Sei sulla pagina 1di 304

i

e3 /A4>
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
*AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
ECCLESIASTICI,
DELLA CATTOLICA ,
CHIESA ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONl ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VCL. LXXXVIL

IN VENEZIA
iJALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCL Vili.
La presente edizione è posta sotto la salvaguardia delle leggi
vigenti, per quanto riguarda la proprietà letteraria, di cui
l'Autore intende godere il diritto, giusta le Convenzioni
relative.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

ST OR CO -ECCLESI ASTICA
I

U
URG URG
u,
RGEL (Urgellen). Ci Uà con resi- le prebende del teologo e del penitenzie-
denza vescovile di Spagna nella Catalo- re , di 20 beneficiati , e di altri preti e
gna a 26 leghe da Lerida, 32 da Barcel- chierici addetti al servizio divino. Aderen-
lona eioda Puy, in bella pianura este- te alla cattedrale è l'episcopio. Tra le al-

sissima che si estende fino a Cordova, alle tre chiese della città una è parrocchiale
radici de'Pirenei, Ira la Balira e la Segre col s. fonte. Vi è un monastero di mona-
che riunisconsi un po' più sotto. Prende che, l'ospedale, il seminario, la casa de'
il suo nome di La Seii ifUrgel^ Urgel- trovatelli, e prima dell' ultime deplora-
liitniy da una montagna vicina, sulla (|ua- bili vicende polilicheeranvi due conventi
le sta un forte, ma in seguito dell' ultime di religiosi. I suoi abitanti, per la maggior
guerre, più non restano delle sue forti' parte agricoltori, trafficano di legname e
ficazioni che 4 porte. E però ancora un di grani. Nelle sue adiacenze trovasi una
punto importante di difesa, evie un go- considerevole miniera di vetriolo. Que-
vernatore militare colla guarnigione. La st'antichissima città, chiamata Orgelo ,

cattedrale, di gusto gotico, è dedicata alla UrgellOy Orgeliò\ 0/"g/<7,neira provincia


B. Vergine, ha il batlisterio e la cura d'a- Tarragonese di Lerida, principato di Ca-
nime amministrata dal canonico curalo, talogna, sulla sponda sinistra della Segre,
e vi sono in grandissima venerazione, fra fu da Carlo Magno compresa nella Set-
le ss. Reliquie, i corpi de'ss. Hermangau- timania o Marca di Spagna, e poi diven-
do o Ermengaldo e Odone vescovi d' Ur- ne capitale di polente contea, con signo-
gel. Secondo l'ultima proposizione conci- ria sopra città e castella. Avendo Carlo
storiale, il capitolo si compone (se anco- il Marca in due mar-
Cali'OL\ì\\s'd questa
ra non si è formalo quello stabilito nel chesati, venne Urgel colle sue dipenden-
concordalo ultimo colla Spagna e colle ze attribuito al marchesato o contea di
lettere apostoliche ad Vicariami de' 5 Barcellona^ ò.\ cui fui." signore eredita-
settembre! 85 j) di 7 dignità, essendone rio Wiffiedo il Filloso. Nell'884 al più
lai." il decauo, dii3 cauonici comprese tardi Suaifreddo Suniario, 3.° figlio di
4 une URG
Gutiiililde e di Wiffredo, da questi venne poi rammarico ; laonde nel 1 02G colla
pruvvediito della contea «l'tirgel. Aven- moglie Arsinde si presentò al capitolo
do sposato Richiide, con essa iielc)44^(^* d'Urgel, e in espiazione de'Ioro falli die-
ceuna ragguardevoledonazione alla chie- dero ciascuno un servo di loro terre e ca-
sa di Giroua , ed altra a quella di Bar- stella. NelioSo recatosi il conte dal ca-
cellona. Moiì vecchissimo Sunifreddo nel stello di Pons, ove risiedeva, pel s. Natale
gSo, e gli successe il primogenito Boirel, a Urgel, con Ermengaldo conte di Pai-
chei7 anni dopo divenne anche conte di Ihase di Guglielmo suo visconte d'Urgel,
Barcellona. Terminò di vivere nel ggS, ratificò le donazioni fatte da lui e suoi
ereditando il primogenito Hai mondo Bor- predecessori alla chiesa. Nelio4o intra-
re! la contea di Barcellona, e il secondo- preso il viaggio di Terra santa vi morì,
genito Ermengaldo I detto il Cordova- il figlio Ermengaldo III
lasciando detto
no quella d' Urgel insieme alla contea , Barbastro di 7 anni, in tutela della
il

d*Ausonne o Vich che divise col fratello. madre Costanza 2.' moglie del defunto.
Si distinse col suo valore principalmente Nel 1048 recatosi il conte con essa e con
contro i mori saraceni invasori delia Spa- Miron suo visconte a Urgel per celebrarvi
gna. Nel 996 portatosi in Roma, fu am- la Pasqua, fecero parecchi doni alla chie-
messo nel concilio celebralo da Papa Gre- sa e suoi ministri. Nel io58 essendo in
goi'io V alla presenza d'Ottone Ili im- guerra col moro Alchagil duca di Sara-
peratore, e sedè a'piedi di questi. Tra gli gozza , si alleò con Berengario conte di
argomenti che vi si discussero, due più i Barcellona, alla presenza de'dueGugliel-
importanti furono il matrimonio di Ro- mi vescovi d'Urgel e di Vich. Rinnovato
berto Il redi Francia con Berta, dichia* nel 1064 il trattato, partì il conte colle
rato nullo, e V ordinazione di Guudale, sue truppe , ed espugnò Barbastro non
che dopo essersi fatto ordinare vescovo senza molti sforzij ma poco dopo vi tro-
di Vich, vivente il vescovo Fruian, l'avea vò la morte in mezzo ad una vittoria e
fatto assassinare per le sue giuste lagnan- orrenda carnificina degl'infedeli. Gli suc-
ze. Il conte fece testimonianza contro l'u- cesse il figlio Ermengaldo IV detto Gcrb,
surpatore Gundale, che fu deposto. Nella il quale nel 1077 accolse in Urgel con
grande assemblea di prelati e signori, se- grandi onori Amato vescovo d' Oleron
guita nel 1009 in Barcellona, interveime- legato di s. Gregorio VII, e colla moglie
ro i fratelli Raimondo Borrel e Ermen- Lucia diedero opera alla riforma de'mo-
galdo I, e vi fu ristabilito l'ordine cano- nasteri delle loro giurisdizioni. Nel 1087
nicale di quella chiesa. Nel io io dispo- il conte con Adelaide di Provenza 2." mo-

nendosi il conte a marciar di nuovo con- glie, erede di Forcalquier, donarono alla
tro i mori , fece testamento e distribuì chiesa d'Urgel il castello di Foro Barbe-
parte de'suoi beni a diverse chiese. Par- rano, dal cui atto rilevasi che supremo
tito col fratello Arnoldo vescovo di Vich, signore della contea d'Urgel era Filippo
ed i vescovi Ezio di Barcellona e Ottone I re di Francia. Il conte faceva l'ordina-
di Girona, e parecchi signori, ciascuno ria residenza nel castello di Gerb, che for-
alla testa delle proprie milizie, vi peri il tificò per assalire i mori de'diutorni, e in
1.**
settembre co'vescovi che l'aveano ac- fatti tolse loro Balaguer. Nel 1092 morì
compagnato. In età d'un anno gli succes- il conte e gli successero nella contea d'Ur-
se nella contea d'Urgel il figlio Ermen- gel Ermengaldo V detto WBalearidc, na-
galdo 11 detto
Pellegrino sotto la tu-
il toda Lucia e in quella di Forcalquier
,

tela materna. Fatto adulto, idominii della Guglielmo nato d'Adelaide. Valoroso Er-
chiesa d'Urgel avendo destatola sua cu- mengaldo V con)e i suoi antenati, com-
pidigia, fece delle usurpazÌQui di cui senti battè i mori, e menile voleva toglier lo-
UR G URG 5
ro risole Balenìi, vi restò ucciso neh 102. che apparteneva dal lato dì sua ma-
gli

Ne fu successore il figlio ErmengflldoVr dre nipote di Raimondo Berengario IV


eletto li Castìglìaiio^ come nato da ma- conte di Barcellona, e la fendale dipen-
dre di Costiglia e perchè in tal regione denza dell'altra metà, a condizione di far
passò gran parte di sua vita. Alla contea eseguire il suo testamento. Ma Geraldo
d'Urgel unì la signoria di Lerida, ed a- figlio di Miraglia prelese dopo la morte
vendo commesso guasti a danno del mo- dello zio, che la contea d'Urgel dovesse

j,
nastero dis. Saturnino, poi ne die soddi- in lui ritornare a preferenza della cugina
sfazione all'abbate. Ne! i iT'4s'' successe.!! Aurembiax. Elvira madre di questa, im-
figlio Ermengaldo VII òe\.\oValenza^c\\e potente a resistere alle sue armi, cede gli

neh 162 maggiori rinun-


all'uso de'suoi slati della figlia a Pietro II re d' Arago-
ziò d'ioìpadronirsi de'mobili e immobili na, il quale obbligò Geraldo e la sua fa-

del vescovo d'Urgel in morte, riprovevo- miglia a rendersi prigioni. Dopo la morte
le usanza quasi generale tra'gran fenda* del re riuscì a Geraldo di riprendere pa-
tari, ed a ragione da lui pure riguardata recchie città e castella della contea d'Ur-
come una rapina; ma si riservò la custo- gel, e vicommise molte devastazioni, in-
dia de'caslelli e delTaltre possessioni del di perdonato dal re Giacomo I; ritenendo
vescovato durante la sede vacante. Nel questi però la contea d* Urgel col titolo
I 183 fece guerra a'mori di Valenza col di conte, la die in feudo a Geraldo, sal-
fratello Gaucerando, e ambedue periro- vi i reclami di Aurembiax. Questa nel
no avanti quella capitale. Il figlioErmen- 1228 li fece, offrendo in dono al re la

galdo Vili riportò d'Arnaldo visconte di città di Lerida, facendogliene omaggio ,

Castelbon e di Cerdagne il giuramento rimettendo al re 9 de'suoi castelli. Pren-


di fedeltà perla prima delle due signorie. dendo le difese di Geraldoil visconte Gu-
Nel I 198 il conte s'impegnò in guerra glielmo di Cardona suo cugino, il recol-
con Raimondo conte di Foix pe' confini l'armi portò la guerra nel la contea d'Ur-
de'Ioro stati e ne prese parte la Catalo» gel : presele cittàdi Abesaedi Agramont,
gna. Il conte di Foix assediò ed espugnò ed alcuni castelli conlpreso Pons, e in tal

TJrgel, la saccheggiò in uno alla cattedra- guisa la contessa fu ristabilita ne'suoi sta-
le, fece prigione i canonici da'quali tras- ti. Geraldo entrò allora Ira'teraplari, ce-

se grosso riscatto, e desolò tutto il paese; dendo le sue pretensioni al primogenito


ma poi Ermengaldo Vili se ne vendicò Pons II. Il re die per marito alla contes-
facendo prigioni nel 1234 •' conte di B'oix sa, come la piti ricca erede del suo rea-
e il viscontedi Castelbon suo alleato, che me, d. Pietro infante di Portogallo figlio
ritenne per 4 anni e rilasciò a mediazio- del re Sancio F. Morta Aurembiax nel
ne del re d'Aragona, generosamente som- i23i senza prole, lasciò al suo sposola
ministrando al conte a titolo di feudo contea d'Urgel, colla città di Vagliado-
2000 soldi melgorini fondati sulle sue lid e le signorie che le appartenevano nel

terre, e fidanzando al visconte la nipote regno di Galizia, con autorità di dispor-


Elisabetta con promessa di dargli i suoi ne a beneplacito. Ma siccome la contea
moriva senza figli. Seguitoli
dorainii se d' Urgel formava una parte ragguarde-
matrimonio, nel 2 o mori Ermengaldo
i i vole della Catalogna, il re temè che d. Pie-
Vili lasciando erede in tenera età la fi- tro cedesse suoi diritti alla casa di Ca-
i

glia AurembiaXj e in caso di stia morte brerà, perciò gli die in cambio la signo-
senza successione, sostituì la propria so- ria di Maiorica e dell'isole adiacenti ia
rella Miraglia Pons l visconte
moglie di feudo, con facoltà di trasmetterne la 3.^

di Cabrerà. Inoltre legò al Papa Innocen- parte a' suoi eredi, non ritenendo che
zo 111 la metà della cillàdi Vagliadolid, la cittadella della capitale, colle città e
6 URG URG
castelli d'Oleron e Palenca. Quindi cIM contro i co8litU7Ìonali_, venendo poi nel
1233 i re d'Arngona presero il titolo di I 823 per convenzione consegnala a'fran-
conti d'Urge!. Morendo nel 1243 PonslI, cesi in favore di Ferdinando VII.
lasciò al primogenito Ermengnldo IX i Urgel nel V secolo fu la sedo degli ar-
diritti sulla contea d'Urgel, e in sua man- civescovi di Tarragona, e nel medesimo
canza i fratelli, coll'obbligo di portare in isliluilo il vescovato d'Urgel, divenne se-
perpetuo il nonied'Ermengaldo. Ermen- de de'propri vescovi suiTraganei del me-
gnldo IX poco gli sopravvisse, egli succes- tropolitano di Tarragona e lo sono tut-
se il fratello Rodrigo detto Aharo^ a cui tora. Nella diocesi vi è il piccolo sialo del-
il padre avea lasciato castelli da lui e-
i la repubblica d'Andorre, nel regno d'A-
reditali, che gtierreggiò col re che gli a- ragona, sotto la prolezione della Francia

vea occupato parecchie piazze della con- e della Spagna, ed anticamente n'era si-
tea da lui ricuperate, il re conservando gnore il vescovo d'Urgel col conte di Foix.
sempre il titolo di conte d'Urgel. Succes- Lo descrissi nel voi. LXVIII, p. 27; e tut-
se il figlio Ermengaldo X nel 1267, non tora il vescovo d'Urgel n'è riconosciuto
5enza lurbolenza pe'diversi parenti aspi- principe sovrano con piccolo tributo, ed
ranti alla contea; morì senza successione ogni nuovo vescovo si reca a prendere
neli3i4, lasciando i suoi stali a disposi- possesso, con quelle formalità che dirò
zione del vescovo d'Urgel e degli altri e- in fine,narrando quello preso dall'odier-
secutori leslamenlari, o per restituirli al no vescovo. Ne furono primi vescovi Giu-
re d'Aragona. Perciò divenne conte d'Ur- sto che intervenne al concilio di Toledo,
gel e visconte d'Ager Jacopo I figlio del Simplicio che fu a'concilii di Toledo e di
re Alfonso IV, e nel 1
34? g'i successe il Barcellona, s. Ermengaldo, s. Odone, ed
figlio Pietro che sposò Margherita di Mon- il fnmoso Felice. Egli era stalo maestro
ferrato colla città d' Aqui per dote. Nel d'£'/?/7/7«r/o arcivescovo di Toìcclo^W qua-
i4o8 per sua morte divenneconte Jaco- le lo considlò in qual modo egli ricono-

po Il suo
che aspirando al trono
figlio, scesse Gesù quanto uomo, per
Cristo, in
^i procuròdal re Martino la luogotenenza Figlio di Dio; se lo credeva figlio ^rr Jia-
del regno, dignità che d'ordinario si con- fnrrTj o solamente per adozione. Felice

feiiva all'erede presuntivo della corona; rispose che Gesù Cristo, in quanto uo-
,

onde si ribellarono gli aragonesi e costrin- mo, o secondo la natura umana, non è
sero il conte alla fuga. Morto Martino nel che Figlio adollivo e noneupativo , cioè
i4i2, il conte fu unode'prelendentialla solamente di nome. Per questi errori e
corona, ed. Antonio de Luna, suo parti- per quelli contro il culto delle Imma-
ss.

giano esaltalo, trucidò l'arcivescovo di gini, quali Ncstoriani e leonorlaiti, am-


Saragozza che ne attraversava l'aspiro, bedue furono condannati da diversi con-
il quale detestabile assas<(SÌnio pregiudicò cilii, da'Papi Adriano I e s. Leone HI, e

gravemente il conte, e il regno fu aggiu- principalmente confutali da s. Paolino


dicato a Ferdinando I, contribuendovi patriarca d'Aquileia, e da Alenino, come
s. Vincenzo Ferreri. Il conte prese le ar- e meglio narrai ne'due indicali articoli.
mi, e il re douìò il vassallo, lo condannò Si dubita della sincerità della conversione
a prigionia perpetua, ne confiscò beni e i poiché alcuni vogliono che do-
di Felice,
riunì alla corona la contea, morendo Ja- po condanna de'suoi errori li rinunziò
la

copo II nel 1433. Il re maritò le figlie solo esteriormente. Essendo slato Felice
con proporzionate doli. Dipoi Urgel fu rilegato a Lione, dove visse circa 5 an- r

occupala da'francesi nel 1793 e nuova- ni, Agobardo che nel vescovato d'Urgel
mente nel (809. Nel 182 I vi stanziò la gli successe, assicura in uno scritto ch'egli

giunta, che dirigeva l'aroiala della fede fece contro Felice, di già morto, che a-
U RG U RG 7
vea avuto una conferenza con lui , nella Durand abbate di s. Cecilia nella stessa
quale 1' avea costrello a riconoscere la diocesi, intorno la chiesa di Curticile nella
verità , e che non avea mai pubblicalo parrocchia di Castelbon, di cui si conten-
questa sua confessione, sulla promessa che devano la proprietà. Il giudizio pronun-

f
Felice gli avea fallo di non insegnar più ziato dal conte, dopo aver maturamente
i non avea tra-
suoi errori; ciò ch'egli però pesate le ragioni delle parli, fu a favore
lascialo di fare segretamente. Mentre del vescovo. Il conte d'Urgel Ermengal-
lì' era vescovo Ingoberlo, verso 1*884 nn do III e sua moglie Clemenza, nel 1057
chierico spagnuoiodi nome Selva, ch'era- con Guglielmo vescovo d'Urgel e suoi
si ritirato in Guascogna, persuaso sopra canonici fecero lo scambio del castello
,

una falsa voce che Ingoberlo fosse mor- di Solsone contro la metà di quello di

to in un viaggio da lui intrapreso, si re- Saint-Lezinie. Ne! i348 da Utrecht fu

cò a visitare Sunifreddo conte d'Urgel, e trasferito ad Urgel Nicolò Capocci (f^.)

mercè la sua protezione si fece ordinare romano, nel 1 35o creato cardinale. Nel-
vescovo d'Urgel. Poco dopo essendo com- le Notizie di Roma sono registrali i se-

parso ingoberlo, dileguò colia sua presen- guenti vescovi d'Urgel, con l'epoca di lo-
za la voce della sua morte; ma Selva non ro promulga^ion»^ Nel 1788 d. Giorgio
volendo perdere il frullo della sua ordi- Curado. Nel 1747 d. Sebastiano de Vit-
nazione, discacciò il vero pastore e si po- toria girolamino d' Aspeizia diocesi di
se in sua vece nella cattedra episcopale. Pamplona. Nel 1707 Francesco Giusep-
Due anni dopo questo delitto un altro ne pe Catalan de Ocon di Ferror diocesi di
aggiunse, ordinando pel vescovato di Gi- Mal.Tga. Nel 1763 Francesco Fernandez
rona Hermeumire contro il voto del cle- de X'iliva de Casas Ibanes diocesi di Car-
ro e del popolo che aveano eletto un chie- lagena. Nel 1771 Giocchino Santiyan-y-
rico di buoni costumi di nomeServnsDer. Valdiavelso d'Arge diocesi di Santander.
Avendo Teoilardo arcivescovo di Narbo- Nel 1780 Giovanni Garcia Montenegro
na Papa Stefano V det-
fatto consapevole di Lugo. Nel 1785 fr. Giuseppe Ooltas
to VI due usurpazioni adunò
di quelle , minore osservante d'Orano arcidiocesi di
per suo ordine a' 7 novembre 887 un i Toledo. In tempo questo vescovo Pio
di

concilio a Pori sui confini di Maguelona e VI diresse al cardinil Vincenti Mareri


di Nimes. Si lesse la lettera pontifìcia che nunzio di Spagna il breve Decct Ronia-
dichiarava scomunicatiHermenmire eSel- nitni Pontifì,cem, de' 25 febbraio 1794»
va,e fu dall'assemblea confermata la con- Bull. Roni. cont. l.
9, p. 356, col quale
danna; ma Teodardo impedì che vi si av- confermò la transazione tra il detto ve-
viluppasse ilconteSunifreddo che avea fa- scovo d'Urgel e il suo capitolo, e l'abbate
voriti i due intrusi, e V esito fece vedere del regio monas-tero benedeltino di Ri-
ch'egli avea operato snggiamente;giacchè poli, sotto il titolo della B. Vergine di Ger-
recatosida Sunifreddo ottenne colle sue ii nullius dioecesisy nella provincia eccle-
rimostranze di slaccarlo dal partilo che a- siastica di Tarragona; sulla reciproca ces-
vea abbracciato. Hermenmire però trovò sione rispetto alle parrocchie di Caballe-
mezzo ài mantenersi sulla sededi Girona. ra, Aja, Benlola , Llus , e cappella di s.

Sunifreddo incorse poi per altre cose le Pietro della villa di Rivas, in favore de.'

censure ecclesiastiche, ma ne fu assolto vescovi d'Urgel, tranne s. Michele di Ca-


nel 909 da un concilio. Nel 1024 il con- ballerà da ritenersi dall' abbate di Ri-
te d'Urgel Ermengaldo II tenne nel ca- poli. Ed a questi si riconobbe la podestà
stello di Pons, situato nella sua contea, di conferire lai.'' clericale tonsura e i
4
un placito novembre sulla lite ver-
ili.** ordini minori a' secolari e regolari resi-
tente tra Ermengaldo vescovo d'Urgel e denti nella medesima parrocchìa,e di con-
--

8 U R G URG
cedt're le lettere dimissonoli per lutti e tanti d'Andorra, ch'erano andati ad in-
singoli gli onlini maggiori, ordinando contrarlo alla Seu d'Urgel ed erano stali
l'amministrazione della confermazione a pure
alloggiali nel palazzo vescovile; era
qualunque vescovo cattolico.Nel concisto- accompagnato dal governatore, dal capo
ro de*27 giugno iSaS fu preconizzato da battaglione del i ©."cacciatori di guarni-
Leone XI I abbate di detto monastero nul- gione alla Seu , dal giudice, dall' alcade
linSyi\. Antonio Guidel-y-Prinies, mo- ec. Un picchetto di cacciatori a cavallo
naco del medesimo, a presentazione del re precedeva il corteggio vescovile sparando
di Spagna. Ripiglio la serie de' vescovi che echeggiava-
fre(|uenti colpi di fucile,
d'Urgel. Nel 1797 Francesco Antonio de no per quelle valli. 11 limite del territo-
la Duana-y-Cisteros di Villanova de la rio d'Andorra è formalo dal torrente Rio
Fuente arcidiocesi di Toledo. Nel 18 17 Rune; dall'altra parte del torrente atten-
Bernardo Francesco Caballerodi Madrid. devano il vescovo tutti dignitari della i

Nel 1824 fr. Bonifazio Lopez domenica- Valle, vestili secondo il loro antico e pit-
no di Montchermoso diocesi diCoria. Leo- toresco costume, e sopra un poggio vici-
ne XII nel concistoro de'25 giugno 1827 no al cammino stavano 4o uomini orna-
dichiarò vescovo d'Urge! d. Simone de li d'arcobugio (Escopeleros); appena fi-

Guardiola di Mersias arcidiocesi di Tar- niti gli spari di questi, un silenzio impo-
ragona, già abbate cassinese di Monser- nente si slese su tutta la Valle. Il sinda-
rato e visitatore generale del suo ordine, co arringò il vescovo dichiarando, che le

lodatissimo nell' esercizio di tali ufiizi, Vjalli lo riconoscono per loro sovrano; ma
grave, prudente, dotto e pieno di probi che però era necessario, avanti d'enlrar-
tìì. Per sua morte il regnante Pio IX nel vi, che giurasse di rispettare e conserva-

concistoro de' io marzo 18 53 promulgò re i loro privilegi o fueros. Il vescovo a-


l'attuale vescovo mg/ Giuseppe Caixal-y- vendo fatto questo giuramento, il sinda-
Estradè di Velusell arcidiocesi di Taira- co e l'altre autorità gli baciarono la ma-
gona, dottore in s. teologia, parroco, ca- no ; allora il sindaco gridò: Viva il prin-
nonico della metropolitana di Tarragona, cipe d'Andorra 1 E la popolazione ripetè
dotto, grave^ prudente,di morale probità mille volte questo grido con entusiasmo,
e degno del vescovato (per sospetto d'a- si una sparata di facili e suonarono
fece
ver favorito i carlisti, fu poi rilegato all'i tutte le campane. Il torrente Rune è 3
sole Baleari, come notai nel vol.LXXVF, miglia distante d' Andorra. All' entrare
p. 253, brevemente cen-
nel proseguire i nella città d' Andorra fu apparecchiata
ni storici contemporanei della Spagna, una cappella ornata di rami e di fiori.
che compio a Valenza; indi restitui- Il vescovo vi fu ricevuto dal clero, e quin-
to alla sua sede). Riporta il Giorna- di andò alla chiesa principale denomina-
le di Roma del i853ap. 790. Andor- ta cattedrale, ove si canlò il Te Deiim.
ra città e la deliziosa Valle d' Andorra, Il corteggio poscia andò al palazzo del
è un territorio posto tra la Spagna e la consiglio , nella gran sala del quale il

Francia, al sud del dipartimento dell'Ar- principe vescovo prese possesso del suo
riege, indipendente da questi due stati, territorio,enefu redatto processo verba-
ed ha per suo principe e ordinario il ve- le da due notari con testimoni quindi vi ;

scovo d'Urgel, ed ecco come ne prese pos- fu un banchetto di 78 persone a tavola:


sesso l'encomiato prelato ili.°agosto con il sindaco offrì alcune monete d'argento
solennità secondo gli antichi costumi e in segno del tributo che paga Andorra.
l'antiche memorie. Il vescovo si mise in Il vescovo le accettò ordinando che fos-

viaggio per alla volta di sua diocesi e del sero dille al curato per distribuirsi a' po-
$uo regno insieme col sindaqo e due abi- veri. Furono fatti brindisi in verso ed in
U R G URG 9
prosa. Il vescovo principe sovrano deve ritirare determinata quantità di segala,

visitare tulle le popolazioni d' Andorra, alcuni capi di bestiame d'ogni specie e
ed amininisli'are la confermazione. Rica- diverse merci, senza soggiacere a pubbli-
vo da'geografl le seguenti notizie. Andor- che gravezze. Dopo che Enrico IV redi
ra, capitale della Valle di questo nome, ha Francia riunì alla corona la contea di
circa 3ooo abitanti, è compresa nella pro- Foix, e meglio nel 1617 l'esegui il suo
vincia di Saragozza, a 6 leghe d' Alcaniz figlio Luigi XV, i re esercitarono in po-
e I o da Foix. Andorra è la i Ira le 6 co- .'^
co variata foggia le prerogative degli an-
muni, che hanno diritto di eleggibilità; le tichi conti. Nel 1799 per la soppressione
altre 5 sono Canillo, Encarap, Ordino, d'ogni diritto feudale, terminò d'eman-
Massane e Saiut-Julien. I subalterni vil- cipare gli andorresi dal lato di Francia,
laggi giungono a 34- In mezzo alle piti e da quell'epoca, ad onta delle molle e
scoscese montagne de'Pirenei,conducono giavi politiche vicende , nulla si opera a

gli abitami vita libera e frugale, in angu- pregiudizio di loro libertà. Si può para-
sto territorio che non oltrepassa 7 leghe gonare la Valle d' Andorra all'esistente
quadrate. Gli andorresi parlano la lingua repubblica di s. Sfarino (V.)^ e nell'au-
ca^tigliana e costituiscono nell'insieme u- lica Grecia a quella di Petenisso o Pm-
na popolazione di quasi 3o,ooo indivi- diiiisso (T.). Ogni nuovo vescovo d'Ur-
dui. Il prodotto di loro possessioni forma gel è lassato ne'libri della camera aposto-
la principale loro rendita, e vi si aggiun- lica in fiorini 2000; quanto alla mensa,

ge una copiosa miniera di ferro, che tie- questa venne fissala dal ricordato concor-
ne in attività parecchie fucine, e quanti- dalo. La diocesi è vasta, e comprende cir-
tà di legname da lavoro. Gli andorresi ca! 5 leghe di latitudine, e più tli 26 di
nell'esercizio della pastorizia ,
per V ab- longitudine, conlenendo 4oo luoghi.
bondanza de'ioro pascoli, presentano dei Concini d* Urgel.
patriarcale nel politico reggimento. Im- III. "fu tenuto nel 799 da Leidrado ar-

perocché dalle 6 comuni principali eleg- civescovo di Lione, che Carlo Magno a-
gonsi 24 membri, 4 cioè per ogni comu- vea inviato a Felice vescovo d'Urgel ca-
ne, i quali compongono supremo consi- il duto nell'eresia, con Nifrido di Narbo-
glio di governo, e le funzioni de'raedesi* na. Benedetto abbate d'Aniano, e parec-
mi sono nomina due
a vita. Il consiglio chi altri tanto vescovi, che abbati. Per-
sindaci, i quali pub-
hanno il carico della suasero Felice d'Urgel di portarsi a tro-
blica amministrazione, e radunano al l'oc- vare il detto re de' franchi, prometten-
correnza r assemblee. Narra l'avv. Ca^ dogli un' intera libertà di produrre in
stellano, che la rivalità de* due più po- sua presenza i passi dell'opere de'Padri,
lenti vicini, il vescovo d' Urgel e il conte eh' egli pretendeva favorevoli alla sua
di Foix , negli antichi tempi giunse più opinione. Baluzio, In Notis ad Àgohar^
volle a turbar la pace anco fra questi ru- do. Il 2.° si adunò neirSoo, pure contro
casolari. S'interpose Pietro III re
stici l'eresia di Felice. G^///<2 chr. t. 6. Il 3."

d'Aragona, e regolò con un suo lodo nel nel 991 sulla disciplina ecclesiastica. A-
1278 le condizioni dell'alto dominio co- guirre, t. 3.
mune a'due padroni. Ambedue nomina- URGEL Giovanni, Cardinale. Spa-
vano il rispetti vo vicario per amministrar gnuolo crealo cardinale di s. Chiesa i\<\
la giustizia, e insieme concorrevano al- Urbano VI a' 18 o 28 settembre 1378.
l'elezione d'un giudice per 1' appellazio- Si portò a Pisa nel seguente gennaio, per
ni. 11 vescovo percepiva di tributo annui passare poi in Roma, ne altro si conosce
scudi 90, ed il conte 180. Da particola- di lui ; anzi Contelori riferisce non avei*
ri couveuzioui eia regolato il diiitlu di trovalo alcuQ monuoieoto del suo cardi*
IO UHI u as
iialato,però ricordalo dagli Annali Pi- cassa d'argento lo pose sopra l'altare. Si
sani, da Panvinio e Cìacconìo. assegna ordinariamente la missione di s.
URIM e THUMMIM. f\ Sacerdo- Ursino nel II secolo. Lisieux. pretese di
810, Tempio di Gerusalemme, Razionale, possedere le di lui reliquie, ma senza fon-
Tribù'. damento, giacciiè sono sempre rimaste a
URIM A ORIMA o SURIMA.Sede Bourges. La sua festa principale vienece-
-vescovile della provincia di Eufralesia lebrala 8*29 dicembre; però ne'marliro-
d'Antiochia, eretta nel secolo IV sotto la logi di Floro, di Adone e di Usuardoèia*
metropoli di Gerapoli. Ne furono vesco- dicata a'9 novembre.
vi: Abraamio, che nel 363 sottoscrisse la URSMARO{s.), vescovo regionario e
lettera del concilio d' Antiochia all' im- abbate di Lobes. Nacque presso Avesne
peratore Gioviano, relativamente alla nell'Hainaut. Fino dalla sua prima gio«
consiistanzialità ; Marns assistè al conci- vinezza mostrò un ardenlissimo amore
lio d'Antiochia, tenuto dal patriarca Do- per gli esercizi di pietà, e praticando o-
nino, in rignaido ad Atanasio vescovo di gni virtù, studiavasi d* inspu'are altrui
Perrha Davide occupava questa sede
; que' sentimenti medesimi ond'era egli a-
iieir 845. Oricns dir. t. 2, p. 946. Que- nimato. Avendo s.Landelino fondalo l'ab-
sta chiesa trovasi pure fra le sedi vesco- bazia di Lobes sulla Sambra, nella diocesi
vili soggette a' patriarchi giacobiti, e le di Cambiai, Ursmaro vi prese rabito>pei'
sono attribuiti i seguenti vescovi. Teodo- consagrarsi unicamente al servigio di Dio,
ro del 736, Gregorio suo successore, Da- e nel 686 ne fu fatto abbate. Questa di-
vide deir845. Oricns dir, t. 2, p. 1 529. gnità fu per lui motivo di raddoppiare il
URlTANA. F. Oria. fervore in tutti gli esercizi di religione e
URNE CINERARIE, r. Sepoltura. non
nelle austerità della penitenza. Egli
Ne riparlai ancora nel voi. LXXXIV, mangiava mai né carne,nè pesce, non be-
p.23o, e dicendo de' sepolcri antichi di vea che dell'acqua, e passò io anni senza
Toscana, Fejo^ Fuld ( ^.) ec. gustar pane, neppure dopo una perico-
URRACR Corrado, Cardinale. F. losa infermità che pali. Terminò l'abba-
Urach o Urrack. zia e la chiesa di Lobes, che s. Lan-
URRIES Carlo, Cardinale. Vedi il delino non avea potuto compire, e fondò
Tol. Ili, p. 23o, col. 2.^ vari monasteri, fra' quali quelli d' Anne
URSACIO. F. Valente. e di Wasler. Non potendo il suo zelo ri-

URSINO (s.),!." vescovo di Bourges. manere ristretto nel ricinto dell'abbazia


Ordinato vescovo da'discepoli degli Apo- deliberò d'uscirne per dedicarsi alla con-
stoli,si recòa spargere la luce della fede nel- versione de'peccatori, e predicare l'evan-
le Gallie;annunziò l'evangeloa Bourges, gelo agi' idolatri delle diocesi di Cam-
e vi fondò una chiesa di cui fu il i. "pasto- biai, Arras, Tournay,Noyon,Tei ouanne,
re. Dopo la sua morte fu seppellito nel Laon, Metz, Colonia, Treveri e Mastricht.
luogo ov'egli era usato di seppellire gli al- Fu consagrato vescovo, e ne esercitò le

Iri; ma a poco a poco si cessò d'onorare la funzioni in virtù di commissione della s.

sua tomba, e se ne perdeUe alfatto la Sede, continuando tuttavia a dirigere la

ricordanza. S.Gregorio di Tours, il (piale sua abbazia con molta saggezza. Senten-
ci riferisce questi particolari , aggiunge do avvicinarsi il suo fine, fece nominare
the circa il 56o si scoperse miracolosa- s. Ermino per governarla in suo luogo,
mente il suo corpo,e fu deposto nella chie- e non occupo'«si più d' altro che di ter-
sa di s. Sinforiano, che prese poscia il suo minare santamente la sua vita. Morì nel
nome. Filippo arcivescovo di Bourges nel 713, in età di 69 anni, il 18 aprile, nel
1239 lo diiotlerrò,e collocatolo in una qual giorno è onoralo come protettore di
UR3 • USE n
, Binclie,a Lobesea Luxeroburgo. Fu sep. partito di propinargli disperatamente un
pellito il dì susseguente, ed in tal giorno è potente veleno,cìel quale mori in Roma

nominato nel martirologio romano e in neli5i4j ed ebbe tomba nella chiesa na-
altri molti. Le sue reliquie si custodisco- zionale di s. Tommaso del collegio ingle-
no aBincbe,ch'è una piccola città distan- se, dove al manco lato della porta che
te 4 legbe da Mons. introduce in sagrestia si vede la statua
UUbOVICO Cristoforo, Cardinale. del cardinale espressa in marmo, in abi-
Inglese, cliiamato pure Ursuwike e Barn- ti pontificali e in piedi, con nobile epi-
bridge, insigne pei* scienza legale, non taflio. Scrisse con pari erudizitjue ed e-
senza taccia d'intemperante e pieno di leganza l'istoria di sue ambascerie, e al-
vanità, stretto in amicizia col cardinal cuni trattati di giurisprudenza, che dis-
IMorton arcivescovo di Cantorbery, soffrì graziatamente perirono. Quanto poi al
gravissimi disturbi e acerbe persecuzioni crudele fimigliare Rinaldo, posto in car-
fiotto Riccardo III d'ingbilterra, in dife- cere, si tolse la vita col veleno; ciò non
sa dell'immunitàecclesiastica, dalle qua- pertanto e ad /errore/w, squartato il suo
li felicemente scampato fu da Eurico VII cadavere, i brani furono appesi alle por-
eletto regio elemosiniere, e nominato ve- te esterne di Roma.
scovo d'alcune cliiese del regno, non che U RTELLO, Urteliim. Vescovato del-
ambasciatore all'imperalore Massimilia- l'Aruìenia maggiore, sotto il patriarcato
no I, a Carlo Vili re di Francia, a Fran- di Sis. Martire suo vescovo assistè e sot-
cesco duca di Bretagna, ed a Lodovico toscrisse il concilio di Sis. Oriens dir. t.

duca d'Ot leaus. Dopo queste ambascerie, i,p. i448.


in cui die saggio di se e del suo valore, USCAVANO o USCOVANCH o U-
venne trasferito all'arcivescovato di York, SCl. Vescovato dell'Armenia maggiore,
e da Alessandro VI dichiarato questore sotto il titolo di s. Sergio, con resilienza
o collettore apostolico nell' Inghilterra. nel monastero presso Erivan, del patriar-
Decorato nel i5ii del carattere di mi- cato d' Ezmiazin. Il celebre Uscan , che
nistro del re Enrico VIII presso la s. Se- seileva verso la metà del secolo XVII, si

de, in ten»po in cui ardeva fiera guerra qualificava ora vescovo di s. Sergio nel-
tra Luigi XII re di Francia e Papa Giu- l'Armenia maggiore, ed ora vescovo ar-
lio li ;
questi pel di lui mezzo avendo ot- meno ò! Erivan. Questo prelato essendo
tenuto dal re la difesa della Chiesa roma- ad Amsterdam nel 1666 e nel 1667 la-
na e guerra mossa a'francesi, in rico-
la memorie firmate di sua mano,
sciò molte
noscenza a' IO marzoiSi i lo creò in Ra- relative alla fede degli armeni sulla pre-
venna cardinale prete de* ss. Marcellino senza reale. Oriens dir. t. i_, p. i448-
e Pietro. Il lustro però della conseguita USELLl o USAL o USEL. K Ales
dignità non fu capace di correggere o e Terraiba.
frenare il ruvido e bestiale umore che USEZ o UZES, Ucetia seu Usecia.
talvolta lo predominava e che poi gli fu Città vescovile della Bassa Linguadocaia
fatale. Lasciandosi trasportare dall' im- Francia, nel dipartimento del Gard, ca-
peto d'un cieco e infrenabile furore, ta- poluogo di circondario e di cantone a cir-

lora insultava e percuoteva anche in pub- ca 5 leghe da Nimes e quasi 9 da Avigno-


blico, non solo propri famigliari dome-
i ne, sopra un'altura e sulla sponda destra
stici, ma
anche gli altri. Tra'molti da lui dell'Auzou. Ha tribunale di i.'' istanza,
maltrattati vi fu Rinaldo da Modena suo conservazione dell'ipotechejdirezione del-
servo, il quale fortemente sdegnato del- le contribuzioni indirette, società d'agri-
l'indegno trattamento ricevuto pubbli- coltura e collegio comunale. La catte-
camente, si abbandonò al riprovevole drale antica, dedicata al patrono s. Teo-
13 USE USE
ìlorito o Teoflorico piele e maiiire an- I ^(yQt in dignità di duca e pari, in favore
tiocheno d'Usez, fu regolare tie'canonici della nobile fmiiglia Cruceola. Gli abi-
di8. Agostino, cioè prima vi furono quel- tanti vi godevano de'privilegi straordina-
li della congregazione di cui parlai nel ri che perderono nelle fanatiche guerre
voi. VII, p. i5jf e poi quelli di s. Geno- religiose, alle quali presero grandissima
veffa in lenipo de*quali e nel i 726 fu se- parte nel secolo XVI. Avendo abbraccia»'
colarizzato il capitolo, ed allora siformò lo il calvinismo della setta degli ugonot-
di 4 ^igi^it^ e di iG canonici. Erano ri* ti, inalberarono con aperta ribellione il

inarcabili la collegiata di s. Lorenzo, le vessillo dell' indipendenza , sostenendosi


parrocchie di s. Stefano e di s. Giuliano, co! municipale reggimento sino al 1629,
jacasade'gesuiti, 3 conventi di francesca- in cui furono forzati a sottomettersi ed a
ni e 2 di monache. Ora 1' antico palazzo veder spianali i ripari della loro città. La
vescovile, e il bel terrazzo presso la chie- sede vescovile appartenne alla provincia
sa di s. Teodorico, donde godesi d'estesis- ecclesiasticaNarbonese i /,non però suffra-
sima vista, sono gli oggetti più osservabi- ganea della metropoli di Narbona.Tutta-
li della città, che in genelale è mal distri- volta pare che per un tempo lo Fosse, poi
buita e mal fabbricata. Al basso del pa- di Bourges,quindi d'Arles.Dice Com man-
lazzo vedesi l'abbondante sorgenled'Au- ville che vescovi ottennero da Papa s.
i

le, che traversa l'acquedotto del Gard per llaro del 461 una specie di diritto come
andare a Nimes. Vi hanno fabbriche di di metropolitano a pregiudizio di quello
berrettame di borra di seta e lìlugello,di di Narbona, ed in una Notizia antica si
panni comuni, di cartoni equivalenti a- legge, Castriim Ucetiense Melropolis*
gl'inglesi. Vi SI tralìlca di seta, vini, acqua- certo è che in seguito fu vescovato esen-
vile, olio e grani, tenendovisi 3 fiere an- te dalla giurisdizione del metropolita di
nue. Patria di diversi illustri , fra questi sua provincia. La Gallia Christiana y nel
si distinsero Mosè Charas chimico e mem- t. 4>p. I i44> lipoi'ta la serie de* vescovi,
bro dell' accademia delle scienze , Pietro e pel I ."registraCoslanzo o Costantino del
Costa scrittore istruitissimo, Giovanni Le 45 1, sebbene èassai probabile che abbia
Mercier dotto professore d' ebraico nel avuto predecessori, uno de'quali fu rap-
collegio diFrancia, e Giacomo iMarsollier. presentato da un Vincenzo sacerdote al
^^elle vicinanze è una sorgente minerale, concilio di Rieznel 4^9)6 per lui Io sotto-
appellata Fontana del Peyret, ed uber- Costantino intervenne nel 4^' a
scrisse.

toso n'è il territorio. A 6 miglia di distan- quello d'Arles, ed all'altro del 45> e ne
za si ammira un bell'avanzo del grandio- firmò gli atti. Nel 5o6 il vescovo Proba-
so monumento antico detto il ponte del zio fu al concilio d'Agde. Nella sua mor-
Gard, sulla strada tra Nimese Avignone. te il clero e il popolo elessero Norizio patri-
Gli antichi romani per dirigere una cor- zio, con sua ripugnanza; diligente pasto-
rente d'acqua aNimes,do ve in alcuni tem- re edotto predicatore. Divenuto vecchio,
pi la fontana resta assai bassa, fecero veni- nelle funzioni gli fu surrogato il suo disce-
re l'acqua fino dalle vicinanze d'Usez. Di polo Firmino (/^.), che in morte de-
s.

là cominciarono l'acquedotto i di cui a- gnamente gli successe e venne consagra-


vanzi furono giudicati tenere ili. "luogo to nel Sò^. Di nobilissima stirpe, era fra-
tra que'di Francia, dal marchese Maffei tello d'Aigulfo vescovo di Metz. Interven-
«elle sue Gallia anliquitates cjuaedaììi ne a diversi concilii con saggezza supe-
selectae , atqiie in plures Epistolas di- riore alla sua età, e pieno di meriti san-
sirihiUae. Antichissima questa città, fu tamente morì nel 553. In questo gli fu
dominala da'visigoti e poi ebbe de'parti- il nipote s. Ferreolo ^ che
sostituito per
colari vij»cooti , che Cario IX eresse nel lo zelo della conversione degli ebrei, la
USE USE i3

calunnia Io fece esiliare a Parigi, però ri- Paolo Antonio de Fay morì neh 632, e
conosciuto innocente venne reintegralo Nicola de Gidiié del 645 è l'ultimo re- 1

nella sede dopo 3 anni con grandissima gistralo nella Gallia Christiana i suc- ,

soddisfazione del suo popolo. Allora s. cessori essendolo nel l. 6 della nuova e-
Ferreolo, riunito un sinodo, stabilì d'ac- dizione, e gli ultimi" dalle Notizie di Ro-
cordo col suo clero alcune regole sul mo- ma. Questi furono, nelr737 Bonaventu-
do d'istruire gli ebrei, de' quali un gran ra Bauyn di Dijon, già canonico della me-
numero ricevè da lui il battesimo, esclu- tropolitana di Parigi; ed Enrico Benedet-
dendo dalla sua diocesi que' che persiste- to Giulio de Betesy deMezieres della dio-
rono ne* loro errori. Governò in seguito cesi d'Argentina, fatto vescovo 0^1779,

pacificamente la sua chiesa, ristabilendo- il quale fu uno di quelli che ricusarono di-
vi la disciplina, assai rilassata durante la mettersi nel 1 80 I dalle loro chiese, e sot-
sua assenza, e morì nel bacio del Signo- toscrisse le proleste de'medesimi vescovi
re a'4 gennaio del 58 1. Coll'assenso del contro il concordato che le soppresse in-
re divenne vescovo Giovino già rettore sieme a questa di Usez, e poi morì nel
della provincia; poi Marcello, Aureliano 18 16. Il vescovadi Usez godeva 25,ooo
e Audoeno del 660. Ricorderò i più ce- lire di rendila, e pagava 000 fiorini per 1

lebri successori. Raimondo de* signori di lesue bolle. In tutta la diocesi si contava-
Posquieres del 1 13o; Ebrardo morto nel no 281 parrocchie, divise in 9 decanati.
I i5o dopo avere riedificalo la cattedra- Il celebre cardinal Bartolomeo Pacca,
le rovinata dagli eretici, assai liniosinie- morto decano del sagro collegio, nelle sue
roj a Rainardo nel i 209 scrisse Innocen- importanti Memorie sloriche de' due
zo ni; Raimondo fu da tal Papa manda- viaggi in Francia e prigionia, nel l. 3,
to legato apostolico forse in Francia stes- cap. 9, descrive il suo viaggio da Fontai-
sa, il cui re Luigi Vili confermò alla chie- nebleaUjOve era deportalo Pio Vll,ad U-
sa d" Usez le donazioni fatte dal padre sez per rilegazione di Napoleone I ordi-
suo. In tempo d*Andrea Fredol del i3o8 nata a'i4 gennaioi8i4> dopo la revoca
Clemente V stabilì la residenza pontifìcia del famoso concordato ivi dettato da Na-
nella vicina Avignone, e vide due paren- poleone I e concluso col Papa. 11 cardina-
ti elevati al cardinalato. Anche il succes- leche energicamente avea con altri col-
sore Guglielmo de Mandagol del i326 leghi illuminato il Papa perabrogarlo, ra-
ebbe nel congiuntoGuglielmo già arcidia- gionevolmente perciò temendo nuova re-
cono d'Usez un cardinale. Nel 3/^5 fu ve- 1 clusione in qualche fortezza, ne restò con-
scovo Eredio di s. Elia, che nel 356 In- 1 tento. Quindi nel cap. io descrive il suo
nocenzo VI elevò alla porpora cardinali- soggiorno in Usez, ove fu ben accolto, al-

zia. Neil 357 gli successe Pietro d'Arfe- loggiando nella virtuosa e edificante casa
ville, sotto il quale Guglielmo Grimoardi d'Amoreux. Dichiara Usez piccola città,
fu vicario e utìllciale d' Usez e nel 1 362 allora unita alla diocesi d'Avignone, non
Papa Urbano V. Questi neh 370 confe- lontana dalle famose Cevennes montagne
rì il vescovato al Ru-
nipote Pietro de di Francia, con anguste strade e irrego-
vera, cui successe nel 37 Bernardo de i i lari edifizi. Conteneva poco più di 6000
Saint-Etienne. Guglielmo Soiberti nel abitanti, de' quali una 3.^ parte segue la
144^ fu traslato a Carpentrasso. Ga- sella di Calvino, ed è la più facoltosa del
briele du Chastel nipote del predecesso- paese, perchè occupatasi nel conunercio
re Oliverio, morendo in Roma neh 463 non avea falle le perdite, che hanno do-
fu tumulato in s. Prassede. Fr. Lodovico vuto soffrire nobili cattolici della città,
i

de Vigne carmelitano, neh6o3 fondò il che possedevano prima della rivoluzione


convento de' minimi di Ponte s. Spirilo, feudi e altri diritti signorili. Tali ugonol-
i4 USI uss
ti conservono ancora l'anlìca animosità e USINADA scu UsiDANA. Sede vesco-
il maltalenlo contro cattolici, e più vol- i viledelUiMauriliana Gesariana nell'Afri-
te in tempo dello rivoluzione sostenuti da- ca occidentale, sotto la metropoli di Giu-
gli abitanti de'conlorni del così detto Gar- lia Gesarea. Donaziano suo vescovo fu
donanche,e delle vici'ne Cevennes, che so- esiliato nel 484 <la Uiinerico re de' van-
no anch'essi in gran parte furiosi ugonot- dali,che favoriva gli errori de' donatisti,
ti, hanno travagliala la popolazione cat> contro de* quali parlò Donaziano nella
tolico, ed obbligali i sacerdoti, o a pren- conferenza di Gartagine. Morcelli, Afri-
der la foga in paesi stranieri, o a nascon- ca dir. 1. 1.

dersi ne'vicini boschi per salvarsi dal lo- USSERIO


Giacomo. Nacque a Dubli-
ro furore. Nel tempo del soggiorno del no neh 580 da famiglia nobile e antica,
cardinale non diedero alcun segno d* av- studiò nell'università di quella città d'Ir-
versione, anzi l'ebbero in grande concet- landa, e vi fece progressi rapidissimi, non
to, considerando la sua fermezza nella re- solamente nella lingua, nella poesia, nel-
sistenza da lui fatta nel suo segretariato l'eloquenza e nelle matematiche, ma al-
di stato agli ordini di Napoleone I tenu- liesì nella cronologia , nella storia sacra
to quasi onnipossente. Del resto trovò che e profana, e nella teologia. Nel 1 6 1 5 com -
i cattolici avevano conservalo la cattedra- pilo in un'assemblea del clero d'Irlanda
le di s. Teodorito ridotta a parrocchia, e alcuni articoli riguardanti la religione e
la chiesa di s. Stefano sua succursale. Glie la disciplina ecclesiastica, che furono ap-
gli ugonotti avevano trasformatoin tem- provati dal re Giacomo I, benché fossero
pio pel loro cullo erroneo la chiesa de'fra- differenti da quelli della chiesa anglica-
li minori. Si loda d'avervi passalo 70 gior- na, e ad onta che 1' Usserio fosse prote-
ni di sua fjuinquenne deportazione, che stante ossia anglicano. Indi il re gli con-
qualificò i più sereni e tranquilli e forse ferì nel 1620 il vescovato di Mealh in Ir-

i più felici eli sua vita; libero e sciolto da landa, e nel 1626 l'arcivescovato d'y^r-
ogni cura e pensiero di carica e di ufljzio, inach (avendo in quest'articolo citalo la
per la vita melodica che vi menò; per la sua biografia, scrivo la presente, ad onta
quasi generale coltura degli abitanti, spe- del protestalo parlando degli Scrittori
cialmente gii ecclesiastici e i nobili; perle ecclesiastici) e primate dello slesso re-
attenzioni, ossequio e riguardi che gli u- gno. Neli64o passò in Inghilterra a ca-
sarono, massime in chiesa ove gl'innalza- gione delle guerre civili, e dicesi che i cu-
rono un piccolo baldacchino , venendo ratori dell'università di Leida gli offrisse-
spesso visitato dal sotto-prefetto e dal ro una pensione considerevole col titolo
maire. A' 5 aprile in Usez proclamando-
1 di professore ordinario, se voleva recarsi
si governo del re Luigi XVIII, e la ca-
il in Olanda; e che il cardinal Richelieu gli

duta dal potere di Napoleone I, ed accia- mandò la sua medaglia, e gli olhì grossa
mando il Papa e il cardinale con parti- pensione, colla libertà di professare la sua
colari dimostrazioni, esso coli' insegne religione acattolica in Francia, se vole-
cardinalizie recossi a celebrare la messa va andarvi. Ma Usserio preferì di resta-
nella cattedrale con qualche solennità. re in Inghilterra, dove morì a*2i raar-
Celebrò pure nella parrocchia di s. Ste- zo I ^55
75 anni, lasciando di sé cele-
di
fiino, enella cappella dellesuore della ca- bre fama, come uno de'più grandi dotti
rità dette .?wo/r nere dall'abito: dapper- del secolo XVII, senza però poter cono-
tulio facendo numerose comunioni. Ono- scere che fuori della Ghiesa cattolica non
ralo il cardinale in più modi dagli stessi vi è la salute eterna, anche pel dichiara-
calvinisti, a'22 aprile partì da Usez per to nel voi. LXXIX , p. 73. Il protettore
r Italia e Roma. d'Inghilterra Cromwell, sapendo quanto
.

V ss U SS i5
era sialo amalo dal popolo, lo fece so- Esposizione sopra Bellarmino. 3.° Bi-
iennenienle seppellire nell' abbazia di blioteca teologica. L'ultima edizione de-
Westniinsler. Abbiarao di LJsserio un gli annali d'Usserio è quella di Ginevra
gran numero di dolle opere, lanlo in ia- 1722 e col i\{o\o: Annales T^eteris etlVo'
lino cbe in inglese, ma cogli errori pro- vi Testamenti a prima mundi origine
pri di sua falsa credenza. Le Ialine sono: deducti,unacum rerum Asialicaiitm et
Britannìcariim Ecclesiarum anli'
1." Aegfptiarumchronico,a temporis histo-
quìtales; quibns inserta estpestiferaea rici principia usque ad extremum teni'
Pelagio in Ecclesiam indiiclae haere- pli et reipublicae Judaìcae excidi uni
seoshistoria^\&Zi.^.''Gravissimaequae' producto: J. Usserio Arni, arch.etllib.
stionis de cliristianarnm ecclesiarum in prim. digestore. Accedunt tria ejusdem
Occidentis praesertim partihus ab a- , opuscola. Viene qualificato il più chiaro,
posto lieis temporibus con tifina succes' dotto ed esatto compendio della storia u-
sionCyet stata historica explicatìoy 1 6 1 3. niversale, poiché concilia colla s. Scrittu-
Ambedue quest'opere sono x\^\V Indice ra la storia delle grandi monarchie del-
de'libri proibiti. 3.° Storia di Gotescha- r Asia e dell' Egitto. Alcuni dotti sopra
quCy 63 1 .^.''Epistole di s. Ignazio mar-
1 diversi punti non crederono di seguirlo.
tire ^ di s. Barnaba e di s. Paolo con no- Tulli convengono che Usserio era un pro-
te, 1 645. 5.° De' simboli e formale dife- digio d'erudizione, e che avca molta cri-
de^ 1647. ^•" P^^ll'^niio solare de'Ma- tica ed una gran conoscenza dell'antichi-
1648. 7.° Gli annali dell'antico
cerZo/i/, tà sagra e profana; ciò non ostante alcu-
Teslame?itOyi65o. 8.° Una lettera sul- ni protestanti vogliono che non abbia a-
le differenti lezioni del testo ebraico, vuto sempre il discernimento fino , nel
i652. 9.° Gli annali del nuovo Testa- riconoscere genuini certi scritti dell' an-
mento, 1654. io.° Regola riguardante tichità ecclesiastica che non favoriscono
la versione de' Settanta, i655. i i.** Cro- la loro pretesa riforma. Riccardo Parr
nologia sacra, 1660. L'opere inglesi so- cappellano del prelato e depositario di
no:!." Tre discorsi, di cui uno sulla ge- tulle le sue carle,nel1 686 pubblicò la sua

neralità della Chiesa, pronunziato nel vita in inglese,con una raccolta di 3oo
1 624. 2." Risposta al p. Malone gesui- letlere che avea scritto agli uomini del
ta, i63i. 3.° Trattato sull'antica reli* suo tempo più illustri per erudizione, lu-
gione irlandese e inglese, 1 63 1 .4.° Trat- di Tommaso Smith pubblicò una nuo-
tato sulV Incarnazione, intitolato ImniU' va vita.
nuel, i63g. 5.° La
conferenza del giu- USSITI, Hir/^.?77^e. Eretici seguaci del-
dizio di Renauld,sulV Episcopato, 1 64 1 l'eresiarca Giovanni Huss, il quale prese
^J' Descrizione geografica dell'Asia mi- il cognome dal luogo ove nacque, villag-
«ore, 1643. ^° Dell'orìgine de' vescovi e gio diBoemia, circolodi Prachio sulla ri-

de* metropolitani, i644' 8.°P/rco/o Ca- va sinistra del Blanilz, detto pure Hus-
techismo, i644' Molle opere miste, cioè: senetze Hussinetz, vocabolo che significa
i." Riduzione de* doveri de' vescovi. 2.° oca, perciò somministrò frequenti allu-
Trattato suU* estensione de' meriti della quindi isuoi
sioni agli autori protestanti
;

morte di Gesù Cristo. 3° Trattato sul fanatici e crudeli settari si denominarono


sabato. 4 ." Dell'ordinazione de* ministri Ussiti e Flussi li. Di basso lignaggio, il

nell'altre chiese de' riformati. 5." Della cognome di sua famiglia è sconosciuto. Si
potenza del principe. Il lutlo stampato a vuole che il signore del borgo dove Gio-
Londra neh 638. Lasciò inoltre mss. tre vanni trasse i natali, gli abbia procuralo
trattali. 1 .° La censura de' Padri della i mezzi di studiare, annunziando egli fe-

Chiesa e degli scrittori ecclesiastici. 2.° lici disposizioni; ed in lai modo contri-
i6 USS USS
)ju\ .Vsuoì tlepIoral)ili progressi nel mon- il quale non pregiudicava al dogma; ma
do, poìclièil suo fanatismo e In mania questo .°punto
I di disputa mascherava al-

tiell* innovazioni politico-religiose gli a- tre fonti di errori, sovvertitrici della fe-
fjuislarono poi un'infelice fama superio- de, e che l'eresiarca non si curò di tenere
re a'suoi meriti. Fatto baccelliere e pro- lungamente buoni erano tutti
nascoste. I

fessore dell'università di Praga neh 393, indignati ne più ascoltare potevano a


,

ne divenne rettore nel 1409, quindi sa- sangue freddo spacciarsi da Giovanni
,

cerdote e confessore di Sofìa di Baviera Huss questo strano e perverso ragiona-


regina di Boemia; il che pose Giovanni mento. » Che non bisogna credere né alla
in relazione co'più ragguardevoli signori Madonna, ne a'Sanli, né alla Chiesa, ne
del regno. Alcuni giovani boemi, allievi al Papa, perchè bisogna credere solamen -

dell'università d'Oxford,nvendoneI i4o4 te a Dio, e perché la Madonna, Santi, i

propagato nel loro paese la perniciosa la Chiesa, il Papa non sono Dio. " Con

dottrina de* IVìclcfislì (F.) , Giovanni tali indegni sofismi, questo eresiarca ar-
Huss, eli' erasi tutto infettato del nuovo ditamente impugnava le verità fonda-
veleno, diffuse maggiormente gli errori mentali del cristianesimo. Altri princi-
di tali eretici e ne aggiunse de'nuovi co' pali suoi errori sono. Che la Chiesa non
suoi propri scritti ; osando altresì predica- è composta che di predestinati. Che mi- i

re in tutti i luoghi, e specialmente nella nistri i quali non sono giusti e predesti-
cappella di Beltlerame a Praga »> che il nati, non sono veri ministri. Che l'ubbi-
Papa era simoniaco, eretico, che non vi dienza ecclesiastica è una mera invenzio-
Bvea ordini nella Chiesa di Dio, ma nella ne degli uomini. Che tutti i preti hanno
società de'Demonii". Più tardi non esitò la podestà di predicare, e che non devo-
di leggere in pubblico una lettera che due no astenersene per timore della scomu-
studenti gli seri veano dall'Inghilterra, e di nica. Leggendoi frammenti dell'opera in-
raccomandare scandalosamente a'suoi u- titolata Della Chiesa, composta da Gio-
ditori l'opere dell'eresiarca Giovanni Wi- vanni Huss, destano stupore l'impronti-
clefcaposetta de'wiclefìsli, suo modello ed tudine, la rozzezza, la licenza e la durez*
oggettodi sua ammirazione; di quel Wi- za delle sue espressioni contro il clero,
clef contro cui la Chiesa, Gregorio XI, A- verso il mai misura
quale non serbò egli

]essandro V,e il governo inglese si erano alcuna, nessuna convenienza. Le circo-


uniti e accordati per combattere e dissi- stanze diedero rilievo al personaggio ch'e-
parne gl'infesti discepoli, conosciuti anco glirappresentava impunemente: non vi
sotto il nome di Lollardi [F.). Una tin- era più centro di unità nell'Europa pel ,

ta di fìlosofìa antica, sparsa nella novella lungo e grande Scisma (F.), divisa \' Ub-
eresia, la rendeva più pericolosa, mentre bidienza (F.) tra'diversi Papi e l'antipa-
si sosteneva in essa, che ogni creatura e pa ; riuscì egli quindi perfettamente nello
Dio, e vi si professava il sistema óeWani- scopo che si era prefisso, d' infiammare
ma itnh'ersale. False idee di libertà, di cioè ilrisentimentodella niollitudinecon-
iralernità, di eguaglianza si mescolarono tro gli ecclesiastici, di scatenare tutte le

all'idee di pretesa riforma religiosa e si passioni contro di essi e di farli trucida-


accreditarono rapidamente tra le persone re. Vivente lo stesso Huss, i suoi scritti
del popolo. I non
suoi progetti di riforma misero la Boemia (F.) in combustione,
si limitavano, come se lo immaginava il ed armarono il popolo del la capitale Pra-
•volgo, alla Comunione (^F.) che si dovea ga contro magistrali. Contento di su-
i

fare da tutti sotto le due specie il conci- : scitare gli animi , il novatore conservò
lio di Costanza, di cui riparlai aSvizzERA, l'apparenze della moderazione io mezzo
si mostrò assai indulgente su tale articolo, alle turbolenze, cui dava occasione la sua
US s U S S 17
eresia. Vcnceslao VI redi Boemia avreb* sis , e vi arrivarono quasi conlempora-
he di leggieri troncato il male dalie ra- neanienleadHnss,il quale dominato dal
dici e avrebbe risparmiato molle lagri- fanatismo e dall' orgoglio, nulla rispar-
me all'umanità se avesse voluto interpor- miò per irritare contro di lui non solo i

re il suo potere; ma quel monarca indo- padri del concilio, ma altresì gl'inviati di
non
lente, crudele e tutto dedito a'piaceri, tulli i principi d' Europa. A dispetto di
siprendeva troppa briga delle sventure lui le le censure di cui era allaccialo , di
che stavano per produrre le stravaganti propria autorità si sciolse da'Iegami del-
visioni del predicatore della cappella di l'interdizione, osò celebrare la messa, sta-
Dettlemme. Finalmente Stefano Paletz bilire conferenze segrete, soffiar la fiam-
professore di teologia e Michele de Cau- ma della discordia e sovvertire i principa-
sis giustamente sbigottiti de' progressi
,
li dogmi del cristianesimo , in una città
dell'eresia, denunziarono Giovanni IIuss scella per fortificai li e per depurar la fe-
allas. Sede. Il Papa Alessandro V nello de. Tanli eccessi d'audacia costrinse l'im-
scomunicarlo con bolla de' 20 dicembre peratore Sigisnìondo, incaricato dell'or-
1409 in Pistoia, gl'interdisse ogni eccle- dine di quell'augusta assemblea, a farlo
siastica funzione. Giovanni Huss a ppcilossi arrestare a' 9 ottobre i4i5i. Giovanni
al I ."concilio che doveasi tenere inCostan- Huss avendo tentalo di fuggire dal con-
za per fare cessare lo scisma. Neli4'2 la vento dov'era rinchiuso, fu trasferito una
flicoltà teologica di Praga condannò in lega e mezza lungi da Costanza, nella for-
globo 4^ articoli di Giovanni Huss, di- tezza svizzera di Groteleben. L'impera-
chiarandoli come ciascuno o eretico, oer- tore, i padri del concilio e principalmen-
ronco, o scandaloso, o tenente liingiìfe- te il cardinal Armet di Broniaco decano,
deli dal vero cammino della fede. Egli esaurirono tutti i mezzi di dolcezza e di
parli da Praga l'i i ottobre i4i4j p»'if^a persuasione; ebbero ricorso a tutte le in-
d'aver ricevuto il troppo famoso salva- gegnose industrie della carità evangelica
condotto, soggetto di questione tra'piii e- per piegare quel cuore ostinato, per a-
ruditi critici. Giovanni lo ricevè solo i5 prirgli gli occhi sui pericoli a' quali l' e-
giorni dopo la sua carcerazione, e s'igno- sponeva una pervicacia senza esempio, e
ra il tenore di quell'atto di sicurezza ; pro- per sottrarlo all'ultimo supplizio, con un
babilmente tale tenore non differiva da pronto pentimento e ritrattazione di lut-
quello che fu inserito nel salvacondotto ti i suoi errori. Giovanni era troppo or-

accordato a Girolamo da Praga , mae- goglioso volle acquistare una grande e


:

stro e baccelliere di teologia, suo furioso lagrirnevole celebrità a qualunque costo.


discepolo, più di lui dotto e sottile nella Palelz e de Causis, non meno che giu- i

disputa, ed in esso è detto formalmente dici scelli per verificare i caratteri de'si»,Oi

" salva nondimeno la giustizia e perquan- scritti, vollero procacciargli vie di ricon-
to dipende dal concilio e 1' esige la fede ciliazione e di salvezza; ma ninno fu ca-
ortodossa;" il che dava realmente la fa- pace di rimoverlo da'suoi vani sistemi di
coltà ai concilio di far catturare la per- religione. Pareva che insultasse alla mae-
sona dell' eresiarca. Costui quantunque stà dell'illustre adunanza ripetendo. Sto
percosso dalle censure maggiori della ad determinalionem ConciliijmewUe ri-
Chiesa, ribelle all'autorità legittima, pre- gettava ogni parola di pace dello stesso
dicò suoi errori lungo tutta la strada , li
i concilio, ascollando soltanto la voce
tradusse in lingua volgare, onde propa- d'un amor proprio inconcepibile. Un de-
garli più da lontano, seminò dappertut- siderio smoderato di farsi un nome tra-
to i funesti principii della sua dottrina. Si spariva a traverso di sì incredibile osti-
portarono a Costanza anche Paletz e Cau- nazione. Fino all'estremo momento si a-
VOL. LXXXVII.
i« u ss U S S
<lu|ii'<) con riiiti-omis&ìone de'suoi disce- pubblicale a Norimberga nel 1 558 con
poli n guaiiagi):>re pioselili : fino alTiiI- una prefazione degl'eresiarca Lutero^ fu
liiiiu istante palesò egli la più sfacciata ristampala neli7 i 5, coll'audace e insul-
vanità. I Pnihi del concilio prima di prò tante titolo: J. Huss ctHicronyin. Pia-
iiuuziaie Ih loro ultima decisione sulla gcns'h- confcssoruni Cliristi hisLoria et

dottrina di Giovanni Huss, gli propose ino nume Illa. Il laico Girolamo da Praga,
IO un formolario d'abbiura sì equo, che nativo di quella città, arrestato nella Sel-

un uomo più illuminato e d' animo ri- va Nera, fu condotto avanti il concilio di
posalo r avrebbe acceltalo con ricono- Costanza per esservi interrogato sulla sua
scenza, poiché tal formolario salvava il dottrina; nella sessione g.'^ egli condan- i

suo amor proprio; ma tutto inutilmente, nò gli errori di Wiclelfe di IIuss già suo
e lo rigettò , né [u possibile ammollirne maestro ma avendo in prigione fatto
;

l'animo. Piuttosto che piegarsi, egli disse: istanza d'essere ulteriormente inteso in
»» avrebbe voluto che gli fosse posta una pieno concilio, nella sessione 21." vi fu
mola al collo e che il gettassero in mare". ammesso: ivi in luogo di sottomettersi al-

Condannata la sua rea dottrina nella ses- le decisioni della Chiesa, arditamente ri-

sione i8.\ questo novatore dopo la scou- trattò la sua abbiurazione, parlò di Gio-
sagrazione dal grado sacerdotale, fu con- vanni Huss come d' un santo, e protestò
segnalo al braccio secolare l'S o a'i5 lu- ch'egli aderiva alla sua dottrina ed a quel-
glio i4i 5, e condotto in un sobborgo di la di Wiclelì. Fu allora anch'egli dichia-
Costanza al supplizio in uìezzo a un con- rato eretico e spergiuro ; consegnato al
coiso immenso di popolo d' ogni paese. braccio secolare, fu bruciato vivo come
Egli salì con tutta l'intrepidezza del fa- recidivo nel i4i6. Narra Novaes nella
natismo sul rogo, co;ne sul teatro del suo Storia di Martino F. Eletto questi l'i i
trionfo. Bruciato vivo, le sue ceneri si novembre 1417 nel concilio di Costanza,
gettarono nel fiume Reno. Gli ussiti rac- rimase poi estinto lo scisma, ma l'eresie
colsero la terra del luogo, in cui il loro ca- de* furiosi e crudelissimi ussiti insangui-
po eia stato arso, la portarono a Praga narono la Boemia^ e gli errori penetra-
e la distribuirono a'Ioro amici come una rono fatalmentenella or a^^'ia^uftW Un- M
terra sagra. Da quel fatale rogo, su cui gheria e nella Germania (V*)» H Papa
perì Giovanni Huss , si sparsero fino in colla bolla Inter cunctas pastoralis cu-
Boemia scintille, che accesero un sì vio- racy de'22 febbraio 4 ^> Bull. Roni. t. 3,
1 '

lento incendio di guerre intestine e reli- par. 2,p. 4 18: Damnatio errornni Joaii-
giose, che il sangue di più di 200,000 uo- nis TVicleff, Joannis IIuss Hieronynii ^

mini non bastò ad estinguerlo. La sua fi- dePraga^ et aliorwn.de SacranientisEc-


ne tragica ed suoi errori, gli avvenimen-
i clcsiae male sentientibus,eorumque com-
ti che ne furono il risultamento,
terribili plicunietfautorum.Acforma hacreticoSj
]o resero obbrobrio*)amente immortale, suspectosque de haeresi exatninandi.
più che suoi talenti, non poco mediocri,
i Contiene 4^ errori di Wiclelf, 3o artico-
anche nel secolo in cui visse. INella sua pri- li ereticali di Huss, e 5 interrogatorii da
i

gione scrisse alcuni trattali, sui Coman- farsi a'sospetti d'eresia. Mandò la bolla a
damenti di Dio, sull'Orazione domenica- tutto l'episcopato e agl'inquisitori contro
le, sul Peccato mollale, sul Matrimonio, l'eretica pravità, a'quali é diretta. Quin-
sulla Couoscenza e sull'amor di Dio, sui di dichiarò colla bolla Apostolicae Sae-
Tie nemici dell* uomo, sui Sette peccali dis praecellens auctoritas de' 25 gen- ,

niorlali, sulla Penitenza, e sul Sagramen- 458 De Sa-


naio 14^6, Bull, citato, p. :

io del Corpo e del Sangue di Gesù Cri- cramento Eucharistiae laicis sub una
sto. La raccolta delle sue erronee opere, tantum specie juxta Constantientis san-
V ss e ss ,9
cita Concilìì ministrando. I prinoi pa- audacissimo e valoroso, contro i crociati,
lierrori di Wicleifed Hnss, rimarcali dd e gli altri cattolici di Boemia^ Ungheria,
Novaes, sono: Sostenere come dogma di e Germania., nel 1
."
avendo nar-
articolo
fede la necessità ne'laici della cojnunio- ralo a qual grado eccessivo di fanatismo
ne sotto ambedue le specie e col Calice. giunse quel caposella.Dopola sua morte
Insegnare l'esistenza del Paneei\ii\ fi- i sanguinari seguaci si divisero in due ter-
«o{/^.), dopo fatta la consagrazione. Cre- ribili fazioni : una ritenendo il nome di
dere di niun valore l'amouinislrazionede' taboriti, elesse a capo Procopio il Raso,
Sagran)€/iti falla da'ministri dell'aliare così detto per la chierica che avea porta-
in peccato mortale. Ammettere a'sagi o to come pessimo prete; l'altra prendendo
santi Misteri che fossero in
tulli i laici , quello d'orfani, per non volersi sollomel-
grazia di Dio. Pretendere che la Chiesa tere ad alcun condottiero. Parte degli us-
non potesse avere Rendite e possedeie Z?c'- siti preseil nome d' Orchiti ^ Orehitae.pev

/i/len)porali. Atterrale Tordinedella Ge- ladimora che fecero in una monla^nache


rarchia, sostenendo l'eguaglianza di lut- chiamarono Ore/^, e dove vantavano d'a*
ti SacerdoliseuzH didérenza alcuna dal
i vere ricevuta !a loro legge da Dio, come
Papay dd Cardinali^ lW P'escovi. Anche Mosè. Un cattivo sacerdote denominalo
nel 1422 con mollo zelo e diligenza, Mar- Bedrei,iiato in Moravia, si fece capo di
tino V si applicò a reprimere i funesti questo ramo di ussiti, che professavano
progressi dell'eresie degli ussiti in Boemia gli stessi errori degli altri, distinguendosi
(P .)i i quali diretti e armati dall'ostina- per la loro crudeltà verso i sacerdoti e i

to e furioso ussita, l'ejnpio Giovanni Zi- religiosi. Gli ussiti nelle sanguinose guer-
sca, perseguitavano crudelmente i catto- re che fecero, anco coni ro l'impero, erano
lici, distruggevano le profanavano
chiese, armali d'un grande clipeo o scudo di le-
gli altari e le ss. Imniagini, bruciavano i gno, col quale interamente coprivano e
sacerdoti, olire altre iniquità. Gli ussiti difendevai»o il loro corpo. Ne'Ioro accam-

lacerando con furoie V inìmagini della pamenti lo collocavano in terra, e vi na-


Madonna de Sette Dolori ("^.jjil concilio scondevano l'intera persona. Venne con-
provinciale di Colonia, tenuto contro di servata per lungo tempo tale specie di
loro e contro i wiclefisli, ne ordinò la fe- difesa in molte città della Boemia, e fra
sta. Pertanto Martino V indusse l'impe- le altre a Praga. Con soddisfazione ili

ratore Sigismondo re di Boemia e d'Un- Nicolò V, neh." maggio i44S entrò ui


gheria, e gli elettori dell'impero a bandir Praga il celebre cardinal Carvajal lega-
la guerra crociala contro medesìnn e- i to apostolico, per ridurre gli esaltali boe-
relici. Di più nel 14^9 ordinò la celebra- mi al buon sentiero, al quale però non
zione della festa del Corpus Domini con li trovò disposti. Pretesero questi segua-
nuove indulgenze, anche ne'luoghi inter- cidell'eresia ussita, che confermasse Gio-
detti, e ciòper maggiormente promuove- vanni Rochizana primario cnposetta, da-
re il culto della ss. Eucaristia combal- gli scismatici del conciliabolo di Basilea
lula iniquamente dagli eretici Taboritl fatto arcivescovo di Praga; ma il cardi-
( V.), una delle principali diramazioni de- nale ricusò di farlo, e parli a'2 i maggio.
gli ussiti, derivali dal sanguinario e fana- Racconta Cardella nella biografia del
tico Zisca, dopo
morte del quale cnpo-
la cardinal Carvajal, che nemico acerrimo
sella in parte presero il nome di Orfani dell'eresia e valido sostegno della purità
(^/^.jy a vendo sigli uni che gli altri aggiun- della fede, per estirpare gli errori pio-
te altre eresie a quelle degli ussiti. Deplo- fessati dagli ussiti, fu sfidato a pubblica
rabili furono i danni che cagionarono ila- disputa da Rochizana, ed egli slimò di
boriti col forsennato Zisca, loro capitano acccllaila. per non dar motivo agli ere-
20 U S S U SS
liei dì vantnr vittoria in una causa, nclln munione del calice. Nel r45i7 morì La-
qualeerain vece per essi d'infallibile per- dislao I, e neli45'H venne eletto succes-
dita. Giunto il giorno stabililo per la di sore l'amministratore Podiebrado perle
sputa, conaparsi nella pubblica adunan- mene degli ussiti, che continuavano a
za il cardinale e Rochizana, piena es- straziare la Boemia colle guerre. Viven-
sendo de'personaggi più distinti del re- te Nicolò V, il suo nunzio Piccolomini,
gno, die principio alla dispula Rochiza- poi Pio 11, avea inutihnente dimostrato
na, ma
sebbene insigne e profondo teo- a Podiebrado, quanto avrebbe meritato
logo non potè pronunciare die le sole pa- colla Chiesa e col Papa, ed anco col suo
role Aeterni Patris P^erbnm; rima-
: giovine re, se avesse ridotti gli erranti
nendo così confuso e così ottenebrato boemi al culto cattolico. Inseguito il Pa-
nella mente, che quantunque per ben 3 pa Pio 11 neh 463 annullò i preliminari
volte tentasse con ogni sforzo di ripeter- di pace stabiliti fra' legati del concilia-

le e proseguire il discorso, non gli fu pos- bolo di Basilea ed i boemi allorché vi

sibile. Attoniti per alto stupore circo- i si portarono, in virtù de'quali essi avea»
stanti, e coperto di confusione l'eretico, no rinunziato a tutti gli errori, fuorché
il cardinale interrotto dopo convenevole allacomunione sotto ambedue le specie,
tempo il di lui vergognoso silenzio, die ciò che i padri scismatici accordarono.
principio al suo argomento colle stesse Continuando il re di Boemia Podiebra-
parole proferite da Rochizana, e le pro- do a favorire gli ussiti e perseguitai>e i

seguì con tale energia, eloquenza e co- cattolici, riuscite inutili te pontilìcie am-
pia d'erudizione, che molti di quell'as- Dionizioni, Paolo 11 nel 1
466 lo scomu-
semblea, detestato l'errore, abbracciaro- nicò e dichiarò decaduto dal regno, sen-
no le cattoliche verità. Nondimeno in tenza che confermò nel 1467. lo vece
Praga dipoi prevalsero gli ussiti, e ri- avendo il valoroso Mattia l Corvino, re

movendo Mainardo amministratore del d'Ungheria e genero di Podiebrado, ri-

regno, per Ladislao i di tenera età e poi portato vittoria sugli ussiti nel ì^'jOy il

degnissimo principe, gran difensore del- Papa gli mandò l'onorifico dono dello
ia cattolica religione, consegnarono la Stocco e Berrettone benedetti (P^.). Indi
città a Giorgio Podiebrado o Podielrna- Podiebrado fu deposto anche da Mattia
zio loro fautore ; onde il Rochizana I, e morì in mezzo a tali turbolenze nel

con maggior orgoglio si stabilì nell'usur- i47i' Sisto IV nel 1472 per estinguere
pato arcivescovato, con grave cordoglio l'eresia degli ussiti, concesse il regno di
del Papa. Nicolò V nel finire del i^ìn Boemia, comeché anticamente uno degli
mandò suo legato in Germania il celebre Stati tributari della s. Sede (^.), a
cardinal di Cosa, per riformare la disci- Mattia benemerito della Chiesa, ordi-
I

plina ecclesiastica corrotta dall'eresia us- nando a'boerai sotto pena di scomunica
sita,con ordine d'esercitare la legazione d'ubbidirlo e riconoscerlo per re, ed in-
anche sul reame di Boemia, dove essen- sieme assolvendoli dal giuramento fatto
do rimasti vincitori gli eretici, dopo aver a Ladislao II o Uladislao V, ma questi

preso Praga s' erano messi nuovamente prevalse. Ormai estinta l'eresia degli us-

a perseguitare i cattolici. Allorché nel siti, rincrudì neli474'n Praga, facendo


i4^2 Nicolò V coronò in Roma l'impe- gli eretici strage de'religiosi e spoglian-
ratore Federico III, questi non si comu- do i monasteri. Dopo pochi anni rinno-
nicò sotto ambo le specie, come in tal vò l'eresia Agostino Luciani, già vescovo
funzione pralicavasi, per non sembrare Santauriense e poi eretico. Innocenzo
di approvar l'errore sostenuto dagli us- Vili con tanto zelo si adoprò nel i486
siti, che propugnavano necessaria la co- per ridurlo al seno della Chiesa, che gli
V su UTE 21
riuscì,onde potè deprimere l'eresia. Nel se luterane o de' Protestanti (F.) alla
1493 Alessandro VI aderendo all'istan- vera Chiesa cattolica apostolica romana.
ze del re Ladislao li, fece promulgare Per altre notizie vedasi il Conlin, Di-
la crociata contro i turchi, e per meglio zionario delVeresic ,xìc^\ articoli Huss
prom uoverla creò legato Orso vescovo di e Vssitij Beigi er. Dizionario enciclope-
Trani, dandogli ancora autorità d'assol- dico, l'articolo f/^^z^zy Giovanni Coeleo,
vere e di riconciliare colla Chiesa roma- Storia degli ussiti, Magonza i549-
na i pragesi, stati lungamente infetti negli USULA o USILLA o USILAE o U-
errori di Huss, indi resi ubbidienti i per- ZALA. Sede vescovile dell' Africa occi-
tinaci daLadislao II dopoché nel 1490 era dentale nella provincia Bizaceua, sotto
divenuto re d'Ungheria. Ed è perciò che la metropoli di Adrumeto o Hadramito.
i pragesi sci isserò al Papa di comun con- Ne furono vescovi: Cassiano, che trovos-
senso, e condannando tutte le eresie, di- sinel 349 al concilio di Cartagine; Teo-
chiararono di volere ricevere tutti i riti doro fautore de*donatisti,i quali nel con-
cattolici, e osservarli perpetuamente; del- cilio 383 condanna-
Cabarsussitano del
la (|ual cosa il re stesso scrisse ad Ales- rono Primiano ; Privato, che interven-
sandro VI. Questi adunque ingiunse al ne nel 4'! alla conferenza di Cartagi-
legato Orso, di riunire i pragesi nella co- ne; Vittorino, esiliato nel 4^4 da Un-
munione cattolica, di pacificare i principi nerico re de' vandali ; Lorenzo sottoscris-
boemi, e di bandire la sagra guerra con- se la lettera del concilio Bizaceno, man-
tro gl'infedeli. In questa guisa, come piac- data nel 641 all'imperatore Eraclio Co-
que a Diojfu estirpata l'eresia boemica,re- stantino contro rnonoteliti. Morcelli,
i

slituendo il legato nella grazia dellaChie- Jfr. chr. t. r . Usula, Usulen, è ora un ti-

sa i pragesi, tranne alcuni, i quali pochi tolo vescovile inpartihus, che conferisce
anni dopo furono costretti da Ladislao II la s. Sede, trovandosi ne' registri conci-
ad abbiuràrgli errori per timore ancora storiali notata sotto titoli arcivescovili
i

di punizioni severe. Laonde nel 1499 ^"" in partihus di Cartagine e di Adrume-


rono assolti tutti quelli che si converti- to o Hadramito, il quale è il più ragione-
rono, venendo prosciolti dalle censure vole, per l'antica dipendenza ad essa quan-
fulminate da Paolo II; ed Alessandro VI do n'esistevano le chiese. Gregorio XVI
die piena autorità a* sacerdoti cattolici nel 1843 col vicarialo apostolico di Co'
boemi di riceverli nel seno della Chiesa. lombo lo attribuì all' attuale mg."^ Gae-
Allora in Boemia rifiorì il cattolicismo, tano Antonio, allora pro-vicario, indi vi-

e i pochi restati tultavolla ostinati fu- cariOjCome dissi nel voi. XXXI V, p. 260.
rono perseguitati dal zelante re. Però nel USUR.A. F. Monte di Pietà , e gli
seguente anno pullulò nella Moravia e altri relativi articoli.
nella Boemia la sozzissima eresia de* UTENSILI SAGRI, Utensilia sacra.
Valdesi (V.)y come la qualifica l'anna- Vocabolo generico e complessivo che com-
lista Rinaldi, la quale coH'alIeltamento prende sagri Arrediy Pannilinij Para-
i

di laidissimi piaceri perverti molti, di- mentii Festi, Fasi(F.) ed altre Suppel-
mentichi della propria eterna salute, con- lettili sagre (/^.), ed ornamenti sagri per

tro i quali Alessandro VI destinò inqui- uso della Chiesa o Tempio pel culto di-
sitori, abbracciando essi diversi errori de- vino, non che pe' suoi ministri e per la
gli ussiti. Poco dopo gli eretici Luterani Gerarchia ecclesiastica, Fcscovi (F.)
(/^.) rinnovarono la comunione sotto le ec. , quali sono soggetti agli Spogli ec-
i

due che dal concilio di Trento


specie, clesiastici, al modo riferito in quell'arti-
condannata, divenne un essenziale osta- colOjSu ciò vegliando i Succollcllori degli
colo per la riunione delle sedicenti chie- spogli (F.)^ sul quale argomento abbia-
U TE UTE
iiiu di G. Roiloni, De SpoUis Ecclcsia- *ità, vi troveranno sciolti lutti i did)bi
*//(•/>, Itoinae i585; ed in Ruoia per sidia prima inlroduzione de'sagri utensi-
gli utensili sagri ì\ìì Cardina li il prelato ^ li d'ogni specie , ed il loro pio e mistico
Sfigri.itn (f^.) per la St/grexlia della o simbolico significato; i teologi e i mo-
Cappella ponlìfìvia. Si può vedere l'ai- ralisti vi leggeranno qualunque questione
tioolo i^lcnsili.i nel Ferrari, Prompta circa le cose da credersi o la maniera di
Bihliotheca Canonica ec, sulla loro condursi riguardo a' medesimi; e finaU
somminislrazione, inanulen7Ìoiie, lasse, mentei giureconsulti, pe'(piali precipua-
padronali ec, rigtjardanli medesimi. i mente, dice l'estensore dell'articolo, sem-
iNel 1783 in Roma fu stampato dal bra essersi avuto in mira nella composi-
Giunchi: De Sacris Utcnsilibus Iracta- zione dell'opera, potranno consultarla in
tus^ SS. O. N. Pio f^f clicolus: aneto- tulli que'casi forensi, ne'quali sj dispute-
re Fabio de Alheriis pnlricio BUvaiia- rà della proprietà de'sagri utensili, e del
ti, Fabriani primuin, deinde Seiio^al- loro risarcimento. Si dice inoltre, l'opera
liae, mine vero Eecle.siae Fidginalia Fi- essere divisa in due vohuiìi in foglio, il i.'*

cario generali. Accessit Sacrae Roma- de'quali è destinalo all' esposizione della
nae Rotae deeisionuni ad nialeriam per- materia, ed il 1." ad una collezione di de-
tìnentiuni ejusdem in altero volu/ninc cisioni della s. Rota romana spettanti al-
colleclio^etin ntrocpie indices locuple- la medesima , e disposte per ordine cro-
tissinii. L'origine e il significalo delle au- nologico dal I )83 al I
777. Tutto l'argo-
guste Ceremonie e de'venerandi Riti c\\q mento si svolge nel i .** volume in 1 7 capi,
accompagnano Culto esleriore della
il lli.^e il 2.° parlano del nome e dell'uso,
nostra s. Religione formano certamente divisione ed origine de* sagri utensili; il

una delle più importanti e dilettevoli par- 3.** della loro necessità e utilità; il 4'** e
li della sagra Erudizione. Benché per al- 5." della loro materia e della loro forma
tro questo studio, conosciuto sotto il no- tanto antica che moderna; il 6° di loro
me di Liturgia, sia sialo con grandissi- consagrazione e benedizione; nel 7." della
mo studio e impegno coltivalo, con in- venerazione a'm edesimi dovuta; nell'8.**

numerabili e preziose opere che illustra- della preminenza competente per loro
no il vastissimo argomento nondimeno , ragione; nel g.° e io.** di loro custodia e
ninno in certo modo sino all'Albertis, sot- di loro visita; l'i 1." della loro sospensione
to il punto di vista che annunzia il titolo e inlerdizione; il 1
1° di que' a cui spetta
«lell'opera, se è giusto il ragguaglio che di provvederli, donde si prende molivodi
ne diede il n."3() deW Effemeridi di Roma parlare ancora di que'a'quali incombe la
del 1783, avea preso parlicolar cura per manutenzione e riparazione delle chiese,
la parte più interessante di siffatti studi, materia di tante liti nel foro; nel 1
3.° si a-
tioè la materia de'sagri utensili, l^erciò, gila la (juestione, se e in quali occasioni
soggiungelo scrittore di tal rivista , que- debba farsi copia de'sagri utensili a' ve-
stovuoto della scienza liturgica venne fi- scovi ed a'sacerdoti che vengono a richie-

nalmente riempilo, ed a suo giudizio e derli pe'sagri usi; nel 14.*' si disputa sulla
di tulli gì* inlendenli, com'egli assicura, contribuzione onerosa per la manuten-
degnamente completamente da non
e ,
zione o rifazione de'sagri utensili; nello."
lasciar nulla a desiderare. Dice quindi, si ricerca se i safari utensili vadano sosr-
che per la scelta e disposizione della ma- getti allo spoglio,ese di essi possa dispor-
quel- per contralto o ultima volontà; nel 16.**
teria, l'opera può soddisfare lutti si

li the ponno averne bisogno o bramino si esaminano i vari abusi che possono far-
consultarla. I filologi e que'che sono mos- si de'sagri utensili colla simonia, col fur-
si da semplice erudita e cristiana curio- to, colla superstizione, e si assegnano le
V T r U T I 23
proporzionale pene pe'rei «li simili abusi; UTICA. Sede vescovile della provin-
nel 17/ finalmente si sviscera la materia cia Cartaginese proconsolare nell'xlfrica
dell'alien azioue de'sagri utensili, e delle occidentale, e antica città marittima del-
pene degli alienanti. L'autore del com- la reggenza di Tunisi (T'.), tra Cartagi-
pendioso estratto dell'opera, dice avere ne e promontorio d'Apollo. Era un'an-
il

avuto presente nell* ollrire il breve prò» tica colonia de' tirii o fenicii, al dire di
spetto della medesima, di dare una prò Pomponio Mela e di Stefano di Bisanzio.
va dell'utilità grandissima che polranno l greci lachiamarono Itica,ed è da nota-

rilrarne i vescovi, i vicari generali, i par- re che quelli di detta nazione che scrisse-
rochi, i confessori, i canonici e ogni classe ro fra'Iatini, adoperarono tale ortografìa
infine di ecclesiastici, giusdicenti e giure- che dava il suono d'Utica de'latini stes-
consulti. Finisce col dichiarare , luttociò si. Questa città, per dignità e grandezza

oltre l'essere illustrato con copiosa erudi- non la cedeva che alla famosa Cartagi-
zione storico-liturgica, trovasi corrobo- ne, V emula di Roma, e dopo la distru-
rato dall'autorità delle costituzioni apo- zione di questa, divenne la capitale della
stoliche, de'concilii, de'ss. Padri e (le'più provincia. Strabone T indica sullo stessa
accreditati dottori, alle quali si aggiunge golfo con Cartagine, e si dice che ad essa

all'opportunità quella delle decisioni ro- fu di molto anteriore, e non mollo lungi
tali, de'decreti delle s. congregazioni, mas- l'ubicazione. Augusto diede a qtie'd'Utica
si :ue di quella del s. concilio di Trento. il titolo di cittadini romani, e nelle mone-

Siccome non mi fu dato conoscere opera te chiamasi Munìcipi ni n JuUiim. Nella


di tanta importanza, stimai non inutile spedizione dell' i«nperatore Carlo V di
dune un piccolo saggio sulla riferita con- Tunisi, nel 535 sbarcò a Porto-Farina,
I

tezza, onde renderne avvertito chi l'igno- ritenuta comunemente l'antica litica,»'
rasse, se gli piace di farne ricerca. Del «6 giugno. Spesso si fa di essa menzione
resto, se no»i m'illudo, per quanto il com- nella storia della guerra civile da Cesa-
porta l'essenziale natura di tutta questa re, e per la morte del rigiilo Catone di-
mia opera e la mia pochezza, comechè venne ancor più celebre. Marco Porcio
uscita unicamente da questa sola debole Catonesoprannominatod' lìtica, dd\ luo-
j.>enna ,
pure mi lusingo in buona parte, go dove morì, pronipote del fauìoso M.
almeno nella piti intrinseca , di avere e- P. Catone il Censore, fece la sua 1. "cam-
saurito l'ampio e fecondo argomento ne- pagna nella guerra degli schiavi, e al suo
gli innumerabili articoli, si speciali che ritorno fu fatto qtiestore. Si unì a Cice-
generici o relativi, che comprendono la rone contro Calilina, e si oppose a Cesare
descrizione di tutti gli utensili sagri. In- nel senato. Fece tutti gli sforzi per unire
tendo dire, della loro origine, diversità gli animi di Cesare e di Pompeo ma non ;

di nomi, differenti forme e materia , be- essendovi rilascilo, seguitò il partito di


nedizione e consagrazioue, usi diversi, in- Pom[)eo, che liguardava come il difenso-
terdizione e abusi; della parte mistica e re della repubblica. Finalmente ilopo la
simbolica, e dell'analoghe molteplici eru- battaglia di Farsaglia e la morte di
dizieni, in quanto special-
una parola di Pompeo, ritiratosi ad Utica,si trafisse con
mente li riguarda. Ragionai anche de'po- un pugnale per sottrarsi alla servitù l'an-
Hteriori decreti sui medesimijemaoati dal- no 45 avanti la nostra era. Nel sito dove
le s. congregHzioni e confermati da'piìi re- giaceva Ulica,trovan8Ì una quantità gran-
centi Papijinclusi Vii mente al regnante, sul de di vecchie mura, un acquedotto molto
delicato argomento dello spoglio ecolesia- largo, cisterne ed altri vestigi d'edifiziche
fclico, che pe'cardmali fino a pochi anm manifestano una magnilìca e granile cit-
addietro non era stato del lutto definito. tà.Al sud ovest di tali rovine si vedono
24 U T I U T I

i vasti campì che i romani resero famosi duto Vittore vescovo di Fila, in vece
colle loro gesta militari. La lappreseuta vescovo d* Ulica, celebre storico del-
ia oggi Porto-Faiiua, in vantaggiosa po- l' invasione e [)ersecuzione de' Manda-
sizione; altri dicono che fosse più vicina li (K). Utica, Uliccn, divenne un ti-

a Diserta: propriamenlesulTarea dell'an- tolo vescovile in partihus sotto il simi-


tica Utica si colloca il casale di Boosha* le arcivescovato di Cartagine, che con-
sthes o Satcor.Però quel i.°silo, stante il ferisce la s. Sede, ed alcuni che ne fu-

limo dal fiume Bagrada convogliato, tro- rono insigniti li notai a'ioro luoghi, Co-
vasi attualmente a più miglia dal mare, rnell cardinal Ann ibaldi morto nel 1367,
ove si [)escano con profitto i coralli ,
di riferito nel voi. XX VII, p. 173.
vhg si fa ampio comaiercio. Ulica ricevè UTIMMA o UTIlNUNA. Sede vesco-
iie'primi tempi della Chiesa il lun»e della vile d'Africa, nella provincia Proconsola-
fede, e nel secolo 111 divenne sede vesco- re, sotto la metropoli di Cartagine. Il ve-
metropoli di Cartagine. ili.°
vile sotto la scovo Ottavio si trovò alla conferenza di
vescovo che si conosca è Aurelio, che nel Cartagine del 4''* Morcelli , Jfrica
:t55 intervenne al concilio di Cartagine. dir. l. I.

Pare che a suo tempo, e certamente nel UTIMMIRA. Sede vescovile d'Africa,
258, durante la persecuzione di Valeria- nella provincia Proconsolare della metro-
no, vi furono uccisi 3oo cristiani, deno- poli di Cartagine. Ebbe a vescovi: Severo,
minali AJassa Candida, perchè le loro che trovossi alla conferenza di Cartagine
ceneri si mescolarono colla calce. Sono co' vescovi cattolici nel 4' i J e Beparato,
venerati a'24 agosto col nome di Martiri esiliato daUnnerico re de' vandali nel 484
di litica (F.), e resero perciò gloriosa li- per aver sostenuto nella conferenza di
tica ne'fasti ecclesiastici, il vescovo Ma
u-
Cartagine la fede cattolica contro i do-
ro vivea nel 3o3; Vittore I fu al concilio natisti. Morcelli, Africa chr. t. i.
d'Arles nel 3 14; Quinto si recò al conci- UTINA Uthina. Sede vescovile del-
,

lio di Cartagine nel 339; Vittore 11 fu l'Africa occidentale, nella provincia Pro-
alla conferenza diCartagiue nel 4 'J
^^'" 1 consolare, sotto la metropoli di Cartagi-
loniano trovossi al concilio di Cartagine ne. La città sorgeva presso il fiume Raga-
nel 4 1 9; s. Fiorentino intervenne alla con- di a, ed è illustre ne'fasti della Chiesa e
ferenza di Cartagine nel 484, e fu esilia- presso gli scrittori profani. Ne furono ve-
lo da Unnerico re de* vandali , e con s. scovi: Felice, che trovossi al concilio di
Vindemiale di Gopsa si recò a Trcviso(F.) Cartagine nel 255 Lampadio
; porlossi a
ove santamente morirono: tumulati nel- quello d'Arles nel 3i4; Isacco interven-
la chiesa di s. Gio. Battista , i corpi nel ne alla conferenza di Cartagine nel 4i » >

1 0^3 furono trasportati nella cattedrale Felicissimo fu l'ultimo vescovo d'Ulina ,

dal vescovo di Ti eviso Rotari. Faustinia- poiché alla sua epocaGeoserico rede'van-
«o vescovo d'Ulica, fu al concilio di Car- dali ne devastò la città. Morcelli, Africa
tagine nel 525; Junillo o Junilio fiori c/ir. t.i. Ulina, Utliinen,è un titolo ve-
verso il 55^ Flaviano
;
sottoscrisse la let- scovile in par tibus,(\eW eguale arcivesco-
tera mandata dal concilio proconsolare vato (li Cartagine, che conferisce la s.

d'Ahica, a Paolo patriarca di Costantino- Sede.


poli contro i monoteliti; Potentino, V ul- UTINlCA.Sede vescovile della provin-
timo vescovo d'Utica, rifugiossi nella Spa- cia Proconsolare d' Africa, della metro-
gna verso il 684, in conseguenza dell'in- poli di Cartagine, e chiamata pure Uti-
vasione falla in Africa da'sarnceni. Mor- ma o Parva Utina. Valerio suo vescovo
ylfriia dir. t. i. Per molto tem-
celli. si trovò co'cattolici nel 4'^ '»''» confe-

po suir autorità d'alcuni mss. fu cre- renza di Cartagine. Morcelli,^'. chr, 1. 1,


U T I U T R l'i

rXITI MUTITI. Erelici ùuW-Lute- scorgonsi circa 5o città. Notevole è an-


rani (f.), e discepoli di Giovanni Hult. cora il palazzo civico, come pure diver-
Dicevanoch'essi erano figli tVIsraele^ve' si stabilimenti di carità, il palazzo del
nuli per eslertuinare i cananei. Professa- re appellato Huis-van-Loo, la zecca ed
vano allresì la massima, che siccome il un collegio generale delle zecche del re-
giorno del giudizio universale si avvici- gno. Utrecht è rinomatissima ,
peichè i

nava, così bisognava prepararsi mangian- ducati d'oro d'Olanda ne'paesi esteri han-
do ebevendo senza limite. no corso più generale. Vi sono eziandio,
UTMA. Sede vescovile d'Africa, forse una biblioteca publ)lica un anfiteatro ,

della provincia di Numidia, e perciò soUo d'anatomia, un giardino botanico, un ga-


la metropoli di Cirta Giulia. Timiano, binetto di storia naturale, un osservato-
uno de'suoi vescovi, Irovossi co' cattolici rio astronomico, una scuola latina una ,

alla conferenza di Cfutagine del 4 1 i .Mor- società di poesia e più altre società lette-
celli, Jfrica dir. l.i. rarie. Vi sono pure belli e comodi pas-
UTRECHT (XJltrajccten). Città con seggi, e tra gli altri quello del Maglio, che
residenza arcivescovile, popolosa e bella aumenta 1' amenità de'dintorni. Distin-
dell'Olanda nel regno de'Paesi Bassi, ca- guesi l'università fondata neli63o,eche
poluogo della provincia omonima, nella ha professori di lingue classiche, di ma-
quale tiene il rango principale, di circon- tematiche, di medicina, di teologia e di
dario e di due cantoni a circa 8 leghe , legge. Utrecht contiene pure un museo e
da Amsterdam, ed a più di 12 dall' Aia scuola di belle arti, una scuola veterina-
capitale della monarchia. Se(\(i d'un tri- ria fondata dalla società agricola d' U-
bunale dii.'' istanza , d' un tribunale di trecht, eduna società provinciale, cioè vi
commercio della giiuisdizione della corte è un dipartimento della società del Bene
superiore di l'Aia^d'un'alta corte militare, Pubblico e un dipartimento della società
e anche d'un arcivescovo scismatico-gian- nazionale ecorjomica. Il regnante Gugliel-
senista. Trovasi situata in amena valle, in mo III re de'Paesi Bassi, con decreto de'
riva al Reno Vecchio ed al Vecht che da 3i gennaio i854 eresse un istituto reale
esso quivi si distacca, ed il Reno dividen- e centrale Neerlandese di meteorologia,
dola in due parti o rami, a'quali fu dato destinando sua sede Utrecht e incarican-
il nome di Vecchio e di Nuovo canale, i dolo: 1 .°Di fare osservazioni meteorologi-
quali bagnando la città si riuniscono do- che in diversi punti del regnoe delle pos-
po averla attraversata in tutta la sua lun- sessioni neerlandesi nell' altre parti del
ghezza. E' fabbricata all'antica, cinta da mondo, a bordo delle navi mercantili
terrapieni con anjpia fossa, torri e mura: d' Olanda durante loro lontani viag- i

quadrangolare n'è il recinto, che ad una gi. 2. "Di raccogliere e pubblicare periodi-
lega si distende. Niente pareggia la bel- caujenle i risultamenti dell'osservazioni
lezza dellesue vicinanze, soprattutto dalla meteorologiche che si farebbero ne'paesi
parte d'Amsterdam; nella sua forma qua- esteri. L' istituto dunque deve con uni-
si quadrata, le sue vie sono assai larghe formità d'osservazioni meteoiologicha su
e ritagliate da canali il cui livello sta cir- vari punti del regno, oe'possedimenti d'ol-
ca 20 piedi sotto il pavimento. L' edifi- tremare e sui vascelli de Ile flotte da guer-
cio più rimarcabile è la cattedrale di s. ra e mercantili, raccogliere e pubblicare
Marimo, da ultimo in parte cadente, con i-risiiltuli (li queste osservazioni e di quel-
superba torre alta 388 piedi, e secondo le che si fanno all'estero. Inoltre il re or-
il Castellano di 4^9, donde in tempo se- dinò la costruzione ad Utrecht d'un os-
reno si gode d' una magnifica prospetti- servatorio destinato all'uso speciale del-
va, ed iu mezzo u canali, fiumi e stagni l'islilulo centrale di luelcorolocia. Vi si
»6 UT R •
UT R
vede un molino per la spianatura del ra- he. Del suo monumento sepolcrale ne ri.

me; di poca importanza sono lemaiìifat- parlai nel voi. LXI V, p. 109. Esso fu e-
lure, ed il commercio poco considerabile, retto da Willelmo Enchem'oer braban-
benché favorito dal vantaggio d'una na- liuo, vescovo d'Utrecht, già preposto del-
vignzione interna facile; tuttavia vi si tro- la slessa chiesa , e fu 1' unico cardinale
vano fabbriche di panno nero, e rinoma- creato da Adriano VI. Ne' voi, LXVI, p,
te sono le pannine d'Utrecht; di velluti, 95, LXXI, i32, rilevai come antica-
p.
di calze, di relfe, di ceraspagna, d'inda- mente si scrivevano diplomi pontifìcii,
i

co, di lucerneeconomiche, di spille. Vi con caratteri detti impropriamente gotica


hanno pure rallìnerie di zucchero e di sa- o romano alterato, di cui nel voi. XXXI,
le, e purghi di tela; e net vicino villaggio p. 3oo, longobardo, sassonico e franco-
di Baarn è una Horente manifattura di gallico; e che l'attuale forma di scrittura
tappeti. La città conta quasi 40,000 a- usata nelle ^o//c^ apostoliche, fu introdot-
bitanti, elegge 6 deputali agli stali della ta in Roma nella Dataria apostolica, tW
provincia. Utrecht vanta parecchi illu- concittadini d'Adriano VI, e da questi ivi

stri, tra'quali primeggia il sommo Pon- chiamali e fatti venire da Utrecht , a di-
tefice Adriano /^YFlorenzi , sebbene il versi de'quali affidando la scrittura delle

Bellinlani senza fondamento lo pretese di bolle con carattere deforme e di forma


Sanzano Di cpiesto dotto e vir-
di Brescia. piuttosto olandese, quale usavano tra lo-
tuoso Papa, già professore e benemerito ro. Mg." Marini nella Diplomatica Poii-
dell' Unh'ersità di Loi'nnio (F.), vesco- tiftcia^ edizione 2-^ p. 64 dice che nel
,

vo di Tortosa (/ .) e cardinale, e gover- pontificato d' Adriano VI da que'd'U-


natore della Spugna (/'.) pel suo disce- t rechi s'introdusse nella dataria un assai
polo l'impeiatore Carlo V, non meno di j>ÌLi deforme carattere e scrittura della
sua dotlrina, virtù e opere, ragionai ne' precedente, e detta gotica volgarmente.
citati e altri articoli, comechè per un com- Che tloveliero le bolle pontifiicie questo
plesso di circostanze poco conosciuto e ,
loro deturpamento ad Utrecht ,
per la

assai calunniato. E quanto alla patria, il gente di colà passata in R.oma ; e tale
Buroianno nelle noie al Moringo, fltae scrittura fu appellata bollalica, liegese e
Jladriani F I^ dinjoslra sino all' eviden- lettera di s. Pietro. Tuttavia fa osserva-
ze», nacque in Utrecht,
ch'egli Urbe no- m re, che talee altri diversi caratteri, se pu-
.stia TrajeclOf ed ivi porta un lungo ca- re diversi, e non piuttosto modificati dal-
talogo della genealogia di questo Papa. le diverse nazioni possano dirsi, non che
È da avvertirsi che ne'Paesi Cassi si dan- tutte l'europee scritture, derivano dal ro-
no due Trajetli , uno superiore, V altro mano carattere, come sostenne Malfei^
inferiore: il i Mosa, ed è Masirichtj
.'*alla contro Mabillon e Papebrochio. Utrecht
il 2." al Reno, ed è Utrecht patria d'A- è principahnenle rinomata, perchè in es-
driano VI. Dall'essere Utrecht fabbrica- sa a'23 gennaioiSyg si strinsero in lega
ta da'roraani sul maggior guado del Re- con trattato di unione le 7 Provincie U-
no, da questo è venuto il nome di Traje- nile della repubblica d'Olanda. Così fu
cium poi Trerhtj in fine Utrecht j anti- scosso il giogo assoluto di Filippo 11 re
co passaggio del Reno o Utrajeciain^ va- di Spagna e sovrano de' Paesi Bassi, si

le a dire passaggio alla città di Volta, elfetluà la separazione dall'altre 10 pro-


per distinguerla dall'antica città di Ma*- vincie, ed in Utrechl fu solennemence pro-
sJricht, o sia passaggio della Mosa, Tra- clamata la propria indipendenza, dichia-
Jcctitni ad Mosani. ^^er^iscrizione sepol- randosi Guglielmo di Nassau principe I

crale siHadriano VI P. /)/. ex


It'gge : d'Orange Stadtholder o luogotenente di
Trajccto insigià infer. Gcr manine Ur- tutta la Bassa Alemagna, a cui Filippo
U T R UTR 27
1 1 nel 1 55^9 avea tlalo in governo le prò* Pordine Teutonico, secondo W promesso
vincie d'Uliecht, Olanda, Zelanda e Fri- a quell'articolo, cioè de* cavalieri di tal
sia. Nella guena del 1692, Ulrecht fu nome come oggi esistono nel regno de*
occupala colla provincia dall'esercito fran- Paesi Bassi. Il territorio d'Utrecht face-
cese per 3 anni. E inoltre famosa per es- va parie de'i 2 tcrrilorii dell'ordine Tea-
servi comincialo a' 29 gennaio 1712 il tonico in Germania, formando un baliag-
congresso della pace generale, per la guer- giodi esso con i4 commende. Esso pro-
ra della sticcesdione alla monarchia di cedeva in gran parte dalla donazione fal-
Spagna {^ ). li'di l'i 1 aiirileiyiS visi la nel i23i da Svedero gentiluomo di

concluse Ira gli alleali la celebre pace che Munster, signore di Dingete eRingem-
tranquillò 1' Europa^ tra la Francia e la burg, e dalla sua sposa Beatrice, a cui fu
Spagna, ringhiltei ra, la Savoia , il Por- poi unita la commenda di Schaluinen in
togallo, la Prussia e l'Olanda. La pace par- Olanda. Il cav. Antonio di Ledersake di
ticolare Ira la Spagna e il Portogallo vi Printhagen pel i.^fu nel 23 i eletto gran i

fu segnata a' 3 febbraio 7 5, e così eb-


i 1 1 commendatore di questo baliaggio. Al
l^e fine quel clamoroso congresso, che tempo della pretesa riforma fu questo
stabilì i nuovi destini d'Europa. Il Papa sottratto alla sovranità del gran maestro
Clemente XI avendo sa[)ulo che nel con- di Marienthal. Gli stati della provincia
gresso d' Utrecht i piincij/i eretici procu- d'Utrecht nel 1 58o presero questo baliag-
ravano con ogni sfojzo la ri vocazione di gio sotto la loro protezione, a patto che
lutto lo stabilito nulla pace di Riswick a il gran couìmendature r)on ubbidisse che
favore della cattolica religione, questa e- ad essi, escludesse dall'ordine preti, non i

nergicamenle in più modi difese, come a* ammettesse che i gentiluomini profes-


loro luoghi narrai, Utrecht eia provin- santi la sedicente riforma dello stato , e
cia fu il centro de'torbidi che precedette- invitasse i commendatori a prender mo-
ro la rivoluzione deliygS. Dopo la riu- glie. Vani tornarono gli sforzi del gran
nione air impero francese fece parte del maestro di Marienthal ,
per ricondurre
dipartimento del Zuider-zee. Nel 1 8 4 '^h- i il suodominio il baliaasiod'Utrechl,
sotto
venne parte del regno de'Pae-si Bassi, e Le ultime negoziazioni aperte nel 1791
lo è tuttora. La provincia d'Utrecht, di furono interrotte dalla guerra colla Fran-
cui è capoluogo la città, piano e sabbioso cia e dalla rivoluzione. Napoleone I sop-
ha il territorio, tranne dal lato australe, [jiesse r ordine nel territorio d' Utrecht;
ove s'innalzano graziose colline. Vi si re- con decreto de*27 febbraio 181 1. Dopo
Sj)ira l'aria più s.dubie e [)iù benigna, il ritorno della casa d'Orange, il re Gu-
che in lutto il licnanentedel regno. 1 dif- glielmo I propose agli stati generali di ri-

ferentirami del Pveuo irrigano copiosa- stabilirlo nel suo nuovo regno de' Paesi
mente il suolo, chedàsuUìciente raccolto Bassi, e ciò ebbe effetto con legge dell'8
di cereali e pascoli ubertosi. Vi si fa corn- agostoi8i5. Delle 4 commende stabili- 1

rnerciodi asportazione di gr.ujo, tabacco, te nel 23 I, ne restano ancoralo: le gran-


1

bovi e fornuiggio. i suoi abiianli ascen- di couìmende di Dieren, Maasland , Tiel,


dono a circa 1 60,000, ma sono nella mag- Rhene,Leida,Katwy,Schoten,Doesburg,
gior parte Protestanti. La sua storia si Schaluinen, Middelburg, Schoenhoveo.
compenelra con quella ile' vescovi, insie- Ilcomniendatoredi Dieren è tuttora coa-
me a quella della città, e questa vado diutore dell' ordine e viene immediata-
compendiosamente a riferire, dovendosi mente dopo il gran commendatore.I com-
tener presente l'articolo Paesi BASsi,tanto mendatori portano la croce smaltata ap-
per le notizie politiche e civili, (juanto per j>csa al collo, e ne usano un'altra di j'ica-

le religiose. Prima però debbo dire del- ujo sull'abito; i cavalieri però non porta-
a8 UTR UTR
no che L* 8 sellembre 182 7 fu con-
lui." teramente sconosciuto ,
quando giunse
cesso a'nobili che hanno ollentilo l'espet- nella Frisia s. U lUihrordo (/',) nel (i()0
XM'ìva e dato prove di nobiltà, di porta- o nel 6t) I
, con s. Swidberlo e 10 altri

re una crocetta alia bottoniera. Per es- monaci inglesi. Par certo che approdasse-
sere insignito dell'ordine (à d'uopo di dar ro a Calwick, poslo all' antiche foci del
prova di 4 f]tiai'ti di nobiltà. Reno, luogo ove sbarcavanogl'iiiglesi pel
Da' romani Utrecht riconosce la sua loro commercio. Di là si recarono a U-
fondazione. Prima si chiamò Urbs AnlO' trechtjCittà fabbricata da'romani sul mag-
ìlia vel Antoninnam^ sia perchè la espu- gior guado del Reno. Quivi furono be-
gnasse Marc' Antonio luogotenente di G. nissimo accolti da Pipino iV Heristal il
Cesure, sia peratoreMarco Pio
perchè l'ini Grosso^ maestro di palazzo d'Austrasia
A nlonino la Vllrajectum^
restaurasse; poi nella Francia, il quale poco tempo innan-
ovvero Trajectnm ad Rhcnuin. Il paese zi erasi impadronito d'una parte dellaFri-

apparteneva anticamente a quello de'ba- sia. Allora s. Willibronlo si recò in Ro-

tavi, ma nella decadenza dell'impero ro- ma a prendere l'apostolica benedizione


mano fu invaso in uno olla città da'fran- da Papa s. Sergio I, e l'autorità di pre-
chi e da'frisoni. 1 frisi abitavano antica- dicare la fede alle nazioni idolatre. Ven-
mente una vasta estensione di paese sulla ne paternamente accolto e ujunito delle
costiera dell'Oceano germanico. Essendo più estese facoltà. Tornalo con piìi ardo-
poi entrati nella Gallia Belgica, s'insigno- re nella Frisia, menti e s. Swiilberlo qtial
rirono delle proviijcie poste verso V im- vescovo regionario convertiva boruttua- i

boccatura del Reno, delle quali n'erano ri, s. Willibrordo cogli altri io mis>ionari
padroni calti, germani ancli'essi d'origi-
i predicò l'è vangelo ubertosamente nellu
ne. romani riguardarono catti, e pre-
I i parte della Frisia appartenente a'francc-
cipuamente i baiavi che ne formavano , si; e tanto fu il successo, che dopo 6 an-

parte, come i popoli più coraggiosi diOer- ni Pipino il Grosso rimandò il santo .1

loania. Essi essendosi stabiliti neh' isola Roma, pregantlo s. Sergio I d'insignirlo
posta fragrami del Reno, poi si fecero un del grado vocovile. Ad onta della ripu-
altro stabilimento tra' belgi, ma l'arri- gnanza di s. Willibrordo il Papa cam- ,

vo de'frisi fece loro perdere il nome, so- biatogli il nome in quello di Cleraenlc,
lo restalo ne'due villaggi appellati Cal- nel 696 lo consagrò arcivescovo de'fri-i
•wick. Al sopraggiungere de'frisi, i baiavi nella basilica di s. Pietro, egl'impose il

si rinchiusero in una piccola isola for- pallio, con facoltà di stabilire la sua se-
mala da' filimi in una pai le della Ghcl- de in quel luogo del paese che gli fosse
dria, presso Niiuega, la (|uale è ancora sembralo più opportuno. R.estiluitosi il
appellata dal loro nomeBetawe. Al dire santo in Frisia, pose la sua residenza nel
di Procopio, fra tutti i popoli di Germii- castello d'Utrecht, come afferma il ven,
nia, iiKuio seppe così bene mantenere la Reda, Ilist. lib. 5, e. i 2. Cluverio invece
sua libertà contro i romani come frisi. i crede che fosse Willembmgo, lungi di
Essi entrarono nella Gran Bretagna co- Utrecht 3 leghe e mezzo, la qual città o
gli anglo sassoni, e la situazione del pae- castello reale è nominala anco Vulla o
se loro non lascia dubitare eh' essi non città de' Volti, da Pipino donala al san-
fossero valenti ujariuari. Nella Frisia pe' to. Questi fece fabbricare in Utrecht la
primi sparsero 1' evangelo s. Swidberlo, chiesa delSalvalore,nppellata Onde Man- ,

co'jjuoi compagni, s. Eligio vescovo di No- sterj nella quale pose la sua sede metro-
yon,s. Wilfrido di York nel 678; ma que- politana, come narra s. Bonifacio nell'^-
sti lenlalivi non erano troppo bene riu- pìst. 98. Restaurò e consagrò anche quel-
sciti, per cui il vero Dio eravi quasi iu- la di s. Martino, chei pagani aveauoqua-
UT R U T R 29
si interamenle clislrulla, e vi pose ad uf- temporale della chiesa d'Uhecht. Il prin-
fìzìarla i canonici regolari. Si crede che cipato che la costituì, se si eccettui un
questa fosse quella di s. Tommaso siala piccolo distretto che confina a settentrio-
costruita da Dagoberto
li re di Francia, ne collo Zuyder-zee, era attorniato dal-
n richiesta di Wilfrido di Yoik, il qua-
s. l'Olanda e dalla Gueldria. Per diversi se-
le gli avea reso grandi servigi allorché cac- coli vescovi di questa illustre chiesa
i

cialodi Francia erasi ritirato in Irlanda e riunirono alla spirituale estesa giurisdi-
in Inghilterra. Qui devo far menzione del zione, anche la sovrana, essendo di loro
1.° concilio celebrato in Utrecht nel 697 slati, duca di Biabante gran coppiere,
il

o nel 7 19 da s. Willibrordo, per man- il conte d'Olanda gran maresciallo, il con-

dare tle' missionari nei settentrione. Re- te di Cleves gran ciamberlano, il contedi
gia 1. 1
7, Labbé t. 6,Arduino t. 3. Però av- Gueldria gran cacciatore, e il conte di
verte Lengletche questo concilio è incer- Bentheim gran portiere. Il santo non con-
to. Quando s. Wilfrido recandosi a Ro- tento d'aver così bene stabilito la fede
ma, i venti Io gettarono sulle coste del- nella Frisia conquistata da'franchi, si re-

la Frisia ,
gli abitanti del paese erano cò ove a propagarla e per tutta la Fri-
alti

immersi nelle tenebre dell' idolatria; vi sia, raggi unto nel 720 da fi.BoJìifarw(P'.)f

predicò la fede, e ne convertì e battezzò che passò 3 anni con lui prima d'andare
un gran numero, fra'quali persone d'al- nella Germania, di cui divenne l'aposto-

to aliare. In questa guisa egli cominciò a lo. Dopoaver s. Willibrordo co'suoicoui-

dissodare il cani pò che fu poscia coltiva- pagni spento il paganesimo nella maggior
lo da s. Willibrordo e dagli altri missio- parte della Zelanda e dell'Olanda, ed in
nari che seguirono il suo esempio. La chie- lutti i luoghi de'Paesi Bassi, aflinedi sban-
sa dunque di s. Tommaso, rifabbricala dire l'ignoranza e agevolar la propagazio-
e consugrala in onore di s. Martino, di- ne del cristianesimo , coli' illuminare gli

venne poscia la cattedrale d'Utrecht, e fu spiriti e raddolcire i costumi, stabilì a U-


uffiziata presto da'canonici stabditi da s. trecht delle scuole, che poscia divennero
Villibrordo. Pipino fu generosissimo con celebri. Mentre s. Bonifacio si affaticava
s. Willibrordo, e donòeziandio il vil- gli con Willibrordo nel paese de'frisoni,a-
s.

laggio di Sweslram , ora Suslerem , nel vendo saputo che il santo pastore d' U-
ducato di Juliers presso la Mosa, il quale trecht divisava di farlo suo successore,ab-
servì a dotare un monastero di religiose bandonò la missione per sottrarsi al ve-

che vi fu fabbricato. Nel n»orire. Pipino scovato, e corse l'Assia e la Sassonia, per
raccomandò al santo arcivescovo nipo- i lutto battezzando pagani, ealzando chie-
i

ti, senza nominare il padre loro Carlo se sulle rovine de' loro templi. Narra il

Martello suo figlio naturale. Questi di- 723 Papa s. Gregorio li lo


Boiler, che nel
venne tosto prefetto del palazzo, il i .''guer- consagrò vescovo, e gli mutò il nome di
riero e il più grand'uomo distato del suo Winfrido in quello di Bonifacio, il che
secolo. Nel 728 donò l'entrate dipei>den- altri credono contardata piùantica,o al-
ti dal suo palazzo d'Utrecht al monaste- meno già veniva chiamato BonifacioWal-
ro che s. Willibrordo vi avea fondalo, nel frido. Ritornalo s. Bonifacio in Germania
quale voleva stabilire la sua cattedra, ed continuò le sue apostoliche fatiche, e da
in appresso perciò fu secolarizzato. Carlo Papa s. Gregorio 111 ricevè il pallio ,
per
Martello fece molte altre donazioni a pa- servirsene nella celebrazione de'divini mi-
recchie chiese fondate dal santo arcive- steri e nella consagrazione de'vescovi, ed
scovo, e gli conferì la sovranità della cit- insieme lo dichiarò arcivescovo e primate
tà d'Utrecht colle sue dipendenze e per- di tutta l'Alemagna, con ampio poteredi

tinenze. Tale è l'origine della grandezza fondare vescovati. Intanto s. Willibrordo


3o UTR UTR
giunto ad un'eia mollo grave, al ilfeii. Magonza. Dice Commnnville che Utrecht
re del cilnto Buller, si tolse un coadiuto- fu eretta sotto Colonia nel 74^^> ed ebbe

re che consagrò vescovo per incaricarlo il diritto d'esenzione nel 7G0. Pel riferi*
del governo della sua diocesi; e prepara- tOj tali date non sono esatte. Più tardi ciò

tosi nel ritiro al passo deireternità, la rag- avvenne. Pare che s. Bonif.icio come pri-
giunse nel 788 o nel 7 39. Oli successe s. mate dell' Alemagna prendes*ie cura della
Bonifacio, il quale governò questa chiesa chiesa d'Utrecht, quando s. Willibrordo
per lo spazio di I 3 anni. Tuttavolla leg- per finir i suoi giorni nella solitudine
go nel Buller, che s. Bonifacio, quantun- abdicò; ma non che ordinasse s. Bonifa-
que vescovo da gran tempo, non avendo cio, come vuole il dottissimo agiografo
oDCora slabile sede, Pipino il Piccolo lo Buller sebbene esplicilameute non lo
,

nominò al vescovato di Ma^oiiza che , nomini, già essendo stalo consagralo iti
Pupa s. Zaccaria eresse nucjvamenle in Roma. Di s. Bonifacio si ha una lelteri
arcivescovato a favore dels. A postolo del- scritta nel 754 a Papa Slefuio 111, intor-

rAleroagnanel 751 .Stabilitasi nelle Gal- no allo stato della chiesa d' Utrecht do-
liela religione cristiana, il governo eccle- po la morte di s. Willibrordo. Ad onta
siastico formossi in generale sopra il go- delle cure che esigevano le chiese gover-
verno civile. Il vescovo della ujolropoli nate da s. Bonifacio, con allri zelanti ban-
civiledivenne metropolitano della pro- ditori del vangelo, si recò a predicarlo a'

vincia ecclesiastica, e avea per suIlVaga- popoli barbari che abitavano le più remo-
nei i vescovi delle città che componevano le coste della Frisia, e ne convertì e bat-
la provincia nell' ordine politico. Così le tezzòun gran numero. Indi gl'idolatri a*
chiese della primitiva Germania furono 5 giugno 755 lo tagliarono a pezzi, pro-
fino da' primi secoli soggette alla n)etro- curandogli la corona del cnartirio. Il suo
poli di Magonza. Ma questa città essen- corpo fu successivamente trasportato a
do stala distrutta nel 407 da' vandali, i Utrecht, a Magonza^ ed a Fulda abba-
vescovati che n' erano dipendenti furono zia da lui fondala. Compagno de' viaggi
tolti a questa metropoli, per essere com- di s. Bonifacio, e discepolo amato come
messi a quella di Trcvcri. Ristabilita la figlio, fus. Gregorio abbate (J-^.) i\e\ san-
metropoli Magonza, s. Zaccaria le sot-
di gue reale di Franiia, dal s. Apostolo qual-
tomise anche Utrecht, e Colonia eh' era che teu)po innanzi il suo martirio fatto

stalo arcivescovato e poco dopo fu ripri- abbate del monastero di fresco da lui
stinato. Quando Papa s. Sergio 1 avea di- fondalo in Utrecht. Ciò afferma Buller,
chiarato s. Willibrordo arcivescovo d'U- che però nella vita di s. Willibrordo lo
trecht e metropolitano della Frisia, il ve- dice abbate del monastero da tal santo e-
scovo di Colonia avea portato perciò le retto. Alcuni pretendono, che s. Bonif»-
sue querele Papa, come d' una ollesa
al cio aflidò pure a s. Gregorio l' ammini-
recala a'propri diritti, dacché pretèndeva strazione della chiesa d'Utrecht; ma il
appartenergli la porzione della Frisia più Buller dichiara, che restala la sede senza
prossima alla sua diocesi, e dovesse quin- pastore, Stefano 111 e Pipino il Piccolo
di soggiacere alla propria giurisdizione. obbligarono s. Gregorio a prendersene
Per questi d'Utrecht dopo
lagni, la sede cura, per cui alcuni scrittori gli diedero
la Dìorte di Willibrordo divenne pu-
s. il titolo di vescovo, ma è certissimo ch'e-
ramente vescovile, per più anni rimase gli restò semplice prete. La chiesa d' U-
vacante, e non ebbero fine che mercè l'e- trecht, che governò per 22 anni, divenne
spediente di nuovamente erigere Colonia [)er la sua vigilanza e per le sue predica-
in metropoli, e di sottoporle la chiesa d'U- zioni la più fiorente di tutto il paese. E-
trecht per sudraganea, sottraendola da gli visse fino al regno di Carlo Magno, da
tJTR UTR 3i
cui ottenne la conferoìa delle (ìonazioni lacria, una delle principali isole della Ze-
già fattesi alla chiesa d' Utrecht, con di- landa; e secondo la Gallìa Christiana,
ploma dato ad Aix-Ia Chapelle. Morì san- predicò pure contro l' ariana eresia, pe-
tamente a'5 agosto 776, venerandosi le netrata nella Frisia. L'imperatore avea
sue reliquie ad Utrecht nella chiesa di sposato in seconde nozze Giuditta di Ba-
s. Salvatore. Alberico o Adalberico di viera, ambiziosa e data a'piìi infami di-
York, divenuto canonico d' Utrecht , fu sordini, la quale pose in iscompiglio lo
incaricato dell' amministrazione di que- stalo, e fu cagione o almeno il pretesto
sta chiesa negli ultimi armi della vita del che indusse i 3 figli di Lodovico 1 a ribel-
sacerdote Gregorio, ed ollenne da Carla larsi due volle contro di lui , a imprigio-
Magno con di[)loma emanalo nel yy6 in narlo e a deporlo. Per avere s. Federico
INimega, un cantone appellalo Lisidim. avvertito l'imperatore degli eccessi del-
Leggo nella Gallìa Christiana ^ l. i
, p. la moglie, e questa con apostolica liber-
816 , Vltrnjectini Episcopi et Archie- tà ammonita di sua rea condotta, l'im-
piscopi: Totius ripalici inler Ehcnum peratrice lo fece assassinare a' 17 luglio

et LeccamJhivioSi Sembra che restasse deir838, mentre faceva il ringraziamen-


prete e morì nel 784' Teodardo, nella to nella cappella di s. Gio. Battista per la

lingua di Frisia detto Tiard nacque in , celebrata messa. 11 santo fu sepolto nel-
tal provincia governò 6 anni col titolo
,
la chiesa di s. Salvatore. Gli fu tosto so-
di vescovo la chiesa d'Utrecht, e morì nel siituilo il fratello Alfrico o Alfredo per ,

790, tumulato in s. Salvatore. Armaca- le cure di s. Odolfo; il suo vescovato fu


re o Ermocare gli successe nel 791 , e turbato dalle scorrerie de'danesi norman-
•visse i3 anni nel vescovato. Rixfrido o ni, che lo costrinsero ad abbandonare la
Rilfredo o Ricofredo, frisone di nascita, propria chiesa, alla quale il conte Rolga-

qual vescovo governava nell'816 allor- rio concesse diversi beni. Mancò a'vivi pri-
ché Papa Stefano V si recò in Francia. ma deir845 o in questo i5 agosto, e
a'

Ottenne dall'imperatoieLodovicoI WPio fu deposto presso il fratello. Ludgero o


nell'824,con diploma d'Aix-la-ChapelIe, Ungerò frisone circa 1'
854 S^'
successe,
la confer.ma delle donazioni già fatte dal- ed ollenne neir864 Ifi conferma de'beni
l'avo Pipino e dal padre Carlo Magno concessi alla chiesa d'Utrecht dall'impe-
alla cattedrale di s. Martino d' Utrecht. ratore Lodovico r.*'re di Germania, e do-

Ke fu successore s. Federico (/^.) nipo- nati dal padre Lodovico I. ]Neir8 r5 pe-
te di Ratbodo duca o re di Frisia non netrati nuovamente normanni i nella Fri-
nell' 820 come dice Boiler , ma verso sia, diedero alle fiamme Utrecht, salvan-
1*825, prima the i francesi compissero la dosi il vescovo presso l'imperatore Lota-
conquista del paese. Ludovico 1 che avea rio 1 nell'abbazia di Pruyu). Ollenne uel-
indotto il clero e il popolo ad eleggerlo, l'858 da Lotario re di Lorena il mona-
non senza sua ripugnanza, venendo con- steiodis. Pietro di Berg pre*.soRuremon-
sagrato tlal metropolitano di Magonza, da, in compenso delle |)erdife cagionate-
gli commise di estinguere il rinVanente gli da'normanni. ]\eir859 fu al concilio
dell'idolatria nella Frisia, ben disposta di Toni, ed encomialo qual vindice della
dalle suebeneficenze; ond'egli vi spedì al- disciplina ecclesiastica, e per averiridot*
cuni ministri evangelici, nel qual nove- lo il nobile Baldrico a far tiouazioni alla
ro trovossi s, Of/o//b (/^.) canonico d'U- sua chiesa; morì nell'866 e venne depo-
trecht, le cui fatiche sortirono un efjtelto sto nella chiesa dis. Salvatore. La Gai-

il più forltmalo, anche nella riforma de' Ita Christiana di Ludgero o Ungerò ne
costumi de'frisoni già cristiani. Altrettan- fa due vescovi, e del solo Ungerò scrive

to fece il vescovo cogli abitanti della Wa- VyJrtc di verificare le date, con maggio-
3a UTR U TR
re proì)aM|ità; f«)ise lìolla somiglinn/a del nodegl* infiMleli,imprese a caccinrneii e
nome, di uno si formò due vescovi. Nel- viriu-ici, coll'aiulodi persone potenti che
lo stesso 866 Odilbaido, che inlerveime avea fallo entrare nelle sue mire. Divenu-
fd concilio di Colonia nell'867, e fu mol- to signore d'Utrecht, ne islorò le rovine 1

to stimato da Zwentiboldo re di Lorena, e cinse di torri , rifabhriouidovi eziandio


il(|uaiegli concesse l'allVancazionee i'im- le due priiuMpali chiese, cioè quella cat-
monilà di tutte le tene fiscali comprese tedraledi'^.Martino glorioso patrono del-
nella sua diocesi. Morto nel 900, o me* la città, e aven-
l'allradis. Salvatore; ed
glio circa due anni prima, fu deposto iu done ricuperato le rendite statuì nuovi
s. Salvatore. Poco visse il successore E- canonici iu luogo degli estinti , com' egli
giboldooEylbolilo, volendosi morto nel riferisce in una letlera del 934- Ri più or-
dicembre 899, non 902. L* impera-
nel nò la cattedrale, e vi ripose diversi Corpi
tore Arnolfo nel fine deir899 contribuì santi. Inili otleruie nel 987 da Ottone l
all'elezione di s. Radbo(ìo[f .) vipiì^untì- '
un diploma con facoltà di batter mone-
te, nipotedallatomaternodìRatbodo ul- ta in Utrecht col suo proprio conio, e gli

timo re o principe deTiisoni, dotto sicco- conresse anco gli^ altri diritti e regalie
educato alla corte di Francia dal fìlo-
ITìe leali, coir assenso di Giselberto duca di
sofoNannonediSlaveren nello studio delle Lorena. Morì nel 977 vecchissimo e fu

7 arti liberali. Prese l'abito religioso, per- sepolto nella cattedrale. Nello stessoFolk-
chè la maggior parte de'suoi predecessori maro o Wolkmaro cancelliere dell'im-
erano stati monaci, e la chiesa d'Utrecht pero, e visse sino al 990. Nel seguente
crostata fondata da preti dell'ordine mo- Baldovino 1 d'Olanda, figlio di Sifrido o
nastico. Essendosi peròi danesi normanni Sifredo, che imperava nella provincia di
resi signori della città, egli trasferì la sua Kennemersda Harlem fino ad Alkmaer,
sede a Deventer, col fine di trovarsi vici- il Teodorico era il 3." conte
cui fratello
no a Utrecht, e di poter quindi con più d' Ohiuila. Si conosce ima sua moneta
agevolezza rannodare il suo popolo, che d'argento, su'la quale è l'edigie d'un ve-
il timore de'barbari avea disperso, il suo scovo senza mitra col nome Dalduiiius^
ritiro da Utrecht, Boiler V attribuì per e nel rovescio è una Croce colla parola
sottrarsi alla persecuzione mossagli da Trajectu/n.^e\ 994 finì i suoi giorni,e gli
alcuni peccatori ostinali. Modello di pe- successe Ansfrido o Goffredo di Lovanio,
nitenza, dolcezza e carità, non cessò mai non però conte e neppure discendente di
di edificare il suo popolo col sapei e e co- Carlo Magno. Siccome normanni cac- i

gli esempi. Per le sue istanze il re Corra- ciali da Utrecht non aveario perduta la
do nel 914 confermò con diploma le do- speranza di rientrarvi , così confidando
nazioni latte da'predecessori alla chiesa nella santità di questo vescovo, s'imma-
d'Utrecht. Il Butler colloca la sua mor- ginarono che convertiti al cristianesimo,
te a'29 novembre 9 18, laddove altri la fingendo di recarsi in questa città per
ritardtino d'un anno. In questo fu vesco- farvi le loro divozioni , il prelato ne a-
vo lìaldrico di Cleves il Pio, non però fi- vrebbe volentieri aperte le porte. Essi
glio del conte di Cleves, confermato e però s'ingannarono, e non trovandosi in
consagralo dall'arcivescovo di Colonia. forze bastanti per assediare la piazza, do-
Si vuole precetloie dell'imperatore Ot- vettero ritirarsi e abbandonar per sem-
tone I, certo è che ne godè grandenienle pre il brigantaggio .Avendo Ansfrido per-
il favore. Continuando la città di Deven- duto la vista nel ioo5, fondò nel 1006
ter ad esser la residenza de' vescovi d'U- presso Amersford un monastero, nel qua-
trecht, Baldrico essendo dolente di veder le vestì egli slesso l'abito religioso. Nota-
la capitale di sua diocesi e signoria in ma- bdmenle aumentò i redditi di sua chiesa
UTR
cn*l)pnì della propria famiglia o co'legnti prestò di mala voglia. T Sanrnartani di-
eli pie persone, che ne veneravano le vir- cono che ad AdeII)oldo si unirono gli ar-
tù: non poco abbeiPi L'trechl e vi ai!giun- civescovi di Colonia e di Treveri. Il ve-
se nuove forti{jcazioni,morentlo nel 009. 1 scovo non più avendo da far guerra, im-
Jn questo Adelboldo d'illuslre stirpe, già piegò le somme che la pace gli permi-
canonico Lobbes e poi cancelliere del-
di se di cumulare nell' erigere una nuo-
l' imperatore s. Enrico II. Le violenze e- va e magnifica cattedrale, in luogo della
sercitate da Tliierri conte di Frisia sulle distrutta da' danesi e cominciala da Bal-
terre de'suoi vicini, aprirono un campo al drico, Secondo alcuni ; la cui dedicazione
valore di questo prelato; imperocché a- venne onorata a'27 giugno i024da i-z ve-
vendo il conte cacciato dal proprio paese scovi non che da s. Enrico II impera-
,

Thierri Bavone signore d'un distretto ne' tore, il quale appimto in «juesla solennità
dintorni di Bodegrave, questi implorò il donò la contea di Drente alla chiesa d'U-
soccorso del vescovo, il quale presentò al trecht con diploma indi dato in Bamber-
conte due battaglie l'i i luglio 1018, in ga. Questa donazione venne ratificata nel
cui restò vinto e dal conte si uni il con- 1 025 dal successore Corrado II il Salico
trastato terreno a'propri dominii. li pre- in Tibur, il quale anzi fece di più, non
lato nell'assumere tal difesa, in pari tem- meno aiiezionalo del predecessore alla
po si adoperò anche per quella di sua chiesa d'Utrecht ;
poiché con diploma da-
chiesa. In fatti il conte di Frisia erasi re- to nel 1027 in Cremona confermò la do-
so signore della contrada situata lungo nazione d'Ottone 1 delia contea di Tei-
laMerwe e anche più oltre, appellata poi sterbant. Lodato Adelboldo per virtù ed
Pagus Flardingeji.fisjeò in seguitoNord- erudizione nelle divine e umane lettere,
Olanda; e per mantenersi nella medesima si ha di lui due libri della vita di s. En-
aveva eretto sulle rovine del forte di rico II, ed un trattato della Sfera dedi-
Durfos un altro forte, il quale die poi o- cato dottissimo Silvestro II Papa. Mor-
al
rigine alla città di Dordrecht. Ne di ciò to nel 1027, in esso o nel seguente suc-
ancora si rimase contento, ma istituì e- cesse Bernulfo o Bernardo già canonico
ziandio un pedaggio sopra tutte le barche d'Utrecht, pel favore di Corrado II. Dap-
che attraversa vano questa provincia. Allo- poiché capitoli delle due chiesa principali
i

ra l'imperatore, uditi i lagni de'mercanti d'Utrecht, cui spettava l'elezione del ve-
di Fieijdel vescovo d'Utrecht e di altri pre- scovo, non potendosi accordare sulla scel-
lati ed abbati, commise a Goffredo il Gib- ta del successore d'Adeiboldo, l'impera-
boso duca della Bassa Lorena di muove- tore credette opporlunodi trasferirsi nel-
re contro il conte Thierri ed avendolo ; la città per terminare il contrasto. Ma
Adelboldo accompagnato, innanzi al det- mentre egli si trovava per via, l'impera-
to forte essi ingaggiarono a' 27 luglio trice che accompagnavalo fu sorpresa da'
IO 18 un combattimento, ove il conte ri- sintomi del parto, ed obbligata quindi a
porlo nuova vittoria mercè lo stratagem- feruìarsi in una casa di campagna ad Oe-
ma d'alcuni armigeri appostali,i quali nel sterbeech , venne accolta dal canonico
bollor della mischia si posero a gridare: Bernulfo, il quale portò all'imperatore,
Salvai salvai che cagionò la fuga de'
il che continuava il viaggio, la notizia della
lorenesi. Così rimasto il duca abbando- nascita d'Enrico III. Allora l'imperatore,
nato, dovè rendersi prigioniero; il vesco- nel quale eransi rimessi canonici nella i

vo si salvò in un battello, ma fu preso nel contesa elezione, lo nominò vescovo d'U-


dì seguente. Liberato il duca dopo pochi trecht. Ma questo racconto patisce ecce-
giorni, si adoperò per la riconciliazione zioni, perchèEnrico III era nato nel IO i 7.
del vescovo col conte; ma Adelboldo si Si potrà congetturare, con anticipare l'av-
VOL. LXXXVII. 3
34 u T n UT R
veiiimento, che Corrado II gralo a Ber- se. Mane essi, ne VArte. di verificnrr le
iiulfo, fallo aibilmdel vescovato, con esso (late, non fanno parola della terribile mor-
volle rimunerarlo. Dipoi trovandosi Cor- ie di Guglielmo, da me riferita col dot-
rado in Ulrechl, vi morì a'4 giugno 1 089, to Voight nella biografia di s. Grego-
e il suo corpo fu trosporlalo a Spira. Nel rio FU. Qui dirò solo, che Guglielmo
1046 il vescovo inlrnprese una spedizio- era divenuto scismatico per seguir le

ne contro Tliierri IV conle di Frisia, e parlid'Enrico IV persecutore della san-


gli frullò il conquisto del suddetto Flar- ta Sede, e che questo principe dimoran-

dingen. In Utrecht edificò le due colle- do in Utrecht inlese che il Papa 1* avea
giale di s. Pietro e di s. Gio. Battista ; da scomunicato e interdette l'insegne regie.
s.Maria o s. Salvatore d'Utrecht traspor- Guglielmo dopo aver confortato Enrico
tò la metà del collegio canonicale colle IV, salilo sul pulpito, ruppe in fiera in-
rendile, nella chiesa che in onore del b. vettiva contro s. Gregorio VII, e fu to-
Lebuino costruì in Deventer. Terminò sto in modo spaventevole punito da Dio
di vivere nel o54, e fu deposto nella sua
i con deplorabile morte. Nel 1076 ne oc-
chiesa di s. Pietro. Nello stesso perven- cupò la sede il sassone svevo Corrado giù
ne a questa sede Gtiglielmo, nato da una cameriere dell' arcivescovo di Magonzn,
della prime famiglie di Gueldria, uomo e condusse a fine il forte d' Ysselmon-
risoluto edestro nel maneggio degli affari, de dal predecessore cominciato nell'isola
per cui salì in grande reputazione nella omonima. rimpello a Rotterdam; ma non
corte d'Enrico III; ne minor favore go- godè lungamente il frutto di queste sue
dè sotto il figlio e successore Enrico IV. fatiche, perchè Roberto conle di Fian-
I

Vedendo egli 1' Olanda governala dal dra, al quale il forte riusciva incomodo,
giovane Thierri V sotto la tutela di Gel- iujprese a rendersene signore con l'aiuto
Irude sua madre, tentò la domanda a ti- degl'inglesi e olandesi. Accorse il prelato
tolo di restituzione presso Enrico IV e del- con molti de'suoi vicini alla difesa delU
la sua madre lulrice, di tutta la contea si- piazza, ed all'imboccatura della Mosa se-
tuata nel Weslflingue, cioè del Renne- guì duplice cond^at limenlo per terra e pei»
merland, colla badia d'Egraondo e col- acqua, colla peggio degli episcopali. Cor-
l'Olanda;, il che tutto gli fece ottenere rado rifugiatosi con altri in Ysselmonde,
Annone autorevole cancelliere e arcive- sostenne in essa un accanito assedio, e do-
scovo di Colonia , con due diplomi nel vè rendersi prigione, indi liberato eoa
I o64- In questi atti de'29 aprile e 1 mag- diverse condizioni, fra cui la principale
gio, trovasi per la 1.^ volta il nome d'O- fu la cessione dell'Olanda meridionale al
landa sotto il significato di Frisia; con- conte Giovanni. I vincitori smantellaro-
trada che il prelato cede in seguito a Gof- no la piazza, ed all'area su cui innalza-
fredo duca della Bassa Lorena per tener- vasi fu dato il nome di Storni-polder o
lada esso in feudo. Ma il conte di Fian- terra d'assalto. Ma Enrico IV, il perse-
dra Roberto I il Frisone, avendo sposato cutore della Chiesa e di s. Gregorio VII,

la conlessa Geltrude, la ripose nel 1076 essendo a lui Corrado attaccalo, lo risar-
nel possesso di questo paese col far as- cì quasi subito di questa perdita col do-
sassinare lo slesso Golfredo. Alcuni pre- no cheglifecea'3 ottobre 1077 della con-
lesero che Guglielmo facesse un viaggio tea di Staveren, già da lui confiscata al
in Terra santa, e si vuole morto nel 1076 margravio Egberto capo de'sassoni ribel-
a'27 aprile o nel maggio. I Sanu)artnni lali contro di lui, alla quale poi aggiunse

dicono nel 1075, e riportano l'epistola di I* Oslergo e il W^eslergocon diploma del

Papa s.Gregorio VII sulla controver-, 1086, il quale con molti altri che vado
sia tra Guglielmo e il vescovo Noviomen- ricordando si ponno leggere nelfa Gal'
U T R UTR 35
Ha chrisllrtnn. Corrado era occupalo a no eTeodorico, e dotala dairimperatrice
coslruire in Utrecht a spese d'Enrico I V Matilde moglie d' Enrico V. Pose la i.'
una chiesa onore della B. Vergine, al-
in pietra alla badia benedettina di s. Loren-
lorché nel 098 venne assassinalo o d'or-
1 zo di Oesbroch, e vicino a morte vi volle
dine d'Egberlo, o dal frisone Ploberlo, professare il monacalo, terminando di vi-
sdegnato per avergli ciirpito il segreto da vere nel I 128. Ne fu successore Andrea
hii inventato, d'asciugare una fontana figlio del conte o burgravio di Cuyck e
scoperta ne'fondamenti della nuova chie- borgomastro d'Utrecht, preposto di Lie-
sa. Tale fi la misera fine d'un altro par- gi. Puntoal vivo della perdita fatta dalla
tigiano d'Enrico IV Bncardo
1 gli succes- sua chiesa dell' Ostergo e del Westergo,
se nello slesso anno, e non è conosciuto tentò indarno di ritorle a Fiorenzo. Que-
che per le sue fondazioni, e per le dona- sto terminata la guerra col fratello, bra-
zioni ricevute, terminando di vivere nel moso d'ingrandirsi, chiese la mano di Ed-
I I 12. In questo Godebal- il sostituito fu wige erede delta contea di Rechemj ma
do, che pel f.° vescovo d'Utrecht fece uso il tutore Ermanno d'Arensberg, il vesco-
della mitra, per concessione fatta da Pa- vo d' Utrecht e il signore diCuyck per
pa Calisto II nel concilio di Reims del ragioni di stalo si opposero a questo no-
del I I I c), e non 1 1 49 come leggo nell'^r- do. Però que'd'Utrecht favorevoli a Fio-
te di verificdrc le date, ma sarà fdlo ti- renzo r accolsero nella città, dalla quale
[>ografìco. Recatosi l' imperatore Enrico egli cacciò il prelato; ma i signori d* A-
V neli 1^3 ad Utrecht per passarvi l'in- rensberg e di Cuyck inetti a resistergli, lo

verno, durante il suo soggiorno sorse nel- fecero pugnalare in un bosco ov'erasi re-
la città, fra la nobiltà alemanna e i vas- cato alla caccia. La successamorte di Lo-
salli un contrasto che dege-
del vescovo, tario II valse a' colpevoli l'impunità, e il

nerò ammutinamento, ove non pochi


in «successore Corrado HI li ristabilì ne'Ioro
gentiluomini delle due parti vi perderò- doniinii confiscati dal predecessore. Il ve-
no la vita. Ora l'inìperalore, sospettan- scovo traendo partito da queste disposi-
do che il vescovo avesse eccitalo tale tur- zioni, con diploma del 11 38 ottenne la
bolenza, si assicurò di sua persona, né lo restituzione dell'Ostergo e del Westergo,
lasciò libero senza un forte riscatto. Gode- e pocodopo morì. Neh «39 gli successe
baldo non ebbe miglior trallamenlo sot- Erberto o Ardebertodi Gerente indi partì
to il regrjo seguente di Lotario II; poi- per Roma. Durante la sua assenza gli a-
ché Petronilla di lui sorella uterina, reg- bitanli di Groninga essendosi ribellati,
gente della contea d'Olanda, si giovò di cacciarono il suo luogotenente e altro ne
sua amicizia per riporre Thierri V^I suo sostituirono. Il vescovo al suo ritorno
contee di Ostergo e di Wester-
figlio nelle marciò contro di essi, e rimasto ucciso il
go, che Corrado a vea ricevuto da Enri- capo loro, donò il burgraviatodi Gronin-
co V. Godebaldo per mantenersi nel pos-
I ga a Lefferdo,e la castellania di Coevorden
sesso delle due contee suscitò west-fri- i a Lodolfo suoi fratelli. Inquieto Thierri
soni alla rivoluzione, e indusse Fiorenzo VI conte d'Olanda per vedere l'autorità
il Nero, fratello di Thierri, a porsi al- del vescovo accrescersi nella Frisia, in-
la loro testa. Donde avvenne, che né il dusse il proprio cognatoOltone ad irrom-
vescovo d'Utrecht, né il conte d'Olan- pere nella Drente, affine di liberare qua*
da restassero signori della West-Frisia, di Groninga, malcontenti del governo ve-
ma che Fiorenzo se la ritenesse per conto scovile; ma questi rimasto vinto e prigio-
proprio. Il vescovo confermò la fondazio- ne,il conte neh 146 si recò ad assediar
ne della chiesa della B. Vergine e di 8. Utrecht per liberarlo. Vicino la piazza ad
Salvatore, eominciata da'milili Erman- esser presa, il vescovp uscì adorno de'suoi
1

36 U TR U TU
abili pontlfìcnli alla testa ili tulio il clero, Goffredo die alla sua chiesa il proprio C0'
e inoltratosi alla volta del conte gli minac- stello di Uhenen clie avea ereditalo , ed
scomunica se non levava subilo il
ciò la eresse 4 munitissimi castelli per opporsi
campo. SbigoUilo da tale appareccbio ,
a'fìjsoni e all'imprese de'conli d'Olanda,
Thierri concluse la pace col vescovo, il uno de'quali costruito fortemente sopra
quale gli restituì suocognalo.Corrado ili una vicina montagna sulla riva sinistra
ottenne da Papa Eugenio 111 la nomina dell' Yssel, fuchiamato Monforde o Mont-
del vescovo d'Utreclil, e 3 diplomi spedì fori: questo castello divenne poi città, che
per questa cbiesa riportati dalla Gallia ingrandita successivamente e popolala ,

Christiana. Neh i5o alla morte d'Erber- ebbe il titolo di contea. Morì Goffredo
lo, ottenne Ermanno di Horn prevosto di neh 178, e in questo gli fu sui rogato Bal-
8. Cercone di Colonia, pel favore de'cotiti dovino d'Olanda figlio del conte Thierri
d'Olanda, di Gueldria e di Cleves, la pre- VI, ch'ebbe guerre co'conti di Gueldria
ferenza alla sede d'Utrecht sopra Federi- per la signoria dellaWeluve feudo del ve-
co de Ilavel. Ma cittadini d'Utrecht, che
ì scovato, le quali ebbero fine con suo van-
tenevano per quest'ullimo, si ribellarono taggio nel 1 88, mercè giudizio interinale
contro Ermanno; però i di lui parligiani di Federico I,deflnilivamenle conferma-
ricorsi all'imperatore Federico I, questi to neh 191 con sentenza di suo figlio En-
nella dieta di Nimega ne confermò l'eie- rico VI imperalore.Col conte Thierri suo
zione e l'investì eziandio della temporale fratello soggiogò i frisoni,ed essendosi poi
autorità del vescovato, il che ratificò il sollevati contro il prelato gli abitanti della
legalo apostolico. Debole fu il governo Drente, che avea lungo tempo pacifica-
d'Ermanno, che cessò di vivere nel i 1 56. mente governati, si recò a visitare l'impe-
Succedutogli nello slesso Goffredo di Rhe- ratore a Magonza per implorarne soccor-
nen preposto d'Utrecht, volle riunire al so; ed ottenuto un corpo di genti, men-
principato vescovile il burgraviato o ca- tre colle proprie lo conduceva nella pro-
stellania di Groninga dopo la morie di vincia nemica, la morte lo sorprese per
LelTerdo, ma fu costretto a prender l'ar- via a'21 aprilei 196. In questo fu eletto
mi contro i che aspiravano a
di lui nipoti Arnoldo d'Isemburgo preposto di Deven-
quel dominio. S'impadronì della piazza, ter, da'canonici della fazione del conte di
ma quasi subilo ne venne caccialo dal con- Gueldria,mentre l'altra parte del capitolo,
te dì Gueldria, che li prese a difendere. aderente al conte d'Olanda ,nominòThier'
Allora Fiorenzo 111 conte d'Olanda, pres- ri preposto d* Utrecht o meglio di Mae-
so di cui il vescovo erasi rifugiato , corse strichte fratello del vescovo defunto. Ma
ad assediarGronioga,che il conledi Guel- i due eletti essendosi dopo qualche reci-
dria difese per un anno, cessando l'ostilità proca ostilità trasferiti a Roma, Innocen-
per la mediazione di Rinaldo arcivescovo zo prima approvò Arnoldo, che ivi
III
di Colonia, il quale die la proprietà di morì a'6 aprile e fu sepolto; poi confermò
Groninga agli eredi di Lefferdo per 3oo Thierri, che tornando nel suo paese mo-
marchi d'argento. Comunque amici fra rì in Pavia a'3 agosto. Alla nuova della
loro, il vescovo e il conte d'Olanda, era- morte de'due competitori, nel medesimo
no io controversia siccome i loro prede- anno fu eletto Thierri I Van-Der-Aare
cessori rispetto alla proprietà della Frisia preposto di Maestricht che coll'imperato-
orientale.Essendo Federico I nel 1 1 65 en- re Irò va vasi in Sicilia. Restituitosi ne'Pae-
trato ne'Paesi Bassi, l'afiare fu portato a si Bassi e giunto io Utrecht, si die ogni cu-
lui, e per sua imperiai decisione ebbe ter- ra per acquistare un' esatta cognizione
roine in modo che la potenza e i redditi dello slato di sua chiesa; e siccome i suoi
furono tra loro divisi per eguali porzioni. predecessori aveano contralto molli debiti
UT R UTR 37
per difenderei propri diritti, delermiuato ziali lo compromise col conte di Gueldria;
di pagarli, e^li passò in Frisia affine di si venne all'armi, ma coll'inter vento del
levar colà in via di tributo le 8omme ne- legato apostolico Conone,o meglio il car-
cessariead eseguire il Ritto divisamento; Corrado d'Urrach, furono le discor-
dinal
ma Guglielmo conte di Frisia o meglio die sedate. Il vescovo ebbe poi un'altra
d'Olanda, punto da tale atto d'autorità, guerra col conte d'Olanda sulla proprie-
lo fece arrestare in un monastero,mentr'e- tà della Frisia ; e quest'affare ch'era sta-
gli usciva dal tempio, e Io cacciò in una lo deciso fin dal 1 i65 dall' imperatore,

prigione. Liberato poi da'frisoni, il vesco- lo fu allora di nuovo nel i225 da una
vo intimò la guerra al suo oppressore. Po- sentenza dello stesso legato, che con al-
co dopo morto Guglielmo, il vescovo pre- cune modificazioni confermò l' imperiai
se parte nella dissensione insorta fra il giudizio. Uscito Ottone II da tal impac-
conte di Loss e Guglielmo conte di Fri- cio, prese parte nella controversia fra'ca-
sia, relativamente alla reggenza d'Olan- stellani Egberto di Groninga e Rodolfo
da; ed abbracciato avendo il partito del di Coevorden e dichiaratosi peli.°por-
;

."
1 lo spalleggiò vigorosamente coH'armi. lò la guerra all'altro, coll'appoggio della
Si videro iu questa guerra que' d' U- piò parte de* vassalli della chiesa d' U-
trecht inoltrarsi fino a Leida, ove il con- Irecht.Il vescovo ebbe ad alleati i conti

te di Loss si recò a raggiungere il pre- d'Olanda, di Gueldria e di Cleves, oltre


lato, e con esso sottomise il Kennemer- il signore di Benthem, ed avendo a' ij
land. Guglielmo però quasi di subito luglio 1226 offerto battaglia al nemico,
riacquistata la superiorità delle armi, e fu preso nella mischia e trattato da'vin-
fattosi riconoscere conte d'Olanda, con- citori nel modo il più crudele. Immagi-
cluse col prelato la pace j anzi per mag- nando essi che il suo sagro carattere fosse
giormente consolidarla nel i3o4 strinse attaccato alla tonsura, gliela strapparono
con lui una convenzione per la quale re- colla cute, per non essere riputati sacri-
ciprocamente si cederono ministri e i i leghi nel dargli la morte ; ond'egli non
servi, per modo che dalle terre dell'uno sopravvisse che Ggiorni alai supplizio,an-
dovessero passare a stabilirsi in quelle zi pare che fosse trucidato con motte feri-

dell'altro. Thierri I quindi tutto si dedi- te. Nello stesso anno dalla sede di Pader-
cò al governo di sua chiesa, della quale bona con autorità di Gregorio IX passò
riscattò i dominii, ritenuti in pegno da' a questa, di cui era stalo preposto, Wil-
creditori: morì nel 12 12 a Deventer, lebraudo de'conti d'Oldemburgo, mercé
donde il suo cadavere fu trasferito nella le cure del congiunto Fiorenzo IV conte

cattedrale d'Utrecht. Di 24^""» ^^ ™*5" d'Olanda, mentre era in Italia per l'im-
desimo fu Ottone 1 preposto di
eletto peratore Federico II. Recatosi a Utrecht
Santen, figlio d'Ottone II conte di Guel- prese 1' armi per vendicar la morte dei
dria e cognato di quello d'Olanda, per suo predecessore contro Rodolfo di Coe-
opera de' vescovi di Munster e Osna- vorden, che l'avea cagionata. Impadro-
bruck. Nel 1 2 5 portandosi 1 in Roma per nitosi di sua persona, dopo una guerra

la dispensa dall'età, morì a Norlhusen. assai lunga,gli fece rinunziare la giurisdi-

In detto anno gli successe il prevosto d'U- zione della provincia, lo multò di 3ooo
trecht Ottone II de'conti di Lippe. Pre- uìarche d'argento, di fondare un capito-
so dalla divozione propria de'lempi, do- lo di i5 canonici nel luogo ov'era stato
po aver confidata la cura della civile au- commesso l'orribile delitto, e di costrui-
torità di sua chiesa al fratello Ermanno, re un monastero alle benedettine; indi ad
partì neli2i7 co'crociati alla volta d'o- istanza del popolo tumultuante, gli fece
rieule. Al ri torno, l'insolenza de*suoi ufC- espiare nel 1 2 3o il suo atroce defitto sotto
38 U TR UTR
la ruota. Morto nel i233 o neh a 36, fu a condizione di recarsi nella cattedrale a
stpollo nella chiesa di s. Servaziotlel mo- chiedere perdono al vescovo, colla testa
nastero delle cislerciensi da lui fondalo. nuda, non che a prestargli come vassalli
Ebbe a successore Ottone 111 d'Olanda giuramento di fedeltà. Restava al vesco-
conte della Frisia orientale, figlio cadet- vo di vendicarsi del conte di Gueldria,
to diGuglielmo I conte d'Olanda; poco the loro avea prestato soccorsi ; sicché
dopa dagli slati venne riconosciuto, iusìe- trovandosi coll'armi in mano, senz'indu-
me Guglielmo, tutore del con-
al fratello gio fece un'incursione nella WeIuve,pro-
te Guglielmo II loro nipote di 7 anni, ed vincia dipendente dalla Gueldria, e col
amminÌ!»tratoredeirOlanda. Seguitò poi a ricavato del riportato bottino edificò poi
reggere rOlanda,anclie dopo che il suo pu- il munitissimo castello di Vredeland, con-
pillo nel i 247 a'29 setleujbie fu eletto re tro i ribelli vicini. Siccome la cattedrale
de'roraanijd'ordinedi Papa Innocenzo IV d'Utrecht era per vetustà rovinosa, En-
peraverdeposto riniperatoreFederico II. rico imprese a rialzarla, e nel 1254 ne
Nel 1248 il re Guglielmo ^i recò a visi- gittò i fondamenti. Tre anni dopo die
lare lo zio in Utrecht, e si fece crear cit- nuove leggi e statuti alla città d'Amers-
tadino della medesima ; quindi mosse fort, la quale non era prima che un sem-
contro il conte di Goor vassallo ribelle plice castello. Fece donazioni al mona-
del vescovo, ed avendolo fatto prigione, stero delle monache presso Deventer, co-
lo spogliò d'ogni sua dignità e gli confi- stituì inSteenwick una collegiata di 12
scò tutti i beni a profitto della chiesa d'U- canonici, emorì nel 1267. In questo gli
Irecht. Il vescovo Ottone III terminò di successe Giovanni I de* conti di Nassau
vivere nel 1249 e fu sepolto nella catte- per la nobiltà de'uatali , ignaro dell'ec-
drale, lasciando Adelaide figlia naturale, cles'iastica disciplina e quasi illetterato,
poi mai itala a Baldovinodi JNordwyk. Fu per cuinon potè ottenere la pontificia
eletto a successore Goswino d' Amslel, conferma; mentre que'di Reiinemerland
preposto di Giovanni d' Utrecht, ma
s. ed i frisoni trovavansi in ribellione nel-
con tale negligenza si comportò nelle ve- l'Olanda contro la nobiltà che li tiran-
scovili funzioni, che Guglielmo d'Olan- neggiava. Gysbrecht d'Amstel, dagl'in-
da re de'romani, di concerto col cardi- sorti forzalo a porsi alla loro testa, li con-
nal legato Pietro Capocci, raccolto nel dusse fino alle porte d'Utrecht, e fece ri-

laSo il capitolo d'Utrecht, Io costrinse bellare il popolo contro il vescovo e ma-


a rinunziare. I collettori de' concilii ri- gistrati. Indarno il conte di Gueldria,
portano nel 1249 quello d'Utrecht, in presso di cui il prelato erasi rifugiato,
cui Goswino rinunziò alla dignità. Man- tentò di rimetterlo nella sede, solo potè
si, Siippl. l. 2, p. 1 163. Per le raccoman- prendere Amersfort. Intanto i cittadini
dazioni di Corrado arcivescovo di Colo- d' Utrecht, abolite le antiche magistra-
nia gli fu surrogato Enrico de' conti di ture, stabilirono un governo democrati-
Vianden, ed il re de' romani col pasto- co. Il vescovo, che da due anni era pas-
rale e l'anello l' investì della temporale sato a Deventer, sentendo come Utrecht
giurisdizione. I congiunti di Goswino pre- trovavasi in preda alle fazioni, cercò di
sero le armi, sdegnati per la sua destitu- rientrar nella città col favore delle tur-
zione, per vendicarlo; tua Enrico, uomo bolenze, col cav. Nicola di Kats. Questi
di senno e di mano, si pose in islalo di accompagnato da 5oo scudieri giunse
difesa, ed avendoli vinti in ordinala bat- improvvisamente innanzi le mura e ne
taglia, li trasse prigioni a Utrecht. Il re sforzò le porte; deposti i nuovi magistra-
de'romani Guglielmo, che si trovava in ti, ristabilì gli antichi, e restituì a Gio-
que'luoghi, otteone la loro liberazione, vanni I la propria sede nel 1279. Però
UTR UTR 39
le sventure non avendo prodotto alciiii sopra Monnikeiulan. Ma quelli del Ken-
migliora mento nel carattere del vescovo, nemerland, non sì tosto egli s'era appres-
iiempre ostinato a rifiutar gli ordini sa- sato, gli distrussero la fiotta e lo costrin-
gri, non ostante le rimostranze de' suoi sero a cercare un asilo nell'Over-Yssel.
diocesani, egli viveva nel lusso e nella Ritornato ad Utrecht si tirò addosso ,

mollezza, poco curandosi dei governo nuove sventure poiché essendosi rotto
,

temporale e spirituale di sua chiesa, ed co'nobili venne arrestato da 4 di loro che


alienando senza riguardo castelli e gli i l'affidarono alla custodia del borgoma-
antichi dominii della medesima per com- stro, il quale per un anno lo tenne pri-
piacere a* suoi partigiani. Quindi Papa gione. Avendolo poi alcuni paesani libe-
Martino IV, uditi lagni che s'innalza» i rato, egli recossi qualche tempo dopo a
vano contro l'indegno pastore, lo depose Roma coll'intenzione d'abdicare; ma Bo-
nel 1282. Ne'pazzi suoi dispendii, il ve- nifacio Vili non l'esaudì , ne rianisuò il
scovo avea dato in pegno a Gysbrecht il coraggio , commettendo al vescovo di
forte di Vredeland, il che produsse una Munsler di soccorrere il proprio confra-
guerra con Utrecht, che indignata ricor- tello contro i sudditi ribelli. GuQ[lielrao
se al conte d'Olanda, il quale lo fece pri- tornato in Olaiìda, fece leva di truppe, e
gione e liberò la piazza. Nel 1282 stesso recossiad assediar Utrecht; ma Jacopo di
il lorenese Giovanni II di Zirk gli suc- Lichtenberg, dopo averlo respinto, gli
cesse, sotto il quale fu ricuperato Vre- presentò battaglia presso Hegevard, nella
deland ; dopo pacifico governo, nel 1
296 quale restò ucciso a'4 luglio i3oi. Il ca-
fu trasferito alla sede di Toul. Gli suc- davere sepolto prima nella chiesa de' ca-
cesse n«l medesimo anno il preposto di valieri gerosolimitani di s. Giovanni, fu
Lovanio, Guglielmo Bertoldo de' signo- poi traslato nella cattedrale dal successo-
ri di Malines, mdto versato nel diritto ci- re. Questi fu tosto Guido d'Hainaut ni-
vile e canonico. Di carattere inquieto e pote del conted'Olanda, eletto a pieni vo-
turbolento, trasse partito dalle sedizioni canonico diCam-
ti,già tesoriere diLiegi e

che seguirono la morte del conte Fioren- bray; ma il suo competitore Adolfo di
zo V, per suscitare i west-frisoni a scuo- Valdeck s'impadronì d'alcune piazze del*
tere il giogo dell'Olanda, e per darne l'e- rOver-Yssel, dalle quali però venne su-
sempio imprese a ricuperare Muyden, cit- bito cacciato. Avendogli procacciato la
tà posta sul Wecht, cui già l'imperatore sua promozione il fratello Giovanni I(
avea donato alla di lui chiesa. Assediala conte d'Olanda, per gratitudine nel iBoS
la piazza, mal difesa capitolò senz* aspet- gli condusse alcune genti affine di cacciar
tare le truppe ausiliarie che il reggente i fiamminghi invasori.della Zelanda. Ap-
d'Olanda le conduceva. Invanitodel buon pena sbarcato col contea' 2 5 marzo nel-
successo, il vescovo immaginò di poter a- l'isola di Duveland fu fatto prigioniero, e

gevolmeute soggiogare tuUa l'Olanda; e nel tempo di sua cattività, fiamminghi i

dietro il disegno formatone in sua mente, profittando delle turbolenze suscitatesi ia


congiunse alle temporali l'armi spiritua- Utrecht, s'impadronirono della città e ne
li, e pubblicò una crociata contro il conte furono espulsi neliBo^. Liberatosi il ve-
d'Olanda e il suo popolo, accusandoli d'e- scovo nel 3o5 col cambio fatto con Gui-
1

resia. Siccome frisoni erano religiosi e


i do di Fiandra, tutte le sue cure dedicò
avidi d'indulgenze, nulla sembrò ad essi alla propria chiesa. Intanto il franoeseCle-
più meritorio ad acquistarle che il com- (nente V avendo stranamente fissato la

battere contro gli olandesi loro mortali residenza pontificia in Ai'ignone y


pro-
nemici. Il vescovo imbarcò la sua arma- mulgando nel i3i I il concilio generale
ta óullo Zuyder-zee, e corse a piene vele di Vienna v'invitò Guido. Questi com-
4o UTR U T R
iiiciiilubiic per suiitilù di vita, prudenza XXII e sostituire il Diesi. Il conle d'O-
e giustizia, facondia euilie virlii, fu ao- landa godè sotto di lui della stessa auto-
collu da'padri culla più alla venerazione, rità nella chiesa d'Utrecht die goduto a-
ad islan/a
«j di Filippo IV re di Francia il vea nel vescovato di Zierick. Fondò il col-
Papa nel 3 i i 7- gli olTrl la dignità cardina- legio d'Amersforl, terminò suoi giorni i

lizia; ma il virtuoso vescovo, ringraziato nel i34o e fu deposto nella cattedrale.


umilmente Clemente V, ricusò modesta- Benedetto Xll gli surrogò il romano Ni-
uieule Tesibitogii onore. Il re lo ritenne colò Capocci ( /^.), per la controversia in-
per alcun tempo alla sua corte, llicliia- sorta fra Giovanni IV d'Arkel canonico
mato ud Ulreclit dalla sollevazione in- della cattedrale scello da una parie del
dopo aver tranquillala
sorta tra' frisoni, capitolo a istanza del conle di Fiandra,
ugni turbolenza, si die tutto a liberare d e il suddetto Bronkhorst, al quale il con-

vescovato da'debili contralti dagli ante- te di Gueldria avea procuralo la plura-


ed a ristorare le piazze cb'essi a-
cessori, lità de' suffragi. U Capocci costretto ad
cader in rovina. Confer-
-«veano lascialo abdicare nel 1 34 ,ebbe ( poi la chiesa d'Ur-
mòenuovi privilegi concesse ad Utrecbt, gel e il cardinalato. A istanza di questi il

ed una malallia lo rapì a'vi venti nel iv^iy. Papa riconobbe Giovanni IV, che fu con-
Subilo ottenne il seggio vescovile il pre- sagrato a Roma, al dire deWArle di ve-
posto di s. Pietro d'Utreclit, Federico li rificar le daU'i ma io trovo piti probabi-
di Zierick, per le raccomandazioni del pa- le in Avignone ove dimoravano i Papi col-
rente Guglielmo 111 conte d' Olanda , e la curia romana, e cosi altri vescovi d'U-
com'erasi iuipegnato con lui, sotto la sua trecht. Allreltaulo per altri disse la Gal-
dipendenza resse la chiesa. L'episcopale liachristiana^ ma quantoa Giovanni IV
consagrazioue la ricevè in PLUiiia o meglio lo vuole tiaslato da Munsler. Il suo ze-
MI Avignone. Non pochi sudditi gli si ri- lo fu superiore ad ogni elogio, perchè io
bellarono, e fu aiutato contro di essi da due anni venne a capo di ricuperare mol-
parecchi vicini, quindi il conle li fece rien- ti castelli, e lutto il paese d'Over-Yssel,già
trare nel dovere per Giovanni d'Arkel. dato in pegno per debiti al conte di Guel-
L'eccelsa torredella cattedrale fu da lui rie- dria. Volendo egli fare risparmio delle
diiìcata da' fondamenti. Morto nel 1822 rendite, rilbrmò tutta la corte e limitos-
a' 20 luglio, nell'anno slesso a pluralilù si a vivere come semplice particolare a
Jacopo d'Oudshooro
di sulliagi fu eletto Grenoble, lasciato il governo civile del
d'Ouslborn decano d'Utrecht, conferma- vescovato al fratello Roberto d' Arkel.
to dall'arcivescovo di Colonia; ma cessò Durante l'assenza del prelalo,il conte d'O-
di vivere a' 20 settembre, non senza so- landa Guglielmo IV, seguito da quelli di
spetto di veleno, perchè al conte d'Olah- Cleves, e nel 1 345 assediò Utrecht, e sta-
da non era riuscito fargli anteporre Ja- va per impadronirsene quando giunto il

copo di Zuden preposto de' gerosolimi- vescovo, colla mediazione di Beaumont


laui. Fu lodalo per onestà, probità, reli- zio del conle ottenne tregua, a patto che
gione, scienza, amore alla sua chiesa e in- 100 cittadini si recherebbero a chieder-
signe pietà. Gli successe Giovanni III de gli grazia a capo, ginocchia e piedi nudi.
Diesi preposto d'Anversa e figlio di quel Avendo poi il nuovo conte Guglielmo V

castellano, quantunque i vescovi elellori ripigliale f armi contro il vescovo nel


altri a vesserò designalo a vescovo,cioèG io- I 355, queste furono incalzate dalle par-
vanni di Bionkborst preposto di s. Sal- ticon vigore incredibile; mail vescovo ve-
vatore d'Ulrechl; la quale elezione i con- dendosi abbandonare da' vassalli, chiese
tid'Olanda e di Gueldria e il duca di , e ottenne pace nel 356. D'allora in poi 1

Brabanle fecero auuullare da Giovauui egli 5ulo SI occupò di utili e pacifiche cu-
U T R UTR 4i
le, neliu cultedrale eresse lu oappeila ili i377 e vi ristabilì la papale residenza.
s. Gio. Evangelista, e ranicchì di prezio- Ivi morto neh 378, gli successe Urbano

se suppellettili, fondò varie scuole, formò V I, contro il quale poco dopo cardinali i

una biblioteca di codici e sparse nella francesi elessero scismaticamente l'anti-


diocesi il gusto che avea per le lettere. papa Clemente VII, che dando principio
Ollenne da Lodovico V il Bavaro pei* al grande Scisma d'occidente, si slabiFi
se e successorinuovamente il diritto di in Avignone: popoli furono divisi nel-
i

baller moneta con proprio conio, e dal- r Ubbidienza di Roma e d'Avignone, ma


l'imperatore Carlo IV la conferma e rin- laGermania e la Frisia seguì la i." JNel
novazione di tutti i privilegi di sua chie- medesimo 1 378Urbano V trasferì l'Horu l

sa. Trasferito nel 1 364 ^ Liegi da Urba- a Liegi, per morte d'Arkel, e nel i38i lo
no V, gli successe GiovanniV di Wirnem- creò cardinale, dignità che ricusò pel tur^
burgo. 11 suo governo fermo e vigoroso balenio scisma che divideva l'unità della
contenne nel dovere i cittadini, già dispo- Chiesa. Da Munslera'22 novembrei378
sti alla sedizione, ma a costo di molli do- fu Iraslato a Utrecht Fiorenzo di Weve-
minii del vescovato che fu obbligato a- lichoven, per le cure d' Ottone signore
lienare. 1 capitoli d' Utrecht, scorgendo d'Arkel, il quale di più costrinse l'Horna
tal deperimento nel temporale dominio rilasciare castelli della chiesa d'Utrecht
i

delta loro chiesa portarono successiva-


,
che pretendeva ritenere per un anno.Fio-
mente le loro querele in Avignone a Ur- renzo fu prelato di regolata condotta, e-
bano V e Gregorio XI. Mentre quest'ul- conomojsaggio e zelante pel mautenimeii-
timo pensava al modo di soddisfarli , lo lo de' suoi diritti. Ritirò dalle mani de*
sfortunato vescovo, soccombendo sotto il creditori del vescovato, per 7600 scudi,
peso de^ suoi disastri , intprovvisamente parecchi castelli e villaggi alienati da'pre-
morì a' 23 giugno Tosto la mag- i Sy i . decessori; e smantellò il castello d'Eer-
gior parte del capitolo scelse Arnoldo de' dem da dove Evrardo d' Eslem faceva
signori di Horn (^'.), il quale trovavasi in molle scorrerie sulle terre d'Utrecht. In
Koma, secondo le due ed io citate opere, questo mezzo Roberto di Viane brigò
ripelerò in Avignone, ove fu consagrato per soppiantarlo nel vescovato d'Utrecht,
da Gregorio XI , e recatosi al vescovato ed avendone ottenuta nel 38o la paten- 1

ne prese possesso 8 settembre. 1 citta-


a' 1 te d'ammissione o intrusione dall'antipa-

dini d'Utrecht, co'quali ebbe diverse di- pa Clemente VII, si apparecchiava a far-
spute intorno a'rispettivi loro diritti, ot- la valere. Fiorenzo però l'obbligò a de-
tennero finalmente da lui nel iSyS una sistere ed a chiedergli pace; iodi nel 1 382
dichiarazione, che riconosceva non aver ottenne dall' imperatore W^enceslao la
d'impor loro nuove tasse, né d'in-
facoltà conferma de'privilegi di sua chiesa. Sic-
traprendere veruna guerra senza l'appro- come poi Enrico burgravio di Montfort
vazione de'3 ordini, cioè del clero, de'no- voleva sostenere la sua indipendenza dal-
bili e de'citladiui. £d afnnchè tal diploma la chiesa d'Utrecht, venne nel 1387 as-
avesse perpetuo effetto , venne in esso in- salito dal vescovo e costretto coll'armi a
serito,che tutti i vescovi successivi nel pos- riconoscerne l'alto dominio. La Chrotii-
sesso ne giurerebbero l'esecuzione. Nello ca Bclg. nel i 39 1 riporta un concilio ce-
slesso aunoil vescovo fu assalito o minac- lebrato in Utrecht, contro Jacopo di
cialo di prossima guerra dal conte d' O- Giuliers francescano. Fiorenzo temuto
lauda, a motivo di certo canale che il pre- da'^uoi vicini e rispettato da' suoi vassal-
lato avea costruito; controversia ternii.r- come principe; quale vescovo fu probo,
li,

nalacon trattalo di pace nel i 375. Final* prudente e dotto. Morì nel venerdì santo
meolti Giegurio XI si recò lu Kuma ucl del 1 393 nel castello d'Haidcuberg, e fu
42 UTR UTR
trosporlato nella caUedraledi s. Martino tu che gli amministra v«
si il Viatico.Ro-
ila lui nnicclìila criilensili sagri. Diiila dolfo si pacificò col duca nel i43o, ed O"
»ede di Slrasburgo,a istanza del duca di j>erò tanto deslramenle nella cortedi Ro-
(iueidriii pe' voli del capitolo, passò in ma, che giunse a farsi a-^solvere dalle cen»
cpiesta Federico III di Blaiikenlieicn con- sm-e e confermare da Eugenio IV. Zvre*
fermato da Ijoniiacio IK, in onta alle der da tal giudizio si appellò al concilio
jorcomandazioni d' Alberlo dnca di Ba- di Basilea ove si recò, ma tu sorpreso dal-
viera e conte d* Olanda, che spalleggia- la morte pendendo il giudizio nel 1 433,
va Roggero di Bronkliorsl tesoriere di e restò sepolto nella certosa di Basilea.
Colonia. Federico III «li molto ingegno, CoM Rodolfo restò pacifico possessore del
ed esperto in ambo le leggi, sottomise nel vescovato d'Utrecht, non ostante l'elezio-
i3q5 alla propria chiesa il castello di ne che una parte del clero avea falla di

Coevorden e la pi»ovinoia di Drente, ch'e- Walerano di Meurs, e la conferma poi


ra stata tolta a'suoi antecessori; eie an- ottenuta dall' antipapa Felice V, eletto
nidopo, assedialo il c;iSlello d 'Eberstein, da' padri di Basilea divenuti scisin alici e
lilenulo il più forte della Germania infe- la loro conventicola concili ibolo. Se non
riore, lo prese e rovesciò d.i'fondamenti. che ,un' imposta che volle stabilire nei
]*arechearmalo punto marcias-
di tutto i447jP6r soddisfare a'debiti di sua chie-
.«.e ancora sul conte di Gueldria. Confer- sa, gli ammulinò contro una parte de'suoi

mò il collegio de' canonici di Gulenbur- canonici, alla cui lesta si trovava il deca-
go, istituito daUmberto signore del ca- no; e la discordia procedette a tal pun-
stello, e morendo nel 14^4 •" Willanha- to, che impadronitisi d'Ulrechl, costrin-
ven, con pompa fu portalo nella cattedra- sero il vescovo a ritirarsi ad Horst. Wa-
le e collocalo in elegante avello. Gli suc- lerano profittando della congiuntura vol-
cesse Zvveder de'signori di Gulenburgo e te far risorgere il suo partito; ma il car-
d'Egmond, per la pluralità de' voli del dinal di Cosa legato, recatosi nel i449
capitolo, con grande rammàrico de'uiol- sul luogo, combinò fra' due competitori,
ti candidati, che i potenti vicini avevano che Walerano rinunzierebbe il vescova-
proposti. Ma uno fra loro, Rodolfo di to d' Utrecht a Rodolfo, e che questi Io

Diephoul, patrocinato dal duca di Cle- jliuterebbea salire sulla sede di Munster
Tes, s'niipadron'i d'Utrecht, cacciandone allora vacante. Rodolfo in seguito ebbe
Zweder, il quale quindi trasferì il suo nuovi dissapori cu'suoi canonici, i quali
seggio a Dordrecht sotto la protezione di nel tempo ad Horst, cac-
ch'egli risiedeva
Filippo il Buono duca di Borgogna. Ora ciarono suoi amici e cambiarono
i Dia- i

avendo questo principe determinalo di gistrali delia città. Moiì Rodolfo di cre-

riporlo sulla sua sede, si recò ad assedia- pacuore nel 455 e fa sepolto nella cat-
e

re Utrecht in persona; respinto nell'as- tedrale. Dopo 4 giorni, mercè voti de'
1 i

salto dopo pugna di campo


5 ore, levò il 5 capitoli d' Utrecht, fu innalzalo al ve-
e tornò in Olanda. Frattanto Zwederim- scovato Gisberto de' signori di Bredero-
padrouitosi del castello di Gorst forzò gli de arcidiacono di s. Salvatore della me-
abitanti d'Amersfort non meno che quel- desima. Subito palesò l'odio suo contro
li di Ilhenen a riconoscerlo; dopo di che i partigiani di Rodolfo, colle deposizioni,
costrinse Rodolfo a sgombrare d'Utrecht, coll'esilio e colle proscrizioni, in tal mo-
ove fece il suo ingresso nel 425. Gli €- 1
do cagionò uno scisma perché perse- ,
i

siliati che l'aveano seguito, commìsero in guitati ritirali ad Amersfort procederono


questa città enormi eccessi, proc<;deoJo a nuova elezione, che cadde su David di
UiQl'ullre da pugnalare nel proprio letto Borgogna bastardo del duca Filippo, e al-
il buigoma&Uu Bareud Piovis, ud puu- lora vescovo diTerouaaae. 11 duca spe-
U TR VTR 45
tfi a Roma il vescovo d'Arras, per in- La morte duca Carlo, avvenuta a'5
del
durle Calisto \\\ a confermare quesla e- gennaio i477 diiuinuì 1' ascendente di
j

Jezione, e l'ollemie, benché avesse con- cui godeva il vescovo d'Utrecht, il qua-
fermala queila di Gisberto; e ciò perchè le incessantemente contrastato da qne*
il Papa attendeva soccorsi dal duca, per cittadini abbracciò il partito di ritirarsi
la guerra contro i turchi. Avendo il du- a Wyck nel 1481. Continuavano ogni
ca ottenuto le bolle, si dispose a collocar giorno le turbolenze in Utrecht, ove gli
il figlio sulla sede d'Utrecht. Dal canto Hoeckini davano la legge; e gli sforzi che
suo Gisberto, .sostenuto dal vescovo e da Massimiliano arciduca d' Austria, sposo
Rinaldo suoi fratelli, si apparecchiò alla di Maria di Borgogna erede di Carlo, po-
difesa; ma vedendo d duca, già divenuto se in opera per ristabilire il vescovo nel-
signore di molte piazze del vescovato, la sua sede, non valsero che a rendere piti
approssimarsi alla capitale, concluse con arditi e numerosi idi lui avversari. JNel-

lui un trattato di pace; cioè che rinunzie- r incursioni praticate dalle due parti,
rebbe in favore di David alla sua elezio- scorgendo il prelato l'ostinazione di que*
ne ricevendo dal duca per indennizzo
, d'Utrecht, scagliò contro la città sentenza
delle spese fatte 5o,ooo leoni d'oro di di scomunica e d' interdetto, che però
Borgogna; che resterebbe arcidiacono di venne proibito a'magislrati di riconosce-
s. Salvatore, e godrebbe di più la prepo- re. Tuttavia nel 14^2 fu determinato di
silura di s. Dunaziano di Bruges, col ti- richiamarlojalìine di ristabilir la pace; ma
tolo di I. "consigliere d'Olanda e cogli e- il suo ritorno non produsse quel bene
inolumeiiti doppi. Approvata la rinunzia che si sperava , trovandosi quasi prigio-
da que'd'LIlrecht, Gisberto nel i4^7 'i niero in nìezzo a un popolo sedizioso e
dichiarò sciolti dal giuramento di fedeltà mal placato. Allora l'arciduca Massiuri-
a lui prestato. David di Borgogna entrò liuno si recò alla testa di 12,000 uomini
allora in possesso del vescovato d' U- in .soccorso di David , ed insignoritosi
trechl; e sebbene Devenler avesse ricu- d' Utrecht si fece riconoscere dal senato
fealo di riconoscerlo, vedendo sotto le sue a'j settembre 1483 qual protettore tem-
mura le genti del duca si sottomise. La porale di questa chiesa. La storia delle
buona armonia regnò lungo tempo fra peripezie di David si può leggere nella
il vescovo ed i Brederode, \\ cui maggio- bolla Eocigltprotervorurn^eaìanataa fa-
re R.inaldovenne dichiarato governatore vore del prelato da Sisto IV, e riprodotta
d'Utrecht; ma il suo procedere e quello nella Gallia chrisliann. Il vescovo pas-
de'suoi congiunti li pose poi talmente iu sò quindi più tranquilli i suoigiorni,ch'eb-
discordia con David , che finalmente li bero termine a Wyck-te-Duerstede nel
fece arrestare, ed assoggettare più volte 1496. Assai dotto, interrogava egli me-
alla tortura Piinaido e Walerano suo fi- desimo que'che aspiravano agli ordini sa-
glio, per trarre da essi la confessione de' gri, ne loro li conferiva se non dopo rigo-

delitti onde gli accusavano loro nemici. i rose prove, ed un giorno di 3oo candi-
La violenza de'lorjnenli trionfò della co- dati 3 soli ammise agli ordini sagri. Ne
stanza del figlio , il quale si confessò col- fu successore Federico IV de' marchesi
pevole; ma però non produsse lo stesso di Bade, per in»pegno di polenti signori
effetto sul padre, la cui innocenza venne in nome dell'imperatore Massimiliano I,
riconosciuta nel 147^ per sentenza pro- ed il suo competitore Filippo de' duchi
nunziala da Carlo il Temerario duca di di Cleves ebbe il vescovato d' Amiens.
Borgogna, figlio e successore di Filippo Federico IV sostenne guerre con Alber-
il Buono, alla lesta de'cavalien del To- to di Sassonia sostenitore de' ribelli fii-

sun d' oro , di cui Biaaldo era membro. soui, e col duca di Gueldria pel posses-
1

44 u TR U TU
M> d'alcune fortezze, il quuie ne) 1 5 1 i fu (lam gli dedicò il suo commentario sul-
tlu'citladiui ti' Ulieclit, tnalcuiileuli del le due epistole di s. Paolo a Ti moteo.Ln*
vescovo, dichiarato loro piotcllore per rico di Baviera figlio deireletlore Pala-
fili le«la a Fiorenzo d' Ysseisleiu paili- tino, fu quello sul quale cadde la scelta
^iauo del pieialo. Ora avendo questi leu- de'capiloli d'Utrecht, sollecitati da casa
lalo luil iebUaio di scalar le mura del- d'Auatiia, per vescovo d'Utrecht. Di ma-
la città cuiruiiito del ghiaccio, le genti la voglia solfrivano que' cittadini che si

di Gueldiia glielo iutpediruno. Lo svi- trovasse fra le mani del duca di Gueldria
lito di sedizione cosi perseverante ne' l'altra diocesi di loro provincia, di cui
cittadini d'Uliecht, era fondato perchè erasi quasi impadronito durante la guer-
Federico IV tutto operava senza consul- ra della Frisia. Enrico pertanto si assun-
tale gli stati , onde il prelato divisò di se l' incarico di ricuperarla, e nel iSiy
rinunziare il vescovato, e nel i5i6 lo palleggiò amichevolmente col duca di
cedette a Filippo di Borgogna, altro na- riscattarla mediante l'osborso d'una som-
turale del deftjiito duca Filippo il Buo- ma di denaro. Ma que'd'Utrecht,a'quali
no, e fratello di David, mentre poco do- egli voleva imporre un tributo per que-
po Federico IV mori di vecchiaia nel Bra- st'oggetto, si rifiutarono di pagare pri-
banle e il cadavere fu trasferito a Baden. ma che non fosse eseguito il trattato ;

Fdippu era aumiiraglio d'Olanda, onde parimenti il clero, che il prelato tentò
contro la sua inclinazione e solo per d'aggravare con una particolare gabella,
«compiacere Massimiliano 1, acconsentì al manifestò la medesima opposizione, e ve-
cambiamento di slato , Leone X dispen* dendo che si minacciava costringerlo, su*
(>audulodagrillegitlimi natidi. I cittadini scilo una sedizione, dalla quale trasse
d'Utrecht videro questa nomina con ram- partito il duca di Gueldria per impadro-
marico, pei che prevedevano che alla fine nirsi d'Utrecht. Allora il vescovo ricorse
dovevano soggiacere alla dominazione all'imperatore Carlo V, ma le reciproche
austriaca; ma fu d'uopo piegarsi, e la ma- non ebbero fine che col trattalo
ostilità

gistratura accordò con buona pace quel- concluso a Gorinchem a*5 ottobre 1 528.
lo che non avrebbe potuto ricuperare Essendosi le nuove erronee opinioni re-
colla forza. Filippo quindi entrò in pos* ligiose rapidamente sparse nel paese, se-
Stesso di sua chiesa alla testa di i ooo ca- condale dalle turbolenze, gli eretici Pro-
valli, ma non ne fu coasagrato che nel- tes tanti spiegarono partito pel duca, e
l'anno seguente. Questo vescovo vide na- gli episcopali ricorsero al patrocinio del-
scere l'eresia di Lutero, e senza aperta- l'austriaco Carlo V. Onde ottenerlo fu
mente abbracciarla mostrossi disposto a mestieri di cedere a questo principe, an-
favorirla. I progressi dell'armi de' duchi che sovrano de'Paesi Bassi ossia duca di
di Gueldria nella Frisia l'indussero onde Brabante e conte d'Olanda, la tempora-
far loro fronte a chieder soccorsi a Mar- le sovranità della chiesa d'Utrecht, ch'e-
gherita d' Austria governatrice de'Paesi gli riunì alla contea d' Olanda, cioè le

Bassi; ma le genti da lei somministrate Provincie d'Utrecht e d'OverYssel. La


operarono in vece a vantaggio di casa cessione seguì con atto del vescovo in pre-
d'Austria, che resero inleramente signo- senza e col consenso de' capitoli a' 2
ra della Frisia a'iS oltobrei523. Il ve- ottobre 1 528, in mano d'Antonio di Sal-
scovo finì i suoi giorni a Duerstede a'7 vaiiig conte d'Hogslraten incaricato dal-
aprile i524 di 5^ anni. Questo prelato l'imperalpie Carlo V, e da lui accellala
era dotto, ma mollo equivoco nella sua a' 2 dicembre seguente. Dice V Arie di
dottrina, e di costumi poco regolali, pru- verificare le date^ che Papa Clemente
(ieute e assai pohtico. Erasmo di Uotter- VII ratificò rS maggio 1 53 1 la Iraslazio-
.

UTR u t;* R 45
ne della sovranità temporale della chie- ceduti ne* Paesi Bassi uniti, ed in par-
sa trUlrechl in Carlo V ed io aggiun-
; ticolare in Olanda, dagli antichi teni'
gerò come duca di Brabante e conte d'O- pi fino al ì'jSiy Amsterdam 1749: -^^<''
landa, colla bolla Romanus Poutìfcx^ moria sulla dignità dello Statolderato
presso la Gallia Christiana^ ma in data nelle Provincie Unite, Amsterdam 1787.
de'20 agosto i52g. Carlo V avea posio La Storia in parie fu riprodotta da Gof-
in Utrecht un presidio nella rocca mu- fredo Sellio e da Benigno Dnjardin nel-
nilissima da lui costruita, ed avea pro- r Histoire generale des Provincies- U-
messo dal canto suo con allo de* 3o set- nics, Pa ris 7 57 - 7 o
I

tembre i53o,che rinnoTÒ a'i2 novem- Arcivescovato d' Utrecht e scisma


bre successivo, di conservar tutti privi- i della Chiesa d' Utrecht.
legi della chiesa d'Utrecht, uno de'quali Carlo V d'Austria imperatore cede al
consisteva nel diritto de' capitoli d' eleg- suo figlio Filippo II la monarchia di Spa-
gere ed istituire il loro vescovo; ma dice gna (^^•), e la sovranità de' Paesi Bassi,
ìlNovaes, che poco dopo Clemente VH cioè V Olanda e il Belgio^ che fece gover-
accordò a Carlo V la nomina del vescovo nare dalla sua sorella naturale Marghe-
d'Utrecht. Enrico di Baviera, ristretto rita d'Austria; ma introducendovi l'as-
alla sola autorità spirituale, così poco se dominava la
soluta autorità colla quale
ne curò, che nel Sag rinunciò il vesco-
1 monarchia spagnuola, generando mal-
vato nelle mani del Papa, ritlrossi in Ger- contento, scoppiò poi in aperta ribellio-
mania, ove poco dopo ottenne il vescova- ne. Intanto penetrando sempre più ne'
to di Worms, di cui era coadiutore, e Paesi Bassi il veleno delle nuove eresie,
mori nel 1 552. Così terminò la potenza a sostenimento della cattolica religione,
temporale e sovrana della chiesa e de' ve- di cui era zelantissimo, Filippo ]i sup-
scovi d' Utrecht. Clemente VII nominò plicò Papa Paolo IV di aggiungere nella
i.^'vescovo d'Utrecht senza tale principato regione agli antichi vescovati altri, e di
il cardinale Willelmo Enchenvocr,c\ìe i dichiarare arcivescovati le chiese d' U~
Sanmarlani dicono|nalivo non d'Utrecht, trecht per l'Olanda, Camhray e Mali"
ma hrahantimis patriae Silvae Diicen- nes pel Belgio, il che eseguì eolla bolla
sis, ossia Bois-lc-Duc. Risiedendo in Ro- Super Universas Orhis Eeelesias, de*
ma, fece prendere possesso dal suo procu- 12 maggio 1559, Bull. Boni. t. 4> P»»*-
ratore, e morì in Roma nel 534 ove sem- 1 I, p. 359. Alla metropolitana d' Utrecht
pre era rimasto. Gli successe Giorgio de* assegnò per suffraganei vescovi di Har- i

conti d'Egmont, che pacificamente go- lenijGroninga, LeM'arden, Middelburg,


vernò, ornando la cattedrale; più coll'e- Deventer (T''.). Queste chiese costituiro-
seropio che colle parole istruì i fedeli, pio, no r episcopato d'Olanda. Peri." arcive-
limosiniero, diligente pastore, severo nel- scovo d'Utrecht Pio IV a'i3 novembre
l'ordinarei chierici che voleva idonei. Mo- I S^ I promulgò Federico Schenck de'ba-

rì nel 1559 nell'abbazia di s. Amando, di roni di Tautembergdi Frisia, preside del-


cui era amministratore e vi restò sepolto, la camera di giustizia di Spira, assai dot-
il cuore venendo tumulato nella catte- to nelle divine e umane lettere , ornato
drale d'Utrecht, di cui fu l'ultimo vesco- delle qualità richieste in un pastore, as-
vo. Si ponno vedere Batavìa sacra, h..
la siduo nel governo del gregge, esempio di
Malici, De nobilitate, de Advocatis Ec- pietà,erudito e facondo predicatore, scrit-
clesiae et de Comitatum Hollandiae tore e confutatore dell'eresie. Così la
et Dìoecesi Ultraj'ectina, Amstelodamii cattedrale d'Utrecht elevata a metropo-
1816. Giovanni Vagenaar, Storia della litana, tornò alla dignità in cui era sotto
patria^ che contiene ^li avvenimenti sue- il suo x.° pastore s. Willibrordo. Frat-
4G U T II U TR
Innlo tìiIflfnndo<»i ne* Pnesì Rassi 1* eresia vo. SasboldoVosmero arcivescovo di Fi-
dt Calvinisti Ugonotti, solloii nome di lippi. Giacomo della Torre arcivescovo
Jiiendichi o Geusi, la lihellione andava* d'Efeso. Giovanni Neerkassel vescovo di
si organizzando, cnpitanala da Guglielmo Casloria. Indi riporta la serie de'preposli
1 d'Or{in2;e, che orinata mano nel 1570 e tie'decani dell'antica chiesa d' Ulrecht.
entrò nell'Olanda e Zelanda, dalle quali La s. Sede colla morte dell' arcivescovo
Provincie fu proclamalo stadtholder. In- Federico riguardò come estinto l'arcive-
di nel gennaio iSyp in Utrecht, come scovato d* Utrectit e il suo capitolo me-
si formò la famosa unione delle
già dissi, tropolitano. Di quanto precedetle,accom-
Sette Provincie unite, formanti la repub- pagnò e seguì la soppressione dell* epi-
blica d'Olanda, una delle rp.iali fu quella scopato d'Olanda, non meno dell'origine
d'Utrecht, venendo solennemente dichia- e progressi dello scisma della chiesa d'U-
rato stadtholder Guglielmo I, e perdute trecht, per aver abbracciato il Giansrni'
per sempre daFilippo 1
1, succedendo nella stno (F.) con pseudo arcivescovo d' U-
maggior parte de'popoli la rinunzia alla trecht, e pseudi vescovi d'Harlem e De-
fedecatlolica per abbracciare l'eresia. Fu venter, ne trattai nel voi. L, p. 1 49 e seg.,
promesso che la religione cattolica ri- sino e inclusive al falso e scismatico Steen-
marrebbe libera e intatta, compresa la hovcn, tutti condannati successivamente
conservazione de'religiosi e delle morfa- da'Papi, come scismatici e come gianse-
che; per cui i' arcivescovo d' Utrecht Fe- nisti refiattari. Dappoiché i successori di
derico co'suoi 5 vescovi sulFraganei cele- Steemhoven, che poi riporterò, nell'esse-

brarono un sinodo provinciale, e forniro- re eletti da'pseudi canonici vengono con-


no di avvisi salutari il clero e il popolo, a dannati da'Papi, nel ricevere la parteci-
non fidarsi delle fallaci promesse, e tener- pazione da detto scismatico capitolo, che
si in guardia da' pestiferi errori che am- osa impudentemente chiederne la confer-
morbavano la regione d'Olanda. Malgra- ma. giansenisti da circa un secolo e
I

do le convenzioni e trattati , confermati mezzo spiccati come membra putride dal


nell'unione d'Utrecht, i protestanti pre- vivo corpo della Chiesa di Dio essi non- ,

sero la somma del governo, perseguitaro- dimeno s'infingono appartenerle. Appe-


no il clero, invasero conventi e monaste- na i pretesi arcivescovi e vescovi di tal

ri, s'impadronirono de'beni ecclesiastici, setta hanno ricevuto la scismatica con-


oppressero in più modi i cattolici. La per- sagrazione , s' alFreltano di scrivere al
secuzione tosto prese grandi proporzioni, sommo Pontefice parole di fedeltà , di
il clero secolare e regolare fu cacciato dal- sommissione e di ubbidienza. L'unica ri-

le Provincie unite all'Olanda; la sede ar- sposta di sì sfacciata impostura, è la di-


civescovile d'Utrecht e le chiese vescovili chiarazione dell' incorsa scomtmica, che
sufFraganee furono empiamente soppres- suol esser loro inviala con lettere apo-
se e distrutte, ed miseramente
i cattolici stoliche sottoscritte dal segretario de'bre-
dispersi, esiliali, calunniati, atrocemente vi a''principi, dopo pubblicate colle stam-
perseguitali.L'arci vescovo d'Utrecht Fe- pe e artisse dal maestro de'cursori apo-
derico, afflittissimo ivi morì a'25 agosto stolici ne'soliti luoghi in Roma, e princi-
i58o e fu sepolto nella sagrestia della palmente nelle pareli esterne delle basi-
metropolitana. Non ebbe successori, on- liche patriarcali Lateranensee Vaticana,
de Papi nominarono vicari apostolici
i della Cancelleria apostolica, della Curia
d'Ulrechtedell'Olanda, insigniti del gra- generale a Monte Citorio, della Piazza di
do di vescovi in partihus. La Gallia Campo de'fiori. In forma di breve dal
r/j/7>//V7«tì5 registra: IN. conte di Renebur- Papa si partecipava puvea'Dilectis Fi-
go. Giovanni Brukesio designato vesco- liis universis catholicis in Belgio Bata^
UT R UTR 4?
vo coìiinioranlihus. Atliinqitee come pro- al futuro concilio. Mori egli nel giugno
vado ad accennare
misi nel luogo cilalo, 1789 , e dopo ^\n mese gli fu siurogato
lacontinuazione dello seismo della chie- Gio. Pietro Meindarls, il quale Clemen-
sa d'Ulrechl, ripetendo quanto rignaida te XII col breve Magna nos, de'6 otto-
10 vSleenhoven. due pretesi capitoli iVX]"
I bre 1739, Bull. Rom. l. i4> p. 392, lo
liecht e d'Hailero dopo essersi usurpata dichiarò incorso nelle più severe censu-
la giurisdizione del vicariato apostolico re, irrita l'elezione, vietandone la consa-
dOlanda,quello sedicente d'Utrecht com- grazione in arcivescovo, e proibendogli
posto di 7 chierici refrattari giansenisti, l'esercizio dell'ordine. Ma a* 18 dello
nel I 723 elesse per proprio chifDerico ar- slesso mese fu consagrato arcivescovo
civescovo Cornelio Sleenhoven, che sa- d'Utrecht dal sacrilego Varlet vescovo di
crilegamente fu consagrafo nel 1724 da Babilonia. Indi Papa Benedetto XIV col
mg/ Domenico M.' Vailet vescovo di hveve Àuget Pastoralem, de'24 gennaio
liabilonia , il quale pure era interdetto 1 74 r Bull. Bened. XIV, l.
, p. 1 3, lo r
,

e scomunicato; ed invece di due vescovi sospeseda ogni esercizio dell'ordine e giu-


assistenti, che non poterono trovare, con- risdizione vescovile, dichiarò interdetto,
tro le regole ecclesiastiche supplirono due scomunicato e proscritto come sedutto-
falsi canonici. Papa Benedetto XIII sco- re, lupo insidioso e (ìglio d'iniquità. Mo-
miinirò il nuovo pseudo arcivescovo e ri frattanto il vescovo di Babilonia Var-
quelli che 1* aveano eletto e consagralo. let a'i4 n»fìggioi742, onde non restava
11 breve Qua so Ilici ludine, dal Papa e- alla setta giansenistica della falsa chiesa
manalo a'22 febbraio lyaS e diretto: d'Utrecht altro vescovo che ilMeindarts,
nili'ctisFiliisuniversis catholicis inFoc' ['uomo più perduto nello scisma. Egli
dcrato Belgio commorantibns, si legge dunque perchè non mancasse la succes-
pure nel Bull. Pont, de Propagandafi- sione de'vescovi scismatici della nuova
Appendi X, t. 2,p. i i. Sleenhoven pre-
<^/r, chiesa d'Olanda, ravvivò l'estinto vesco-
tendendo di stabilire la nuova chiesa vato d'Harlem, e ne creò e consngrò ve-
d'Utrecht die principio allo scisma tut- scovo a'2 settembre 174^ Girolamo de
tora esistente. Poco dopo morì a'3 apri- Bock, al qtiale Benedetto XIV prima col
le 1725 lo Steenhoven ed a' 16 dello , breve Quamquam inhaereuft, del (."set-
slesso mese fu da'refraltari giansenisti e- tembre, Bull, cit., p. 92 dichiarò nulla
,

letto per nuovo prendo arcivescovo d'U- l'elezione e illecita, proibendo la consa-
trecht Cornelio Berckmans Roitiers, il grazione;poi condannando la seguila,con-
quale sacrilegamente consagrato dallo Irò il consagranle e il consagrato fulmi-
scomunicalo Varlet vescovo di Babilo- nò scomunica col breve Obsurdescìt
la

nia, fu come il predecessore sospeso, in- quotidie magis, de' 20 dicembre , Bull.
terdetto e scomunicato da Benedetto XI I \ cit., p. o3. Girolamo essendo morto 1'
I i (

col breve Novis istic, dei3 agosto 725,


i dicembrei744> Meindarts gli sostituì a'
Bull. Rom. 1.12, p. 23. Morto repenti- 1 5 maggio 74^ Giovanni W^an Stiphout
I

namente il Berckmans a' 1 5 maggio 1 782, pseudo curato d'Amsterdam, e nel luglio
gli fu sostituito dagli scismatici canonici seguente lo consagrò, dandone parte con
Teodoro Wander Croon,che il suddet- temeraria arroganza a Benedetto XiV,
to vescovo di Babilonia consagrò a' 28 nel chiedergli la conferma del commesso
ottobre 1783 collo stesso sacrilego rito suo reato. Il Papa col breve Hieronymo
de'due precedenti. Clemente XII con bre- de Bock, de'26 giugno l'j^S, Bull, c'ìt.,
ve de* 17 febbraio 1735 dichiarò nulla p. 236, annullò l'elezione del pseudo ve-
l'elezione di lui, ed esecranda la sua con- scovo d'Harlem, e con censure gli vietò
sagrazione, il perchè Teodoro si appellò di farsi consagrare. Saputosi poi dal Pa-
48 UTR UTR
pa la seguila consagrazione, la con{!ann^ c^s^ d'accettare il trattato; ma prote-
con sentenza di scomunica pe'fhlsi con- stando gli scismatici con una dichiara-
sagratore e consagrato, mediante ii bre- zione de' 1 2 settembre, che non avrebbe-
-ve Tarn praeclaram, de'28 agosto 1 74^, ro acconsentito giammai alla sosci izione
Bull, 244- Di pii:i Benedetto XIV
cit., p. pura e semplice del formolario Alessan-
nello stesso giugno a vea condannato l'ap- drino , né mai accettata la costituzione
pellazione d'ambedue al futuro concilio, Unigenitus Dei Filiusy coWa quale Cle-
col breve /altissimo Divinac Provìden- mente XI condannò in globo o propo- f i

tiacy de'26 giugno, Bull, cit,, p. 287 : Quesnello contenenti il danna-


sizioni di
Damnatio et prohibitio libri yCiijus titu- lo giansenismo, per quante spiegazioni
lus est: Illustrissimorum, acRcverendis- venissero loro date, cosi la proposta ri-
siniorum Archiepiscopi Ultraj'ec tensile t conciliazione non
avanzò niente di più.
si

Episcopi Harleniensis instriimentwn Frattanto il sacrilego Meindarls nel 1 757


Appellalionis ad Concilium generalcm eresse nuovamente il vescovato di De-
futuriwit a diiobus brevìbus a Sanctis- venter, ed a'25 gennaio 1758 ne consa-
simo alias expcdilis ad Catholicos in grò vescovo Bartolomeo Byevelt, pseudo
Foederato Belgio. Questi brevi di Be- parroco di Rotterdam, di cui fu riprova-
nedetto XIV e de' stioi predecessori sa- la l'illegittima e incompetente elezione,
ranno nella storia ecclesiastica un perpe- come nuova erezione del ve-
altresì la
tuo monumento non meno della perfìdia scovato, da Benedetto XI V con breve de'
ostinata de'settari giansenisti d'Utrecht, 29 dicembre 758, col quale il Papa fece
I

che della pazienza e illuminata vigilan- conoscere agli scismatici, che non erano
za, come della energica e salutare severi- essi tanto audaci nell'avanzare lo scisma,
tà de'Papi in difesa della Chiesa e della quanto egli vigilante nell'abbatterlo.Cre-
purità della fede, onde preservare i cat- sciulo secondo il narrato il niuiìero de*
tolici olandesi dalie mani degli scismatici falsi vescovi della nuova chiesa d'Olan-
e da* loro errori. Finsero dipoi gli sci- da , il Meindarls essendosi arrogalo nel
smatici di volersi riconciliare colla s. Se- 1763 ildiritto di metropolitano, convo-
de, e però Benedetto XIV nel 1748 sta- cò e tenne a' 1 3 settembre un sinodo pro-
bill avanti di se una congregazione di vinciale nella sagrestia della chiesa par-
cardinali, dalla quale uscì il decreto de* rocchiale di s. Geltrude d* Utrecht, al
6 ottobre, in cui si dichiarava , che gii quale egli presiedè, coli' intervento de*
ultragettini sarebbero riammessi alia co- pseudo vescovi sufTraganei della falsa
munione della Sede apostolica e della s. chiesa d' Utrecht, cioè d* Harlem e di
Chiesa, quando essi sottoscrivessero pu- Deventer, di 6 canonici e 9 parrochi, tul-
ramente il formolario di Alessandro VII, li come giudici (ecco il fonte donde il

nel quale si condannano le 5 Proposi' Ricci poi vescovo di Pistoia attribuì a*


zioni(y.) cavate dal libro di Giansenio; curati l'eguaglianza de' vescovi nel giu-
e si sottomettessero sinceramente alle dicare al suo famoso sinodo, che Pio VI
pontifìcie costituzioni emanate contro gii condannò con bolla dogmatica), e di al-
errori di Giansenio e di Quesnello. Que- tri ecclesiastici, come teologi, che ne ven-
confermata con altro
sta sola richiesta fu nero fìno dalla Francia. In questo Conci-
decreto della stessa congregazione depu- liaholo^W scismatici slessi slabilironoca-
tata delr.**maggioi749;nia gli scismati- noni intorno alla fede, a' costumi e alla
ci stettero saldi alla negativa della richie- disciplina, come se perciò avessero l'au-
sta condizione, onde la s. Sede si vide erano privi. Il presidente
torità, di cui
necessitata a rigettare suo malgrado le ne pubblicò gli alti colla stampa, ed eb-
loro istanze. Nel 1752 Benedetto XIV ri- be ii temerario ardire di parteciparli
UTR U T R 49
con lettera (le'2 i settembre al Papa Cle- dissimulazione, che medesimi
i refrattari
mente XIII, adi domantiaine la confer- detestano in Libcrioed in Onorio I, e dal-
mn. Qiiesto vigilante pastore della Chie- l'altra parte non volevano piegar la men-
sa universale , dopo maturo e rigoroso te all'apostoliche ordinazioni; così questi
esame, e perfettamente consapevole del- nuovi tentativi andarono nuovamente a
le ree massiniedi questi scismatici, lo di- vuoto, non ostante la costanza e la dol-
chiarò nullo, illegittimo e detestabile; lo cezza, che in essi vi adoperarono succes-
chiamò conciliabolo d' Utrecht, ne re- sivan)ente i due nunzi apostolici di Brus-
scisse , irritò e cassò gli atti tutti , e ne selles, Busca e Zondadari, poscia cardina-
vietò severamente la lettura, la vendita li, de'quali tutte le savie e zelanti premu-
e la distribuzione. Ciò fece colla bolla Non re restarono inutili, pe' cavilli solili de*
sinc acerbo aiiinio, de'3o aprile 1765, giansenisti. Morì intanto nel dicembre
Bull, Ro/n. coni. t. 3, p. 67, e Bull. Pont, 1777 il falso vescovod'Harlem Van-Sti-
(le Prop. fule^ l. 4> P« 9^- bidi Clemen- phout, a cui dagli scismatici fu dato per
te Xi li col breve L'gregìatn a Nobis^ de* successore Adriano Broekman parroco ,

29 ottobre 1765, Bull. Boni. cont. l. 3, diCorleuJjurg. Il Nieuwenhysen pseudo


p. i4o: Colonienses Unù'ersilateni coin- arcivescovo d' Utrecht, dissimulando le
meiidat prò evulgato judìcio contra li- passale vicende, ne partecipò l'elezione a
bruni Justìnii Febronii^et Acta Pseudo- Pio VI, e con inaudita baldanza gliene
Synodi Ultrajeciinae. E col breve Pa- domandò l'approvazione. A questa sfac-
storaltm Epistolani , emanato in detto ciataggine inorridì il Papa, e seguendo le
giorno, Bull, cit., p. i/^w Cuni Episco- vestigia de' suoi predecessori diresse il

po Leodicnsi gratulatur prò pastorali breve Piane cognitmn vobìs, de'22 luglio
ab ilio edita, etevulgatione Apostolicae 1778, Bull. Boni. cont. t. 6, p. 20, a'

Constitutionis,(jua Pseudo-Synodus Ul- cattolici delle provincie unite d'Olanda,


trajectina proscrìbitur. Essendo morto in cui riprovò e dichiarò nulla, nefanda,
Meindarlspseudo arcivescovo d'Utrecht, illegiltima e sacrilega tale elezione, la re-
com'era vissuto, ostinato sempre nella sua scisseed abrogò il pseudo vescovo d'Har-
detestabile disubbidienza, i falsi canonici lem Broekman da ogni uso della giuris-
d'Utrecht gli surrogarono Gualtero Mi- dizione vescovile, e sotto pena delle più
chele Van-Nieuwenhysen, che il pseudo tremende censure vietò al pseudo arcive-
vescovo d' Harlem Van-Stiphout consa* scovo d'Utrecht Nieuwenhysen, ed a qua-
grò a'7 febbraio 1768. E Clemente XIII lunque altro ancorché legittimo vescovo
lo sospese, interdisse e scomunicò col bre- o arcivescovo di consagrarlo. Sperava Pio
ve Etsi satisj dell. ''giugno 1768, Bull. VI che questo rigore temperalo da e-
Boni. cont. l. 3, p. 5 1 7, e Bull, de Prop. spressioni amorevolissime, facesse torna-
fide , t.'4j pi i5. Si riaprirono tuttavia re ravveduti i refrattari giansenisti al suo
i trattati di riconciliazione nel pontifica- seno, ma
con indicibile»,suo rammarico
to di Clemente XIV, fra le risposte me- seppe, che a'2 luglio si passò alla con-
i

morabili del quale, dice Cancellieri nel- sagrazione dell'elello, dal quale lo stesso
la Storia de' possessi ù p. 4^4 > nierita Papa ricevè una lettera scrittagli nel dì
menzione distinta quella che die ad uno seguente, in cui gli partecipa l'avvenuto.
che gl'introdusse il discorso della riunio- A tanto eccesso di temerità stimò Pio VI
ne della chiesa d'Utrecht: Adorate, cjuae di dover fulminare nuove censure col
incendistis; incendile, quae adorastis. breve Dcdinius advos, de' 5 agosto, Bull.
Le trattative dell'unione
si proseguirono cit., p. 28, egualmente diretto agli stessi

col successorePio VI, ma siccome da cattolici dimoranti nelle provincie olan-


questi Papi volevano gli scismatici uaa desi, ed a ferire que* pertinaci colla sco-
VOL. LXXXVII. 4
2

5o UTR UTR
niunica,i quali insultavano la Sede con s. Ulrecbt clic negli altri luoglii d* Olanda,
lelteiedi simulata sommissiuno, accom- il numero di que* cbe da Roma ricono-
pagnate dagli atti della più ostinata disub- sciuti sono per cattolici e cbe vivevano
J>idienza. La nìorle del Dycvclt, clie si di- contentissimi sotto la direzione de'vicari
ceva vescovo di Devenler, die luogo ad apostolici, era molto maggiore dell'altro.
altra sacrilega elezione nella persona di 1 nollre del bergamasco Mozzi si ha la Sto*

Nicola Nelleman, parroco di s. Orsola di ria delle ris'oUizioni della chiesa d'I!-
33eUt e canonico d'CJlreclil, segnila a' trecìity Venezia 1787. Il Bercastel nella

settembre 778. I il IN'ieuwenliysen locon- Storia del Cristianesimo, l. 34, n.°i86


sagrò a'28 ottobre, e con nuovo insulto e seg., ragiona de'maneggi degli ultrajel-
j)rontameute partecipò l'elezione e la con- tini per riconciliarsi colla s. Sede, ripro-
sagrazionea Pio Vl,ilqualecol breve iW vando la costante avversione all' ubbi-
va- et in cìies dcleriora, de' 18 gennaio dienza ,
percliè lenendo sempre il lin-

1779, Bull, cil., p. 64, le riprovò e a- guaggio della rassegnazione, ricalcitrava-


natematizzò , rilavando in esso, die se no a[)ertamenfe alle voci del supremo pa-
alla cousagrazione di Broekman sedicen* store de'fedeli, e pretendendo di volerle
te vescovo d'Harlem vi fu solitudine, a seguire, conoscendo d'essere separali dal-
cagione del diinìnnìto numero de'settaii Cbiesa, e sforzan-
l'unità dellu cattolica
giansenisti, clie ogni giorno andava sce- dosi di fur credere cbe non ne erano
mando nelle [)rovincie olandesi, questa punto disgiunti. Riporta egli pure frat- i

del INelleman fu privala e clandestina, tali di riconciliazione con commendati-


per arrossire il consogranle di sua ulte- zia dell'imperatrice Maria Teresa, inta-
riore temerità. Indi l'erudito ex gesuita volati con Clemente XI V, onde concepite
canonico di Bergamo conte Luigi Mozzi buone speranze da' deputali baiavi in-
nel I 785 stampò in Ferrara: Storia coni- viati a Roma, tosto gli ultrojettini rima-
pcndiosn dello scisma della niiovachie- sero delusi dal riferito risoluto e brusco
sa d'L'tiechtf diretta a monsignor Ve- dilemma pronunziato dal P^pa: Adora
scovo di da D. A. D. C. All'egregioau-
... ciochehai abbruciato , abbrucia ciò che
lore Pio VI spedì un breve di congra- haiadorato. Intese dire: accettino prima
tulazione. Ne die ragguaglio il Giorna- gli ultrajeltini il formolario d'Alessandro
le. Ecclesiastico di Roma nel 1.
1, p. 23, VII e la bolla Unigenilus di Clemente
ilquale osserva e loda le riflessioni con XI, detestino la resistenza finora fatta al-
cuisi vendica la Cbiesa roo)ana dalle ca- l'uno e all'altra; pel resto ci presteremo
lunnie de'suoi nemici, quali pretendono i a lutto, ma senza di questo non occorre
tlie abbia esercitata tirannia contro gli di venire a parlamento, e li licenziò. Nar-
nllrajeltini, e s'impugna l'insussislente e ra pure tentativi falli dagli ultrajetlini
i

infame parallelo fatto dal conte di Trauts- con Pio VI, andati a vuoto per ostinarsi
inandorf della condotta della Cbiesa ro- nelle loro erronee privale opinioni per ,

mana riguardonglinllrojettini medesimi, orgoglio ricusando sollometlersi a' giu-


con (|uelia tenuta da' vescovi africani a dizi della Berca-
Cbiesa. Parla ancora il

riguardo (ìe Donatisti. Sì osserva altresì stel de'pseudo arcivescovi e vescovi d'U-

dall'autore della Storia, cbe la Cbiesa di Irecbt, Harlem e Devenler, degli scismi
Francia è andata su ciò coslanlemenle di quelle cbiese, e de'brevi di riprovazio-
d'accordo colla romana, e cbe molte ne di Pio VI. Nel i833 fu stampata in
volle è stata quella lai." a esercitare al- Fermo l'Allocuzione tenuta in Utrecht
cuni alti d' ecclesiastico rigore contro nel tempio cattolico di s. Martino a'RB,
quella tal cbiesa , e molte altre cose si Pastori delle sagre missioni d'Olanda
avvcilonu; precipuameiile, cbe tanto in il dì 20 settembre i'jc)i dall'apostolico
UTR UTR Si
superiore arch>escovo di Nixihi Cesare questo scisma, deplorando che allora fra*
Brancadoro, allora nunzio di Crusselles gallicani emigrati e fra' preti esuli da
e poi cardinale, veramente degna di quel Francia ,
per la fede de* padri loro e la
retante e dotto principe della Cliiesa ro- fedeltà ai re, frequentavano le chiese sci-
mana. In essa ricorda la visita fatta ne* smatiche e nelle cose divine comunicava-
luoghi delle missioni apostoliche «l'Olan- no coU'arcivescovo interdetto, con pub-
da, l'amministrazione de'sagramenti del- blico scandalo. Esortando i cattolici o-
IaConfermazione,deirEucnrislia,deirOr- landesi a vivere separali e lontani dagli
dine, del suo amore e sollecitudine ver- scismatici e da' loro seguaci, ma di non
so il gregge afìldatogli, lo slato progressi- mai perseguitarli co'detti o co' fatti, con
vo e lodevole delle missioni; e si ammira- ingiurie o contumelie, dovendo esser be-
no l'esortazioni evangeliche con facon- nigni e compassionevoli, e piegare Dio
dia pronunziate. Ricordò a* detti parrò- perchè si ravvedino, secondo le paterne
chi ecooperatori. «Che dall'infausto prin- pontificie esortazioni. Gli successe nella
cipio di cpieslo deplorabile scisnja sino a' soprintendenza interina delle missioni in-
dì nostri, tulle le volte che o la temerità glesi, e qual superiore delle missioni d'O-
si avanzò ad e-
del capitolo ultrajettino landa, mg."^ Annibale della Genga arcive-
un arcivescovo, o l' intruso anti-
lensersi scovo di Tiro e nunzio di Colonia, poi glo*
canonicamente a tal grado pretese di de- riosoLeone XII. A suo tempo essendo
stinare de'pseudo vescovi in Harlein o a morto il pseudo arcivescovo d* Utrecht
Deventer, la s. Sede apostolica con let- Nieuwenhysen, a*io maggio 797 gli fu i

tere in forma di breve di rette a'fedeli del- dato in successore Gio. Giaconìo Van-
la federazione del Belgio, solennemente Rhyn,checonsogròil falso vescovo d'Har-
dichiarò così fatta elezione e designazio- lem Broekinan; laonde Pio VI col breve
ne illecita, nulla, irrita, invalida allatto, Ferlaiiis ad Nos y de' 26 agosto «797,
e la susseguitane consagrazione nefaria, Bull. Rom. coiit. t.io, p. i (6, ne con-
sacrilega, esecranda , scomuniche fulmi- dannò l'elezione e la consagrazione , di-
nando ed anatemi, e della cattolica co- chiarandolo sospeso e scomunicato vi-
munione privando, e denunciando come tando. Il successore Pio VII ne rinnovò
vitandi eletti insieme ed elettori , consa- la sentenza, anche per aver consagrato »

grali e consagranti, e tutti coloro, che co- vescovo d'Hailem e suo pseudo suHraga-
munque prestato a vesserò aiulo,consigl io, neoGiovanniNieuwenhysen, condannan-
consentimento ed opera in tali elezioni e do e scomunicando ambedue col breve
consagrazioni: non ignorate che la mede- Dani urgente univcrsif del i.** ottobre
sima s. Sede gli eletti e consagrati , de* 1802, Bull, cit., t. r, p. 4^2. Elettosir

quali parliamo, pronunziò sos[)esi da qua- a vescovo di Deventer Gisberto de Jong,


lunque esercizio tanto dell' ordine quan- Tarcivescovo Rhyn lo consagrò assistito
to della giurisdizione , e che tutte le de- dall'altro scismatico vescovo d' Harletn,
stinazioni da loro fatte e da farsi per contro lo statuito da' sagri canoni e dal
qualsivoglia officio al regime dell'aninje pontificale romano, e de Jong ebbe l'ar-

appartenente, decretò irrite e di nessiui dire di parteciparlo a Pio VII con lettera.
tralore, e stabilì, che si avesse a riguardar Il Papa col breve Perlatae ad Nos-^iìtì
come sospesi, ed anche irregolari se a- , 1 4 dicembre i8o5, Bull, cit., t. 12, p.
vessero esercitalo gli ordini, tutti coloro 4oo, condannò tale elezione e consagra-
che per l'autorilà di tali vescovi ricevu- zione, i falsi arcivescovo e vescovi e chiun-
to avessero l' imposizione delle mani". que vi avesse cooperato, dichiarandole ir-
Rammenta i sunnoniinati Papi ch'ebbe- rite, nefande, sacrileghe, illegittime, per-
ro il costante iuteudimeuto d' estirpare chè fatte contro le leggi della Chiesa, e
52 UTR UTR
che fossero riconosciuti per scismniici e codice giansenistico. Riporta il n.T) del
scomunicali vitandi. Il pseuilo de Jong 1 Hai io di Homa del i82(), che essendo
vescovo di Devenler,dopo over conlribiii- morto lo scomunicato e scismatico Van
lo all'elezione di Willibroido Vai» ()s a Os arcivescovo d' Ulreclil, gli scismatici
scismatico arcivescovo d'Utrecht, locon- di sua setta, sempre costanti nella loro

sagrò a' 24 api ilei 81 4; e Pio VII nello perlinacia, siurogorono a lui con crimi-
slesso anno col breve Inter niaximns, nosa illegalità Giovanni Van Santen; il
de'7 settembre, Bull, cit., I.i3, p. 827, quale unendo l'insolenza alla colpa, con
condannò l'elezione e 1' ordinazione , di- audacissima lettera osò annunciare In sua
chiarandole illecite, nulle, illegittime, sa- elezione e consagrazione alla s. Sede, ri-
crileghe, fuhnininidu l'anatema conlro i cercando da Leone XII d'essere ricono-
sedicenti vescovo e arci vescovo,non meno sciuto per legittimo pastore delia chiesa
conlro quelli clie vi cooperarono. Narra d'Ulrecli l.Non poteva il Papa in tale cir-
il n.° 67 del Diario di Roma del 1825, costanza dimenticare, siccome quegli sci"
che gli ostinali scismatici d' Utrecht a- scismatici avrebbero voluto, la sua digni-
\endo proclamato di recente vescovo di tà di supremo Gerarca, l'autorità della
Deventer GuglielmoVet,-il quale con let- Sede apostolica, e le prescrizioni de'sagri
tera de'i3 giugno 1825 non arrossì di canoni: onde con lettera apostolica de'i3
rendere consapevoledi sua elezionee con- gennaio 1826, diretta a tutti i cattolici
sagrazioneil Papa Leone XII; penetrato del Belgio Baiavo, nella pienezza de 'suoi
il santo Padre da quest'esempio di per- pontificii poteri, sottopose rigorosamen-
tinacia negli errori giansenistici, e nella te Giovanni Van Santen alle medesime
disunione dal centro dell'ortodossa uni- censure ecclesiastiche di i.^ classe, delle
tà, a' 19 agosto diresse un breve aposto- quali era stato gravato da Pio VII il pre-
lico a tulli i cattolici dimoranti nel Bel- decessore Van Os. Il Santo Padre nondi-
gio Datavo per avvertirli della nullità di meno, in mezzo a'suoi giusti rigori, non
tal promozione, e dell'ecclesiastiche cen- volle chiudere allo scismatico le vie del
sjue da cui Irovansi innodati tanto il pro- ravvedimento, ne toigli la speranza del
clamato quanto quelli i quali nella sacri- perdono; per cui si degnò far sapere pa-
lega inaugurazione sua avevano avuto ternamente, colla lettera apostolica, che
parte; e paternamente gli esortò a fuggir- se il Van Santen abiurava il suo scisma,
ne il consorzio, e rimanere costanti nel- ubbidiva alle leggi di s. Chiesa, veneras-
la cattolica comunione. Terminando il se i decreti della s. Sede, egli lo accoglie-
breve con mostrare il più vivo deside- va cou»e figlio carissimo fra l'amorevoli
rio del ravvedimento de'traviati, che es- sue braccia, contento di poter esclamare:
so implora con fervide preci al Signore. Abbiamo curato la Babilonia^ ed ella
Dice l'Arlaud nella Storiadi Leone XII^ e sanata. Sia benedetto il santo nome di
che essendo l'Olanda agitala dalle tur- 7>^/o.GregorioXVI (che da cardinale qual
bolenze che vi suscitava una riunione co plenipotenziario di Leone XII avea con-
iiosciuta sotto il nome di piccola Chie- cluso col re de' Paesi Bassi il concorda-
sa^ Leone XII col dello breve si rivolse to che riporta il Bull. Rom. cont. nel l.

a'caltolici d'Olanda, gemendo nel veder 1 90, che il Papa approvò colla bol-
7, p.
la Chiesa cattolica turbata dallo scisma la Quodj'aindiu maximis^ de* 6 agosto 1

d'Utrecht; ed osando Guglielmo Vet ap- 1827, e promulgò nel concistoro de' 17
pellarsi vescovo di Deventer, con aver a setlefnbre coll'allocuzione Quas prò in-
con lettera
hii notificato la sua elezione, staurandisy loco cit., p. 94; quindi altre
che r intruso avea studiatamente inor- cose dovè operare sotto Fio FIIIj e ri-
pellala di adulazioni, secondo i canoni del ferii il tulio ne'qui ricordali articoli) col
5

UT R UTU 53
breve In Snncta hac Pi- tri iSer/^,de'4 set- Ristabilimento della Gerarchia eccle-
tembre 843,coiidannò l'elezione e la con*
1 siastica nella Neerlandia o Paesi
sagrazione d'Enrico Giovanni Van Bimt Bassi.
nuovo vescovo falso d'Harlem, consiigia- Conviene che anzi tutto faccia un fu-
lo da Vaii Sanlen arcivescovo scismatico gacissimo cenno del riferito da me al-
d'Utrecht, pronto di ricevere ambedue I'articoloPAESiBASsi,per meglio compren-
nel grembo della Chiesa cattolica seab- dere quanto precedette il glorioso avve-
biiirassero i loro errori. Nel i853 Er- nimento, e quali cose lo prepararono e
manno Heykamp divenne nuovo vesco- maturarono. Grande fu il male che pro-
To settario di Devenler, ed imitando l'u- dusse a'cattolici l'infelice, deplorato e o-
so degli scismatici suoi maggiori, scrisse stinato scisma della sedicente chiesa d'U-^
le soli le frasi alla s. Sede. Il regnante Pio trecht, infinite le vessazioni e le violenze
IX in virtù del potere apos^tolico scomu- patite, sì pe'giansenisti e sì pe'dominanti
nicollo, e con lui quanti concorsero alla protestanti; mirabile ed edificante la co-
nomina e alla consagrazione del mede- stanza nella vera fede de' medesimi cat-
simo, ordinando ne' termini più formali tolici. In conseguenza dell'insurrezione
che tutti i cattolici abbiauli in conto di del 1787 de'Paesi Bassi contro Giuseppe
scomunicati. Nel voi. LXXIlljp. 4^, nar- Il imperatore d' Austria, i cattolici della
rai quanto precede, accompagnò e segui repcdjblica d'Olanda doveano ricuperare
il decretalo dogma dell'Immacolato Con- la libertà religiosa; ma quantunque la

cepimento di Maria Vergine, nel dicem- chiesa cattolica fosse annoverata tra !e
bre 1 854 promulgato dal medesimo Pio religioni tollerale dallo stato, soltanto nel
IX; e uell'accennare le dimostrazioni so- I
798 ricuperarono esse le chiese e altri
lenni e universali di giubilo religioso per loro edilizi, tranne i , che però
cattolici
slcomuiovente avveiémento, ricordai pu- nel resto furono emancipati, prima essen-
re quelle de'catlolici del Belgio e dell'O- do malamente tollerato il loro culto. An-
landa. Quindi osarono gli attuali 3 falsi zi nell'Olanda settentrionale che a'catto-

arcivescovo d' Utrecht, e vescovi d' Har- lici per la loro immensa maggioranza si

lem e Deventer , scismatici e giansenisti doveano restituire tutte le chiese e altro,


della provincia d'Utrecht, tulli scomuni- poco essi ottennero. Nel 1806 1' Olanda
cali e già condannati dalla s. Sede, di pub- da Napoleone I imperatore de'francesi fu
blicare una riprovevole pastorale col ti- eretta in regno a favore del fratello Lui-
tolo: Ondcrrìgit van den
l'ierderliik gi, padre di Napoleone III regnante im-

Aertshisscop van Utrecht , en de Bìss» peratore de'francesi, indi nel 1 809 la riu-
choppcn van Ilaarlenien Deventer over nì al suo impero, ed i cattolici provaro-
de Oubevelekte Ontvangenis der IL no alcuni miglioramenti. Però nel 181
Maaagd 31aria(\L\e&\.: Instruclio Pasto- nell'erezione del regno de'Paesi Bassi, in
ralis Archiepiscopi Ultrajecti ac Episco- cui fu compresa, nuovamente la chiesa
porum Harlemensis, et Daventriensis su- cattolica fu posla sotta una specie di tu-
per Immnculata Couceptione D. Mariae tela, e quindi dal governo neerlandese si

Virginis). Te Utrecht, By J. z\.Van Woe- operò sempre a danno de'catlolici. Il per-


slenbergi856. Con decreto della s. r. In- chè Pio VII, ch'era entralo in trattative
quisizione de' 4 dicembre i856 fu con- col governo per organizzarvi l'ecclesiasti-
dannata e proibita di stamparsi, ritenersi ca gerarchia, non ebbe la consolaziooedi
e leggere da' cattolici l'iniqua Pastorale vederne il progresso, restando troncate.
con grave censura , e posta nell' Indice II riportato concordato tra Leone XII Pa-
de' libri fìToibitiy il tutto approvando il pa e re GuglielTno I, concluso dal cardi-
Papa Pio IX. nal Cappellari e dal coute di Cellus nel
54 UTR UTR
1827 , che riparlai n Umvebsita di
ili the, con Delden capoluogo, risiedendo
LovAKio e nella hiogialia ili Pio Fllly l' arciprete in Vasse presso Almeloo. 5."
per volere del governo non recò a Inlli Dell'arciprelura di Salland e Drenlhe,co'
i cntlolici del regno, e spccialmenle alla capoluoghi Zwolle della 1.' provincia, e
chiesa d'Olanda, qne'vanloggi ch'erano Assen tiella 2.* residenza dell'arciprete.
siali slipolali. Leone XI 1 e il cardinal Gap- 6. ''Dell'arciprelura di Frisia o Friesland,

pellari ebbero con tale allo precipuamen' con Lewarden capoluogo e residenza del-
le in mira il rislabilin^ento delld gerar- l'arcijìrete. 7.° Dell' arcipretura di Gro-
chin cailolica per tulio il regno, ina nel- ninga,con Groninga capoluogo e residen-
l'esecuzione del concordalo la sola parie za dell' arcip) eie. Queste provincie cosi
meridionale del regno, ossia il Belgio, ne divise costituiscono 7 arciprelure o di-
provò gli ellelli. Finainienle neh 83 i la stretti, a ciascuno de' quali presiede un
rivoluzione del Belgio, da'Paesi Bassi se- arciprete, che sotto di se ne' decanati in
parò affatlo le provincia meridionali, co* cui sono riparlile l' arciprelure hanno
stituite nel nuovo regno del Belgio^ ri- molti parrochi, con 4 06 parrocchie e 4^0
conosciuto da Gregorio XVI col manda- chiese. La missione dipende per la s. Se-
re un nunzio apostolico in Brusselles, re- de iuimediatamenle dalla cardinalizia
stando le Provincie settentrionali sollo lo congregazione di Propaganda ^/V/c. L'in-
scettro diGuglielmo l,col nome di regno caricalo d'affari inleruunzio apostolico
INcerlandese o óe' Paesi Bassi. Dopo a- del Papa all' Aja, per decreto di Grego-
vere riferito nel ricordalo articolo una rio XVI nel i83i fu dichiarato vice-su-
rassegna storica intorno allo sialo della periore delle medesime missioni d'Olan-
religione cattolica in Olanda e altre prò- da. Inoltre riportai la statistica del clero
vincie settentrionali, dalla fatalissima pre- secolare e regolare, degli stabilimenli s\

tesa riforma sino al 1 840, aggiunsi le no- di pubblico insegnPnìento che di pia be-
tizie sino ali85o; e passai indi a descri- neficenza. Dissi che nel 1834 il governo
vere la ^fissione delle ^ Arcipretured' O- regio offri uno stipendio al clero cattolico,
landa o settentrionali de'Paesi Bassi, che cioè un 3." dell' assegnato al protestante,
per loro eterna sventura con ribellarsi a facendo il confron lo numerico de'catto-
Filippo li abbandonarono la religione liei cogli acattolici. Dal 1840 in poi, os-
cattolica per abbracciare l'eidetica sella sia dal re Guglielmo II soltanto si verificò
del calvinismo. Pertanto descrissi le mis- la libertà del culto cattolico. Siccome il

sioni,! decanali e loro luoghi. i.° Dell'ar- il re Guglielmo 11 pel suo regno d'Olan-
cipreture ^'Olanda e di Zelandayhi.* da o Paesr Bassi nel 1840 voleva attua-
con Amsterdam capitale dell'Olanda, già re il concordato elaboralo dal cardinale
costello d'Amslel, residenza dell'aicipre- che allora governava la Chiesa col nome
le d'Olanda, da Napoleone 1 dichiarata di Gregorio XVI, per le gravi opposizioni
la 3.^ cillà dell'impero francese, dopo Pa- che trovò ne'prolestanli, si contentò che
rigi e Roma; la 2/ con residenza dell'ar- intanto ilPapa istituisse i discorsi vicariati
ciprete di Zelanda all'Aja capitale del apostolici e meglio stabilisse i preesisten-
regno de'Paesi Bassi, coulenenle l'arci- ti. Finaluìente tiescrissi i 5 vicariali apo-
prelura anche Harlem, lacui cattedrale stolici de'Paesi Bassi del Brabanle setten-
è la più grande dell'Olanda, non che Mid- trionale, i, ''Il vicariato apostolico di Bois-
delburgo. a.'^Deirarcipretura d'Utrecht, le-Duc, dicui neh 83 I Gregorio XVI fe-

colla residenza dell'arciprete in Utrecht. ce amministratore apostolico d. Enrico


S.** Dell' arcipretura di Gueldria, con Den-Dubbelden, indi nel 1842 lodichiarò
Arohem 4"
residenza del suo arciprete. vicario apostolico e vescovo d' Emmaus
Pell'arciprelura di Over Yssel oXhweu- in parlibusj e nello stesso tempo gli as-
UTR UTR 55
segnò per coadiutore mg/ Giovanni Zuy- modo che vado a narrare, avendone io

sen (alluale arcivescovo tl'Utreclil) e ve- già fallo cenno nel più vulte citato articolo
scovo ili Gena in parlibus , dappoiché pubblicato nel i S5 ,con
r dire delle copiose
iti tulli i vicariali aposloiici d'OIamla, co- suppliche indirizzategli da'cattolici d*0-
me in Inghilterra eaIlrove,quel Papa vol- landa per ottenere de' vescovati come in
le porre de'vescovi, pel da lui vagheggialo nntico. Perciò raccontai, che neldicem-
proponimento e vasto concetto di ripristi- bre i85o governo acattolico d'Olandii
il

narvi la gerarchia ecclesiastica. 2." il vica- del reGugliehno 111 regnante, mentreera
riato apostolico di Grave, Ravestein e Me- internunzio apostolico e vice-superiore
gen, eretto neh 83 i daGregorio XVI, e lo delle «nissioni d'Olanda mg.XarloBelgra-
dièinainmiiiistrazioiieal precedente vica- do (ora vescovo d'Ascoli, e di cui nel voi.
rio apostolico con residenza in Grave. 3." 11 LXXzMI, p. io5), avea manifestalo un
vicariato apostolico di 13reda, istituto nel profondo rispello alle libertà religiose,
i8o3 da Pio VII, e meglio stabilitone! col dichiarare che vedrebbe colla mag-

1842 daGregorio XVI,e vi pose un vesco- gior soddisfazione il ristabilimento della


vo a vicario apostolico, con residenza in gerarchia della Chiesa cattolica ne'Paesi
Creda. ^° 11 vicaiiato apostolico di Liin- Bassi, coerentemente al principio e alla
bargo,neli84o istituito da Gregorio XVI GOtnunicazione nel 84*2 1 latta sotto il pon-
con estensione grandissima, e nominò un tilìcato di Gregorio XVI, al sinodo della
vescovo a vicario apostolico, con residenza sedicente chiesa riformata Neerlandese
in Limburgo. 5.° Il vicariato apostolico di de* Paesi Bassi, per la libera organizza-
Lussemburgo, istituito da Gregorio XVI zione delle dilferenti comunioni religio-
nel 1840, dichiarantlo un vescovo vicario se; principio confermato poi nel 1848
apostolicOjCon residenza in Lussemburgo. nella revisione delle leggi fondamentali.
Oltre la descrizione tle'luoghi de'mento- Ora colla Civiltà CaUoiica e l' udiciale
vati vicariati, ragionai dello sluto religio- Giornale di Roma vado a narrare il gran-
so di ciascuno, e notai che tali vicari apo- de alto pontilìcioesua ammissione, che
stolici furono consagrati damg."^ Cornelio Iddio operò per via di ragionévole discus-
Lodovico barone di W^kersloolh e di sione nell'Olai da acattolica, da prima
Schalkwyk, da Gregorio XVI tanto sti- infuriata di veder rimessa ne'propri stati
mato enei 832 1 fatto vescovo di Curiuni, l'ecclesiastica gerarchia de'cattolici ;
gri-

il i.° vescovo olandese che dopo piti di dò irragionevolmente come nuove usur-
100 anni fece residenza in Olanda, e si pazioni, d'invasione papale, d'ambizione,
recò in Roma a*3i gennaio i84o. L'in- di rei disegni. Ma queste grida non eb-
defesso zelo religioso di Gregorio XVI bero nemmeno il merito della novità del-
per la propagazione ed esaltazione della l' oggetto al quale furono applicale, ed
Chiesa universale non si limitò alle cure ebbero dall'altra parie il grande vantag-
paterne delle 7 arcipreture delle missio- gio d'essere già stale cor»futate di recen-
ni d'Olanda, ed allo stabilimento de' 5 te da'falti d'Inghilterra nella restaurala
accennali vicariati apostolici della slessa gerarchia cattolica con J^Vestniinster(f'' .)

ede'Paesi Bassi, ma come narra ancora per melvopolitana. L'Olanda acattolica,


ing."^ Fabi-Montaoi a p. 6, // Semina- condotta a più ragionevoli cousigli, rico-
rio Pio , moltissimo caldeggiò e sospirò nobbe poi come legittimo l'operato dal
la restituzione alla Neerlandia e Paesi Bas- Papa, e couje richiesto dal bene stesso
si della sua gerarchia ecclesiastica, il che de' suoi nazionali ; n)entre colla creazio-
pure dichiarò il venerando successore Pio ne della nuova provincia ecclesiastica
iX coll'allocuzione Curii placucrit,\\(\uiì' d'Olanda regno de' Paesi Cassi cessa-
ebbe la gloria di poterla cifettuure nel rono le missioni delle 7 arcipreture ed i
56 U T a UTR
vicariali apostolici, tranne quello di Lus- alquanto, finché si calmassero gli animi
seiiibiirgu che lo leggo ancora registrato inaspriti. Intanto rimanendo le altre pru-
nelle nOìciali Notizie di Roma del i JS "Jy e viiicie inistalo di missione, si eressero (ila

dell 858, ina senza il vicario apostolico, (Gregorio XVI)Brabante selleiilrio-


pel
perchè wg/Laurent vescovo di Chersona naie e per il Lind)urgo 3 vicariali apo-
e l'alto da Gregorio XVI morì neh 856. stolici, che durarono (ino all'aprile 853. 1

Tultavolla posso io qui dichiarare, che Sopraggiunse il 1 848, anno n»alaugui alo
venne tosto dichiarato pro-vicario aposto- a tante nazioni, meno fmieslo [)erò a'cat-
lico il presente mg/ D. N. Adanies. Narra lolici olandesi; perché la nuova costitu-
la Civiltà Cattolica^ 2." serie, t. 2, p. 344 zione che riconfermava il princi[)io del-
e 4^3, che a ben comprendere la que- la separazione dello sialo dalla Chiesa at-
stione agitala nell'Olanda per la ripristi- tribuì a tulle leconumioni religiose il di-
Dazione della gerarchia cattolica, è ne- ritto di ordinarsi secondo le leggi del pae-
cessario accennare alcuni preliminari. se. Quindi ebrei e proteslanli tolsero a
>i Nel i8i5 dopo assestati gli aifari po- riorganizzare i loro culli. Anche i catto-
litici d'Europa entrò la s. Se(Je(o l^ioVU) lici protetti dulia legge che noi divieta
in trattazioni col governo de'Paesi Dossi inviarono al S. Padre (Pio IX) nnu»erose
per organizzarvi l'ecclesiaslica gerarchia; suppliche pel riordinamento della tanto
ina ogni fatica tornò vana e i negoziati sospirata gerarchia. Le Iraltalive ebbero
rimasero per allora iudeljniti. Questi si luogo,e noi ne accenneremo le principali,
ripresero 12 anni dopo (da Leone XII) dopo indicato brevemente quali siano i

con esito più fortunato in quanto allo sla^ nemici contendenti a' cattolici quella li-

bilire il diritto e conchiudere il patto (il bertà che loro concede la costituzione.
concordato suddetto) ; l'esecuzione però Mollissiuji sono in Olanda i partili acat»
non rispose che in parte alle promesse. lolici; possono però ridursi a 3 principa-
Poiché, sendo decretato che tutto il re- li, abbraccianti ciascuno buon numero
gno formerebbe una sola provincia eccle- di peculiari frazioni, e sono : i sedicenli
siastica avente il metropolita a Malines Ortodossi, le Società segrete, etl i Con-
nel Belgio, e due vescovi suliraganei ad seri'alori. 111. "degli or/or/o.y?/, capitana-
Amsterdam e Bois-le-Duc nell'Olanda, to da Groen vanPrinslerer membro del-
il decreto non fu tradotto alla pratica la 2.^catnera, aspira a ripristinare la dot-
che nella parte meridionale del regno. trina formolala nel sinodo diDordrecht
Indi a 3 anni sopraggiunsero le rivolu- (eretico) l'anno 1618, perciò vorrebbe
zioni che travagliarono per un decennio tornar le cose com'erano avanti il 1798,
llnchè il Belgio nel 1840
l'infelice paese, epoca dell' emancipazione de' cattolici
venne decisamente riconosciuto padrone neerlandesi, quando cioè la religione di
di se e staccato dall'Olanda. Allora il re stato era la calvinistica e malamente tol-
Guglielmo II mise mano all' esecuzione lerato ogi»i altro cullo. All'antico ordine
dei patto che dal 827 ancor restava ad
1 governativo bramerebbe accoppialo il si-

attuare nella porzione a lui rimasta del stema costituzionale, ch'esso dice poter-
regno. Ma i protestanti ed i nemici di glisi benissimo accordare. Questo parti-

Roma, coloro stessi che aveano semina- to nelle sue tendenze é implacabile av-
to tanti mali alla patria, levarono cosi versario del 2.° : le società segrete^ nu-
alle le grida e le minacce, che il sovrano merosissime nell'Olanda e non per anco
intimorito pensò di soprassedere ancora tulle conosciute. Le principali sono VJj-
di vantaggio, e fu convenulo col nunzio niias fondata da protestanti appartenen-
(di Gregorio XVI
che poi lo creò cardi- ti alla magistratura o all'alio commer-
nale) mg.' Capacciui di temporeggiare cio j ha per iscopo di nou favorire^ uè
U T II UT R 57
proteggere se non il proteslanlesimo per quistarli ; odia pertanto V articolo della
mezzo ilella fiirza maleriale \' Assisten- : costilu/Zione che favorisce la libertà de*
za cris Liana ^dìQ mira a conservare pri- i cattolici, e qualsiasi ministero si mostri
\ilegi religiosi trasmessile d;igli avi, e inclinalo a volerlo osservare. A* conser-
data occasione, [)rocaccia pervertire con vatori appartengono per ordinario i Do-
tlcnaro poveri cattolici traendoli all'a-
i mine o sian ministri del cullo prote-
postasia in \\\\ co'Ioro figli : la Tucuda stante. Questi percepiscono di grasse pre-
intesa a comprare l)eiii stabili tra'calto* bende ; an>ano la tranquillila e la pa-
lieiper innalzare parrocchie e stabilirvi ce, l'erciò guai se arrivano
subodo- a
ministri protestanti : quella del Be/i es- rare una qualche riforma che metta
sere istituita per sovvenire i protestanti in pericolo l'invidiabile loro slato! Non
miserabilijspeciidmente per ispegnere lo- sono alfallo avversi a' cattolici, guar-
ro qualsiasi desiderio d' abbracciare il tlavano però coll'occhio del prefàzio, co-
catlolicisnjoj tiene l'occhio a'fanciulli na- me si suol dire, il ministero Thorbecke
ti di matrimonio misto, cerca d'istruirli per certo suo progetto di legge ni lima-

fin da'primi anni, li soccorre bisognosi, mente proposto. Temevano che il prov-
li raccoglie orf.melli : fìnalmenle la più vedere a'poveri non dilfalcasse loro le pro-
sfacciata di tutte appellasi Pliylaclerion, pine; era più che probabile che volendo
la quale, oltre allo spiiito [)articolare di riformare l' università non introducesse
proselitismo che la informa, promette, un qualche articolo a danno delle catte-
salve rarissime eccezioni, di non far ma- dre protestanti, e infine che il loro culto
trimoni co* cattolici, né torli al servizio, non fosse più lutelatoedirelloda un mi-
uè contrattar con loro, uè dar loro alcun nistro speciale. I 3 partiti suddetti, quale
lucro ec. E ciò basti delle società segre- per un titolo, quale per l'altro, aveano in
te e de'loro scopi peculiari esternamen- ui'C'ia
OD il ministero '. il n.° 58 delGior-
te professati. Che poi oltre a' fini sopra naledi /io//7<^i del 1 853, riporta l'allocu-
enunciati esse non ne abbiano degli altri zione fatta al sagro collegio dal Pa()a f*io
più rei e nascosti sarebbe stoltezza il non IK nel concistoro de'y marzoi853, Cam
supporlo: tuttavia egli è fuor di propo- placnerit niisericordiaruni Palri^ sulla
sito lo scrutinarli in questo luogo. Di- instaurazione dell'ordinaria gerarchia e-
eia m solo che le Società segrete sono ge- piscopale nel regno d'Olanda e del Bra-
neralmente avverse agli ortodossi^ per- banìe settentrionale. Do[)o aver dello co-
chè democratiche e naturali alleate della me Papa s. Sergio 1 istituì la sede vesco-
più pura democrazia d' ogni paese, fo- vile d' Utrecht « come vi pose al gover-
mentano in patria e fuor di patria la. ri- no Wilhbrordo, encomiato s. lionifacio
s.

voluzione e l'anarchia. Né amano punto e gii altri insigni pastori della medesima,
il protestantesimo se non in quanto ser- O averla Paolo IV
souiiiuiiKe
DO decorala del
ve loro di arma raicitliale a danno del grado di metropolitana con vescovi sulfra-
catlolicismo. Vogliono libertà piena e in- ganei. Pticorda la luttuosa perturbazione
tera, e fingendo divozione alla casa d'O- recalale da'novalori per far abbandonare
rani'easo'inanoal ristabilimentodell'an- al popolo il catlolicismo per seguire i loro
lica repubblica olandese. Leggono nelle errori, quindi dell'eresia che la soppresse,
tendenze degli ortodossi un ritorno al e quanto fecero senza intermissione prov-
dispotismo oligarchico, a cui esse hanno vidajnente e sapientemente pel manteni-
giurato eterna guerra. II 3." parlilo è il mento della fede caitolica nella regione
Conservatore^ il quale rimpiangendo i d'Olanda e del Brabanle Papi Gregorio i

molti privilegi perduti dopo remancipa- Xin,CiemenleYIll,Alessandro VII, Cle-


zioae de'cattolici, fa suoi bfurzi per riac- mente 1 X, Innocenzo XII, Benedetto XIII
-

58 U TR U T R
t: Beiieiletto XIV; siiigolai mente colle sue movcnda esse confidimns oh illoruni ae-
sollecilnclmi: « Gregoritts A'/'/ Pniede- qnitaiein et justitiani^ qui illius gubernii
cessar JVoster omneiii operainail religio- rei moderanttir,atque administrant. Ac-
nis ncgolìd inillis regionibus tnagii ma- cedit etiam , ut non soluni feiierabiles
gisniie coiiinonenda^ et tid tcclcsuisticani P^ratres,qui Ficarii Apostolici mane re
(liscipUiinin inslaiirandani conliderit. Et- ibifunguittur, veruni etiam nniversus ille
si vero Pracdectssor Nosler,Seretiissimo clerus, et quamplurimi laici viri ciijusquc

ìlio Rege ftiverUCy haud omiscrit nmlla ordinis et condiiiouis enixii iteratisque
piovide sapieiìlerque consiilutre,nc prue preci bus a Nobis cfJlagìLarinli ut ibi coni-
oculis habert- exoplnlaniEpiscopalis ilie- memoratam Episcoporum Hierarchiani
rarchiac imUitiratioiietn, tiifne'i ob leni- restituere vellemus. Fos ipsi inlelligitis ,

poruin adjuncla ìuijusniodi opus lune Fenerabiles/<'ralres/fuo lubenti lacloque


minime urgenditni tsse duxit, hac Fieri' animo lias poslulaliones exceperinms ,

rios aposloUcos Episcopali dignilnle or- cum Nostrae omnescurae, soUicitudines,


ualos in Brabanlia augendos censuit. /- studia, Consilia eo semper spectaveritit,
taqtie veìieintiiter laetamur^cufii Nos di- ut ejusmodi res ad optatum exìliun poS'
i'inu clcuìcnlia, licei imintrilos^ reservas- set adduci. Qua propler^ andito cotisilio
se K'ideatur adilludopuspcr/icicnduui, in FF.FF. NIV.S. R. E. Cardinali u/ncon-
quo Praedectssorts Nostri tanta cura et grcgalionis Fi dei Propagandae preposi
studio tlaboraverant. Equulein ubi in- tae, quibus gravissimum hoc negati wn e-
scrutabili Deijudicto ad liane subliniein xaminandutn convnisimus , nilul Nobis
Principis Aposioloruin Caihedrani evecti gratius, nihiloptabilius cssepoterat^ quani
fuimusy dlico suinina alacritatCy omnique utinflollandiae^acBrabantiaeRegnoEpl-
soUiciluduie curas, cogitationesque IVo- scopaletn Hierarchiam juxta ardentissi-
stras ad ecclesiastica illius Hegai negolia ma Nostra desidcria instauraremas. In ìl-
convertiinus. Acpro apostolici Noslmni- io itaqueRegno ecclesiastici regiminis fot'"
nisterii inunerCy etsmguLiri dia cliarilate^ mani ad euni piane moduui restiluimus,
qua ejusdein Regni Jidtles prosequiniur, qui libere vigetapud alias excultas prae-
ndiil e erle antiquius ìiabuiinus^ quain ea sertim gentes^ in quibus nulla peculiaris
omnia peragercj quae et saticiissimae no- adsil causa j ut exlraordiiiario ilio Fica-
strae Religionis rationibuSj et eoruuuleui rioruni Apostolicorum ministerio regan-
fidelium uldUali maxime conducere pos- tur. Quocirca ecclesiasticani ibi proviti-

seni. Incredìbdi igilur animi nostri con- ciani insliluenles decrevimus^quinque E-


solalione perspeximus tandem advenisse piscopalesSedes in praesentia esse erigeii*
illud lem pus tantopere exoptatutn, quo das^nempe Ultra/e.ctenseniy liarlemensem^
ibi cuni maxiino rei catholicae emolu- Boscoducensem^Bredananiy et Ruremun-
mento^ elillorunifidelium bonoEpiscopa- densem. Ac memoria repetcnlcs velerà
lis Ilierarcliia ex comniumbus Ecclesiae illuslria sane facla^ et monumenta ejus-
regulis possit instaurari. Namque ani- dem Ultrajeclensis Sedisj quae, velati
madverlimuSyCalkolicam in co Regno re* diximus, a Paulo IF Decesso re Nostro
ligionem^Deo bene /uvaute^/nagis in diem Archiepiscopalis Ecclesiae hoiioribus et
progredi , et permagnum cat/iolicoruut privilegiis fuit decorata^ ac sanclisslmae

ibidegeulium numerum passim augeri, et nostrae Rtligionis rat ione Sj et alia gra-
benevolam ac propensam esse illius Se- vissima rerum adjuncla serio conside-
renissimi Regis erga calholicos ipsos sibi rantes, piane non dubilavimus, eamdeni
subjectos voLuntalem^et quoti die magisea Vltrajectensem Sedeni ad pristinam Me-
amover i impcdimenta, quae rei catholicae tropolitanae Ecclesiae dignitalem ac
olim advcrsabanLur , quaequepeuitus a- splendoreni evchere et restilucrc, eiquc ti-
U T R UT R *
59
lias commernoratas qtialuor Suffraga' /Jowrt.Dicbiarc) vescovo d'Hnrlem il pre-
neas Episcopales Sedcs aUrihtiere. Ha- sente ms».*^ Francesco GiacomoVan-V ree.
helis,Penerabiles Fratres^quae Fobis Alla sede vescovile di Bois-le-Duc die per
non sìne mn^na animi ISl ostri tactilìa eie provvisorio amministratore l'arcivescovo
Epìscopnlis in Hollandiae ac Braban- d'Utrecht, e lo è luttora. Dalla chiesa d'I-
tìaeRegno Ilierarcìiiae instnuralionebre- rinaedal vicariato apostolico di Lwnbur-
vìter raptimqne significanda exislinia- go traslalò alla sede di liuremoiida 1' o-
vinius. Aposiolicas vero de line re Lille- dierr>omg.' Gio. Augusto Pareilis. Final-
ras Jani prò ferri illasqiie vobis exhi be-
y mente dalla chiesa di Dardania e dal vi-
ri mandai'iniuSy ut clnrius et plenius ea carialo apostolico di Breda trasferì alla
omnia noscere possilis qnae ad ìianc
,
stessanuova sede di Breda l'alluale mg.'
ìpsam rem pertinent". Co^ì gloriosamen- Giovanni Vau-Honyonk confermando ,

te fu islituila e riprislinata una provili- a suo coadiutore uig."^ Giovanili Van-


da ecclesiastica in regno acattolico , e Genk, chea'a'S marzo i85o a vea fallo ve-
gl'incren>ei)li progressivi clie faceva il cat- scovo d*Adram^i«r7/Z»«.? e coadiutore nel
tolicisino, cessate l'anliclie e ingiuste tlif- vicarialo. Il vicarialo sollantodi Lussem-
ficollà che alla sua propagazione si oppo- burgo conservò sotto governo del vica-
il

nevano, ricevessero ila questo nuovo or- rio apostolico mg."^ Laurent il qtiale fu ,

tlinanienfo vieminaggiore impulso ; ed succeduto dal prelato suniioujinalo. A


esso coronò in buon punto le tante pie non interrompere quanto mi resta a di-
preghiere falle per ottenerlo, anche da re, ripeterò col Giornale di Roma , p.
Gregorio XVI, e le tante istanze e tanti i
434» t^he nel seguente mese, cioè 18 a- a'

mezzi adoperali per acceleiare un sì for- prile i853, il P. Deschnmp, qual procu-
tunato e ardentemente bramalo momeu- ratore dell' internunzio apostolico resi-
lo. Già il Papa Pio IX colla bolla Ex dente all' A ja presso la realcorle,mg/ Bel-
qua die arcano, de'4 marzo 853, a^ea 1 grado, pose la i/{)ietra fondamentale al-
ristabilito l'arcivescovato d'C/frec/i^, ed i la chiesa de'pp. Uedentoristi (de'quali ri-
vescovati d*IIarlem, Bois-le-Duc e Ru- parlai nel voi. LXXX, p. 56), la quale si

renionda, e nuovamente istituito la sede erige in Amslerdatn. Si aggiunge: Tutto-


vescovile di Breda, dichiarandoli sulFra- ciò ch'evvi di piò nobile e distinto in quel-
ganci della metropolitana e dell'arcive- la città fra ogni classe della popolazione,
scovo di Utrecht. Dell' arcivescovato e e specialmeiUe nel clero e negli ordmi re-
vescovati scrissi gli articoli, e come notai ligiosi francescano, domenicano ed ago-
ne riparlai descrivendo le ora cessate 7 ar- stiniano, intervenne a quella solenne e in
ciprelure d'Olanda e gli egualmente ces- pari tempo edificante ceremoiiia. Tale
sali vicariali apostolici del Drabanle set- nuovo tempio si costruiva nello stile ad
trionale. Quanto a Breda, non essendo angoli acuti, a somiglianzi della uìagui-
prima stata sede vescovile, la descrissi nel fìca chiesa che gli stessi pp. Hedenlori-
vicariato apostolico del suo nome. Collo sti hanno in Mons, e sarebl)e il i.** edi-
stesso allo de'4 marzo Pio IX provvide ficalo con tale architettura ne'Paesi Bas-
alle ristabilite e nuovamente creile sedi si dopo il medio evo. Giunta i»ell'01au-
episcopali de'propri pastori. Dalla chiesa da la notizia della ristorata gerarchia ec-
di Gerra trasferì a questa d'Utrecht l'at- clesiastica, narra la Civiltà Cattolica^un-
tuale mg.*^ arcivescovo Giovanni Zwysen, mensaraenle esilarò il cuore a'buoni cat-
ch'era succeduto per coadiuloria al vica- tolici, cui fecero giubilante eco quelli di
riato apostolico di Bois-le-Duc; e dipoi a' tutto 1' orbe; ma in quel paese destò le
27 giugno gli concesse il pallio arcivesco* ire proleslantiche e provocò calde discus-
vile^eloiifeiisce iin.°i43 deìGiornale di siuai ueli' assemblea degli stati generali.
6o UTR UTR
iVnN il ministero sostenne nulla essersi ne. Intanto i rimeslatori scribacchiavano
fatto ilalla s. Stiìe che non Fosse confoiine suppliche al re Guglielmo 111, perchè vo-
alla costilnzione; e questo quasi consen> lesse degnarsi di scongiurar la tempesta
livano anche i più fieri opposi tori, i quali eccitata di) [\oma. Che scandalo, vi ì»i di-
si richiamavano piuttosto della forma e ceva, se nella patria dello slalolder Gu-
ilei non essere precedule comunicazioni glielmo I il Taciturno \m redi casa O-
uiliciali, cui la «lessa s. Scile non era in range ammettesse ulìicialmcnte costitui-
dovere, né avea promessodi fare. I nemi- ta r ecclesiastica
gerarchia che ollraco- !

ci de' cattolici edel ponlilìcato fecero un tanza pa[)ale dar nome d'eresie a tul-
il

finimondo. Tutti parliti acattolici, com-


i le le dottrine che non sono della sua
poste in breve tempo le scissmeche li divi- Chiesa e mentre procaccini giravano a
! i

devanOjs'alIraleliaronoe strinsero in uno scroccare sottoscrizioni, ali citando all'uo-


per umiliare la restituita j^erarchia eccle- po e impaurendo con fmissim'arle, alcu-
siastica, combatterla e sperperarla. Il me- ni che aveano seggio in parlamento aguz-
no che si proposero fu la caduta del mi- 7.avanogli strali da accoccare al ministe*
iiisterOy e si gettarono perdutamente al- ro. Infatti a' i3 aprile, dopo scauibiato
l'irragionevole e ingiusta ìq) presa. Comin- qualche colpo di scaramuccia, si venne al-
ciarono con un diluvio di caltnmie con la tenzone. Van l*)oorn lanciossi ili.** nel-
iscalpore e strepito ne'convegni, ne* fon- l'arena, movendo gravi interpellanze al
dachi, per le piazze, ne'libelli e ne'gior- ministero intorno alla gerarchia nuova-
nali, invocando tutli gli speltri e le be- mente stabilita. Lungo sarebbe il ripor-
fane mille Volte in simili circostanze invo- tare minutamente le risposte de'mimstri
cale.Fate i vostri fardelli o protestanti, e le nuove istanze degli avversari, che si
gridavano gli ortodossi^ oggi mai non vi avvicendarono in quella e nella seduta
limane che 80 anni di sforzi de'
l'esilio; de' 18 seguente. Tuttavia il discorso tiel

vostri padri, per domare T idolatria e la mmislro della giustizia incaricato pure
superstizione romana, sono caduti a vuo- del culto cattolico, sia pel carattere oHi-
to. Le società segrete rinfocolandosi a vi- ciale ond'è vestito, sia per la chiarezza in
cenda motto: ora,o non mai, non so-
col che pone le trattative che precedettero il

lo infestarono il paese d'un numero stra- decreto pontifìcio, merita almeno in par-
grande di libelli fino a 8 darne alla luce te essere riprodotto. Egli adunque dopo
010 ciascun giorno, teme- ma spinsero la aver ricordalo alla camera che nel de-
rità a segno di minacciare nelle pagine teratinarsi il bilancio per gli anni i85i,
di qualche giornale che » la casa d'Oran- 52, 53, fu detto dal governo e non con-
ge è rovinala se non vendica l'insulto fat- trastalo dagli stali generali, aver la Chie-
to dal Papa di Roma; ch'essa incontrerà sa cattolica piena libertà di regolare da
la sortede'Borboni e de' Stuard se per- se le cose sue, passò ad enumerare le dif-
metterà che Thorbecke metta in esecu- ferenti note che per tale all'are vennero
zione il decreto che dà morte all' Olanda scambiate con mg."^ Belgrado, nel seguen-
€C." Anch'essi i moderati k specialmente te modo.» Una lettera dell' internunzio
i Domine trassero fuori la versiera del- della s. Sede presso la nostra corte il
q
l'inquisizione e fecero credere al popolo dicenìbrei85i avvisò il gabinetto, chea-
trattarsi nientemeno che <li togliere le vendo giudicato Papa, dopo le comu-
il

chiese a'protestanti per darle acattolici. nicazioni fitte dal governo agli slati ge-
Insomma l'agitazione arrivò a segno che nerali e favorevolmente da quelli accolte,
parecchi giornali eziandio acattolici tolse- potersi venire all'esecuzione di organizza-
ro a pubblicare articoli pacifici e istruen- le la Chiesa cattolica, era d'avviso esser
ti gl'iuesperli del vero stato della questio- giuulo il tempo di potersene occupare;
UTR UTR 61
desiderare perciòili conoscere le intenzio- esponendo con dignità e schiettezza, che
ni del governo riguardo al Concordalo gli fece onore, il vero stato della questio-
del 1827 riniaslolullora senz'esecuzione. ne. Aggiunge inoltre la C'wiUìi Cattoli-
li 24 marzo i852 fu risposto dal mini- ca. «Di quante osservazioni non sarebbe
stro degli aiVari esterni, che secondo la feconda questa storia ! Bastici osservare
Jegge fondamentale poteva ogni comu- che : dunque
Sede per ottenere in
la s.

nione stabilire la sua propria gerarciiia, modo pacifico e di buon accordo lo sta-
purché essa si assoggettasse alle leggi del- bilimento della sua gerarchia non solo si
lo slato; ma che nel momento in cui la contenne rigorosamente ne'suoi diritti e
corte di Roma usasse di tale libertà, lo non urlò neppure leggermente le leggi
stato si reputava svincolato dalie obbli- olandesi, ma s'abbassò perfin a sagrifica-
gazioni contralte nelConcordato del 1 827. re un Concordato ch'essa
fu sempre pron-
Le altre lettere versarono interamente ta ad osservare, e che quel governo ne'25
sopra (juest'ullimo punto. Rispose I' in- anni dacché fu concluso non volie mai
ternunzio 23 giugno 1 852
il alla lettera ridurre in pratica. Eppure ciò nullaostan-
de'24 marzo proponendo di scartare il te si dice ancora da certi giornali spudo-
Concordato, senza però dichiararlo abro- rati che Roma |;etlò nell'Olanda la face
gato. In una sua de'24 agosto seguente, della discordia". Non potendosi appiglia-
il ministro degli affari esterni rispose, che re alla legalità troppo evidente, si atten-
avvenendo un'organizzazione della Chie- nero gli avversari a denigrar la s. Sede per
sa cattolica era necessario d* abrogare il qualche mancanza di forma accidentale.
Concordalo; non bastare lo scartario; do- Dissero che l'internunzio pontificio avea
lersi annullare definitivamente l'obbliga- promesso d'avvertire il governo del tem-
zioni che ne risultavano; domandaradun* po e del modo con che si procederebbe
cjue a questo scopo una dichiarazione ca- al ripristinamento della gerarchia e noa
tegorica da Roma. La dichiarazione ven- fé' nulla. Ria l' illustre, prudente e bene-
ne data il 7 setlembi e passato dall'inler-
I merito prelato proteslòdel contrario. Due
nunzio per ordine espresso del Papa, e il ministri convennero nell' affermare noa
16 del mese seguente il governo accetlol- aver la s. Sede violato alcun diritto, con-
la.Cosi terminarono questi negoziati. 11 servando profondo silenzio alle replicate
governo ricevette non è guari la comu- domande sopra questo punto. Anzi nella
nicazione della lettera apostolica del 4e seduta del 18 Van Zuylen van Nyevelt
l'allocuzione del Papa del 7 marzo. Da disse aperto e sonante: che la s. Sede non
questi documenti risulla che il Papa de- fecemai somigliante promessa. Ecco dun-
cretando l'organizzazione definitiva del- que formalmente purgala la s. Sede da
la Chiesa cattolica ne' Paesi Bassi v' ha quest'unica taccia che le seppero rimpro-
istituito 4 vescovati e un arcivescovato. 1 verare. Di più si afferma, che sebbene nul-

3 vicariali apostolici attualmente esisten- la fosse promesso offìcialmente, il gover-


ti di Boìs-le-DuCf Breda e Riiremorìda, no olandese fu per tempo e officiosamen-
formeranno 3 vescovati; le altre parti del te istruito di quanto a tale proposito si vo-
regno che appartennero alla missione o* leva fare. Il ministero procede lealmente
landese saranno abbracciali dagli alili 2, e mirabilmente , chiuse la bocca a' suoi
cioè: le provincie d'Utrecht, della Guel- nemici e riuscì nella lolla vincitore. Si
dria, d'Over Yssel, di Brenta, di Gronio- mitigarono le diatribe contro Roma, e
ga e di Frisia dall' arcivescovato d' TJ- parve per un momento appianata la tem-
tvechtj K\ue\\e. dell'Olanda settentrionale pesta. Il re però nelle risposte che diede

e meridionale e della Zelanda dal vesco- alla deputazione d'Amsterdam, e ad al-


vato ^IIaìlcin\ Così disse il ministro, tre rimostranze piotestauliche, contro il
62 UTR UTR
rislnbilimenlo della gerarchia ,
pronun- Irnnquillilà il divino soccorso , che im-
ciò qualche frase di uiaicontenlo cuntro plorarono con fervide preghiere.Formau-
In cosliliizioue, dolendosi del vedersi le- li due quinte parti della popolazione o-
galo e tincolato da essa, e contro il mi- landese, perciò inferiori in numero a lut-
nisiero di non esser contento per avergli ti i rimasero superiori a
partili, tuttavia
dato dispiaceri. 11 ministero non avendo qualunque fazione particolare. I buoni
ottenuto soddisfacenti e benigne spiega- cattolici e i saggi sperarono, che la guer-
zioni di quelle parole , si ritirò e licenziò ra rotta contro i cattolici in Olanda per
senza indugio a* 17 aprile, quantunque la restituita gerarchia, avrebbe lo slesso
avesse per se la maggioranza dell'assem- effetto ch'ebbe in Inghilterra, ad onta di
blea, e godesse la piena fiducia del paese. sua eclalanza; un ravvicinamento cioè di
Jlnuovo gabinetto, formato dal re, si molti protestanti di buona fede alla Chie-
compose di Van Reenen borgomastro sa romana, per finalmente conoscere che
d'Amsterdam agli affari interni Van , fuori di essa non trovasi l' eterna salute,
Doorn alle finanze, Donker-Curtius alla pel ripetuto nel voi. LXXIX,p. 78. In-
giustizia,Van Lechteuveldt cattolico pel fatti alcuni onorevoli e savi ministri di va-
cullocattolico, e Van Hall agli altari stra- rie confessioni, protestarono di non par-
nieri. Questo ministero fu giudicato con- tecipare agli eccessi de'loro correligiona-
trario e in parte ostile a'catlolici;dal suo ri; ed alcuni ministri protestanti all' Aja
programma apparì lo spirito die l'infor- raccomandarono una limosina pe'catto-
mava, vale a dire di nulla mutare della lici poveri, con pieno gradimento del re.

costituzione, ma interpretarla in altra gui- Da 'campi della poesia , delle belle arti e
sa che non fecero ministri predecesso-
i della letteratura del medio evo, a soste-
ri; dicendo che la legge la quale accorda nere i diritti della vera Chiesa contro l'e-

la libertà de'culti, per manlener la pace sorbitanze degli avversari, enicacemenle


del regno, ne confida al re la sorveglian- scese nell' arenail dolio cattolico J. A.

za; e che nel rispettare i diritti de'catto- Alberdingk Thijm coU'applaudito opu-
lici, doversi calmare il paese in gran par- scolo: La CalloUca organizzazione del-
ie irritato, con giusta soddisfazione! Cora- la Chiesa della nostra patria. Frattan-
posto il ministero degli elementi i più e- to il zelante mg.*^ Belgrado internunzio
Icrogenei, 3 di essi appartennero al pre- pontifìcio, con sua circolare avvisò i cat-

cedente; Van Hall e Donker-Curtius fu- tolici del riprislinamento dell'ecclesiasti-


rono in tutta loro vita arrabbiati nemi- ca gerarchia, con documento pregevole
ci. Riconoscendo lutto il diritto de'catto- per la saggezza e moderazione col quale
lici, di questi nelle correnti dissensioni fu concepito. Esso dice: » E nostro vivo
non seppero riprovare se non la maniera desiderio, è nostra volontà che la vostra
di farne uso; e intanto si tolsero l'odioso letizia, o fedeli, sia letizia nel Signore; per
incarico di disconoscere, di vilipendere, la qual cosa vi disdiciamo foru»almente
d'abolire gli stessi diritti tante volte e co- qualsiasi dimostrazione di gioia esterna e
sì solennemente a loro lavore riconosciu- fragorosa che potesse ledere chicchessia".
ti. I cattolici ne restarono amareggiali : Quindi il prelato annunziando la cessa-
essi aveano per loro il diritto, i protestan- zione della missione olandese, di cui egli
ti la forza e le passioni popolari , e calpe- era superiore, confortò i cattolici con e-
stando la costituzione che concede libertà nergiche parole a quello spirilo di carità
di culto, fecero ogni sforzo per riuscire fraterna che forma la vera divisa de'se-
iieiriulento. Degni figli della pazientissi- guaci di Cristo. Colla cessazione del pre-
ma loro madre la s. Chiesa, i cattolici, sen- cedente ministero furono chiusi gli stati

za puulo avvdirsi, aspellarouo iu pace e generali e sciolta la camera de' deputali,


.

UTR UTR 63
per cui poi si procede all'eleiione deMe- de*minlsfri,combaltula da'princjpali pe-
pulali per la nuova assemblea la quale , riodici, ad accrescere vieppiìi i timori e
per l'indole pacifica della nazione, seguì l'incertezzesopravvenne il discorso tlel re
senza disturbo della pubblica quiete, recitato alla camera degli stati generali
quantunque nulla si risparmiò per ecci- a'i4 g'"g"o dello slesso 853, riportalo 1

tare le più irritabili e più tenibili passio- dalla Ch'il là Cattolica, 2." serie, t. 3, p.
ni della plebe. Ma la calunnia seppe sff- 216. In esso si legge che il re colpita ,

fattamente ridestare l'odio religioso, che vivamente allorché parecchie migliaia


non pochi si crederono tornati al secolo de' suoi sudditi offesi ne' loro sentimenti
XVI di deploranda meaioria. »S' incari- nazionali e inquieti sopra i loro più cari
carono della biasimevole missione sedi- i interessi, si rivolsero a lui per provvede-
centi ministri dell'Evangelo puio ossia , re a' loro timori ; conscio il re del suo
i Domine, e chiusa {)er qualche tempo la dovere di proleggerei vantaggi e i diritti

loro Bibbia , lanciaronsi coraggiosi ne' di ciascuno, riputò non doversi appiglia-
can)pi della politica, sebbene a dir vero, re agli avvisi dati da'consiglieri della co-
come osserva la Civiltà Cattolica yiìnche rona, i ministri ,
per aver compreso che
ivi combattessero colla Bibbia traendone seguitandone i consigli non avrebbe po-
spauracchio e indignazione del popo- tuto Far cessare l'eccitala inquietezza, ne
lo e la bestia dell'Apocalisse e la prosti- calmare l'inconlraslabile agitazione degli
tuta Babilonia di cui dicevano esser ve- animi. Secondo il desiderio de* ministri,
nuta l'ora di schiacciarle il capo. Riusci- aver concesso ad alcuni la dimissione, sur-
rono a intorbidare la quiete, a divide- rogando altri di sua fiducia; dopo il qual
re la 2.* camera in 4 parlili, di cui niuno provvedimento aver sciolto in parte la
ottenne sull'altro la prevalenza , e tutti rappresentanza nazionale, per lasciar a-
con particolari pretensioni. I reaziona- gio agli elettori di manifestar le loro opi-
ri coilegalisi allora cogli ortodossi ^ vo- nioni intorno alle attuali circostanze. Non
levano il movimento retrogrado, e preva- essendosi ancora potuta rimuovere la ca
lendo si sarebbero separali dagli o/Vo^o^- gione della doglianza , aver procuralo
si^ dispulando la preminenza e l'oligar- schiarimenti, essendo persuaso il governo

chia; poiché sebbene volevano l'esclusio- che molle dilIJcollà non si potevano al-
ne de'caltolici e degli altri dissidenti, o- trimenti evitare fuorché con «uia legge.
diano la pretesa chiesa riformata quale Il 6.° capo della costituzione fondamen-
uscì dalpseudo sinodo di Dordrecht, per tale assicura de'dirilli alle comunioni re-
sostenere dover esser libera d'ogni im- ligiose, ma nello stesso tempo impone la-
paccio, libera da certe formole di dirillo li obblighi al governo chea sdebilarsene
canonico a cui l'avvinsero con manifesta non si poteva prescindere dall' autorità
innocenza padri di quel conciliabolo ne-
i d'una h'gge. Essere sua intenzione invo-
gandole il libero esame, ch'è quanto di- cale la cooperazione degli slati generali,
re quel grande principio d' onde ebbe i onde sostenere al pari di lui con energia
natali la chiesa proteslanle. 1 cattolici u- il principio della lolleranza religiosa ra-
nili a'cosliluzioDali in detta camera, qua- i dicalo da gran tempo nel regno, ed evi-
li non richiedevano altro, fuoichè la pu- tar lutlociò che potesse far nascere divi-
ra e semplice osservanza delia costituzio- sione e scisma fra'figli dello slesso paese.
ne decretata nel 1848: era questo il par- Così esser possibile ordinar le cose per
tilo del ministero anteriore, rimasto vit- modo the possa lo stalo accordare a tut-
tin)a della tenacità de'suoi principi!, e non te le credenze religiose la slessa prolezio'
di qualche sbaglio personale. Tra le di- ne; e queste sottoponendosi egualmente
visioni de'parlili, l'accennata incoerenza alla medesima legge giusta e iinpaiziale,
e

64 UTR UTR
vi trovernnno guaienllgie per In loro re* vo con circa ìfooo giansenisti, inviò un.i
cipi'ocn libertà e ìmlipeiicleiiza. Quindi il ileputazione al vescovo nominato dal Pa«
re ilicliiaiò nperta InsseiubleQ. Da que- paad oilrirgli l'illimitata sua ubbidienza
sta allocuzione, la Civiltà Catloìira %i come a legittimo pastore. Nondimeno
rilevò governo giltarsi dal In parie di que'
il nella dolorosa condizione e vessazioni pa-
nialcontenli, che non poteva a meno di lile da'buoni cattolici neerlandesi, le ri-
non conoscere indignali senza ragione; ci sposte della I
."*
e della 7,.' camera al discor-
\ide giudicato come contrario ul voler so del re, tranne (|ualche formola meno
nazionale l'esercizio della libertà religio- moderata, furono piene di dignità e con-
sa concessa dalla costituzione; elle in so- trarie alle mire del gabinetto per bocca
stanza il ristabilimento della cattolica gè* del signore loro manifestate. Finalmen-
lorchiff non è altro fiiorcliè V uso della te la Civiltà Cattolica de'3i oltobre al
facoltà guarentita dalle leggi del 1798, i4 novembre i853 , gode di accennare
più volle riconfermata nel i8i4, iHi5, che dopo tante paure de' buoni e tanti
1840 e 848. Vi si dice che la libertà re-
1 soprusi de'malvagi, era piaciuto alla di«
ligiosa è radicala nel paese , e intanto si vina Provvidenza di serenare la burra-
voleva togliere o ohneno incatenare. Un sca, e quando meno s'attendeva dar vin-
altro punto che feri profondamente l'a- ta la causa alia giustizia. La notizia con-
nimo patriottico di molti cittadini , è il solantissima, e per la quale tutti i buoni
supporsi che que'soltanto i quali disfoga- cattolici furono compresi di santa alle-
rono negli ultimi mesi gli antichi odji e grezza, trovasi compendiala nelle seguen-
isenarono immenso scalpore abbiano sen- ti parole del Nce ria tuie r, foglio ullìciale
timento naziouide; come se il sentimen- d'Amsterdam.»» U ministro del re incari-
to nazionale fosse il sentimento anticat- cato degli alfari che riguardano il culto
tolico, il sentimento di rabbia contro due cattolico ha fatto sapere agi' impiegati
quinte parti del paese, e quanti disdegna* provinciali di S. M. aver avuto notizia of-
rono i brogli e le trame, cioè quasi la me- ficiale dell'essersi eretti da S. S. il Papa
tà de'6 1,000 elettori, eh' è quanto dirli (nell'Olanda) un arcivescovato e quattro
privi di sentimenti nazionali. Fiultosto vescovati, e nominati un arcivescovo e
doversi ritenere, che governo era sgra- il quattro vescovi,co'quali si potrà per con-
ziatamente persuaso di non poter caliga- seguenza corrispondere uflicialmente ,

re gl'irritati colla semplice osservanza del- purché i nomi della famiglia siano ag-
la costituzione, e bisognare altre leggi giunti a'titoli de* prelati". Seguì quindi
modificanti il capo 6.^ della costituzione la circoscrizione delle parrocchie delie
che adombra i nemici de'cattolici; ma le nuove conservando regolari le
diocesi, i

nuove leggi avrebbero probabilmente di- loro chiese; e quanto ad Amsterdam iu


sgustalo l'altra metà della nazione. Intan- modo che si uniscono nella stessa par-
to i cattolici furono tenuti in conto di ri- rocchia le due chiese che ha ciascuno de'
fiuto della società, a loro danno lavoraro- 3 ordini de'domenicani,de*fraucescani e
no le sette segrete con singoiar attività, de'gesuiti. L'arcivescovo d'Utrecht mg.*^
il partilo della ribellione si sforzava d'im- Zwysen nel 1 854 comprò un ampio ter-
pedire ogni amichevole ravvicinamento; reno per erigervi il seminario, e si recò in
i nuovi vescovi e i loro atti non erano Roma per assistere alla solenne promul-
riconosciuti dal governo, bensì confortati gazione del decreto dog malico sopra l'Im-
dalla divozione de'.Ioio buoni diocesani, macolato Concepimento della D. Vergi-
anzi l'antico e rispetlabilecapitolo d'Har- mg." Van-Genk ve-
ne; altrettanto fece
lem,chesenza fondamentosi credeva gian- scovo d'Adi a e coadiutore del vescovo di
senista, perchè ivi tal setta ha uu vesco- Breda. Quando uel regno de'Paesi Bussi

I
UTR UTR 65
giunse la consolante novella delLi segni- lai occasione i loro fedeli di confessori
la definizione , la gioia fu immensa ne* straordinari ; il che die luogo per ogni
cattolici; indi alla pubblicazione della dove ad esercizi e funzioni che poterono
bolla solennemente festeggiarono il gran- quasi paragonarsi a missioni, dalle quali
de avvenimento sì caro a tulli i catloii- derivò grandissimo vantaggio spirituale.
ci, e sì glorioso pel pontificato di Pio IX. Il clero tanto secolare quanto regolare
La Civiltà Cattolica^ feiie 2/, t.r2, p. fu infaticabile. Amsterdam, l'Aja, Utrecht,

704, del dicembre i855, riferisce »ne- Bois-le-Duc e le terre principali furono
diante una sua corrispondenza dell* O- evangelizzale , accordandosi tulli i mis-
landa, e ulteriori vessazioni de'protestan- sionari neir assicurare che il successo fu
ti verso i cattolici, ad onta che l'edifizio straordinario. 1 protestanti restarono
ÙQ Protestanti (F.)^ come altrove, si va tranquillissimi.Se ne vedevano anzi qua
sfasciando e minaccia sftinpre più di ca- e là di quelli che assistevano alle sagre
dere sopra se stesso schiaccialo dal pio- funzioni de'caltolici, il che fa loro gran
priopeso.>»Oh che confusione tra'pocliis* bene. In Utrecht un proleslante pianse a
simi zelanti che accorrono a puntellarlo! calde lagrime udendo predicare sul pul-
Quante teste altrettante opinioni, o a pito sì liberamente e di/votaraente la di-

meglio dire, religioni. Toltane la concor- vinila di Gesù Cristo. Indi passa a ripor-
dia comune nel dar noia a'cattolici, nel tare, dalla sua corrispondenza d'Olanda,
resto è molto se ne trovi una qualche de- i seguenti importanti e autorevoli dati
cina che consentano in parecchi punti statistici. Nel i854 le varie diocesi già
fondamentali". Narra quindi, che l'arci- aveano il seguente numero di parrocchie
vescovo d'Utrecht avea gettato la i .^ pie- udicialmente riconosciute. L'arcivescovo
Ira del suo gran seminario che alzava d'Utrecht 2 36, il vescovo d'Harlera 98, 1

in Ryscoyek,uno de'più deliziosi dintor- quellodi Bois-le-Duc 222, qijello di Bre-


ni d'Utrecht città metropolitana. Fin qui da 77, quellodi Ruremondar 78: totale
i suoi preti erano stali educali nel semi- 911 parrocchie. Il numero de' preti in
nario di Warmond, il quale d'or innan- attività è di 371 per 1' arcidiocesi d* U-
zi sarà destinalo esclusivamenle agii a- trecht, di 333 per le diocesi d'Harletn, di
lunni della diocesi d' Harlem. Frattanto 43 1 per quella di Bois-le-Duc , di i5.6>

però la scuola teologica si faceva nel pic- per quella di Breda, e 358 per quel- di
colo seminario dell'arcidiocesi in Culem- la di Ruremonda totale 1648 preti. A :

burgo. « Mg.' Belgrado internunzio del- questi conviene aggiungerne 86 che per
la s. Sede presso la nostra corte ci ab- varieragioni d'infermità, di vecchiezza ec«
bandonerà tra breve per recarsi ad A- sono fuori di servizio, e quelli che vivono
scoli di cui è stato eletto vescovo. Esso in istituti privali, il cui numero non cuo-
•vivrà in ogni tempo nel cuore negli an- io. Sopra il bilancio del 1 855 sono iscrit-

nali cattolici degli olandesi per le bellis- te le seguenti spese pel culto cattoli-
sime doti dell'animo suo e per la gran co: per l'arcivescovo d'Utrecht 2 5oo fio-

parte ch'ebbe nel ristabilimento dell'ec- rini de'Paesi Bassi, per ciascuno de'4 ve-
clesiastica gerarchia nella nostra patria". scovi sufTraganei altrettanti fiorini; 800
Aggiungerò, che gli successe l'attuale in- per un vicario generale, 2000 per 5 se-
ternunzio apostolico all' Aja, mg." Setti- gretari, e 5322 per le spese d'ufficio: to-
mio Maria Vecchiotti. La medesima Ci- tale fiorini 20,622. Quanto a' seminari
viltà Cattolica, serie 2.^ l.
9, p. 4^7> *'^c- vi hanno 800 fiorini per un professore,
conta il giubileo celebralo da 'cattolici nel 600 per quattro, e 4oo per undici; 1200
i855 con mollo fruito. I vescovi racco* fiorini per borse gratuite: in tutto 9400
mandarono a* parrochi di provvedere in fiorini. Per 686 curali rettori fiorini
VOI. LXXXVH.
1

66 U TR U Z I

357,293;per 548 vicari ec. fior .84,4 "ii: bliche, i^C) privale. Nel luglio dello sles-
lolnle fiorini 44 j7 4- IVcappellani del-
' ^ so anno 240,567 allievi frequentavano le

le carceri, 3357 fiorini per 86 sacer- ; scuole. Si vede che i»on mancano nella
<loli cmerili 37.276. Rimangono sussi* i NeerUmdia i mezzi d'istruirsi, e die sono
dii perlechiese Ecco un quadro com-
ec. ainpiamenle messi a profitto.
parativo, il quale è meglio vederlo nel- UTZIPPAUUA UZIPPIRA o U-
o
la Giviltàf mancando lo spaiio per ri- Zll^l^A II ITA. Sede vescovile d'Africa nel-
produrlo una colonna. Confessioni
in : la provincia procon>olare,sollo la metro-
Callolica romana, ministri pagali 388, i poli di Cartagine. Ebbe a vescovi: Ma-
anime !,i66,256. Rirornìala, ministri riano, die trovossi alla conferenza di Car-

1434, animei, 677,585. Evangelica Lu- tagine nel 4 ' e al concilio nel 4'9 5 ^i^*
'

terana, ministri 58, anime 53,66o. Lu- genzo o Augenzio, mandato in esilio nel
terana ristabilila,minislri7,anime8877. 484 da Unnericd re de'vandali ; Semen-
Anabattista, ministri 3o, anime 38,575. zio, che sottoscrisse il concilio di Carla-

Rimostrante, ministri 25, anime 4909- tagine del 52 5. Morcelli, Afr. dir. t. i.

Totale de'prolestanli, ministri i554, a- UXALI, Uzdlis, Usalisj Uszalis. Se-


nime 1,783,606. Giansenistica, ministri de vescovile d'Africa vicina a Utica,r[7-
i8,anime 5668. Giudaica, ministri 5, a- 1 zan di Tolomeo, nella Zciigilana medi-
nime 5,626. Si avverte die ali .^gennaio
1 terranea. Erano di questa città ss. Feli- i

1 853 il numero legale de'cattolici era di ce e Gennadio martiri^ di cui mostrava-


1,196,672, reale 1,21 3,346: quello de' si la tomba nel sobboigo della città, la

giudei , legale 59,365, reale 60,192: memoria de' quali celebrasi nel martiro-
non cattolici 1,868,432 reale
, legale , logio della Cbiesa romana a* 5 giugno. i

1,894,468. Si aggiungono 647 anglica- Furono suoi vescovi Saturnino del 388, :

ni, 295 framuiassoni 4 quaqueri 39 ,


, diiamato uomo santo e di beata memoria
greci, un arnieno, 4o,5o8 separatisti , e da s. Agostino; gli successe Evodio, coe-
1429 di culto incoguilo: totale 47,723, taneo di s. Agostino, il quale gli scrisse una
ecosì si lia un totale peli.*'gennaioi85o lettera ; Sanonio da Unnerico
fu esiliato
di 3,056,879 abitanti. JNel i852 il nu- re de'vandali, per non aver voluto sot-
mero legale degli abitanti era 3,073, i 73, toscrivere l'erronee proposizioni de' do-
il reale 3,i 19,160. ]Neli853 il legale era natisti nella conferenza di Cartagine del
3,124,409) il leale 3,168,006. 11 Gior- 484 ; IMuslolo si trovò nel 525 al con-

naie di Roma del 856 a p. 227, riporta1 cilio di Cartagine; Vittoriano nel 649
in data dell'Aja 23 febbraio. Il governo intervenne al concilio di Lateraiio con-
ha pubblicato la statistica djel regno fi- tro i monolelili. Morcelli, Africa dir,
no a'3i dicembre i854. Ammontava a l. I.

3,228,753 abitanti, di cui 1,599,382 uo- UZES. V. UsEz.


mini, 61,639,37 1 donne: nello stesso an- UZITA. Sede vescovile d'Africa nella
no le nascite furono 1 09, 563,cioè 56,35 provincia Bizacena , sotto la metropoli
maschi, e 53,2 12 fenjmine; decessi fu* i d' Iladramito. Me fu vescovo Paolo che
jono 81,794, di cui 4' 446 uomini e , Irovossi co'cattolici alla conferenza di Car-
4o,338 donne. Una relazione ufilciale fa tagine nel 4 1 i,in presenza del conte Mar-
conoscere che neli85r si contavano nel cellino,per lo scisma de'doufatisli. Morcel-
regno 3389 scuole primarie, 2480 pub- li, Africa chr. l.i.
,

V AB V AB
V ABRES, Vahrae, Castrwn Fa- menti di Cantal,Gnrd, e Alla Loira, e il
hrcnse in Riitenis^Pagus Vabrensis^Va- borgo Vabres de Senegats di piirtimento
di
hra^ Fahrincum^ Fabrium.Cilia vesco- del Tarn. La città di Vabres ebbe origi-
vile di Francia, della vice-prefettura di ne da un* abbazia di benedettini fondata
Saiul-Alfiique,parte orientale delIaGuien- da Raimondo I contedi Tolosa, che re-
na, nell'anlico paese di Rouergue, di cui gnò dair852 air854, secondo la Gallia
Khodez n'era la capitale, che li'ae il nome Christiana, t. 4> p-i 107 Fabrenses E- •

da'iulenisuoi antichi abitatori, ecol qua- piscopi et Comitesj mentre il Dictiow


le si formò l'attuale dipartimento dell'A- naire itniverseld'i Aynés l'attribuisce er-
veyrou. Giace al confluente del fiumicello roneamente a Raimondo II che regnò dal
Dourdou e della Sorgues che si gettano 918 al 9^3, come vado a provare. Però
un po'più basso nel Tarn. E piccola, ha il paese di Roiiergue ebbe de'conli ere-

quasi l'aspetto di villaggio, dopo la ces- ditari indipendenti, di cui Ugo lo cede
sazione della residenza vescovile e le an- neh 167 ad Alfonso II re d'Aragona, ma
teriori e successive politiche vicende. Tro- neli258 s. Luigi IX lo riunì delìnitiva-
vasi distarle quasi I 2 leghe al sud-sud-est mente alla corona di Francia. In Vabres
da Pihodez sede del vescovato alla cui , hanno luogo 3 annue fiere, e conta circa
diocesi ora appartiene, ed una lega sol- 1000 abitanti, fra'quali fiorì qualche il-
tanto al sud-ovest dalla città di Saint-Af- onorò la patria. L'abbazia e
lustre che
frique, chegode il primato del circonda- monastero dipendeva da s. Vittore di
rio non solamente perchè vi risiede il vi- Marsiglia, cluniacense, esente ecelebratis-
ce-prefelto, ma ancora per la sua popo- sima; fu sotto l'invocazione di s. Maria,
lazione e tribunali di I.' istanza e di com- la chiesa in quella di s. Pietro principe
mercio, de'suoi importanti lavoratori! di degli Apostoli, divenne celebre e vi fiori-
filatura, tessitura e tintura, suo spedale rono cluniacensi di santa vita, della quale
pubblico, e de'suoi stabilimenti d'istru- e del luogo scrisse (diversi da quelli, co-
zione e di carità, tra'quali si distingue il me avverte la Gallia Christiana, ossia
collegio Saint-Gabriel, recentemente co- di Vabres di cui parla s.GregoriodiTours,
struito ed affidalo ai pp. della compagnia Hist. 1. 9, e. 9), s. Odone cluniacense
di Gesù, il cui edilìzio è riuscito unode* nella vita di s. Geraldo (/^.);poichèque-
più belli del mezzogiorno della Francia. sto santo vi fece prosperare la monastica
Vabres non va confusa con Vabre vil- disciplina, e neinformò nobili giovani
i

laggio di Francia, nello stesso dipartimen- di cui amava prender cura e dirigere nel-
to dell'Aveyron, presso Mur-de-Barres, la morale senza professare la vita religio-

né con altre 4 Vabres della stessa Fran- sa, ben>ì la virtuosa e penitente, benché

cia ^ cioè 3 villaggi esisteuti ne' diparti- conte ebarone d'Aurillac E siccome egli
-

68 V A B V A B
sautamonle morì nel 909, così la fonda- me famìglie deirAlvernia, ncciocchè vi si

zione dell' abbazia di Vubres devesi at- formassero al vero spirito religioso. Quel
tribuire a Raimondo I.ConiQ)aiivillc, ///'- f«lto di s. Geraldo prova in che opinio-
stoirf ih toits Ics lù'cschcz^iVìce Vabies ne di sanlilà era in quel tempo l'abbazia
lidia Lingiiadoca, ma non sembra giusto dì Vabres. Però, come suole avvenire, il

nel civile, piuttosto nell'ecclesiastico per- primitivo fervore poscia si ralfreddò,e nel
chè fu snffioganea di due metropoli si- 1062 l'abbate Deusdedit si sottomise al-
tuate nella Linguadoca. Dice ancora, che l'abbate di s. Vittore di Marsiglia, che
l'abba/ia di s. Agostino nel 3 7 fu eretta 1 1 y\ mandò religiosi specchiatissimi e abili

in Tescovato. Ecco di lutto la vera sto- a rendei e a Vabres la sua antica riputa-
ria. Sotto li regno di Carlo I il Calvo^ i zione. Questo slato durò finché Vabres
normanni colte loro scorrerìe sulle coste venne elevala a sede vescovile colla bolla
dell' Aquilania , avenilo costretto molti diPapa G'iovanmXXWj Salvator nostcr^
monaci ad abbandonare loro monasteri i data in Avignone a' 1 3 agosloiSiy,/^^//.
per solltarsi alla schiavitù, BaÌQìondo I Hom. t. 3, par. 2, p. 1 53 : Erectìo Epi-
conte di Tolosa si airreltò d'ollrire ad A- scopatus Fahrensis,m cui si dice chi ara
dagnsio abbate benedettino di Pannai o mente, che la chiesa e raonaslero della
Paluial nel Perigord, di cui conosceva il Filla di Fabro del ss. Salvatore OriU-
grande merito, un asilo per se ed suoi i nis s. Benedicti, l'esentava dall' abbazia
a Vabres, che allora faceva parte de'suoi di Marsiglia. 11 Papa eresse Vabres in
doniinii. Quest'offerta fu fatta ed accetta- città, la chiesa del monastero in cattedra-
ta nell'86i, e l'anno seguente Raimondo le,compose il capitolo regolare di monaci,
1 ottenne dal detto re Carlo 1 la conferma con smembramenti della diocesi di
altri

del nuovo monastero e la speciale prote- Rhodez formò il vescovato Fahrensis, e


zione tiella me-
corte a favore di esso. Nel l'assegnò in sulfraganeo alla pur da lui isti-

desimo tempo cedette colla sua consorte tuita metropolitana di Tolosa, dalla qua-
Berlhesia o Berlhays, ad Adagasio, il qua- le passò poi sotto quella diBourges. Quin-
le avea già cominciato a costruire il mo- di nello slesso iSiy nominò i.° vescovo
nastero, le terre di Bias, Bedos, la Bes- l'ultimo abbate fr. Pietro de Olargio, e
sière, Broquiès, ed in seguilo con molle gli assegnò per mensa episcopale 20,000
altre donazioni accrebbero Timportanza lire annue. 11 Chenu, Epìscoporum Gal-
dell'abbazia, e le quali sono mentovale in lìae chronologìca historìa ^ ritarda al ai

una Papa Pasquale 11 del 1 16 di


bolla ili 1 i320 l'elezione dell'abbate in vescovo, e 1
conferma. Dopo la morte del conte Rai- conviene che morì nel 32g. Gli suc- 1

mondo I, uno de'suoi figli vesti 1* abito cesse Raimondo de Olargio, il quale sta-
monastico a Vabres. Adagasio ebbe anche bilì inSaint-Affriqtie una comunità di4o
la consolazione di vedere venire a met- sacerdoti, e fu amico del celebre fr. Teo-
tersi sotto la sua direzione un sauto reli- dato de Gozon gran maestro gerosolimi-
gioso dell' abbazia di Conques, di nome tano e nato nelle vicinanze di Vabres.
Giorgio, ornalo di scienza e di virili,!! qua- Morto neh 3 47) indi e nell'istesso annoio
ledopo 5 anni fu fatto vescovo di Lodeve
1 fuGuido de'signori di Veutadour, morto
nell'Byy, dove morì pieno di meriti e in neli35i. PoidaClermont vi fu trasferito
concetto di sanlilà, e tuttora viene invo- Pietro d' Agrifoglio, fratello del vescovo
calo qual pastore diletto a Dio ed agli uo- di Rhodes. Nel i353 Bertrando de Pe-
mini. Non molto dopo, cioè nell'Bgg, s. brach già i." priore di Veutadour, e poi
Geraldo conte d' Aurillac, volendo sta- di s. Martino de'Campi di Parigi. Gli suc-
bilire un'abbazia nelle sue terre, mandò cesse il cardinal Gus^WgUwo Brngosc {F.)y

a Vabres alcuni giovani scelti tra le pri- morto in Roma nel 1 36'/ 1 369 e sepolto
V AB V A B 69
in s. Lorenzo Lucina suo titolo, a cui
in bres a Fiancesco I de la Vallette Cor-
lasciò la sua eredità, in pentimento degli nusson nobile di Cahors, fratello di Gio-
ioìproperii e imprecazioni scagliate con- varmi gran maestro di Malta isola che ,

tro Urbano V, sdegnato per aver questi ri- contro i strenuamente di-
turchi avea così
parato alla stravaganza de'suoi predeces- fesa, che Pio IV, se non mori va, erasi pro-
sori stabilitisi in Avignone, nel l'abbando- posto crearlo cardinale. Trovasi nomina-
narla per restituire a Roma la residenza to nel concilio di Trento, non che v'in-
pontificia; gloria die però conseguii il suc- tervenne come pretende Chenu, ed a suo
cessore GregorioXLll vescovo Stefano de tempo Gregorio Xlll secolarizzò il capi-
Vassignac, mandò un deputato al famo- tolo che ancor era regolare monastico nel
so Sinodo di Pisa nel 1409, e terminò di 1577. Mentre tutto il territorio della sua
vivere nel ì^ii. Guglielmo de Baslidos preda alle guerre suscitate
diocesi era in
morì nel 1421. Da Berito a 10 giugno dagli ugonotti, gli sarebbe stato facile dì
i45:x vi fu trasferito Giovanni Pelri , e ottenere delle truppe da suo padre si-

nello stesso giorno deli 4^3 gli successe niscalco di Tolosa, ma qual degno mini-
Bernardo Bianchi morto nel i4B5. Nel stro del Sigtiore non volle mai ricorrere
seguente Antonio Pietro di Narbona de* a mezzi violenti, ed in sì calamitosi tem-
baroni di Taleyrand, eletto da' canonici pi la carità, la dolcezza, una sincera di-
di comune consenso, già monaco abbate vozione furono la sua lodevole condotta.
commendatario di Grandeselva e Fonte- Soltanto quando vide il disordine giunto
freddo, nella cui chiesa di s. Maria fu tu- all'estremo, si ritirò nel castello di Saint-
mulato nel iSog. Gli successe il fratello Izaire, dove fu assediato da' calvinisti , i

Lodovico di Narbona, com'esso abbate di quali però furono dispersi da'cattolici ac-
detta badia, ed egualmente col suffragio corsi per difendere il loro vescovo. Que-
di tutto il capitolo : costruì l'episcopio e sti con somministrare per tempo de* ca-
il coro della cattedrale, la quale abbellì valli alla badessa e monache di Nonen-

e arricchì di preziosi vasi e ornamenti, e que, ebbe la consolazione di metterle in


per molti altri benefizi lasciò preclara la sicuro, prima che giungessero i calvini-
sua memoria, passando di vita neliSiQ. sti, che distrussero e ridussero in cenere
In virtù del concordato tra Leone e X quell'antica abbazia. Gli successe Tom-
Francesco F, quest'ultimo nominò vesco- maso de Lauro. Nel 1600 ne fu consa-
vo di Vabres, Reginaldo di Martigny , grato vescovo Francesco II de la Vallette
fratello del vescovo di Castres; neliSsS Gornusson abbate di Moissac nella dio-
intervenne alla solenne assemblea tenuta cesi di Cahors, e pronipote del preceden-
innanzi al re, e morì in Montpellier nel te Francesco. Aflidò il santuario di No-
i536. Il re gli sostituì Giorgio d'v^rmtìs- traSignora d'Orient,celebre pel gran con-
gnac (P^.) suo oratore a' veneti e vesco- corso di popolo e pe'miracoliche vi si ope-
vo di Khodez,da Paolo III dichiarato per- ravano, a'cappuccini che vi fecero un be-
petuo amministratore di Vabres e creato ne immenso, e ridussero nel seno della
poi cardinale. Per altre chiese lasciò que- vera Chiesa molti protestanti. Nel 16 14
sta, che per sua rassegna nel i56o col ve- intervenne in Parigi all'assemblea del cle-

scovato di Rhodez fu conferita a Giaco- ro gallicano, e morì nel 6 1 8. Ne occupò r

mo de Corneilhan di lui nipote, il quale la sede il nipote e coadiutore Francesco

mostrò un gran zelo contro la propaga- IH de la Vallette, fratello del signore di


zione del calvinismo, e pubblicò due o- Gornusson e di Parisot, siniscalco di To-
pere di pietà che a tempo suo furono mol- losa e d'Alby, ch'era stèzoso in ]>artibus'
lo celebri. Nel 1 565, col consenso del car- di Filadelfia: nel 164 1 si recò a* comizi
dinale, Giacomo rassegnò la sede di Ya- (\q\ clero gallicano iu Medontac, e mori
e

70 V A B V AC
nel 1 645.1 n questo gli fu «oslUullo Isacco fu sostituito Lodovico de Baradat, già co-
Hilbert iliPui igi,caiionìco teolugo di quel* nosciuto pe'suoi dotti scritti in prosa e
Ja chiesa e lej^io predicalore; intervenne poesia, ed oratore sagromollo elo(picu-
Del i65o airusseinblea del clero in della le. A suo tempo, il Papa Innocenzo X[

città, lodato per dottrina equale ornauien- colla bolla Triumphans Paslor aeler-
lo dell'episcopato francese,a vendo pubbli- nus, de'3 ottobre 1678, Bull. Roni. l. 8,
cato diverse opere encomiate. Esse sono: p. 61, elevò ad arcivescovile la chiesa
1. Tre Discorsi da Ini pronunciali con- d' Alby, e le assegnò per vescovati suf-
tro il fanìoso bbro V Aiigustìnus di Gian- fiaganei diversi di quelli dismembrali
senio. 2. Difesa della fede. 3. Traduzio- dalla metropoli di Courges, fra' quali
ne latina del l'onlilìcale della chiesa gre- questo di Vabres. due ultimi ve-
1 suoi
ca con lunghe note. 4* De justiiia coii' scovi seguenti sono registrali anche nel-
nuhìali edicti, per provare che l'ordinan- le Nolizic di Roma. Clemente XI nel

ze di Luigi Xlll sul matrinr)onio non so- 1 7 I o preconizzò Carlo Alessandro leFd-
no contrarie al concilio di Trento. 5. De leul de la Chnpelle, della diocesi di Li-
consensu llierarchiae et Monarchiac : sieux, che i suoi talenti e le sue virtù fe-

fu tradotta in francese col titolo d'Unio- cero eleggere più volte deputalo delia
ne della Chiesa collo Stalo. 6. De Cathe- provincia ecclesiastica d'Alby all'assem-
lira, scu Primatn s. Pctn. 7. Difesa del- blea generale del clero di Francia. Ot-
la teologia de' Padri greci sulla Grazia. tenne che l'ospedale di Saint-AlTrique
8. Spiegazione dell'Epistole di s. Paolo a fosse eretto in ospedale generale. Cle-
Timoteo, a Tito ed aFdemone. 9. Rac mente XI li 1764 promulgò Giovan-
nel
colla di poesie Ialine, molte delle quali ni de
Croix de Castries, della diocesi
la

in onore di Luigi Xlll, col liloJo di Pie- d'Uzes, il quale pure più volte fu scelto
tas Hegia, raccolta stampata a Parigi. a deputalo all'assemblea generale del cle-
IO. Parafrasi sui Salmi della Bibbia de' ro ; venne carcerato nella deplorabile ri-

Settanta. 1 i. Inni sulla festa di s. Luigi. voluzione, e prima di morire egli fece
Questo celebre e benemerito vescovo di distribuire a' poveri e alle chiese di sua
Vabres morì nel 668 d'un colpo d'apo-
1 diocesi quanto gli rimaneva in denaro e
plessia a Pont de Salaras, mentre si re- in mobili. Restata vacante la chiesa ve-
cav-a a Parigi da Luigi XIV che voleva scovile diVabres neh 796, dipoi pel con-
farlocapo del suo consiglio. Il di lui cor- cordalo del 1801 Pio VII la soppresse,
po, riportato a Vabres, fu sepolto nella ne unì la diocesi al vescovato di Rliodez
cattedrale a piedi dell' altare maggiore o Rodez (F.).
che avea fatto ricostruire,sebbene nel suo VACABILI E VACABILISTI DEL-
testauiento avesse dichiarato di voler es- LA CORTE E CURIA ROMANA, Of-
sere deposto nel cimilerio de' poveri. Si Jlcioriim Venalium et VacahiVmm Ro-
legge sopra la pietra sepolcrale quell'e- manae Ciiriae. Uflìzi vitalizi vacabili e
pitalfio da lui composto mentre viveva: venali ossia vendibili della Corte eCu-
Isaaei Habcrli XX.mi Epis. Vahr. ria Romana, principalmente della Ca^
quod mortale fuit, hic resurrectionem mera apostolica, deWa Cancelleria apo-
expectaty quam heatam precare, pie stolica, della Dataria apostolica, oltre
vìalor^et novissima memorare. \ succes- quelli Capitolini^ nella più parie cosli-
sori si ponno vedere nella nuova edizio- luili in collegi. Questi udizi vacando, ri-

ne Gallia Christiana, cioè 4 se-


della i cadono a profitto della camera aposto-
guenti: Lodovico 11 de Lavergne de Mon- lica e si tornano a vendere, se a tempo
lenard de Tressan, nominato nel 1669, debito il proprietario non ne ha disposto
indi liasferilo a Le Maas nel 1671. Gii a favore d'altri. Tali ullizi si dissero per-
VA e V A G 7»
ciò Placabili, e yacabiliòù o P^acah! li- rirono nella Curia lìomaiut^ i quali per-
sta qae'clie gli acquistavano, e (jue' che vennero ad eminenti cariche e dignità
li possiedono lultorn, tli qiie'vaoabili su- colla comprita de' vacabili , e persino al
perstiti cioè, s^i riconosciuti che li(|uidali. cardinalato. Allorché Papi conferirono i

Siccome gh ulìui Tacabili furono da'Pa- i principali uffici vacabili, od anche mi- i

pi istituiti pe'hisogni urgenti della s. Se- nori, senza prezzo, si dicevano vacabili
lle, o del tesoro o erario pontificio, così donati. Molti vacabili degli uffizi minori
le somme che s'introitavano dalla came- di 2.° ordine, se i vacabilisti non erano
ra apostolica, per l'occorrenze dell'una o in grado di fungerli, si facevano esercita-
dell' altro si eiogavano e impiegavano. re dall'intestatario con l'opera personale,
Altre somme di frequente servirono a ossia da altri abili sostituti a'medesimi e
soccorrere le chiese cattoliche estere, ed forniti de' richiesti requisiti , mediante

anche i principi cristiani. Dunque lode- congruo compenso o in società. Altri va-
volissimo e commendevole ne fu il preci- cabili di 3." specie erano puramente sta-
puo scopo. 11 cardinal De Luca distinse biliti sul trarre dalle Tasse (J^.) impo-

in tre specie e generi diversi gli uflizi ste la quota loro assegnata, del qual ge-
venali e vacabili, i
.**
0/^C7<^ PraclatÌLìa nere di vacabili e vacabilisti tuttora ne
et primi ordiiiis. 2.* De Offlciis seciuidi esistono non poclai. La rendita degli uffi-
generis f quae non siuit Praelaiitia, sed zi vacabili esistenti deriva e previene da*
aliquain habent adniinìstrationeni. 3.° mensili o annui fruitati di emolumenti e
Da Offlciis tcrtìae classi^^ quae mdlani tasse stabilite pe'medesimi da' Papi die
habent adininistrationeni. \ vacabili del- l'istituirono, in compenso degl' intestata-
la I." specie si acquistavano dalla camera ri ossia di chi T esercitava e degli acqui-
apostolica, mediante pagamento d'una renti proprietari secondo la loro natura,
somma, anche cospicua e ragguardevole eil in generale quanto all' annuo incasso
in proporzione del reddito e dell'auto- rende un congruo e pur anco convenien-
rità e onorificenze annesse, che relativa- te compenso proporzionato alla somma

mente variò secondo i tempi. Imperoc- pagata, non meno dell'S ovvero del io
ché tra'detti uffizi vacabili eranvi anche per 100, ragguagliato cioè sul capitale
quelli di tale i .°ordÌQe,avendo annesso l'e- somministrato, anzi molli vacabili arric-
sercizio di diverse primarie cariche car- chirono i vacabilisti. Con quest'aulicolo
dinalizie e prelatizie, come andrò enume- io non pretendo alFatto di dare un trat-
rando, per promozione alle quali vaca- talo sulle diverse specie de'vacabili, non
va il vacabile. ]Ma per gli uffizi principa- solo perla mia relativa insufficienza, ma
li da chi gli acquistava, oltre la
vacabili, ancora come vasto e complicato argo-
somma che dovevano sborsare, richiede- mento, che in generale assai poco si cono-
vasi che ne fossero onniaamenle degni, sce. Adunque mi limiterò a tentare di dar-
colla corrispondente piena idoneità e in- ne una semplice indicazìone,richiamando
tegrità. Siffatti vacabilisti maggiori , sia inumerosi articoli che vi hanno relazione,
pe'natali,virttiecognlzioni,dovevanopm' coU'intendimento di possibilmente spar-
essere d'intera soddisfazione e gradi mea* gere alquanto lume sopra materie inte-
te de'Papi, pe'gelosi e alti uffizi di cui ve- ressanti,ma molto oscure, di cui appena
nivano investiti: dovevano es*i aver pri- alcuno n'è pienamente istruito.Dopo tan-
tua meritato la pontifìcia estimazione e ti mutamenti, non furono stampate opere

benevolenza, altrimenti non bastava l'of- che ci possano illuminare. Se nella defi-
frire le somme stabilite. Prova lumino- nizione o in altro non riuscirò del tutto
samente la storia , i grandi ed eccellenti esatto, mi lusingo che i tanti articoli che
prelati e cardinali, dotti e virtuosi che flo- gli apparlctìgono, almeno in buona parte
71 VAC VAC
siipplirnnnoa cìiiarire questa riunione di lario. Se lo intesta a 3.' persona , egli
nozioni. La caratteristica degli udizi ve- (l'acquirente del vacabile) dicesi ed è il

nali vacabili della corte e curia romana, proprietario, durante la vita del suo in-
Officia vena Ha vacabilia, si è che essi testatario, e fa sua la rendila dell'uffizio.
vengono posseduti sotto il pericolo di vi- Qualora al vacabile sia annesso un eser-
ta della persona, alla quale gli ullìzi in cizio, il quale esercizio è anche fruttife-
Dataria sono inscritti ossia intestati; per ro, la rendita dell'esercizio
non è del pro-
cui alla morte naturale dell' intestatario prietario,ma dell'intestatario del vacabi-
Tuffizio venale vaca, e se ne devolve ini* le. Non vi è dilferenza fra gli uffizi colle-
mediatamente l'assoluta proprietà al giali e non collegiali per ragione dell' in-
principe o camera apostolica , a conto testatario, poiché tutti debbono essere in-
della quale la dataria apostolica Io ri- testati onde [)otere percepire il frutto. L'a-
vende al prezzo reperibile , versandone zienda degli ufiizi vacabili venali è stata
Ja somma ricevuta alla medesima. La mai senqjre di esclusiva pertinenza del
vacanza di tal genere di uffizi venali vie* Tribunale della Dataria apostolica
ne impedita quando l'uflìziale, ossia l'in* (/^.), senza che mai abbiavi avuto la mi-
tèstatario del vacabile ne è insieme il pro- nima ingerenza la camera apostolica, né
prietario, e il vende ad altra persona, la i suoi ministri. 11 Datario o pro-datario
quale vendita dicesi Rasscgnaj come an« è il difensore nato de' vacabilisti , ed in
che quando chi ha la proprietà di un virtù di pontificii chirografi rappresenta
uffizio in sua testa non iscritto, trasferi* tutti gli uffizi vacabili che mancano, e
sce la inscrizione a suo beneplacito , os- finché mancano comunque del vero uffi-
sia trasferisce il pericolo di vita nel suo ziale. La persona dalla dataria deputata
uffizio ad un'altra persona. Nel caso l'in- privativamente alla partita degli uffizi
testatario sia assente da Roma, richiede- sopraddetti è Taraministratore delle com*
si che il proprietario dell'uffizio dia una ponende, il quale anticamente, quando
cauzione alla dataria del prezzo del vaca- l'uffizio delle componende era anche ve-
bile, qualora il detto intestatario non so- nale,dicevasi l'uffiziale delle componende.
pravviva 4o giorni alla seguita Trasla- Gli uffiziali vacabilisti se sono riuniti ìu jj
zione. Dalle traslazioni del pericolodi vi- collegio diconsi FacabilistiCollegialiyùì'
ta di persona in persona in un uffizio va- trimenti si chiamano f^acabilisti Singo-
cabile deriva, che alcune famiglie hanno lari. I tenevano pe-
vacabilisti collegiali
di essi conservato per qualche secolo la riodiche congregazioni, nelle quali tratta-
proprietà. L'uffizio vacabile, quando sia vano liberamente e indipendentemente
intestato nella persona medesima del pro- da chiunque altro gli affari economici de*
prietario, non può essere lasciato in te- loro collegi; nominavano persuffiagi al»

.stamenlo, né conseguirsi per eredità ab Guni (le greniio a sostenere varie incom-
intestalo, solo ciò può accadere quando benze nel rispettivo collegio piti o meno
il proprietario di un vacabile intestato lo lucrose e dette uiliziature, talune trime-
tiene in altra persona. Per altro deve ve- strali, talune semestrali, talune annue;
rificarsi all'epoca dell'apertura del tesla- come anche per suffragi eleggevano i lo-
menlOjOdel possesso dell'eredità, che l^in- ro ministri, cioè il segretario (detto pure
tèstatario sia vivente. Chi acquista un uffi- computista),comunemente chiamato cap-
zio venale vacabde della curia romana, os- pellano (perché come dissi nel voi. LXIf,
sia di quelli attinenti alla dataria e cancel- p. SoQ, anticamente il cappellano che la-
ieria apostolica, può intestarlo a se slesso ro quotidianamente celebrava la messa,
oa terza persona. Se lo intesta a se stesso, n'era pure il segretario, e come tale avea
esso ne è insieme proprietario e intesta? la cura e custodia de'iibri e scritture dei
V AC VAC 73
proprio collegio; i collegi avencìo poi co* ti dal datano. 3.* Che oltre a ciò ad alcu-
iiiincialo ad eleggere per segretario uà ni proprietari degli uffizi non liquidati, i

secolare, questo ritenne l'antica denomi- quali procuravano di essere assicurati del
nazione di cappellano), il depositario ed possesso de'loro uffizi in caso di morte de*
il procuratore , i quali 3 individui erano loro intestatari, fu accordato per organo
amovibili ad nutuni de' nominanti. Le della dataria un pontifìcio rescritto de-
congregazioni degli ufliziali vacabilisti col- claratorio: Quod interini tempus et lem-
legiali ebbero luogo fino alla chiusura del poranon curranf. In questa disposizione
Tribunale della Cancellerìa apostolica s'intese poi comprendere qualunque pro-
(P^.) avvenuta nel gennaioi8io. Duran- prietario di vacabile non liquidato, quan-
te l'intruso governo francese, dal mede- tunque non si fosse munito di simile re-
simo fu proposta la liquidazione de' vaca- scritto. Ma non ostante il divieto di ras-

bili, e venne eileltuala per 7/9 parli circa segnare vacabili non liquidati, si è veri-
i

dell' intero loro numero. Ripristinalo il ficalo il caso di qualche vendita, concor-
pontiHcio governo nel 1 8 f 4j^s*^"f'^^' ^'^' rendovi però la pontifìcia annuenza. Pa-
'vaio in assai ristretto numero gli ufliziali rimenti i Papi, di alcuni vacabili de'qua-
Tactibilisli di ciascun collegio, il Papa Pio li erasi disposto per testamento, hanno
VII a proposta del cardinal Malici pro-da- confermato le testamentarie disposizioni
lario stabili una speciale congregazione a favore degli eredi de'possessori defun-
sotto la presidenza di esso cardinale, onde ti. In questi casi però la dataria non ha
'esaminare l'affare degli uffizi vacabili e richiesto che venisse effettuata la voltu-
de'rimasti vacabilisti, che non vollero li- ra del vacabile dall'antico al nuovo pos-
quidare, per proporre quindi quello che sessore. Siccome molti uffizi vacabili a-
air oggetto e alla circostanza repulavasi vevano annesso un esercizio, e gli emolu-
espediente. Fra le proposizioni che il det- menti di questo esercizio spettavanoesclu-
to Papa in modo provvisorio approvò il sivamente a'rispetlivi intestatari; cos\ ia
i.°ollobrei8i4 furonvi le seguenti: Che seguito delle suaccennate provvisorie di-
non si tenessero da' superstiti collegiali sposizioni pontificie, gli esercenti agli uf-
vacabilisti le periodiche congregazioni. fìzi vacabili, aggregati tanto alla dataria,
Che non avessero luogo le deputazioni quanto alla cancelleria apostolica, ven-
alle ufììzialure (pe'vacabili l'uflìzialura è gono ora deputali dal cardinal pro-data-
una carica lemporaria ne' collegi degli rio, senza però essere dichiarati formal-
ufliziali vacabilisti, come sono gli ufli- mente intestatari. Finche i collegi de'va-
ziali de'sodalizio confraternite). Che non cabilisli hanno conservalo i' intero loro
si ammettessero rassegne, ne vendile de- numero de' collegiali, ne' nominati prò
gli uflìzi non liquidati. Da queste dispo- tempore alle ufììzialure era richiesta una
sizioni è derivalo. i."Che vennero tolte cognizione di ciò che si riferiva al proprio
ne'collegi tulle le ufljzialure, a riserva di collegiojtanlo per le tasse spellanti ad es-
alcune ne'collegi degli Scrittori (F'.) di so nelle singole spedizioni delle bolle a-
bolle, tanto di maggiore quanto di mi- posloliche, quanto nella divisione del de-
nor grazia, troppo necessarie per le spe- naro esatto. I segretari, ad eccezione de*
dizioni delle bolle apostoliche , alle quali segretari de'suddelli scrittori di bolle, e-
rispetto a* primi ora nomina trimestral- rano quelli che registravano ne'hbri le
mente il cardinal Fice- Cancelliere ^cà in somme da esigersi in ciascuna spedizione,
sua assenza Oìg.'^ reggente della cancelle- tulli poi conoscevano le norme onde fa-
ria, e rispetto a'secondi il segretario de- re mensuali riparti delle rendile, o redi-
i

pula a vita gl'individui. 2.° Che i mini- gevano uno scritto mensuale, nel quale a
stri de'vacabilisli collegiali sono uumiua* ciascun uffiziale era assegnata la compe-
-

74 V A e V A C
lente qnolo, qiinle scritto detto Lisia o fra gli ufTiziali di cancelleKÌa (perchè tale
ripailo veniva approvato (lu' deputali di lochiaina anche il Ciairipini, Z^d S.R./i.
ctascuii collegio, avanti die d» esso si fa* FicecancellariOyCt Ofjìcialihas Cancri'
cesse trasinissiooe al proprio depositario, lariae t/po^olicae^ &ec\'ìo wii)^ non può
onde questi dasse a ciascun uiliziale o per alcun titolo o ragione esser chiamalo
proprieluiio l'assegnala porzione. Dal uflìziale di cancelleria né di dataria il de-
i8»4'" ' detti segretari lianno le no- positario de'vacabilijch'c veramente il 2.°
P*^'
tizie de'rispettivi collegi e delle loro las- de'depositari. Il 3." depositario è il pioni
se, e fanno i riparti, che trasmettono a' balore ossia il custode del sigillo ponti-

depositari, e quanto altro narrai nel voi. ficio di Le Notizie di Roma del
piotnbo.
VII, p.i 58. I depositari pertanto de' col- i833 per lai." dopo il deposi-
volta, e
non debbono avere e
legi ile' vacabilisti lario generale del piombo e il piomba-

non hanno alcuna cognizione delle di- tore, registrò nelT articolo Cancri leria
verse tasse de'singoli collegi, né del mo- y^postolica tra gli ulìiziali della medesi-
do di fare riparli delle rendile; ma so-
i ma, il Depositario de* f^acahili ed anche
lo hanno la responsabilità del denaro che con l'aggiunto di generale, e tuttora con
essi hanno esatto e de' pagamenti che , esso prosiegue a riportarlo; e dal 8 J2 re- 1

funnoa termine delle liste de'segrelari col- gistra suo coadiutore. Ripeto, che
pure il

legiali. Essendo dal ib*i4 lislietti a 3 i niuno de' 3 depositari del denaro prove-
depositari de'collegi de'vacabilisli, e cia- niente da' vacabili amministra vacabili,
scuno indipendente dall'altro, da ciò ri- né fa alcun riparto delle rendite di essi.

sulla che niuno de' depositari può rite- Il depositario, che nelle Notizie di Ro-
nersi per depositario generale degli uf- ma e qualificato depositario generale
fìzi vacabili (onde tale aggiunto »a tolto de' vacabili, é depositario degli scrittori
dagli articoli Cancelleria A.fostoliga e delle bolle tanto di maggiore, quanto di
Datari A Apostolica, sebbeneio l'aggiun- minor grazia; degli abbreviatori del par-
to lo destmsi dalle ulUziali e annuali No- co di maggiore e di minore presidenza;
tizie di Roniay ed i due articoli gli appro- de' procuratori delle spedizioni di bolle
"varono i primari ufliziali de'due tribuna- di minor grazia; de'presidenli di annona;
li). Difalli l'esattore camerale riscuole da' de'cavalieri del Giglio; de'cavalieri Pii ;

singoli 3 depositari la rendita de' vacabili de'cavalieri Lauretani ; de'registratori e


liquidati, che per disposizione pontifìcia de' maestri del registro delle suppliche;
è versata nell'erario della camera aposto- de' protonotari apostolici; de* mazzieri
lica. Che se dovesse darsi V aggiunto di pontifìcii; e degli altri uOTiziali venali del
generale ad uno de' depositari de' vaca- palazzo apostolico; come anche de* solle-
bili, gì' istruiti di queste materie sosten- citatori delle bolle apostoliche di maggior
gono, che tale aggiunto si apparterreb- grazia, comunemente denominati gian- m
be al depositario o cassiere delle tasse del nizzeri; e de* restanti collegi degli anna- ^
piombo nominato dal cardinal vice-can- listi, ossia partecipanti delle mezze anna-

celliere; poiché nelle sue mani deve farsi te beneficiali, quali sono correttori e
i i

per intero il pagamento di tuttociò che scrittori d' archivio, i cavalieri di s. Pie-
in ciascuna spedizione va sotto il titolo tro, i cavalieri di s. Paolo, 1 cubiculari e
di tasse del Piombo e registro delle gli scudieri apostolici,ed i porzionari diRi-
lolle y e al medesimo devono rivolgersi pa. Lo stesso depositario è eziandio de-
anche gli altri due depositari per esigere positario di qualche altro vacal>ile singo-
la rata spettante al collegio cui servono. lare. Il depositario del piombo, rappre-
£ mentre il depositario o cassiere del sentalo in tutto dal cassiere, oltre l'esse-

piombo può io qualche modo ascriversi re depositario e cassiere iu g<iucre e in


V A e V A C 75
generale delle lasse del piombo, è in par- Agostino Rempicci; a cui il Papa Pio IX
licoloie dcposilaiio de'collegi de'cojlello- ha dato in coadiutore il suo scalco se-
li del piombo , de* maestri del registro greto cav. Benedetto Filippani. Deposi-
delle bolle spedite per la via di cancel- tario del piombo è il conte Castore di
leria, e degli scrittori del registro mede- Marscianoje Piombatore, Francesco Le-
simo. Il pioiidjatoreédepositariode'mae- pri. Dicesi che l'uffizio di depositario de'

stri e de' porzionari del piombo, e de' vacabili, più o meno secondo le circostan-
Penitenzieri di s. Pietro^ come parteci- ze, rende annui scudiì5oo. Gli uffizi ve-
panti delle lasse del sigillo poiUitlcio di nali vacabili ponno essere classificali in
piombo. E qui devesi avvertire, che la uffizi della Cancelleria Apostolica , ed
Penitenzieria apostolica entra a parte uffizi della Dataria apostolica, secondo-
di alcune lasse solle spedizioni delle bol- che l'esercizio di essi deve prestarsi o
le, ma che vengono spedite per
di quelle l'aggregazionede'medesinii si riferisce al-
1' uffizio denominato di minor grazia, la Cancelleria o Dataria medesi-
alla

nelle quali tasse è compresa quella pe' me. I vacabili Camerali poi sono quelli
suddetti penitenzieri. Per gli udlzi vaca- di diversi collegi, a'quali nella loro istitu-

bili singolari vengono deputali dal car- zione furono assegnati in porzione di ren-
dinal pro-datario persone idonee onde e- dile alcuni annui provenli della camera
sercilare le incombenze del vacabilisla, e apostolica, e perciò denominali aJcuni di
ad esigerne le rendite che vengono depo- tali vacabilisli anche Porzionari, ridotti
sitate al depositario per versarle nell' e- indi ad annui pagamenti; qual rendita
rario della camera apostolica ossia al suo (che tuttora luparie pagasi a'singoli col-
esattore. Niuna deposileria degli u/lìzi va- legi) dicesi rendita certa del vacabile,

cabili è annessa alla carica di amministra- a diffijrenza di quella incerta ed even-


tore delle componende. Pel narralo nel tuale proveniente dall'esazione delle tas-
•voi. XiX, p. i57 , e pel fallimento del se nelle spedizioni delle bolle e brevi
Tartaglia, dalla più parte de'collegi va- pontifìcii. Non ponno dirsi camerali que-
cabilisti eletto loro depositario, Pio VI gli uffizi vacabili, la cui rendita è stata ap-
nel 1790 deputò depositario interino de' plicala con chirografi pontificii per di-
medesimi l'ab. Ghignardi amministrato- versi titoli allacamera apostolica. Essen-
le generale delle componende. Morto que- do vacabili un debito della camera apo-
i

sti 1794 gli successe il rispettabile ab.


nel stolica, non si può esaltamente per questo
Domenico Sala, che sin dal 79 si legge 1 i titolo dirsi che essa ne sia la proprietaria
nelle Notizie di Roma suo coadiutore. diretta, il che corrisponderebbe alla pro-
3VoD solamente occupò la carica delle posizione che i debili sono una proprietà.
componende, ma
anche a lui affida-
fu JXella istituzione di alcuni uffizi vacabili
ta tale deposileria, ed ambedue gli uf- collegialivennero cedute alcune incerte
fizi ritennesinoali832 epoca di sua mor- rendile della cameia apostolica, come le
ie, e lasciando preziose notizie mss. su mezze Annate beneficiali ec. Le mezze
questo argomento, non meno che sul- annate però non formano l'introito del-
la Dataria e Cancelleria. Tanto l'ab- la componenda della dataria, ma dopo
bate Ghignardi, che l'abbate Sala ìu la cessione formano rendila de' vacabili-
tutte le annuali successive Notizie di Ro- sli, e cessarono quindi d'essere introito
ma, solamente sono registrati quali am- pontificio o meglio un provento del pon-
ministratori delle componende. Nello tificato. Siccome nella istituzione di lut-
slessoi832 Gregorio XVI, a mezzo del ti gli uffizi romani Pontefici an-
vacabili i

cardinal prodalario, nominò uno specia- davano a contrarre de'debili,così per sicu-
le Depositario de' vacabili , ed è il cav. rezza della restituzione del deuaro banuu
76 VAC VAC
ipotecato a non)e loro e dellu camera a- gli scudieri apostolici, quello de'cavalieri
poslolica i beni e reiuliie Jeihì camera di s. IMelro, quello de'cavalieri di s. Pao-
iiieclcsiina.Quindi può dirsi, die furono lo, quello de' cavalieri del Giglio, quello
vendute, non già ipotecale, alcune ren- de'cavalieri Pii, quello de'cavalieri Lau-
dite che provenivano dalla cancelleria a- retani ,
quello degli scrittori di bolle di
postolica. Si vuole che la camera aposlo- minor grazia, quello de'procuratori del-
Jica ritragga da'vacaUili non li(|uidali an- le bolle, quello degli scrittori de'brevi a-
lini scudi sette, otto o nove mila, e ne pa* postolici,(pjello de' registratori delle bol-
ghi circa 72,000 , cioè per gli assegna- le di uiiiggior grazia, cjuello de' maestri
menti a'collegi de'vacabilisti denounnati del registro, quello de'collettori del piom-
cavalieri di s. Pietro, cavalieri di s. Pao* bo ec. De'Ioro onorari e stipendi, coii»e
lo, cavalieri l*ii,cavalieri del Giglio, cubi- di quelli degli altri ufllziali dellu stesso
culari e scudieri apostolici ,
porzionari tribunale, si può vedere a p. 68 la Sta-
di Ripa, presidenti di annona, correttori tis licci (li tutti gli uffizi al impiccili del
e scrittori di archivio, protonotari apo- dominio della s. Sede all' epoca del
stolici, ed è perciò che tali uffìzi vacabili 184B, Roma 1849. A p. 73 sono ripor-
(per distinzione degli altri che nulla rice- tati gli onorari e stipendi degli udìzialidel
\ono di assegnamento dalla camera) so- tribunale della dataria apostolica. Lessi iu
no cldamati camerali. Vi sono tuttavia un antico documento: Il cavalierato del
de' vacabili che non si amministrano da' Giglio importava T acquisto dell' ulllzio
summentovati depositari, ma da'proprie- scudi I i5o, più do veasi pagare per la spe-
tari rispettivi, come nell'università roma- dizione e l'ammissione scudi 84,f''"ttau-
na, nella quale uno de'bidelli è vacabile do certi annui scudi 66. Il collegio aduna-
spettante ad un principe qua- romano, il vasi in congregazione una odue volte l'an-

Je cogli emolumenti e stipendio che ne no, con premio incerto. Il cavalierato Pio
trae, ne fa partecipe quello cui fa eser- importava l'acquisto dell* uflizio scudi
citare r ulllzio. Vi furono de' collegi, gSo, più doveasi pagare per la spedizio-
come dirò, di vacabilisti decorati di or- neerammissionescudi82, fruttando cer-
dini equestri e onorati di privilegi. An- ti annui scudi 54- H collegio adunavasi

che altri vacabiltsti singolari goderono tre oquattro volte l'anno, con premio in-
prerogative ed esenzioni. Di questi, delle certo. I cardinali potevano avere in pro-

somme richieste pe'dilferenli vacabilijdi prietà vacabili della curia romana, ma


i

quanto essi rendevano , ne ragionai ne* que' vacabili inerenti a ufiìiji di dignità e
loro articoli che poi ricorderò. vacabili- 1 all'esercizio di cariche non potevansi da
sti Scrillori aposlolici, i cavalieri Lau- loro ritenere, e colla promozione al car-
retani\i\e\ G/^'//o, di s. Pietro ^ò'xi.Paolo, dinalato cessavano. Talvolta i cardinali
ed i cavalieri À'//Y^.j,oltrealtri erano pu- ebbero la proprietà de' vacabili intestati
re ProLoiiolai'i (y) titolari. I vacabilisli sotto altro nome. In seguito fu loro con-
collegiali, che attualmente hanno nella cessa la ritenzione. Dice il Lunadoro, nel-

cancelleria apostolica i segretari cappel- la Relazione della Corte di [ionia, esse-

lani, sono i seguenti; cioè il segretario re il prelato Pesoriere generale (V.) il


cappellano degli scrittori delle bolle di conservaloredegli obblighi Cìq Luoghi di
maggior grazia, il segretario cappellano Tlio/i^d
(^/^J, degli ullizi vacabili camera-
degli id)brevialori,il segretariocappella- li, e de' deposili di denaro della camera

no de'sollecitalori apostolici, quello degli apostolica, provenienti da' Pributi (/^.) e


scrittori d'archivio, quello de' porzionari dal complesso di sue rendite, a seconda
di Iiipa, (jueliode'presidenti dell'annona, della bolla di Benedetto XIV, Ronianae
quello de'cubiculari apostolici, quello de* Curiae, de'2i dicembre 1745». Anche i
-

V AC V A C 77
luoghi di monte furono di due specie, va- te rileva, che quanto tempi presenti,
a*
cabili e non vacabili, ossia azioni divise ciò che si manda fuori sorpassa mollo ciò
in luoghi di loo scudi 1' una con annuo che d'altronde ritirano il I^apa, la came-
frullato , corrispoudenle alle circoslanze ra apostolica per Tasse e altro, i vaca hi
de'tempi, e di essi il prelato tesoriere fu listi, e i ministri maggiori e minori, preso
dichiarato soprintendente. Si può vede- tutto insieme. Parlando poi dell'impiego
re il moto-proprio d'Innocenzo XI, Cam delle componende, dopo averne enume-
recai. lueni. Clemens VIII^ de'6 giugno rata r erogazione benefica, riguardo al-
1689, Bull. Rom. t. 8, p. 535 Conflr- : V Annate e altri emolumenti per materie
manturT/iesaiirariprovisiones, et ordì' riguardanti i Benefìzi ecclesiastici , di-
nationes taxae prò hono Montium
, et ce. M Tutti sanno, che sono entrate ven-
Jxomanae Ciiriae regimine. Anche luo- i dute a particolari persone, che impronta-
ghi di monte furono istituiti da'Papi pe* rono somme determinate in occasione di
bisogni della s. Sede e de' suoi doininii urgenza della s. Sede , depauperata spe-
temporali, e principalmente per aiutarci cialmente (come prova nel decorso del li-

Sovrani nelle guerre contro gli eretici e bro ampiamente) per sussidii dati alle
la Turchia {V')y ch'è quanto dire in di- chiese estere. Si raccolsero allora delle
fesa della cattolica religione e della cristia- somme necessarie, ipotecando i proventi
nità, non meno che per altre loro grandi della dataria e della cancelleria, in mo-
necessità. Di che trattò egregiamente il do che, per esempio, chi somministrava
cardinal Gio. Battista De Luca: De Lo- duemila scudi avesse a percepire una
,

cis Montium non Vacahilium Urbis Ro- ^ porzione di quel!' entrate, finché viveva
niaei682. Abbiamo pure di Fabrizio E- esso acquirente, o chi altro egli avesse so-
\angelista: Opus de Locis Montium Ca» stituito dentro il prescritto termine di 4o
meralium non Vacahilium, in quo per giorni prima di morire. E siccome moren-
materias distinctas ex professo agitar: do il creditore senz'aver trasferito il suo
De erectione Locorum Montium, de eo- credilo, questo vaca a profitto della ca-
rum suppressionCyde eleclione admini' mera apostolica, che torna a vendere quel
stratoris, ejusque officio, de officialihus posto, questi perciò si dicono Uffizi Pla-
et curis ad eos pertinenlibus, de clauso- cabili, e J^acahilisli quelli che li possie-
la dummodo etc, Romaei 767. 1 luoghi dono. Nel qual ritorno però de'fondi al-
di monte vacabili erano quelli che in de- la camera ninno s'immaginerà quel pro-

terminato tempo doveaosi estinguere con fitto, che a prima vista apparisce, se si

fondi ad hoc assegnali, per ammortizzar- consideri, che il caso della vacanza non è
li mediante la restituzione delle somme poi frequentissimo, perchè ognuno cerca
cavate ila'montisti. Di questo argomento di stare attento sul suo, e di trasferire in
con diffusione ne riparlai a Tesoriere ge- tempo abile il suo credilo: e la probabili-

nerale, nel quale articolo vi sono altre- tà della vacanza viene a essere compensa-
sì nozioni sugli uffizi vacabili e sui vaca- ta col frutto esorbitante dell'otto e dieci
hilisti. Interessa che io qui pure ricordi: per cento, che si ragguaglia sul capitale
Del denaro straniero che viene a Roma, somministrato. Quindi è che molli p-o-
e die ne va per cause ecclesiastiche, cal- bi nummularii credono meglio impiega-
co lo ragionato del prete dott. Giovan- to il loro denaro in quella sorte di uffizi
ni M archetti, iSoo. Nelcap.6 tratta : Co- vacabili, che non in luoghislabili di mon-
me Romani
i Pontefici hanno impiegato te sul fruttalo del tre per cento. Laonde
et! impiegano in aiuto delle chiese stra- si riduce a
tutto questo affare de'vacabili
nieue, somme maggiori di quelle, che so- una speculazione di finanza, per cui po-
no provenute loro d'allronde.Priiiiamen- co piùj poco meno alla camera apostoli-
78 V AC VAC
ca torna lo slesso interesse In avere ipo- rilevarsi dall'opera del cardinal De Luca
tecale così queste renJilea sì grave frut- sopra (pieslo argomenlo , che le somme
talo, come un più discrelo le avesse
se a si presero, in buona parte, in occasione di
alienale per sempre. Ne è una tlimoslra- difesa dello sialo pontificio, o per guerre,
zionc il celebre concordalo di Spagna carestie ec,che si può dire riguardassero
(y.Ji che si fece sollo Benedelfo XI V, e o soltanto o specialmente il nostro terri-
per cui volendo il re di Spagna, che i be- torio". Quanto al concordato di Spagna
nefizi non concistoriali non avessero a pas- del 1753 dirò, che fece cessare le spedi-
sare allrinienli per la dalaria , olfrendo zioni delle bolle per la collazione de'bene-
il proporzionalo compenso allo scapilo, fizi ecclesiastici minori, esistenti nellechie-
che quindi venivanea risultare, fu faci- se de' regni della Spagna. Siccome i va-
lissima la risposta: che non vi era com- cabilisti unitamente ad altri partecipan-
penso alcuno da olfrire al Ponlefice, trat- ti nelle spedizioni mentovate andavano
tandosi unicamente d'interesse non suo, perciò a risentire un pregiudizio nella
ma de'vacabilisli, a* quali non si poteva rendita de'loro ufìlzi e de' loro impieghi;
togliere il loro credilo senza compenso. così la corte regia per la porzione del
E di fatto l'agguagliando il profìllo, che compenso da darsi a' delti vacabilisti e
poteva venire per (juelle spedizioni di parlecipanli sborsò la somma di scudi
Spagna, furono pagali goOjOoo scudi per 320,000 che al 3 peri 00 ed anno avreb»
una volta, da restituire loro capitali prO'
i bero l'annuo frullalo di scudi 9600,
tlalo
porzionatamenle a tanti vachbili.Nli a , quanto cioè fu calcolato il prodotto an-
quanti venisse quindi a cessare il dovuto nuotli tali spedizioni. Questa rendita che
frullalo. Il Papa rinunziòauche pergiuri- va sollo il titolo di Compenso di Spa-
la la parlila Spogli ecclesiastici (f^.); e glia, è ancora a'vacabilisli partecipanti,
il negozio fu terminalo così. Quasi dun- in parte pagata dalla camera apostolica,
que tulio l'aiTare dell'inlroilo pontificio, la quale essendosi servila della riferita
per affari beneficiali, si può considerare somma degli scudi 320,ooo obbligossi
come finito, e asserir Irancamenle che pagarne a'vacabilisli e parlecipanli prò
nulla o quasi nulla fruttano in oggi al- tempore^ inscritti in una tabella, il frut-
lacamera. Efìnalmeule Qidndeniii ^cìoè i to annuo negli scudi 9600. Laonde moq
annate sotto altro titolo imposte a'berie- si checo'denari dati dalla
verifica alfatlo,
fjzi uniti a chiese e luoghi pii, cedono (o Spagna furono restituiti capitali a* va- i

servono) inleramciite in parte di sosten- cabilisti, come asserisce il Marchetti. Del

tazione del Sagro Collegio^ che separata- Concordato fra Benedetto XIP^ e Fer-
mente se gli animinflslra per mezzo del- dinando F/y riparlai nel voi. LXVIII,
la congregazione concistoriale, e si divi- p. i5o, col JNovaes e altri. Il celebre car-
dono fra qtie'cardinali, che risiedono in dinal Gio. Ballista De Luca Ira le dottis-

curia a faticare in servizio dellaChicsa cat- sime molte sue opere ci diede: Tracta-
e
tolica , e questa distribuzione si chiama tus Officiis Fenalihus Romanae Cu-
de
rotolo, da cui poche centinaia di scudi an- riacy Romae 1682. L'ampiezza dell'ar-
nui riceve ciascun cardinale per suo sus- gomento m'impedisce di darne un sunto.
.sidio. INe partecipano anche alcuni vaca- In buona parte si può sopperire con quan-
bilisli, e se ne cava porzione pel mante- to mi resta a dire, e co'già ricordali nu-
nimento de'ministri della cappella ponli- merosi articoli riguardanti i vacabilisti, e

appartenente al trattamen-
ficia,ch'è cosa cogli altri che andrò rammentando in se-

to del Papa, in qualilàdi capo della Chie- guito. Dell'opera del cardinal De Luca
sa... Kella vendila degli uffizi vacabili,8en- dovrò limitarmi a riferire gli argomenti
za dissimulare, ho trovalo, e può sempre de'capiloli, con uu brano deli. "pioemia-
V A e V A C 79
/e, e dell'altro che lo segue, cioè ilei più riparlando della Milizia de'romani, dis-
intrinseco. Gap. i. Occasio scribendi^ ci si che Ira loro acccnsi si dissero gli ag-
de qua specie 0//Iciorit/n agitar. § 3. giunti oltre il numero stabilito, perciò a-
De quihus qffìciis agitar. § 4* Offlciorani scritti per aspettare ed entrare alle va-
i'cnalìuiìi asus apacl antfqaos roinanos canze , con diritto di succedere al vaca-
sai) nomine militiarum.^ 5. Sani de re- bile posto o ulllzio, come l'auliche A-
ga libasse t extra prii'a tani coninicrciam. spettative, delle quali tornai a ragionare
f Quidquid autemsitde huiusmodi prae- a Dataria e articoli relativi, equivalen-
ludiis, circa qnae ad praefatos, aliosque ti alle sopravvivenze laicali; e della diffe-

similes scriptores remillo lectoreo), pro- renza che passa al coadiutore investilo
posito non est ogeie de o/ììciis in gene- della Coadiatoria.y il quale diviene Sue-
re , et per consequens de omnibus illis cessare del coadiulo. Rimarcherò inol-
lìiunerdjus publicis, etpiivatis, ecclesia- tre, che r imperatore Marc' Aurelio non
slicis, et saecularibus, civilibus, et mili- soffrii mai che gli Uffizi e le Cariche ^ i
taribus, adminislralioncm, ne iiirisdictio- quali davano un certo potere di fare il

iiem annexam habenlibus, vel ilia caren- bene o il male, fossero venduti, essendo
libus etc. ; sed solum de Olìlciis Venali- Solilo dire:Essere una necessità di vcn-
l)us, ci Vacabilibns, non quidem in ge- dere al minato quello che si e compra-
nere, ndeo ut omnium regionum, vel io al£ ingrosso). Quamvis aulem inler
principatuum otllcia luiiusuiodi veniant, Regalia [V.) enumerala in iila capitu-
sed solum de illis curiae romanae, seu lalione, quae iu pace Constanliae inita
pontificiae, a quibus, ex ralionis ide^nli- fuit inler imperatorem Federicum I, et
tale, quando isU inlret atque aliorum , confetleralas Civilates Lombaidiae, regi-
piincipatuum, vel civilalum leges , vel strata inler leges feudales, ideoque utii-
slyii non obstent, ncque diversitafrem in- ca Regnlium lex, et norma repul-ata (cap.
ducnnt in casuum contingenlia inferri va* unico: Quae sint lìcgaliainasibus Facn-
leat. solum insinuala generalitale,
Illa dorum)^\ì\ aliorum lumen maiorum rega-
quae commun'is est omnibus regiionibus, lium euumeralione manca(.yrr), ut in suis
et principalibus , in quibus vivilur cum adverlilur sedibus factdlas creandi odl-
ilio romanorum iure, quoti civile com- ciales, et magislratus ad iusliliae adtni-
niune dicilur, ut huiusmodi oflìcioruin nistralioncj et lleipidjlicae regimen re-
usus non sit novus, dum apud anliquos censeatur (In samnia Regaliani i et seq.
lomauos quoque cognitus fuit, sub di- in alio opere italici idiouialis, cui litulus
Terso lameu vocabolo 31ilitiarani,c[\ì'ae est: // Dottor Folgarc, codiai lit. i De
idem sonanl,acista noslrorum temporuni Regalia in genere j et in opu^culo eius-
ollicia venalia, iileoque id quod in prae- dem italici idiomatis, cui litulus est : //
falo iure de n»ililiis dispositum legilur, Prencipe pratico, cap. i3. Delle Regalie
bis odiciis regulariler congruit, quando riparlai a Tributo). JN'ihilominus de hac
particulares leges, vel slyli diversimode specie otllciorum ad solam ulililatein,oii-
non suadeant, a quibus tanien , ut plu- litiarum ad instar, vere isla lex non loqui-
rimum huius maleiiae regulalio pendei. tur adhuc tamen ex communi docloruiii
Quioimo in plerisque liuius Curiae oiìi- sensu, et principaluum praxi receptuni
ciis,adhucidem continuai anliquum mi- est, huiusmodi Officio rum fienali ani
ul
liliarum vocabulum, quamvis eorum e- erectio,et dispositio si etiam de servatis
recliosit rccens, quia militiae, vulgo Ca- supremo principi, et per consequens de
v'allierati nuncu[)anlur, ul in eorumdem liegaldjuSjadeo ulde unoiuallerum,quo
officiorura serie lecensita in cap. sequeo- ad subslanliam transferri non valeant,
,

li habetur (oell'arlicolo Soì'Rawjsumero, absque eiusdeiiìpriucipis, vel illius^quecu


So VAC VAG
ipse tleputaverit, licentia, ut pnlel et iis, dividuo pub vendere il «uo, quando gli
qiiae sparsim in enunciato Thcalriy. lib. piaccia di uscir alfatto dall'armata od an-
De Kfgalibtis liabentur, ac eliam infra che solamente dal servizio altivo. In que-
in plerisque locis, praeserlim occasione st'ultimo caso egli vende (solitamente pei*
agendi de commercio, et conlraclalione, la sola metà del prezzo stabilito) il suo
cap. 6 et seq. Et licet aliquae subdilae posto ad un uffizinle dello stesso grado
magi-
civitates, vel subditi, et inf'eriores che trovasi a mezza paga, e gli subentra
slraluseundem usum liaberesoleant, ut nella stessa coudizione. Non si può acqui-
eliam in Urbe habetur in Oflìciis l^pu- stare che una carica di un solo grado
li romani seu Capilolinis, adhuc lamen superiore a quella che si copre lino a
ex Papae supremi principis concessione, quella di tenente colonnello inclusiva-
et potestate id sequitur.Ideoque lyroni- dopo un lasso di tempo sta-
niente, e ciò
cum potius esset in assumpto passim re- comandante del reggimento del
bilito. Il
capto, et controversiam non recipiente, compratore fa rapporto di ogni propo-
se di(rundere,atquecliartas inutiiiter im- sta all'autorità superiore, ed il coman-
plere super ratione, ob quam sintde re- dante in capo decide se il contratto sia
galibus, et extra privatum commercium, da accettare o no. Guardie a piedi, reg-
ulpote in iure praesupponendo". Lo sles- gimenti di guardie del corpo,
linea,
so cardinal De Luca nel Discorso circa guardie a cavallo, cavalleria di linea han-
la soppressione delcollcgio de Segreta- no diverse tarille che qui sarebbe lungo
riaposlolici, parla degli uffìzi venali che l'enumerare: perciò non faremo men-
esistevano in Francia, ove si costumava zione che delle più frequenti. Nella fan-
nella soppressione di tali ufìizi di resti- teria di linea la carica di porta-insegna
tuire a'possessoride'medesimi solamente costa franchi 9900; quella di tenente
ili.° prezzo che effetlivamenteera entra- 1 3,600; quella di capitano 37,000;
to nella camera
non curandosi l'au-
regia, quella di maggiore 70,000; e quella di
mento sopravvenuto; e benché posses- i tenente colonnello 88,000. Nella caval-
sori gli avessero comprati da altri a mag- leria di linea quella di cornetta costa
gior prezzo, a tal segno, che essendo soli- 18,200; quella di tenente 24,600 quel- ;

lo il re nelle sue occorrenze esigere da* la di capitano 58,700; quella di mag-

possessori degli uffìzi venali alcune sov- giore 95,480; e quella di tenente co-
venzioni, queste non si restituivano, ben- lonnello 123,000. Queste cifre sono sta-
ché denaro era entralo nella slessa ca-
il bilite ufficialmente, ma da lungo tempo
mera regia, che però molto meno non si il prezzo reale è aumentalo quasi del
non vi era entrato.
restituiva quello che doppio, ed in ciò appunto sta il più gran
Koterò che in Inghilterra tuttora si fa male di questa disposizione. Venditori e
mercato delle cariche nell'esercito, nel compratori devono assicurare sulla loro
seguente modo riferito dal Giornale di parola d' onore che non fu pagato più
Roma del i855, p. 234- *» L' uso della di quanto prescrive la tariffa ufficiale, ciò
vendila delle cariche non esiste che pres- che é sempre contrario alla verità ". Il
so la fanteria e la cavalleria. Ciò che pri- medesimo Giornale a p. 240 riprodusse
ma avveniva, che cioè anco l*uomo più il discorso pronunziato in Londra da lord

incapace e fors* anche più indegno po- Palmerston alla camera de' comuni, per
d'una compagnia
tesse trovarsi alla testa combattere la mozione di lord Goderich
da lui comprata, fu reso in seguito me- relativa all'avanzamento militare. Disse
no agevole dalle riforme introdotte dal fra le altre cose. »> Lo spirito bellicoso
duca di York. Non è già il governo che della nazione si ridesta e 5' infìamma
faccia commercio di gradi, ma ogni in- senza badar mollo oè poco alle coudizio-
V AC VAC 8i
ni dell'avanzamento. Ne'momenti di pe- ri te voli. governo vuole che V avanza-
Il

ricolo, voi vedrete sempre il nostro spi- mento sia la ricompensa del vero merito.
rito nazionale mostiaisì pari alla gran- Io spero che in considerazione di questo
dezza de' fatti, e la fibra della nazione lodevole e utile pensiero del governo,
agitarsi più fortemente. La compra e la lord Goderich non insisterà per la sua
vendita de' gradi sono il resto d' un si- mozione, e lascierà libero il governo di
stema ornai ne convengo sotto mol-
vieto, continuare ad offrire al bravo militare
ti altri Certamente, esso è un
rispetti. che sì è segnalato sul campo di battaglia
male; ma, come sempre, questo male è la ricompensa nazionale della sua bella
accompagnato da alcuni vantaggi che ne condotta ". Aggiungerò per analogia.
compensano gì' inconvenienti. Per abo- Pretendono gì' inglesi il primato sulla
lire del tutto questo sistema, bisogne- civiltà delle nazioni, ma il severo e illu-

rebbe esaminar prima profondamente la minato autore dell'eclatante recente o-


questione. A ogni modo, un uomo non puscolo tanto diffuso : Un occhiata al-
ottiene già un grado, solo perchè può l'Inghilterra , Torino i856, non solo
pagarlo: il comandante in capo ha un apertamente lo nega, perchè non può ad
potere discrezionale per apprezzare gli essi darlo la sola potenza dell'industrio-
altri titoli del medesimo candidato. Non so mercantaggio di traffico delle loro
v'ha paese in cui gl'individui a' quali manifatture; ma inoltre vuole ampia-
si preferisce un altro per l'avanzamento, mente dimostrare e provare con docu-
non sì credano vittime d' una ingiusti- menti. Che avendo la pretesa riforma
zia : allora si grida contro il capriccio e religiosa prodotto l' imbrutimento fisico
il favoritismo. Tuttavia, è uopo dire, e morale dì due terzi del popolo de' tre
che pel comando militare più che per regni uniti, crede che la sua colossale
qualsiasi altra posizione sociale, esistono potenza ormai vicina al suo tramon-
sia

certe qualità essenzialmente richieste; to, e persino ritiene non lontano il suo
nozioni speciali,capacità, esperienza, ecco grande sfacelo; perciò sarà nuovo, so-
quanto deve trovarsi riunito in un ulH- lenne e memorabile esempio della cadu-
ziale ; ecco quello che gli dà il diritto al cità dell'umane istituzioni, delle quali
rispetto e all' ubbidienza del soldato. Da feci cenno anche a Uomo parlando della
altra parte tra la nostra armata e quel- società umana. Nel cap. i6: Esercito
la del continente è una differenza note- inglese, osserva l' autore dell' opuscolo,
vole. L'armate continentali si reclutano che gli avvenimenti recenti della guerra
mediante la coscrizione che mette insie- di Turchia , chiaramente mostrarono
me uomini d'ogni classe; ma tutti que- qual sia l' Inghilterra per questo lato,
sti uomini non sono idonei al comando. dall'opinione pubblica collocata fra le

La posizione d' uffiziale, oltracciò, trae potenze di 3.° ordine. Essa in pochi me-
seco alcune spese. Se voi fate un uffizia- si perde un esercito bello in apparenza,
le d* un sergente, e se questi non possa ma male agguerrito, mal provveduto.
sostenere con lustro il suo grado, egli Colle asserzioni degli stessi inglesi deplora
sarà ferito ne* suoi sentimenti più inti- lacondizione de* generali e dello slato
mi ; e tuttavia ammetto che l'avanza- maggiore. Col riferito da'medesimi pro-
mento deve rappresentarsi come lo sti- duce schiarimenti sull* ordinamento in-
molo d'una ricompensa meritata a colui felice dell' esercito inglese, e come si re-
che si distingue dagli altri per la sua buo- cluta e si forma il soldato inglese. » Le
na condotta bravura sul campo
e la sua promozioni nell'armata inglese fanno si

di battaglia. In Crimea sono stati costan- comprando le rinunzie di chi avea il


temente promossi sotto uQìziali più me-
i grado superiore al proprio ; sistema assai
VOL. LXXXVII. 6
St V A e VAC
lucroso al governo, che non deve calco- zia de' soldati vantata da lord
inglesi,
lare fra le sue spese le pensioni di riti- Palmerston con tanto strepito. »> I gradi
rOf e cangiaun soldato invecchiato in e le cariche dell' armata inglese sono dati
un giovane senza dover guiderdonare i in parte mediante pagamento, non alla
lunghi e penosi servigi del i.° Altrimen- istruzione ed ai servigi resi: le compa-
ti si ascende per anzianità alla morte de* gnie, i battaglioni, i reggimenti anche
possessori di gradi superiori; ma per ef- oggi si conipiano come da noi 1*
udìcio
fetto del sistema esposto, questo avanza- di notaio". E
parlando delle stranezze
re è così lungo che diviene una ciancia; dell* amministrazione e di sue anomalie
giacché appena un udiciale si avvicina a aggiunge.»» Così un ulììciale
può essere ad
morte, si aifretta a vendere il suo bre- un ten)po maggiore dell'armata e capita-
vetto per lasciarne il prezzo alla fami- no nel suo reggimento. L'esercito inglese
glia.. . L' inglese non considera lo stato trae dietro a sé, in ogni corpo, centinaia
militare come una professione, ma come di dormee di fanciulli, e non vi ha armata
un passatempo: T ulliziale inglese è il in Europa che abbia altrettanti bagagli",
dilettante dell' arte militare. Durante biella curia romana non vi furono mai

la pace vive da gentiluomo; sulcampo ullizi militari venali, sì della Milìzia che
di battaglia ùih uccidere da gentiluo-
si della Marina pontificia, e quelli di i
° e
mo. Figlio di famiglia, egli compra un di 2.° ordine si concessero colle condizio-
brevetto per costumanza, egli non si ni suindicate, ed altre che riferirò, del
crede tenuto ad altri doveri militari che tutto idonee. Ritornando al cardinal De
a combattere valorosamente giunto in Luca, egli ragiona ne'successivi capitoli
faccia al nemico... Così nell'armata in- le parti del suo dotto trattalo. Nel cap. 2.
glese i soldati si comprano i gradi ; e le De speciebus,etniialitalihus Venaliuni
cognizioni necessarie, che non si ponno Officioruni Vacahiliwn Curiae Roma-
comprare, mancano ... Ad onta delle più nacy et praesertim de Praclatitiis, et de
compra dei gradi,
vive discussioni sulla requisitis necessariis ad Praelaturoni
le camere non vollero concedere nulla obtinendamAw questo nuovamente si fa

al buon senso, che comanda si diano i la distinzione degli uffizi venali dal Papa
gradi in premio al merito ed al corag- concessi, e denominali Camerali, g della
gio ". M' arresto, ali rimenti vi sarebbe Cancelleria o della Dataria^etYi loro tri-
assai da riportare d'un paese, ove non si plice specie, qualità e ordine diverso; da
fa conto che del denaro e del parentado, quelli Capitolini ossìa del Senato Roma-
ove neir esercito sono chiusi i passi ad no e Tribunale di Campidoglio (^^.),
ogni uomo capace di comandare, se non perciò qualificati Uffìzi Papali e Capi^
possa pagare a carissimo prezzo il suo i.° tolinì, di cui glande fu il numero antica-
grado, e comprare successivamente tutte mente. Quanto agli uffizi Papali dice.
le promozioni. IVIa la camera rigettò o- "Primi namque generis sunt ea,quae ma-
gni saggia proposta contro la comprila iora, vel primi ordinis essedici merentur
de'brevetti e de'gradi n)ilitari. Il sistema quamvis inter se quoque aliqua nolabilis
della vendita non è il solo vizio dell'or- adsit disparas, nipote annexam habenlia
dinamento militare nell'lnghillei ra ;
gli l^aelalura, adeout non conferautur nisi

altri li sviluppa l'autore del famigerato praelatis, vel quod per eorum assecutio-
opuscolo, che nell'universale produsse la nem praelati afficiantur, ac eliam babenl
più profonda sensazione. Dipoi mede- il annexam iustiliae, vel alteriusqualilicati
simo Giornale di Roma del iSSy, nel muneris administrationem ac maiores ,

n.** 1^^ riferì col giornale francese PaySy praeerainentias, unde propterea con ferri
protestando contro la militare suprema* non solent, nisi viris iam benemeritis, si-
VA e V A C 83
ve quod ex natalium qualilate, aul ex fé del Piombo (di cui anco a Sigilli pon-
virlule, el animi dolibus, Sedis apostoli- tificii). Alia oìllcia praelalilia Singula-

cae, ac Reipublicae servitium, ac benefi- ria, collegium nonconstituentia,aliquam


ci iim exeorura opera probabiliterspeiari iurisdictionen» annexam babentia ....
valeat, cuiii ad bunc flnem ordinata sit istorumque officioruin pretium non est
praelatura , tamquam quaedam species fixum, sed varium, ac respective maius,
primariae militiae, ex qua duces, aliique vel minus ad mensuram emolumen-
praefecti, et oflìciales exercitus eligi de- torum. Il collegio de' 12 Chierici della
beant; atque boc pritnum genus dividi- Camera apostolica^ ónscimo con ptezzo
tur in pliires species, quod scilicet alii fìsso e invariabile di 42,000 scudi d'oro.
sunt OJfìcìales Camerales^ alii Cancel- Il collegio de'i 2 (com'era anticamente)
lariae, vel Dalariae, et alii, quibus di- Protonotari apostolici partecipanti (ne
versa alia miinera incumbunt, ut infra, LXXI, p. 8), pretium ve-
riparlai nel voi.
acetiam alia intrat dislinclio, quod alii ro non est fìxum, sed varium iuxla tem-
costiluunt Collegìimu et alii consideian- porum contingenlias. Il collegio de'i2 /éL-
i. "ordine breviatori di parco maggiore (de' quali
lur Sifìgulariter'. Vacabili di
e maggiori erano i seguenti, i quali tutti riparlai negli articoli spettatiti al T'rihu-
hanno articoli, i prelati venendo quali- naie della Cancelleria apostolica cui
ficati dal De Luca de secunda specie. 11 appartengono), et pariter pretium est va-
cardinalCamerlengo dis. Chiesa (di cui rium iuxta temporum, et ecnolumento-
stato attuale, a Uditore
riparlai, per lo rum variationem. Istorumque Abbrevia-
DEL CaMEBLEIVGATO 6 UNIVERSITÀ ROMA- torum medietas prius pertinebat ad car-
wa),! come principalmente appartenente dinalem Fice Cancellariam (/^.), qui ea
al principato temporale qual primaria vendebatjSed perlnnocenliumXldismem-
dignità, bencbè avesse molte giurisdizio- brata fuerunt, omniaque applicata Ca-
ni anco su quello spirituale, e quale ulfi- merae, ut in motu proprio, Divina dispo-
zio cbe anticamente rendeva moltissimi ncnte clementia, xix kal. januarii anno
emolumenti; fìncbè fu vacabile ordina- IV, 1679, riportato in fine del presente
riamente si soleva concedere gratis colla capitolo. Secundi generis sunt Officia ,

condonazione del prezzo, il quale d'ordi- quae media dici merentur, utpote quid
nario soleva essere di scudi 60,000, al- medium constituentia inter Praelatitia
tre cifre avendo riportate al suo articolo. primi ordinis, de quibus supra, et infe-
Il prelato Uditore generale della Carne' riora popolarla tertii generis, vel ordinis,
ra apostolica, eà il prelato Tesoriere ge- de quibus infra, ex eo quod annexam lia-

nerale della Camera apostolica: W prez- bent aliquam administralionem negotio-


zo ordinario d' ambedue era di 56,ooo rum Cancellariae npostolicae, et in lit-

scudi d'oro, e fu anco pagalo di piti, co- lerarum apostolicarum expeditioiiibus,


me notai n'i'loro articoli. I prelati Pre- aut in actis iudicialibus conscribendis, et

sidente della Camera apostolica. Reg- ordinandis, sive in illis exequeudis, onde
gente della Cancelleria apostolica, U- propterea in eis re(juiritur aliqna idonei-
ditore delle Contraddette, Uditore del- tas, et liUeratura, et in plerisque iuxta
le Confidenze, Correttore delle Con- legem fundationis, requiritur eliam gra-
traddette (di cui air articolo Uditore dus doctoratus, istaque prò malori parte
DELLE Contraddette), Prefetto delle sunt Gollegialia, eorumque pretium est
minute de' Brevi apostolici, Revisore varium, mai US, vel minus prò temporum,
delle minute (\e Brevi apostolici, Vx-q- et emolumenlorum varietale , et quali-

sidente de' Sollecitatori delle lettere a- tale. Collegiaiia vero sunt , nempe ( ed
postoliche detti Giannizzeri, Presiden- hanno tulli i propri articoli ne par-
t

84 VAC VAC
lai ne'relalivi che indicherò in corsivo): quamplures Depositariae aliquorum ex
Scrittori apostolici xn numero di loo. Collegiis. Ex his aulem, de quibus supra,
Scrittori de Brevi 8 1 . Scrittori del Tri- oc etiam ex iis, de quibus infra , aliqui
bunale della Penitenzieria delti di mi- Officiales exercere solent per se ipsos, et
nor grazia 27. Procuratori della Peni- alii prò maiori parte exercent per sub-
tenzieria delti di minor grazia 24, oltre 3 stitulos, ut adverlitur infra cap.19.De-
Procuratori e 3 Scrittori di detto Tri- mum terlii minora
generis sunt Officia
bunale della Penitenzieria pel foro pe- magispopularia ,quae nullaui habentan-
nitenziale cum ista officia non sint ve-
, nexam administralionem, ideo non exi-
nalia. Ahhreviatori di parco mmore del gunt induslriam, vel idoneitateni perso-
Tribunale della Cancelleria apostolica nae, sed illorum sunt capaces etiam idio-
60. Sollecitatori detti Giannizzeri 100. tae, et ìnfantes, utpote ad solum emolu-
Correttori dell'archivio di detto Tribù- mentuo),quinimo in aliquibusexi$tis,ac

naie 8. Di questo inoltre: Chierici del etiam in illisser.undaeclassiSjde qua supra,


Registro 6 ; Registratori delle Suppli- sunterectaequaedam portiones, quarum
che 20; Registratori delle Bolle i/\\ sunt capaces etiam raulieres, et infantes,
Maestri del Registro delle Suppliche 8; atque infra CI i explicatur quidnamistae
Maestri del Registro delle Bolle 6 Cubi- ; portiones importent, illaeque portio-
culari 60 ; Procuratori presso l' Uditore nes, quae Ripac dìcuntur sunt in nuoi.
delle Contraddette ^.NotarideW Udito-
i 364 ultra plures alias portiones recen-
re della Camera o. Notari o segretari
i ler erectas super aliquibus ofticiis, de
del Tribunale della Camera apostoli- quibus supra, et infra. Istaque Officia
ca 4- Notari degli Uditori di Rota 4* constituunt etiam Collegia, atque eorum
Notari del cardinal Vicario di Roma ^. pretio est varium iuxla teraporum qua-
Cursori apostolicHanche a Uditore del- litatem, ac magis, vel minus, ad meosu-
la Camera ne trailo) ig. Mandatari ònì- rara emoiumentorura, eaque sunt vide-
la curia e Tribunale del Governatore licet. Anche de' seguenti scrissi articoli
di Roma 7. Maestri del Piombo pe' Si- speciali, o ne tenni proposito negli arti-
gilli 3. Notari della provincia della Mar- coli che ricorderò. Collettori del Piombo
ca.... Adsunt etiam aliqua Officia Ve- deìlVibunale della Cancelleria aposto-
nalia habentia annexam aliquam admi- lica 104. Scrittori deW /archivio 91.
nistrationem, vel exercitium, quae sunt Scudieri apostolici i4o. Presidenti del-
singularia, et non effbrmant Collegium : V Annona i4i' Mazzieri del Papa 25.
vale a dire i civili del Governato-
Notari Maestri O s tiari deil'ì Firga rubea 16.
re di Romaj i Notari criminali del me- Ostiariocusloóì delia i.^ catena del Pa-
desimo appartenenti aW Arciconfrater- lazzo apostolico Valicano 3 ; Ostiari o
nita della Carità^ detta pure di s. Giro- custodi della 2." catena 2 Ostiari o cu- ;

lamo della Caritàj Notari i pe'processi stodi della i.^ e della 2.^ catena 5. Mili-
de'promoveodi ai Fescovato,àe quali tor- tes vulgo Cavalieri Laure tani33o', del
:

nai a parlare nel vol.LXXXIl, p. 98; del 1


Giglio 35o ; Pii 67 1; di s. Pietro 4o IJ
Tribunale e Dogana di Ripaj del Tri- di s. Paolo 200. Aggiunge il De Luca,
bunale dì Borgo; óe Maestri di Strada; forse ne saranno esistili altri a lui ignoti,
deW Università de' Mercanti; del Tribu- non essendo in ciò esatti gì' istorici. De
nale del Protomedico ; dell' Uditore delle Offìciis Capitolini non agilur, nisi inci-
Contraddette; del Tribunale e Universi- denter, tum quia diversa habere solent
tàartìstica dell' Agricoltura ; degli E- naturam,cum aliqua sint haereditaria,et
brei e Neofiti; Tuttìzio dell'assessore de' transitoria, etiam ad extraneos, cum sola
maestri delle Strade di Roma, et suo obligalioue reuovaudi expeditiones, ut
V AC V AC 85
sunl praeseiiim officia Notaiiorum fori Collegium Cardinalium. Cap. G.Quomo-
Capitolini, et aliqua solent esse ad lineas, do Officia Venalia acquirantur, et quid
Tel generationes ; turn quia pene anni- ubi acquisitio in persona unius fiat per
hilata videntur, atque in dies suppri- alterum de istius pecunia. Et de prae-
inuntur,eo quia magnumcausabant gra- sumpta donatione, ac imputatione in le-
varaen Camerae, populi autenì nullum gitimam. Et de materia reservationisde-
levamen, et benefìcium, dura contingen- cretis. Cap. 7. De Officiorum resignatio-
te vacalione,perConservatores prò tem- De,et alienatione, vel translatione de uno
pore concedi soiebant gratis eorum con- in alium, vel eorum obligatione, et quo-
iunctisjvel benevolis,aut si mediante pie- modo esse dicantur in commercio, in sub-
tio, istud ad eoiura privatum tendebat stantia,vel in pretio,sivein commoditate,
comwodum, quinìmo prorogationes, ac etquandoresignationisadmissio denegar!
praeventivas concessiones de facili facere possit.Cap. 8. De eadem materia resigna-
solebaut unde propterea Innocentius
; X tionis Officiorum, quale ius tribuat Re-
niagnam quidem eorum fecit suppiessio- signatario, ubi ex sola partium cooven-
nem, quam successive alii Ponlifices con- tione, ante illam admissam, conclusa sit,
tinuarunt, ut actu continuai Innocentius et cuius nam sit damnum,velpericulum,
XI. Ac etiam quia tiactatio est de ofìì- quod interim contingat.Et an post illara
ciis Pk.omanae Curiae sub cuius nomine admissam Resignatarius reddatur lutus
venit Curia Papae, ubicumque iste resi- quamvis ob mandatum falsura, velinsuf-
dentiam habeat, unde quando longam re- ficiens, aut ob invalidum factum Judicis
sidenliam habuit in Gallia, adhucRoma- resiguatio sequuta sit. Cap. q. De Resi-
na Curia dicebatur ; e converso autem goatione, sive de extenaone, et proroga-
Curia Capitolina, est Curia paiticularis tione Officii de una persona in aliam, ia
Romanae Civitatisconstitutaeex proprio quo dilFerant, et an expediat praclicare
populo, et districtualibus, ad instar cu- slylura admittendi passim resignaliones
iublibet alterius Civitatis. Tribunali di
1 absque aliquo pretio; et quando iusle as-
Roma {F.) del Campidoglio ora più non sensus resignalioni denegari valeat.Etde
esistono. Riporta quindi il De Luca i pri- coadiutoria ac etiam de Officiis haeredi-
vilegi di alcuni collegi vacabilisti, che io tariis, vel transmissibilibus. Cap.io. De
descrissi a' loro luoghi. Cap. 3. An pre- creditoribus Officialis quale ius habeant
tium Ollìciorum Vacabilium habeat na- de illorum concursu,et potio-
in officio, et
turam sortis,eiusque iure censendum sit, de eadem materia reservationis
ritale, et

ì Tel potius fructuum, et reddituum ; et


quid proprie isla Ofllcia importent, et de
decreti,de qua sopra cap. óetseq.Cap. 1 1.
De capacitate necessaria ad obtinendum>
eorumdem Oflìciorum emolumentis, an et retinendum Officia Venalia, et an mu-
sortis, vel fructuum naturam habeant. lieres, infanles, et idiotae sint capaces.
Cap. 4. An huiusmodi Officiorum vena- Et quid in Officiis non Vacabilibushae-
lilas, et respeclive vacatio per promolio- reditariis, quibus haeredibus deferantur
nem ad Cardinalaluui, eorumque dispo- Officia, quae exerceri possint per substi-
silio aiiquam redoleaut simoniacam la- tutum, ac etiam locari. Cap. 12. De Of-
bera, vel aliam turpiludinem, seu rem il- ficio assignato in dotem, vel possesso ia
Cap.5. An Papa licite possit con*
licitam. commoditate per virum tamquam re ex-
donare emolumenta expeditionum et , tradotali, ad quid vir teneatur erga mu-
demandare expeditiones gratis, et per lierem. Et de Officio possesso per haere-
Tiam secreta ni iu praeiudicium Ofllcia- dem fideicommisso gravatum, sive obli-
lium, qui oblinent Ollìcia ex causa one- gatura reddere rationes creditoribus hae-
rosa, et qualem potestateai iu hoc habeat reditai'iis, vel per usufructuarius, et si-
86 V A G V AC
niiles. Cap. 1 3. De Ofiìciorum Venalium ProlhonotariisAposlolicis.Cap. iQ.DeAu-
vacalione, quomoclo seqiialui*. Hi clepri- ditoribus Uotae. Cap. 20. De Cancella-
vnlioiieOr(icialium,an, et exquibuscau- Cap. 21. De Cancellaria
ria A[)ostoiica.
sis in pai'ticulat'i, absque OriìcioiMun siq)» Regente. Cnp. 22. De Abbreviatoribus
pressione, fieri valeat. Ctip. 14. Ari Papa utriusque Parci. Cap. 23. De Secrelariis
vel alter Princej)s possit suppiiinere, ia- Apostolicis. Cap. 24- De Scriptoribus A-
vilis Ofììcialibus, aliipjod geuus Ofdcio- poslolicis Rrevium Archi vii, et uiinores
l'um , istaqiie occasiune enarratur Facti gratiae. Cap. 25. De Solicitatoribus, sive
series suppressionis Collegi! Secretario- Jannizzeris, et illorum l'raefecto.Cap. 26.
rum Aposlolicoriun, quae Imic operuin DeUegistratoribuSjMagislrisIlegistriBul-
iiiotiviun tieilil. Segretario
Nell'articolo larum,et Custode Registri. Cap. 27. De
Ai'osTOLico parlai dell'altra opera appo- Bullatoribus, seu Plumbatoiibus, et Col*
sitamente sctilla dal De Luca, per i'e- lecloribus Plumbi, Cap. 28. De Senescal-
stiuzione di tali udizi vacabili , e trovasi cOjSive Custode Cancellariae. Cap. 29. De
dopo il Tractatus de Ofjlcns Penali- Cubicularii.s,etSculift'ris.Cap.3o.De Mi-
bus Vacahilihus. Abbiamo di Tomma- lilibus s. Petri. Cap. 3i. De Mililibus s.

so Tommasi Gualleruzzi, Jiira et pri- Pauli. Cap. 32. De Mililibus Piis.Cap. 33.
vilegia Seeretariontm apostolicoriim, De Mililibus Laurelanis. Cap. 34- De Mi-
lioniae 1087. Cap. i5. Praesupposita le- litibus de Lilio nuncu[)atis. Cap. 35. De
gitima soppressione CoUegii, de quo ca- Praesidenlibus, et Porlionariis Piipae Ur-
pitulo praecedenti, quid restituendum es- bis. Cap. 36. De Summalore Literarutn
set Ollicialibusex legibus particularibus Aposlolicarutn. Cap. 37. De Datario Pa*
eiusdem Collegii. Cap. 16. De eadem re- pae. Cap. 38. De varia Vice-Gancellarii
stilutione prelii,dequo in capitulo prae- nomenclatura; quive hanc dignitateui
cedenti, facienda tribus locis Piis ,
quae oblinuerint. Questi scrittori, e gli analo-
habebaul Officia in perpeluum. Cap. i
7. gl»i miei articoli , mi dispensano da lun-
De eadem materia suppressionis Officio- ghi e minuti dettagli.
rum, et quid in eiuscasu reficiendum sit Moltissime notizie sugli ufilzi vacabi-
illorum possessoribusin genere, iuxta ter- li e sopra i vacabilisli riportò Novaes nel-
minos, et dispositionenj iuris communis. la Storia de' Pontefici^ le quali io debi-
Cap.iS.Deelf'ectibus, tara f'avorabilibus, tamente collocai a'Iuoghi loro. Egli cre-
quam odiosis, veldecommodis, et incom- de che l'origine de' vacabili e de'vacabi-
iiiodis,quaeremanent in Ofììciorum pos- listi possa nsalirea Martino V,come quel-
sessoribus,eliani postdimissumOfficium, lo che creò, o meglio sistemò gli uffizi

et quando successor teueatur ad debita, della Cancelleria apostolica con oppor-


vel ouera,et facla praedecessores.Cap. i
g. tune regole e stabilimento delle lasse,me-
An,et quando Officiales teneauturde fa- dianle la bolla In Apostolicae dignità-
cto substituti. Cap. 20. DeSocietale Of- tis, del I ." settembre 1 4 ' ^j Bull. Roin. t.

fici). In argomento scrissero ancora: Ber- 3, par. 2, p. 4^8 : De Officio et quali-


nardino Dmarelli, Uffici de Ila Cor te Ro- tatibus Scriptorum Abbrevlatoruni , et
manay eretti da diversi Pontefici^ dove li te ramni apostolicarum Caslodisque ,

notato iCjuanto sogliono vendersi^e quan- Cancellariatj ac Exaniinatoruni^ Bui-


to/ruttano ogni a nìio, Boìo^ììii 162.1. latoruni et Registratoriini^ Auditoruni'
Gio. Antonio Ferrajuolo, Il Monte Fa- c/uCf Procuratoru/n, et Notarioriun Ro-
cabile e non Vacabile^ Roma 1 642. Jaco- tae,etAdvocatoruniconsistorialiuni.Pev
bi CohelliojiTo////^ Cardinalatns et Ro- gli altri della dataria apostolica Sisto IV,
manae AidaeOfficialibus ^omd^e: 653. 1 Leone X e Paolo IH stabilirono le rego-
Cap. 7. De Yice-Cancellario. Cap. 8. De
1 1 le e le tasse, non solo per la rassegna, ma
V A e VAC 87
net' gli emoIutnenti,ddtuio a ciascun vaca- le ne fu privalo da Paolo H che nel 1464
bilista i) proprio disliulo esercizio pei* im- gli successe, accusato di congiura contro
pedire gli abusi di confidenza simoniaca di lui;ma egli dolendosene acerbamente
e di spedizione volontaria. Gli slessi Pa- ne riportò travagli e triennale carcere,
pi, e Sisto V il confermò assegnarono e , per cui sfogò poi il riprovevole suo risen-
donarono una porzione di vacabili della timento nella vita di quel Papa, colla qua-
cancelleria, per appannaggio del cardinal le terminò le sue Vite de' Pontefici. Ca-

vice-canceliiere, il quale nella vacabdità listo III nel 1455 elevato alla cattedra a-
poteva disporre a suo beneplacito, ossia postolica, tosto ebbe in cima de'suoi pen-
donare o vendere, nel modo slesso die fa- sieri d' infrenare le deplorabili conquiste
cevano i Papi; ed il prezzo degli uffizi va- de'turchi, a'(juali subito mosse guerra, e
cabili in discorso, allorché vendevano, si pe'dispendii fu costretto vendere e impe-
era senjpre quello reperibile. Questa pre- gnare gran parte degli ornamenti ponti-
rogativa del cardinal vice-cancelliere ri- ficii, e di alienare alcune terre del domi-

irocò e soppresse Innocenzo XI col molo- nio della s. Sede. Probabilmente pe'bi-
proprio Divina disponente^ de' 1 4 dicem- sogni urgenti in cui trovossi, per propu-
bre 1679, /?«//. ^om.i. 8, p. 127: Revo- gnare impavido la difesa della cristianità,
catur concessio facta Vìce-cancellario peli vendè segretaria ti apostolici a per-
.^^
i

(luaniplurium Officioriuri Vacabilium^ sone idonee, impiegando le somme ritira-


ijuae deano Camerae opostolicae resti- te per combattere feroci nemici del no-i

tuuntur. Gli uffizi vacabili tolti dalla no- me cristiano. Veramente il Pan vinio, con-
mina del vice-cancelliere furono: Reggen- tinuatore di Platina, ìxqW Historia della
leldellaCancelleria, 1 5 abbreviatori di par- vita di Sisto IV ^ che a Paolo li succes-
co minore, 6 abbreviatori di parco mag- se nel 1471J lasciò scritto: >» Ritrovan-
giore, 25 sollecitatori detti giannizzeri, 2 i dosi il Papa colle spese di tante guerre
iiotari delle cause del palazzo apostolico, (co'turclii, col re di Napoli, co'fiorentini)

ad unum dunitaxaiper ree. me. Clemen- bisognoso d'un gran denaio, fu il 1."Pon-
te PP. X praedeeessoreni nostrum redii- tefice, che ritrovasse nuovi uffizi da po-
c/^, Scubiculari, 7scud ieri partecipanli,2G ter vendere. Datone dunque il carico a
cavalieri di s. Pietro, 1 3 cavalieri di s.Pao- Sinolfo di Castro Otterico, protonotario e
lo,2 cavalieri delGiglio, 20 cavalieri Pii,il persona molto diligente, restituì gli ufti-

custode della cancelleria, il notaro, il por- zi degli abbreviatori minori già creali da
tiere della medesima, un notaro delle con- Pio II, e poi da Paolo li, il quale uf-
tolti

traddettee un notaro delle confidenze^zVe fizio vendè molto bene. 11 medesimo fe-
De consuetis nuncupatum, nonnullaque ce degli uffizi de'sollecitatori delle lettere
far san alia Officia huiusmodi vaeabi- apostoliche. Introdusse anche l'uffizio

lia, quae pariter in pr aesenti lìlotu pro- d'alcuni,che intervenivano a quante scrit-
prio prò plenC) et suffìeienter expressis ture pubbliche si celebravano, e senza lo-
liaberi volumus. Calisto ili trovando ro non se ne poteva alcuna fare. Ma que-
che il numero de'segrelari apostolici, del- sto uffizio fu da Innocenzo Vili suo suc-
l'introduzione de'quali non si ha certa no- cessore estinto. Introdusse ancora gli uffi-
tizia, al dire di De Luca , non erasi mai zi de'giannizzeri, degli strudiotti ede'ma-
stabilito, lo prefìsse a 6, il che confermò malucchi. Ma quest' ultimo fu da Inno-
il successore Pio 11, insieme a'ioro privi- cenzo Vili annullato (anco quello degli
legi ed emolumenti, negli atti de' quali si strazioti, senza restituir laro il denaro, e
legge che fossero uffizi venali, uno de'qua - alle loro querele corrispose con ricever-
li col pagamento del suo prezzo Pio li li benignamente: ciò rilevai nel voi. LI,

concesse al famoso storico Platina, il qua- p. 49). Ordinò fiaalmente 9 notari del-
88 V A C V AC
la camera apostolien, a'quali assegnò tut' ti pe'bisogni della s. Sede), i quali denari
te reulrate, ch'erau prima d'un solo, il non spese vanamente, poiché primi due i

quale era capo degli altri. Sisto IV fu an- anni del pontificato, essendo il turco for-

cora il primo, che vendè gli uffìzi del prò* midabile per infiniti danni fatti a'cristia-

curatore della camera, del notariato apo- ni, spesei5o,ooo scudi a mandar all'ar-
slolico, del protouotario del Campidoglio, mata contro quello per reprimere il fu-
del notariato dello studio (quanto pregiu- ror suo, come in buona parte ne segui ef-
dizio resea'professori ògW' Università ro- fetto, di che ne riportò infinita lode ...
mana, in queir articolo lo dissi; mentre Sgravò la Chiesa e insieme il palazzo e
,

nella biografia lo difesi dall'imputazione sua corte di tutte le spese superflue; e le-
di complicità nella tragica congiura de' vò l'uffizio de' matnalucchi, non gli pa-
Pazzi),della mensuratura del sale,e del ca- rendo necessario". Il De Luca dice che
meratorio della città. Ritrovò nuovi Da- Innocenzo VI Il,estinli 6 antichi segreta- i

zi (/ V, et accrebbe gli antichi. Riscosse ri , formò il collegio di 24


compresi essi

non senza macchia d' avarizia di molte con assegnazione di emolumenti, ed il


Decime (^.) da'prelati. Ma queste cose nuovo collegio gli pagò 62,400 scudi
si debbono, al parer mio, a necessità at- d'oro di camera, che in quel tempo im-
tribuire, oParenti (^ .),e ministri suoi
ii portavano circa 85, 000 scudi, per estin-
piuttosto massime non essendo sino a
, guere debili contratti co'pegni del trire-
i

quel tempo stato Pontefice ne d' animo gno e altri papali ornamenti, per libera-
più generoso uè più pronto nel be-
di lui, re Roma dall'insolenze e delitti d'alcuni
neficar altrui". Nel gli fu surrogato
1484 uomini armati; disponendo in caso di re-
Innocenzo Vili, del quale narra Io stesso voca degli uffizi la restituzione delle som-
Panvinio nella sua Fita.*» Ha vendo ritro- me a' vacabilisti , riservandosi l' elezione
vato la Sede apostolica esausta per le d'un segretario domestico per le spedizio-
grosse spese fatte dal suo antecessore (per ni segrete. E perchè alcuni poco idonei
difendere il dominio della Chiesa) fu co- pretendevano acquistare tali uffizi nel ,

stretto apparecchiandoseli molti trava- 1488 dichiarò con breve, che ninno si
gli, di creare ^5 ufHziali delle bolle di ammettesse senza precedente esame e ap-
piombo (Novaesdice 5i piombatori delle provazione del collegio stesso. Quindi il
bolle, da' quali ricavò 26,000 ducati d'o- De Luca narra gli uffizi donati: uno da
ro, vendendosi ciascun uffizio sSoo duca* Alessandro VI all'ospedale del ss. Salva-
ti), e 26 segretari (cioè ne ampliò il col- tore; altroda Paolo III a quello di s. Spi-
legio con altri 24, in tutti 3o , da' quali rito, mediante permuta di casali e tenu-
uffizi ricavò 62,400 fiorini o scudi d'oro, te, ed anche altro, il quale pervenuto ia

secondo Novaes: la bolla Non debet^de' possesso del cardinal Farnese, questi col
3i dicembre 1487 sottoscritta dal Papa beneplacito di Pio IV lo die al capitolo
e da 16 cardinali, presso il Bull. Rom, t. di s. Eustachio, in pagamento di parte

3, par, 3, p. 212, dichiara Anipliatìo : del prezzo d'un casale chiamato Torre
Collega Sex Secretariorum apostolico- Vergata , che comprò dal capitolo per
rum ad numeruni vigint{(juatuor : Et 1 5,000 scudi, col patto in caso di soppres-
praejinitio Officii unius Secretarii do- sione degli uffizi, il cardinale fosse tenuto
mestici:Cu7nemolum.entorum tam ipsius restituire ovvero ii,ooo scudi.
il casale,
Secretarii, quani totius Collegii, privi- Moltissimi scrittori affermano che Ales-
legiorumfjiuc concessione), e 3iO presiden- sandro VI nel 5oo creasse un nuovo col-
1

ti Ripa (Novaes aggiunge che creò più


di legio di 80 Scrittori de brevi yiifCm vaca-
di 3oo ufflziali, ognuno de'quali compra- bili che ciascuno si pagava ySo scudi d'o-
va l'ufluio per 200 pesi d'oro, incamera- ro, 11 successore Giulio li colla bolla Si*
1

VA e V AC 89
ciUprudenSy deli.° dicembre i^ioy, sot- d^oro, ed i motivi di tali aumenti e crea-
toscritta da hxìymann propria subscripsi\ zione di vacabili. Paolo 111 nel 1 545 isti-

e da 27 cardinali, ciascuno de'quali pii* tuì i cavalieri Lauretani, de'qnali ripar-


re al nome aggiunse maini propria sub- lai nel voi. XXXIX, p. 244» collegio di
scripsi, Bull. Rom. t. 3, par. 3, p. 299 : vacabilisti poscia aumentati daSistoV pri-
Jnstilutio Collega Scriptorum Archivii ma con 200 per la somma di 100,000
romanae Curiae Notariorum in causis scudi, indi con altri 60 col pagamento
Commissarìis in Urbe ^apucljudices prò- per ciascuno di 5oo scudi, assegnando
prios notarios non liabcntes. Etconces' loro rate di fi'utti sulle spedizioni della
sia facultatis creandi alios Notarios^ dataria e cancelleria apostolica. In segui-
ac legitiniandi bastardos. Lo costituì lo i Lauretani si accrebbero
vacabilisti
di I o I Scrittori d'Archivio, compresi i o fino a33o, pe'70 aumentali neli656 da
maestri correttori, e stabiliti gli eoiolu» Alessandro VII in occasione di traslata-
menti ordinò che ciascun uffìzio vacabile re ecommutare le spese de' luoghi di
si pagasse 5oo ducali d' oro di camera; monte vacabili, per minorazione di frut-
destinando a prolettori del collegio i car- ti alla camera apostolica e restituzione de*
dinali Fice-cancclliere e Camerlengo, capitali a'montisti.LostessoPaoloIII nel
ed il prelato Uditore della camera. Di- i546 eresse il collegio de' vacabilisti di
poi Paolo III colla bolla Romani Ponti- 5o cavalieri del Giglio, quali per l'ac- i

ficis^ de'3i ottobrei537, Bull. Rom, l. quisto de'vacabili contribuirono 25, 000
4, par. I, p. i52: celar alio et amplia-^ D scudi d'oro alla camera apostolica, asse-
tiofacultatem Collegii Scriptorum Ar- gnando loro dalle rendite della provin-
chivii romanae Curiae, in legitimandis cia di Viterbo annui scudi 3ooo d' oro.
bastardis. Di più Giulio li eresse il col- E finalmente nel i547 Paolo III istituì
legio de'i4i vacabilisti denominati Prc' il collegio di 200 vacabilisti cavalieri o
sidenti o Porzionari di Ripa o dicW An- soldati di s. P^o/o, i quali somministra-
nona, e rannoveiò alla Cancelleria a- rono 200,000 scudi: il Bovio scrisse che
poslolica: ricavò 91,000 scudi d'oro,
ci pagarono 00,000 scudi d'oro di stampa,
1

e loro ne assegnò dal sale 10,000, col- e che furono assegnati sull'annate e sul-
Tincarico di procurar l'abbondanza delle le dogane il 20 perioo. Paolo IV a' va-

vettovaglie, massime provenienti per ma- cabilisti cavalieri del Giglio aggiunse al*

re. Leone X l'aumentò con altri 6 2 pre- 1 tri 3oo al collegio loro, da'quali la came*
sidenti porzionari di ripa, da'quali trasse ra apostolica introitò i5o, 000 scudi d'o-
286,000 ducati d'oro. Inoltre Leone X ro , assicurandogli l' annua rendita di
istituì il collegio de'vacabilisti cavalieri o 18,000 scudi. Pio IV neh 559 eresse il

soldati di s. Pietro^ composto di 4o i per- collegio di 375 cavalieri Pu' partecipan-


sone, ciascuna delle quali p;ìgarono 1 000 ti, vacabilisti cheneli56o aumentò d'al-
fiorini d' oro, e gli assegnò dalle dogane tri 160: in corrisposta agli acquistati va-
di Ripa e altre l'annua rendita di 5 scu- cabili, a tulli assegnò l'annua pensione di
di per 1 00, oltre i privilegi che loro accor- scudi 34,5oo, poi forse accresciuti a scu-
dò. Accrebbe il collegio ì\q Cubiculari al di 73,000. Essendo l'erario pontificio ag-
numero di 60, e degli Scudieri a ^o,àQ \ gravalo di molti debiti, il Papa preferì al-
quali i primi compravano l'uffizioche lo- l' imposizione di nuove gabelle, l* istitu-

ro rendeva 90,000 fiorini, ed a'secondi zione di quest'altri vacabili. Nel 1 572 di-
1 2,000 fiorini,comealtestaNovaes.Dis- venuto Papa Gregorio XIII sgravò tosto
sta CANCELLERIà APOSTOLICA, COl Bovio, in parte i sudditi pontificii dalle pubbli-
altre analoghe notizie, cioè che i cavalie- che gravezze, e ricomprò con generale
ri di s. Pietro pagaroao 44»>ooo fiorini soddisfazione 1' uffizio dell' avvocato del
9° V A C V AC
7'7*ro,eliJlli i Fiscaiatidi Ro«naj5ni ven- bili e luoghi di monle, ma quanto a'nuo-
duti dati' autecessorti s. Pio V a diversi, vifurono pochi e non quanti pretesero
acquali tulli restituì il prezzo che aveano l'anonimo Vallicelliano e nitri che lo se-
«boritalo. Nel 1 585 gli il gran Si-
successe guirono; e nel crearli il fece per minor
sto V. 11 p. u). Casimiro Teinpesli dello aggravio de'sudditi, per molivi utilissimi,
stesso suo ordine e di lui benemerito sto- per l'abbellimento maestoso di Roma, e
riografo ne vendicò le calunnie colla per grandi necessità. Nel riformare gli
Storia (lidia vita e gesta di Sisto Vdcl' antichi uflì/.i vacabili e luoghi di monte
t ordine de minori conventuali. Nel 1. 1, lo fece per estirpare abusi e [>er liberare
lib. i6, svolse l'argonieato : Sisto V per la camera apostolica da tanti debili, con-
supplire a' bisogni della Cliiesa imitò i tratti speciahiienlepe'luoghi di monte ca-
suoi predecessori e nel creare e nel rifor- merali non vacabili. La biografia che di
mare gli ufilzi vacabili. Avanti il p. Tem* lui scrissi, tolti i numerosi articoli riguar-
pesti era voce volgare e comune, clie Si- danti i vacabili e i monti, e le sue grandi
sto V avesse aggravato straordiuai^iamen- opere meravigliose e monumentali giu-
le i sudditi, e fosse slato di pregiudizio stificano l'incomparabile fedeltà sull'uso
grande, ancor dopo la sua morte, a tut- lodevole del denaro raccolto in breve spa-
to il dominio ecclesiastico con lauti luo- zio di tempo. Anzi tutto^ col p. Tempe-
ghi di monte da lui eretti, con tante ga- sti, conviene formare il seguente esalto
comu*
belle da lui imposte; e questa voce catalogo degli uffizi vacabili , cioè degli
ne ebbe origine da alcuni malcunlenti, uffìzi che passando da una persona all'al-
a'quali tolse di mano quello ch'era della tra, o si esercitavano dalle medesime, eb-
s. Sede e di tutti sudditi della mede- i bero il nome di J^acabili. Quando Si-
sima in generale. L'anonimo Vallicellia* sto V maggiore de'troni,
fu sollevato al
no nel dusi cortigiano di Sisto V non , gli uffizi vacabili erano da gran tempo iu

confessò ch'egli pure era uno de'malcon- uso, cioè seguenti, de'quali tulli aven-
i

teuli, nello scrivere che non si condannò do trattato negli articoli di sopra citati,
la causa per radunare denaro, ma il mo- non mi rimane che descriverli con po-
do, avendo angariate le Provincie con l'a- che parole, per dare qui una semplice i-
cerbità delle gabelle e con lauti luòghi dea dell'operato da Sisto V; mentre del-
di monte. A tante strane opinioni, ripe- l'uso fallo del ritratto dagli uffizi vaca-
Uile successivamente sino al p. Tempe- bili, e da' nuovi Luoglii di Monte isti-

sti ,
questi mostrò che Sisto V non im- tuiti, ne' medesimi articoli li riportai, e
pose die una sola gabella d' un quattri- così notabilmente accorderò il riferito
no delta deila foglietta per ciascuna di dal p. Tempesti, coli* autorità del quale j
vino a minuto, la quale lolsedopo un an- in essi pure procedei. Segretari aposto-
^
no, e che se le sue provvide leggi si fosse- liei. Canierlengato. Uditore generale del-
ro conservale inviolabili, non solo non a- la Camera. Tesoriere generale. Prcsiden"
vrebbero portalo [uegiudi/io alcuno, ma te della Camera. Reggente di Cancelle-
sarebbero stale anzi t'ecomle di pubbli- ria. Uditore delle Contraddette. Udito-
che utilità. Certamente egli non fu iu- re delle Confidenze. Correttore delle Con-
veulore degli ufQzi vacabili, de'luoghi di iraddette. Prefetto delle minute de' Brevi.
monte vacabili e de'luoghi di monle ca- Revisore delle minute de' Brevi. Presiden-
merali non vacabili, perchè lutti già e- te de' Sollecitatori chiainaiiGiannizzeri,
rano in uso anticoi benché maligni e gl'i- i Presidente del Piombo. Chierici di Ca-
gnoranti spacciarono o crederono il con- mera 1 1. Protonotari apostolici parteci-
trario. Sisto V ad imitazione de' prede- panti ii. Abhreviatori di parco mags^io-
cessori riformò o creò nuovi ufilzi vaca- r£ di Cancelleria 1 2. Se r ilio ri apostolici
V AC VAC 91
100. Scrittori di Brevi 8r. Scrittori di la cura di depularlo,perc) coll'approvazio-
Penitenzicrici di minor grazia if. Pro- ne del Papa, al collegio, il quale per sov-
curatori di Penileiizieria di minor gra- venire alle gravi necessità della s. Se-

zia 24* Abbrevialori di parco minore di de , spontaneamente sborsò alla camera


Cancelleria 60. Sollecitatori apostolici 25,000 scudi d'oro. Canierlengato: col-
delti Giannizzeri 100. Correttori d' Ar- la bolla Praeclara tui generis nobilitaSy
chivio 8. Chierici del Registro 6. Regi- de'23 marzo 588, lo conferì al cardinal
1

stratori di Suppliche 20. Registratori di Enrico Gaetani per 5o,ooo scudi cioè ,

Bollei^. Maestri delleSuppliche ^.Mae- 10,000 di meno da quanto l'avea paga-


stri delle Bolle S. Cubiculari 60. Procu- lo il cardinal Vastavillani sotto Gregorio
rotori delle Contraddette 1 3. Notari del- XIII, e non in tempo di s. Pio V, come
V Uditore della Camera i o. Segretari di vuole il p. Tempesti. Da tale uffizio ave-
Camera 4- Notari Ro-
degli Uditori di va smendjrato 6,000 scudi d'annua ren-
ta 4. ISotari del carduial Sicario di Ro- dita per assegnarne 2200 a'5 nuovi chie-
ma 4- Cursori del Papa rg. Mandatari rici di camera, e co'residuali 38oo crea-
del Tribunale del Governo fj. Maestri del re il Luogo di Monte Canierlengato va-
Piombo 3. Notaro pe'processi de Fesco- cabile, coTrutti del
9 per 100 a ciascun
vi. Notaro delle Ripe. Notaro di Borgo luogo, col disposto della bolla Non secus
civile e criminale. Notaro de^ Maestri di ac prudenSj de' 12 settembre 1587. Te-
strada. Notaro de' Mercanti. Notaro de soriere generale : restituì 1 5,000 scudi
Protomedici. Notaro delle Contraddet- d'oro all'ingannato tesoriere Duonfiglioli,
te. Notaro dell'agricoltura. Notaro de- e per 5o,ooo scudi conferì l'uffizio a Be-
gli Ebrei e Neofiti. Officio dell' Assesso- nedetto Giustiniani, dopo avere riserva-
re delle strade. Depositeria de' Collegi to da'frutti dell'uffizio annui scudi 5ooo,
de^Facabili. Porzioni di Ripa 364. Col- che applicò al nuovo Luogo di Monte
lettori del Piombo i^. Scrittori d^ Archi- Tesoreria. Uditore generale della Ca-
vio.
9 1 . Scudieri apostolici i o4- Presi- mera: allorché vacò la carica, per l'an-
denti dell' Annona 1
4 1 Mazzieri 1 4- Of-
. teriore prezzo di 60,000 scudi, colla bol-
ficiali della verga rossa 6. Custodi del-
1 la Ad tui generis nobilit., unendovi le cor-
lai.'' catena 3. Custodi della 1." catena rettorie dell'archivio, la conferì ad Ora-
1. Porzionari della i." e 2.' catena 5. zio Borghese. 11 Novaes disse che lo pa-

Cavalieri Lauretani 33o. Cavalieri del gò 70,000 ducati, e che morendo poco
Giglio 35o. Cavalieri Pil 67 i. Cavalie- dopo, Gregorio XIV nel 59 senza prez- 1 1

ri dis. Pietro 601. Cavalieri di s. Paolo zo l'attribuì al fratello del defunto Ca-
200. Dopo questo calalogo, il p. Tempe- millo, poi Paolo V. Chierici di Camera:
stipassa ad esaminate quali e quanti de' ristabilì il numero di 12, da 7 cui eran-»
nominati uffizi vacabili fossero istituiti o si ridotti, stabilendone il prezzo di ciascu-
liformati da Sisto V, notando che il loro no a 4'2,ooo scudi, e senz'aggravare l'e-
Dìaggior numero, come fissalo sulle spedi- rario assegnò la suddetta rata di scudi
zioni delle lettere e grazie apostoliche di 2200 del camerlengato a'novelli 5 chie-
Dataria, Cancelleria ^Segreteria de' Bre- rici di camera, da' quali ricavò scudi
che rappresentavano risalgo-
vi, ^\\ uffizi 2 I o,ooo.Commissario generale deliaca-
no a remota antichità. Collegio dii'segre- mera apostolica (che per supplire nell'as-
tari apostolici: colla bolla Romani Pon- senza e impotenza del Tesoriere genera^
tificis, del i.° aprile i586, Bull. Rom. I. le, non poco ne riparlai in quell'articolo):

4, par. 4) p. 201 lo riformò, no stabili


, pe'cospicui lucri che traeva, volendo Si-
gli emolumenti con lasse, soppresse Tuffi- sto V che parte ne fruisse la cauìera, pro-
zio del segretai'iu domestico e ne ultribuì mosse il comuiissario Gio. Bernardino
9!i VAC VAC
Piscìhn nlln prefettura ili Norcia, dicliia- vacabile conferendola a Paolo Biadi, per
rò l'iifìfizio venale e vacabile, ed unendo- 23oo «codi d'oro, pari n romani scudi
vi Tamoìinistrazione delle scritture del- 3795. Reggente dell^ Archivio generale
l'archivio, lo concesse all'ottimo curiale (U.) per le pubbliche scritture di lutto
GollVedo Lomelliui genovese, referenda- lo stato e per vegliare sui TVo/^n (di cui

rio e prelato domestico, colla bolla Ad riparlai a Scriniari): l'istituì colla bolla
excelsitni, de* 1 2 ottobre 1 5S6,ButLRotn. Solicitudo pastoralis, del i ."agosto 588, 1

ì.4j par. 4> P' 259, il quale pagò 20,000 Bull. Boni. t. 5, par. i , p. 1 5; e colla bol-
scudi in sovvenimento de' bisogni di s. la Solicitudo ministeriiy de* 3i ottobre
Chiesa. Tesoreria della Dataria aposto- i588, Bull, 17, Io dichiarò uffi-
cit., p.

lica: Io dichiarò uffizio vacabile colla bol- zio vacabile, e l'assegnò pel prezzo di scu-
laUt ingens tiel 585, e V accordò per
i di 25,000 a Fabio Orsini referendario di

34,000 scudi n Girolamo Rustici roma- numero, coir emolumento di scudi 100
no, vescovo di Tropeo,assegnaudogli per mensili. Notari Capitolini o del Senato
appannaggio 5 scudi d'oro per ogni 100 Romano (U.): di questo collegio ne fu ri-

di tal moneta, quali per abusiva con-


i formatore e creatore colla bolla Utlitiuni
suetudine si spartivano tra loro i mini- diuturnitati, de'29 dicembre 586. Fissò 1

stri delle spedizioni, onde annualmente il nuuìero a 3o, de'quali i 5 per ciascun
«e traevano grosso lucro. Uditore delle collaterale, li dichiarò uffizi vacabili col
Confidenze: cvtòVu(\\[oi'e delle confiden- prezzo di 5oo scudi l'uno, onde la came-
ze beneficiali in giudice perpetuo degli a- ra introitò 1 5,000 scudi. Alle vacanze poi
busi simoniaci, e colla bolla Divina Dei stabilì, che la collazione appartenesse per
•providenlia, del 1 ."novembre 1 586, Bull. lai .'volta al datario, indi a'conservatori
cit., p. 270,10 dichiarò uffizio vacabile, e priori de'caporioni. Assegnò in dote al
e lo conferì al degnissimo Alessandro Ca- collegio la 4.'' parie di lutti e singoli gli
talani romano, abbreviatore e referenda- emolumenti, mercedi ec, la quale si do-
rio, per 2000 ducati d'oro pari a 33oo vea dividere tra' notari ogni mese; e. la

sciuVìi'omanì.Protonotari apostolici par- 3.' parte degli emolumenti provenienti


tecipanti: òa 7 gliatuTientòai2 colla bol- dalla mercede degli slromenli transunti
la Romnnus Fonti/ex, de' 16 uovembre de' notari defunti tanto nell'archivio,
i585, Bali, cil.jp. i6r, mediante il pa- quanto altrove, non però esistenti ne'me-
gamento di scudii2,5oo per ciascun uf- desimi uffizi notarili; e 1' intera parte di
fìzio, in tutti introitandola camera scudi tutti e singoli gli emolumenti che prove-
62,500; e perciò aggiunse all'ampliato nivano dalla mercede degli atti e dalle
collegio l'annua rendila di 1980 scudi. scritture de' notari defunti, trasferite e
Referendari dell'una e V altra Segnatu- da Tribunale Ca-
trasferirsi alla curia del

ra (U.): ridusse il collegio a 70 prelati pitolino. Termina il p. Tempesti la di-


per la Segnatura di grazia e la Segna- fesa di Sisto V con osservare, che suoi i

tura di giustizia (^.), con 3o sopratmu- nemici divulgarono 1' ingiuriosa taccia,
meri j roa non trovo propriamente che per aver giovato all'erario pubblico eoa
fossero dichiarali uffizi venali, né l'asse- togliere ad alcuni pochi particolari quan-
gna lo prezzo. Ct;i^<7//er/Xrt?/re/rz/i/': gli au- to a suo danno e senza ragione ampia-
mentò di 260 e ne ritrasse 3o,ooo scu- i mente lucravano, onde non pochi dive-
di, assegnando a questi uffizi vacabili 200 nivano più ricchi del principe. Clemente
scudi per ciascuno, sulle spedizioni di da- Vili colla costituzione Aequuni reputa-
taria e cancelleria, specialmente delie nu- y/j«.y, de'9 febbraio 1593, Bull. Rom. t.

merose matrimoniali di minor grazia. 5, par. i,p. Ualidatio erectionis Of-


4 1 5;
Stamperia Camerale (F.J: la rese uilìzio ciiPraesidis Cancellariae prò expedien-
VAC VAC 93
dis lìterìs quorumcumqiie OfJlciornmVa' per racquislo di ciascun vaoibile, anche
cahìlium. Urbano Vili del r623 tolse de'compeiisi proporzionali agli aumenta-
la facoltà di dispone degli uffizi vacabili ti frutti che ne traeva, olire altre esigen-
della curia romana, coaie moderò il po- ze. Si fece causa nel tribunale della Rota,
tei' trasferire le Pensioni ecclesiastiche^ e nel riferito trattalo del cardinal De Lu-
e nella sua Storia lo riferisce Novaes. Il ca, che tutto riporta, vi è pure sulla que-
Lunadoro nella Retatio ne della Corte di stione il Discorso aif ami le dispute Ro-
Roma pubblicata nel 16^6, riporta di- tali, circa la soppressione del collegio de'
verse notizie sulle rendite desili uffìzi va- segretari apostolici fatta dallaSantilà di
cabili, registrando a parte i seguenti uf- N. S. Innocenzo XI. Quanto al § 3o: Se
fizi venali,i quali non esercilavanogiuris* il prezzo degli uffizi vacabili sia capitale
dizione, acquistandosi pe'prezzi che dirò; o frullo, opina il De Luca. » Primiera-

gli emolumenti ricavandosi dalle tasse e mente, che il prezzo degli uffizi venali va-
rendite ecclesiastiche impegnale da* Papi cabili veramente nella sostanza non co-

ne'bisogni della s. Sede. I quali ufiizi e- stituisce capitale, ma è un'anticipata per-


i*ano lutti a vita de'possessori, e vacando cezione di que'frutli ed emolumenti, che
si vendevano di nuovo, ed il prezzo che se per altro in ciascun anno si otterrebbe-
ne ricavava era considerabile ed a disposi- ro dal Principe, quando gli uffizi noa
zione de'Papi; sebbene nelle dette vacan- fossero venduti; sicché come per una spe-
ze alcuni vacabili liberamente spettavano cie di censo vitalizio regolando la vita
al cardinal vice-cancelliere. Scrittori di dell' uomo
con un lenjpo verosimile, si
penitenzieria ducati 2900; Scrittori apo- stabilisceun prezzo proporzionato a que-
stolici 1800; Cubiculari apostolici 1700; sta verosìmilitudine, in quel modo che

Scudieri apostolici i3oo; Segretari apo- la legge nelle cose vitalizie ha fatto una

stolici 9ooo;Scrittori de'brevi 8oojGian- tassa generale ed uniforme a guisa del-


nizzeri oSol lecitalori yoojPiombo 900;
1 1
le vendile o cessioni dell'usufrutto, ovve-
Cavalieri di s.i5oo; Cavalieri di
Pietro ro delle pensioni o anche delle vendite
s. Paolo 1600; Cavalieri del Giglio 5oo; delle case e degli altrf beni stabiliti a vi-
Cavalieri Pii 5oo; Cavalieri Lauretani ta, conlenendosi in tal modo la compra e
5oo; Archivio 2200; Porzioni 800; Pre- la vendita d'un'alea (sic) incerta, parago-
sidente 600. Offizi del palazzo apostolico: nata alla rete che si butta nel mare, la
Prima catena ducati 3oo; Seconda cate- quale contiene egualmente il comodo e
na 3oo; Porta ferrea 3oo; Custode del- l'incomodo, ovvero la perdita e il gua-
le pitture 1000; Verghe rubee 600; Maz- dagno d'ambo i contraenti; imperciocché
zieri 600. Innocenzo XI non polendo quella vita la quale da principio si valu-
tollerare che nella corte pontificia si ven- ta per un cerio spazio verosimile di tem-
dessero per denaro gli uffizi, benché que- po, può essere molto breve, sicché il com-
sti nulla avesserodi ecclesiastico, soppres- pratore faccia una perdita notabile, e il
se il suddellocollegiode*segrelari aposto- venditore un notabile guadagno, e all'in-
lici nel 1678, e per equità restituì a cia- contro può esser mollo lunga , in modo
scuno de' segretari vacabilisti quanto a- che il venditore faccia una gran perdila,
veano sborsato. E siccome sul collegio e il compratore un gran guadagno, per lo
godeva una rendita 1' Ospedale del ss. che il prezzo di queste vendile viene sti-

Salvatore^ in quest'articolo notai il com- mato come un frutto annuo delIaDalaria,


penso che gli die il Papa. Il collegio de' e come tale si consuma negli usi corren-
segretari apostolici non solamente si op- ti, in modo che non può dirsi estante nel-

pose alla sua soppressione, ma pretese, la specie, ovvero nell'equivalente, sicché


oltre la restituzione delle somme pagale la Camera di presente lo possieda , con-
94 VAC VAC
forme di sua nalurn sej^ne nel prezzo di rinfrancali del prezzo nel capitale du-
quelle robe o ragioni, delle quoli se ne plicatamenle e di vantaggio. Onde quan-
vende in perpetuo la sorte principale. E do anche ad alcuni possessori degli uffi-
questa valutazione di vita, secondo la più zi assista l'ecpiità pel motivo della buo-

alta ragguagliazione si restringe dentro na fede, tuttavia per questa ragione cessa
lo spazio dii5 anni, per quel che c'inse- in gran parte questa equità a loro favo-
gna la pratica notoria e comune, de'quin- re, e maggior ecjuità assiste alla Camera
denni spirituali e profani. E da ciò na- lauto danneggiala che non debba soggia-
scono due cose. Una del gran pregiudi- cere a quest'altro danno. Ed in quarto
zio e della gran lesione che risulta alla luogo si deve presupporre, che quando
camera nella niaiigior parte di questi uf- un contratto nel progresso del tempo si

fìzi, che essendo venduti per quel prez- scuopre notabilmente ingiusto e lesivo, *

zo, che verosiofiilmente imporla e si sti- benché da principio fosse giusto , se ne


ma la vita d'un uomo, ciò non ostante può pielendere la rescissione, anche col-
per mezzo delle rassegne si sono fatti la restituzione, ovvero coli' imputazione
quasi perpetui, a segno che molti di essi de'frutti notabilmente eccessivi, e parti-
passano un secolo intero, e di vantaggio, colarmente quando si o tratta di pupilli,
conforme di sopra nella narrazione del di Chiese,odi altri, quali non potendo
i

fatto si è detto. E altra che il prezzo


1'
, amministrare il suo per se medesitni, vi-
non può dirsi estante, e per conseguenza vono sotto l'altrui legale necessaria am-
non vi entra l'equità naturale, la quale ministrazione, mentre la legge presume
proibisce il ritenere la roba ed il prez- una mala fede in quelli, quali con essi i

zo. Per che senza violazione della giu-


lo facciano siffatti eccessivi guadagni. Che
stizia, col rigore legale, avrebbe potuto però stante questi quattro assunti, par-
e potrebbe la Camera pretendere, a gui- te di fatto e parte di ragione, quando an-
sa del pupillo e della Chiesa, di non es- che non si restituisse cos'aicuna, ciò non
ser tenuta a restituzione alcuna del prez- sarebbe lontano dalla giustizia e dall' e-
zo pagato, come non estante. Secotidaria- quità, eccettuatone que'pochi, quali da i

mentesi deve presuppone, che l'aumen- tempo moderno, col pre/zo corrente al-
to notabile degli emolumenti non è nato terato,hanno compro l'ufilziodallaCa me-
dalla diligenza degli uffiziali, ovvero dal ra, e ne hanno percetto poco fruito, sic-
benefìcio del tempo, ma dal fatto del me- cbé non si adattano le suddette ragioni;
desimo Principe e de'suoi uflìziali, collo e da ciò si può scorgere con quanta e-
spedire molli negozi per questa segreteria quità e circospezione si sia proceduto,
de'brevi, che per avanti si spedivano per piuttosto aggravando Camera. Da tut- la

la penitenzieria e per la cancelleria, ov- tociò risulta la risposta al fondamento


vero per le sagre congregazioni, ed an- de' donatari immediati possessori cioè ,

che per gli ordinari de' luoghi. Dunque che devono le donazioni de'principi esse-
ninno si può dolere se il Principe toglie re ferme e stabili, poiché ciò cammina
quel beneficio, che ad esso è piaciuto di bene, quando senza giusta causa si fac-
concedere. In terzo luogo si deve presup- cia la rivocazione d'una donazione parti-
porre, che particolarmente pe'donatari, colare, in modo che l' atto di sua natura
ed anche per quelli i quali ne'tempi più sia illecito e proibito dalle leggi, non già
antichi hanno comprato questi uffizi a quando ne'casi particolari I' allo sia le-
prezzo «nollo inferiore, si è fatto un gua- cito, conforme particolarmente al nostro
dagno troppo eccessivo del i Qs e del f5, proposito segue, quando donatore di -il

ed anche del 20 e più per cento nello venti povero, e il donatario sia ricco, mol-
spazio di molti anni, dimodoché si sono to più e fuori d'ogni dubbio, quando l'at-
V AC VAC 95
to è universale ordinalo ad altro fine pei per aver Papi condonato il prezzo «'car-
i

beneficio pubblico, dal quale perindiiel- dinali camerlenghi, per nominarvi ordi-
lo, ovvero per conseguenza segue che la nariamente cardinali nipoti, a'quali an-
i

donazione rimanga inutile, imperciocché zi talvolta donarono altri vacabili di mi-


altriroenli ingiuste e irragionevoli sareb- nor entità), cioè di Uditore generale^ di
bero le celebri e approvate costituzioni Tesoriere generale , di 2 Chierici di 1

ri vocatorie delle i'^rtì'/ic/i/^/e di Bonifacio Camera^àe\ Presidente àtiW^ medesima;


IX, Martino V, Innocenzo Vili, Adriano i quali prelati amministravano la giusti-
VI, Pio IV, Paolo V e Urbano Vili, ol- zia, l'erario e le finanze, l'annona, le pub-

tre altre molte ". Prima di lasciare In- bliche strade, le forze marittime e milita-
nocenzo XI, non sarà forse del tutto su- ri dello stato pontificio ec, colla bolla Ad
perfluo che io ricordi, di trovarsi nel Dull. hoc unxitDeus,dei'ó ottobre 1692, /?«//.
^ Hom. t. 8, p- 58, in data del i." ottobre Boni. l. 9, p. 277; Aboletur venalitns
* 1678, la Tassa Jnnocenzìana per ilfo- Offìciorum Auditoris generalis causa-
ro ecclesiastico , ovvero dichiarazioni rum Curiae Camerae ApostoUcac^ ejus-
"per li emolumenti y che trarre si posso» dem Camerae Thcsaurari generalis ^
no dalle cause o materie ecclesiastiche duodecim Clericorum , et Praesiden-
o spirituali. Neil' Italia fu di nuovo co- tis. Quindi Innocenzo XII fece a'prelati

mandata l'osservanza di questa Tassa possessori di tali cariche restituire le vi-

da Benedetto XI 11 nel concilio romano, stose somme da loro sborsate per acqui-
al tit. De Foro compet., cap. unico. Il starle, ne soppresse in perpetuo la vena-
glorioso Innocenzo XII, dopo aver aboli- lità, onninamente volle che soltanto i
e
to il Nepotismo dopo aver abolito lutti
, meriti personali, e non il denaro, aprisse-
i tribunali ed i giudici de' Tribunali di ro in avvenire l'adito a chiunque per ot-
Roma particolari, eziandio rivolse il suo tenerle. Il ^ovaesneWa Storia d' Innocen-
animo e sollecitudine ad eliminare per zo X/ìy celebra quest'altra sua gloria im-
sempre un altro gravissimo abuso. Consi- mortale, e dice d'aver ordinalo la resti-
derando che pe'pubblici bisogni della s. tuzione de'denaii sborsati all'uditore, te-

Seée e del suo principato temporale, non soriere, 12 chierici e presidente della ca-
meno per soccorrere più volte la cristia- mera, il che ammontò poco meno d'un mi-
nità, aveano i Papi suoi predecessori re- lione di scudi, perchè le cariche d'uditore
so vendibili e vitalizi molti primari ufìì- e di tesoriere costavano ciascuna 100,000
zi della etnia e corte romana; che poteva scudi circa, ed ogni chiericato 80,000,
passar la cosa rispetto agli uffizi vacabili fruttando ogni anno 1*8,0 ilio per 100;
secondari e minori, che davano un mero e die Sisto V avendo reso vendibili tali

titolo d'onorificenza, o avevano un eser- uffizi camerali, Innocenzo XII nel proibir-
cizio non concernente amministrazione ne la vendita, e nel reintegrare dello sbor-
di giustizia; ed egli bramando che fosse salo quelli che allora l'occupavano, pro-
amministrala colla più scrupolosa inte- testò non più denaro ma reali meriti esige-
grila ed esattezza, in che era oltremodo re per conseguirli. Sebbene anche il No-
geloso, e vigilantissimo sulla condotta e vaes nella Storia di Sisto F procede col
scella de'magisti ali, percui in diverse oc- p. Tempesti, in quella d'Innocenzo XI l si

casioni die pubblici esempi di salutare ri- mostrò alquanto inesatloe un poco in con-
gore. Adunque tra' primari uflìzi di tal traddizione, sia coll'afTermare che detti i

indole comprendendosi i pnncipalissiuìi vacabili Sisto V rese vendibili , sia pel


componenti Tribunale della Camera
il maggior prezzo che attribuì a ciascuno,
apostolica (d camerlengalo era di fatto sia in fine nel credere che il restituito a-
cebsalo d'esser uffizio vendibile e venale ,
scese a poco meno d'un milione di scudi
96 V A G V A C
mentre il riferito superiormente ptio cìiia- al servizio della s. Sede, dovendo por-
i

rire il tulio, e quanto alle somme reinte- zionari estratti riprendere il loro denaro
grate, la bolla Innocenzianain parole e in in contanteo in luoghi di monte fra ^o
cifre dice: ascendens in toliun ad sum~ giorni dopo l'estrazione. Indi con chiro-
mani decies centenoriim, et viginti mil- grafo de'7 maggio, Benedetto XIV fece
liunt scptingentornm scxdecim scutorani la nuova erezione di porzioni vacabili del-

monetac romanae^ sivc 120,716 sento- le legazioni e altre provincie dello slato
rum. Già il Papa con bolla ile'3 febbraio, ecclesiastico, di scudi 100 l'uno, coli' an-
secondo il Novaes, avea prescritto, die nuo frutto certo di scudi 5 per porzione,
nell'avvenire gli uffizi e luoghi di monte oltre il godimenlo de'privilegi degli uffizi
Tacabili non si perdessero per la promo* vacabili della dataria. Pe'bisogni del te-
zione al cardinalato, ma a vantaggio della soro pontifìcio Benedetto XIV impose di-
catuera apostolica attribuì il risparmio di verse pubbliche gravezze, e sopra gli uf-

molte propine che appartenevano a'com- fìzi vacabili di 1 000 scudi dì capitale,paoli
pratori. Ed a benefìzio della stessa dimi- 10 annui. Glemente XlII nel 1761 abolì
nuì le rendite de' cardinali vice-cancel- e soppresse la venalità degli uffizi vaca-
liere e vicario di Roma. Indi Innocenzo bili de'notari degli Uditori di Rota, vQ'
XII colla bolla Circiimspecta Romani stituendo a'proprietari i loro capitali; e
Pontifìcis,óe% dicembre 1693, Bull. cit. nel r 762 parimenti estinse i notariali va-
p. 335, confermò le disposizioni de'pre* cabili del tribunale àé\' Uditore del Pa-
clecessori sulle Sportale (F,) ,
pe' giu- pa. Per la carestia del 1764 Clemente
dici e tribunali di Roma. Morendo nel XIII sui frutti de' vacabili impose la tassa
1697 il cardinal Paluzzi Altieri nipote già ordinala dal predecessore per altre
diClemente X e camerlengo di s. Ghiesa, pubbliche necessità. Divenuto Papa Pio
Innocenzo XII vietò affatto la vendita di VI neli775, rivocòcon moto-proprio le
tale uffizio, applicando parte degli emo- sopravvivenze sugli uffizi vacabili, accor-
lumenti del camerlengato alla camera a- date da Clemente XIV a varie persone,
poslolica, e parte all'ospizio apostolico di nominate a p. 4della Storia imparziale
s. Michele. Per la guerra navale contro i del Papato di Pio VI. Indi col chirogra-
turchi, sostenuta da s. Pio V, avea que- fo Cam Sanctissinnis, de i5 settembre
sto Papa imposto a diverse congregazio- 1775, Bull. Rom. cont. t. 5, p. 1 34: ^^-
ni monastiche annue somministrazioni , tinctio et respectiva concessio Vacali"
colle quali si eresse il luogo di monte Fe- liuni inclyti Populi romani, earumque
de, poi detto Religione. Denedetto XIV, regaliarum Salis. Ne darò 1' estratto.
al modo che narrai anco nel vol.LXXIV, Siccome nella sede vacante, per morte
p. 3 1 2, abilitò le congregazioni ad affran- del duca d. Carlo Cesi erano vacali 5 uf-
carsi da tale gravezza, con isborsare V e- fìzi vacabili capitolini , ciò produsse alla
quivalenle pagavano
al capitale di cui i camera capitolina un risparmio di circa
vistosi frutti. Per dare poi alla camera a- scudi 25o annui. Erano i vacabili gli uf-
postoììca un compenso del danno che ne fizi : dell' agente del popolo romano , il

risentiva, con moto-proprio dell' 8 gen- i.° custode della statua di Sisto V (in
naio 1
744. le concesse la facoltà di poter bronzo di Taddeo Landini ), il com-
"venire all'estrazione degli uffizi vacabili missario dell'acqua del Circo massimo, il

specialmente del collegio de' presidenti custode delle misure di Campidoglio, il


dell' annona, de'porzionari di ripa, e del maestro delle mosse per le corse de'bar-
collegio de'cavalierì di s. Pietro; i quali beri con due sostituti. Pio VI era stalo
vacabili fossero posseduti dagli estcri,cioè pregato di concederli con proroga vita-
che ooQ fossero domiciliati in Roma , o lizia ai duca Federico figlio del defunto.
,

V AG V A C 97
mn egli con raccennalo chirografo volle Pio VI, fecero il simile con Pio VII. L'im-
che i delti vacabili si repiilnssero esfiiili peratore Napoleone I quindi stabilì, che
a hcneficio della camera capitolina, in il debito pubblico romano fosse dichia-
conformila del chirografo d' Imioceu/o rato debito dell' impero francese , e nel
XII de' f) giugno 1 694. Ma
r gli uffizi d'a- 1 8 1 o fu deputato un consiglio a liquidarlo
gente del popolo romano e di maestro co'beni nazionali. Si legge nel n.°3i del
delle mosse avendo il loro esercizio, il l^a- Giornale del Campidoglio di Roma del
pa li conservò, ordinando a' conservatori 18 IS. M. I. e R. con suo decreto de*
I . j-»

del popolo romano


deputare u«ja o di 4 febbraio scorso ha ordinato, che il con-
due persone per esercitare da per loro e siglio di liquidazione lifjuidasse i diversi
non per altri l'uffizio. All'ogente del po- Vacabili costituiti dall' antico governo
polo romano incombendo d'accompagnar pontifìcio. I Vacabili di Dataria e Came-
nelle funzioni pubbliche, in qualità di fa- rali,ad eccezione del collegio de' proto-
migliare nobile, i delti conservatori, e ri- notari apostolici (partecipanti), saranno
cevere l'armi dall'armeria Vaticana rjella rimborsati in azioni sul Demanio in ra-
sede vacante e di custodii le, il Papa as- gione della metà del capitale, che ha for-
segnò l'emolumento d' annui scudi "2.5
,
mato l'ultimo prezzo di compra degli uf-
dovendo cessare gli altri, in uno a' 8 1 scu- fìzi e azioni, senza che le spese di ammis-
di che in compenso della casa del palazzo sione sieno comprese. Quelli del collegio
di Campidoglio gli pagava il palazzo a- de'protonotari apostolici saranno rimbor-
poslolico. Al maestro delle mosse spet- sali come sopra in ragione di io volle la
tando far aggiustare il canapo, armare rendila conosciuta. 1 Vacabili Capitolini
la balestra e tuli' altro che concerne la a qualunque titolo concessi, le regalie che
corsa de'barberi, custodire i ferramenti, ne dipendono, e quelle possedute isolata-
legnami , canapi e altro riguardante la mente saranno pur anco rimborsate sul
mossa, il Papa volle che gli assegnassero piede di o volle la rendita. Queste dispo-
i

lutti gli emolumenti soliti percepirsi nel sizioni del noslroamatissimoSovrano han-
carnevale e per le corse. Considerando no sparsola gioia in una classe numerosa
che cumulando due ullìzi in una persona,
i di cittadini, e tulli vi riconoscono l'inte-
questa percepirebbe annui scudi 4o, la- resse che prende S. M. al benessere de*
collizzò i conservatori a fai lo, concedendo dipartimenti di R.oma e del Trasimeno
ad essi le 3 regalie annesse airuf(l7Ìo di (cioè dello stalo pontifìcio, dopo la ridu-
maestrodelle mosse e a* due sostituti, con zione del trattato imposto a Tolentino)."
autorità di disporne a beneplacito. Lo sta- Oltre il riferito superiormente in argo-
to deplorabile delle finanze nel pontifi- mento, credo opportuno di aggiungere a
cato di Pio VI, come pure quello degli al- ulteriore suo schiarimento. L* ammini-
tri Papi lo descrissi a Tesoriere, dicen- strazione francese de'beni ecclesiastici de-
do che i soli vacabili ascendevano a scudi nominala Demanio, invitò tulli i vacabi-
1,89'^, 4^0* N*^l principio del pontificato listi proprietari a liquidare i loro vaca-
tli l^io VII , calcolate 1' annue rendite a bili, ma con notabile diminuzione del ca-
circa 4 «nilioni di scudi, perchè colhi fa- pitale impiegato per l'acquisto di ciascun
tale pace di Tolentino i repubblicani fran- vacabile. Quelli che liquidarono riceven-
cesi era usi prese le provincie delle Lega- do una determinata somma di denaro
zioni e lo stato d'Avignone, si pagavano rinunziarono agi' inerenfi diritti , come
anche 4 qoioti de' vacabili. Nel
1809 gl'im- rilevai nel voi. VII, p. 178. Quindi il De-
periali francesi completamente consuma- manio acquistò tali diritti e di venne il pro-
rono la nuova invasione dello stalo pon- prietario de* vacabili liquidali. Però buo»
tificio, e come prima aveano deportalo uà parte de'vauabilisti o non bisognosi di
VOL. LXXXVK. 7
1 - ,

9» VAC V A C
timorata coscienza, non volendo allenare biliper dare a*n)edesimi una sisleQiazio-
e iiquichire loro vacubili, ripugnando
i ne e richinntarne in osservanza le aiiti'
loro di transigere con un governo ille- che leggi conciliabili colle presenli circo*
gitlimo e d'occnpnzione, restarono prò* stanze, per fare quindi a lui rapporto di
prietari de' vacabili. Il maggior numero tutto. La morte d'un antico vacabilìsta ,

di sillalli vacabili non liquidali spellava* il quale con indulto poulifìcio percepiva
no alla camera apostolica, ed a'corpi mo- durante sua vita la rendita di esercizio
rali, i quali tuttora li possiedono (sicco- del suo vacabilesenza che esercitasse l'uf-
me i corpi morali raramente sono sog- fizio, die impulso a dover esaminare que-
getti a perire, e perciò la vacanza ordi- sto rilevante affare de' vacabili. La con-
naria non si verifica , occorre loro spe> gregazior)e si compone di mg.' France-
ciale facoltà nelT acquisto di vacabili), e sco Vici sollo-datario, facente le veci di
la camera apostolica in quantità nume- datario; mg.' Stefano Bruti reggente del*
rosa, per quanto vado a dire. Nel i8i4 la cancelleria apostolica; mg.' Antonio
Pio V 1 ricuperò colla libertà il dimidialo Pagnoncelli commissario generale della
suo dominio, e nel 8 5 anche le Lega- 1 1 rev. camera apostolica; cav. Pio Folchi
zioni. Avendo il Papa nel suo ritorno in uffiziale della dataria apostolica col titolo
Koma trovalo che i collegi de* vacabili di amministratore generale delle compo-
sii, già formati ciascuno di più ceulinaia iu;nde, e insieme sosliUilo de'prelali ab-
di persone, perla seguita liquidazione o brevialori nella cancelleria apostolica; e
per movie ab inlesta lo erano ridotti a po- di Andrea Santini nfiìciale delia medesi-
chi individui, cioè di quelli die aveano ma dataria col titolo di sohlitolo nell'uf-
ricusato liquidare i vacabili, il Papa e- fizio delle vacanze beneficiali comune-
mano quelle provvidenze narrate in prin- mente dello per obitiim, e insie-
uffìzio
cipio di quesl' articolo. La camera apo- me decano de'nominali prelati
sostituto
slolica, che vendeva vacabili e li ripren-i abbrevialori, non che sostituto di mg.*^
deva alle vacanze, se proprietari non ne i reggente della cancelleria. Inoltre il San-
aveano dcbilamenle disposto, a della e- tini, siccome peritissimo in questa mate-

poca ne possedeva un buon numero , il ria, degnamente venne deputalo segreta-


quale nella restaurazione del governo rio di essa congregazione,alla quale presie-
^nlifjcio di assai si aumentò, per essere dè il sullodalo cardinal Spinola qual pro-
naluraln)enle succeduta a'dirilli del De- datario, quando era presente in Uoma.
titanio, ed in conseguenza nell'acquisto Quanto Luoghi eli 3J on-
all'operalo sui
eziandio di tutti i vacabili liquidati. E- ice altri credili, in quell'articolo, a Roma
gli è per tutto questo, die la camera a- ed a Tes(jriere ne ragionai, con noti-
postolica ha la maggiore e principale par- zie pure de' vacabili e de* vacabilisli, nel
te de* vacabili , e ne ritrae il prodotto. riferire l'origine della direzione generale
Jndi Pio VII col moto-proprio, Quando del Debito Pubblico. Anticamenie a' ca-
per ammirabile, de' 6 luglioiBi 6, rico- valieri di s. Pietro ed a'cavalieri di s. Pao-
nobbe come debito delio stato vacabili i lo vacabilisli, negli ^nni SanU\ i Pa-
non liquidati, che sono superstiti ed e- ì pi affidavano la custodia delle Porte
sistenti, cioè nel ricordalo modo riferito Sanie (F.). Narrai ne'vol. IX, p. 62, X LI,
superiorn>ente. Nell'agosto 1 856, essendo p.174» ® altrove, che sino e inclusive a*
assente da Roma il cardinal Pietro Ugo pi imi anni del secolo corrente, coll'aller-
Spinola pro-dalaiio, per cura di sua sa» nativa d* un anno sì e l'altro no, tulli i

Iute, il regnante Pio IX stabilì uno spe- proprietari vacabilisli o i da loro sostitui-
ciale congregazione incaricala a prende- ti ossia intestatari erano obbligati, vestiti

re cognizione dello stalo de'singoli vaca- deoeulemeule in abito da città se laici


j

V A e VAG 99
ed in nÌDlfo talare e lungo se ecclesiastici, vano alla processione in discorso, soleva-
d'intervenire con torcia di ceia accese alla no indossare l'abito de' conversi cister-
solenne Processione óeì Corpus Domini ciensi, in memoria di essi. Giunti vaca- i

che celebra il Papa. Adunatisi i vacabi* bilistio i loro rappresentanti processio-


listi nel gran cortile di Delvedere del Va- nalmente nella basilica Vaticana, si schie-
ticano, ivi erano esaminali sulla conve- ravano lateralmente in due linee nella
nienza dell'abito e della persona, da mg/ nave di mezzo, dalla porla maggiore sino
reggente della cancelleria apostolica e dal- alla Confessione o altare papale con lor-
l' amministratore generale delle compo- de elevale, aspettando l'arrivo del ss. Sa-
tiende della dataria apostolica , destinati gramento portato dal Papa. Ricevuta la
a presiedere al buon regolamento di que- benedizione, i vacabilisti restavano in lo-
sti vacabilistl, i quali se non erano vestili ro libertà e partivano. Rilevò Novaes nel-
dccenten)enle,veuivano respinti colla per- la Storia di Benedetto XIII, che nella

dila della torcia. Incedevano nella proces- processione da lui celebrata nel 1725,
sione 4 per 4 > dopo il clero romano e v'intervennero 998 vacabilisti. Il contem-
ing.*^ vicegerente, seguiti da* procuratori poraneo Cecconi nel suo Diario istorico,
de'principi e de'baroni , o dagli scudieri registrò seguenti che incederono nella
i

pontificii e da'procuralori generali degli I." processione del medesimo nel 1723.
ordini religiosi. Otto chierici vacabilisti Dopo il clero e mg.' Vicegerenle, veniva-
per un tratto di strada sostenevano 1' a- no i vacabilisti che hanno uffici vacabili,
ste del baldacchino, sotto il quale proce- con torcie. Sensali di Ripa. Porzionarl
deva il Papa. Dissi pure, che siccome au- di Ripa. No tari Capitolini. No taro di
licamente due frali cistcrciensi aveano l'uf- Tor di Nona. Nolaro de' Pro tono tari a-
fizio di bollare Diplomi col
i pontifìcii postolici partecipanti. No tari del car-
piombo, onde venivano denominali Fra- dinal Ficario, No tari del Fìce Camer-
tres de PlumhOy Fralres de Balla, Fra- lengo governatore di Roma. Scrittori
tres Barbati, e lavavano il Cadavere del dell'Archivio. Collettori delPiombo.Sol-
Papa(^f''.),c\ò che ora fanno penitenzieri
i lecitatori apostolici. No tari dell' Udito-
di s. Pietro; trasferito l'uffìzio ne'chierici re della Camera.Scrittori e Chierici del
Ciam-
secolari e ne'laici (da Sisto V,dice il registro delle suppliche. Scrittori del
pini,z«eorum locum^unus praelatus sur- registro di bolle. No tari degli Uditori
rogatusfait, qui idem munus^per substi- di Rota. Procuratori delle lettere apo-
tuluni cxercere valerci. Ciò deve iuten* stoliche di minor grazia. Uditore e Reg-
dersi de'due cisterciensi superstiti, perchè gente della Penilenzieria. No taro e O-
eranvi anche altri piombalori delle bolle stiario della Cancelleria de Consuetis.
contemporaneamente. Il celebre Bastia- Cavalieri Laure ta ni. Cavalieri Pii. Ca-
no Luciano veneto pittore, morto circa il valieri del Giglio.. Cavalieri di s. Pao*
i546, avendolo Clemente VII premiato lo. Cavalieri di s. Pietro insieme cogli
^

eoo l'uffizio di Frate del Piombo^ avuto Scudieri senz'abito. Scrittori apostolici
il quale non più si trovò in bisogno di la- togati.Rescribendario con due difensori.
\orare, volle vivere a Roma in pace, efu Maestro dell'uno e dell'altro Registro.
denominato P^ra Bastiano del Piombo Custode della Cancelleria. Reggente
ebbe pure l'uffizio il celebre architetto della Cancelleria. Piombatori. Maestro
Bramante, il quale fece un ordigno inge- del Piombo. Gli altri uffiziali vacabilisti
gnoso per improntare le bolle, e lo rile- incedevano ne'Iuoghi che vado a riferire,
vai nel voi. LXVl, p. gS, ove riparlai de* con relazione anteriore e più minuta. Nel
sigilli pontifìcii, e de'caralteri co'quali si i653 il Cohellio pubblicò in Roma, iVb-
scriTouo le bolle)) quando questi si reca- titia Romanae Aulac OJJìcialibus. Nel
,

loo V A e V A C
cap. 37 : De Datario Papa, fra Tallre non porla ni ìbns, Scriptoret Apostolici
cose tlichinra: Et quoniniii si non omiies, to'j^oti. Rescribendarius rum duobus de-

nìaiorcin lanicn, et nobilioieui [)arlem fcnsoribus. Magistri ìitrinsquc Registri.


Oifìcialium S. 1). N. Pupae, ac Eniiiien* Custoi Cancellariae. Regens Cancella-
D. Card. Vice Ciuicellario iiiseivien-
tiss. riae. Plumhatores I\]
n gisti i plumbiScu-
lem, qua potuimiis brevitate, ac fide le- tifi ri Papae porta ntes habituni, et Sol-
tulìmus ; quibus etiam cerliim locurn ia daniis. Procuratores Oidinum. Procu-
ptdjlicis actibus assigiialutn uovimtis ralores Principuin. Prociiralor Fiscalis.
praecipuae ìu l^iocessione ss. Corporis Afh'ocati CoiisisiorìnU's. Sumniista. Se-
Cbristi a fel. ree. Gregeiio XIII non in- cretarii. Cubicularii extra Carne ram.
iucundum pittavi bnnc etiam ordinem Cubicularii Apostolici partecìpantes.
refene ; ut bine, si quid in ninnerò, et Clerici Sacri Collega. Cubicularii se-
ordine a nobis peccalum fuerit, correctio creti. Cubicularii^seu Capellaniportan-
desumalur. Gregorius igilurXIll ad tol- tes AJitras. Nobìles, qui sedenl in gra-
lcndasdifllcullales,el dissensiones, quae dtbus Solii. Conservatores Urbis. Ora-
possenl exoriri in bis publicis actibus, iores Princìpuni. Seuator. Oralor Cae»
ac elìam et veneratione condigna tanti saris. Principes stanles in Solio. Can-
Sacramenli, ipsius l^ontificis quieti, et tores Papae. Abbreviatores, et Accoliti
celeri expeditione, actus ante augmen- cuni coitis. Clerici Camerae. Audilores
tnin caloris, sub poena excouimunicalio- Rotae^ cani Magistro sacri Palatiì. Sub-
i)is eo ipso incurrendae, banc poinpam diaconi. Accoliti cum candclabris se-
per Olliciales Komanae Curiae, et Gan- pteni. Subdiaconus paratusportans Crii-
ctllariae Apostulicae ila explendainedi- cenij ad eius latera duo Ostìarìi ciini
xit anno salulis iSyS. Praecedenlibus virgis. Praelati parali. Poenitentiarii»
reiigìosis, et clero ordine suo, sequantur. Abbates. Episcopi et Archiepiscopi. O-
Projcenctae Riparuin (ne riparlai nel ratores Praelati. Assistentes Papae. Car*
voi. LXXXIV, p. 159 e 218: quanto dinales Diaconi, Praesbyteri, Episco-
a' seguenti, ne' rispettivi vocaboli e ne* pi. Duo Diaconi assistentes. Scutiferi
tanti cbe vi lianno relazione,ne ragio- cum fanalibus accensis. Milites aliquot
no). Portionarii Hipac. Notarius Turris s. Petri supplentes ad Baldacchinum»

JNonae.Notarius Prothonolariorum par- Accolìtus cum Navicula. Caerenionia-


ttcìpanlìuin. Notarli Ficarii Papae. rii. Accoliti duo cum duobus turribu^
Notarli Vice Camerarii. Scrìptores Ar- lis. Servientes armorum quatuor (Maz-
chivii. Scrìptores Brevium. Collectores zieri). PAPA sub baldacchino. Auditor
Pltinibi. Solicitatores Apostolici. No- de mitra medius inter duos Cubicula»
tarii Auditoris Camerae. Scriptores, et ri OS. Secretarius Papae. Medici. Pro-
Clerici Registri Supplìcado luim. Scrì- thonotarii cum cappis. Generales Or-
ptores Registri Dullariun. Notarii Au- clinum. Refercndarii. Servientes armo-
tlìloruin Procuratores litera-
Rotae, rum, et Cursores cum suis maziis a por-
rum Aposlolicarum inìnorìs gratiae. ta Palata per viam Processioni s usque
Procuratores Contradictarum. Abbre- ad portata s. Petri custodiant Proces»
viatores de minori. Scrìptores literaruni sionem, et horteniur ad proccdendiim.
Apostolicanwì minor ìs gratiae. Audi- Ostiarii siniiliter cum suis virgispur-
tor Poenitentìariae. Regens Poenitentìa- pureis, et cum eis Offìciales de porta
riae. Notarius Cancellariae. Ostìarius Ferrea, et de Catena a porta s. Petri
Cancellariae. de Consuetis. Milites Pii. usque ad Altare similUer custodiant^
Mìliles Lilii. lìli/ites s. Pauli. Milites et non perni ittant aliquos ex ire e uni
s. Pclri sima l cuni Scutiferis habiluin loriiisj ucc eas extingucre^ nisi reposito
V A e VAC loi
Sacramento super Aliarì per Ponlìft- qnae licet loqnatur in locis
vissìmas,
cem. Cneremoniarnm Magislcr, ciim Montium Vacabilium, eadem quoque
lin'erendiss. DD. Cardìiialiuni^ Diaco- ratio viget in Oiiiciis, ut in alia decisio-
noritm Priore^ et Vice Camerario prae- ne Uomana Scriptoriae i3 maii i583
missiim ordinem ab servar i faciani ^ et coram Pamphilio, et in alia Romana
exequo mar. j4lque linee de Offìcialibus^ Ofìjcii lauizeratus coram Cavalerio de-
et Miiiistris inservienlibus Emincntiss. cis. 6o3 Alque haec si vacent
per tot.
D. Card. Vice Cancellario^ et Can- Officia per obitum. Si vero vacent per
cellariac Apostolicae dieta sufflciant. resignationem, quaerilur,an huiusmodi
Quindi conlinua il Cohellio colle seguen- re^ignalionis fieri possint sine consensu,
ti nozioni, che sebbene non siano pro- et licentia Papae? Negative respondeas,
priamente da me poste al luogo loro, per quia Ofliciales isti aequiparantur usuFru-

non interrompere il suo racconto, le ri ctuario, qui non potest cedere fructum
ferisco per ultimo. Cum autem lii vel nisi proprietario, ex iure civili ; ita di-
per resignationem in manibus S. D. N. cendum de huiusmodi Officiis scribit
Papae, vel per morlem tales esse desi- cardi naiis Tuscus, quia horum Ofticio-
nant, ut scribunl Gabrielius, et Rolan- rum Papa est proprietarius, et ila serva-
dus a Valleex quo Leo X in ereclione
: tur in Curia. Et cessai hodie in hoc
seuampliationecollegii Praesidentium et omnis omnino difficultas per ea, quae
Porlionariorum Ripaeairirmare non du- sancita leguntur a Sixto V, qui neduni
bilavit assignationes redditutii Camerae, alienaliones et resignationes huiusmodi
et Sedis apostolicae, (|uae fiunt huius- vetuit, sed eliam factas irritavit; quod
roodi Ofllciis, et Collegiis, non esse pro- etiam a me. Urbano Vili, conflrma-
sa.

prie alienaliones, sed polius contractus tus invenies anno 1624. Et quoad Mi-
localionis ad breve tempus propler liii- lites de Lilio, et aliorum Collegia in prò-

manae quid-
conditionis fragiiitateni; vinciis iMarchiae Romandioliae, Umbriae
quid enioi Olììcialibus (ut ipse ait) per et Patrimonii erecta, ut supra relatis

Sedem apostolicam hoc modo concedi- constilutionibus, in manibus Pontifici-


tur, brevi manu ad eandem redite vide- bus tantummodo resignari, et ab ipso
mus: non inutiliter igiturquaeri poterit impetrar! posse, novosq. Milites a Col-
primo circa vacationem per obitum^ si legio in Urbedumtaxat admitlendosesse
quis morte naturali non moriatur, sed sancivit Julius III. An autem supposita
cavili tantum, puta quia condemnatus est licentia Papae, huiusmodi resignationes
ad triremes? Et dicas Ofticium vacare, Olliciorum, et Locorum Montium factae
quia per huiusmodi poenam status ci- per minorem suslineantur, atlentis pri-
vdis hominum mulatur, it aut non re- vilegiis concessis in erectione Motìtium,
maneat subiectum, in quo Ollìcium per- et Otficiorum ? Negative respondet Rota
sistal: ita Castrensis et facit texlus iuris apud Seraphiuum, quae loquitur in Mon-
civilis; alque ita servari in practica seri- te Novennali. Leggo nel n.*' 44 ^^^ ^^^'
bitCherubinus iunior. Quid autem uris i rio di Roma del 1807, che nella pro-
Tilius emat Officium huiusmodi
erit, si cessione solenne del Corpus Domim\ e
vacabile in personam Gaii, reservato sibi fu l'ultima celebrata da Pio VII avanti la

dominio, ut quotidie sit in Curia, si Ti- sua deportazione, v'intervennero >* tutti
pretium d. Ollìcii erit ne
tius raoriatur, gli uftlciali della Cancelleria e degli al-
an haeredeni Titii? Dicas esse hae-
Caii, tri Vacabili de'diversi collegi, e questi in
redem Tilii, quia Caius liabet solum numero di più centinaia con torcie ac-
nomen, uldecisum invenies in Rota ro- cese ". Occupata poi Roma da' francesi
mana iater decisioues, quas vocant uu- nel 1 8o8j la solt:nae processione papale
J02 VAC V AC
fu celel)rato dal cnidiiinl Antonclli de- regnimi. Clic vaca senza possessore; e an-
cano del sagro collegio, e da' n. /\c)e 5o che si dice per similitudine d'nltrecose;
del Diario di Roma che la nolilicono, e di vuoto, secondo l'idea relativa. In
ron si nomina 1* intervento de' vocabili- materia di Carica^iìì Dignità^ di Bene-
sti. Bensì dopo vari anni sì tornarono ad ficio ecclesiastico, significa che non è
esporre gli arazzi di Rofiaello, ove passò "occupato da un Titolare (F.). Un bene-
la precessione. Nel 1809 il n.° 44 ^'^^ ficio é riputato vacante in Curia romana^
Diario di Roma appena dice, che nel quando il titolare muore in Roma, od a
1.** giugno la solennità
del Corpus Do- 20 leghe o 2 diete da Roma, benché non
mini fu celebrata con processioni dalle si trovi m Italia se non per caso. È il

patriarcali e altre chiese. Nel mese se- Papa che nomina a' benefìzi vacanti in
guente il Papa fu deportato, ed vacabi- i corte di Roma per morte. Dicesi Sede
lisli non più intervennero alla detta pro- P'acante (F.), la vacanza del Pontifica^
cessione pe' surriferiti motivi. Nel i855 to (V.)i del Vescovato (V.) e simili. Va-
ilCimento^ Rivista di Torino, scrisse e cano benefizi non solo per Morte, ma
i

pubblicò 8 articoli maligni intorno alle per Promozione, Rinunzia^ Rassegna,


Finanze Pontificie. Considerali come Deposizione (V.) ec.
accuse contro governo papale, gior-
il i VACANZA, Facatio. Si prende per
nali libertini, come li chiama la Civiltà benefizio P'acante (P^.) e j)er difetto di
Caltolica j ne menarono trionfo. Questo Titolare (P^.) legittimo^ anco in una ca-
fu breve, imperocché la Civiltà Catto- rica. Eprende per Ferie e Feste (F.),
si

lica nel t. I della serie 3.', uno ad uno, sospensione di Scuola e di Tribunale
capo per capo, li confutò con opportune (F.). Per vacanza di scuola particolare o
disquisizioni lodaleda'saggi. Nell'art. 7.*^ di Università si óìceferiorj e vacanza di
il Cimento prese di mira i Vacabili^ 3 giorni, Scholae vacant in triduum.
qualificandoli soggetto d' ilarità 1 e con Per vacanza di affari forensi, de' Tribu-
ridere di alcune denominazioni de' me- nali <7//?o/7z<t, massime degli Uditori di
desimi, che disse misteri sepolti in re- Rota, sono a vedersi tali articoli per le
condili ripostigli ; dimenticando che ogni diverse denominazioni. Presso gli antichi
paese del mondo ha propri nomi d'ul-
i romani eranvi due sorta di vacanze, una
fìcio, i quali talvolta agli altri sembrano ordinaria, e l'altra straordinaria. La i.*
strani, come inusitati dal comune lin- avea luogo per certo numero di giorni
guaggio. Ed allernando il riso, co' frizzi dell'anno, ch'erano da tutti conosciuti.
e lo scherno, dichiarò il Debito Pubblico La straordinaria non avea luogo che in
pontificio, arbitrio, dilapidazione e peg- tempo di turbolenze e di guerre civili ;
gio; oltre in cadere in molti spropositi, allora il senato stabiliva che tulli gli af-
su quanto si credeva pienamente infor- fari cessassero, e non si dovesse più am-
mato. Anche su quesl' articolo ragione- ministrar la giustizia finche non fosse ri-
volmente rispose la Civiltà Cattolica. stabilita la tranquillità. Così avvenne al-
Quanto a* Facahili ed ai Vacabilisti^ lorché Cesare passò Rubicone. Tale so- il

pare che il Cimento innanzi d* erigersi in spensione chiamavasi anche rerum prò-
severo censore fosse in debito d* erudirsi latio e judiciorum indictio. La deriva-
ne' notissimi tratlatisti, fra' quali Cohel- zione del vocabolo Facanza, la riportai
lio e De Luca sono d* universale cogni- nel voi. LX, p. 64 e altrove. Abbiamo
zione; e così non si sarebbe esposto ad Feriae Juveniles Petri Servii, nelle Mi-
esser segno di rimproveri e di biasimo, scellaneae Antiqui tatum Romanorum,
qual prosuntuoso Aristarco. p. 1881. Feriae Aestivales Petri Fri'
VACANTE. Facans^f^acuuSy Inter' dericiArpii, sive suorum scriptorum hi-
V AC VAC io3
storia^ Hambiirgi 1726. Ferine Aatii- Inoltre ò\Faccarizia^\ li-alla dall'Ughel-
mnalcs Jos. Ant, de Januarìo post rcdi- li nel t. I, p. i335, in un documento dei
turn a Repuhlicafurisconsultoriim,NQa' vescovi di Troia, in cui si assegnano i cou-
|)oIi 1752 e 1 767. flni di tal città colle seguenti parole. Ita-
VACCARiZiA o VICCARr, Facca- que nec Faccaricienses Trojanis^ nec
ri ria. Sede vescovile del regno di Nnpoli, Trojani Faccariciensihus herhaticuni
nella provincia di Ca[)il.inata, nella Dau- vel dent, vel accipiantj vel quicunique
iiia, a 4 miglia lungi da Troia, come vuo- extraneusfuit Trojae,fuit Faccariciae^
le il Sainelli, Memorie degli arcivescovi ad hahitanduni sit sub eodemjure, et de
di Benevento, p. 258. Egli dice essere omni herbatico ejctraneoruniy quod est
stata l'antica città nel luogo die i paesa- commune in ter Tr o/ano s, et Faccari'
ni chiamano Caslellaccio,e che si vedono cienses, haheant ec.Osserva SarQelli,cbe
le vestigia della rocca e di sue muraglie. se dalla distrutta Vaccarizia passassero

f Perciò non crede che Vaccarizia sia Vie-


cari o Biccarij luogo pure situalo nulla
gli abitanti

lungi da Troia verso


a edificar Biccari
i monti, non è nolo,
6 miglia

diocesi di Troia, capoluogo di cantone ma verosimilissimo. Ignoransi i nomi dei


con collegiata e molte altre chiese. Nella vescovi che occuparono la sede di Vacca-
bolla emanata nel gennaio io58 in Mon- rizia, e solo si conosce che la sede vesco-v
te Cassino da Papa Stefano X, nel dichia- vile e la diocesi furono unite a quelle di
rare suiFraganea di Benevento la chiesa Troia.
di 7Voirf(nel quale articolo ho parlato VACCI A (Faccien). Città con resi-
del recente smembramento di Foggia e denza vescovile dell'alta Ungheria, nel
sua erezione in vescovato), vi aggiunse circolo Cisdanubiano, capoluogo di co-
anche Ficcari, Leandro Alberti nella mitato, circa 8 leghe al nord di Pesth, o
Descritione di tutta //(^^//V/, rimarcando i secondo 5 miglia da Buda, nella
altri
bioghi presso Lucerà e gli Apennini all'o- marca del suo nome. È situala itt amena
riente, riferisce esservi Viccari e detto da e piana situazione, sulla sponda sinistra
lui Biccarino. Di Faccaritias\ parla nella del Danubio, che in queista parte forma
Cronaca di s. i^o^f^, e riferita neW Anec- r isola di s. Andrea mille et sexcentwii
;

dota Ughelliana nel t. io, p. 4i5dell'/- enunierat domos,atque aduodecini cir»


talia sacra j e Ira* vescovati deperiti et citer minibus inhabitatur catholicis in-
antiquati, nello stesso 1. o, p. 1 8 VaC'
1 r : colis,come leggo nell'ullima proposizione
cariciensis seuBaccariciensisEpiscopa- concistoriale. Tra* suoi edifìzi distingue-
tuSf riportando un atto di Roffrido o Gof- si la cattedrale di magnifica ed elegante
fredo arcivescovo di Benevento del 099, 1 struttura, sotto l'invocazione dellaB. Ver-
ragionando del monastero di s. Aroncio gine Maria e di s. Michele Arcangelo, ia
martire, in cui si legge: (juod constra- ottima condizione. Ha il fonte battesima-
cium est prope CasteLlum Baccarici ju- le e la cura d'anime amministrata dal
xta fluviam, qui nominarla maioruni proprio parroco. Il capitolo si compone
nostrorum tempore, ah omnibus solehat di 5 dignità, la i. 'delle quali è il prepo-
Jlunien Acelonis, moderno auteni tem- sto maggiore, 1' altra dell'arcidiacono e-
pore nominatur /lumen Tirenuni. Nella sercitala prebenda penitenziale, e di altri
stessa Cro/ififc^ si nomina Faccaricia, in 7 canonici compreso il prebendato teo-
UQ diploma di Pasquale U a Madetmo ab- logo, e di due cappellani inservienti al-
bate di s. Sofìa di Benevento, emanato ia l' uffiziatura divina. Non molto distante
Capua a' 27 ottobre 1 102, nel quale tra* dalla cattedrale è il magnifico episcopio,
luoghi soggetti alla badia si ricorda apud bisognoso di riparazione. Vi é un'altra
Faccariciam monasterum s, Bencdicti. chiesa parrocchiale col batlisterio,diverse
io4 V A e V A C
altre 3 conventi di reìiglos»,iin rag-
cìiiei^e, Iccitndlnee vigilanza, n fine di lenere da
gnarilevole seminario, l'ospedale, scuola essa lontani gli errori degli «'retici e sci-
di sordo-muti e altri slabilimeiiti. La casa sinnlici confinanti colla medesima , ac-
del comune è riinnrclievole. Vi è stabilita compagnata da uno ^elo incomparabile
un' eecellente scuola militare^ una car- <li n)antenere e ddalare la cattolica re-
tiera e grandi inercali di besliatne, per- ligione. Egli eracomprotettore delloGer-
chè esercita un conveniente traHìco per Uìania, de' regni e duminii di casa d'Au-
l'abbondanti produzioni del feracissiuio stiia, presso la s. Sìiì\{ì\ come pure del-
suolo, e per T eccellente bestiame bovino l'ordine di s. Paolo 1 eremita, e di s. Ma-
e cavallino, che nudresi nel suo territo- ria di Camposanto delle nazioni teutoni-
rio. Da' molti armenti si trae la lunga e ca e (ìannninga. Intervenne a'conclavi pei'
ruvida lana, che dicesi schiax^ina^ e serve r elezioni d' Innocenzo XIII , BenedeLlo
])er grossolane coperte e mantelli. Vaccia XIII eClenienle XII. Morì in Vaccia a' 18
o WailzenoWaatzeno Wals, in unghe- giugnoi734 e fu sepolto onorevolmente
rese Wacz, ed in latino P^aciuni, secon- nella sua cattedrale. Ivi erasi ritirato a
do alcuni fu edificala nel 1076 dal re di menar vita mortificala e penitente, sin-
Ungheria Geysa 1, e presa da' turchi nel golarmente per lo scrupolo che gli era ri-
i<]84 la rovinarono e quasi distrussero. masto fitto nel cuore, per aver datoin no-
Ma siccome la sede vescovile vuoisi eret* me dell'imperatore l'esclusiva al pontifi-
la verso ili 000 dal res. Slefano I, e quin- calo contro il cardinal Paolucci. Le No-
di fatta sudraganea della metropolitana tizie di Roma registrano i seguenti suoi
di Strigonia o Gran, e lo è lultora, così successori nel vescovato di Vaccia. Nel
sembra meglio allribuirne l'edificazione J735 Michele Carlo d' Althann, proba-
al duca Geysa padre di s. Stefano I, ver- bilmente nipote del precedente, di Rlo-
so la fine del precedente secolo X. Fra' schlanarcidiocesidi Praga, trasferito dal-
primi vescovi merita special menzione l'arcivescovato di Bari. Nel 1757 Paolo
JJtefano de'conli Vancha{V.) unghere- Stefano Foignch di Cseitha arcidiocesi di
se, nominalo dal re Bela IV, che governò Strigonia, tiaslatoda Varadino.Nel i 760
la diocesi per 12 anni con mirabile zelo, Carlo Esterhazy de Galanlha di Pre-
indi da Papa Innocenzo IV nel 1244^1*^' sburgo arcidiocesi di Strigonia, Nel 1762
sferito all'arci vescovato di Slrigonia, edal cardi nalCristoforo ileyi//g^tì5zzz(^.)arci ve-
medesimo crealo cardi tiale circa il 1 2 52. scovo di Trento, dichiaralo amministra-
Il vescovo Stefano Broderico nel i526 tore. A suo tempo Pio VI emanò la bolla
coir arcivescovo di Slrigonia coronò in Ex injuncto Nohisy degli 8 agosto 17 87,
re d'Ungheria Giovanni Zapolski. Sigi- Bull. Roin. cont. t. 6, p. 75: Approha-
smondo de'conli di Kollonitz (^^.)fu ve- tio et coìifirmalio nonnullorum dccre'
scovo di Vaccia , indi i." arcivescovo di loriun a cardinal iVìgazzi archiepisco-
Vienna e cardinale. Michele Federico de' po episcopo J^accicnsi adininislrator,
conti iVAllliann (^.), neliyiS fatto da prò nicliori giibcrnio siiae dioecesls. Nel
Clemente XI uditore di Rota e poi vesco- 1788 Francesco Saverio Spleny di Fer*
vo di Vaccia , indi nel 1719 lo creò car- naye diocesi d'Agria. Nel 806 Carlo Am- i

dinale colla ritenzione del vescovato, seb- brogio Ferdinando arciduca d' Austria,
bene destinato a viceré di Napoli, dove nato nel 794, cioè di 1 2 anni con dis[)en-
i

con apostolica intrepidezza si oppose al sa apostolica. Nel 1 808 Ladislao Raman-


regio tribunale , che pretendeva di so- hazy di Nilria. Nel 1823 Francesco di
spendere l'esecuzione delle bolle e brevi Paola de'conli Nadasdy de Fogaras di
pontificii senza il Regio cxcqiialiir. Por- Vienna, nel i845 traslato all'arci vesco-
tatosi alla sua chiesa^ mostrò grande sol- vato di Colgcza.Narrai nel vol.LXXXlII,
V A D V AD io5
p.i/\2,c\ìe ricevè nel giugno 1 85 1 solen- ciUadelIfi che ne difende T ingresso. Il
nemente in Colocza il nunzio eli V^ienna, benemerito d. Palenìone Bima canonico
Ola cardinal Viale Prelà; ma l'arcive- della cattedrale d' Asti, nella Serie cro-
scovo essendo poco dopo morto, mg.' nologica degli arcivescovi e vescovi del
lìonzio nel sellendu e tornò in Colocza a regno di Sardegna^ pubblicò a p. 1 4 1
*•

celebrargli il funerale, colie formalità e Cenni storico critici sull^ antica sede di
che raccontai.
intere.ssanti particolarità ì a do nella. Liguria da servire di schia-
Pio IX regnante nel concistoro de'5 set- rimento alle notizie relative alla sede di
lembre i85i <liè termine alla sede va- Savona, senza però in nulla derogare a
cante, con preconizzare vescovo di Vac- cpianlo avea scritto nella serie de'vescovi
cia r attuale mg/ Agostino Roskovany di Savona , che io in parte seguii e col
di Szinne diocesi di iSzalmar, <lotlore in s. Monti. Si dichiara grato alcau. Domeni-
teologia, già rettore e prelielto degli slu- co Navone d'Albenga per le memorie a
di del seminaiio d'Agria, vice-notaro di lui trasmesse, ed estratte dall'opera mss.
cpieila metropolitana e assessore del con- del p. Pietro Paganelli e da altri autori
cistoro, segielario e cancelliere arcivesco- eruditissimi, le quali servirono ad agevo-
vile, prefello della biblioteca diocesana, lare le sue ricerche per chiarire e illu-
cappellano aulico onorario, abbate di s. strare un punto di storia ecclesiastica pa-
Andrea deSaary, canonico lettore di det- tria, senza però in tutto seguirlo, lo poi
ta metropolitana e nella sede vacante vi- mi professo gralissimo ad ambedue, per
cario capitolare; dotto, prudente, pieno l'estratto che mi propongo darne, senza
d'esperienza , degnissimo del vescovato. fatica. La situazione dell'antica Vado in

Ogni ntiovo vescovo è tassalo ne' libri sito per natura paludoso, le die il nome
della camera apostolica in fiorini 5oo. di Sabbatum, e da vari scrittori antichi

La diocesi occupa lo spazio oh' è fra il chiamasi J'ado Sahbatuni.Vnr\^2V?i\o\e


Danubio e il TiI)isco, e si protende in Lotario 1 e re d' Italia ne fa special men-
lunghezza per 3o miglia, e più luoghi e zione nell'editto pubblicato nellSSo, on-
molle parrocchie comprende. de far eseguire nel suo regno il decreto del
VADO SABAZIO, CasLnim Vaden- concilio romano, celebralo da Papa Eu-
scy Vaduni Sabbati uni. C'ìUlx vescovile genio II neir826 per le pubbliche scuo-
antica della Liguria, lungi 3 miglia da le de'giovani chierici, ordinando che:« a

Savona, oggi ridotta a piccola vdla, fu un Pavia debbano recarsi alla scuola di Dun-
giorno cillà fiorentissima ed ebbe alcun gaio da Milano, Brescia, Lodi, Bergamo,
tempo la sede vescovile. Il eh. prete Se- JNovara, Vercelli, Tortona, Acqui, Geno-
meria nella Storia ecclesiastica di Ge- va, Asti e Como; in Ivrea, che lo stesso
nova e della LigJiria, la chiama picco» vescovo faccia la scuola a'chierici; in To-
la terra, famosa a'iempi della romana re- rino, che concorrano da Venti miglia, da
pubblica per accampamenti militari, pa- Albenga, da Vado, da Alba. In Cremo-
ti ia di somnìi personaggi, sede episcopa- na iinparino que'di Reggio, di Piacenza,
le ne'primi secoli della Chiesa. 1 geografi di Parma, di Modena ec". A questo de-
l'appellano Jado Sabatìa^ borgo e pic- creto o edillo appoggialo Muratori , af-
colo porlo degli slati sardi, divisione di ferma che le ciltà in esso ricordate fu-^
Genova, sulla costa occidentale del golfo rono le più illustri, e rallegrossi con Va-
diGenova, con rada eccellenle.l suoi 2000 do che in que'tempi fosse città fiorentis-
e abitanti sono quasi tulli pescatori.
pili sima. Sia comunque di loro opulenza, è
Si vedono nello spazio fra Savona etpie- certo che tutte le nominale ciltà erano
slo borgo molli ruderi, vestigio d'antica vescovili. Nell'alto di fondazione del mo-
grandezza. Sopra una rupe torreggia ia nastero di Spingo, seguilo nel 991 nel
,o6 VAD VAD
castello di Visone, si prescrive all'abbai scovo di Savona (e per tale l' avea regi-
le di ricevere la consagrazioiie e il crisma strato nella Cronoloi^ia dr^est'ovi di Sa-
dal vescovo della chiesa di Vado, KpiscO' vonn), e che non debba confondersi con
pi s. Fadensìs Ecclesine. Mg/ Domeni- Martino vescovo d' Aleria, uè con Mar-
co Giorgio nell'aureo libro, De antiqui- tino predecessore di Montano nella sede
tiileltaliaeMetropolihus^ exercitatìo hi- savonese. Avvertì l'Ughelli, nel dire Mon-
;r/or/c^,Roniae 1 722, nel cap. 22 forman- tano .°vescovoconosciuto di Savona, che
I

do un catalogo delle sedi vescovili sog- questa sede era già celebre a'tempi di s.
gf-tte alla metropolitica giurisdizione di Ambrogio, e per conseguenza provvista
Milano, estratto dal codice Tuano com- di pastore. Il can. Bima concorda con
pilato tra il 989 e il 1000 annovera Ac- esso che non lo sia stalo di Vado , cioè
qui, Alba, Albenga, Asti, Bergamo, Bre- che non abbia fissato la sede in Vado.
scia , Coirà , Cremona , Genova , Ivrea, Pisano trovasi registrato negli atti del
Lodi, Novara, Parma, Reggio, Torino, conciliabolo tenuto in Roma nel 963
Tortona, Vado, Vercelli, Venliiniglia. contro Giovanni XII, solloscrillo ve-
Il che di più comprova l'esistenza della scovo di Soana fia' vescovi di Tosca-
città e vescovato di Vado in delta epo- na ; e lo slesso Ughelli afferma che die-
ca. Il can. Navone, con l'Ughelli, Italia tro inchiesta della serie de* vescovi di
sacra, l. 4^ p-oo3 (o p. 780 dell' ediz.
» Soana gli venne notato anche Pisano,
del 1719), Smonenses Episcopi, diceche e può darsi che il Baronio, fìdandosi
sederono sulla cattedra di Vado: Monta- di edizione poco accurata degli atti di

no 601 primo Sa^'onensis Episco-


(del detto conciliabolo, leggesse fra* vescovi
pus), heueàeUo (Episcopns Vadensis, toscani anche Pisano vescovo di Savo-
quod idem est,acSavouensis,fIorui tan- na , invece di Soana (la quale in latino
no 680 per tale Io riconosce pure il Se-
: dicesi Soanen, e Savona Savonen), tan-
nieria), Giovanni I, Pisano, Giovanni H, to più che in diverse accurate edizioni si
Bernardo (per la cui opera singolaruìen* del Baronio che del conciliabolo, Pisano

le, dice Semeria, nel 994 venne traslo- dicesi vescovo Sanese, e non di Vado o

cata la sede episcopale di Vado a Savona), Savona: ma per escludere Pisano dalla
Giovanni 111 e Giovanni IV, con cui con- serie de' vescovi di Savona, fa ostacolo la

corda Verzellino nelle Memorie di Sa* sottoscrizione fatta in Genova dal sacer-
vona. Il Risso, altro storico di Savona, dote Decupis munito di procura dal ve-
pelle sue Memorie Savonesi, ne aggiun- scovo di Cislerone del 964, in cui si sot-
ge 4^5. Eugenio, Adniando, Berardo, Fe- toscrisse: Ego Pisanus liwnilis episc. Sa^
lice; così sarebbero slati 12 vescovi di i vonensis. Giusta l'asserto dal can. Navo-
Vado. Il can. Bima ritiene in vece, ap- ne, esclusi i detti due vescovi fra'pastori
poggialo a più certi documenti, che s. di Vado, sarebbe Benedetto il i." vesco-
Eugenio, Montano, Amando, Berardo, vo che si abbia certezza dell' antica Va-
Felice, Pisano, non furono mai vescovi do, e il can. Bima ci si accorda quanto

di Vado, perchè crede di non errare ri- a Vado, sebbene in alcuni rass. si trovino
ducendoli a'seguenli. i.** nel 680 Bene- alterati nomi propri della sede de' ve-
i

detto; 2.°nel 940 Giovanni I; 3.° nel 967 scovi sottoscritti al detto sinodo , massi-
Giovanni II; 4."nel 992 Bernardo; S.^nel me stampata dell'Arduino, in cui
la serie

999 Giovanni III; 6."* nel 1004 Giovanni si fa vescovo della chiesa Valvense , e
JV. Il Coleti vuole Montano vescovo di rOlstenio lo fa vescovo Albense; ma Val-
Aleria o Sagona in Corsica, e non di Sa- va o Balva, città dell'antico ducato di
vona. Ma il can. Bima ha argomenti per Spoleto, avea il suo vescovo Chiarenzo
riteoere che Monlauo fu realmente ve- sottoscritto allo stesso concilio romutio
V A D VAD 107
con alili vescovi del ducato; Benedetto longobardi e s' irapadroiù del regno , il

poi è solloscrilfo con Mansueto metro- che seiidiia pih probabile poiché da* ,

polita milanese e gli altri vescovi di Li- franchi venne distrutto anche T antico
guria , hnmilis Episcopìis s. Ecclesiae castello Savo. Caduta così la potenza lon-
Falvensìs^ ma nel codice Valicano leg- gobarda, fu l'antica Vado unita alla vi-
gesi Vadensifì^ come notò Ughelli, ef<i cina Savona, e come opina il can. Bima,
imperizia de'copisti di scrivere Falvensc. il vescovo tra'^feri la sua sede in Savona,
11 Yerzeiiiiio assicura, che collazionati i a cui le sventure di Vado diedero incre-
mss. del concilio romano si trovò Vadca- mento di popolazione, di splendore e di

sisj Badensis, Bandenns scambiala la ^


autorità, non essendo ammissibile l' opi-
lettera F colla
B, perciò doversi ricono- nione d'alcuni che vogliono far credere
scer Fado^ che il Natali nel suo catalo- i vadesi fondatori di Savona, la quale già
go dice essersi chiamato Castrimi Fa- esisteva a'iempi d'Augusto, ed assai rino-
dense o Fandense. codici Vaticani chia-
1 mata pel suo castello ricordato da T. Li»
ramente riportando P^adeiise non vi è , vio e da Slrnbone; bensì era pochissimo
dubbk) che Benedetto sia il i.^vescovo di popolala, riferendo P. Forte nelle Noti-
Vado, che con sicurezza si possa all'erma- zie diSavona: Augmentiim coepit Savo-
re aver ivi fissata la sua residenza e as- na ex civilatis^qiiae dicehatnr Fadoruni
sunto tal titolo. Stando alle nominale me- Sabba tioriitn. La città di Vado, già sì po-
morie sarebbe il 2.** Giovanni l che a-
,
tente, venne ridotta a piccolo paese , e
Trebbe seduto nel 94^? trovasi però sot- passò la sua gloria e potenza a Savona,
toscritto in antichissima pergamena del per cui chiamasi anco Sabazia, perchè
gyy E^opeccator liumìlisJoannes Epì-
: succeduta a VadoSabazio. In tale circo-
scopus Fadensìs et Savonen, ratificando stanza il vescovo Giovanni 11 pensò di
una donazione o privilegio del piedeces- traslocare la sede vescovile in Savona nel-
sore Pietro. Duncjue non Denedetlo, ma la chiesa di s. Maria di Castello, e prose-

Pietro sarebbe il predecessore a Giovan- guì nondimeno a intitolarsi Episcopus


ni I, e questo il i.** che fissò la sede in Fadensiscome nota Ughelli Ali-
^ e l' :

Vado e ne assunse il titolo congiunto a quando appellatur Fadi Episcopus, a-


quello di Savonaj dunque sarà vero che liquando Savonensis^ nonnumquani «-
eell'intervallo di circa 3oo anni, tra Be- troque titulo insignitur. Gli successe il
oedelto e Giovanni I, sia stata la chiesa savonese Bernardo, che dotò il monastero

Vadense governala dal proprio vescovo di S.Eugenio sull'isoletla di Ber/ezzirinrj-

di Savona, nel cui distretto trovavasi, e petlo a V^o,


ove vi costituì una quan-
che non abbia a'raedesimi piaciuto assu- tità monaci che chiamò dal celebre
d^i

mere il titolo di Vado. 11 3.° sarebbe quin- monastero dell'isola di Lerins in Proven-
di Giovanni 11 longobardo, che in più luo- za. Al successore Giovanni III, espulso
ghi si soltoscrisse Episcopus Fadensìs et dalla sede,fu sosliluitoGiovanni IV d'or-
Savonensisj e l'Ughelli asserisce averne dine di Arduino re d'Italia, perchè mal
trovato il nome ne'registri Vaticani. Di- soffriva che si fosse associato al metropo-
strulla poi l'antica Vado, sia da Lotario lita di Milano nel riconoscere lìurico re
re de' longobardi (non esiste tal nome, d'Italia, e questo essendo tulio dedito ad
forse dovrà dire Luilperlo e meglio Liut- Arduino, pose fine ad ogni vertenza in-
prando) «spugnalore delle città restate sorta tra'vadesi ed i nolesi relativa a'con-
fedeli all'impero d'oriente, come preten- fìni di terreno. Conclude il can. Bima, col
de taluno; sia da Carlo Magno per pu- Monti nel suo Compendio di memorie di
nire i vadesi della resistenza a lui fatta, Savona, che la città di Sabazia (cioè Va-
quando coTiauchi sccsu iu Italia vinse i do de'Sabazi, e diverso da Sabazia etru-
io8 VAD V AD
scn succeduta da Trevignano, di cui nel na n*i6 luglio, giorno fe-
cele!)i'a la festa

voi. LVIII, (>. I iS), alilo più non avea nato pe'savonesi a tempo di Verzellino.
die il nome e il (itolo di capo di questa Il che fa credere al can. Dima, che circa il

diocesi; che Uernaido vescovo da Saba- G-20 Vindemiale ed Eugenio chiamasse-


zio trasferì la sua leììidcnza a Savona e , ro alla fede cristiana gli abitanti di Va-
nel 995 ottenne da Gregorio V (ma que- do ed i vicini paesi. Soggiunge, che da tal
sti fu eletto a' 3o maggio 996) che eoo epoca indietro non par credibile che i
suo diploma fosse dichiarata Savona ca- vadesi fossero prowisli di sede vescovile,
pò e residenza del vescovato, essendo ces- perchè in tanta copia non vi sarebbero
sati i motivi che indussero IVatanalio nei statii gentili, ed iss. Eugenioe Vindemia-
575 a chiedere da Savona la traslazione le non avrebbero assunto l'apostolico mi-
a Vado da Papa benedetto I, ed a poco a nistero in un luogo provveduto di pasto-
poco andò in disuso la denominazione di re legittimo, perchè giusta l'antica di-
rado^ ritenendo solamente la / e antica 1 sciplina della Chiesa d'occidente, soleva-
(li Savona imanendo a Vado un solo
, 1 si spedire zelanti ecclesiastici a promul-
«uciprete, che con autorità precaria sotto garrEvangelo,e formato un numero rag-
la giurisdizione del vescovo di Savona guardevole di cristiani loro davasi un
governava quella chiesa. Dice ilcan. Bi- vescovo proprio. Da questo racconto, il

lua, premesse queste critiche osservazio- can.Navone vorrebbe escludere ogni ve-
ni sulla città di Vado, e sui vescovi che scovo sia a Vado, che a Savona prima di
ivi (issarono la loro residenza, pare oppor- tale epoca. Invece il can. Bima, convenen-
tuno dare qualche notizia sulla sua chie- do che nel secolo VI esistessero vari ido-
sa. In quasi tutta la Liguria, e specialmen- latri nella popolosa città di Vado e paesi
te in Vado, città popolalissima, molli e- circonvicini,non nega la gloria a'ss. Eu-
lano gli adoratori delle false divinità sul genio e Vindemiale d' averli richiamati
cominciare del secolo VI, e narra il Uui- alla vera fede, in uno a'traviati; ma che
iiart neir istoria della persecuzione van- non avesse Vado il suo vescovo, ed i pae-
dalica, riferito dal can. Navone, che i re si circostanti nella persona del vescovo ti-
*\t\'andali ilominalori dell'Africa, setta- tolare di Savona , nel cui dislretto era il

ri ariani e nemici de'cattolici, cacciarono Caslrum P^adense, e che tale fosse la di-
in esilio sul principio di detto secolo (da- sciplina della Chiesa occidentale nell'isti-
ta contrastata pel riferito nel voi. LXXX, tuzione ì\g Fescovati^ dice esistere trop-
p. 87, e in tanti articoli), i vescovi della pi argomenti per opinare diversamente.
regione fedeli all'ortodossia, fra' quali i Quanto alla Liguria (Ino da' tempi apo-
gloriosi ss. Eugenio e Viudemiale (il JVIon* stolici era provvista di vari vescovi , per
ti vi aggiunge s. Fiorenzo o riorentino deputazione dell'apostolo s. Barnaba che
d' Utica), che dopo d' essere stati alcuni ivi predicò la fede di Cristo, e la stessa
anni in Corsica passarono in Vado, e qui- sede di Savona l' avea ricevuto nel 3 2 i

vi convertita alla fede gran parte del po- da Papa s. Melchiade nella persona d' I-
polo, Viudemiale ritornò in Corsica, ed merio , e l' imperatore Costantino I nel
Eugenio si ritirò in un'isuletla distante 3 3 la dotò; ed è perciò che Vado e pae-
I i

circa 1 miglia dal castello di Vado, la si convicini aveano il vescovo in quello

quale esiste divisa dalla villa Berzezzi, di di Savona, sotto la cui giurisdizione tro-
cui porla il nome, per un piccolo tratto va vansi. Vero è però, che infierendo il

di mare, in cui tuttora esistono le rovine furore degli ariani, e mal sicuro trovan-
d'un antico monastero ancora celebre pel dosi il vescovo di Savona, ricorse Nata-
soggiorno che in essa vi fece s. Eugenio, nallo a Papa Benedetto V per trasferire
divenuto proiettore della vicina IVoU che la sua residenza io Vado, città ben dlfe-
V A D V A H 109
sa e pnpnlnta , e ne ottenne facoltà ,
per serie da Montano, circa 3ooann» prima
i;iii ellelhiò la iraslocazione. Siuna lia del Zuccarello, e 3oo dopo la pubblica-
convenzione falla in A- Vado con certo ta dallo stesso can. Rima; ma, come dissi,
lipi andò diacono, a'5 agosto 588, per un afferma che già altri esistevano prima di
fondo rustico, senza die il vescovo avesse lui, ignorandone il nome, il che prova ia
assunto il luogo re?idenziale,rite-
titolo del qual conto abbiasi a tenere il catalogo
nendo quello diSavona, come fecero suc- i del Zuccarello.
cessori suio a BenedeltOjche sarebbe stalo VAGARSCIARAT o VALASCIA-
il I assumere il l'\io\o iV Episcopus Fa-
.°hd BAT. /^. EzMiAziN e Patriarcato Ar-
densis^ e ad unirlo all'altro di Savoncn- meno.
sis. Riferiscono Sanmartani, che i suc-
i VAHABITI VECABITI. Setta ara-
cessori di Benedetto, Annecio, Remo e I- ba maomettana , numerosa e bellicosa,
giulfo, passarono gran parte del loro go- della quale ragionai a Maomettismo e
verno in Genova, da dove provvedevano Turchia. Quanto a'Ioro usi e costumi si
a'bisogni della chiesa Savonese e Vadese, legge un erudito e interessante articolo
e ciò per evitare l'eretico furore degli a» n^WAlhmn di Romciy
1. 14> p- ^3, di cui

riani, divenuti più fanatici e crudeli. Ne credo opportuno di darne un cenno. Le


vale a confermare la contraria opinione tribù arabe denominate vahabiti o veca-
il dire, che non trovasi la chiesa di Savo- bili,occupano tutta l'Arabia centrale, va*
na ricordala nel concilio di Milano del sta regione poco conosciuta agli europei
45 1, e neppure farsene menzione nel ca- prima delie guerre del celebre Mehcmet-
talogo Tuano. Diifatti Frodonio litolare Alì viceré tV Egitto (F,).S\ crede che la
della sede savonese nel 4^ non potè in- i , principale tribù de' vecabili derivi diret-
tervenire a detto sinodo, perchè secondo tamente iWcannalij popolo intrepido e
la testimonianza dell'archivio Valicano, *he nato ne'deserli e animalo
guerriero,
chiaoìato in Roma da s. Leone I, vi rima- dallo spirito medesiuio, fu già sotto i ca-
se due interi anni nel disimpegno di va- liffi Abassidi il flagello deW Islamismo o
rie incumbenze. Nel detto catalogo e nel- Maomettismo^ ed il terrore dell' Arabia.
l'editto di Lotario I non si fa menzione di Sulla derivazione de' vahabiti o vecabili
Savona, oltreché in ambedue sonovi non cWcarmatiy veramente il eh. e benemeri»
poche ommissioni; in essi trovasi bensì to Bazzarini non conviene, e la chiama
nominata la sede di Vado, ch'è lo slesso congettura poco fondata, nel suo supplì-
di quella di Savona. La mutazione del mento al Dizionario Enciclopedico^ nel-
titolo si operò insensibilmente, e senza che l'articolo Carmath. Questi dichiara fon-
producesse la menoma influenza sul ve- datore d'una setta ^v^' Mussulmani^ch^

scovo titolare e sul popolo. Che poi ìlZuc- fece molli danni all' impero degli arabi
carello abbia nel i533 col catalogo de* nel secolo 111 e IV dell' Era della Egira
\escovi savonesi da lui collocato ne'regi- Maomettana. Tale caposetta si nominava
stri capitolari, cominciata la sua serie da Hamdan,efu soprannominato Carmath,
Giovatali 11, perchè ili. "che al titolo P'a- dagli occhi rossi o da' piedi corti. Nato
densis uni il Savonenfis , ciò altro non in bassa condizione nel li secolo dell' E-
proverebbe se non che esso non conobbe gira, e Vili di nostra era, abbracciò la
idocumenti consultati dal can. Rima nel dottrina degli ismaeliti o islamiti e la ,

compilar la serie de'vescovi savonesi, e lo propalò ne' dintorni di Rufa. I capi di


slesso si contraddirebbe nel porre a capo questa setta nutrendo mire ambiziose, che
dì sua serie Giovanni li , non potendosi coprivano col velo della religione, usava-
dire secondo se non fu preceduto da al- no ogni specie di seduzione onde aumen-
tra omouimo. Anche UgheUi priocipiò la tare i loro adereuli. HamdaD divenne
no VAH V AH
subito uno de* più fanatici e zelanti fra rie del Ibrahìm pascià, essi
suo figlio
essi, e fu fallo capo o Dai ótiWa missione propriamente non formano una nazione;
isinaelìtuin parte della Mc<«opulainia. In- nondimeno sono ognora pronti a ricom-
siiuiaute e (ecunito iu es[)oilic'uli, iiun tar- parire ulla prima favorevole occasione, ed
ilo od allirare gran uiimetu di uomini a rivendicarci loro diritti, e di recente
al suo partito, e su di essi uttemie tale tornarono a guerreggiare contro i turchi.
ascendente, che potè intraprendere d'in- La religione de'valuibili o vecabiti è il

trodurre fra essi la comunanza de' beni, deismo : e negano pertinacemente