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C 37&é

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, REATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELERRI SCRITTORI AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
ECCLESIASTICI,
DELLA CHIESACATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. LXXXI.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCLVI.
à&\ vt>

La presente edizione è posta sotlo la salvaguardia delle leggi


vigenti, per quanto riguarda la proprietà letteraria, di cui
l'Autore intende godere il diritto, giusta le Convenzioni
relative.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO -ECCLESIASTICA

T
TR I TRI
1 RIONFO, Triumphus. Ceremonia de; il che dalle popolazioni si pratica nei
pomposa e solenne, onore pubblico che loro Piaggio Villeggiature (J7.), e tal-
facevasi presso gli antichi ,allorché un volta nel loro ritorno a Roma. Si eresse
duce degli eserciti, che avea ottenuto se- da principio in Roma una solaPorto trion-
gnalata vittoria, entrava nella capitale fale, della quale ragionai a Porte di Ro-
dello stato cui apparteneva» Le Acclama- ma, per la quale tutti i vincitori entrava-
zioni di Laudi (F.) de Soldati e del po- no, e per la Strada {V.) trionfale si re-
polo che ne'trionfi gridavano dietro il vin- ca vano al Campidoglio ( V.) ad offrire un
citore io triumphe, die origine alla voce Sagrifizio ( V .) nel Tempio di Giovc^V.),
Triumphus j\f\ imitazione dell'/o thriam- che si ringraziava con forinola che si legge
bc'Bacchiche cantavasi nel trionfo diBac- nelDrissonio, De Formulisjahve pronun-
co. Già a Ingressi solenni in P».oma , ol- ziandone nell'ascendere il carro trionfale.
tre di questi, loro pompe e archi trionfa- Siccome il dittatore Furio Camillo dopo
li, parlai del trionfo degli antichi roma- la presa di Veio volle trionfare cou ap-
ni, di sue ceremonie, e dell'ovazione o pic- parato insolito e troppo superbo, travet**
colo trionfo, ed eziandio in tutti i nume- san do Roma su carro tirato da cavalli
rosi articoli che lo riguardano. Ne'più so- bianchi, ed i romani dando tale carro al
lenni trionfisi eressero ai chi trionfali, de- Sole, fu obbligato a esiliarsi da se stesso da
cretali dal senato romano, ed i superstiti Roma. Scrisse Giovanni Reiskio, Disser-
di Roma (Pr.) e di altrove li descrissi do- tatiode Tviumpho Romano per equos
ve esistono, anche dicendo de* posteriori candido s facto Luneburgi675. In ap-
,

più rinomati, ed a' luoghi loro di quelli presso gli archi trionfali si moltiplicaro-
temporanei che si erigono a'principi, ed no in occasione di particolari trionfi, e dì
anticamente s'innalzavano nel Possesso essi ne trattarono fra gli altri: Pietro Le-
del Papa (F.),massime da'duchi di Par- hvecht,Commentatio deArcubus Trium-
ma e Piacenza (V.) feudatari della s. Se- phalibus, Lipsiaei75o. Corrado Rupcr-
1

4 TRI T R I

lo, De romaiiovum Trìumphis , Jenae drizzh Saul , e degli archi pari me n li


ijoi. Gio. Pietro Bellori, Feterus Ar- trionfali de romani. Nota che questi al
cus Augustorum triumphy insignii*, Ilo- principio furono di semplioe lavoro e di
mae 690 Sj-gismundi Augusti Man*
1 : vile materia, poi crescendo la potenza e
tuoni (idcuntis profectio ac triumphus, la ricchezza della repubblica, si fecero con
Roinae: Archi trionfali di Roma con le ispesa e ornato maggiore, e s'abbellirono
spiegazioni ilei Bellori e delFea, Roma. con trofei, iscrizioni, colonne e statue; nou
Gio. Ballista Piranesi, Trionfi de* roma- che fu costume scolpirvi la pompa del
ni: Archi trionfali di Roma, e aV Italia. trionfo e le cose in esso portate, le bat-
Oltre gli ardii trionfali, vi sono monu-
i taglie navali e terrestri, con varie mac-
mentali e di transito. Gli archi monumen- chine da guerra e armi. Principalmen-
tali trionfali furono destinali a ricordare te vi si scolpirono Vittorie espresse eoa
i trionfi ottenuti dopo vittorie segnalate. figure alate e corone in mano, e le iscri-
L'idea primitiva degli archi trionfali cre- zioni per dichiarar le cause per le quali
de il Nibby poterla dedurre dagli orna- furono drizzali, e se per decreto degl'im-
menti , che posticci facevansi alle porte peratori o del senato romano. Per impe-
delle città, ed agli archi di transito, do- dire al trionfatore di troppo inorgoglir-
ve l'esercito reduce vittorioso passava, che si, era permesso a'soldati che portando ra-
venivano ornati con immagini e con isto- mi d'alloro esultanti cantavano iotrium»
rie che dopo la pompa trionfale toglie- phc d'ì unire alle lodi versi satirici; di più
t

vansi. Affine pertanto di rendere perpe- si faceva salire sul carro trionfale uno

tua la memoria de' trionfi vennero co- schiavo, da Plinio ingegnosamente chia-
strutti monumenti solidi sul luogo pel mato carnifex gloriae, perchè incessan-
quale l'esercito era passato, sia entrando temente gridava all'orecchie del trionfa-
in Roma stessa, sia lungo la strada con- tore: Respice post te; hominem memen-
solare che avea seguito. Non tutti gli ar- to le. Piomolo e suoi successori guerreg-
i

chi furono eretti in memoria di trionfi; giarono quasi sempre co' loro vicini per
ve ne furono ancora di quelli innalzati, o ottenere uomini, donne, terre, e ritorna-
da qualche corporazione, o da particola- vano in Roma colle spoglie de'popoli de-
ri agl'imperatori in benemerenza di bene- bellati: consistevano queste per la massi-
fìzi o di favori ricevuti, e di quelli resta- ma parte in biade e in armenti, oggetti
ti non tutti presentano la magnificenza importanti di grandissima gioia. PeròRo-
de'trionfali. Finalmente altri ne furono molo 1 .°re di Roma, fu pure il r .°a entra-
eretti come semplici fornici di transito, le trionfante in Roma {F.) carico di spo-
onde entrare in qualche luogo particolare glie opime, che cosi chiamò per quelle del
o recinto, e questi che debbonsi riguar- da lui ucciso Acrone re de'ceninesi, e le
dare come d'origine più antica, e che a- depose nel tempio di Giove Feretrio, sul
vea fornito l'idea de'monumentali e dei quale fu poi costruito il Tempio di Gio-
trionfali, naluralmeuteerano più sempli- veOltimo Massimo Capitolino. Ecco l'o-

ci de'nominati. A quest'ultima classe uni- rigine de' trionfi de'roinani, che furono
sconsi giani, fornici a due ed a quattro
i in appresso la principale cagione del se-
faccie, perciò chiamati hifrontes e qua- gno di grandezza a cui giunse la città e-

drifrontes ) e particolarmente costruì van- terna. Siccome quegli solo sotto i cui au-
si ne'fori e presso il Tribunale. Dell'an- spica si era fatto la guerra, avea diritto
tica invenzione degli archi trionfali, e che di chiedere il trionfo, allorché non v'eb«
sene menzione pure dalla s. Scrittura,
fa be altro duce supremo se nou Y Impera-
parla il p. Menochio, Stuore> t. 3, cent. tore, i trionfi doveangli essere riservati;
1 3
cap. 3g3; Dell'arco trionfale che si per tal modo il trionfo divenne un pri-
T II I TR I 5
\ilegio degl'imperatori e de'principi del- ro e Gordiano. Che i trionfanti erano pre-
la casa imperiale. Benché poi si toglies- ceduti e circondali da' soldati con rami
se a persona privata la pompa del trion- d'alloro, ma nelle medaglie monumenta-
fo, si continuò tuttavia ad accordai- loto li de'trionfì sono espressi con
rami di pal-
quelle distinzioni che in ogni tempo era- me ed anche trionfatori vestiti della
, i

no a quelle annesse, vale a dire il di- toga pietà portavano un ramo d'alloro e
ritto di portare la Toga o Tonaca (F.) lo scettro coli' aquila,
perchè sempre a-
pietà o palmata, abito trionfale in cer- veano qualche imperio come consoli o
te ceremonie, una statua che li rappre- proconsoli, avvertendo che siccome gl'im-
sentava con quella veste e con Corona peratori aveano a vita l'imperio procon-
(T.) d'alloro; finalmente alcune altre solare,i trionfi loro nelle medaglie si di-

prerogative meno comuni, da Tacito rin- stinguono particolarmentedal ramo d'al-


chiuse nelle parole: et cptidquid prò loro da loro portalo, senz'altro bastone,
triumpho datur. Qualche volta avven- quando però non fossero stati nel mede-
ne, che se il senato rifiutava d'accordare simo tempo consolai quali magistrati con
il trionfo, richiesto dal vincitore e con- solenni pompe venivano portati in pub-
quistatore, per mancanza di qualche ne- blico a rallegrare il popolo con feste e

cessaria condizione, il duce trionfava sul giuochi fatti a loro spese e da loro pre-
monte Albano (ora Cave e luogo ove so- sieduti, treni o processi consolari che nei
no i Pas sionisti). Papirio Massa filili. monumenti furono presi per tronfi. Che
che trionfò in questo modo l'anno di Ro- a'trionfatori era portata la corona dà uà
ma 52 2; e ili.°che dell'ovazione godesse, servo pubblico, e poi sotto gl'imperatori la

l'u Publio PostumioTuberto l'anno di Ro- fecero reggere da una figura della Vitto-
ma 2 5o. Talvolta iPapi concessero l'onore ria; nella pompa trionfale conducendosi
del trionfo con Ingresso solenne in Roma pure le torri dette Fercula a più ordi-
(7 .), come Paolo 11 1 all'imperatore Carlo ni, con le forma di tro-
spoglie de'vinti in
V vincitore di Tunisi (FAj e s. Pio V a fei, e degli schiavi sopra e da' medesimi
Marc' Antonio Colonna generale dì s. portate, essendovi effigiati e dipinti i prin-
Chiesa vincitore della Turchia a Lepanto cipaliavvenimenti della vinta guerra, e
(V*)} colle 12 galere pontificie, onore de- rappresentate le città espugnate nella me-
cretatogli anche dai senato e popolo ro- desima; i prigionieri principi erano con-
mano, e descritto da Francesco Alberto- dotti avanti e vicino al carro del trionfan-
li io nella Relazione dell' entratafatta in te, e legati colle mani avanti. Che appe-
Roma dall' Ecc.mo Marc Antonio Co- na in Roma
giungeva la notizia delle ri-
lonna, e daLucianoCenturioni, Columna portale vittorie, si celebravano le feste e
Rostrata, seu plausus Triumphantis M. igiuochi trionfali, ed il senato decretava
A. Columnae, R.omaei633. Il Buonar- l'onore del trionfo. In essi si rallegrava il

roti, Osservazioni sopra alcuni meda- popolo, facendosi condurre le immagini


glioni, ne riporta eruditissime sui trionfi o statue degl'imperatori in abito trion-

degli antichi romani , mediante pompa fale sui carri e cogli ornamenti trionfali;
presa da quella colla quale ritornavano feste e giuochi che si rinnovavano dopo
alla patria i vincitori de'giuochi Olimpici. i trionfi, assistendovi gl'imperatori colla
Ragiona particolarmente sui carri o qua- toga pietà, i quali ne'lrionfi incedevano
drighe trionfali tirate da 4 o da 6 cavalli nell'ultimo luogo, che però veniva ad es-
(Nerone si servì d'alcune cavalle ermafro- sere primo. De' trionfi trattarono an-
il

dite in alcuni suoi effeminati e vituperevo- cora: Onofrio Panvinio, De Trìwrnpho,


li trionfilo dagli elefanti ne'lrionfi Partici Ilelmstadii 67$. G. Battista Marliani, De
1

o Persici degl'imperatoriAlessandroSeve- Triumphis veterum rornatitirum, liomue


e tri TR I

1549. Tommaso summo* Lidiati, Serie toda Eugenio IV neh 44°; n Bartolo- -

rum magistratuum,etJ riunì phorwn ro- meo de Ghisolfì de*minori,eletto da Sisto


ma nor imi. Filippo Antonini, fi Trionfo IV nel 479* Tripoli, Tripolitan, è ora
1

romano, Faenza 769. G. Cesare Bulen- 1 un titolo vescovile in partìbus del simi-
gero, De spoliis bellici*, trophaeis, ar- le arcivescovato di Sardi, che conferisce
elibus triunijilialilnis, et pompa trium- la s. Sei\e.
a
pìii, nel T/ics. ili Grevio. Francesco Mo- TRI POLI. Sede vescovile della i. pro-
di, Ponderine Triuntplialcs, Francofur- vincia della Frigia Pacaziaua, nell' esar-
li 586. J. Dario Schieferdech, Disserla-
1 cato d'Asia, sotto la metropoli di Laodi-
tio de Triumphiset Ovatiombus roma- cea, eretta nel secolo IX,
fiorimi, Lipsiae 6o5. Giovanni Nicolai,
1 TRIPOLI, Tripolis, Taraiolo s.Cxi-
flomanorum 'Trinili pini* solemnissimus, tà vescovile e considerevole d'Asia della
Francofnrti 690. Le pompe trionfali de-
1 Fenicia marittima, ora nella Turchia a-
gli antichifurono in parte imitate ne'so- siatica, già capitale d'una contea de'cro-
Icnni Treni (V.), per la Coronazione de- ciati e di presente capoluogo del pascià*
gf Imperatori (V .), per la Coronazione laticodel suo nome in Siria, che compren-
delie (F), nel Possesso del Papa (f .) de in parte l'antica Fenicia, l'antica Leo-»
quando era solennissimo, nel possesso del dicea, e abbraccia il paese di Kesrauan
Prefetto di Fonia (J7 .), nel possesso del abitato da'maronili che ne occupano la

Senatore di Homa(V.), ed in altre pub- parte sud-ovest. Giace a35 leghe da Da


bliche funzioni splendidissime. masco, ed a 43 da Acrio Tolemaide, in
TRIPOLI. Sede vescovile della pro- una fondura a pie d'un ramo del fiume
vincia ecclesiastica di Lidia, nell'esarcato Xanto che scaturisce nel Monte Libano,
d'Asia, eretta nel secolo IV sotto la me- sotto una montagna in cima alla quale
tropoli di Sardi. La città, non piti esiste, sorge un castello munito a circa mezza le-

e ie rovine si vedono ancora sul fiume ga dal Mediterraneo. Residenza d' un


Meandro a poca distanza da Gerapoli. Si mutsellim o governatore, e d'un console
conoscono seguenti 7 vescovi greci che
i di Francia, è lunga e stretta e traversata
ne occuparono la cattedra. Agogio fu nel dal Nahar-Aba-Aly, o l'antico Xanto, fiu-
3i5 al concilio di INicea I; Leonzio dot- micello che quivi si varca sopra due pon-
tissimo assistè al sinodo di Seleucia del ti di pietra, le cui sponde riescono som-

359, non riconosciuto per canonico, e nel mamente pittoresche, ed il quale forma
quale si un\ agli ariani e sottoscrisse la lo- cascate bellissime, essendo formata la sua
ro formola di professione di fede; Com- cinta da mura di giardini. Poco salubre
inodo sottoscrisse al concilio d' Efeso del n'è l'aria, a motivo dell'acque stagnanti
43 ij Paolo Irovossi nel 449 a " m 'g an_ che contiene; le case assai ben fabbrica-
daggio o conciliabolo d'Efeso, e nel 4^1 te e le strade insinuiate per la maggior
fu al concilio generale di Calcedonia; Gio- parte, ma in parecchi punti traversate da
vanni sottoscrisse la lettera del concilio acquidotli sospesi, i quali, essendo in pes-
di Lidia all'imperatore Leone I, relati- simo stato, lasciano piover 1' acqua sui
vamente all'assassinio di s. Pioterò d'A- passeggiali. Numerose fontane, tutte più
lessandria ; Anastasio assistè e sottoscris- o meno decorate d' arabeschi, trovansi
se al VII concilio geneiale; Sisinniofu al sparse per tutti i quartieri. Vi sono due
concilio di Folio. Oriens christianus, t. moschee un bagno ben fabbricato ed
, ,

1 , p. ò'8o. In questo nel t. 3, p. 1 070, tro- un kan vastissimo e pulitissimo. Tra la


vai che Tripoli di Lidia ebbe altresì dei città ed il maredistendesi una fertile pia-
vescovi latini, e ne riporta due: fr. Mar- nura coperta d'alberi fruttiferi, tra altri
tinodeSoto -Major carmelitano, nomina- da moricelsi e olivi, e presso la spiaggia
TR I TRI 7
trovasi In borgata chiamata Marina, dal Madera, furono poi recale al Brasile e
nome dell'antico monastero dove s. Ma- nel rimanente d' America. A due leghe
rina sotto abito virile visse molti anni pe- verso l'oriente diTripoli vedeasi una tom-
nitente, con grandi magazzini, kan, caf- ba tagliata nello scoglio, che sirii cristia- i

fè ed sorgeva in ma-
altri edilìzi. Più. oltre ni credeano essere il sepolcro di Canaan o

no il famoso tempio di s. Grego-


de'greci Chanaan nipote di Noè, il padre de'feni-
rio Taumaturgo, profanato verso la me- nome di Tripoli corrisponde alla
cii. Il

tà del secolo XVII da' maomettani, co- sua origine, perchè fondata da 3 popoli
me tanti altri santuari. Sebbene il Terzi diversi, cioè Tirii, Sidonii e Aradi (non
riferisca nella Siria sacra che Tripoli
, Arabi come vogliono altri). Erano que-
giace sulle sponde del mare, come in pe- sti soliti convenirvi in tempi stabiliti per
nisola, favorita dalla natura di sito como- cagione del traffico, e volendo assicurare
do, elevato e fortissimo, provvista anco- le merci vi fabbricarono alcune case ore-
ra di spazioso porto, cinta da torri e da cinti, ben distinti l'uno dall'altro per uno
mura terrapienate; nondimeno geografi i stadio, come in seguito si costumò in o-
moderni affermano , che non v' è porto rienfe. Questo nome di Tripoli, che signi-
propriamente detto, né la rada offre si- fica tre città, trovasi in diverse altre prò-
curezza quando forte sia il vento mae- vincie ove esisteva una città composta di
strale; le navi danno fondo fra la terra e tre parti, oppure in cui eravi un'associa-
certi piccoli isolotti sassosi. Quantunque zione di tre città. In progresso di tempo,
la situazione siapoco favorevole al com- colla frequenza de'popoli crebbero a se-
mercio, tuttavia vi si fanno grandi espor- gno, che gli uni agli altri si unirono, e con
tazioni di seterie,di fazzoletti nel paese fab- ciò di 3 borghi si formò una città, ove poi
bricati, di sapone e sponghe raccolte
di si radunavano i pubblici rappresentanti
fra questa città e Berito. Conta più. di delle circonvicine per trattar di affari po-
20,000 abitanti, e nelle vicinanze si fan- litici e distato. Ciò avvenne, secondo Dio-

no notare il sepolcro e la moschea d'un doro Siculo, nell'Olimpiade 107. Si vuo-


santone, ombreggiati da platani, con una le da alcuno che ancora sussistano le 3

vasca entro cui alimentatisi de'pesci sagri. divisioni o intervalli, ma il Terzi nel cele-
Il territorio forma un affienissimo giar- brarne l'opulenza,onde gareggiò colle pri-

dino, pieno d'ogni sorla di fruiti; è irri- marie cittàdiFenicia,dice che non conser-
galo da parecchi fiumi e ruscelli scen- va l'antica figura, per essere stata riedi-
denti dal Monte Libano. Quando il tem- ficata parte sulle rovine dell'aulica e par-
po è in calma scorgesi sulla spiaggia del te fuori del suo ricinto in forma triango-
mare ed entro questo stesso parecchie sca- lare. 11 p. Quieu neWOriens christianus,
turigini di dolce ed eccellente acqua, che quanto al nome di Tripolit \o dice deri-
credonsi procedere da una gran grotta di- vato dalle vicine tre città di Arado,Sido-
stante una lega all'est, e ch'è osservabi- ne e Tiro; e formatasi di 3 parti, tutte
le per una sorgente copiosissima ch'esce con pari distanza da essa lontane, ciascu-
dalla terra a grosse bolle, e si perde indi na avendo coloni di Arado, Sidone e Ti-
Allorquando
a poco nella grotta stessa. i ro. Die natali a Teodosio poeta lirico,
i

Crocesignati(V, funsero in questa cam- ed a Teodoro matematico che scrisse de


pagna, rinvennero tra le altre cose canne Sphaeris, e dicesi che da lui Tolomeo,
di zucchero, che la più parte degli storici Frodo e Tione apprendessero precetti i

chiamarono canne di miele. Questa pian- più essenziali di quella scienza. Nel me-
ta eravi stata trasportata dall' Indie, co- morando confitto in cui Dario in queste
me in altri luoghi della Siria, donde por- vicinanze fu vinto da Alessandro il Gran-
tate in Sicilia e di qui a Granata, indi a de, fuggirono 8000 greci del suo esercì-
8 TRI TR I

to ,
prevalendosi delle navi trovate nel recò in oriente, ed a' io giugno espugno
porto, e veleggiarono a Cipro. La città Tripoli dopo un assedio o blocco di 7 un-
pervenuta in dominio d'Alessandro, dopo ni, aiutato da Baldovino I re di Gerusa-
la sua morte ubbidì a vicenda a'Seleuci lemme e da' genovesi. Non pare quindi
ed a' Tolomei. Sotto i primi vi si adorò che Tripoli fosse conquistata avanti la

Giove Tripolitano, ciò ricavandosi dalle Pasqua del 1099, come vuole il p. Le
medaglie coll'epigrafe Jovi Delubro. An- Quien. Tripoli allora divenne capitale di
tiocoil Grande re di Siria la conquistò una contea, checomprese parecchie piaz-
con tutta la Fenicia verso l'anno 219 a- ze lungo il mare di Fenicia da Maraclea
vanti l'era corrente. Recatosi a guerreg- sino al fiume Lieo, donde avea principio
giare nella regione il Magno Pompeo, la il regno latino di Gerusalemme ^eù uno

conquistò alla repubblica romana , con de' 4 principati Ialini eretti in Siria dai
l'uccisione del tiranno Dionisio, ch'erosi principi cristiani crocesignati, sotto la

impadronito della città. Si conoscono più sovranità de* Tripoli tatù Comites. Que-
medaglie col nome di Tripoli di Fenicia, sto principato e questa città per distin-
coniale ad Antonio e Cleopatra, degl'im- guerli dagli altri Tripoli, fu detto Tri-
peratori Augusto, Nerone, Traiano, Se- poli di Soria o Siria. Bertrando fu pro-
vero, Eliogabalo, e dell'imperatrice Giu- clamato contedi Tripoli nello stesso gior-
lia Soemia. Sotto ildominio de' romani no che vi fece il suo ingresso, e nel me-
fu la città libera, adendo il diritto di go- desimo anno morto il cugino Gugliel-
vernarsi colle proprie sue leggi , e sotto mo riunì alla contea le terre che avea ri-

l'imperatore Vespasiano prese il sopran- cevuto dal padre suo. Neh 1 io coadiu-
nome di Flavia. Vi fu promulgato l'È- vò Baldovino 1 che
a conquistare Berilo,
vangeloal nascere della Chiesa, ma il cul- si arrese a'i5 maggio. due principi nel
I

to cristiano scemò notabilmente quando seguente giugno marciarono in soccorso


nel 638 romani da Youkima
fu tolta a' di Baldovino del Borgo conte di Edessa,
greco rinegato, uno degenerali del calif- ove un'armata di saraceni lo teneva as-
fo Omar maomettano. Tripoli passò poi sediato ad istigazione del di lui nemico
in potere de'califii d'Egitto, a cui la tol- Tancredi cuginooziodiBoemondo prin- I

sero i crociati del lai/ Crocia la (^.), per cipe d''Antiochia , della quale e de! prin-
bberare i santi luoghi di Stria dalle ma- cipato latino riparlai a Siria. Al rumo-
ni degl' infedeli, di che e con altre no- re della loro marcia gl'infedeli levarono
zioni analoghe riparlerò all'articolo Tur- l'assedio. Indi dopo aver con Baldovino
chia. Narrai nel voi. LXXVII, p. 25, che 1 assediata Sidone, che si arrese nel di-
Raimondo IV conte di Tolosa e di s. cembre, Bertrando si recò a stabilir la sua
Gilles, fece parte della crociata alla te- residenza in Tripoli. Neh 1 1 1 Tancredi
sta di 100,000 uomini, dopo aver ri- amministratore dei principato d' Antio-
cusato la corona della conquistata Geru- chia, dopo la morie di Boemoudo, essen-
salemme^ recò all'assedio di Tripoli, du- dosi disgustato con Bertrando, gli tolse
rante il quale siandò formando uno sta- Tortosa o Ortosia ossia Antarada, che
to inSiria, e morì a'28 febbraio 1 io5, nel in Siria avea conquistato il padre, dan-
castello di Monte-Pelarin da lui fabbri- done il governo a Guglielmo naturale di
cato in faccia a Tripoli, lasciando il det- Roberto duca di Normandia. Bertrando
to stalo al nipote Guglielmo conte diCer- si vendicò di quest'insulto in una manie-

dague, succedendolo negli stati aviti il pri- ra tutta cristiana. Avanzatosi sino a Ce-
mogenito Bertrando contedi Tolosa e di sarea di Filippi un esercito di 100,000
s. Gilles. Questi imitando il zelo religio- turchi, distanti una sola giornata da An-
so del padre, prese la croce, neh 109 si tiochia, la minacciavano d'assedio, per cui
TI T TIW 9
Tancredi implorò il soccorso de' principi governo del principato.G l'impedì pas- il

cristiani. Prontamente l'ebbe da Baldo- saggio per marciarvi sopra, ma nella guer-
vino I, da Bertrando e da altri signori, ra insorta rimase sconfitto dal re, il qua-
cìie con soli 26.000 uomini fugarono le poi lo liberò dall'assedio cui l'aveauo
gl'infedeli a'29 dicembre. Bertrando non cinto turchi in Montferrand. Nondime-
i

potè esimersi di collegarsi nel 1 1 12 con no Pons continuando la guerra cogl* in-
Alessio 1 imperatore greco contro Tan- fedeli,neh 137 tradito da'siri del Mon-
credi, per riaver da questi Antiochia in te Libano restò vinto e prigione, patendo
forza del suo giuramento. Durante le ne- barbara morte. Gli successe nella contea
goziazioni della lega morì Bertrando a' il primogenito Baimondo, il quale da fi-

2 1 aprile, cui successe I' unico suo figlio glio animoso volle subito vendicar la mor-

Pons, sotto la direzione del vescovo del- te del padre contro gli assassini che l'a- 1

la città, e si chiamalo Vc-


meritò d'esser veauo occasionata; prese nel Monte Li- li

mulo della gloria de suoi maggiori, ti- bano e con rigorosi supplizi fece mori- li

tolo che giustificò colle sue belle azioni. re in Tripoli, con giubilo del popolo. In-
Hgli però succedette soltanto agli stati tanto Sanguino sultano d'Aleppo gli rup.
paterni d'oriente e alla contea di Tripo- pe guerra e assediò iti Rafania. Accorse
li, lasciando godere ad Alfonso Giorda- Baimondo 1 con re Folco, ed assalito San-
no suo zio la contea di Tolosa e gli al- guino, restarono disfatti e il conte prigio-
tri stati d'occidente; il quale articolo va ne e Folco assediatoin un castello; finché

tenuto presente ,
per le altre notizie ri- da Guglielmo patriarca di Ge-
soccorsi
guardanti i conti di Tripoli derivati dai rusalemme, che colla vera Croce guidava
conti Tolosa ni. Pons si distinse in quasi le truppe, e da Raimondo principe d'An-
tutte le guerre ch'ebbero al tempo suo i tiochia e marito di Costanza, ambedue ri-
crociati contro gl'infedeli. Nel 1 1 1 3 mar- cuperarono la libertà. Neh 149 alla bat-

ciò verso Tiberiade in soccorso del re Bal- taglia di Belinas vinse il sultano d'Alep-
dovino I, e nel 1 19 sentendo che Bug-
1 po Noradino il quale si risarei in altro
,

gero reggente di Boernondo 11 principe combattimento,ove morì Raimondo prin-


d'Antiochia veniva aggredito da un for- cipe d' Antiochia, a cui successe il figlio
midabile esercito di turchi, corse per li- Boernondo III sotto la tutela ili Costan-
beramelo, ma non fece in tempo, poi- za e del padrigno Rinaldo. Nel 1 1 5 1 Hai -

ché era già perito colla sua armala; indi mondo 1 perì presso la porta di Tripoli,
lo vendicò con Baldovino li re eli Geru- ucciso da una masnada de'diutorni, dive-
salemme.in una sanguinosa battaglia vin- nendo conte di Tripoli figlio Raimon- il

ta sugl'infedeli. Neh 122 Pons ebbe col do Il sotto la regg-mea della madre O-
re in proposito dell'omaggio d'investitu- diema, sorella di Melissende regina di Ge-
ra che ricusava rendergli, una questione rusalemme. Neh (3 3 iNoradino all'assedio
1

vivissima, di cui gli altri baioni del regno di Harene fatti prigionieri il conte e Boe-
ne impedirono le conseguenze. Ne\i ii/\. rnondo 111 d'Antiochia, fece toro provare
si segnalò all'assedio di Tiro, il cui conqui- asprissima cattività, e mediante riscatto
sto principalmente si dovè al suo valore d 80,000 ducali d'oro li rimise in liber-
e abilità. Dipoi coll'aiutodel re, nel r 127 tà neh 171. Nel precedente anno Tripo-
sottomise la città di Rafania vicina a'suoi li soggiacque a sì orribile terremoto, che
stali e nella provincia d'Apamea. Dopo quasi tutti i suoi fabbricati crollarono, ri-
la morte neh 1 3 1 di Baldovino II prese manendo la più parte degli abitanti sepol-
le parli d'Alice vedova di Boernondo 11 ti sotto le rovine. Non guari dopo però la

principe d'Antiochia, che il re Folco con- città venne rifabbricata meglio di prima.
trastava a' tutori delia figlia Costanza il 1 cristiani vi stabilirono manifatture di se-
e

io TK1 TRI
ta e camellotti, continuamente occupan- venne principe d'Antiochia e conte di Tri»
dotene nelle fabbriche ben 4°°°- Nel poli Boemondo V, succeduto al padre
1 177 il conte dopo esser stato sconfìtto Boemondo IV, che sposò Luciana Conti
davanti Hama, si portò ad assediar Ha- nipote d'Innocenzo III, la quale dal ma-
renc, e indusse diversi signori a secondar- rito ebbe in dono la metà della contea di
lo, ma adescato da una <ommn olfertagli Tripoli nel caso che avesse successione, e
dal governatore si ritirò. Neil 173 essen- 3o,ooo come
bizantini in caso contrario,
do Baldovino IV re di Gerusalemme a notai nel voi. XVII, p. 76. Da essi nac-
cagione della lebbra impotente al gover- quero Boemondo VI che nel 15 succes- 1 1

no,aflidòla reggenza al contedi Tripoli, se al genitore, e Piacenza maritata ad En-


neh 85 morendo
1 la confermò sino alla rico redi Cipro: la madre Luciana fa-
I

maggiorità del nipoteBaldov'moV, il qua- cendo da amministratrice nella sua mino-


le pure nell'anno dopo scese nel sepolcro, rità non venne lodata. Fu creato cavalie*

Raimondo II allora contrastò trono di il re d'Antiochia da s. Luigi IX in Joppe,


Gerusalemme a Guido di Lusignano, ma onde inquartò al suo stemma quello di
pel bene della pace rinunziò poi alla sua Francia. A suo tempo il vescovo latino di
pretensione. Mentre il conte nel 1 187 sta- Tripoli, Obizzo Sanvitale, fu nel 1260 da
va all'assedio di Sefori venne assediata in Papa Alessandro IV traslato aParma,
Tiberiade sua moglie Esquiva da Sala- Boemondo VI prese imprudentemente le
dino, die impadronitosi della città a' 2 parti de' veneziani contro i genovesi, e
luglio la die alle fiamme, risparmiando il così mantenne le dissensioni che trassero
castello ov'erasi ritirata la contessa, e re- Terra Santa. Egli per-
in rovina le cose di
candosi incontro al marito che veniva ad de Antiochia neh 268, la quale fu pre-
assalirlo. Nel dì seguente cominciò la fa- sa d'assalto a'29 maggio o a' 12 giugno,
mosa battaglia diTiberiade, cui Piai inon- dal sultano Bibaso Bondochar, facendo-
do li con un'allocuzione deqna di Sallu- vi 100,000 prigionieri, oltre r 7,000 che
stio, avea inutilmente consigliato d'evi- sul luogo fece trucidare. Morì a Tripo-
tare. Nella rotta de' cristiani fu costretto li nel 1274, lasciando il figlio Boemon-
aila fuga, per cui fu da alcuno incolpato do VII sotto la tutela della madre Sibil-
di connivenza co' nemici , e poscia morì la figlia del re d'Armenia e del vescovo
nell'anno stessoin Tripoli minacciata d'as- di Tortosa ossia Antarada. Egli stabilì la

sedio da Saladino, il quale s'impadronì sua residenza a Tripoli, donde prestò o-


del castello di Tiberiade. Non avendo fi- maggio d'investitura a Carlo 1 ti'Angiò
gli, legò suoi stati al figlioccio
i Raimondo re di Sicilia e Gerusalemme, nelle mani
III figlio di Boemondo III principe d'An- del bali d'Acri. Il suo carattere petulan-
tiochia. Caduto esso in demenza, talvol- te e indiscreto accese gravi dissensioni coi
ta violenta, verso il 1 200 allìdò la contea cavalieri templari. N'ebbe pure col vesco-
a Boemondo IV il Guercio suo fratello, vo latino di Tripoli, che obbligò ad ab-
dorante la minorità di Raimondo Rupi- bandonare Terra Santa. A' 3aprileia87 1

no di lui figlio, avuto da Alice figlia di Tharanlhai, generale di Kelaoun Malek-


Rupino della Montagna principe d'Arme- el-Mansor sultano d' Egitto e di Babilo-
nia. Boemondo IV abusando della fidu- nia che il p. Le Quìen chiama Melec-
,

cia fraterna, nel 20 riunì nella propria


1 1 Messor, tolse a Boemondo VII Laodicea
persona la contea di Tripoli in un al prin- e l'adeguò al suolo. Morto poi Boemon-
cipato d'Aiitiochi-ì:delle vertenze che per- do VII 19 ottobre senza prole, insorse
a'

ciò insorsero feci parola nel voi. LI, p. 307 contrasto tra Sibilla sua madre e Lucia
eullrove,essendovi intervenuto Innocen- sua sorella, moglie cliNajare diTouci fran-
zo III (F.) per pacificarle, Neh 233 di- cese e grande ammiraglio di Sicilia, in-
TR I TR I ri

Ionio alla successione della contea di 'tri- driano. In quello di Diocleziano riporta-
poli. Il sultano Kelaoun troncò le dispu- rono la palma del martirio ss. Luciano, i

le colla presa da lui falla Od* Mammaluc- Metrobio, Paolo, Zenobio, Teotino eDru-
chi (VA di Tripoli , che fece incendiare so, come si legge nella Siria sacra, L'im-
a'26 027 aprile 1288 01289, Nana '' ^'" peratore Giustiniano I eresse una sonino»
naldi chela combattè di notte sì fiera- sa basilica a s. Leonzio, che si rese cele-
mente, che per l'infievolite forze de'cri- bre, La sede vescovile appartenne alla
stiani l'ebbe per forza, e furonvi uccisi provincia ecclesiastica della Fenicia Ma-
7000 cristiani. Alquanti scamparono so* rittima nel patriarcato d'Antiochia, suf-
pra legni ch'erano nel porto, rifugiando- fraganea dell'arcivescovo di Tiro, ed eb-
si a Tolemaide, Alle crudeltà il malva- be vescovi greci, greci-melchiti, maroniti
gio sultano aggiunse I' empietà, facendo e latini,
I vescovi greci che si conoscono
legare alla coda de'cavalli le ss. Immagi- sono Marone, cui successe Ellanico, che
ni e trascinarle per tutta la città. Dopo nel 3ij intervenne al concilio di Nicea I,

averla i saraceni rubata e spogliata d'o- e poi a suggestione degli ariani abbrac-
gni sostanza, essendo piena di molte mer- ciati i loro errori, fu obbligalo a dimet-*
canzie e altre cose, il barbaro sultano la tersi ed esulare, da s, Eustasio patriarca
fece ardere, abbattere e disfare da' fon- d'Antiochia, surrogandogli Teodosio. Nel
damenti, Addolorato Papa Nicolò IV da sinodo di Seleucia del 35$ Ireneo episco-
tanto disastro, ili /di settembre con let- pio Tripolis Plweniciae^'xccome ariano,
tera ingiunse al vescovo di Tripoli, che sottoscrisse I' eretica professione di fede.
predicasse e facesse promulgare la crocia- Commodo nel 43 1 si recò al concilio d'E-
ta sopra i pessimi saraceni, nella Sehia- feso, e per la sua adesione a Nestorio fu
vonia e nella Marca di Treviso. Tutte le separato dalla comunione cattolica. Teo-
altre piazze della contea di Tripoli cad- doro nel 45 1 intervenne al concilio diCal-
dero nel tempo stesso sotto la potenza del cedouia e ne sottoscrisse i canoni, indi nel
sultano, unitamente a quelle del princi- 458 firmò la rinomata epistola dal sino*
pato d'Antiochia. Per tali perdite i cro- do di sua provincia indirizzata all'impe-
ciati si trovarono ridotti alle sole città di ratore Leone I, sul martirio di s. Pioterò
Tolemaide, d'\ Tiro e di Sidone } che non d'Alessandria. Il vescovo Stefano amma-
tardarono a cadere nelle mani degl'infe- latosi d' infermità incurabile, si recò al
deli. Tripoli cogli stati formanti la con- sepolcro di s. Eutimio archimandrita, e
tea , furono poi riuniti all' impero della coli' olio di sua lampada per virtù divi-
Turchia, e ne segui i destini e le vicen- na guarì perfettamente, Gli successeLeon-
de politiche, ziodi lui cugino, ornato di cospicue virtù,
La fede cristiana fu predicata a Tri- e fu largo benefattore del monastero di
poli ne'tempi degli Apostoli dal principe monaci sotto l'invocazione del gran mar-
di essi s. Pietro, che vi costituì per ve- tire s. Leonzio. Arsenio è l'ultimo vesco-
scovo Marone, un collegio di 1 2 preti e vo di cui si abbia memoria. Oriens dir,
de'diaconi, non che l'ordine delle vedo- t. 2, p. 822. I maroniti antichi vi ebbero
ve e tutti i ministri della Chiesa, a'quali degli arcivescovi, suffraganei del patriar-
impose d'ubbidire a Marone. Tanto egli ca maronita d' Antiochia, e se ne cono-
che successori vi eliminarono gli avanzi
i scono sei. Isacco insigne per dottrina scia-
del gentilesimo,non senza difficoltà e per- drensis, alunno del Collegio de''Maro-
secuzioni, poiché la chiesa di Tripoli fu niti di Roma, ordinato nel 1629, autore
innaffiata dal fecondo sangue de'martiri di diverse opere, e perito nelle lettere la-
iss. Leonzio che patì insieme con Ipazio, tine, siriache ed arabiche. Gli successe Mi-
Tribuno e Teodolo sotto l'impero d' A- chele Hesronita arcivescovo, indi Gio-
ti TRI TR I

vanni IJesronita degnissimo.nominato da vescovo di Tripoli vessato d'Antarada nel


Urbano Vili e morto nel 1
644* Poscia I278,eche per insidiargli la vita dovèfug-
Gabriele, quindi Giuseppe Hesronìtaar- gire. Nel 1279 Nicolò 111 l'inviò a Rodolfo
chìrpìscopi Tripoli tri tu' del 1676. Nel I re de' romani, ed a Carlo I re di Sici-
j6g5 sedeva Giuseppe Si monto, al dire lia per collegarli insieme ;avendo e poi
del Terzi successore- di Gabriele, per cui patito atroci ingiurie da Boeraondo VII
sembra il medesimo Hesronita. Basilio conte di Tripoli ,
questi fu gravemente
monaco fiorì nella
."
metà del secolo de-
1 ammonito dal Papa. Cintio Pigna nobile
corso. Orie/is dir. t.'3,p. 79.C0nquistat.-1 romano essendo eletto di Tripoli, Onorio
Tripoli da'crocesignali latini, vi fu eretta IV nel 1286 lo dichiarò arcivescovo di
la sede vescovile del rito loro, sotto il pa- Capua. Era vescovo B. quando il solda-
li iarca d'Antiochia, indi Papa Innocenzo no di Babilonia Melec-Messor 3*27 aprile
Il la dichiarò sullraganea dell'arcivescovo 1289 espugnò Tripoli, onde Papa Nicolò
J.itino di Tiro, quando elesse per vescovo IV ingiunse al vescovo di predicare iti oc-
di Tripoli Gerardo, che nel 1 137 cadde cidente la crociata contro i saraceni, con
prigione de'saraceni. Fiumano nel 1
179 lettere del i.° settembre, e nuovamente
intervenne al concilio di Laterano IH. con altra de'20 ottobre 290. Nel i332 1

L. eletto arcivescovo d'Apamea, dal pa- il vescovo Guido Baisi di Re™io fu eletto
triarca d'Antiochia neh 198 fu traslato arcivescovo di Ravenna. Giovanni abba-
a Tripoli di propria autorità ; ma Papa te benedettino vescovo di Trieste, da A-
Innocenzo III sospese al patriarca l'offi- lessandro V fu traslato a Tripoli. Gli suc-
cio pontificale e perciò la facoltà di con- cessero Pietro I,e per sua morte a'28 gen-
fermarlo, per avere operalo inconsulta naio^ '4 Simone minorità; indi tro-
II '-

Sede apostolica^cotne sospese L. eletto. che morto a'i4 novem-


vasi Pietro II,
Dipoi assolse L. ed a'3 dicembre di pro- 1 bre 435, ih questo Eugenio IV gli sur-
1

pria autorità lo trasferì a Tripoli, come rogò fr. Nicola del Nevo minorità. Dopo
similmente tolse la sospensione al patriar- il vescovo Antonio, trovo per sua morte

ca; indi ingiunse al vescovo di Tripoli e nominato nel r45i fr. Benedetto de A-
al suo capitolo di conferire ili. "canoni- doaria minorità. Orienschr. t. 3,p. 1 1
74-
cato che vacasse a certo Piai mondo. Do- Presentemente Tripoli ha i seguenti ve-
po ili2i3 gli successe Gaufrido arcidia- scovi di diverso rito. L'arcivescovo mg.'
cono francese e fratello di Fiandra (ti san- Paolo Musa, Tripolitan Maronitarum,
ta vita e operatrice di miracoli. Nel 12 i5 e ne parlai nel voi. XLI1I, p.127, nel pa-
Innocenzo HI invitandolo al concilio di triarcato d'Antiochia lìti' Maroniti in Si-
Laterano, con sua lettera enciclica, dice : ria. Il vescovo mg/ Atanasio Totungi,
In eodem modo (archiepiscopo et episco- Tripolitan Me Ichi tarimi, come dissi nel
pis)/?er Trinapoli tanam (Tri poli tanam) voi. XLIV,p.i 58, nel patriarcato de'gre-
provinciam (consti tutis). Papa Innocenzo c\-3Iclchiti in Siria. Il vescovo Tripo-
J V del 1 243 mandò l'arcivescovo di Tiro litan Syroriun, la cui sede è tuttora va-
e V. eletto episcopo Tripoli tano, per in- cante, sulfragauea del patriarcato de Siri
quirire il vescovo di Biblos e il patriarca in Siria, il che riferii nel voi. LXVII, p.
antiocheno. Il vescovoObizzo sunnomina- 3o. Vi sono le missioni apostoliche de'la-
to nel 260 passò a Parma. Al vescovo^»'.
f tini, del vicariato apostolico di Aleppo o

Guglielmo domenicano nel i263-^*crisse Bcrrea(V.),e ne riparlai a Monte Liba-


Urbano IV, perchè gli esponesse le dissen- no ed a Siria. Vi sono poi ora in Tripoli
sioni che agitavano la Terra Santa. Nel i la zza risti col prefetto di loro missione, e
1 274sedeva fr. Paolo minorità, fu al conci- un tempo eranvi i gesuiti e i carmelitani:
lio di Lione 11, e probabilmente fu quel i lazzaristi furono sostituiti a'gesuiticou
2 '

T 11 I TRI i3
decreto della congregazione di propagan- che nel giorno precedente, domenica, il

da fide, da cui dipendono vescovi di Tri- i cardinal Patrizi vicario di Roma, nella
poli de'diversi ricordati ri ti, de' a 2 novem- chiesa della ss. Trinità de'Monli, assistito
bre 1782. Dell'ospizio de' minori osser- dall'arcivescovo di Parigi e dal vescovo d'
vanti di Terra Santa, esistente in Tripoli Orleans,avea fattola solenne consagrazio-
e dipendente dal p. Guardiano i\it\ s. Se- ne di mg/ Leone Francesco Sibour d'I-
polcro (%*)> feci menzione nel voi. XXX, stres arcidiocesi d' Aix, vicario generale
p. 5g e 60, ove dissi della missione de* (del fratello arcivescovo) di Parigi, eletto
cappuccini. FinalmenteTripoli, Tripoli- vescovo di Tripoli in partibus infidelium
tiiu, è un partibns del-
titolo \esco\\\ein }
Papa Pio IX dei
(con breve apostolico del
l' eguale arcivescovato di Tiro, che con- 23 dicembre i854, dichiarandolo inoltre
ferisce la s. Seile. Ne fu insignito mg/Giu- ausiliare del fratello).
seppe Habaisci, che trasferito a' 3 mag- TRIPOLI, Tripolis. Regno o reggen-
gio 1824 da Leone XII al patriarcato za di Barbarla, nell' Africa (^.), trova-
d'Antiochia ùe Maroniti, il Papa nel con- si tra 23° 45 e 33° di latitudine nord, e

cistoro de'2 3 giugno 1828 nominò vesco- tra 7°4o e 26° di longitudine est, nella
vo di Tripolis civitas Maritima Phoe- parte più orientale della Barbarla mede-
niciae, sub Archiepiscopo Tyrenjn par- sima. Composto del paese di Tripoli pro-
tibus infidelium , come leggo nella pro- prio al sud-ovest, del regno di Fezzan al
posizione concistoriale, mg/ Ferdinando sud e del regno di Barca all'est, viene al
Siciliani diGiovenazzo diocesi di Molfetta, nord limitalo dal Mediterraneo, all' est
a
già arcidiacono ei. dignità dell'insigne dall'Egitto, al sud dalSahara, ed all'ovest
collegiata di Giovenazzo, e con ritenzio- dal regno di Tunisi (V.). Irregolarissima
ne dell'arcidiaconato; dichiaralo poi au- n'è la forma: il Mediterraneo vi produce
siliare del vescovo di Melfi e Rapolla, pa- il gran golfodella Sidra, ed il Fezzan inol-

re da Gregorio XVI, poiché con tale qua- trasi considerabilmente ne'deserli. La lun-
3
lifica venne perlai. volta pubblicato nel- ghezza della regione è di circa 4oo leghe
le Notizie di Roma del 1 84o. 11 regnante dall'est all'ovest, presso a poco sotto il pa-
Pio IX nel concistoro de'3 luglio 1848, rafilo della repubblica di Gadames,Oasi
per obitum Ferdinandi Siciliani, come occidentale della reggenza di Tripoli, e
ricavo dalla proposizione concistoriale,di- della repubblica e altra Oasi di Syouab,
chiaro vescovo in par tibus Tripolis ci- governate da'sceiki nominati dal pascià
vitas episcopali* Phoeniciac sub archie- governatore della reggenza di Tripoli,cui
piscopo Tyren\ il rev. p. fr. Giusto Re- pagano annui tributi, prima esse forman-
canati di Camerino, dell'ordine degnino- do parte de'dominii della reggenza di Tu-
li cappuccini, maestro in filosofìa e teo- nisi. Sotto il 1 meridiano è la massima
logia, definitore generale e prefetto delle sua larghezza dir 3oleghe,tutta la reggen-
missioni del suo ordine, consultore delle za diTripoli avendo la superficie di45,ooo
congregazioni del s. ofuzio,de'vescovi e re- leghe quadrate. La regione di Barca oc-
golari, e di propaganda fide; indi e per cupa tutta la parte orientale della reg-
quelle qualità lodate nella medesima pro- genza di Tripoli, ed è posta fra la gran
posizione, il Papa lo fece amministrato- Sirte e l'Egitto: la gran Sirte insieme al-
re apostolico del vescovato ih' Sinigaglia la piccola Sirle che sta alla spiaggia tu-
(V.) sua patria, ed a'7 marzo 1 853 lo creò nisina, si denominano le Secche di Bar-
cardinale titolare de'ss.XI I A postoli e pro- barin. Le coste sono abitate lungo il Me-
tettore di tutto l'ordine religioso delle Da- diterraneo, la parte meridionale è del tut-
me de\ Sa grò Cuore. Tvo\o per ultimo nel to abbandonata, e sparsa di bollenti e de-
Giornale di
( Roma de' 1 5 genuaio 1 855, serte sabbie , denominandosi Deserto di
i4 T li I TR I

Barai, susseguito nell'interno più al sud ti praterie d'Elicali. Dentro il deserto


dalDeserlodi Libia.Equcsta l'anticaCire- di Barca trova vasi pure la regione Ani
naica, e comprende all'est la più grati par- monia celebrata per l' inaccessibile tem-
ie della Marmarica. Si elisie ancora FJ- pio di Giove Aminone, a motivo delle sab-
bia ( / .) Pentapoli ( 7 .) per le 5 sue prin- bie bollenti che Io circondavano, idolo che
cipali città denominale: Berenice, Arsi' rendeva i vantali oracoli, e reso più famo-
/H'c.To/c/naidc oTolomeln, Cirene (P\), so dall'accesso d' Alessandro il Grande^
tulle state sedi vescovili^ Cirene o Curili che vi fece la pazza apoteosi di se stes-
divenne metropoli della Libia Pentapo- quel nume, per
so, qualificandosi figlio di

li con su ir» aganei sotto il patriarcato d'A- lamania d'innalzar la propria origine si-
lessandria, ed Apollonia o Apollonos, del no alla divinità. Sebbene il regno di Bar-
qua] nome vi furono due sedi vescovili, ca appartenga al pascià governatore del-
una detta pure Cossia, sotto la metropo- la reggenza di Tripoli, pure il governo è

li d' Antinoe eretta nel V secolo, l'altra affidalo a' due bey indipendenti, ma da
sulFraganea di Tolemaide eretta nel IX esso investili del potere, di Bengasi o Be-
ambedue appartenenti al medesi-
secolo, renice, e diDerna o Darnis o Dardani-
3
mo patriarcato ed aliai. e 2* Teìnnde. de (V>), metropoli della Libia Mannari-
Alcuni dicono che una di dette sedi tosse ca con suffraganei sotto il patriarcato d'A-
Sozusa (7 .), sede vescovile suffraganea lessandria, che gli pagnno annuo tributo,
di Cirene, ma IV seco-
essa fu eretta nel ed in ambedue le città essi risiedono co-
lo. Fu Sozusa famoso porlo di
l'antico e me loro capitali. La regione di Fezzan gia-
Cirene, emporio il più insigne del com- ce nella reggenza di Tripoli fra'due de-
mercio di Libia, e le navi d'ogni banda vi serti, il Libico e il Sahara, e corrisponde
affluivano. Ora appena gli è rimasto il no- al paese degli* antichi garamanti, ultimi
me di Marza-Susa, difficilmente accessibi- popoli dell'Africa noli a'romani, e doma-
le, come tutta la spiaggia Cirenaica. Tali ti da Cornelio Balbo, che ne menò trion-
città ora probabilmente corrispondono a fo. 11 Fezzan, che ha Murzuk per capita-
Bengasi, Tochira, Curio già capitale del- le, abbondante di sorgenti d'acqua dol-
la Cirenaica, Barca e Bonandria. I mon- ce, anticamente avea per metropoli Ga-
ti Gerdobab, che si estendono al sud, rac- rama^ e Plinio ricorda la pietra prezio-
chiudono nelle loro valli le due famige- sa garamantide, che si traeva dalle vi-
rate Oasi di Syouah e di Audjelah. Tan- scere d'uno de'monti Garamantici. Que-
ta era la fama di fertilità della Cirenaica, sto paese ha 1' aspetto tristo e infecon-
che i mitologi vi favoleggiarono simbo- do, tranne qualche vallata, ove la vege-
licamente gli Orti Esperidi, ne'quali le 3 tazione col beneficio dei rigagnoli d'ac-
sorelle Esperidio Allantidi della bella vo- qua acquista qualche vigore; e dissemi-
ce, che fanno giungere sino a 7, vi
altri nate si vedono delle specie di Oasi cir- ,

custodivano le piante che producevano condate sovente da acacie e palme datte-


de'potni d'oro di sorprendente virtù, e rifere. Ardentissimo è il clima nella sta-
perciò guardali dall'orribile drago Espe- gione estiva, e agl'indigeni stessi rende-
rio (diverso dal Lerna di
mostro o Idra di si insoffribile, quando il micidiale vento
7, ovvero e) e anche 5o teste, che nel ta- Rhamsyn soffia dalle contrade equatoria-
gliarle si rinnovavano) dalieioo teste, il li. Poco si parlerebbe del misero regno di
quale a un tempo mandava 100 fischi di- Fezzan, che non devesi confondere colla
versi, poi ucciso da Ercole per impadro- provincia e regno di Fez o Fes e sua ca-
a
nirsi de'pomi d'oro, che fu la i2. e ulti- pitale omonima nell'impero di Marocco
ma ^a fatica e conquista. Oggi nella Ci- (/^.), se non vi fosse stabilito l'emporio del
renaica si \ cdouo le spaziose e verdeggiali- traffico fra l'Africa settentrionale e la cen-
T fi I TIW \5
trale. Al Ira versano tulio il Fezzan le ca- ratti come una continuazione orientale
rovane, che dall'Egitto, dalla Cirenaica, dell'Atlante; segnalandosi all'ovest i mon-
da Tripoli muovono per l'interne regio- ti Tarhona e Gharian, e sul limite me-
ni, e vi penetrano dal Sondali, dal Bor- ridionale monti Ouadan ed Haroudjè-
i

ni), dalla famosa Tombuclù città e prin- el-Acouad; la parte orientale abbraccia
cipale emporio della Nigrìzia ( V .), e dai vaste pianure deserte. Non trovasi nelTri-
paesi tutti che il misterioso Niger innaffia. poli proprio fiume nessuno rimarcabi-
Il sultano di Fezzan governa indipenden- le;meglio torrenti che fiumi ponno dirsi
te e dispoticamente, e non solo ereditario I'LJaadi-Quaam, eh' è l'antico Ciniphus i
nella sua discendenza èquel trono, ma an- l'Uadi-Nahil, e PUadi-el-Gaml: alcuni la-

che il cadi Irasmetle il supremo potere ghi s'incontrano lungo il golfo della Si-
giudiziario e religioso a'suoi discendenti. dra, e nell'interno giace il lago Sciabara.
L' armata non è permanente, ma sono 11 clima di Tripoli è salubre; tuttavia gli
pronti al insegnale 20,000 difensori per abitanti hanno a temere lo scirocco il ,

respingere qualunque esterno assalto. L'o- quale in autunno di sovente soffia per 3
maggio che dalla mela del secolo XVI giorni di seguito, e che non si evita se non
presta il sultano al pascià di Tripoli, con- rinchiudendosi accuratamente nell'abita-
siste in un donativo annuale d'una ma- zioni. La peste viene meno frequente che
no di schiavi, di polvere d'oro e di sena nella maggior parte degli altri paesi del-
medicinale. Quanto alle amichila, come la Barbarla. Le pioggie cominciano gene-
nel regno di Barca, e singolarmente quel- ralmente in ottobre, tempo in cui le ter-
le belle di Cilene, anche in quello di Fez- re sono ai atee seminate. I mesi di dicem-
zan vi sono avanzi di monumenti roma- bre e gennaio riescono secchi; in aprile

ni, testimoni di loro dominazione. Nel la vegetazione fa pompa di tulio il suo


Fezzan, 1' auliche vestigia della città di vigore. 11 territorio aggiacente alla costa,
Zuela dimostrano la grandezza passata. particolarmente all'ovest, è di grande fer-

Tragan fu un tempo la città più delizio- tilità. 1 dintorni della capitale del regno,
sa del Fezzan, perchè collocata in mezzo la città di Tripoli (l7 .), soprattutto l'al-
a giardini amenissimi, ed alle campagne ture di Tarhona e di Gharian sommini-
in miglior guisa coltivate, ed imponenti strano l'olio d'olive migliore che si cono-
sono le rovine del suo castello già forti- sca; l'orzo abbonda. 1 datteri sono una
ficato. La Bonjem, posta all'estre-
città di delle principali ricchezze di Tripolina pal-
mità del Fezzan, è una delle fortezze ga- ma che li produce somministra, al tem-
ramantiche, che romani nell'Africa co-
i po del rinnovellamento annuo del suc-
struirono in mezzo a 'deserti, e vuoisi eret- chio, un liquore abbondante, che nati- i

ta a'tempi di Settimio Severo. II regno vi chiamano laghi, ed ilqualeappena usci-

di Tripoli propriamente è limitato al nord to dall'albero, dà una bevanda deliziosa


dal mare, dal Barca all'est, dal Fezzan e e rinfrescante;ma un momento dopo ac-
dal Sahara al sud dal regno di Tunisi
, quista un grado grande di forza per mez-
all'ovest, e comprende una superficie di zo della fermentazione, ed ubbriaca abu-
16,000 leghe quadrale. Trovasi questa sandone. 11 zafferano, tra'più pregiali del
contrada bagnata nella massima parte dal mondo, viene precipuamente coltivalo
golfo della Sidra, all'ovest terminalo dal sulle montagnedi Tarhona e di Gharian;
capo Mesurata, il più notabile del paese; larobbia,che i chiama-
cristiani del paese
le sponde di esso golfo sono generalmen- no uno degli
alirzari, e gli arabi fura, è
te fronteggiate da banchi d'arene e sco- articoli più importanti del commercio
Le montagne che una gran parte
gliere. d'esportazione in Europa. Benissimo cre-
cuoprono della regione, ponno conside- sce il gelso, e l'introduzione de'bachi do
io TRI T 11 l

scia potrebbe farsi agevolmente; la cas- il nome , dicendosi anche terra tripoli*
Europa sconosciuta, somministra
sava, in tana. Si fanno molle esportazioni per Tu-
Boa farina nutritiva, ed è uno degli og- nisi,Algeri, Marocco, il Levante e l'Eu-
getti principali della sussistenza del popo- ropa. Trai' importazioni si noverano an-
lo;! I bisnaé un altro grano assai importan- che gli schiavi e gli eunuchi: nel 1 83c) gli

te. Trovanti nc'cautoni montagnosi mol- schiavi negri, secondo l'età e il sesso, si

ti piedi di carubbì o frutti di loto, albe- vendevano da 5o a 100 colonnati, gli eu-
ro celebre dell' antichità come alimento nuchi si pagavano sino a 700 colonnati, il
della nazione de'lotofagi; folto n'è il fo- numero desili schiavi calcolandosi a 2.5oo
gliame, ed \\ frutto somiglia assai a quel- l'anno. Importanlecommercioera pe'tri-
lo del tamarindi. Le mandorle, i fichi, i politani il passaggio delle carovane, che
cedri, gli aranci, i peri, le prugne, le pe- dall'imperodi Marocco dirigevansi indi-
sche, l'uve, i meloni, vengono abbondan- voto pellegrinaggio alle città della Mecca
ti e di sapore squisito. Copiose sono le no- e di Medina nell'Arabia, per venerazio-
ci di galla, e il duplice frutto delle api, la ne a Maometto; ma la spedizione france-
potassa. Le razze arabe de'cavalli indige- se del i 798 deviò lo zelo de'mussulmani,
ni sono di debole qualità, piccoli e agili, e non più si riaccese coll'antico fervore,
e diconsi barberi; i muli vengono di fuo- anche per gli ostacoli politici frapposti dai
ri; numerosi vi si trovano gli asini e mol- pascià di Tripoli. Si osservò, che tranne
to robusti. Esportasi per Malta quantità la carovana del 1824, composta di 3ooo
grande di pecore, capre, polli e pernici. individui e 20oocammelli, oltre qualche
Abbondano i castrati, ma la carne è in- centinaio di donne, le posteriori appena
feriore; quella però de'bovi piccoli è mol- giunsero a 4°o individui. Importavano
to buona. Lunghesso la costa trovansi questi pellegrini gran quantità di merci
quantità di sponghe, destinate all'espor- dall'Africa interna , che ordinariamente
tazione. Il sale marino è la produzione cambiavano co'colounati spaglinoli e coi
principale del paese, e potrebbesi racco- zecchini veneti. Nel ritorno poi che face-
glierne abbastanza pel consumo di tutta vano da'detti luoghi, recavano differenti
l'Europa. Sono i tappeti uno tra gli og- produzioni asiatiche, le quali però pre-
getti primari tra le fabbriche di Tripoli, ferivano di portare nella patria. Di siffatti

e ne esporta annualmente più di 2000; pellegrinaggi riparlo a Turchia. Tripoli


stuoie di vario genere, acquavite di dat- è il principale porto del paese propria-
teri, liquore di palma, burro salato, i ba- mente di Tripoli; i porti poi più impor-
racani o schiavine, stoffedi lana, lavoraq- tanti del regno sono quelli di Bengasi e
sisoprattutto nelle tende de' beduini; si di Derna, sulla costa del Barca. Il com-
(anno bernumi, sorta di manlellicol cap- mercio marittimo si fa principalmente so-
puccio. Apprestano cuoi di bue, pelli di pra bastimenti italiani e francesi; gl'indi-
vitello, di pecora, e di capra di grossa co- geni hanno piccoli bastimenti, ma il pa-
da, marrocchini rossi e gialli. La fabbri- scià possiede brigantini, parecchie scune,
cazione della potassa appartiene al solo e de' legni a vapore. La popolazione del
pascià, come l'esportazione del sale è mo- regno supera due milioni d'abitanti, tra
nopolio sovrano. Si trae un dazio nota- i quali la metà appartengono al paese di
bile su tutti i boschi di datteri, e su tutti i Tripoli;popolazione checomponesi di mo-
pozzi di acqua, il tripolo, sostanza terrea ri, turchi, arabi, beduini e giudei; tran-
acconcia a lavar vetri ,
pietre e metalli, ne questi ulti mi, che so no in numero mag-
sebbene trovasi anche d'A-
in altre parti, giore di 2,000, lutti gli abitanti della re-
1

frica, specialmente è abbondante ne'din- gione diTripoli sono mussulmani,nè man-


torni di Tripoli, e perciò ne avrà tratto ca un numero di cattolici e di cristiani.
TRI TRI ,7
Al servizio del governo sonovi un gran nu- ramanti. Anni addietro l'armata tripo-
mero di cristiani rinegati e di negri. S'in- litana di terra non sorpassava 3o,ooo
contrano alcuni avanzi di quella schiat- soldati regolari, oltre i5,ooo arabi pron-
ta chiamata prilli dagli antichi , ed alla ti ad ogni cenno, con un treno di 3o
quale attribuì vasi il potere di guarire dal cannoni. La marina militare contava 2
morso de'serpenti e fare altre cose mera- corvette da 20 a 22 cannoni, 3 brigan-
si vedono percorrere le vie in uno
vigliose: tini, 5 golette, 6 bovi, 6 bastimenti mer-

stato di nudità e di sporcizia, e sono ve- cantili armati in caso di guerra,eio scia-

nerati quali santi dogli abitanti, ed han- luppe, quali legni erano montati da
i

no pe'cristiani violenta antipatia. Altre tri- 1408 ufficiali e marinai, con un corredo
bù d'arabi menano vita pastorale nelle di 1 36 cannoni. 11 cabotaggio si pratica
campagne, e ti abituano alle depredazio- da'tripolini lungo la costa e specialmen-
ni. Ne' monti Gharian incontratisi tribù, te da Tripoli città , a Gerba o Gerbi o
arabe che abitano nelle caverne.
, I soli Girba o Zerbi isola de'Lotofagi del Me-
dintorni del lido sono coltivali e abitabi- diterraneo sulla costa del regno di Tuni-
li, mentre poco al di là errano ne'deserti si, col mezzo de'navigli chiamati sanda-
gli arabi vagabondi, che rendono diffìci- li, della portata di io a i5 tonnellate. I
li le comunicazioni col Fezzan nel lato corsari e pirati tripolini sempre furono te-
australe. Quindi non si presenta la con- nuti i più audaci e formidabili della Bar-
trada, che sotto l'aspetto di monotona pia- balia , e quasi tutte le nazioni europee,
nura, di cui si tengono in gran pregio i sinché durò la pirateria, si sottrassero con
pozzi per dissetare le carovane che i'at- l'oro dalle loro molestie, e dopo tale a-
traversano. Vi sono moltissime abitazioni bolizione continuarono qualche lieve an-
sotterranee e incavate nel sasso, che pren- nuo donativo la Svezia, la Danimarca e
dono lume dall'alto; s'incontrano all'op- l'Olanda, che probabilmente più non fa-
posto sopra terra frequentissimi i sepol- ranno. 1 principali luoghi del regno di
cri costruiti regolarmente in pietra, e di- Tripoli, oltre i nominati di quelli di Bar-
stinti da una bianca cupola sono quelli ca e di Fezzan, ed oltre la capitale Tri-
de'loro marabotli o santoni. La riputa- poli sono > i seguenti. Saba Ira (/^.) o Sa-
zione e il titolo di marabottosi acquista bathra, ossia l'ripoli Vecchio, già città
colla lettura daW" Alcorano (P.) y
coll'a- vescovile ragguardevole, posta sul Medi-
stinenza dal vino e da'liquori spiritosi, ed terraneo verso la piccola Sirte o golfo di
invece della poligamia comune agli altri Cabes. Il nome di Tripoli le derivò, come
maomettani, avere a compagna una so- a diverse altre città così chiamate, per-
la donna. Lo stesso sovrano s'inchina per chè le vicine popolazioni di tre paesi con-
superstizioso rispetto a questi pretesi san- vennero a edificarla, come specialmente
toni, i quali fomentano tale credulità, pra- narrai di Tripoli (V.) di Fenicia, già ca-
ticando goffe ciurmerle e ridicoli atteg- pitale d'uno de'4 principati formati in Si-
giamenti d'affettata pietà. La reggenza di ria dacrocesignati. 11 suo porto è cape-

Tripoli è governata da un pascià dispo- vole di navi d'aito bordo, ma oggi e per
tico, già tributario del gran sultano della essere ridotto in rovina, e per l'aere mal-
Turchia (/x .), il quale pascià in segui- sana giace quasi abbandonato. E distan-
to si limitò a ricevere l'investitura e soc- teperi o leghe all'ovest da Tripoli NiW'
correre la Porta ottomana ne' bisogni, i'o, cioè dalla capitale della reggenza. Ger-
r
con truppe e denari. Su di che e altro bi o Zerbi o Girba o Girbita (/ .), iso-
riguardante Tripoli, meglio a Turchia. la del Mediterraneo del limite orientale
Da più d'un secolo la sovranità diven- della piccola Sirte, che segna l'estremo
ne ereditaria nella famiglia mora de'Ca- confine della reggenza coll'altra di Timi*
vol. LXXXI.
s T R I TR I

sì, e già vescovato, per cui e per appar- raggi del sole. Murate o Maiala, città si-

tenere nello spirituale a quel vicariato a- tuata lungo la costa orientale di Sidre o
postolico, in tale articolo ne riparlai. Di gran Sirte, ampio seno famoso per vetu-
figura quadrilunga ha le coste all'intor- stinaufragi, le cui spiaggie sono del tut-
no addentellate; e serra colla sua massa to deserte. Si vanta possedere eccellenti
una piccola baia, e da'due capi che la de- pozzi d'acqua potabile, che fornisce alle
terminano viene per angustissimi stretti carovane assetate. Presso di essa sono le
divisa. Nelle guerre contro turchi, soste- i maestose rovine della citlà di lierchicha-
nute dall'ordine Ccrosoli/ziilano, e nella mera. L'autore dell'Istoria degli stali di
spedizione africana di Carlo V, fu teatro Algeri, Tunisi , Fripoli e MaroccOyhoii-
di molti combattimeuti navali, e con va- drai754> osserva che il regno di Tripo-
rio fato fu occupata dalle potenze belli- li è in generale diviso in due provincie o
geranti. La reggenza diTunisi la riconqui- regioui, la Marittima e la Mediterranea;
stò, comechè in essa geograficamente si- chele sue vicende sotto il governo de'tur-
tuata, indi la dinastia de'Caramanli nuo- chi sono una serie di crudeltà e di stragi,
vamente la riunì a questa di Tripoli. Ma come gli altri governi di Barbarla; che le

essendo compresa nel vicariato apostoli- scene furono le stesse, solo diversi gli at-
co di Tunisi, può essere ritornata nel suo tori che lo dominarono, cioè i dey e i pa-
naturale dominio. Tagiura,città posta ove scià dipendenti dalla Porta Ottomana, a
colcapo di tal nome termina la pianura cui paga annuo tributa. Dice inoltre, che
suburbana orientale di Tripoli eh' è la , le principali ricchezze ili Tripoli mussul-
meglio coltivata de' dintorni , e forse la mana si riducevauo alle prede de'suoi cor-
stessa che Tacapa (F.) già sede vesco- sari, con navi e galere, al cui tempo cir-
vile,anzi viene chiamata anco Capes o Ca- ca 8 erano i principali pirati. Quanto poi
pez. Ridonda di santoni marabutti, e vi al governo, al commercio, a'eostumi dei
s'intrecciano stuoie con foglie di palme, tripolini, sono così somiglianti a quelli di
essendola popolazione di mori e ebrei an- Tunisi aggi unge, che il volerli particola-
t

che intenta all'agricoltura. Lebda, Leptis rizzare sarebbe una ripetizione soverchia.
Magna, già sede vescovile, città posta nel- Gli è per questo, che trovai più oppor-
la spiaggia del Mediterraneo, presso la fio- tuno di diffondermi in tale articolo , ed
rente pianura di Turot, abitata dagli a- in questo essere breve; articolo che deve-
rabi beduini. Ha discreto porto, con ca- si tenere sempre presente,anche per quan-
stello forlificato.Fondata da'fenicii,fu poi to mi resta a dire, poiché la più. parie del-
colonia romana , e divenne magnifica e le vicende politiche, civili e religiose di
celebre. De' sontuosi suoi edilìzi restano Tunisi, si rannodano e quasi sono comu-
tracce d'un anfiteatro, d'un arco trionfa- ni a quelle di Tripoli. Di più rimarca il
le, di terme, acquedotti, lapidi e colonne citato storico, che avvi una differenza fra
granitiche. Fu patria dell'imperatore Set- i due legni, almeno alla sua epoca, che
timio Severo, e di s. Fulgenzio dotto e il governo de' tripolini osservava esat-
pio vescovo di Ruspa e dottoredella Chie- tamente i trattati, uè lasciava mai di pu-
sa. Mes tirata, città posta a mezzo del ca- nire rigorosamente chiunque de' suoi
po omonimo, con fertile territorio, alter- sudditi ardiva violarli. Se ciò proveniva
nalo da boschi di palme e olivi. Vi si fab- da vera probità o dal conoscere la pro-
bricano belli tappeti colorati, ed è il luo- pria debolezza, lo scrittore non credè de-
go di riposo per le carovane dirette al Fez- ciderlo, non pertanto tale sistema era di
zan, ed a Vadei per passare in Nigrizia, notabile conseguenza per la navigazione
tragitto a cui i soli negri resistono, poi- dell'altre nazioni. I moderni geografi ri-
ché il gran deserto è colpito da' cocenti feriscono che la dinastia de' Caramanli
T II I TRI ,

tuttavia stabilì il governo in Tripoli for- città e le fabbriche superbe da' romani
se meglio e più illuminato, e con miglio- erette durante il pacifico possesso del pae-
re condizione sociale e più. inoltrata ili se per lo spazio di 4oo anni. Quasi 100
quella degli altri stati barbareschijappog- anni dopo Belisario ricuperò all'impera-
giandosi tutto il potere de'pascià di Tri- tore Giustiniano I la Barbaria e Tripoli,
poli, e la loro arbitraria amministrazio- e interamente cacciò i vandali dalla con-
ne, su Ile truppe negre. Belle e interessan- trada nel 553; e l'imperatore nominò
ti rovine di monumenti, massime roma- Sergio a governatore della provincia , e
ni, attestano che questa contrada un tem- contribuì all'intera propagazione del cri-
po godette d'una civiltà più perfeziona- stianesimo, già in parte introdottovi nei
ta di quella che oggidì non olire. tempi Rimase in possesso dei
apostolici.
La Barbaria o Bai beria è quadripar- 663, quando gli arabi Mao-
greci fino al
tita ne'paesi di Tripoli, Tunisi, Algeri mettani sotto pretesto di religione, deva-
e Marocco (F): i due primi sono reg- starono l'Africa, indi a poco a poco se ne
genze, l'Algeri ènei dominio di Francia, impadronirono gli stessi arabi e Saracco
il Marocco forma un impero separato. La «^pubblicandovi l'Alcorano nel 697 sot-
regione di Tripoli si chiamò Tripolita- to il califfato d' Osman 3.° successore di

na per le tre ci Uà di Oea, Sabrata eLeptis Maometto, e se ne resero crudelmente de-


a
Magna, lai. delle quali poi ne aggiunse spoti. Sotto i primi principi saraceni il pae-
il nome e si chiamò pur essa Tripoli. Il se riacquistòquasi l'antico splendore, ma
nome di Tripolitana pare che sia deri- cacciati i saraceni dalle Spagne e perse-
vato alla provincia dopo Tolomeo; e fa guitatianche di là da'mari, non potero-
anche detta Tripolitana regia,pm esatta- no quindi più sostenersi in Africa, nella
tamente che Tripoli, nome che peraltro Barbaria e in Tripoli. Chiamarono ben-
prevalse. Alla contrada visitata ab anti- sì molti turchi avventurieri, i quali inve-
co dagli egiziani e da'fenicii, derivò il i.° ce di difenderli, alla loro volta s'impadro-
lustro dalla potenza di Cartagine fonda- nirono del paese e fondarono nella Bar-
ta da'fenicii presso Tunisi, per cui ivi ne baria diversistati, fra'quali Tripoli, Bar-

riparlai, in uno ad Algeri, 886 anni avan- ca e Fezzan. Questo regno cosi formalo
ti l'era nostra, e tosto i cartaginesi signo- venne a corrispondere alla parte dell'an-
reggiarono quasi tutta la Barbaria, ed e- tica Africa propria detta Tripolitana , e
stesero altrove le loro vaste conquiste. all'antica Libia, che conteneva sotto i ro-
Crollato il loro impero dalle vittorie dei mani la la Pentapoli eia Mar-
Cirenaica,
romani, Tripoli che avea fatto parte del- marica. Nel 129 circa Ruggero I re di
1

l'Africa ede'possedimenti cartaginesi,sog- Sicilia occupò Tripoli, Tunisi e Malta,


giacque a'roinani, i quali della Barbaria ed unì conquisti alla Sicilia, i quali poi
i

costituirono un' ampia provincia nelle furono perduti. Dopo l'invasione sarace-
quattro parli suddivisa di Cirenaica os- na, Tripoli avea avuto uu particolare de-
sia la regione del regno di Barca, Afri- stino, diverso dal rimanente di Barbaria,
ca minore, Numidia e Mauritiana. Do- quando Ferdinando V re di Spagna e di

po Costantino I l'estremità orientale ap- Siciliacon l'aiuto de' maltesi conquistò


partenne alPEgitto,l'occidentale allaSpa- Tripoli, che restò al nipote imperatore
gna, e lo spazio intermedio si chiamò A- Carlo V. Avendo cavalieri di Rodi(F.) i

frica propria. Nel J±i$ Genserico re dei o Gerosolimitani perduto quell'isola, va-
Mandali (V.) tolse l'Africa a' romani e gheggiando Carlo V d'essere il ristaurato-
con essa la Barbaria, e da lui incominciò re dell'illustre ordine, gli donò in feudo
nella contrada uu'epoca di desolazione e nobile nel 1 53o l'isole di Malta (F.), Ga-
di lutto; i vandali distruggendo le belle zo e Cornino, con Tripoli, mediante l'ob-
20 TRI TRI
bligo di far guerra continua a'turchi ed sero mortali. Tra di essi eranvi alcuni ec-
a' barbai esebi corsari, e di mandare in an- clesiastici e religiosi, che ricorsero alla cle-

nuo tributo al vicerèdi Sicilia un uccel- menza di Papa Sisto V7 , il quale con de-
lo falcone o sparviero. I cavalieri quindi naro li fece con altri riscattare. La Por-
presero possesso di Malta e sue altre iso- taottomana pienamente a mezzo de'pa-
le, ripugnala,
e di Tripoli, sebbene con scià governatori dominò Tripoli sino al
siccome non poterlo conservare,
certi di 1713, in cui Hamet il Grande, bey o pa-
senza valide fortificazioni e numerosa scià oriundo di Caramania, si volle eman-
guarnigione. Infatti Tripoli fu riconqui- cipare e negò di riconoscere l'autorità del
stato da'turebi, a mezzo del famoso corsa- sultano Acinet III, il quale gliene avea
ro Dragut; ma pareebe l'imperatore Car- affidato il governo, ed eresse Tripoli in
lo Y lo conquistasse di
nuovo nel 535 in- 1 istato indipendente, cominciando così il
sieme a Tunisi. Però non andò guari, ebe dominiodella dinastia de'Caramanli. Do-
i tinelli ricuperarono Tripoli nel i55i po aver fatto sanguinosa carnifìcina del-
con Gozo, e più: tardi anebe Tunisi, per la guarnigione turca, estese la sua domi'

opera di Sinan pascià luogotenente di So- nazione al regno di Fezzan. I suoi discen-
limano II imperatore de'turchi. Nell'ar- denti soffrirono sovente rivoluzioni inte-
ticolo Schiavo dissi dell'insurrezione de- stine e sanguinose, suscitate dall'ambi-
gli schiavi cristiani di Tripoli. Dessa av- zione edalla discordia. All'articolo Schia-
venne mentre Assan pascià viceré di Tri- vo parlai dell'incessanti piraterie de' tri-
poli dimorava in campagna con buon polini, tunisini e algerini, e di quanto fe-
nervo di soldatesca, aitine di riscuotere cero i Papi e diversi sovrani pel riscatto
a viva forza da'mori del paese quel tri- degli schiavi e per frenare tali ladronec-
buto, cb 'eglino non volevano di buon ac- ci ed escursioni. Piaccontai come nel 8 6 1 1

cordo pagare. 1 cristiani schiavi, ebe ge- l'Inghilterra, sotto il comando dell'am-
mevano in Tripoli, servendosi di questa miraglio Exmouth , sped'i una squadra
occasione, deliberarono di sacebeggiar la navale nel Mediterraneo, per obbligare
città, e quindi fuggirsene. Siccome essi do- il pascià di Tripoli e le altre reggenze bar-

veano quotidianamente caricare di sassi baresche a stabilire cogli stati italiani re-

lungi 6 miglia per portarli in Tripoli per lazioni pacifiche, come le aveano contrat-
la fabbrica del palazzo del viceré, ed i te colle grandi potenze per politica o per
custodi erano pochi e deboli, ed era aper- forza. Pertanto Exmout costrinse Tri po-
ta la doviziosa armeria con armi per mol- li e gli altri slati a convenire co're di Sar-
te migliaia, cosi divisarono di profittar- degna e delle due Sicilie,a libertà di traf-
ne. La trama fu scoperta dall'impazien- fico commerciale, e che re potessero te- i

za d'uno schiavo, gridando inopportuna- nere i loro consoli in Tripoli e negli al-
mente: libertà) libertà. I custodi subito tri luoghi, colle particolari condizioni ivi

serrarono le porte del palazzo e l'arme- riportate pel riscatto degli schiavi e per
ria, invocando con alle strida aiuto. Ac- la definitiva abolizione della pirateria e
corsi in folla gli abitanti e scagliatisi su- della schiavitù de'cristiani.Nel 1 8 7
1
il bey
gli ne uccisero 5o e ferirono oo,
schiavi 1 i Ahmet secondogenito del pascià o dey di
e poco mancò che non li tagliassero tutti Tripoli, si recò con un'armata nella Cire-
a pezzi, trattenuti dal pensiero che per- naica per sottomettere i beduini,delti zoa-
devano l'utile che ne ricavavano; bensì si, i quali rendevano ollremodo infesti
si

gl'incatenarono e gettarono in prigione. a' vicini paesi; ed allora regnava tiranni-


Tornato il pascià, ne fece scorticare uno camente sulle due provincie di Bengasi e
vivo, due impalare ei 6 trinciare a furia Derna del regno di Barca, Mhamet. suo
di sciabolate, senza però che le ferite fos- fratello primogenito, che colle crudeltà
TR I TRI 21
avea provocalo invece di soffocare il ger- 2 fregate, d'una corvetta e d'un brick sot-
me della ribellione. I zoasi furono ster- to gli ordini di Sivori capitano di vascel-
minali a tradimento nel modo il più or- lo. Giunto questi avanti la città di Tri-
rendo, mentre in pegno di pace aveano poli, a'27 settembre introdusse qualche
spedito a Bengasi 22 ostaggi, accampan- negoziato per accomodar le cose buona-
do di fuori col loro esercito. Si promise riamente;ma trovandosi deluso appiglios-
adessi da Allinei piena amnistia, e si pre- si alla forza. Quindi nella seguente uotte

parò nella solennità del Ramadan il ber- incominciò ad inviare Mamelli luogote-
nusso rosso da distribuirsi a'capi. Di que- nente di vascello con 9 lancie o palischer-
sti 45 malaccortamente entrarono nella mi per distruggere alcuni bastimenti tri-
città di Bengasi per ricevere tale onore, polini ch'erano nel porto. Di fatti fra il
ma ad uu dato cenno furono inumana- fuoco delle batterie barbaresche furono
mente trucidati insieme a' 11 statichi, e incendiate due golette e un brick; prepa-
quindi piombò Ahmetco'uiamelucchi sul rossi poscia a bersagliar la città. Allora
campo; però essendosi impiegato alquan- il dey cedette, interpose il console ingle-
to di tempo perordinare la cavalleria, po- se, e colla di lui mediazione a'29 conclu-

terono i zoasi fuggire rapidamente fra i se un accordo, col qualerinunziò alla pre-
monti, lasciando però utì bottino di 4ooo tensione che avea suscitato, e promise di
cammelli, di 100,000 moutoni, di 6000 osservare il trattato esistente. Le«2;o nel-
bovi, e di molti schiavi e oggetti prezio- l'Algeria del cav. Calza console ponti-
si. Le donne, i fanciulli e gl'inermi furo- fìcio della medesima, che la Francia, la

no barbaramente passati a fìl di spa-


tutti quale avea garantito a'bastimeuti della s.

da. Questa strage ordinala dal pascià di Sede libera navigazione, viudice detrat-
Tripoli ben poco si accorda cogli elogi che tati solennemente stipulati nel 1 8 9 dal- r

La posteriormente meritato il suo gover- le potenze di Barbaria, per la preda fat-

no. 11 primogenito Mhamel recidivo ne- ta da'tripolini di due bastimenti pontifì-

gli attentati di fellonia e di parricidio, cii, spedi nel febbraio 1826 a Tripoli due

venne posteriormente strangolato nell'e- fregate l'Amazzone e l'Armida, e la go-


silio. Non cessando interamente i ladro- letta la Bearnese, comandate da Arnoldo
necci barbareschi, neh 8 19 una squadra de Saulsay comandante di vascello, per
navale anglo-francese si presentò sulle co- farsi restituire i bastimenti di bandiera
ste dell' Africa, e indusse le reggenze di pontificia predati, insieme al loro carico,
Tripoli e Tunisi a promettere con due ed ottenere un compenso pe'danni soffer-

trattati d'astenersi dalle predecontro qua- ti da' proprietari. Fu in quell'occasione


lunque potenza cristiana, di mantenere che vennero nuovamente sottoscritte tan-
con esse relazioni amichevoli, e d' aboli- to dal bey di Tripoli, che da'go verni di
re la tratta de'negri. Nel 18 16 erasi sta- Tunisi, Algeri eMarocco,le promesse for-
bilito che il re di Sardegna dasse al dey mali, di lasciare d'allora in poi in perfet-
di Tripoli un regalo di 4ooo piastre di ta pace le navi coperte dalla bandiera pa-
Spagna ogni volta che mandasse un nuo- pale, dimodoché la navigazione de' ba-
vo console. Accadde nel 1825 che il conso- stimenti romani divenue liberissima, per
le sardo allontanossi per temporaneo cou- la generosa protezione accordata dal re
gedo e poi vi ritornò. Pretese il dey che di Francia Carlo X alla marina pontifì-
fosse il caso del regalo, e commise qual- cia. Non ostante però tali attisolenni, una
che vessazione ad alcuni sudditi sardi per squadra algerina ne'giorni 1 8 e 9 agosto 1

averlo. Allora il re per indurlo a desiste- 1 826 sorprese nel Mediterraneo due ba-

re dalle sue eccessive pretensioni, spedì a stimenti di bandiera pontifìcia e li con-


Tripoli una divisione navale composta di dusse in Algeri co'loro equipaggi. Il con-
22 TRI TR 1

sole francese Deval colà residente prese 20 legni. L'attacco fu respinto con gra-

sotto la sua protezione immediata quei vi perdite degli aggressori, che consuma-
sventurati, ed ottenne che fossero tratta- rono tutte le munizioni senza recar alcun
ti con lutti i riguardi possibili, sommi- danno all' inimico. Laonde il Sozj si ri-

nistrando loro la quotidiana sussistenza. tirò a Messina colla squadra, e usciti in

Quindi Carlo X fece tubilo partire la fre- mare diversi corsari tripolini, predaro-
gata la Golatea e la goletta laTorche per no due Si-
vari bastimenti del regno delle
chiederne la libertà, e difatti l'ottenne ai cilie. Il mediazione
re fece quindi, colla

99 ottobre. Deval continuò le più calde del console generale di Francia in Tripo-
trattative per la restituzione o rimborso li e del comandante d'un brick francese,

de'carichi predali, non che pel risarcimen- sottoscrivere la pace a'28 ottobre, pagan-
to delle perdile sofferte, e la sicurezza to- do 80,000 colonnati, così ristabilendosi

tale della bandiera pontificia nell'avve- le anteriori relazioni. Non cessando il dey
nire; trattative che se rimasero sempre in •
d'Algeri interamente dalle piraterie, a-
fruttuose, servirono poi per un de'moti- vendo esso insultalo il console di Francia
\i che determinò la Francia al conquisto Deval, dandogli sul viso un colpo del suo
d'Algeri. Nel 1828 il governo del regno ventaglio, quindi rifiutato il credito del-
delle due Sicilie era molestato dalla reg- l'israelita Bacry,efattofar fuoco sull'am-
genza di Tripoli, colla quale nel 8 6 a - 1 1 miraglio La Brettonniere,Carlo X ordinò
\ea stabilito pacifiche relazioni e il rega- l'occupazione d'Algeri, e Gregorio XVI
lo di 4ooo piastre alla rinnovazione d'o- vi ristabilì il cristianesimo coli' erezione
gni console. Il pascià o dey però, addu- della sede vescovile. Racconto a Tunisi,
cendoloslranoprincipioche i trattati ob- che la Francia dopo aver occupato nel
blighino soltanto durante la vita de'con- i83o gli stati della reggenza d'Algeri, ob-
traenti, dopo la morte di re Ferdinando bligò dey di Tunisi e quello di Tripo-
il

1 chiese nel 182 5 al figlio Francesco I un li alla convenzione che riportai, di rinun-

regalo di 100,000 piastre per la rinno- ziare cioè al diritto di corseggiamento in


vazione della convenzione. Gli si dimo- tempo di guerra colle potenze, d'abolire
strò l'irrazionabilità d'una tal pretensio- la schiavitù de' cristiani, lo stabilimento
ne e per allora vi rinunziò; ma nel 1828 de'consoli eagenti commerciali in qualun-
rinnovò la sua richiesta, e prefisse arro- que luogo delle due reggenze senza im-
gantemente un termine di due mesi alla posizioni, e la libertà di commerciare a-
risposta. Allora il re spedì una divisione gli stranieri co'lunisiui e tripolitani, e che
della suamarina per fienaie la strava- , il nome della religione di Cristo ed i suoi
ganza del pascià, composta di 24 legni, seguaci fossero rispettati ec; convenzio-
de'quali 3 fregale, un brick, una goletta, ne conclusa e sottoscritta l'i 1 agosto col
due pacchetti, 2 cannoniere e 4 bombar-
1 dey di Tripoli. Dal loro canto le poten-
diere. N'ebbe il comando Sozj Carafa ca- ze rinunziarono al diritto verso i navigli
pitano di vascello, e sciolse le vele da Na- tripolini ealtri barbareschi. Il re clelledue
poli a' 14 agosto, ma sebbene il numero Sicilie Ferdinando li, volendo profittare
de'bastimenti fosse ragguardevole, i gros- de'vantaggi che un tale impegno assicu-
si non erano alti alla sottile spiaggia tri- rerebbe alla navigazione mercantile, per
polina , con officiali nella più parte ine- mezzo del governo francese partecipò al-
sperti e gli artiglieri quasi tutte reclute. la reggenza di Tripoli e a quella di Tu-
Dopo inutili negoziati, incominciarono le nisi, che da parte sua rinunziava formal-
ostilità, mentre il dey ch'erasi preparato mente al diritto di corso verso le mede-
alla guerra, avea aumentato le batterie, e sime, in caso di guerra. Ambedue idey
schieralo avanti il porto una flottiglia di si obbligarono coi re ad una perfetta re-
TR I TRI 23
ciprocanza. In questo tempo dominava gire. Ghuma dopo aver sterminati e fat-
nella reggenza di Tripoli Sidi-Jussuf Ca- ti prigionieri quasi tutti i turchi, avendo
ramanli, principe lodato per giustizia, li- loro preso 4ocannone e trovan-
pezzi di
beralità e animo pacifico, circondato da dosi alla testa dii5,ooo rivoltosi, si pro-
savi ministri. In Tripoli quasi lotte le na- pose di assediare Tripoli,che non a vea per
zioni cristiane vi mantengono un rappre- mezzi di difesa che un migliaio d'uomi-
sentante, che vi è costautemente rispet- ni; voltò le artiglierie controia cittadel-
tato. Sono già quasi Z'j anni che la schia- la e si arrese. La Francia e l'Inghilterra
vitù de"prigionieri cristiani è abolita, ma presero misure per guarentire i lorocon-
ancor prima erano que* miseri umana- soli e nazionali, avendo il bey invocato
mente trattati a segno, che molti dopo il soccorso della i." Nel novembre arrivò
conseguita la libertà, amarono meglio di in Tripoli Osman Mesciar spedilo dalla
continuare i domestici servigi, ed eserci- Porta a nuovo governatore della reggen-
tarvi le arti e mestieri, di quello che ri- za , e molti del partito rivoluzionario si

passare in Europa. Gl'intrepidi viaggia- recarono nella capitale a far la loro som-
tori dell'Africa centrale trovarono in Tri- missione, e tutti furono perdonati; in tal
poli valida protezione, anche per la be- modo più della metà de'sollevati si arre-
nefica influenza dei benemerito diploma- se, e con tale esempio buona parte fece-
tico inglese Warrington. Anche il mono- ro altrettanto. Gacim pascià, il quale era
polio praticato tirannicamente da altri il governatore della Montagna , e ch'era
despoti africani, è nella reggenza di Tri- stato preso e imprigionato da Ghuma, ca-
poli più moderato, dacché il pascià si ri- po da questi liberalo e resti-
de'ribelli, fu
serva la sola vendita delle proprie mer- tuito al nuovo pascià Osman. Questo poi
ci derivate da decime, tributi e confische, si mosse colle truppe ottomane contro il

e le comprite di munizioni da guerra e luogo ov'erasi accampato Ghuma, per co-


t» arma, e delle provvigioni de'forti. Il di- stringerlo alla resa. Ghuma però evitan-
vieto temporaneo di esportazione di ta- do formali combattimenti, ne'primi del
luni articoli è in favore deluciditi, e ta- 1 856 si ritirò nell'interno del paese, la sua
luni altri pochi danno in appalto agli
si truppa si sbandò, e l'insurrezione restò
ebrei. Si trae un dazio non indi (Ferente, del tutto domata nella reggenza. Nel 1828
ch'è impostosi! tutti i boschi de'datteri, il dotto Giacomo Gràberg de Hemnsò
e su tutti pozzi d'acfjua. Certo Ghuma
i pubblicò la sua erudita: Memoria sul com-
pretendendo rappresentare la nazionali- mercio di Tripoli d'Africa, e delle sue
tà delle tribù arabe dell'interno, che vo- relazioni con quello d'Italia. Già erasi
gliono rovesciare il governo feudale dei stampato: Della Cella, Piaggio a Tripo-
bey di Tripoli, insorse con altri, fu quin- li di Barbarla alla frontiera occiden-
di vinto e ma ridato in esilio a Trebison- tale dell'Egitto «e/1817, Milano «826
da; donde sfuggito, neh 855 tornò nella con figure colorate. Levati, Storia del-
reggenza a proclamar la causa dell'indi- la Barberia, Milano 1826 eoa figure.
pendenza delle tribù arabe , che trovò TRIPOLI, Tripolis.Oea. Città arci-
pronte a secondarlo, siccome angariate da \escoviie di Barbarla nell'Africa, capitale
molteplici vessazioni. Indi nel luglioGhu- del regno e reggenza di Tripoli (V.) % e
ma capitanando ribelli, affrontò le trup-
i capoluogo di Tripoli proprio sul Medi-
pe turche del pascià e le costrinse alla bat- terraneo, fra le antiche Cartagine per oc-
taglia che durò per due giorni. La disfat- cidente e Cirene peroriente,moltoprossi-
ta dell'armata turca fu completa ; arti- maalle Sirti, notissima per le sue anteriori
glieria, bandiere, provvisioni, munizioni, piraterie tanto infeste a'na vigniti e agii
tutto perde. Appena a pochi riuscì fug- abitanti litoranei, ed ai i5 leghe sud-est
24 T R I TR I

da Tunisi e 220 eia Algeri: da Marsiglia si è fabbricato, che alcune soglie di porle

è distante 270 leghe. S'innalza sull'estre- trovansi a livello de' terrazzi delle case
mità d'un basso promontorio, facendoal- vicine. Tripoli residenza ordinaria del pa-
l'estcrno buona comparsa, ed è bagnata scià o dey governatore della reggenza, e
dal mare da 3 lati, col 4-° comunicando delle autorità di questa, lo è pure de'con-
col continente mediante una pianura d'a- soli esteri, i quali soli, oltre i primari mus-
rena. Cinta di mura bastionate fiancheg- sulmani, hanno il diritto di avere nelle lo-
giate da 6 fortissime torri, ricevendo di- roabitazioni finestre dalla parte della stra-
fesa da una principale batteria avanzata da. Veggonsi qua e colà parli di pavimen-
in forma di mezzaluna con 24 cannoni di to, alcune delle quali molto antiche e che
grosso calibro, che si collega alle mura sembrano del tempo de'romani. Uno de'
mediante un molo guernilo da altri 12 maggiori archi trionfali dell'antichità an-
cannoni. Un' altra batteria si prolunga cora sussiste, non però del tutto intero,
verso il lato meridionale, un considere- ed i mori lo chiamano l'Arco Vecchio:
vole forte guarda il fianco occidentale, ol- fu eretto nel 164 di nostra era, dal pro-
tre l'imponente Castello del Pascià, che console Ser. Cornelio Orfito, e da Ultedio
dal lato sud-est la rende munita. Chia- Marcello legato, ad onore dell'imperatore
masi Forte Inglese la batteria marittima Marc' Aurelio il Filosofo. Si può vedere
che domina la rada, e che per poco è di- il Morcelli, Africachristiana, t.i, p. 23.
sgiunta dalle varie batterie minori. In Sebbene altissimo è quesl' arco marmo-
compendio ultimamente si numeravano reo, nondimeno si crede che la parte dal-
nelle fortificazioni i5o pezzi d'artiglieria l'arene accumulate coperta sia eguale a
di vario calibro, de'quali la 3/ parte di quella che discoperta si vede. E costruito
bronzo. Altri geografi descrivendo le for- tli pietre di grandissima dimensione, da
tificazioni di Tripoli lo fanno con varian- nessun cemento congiunte. Della più bel-
ti : dicouo che il Castello del Pascià è al- la scultura va ornata la volta, ma non vi-
l'est, ed al nord sopra una lingua di ter- sibile che in parte, avendola i mori riem-
ra che sporge all' ovest del porto sono o- pita di macerie e calcina pei far botte- -

pere fortificatorie, fra le quali il Forte ghe.I suoi bassorilievi e iscrizioni eccitano
Spagnuolo, e che all'ovest della lingua di la meraviglia degl'investigatori, comechè
terra trovansi numerosi isolotti,sopra uno in parte il monumento sia notevolmente
de'quali sta il Forte Francese. A piedi del- mutilato, oltre la parte sepolta. Noterò per
le mura della città, dalla parte del nord, coincidenza, ed a scanso di equivoci, che
sono le tombe de'ct istiani. 1 1 porto di Tri- , in Roma nella via del Corso e incontro al
poli è formato da un ammasso di scogli, Palazzo Otlohoni Fiano (?.), sorgeva
ond'è riparato dall'impeto de' venti nord- l'arco di Mare' Aurelio, fatto demolire da
est, i soli che arrechino danno in que'pa- Alessandro VII acomodoe regolarità della
raggi. Alla sua poca vastità supplisce ii iìob\\tStrada,\\ quale era decoralo di più
pregio della massima sicurezza, e vi stan- sculture di marmo, e le principali furono
ziano comodamente vascelli; però man- i portate nel Masco Capitolino e poi al ,

ca di fondo pe'grossi vascelli da guerra. palazzo de' Conservatori, e nel palazzo


Tripoli,men grande d'Algeri e diTuuisi, Tor Ionia a piazza di Venezia, e le 4 co-
ha però le vie più larghe che in quelle due lonne di verde antico si collocarou^negli
città, almeno qoanto alla 1. 'innanzi aldo altari maggiori di s. Agnese in piazza Sa-
minio francese: sono diritte e spalleggiate vona e della cappella Corsini nella basi-
da case assai regolari, ma cosi ineguale lica Laleranense. Siccome il volgolo chia-
riesce \\ suolo stante le macerie successi- mò arcodi Tripoli, voglio dichiarare che
vamente statevi accumulate, e sulle quali alfatto il nome non derivò da Tripoli, ma
TRI TRI »S
dalla decorazione d'alcuni trofei, eda#r- tra da ogni lato, e per una scala si entra in
co de Trofei o de'Trofoli, si formò il vo- un solo e grande appartamento,riservato
cabolo di Trìpoli. Fuvvipure un'opinio- al padrone di casa,con finestre sulla stra-
ne tra gli archeologi, che l'arco venne in- da. Le più belle botteghe somigliano a me-
nalzato per la vittoria riportata su ti e cit- schine bolteguccie, ma di sovente conten-
tà e così venne detto di Tripoli. Marc'Au- gono mercanzie di gran valore, come per-
relio trionfò de'germani e de'sarmati, per le,oro, gemme e droghe ricercate. Vi han-
cui gli fu eretto l'arco, e non degli africani no due bazar ben costruiti e ben provve-
e barbareschi. Si distinguono in Tripoli le duti; uno solo contiene botteghe, essendo
6 moschee fra gli edilìzi di i con
."ordine, l'altro destinato alla vendita degli schia-
minareti, e 6 altre minori. Magnifica è vi negri. Vi sono 3 carceri, una pe'tur-
la grande moschea, il cui coperto tutto chi, le due altre pe'mori. Havvi inoltre,
composto di cu potette, sta appoggiato so- fuori dell'unica porta presso la spiaggia,
pra 1 6 colonne doriche di bellissimo mar- mentre l'altra è verso la campagna, uà
mo bigio; la splendidezza degli ornamen- mercato che tiensi ogni martedì, e un al-
ti, la luce modesta che la rischiara, pro- i tro che ha luo^o in ciascun venerdì della
fumi deliziosi che vi si respirano, fanno settimana, due leghe più lungi nel sito di
di questa moschea un soggiorno magico. Sabba; ed in tutti lunedì e giovedì neli

E più d'un secolo che fu fabbricata, e rac- villaggio di Taquera, distante 5 leghe. Il
chiude il sepolcro de'membri della fami- caffè-bazar è quel grazioso ritrovo, in cui i

glia regnante. Vengono poi i caravanser- turchi si radunano per parteciparsi le no-
ragli, e le case de' principali cittadini, e velle del giorno e prendere il c.ilfè; nessun
de' consoli stranieri che sono le più ele- moro della classe distinta entra in quel
vate, costruite in pietra, ed imbiancate luogo; e si fanno portare il calìe da'loro

al di fuoriregolarmente due volte entro schiavi, alla porta,dove sono sedili di mar-
l'anno. Le altre abitazioni d'un medesi- mo, coperti da pergolati di verzura. Le
mo modello hanno un solo piano e sono provvisioni di Tripoli in selvaggina ven-
uniformemente quadrate, con un cortile gono dalle montagne di Chiaran o Go-
nel mezzo lastricato di pietre di Malta, nano e di Tarhona, e consistono princi-
e circondato da un portico sostenuto da palmente in lepri, gazelle, cotornici, co-
pilastri, e sopra di esso innalzasi la galle- lombi, quaglie. Lecostecircostanti sono pe-
ria. Dal portico e dalla galleria varie por- scosissime, e la maggior parte de'pescatori
te danno accesso a grandi camere, che tra sono maltesi. In generale le vettovaglieso-
esse non comunicano, ne sono illuminate no a prezzi moderati; a caro prezzo per
se non dalla corte, ed è questa l'abitazio- la loro rarità sono i gallinacci, la anitre e

ne delle donne. 11 tetto o terrazzo pia- le oche, provenienti col pollame da Malta.
no, serve di passeggio e raccoglie l'acqua imbarcanti a Tripoli datteri, lane, zaffe-

piovana, recata poi per mezzo di tubi alle rano, robbia, soda, sena, pellami e penne
cisterne, ove conservasi purissima per di struzzo pe'porti d'Europa e pel Levan-
supplire alla deficienza della sorgiva. Le te.La popolazione ascende a circa i6,ooo
case per la maggior parte sono intonacale anime, e componesi di turchi, mori,
d'un cemento bruno a marmo lucidissi- giudei, e d' alquanti cattolici e cristiani.
mo somigliante, ed alcune fatte di mar- Sono gli ebrei in numero di circa 3ooo
mo nero e bianco. Ne'terrazzi ascendono ed hanno 3 sinagoghe; cattolici hanno i

i mussulmani dopo il tramonto del sole, chiesa e oralorii.La civiltà trovasi in que-
a respirare la frescura dell'aere marino sta città molta avanzata. Ordinariamente
e ad invocare Maometto. Le persone di "vengono adoperati negli abili i ricchi me-
a
I , sfera hanno una sala con banchi di pie- talli e la seta. La corte del pascià gover-
•26 TRI TR I

nalore e tributario della Porta , è som- lias captafueral ab hispanis tet concessa
mamente fastosa. La peste fa talvolta stra- equilibus Mclitensibiis , ut commodius
ge della popolazione. Il paese circostante servare tur; sed inde postea ejectifue-
è infestato da orde d'arabi beduini, che re a Turcis, quibus pariti per aliquot t
aboliscono per derubare. I dintorni so- annos , nunc autem fere sui juris est ,

no aridi, non mancano però di ville col- Jlcipublica formatti qiiamdam servans
tivale. Negli scavi si trovarono urne, me- sub clientela Turcaruin. La cillà di Tri-
daglie e altre anticaglie degne d'osserva- poli fu rovinata dal terremoto nel 4o4i
zione. Tripoli prese il suo nome dall'an- solfrì le vicende a cui soggiacque la con-
tica contrada o provincia di Tripolis, cosi trada per l'invasione de' vandali e de'sa-
anch'essa chiamata perciò che conteneva raceni; venne presa da Ruggero I re di
3 città principali, Sa brani, Leptis gran- Sicilia, che s'intitolò re di Tripoli, di Tu-
de, ed Oea o Oeea, olla quale in seguilo nisi e di Malta; e più. tardi venne conqui-
si comunicò il nome della contrada me- che la cederono al-
stata dagli spaglinoli,
desima, ed è l'odierna Tripoli, che dive- l'ordine Gerosolimitano; fu bombardata
nutane capitale ne seguì e le furono co- sotto Luigi XIV redi Francia neh 6S5,
muni tutte le vicende. Sabrata, come no- da una sua squadra navale comandata
tai nell'articolo precedente, fu anch'essa dal maresciallo d'Estrees;bombarda men-
chiamata Tripoli, perchè le vicine popo- to rinnovato per ordine di Luigi XV nel
lazioni di 3 paesi contribuirono a edificar- J728, per cui la citta si trovò costretta
la, e per distinguerla dall'attuale Tripoli inviare una deputazione al re per doman-
Oea, fudenominata Tripoli Secchio di- , dargli perdono. A Vendola occupata fran- i

cendosi l'altra Tripoli Nuovo, distanti cesi, ritornò in potere della Porta Otto-
tra loro io le«he. L'Autore dell' Istoria mana a'5 ottobre 1809.
degli stali di Tripoli, ec, dice che la sua L' evangelo penetrò nella regione, per
capitale, ossia la Tri poli in discorso, è di- la predicazione del tesoriere ed eunuco di
visa in due parti, cioè vecchia e nuova; la Caudace regina dell' Etiopia, istruito e
i." consistere in un mucchio di rovine, battezzato da s. Filippo,il 2.°de'7 diaconi
Ja 2." situata da essa a qualche distanza che gli A postoli scelsero dopo l'Ascensione
eassai popolata, benché non molto gran- delSignore, perchè si crede che fu il 1. "apo-

de.Il [j,im\vimd,Lexicongeographicum, stolo dell'Etiopia, donde l'evangelo mira-


verbo Oea, la dice: Urbs Africae in Tri- bilmente propagò nella Barbaria e nella
si

poli tana regione. Nunc Tripoli dici tur, regione Tripolitana; Indi si formò la pro-
estqtte Urbs ampia et ninni ta,regni Tri- vincia ecclesiastica Tripolitana, con Oea
politemi caput, cum porta in ora maris o Tripoli per metropoli, il cui vescovo
Mediterranei. Nel vocabolo Tripolis la ebbe a suffraganti i vescovi di Girba. o
qualifica. Urbs Africae, in ora maris Girbita, Napoli di Barbarla, Sabatra,
Mediterranei. Duplex est, nempe Tri- Gì Ut, Leptis Magna o Leseti* città del-
polis Vetus, Tripoli Vecchio, ubi alias la Tripolitana e di Libia Tripolitana sul
Sabrata, Urbs Africae in ora maris Me- Mediterraneo, la quale ebbe pure un ve-
diterranei et in Tripolitana regione , scovo sotto il patriarcato d'Alessandria,
media inter Leptim Magnani ad ortum siccome posta sul limite delle due nomi-
et Tacapam ad occasum, cum por tu ca- nale provincie ecclesiastiche, i cui vescovi
paci. Sed parva est, et in dies deficit , D'ioga del 265, Vittorino del 393, Sal-
a paucis tantum habi tata propter aeris viano del 4 1 1 e Calipide del 484 sono ri-

indente ntiam. Tripolis autent Nova ,


portati neW Africa Christiana^. i,p. 202
Tripoli seu Tripoli de Barbarla, Urbs est di Morcelli. Questa parla purea p. 2o3
ampia Africae, ubi alias Oca Urbs. A- di Leptis minor % sede vescovile della Bi-
ti; i TI I 27
zacena sotto la metropoli di Hadramito da fide d'ordine di ClementeXl da mgS
(V.) o Adrumcto. Già nel precedente ar- Forteguerri s\ dice che l'apostolico zelo
y

ticolo feci parola delle provincie ecclesia- de' Papinon lasciarono diligenza alcuna
tiche della Libia Marmarica, con Derna di riunire alla Chiesa si vasta regione,che
o Dardanide (V.) per metropoli; della da lei separavano gli errori di Èutiche e
Libia Pentapoli, con Cirene (F.) o Cu- di Nestorio, e l'intuì leni uza del maomet-
rio per metropoli; tutte nel patriarcato tismo. Che la Barbarla, la migliore e la

d'Alessandria. Al medesimo appartenne più popolata regione dell'Africa, a cagio-


la provincia della Libia Tripolilana, la ne della ricchezza del traffico e del com-
quale secondo Commanville, Histoire.de mercio, e comprendente l'Africa propria,
tous les Eveschez, ebbe a vescovati Oea la Mauritiana ed una parie dellaLibia an-
o Hyon,Sebon e Lebeda o Leptis Magna, tica, fu oggetto delle paterne sollecitudini
tulli eretti nel secolo IX. Di più. Com- de'Papi Dell'inviarvi missionari, e dell'e-
manville nel novero de' vescovati copti ,
roica carila de'frati istituiti per la reden-
suffraganei del patriarca d'Alessandria, zione degli Schiavi^ /y .),come l'ordine del-
riporta quelli che pure furono nella Bar- la Mercede e quello de' Trinitari ( F.).Ma
baria, cioè di Tripoli, Barca, Faran, A- nel regno di Barca a detta epoca non e-
frica, Keirvan o Cirene. Fu Tripoli che ravi alcuna stabile missione apostolica.
die il nome
alla provincia Tripolilana, ed Bensì eravi in quella di Tripoli, e spet-
i suoi vescovi furono egualmente secon- tava a'minori osservanti riformati, e nel
do i riti ei luoghi sotto la primazia di Car- 1691 da uno in fuori tutti vi morirono
tagine, e sotto il patriarcato d' Alessan- di pe^te, ma speditamente ve ne furono
dria; ma ne'concilii di Cartagine il vesco- mandali degli altri, onde la missione tor-
vo di Tripoli s'intitola di Oeam, ed è per nò all'essere di prima. Tra gli schiavi, e i

questo che il Morcelli tratta di sua chiesa forastieri, la maggior parte francesi, che
e de'suoi vescovi sotto il vocabolo Oen- frequentavano il porto di Tripoli, erano
sis, chiamando insigne la provincia Tri- da 600. In Derna vi erano soli 3 catto-
polilana, e la metropoli e sede vescovile lici, e 2 in Bengasi; in Gibel e in Susa po-
Oeam, Oeensis Oca, Oeea, se-
civitas, chi o nessuno. Nondimeno però di quan-
condo le diverse nomenclature usate da' do in quando si recavano i missionari per
geografi antichi. Registra per vescovi:Na- quelle parti con molto loro incomodo e
tale, che nel 265 fu al concilio di Carta- pericolo a sovvenirli. maggior frutto Il

gine, il quale disse la sua sentenza, ed an- di queste missioni consisteva nel mante-
cora pe'vescovi Pompeo di Sabrata e Dio- nere costanti i cattolici nella fede, e nel-
ga di Leptis Magna. Mariniano donati- l' affaticarsi per richiamarvi i rinegati. [

sta fu nel 4i ' alla conferenza di Carta- sacerdoti e i religiosi schiavi, per lo più
gine e si sottoscrisse. Cresconio, che per erano quelli che intorbidavano la missio-
difendere la fede cattolica fu esiliato dal- ne di Tripoli non volendo riconoscere
,

l'ariano Genserico re de' vandali, ed è no- per loro superiori la congregazione di pro-
minato a'28 novembre nel martirologio paganda fide, ne il prefetto della missio-
« ornano. Inoltre il Morcelli ragiona della ne, assolvendo, celebrando cammini sh an-
provincia d' Africa sotto i diversi impe- dò sagra me») ti
i fuori di parrocchia. Al qua-
ratori come fu divisa sino all'occupazio- le inconveniente la congregazione prov-
ne de'saraceni. Pel fanatismo di questi la vide con dichiarare a'20 luglio 1682, che
religione cattolica restò del tutto abbat- nessuno avrebbe soddisfai lo a'precetti del-
tuta, e priva de'suoi pastori. Isella Me- laChiesa se non avessero preso i sagra-
moria intorno alle missioni di Africa menti nella chiesa della missione. Nel re-
ec. estratta dall'archivio di propagai gno di Tripoli teneva la congregazione
28 TRI TR I

un sacerdote con titolo di vicario aposto- Bengasi la popolazione cattolica nell'esta-


lico. Con lettera cW6 giugno 704, scritta i te richiamatavi dal commercio ascende-
dal console di Francia, che risiedeva in va a 3oo, nell'inverno discendeva anche
Tripoli, s'ebbe notizia come il bey aveva a meno di 100. Per tutta la reggenza si

permesso che si fabbricasse una bella chie- calcolavano circa i3oo cattolici, in Tri-
sa e ospizio pe' minori osservanti rifor- poli vi dimora un prete greco scismatico,
mati, e che in delta chiesa già fabbricata ivi mantenuto dal pallia rea eretico d'A-
si facevano con piena libertà e decoro tut- lessandria. In Bengasi vie la confraternita
te le funzioni sagre, e che dal medesimo del ss. Sagramento: la sua piccola cristia-
bey era slata conceduta facoltà areligiosi nità si distingue per la concordia e per la

medesimi d'edificare un ospedale capace divozione, onde quasi tutti soddisfano al


ili 5o letti, per conforto de' poveri schiavi precetto pasquale. Nel i83g nella visita
infermi; che però supplicarono Clemente fatta dal prefetto apostolico nella missio-
XI a concorrere a questa santa opera con ne, si trovò un luogo adattalo per fab-
abbondante limosina, siccome subito ot- bricare una chiesa : si aspettava il fir-

tennero, avendo loro dato 5oo scudi per mano da Costantinopoli per edificarla,
la fabbrica, ed altri 5oo da investirsi per e qualche sussidio per la costruzione,
che
mantenere co' frutti la medesima. Nel forseebbe probabilmente luogo. La ri-
17)4 trovo notizie che la bella chiesa, il voluzione da alcuni anni avea fatto ces-
convento e l'ospedale de'suddetti religio- sare il commercio, e la povertà essendo
si sussistevano dentro la città di Tripoli. divenuta eccessiva , molti cristiani era-
Dell'attuale prefettura apostolica di Tri- no partiti per cercarsi altrove la sussi-

poli darò le notizie che ricavo dallo Sla- stenza. La civilizzazione nella citlà di Tri-
to delle missioni del i832, dalla con- poli era in progresso, come lo è in Tu-
gregazione di propaganda presentato a nisi e nel rimanente dell'impero di Tur-
Gregorio XVI; dalla Notizia statistica chia (Z7 .), eminentemente nell'Algeria,
stampata neh 843, e da
delle, missioni, non però in Marocco. Il culto cattolico è
altre posteriori notizie. Neh 832 era pre- libero, ed il anco da'
cattolico è rispettato
fetto della missione il p. Filippo da Col- maomettani. Si associano morti per la i

tibuono minore osservante riformato, il città con cotta e stola; si suonano le cam-

quale aveva seco alcuni altri missionari pane anche di notte nel Natale del Signo-
dello stesso ordine , a cui tuttora spetta re.senza che alcuno impedisca i missionari
la missione di Tripoli. Neh 843 era pre- dal farlo o li derida. 11 solo Viatico si por-
fetto della missione Lodovico da Mo«
il p. ta occulto agi' infermi, per evitare ogni
dena di detto ordine, con due missionari possibile caso d'irriverenza. Al missiona-
correligiosi, con facoltà della forinola 4> rio però è vietato di muover questione,
residente in Tripoli, ov'è una pia con- o discorso di religione co'maomeltani, per
gregazione della Via Crucis,altra pia con- condannare quali alla morte bastereb-
i

gregazione della Madonna del Carmine, be il minimo indizio che pensassero d'ab-
ed una scuola frequentata da 5o ragazzi bracciare il catolicismo. Quindi casi di i

era slata aperta nell'ospizio de' religiosi conversione sono moralmente impossi-
missionari. Vi si parla anche la lingua mal- bili. Però con l'ultimo firmano emanato

tese e l'italiana.Eranvi due chiese, l'una dal regnante sultano, anche nella reg-
in Tripoli, l'altra in Bengasi 370 miglia genza di Tripoli col tempo mussulma- i

lungi dalla capitale. Altri luoghi della mis- ni potranno liberamente convertirsi, co-
sione sono Capo Bonandrea Derna }
e Gi- me giova ed è consolante lo sperare. Que-
bel. In Tripoli la popolazione cattolica e- sta missione ha una rendita di scudi 5o,

ra di Goo, senza contarvi i fanciulli; io provenienti dall'affitto dell'antico ospizio t


TRI TRI 29
edavea de'sussidii dalla congregazione di d'Efeso; e quali altri vescovi usano mitre
propaganda in proporzione del numero che in parte le somigliano, come i ruteni.
de' missionari. Rimarcai ancora che Vescovi i investiti

TRIREGNO PONTIFICALE, Tri- del dominio temporale usarono una co-


regnum, Tìiiara seu Regnimi triplici Co- rona nelle mitre, almeno in quelle sovra-
rona ornata, Triregnali Mitra seu Re- stanti lostemma,esene vedono tuttora or-
gnali seu Camauri, Papalis Mitra. Or- nati per memoria dell' esercitata sovra-
namento del capo e mitra turbinata, os- nità, oltre la Spada e il Pastorale. Tra*
sia di figura conica piramidale rotonda in privilegi che diconsi concessi all'arcivesco-
forma di pileo, proprio del sommo Pon- vo di Ravenna (V.) da Valentiniano III,
tefice, tutto chiuso di sopra e circondato enumera il Camauro ornato di due co-
si

da tre corone; nobilissima e splendida in- rone. La Tiara, pontifìcia fu ed è una


segna d' onore, di maestà e di giurisdi- Mitraò\ lìgura conica turbinata e ornata
zione. Il Magri nella Notìzia de' vocaboli d'una sola corona; poi vene fu aggiunta
a
ecclesiastici , in quello di Mitra , orna- altra, e quindi la 3. onde prese il nome
,

mento proprio de' vescovi, dice che il Pa- di Triregno. Il Vettori, // Fiorino d'o-
pa oltre la Mitra ordinaria suole porta- ro illustrato, eruditamente ragiona della
re in alcune solennità una Corona Im- tiara pontifìcia, che il Vallemont descris-
periale (/^alta e ovata, la quale comu- se, quale mitra di forma rotonda ed ele-
nemente si dice Regno o Camauro, or- vata, con due infide o pendenti frangiati
nata con 3 Corone j che Innocenzo III nell'estremità, e seminati di crocette,cin-
nel Sermone di s. Silvestro I, spiegò si- ta di 3 corone ducali, nella cui sommità è
gnificare la Mitra e il Regno: In signum posto un mondo o globo d'oro, e sopra di
Imperii Pontìfex utitur Regno , in si- esso nel centro è una croce. Di più il Val-
gnum Pontìficis utitur Mitra. Il che già lemont soggiunge, che l'antica tiara pon-
notai nel voi. XLV, p. 266, anzi vi ag- tificia era un berretto rotondo ed elevato,

giunsi, collo stesso Papa: Sed Mitra serti* circondato da una corona; che Bonifacio
per utitur et ubiquej Regno vero nec u- VII! fu ili. "Papa che vi aggiunse la a."
bique, nec semper. Ecclesia in signum corona allorquando dichiarò la sovia-
,

temporalium dedit miài Coronavi ; in nità e preminenza del sommo Pontefi-


signum spiritualium contulit mihi Mi- ce in lutto il mondo, e finalmente Rene-
a
tram: Mitrampro sacerdotio, Coronarli detto XII v'aggiunse la 3. dopoaver de- ,

prò regno. Imperocché la sagra Tiara ciso che l'autorità del Papa si estendeva
(V.) fu delta Regnimi Mundi, non che sopra le 3 Chiese, cioè Militante Pur- ,

Corona e Diadema (Z 7 .). Quella degli e- gante e Trionfante ; e volle ancora cosi
brei fu un ornamento del capo de* Sa- decidere la celebre questione della visio-
cerdoti (/^.), però la tiara del loro Som- nebealifìca, perla quale faticò tanto Gio-
mo Sacerdote (P .) era circondata da tri- vanni XXII suo antecessore. Siccome la
plice corona, cioè dalla corona d'oro di- tiara più comunemente si disse Regno,
stinta in 3 ordini, i quali lasciavano lo così dopo 1' aggiunta della 3." corona si
spazio per la lamina d'oro (V.), in cui nominò Triregno. La tiara altre volte fu
era inciso il ss. Nome di Dio. Ne ripar- ornamento di testa in uso presso persia- i

lai nel citato voi. a p. 260


277. Ivi no-
e ni, gli armeni, i frigi, i parti ec; il quale
tai che i vescovi greci usano una specie di serviva a' principi ed a'sagrificaìori. Si
tiara, che descrissi nel voi. XXX 1
1, p. 1 47, vuole che tuttora i persiani ornino la te-

per la mitra data da Papa s. Celestino I sta con una foggia di tiara, e i grandi del
nel 43 1 a &. Cirillo patriarca d'Alessan- regno, non che il re stesso, portano sul ca-
dria, qual suo legato al concilio generale po una berretta non dissimile nella for-
3o TRI T R I

ma d.illa tiara papale, priva perì ) dello


1

della coronazione da quella del Posses-


corone edella croce. Alcune provincie ile' so del Papa ( / .); e nuovamente ripor-
usano egualmente la tiara. Le don-
sciti tai la forinola che recita i! cardinal Prio-
ne di Uidach nella Guinea in Afi ica,han- re (V.) de'diaconi, Dell'imporre il sagro
no pure le berrette simili nlla tiara, ri- triregno sul capo del nuovo Papa, a cui
spetto alla forma, non all'ornamento e. inoltre spetta nell'altre pontificie funzio-
sterno. Era anticamente assai in uso fra ni di metterglielo sul capo, incombendo
gliorientali,anche pressoi particolari, pe- il levarlo al cardinale 2.° diacono: ese-
rò rotonda o ricurva o ritorta in cima sul guendosi la funzione nella gran loggia

davanti, e simile al frigio berretto chia- Vaticana delle solenni benedizioni fatta da
malo pileo, poiché soltanto a'sovrani era Paolo V, mentre il Papa è sulla seilia pon-
permesso portare la tiara diritta. Ne'prin- tificale sopra del trono ivi preparato e sol-
cipii della romani andavano
repubblica i lobaldacchino,alla vistadi tutto il popolo
d'ordinario a capo ignudo, o non lo co- affollato nella vastissima piazza dis. Pietro.
privano se non col lembo della loro ve- meda-
Nella zecca pontificia, tra'conii delle
stejnon facevano uso del pileo che ne'giuo- glied'Urbano V 1, vi è quello colla effigie
1 1

chi, nelle saturnali, ne'viaggi e alla guer- del Papa col capo nudo e genuflesso in pi-
ra. Gli schiavi che venivano posti in liber- via!e,con s.Miehele che scende dal cielo fra
tà, facevansi radere il capo, e ricevevano raggi egli pone il triregno. Altre medaglie
il pileo ch'era il seguo di loro Uberazio- espressero il formale atto della coronazio-
ne, ()u'um\\ capere pileu/n significava es«er ne, mediante l'imposizione del triregno.
posto in libertà; giacche questa Berretta Le forme degli antichi e degli odierni tri-
era il simbolo della libertà. // Prefetto regni si ponno vedere, oltreché nelle ope-
di Roma^F.) sotto i Papi usò un berret- re che ricorderò in fine, ne' seguenti au-
tone in forma di tiara chiusa e ornata di tori.Bonanni, La Gerarchia ecclesiasti-
corona. Nell'articolo Mitra dichiaracene ca consideratanelle vesti sa gre e>civili,p.
fu pure denominala P/irygium, Thiara, 265,in cui trattando Della mi trapontifi-
Corona sacerdotalisj ragionai di sua o- cia t riprodusse i disegni delle mitre sem-
rigine, differenti forme e uso, de'suoi sim- plice,aufi igiata e preziosa, e quello del tri-
bolici significati, e delle 3 diverse specie, regno pontificale a tempo di Clemente XI,
cioè preziosa, aurifrigiata e semplice. Del- con 3 corone, sovrastato dal globo e dalla
le mitre del Papa, ed anco di sua mitra croce. Osservai nel voi. LXII, p. 107, che
turbinata di forma conica, appellata an- il Papa portando nella cima del triregno
ticamente regno, corona, tiara; che a-, e nella superficie de' *5tfW#/z' e del lei5W7r-
venie una corona, poi vi fu aggiunta la pc(f7 .) la Croce, fa vedere al popolo cri-
a
a.*, quindi la 3. ,
per cui prese il nome di stiano, ch'egli è tutto interamente da ca-
triregno. Riportai il già riferito signifi- po a piedi professore della dottrina e del-
cato della tiara, dichiarato dal dottissimo la vita di Cristo. Tanto il triregno, quan-
Jnnocen2o IH, le diverse mitre usate da' to le dette mitre hanno le loro code ter-
Papi,ridottecomunemenle a 3, cioè seni- minanti ciascuna con la croce e una fran-
plice,aurifrigiata e preziosajcome formate, gia. Talicode si dicono infidae, vittae,
e de'tempi e funzioni in cui si usano: de- né senza mistero, disse Innocenzo III, De
scrissi le più ricche e magnifiche, enume- misi. Missac lib. 2, cap. 44 >
poiché men-
rando le gemme di quelle che non più e- tre pendono nelledue estremila del tri-
sistono. A Coronazione de'Sommi Ponte- regno dietro dinotano li due sen-
le spalle,

fici, riparlai di questa solennissima cere- si e significati co'quali si espongono le di-


ruonia, con altre erudizioni, notando che vine Scritture, e sono letterale e mistico.
Giulio li fu il i.° a separare la funzione Di tali Fascie (V.), liste o pendenti fran-
V o1

TR I TRI 3

grati, dettepure lemnisci, e proprie anche Qua occasione illuni usurpaverit Roma-
r
d'ogni mllva Mi tra e (\e\Diadema(P .),i\- nus Pont'fex. Tiara e Coronatae aliquod
parlai nel voi. XLV,p. 2 65, dicendo degli monumentimi profertur sub inilia saeculi
altri vocaboli e simbolici significati. Il ve- TX, imnw,et sub finem saeculi FUI sub
scovo SiivneUì Letterc cccl. t
t. 3, lelt.17: Leone PP. UT. De varia forma ejusdem
La Mitra de vescovi, dice significare la Tiarae, et praecipue Turbinala, sub fi-
gloria della Resurrezione di Cristo, e per- ne saeculi IX, ac sequentibus, usque ad
ciò secondo il rito romano non si usa d'al- saeculum XI sub Bonifacio FllI.Sla-
tro colore che o di seta e oro tempestala iuitur ipsum Bonifacium Tiarae Ponti-
digemmee perle, cioè la preziosa; di sem- ficiae alterarli coronartiminime addidis-
plice tela d'oro, l'aui ifrigiata; e di dama- se, et a quo successore probaliler adje-
sco bianco o candido bisso, la semplice, clafuerit, sicuti etiam lertia. Usimi Tia-
la quale si usa anco nelle funzioni lugu- rae nulli palriarchae, vel episcopo aut. ,

bri. Quanto alle due ville o fimbrie o fa- etiam legato a lalere unquani a Roma-
sce, che pendono sulle spalle, dice signi- no Pontifi.ee frisse concessimi. De fabu-
ficare che il vescovo adempia coll'opere losa Tiara s. Silvestri PP. De Tiarae
ciocché insegna colle parole. Opina che il usu usurpature postea interdicio archie-
triregno o regno pontificale non è. orna- piscopo Beneventano. Tiara Romani
mento sagro.Delle vilte,quale antico orna- Pontificis preziosissimi gemuris, et uni
rnentoprofano,parlanoil Buonarroti nelle nibus maximi valoris a Paulo II exor-
Osservazioni sui medaglioni, e il Mon nata. De ipia, seu preziosa Mitra, oppi-
gitore nella Dissertazione presso il Ca- E
gnorata ab Eugenio I prò expensisgrae-
logeri t. io, p. 352. Nella Chi-ortologia corurn ad concilium Florentiuum, prou-
Romanorum Pontificum- , dipinta sulle nione utriusque Ecclesiae,arlunatorum,
pareti della basilica di s. Paolo, illustrata nec non curii aliis jocaliis a Calisto III
dal Marangoni , stampata in Roma nel prò expensis belli sacri contea turca s. De
1 7S 1 e dedicala a Benedetto XIV, si trat- usu Tiaram Pontifidarti apponeteli sterri-
ta nel cap. r 1 : De Mitra Pontificali, seu malibus Romanorum Pontif curii. Nella
Episcopali, qua ImaginesSummor. Pon- stessa Chronologia si riportano l'imma-
tificum poste, rioris aevi exornalae con gine di s. Urbano I fatta eseguire da s. Pa •

spiriuntur in Chronologia basilìcae s. srjnale I nella chiesa di s. Cecilia, colla tia-


Pauli via Ostiensi. Exploralur ejusdeni ra ornata di corona ; e le figure di 8 tia-

origo, et usus inRomanis Pontificibus : re, lulte di forma conica colle code, due
nec non quaesliones de ejusdem ornalus sovrastate dalla croce, tutte ornate d'un
anliquitate : ac de illius extensione ad diadema o corona, ed una di 3 corone:
caeleros Episcopos, S. R. E. Cardina- queste tiare sono tratte da' monumenti,
les J et alios, ex speciali ejusdem Roma- pitture e statue esistenti nelle basiliche
Etaliaplura hoc
ni Pontificis privilegio: Lateranense e Vaticana, in Firenze, in A
super argumenlo notatu digna explican- nagni, in Orvieto, in Bologna, tutte ap
tur. Nel cap. 12 : De Romani Pontificis pai tenenti a Bonifacio Vili; ma quella
ornamento capiti*, quod Tiara, seti Re- col triregno esistente in Bologna fu fatta
gnimi, nuncupalur: Cuinam ex veslibus dopo Urbano V, al quale comunemente
a
summiPontificis veterisTestamentì ,a qua si attribuisce l'aggiunta della 3. corona,
originem traxil, respondeat : linde pri- altri anticipandola, come dirò poi. Ri-
mus ejus usus processeril, et probabili- portasi pure l'immagine di s. Silvestro I

ter statuilur asaeculo Christi Fili, re- esistente nella basilica Lateranense, con
jecto testimonio con fieli edicli, seu Dona- tiara ornata di due corone. Parlandosi
tionis M agni Constatimi imperato! is. poi dell' epoca quando s' introdusse ne-
32 TRI T : I

gli Stemmi (F.) pontificii e ne' Sigilli nete pontificie cominciate ad usarsi dopo
(/'.) pontificii, l'uso tli ornarli colla tia- le antichissime, nelle (piali usarono por-
ra o il triregno e colle C/u'<i\'i (1 .) incro- rei nomi loro in cifra e monogrammi, so-
ciate, sembra doversi attribuire al pon- pra di che è da vedersi il Vignoli , An-
tificato tli Bonifacio Vili, venendo con- tiquiores Pont. Borri, denarii. Osserva
cesso alle basiliche Lateranense e Vatica- il Cancellieri, Storia de* possessi p. 67,
na per istemma il triregno e le chiavi in- che il duca di Modena per essere il più
a
crociate alla i. , il triregno e le chiavi pen- antico vicario temporale della Chiesa ro-
denti alla 2. "j costumandosi esprimere il mana porta nello stemma, oltre le chiavi,
triregno anche raggiante. Anzi si vuole che anche il triregno, distintivo che non ha
innanzi Bonifacio Vili comunemente le verun'allra famiglia. Notai nel vol.LXVI,
armi gentilizie non fossero sovrastate da p. 7g,cbe negli stemmi pontifìcii della cas-
mitre, né da cappelli cardinalizi o prela- sa mortuaria de' Papi defunti, in quelli
tizi. Et haec sufjicìanl ad ostendeiidum }
del catafalco pe'suoi funerali, ed in quelli
(letale Bonifacii PP. FUI in usti adirne delle carte mortuarie che si affiggono nelle
jìonfuisse (salteri corani u ni lev ) sitpra pareti esterne delle patriarcali basiliche
stemmata genti Ut ia appone re aliud orna- e della chiesa de'ss. Vincenzo e Anasta-
mentimi, non Tiarae, neqne Piiei, neque sio, tutte sovrastate dal triregno, non ci
Mitraej nude indiani in hoc adhibendam deve andare l'ornamento delle chiavi, per-
essefida ri nec Ciacconio, nec Frizonio, chècolla morte del Papa cessa la sua giu-
neque cinque ex scriptoribus deRomanis risdizione e podestà significata dalle chia-
Pontificibus, vel Cardinalibus, qui stem- vi. Tutlavolla non sempre si osserva, forse
mata eorum bisce ornamentis insignita, per ignorarsi da chi dovrebbe impedirlo.
exhibenl. Quando Papi introdussero nel- i 11 cardinal Garampi, nell' Illustrazione

le loro Monete Pontificie loro stemmi i del sigillo della Garfagnana, oltre le
esovrastati dal triregno,e da questo e dal- belle erudizioni che riferisce sulla mitra,
le chiavi, si può vedere ^'trattatisti del- sulla tiara e sul triregno, ci die 4 tavole
la numismatica pontificia, nel citato Vet- incise, colle immagini de' Papi coronate
r a
tori, e nella recente e lodata opera <leld. di tiare e di triregni. La esprime il bu-
1 .

Angelo Cinagli, Le monete de' Papi de- sto di Bonifacio Vili già collocato nella
scritte in tavole sinottiche. Pare che già cappella di s. Bonifacio da lui ristorata e
a'tempi di Martino V si usasse porre nelle ornata nella basilica Vaticana, e ora nella
monete il triregno colle chiavi, che diven- cappella della B. Vergine delle Grotte Va-
ne il sigillo e lo stemma di molte auto- ticane. Egli è colla tiara in capo ornata
rità pontificie, e di lutto ciò che ha appar- di due corone, in atto di benedire colla
tenenza co' Papi, che troppo lungo sareb- destra e reggendo le pontificiechiavi colla
be a voler classificare.Dice il Vettori, che i Tali chiavi anticamente
sinistra. Papi i

Papi nelle monete si servirono nel rove- non l'usavano che il giorno di loro solen-
scio per prima e sola insegna delle chiavi ne coronazione e del possesso che pren-
pontificie,quindi passarono a inserirvi al- devano nel Laterano, dove il priore di s.
cuna parte dell'insegne gentilizie senza lo Lorenzo ad Sancta Sanctorum, gli con-
scudo, colle chiavi però sopra dei mede- segnava le chiavi della basilica esngro pa-
simo campo della moneta, le quali in cro- lazzo Lateranense: quia specialiler Pe-
ce traversa vi adattavano. Posero dipoi tro principi Apostolorum data est po-
leinsegue interamente dentro la targa , testasclaudendi et aperiendi, et ligan-
sovrapponendovi le due chiavi in croce, e di atquc solvendi ) et per ipsum Aposto-
sopra tutte queste cose collocarono il trire- limi omnibus Roma nis Ponlificibus. I

gno. Il Vettori iutende parlare delle mo- pittori e scultori iu lai forma vollero rap»
TR I TRI 33
presentare Benedetto XII, esistente nelle somma pontificale podestà, e della chiesa
Grotte Valicane, e altri Papi, per effigiarli romana, della quale le chiavi sono pro-
con tutti i più solenni e onorifici distin- pria e distintiva insegna,oltreil Padiglio-
a
tivi di loro autorità e dignità. La 2. ta- ne o Sinnicchio {V\, insegna che sovra-
vola rappresenta il sepolcro di Bonifacio sta glistemmi delle Monete de'cardina-
Vili esistente nelle suddette Grotte, la li Camerlenghi di s. Chiesa ( Z7.), e gli
cui statua giacente ha la tiara fregiata dal- stemmi de' Parenti (V.) de' Papi. La
a
la doppia corona da lui aggiunta, per cui 4. tavola contiene le teste: di Giovanni
il Garampi censura il dotto Marangoni, XXII della statua sepolcrale giacente pres-
che nella discorsa Clironologia pretese di so la sagrestia della metropolitana d'A-
provare, che non mai Bonifacio Vili u- vignone, colla tiara in capo, che oltre alla
sasse la doppia corona , anzi lo rappre- corona inferiore, ne ha un'altra che può
sentò con una, affermando cosi essere ne* dirsi quasi doppia, più in alto; di Bene-
monumenti Vaticani, il che non è vero. detto XII della statua sepolcrale nella cap-
Bensì in varie statue del medesimo Bo- pella de' Sartori di detta chiesa; col tri-
nifacio Vili apparisce con una sola coro- regno in capo, e con questo ornato di 3
a
na, perchè non aggiunse la 2. che sul fi- effettive corone sono le statue sepolcrali
ne del pontificato. Il Garampi chiama d'Innocenzo VI nella cappella a lato del
strano il vedere la figura giacente di Bo- santuario de' certosini di Villanova dio-
nifacio Vili nel coperchio del suo sepol- cesi d'Avignone, e dell'antipapa Clemen-
cro colla corona in capo, quando non si te VII sepolto nel coro de' celestini d'A-
è mai costumato di seppellire con essa i vignone. 11 Cancellieri, Storia de posses-
Papi, ma colla sola mitra, come lo fu Bo- si', dice a p. 49 parlando delle Teste de'
' ,

nifacio Vili. Ne' Sepolcri de Romani ss. Pietro e Paolo (F.)\ e de' loro anti-
Pontefici (V.) divenne comune l'uso di chi busti gioiellati non più esistenti, che
rappresentarli quasi tutti coronati del tri- il capo di s. Pietro avea la tiara con 3 co-
regno, sebbene si seppelliscano colla mi- rone a gigli di perfetta figura conica, quale
tra di lama d'argento. Il Garampi sog- dovea usarsi a'tempi d'Urbano V, che in
giunge: » Ma chi mai potrà render ragio- essi pose tali ss.Reliquiejoud'èdameravi-

ne di tutti capricci de' pittori ? In una


i gliarsijChe di questa forma di triregno non
vecchia pittura fu rappresentato l'Eter- si valessero ne il Marangoni, ne il Garam-

no Padre col triregno in capo; e in altra pi ne'dotti loro libri della Clironologia
antica immagine, Cristo crocefisso colla e del Sigillo dellaGarfagnana, ne'quali
mitra." La 3." tavola contiene il detto bu- dierono incise le più antiche forme de'pon-

sto o mezza statua di Benedetto XII esi- tificii triregni. La forma del triregno di

stente nelle Grotte Vaticane, scolpito in s. Pietro in discorsosi può vedere ne'due

Roma da Paolo Sanese, mentre dimora- disegni pubblicati dal medesimo Cancel-
va in Avignone, per aver fatto di nuovo lieri a p. i e 22 delle Memorie delle sa-

il tetto alla basilica, con due sole corone; gre Teste, ed io lo descrissi nel citato ar-
ma lo scultore che lavorò la statua di Be- ticolo, con tutto il fondo di perle piccole,
nedetto XII , che ancora vedesi sul suo colle 3 corone piene di gemme preziose,
sepolcro nella chiesa d'Avignone, vi fece la croce in cima formata di gioie, ed i pen-
il come l'avrà veduto portare dal
triregno doni o code del regno ornati di pietre pre-
f
Papa medesimo nella stessa forma che si ziose finissime e grosse, nel fine de quali
costuma anche oggidì. Anche tal mezza erano 6 campanelle lunghe dorate. Tan-
statua, come accennai, tiene le chiavi col- to la Chiesa trionfante,quanto la militau*
la sinistra, il che non si riferisce a fun- tesi diletta della varietà de' Co lori eccle-
zione particolare , ma per indizio della siastici (F.), con iride sagra; lai/ rap-
VOL. LXXXl.
j

34 TR I TRI
presentala nelle Gemme (/'.), la 2." ne' na d'oro è simbolo della triplicala pode-
Fiori (/ .). L'ornamento della Cliiesa stà pontificia, con cui il romano Ponte-

trionfante non si rappresenta di fiori che fice supera ogni altra dignità, avendo fa-

sono corruttibili, ma eli gemme e Pietre coltà d'insegnare,di dispensare. e di puni-


(F.) preziose perchè durevoli. Dell' im- re, pel Primato (F.) che gode di onore
magine di s. Pietro (F.) espressa nelTW- e di giurisdizione. Di più dichiara il Bo-

clinio Lconiano(F.)e\u altri monumen- nanni, sulla cima del triregno è un glo-
ti con tre Chiavi pontificie (F.) in ma- bo e su di questo uno croce , non senza
no, ragionai in più luoghi, spiegato per mistero, poiché viene significalo il mon-
simbolo della triplicata podestà pontifi- do adombrato nel globo soggettalo in vir-

cia sulle tre chiese militante, purgante e tù della s. Croce, e si sostiene dal Papa
trionfante, da Dio comunicala al princi- perchè alla di lui cura consegnato. Altre
pe degli Apostoli ed a' suoi Successori misteriose significazioni delle 3 corone col
ovvero la scienza, il potere e la giurisdi- quale è ornata la tiara, sono le riferite dal
zione pontificia. Questa slessa pienezza di cardinal Sirleto; cioè di portarsi dal Pa-
podestà si vedeva indicata in un'imma- pa una corona perseguo della sublime di-
ginedis. dietro esistente nell'archivio disi- gnità; che la 2." corona fu aggiunta in me-
la basilica Vaticana e riferita dal Torri- moria di quella donata da Costantino I a
gio a p. 76 delle Grotte Faticane, con s. Silvestro I, e la 3. a per segno di quella
Ire ordini di capelli in testa, invece del mandata da Clodoveol a s. Pietro. USaus-
triregno, a tempo del s. Apostolo non u- say poi fu di parere, usare il Papa 3 co-

sato, ma bensì in quello d'Urbano V in rone, perchè in esso si devono conside-


a
cui fu dipinta, ed al quale il Torrigio at- rare 3 dignità, lai . di Sommo Sacerdo-
tribuisce l'introduzione della 3.* corona te, la 2." di Re e Signore temporale, e la
nella tiara, dicendo significare le 3 chiavi 3." d'uni versa le Legislatore; siccome 3 so-
e le 3 corone, le som-
3 podestà che ha il no le podestà in terra del Vicario di Cri-
mo Pontefice, cioè Imperatoria, Regia, sto, cioè coelestium, terrcstrium, et in-
Sacerdotale, e la podestà che ha nel Pa- fernorum , spiegale nelle 3 chiavi colle
radiso, in Terra, nel Purgatorio; ed è quali anticamente si esprimeva s. Pietro.
pei ciò che s. Pietro fu anticamente espres- 11Landucci sagrista pontificio, nel trire-
so con 3 chiavi, vale a dire quando non gno ravvisò le tre potenze espresse nelle
j>i usava la tiara fregiala di 3 corone, colle tre corone, cioè àe\V Impero, del Regno,
quali fu poi a nell'egli rappresentato, e la dei Sacerdozio, le quali sebbene indicate
veneranda sua statua di bronzo della Chie- nella sola corona o tiara prima usala, fu-
sa di s. Pietro in Faticano, per la sua rono poi con Ire distinte più chiaramente
festa è vestita con piviale e triregno. Al- significate. Perciò Innocenzo III vi rico-

cuni critici osservano, che l'unione delle nobbe nel Papa la dignità di Sacerdote
Ire chiavi nelle mani di s. Pietro può es- e di Re, V Imperio e il Sacerdozio che
sere ancora un mero arbitrio de' pittori in se riunisce, e diversi usi della mitra
i

e musaicisli, come fecero nel Triclinio e della tiara. Laonde si prescrive nel Ce-
e in allri monumenti colla croce doppia, remoniale Romano Kb. 3, sez. 5, cap. 9:
trovandosi molti ritratti di s. Pietro con Che il Papa ne'giorni solenni usi il Regno
una sola chiave e con due. Il ricordalo Bo- ossia la Tiara, nell'andare e tornare dal-
nonni, dicendo del simbolico significato la chiesa non mai nelle funzioni sagre,
,

del triregno, riporta le opinioni di Maz* nelle quali si adopera la Mitra, e si de-
zoroni, Saussay e Raiuaudo, i quali pen- pone il Regno sull'altare nella sua testie-
sano che la mitra comune a'vescovi è se- ra coperta di velluto cremis in seta. Nelle
gno dell'autorità episcopale, ma la coro- autiche Cavalcate del Papa, egli iuce-
TRI TRI 35
deva alla chiesa colla tiara o triregno, di- lati, viene condotto nella Camera de pa-
sceso dal cavallo lo deponeva e assume- ramenti t per deporlo e spogliarsi degli
va la mitra ; quindi nel partire lasciala Il Papa dalla camera de
abili pontificali.

questa riprendeva il triregno: altrettanto paramenti o dalla sagrestia si reca co!


si praticò nel Possesso sino e inclusive a triregno a celebrare o ad assistere allo
Leone X, perchè prima il Papa, dopo co- feste dell' Epifania, della Cattedra di s.

ronato in s. Pietro, recavasi immediata- Pietro, della ss. Annunziata, della Pa-
mente al Laterano pel possesso, funzio- squa di Risurrezione, dando poi col tri-
ni che poi furono divise. Anche il Magri regno la solenne benedizione, dell'Asce) 1

afferma, coll'autorità dell'Ordine Roma- sione, nella quale festa pure col triregno
no di Cencio Camerario, nel 121 6 Ono- comparte la benedizione, di Pentecoste,
rio III, ch'era solito il Papa quando ar- del Corpus Domini (cioè viene portato
rivava alla porta della chiesa di deporre da' cappellani nella processione al mo-
il regno e di pigliar la mitra, come or- do che dirò, nel descrivere la quale fun-
namento sagro. A Cappelle pontificie, nel zione notai Papi che col triregno sul
i

descrivere tutte quante le sagre funzio- capo portarono il ss. Sagramento; dopo
ni che celebra o assiste il Papa, si ordi- che il Papa con esso ha dato la trina be-
narie che straordinarie , rilevai quando nedizione, riceve nel capo la mitra dnì
dalla sagrestia si reca al Genujlessorio cardinal i.° diacono, e si porta al came-
(V.) col triregno , deponendolo per far rino vicino ove depone i paramenti), de*
breve orazione, terminata la quale assu- ss. Pietroe Paolo,cioè nella sola festa, del

me la mitra alzatosi in piedi; e quando l'Assunta dando poi col triregno la solen-
ivi terminata la funzione torna, e depo- ne benedizione, d'Ognissanti, del s. Na-
sta la mitra che avea assunto, dopo bre- tale nella sola festa, e x\q\Y anniversaria
ve orazione alzatosi in piedi, riprende il della propria coronazione. In tali circo-
triregno. Ivi ancora riportai 1' orazione stanze dunque il Papa usa il triregno nel
che nel procedere alla coronazione del solo accesso e recesso dalla camera de'pa-
nuovo Papa pronunzia il incardinale del- lamenti o sagrestia della cappella ponti-
l'ordine de'diaconi, in cui lo chiama Pa- ficia o chiese, non facendo mai uso di tri-

ter Regum et Rector omnium fidelium, regno nell' accesso a' vesperi , ancorché
dicendo poi nell'atto d' imporgli il tri- pontificali, econseguentemente neppure
regno sulla testa nuda (talvolta Papi u- i nel recesso.Siccome nellecappelle del pa-
sano di ritenere sotto il Berrettino , ed lazzo apostolico ora non si usa di recar-
anticamente alcuno anche il Camauro): visi in sedia gestatoria, vale a dire in que'
AccipeTiaram tribusCoronis ornatani, vesperi e feste in cui si usava, essendosi
et scìas te esse Patrem Principum , et nel nostro secolo introdotto il costume,
Regum, Rectorem Orbis )
in terra Fica- per maggior semplicità e comodo de'Pa-
riunì Salvatoris N. J. C. Anticamente pi, d'entrare nella cappella uscendo dalla
appena il cardinale avea imposta la tiara sagrestia, e non dalla camera grande de'
sul capo del Papa, lutto il popolo l'ac- paramenti, non ha luogo la sedia ge-
così
clamava con dire Kyrie eleison (F.) ed t
statoria, per la brevità del tragitto, che
apprendo dal p. Gattico, che ancora si co- si ripete nel ritorno. Per l'anniversario
stumava a tempo di Nicolò V. Indi il Pa- della coronazione aveano anche luogo i

pa col triregno capo per la 1.» volta


in flabelli.
comparte al popolo solennemente la Be- Innanzi di ragionare dell'origine della
nedizione aposloliea (V.), e col medesi- Tiara Pontificale ora Triregno^ con-
,

mo triregno in capo e il Pallio, sulla Se- viene che io rammenti d'aver già tratta
dia Gestatoria (f. ), co' Flabelli (F.)* to, principalmente ne'vol. LV1IJ, p-22<)
36 TRI TRI
e seg., LXVII, p. 278 e seg., come l'im- sta, nella quale si pretende compresa
peratore Costantino I il 3Iagno,i\\ venuto quella della Tiara, concedesse Roma e
pubblicamente cristiano ridonò la pace , molle provincie in Sovranità de* Papi e,
alla Chiesa, sino allora crudelmente per- della. Chiesa romana (/ .). Di tutto,y;ro
seguitata, ma floridamente rigogliosa per- et contea, tenni proposito; poiché gli uni
chè innaffiata dal fecondissimosangue dei sostennero colla concessione della Tiara,
suoi gloriosi ss. Mar ti riaccordando ai cri- la famosa donazione del principato tem-
stiani il libero esercizio di loro Religione, porale; gli altri negarono la 1 .*, e dichia-
donando a Papa s. Mele hia de parte del- rarono apocrifa la 2. ':
narrai io che piut-
l'imperiai palazzo di Laterano, con ren- tosto consistesse la donazione, cioè in quei
dite per mantenere il decoro del supre- Patrimoni de Ila chiesa romana (F.) che
mo Gerarca. Le quali munificenze viep- nominai. Né mancò chi credette, avere s.

più provò il Papa s. Silvestro I(fr.) dal Silvestro I da se medesimo preso l'orna-
3 r4 in poi; però avvertendo, che le di lui mento della tiara, in segno della libertà
grandi gesta furono mescolate con atti ri- che laChiesa avea riacquistato da Costan-
tenuti da' critici apocrifi o alterati. Im- tino I, nel proteggerla apertamente, ma
perocché Costantino I, oltreché donò a s. con tale prudenza e moderazione che il
Silvestro I il rimanente del palazzo, che paganesimo non potè vantare suoi mar- i

perciò divenne il Patriarehio Latera- tiri, sebbene facesse di tutto per distrug-

nense (f.), quando lasciò per sempre gete l'idolatria. Libertà dalla Chiesa ricu-
Roma (V .) per trasferire la sede del ro- perata dopo la sofferta servitù gentilesca,
mano impero a Costantinopoli'(/^.), co- r
la quale si volle simboleggiare nella tia-
minciata a fabbricare nel 326 e dedicata ra, per la sua figura corrispondente al-
nel 33o; mirabile e strepitoso avvenimen- l'antico pileo o berrettone romano , col
to predisposto dalla divina provvidenza, quale indicavasi la libertà ; dagli antichi
che die principio all' esistenza di Roma chiamato pure Camelaugo, Ca-
scrittori

cristiana, la quale colle sue glorie offu- melauroe Camauro, con una corona nel-
scò quelle di Roma pagana, restando li- la parte inferiore e perciò detto Regno:
bera nel benefico e paterno potere de'Pa- di sua antichità, dissi al suo articolo, che
pi. Così l'eterna Roma , nobilitata dalla già l'usava Papa Costantino nel 7 1 o.Tut-
Sede apostolica (^.), fu elevata a me- tociò premesso, comincierò dal dire, che
tropoli di tutto quanto l'orbe cattolico, antichissimo è l'uso di coronarsi i roma-
pel maggior lustro e propagazione della ni Pontefici, prima colla tiara, indi col
fede. Raccontai che alcuni sostengono a- triregno. Sempre fecero questa cererno-
ver Costantino I concesso a s. Silvestro I nia con ecclesiastica magnificenza, non già
la Tiara, corona che poi si mutò nel Tri' per far pompa della suprema loro digni-
regno, o se fu ili.°Papa ad usarla, per- tà, ma per maggior esaltazione della glo-
chè fu ih.°Papa dipinto con essa; oltre ria di Gesù Cristo e della sua Chiesa. Il

quell'altre insegne imperiali che enume- Novaes,£>mertazzo/j/,t. 2, dissert.5: Del-


rai; se fu l'imperatore ili. a rendere al la solenne coronazione de' Pontefici, ri-

Papa l'omaggio di Palafreniere (V.)ì e ferisce che una sola volta coronavausi i

se s. Silvestro 1 istituì l'ordine dello Spe- Papi dopo la loro elezione, ma in quei

ron d'oro (V*), che porta il suo nome, e diversi altri giorni, denominati Festum
se ne fregiò l'imperatore. Che oltre le vi- Coronae, i quali con esso già riportai nel
stose rendite da Costantino 1 assegnate voi. Vili, p. i6r,ove trattai: Della co-
alle chiese da lui fondate in Roma, e a- ronazione del Papa; cioè ne'gioroi nei
scendenti a circa annui 3oo,ooo scudi, quali solevano adoperare la tiara e poi il
se con editto e donazione, tenuta suppo- triregno, diversi dagli odierni descritti di
TRI t a 37 I

sopra, tranne alcuni , e solo noterò che lior. 1. 1, p. i538, ove


Decrevi- si legge.
tra 'detti giorni eravi quello infestivita- mus et hoc, ut idem venerabilis pater no -
te s. Silvestri I,ed in anniversario suo. sterSilvester summus Ponlifex,etomnes
11 Garanipi nel trattare di detto argomen- ejus successores Pontifices diadema te,w-
to, osserva che Papi oltre di coronarsi
i delicet Corona,quam ex capite nostro
nel giorno della coronazione, costumaro- UH concessimus, ex auro purissimo, et
no di rinnovare la stessa funzione in al* gemmis pretiosis f uti debeant, et in ca-
cune più celebri solennità dell' anno, le pite ad laudem Dei, et prò honore B.
quali ci vengono additate da Pietro Mal- Petri, gestare. Il No vaes non intende ivi
lio nel libro dedicato ad Alessandro III trattar la questione, tanto agitata fra'cri-
e ristampato in Ada ss. Junii } t. 6, par. tici , se Costantino I ricevè in Roma da
2,cap. 8, §i5i,da Benedetto canonico di s. Silvestro I il battesimo, né di disputa-
s. Pietro uel Museum Italicum, t. 2, e nel re sull'editto della donazione, poiché si

medesimo da Cencio Camerario; ond' è proponeva addurre gli autori contrari e


che per Festum Coronae, ovvero cele- favorevoli nella BibliotecaPontificia,chQ
brare Coronam, s'intese questa solenne per altro non pubblicò (forse questa si
e ripetuta incoronazione, ogni qualun- potrebbe formare, se non completa cer-
que volta si rinnovasse fra Tanno. Papa tamente copiosissima, con quanto mi fu
debet accipere Coronam in capite suo t
dato in questa voluminosa mia opera di
et per mediani Urbem cum processione pubblicare). Si limitò, per riguardo al
redire adpalatium.perficerefestum Co- i.°Papa dipinto colla tiara, di conclu-
rotiac. Coronatus redit ad palatami, si- dere col Papebrochio, In Conat. ad s.
cut in aliis Cofonis. Acceptis laudibus, Silvestr. I, u.° 5, p. 128. Ommissis fa-
et celebrata Corona, sicutmos est,omnes bulis dici posse videtur 3 quod constituta
r e deunt ad propria. In appresso poi si per Costantinum ecclesiastica pace, Sil-
andò tralasciando tale funzione, per cui propria electiones , vel ipsius
vesler vel
Paolo II stimò conveniente rimetterla in (Imperatoris) mandalo, Pdeuni sutnsc-
uso, scrivendo nella sua vita il Cannesio: rit, romano more symbolum libertalis ,

quum celeri Pontijìces vix semel in an- euniqne aureo phrygio , seu diademate
nidecursu Tiarae usudelectatisint,ipse ornatimi inferne 3 qua caput langit , ad
primus prò rerum ac dignitatis condì- significandum Regale Sacerdotiuni o-
tione frequentius, atque id solcmniori- mnium Principimi collalum a Christo.
bus anni diebus, eam magna cum venu- Così ancora i critici Bollandisti, Ada ss.
statedeferrecousuevit. Dieequindi il No- Mali, t. 4, die 19^.467: Gemmalo dia-
vaes, che ili^de'Papi che trovasi dipinto de tua le usuni Constanti uum edam ex a-
colla 'Tiara coronalo è s. Silvestro I, co- liquibiis ejus numinis habemus. Quod
me col Pvocoa , De Mitra s. Silvestri I aulem Ponlificiae Thiarae inferne c/r-
Papae, con molti altri, riporta il San-
e cumduda Corona tjasmodi orìgine mha-
diui, Vitae Pontificum, t.i, p. 92. Vuo- beat, velini cerlius probalum legere. In-
le renderne ragione il cardinal Stefane- terim video itnagines Pontificum, ut mine
schi, scrivendo che Costantino I, battez- habentur, Silvestri anlecessores omnes
zato da s. Silvestro I (pare che invece lo nudo vertice exprimere, ìpsumque pri-
fosse da altri in Nicomedia),^ questo die muni Inter eospìlealum, seu Tiara (quae
la corona tiara: proprium sibi Regnimi, formam veleris pilei romani habet) ledimi
seu Phrygium manibus Silvestri inver- co nspici -.ncque disciplinet con/edura pri-
Sembra ch'egli l'abbia rica-
tite pressil. dem animo meo abversans , quod scili-
vato dall'editto famoso della donazione cet Silvesler, vel proprio ino tu, vel Con-
di Costantino 1, presso il Labbé, Conci- slanùni/ussuj islud liberlatis uoUssiinuui
38 TRI TRI
signutn assumere volueritj quia Eccle- bensì si un altro diadema reale au*
fece
sia eatenus sub imperalorum gentiltum ri frigia lo ili forma circolare, ch'egli cre-

servilute gemens per Constantinum diri- de sia quello chiamato regno, indi per le
siiami m emancipala quodammodofuit, 3 corone triregno. Anche il Sarnelli se-
et sui juris facta est, plurimisque liber- guì l'opinione d'Innocenzo 111, ed il si-

tatibus ab eodrm imperatore donata. Il mile fece il Thiers xx^X Istoria delle par-
Donai] ni cap. 65: Del Triregno Ponti- rucche. 11 Platina nelle Vite de* Ponte-*
fìcio, riferisce che Innocenzo 111 fu uno fìci scrisse, che Costantino avendo of-
I

tli quelli, che nel serm. 3, In consecrat. ferto a s. Silvestro I una corona tempe-
Pouti/ic, e nell'altro di S.Silvestro I, ere- stala di perle preziose, la ricusò come or-
delle alla donazione fattagli da Costanti- namento che inveruna forma eragli con-
no I, della corona d'oro ornata di gioie, veniente, e si contentò d'una mitra bian-
dichiarando così la dignità che possede- ca tonda ricamata d'oro; e che riporta-
va e da Dio ricevuta, benché il santo Pa- ta in Roma d'Avignone, Eugenio IV l'u-

pa per umiltà nou volle usarla. Che Co- sò religiosamente in solenne processione
stantino 1 donasse la corona a s. Silvestro che fece con lutto il clero e il popolo ro-
1 è stato affermato da molli scrittori, poi- mano, dalla basilica Vaticana alla Late-
ché dice il Dominili, il pio imperatore con 1 anense, indi venne riposta nella suddet-
tale azione non conferì alcun dominio ne ta chiesa de'ss, Silvestro e Martino. Nella
podestà al Papa, ma solamente dichiarò 'b—
biografìa di regorw.X dissi
Gre col suo sto-
ciò che possedeva, dando campo al me- rico Bonuccijche dopo eletto inViterbo gli

desimo di esercitare liberamente la sua fu domandato se ivi oin Roma voleva es-

sublimediguilà, come successore di s. Pie- sere coronato,ma che egli rispose: in Ro-
tro, impedito sino a quel tempo dalle per- ma, dove Costantino cavatosi dal capo I

secuzioni de' tiranni e degli eretici. Che l'imperiai diadema l'olfiì a s. Silvestro I,
perciò essendo Papi in istato libero po-
i qual simbolo della regia dignità e del do-
terono usar l'insegne della suprema di- minio temporale de'Papi. Alcuni storici
gnità, da Dio a loro conferita. Il Bonan- vogliono ancora, che Costantino I donas-
ni riporta diversi scrittori che crederono I il suo ricco Manto o am-
seas. Silvestro
alla tiara donata a s. Silvestro I, e per- manto, Superhumerale (V.), vidclicet
sino di quelli che la ritennero fregiata di lorum quod imperiale circumdare asso-
3 corone, che portata in Avignone e ri- let collimi, quindi che da esso ebbe ori-
tornata in Roma venne rubata nel i^$5. gine il sagro Pallio f/^.J, come asserisce
Di parte della mitra di s. Silvestro 1, che" il De Marca; insigne ornamento pontifi-
si conserva nella chiesa de'ss. Silvestro e cale, chiamato Stola Pontijicalis, e det-
Martino a' Monti, parlai nel voi, XLV, to pure Plirygium perchè si soleva tes-

p. 262 : se ne può vedere il disegno nel sere da'fi igi, in quo est plcnitudo Pon-
citato Rocca, Opera omnia, t. 2, p. 379, tijicalis officii; ed il Papa è il solo che
De Mitra s. Silvestri I Papae. La de- pel suo Primato (F.) può usare il pallio,
pure il Sarnelli già
scrisse citato, dichia- essendovi in esso la pienissima podestà di
rando giustamente essere la mitra pon- tutta la Chiesa, in ogni tempo e in ogni
tificale, non il regno. Quanto a questo e- luogo, il che non è che ne
lecito agli altri
gli riferisce, che Costantino I stando per sono insigniti. i\eli856 dalla Stamperia
partire da Roma, volle mettere sul cupo di propaga nda fide fu pubblicato» De sa-
di s. Silvestro 1 la Corona imperiale del cri Pallii origine Philippi Vespasiani
proprio capo, d'oro e di gemme; ma e- kistoriae eccle.siasticae in Coli. Urba-
gli per riverenza della corona chiericale, no professoris disquisilio. Il dotto auto-
cioè della sagra mitra, non volle portarla, re, come ne dà bella contezza la Civiltà
TRI TRI 39
a
cattolica, serie 2. , t. 2, p. 3ag, con pre- ilquale l'ubbidì, e poscia ne' dì solenni
gevole e severa erudizione, ammettendo toglieva dal corpo di s. Paolo l'indumen-
eziandio il dono del manto imperiale, pro- to e se ne vestiva con gran divozione; e
va che non può essere il Pallio sagro che s. Ignazio di Costantinopoli si ornava

il Papa usa e conferisce a'patriarchi e a- òeM'humerale di s. Giacomo Minore apo-


gli arcivescovi. Di più entra poi a prova- stoloei.°vescovodi Gerusalemme. Viem-
r
re, che ii pallio non è derivato a' sommi maggiormenle si confermò mg. Vespa-
Pontefici romani dall' E/odo Ephod(V.) siani a riputare il pallio pontificale im-

e dal Razionale (F.) del Pontefice degli magine di quello che Papi successori di i

ebrei,sebbeue potea in qualche modo sim- s. Pietro ereditarono da lui, dall'osserva-

boleggiarli; come simboleggia ne'rituali, re che nella chiesa d'Alessandria il pal-


nelle lettere apostoliche e ne' monumen- lio di s. Marco passava dall'uno all'altro
ti artistici cristiani il buon Pastore (F.), vescovo, togliendosi dal corpo del defini-
che si leva sulle spalle la pecorella smar- to. E che il pallio sia quello di s. Pietro,
rita, o la Croce che portò in ispalla il Re- dopo la sua morte lasciato a'sommi Pon-
r
dentore. Mg. Vespasiani, considerato un tefici ,
quasi pegno e testimonio ch'essi
celebre passo di Liberato diacono, entrò sono vestiti della sua virtù, del suo spi-

nel pensiero, che il pallio pontificale non rito e della sua autorità, deducesi aper-
sia altro che il pallio portalo in vita da to dal testimonio dell'antico autore che
s. Pietro, e dopo il suo martirio eredi- va sotto il nome d'Eusebio da Cesarea,
tato da' sommi Pontefici, come successo' il quale nel sermone dell' Epifania dice:
ri di Pietro, e portato da essi in segno Nìhilantiquius veste illa sacerdotali ar-
dell' apostolica podestà. Qui il eh. auto- chipraesulis nostri quae Mi vestì de V.
re osservò l'antichissima usanza d'aversi T. successit Ephod bysso auroque con-
in gran tonto il pallio antico, onde so- textae,qua in signum plenissimae po-
lcano andare adorni uomini insignito- gli primus Linus amictus est, cui
testà tis
me filosofi, ed romani benché tenaci di
i i et typum dedit et nomea, ut a veteribus
loro usanze, deponevano la Toga(F.)pev accepimus scrìptoribus, quam appella-
assumere il pallio filosofico, al modo dei vit et Pallìum. Donde è naturale conse-
greci che aprivano scuola in Ptoma. Vol- guirne quello essere il pallio medesimo di
gendo poi l'attenzione alle cose sagre, dal s. Pietro e l'usuale sua veste, ed in Pa-
lib. 3 de Re si ha, che per l' indumento pa s. Lino suo immediato successore di-

del pallio s'intendeva di trasmettere qua- venne un sagro indumento tipo della suc-
si lo spirito e la virtù di chi lo vestiva, cessione, e segno della pienissima pode-
il che fece il profeta Elia coprendo Eliseo stà.Nolerò d'aver dichiarato a Pallio, che
col suo pallio o mantello, cosi inaugu- comunemente a s. Lino se ne attribuì l'i-
randolo in Profeta, e col suo pallio gli stituzione, e che a Praga si vuole conser-
conferì il gagliardo suo spirito. Eliseo poi, varsi parte del pallio filosofico di s. Pie-
possessore del pallio del suo maestro, cou tro, primo pastore universale dell'ovile
quello operò i più meravigliosi e tremen- raccomandatogli daCristoje perciò i sagri
di prodigi. I cristiani appresero molte co- palili si pongono sul corpo di s. Pietro, da
stumanze dagli ebrei, e le pregiarono som- dove eziandio gli antichi Papi lo prende-
mamente e le seguirono con venerazione; vano e se lo mettevano sulle proprie spal-
perciò s. Paolo i.°eretu ita volle essere se- le. Quindi mg/ Vespasiani con validissi-

polto involto nel mantello che s. Atana- mi argomenti passa a provare, che tut-
sio d'xllessaudi ia, allora so (ferente le più tociò che si pratica dalla Chiesa si riferi-
crudeli persecuzioni in difesa de' dogmi sce al pallio di s. Pietro, sia de'riti che lo
cattolici; avea dato a s. Aulouio abbate, riguardano, dal benedirsi nel giorno del
4o TRI TRI
martirio e, sopra il suo celeberrimo se- ilio, riportando tutti i ritratti de' Papi
polcro, e perciò sopra il beato suo corpo co' loro stemmi, l'effigie di s. Silvestro I

si custodiscono, donde si tolgono per man- è col camauro; quindi quella dell' im-
darli a'raetropolitani; anzi i Papi sonoin- mediato successore s. Marco, coronata

ironizzati e consagrali all'altare che so- colla tiara circondata da corona, e co-
vrasta la tomba di s. Pietro , ed ivi essi sì i capi di altri immediati successori di
ricevono il pallio e celebrano lai. "messa s. Marco. Nella Clironologia illustrata
pontificale: cosi figurasi il Pontefice imo- dal Marangoni, ed esistente nella basili-
vo sorgere perennemente come un nitro ca Ostiense, i ritratti di s. Silvestro I e
Pietro dal suo sepolcro, e da quel sepol- di s. Marco sono capo nudo: ili.°Pa-
col
cro pigliare il mantel suo, indice della po- pa colla tiara ornata di corona reale e
destà conferita da Cristo a lui ed a' suoi terminante colla croce, è Costantino del
successori. La Civiltà cattolica poi volle 708, ed il 2.°s. Gregorio II del 7 1 5 ; il
Q
aggiungerti Uro forte argomento con sa-
a i. Papa colla tiara con due corone è In-

gra erudizione archeologica che com- , nocenzo VI del 352, e il .°Papa col tri-
1 r

prende il più nobile e sublime concetto regno è Urbano V deli 362. Il Bonanni
che uomo vaglia ad escogitare intorno al- inoltre riporta le opinioni di quelli che
la divina podestàconcessada Cristo al suo attribuiscono a Clodoveo I re di Francia
rappresentante in terra, nel vedersi espres- l'origine della tiara pontificia, poiché nar-
so dall'antica Chiesa in vetustissimi mo- ra: essendo egli ili.°re de'franchi cristia-
numenti cristiani, che descrive, il Salva- no, l'imperatore Anastasio I per animar-
tore che neir ascendere al cielo getta il lo a mantener la fede, gl'invio il titolo di
suo pallio in grembo a Pietro, onde sim- Patrizio dell'impero d'oriente, con tut-
boleggiare con sublimità di mistero,la vir- ti gli ornamenti reali, fra'quali una ricca
tù di Cristo trasfusa in Pietro coli' ere- corona d'oro con gemme preziose; ma
dità del pallio , come la virtù profetica Clodoveo I volendo mostrare di ricono-
d' Elia fu col pallio travasata in Eliseo. scere il suo regno da Dio, e non dalla sua
Cristo avea già colle Chiavi dato rinve- spada, inviò suoi ambasciatori verso il
i

stitura a Pietro d'aprire e chiudere i cie- 5 18 a Papa s. Ormisda, per riconoscerlo


li, ora col suo pallio gl'infonde la divina Vicario di Cristo, e gli fece presentare la
virtù, che informa l'altro potere conces- detta corona acciocché l'offrisse a s. Pie-
sogli come a suo Sicario in terra. Cosi tro, in segno di sua ubbidienza a Dio. Da
testimoniata ch'ebbe poscia Pietro col suo questo dono presero occasione alcuni scrit-
sangue la divinità di Gesù Cristo, lasciò tori di dire, che i Papi successori comin-
morendo Lino un mantello,
in eredità a ciassero a usare il regno o corona nella
che secondo il discorso simbolo era il man- loro coronazione. Di tale opinione fu il

tello di Cristo. Quali vesti poi Cristo a- Junio scrivendo De translationc Impe-
doperassein questo mondo, lo dissi a To- r/V, contro il cardinal Bellarmino, per ar-
naca inconsutile, a Sandali e Scarpe, e gomentare maliziosamente, che la digni-
in altri articoli. Essendo il triregno il pri- tà dell' impero in Carlo Magno non de-
mario e maestoso principesco ornamen- rivò da s. Leone III, ma bensì da Clodo-
to del Papa, ora che il pallio pontificale, veo I. Il Junio fu egregiamente impugna-
primaria insegna della pienezza di sua todall'Alemanni, De Parietinis Latera-
pontificia podestà, ha ricevuto un'ulterio- nensibus, cap. 3, con riflettere che la co-
1

re illustrazione, per l'importanza dell'ar- rona donata da Clodoveo I a s. Pietro fu


gomento e per l'analogiache ha con que- appesa all'altare sovrastante il suo sepol-
sto, mi si condoni l'eseguita digressione. cro, ove pendevano molte corone reali, e
Nelle Vitac Pontifwum del Ciacco- non mai fu usata da'Papi. Il Magri all'ai-
TRI TRI 41
liccio Epanoclistus, che significa chiuso tiara. Nell'827 già erano stabiliti diver-

e nascosto dalla parte superiore, dice es- si riti per l'ordinazione, intronizzazione
sere il vocabolo della corona donata da e possesso del Papa, lai. 'facendosi nella
a
Clodoveo Las. Pietro. Regnimi de. auro basilica di s. Pietro, la 2. nella Latera-
purissimo Epanoclistum cum catemdis nense; ma Papa Valentino fu prima in-
suis habens in medio Crueem auream. tronizzato che consagrato. Dalla vita di
Alcuni osservarono che il ritratto di s. Benedetto HI dell'855 si rileva l'antico
Gregorio II fu espresso fregiato colla tia- costume di tornare al
Laterano dopo la
ra ornata d'una corona, perchè da lui do- celebrazione della messa pontificale nella
po il 726 ebbe principio la Sovranità dei basilica Vaticana, in cui il Papa era ordi-
Pontefici'j ma notai di sopra, che l'im- nato e consagrato. Tutlavolta Francesco
mediato suo predecessoreCostantino ven- PagijZfrewVzr. gest.Roni. Pont, in vitaNi-
ne dipinto colla tiara ornata di corona colai I,crede ch'egli fu ili.°Papa che do-
nella cronologia de' Papi dipinta nella ba- po la sua Intronizzazione e Consagra-
silica di s. Paolo. Alcuni col Mabillon, Mu- zione (V.), fu pure coronato colla tiara
sami Italicum, 1.
1, p. 8s*q, pretendono pontificia a'24 aprile 858, alla presenza
3
che lai. solenne coronazione de' Papi si dell'imperatore Lodovico II, il quale gli

fece a'27 dicembre 795 con s. Leone III, fece l'uffizio di palafreniere, allorché ca-
come si ha da un codice di s. Gallo, ch'e- valcò nel suo possesso. La funzione si ce-
gli crede scritto ne'tempi dello stesso Pa- lebrò nella basilica Laleranense, benché
pa, nel quale si narra l'episcopale suacon- poi s'introdusse l'uso, costantemente ri-
sagrazione, e poi raccontasi che giunto s. tenuto, d'incoronarsi i Papi nella basilica
Leone III a'gradini inferiori della basili- Vaticana, e di tornare in processione al
ca Vaticana: Prior stabuli imponi t in (e- Laterano, ov'era il patriarchio,peI posses-
jus) capite Regnimi, quod ad similitu- so.Nelle vite de' precedenti Papi non si
dinem Cassidis ex albo fit indumento, ved ono adoperate altre frasi,che quella di
ciò che propriamente si spiega per la co- ordinazione e cons agr azione, ma per s.

ronazione. Da questa funzione, che poi Nicolò I nomina espres-


per lai. "volta si

si fece sui medesimi gradini e quindi nel- samente l'incoronazione. Coronatur de-
la gran loggia della basilica da dove Pa- i niaue... Haec Coro natiofacta est in Ec-
pi benedicono il popolo, cominciò il Can- clesia Lateranensi. Osserva il Donanni,
cellieri a descrivere la Storia de' solenni che alcuni furono di parere, che s. Nico-
3
possessi de sommi Pontefici detti anti» lò I aggiungesse alla tiara un circolo d'o-
camente Processi o Processioni, dopo la ro, dopoché cessato l'Esarca dì Raven-
loro coronazione, dalla basilica Vati- na, cominciarono i Papi ad esercitare il

cana alla Laleranense. Trovo nel Vet- dominiolibero nell'ltalia,echein tal tem-
tori, che il regno o tiara usata da'Papi, po fu denominata Regno e Corona la tia-
viene detto nelle loro vite da Anastasio ra pontificia. Ma la dominazione ponti-
Bibliotecario,comechè di sopra coperto, fìcia nell'Esarcato e l'esercizio della sua

Regnimi Spanoclistum, ovvero Epano- Sovranità temporale, é di mollo anterio-


disturna specialmente nella vita di s. Leo- re as. Nicolò I, come può vedersi negl'in-

ne III. Papa s. Pasquale I deli' 81 7 nel dicali articoli. Non voglio però occultare
riedificare e abbellire la chiesa di s< Ce- il dichiarato dal dottissimo cardinal Ga-
cilia, vi fece rappresentare colla tiara cin- rampi. Solevano gli antichi Papi fregiar-
ta dalla corona la figura di s. Urbano I si dell'ornamento del regno o tiara, la qua-
che l'avea consagrata, figura riportata dal le essendo una corona segno di tempora-
Marangoni; laonde egli è questo altro ar- le dominio, ne viene che non si dovesse
gomento, che già era iu uso la pontificia lai. 'voi la imporre se non che nel giorno
4* xR i TR I

in cui nuovo Papa prendeva il posses-


il virtuoso Papa Alessandro II, immediato
so del Patriarchio Lateranenscj e quin- successore di Nicolò II, ed Ildebrando car*
di li può congetturare, che prima del se- dinale sostegno in que'deplorabili tempi
colo IX non si trovi memoria di una ta- della chiesa romana; panegirico da met-
le funzione(stam pò l'opera nel 7 5c), men- i tersi coli' altra infame satira e piena di
tre il Cancellieri pubblicò la Storia idei bugie, che abbiamo di Belinone falso car-
possessi nel 1802), perchè il temporale dinale e ribelle alla s. Sede, comesi espri-
dominio non era ancora ben dichiarato e me il Muratori negli Annali d 'Italia ai-
stabilito. Veramente questo lo era sino da ranno 06 Benzone dunque lasciò scrit-
1 1 .

Adriano 1 del 772, solo i Papi furono im- to, che corrumpens Prandellus roma-

pediti nel libero esercizio della Sovrani- nos multis pecuniis multisque perjuriis
tà e nell'amministrazione delle cose civi- indìxìt synodum , ubi Regali Corona
li qualche volta pel furore delle fazioni suum coronavit ìdolum : auod cerne ri"
e delle ribellioni. Dal sin qui narrato si tes Epìscopi\facti sunt velut mortili. Le-
mostra erronea l'asserzione di Lunadoro, gebatur enim in inferiori circolo ejus-
nella Relazione della corte di Roma , il dem serti ita: Corona Regni de manu
qualecredeche la 1. 'pontificia coronazio- Dei; in altero vero sic: Diadema Impe-
ne di cui parla la storia, sia quella di Da- rii de manu Petri. Dallequali parolesem-

maso li nel 1048. Benzone vescovo sci- bra ricavarsi, che qualche innovazione fa-
smatico d' Alba di Monferrato ne' suoi cesse Ildebrando, per di cui cagione i ve-
commentari De rebus
Henrici III (cioè scovi del sinodo restassero così meravi-
IV), panegirico che leggesi nel Mencke- gliali. Non può dirsi che fosse cosa nuo-

nio, Scriptorum rerum Germanicar uni, va l'incoronare il Papa, pegli esempi an-
1.1, lib. 7,cap, 2, p. io63, descrive la co- teriori riferiti, oltre gli altri che riportai
ronazione di Nicolò II fatta in Roma nel a'ioro luoghi, e la loro corona appellava-
io5g in un concilio di vescovi per ope- si assolutamente Regno.Q perciò è da cre-
ra del grande Ildebrando arcidiacono car- dersi, che l'innovazione soltanto consi-
dinale e poi Gregorio P II, ch'egli per
s. stesse in quelle due iscrizioni, che furo-
dileggio chiama Prandello, che gl'impo- no poste sulla corona, colle quali dichia-
se in capo una reale corona, nel cerchio ravasi risiedere nel Romano Pontefice
inferiore della quale si leggeva; Corona tutta la pienezza della podestà sì Regia
Regni de manu Dei, e nell'altro cerchio; che Imperiale. Qualunque però fosse, o
Diadema Imperli de manu Petri. Si at- il sentimento d'Ildebrando, che andava
tribuisce dunquea Ildebrando l'avere pel' maturando il gran concetto di francare la
a
i.° introdotto nella tiara la 2. corona, e Chiesa dall'Impero, o ciò che pretendes-
formata la tiara di due cerchi; ma po- i se di esprimere il barbaro, oscuro e ap-
steriori monumenti ci dimostrano la tia- passionato scrittore Benzone, sarà sem-
J
ra d una sola corona sino aBouifacioV 1 li, pre vero ciò che assai opportunamente
11Gararnpi avverte che il contempora- a questo proposito osservò il p. Mansi :

neo Benzone era un vescovo scismatico Hine discimus duplicis Circuii in Coro-
partigiano d'Enrico IV persecutore della na pontificia ornamentimi multo vetu-
Chiesa, il quale s'intitolava vescovo d'Al- stius esse , ab erudids
{piani liucusque
ba (leggo nel can. Bima, Cronologia dei ereditimi sii. Tanto si legge udì' Animaci-
vescovi d' Alba cheì
nel 1057 fu eletto vers. in Annal, Baronii, t. 17, p. 355.
Pietro IH Penso ne'tumulti di guerra, e La più antica descrizione circostanziata
assistè neh 060 al concilio di Milano); ed che abbiamo delle ceremooie, ohe comin-
il panegirico fatto da lui a quell'iniquo ciarono a introdursi nell'Elezione, Con-
principe è uua stomacosa satira contro il sagruzionc Coronazione del Papa fi del
i
T II 1 TR I 43
suo ritorno Laterano pel Possesso, è
al rano le 3 mitre, una bianca tutta liscia,

quella riferita da Cancellieri di Pasqua- l'altra ricamala a oro, ma senza cerchio


le 11 del 1099. Fra le altre cose, da ine nella parte inferiore, e la 3. a pure ricama-
narrate altrove, si dice che dopo d'esse- ta con cerchio d'oro, ossia la tiara. Quan-
re stato acclamato Papa: Pascalem Pa- do si usavano le 3 mitre papali, lo dissi
paia s. Petrus elegit, nella chiesa di s. a Mitra ove meglio ne parlai. Il cardinal
Clemente a' 1 3 agosto. Ilis aliisque lati- Pietro d' Ayllj, uno de'più dotti vescovi
elibus solemnìler peractis 9 chlamydecoc- che assisterono a'famosi sinodi di Pisa e
ci ne a induci tur a Patribus, et Tiara ca- di Costanza,ragguagliando la pompa,con
piti ejus imposita,comitanle turba euni cui fu coronato s. Celestino V umilissimo
cantico, Lateranum veclus a cavallo, dal di Sulmona(V.) nel 1294 in Aquila, co-
quale disceso fu collocato nella Sedia dei sì dice. Hos quippe magnifLcos appara-
Papi (F.) e poi nelle altre sedie, e falle tus sive in equis, sive investibus,aut a-
quelle belle ceremonie , che in tale e in liis exterìoribus ornamentis, quos pie-?
altri articoli descrissi. Nel dì seguente fu rique pompas vocant, a tempore b. Sil-
poi consagralo, ricevè il Pallio e fu co- vestriI Papae sancii Patres non solimi
ronato nella basilica Vaticana, da cui pas- stimmi Pontifices, sed e t alii minore s Et
sò processiona (mente alla Lateranense, piscopi non ad suam, sed ad Christi, et
Anche per Pasquale II seguì prima l'in- Ecclesiae ejus gloriarli extollendam in*

tronizzazione nel Laterano, forse per la troduxisse credendi suntj quos exterius
vicinanza della chiesa ove fu eletto, e per- cum temperantiae moderamine obser-
chè non tornasse a fuggire e nasconder- vare, interim tamen servata humilita^
si. Nella funzione ordinaria, tale introniz- te, non est vanitatis aut vidi, sed est wr»

zazione seguiva dopo la consagrazione, tutisac meriti. Il santo a somiglianza del


intronizzazione sulla Cattedra di s, Pie- praticato da Cristo, che celebriamo nella
tro, e coronazione che facevasi nella ba- domenica Palme, era entrato in A-
delle
silica Vaticana. Ne'posteriori monumen- quila sopra un asino, che addestravano
tisempre la tiara pontificia viene chia- Carlo li re di Sicilia e il suo Car-
figlio

mata Regnimi seu Mitra turbinata cani lo Martello re d' Ungheria, e non An^
Corona e colla quale erano Papi secun- i drea III come vuole Novaes. Non mani-
duin solituin Ecclesiae moretn Regno , carono biasimi a tanta profonda umiltà,
de more insigni tis, et solemniter corona- poiché uomini santissimi, per conservare
ti; persino negli alti della coronazione lamaestà deIlaChiesa,tollerarono la pom-
d' Alessandro III, fatta a'20 settembre pa reale. Pure, che il praticato da s. Ce-

1 1
59 nella terra di Ninfa, a cagione del- lestino V non fu d'ingiuria alla Chiesa,
lo scisma dell'antipapa Vittore V, come ma con onore, lo mostrò Dio con mira-
si ha diigli atti di tal solenne funzione colo. Poiché smontato il Papa dall'asino,
presso il Baronio, e dall'enciclica all'epi- un uomo vi pose sopra il figlio zoppo
scopato d'Alessandro medesimo. Tre 111 d' ambo i piedi e subito restò perfetta-
mitre diverse usavano da lungo tempo i mente sano. Indi si fece coronare solen-
Papi perle loro solennità, come raccoglie- nemente nella chiesa suburbana, e colla
si dal Ceremoniale Romano, pubblicato corona in capo, frigium gemnds, auro-
per ordine di Gregorio del 1271, pressoX que curuscum , sopra un bianco cavallo
il Mabillon, Museuni Ilalicum, \.i,Ord. rientrò in Aquila, fra gli applausi di 200
Rom. XIII, p. 111; g dall' Ordine Pio- e più mila persone, ch'eranvi accorse al-
mano, composto dal cardinal Giacomo lo straordinario spettacolo, per vedere il

Gaetano Slefaneschi, presso il medesimo i.° e più grande personaggio del mondo,
Mubillou, Ord. Rom, XIF9 p. 243. E- quello che poco prima era un semplice e
44 TRI TRI
umile romito. Insorto malcontento tra i pò il i3oo, nel quale celebrò in Roma il

cìii cimali, s. Celestino V sospirando la so- Giubileo universale, poiché l'antica pit-
litudine e la contemplazione delle cose tura fatta in esso da Ci ma bue, o meglio
celesti, nel concistoro pubblico di Napoli Tommaso detto dottino, come vuole Va-
a'i 3 dicembre fece la Rinunzia del Pon- sari, ed esistente nella basilica Lateranen-
tificato (ì .); e spogliatosi delle pontifì- , se fa vedere la tiara con una corona sola.
cie insegne, comparve vestito d'un abito Conviene che io rilevi un anacronismo
irsuto e arricciato, movendo a molto pian- di Vettori. Egli dice , che aggiunse alla
to i cardinali, da lui scongiurali a proce- tiara la a." corona nel 1294, dopo aver
dere senza indugio all'elezione del succes- pubblicato la bolla Unam sanctam; ma
sore, die secondo la sua predizione fu il come in tanti luoghi riportai , Bonifacio
cardinal Gaetani d'Anagni. Preso questi Vili fu dello in Napoli a' 24 dicembre
il nome di Bonifacio I III, siccome gran 1294, e ne partì a' 2 gennaio per Roma
legista e deeretalista, gran zelatore e con- ove fu consagrato, e coronato dal cardi-
servatore della Chiesa, fece di tutto per nal Matteo Rosso Orsini 1. "diacono a' 16
difenderla e per sostenere la dignità pa- gennaio e altri dicono a*23, colla pompa
pale die voleasi conculcare dall'orgoglio- non mai veduta per faddietro, ecolla tia-
so Filippo IV il Bello redi Francia; on- ra in capo passò dal Vaticano alla basi-
de \\t\YAiino santo i3oo si fece vedere lica Lateranetise pel solenne possesso, ad-
per Roma colle divise pontificali e impe- destrando a piedi la chiiiea che cavalca-
riali, con questo molto: Ecce duo Gladii. va, i re di Sicilia ed'Ungheria, i quali poi
Il Vettori ragionando della tiara ponti- loservironoa^AYmso colla corona intesta.
1

ficia e della 2.' corona ad essa aggiunta Dunque nel 294 Bonifacio Vili non ema-
1

dopo ili3oo circa, essendo prima orna- nò la bolla Unam sanctam, la quale ben-
ta d'una sola, come apertamente dimo- sì per bene stabilire l'autorità apostolica

stra il Rituale di Benedetto canonico del- che malvagi consiglieri di Francia si stu-
i

la basilica Vaticana neh i3o, chiaman- diavano di deprimere, decretò neh3o2


dosi la tiara usata da Innocenzo 11 eletto nel sinodo romano che riportai nel voi.
in detto non Innocenzo IV co-
anno (e LIX, p.g8,in cui spiegando il potere del-
me dice Vettori), dall'abbate Suggero nel la spada spirituale e della temporale, de-
descriverne la coronazione ,
presso Du- cretò la podestà de're soggetta al Papa;
chesne, Script. Frane, t. 4,p. 3 1 8: Phry- inoltre dichiarando, che non poteva dirsi
gium ornamentimi imperiale instar ga- senza colpa d'eresia, che i cristiani tutti
leae circulo aureo concinnatimi. Perciò"
)
nou sieno soggetti al Papa. 11 Garam-
Bonifacio Vili nel 1294 dopo avel pub-'
pi osserva che la più distinta descrizio-
blicalo la celebre bolla V nani sane tara , ne della tiara pontificale, come la trovò
riguardando forse diademi descritti nel i Bonifacio Vili, è l'inventario da lui or-
cap. 1 9 de\V Apocalisse, aggiunse alla tia- dinato del palazzo apostolico nel 1295,
ra o regno pontifìcio la 2/ corona, come nel quale si legge. Rcgnum sive Corona^
prova lo Spoudano sull'autorità dell'A- in qua sunt 48 balasci, in quibus sunt
lemanni, che confermarono altri scritto- aliqui rubini, et 72 zaffiri) et ^5 inter
ri. Aggiunge il Vettori, che quantunque praxiiiy et smaragdos, non computalis
Bonifacio Vili avesse ordinato fin dal parvis smaragdis et balassisjet 66per-
j 294 due corone nel regno o tiara pa-
le lae grossae. In summitate autem habet
pale, nondimeno da'monumenti ricorda- unum rubinum gr ossimi. In inferiori au-
ti superiormente chiaramente apparisce, m
tem par te habet unum Circulum cum
che non sempre se ne servì, ma solamene esmaltis. Caudas vero habet nigras cum
te uegli ultimi uuni di sua vita, cioè do- 8 esmaltis prò qualibet. Ponderi? 12.
T È I T1 I 45
marcharum et 5 unciariim.Taìe era dun- m i n ci a ro n a g ri d a re Blu ia il Papa Bo -
:

que il Regno, che Bonifacio Vili trovò nifacio } e Viva il re di Francia. Non fu
nel tesoro pontificio, allorché fu assunto loro difficile d'impadronirsi della città, e
al pontificato, e tale anche l'usò per pa- in quella sorpresa il popolo,sempre aman-
recchi anni, come vedesi in varie sue im- te della novità, si unì loro, e tutt' insie-

magini e di già descritte. Osservarono


, me si portarono a sforzare il palazzo, ov'e-
per altro l'Alemanni, il Ciacconio e mo I- ra il Cristo del Signore, e mettere su di
ti altri scrittori, che il medesimo Bonifa- esso le loro sacrileghe mani. La famiglia
cio "Vili fu ili.°ad accrescere alla sua tia- del Papa resistè a questo moto empio e
a
ra o regno la 2. corona, e in fatti alcu- violento fino al dopo pranzo. Finalmen-
ne delle descritle sculture che lo rappre- te la gente armata penetrò nel palazzo.
sentano, hanno la tiara fregiata da dop- Quando Bonifacio Vili intese che le por-

pia corona. Nota il Papehrochio, in Co- te eronostateguadagnate,sidisposea mo-


natii, che Bonifacio Vili fu il i.° ad ac- rire da uomo forte. Vestitosi degli abiti
crescere la tiara o regno della i.* corona: pontifìcii, postasi la tiara in capo, presa

exprimi volens utriusa ite Regni Corpo- con una mano la croce ecoll'allra lecita-
ralis, et Spiritualis prerogativam Pon- vi della Chiesa incrociate, si collocò nella
tifici competentem. Frattanto per le tra- sua sede aspettando i nemici. Nogaret e
me de' Colonna e del re di Francia, Bo- Sciarra Colonna ebbero la temerità di
nifacio Vili credendosi poco sicuro in Ro- presentarglisi. III. "non altro gli disse se
ma, si ritirò nel i3o 3 in Anagni sua pa- non che dovea condurlo a Lione, acciò
tria; ma dopo la congiura ordita a l'A- ivi in un concilio generale rispondesse al-

ringo a Pietrarea o Pietra del malo con- l'accuse che si producevano contro di lui.
siglio, vicino ad Anagni, di cui parlai an- Sciarra vomitò varie ingiurie contro di
che nel voi. XXVII, p. 273, cioè in una lui e pretese d'indurlo a rinunziare. In-
selva del territorio di Ceccano, chiama- tanto si diede il sacco a) palazzo, e ne fu-
ta la macchia del Fai lo (nel secolo pas- rono derubate tutte le ricchezze. Per mi-
sato afflitti più volle i ceccanesi da gra- rabile singoiar provvidenza di Dio in fa-
vissime angustie per vedersi nel meglio vore del supremo Capo visibile della Chie-
involata la raccolta dalla furia delle tem- sa, empi congiurali di cecità,
compresi gli

peste, temerono che fosse castigo divino si limitarono di lasciare il Papa com'era

per le scomuniche incorse da'loro ante* vestito, prigione nel suo appartamento
nati pe'gravissimi insulti fatti a Bonifacio con rispettosa guardia, senza trasportar-
Vili da alcuni congiurali di loro fami- lo altrove, mentre egli non prese in tal
per cui invocarono e ottennero da Be-
glie, tempo ne cibo, ne sonno. Calmati gli spi-
nedetto XIV l'assoluzione dalle censure nti degli anagni ni, rientrati in se stessi e
incorse dagli an lenati, e per loro l'aposto- conosciuto il loro grave fallo, alla voce
lica benedizione. Piacque Signore tan-
al del cardinal Luca Fieschi, presero le ar-
ta fede,e i ceccanesi in appresso si videro li- mi, fugarono congiurati e liberarono Bo-
i

beri da quel grave e continuato flagello), nifacio Vili. Sciarra con maniere dimes-
Giacomo Sciarra Colonna irreconciliabi- se inutilmente gli domandò l'assoluzione
le BcmieodelPapa, e Negare t perfido con- dalle censure. Bonifacio Vili tornato in
sigliere del re, avendo col denaro subor- Roma(T .) sommamente afflitto, vi morì
nato un buon numero di signori della pro- l'i 1 ottobre. Dopo il brevissimo pontifica-
vincia di Frosinone o Campagna, entra- to del successole Benedetto XI, per l'in-
rono nella città a'7 settembre in nume- fluenza del re Filippo IV fu eletto Papa
ro di 3 00 cavalieri con molta fanteria, e Clemente V (T
7
'.), che per compiacerlo
spiegate le insegne del re di Francia, co- fissò la residenza in Francia, e si stabili
4G TRI TR I

poi in Avignone (/"•)• Chiamali i cardi- presso il Muratori, Script, rer. Italie.
nali a Lione (fy .)i a' i/\. novembre vi si t.
44 2, Cuj'us lapide s equum die ti
3, p.
fece coronare nella chiesa di s. Giusto, al- C/ementis Papae percusserunt talitei\
la presenza ilei ree fa cardinali, dal car- quod equus suus in terram cecidit et ,

dinal Napoleone Orsini i ."diacono, colla Thiara seti Corona de capite suo, in qua
corona papale, die con gran pompa gii crai unus carbunculus valde prctiosus,
recò da Roma il cardinal Teodorico Ra- et ad sex millia florenorum communi-
nieri, come Camerlengo di s. Chiesa. Il ter acstimalus, cujus botus, ut dicitur,
Chiaramonti Hist. Cernute, lib. 2, p.
, postea non fuit in. terra inventus. La
445» narra: Annoi3o5 in festo b. Mi- Chiesa lungamente pianse la strana riso-
cline lis, Camerarius D. Papae cum co- luzione di Clemente V, per le sue fatali
mitiva maxima transivit per Cesenam conseguenze; le principali furono Roma
deferentc sei uni Coronam, qua coronari propria e vera sede del Papa abbandona-
(ìehebat idemClemens; et quasi tota. Cu- ta; essa e V ftalìa in preda alle fazioni; il

Ha, exceptis quìbusdam Cardinalibus, grande Scisma d' occidente; la celebra-


cum maximo sudore ivit in Franciani. zione de'famosi Sinodi di Pisa e di Co-
Dappoiché imporla che io qui rilevi, che stanza, non che del conciliabolo di Basi-
già la custodia delle sagre suppellettili lea, da cui derivò l'ultimo antipapa Fe-
pontificie era stata riservata al Sagrista lice V di Savoia. In un inventario fatto
del Papa(F.) tranne e il Che-
y
la Tiara in Avignone neh 3 i4 p rla morte di Cle- fi

rubino, che restarono in custodia del Te- mente V, di cui 3 uniformi originali si
soriere generale, presiedendo alla con- conservano nell'archivio Vaticano, si an-
servazione di tutto quello che formava il novera un regno tiara, che espressamen-
tesoro della chiesa romana, l'antico Vt-- te dicesi di 3 corone o cerchi: Iteni Co-
stii/rio.Cosn fosse il Cherubino, fovseFla- quae vocatur Regnimi, ami tri-
ronarli,
bello t e$e la tiara la custodiva il tesoriere, bus Circulis aureis, et multis lapidibus
generale ox\evo il cubiculario della Fa-
)
pretiosis. Deficit rubinus pretiosissimus,
miglia pontificia (F.), custode del le gioie qui consueti t esse in stimmi tate, et per-
e cose preziose, tesoriere domestico e se- la alia. Mancava il rubino per essersi ,

greto, si può vedere il voi. LXXIV, p. perduto nella fatale caduta in Lione. Al-
270 e 271. Dopo la coronazione, volen- tri lo chiamano carbonchio, ch'è sinoni-
do il Papa con isplendida cavalcata di mo quando è più acceso; del
del rubino
principi e baroni, olire i cardinali e pre- resto è noto, che oltre i brillanti, la impie-

lati, passare ad altra chiesa, per prender- tra preziosa è il rubino, indi lo smeraldo,
vi il possesso in luogo e che facesse le ve- il zaffiro, l'opale, ec. In questa città fu elet-
ci della basilica Lateranense, come avea to il successore Giovanni XXII neh 3 16,
praticato s. Celestino V, la funzione re- ed coronato dal cardinal Orsini che
ivi fu

stò funestata da deplorabili sciagure di quah.° dell' ordine de' diaconi avea pu-
molti feriti e morti, per la caduta d' un re messo la tiara in capo a' predecessori
muro. Il Papa ancora cadde da cavallo e Benedetto XI e Clemente V. Dissi già
andò per terra la tiara, dalla quale si slac- che nel suo sepolcro esistente nel duo-
cò un rubino valutato 6000 fiorini d'o- mo d'Avignone vedesi la statua colla tia-
ro, che non più fu trovoto e l'avvenuto ;
ra in capo, che oltre alla corona inferio-
fu preso per presagio infausto e si veri- re, ne ha un' altra quasi doppia più in
ficò, come narra Bernardo di Guido in alto. Giovanni XXII fu ih. °a battere il

Chron. Boni. Pont. Lo racconta ancora fiorino d'oro ad uso di quello di Firen-
l'autore della vita di Clemente V, Gio- ze neh 32?., colla stessa figura del giglio
vanni canonico di s. Vittore di Parigi, da una parie e di s. Gio. Battista dali'ul-
T II I T R I 47
tra, come praticavano i fiorentini; se non tis culmine posi lum de scendisse, seu ap-
che da un lato in vece di Florentia, vi partasse monstrafur. Leggo nel G aram-
fece scrivere Sant. Petru. t e dal l'altro in pi, chenellemonete di Clemente VI, giu-

vece del segno o conlromarchio de' zec- sta il disegno pubblicato dal Fioravanti,
chieri, v* impresse una piccola nulra o Antiqui denari Ro/n. Pont. p. 64, si ve-
piuttosto tiara a due corone. Ne riporta de rappresentata sulla tiara una triplice
il disegno il Vettori, Il fiorino d'oro il- corona; la quale ancor si vede in quelle
lustrato, nel prezioso museo del quale il d'Innocenzo VI che neh 352 gli succes-
Garampi riscontrò tali fiorini colla chia- se. Il Papebrochio, Propylaeo ad Ada

ra e distinta figura delle due corone sul- ss. Maj'i, p. 4 1 6, riprodusse il disegno del
la tiara. Neh 334 worì Giovanni XXII, sepolcro di Cleoìente VI, nel quale il suo

e gli beato Benedetto XII in


successe il triregno è con 3 corone. Lo stesso Pape-
Avignone, ove nella chiesa de'domenica- brochio pubblicò il disegno del monu-
ni lo coronò il suddetto cardinal Orsini, mento sepolcrale d'Innocenzo VI a p-4' 7>
J
al quale l apa propriamente si attribui- la cui statua è egualmente colla tiara cir-
a
sce l'aggiunta della 3. corona alla tiara, condata da 3 corone. Morto questo Pa-
che perciò prese il nome di triregno, e col pa neh 362, gli fu sostituito Urbano V,
quale si vede coronala la sua statua se- al quale comunemente fu attribuita l'in-

polcrale in Avignone. Il Vettori rigettan- venzione delle 3 corone sulla tiara , ma


do le testimonianze dell' Enschenio, del pel fin qui riferito non pare affatto. In ap-
Papebrochio, dell'Alemanni, del Vitto- presso poi l' uso delle 3 corone Irovossi
relli,che attribuirono a Urbano V l'ag- già tanto introdotto, che Urbano V nel
a
giunta 3. corona alla tiara, e confutan- fare i summenlovati preziosissimi busti
do il roaggiorabbagliodiMontfaucon,che per le teste de'ss. Pietro e Paolo, rappre-
attribuì la 2.' corona a Nicolò IV e la 3." sentò ih.°col vero triregno. Del resto non
a Bonifacio Vili, dichiara che da Bene- »i deve tener conto de' Ritratti de' Papi,

detto XII s'incominciò ad usare la tiara che fiorirono innanzi all'introduzione del-
o regno con 3 corone, il quale venne de- la triplice corona, se sono rappresentali

nominato Triregno, dopo avere per un col triregno, e con questo viene sovrasta-
tempo osato la tiara con due corone, per to ilstemma, come nel Ciacconio,/7/-
loro
le ragioni che adduce, e per quanto al- tae Pontificum , nel Bullarium Ro/na-
tro più sopra notai. Il Marangoni poi pre- num , e in altre simili opere. Posterior-
tese attribuire l'aggiunta della 1* coro- mente furono eretti monumenti ed ese-
na a Clemente V, ed a Bonifacio IX del gnile pitture, in cui gli artisti capriccio-
a
i38g la 3. II Bonanni tratta della que- samente attribuirono il triregno a Papi
stione sull'accrescimento del le corone del- ed a stemmi cui non competeva. Di-
la tiara, e dice che alcuni attribuirono a ce il Garampi, essere necessario avverti-
a
Bonifacio Vili l'aggiunta 3. corona. che re, che sebbene nelle stampe divulgate si
assegnano o a Benedetto X
altri o a Ur- 1 1 veda il monumento sepolcrale del bealo
bano V. Nel i34^ a Benedetto XII suc- Gregorio Xcol triregno, fu assicurato che
cesse in Avignone Clemente VI che fu , realmente non ha che una sola corona; uè
coronato nella chiesa de'dornenicani, col- doversi far conto delle medaglie de'Papi
la massima solennità e intervento di prin- del XIN e del XIV secolo, pubblicate con
cipi: itaque sicut in Aposlolos singulos disegni dal Ciacconio, e riferite anche dal
in illa die prout lingua ignis apparuit, Papebrochio, perchè tulle di moderna
sic hunc summum Pontifìcem per car- fattura,come si prova colle medaglie di
bunculum lapidati pretiosum, lucentem Bonifacio Vili e di Clemente VI allu- ,

ignis ad instargli Tiarae scu Diadema- t


si ve al giubileo,le quali hanno impressa la
4$ tn i TRI
Porta santa(F.), la quale solo dal 5oo si i merlengo audacemente citò Urbano IV
cominciò ad aprire, anzi Clemente V es- I come fosse antipapa,e lo deposero del pon-
sendo in Avignone non poteva farne la fun- tificato; quindi passando in Fondi a'20
zione in Uonia.se ne fosse già stato comin- settembre elessero antipapa Clemente
ciato il rito; né della statua di Bonifacio V 11 de'eonti di Ginevra (onde ne ripar-
"Vili, eretta da' bolognesi nelle mura e- lai a Svizzera), e col triregno lo corona-
sleriori del palazzo pubblico, nella qua- rono nella cattedrale. L'antipapa co'car-
le furono aggiunte le 3 corone, non me- dinali si portò in Avignone, e vi stabilì
no che l'iscrizione, in tempi assai poste- una cattedra di pestilenza, dando prin-
riori; ne finalmente del monumento se- cipio al grande scisma d'occidente. Ur-
polcrale d' Urbano III, che esiste nella bano VI dopo un burrascoso pontificato
chiesa di Ferrara, erettogli neli3o5, nel morì in Roma nel i38(), e nel Vaticano
quale sebbene vedasi effigiato il triregno gli fu data sepoltura. Il Ci acconto ripor-
ornamento vi fu aggiun-
colle chiavi, tale ta il disegno del monumento che gli fu
tone! 460, cosa non avvertita né dal Pa-
1 eretto, dove è rimarchevole che nel co-
pebrochio, né da altri scrittori delie vi- perchio del sepolcro si vede la sua figura
te de'Papi. giacente colla tiara ornata d'una sola co-
Gregorio XI ebbe la gloria di resti- rona, mentre nel davanti dell'urna vi so-
tuire a Roma stabilmente la pontificia re- no due sue armi sovrastate dal triregno
sidenza nel1
377, precaria essendo stata e dalle chiavi, e nel mezzo Cristo che gli
quella del predecessore Urbano V, seb- dà le chiavi, ricevendole il Papa genu-
bene avesse considerato la dignità papale flesso col piviale e col triregno sul capo.
come monti, mentr'e-
esiliata al di là de' Di più nelle basi delle due colonne vi è
ra in Avignone, per cui nonavea voluto ilsimbolo d'Urbano VI, formato da una
cavalcare dopo la funzione della corona- colomba con triregno sopra e l'epigrafe :
zione.Morto Gregorio XI nel 1378, ca- In imitate Deus esU M' istruisce però il
nonicamenteglifu dato in successore Ur- Gara m pi, che il detto coperchio ov'è la
bano VI, che fu coronato e poi con so- figura del Papa colla tiara d'una soia co-
lenne processione passò al Laterano, col rona, non crede affatto che gli apparten-
triregno in capo e su cavallo bianco. Es- ga, perchè mezzo palmo più lungo del-
sendo quasi tutti cardinali francesi, do-
i l' urna, e perchè la llsonomia del volto
po pochi mesi sospirando le delizie di Pro- della statua giacente è totalmente diver-
venza e malcontenti d' Urbano VI per- sa da quella del bassorilievo nella faccia
chè con eccessivo zelo severamente ne co- dell'urna col triregno; e questa deve dir-
minciava a correggere costumi, e per-' i si sicuramente il ritratto d' Urbano VI,
che voleva che chi era vescovo tornasse sì per l'iscrizione che vi è, sì per l'aquila
alla propria residenza, sul fine di giugno ch'era il suo stemma gentilizio. L'anti-
irritati si ritirarono uno dopo l'altro in papa Clemente VII morì neli3c)4 in A-
Allagai, col pretesto de' calori estivi e vignone, e gli successe nell'antipapato Be-
previa licenza, con Pietro Gros arcivesco- nedetto XIII ,che fu coronato in tal città,
vo d' Ai les e camerlengo di s. Chiesa cavalcando per essa con pompa e il trire-
(poi anticardinale, e perciò parlai di lui gno in capo. Clemente VII con esso fu
212, VII, p. 75), ma questi
ne' voi. Ili, p. rappresentato uel suo sepolcro, al modo
seuza permesso, e qual custode del trire- già detto, anzi sembra col camauro sotto
gno e degli altri ornamenti della cappella il triregno. Osservai nella serie delle me-
papale, li portò seco. Avanti di lui i car- daglie pontificie, che molti Papi usarono
dinali ribelli iniquamente protestarono il camauro sotto il triregno per cuoprire
dell'invalidità dell' elezione, onde il ca- le orecchie. Egli fu profusissirao iti ina-
TRI TR l
49
gni fiche spese, e per mantenere il suo par- nato nella cattedrale solennemente,da do-
tilo scismatico, mule vuoisi che si ridu- ve con maestosa cavalcala e pompa trion-
cesse in tal bisogno, sino ad essere co- fale, col triregno in capo si recò per la

stretto a dar in pegno per una somma di città sino alla chiesa di s. Agostino. i»i j -

denaro al cav. de Heredia, il triregno, la catosi poi a Firenze, l'exGiovanni XXI il


mitra preziosa, e tutta la sagra e ricca foggi dalla prigione e corse a buttarsi a'
suppellettile papale, in guisa che non a- piedi di Martino V,che lo creò cardinale;
vrebbe potuto coronarsi il successore,seil ma dopo 6 mesi, uou senza gloria più <hd
cavaliere non avesse somministrato quam ceduto che del goduto pontificato, vi la-
to ero necessario alla funzione. Sostenen- sciò l'umana spoglia. Deposto nella chie-
dosi dal falso Benedetto X 1 1 1 lo scisma, e sa di s. Giovanni coll'iscrizione: Ilie re-

non volendo ne lui, né il legittimo Papa quie'scit corpus Balthassaris Cossa an-
Gregorio XII (auch'egii coronato iti ca- tea Papae Johannis XXIli; tali paro-
po alle scale di s. Pietro com'era costu- leMartino V voleva che si togliessero, ma
me) rinunziare per terminarlo, nel sino- non fu ubbidito. L'antipapa che da Per-
do di Pisa furono ambedue deposti e in pigliano erasi ritiralo presso Tortosa a
vece eletto Alessandro V y che poco do- Paniscola (V.), quivi morì nello scisma
po venendo successo da Giovanni XXIII\ nel i4 2 4 c ,ca ordinando a 'suoi due su-
'
)

l'unità de'fedeli si trovò divisa fra tre che perstiti anticardinali di procedere all'e-
si trattavano da Papi. Finalmente per e- lezione del successore, che a* io giugno
slinguere sì pernicioso scisma fu convo- i4*25 nominarono l' antipapa Clemente.
cato il concilio di Costanza, pel qualeGre- Vili) il quale fu coronato a'i 7. Martino
gorio XI eroicamente
1 nel 1 4 5 1 in Rimi* V ne procurò la rinunzia, per estinguere
ni adunato il concistoro, vestilo dell'in- le reliquie dello scisma, a mezzo del lega-

segne papali e col triregno in capo, con- to cardinal de Foix,e la ottenne a'26 lu-
fermò solennemente la rinunzia del pon- glio, ovvero a' i4 o 6 agosto 1429 solen-
1

tificato, che pel suo procuratore avea fat- nemente nel palazzo del maestro dell'or-
to in Costanza, spogliandosi delle dette dine militare di Monlesa, presso s. Matteo,
insegne e deponendo il triregno, vesten- terra contigua a Paniscola. Vestito del-
dosi dell'abito cardinalizio, per averlo il l'insegne pontificie, si assise tra due an-
concilio creato cardinale e legato della licardinali nella sedia papale col triregno
Marca. Recatosi a Recanati sua sede, jri in capo, creò anlicardinale FrancescoRo-
inori di cordoglio neli4»7, e fu sepolto vera; ciò fatto si spogliò del triregno q
nella cattedrale cogli abili pontificali, co- delle vesti papali, ad alta voce abdicò al
me leggo nel Qui ri ni, Tiara et Purpu- mal fondalo papato, e riconobbe Marti-
ra veneta p. 3. Nel concilio vi fu deposto no V, il quale lo fece vescovo di Maior-
Giovanni XXI ll,cbe da Costanza era fug- ca. Narra il Bonanni, citando il Vasari,
gilo nella Svizzera onde fu tolta dalle sue
}
cheMartino V fece fare da Lorenzo Ghi-
stanze di Raloyall nel cantone di Turgo* berti insigne artefice (scultore, pittore e
via la Croce pontificale, e gli si ritirò VA' orefice), un triregno d'oro, il di cui peso
nello pisea torio o Sigillo poti tificio, spo- fu di 1 5 libbre, oltre libbre 5 e mezza di
gliandosi egli del Manto pontificale{V). perle, del valore di 3 0,000 scudi. Riscon-
L'antipapa Benedetto XIII fu deposto e trato il Vasari, trovo invece che Giober-
scomunicato per la sua ostinazione,dichia- ti fece a Martino V un bottone d'oro o
ratoinfrattore pertinace dell'articolo di fe- Formale (V.) pel piviale, con figure ton-
de Unani sane tamEeelesiam. Indi l'i i de di rilievo, e fra esse gioie di grandissi-
novembre 1417 in Costanza venne eletlo mo prezzo, lavoro molto eccellente. E co-
sommoPonlefice filar tino V, che fu coro- sì una mitra meravigliosissima di foglia-
VOL. LXXXI. 4
5o TRI TRI
mi d'oro molle figure
traforati, e fra essi >vo e cr

piccole tulle tonde, che furono tenute bel- regno valutato dal Piccolomini, poi Pio
lissime; e ne acquistò, oltre maggiore ri- 11, Epist, ad Joan. de Segov. 3o,ooo y

nomanza, grande ni ile dalla liberalità del scudi d'oro, per le preziose gemme di cui
Papa, 11 Bonanni rifletta con Paschale. era doviziosamente fornito. Eugenio VV
Traci, de coroni* Kb. 7,cap. 5y,che ciò avendo opposto allo scisma di Basilea il
non deve stimarsi pompa inutile e super- concilio generale di Ferrara, questo tra-
flua nel Papa, ma cosa ragionevole, men- sferì poi a Firenze, ove avendo veduto le

tre che liegnum (liristi, auòda Ponti- opere del Ghiberti, gli fece fare una mi-
/icc guBernatur in tetris Vicaria potè* tra d'oro dii 5 libbre con perle del peso
state, superemineat omnia regna. E se di libbre 5 e mezza, le quali gioie in essa
nell'antico sacerdozio volle Dio che ap- legale furono stimate 3o,ooo ducali d'o-
parisse la maestà, con prescrivergli la mi- ro. Dice Vasari, ch'era n vi 6 perle, come
tra ornata d'oro e molto più con-
di gioie, nocciuole avellane, il tutto di superbo e
viene al Pontefice romano Vicario di Dio mai veduto disegno, colle più belle biz-
in terra. Il Bulengero lodando la mode- zarrie di legami nelle gioie e nella varie-
stia di s. Silvestro I nel ricusare la coro- tà di molti putti e figure che servivano
na offertagli da Costantino I, la quale co- a molli vari e graziosi ornamenti; della
munemente è riferito che fosse d'oro e quale opera l'artefice ricevè, oltre il pa-
ornala di gioie, prudentemente aggiunse gamento, grazie e fa voti dal Papa. Se que-
nel cap. 4» de / esiis sacris, che jure o- sta mitra o altra, o il triregno, Eugenio
blatam potuti accipere t cum legitìme I V impegnò a'fìorentini per 40,000 scu-
s urn ini Dei Pontifici justius, quampro- di, non saprei stabilirlo; certo è che l'ero-
phanis Sacerdotibus debere tur, Sacer- gazione di tal somma il zelante Papa l'im-
dote s enim ethnieorum corona aurea a- piegò per compensare a' viaggi de' greci
sus fuisse historiac perhibent. Afferma da lui invitati al concilio, per l'unione di
Ateneo, che i sacerdoti d'Ercole furono loro chiesa colla latina. Il legalo cardinal
coronati, corona laurea ex auro; e di de Foix dopo 1' abdicazione del pseudo
Giulio Cesare si sa, che per essere Ponte- Clemente Vili, ricuperò il triregno che
fice massimo sibi corona m auream sum- usarono 7 Papi che risiederono in Avi-
i

psit, et diadema, cum Antoiàus adfer- gnone e gli antipapi che ne profanarono
ret repudiavit, essendo allora il diade- la sede, insieme al regno di S.Silvestro I

ma una fascia di lino,con cui si cingeva il ornato di 3 corone d'oro una sopra l'al-
capo.Che però conelude lo stesso Bulen-, tra, varie insigni reliquie, fra le quali par-
gero:Et vwo quis ade.o sit iniquus re- te della vera Croce, ricchi paramenti pa-
rum aestima tor,ut honorem quiDeorum pali e un gran numero di registri pon-
manium Sacerdotibus tributile sit veri tificii degli antichi privilegi della chiesa
Dei stimmi Sacerdoti tribuendum ne- romana, e gl'istrumenti dell'i nfeudazio-
get? Frattanto Martino V in conseguen- ni delle due Sicilie, il tutto trasportato
za del convenuto a Costanza fece convo»- da Benedetto XIII in Paniscola, e dal car-
care a Basilea nella Svizzera un altro dinale inviato a Roma come ricordai ne'
concilio, il quale sotto il di lui sticcesso- voi. II, p. 2 237. UNovaes dice
1 i, III, p.

re Eugenio IV divenne conciliabolo, enei che il triregno usato da'Papi in Avigno-


1439 elesse antipapa Felice P già duca ne, riportato in Roma, fu mandato da
di Savoia (T/ .) onde ì
colla sua potenza Eugenio IV alla basilica Lateranense, co-
sostenesse tale falsa dignità e con essa lo me si ha dal diarista Infessura. » A' 12
scisma, il quale neh 44° fu dal cardinal febbraio 1 447 '1 ^a I
)a processionalmenta
Lodovico Alemand arcivescovo d'Arles mandò a s. Gio. in La tara no il regno di
6

T R l TRI 5i
I. Silvestro I, cioè 3 corone d'oro, l'ima fu sepolto in Ripaglia, e poi trasferito nel-
sopra l'altra, la quale donò Costantino a la cappella della ss. Sindone, propinqua
detto santo, e il detto regno venne da A.- alla metropolitana di Torino, nel qual ar-
vignone, dov'era stato portato." Altret- ticolo mollo riparlando di lui, descrissi
tanto registrò il diarista Filippo Moro- il magnifico monumento erettogli da re
ne. Il Platina invece scrisse, che lo stesso Carlo Alberto, forse con qualche allusione
Eugenio IV con gran divozione portò il nell'iscrizione al dimesso autipontificato.
regno o mitra di s. Silvestro I (se si ani- A Mitra e a Benevento già narrai come
met le che fu quella attribuita a Costan- Paolo II represse l'orgoglio di quegli ar-
tino I con una corona, convien dire che civescovi che fino dal secolo XII usavano
le altre vi furono aggiunte dipoi, se real- il Camauro triregnale o Regno, e dal
mente ne fu ornalo quel regno; il Bona li- secolo XI V
Mitra con 3 corone, come
la

ni poi dichiara interamente falso che tal 10chiama il cardinal Boi già, Memorie <:/£
mitra fosse ricca di 3 corone). Rimarca il Benevento 1. 1 p. 3 5 e 327, dicendo che
,
1

Novaes Storia d'Eugenio IF, che


nella gli arcivescovi di Benevento, oltre l' uso
di questa mitra dubitano molti critici; e della tiara papale,a poco a poco assunsero
della traslazione eseguita dal Papa ne du- tutte le altre insegne sacerdotali del Pa-
bita ancor lui, come dicendosi fatta in pa, tranne il Fanone (V.). Prima di lui
tempo nel quale Eugenio IV era grave- ne trattò il vescovo Sarnelli nelle Memo-
mente infermo, e mori a' 2 3 febbraio, rie degli arcivescovi di Benevento. Que-
malattia che secondo Vittorelli durò 1 sti che l'arcivescovo Ugone Gui-
riferisce,

giorni. Pertanto il Novaes ritiene più pro- dardi nel suo concilio proviucialedeh374
babile, che la mitra con altre reliquie si dichiarò, che la sua chiesa Beneventana,
portassero da'cardinali e prelati in pro- maJori, digniori, et praecellenti regno,
cessione da s. Marco a s. Gio. in Latera- sive mitra, admodum summi Pontifici?
no per ottenere da Dio la guarigione del utimur, quod hic Camaurum vocatur,
Papa infermo, come si ricava da' Com- 11 Sarnelli dice quindi, che il regno era
mentari di Pio II, lib. 2. Dopoio giorni con una sola corona e l'aurifrigio, e l'u-
di sede vacante fu eletto Papa Nicolò V, savanogli arcivescovi di Benevento a gui-
restando deluse le speranze concepite dal- sa de'Papi. Che quindi Paolo II nel 1 ^66
l'antipapa, d'essere riconosciuto dal sa- vietò l'uso di tal camauro a trecorone
gro collegio. Secondo il corona-
solito fu e di farsi portarcavanli la ss. Eucaristia
to su'gradini della basilica Vaticana e col nella visita della provincia ecclesiastica,
regno di s. Silvestro I, come attesta il p. come costumavano iPapine'lunghi/7<r/£
Gallico, Acta caeremonialia i>.io5.Ye- g7, essendo arcivescovo Nicolò Piccolomi-
dendo Felice V che tulli i principi cristia- ui. Dice inoltre che Sisto IV nel i47^j
ni ubbidivano a Nicolò V, convenne alla secondo 1' Ughelli, tolse all' arcivescovo
rinunzia del pontificato nel 449> e »lPnpa 1 Corrado Capece e successori il privilegio
perchè non vivesse senza dignità lo creò di farsi precedere dalla ss. Eucaristia nel-
cardinale,e gli concesse alcun'insegne pon- le visite, e di usare il regno o sia camau-

tificie: tra quelle da lui eccettuate non leg- ro; ma che il Vipera sostiene che gli fu
go inNovaes e in altri il triregno, ma si deve confermato l'uso del camauro e di bolla-
naturalmente iutendere, perchè giammai re in piombo. Spiega il Sarnelli la proi-
i Papi ne concessero l'uso a veruno, anzi bizione, che la tiara non fosse a 3 corone,
lo vietarono come dirò; sola eccezione fu come riferisce Rinaldi, essendo stata sem-
il patriarca di Gerusalemme quando era pre di una, com'era quella dell'arcive-
legato della s. Sede, e Io notai a Mitra, scovo Massimiliano Palombara del 5y4» 1

pròj) ter honorem locorum. 11 suo corpo che mandò a Roma per (aria rialtare, per
I» T R I TRI
anno ne durò l'o-
cui ernie che sino n tale mondo, ne fa fede anche il cardinal Aro-
so quest'arcivescovo nel iSjG aprì la
: mannettdi Pavia, suo contemporaneo, di
Porla stinta (1 '.) dì sua metropolitana. cui scrisse in Commentar. Iti). 2: Porro

Più ( hiaro e piò sicuro è il cardioa! Bor- autem gemmis, laptHisque admodum
gia. Questi ritiene, che gli arcivescovi di de Ice tal tis conquisi tisund/'quepre tìosis-
Benevento alla loro tiai a aggiunsero 3 co- simis mitrani^quac tribù* edueta coro*
rone, nello stesso tempo che ciò fecero i nis, Regno appellatili', atque a Pontifi-
l'api: ma che avendo Paolo II ripreso l'u- cibus multis ante saeculìs desila e rat
so annuale e frequente del triregno, al- gestori, novam conferì t (stimata del va-
quanto andato in disuso, perchè Papi i lore di 200,000 scudi, come scrive il Ca-
l'adopravano ormai nella sola coronazio- nesio, i/i Vita Paulill, presso Murato-
ne, come già rilevai, avendo riconosciu- ri, Scriptor. rer. Ital., e poi pubblicata
to negli arcivescovi l'uso del triregno una dal Quirini nella Tiara et Purpura ve-

antica usurpazione, lo proibì sotto gravi neta) atque adhibuit. Anzi essendo Pao-
pene,non meno al Piccolomini,che a'suoi lo 11, come dissi, grandioso e magnanimo
successori, con bolla citala dal Rinaldi. in lolle le sue cose, nell'apparato ponti-
E perchè l'arcivescovo cardinal Giacomo ficio superò tulli i suoi predecessori, co-
Savelli avea usato più volte il camauro me afferma in Vita Pauli II il Ciacco-
o mitra triregnale o regnale, sebbene ne nio: Coemlis undìque,ac magnis preti is t
ignorasse il divieto di Paolo 11, nel 56g i adamanlis^apphirisjsmaragdis^ryso-
s. Pio V col moto-proprio Duduni si qui- lithisyjaspidibus, unionibus,et quidquid
(leni) riportato dal Borgia, ne riunovò la gemmarum in predo est, per fare la di-
proibizione, assolveudo il cardinale dalle scorsa tiara. E non potendo egli reggere
pene incorse. Non solo Paolo li ristabilì all'enorme peso di quesla,un'altra ne fece
l'annuale uso del triregno, ma ne fece fa- fare più leggera del valore di se. 1 80,000,
re uno preziosissimo con 3 corone. Il car- come attesta il Tiaram,
citato Canesio.
dinal Egidio Canisio, tlistor. XX sae- quani Mitram appellamus, tam ingen-
culor.y scrivendo di Paolo II del i4^4> ti àuri, gemmar umq uè elee lissimar uni
dice: Incredibili predo emit, sacravit- sumptu,ac splendore confeci t,utomnium
t/uc mi tram maximam, insolito pretio- antecessorum Pontifieum industria ni ,et
sissimarum gemmar uni pondere exple- impensam evicerit. De hineprimae Tia-
i'it, (pia ornalus cimi prodiret, oculos rae pondero sitate gravatus, alter ani ge-
omnium luce radiisque feriebat. Vocari statu leviorem, capitique aptiorem fe-
coepta est maxima illa mitra Regnimi* di.... uti^o milia aureorum preti uni
Verissimo che lo splendido e magnifico adjudicatumfueritMCanceU'ievì ne Pos-
Paolo li formò un ricchissimo triregno, sessi, dopo aver ricordato due prezio- i

non però ch'egli peli. Tornasse con gioie, sissimi triregni fatti da Paolo II, diceche
e che a suo tempo la tiara cominciò a nella Dissertazione sopra Mincio Felle-
chiamarsi Regno, denominazione coeva trano,ne\ Giornale di Pagliariui,si par-
al principio della tiara stessa; mentre di la de'triregni e delle corone papali, e si

ciòedell'antichitàdellegemme colle qua- narra che Sisto IV, immediato successo-


li si fregiavano la tiara e il triregno, si- re di Paolo II, non curando di portar le

cure testimonianze ne riferii piùsopra.Di gemme di cui tanto quello si pregiava,


tali abbagli del cardinal Canisio ne fece- ordinò che si vendessero tutte, come in
ro la rettificazione ilBonanni e il Novaes. parie fu eseguito, benché il denaro da es-
Che Paolo li abbellì vagamente il trire- so ritratto non servisse a pagare i debiti
gno e Tornò di preziosissime gioie, ricer- falli da'suoi antecessori Eugenio IV, Ni-
cale con particola!' diligenza per tutto il colò V, Calisto 111, Pio II e Paolo II, co-
TRI T R I 53
ree avea fallo credere. Dal diarista Mo- ramentis ordinatami t alteri in pluvia-
rone e dal notaio Nautiporto (del quale libus caeremonias hodiernas non con'
nome e vocabolo ne feci spiegazione nel venire. Nolui lumen Sanctitati Suae
voi. LXXV, p. 279) fu registrato. »> A* prò sua quiete replicare. Ho voluto ri-
23 novembre 4^4 s'avvidero1 i canonici portare questo brano, per indicare quali
ed altri preti di s. Gio. Laterano, ch'era il Papa col triregno,quan-
vesti indossava
stato rubato il regno di s. Silvestro, e de' do prendeva possesso co' paramenti sa-
calicid'oro massiccio, mandativi l'uno da gri, e quali volle usare Giulio II, ad onta
Lodovico XI redi Francia, e da Ferdi- delle rimostranze del ceremoniere. Non
nando re di Napoli l'altro, e per que-
I ostante il peso di questo triregno, sappia-
sto furono pigliati messer Belardino da mo dal Platina che Giulio 11 lo portava

Stia moscia eTomao della Palma, e me- in tutte le solennità.Tale triregno fu l'u-
nati in Tordi Nona". Tale tiara di s. Sil- nico che rimase dopo il sacco di Borbone
vestro I non fu più trovata, né si potè nel 1 52 7. Agostino IV Chigi detto il Ma-
mai scuoprire l'autore del furto, come ri- gno, si dice nell' Istoria de*'Chigi Augu-
leva il cardinal Raspoui, De Basìlica et sti di Giuseppe Buonafede agostiniano,

Patriarchio Latcranensi. Ciò avvenne Venezia 1660, che a Giulio II improntò


nel pontificato d'Innocenzo Vili, il qua- 4o,ooo scudi d'oro senza alcun interesse,
le per difendere il dominio temporale del- da cui ebbe per pegno di sicura restitu-

la Chiesa, non essendo sufficiente l'era- zione quella mitra o triregno pontificio,
rio pontificio, impegnò a diversi mercanti che da Paolo II fu ricolmo di ricchissime
di Roma il triregno, con molte altre gioie, gioie,chiamato il Regno j che poi per su-
vasi d'oro e d'argento, per la somma di bitanea ira, cui andava soggetto quel gran
\ 00,000 ducati d'oro. Appena Giulio II Pontefice d'alti spiriti e vasta mente, vio-
fu sublimato al pontificato ili.°novem- lentemente gli ritolse, non senza biasimo
brei5o3,fece fare un nuovo triregno ca- della corte: ma dopo la morte del Papa,
rico di gioie preziose e del peso di 7 lib- tosto fu restituito il triregno ad Agosti-
a
bre, e l'usò per la i. volta a'26 quando fu no dal sagro collegio, e non molto dopo
coronato Regno pulchro, o almeno a' 5 venne rimborsato del denaro suo dato a
dicembre nel possesso che prese con so- Giulio II. Il successore di questi fu Leo-
lenne cavalcata dal Vaticano al Latera- ne X eletto 1' 1 1 marzoi5i3, che a' i5
no, avendo pel indivise le due funzioni; venue ordinato sacerdote, a' 7 consagra- 1

poiché leggo nel Cancellieri, nella rela- to vescovo ea'19 coronato , indi prese
zione scritta dal Burcardo. SS. D. N. in possesso l'i 1 aprile. Egli avendo la testa

camera sua accepit sandalia, in came- molto grossa, per non aggravarla con tri-
ra Papagalli amictum, albani, chiro- regno carico di gioie, che perciò dovea es-
thecas, crucem pectoralem, stolam al- sere grandioso, ne fece fare altro di nuo-
batn, pluviale pretiosum album Inno- va specie e l'usò nel possesso, di 1 ui scris-
centii Pili, et Regnimi novum, quod se Paride de Grassis, Sacra Processuali
Sanctitas Sua fieri fecit pondere li- ad Lateranum, presso il p. Gattico, Ada
bramai septem, vel circa de gemmis pre- caeremonalia, p. 384 levissimum, a- :

tiosis. No lui t capere fanonem, ncque tu- lioquin ditissimum et speclabile. Giunto
nicellam ac dalmaticam et planetam,
i y
innanzi la portadeMa basilica Laleranen-
ncque manipuluni, ncque pallium, asse- se, discese Leone Xdal cavallo: Deposi-
re ns t Papam illa portare quando ce- to Regno novi ter facto ex pennis pavo-
lebratj non advcrtens, liane processio- num, et cooperto cum tabino aureo, et
neni esse siugularcni (e veniva precedu- tribus aureolis circumdantibus, et gem-
ta anco dalla ss. Eucaristia) t illis pa- mis, osculatus est Crucem, aspersus, et
54 T II I TR I

inccnsalus est. Deinde accenta mitra no VI, riporta il p. Gallico, Acta eoe-
preliosa sedit in Sale dia apud portimi remonialìa,yì. 322. Die dominica i5 o-
Ecclesia^ Questo triregno fu lavorato ctobris i523, diedi m'issa fnit scruti-
con singolare: artifizio, e ornato di gem- nium. Vinccntius Pimpinella missus ex-
me e oro dal celebre Caradosso, il qua- tra Conclave, et ima cimi quibusdom
le fece inoltre a Giulio II il superbo suo praelatis, et clerieis camerae caperent
Formale (1 \). Narrai a Feltre e a Tar- Tliiaram, et Mitram pretiosam papa-
ragona che nel i522 eletto Adriano VI leni ad effectum Ulani impignorandi, et
assente da Roma e dimorante in Vitto- sic porta tae fneruiit, et inde reversus in
ria nella Spagna, o\'vriì governatore ge- Conclave. Dello stato deplorabile in cui
r
nerale e vescovo di Torto.sa (f ,)t sa- Adriano VI trovò
il l'erario papale, parlai
gro collegio a mezzo del vescovo di Fel- nel voi. LXXIV, p. 287, dicendo pure
tre Campeggi, gli mandò il triregno pon- che alla sua morte nel medesimo lasciò
tifìcio. Giunto poi il Papa da Ostia alla appena 3ooo scudi. Al virtuoso Adriano
basilica di s. Paolo, si disputò nella cor- VI, in tempi deplorabili successe l'i nfiu-
te se egli dovesse entrare in Roma già co- sto pontificalo di Clemente VII Medici,
ronato; ma prevalse il sentimento d'os- della celebre famiglia che signoreggiò la
servare per tale solennità il rito antico, bella Toscana, uel quale articolo anco-
per cui fatto il suo Ingresso solenne in ra ragionai delle clamorose vicende che
Roma a'29 agosto, indi a'"3 1 fu corona- resero memorabile la sua epoca. Quanto
to dal cardinal Coi naroi. "diacono sulle precedette, accompagnò e seguì il tremen-
scale della basilica Vaticana, avanti le sue do sacco dell'alma Roma,a quest'ai lieo-
porte sul solito alto tavolato che magni- Io ed a tutti i relativi lo narrai e deplo-
ficamenleaddobbato appositamente s'in- rai; ed altamente riprovare dovè in lo
nalzava : tale tavolalo o palco trovo nel pubblico e genuflesso a'piedi di Clemen-
p. Gallico che chiama Suggestiva su-
si te VII, lo stesso imperatore e re di Spa-
per scalas basilicac Vatieanae; pulpi- gna (V.) Carlo V, nel cui nome crudel-
to seu lodia benedictionum in platea, s. mente si operò, benché porli quello odia-
Petri. Per questa solennità fu coniata una to di Saccodi Borbone, il che notai anco-
medaglia esprimente la coronazione d'A- ra nel voi. LXX, p. 48 e 4g- Qui ana -
driano VI ,xosì descritta dal Venuti, Nu- logamente all'argomento dirò solo, che il
iiiism. Rom. Pontif.a p. 4°: Admanvs politico Clemente VII vedendo impri-
II Pont. Max. effìgie s Pontificis eum gionato Francesco I redi Francia, dalle
Piho lo, et Tigil lo, Co no NAT. Ponlifex^ vittoriose armi di Carlo V, e la potenza
sub perpulchra porticu a duobus cardi- di questi vieppiù, ingigantire formidabile,
no libus coronatus, elcuslodibiis circum- l'i 1 giugno 1 526 entrò nella famosa le-

dalus. Praesens numisma elegantissi- ga formata contro di lui a Cognac. Que-


mis quibuscjuc comparandum Corona- sta lega irritò talmente Carlo V, che im-
liontm de signa t Pontificis a card, dia- mantinentedichiarò guerra al Papa, e pe'
cono peracta sub umbella in magnifica primi nedierono principio in Roma po- i

porticu coram purpuratis patribus, mi- tenti e prepolenti Colonna, favoriti da U-


litia, et populo ob suum adventum lae- go Moncada viceré di Napoli per Carlo
tantibus. Moltissime furono le Medaglie V,alla testa di forte esercilo.A'20 settem-
pontificie coniate per memoria dell'im- bre sorpresero la Città leonina (V.), die
posizione del triregno , azione che fu e- comprende il Vaticano ove abitava Cle-
3
spressa anco in diversi Sepolcri de roma- mente VII, non senza cospirare alla vio-
ni Pontefici, con marmorei bassorilievi. lenta sua morte, per quindi colle armi co-
Durante il conclave per morte d' Adria- stringere i cardinali a sostituirgli Tarn-
TRI TRI 55
bizioso cardinal Pompeo Colonna. Per- nalizia ; quindi incautamente liceuziò la

venuti i nemici nel palazzo apostolico, es- maggior parte delle truppe assoldate. li
sendovi ancora dentro Clemente VII, il Borbone però non aderì alla tregua e pro-
quale invano cercando difesa e aiuto, in- seguì la sua marcia sull'infelice Roma, e
dittando ormai a morite nella sua sedia, 1' assaltò a'6 maggio: vi restò ucciso nel
si preparava, come già avea fatto Boni- salire le mura, ma l'esercito entrato fu-
facio Vili nell'insulto di Sciarra Colon- riosamente nella città ,
per due mesi vi

na,sebbenecon infelice esito, a collocarsi commise quel saccheggio e feroci crudeltà,


coll'abito e cogli ornamenti pontificii, io che tuttora non si rammentano senza or-
uno al triregno in capo, nella sedia pon- rore. Clemente VII rifugiatosi in Castel
tificale; ma rimosso con difficoltà grande s. Angelo vi restò assediato. Era vi pure il

da questo proposito da'cardinali,ch'essen« celebre orafo e scultore Benvenuto Cel-


dogli intorno lo scongiuravano a muover- imi, facendovi da valente bombardiere,
si se non per se, almeno per la salute di il quale chiamato in sua camera dal Pa-
quella sedia, e perchè nella persona del pa, e rinchiusi col francese Cavalierino
suo Vicario non fosse sì scelleratamente servo intimissimo e di gran fiducia del
offeso l'onore di Dio, si ritirò con alcuni Papa, gli fece guastare dall'oro due tri-

di ioroede'suoi più confidenti nel Castel regni, le mitre, gli anelli e tuttala quanti-
s. Angelo pel corridoio di comunicazio- camera apostolica. In uno
tà di gioie della
ne a oreiy, e m tem P° cne già furiosa- de'triregni era un diamante di colore in
mente si saccheggiavano il palazzo, e le carnato nettissimo e limpidissimo, ed in
cose e ornamenti sagri della contigua ba- tal guisa brillava e splendeva che pare-
a
silica Vaticana, non che circa la 3. parte va una stella, ed appresso di lui perdeva
del Borgo Nuovo. Sedato poi il tumulto, di vaghezza ogni altro diamante. Slegate
ii Papa premurosamente chiamò in Ca- le gemme, Celimi le involse ciascuna in
stello nella sera d. Ugo inviandogli stati- poca carta, e le cucì e trapuntò col Ca-
chi in casa Colonna. Ad onta della ripu- valierino in certe falde addosso al Papa
gnanza de Colonnesi, vi andò d. Ugo, e gli e al medesimo Cavalierino; e poscia l'oro
portò la mitra pontificale preziosa e un ricavato ascendendo a circa 200 libbre,
pastorale rubati la mattina da 'soldati, e il Celliui consegnò
segretamente lo fuse e
conclusero una tregua, nonostante i re- a Clemente VII. Non avendolo il Cava-
clami de' Colon itesi, ludi Clemente VII ri- lierino compensato, il Celliui si appropriò
cevendo promesse di sostegno da' re di l'oro cavato dalle ceneri del valore dii 5o
Francia e d'Inghilterra, e sdegnato con- ducati, per cui poi ne domaudòe otten-
tro i Colonnesi ribelli , rivolse contro le ne l' assoluzione dal Papa. Intanto erasi
loro terre le forze che avea chiamato in trattata e conclusa a dure condizioni 1 1

Roma a sua sicurezza, non volendoli com- pace, ed era stabilito il 9 dicembre per
prendere nel forzato accordo, e privando la liberazione del Papa; ma egli diffidan-
del cardinalato Poni peo.lntantoCarlo du- do sempre de'suoi nemici, la notte pre-
ca di Borbone agli stipendi di Carlo V, cedente col Cavalierino, le gioie e l'oro
marciò con un esercito raccogliticcio e nel- fuggì travestito da mercante o da orto-
la più parte di luterani su Roma nel 1527, lano in Orvieto. Tranquillate le cose, e
onde soddisfarlo colle prede,non avendo tornato il Papa ali» sua sede, pare che da
denaro per pagarlo. Per evitare Clemen- certo Micheletto facesse rifare i due trire-
te VII convenne ad altra tre-
il pericolo, gni, colle gioie degli antichi guastati, ma
gua ammettendovi iColonuesi,che di mal non se ne ha sicura cognizione. Dipoi Cel
cuore dovè assolvere dalla scomunica e lini fu accusato a Paolo III di possedere
reintegrare Pompeo della dignità cardi- 80,000 ducati e la maggior parte in gioie
T U ! T I I

rubale alla Chiesa in Castel s. Angelo, ove Ho II un nuovo ornamento: fece col-
di
iii posto in eaiv.ere e nel Fuggirne si i -lip- locare in cima della tiara un grossissimo
pe una gamba. Nel pontificato stesso tli smeraldo di carati 4<>4 e mezzo, che for-
Paolo III e nel 1 544 ^u scoperto vicino mava la base alla croce di diamanti, e in-
all'altare del tempio di s. Petronilla ora torno ad esso erano incise le parole: Gre-
basilica Vaticana, nel mede-
demolire il gari us X1IL
P. O. Al Sebbene il No-
simo, il sepolcro delle i\i\e figlie di Si- vaes nella Storia dì Sisto c\ dice che V
licone e di Serena, Maria e Termanzia, il suo triregno superava in beltà e valo-

spose consecutive dell'imperatore Ono- re quelli de' predecessori, non mi riuscì

rio, che similmente ebbe il suo sepolcro trovarne altra notizia. 11 triregno fatto da
vicino a quoto. Vi fu trovatoli corpo del- Clemente VI II,così lo degl'i sseGio. Paolo
l' imperatrice Maria vestilo d'una veste Mucanzio, nel Diario del suo viaggio a
d'oro tirato, che fusa pesò 4o libbre, ol- Ferrara. Anno 5oy8 die x maji dominic.
1

ire i5o anelli, vasetti di pietre preziose Pentecoste*, paratus fuit Ponlfex soli-
e una gran copia di gioie e di perle, die tis paramenti s, et cum pluviali rubro no-

furono impiegate da Paolo III nel forma- vo, et Tiara, seti Regno prelioso, de no-
re un ricchissimo triregno. Era il mondo vo ab ipso SS. D. N. facto, inargaritis ì

muliebre dell'imperatrice, con cui, secon- et lapidi bus preliosis ornato, et valde con-
do l'antico costume, fu fatta seppellire dal spiato, valoris, ut ajunt, ultra 3oo mil-
suo amantissimo consorte, che l'avea in- liiun aureorum , quod hac die primuni
consolabilmente perduta appena sposata. porlavit. Sedquuni csset ni/nis angustimi
Fra le altre cose pregevoli ivi trovate e- in apertura,non potuit illud diufitts f-rrej
ravi una laminetta d'oro, in cui erano in- sedne sibi a capile caderci, vlx illud por-
cisi i nomi di quegli Angeli, di cui par- lavil usque ad altare ss. Sacrata, ubi eo
lai nel voi. XVII, p. 166,167,168. Alcu- deposito, fida oratione, aliud pretiosis-
ne perle grossissi me il tempo le avea gua- simuni Julii PP. Il accepit et porlavit
state, e si sfogliavano come le cipolle. I tani in eundo ad Cappellani, qua ni re-
gigli fàrnesiani che circondavano questo denudo ab ea. Anche il magnifico Urba-
triregno, e stemma di Paolo 111, erano no Vili fece un prezioso e ricco triregno,
mirabilmente formati da tanti zaffiri o- di cui vado a parlare dicendo come lo fe-
1ientali, tagliali appositamente. Siccome ce rilegare Pio VI, altrettanto avendo pra-
Paolo III era gibboso e colla testa curva, ticato co'triregni di Giulio II, Paolo III
il bizzarro BenvenutoCellini, avendo bia- e Clemente Vili giacché dopo il sacco
,

simato che il triregno gli piangeva in lev di Roma non più esistevano que' di Bo-
sia e che pareva un uomo vestito di pa- nifacio Vili, Paolo li e Leone X. Dirò
glia, perde la grazia di Paolo III. S'igno- prima, che mentre nel 712 il principe 1

ra se Paolo IV redimesse il triregno la- Federico Augusto di Sassonia (V.) s'i»


sciato in pegno a certi mercanti in tem- struiva in Bologna per abiurar gli errori
po di sede vacante, come ricavasi da que- di Lutero, per frastornarne il lodevole
sto pauso, riportato ne* Possessi dm Can- proponi mento, alcuni principi protestanti
cellieri. Paulus IV i3uov.i555. Coro- minacciando 1' invasione della Sassonia,
nata pontifìciam preliosam, Regnimi min- Clemente XI che tante preghiere a Dio
cupalam, quam nominili mercatores de avea fatte per la salute eterna del prin-
Olgiale, et Ubaldinis ex causa certi con- cipe, scrisse al di lui padre Augusto li re
Iractus cimi eis per collegium cardina- di Polonia ed elettore di Sassonia, asp-
lium sede vacante farti in pignus habitat, irandolo non solo de'suoi caldi uffizi co'
Tliornae de Maritai consigliati promisit. sovrani cattolici, ma anchedi soccorsi pe-
Gregorio Xlll arriccia il triregno di Giù- cuniari, disposto perciò a vendere gli ir-
TR I TRI 57
redi sagri più preziosi e l'istesso triregno, prezioso triregno il suddescritto smeral-
StJbsse bisognato, per rintuzzar la violen- do di Gregorio XIII, il quale pervenuto
za de'nemici. Un zelo così generoso, Dio per quanto dirò in mano di Napoleone I,
compensò colla desiderata conversione del lo fece porre nella sommità del triregno
principe al cattolicisoio. Mentre la s. Sade da lui donato a Pio VII; il quale trire-
possedeva memorali 4 triregni, il Papa
i gno, dice Baldassari, rapilo dal generale
Pio VI, che in magnificenza e grandezza Miotlisper rimandarlo a Napoleone I, iu
d'animo non la cedeva ad alcuno de'suoi ultimo fu restituito al medesimo Pio VII
piìi splendidi predecessori, per maestre da Luigi XVIII re di Francia. Il 2. tri-
decoro delle pontificie funzioni, dal gio- regno di Paolo III, nel 1789 fu disfatto
ielliere pontificio Carlo Sartori li fece ri- e rimodernato di bella forma e nuovo di-
legare di nuovo, e quell'eccellente arti- segno, con corone rilevate tutte filettate
sta ne die la minuta descrizione a Fran- d'oro, e guarnite di perle orientali e sca-
cesco Cancellieri, il quale la pubblicò in ramazze, infilate con filo d'argento fino
Roma prima nel i 788 nella Descrizione per renderle stabili e non soggette a veru-
de' tre Pontificali, cioè le descrizioni de' na perdita. Le rose di dette corone a for-
triregni rinnovati di Giulio li e Clemente ma di giglio, erano di zaffiri orientali ta-
a
Vili; nel 1790 nella 3. parte della De- gliati e lavorati a tale effetto. Furono poi
scrizione delle cappelle pontificie, le de- aggiunte molte altre pielr* preziose orien-
scrizioni de't riregni rimodernali di Giu- tali e occidentali, per eseguire il nuovo
8
lio II e Urbano V III; e nel 1 3 1 4- ne ^ a 2 « disegno; cioè 5 diamanti grossi e 14 di
edizione della Descrizione de' tre Ponti- mezzani e (\i piccoli, 4 balasci grandi del
1

Jicali, le descrizioni di tutti e 4 « trire- Mogol e 4 mezzani, o rubini grossi e mez-


1

gni. Queste descrizioni furono riprodotte zani, e 4^3 mezzanelli, 184 zailìretti mez-
dal Novaes nel t. 2 delle Dissertazioni zani e piccoli, 5o smeraldi grossi e mez-
9
d'introduzione alle vite de sommi Pon- zani, 18 acquemarine oltre 2 grosse, q.o
a
tefici, dissert. 5. Della solenne corona- grisolite fra le quali 4 grosse, 12 topazi
zione de' Pontefici j e dal Ba Massari nella grossi e 8 mezzani,6 giacinti grisopazi ol-
1

Relazione delle avversità e patimenti di tre due grossi, 2 amatistegrosseeS mezza-


Pio li, t. 2, lib. 3. Di tutti mi gioverò ne, 24 perle grosse pendenti e moltissime
senza replicare il già riferito. lli.° trire- grosse tonde pendenti mezzanelle fram-
gno di Giulio li nel 1789 fu rilegato con mezzo, che formavano 6 cordoni delle 3
un vaghissimo disegno. Conteneva 3 dia- da pie-
fascie sotto le corone, e nella fascia
manti di rara grossezza e 36 fra mezza- di le lettere di rubini orientali tagliati
ni e piccoli , 24 balasci grossi assai del appositamente e che componevano le pa-
Mogol, 22 zaflìri orientali grossissimi, it\. role Più* VI P. 31. Anno XV. Il fon-
:

smeraldi, 12 rubini mezzani e 2 piccio- do del triregno era tulto di perle minute
lissimijoltre una gran quantità di perle o- che furono aggiunte. Nella cima del me-
rientali e scaramazze, molte perle grosse desimo un grosso baiaselo del Mogol for-
a gocciola, ed altre tonde, e 6 cordoni i mava base alla croce, tutta di diamanti
dellefasciedi perle orientali grosse ed una con testate di rubini, ed il pieduccio era
tonda grossissima. Nella fascia da piedi si tutto d'oro con 4 testine, rappresentanti i

leggeva il nome di Pio VI, che lo fece ri- venti (parte dello stemma B raschi di Pio
legare con copioso accrescimento di pie- VI), con sodio di rose d'Olanda, e fiori di
tre preziose, formato con lettere di dia- brasca smaltati. Le infide erano ornate
manti tagliati a tale effetto, in questo mo- di buon disegno,filettate di oro,con perle e
do : Ex munificentia Pii VI P. O. M. con molte pietre preziose, ed alla fine del-
Anno XIV. Figurava iu cima di questo lemedesime si vedeva l'arma tutta d'o«
58 T 1\ I TRI
io ili bassorilievo, collo stemma di Pio VI perle e colle ricordate pietre preziose, e
smaltato, e col fondo delle code di tocca intorno all'ornato delle medesime, a gui-
d'argento. Il 3." triregnodi Clemente Vili sa di galloneino,era una bacchettimi smal-
fu rifiuto in migliorforma de'precedenti tata turchina, e nel (ine l'arma tutta d'o-
nel 782, con aggiunta di moHeallre pie-
i ro in bassorilievo colloslemma di Pio VI
tre preziose. Le3corone erano rilevate con smahatoeil fondo di tocca d'argento.lnol-
filetti d'argento (ino, per renderle stabili. ti e in tempo di Pio VI eravi un altro tri-

) cordoni di perle grosse tonde e a peret- regno leggero d'uso, al (piale egli nel 1 780
ta. Inoline ti vedevano e) diamanti grossi, fece fare la croce di diamanti con testata
9.37 fra piccoli e mezzani, zalliri orien- di sineraldi,e sotto la medesima una perla
tali, baiarci del Mogol, smeraldi, plasme grossa tonda che formava il mondo, colle

di smeraldi, giacinti, topazi, granate, a- rose di brillanti. Inoltre Pio VI fece due
matisle, e un rubino orientale a goeeia mitre preziose, e rimodernò quelle di s.
di i.° colore. Anche le code erano di nuo- Pio V e di Paolo V, tutte descritte a AIi-
vo disegno, con l'armi d'oro guarnite. Nel- tra. Leggo in Novaes, che per la nuova
la fascia da piedi si leggeva con lettere rilegatura de'triregni e delle mitre, e pei*
smaltate Pius FI P. M. Anno Vili.
: l'accrescimento delle gioie, v'impiegò Pio
Il 4«° triregno d' Urbano Vili
che nel , VI un milione di scudi. I discorsi 4 tri-

790 fu disfatto e rimodernato con beila


1 regni e le 4 mitre, dallo stesso Pio V I fu-
forma, con nuovo disegno con corone ri- rono di necessità ben presto fatti scioglie-
levate e guarnite di perle e pietre prezio- re per darne il loro prezzo a conio de'6
se. Le rose di queste corone erano a for- milioni di franchi (scudi dice il Novaes)
ma di rosa naturale con gambo di sme- da sborsarsi, in seguito del fatalissimoe
raldi , e foglie di grisolite tagliate a tale rovinosissimo trattato di Tolentino (V.) t
elicilo, con molte altre pietre preziose o- dettato e imposto da Napoleone Bonapar-
rientali e occidentali aggiunte pel com- te comandante de'fraucesi occupatoli del-
pimento del nuovo disegno, cioè un dia- lo stalo papale nel febbraio 797. Il sud- 1

mante grosso a goccia e 79 mezzani, 18 detto gioielliere Sartorj ,che ne avea fitte
za (lì ri grossi e mezzani e 1^0 piccoli, 5o non li stimò più di scu-
tu Ite le legature,
balasci,3 rubini grossi e 37 mezzani e pic- di 285,885, come risulla dal Sommario
coli, i56 smeraldi mezzani, 67 topazi gros- della scrittura romana di partecipazio-
si e mezzanelli, 6 acquemarine, 4 giacinti ne di mercede per i sig." Michele Mas-

grossi, 5o grisolite grosse e 36 mezzane, selli,Nicola Garroni e Vincenzo Gclpi


con moltissime perle grosse orientali,ed a n.°8. Osserva il contemporaneo Baldas-

pendere nelle corone e ue'6 cordoni delle sari, che nominati preziosi ornamenti
i

3 fascie sotto le medesime corone con pia- papali, essendo stati destinati da Pio VI
lletti smaltati turchini, e nella fascia da a servire al pagameli lo delle taglie im-
piedi le lettere erano tutte di grisolite in postegli da'suoi nemici, fu certamente pel
n.°di 171, tagliate e lavorate a quest'uso, Papa un sacrifizio che gli dovette costare
componenti l'iscrizione: Pius VIP. 31. uno sforzo tanto piti doloroso, in quan-
Aimo XVI. Nella cima di questo trire- to che gli ornamenti erano stati da lui di
gno un balascio giallo orientale formava recente abbelliti e arricchiti,secondo quel-
Imsc alla croce di diamanti, ed il peduc- la sua gran magnificenza che sarà sem-
cio con due pallini tutti d'oro, quali te- pre ricordata con ammirazione. Oltre tali
nevano una fascia cou lettere di rose d'O- gioie, e la requisizione di quelle de'sud-
landa. fondo del triregno era tutto di
Il diti, cogli ori e gli argenti, sacrifizi enor-
perle minute. Le infule erano ornate di mi e calamitosi, da me narrati e deplo-
buon disegno, e tutte filettate d'oro con rati a Tesoriere, a Tolentino, e articoli
TR I TR 1 59
relativi, Pio VI per adempiere i duris- mente, massime il voracissimo commis-
simi patii della fugace pace, v' impiegò sario Haller, che si servi degli ebrei per
pure le suppellettili preziose delle chiese, una nuova stima delle gioie, e ne fu rim-
il tesoro del santuario di Loreto, le perle, proverato da Cacault. Piuttosto devesi
le gemme, l'oro ricavati anche da' man- confessare, che a Bonaparte bisognava a-
ti, dalle pianete, dalle stole, da' formai», ver milioni in contanti, e per averne col
dalle milre preziose, dagli anelli e da- vendere le gioie pontificie, era necessa-
gli altri ornamenti pontificali della Sa- rio venderle in tempi di generale defi-
grestia pontificia (/".), la quale da ric- cienza di denari a prezzo bassissimo; l'e-

chissima che era si trovò del tutto depau- poca era cosi calamitosa, che niuno po-
perata. Il gioielliere de'palazzi apostolici teva sperare di fare pronto e buon gua-
ammucchiare le dette gioie,
Sartorj, per dagno comprando perle e pietre preziose.
quantunque assiduamente lavorasse più. Cacault stesso biasimò le pretensioni bru-
che poteva, v'impiegò in islegarle dagli tali e ingiuste, l'esorbitanti esigenze ti-

ori e argenti ili cui erano legate il tempo ranniche di Haller e di altri; dicendo che
che trascorse da'28 febbraio a' o marzo i il Papa ormai era smunto, e non pote-
di detto 1797, per satollare l'esigenze del- va dar ciò che non avea, aver fitto sforzi
la repubblica francese, ingiuste e prepo- estremi, ed essere in travaglio e fallimen-
tenti, anche a irreparabile danno dell'ar- to, enon doversi comandare a Roma ad
te della più insigne orificeria, dovendosi usanza di tartari e corsari, dopo avere il
distruggere moltissimi capolavori di essa governo romano pagalo trentun milioni
e stupendissime sculture, come il famoso d'imposizioni. Per terminare l'angusliosa
formale di Clemente VII, fatto dal som- vertenza del calo delle stime, Pio VI sog-
mo orafo Celimi. Il Baldassari che tutto giacque ad altri gravissimi sagrifizi e spe-
vide e di tutto fu esattamente istruito, de- dì a Modena, a Milano e poi a Genova
scrive ancora il pregiudizievole modo co- con altre gioie del valore di quasi cinque
mesi riceverono da'repubblicani francesi milioni, stimate bassissimamente a Mila-
le contribuzioni. Le gemme e le perle, no, Gio. Battista Sartorj figlio di Carlo
in quanto al Papa, erano apprezzate da e un perito di conti, per usar tutte le con-
Carlo Sartorj, gioielliere palatino, e da' discendenze e rassodare un'effimera pace.
3 gioiellieri molto rinomati Masselli, Gar- La dilapidazione commessa aMilano sulle
roni e Gelpi; e in quanto alla repubbli- che accompagna-
gioie, e tutti gl'intrighi
ca francese da Ulisse Pentini, e da'com- rono una serie di ribalderie, si ponilo det-
D) issa ri francesi Villetard, Munge e Ber- tagliatamente leggerle nell'accurato Bal-
thollet,alla presenza dell'agente Cacault, dassari. Narra il JXovaes nella Storia di
con precisione e scrupolosamente. Non è Pio FI, che avendo i francesi ricevuto
vero che nelle slime romane fosse stato le gioie de'triregni, delle milre e di altri
attribuito alle gioie un valore enorme- ornamenti pontificii in conto delle som-
mente maggiore del giusto, ad onta che me statuite nella pace di Tolentino, Ca-
Bonaparte pretese scrivere a'i4 maggio cault si portò da Pio VI a fargli l'offerta
al direttorio di Parigi: il Papa ha dato
ci di rendergli le gioie spettanti a' triregni
otto milioni di gioie, i quali secondo la per due milioni meno del valore loro e
stimazione diModena (dell'ebreoFormig- anche in rate. 11 Papa che molto brama-
gini,che osò ridurre a niente un tesoiodi va di conservare al Tesoro della s. Sei\e
gemme iniquamente !) non valgono più di e a'successori que'preziosi monumenti, i

quattro milioui e 5oo,ooo franchi. Tul- quali oltre a perpetuare lememorie della
l'altro. I commissari repubblicaui ridus- generosa pielàde'fedeli, servivano ad ac-
sero le stime arbitrariamente e ingiusta- crescere e render più maestose le sagre ce-
60 TRI TR I

remonie <lc*I supremo Gerarca, vi accudì Gregorio XIII vi si collocò, e probabil-


subito, e perciò spedì a Milano il gioiel- mente per non potersene fare altro uso,
liere Sartori, ed il banchiere poi duca d. a motivo di sua iscrizione.
Giovanni Torlonia per combinare l'oc- Nel 1800 in Venezia fu eletto Pio VII,
corrente. Ma siccome i francesi pretende- e ricevè la mitra preziosa che pel nuovo
vano C) milioni di moneta elfettiva, sborso Papa durante il conclave avea donato
r
impossibile ad effettuarsi per la deficien- n)g. Sebastiano Alcaini veneziano soma-
J
za in cui era stato ridotto il L apn, dovè sco, che nel 1 785 Pio VI avea tfaitato da
Pio VI contentarsi di ricuperare una par- Apollonia inpartibus alla sede di Bellu-
te di quelle gioie; ma lo spoglio de'suoi no. Narrai nel voi. XVII, p. 227 e altro-
domimi e il suo detronizzamento gì' im- ve , che essendosi portato Pio VII nel
pedirono di rifare neppure un triregno, 1804 in Parigi a ungere Napoleone I im-
né una mitra. Per finire la narrativa di peratore de'francesi e l'imperatrice Giu-
qtiesta espilazione delle sagre gemme di seppina, nella sua coronazione, che l'ira*

Roma, ricorderò di aver notato nel voi. peratore fece da se stesso e a un tempo
LXXVI, p. 324, ebe Pio VI per sazia- coronò sua moglie; dipoi l'imperatore gli

re l'esigenze di Haller, mandò in depo- donò il prezioso triregno esistente , che


sito nd ari banchiere di Genova gioie e vuoisi formato con parte delle gioie dei di-
brillanti de'triregoi e mitre sciolte per un sfitti antichi triregni, e gli altri oggetti ivi

valore di 10 milioni, sui quali la repub- notali, per cui si pubblicò nel n. °5i del Dici'

blica ne pretendeva 4' di compenso alle rio di Roma de'26 giugno 1801." Essen-
stime credute esagerate; per cui almeno do giunto in Roma il ricco e vaghissimo
6 milioni appartenevano al governo pon- triregno, che S. M. I. e R. Napoleone I
tificio; ma appena seguì in Roma l'ucci- manda iu regalo alla Santità di Nostro Si-
r
sione di Duphault, il direttorio di Pari- gnore; perciò l'E.roo Sig. Cardinale Giu-
gi, che l'avea provocata, ordinò il seque- seppe Fesch ministro plenipotenziario
stro di tutto il tesoro e se l'appropriò con dell'I. M. s. Sede, la se-
S. presso questa
pubblico ladroneccio, e quindi consumò martedì lo presentò al San-
ra dello scorso
l'intera occupazione dello stato pontifi- to Padre. Questo triregno è di fondo vel-
cio e lo democratizzò, dopo aver detro- luto color perla, con tre magnifiche fascie
nizzalo e imprigionato Pio VIa'20 feb- c'isoliate e guarnite di rare e grosse pie-
braio 1798. Quando il general Berlhier tre colorite di primo colore, consistenti
mosse all' invasione di Roma, fra gli o- in zaffiri, smeraldi e rubini orientali del
staggi che esigette, vi volle compreso Car-, Mogol. Queste si vedono contornate da
lo Sartorj gioielliere di Pio VI. Così i fran- brillanti di ottima qualità di concia d'Iu-
cesi, fatti i conti a modo loro, percepiro- ghilterra, lavorati doppi; sonovi ancora
no 6 milioni di franchi o lire lornesi di delle fila di perle tutte orientati , e sor-
più de'3o milioni voluti a Tolentino, ol- prendenti per la loro eguaglianza. Ciascu-
tre i capolavori d'arte e la cessionedi pro- na delle suddette fascie viene guarnita da
vincie. 11 Vita di Pio
eh. Pistoiesi nella due fila di dette pei le. Il cupolino è lavora-
VII, t. r, p. 38 e 241, dice che pel trat- to d'oro guarnito di rubini e perle, e nella
tato di Tolentino furono spogliali di tutte sua sommità posa un grosso smeraldo a
le gioie i 4 suddescritti triregni, per sup- foggia di due monti, da dove elevasi una
plire con essi a sei milioni di scudi; e che sorprendente ed elegante croce di gros-
forse il triregno fatto poi a Parigi d'or- si brillanti; indi seguono le due code di
dine di Napoleone I per donarlo a Pio egual fondo guarnite di rubini e perle. Il

VII, si eseguì con porzione di tali gioie. da capo de'fiocchi trovasi guarnito di di-

Sia comunque , almeno lo smeraldo di verse pietre colorate e brillauti. Le frau-


TRI TRI 6i
gie sono di perle e granoni d'oro. Segue 1810 si presero i Sigilli pontifìcii, e se-
finalmente il suo cordone di granoni d'o- gnatamente V AnvUoPcscat.orìo(V.), dal
ro con fiocco tondo lavorato simile a'fioo governo imperiale francese di Roma,e fu-
chi delle code. Tutto il lavoro è elegantis- rono inviati a Napoleone I. Il prelato E-
tissimo e riscuole giustamente le lodi di manuele de Gregorio (f.), poi m piissi- ;i

ognuno". Il cav. Artaud, Storia di Pio mo cardinale, delegato in Roma nello spi-
1 II, t. 46, racconta che l'impe-
2, cap. rituale perPio VII, pe'bisogni della Chiesa
ratore avea ordinato che migliori orefi- i universale, siccome gli fu tolto 1' anello
ci di Parigi fossero incaricati di cesellare pescatorio col quale sigillava i brevi, fece
una tiara, dietro disegni venuti da Ro- mi consegnò per-
fare altro sigillo, che poi
ma, che dovea poi più tardi essere pre- chè ne restasse memoria con descriverlo,
sentata al Papa. Il lavoro essendo affret- come feci nel citato articolo. Indi l'aiutan-

tato a forza di denaro e di premura, que- te di campo del general Miollis, gover-
veune presto portata in Roma.
sta tiara natore generale residente in Roma, par-

USanto Padre ringraziò tosto l'imperato- tìimprovvisamente da questa cittàcol tri-


re colla seguente lettera. «Dilettissimo fi- regno che Napoleone 1 avea donato a Pio
glio in Gesù Cristo. Abbiamo ricevuto il VII, e cogli altri ornamenti papali; onde
dono della ricchissima tiara che V. M. si per Roma si sparse la diceria, essete in-
è compiaciuta di mandai ci, e congiunta- tenzione dell'imperatore di farli tenere a
menle ammirata tanto la magnificenza di Pio VII. Piacque a Dio di annientare la
Vostra Maestà, quanto l'eleganza del la- formidabile potenza di Napoleone, di ri-

voro. Penetrali della più viva riconoscen- stabilire sul trono di Francia i Borboni,
za, noi rendiamo a V.3VI. le grazie più di- e di restituire trionfante alla sua sede Pio
stinte per un dono sì generoso, che sarà VII a' 24 maggio i8i4- Avendo anche
r
sempre conservato ed ammirato quale mg. de Gregorio ricuperato la sua liber-
monumento della munificenza di V. M. tà fin dal i.° aprile, uscendo dalla Force
e della memoranda epoca che ricorda. Noi di Parigi, si adoperò fortemente per ri-
ne faremo uso per lai.* volta nella pros- cuperare i più preziosi monumenti della
sima festade'gloriosiapostoliPietroePao- s. Sede, e dal conte d'Artois, poi CarloX,
lo, celebrandoli solenne pontificale nel- che assunse il governo di Francia pel suo
la basilica di s. Pietro, e così tutta Roma, fratello Luigi XVIII , ottenne il decreto
nel sommo pregio del dono, ammirerà la di restituzione; ma dovè trattenersi a Pa-
grandezza del donatore. Nel ripetere a V. perchè le mitre preziose e pontificie,
rigi,

M. Imperiale e Reale sentimenti a lei già


i donate dal vescovo Alcaini e dalla regina
ben noti del nostro cuore, siccome segno d'Elruria poi duchessa di Lucca nel pas-
del nostro paterno alletto, con tutta l'ef- saggio di Fio VII per Firenze., il triregno,
fusione dell'anima, le impartiamo l'apo- e diversi arredi della cappella pontifìcia,
stolica benedizione. Data in Roma, pres- colla sema gestatoria , si ritenevano dal
so s. Maria Maggiore, il 23 giugno i8o5, tesoro; le carte tolte al Papa in Savona
VI del nostro pontificalo. Pius PP. VII". dalla polizia, e l'anello pescatorio, erano
Napoleone per le sue esigenze inammis-
I presso il ministero de'culli; oltre 1 oc), 000
sibili, non vedendosi esaudito da Pio VII, volumi degli archivi di Roma , collocati
gli occupò lostato e lo fece trasportare pri- nell'archivio generale dell'impero, e per
1

gione a Savona (V.): mentre a'6 luglio la ricupera de'quali contribuì mg. Mari-
r
1809 rapivasi il Papa a Roma, l'impe- ni. Superate le difficoltà, mg. de Grego-
ratore trionfava nella battaglia di Wa- rio nel declinare di maggio partì da Pa-
gram nell'arciducato d'Austria. L'Artaud rigi eoi triregnOjl'anelloe gli arredi, e tut-
nel cop. 61 racconta, che a' 5 gennaio to festevole si condusse a Roma. Si degnò
e>2 tri T R I

narrarmi, che ammesso ali* udienza be- siste, nell'essere stato il triregno dismes-
nignamente da Pio VII, si felicitò di pre- so dal busto, rinnovandosi il fondo di vel-
sentargli il ricuperalo triregno, poiché a- luto nella tiara e nelle code; scassate e ri-

vrebbe potuto usarlo nella prossima fe- montate diverse gioie, come quelle della
sta de'ss. Pietro e Paolo, oltre l'anello pe- croce e delle code, e fatte tutte le occor-
scatorio; ementre si aspettava di vedere renti riparazioni e rimonte; nonché ripu*
apparire un raggio di giubilo sul volto lite tutte le gioie, ed il tutto rimesso di-
del Papa, invece e non senza sorpresa, ligentemente in opera , senza menoma-
con gravità e freddamente s'intese di- mente alterare in modo alcuno l'anterio-
re: ponetelo su quel tavolino, guatati- re forma ed ornato. Questo triregno è im-
dolo appena sott' occhio Pio VII. Que- ponente, nobile e maestoso, decorato da
sto turbamento, mi soggiunse il car- una collezione di pietre preziose colora-
dinale, probabilmente nel mansueto Pio te di gran pregio, contornate da perfetti
VII si sarà prodotto nel rammentare il brillanti e perle orientali.L'oro si valu-
complesso de'dolorosi avvenimenti, che si ta scudi smeraldo di Gregorio
1 1612; lo
rannodavano al triregno, la cui vista in XIII, che forma base alla croce, per la ra-
certo modo in quel momento non gli riu- rità di sua mole scudi 3ooo; tutto il tri-
scì gradevole. Alla morte del Papa i suoi regno, comprese le dette somme , venne
eredi pretesero il triregno, indi transige- stimato sotto lo stesso Gregorio XVI a
rono colla camera apostolica mediante un scudi 43,3 5o. Si forma questo bellissimo
compenso-disc, i 2,ooo,secondoalcuni,al- triregno di '3 corone, del cupolino, delle
triraddoppiando la somma. Nell'insurre- code e de' cordoni per tenerlo fermo sul
zione del 1 83 i,GregorioXVI fece nascon- capo. Ne farò in breve una generica de-
dere tale triregno ed altri sagri e prezio- scrizione, che ricavo da altra minutissi-
si ornamenti, per salvarli da depredazio- ma. Nella r."corona inferiore vi sono per
ni se in Roma avessero potuto prevalere guarnizione 8 mostaccioli e 6 rosoni di
i ribelli. L'onesta e fidata persona di ciò rubini a doppio contorno di brillanti, più
incaricata, per sicurezza pose in una cas- i4 rubini grandi. Basano sulla medesima
sa il triregno sotto terra. Tranquillate le 1 6 pezzi in oro,che compongono il meau-
cose, il triregno fu estratto dal nascondi- clrosopra di cui sono collocate 8 cartel-
glio, ma si trovò che avea sofferto, rovina •
lecon 32 rubini e in mezzo 8 smeraldi.
to il fondo del velluto, e disciolte diverse Dal meandro partono 8 rubini contorna-
pietre e perle. Gregorio XVI ne fu afflitto, ti di brillanti , i quali basano sopra due
e geloso custode delle cose della s. Seóe^ foglie in figura di tulipani, similmente in
rigorosamenteordinò, che ove occorresse brillanti e ballotte. La corona di mezzo
fosse dismesso e rilegato tal quale, e che si compone d'8 mostaccioli con 8 smeral-
allatto non mancasse neppure della più di contornati di brillanti, essendo tramez-
piccola perla, non badandosi a spesa. L'e- zali i mostaccioli da 6 smeraldi più gros-
secuzione fu affidata a'28 dicembre» 833 si e pure contornati di brillanti. Basa la

al probo e intelligente negoziante di gioie corona sopra 6 pezzi d'oro, che compon-
1

Annibale Rota, il quale egregiamente cor- gono il meandro, sopra il quale sono le
rispose alla sovrana fiducia, poiché in sua 32 smeraldi. Par-
cartelle in cui brillano
casa e sotto la vigile sua direzione il tri- tono dal meandro 8 smeraldi contornati
regno perfettamente ritoruòqual era pri- di brillanti, che basano su due foglie in

ma, cou soddisfazione del Papa e del mag- figura di tulipani, similmente in brillan-
r
giordomo mg. Patrizi ora cardinal vica- ti e balIelle.Olto cartelle d'oro sono guar-
rio, allorquando lo consegnò a'i5 mar- nite da 8 rubini contornali di brillanti.

zo i834.L'opcraziouc ch'egli vi fece coo- La 3." coroua si compoue di 8 mostaccio-


TR I TR I 63
li con rubini a doppio contorno di bril con un triregno così abbietto, fece forma-
lauti; 6 rosoni con rubini a dop-
più di re un triregno leggero per usarsi nelle
pio contorno di brillanti.Stilla medesima pontificie funzioni, ornato modestamen-
basano 6 pezzi che coiti pongono il mean-
1 te di 3 corone ricamate in oro e decora-
dro, sopra di cui sono collocate 8 cartel- te di vere gemme, e mi pare che costò cir-
le con 32 rubini. Partono dal meandro ca 1 5oo scudi. Per l'infàusta epoca della

8 rubini contornati di brillanti quali , i rivoluzione di Roma, de' 16 novembre


basano sopra due foglie in figura di tu- 1848 e successiva deplorabile repubblica
lipani, egualmente in brillanti e bullette. del 1849, il regnante Papa Pio IX fece
Le 8 cartelle in oro sono guarnite da al- nascondere.il triregno di Napoleone I al-

trettanti zaffiti contornati di brillanti. Il la rapacità degl' insorti, servendosi della


cupolino della tiara è guarnito da 8 ru- stessa encomiata persona a cuiavea affi-
dato eguale geloso incarico il suo prede-
bini con ^4 piccole perle, quindi si ele-
va il raro masso di smeraldo, più volte cessore. Si legge nel n.°6 del Giornale
ricordato, sul quale trionfa il salutifero di Rojna del i855. » Sua Maestà Catto-
seemo della Croce formata dii2 brillan- lica Isabella II ha inviato alla Santità di
o
ti. Le code sono guarnite di perle e pie- Nostro Signore Papa Pio X un ricco pre-
I

tre di colore, cioè di 70 castoni con ru- sente, quasi a solenne documento di sua
bini, con 4 Fa orna-
perle per ciascuno. speciale venerazione inverso la sagra di
mento al contorno medesime una ri-
delle lui persona e di sua filiale divozione alla
ga di perle tramezzate da 56 rubini. Guar s. Sede. Desso consiste in un triregno di
niscono la parte inferiore de'fiocchi delle rara bellezza e per la quantità delle pie-
code un meandro con 5 pietre di colore tre preziose e per il lavoro squisito. Tre
per ciascuna contornate di brillanti le , corone di eguale forma e dimensione, col-

quali pietre consistono in 1 zaffiri, in 4 locateadeguale distanza l'una dall'altra,


rubini, in 4 smeraldi. Le perle de'fiocchi cingono il berretto del triregno, che è un
si formano 17 fila per ciascuna. I due
di perfetto tessuto di filo d'argento apposi-
cordoni d'oro finalmente,cheservonoa te- tamente lavorato a mano. Ogni corona è
nere fermo il triregnosul capo del Papa, formata da una fascia orlata da due file
li riunisce il passante guarnito da un ru- di brillanti legati in oro, e tutta tempe-
bino contornato di brillanti. Altro pezzo stata di grossi brillanti disposti colla mag
sotto il passante ha uno smeraldo per par- gior simmetria, e ad una eguale distan-
te contornati di brillanti. Nella parte su- za fiamezzati da 8 stelle di gemme colo-
periore del fiocco del cordone vi sono 1 1 rate, di cui 4 sono rubini e 4 smeraldi.
rubini. Ne'detli pezzisi vedono 5 contorni Codesta fascia porta nel suo giro 8 orna-
di piccole perleche guarniscono mede- i menti, che presentano forma quasi di la

simi. Termina il fiocco con cascale di per- un fiore di lutti sono


vaga fattura, e che
le in ìi fila. Questo triregno di Napoleo- di brillanti, di cui uno di maggior gros-
ne I è pesante di circa 8 libbre, per cui sezza giace a mezzo di ciascuno di e*si.
lo stesso Pio VII, al quale fu donalo, a- Anche questi fiori sono divisi gli tini da-
doperò un triregno leggero fatto di car- gli altri da un ornato egualmente in bril-

tone, coperto di ricami d'oro e d'argen- lanti, la cui sommità porta una grossa per-
to formanti le 3 corone, con fìnte gem- la di t /"qualità. Onde il numero di questi
me di talco. Questo medesimo usarono ornati è eguale a quello de' fiori: e le 3
Leone XlI,Pjo Vili eGregorioXV [.Con- corone, che in nulla di (Feriscono fra loro
siderando quest'ultimo Papa, non essere nella forma,con tengono tante perle di con-
decente che il sommo Pontefice nella ma- siderevole grossezza quanti sono gli sme-
gnificenza delle sagre funzioni apparisse raldi ed i rubini. La sommità del trite-
G4 I R I TR I

gno poi è coperta da un rosone formato donativo e del primo uso fattone, ne fece
anch'esso di bri Hauti ledili in òro, e ab- parola anche la Civiltà cattolica,*. "serie,
bellito tla 6 perle leggiadramente dispo-
i t. (), aio. Gl'intelligenti trovarono que-
p.
sti-: mezzo di esso sorge un globo di sto triregno magnifico ed elegante, di for-
za (li ri duo pei fello attui ro, citilo da due ma giusta e regolare, del peso di circa 3
zone di brillanti, e sormontato da una libbre e perciò portabile. Sembra un mon-
croce egualmente di brillanti. Lecodedel te di brillanti tutti bianchi d'acqua per-
triregno sono di tessuto di filo d'argento fetta e uniformi; le 3 corone sono a for-
ricamato in oro, e orlale da vari giri di ma di diademi, i cui fogliami sporgono in
perle: fra i ricami primeggiano alcuni se- fuori, li fondo o fodera che cuopre il fri-

gni simbolici. Così questo triregno con- gio berretto conico, è di mnglia d'argen-
tiene da ben diecinove mila pietre pre- to tutta d'un pezzo falla in Lione. Si va-
ziose, dì cui dieciolto mila sono brillan- lutò da5o ovvero 60,000 scudi circa.
r
ti. Esso è opera del sig. cavaliere Carlo Nondimeno,quanto alla forma e suo com-
M. Isabella li, il
Pizzala, gioielliere di Si plesso, fu trovato più maestoso il trire-
quale La moslraloquanlo sia valente nel- gno di Napoleone I. Da allora in poi nei
l'arte sua. considerando, che questo lavo- pontificali e nella processione del Corpus
ro india lascia a desiderare nella preci- Domini si videro tre triregni, quello di
sione e nella eleganza. L'artista ha sapu- Napoleone I, quello d' Isabella II, ed il

to mirabilmente disporre a diseguo secon- triregno usuale. Quello di Gregorio XVI


do la loro dimensione una sì grande quan- riuscendo ormai piccolo per la testa del

tità di pietre tutte montate a giorno. regnante Pio IX, questi lo fece guastare
r
L'Eni. mo e Piev.mo s ig. cardinale Gio. neh 855, ed invece formò l'attuale più
Giuseppe Bonel-y Orbe, arcivescovo di grande e più ricco per la prima volta ,

Toledo, ebbe l'incarico dalla regina Isa- assumendolo nella Pasqua di Risurrezio-
bella 11 di presentare questo prezioso do- ne del medesimo anno. Questo nobile ed
no al Santo Padre, ed egli lo compiva ac- elegante triregno, fallo sotto la direzio-
r
compagnato da mg. Michele Garcia Cue- ne del valente cav. Pietro Paolo Spagna,
r
sta arcivescovo di Composiella, da mg. pesa circa 3 libbre e compresa la fattu-
Ferdinando de la Puente vescovo di Sa- ra si valuta circa scud'uSoo.E di feltro

lamanca.dairincaricalo d'affari sig.'eom- coperto d'un tessuto a maglia


fìnissÌQ)o,
r
inend. Banuelos, non che dal sig. conte d'argento egregiamente eseguito in Ro-
diCedilloe dall'artista Pizzala, ambedue ma ed è foderalo di sela. Le 3 corone
,

spediti appositamente a Roma per reca- sono d'oro in rilievo e leggerissime. Ec-
re il triregno. Sua Santità ne ha fatto uso co il novero delle gemme da cui è orna-
per lai. 'voi la nella grande solennità del to, fra le quali ve ne sono di quelle già
l

santoNatale". Infatti d precedente n. '2g3 del precedente triregno. Nella fascia del-
del Giornale di Roma del 854 1 avea ri- la /corona sonovi 6 piccoli rubini baia-
i 1

ferito, che recatosi il Papa la mattina dei sci,3 smeraldi, un giacinto grisopazio,
2.5 dicembre nella basilica Vaticana a ce- un'acquamarina, 2 rubini balasci, un zaf-
lebrarvi il pontificale, vestilo cogli abiti firo, i giri di perle orientali. Nel mezzo
pontificali e il triregno, scese dalla sedia dei»li
o 8 fiori d'oro che formano la coro-
gestatoria per venerare il ss. Sagramen- na, 4 smeraldi un zaffiro, 3 rubini ba-
,

lo:» e dopo avere oratoalquanlo, assun- lasci. Nelle 8 punte che sono tra un fio-
se il ricchissimo triregno in questi giorni re e Tallio, 6 granale e 2 rubini balasci.
a
a lui mandato in dono dalla pietà e mu- Nella fascia della 2. corona, 2 smeraldi,
nificenza di Isabella li regina di Spagna 3 rubini balasci, un grisolito, a acquama-
(y.)".D\ questo nobilissimo e religioso rine, 1 6 piccoli balasci e i file di perle o-
1

TR I TRI 65
rientali. Nel centro degli 8 fiori d'oro che alabarde, e giunta la processione all'al-
a
formano la detta 2. corona, 3 zaffiri e 5 tare papale, si depone il triregno colla

rubini balasci. Nelle 8 punte che sono tra testiera sulla mensa del medesimo altare,
un fiore e l'altro, 8 smeraldi. Nella fascia ed in cui celebrail Papa, dalla parte del-
a
della 3. corona, 1 6 piccoli rubini balasci, ed il gioielliere palatino con-
l'epistola,
2 zaffiri, 2 rubini balasci, un giacinto gri- tinua a rimanere alla sua custodia per
sopazio, 3 acque marine, una granata, i tutto il pontificale ; le mitre preziose col-
giri di perle orientali. Nel centro degli 8 le loro testiere collocandosi dalla parte
fiori che formano la 3." corona, i smeral- dell'evangelo/msieme alla mitra preziosa
di, un rubino balascio, 2 zaffiri, un griso- e al triregno usuali portali innanzi la cro-
lito, 2 giacinti grisopazi. Nelle 8 punte che ce papale da due Cappellani segreti (V.),
sono tra un flore e 8 granate. Nel-
l'altro, egualmente sopra porta-mitre o testiere.
la sommità un rosone d'o-
del triregno, Terminata la funzione il gioielliere ac-
ro con 8 rubini e 8 smeraldi. Sopra il me- compagna il triregno prezioso alla Ca-

desimo è la palla d'oro smaltata bleu, mera de' paramenti, donde era partita la
sormontata dalla Croce formata da 1 processione. Nella processione del Cor-
code finalmente vi sono 2
brillanti. Nelle pus Domini, il triregno e le mitre pre-
piccoli rubini, 4 topazi e 4 smeraldi. In ziose, il triregno e le mitre usuali non si

totale, ornano questo bel triregno i46 pongono mensa dell'altare. Dopo i
sulla
pietre preziose di colore e 1 1 brillanti, ol- cappellani comuni portatori del triregno
tre le perle orientali. Anticamente, come e delle mitre preziose, incedono gli aiu-
notai in principio, custodiva la pontifi- tanti di camera del Papa; ed inuanzi la

ornamenti preziosi pa-


cia tiara e gli altri croce pontificia pollano il triregno e le
pali il Pestarario, indi il cardinal Cd' mitre usuali i cappellani segreti.Quest'u-
merlengo di s. Chiesa poi il prelato Teso-
', so di portare innanzi al Papa i triregni
riere generale, e pev ultimo in una stanza e le mitre nelle processioni de'pontifìcali
di Castel s. Angelo (V.) con molta gelo- e nella processione del Corpus Domini,
sia; e nella Famiglia pontificia vi fu pure ed anche ne'possessi, è antichissimo. Nel-
l'uffizio di custode delle gioie; indi fu isti- la descrizione del possesso preso da Leo-

tuito quello palatino di Gioielliere de* ne X nel t5i3,aldire di Cancellieri fu in-


ss.Palazzi apostolici custode del sagro trodottolostile che»due cubiculari avea-

Triregno, com'è intitolato nel biglietto no una mitra episcopale per uno, da ric-
di nomina che ne fa il Papa a mezzo di chissime gioie e perle adornate, ed altri
r
mg. maggiordomo. Egli però mai custo- due co'regni circondati di corone, tutti di
di, come dirò, il pontificio triregno; il ti- finissime gioieadornati".Essi cavalcavano
tolo di custode probabilmente gli viene dopo gli altri cubiculari che in 54 coppie
dato, perchè quando nelle processioni de' come loro vesti vano di rosato,co'cappucci
pontificali e nella processione del Corpus attorno il collo, foderati di bianchissimi
Domini, Cappellani comuni (V.) in
i armellini, seguiti dal baronaggio e dalla
cappa rossa e nell'inverno con pelli d'ar- ss. Eucaristia. Nel possesso preso da Si-
mellino, dopo bussolanti, portano so-
i sto V nel 1 585, leggo che nella processio-
pra testiere foderate di velluto in seta di ne dentro la basilica Lateranense, fue-
colore cremisi, sostenute da cinte, il tri- runt portatae mitrae, et regna a Papae
regno e le mitre preziose pontificie, il gio- cappellanis ante Crucem. In queste ca-
ielliere de'sagri palazzi apostolici, in abi- valcate dipoi 4 camerieri del Papa por-
to nero e spada al fianco, al modo de'gen- tavano sopra aste corte, foderate di vellu-
tiluomini, incede a lato del triregno pre- to cremis, 4 cappelli pontificali'; ed al-
zioso, oltre due della guardia svizzera con trettanto facevano nelle4auuuali e so-
VOL. LXXXI. 5
66 T R I t 1; 1

lenni Cavalcate per le coppelle della ss. quali avanti la croce pontificia portavano
Annunziala, di s. Filippo, della Natività il triregno e la mitra usuale preziosa del
e di s. Carlo. Negli Acta Canonizatianis Papa. Noterò, che ne'pontificali, ancorché
Sa/te forum celebrali da Clemente XI
, il Papa non li celebri, ma tempi uemenle

nel 1712 nella basilica Vaticana e descrit- vi assista, pure il triregno e le milre pre-
ti dal ceremoniere Chiapponi, trovo a p. ziose si portano nella processone, e per-
2 18, che nella processione dopo il fisca- ciò coli' intervento del gioielliere palati-
le e il commissario incedevano Cappel- : no. Finche esisterono gli antichi triregni

la ni secretiPapae prae manihus mitras, e mitre preziose, nonché i formali pre-


et regna preliose segmentata deferen- ziosi, cioè finché Pio VI non le fece scio-
tcsj$e$ml\ da'camei ieri d'onore e segreti. gliere, dice il Cancellieri nelle opera ci-
Trovo nel Diarioistorico del contempo- tate, e così il Novaes nelle Dissertazioni,
raneo Cccconi, che Benedetto XIII nel ne'giorni precedenti a'suddetti 3 pontifi-

1724 pel pontificale di sua coronazione, cali (oltre quelli per laCoronazione del
nella processione all'aliare papale dopo i nuovo Papa e per la Canonizzazione de'
chierici di camera procedevano cappel- i Santi, ed altri straordinari, come a'noslri
lani comuni e segreti, vestili con vesti e giorni fu il glorioso pontificale dell'8 di-
cappucci rossi co'lriregni e mitre prezio- cembre i854 per la promulgazione del
se, che conservavano nel lesoro di Ca-
si decreto sul dogma dell'Immacolata Con-
slels. Angelo, indi veniva la croce del Pa- cezione della B. Vergine Maria), e nella
1

pa. Poscia descrivendosi la processione del vigilia del Corpus Domini, mg. Mag-
Corpus Domini, si dice che dopo caine- i giordomo e mg.' Tesoriere (/ '.), o altri

1 ieri segreti incedevano i cappellani se- deputati da loro a fame le veci (quando
greti e comuni che portavano le mitre e il tesoriere non riuniva la presidenza del
i triregni preziosi, seguili da'canlori e da- mare, oltre di lui v'interveniva tal pre-
gli abbreviatoli. Il Cancellieri che nel lato presidente), si recavano in Castel s.

1 788 pubblicò ìaDescrizioncde'trePon- Angelo, ciascuno colla propria chiave,col-


tifi cali di Nata le, eli Pasqua e di s. Pie- le quali era chiuso il cassone di ferro in
tro, riferisce che nelle processioni de'me- cui stavano riposte. Quindi si esimevano
desimi 4 cappellani comuni portavano 4 coll'assislenza del gioielliere pontificio, e
triregni e 2 le mitre preziose,dopo i came- si consegnavano a un cappellano segreto,
rieri extra .segui ti dagli aiutanti di came- rodandosi l'atto d'estrazione e della cou-
ra e da'cappellani segreti, due de' quali segna da un notaio camera, da cui e di

precedevano la croce pontificia colle due coli' intervento de' medesimi soggetti si

milre usuali; e che 4 triregni si poneva-i rogava l'altro atto, quando si riportava-
no mensa a cornu Epistolae, e le
sulla no nello stesso luogo,dopo le funzioni. Dal
mitre col triregno usuale a cornu Evan> cappellano segreto, nel ricevere i triregni
gelii dell'aitai e papale dove celebra il Pa- e le mitre, si collocavano nella stanza con-
pa. NtWnDescrizionc delle cappelle pon- tigua alla sala ducale del palazzo Vali-
ti/icicyche il medesimo Cancellieri stam- cano, e nella mattina prima della funzio-
pò nel 1 790, descrivendo la processione ne ponevano sopra una mensa, ticino
si

del Corpus Domini, ci dice, che dopo i alla camera de'parainenti ove si vestiva
procuratori generali delle religioni segui il Papa, ovvero sopra una mensa vicino
vano i cappellani comuni che portavano al pilo dell'acqua santa a destra della ba-
i triregni e mitre preziose, che a quest'ef- silica Vaticana, se il Papa assumeva i sa-
feltosi estraevano dal Castel s. Angelo il gri paramenti nella propinqua cappella
giorno precedente, segniti dagli aiutanti della Pietà. Aggiunge il Cancellieri e il

di camera e da'cappellani segreti, due de' Novaes, che il gioielliere pontificio, con
TR I TB I 67
vari alabardieri della guardia svizzera, a- Lipsiae et Francofurti 1694 Myste-
re), :

vea l'incombenza di star fermo alla loro rium Papali coronae. adscriptum Ens
custodia, e di accompagnare i triregni e hucusque reale Non-Enti Joannis Lu-
le mitre preziose, con altrettanti gioiel- dovici Ilannemanni oppositum, Cygnae
lieri in abito da città, alla sinistra de'cap- 1702 Veritas mysterii tiarae romani
:

pellani comuni che li portavano in pro : Pontificis olim adscripti*, novis aliquot
cessione, e collocavano gli uni é le altre testimoniis asserto, età contradictioni-
sopra la mensa dell'altare papale, vicino bus aliter sentientium vindicata, inser -
a cui restava lo stesso gioielliere per tut- tis observationibus historico-più lologi-
to il tempo del pontificale, dalla parte cis,Cygnaei7io. Gio. Lodovico Hanne
dell' evangelo. L'onorifico officio palati- man, Mysterion Papali coronae adscri-
no di gioielliere de'ss. Palazzi apostolici ptum Non-Ens, seu Comme/itarius in
custode del sagro triregno è a vita, e Gre- e. j,v. 5 Apocal.,quo demonstratur Pa-
1

gorio XVI vi nominò l'attuale cav. Fran- pali coronae mysterionjiumquamj'uis-


cesco Borgognoni. Questo uffizio consiste se inscriptum jHainbuvg'i GgS.Marc'An- 1

quale lo descrissi, talvolta però di fatto tonio ^lazzaroni di Monte Rubbiano, e


è anche gioielliere de'ss. Palazzi, come Io prof, di teologia in Perugia, Tractotus
fu con detto Papa il ricordato cavaliere, de tribus coronis Pontificis Maximis,
giacche ogni Papa ordinariamente fa ser- nec non de osculo s anetis sin/o rum cjus
vire la sua persona e il palazzo da'propri pedum^WQtnaeiSSS, e neh 609. Enrico
artisti che adoperava nel cardinalato, ov- Pipping (del quale (rovo óun opere teo-
vero li sceglie a suo beneplacito e perciò logiche tifali' Indice de'libri proibiti) pre-
talvolta conferma alcuno del predecesso- dicante del duca elettore di Sassonia, De
re. Dopo la dispersione degli antichi tri- triplicicorona romani Pontificis Dis-
regni, mitre e formali preziosi, custode del sertalo, Lipsiae 1692: Eadem disser-
triregno di Napoleone I, del triregno u- talo, nelle sue Exercitaliones academi-
suale, dell'esistenti mitre e formali, come cae juvcnilcs, p. 345, Lipsiae 1708. Teo-
«li tutte le Suppellettili sagre pontificie, filo Raynaud gesuita piemontese erudi-
è il prelato Sacrista delPapa\V.) :
e per tissimo per la singolarità degli argomen-
esso il p. sotto-sagrista, che tutto con di- ti, Corona aurea super Mytram i
ex-
ligenza custodisce nella Sagrestia ponti- pressa sig/u's sdnctitatis ì gloria hono-
fìcia del palazzo apostolicoValicano, pres- ris, Collectio illustrala titulorum scie-
so di cui slabilmenteahita. 11 triregno do- ctorum, quibus Concilia et Patres o-
nato dalla regina Isabella II, tuttora Io in/iium retro chrislianorum saeculorum,
custodisce il cardinal prefetto de'palazzi majestatem romani Pontificis , et lucu-
apostolici, a'quali appartiene pel disposto lentissimum Sedis apostolica^ splendo-
dal Papa. Sulla tiara e sul triregno scris- re///^ compendio expresserunl: Reposi-

sero i seguenti, riportati dal Novaes nel- ta Poppae genuensi, qui Christi Vica-
la Appendice dejla Dissertazione ^'.De rimi! infatui Antichristi nomine dehonc'
Pontefici eletti, ma non ancora corona- storat, liomaei647: Eadem collectio ,
f/.CristinnoGolthulfb Blumberg, Mystc- nelle sue Opera omnia, Lugdunir 665.
riunì coronae meretricis Babilonicae Angelo Rocca sagrista del Papa, Opera
fronlispicium^ sive exercitiumAnli-Bos- omnia, 1. ,p. 7 De Tiarae Pontijìciae
1 :

sueticum, quo mysterii nomen in coro- quam Regnum Mundi vulgo appellant,
na Patulli olim fuisse co/ispicuum, ex origine, significato et usti, Romaei 7 1
9.
Jpocal. VI, adversus Jac. Beni-
v. 5, Carlo Bartolomeo Piazza, Iride sagra
gnum Bossuelum demo// stra tur (il tito- spiegata ne'colori degli abiti ecclesia-
lo dice chiaramente lo spirito dell'auto- stici, Roma 1682. Li più si pouno vede-
.

68 TRI tu 1

re: Cori, Dìssertalio de mytrato capile caristia, la Penitenza, mentre che altri

Jesu Christi Crucifi xi ca p 8 . . Ma r t e e, De


1 1 di loronon riconoscono che isoli due pri-
Mitra pontificali apud christianos, t. i mi. Alcuni crederono che gli Anglicani
De antiq.Eccles. ritibus,^. 347. Giorgi, (V.) considerassero anche ì'Ordinazio-
De Liturgia rom. Ponti firis in solcmni ne come un sagramento, ed altri che fos-
celebrai, missarum, t. 1,0.27, p. 240. s*e in vece la Confermazione : ma questi
Saussay, Panoplia Episcopalis cap. 5: due sono contraddetti dalla Confes-
fatti

Tiarae summi Pontificis, contra Aioli- sione di fede anglicana, imperocché la


nari impias scurrili la ics, defensio. Ap- chiesa protestante <X Iiigliiltcrra(J .)y>v&-
prendo dal Moreni, Notizie del p. Povil- tende, non altrimenti che la chiesa pro-
lard carmelitano, che dobbiamo dolerci testante di Svezia (V.), di avere la suc-
che non die alla luce l'opera sua predi» cessione episcopale apostolica.
letta delle Memorie istoriche delle mi' TRISAGIO ANGELICO e TRION-
ire e de* triregni Pontificii e della loro FALE. V. Sanctus, Sanctus, Sanctus,
origine e cambiamenti,dalV Vili secolo e Tris agio Cherubico.
fino al presente (fine del pontificato di TRISAGIO CHERUBICO , Trisa-
Pio VII), arricchite de'rami di 1 5 diversi gius, Trishagius, Ter Sanctus. Verset-
triregni e di due medaglie. Poiché essen- to o inno che si canta nel venerdì della
dosi prefisso di fare uscire tali memorie settimana santa, e con fiducia e fervore
nell'idioma italiano, tradotte dal france- si recita pel terremoto, e in tempo di tem-
se, come avea fatto della Dissertazione peste e di fulmini, per placare Tira divi-
1
sopra V anteriorità del bacio de piedi na. Non si deve confondello coll'anleriore
de* sommi Pontefici, ali* introduzione e vitloriale Trisagio Angelico (V.), ben-
della Croce sulle loro scarpe o sanda- ché questo pure è denominato con tale
li; gli mancò il tempo di farlo esegui- vocabolo, tratto da\V Apocalisse, cap. 4,
re prima di partire da Roma, come tan- vers. 8, e già udito dal profeta Isaia, cap.
to desiderava, affinchè l'ornamento no- 6, vers. 3, cantare e ripetere 3 volte da-
bilissimo e splendido dell' augusto capo gli Angeli in cielo, e perciò di maggiore
òe' Sommi Pontefici, e in cui trionfa la antichità, chiamato Trisagio della Li-
Croce salutifera e portentosa, restasse e- turgia e della Messa perchè segue il Pre-

gualmente illustrato dalla sua penna, co- fazio (P.). Imperocché Isaia vide in cie-
me quello de'piedi per le Scarpe cruci- lo Serafini, che stando avanti il trono
i

gere, a Capite usque ad Pedesj il che per di Dio Io lodavano e benedicevano con in-
mirabile e benefica disposizione della di- cessantemente ripetere la dossologìa di
Tina provvidenza, e con indicibile confu- Sanctus, Sanctus , Sanctus, Dominus
sione e soddisfazione del riverente mio ani- Deus exerrituum, piena est terra glo-
mo, penna mia inferiore copiosamen-
alla ria tua: Gloria Patri, Gloria Fi Ho, G io-
te concesse, anzi anche per tutto quanto ria Spiritai Sanclo, l'eterno divin Pa-
lo riguarda in ogni cosa, mediante que- dre, l'eterno divin Figlio, l'eterno divino
sta voluminosa, compatita e incoraggia- Spirito. Lo stesso facevano in cielo quei
ta mia opera, con molteplici confortanti 4 da s.
mistici Animali, veduti e descritti
modi, quali vieppiù superano la mia e-
i Giovanni apostolo ed evangelista nella sua
speltazione. Però unicamente Laus Deo t Apocalisse. Attesta s. Ambrogio, che a suo
cui si deve incessantemente e in eterno tempo il trisagio cantavasi in oriente e
Gloria, Laus et Honor. in occidente. A somiglianza de'Serafiui e
TR1SAGRAMENTARI. Settari Pro- degli Animali, tanto più noi fedeli cristia-
testanti (V.) che ammettono tre soli Sa- ni qui in terra , credendo nell' ineffabile
grameli (F.), cioè il Battesimo, YEu- mistero della ss. Trinità (F.) t con umi-
TRI TRI 69
liare l'intelletto in ossequio della fede do- mortalità d'uomini e d'anirnali,fu per vir-
nataci da Dio nel santo battesimo, dob- tù diviua improvvisamente rapito in al-
biamo onorare, benedire e lodare la ss. e to e in cielo a vista di tutto il popolo che
Individua Trinità. Per eccitarci sempre a con gemiti e pianto replicava Kyrie elei-
r
rinnovare spesso tali atti di adorazioni, di son (/ .). Ritornando poi in terra il fan-
Iodi e benedizioni, Clemente XIII con- ciullo dopo un'ora, riferì d'avere udito

cesse i oo giorni d'indulgenza per una vol- da'celesti Spiriti cherubici cautare innan-

ta il giorno a quelli che con cuore contri- zi a Dio il detto trisagio, e subito spirò;
to adorando la ss. Trinità divotamente ilquale divino cantico ad alta voce repli-
reciteranno il trisagio Sanctus, Sanctus, cato dal popolo con divozione, per ingiun-
Sanctus etc. , e da potersi conseguire 3 zione del fanciullo e del vescovo s. Pro*
volte in tutte le domeniche, e nella festa ciò (V.) y onde placare l'ira divina, con
e 8.* della ss. Trinità. Indi il successore mirabile prodigio il terremoto, che da 6
Clemente XIV confermò in perpetuo ta- mesi rovinosamente spaventava tutti, ces-

li indulgenze, e di più concesse altresì in sò immantinente. Tutti si posero a can-


perpetuo la plenaria una volta al mese a tare l'inno tanto più volontieri ,
perchè
que'che nel decorso di esso avendo quo- venivano attribuiti pubblici flagelli per
i

tidianamente recitato il trisagio , in un le bestemmie che gli eretici di Costanti-

giorno ad arbitrio confessati e comuni- nopoli vomitavano contro il Figlio di Dio.


cati pregheranno per las. Chiesa e secon- 11 luogo dove fu rapito e portato in cie-

do l' intenzioni del Papa. Dichiarato il lo il fanciullo, si chiamò Exaltatio di'


più antico Trisagio Angelico, col qua- vinaj ed esso fu sepolto nella chiesa det-
le il Coro degli Angeli (F.) canta e can- ta la Pace. Quindi l'imperatore Teodo-
terà in cielo per tutta l'eternità le lodi di sio II, e l'imperatrice s. Pulcheria sua
Dio immortale, il quale nell'essenza d'u- sorella, attoniti del miracolo strepitoso,
na stessa natura sussiste in tre Persone ordinarono che il trisagio si cantasse per
divine, per distinguerlo dall'alquanto di- tutto l'impero, e nel 45 1 l'approvòe can-
verso Trisagio Cherubico, dirò che que- tò nel fine della 1." azione il concilio ge-
sto si compoue Sanctus
delle parole: +j+ nerale di Calcedonia; registrandosi il mi-
Deus-fy Sanclusfortis+fy Sanctus et ini- racoloso avvenimento nel Menologio dei
mortalis, miserere nobis. Il Magri nella greci a' 24 settembre, per celebrarne la

Notizia de' vocaboli ecclesiastici, a quel- memoria. Fin da quel tempo il trisagio
lo di Sanctus della messa, lo dice hymnus fu usato con gran frutto da'fedeli, e dal-
Angelicus , Cherubicus , Triumphalis, la chiesa non meno orientale che occiden-

Victorialis, et Trisagius dalla voce gre- tale. Il santo vescovo di Costantinopoli


ca significante Ter Sane tus, sebbene (\\xe- Proclo introdusse il trisagio nella liturgia
st' ultimo vocabolo propriamente signi- innanzi alla lettura dell' Evangelo, colle
fichi l'inno che spesso sogliono cantare i parole: Agio s Theos,Agios ischyros, A-
greci nella messa e in altri uffizi divini, gios athanatos , eleyson irnasj e fu se-
cioè Sanctus Deus, Sanctusfortis, San* guito dalla chiesa di Gerusalemme. Altra
ctus immortalis miserere nobis. Que-
, aggiunta nella liturgia greca non fece s.

st'inno misterioso fu per divina rivelazio- Proclo, mentre pretesero alcuni greci mo-
ne insegnato a un fanciullo, il quale nel derni ch'egli vi operasse vari cangiamenti,
44^» o 446 nel tempo de' terribilissimi cioè nella liturgia di Costantinopoli, ossia
Terremoti (/^.) di Costantinopoli, e di l'antica di Gerusalemme di s. Giacomo,
altri luoghi d'oriente e d'occidente, oltre- compendiata o riveduta da s. Gio. Criso-
ché la città era desolata dalla fame e da stomo la quale a poco a poco divenne
,

un puzzo pestifero che cagionava grande d'un uso universale nella chiesa greca. Di-
7o TR I TRI
.
.
s. Gio. Damasceno che gli ortodossi si te parole da lui aggiunte, li corruppe cou
servirono del trisagio per esprimere col insegnarglielo in lingua greca da essi non

maggior ardore la propria ledo concer- intesa; ma poi s. Saba abbate, come si
che Santo Dio, in-
ni nle ta ss. Trinità; legge nel Su rio a'5 dicembre, e nel Ra-
dicava Padre, Santo forte, il Figlio,
il mino 4 (J 2 ? n -° 39 e 4o, togliendo
an. le
Stinto immortalerò Spirilo santo. Il Mu- parole erronee, dichiarò agli armeni le
to dottore pai la ili questo cantico ne'snoi verità della fede, e volle che continuan-
trattati: De Trisagio, e De fide orlho- do a cantare le altre orazioni nella lip-
doxa. Alcuni anni dopo e verso il 4^3, gua armena, proseguissero eziandio a can-
Gìiafeo (F.) ossia Pietro Fui Ione, fana- tare in greco il trisagio senza le parole
tico fautore di Nestorio, essendosi intru- ereticali, perchè da tutti fossero uditi can-
so nella sede d'Antiochia, ardi temeraria- tarlo cattolicamente, in quell'idioma al-
mente di aggiungere paro- al trisagio le lora comune, cioè col quale erano stati
le: Qui passiti o Qui prò-
est prò nobis, ingannati , così potendo ciascuno accer-
pier iios fuit Crucifi. rus,o Qui Crucifi- tarsi della sincerità e purità di loro i'ede.

.eus es prò nobis, attribuendo erronea- Questocostumefuabbracciato dalla chie-


mente la Passione non al solo Figlio, ma sa occidentale nel venerdì santo, giorno
a tutte e tre le Persone della ss. Trinità, della morte del Salvatore, nel tempo del-
e di questa sua addizione scrisse ad Aca- l'adorazione della Croce (/"'.), al line di
cio vescovo di Costantinopoli , il quale ogni Improperio (/"'.) alternativamente
sebbene in altre occasioni eragli stato fa- cantandosi solennemente in greco e in la-
vorevole, nondimeno nel 478 adunato un tino da due cori e còlle parole riferite di
concilio in Costantinopoli, condannò l'er- sopra, come notai nel voi. Vili, p. 309,
rore di Gnafeo, e da alcuni di que'vesco- ed in greco in detestazione della bestem-
vi fu ripreso acremente con lettere, ve- mia in tale lingua introdotta e mescola-
nendo dal si nodo deci età tofana tema con- ta nell'inno da Gnafeo, e colla quale era
tro quelli che avessero aderito a tale e- stato corrotto, confessando non essere al-
leticabestemmia. Così Gnafeo si scuoprì trimenti crocefissa la ss. Trinità, ina il so-
eutiehianOy con riconoscere in Cristo una lo e umanato Verbo, Avendo diversi ar-
sola natura; apolli narista, dicendo che meni ripreso il trisagio colle parole ripro-
la carne di Cristo venuta dal cielo si era vate di Gnafeo, loro lo vietò Papa s. Gre-
convertita nel Verbo; e s niellia no , at- gorio VII BeWEpis ti del lib. 8, a'quali
tribuendo la passione egualmente al Pa- fu anche proibito da un decreto della con»
dre, al Figlio e allo Spirito santo; poiché - gregazionedi propaga fida fide de'3o gen-
sosteneva che una sola Persona era nel- naio 635,la quale loro ingiunse di canta -
1

la divinità, e rinnovando l'eresia àe'Teo- re il trisagio senza le parole vietate in lin-


pasehili (^ .), così detti perchè asseriva- gua greca, benché la loro salmodia e ri-

no che la divinità a vea patito, i quali pro- ti si eseguiscono col nazionale idioma.
priamente solevano aggiungere al trisa- Questo trisagio si trova altresì in altre li-

gio le parole: Qui Crucifixus es prò no- turgie, come nell'etiopica, copta, siriaca,
bis, introdotte dallo stesso Gnafeo nel sen- e nell'uffìzio mozarabico, senza alcuna ad-
so eutichiano. Laonde Gnafeo fu condan- dizione e quale l'insegnò s. Proclo, mal-
nato e scomunicato anche da Papas. Feli- grado tutti gli sforzi dell'empio Gnafeo e
a
ce \\\,co\V Ejrist. 3. a lui diretta nel 4 ,<:

>4> de'suoi settari. Vedasi il Remino, Ilisto-


e riportata dal Labbé, Concilio/', t. 4> p» ria di tutte Veresie; l'annalista Raronio
j oG3.Tultavolta l'errore dell'eresiarca si an. 44^> H'°5 e seg.; ed il Lambertini, Del-
a
propagò per alcuni paesi, ed acciò gli ar- la Messa, sez. i. cap. 1, § 2 dell'in-
s. , 1

meni cantassero il trisagio colle riprova- no Sanctus 9 Sanctus, Sanctus. Egli dice
TR I TRI 71
che i chiamano trionfale, ed la- /erto alla ss. Trinità, Roma 1735. Bene-
greci Io i

tini angelico; e che non deve confonder- detto XW,Defestis,p. 258. Borgia, De
si col trisagio Sanctus Deus, Sanctusfor- Crttce Vaticana: Thrisagius, frequen-
tis, Sanctus immortali*, inno viltoriale tissima oratio ingraeco ritoj cur in ec-
o angelico, come osservò Menardo, nel- clesia latina bilinguiformula canatur?
il

le note al Sagramentario di s. Gregorio Thrisa gii formula orthodoxa quae cs-


I; ed il Juenin, De Sacra mentis dìssert, set? Altera nonnullarum occìdentalium
5; che il .°trovasi in tutte le liturgie gre
i Ecclesiarum. Goar, Rituale gr accorimi,
che e latine, il 2. cantasi quotidianamen- p. 09. Sigismondo Jac. Baumgarten, Ili- 1

te da'greci nel principio della liturgia, e storia Trisagii, Halae 1736. Petavio,
da'latini solamente nell'oflìzio del vener- Theolog. dogmat. t. 4> l»' 3 5, cap. 4- -

dì santo. Il Mazzinelli nell' Uffizio della TRIS! PI, Trisipellis. Sede vescovile
Setti/nana santa , dice che nel venerdì della provincia proconsolare d'Africa sot-
santoal fine di ciascun improperio e men- to la metropoli di Cartagine. Ebbe a ve-
tre si adora la Croce, si canta in greco e scovi, Vittore che trovossi alia conferen-
in latino alternativamente da due cori il za di Cartagine tenuta nel 4 M J e Felice
celebre trisagioAgios o Tlicos- Sanctus che sottoscrisse la lettera che il concilio
Deus. Agios ischyròs- Sanctusforlis. A- proconsolare d'Africa mandò nel 646 a
gios athànatos eUyson imàs - Sanctus Paolo patriarca di Costantinopoli contro
immortalis miserere nobis. Fu esso da i monoteliti. Morcelli, Afr. chr. t. 1.

prima inserito nella liturgia, per essere TR1SULTI, Trisulto. Certosa celebre
cantalo in onore della ss. Trinità; ed og- dello stato pontificio, nella delegazione di
gi cantandosi in tempo che si adora il Cro- Prosinone, paese degli antichissimi erni-
cefisso, si vede che in esso si ha la mira ci, situata presso e nella diocesi d'Alalri,
a Gesù Cristo, ed a lui si riferisce in quan- antichissima citlà,celebre anche per le sue
to è uno nella Trinità, che vestito di no- mura ciclopee,e pel corpo di s. Sisto I{ V.)
stra carne fu posto in croce, e ad esso ri- Papa e martire, che si venera nella cat-
corriamo per implorare misericordia. Co- tedrale; nel territorio di Collepardo, del-
me nell'inno angelico della messa si dice: la quale comune, della certosa e della sua
Tu solo Santo, tu solo Signore, tu solo grangia di Ticchiena riparlai nel voi.
Altissimo, o Ge.sù Cristo; così essendo e- XXVII, p. 269, 270 e 317, e negli ar-
gli Santo decanti, uomo e Dio viven-
il ticoli che indicherò in corsivo. Distante
te r vero ed immortale, si dice a lui Santo miglia 4 i/2 da Trisultiè la famosa Grot-
Dio, Santo forte, Santo immortale, ora ta di Collepardo, visitata per le sue na-
che appunto gode vita immorta le alla de- turali, singolari, variate e imponenti cri-
stra del Padre particolarmente in questo stallizzazioni, stallatlili o stalagmiti e al-
giorno, che colla sua morie ha vinto la tre curiose petrificazioni, di gruppi di for-
morte e l'inferno.Scrissero sul trisagio.Th. me diverse e scherzi trasparenti; grotta
Vegelino, De hy nino Trisagio, Franco- emula di quella pure dalla natura for-
furlii 609. Pietro Allix, De Trisagii o- mata in Anliparos nella Grecia. La cer-
/7g//K J R.othomagii674.Gio. Giorgio À-
>
tosa prese il nome dal castello che vicino
bieht, De Domino Esajae viso, et Tri- sorgeva, e chiamato ancora TrisaltoJoV'
sagio celebrato, Gedani 7 1 8. Menochio, 1 se a tribus saltibus, cioè dalle sue tre col-
Stuore, t. 69: Dell'ori-
2, cent. 6, cap. line boscose, ne'bassi tempi tributario de-
gine del Trisagio, cioè del versetto che gli alatrini, demolito ob malitiam inha-
si canta la setti/nana santa, e per qual bitantium in cimi, dal popolo di Castro
causa canta in lingua greca. Fr. Sa-
sì ueli3oo per ordine de'Colonnesi polen-
verio Brunetti, Orazione e Trisagio of ti. Ivi fu già la chiesa e il monastero edi-
7* TRI TR I

ficati nel 999 da s. Domenico di Foligno affari del corpo della religione, senza pun-
clrll'ordiiie benedettino, detto di Sora pel to ingerirsi però nel
governo della c;isa e
monastero abbate e fondatore;
di cui fu sua amministrazione, e facendovi la per-
e siccome con Lubini Abbatiavum Ila- manenza il p. generale, sarà mantenuto
line, p. 394*. De nbbatia titillo s. Bar- e trattato, come richiede il suo grado e
tholomaei de Tri sullo , e con altri auto- la sua dignità. 4-° Dovrà la certosa di Tri-
ri, all'articolo Certosa ne dissi fondato- suiti addossarsi i pesi annessi e connessi
re s. Domenico Loricato, così per emen- a quella di Roma, come mantenimento
darmi e perchè meglio apparisse la diver- intero degl'individui, sagrestia, fabbrica
sità che passa fra' due santi e il da loro e tuttociò che necessiterà al mantenimen-
operato, ne compilai le brevi biografìe, to e manutenzione, tanto degl'individui
sebbene non comprese nel Butler, che sol* che della chiesa, sagrestia e chiostro. 5.°
tanto mi proposi a guida nella parte a- Per il risarcimento del chiostro non do-
giografica di questa mia opera. Innocen- vrà la certosa di Trisulti indugiare a met-
zo 111 nel 1208 donò gli avanzi del mo- tervi mano.
f
nastero e della chiesa fabbricati pe bene- TRITEISMO. Eresia poco conosci u-
dettini neri da s. Domenico di Foligno, ta ne'primi secoli della Chiesa, e primo
chiamato eziandio di Cocullo pel riferi- inventore di essa fu Giovanni Ascasnago
to uella biografia, a Certosini (J~.) co'be- di Siria, col sistema mostruoso di distin-
iii e pertinenze de'medesimi; quindi nel guere in Dio tre nature. Il triteismo è l'e-

1 2 1 1 fabbricò l'attuale certosa e l'esisten- resia di quelli che insegnarono esservi in


te chiesa; alla quale certosa è unita quel- Dio non solo tre Persone, ma ancora tre
Roma, colla sontuosa Chiesa di s.
la di sostanze divine, perciò tre Dei. Dipoi Gio-
Maria degli Angeli, nelle Terme di Dio- vanni Filopono, grammatico e filosofo in
cleziano (Z7.), della quale chiesa e certo- Alessandria, ove morì nel 610, profon-
sa riparlai inpiù luoghi come ne* voi. , damente versalo negli scritti d'Aristotile
XVII,p.i67,LXXV,p.2i7.PioVIIcol e di Platone, dietro lo studio di quest'ul-
breve Monasterii Cartusianorum,quod timo insegnò una Trinità {V.) di natu-
in saltu est, cui Trisulto nomen, de'24 ra in Dio, e fu caposetta de'triteisti, ere-
1uglio 80 1 Bull. Rom. conti. 1 1 , p. 8 1
1 , 1 : tici che ammisero tre essenze e tre natu-
Confirmalio capilulorum editorum prò re particolari nella ss. Trinità, e per con-
recta administr adone, et gubernio ino- seguenza tre Dei, sebbene ciò non osas-
r
nastcriiCartusianorum Trisulti nuncu- sero di pronunziare. Mg. Giuseppe As-
pati in dioecesi Ala trina. Eccone gli ar- semani nella Bibliot.orient. Iib.2, p. 237,
ticoli. 1. "Delle due Certose di Trisulti e riguarda Filopono propriamente come
di Roma se ne formerà in avvenire una inventore del triteismo. Appena compar-
sola, incorporandosi il monastero dr Ro- ve quest' errore, fu condannato da' pa-
ma e le sue pertinenze, alla certosa di Tri- triarchi e da molti concilii d'oriente. La
suiti,onde questa sarà rispetto a quella, pretesa riforma che ravvivò la semenza
come figlia a madre. i.° La certosa ili Ro- di tante eresie, fece anche rinascere il tri-

ma sarà considerala come un ospizio di teismo: t.° Negli scritti di Valentino Gen-
quella di Trisulti, da governarsi da un tili di Cosenza, il quale ammetteva nel-
vicario, che deputerà il priore di Trisul- la Trinità tre spiriti eterni, realmente di-
ti, il quale avrà la facoltà di destinarvi stinti e differenti nella loro essenza nume-
la famiglia sufficiente al servizio della rica. Per quest' errore, col quale accop-
chiesa e del monastero. 3.° Vi avrà la sua piava l'arianesimo e gli errori di altri e-
abitazione e decente mantenimento il pro- retici Trinitari (J7'.), bestemmiando con-
curatore generale, acciò possa trattare gli tro la Trinità, dovè fuggire da Ginevra,
T R T TRI 73
r
e venne cacciato dalla Polonia; ma essen- al di dentro con sagre Immagini (T .) di-
do motto il suo nemicoCalvino, l'eresiar- pinte, o scolpite sul marmo, sul metallo,
ca tornò a Ginevra, ove fini con essergli sul legno o sull'avorio o sull'osso, per col-

troncata la testa nel 1 566. 2.° Nell'opere locarsi sulle Mense degli altari pubblici
di due famosi protestanti , te^ogi della o domestici, o d'uso privato per divozio-
sedicente chiesa anglicana, Raffaele Cud- ne particolare verso Dio, laJB. Vergine e
WÒrt, rinomato principalmente per le sue alcuni Santi in esse rappresentati. L'o-
3

profonde ricerche contro Deisti nel 1678, i rigine decrittici sagri è comune a Dittici
e pel suo Vero sistema intellettuale del- (V.) sagri. I dittici sagri erano, secondo
l'universo, in cui segue Piatone e i moder- 1' etimologia del nome greco, anche pic-
ni discepoli di lui, rispetto alla divinità, coli armadi composti di tavolette pieghe-
egli spiriti e alle idee. Dietro «.questa no- voli da potersi aprire e ferrare a piaci-
zione immaginaria della Trinità di Pla- mento. Ciascuna di delte tavoletteera se-
tone, egli pretese che le tre Persone sie- parata dall'altra, e formava uno sportello.
no tre sostanze spirituali distinte tra lo- Se gli sportelli erano due, e due erano
ro; ma che il Padre solo sia veramente per conseguenza le tavolette, chiama vansi
Dio e propriamente l'Essere supremo; per dittici; se tre, denominavansi trittici; se

modo che l'onore assoluto non sia dovu- finalmente erano molti, portavano il no-
to che a lui quasi il Figlio e lo Spirito
,
me di polittici. Oltre a ciò erano questi
Santo non fossero Dio se non pel concor- sportellisostenuti e fermati da piccoli gan-
so del Padre con essi, e per la subordina- gheri, e ciò affinché si potessero aprire e
zione e sornmessione che a lui rendono. serrarecomodamente. Quanto all'uso, il
L'altro protestante che poco dopo dife- Buonarroti, Osservazioni sopra alcuni
se il triteismo, fu il pericoloso e ardente frammenti di vasi antichi di vetro or-
Guglielmo Sherlok, curalo di s. Giorgio nati di'figure, ove riporta ancora le Os-
a Londra nel 167 3. Egli impugnò la dot- servazioni sopra tre Dittici antichi (Va-
trina de'Solifidiani e degli Antinomiani vorioy riferisce che uno de' luoghi prin-
(Vi)ì e pure contro
scrisse Sociniani i cipali dove più frequentemente e eoa
,

(V.) con libro nel quale chiaramente in-


t
maggior abbondanza mettevano ed espo-
segna l'errore di tre spiriti o intelletti di- nevano al pubblico gli antichi fedeli tali
stinti nella divinità; fu accusato di tritei- loro sagri arredi, erano alcuni palchi in-
smo,e la sua dottrina condannata da una torno aìì'Jltare (V.) che si dissero per-
assemblea d'Oxford, come falsa, empia, gole (vocabolo che secondo il Fanciulli,
eretica e contraria alla dottrina della chie- e meglio il Donati , spiegò Cujacio, est
sa cattolica, e particolarmente della chie- exhedra scu cathedra angusta in super-
sa anglicana. Le opere eh' egli compose ficiealiqua aediumj lo stesso significato
per difendersi e per arrestare i progres- gli danno 1' antiche glosse. Inoltre Ter-

si del socinianismo, e le sue dispute con- tulliano dice, Coenacula in aedicularum


tro i suoi avversari, si potino vedere nel disposi ta forma aliis, atout aliis per-
Buller, il quale fa la storia del triteismo gulis super sunt , seti super structis j di
nelle sueFeste mobili, trat. io: Sulla do- più avverte Cujacio che in queste pergole
menica della ss. Trinità ,cap. 3. Di quel- per lo più^i spandevano le mercanzie, on-
li clw combatterono il mistero della ss. de nel codice Teodosiano si dona il pri-
Trinità. Così pure tratta degli errori e vilegio a' pittori di poter tenere le per-
delleoperedeglialtri eretici trinitari, Gu- gole. Della voce pergula si sono serviti poi
glielmo Whiston e Samuele Clarke. scrittori ecclesiastici ad exhedram , seu
TRITTICO, Triptyehum. Tavola o mensam designandam, in qua sacra do-
tavoletta tripla che ripiegasi in tre partile, narla exibebantur diebus celebriori-
74
TRI T II I

hush come si può vedere in Anastasio Bi- fabbricavano a foggia di essi, cioè come
bliotecario, e nelle note che su di osso fece tanti piccoli armadi da aprirsi e serrarsi
l'AltaSNcrra particolarmente. Ancora gli in più parti, ciascuna delle quali era di-
mettevano in veduta in certi gradi o rialti stinta dalle altre con qualche lista , che
in testa dell'altare, che tornando sopra la serviva loro d'ornamento, terminandoiu
Confessione (7 .) de'ss. Martiri, si pote- cima in un angolo acuto, nella guisa ap-
vano ben godere i\n\ popolo; quali rialti i punto che sono lutti dittici di siimi fatta,
i

mutato il sito dell'altare, furono trasfe- che ci sono rimasti. Tali quadri da altari
riti verso la tribuna in feccia, e «opra i con altro nome più propriamente non
medesimi, e questi hanno data l'occasio- pare che si possano chiamare, che di dit-
ne agli odierni gradini dell'altare, che si tici, o trittici, o polittici, dal numero più
sogliono ornine di vasi più o meno pre- o meno de' loro sportelli. I quali poi in
ziosi, di candellieri, di busti colle imma- decorso di tempo gli fecero fissi, e da star
gini de'Santi, e di reliquari colle loro reli- sempre aperti, ritenendo solo della primie-
quie. In tali luoghi dunque si collocarono ra loro figura la distinzione degli spotv
le varie specie de'dittici sugli di legnosi 'os- telli, o nicchie separate da qualche spe-
so, d'avorio o d'altra materia di prezzo, o cie di colonna, o lista per ornamento, ter-
per mero ornamento, o perchè fossero vi- minando anch'esse nella parte superiore
cini e pronti per l'uso che se ne dovea fa- in un angolo acuto. Il Donali aggiunge,
re nelle sagre liturgie, e nel mezzo a que- d'averne osservati di simile struttura de-
sti dittici o trittici nel luogo più princi- gli avanzi tratti da antichi quadri d' aU
cipale si mettevano quelli intignili del- tempo di mez-
tari di chiese., fabbricali nel

l' immagine de' Santi , specialmente di zo; usanza che perseverò poi anche dopo
quelli, a cui fosse dedicata la chiesa o la il 4°°j ritrovandosene alcuni dipinti da
1

solennità, al qual costume si conformano fr. Filippo Lippi. In fatti uno quasi so-

i greci, quali pongono in mezzo al coro


i migliante, dice il Donati, tuttora esiste-

nella parte vicina al santuario in un com- va nell'antica chiesa di s. Frediano, fatto


petente rialto l'immagine voltata al po- tutto di marmo da Giacomo di Siena nel
polo del Santo, di cui di mano in mano secolo XV; quantunque nell'istesso tem-
ne celebrano la festa. Il Donati, De' dit- po vi fosse introdotto il costume di far le

tici degli antichi profani e sagri, osser- tavole d'altare tutte andanti e intere, e
va che dal rito antichissimo di colloca- dipinte con una sola storia. Questi dittici
re le ss. Immagini sopra gli altari (e ri- o trittici fabbricati poi sulla maniera di
porta esempi de' tempi di Papa s. Sisto. que'che tuttavia esistono,ol tre l'essere sta»

Ili del 43a, e di Papa s. Simmaco del lo in costume di riporti in lesta alle sa-r
49B, e per le chiese dell'Africa da un pas- gre mense, che sempre teneva nsi fisse,ser-
so di s. Ottato vescovo di Milevi del 370) virono ancora per gli Altari portatili
e presso le confessioni de'ss, Martiri, non (7^.), essendo molto facile e comodo il lo-

essere improbabile il dire, che ne sia an- ro trasporto. Non sarà forse cosa tanto lon-
cora derivato ilcostume di porre in te- tana dal vero, il credere che potessero es-
sta alle sagre mense dittici o trittici i-
i sere stati usati eziandio da' cristiani in
storiati aldi dentro di sagre ligure. I quali tempo della persecuzione degV Iconocla-
dittici e trittici ebbero anticamente nelle sti (7'.), esprimendo entro di essi le sa-
chiese quel medesimo uso, che presente- gre Immagini per potere nell'istesso tem-
mente hanno i nostri Quadri (f^.) o ta- po e venerarle e guardarle da' loro in-
vole dipinte da altare , che dal senatore sulti sacrileghi e oltraggiosi. Servirono an-
Buonarroti credonsi originate da questa cora questa sorte di dittici per soddisfare
stessa sorte di dittici. Mentre anticamente la divoziouedichi viaggiava, mentre por-
T 11 I TR I
7*
tancluli conloro,aveano ilcomoclocli pre- angoli acuti. Questelavoledipinteda alta»
slare il dovuto cu Ilo al le ss. immagini non re,otiginate da trittici, si principiarono a
solo nelle proprie case dove le tenevano, introdurre medio evo,dopo il secoloX;
ne.1

ina anco in qualsiasi altro luogo. Quindi e fra le più antiche si deve contare quella
il Donali descrive e illustra eruditamente d'argento dorato e ornata di gemme,fatta
6 trittici sagri; cioè ih. della metropo- in Costantinopoli nel 976 d' ordine del
litana di Lucca, formato di 3 sportelli di Doges. Pietro 1 Orseolo per la ducale ba-
legno di figura bislunga, «miti da 3 gan- silica di Venezia, la di cui descrizione può
gheri di ferro; stando aperto nella parte leggersi anche
Marangoni, Istoria di
nel
superiore, termina in 3 angoli o sesti a- Sancta Sanctorum p. 23 Questa è la 1 .

culi, e quando è serrato in un solo. Cia- celebre Pala d'oro della basilica patriarca-*
scuno degli sportelli laterali è eguale nella ledi s. Marco.il can. Luca Fanciulli,/)/ <7,/-
grandetta alla metà quel di mezzo, di-
di cuni antichi riti della cattedrale di Osi*
modoché serrandosi, tutti e due insieme mo t
colla spiegazione d'un sagro Trit-
gli servono di coperchio. Formasi di pezzi tico, ohe si conserva nell'archivio capi-
dosso, bianco incastrato e storiato a bas- telare, ci'eóe che abbia servito per oggetto
sorilievodi sa«relmma"ini,esi vuole lavo- di culto e venerazione a qualche osima-
io barbaro del secolo XI li. Il 2.°è il tri'l* 110, nell'oratorio domestico, o piuttosto in
lieo sagro de carmelitani di Lucca,in tutto occasione di viaggio; e rappresenta gli a-

nella forma del pi ecedente, come sono lut- dorabili misteri dell'Incarnazione e Pas-
ti gli altri trinici di tal sorte, parimenti sione del Redentore, e le figure di pareo*
con pezzi d'osso bianco incastrato, ed ef- chi santi. Di 3 tavolette o sportelli è com-
figiali assai rozzamente con bassorilievi. posto. Ih. rimane fermo e immobile, gli
3.° Altro trittico lucchese, di proprietà altri due si piegano e si chiudono, uno
del Donati, era anch'esso composto di 3 dentro l'altro. Quindi stando tutti e 3 a*

tavoluccie piegabili, affatto uniformi a* porli, formano 3 quadri diversi e sepa-


precedenti trittici, e ne fece eseguire il di- rati. La pittura non sembra più antica del

segno che riprodusse nel suo libro, acciò XV secolo e perciò non senza qualche
,

si prendesse una chiara idea de' trittici, buon gusto. Non solo il Fanciulli spiegò
non meno che de'qnadrida altare. Nel- tutte le pitture e le figure in esse espresse,
lo sportello a destra la figura sembra un ma ne riportò i disegni con incisioni. Di-
«.Evangelista o un s. Apostolo, ed in quel- ce inoltre, che I' uso di questi trittici fu
lo a sinistra forse un s. Leonardo mona- comunissimo sempre presso i greci e al-
co e confessore. Nello sportello di mezzo tri popoli orientali, ed esserlo ancora tra'
è figurata la B. Vergine col divin Figlio ruteni mediante tavolette dipinte di sa»
in un braccio, fra due Angeli. 4«° 'I trit- gre Immagini, poiché non sogliono mai
tico di Verona pure di tavole di legno
,
fare orazione se non hanno davanti qual-
con pezzi d'avorio incastrati, rozzamente chesagra immagine, esi servono ditali ta-
scolpili a bassorilievo. 5.° Il trittico de' volette come di altrettanti altarini. Il trit-

carmelitani di Modena, simi le a'preceden- tico ruteno di cui sono possessore, e ne feci
ti, con pezzi d'osso bianco incastrati, tutti cenno a vScultura, ragionando di quella
eiììgiati a bassorilievi di sagre figure. Rac- in legno, è una prova dell'asserto del can.
conta poi il Donati, che nell'antica chiesa Fanciulli. Si ponno vedere le opere di Gio,
di s. Pietro della Badia Camaiore di
di Antonio Gov\ Thesaurus veterum Dipty-
,

Lucca, esisteva un antico quadro da al- chorum, e Gio. Battista Passeri che ne
tare dipinto in tavola, espartito in 5 spor- compilò le prefazioni. Nella Raccolta
telli storiali di s. Immagini, terminanti tut- d'opuscoli scientifici, del camaldolese p.
ti, come i trittici accennati, in altrettanti d. Angelo Calogerà, molto si traila della
76 TRI TRI
diversa specie di dittici, profani ed eccle- omicidii, de'furti,e di tuttociò che riguar-
e nelle Osscrvéatoni intorno alla
siastici, dava gli schiavi colpevoli; assumevano le
cattedrale di JbrreZ/o, del p. Costadoni informazioni contro coloro ch'erano so-
della stessa congregazione. Egli discorre spetti di qualche delitto; aveano la custo-
delle tavole d'altare divise per lo più in dia delle prigioni, e facevano eseguir la
due o tre parli, che l'una facendosi ca- sentenza contro quelli ch'erano condan-
dere sopra l'altra vengono perciò a chiu- nati a morte dal pretore, dagli 8 littori
dersi, e ad essere meglio conservate e di- loro addetti. Il luogo ov'essi amministra-

fese, chiamandosi dittici se due parti solo vano giustizia, era situato vicino alla co-
lecompongouo, trillici e polittici se tre o lonna chiamata Mocnia. Questa non era
più, poiché con tali vocaboli i greci chia- lungi dal Comizio nell'area del Foro ro'
mavano i libri formati di due, tre o più mano, e fu così chiamata perchè eretta
tavole. a onore di Caio Menio vincitore de'latini
TRIUMVIRO, Triumvir. Uno de'3 nel 4' 6 di Roma, quello stesso che ornò
del Triumvirato ossia principato di 3 uo- la tribuna pubblica co' rostri. Plinio la
mini. I triumviri erano i magistrati che mostra come la più antica fra le colon-
governavano con sovrano potere in Roma ne onorarie, ma non più esistente a'suoi
(^)e dividevano fra loi'oil governo della Neronia-
giorni, forse perita nell'incendio
repubblica romana,il che abbiamo veduto pretendono chiamarsi così la co-
110. Altri

inombra rinnovato nel 1849. I triumviri lonna, da un tal Menio che si riserbò nel
dell'anticaRoma niente aveano di comune vendere a Catone la sua casa per edificar-
fra loro, fuorché dell'ambizione, e della vi la basilica Porcia, e questo affine di po-
crudele rendetti che ciascuno faceva de' ter di là veder esso e i posteri suoi i giuo-
propri nemici. Il triumviraloera un gover- chi gladiatore che si davano nel Foro fa-
no assoluto di 3 persone,che assumendo il cendovi alla circostanza palchi posticci. I
potere dispoticamente, cambiarono la co- triumviri capitali dilferi vano soltanto nel-
stituzione da democratica in monarchica. la maniera di eleggersi, da'duum viri, che
Vi furono in Roma due famosi triumvi- parimenti giudicavano le cause criminali,
rati, che governando sovranamente du- giacché questi erano eletti a sorte , ed i

rarono 2 anni 1 circa. G. Pompeo Magno, primi da' suffragi del popolo convocato
C Giulio Cesare, e M. Licinio Crasso for- per Tribù. Tali duumviri pure si dice-
marono il i.°;Ottavio, poi imperatore Au- vano capitali, erano giudici o luogotenen-
gusto, M. Antonio e Lepido formarono ti criminali, maggiori de'triumviri capi-
il 2. , dopo la morte del dittatore Giulio, tali, perchè condannavano a morte i de-
Cesare, nell'isoletta di cui riparlai nel voi. linquenti, ma dalla loro sentenza si ap-
L.VlI,p.255e 258. Questo ultimo trium- pellava al popolo, il quale soloavea il di-

virato affrettò la rovina della repubblica, ritto di confermare un giudizio di morte


e portò l'ultimo colpo alla di lei libertà. contro un cittadino romano. Non si devo-
Ottavio entrato in discordia conM. Anto» no confondere co'duuuiviri, poi accresciu-
nio e Lepido, fece loro la guerra, ed aven- ti , che custodivano i libri della Sibilla

doli vinti ad Azio, rimase il solo padro- (T7".),!! consultavano e proponevano mez- i

ne di Roma e dell'impero della repubbli- zi di placar gli Dei in tempo di pubbli-

ca,venendo proclamato imperatore. Vi che sciagure. triumviri nocturni erano


I

erano ancora in Roma diversi ufliciali o 3 individui che vegliavano durante la


magistrati, che chiamavansi triumvirati. notte, per la conservazione della quiete
I triumviri capitati furono creati verso di Roma, ed affinchè se mai si manifesta-
l'anno 4^4 di Roma: essi erano giudici va in qualche parte incendio, fossero più
delle cause criminali; giudicavano degli pronti nei dare gli ordini necessari per e-
s
,

TR I TRI 77
st inguerlo a'vigili, ora Pompieri (V.), e che sembrano essere slate una specie di
mettevano sentinelle sulle mura e in di- t ipo per verificare soldi d'oro che si co-
i

versi quartieri per avvertirli subito, ve- niavano a'tempi di quegl' imperatori. Il
dendo fuoco. Yi erano ancora 3 magistra- capo di quegli operai è chiamato optio nel-
li della pubblica salute, cbe chiamavansi le iscrizioni. Nella i* guerra punica era-
triumviri valeludiiris, e creavansi princi- no slati creati triumviri mensarii, per
i

palmente in tempo di Pestilenze (P.) e l'intendenza delle monete e del cambio.


di malattie popolari. 1 triumviri mone- Si dissero triumviri senatus legendi , 3
tari erano magistrati direttori e soprin- personaggi che nominavano i soggetti cui
tendenti destinati alla fabbricazione della credevano più degni d'entrar nel senato.
Moneta (V*). Ne' tempi della repubblica GÌ' istituì Augusto, poiché da principio
l'intendenza delle monete era commessa questo diritto apparteneva a're di Roma,
a 3 ufhziali che chiamavano triumviri
si indi a'consoli,e nel 3 io di Roma fu at-
auro,argento, aeri Jlando.feriundo. G. tribuito a'censori.Yi furono pure trium-
i

Cesare ne aggiunse un 4-°; ma sotto il ni- viri agrarii , ed i triumviri epuloni poi
pote Augusto cambiamenti fatti dallo zio
i settemviii.Finalmente eranvi triumviri i

furono riformati, e triumviri monetari i o duumviri delle Colonie (F.) dedneen-


continuarono a incidere nomi loro sulle i dae } quali venivano incaricati della di-
i

monete che faceano coniare.Dopo la mor- rezione delle colonie , che il popolo ro-
te d'Augusto non leggesi più sulle mone- mano inviava e stabiliva altrove. Dessi
te nomi de'triumviri. Nel basso impero
i appunto eran quelli che con aratro desi-
non si fece più menzione di questi magi- gnavano il luogo e confini, ove bisogna- i

strati, e le lettere S. C. non trovatisi più va edificare le nuove città, chedividean


come prima sulle monete di bronzo. Que- le terre in proprietà a ciascun colono
sto fa supporre, che gì' imperatori attri- davano regolamenti, ed amministrava-
i

buendo alla lorodignità il diritto esclusivo no la giustizia a'nuovi abitanti, e conser-


di far battere moneta, abolirono le cari- vavano lo stesso grado e l'autorità stessa
che di coloro che ne presiedevano la fab- che aveano consoli in Roma. Questi
i

bricazione, e che probabilmente erano no- triumviri oduumviri erano scelti dal cor-
minati coll'approvazione del senato. Se- po de' decurioni, e la loro magistratura
condo tutte l'apparenze quel cambiamen- durava 5 anni: si eleggevano dall'assem-
to operò sotto Aureliano, contro cui
si i blea del popolo per tribù. Sui monumenti
monetari eransi rivoltati. Gli operai che lo stabilimento delle colonieè indicato da
lavoravano sotto gli ordini de'triumviri un aratro con buoi Abbiamo di attaccati.
monetari erano liberti o schiavi, divisi in Citi de la Guelte, Histoire du triumvi-
i

molte classi. Gli uni chiamati signatores, rat de J. Cesar, Pompe e et Crassus^a-
intagliavano i punzoni; gli altri detti sup- risi 694: Histoire du trinmvir a t a" Au-
postores, aveano cura di porre il pezzo di guste, M.Antoine et Lepidus,Vaiis 694. 1

metallo ne' punzoni; gli altri, delti ma- Joh. Guil. Hoffmanui, Singularia capi-
leatores, le battevano col martello. Ol- ta ex historia triumviratus^iaticofavii
tre questi, eranv i altri operai occupati nel- ad Yiadrum 1 733. Gio. Adolfo Hartman-
la preparazione e fusione de'metalli, e di- ni, Dissertalo historica de triumviri
ce \am\ jìatores o Jlatuarii. Alcuni era- RoìnanaeReipublicaefunestis^oìhtwn.
no incaricati della verificazione del titolo 1736. Gaspar AchatiusBechius, Brevis
e del peso delle monete, appellali exa- historia triumvirati prioris apud Ro-
ctores auri3 argenti, aeri: egli è per que- manos, Basileaei74o.
sto che leggesi, exagium solidi su certe TR1YENTO (Triventin). Città con
medaglie d'Onorio e di Yalentiniano ili, residenza vescovile della provincia di Alo-
. - >

78 t n i TRI
lise nel Sanino, del regno delle cine Si- ginrono prima la nobilissima famiglia di
cilie, distante da Benevento per la via A Millo, e poi il celebre capitano Antonio
di Morcone, Campobasso e Castro mi- Giacomo Caldora. Vanta molli illustri
glia 3(),capoluogo di cantone. Giace in nella toga e nell'armi; e seguì le politiche
salubre e benigno cielo, sopra un alto vicende della Puglia. L'Ughelli, Italia
colle, sotto del quale
poco discosto per sacra, 1. 1, p. 1 327, Tridentini Episcopi
una profonda valle scorre il fiume Tri- ne riporta la serie, ed il Coleti nel t.10,
gno, al confluente dell' Arresta. E cin- p. 346j le collezioni. Riferisce il Sarnel-
ta di mura, ha vie regolari e ben lastri- li nelle Memorie degli arcivescovi di Jìe- '

cate, ed ha alquanti belli edifizi. La cat- nevento, che da'primi tempi la sede ve-
lediale, antichissimo edilìzio di nobile scovile di Trivento fu ad essi soggetta,
struttura, è sotto l'invocazione de'ss. Na- come apparisce dalla bolla di Agapito li
7.ario, Celso e Vittore martiri patroni del- Papa del Cj{\f>, che nel detto anno cacciò
la città, e tra le reliquie sono in ginn ve dalla cattedra Tridentina l'intruso Leo-
neraatone i capi de' ss. Melario e Celso. ne prete e monaco, ad
Giovan- istanza di
a
Il rapitolo si compone di 5 dignità, la i ni V vescovo Beneventano, riti Ecclesia
delle quali è l'arcidiacono, di 7 canonici Tridentina aniiquitus subdita crai. E-
comprese le due prebende del teologo e rella la chiesa di Benevento in arcivesco-
del penitenziere, di 6 mansionari, e di al- vato, il vescovo di Trivenlo fu uno dei
tri preti e chierici addetti al divino ser- suoi suffragane'! , come si ha dalla bolla
vizio. Vi è l'unico fonte battesimale del- del pallio di Papa Giovanni XI V ad Alo-
la città, con la cura d'anime amminisl ra- ne arcivescovo nel g84- Similmente Papa
a
ta da una delle dignità, come dalla 3. Gregorio V nella bolla del pallio ad Allu-
dell' arciprete o da un canonico. Presso no nel 998, s. Leone IX nel io53,ed è scol-
la cattedrale è l'episcopio che si fa distin- pito tra'suffraganei nella porta di bronzo
guere tra gli edifizi. Non vi sono altre della metropolitana. Nel 147 1 l'arcivesco-
chiese parrocchiali, bensì diverse chiese, vo Corrado Capace, come metropolita vi-

un convento di religiosi, due sodalizi, il sitò la cillà di Trivento. Il Sarnelli sebbe-


seminario cogli alunni. I suoi 4^00 abi- ne confessa che nel 474 Sisto IV esentò 1

tanti circa vi tengono fiera il 27 e 28 lu- Trivenlo e lo sottopose immediatamen-


glio d'ogni anno. Vi si sono trovate mol- te alla s. Sede, tuttavolta dice che non de-
tissime iscrizioni, alcune delle quali ri- ve esentarsi dal concilio provinciale, co-
portò Muratori. Nelle vicinanze è una sor- me non ne fu dispensata Troia, benché
gente solforosa. Trivenlo dal suo fiume divenuta esente, il che si apprende dal-
Trigno detto da'lalini Trinum onde t
al- l'editto sinodale dell'arcivescovo Palom-
cuni vogliono che sia appellala Triven- bara del ^99, e dalla lettera sinodica del-
1

tum ubi Triiium


}
v'ertilnr. Altri disse- l'arcivescovo Foppa deli 656,iu cui ven-
ro, essere chiamata Trivento per essere ne compresa Trivenlo obbligati a inter-
posta in luogo ventosissimo. Antichissi- venirvi. Leggo nell'CJghelli: Tridentina
ma fra le più importanti città de'sanni- Ecclesia, quae rcgiae praesentationis
ti , i romani vi dedussero una colonia est) una habetur ex insignioribus huj'us

d'ordine di Giulio Cesare, dicendo Fron- provinciae Ecclesiis , tum ex dioecesis


tino: Triventum oppidum Àger ejus in }
amplitudine tum quia ex Alexandri
,

praecisuras 3 et strigas est assignatus III i ac Sixti IV aliorum summorum


post lertiam obsidiouem mi li tibus Julia- Ponlificum privi leg. ab ornili alio metro
nis. Iterpopulo nondebetur. Si vuole che polii, jure exempta s. Sedis apostolicis
fosse anche municipio romano. Divenne proxime subjacet, uniusque tantum ro-
contea sotto i longobardi, e la siguoreg- maniPontificis vencratur arbitrium t lam
V

T R I T R I
79
e! si Episcopus ad nornmm Tridentini In questo gli successe fr. Giordano Cur-
conciln, ex electione ad Lancia nensem ii francescano, traslaloa Messina nel 1 348
provìncialem synodttm accessit) idquc da Clemente VI, il quale gli sostituì fr.
nobìs causaefiiityCiir Triventinos F.pi- Pietro Scolelli dell'Aquila pure minori-
scopos inter romanae Ecclesiae imme- la di esimia dottrina e lodalo commen-
diate subjeclos Episcopus rejiciamus ì tatore del Maestro delle sentenze. Fran-
auos ex alior um vecordia in nostro /to- cescoMarchisio diSalerno morto nel 1
379
mo praetermisimus. Nell'ultima propo- in patria, e sepolto nella chiesa di s. Fran-
sizione concistoriale si dice, Apostolicae cesco con epilafì'10 riportato da Ughelli.
s. Sedis est immediate sid>j'ecta. Il ."ve- r Nel detto anno Urbano VI nominò Rog-
scovo di Tri vento è s. Casto, ma s'igno- gero de Carcasi di Sangro, in diverse let-

ra il tempo in cui fiorì, il 2. ° vescovo che tere dichiarando esente Trivento; e Bo-
si conosca fu N. milanese contemporaneo nifacio IX elesse nel 39 Pietro, cui suc- 1 1

di s. Ambrogio del 3<)0, il quale recò da cesse Giacomo per destinazione di Gre-
Milano a Trivento i capi venerabili dei gorio XII nel i4°9i e nuovamente nomi-
ss. Nazario e Celso. Domenico Episcopus nato da Giovanni XXI li nel 4 3. Nel 1
1

Triventinus nell'861 intervenne al con- 1421 Marano V elesse Giovanni Masi,


cilio romano, ed in quello di Ravenna nel- morto nel 45 In questo fu fatto com-
1 1 .

1*877 o v'è detto Trivensis. Leone intru- mendatario e neh 4^2 vescovo Giacomo
so nel 946» comedissi fu espolso. Lintnl- de Tersis o Uvilj abbate benedettino di
fo del 1 o 1 5 fu al concilio romano di I>e- s. Stefano di Tordona. Nel 472 Sislo I 1

nedello IX, nel quale si concesse un pri- conferì la sede a Tommaso Carafa nobi-
vilegio all'abbazia di Fluttuarla. Alferio le napoletano, lodato e caro a Ferdinan-
vivea a'tempi di Papa Pasquale II, cen- do I redi Napoli, indi colla bolla Ad A-
surato pel suo operato. Giovanni del 1 1
09 postolicae, de'3o giugno 4?4> 1 p»' es<;o U-
vivea nel1 9. Llao o Raus nel
l 76 con-
1
1 i ghelli, confermò l'esenzione della chiosa
fermò donazione di Rinaldo signore di
la e vescovo di Trivento dal metropolita di
Torri fatta al monastero di s. Angelo. Benevento. Alessandro VI neh499 n0 "

Ponzio oPel io intervenne nel 179 al con- 1 minò Leonardo da Corba ria. Gli succes-
cilio di Laterano MI celebrato da Papa se Tommaso Caracciolo nobilissimo na-
Atessandrol II, il quale prese la sede diTri- poletano assai stimato, nel 523 fatto an- 1

vento sotto l'immediata protezione del- cori amministratore di Capaccio, indi nel
la s. Sti\e , facendola immune da Bene- 1 53dimise la ^ec\e di Trivento a favo-
1

vento: Ponzio visse sino al 1 189. N. elet- re di Enrico Lodredi nobilissimo e vir-
to dal capitolo, fu confermato da Grego- tuoso, nel 536 traslato a Capua, con ri-
1

rio IX nel 237. Riccardo monaco diMon*


1 tenere l'amministrazione ili Trivento,ehe
te Cassino del 12 4° tM gran virtù, vivea cede nuovamente nei 1 54o.lu questo Pao-
neli 246. Nicola monaco di Subiaco, elet- lo 111 vi trasferì da Muro Matteo Grif-
to da Innocenzo IV fu confermalo nel foni toscano di Poppi, abbate vallombro-
1256 dal successore Alessandro IV. O- sano.sià inlimo di Clemente VII, morto
dorio del 1265, per sospetto di Manfredi in Roma nel 1 567 e sepolto nella cappel-
usurpatore di Sicilia, questo l'intruse nel- la gentilizia della linea romana ins. Mar-
la sua sede, cacciandone fr. Luca, il qua- cello. Nel 1 568 vi fu traslato d' Acerra
le neh 266 si rifugiò presso Gemente IV Gio. Fabrizio Severi ni nobile napoletano.
che lo reintegrò. Giovanni fiorì nel 295.
1 Nel i582 Giulio Cesare Monconi na-
Fr. Natimbene oAntibono figlio di Fran- poletano, in ogni genere di scienze ver-
cescoManfredi signore diFaenza, nel 1 334 sassimo, zelantissimo pastore, restatilo
eletto da Giovanni XXII, morì nel 344- 1 ampiamente e abbellì la cattedrale, \i fé-
80 TRI TR I

ce l'organo, la cantoria, il pulpito, l'alta- gelìim marmoreo sepolcro, collo tua im-
re maggiore ornatissimo, e fra le reliquie magine e iscrizione scolpiti. Nel 1717 Al-
pose una ss. Spina della Corona eli Gesù fonso Mariconda patrizio napoletano, mo-
Cristo aspersa del suo prezioso saligne, naco cassiuese, professore di teologia nel-
chiusa in reliquiario d'argento. Accrebbe l'università di Napoli, di singoiar dottri-
la dignità del clero, ridusse all'antico nu- na, miracolo d'erudizione; prese solenne
mero i canonici e ne aumentò le dignità, possesso a'27 luglio vigilia de'ss. Patro-
e nella forma di vivere dagli alti i lisegre- ni Nazario,Celsoe Vittore. Illustrò la va-
gò: eresse l'archivio e in esso diligente- sta diocesi colle sue operazioni, donò al-
mente raccolse monumenti di sua chie-
i la cattedrale preziose suppellettili, e ne
sa; in Angiomi eresse il seminario, nel si- ornò il prospettoesterno; rifece il palazzo
nodo diocesano corresse costumi de'chie- i vescovile con religiosa modestia. In più
liei e adempì le parti tutte di eccellente luoghi della diocesi ristabilì i sodalizi, nel
pastore per 24 anni, perciò degno d'eter- 1721 celebrò il sinodo con salutari de-
na memoria. Nel 606 Paolo de Lago pe-
1 creti e per l'erezione del seminario. Vi-
rugino, nel 1623 Girolamo Costanti no- gilante pastore, di grande probità, lasciò
bile napolelanOjtraslatoaCapua nel i63o. la sua memoria in benedizione. Qui ter-
In questo, per regia presentazione Urba- mina ì'/talia sacra, ed io compirò la se-
no Vili nominò fra Martino de Leon-y- rie de'vescovi colle Notizie di Roma. Nel
Cardenas nobile spagnuolo agostiniano, 1730 Fortunato Palumbo, monaco ce-
encomiato per insigne pietà, dottrina, mu- lestino di Marzano, diocesi d' Otranto.
nificenzae altre eccellenti virtù; indi nel Nel r 734 Giuseppe M/ Carafa teatino di
1 63 1 traslato a Pozzuoli. In tale anno il Nola. Nel 1756 Giuseppe Pitocco napo-
Papa gli sostituì Carlo Scaglia bresciano, letano. Neh 771 Gioacchino Paglioni di
canonico regolare di S.Giorgio in Alga. Nel Civita Reale diocesi di Rieti. Nel 1792
1646 Gio. Battista Capaccio di Pozzuoli, Luca Nicola de Luca Ripa Limurano
di
arcidiacono di quella cattedrale e vicario diocesi di Boiano, traslato da Muro. Nel
generale. A '22 gennaio 653 1 fr. Gio. dei- 1820 fr. Bei nardo d'Avolio cappuccino
la Croce di Toledo minore osservante, d'bchitella diocesi di Manfredonia. Nel
-visitatore generale del 3.° ordine nella 1822 Giovanni di Simone napoletano,
Spagna, morto in Roma a'20 marzo pri- indi traslato a Conversano." Nel 1827 Mi-
ma d'essere consagrato, e sepolto in A- chelangelo del Forno di Cave, canonico
raceli con iscrizione riportata da Cole- della patria cattedrale, ed esaminatore
ti. Nel i655 Gio. Battista Ferrimi di pro-sinodale. Per sua libera dimissione,
Messina; nel 1660 Vincenzo Lanfranco Gregorio XVI nel concistoro de'2 luglio
nobile napoletano teatino, traslato ad A- 1832 gli surrogò Antonio Perchiacca di
a
cerenza. Nel 1666 Ambrogio M. Picco- Capua e parroco della chiesa d'Ognissan-
loniini napoletano olivetauo, nobilissimo ti di quella città, esaminatore pro-siuo-
e virtuoso pastore, trasferito all'arcive- dale. Per sua morte, lo stesso Papa nel
scovato d'Otranto. Nel 1679 Diego Yba- concistoro de' 19 maggio 1837 dichiarò
nezde la Madriz cappellano del re di Spa- successore, Benedetto Terenzio di Fondi
gna, decano della cattedrale di Lugo, tra- diocesi di Gaeta, parroco e vicario fora-
slato a Pozzuoli nel i684- In questo fr. neo in patria, zelante predicatore. Vaca-
Tortorelli di s. Gio. Rotondo minore os- ta la sede pel suo decesso, il regnante Pio
servante, lodatissimo pastore che il capi- IX nel concistoro de' 23 giugno 18^4,
r
tolo onorò con solenni funerali nella cat- preconizzò l'attuale vescovo mg. fr. Lui-
tedrale, e seppellì nella cappella della B. gi de Agazio da Soriano diocesi di Ca-
Vergine de'Sette Dolori a corrili Evan- tanzaro, dell'ordine de'minori osservan-
t a i TRI St
ti riformati della provincia della i? Ca- mo, il tempo del viver suo, avendo ricu-
labria Ulteriore, già definitore generale, sato nel principio della malattia di pren-
custode e segretario provinciale, ornato dere le medicine. Terminò dunque la sua
di quelle qualità encomiate nella propo- carriera mortale nel 5o8, d'anni 52 non
1

sizione concistoriale. Ogni nuovo vescovo compiti, e fu sepolto nella chiesa di s. Ma-
è lassalo ne'libri della camera apostolica ria del Popolo, dove nel i.° pilastro al de-
in fiorini ioo, ascendendo la mensa a stro lato e rimpelto alla cappella Millini '

3ooo ducati napoletani. La diocesi si e- vedesi un elegante avello, eretto alla sua
stende a circa 100 miglia, e comprende memoria dal cardinal Teodoro Trivulzi
nella sua ampiezza 55 luoghi. e con breve iscrizione. Contribuì col suo
TRIVULZI Antonio, Cardinale. Dì suffragio alle elezioni di Pio III e di Giu-
nobilissima prosapia di Milano e chiama- lio II.

to pure Gio. Antonio, essendo intimo con-' TRIVULZI Scaramuccia, Cardina-


sigliere del duca Gio. Galeazzo Sforza e le. Nobile milanese, pubblico professore
suo inviato al senato veneto, nel 1487 In- d' ambo le leggi in Pavia o Padova,
in

nocenzo Vili lo fece vescovo di Como, in- acquistò tal fama di sapere,che divul-
di uditore di rota,e nel '499 vescovo d'A- gatasi nella corte di Luigi XII re di Fran-
sti. Ad Fran-
istanza di Luigi XII redi cia , fu cagione che lo dichiarasse suo
cia, a'28 settembre i5oo Alessandro VI consigliere di stato, e conferitigli pingui
Io creò cardinale prete di s. Anastasia. benefìzi gli procurò nel i5o8 da Giulio
Giulio II neh5o8 lo trasferì alla chiesa li il vescovato di Como, di cui prese pos-

di Piacenza, che appena ritenne pel bre- sesso nel 1 509. Profondamente pio e re •

ve spazio di 6 mesi. Mostrò ii cardinale la ligioso , in occasione del conciliabolo di


sua gratitudine al re di Francia, coll'es- Pisa de'cardinali fautori di Francia con-
sere di lui costante fautore e partigiano, troGiulio Indifese valorosamenlele parti
e singolarmente nella guerra fatta dal re del Papa, il quale lochiamo in Roma per-

in Lombardia, in cui s'impadronì di Mi- chè fosse uno degli assessori del concilio
lano, dove il cardinale fece fabbricare da' di Lalerano V, e quantunque non potesse
fondamenti la chiesa di s. Antonio, e poia' allora intervenirvi, vi si recò sotto Leo-
teatini graziosamente la donò. Singolare ne X. Questi nella famosa promozione di
fu l'amicizia del cardinale con Giulio II, 3 cardinali, ih." luglio 1 5 1 7 lo creò car-
1

il quale nel cardinalato trovandosi inMila- dinale prete di s. Ciriaco, colla protetto-
no a vea conosciuto e trattato ilTrivulzi ed ria di Francia presso la s. Sede, secondo
anche da lui ospitato, onde il Papa pren- alcuni l'arcivescovatodi Vienna nel Del-
deva gran diletto di sua compagnia, e so- fìnato, e nel 5 9 la sede di Piacenza, che
1
1

vente lo voleva a commensale. La sua ge- dopo 3 anni rinunziò al nipote Catalano.
nerosità, congiunta ad elegante aspetto e Cacciati i francesi dall'Italia, il duca di
naturale facondia, non andò immune da Milano Francesco li spogliò il cardinale
un vizio notabile, che fu quello dell'ira, come partigiano di essi, di tutte le reu-
in cui prorompeva in atti sconci e disdi- dite che possedeva in Lombardia, e Io
cevoli alla dignità dell'eminente suo gra- stesso fecero glispagnuoliquando presero
do, fino a percuotere e maltrattare i fa- prigione a Pavia Francesco I re di Fran-
migliari e domestici che aveano la disgra- cia. L'integrità d'un incorrotto costume,

Una profonda e tetra


zia d'incontrarvisi. che appariva anco dal suo esteriore, e la
malinconia, concepita per la morte del somma facilità con cui ammetteva all'u-
fratello Luigi, trapassato nel più bel fio- dienza e sentiva benignamente chi ricor-
re degli anni e da lui teneramente amato, reva a lui, lo resero a tulli amabile e ve-
accorciò a lui in Roma, meglio che a Co- nerabile. Voleva suoi commensali i dotti
VOL. LXXXI. 6
gì T Et I TR I

e letterati, co'quali volentieri conversava, tario di Clemente 1 //, eoi e ar (linai A-


oltre a tenerne buon numero presso ili gostino Trivulzìo dell' annoi 5 vj, Tori-
Allorquando l'esercito crudele di Bor-
se. no i845. Paolo 111 circa ili 535 l'elesse
bone s'incamminava da Milano a Roma, vescovo di Brogliato, e nel 537 diGratz: 1

presago il cardinale dell'orribili sciagure glisi attribuiscono erroneamente diversi

che poi piombarono sulla disgraziata cit- altri vescovati. Nella guerra che Clemen-
tà, colpermesso diClemente V 1 ne partì, 1 te VII fece a'Colonna, il cardinale fu de-
e seco recando quanto avea, si recò nel putalo alla legazione di Marittima e Cam-
territorio di Verona, dove lasciò la vita pagna, dalla quale passò di nuovo sotto
nel1527 nel monastero Magenzano oMa- Paolo 111 a quella di Francia, forse per
guzzano sul lago di Garda, ed ivi rimase trattar la pace del re Francesco I colPiin-
sepolto, dopoessei intervenuto a'conclavi peratore Carlo V, e si dice che fu reggen-
d'Adriano VI e Clemente VII. te di quel regno. Per 1'
Italia, Francia,
TRIVULZI AGosTiNO,CW/Wc\Pa. Spagna eGermania mandò persone a rac-
trizio milanese, nipote del cardinal An- cogliere tutte le notizie che riguardava-
tonio, protonotario apostolico e carnei ie- no la storia de' Papi e de'cardinali, quale
redi Giulio II, il qualeèopinione che l'a- egli per testimonianza di Panviuio si fe-
vrebbe creato cardinale, sediflìdandoegli ce a scrivere, ma prevenuto dalla morte
della natura focosa del Papa non si fosse ri- non potè dare alla luce, e di cui si gio-
tiralo dal suo servizio, tanto più eh' era varono poi Ciacconio, e lo stesso Panvi-
giovane di grazioso e bell'aspetto, spirito- nio, come egli confessa, e in particolare
so e d'acuto ingegno, savio, prudente e di pe'cardinali di Urbano VI fino a Paolo
non poche lettere fornito. Prelese Bernini IN. Aiutò questa compilazione il suo se-

che fòsse uditore di rota, ma non è provato. gretario Antonio Lelio. Si trovò presente
Leone X nella promozione del precedei! a'conclavi d'Adriano VI, Clemente VII
te parente, ili. luglio 5 7 lo creò car- 1 1 e Paolo III, morendo in Roma nel 1
548,
dinale diacono di s. Adriano, legato <7 la- dopo 3i anni di cardinalato, e le sue ce-
leve in Francia e protettore di questa neri furono deposte nella chiesa di s. Ma-
presso la s. Sede, come pure dell'ordine ria del Popolo, nella quale dal cardinal
cistercense. Molli furono i pregi che con- Teodoro Trivulzi gli fu eretto un sem-
corsero a renderlo amabile e rispettabile, plice monumento e col solo suo nome, nel
e gliguadagnarono la grazia de'priucipi. 2. pilastro del destro lato di quel tem-
Leone X inolile, nel 5io lo fece arcive- 1 pio, innanzi alla cappella Millini. Alcuni
scovo di Reggio, che dopo un mese rinun- scrivono, che ambì il pontificalo.
ziò al fratello Pietro, ed Adriano VI nel TRIVULZI Antonio, Cardinale. Di
i522 gli conferì il vescovato di Bobbio. nobilissima prosapia e nato in Milano, ni-
Clemente VI! a nomina di Francesco I pote del cardinal Scaramuccia Trivulzi,
nel 5?-4 S n accordò la chiesa di Tolone, divenne poi per prudenza del
*
1 illustre la

indi neh 528 quella d'Asti, e nel 53 1 1 governare, dopo essersi applicato con gran
quella di Bayeux. Prima di questo tem- cura allo studio della legge si condusse a
po e nel 1527, fu uno de'cardinaliche in Roma ove fu ammesso tra'prelati, e per
conseguenza dello strepitoso sacco di Ro- mezzo dello zio cardinal Agostino Tri-
ma, fu dato in ostaggio a'eomandanti del- vulzi nel i528 ottenne da Clemente VII
l' esercito di Carlo V, e ritenuto in Na- l'amministrazione perpetua del vescova-
poli nella fortezza di Castelnuovo, dove to di Tolone, rinunziatogli dal detto zio.
seppe sostenere la gravila e il decoro di Paolo III l'assegnò governatore a Peru-
sua dignità. Abbiamola Corrisponden- gia, in cui ebbe largo campodi far risplen-
za segreta di Gio. Matteo Giberli cla- dere la singoiar saviezza di cui era for-
5

TR I TRI 83
nito, e nel 1 544 ^° slabiPi vicelegato d'A- nere le sue parli di procuratore, co'pi in
vignone, in tempo in cui presiedeva alla cipi d'Italia perla guerra d'Ungheria, con
legazione il nipote del Papa cardinal Far- titolo di commissario imperiale, e da cui
nese. Ivi l'eminente sua perizia nell'uno in premio riportò il principato di Musoc-
e nell'altro diritto faceva accogliete e ri- co e della valle Mesolcina, per se e suoi
guardare i suoi sentimenti come altret- discendenti. Deposti a un trattogli spirili
tanti oracoli. Introdottasi e dilatatasi nel bellicosi e guerrieri, risolvette di dedicarsi
territoriod'Avignone la pestifera eresia, a'servigi della Chiesa, e ricusate le splen-
raccolto buon nerbo di milizia, e aiutato dide nozze delle più illustri femmine, che
eziandio da'regi ministridi Francia, scon- gli veni vano proposte, fatto acquisto sotto
fisse totalmente i protestanti e loro agi- Urbano Vili d'un chiericato di cantera,
tatori, rovinando castelli di
bruciando e i pervenne quasi di volo al cardinalato d«
Cabrieres e di Merinolde, non che altri 32 anni,, che il Papa gli conferì a' 19 no-
luoghi ov'eransi ricoverati e stabiliti, Giu- vembre 629 1 colla diaconia di s. Cesareo,
lio III lo trasferì alla nunziatura di Fran- a cui aggiunse la legazione della Marca,
cia, e poi fu internunzio al senato veneto, ma di memoria nella
questa non trovo
aggiungendovi il Cantalmaio l'uditorato Series Rcctorum Marchine del conte
di rota, che Cardella nega. Paolo I V a' i Leopardi, la qual provincia dal 1 623 era
marzo 557 r lo creò assentecardinale pre- governata da prelati governatori, e si con-
te de'ss. Gio. e Paolo, prefetto di segna- tinuò sino all'istituzione de'delegati. Tra-
tura, e nel 1 559 ' e 8 a *° a ^a ^ ere a Enri- sferitosi in Ispagna, presiedè con somma
co II re di Francia, per pacificarlo con Fi- vigilanza in qualità di viceré de'regni d'A-
lippo li re di Spagna, onde dopo due an- ragona, Sicilia eSardegna,e in ultimo per
ni fu concluso il trattato nel castel Cam- lo stesso re di Spagna al ducato di Mila-
bresis, con piacere e soddisfazione univer- no, che difese dall'armi nemiche, in qua-
sale. Dopo 26 mesi di cardinalato, nel ri- lità di capitano generale, con quella tol

tornare da Francia in Italia, cessò di vi- leranza della Chiesa che talvolta i princi-
gere nel i559, con dolore di tutti i buo- pi di essa trascurano nell'osservanza del
ni, nel castello di s. Maturino o Martino, la disciplina ecclesiastica, onde secondare
ed ivi restò sepolto. i sovrani del secolo, come riflette Battagli-
TRIVULZITEODOR0,CtfrdzWe.Nac. ni ne'suoi Annali^ ripreso dal Cardella,
que in Milano dalla nobilissima stirpe ilquale non ammette affatto una tale tol
de'precedenli porporati, e fin dalla pueri- leranza.-l cardinale dappertutto incontrò
1

zia perduto il padre, fu dalla madre edu- non meno il plauso de'popoli, che la sod-
cato alla pietà e alle buone lettere. Fatto disfazione del re di Spagna, di cui sosten-
adulto, visitò le corti di Vincenzo Gon- I ne in Roma le parti di ministro, colla pro-
zaga duca di Mantova, e di Francesco M." tettola dell'ordine gerosolimitano. Do-
JI duca d'Urbino suoi congiunti, e datosi po aver col suo suffragio promossa l'ele-
alla professione dell'arati, militò nell'e- zione d'lnnocenzoX,edi Alessandro VII,
sercito di Filippo III re di Spagna edu- a cui come .° diacono impose il triregno,
1

ca di Milano, conducendo a sue spese due finalmente giunse al fine de' suoi giorni
compagnie di cavalleggeri. A persuasio- in Milano nel 1 657, di 60 anni non com-
ne di quel monarca, che l'ascrisse fia'gian- piti. Nella basilica di s. Stefano di quella
di di Spagna sposò la primogenita del
, metropoli, nella cappella Tri vulzi,si vede
principe di Monaco, che dopo averlo fatto alla sua memoria eretta una nobile iscri-
lieto d'un figlio maschio del suo nome, zione.In Roma incalzò monumenti sepol-
lo contristò colla propria morte. L'impe- crali a'cardinali Antonio o Gio.Antonio,e
ratore Ferdinando II l'incaricò di soste- Agostino Tiivulzi. A titolo di commenda
8% TRO TRO
avea ottenuto l'antichissima abbazia eli s. Troia e alquanto da essa distante. Ci edesi
Celso, un tempo de'cluniacensi. la cui basi- che la sede di Troas fosse unita a quella
lica minacciando rovina, con ecclesiasti- di Scepsi (/'.) in principio del V secolo,

ca magnificenza rinnovò quasi da'fundu- e poi ne fu separata. Si legge negli Aiti


uoenti. Lasciò quell'orazione che recitò degli Apostoli, che s. Luca raggiunse a
in occasione della ribellione seguila in Troade o Troas, marittima dell'A-
città

Napoli nel 1647, nell'assemblea de' no- sia, l'apostolo s. Paolo, il quale erasi fer-

bili, e parecchie lettere contenenti gravi mato per qualche tempo nella Troade,
a
affari, riportate con altri suoi scritti dal- come apparisce dalla sua2. Epist.n Ti-
l'Argelati, nella Biblioteca degli scritto- moteo; il che prova, chela chiesa diTioas
li milanesi. Il p. Alessandro Porro tea- o Troade fu fondata al tempo degli A-

tino, poi vescovo diBobbio, ci die Y Ora- postoli. Fu in Troade che s. Paolo vide
rio in funere cardi nalis Theodori Tri- certa visione, nella quale un macedone Io
vuhiì Mediolanii 656. Sebbene io abbia pregò che andasse a Macedonia, ed in
riprodotto la biografia di 5 cardinali di passò con s. Luca in Macedonia, fit-
fatti

questa nobilissima famiglia, il p. Mene- ti ceiti d'essere chiamati da Dio a predi-


strier, citato da' giornalisti di Trevoux carvi l'evangeIo,al riferire dell'annalista
nell'agosto 1703, ne conta 6. Forse sa- Rinaldi; di che meglio a Troia, dove con
rà uno degli antichi cardinali senza co- breve discussione riporto le diverse opi-
gnome. moni, e concludo che Troas o Troade t
TRO A DE o TROAS. Sede vescovi- sia lo stesso che Troia, e sono loro co-

le dell'Ellesponto nell' esarcato d' Asia, muni le notizie che riportai ne'due arti-
chiamata anticamente Anrigonia^ed A- coli, anzi ad essispettano anche alcune
lessandria al tempo di Plinio, ed anche di quello d'Ilio, altra sede vescovile. Si
e più ragionevolmente Troas, sotto la conoscono 9 de'suoi vescovi, cioè Marino
metropoli di Cizico, eretta nel IV secolo. del 3a5 fra' pad ri del concilio di Nicea I;

Dal Baudrand, Lexicon geograpliicum, JNiconio sottoscrisse la lettera degli aria-


e dal coni une de'geografì, trovo cheTroa- ni riuniti a Filippopoli; N. ebbe per suc-
de non fu e non è città, ma antico paese cessore Silvano, il quale vescovo scuoprì
della Turchia asiatica, oggi compreso nel a Scepsi il corpo di s. Cornelio centurio-
sangiacato di Biga, in Anatolia. La fa- ne, e fecevi fabbricare una chiesa in ono-
mosa Troia n'era la capitale, quindi si re di detto santo. Atanasio succedette a
prese la Troade regione dell'Asia mino- Silvano; Pionio assistette al concilio di
re e piccola Frigia, per tutto il paese sog- Costantinopoli nel 44^ contro Etiliche;
getto a'troiani, detto pure Misia. Sotto i Leone fu al VII concilio generale; Pie-
romani la contrada divenne colonia, e tro, zelante difeusore del patriarca s. I-
coniò medaglie a diversi imperatori, fra' gnazio di Costantinopoli contro Fozio;
quali Alessandro Severo. In questo arti- Michele intervenne al concilio pel rista-

colo ho preferito al suo vero nome di bilimento di Fozio. Oriens chr. t. 1, p.


Troas, cuiperòhodatoil2.°luogo,quelio 777. Troade, Troaden, è ora un titolo
di Troade,\w uniformarmi in parte alle vescovile in partibus, sotto il simile ar-
Notizie di Roma, che con tale denomina- civescovato di Cizico, che conferisce la s.

zione chiama il vescovo che ne porta il ti- Sede. Gregorio XVI a'3 marzo i8441°
Sembra lo stesso che Troia{V.\ al-
tolo. attribuì all'odierno coadiutore del vica-
il medesimo titolo vescovile in parti-
tro o rio apostolico di Mongolia, che in pari
forchi amata ancora Ilio o //z'o/7,secondo tempo nominò a tale apostolico ministe-
r
alcuni, ma certamente diversa, dicendo- ro mg. Fiorenzo Daquir della congre-
si fabbricala colie rovine della famosa gazione della Missione.
TR O T RO 85
TROALLA. V. Tralla. TROFINIA, Trofinium, Trophinia-
TROAS. V. Troade e Troia. na. Sede vescovile della provincia Biza-
TROCMADA o TROCMI. Sede ve- cena nell'Africa occidentale, sotto la me-
scovile della i* Galazia nell' esarcato di tropoli diHadramito o Adrumeto. Ne fu-
Ponto, sotto la metropoli di Pessino o rono vescovi, Proba ozio, che trovossi co*
Pessinonte, eretta nel IV secolo. Ebbe a vescovi cattolici alla conferenza di Car-
vescovi, Ciriacio !,clie fu uno de' padri tagine tenuta nel 4' lì ed Ilari no, che fu
della provincia di Galazia intervenuti nel mandato in esilio da Uo nerico re deman-
32 5 al concilio di Nicea I; Ciriaco 11 tro- dali nel 4§4- Morcelli, Afr. chr. t.i.
vossi al brigandaggio d'Efeso; Teodoro TROIA o TROAS o TROADE. Se-
sottoscrisse il VI concilio generale, ed a' de vescovile della Frigia, la medesima che

canoni in Trullo; Leone si trovò presen- Troas Troade, per quanto vado a nar-
e
VII concilio generale. Qriens chr,
te al rare, ed affatto diversa da Ilio sede vesco-
Trocmada o Trocmi, Troc-
|.l, p. 4<)3. vile suffraga nea di Cizico, la cui città, se-
maden, è un titolo vescovile inpartibus i condo alcuni, si pretende che successe alla
dell'eguale arcivescovato di Pessinonte, famosa Troia capitale della Troade (^.),
che si conferisce dal Papa. poi detta piccola Frigia. Del la celebre Tro-
TROFIMO (s.), vescovo di Arles. Se- ia e della Troade, diversi eruditi schia-

condo la tradizione della chiesa d'Arles, rimenti si ponno leggere nel p. Sebastia-
èqueglichefudiscepolodi s. Paolo e com- no Pauli, Ragionamento sopra il titolo
pagno nelle sue fatiche. Egli era di Efeso di Divo dato agli antichi Imperatori ,
e nato da genitori gentili. Mandato nelle presso il Calogerà, Opuscoli 1. 5, p. 79. 9
1

Gallie, predicò il vangelo nella Proven- Dice che il Cantero raccontando l'origi-
za e fondò la sede di Arles. Parecchi dotti ne del regno Troiano, col seguitare quel
però,sull'autorità dis. Gregorio di Tours, che la favolosa storia ha registrato, nar-
sostengono che la missione di s. Trofioio ra che Teucro figlio di Scamandro, par-
è meno antica, e che questo santo passò tito di Candia venne in Asia ed edificò
nelle Gallie circa la metà del III secolo, Srninzio, e chiamò quel paese Teacria e
co' ss. Saturnino di Tolosa, Paolo di JXar- i popoli Teucri. Dardano figlio di Giove
bona, Marziale di Limoges, Austrimonio e di Elettra essendo arrivato da Samo-
d'Ai vergna, Gaziano di Tours e Dionisio tracia nella Troade fu umanamente ri-
di Parigi. Essi aggiungono tuttavia che si cevuto da Teucro, e questi gli die la sua
può collocare la missione di s. Trolimo figlia Catica in moglie. Morto Teucro,
alcuni anni più presto di quella di que- Dardano fabbricò una città cui die il pro-
sti altri santi. Comunque sia, sembra cer- prio nome di Dardano. Da Dardano nac-
to ch'esso sia stalo ili." vescovo d' Arles, que Erittonio, il quale generò Troe, da
e questa chiesa l'onorò sempre come suo cui la regione fu chiamata Troia.Da Troe
fondatore. La tradizione della medesima nacque Ilo, il quale Ilo edificò la città di

chiesa colloca la di lui morte alla fine del Ilio. Dopo la rovina d'Ilio e dell' antica

i.° secolo; ma quelli che seguono l'altra Troia fu rifabbricata un'altra Ilio e un'al-

opinione la riportano dopo metà del


la tra Troia, e ambedue esistevano ne' pri-
III. Si ritiene ch'egli sia morto in pace, mi tempi dell'impero romano, ed anche
non risultando che sia stato tormentato molto dopo insieme al falso culto d' A-
per la fede. Le sue reliquie furono trasferi- pollo. Imperocché G. Cesare onorò con
te neh i52 nella cattedrale d'Arles, che privilegi la città d'Ilio che ricordava l'an-
prese poscia il nome di s. Trolimo, invece tica, per l'amore e la stima che portava
di quello di s. Stefano che portava dappri- al suo immortale cantore Omero, il più
ma, La sua festa si celebra il 29 dicembre. grande e forse il meno conosciuto di tut-
1

86 TRO T 1\ O
ti podi, autore de'due grami» poemi VI-
i
latori, ove il uomedi Y'rov/.vè quello della

liade e Y Odissea. G. Cesare in memoria nuova Troia, dicendosi Troas, A litigo-


d' Enea, da cut romani discendevano,
i nia, Ale,eandr.,e<\ anche Troad. Il Buo-
concedette agl'iliensi la libertà delle loro narroti ne' Medaglioni osserva che la co-
leggi municipali, assegnò loro il territo- lonia Troadensc sotto Caracalla riprese
rio, e gli esentò da' pesi pubblici, il che il nome à' Alessandri <i fors' anche per i

venne poi confermato dal nipote Augu- essere tenuto padre d'Alessandro Seve-
sto, da Tiberio, da Claudio e dagli altri ro. Conclude il p. Pauli, che anco ne'ino-

impelatoli; Claudio particolarmente, a nnmenti cristiani del III secolo si chia-


preghiera di Nerone, diede agl'iliensi, co- ma Troas, poiché negli Atti de'ss. Pietro,
me a progenitori de'romani, l'esenzione Andrea e compagni martiri, sotto la per-
in perpetuo da tutti pesi pubblici. Che i secuzione di Deeio, si hanno queste paro-
Troia nuova sussistesse ne' primi tempi le: Kodem tempore eunte Proeonsule ad,
del romano impero, il p. Paoli lo dice ri •
Troadem crVi&zfc/tt. Egli antichi vescovi
cavarsi dalle sagre lettere. Questa è duri di questa città si chiamavano Episcòpi
«pie quella, egli anemia, che negli Atti de- Troadis. Cosi egli crede tolte tulte le dif-

gli Apostoli si chiama Troas, ove. l'apo- ficoltà a coloro che s'immaginassero, che
stolos. Paolo insieme con Sila e Timoteo il nome di Troia fosse sempre rimasto in
vi venne l'annodi Cristo 53, e dove ap- cenere colle rovine dell' antica Troia , e
parve loro in visione lo Spirito Santo, ma- 1
perciò la nuova Troia fu litorale. Al pre-
infestando, che allora a'popoli dell' Asia sente Troia, Trojan, è un titolo vesco-

non predicassero la divina parola. Indi vile in partibus, che si conferisce dal Pa-
nell'anno 5j, preceduto da'suoi compa- pa, e dipendente dal simile arcivescovato
gni,s. Paolo tornò a Troia reduce da Fi- diCizico.Pio VII dichiarò vescovo diTroia
si trattenne
lippi, e vi 7 giorni.
Alcuni de- e coadiutore di Santorino Gaspare De-
gl'interpreti degli Atti apostolici hanno lenda, quale nel 181 5 successe al detto
il

creduto che la voce Troas qui potesse vescovato. Quindi Leone XII nel conci-
prendersi per nome di regione e non di storo de'^3 giugno 1828, nominò vesco-
r
città, ma le testimonianze riportate dal vo di Troia mg. Giovanni Nuschel di See-
a
p. Palili, fanno abbastanza vedere, che pusio , confessore dell'arciduchessa M.
questa voce negli Alti degli Apostoli s'in- Luisa duchessa di Parma e Piacenza, ed
tende di città, dichiarando che alla Tro- abbate di Guastalla. Nella proposizione
ia nuova furono comuni nomi di Troas,
i concistoriale In provi uria Asiae
si dice:
Troadv ,Cebrcnia, Antiuoma, A lessa n- Minoris in Phrygia sita est Trojan, ab
ilraj avvalorando le sue asserzioni con Alexandro Magno extrueta sed sub ,

diverse testimonianze di gravi e antichi injidelium jugo edam mine misere op-
che comune-
scrittori, storici e geografi, pressa gemit, eie. Indi lo stesso Papa nel-
mente la chiamano Troas e Troademn- l'elevare l'abbazia nulli us di Guastalla
ultima nella Frigia minore, però distin- a vescovato, a' 1 5 dicembre vi trasferì da
guendola altri da Ilio pure nella Frigia Troia il dello prelato. Questa io o Troia 1

minore, ma citlà mediterranea. L'iline- fu pure denominata Alexandria- Troas,


rario d'Antonino e le tavole Peutingeria- e sollo romani si accrebbe talmente, da
i

ne distinguono Bardano, Ilio città me- non cederla ad Alessandria d'Egitto. E-


diterranea della Troade, e Alessandria sistono un gran numero di rovine, come
Troas. Apertamente poi attesta s. Giro- dellesue mora fortissime fiancheggiate da
lamo, che Truasèqife\\acheprius Troja mura quadrate. L' odierna città che ne
appellala tur. Il p.Pauli riprodusse quin- occupa in parte l'area, si chiama Eski-
di le iscrizioni delle medaglie degl'impe- Stambul, ed è costrutta sulmonte, di-
TRO T RO 87
visa dal monte Ida da una valle profon- titoli vescovili sidebba ritenerne uno <olo,
da. 11 porto è cinto da una montagna se- il quale in tutto si compenetra coll'altro.
micircolare, e coperto di rovine, essendo TROIA (Trojan). Città con residen-
l'ingresso chiuso da un banco sabbioso. za vescovile di Puglia nella provincia di
Dal fin qui riferito risulta, che molte no- Capitanata, nel regno delle due Sicilie,

zioni appartengono all'articolo TROAS,ed lontana da Benevento per la via di Pa-


anche a Troade, per la discrepanza degli duli e Buccolo 21 miglia, e per la stra-
scrittori. A me sembra, secondo anche la da del ponte di Bovino 4-0, capoluogo di
Mitologia, che Ilio cittadella della famo- cantone. E posta sopra una collina alla fal-
sa e antica Troia, fabbricata da Ilo4-° re da boreale del monte Buccolo, secus /lu-
de'troiani, die poi il suo nome alla città men Chilar uni aedificata conspicitur ,

la quale perciò si disse e Troia e Ilio. Do- quae in suo unius circiter milliarii am-
po lungo tempo dacché fu distrutta Troia bi tu octingentas fere domus, et sex cir-
e la sua cittadella Ilio, circa 3o stadi di- citer mille coiitinent incolas sub tempo-
stante fu fabbricata un'altra Ilio, insie- rali dominio praefati regni, come dice
me al tempio Minerva. In questo A-
di l'ultima proposizione concistoriale. Vi si

lessandro il Grande si recò ad offrirle un osserva una grande e bella strada che tra-
sagrifìzio, dopo il memorabile passaggio versa la città in tutta la sua lunghezza,
del Cranico. Più tardi fu da Antigono e- e diversi edilìzi di pietra. La cattedrale è
dificata nella Troade una città che da lui di bella e antica costruzione gotica, dedi-
prese il nome di Antigonia, e poi dalla cata alla B. V. Assunta in cielo. Il capitolo
regione e per memoria dell'antica Troia si compone di 4 dignità, la 1. "delle quali è
fu denominata Troia, Troas e Troade; l'arcidiacono, di 16 canonici comprese le

vocaboli che si confusero presso di versi sto- prebende del teologo e del penitenziere,
rici e geografi con Ilio , e perciò alcuni di 6 mansionari, e di altri preti e chierici
di essi di due differenti città ne fecero una, addetti alla divina ufficiatura. Vi è il bat-
mentre altri, chi volle attribuire gli av- tisterio, e la cura d'anime esercitata dal

venimenti d'Ilio a Troia, e chi quelli di decano "2. "diguità. 11 palazzo vescovile le è
Troia ad Ilio. Da qui surse il laberinlo aderente,optimum praefert aedijicium,
e il buio, che tentai in breve rischiarare. sed plures exigit reparaliones. luoltre
La stessa Mitologia ci dice, che Alessan- vi sono 4 muni-
9\ire chiese parrocchiali
dro dopo aver sacrificalo nel tempio della te del due conventi di religiosi,
s. fonie,
nuova Ilio, non di questa ma della nuova due monasteri di monache, alcuni soda-
Troia ne ordinò l'ingrandimento, la quale lizi, l'orfanotrofio, l'ospedale, il monte di
allora non era che un borgo: Lisimaco che pietà, il monte frumentario, il seminario
ne effettuò il comando, a di lui onore l'ap- bellissimo.E patria di diversi illustri, fra'

pellò Alessandria,^^ prevalse io seguito quali primeggia il cardinal Girolamo Sé*


il nome della regione Troade, e fu detta ripando (I7.) di vasta dottrina, gli abi-
pure Troas e Troia dal nome dell'antica e tanti essendo quasi 6000. In agosto d'o-
celebratissima. Vieppiù, fu poscia ingran- gni anno una fiera di 2 giorni. Fu
tiene
dita da'iomani, ritenendosi discesi da E- riedificataTroia o uotabilmeote restau-
nea e da'troiani. Ammetto dunque, che rala nel suolo dell'antica Ecaiia Eca-
la nuova Ilio e la nuova Troia furono due nano, uel 1022 da Bolano o Bubaiano ca-
tittà diverse della Troade, due di verse se- pitano di Basilio 1 1 e Costantino Vili im-
di vescovili; di più opino, che Troas o peratori greci, che stabilitavi una colonia
Troade, sia lo stesso che Troia, e comu- di greci le die il nome dell'antica Troia.
ni ne sono loro le notizie civili ed eccle- 1 greci la costituirono piazza di guerra e
siastiche; perciò delle due sedi e de' due guardia de'ioro possedimenti di Puglia e
88 T 11 O T 11 O
di Calabria, e per diffondersi di qua sulle glio celebrò un concilio in Troia, coll'in-

-vicine provineie ne'easi guerreschi, e fa- ter vento di (piasi lutti gli arcivescovi, ve-

re correrie ne'lnoghi romani. Altri anti- scovi e baroni di queste contrade, per la
cipano, altri ritardano la formazione di tregua e la pace. Reg. t. 2G; Labbé 1. 1 o;
Troia, il che si può vedere nel relativo Arduino Mentre la coite de'ductii
t. 6.
documento prodotto dall'Ughelli, Italia risiedeva a Salerno, morì il duca Gu-
sacra t.i, p. 1 334
Trojani Episcopi. : glielmo, onde Ruggero conte di Sicilia si
Ivi si Apuliae o-
legge ancora: Trojani recò a Salerno, e fu riconosciuto per prin-
valentissima iirl/em, (pine prius Costa cipe; gli si dierouo gli amalfitani e altri

Annibalis dicebatur, I/cnrici II tem- baroni della contrada, ed avendo ridot-


pore, anno Domini 1008 a B uh agno in te alla sua ubbidienza le città di Troia e

urbis sjìccicm numi tanisgraccorum co- di Melfi, e altre della Puglia, dilatò tan-

lonia inde deducta, prò romanis infe- to il suo potere,che stimò a se dovuta l'in-

standis, speciali quodam oppida. Am- vestitura di questi stati dalla s. Sede su-
mettendosi l'anteriorità al 1022 della ri- prema signora de'medesimi. Perciò si ri-
storazione di Troia, è ragionevole la nar- vòlse a Papa Onorio II per conseguirla;
rativa che nel 1022 stesso fu memoran- ma sebbene gli promettesse di cedergli
do l'assedio che vi pose l'imperatore Eu- Troia eMontefusco,edi più buona som-
lieo li, duralo ben 3 mesi, e dopo presa ma d'oro e d'argento, non potè per allo-
ne discacciò i greci. In vece narra l'an- ra ottenerla. Intanto il sagace Onorio II

nalista Rinaldi, cheEnrico 11 assediòTroia neh 1 27 si recò a Benevento, perchè Rug-


nel 1022, nell'anno stesso che i greci a- gero disgustalo avea incitato i suoi ba-
veano cominciato a fabbricarla; e che i roni a rivolgere le armi contro quella cit-

cittadini disperando di ricevere l'atteso tà. Era il Papa in Benevento, quando vi-

soccorso da Costantinopoli, si arresero al- desi attorniato dalle loro soldatesche u-

l'imperatore come a clementissimo prin- Ruggero; onde a por freno


nite a quelle di
cipe. Essendo la Puglia dominio della s. dopo aver fulminato la
a tanta alterigia,
Sede, ed avendola occupala normanni, i scomunica contro di lui e di chiunque gli
il Papa Nicolò li scomunicò Roberto Gui- prestasse aiuto, passò a Capua nel prin-
scardoeh'erasene impadronito^ con esso cipio del 1128, dove ir» copiosa assemblea
tulli normanni. Questi però avendolo
i di prelati e di baroni espose a Roberto
iuvitato a recarsi in Puglia a ricevere la II principe di quella città le sue dogliau-*
loro sommissione e riconciliarli collaChie- ze contro Ruggero, e domandò pronto
sa, il Papa gli esaudì subilo portandosi a soccorso a difesa di Benevento dominio
Melfi, gli assolse dalla scomunica e gl'iu- pontificio, e per ritogliere dalle sue mani
come feu*
vestì della Puglia e altre terre, le terre di Puglia. Grande condiscenden-
datari della Chiesa romana, con annuo za trovò Onorio II negli animi di tutti,

tributo. Papa Urbano li nel 1093 passò e perciò a vieppiù accalorare la spedizio-
in Puglia, e I' 1 1 marzo essendo in Troia ne, concesse indulgenza plenaria delle pe-
vi celebrò un concilio composto di 7 5 ve- ne canoniche (cosa in que'tempi assai ra-
scovi e dtift abbati, nel quale con auto- ra, perchè il rigore dell'ecclesiastica di-
rità pontificia rinnovò le proibizioni di sciplina manteneva ancora in osservanza
contrarre matrimonio fra parenti, e sciol- i canoni penitenziali) a chiunque pentito
se quelli contratti coll'impedimento ca- e confessato morisse in quella guerra, e
nonicodella consanguineità; vi trattò del- la metà delle dette pene condonò a chi
lariforma del clero, e vi confermò la Tre- confessato e pentito non vi fosse rimasto
gua di Dio (/.). Il successore Pasquale morto. Presto si mosse l'armata degli al-

li neh 1 15 andò in Puglia, ed a'24 lu- leati, ed essendosi il Papa recalo iu Moli-
TRO TR O 89
tesnrchio per attendere l'esito di essa, eb- to, onorò di nuovo Troia di sua presen-
be di lì a poco il piacere di veder con pro- za, e passò a Benevento. Troia ebbe pri-
spero successo liberata Benevento dalle ma titolo di contea e poi di principato,
gravissime minacce de' potenti norman- e fu signoreggiata ne'tempi feudali dalle
ni. Erano frattanto grandemente trava- nobilissime famiglie diSatigroe d'Avalos.
gliati dall'armi di Ruggero i popoli della Ora è principe di Troia sua altezza sere-
Puglia, i quali avutone ricorso al Papa, nissima d. Alfonso d'Avalos principe di
lo pregarono di portarsi nelle loro con- Pescara e marchese del Vasto, dal Papa
prontamente condiscen-
trade; al che esso Pio IX neh85o dichiarato Principe as-
dendo venne a Troia, dove corina homi' sistente al Soglio pontificio (V>); della
mini (cioè gli abitatili della città, come quale prerogativa in altri personaggi di
scrive Alessandro abbate di Telese scrit- sua eccelsa famiglia, riparlai nel voi.
tore di que'tempi, De rebus gest. Rog. LXVII, p. 104.
Sic. Reg. cap. 20, lib. i
)
flagìtantihus i- La sede vescovile fu eretta ne'primi del
psig accepit. Cosi gli abitanti di Troia si secolo XI in Troia, ma anteriore fu già,
dierono spontaneamente al diretto e im- quella d'Ecana o Eclanum scu Acae Ac-
mediato dominio temporale della s. Se- canaci che Commanville dice eretta nel
de. Nondimeno il saggio Onorio 11, te- 5oo, e di cui fu vescovo s. Secondo, il cui
mendo qualche sinistro evento, òlFrì a corpo si trovò ne'fondamenti della nuo-
Ruggero l'investitura del ducato di Pu- va basilica con iscrizione, ed entusiastica
glia, ed egli con piacere l'accettò, median- letizia religiosa del popolo, celebrando-
te investitura ricevuta col vessillo. Nel sene la festa l' 1 1 febbraio. Altri dicono
I 1 3 3 essendosi rivolta la Puglia a Rug- che s. Secondino fu vescovo di Ecana poi
gero, dalla Sicilia con poderosa armata Troia, e TUghelli ne riporta gli atti, col-

passò in Puglia, piombò come fulgore sul- le notizie dell'antica Ecana, ove si legge
le terre rubelli, e tra le città prese anco- s. Sccundiìii Trojani Episcopi. Il Sar-
ra Troia, mettendo tutto a sacco ed a fuo- nelli, Memorie degli arcivescovi di Be-
co, non ostante che i cittadini usciti gli nevento, narra che nel 1022 Dolano Ca-
fossero incontro processionalmente colle tapano ed i suoi greci finirono d'edifica-
reliquie de'sauti. Nel i i 3y si dierono i re la città di Troia, Dragonara, Fioren-
troiani all'imperatore Lotario 11, men- tino e Ci vitale, tutte della provincia Be-
tre il Papa Innocenzo 11 e il duca Enri- neventana. Quindi eh' ebbe principio la
co genero di miei principe, porta vanii iu sede vescovile di Troia, con Angelo elet-
Bari,già assediata dal medesimo impera- to e consagralo nel 1028, il quale consa-
tore,che guerreggiava Uuggero, qual fiu- grò la chiesa di s. Sofia di Troia, fabbri-
tole d'Anacleto II antipapa, per averlo cala da Bisanzio abbate di s. Sofia di Be-
dichiarato re. Ma non passò gran tempo nevento, e la fece libera d'ogni vescovi-
ch'ebbero di «movo a sottomettersi al re le giurisdizione. Che nelio34 '« sede ve-
Ruggero I. Dipoi insorse funesto scisma il scovile di Troia fu assegnata per sulfra-
contro Papa Alessandro III, sostenuto ganea alla metropoli di Siponto, insieme
dall'imperatore Federico I persecutore con Rapo! la, Melfi, Monopoli e Viesti,che
della Chiesa. Per concludere finalmente sono state anche sulfraganee di Beneven-
la pace, dopo l'Epifania
173 Ales- del i to,quando la metropoli Si pontina fu di
sandro 111 da Anagni parli per Troia e nuovo unita alla Beneventana nel io53
Si ponto, recossi a Vasto, ove trovò le re- sotto l'arci vescovo CJIdarico. ala nel 1 o58
gie galere che lo condussero a Venezia, ed Troia fu dichiarata sulfraganea di Bene-
ivi restò stabilita. Colle galere venete par- ventoda Papa Stefano X con bolla ripor-
li du Venezia neh 177, veleggiò a Sipon- tata dal Vipera, data in Me.ite Cassino.
t>°
T II O TRO
Leucite poi Troin fu esentata dalia metro- scovo, il Lucenti dice per abbaglio poiché
poli di beuevenlo, e immediatamente sog- non di Troia, ma di 'Eroina fu vescovo,
gettata alla s. Scile, dice Sai nelli, essere alla quale chiesa in tal anno fu unita
però il vescovo di Troia tenuto d'inter- quella di Taormina, occupata da'.sarace-
venire al concilio provinciale, come nel ni. Gerardo
sottoscrisse la bolla d'Urba-
celebrato dal cardinal Savelli nel 15G7 in- no Il 1091 pel monastero di Monte
nel
tervenne ProsperoRebiba cpiscopus Ti o- Cassino, e nel 1092 per quello di Cava, e
janus. Riferiteti il Magli nella Notizia sì trovò all'alto della donazione dal du-

de vocaboli ecclesiastici, che il vescovo ca Ruggero fatta alla chiesa di Melfi nel
diTroia gode la singolare prerogali va d'tt- ioc)3. Ad liberto, Trojac Episcopus e i

iarfl i Flabelli (/ .) nella processione del suoi successori nel 1 100 Pasquale II col
Corpus Domini come ,
1' arcivescovo di diploma Justis votis, che si legge nell'U-
Messina ne' pontificali. La memoria del ghelli,dato in Monte Cassino e sottoscrii-
vescovo Angelo si conserva in un monu- lo dal Papa e da 7 cardinali, concesse
mento del 1037 pubblicalo dall'Ughelli, interamente la giurisdizione sulle chie-
riguardante il diploma della consagra/io- se e monasteri della diocesi che nomi uà.
ne della suddetta chiesa, importante an- Guglielmo nel 1 1 06 fu al concilio di Gua-
che per le sottoscrizioni: Actum in rivi* stalla, intervenne alla consagrazione diGe-
tale Trojana in sacro Episcopio nostro lasio 11, e vivea neh 33 quando Troia
1

felieiteradmodum. Fgo Angelus Epi- passa est e jl ci di uni Rogerio rege juben- ,

scopio. Ego Joannes Archipresby ter. E- te. Elio Trojanus electus sottoscrisse nel
go Rodelgrinus Archilevita. Ego Lau- 1 177 il diploma matrimonio di Gu-
del
rentius Cardinalis. Ego Co ns tanti nus glielmo Il re di Sicilia conGiovanna li-
Cardinalis. Ego Hermannus Cardina- glia del re d'Inghilterra. Gualberto del-
lis camerarius. Dunque pure la chiesa di la Pagliara o Patena de'conti diMarsi è
Troia ebbe i suoi cardinali come altre. ', ricordato in un privilegio del 93 d'En- 1 1

11 vescovo Arduino intervenne nelio5g rico VI imperatore e re di Sicilia, e in


al sinodo romano di Nicolò li. Stefano altro deli 195 pel monastero Florense di
sitrovò nel 1 071 alla solenne cousagra- Sesti, avvertendo Lueenzi che Ughelli l'ha
liane della basilica di Monte Cassino, e- confuso con Gualtiero che gli ila per suc-
seguita da Alessandro Questo Papa 11. cessore, il quale fu veramente della fami-
gli spedi il diploma Concedimus, ripor- glia Pagliara, e non Gualberto, che inol-
tato da Ughelli, in cui si dice che a te- tre Ughelli pretende trasferito nel 1 1 55
nore de'privilegi accordati da'lralelli im- a Catania, ma invece a Palermo fu tra-
peratori Basilio 11 e Costantino Vili, aiti viato e sotto Innocenzo 111. Essendo Gual-
ij)i>ani civita tern Trojanam reaedifica - tiero, e non Gualberto, gran cancelliere
refteerunt per B uh ajanimi capitanimi del regno, cospirò contro il trono nella mi-
suum> e stabiliti i suoi confini, così al ve- norità di Federico II, onde il Papa che
scovo concedeva in uno a' suoi suc-
gli n'era tutore, lo fece acremente rimpro-
cessori canonicamente eletti, nella cit- verare dal cardinal Cinzio Cenci legalo
tà e diocesi tutta di potere jura Epi- di Sicilia, e ne parlai nel voi. LXV , p.
scopali^ libere exercenda , et quod 1 8 Aggiunge Lueenzi: id enim aposto-
[ .

Trojani Pontiflces a nullo alio, nisi a lieus legato in facultalibus cimi non ha-
Romano Ponti/ice consecrentur ; indi beret, concesserat tamen Gualtero, qui
sono nominate le chiese e l'abbazie del- temere nec diem pallio ohtento, Episco-
la diocesi, di giurisdizioue del vescovo di palici munera exercebal. Indi Innocen-
Troia. Roberto, poi nel 1082 arcivesco- zo 111 consagrò vescovo di Troia Filippo
vo di Messili!!, secondo PUghelli 5.° ve- nella basilica Lateranense, e scrisse al eie-
TRO TRO 91
ro e popolo troiano F Epist. ijj a' i3 gensempon già di Reggio di Modena; for-
oltobrei a ia. Innocenzo IVneha53 e- se Riga, ina è dubbiosa asserzione. In det-
lesseM. Pietro de Barbuco. Nel i^5c) to 1480 Scipione Piscicelli napoletano no-
Alessandro IV confermò Matteo eletto bilissimo, e morì nel 4§4; ,>e c ua anno
1 '
I
'

dal cardinal Capocci legato, morto nel gli fu sostituito Genocioo Giannotto Pan-
1276. Indi il capitolo postulò M. ti- dollìni nobile fìoreuliuo,che intervenne al
gone di Troia canonico della cattedra- concilio di Laterano V, abdicò nel 1 5 4> 1

le, che liberamente cedette ; laonde il fu prefetto di Castel s. Angelo per Cle-
medesimo indi postulò Fallro canoni; mente VII, e morendo in Roma neh 5^5
co Berterio , che prima della conferma ebbe temporaneo sepolcro in s. Silvestro
ffloiì; per cui Nicolò III di sua autorità al Quirinale, con epitaffio che riporta TU-

nel 1 278 nominòfi Ugo domenicano, che . ghelii, donde il corpo fu portato a Firen-
nel 1279 trasferì a Bettlemme. Hugo ni ze nell'abbazia di s. Benedetto, ove gli fu
Episcopo Trojano paulo post suam con- posta un'epigrafe che lo dice soltanto E-
fi rmatìone ni idem Nicolaus III Irans- piscopus Trojae. Egliavea neh5i4 ri-
misit Pallium, cujus iisus ex indulto nunziato al nipote Ferdinando Pandolfi-
•Sedis apostolicae fuerat ei concessili, nt, che resse la chiesa con somma lode,mo-

/in hoc privilegium fuerit personae i- rendo in Foggia nel 56o, e sepolto nella
1

psius met Hugonis^an Trojanae eccle- collegiata con epigrafe riportata da U-


siae, adhuc me latet. Il diploma, Curii ghelli, il quale lo pretende tumulato pres-
Pallio, dato in Viterbo 2 nona augusti so lo zio. A' 19 giugno la sede fu data in
ì278 è nel Regesto Vaticano n.°i 3o. Nel amministrazione al cardinal Scipione Re-
r
1280 fr. Rainerio francescano; Roggero Liba (^ .), che FUghelli chiama Giovan-
neli3o2 morì, e nello stesso anno eletto ni, e per sua successione a' 4 settembre
dal capitolo fr. Pietro francescano, lo con- 1 56o divenne vescovo Prospero Rebiba,
fermò Bonifacio Vili, e inori nel 1309. forse suo parente, anzi nipote,che nel 1 563
11 successore Guglielmo Bianchi francese, fu al conci Ih) di Trento, indi insixnitodel
priore cluniacense,elelto da Clemente V titolo di patriarca di Costantinopoli. Nel
in Avignone, morì nel seguente 3 io. In 1 1593 Clemente Vili elesse suo paren- il

questo Berardo rettore della chiesa par- te Giacomo Aldobrandino canonico fio-
rocchiale di Salis, diocesi di Tolosa, elet- rentino; funse in Roma lodevolmente va-
to dal capitolo econfermato da Clemen- ri utfìzi ecclesiastici, fu nunzio di Napoli,
te V. Indi lo furono, nel 322 Arnoldo, 1 e morì Firenze neh 607 sepolto io s.
in
nel 332 Bisanzio, nel 34 1 Enrico, Gui-
1 1 Lorenzo. In tale anno Pietro Antonio da
do neh 385 fu traslato da Urbano VI a Ponte teatino napoletano, facondo e cele-
VeuafrOjiiel 1
39 Ricca rdo,nel 1 SgSBar-
1 bre oratore, consultore del s. Ollìzio , e
tolomeo, nel 1409 eletto Nicola fu nello nunzio di Paolo Va
Ferdinando arcidu-
stesso traslalo alla chiesa Cavallicense.Nel ca d'Austria. Nel 1622 Gio. Battista Ro-
i4-i 1 Gregorio XII elesse Angelo
di Man- viglioni napoletano, morto nel 162 3. In-
i438 dal coadiuto-
fredonia, successo nel di Silvestro che cessò di vivere nel 1626.
re Giacomo Lombardi arcidiacono della In questo Gio. Astalli nobile romano, re-
cattedrale. Nel 1 469 da Potenza vi fu tra- ferendario, morto nella sede apostolica va-
sferito Gio. Paolo, per morte del prede- cante in Roma nel 644) e nj tumulato in
1

cesare. Nel 47^ Stefano, che passò al-


1 Araceli nel sepolcro de'suoi maggiori. Nel
l'arci vescovato di Reggio nel 1480; ma lo i645 Gio. Tommaso de Veneziani di Mo-
stesso Ughelli nella serie degli arcivesco- Roma, d'antica pro-
nopoli avvocato in
vi di Reggio, disse fallo dell'amanuense, bità e incolpate virtù. Neh 648 da s. Se-
e doversi ri tenere traslato al vescovato Ri- vero vi fu traslato Antonio Sacchetti, lo-
92 TRO TR O
dalissimo pastore. Nel 1 663 Sebastiano della quale poi darò un cenno, nuche per
Sorrentini di Ca va, avvocato e uditore ilei essere stata negli ultimi tempi l'ordina-
nunzio di Napoli, di singolare integrità. ria residenza de'vescovi di Troia. Indi il

Nel i6y5 Antonio de Sangro nobilissimo Papa nel concistoro de' 16 giugno i856
1
napoletano, teatino e professore di teolo- dichiarò vescovo di Troia l' attuale mg.
gia; virtuoso, zelante e pio pastore, sol- fr. Tommaso Passero di Barletta dome-
lecitodelcnltodivino: ncli6(.)3 interven- nicano, professore cattedratico di filoso-
ne al concilio provinciale di Benevento, fia e di teologia in Napoli e sua provincia,

celebralo dal parente cardinal Orsini, poi predicatore e direttore spirituale di mo-
Benedetto XI II, e si propose osservarne i nache; lodato nella proposizione conci-
decreti sull* ecclesiastica disciplina. Di storiale per gravità, prudenza, dottrina e
maestosa statura, di bella presenza, colle altri pregi. Di più il Papa colla bolla / hi

grazie del dire accresceva venerazione al- prìtftttm, de' 10 giugno 856, decorò del 1

l.i Mia dignità. Nel i 6q4 Emilio Giacomo privilegio del pallio la cattedrale di Troia

de Cavalieri napoletano giureconsulto, e il nuovo vescovo di essa, onde nel sud-


quindi de'pii operai, dotto e integro, per detto concistoro ne fu fatta la postulazio-
cui il cardinal Canlelmi arcivescovo di Na- ne e la concessione, come si Ie""e nel n.°
poli stimandolo assai, gli attribuì diversi 136 del Giornale di Roma. Ora ogni
primari uffizi. Sollecito pastore, fu ama- nuovo vescovo, secondo il disposto della
to: intervenne nel 1698 al concilio pro- bolla Ex JioCy è tassato in fiorini 200, la

vinciale di Benevento, convocato dal no- mensa ascendendo ad octo circiter mille
minato cardinal Orsini. Morì in buon o- ducata illiusmonetac, quae annua gra-
dore di santità e con fama di miracoli, e vantar favore novae mensae Episcopa-
perciò fu degno zio di s. Alfonso de Li- li? Fodianae pensione ducatorum bis-

guori fondatore della congregazione del millium supra quadriugenta ad mille y

ss. Redentore (/".), mirabile istituto fio- tantum et quatuor ce ntum quamprimum
rente, die ora ha aperta la casa genera- redigendorum. Satis ampia est dioece-
lizia in Roma, ed altra a Trevi (J\). Ter- sis quinque sub se complectcns oppida.

minando col servo di Dio Emilio ['Italia Foggia, Fogiae seu Fodiae, Ecclesia
sacra com pi ròla serie de'vesco «idi Troia
t
Fodian. Città con residenza vescovile di
colle Notizie di Roma. Nel 1726 Gio. Pie- Puglia, capoluogo della provincia di Ca-
tro Faccoli di Lecce. Nel 1752 Marco de pitanata, di distretto e di cantone nel re-
Simone di s.Elpidio diocesi d'A versa. Nel gno delle due Sicilie, in una vasta pianu-
1777 da Teano vi fu traslalo Gio. Gia- ra a 29 leghe da Napoli, ed a 5 leghe i/4
como Onorati, di Rocchetta diocesi di La- al sud-ovest da Troia. E posta questa bel-
cedonia. Dopo notabile sede vacante nel la città tra il Gelone, influente del Can-
j8o6 da Motola vi fu trasferito Miche- delaia, ed il Cervaro, quae in suo triwn
le Palmieri di Monopoli. Leone Xil nel circiter milliarium ambita ultra, trigin-

concistoro de'3 maggio 1824 preconizzò ta tria conti net incolarum millia.JL piaz-
r a
vescovo di Troia mg. Antonino Maria za di 4- elasse e residenza d'un intenden-
de'principi di Monforle patrizio di Napo- te, di un comandante di piazza, e di un
li, saggio, piissimo e zelante pastore, ge- giudice istruttore, esede d'un tribunale di
nerosissimo co'poveri, e ornato di molle commercio; in una parola, vi dimorano
virtù:morto neh 855, fu compianto qual le autorità amministrative,poichè le giu-
padre. Nel medesimo anno il regnanlePa- diziarie risiedono a Lucerà. Può dirsi ri-

pa Pio IX smembrò la diocesi di Troia fabbricata con migliore euritmia, dopo


colla bolla Ex hoc Stimmi Pontificis, dei che il terremoto de' 9 marzo 1731 ne ro-
1

26 giugno, formandovi quella di Foggia, viuò una gran parte. E' dunque assai he-
TRO Tli O 93
ne fabbricala e le sue strade sono ampie so, disgiunse Foggia dal vescovato di Tro-
e rettilinee; talune principali sono ador- ia e l'eresse in sede vescovile,essendo trop-
ne di eleganti case e di ricchi fondachi. po distante da Troia e posta nell'angolo
Tra'belli edilìzi i più notabili sono, il pa- estremo della diocesi. Si esprime nella bol-
lazzo dell'intendenza, la dogana destina- la essersi a ciò determinato pe' pregi che

ta specialmente ad esigere le tasse de'pa- distinguonoFoggia, già città di residenza


scoli ,e la cattedrale. Pio VII col breve ordinaria del vescovo di Troia, per la bel-
Insinuino /4postolatus>àt 1% settembre lezza de' suoi edilìzi, pel numero di sue
1806, Bull. Rom. cont. t.i3, p. 61: E- famiglie nobili, per la popolazione in in-
rectio in Basilicam ecclesiae Collegia- cremento (i moderni geografi dicono cir-

tac oppiai Foggiae dioecesis Trojanae. ca 24,000 abitanti), per l'abbondanza d'o*
Dice in esso il Papa, che ad istanza del gni derrata e per la frequenza del com-
clero, dell'università e uomini della città mercio essendo una delle città che for-
,

di Foggia, elevò al grado di basilica mi- mano ornamento alla Puglia; per la sua
nore la chiesa collegiata ematrice, ove da collegiata, capitolo e clei'OjCom posto di ca-
antichissimo tempo è in grande venera- nonici e mansionari, ove si venera la ce-
zione l' immagine della D. Verdine sub lebree miracolosa immagine dellaB. Ver-
greco n latria, Icono- l'etere, denomina- gine, pel liceo e seminario diocesano. Per
tione, già dal capitolo Vaticano corona- tutto questo il Papa nella sede vacante
ta, per la celebrità de' suoi miracoli an- dismembrò dalla chiesa di Troia, e dal-
che in lontani paesi, donde i fedeli accor- la metropoli di Siponto o Manfredonia
revano a invocarne il possente patrocinio, (/.), l'abbazia di s. Marco di Lamis, già
sia nelle penurie de'viveri, sia pel terre- nullius dioecesis, e l'unì alla nuova e vi-
moto, sia per altri flagelli; ed essendo l'ef- cina diocesi di Foggia. Questa formò con
fìgie di Maria dell' Icone- Ecteris ap-
s. un territorio di circa 5o miglia, e la sot-

parsa ad un pio uomo, vieppiù si accreb- tomise immediatamente alla santa Se-
be il fervore della divozione, onde il pre- de, come era ed è tuttora il vescovato di
decessore Pio VI concessegraziespirilua- Troia. Elevò la basilica collegiata in cat-
li e indulgenze a'visitanli. Dipoi lo stes- tedrale, sotto l'invocazione della 13, Ver-
so Pio VII col breve Romanoruni Fon- gine Assunta in cielo. Il capitolo lo com-
tificum y At'i dicembre 808, Bull. 1 c\t. p. pose di 1 8 canonici, comprese le 4 digni-
a
3o4: Conce s sio novor uni iiuhuncntoruni tà, essendo la t . l'arciprete cui è annes-
magis insignium prò dignità tibus, etca- sa la cura d'anime della medesima cat-
a
nonicis basilicae de Foggia dioecesis tedrale, ch'è munita delbattisterio, la i.
a
Trojanae. Pertanto dopo aver confer- , del primicerio, la 3. del cantore, la 4-*
mato alla basilica di s. Maria d' Icone- fé- del tesoriere: dispose inoltre, che co'due
teris i privilegi e le prerogative di basi- primi canonicati vacanti si formino le

lica minore, Pio VII in perpetuo accordò prebende del teologo e del penitenziere,
•'suoi canonici: Mantelle-ttain , et western da conseguirsi per concorso; con 6 man-
oblongam violaceas cum ocellis, et glo- sionario beneficiati, a'quali se nedovran-
bulis coloris similis tatti in Ecclesia prae- 110 aggiungere due altri , fissandone la
dicta^quam extra eam in quibusvìspro- mensa capitolare, contribuendovi il mu-
cessionibus, aliisque functionibus, et a- nicipio di Foggia, così per quanto riguar-
ctibus publicis quibuscumque pestare, il- da la cattedrale e la sua uiliziatura. Di più
lisque uti libere et licite possint , eie. Il volle che al vescovo della nuova sede di
Papa Pio IX colla ricordata bolla, Ex Foggia, dal municipio si assegnasse l'e-
hocSut/uniPontificis ,degiugno 855, 2.6 1 piscopio propinquo alla cattedrale, e fin-
Fogiae ex iypogrophia Michaelis Rus- che questo non fobse edificalo, il compen-
94 TUO TRO
so (li 200 aniirii ducali pel fitto d'un'a- blicata nel 1837: Relazione del miraco-
Minzione conveniente. Fu pure statuito lo avvenuto nella statua della /ergine
dalla bolla (pianto spetta al vescovo, alla Addolorata nella città di Foggia, estrat-
dotazionedisua mensa, cioè cheiooo du- ta dal processo reddito in curia. Men-
cati d'argento avrebbe somministralo il tre in quasi tutta Europa l'Angelo ster-
municipio, 24uo ducali furono imposti minatore la sanguinosa spaila fulminava
di annua pensione Milla mensa di Troia, sulle teste de' morta li per svegliarli dalie-
da ridursi quam
pr'unum ai/foo ducati, largo, in cui fallace sicurtà di leggieri li

e 1000 ne olfn il regnante re delle duo seppellisce, onde atterriti da'mali presen-
Sicilie Ferdinando II al quale il Papa , ti si rendessero savia fuggirei futuri; il

concesse il privilegio della nomina e pre- Signore delle misericòrdie all'uopo appa-
sentazione alla s. Sede d'ogni nuovo ve- recchiò a'foggiani un segno più singola-
scovo. Pel 1 .°nominò l'odierno mg/ Ber- re di sua bontà, mediante l'intercessione
nardino INI.'' Frascolla d'Andria, canoni- della B. Vergine, da farlo noto in quella
co teologo in quella (attediale, esamina* flessa chiesa,dove poco più d'un secolo
tore oro sinodale e dottore in sagra teo- prima n'avea altri operati, anche in cir-
logia, la quale in uno alla s. Scrittura in- costanza di terribile flagello di terremo-
segnava nel seminario patrio. Trovando- to, nell'immagine della ss. Vergine cono-

lo il Papa dotto, grave, prudente, probo, sciuta sotto il titolo de'Sette Veli, e spe-

pieno d'esperienza e versato nelle cogni- cialmente quando dalla detta ss. Imma-
zioni delle sagre funzioni, nel concistoro gine spiccossi un raggio di vivissima lu-
de'16 giugno 856, dopo aver dichiara-
1 ce, che irradiò s. Alfonso de Liguori , il

to il vescovo di Tioia, lo preconizzò per quale a di lei lode sermonava. Foggia che
i.° vescovo di Foggia. Nella proporzio- visibilmente sperimenta la speciale prote-
ne concistoriale riepilogandosi alcune del- zione della gran Madre di Dio, gemeva
le principali discorse cose, si riferisce, es- nel luglio 1837 sotto la micidiale Pestilen-
servi nella città di Foggia altre 4 chiese za del cholera, per cui ricorsepregando
parrocchiali, tutte munite del s. fonte, con la B. Vergine suo rifugio, come far suo-
5 conventidi religiosi, 3 monasteri di mo- le nelle calamità, uè la prece fu vana. La
nache^ conservatorii, l'orfanotrofio, di- statua di legno vestita della B. Vergine
versi sodalizi, due ospedali, il monte di Addolorata che si venera in detta chiesa,
pietà pe'pegni, ilmonte frutti entario, e il si vide dal popolo molte volte prodigio-

seminario cogli alunni. Fructus laxati, samente alzar le pupille degli occhi, or
per ogni nuovo vescovo, in libris Came- r
verso il cielo, or calandole rivolgerle ver-
raeac/lorenoi 200, eoccedunt summani so il popolo astante, e chiuder le labbra
qualuormillium ducaloriun aeris neapo- e tramortir di colore, come se penetra-
litani. Hujus novae dioeceseos ambititi ta da amarissima doglia fosse svenuta, e
fere universum Fodiaeets. Marci in La- traesse dal cuore profondi sospiri, versar
misierrilorhim complectitur, alqut quia- lagrime e aver de' movimenti convulsi-
quaginta pene mille incolas sub se coti' vi. Tutto venne narrato nella Relazione

linet Di quest'abbazia di s. Marco in La- stampata dal conte Marnili comandante


inis, ossia di s. Giovanni in oppidum s. la Re-
dell'armi della provincia, alla quale
Marci, si può vedere il Lubin, Abballa- lazione di cui parlo ècome un supple-
rumltaliae,p. 182. Una delle altre 4 chie- mento, non polendosi leggere senza com-
se parrocchiali è sotto l'invocazione.di s. mozione religiosa. Dopo replicati por- i

Giovanni grande ve-


Battista, dove è in tentosi miracoli , il morbo distruggitore
nerazione la statua della B. Vergine Ad- che orribilmente infieriva andò in modo
dolorata, della quale in Napoli fu pub- scemando, che tosto cessò quasi del tut-
TU O T R O 9>
to. Il brevemente narrato è ricavato da! no, uno de'prìmi vescovi di Saintes, alla
processo della curia vescovile e dal de- cui tomba per virtù divina opera va usi
creto di mg/ Monforte, anch'egli spetta- frequenti miracoli. E nominato a'3o no-
tole edificato del prodigio. Del resto Fog- vembre nel martirologio romano, e in
gia è il centro di tutto il traffico puglie- quelli di Adone e di Usuardo.
se, che consiste in bestiame, lana, vini del TROINA. V. Traina e Taormina.
Monte Gargano, e specialmente iti biade, TROIS-CHATEAUX. V. s. Paul.
per tenere in serbo le quali si sono eret- TROIS R1VIÈRES o TRE FIUMI
ti i numerosi e solidi magazzini a volta, (Trisluvianen). Città con residenza ve-
sulla piazza pubblica e in altri sili. Nei scovile dell' America settentrionale, nel
settimanali mercati affluisce la moltitu- Basso-Canada, nelle colonie inglesi della
dine, però il maggior lucro si ha dalla fie- Nuova Bretagna, capoluogo del distret-
ra di 12 giorni che vi si tiene a'16 mag- to del suo nome e della contea di s. Mau-
gio, e dalla triduana negli ultimi giorni rizio, a 25 leghe da Quebech e 27 da

di novembre. Patria di diversi illustri, ri- Montreal. Viene così chiamata perchè il
corderò il rinomato Galiani.Ne'suoi din- fiume s. Maurizio trovasi in 3 canali di-
torni e alla sinistra riva del Gelone, so- viso da due isole che ne sono alla foce;
no le rovine dell'antica città vescovile cioè giace sulla riva sinistra del fiume s.
cYJrpi (/".), che taluno disse essere sta- Lorenzo, ove sboccano 3 rami del fiu- i

ta fondala da Diomede, e ch'ebbe a ve- me s. Maurizio, fra Quebech e Montreal


scovo nel 3 4 Pardo: ne tratta V Dalia
1 a Monreale. La città distendesi per lun-

sacra, t. 1 o, p. 1 6: Arpcnsis Episcoptitus. gospazioinun territorio sabbionivo; una


Nel 1240 l'imperatore Federico 11 in Fog- delle sponde del s. Maurizio è quivi al-
gia tenne un parlamento, ed il suo na- tissima, mentre la sponda opposta sta a
turale Manfredi vi battè l'armata di Pa- livello del fiume. Poco seducente è que-

pa Innocenzo IV. Indi Carlo d'Angiò I sta città, essendone le vie alquanto angu-

re di Sicilia,avendo nel 1266 sconfitto ste, la maggior parte delle case fabbrica-

Manfredi e poi Corredino nel 1268, di- le di legno, le più antiche essendo d'un
strusse Foggia che avea favorito Corra- sol piano con giardinetto appresso, men-
dino nipote di Federico II, l'ultimo degli tre le moderne di miglior gusto hanno
Hohenslaufen;allridiconoche Foggia era assai bella appariscenza. Però il suo in-
sorta dalle rovine di Ai pi. Poco dopo Car- cremento e floridezza è in notabile pro-
lo I permise la riedificazione di Foggia, e gresso. I principali edilizi sono il palazzo
vi morì nel 1285
Foggia se- a'
7 gennaio. municipale, la cattedrale e le chiese de'
guì destini della Puglia e del regno di
i cattolici, le chiese de'protestanti, le car-

Napoli. ceri, le caserme, ed il monastero dell'or-


TROIANO (s.), vescovo di Saintes.Fu soline, cioè quello ricostruito dopo l'in-

collocato sulla sede vescovile di Saintes, cendio del 1 786, spaziosissimo e con chie-
città della 2/Aqnitania,circa l'anno Sì 1; sa parrocchiale, l'ospedale e bellissimi
e riferisce s. Gregorio di Tours, eh' egli giardini. Presso al vecchio convento de'
fu celebre per virtù e per miracoli, e vi- minori riformati, è un magazzino da pol-
vente conservavansi come preziose reli- vere,lì commercio d'importazione con-

fjuie le frange de'suoi abiti. Egli si acqui- siste in ogni sorte di mercanzie inglesi,
stò pure gran fama pel suo sapere, e com- che poi distribuisconsi in tutta la pro-
pì la sua mortale carriera al più tardi nel vincia; gl'indigeni vi concorrono dall'in-
532, giacche il suo successore Eusebio as- terno, e vi recano pelli da permutarsi con
sistette al 2. concilio d'Orleans del 533. vettovaglie e merci europee: le esporta-
Fu seppellito presso a Bibiano Vivia- zioni compongcnsi di grano,legname per
96 TRO TRO
la marineria, ferro di fusione provenien- segretario di propaganda //V/e\;e dicendo
te dalle miniere di s. Maurizio, pellami della visita alle popolazioni del Canada,
provenienti dalla compagnia del nord- a Quebech e Montreal, dichiara che nel-
r
ovest, birra e mattoni manifatti della cit- la i. di tali città si recò a ossequiarlo mg.
tà. Vi si fabbricano imbarcazioni desti- Cook vescovo di Tre Fiumi.
nate a fine il viaggio del nord-ovest. Be- TROMBELLI Gio. Crisostomo, filo-

ne situato è il porto e capace di riceve- logo. Nato nehG97 pressuNonantola, ri-

re navi d'assai grossa portata che pori no mase orfano in tenera età, e venne edu-
arrivare sino alla riviera. JNon è questa cato sotto lo zio nolaro di Bologna. In-
città che di 3/ classe nella provincia, né cominciò gli studi dell' umanità sotto i

contiene più di /j< )()( > abitanti circa. Al- gesuiti, e li continuò presso i canonici re-
l' assemblea della provincia essa manda golari Lateranensi del ss. Salvatore, de'
due membri. Il distretto di Tre fiumi quali abbracciò l'istituto nel f
7 i 3. Ter-
dividesi in 4 contee: Bedfurd,Buckingam, minati ch'ebbe gli studi fu fatto lettore
"Wanvick e s. Maurilio. Il Papa Pio IX aCandianopressoPadova. Non
di filosofia

avendo eretto in sede vescovile Trois Ri- ti in capo a' quali fu


rimase che 3 anni,
vières, m*2 giugno i852 per breve apo- richiamalo a Bologna, per dargli una cat-
stolico vi nominò a i.° vescovo l'attuale tedra di teologia. La severità di tale in-
mg.' Tommaso Cooke, come si legge nel- segnamento non gl'i ni pedi di rivolgersi
le annuali Notizie di Roma, o meglio l'8 a quando a quando alla poesia, ma vi ri-
giugno, data che trovai nel breve; del re- nunziò al tutto quando eletto abbate nel
sto tutto ignorandosi, non essendosi pub- 1737 aspirò a più solida fama. Innalzato
blicalo il breve, né preconizzato il vesco- in progresso alle più cospicue dignità del-
vo in concistoro. 11 breve Universi Do- l'ordine, nel 1760 ne divenne abbate ge-
miniti gregis, che mi recai a leggere nella nerale. Con zelosi adoperò per aumen-

segreteria della s. congregazione di pro- tare la biblioteca di sua canonica, perla


paganda fide, soltanto dice: Che il sino- quale fece importanti acquisti di libri,

do tenuto in Quebech nel 85 1, conside- 1 inss., medaglie antiche e del medio evo.
rando l'ampiezza di tale areidiocesi, on- Dopo aver pubblicato una Raccolta d'o-
de meglio provvedere al bene spirituale puscoli inediti de'Padri della Chiesa, com-
de'fedeli, decretò l'istituzione della dio- pose una grand'opera sul cullo de'sauli.
cesi Trisluviana, mediante dismembra- Siffatto lavoro meritò l'approvazione di
mento di parte della medesima, e che il Benedetto XIV, il quale commise al dot-

vescovo risiedesse a Tre Fiumi. Ilasse-, to cardinal Quirini di attestarne la sua


guata la domanda alla detta s. congrega- soddisfazione all'autore; ma veisoil me-
zione, avendola approvata, il Papa nel desimo tempo comparve di Gio. Rodolfo
confermarla disgiunse dall'arcidiocesi di Kiesling, Exercitationes anti-trombcl-
Quebech tutto il territorio Trisluvianen- lianae, Lipsiaei 75 nelle quali l'opera
1
,

.se e altri paesi, istituendo la nuova sede è amaramente censurata. Ad onta della
vescovile Trisluvicuiam ,ela dichiarò suf- vivacità del suo carattere, Trombelli e-
fraganea dell'arcivescovo di Quebech. Nel sitava a rispondere; saviamente non ama-
a
1 853 la Civiltà cattolica, 2. serie, t.
4> va le questioni letterarie, e senza le isti-

p. 47 i, nel riferire la visita pastorale fat- gazioni de'snoi amici egli ordini del Pa-
ta agli Slati Uniti, per esaminare lo sta- pa, non avrebbe pensato a difendersi. Lun-
to della religione in que'paesi, per mis- gi d all'imitare l'avversario che bassamen-
sione e ordine del Papa regnante, da mg/ te l'avea oppresso di sarcasmi, scrisse la
Gaetano Piedini arcivescovo di Tebe, al- sua apologia nobilmente con altrettanta
lora nunzio apostolico del Brasile e ora moderazione che dottrina. Lo stcssoKies-
7 . ,

TRO TRO 97
ling giustamente ne fu sorpreso, e gli TRONDIIEIM o DRONTHEIM. K
scrisse una lettera per domandargli lascia Nidrosia e Svezia.
amicizia e il suo ritratto. Terminata la TRONO o .SOGLIO, Thronus, So-
contèsa. Trombetti adunò materie per lfimi,Tribunal, Sedei Regalis, Caflic-
comporre le memorie della sua canonica. draPontificalis, SoliumPontificis. Seg-
Recitò parecchi discorsi nelP istituto di gio o sedia magnifica elevata di Papa,
Bologna, del quale era stalo fatto mem- d'imperatore, di re, di principe e de'pri-
bro, ed il più notabile è quello, in cui e- mari magistrati. Sedile nobilissimo e mae-
spose le pretensioni de'diversi popoli con stoso, con appoggio alla schiena, e sup-
l'invenzione della bussola; De acus nau- pedaneo e predella, a cui si ascende per
ticae inventore.Viopo a ver composto mol- diversi gradini, sovrastato e coperto da
te opere, grave d'anni senz'essere ancora grandioso Baldacchino (V.),<\\ cui è sim-
oppresso dalla fatica, ideò un'opera im- bolo V Ombrellino [V.) 3 formato di ric-
mensa sui Sagramenti, che condusse fino chi panneggiamenti. Il trono fìsso trova-

al i 3.° volume senza -.poterla terminare. si nella sala d'Udienza del sovrano, pei
Fece altresì diverse traduzioni di poeti pubblici e solenni ricevimenti degli am-
antichi greci e latini, e morì a'a/j. gennaio basciatori , per ricevervi gli omaggi dai
1784. Meritò che l'abbate Minganelli e sudditi , ed anche per amministrarvi la
Guido Zanettifacessero coniare una me- giustizia. Il trono è inoltre un distintivo
daglia con la sua effigie e l'epigrafe: Fer- e segno di Regno principesco, di supremo
tilis et varius: Nani bene eultus aser. o Il sovrano potere, prerogativa di dignità, di
can. regolare d. Vincenzo Garofalo, poi ab- giurisdizione spirituale e temporale;laon-
bate generale e arcivescovo di Laodicea, de dagli antichi fu specialmente attribui-
scrisse:De vita J. Chrysostomo Troni- to alle Divinità e ai monarchi, non che
belli commentarius, Bononiae 1788. Le a'primari magistrati. L'architettura e la
principali sue opere sono: Le favole di scultura gareggiano nell'ornare i troni di
Fedro tradotte in versi volgari, Vene- legno de'sovrani moderni. Però pare che
zia 1735. De
Sanetorum disserta-
cullu nulla siavi tra noi in questo genere che
liones decerti quibus accessit appendix paragonare si possa alio strabocchevole
de Crwrc,Bononiae 1701. Priorum qua- lusso de'sovrani dell'oriente, sebbene le
tuorde cultu Sanetorum dissertationum descrizioni ordinariamente sonoroman-
vindiciae, Bononiae j5 1. È la risposta 1 zesche. suppedaneo o soppidiano o sop-
II

olle critiche di Riesling, e comparve sot- pediano, suppedaneum,scabellum, è quel


to il nome di Philalethes Aphobos. Ve- tavolato di legno, su cui si posano i piedi,
terani Patruni latinorum opuscula specie di cassa bassa, che anticamente sì

numquam ante hac edita, ivi 75 Me- 1 r . teneva attorno a'Ietti. Dicesi predella l'ar-
morie istoriche concernenti le due Ca- nese di legname, sul quale si siede o se-
noniche di s. Maria del Reno e di s. Sal- dendosi tengono piedi, scamnum sedes i
i
ì

vatore insieme unite, ivi 175*2. Arte di scabellum. Si pone sotto la sedia del tro-
conoscere l'età de' codici latini e italia- no; a pie degli altari, sulla quale sta il sa-
ni, ivi1756. Mariae ss. Vita ac gesta, cerdote quando celebra la messa: la pre-
eultus q uè UH adhibitus, ivi 1761. Vita della si prende talora per quell'imbasa-

e culto di s. Giuseppe, ivi 1767. Vita e mento, che rimane sotto la tavola dell'al-
1
culto de ss. Gioacchino ed Anna, ivi tare, o per il grado di esso altare. La pre-
1768. Tractatus de Sacr amentis, per della è un'aggiunta, anzi parte de'troni.
polemicas et liturgicas dissertationes Di diversi troni feci la descrizione a'Iuo-
dis trib uti, i vi i
7 1 glii loro. La s. Scrittura dice, che il cie-
TRON (s.). V. Tradone (s.). lo è il Irono di Dio, e la terra losgabel-
VOL. LXXXC. 7
i)S TRO T II O
lode'suoi piedi. Negli Atti degli Apostoli ha dalla s. Scrittura, che gli ebrei gì uva*
è dello, che Gesti Cristo è seduto alla de- vano talvolta per il trono di Dio; ma il
stra del trono del Signore. Il profeta Isaia Salvatore proibisce questa sorte di giu-
rosi descrive il trono del Signore.»» lo vi- ramenti. Parlasi del trono del Figlio di
di il Signore sedente sopra un trono ec- Dio alla destra di suo Padre, nell'episto-
celso ed elevato: e le eslremità della ve- la agli ebrei, e nell'Apocalisse: de' troni
ste di lui riempivano il tempio. Intorno che Gesù Cristo promette a'suoi aposto-
al trono stavano i serafini: ognuno di es- li, nell'Evangelo di s. Luca; di quelli dei

si avea 6
ali: con due velavano la faccia 24 vecchi nell'Apocalisse; e di quello di
con due velavano piedi di lui,
di lui, e i Dio nel giorno del finale giudizio degli
econdue volavano. E ad alla vocecanta- nomini in Daniele. Trono con baldac-
,

vano alternativamente San-


e dicevano: chino è chiamalo il Tabernacolo della
r
to, santo, santo (f .) il Signore Dio de- ss. Eucaristia (V.). La B. Vergine Re-

gli eserciti j della gloria di Ini è piena tut- gina (F.) del cielo, degli Angeli, Aposto-
ta la terra". L'area dell'Alleanza, die ti li, Patriarchi, Profeti, Martiri, Confesso-
custodiva prima nel Tabernacolo (/*.) e ri, Vergini e d'Ognissanti, si rappresen-
r
poi nel Tempio (L .), era considerata co- ta sedente sul trono col Bambino Gesù,
me il trono di Dio; quindi in più luoghi attorniata dagliAngelioda'Santi. Il Huo-
della s. Scrittura è dello, che Dio è se- tmrvol\ Osservazioni sopra tre Dittician-
t

duto sui cherubini; sia che si voglia par- tichi d' avorio , illustrando quello espri-
lare de' cherubini eh' erano posti sopra mente la Madre di Dio collocata a sede-
l'arca, oppure di quelli di cui Isaia ed E- re in un trono, dice chesono collocati due
zechielehanno data la descrizione. La ." r Cherubini, per denotare la consuitanzia-
gerarchia del Coro degli 4 rigeli ( /^com- lità Verbo, e che in Gesù Cristo, te-
del
prende i Serafini, i Cherubini e i Troni; nuto dalla Madre, unita è ipostatica men-
l'ordine de'Troni, per la loro sublimità, te la natura umana alla divina, e che ad
serve quasi di Trono all'Altissimo. La esso si convengono gli onori come a Dio,
s. Scrittura parla del trono di Salomone e il corteggio de'Cherubini.Dice ancora,
come d'una meraviglia.» Fece il re Salo- che si costumò in modo speciale di dipin-
mone un trono grande d'avorio, e lo ve- gere l'immagine di Maria col suo divin
stì d'oro giallissimo: egli avea 6 gradini: Figlio, per ammaestrare nella dottrina
la sommità del trono era rotonda dalla cattolica il popolo, contro l'eresia et Ne-
parie di dietro; e due bracci, uno di qua sloriani (T .), che empiamente ponendo
ed uno di là, tenevano la sedia: e due leo- in Cristo due persone, negarono alla Ver-
ni stavano presso all'uno e all'altro brac- gine il bel titolo di Madre di Dio. Il ve-
cio. E12 piccoli leoni stavano sopra i 6 scovo Sarnelli, Leti, ecclesia sii che , t.
9,
gradini da una parte e dall'altra: non fu lett. 12: La tergine ss. ab antico dipin-
fatta mai opera tale in verun altro re- ta col suo divinissimo Figlio ih braccio,
gno ". Gli scrittori arabi raccontarono e ciò sostieneprima e non già dopo il con-
mille meraviglie favolose sul trono di Sa- ciliod'Efeso tenuto nel 43», nel quale
lomone. Pretendono che gli uccelli inces- fu dichiarata Theocolos cioè Deipara, ,

santemente svolazzassero su quel trono, ossia Madre di Dio. Paragona il Irono


mentre quel re di Giuda e d'Israele era- di Salomone alla B. Vergine con erudi-
vi assiso, per procurargli dell'ombra. Al- te spiegazioni, e come trono di Dio lo ri-
la destra era n vi 12,000 sedie d'oro pei conoscono tutti Santi del cielo. Leonar-
i

patriarchi e pe' profeti , e alla sinistra do Adami nella rislampacon noledel#/Vj-


12,000 d'argento pe' saggi e pe' dottori rio sagro del gesuita Mazzolali o Parte-
chea'di lui giudizi assistevano. Inoltre si ndo, t. 3, p. 247, pai la de'troni della Ma-
TR O T I\ O f)()

donna. Egli dice, non v'ha dubbio, che spalliera, e cogli appoggi laterali incava-
per la disciplina dell' Arcano, di cui ri- ti, ma non tanto quanto quelle dette tro-
parlai nel vol.LXlV, p. 28 r, esattamen- ni. In fatti Igino, De éign. coelest. cap. <),

te osservata dalla Chiesa ne' primi 3 se- attribuisce il siliquastro a Cassiopea, del
coli singolarmente dell'era cristiana, sia qua! genere di sedie parlando il Casan-
vero quanto sostiene il Tommasino nel bono dice, che nsavansi dalle dorme stan-
suo trattato De Feslis, lib. 2, cap. 20.n.° do in casa, in occasione però di qualche
io, che dopo il concilio d'Efeso, cioè nel straordinaria comparsa, giacché riferisce
secolo V VI, molto dilatossi il culto
e nel Arnobio, lib. 2, p. 76, che nelle dome-
di Maria ss., ecominciò tra'cristiani a par- stiche loro funzioni usavano d'un' altra
larsene liberamente ed a dedicarsi dei , sedia propria egualmente del loro solo
templi, nondimeno trattandosi dell'inter- sesso, detta arquata. Nel sarcofago tro-
no de'fedeli, i più antichi loro monumen- vato nel cimiterio di s. Agnese, si vede lo

ti ce l'esibiscono con tulli que'caratteri e B. Vergine seduta in un siliquastro. Del


que'distinlivi, che si con vengono alla Ma- resto è sempre seduta ne'troni, anzi nei
dre d'un Dio, e che in quelli i quali o l'e- monumenti di minor antichità sono a-
spressero o l'ordinarono, non sono figli dorni di gioie e di borchie d'oro; non
che d'un profondo culto e d'una filiale hanno però ne suppedaneo, né scalini. Le
divo/ione. Tanto nelle pitture cimiteria- sue vesti tutte sono maestose, e ricche di
li, che ne'sarcofogi, la lì. Vergine è quu- roba , mai però non hanno lo strascico
si sempre rappresentata a sedere in quelle tanto riprovato da' ss. Padri. Il pallio le
sedie, che dissero i nostri maggiori Theo- cuopre la testa, e maestosamente le tor-

nus, e sono aliai lo simili alle cattedre dei na sulle spalle e <ul petto, essendo que-
vescovi, delti perciò Sacerdoti deli? tro- sta veste, secondo s. Girolamo, un distili-

no, laddove gli altri prelati, come rica- tivo delle donne cristiane più pudiche e
vasi dalla lettera di Costantino I a de- oneste. Ne'musaici è sempre assistita da
sto Ili vescovo di Siracusa, presso Eu- più Angeli, che le fanno corte, come a lo-

sebio, Jslor. Eccl. I. 6, e. 5, nell'invitai lo ro Regina, e sono d'intorno alla sua testa
a portarsi al concilio d'Arles, furono delti le nuvole, segno ne'monumenti ecclesia -

Sacerdoti del i.° Irono (quantunque av- stici , dopo il Salvatore non ad altri ac-
verte il Bingham, Orìgines et aniiq. Ec- cordalo. Si osserva che nienle mai noti
cles.ì. 3,p. 1 18, che il p. Carlo di s. Pao- ha delle donne ebree, tranne alcune mi-
lo,Geograph. sac. p. 44> fibbia pensato, niature del codice antico della Genesi con-
che per troni secondi debbansi intende- servato nel Valicano, ed i bassorilievi del
-

re i vescovi suffragane di ! desto HPch'e- dittico diPiambona, ne'quali ha in capo


gli perciò vuol riconoscere per metropo- un velo o panno bene accosto e stretto al
litano. Ma oltreché tale dignità il vesco- viso, solito modo delle donne ebree, che
vo di Siracusa ricevè assai più tardi , il ritennero almeno per qualche tempo lo
comune parere degli eruditi di sagre an- stesso costume, anche dopo la dispersio-
tichità si è, che siccome sui secondi troni ne di loro gente, al dire di Tertulliano,
sedevano i preti, cos'i non devono inten- De coron. cap. 4. Nella Dissertazione f).'

dersi per vescovi). Erano queste sedie te- del Mondelli: Sopra la decorosa custo-
nute in alto pregio, né davansi ordina- dia in che teneva usi i sagri librile la poni-
riamente che agl'imperatori
...iperaton romani, poi- pa con cui al popolo leggevasi massima-
che ne'rovesri delle medaglie
ché medaglie delle Augu- mente /' Evangelo, ragiona del culto solen-
sfe veggonsi i genii e le fortune che siedo- nemente prestato al codice de'sagrosan ti
no sopra quelle che diconsi da Fe-
sedie, Evangeli nelle pubbliche generali ariti-
sto Siliqnastre , maestose ceilamenle di uanzedella Chiesa. Si vide di ricchi arazzi
ioo TRO TRO
ibi iiito e collocato sotto maestoso trono ne presero il nome e mimarono col prin-
nel concilio di JYiceaI e primo geni tale, cipio YEra Olimpiadi (Z7 .). In essa
delle
celebratone! 325. ì enerandum cnim E- il tempio di GioveOlimpico superava tutti

vangelium in sacro Throno collocatimi 7


glialtri in bellezza, e la Statua (/ .),chedi
erat, Ila J tantum sanctorum sacerdotum
i quel nume vi si vedeva, era il più magni-
auribus insinuatis Juslum jiulicium fu-
: fico lavoro di Fidia, nativo di questa città,
dicale. Altrettanto fu praticato ne'con- primo scultore che abbia vantato la Gre-
cilii d'Efeso, di Calcedonia e di Coslan- cia.La statua di quel padre de' finti Dei
imopoli\'m quello di Nicta 77, del quale era talmente meravigliosa, che reputa-
scrisseTarasio patriarca di Costantino- taci sommamente sfortunati coloro che
poli a Papa Adriano I: Curii onines sedis- morivano senz'averla veduta. Il Dio vi e-
semus, capitlfecimus Chrislum. Jacehal ra rappresentato assiso sul trono tutto d'o-
aulem insacco Throno Evangelium san- ro e di gemme risplendente; non vi man-
ctuniy contestans vobis omnibus sacralis cavano e 1' avorio e l'ebano, ed era ador-
viris, qui com'cncramus : Jiulicium ju- no d'alcune figure rappresentanti diversi
stum jitdicale. E finalmente nel concilio animali; vi si vedevano altresì varie pic-

IV di Costantinopoli furono eziandio in- cole statue. I piedi della sedia portavano
nalzali sul trono I* Evangelo e la Croce 4 Vittorie in atteggiamento
danza so- di :

vera. Questa pratica tenuta inviolabil- pra ciascuno de'piedi anteriori si vedeva
mente ne'sinodi orientali, fu dagli occi' un giovane tebano rapilo da una Sfinge;
dentali ancora eseguita ne'concilii di s. al di sotto di que'mostri stavano Apollo
Martino I, di s.Zaccaria,di Giovanni XIII e Diana, mentre co'loro dardi trafigge-
e di Eugenio IV. In alcune cinese, come vano i figli di Niobe. piedi erano uniti
I

nella cattedrale di Faremo^ anticamente di /flavole traversali; sulla tavola di fronte


a'Iati della mensa dell'altare si poneva- si vedeano alcune figure rappresentanti,
no due Tabernacoli (P.) in uno conser- t
secondo l'aulica usanza, gli atletici arrin-
Tavasi la ss. Eucaristia, nell'altro il libro ghi; il giovane che d'un nastro si cinge-
degli Evangeli. Dall'idea simbolica di di- va il ca pò, credevasi essere Panturco eleo,
gnità e di potere die si attaccava a' tro- il quale neH'8o. a 01impiade, alla lotta de'
ni, furono condotti gli antichi ad assegna- giovani fu vincitore: sulle altre tavole e-
le anche alle false divinità de'troni, laon- rano effigiati compagni d'Ercole, mei)
i -

de divennero ben presto un simbolo rap- tre combattevano contro le Amazzoni. Il


presentativo del nume,in luogo del nume soglio non era sostenuto da f\ piedi sol-
stesso, con ispeciali attributi; poiché u- tanto, ma fra quelli sorgevano alcune co-
sarono di dedicare de'nobili sedili o tro- lónne d'egualegrandezza;la parte del pa-
ni a'Ioro numi e di arricchirli d' intagli rapetto verso la porta non era dipinta che
sovente relativi agli attributi del nume a d'un semplice azzurro; negli altri lati scor-
cui li consagravano. E menzione di simili gevansi le pitture di Paneno, fra le quali
troni vuoti presso gli antichi scrittori; al- rimarca vasi Atlante che il cielo e la terra

cuni vedonsi rappresentati sulle medaglie, sosteneva, cui Ercole assisteva come per
nelle pitture antiche, e principalmente ne' sollevarlo dal peso. Eravi Teseo con Pi-
bassorilievi. Si fecero troni d'oro, d'ar- ) itoo; le immagini dell'antica Grecia e di
gento, d'avorio e d'altre materie prezio- Salamina; il combattimento d'Ercole col
se, le di cui forme però, quali si ravvi- JNemeo Leone; Cassandra ed Aiace; Ip-
sano negli antichi monumenti, non sono podamia figlia d'Enomaco; Prometeo in-

elegantissime. In Olimpia, già la piti ce- catenato, ed Ercole che lo guardava ; e


lebre città di Grecia nella Trifilia o E- finalmente la moribonda Pentesilea con
lide,per la solennità de'famosi giuochi che Achille che la sostiene; e due Esperidi col-
T R O TRO roi
le poma, la cui custodia era stata loro af- giziana mitologia, modificato e abbelli-
fidata. Alla sommità del trono e sulla le- to, servirono a decorare il trono di Giove
sta del nume , il rinomato artefice pose in Olimpia, e quello immenso d'Apollo
da una parte le 3 Grazie e dall'altra le in A micia nella Laconia eseguito da Ba-
3 Ore, siccome anch'esse figlie di Giove; ticle e coperto di gran numero di scultu-

nella base che slava sotto piedi del nu- i re; e vedonsi poste a sostenere de' brac-
me eranvi de' leoni d'oro, fra' quali era ciuoli di maestosi sedili dove Minerva è
scolpita la pugna di Teseo contro le A- assisa in antiche medaglie, e Cerere in an-
inazzoni; sul piedistallo che tutta la gran tiche gemme. Le Sfingi, animali allegori-
mole sosteneva, vedeausi altri emblemi ci, divenute simboli di misteri, fu credu-
d'oro quasi a compimento di sì mirabii to proprio per tale allusione adornare il

opera; vi si scorgeva il Sole in atto d'a- trono di Cerere, dea a cui si attribuì l'i-

scendere sul suo carro, poscia Giove e la stituzione de'inisteri Eleusini. Con esse è
sua moglie Giunone; vicina eravi una un suo trouo marmoreo del suddetto Mu-
Grazia, cui porgeva la mano Mercurio ; seo, ove è pure scolpita da un lato la fal-
Vesta la presentava a quest'ultimo; dopo ce de'mietitori, istrumento sagro alla Dea
veniva Amore in atto d'accoglier lama- frugifera; dall'altro un volume, attribu-
die Vr enere che usciva dal mare, ed alla to della Dea legifera, e iudicante quello
quale presentava una cotona la dea della che conteneva i riti arcani de'misteri, o
Persuasione erano eziandio Apollo,
: vi quello delle prime leggi della società ci-

con Diana, Minerva ed Ercole; nella parte vile fondate in gran parte sull'agricoltu-
piìi bassa stavano AnfitriteeNettuno.il ra. Le colonne
della spalliera rappresen-
trono di Bacco nel Museo Pio-Clementi- tano che Cerere accese ne' fuochi
le faci

no, è un grandioso marmoreo sedile, i cui dell'Etna, vulcano di Sicilia, per andar
appoggiatoio bracciuoli formatisi da due in cerca della rapita figlia Proserpina,e
simboliche chimere, la cui testa è un mi- le loro fiammelle servono di pomi. I ser-
sto di pantera e di capro selvaggio, col penti alati che tiravano il carro della Dea,
corpo di pantera alato. Quindi gl'intagli sono scolpiti a bassorilievo sulla spalliera
che lo fregiano rappresentano emblemi stessa : le spiche e i papaveri cereali sono
bacchici, tralci di vite, pampini, grappoli intagliati a fregiare le altre parti del tro-
di uve, fiondi e corimbi d'edere, timpa- no. Dice il Buonarroti, nell'O sservazio-
ni e lire, strumenti usitali ne'baccanali. ni sopra i vasi di vetro, che anco presso
Una gran nebride, o pelle di cavriolo ser- gli egizi il trouo fu simbolo del regno e
ve a parare la spalliera del Irono, e le pi- della podestà, onde Tolomeo Evergete e-
ne solile sommità de' tirsi,
terminare la resse nella città d'Adule, porto degli A-
ornano qui come pomi le sommila delle xumiti nel mare Rosso, un trono grande
due colonne quadre della spalliera. Sot- di marmo in cui erano descritte le sue a-
to il sedile è intagliato un vaso avente zioni e le sue vittorie ; e che gli antichi
per manichi due pantere. Di qua e di là gentili per esprimere la podestà de'loro
sono state inserite due maschere antiche, falsi Dei, figurarono simili troni, ponen-
una è di Pane, e posa su d'una siringa, dovi sopra qualche insegna di quel Dio, la
l'altra d'un Fauno marino o Tritone con cui maestà volevano rappresentare, Giu-
pinne alle mascelle, e sotto vi sono scol- none presso Omero venendo chiamata
pite le onde del mare. Le Sfingi essendo dall'aureo trono. Illustrando il Buonar-
divenute presso gli antichi uno degli or- roti, neil' Osservazioni sopra i meda"

namenti più usilati defedili delle divini- glio/ù antichi, quello di Commodo, os-
tà, immagini di questo animale simboli- serva il panchetto o predellino sul quale
co, che le urti greche aveauo tolto dall'e- posa i piedi la Roma, vedendolo ancora
102 TUO TUO
in nitro e poi sotto i Gordiano
piedi di campagne; il re vi sedeva sopra un trono
e d'Otacilia, si vede che quello é un ono- d'oro o dorato; itti dopo che il parlamen-
re particolare degli Dei e delle persone to cominciò a tenere le sue sedute nel-

Pausania riferisce che ilGio-


illustri; così l'interno d'un palazzo, a quel trono d'o-
ve Olimpio avea sotto piedi una simile i ro si sostituirono vari cuscini con un bal-
base; una ne descrive parimenti sotto i dacchino al di sopra, e siccome nell'an-
piedi de'simulacri della dea Era, e Ce- tico linguaggio una sedia coperta da un
rere fuori del tempio di quella, ch'era baldacchino chiamavasi Letto , si diede
lontano da Acacesio 4- stadi, dicendo che il nome di Letto di giustizia al trono sul
il trono dove seggono e il panchetto, ch'è quale il re sedeva nel parlamento. In ap-
sotto i piedi, era lutto d'una sola e me- presso nominossi letto di giustizia anche
desima pietra. Omero descrive col pan- una seduta o una riunione solenne, nel-
chetto o predellino le sedie più belle per laquale il re assisteva al parlamento per
le persone di qualità, come quelle d'Ele- deliberarvi sopra gli all'ari importanti
na e d' Ulisse, chiamando quest' ultima dello stato. Que'lelti di giustizia succes-
sedia come più nobile trono. Indi Buo- sero adunque a quelle assemblee generali
narroti cita che fecero osser-
gli scrittori the anticamente si tenevano nel mese di
vazioni sulle predelle de'troni, e il Chi- marzo, e poscia nel mese di maggio, don-
meutelli, De honore Bisellii, che le dice de vennero i nomi di campo di marzo e
proprie delle persone illustri, onde Dio di campo di maggio.
appresso David: Donec ponam inimicos 11 trono dato agli Apostoli, e dipoi ai

tuus tcabellum pedum tuorum. 11 trono Vescovi loro successori, dice il Buonar-
di Toante re di Lenno, padre d'Iperme- roti, lignifica la facoltà d'insegnare la leg-

stra,era pure di Aquisgranacva


pietra, In ge al popolo, e ciò per una imitazione di
l'orci trono dell' Imperatore d'occidente, Gesù Cristo, il quale sedendo insegnò, co-
nella qual città si faceva la suai.*Co/o- me riferisce s. Matteo, e. 5; onde s. Ago-
nazionc, ed all'elettore arcivescovo diCo- stino, De Serm. Doni, 1. 1, disse: Sederti
Ionia spetta va collocarlo sul trono, in det- autem Domiuus docci, quo depertinet ad
tacoronazione, imperocché nella solenne magisterii dignità temj siccome ancora
Coronazione dell' Imperatore [V.) che denotava, come vuole s. Urbano 1 Papa
facevasi dal Papa, a questi apparteneva del 226, riferito da Burcardo, 1. 2, e. o, 1

d'intronizzarlo; cosi nella Coronazione specu laliou em e tpo tes ta te ni judiean di,
,

de* Re (T.). Però gl'Imperatori ed Re i soh'endi^atque ligandi, onde sono chia-


(F.) riceveano la corona genuflessi sul mati ancora Tribunali (V.), allorché de-
tronodelPapa,il quale stando egualmen- cretò che le Sedie de'vescovi fossero al-
te sul proprio trono, eseguì la coronazio- zale e ornale a guisa di trono. Può anco
ne d'altri principi, come pure del gran- essere un simbolo dell'onore promesso da
duca di Toscana (F.). Ordinariamente Cristo agli Apostoli di sedere nel giudizio
i sovrani ricevono la Corona sul proprio universale, e di giudicare le 12 Tribù lY[-
trono. Di queste coronazioni ragionai ne- irtele. Narra inoltre il Buonarroti, i 1 1 li r

gli articoli eziandio de'i ispettivi stati, col- girando imi monumento che rappresenta
le speciali cereojonie e solennità proprie i ss. Pietro e Paolo sedenti su due troni
di ciascuno. Intronizzazione dicesi pro- in segno del Sacerdozio, essere stali so-

priamente il collocamento nel trono o liti gli Apostoli e gli antichi vescovi, nel-
nella Cattedra vescovile (V.)&X\ antichi le sagre funzioni, dì sedere sopra un tro-
re di Francia tenevano il letto di giu- no o cattedra distinta, adattata però alla
stizia, allorché parlamenti o le assem-
i povertà professala da'primi fedeli. Quin-
blee delle uazioni teuevausi neli' aperte di eolie Eusebio, Istor. Eccl. 1. 7,0.19
T II O TRO 10Ì
e 32, racconta come ancora ne'tem pi suoi chiesa un trono mollo sublime. Comin-
era in Gerusalemme custodito e tenuto in ciarono poscia a costumarsi le cattedre di
gran venerazione il trono adoperato ti a moltissimi gradi, dette perciò gradale da
s. Giacomo il Minore apostolo, ."vescovo
l s.Agostino neìì'Epist, 2o3 ad Maximi-
di quella città (fallo dopo l'Ascensione da num; e si cava pure da Sulpizio Severo,
6. Pietro); e che nella chiesa di Alessan- Dial. 2 de Virtutib. s. Martini, dove par-
dria si conservava con gran religiosità la la della modestia di quel sauto, quando
cattedra di s. Marco, si deduce dagli atti stava in chiesa assistendo allefunzioni ec-
della passione di s* Pietro Alessandrino, clesiastiche. Nel cimiterio di s. Ermete di
uno de'successori del medesimo in quel- Roma in una pittura, dove paresia espres-
la chiesa palliai caie; eha parimenti da si saunasagra Ordinazione,^ vedeun tro-
una continua tradizione, che la Cattedra no umlto alto. E non solamente s'iucou-
dis. Pietro (F.) si conserva in Roma nel- trauo di queste cattedre in Roma nelle
la Chiesa di s. Pietro in Faticano {V.), chiese antiche, esposte alla pubblica vi-
6ulla quale anticamente s'intronizzavano sta, e l'enumerai a Sedia, precisamente
iPapi di lui successori; e che generalmen- nel voi. LXIII, p. 189 094, ma ve se ne
te tutte le chiese apostoliche avessero par- trasportarono ancora delle bellissime di
ticola!- cura di custodire le cattedre degli porfido prese dagli antichi bagni, dette
Apostuli lo teslificaTertulliano, fiorito nel per una certa vulgare tradizione Sedie
Jl secolo, De Praescript. e. 36. Quau- (/*.) Stercorarie, ma se ne trovano pu-
do poi i cristiani per la condiscendenza re dell'antiche nelle stanze de' cimiteri,
d'alcuni imperatori, e specialmente dopo per uso de' ss. Pontefici quando vi cele-

la pace conceduta alla Chiesa sul comin- bravano i divini sagrifizi, specialmente in
ciar delIV secolo da Costantino I, pote- tempo di persecuzione, ed in una di que-
rono liberamente edificare dei Templi stefu martirizzato nel 260 il Papas. Ste-
(F.), furono quote cattedre o troni col- fano I, la quale ora si venera in Pisa nel-
locati in cima della Tribuna (F.) delle la chiesa dell'ordine di s. Stefano I (F.),
Chiese, e nel mezzo delle medesime tri- nel suo magnifico altare. Ed era così gran-
bune alquanto più alti de' muriccioli, o de la venerazione che gli antichi cristia-
sedili o Stalli (Z7 .) che li circondavano, ni aveano a queste cattedre o troni epi-
fatti pel Presbiterio (
F.) de'preti, i qua- scopali, che solevano adornarle di panni
li perciò nella summenlovata lettera di preziosi, anticamente chiamali Feli(F.),
Costantino 1 sono chiamati Sacerdotidel il che ricordai nel
voi. X, p. 264. Inol-
i.° trono, dicendo a Gesto 111 che seco tre Buonarroti nelle ricordale Osser-
il

conducesse due de* suoi preti, adjunclis vazioni sui Dittici, rimarcò che la Ma-
libi duobus Secundi Throni, nella ma- dre di Dio sedente in trono invece del
niera stessa che si dissero Sacerdoti del panchetto o predella, solita aggiunta, an-
2.° ordine, da s. Ambrogio e da s. Ago- zi parte de' troni, tiene i piedi sopra un
stino. Aveano questi troni uè' primi tem- guanciale o cuscino, adornato e guarnito;
pi un sul gradino o pochi più, comedimo- poiché si era forse di già introdotto l'u-
strano alcuni dell'antiche chiese di Roma, so di questo cuscino in vece di suppeda-
il che viene confermato dall'avere i vesco- neo o predelia a'troniealle sedie de'prin-
vi del concilio d'Antiochia, presso Euse- cipi. Un tal cuscino, sotto i piedi l'ha la
bio, I.
j, e. 3 (a questi alti troni allude s, figura di Baldovino I, nel 1 204 eletto im-
Gregorio JNisseuonell' Orazione del gior- peratore latino di Costantinopoli, nel sigil-

no de' lumi e battesimo di JY. S., t. 3, p. lo d'un suo diploma riportato dal Du Gan-
367), nella loro lettera sinodale, taccia- ge nelle Famiglie Bizantine, p. 216, il

lo Paolo di Samosata d'essersi eretto in quale uel trattato delle Monete, lav. fc»,
k>4 TUO T 11 O
ii.° 8, inserì mu pittura greca presa dal pò eiu anima. Da questo ebbe origine non
museo di s. Genovdla, nella quale il Sal- solamente il titolo di Panagia dato alla
vitele sedente iu trono, per maggior o- Vergine, ma anco il chiamarsi col mille-
norevolezzu ,
posa i piedi sopra uno di simo nome il pane col quale al/.ato in al-
questi guanciali. De'medesimi gl'impera- to sogliono i monaci greci, a imitazione
tori greci se uè doveauo servire in certe degli A postoli, rendere le grazie dopo il ri-
occasioni, non solo in atto di sedere, ina storo del corpo, il quale pane benedetto
anco quando stavano in piedi, ritraendo- poi dividono tra di loro, ed il vaso in cui
si ciò da alcune ligure rappresentanti in», si pone tal pane chiamasi Panagia riunì.

peratori di Costantinopoli, portate nelle Da ciò nacque l'errore di Meursio, il qua-


delle Famiglie Bizantine; e tal guancia- le disse che Panagia significa pane san-
le par die fosse quello, die secondo Co- to, fondandosi sopra la cereinouia del reo-
dino, Degli 0//ìcii,c. 7, n.°32, era te- dimenio di grazie, delia quale ragiona il

nuto ferino da un giovanetto ad elicilo Codino, trattando della mensa imperia-


che l'imperatore ? potesse star sopra i si- le. Porro praefectus mensae acceptiun

curo, quando ne'eoiivili solenni alia fine panagiarium mensae imponi t,et elevans
della tavola il sovrano li rizzava iu pie* pana giani dat Ulani Domestico mensae,
di al comparire il pane benedetto ,
por- ille Magno domestico , hic Imperatori,
Domestico (fr>)> che
talo dal i greci chia- et q unni prinium panagiam ori inserii,
mavano panagia. Apprendo dalla Noti- oiuues accinunt. Ad multo s annos. Nel-
zia de' vocaboli ecclesia stiei del Magri, le (piali paiole si vede chiaramente, che
che il lilolo di Panagia fu dato dalla chie- per nome di panagia s' intende il pane
sa greca alla B. Vergine, che significa san- sollevalo in alto per adempimento della
ata tota sancta, Santissima, per la se- descritta cereaioniajlaoude^/z^g/V/ non
guente origine. Gli Apostoli dopo l'Ascen- significa pane benedetto , ma piuttosto
sione, sedendo a tavola costumavano la- Tutta santa. L'erudilissiino vescovo Sar-
sciare uu luogo vuoto pel Salvatore loro nelli nelle Lettere ecclesiastiche, t. 9, ci
maestro, ponendovi un guauciale, sopra diede la lett. 73 : Se Trono o Baldac-
del quale posavano parte del pane che chino sia lo stesso , e del Faldistorio.
mangiavano. Finita poi la mensa piglia- Dice che il baldacchino è parte del tro-
vano quel pane, sollevandolo iu alto e re- no. Che i vescovi ab antico ebbero la Cat-
citando alcune orazioni in rendimento di tedra, cioè una sedia tonda al di sopra,
grazie, il qual pio e santo costume con- come quella del trono di Salomone, al-
tinuarono divisi pel mondo a predicare la quale si ascendeva per alcuni gradini.
il Vangelo. Congregali poi miracolosa- Era vestita d'alcuni veli, e situata nella
mente nella morte della Vergine, e fini- Tribuna della chiesa, che anticamente si
te l'esequie, mentre nel 3.° giorno rende- diceva Apside, che propriamente signi-
vano dopo il cibo le consuete grazie col fica l'arco, per essere la tribuna delle chie-
pane sollevalo,apparvelorola gloriosissi- se antiche rotouda, e da questa tribuna
ma Vergine in alia circondala i\a cori la cattedra vescovile si diceva anche Apsi-
d'Angelici, che con sembiante piacevole da e Tribunale, e gradata per la mol-
li salutò, pel quale spettacolo attoniti gli titudinede'gradi. Quindi s. Agostino, nel-
A postoli, invece di recitare le solite ora- aMassimino scrisse: Tran-
la citata £/j/.s£.
zioni di rendimento di grazie, esclama- siihouor hujus saeculi, transitambitio.
rono: Panagia Deipara adjuva.nos. Ri- In futuro Christi judicio nec absidae
tornando poi al sepolcro, e non ritrovan- gradatae, nec cathedrae velatae aditi»
do il sagro corpo, si certificarono che , bebuntur ad defensionem.S'i chiama an-
ti ioulaute se uè IbsàC salila al ciclo iu tui- cora Exedra dalla voce greca somigliali*
TUO TRO io5
le, e dalln tribuna com'è detto tribunal: Ivi pure si Tribus gradibus ad eam
dice:
così abbiamo nel lib. 4 de'Ue,cap. g. Che ascendatur, quipannis,aul tape tibus tc-
unto re Jehu da un figlio de'profeti d'or- gan tur. Quindi è che Baldacchino si chia-
dine di Eliseo, festinaverunt ilaque, et ma ancora quel drappo che colle astesi
unuxquisque lollens pallimi» suum po- solleva, come dice lo stesso Ceremonia-
sile runt sub pedibus ejus in simili tudi' le nel cap.i/f- Umbraculum, seuBalda-
ncm tribunalisj cioè del trono reale. Ed chinum duplex est, aliud appendi in ai-
è così proprio del vescovo il trono, che i timi debet super Altare, et supra Sedem
grecichiamarono Throni T escovati, ed i Episcopi, forma, quadrata, etc, aliud
aggiungerò che dissero Prototrono (F .) quod supra Episcopum, ac res sacras
il i.° vescovo d'una provincia ecclesiasti- inprocessionibus gestari consuetum est,
ca, ovvero quel vescovo che occupava il sex, vel orto haslis sublevatum, etc. Ma
i.° posto presso il Patriarca, o dopo il perchè dalla parte talvolta si nomina il

Metropolita no (F.). 11 vescovo di Tiro, tutto, spesso per baldacchino s'intende


che in assenza del patriarca d'Antiochia il trono vescovile. Oilre al quale vi è un*
nella Siria (V.) reggeva quella chiesa, altra Sedia minore., detta Faldistorio
istituita da s. Pietro, si diceva Protothro- (f -), e di questa il vescovo si serve io.
nus , cioè il i.° de' vescovi Suffragatici molte occasioni. Essa è somigliante all'an-
(f7 .). 11 concilio di Trullo, parlando dei tica Sedia chiamata da' roma ni curale, la

Propter praedictam
Vescovi litolari dice: quale era una sedia quadrata d'avorio
causarli in suis Thronus non sunt con- senza spalliera, una dell'insegrìe de'con-
stilliti ; perchè le chiese erano in mano soli e di altri primari magistrati. Di que-
degl'infedeli, che noi diciamo Vescova- sta sedia valevano! vescovi, cheavea-
si

ti o Arcivescovado Patriarcati in par- no il trono nella tribuna, ed avanti il lo-


tibus infidelium. Passando il Sarnelli a ro altare, perchè allora per fare la Pre-
dire del Baldacchino, la qualifica voce dica (V.) mettevano il faldistorio nel su-
bai bara e significante un drappo di broc- premo scalino dell' altare, onde Sidonio
cato d' oro ricco. Feretrum, coopertum nel canto Eucaristico a Fausto vescovo,
fuit Baldachino, quod Ecclesiae re lì' lo descrive predicante sul faldistorio con
querunt. Rex
deaurata, facto de
veste questi versi. Seu te conspicuis gradibus
pretiosisi imo Baldakino. Conclude, il / enerabilisArae- Conciona tur um plebs
baldacchino è parte del trono, non il tro- sedula circumsislit.-Expositaelegis hi-
no stesso, cioè è quella parte che al tro- hat auribus ut medicinani. Termina il
no sporge in fuori come un Ombrellino, Sarnelli, con dichiarare la riverenza do-
ed ecco come descrivesi nel Cercmonia- vuta aironi de' vescovi. IlcamaldoleseCo-
le Epucoporum, lib. i, cap. *3. Forma stadoni descrivendo l'antica cattedrale di
Sedis erit praealta, et sublimi s, sive ex Torcello (V.), riferisce che in fondo alla
Ugno, sive ex mar more, ani alia mate- navata di mezzo è 1' antico presbiterio,
ria faì> ricala in Cathedrae, et modum chiamato ne'primi secoli Absida, ed E-
Throni quale s in multis Ec-
inimobilis, xedra a motivo della Cattedra , ove il
clesiis antiquis videmus, qui debet tegi, clero stava assiso secondo il suo rango
et ornari aliquo panno serico concolo- nell' ecclesiastiche funzioni , tenendo in
ri cum aliis paramentis, nontamen au- mezzo il vescovo, conforme al costume an-
reo, nisi Episcopus esset Cardinalis: et tichissimo della Chiesa, come si ha nelle
super eam umbraculiim, seu Baldachi- costituzioni apostoliche: In medio autem
nurn ejusdem color is appendi poteri t, situm si t Episcopi Solium,et u trini q ne
dummodo et super Altari aliud simile, se deal Praesbyteriiim.j leggendosi pres-
vel elicmi sumptuosius appeiulantur etc. so Teodoielo; Si Cathedra in medie pò»
-

i of> T R T R O
sita contentfonem facit, cani ego (infer- ambiziosamente innalzato una cattedra
ri' conabor. Il presbiterio ili Torcetto è sublime e separata dal suo clero a foggiti
composto di 6 scaglioni di pietra che , de'principi ; Scdem, et Thronum subii*
prendono la stessa figura del semicircolo nun sibi paravit;
euhiq uè y non ut Ckri-
che l»a il presbiterio, ma essendo due so i sii dìscipuhtm decet, sta ut mundi pria-

perioii più alti e più larghi, siccome i


4 cipes solent, secrelmn et separatimi ha-
j umilienti più stretti e meno alti, è prò- buerit eie. Accorda vasi dalla Chiesa a've-
labile che quegli servissero per ascende- scovi un posto più elevato nel loro clero,
re a quelli, incoi solo sedevasi. Tali sca- Episcopi** in consessu presbyteronim
glioni sono tagliali nel mezzo da un'alta sublimior sedeatj ma non volevasi che
e stretta scala d' capo alla
i i scalini, in si gareggiasse co'principi e per l'altezza
quale è la cattedra vescovile di marino, delle cattedre, e per la situazione seco-
mi cui sedendo il prelato nelle sue fun- laresca delle medesime, giacché execha
zioni, quindi scorgeva facilmente lutto il illa Sedes supercaelestem Christi Ca~
popolo the vi era sino al fondo della ba- tìwdram designata come nel lib. De Sa-
silica, per cui disse s. Agostino in Psahn, crauient. ditte Simeone diTessalonica. I

126; Nani altior loens posi lus est Epi- greci chiamano sintroni i riferiti scaglio-

scopis, ut ipsi superintendant , et tara- ni ovvero ordini di sedili posti ad am-


,

anani custodiant populum .,. qnomodo bedue luti de'troni o cattedre vescovili}
i

enini vernieri altior sii loens ad cuslo- ed appellarono anticamente troni seco a»
diendam vi/team, sie et Episcopis altior di, poiché primi troni erano quelli dei
i

loens faetas est. L'altezza di questa cat- vescovi. Su questi troni secondi sedeva-
tedra vescovile è di rito antichissimo, av- no preti, onde s. Gregorio di Nazianzo
i

vertendo il Bona, De dignit, Sacerd, cap. disse di se stesso quando venne con vio-»

6, che id ex Apostolica institntione ha- lenza consagrato sacerdote; pet VI/71 Se-
let Ecclesia, Dunque fino dal tempo de- cundis colloca t me in Thronis. Egli è
gli Apostoli si costumò di collocar in al- per questo che gli Stalli canonicali dipoi
to le cattedre de'vescovi, perchè ognuno furono detti piccoli troni e troni di se-
agevolmente potesse scorgere il proprio condo ordine, tribune e tribunali. Anzi
pastoie, e udir meglio suoi ragionamen- i leggo nel Nardi, De'Parroehi, che i ca-

ti. Queslecaltedre erano più alte di quel- nonici ebbero ne'cori sedi distinte, chia-
le de'preti, che a' lati vi erano, e perciò mate neh" antichità Throni Subsellia, ,

venivano ad esser assai alte, allorché e- Cathcdrae honoris, Tribunalia, Stallit


rano posti pure in alto sedili pe'preti,' i grande importanza dandosi nell'antichi-
com'è nella chiesa di Torcello. Poteva ciò tà all'ordine di sedere de' canonici, e le

farsi in qualche chiesa per recarle un mag- sedi più basse del clero inferiore erano in
gior onore, e talvolta eziandio per uudrir- plano, In certi cori antichissimi vedonsi
le l'ambizione. In fatti Eusebio, Jlistor. le sommità degli stalli canonicali sporge-

Eccl. hb. o, cap. 4? P- 38 i, riferisce un


1 re infuori a guisa di baldacchinetto. Cre-
panegirico della chiesa di Tiro sunnomi- de Nardi che così fossero negli antichi
il

nata , la più illustre di tutta la Fenicia, secoli,perchè erano appellati Tribuna"


ed uno degl'insigni monumenti della pie- Ha, e Secundi Throni, Perchè sedeva-
tà di Costantino I, ed in esso leggesi, ch'e- no in sedi assai distinte, da Eusebio di Ce-
ia quella chiesa ornata di tioui altissimi sarea, /list. lib. io , cap. 5, sono anche

ad onore de'prelaU, Thronis allissimis chiamati Deuterothroni o sia secundi


in lionore praesidentium, E così all'op- thronijeneì canone 26 del Trullano del
posto il ricordato coucilio d'Antiochia 681 dicousi i canonici, Cathcdrae par-
cuudanuò Paolo di Samusuta per aversi lìcipes. Diverse erudizioui riporta il Kar-»
IRÒ TUO 107
di sul Irono vescovile. Riporta i monu- diaconi, I troni antichi erano di faccia-
menti in cui è anche detto Solittm, Se- ta, e ni un prete celebrante poteva, e non
dcs 9 Cathedra; e che i vescovi si deno- può neppure a'giorni nostri, sedere di fac-
minarono eziandio Tlironi Dei, Cìirist.i ciata al popolo, ma di fianco. In man-?
Tiironi. e Throni assolutamente. Che.il causa di trono, il solo vescovo siede sub
loro trono dev'esser alto in segno ili prin- l'altare verso i| suo gregge; niuu altro,
cipato, quali principi della Chiesa di Dio, benché celebrante, può sedere sull'altare,
gli 'essi rappresentano, e quali pastori per ma fuori del medesimo, edi fianco a cor-
divina istituzione mediante la sagra or- mi Epistolae. II Nardi confuta la strana
dinazione, che pascono con impero; e s. idea del Duguet, che nelle sue Conferai-
Gregorio di [S'aziauzo, OraU fune.br. prò ces ecclesiastiques, pretese che l'antiche
d. Basilio, chiama il vescovo, principe cattedre vescovili fossero cosi larghe, da
con trono; mentre s, Epifanio, Hacres. potervi sedere due e più vescovi; ed ol-r

2 9> § 3j dice che vescovi hanno il trono i tre il dirci gli antichi, una cathedra più-
concesso loro da Cristo,che volle donar al- res non capit Episcopos , il fatto poi lo
la sua chiesa la reale e pontificale digni- contraddice, per le cattedre e troni mar>
tà riunite insieme. Intronizzare diceva- morei rimastici, Anzi noterò col Compa-
si mettere il nuovo vescovo in trono, e gnoni vescovo d'Osi uro, Memorie della
10 dice anche oggidì il Pontificale Roma- chiesa e'de' vescovi d'Osi'ino, t. 4, p. ^Gc),
no, De Consacrai, Episc. Secondo ilcan. che nel 1649 il vescovo cardinal Verospi
7 i Niceuo- A rabico, dopo la consagrazio- essendosi recato in Roma per la visita dei
ne, metropolitano mandava il novello
il sagri Lìmini, a'i4 maggio festa dell'A-
1

vescovo alla sua sede con un vescovo che scensione e vigilia di s, Vittore, mg. Ra-
l'accompagna va,e lo faceva mettere a sede- nuccio Scolli, vescovo di s. Donnino e go-
re sul trono,ciòehe ivi è appellalo indirò* vernatore della Marca, assistè al 2. ve-
nizatio, cioè il Possesso. Anche Flodoar- spero di detta solennità , ed alla messa
clo, lib. 4> cn P- 33 e 35, chiama inthro- cantata, e sedè sul trono episcopale, sem
nizari ilmettere il nuovo vescovo nella za però la cattedra e il baldacchino, ma
sua sede. Ciò veilesi anche nell'azione %vi in una sedia di velluto. Dice inoltre Nar-
del concilio di Calcedonia del 4^' >
nve di, che il trono vescovile semprespiacque

Proclo vescovo dice prqfectus snm in : a' novatori , e gli odierni d' accordo coi
Cangra,in thronizariEj liscopum ,In una giansenisti, ne'primi tempi delle repub-
carta del 9 i
4> ne " a Gallia Cìirìst. Ep. bliche del 1798, abolirono in Romagna
Araiisic. Append, n.°i , adoprasi pure la e altrove il trono del vescovo e «li stalli

parola intlironizare in quest'istesso sen- canonicali, per nonessere inferiori all'em-


so di dar possesso a un nuovo vescovo. pio Unnerieo re de' vandali in Africa, il

11 trono vescovile dev' essere di facciata quale nella crudele persecuzione mossa
all'altare, e se questo occupa il mezzo e a' cattolici proibì il trono a s. Eugenio
fondo della tribuna, a corna Evangeliij vescovo di Cartagine.
O Aggiungerò,
OD O '
che i
ed in un antichissimo ordine, Bi'liot, Fa- repubblicani del 1848 fecero toglierei
ir, t. G, p. 181, si spiega perchè il vesco- gradini dalle cattedre vescovili, perchè
vo sieda in trono in faccia al popolo, per segno di aristocrazia! Innanzi di essi l'ar-
Ja ragione, che Episcopo commissaesunt ci vescovo di Sorrento (F.) fezzo, fab-
aniniae prò quibus rationem Deo red- bricò il sepolcro per se e pe'suoi successo-
(ìilurusest. Nelle costituzioni apostoliche, ri, onde dal trono meditare il fine comu-
lib. 2, cap. 56, si dice: Sit solami Epi- ne a tutti, mentre siedono nell'onorevo-
scopi in medio positum , et ex utroque le seggio, poiché anco da'più sublimi tro-
cjus Intere presbiteri sedeant, etastent ni si scende nella tomba. Neil i3o l'an-
io8 TRO TR O
tipapa Anacleto li si recò nel settembre delle due nell'abboccamento d'A-
Sicilie,
in A velltno, e nelle conferenze con Rugge- ntidato II e Ruggero fondatore della me- I

ro duca di Puglia suo cognato, posero le desima monarchia. Notai ne' voi. XI, p.
fondamenta ilei regno di Sicilia, (/^fa- 22(5, LVI, p. 88, LXXI1I, p. 3/p, de-
cendolo coronare in Palermo dall' anti- Scrivendo le parti dell'antiche Chiese o
cardinale Conti col nome di Ruggero I; Templi, essere stata una di esse la Solca
altri sostengono che la coronazione seguì (V^ ma t
controversa, ove alcuni credo-
in Avellino. Certo è, che per memoria di no fosse il trono o soglio, dal quale co-
tale avvenimento, il re concesse al vesco- me da alto luogo si distribuiva la comu-

vo che il suo trono episcopale fosse sovra- nione al popolo. A (tri spiegarlo la solca
stato dalla corona reale, la quale tutto- per uno scalino. Veramente la sede ve-
ra si vede nel tuo comignolo; and il tro- scovile co' seggi pe'preti sorgeva nel sin-
no del vescovo d'Avellino, per privilegio trouo posto nell'apside o coro o Santua-
ha 5 gradini. Che Fiuterò fu coronato 1 rio, il quale da'caucelli era diviso dal re-
in Avellino e che il trono vescovile è or- sto del tempio, e da esso s. Ambrogio re-
nato dalla corona reale, lo afferma anche spinse l'imperatore Teodosio I perla stra-
l'avv. Giuseppe Zigarelli a p. i e 22 del ge di Tessalonica (V.). Altri dissero la
Ovino storico della cattedrale d' AveU solca luogo intermedio tra il coro e il san-
lino e poche cove di quella di Frigento tuario, rilevalo da alcuni gradini, non pe-
acque principali ter , Avellino 1847. ^ rò il luogo ove sedeva in trono l'impe-
jNugnes, Storia del regno di Napoli, t. ratore, al quale solo tra'laici era permesso
2, p. 876, riferisce che l'antipapa a' 26 passare per la solca onde ricevervi la co-
settembre 1 1 3o rilasciò a Ruggero I un munione. 11 trono imperiale era fuori del
diploma, mediante il quale questi nel dì coro, cioè in oriente dentro i cancelli, in
del seguente Natale fu coronato e unto occidente fuori di essi. Come nel 1 856 fu-
re. La eeremonia si praticò nella catte- rono collocali il trono imperiale e il tro-
drale di Palermo, e ministri ne furono no del cardinal legato, nella metropoli-
Filippo > Ruggero eGiovanni rispettivi ar- tana di Parigi, pei solenne battesimo del
civescovi di Capua, di Benevento, di Sa- principe imperiale, lo narrai a Treno, di-
lerno, ponendogli sul capo la corona reale cendo di quello del cardinale. Delle con-
colie proprie mani R.oberto principe di troversie degli arcivescovi di Genova col
Capua, come ilpiù nobile barone del re- senato di quella repubblica pel trono del
milo. L'accuratissimoPellegriuo dimostra, doge nella chiesa metropolitana di s. Lo-
che una sola volta Ruggero I si fcicessecd- renzo; e delle conlese de' prelati della Li-
ronare, e ciò per ufiìiio d'Anacleto li, il guria col medesimo governo, per la cat-
quale mandò all'uopo inPalermo un an- tedra vescovile e le sedie de'governalori,
ticardi naie; altrettanto affermano Falco- già in breve parlai nel voi. XXVIII, p.
ne Beneventano, Pietro Diacono, e l'ab- 32i, 32 5, 342, 343. Persi grave argo-
bate di Telese testimonio oculare non , mento stimo opportuno aggiungere al-
che Lodovico Agnello arcivescovo di Sor- cun' altre parole, col eh. d. Gio. Battista
rento, Istoria degli Antipapi i. 2, p. 38, Settaria, Storia ecclesiastica di Geno-
riferendo che Anacleto II mandò a Pa- va e della Liguria. Situato il trono de'
lermo per legato per far coronare Rug- dogi di Genova dallato dell'epistola, rim -

gero 1 l'antica rdinale Conti. Sembra duo petto alla cattedra arcivescovile posta ne!
que, che il singolare privilegio del vesco- la todeli'e vangelo, dopo che lo repubblica
vo d'Avellino di avere sul proprio trono signora del regno di Corsica nei i638 de-
la corona reale, derivò per essersi in A- liberò d'assumere la dignità e 1' insegne
vellino gettate le fondamenta del regno regie, ne fece fregiare il d;ge Palla vici-
T B. O T i\ O loq
ni; quindi sembrò governo che il suo
al ed attaccato onninamente agli stolli co-

trono fosse inferiore al nuovogrodo, e gli nonicali, e collocato il trono del doge nel
convenisseai/arlo nel luogo digniore dal- corno dell' evangelo. Nel 1 7ZJ.8 promosso
r a
la parte dell' evangelo. Si oppose l'arci- a questa chiesa mg. Giuseppe l\J. Sapo-
vescovo cardinal Stefano Durazzo, e ri- riti, insorto qualche circostanza di pre-
corse ad Alessandro VII, il quale com- minenza, credette doversi costantemente
pose la questione con permettere che il opporre alle pretensioni del governo; e
trono del doge si erigesse presso quello come vide chele sue ragioni non potevano
dell' arcivescovo, ma in luogo più infe- prevalere, venne alle vie di fatto. Entrato
riore. Ma
poco dopo successo al cardinal di notte nel duomo, fece rimuovere da'
Dura?zo (Semeria dice nel 664,Cardella i chierici e da' suoi domestici il trono del
più tardi, e il con. Lima nel 1671), Gio. doge, e rimosso lo volle seppellire. Quin-
Battista Spinola seniore poi cardinale, di uscito dalla città, andò a Massa per es-
il governo colla deliberazione del minor sere sicuro da ogni molestia. Si fecero del-
consiglio ordinò, che il luogo e cattedra le trattative pel suo ritorno a Genova, e
dell'arcivescovo in duomo fosse in comu rinvenne di fatto; ma in quanto a' suoi
epistolae, col baldacchino incontro a diritti rimase sempre inflessibile.il gover-
quello di sua serenità, e così appunto fu no ripose il trono ducale nei luogo dignio-
eseguito. Ordinò di più che i canonici ac- re dalla parte dell' evangelo, e l'arcive-
compagnassero il doge e il senato tanto scovo finche visse non volle mai più ce-
all'ingresso quanto all'uscire di chiesa fi- lebrare i solenni pontificali alla presenza
no alla porta del tempio. Queste nuove de'supremi magistrati. Tollerò l'abuso il
r
pretensioni furono portate a Roma, ove successore mg. Giovanni Lercari,ma in-
per lungo tempo si discussero; finalmente tanto avvenuta la rivoluzione, demo- i

si adottò il temperamento, in conseguen- cratici abbatterono il trono ducale e ne


za del quale nel j 6^3 il minor consiglio sfracellarono la sedia per non esservi mai
autorizzò i serenissimi collegi, ad accor- più ristabilito. Dopo poco tempo tenta-
dare la pratica della sede arcivescovile ,
rono alcuni di rinnovar l'antiche verten-
procurando che il luogo preciso dell'ar- ze. Governava lo slato al principio del cor-

civescovo prelato sia più vicino agli staili rente secolo la repubblica Ligure, sopra
de'canonici. Quindi decretarono, che ve- nuove costituzioni fondata, e alla chiesa
nendo cardinale arcivescovo, si rimetta il metropolitana era stalo promosso nel
suo soglio nel luogo e nel modo in cui era 1 802 il cardinal Giuseppe Spina. Prima
in tempo del cardinale Durazzo; mentre di recarsi alla sede axendo fatto erigere
per l'arcivescovo d'allora e pe'suoi suc- nel duomo, dentro il presbiterio e nella
cessori prelati, si ponesse la sedia dal lato parte dell' evangelo la sua cattedra con
dell' epistola, nel sito più verso il coro e baldacchino, Ertosi rosai di ciò altamente
più vicino agli stalli de'canonici. Eletto offeso il ministro di polizia di detta repub-
r
ad arcivescovo nel iro5 mg. Lorenzo blica, dichiarando al vicario generale che
Fieschi e nel seguente anno divenuto car- quella cattedra urtava co'diiilti del go-
dinale, fece di nuovo riporre dal latodel- verno^ perciò doversi rimuovere da quel
l'evangelo presso l'altare la sua cattedra, luogo e porsi in altra forma. Conosciu-
e finché visse il governo non osò rimuo- tasi dal cardinale l'opposizione a'suoi di-
verla, per rispetto alla dignità cardinali- ritti, stelle fermo a mantenerli, e nel lu-
zia.Nel 17 26 assunto all'arcivescovato fr. glio mandò da Boma una memoria a'cit-
a
Nicolo M, de Franchi, la sua cattedra fu tadini , doge e senatori della repubblica
rimessa al sito, da cui era stata levala dal Ligure. In questa dimostrò la sua sorpre-
predecessore, cioè alla parte dell'epistola, sa sull'erezione della solita cattedra arci-
no TUO i a o
vescovile, copci la di baldacchino, mentre ma a toltele rrpnhhluheea'govcrnì delle
il senato non viavea incontrato diflicoltù, medesime, era quello della repubblica
pretendersi dal senatore deputalo alla po- francese; giacché nella messa di Pasqua
lizia, che la cattedra dovesse situami (Ini la celebrata in quali' anno nella metropo-
parte dell'epistola; e quanto al baldac- litana di Parigi, dal cardinale Caprai a

chino, non potendosi ancora per l'attuale legato, con gran pompa e dignità, il i

sistema erigersi quello del doge, credeva console insieme con tutti i magistrati del-
che fosse più espediente per ora non in- la repubblica vi assisterono, e la resi-
nalzarne alcuno. Con sensatissime ragio- denza òVconsnli ricoperta di padiglione
ni espose la convenienza d'una caratte- era situata dalla parte dell'epistola, men-
ristica di onore e di dignità accordala ad tre il cardinale ebbe la sede ricoperta
ogni Vescovo nelle chiese della propria di grandioso baldacchino dalla parte del-
diocesi, onde rendere e più rispettatale l' evangelo. Al diritto dunque, che com-
al popolo il suo carattere e più auguste pete ad ogni vescovo e particolarmen-
le sagre funzioni ehe ivi esercita. Non do- te a un vescovo cardinale, di ritenere nel-
versi incontrare difficoltà che il cardinal la parte più distinta del santuario la cat-

arcivescovo faccia uso del baldacchino ,


tedra con baldacchino, aggiungendosi e-
perchè la sua cattedra èia cattedra dalla •ambi cos'i autorevoli e irrefragabili, ape*
quale maestro della religione annun-
il rare dalla saviezza del senato ligure ri-
ziar deveal soo popolo la verità della me- mosse le dillicollà sull'uso del baldac-
desima, e che essa sia collocata nel pollò chino e sul collocamento della cattedra
più eminente e il più distinto del santua- arcivescovile dalla parte dell' evangelo,
rio. Che il sistema d'un governo repub- e fu contentalo. Dissi inoltre ne' citati
blicano, basalo sulla libertà ed eguaglian- luoghi, che nel i
7 53 in San Remo dal-
za de' cittadini, non veniva alterato dal la chiesa di s. Siro era stata tolta la sedia
distintivo accordalo alla dignità ecclesia- episcopale del vescovo d'Albenga, dal
stica e arcivescovile; prova essendone le commissario del governo; ma i canonici
chiese di Francia, ove tollerandosi l'eser- offesi di questa violenza e cos'i comandati
cizio della cattolica religione prima del dal vescovo Costantino Serra, fecero ri-

concordato ,
pure in quelle eziandio di porre la cattedra al suo Solito posto, e il

Parigi se un vescovo ancorché non dio- commissario la levò di nuovo con mag-
cesano celebrava' pontificalmente, si fa- gior disprezzo e prepotenza, e vi sostituì
ceva uso del baldacchino, come allora fa- la propria. Sedale le turbolenze civili di
cevasi in tutte le cattedrali francesi. Nel- San Ivemo, si accordarono le controver-
la repubblica Italiana e precisamente nel- sie ecclesiastiche, tanfo sulla colloca/ione
la cattedrale di Milano, l'arcives. ovo a- della cattedra vescovile, quanto delia se-

ver sempre fallo uso del baldacchino nel- dia del governatore. Perciò nel [7 "4 ^e *

le sagre funzioni. Ridotto a sistema re- nedetlo XIV scrisse a mg/ Serra, d'aver
pubblicano il Piemonte, nondimeno il ordinato che fosse ripristinata nella col-
i.° console Bonaparte non solo avea e- legiata di San Remo, nel suo solito luo-
sortato il cardinal di Martiniana vesco- go e dal lato dell' evangelo, la sua cat-
vo di Vercelli a conservare il baldacchi- tedra episcopale; e che la com-
sedia del
no nella sua residenza e nella cattedrale, missario f.sse pure nel Sancla Sfondo*
ma espressamente ordinò che neli'uso di rum dal lato dell'epistola, ma con qual-
questo e di tutte le altre insegne' e di- che abbassamento, ossia non in altezza
stintivi, che ad mi cardinale competono, egoale alla cattedra vescovile. Il Vescovo
non venisse disturbalo. L'esercizio poi più ad invito del Papa fece togliere segt eia -

luminoso e che pai e servir dovesse di nor- mente dalla porta della collegiata il ino-
TUO TRO ni
nitorio (l'interdetto pubblicato contro il trono in conni Epislolae. Notai a Cat-
commissario; indi ritornò a San Remo, tedra vescovile, ebe quella del vescovo
ove santamente terminò suoi giorni, e i ha luogo ancora non solo in una cbiesa
fu sepolto nel silo medesimo della colle- esente dalla sua giurisdizione, ma ezian-
giata,da cui la sua cattedra era stata in- dio in una cbie*a ove abbia la cattedra \\\\

giustamente rimossa. Una vertenza simi- Abbate mitratojebe deve collocarsi a de-
le avvenne ancora in Sàrzaua , ove nel stra dell'altare, con un gradino più eleva-
1 yìcf d'ordine del commissario governa- to di quella del prelato abbate, che va col-
tore della città, soldati entrali nella cat-
i locata alla sinistra. Dissi pure, che devesi
tedrale e nel presbiterio dell'aliare mag- cuoprire la cattedra co'colori corrispon-
giore, trasportarono alla parte dell'evan- denti al rito, con istolf'e di seta, ma non
gelo e situarono nel luogo più superiore tessute d'oro e d'argento, e i gradini de-
e più vicino all'altare la sedia die den- vono Senza un privi-
coprirsi di tappeti.
tro lo stesso presbiterio, ma dalla parte legio speciale gli Abbati ec-
non ponno ',

dell'epistola, era sempre stata per como- cettuati quelli ntillius Dioecesis che so-
do del governatore commissario, cpiando no Ordinari, usare del baldacchino, ne
interveniva alle funzioni di cbiesa. Il ve- avere una cattedra collocala ed eretta in
scovo Lornelhno se ne lagnò con ricorso vicinanza all'altare; il che non è loro per-
a' serenissimi collegi, e ne scrisse artebe messo che nelle tre o tutto al più quat-
a Roma, implorando opportuno provve- tro feste annue nelle quali oflìciano solen-
dimento dalla s. Se(\f. A salvare diritti i nemente. In questi pontificali sopra l'al-
di sua dignità, il vescovo restò fermissi- tare non ponno u