc-


OSROENA o OSROHENE. Contra- chia della città. Vedasi il Fallato, Illy-
da dell'Asia nella Mesopotamia citeriore, rici sacri t. I, p. 189, e III, p». 10 e 1 7 J>.

lungo la sinistra dell' Eufrate. Sotto i Ecco gli ultimi vescovi riportati nelle
Seleucidi una porzione prese il nome di Notizie, di Roma. 1738 Gio. Ferro di
Mygdonia, col titolo di regno Polibio : Chiozza. 174J Nicolò Dinaricio di Le-
parla di esso in occasione d'Antioco il sina. Bonaventura Bernardi di
1737
grande. Fu assoggettata all'impero ro- Spalatro. 1781 Simone Spalatin d'Arbe,
mano da Lucio Vero, e divenne una gran- traslato da Curzola. 1801 Francesco Pie-
de provincia ecclesiastica, la q." della dio- tro Raccamarich di Zara, trasferito da
cesi e patriarcato d'Antiochia, di cui Cattare Pio VII colla bolla Inter mul-
Edessa (F.) era la metropoli, parlando tiplices, de' 5 gennaio 1822, ne com-
1

de'suoi contini il Terzi nella Siria sacra mise 1' amministrazione a beneplacito
p.91. Taddeo, uno de' 72 discepoli del della s. Sede al vescovo di Veglia (V.),
Redentore, fu mandato dall'apostolo s. sulfraganeo di Gorizia, secondo la pro-
Tommaso per predicarvi l'evangelo, es- posizione concistoriale.
sendo re Abgaro, il quale abbracciò la fe- OSSAT Arnaldo, Cardinale. Arnal-
de con tutti suoi sudditi. Oriens christ.
i dod'Ossat nacque in Cassanebrio oCas-
t. II, p. C)53. Neil' anno 197 18 vescovi sagnabere ,
piccolo castello della con-
si adunarono a Osroena per
Tisite nell* tea di Armagnac nella diocesi di Auch
la celebrazione della festa di Pasqua. nell' Aquitania^da genitori oscuri e mi-
JReg. t. I. serabili, eh* ebbe la disgrazia di perdere
OSSAROo OSSERO. Apsorus,Au- iu età di g anni, e siccc%ie il padre fa-
Xerus, Ausara, Opsaram. Città tresco- ceva il maniscalco, allorché morì non vi
,

OSR OSR 33
fu modo di potergli fareun funerale, \'irio per notificare la pace di Ver-
e in appresso non si conobbe alcun suo vin-.. Inoltre Enrico IV a beneplacito
congiunto. Per beneficio del nobile Tom- pontificio nel 1 5g6 lo nominò alla chiesa
maso della Marca, die invaghito del ta- di Renne*, consigliere di stato e del leal

lento del fanciullo volle elevarlo dall'o- consiglio, ed interino ambasciatore alla
scurità de'suoi natali, e lo fece applicare partenza del duca di Luxembuigo da
agli studii col nipote signore ili Castelnau Roma nel 1 m|<S, ed alle sue fervide i-

di Hagnoac, facendone rapido profit- stanze Clemente Vili a' 3 marzo


to, divenne maestro in eloquenza e nel- lo creò cardinale prete di s. Eusebio, e
le scienze, onde fu annoverato tra gli nel 1 600 lo trasferì alla chiesa di Bayeux.
avvocati del foro di Parigi e si rese a- La governò 4 anni, zelando il culto di-
bile sotto il famoso Culaccio. Il suo di- vino, la morigera-
disciplina del clero, la
stinto merito gli procacciò la conoscenza tezza nel popolo, e siccome non poteva
di persone ragguardevoli } fra le quali risiedervi, ollennedi rinuuziarla. Ricusò
Foix poi arcivescovo di Tolosa; e come al cardinal Gioiosa denaro, treno e mo-

savio in consiglio, profondo in dottrina, bili. Per piìi di 20 anni amministrò in

di spirito elevato, lo prese seco per con- Roma gl'interessi del re con vantaggio
sigliere e confidente. Dichiarato poi nel della monarchia, come di acuta e pro-
i
~-\ da Enrico III l'arcivescovo amba- digiosa penetrazione di spirito, di fino
sciatore in Roma, questi coli' assenso discernimento, che mai lo fece errare.
del re conduceArnaldo per segre-
seco Unì grado eminente ad una giusta
in
tario d' ambasciala. Aumentandosi in politica, temperanza e giustizia, sincera
Francia la fama del suo valore e pru- probità ed illibato costume: fu uemico
denza, il re lo dichiarò segretario di sta- dell'avarizia, alieno dal ricever doni,
to, die però ricusò o per essere ecclesia- amante della semplicità, contrai io all'a-
stico, o per non vederne escluso Villeroy dulazione ed all' intrigo. -Non mancò di
suo benefattore. Dopo la morte di Foix, erudizione, collo essendo nella teologia,
ilcardiual d' Este protettore della co- nella matematica e nelle belle lettere,
rona di Francia prese Arnaldo per se- come ne fan fede le sue epistole riguar-
gretario, gli lasciò dopo i3 anni per date capi d'opera, nelle quali apparisce
testamento 4\ooo scudi, e gli donò in il suo amore per la religione e l'eccel-
vitaun diamante di 20,000, che virtuo- lente sua dottrina. Amato da tutti per
samente non volle accettare. La stessa affabilità e dolcezza, moiì in Roma nel
moderazione gli fece ricusare le abbazie 1
l'i.,
j d'anni 68, e fu sepolto in s. Luigi
che gli furono offerte, ed entrò per se- de' Francesi nella cappella della b. Gio-
gretario col cardinal Gioiosa nuovo pro- vanna, ove gli fu eretto elegante avello
tettoie di Francia, per ordine del re con bella iscrizione, avendo lascialo suoi
colla qualifica di segretario regio. Que- eredi poveri. La sua vita fu stampata
i

stoporporato nel jSSgli conti-ri il prio-


1 in Parigi nel 1 608. Il -Niceronne parla ne-
rato di s. Martino di \ ieu\-Bellesme. gli Elogi degli uomini illustri di Francia ;

Divenuto re Enrico IV lo destinò con il \\ icqueibrt nel suo libro dell'. 7//iZ»</«
Perron,poi cardinale, a tratiare con Cle- sciatore^ e splendidamente GianoNicio fi-
mente Nili la Bua riconciliazione colla nti co nella Pina* oteca, il quale rileva 1 li<
-

Chiesa romana, udì.» quale si condusse senza parenti, nobiltà e ricchezze, d'uuh-
con tanta maturila e saviezza, che riu- nario scala alle une d gnil ». egli vi per-
pi
scì di soddisfazione al Papa ed al re, il venne La migliore edizio-
col solo uie» ito.
quale lo deputò ambasciatore a Perdi* nedelle sue opere è quella di Amati
uaudo 1 granduca di Toscana, e al senato 1 708 colle note di Eioussayi tuo b 1

VOL. L. 3
34 o S S O S S
OSSEI OSSENIANI. Sellali ebrei
o un alle mogli, sorelle e figli. Agli arci-
die comparvero fauno 5o deli' era cri- vescovi e vescovi di case alle quali com-
stiana e che fecero professione del cristia- pete V altezza, i cardinali danno il i5>-

nesimo in molli Verso V anno


articoli. renissimo signor mio osservandissimo j
10G cambiarono il nome di ossei con Vostra altezza reverendissima^ Di vo-
({nello di elcesaili, avendo per capo Elei stra altezza reverendissima. Si possono
filosofo ebreo. Insegnavano potersi dissi- vedere i relativi articoli per altre nozioni.
mulare o rinunziar alla fede esteriormen- OSSERVANTI MINORI. V. Fran-
te, purché questa si conservasse nel cuo- cescano ORDINE.
re, e che il martirio per essa era un omi- OSSERVATORIO astronomico, o
cidio di sé stesso, quindi un peccato mor- Specola del collegio Romano. V. il voi.
tale. XIV, p. 201 e 202, ove si parla degli an-
OSSER V AND 1 SS1 VI O, Observantis- tichi osservatori! di Roma. Del Palazzo
sìmus. Titolo che si dà altrui per ono- apostolico Valicano (V.) ossia meridiana
ranza, degnissimo di essere onoralo, oh- e specola erelta da Gregorio Xlll parlai
servando dìgnissimus. Dice il Parisi, t. a quell'articolo; ivi dissi ancora di altre
Ili, Istruzioni p. 47? che il titolo di os- specole di Roma, come dell' osservatorio
servandissimo, sebbene eguale al colen- di Campidoglio.
dissimo, questo però è di maggiore ono- OSSESSO, Obsessus. V. Energume-
ranza, e che gli eguali, come Eminenze no. Il dotto prelato Angelo Antonio Scot-
(V.) con eminenze. Eccellenze (V.) con ti scrisse la dissertazione : Su la scar-
eccellenze, si cambiano fra loro Vosser- sezza degli energumeni, che si legge in
vandissirno. I cardinali tra loro si danno estratto nella Raccolta religiosa la scien-
indistintamente V Eminenlissimo e reve- za e la fede, voi. VI, fase. 32. Egli con
rendissimo signor mio osservandissimo erudizione e vigore svolse i due punti :

nella sopì ascritta e in cima delle lette- i



Le onde il demonio non ab
ragioni
le o biglietti, in corpo / ostra eminenza, bia oggidì premura di potentemente im-
in fine Di vostra eminenza. Chi distin- possessarsi de' corpi umani. 2.° Com'e-
guono, in vece dell'
osservandissimo col gli supplisca a questa mancanza con al-
colendissimo, a questo articolo lo dissi, tre malefiche operazioni. 11 chiaro au-
e lo davano al doge
Venezia, cioè Se-di tore a meraviglia converte in arma di
renissimo signor mio colendissimo. Al offesa contro I' incredula empietà quel
cardinal nipote del Papa creatore, dai medesimo strale, ch'ella vibra a danno
cardinali creature dà il titolo di Emi-
si della religione.Oggidì sono scarsi veri i

/lentissimo e reverendissimo signor mio energumeni, ed appunto per questo so-


padrone colendissimo. I cardinali dava- no stati veri e degni di fede casi di tal i

no agli elettori dell'impero secolari vSV*- i 1 fatta, accaduti ne' trascorsi tempi ; ed al-
renissimo signor mio osservandissimo; tresì questa odierna scarsezza apre l'a-
Vostra altezza elelloralej Di vostra al- dito al nemico dell'uman genere per ti-
tezza elettorale; ed agli elettori ecclesia- ranneggiare se non il corpo, ma di certo
stici, come al gran maestro di Malta, E- l'anima di tanli accecati dallo spirito del-
minentissimo e reverendissimo signor mio le tenebre e dell' empietà. Tanto e me-
osservandissimo, cos'i nel resto come a- glio si legge nel voi. XVII, p. 4^} degli
gli altri cardinali. Questi al duca di Mo- ninnali delle scienze religiose.
dena, non arciduca, scrivevano Serenis- OSSORY (Ossorien). Sede vescovile
simo signor mio osservandissimo ; Vo- dell'Irlanda, con residenza nella città di
stra altezza j Di vostra altezza j e così a Kdkenny, Kilchemnos Fantini provin- .

tutti gli altri principi sovrani assoluti, in cia di Leinsler. capoluogo della contea
oss OST 3 3

ilei suo nome, ima delle prime ilei re- Agadboa. nel o~2,e pei aK.iik.enny sot-
1

gno, e di una piccola divisione che porla to Enrico II verso il 160; e che Insi- 1

il nome di conica della città di Kilken- de vescovile fu delta anche Ossory 'La-
ny^ i3 leghe da Dublino sulla Nore che mico a cagione del territorio in cui è si-
si attraversa sopra due bei ponti. E gran- tuata. Gli ultimi vescovi riportali nelle
de ed una delle più amene d'Irlanda; le Notizie di Roma, sono: 1 789 Giacomo
sue polle, mura e bastioni attestano che Lanigan di Lismore. i<Si4Kyrano Ma-
fu piazza forte, rome dimostrano la sua rum, sotto del quale nel 1827 fu pubbli-
antica importanza le rovine di molte chie- cato il decreto del concilio di Trento de
se, monasteri e abbazie. Racchiude an- refor.matr. iBsgGuglielmoKinsela che
cora molli grandi e belli edilizi, alcuni nel 1 83 1 celebrò il sinodo diocesano.
de' quali adorni di marmo nero tolto dai Gregorio XVI a'i 1 maggio 846 nomino 1

T
dintorni. I principali fra questi sono: il l'attuale vescovo mg. Edoardo Walsh.
castello del conte d'Ormond, situato so- Ecco lo stato della diocesi. Il capitolo ha
pra una collina e cinto da un muro alto le dignità di decano, percettore, cancel-
.40 piedi ; la cattedrale di stile gotico, il liere, tesoriere e arcidiacono, e 7 cano-
palazzo vescovile, gli edifizi del collegio nici: non hanno rendite, e sono sparsi
fondato nel 1602 dal duca d'Ormond, il per la diocesi due preti sono penitenzie-
;

teatro, e l'asilo per le persone rovinate. ri sacerdoti 70. Vi sono ancora gli ago-
;

Le strade sono lastricate di marmo nero, stiniani, i cappuccini, i carmelitani, i do-


e vi sono due chiese anglicane- Il duca menicani, ma in pochissimo numero, vi-

v' introdusse la fabbrica di stolte di lana, vendo il clero esemplare delle oblazioni
e vi si trova ora una gran manifattura de' fedeli e de' proventi pari-occhiali, poi-
di panni e coperte. La maggior parte dei ché la cattedrale e i beni della diocesi so-
suoi abitanti sono di origine francese, no in potere de protestanti che ascendo-
mentre il principio della città si fa deri- no a 10,000, mentre 200,000 sono i

vare da una cappella di S. Canice ivi esi- cattolici. Il vescovo pontifica nella par-
stente. Un tempo parlamento d'Irlan-
il rocchia di S. Maria vicina a Kilkenny e
da vi si teneva famose sono le
spesso., e la con quella di s. Giovanni loeo
ritiene
costituzioni di Kilkenny, falte sotto E- mensae. Tutte le parrocchie sono 49» le
doardo III, che per lungo tempo furono chiese de' regolari 4) quelle delle mona-
considerate importantissime pel paese. che 3, cos'i gli oratorii. La piccola par-
Kilkenny fu pure la sede del consiglio rocchia di Saiger-Kiran è separata dal
durante la guerra civile che se-
cattolico resto della diocesi. I pii stabilimenti so-
gui la insurrezione del 1 64 1 • no il seminario di Kilkenny con circa 35
La sede vescovile fu l'ondata da s. Pa- alunni che pagano pensione, altro semi-
trizio, e ne fu 1

vescovo s. Kiriano nel nario donde i giovanetti passano al col-
j I "i circa. Egli, come fecero i successori, legio nazionale di Maynoolli con circa 70
abitò nel monastero di Saiger. Nella me- alunni, tre case di monache della Presen-
ri del secolo \I fu trasferita la sede in tazione con clausura, ospedale presso i

Aghavoam, nel paeselli Ossory, ed inco- cappuccini, e altri 5 ospedali, monte di

minciarono i vescovi a chiamarsi d'Os- pietà, 3 scuole e confraternite del ss.


lory; rilenendo sempre questo nome e Cuore di Gesù, del ss. Sagraincnto, del
Suffragatici di Dublino, nel line del seco- Purgatorioedella dottrina cristiana spar-
lo \ Il li stabilirono in Kilkenny. Coni- se per la diocesi. I confesori hanno \ an-
man ville pei ciò chiama la sede hilken- nue conferenze sui casi, avanti al re*

nino Cella s. Carnei, la dice istituita in scovo.


Seir Kcuan o Scieera, indi trasferita ad OSTIA M<>M'. Osiamo. Mostra. Il
36 OST OST
Marangoni, Delle cose gentilesche, cap. tal condizione,che non può agevolmente
27, sull'origine dell'esporsi le cose sacre, innalzarsi, senza 1' aiolo delle cose este-
leimmagini e reliquie de' nostri santi, riori, alla contemplazione delle cose ce-
non derivata da' gentili, osserva ch'è re- lesti e divine, come dice il concilio di
lativo al rito delle processioni quello di Trento, sess. in, cap. 5. Ond'era neces-
esporsi al pubblico e alla venerazione dei sario, che anco i misteri più alti e pro-
popoli le cose più sacrosante della catto- fondi, sotto alcuna specie visibilegli fos-
lica religione, quali sono la ss. Eucaristìa, sero rappresentati, e quali esemplari di
le Immagini e le Reliquie de' santi (V.}. virtù da imitare, il che pratica la Chie-

Pietro Moretti nel 1721 stampò io Ro- sa cattolica nella mostra delle cose visi-
ma: De ritu ostensionis sacrar uni reli- bili de' sagramenti e delle reliquie dei

quiarum a nemine haclenus peculiari sanli. Avverte il Marangoni ch'essa pe-

elucubralìonc illustrato , dissertalo hi- rò non ebbe a mendicare dal gentilesimo


storico rituali s. Egli
• con l'autorità di l'uso dell'ostensione e mostramento che
molli antichi scrittori dimostra che un fi delle sue cose sagre alla pietà de' suoi
tal uso da' popoli di Fenicia derivò ne- ligli, avendolo ricevuto dalla sacra Scrit-
gli egiziani, i quali in certe solennità con- tura nelle tavole della legge mostrate da
ducevano con pompa sul carro la statua Mosè al popolo, nella misteriosa arca che
d'Iside loro deità, da un tempio all' al- precedeva gl'israeliti, cui Dio stesso vol-
tro; ed insieme di lei sacerdoti porta-
i le esser guida in figura di colonna di nu-
vano avanti tutte le simboliche figure e vola e di. fuoco, e Mosè portò seco dal-
tutti i ministeri consagrati a quell'idolo; l'Egitto le ossa diGiuseppe ; laoude giu-
che l'uso degli egizi passò ne' greci, pres- stamente Chiesa ha opposto lo-
la stessa

so de' quali fra le altre fu solenuissima la stensione suddetta o mostra al supersti-


cerimonia di portar l'immagine della dea zioso e vano uso degl' idolatri. Quindi è
Cibele (dell' uso di portar gì' idoli sotto che tanto nelle basiliche di Roma, quan-
baldacchino, V. Ombrellino, ove dissi to nelle chiese principali del cristianesi-
pure dell'uso dell'uno e dell' altro, per- mo, si pratica il lodevolissimo costume,
messo o vietalo alle cose sacre e quali), non solo di esporre ne' giorni destinati
e come i romani portavano ne' giuochi per tuttoil giro dell'anno il ss. Sagra-

circensi i simulacri de' loro dei, affine di mento, divozioue detta Quarant'ore^ma
eccitare animi de'risguardanti alla re-
gli in ispecie in que' più solenni, come di
ligione. Seneca narra che romani lene- i Pasqua, il mostrarsi le reliquie de' santi,

vanochiuse in alcuni armadi le immagi- annunciandone i loro nomi per ,


eccitar
ni de' loro antenati ( lo dissi meglio nel ne' fedeli pietà e divozione, e la brama
voi. XL, p. 208, V
Mani), ed in certi. d' imitare i loro esempi per giungere
giorni festivi e di maggior allegrezza le all'eterna felicità che godono iu cielo. In
esponevano alla vista di tutti, donde al- diversi luoghi narrai come segue l'osten-
cuni trassero l'origine del culto reso agli sione delle reliquie, e quella che si fa del-

antichi re come a dei, anzi ebbe princi- le maggiori al Papa e sacro collegio, ec,
pio nel mondo l'idolatria. Questo costu- nella basilica Vaticana, ne' voi. Vili, p.
me pertanto di esporre alla pubblica vi- 3 16, e IX, p. 33. Sull'ostensione dell' Ó-
sta e venerazione le cose sagre e le im- stia e del Calie e, veggasi tali articoli, non
magini fu praticato da' gentili in tutti i che Elevazione e Messaj e per quella
luoghi, e appresso tutte le nazioni idola- che fa il Papa quando pontifica, il voi.
tre. Or quanto più conveniva che prati- IX, p. 27.
cato fosse dalla religione del vero Dio, OSTENSORIO. Arredo sacro, con
qual è la cristiana? L'umana natura è di cui si fa l'esposizione del ss. Sagrameli-
OST OS l 37

lo de\Y Eucaristia ,a\ quale articolo trat- festa del Corpus Domini,
anche mo- detti

tai nel IV, Dell' esposizione, ec. Gli


tj stre, per servire all'esposizione del ss. Sa •

ostensori! sono
eli materie diverse, or- grarnento, in forma ti croce, e ordina- i

dinariamente d' argento o di metallo riamente di sole vetriato e trasparente,


inargentato o dorato, e anche d'oro ed eziandio a foggia di torri; lungo poi
massiccio, ricchi pure di gemme con mae- sarebbe riprodurre le descrizioni ch'egli
stose raggiere. La forma dell' ostensorio riporta di diversi antichi ostensori!, piut-
è più o meno alta, con zoccolo e piedi con tosto ne indicherò alcuni che altri descris-
differenti ornati, bassorilievi, cornici, ce- sero. iNel n.° io de\V Album anno IX si

sellature, sculture ed intagli. 11 tronco o vede la forma del grande, ricco e nobi-
piede fermasi talvolta di ligure d'an- le ostensorio della cattedrale di Barcel-
geli, e gli ornamenti e guarnizioni so- lona, d'argento dorato, ornato di pietre
no con emblemi e simboli allusivi al preziose, che 8 sacerdoti a stento posso-
ss. Sagramento, col pellicano che nutre no portare, allorché è collocato sopra se-
i figli ovvero con grap-
col suo sangue, dia dello stesso metallo, che dicesi essere
poli d'uva e spiche di frumento, figu- stato il trono di Martino re d'Aragona
ra delle specie del pane e del vino Sul . del i3«y): ciò che vi ha di più meravi-
piede o tronco posa la raggiera, per cui glioso sono moltissimi e preziosi gioielli,
fu chiamato sole, sovrastata da una perle, rubini, diamanti, granatedi Siria,
piccola croce. iNel centro e circolo del- opali, zaffiri, cammei e pietre incise che
la raggiera, la quale alcuna volta spic- vi sono sospesi, divoti doni di valore ine-

ca da nuvole fra teste di cherubini, e stimabile. Si crede lavorato a' tempi di


fra due pone nell'in-
cristalli rotondi si Ferdinando V e Isabella, e vuoisi che già
cavo V Ostia sagra(V.) che si adatta so- fosse più prezioso e più ricco. Nella Ro-
pra un mezzo cerchio d' oro, d' ar- ma sacra con aggiunte del Cecconi, si
gento o metallo dorato, perciò chiama- leggea p. 679 che la principessa di Piom-
to lunetta o mezza lunetta comechè , bino donò alla chiesa Nuova de' Filip-
a foggia di luna crescente, la «"piale s'in- pini un ricco ostensorio di eccellente di-
castra in un perno. L' ostensorio serve segno e lavoro, intarsiatoci] preziose gem-
per 1' esposizione del ss. Sagramento, me, del valore di scudi 12,000. Il Bal-
per portarlo in processione, e con esso dassari, Reità, de patimenti di Pio VIt

si dà la benedizione al popolo. Se 1'


o- t. II, p. 3(io, riferisce come i repubbli-
stensorio è troppo grande o pesante, per cani francesi tolsero al principe d. An-
portarlo in processione e per la benedi- drea Doria Pamphilj il grande ostenso-
zione si toglie la raggiera contenente la rio che possedeva la famiglia e impre- ,

sagra ostia e pone sopra un piede pic-


si stava alla loro Chiesa di s. Agnese in

colo. Vi sono ostensori! anche di cristallo piazza Navona ( V. ), per la divozione


di monte e di ambra bellissimi, rilucenti delle Quarant'ore (^.), che per l'eccel-
e diafani. Coll'autorità del p. Chardon, lenza del lavoro e per oro, argento e
,

Storia de sagranientì 1. 1. cap. i 'k ripor- gemme era una maraviglia; fu valutalo
terò qualche erudizione siigli o»tenso- 1 3o o 1 74)0°° scuili enea. Il Cancelliei 1

rii. Una piova dell'antichità di esporre poi nel suo Mercato p. 86, 196 e segi
il ss. Sagramento nelle chiese o portai lo descrive l'ostensorio tatto da Ciro Ferri,
nelle processioni è 1' uso di que' j'itber- del valore di ioo,o<>.> scudi, e che pri-
iiacoli (ly .) portatili, chiamati comune* madel 1 740 la rasa Pamphilj impresta-
mente oslensoHi, melchisedechx . soli o re .1 della chiesa, e come fu rubato, per

custodir, alcuni de' quali furono lavorati cui il principe d. Cannilo ne feci

nel secolo \1U dopo l'istituzione delta più ricco (che come il pruno si collocava
38 OST OST
sotto nobile baldacchino, e sopra trono OSTIA SAGRA, Hostìa sacra. Pa-
d'argento, valutato quasi 7,000 scudi) ne Azimo (^.)> senza lievito, che si con-

nel -4 ^ coll'opera dei celebri Juvara


1 > sagra nella Messa ( V .
), e si offerisce a
scultore in argento e Gelpi legatore di Dio in sagrifizio sulla Patena (^.),che il

gioie,con maestoso disegno e mirabile sacerdote alza dopo la consagrazione e


maestria di ornati e figure, che riuscì prima del Calice (?'•), acciò il popolo a-
preziosissimo e pesante più di 100 lib- dori Gesù Cristo presente ad Elevazione :

bre, come si può leggere nella minuta de- dissi pure del suono delle campane cam-
scrizione, ch'è quello presodai francesi. panello che per essa ha luogo; ed il Lam-
Il medesimo Cancellieri a p. 34 del Ce- bertiui, Della s. Messa,^. 108 e 124, trat-
notaphiuin al cardinal Antonelli, descri- ta sull' elevazione dell'ostia e suo diver-
ve il magnifico e prezioso ostensorio che so uso, giusta la diversità de' tempi e luo-
il cardinale donò nel i8o3 alla basilica ghi. Per Ostia si dice anche vittima che
Lateranense di cui era arciprete, opera s' immola in sagrifizio alla divinità: que-
del rinomato Giuseppe Valadier. Allor- sta parola deriva dall'antico verbo lati-

ché Nicolò I imperatore delle Russie nel no hoslio, batto, ferisco od uccido, ov-
declinar del 184 5 si recò a visitare in Ro- vero da hostis, perchè immolavansi con
ma Gregorio XVI , nella sagrestia di s. sagrifizii delle vittime prima della batta-
Pietro in Vincoli avendo meritato la sua glia, per rendersi propizi gli dei, e do-
attenzione un quadretto con testa del Sal- po la vittoria per ringraziarli. Ostia di-
vatore creduta del Guercino,gli fu pron- cesi corpo e sangue di Gesù
eziandio il

tamente offerto dal p. ab. Valle di que' Cristo, contengono nella Eucari-
che si

canonici regolari. Grato l'imperatore al stia sotto le specie del pane e del vino,
dono, da Pietroburgo mandò a detta chie- perchè si offeriscono a Dioqual vittima e
sa un magnifico ostensorio d' oro di fi- sagrifizio, non meno in memoria che in
nissimo lavoro, ornato di smeraldi e ru- ringraziamento a Dio pel gran beneficio
bini, con raggiera di brillanti. Nel n.° 4 della redenzione, per la quale Gesù si fe-

della Gazzetta di Roma 1848, si legge ce ostia per noi e sagrificossi. Chiamasi
la descrizione del bellissimo e magnifico ostia il pane destinato alla consagrazio-

ostensorio di argento dorato, lavorato in ne, benché per anticipazione, perchè gli
Parigi e chiamato capolavoro francese antichi chiamavano ostia la vittima che
secoloXIX, ornato
dell'arte cristiana del dovea essere sagrificata. Nell'antica leg-
con ismalti e finissimi rabeschi, rilievi e ge 1' ostia pacifica erano i sagrifizi of-
figure, come degli evangelisti coi loro sim- ferti a Dio per ringraziarlo di grazie ot-
boli, di angeli e dell' effigie della Beata tenute, o per chiedergliene delle nuove.
Vergine col divin Figlio, ricco di perle Le ostie che servono per messa sono la
bianche e nere, grisopazi, granate, sme- più grandi di quelle che conservano si

raldi, rubini e ametiste; essendo la palla per la comunione, dette anche Particole
che deve contenere la santa ostia di pu- {l7.)'- a
Comunione e altrovedissi di quel-
rissimo cristallo. Questo è nobile dono del la colledue specie. Quando non si tro-
re de' francesi Luigi Filippo I, al Papa vasse un numero sufficiente d'ostie con-
Pio IX. In fine merita speciale menzio- sacrate per comunicare tutti quelli che
ne quello di lavoro sublime e splendido si presentano alla sacra mensa, il sacer-
donato dal magnanimo Ferdinando li re dote può dividere in varie parti le ostie,

delle due Sicilie alla cattedrale di Vel- cioè le particole, non già l'ostia grande se
letri, descritto nel n.° 1 58 del Giornale non per la comunione di un infermo in
di. Roma i 8 "io. Di altri ostensori! ne fé- pericolo di morte, ovvero per qualche al-
( i parola in diversi luoghi. tra urgente e notabile ragione. Le ostie
OST S I lg

Consacrate si devono cambiare dopo 8 piterno Dio, e lutto il piacere dell' in-
o iil più i j giorni. Si custodiscono nel corrotta verità. Verso il 1 i3o scrisse O-
Ciborio (P.) } denlro la Pisside le parti- norio Augustodunense, Gcmmae lib. I,

cole e l'ostia grande per l'esposizione, di cip. che non essendovi pia la fre-
(>(},

cui parlai al *j IV di Eucaristia, nella quenza de' comunicanti, s'introdusse l'u-


scatola d' argento o metallo dorato, e sanza di far le ostie grandi come un de-
poi si pone peli' Ostento rio (f/ -)- nel ce- naro. I greci non usano la forma roton-
rimoniale pontificio chiamasi hosliaria da nell'ostia, ma la quadrangolare con
la scatola per conservare le ostie non lettere esprimenti : Jesus Cliristus vin*
consacrate. L'ostia con pane di fru- si fa cit. La forma delle oslie nostre è anti-
mento; ed pani o le oblate che antica-
i chissima, come prova il Berleudi, Delle
mente si consagravano furono dette an- Oblazioni (!'.), ove porta un decreto di
che ostie o Balogie (F.) cioè paui bene- y
s. Zeffirino del 10Ì, in cui chiama l' o-
detti, e ne parlo anche a Diaco.vo; men- stia Coronam, sive oblata tphaericae ti-
tre a Oblata dissi come si facevano colla gurae. Durando nel Rationale lib. 4> ,

ialina e come si cuocevano. Dice il Ma- cap. 3o, spiega il senso mistico della ro-
cri, che Onorio 111 nel 1220 ordinò che tondità dell' ostia: Iloslia formatiti' ro-
nelle ostie s' imprimesse 1' immagine del tiaitla, c/uia Domini est terra et pimi lu-
Crocefisso, poiché altri o v'imprimeva- do Orbis lerrarum ti universi qui
ej'us,
no Cristo legato alla colonna le sole let- habitant in eoj ed al cap. 4-t, n.° 8, se-
tere indicanti il nome di Gesù. Di qual guitando Onorio citato, aggiunge, che
grandezza e sotto qual forma fossero le Panis formatili- in modani denariij tum
ostie Lambertiui scrive
anticamente, il r/uia panis vitae prò denariis traditili
che si va disputando fra gli eruditi, ed il ests tum quia idem denarius in vinca la-
p. Sirmond, dal concilio di Touis del boranlibus in praeniiuni dandus est. l-
>6o, deduce l'introduzione che sull ostia deo Piiulus dixii Unusaidsque pro-
:

foste improntato il segno della croci-. Nel priam mercedem accipìetsecundum ruoti
Io5 le ostie erano più grandi delle o-
ì labore:/!. Il berleudi indagando il tempo
dierne, e dopo la consacrazione si rom- in cui nella Chiesa s' introdusse la pra-
pevano, e con es>e si i\asa la comunione tica del paue in sottile leggerissima m 1

al popolo, ha dal cardinal Um-


come si teria, non cotto nel forno, ma con dif-
berto vescovo di Selva Candida, narran- ferente artifizio compresso e sigillato dal
do la sua disputa coi greci che consagra- fèrro, ed in tutto dissimile dal pane co-
vano in fermentato o pane tatto con lie- mune, si protesta non poterlo stabilire.
vito, mentre la chiesa romana fiu dal Tanto quanto nella la-
nella chiesa greca
principio lo fece sempre in azitno, giu- tina è sempre stato il costume, e conti-
sta l'insegnamento di s. Pietro. Aggiun- nua, d' imprimere nell'ostia la croce o
ge che la chiesa di Gerusalemme conve- I' immagine del Crocefisso,
come rileva
nendo colla Ialina, era solita offerire o- il bollanoti a
p. 56 delle Osserv. sui ivw
blazioni di fior ili farina, colle quali o- di vetro: dell'antica ancor Offerì continuata
stie comunicava 1!popolo; e che quelle disciplina de'gi eci,si può vedere il Goar.
ile' Ialini per la comunione de fedeli ti- Eueotogium t p.6o, n.*i,e6r,n. '
1. Già ti
rano piccole e perchè gustino la
sottili, Barooio all'anno 58, u. 65 e 66, iveaot-
soavità del [tane celeste, che non rompa servatO essere stato costume degli antichi
digiuno; essendo certissimo che in qual- ci isti. un d imprimere oe'pani usuali il «ti-

sivoglia minuzzolo di questo pane celo* gno della croce, e che poi s'introdusse ini
sta m contiene tutta la dolcezza del \ ci- primere nel pane dell'Eui aristia n
bo incarnato, tnlln la sapienza dei sein« lo il detto legno, ma anche il Croi
s

4o OST OST
Ralmajer nella disseti. Deoblatis Eu ca alessandrino fulminò la scomunica
chct risiici auae Hostiae vocari solent,
t
contro chi farà impastare o cuocere dal-
Amsterdam 1727, pubblicò le figure da le femmine
il pane destinato per l'Eu-

esso trovale impresse nelle Ostiej cbe tut- caristia.Ciò fa vedere che gli orientali
te però, in un modo o nell'altro, rappre- non aveauo meno rispetto per questa ma-
sentano o la passione o la resurrezione, teria, e religiosa era 1' attenzione pre-
o il nome di Gesù Cristo in sigle, e la sua scritta da s. Pacomio a' suoi monaci nel
figura crocefissa. Vedasi il Sarnelli, Leti. fare il pane delle oblazioni. I primi cri-
eccl. t.
g , lelt. 28, della origine del pa- stiani facevano da loro il pane destinalo
ne bianco e sottile per la ss. Eucaristia, al sagrilizio, e gì'imperatori stessi non
che dicesi ostia, opinando che circa il si dispensavano da questo dovere, cosi le
1000 si praticò fare le ostie come oggi si regine e altri pii principi, anzi s. Ven-
fanno, ufficio prima esercitato dai preti, ceslao duca di Boemia seminava colle
o dai efiierici o sagrestani; ora le fanno proprie mani il frumento, e spremeva le
anco monache ed laici,
le i llp. Chardon, uve pel vino del sagrifizio della messa. Il
Storia de' sagramend t. I, p. ^5o e 2 56, p. Chardon riprova l'enorme abuso di
descrive la forma delle ostie presso i gre- quegli orientali che mescolano sale e olio
ci e i debbono cuocere:
coftij e come si col pane eucaristico, come i giacobiti di
riporta il canone del concilio di Toledo Siria che già l'esercitavano nel secolo XI I,
del 693, che chiamando le ostie pane de' e vuoisi incomincialo da Jacopo Bara-
santi, biasimò que'sacerdoti che si erano deo, uno de' capi di loro setta: anche i
permessi tagliare in rotondo una fetta di nestoriani hanno questa erronea usanza.
pane comune per offrirla all'aliare, e or- Quasi tutte le nazioni orientali, tranne
dinò che il pane da odi irsi fosse intero, gli armeni, maroniti, ec. si servono di ,

proprio, preparato con diligenza, e non pane lievitato nellEucaristia, ma le cine-


sia grande ma una piccola oblazione, non se occidentali adoperano I' azimo seuza

dovendo caricare lo stomaco, ma solo lievito, conforme a ciò che avea fallo il
servire per alimento dell' anima. Indi Redentore, che istituì il sacramento nel
somma attenzione si pose nel far il pane giorno iu cui s immolava l'agnello pa<
destinato a diventare il corpo di Cristo, squale, in cui secondo la legge gli ebrei
dai sacerdoti o alla loro presenza dai chie- doveano togliere dalle loro case ogni sor-
rici ; in che si distinsero i cluniacensi, ac- ta di lievito. Il Rodotà, Dell'origine del

compagnando l'azione con orazioni e re- rito greco in Italia, lib. 2, p. 227, parla
cita di salmi, ed i canonici regolari di s. di quello in uso tra'basiliani d'Italia, cui
Vittore, le costituzioni de' quali prescri- Eugenio IV permise la variazione della
vevano che il sagrestano facesse le ostie forma dell'ostia da quadra e profonda,
vestito di camice, scegliesse il frumento in rotonda e sottile, secondo il costume
più puro, in luogo decentissimo e coper- della chiesa romana restando illesa e
,

to di bianefieria, e che fosse servito da invariabile la materia del pane fermen-


frati ond'egli non toccasse che le ostie: tato; e che ne' successivi tempi greci i

il Bernardo riformato, annotatore del


p. della provincia d'Otranto indarno richie-
Chardon, fa osservare che nel suo ordi- sero lai cambiamento alla congregazio-
ne il) ogni convento vi è luogo apparta- ne del s. Olii/io, mentre il vescovo di A-
to per far le ostie, che d'ordinario è uf- lessano già l'avea ammesso ne' suoi dio-
fizio del sacerdote sagrestano, e poi si cesani greci. I greci preparano avanti la
ripongono iu bellissime scatole; biasima consagrazioue il pane fermentato, con
quelli che comprano ostie fatte da ereti- formare alcuni piccoli pani di pasta bian-
ci e da femmine, edice che Cirillo palliar- ca e monda, cui imprimono con un sigillo
OS T O S T 4 1

ilsegno della croce colle memorate gre- prende l'ostia tra il pollice e l'indice del-
che paiole: Jesus Christus vincit. Indi la mano destra, e con esse dita, e col
estraggono l'ostia maggiore, ed altri te- pollice e indice della sinistra tenendola
nui frammenti, che dispongono attorno sopra il calice scoperto, riverentemente
ad essa nella patena. Le consagrano e le la frange per mezzo, dicendo: Per eum-
infondono nel calice. Il sacerdote, con- dem Dominimi N. J. C. fili uni tuum, e
sumata l'odia maggiore, estrae dal cali- la parte che tiene nella mano destra la
ce con un cucchiaio d'argento le consa- pone sulla patena, e l'altra mezza che
crale particelle, e le porge al popolo; glilimane nella sinistra la frange nella
oppure egli stesso le consuma, quando parte inferiore(nella superiore, come più
non gli si presenti alcuno, il quale par- nobile, insegnarono gli antichi citati dal
tecipi de sacrosanti misteri. Per quanto Alacri, che vuole significare la particel-
accurata sia la diligenza che sacerdoti i la che ponesi nel calice, il corpo di di-
usano nel rompere e nel consumare gli sio glorioso e risuscitato) colla destra,
accidenti fermentali, accade bene spesso proseguendo: Qui tecuni vivù et regnai,
che alcuni frammenti o restino nel cali- e ritenendola fra le dita di detta mano,
ce, o cadano sparsi sul corporale, spe- la parte maggiore che ha nella sinistra
cialmente se i celebranti sieno di del iole l'aggiunge alla mezza posta sulla patena,
vista. Premessa la notizia di queste co- dicendo: In imitate Spirila* sancii Deusj
se, vi è giusta ragione di credere che i e la particella dell'ostia che ha nella de-
monaci greci d'Italia, dopo il concilio di stra tenendola sopra il calice, dice: Per
Firenze, divenuti più colti sotto il car- omnia saecula saeculorum , alle quali
dinal Bessarione, volendo prevenir ogni parole risposto dal ministro Amen, se-
sorta d'irriverenza verso l'Eucaristia, ot- gna Ire volte colla stessa particella il ca-
tennero la suddetta facoltà da Eugenio lice, dicendo : Pax Domini sii se/nper
IV. Di quanto analogamente dissi sui vobiscum, e dal ministro si risponde:
monaci di Groltaferrata, vedasi il voi. Et curn spirita tuo. Poscia pone la det-
XXXIII, p. 56. ta particella nel calice a fine di mischia-
La chiesa latina divide l'ostia in 3 re il corpo col sangue di Gesù Cristo,
parti; i greci in 4> una P e celebrante,
' imperciocché quantunque ne il corpo
J
la ?.. pel popolo che vuol comunicare, sia senza il sangue nell ostia consagrata,

la 3/ si riserva per gli ammalali, e la né il sangue senza il corpo nel calice,


4-* per essere posta nel calice ; i inoza- tuttavia perchè si consagrano separata-

rabi in 9, dando a ciascuna il nome di mente, corpo sotto la specie del pane
il

qualche misteio di Cristo. Nella stessa e il sangue sotto la specie del vino, così
chiesa latina, un tempo, spezzata l'ostia, fu stabilito che uno si frammischi col-
se ne conservava una parte, che divide- l'altro. Indi il sacerdote dice^eniu Dei
vasi io varie altre piccole parti per co- (f-), le orazioni che seguono, ed BS6U>
municare o si riservava per
gli astanti, me le due poti dell'ostia comunican-
gl'infermi, come dice il Micrologo al cip. dosi, poscia col sangue assume la par-
28. I significali simbolici di tale divisio* ticella dell'ostia. Sul comunicar*

ni de' latini si leggono nel Alacri e me- la mano sinistra, ne trattai nel voi. XV,

glio nel Lambertini citato. Si frange l'o- [• 109 e 1 o. Nel voi. IX, 1
p
stia poiché Gesù Cristo nell' istituzione parlando della solenn mi U ontificale <
\

del Sagramento, preso il pane, lo bene- che celebrai! Papa, dissicome OOn una
di, lo franse, e lo diede a' suoi discepoli, delle parti dell'ostia comunica d diai
dicendo che facessero lo stesso in MM suddiacono ministranti. Quando si con-
memoria. "Nella chiesa Ialina il sacerdote tagi a un vescovo, il 1 ;i aule
4a OST OST
divide l'ostia in tre parti, mettendone Bolsena e di Daroca, da. cui uscì vivo
una nel calice, comunicandosi coll'allra., sangue, si può vedere il voi. IX, p. 4^,

e comunicando colla terza il vescovo con- ed Orvieto. Il Cardella, Meni. stor. dei
sagrato. Se sono più vescovi i consagrati, card., parlando del cardinal Valtemberg,
detta parte si divide in altrettante par- racconta che nel restituire al rito catto-
ticelle. Avverte il Macri, che il venerdì lico la cattedrale di Verden, ritrovò in
santo, quando si pone nel calice la par- un antico ciborio o tabernacolo un'ostia
ticella dell' ostia, il sacerdote non deve grande e tre piccole dentro una pisside,
fare le solite croci nell'orificio del calice. tutte candide, intere e ben conservate,
Narra poiché in Francia eravi l'uso che quantunque da un secolo a quella parte
i sacerdoti novelli ordinandosi riceveva- non vi fosse stato in quella chiesa eser-
no dal vescovo 1' ostia consagrata invol- cizio alcuno di religione cattolica. Ab-
ta in candida pergamena, qua le essi con- biamo dal Bercastel, Storia del crisi, t.

sumavano in 4o giorni, pigliandone ogni 17, lib. 5i, che Eugenio IV ad istanza
dì una particella quando celebravano, di Filippo III duca di Borgogna, gli man-
in memoria di quelli passati co'discepoli dò in dono un' ostia consagrata tratta
dal risorto Redentore. Nella chiesa am- dalla propria cappella, già trafitta da
brosiana la frazione dell'ostia si esegui- molti colpi di coltello da un empio, per-
sce nella messa avanti l'orazione dome- ciò tinta di sangue :
1' ostia si collocò
nicale, rito che fino dai più rimoti tem- nella cappella di Dijon, operò diverse
pi era iu uso in quasi tutte le chiese meraviglie, uèsi corruppe coll'andardei

d'oriente e d'occidente ; finché s. Grego- secoli.Innocenzo XI a' 12 marzo 167-,


rio I nella liturgia romana trasportò la e Alessandro Vili a' 22 giugno 1690,
frazione dell'ostia dopo l'orazione dome- emanarono costituzioni contro i sagrile-
nicale,ciò che gli cagionò alcune opposi- ghi rapitori delle ostie sacre, e Benedet-
zioni per parte di diversi vescovi di Sici- to XIV le approvò e rinnovò li 4 mar-
lia. Sulla formula usata dalla chiesa am- zo I744> colla bolla Ab Augustissimo.
brosiana, con cui si dice spezzarsi il cor- Il successore Clemente Xlll uel maggio
po di Cristo, vedasi il Sassi nella sua Let- 1759 fece celebrare solenne triduo nel-
tera, ed il p. Fumagalli nella dissert. 2 5 la chiesa de'cappucciui, per pregare Dio
dtWAulieh. longob. milanesi. a far trovare i rei del furto seguito nel-
Nel Lamberti ni si può leggere quan- le chiese di Ariccia e de' cappuccini di
to riguarda 1' ostia corrotta o di mate- Civitavecchia, delle pissidi coll'ostie con-
ria inetta, riconosciuta nell'atto della ce- sagrale. Penetrato il Papa di sì esecrabile
lebrazione; la particella dell' ostia che misfatto, per prevenirne possibilmente la

resta nel fondo del calice, come si deb- rinnovazione, 20 marzo 1760 pubbli-
a'

ba prendere ;
1' ostia che per inavver- cò la bolla Gravissimwn, confermando
tenza si ritrova intera dopo la consu- quelle de'predecessori contro siffatti rei,

mazione delle due specie, cioè quando ordinando eh' essi fossero consegnati al
ne abbia consacrate due e dell' ostia ; braccio secolare per subire la peua del-
da riservarsi per la processione; come l'ultimo supplizio, sebbeue avessero con-
de' frammenti dell'ostia consacrata, e co- fessato il e nel 1766 furo-
loro delitto,
me in diversi casi s'abbiano a consuma- no impiccati due rapitori delle nomi-
i

Cancellieri ne' Tre Pontificali p. 70,


re. 11 nale chiese, uno maceratese, l'altro to-
narra dell'ostia caduta per terra ad A- scano del Casentino. L'imperatore En-
lessandro VI sotto le sue vesti, e raccol- rico VII morì per essersi comunicato
ta dal maestro delle cerimonie, e di al- con ostia avvelenala ; ed Urbano Vili
tra caduta a Innocenzo X. Dell'ostia di vulevasi uccidere con avvelenar l'ostia
os r osi 43
che doveva consagrare. Nel citato voi. veienli le saline che aveauo nell'altra
\\, [>. a3 e i-f) no descritto che quando parte destra del Tevere, o perchè que-
celebra solennemente il Pontefice, il pre- ste presso Ostia si trovassero da lui già
lato sagrista consuma due ostie non con- incominciate, o si giudicassero migliori.
sacrale e fa la pregustazione dell'acqua L'attuale Ostia si compone di una for-
e del vino, dopo aver bevuto 1' una e tezza costrutta a' tempi di Sisto IV dal
l'altro il credenziere pontificio. Si ha dal- nipote cardinal Giuliano della Rovere di
la vita di s. Francesca Romana, che vo- Savona, vescovo d'Ostia e Velletri, poi
lendo un sacerdote verificarne la san- Giulio II, di poche case rustiche gene-
tità, la comunicò con ostia non consa- ralmente del secolo XV, e della chiesa
grata, ma Dio permise che lo conosces- cattedrale con baltisterio dedicala a s.

se, onde il sacerdote fece penitenza del Aurea vergine e martire, con architet-
fallo. Finalmente vi sono ostie benedet- tura di Baccio Piotelli riedificata da det-
te, come quelle di s. Francesco di Paola, to cardinale; manca di capitolo, ed avvi
il quale deputò i suoi religiosi minimi solo l'arciprete e il cappellano ch'eserci-
a benedille per le donne incinte, con tano la cura d'anime, ed una confrater-
l'impressione di molte lettere iniziali di nita. La chiesa forse fu restaurata, alme-
un'orazione in onore del santo, ed in Or- no nella porta, dal cardinal vescovo Ge-
vieto nel 1840 fu pubblicato il libretto sualdo, sulla quale se ne legge il nome,
di tal divozione. come pure sulla porta del borgo. La
OSTIA (Ostieri). Vescovato suburbi- santa con un sasso poco lungi
al collo

cario ,
già città celebre e antichissima, fu sommersa nel Tevere, ed il suo cor-
ridotta a squallido borgo, presso la luce po fu portato nella cattedrale, e poi le

orientale del Tevere, in un angolo di- sue reliquie I' ebbero diverse chiese di
stante da Roma 1 5 miglia, e quasi 3 dal Roma, come si legge nel Martirologio
litorale odierno del mare Tirreno. Gia- a'24 agosto. Incerta è l'origine di que-
ce il territorio nelle campagne antica- sta chiesa, è noto però che il Papa s. Ser-
mente dette de'Laurenti, le quali si e- gio I del 687 la rinuovòechiamò basilici;
stendevano sino al Tevere, confine del altrettanto fece s. Leone 111 dopo l'8oo.

Lazio, di che trattai a quell'articolo, de- Lna carta del 1 "9 fa menzione di que-
1

scrivendo Laurento. borgo attuale è 11 sta chiesa, innanzi alla quale, come pri-

circa un mezzo miglio più vicino a Ro- maria, fu convocato il popolo. Per ulti-

ma delle rovine della città antica, quin- mo ristorò la cattedrale d vescovo cardi-
di sembra straordinaria e iuconcepibile nal Pacca , aveudola trovata in rovini.
la questione mossa dagli antiquari sulla Ostia è cinta di un debole muro merlato
distanza precisa di Ostia da Roma. Le pa- difeso da qualche torre, opera in gran
ludi col nome di lago o stagno Ostiense, pai te del vescovo cardinale d'Estoutevil-
col bosco omonimo, coprono Ostia dal le. La forma della terra murata può dirsi
canto di settentrione e ricordano le anti- un quadrato, di cui il lato settentriona-
( be saline per provvedere all'uso di Roma, le ha la porta, il meridionale lachies i,a>
stabilite perla prima volta da Anco Mar- vente vicino il palazzo vescovile, e I occi-
zio 4-° I"* di Roma, e che in parte an- dentale «iene quasi interamente occupato
cora oggi sono in esercizio, e danno ot- dalla fbrtezaa, volgarmente detta la tor-
timo sale: se nr farebbe maggior quan- re d'Ostia, riunire l'orientale è coperto
tità se l'insalubrità dell'aria proveniente di case. Ora che le saline fui mio iettavate, 1

da dette acque stagnanti, e derivanti gh abitanti sono circa 5oj in gran parte
dall'acque de' terreni adiacenti, permei* operai delle saline, e nell inverno si accre-
tesse numerosi lavoratori. Il iu tolse ai sce di qui!, be centinaio di contadini : au-
44 os t OST
licamenle era amenissimo il clima d'O- martire (edificata nel i63y sopra un mas-
stia, alpresente è malsano. Quantunque so, forse residuo della torre di Martino V,
la torre sia abbandonata e in parte ca- dal vescovo cardinal Ginnasi, e perciò pa-
dente, ed il fossato ricolmo, siccome ne fu tronato di sua famiglia, il quale vi unì un
architetto Giuliano da Sangallo, e fece ta- ospizio ospedale da lui pure fondato, ora
lora valida resistenza, può riguardarsi co- in rovina), alla torre detta Bovacciana sul
me una delle più belle e più celebri for- Tevere, eretta per difesa della foce orien-
tezze delsuo tempo, per cui furono conia- tale dalmentovatocatdinal Rovere, per
le medaglie col disegno della rocca o cit- un un miglio e un quar-
tratto di circa
tadella Ostiense, e la leggenda Jul. Card. to di lunghezza; e dal fiume alla così
Nepos in Ostio Tiberino; altra meda- detta Torretta per poco meno di un mi-
glia colla iscrizione Jul. Episc. Ostieri. glio di larghezza. IVon tutte però appar-
(noteremo diesi hanno molle medaglie tengono alla città propriamente detta,
de'cardinali vescovi ostiensi, coniate o essendosi trovalo un colombaio tra il
per celebrarli o per porsi nelle porte teatro e Ostia moderna, presso la chiesa
sante da loro aperte e chiuse, come del- di s. Sebastiano. Dalla disposizione visi-

la Chiesa di s. Paolo fuori le mura (F.) bile delie rovine risulta che la città a-
chiamata basilica Ostiense, perchè situa- privasi in una specie di semicircolo in-
ta fuori della porta di tal nome in que- torno al Tevere presso al cubito che que-
sta omonima via, ed il Piazza chiama il sto fiume ivi forma, in un angolo fra
cardinal decano abbate di tal basilica). questo ed il mare Mediterraneo, in quel-
Si hanno pure stemmi e iscrizioni che la parte chiamato Tirreno. Si calcola a

confermano averla eretta il cardinal Giu- due miglia e mezzo circa l'estensione del
liano della Piovere vescovo. Nel maschio recinto d'Ostia, e gli abitanti non ave-
PaldassarePeruzzi dipinse in chiaro-scu- re ecceduto 20,000. Le sue mura esi-
i

ro storie bellissime, specialmente una stevano nel III secolo, e nel VI furono
battaglia romana e un assalto di rocca, smantellate. Gli avanzi superstiti d' O-
come pure rappresentò macchine anti- stia aulica principalmente consistono in
che di guerra ed armi; e quei fatti da quelli di un'antica piscina o conserva,
lui dipinti in una sala passano per 1' o- dove probabilmente andava a finire l'a-
pera migliore che dipingesse: Cesare da cquedotto ostiense; ne' ruderi del roma-
Sesto scolare di Vinci aiutò il Peruzzi no teatro ostiense, molto simile a quel-
in tutti questi lavori, che per l'incuria lo di Pallade in Roma, forse de' tempi
sono ormai perduti. Inoltre sulla for- di Traiano o di Adriano , che conservò
tezza sono le armi di Martino V (non ed accrebbe la colonia d'Ostia, e si dice
saprei il perchè, forse per memoria d'al- anfiteatro nella iconografia delle fabbri-
tra minore che congetturo demolita ),
che ostiensi di Zappati, pubblicata nel
Sisto IV, Innocenzo \ 111, Giulio II, Leo- i8o5 da Gualtani ne' Monumenti anti-
ne X, Paolo III e Pio IV, le quali ser- chi. Questo tempio, grande, magnifico e
vono ad indicare l'origine, la fondazione di accurata costruzione, situato prèsso
e restauri sì di essa, che delle opere at-
i la Troia nuova d'Euea, fu sacro a Gio-
tinenti. ve (Ottimo Massimo,e Giunone regina),
Le rovine dell'antica città si ricono- il quale ebbe pure un altro tempio in
scono a tanti tumuli o collinette, coperte 0>lia, come ve l'ebbero Nettuno patro-
di cespugli e arbusti, e sormontate da ru- no della colonia ostiense perchè città
deri informi, fra' quali torreggia la cella marittima, Castore e Polluce protettori
quadrata di magnifico tempio. Esse si e- de'naviganti. In Ostia ebbe culto anche
stendono dalla chiesa di s, Sebastiano Iside, qual diviuità tutelare della navi-
O S T USI 4 S

gazione, e Serapide: presso la foce ed zione, il sarcofago di Gaio Comiuio Suc-


ilmare dovettero averlo Giove e Gin cesso, e l'ara sepolcrale coll'epigrafe di
none Palulci, il cui cognome alludeva Lucio Lepidio, seviro augustale e quin-
al tenere aperta la bocca del Tevere. quennale in Ostia e Tusculo, come pu-
Altre rovine costeggiano il fiume, oltre re quinquennale perpetuo del corpo dei
di tabeine e portici, cui si dà il nome fabii navali ostiensi. Da torre Bovac-
di scalo antico, appellandosi palazzo im- ciana si tragitta sopra una barca per
periale un gruppo di rovine magnifiche; passare all'Isola Sacra, nell'opposta riva
si vedono eziandio i magnifici avanzi del del Te vere, o v'ebbe culto Cibele, il cui si-

lavacro ostiense eretto da Antonino Pio mulacro proveniente dalla Frigia fu por-
con portici. Le iscrizioni, i molti sepol- tato in Roma con solenne pompa. Ples-
cri, le statue ed altri marmi rinvenuti so la torre, rimontando il fiume, riman-
negli scavi d'Ostia, sono riportali e de- gono ancora visibili le traccie di una
.scritii anche dal Fea nella Relazione del rada, oggi quasi tutta riempita di sabbia,
viaggio a Ostia, dal Nibby nel tomo i dove stava probabilmente ancorata una
Fonia; e per
deli' analisi de' dintorni di parte della flotta romana, allorché ven-
gli scavi Pio VI e Pio
eseguiti d'ordine di ne dai corsaricilicii rapita per un colpo

VII, fu arricchito il museo Vaticano di di mano. Un mezzo miglio al di là di


diversi monumenti, come 4 gruppi del- i tor bovacciana verso il mare, il terre-
le forze d'Ercole, una statua eroica col- no a sinistra trovasi fino alla spiaggia
I iscrizione Mairi, un Ganimede, un An- imboschito : dentro questo bosco, un mi-
tmoo, la bellissima statua della Fortu- glio distante dalla foce, fra acque sta-
na, per non rammentarne altri. Anche gnanti, residui delle acque pluviali e del-
particolari amatori d'antichità, ricordati le inondazioni invernali, è una torre ot-
dal Nibby, vi eseguirono ubertosi e fe- tagona, costrutta con molto sapere per
lici scavi, fra' quali nel i83r il vescovo difesa della spiaggia, che porta il nome
cardinal Pacca, colto amatore delle arti, di Tor s. Michele, visibile da Ostia, e-
«.ielle scienze e di chi le professa, facen- secondo Nibby da s. Pio V (che
dificata
doli trasportare in Ostia moderna, ce- prima nvea il nome di Michele^ e la dedi-
lebrati dal commend. Pietro Campana cò all'arcangelo) nel i56q, e perciò po-
nel 1X34. con l'opuscolo: Scavi d'Ostia. steriore a Michelangelo cui si attribuisce.
II cardinal Pacca vedendo che pochi mo- Anco Marzio dopo aver disfatto 4 cit-

numenti eransi conservati in Ostia mo- tà latine, e forzato i veienli a cedergli


derna, de'tanti ch'erano stali scavati fra la selva Mesia, ampliò così limiti del i

le rovine dell'antica, raccolse nelle ca- dominio romano fino al mare sulle due
mere dell' episcopio, da lui riparato in live del fiume, e in un angolo che for-
gran parte e richiamato a nuova vita ,
mava il fiume col mare edificò la nuova
tutti monumenti che potè, e formò
i ciltàj cioè nello stesso luogo dovè 1 Bea
un piccolo museo ostiense, come aveva troiano prese terranei Lazio, e che forti-
fatto a Porto mentre n'era vescovo. Per ficato ebbe il nome di Troja nova. Dal-
lui di sepolcrali monumenti e di prege- questa città in ore Tiberìi fu della
l'essere
voli avanzi di bassorilievi di urne va Ostia o /fostia, e Ostia Tiberina^ 'pia-
liceo l'atrio e il prospello del palazzo si porta, foce, bocca o apertura della na«
episcopale, ed una copiosa collezione di vigazione del Tevere Nw rva il fl
<

eruditi marmi vestono in regolare di- parlando del territorio d'Ostia, Memo-
sposizione le pareti grande •'cala e
della rie par.
I, p. ri}, s«- da quel tempo il
parecchie sale dell'episcopio. Fra «pici Tevere avi s* 1 due rami di alveo, pei
luouumeuti ìueriluuo particolare meo* quali auch oggi si scalila nel mare, fui-
,

46 OSI OST
mando con grossi alberi e fangose tene vnsi da Dionigi stesso. Non si può nega-
una specie che dicesi sacra, è co-
d'isola, re che tal vento sia stato spesso di gra-
sa ignota: si sa però clie questi due ra- ve incomodo allo scarico del Tevere, di
mi vi erano da tempo antichissimo. Il -
maniera che molte volte ha prodotto
ramo destro fu per lungo tempo il me- inondazioni e ristagni, onde le navi do-
no praticato, finché Claudio vi fabbricò veansi alleggerire per entrar nella foce,
quel porto, perfezionato poi da Nerone, tirandosi fino a R.oma per 190 stadi.
e ristorato da altri, che diede il nome Coll'andar del tempo il tragitto di que-
alla città e Porluense. Nel tempo
via sto ramo si rese incomodo e la città di
più antico ramo sinistro era il più fre-
il Ostia fu quasi abbandonata, quando dal-
quentato, e come più aperto e più co- l'imperatore Claudio si fabbricò il sud-
modo alle navi, per questo entrò Enea detto porlo dalla parte destra, forse per-
quando venne nel Lazio a stabilire pri- i chè da quella parte il viaggio per fiume
mi fondamenti della potenza romana. a R.oma è più breve, come anche a' no-
Non essendo però l'alveo di questo si- stri dì si continua a praticare in Fiumi-

nistro ramo troppo agevole a transitarsi cino. Su questo argomento e sull'impor-


con navigli di qualche portata, la gran tanza del porto d'Ostia, in cui vi appro-
metile del re Anco Marzio vide il biso- davano le romane flotte e le navi d' A-
gno di fabbricare non solo il porto o possono leggerei seguenti autori.
sia, si

rada, ma ancora una piccola città, e vi Orazio Tigrino de Marsis Ulriusque :

formò una colonia romani; così si di Porlus Osliae descriplio, presso il Pia-
accrebbe il comodo del commercio per vio nel Theatrum civitatum. Giampie-
acqua, e forni a Roma un porto marit- tro Lucatelli: Dissert. sopra il porlo di
timo e ne divenne il suo Pireo. Lo volle Ostia e sua medaglia, e sopra la ma-
costruito nel Tevere sca-
luogo dove il niera usala dai romani nel costruire i

rica le sue acque, né deve recar mera- porli del Mediterraneo, Roma 1 j5o. La
viglia se ora il mare è più lontano, per- dissertazione è pure riportata tra quelle
ch'esso come in altri luoghi si è ritiralo del p. Calogeri), e deìì'Accad. di Corto-
di molto. Nota Dionigi d' Alicarnasso, na t. VPCastiglioni : Numismalutn O-
che detto re vi fece anche un arsenale, stiensis, et Trajani Porlus explicalio
che lo rese un porlo ampio e capace di Roma 1 6 4- Fea Ristabilimento della
1
:

grossi bastimenti, non meno de'miglioii suo Tevere. Più:


città d' Ostia coli' intero
porli di mare, cioè si servì per porto del- Il Tevere navigabile oggidì come nei
la bocca stessa del fiume. Egli osserva suoi più antichi secoli, eia città d'Ostia
come cosa mirabile, che questa bocca ivi edificata dal re Anco Marzio, empo-
del Tevere non chiudeva ed otturava
si rio di Roma, da risorgere a nuova vita,
colle arene del mare, come pure accade Roma 835.
Più: Storia delle saline
1

ai fiumi anche grandi, né il Tevere per d'Ostia introdotte da Anco Marzio, Ro-
questa parte veniva a profondarsi, o di- ma 1 83 1 . Cav. Canina: Sulla stazione
sperdersi in stagni e paludi, prima di delle flavi d' Ostia, sul porto Claudio
giungere, d mare, ond'era perpetuamen- con le fosse indicate nel? iscrizione sco-
te navigabile, di maniera che per mez- perta l'anno 1 836, e sul porto interno
zo di remi vi entravano grosse navi da di Traiano, eia fossa distinta col nome
carico, restando le altre al porto como- di questo imperatore, Roma 838. 1

do e sicuro, quantunque vi dominasse il Nell'anno 538 di Roma era staziona-


vento occidentale; ma le navi più gran- ta una flotta romana a Ostia, e nel 543
di erano obbligale tenersi in alto mare, vi salpò con 3o quinqueremi per la Spa-
essendo riempita la bocca , come rica- gna il 1

Scipione Affricauo, la qual spe-
e; S T OSI
dizione può considerarsi come il princi- tieri vi dimorava: volle Stabilirvi una
pio della salvezza dell' ingrandimento
<• coorte di vigili per estinguere ed evitai e
ci i Roma. Nell'unno 547 so '° Aimo e gl'incendi, e partì da Ostia per la spe-

Ostia, fra le città marittime presso Ro- dizione britannica. Sotto Nerone la città

ma, ottennero esenzione da fornir ti lip- continuava ad essere popolosa e ri>ca,


pe ; essendo Ostia posto .sì importante indi venne aumentata, abbellita e be-
e da esigere tale custodia, che malgrado neficata da Adriano. Il •successore An-
il bisogno, fn una delle due colonie ma- tonino Pio vi costruì il lavacro; e Set-
rittime eccettuate dal completar le le- timio Severo la favorì, e costruì la via
gioni ; ed i giovani di esse non poteva- litorale detta Severiana, ebe comincian-
no pernottare più di 4° giorni fuoi i del- do da Ostia raggiungeva l'Appia presso
la loro colonia. Nella guerra civile fra Tei racina. GÌ' imperatori susseguenti
Mario e «Siila, il primo In prese e mise continuarono a ornarla di fabbriche son-
a s;tcni. Auclie negli ultimi della repub- tuose ; Aureliano cominciò a erigervi un
blica vi era stanziata una flotta romana, foro sul mare, ove fu poi stabilito il pre-
rlie per essere stala in parte predala e torio pubblico. Tacilo che gli successe ga-
fuoco dai pirati cilicii, die
distillila col reggiò con lui in adornarla donandole ,

impulso alla spedizione di Pompeo con- 100 colonne di marmo numidico e gial-
tro di essi, e alla piena debellazione del- lo antico alte 23 Forse a Caro e
piedi.
la Cilicio. E d'uopo riflettere, che il por- Carino si attribuisce un ponte di pietra
to Ostiense o la rada in che stavano an- ricostrutto per uso degli ostiensi e dei
corate le navi, non era fortificato. Non Morenti. Renelle vi fosse introdotta la re-
polendo le navi cariche di viveri talvolta ligione cristiana, nel secolo IV continua*
approdare in Roma, per l'accennato in- vasi a sagrificare a Castore e Polluce, per
ferramento che vi faceva il Tevere, onde olleiiere la tranquillila del mare; ma nei
talora la città pali carestia, mosse Cesa- primi del secolo V era già in decadenza,
re a pensare alla costruzione di porli sul sebbene proseguissero detti sagi ifizi dal i

litorale ostiense, e Claudio pose in esecu- prefetto e console di Roma, e il concor-


zione l'idea a Porto dal lato occidentale, sode'romani nelle leste tb maggio. ' < i
-

quindi si formò la darsena, opera di Tra- tamente che la presa di Roma e 1 inva-
iano, ed il nuovo braccio del Tevere del- sione gotica gli dovette nuocere; l'abo-
lo Fiumicino, clic facendo abbandonare lizione di delle feste influirono al suo de-
l'ancoraggio presso Ostia, scemi» il suo cadimento, e nel 5 [o era poco frequen-
commercio. Tutta volt;i Ostia non decad- tala, quantunque la foce ostiense li sse
de rapidamente dal suo splendore, sì per ancor navigabile, al riferire di ProCOp
la vicinante del nuovo stabilimento ma- Caduta Ostia in lutale abbandono e
rittimo, che per le cine che ne mostra- squallore, nell'837 era diruta affatto. Le
rono sempre gl'imperatori, lino alla ma- incursioni de' saraceni finirono di spopo-
laugurata traslazione dell'impero. Con larla, onde Gregorio l\ Papa per sai*
tribuì a far (ionie Ostia il (empio di vare i pochi abitanti clic vi einno resta-
Castore e Polluce, ove in folla concor- li da tali piraterie, e per difendere le

revano romani i a celebrarvi le feste e. ( i s'i USSC un nuovo I l


!
-

Maiumae, e dove ^1 imperatori i dentro terra, cu < presso il silo ci


'

vansi a sacrificare per penuria di viveri attuale, sopra ij'i edifìzi de' l

cagionata da venti contrari. Il su l'antica, e a questa da' il mìo non e, cu »•

giorno amenissimo vi attirava continuai* mandola Grrgoriopoli; la circondodi


mente gente, massime a prendi rvii ba- mura, e s emulo ili ( un
gni di mare. Lo kles>o Claudio volcii- in unitissima cittadella, ove ripose le ai-
48 OST OST
mi per la necessaria difesa, e la ridusse senza dell'arciprete e chierici ostiensi, al
un forte antemurale contro le scorrerie popolo convocalo pel consenso di ciascun
de' saraceni con enormi spese. La bor- individuo, e sottoscritto a' 3 1 maggio.
gata per poco tempo conservò il suo no- Alessandro III nel 1 160 a'22 novembre,
me, e nell'849 s. Leone IV coi napole- proveniente da Messina colle galere del
tani si recò a combattervi i saraceni, re Guglielmo I, entrò nella foce del Te-
ciò che dissi aMarixa Pontificia, nar- vere, etOstiam ubiea nocte due lo re. Do-
rando il Piazza, che il Papa prima del- mino cimi fratribus suis quievit, sauus
la battaglia si recò processionalmente al- et incolumis pervenit. Lo slesso Papa ai

la cattedrale, evi comunicò nella messa 25 novembre 1 166, reduce di Francia,


i capitani e soldati.Avverte il Nicolai vi approdò e pernottò, venendo incon-
che Porto e non Ostia fu dato da s. trato dal senato romano, e da gran mol-
Leone IV ad abitare ai corsi. Nuove for- titudine di chierici e di popolo. II vesco-
tificazioni e restauri fece ad Ostia mo- vo cardinal Ugolino Conti fortificò la cit-
derna s. Nicolò 1 tlell'8 j8. Indi nel 917 tà con torri e mura, dopo averla tolta
Abelcaylo saraceno, venuto alla foce del dalle mani di alcuni invasori, e uel 1227
Tevere, prese Ostia, e recatosi verso Peo- divenne Gregorio IX. il suo nipote car-
nia la pose in istretto assedio. Dipoi tro- dinal Raiualdo Conti, da lui fatto vesco-
\asi menzionata Ostia, come luogo do- vo d'Ostia e Velletri, fu sì zelante che
ve approdavano coloro che per mare ve- andava or nell'una or nell'altra città a
nivano a Roma o ne partivano; quindi predicarvi la parola di Dio, o farvela an-
sembra che le cure di s. Leone IV per nunziare alla sua presenza, lo che prova
ripopolare Porlo riuscissero infruttuose, che Ostia continuava ad essere popolala
onde quella città rimase poco dopo ab- almeno mediocremente: nel 1254 Ri-
bandonata, e mancata la popolazione, in- naldo fu Papa Alessandro IV.
terratosi il porto, e resasi men pratica- Mentre Papi sino dal i3o5 aveano
i

bile la foce destra, le navi furono forza- stabilito la- residenza in Francia e Avi-
le a rimontare il Tevere per la foce si- gnone, uel 1 327 a' 5 agosto i genovesi
nistra. Questo fu il motivo, secondo Nib- alleati di R.oberto re di Napoli, discesi
by, che più d'ogni altro contribuì a man- sul litorale ostiense, presero esacebe^gia-
tenere qualche popolazione in Ostia mal- rono la città, e la ritennero malgrado il
grado l'infelicità de tempi. Vittore III re- tentativo fatto dai romani perdiscacciar-
candosi da Monte Cassino in Roma, nel neli, i quali accorsi senza alcun ordine
1087 passò il Tevere presso Ostia, che e a furia di popolo, furono da loro mes-
ancora era tenuto per luogo d'importan- si in piena rotta : i genovesi preveden-
za. A' 26 maggio i5q il cardinal Gia- 1 do di non potervisi mantenere, misero
cinto Dabò Orsini, poi Celestino III, ri- fuoco alla terra, e se ne ritornarono al-
cevè la promessa dal popolo ostiense di le navi. A questa sciagura tenne dietio
mandare a titolo di tributo ogni anno al l'altra dell'aunoseguente, che a'i3 mag-
Papa, quando sta in lloma, a Marmo- gio fu di nuovo presa dai nemici di Ro-
rata o Ripagrande, due carri o barconi ma, essendosene impadronite le galee del
di legna, uno nel giorno di Natale, l'al- re Boberto, seguace di Giovanni XXII
tro in quello di Pasqua, sotto pena di residente in Avignone, e sostenitore dei
pagar 100 lire provesine: selle furono» guelfi; invano tentarono rilorla i roma-
deputati ostiensi e ne fu testimonio Don- ni uniti a 800 cavalli di Lodovico il Ba-
nellus Bobò fratello o nipote del cardi- varo nemico del Papa e fautore de'ghi-
nale. Quindi l'alto venne letto avanti bellini. Questi disastri non spopolarono
la chiesa cattedrale di s. Aurea, alla pie- affatto la città, poiché rilevasi da una
OST OST 49
bolla Benedetto XII, de' 19 luglio
di pio discese a Ostia. Ivi nel i47 a a 2 ^

133 7, che vi era ancora una considera- maggio s* imbarcò per la legazione di
bile popolazione, ingiungendo il Ponte- .Spagna il cardinal Bolgia, poi Alessan-
fice, che olire l'arciprete ed 10 cano- i dro VI, dopo esservisi trattenuto parec-

nici, annessi alla cattedrale d'Ostia, do- chi giorni a causa de tempi contrari. Ver*

vessero personalmente risiedervi ed of- so la stessa epoca il vescovo cardinale


ficiarvi, ovvero sostituire persone ido- d' Estouleville ristaurò la città , e forse
nee, altrettanti vicari. La lunghissima sotto di lui fu dato principio alla costru-
sseosa de'Papi da Roma, se fu grave- zione della torre attuale, la quale fu in-

mente risentita dalla metropoli, molto nalzata e fortificata dal cardinal Giulia-
piu dove* esserlo da questa terra, la qua* no della Rovere, nipote di Sisto IV, poi
le solo per la capitale, e pel debolissimo Giulio li. Nel vescovato d' Estouteville
commercio fra questa e il mare si soste- fu dimolto riparata Ostia, che da qual-
neva. L'autore dell'itinerario del viaggio che tempo era rimasta abbattuta, e ven-
di Gregorio XI da Avignone in Roma nero edificale diverse case: il cardinale
per restituirvi la residenza papale, nur- commise a Pintelli il disegno per la rie-

ra che approdò al porto d'Ostia a' 14 dificazione della cattedrale, che poi ese-
gennaio 1377, e descrive la città come guì il cardinal Rovere. Sotto il vescovo
fortificata, venerabile, ma di nessuna esi- d'Estouteville, essendo Ferdinando re di
stenza ; di questo approdo meglio ne Napoli in guerra con Sisto IV, il cui eser-
parlai ne' voi. Ili, p. 1 99,XXIX, p. 228, cito giunse sino alle porte di Roma, nel
e WX1I, p. 2S3. Come piazza forte, 1482 Ostia fu visitata due volte dalle
Ostia era ancora importante, e perciò reali galee, prima da 7, poi da 2, oltre 1

Ladislao re di Napoli, amico del fuggia- 4 fuste, forzate però ad allontanarsi, es-
sco Gregorio XII, ed ambizioso del do- seudo la rocca presidiata da fanti coman-
minio di Roma, nel 408 a'i 8 aprile mi- 1 dati da Maiannino di Firenze, che tras-
se campo ad Ostia, per mare con 60 (li- se contro la squadra un passavolante.
ste, per terra con 1 2,000 cavalli e 1 0,000 Divenuto vescovo il cardinal Rovere, ri-
fanti; la prese per forza dopo ball 1 conoscendo l'importanza del sito, si diede
essendone castellano messer Paolo di Bat- a fortificare validamente Ostia, serven-
tista di Govio. A' 20 mosse per Roma, dosi del Sangallo, uno de' più rinomati
pose campo a s. Paolo, vi entrò, e re- architetti militari, e ritenendolo in ( tati 1

staurò mura. Nel i4«o Ostia si ten-


le per ben due anni. Sue opere sono la sus-
ne fedele ad Alessandro V, ma a'afi giu- sistente torre, le fortificazioni che la co-
gno 1 sotto Giovanni XXII), fu ri-
i
1 » ronano e le altre sunnominate. Sembra
presa da Ladislao di lui nemico, che poi che il cardinale invitasse lo zio Sisto IV
saccheggiò Roma. Nel pontificato di Mar- vedere i suoi lavori, perchè nel 1

tino Y reonera restauratele fortificazio- imbarcossi in Roma a Ripagrande, al-

ni, e (piando al successore Eugenio IV lora detta Ripa bomea, sopra legno ben
si ribellarono romani, il Papa a' 18 i adorno e corredato, detto il Bucentoro.
maggio vi giunta dal Tevere in
1
i
I
i
La rocca servi nel 1 Un di ricovero allo
barchetta, inseguita dai nemici per la stesso cardinal Rovere nel pontificata di
riva, e salito sopra imi galera, \< Alessandra VI, col quale ebbe dissapo-
per Livorno e Pisa. Onorò di sua pie- ri Dopo esservisi sostenuto fino al 'pi j. 1

senza Osti» Pio 11 nelle sue escursioni ed averla fornita per tre anni di viveri
archeologiche, dove corse grave p e mimi/ioni, la Li-* io in Custodia dì la -

lo per improvvisa inoodasiooe Nel ri« briaio Colonna, indi imbarcossi in un


. u in Roma Carlotta regio 1 di Ci* brigantino perGcnoi in Fi in<
VOI . 1 .
i
5

5o OST OST
eia persuase il re Carlo Vili a impadro- entrò in una piccola scada col solo suo
nirsi del regno di Napoli, per le ragioni diletto dottor Agreda, e giunse a Ostia
che vi avea, e l'accompagnò nella sua ca- poco prima di mezzogiorno. La flotta
lata in Italia. La rocca intanto era slata seguir volle il suo duce, ma fu impedita
espugnata da Alessandro VI pel conte di dalla stessa bocca del Tevere, mentre
Pitigliano con gagliardo assedio, la pre- contenendo poco fondo d'acqua, non po-
se a'26 aprile e con essa tenne custodite terono stare a galla le imbarcazioni, per
le foci del Tevere. Portandosi il re in lo che fu d'uopo retrocedere verso il ma-
Roma nel declinar del i494> costl '

mse ^ re.Adriano VI era già in salvo felice-


Papa a capitolare, ed ebbe in deposito mente, quando insorta burrasca, molti
la fortezza di Civitavecchia, Terracina patirono gravissimi danni; il vescovo
ed Ostia, finché avesse conquistato il re- d'Avi la perde parte di sua preziosa sup-
gno di Napoli. Cai lo Vili fu ricevuto dal pellettile, e parte a stento fu salvata ben
cardinal Piovere splendidamente in Vel- guasta. Altri ch'erano rimasti nelle na-
lelri, e dopo delta conquista il re resti- vi si trovarono esposti a maggiori perico-
tuì le rocche al Pontefice, tranne Ostia li, dovendosi abbandonar all'impeto del-
che consegnò al cardinal Rovere. Narra le onde; e quando con molto
riuscì loro
ilPiazza, che infestando Ostia Menaldo travaglio all'errar terra, abbandonaro- si

Guerra di Navarra, famoso corsaro, A- no al più gran tripudio, benché arcive-


lessandro VI vi mandò il celebre capita- scovi, vescovi, duchi, oratori di princi-
no Consalvo, che presolo lo condusse a pi, cavalieri, letterati, ed altri di alto
modo di trionfo in Roma; e che a' 2 senno. Tutti si ristorarono coli' abbon-
settembre il Papa vi si recò a diporto dante mensa preparata dal cardinal Car-
col proprio figlio Cesare Borgia (f.), vaial, divenuto vescovo d'Ostia, pel Pa-
formandovi giardiui e dilettandosi nel- pa e per tutto il numeroso seguito. Ter-
la caccia, per cui fu Ostia frequentata da minato il pranzo, Adriano VI accompa-
Cesare. Morto Alessandro VI, e il car- gnato da 5 o 6 cardinali s' incamminò
dinal Rovere nel i5o3 divenuto Giulio per Roma, e pochissimi prelati potero-
lì, pose nella rocca d'Ostia Cesare Bor- no accompagnarlo per mancanza di vet-
gia, e ne affidò la custodia al cardinal ture e di cavalli, gli altri alla meglio si
Carvaial, che lo favorì e lasciò fuggire. adattarono su carri, giumenti e a piedi,
Leone X
fece qualche rislauro alla senza distinzione di signoria, perchè l'ar-
rocca (o ciò si deve al vescovo cardinal rivo del Papa riuscì inatteso: per la via
Riarionel suo pontificato), e persua mor- Ostiense tutti si recarono alla basilica
te essendo nel \5ii eletto Adriano VI di s. Paolo. Dipoi e nel 1 537 P a °l° M
dimorante nella Spagna, partito da que- rifece la rocca, quasi diruta per 1' inva-
sta con numerosa flotta, con 2,000 tra sione sofferta sotto Clemente VII nel
prelati e cortigiani, e 4 ooo3
soldati, ap- sacco di Roma, benché qualche restau-
jirodò a Ostia al modo detto nei voi. ro vi avesse fatto prima essendo vescovo
XXXV, p. 1 77, e XL1II, p. i5, ed al- d'Ostia, pel conto che sempre si fece del
trove. L' Ortiz che fece la Descrizione luogo. Nella guerra degli spagnuoli contro
del viaggio, narra che Adriano VI ap- Paolo IV, duca d'Alba nel i556 pre-
il

prodò in Civitavecchia
mercoledì 27 a- se Ostia, ma
poco dopo le milizie ponti-
gosto, indi s' imbarcò al tramontar del ficie tornarono ad occuparla. Quindi Pio
sole, e continuando tutta la notte la na- IV ristorò la rocca d'Ostia, le mura ed
vigazione con prospero vento, alle 9 del- il porto. Come luogo interessante, allor-

la mattina arrivò al porto d'Ostia e alle ché Gregorio XI 11 volle proseguire la


foci del Tevere. Qui il Papa pel primo guerra contro i turchi, si recò a ricono-
1

osi * ) S T 5
~>~ > piedi col seguito a visitare tutti ridotti
scere il porto e fortezza d'Ostia nel i i

Avendo l'antica (Mia ricevuto il primo di quelleantichità; asceso poi in carrozza,


colpo del suo deterioramento all' aper- Pio VII si diresse a Castel Fusano, dove
tura del porto di Claudio, così la mo- si trovò a riceverlo il principe Cingi si-

derna Ostia rìaprìmenlo della foce


pel gnore del luogo, nel palazzo del quale a-
destra del Tevere, l'alto da Paolo nel V vea l'atto preparare il pranzo dagl' inser-
1612, cadile io abbandono, e appena si vienti del pai azzo apostolico, non volendo
DC un pieci. lo numero di abitatoli die il principe facesse alcun trattamento,
per la continuazione delle saline, per la onde dovè limitarsi a far servire un rin-
pesca dello stagno, per la coltivazione fresco. Dopo il pranzo il Papa si trasferì
de terreni e la guardia de bestiami; laon- alla marina per osservare la foce ebe tras-
de nel 17(0 eranvi 49 famiglie e l56 mette I' acqua salsa alle saline, e ad ore
anime, elie vi restavano ancora durante 2 3 riprese il viaggio per Pioma. Gregorio
l'estate. L'abbandono delle salme avve- XVI i832, Dell'istituire la legazione
nel
nuto sul finir del secolo scorso, l'essere di Velletri vi comprese Ostia, e la con-

stala contemporaneamente ridotta Ostia fermò nella giurisdizione governativa di


asilo di Fuorusciti, finirono di deprìmerla. essa e del cardinal vescovo decano del
Della colonia clic presso Ostia tentò sta- sacro collegio. Nel 838 Gregorio XVI 1

bilirvi un Saccbetti, feci cenno nel voi. avea divisato portarsi a Ostia a' 16 ot-
I, p. 1 >8. tobre, ma il cattivo tempo l'impedì. Es-
Abbiamo d.d n.° 187 del Diario di sendogli a cuore la navigazione del Te-
Roma, ebe lunedì ottobre 1802 Pio 1 1 vere e di migliorare la sorte d'Ostia, vi si

^ II, col ristretto servigio di campagna, recò a*2 ottobre 1839, dopo aver onorato
avendo nella propria carrozza prelati i di sua presenza il palazzo di Castel Posi-
Gavotti maggiordomo e Laute tesoriere, no, collocato nel mezzo di ui\ vasto bo-
si pollò a Ostia. Nella piazza si umiliò sco di pini. Giunto in Ostia fu ricevuto
Giuseppe Petrilli direttore delle cave ca- nella cattedrale dal vescovo cardinal l'ac-
merali di antichità ebe si facevano nelle ca, poscia ascese nell'episcopio ammiran-
vicinanze, ed accompagnò poi il Papa nei dovi quau lo di sopra descrissi. Indi
luoghi ove esistevano le cose più notabi- verso la spiaggia, fermandosi in un pa-
li per l'antichità, come ancora alle saline. diglione appositamente eretto; progre-
Pio VII si recò nella cattedrale, e dopo dendo nel e immillo furono tirate alla di
la benedizione del
Sacramenloesposto, ss. lui presens 1 due reti di pesci. Scopo del-
<i trasferì nel palazzo episcopale, ove il la nta fu l'esaminare sul luogo come po-
» ini mal Alba DÌ vescovo lo sei vi di un con- ter liberare la città dalle acque stagnanti
veniente rinfresco, indi ammise al bacio del liume morto, dallo Stagno di levante
del pi< tanti. Si condusse al Ior- e dai bassi ac ruastrini, purgando com l'a-

io, dove osservò la restaurazione ed i ri 1 dalle inifitiche esalazioni, e rendere


preparativi tatti pera ad ubertosa produzione le nuove terre,
petente guarnigione e 100 forzati, che nel rare 1 bassi tei reni del lenimen-
ino novembre and ivano impie- to d'Ostia, e questa ripopolare; e final-
garsi negli scavi dell'antica Ostia. Dipoi mente per facilitare il regolamento delle
asceso il santo P. i.Ue in carrozza, prose* •eque del Tevere dì e male di Fiumici- I

giù lungo il Tevere, ov'erano i du no, mantenendole al conveniente livello


cioni pontificii venuti ila Cìvitavi per sostenere la nai tione e impedire
- prniqual ialìebeaedisse,nelqual tem- i deposili d'arena alla sua foce k fronte
po fecero tre replicati spari di 18 col pi di dell'ini' 1 1 sse die 11 id mai lare id< I

Basinone per ctascuuo. Indi si condusse 1 tetto lauti utili oli, le circuitali-
5-2 O S T OST
ze de' tempi non glielo permisero. I mi- di Velletri e sua provincia, mentre pri-
nistri palatini imbandirono la mensa al ma era solo governatore perpetuo. Che
Pontefice, che vi ammise oltre il cardinale al vescovo d Ostia toccava l'ordinazione
pure la sua nobile corte e altri personag- de' vescovi, lo riporta il Baronio all'an-
gi.Prima di partire esternò ilsuo gradi- no i igojed il Piazza. Inoltre il pallio vie-
mento al cardinal Pacca, e si recò a veder ne imposto al vescovo d' Ostia e Velie-
la fortezza. Dipoi pel medesimo fine, ai tri dal Papa; egli non è metropolitano,

ì5 ottobre fece un'escursione a Fiumi- ma fu chiamalo talvolta arcivescovo, co-


cino. Sopra Ostia, oltre citati autori, si i me anticamente venivano appellati per
possono vedere ilRircher, Latitivi jYoì- eccellenza i vescovi di chiese insigni, an-
pi, Velus Latitivi, t. 6 3 de Laurenlibus zi Gerardo Mercatore nel suo Aliante
et Osliensibtis; Nibby, Viaggio antiqua- chiamò il vescovo ostiense pali iarca del-
rio ad Ostia, nel t. 3 degli Atti di ar- la Campagna, ed altri lo dissero metro-
cheologia. politano del Lazio.
La fede cattolica predicata in Roma Il primo vescovo d' Ostia fu s. Ciria-
dai ss. Pietro e Paolo, ben presto si pro- co o Quiriaco, fiorito in principio del III
pagò pure in Ostia, che fra le città sub- secolo, martire nel 23o. Gli successe s.
urbane più vicine fu la prima ad avere Massimo, il quale 261 consagiò il Pa-
nel
un vescovo immediatamente soggetto al- pa s. Dionisio, e fu il primo vescovo di
ias. Sede, circostanza che principalmente Ostia che abbia consacrato il romano
influì soli' uso da epoca immemorabile Pontefice. Indi altroMassimo fiorito sot-
stabilito, che il vescovo ostiense, come to Papa s. 3i3 inter-
JMelchiade, e nel
primo fra'suburbicarij consacri il nuovo venne al concilio romano contro Felicia-
sommo Pontefice. A Decano del sacro no e Donato. Al suo tempo ad istanza
collegio, il più degno dei 6 cardinali di s. Silvestro I l'imperatore Costantino
Vescovi suburbicari (V.), e di quelli del eresse in Ostia una basilica in onore dei
cristianesimo ,
parlai di tultociò che lo ss. Pietro e Paolo e di s. Gio. Battista,

riguarda, della sublime sua dignità e pre- e nobilmente la dotò di sacri arredi e di
minenza, che a lui incombe ordinare e possessioni, fra' quali si nomina l'Isola
consacrare il Papa come vescovo d'Ostia Sacra fra Ostia e Porto, che Anastasio
(riportando gli esempi di quelli che sen- in Vita s. Silvestri I, appella Arsis, no-
za essere decani lo furono, o ch'essendo me corrotto dai copisti che ci ricorda la

decani non ottarono a questo vescova- selva Arsiamentovata da Livio. Nellostes-


to), pel privilegio che gode_, per cui da so secolo IV s. Gallicano vi edificò una
s. Marco Papa del 336 ricevette il pallio chiesa con ospizio e ospedale annesso,
e ne fa egli stesso l'istanza in concistoro per ricevervi i pellegrini di tulle le na-
colla furinola, parlandosi pure di questo zioni, e fu uno dei primi della cristiani-
punto a Consacrazione de' sommi Ponte- tà. V'istituì prebende pei sacerdoti , e
fici; e checol pallio ungeva ancora gl'im- lo fornì di rendite, rilirandovisi a eser-
peratori, ove rimarcai che con Pelagio I citare l'ospitalità, con s. llarino monaco
del 555 supplì 1' arciprete d' Ostia, co- ostiense (in onore di s. Gallicano Bene-
me in altri casi e per la benedizione di detto XIII eresse in Roma un Ospeda-
quei Papi che già erano vescovi, e Sisto le). Noterò, che verso il secolo V, fuo-
IV fu consagrato dal cardinal d'Estou- ri del recinto della città antica, fu fab-
teville, vescovo d'Ostia e Velletri, ben- bricata la chiesa di s. Ercolano marti-
ché non decano del sacro collegio ; di- re , e che nel precedente secolo e nel
cendo finalmente a Decano come Gre- 362 vi morì s. Monica madie di s. A-
gorio XY1 lo dichiarò legato apostolico gostino, mentre era in viaggio, e quivi
OST O S T 53
fu sepolto il suo corpo, clic da Martino Successivamente fiorirono Leone del-
V nel i43o solennemente fu trasportato l'864; Donato cardinale; Eugenio car-
in Roma nella chiesa del figlio, recitan- dinale dell' 8"8; Guido del qo\; Sicco-
do Papa una pia ed elegante orazio-
il nc cardinale che consagrò antipapa , l'

ne. Abbiamo dal Piazza che questo san- Leone f'IIf, perciò degradato; gli fu
to colla madre ehhero ospizio presso l'e- sostituito Gregorio; nel q83 era vescovo
piscopio, quando da Roma si recavano Leone; indi Azzone cardinale, poi Gre-
in Africa, aspettandovi l' imbarco, onde gorio cardinale del 098, Pietro del oo3, 1

s. Agostino assistè alla sua infermità ed Gregorio e animale del 00", Pietro car- 1

esequie, com' egli slesso descrisse nelle dinale del o>(), b. Gregorio cardinale
1

Confessioni. Nella cattedrale ove riposò del o33, Benedetto cardinale del
1 o\\, 1

il corpo Monica fu eretta una cap-


di s. Deodalo cardinale del o {<), Pietro car- 1

pella, che rovinata da un incendio, venne dinale del io58; s. Pier Damiani car-
rifatta con marmi dal vescovo cardinal dinale gli successe, il primo vescovo che
Gd)o. Quarto vescovo d'Ostia fu N. che lo fu pure di Velletri,come successori i

consagrò nel 336 Papa s. Marco, il qua- al modo che dirò. Nel 1072 fu fatto ve-
le impose il pallio. Indi fiori-
perciò gì' scovo s. Gherardo cardinale; nel 1078
rono Cono che intervenne al concilio di Ottone di Chatillon cardinale, poi nel
s. Felice li detto III nel JS7 delapsis; 1088 Libano li {V.), il quale nominò
Bellatore che nel {.qq sottoscrisse al con- vescovo il nipote cardinal Ottone Cita-
cilio di s. Simmaco; A risto si trovò agli don, che benedì e unse Pasquale IL
li

altri temiti dal medesimo Papa nel Sor, L'antipapa Clemente III v'intruse Gio-
5oa, 5o3, hi Gloriano o Glorioso del | ; vanni pseudo-cardinale, che nel 1098 in-
mi j Amabile fu al concilio del 64<J
circa ; tervenne al conciliabolo romano. Nel
celebrato da s. Martino I; Andrea in- 1 101 il celebre cardinale Leone de Mani
tervenne a quello di s. Agatone nel 680 monaco di Monte. Cassino, ove pure ne
contro i monoteliti, indi consagrò s. Leo- parlai, vescovo ancora di Yelletri, come
ne Il (insieme al vescovo di Vellelri, in all'erma il Cardella, avvertendo col Bor-
mancanza di quello d'Albano, ed abbia- gia, che la chiesa di Yelletri già era stata
mo altri esempi che i vescovi di Vel- aflidata al vescovo d'Ostia, mentre l'ul-
li tri concorsero alla consacrazione del timo che governò la chiesa di Yelletri tu
Papa ) e Giovanni V. Indi fu vescovo Giovanni Mincio, nel o 18 antipapa De- 1

Gregorio delyo", bibliotecario della se- nedettoX.^ie\ - Lambertocardiuale, 1 1 1

de apostolica; Teodoro nel 43 si recò r%


che nel a \ ili venne Onorio II^P.). Non
1 1

al concilio di s. Zaccaria; Giorgio con lo fu Pandolfo cardinale, come altri pre-


\ diario vescovo Nomentano e molti car- tesero bens'i Giovanni cardinale fatto da
;

dinali nel - "5


3 accompagnò in Francia Onorio II nel ia5; indi per breve tem- 1

Stefano II detto III; Gregorio fu legato po Pietm cardinale, secondo il Boi


di Adriano I in Inghilterra, e nel 787 ore- Innocenzo il nel uì j dichiarò fCSCOfO 1

su di' al concilio di Ghelchitjtlel quale par- Dragone cardinale torse gli successe per .

lai pure nel voi. XVII I, p. a (.6; Pietro breve tempo il suddetto Pietro cardio**
cardinale nel 798 lottosci ine la donazio- le, poiché Innocenzo II nel i3 ì fece 1

ne di Leone III e Cai lo Magno dell' aba-


s. vescovo Alberico cardinale. Eugenio III
zia delle Tre lontane liei nardo dell'Ho j; j nel |S, secondo alcuni, elesse vescovo
1 1

Cesario fu presente al concilio di Eugenio il cardinal Guido certo ; è che nel 1 1 5o


Il nel 1*826 Megisto o Megetio cardinale
;
I 1 e fCSOOVO il b. / go di ChalooS cardi-
dell 854j le cui notizie, come di tutti ^li nale. Con questi l'Ughelli ineoinincia la
altri cardinali, le riporto alle biografie. serie promiscua de vescovi d'Ostia t


54 OST OST
Velie tri (che a tale articolo proseguirò), ghie e martire, e Maddalena de' Pazzi,
Italia sacra t. I, p. 4'- Per la poca po- protettrici di sua famiglia. G. Marnovi-
polazione cui era ridotta Ostia, Eugenio tio Tonci ci diede: Villa Sacchetti O-
III gli uni in perpetuo
vescovato di il sliensis cosmograjìcis tabulis, et notis il-

Velletri, cioè rese stabile 1' unione delle lustrala, ruslicanis legibus, offìcinarum-
due chiese, perchè prima di questo tem- quc ìnscrìptìonibus adnolata Romae _,

po, sebbene precariamente, erano già u- i63o. Inoltre trattarono delle notizie ec-
nite ad arbitrio de' Papi, onde i vesco- clesiastiche d'Ostia :F, A. Maroni, Com-
vi si sottoscrissero quindi : epìscopus O- mentarius de ecclesiis, et episcopis O-
sliensis et Veliternus. L'eguaglianza del stiensibus et Velitemis, in (pio TJghellia-
titolo non portò eguaglianza di giurisdi- na series emendatur, conlinualur, et il-

zione, che passò poi tutta nella chiesa di lustra tur,Komae 1766. DeMagistris ve-
Velletri, che allora e poscia grandemen- scovo di Cirene, Ada martyrum ad Ostia
te fiorì, mentre Oblia non ebbe più ca- Tyberina sub Claudio, Romae 7cp. 1

pitolo e canonici, né clero. L'arciprete OSTIARIO o OSTIARIATO. Chic-


di Velletri acquistò il diritto d'interve- lieo investito del primo degli ordini mi-
nire alla consacrazione del Papa in caso nori, Ostiarius. E opinione che la chiesa
che il vescovo d'Ostia e Velletri non si greca considerò l'ostiariato non come or-
trovasse pi-esente; ed il vicario capito- dine ecclesiastico, secondo la chiesa Iali-
lare di Velletri esercita giurisdizione or- na, ma comesemplice uffizio, che veniva
dinaria in Ostia e suo distretto, nella talvolta commesso a' diaconi, a' suddia-
vacanza della sede. I vescovi dopo l'u- coni ed altri chierici inferiori, ed anche ai
nione* considerarono sempre la chiesa di laici, per cui ora molti uffizi degli ostiari
Velletri per loro principal sede, ivi fe- da essi vengano esercitati ; opinione che
cero le maggiori funzioni, sinodi, gli olii i ha il suo principal fondamento nel silen-
sanli; vi tengono cattedra, tribunale e zio de' libri liturgici di quella chiesa cir-
vescovo sulfraganeo, e ne' sinodi dierono ca il rito riguardante la loro ordinazio-
all' arciprete d'Ostia luogo trai parro- ne. L'istituzione dell' ostiariato rimonta
chi della diocesi di Velletri. Nel 1810 a'primi secoli della Chiesa, eamhea'tem-
pretese Napoleone sopprimere questo ve- pi apostolici, come ne fa ^de. la letlera
scovato, con decreto del 5 agosto. Il Piaz- del vescovos. Ignazioscriltaa'fedelid An-
. za, che visitò la diocesi d'Ostia, tratta di tiochia, e meglio si può vedere a Ordi-
questa eruditamente nella Gerarchia ne. Il ministero degli ostiari e le loro
cardinalizia, come della via Ostiense, ce- incombenze, comprese quelle antiche, so-
lebre negli atti ecclesiastici de' ss. Mar- no, di aprire il libro a chi predica, di a-
tiri, e de' sacri cimiteri di essa. Descrive
ver custodia delle chiavi delle chiese, del-
la superstite diocesi ne' seguenti castelli. la loro mondezza e decoro, come delle
Il Castel Romano con chiesa edificata dal cose ivi contenute, di chiudere le porte
marchese Sacchetti, e suo patronato. Ca- e di aprirle alle ore stabilite ,
d'invigi-
Decimo, già della nobile famiglia
stello lare al buon ordine delle assemblee, e di
Torregiani, ove patirono il martirio s. vietare che ad esse e ne'sacri templi in-
Martina, s. Prisca, ec. Castel Porciglia- tervenissero gl'infedeli e giudei a distur-
no, creduto l'antico Lamento, e perciò bare i divini uffizi e profanare i sacri mi-
Io descrissi nel voi. XXXVII, p. 219. Ed steri, e chiunque altro era interdetto di
ilCasale Sacchetti, con villa e palazzo assistere alla celebrazione de' divini mi-
magnifico edificato dal cardinal Giulio steri; avevano cura di tener ciascuno al
Sacchetti, con comoda chiesa in onore suo posto, il popolo separato dal clero,
della Concezione e delle ss. Caterina ver- gli uomini dalle donne, e di fer osserva-
OST OST
K il silenzio e la modestia, come si leg- mente guardavano le diaconesse. V Dia- .

ge negli antichi padri e scrittori eccle- conesse, e Porte di Chiesa, ed Osiianm


siasticie secondo il rito prescritto nel
,
in Macri,non che il p. Chardon, Storia

canone q del concilio Cartaginese IV e de' iagramenli, t. Ili, p. o A Maestro i

ne' libri pontificali, cioè la tradizione del- ostiariode virga rubea, nou solo trattai
le chiavi (colle quali devono chiudere e di quel collegio, ma ancora del vocabo-
aprire le porte della chiesa) e le parole lo ostiario e dei diversi u ili z i palatini de-
che nell'atto di essa si proferivano onde nominali ostiari custodi delle di verse por-

ipiegarne il significato. Per l'importan- te del palazzo pontificio mentre del col- ;

za del ministero degli ostiari e loro gravi legio de' 1 immagine


1 ostiari custodi dell'
occupazioni, per l'osliariato furono pre- del ss. Salvatore di sancta sanclorum ne )

scelti uomini di matura età, i lettori es- tenni proposito nel voi. XLI,p. irp; fi-
sendo sovente più giovani : alcune per- nalmente a Cancelleria apostolica par-
sone di età matura esercitavano l'oslia- lai del suo ostiario o portinaio.
riato per tutta la loro vita, altre ascen- OSTIENSE Enrico, Cardinale. En-
devano all'accohtato e al diaconato. Il rico denominato Ostiense pel vescovato
Nardi, De' parrochi osserva che la s. , d' 262 nacque
Ostia che ottenne nel i ,

Sede avea suoi ostiari, e che antica-


i in Susa nel Piemonte, d'ignota famiglia,
mente tutte le cattedrali aveano le scuo- che alcuni dicono de' Bartolomei o dei
le o collegi di ostiari; aggiunge, che tra Romani. Dopo aver appresa 1' una e l'al-
ostiario stava in anticamera del vescovo tra legge sotto eccellenti precettori , la

per annunziare chi domandava udienza; insegnò prima in Bologna e poi in Pa-
portavano a'preli di campagna o rurali gli rigi, con tal credito che fu chiamato Fon-
ordini superiori, recando ad essi le lettere tana dilla legge. In compagnia del nun-
de! primicerio pei digiuni intimati dal ve- zio pontificio fu trasferito in Inghilterra,
scovo; questi rumoristi andavano incoro, ove apri scuola di sacri canoni ed En- ;

ed in alcune cattedrali un ostiario restava rico 111 che assai lo apprezzavamo ricol-
nella canonica per una settimana alla cu- mò di molli straordinari favori, e lo m 111

stodia della chiesa ed ivi mangiava, Niun dò in Roma ad Innocenzo IV, a fine ili

vestigio si rinviene plesso gli antichi scrit- procurare la deposizione del vescovo di
tori e libri liturgici dell'uffizio attribuito Yincesler, ciò che negano i Sammarta-
secondo l'odierna liturgia agli ostiari, di ni ,
per cui viene smentito il maledico
suonare le Campane ( V. ),
per indicar Malico Paris che lo avea tacciato di es-
l'ora dell'orazione e delle sacre funzioni, sersi appropriatodenaro del re. Que
il

e dell'analogo rito della tradizione della sii bensì nel ia5q 1' impiegò con Teo-
fune di esse: opina pertanto il Catalani baldo arcidiacono di Liegi, poi Gii
nel Coturnati, ut rotti, lìoni., al titolo del- X, per trattare con Alessandro 1 Y 1 più
l'ordinazione degli ostiari, che il detto of- ardui affari. Divenne canonico di \. icn-
lì/iovenne aggiunto circa il secolo \ 1 1 1
,
na nel Dellìnato, beneficio che ritenne
poiché ne' secoli anteriori esso si lene sempre, arcidiacono di Parigi e prevo-
Commesso a' sacerdoti. Il rito eolle ora- sto ili Gralz. Promosso quindi al I

zioni per 1 ostiariato si può vedere nel vaio di Sibteron, lasciò con piacere 1 In-
Pont. Iloni. : de ordìnationt ostiariorum, ghilterra, dove la sua virtù eia SUB
11 nella Gerarchia cardinalìzia
Piazza /a avea provocato emuli ed invidiosi.
p. "I-, nana come s. Carlo Borromeo Trasfei ilo ah' arcivescovato ambrun,

fece punire ehi offese Ottiai i", DOStO allaI celebrò d concilio provii no >>
guardia della porta delle donne nella me- d. m, eon f Intervento di ^>m\i della
1
tropolitana di Milano, luogo eh': antica* provincia d Ai lei Pi - d 1 ole al
-

56 O S T OST
suo popolo, essendo non meno gran legi- demia Fornito di acuto ia-
ecclesiastica.
sta ch'eccellente teologo e famoso orato- gcgno, a M'erra va e con somma facilità ri-
re. In ricompensa del suo merito, Urba- solveva le più ardue questioni. Ebhe a
no IV nel dicembre 1261 lo creò car- discepoli personaggi che meritarono co-
dinale vescovo d'Ostia, lasciando la chie- spicue cariche e il cardinalato, mostran-
sa di Ambrun. La sua saviezza e dot- dosi loro amorevole e premuroso di gio-
trina fu incontanente messa in opera nel- varli. In molti pii istituti di Roma con
la legazione di Lombardia , dove colla evangelico zelo cooperò all'incremento,
sua eloquenza ottenne dal clero consi- come si prestò al confessionale e nella
derabili sussidia pei bisogni della chiesa predicazione; singolarmente spiccò la sua
romana, vessata dalle armi de' nemici. attività nella pia unione di s. Paolo, ed
Dopo la sua promozione, terminò per or- in altre opere di carila cristiana. Ideò e
dine di Urbano IV i suoi Commentari promosse la società dell' amicizia catto-
sul libro delle decretali , che lasciò per lica, che per diversi anni e con tanta u-

legato all'università di Bologna. Più ce- tilità impresse e divulgò gratuitamente

lebre e più commendata riuscì la Som- buoni libri. Per lungo tempo s'impiegò
ma delle decretali pure compo-
da lui nel ricondurre al caltolicismo gli etero-
sta, detta la Somma Ostiense, che nel dossi con ubertosi frutti. Teologo di più
diritto ecclesiastico ha la medesima au- cardinali, esaminatore del clero, consul-
torità che quella di Azzone nel diritto tore di varie congregazioni, si segnalò in
civile, che vide la luce in Basilea nel i53j quella degli affari ecclesiastici straordi-
colle note del Guarini, e poi in Lione nari.Pio VII, che assai lo stimava, ap-
nel i588 e nel 1597. Dopo esser con- provò la scelta che di lui avea fatto la
corso all'elezione di Clemente IV, fu in congregazione deputata ai bisogni spi-
Viterbo a quella di Gregorio X, dove rituali de' chileni , di vicario apostolico
prolungandosi di soverchio i comizi, at- del Chile. Sebbene avesse accettato, per
taccato da grave e pericolosa malattia, l'affettuosa opposizione del fratello e al-
domandò in grazia di potere uscire dal tri parenti, vi rinunziò, come riporta il

palazzo ove si con rinun-


celebravano , Sallusti, Storia delle missioni del Chile,
ziare ad ogni diritto sull'elezione. Passò t. 1, p. 2. Leone XII nel 824 lo man- 1

ad Orte e col consiglio de'medici in Fran- dò internunzioa Vienna, india'27 apri-


cia , ove nel 127 1 o più tardi incontrò le 1827 lo promosse ad arcivescovo di

in Lione la morte tranquillameute ed , Tarso in partibus e lo nominò nunzio ,

ottenne onorevole sepoltura nella chiesa all' imperatore del Brasile. Se non che

de' domenicani. Tolomeo da Lucca Io le vicende politiche dell' impero aven-

disse grande nella scienza delle leggi, ec- dogli allora impedito l'andarvi, nel 1828
cellente teologo, egregio oratore, uomo di lo stesso Papa lo fece passare col medesi-
lodata vita e d' incontaminato costume. mo grado a Lucerna presso la confedera-
OSTINI Pietro, Cardinale. Pietro zione svizzera. Composte intanto le cose
Ostini nacque in Roma da civile fami- dell' America, non frappose indugio ad
glia a' 27 aprile 1775, e sino dalla gio- andare in Rio Janeiro, e vi restò sino al

vanile età mostrò nato pel santuario


si 1 83 .Ritornato in Roma, Gregorio XVI
1

e per le lettere, che apprese nel semina- nel i832 lo elevò a nunzio di Vienna,
rio romano, ove poi divenne professore e come indicai nel voi. VI, p. 02, quan- 1

supplente nelle matematiche, iudi con- do già l'avea creato cardinale e riserva-
seguì la cattedra di storia ecclesiastica ,
to in petto fino dai 3o settembre i83 1,
ed in pari tempo fu eletto professore di pubblicandolo agli 11 luglio 836, con- 1

teologia dogmatica e scolastica nell'acca ferendogli poi il titolo di s. Clemente.


1

OST OST >


Gliene trasmise la notizia pel guardia no- Per conseguenza della rivoluzione di Ro-
bile Filippo dei conti Calcagni, e nomi- ma, riparando il cardinale nell'ospitale
nò ablegato l' uditore della nunziatura Napoli, una caduta accelerò il termine
r
irig.Secondiano Bruschi, come notai nel de' suoi giorni. Poiché senti appressarsi
ol. V, p. 162, per la tradizione della il punto estremo, richiese sagramenti, i

berretta cardinalizia, che a'2 5 luglio nel- e mori a'f) marzo i849j d'anni "\. Nel-
la chiesa di corte gì' impose l'imperato- la metropolitana di Napoli solennemen-

re Ferdinando 1. Nello stesso concistoro te fu trasportato il cadavere, accompa-


il Papa lo fece vescovo di Jesi, chericol- guato da tutto il clero secolare e regola-
tilo di beneficenze, quali in dettagliode- re, non meno che dalla milizia. Ne fune-

sci issi nel voi. XXXVI, p. 269 e 3 io, rali assistettero cardinali ivi dimoranti,
i

mentre a p.3o2 narrai come nel 1 84 tutto il clero e 1 1 vescovi, restando se-
decorosamente ricevè e alloggiò nell'epi- pollo in quel sontuoso tempio con ono-
scopio Gregorio XVI. Di questo porpo- revole lapide. Venne compianta da tutti

rato insigne parlai anche in altri luoghi, sì grave perdita ,


per le virtù e sapere
e siccome mi onorò di particolare bene- che risplenderono in questo principedel-
volenza, soleva dirmi se lo avea seguito la Chiesa, salendo per mèrito a tutti i

in tutta la sua carriera, nulla trovando gradi d' onore e di dignità. Ministro del-
ommessodi ciò che lo riguardava. Com- la s. Sede zelò non meno il ci vii reggi-
mosso il Papa in vederlodecaduto nella mento, che la ortodossia della religione
salute, nel 842 accettò la rinunzia del
1 cattolica; vescovo promosse la pietà e l'i-
vescovato, lo dichiarò prefetto della con- struzione, e tutto quanto potesse giovare
gregazione dei vescovi e regolari e fé- al vero incivilimento cardinale tu con ;

ce membro di altre. Non può ridirsi la successo adoperato ognora nelle più im-
tenera riconoscenza del cardinale, come- portanti congregazioni, e a lui aflidaron-
thè d'animo affettuoso e franco, verso il si alFari di molto rilievo. Saldo nelle a-

benelìco Pontefice, per averlo tolto forse micizie e neh' affabilità , ben presto si

da vicina morte. Inoltre Gregorio XVI guadagnò l'animodi tutti. Fino alla vec-

gli concesse diverse protettone e quella chiezza colla vigoria dell'intelletto ap-
dell'accademia teologica, della quale era plico l'animo agli stuelli, sostenendo con
stato censore emerito, ed a'3 aprile 1843 esemplare rassegnazione e coraggio le tri-
Io annoverò tra' vescovi suburbicari, as- bolazioni e 1' infermità che lo trasse al
segnandogli la chiesa d' Albano, ove più sepolcro.
volle venne onorato dalla pontificia pie- OSTRACINA. Sede vescovile d' E-
senza nell'episcopio. In questa nuova se- gitlo nellaAuguslamnica prima, sotto il
de curò il proseguimento dell' amplia- patriarcato d' Alessandria, chiamata pu-
zione della cattedrale, vi celebrò il sino- re Oslracene e Slragiani, eretta nel V
do, fece rifiorire il seminario, donandogli secolo. Ebbe 3 vescovi. Oriens christ.

le macchine di fìsica, senza ricordare al- t. 2, p. 5 jù.


medesimo anno Gre-
tre elargizioni. Nel OSTROG ( Oslroginen). Città vesco-
gorioXVl.con mandato apostolico, in suo vile della Russia europea, nel governo
nome gli fece consacrare il vescovo della di Volinia, capoluogo di distretto, a 36
propria patria ; enei i844 lo fece pie- leghe da Zytomierx, sulla sponda sinu
siedete al capitolo generale degli eremiti della \ alba, che in vicinanza si getta nel

camaldolesi, come narrai ne' voi. XX.1II, Gorin. Si divide in vecchia e nuova, ed
p. >-
i, e \\\ II, p. 2 >.'-. lutei venne al ha un antico castello, chiese greche e
conclave del 1846, ed il regnante l'n> IV cattoliche, qualche monastero, semina-
lo trasferì alla prefettura del concilio, rio e scuola militare. Quivi fu stampa-
.58 OST OST
ta la prima Bibbia in lingua slava. Il roco un canonico coadiuvato dal cappel-
suo commercio considerabile sta nelle lano. Il capitolo si compone di 5 dignità,
mani degli ebrei, essendo il paese ferti- arcidiacono, cantore, arciprete, tesorie-
lissimo e bene boschivo. Dopo aver ap- re, ec, di 19 canonici, compresi il peni-
partenuto ai russi e fatto parte dell'ap- tenziere e il teologo, di 26 mansionari
pannaggio del principe Igor, cadde in e di i5 cappellani, e di altri ecclesiasti-
potere de' polacchi che ne fecero il ca- ci. Vi sono due altre chiese parrocchiali,
poluogo di un gran ducato, il cui ultimo tre conventi di religiosi, due monasteri
sovrano statuì nel 1600, che dopo l'e- di monache, confraternite, ospedale e se-
stinzione della linea maschile di sua ca- minario con alunni. L'episcopio è pros-
sa, questo ducato sarebbe trasformato simo alia cattedrale. La sede vescovile fu
in gran priorato o in commenda del- eretta nel VI secolo o meglio ristabilita
l'ordine di Malta o gerosolimitano ; que- circa il 1000, sotto la metropoli di Brin-
sta esistetteanche con diverse vicissitu- disi (V), la quale un tempo fu riunita
dini, sino epoca in cui questo pae-
all' ad Oria (V.), e mentre era arcivescovo
se rientrò sotto il dominio russo, nel- delle due chiese Marco, fiorito nel 1 000,
l' impero di Caterina II, che s'imposses- governava pure come vescovo la diocesi
sò delle rendile del gran priorato. As- di Ostuni. Pio VII nel 1 8 8 con la bolla 1

sunto al trono Paolo I, l'ordine geroso- De uliliori, affidò la sede d'Ostuni in am-
limitano commise al bah Litta, fratel- ministrazione perpetua all'arcivescovo di
lo del nunzio apostolico a Pietroburgo, Brindisi, che dal mg. 1 Giuseppe
18T0 è
d'implorarne L'impera-
la restituzione. Rotondo di Capua. La diocesi di Ostu-
tore prontamente non
solo con
l'esaudì, ni si estende per circa 20 miglia di ter-
restituire le antiche rendite di 120,000 ritorio e contiene 4 luoghi.
fiorini polacchi, ma le aumentò nel 1
797 Il primo vescovo di Ostuni , Hoslu-
fino a 3oo,ooo, col patto che le dignità nunt o Ostunurn, che si conosca, è Dat-
di gran priore e le commende di Prussia to che intervenne nel 1071 alla dedica-
solo a' sudditi russi fossero compartite, zione della chiesa di Monte Cassino. Nel
come meglio narra il Thainer,
dotto p. 5q6 già questa sede vescovile fioriva, ma
neh' opera : Vicende della Chiesa catto- pei greci scismatici e per le guerre an-
lica di amendue i riti nella Polonia e darono in perdizione tutte le memorie
nella Russia, n. 5o.\. Della sede vescovi- sino all'anno 1000 de' pastori che la go-
le di rito greco-ruteno, unita a quella di •vernaronOjComenel 1698 dichiarò in una
Luck o Luceoria, V. Luceoria. lapidei! vescovo Melazio, quando decorò
OSTROGOTI. V. Goti. l'episcopiocolle immagini dei suoi prede-
OSTUNI (Ostimeli). Città vescovile cessori, come nota il Tafuri. Tra i più di-

del regno delle due Sicilie, nella provin- stinti vescovi nominerò: Antonio Giona-
cia di Terra d'Otranto, distretto e capo- ta dottissimo, difensore delle prerogative
luogo di cantone, a più di 8 leghe da e de' beni di sua chiesa, eletto nel 1099.
Brindisi, in vicinanza al mare Adriati- Francesco de Caballeriis di Brindisi, elet-
co ov' è il porto di Villanova, posta fra to dal capitolo in competenza di altro, e
monti, e circondata da spessi
al di fuori confermato nel i33y da Benedetto XII.
boschi di olivi e mandorle, in che con- Pietro Calice di Cesena nel 1370 fu tras-
siste la maggiore sua rendita. Negli ad- lato a Raglisi, l'arcivescovo della qual
diacenti stagni crescono moltissime can- chiesa Ugo Cigala genovese, fu in vece
ne utili all'agricoltura. La cattedrale con quivi trasferito. L'antipapa Clemente VII
ottimo edificio, è sacro alla
battisterio, nel i3t8 fece amministratore Pietro de
Beata Vergine Assunta, essendone par- Barreria e pseudo cardinale, oude ne
OS v S VV ;
(J

parlai nel voi. Ili, p. 21 I. Nel i.\\~ Ni- eia e si rese monaco nell'abbazia di Fleu-
cola de Arpi o Arpono arcidiacono di Ta- ry. Indi a non molto l'utilità della chie-

ranto, che donò sacre suppellettili alh sa d'Inghilterra lo fece richiamare nella
cattedrale, che riedificò dai fondamenti, sua patria , e succedette a s. Dunstano

ed eresse altri edilìzi. Gio. Antonio de nella sede di Worcester, Terso il <)"')•
Ruggieri salernitano del 1 5 1 7, vigilantis- Egli adempì a tutti i doveri dell'episco-
simo pastore, restaurò ed ampliò l'epi- pato con molta edificazione, e per far
scopio. Cesare Carafa nobile napoletano, fiorire la pietà nella sua diocesi, vi fon-

morto nel i6o3, che celebrò il sinodo dò un monastero d' uomini a Westber-
stampato nel 1 588. Nel 1606 Vincenzo ry ; quindi per commissione del duca
Mei igne siciliano, traslato da Castro^ in- àylwine fondò quello di Ramsey nella
trodusse in Ostimi paolotli, eresse il
i contea di Huntington. Nel 972 fu co-
monte di pietà pei poveri, ed altro per stretto accettare l'arcivescovato di Yorck.
dotare le zitelle miserabili, un terzo mon- coli' obbligo di governare nello stewj
te destinò per esporre una volta al mese tempoanche la chiesa di Worcester. Ap-
il ss. Sagra mento; donò alla chiesa sup- plicossi indefessamente a predicare la

pellettili sacre, ridusse in miglior forma parola di Dio, a riformare gli abusi , a
il coro della cattedrale, eresse la parroc- dilfondere la pietà. Avea sempre alla
chia dello Spirito Santo e fu benemeri- sua tavola 12 poveri, cui affettuosa-
to di quella di s. Vito. Nel i6{o Fabio mente serviva e lavava piedi. Tutti i i

Magnesi di Putiniano vi fu trasferito da momenti clie potea togliere alle funzio-


Tre vico, riformò il clero, e nella catte- ni dell'episcopato, andava a passarli in
drale fabbricò nobile cappella a Gae- s. un convento di benedettini ch'egli avea
tano. Nel 16ÌJ9 Carlo Persone barone fondato a Worcester, affine d'attender
d'Otranto, lodato per dottrina, zelo e ivi «/religiosi agli esercizi della preghie-
pietà. Nel 1670 Benedetto Melazio pa- ra e della mortificazione.Morì in que-
trizio di Bisceglia, eloquente e chiaro stoconvento a' 2q febbraio 092. Il suo
letterato e giureconsulto ;
governò egre- corpo fu disotterrato l'anno 1002 da s.
giamente, ornò la cattedrale, nell'episco- Adolfo suo successore, e Dio l'onorò di
pio fece quanto dissi di sopra ed eresse molti miracoli ; poscia fu trasportato a
una nuova cappella, incominciò a fab- 1 orck il dì 1 j d'oltobre, eh' è il giorno
bricare il seminario, e difese le ragioni in cui si celebra la sua festa principale.

di sua chiesa. Nel 1707 Bizanzio Filo OSWALDO (s.), re e martire in In-
d'Altamura, erudito profondo, traslato ghilterra. Figlio di Edelfrido, che regna-
di Oppido, compì l'edilìzio del semina- va in una parte del Northuinbei land, do-
rio, e morì nel 1720. Con questi nell'/- po la morte del padre, ucciso in batta-
1,/l.a sacra d' Ughelti, t. <) p. ì
>i ,
(
) ,
glia nel Gì", si rifugiò nella Scozia coi
termina la serie de' vescovi, proseguila suoi fratelli Eanfrido ed Om\ Colà fu- i.

dalle Notizie, di Roma, L'ultimo essendo rono essi istruiti nella religione cristia-
Gio. Ballista Brancaccio napoletano del na e battezzati. Morto il re Ed w ino, i fi-

1 792. gli di Edelfrido ritornarono nel loro pae-


OSVALDO (s ), arcivescovo di Yòrck. se. Eanfrido, ch'era il primogenito, eb-
Era nipote di s. Odone arcivescovo di be il regno di Deire mentre ()->wi cu-
,

Cantorbery, il quale si prese cura spe- gino germano di Edwino ebbe quello di
1iale della sua educazione, e lo fece de- Bernicia ; ma uccisi ambedue nello stes-

cano del capitolo di Winchester. Osval- so anno, caddero due regni nel potere i

do, sentendosi chiamato alla solitudine, di Oswaldo. Assai 1(0 da Ceadwalla o Car-
rinunziò il suo benefizio, passò in Iran- dwella, re dei bretoni, ne riportò coni-
6ò OSW OTI
pinta vittoria presso alla muraglia dei le Io fece trucidare , a' 10 agosto del
pilli. Prima del combattimento Osw aldo G'ji. Eanfleda, Oswi, fondò
moglie di
fece fare una gran croce di legno cui , un monastero a Gilling presso Riche- ,

piantò di propria mano, esortando i sol- mond, nella contea di Yorck, ove il san-
dati ad implorare l' aiuto divino dinan- to re, suo prossimo parente era stato ,

zi ad Questa croce diven-


essa prostrati. trucidato. Il corpo di s. Oswino fu por-
ne assai celebre in progresso di tempo, tato a Tinmoulh, per esservi seppellito
come narrano Beda ed Alcuino, ed il nel monastero fondato dal re Oswaldo,
luogo ove fu innalzata si chiamò TTcven- o secondo altri dal re Egfiido. Avendo
felik ossia Campo del cielo. Il santo re i danesi distrutto questo monastero, re-
si diede a rimettere il buon ordiue nei stò perduta la memoria del santo , fino
suoi stati, ed usò tutta la sua autorità allo scoprimento della sua tomba che ,

per farvi trionfare la religione di Cristo, si fece allorché Tosti conte di Norlhum-
chiamando a tal fine degli operai evan- berland lo riedificò , intitolandolo alla
gelici dalla Scozia, e facendo edificare da Beata Vergine e a s. Oswino.
tutte le parti chiese e conventi. Egli di- OTANA o OTTANA, Othana. Città
ventò molto possente, e da ultimo tutti rovinata e vescovile di Sardegna, al set-
i re dell'eptarchia gli rendevano omag- tentrione dell'isola, situata i3 miglia
gio; ma altrettanto era umile e sotto- distante da Ampurias, con chiesa cam-
messo a Dio, affabile e caritatevole ver- pestre dedicata alla Beata Vergine, ch'e-
so i poveri. Dopo otto anni di prospero ra l'antica cattedrale, il cui capitolo com-
regno, Penda re di Merci a pagano, as- pouevasi di un arciprete e 8 canonici.
sali i di lui stati, e si venne a battaglia. La sede vescovile fu eretta nel secolo XII
Oswaldo, inferiore di forze, fu sconfitto sulfragauea di Sassari. Giorgio creduto
e perdette la vita sul campo a'5 di ago- primo vescovo, sottoscrisse nel q64 alle
sto del 642, nel trcntesimo-ttavo annodi costituzioni dell' antipapa Leone Vili;
sua età. Penda ordinò che si tagliassero ma veramente il primo vescovo fu Gio-
Ja testa e le braccia al santo re, e le fe- vanni I del 1 1 G. Giulio li nel 5o3 e-
1 1

ce appendere a due alberi; ma Oswi fra- rigendo Alghero (P.) in sede vescovile,
tello e successore di s. Oswaldo, le invo» vi trasferì questa di Otana, a cui erano
lo l'anno appresso, portò le braccia al pure unite le sedi di Castro e Bìsarcio :

suo palazzo, e inandò la testa a Lindi- però nell'erezione di Nuoro nel 17796
sfarne. Queste ed altre sue reliquie fu- di Bisarcionel i8o3, Alghero soffrì qual-
rono in appresso trasferite ed onorate in che restrizione nel territorio. Mattei, Sar-
molli luoghi. La festa di s. Oswaldo si dinia sacra, a pag. 2 ig, riporta la serie
celebra a' 5 di agosto. de' vescovi.
OSWINO (s.), re in Inghilterra. Era OTHRYfS, OTHIIYES, Oiris. Se-
figlio di Osrico re di Deire, e passali de vescovile della Frigia Salutare sotto ,

io anni in esilio fra west-sassoni, ri- i la metropoli di Sinuada, neh' esarcato


cuperò nel 644 Ulla palle del regno pa- d'Asia, eretta nel V secolo. Ebbe 5 ve-
terno. Mostrassi zelante per la religio- scovi. Orìens christ. t. 1, p. 848.
ne, umile, caritatevole, ripieno di dol- OTILIA (s. ), abbadessa. Nacque da
cezza e di bontà per tutti. Breve fu il Adahico o Atico duca di Alsazia , e da
suo regno, dappoiché assalilo da Oswi, Berchsinda o Beruinda , zia materna di
non osò mettersi in campo per resister- s. Leodegario. Essendo nata cieca, suo

gli ; ma ricoveratosi nella casa del con- padre voleva farla morire ma la ma- ,

te Unvaldo, ch'egli credeva suo amico, dre 1' ad una fedele nutrice , e
affidò
fu da questi consegnalo ad Oswi, il qua- maudolla poscia iu un monastero. Oli-
OTR OTR <;.

Jia, ricevendo il battesimo, ricuperò la driatico che giace in mezzo del Medi-
vista, e questa grazia le inspirò il desi- terraneo, dalla parte d' Italia comincia
derio di dedicarsi a Dio. Venuto Adal- dal Capo d'Otranto, mentre il Capo
rico a cognizione di epiesto miracolo, non Linguetta è suo principio dalla pai te
il

mutò perciò sentimento; anzi fece mo- d'Albania. La città trovasi su di una ru-
ine di percosse uno de' suoi figli, che pe, che mette in mare, ed ha l'Epiro di-
per tentar di piegarlo aveva fatto secre- rimpetto, ossia le coste albanesi. Da que-
tamente ritornare la sorella. Sennonché, sto punto, che il più vicino all'opposto
ravvedutosi, detestò la sua barbarie, per- continente, voleva Pirro costruire ui\

mise alla figlia di seguire la sua voca- ponte di 24 leghe per agevolare le co-
si unì ad essa per inslituire una
zione, e municazioni col suo regno, e probabil-
comunità di vergini in Hohenburgo. mente col mezzo di navi riunite, idea
Quindi le cedette il possesso di quel ca- rinnovata poi nella guerra piratica da
stello colle rendite e le terre che n' e-
,
Vairone. Sono ben munite le sue mura,
rano dipendenti, e ritiratosi poi presso forte è la cittadella edificata per la ma-
di lei, con sua moglie, morì negli eser- rittima difesa, ond è piazza di guerra di
cizi 20 febbraio del
della penitenza
li 3." classe; però nel resto la città è mal
figo. Frattanto la comunità di Hohen- fabbricata ed in cattivo slato. Fioriva
burgo divenne sempre più florida. O- ogni dì più per l'abbondanza de'prodot-
tilia insegnò col suo esempio ad accop- ti e per l'attivo commercio col Levan-
piare la contemplazione agli esercizi del- te, quando le irruzioni turche nel XV
la vita attiva. Fece fabbricare uno spe- secolo cominciarono ad affliggerla ; an-
llale a pie del monte ov' era situato il che dai corsari mussulmani ebbe fre-
mio monastero, per ricevervi poveri i quenti molestie. La metropolitana s'in-

ed malati. Circa 1' anno 700 fondò, vi-


i nalza su bel disegno, ed è sacra alla Na-
cino al suo spedale, un altro monastero, tività della Beata Vergine, costrutta da
e tenne il governo delle due comunità. Ruggiero I, consagrata nel 1088 d or-
Spirò tranquillamente li i3 dicembre, dine d' Urbano 11 dall'arcivescovo Gu-
probabilmente circa I' anno 720, dopo glielmo, ed abbellita con pavimento di
avere radunate le sorelle per dar loro le musaico dall'arcivescovo Gionata vi è :

sue ultime istruzioni, e ricevuto il san- il fonte battesimale con parroco depu-
to Viatico. Fu seppellita a Hohenburgo, tato dall'arcivescovo, venerandosi tra le
dove tuttavia conservasi il suo corpo, ed reliquie quelle de' ss. martiri otranlini.
patrona che l'onora con
dell' Alsazia, L'episcopio è contiguo.Il capitolo si com-
«'"

peculiare devozione, celebrandone la fe- pone della dignità d'arcidiacono (prima


sta il giorno i3 dicembre. v' erano quelle del decano, tesoriere e

OTRANTO (Hydruntin). Città con primicerio), di 18 canonici, compresi il


lesidenza arcivescovile, nel regno delle teologo e penitenziere, di 4 mansionari
due Sicilie, Terra d'O-
nella provincia di Vi è un'altra
e di altri preti e chierici.
tranto, antica e celebre della Japigia o chiesa parrocchiale, pernon nominare le
IWessapia, distretto e capoluogo di canto- altre; un convento di religiosi, un mo-
ne, 8 miglia da Lecce e 28 da Taranto, nastero ili monache, confi atei iuta .ospe-
sullo stretto o canale del suo nome. E' dale e seminario. La città ebbe parecchi
bagnata dal fiume Idro, che scaturendo uomini illustri.
da un monte omonimo, ivi si scarica nel Otranto, HjrdfUtUum a ffydnu, an-
mare Adriatico, ed d promontorio clic tichissima, ditesi (ond. ita il,i .'Mellone IV
si sporge, chiamato Capo d
in esso ( >• di ( reta 1 a So anni avanti la nostra pi.i,

tranlo, forma d porto della città. L' A- t prese il nome dal fiume Idro. Que-
6a OTR O T Et
sto fu il primo luogo che Pitagora illustrò fece strada conciò all'occupazione di tut-
colle sue opinioni filosofiche e colle ar- to il regno. Nel 18 io Napoleone die il
ti the vi fece conoscere. Sotto i romani titolo di duca d'Otranto a Fouché suo
la città assai fiorì e fu municipio ; indi ministro di polizia, erigendo perciò la
passò sotto il dominio del greco impero. città in ducato titolare.
Allorché Papa Costantino iteli' ottobre 11 lume della fede è tradizione che
7 i o, recandosi a Costantinopoli da Giu- Io ricevesse dal principe degli apostoli s.

stiniano li, per accomodar le vertenze Pietro, che vi eresse un altare, il quale di-
del concilio Trullano, s'imbarcò nel Por- venne cattedrale, sinché fu edificata l'o-
to romano, onorò di sua presenza la cit- dierna. La sede vescovile eretta nel V
tà, incontrato con gran pompa. Ivi so- secolo, elevata poi a metropolitana, ora
pravvenuto l' inverno, fu costretto fer- ha tre soli suffragane*!, Lecce, Ugento e
marsi. L'imperatóre scrisse a tutti go- i Gallipoli. Pio VII nel 18 1 8, con la bolla
vernatori de' luoghi pe' quali dovea pas- De uiiliori, unì ad Ugento, Alessano al-

sare il Pontefice, ordinando onorarlo co- tro sull'raganeo, come pure unì in per-
me la sua persona, per cui ovunque fu petuo ad Otranto la chiesa di Castro
spesato e trattato magnificamente: ve- (V.). L'arcivescovo d'Otranto fu deco-
nuta la primavera partì d'Otranto, e con- rato di molte prerogative, come signore
tinuò il suo viaggio. Come nel 14S0 la della provincia d'Otranto con titolo di
città agli 1 1 aprile andò in rovina per serenissimo, godendo le regalie alla mor-
l'assalto terribile e presa che ne fecero te de' baioni e vescovi feudatari, e da

i turchi, trucidando gli adulti in odio questi ultimi avea la loro mula, letto,
alla fede, riserbando per ischiavi i fan- sandali, croce pettorale, anello, cappel-
ciulli e le donne, Io dissi nel voi. XV III, lo pontificale; il suo sigillo di piombo
p.60,61 ed altrove, in un a quanta pre- pende da Un cordone rosso; ne' concila
murosa parte ne prese Sisto IV. L'atro- provinciali suole convocarvi anche il Te-
ce fallo venne dipinto in una cappella seo vo di Nardo. Il i.° vescovo d'Otran-
della cattedrale, ove le ossa de' cristiani to fu Benedetto che fiorì nel 43 1 , e con
trucidati sono in venerazione. Tuttora esso principia la serie l'Ughelli, Italia sa-
si dice Valle de' martorila contrada, ove era, t. e), p. 5i, ed il Coleti nel t. io, p.
il vescovo alla testa degli abitanti perì 260), di benedetto come di altri rettifica
sotto il ferro. La presa d'Otranto fu me- alcuni errori e oaamissionii.lt a. vescovo
morabile e spaventò tutta Italia. Ferdi- fu Pietro 1 , a cui s. Gregorio I nel 096
nando I la ritolse ai turchi, sbalorditi collimisela visita delle chiese di Brindi-
per l'improvvisa morte di Maometto II. si Sabino o Savi-
e Gallipoli. Successero,
Il re Alfonso 11 procurò ripararne dan- i niano del JQQJ Pietro 60 da Po- 11 del 1 ,

ni ed accrescerne l'importanza con mu- lyeucto patriarca fatto arcivescovo An- ;

nirla dinuove fortificazioni, costituen- drea del 6 [q,e Giovanni de! 680, dopo
dola emporio del commercio levantino, il quale per più di 3oo anni vacò la.se-

laonde veleggiarono d'ogni banda le na- de de' vescovi cattolici.


vi per afferrarne il porto. Da questa nel Il Rodotà, Dell'origine Jtl rito greco in

1J71 salpò una parte della flotta che I/alia, avverte che la chiesa d'Otranto fu
a Lepanto distrusse quella degli ottoma- per qualche tempo governata da vescovi
ni. Nel 1804 i francesi obbligarono il re scismatici, chegh si davanodai patriarchi
Ferdinando IV a ricevere lungo la co- di Costantinopoli, elevandoli come dirò
sta adriatica dal Tronto sino ad Otran- ad arcivescovi, dopo che il patriarca Ana-
to, un'armata di osservazione per sorve- stasio occupò le chiese delle provinciedi
gliare i movimenti inglesi, la quale si Puglia e Calabria. Nell'879 n'era arme-
OTR OTR 63
scovo lo scismatico Marco monaco ed eco- li scosse a rigettare il riprovevole atten-
nomo della chiesa di Costantinopoli, eccel- tato, continuando nel rito latino, in che
lente poeta, il quale contribuì alla disposi- si unirono popoli, malcontenti della
i

zione dell'uffizio che i greci recitano dalla greca dominazione.


domenica di seltuagesirnasino a Pasqua; Nel secolo XI Otranto, insieme con
aggiunse alcune odi e perfezionò il ca- molte altre chiese delle provincie napo-
none che recitano nel sabato santo: per letane, riacquistò il rito latino, e fece ri-

la sua erudizione sacra venne chiamato torno all'antica obbedienza de'Papi, don-
il sapientissimo. Esso nudriva sentimenti de mai poi si dipartì fu fregiata di gran- :

opposti al domma cattolico, e fu uno del- di onori dai Pontefici, i quali aggiunse-
-

lascismatica adunanzaFoziana dell'Syg. ro tra' suoi suffragane ! le nuove chiese


Anastasio suddetto patriarca di Costan- di Lecce, Alessano, Castro, Gallipoli e
tinopoli iconoclasta , col favore impe- Ugenlo. I ad Otranto
suffragane! dati
riale sottrasse dall'obbedienza del Papa da Polyeucto, furono sottratti da s. Leo-
diverse chiese anche della Puglia, sedu- ne IX Papa del o4q, forse a motivo 1

cendòne pastori con titoli e lusinghe,


i della distanza della città, e in vece si at-

onde Otranto che a' tempi di Leone l'I- tribuirono all'arcivescovo d' Acerenza;
saurico era stata unita al patriarcato di cos'i Otranto canonicamente e legittima-
Costantinopoli con titolo arcivescovile di mente fu fatta metropolitana. Tuttavol-
-

soloonore e senza suffragane !, nel secolo ta il rito greco si mantenne in altre chie-

X l'ebbe. L'imperatore Niceforo per odio se inferiori della città, uffizia te da sacer-
contro la chiesa romana, ordinò a Po- doti nazionali, finche esse pure abbrac-
lyeucto patriarca di Costantinopoli che ciarono il latino. Però i greci sparsi nel-
attribuisse a Otranto per la sua fedeltà 1' arcidiocesi si sostennero sino al secolo

e divozione al greco impero 5 vescovi XVI, e nel sinodo celebrato dal vescovo
-

suffragane !, e che non permettesse che Corderos vi si trovarono 200 sacerdoti


in tutta la Puglia e Calabria si celebras- greci. La moltitudine de'greci dell'arci-
sero i divini misteri in rito latino, ma diocesi e provincia d'Otranto, fu cagio-
in greco ; ciocche effettuò nel 968, e per ne che Pontefici solleciti del loro rego-
i

suffragane! d'Otranto dichiarò vescovi i lamento, riguardarono l'arcivescovo con


d' Acerenza, Tursi, Gravina, Matera e distinzione e onore; era esso il canale,
Tricarico, cui si appartenesse la loro con- per cui comunicavano le loro disposizio-

secrazione, esercitata fin allora dal Papa. ni a vantaggio delle chiese greche nelle
Quindi Pietro III arcivescovo d'Otran- provincie napoletane. Sono membra del-
to inculcò a tutte le chiese delle due pro- l'arcidiocesi d' Otranto le terre di s. Pie-
vincie di Puglia, cioè Otranto eBasilica- tro in Galatina e di Coriliano, che per
ta,per comando del patriarca, che adot- lungo tempo osservarono il rito gioco,
tassero il rito greco, ma per tutto l'oc- al modo che descrive il Rodotà, il quale
cidente si eccitarono gravissimi rumori, pure descrive il celebre monastero gre-
mentre le chiese d'Otranto e Tricarico, co di s. Nicolò di monaci, presso Otran-
non comprendendone le conseguenze, si to. Questi religiosi professando tutte le

conformarono all' ordiue detestabile di scienze dierono alla luce molti libri, e
Polyeucto. Gli altri vescovi di Calabria, copioso numero di giovani studenti vi
Basilicata e Terra d' Otranto, benché accorse da tutte le parti del regno per
avessero orrore alla proposizione di ab- apprendervi da sì eccellenti maestri le

bandonare l'uso degli azimi nel sagrifi- greche discipline senza pagar mercede,
zio, si mostrarono deboli, finché il co- essendo eziandio sostentati dal ni
raggioso Giovauui arcivescovo di Bari ro. Fatalmente monaci deviarono dal
i
64 OTR OTR
ietto sentiero della fede, sostenendo per Guglielmo francescano vescovo d'Urbi-
qualche tempo gli errori comuni agli sci- no, dichiarandolo patriarca di Costanti-
smatici. Uno de'moderatori del cenobio nopoli nel 1
379, anch'esso spogliato da
fu famoso Nettario, che intervenuto
il Urbano VI. Questo Papa nel i382 di-
nel 1179 nel concilio di Laterano 111, chiarò arcivescovo fi*. Pietro Amelio, ce-
tuttavia persistè nell'errore, onde fu lo- lebre agostiniano, già vescovo di Siniga-
dato altamente dai suoi, ma fini misera- glia e sagrista pontifìcio, poi traslato a
mente poco dopo di vivere. Fu abbate Taranto. Giovanni arcivescovo di Sipon-
del monastero il rinomato filosofo Nicolò to, essendo stato deposto da Urbano VI,
d'Otranto detto Niceta, fiorito nel 120 r, per compassione Bonifacio IX nel l3qp
che vi riunì da Grecia una scelta libre- lo nominò a questa chiesa. A suo tempo
ria, alcuni codici della quale passarono l'antipapa Benedetto XIII intruse nella
poscia al cardinal Bessarione, indi a Ve- sede Ricciardo. Stefano Pendinelli di Nar-
nezia nella Marciana, e il resto perì nel do da questa sede nel i45r fu promos-
ì/±$o nel sacco de' turchi tanto memo- so dopo a vere nel 1480 nella cattedrale
;

rabile. Grave è l'errore di coloro che ce- data la ss. Eucaristia a 'suoi diocesani, fu
lebrarono l'abbate Nicolò come affezio- trucidato dai turchi, ed il suo corpo fu
nato e unito alla chiesa romana. riposto nella cappella de' martiri. Sisto
Ugo del 1068 fu il i.° arcivescovo la- IV gli sostituì i3 kalenda decembris
lino che si conosca, mail Coleti afferma i4^o fr. Stefano di Squillace francesca-
che solo il 3.° suo successore ebbe cer- no, dotto e celebre predicatore ; Fabrizio
tamente tal dignità. Fra gli arcivescovi di Capua nobilissimo napoletano, illustre
ricorderò, Tancredi di Monte Foscolo pel candore de' costumi, intervenne al
francescano, 'vescovo di Neocastro, richie- concilio Lateranense V, ed ottenne da
sto dal capitolo,non confermato da Mar- Clemente VII alcuni privilegi per la sua
tino IV nel 1282; invece nel 1283 fu chiesa, in considerazione della catastro-
sostituito Giacomo, chiaro per scienza le- fe sofferta dai turchi. Nel i5t.6 il Papa
gale e virtù, domenicano. Giacomo d'I- deputò amministratore il cardinal Ales-
tri, non francese, accorto e di talento, sandro Ctsarini, cui successe qual ve-
già vescovo d'Ischia, poi di Martorano scovo nel 1 536 Pietro Antonio di Ca-
enei 1 376 arcivescovo d' Otranto, col pua, nipote di Fabrizio, eruditissimo in
titolo di patriarca di Costantinopoli in tutte le letterej fu al concilio di Trento
r
jiartibus, per cui prese abbaglio mg. con somma lode nel 1 567, e celebrò il si-

d'Aste, De memorai,
Hydrunt., nel eccl. nodo; nel 1 586 Marcello Acqua vi va no-
dire che Giacomo patriarca di Costan- bilissimo, ch'esercitò egregiameute gra-
tinopoli assoggettò a quella sede nuova- vi legazioni; nel 1623
fr. Diego Lopez

mente Otranto, onde restò nello scisma de Andrada, agostiniano portogbese, pie-
sino a Bonifacio IX. Sibbene divenuto no d'integrità e carità, zelo per le ani-
nel 1378 Papa Urbano VI, essendo Gia- me e pel clero, onde statuì provvide leg-
como a voto ed amico, i cardinali
lui di gi nel sinodo, e lasciò dotte opere pre-
scismaticiavendolo guadagnato, l'eletto dicabili; nel 1 635 Gaetano Cossa napo-
antipapa Clemente VII per premio di letano teatino, lodato per dottrina e sol-
sua fellonia lo fece anticardinale, onde lecitudine pastorale ; nel 1696 France-
procurò di assoggettargli la chiesa d'O- sco Maria d'Aste nobile romano, dotto
tranto, ma fu deposto da Urbano VI, co- preposito de' teatini, encomiato per vi-
me dissi nel voi. p. 2 e gli surrogò
1 1
1,
1 1 , gilanza, pietà e diligenza, e ci lasciò: Me-
Tirello o Tinello; mentre 1'
antipapa a- tnorabilia Hydruntinae ecclesiae ; Hit-
vea dato in commenda Otranto a ir. lodo della sanla visita apostolica: Di-
OTR OTR 6 T

sceptationes in Marlyrologìum Roma- inenico diesi recò al concilio di Roma


mini. Con questi Dell' Ughelli ri termina nel ">o,5 adunato da s. Gregorio I. U-
la serie degli arcivescovi, che prosegue ghelli, Italia sacra t. X, p. 1 5o. Nel ter-
le Notizie di Roma. Gregorio XVI nel ritorio si trovano avanzi di antichi mau-
i834 preconizzò l'odierno arcivescovo solei, e i ruderi della vilia di Tito An-
r
mg. Vincenzo Andrea Grande di Lee- nio Milone e della famiglia Manlia. Gli
ce, quindi nel iS^fece suo ausiliare otrìculani o nei iculani sonososente men-
r
e vescovo di Gerocesarea inpartibus mg. zionati dagli storici di Roma, e furono
Luigi Bienna d'Otranto. L'arcidiocesi è ricevuti dalla repubblica in amicizia a

ampia, si estende iu circa 80 miglia, e buoni patti. Quivi nel 4 3 fu aspra bat-
'

contiene 56 luoghi. Ogni arcivescovo è taglia fra Eracliano uccisore di Stilico-


tassato in 4°° fioriui, ascendendo le ren- ne, e Mario uffiziale di Onorio impe-
dite della meusa a 36oo ducati circa, ratore, che riportò vittoria. Claudiano
con qualche peso. attesta nel Panegyr. de VI consul. Ho-
OTRICOLI, Otriculum, Utriculum, nord, che i sobborghi di Roma giunge-
Ocricolum, Ocrea. Già sede vescovile, vano fino ad Otricoli, distante 46 mi-
ora borgo e comune soggetto alla dio- glia, ed ora 5o circa per la strada di
cesi e governo di Narni, distretto di Ter- Monte R.osi. Negli scavi fatti ove furono
ni, delegazione di Spoleto, situato in vet- la città e le ville, tra le molte cose rin-

ta d'una collina sulla via consolare. E venute di sepolcri, statue, busti, teste,
cinto di mura, fuori delle quali è la sta- colonne, iscrizioni, monete, nominerò
zione postale, con diversi alberghi e bot- il celebre e grandioso musaico a colori
teghe, lunge 12 miglia da Civita Ca- con testa di Medusa e combattimento di
slellana. La principal chiesa di s. Maria centauri e lapiti tratto dalle terme e
,

è collegiata, con sotterraneo antichissi- collocato nel Museo Vaticano, ove si am-
mo, e ne' tempi remoti era un ritiro di mirano altri preziosi monumenti otri-
monaci. Il Cancellieri nelle Memorie di colani, descritti e illustrati in varie ope-
t. Medico martire e cittadino d' Od i- re, come ne' Monumenti antichi, Roma
coli, Roma 18 12, parla di questo patro- .784.
no d'Otricoli, e di altre notizie del luo- Otricoli antica fu fuori del ducato di
go, come de'corpi de'santi che ivi si ve- Spoleto appartenendo all'Umbria, o al-
nerano. Nel sottoposto piano presso il la Sabina come dichiara il Fatteschi.
Tevere, forse, ovvero unitamente al fab- Otricoli ne'tempi di mezzo occupata dai
bricato odierno, surse la nobile e anti- come appartenente al ducalo
longobardi,
ca città di Ocrea o Ocricoli, già colonia romano, quando questo dopo il 726 si
e probabilmente ancora municipio ro- assoggettò al dominio della chiesa roma-
mano e città degli umbri, che altri cre- na, divenne parte degli stati ecclesiastici,
dono de'sabini, la cui importanza indi- solo in tempo delle fazioni e nelle stranie-
cano i molti diroccali edifizi, fra' quali re occupazioni temporaneamente ne fu
un anfiteatro e varie torri, rim petto a sottratta, e nel i433 se ne impadronì
Gallese, dalla quale è divisa dal fiume. Francesco Sforza. Essendo nella via con-
Fu sede vescovile, ed ebbe per vescovi solare, fu onorata dalla presenza di mol-
Erculio o Ercole, che assistè al concilio ti II recandosi ad Ancona vi
Papi. Pio
romano di s. Felice 11 detto III nel \&j : fu nel i4^4> essendo partito da Roma
Costanzo che fu a quello tenuto da s. Sim- iu barca e qui approdò. Paolo IH in%e-
maco nel 4q9 > s - Fulgentio che ne occu- sù Otricoli a terza generazione, con bre-
pò la sede sotto \ igilio Papa nel 5^o e ve del 2q novembre S j~. a 1 Gio. Bat-
sutto il crudele Totila re dc'goti ; e Do- tista Savelli. Pio VI recandosi nel 1782
VOL. L. 5
66 OXT OTT
a Vienilo, per primo luogo di fermata ch'i: una specie di supplemento agli alili

dormì a 27 febbraio io casa


Otricoli a' sei, ed in cui risponde alle nuove obbie-
Genueusi, e nella seguente mattina vi zioni de' donatisti. S. Agostino lo anno-
ascoltò la messa nella cappella, ossequia- vera insieme co' ss. Cipriano ed Ilario,

to dai vescovi di Narni e Rieti, e dal e dice eh' era un prelato di venerabile
governatore di Sabina. Nel ritorno a' 12 ricordanza, il quale si rese 1'
ornamento
giugno volle vedere gli ubertosi scavi, della Chiesa cattolica collo splendore del-
colle cui antichità arricchì detto museo, le sue virtù. S. Fulgenzio gli dà il titolo

esternando la sua soddisfazione ai so- di sauto, e lo colloca a pari Ago- con s.

printendenti di essi , e a mg. r Carrara stino e s. Ambrogio. Ignorasi l'anno in


dotto archeologo e segretario del conci- cui morì, ma si sa che viveva ancora
lio. Pio VII diverse volte tragittò per O- nel 384. Il nome trovasi nel mar-
suo
tiicoli,e nel voi. XLII,p. 1 53, dissi quan- tirologio romano a'4 di giugno.
to accordò all'arciprete. Allorché Grego- OTTAVA, Gelava. Spazio di 8 gior-

rio XVI nel 184» visitò il santuario di ni destinato alla prorogazione d'una fe-
Loreto, a' 3 1 agosto nel passare da Otri- sta,durante il quale si ripete tutti gior- i

coli, per appagare la divozione degli a- ni una parte dell'uffizio della festa, come
bitanti, ascese una tribuna costruita sul- sono gl'inni, le antifone, versetti, con i

l'arco autico ivi esistente, perciò vaga- una o più lezioni relative al soggetto.
mente ornato, e compartì la sua bene- L'ottavo giorno, che chiamasi propria-
dizione all'affollato tripudiante popolo, mente V oliava, l'uffizio è più solenne di
indi ammise al bacio del piede gli ec- quello de'giorni precedenti. Chiamasi pu-
clesiastici e la civica magistratura, aven- re ottava e ottavario il periodo delle
dolo già incontrato il delegalo di Spoleto. prediche o sermoni d'un predicatore du-
OTTARD1 Gedizzo, Cardinale. Ge- rante 8 di, con altre pratiche religiose,
hizzooGebisoneOltardida Cesena, mo- come l' ottavario de' defunti. Questo in
naco benedettino e abbate del monastero Roma sino a Pio VII si celebrò solo ed
de'ss. Bonifacio ed Alessio sull'Aventino, esclusivamente nella chiesa de'ss. Andrea
nel io83 s.Gregorio VII lo fece vesco- e Gregorio a Monte Celio : quel Papa
vo di Cesena. Già con Falcuino vescovo 1' estese ad altre chiese. Vedasi Man-
ili Fossoinbrone uel 1076 lo avea inca- gearl : Sermoni per V oliava de' morii,
ricato della legazione di Dalmazia e Schia- Venezia 1757. Antica poi e autorevole
vonia, coronando in re uel concilio di Sa- è la pratica di suffragare con alcun tri-
tana Demetrio, che fece dette provinole gesimo rito le anime de' tra passa ti, come
tributarie della chiesa romana. Indi il di consagrare un mese intero a loro prò.
Papa l'inviò a visitare moltissime chiese Nel 1846 in Ancona si è pubblicata la
d'Italia, con Mauro abbate di s. Sabba, e 3." edizione del libro : 77 mese dì novem-
in premio di lauti meriti nel 1084 lo bri in sujfragio delle anime sanledtl pur-
creò cardinale prete. gatorio, per Francesco filali da Ferra-
OTTATO (s), vescovo di Milevi, in ra. A Mese parlai di altri simili libri,
Africa. Fu uno de' più illustri difensori anche per onorare Gesù Cristo, la Bea-
della Chiesa nel IV secolo, ed il primo ta Vergine, ed alcun santo. Questo uso
vescovo ortodosso che scrisse contro lo delle ottave è antichissimo, fu praticato
scisma dei donatisti, combattendo Par- dagli ebrei e poi per tradizione introdot-
meniaiiOjCelebre vescovo di quella setta, to nella Chiesa cattolica. Ebbe origine
con un'opera divisa in sei libri, che fu per la festa de'tabernacoli nel Levitieo,
sempre molto stimata, alla quale poi e Salomone lo praticò nella dedicazione
circa il 370 aggiunse un settimo libro, del tempio; così per essere stato quieto
1 1 L T O'I I 67
profanato, Ezechia lo santificò con fun- meno a quella della ss. Trinità: in Ve-
zione che durò 8 giorni fecero lo stesso : nezia lottava del Corpus Domini si ce-
i Maccabei che celebrarono la dedicazio- lebra come quella deh Epifania, per con-
ne del tempio per 8 giorni, ne' quali of- cessione di Pio VII. Nel 4° grado final-
frirono olocausti con grande allegrezza mente vengono tutte le altre ottave, che
e sommo giubilo. Questa lodevole con- non sono privilegiate, fra le quali si fa
suetudine l'approvò Gesù Cristo, poiché uffizio non solo della festa doppia e se-

intervenne olle feste deli' encenia o con- midoppia che occorre, ma eziandio di
sagrazione del tempio, e della scenope- qualunque doppio trasiato, colla comme-
già o festa de'tabernacoli, le quali si pro- morazioue però dell'ottava, purché quel-
traevano e duravano 8 giorni, onde nel- la festa che occorre non sia di i." o i'

l'ottavo dì fece quel celebre invito a tut- classe, perchè in allora non si (d alcuna
ti i >uoi credenti : Si qui* sitit, venial ad commemorazione: si eccettua però l'ot-
me, ri libai. Gli apostoli senza dubbio tava del Natale, perchè di questa si fa

istituirono le ottave di Pasqua e di Pen- sempre commemorazione uè' vesperi, nel-


tecoste ; poscia fu introdotto nella Chie- le laudi e nella messa in qualunque fe-

sa l'uso di altre ottave, come del Natale, sta occorra, eziandio di ì


."
classe. Si de-
dell'Epifania e dell'Ascensione, e poi io ve inoltre notare che le feste ad libitum,
progresso di tempo quelle del Corpus le quali cadono fra qualche ottava, nou
Domini, de ss. Pietro e Paolo e di altri si possono in essa celebrare.
santi, massime patroni o titolari. Queste 11 Alacri, nella iYot. tic' \-ocab. } verbo
ottave poi, altre sono privilegiate ed al- Octava, dice che siguiliea la perfetta
tre no, e fra le privilegiale altre lo sono glorificazione de' santi inquauto all' a-
piìi ed altre meno; onde la differenza nima corpo; onde nelle feste del
e al
delle ottave può ridurre a \ classi
si Signore la Chiesa non suole celebrare
gradi. Nella sono le due di Pasqua
i. 1'
ottavo giorno, poiché udì' ottava del
e Pentecoste, nelle quali non si può ce- Natale si celebra la Circoncisione, in
lebrare uffizio di alcuna festa eziandio quella dell'Epifania si Uà la commemora-
di i.' classe, uè si può lare commemo- zione del battesimo ; la Pasqua termio i

razione di altra ottava, ma solo del san- l'ottava nel sabbato, come anco la Pen-
to semplice che occorre, dopo però i pri- tecoste, per denotare come il Salvatore
ori 3 giorni di dette due ottave, perchè è già compiutamente glorioso neh' ani-
sono di i
."
classe, ne' quali giorni si e- ma e nel corpo: 1 Ascensione solamente
sclude qualunque commemorazione. Nel ha lottava perfetta, perchè in essa si ma-
2. grado è l'ottava dell' Epifania, fra nifesta la gloria ultimala neh' umanità
la quale si può celebrare la festa del pa- di Cristo. Molti salmi per la medesima

trono principale, del litolare e della de- ragione sono intitoliti prò oclava, per
dicazione della chiesa soltanto, sempre quelle spiegazioni che riporta il Macri,
però colla commemorazione dell'ottava, come dà per altre ottave, e delle loro
le

tanto neh' uffizio, quanto nella DB eccezioni, con diverse rubriche ed eru-
nel giorno poi 8.° non si può far nem- dizioin. Aggiunge che al presente la chie-
meno d'un (loppio di i. classe. .Nel 3.' sa gì eoa non celebra ottave, sebbene an-
grado viene l'ottava del Corpus lìomi- ticamente le celebrava, chiamando l'ot-

ni, che ammette le leste doppie soltanto orno partenza, perchè in


_ esso ter-
e non traslate, se non fosse soleonissiaia minava la solennità. Il Sarnelli. I
come la Natività di Gio. Battista, co- •>. t IV, leti. •>, delle ottave, colle qu ih
dm decretò Giovanni XXII, la quale ot- si prorogano le solennità dello fe<tr. av-
tava nou la cede a nessun' altra, nem- verte che O de' ti-
.

68 OTT OTT
bernacoli era di 7 giorni, essendo un'al- dell' Epifania, ne parlai nel voi. XXI,
tra festa l'ottavo, citando s. Tommaso p. 3oo.
che con altri interpreti dicono essere due OTTAVARIO ROMANO, Gelava-
feste quella de' tabernacoli e quella del riunì Romanum. Libro che contiene ciò
ceto ossia della colletta. Era perciò qua- che devesi recitare all'uffizio nelle Otta-
si ottava la scenopegia, come la prese il ve (P*-), uegl' intervalli cioè di 8 giorni
Gavanto nella prefazione al suo Olia- ne' quali la Chiesa celebra la festa o la
vano romano (f/ -), adombrata nella leg- commemorazione d'un santo, o di qual-

ge antica, nella quale era misterioso il che solennità. Fu composto dal celebre
numero settenario, come figurativo del p. Gavanto, e venne approvato con de-

; essendo l'ot-
riposo nella legge di grazia creto del 2 febbraio 1622 dalla congre-
tavo della legge evangelica pel mistero gazione de'nti.Egli avverte.» Che se nel
della risurrezione e della glorificazione 3.° notturno le lezioni comuni non ser-
dell'anima e del corpo, come scrisse pu- vono ad alcune feste, le quali cioè han-
re il citato Macri. Dichiara quindi lo stes- no l'evangelo proprio, in quel caso dopo
il giorno festivo (in cui si deve leggere
so Sarnelli, che sebbene l'ottavo giorno
dopo il settimo, era un'altra festa, però l'evangelo proprio colla sua omelia ) nei

era consecutiva e connessa con quella, giorni che seguono fra l'ottava si legge-
perciocché nel dì della festa de' taber- rà nella messa quello del giorno, e nel-
nacoli si dinotava la dimora nel deserto, l'uffizio il primo od altro più congruen-
nel dì della festa del ceto e della colletta te, tratto dal comune, colle sue omelie,
significava adunalio populi,et pax prae- come accade fra l'ottava de' ss. Pietro e
slita in terra promissioni.*, come spiega lo Paolo. Nel giorno poi 8.° si leggerà nel
stesso s.Tommaso, ed ecco perchè il Sal- 3.° notturno, come nel giorno festivo, se

vatore vi si trattenne sino al giorno ot- mancasse comuni, purché non


di lezioni

tavo. La vera ottava, dice il Sarnelli, fu si noti altrimenti. "


Abbiamo con carat-
quella della dedicazione del tempio, fi- teri rosso e nero Octavarium Romanum
:

gura propriamente della nostra ottava ; sive octavae fc-storum, a sacra rituum

indi fa alcuni commenti al Macri, e le congregai, ad usura lothis ecclesiarum


distinzioni delle diverse specie di ottave, approbatae, Venetiis 78 1 r

conchiudendo colle simboliche spiegazio- OTTAVIANI Ottavio, Cardinale.


ni che delle ottave danno padri. Il Sar- i Ottavio degli Ottaviani patrizio fioren-
nelli, nella lelt. I, del t. Vili, spiega ciò tino, si guadagnò la grazia di Gregorio
che dinota il numero ottavo; e nel t. IX, XII, per la sua singolare destrezza e pru-
lett. 53, parla dell'ottava della ss. Trini- denza nel maneggio de' pubblici alfari,
tà. Quanto alle ottave, loro uffizio e lo- anche più difficili e intrigati, e pel co-
ro messe, vedasi il Diclich nel Diz. sa- stante affetto patrio, il Papa lo creò cardi-
cro liturgico, articolo Ottave. In molli nale prete in Siena a' 1 q settembre 4oq. 1

luoghi del Dizionario, oltre gli analoghi Non mancano scrittori che dubitano as-
articoli, si parla della concessione di mol- sai del suo cardinalato.
te ottave, come degli otta vari per la Ca- OTTAVIANO, Cardinale. Ottavia-
nonizzazione di nuovi santi. I Pontefi- no romano, Alessandro II del 1061 Io

ci concessero molte indulgenze pei di- creò cardinale prete.


versi otlavari che si celebrano in onore OTTOBOM oOTTHOBON Fami-
di Dio, della Beata Vergine, de' santi e glia. Anticamente si vuole che fiorisse in
de' defunti. V. Novena. Del solenne ot- Padova, altri dicono nella Dalmazia o più
tavario istituito in Roma dal servo di probabilmente in Lepanto. D. Casimiro
Dio d. Vincenzo Pallotti, per la festa TVeschot, Della nobrftà veneta, p. 66, di-
OTT OTT 69
ce che fu quindi trapiantata io Venezia, blica, la quale nel i?.58 ordinò con de-
ove per 4oo anni visse nel rango e ordi- cretagli fossero fatti solenni funerali nel-
ne de' segretari regi della repubblica, dal la sua morte, e un deposilo nella chiesa
quale si eleggeva a vita il gran cancelliere di s. Riparata, come narra Tomassini ,

della medesima, pel quale si facevano le negl'i Elogi degli uomini illustri. France-
stesse feste nell'elezione, e gli stessi fu- sco Oltoboni nel 1 5 K) venne fatto gran
nerali in morte, che aveano luogo pel cancelliere della repubblica, la maggiore

doge. La famiglia Otlhobon nel 1646 ai dignità che vi potesse ottenere un citta-

?-4 agosto fu aggregata al patriziato della dino, e ebbe nel 1620 Leonar-
la stessa

nobiltà veneta ad istanza di Marco Ot- do Oltoboni ambasciatore veneto in Ger-


thobon gran cancellieredella repubblica, mania, Spagna e Portogallo.
il cui figlio poi divenne Papa Alessandro Nel 1610 nacque Pietro Vito o Vit-
Vili, avendo offerto perciò alla medesi- to, da cui gli Ottoboni ricevettero il mag-

ma 100,000 ducati, cioè 60,000 in li- gior splendore, e si stabilirono in Roma.


bero dono, e 4">ooo in deposito nella Ne furono genitori il lodato Marco Ot-
zecca. Da tale istanza si apprende che la thobon patrizio veneto e gran cancellie-
famiglia Otlhobon già da 4oo e più an- re della repubblica, e la dama Vittoria
ni abitava ed era sotto gli auspicii del- Tornielli (cui erasi maritata a' 22 ot-
la repubblica, cui fu sempre di vota. Che tobre 1592, e non altrimenti come altri
Antonio Otthobon nel 1470 con la sua di recente pubblicarono ) di distinta e
nave solasoccorse Negroponte assediata nobile famiglia veneta, illustre e antica,
dai turchi, e passando tra l'armata ne- onde fiorì in diverse città d'Italia, come
rjica. Che Stefano suo figlionel 1490 con in Forlì (f^.), massime in Novaret{V.)t
la sua nave fece grandissimi danni all'ar- ove già fiorivano nel IX secolo, e secon-
mata di Bajazet II, che guerreggiava col- do il Marchesi, Galleria dell' onore, t. 2,
la repubblica, ma da un turco schiavo, furono principi, e come potentissimi al-
posto il fuoco nella munizione, dopo aver ternarono le vicende della città coi Vi-
vinto, arse e incendiò, naufragando nel sconti e Sforza, ed altre famiglie domina-
mare con tutte le sostanze della famiglia trici dello stato di Milano. Per beneme-
le

che serviva a proprie spese. Che nella fa- renze di essa colla s. Sede, massime per a-
miglia Otlhobon treeranoassunti al gra- ver fatto parte della sacra lega contro l'e-

do di cancelliere grande, e tanti erano retico Dulcigno, Clemente V gli confe-


morti fuori della patria in servigio della rì il titolo di conte, col breve 1 1 ago-
repubblica, la quale Marco avea servito sto 307, riportato dal p. Filippo di Ri-
1

in 26 Laonde la serenissima signo-


viaggi. ruella, Orazione soprala sacra lega dei
ria ed maggior consiglio decretò l'ag-
il Valsesiani, p. 1 1 5, emanato da Poitiers,
gregazione della famiglia Otthobon, in Vercelli 1793. Da questa famiglia Tor-
un ai suoi discendenti, al patriziato ve- nielli e in varie epoche uscirono mol-
neto; essendo il decreto concepito coi più ti uomini celebri nelle armi e nelle let-
onorifici termini per la medesima, chia- tere , e diversi insigniti della vescovile
mandola degna per antichità , cospicua dignità. A voler fare menzione di alcu-
per cariche, e molto chiara per azioni va- ni fra gli ecclesiastici, oltre 5 vescovi del-
lorose, con allie espressioni distinte per la patria .Novara, Ugone fu vescovo di
la persona del magnifico Marco Ottho- Tortona; altro Ugone ili Alessandria ed
bou. Tra uomini celebri che
gli altri Acqui Giovanni ; di Bergamo, celebre pel
produsse questa illustre stirpe, nomi- colloquio con Francesco d' Assisi, cui
s.

nerò: Aldobrandino Ottoboni ch'ebbe accordò il locale pel convento di S. \ 1-


il titolo di patrizio togato dalla repub* gilio. Sono venerali per beali Bouavcu-
7o
OTT OTT
tura servita, Pagano francescano del 3.° col nome di Alessandro VII! { VX La
ordine, Francesco cappuccino e Fran- , sua esaltazione fu celebrata con molte
cesco minore osservante. Vi fiorirono le feste ed opuscoli, il cui novero riporta il

beate Concordia francescana, e le sorel- Cancellieri ne' Possessi, p. 3o3 e 3o4-


le pur francescane, Margherita e Luci- Questo Papa fu di gran petto nella di-
da. Alba Tornielli fu abbadessa in s. Gi- fesa della fede e della disciplina eccle-
rolamo di Venezia, celebre nelle scienze siastica; dotto, eloquente, ed abile nel-
ecclesiastiche. Giulia Tornielli monaca Pamministrazione. 11 suo aspetto era no-
orsolina, 549, lasciò scritto un
morta nel 1 bile, le sue maniere obbliganti, piacevole
volumetto di rivelazioni, che fece in a5 la sua conversazione, alquanto però in-
anni! Francesco cappuccino fu chiaro o- clinata ai motti piacevoli earguti. Fu mol-
ratore, poeta e fdosofo. Cristoforo fu be- to liberale verso la patria, i poveri e di
nemerito generale de' servili. Agostino più co' suoi parenti. Morì nel 1 69 1 d'an-
Tornielli generale de' barnabiti , dotto ni 80, mesi 9 e giorni to. Il suo nipote
ed esatto annalista dal principio del mon- d. Antonio Ottoboni ebbe dalla repub-
do sino a Gesù Cristo, morto nel 1622 blica di Venezia la dignità di procura-
nel dì anniversario della sua nascita. Gi- tore di s. Marco e la collana di cavalie-
rolamo Francesco gesuita, celebre pre- re della stola d'oro, che fu perpetuamen-
dicatore, morto nel 1762, e di lui abbia- te assegnata al primogenito di questa fa-

mo prediche, panegirici, discorsi e can- miglia. D. Antonio fu fatto dallo zio A-


zonette sacre. Vive fr. Antonio da Vene- lessandro Vili generale di s. Chiesa , e

zia cappuccino. La stessa famiglia da cui il figlio di questi d. Marco, generale del-
derivò Vittoria tuttora fiorisce in Vene- le galere e marina pontifìcia, e castella-
zia, nel medesimo palazzo Sansoviniano no di Castel s. Angelo: egli sposò in pri-

ai Servi, ov'ella nacque; ed il commenda- me nozzed. Isabella Colonna d'An- figlia

tore egregio Giorgio Tornielli, si congiun- na Maria Tarquinia Altieri pronipote di


te in matrimonio colla nobile e virtuosa Clemente X,e di Egidio Colonna di Sciar-
Anna Colomba, prima
Cappellai-i della ra principe di Carbognano;edin secon-
degna pronipote del Pontefice Gregorio de nozze d. Giulia Boncompagni proni-
XVI. Questi con suoi brevi pontificii rico- pote di Gregorio XIII e Gregorio XV.
nobbe nel rispettabile Baldassare padre Acquistato il ducato di Fianodai Ludo-

di Giorgio, il titolo di conte che alla nobi- visi, prozio Alessandro VIII lo diede
il

lissima famiglia avea concesso Clemen- al detto d. Marco. Inoltre il Papa creò
te V; di più decorò dell' ordine e titolo cardinali il di lui fratello Pietro Oltobo-
di commendatore Gregorio Magno
di s. ni (?'), splendido mecenate de' lettera-
il detto Giorgio; fece suo cameriere se- ti; Giambattista Rubini (V.) suo proni- }

greto soprannumerario il sacerdote Gior- pote materno; Francesco Barberini, uel-


gio fratello del conte Baldassare ad es- ; la cui casa entrò una Zeno pronipote del
so e famiglia accordò l' indulto dell' o- Papa, e Lorenzo Allieti altro suo affine.

ratorio privalo, onde poter celebrare la Il cardinal Pietro eresse al pro-zio quel
inessa uelle cappelle domestiche di Ve- grandioso e nobile monumento nella ba-
nezia e di Ceneda ed insignì del cava-
; silicaVaticana di cui tenui parola nel
,

lierato del menzionato ordine Gio. Bat- voi. XII, p. 3oo, facendo eziandio coma-

tista Tornielli cugino del commendatore. re una bellissima e gran medaglia mo-
Pietro Vito Ottoboni adunque, tatti numentale coli' effigie del Pontefice, e nel
con brillaute successo suoi studii, di- i rovescio il detto sepolcro, il cui conio è
venne prelato, vescovo e cardinale, me- nella zecca pontificia con altri conii di
ritando di essere nel 1689 creato Papa medaglie d' Alessandro Vili. II p. Bo-
OTT OTT 71

anni nel t. \\ i NumismataPonlificum i di d. Domenico Santucci, il tutto ristam-

riporta le incisioni di i 8 medaglie di tal pato a parte con opuscolo.


Papa ed eruditamente le illustra cele-
,
Fiano ducato della nobilissima e illu-
brandone le gesta. Già dissi agli articoli stre famigliaBoncompagni-Ottoboni è
Boncompagni e Ludovisi, ch'essendo mor- un comune soggetto al governo di Ca-
to Marco Ottoboni a'i j aprile 1725, re- steìnuovo di Porto, distretto e comar-
stò la figlia d. Maria Francesca erede an- ca di Roma, diocesi di Sutri e Nepi, di-
che di Fiano, la quale nel 1
'-3* sposò d. stante da Roma circa 24 miglia per la % ia

Pietro Gregorio Boneompagni-Ludovisi, Tiberina. 11 Galletti nella Coperta mu-


a condizione di prendere il cognome e le nicipio dt romani prova (contro il Clu-
armi degli Ottoboni cos'i t'ondò la linea ; verio che il suo nome congetturò deri-
Boncompagno -Ludo visi -Ottoboni duca vasse dal celebre Fantini Feroniae, san-
di Fiauo. Su questa famiglia si può ve- tuario comune ai capenati, agli altri e-

liere il t. 2 delle Gcnéalogies historì- truschi e ai sabini ) che il nome de' bas-
(jites. Da detti coniugi nacquero d. Ales- sitempi di questo fondo, essendo quello
sandro, d. Antonio, d. Pietro che fu mo- di Flaianium, deve l'origine da Flavia-
naco benedettino, e d. Marco. Si unì num e dalla gente Flavia che lo posse-
questi in matrimonio a d. Giustiniana dette. Narra il Xbby, Analisi dt dintor-
Sambiasi nobile genovese, principessa di ni di Roma t. 2, che da un documento
Campana, che restata vedova in giova- del ro"4 rilevasi che a quell' epoca era
nile età, mori nel 1 833 e fu lodata nel un Castrum di pertinenza del monaste-
n.° lo del Diario di Roma, dopo aver ro di s. A questo poco dopo lo
Paolo.
dito stato ai seguenti tre figli. i.° D.Lui- tolse Teobaldo, ma dopo la sua morte i

sa, nata nel 1799, e nel 181 7 maritata suoi figli Cencio e Stefano,, nel 099 lo 1

al conte Francesco Pappafava Carrara restituirono ai monaci quali coutem- , i

di Padova, che morta nel i836, 1' Al- poraneamente lo diedero in feudo ai me-
bum col n.° "»
ne pubblicò la necrologia desimi. Sembra però ch'essi non adem-
e il ritratto, cioè il busto stupendamente pissero i patti, poiché nel 1 1 3q mona-
i

scolpito dal valoroso artista Rinaldi pa- ci reclamarono al concilio Lateranensell,


dovano. 2. D. Giovanna nata nel 1802 onde ricuperarlo insieme con altre terre
e nel 182 2 maritata in Roma al marche- tolte al monastero. A questo fu confer-
se Girolamo Serlupi Crescenzi Melimi, mato da Innocenzo III nel 2 o3. Da al- 1

cavallerizzo maggiore del Papa Pio IX. tri documenti riferiti dal Galletti appa-

3.°D. Alessandro Ottoboni duca di Fia- risce, che nel secolo XIV questa terra
no, nato nel l8o5, ciambellano dell'im- o castello venne per metà in potere de-
peratore d' Austria, maritato nel 831 1 gli Orsini, e che l'altra metà, col favore

a d. Costanza figlia del principe di Piom- di Giovanni Sanguigno cognato di Pao-


bino d. Luigi Doncompagni LudovM. da loOrsini, verso il p>7 tu venduta dallo1

cui nacque nel i83>. l'odierno duca d. stesso Paolo per100 fiorini. Dalla
soli 1

Marco, e benché nel iK3- a' ig agosto vita ili Pio che nel
II si j<>i da
rileva, 1

perdesse il degno consorte in verde eia, Roma portandosi in Ancona pel fiume e
virtuosamente preferì la vedovanza. Per in barca, la prima sera m frinì» a Castel

le belle qualità che fregiarono il duca Giubileo l'antica Fidi tic (/ '.), li secon-
d. Alessandro, il p. Gioacchino Ventura da giunse a Fiano donde pa>><> al mo- ,

nepubblicòla necrologia nel suppliinen- nastero ih s. Benedetto nel monte So-


lo al u.° 75 del Diario di Roma quin- . latie, quindi a Otricoli, come si ha nelle
di 1' Album n." 33 ci diede il di lui ri- Memoria di Degli elicili, nelle quali Mi-

tratto con Elo^o storico, con l'epicedio no altre notizie di Piano, massime a p.
72 OTT OTT
4g 5o ; mentre a p. 70 dice che lo prese
e portone verso palazzi Ruspoli e Chigi, i

Enrico III, ed ap. 232 parla della naviga- ricorda quanto vi fece il di lui fratello
zionedel Teveresino a questo luogo. Gli uterino cardinal Calandrali titolare ; e
Orsini con titolo di contea, ed alcuni del l'altra dentro il cortile, l'ampliazione e
ramo de' conti di Pitigliano, la ritenne- restauro eseguito dall'altro titolare car-
ro fino al 1600, quando uno di questi, dinal Evangelista Pallolta. Vicino a que-
il conte Alessandro, la vendette a Cate- sto palazzo fino al 1662 esistette un ar-
rina de Nobili, madre del cardinal Fran- co (di cui feci parola nei voi. X, p. 84
cesco Sforza, per 7 7,000 scudi; questi ve- e o3, XLVI, p. 85 ed altrove) detto di
nutone in possesso, ottenne da Paolo V Portogallo, per averlo abitato, benché
che fosse eretto in ducato con bolla dei non titolare, d cardinal Michele Sylva
18 luglio 1607, a favore di Sforza suo portoghese e ambasciatore del re di Por-
figlio, nato da certa Cecilia Pariseni Me- togallo, dicendo il Cancellieri a p. io3,
zangola, già fatto legittimare dallo stesso con l'autorità del Biondo, che in Roma
Papa e sposato a Maria, ereditiera di Ri- non vedeasi cosa più bella di questo pa-
dolfo Pio 11 nuo-
de' signori di Carpi. lazzo, dopo il Valicano. Ivi il Cancellie-
vo duca Fiano Sforza godette sino
di ri riporta alcune erudizioni sull'arco de-
alla morte del suo titolo, ma non del du- molito da Alessandro VII per render li-
cato, perchè lo stesso cardinale lo ven- bera e più dritta la via del Corso, che sì
dette per scudi 220,000 ad Orazio Lu- chiamò o
delle tre Favicelle, di Tripoli
dovisi fratello di Gregorio XV a' 7 giu- de' Retrofoli o Trofei forse dedicato a ,

gno \(jii, compensando iiglio co' be-


il Marc'Aurelio, e dove furono collocati i

ni e feudi di Lombardia, donde deriva* bassorilievi e colonne che l'adornavano.


lono non poche liti, proseguite dal car- Il Nibby, Roma nel 1 838, par. I, antica,
dinalGirolamo Boncompagui, come ere- p. j- 1
, ne parla con più critica e copia
de di Sforza duca di Fiano, morto nel di notizie, e confutando chi lo chiamò
1644 senza successione, qual più pros- arco di Domiziano o di Druso seniore, lo
simo parente per parte di Costanza Sfor- dichiara eretto a Marc'Aurelio. Le cor-
za sua ava paterna e zia del duca, tutto se che prima in tempo di carnovale fa-

narrando il Della famiglia Sforza


Ratti, cevano in via Florida, poi Giulia, Pao-
1. 1, p. 3 1
9. Finalmente il ducalo di Fia- lo Il del 14^4 ' e fece eseguire da detto
no fu acquistato dagli Ottoboni, al mo- arco sino al suo Palazzo di s. Marco
do detto, e ne sono tuttora signori. (/ ) , e poi incominciarono dalla porta
Il palazzo ove in Roma risiede que- Flaminia ; ma invalso quindi l'uso di cor-
sta cospicua famiglia è nella via del Cor- rere i pallii in borgo s. Pietro, s. Pio V
so, contiguo alla Chiesa di s. Lorenzo in lo ritornò alla via del Corso,dicendo che
Lucilia (y.), perchè come ivi narrai era detta strada era tutta consacrata dal san-
del cardinal primo prete titolare di detta gue de' martiri, come riporta il Catena,
chiesa, e perciò da alcuni di essi restaura- / ila p. 3c) Il palazzo fu comprato per
to. Qui però aggiungerò, che secondo il 3o,OO0 scoili dai Peretti, investiti in luo-
Venuti, Roma moderna,^. 3 T),ed il cita- ghi di monte per dote della stessa chie-
to Cancellieri, Pow?.«, p. 1 o3, il palazzo sa titolale , e poi passò per eredità nel
fu fabbricalo sopra le rovine d'un gran- l656 Maria Felice Peretti, che mari-
a
de edifizio, che allora chiama vasi palaz- tandosi con Bernardino Savelli dì que-
zo Domiziano, dal celebre cardinal tito- sta casa divenne proprietà, e finalmente
Ugone Alrato d'Evesham del
lare 1 ?.8o l'acquistarono prima i Ludovisiepoi gli
01281 inglese e che lo stemma e
;
iscri- Ottoboni. ISei pianterreni del palazzo da
zioni di Nicolo V ( V, ), collocate sul molti anni venne stabilito il teatrino Fia-
OTT OTT 73
no (ora non più esistente), rinomato pei in Damaso, segretario de' memoriali., so-
graziosi spettacoli e rappresentanze di printendente generale di tutto lo stato
cooimediole e balli ,
di burattini o ma- ecclesiastico, legato d' Avignone e vice-
rionette, dove fino a' nostri giorni assai cancelliere di s. Chiesa. Lo provvide an-
figurò una lepidissima maschera detta cora di ricche abbazie e pingui benefìzi,
Cassnndro, pei naturali sali piacevoli e che oltrepassavano f annua rendita di
arguti motti, co' quali diceva molte ve- scudi 5o,ooo, quali erano stati riser-
i

rità. II Cancellieri nel Mercato, p. 20 e vati dall'antecessore Innocenzo XI per


258, riporta alcune erudizioni sui burat- piatto de'nuovi cardinali, accordandogli
tini, la cui festa gli antichi celebravano pure la facoltà di esigere i frutti non e-
a' iq dicembre, quale appendice delle sa- satti de' benefizi vacanti , che ascende-
turnali, dì cui pallai in più luoghi, dette vano a somme considerabili. Il senato
sigillarla da certe figurine di terra ap- veneto, nell'assenza da Pioma dell'am-
pella te. v/g//7<7 e offerte a Saturno; sui di- basciatore, lo incaricò de' suoi affari, e il

versi teatrini de' burattini ; che il famo- re di Francia gli affidò la protettoria del
so Filippo I vara ( morto nel 1^35) in- suo regno, nominandolo ai più ricchi be-
tagliò delle scene assai belle, nel celebre nefizi dellamonarchia. Ad onta di tan-
teatrino de' burattini del cardinal Pietro te copiose rendite si aggravò di debiti
Ottoboni de' duchi di Fiano ; con le o- in modo, che dopo morte la sua prezio-
pere scritte da alcuni autori sui buratti- sa suppellettile non bastò a pagare i cre-
ni.V. Giuoco, Teatro, Befana. Nel Car- ditori. Quella magnificenza che usava
novale di Roma {V !), questo luogo e quel- nel suo trattamento, la faceva risplen-
lo del vicino palazzo Ruspoli sono i pun- dere ancora nel servigio di Dio, nell'or-
ti più brillanti del corso e delle Ma- namento de' sacri templi, nella maestà
schere Verso il ~()o incominciò
(<'".)• 1 e decoro delle ecclesiastiche funzioni, e
nell' ultima sera il giocondo sollazzo dei nella famosa biblioteca, la quale nella
moccoletti accesi, il quale divertimento sceltezza de' libri e nel numero de' codi-
essendo principalmente ristretto sotto ci greci, latini ed ebraici, al dire del p.
questo palazzo e 1' altro nominato come Monlfaucon, solo alla Vaticana cedeva.
centro del corso, negli ultimi anni si e- Bellissimo era pure il museo di meda-
stese a tutta la via,come pure è qual- glie da lui raccolto, di cui fa menzione
che anno che al gettito de' molestissimi il cardinale Noris, in una lettera scritta

confetti si vanno sostituendo fiori in i al Magliabecchi. Al pro-zio fece innal-


tempo delle maschere. zare nella basilica Vaticana un magnifi-
OTTOBONI Pietro Vitto, Cardi- co e sontuoso mausoleo, cui la preziosi-
nale. V. Alessandro Vili, Papa. tà de' marmi, l'eleganza e maestà delle
OTTOBONI Pietro, Cardinale. V\q- statue , de' bassorilievi e degli ornati lo
tro Ottoboni nacque nobilmente in Ve- rendono uno de'piìi beili epregievoli che
nezia a' 1 luglio 6(>7, e fu educato si-
1 adornino quel tempio. In favore de' po-
no dalla tenera età sotto la disciplina veri apri nella parrocchia di s. Loren-
del cardinal prozio, con indole proclive zo in Damaso una spezieria, per sommi-
alla virtù e alle belle arti, talento vivo, nistrare loro gratuitamente le medicine,
spirito penetrante e sottile, non che af- passandogli ancora medico e chirurgo.
fabile, amante degli artisti e de' lettera- Negli anni santi 1700 e I--25 mostrò la

ti, della poesia e della musica. Divenuto sua divozione e carità, incontrando pel- i

il prozio Alessandro Vili, pochi giurili legrini, che poi riceveva nella propria
dopo, a' 7 novembre 1(189, di 22 anni, casa, sovveniva e serviva a mensa. Fu
lo creò cardinale diacono di s. Lorenzo ascritto a quasi tutte le congregazioni
1

r-
\
OTT OTT
cardinalizie, non che fa arciprete Libe- lo tenne sempre in grandissima stima, e
riano e poi Lateranense, gran priore nel 1 io3 lo pose sulla sede vescovile di
d'Irlanda, e segretario del s. ofìizio. Tro- Bamberga. Ottone si recò a Roma perché
vossi presente a sei conclavi, e per la sua fosse confermata la sua elezione,e ricevet-
autorità e destrezza vi ebbe gran parte, te il sacro pallio da Pasquale II. Adope-
massime Clemente XI. Ri-
in quello di rossi zelantemente a spegnere lo scisma,
tenuto in commenda s. Lorenzo in Da- e soprattutto nella dieta di Ratisbona
maso, ottenne successivamente il vesco- del 1 1 ol mostrò la sua abilità, il suo ze-
vato di Ostia e Velletri, dove non vi fu lo e la sua eloquenza nel procurare di
alcun luogo pio a cui non recasse aiuto. rimettere la pace colla Chiesa. Egli fece
Finalmente mentre tenevasi il conclave molte pie fondazioni, e si occupò inces-
di Benedetto XIV, fu sorpreso da grave santemente a ristabilire la disciplina, a
malattia e dovette uscirne, morendo in riformare i costumi, a l'istaurare i tem-
Lorna a' 28 febbraio 1740, d'anni 7 3 pli e gli spedali. Avendo Boleslao IV, du-
non compiti, e ^o di cardinalato, deca- ca di Polonia, conquistatauna parte del-
no del sacro collegio, e fu sepolto in S. laPomerania, pregò Ottone di venire ad
Lorenzo in Damaso, nella cappella del ss. ammaestrare nelle verità del cristiane-
Salvamento da esso lui fondata, senza simo gì' idolatri di quella contrada. Il
alcuna funebre memoria. In questa ba- santo vi si recò con molti altri operai e-
silica, mentre era vescovo di Porto, fece vangelici nel 1124, e fece innumerabili
costruire una vaga e adorna confessione conversioni. Urati*>lao II, duca dell'alta
in onore di s. Ippolito martire, in cui fu Pomerania ricevette il battesimo colla
,

collocata la di lui statua scolpita in mar- maggior parte de' suoi sudditi. L'anno
mo bianco, col ciclo pasquale comporto seguente s. Ottone ritornò a Bamberga,
dal sauto, impresso in tavola di marmo, dopo avere colà lasciato dei preti ovun-
negli ultimi restauri trasferita nella na- que li credette necessari , e provveduto
ve destra. Benedetto XIV per la Biblio- saggiamente ai diversi bisogni de'novel-
teca Vaticana (V.) acquistò la suddetta li convertiti. Nel 128 fece un secondo 1

libreria. V. Cancelleria apostolica e viaggio nella Pomerania, essendo le cit-


Chiesa ni s. Lorenzo ir Damami. tà di Stettino e di Giuliers ricadute nel-
OTTOMANI. V. Turchi, Maomet- l' idolatria ; e non solo ristabilì la pi o-
tismo e Costantinopoli. fessione del cristianesimo in queste due
OTTONE (s.), vescovo di Bamberga città , ma portò la luce del vangelo ad
in Franconia, apostolo della Pomerania. altri popoli barbari. Indi tornato nella
Nacque nellaSvezia, ed abbracciò lo sta- sua diocesi, vi mori a'3o di giugno 1 1 la,
to ecclesiastico, per tutto consacrarsi in e fu sepolto il 2 luglio, giorno nel qua-
servigio di Dio. La fama del suo sapere le è nominato nel martirologio romano.
e della sua pietà giunse sino alla corte Fu canonizzato da Clemente 1 1 nel 1 1 8»),
dell' imperatore Enrico IV , che lo no- e le sue reliquie sono custodite ad Annu-
minò cappellano della principessa Giu- ver nel tesoro dell' elettore.
ditta sua sorella. Dopo la morte di que- OTTONE, Cardinale. Ottone o O lib-
sta principessa, Ottone tornò in Alema- ile vescovo di Nepi, cardinale di Urbano
gna, e fu fatto cancelliere dell' impera- 11 del 1 088 , fu presente alla consacra-
tore. Allorché questi elesse l'antipapa Gi- zione di Pasquale II nel 1099.
berto fece ogni sforzo per rimuoverlo da OTTONE, Cardinale. Ottone fu crea-
tale suo imprendimento, e si dichiarò a- tocardinale pretedi s. Pudenziana da Pa-
pertamente contro lo scisma. Ad onta di squale li, sottoscrisse ad una sola bolla
questa sua generosa libertà, l'imperatore dei 1 1 06, e morì prima del mi.
OTT ocs 75
OTTONE da Brescia, Cardinale. Ot- gno, pel quale oggetto gì' inviò dotti e

tone da Brescia o Cabuano, nel i i 5o da zelanti operai evangelici. Da Innocenzo


Eugenio III fu creato cardinale diacono IV ebbe l'incarico di fondar nell' isola
di s. Nicolò in Carcere, indi spedito da A- di Cipro alcuni vescovati di rito greco,

driano IV in Lombardia legato aposto- e vi fece richiamare l'arcivescovo esilia-


lico col cardinal Ardizzone per istabilir- to da quello latino. Scrisse alcune ome-
vi la pace, ma nulla ottenne, non riu- lie e sermoni sopra i santi, che mss. fu-
scendogli d'indurre i milanesi a perdo- rono depositati nel convento agostiniano
nare i lodigiani. Alessandro III 1' inviò di Cremona. Morì in Orvieto nel 11 -3,
nella Spagna per mantenere popoli i nel- e fu sepolto nella chiesa de' domenica-
l'obbedienza al Papa, a cui egli nello sci- ni, dopo di essere stato all'elezione di \
sma si tenne costantemente unito, ricu- Papi. Anche Innocenzo IV lochiamòuo-
sando intervenire al conciliabolo di Pa- mo fatto secondo il suo cuore, cospicuo
via. Lo stesso Poutefice lo mandò in Lom- per illibatezza, eccellente nella cognizio-
bardia col cardinal Manfredi, dove in ne delle leggi e assai pregevole per ma-
Piacenza compose le liti tra il vescovo turità di giudizio.
Tebaldo e i canonici di s. Antonino , e OUSTIOUG o VELTRT, Ustinga,
quelle tra essi ed il capitolo della catte- Città vescovile di Russia inEuropa.in ri-

drale. Morì sotto Alessandro III , dopo va alla Sukhona, vicino al confluente col
essere inlervenutoall'elezione di tre Papi. Iug. Vi si contano 26 chiese in pietra:
OTTONE o ODONE, Cardinale. Ot- la cattedrale dell'Assunzione ha 6 suc-
tone o Odone da Castelridolfo nella dio- cursali; vi è inoltre un convento di re-
cesi diBourges in Francia, o di Soissons, ligiosi ed un monastero di monache, l'o-

letterato profondo ed eloquente, da ca- spizio de'trovatelli, l'ospedale e altri sta-


nonico e cancelliere della cbiesa di Pa- bilimenti. S'ignora il tempo preciso di
rigi, si monastero di Gransel-
ritirò nel sua fondazione^ solo si sa che anticamen-
va facendosi cisterciense, e divenne abba- te era edificata sulla destra della Sukho-
te di Orsocampo. Innocenzo IV nel di- na, ove ora convento della
si trovano il

cembre 1244 lo creò cardinal vescovo Trinità, ed un romitorio di s. Gregorio


Tusculano, e nel 1^6 lo spedi legato a
1 Taumaturgo. Questa traslazione è del
lalere al re Luigi IX per intraprendere 12 12 in cui fu fabbricato il convento
la sacra guerra contro i saraceni, prima dell'Arcangelo. Nel 226 un signore tar 1

della qual spedizione con 20 vescovi con- taro, avendo abbracciato il cristianesimo
sagrò nel 1248 la santa cappella fonda- ivi fondò un monastero di monache sot
ta dal re nelsuo palazzo in Parigi. Con- lo l'invocazione di s. Gio. Battista, e ne
dannògli errori di Gio. Brescain profes- i2qo si costruì la cattedrale, onde quel
sore di Sorbona, e fece arrestare l'altro li che andarono a stabilirsi intorno a tal

professore Raimondo che andava spar- edilìzi nominarono il luogo Oustioug


gendo errori. Terminò esame del Tal- l' Per la sua posizione vantaggiosa al coni
muld, che venne formalmente condan- mercio, assai prosperò, ma soggiacque a
nato. Pubblicò decreti riguardanti le diverse sciagure. Nel 1292 i tartari d
chiese di Meaux e di Sens. Fu in gran Kazan furono a devastarla, scacciali dal
venerazione di s. Luigi IX pel candore le truppe del granduca Vsevolod di Lia
de'costumi ed esimia scienza, chiaman- dimir. Nel i3a4 e P ' ne ^ ^98 ' nov
dolo uomo fatto secondo il suo cuore. Con gorodii presero, arsero e saccheggiaro
telanti lettere confermò nella cattolica no li città, che ben presto yenne rialza
fede Erisalino chaui de' tartari orien- ti. Umilio illascito principe di Gaiitch
tali, e gli altri signori e magnati del re- vi entrò per sorpresa nel i.j.36 e le die
76 OVI OVI
il sacco. Nel i55j fu ricostruito il suo monasteri di monache, fra'quali si distin-
antico muro di legno, e nel i582 furo- gue quello delle benedettine, ospedali,
no posti cannoni sui ripari : la peste vi ospizio pegli esposti, collegio, accademia
fece strage nel i 635, e l'inondazione del di disegno, università, fondata nel 1 58o
1761 la devastò. La sede vescovile ven- con importante biblioteca, società let-
ne unita a quella di Totma. Oriens chr. teraria e diverse manifatture, commer-
t. i, p. 1 3 1
7. ciando col porto di Gijon. Il seminario e
OVIEDO (Oveteli). Città con residen- il monte non più esistenti per
di pietà,
za vescovile della Spagna, capoluogo del- le vicende politiche, si debbono ristabi-
ia provincia del suo nome, nelle Asturie, lire. E patria di Alfonso II, di Pelagio
a 85 leghe da Madrid e 66 da Salaman- Tescovo della città, autore della genealo-
ca, al piede del monte Na ranco in una gia de're dell'Asturie, di Andrea Llanes
pianura un poco elevata, sull'Ovia o Ove, Estrada poeta e istoriografo, di Luigi
piccolo affluente del Nora. E" sede di u- Fernandez medico e botanico, di Gon-
dienza reale e di un capitano generale. zalo di Cagnas Trelles matematico e a-
Gode clima temperato ed aria pura e stronomo, di Michele Jacintoe France-
sana. Belle sono le strade, solide le case sco Antonio Menendez pittori, di Fran-
benché antiche, deliziosi passeggi, màs- i cesco Saverio Marina geografo e di altri
sime del Chambel. Vi si osserva un su- illustri. I dintorni sono benissimo colti-
perbo acquedotto di 4' archi in pietra, vati e fertili ad una lega vi sono
: ba- i

••he porta nella città le acque della sor- gni termali chiamati las Caldas, molto
gente Gitoria. Tra palazzi, è rimar* i frequentati. Oviedo è una delle più an-
chevole l'episcopio. La cattedrale del ss. tiche città di Spagna e fu detta Lucus,
Salvatore è un bel monumento gotico 4 sturimi, Ovetumj l'antico suo nome
di magnifica struttura, di cui ammira- era Dritonia, Bretagna o Brigetium, indi
si principalmente la torre per la sua al- chiamata Oviedo dai due piccoli liunii
tezza, eleganza e finitezza di lavoro; una che la bagnano, l'Ovia e la Deva. Nel
delle sue cappelle contiene le spoglie IX secolo fu onorata del titolo di città
mortali di 14 re e regine che regnarono de vescovi, perchè un grandissimo nu-
nel nord della Spagna all'epoca in cui mero di prelati vi si rifuggirono, onde
il restante della penisola era occupata evitare le persecuzioni de'mori. A Leon
dai mori, e si conserva nella camera san- dissi come Pelagio del 7 18 fondò il re-
ta, ch'èuno dei più bei monumenti del- gno cui i successori diedero il titolo di
l'architettura araba, un grandissimo nu- Oviedo, e che i re di Oviedo portarono
mero di reliquie quivi portate dai cri- questo nome sino a Ordogno li del 92 3,
Spagna. Inol-
stiani di tutte le parti della che assunse quello di re di Leone, ed
tre vi si venerano corpi di s. Eulogio i allora la sede del reame da Oviedo fu
e Lucrezia martiri, di s. Vincenzo abba- trasportata a Leone. 11 vescovato ebbe
te, di s. Claudio di Leone, e de' ss. ve- origine nel VI secolo, leggendosi il no-
scovi Giuliano e Serrano. Non vi è la me Metapio suo vescovo tra quelli
di
cura d'anime perchè priva del ba t liste- che furono al concilio IV di Toledo nel
rio : l'episcopio è prossimo alla cattedrale. 5-27, mentre il vescovo Mailoco sotto-
11 capitolo si compone di 1 2 dignità, la scrisse a quello tenuto in Braga nel 563.
prima essendo il decano, con più di 3o ca- Commanville dice che la sede di Brito-
nonici, comprese le prebende del teolo- nia ebbe origine nel secolo VI, quindi
go e penitenziere, e di altri preti e chie- nel VII fu trasferita a Oviedo. Fra i
rici. Oviedo ha inoltre 4 chiese parroc- primi successori de' nominati ricorderò
chiali munite del fonte battesimale, 3 Vistremoudo e Adolfo; indi nel IX se-
OXF OX F 77
colo ad istanza del re Alfonso III questa quali quello della Maddalena sul Char-
sede fu eretta, secondo il Novaes, da Gio- ^vel merita menzione: l'aria vi è pura e
vanni Vili in metropoli della Galizia, e salubre. Da lunge presenta un aspetto
ne fu primo arcivescovo Ermenegildo, a! imponente per le quantità e varietà dei
quale successero Suero, Serrano, ec. Nel suoi campanili, torri, cupole e altri pub-
secolo X tornò ad essere semplice vesco- blici edilizi. La città propriamente det-
vato sulFraganeo di Composlella, goden- ta è di forma ovale, ed era un tempo
do però l'onore del pallio, se deve creder- cinta di mura bastionate; varie nuove
si a Commanville ma ora è immediata- ;
costruzioni l'uniscono quasi ai suoi sob-
mente soggetta alla s. Sede. Gli altri ve- borghi. La strada Alta è la più bella. Le
scovi d'Oviedo dal iy3o sono registrati antiche case, costrutte per dimora degli
nelle Notizie di Roma. Dopo la morte studenti prima che fossero alloggiati nei
di Gregorio Ceruelo de la Fuente di Pa- collegi, o de' forestieri durante il sog-
redes diocesi di Palencia, fatto vescovo giorno che faceva la corte in questa cit*
nel i 8 i 5, molti anni restò la sede vacan- tà, sono di pietra e sopra una grandis-
r
te, finché dal 1848 n'è vescovo mg. I- sima pianta quelle d'epoca più recente
;

gnazio Diaz Caneja della diocesi di Leon. sono più solide e comode. Questa città
La diocesi si estende per circa 20 leghe in è la prima e la più antica sede delle
lunghezza e 4oin larghezza, contenente scienze nell'Inghilterra; alcuni dicono si

diversi luoghi e molte parrocchie. Ogni potrebbe chiamare la città de' collegi,
nuovo vescovo è tassato in fiorini 1600. noverandosene 19, oltre l'università, che
dicesi fondata da Alfredo il grande nel-
Concilii d'Oviedo. l'SgS. Vedasi Wood, Hisloria, et cinti-
quitatis universitalis Oxoniensis, Oxo-
.° 2. "nel
Il 1 fu tenuto nell'87 3. Il 90 1 niae 1674. Oxford deve tutta la sua ce-
nazionale per la riforma del clero secolare lebrità e il suo splendore all'università ;

di Spagna e per la polizia delle chiese, on- i più belli edilizi pubblici furono fonda-
de furono fatte diverse ordinanze saluta- ti per essa e le appartengono. Questa
ri; e vuoisi che in questo concilio Oviedo università si compone di collegi fondati
fosse elevata ad arcivescovato, mentre la dai re o dalle persone ricche e benefi-
governava Ermenegildo, o almenoessofu che. Si governa colle sue proprie auto-
riconosciuto dagli altri vescovi co* quali rità, senza che nessuna esterna influen-
dovea travagliare al ristabilimento della za intervenga negli affari di sua ammi-
disciplina turbata dal dominio degl' in- nistrazione; possiede come corpo pub-
fedeli. Il re Alfonso III vi assistè colla blico uu'autorità a cui quella città è su-
regina e figli, accompagnato da 17 o 18 bordinata. Si regge in virtù di una car-
vescovi. Il 3.° nel 1 1 1 5, e si fecero tre ta che ricevette la sanzione da Carlo I,

canoni sulla disciplina. ed ha per principale dignitario un can-


OXFORD, Oxonia o Oxonium. Cit- celliere,ch'è eletto d'ordinario fra' più
tà vescovile d'Inghilterra, capoluogo del- gran personaggi del regno dai reggenti
la contea del suo nome, a 20 leghe da de' collegi per uno, due o tre anni, ed
Londra, sulla riva sinistra dell' Isis, che anche in vita. Questo alto posto è mia-
vi riceve il Charwel e il canale d'Oxfbrd si meramente onorifico, mentre il can-
incominciato nel 1 769, compito nel 1 7qo celliere delega il suo potere ad un vice
e sorgente di prosperità. Amenamente cancelliere che sceglie fra' capi de colle-
situala sopra un' altura circondata da gi. Vi sono molti altri dignitari o oflì-
una valle, è quasi cinta dalle due rivie- ciali nominati dai membri deli univer-
re che si attraversano su tre ponti, fra' sità, che hanno voce nelle assemblee Si
78
OX F OXF
la ascendere a 3,ooo il numero di lulti to di Egles field confessore della regina
i membri universitari!, de' quali i ooo Filippa moglie di Odoardo III, dalla qua-
ricevono stipendio dall' università sles- le prese il nome, ove sono rimarchevoli
sa. Questa è composta de' delti collegi la vasta cappella con vetri dipinti, tra'
e 5 sale; primi furono fondati col mez-
i quali è il giudizio universale, l'ampio
zo di donazioni in beuifondi, e formano refettorio coi ritratti de' benefattori del
corpi particolari indipendenti, lutti pe- collegio, e la biblioteca d' ordine corin-
rò soggetti al governatore generale del- tio con gran chiostro decorato delle sta-
quantunque ab-
l'università; le seconde, tue del fondatore e di altri benemeriti
biano avute alcune donazioni, non han- dello stabilimento. Quasi tutti i collegi
no però la loro esistenza assicurata , e hanno gallerie di quadri, giardini e co-
ricevono pensioni per prezzo dell'istru- piose biblioteche sino al numero di 17
zione, alloggio e mantenimento degli stu- per uso de'professori dell'università e de-
denti; del restante godono gli slessi pri- gli studenti: la rivale d'Oxford, l'univer-
vilegi de' collegi. Gli studenti, il cui nu- sità di Cambridge, è meno ricca in bi-
mero ascese nel i8a5 a 466o, sono al- blioteche, contandone io. La principa-
loggiati nei collegi, e vivono parie a loro le biblioteca è la Bodley che nominai col-

spese e parte coi soccorsi che ricevono l'altra pubblica di Burg nel voi. XXXI V,

dall'università; hanno un costume par- p. 3o3, parlando de' fondatori l'edifizio :

ticolare chedilferisce per gli studenti no- è considerato capo d'opera di architet-
bili, pari o figli di pari ; i protestanti soli tura gotica, con 5oo,ooo volumi circa,
hanno il privilegio di studiare ad Oxford. ed è celebre soprattutto pei mss. greci
Jl collegio che gode della maggiore ri- e orientali. La biblioteca fondata dal me-
putazione è quello di Christ- Chiudi; dico Radcliffe, meno vasta e meno ric-
gli edilizi ne sono bellissimi e le corti ca di libri della precedente, è di forma
vastissime; la chiesa di elegante archi- rotonda, ornata di elegante cupola, e di
lettura gotica serve di cattedrale alla dio- bella architettura greca oltre i molti :

cesi. Questo collegio fu fondato nel i 525 importanti oggetti antichi, vi sono due
dal celebre cardinal Volsey, ed Enrico candelabri trovati nelle rovine della vil-

V1JI vi trasportò la sede vescovile d'O- la Adriana presso Tivoli, dono di sii'
seney nel 543, dichiarandola suffraga-
ì Roger Newdigate; e la magnifica colle-
nea di Cantorbery. Allorché re d'In- i zione di marmi antichi formata in Ro-
ghilterra visitano l'università, questo col- ma dall' avv. Corsi (del quale parlai a
legio ha l'onore di alloggiarli ;
queste vi- Colonne di Roma e Gemma ) contenente
site reali furono per Oxford feste bril- 1000 pezzi, acquistata da Stefano Jar-
lanti, perchè l'università in ogni tempo ret che la regalò al collegio. L'osserva-
fu considerata alTezionalissima all'opinio- torio eretto dal lodato Radcliffe è fab-
ne de' torys. Nel collegio Christ-Church bricalo sul modello d'un tempio d' Ate-
visono gran numero di pitture classi- ne; un globo sostenuto da un Ercole e
che, anco di Raffaele, Domenichino, Ti- da un Atlante lo corona, e bellissimi
ziano e Perugino. Gli altri collegi più strumenti servono alle osservazioni. L'u-
osservabili pei loro edilìzi sono: quello niversità possiede inoltre galleria di pit-
della Maddalena, fondato nel i458 da ture, museo in cui primeggiano i famosi
Wainflete vescovo di Winchester, con marmi di Arundel, che servirono a sta-
decoroso e alto campanile, e giardino bilire la cronologia de' greci, e donati
botanico istituito nel 1622 da Enrico dal lord Howard nel 1677 all'uni versi-
«I Anversa conte di Daubv; il collegio la; lastamperia Clarendon, grande e so-
(Jella regina, foudato nel 1 34 o da Rober- lido edilìzio costrutto nel 1711, famosa
OXF OX ¥ -9
per le sue edizioni; giardino botanico, sicontavano già 3,ooo studenti ; in que-
ti teatro sul disegno di quello di Marcel- sto ultimo regno s'introdusse l'uso di e-
lo a Roma, ove si adunano quelli che rigervi e dotarvi collegi, e dopo que-
i

hanno luogo nelle grandi cerimonie del- st'epoca le rendite ed privilegi della i

l'università, ma non vi si rappresentano università prodigiosamente aumentaro-


opere drammatiche : in questo teatro nel no. Sul catolicismo dell'università d'Ox-
i 8 i
\ furono promossi al grado di dot- ford, si possono vedere gli Annali delle
tori di diritto civile, l'imperatore delle scienze religiose, massime i voi. V, p.
Russie, il re di Prussia, il principe di 161, Vlll,p. 95, e XIV, p. 61. Nel voi.
Mettermeli, il conte di Lieven, il prin- XXXV, p. i43, 149, lòie 1 56 del
cipe bMucher, ec. Oltre alle chiese de'col- Dizionario pallai della conversione al
legi, Oxford ne contiene 1 3 altre parroc- catlolicismo del dott. Newman capo del-
chiali e diversi templi pei cattolici, me- la scuola teologica d'Oxford e di (\v\e\-
todisti, anabattisti e quacqueri: delle scuo- \ade'Puseisti(f/ .),e di Ward altro mem-
le aperte a Oxford dagli ebrei, feci pa- bro dell'università; non che dell'omelia
rola nel detto voi. p. 3 i 3. Fra gli altri del vescovo protestante d'Oxford, delle
edilizi interessanti bisogna ancora nomi- tendenze dell'università al catlolicismo;
nare il palazzo della città, la sala della che ne' tempi andati fu chiamata alma
contea d'Oxford, la prigione, la casa di mater dell'alto clero anglicano, e del vi-
correzione, l'ospedale di Radclifle, la sa- cariato apostolico centrale o medio in
la di musica, e gli edilizi del mercato; cui ècompresa la contea. ÌNel n.° 65 del
vi si contano pure alcuni stabilimenti di Diario di Roma 1847 si legge come il
beneficenza. Oxford produsse diversi dot- dottor Nervina n con altri illustri ingle-
ti uomini, e fra D. Wood che cegli altri si vestirono in Roma l'abito de''filippini
li ha Tommaso Gale dot-
fatti conoscere, onde istituirne la congregazione in In-
to letterato, Tommaso Harriot matema- ghilterra, facendo il noviziato nel mo-
tico, Humphrey Ilody, Tommaso Ly- nastero di s. Croce in Gerusalemme, ove
diat, Edoardo Pocock, Giovanni Wil- furono onorati della visita del regnante
mont, ec. Pio IX. Questo Papa nel dichiarare Bir-
L'origine d' Oxford si nasconde nel mingham residenza vescovile a' 2q set-
buio de'lempi ; si suppone che il suo no- tembre i85o, nella circoscrizione della
me derivi da un guado, ford, ove bo- i diocesi vi comprese Oxford e la sua u-
vi, oxeii, passavano la riviera, mentre un ni versi là, che alle sue glorie aggiunge
tempo portò il nome di Oxenford. La ormai quella di aver fornito al cattoli-
storia non ne fa menzione che sotto il cismo più gran numero di nuovi figli
il

regno di Alfredo, epoca in cui rinchiu- colle sue conversioni ammirabili, le (pia-
deva un famoso monastero dedicato al- li ebbero un sì meraviglioso eco in In-
la ss. Trinità. Guglielmo il Conquista- ghilterra ein Europa dappoiché in que-
;

tore la forzò di aprirgli le porte, e quan- sti ultimi tempi da circa 100 membri
tunque si voglia fare risaltare l'origine dell'università, fra 'quali molti ministri e
e la fondazione dell'università a un tem- professori, rientrarono nel grembo della
po remotissimo, è eerto che anco sotto vera Chiesa. I dintorni d'Oxford olirono
il regno di Guglielmo non v'erano cor- belle praterie e campagne ridenti ; vi è il

pi regolari distruzione decorati di que- castello di Blenheim, già dimora di Mari*


sto titolo. Esistevano senza dubbio mol- borough, e quello di Nuncham-Courte-
te sale o scuole, il cui numero aumen* nay, soggiorno ordinario del conte d Hai -

tossi sotto i ugni di Riccardo 1 e di court. In questi ultimi tempi vi si scoper-


Giovanni. Sotto quello di Enrico 111 vi sero le vestigia di una città romana.
8o OXI OZI
no 12 chiese, nelle quali si riuniva il po-
Concilii (V Oxford. polo; le grotte, le torri, i luoghi più ap-
partati ridondavano di solitari, i quali
li i.° fu tenuto nel 11600 1161, cantavano notte e giorno le divine lodi.
contro gli errori de' valdesi ch'eransi in- Gli eretici meleziani ed ariani ben pre-
trodotti in Inghilterra:furono dati io sto vi furono espulsi. I magistrali e gli

potere del braccio secolare. Di questo abitanti tenevano persone alle porle del-
e seguenti trattano i collettori de'conci- la città, acciò fossero ben ricevuti i fo-
lii. Il 2.° nel 1 1 66, contro medesimi er-
i restieri ed i poveri, e somministrato lo-
rori. Il 3.° nel Ì207 , sul sussidio do- ro il bisognevole. Ebbe 8 vescovi. Oriens
mandato dal re, che lo rinunziò in vi- christ. t. 2, p. 378. Al presente Oxirinco,
sta delle eccezioni fattegli dai vescovi. Il Oxirien,è un titolo vescovile inpnrtibns,
4-° nel monastero di Oseney o Osney sotto l'arcivescovato pure in parlibus di
presso Oxford, che fu di tutta l'Inghil- Dannata, che conferisce il Papa, e Pio IX
terra, agli giugno 1222, tenuto dal
1 i a'9 maggio 1848 lo die a mg. r Fioren-
cardinal Langthon arcivescovo di Can- tino Stefano Jassen vicario apostolico di
torbery. Vi si fecero /yq canoni per la Thaiti nell'Oceania.
riforma conformi a quel-
di quella chiesa, OZIONE, Opto. I cardinali chiama-
li del concilio Lateranense IV. II 5.° no otta re il desiderare, optare, il pas-
nel 124.1 o 1242, per determinare i saggio da uno de' loro ordini ad altro;
digiuni e le preghiere per la Chiesa. Il cioè il desiderare, l'aspirare, il doman-
6.° nel i25o, sulla libertà delle cap- dare ch'essi fanno al Papa in concistoro
pelle reali. 11 7. nel 1258. L' 8.° nel il passaggio dall'ordine de'diaconi aquel-
1287, sulla disciplina, usanze e lèste lo de'preti, e da quoto a quello de' ve-
della Chiesa. 382, adunato da
Il g.°nel 1 scovi suburbicari ; ovvero da una diaco-

Guglielmo Courtenai arcivescovo di Can- nia all'altra, da un titolo ad altro, e ila


torbery, contro gli errori di Wiclefo, che un vescovato snburbicario ad altro. Seb-
vennero condannati, il io. ° nel i4o8, bene questo nome ed uso di ottare .sia
contro lo slesso VViclefo, e fu presiedu- molto antico fra' canonici in molte chie-
to da Tommaso Arondel arcivescovo di se cattedrali e collegiate d'Italia e del
Canlorbery,e visi fecero 1 3 regolamenti resto della cristianità {V. Ursaya, Di-
per arrestarne gli errori. scursus circa vacationes, et optionex ca-
OXIRLNCO o OSSIRINCO, Oxy- thedralis), però nel sacro collegio de car-
rynchus. Sede vescovile dell'Egitto assai dinali non è molto antico, e col Panvi-
considerabile, nel patriarcato d'Alessan- nio lo dissi incominciato da Alessandro
dria, chiamata pure Belmese, nella pro- V, nel voi. X, p. 14, rimarcando i pre-
vincia d' Arcadia Heptauomus. Eretta giudizi per ciò derivati alle chiese tito-
nel IV secolo, poi divenne metropolita- lari e diaconali, ed il discapito delle se-
na, coi vescovati suffraganei di Clisma, di vescovili. L'antica e costaute consue-
Tsicopoli, Arsinoe, Aphroditon, Memphi, tudine della chiesa romana, che i diaco-
Thamiata, Teodosiopoli, ed Eraclea su- ni non mutassero le diaconie una volta
periore o Magna. Nel IV secolo era già ricevute, né preti loro titoli, né
i ve- i i

una eomunitàdi santi il suo recinto con- ; scovi loro vescovati, dava per vantag-
i

sideravasi come un gran tempio, in cui giosa conseguenza che i diaconi, i preti
ne'diversi monasteri erano riuniti 0,000 1 ed i vescovi maggiormente si affeziona-
religiosi e 20,000 vergini. 1 pubblici vano, e coltivavano, ornavano, restaura-
edifizi ed i templi pagani furono cam- vano, non che accrescevano le diaconie,
biati in abitazioni pei religiosi. Vi era- i titoli ed i vescovati che doveano lite-
.

OZI OZ I 8.

nere loro \ ita durante, per cui ne assu- la chiesa di s. Lorenzo in Damaso, che
mevano il nome, col quale più del pro- sempre si ritiene iu commenda dal car-
prio venivano da tutti riconosciuti; lad- dinal vice-cancelliere, sia egli o dell'or-
dove introdottesi le ozioni, ricevono fre- dine de'vescovi, o de' preti, o de'diaconi.
quentemente queste chiese soggetti a- 11 cardinal de Luca, Rei. Boni. tur. disc.
vanzati negli anni, immersi nelle prin- n.° 5, c'informa esattamente di lutto il

cipali cure della romana corte, laonde metodo delle ozioni, iu questo modo.
non di rado succede, che appena princi- » Fra lutti gli oidini rispettivamentedal-
piano ad avere di esse piena cognizione o l'uno all'altro (non mai un cardinal dia-
ci prendono amore, che o dalla morte o cono può oliare all'ordine de'vescovi se
da nuova ozione sono costretti a lasciar- non sia passato in prima a quello dei
le con evidente pregiudizio delle sedi preti), viene permessa 1' ozione. Poiché

vescovili suhurhicarie, massime di Por- quello ch'entrato è nell'ordine de' ve-


lo e chiese unite, e di Ostia e Velletri, scovi, secondo il rango d'anzianità, a suo
come osserva pure il Cecconi, Storia di piacele, in tempo di vacanza, nel pros-
Paleslrina, p. 288. Questi inoltre avver- simo concistoro può otlare altro vesco-
te che il cardinal Giulio nel 1 1 og dal vato (suburbicario). 11 1

prete può ot-
titolo di s. Marcello passò al vescovato tar l'ultimo vescovato vacante; o tra gli
di Palestrina, e che questo poi ottenne stessi preti o diaconi migliorare rispet-
nel i3o7 il cardinal Giovanni diacono tivamente il titolo, passare dall'ordine
di s. Agata, e che piuttosto dovrà cer- diaconale a quello di prete, colla prero-
tamente che prima di Alessandro
dirsi gativa del salto, occupando secondo l'or-
V i non ottavano da un tito-
cardinali dine di anzianità il luogo sopra gli altri,

lo all' altro dello slesso ordine, da una che prima di lui collocati erano nell'or-
diaconia all'altra, da un vescovato su- dine presbiterale, come se da principio
burbicario ad altro. A questi esempi ag- fosse stalo costituito in detto ordine ; a
giungerò, che il cardinal Bernardo d'Al- patto però che sia presente a quel con-
by del titolo di s. Ciriaco, fu da Clemente cistoro, non avendo i lontani diritto di
\ I nel 1 348 promosso a vescovo di Por- ottare, se dispensati non vengono dal
to, da cui restarono esclusi altri cardi- Pontefice". In fatti ai cardiuali assetiti,
nali più antichi che vi oliavano, venen- per ottare vescovato, titolo o diaconia,
do egli preferito per essere stato vesco- occorre un pontificio breve facoltativo,
vo prima del cardinalato, come allora si e siccome le ozioni si fanno al Papa in
praticava. Quanto ai titoli e alle diaco- concistoro dai cardinali medesimi; il car-
nie di Roma, di frequente avviene che dinale assente deputa perciò altro car-
sono oliate più quelle chiese che non dinale a far per lui lozione, altrettanto
hanno Insogno di aiuto restauro, e the si pratica se il cardinale ottante, per in-
godono prerogative ed hanno benefizi ec- fermità non può recarsi in concistoro .

da conferirsi dal titolare o dia-


clesiastici benché sia in Roma. Per le ozioni va av-
cono. Devesi però riflettere, che ora i vertito (pianto notai nel voi. XIX, ;

cardinali hanno ordinariamente la limi- 289, sull'antico passaggio de' cardinali


tata provvista di 4,000 scudi, non go- diaconi all'ordine de' vescovi, non pili iu
dono più le rendite ecclesiastiche che pri- uso: ivi pur dissi che il prefetto de mae-
ma aveano in copia, e non possono dis- stri di cerimonie prima del concisloro

porre come una volta, delle pensioni e


, in cui si dee far l'ozione, si reca ad inter-
benefizi di chiesa in favore degli eccle- pellare i cardinali che precedono in an-
siastici loro famigliari e ben affetti. 11 zianità quello che olla, qualora alcuno
solo titolo che non si può mai oliare è di essi bramasse passare al vacante ve-
t li
.

82 OZI OZI
scovato suburbicario , titolo o diaconia. vicini canonice unitas. Va notato che i

Altrove narrai come i Papi sollevarono cardinali diaconi possono passare dopo
precariamente le diaconie in titoli, come io anni che sono stali nel loro ordine
per ultimo fece Gregorio XVI con la all'ordine de' preti, e prendono il posto
chiesa diaconale di s. Maria in Portico di anzianità di loro esaltazione al cardi-
in titolo, a favore del cardinal Lodovi- nalato; lo possono fare prima, ma allo-
co Altieri ; e come i cardinali preti e dia- ravanno all'ultimo luogo, meno pontifi-
coni, talvolta oltre il proprio titolo o dia- cia dispensa, ed una recente ne riportai
conia, ottano ad altro o altra in com- nel voi. XIX, p. 287. Nel secolo passato
menda, ciò che fanno alcuni vescovi su- dall'ordine de'diaconi passarono a quel-
burbicari, ordinariamente coi loro anti- lo de'preti i cardinali Marcantonio Co-
chi o per una particolare loro di-
titoli, lonna, Andrea Corsini, Po!ignac,ec.; nel
vozione o per non defraudare quellechie- secolo presente quelli registrati a delta
se della continuazione di loro beneficen- pagina.
ze. Ecco le forinole che i cardinali nel- Il Zaccaria, nelle note alla Relazione
le ozioni pronunziano al Papa in con- della corte di Roma del Lunadoro, e. 4,
cistoro. Beatissime Pater. Si Sanctitati dell'ozione de' titoli cardinalizi, dice che
veslrae placuerit ditnissis ccclesiis Por- l'elezione de' vescovi fino a s. Gregorio I
tuense el ss. Ritfinae, opto ecclesiae O- e forse anche fino ali* V II I secolo, secon-
sliensem et Veliternensem eliam inviceni do l'anlica universal disciplina, dipende-
wiitas. - Beatissime Pater. Si Sanctitati va dai voti del clero; che poscia si è e-
veslrae placueril dirnisso titulo s. Pra- seguita per la sola creazione libera del
xedis, transito ex ordine praesbylera- romano Pontefice. Questo slesso mollo
li ad episcopalem, optando ecclesiam più debbe intendersi de' titoli presbite-
Albanensen. - Beatissime Pater. Si San- rali e delle diaconie cardinalizie, come
etilati veslrae placnerit transito ex or- può vedersi all'articolo Oedin.\ziom dei
dine praesbyterali ad episcopalem , o- Pontefici, ove parlai delle antiche crea-
plando ecclesiam Praencslinam pura re- zioni o promozioni de' cardinali. La ne-
tenlione in commendavi titilli s. Mar- cessità del bene della Chiesa obbligò Ales-
imi in lilontibus. I cardinali vescovi su- sandro V, creato nel i4°9 nel concilio di
burbicari dicono, dimissa ecclesia .... risa, a pcrmetterelanon prima usata mu-
epto ecclesiam , i cardinali pre- tazione de'vescovi suburbicari, e decito-
li , dirnisso lilulo s opto titillimi li ediaconie; imperciocché a motivo dello
s , i cardinali diaconi , dimissa scisma dell'antipapa Benedetto XIII, ve-
diaconia s , opto diaconiam s. . .
,
deansi da due cardinali di diversa ub-
i cardinali che bramano pas-
diaconi bidienza", romana e avignonese, ossia da
sare all'ordine presbiterale, dimissa dia- un cardinale e da un anlicardinale, oc-
conia s opto titillimi s Ec- cuparsi il medesimo vescovato, titolo o
co la forinola che lesse il cardinal Mac- diaconia, a cui erano stati nominati dai
chi vescovo suburbicario, pel cardinal Papi e dai pseudo-poutefici.' Alessandro
Micara malato, nel concistoro de* 17 giu- V a ciò si determinò per rimuovere tal
gno i844> a Gregorio XVI. B. Pater. disordine, una delle pessime conseguen-
Ego Vinccntius S. R. E. e ardinalis Mac- ze del lungo scisma, in esecuzione ezian-
chi procurator rev. cardinali Micara, dio del decretato della sessione XX del
prò parte dicli R. C. et procuratorio , concilio, di formare de'due collegi car-
nomine dimissa ecclesia Tusculana, si dinalizi un solo, con ritenere un cardi-
Sanctitati veslrae placuerit, opto cecie- nale il vescovato, titolo o diaconia che
sias Oslicnsem el F'clilernensem sibi in- possedeva, e Tallio che pure teneva uno
OZI OZI 83
dì essi passassead un altro, perchè fini- cardinali dimoranti iu Roma, al più
to lo scisma non si continuasse simile mo- entro il distretto di due diete, o spazio
struosità. Osserva il Novaes, clic pri- i di due giorni; Sisto V finalmente colla
mi a far l'ozionc furono cardinali Gior-
i bolla Postquam, e Clemente XII colla
dano Orsini, che dal titolo di s. Marti- bolla Pastorale, determinarono le rego-
no passò a quello di s. Lorenzo in Da- le dell ozione. Vedasi quanto su ciò dis-

maso; come Antonio Correrò, che dal si nel voi. XIX, p. 289.

vescovato di Porlo passò a quello d' O- Aggiungerò altre generiche d'udizio-


stia e Velletri, e Pietro Annibaldi Ste- ni sulle ozioni, principiando da quel-
faneschi,che dalla diaconia de'ss. Cosma le de' vescovi suburbicari. Urbano Vili
e Damiano Angelo
passò a quella di s. decretò, al riferire di Novaes, che gl'im-
io Pescherà. Eugenio IV poi fu il primo pediti per malattia a far le funzioni epi-
the dopo Alessandro V autorizzò que- scopali, benché cardinali, non potessero
ste ozioni, accorciando nel 1 43 i che il essere proposti per vescovi, né passare
detto cardinal Orsini dal vescovato d'Al- da uno all' altro vescovato. Le ozioni c-
bano passasse a quello di Sabina, rite- rano divenute frequentissime ne' G car-
nendo in commenda il titolo di s. Lo- dinali vescovi suburbicari, perché meno
renzo in Damaso. Altri scrittori registra- il decano e sotto decano, appena vacava
no le ozioni del Corralo e dell'Annibal- una chiesa, succedevano passaggi di 4, i

di sotto Eugenio IV, ma il secondo tro- onde Clemente XII tolse simili inconve-
vo che morì nel i4'7> bensì leggo nel nienze, che talora portavano di conse-
Borgia, Storia di Velletri, che il tra- guenza 1' essere alcuni cardinali vescovi
sferimento di Corraro lo fece Eugenio per pochi mesi pastori d'ognuna di dette
IV suo parente*» senza alcuna necessità, diocesi, restando solo Porto echiesc unite,
senon che per onorarlo maggiormente, Ostia e Velletri ad otlarsi a chi tocca per
cominciando in questo modo a gettare anzianità di vescovato suburbicario. \ e-
ifondamenti deirozione,dipoi introdot- dasi Vincenzo A madori: Discursus incqu*
ta fra i vescovi cardinali ». Il citato Cec- sa romana oplicnis episcopatus, Romae
coni rileva ancora, che il cardinal Lu- 1715. Prospero Lambertini: Discursus
signano vescovo di Palestrina fu il pri- in causa optionis episcopatus, Romae
mo che da questa ottasse ad altra chiesa 1 7 1 5. Il citato Rorgia rimarcò, che il
senza bisogno, cioè nel ì^ZG a quella cardinal Raffaele Riario, fatto vescovo
di Frascati, e che a poco a poco le pro- d'Ostia e Velletri nel 1 5 1 1, fu il primo
mozioni e ordinazioni cardinalizie ven- che per ozione ottenne lutti G vesco- i

nero poi a celebrarsi m qualunque tem- vati suburbicari un dopo 1' altro, stabi-
po. L'uso delle ozioni non si mantenne lendosi allora meglio l'uso e diritto del-
in principio stabilmente, poiché Pioli, Pozione. A Decano del sacro collegio,
senza ozionealeuna, creò vescovo di Por- parlando dell'ozionc al vescovato d'Ostia
to nel 1460 il cardinal Carvaial, ch'e« e Velletri e al decanato, dissi come pri-
ra soltanto diacono di s. Angelo. Il Ta- ma un cardinale suburbicario proponeva
magna, Origini de' cardinali par. I, p. quello cui toccava passarvi. L'Amali nel-
1G1, conviene die le ozioni si costuma- la critica e note al Maestro di camera
rono con molta parsimonia sino a Sisto del Sestini,ecco quanto ripoi riguar* 1 1

IV del i47', il quale fu il Pontefice più do alle ozioni e precedenze de'cardinali


dispotico in questa materia, assegnando preti e diaconi, secondo l'ordine di crea-
perfino le diaconie a' preti, ed i titoli ai zione. Se in questa è avvenuto errore
diaconi; Paolo IV stabilì colla bolla nella nomina, chi é nomili ito prima ce-
Quuntf che l'ozionc fosse concessa ai soli derà il luogo a quello che per sbaglio è
84 oZ I ozu
dichiaralo dopo di lui. Il cardinal Cam- na l'Amati che se la sua creazione è an-

peggi, crealo da Leone X insieme con teriore al primo di tale ordine, gli toglie il

Giacobacci e altri nel i 5 i


7, essendo ve- luogo e precede. Egli inoltre riportando
rnilo in Roma 1' anno seguente, fu posto la disposizione di Sisto V, ora non più
a sedére in pubblico concistoro dopo Gia- in vigore,che un cardinal diacono dopo
cobacci, perchè era stato nominato dal essere stato io anni nel suo ordine, e
Papa dopo di lui : egli in veder ciò disse dopo la vacanza di tre sedi suburbicarie
ch'essendo stato ordinato vescovo prima otlar potesse alla quarta, purché parten-
di Giacobacci dovea precederlo. Leone do dal suo ordine vi rimanessero 1 o dia-
X, venuto di ciò in cognizione, ordinò coni ; afferma che anticamente a quel car-
che restasse ov'era slato collocato, senza dinal primo diacono che avesse coronalo
pregiudizio di sue ragioni, che nel primo due Papi, si concedeva la prima chiesa su-
seguente concistoro meglio avrebbe e- burbicaria che vacasse, come fu pratica-
sposto ; ma il Campeggi si contentò ce- to col cardinal Raffaele Piiario, che co-
dere al collega. I cardinali Osio e Gran- ronando Paolo III e Giulio III (dicasi
vela furono creati da Pio IV nel 1 56 r invece Alessandro VI e Pio III )
, eb-
in una medesima promozione, e sebbene be la chiesa di Albano (il cardinal Marco
ilsecondo fosse stato ordinato prima ve- Cornaro coronò Adriano VI e Clemen-
scovo, nella promozione tultavolta fu te VII, e nel \5i^ divenne vescovo di

dichiarato prima Osio. Quando questi Palestrina, ed il cardinal Francesco Pi-


si recò a Roma si dubitò chi di essi do- sani avendo nel i 555 coronato Marcel-

Tea godere la precedenza, ma fu risoluto lo II e Paolo IV, subito passò alla chie-

a favore di Granvela, per essere stato sa d'Albano). Non piaceva all'Amati


prima ordinato vescovo, giacché dice il questo passaggio de' diaconi all' ordine
maestro di cerimonie Cornelio Frimano episcopale senza aver toccato quello dei
ne'suoi diarii del 1669: Quando Papa preti, e narra che Leone X die la chiesa
non declarat in specie quod vultaliqiiem di Frascati al cardinal Farnese primo dia
esse prinium , non altendilur ordo no- cono Paolo III), dipoi
(poi prima lo fece

minationis, sed tantum dignitas persona- prete domenica 26 giugno 5 9, col ti- 1
1

rum. Il cardinal Giustiniani generale dei tolo de'ss. Quattro, enei sabbato seguen-
domenicani fu nel 570 creato cardinale1 te di propria mano lo consagrò vescovo

das. Pio V, insieme conRusticucci ch'era Tusculano, indi passò ad altre quattro
protonotario non partecipante, e nomi- chiese suburbicarie. Quanto si pratica
nato prima dell'altro (vedasi il voi. XVI, sull'ozione de'diaconi è anche detto nel
p. 1 35, ove parlai della precedenza del voi. XIX, p. 289. Inoltre vedasi Vescovi
generale sui protonotari non partecipan- suburbicari, Titoli, Diaconie, Cardila-
ti); ma fatto conoscere al Papa che i ie; ed il Piati, De cardmalis, cap. 2,
§ 4,
protonotari non partecipanti non prece- de oplione cardinalium.
devano ai generali degli ordini, nel con- OZURUM. Sede vescovile d'Armenia
cistoro pubblico Giustiniani fu posto a nel patriarcato di Sis, nella provincia
sedere sopra Rusticucci. Se un cardina- Sciahabunense. Oriens christ. t. 1 , p.
le diacono passa nell'ordine de'preli, opi- i44o.
PAC PAC

P
Jl AC ANDO, Pacaiuìus. Sede vesco- tra'suoi camerieri segreti soprannumera-
vile della provincia di Licia nell'esarca- ri , indi di soli 28 anni non solo Io pro-
to d'Asia, sotto la metropoli di Mira,e- mosse a prelato domestico, ma poco do-
relta nel IX Coinman-
secolo, secondo po a nunzio di Colonia, e nel concistoro
ville. Al presente Pacando, Pacanden, è de'26 settembre y85 lo preconizzò ar-
1

un titolo vescovile in partibus, che si con- civescovo di Dannata in parlibus, venen-


1
ferisce dai l'api, e Pio IX lo die a mg. do consacrato il 17 aprile del seguente
Aidano Devereux, fatto vicario aposto- anno. Recatosi in Germania fece risplen-
lico del distretto orientale del Capo di dere in sé (come notai a suo luogo, an-
Buona Speranza. zi qui rammento che in moltissimi ana-

PACCA Bartolomeo , Cardinale. loghi articoli celebrai e celebrerò questo


Bartolomeo Pacca nacque in Benevento, amplissimo personaggio ,
per cui mi li-

da antichissima famiglia patrizia, a'2.5 di- mito a iudicare soltanto le sue principa-
cembre 7 56, da Orazio marchese di Ma-
i li qualità e uffizi importanti che con gran
trice e da Cristina Malaspiua discenden- lode disimpegnò), dinante tutto il tem-
te dai celebri e potenti marchesi e signo- po di sua grave nunziatura, maraviglio-
ri della Lunigiana, mentre era arcivesco- sa sagacità e destrezza nel condurre gli

vo della patria l'illustre e benemerito affari spettanti al suo delicato officio, non
pro-zio mg. T Fraucesco Pacca, di chiaro che singoiar fortezza d' animo nel soste-
nome per avere rinunziato 1' offertogli nere e difendere i diritti della s. Sei\e e
cardinalato, essere stato modello di epi- de'suoi rappresentanti, contro le preten-
scopale perfezione e per avervi lasciato sioni e i maneggi di que' polenti che o-
tre utilissime fondazioni, le orsoliue , i savano allora di oppugnarli, proteggen-
missionari , la biblioteca. ( Abbiamo di do a tale elfetto il celebre ex gesuita Fel-
P, S. Sorda : Discorso storico sopra la ler che oppugnava validamente le av-
vita e le opere di mg. F. Pacca arciv.
1'
verse opinioni. Dimorando in Colonia ,

di Benevento ). Venne educato dapprima Pio VI gli affidò l'onorevole incarico di


nel collegio de' gesuiti in Napoli, poscia portarsi qual nunzio straordinario pri-
nel collegio dementino de' somaschi iu ma Federico Guglielmo II re di Prus-
a
Roma, ove applicossi con tanto ardore sia, allorquando egli si recò in \\ eslfiilia
agli sludi della storia e delle belle Ielle- nel 1788, poscia a Luigi XVI redi Fran-
che ancor giovanetto meritò di esse-
ri', cia, iu epoca che cercava salvezza da una

reannoveralo Ira membri della celebre i fuga, la qual seconda missione non ebbe
accademia ili Arcadia. Compiuto il cor- effetto per le sopravvenute vicende poli-

so di filosofìa e trasferitosi nella nobile tiche. In premio di sua zelante condot-


accademia ecclesiastica (di cui poi fu be- ta, lo stesso Pontefice lo trasferì alla nun-
nefico protettore ), die pur opera agli slu- ziatura di Lisbona, ove passò ai I mag-
di delle scienze legali e sacre, nelle quali gio 1795, dopo aver preso in Roma la di

tanto approfondò, clic eccitò verso ili


si lui benedizione , e poscia Del pontificio
té l'ammirazione degli slessi suoi precet- nome presentò le ricche fascie benedet
tori. Pio VI primieramente l'annoverò te per l'infante d Antoni -co Pio
86 PAC PAC
in Portogallo. Ivi ancora si conciliò la rarca, con cui avea avuta comune la ca-
slima di tulle le persone savie e dabbene, lamità dell' esilio, nel quale eziandio gli
però dovette opporsi con pello aposto- si rese utile co'suoi consigli in Fontaine-
lico agli assalti del giansenismo ricove- bleau. Indi Pio VII a' 26 settembre lo
ratosi in quella regione, sotto !a prote- decorò della luminosa dignità di caraer-
zione del famoso marchese di Pombal.Gli lcngodi s. Chiesa, in cui cooperò alla rein-
avvenimenti derivati dalla rivoluzione tegrazione de'fondi invenduti agli ordini
francese e la detronizzazione del glorioso massime quelli della compagnia
religiosi,
l'io VI, impedirono a questi di premiar- di Gesù che tanto amò. Per volere del
lo colla porpora, al che prontamente sup- Pontefice per alcun tempo di nuovo eser-
plìil degno successore Pio VII, che nella citò il pro-segretariato di stato, allorché
prima promozione de' 2 3 febbraio 1801 il cardinal Consalvi andò al congresso di
lo creò cardinale dell' ordine de' preti , Vienna , e quando il Papa si rifugiò a
rimettendogli la berretta cardinalizia pel Genova egli loaccompagnò, affidando il
di lui nipote e ablegato mg.' Tiberio Pac- potere al cardinal Somaglia presidente
ca (
poi governatore di Roma), a ciò de- della giunta di stato. Nell'uffizio di ca-
putato benché dimorasse presso di lui nel- merlengo molte cose vantaggiose ope-
la nunziatura, ed il re Giovanni VI glie- rò, avendo nella sede vacante conialo
laimpose colle consuete solennità. Ritor- monete e medaglie col suo stemma. Ri-
nato nel maggio 1802 in Roma, dopo a- nunziato il camerlengato a Leone XII,
ver visitalo Gibilterra, ebbe per titolo la nel settembre 1824, fu da lui dichiarato
chiesa di s. Silvestro in Capite. Invaso pro-datario, nel quale uffizio venne pei
nuovamente dalle armi francesi lo slato suoi grandi meriti confermato da PioVll I
pontificio, in sì trista e calamitosa con- e Gregorio XVI, dopo essere intervenu-
giuntura di tempo a' 1 8 giugno 1808 gli to con autorità ai loro tre conclavi, e nei
Tenne affidata dal Pontefice la carica di due ultimi ricevendo molti voti pel pon-
pro-segretario di stalo quale sostenne , tificato. Pio VII nel 1 8 8 lo dichiarò ve-1

con decoro e s'ingoiar fortezza d'animo, scovo suburbicario di Frascati , e nel


corrispondendo pienamente all' aspetta- 182 1 di Porto e s. Ruflina essendo di- ,

zione di Pio VII ( al modo che con dif- venuto sotto decano del sacro collegio.
fusione narro nella biografia di quel Pa- Fregiato di queste qualifiche, Leone XII
pa non cessò mai energicamente di
), cui nell' anno santo 8 >5 lo deputò legato
1

assistere e incoraggiare con opportuni e a Intere, ad aprire e chiudere la porta


amorevoli conforti, in mezzo alle più or- santa della basilica di s. Maria in Traste-
ribili procelle. Trailo il Papa violente- vere, sostituita all' incendiata ed ora ri-
mente fuori di Roma a'f> luglio 1809, il sorta basilica di s. Paolo, con quelle par-
cardinale gli fu compagno fedele nelle ticolarità che notai nel voi. XII, p. 1 70

sciagure, sostenendo con alacrità i disa- e 20 1 descrivendo eziandio


, la bella me-
gi e la lunghezza del viaggio unito al suo daglia che perciò il cardinale fece incidere
fianco; e quindi separatone a viva forza con saggio accorgimento. JVel 1829 Pio
e rinchiuso nel forte di Fenestrellc, sop- Vili lo trasferì alle chiese d'Ostia e Vel-
portò con invitto animo per lo spazio di lelri, divenuto decano del sacrocollegio, e
oltre a tre anni la durezza della prigionia, fece Arciprete dell'arci basilica Lateranen-
pronto a dare il sangue e la "vita, ove il se. A Decano non solo dissi che esercitò le
bisogno lo chiedesse , in difesa della re- prerogative e cariche ad esso unite, che
ligione. Tranquillate le cose, a' ii\ mag- consagrò in sommo Pontefice Gregorio
gio 1814 partecipò agli onori del trion- XVI, e dell'analoga affettuosa allocuzio-
fale Ingresso in Roma del supremo gè- ne pronunziala; ma eziandio che avendo
PAC PAC 87
quel Papa creilo Vellclri inlegazionc a- ti mai vennero meno in lanla altezza di

poslolica, il cardinale ne fu primo lega- grado. Fu tenuto in sommo pregio non


lo. Perciò il senato e popolo di Vellelri meno dai suoi nazionali che dagli este-
coniò una medaglia colla sua somiglian- ri, fra' quali non v'ebbe persona di chia-
te effigie. Tanto amore e distinta stima ro nome, o di animo gentile che non si

ebbe Gregorio XVI per questo insigne recasse ad onore di conoscerlo e con-
porporato, che volle essere suo ospite più versare con lui familiarmente pel suo ,

volte a Vellelri e Ostia, tenendolo seco perspicace ingegno, indole soavissima ed


a mensa e in carrozza a spalla. Recan- alben fare inclinata. Riverito da ogni sor-
dosi a Frascati , ove il cardinale soleva ta di persone, venne onorato della stima
passare l' autunno, il Papa l'onorò sem- e benevolenza di parecchi principi e so-
pre di amorevoli visite: queste pur fece vrani, principalmentedi Pio VI, Pio VII,
nel suo palazzo in Pioma iucontro la chie- Leone XII, Pio Vili e Gregorio XVI.
sa di s. Maria in Campitelli, non che al- Fu leale e costante nelle amicizie, com-
la sua vigna e casino fuori di porta Ca- passionevole e generoso oltremodo verso
valleggieri presso la tenuta della Bravet- ogni sorta di sventurati; e molte città e

la, nella via Vitellia o Janiculensis , già luoghi dellostatopontificio,ordinie con-


spettante in un al contiguo oratorio di gregazioni religiose, sodalizi, pii istituti

s. Maria del Riposo a s. Pio V ( a Pe- e accademie l'ebbero ad amorevole ed


stilenze notai, che sotto Alessandro VII efficace protettore. Governò con pastora-
vi fu un lazzeretto); il casino fu dal car- le zelo le nominate diocesi suburbicarie,
dinale ridotto a piccolo museo, massime in alcune lasciando monumenti di sua
con pregiate sculture in marmo, rinve- generosa pietà e gusto per le lettere e per
nute negli scavi ubertosi da lui intra- le arti; e sostenne con decoro e vantag-
presi con successo presso Porto e Ostia, gio della s. Sede, le moltecarichc che l'un-

acciocché passando a godere quel quieto se. Coltivò con successo lo studio delle lin-

soggiorno campestre, l'archeologia e la gue, (Vacuigli furono famigliari la Iran

storia uaturale avessero ben donde pa- cese, l' inglese, la tedesca, la spaglinola
scere l' occhio e la mente dell' erudito. e la portoghese, oltre la cognizione del
Ponendo la vigna e il casino a piena di- la latina e della patria (avella, la quale
sposizione di Gregorio XVI, gliene die- scriveva con molta facilità e naturalez-
de la chiave, quale io restituii alla di lui za , riuscendo assai eleganti e forbite le

morte agli credi. Protettore e mecenate disseriazioni che lesse in diverse accade-
generoso degli artisti e de' letterali, sem- mie (di una feci menzione nel voi. X\ 1 1,

pre da essi fu con amore e ammirazio- p. 47 come di già ve argomento) , delle


ne circondato; il suo palazzo, la sua men- quali poi a moltissime delle primarie fu
sa, la sua conversazione potè dirsi una aggregato. Fece parte pressoché di tut
continua, dotta e istruttiva accademia ,
te le congregazioni cardinalizie, fu se-
ed suoi numerosi e rispettabili amici
i gretario di quella del s. offizio, e pre-
che lo frequentavano, non erano mai sa- fetto di quelle della cerimoniale, de've-
zi di apprendere dalla sua sempre fresca scovi e regolari, e della correzione de' li-

memoria, vasta e profonda erudizione, comeancora presidente del


bri orientali,
e lo sue tante cognizioni per la lunga ,
coniglio supremo della camera apostoli»
felice sperienza in ogni genere di cose, e ca nelle congregazioni si fece ammirare
;

pelprudente e maturo consiglio esperi per senno e libertà di consiglio, di cui


mentalo da molti ; accoppiando al sape* fecerosemprealtocontoi Pontefici. Scrii
re nobiltà di modi, urbanità singolare ture insigne di parecchie opere per <rera

e graziosissinia bontà d'animo, quali do- cita storica contemporanea, per candore
88 PAC PAC
di penna, per gravità ed utilità di sen- Iatlia di petto, sofferta con esemplare ras-
tenze celebratissime, non potevano non segnazione; munito di tutti i conforti del-
riuscire sommamente mas-
interessanti, la religione, passò il cardinale al riposo
sime quelle cherisguardanoi nostri tem- de' giusti il 19 aprile i844> d'anni 87 e
pi, perchè compilate da chi ne fu testi- 4 mesi circa, e più di 43 anni di cardi-
monio illustre, e parte insieme degli av- nalato, in cui fu vero ornamento del se-
venimenti clamorosi del declinare del se- nato apostolico. La sua morie fu una per-
colo decorso e di quelli del corrente, fe- dita che venne pianta universalmente, e
raci di tante vicende. Le celebrai nella la memoria di lui vivrà in benedizione,
lettera dedicatoria alla mia opera stori- cara e preziosa nel cuore degli uomini,
co-liturgica : Le Cappelle pontifìcie, car- finché durerà nel mondo gentilezza di af-
dinalizie e prelatizie, Venezia i84'- A- fetti e amor verace per la virtù. Né per-
nimato dalla singolardegnazione con cui duto veramente può dirsi chi, sebbene tol-
gustava questo mio Dizionario, lo pre- to allo sguardo mortale, vive ancora co-
gaicome prefetto della cerimoniale e de- presenteal pensiero ed al cuore di quan-
s'i

cano del sacro collegio a permettermi che ti il conobbero. Il funerale si celebrò nel-
a lui l'intitolassi ed egli prontamente
, la chiesa di s. Maria in Campitelli o in
vi condiscese, e poi mi donò onorevole Portico; pontificò la messa il cardinal
e simbolico contrassegno della partico- Lambruschini, con l'assistenza di Grego-
sempre lar-
lare bontà e propensione cui rio XVI, dolentissimo di s*j grave perdi-
gamente mi riguardò, a mia confusione ta, che fece la solenne assoluzione, ed ivi,

e consolazione, servendomi di nobile sti- come sua parrocchia, per testamentaria


molo a progredire ne'miei laboriosi slu- disposizione restò sepolto. Nel n.°3qdel
di di ecclesiastica erudizione. Ecco l'e- Diario di Roma
ne pubblicò la bella ne-
lenco delle opere edile, da me pubblicato crologia il Paolo Carola cu-
eh. prof. d.
nella citata lettera, delle quali megliofac- stode generaled'Arcadia, dichiarando vo-
cio menzione a'rispettivi articoli in cui le lere poi dar piena e compiuta contezza di
cito per autorità. Memorie istoriche per questo esimio personaggio. Altra e assai
servire alla storia ecclesiastica del seco- importante si legge nel n.° G ùeW Album 1

lo XIX , tre edizioni. Memorie storiche, di detto anno 1 844> c' el Gazola, sulla vita
J
della nunziatura di Colonia. De grandi edazioni del cardinale, col suo ritratto in-
meriti verso la Chiesa cattolica del clero, ciso. Nel medesimo il conte Francesco
della università e de' magistrali di Co- IM angelli pubblicò una bellissima canzo-
lonia nel secolo XVI. Relazione del viag- ne. 11 eh. poeta Angelo Maria Geva nel
gio di Pio VII a Genova. Notizie, sul 1 845 stampò un soave canto in terza rima

Portogallo e sulla nunziatura di Lisbo- porpora lo. In dello anno nei


delle lodi del
na. Notizie istoriche intorno la vita e gli Diari di Roma, n.° 7 e 60,, si riportano le
scritti di mg.'' Francesco Pacca arcive- accademie celebrale per encomiarne l' ec-
scovo di Benevento. Ad utilità della re- celse doti, dalla Tiberina in cui lesse l'elo-
pubblica letteraria lo pregai ancora nella gio il conte Tommaso Gnoli decano degli
medesima lettera a permettere la pub- avvocati concistoriali, e dal collegio de-
blicazione delle altre sue opere inedite, mentino con discorso di Emiliano Carca-
e la ristampa colle importanti posterio- no, ed in ambedue un' eletta schiera di
ri sue giunte delle Memorie storiche per persone recitò molti poetici componimen-
servire, ec. Dopo avere riportato per ca- ti, tutti celebranti i singolari pregi di che

duta nella propria stanza, forte contusio- s'infiorò la vita di questo principe della
ne al femore, fu due volte visitalo dal Chiesa. Il cardinale lasciò in omaggio di
Pontefice, indi contrasse una penosa ma- venerazione e riconoscenza al Papa un bel
l'AC PAC 89
quadro Matteo, e tra le sue bene-
di s. pagni erano uniti alcuni degli emigrali
si

fiche disposizioni istituì per la nobile sua preti francesi, non che diversi alunni dei

famiglia una prelatura , e pel primo ne collegio Libano (in proposito di che è a
gode vantaggi il degno nipote mg. Bar-
i
r
vedersi quanto dissi nel voi. XIV, p. 22 j

tolomeo Pacca, giù ammesso in prelatu- del Dizionario ) di propaganda fide, i

ra e fatto canonico Vaticano ila Gregorio quali nella soppressione del collegio era-
XV F, ora vice presidente del tribunale no rimasti raminghi. Passando il p. P.ic-

criminale di Roma. canari co' suoi per Firenze, riuscirono a


PACCANARI Nicolò di Trento, con- presentarsi al venerando prigioniero Pio
ciapelli di professione, indi soldato in \ I, che dal i.° giugno — r )<S trovatasi
1

Roma nel corpo delle corazze, per una nella Certosa, e gli umiliarono vari me-

predica che udì dal dottor Dalpino, ca- moriali, che tutti incominciavano cosi:
po allora delle missioni Libane, rinun- Nicolaus Paccanari superior generali*
ziò alla milizia e al mondo per dar- socielalis Fidei Jesu postulai. Erano le

si ad una vita penitente. Ritiratosi a Lo- domande, che gli alunni di questo isti-

reto per consiglio dello stesso Dalpi- tuto potessero essere ordinati senza pa-
no, nella solitudine invocando il patro- trimonio a titolo di missioni ; che i col-

cinio di Maria Vergine, compilò delle propaganda rimanessero sciolti


legiali di

regole da osservarsi da quei compagni, dal giuramento emesso nel collegio Ur-
che Dio gli avesse dato per impiegarli bano, unendosi a questo istituto; che go-
nella sua gloria ed alla salvezza delle a- dessero il privilegio di recitare l'uffizio di
nime. Tale scritto, come opera d'un uo- tutti i santi gesuiti, ed altre simili doman-
mo quasi affatto privo di lettere e ignaro de. Tanta analogia del p. Paccanari con
ile' doveri della vita religiosa, comparve s. Ignazio, tali grazie pontificie ottenute,
come un prodigio, e riscosse l'approva- confermarono in molti l'opinione già in-
zione di molli, cui sembrò vedere per valsa che per questo uomo rinasceva la
mezzo di quest'uomo come risorgere nel- compagnia Gesù. Tra molti ex. ge-
di i

r
lo stato pontifìcio la benemerita compa- suiti, vi fu mg. Sanbonifazio canonico
gnia di Gesù. In fatti gli si associarono di Padova, uomo di grandissimo credito
subilo diversi compagni, tra' quali qual- e di non poche ricchezze, il quale, veden-
che sacerdote, e gli riuscì di avere una doli passare per Padova, li accolse come
casa in Spoleto. Nata questa società, che figli, e trattenendone alcuni, assegnò loro
sidisse della Fede di Gesù, incontrò im- un piano del suo palazzo, assumendo il

mediatamente una fiera persecuzione peso di mantenerli. I più continuarono


nella repubblica romana, che allora ap- il viaggio sino a \ ienna, dove il p. Pac-
punto nel 1798 sorse sulle rovine del canari Mele in breve tempo accrescersi il

trono temporale del Papa per cui il p. ; numero de' suoi seguaci, con alquanti
Paccanari ed i suoi compagni, legati co- sacerdoti che ivi eransi uniti per menar
me malfattori, su cani furono traspor- vita apostolica, ed incerti del corno, eb-
tati in Castel s. Angelo, dove toccò al p. bero per un tratto della prOV vìdei
Paccanari quella camera stessa ch'era conoscere il p. Paccanari, le sue :

servita per carcere al rispettabile p. luc- ed intensioni, e cominciarono a darsi al-


cigenerale de'gesuili. Formati processi, i i
< di 1 santo ministei 0. Ma tanti ec-
non si trovò in essi alcun debito Don ; clesiasticicon nuova forma di vestilo e
pertanto furono esiliati dagli stati repub- di parecchie nazioni, incedendo da ge-
blicani. 11 p. Paccanari co' suoi 1 is suiti, diedero sospetto al governo, il (pia-
tero di rifugiarsi in non picciol numero le li consigliò ad abbandonar \ ienna, e
ne'dominii austriaci, poiché ai pi imicom- •
rono in l agli a, Qui fu dove il p.
1
9° PAG PAC
Paccanari ebbe non senza divino aiuto tidella virtuosa arciduchessa, la quale

un potentissimo e inaspettato appoggio avea contemporaueamente raccolto don-


nella pietà dell'arciduchessa Marianna zelle nella casa già de' maroniti, ed a-
d'Austria sorella dell' imperatore Fran- perto un convitto di altre donzelle nello

cesco II , e abbadessa di s. Giorgio di stesso palazzo da lei abitato, ove fu vi-


Praga. Questa principessa appeua co- sitata dal Papa, dai cardinali, dai prelati
nobbe quest' uomo straordinario, gli si e dalla nobiltà : della divozione sua a
fece protettrice e madre, e giudicando s. Ignazio ne parlai nel voi. XXX, p. 1 72
opportuno per l' istituto procacciarsi il del Dizionario. Intanto andavasi dila-
favore del nuovo Papa, che sfavasi crean- tando l'istituto del p. Paccanari, il quale
do in Venezia, si condusse a quella me- oltre la casa di Roma avea quella di Pado-
tropoli col p. Paccanari e suoi com- vani nuovo quella di Spoleto, e per l'ac-
pagni. Creato Pio VII, il p. Paccanari a cennata unione coi preti di Vienna, se
mezzo dell'arciduchessa se ne guadagnò n'erano fondate anche a Dilinga, a Sion
la protezione: benché di poche lettere nel Vallese, in Francia ed a Londra. Ma
•venne ordinato sacerdote, e potè forma- mentre il p. Paccanari avea motivi di tan-
re le più grandi speranze pel suo istitu- to compiacersi della sua opera, non gli

to. Portandosi in Roma ilPapa, l'arci- mancarono argomeuti di esitanza e di af-


duchessa Marianna lo seguì, adoperan- Priniieramentea'22 giugno 1 802
flizione.

dosi poi onde verificare le concepite lu- con decreto del corpo legislativo di Fran-
singhe ;
quindi si trattò coi teatini pei* cia vi fu soppressala società, benché fosse
acquistare la casa e chiesa loro di s. Sil- slata approvata dal Papa, come asserisce
vestro al Quirinale, ch'essi vedevano dif- l'ab. Belluino, Cont. di Bercastel, voi. 1 , p.
fìcile poter conservare. Riuscì il trattato, 1 58, il quale aggiunge, che i padri della
sborsandone l'arciduchessa il prezzo e fa- fede obbligavansi al voto d'una perfetta
cendone acquisto con approvazione pon- ubbidienza verso il Papa. In Francia essi

tificia pel p. Paccanari e suoi religiosi. aveano 3 o 4 case, come in Belley e iu A-


Divenuto il p. Paccanari proprietario di miens. Dipinti con colori sinistri pac- i

sì opportuuo stabilimento, tutto si diede ennaristi in Francia, fu prescritto agli ec-


co' suoi alle opere proprie del più vivo clesiastici addetti alla congregazione che
zelo apostolico. Accolse nella casa di s. si ritirassero nelle rispettive loro diocesi
Silvestro, oltre la sua numerosa famiglia, e vi rimanessero sotto la giurisdizione
gli orlimi dell' Ospizio di Tata Giovan- degli ordinari. Quindi alle vive istanze
ni, ed ivi aprì per essi diverse scuole ed del re delle due Sicilie, di ripristinare i
officine per istruirli ne' mestieri. Intro- gesuiti ne' suoi stali, ben volentieri cor-

dusse nella chiesa catechismi, prediche, rispose Pio VII col breve de' 3i luglio
tridui, novene, e un'assidua assistenza al i8o4; ciò, e l'ordine ch'ebbero pacca- i

confessionale. Premuroso della sua gio- nai isti di non comparire iu pubblico che
ventù, ne promosse gli studi secondo le col collarino da prete, come pure le suc-

ottime regole de' gesuiti, ed romani am- i cessive vicende politiche di Roma, raf-

mirarono saggi ch'essa ne diede ( nel


i freddarono speranze del p. Paccanari,
le

1807 esisteva col titolo Collegii Ma- ed alla fine restarono estinte quando Pio
riani, e furouo stampate Tlieses ex uni- VII colla bolla del 7 agosto 1814, con
versa philosophia). In pari tempo il p. plauso universale, ristabilì per tutta la
Paccanari aprì un collegio pei nobili gio- Chiesa l'esimia compagnia di Gesù. Inol-
vani nel palazzo Salviati alla Lunga ra, tre Pio VII concesse la chiesa e casa di
che chiamò Collegio Mariano Salviati, S. Silvestro alla congregazione della Mis-

sempre assistito dai costanti generosi aiu« sione (F.) di s. Vincenzo de Paoli, iu
l'AC PAC 9 i

compenso di quella del noviziato e chie- si può vedere Lupi e nel Buonarroti,
nel
sa di s. Andrea de' gesuiti che restituì , ove sono esempi anche dell'acclamazio-
alla compagnia di Gesù nell'agosto 8 \ i i . ne liturgica Pax (cenni, Te in pace, Te-
Che poi ne avvenisse del p. Paccanari, cum pace, altre cristiane acclamazioni.
tanto sono incerte e opposte le notizie e L'origine di queste é evangelica ed ebrai-
dicerie sparse per Roma, che quello che ca, come l'altra Pax vobis. Altre accla-
\i ha di più certo si è che non se ne sa mazioni furono: Pacca
le in Dio, pres-
nulla. La tradizione che ci è rimasta è sfa- so il Fabrelti; e Dormii in pace, di cui
vorevole e piuttosto infelice al p. Pacea- parlai altrove. L' abbandono e 1'
obblio
nari,chc nell'auge in cui si trovò, fu pre- delle offese, reso sensibile coll'amorevo-
so dall'orgoglio e da altre passioni. Aven- le amplesso e col bacio di pace, fu co-
do egli realmente incominciato il suo i- stume piissimo invalso dai primi tempi
stituto con ottime e rette intenzioni, po- della Chiesa, ricordatoci da s. Giustino
tè inesso ricevervi parecchi uomini di un nella sua apologia 2. A tale alto di cri-
merito distinto. Non è vero che in Roma stiano amore veniva il popolo incitato, se-
vi si sieno ascritti alcuni gesuiti ; uno solo condo s.Cirillo, diacono
/Xfirt.5,n.° 2, dal
entrò tra i paccanaristi, ma poi ne usci. che rivolto al popolo diceva arnplcclimi- :

Bensì Pio VII autorizzò nel i8i4 gl'in- ni et osculamini vos invicela. V. P. Mul-
dividui della congregazione della Fede di leri, Disscrt. de osculo sancto Jenae ,

Gesù a potere entrare nella da lui rista- i6j5e 1718. G. G. Langio, Conimtn-
bilita compagnia di Gesù,quandoil p. pre- talio de osculo pacis veterum christiano-
posito generale li accettasse, e colla con- rum, Lipsiae 1747- M. B. deNiedek, De
dizione che dovessero farvi un anno di osculo religioso, in lib. De veter. adora-
noviziato, invece di due, che hanno luo- tionibus, e. 25. Dai primi apologisti del
go nella compagnia, e ciò in considera - cristianesimo si rileva il rito di mandare
ione di quello già fatto tra i paccanari- l'Eucaristia in segno di pace e benevo-
sii. In vero ve n' entrarono molti esem- lenza, perchè tutti i riti della primitiva
plari e dotti, ed appunto per avere il p. Chiesa tendevano all'unità e alla pace da
Paccanari nel suo istituto rispettabili re- conservarsi tra' i fedeli, giusta ciò che
ligiosi potè un tempo fare eccellente fi- trovasi scritto negli alti apostolici e nel-
gura , ed eziandio comparire anco assai le lettere di s. Paolo. L'Eucaristia in se-
istruito e pieno di cultura. gno della comunione e unità, che pas-
PACE, Pax. Concordia, pubblica e pri- sava tra' vescovi e il capo della Chiesa,
vata tranquillità, contrario di guerra e di da questo (u loro talvolta mandata in un
discordia : pace è detta da patto, il quale alla professione di fede, e si spediva pu-
si deve fedelmente osservare dalle parti re ai titoli o parrocchie per lo «desso og-
contraenti. Il Mamachi, De costumi dei getto, rito chedurò lino quasi al secolo
primitivi cristiani, tratta quanto l<>>se X. Gli antichi cristiani prima ili parte-
grandetta loro la pace, che derivava dallo cipare alla mensa eucaristica pregavano
scambievole amore fraterno e dalia reci- pace e diuturnità di vita agl'imperatori,
proca carità, come fedeli osservatori del 11Iinnalzavano preghiere a Dio pel po-
precetto evangelico di non fare ad altri ciò polo romano, per eli eserciti e pel mj-
che non piaceva foste fatto a loro. La pa -
Dato, coi rispondendo in tal modo all'o-
ce colla Chiesa i cristiani espressero negli dici feroce che li perseguitava Le prime
Epitaffiy Iscrizioni, Laudi ed Acclama- omelie de' SS. Padri popolo pinna (li
.il

zioni (F.),
' con l'acclamazione fu pace, ammetterlo alla comuuiutie, sono pieue
eh'è la più comune che leggasi ni lapidi ilei precetto subii me e strettissi modi per*
sepolcrali uscite dai sacri cimiteri; cumc donare le olfese. il patriarca alessandri;
9* PA C P AC
no s. Giovanni 1' Elemosiniere, menile desta ecclesiastica e la civile, ossia fra
celebre! va il sacrifizio, rammentando l'of- ilPapa ed sovrani o chi n'esercita l'au-
i

fesa ricevuta da un nemico , interruppe torità, per amore dell'unità e della pa-
Ja preghiera e pacificatosi coll'offensore ce, e per troncare gravi e nocevoli di-
sali dinuovo l'altare; di poi respinse dal- vergenze, quando si è attentato alla in-
la comunione il diacono Damiano, per- dipendenza della potestà della Chiesa,
chè nutriva odio contro taluno. V. Ba- dalla potestà ci vile; in fine per tutelare la
cio DI l'ACR, PiCE DELLA MESSA, LJ AX V0B1S. religione di Cristo e bene comune del- il

A Tregua diDio dirò di quella che fa- la sua Chiesa. Di questo ampio argomen-
ceva cessare le ostilità iti alcuni tempi de- to tenni eziandio proposito a Disciplina
terminati, oltre cenno che riportai nel
il ecclesiastica, Immunità ecclesiastica
voi. XXIV, p. 2 7. Nel secolo XIII furo-
) ed analoghi articoli. JN'oudiineno aggiuu-
no istituiti ordini equestri per pacificare geròqui alcune considerazioni, che armo-
le fazioni, come quello della Fede dì Ge- nizzando col soggetto principale del pre-
sù Cristo e della Pace, e quello de Gau- sente articolo, gioveranno in pari tem-
denti. Iti alcune città d'Italia, onde re- po a conoscere la origine e il fine vero
primere le guerre intestine, furono isti- de' concordati. Le quali considerazioni
tuiti collegi di pacilìci , come a For- toglierò dall' aureo libio: Della natu-
lì. Paciere ,
paciario e paciale antica- ra e carattere essenziale de' concordali,
mente si chiamarono i pacificatori o con- disseriazione, Parigi dai tipi di Firmino
servatori della pace, cioè quelli incarica- Didot, i85o. Questo libro, benché ano-
ti dal Papa a far osservare la pace, a co- nimo e di piccola mole, pure rivela un
loro cui i Pontefici o i concilii aveano grande conoscitore del diritto canonico,
ordinato Questo u/lizio di
di osservare. uno scrittore di profonda dottrina e di
paciere ebbero diverse città, non che
1' vasta erudizione civile-ecclesiastica , in
lloma con autorità di giudice gli anti- ;
fine un uomo eminente nella Chiesa di
chi romani lo chiamavano magisler e- Dio, come divinò il vicario di Ginevra
(juiluinj più tardi il paciere di Roma si ab. G. Mermilloud(neH'£y/m'e/\?,an. 19,
disse mastro giustiziere il Vedasi Mu- n.° 109). Tale altresì lo giudicarono i

ratori : Introduzione alle paci private, benemeriti della religione e della mora-
Modena 1708. In moltissimi articoli par- le , il Cattolico di Genova, e la Civiltà
lo delle più famose e importanti paci, cattolica, voi. 4>
P-
6(35-
massime dicendo de' legati e nunzi apo- Spetta esclusi vameute all'autorità ec-
stolici per le paci e alleanze, di cui fu- clesiastica , che governa la società cri-
rono mediatori Papi fra
e benemeriti i stiana, il diritto di definire, di corregge-
principi cristiani, implorando con ora- re gli abusi, modificare o riformare, «piai
zioni e digiuni dal pacifico Signore quel- saggia madre e maestra, senza cambia-
la pace che ci portò in terra quando ven- re il suo spirito, la esteriore disciplina,
ne a redimerci e consolarci. F. Gloria secondo le particolari circostanze de'luo-
JN EXCELSIS Deo ET IN TERRA l'AX. Delle ghi e de'tempi, con prudente condiscen-
paci conchiuse a mediazione e per le pa- denza in cose che non si oppongono ai
terne sollecitudini de' Pontefici , trattai domini eal gius divino, ed in giovamen-
pure a Milizie e Congresso. J\el 782 fu 1 to della pace e quiete de* regni, pel salu-
stampato: Doveri de' principi guerreg- tare e placido governo in bene dei sud- ,

giami verso i principi neutrali. diti tranquillandone le coscienze. Lo che


All'articolo Concordato parlai dique- fusempre a cuore de' Papi ministri del
sto atto solenne che si conchiude intor- Dio di pace, perciò più volte si determi-
no oggetti disciplinari misti, fra la po- narono a concedere privilegi indulti, ,
PAC P A C 93
dispense, grazie ed esenzioni apostoliche, pi, alle repubbliche, ai capitoli, non che
provvedendo cosi con U-ggi speciali di di- per la presentazione di soggetti idonei
sciplina ai bisogni spirituali di alcuni rea- per alcune altre dignità ,
per tutto ciò
mi , moderando con rettitudine ciò che che riguarda la collazione , riserva o
spetta al foro esterno, onde eliminare modificazione dei benefizi ecclesiastici ,

scandali, dissensioni e turbamenti, con- padronati , alienazioni e sanazioni ri-

trari a quella pace che ci portò il Sal- guardanti i beni di Chiesa ;


per la co-
vatore. Ora ecco il principio e il germe gnizione delle cause ecclesiastiche e ap-
dei concordali : fino a che tali concessio- pello alla s. Sede; pel giuramento di

ni, indidti, ec. riguardarono più il favo- fedeltà de'vescovi alla sovranità con for-
le verso chi ne veniva arricchito, che non inole condizionate; per provvedere alla
il vantaggiogenerale della Chiesa, ebbero indennità della fede e de'costumi pei cat-
la forma ordinaria, quella che in simili tolici che vivono in regioni eterodosse,
casi suol praticarsi tuttavia dalla s. Sede; come per altre cause che si possono ri-

ma quando si estesero a più gravi inte- levare ne' concordati che riprodussi nel
ressi, quando tratta vasi di assicurare l'e- citato articolo, ed in tulli gli articoli che
sercizio dei diritti della religione, quan- riguardano le nominate materie. con- I

do modificavano per un' intiera nazio- cordati dunque comprendono doveri i

ne alcuni canoni di disciplina, quando de'principi,e le liberalità de'sommi Pon-


era necessario spiegare il diritto, toglie- tefici; sono alti solenni, con cui quelli ri-

re le dissensioni, prevenire i mali, e per- conoscono 1' indipendenza dell'autorità


ciò gli stessi privilegi aver effetto di leg- della Chiesa, e promettono ili protegger-
gi per obbligare i sudditi all'osservanza, la ne' limiti fra' quali è ristretta la loro
allora preseroun carattere più solenne, protezione; ed Papi in loro favore con-
i

vestirono una forma pubblica e si chia- cedono indulti e privilegi e delegazio-


marono Concordati. Ognuno che pren- ni intorno a materie ecclesiastiche per ,

da a disamina i concordati da me ripor- quiete delle coscienze; sono in som ma pei


tati nell'articolo di questo nome, rimar- Pontefici tratti di paterne e amorevoli
la pienamente convinto di questa veri- condiscendenze, e conducenti a produr-
tà. Parimenti si persuaderà, che con- i re l'amichevole accordo e la necessaria
cordali furono promossi dai principi, non unione fra il sacerdozio e l'impero. Quin-
potendo da loro provvedere in cose che di i concordati non devono confondersi
eccedevano le loro facoltà, e mediante con que'trattati che la diplomazia suole

suppliche e non con prelesedi diritto; e conchiudere con certe forme per sem-
che furono dalla s. Sede sanzionati per plici temporali interessi e con palli com
gravi molivi, come per l'esercizio libe- detti sinallagmatiei (o contratti recipro-
io della cattolica religione, per la liber- citra due persone). Per la sublime su-
tà de'fedeli di comunicare colla romana premazia della Chiesa, a lei sola per giu-
chiesa, madre e maestra di tulli i cre- ste cause e in caso di necessità compe-
denti, per l'esercizio libero della giuris- te il pieno diritto di modificare e inter-
dizione de' vescovi e loro dotazione, co* pretare, come di revocare e sciogliere i

me per quella del clero secolare e rego- concordati, avendone essa soltanto la le-

lare; per la venerazione dovuta alle co- gittima giurisdizione, quando nel privi-
se sante e alle persone sacre; per l'osser- legialo si verificasse abuso ed eccesso .

vanza della disciplina ecclesiastica per ; quando non a edificazione, ma in distru-

la circoscrizione delle diocesi o erezione zione egli si servisse dei salutari e be-
<li nuove; per le nomine de' vescovi at- nigni indulti apostolici. Se ciò i\.\ ulu-
tribuite con ispeciali privilegi ai princi- lilo sia avvenuto negli stati sardi rispetto
94 pAe PAC
al concordato conchiuso nel 1841 fra tenere inviolabile la stabilita pace, fu ad
il glorioso Papa Gregorio XVI e il re entrambi dal legalo amministrala la co-
Carlo Alberto (di cui feci cenno nel voi. munione ; dopo di ciò presentato loro il

XXXII, p. 332, e diedi un sunto nel libro degli evangeli, rinnovarono sopra
voi. XXXIV, p. 38), lo giudichi il savio di esso il giuramento, e lo stesso fecero i

lettore, e ne tragga le giuste conseguen- rispettivi figli eredi della corona, insie-
ze.Nel mio articolo Concordato, come me con altri principi e magnati. V. E-
dianzi ho detto, incominciando dalla vangelio, Giuramento, e Agnus Dei, ove
transazione o pacificazione del i ili fra rimarcai che dopo il secolo X, attese le
Papa Calisto II e l'imperatore Enrico V, grandi avversità della Chiesa, fu ordina-
e dal concordato germanico nel i447 to, che in luogo del terzo miserare nobis,
conchiuso dal Pontefice Nicolò V cou si dicesse dona nobis paccrn, tranne la
l'imperatore Federico III, fino al concor- basilica Lateranensc, per ciò che dissi nel
dato convenuto fra il Papa Leone XII voi. XII, p. 4*« Altrove notai che Nicolò
e Guglielmo I re de' Paesi Bassi, ripor- 111 per ottenere la pace tra' principi cri-
tai i principali concordati sino a' nostri stiani, prima di detto versetto ordinò si

giorni stipulati fra la Sede ed mo- s. i cantasse nella messa solenne il salmo
narchi e repubbliche, mentre ne'propri Lactatus suni con alcuni versetti e la col-
articoli degli stati aggiunsi altre oppor- letta prò pace : lo stesso ordinò Giovan-
tune notizie, ovvero parlai di quei con- ni XXI11 per estinguere il lungo scisma
cordati non riprodotti a Concordato ,
e ridonar la pace alla Chiesa. Vedasi il

comedi quelli conchiusi dopo la pubbli- Bona, Far. liturg., lib. a, cap. iG, § 4s c
cazione di tale articolo. In questo feci Bocca, -in Paralipomcnis in commetti, de
parola, per la distinzione che deve far- Campani*. Della famosa pace religiosa,
sene, di quei trattati di rapporti inter- fondamento e principio della libertà re-
nazionali convenuti fra' Papi quali su- ligiosa de' protestanti, ne parlai nel voi.
premi signori dei domimi della Chiesa ro- XL, p. ic)5, ed a Passavia. A' loro luo-
mana, ed principi o stati sovrani, egual-
i ghi dissi delle paci riprovale dai Ponte-
mente per ispirilo di pacifica condiscen- fici, come lesive de' diritti della Chiesa, o
denza. Di tali trattali anche in molti ar- pregiudizievoli al cattolicismo, come fe-
ticoli fo cenno, ove pure parlode'più ce- cero Innocenzo X colla pace di West-
lebri trattati di pace, di federazione po- falia conchiusa in Miinslcr e Osnabriick
litico-commerciali eh' ebbero luogo fra (F-), e Clemente XI con quella di Da-
sovrani secolari o fra le repubbliche o ilen, di cui feci parola nel voi. XXVI li,
fra primi e le seconde, pel reciproco tem-
i
p. imediante la bolla Romanus Pon-
\S,
porale vantaggio de'popoli. . Diploma- V ti/ex, de'o dicembre 1718. A Grego-
i

zia, Sovranità della s. Sede. rio XVI citai la costituzione da lui ema-
Fra i tanti modi tenuti dai nunzi e nala nel 1 83 1 per amore della pace, ri-
legati nel celebraresolennemente le con- mettendo in vigore quanto erasi stabili-
cordie stabilite, solo farò menzione di to dai suoi predecessori e in ispecie da Cle-
quella ottenuta da Innocenzo VI nel mente V nel concilio generale di \ iali-
) 36o a Briligny dai re di Francia e d'In- na, e dopo di esso da Giovanni XXII,
ghilterra, permezzo di Egidio Aisselliui Pio lì, Sisto IV e Clemente XI. Ordinò
che creò poi cardinale. Questi alla pre- pertanto che in avvenire, a ben condur-
senza de'due principi celebrò la messa, re l'amministrazione da Dio affidatagli,
e giunto n\Y Agnus Dei, rivoltosi ai so- se per avventura nel trattare di cose
vrani coli' ostia santa tra le mani, dopo ecclesiastiche co' temporali governi di
aver essi giuralo sopra di quella di mau- contrastalo dirillo, avessero qualificato
PAC PAC 95
alcuno de' loro capi ed onoratolo col ti- greci sogliono dare la pace prima della
tolo d'una dignità qualunque, fosse pure consacrazione, secondo il decreto del
di re, non venisse con ciò attribuito o concilio di Laodicea. Con la parolac-
acquistato o confermato alcun diritto, ce si costumò di salutare fnio all'A-
mentre intendeva solo di riconoscere il scensione di Cristo. Alla parola pace gli a-
fatto senza entrare in discussione di di- postoli nelle salutazioni aggiunsero la pa-
ritto; protestava in ultimo che nell'at- rola grada. Il pax tecutn fu ancora se-
tuale rovesciamento di cose, non altro gno di comunione cattolica si soleva ; di-
egli cercava se non Cristo, e che propo- re al lettore quando dovea leggere in
neasi quale unico scopo di ogni sua in- chiesa l'epistole di s. Paolo. Di alcune
trapresa, ciò solo che potesse più eflìca- antiche forinole di dar la pace nella mes-
cemente conferire alla spirituale ed eter- sa si può vedere il Garampi, Memorie,
na felicità de' popoli. Finalmente a Es- p. 192. Il primo a riformare l'abuso ch'e-
clusiva dichiarai doversi riguardare av- rasi introdotto nel dare il bacio di pace
vertenza pacifica, tollerata per amore nella messa, prima del tempo osservato
della pace, preziosa a tutti, segnatamen- dall'uso della Chiesa, cioè prima della
te alla Chiesa. comunione, fu s. Innocenzo Papa del I

PACE DELLA MESSA. Funzione 4o2, come si ha óaW'epist. ad D ecenti uni t

ecclesiastica , che o col segno di


si fa cap. Vedasi il capo, Pacem de consecr.
1 .

baciarsi nell' abbracciamento, o col por- dist. 2 ; Le Brun, t. 1, p. io3 ; Pouget,

gere a baciare l' istrumento osculato- t. 2, p. 881; Bingamo, AnLiq. eccl., t.

rio, ossia una tavoletta sacra d' argen- 6 , p. 2qrj e Lambertini, Del sacrif.
;

to, d'oro o altro metallo, e talvolta de- della messa, t. 2, par. 4> sez. 1, p. 4oo.
corata di preziosi ornati, come quella Dopo Innocenzo III e all' epoca citata,
che descrissi nel voi. XLV, p. 37, ordi- come osserva quel Pontefice, De myst.
nariamente coli' immagine del Salvato- mìssae, lib. 6, cap. 5, i francescani in-
re, detta la pietà, talvolta dipinta ; cioè trodussero la tavoletta della pace o l'ab-
nella messa dopo l' Agnus Dei{F.) e di- ì
braccio, per ovviare agli abusi che pote-
cesi propriamente dar la Paee(V.). Del- vano ulteriormente introdursi dalla ma-
l'origine dell'istrumenlo chiamato oscil- lizia umana, poiché gli uomini baciavano

latorio, derivato dalla pace, che nella mes- furtivamente le donne, benché il bacio
sa davasi tra le persone d'un medesimo santo frequentemente fu praticato dai
sesso col bacio, trattai nel voi. XI, p.. 226. primitivi fedeli nelle chiese e nell'incon-
A Evangelio della messa ed a Messale trarsi. A' tempi di Tertulliano davasi la
parlai del bacio di essi, a chi si dà a ba- pace colla patena, e nel lib. De orai, dice
ciare, e che fra i significati avvi quello di che si negava ai cortigiani, come persone
pigliar la pace da Cristo. A Milano par- ambiziose , e perciò lontane dalla vera
lai della pace ricchissima donata da Pio pace e quiete, stando in continue turba*
IV a quel duomo. A Bacio di pace dissi zionij ma s. Pio V proibì di dar la pace
di quello che nell'antica disciplina si por- colla patena. Tertulliano chiamò il bacio
gevano scambievolmente fedeli, che as- i suggello dell'orazione, che però si trala-
sistevano a' sacri misteri, prima che il sciava ne' giorni di digiuno, dandosi non
sacerdote facesse la comunione, sino al solo nella messa, ma pure al fine delle

1 198 circa, onde fu sostituita la tavolet- preghiere della chiesa, sia che si facessero
ta, non che degli altri baci di pace nella ne' sacri templi, che nelle case privale.
messa e in altre funzioni. Anche prima Osserva il Macri, che s. Filippo prescris-
alsanto bacio aggiunge vasi il Pax lecums se nelle costituzioni di sua congregalo •

e dicevasi dopo il Pater nosler: però i ne, che nella sera finita l'orazione men-
9G PA C l'AC
tale, in segno di concordia e pace, si por- coli' istruraenlo o tavoletta baciata da
lassead ognuno a baciare colia tavoletta quello che ricevette immediatamente la
dipinta il simbolo della pace. pace dal celebrante, come prescrive il
La pace nella messa solenne la riceve Caeretn. episc. lib. i, cap. 9.4. L'ordine
il diacono dopo V Agnus Dei, e il Dona poi di dare la pace è quello stesso che
nobis pacem, dal celebrante in abbrac- si osserva nell'incensazione. Dal suddia-
ciamento, cioè questi ponendo le sue cono si dà a quei laici che furono in-
braccia sopra di lui omeri o almeno le
i censali dal diacono, e dall'accolito agli
sue mani, e dicendo: Pax lecuni. Se vi- altri, come scrive il Diclich, Diz. sacro
gesse in qualcbe luogo l'uso, die quello litui:, della messa solenne § 18. Essen-
il quale dà la pace pone la sua destra dovi il prete assistente, esso deve pigliar
sopra l'omero sinistro di quello die la la pace dal celebrante e darla al suddia-
riceve, la sinistra poi sotto le ascelle, si cono per portarla al coro, e poi al dia-
potrà continuare. Il diacono sottopone cono. Ciò che si pratica quando celebra
le sue braccia a quelle del celebrante, il vescovo, o quando assiste, si può ve-
china ad esso capo prima e dopo l'am-
il dere nel Macri, Not. de' vocab. etcì., ver-

plesso, e avvicina la guancia sinistra al- bo Pax, il quale riferisce che la con-
la sinistra pure del celebrante, in modo gregazione de' riti a' 5
161 4 de-luglio
ebe ambedue si tocchino leggermente, cretò, che il suddiacono mai deve dare
dicendo il diacono nel riceverla et citta : Ja pace ai secolari, ancorché fossero prin-
spirita tuo. Indi il diacono adora il sa- cipi o signori del luogo. Nel darsi la pa-
gramento, si volta al suddiacono e gli ce coll'istrumento o coll'amplesso, sem-
dà la pace, il quale ricevutala e fatta la pre chi comunica deve dire ,/Prt.r lecititi;
la

genuflessione all'altare, accompagnalo e chi deve rispondere, et citta


la riceve
da un accolito si porta al coro e dà la spirila tuo. La pace regolarmente nelle
pace al primo di qualunque ordine, inco- messe private si tralascia, quando non
minciando dai più degni, poi agl'infe- vi finsero prelati o magnati o persone
riori ; ritornato il suddiacono all'altare, ragguardevoli, come avverte il Gavanto
iàtta la genuflessione, la dà all' accolito par. 1, tit. 10, rub. 2, il quale dice che
che lo accompagnò, la dà ezian-
il quale il velo con cui si asterge ristrumento o
dio agli altri die sono intorno
accoliti tavoletta della pace dev'essere del colore
all'altare. Si deve notare, die quello che del paramento.
dà la pace non s'inchina ad alcuno^ se Quanto ha luogo nella cappella pon-
non che dopo di averla data; quello poi tifìcia presente o assente il Pontefice, lo
che la riceve s' inchina prima e dopo di dissi a Cappelle Pontificie, in un al ba-
averla ricevuta: parimenti quello che dà cio che riceveva il Papa nella spalla de-
la pace, dice : Pax tecttm, e quello che la stra dal primicero de' cantori al princi-
liceve risponde: et cuin spirita tuo, e si pio della messa, per denotare 1' angelo
abbracciano scambievolmente, avvici- che annunziò ai pastori la nascita di Ge-
nandosi le loro guancie sinistre, perchè sù , ed iu significato ch'egli portò la pa-
sono dalla parte del cuore come si è , ce in terra; quindi i due diaconi assi-
«letto del celebrante col diacono. In qua- slenti facevano altrettanto, baciando pri-
lunque occasione, il primo dopo di ave- ma l'altare; questo ancora faceva nel fi-
re ricevuta la pace dal suddiacono, la dà ne della messa il prete assistente avanti
a quello che segue^ questo ad un altro di darsi la benedizione. A Cappella del-
e cosi di seguito sino all' ullimoj senza la Circoncisione riportai il cerimoniale
inviti, i quali si fanno soltanto neU'In- come procede la dispensa della pace, e
ccnsazione (F.). Ai laici si dà la pace come il prete assistente la comunica al
PAC PAC 97
laico principe assistente al soglio, ed il 1 avea ancora annunziata a' suoi disce-
maestro di cerimonie al senatore, con- poli ; e che si tralascia eziandio nelle mes-
servatori di Roma maestro del sacro
e se de' morti, perchè essi non sono più
ospizio, altri laici. Descrivendo poi il soggetti alle turbazioni di questo seco-
pontificale di Pasqua, dissi come l'udi- lo. Per medesima ragione nelle mes-
la

tore di rota porta la pace al principe as- se de' morti non erano esclusi al tempo
sistente al soglio ed agli altri nomina- della consecrazione gli energumeni e i

ti nobili laici. Allorché il Papa celebra pubblici penitenti, perchè non si dava
messa bassa nella cappella pontificia per la pace, né si porgeva la comunione, la
la processione del Corpus Domini, al- qualesempre era unita con la pace; laon-
l' Agnus Dei il prefetto delle cerimonie de presso s. Cipriano e altri autori, al-
prende dalla credenza ristrumento del- cune volte dare pacem, signifi-
la frase,

la pace, e nel darla a baciare al Papa ca porgere la comunione, la quale da s.


questi dice: Pax lecum, ed il cerimonie- Ignazio martire fu chiamala Pax Cini-
re risponde : et curii spirila tuo. Indi il sii. Il Durando scrive, che anticamente

cerimoniere porta a baciarla pace ai car- non si dava la pace ai monaci, per es-
dinali dicendo: Pax tecum. Prima vi sere già morti al mondo.
era l'irregolare costumanza che il ceri- PACE [de Pace). Città con residenza
moniere taceva baciare l'istrumento al vescovile nell'America meridionale nel-
incardinai vescovo, al incardinai pre- l'alto Perù, nella repubblica di Bolivia,
te, ed al i.° cardinal diacono, e questi capoluogo del dipartimento del suo no-
si rivoltavano genuflessi e si passavano me, a 98 leghe da s. Cruz della Sierra,
la pace. Questa costumanza si è tolta, alle falde del fianco orientale delle Ande,
ontic se il cerimoniere trova i cardinali che verso questa parte presentano il mon-
genuflessidà a baciare a ciascuno l'istru- te Illimani. una delle più alte creste, a

mento; se poi li trova in piedi, come al- qualche distanza dalla sorgente del Ma-
cune volle è accaduto contro la regola deira. E posta in valle profonda, scava-
di questa messa, allora lo fa baciare al ta e bagnata dal torrente Choqueapo.
primo solo d'ogni ordine, i quali la pas- La cattedrale è un solido e bellissimo
sano ai loro colleghi. Quando il Papa edifizio, sotto il titolo di s. Maria della
ascolta la messa bassa, il libro dell' -£"- Pace, munita del fonte sacro, con par-
vangelioe la pace gli vengono presentati roco e due sacerdoti che lo coadiuvano,
a baciare da un cardinale, e in mancan- avente prossimo l'episcopio. Al presente
za di esso dal prelato maggiordomo : se ampliandosi e ornandosi la cattedrale,
l'ascolta nella cappella domestica, fa ba- l'ufliziatura si fa nella chiesa parrocchia-
ciare al Papa la pace un cappellano se- le di s. Domenico. Il capitolo si compo-
greto o un chierico segreto, e in loro ne di 3 dignità, la i." delle quali è il de-
mancanza chi serve come fa- la messa, cano, di 5 canonici compreso il teologo
ceva io con Gregorio XVI, come inol- e il penitenziere, di 5 porziouari, 3 con
tre ebbi la religiosa consolazione di ser- l'intera prebenda, e 1 con la metà, e di
vire costantemente e solo a lui stesso la altri preti e chierici. Vi sono altre \ chie-
divotissima messa per ventini anni, e sem- se parrocchiali e con battisterio, 4 con-
pre con crescente edificazione. A Cap- venti di religiosi, 1 monasteri di mona-
pelle pontificie ancora notai , che nel che, sodalizi, ospedale, monte di pietà e
giovedì e venerdì santo non si dà la pa- seminario. Que-ta città, una volta ric-
ce in detestazione del finto bacio dato chissima, molto soffrì per una rivolta di
da Giuda al divino Maestro; che non si indiani; visi fa gran commercio di mat-
dù nel sabato santo, perchè Cristo non te o erba del Paraguay. Ricevette il no-
TOL. L.
98 P A C PAC
ine di Pace, o la Paz de Ayacuclio, o sopra l'immacolata Concezione, con gran
Nuestra Senora de la Paz, nella sua scienza, energia e plauso universale. In-
fondazione nel 1 548, in memoria del- tervenne ai comizi di Giulio III, da cui
la tranquillità ristabilita colla disfatta di ottenne in titolo Balbina, e poi fu ascrit-
s.

Gonzalo Pizzarro, fratello de'conquista- to all' inquisizione. Dalla chiesa di Jaen


tori della regione peruviana per la Spa- passò a quella di Siguenza,e fu surroga-
gna, onde la città si disse, Pace nelle to alToledo vice-redi Sicilia, perchè oc-
ìndie occidentali di Spagna. Nel 1 824 cupato nella guerra di Siena. Nel gover-
il congresso Boliviano proclamò la to- no del regno si mostrò pieno d'integrità
tale indipendenza della contrada, e nel e prudenza, componendo le querele tra
seguente anno avendo principio nuova la nobiltà e il predecessore. Nelle discor-
politica esistenza, la Pace divenne capo- die tra Paolo IV e Filippo II s'interpo-
luogo d' uno de' dipartimenti che com- se con tutto l'impegno per pacificarli, e
pongono la repubblica. La sede vesco- tal riputazione si acquistò che nel concla-
vile fu eretta nel 1608 da Paolo V,suf- ve di Pio IV poco gli mancò ad essere elet-
fraganea come lo è ancora della metro- to Papa. D'ordine di Paolo IV in Roma

poli di Piata, nella cui diocesi era il ter- assistè al capitolo generale de' gesuiti, in
ritorio ampio che la forma, composto di cui fu eletto generale il p. Lainez, indi
più luoghi e molte parrocchie. primo
11 trattò gli elettori di lauto convito, e nel
vescovo fu Domenico di Valderama do- i55y divenne vescovo d' Albano. Morì
menicano, morto nel 161 5. Nel 17^.1 nel i56oin Roma, d'anni 60, e trasferito
nelle Notizie di Roma s'incominciòa pub- in Ispagna ebbe tomba nel castello della

blicare i successori. Pio IX nel 1848 fece Puebla denominato di Montalbano, nella
vescovo Michele Orosco di Cochabamba, chiesa di s. Chiara, da lui magnificamen-
e poco dopo sapendosi eh' era già mor- te fondata e provveduta di pingui rendi-
to, a* io aprile r85i sostituì l'attuale te, nel sepolcro de'suoi antenati. Fu tac-
1
mg. Mariano Ferdinando de Cordova ciato di essere più favorevole all' impe-
boliviano. Ogni nuovo vescovo è tassato ratore che alla s. Sede.
in fiorini 1 33, essendo le rendile circa PACECCO Fratesco, Cardinale.
scudi 1 1,000. Francesco Pacecco de'marchesidi Cer-
PACECCO Pietro, Cardinale, Pietro ralvo , nacque nella Spagna in Città
Pacecco spagnuolo, de' nobilissimi mar- Rodrigo. Da canonico di Toledo fu am-
chesi di Yillena, dopo essere stato came- messo da giovine nella corte di Carlo V
riere d'onore di Adriano VI e decano di e di Filippo II, ai quali pe' suoi servigi
Compostela, fu successivamente vescovo riuscì gratissimo. Portatosi in Italia col
di Moudonedo, di Città Rodrigo, di Pam- cardinal Pietro suo zio, fu spedito da
plona e di Jaen. Carlo V per la stima che Ferdinando di Toledo duca d' Alba a
faceva del suo alto merito, avendolo rac- Madrid, per sentire Filippo li intorno
comandato pel cardinalato con altri tre allecondizioni della paceda stipularsi con
soggetti, e vedendo questi soli creati, proi- Paolo IV, e benché riuscisse di soddisfa-
bì loro usarne le insigne finché non le zione del cardinal Caraffa nipote del Pa-
avesse Pietro. Dopo un anno Paolo 111 ai pa, da questi non fu ricevuto al ritorno
1 6 dicembre 545 lo creò cardinale prete,
1 in Roma. Allora si recò a Napoli , e si

mentre si trovava al concilio di Trento, restituì in Roma sotto Tio IV, il quale
dove fu riguardato come uno de' prelati ad istauza di Cosimo l e di Eleonora sua
per zelo e dottrina più rispettabili, aven- moglie, a'26 febbraio 1 56 lo creò car- 1

do parlato sopra la giustificazione, sopra dinale prete di s. Susanna. Fatto protet-


la residenza de' vescovi e loro uffizio, e tore de'regni di Spagna, presso la s. Se-
PAC PAC99
de, di venne amministratoreBurgos di ,
mi anni mostrò pie inclinazioni, ed a-
che in grazia sua fu elevata a metropo- vanzando in età fece rapidi progressi
li, celebrandovi il sinodo nel 5~ ). Es- i nella virtù. Morto suo padre, fu messo
sendo in Roma oratore di Filippo II ,
in casa d'un suo zio, uomo d'indole du-

presso s. Pio V, per la lega contro il tur- ra e tirannica, che lo trattò con molto
co, nel 1570 fu trasferito al titolo di s. rigore. Nel 1670, seguendo il consiglio
Croce in Gerusalemme, ed ascritto alla del »uo confessore, e col consenso dello zio,
congregazione del s. offizio. Devotissimo entrò nell'ordine dei minori osservanti ri

della Beata Vergine, donò al santuario formati aTorano, nella diocesi di Osioio
di Loreto preziosi paramenti sacri, e pro- Il suo fervore era pe' suoi fratelli mo-
mosse la venerazione al suo immacolato tivo di edificazione : egli possedeva tut-
concepimento. Intervenne a due concla- te le virtù che un superiore può deside-
vi, e morì in Burgos nel £79, donde 1 rare in un novizio, ma soprattutto l'u-

trasportato in patria fu sepolto nella cat- miltà, per cui cercava le occupazioni più
tedrale. penose e gl'impieghi più bassi e vili. Fat-
PACHNAUMIS. Sede vescovile del ta la sua professione solenne a' 28 di-
bassoEgitto, nella seconda provincia, sot- cembre 1671, i superiori, scorgendo il

to il patriarcato d' Alessandria, eretta nel suo ingegno e la sua pietà, lo destinalo
IV secolo. Ebbe 3 vescovi. Oriens dir. no al santo ministero. Pacifico si diede
t. 2, p.567. dunque allo studio della filosofia e del
PACI A NO (s.), vescovo di Barcello- la teologia, e fu poscia ordinato prete
na. Nacque nella Spagna nel IV secolo, Da questo istante Pacifico non visse che
di genitori assai ragguardevoli, e fu dap- per Gesù Cristo, come Gesù Cristo vi

prima matrimonio, dal quale


stretto in veva in lui. Esattissimo a conformarsi
<-bbe un figlio per nome Destro che , alle osservanze del suo ordine, facevasi
giunse alle prime dignità dell' impero. ammirare colla sua obbedienza verso 1

Padano si rese commendevole per l'in- superiori, coli' attaccamento al suo sta-
nocenza e per la santità della vita, ed to, e colla sua profonda venerazione pei
essendosi in seguito posto al servigio del- la Sede. Nominato guardiano di un
s.

la Chiesa, nel 373 fu fatto vescovo di convento del suo ordine nella città di
Barcellona. Edi meritò di essere anno- Sanseverino, lo governò con moltasaviez-
vera lo tra i più degni pastori, ed ezian- za e grandissimo zelo. Oltre di che predi
dio di occupare un posto distinto tra i cava assai spesso, spiegava il catechismo;
più dotti uomini del suo tempo, per la assisteva gl'infermi e i moribondi, e spe-
sua eloquenza e per l'eleganza del suo cialmente nel tribunale della penitenza
>tile. Mori molto avanzata verso
in età dimostrava il suo zelo per la gloria di
la fine del IV secolo, ed è nominalo nel Dio, e la sua abilità nel convertire i pec
martirologio romano il giorno 9 di mar- catori. Il suo storico riferisce, giusta i fat-
zo. Abbiamo ancora alcune opere di que- ti raccolti per la sua canonizzazione, ch'e-
sto santo, ch'i posto nel numero dei pa- gli ebbe il dono dell' orazione in grado
dri della Chiesa. elevalo , addu-
e quello della profezia ;

PACIFICHE LETTERE. V. Lette- cendo parecchie predizioni del santo che


re APOSTOLICHE C PELLEGRINI. furono verificate dall' avvenimento, co-
PACIFICO ni s. Severino (s.). Nac- me altresì un gran numero di miracoli
que nel i6t3 a Sanseverino, città del- operati da lui in tempo di sua vii. 1,0 per
la Marca d'Ancona, di nobile famiglia, di lui intercessione dopo la sua morte
avendo per genitori Anton Maria Di- Soffrì molti mali con angelica pazienza
vini e Maria Angela Bruni. Fin dai ori- e morì santamente in età di 68 annidi'-
ioo PAC PAC
ca, a'i4 settembre del 1721 nel qual , i poveri. Orando un giorno Pacomio nel
giorno si celebra la sua memoria. Pio VI deserto di Tabenna, sulle sponde del Ni-
nel 1785 lo comprese nel novero de'bea- lo, intese una voce che gli ordiuava di
ti, eda'26 maggio 83c) fu solennemen- 1 fabbricare in quel luogo un monastero, e
te canonizzato da Gregorio XVI. Ne nel medesimo tempo gli apparve un an-
scrisse la Vita il p. Stanislao Melcbiorri gelo, dal quale ricevette delle istruzioni
minore osservante, Roma i83g. intorno la vita monastica. Tornatoa Pa-
PACIFICO di Ceredaso (b). Nato nel- lemone, gli narrò quanto eragli avvenu-
la diocesi di Novara, si segnalò nell'or- to; quindi si recarono entrambi a Ta-
dine di s. Francesco colla sua capacità benna e vi fabbricarono una celletta ver-
per la direzione delle anime. Compose ti- so l'anno 32 j. In seguito Palemone tor-
ra somma dei casi di coscienza che fu , nò nella solitudine , e poco dopo morì
chiamata Somma pontificaie , perchè ap- santamente, essendo ricordato nel mar-
provata da Papa Sisto IV. La santità tirologio romano agli 1 1 di gennaio. Il

della sua vita e suoi frutti nella predi-


i primo discepolo ebbe s. Pacomio fu
eh'
cazione indussero lo stesso Pontefice a Giovanni suo fratello maggiore, e in bre-
crearlo commissario apostolico per pre- ve si vide alla testa di cento monaci. E-
dicare la crociata control turchi, che da- resse sei altri monasteri nella Tebaide, e
vano allora guasto all'Italia. Questo san- nel 338 scelse per sua dimora quello di
to religioso morì nell'isola di Sardegna Pabau o Pau nel territorio della città
,

nel 1482. Ilsuo ordine ne onora la me- di Tebe, il quale divenne più numeroso
moria a' 5 di giugno. e più celebre di quello di Tabenna. Fab-
PACOMIO (s.), abbate di Tabenna bricò eziandio una chiesa in un vicino
ed institutore dei cenobiti. Nacque nel- villaggio, a comodo dei poveri che guar-
l'alta Tebaide verso l'anno 292, da ge- davano le greggie, ed in essa leggeva al
nitori idolatri, che lo fecero allevare nel- popolo la parola di Dio, convertendo
le superstizioni del paganesimo e nelle molti infedeli; ma la sua umiltà gli fece
scienze degli egiziani. All'età di 20 anni sempre ricusare I' onore del sacerdozio.
fu aggregato alle truppe levate dall' im- Un altro monastero fece pure edificare
peratore Massimino, per prepararsi alla sull'altra sponda del Nilo, per sua sorel-
guerra contro Licinio e Costantino. L'as- la ch'era venuta a visitarlo, il quale ben

sistenza ch'egli ebbe da alcuni cristiani, presto fu pieno di vergini accese di zelo
e le virtù che in essi ammirò, fecero una neh' esercizio d' ogni virtù. Nel 333 s.

iva impressione sull'animo suo, e si Atanasio si recò a Tabenna per visitarvi


accese del desiderio di servire a quel Dio s.Pacomio, del quale faceva grande sli-
che inspirava tali sentimenti a'suoi ado- ma. L'eminente santità di Pacomio non
ratori. Laonde, terminata la guerra, si valse a guarentirlo dagli strali dell'invi-
ritirò in una borgata della Tebaide, ove dia. Egli fu citato nel 347 o 348 davan-
i cristiani aveano una chiesa, ed ivi si po- ti un concilio che si tenne a Latopoli ,

se nel numero de' catecumeni. Dopo le per rispondere ad alcuni capi d' accusa
prove ordinarie, duranti le quali si mo- che gli erano stati dati, dei quali egli si

strò fervidissimo, ricevette il battesimo. purgò, confondendo la malizia de' suoi


un vecchio no-
Ritiratosi inseguito presso nemici , e guadagnandosi l'ammirazio-
minato Palemone, che serviva a Dio nel ne di tutti i padri del concilio. In quel-
deserto con molta santità, si esercitòcon l'anno la pestilenza involò cento de suoi
esso nelle virtù, nella penitenza, nelle o- monaci, ed egli stesso cadde malato,
razioni, lavorando eziandio per guada- e morì in età di 5* anni. Il suo ordine
gnarsi il vitto ed avere di che assistere durò in Oliente fino all' XI secolo, ed
PAD PAD 1 o 1

Anselmo vescovo Avelburgo l'accorila


di ai un vescovato
(assoni, e vi fece erigtie
aver veduto nel monastero di Costanti- nel -i|j siitTraganeodi Magonza; ora però
nopoli 5oo religiosi che seguivano que- lo è di Colonia. La sua signoria tempo-
sto istituto. La testa di s. Pacomio è se- rale fu aumentata dall' imperatore En-
gnata a' 4 di maggio. Delle istituzioni ce-
i rico li, poiché il vescovo divenne sovia-
nobitiche di s. Pacomio e di quanto pro- no dello stato e principe dell'impero.
priamente fece, trattai in più luoghi e Questo stato si formò d'un territorio di
ne' voi. XX, p. 112, XLVI,p. 52
e 53, 82 leghe quadiate, con uua popolazio-
mentre a p. 41 ragionai delle sue mo- ne di circa 100,000 abitanti e Paderbo-
nache. na per capitale. Il suo importante com-
PADERBONA ( Paderbonen ). Cit- mercio, oggi quasi nullo, la fece ammet-
tà con residenza vescovile nella Vest- tere nella lega anseatica. A S. Leo.ne III
falia, degli stati prussiani, reggenza e ca- ho detto come si recò a Paderbona, e co-
poluogo di circolo, a 14 leghe da Min- me Carlo Magno splendidamente l'ono-
deu , alla sorgente della Pader. E resi- rò nel -99, alloggiandolo nel suo palaz-
denza d' un tribunale di giustizia pro- zo. ZSelie poche settimane che il Papa si
vinciale superiore , la cui giurisdizione trattenne con Carlo Magno in Paderbo-
comprende la reggenza. E cinta da mu- na, concorsero persone da tutte le par-
ra con 5 porte, ed ha 1 piazze pubbli- li per vederlo e venerarlo. Cousagrò in
che. La cattedrale è ampia, di eleganti Paderbona un altare, in cui collocò le
forme, sotto l'invocazione di s. Liborio s. Stefano, seco portate da Ro-
reliquie di
vescovo di Le Mans, il cui corpo ivi si ve- ma. Ritornando a questa, Carlo Magno
nera, ed è patrono di tutta la diocesi; vi fece accompagnare il Papa dagli arcive-
è il baltisterio, e la cura delle anime è af- scovi di Colonia e Salisburgo, da 4 ve-
fidata a un canonico, assistito da un vi- scovi e 3 conti. Neh 622 il duca di Bruna-
cario. Il capitolo si compone di 2 dignità, v\ idi , alla testa de' protestanti , se ne
prima delle quali è il prevosto ; di 8 ca- impadronì e saccheggiò la cattedrale.
nonici, compresi il penitenziere e il teo- Passò in seguito ai landgravi di Assia
logo, di 4 onorarii, di 6 vicari e di altri enei 1802 agli stati prussiani. Nel 1807
ecclesiastici. Niella città sonovi altre 4. questo vescovato entrò nella formazione
chiese parrocchiali, munite del fonte sa- del regno di "Vestfalia, ma nel 1814 ri-
cro, monasteri di religiosi e di monache, tornò sotto il dominio prussiano.
diverse confraternite, seminario, ed alcu- Il primo vescovo di Paderbona fu Ar-

ni ospizi e ospedali. L'episcopio è gran- maro o Allumalo sassone, istruito nel-


de e decente. Vi sono pure, chiesa lu- la fede cristiana da s. Burcardo, che pel
terana e sinagoga, scuola d'ostetricia e suo merito Carlo Magno nel ~qo lo no-
orfanotrofio. Possiede l'università Teo- minò moiì neh' 804: quan-
alla sede, e
dosiaoa fondata nei 101 ~>, un ginnasio, to ai successori si può vedere il t. del- I

ed il Furstenberger-hofj antico palazzo la Slor. eccl. d' Alemagna. Onorio III


de'sovrani d Alemanna. Ila fabbriche di creò cardinale il celebre vescovo Olivie-
tabacco e di birra. Paderbona o Padcr- ro. 11 vescovo Ermanno colla spesa <U
born, Piih rùorna, è aulicissima e cele- 5,ooo scudi fece la statua di s. Gio-
bre e vi furono tenuti due concili!: il i.° vanni apostolo nella basilica Laterauen-
nel -'7 per stabilitela fede cristiana nel- se e donò la relìquia
, di s. Liborio a
la Sassonia; il .'.. nel 786 per lo stesso og- Clemente XI, il quale nel i~>»i lo lin-
getto e per regolare gli allàri di quella ci aziòdi tulio cou breve; altro glie-
chiesa. Fu per qualche tempo la residen- ne diresse nel 1706, acciocché si oppo-
te di Cario Magno, allorché taceva gueri 1 nesse alle insìdie degli ciclici, sui brogli
102 PAD PAD
che facevano nell'elezione del vescovo di rio. Fu patria del celebre Gigli, tifoi
Mùusler, Francesco Arnaldo. Per mor- matore del calendario ecclesiastico.
ie di questi, essendopur vacante la chie- PADIGLIONE o Sinnicchio. Distin-
sa di Paderbona, Clemente XI ad istan- tivo e insegna delle basiliche io foggia
za del duca di Baviera concesse al figlio di grandissimo ombrello , formato di
Clemente Augusto 1' indulto apostolico drappij il cui uso di portarlo nelle pro-
di eleggibilità alle due chiese, ed essendo cessioni, probabilmente derivò dalla ne-
stato eletto, nel 1719 il Papa l'appro- cessità di mettersi sotto un padiglione al
vò, quindi lo consagrò nel 1727 in Vi- coperto dalle pioggie nelle lunghe pro-
terbo Benedetto XIII, essendo pure elet* cessioni. V. Ombrellino. Ne parlai in
tore e arcivescovo di Colonia. Suoi suc- molti luoghi, anche come insegna della
cessori nella sede di Paderbona sono i Chiesa romana colle chiavi incrociate.
registrati dal 1763 nelle Notizie di Ro- Vedasi il Macri, in Processio.
ma. Gregorio XVI nel 1845 per la bol- PADOVA (Pacluan). Città con resi-
la De salute animarum, di Pio VII, ri- denza vescovile antichissima, distante cir-
conobbe la nomina fatta dal capitolo del- ca 20 miglia da Venezia, 5 da Vicenza, 1

r
l'odicruo vescovo mg. Giovanni Fran- 24 da Treviso, e 1 49 da Milano, in mez-
cesco Drepper di Mellrich arcidiocesi di zo ad una fertile e bella pianura, in un
Colonia. Nel 184 3 aveva fatto vescovo clima sanissimo. Il Brenta ed il Bacchi-
T
di Licopoli l'alluale su (fraga neomg. An- gliene, unitisi in un solo alveo non lun-
tonio Holtgreven della diocesi di Pader- gi dalla città, serpeggiano nell' interno
bona. Questa è amplissima e contiene d'essa, ne bagnano per così dire ogni
molti luoghi e parrocchie. Ogni vescovo parte, fanno girare quantità di mulini e
è tassato in fiorini 6G6, avendo di ren- mantengono la nettezza della città. E-
dita 8000 monete imperiali prussiane, sternamente si estende la così delta spia-
coi rispondenti a scudi %ioo. nata o campagna rasa, ordinata dalla
PADERNO(s). V. Paterno di Vajt- repubblica veneta nel 1 5 1 3 dopo la guer-
NLh (S.). ra di Massimiliano I. La città è di figu-
PADERNO, Pattrnum. Città vesco- ra triangolare, cinta di mura con larghe
\ile d'Italia della Magna Grecia, sulla e poco profonde fosse, 20 bastioni e 7
costa occidentale, verso il capo Alice in porte. Queste tutte sono degne di osser-
Calabria Ulteriore secouda. La sede ve- vazione, principalmente quella di Portel-
scovile appartenne alla provincia eccle- lo ornata più delle altre, giacché nella par-
siastica di Sanse-verino, ed il suo vesco- te esterna ha più il carattere d'un arco
vo Abbondanzio fu uno de'lre legati che trionfale che di porta; e le altre due di Sa-
d Papa s. Agatone mandò al concilio di vonarola e di s. Giovanni, la prima del-
Costantinopoli nel G80. Quando i sarace- le quali lodata da Vasari ed altri scrittori.
ni invasero l'Italia,Paternum fu distrut- E sede di regia delegazione, di tribuna-
ta interamente, ed è comune opinione le civile ecriminale, d'intendenza di fi-
che il vescovato fosse trasferito ad L'in- nanze e di altri provinciali dicasteri, co-
briatico , forse verso il secolo X. In se- me capoluogo di un distretto di i5 co-
guito venne fabbricata nel medesimo muni, che conta circa 80,000 abitanti,
luogo una nuova città col nome di Cri- compresi quelli della capi tale che supe-
misa 3 oggi Ciro, sulla sommità d' una rano 4o>ooo. Da alquanti anni assai ab-
collina circa 8 leghe da Colrone, ca-
, bellita e quasi trasformata, le case souo
poluogo di cantone. F cinta di mura, altee ben fabbricale, ordinariamente con
con castello fortificato, 3 chiese, palaz- arcale. Fra i pubblici edifizi merita il
zo del vescovo ci' Umbriatico e semina primo luogo il palazzo di giustizia, del-
PAD PAD io3
lo della Ragione, posto nel centro della la del 1 *><)\; e l'altro dell'eroina Lu-
città, in mezzo
due delle sue belle piaz-
a crezia Dondi Orologio, fu eretto dalla
zej circondato da bei portici, meraviglio- città neli66r, poiché essa nel i6j>4 a-
so lauto per la sua ampiezza, quanto per veva imitato nella morte, superandola
l'arditezza delle sue volte. La sua gran nella costanza, l'antica romana Lucre-
sala, che piuttosto si può dire uua piaz- zia. Oltre a questi evvi pur anco il mo-

za coperta di piombo , è di figura rom- numento eretto a Tito Livio, ove sono
boidale, ed ha 3oo piedi di lunghezza e riposte le vi ha
credute sue ossa. Ciò che
ioo d'altezza, talché il Milizia la disse di singolare anche in questa sala, si è
la più grande ch'esista nel moudo, altri che raggi solari entrando per le fine-
i

la chiamarono miracolo dell'arte altra : stre, cadono successivamente di mese in


ampia sala è in Mosca (f^-), e dicesi la mese medesimi segni del zodiaco,
sui
più vasta eh' esista. Si ascende per 4 ne' quali esso si trova nel cielo. Secon-

due superbe loggie della


scale laterali a do l'opinione comune se ne vuole archi-
medesima lunghezza, fatte a volta, rico- tetto Pietro di Cozzo di Limena, e che
perte di piombo e sostenute da 56 colon- sia incominciata questa gran mole nel
ne di marmo bianco e rosso, e adorne 1172, avendosi dovuto prima seccare
di 58o colonnette del marmo istesso, un rigagnolo d'acqua. Gettate le fonda-
dalle quali si entra nella sala, ch'essendo menta e alzate eguali al terreno, dicesi
di una sola volta, e senza sostegno, fuori che sia restato interrotto il lavoro sino
che le sue mura, sorprende chiunque la al 1209, affinchè meglio si rassodassero
mira. Le 4 muraglie si vedono tutte dipin- Ripigliatolo poi in quell'anno, si prose-
te dall'alto al basso di pitture a fresco, con- gui in modo che 12 19 il saloue fu nel
dotte nella maggior parte da Giotto sul- coperto di legnami con archi; ma nel
le invenzioni di Pietro d'Abano, ristaura- 1 3o6 per consiglio e opera di fr. Giovan-
te poscia nel i6o8,nel i 74-4^ e nel 1762. ni agostiniano, si cambiò il tetto rifab
La mitologia degli antichi, gli emblemi bricandoloa volta, con arte meravigliosa,
di astronomia, le figure simboliche di e con lastre di piombo si ricoperse, aven-
tutti i generi sono ivi rappresentate, e vi dosi nello stesso tempo aggiunto le due
si vedono iscrizioni e scolture di vario loggie laterali. A'2 febbraio 1420, attac-
genere. Tra le altre meritano osservazio- catosi fuoco, tutto il tetto restò incene-
ne i busti in basso rilievo, attorniati di rito, ma tosto fu di nuovo ripristinato

chiaro-scuri del famoso padovano Cam- come prima, e demolite duemuiaglie che
pagnuolaj posti nel i565 sulle 4 porte lo dividevano in tre parti, venne a com-
del salone. Figurano essi , Tito Livio parire più maestoso. Nel 1- 56 a' 17 ago-
principe degli storici, fr. Alberto agosti- sto violentissimo turbine svelse quasi
niano teologo prestantissimo, Paolo giu- tutto il pesante coperto, e fu restaurato
reconsulto, e Pietro d' Abano. Ultima- sotto la direzione del celebre ingegnere
mente fu posta sopra l' arco della prin- bassanese B. Ferracina, il quale vi ag-
Btpal port;i una medaglia in
il' ingresso giunse la meridiana,
marmo scolpita dall' esimio padovano In un angolo
del prato della Vaile
Rinaldo Rinaldi, esprìmente V immagi- s'erge maestosa chiesa di s. Giustina
la

ne del famoso viaggiatore belzoni,il qua- patrona di Padova, una delle più ma-
le in vita ornò questo stesso salone con gnifiche e superbe d'Italia, e che pei sim-
due statue egizie. Evvi inoltre alcuni mo- metria, ampiezza di mole, sveltezza e-tan»
munenti nella facciala n ponente. Quel- ti altri pregi, forma e formò sempre l'ani*
1
la ool busto in marmo iti Sperone Spero* mtrazione'de viaggiatori e degl'intelli-
in, poeta, porla da- ">"
filosofo, oratore e la genti. Nel 1 1 demolita già la
io4 PAD PAD
vecchia, s'incominciò a fondai neuna nuo- s'innalza una gran cupola, ed
altre due
va modello del p. d.
sul Girolamo da appena minori sopra le braccia della me-
Brescia. Per le voragini incontrate, in- desima, come pure una 4-' sopra la tri-
credibile fu la spesa nelle fondamenta, buna. Queste 4s ian cu P e posano so- '
>

le quali assorbirono i materiali già pre- pra grandi arcate, ed evvi una cornice
parati per l'erezione di tutta la fabbrica. architravata su cui gira una balaustra-
Per gli errori trovati nel disegno, si so- ta. Agli angoli della crociera s'innalza-
prassedette dal proseguire la fabbrica si- no altre cupole minori rette d'arcate di
no al i 5 1 5, nella quale epoca si propose ordine secondario nelle navi minori, e
un altro modello di Sebastiano da Lu- che prendono in mezzo la cupola mag-
gano, ma risultando questo di spesa enor- giore. Di là della crociera vi sono altre
me, nell'anno seguente fu data commis- due cappelle da ogni lato, l'ultima delle
sione di farne un terzo ad Andrea Bio- quali fa capo alle navi minori; nel mez-
sco, detto Puccio dai capelli inanellati, zo vedesi la tribuna edil coro. Entrando

padovano che fu anche pioto per la


, in chiesa la prima tavola che meriti es-
fabbrica, con qualche piccola alterazione sere osservata è quella nel fondo del coro
nel progresso. Nel i52i si pose mano medesimo, opera del sommo Paolo Ca-
alla grande opera che nel giro di non
, gliari, ove in gran tela, con grandiosa e
pochi anni fu condotta a fine, tranne la nobile invenzione, si rappresenta il mar-
facciata che non fu mai eretta. Salita la tirio della santa titolare. Tutto l' inter-
maestosa gradinata, che le sta davanti, no della chiesa è ricco di eccellenti pit-
meraviglioso ed ollremodo armonico è il ture e di ornati. Appartenente ai mona-
tutto insieme che all'occhio dell' ammi- ci benedettini, alla magnificenza di que-
ratore si presenta. La pianta è di cro- sticorrispondeva anche il nobile ed im-
ce latina, ed ha tre navate; la lunghez- ponente monastero vicino, ornato di 4
za interna della principale è piedi 368, superbi chiostri, con buone pitture e sta-
l'altezza dalpavimento sino all' arco 82 tue, con comoda e grandiosa disposizio-
e la larghezza 42. Le due navate late- ne de'piaui superiori., con elegante e ric-
rali sono lunghe ago piedi, alte ca libreria. Serbato questo edilìzio a va-
41 e
22 taighe. La crociera è lunga 252 pie- ri usi, finalmente fu in esso istituita una
di, alta e larga come
mez- la navata di grande e ben regolata caserma degl'in-
zo. Le 8 cupole vedonsi esternamente validi. Della chiesa, abbazia, monastero
coperte di piombo; quella di mezzo, che e celebre congregazione di s. Giustina
di poco supera le altre in altezza, ha in- dell'ordine di s. Benedetto, poi unita a
teriormente piedi 1 33, e nell'esterno, Monte Cassino, parlai in più luoghi, co-
compresa la statua di s. Giustina, piedi me nei voi. VII, p. 277, X, p. 149 e
176. Due ordini di pilastri primario e 1 5o, XXXI, p. 2 1 7,XLVI, p. 181. Ab-
secondario, ambedue jonico-composti, a- biamo, Jac. Cavacii: Histor. coenobiid.
dornano questo tempio; tutti due posa- Justinae Patavinae, Venetiis 1606 et
no sul medesimo piedistallo e base: l'or- Patavii 1696. Celso di Verona Nar-:

dine primario regge maestosamente la raz. della traslazione de corpi santi dal*
gran navata di mezzo, ed il secondario la cìiiesa vecchia alla nuova di s. Giu-
le laterali.De' 4 inlerpilastri a ciascun stina di Padova^ ivi 1628. Descrizione
lato della nave maggiore, ognuno de'tre della chiesa di s. Giustina di Padova,
primi dà ingresso a due cappelle, e l'ul- e delle cose più notabili che in essa sono,
timo ad una sola, cosicché di qua della Padova 74 i 1 -

crociera, vengono a cadere 7 cappelle La basilica di s. Antonio, volgarmen-


por lato; sopra il centro della crociera te delta \\ Santo, de' minori conventuali,
PAD PAD io5
è senza contraddizione pel tutto insieme lavori, essendovi quivi l'oro, l'argento,
uno de'più celebri santuari del mondo, il bronzo, il granito, il verde antico, e
ove il corpo e la prodigiosa lingua di tanti altri preziosi marmi impiegati sen-
questo santo protettore della città, che za risparmio al suo maggior ornamen-
vi si venera, richiama un sempre cre- to. La facciata tutta di fiuissimi marmi,

scente numero di divoti : oltre alla sua anch'essa maestosamente si vede ador-
biografìa, ne trattai in diversi luoghi, na di statue, ornamenti e colonne, e nel-
come di sue traslazioni, di questo tem- l'interno oltre a tanti altri riputati la-

pio, e perchèsebbene di Lisbona questo vori si scorgono in 9 bassorilievi in mar-


francescano è chiamato di Padova, nel mo carrarese, altrettanti fatti o princi-
voi. XXVI, p. 58, 61 e 74. Questa vasta pali prodigi operali in vita ed in morte
e grandiosa mole, non compreso il san- dal santo medesimo. Merita anche par-
tuario, ha piedi padovani 280 di lun- ticolare menzione l'altra cappella detta
ghezza, 1 38 di larghezza e 1 io di mag- del santuario, nella quale si custodisco-
gior Del genere volgarmente
altezza. no preziose reliquie, raccolte in oltre 60
chiamato gotico antico,è terminata da 6 reliquiari antichi e moderni, la maggior
cupole, fiancheggiate da due campanili parte d'argento doralo e non pochi ar-
di antica costruzione. Fu incominciato ricchiti di preziose gemme. Si diede prin-
questo tempio nel 1255 dal celebre Ai- cìpio all' erezione di questo luogo nel
colo Pisano e compito nel i3o7, dalla 1690, ma soltanto nel 174? si potò
cupola in fuori che sta sopra il coro, trasferire le reliquie suddette dalla sa-
fatta soltanto nel \ùp.[y Tre volle fu grestia, ove prima si conservavano. Os-
danneggiato dal fuoco: la 1." nel 1
3q4 servabili sono le tre porte che chiudono
a cagione di un fulmine che vi recò non gli armadi o nicchie delle reliquie, tut-
poco danno; la 2/ il 3o novembre 567, 1 te ricoperte di metallo dorato, su cui
in occasione che s' illuminarono cam- i vedonsiin vaga forma disposti molti pez-
panili per la creazione del doge Pietro zi d'argento lavorati a cesello. In molti
Loredano, mentre cadendo alcuni fuo- altari nelle sparse cappelle e principal-
chi sui tetti della chiesa, squagliarono i mente in quelle dietro il coro, tutle di
piombi che li ricopre, e quindi appicca- ragione di nobili famiglie padovane, ve-
rono anche il fuoco ai legnami. Final- donsi molte pregiate pitture. Il presbi-
mente nella notte 28 marzo 1749 suc- rio, che per l'eccellenza della sua strut-
cesse quel tenibile incendio che consu- tura, per l'egregia sua architettura, no-
mò non poca parte del tetto, le cupole biltà e ricchezza de'suoi ornamenti, fra'
del coro e del presbiterio, quella detta quali si ammirano i bassorilievi in bron-
dell' Angelo e l'altra di s. Felice, tutto zo incassati nella mensa e nelle pareli
il coro eie cantorie coi famosi sedili, fi- del celebre Donatello, del Riccio e del
nissimi lavori di tarsia. L'interno di que- \ ellano, merita un esame particolare: è
sta basilica maestoso suo
corrisponde al fiancheggiatodallecantorie, sopra le qua-
esterno, adornando ogni più minuta par- listanno appoggiati a 4 pilastri altret-
te la prolusione de'martni, pitture, scul- tanti grandi organi con due (àccie per
ture, bassorilievi, bronzi, statue, metal- cadauno, cosicché ne vengono a forma*
li, gemme, Sorprendente è la mae-
ec. re 8, tutti messi a oro e ornati con sta-
stosa cappella mezzo stanno le
nel cui tue parimenti dorate. Vi si vede pure
Ceneri del gran taumaturgo, la (piale può un gran candelabro di bronzo, opera tiri

contarsi Ira le più ricche e magnifiche Riccio, nella quale ti spese 10 anni di
del mondo cristiano, sì per la preziosi- lavoro, chiamato dal Cicogoara il più
tà delle materie, che per l'eccellenza dei bello del mondo. A maggiore decoro del
i oG PAD PAD
tempio concorrono alcuni monumenti, raccolta intera e ordinata di tutte le iscri-
fra'quali meritano menzione quello fat- zioni della chiesa e de'chioslri, con rag-
to erigere da Girolamo Quirini patrizio giunta di tutte le sacre funzioni che vi si
veneto, a memoria del suo amico car- eseguiscono fra V anno, Padova nella
dinal Bembo; l'altro eretto nel i555 stamperia del seminario 18 16.
ad Alessandro Contarmi generale della Degna di osservazione è pure l'odier-
repubblica veneta; il deposito di Giro- na cattedrale, eretta sopra un modello
lamo Michieli nobile veneto; quello dei delSansovino, con alcune eccezioni, poi-
Marchetti nobili padovani, due medici ché vuoisi del Buonarroti, dedicata al-
di chiaro nome; l'altro di Catterino Cor- l'Assunzione della Beata Vergine. A' io
naro generale del mare, ed il mausoleo maggio i55i si diede principio al lavo-
cretto al conte Orario Secco padovano, ro, il quale nel 1 570 fu condotto a com-
morto sotto le mura di Vienna 683, nel 1 pimento, insieme con le sagrestie ed il

oltre a moltissimi altri monumenti com- campanile. Si proseguì in seguito la chie-


presi quelli de' chiostri. Sulla piazza di sa sulla norma del coro, ma per oltre
questo tempio si vede la statua equestre due secoli, che vi si spese dietro, soggiac-
di bronzo, posta sopra un eminente pie- que a notabili cambiamenti secondo ,

distallo, che rappresenta il famoso Era- le varie opinioni di chi ebbe il carico di
smo di Natili detto Gattamelata, forse proseguir la fabbrica, che fu compita nel
la piìi insigne opera del celebre Dona- 1754; tranne la cupola sopra la crocie-
tello, ivi collocata per decreto del sena- ra maggiore. Maestosa è questa fabbrica
to veneziano a perpetua di lui memo- ed adorna di belle pitture, ma soprat-
ria, e riguardala dagl' intendenti come tutto è degna la collezione di bei qua-
la prima statua fusa dopo il risorgimen- dri che si ammira nella sagrestia. L'al-
to delle arti. Del sontuoso tempio di s. tare maggiore è rimarchevole, cos'i il
Antonio, abbiamo: Valerio Polidoro dei sotterraneo, ove sono in venerazione le
conventuali, Le religiose memorie della ossa di s. Daniele martire, uno de'pro-
chiesa del glorioso Antonio confesso-
s. tettori della città, possedendo la chiesa
re da Padova, Venezia 5qo. Pietro Sa- i altri tre corpi santi, con altre reliquie.
violo, Arca del santo di Padova, ove si Ornano l'ingresso il monumento dedi-
contengono gli ordini e le regole colle cato a Gaetano dell'
s. illustre famiglia
aitali vengono amministrale le oblazio- Tiene, ed il mausoleo dell' imperatrice
ni e l'entrate, Padova 1 673. Le due chie- Berta moglie di Eurico IV, che avea ri-
se di Antonio e di s. Giustina, l'orlo
s. parato l'antica cattedrale. Ricca è la bi-
de' semplici, le accademie, le pitture prin -
blioteca del capitolo e racchiude codici
cip ali delle chiese, e il catalogo de'corpi preziosi. 11 capitolo si compone delle di-
santi, Padova 1*767. Bonaventura Peris- gnità di arciprete, arcidiacono, decano
sutti de' con ventilali, Notizie divote ed e- e primicero, di 27 canonici compresi il

ruditc intorno alla vita ed all' insigne teologo e il penitenziere, 12 semi-pre-


basilica di s. Antonio di Padova, ivi bendati, 12 altri beneficiati, e 60 e più
1 796. Angelo Bigoni de'conventuali (poi cappellani o mansionari, a G de' quali è
generale benemerito del suo ordine, di cui affidala la cura delle anime. Da questo
parlai come delle altre sue opere nel voi. illustre capitolo uscirono quasi tutti i

XXVI, p. 1 33) : Il forastiere istruito del- Papi veneziani, cioè Eugenio IV, Pao-
le meraviglie e delle cose più belle, che lo 11, Alessandro Vili e Clemente XIII;
siammirano internamente ed esterna- più di 18 cardinali, ed un grandissimo
mente nella basilica del gran tauma- numero di vescovi, nonché \ì Petrarca.
turgo s. Antonio di Padova, con una Successivamente venne ornalo di molli
PAD PAD 107
privilegi da Calisto II, Alessandro III, te, Boccaccio, Petrarca e Pietro d'Aba-
Urbano 111, Innocenzo 111 e Pio II. Il no. La chiesetta dell'Annunziata dell'A-
vescovo cardinal Rezzonico ottenne pel rena, così chiamata perchè costrutta nel
capitolo da Benedetto XIV, con la bol- i3o3 sopra le fondamenta d'un antico
1
la Simili acj dei ) febbraio i
744) ai ca " romano, il cui interno è tut-
anfiteatro
Donici l'uso della cappa magna e roc- to dipinto a fresco dal celebre Giotto,
chetto in tempo d'inverno, cotta e roc- con fatti dell'antico e nuovo Testamen-
chetto nell'estate, come quelli delle ba- to e con altre figure allegoriche, espri-
siliche di Roma,
cordone rosso al cap-
il menti diverse virtù e vizii. Si rimarca
pello, l'uso del canone e della bugia nel- soprattutto il primo riparto a sinistra,
la messa, i privilegi de'piotonotari apo- in cui è dipinto l' inferno e i tormenti
stolici, e di ornare col cappello prelatizio che soffrono le anime dannate, il (piale
di essi i loro slemmi. Il cardinale per fu così espresso da Giotto, dietro sug- i

memoria pose una lapide nel coro della gerimenti di Dante, che portossi in Pa-
cattedrale, facendovi incidere la conces- dova nel 1 3o6 per trovare l'amico. Po-
sione. Divenuto egli Clemente XIII, di- co appresso si ammira pur anco la va-
resse al successore il breve Quanlopere sta chiesa degli agostiniani eremitani, fab-
Palavìnam, 6 aprile 1763, ed al
de' 1 bricata sul finire del secolo XII e consa-
capitolo il breve Singalaris amor, con grata nel i3o3 dal trevigiano cardinal
27 croci di argento smallate in azzurro, Boccasini,poi dal b. Benedetto XI, assi-

colleimmagini, da una parte della Bea- stitoda due patriarchi , da un arcive-


la Vergine Assunta e dall'altra del b. scovo e da alcuni vescovi, come si leg-
cardinal Gregorio Barbarigo già vesco- ge nello Scolo, Memorie, p. 7 1 . E ric-
vo di Padova, e da lui beatificato colla ca essa di molti oggetti preziosi riguar-
bolla Inter assiduas, ed ordinò che le danti le belle arti, fra' quali primeggiali
croci il vescovo con fettuccia rossa le ap- dipinto di Guido Reni con s. Giovanni,
pendesse al collo de' canonici, e di esse l'altro del maecior altare di Lodovico
usassero in ogni luogo, acciocché dalla Fiumicelli, i vari freschi del coro di Gua-
immagine della loro patrona si accre- riento, e quelli preziosissimi nella gran
scesse la loro divozione verso di essa, e cappella a destra, del celebralo Mante-
da quella del beato vescovo si eccitas- gna, del Buono e dell'Ansuino. Sono as-
sero maggiormente a imitarne gli esem- sai pregievoli i monumenti in marmo
pi. Volle in fine, che alla morte d' ogni dell'Ammannati e del Canova. Il primo
canonico, la croce si portasse al tesorie- scolpì quello del celebre professore Be-
re del capitolo, e che la prima dignità navides; ed il secondo condusse gli altri

l'imponesse al nuovo canonico. Prossimo del principe d'Orange e della principessa


alla cattedrale è il magnifico episcopio. Callemburgo. La piccola chiesa dell' Ar-
Altre chiese degne di speciale men- cella è distante mezzo miglio fuori della
zione sono quelle di s. Michele, ridot- città per la porta Coalunga, presso la re-

ta in umile sialo, dell' Annunziata e di cente strada ferrala che conduce a Man-
s. Agostino ; e fuori della città il san- tova e deve arrivare a Milano. In essa mu-
tuario dell'Arcella. La chiesa di s. Mi- li s. Antonio Padova, onde il luogo fu
di
chele era ragguardevole pel suo vesti- ridotto a chiesa, essendoun ospizio del-
bolo, nel quale si vedevano i ritratti l'ordine serafico con monastero di mo-
di alcuni Carraresi, antichi principi di nache fondato da s. Francesco. ~Sv\h\
Padova, ed singolari funerali di Maria
i grande spianata del i5og furono levate
\ ergine, ove le ligure dipinte di \ spet- le monache e tradotte in città, ed at-
tatori si credevano veri ritraili di Dan- i terralo il monastero; ma per quanti sfoi-
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zi si facessero per distruggere la cella do- vò Urbano IV concedendogli privilegi ;

ve il santo passò ai non vi


beati riposi, altrettanto poi fecero altri Papi mas- ,

si potè mai riuscire più tardi le fiuma-


; simamente Clemente VI ed Eugenio IV,
ne che allagarono le propinque campa- con bolle, quali si riportano da Antonio
gne non osarono mai penetrarvi, quan- Puccobono, De gymnasio Patavino, lib.
tunque d'un piede più basso al circostan- 1, cap. 2, e da Filippo Tomassini, cap.
te suolo della chiesa che la racchiude. 6, Agri patavini inserìpliones sacrae et
Questa per opera del p. Azevedo fu re- prqfanae. Altri privilegi e particolari
staurata nel 1770, il quale avea forma- prerogative ottenne l'università da diver-
to un'unione di divoti di tutta Italia. Ai si imperatori ed altri monarchi, e dal-
nostri giorni poi e nel 1837 > alcuni di- la repubblica veneta. Il suo locale, co-
voti e i religiosi del santo, sostenuti dal- munemente chiamato il Lo, non deriva
la pietà dell'attuale vescovo, rifabbrica- già dal numero delle 60 cattedre, come
rono la chiesa, l'ingrandirono e abbelli- alcuno s'immaginò, ma perchè quivi e-
rono, dandogli miglior forma, edifican- sisteva un albergo coll'insegna del Bue.
dovi eziandio un piccolo convento per La fabbrica presente, sulla cui architet-
3 o 4 minori conventuali. I fabbricieri tura divisi sono ancora gì' intelligenti

in onore di s. Antonio domandarono e fra Sansovinoe Palladio, eretta dalla ma-


ottennero da Gregorio XVI un bellis- gnificenza della veneta repubblica, fu
simo calice d' argento con coppa d' oro principiata nel i4«)3 e compiuta nel 1 552.
pel santuario dell' Arcella, quale Pa- il Il portone principale è fiancheggiato da
pa consegnò al lodato p. Bigoni. Grego- due colonne scanalale d* ordine dorico.
rio XVI fu sempre tenero di divozione Trovasi al primo ingresso un grau cor-
verso il gran santo, e quando monaco e tile quadratola cui regolare costruzio-

abbate camaldolese abitava nelle vacan- ne presenta due ordini 1' uno dorico e
,

ze un casino di campagna a Palluello, l'altro jouico, e vedesi dintorno ad esso


lungi circa 8 miglia dalla città, avanti un gran portico sostenuto da un altro
l'alba col lanternino si partiva per cele- superiore e con balaustrate in forma di
brare il santo sacrifizio Dell' Arcella. Al- loggie. Le sale delle lezioni sono gran-
lorché poi dimoiava in Padova nel con- di e comode. Sulla scala a destra si ve-
vento d Ognissanti, di frequente recavasi de la statua della famosa Elena Lucre-
alla basilica del santo a celebrare la mes- zia Cornaro Piscopia,che con singolare
sa; talvolta tanto era sollecito che gli toc- onore ricevette in questa università la
cava aspettare che uè venissero aperte laurea in filosofìa. Quivi è annesso (pian -

le porte. lo può contribuire alla sua maggior ce-


La celebre e benemerita università lebrità. Racchiude una ricca biblioteca
di Padova, che tanto lustro accrebbe a di circa 5o,ooo volumi; un gran teatro
questa nobile città, si pretende da alcu- anatomico, eretto nel 1 5()4, di cui ere-
ni ripeterne primordii da Carlo Ma-
i desi aver dato l'idea Paolo, e dove il
fr.

gno. Discordi gì' istorici sull' origine , i primo a dar lezioni fu il professore Gi-
più accreditati l'assegnano al 1222 pei rolamo Fabrizio d' Acquapendente; un
privilegi concessi da Federico li ,
per museo d' istoria naturale, ricchissimo di
esservi stata fin d'allora copiosa affluen- produzioni preziose, accresciute dal ce-
za di scolari di altre nazioni ; ma con- lebre cav. Vallisnieri; il teatro di Tisica
siderata però come università di studii, esperi mentale, eretto sopra l'invenzione
con determinate leggi, viene assegnato del prof, march. Poleui, colla coutigua
ad essa il 12G0 come primo anno di sua sala delle sue copiose e scelte macchi-
istituzione. Nel 1261 con bolla l'appio- ne; le sale della storia naturale, receu-
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temente disposte ed ingrandite con una 3o giugno 1 84 ""
si celebrò il giorno an-
bella collezione di molluschi dal prof. niversario di sua nascita , ed insieme il

Renier, oltre alle pregiatissime collezio- compimento del 3.° secolo di sua esisten-

ni di preparazioni anatomiche in cera ;


za. Parve giusto al prof. Iioberto de Vi-

la raccolta delle petrificazioni de' mon- siani che lo governa, di festeggiare que-
ti vicentini e veronesi, dono del prof. Van- sto tempo, che ricorda una istituzione,
delli, ed oltre a tutto ciò che serve a ren- a cui la botanica, la medicina, l'orticol-
der sempre più famigerata questa uni- tura e le arti sono debitrici di segnalati
versità, frequentata prima degli ultimi progressi, conuna qualche pubblica so-
sconvolgimenti politici da circa 1 800 sco- lennità, mediante l'assenso del governo,
lari, e considerata come corpo insegnan- della reggenza dell' università e del ret-
te e come corpo accademico. Il i.° è di- tore magnifico il eh. Lodovico Menin (au-
viso in 4 sezioni dette studi) , cioè : teo- tore della classica opera Il costume di
:

logico, politico-legale, medico-chirurgi- tutte le nazioni). Pertanto il zelante prof.


co-farmaceutico, filosofico-matematico; Roberto aprì neh' orto e in tal giorno
il 1° in 4 sezioni dette facoltà. L'or- una pubblica esposizione di piante, che
to botanico o de' semplici , dipendente desse un saggio di quelle che si tengo-
anch'esso dall'università, è posto in unsi- no negli altri stati non solo, ma sì an-
loamenissimoe bagnato da un rivo d'ac- cora nelle altre parti dell'austriaca do-
qua corrente. Fu piantato per ordine della minazione accoppiando al diletto I' u-
,

repubblica nel i54? sul disegno del Puc- tilità, con premio al proprietario della
cio padovano, primo de-
e fu questo il più rara o più bella pianta, o della col-
gli orti Europa
pubblici che sorgesse in lezione più completa che fosse inviata
alla istruzione degli studiosi, onde in al- alla esposizione di un' opera recentissi-
tre parti poscia ne fu imitalo V esem- ma di botanica e orticoltura, onde sem-
pio. Per un portone, situato all' estre- pre piti promuovere fra noi l'amore del-
mità di un ponte, si entra in un bel via- l' orticoltura. La scuola di chimica, ap-
le. A sinistra evvi un giardinetto, ove si partenente pure alla università, deve la

custodiscono le piante più rare, che nel- sua istituzione al conte Marco Carburi
l'inverno si conservano col mezzo di stu- di greca famiglia. Per essa fu saggiamen-
fe a destra si trova un delizioso e ben
; te scelto un glande locale isolato, nella
ordinato boschetto di alberi forestieri. A contrada di s. Giacomo; ciò a riguardo
capo del suddetto viale sta V orto in fi- del fuoco e delle fumigazioni : quivi è
gura rotonda attorniato da un muro ,
, annesso il laboratorio per uso delle ope-
coronato da bella balaustrata, ed a ca- razioni, un teatro per gli esperimenti, un
po delle due vie che lo tagliano ad an- gabinetto pegli strumenti e chimiche pre-
goli ietti, ha 4 gran porte, ornate di pi- parazioni, osservandosi anche utilissime
lastri, vasi di pietra e rastrelli di ferro. raccoltedi minerali forestieri. Degnod 'es-
L' area ha di diametro piedi ?. ^o,ed sere veduto, dipendente anch'esso dal-
è divisa in 4 comparti principali. Va- l'università, è il famoso