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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
Al PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI^ AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII , ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DI GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVI.

VOL. XII.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
WDCCCXLI.

DIZIONARIO
DI EPX'DIZIOKE

STORICO-ECCLESIASTICA
'•«-SSJ»'

C
CHI CHI

Ss. Cosma e Damiano, ovvero s. S. Croce in Gerusalemme , basilica


Cositnato, come dicesi volgarmen- e titolo Cardinalizio, in cura dei
te, delle monache francescane in monaci cisterciensi, nel rione Monti.
Trastevere. V. Francescane.
Sul campo Esquilino, fra le porte
s. Giovanni e Maggiore, sorge que-
S. Costanza. V. Chiesa di s. Agne-
sta insigne basilica, presso il palazzo
se FUORI LE MURA.
e nell'agro di Sessorio cittadino ro-
mano, che perciò è chiamata Sessoria-
S. Crescexziana , Chiesa e titolo na. Per inchiudere quel palazzo nel-
Cardinalizio non pia esistente. le mura, stante la sua vastità, fece
fare Aureliano alle mura medesime
quell'ampio gomito che tuttora si
,

u,n titolo antichissimo è questo, vede presso l' anfiteatro castrense.

e di esso si fa menzione nel conci- Costantino eresse la basilica in me-


lio romano celebrato nell'anno 494 moria della ss. Croce a lui apparsa,
ove si leggono i nomi di Bono prete dopo che ({nel santo legno fu rin-

di questo titolo , e di ) incemaso venuto dall'imperatrice Elena sua


arciprete. Di tal chiesa, fabbricata madre. E perciò che la basilica, oltre

da s. Anastasio I, eletto l'anno 3c)8, l'essersi detta Sessoriana dal luogo,


nella via Ma inerti na o di Marforio, fu anco appellata Eleniana dal fatto,
fa menzione Anastasio Bibliotecario ; per averla eretta il figlio alle istan-
ma a' tempi di s. Gregorio I forse ze della madre Elena, e per avervi
già era distrutta. V. Carlo Bartolo- essa abitato d'appresso, mostrandosi
meo Piazza, La gerarchia Cardina- ancora la di lei stanza. Quindi ven-
lizia, De' titoli antichi distrulli e ne denominala s. Croce in Gerusa-
soppressi, pag. 53 1. lemme, perchè fra le insigni reliquie.
,

6 CHI CHI
che possiede, vi si conserva una gran va la prerogativa nel Cardinal tifo-
parte della vera croce , e del suo lare , di poter celebrare nel giorno

titolo. S. Silvestro consagrò ai I la di giovedì sull' altare papale della


20 marzo , e quindi Costantino la basilica patriarcale di 6. Lorenzo
ricolmò di preziosi donativi , e di fuori le mura.
rendite, come descrive il Piazza nel- S. Gregorio II, nell'anno 720, ri-

la Gerarchia, a pag. 342. Nell'ara- fabbricò la chiesa; s. Leone III la

no 436 fu celebrato in questa chiesa restaurò, quindi Benedetto VII verso


un concilio, o sinodo romano, con l'anno 976 la rifece in uno al con-
cinquantasette vescovi, nel quale san tiguo monistero, accrescendovi il nu-
Sisto III si purgò dalle calunnie di mero dei monaci, i quali erano
Basso, che essendo poco dopo morto, succeduti ai sacerdoti , o canonici

fu dal Pontefice caritatevolmente se- secolari , nell'uffiziatura. Morto Be-


polto in s.Pietro. Allorquando poi nedetto VII, a' io luglio 984, fu
l'anno 5oo Papa s. Simmaco con sepolto nella basilica, dove il Cardi-
cento ventisette vescovi celebrò nel nal Baronio osservò l'iscrizione se-

portico Vaticano il sinodo palmare, polcrale, che riporta a detto anno,


la prima azione fu tenuta in santa Verso il o5o, s. Leone IX vi pose
1

Maria in Trastevere , e la seconda i monaci di monte Cassino e verso ;

nella basilica Sessoriana. quel tempo il Cardinal Ubaldo, ve-


S. Gregorio I diede a questa ba- scovo Sabinense. fece il ciborio so-
silica il titolo Cardinalizio, vi cele- pra l'altare maggiore, sotto di cui
brò diverse sagre funzioni, come pu- in un' arca di porfido o basalte si

re fecero i di lui successori. Vi pose conservano i corpi dei ss. martiri


di piìi la stazione nella seconda do- Cesareo,ed Anastasio. Eletto nel
menica dell'avvento, nella quarta di 1061 Papa Alessandro II, già ca-

quaresima, e nel venerdì santo; nel nonico regolare di s. Frediano di


qual giorno il Papa vi si recava Lucca, e vescovo di questa città
scalzo dalla basilica lateranense, per trasferendo altrove i benedettini, la
celebrare i divini offici. Quivi ancora assegnò ai canonici regolari della

si faceva la solenne benedizione del- sua congregazione; ma nel ir 19,


la rosa d'oro,, nella detta IV do- Calisto II diede il monistero e la basi-
menica di quaresima, ed eravi cap- lica a'eanonici regolari laterancnsi, il

pella papale sì nella terza dcll'av- cui titolo venne in progresso conlènto

vento, e sì per la festa dell' inven- dai Pontefici a' loro Cardinali. Uno
zione della ss. Croce, funzioni delle di questi fu Gherardo Caccianemici.,
quali facemmo menzione nell'arti- che esaltato, nel 1 1
44> ai pontifica-

celo Cappelle Pontificie, in uno alle to col nome Lucio li, rinnovò
di
cerimonie, che per esse aveano luogo la basilica dalle fondamenta, e ri-
in questa basilica. Tanti pregi in sé fece il chiostro. In progresso, e nel
adunati resero questa basilica una 1370, Urbano V, con breve dei 18
delle sette chiese di Roma (fedi), che. luglio dato in Montefìascone, diede
vengono visitate dai fedeli per lu- la chiesa e il monistero ai certosini

ararvi le sante indulgenze concesse [Fedi), perchè vi fabbricassero una


dai Papi. Né deve tacersi, che il Certosa; ma a cagione dell' aria fu-
titolo di questa basilica avuto da rono dipoi in vece da Pio IV tras-

molti Cardinali spagnuoli, aggiunge- feriti a s. Maria degli Angeli alle


,

CHI CHI 7
terme Diocleziane, secondo il pon- basiliche, e chiese di Roma, aprì
tificio breve de' 27 luglio i56i. Pio per quelle che avevano luogo in
IV quindi consegnò, ad istanza del questa basilica, la bella strada, che
suo nipote Cardinal s. Carlo Borro- a dritta linea conduce a s. Maria
meo, la basilica e il monistero ai Maggiore, chiamandola Felice dal
cisterciensi [Vedi), dai quali è pure nome, che aveva prima del ponti-
ritenuta. Mentre 1' avevano in custo- ficato. Urbano Vili tolse da questa

dia i certosini, due Cardinali tito- basilica una porzione del legno del-
lari divennero sommi Pontefici, cioè la ss. Croce, e la diede alla basili-
Cosimo Migliorati nel i4°45 c °l n0 " ca vaticana. V ha chi dice , che la

me d'Innocenzo VII, e Marcello Cer- reliquia della stessa vera Croce qui
vini nel i555, con quello di Mar- riposta da s. Elena, fosse la terza
cello II. parte di quella da lei ritrovata in
Nello stesso tempo, che vi stava- Gerusalemme.
no i certosini, e mentre il Cardinal Benedetto XIV , che era stato
Pietro Gomez di Mendoza spagnuo- Cardinale litolare di questa basili-

lo restaurava questa sua chiesa ti- ca, dopo il 1743, con architettura
tolare, di cui fece ancora il soffitto di Domenico Gregorini, conservan-
con ricche dorature, nell' ultima do le antiche forme, la restaurò in-
domenica di gennaio i49 2 fu nella
>
teramente , facendo pure l'ampia
parte superiore della cupola nell'ar- strada, che conduce alla basilica la-
co sopra il coro trovato il titolo teranense. Eresse pertanto la faccia-
della ss. Croce [Vedi), alla quale ta, e il portico, che adornò di pi-

venne sospeso e crocefisso il Salva- lastri e di colonne, quattro delle


tore del mondo, titolo, come ognun quali sono di granito, e sostengono
sa, scritto in lingua ebraica, greca, e la volta. Rinnovò quella dell' inter-

latina, e posto in questa basilica. Era no, nobilitò la tribuna, e la ridusse


stato rinchiuso in una cassa di piom- nello stato attuale, leggendosi quanto
bo con tre sigilli, ed iscrizioni nella egli vi operò nella lapide, che fu col-

muraglia, più di mille anni prima, locata nell' interno sulla porta mag-
dall' imperatore Flavio Valentinia- giore.
110. Innocenzo Vili, che allora re- La chiesa ha tre navate divise da
gnava , si recò col sagro Collegio pilastri, e da otto grus-e colonne di
ai 12 marzo a venerare sì preziosa granito egiziano, essendo le altre co-
reliquia, e comandò, che nelle so- perte da piloni. ÌNella volta della tri-

lennità della basilica fosse esposta buna sono vi le pitture a fresco del
sull'altare alla divozione del popo- Pinturicehio; e quelle della gran vol-
lo. Alessandro VI, con bolla del ta furono eseguite da Corrado Giac-
i4q6, concesse indulgenza plenaria quinto, che fece pure quelle al bas-
a quelli, che nell'ultima domenica so della tribuna medesima. Il bal-
di gennaio visitassero la chiesa. Al- dacchino dell' altare maggiore è sos-
tri Cardinali titolari non mancaro- tenuto da quattro colonne di brec-
no di abbellirla, e di operarvi di- cia corallina. La piccola loggia in
versi ristauri. Poscia Sisto V, fra le alto a destra comunica con una cap-
diverse strade che aprì, affine di pella superiore interna, ove si con-
ristabilire 1' uso antico della celebra- servano le tanto insigni reliquie di
zione delle Cappelle Pontificie nelle cui è doviziosa questa basilica, e del-
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le quali enumerazione il Piazza
fa de' 3 maggio, il senato romano in
a pag. i4& del suo Menologio Ro- ogni quadriennio fa l'oblazione di
mano. A sinistra poi del detto alta- un calice d' argento e di quattro
re maggiore si scende alla cappella torce ui cera. Il p. Raimondo Be-
di s. Elena, costruita nel luogo do- sozzi scrisse la Storia della basili-
ve questa imperatrice fece collocare ca di s. Croce in Gerusalemme,
una quantità di terra condotta in Roma i7 5o, il quale essendo allora
Roma dal luogo ove fu crocefisso abbate del contiguo monistero, la

Gesù Cristo. All'ingresso si legge una dedicò a Benedetto XIV.


antica iscrizione in onore di quella
imperatrice, cui riporta il Piazza Ss. Croce, e s. Boy ave** tura dei
nella Gerarchia, a p. 546, sotto Lucchesi, già de Cappuccini. V.
il titolo: Della venerabilissima cap- Cappuccini.
pella di s. Diaria imperatrice. Le
pitture a fresco sono del Pomaran- Ss. DoMEyico e Sisto , a monte
ci, i mosaici della volta sono di Bal- Magnapoli delle monache Dome-
dassare Peruzzi, e nell' altare in mez- nicane. Vedi.
zo, evvi la statua di s. Elena. An-
che questa cappella fu consagiata S. Dorotea in Trastevere, con par-
da s. Silvestro I ad istanza della pia rocchia in cura de' p. conventua-
imperatrice, e solo nell'anniver- li. V. Francescani Conventuali.
sario della sua consagrazione, cioè
ai 20 marzo, a motivo della gran S. Egidio in Trastevere delle, mo-
venerazione, in cui si tiene, può es- nache carmelitane riformate. Ve-
sere visitata dalle donne. 1 sonimi di .

Pontefici furono solleciti in restau-


rarla, ed abbellirla, ed altrettanto S. EtEyAa Tor Pignaltara. V. Chie-
praticarono i titolari , massime i sa de' ss. Pietro e Marcellino a
Cardinali Bernardino Carvajal, che torre pignattara.
vi fece i due altari laterali,che e
nel 149^, rifece i portici del moni- S. Eligio degli orefici. V. Univer-
stero, non che il Cardinal Qui 110- sità' artistiche.
nes, quale l'abbellì nel i537, il
il

Cardinal della Cueva, che fece il pa- S. Emiliana, chiesa e titolo Cardi-
vimento, e i gradini per ascendere nalizionon più esistente.
al coro ed il Cardinal Alfonso Lat-
,

ta, che le assegnò alcune rendite per Alla vergine e martire romana s.

accrescerne lo splendore, facendo lo Emiliana, diversa dalla zia di s.


stesso il Cardinal Alberto d'Austria, ed Gregorio I di egual nome, fu fab-
i zelanti cisterciensi. Finalmente il Car- bricata e dedicata in Roma una
dinal Gioacchino Besozzi, già abba- chiesa, che divenne titolo Cardina-
te cisterciense del contiguo monisle- prima del nominato Pontefice,
lizio,

ro, epoi titolare, morendo nel 17 53, dappoiché al sinodo romano, cele-
lasciolle la sua eredità. Tutte le fe- brato nell' anno 4f)4 da s. Gelasio
ste della ss. Croce sono celebrate I, intervenne Giovino prete Car-
con solennità in questa chiesa, e dinale col titolo di s. Emiliana.
con indulgenza plenaria. Per quella Questa chieda, stando per rovinare,
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fu fatta demolire da s. Gregorio I, si disse, fu spianata da Sisto V, an-
che trasferì il suo titolo Cardinalizio che perchè minacciava di rovi-
nella chiesa di s. Balbina. naie.

S. Eusebio, titolo Cardinalizio in


S. Eufemia, chiesa e titolo Cardi-
cura dei p. Gesuiti, nel rione
nalizio non più esistente.
Monti.

Questa chiesa fu eretta nel vico Questa chiesa fu edificata sul mon-
Patrizio, presso la chiesa di s. Pu- te Esquilino, ove principia 1' antica
denziana, e venne chiamata basilica via Preneslina, presso le terme, e il

da Anastasio bibliotecario. Era di si an- palazzo dell'imperatore (iordiano,


tica memoria, che essendo stala diroc- avanti il castello dell'acqua Marcia,
cata sino al pontificato di s. Sergio nel sito detto volgarmente trofei di
I del 687, fu da lui restaurata. Mario. Nel medesimo luogo, ove
Quindi se ne trova menzione sotto sorge la chiesa, vuoisi che esistesse

s. Leone III, che vi ordinò varie la casa del santo , in cui questo
riparazioni, pur estese al contiguo nobile romano fu strettamente rin-
monistero. Minacciando nuovamente chiuso, e fatto morire fra i pati-
rovina s. Pio V
, per conservarne ,
menti di fame nella persecuzione
,

la memoria, dichiarolla titolo Car- di Costanzo imperatore, seguace de-


dinalizio; finché, volendo Sisto V gli errori di Ario. Quindi venne
raddrizzare la strada, che da s. Ma- edificata, e dedicata a s. Eusebio
ria maggiore conduce alla Colonna la chiesa, ed eretta in titolo Car-
trajana, trasportò le reliquie nella dinalizio, prima del pontificato di
basilica di s.Gerusalem-
Croce, in s. Simmaco, facendosene menzione
me, e poscia la demolì. Presso la Co- negli atti di s. Gelasio I del 40 2 ?

lonna trajana, Clemente \ III volle nella persona di Probiano Cardina-


rinnovarne la memoria, nella chiesa le di questo titolo, e di ^ alentino
che anticamente era dedicata a s. arciprete, dal quale rilevasi, che la
Bernardino. Vi pose le zitelle po- chiesa fosse prima governata dai
vere e abbandonate, dette le Di- preti, mentre presso il medesimo
sperse, delle quali si tratta all' arti- titolo risiedeva l'arciprete. Durò poi
colo Cappuccine del moni>tero di s. lungamente ad abitarvi anco il ti-
Libano, ove che ancora 1' al-
clicesi, tolare. Poscia s. Gregorio I vi pose
tra chiesa di Eufemia, nei primi
s. la stazione nel venerdì dopo la quar-
del secolo corrente, fu demolita per ta domenica di quaresima; e Papa
rintracciare il foro dell'imperatore s. Zaccaria, verso l'anno 74^5 in-
Trajano. Si legge nella vita di Dono staurò la chiesa, la quale poscia
I, il quale fu creato Papa nell' an- venne risarcita da Adriano I, e da
no 676, che restaurò, e dedicò la jN'icolò ed in appresso fu ab-
I;

chiesa di s. Eufemia nella via Ap- bellita da Gregorio IX, e consagra-


pia. Però dubita il Pagi, Drev. R.R. ta in onore di s. Eusebio, e di s.
P.P. tomo I, pag. 2 3q, se sia que- Vincenzo martire nel venerdì santo
sta la basilica, che l' Oldoino dice del i23o, ponendovi l'indulgenza
edificata da s. Adeodato !, del 61 5, da quel giorno sino all'ottava di
sul munte Esquilino, la quale, come pasqua. Sulla dedicazione della chiesa
io CHI CHI
fatta da Gregorio IX a'ss. Eusebio e ve emanato a' 18 febbraio nell'an-
Vincenzo, è a vedersi il Panciroli, Te- no 1820, dichiarò che venendo
sori nascosti pag. 3o8 e 309. Que- a vacare nella morte del Cardinal
sto titolo per lo più fu conferito ai Firrao il titolo, eh' egli, aveva di
Cardinali francesi, il perchè in que- questa chiesa , resterebbe soppresso.
sta chiesa furono seppelliti molti Tuttavolta, nel i834, il titolo di
di quella nazione, e siccome s. Au- s. Eusebio venne conferito dal re-
rea vergine era assai venerata in gnante Gregorio XVI, il quale però
Parigi, così un Cardinal titolare ai 28 giugno i83q stabilì che reste-

per nome Roberto Parisiense ne fe- rebbe affatto soppresso appena sia
ce dipingere le gesta intorno alla lasciato dal Cardinal Paolo Polidori,
chiesa, la quale fu pure da lui rin- attuai titolare , erigendo invece il

novata, e beneficata. titolo Cardinalizio Andrea e


de' ss.

Sisto IV dalla chiesa di s. Pietro Gregorio al monte Celio, come si


Molitorio trasferì in questa mona- i legge nella bolla Romani Pontjficis.
ci celestini, a' quali nell'anno i5r6 Però nel 1841 essendo detto por-
Gregorio XIII diede il palazzo del porato passato al titolo di s. Pras-
Cardinal titolare. Ampliarono essi il sede, rimase in effetto estinto il ti-

monistero, ed ornarono la chiesa in tolo di s. Eusebio.


modo, che poco vi restò dell'antico, Il Cardinal titolare di s. Eusebio

meno l'altare principale, che Gre- anticamente era destinato nel giorno
gorio IX consagrò colle sue mani, di lunedì a celebrare la messa sul-
ed ove sono le reliquie de' ss. apo- 1' altare papale della vicina patriar-
stoli Andrea Matteo, e Bartolomeo,
, cale basilica di s. Maria Maggiore.
e i corpi de' ss. Eusebio, Orosio, e Si legge nella vita di Paolo li, che
Paolino, con parte di quello di san un Cardinale titolare di s. Eusebio,
Vincenzo martire. Il corpo di s. Eu- siccome amorevole co'Cardinali suoi
sebio fu quivi trasportato dal cimi- colleghi, lasciò fondi in sua morte
terio di s. Sebastiano, e convenien- perchè in questo suo palazzo fosse
temente collocato da Papa s. Zac- imbandito un pranzo al sagro Col-
caria, allora quando rifece ed ornò legio, intervenendovi all'improvviso
la chiesa. anco quel Papa. Clemente Vili nel
Mentre vi dimoiavano i mona- creare Cardinale, nel 1596, Camillo
ci celestini, nel contiguo monistero Borghese (che nel i6o5 divenne il
fiorì l'accademia ecclesiastica decoll- glorioso Paolo V), gli conferì questo
ali; ma dopo che tal rispettabile titolo. Dipoi Urbano Vili, nel 1G29,
Ordine si estinse per le vicende dei in uno alla porpora lo diede a Giam-
tempi, nel 1820, regnando Pio VII battista Pamphily, che nel 1 644 g u
visubentrarono i benemeriti Gesuiti, successe nel pontificato col nome di
i quali avendo acquistato la chiesa Innocenzo X. Ai 25 dicembre 1669,
e la casa, vi hanno formata la casa giorno del santo Natale, non potè
più volte l'anno con gran frutto Clemente IX, per un impedimento,
pegli esercizi spirituali, che danno ivi celebrare la messa in s. Maria Mag-
e soddisfazione del pubblico tanto giore, né vi era Cardi ual prete che
ad ecclesiastici, che a religiosi di al- potesse supplirlo avendo lutti cele-
tri Ordini, e secolari. A questo fi- brato. I Cardinali diaconi, benché pre-
ne il Pontefice Pio VII, col bre- ti, in quella mattina ricevono la santa
CHI CHI n
comunione dalle mani del Papa. la Mentorella o Volturella, gli com-
Fra questi eravi il Cardinal Carlo parve un cervo, che tra le corna
Gualtieri arcivescovo di Fermo, il avea l' effigie di un crocefisso, dal
quale era dell' ordine diaconale ,
quale udì dirsi io sono Gesù Cristo;
:

per non esservi alla sua esaltazio- perchè mi perseguiti ? Fu allora, che
ne titolo vacante. Clemente IX per- egli colla moglie Teopista, e i due
tanto , per non alterare i riti, di- figli Teopisto ed Agapito si convertì
chiarò allora il Gualtieri dell' or- alla fede, e vennero tutti esposti
dine presbiterale conferendogli il ti- per ordine dell' imperatore Adriano
tolo di s. Eusebio, e gli fece celebrare nel Colosseo alle fiere, le quali non
la messa solenne. Da ultimo fra i vollero toccarli. Adriano
Il perchè
Cardinali titolari merita special men- li fece morire in un bue di bronzo
zione il Cardinal Enrico Enriquez rovente, ed in questo medesimo
napoletano, che Benedetto XIV creò luogo delle terme.
a 16 novembre 1753. Con generosa Quivi, dice il Panciroli, i fedeli
munificenza rifabbricò , ed abbellì edificarono un oratorio in onore di
egli questa sua chiesa , formandovi sì invitti confessori di Gesù. Cristo,
l'interno con pilastri d'ordine joni- finché, o da Costantino, o a' suoi
co. La volta è dipinta dal Mengs, tempi, venne edificata la chiesa, la
e gli altari sono ricchi di nobili quale fu annoverata fra le primarie
marmi, e di buoni quadri. La fe- diaconie Cardinalizie, o avanti, o nel
sta di s. Eusebio vi si celebra ai pontificato di san Gregorio I del
i4 agosto. 5go. Certo è, che nel luogo ove il
cervo apparve a s. Eustachio, che
allora chiamavasi Placido, dall'im-
S. Eustachio, collegiata, diaconia
peratore Costantino fu edificata una
Cardinalizia con parrocchia, nel
chiesa, consagrata da s. Silvestro I,
rione di s. . Eustachio.
e nel 1679 visitata dal Piazza, co-
me egli afferma a pag. 854 della
Antichissima è l'origine di questa sua Gerarchia. Intorno a che è a con-
chiesa,, che diede il nome all' Vili sultarsi il Galletti, Del Primicerio,
regione della città. Si vuole fondata a pag. 2ii. Da Cencio Camerario
sopra un lato delle terme d' A grippa, sisa, che Emilia moglie di Guido-
il quale poco distante eresse il Pan- ne conte tuseulano nel 1004 donò
theon, onde fu detta la chiesa san molte possessioni, e i castelli di san
Eustachio de Pantheon. Quelle tenne Vito, di s. Angelo, e di Agliano alla
furono chiamate anche di Nerone, chiesa di s. Eustachio. Stefania se-
per essere state ampliale e compite natrice e matrona romana della det-
da quell' imperatore, e si chiamarono ta famiglia, moglie di Alberico II,
pure di Alessandro Severo. In questo prima di tal tempo e verso 1' anno
stesso luogo era la casa di sant'Eusta- 991, per la gran divozione che aveva
chio, nobilissimo cavaliere romano, a s. Eustachio, splendidamente re-
della famiglia Ottavia, e gran capitano staurò la chiesa, rinnovando alcune
degli eserciti sotto Tito e Vespasia- colonne della nave di mezzo. Quin-
no. Si converti dal paganesimo, di Ottonello, conte tuscolano, in ripa-
quando andando a caccia sulle mon- razione della ribellione del padre
tagne di Tivoli in un luogo deito suo ad Alessandro III, siili' altare
,,

ii cui CHI
maggiore pose un ciborio eli marmo, dai di lui nemici, ne demolirono la
secondo l'antico rito delle basiliche, statua, e commisero altre gravi of-
cioè rivolto verso il popolo, e ne fese alla di lui memoria. Pio IV,

lasciò memoria con analoga iscrizio- il quale gli successe nel 1 559, su bito
ne. Mentre era già parrocchia, e comandò al senato di Roma, che in
collegiata con arciprete, il Pontefice espiazione di gran reato, ogni an-

Celestino III non solo restaurò la no si recasse ai 1 7 gennaio in que-


chiesa nel i 196, ma con solennis- sta chiesa ad assistere alla messa
sima pompa ecclesiastica la consagrò cantata: dipoi venne stabilito, che
nella terza domenica dopo pasqua in quel giorno non avesse più luo-
riponendovi i coi'pi di s. Eustachio go tale assistenza nella chiesa di s.
e della sua famiglia, insieme alle Eustachio, ma invece si facesse l'of-
allre insigni reliquie, che sono de- ferta in quella della Minerva di un
soline neh' iscrizione di marmo esi- calice d'argento, con torcie di cera
stente nella chiesa, in memoria di ec. Dal pontificato di s. Pio V, in

lai funzione. questa chiesa di s. Eustachio si so-


Innocenzo III, Conti , alla qual levano conferire i gradi di dottore
famiglia appartenne s. Eustachio agli studenti dell'università romana
nel creare Cardinale il suo cugino posta presso lamedesima ; e nel
Ugo, nel 1 98, gli
1
conferì questa giorno di s. Luca ivi pure si face-
diaconia, 1227 divenne
e poi nel va l'orazione per l'apertura di quel-
Papa Gregorio IX. Questi nelP ele- le scuole. Quivi nella cappella di
vare al Cardinalato il nipote Rinal- s. Michele Arcangelo, de' procurato-

do Conti, nel 1227, poi Alessandro ri di collegio (Fedi), si celebrava


IV, gli diede la medesima sua dia- solennemente la festa della Dedica-
conia, la quale poscia nel \iZi fu zione, con l'intervento degli udito-
da conceduta al Cardinale s. Rai-
lui ri di Rota, degli avvocati concisto-

mondo Nonnato. 11 perchè in ap- riali , e degli avvocati della curia


presso Alessandro VII ne accordò il romana, recitando il sermone un
di lui uffizio al capitolo. Furono pur alunno del collegio Nazareno. Tale
diaconi Cardinali di s. Eustachio cappella dal capitolo era stata do-
Baldassare Coscia, che nel iZfio di- nata nel 1 60 5 al suddetto collegio,
venne Giovanni XXIII Francesco , ma siccome spesso insorgevano liti-
Piccolomini, che nel i5o3 fu Pio gi, Benedetto XIII ai 16 maggio
III, e Alessandro Farnese, che nel 1729 rivocò la donazione, col decre-
i534 fu Paolo III. Il pronipote di to Essendo per anche, presso il Bull.
questo, Alessandro Farnese, fu bat- Rotti, tom. XIII. p. 392. In questa
tezzato in cotesta chiesa, e poi di- chiesa furono istituite due confra-
venne sommo e valoroso capitano. ternite, una del ss. Sagramento, l'al-
Quivi ricevette pure le acque batte- tra di s. Giuliano, ma quest'ultima
simali Michelangelo Conti, che nel non esiste più. Avendo Clemente Vili
1721 fu creato Papa col nome di nell'anno 1 398 ricuperato all'assoluto
Innocenzo XIII, per cui era divo- dominio della Chiesa romana il du-
tissimo della medesima, e più volle cato di Ferrara, il senato romano
nel pontificato la visitò. in rendimento di grazie a Dio, sta-
Nella morte di Paolo IV, alcuni bilì di recarsi ogni anno ai 3o gen-
del basso popolo romano , istigati naio nella chiesa di s. Eustachio, e
CHI CHI i3
farvi l'offerta di un paliotto di seta, desse la muraglia della detta chie-
di velluto, o di altro drappo, ovve- sa da lui edificata. Alcuni altari del-
ro di una pianeta egualmente di le cappelle hanno buoni quadri,
drappo, e quindi assistere alla mes- ed ilmaggiore, architettato dal Sal-
sa solenne, dopo la quale un alun- vi, discepolo del Canevari, fu eretto
no del collegio Salviati pronunzia dalla munificenza del Cardinal Cor-
un'orazione. Prima ed ogni anno sini nipote di Clemente XII, dia-
nella festa del santo titolare ai 20 cono di questa chiesa, che lo fece
settembre, lo stesso senato romano decorare di bronzi dorati, di magni-
faceva l'oblazione di un calice di fici candellieri, e pose il corpo di
argento con torcie di cera ma ora , s. Eustachio in preziosa urna di
lo fa soltanto ogni dieci anni. porfido rosso, dopo averne fatta la
In progresso di tempo, e per la solenne ricognizione nel i73q, alla
straordinaria inondazione del Teve- cui processione intervenne il sagro
re, accaduta nel pontificato di Cle- Collegio. 11 capitolo è composto di
mente Vili, rovinò l'antico impor- sci canonici di prima erezione, e di
tante archivio, e la chiesa di mol- tre di seconda erezione, e di nove
to softrì. Laonde con esemplare ge- beneficiati, cioè quattro di prima,
nerosità, il canonico di essa, don e cinque di seconda erezione. I

Flaminio Moroli di s. Quirico, dio- canonicati di prima erezione sono


cesi di Camerino, ne intraprese la nomina Cardinal
del diacono ,
riedificazione dai fondamenti, con quelli seconda spettano ai ca-
di
disegno dell' architetto Cesare Cro- nonici di prima erezione. I bene-
vara, o, come altri lo chiamano, ficiati poi parte sono nominati dal

Antonio Canevari, concorrendovi pu- Cardinal diacono, e parte dai ca-


re il capitolo, e ponendovi la pri- nonici di prima erezione, s'intende
ma pietra ai 1 settembre 1701, con quando il canonicato, o beneficiato
autorizzazione del Cardinal vicario di non sia affetto alla Santa Sede ,

Roma, l' arciprete della collegiata nominando allora il Papa. Il p. Ata-


Ferdinando Cacciaguerra. Ha questa nasio Rircher scrisse V istoria Eu- H
chiesa un portico, sostituito all'an- stachio-Mariana etc, Romae 166 5".
tico, con colonne e capitelli di or- Le prime quattro parti di questo
dine ionico. L'antico campanile, che libro ci presentano la storia della
vi è contiguo, secondo alcuni, ha famiglia detta di s. Eustachio, e
le campane della distrutta città di molte notizie ci somministrano dei
Castro. Saranno esse forse quelle diversi rami della famiglia Conti
del comune, o di qualche chiesa ricavate dal Zazzara. La quarta par-
principale di quella città, dappoiché te poi, cioè l'ultima, tratta della
il Cancellieri nelle sue Compone a storia di questa chiesa.
pag. 36, e nel suo Mercato, ove fa
la storia della chiesa di s. Agnese Ss. Faustino e Giovita de* Bre-
a piazza Navona, dice a pag. 117, sciani. V. Beescia.
che le campane della cattedrale di
S. Francesca Romana. V. Chiesa
Castro, furono per ordine di Inno-
di s. Maria Nuova.
cenzo X trasportate in Roma, e po-
ste sopra un ingegnoso castello di S. Francesco a monte Mario. V.
legno, acciocché il moto non orfen- GiROLAMiNi, a' quali appartiene.
,

i4 CHI CHI
S. Fbjncesco di Paola. V. Pao- Varie sono le opinioni degli scrit-
. lotti, a' quali appartiene. tori perchè quest' antichissima chie-
sa si chiamasse in Velabro. Alcu-
S. Francesco a Ripa. V. France- ni opinano, che ciò derivasse allo-
scani MINORI OSSERVANTI RIFORMATI, ra quando Tevere passando sot-
il

cui spetta. to il Campidoglio ingrossando , ,

allagava questo luogo , per cui oc-


S. Galla. V. Ospedale di s. Galla. correva passare da questo sito del-
le radici dell'Aventino su barchette ,

*5". Gallicano. V. Ospedale di san donde si trasse l' antico vocabolo


Gallicano. di Velatura, cioè trasportare da un
luogo all'altro. Altri dissero, che si
Del Gesù. V. Gesuiti, a' quali ap- chiamasse in Velo aureo per corru-
partiene. zione del volgo, che ne' bassi tempi
pigliava il B per V. Che si debba
k
Di Gesu e Maria al Corso. V. chiamare in Velabro, e non in Ve-
Agostiniani scalzi, cui spetta. lo aureo , lo abbiamo da Tibullo.
Si chiamò ancora questo luogo Puteal
Ogni quadriennio per la festa ,
Libonis, o dal tribunale di Libone,
di san Nicola da Tolentino, il sena- ovvero dal coperchio di un pozzo
to romano fa 1' oblazione di un ca- molto celebre presso i romani per
lice di argento, e di torce a que- alcune gentilesche superstizioni. Fu
sta chiesa, ed altrettanto fa per la altresì detta Basilica Semproniana
festa di s. Tommaso di Villanova. per la casa che ivi Tito Sempronio
acquistò quale avea appartenuto
, la
S. Giacomo in Augusta detto de- a Scipione africano, che vi avea fab-
gl' incurabili. V. Ospedale di s. bricata una basilica. Nelle vicinanze
Giacomo degl' incurabili. eravi il luogo dove nel detto tri-

bunale , per la sede che aveva Li-


S. Gì a cono alla Longara delle bone, si citavano i debitori, e adu-
agostiniane. V. Agostiniane con- navansi i mercanti pei loro traffichi,
vertite. perciò chiamata ad Sedem. La fon-
te quivi vicina, denominata di s.

S. Giacomo di Scossacavalli. V. Giorgio, vuoisi che fosse l'antica di


Arciconfraternita del ss. Sacra- Giuturna, le cui acque sono repu-
mento nel volume II ,
pag. 3oo tate efficaci alla sanità. Il tempio
del Dizionario. di Giano quadrifonie, che le sta
dappresso, era il termine della via
Ss. Gervasio e Protasio, titolo Car- trionfale; e l'attiguo arco, detto de-
dinalizio soppresso. V. Chiesa di gli argentarii, fu eretto a Settimio
s. Vitale. Severo, a sua moglie Giulia Pia,
ed a' loro figli Caracalla e Geta dai
S. Giorgio in Velabro, diaconia banchieri, o cambiatori di moneta
Cardinalizia, in cura dell'adunanza del vicino foro Boario, per cui fu
dei giovani di s. Maria del Pianto detto anche Arco Boario, e Arco di
presso l'arco di Giano, e di Settimio Settimio.
Severo, nel rione Ripa. La chiesa, che alcuni chiamano
cui CHI i5
basilica,venne edificata sugli avanzi la tribuna da Giotto, e con licenza
della basilicaSemproniana, ma se ne del Papa trasportò nella basilica

ignora l' epoca. Solo si sa che ai , vaticana parte del capo di Gior- s.

tempi di s. Gregorio I era già in- gio, reliquiache poi fu derubata


signe, ed eravi monistero di mona- nel sacco di Borbone, e donò pure
ci coll'abbate, al quale, per nome a detta basilica la vita del santo
Martiniano, quel Pontefice ordinò scritta in pergamena, con miniatu-
la riedificazione, acciocché venisse re, che fece eseguire dallo stesso
uftiziata con diligenza. Quindi la di- Giotto. Il Cardinal diacono Pietro
chiarò diaconia Cardinalizia , e vi Tomazzelli, nel 1389, divenne Pa-
pose la stazione nel secondo giorno pa col nome di Bonifacio IX, e il

di quaresima. S. Leone II, creato Cardinal diacono Colonna,


Ottone
nell'anno 682, non solo la ristorò, nell'anno 1^17, fu esaltalo al pon-
ma volle dedicarla pure a s. Seba- tificato col nome di Martino V.
stiano. Dipoi il Pontefice s. Zacca- Ai 2 3 aprile celebrasi la festa di
ria, dalla basilica lateranense, vi fe- san Giorgio, avendo luogo quella
ce con solennità trasportare il capo di s. Sebastiano ai 20 gennaio. Il

di s. Giorgio, nella quale occasione Ciacconio poi dice, che nella stessa
dove fu pure col-
rifece la chiesa, solennità di s. Giorgio, mentre s. Leo-
locataun'ampolla di sangue. Ora ne III partiva dal patriarchio late-
però più non esistono lo stendardo, ranense per celebrarvi solennemente
e il ferro della lancia di questo la messa, fu assalito dai ribelli.

santo martire, e valoroso capitano. Altri però descrivono tale avveni-


S. Gregorio IV la ristorò dalle in- mento ad altra epoca. Certo è, co-
giurie del tempo, vi fece un bellis- me abbiamo dal Panciroli, che nel
simo portico ornato di pitture, eri- dì medesimo il popolo romano dal
gendo da' fondamenti la nobile tri- Campidoglio si recava formalmente
buna e la sagrestia, oltre i ricchi in questa chiesa con uno stendardo,
donativi, di cui fu largo in sagre che eravi benedetto, e poscia segui-
suppellettili. Vuoisi che anticamen- va 1' offerta di alcune torcie di ce-
te fosse governata dai greci, come ra. Il perchè tuttora il magistrato
rilevasi da molte iscrizioni, che si romano, ai 2 3 aprile, fa l'oblazio-
conservano nella chiesa. Da quella ne di torcie, e di olio.
poi in caratteri gotici di certo Ste- Paolo V, nel 161 1, conferì questa
fano della Stella ( il quale si asseri- diaconia colla porpora a Iacopo Serra
sce autore del portico, e che leggesi genovese, che restaurò la chiesa. Sic-
nella cronica del medesimo ) si ri- come poi erano diminuiti i canonici
leva, ch'egli era il priore della chie- della collegiata, e ridotti a cinque, po-
sa, la quale in quell'epoca era già se ad uffiziarla gli agostiniani scalzi
divenuta collegiata di canonici seco- della congregazione di Genova, rima-
lari. Laonde nel presbiterio, oltre nendo di collazione del Cardinal dia-
una sedia più eminente, vi furono cono alcuni canonicati senza l'obbli-
eretti gli stalli canonicali. 11 Cardi- go dell' ufficiatura. Poscia Clemente
nal Iacopo Gaetano Stefaneschi, che IX restaurò il portico , ed anco il
dallo zio Bonifacio VIII era stato Cardinal Giuseppe Renato Imperia-
fatto Cardinale diacono di s. Gior- li, ch'ebbe questa diaconia nel 1 690
gio, verso il I2g5, fece dipingere da Alessandro VIII, ne fu benefat-
,, .,

16 CHI CHI
tore, chiudendo il portico con can- trettante rendite non le venissero
celli di ferro, togliendo l'umidità del accordate, e che allora il direttore
pavimento e delle pareti colla rinno- dell' adunanzaavrebbe la nomina di
vazione del tetto, e del nobile soffitto. cinque canonicati, da conferirsi pure
Finalmente, per le note vicende de- dal Cardinal diacono di questa chiesa,
gli ultimi anni del secolo passato, e la qual trovasi col suo antico por-

dei primi del corrente , essendosi tico retto da colonne di marmo


la chiesa ridotta in abbietto stato L' interno è a tre navi divise da
non poterono ritornarvi gli agosti- quindici colonne, quattro scanalate
niani scalzi. Pio VII la concesse al- di paonazzetto, ed undici di granito
la pia adunanza fondata da Bene- bigio. Le quattro piccole, che sos-
detto XIV nella chiesa di s. Maria tengono il baldacchino dell' altare
del Pianto, il direttore della quale maggiore, sono di marmo bianco, e
monsignor Antonio Santelli, came- le pitture della tribuna sono state
riere di onore del Papa regnante, da ultimo restaurate le lapidi, che :

coi soccorsi, che il suo zelo eccle- erano sul pavimento vennero distri-
siastico ottenne dai Pontefici, e da buite sulle pareti. Il p. Federico da
diversi pii personaggi, la restaurò s. Pietro ci ha dato, Memorie iste-

e la paramenti e di arredi
fornì di riche del sagro tempio, o sia dia-
sagri. Provvide alla sua conserva- conia di san Giorgio in Velabro,
zione, ottenendo da Leone XII, che Roma 1791.
con un muro fosse sostenuta la ter-
ra che gravitava sulla chiesa ; e sic- S. Giovjyxi di Dio o Cola!»ha
come un fulmine avea prodotto mol- V. Bexfratelli, ai quali religiosi
ti danni, ottenne dal Papa regnan- appartiene.
te, che fosse assicurata la sua soli-
dità con opere corrispondenti ed , In questa chiesa, ai i5 gennaio,
anco abbellita, e perciò eresse due si celebra la festa del Santo, nel
lapidi onorevoli alla memoria dei qual giorno il magistrato romano
due Pontefici Allorquando Pio
. ogni quattro anni fa l'offerta d'un
VII diede questa basilica alla men- calice d'argento, e di torcie di cera.
zionata pia adunanza, siccome sussiste-
vano le prebende dei cinque canoni- S. Giovanni Decollato. V. Arcicov-
cati col breve Cunctis ubique pa-
,
FRATERXITA DELLA MlSERlCORDIA ,

teat dei 20 dicembre 1822, per cui spetta.


incoraggire i chierici , che a que-
st'opera utilissima di cristiana edu- S. GwvAyyi defiorentini. V. Arci-
cazione gratuitamente si prestano, coxfraterxita della pietà' dei
dispose, che il direttore prò tempore fiorextixi.
avendo riguardo
o alla condotta dei
medesimi, ed all'anzianità nel pre- S. Giovanni in fonte, ossia Balti-
starsi alla detta opera pia, avesse stcrio lateranense, presso la basi-
la nomina di tre canonicali, da con- lica di onesto nome.
ferirsi dal Cardinal diacono. Dispose

inoltre di rivolgere la rendita degli Questo tempio, che attualmente


altridue canonicati pel manteni- serve all'uso di fonte battesimale,
mento della chiesa, fintantoché al- viene riguardato come una basilica.
, ,

CHI CHI ,
7
Un* antica tradizione afferma, che delle Simbole Gorìanej 4-° Il pad.
Costantino magno imperatore vi ab- Giovanni Buseo gesuita, colla Disputa-
bia ricevuto da Papa
il battesimo tio theologica de baptismo Constantini

s. Silvestro I, ed è perciò, che si magni, Moguntiae, 1089; 5.° Il p.


chiama ancora il battisterio di Co- Sangallo , nelle Gesta de' Pontefici,
stantino. E celebratissimo per le sue tomo III, nella vita di s. Silvestro
memorie ecclesiastiche, pe' suoi no- I, pag. 4i8e seg. Per la parte poi,
bili pregi, e per essere contempo- che sostiene avere ricevuto in Nico-
raneo alla edificazione della patriar- media 1' imperatore
Costantino il
cale basilica lateranense. Avanti pe- battesimo, vicino a morte, e nell'an-
rò di accennarne le cose principali, no 337, come si ha da Eusebio,
oltre quanto si disse all'articolo Bat- celebre scrittore di quel tempo, ben-
tisterio, ci sia pure permessa una ché ariano e perciò sospetto favo-
breve digressione su di un punto revole al suo partito, lib. IV de vita
storico, che esercitò le pc me di Constantini cap. 6 r et 62, si trova-
gravissimi autori, cioè dove, e da no i seguenti autori; i.° Natal Ales-
chi Costantino fu battezzato. sandro, hist. Eccl. scec. IV, dissert.
Eruditamente si controverte tra 23; 2. Papebrochio, in Comment.
gli autori, se Costantino magno sia hist. de s. Constanti/10, 21 maii,
u
o no stato battezzato in Roma, e in cap. 2 et 4; 3. Mamachi , Orig.
questo luogo da s. Silvestro I. Per et antiquitat. Christianar. tom. II,
la parte, che sostiene aver tal impe- pag. 332, non che la maggior parte
ratore ricevuto il battesimo in Ro- de' critici moderni. Per la strada
ma dal detto Papa , come si ha poi, che abbraccia l'ima e l'altra
dagli atti dello stesso s. Silvestro sentenza, scrisse l'erudito spagnolo
( i quali però la maggior parte dei Matteo Aimerich la Dissertalo ìii-
critici non riceve per legittimi), fra storìco-erilica, et theologica de duplici
gli altri si dichiarano i.° monsignor Constantini magni baptismate, ro-
Bianchini , in not. ad Anastasiutn, mano uno, nicomediensi altero, che
tom. II, sect. 25, pag. 293, che per sta nel fine della sua opera , Novum
altro fu confutato dal Zaccaria, nelle lexicon historicum Bas- et criticum,
note al libro, Acta ss. Bollandiana sani Berongosio poi, scrit-
1787. Il

apologetici^ libris . . . viridicata pag. tore del secolo XII, scioglie la que-
2 36, e dal p. Berti nella Dissert. stione in altro modo, nel lib. Ili,
histor. tom. Ili, dissert. II; 2. il de invent. et laude s. Crucis, cap. 7,
p. Mattia Furmanno, eremita
di san nella Bibliotli. Palrum tom. XII,
1

Paolo, sacra de baptismo


coli Ilisloria pag. 363, dicendo che il Pontefice
Constanlini max. aug. colloquiis fa- san Silvestro I fu con due nomi
miliaribus digesta , pars I, comple- chiamato, Eusebio dai greci, e Sil-
magni hujus ìmpe-
cirns Jictitium vestro dai romani; laonde dicono il
ratorisbaplismum nicomediensem vero quelli, che affermano battez-
Piomae 174^, in due tomi; 3." Il zato Costantino da Silvestro, e quelli
p. Antonmaria Lupi gesuita, nelle che lo dicono battezzato da Eusebio
sue Tesi storico-cronologiche ciitiche vescovo. V. Sandini, Disput. \i
filologiche sopra la vita di Costati' de baptism. Const. imper. In tal
tino magno, che colle aggiunte del controversia il Novaes addita Tina
citato Zaccaria, stanno nel tomo IX via per salvare la tradizione del
VOI. XII.
18 CHI CHI
battesimo eli Costantino con feri logli cappelle, le quali vennero edificate
da s. Silvestro I, in Roma, cioè da Paro, che divenne Papa l'an-
s.

dicendo, che non Costantino impe- no 4 una dedicata a s. Gio. Bat-


(:
> r 3

ratole, ma bensì un altro Costan- tista, l'altra a s. Gio. Evangelista.


tino fratello di lui fu il risanato Questa seconda fu ornata da Cele-
«Idia lebbra per mezzo del battesi- stino III, ed ambedue vennero ab-
mo datogli da s. Silvestro I. Che bellite nel i5>97 da Clemente Vili.

vi sia stato questo Costantino, fra- E da notarsi, che s. Ilaro fu cam-


tello dell' imperatore per parte di pato da gravi pericoli iu Efeso al-
Teodora sua matrigna e console , lorché vi fu spedito in qualità di
nell'anno 3o,f), lo dimostrò già il legato apostolico pel concilio del di
diligente Tillemond, appoggiato alla lui antecessore s. Leone I Magno,
autorità di Eutropio, Ammiano, e che conoscendo egli un tal bene-
Teofane, Zonara, ed altri. Che poi fìzio dalla intercessione di Giovan-
s.

sia questi il Costantino battezzato ni Evangelista cui erasi caldamente


da s. Silvestro, chiaramente il No- raccomandato, neh' intitolargli la
vaes lo lesse negli atti di Liberi", cappella, lo chiamò suo liberatore,
in un codice dell' \ III secolo, pub- come dalla iscrizione, che si legge
blicato dal p. Amort, Juv. Canon. nell'architrave della porta d' ingres-
toni. I, pag. 385, avendolo ritrovalo so alla cappella medesima. Sono da
nella canonica de' canonici regolari osservarsi gli antichi e bei mosaici,
della cattedrale chiemense nella ba- dei quali è ornata la volta della
viera, nel quale il uè volte si fa cappella. Dalla parte opposta del
menzione di dello ballesimo, ammi- battisterio sonovi due cappelle edi-
nistrato a Costantino zio dell'impe- ficate nel 1 1 53 da Anastasio IV.
ratore Costante , e però fratello Quella a destra delle ss. Putffina e
dell' imperatore Costantino. Seconda, i cui corpi si venerano
Certo è, che Costantino magno sotto l'altare, nel ijSj, fu conce-
accanto al suo palazzo eresse questo duta a monsignor Lercari, il quale
sontuoso battisterio, della cui ma- la restauri) e decorò di marmi, eri-

gnificenza e celebrità diversi scrii- gendovi i depositi di due suoi pa-


tori fecero menzione, essendo stato renti. L'altra cappella dicontro, de-
sempre dalla munificenza de Ponte- dicala ai ss. Cipriano e Giustina
fici restaurato ed abbellito, massi- martiri, i corpi de' quali parimenti
me da Sisto IH, Celestino III, Leo- riposano sotto l'altare , fu contem-
ne X, Gregorio XIII, Clemente Vili, poraneamente abbellita con marmi
Libano W\\ ed Alessandro VII. Tro- dal canonico Pietro Antonio P>orgia ,

vasi pertanto descritto il fonte battesi- che l' depo-


acquistò, e vi eresse il

male nel citato ai ticolo I> vttisterio, sito a monsignor Alessandro Eorgia
voi. IV, pag. 227, ove pure dicem- suo fratello. Ai lati della porta est<>-

mo, che questo solennemente si be- riore di questa cappella, corrispon-


nedice nel sabbato santo, e nel sab- dente al cortile della sagrestia della
bato di pentecoste, e dopo la be- basilica, sono due grandi colon-
vi

nedizione del fonte ha luogo il bat- ne di porfido, con sopra un antico


tesimo degli ebrei adulli , e degli infe- architrave con fregio di ottimo in-
deli, se vi sono. Solo aggiungeremo, taglio, che appartennero alla casa
che da ambedue lati esistono duei di Plauzio Laterano, cui Costantino


.
^ '

^
CHI CHI 19
donò a s. Silvestro I; e che antica- F imperatore Costantino per mag-
mente serviva d'ingresso al batliste- gior trionfo del cristianesimo, volle
rio. V. Rasponi De baptìsterii late- innalzare sul monte Celio, nella casa
ranensìs forvia, et varia e/'us stru- di Plauzio Laterano, il celebratissi-
cturis p. i\i, et de redditibus, seu mo e venerando tempio, che venne
annuis proventibus baptìsterii latc- dedicato pubblicamente da s. Silve-
ranensis p. 1 1 5. Quid Romanus stro I, romano Pontefice, al Salva-
Pontifex in baptisterio lateranensi tore, nel quale i sommi Pontefici
oliaiagere consueverit, p. 217. Fi- stabilirono la loro sede. Quindi, sino
nalmente contiguo a s. Giovanni in dalla sua prima erezione, questa sa-
Fonte trovasi un oratorio sagro a crosanta basilica fu appellata coi più
s. Venanzio vescovo e martire, fab- gloriosi titoli, de' quali noi accenne-
bricato da Giovanni IV nel 640, il remo i principali. Si chiamò pertan-
quale dalla Dalmazia fece ivi traspor- to Asilo, e tempio di misericordia
tare il corpo del detto santo insieme a de'fedeli, dappoiché entravasi in esso
quelli dei ss. martiri Anastasio e di giorno e di notte per molte por-
Mauro, che ripose sotto l'altare, cui te, non mai chiuse da altro che da
però dedicò a s. Lucia, come si leg- ripari, cortine, veli , o portiere, cui
ge nel Piazza, Jllenologio p. 3 3. 1 l'Anastasio chiamò Siparii. Imper-
Ma essendo morto quel Pontefice ciocché, oltre la riconciliazione, e le
nel 64"2, l'immediato successore Teo- grazie spirituali, che i fedeli quivi
doro I compimento a questo
diede ottenevano da Dio, in forza delle
oratorio. Sul medesimo altare si vene- leggi ecclesiastiche ed imperiali ri- ,

ra un'immagine di Maria Vergine. per spettavansi altresì quelli, che si erano


cui quest'oratorio dal i5y5 in poi, rifugiati in quel santissimo luogo.
prese il nome Maria
di oratorio di s. Si disse lateranense questa basilica,
in Fonte. Nella tribuna evvi un anti- dal luogo ove fu edificata; costan-
co mosaico fatto nel secolo suindi- tiniana, dall' imperatore che la edi-
cato, coi ritratti dei mentovati Pon- ch'ebbe
ficò; del Salvatore, dal titolo
tefici. Questo oratorio fu concesso nella dedicazione; Giovanni dei ss.

alla famiglia Ceva, che lo fece rin- Battista, ed Evangelista, perchè nel
novare dal cav. Rainaldi_, e da altri. 11 44, Lucio II vi aggiunse il loro
V. il Panciroli, Tesori nascosti . Culto particolare, e quindi prese il

nome di s. pur oggi


Giovanni che
S. Giovanni de' Genovesi. V. Ge-
conserva; aurea, dalla sua preemi-
nova.
nenza sopra tutte le altre, e dai
S. Giovanni in Luterano, prima copiosi e preziosi doni , e possedi-
chiesa dell' orbe cattolico, prima menti de' quali venne arricchita da
delle cinque basiliche patriarcali Costantino medesimo; prima sede,
in cura del capitolo con parroc- chiesa, e sede apostolica, sedia di
chia, nel rione Monti. s. Pietro, patriarchio, episcopio del
vescovo de' vescovi, chiesa romana,
Nomi, coi c/unli è stata chiamata, chiesa universale , madre, capo, e
e sue qualifiche. maestra di tutte le chiese, aula di

Dio, aula regia, ec. ec. Per essere

Donata la pace alla Chiesa, dopo essa la prima dille cinque patriar-
lunghe e sanguinose persecuzioni, cali si dice anche arcibasilica, e
s

2o CHI CHI
nello stemma vi si leggono le se- Quod sit cunctarum Mater, Ca-
guenti parole: sclerosando, lateranen- put Ecclesiarum ,
sìs ecclesia omnium urbis el orbis Hinc Salvatoris cceleslia regna
ecdesiarum mater el caput. Daloris
Gregorio XI, nella sua prima Nomine sanxerunt cum cuncla
costituzione, emanata nel 1 37 1 in peracta fuerunt.
Avignone, Super Universas, Bull. Sic sumus ex toto, conversi sup-
del Cherubini, tom. I, pag. 283, plice voto,
dichiarò, che la basilica lateranense Nostra quod Iure ozdcs libi Christe
era la sede principale del sommo sit inelyla sedes.
Pontefice, e la prima nella dignità
fra tutte le chiese, siccome catte- Tra i molti documenti antichi,
drale del Papa. Suscitatesi in pro- che potrebbonsi riportare, e che
gresso di tempo delle vertenze per meglio possono leggersi nell' opera
parte del capitolo di s. Pietro sulla del Cardinal R.asponi , De basilica,
preeminenza di questa patriarcale ba- et patriarchio laleranensi , Roma?
silica, pretendendo che questa pre- i656, a pag. 9, De variis nomini'
rogativa potesse competere alla ba- bushujus basilicce, cap. \\; De digni-
silica vaticana, dappoiché i sonimi tate huj'us basilicce, cap. Ili, pag. 1 ij

Pontefici avevano colà trasferito il non che nel Piazza, Gerarchia pag.
loro domicilio, il Pontefice s. Pio V 3 29 e seg., non sono da tralasciarsi
fece studiare le ragioni dall' una e le espressioni usate in una bolla dal
dall' altra parte dal sacro tribunale grande Innocenzo III, il quale così
della romana Rota, e decise colla si espresse : Silvester Papa prcedeces-
costituzione, che comincia Infirma, sor noster in laleranensi basilica,
Bull. tom. Il , la causa in favo- quam ad honorem sancii Sah'atoris
re della basilica lateranense, im- devoti/} fundaverat Constantini, Pon-
pose perpetuo silenzio, e sotto gra- tificalem cathedram stabiliva, ut
vissime pene vietò muovere que-
il qua: post pacem concessam Ecclesice,
stione su tale argomento appro- , in Urbe tempore prima fuit, nulli
vando del tutto la sopraccitata co- esset in orbe secunda
dignitale .

stituzione di Gregorio XI, la quale Ne si debbono omettere le magni-


già era stata approvata da Martino fiche parole di s. Bernardo, il qua-
V, e Paolo III. Ciò era stato ricono- le nel sermone dei privilegi di
sciuto dalla venerabile antichità, ed s. Giovanni Battista, cosi si esprime:

oltre la irrefragabile testimonianza, Decimus honor est asserlio mairi


che ne rendono i versi già scolpiti Ecclesice. Hcec enim mater et ma-
nel marmo sopra il cornicione an- omnium ecclesiarum ecclesia
gislra
tico del portico della medesima ba- Romana, cui dicium est: Ego prò
silica, che vennero riportati fedel- te rogavi ut non dejiciat Jides tua :

mente nel nuovo, allorché Clemente in honorem s. Joannis Baplistce post


XII fece costruire la sontuosa fac- Salvatoris nomen consecrala est et
ciata esterna che ora si ammira, signata. Digrumi namque erat ut
più e più documenti lo attestano. I sententiam sponsi, sponsce sequeretur
versi sono i seguenti: auctoritas, et singularem amicum
Dogmate Papali datur, ac simul ejus illue proveheret ubi principatum
Imperiali ipsa con tendit. Electio procul dubio
CHI CHI 11
singularis est in Ma ipso. Urbe Joan- signe e venerabile per la quantità,
nem v'indicare primatum ecclesùe, e qualità delle sante reliquie, che
aiutm coeli duo luminaria morte ivi riposero. In questa basilica si

durissima consecrarunt. conserva la tavola, su cui il Salva-


tore fece l'ultima cena cogli apo-
Notizie dell'erezione della basilica, stoli, allorché istituì la ss. Eucari-
sue riedificazioni , ed abbelli- stia; la veste di porpora che gli fu

menti. messa in dosso nel pretorio di Pi-


lato; il velo col quale quando fu
I prodigiosi favori compartiti da denudato venne x'icoperto dalla b.
Dio a Costantino imperatore parti- Vergine , velo macchiato del di lui
colarmente nella guerra contro Mas- prezioso sangue ; asperso pure di
senzio, come dicemmo all'articolo sangue è il sudario stato messo nel
Chiesa o Tempio, lo indussero non volto del B.edentore quando fu po-
solo ad abbracciare la religione cri- sto nel sepolcro, e che qui si con-
stiana, e a proteggere i di lei se- serva insieme alla veste di lui in-

guaci, ma altresì a rendere pubbli- consutile, ed a parte dell'asciugatoio


co e solenne il culto di Gcsìi Cri- col quale lo stesso nostro Salvato-
sto, impiegando immense somme re asterse nel cenacolo i piedi agli
nell'erezione, decorazione, e dotazio- apostoli ; parte della spugna colla
ne delle chiese. La prima di queste quale gli fu dato il fiele, mentre
volle egli, che fosse nel suo mede- eia agonizzante sulla croce ; una
simo palazzo lateranense {Vedi) in porzione di questo legno di nostra
una forma magnifica, di cui pose redenzione, situato in mezzo ad una
la prima pietra s. Silvestro I nel- tavola formata delle ceneri de' santi
l'anno 3^4. Questo Pontefice pure martiri, oltre ad altra porzione di
solennemente la consacrò a' q no- detto ss. legno, che si venera in un
vembre ad onore del Salvatore, colla spina della corona, e particel-
l'immagine di cui eguale a quella la del titolo posto sulla croce di No-
del mosaico nella sommità della stro Signor G. C. donata alla ba-
tribuna rimasto illeso in tutti gli silica dal Cardinal Lambruschini.
incendii, si vide in quella circostan- Si conserva altresì in questa basili-

za miracolosamente apparire alla ca alcun po' di sangue ed acqua


presenza del popolo romano. Intor- usciti dal costato di Cristo.
no alla ricordata miracolosa appa- Innumerabili sono le altre re-
rizione del Salvatore, il Crescimbe- liquie, che ivi si custodiscono, e che
ni nella descrizione di questa basi- vengono descritte dal Crescimbeni
lica capo XIV riporta i docu-
al a pag. 93 e seg. Noi, per nominare
menti che si hanno. le principali, diremo, che vi sono il
I Sommi Pontefici furono in ogni velo ed i capelli della b. Vergine;
tempo solleciti di mantenere questa parte del mento di s. Gio. Battista,
basilica nella magnificenzacon cui fu insieme colle ceneri, sangue, e cili-
da Costantino fabbricata, e ne vol- cio di lui; le teste de' ss. Pietro e
lero anzi aumentare il decoro. L'ar- Paolo [Vedi); un dente di s. Pie-
ricchirono di sacre suppellettili , ne tro ; la tazza in cui a s. Gio. Evan-
ornarono tutte le parti, come in ap- gelista fu posto il veleno, colla di lui
presso diremo e la renderono in-
. tunica, e porzione della catena con
ii CHI CHI
cui fu ristretto da Efeso a Roma; Ila quattro anelli di metallo ne' Ia-
una spalla di s. Lorenzo il capo ; ti, largo ciascuno oncie tre e mez-
di s. Pancrazio, e il capo di s. Zac- za. Per mezzo di questi anelli l'al-
caria. Merita poi special menzione tare si trasportava anticamente dal
l'altare di legno falto iti forma di sacrario, o Sancta Sanctorum, nella
arca, ove da s. Pietro sino a san basilica, nel giovedì e sabbato san-
Silvestro ( che pel primo eresse gli to, e vuoisi che sia stato già fode-
altari di marmo) fu celebrata la rato d'argento. V. Vincenzo Maria
messa. Quell'altare da s. Silvestro I Costanzi, De Cathedra
lignea s. Pe-
racchiuso, e collocato nell'altare pa- tri } in append. ad Cortesium, p.
pale, allorché consacrò la basilica, 112; Gio. de Bertis, quest. VII,
per comune testimonianza degli scrit- art. II.

tori, ivi si è fedelmente conserva- Molte ristaurazioni nel progresso


to, preservato sempre ed integro di tempo dovettero farsi a questa

ad onta dei tanti incendi, terremo- sacrosanta basilica, intorno alle qua-
ti, e rovine cui soffri la basilica . li daremo solo brevi cenni. E pri-
Da Urbano V, Grimoardi di Gris- mieramente abbiamo, che s. Sisto
sac, Papa eletto in Avignone nel III, il quale mori neh' anno 44°>
i362, venne il detto altare ricoper- siccome fu munifico con varie altre
to ( anno 369) col ciborio mede-
1 chiese, cosi lasciò degne memorie
simo che esiste tuttora, per cui vi della sua generosità in questa ba-
si veggono le armi di quel Ponte- silica. S. Leone I edificò il portico
fice, quelle del Cardinal Ugone suo dietro la tribuna, che dal fondatore
fratello, Albornoz
e del Cardinal viene denominato Leonino. Creato
suo legato. Qui poi crediamo op- Papa dopo di lui nel 4^' s Baro, -

portuno darne una descrizione, col- edificò due ora tori ad onore dei i

l'autorità di Kioravante, Martinelli, due s. Giovanni presso il Fonte; vi


e di altri autori. pose due biblioteche delle quali ,

L' arca , la mensa , o altare su tratta il Raspolli, De hibliotheca la-


cui celebrò s. Pietro allorché dimo- teranensì , cap. XIV pag. 241, ,

rò in Roma, e che s. Silvestro I, al- et de Bibliotliecariis Apostolicae


lorché consacrò la basilica, racchiu- Sedia, cap. XVI. Secondo il Cancel-
se nell'altare maggiore in un cas- lieri, Memorie storiche delle sacre
sone di abete,, secondo la misura che teste, pag. 4> s< Gregorio I tornò
sotto Alessandro VII, a' 29 marzo a consacrare la basilica, e vi recitò
i658, ne prese il cav. Borromini, in varie omelie, e Teodoro I, nel G4 2 >
uno al sagrestano maggiore della ba- fabbricò 1' annesso oratorio di s.

silica, è di palmi quattro, oncie die- Sebastiano. Noi omettiamo, come cosa
ci in lunghezza, di palmi quattro troppo lunga, di far qui menzione
ed oncie una in altezza, ed ha la lar- degli altri oratorii della basilica
ghezza di palmi due, e oncie otto. lateranense, di cui parla il citato Ra-
La qualità del legno è simile a sponi , cioè degli oratorii dei ss.

quella dell' abete ; la forma é di una Pancrazio, della s. Croce, di s. Ste-


cassa serrata da tavole levigate, uà fano, di s. Gregorio, di s. Silvestro,
poco concava a guisa di arca ; nel- di s. Nicolò, o Vestiario, di s. Ce-
la tavola di prospetto evvi una cro- sareo, non che del monistero di Pa-
ce pure di legno di vari colori. pa Onorio, e delle basiliche dei
,, ,

cui cui 23
Pontefici Giulio I, Vigilio, e Zaeea- cemmo quanto vi fece Bonifacio
ria, siccome si può vedere a
pag. 3 57, Vili. Benedetto Millini poi, del-
De aliis basilìcis et oratoriis luterà- V Arch. Luter. 64, racconta quan-
p.
nensis palatii. to accadde nel risiamo del mosai-
Riprendendo piuttosto la genera- co della tribuna, dappoiché volen-
le nostra descrizione della basilica do Bonifacio Vili sostituire alla
diremo che nell'anno 696, per un immagine di Antonio di Padova,
s.

terremoto fu rovinata, ma dopo set- quella di s. Gregorio I, come san-


te anni, con più belle forme da s. to più antico, appena i muratori si
Sergio I fu rifatta. I Pontefici s. accingevano alla demolizione, all'iin-
Zaccaria, ed Adriano I largamente provviso intesero gettarsi con vio-
la beneficarono ; Sergio II avanti lenza a terra, lo che saputosi dal
le porte della basilica, pose la sca- Papa, sospese l'ordine dato. Mentre
la santa [Vedi); il Pontefice Sergio Clemente V avea fissato la pontificia
III ristorò con
gran magnificenza residenza in Avignone nel maggio
la basilica rovinata da un terremo- o giugno del i3o8, s'incendiò la ba-
io in tempo di Stefano VI morto silica con tutte le fabbriche conti-

nell'891, e l'arriccia conornameli- gue, non restando illesa dal fuoco


ti oro e d' argento, come si leg-
d' che la sola cappella del Sa/icta Scin-
r
ge in Giovanni Diacono, lib. De ctoruni (p edi) } in cui stavano le sa-
Ecclesia latcrancnsi, appresso Ma- ere teste dei ss. Pietro e Paolo. Ciò
billon_, Musei Ital. tom. II, p. 5j5. avvenne nell' acconciare le piastre
Dopo il terremoto dell'896, la ba- di piombo del tetto, e quando gli
silica ricevette gravi danni; indi nel- artistinegligentemente fecero cade-
l'anno 9^6, Giovanni XII la restau- re un braciere di fuoco, il quale ali-
rò, e vi aggiunse molli ornamenti. inentato e rapidamente propagalo
Seuza far menzione di altri Pon- dal soffiare dell'impetuoso vento, pru-
tefici, che dopo Innocenzo II accor- dusse il disastro. Clemente V, per
sero a l'istaurare e decorare la ba- riparare a sì lagrimevole disgra-
silica, diremo che stando essa per zia ,
procurò dalla carità de' fe-
rovinare, Nicolò IV vi accorse con deli larghe limosine , ed impiegol-
opportuue riparazioni. Lo
stesso ma- le nella riedificazione della basili-
gnanimo Nicolò IV nella tribuna ca, al quale oggetto spedi a Roma
od abside fece eseguire da Jaco- alcuni ulìiziali con grandi somme di
pò, o Mino di Torrita, e dal suo danaro , ed in pari tempopre^ò
discepolo Jacopo da Camerino, lo i re di Sicilia , e di Napoli feu-
stupendo mosaico, che la decora; datarii della Santa Sede, acciochè
però la parte inferiore nel 1292 somministrassero il legname neces-
venne concepita da Gaddo Gaddi. sario per la fabbrica, come ripor-
Nicolò IV nella sommità coi nuovi tano gli storici contemporanei. Ur-
mosaici fece attorniare l
5
antichissi- bano V fece diversi abbellimenti
ma immagine del Salvatore, simile alla basilica, e .ìel 1870, trasferì
a quella apparsa il giorno della dalla cappella di Sanctu Sanctorum,
consacrazione della chiesa. Prima le sacre teste de' principi degli apo-
ardevano dinanzi a tale immagine stoli, e le ripose sul tabernacolo dei-
quattro lumi su lampade d'oro, l'altare pontificio, avendole rinchiu-
da all' articolo Anno Santo di- se in due busti d' argento, ornati
,

a4 CHI cui
di preziose gemme. In qual modo risarcito dal Papa regnante Grego-
dimostrasse la sua gratitudine il ca- rio XVI. Sisto V inoltre aggiun-
pitolo, e quanto amore ne sentì per se alla basilica un bel portico,
Urbano V, è tutto descritto dal ci- con loggia per la solenne bene-
tato Cresci mbeni a p. i i 3. dizione. Di contro, e di prospetto
Martino V cominciò a far dipin- alla strada, che conduce a s. Maria
gere questa basilica da Pietro Pisa- Maggiore , ed aperta da Gregorio
no nelle pareti della nave di mez- Xlll, lo stesso Sisto V v'innalzò
zo , con pitture rappresentanti la Clemente Vili col-
l'obelisco (ì edi), e
passione di Gesù Cristo, e fece la- l'architettura di Giacomo della Porta
stricare il marmi. Tali
suolo di fece 1 altare del ss. Sacramento, ri-
lavori ebbero compimento sotto il fece , e decorò di pitture le pareti
di lui successore Eugenio IV, men- della nave traversa, ed oltre l'orga-
tre Sisto IV rifece il campanile, ri- no , ed il nuovo soffitto dorato vi ,

sarcì il palazzo, e donò ricebi para- fece altri abbellimenti, aprì finestre,
menti e suppellettili. In seguito ne fu- e rese ampia e regolare la piazza
rono pure benemeriti Alessandro VI, dalla parte della facciata principale,
e Leone X, il quale rinnovò il conti- e del triclinio leoniano. Vedi.
guo battisterio detto di s. Giovanni Tanto Pio IV, Clemente Vili,
in Fonte (Vedi). Paolo III, senza ri- quanto Paolo V e Gregorio XV, ad
guardo a spesa, la l'istaurò, e le con- esempio Pio IV, assegnarono per
di
cesse diversi privilegi. Pio IV eres- la fabbrica di questa basilica e per
se due campanili, edificò la
i fac- diverso tempo il prodotto degli anelli
ciata laterale, e con disegno del Cardinalizi (l 'edi). Urbano Vili tol-
Bonarroti nella nave di mezzo fece se tal provento e invece assegnò ,

il nobile soffitto dorato, il quale fu mille cinquecento ducati annui sulla


proseguito da s. Pio V, ebe inoltre crociata di Spagna, rifece la cam-
nel i56g, donò alla basilica venti- pana maggiore e decorò di marmi
sette stendardi presi agli Ugonotti e pitture il battisterio. Ma il di lui
in Francia, nella battaglia di Mon- successoreInnocenzo ordinò al X
contorno. Gregorio X11I eresse la Borromini, che la riedificasse come
antica cappella del ss. Sacramento, tuttora si ammira, colla prescrizione,
ebe ornò di colonne, e fini marmi, che si contenesse dentro i limiti del-
regalando alla sagrestia sontuosi pa- l' antica forma, e che ponesse ogni
ramenti. Sisto V
spianò le case an- studio per conservare visibile quanto
tiche dei canonici, e degli Annibal- si poteva della vecchia basilica , il
deschi della Molara ; verso il i58G, che fu eseguito, e compito nel i65o,
con 1' opera dell' architetto Fontana, con lasciarsi intatta la nave traversa,
eresse il contiguo sontuoso palazzo la tribuna , il soffitto , e parte del
pontificio, giacché i Pontefici non pavimento e de' muri, come scrive
vi avevano più abitazione, essendo- Gio. Maria Crescimbeni, Della sa-
si rovinato il patriarchio nell' assen- grosanta chiesa papale laleranense
za de' Papi in Avignone, a segno Roma 1723.
che quando Gregorio XI restituì a Alessandro VII nella porta prin-
Roma la sede, gli convenne abitare cipale trasportò le porte di bronzo

al Vaticano. Tale palazzo di Sisto della chiesa di s. Adriano (Vedi),


V da ultimo splendidamente fu riportandovi intorno una fascia dello
,

cui C II l
a5
stesso metallo , con fregi di stelle, cento ducati annui della crociata dì
di ghiande e di quercia, tutti sim- Spagna. Avendo Innocenzo XIII de-
boli del suo stemma gentilizio. Rin- terminato di costruire la facciata
novò l'arco ed il mosaico della tri- principale dalla parte di Croce
s.

buna, e le fu largo di altre benefi- in Gerusalemme, per la quale poi


cenze. Nel 1 7 1 8 Clemente XI, e Lo- Benedetto XIV fece la strada, che
tario elettore di Magonza , fecero da questa basilica vi conduce, Cle-
eseguire da dodici valenti pittori i mente XII, con disegno del fioren-
ritratti de' dodici profeti nelle pareti tino Alessandro Galilei, fabbricò la
della navata principale; dipoi lo maestosa, e proporzionata facciata
stesso Pontefice dai migliori scultori colla loggia per le solenni benedizio-
di quel tempo fece scolpire le statue ni del Sommo Pontefice, dopo essere
dei dodici apostoli, che collocò nelle stati presi in considerazione i dise-
nicchie preparate dal Borromini nel- gni analoghi di Bori-omini , e di
la detta navata, avendo concorso alla Vanvitelli. Oltre a ciò costruì una
spesa anche Pietro II re di Porto- sontuosa cappella, che dedicò al suo
gallo, il Cardinal Portocarrero, l'ar- antenate s. Andrea Corsini e fece ,

civescovo di Salisburgo, e i vescovi togliere dal portico la statua a lui


di Erbipoli , e di Paderbona. Fra dal capitolo per gratitudine eretta
queste statue primeggia quella di nel 1737, e ne collocò un'altra an-
s. Giacomo il maggiore, del milanese tica dell' imperatore Costantino ma-
Rusconi. Il Cancellieri, ne' suoi Pos- gno, primo fondatore della basilica,
sessi, fa un' erudita descrizione tanto statua che fu rinvenuta nelle Ter-
delle pitture,che delle statue alle me costantiniane sul Quirinale, come
pag. 353 e 354, ea< n Novaes nella attesta il Nardi ni, e poscia traspor-
Fila di Clemente IX, riporta alla tata al Campidoglio. Gio. Battista
pag. 214 e i5i analoghe notizie, Gaddi nella Roma nobilitata , ec,
,

ed accenna i brevi , co' quali Cle- da Clemente XII, Roma 1736, a


mente XI esternò la sua viva sod- pag. 5, tratta della facciata di san
disfazione alla generosa pietà dei Giovanni in Laterano, e a p. 2 1, del-
mentovati personaggi. la cappella Corsini; intorno a che è a
Benedetto XIII, considerando che vedersi il citato Cancellieri nella men-
l'arcibasilica lateranense dopo la con- zionata sua opera
388. In a pag.
sacrazione di s. Silvestro I, e di s. questa cappella Corsini ogni quattro
Gregorio I, soggiacque più volte a anni il magistrato romano fa l'obla/-
rovine per gl'incendi e terremoti, zione d'un calice d'argento, e di
a' 28 aprile 1724, solennemente la quattro torcie. Il medesimo magi-
consacrò; quindi colla bolla Inscru- strato per la festa di s. Giovanni
tabili che della dedicazione
stabili apostolo ed evangelista, a' 27 dicem-
di quest' augusto tempio, siccome bre , ogni anno fa la doppia obla-
primo fra tutte le chiese del mon- zione del calice d'argento, e delle
do, si celebrasse l' uffizio tanto dal torce di cera , cioè il primo del
capitolo, che dalla Chiesa universa- doppio valore degli altri calici, e le
le, ai nove di novembre. Inoltre seconde in numero di otto; distin-
Benedetto XIII fabbricò alcune cap- zione, che pur godono le basiliche
pelle, ristorò i tetti, e restituì alla Vaticana e. Liberiana.
fabbrica lateranense i mille cinque-
aG CHI CHI
di forma quadra, con fatti del vec-
Slato presente detta basilica. chio e nuovo testamento; più in
alto dopo varie decorazioni pure
,

La facciata esterna della patriarcale di stucco, vi sono dodici grandi


basilica lateranense è tutta di traver- quadri di forma ovale, colle pitture
tino, a doppio ordine di portico, de' principali profeti, come già si

aprendosi nel superiore la vasta log- disse. Prima di ascendere alla nave
gia, dalla quale Pontefici in alcune
i traversa , innanzi al tabernacolo ev-
circostanze, che poi diremo, benedi- vi sul pavimento il deposito conte-
cono solennemente il popolo, mentre nente le ceneri di Martino V, la
1' inferiore intromette all' atrio pel cui effigie è riprodotta nel bel co-
quale si entra nella chiesa. L'ordine perchio di bronzo, opera di Simone
è corintio, adorno di colonne e pi- fiorentino, fratello di Donatello.
lastri ; cinque sono gli archi d'ogni Quindi apresi il grande arco, soste-
portico decorati con colonne di mar- nuto da due proporzionate colonne
mo. Sulla ringhiera, che corona la di granito rosso ivi collocate da
sommità della facciata, sono collo- Alessandro VI; arco che dà ingresso
cate undici statue, di cui una, che alla nave traversa, cui si ascende

sta nel mezzo, rappresenta il Salva- per alcuni gradini.


tole. Nel mezzo della navata, o crocie-
L' atrio viene diviso da venti- ra, sorge 1' altare papale, adornato
quattro pilastri di marmo bianco, con quattro colonne di granito, che
del quale è pure il pavimento. Al sostengono il tabernacolo di forma
fondo del portico evvi dalla parte gotica, eretto da Urbano V, e da
destra la porta, che introduce al Carlo V re di Francia. Ivi quel
contiguo mentre all'estre-
palazzo, Pontefice ripose le teste de' principi

mità sinistra si vede la menzionata degli apostoli, e siccome vi si couser-


statua di Costantino. Cinque sono vano anche altre preziose reliquie,
le porte, che danno ingresso alla ba- è circondato nella parte superiore
silica, la principale ha le porte di da balaustra e cancelli di ferro do-
bronzo, e l'altra a destra, che è rato. La sommità del tabernacolo è
murata, è la porta santa, la quale tutta intagliata, e di sotto evvi l'al-

si apre nell'anno santo. Su tre di tare pontificio di marmo, entro il

esse, e su quella del palazzo sono vi quale si conserva quello di legno in


stimabili bassorilievi di marmo. cui celebrarono s. Pietro, e di lui i

L'interno ha cinque navi, di cui successori sino a s. Silvestro I. I pi-

la grande è formala da quattro or- loni, e lo sono


scalino dell'altare
dini di pilastri. In essa Borromini adorni di stupendi dipinti del Berni
copri trenta colonne antiche dan- o Bernardo da Siena, e sotto di
neggiate dall' incendio, e dal terre- esso si vede la piccola cappella chia-
muoto, con sei pi lastroni per parte mala la confessione di s. Gio. Evan-
d'ordine composto, ed ornato con gelista, dipinta dal Brughi, il cui
nicchia con due colonne di verde accesso è sulla nave grande. In que-
antico, con entro una statua colos- sta piccola cappella, s. Gregorio I
sale rappresentante uno de' dodici ripose la tunica di s. Giovanni evan-
apostoli mentovati. Sopra le nicchie gelista.

sono altrettanti bassorilievi di stucco La nave traversa fu rinuovata.


CHI CHI 27
come dicemmo, da Clemente VITT, della stessa materia,
diconsi aver
il quale ne fece lastricare eziandio appartenuto tempio di Giove Ca-
al
il pavimento. Sotto l'organo poi vi pitolino, o fuse da Augusto età ro-
sono tre porte, da luì nell' interno stri delle navi egizie tolte al nemico
magnificamente decorate, con mar- nella battaglia d'Azio. IVon è nostro
mi e sculture. In mezzo alla tribu- intendimento parlare delle statue,
na, che il suddetto Nicolò IV abbellì marmi, dipinti, ed altro, che nobi-
con mosaici, eravi una cattedra, ma litano questa, e le altre cappelle
dallo stesso Pontefice vi fu sostituito della basilica. L'Olivieri ne fu l'ar-
l'altare, ove uffiziano i canonici in chitetto, e il cav. d Alpino nell'alto
alcuni tempi dell'anno. Per quadro dell'aliare dipinse l'Ascensione del
vi si vedeva un ricco arazzo, coll'ef- Signore. La cappella contigua, che
fìgie del Salvatore, e dei due santi serve per coro al capitolo in tempo
Giovanni ed Evangelista
Battista, d' inverno, fu edificala dal conte-
titolari della basilica, che il Cresim- stabile don Filippo Colonna, della
beni fece eseguire in rame, e pose cui moglie Lucrezia Tornaceli! è il

in frontespizio all'opera, Stato citila bel deposito. Il Cardinal Ascanio


santa chiesa papale lateranense. Ma Colonna arciprete vi fece costruire
da ultimo i fratelli Marino, Carlo, i sedili di noce intagliata, ed egre-
ed Alessandro Torlonia signori ro- giamente lavorati. II quadro dall'al-

mani, ingratitudine al capitolo per tare, altro dipinto del cav. d' Arpi-
aver loro concesso la cappella di no, rappresenta il ss. Salvatore, e
s. Gio. Nepomuceno, onde edificare i ss. Giovanni Battista, ed Evange-

una cappella gentilizia degna del lista.

loro grado, e della nota loro pia Chiamasi portico Leoniano quella
munificenza, dal valente dipintore piccola nave semicircolare, che gira
cav. Filippo Agricola fecero eseguire dietro la tribuna, eretta come si

il quadro dipinto a olio sopra ta- disse da s. Leone I; pregevole per


vola, che ora invece dell'arazzo si diversi monumenti antichi, e per
ammira, ed aneli esso rappresentante alcuni depositi di personaggi ed ar-
il ss. Salvatoree i santi Giovanni
, tisti distinti. Neil' altare si venera
Battista ed Evangelista. Le pareli un antico crocefisso di legno, il qua-

di questa nave traversa sono tutte le ha lateralmente due statue di


ricoperte da buone pitture a fresco, marmo rappresentanti s. Pietro, e
co' l'alti allusivi a s. Silvestro I, a s. Paolo, che dapprima stavano nel-
Costantino, ed all'edificazione della l' oratorio di s. Tommaso, già ve-
basilica. Oltre gli apostoli, vi sono stiario de' sommi Pontefici. La con-
ancora a decorazione diversi angeli tigua sagrestia ha per porta quella
scolpiti a bassorilievo. In fondo di di bronzo fatta da Celestino III nel
questa nave, ed incontro alle men- 1196; sì divide in due, la prima
tovate tre porte minori, evvi la spetta ai beneficiati, la seconda ai

sontuosa cappella Borghesiana , da canonici. Nella prima evvi l'altare


Clemente A III dedicala al ss. Sa- dedicato all' Annunziata fabbricato
cramento, il quale si custodisce in da Fulvio Orsino, celebre letterato
n\\ superbo ciborio. Le quattro gran- del secolo XVI , e vi sono stimabili
di colonne di bronzo dorato, che dipinti , e memorie in onore di di-

reggono l'architrave e il timpano versi Pontefici benefattori della ba-


28 cui CHI
bilica. La sagrestia de'canoniei, eretta nisba, nella nave prima vi sono le
da Eugenio IV, fu ornata da Papa cappelle; r.° di s. Ilario vescovo, la

Clemente Vili con pitture esprimenti cui immagine fu dipinta a fresco


le gesta di s. Clemente I. L'altare da Guglielmo Borgognone. Questa
ha un quadro col crocefisso, la b. nobile cappella fu eretta da Ilario
Vergine, e s. Giovanni, e da ultimo Maini nobile di Parma, beneficiato
il Papa regnante vi ha fatto il pavi- della basilica, nell'anno 1587. I cap-
mento di marmo. Degna di osservazio- pellani beneficiati deputati di essa,
ne è anco l'altra piccola sagrestia a chiamati llariani dal fondatore, han-
sinistra di questa canonicale, eretta no la facoltà di scegliersi a loro bene-
in forma di cappella dal canonico placito \\\\ Cardinal protettore, pri-
Paolo Boccardini Bergamo, ov' è
di vilegio concesso loro nell' erezione
un'immagine della ss. Vergine col da Sisto V, e confermato a'i3 agosto
Bambino, e s. Gio. Battista, disegno i5qi con breve di Gregorio XIV.
originale in carta di Raffaele Sanzio. Da una porlicella di questa cappella
Tornando a parlare dell'interno si entra nell'antico chiostro del mo-
della chiesa, nella prima nave a nistero de* canonici regolari lalcra-
destra, vi sono le quattro seguenti nensi ove sonovi pregiati marmi,
,

cappelle; i.° Della Concezione, dei ed antiche memorie; 1." La cappella


ss. Barbato, Fedele da Sigmaringa, dei principi dedicata a
Lancellotti
e Giuseppe da Lionessa; i.° di san san Francesco; Quella già dei 3.°

Gio. Nepomuceno, attualmente in Santori, e dal Cardinal di s. Seve-


costruzione, riedificata sontuosamente rina appellata con questo nome, o
con magnifico sotterraneo dalla sum- del Crocefisso perquello, che ivi si
mentovata famiglia Torlonia, con venera, forse di Stefano Maderno.
architettura di Quintiliano Raimon- Dipoi passò in proprietà dei Ceva,
di ;
3.° Dei principi Massimo delle quindi dei Godoi; 4-° La cappella
Colonne dedicata al Crocefisso, a dell'Assunzione della b. Vergine e
s.Giovanni, ed alla Maddalena; 4-° dei Domenico, e Filippo Neri, la
ss.

Di s. Giovanni Evangelista, presso la <piale ha ancora una tavola rappre-


quale si vede il deposito del Cardinale sentante il transito di Maria Vergine,
Antonio Martin de Chaves, il quale che esisteva nell'antico patriarchio;
morendo nel i4Ì7j lasciò alla basi- e presso il deposito del Cardinal
lica diversi donativi, e la tenuta Leonardo Antonelli , si prescelse la
chiamata Trigonia, fuori della porta tomba il celebre Francesco Cancel-
Ostiense, di quattrocento cinquanta- lieri,autore di un gran numero di
cinque rubbia di terreno. Nella nave opere eruditissime; 5.° La cappella
seconda a destra, o intermedia, vi Corsini ritenuta per una delle pili
sono alcune memorie sepolcrali, e il belle e pili nobili di Roma, essendo
dipinto di Giotto, che rappresenta ricca di marmi, bronzi, e stucchi.
Bonifacio Vili, il quale pubblica il Clemente XII, con disegno del Ga-
giubileo da lui rinnovato. Sono ri- lilei, la eresse dalle fondamenta, sul

marchevoli i depositi di Silvestro II, suolo donatogli dal capitolo, e dedi-


eretto da Sergio IV creato nell'anno colla a s. Andrea Corsini di lui
1009, quello di questo medesimo antenate, cui quadro è un mo-
il

Pontefice, e l'altro di Alessandro III. saico del Masucci. Dessa è in forma


Riguardo alle navi laterali a si- di croce greca, e conserva entro
CHI CHI 29
urna di porfido le ceneri del Pon- liquattro mille franchiall'anno a
teficefondatore mentre nel sotter-
, vari canonici beneficiati che essi
,

raneo riposano quelle della princi- nominano. Su questo argomento va


pesca famiglia Corsini, avente un letto quanto scrisse il Cancellieri
altare colla b. Vergine col figlio nel suo Caenotapliium Leonardi
morto nel seno, gruppo di marmo Antonelli Cardinalis archipresbyteri
stimato. Clemente XII dotò di molte protobasilicce laleranensis 3 pag. 36.
rendite questa insigne cappella, e vi
institiù quattro cappellani, che ob- Pontefici sepolti nella basilica
bligò al servizio del coro, come gli lateranense.
Uariani, coli' autorità del pontifìcio
breve, Inter multiplices 3 emanato La prima memoria, che intorno
nel 1734, in cui ne riserbò il ius a questo si abbia, rimonta all'anno
patronato alla sua casa Corsini di- , 903, nel quale essendo morto Leo-
chiarandone protettore il Cardinal ne V fu sepolto in questa basilica.
arciprete, in mancanza di un Car- Secondo il Ilasponi, presso Papebro-
dinale della famiglia, e gli concesse chio in Propyleo , p. i55, n. ir,
diversi privilegi. Finalmente nella nell'anno 911, vi fu tumulato Ser-
nave seconda intermedia, vi sono gio III. Nel 928 venne in essa sep-
alcuni depositi di celebri personaggi. pellito Giovanni X, nel 936 Giovan-
Il portico Sistino dà ingresso dalla ni XI, nel 936 Agapito II, nel 964
parte di settentrione alla basilica Giovanni XII nel 9-4 1 antipapa
,

per tre porte, che sono le più fre- Bonifacio VII, nel 998 l'antipapa
quentate, una delle quali si apri da Giovanni XVII. Silvestro II vi fu se-
Gregorio XI, che la decorò di no- polto nel roo3,ed il Xovaes nella di
bili marmi , e vi collocò due leoni lui vita riporta il magnifico epitafìo,
di marmo bianco, che poi Sisto V che gli pose al sepolcro Sergio IV,
trasferi alla fontana da lui eretta e che ancora è esistente. Xel mede-
sulla piazza di Termini. Chiamasi simo anno ebbe sepoltura nella ba-
Sislino perchè edificato da Sisto V silica Giovanni XVIII, come afferma
con disegno del Fontana, e nella par- Giovanni diacono nel libro della Ba-
te superiore è decorato, come l'al- silica lateranense. Xel 1009 vi fu
tro, di pitture del vecchio e nuovo tumulato Giovanni XIX, ma il p.
testamento. Finché non fu eretta Giacobbe nella sua Bill. Pont. pag.
l'altra loggia, i Pontefici da qui com- 336 dice, che venne sepolto nel
partivano la solenne benedizione. Vaticano con un epitafìo in versi
,

Nel portico inferiore evvi la statua eh' egli prese dal Vegio Neil' an- .

in bronzo di Enrico IV re di Fran- no io 12 vuoisi sepolto in questa


cia, eretta dal capitolo coll'opera del basilica Sergio IV non lungi dal-
,

Cordieri, detto il Franciosino, in ri- l'oratorio di s. Tommaso benché ,

conoscenza per l'abbazia di Clairac altri dicono, che riposi nel Vaticano.
da lui donategli nella diocesi di Agen, Xel 1073 tumulato Alessandro
vi fu
con diploma de' 22 settembre 1604. II, nel 1099 Libano
II, sebbene il

Ma in progresso di tempo essendo Papebrochio pretenda lo sia stato


stata soppressa l' abbazia , i re di nel Vaticano, nel 11 18 Pasquale II,
Francia, che vengono riguardati per nel 1 r24 Calisto II, nel 1 i3o Ono-
benefattori della basilica, pagano ven- rio II, nel ii43 Innocenzo II, che
3o CHI CHI
dopo sette anni fu trasportato nella essa i canonici regolari (Fedi) di
basilica di s. Maria in Trastevere, s. Agostino, che da questa basilica
nel ii 44 Celestino li, nel i i4^ presero il nome di Lateranesi , o
Lucio li, nel ii)4 Anastasio IV. Lateranensi , o del ss. Salvatore.
Rasperai, De basii. lai. pag. 77, ag- Poco dipoi, avendo longobardi di- i

giunge, che fu sepolto in un'urna strutto il celebre amnisterò di mon-


di porfido, nella quale era slata sep- te Cassino, ed essendo fuggiti i mo-
pellita s. Elena imperatrice, com' è naci benedettini in Roma sotto Gio-
pur citato da JNovaes. \ i fu ancora vanni III, il successore Pelagio II
sepolto Alessandro III morto nel verso l'anno 578, li collocò nel mo-
1181 in Civita Castellana, e stato nistero dei ss. Giovanni Battista ed
qui trasportato, ove Alessandro VII, Evangelista, e di s. Pancrazio con-
di lui concittadino, gli eresse il sud- tiguo alla basilica lateranense, ed
detto deposito, con una lunga iscrizio- ufficiarono anche essi la stessa basi-
ne riportata dallAldoino, Vit. Pont. lica. Tuttavolta vi rimasero anche
t. IV, col. 722. JNel 1191 vi fu tu- i canonici regolari, di che ne fa in-
mulato Clemente 111, e precisamente dubitata testimonianza s.Gregorio I,
avanti il coro antico de' canonici ; Dialog. lib. II, cap. 1. Vi durarono
nel 1 198 Celestino III, presso s. Ma- i monaci benedettini cento trenta
ria del riposo, la cui cappella ora anni, o poco più, dappoiché fu nel
non esiste più, nel 1276 Innocen- pontificato di s. Gregorio II, che
zo V, nel 1 43 1 Martino V, e nel l'abbate Petronace ricondusse a mon-
174^ Clemente XII, trasferito dalla te Cassino i monaci , lasciando di
basilica vaticana. Avverte il Zacca- loro onorevoli memorie alla basilica,
ria, nelle note al Lnnadoro, Rela- specialmente pegli uomini , che vi
zione della corte, di Roma , t. II , fiorirono in santità di vita e dottri-
pag. 29, che i Cardinali, che muo- na, De monasteriis lateranensibu* >
iono senza essersi prescelto il sepol- in tom. III, De secretariis veterum
cro, si seppelliscono ne' sepolcri dei christianorum , et bas. vatic. p. 1 ^96,
loro antenati, ovvero ne' loro titoli cap. io. In progresso di tempo Ales-
e diaconie. Se poi fossero privi dei sandro II, creato nel 1061 , mise
sepolcri gentilizi, o morissero avanti sotto miglior forma di vivere i ca-
di avere ricevuto il titolo, o la dia- nonici regolari lateranensi, a' quali
conia, giova credere, che debbano interamente fu di nuovo affidata la
essere seppelliti nella basilica latera- cura della basilica, ciocché confermò
nense, tale essendo sempre stato l'in- pure nel 1 1 06 Pasquale II, in una
veterato costume. bolla nella quale si descrivono gli am-
pli confini della parrocchia concessa
ai medesimi canonici di s. Agostino.
Canonici regolari, arcipreti }
Quindi Innocenzo linci ii3o creò
e capitolo lateranense.
Cardinale diacono Guido, sanese, mi-
nistro dell'altare di «mesta basilica,
Questa basilica sino dalla sua ori- e nel 1 140 diede lo stesso onore a
gine venne uuìciata dal clero seco- Guido di Castelficardo, pure mini-
lare, che vi rimase sino al pontifi- stro dell'altare lateranense. Di poi
cato di s. Gelasio I creato V anno Ana>tasio IV nel 1 1
"4 arricchì di
492 ,
il quale pose alla custodia di privilegi i canonici regolai*!, semina-
, ,

CHI CHI 3i
rio di santi, di Pontefici, di Cardi- va l'emendazione de' costumi. Per-
nali, e di uomini insigni in virtù e ciò si legge nel ÌNovaes tom. III ,

scienza; ma
Innocenzo IV incaricò pag. 69, che Eugenio HI nel 1 x5s
il Cardinal Stefano de IVormandis (n ò Cardinale Bernardo canonico ,

romano, di riformare nella discipli- regolare di s. Frediano di Lucca


na alquanto rilassata, tanto i cano- ed abbate del monistero lateranense,
nici di s. Giovanni in Laterano, che nominandolo eziandio arciprete della
del capitolo vaticano. basilica. Anzi aggiungiamo coll'au-
Assunto al pontificato Bonifacio torità del Crescimbeni, che prima
A III, nel I2cj5, rimosse i canonici del suddetto Pietro vi erano stati

regolari Agostino dal governo


di s. altri arcipreti, e prima di lui vi fu
della basilica, ed in vece vi sostituì Eugenio remano, che nell'824 di-
un capitolo di canonici secolari, con venne Paj a Eugenio II.
individui appartenenti a famiglie Prima che Bonifacio Vili togliesse
romane. Concedette loro 1' uso del- ai canonici governo e la
regolari il

l'abito de' cappellani del Papa, il resilienza di questa basilica, chiama-


privilegio di non potere essere giu- vasi il loio capo o lettore, col ti-
dicati che dal Papa, esentolli dal tolo di priore; ma nell'istituzione
servigio del coro ne' mesi di luglio, della canonica secolare, sosti tifi al
agosto e settembre, donò loro il capo del caputolo il titolo di arci-
palazzo, cioè le terme antoniane, col- prete. 11 primo, che fosse onorato
li- sue ragioni ; unì al capitolo la con questo decoroso grado, fu il
chie;-a di s. Lorenzo Panisperna Cardinale Gherardo Bianchi parmi-
e l'abbazia di Ferenlillo con tutte giano del titolo de' ss. XII Apostoli,
le castella dipendenti, con giurisdi- poi vescovo di Sabina, uomo di pro-
zione di mero e misto imperio. Da fonda scienza legale, il quale consa-
questo tempo è di costante opinio- grò l'altare di s. Maddalena della
ne il Raspoui, lib. II. De mìnistris basilica, e quivi fu sepolto nel i3oo.
divini cullusj etc, pag. 89, De Ar- Gli altii suoi successori sono i se-
chìpresbyteris , ec, pag. 96, che in- guenti, fra' quali cinque, come si

cominciassero il nome, l'uffizio, e vedrà, furono assunti al pontificato,


la dignità di arciprete della patriar- e di tutti ai rispettivi articoli delDi-
cale basilica lateranense, sempre poi zionario vi sono le biografie, dalle
sostenuta da un Cardinale. Trovasi quali si rileverà se erano stali pri-
per altro un'epistola di s. Pier Da- ma canonici della stessa basilica.
miani, scritta nel secolo XI ad un Piati o T alenano Dui agitevi a di
Cardinale con questa iscrizicne e ti- Piperno. diacono Cardinale di santa
tolo di arciprete : Pelio S. R. E. Maria JNuova viee-cancelliere di s.
,

Cardinali latei anelisi , eanonicce ar- Chiesa, mcrto nel 3 o4, ovvero sot- 1

chipresbitero. Stima il Basponi che to Clemente \.


ciò avvenisse ne' tempi, in cui per Pietro Colonna, romano , diacono
la poca osservanza della disciplina Cardinale di s. Angelo, dopo esserlo
ne' canonici regolari, vi fossero desti- stato di s. Eustachio, secondo ÌNlovaes,

nati uno o più Cardinali per arci- tini. 1\ . pai;. 53. O egli, o lo zio
preti, per
la riforma di essi. Quelli Jacopo fu arciprete di s. Gio. in
erano tempi appunto in cui s. Pier
i
Laterano, fatto da Clemente "S . Ter-
Damiani con ardente zelo procura- 11. ino suoi gioliti nel
i 325. 1
, 4

32 cui di I
Bertrando de Montfavet, francese sauna, vescovo di Sabina, e peni-
diacono Cardinale di s. Maria in tenziere maggiore, morto nel i4o5.
Aquiro, morto nel 1 34-3- Antonio Gaetani, romano, prete
Giovanni Colonna, romano, dia- Cardinale di s. Cecilia, o Lucia,
cono Cardinale di s. Angelo, morto vescovo di Palestrina, e penitenziere
nel i348. maggiore, morto nel 1^.11.
Pietro Roger di Beaufort, nipote Ottone Colonna, romano, diacono
di Clemente VI, che il crei» diacono Cardinale di s. Giorgio in Velabro,
Cardinale di s. Riaria Nuova ; nel eletto nel 1 1 7 Sommo Pontefice
1370, fu eletto Papa col nome di Martino V. Fu questo Pontefice, che
Gregorio IX, nome che sarà in pe- soppresse il priorato, e i canonicati
renne benedizione per aver egli resti- della basilica di s. Lorenzo ad Sazi-
tuita a Roma la residenza pontifi- età Sanctorum , che unì alla latera-

cia a' 17 gennaio 1377, dopo che nense, cui arricchì di preziosi dona-
Clemente V nel i3o5 l'avea trasfe- tivi d'oro e d'argento.

rita in Francia, ed in Avignone. Alamando degli Adi/nari, fioren-


Colla basilica fu sommamente be- tino, prete Cardinale di s. Eusebio,
nemerito, giacché da arciprete fece morto nel i^n.
le costituzioni pel buon governamcn- Guglielmo Pilastro, francese, pre-
to del clero laterancnse, che poi con- te Cardinale di s. Marco, morto nel
fermò con bolla, e, come dicemmo .49.8.

superiormente, terminò la questione Alfonso Cardio, spaglinolo, anti-


sul primato delle chiese, decidendo- cardinale del pseudo-Pontefice Be-
la a favore di questa. nedetto XIII, riconosciuto per vero
angelicoo Egidio Grimoardi col titolo dei ss. Quattro, morto nel

francese, canonico regolare, fratello i434.


di Urbano V, prete Cardinale di s. Lucio Conti, romano, diacono
Pietro in Vincoli, morto nel i388, Cardinale di s. Maria in Cosmedin,
seguendo le parti dell' antipapa Cle- morto nel i4^7-
mente VII, mentre era vescovo di Angclotto Foschi, romano, prete
Albano. Cardinale di s. Marco, ucciso nel
Pietro Tomazellì, napolitano, dia- i444.
cono Cardinale di s. Giorgio in ^ e- Avanti di continuare la serie dei

labro, poi prete di s. Anastasia, che Cardinali arcipreti, notare si deve


nel 1389 divenne Papa Bonifacio che sotto 1' arcipretato del Cardinal
IX. Arricchì la basilica d' indulgen- Foschi, nel i44 2 > u Papa Euge-
ze, le diede 1' abbazia di Grottafer- nio IV rimise al governo della ba-
rata, la facoltà di conferire benefì- silica i canonici regolari, con grave
zii, di fabbricar chiese, e di riceve- dispiacere del popolo romano. Fra i

re qualunque chiesa si volesse dichia- canonici secolari eravi Giovanni Bat-


rare figliale e soggetta alla latera- tista Millini, che, come dice il JVo-

nense, facoltà che confermarono Si- vaes al tom. VI, p. 17, Giovanni
sto V, e Gregorio XIV, concedendole XXIII aveva fatto canonico nell'e-
in oltre giurisdizione sull' acqua Ma- tà di sette anni, e che poi Sisto IV
riana o Marana. creò Cardinale. Egli non volle ri-

Francesco Carbone, napolitano, nunziare al canonicato, ad onta che


cistercieiise, prete Cardinale di s. Su- Eugenio IV usasse le preghiere, le
,

CHI CHI 33
promesse, e le minaccie. Ciò dispiac- usare due campanelli, due croci, e due
que assai al popolo di Roma e al- padiglioni nelle funzioni, e proces-
la nobiltà , che vedevano priva- sioni. La maggior parte degli scrit-

ti così de' benefica i loro concit- tori sostiene godere la basilica la-

tadini; il perchè dopo


morte di la teranense tal privilegio, sino da Mar-
Nicolò V, appena eletto nel i455 tino V, il quale nel i4 2 3, con let-
Calisto III, tumultuariamente ricor- tere apostoliche unì la delta basili-
sero a lui, laonde i canonici secolari ca di s. Lorenzo alla patriarcale la-

furono ripristinati nella basilica in teranense. Il solo Grancolas opinò


numero di diciotto, tra' quali cinque ciò derivare, per essere questa ba-
baroni, e quattro dottori ec. Ma silica la prima di tutte le altre
divenuto Pontefice, nel 4^4? Paolo 1 con alcune ragioni, che riportammo
II, nipote di Eugenio IV, mal sof- altrove. Su questo punto si può
frendo vedere alterate le disposizio- consultare il Ciampiui, Investigatici
ni dello zio, ad onta della commozio- historica de Cruce s tallonali, B.omae
ne de' romani, che rappresentarono 1692, ed in t. I Disc. Popidi Dei
essere stati istituiti i benefizii e le Fleury, edita a F. A. Zaccaria. Ve-
prebende dai loro maggiori, Paolo netiis 1782, p. 170 ; Mabillon Mas.
II processionalmente ripose nella ba- Ital. p. 1 24, 1 3 1 ; e Cancellieri nei
silica lateranense i canonici regolari suoi Possessi, a p. 397. Riprendia-
di s. Agostino nel 1466. Avverte mo pertanto il registro dei Cardi-
il Rasponi, che però non tolse i nali arcipreti lateranensi non inter-
canonici secolari, a' quali invece as- rotto punto dalle suddescritte vicen-
segnò la basilica vicina a s. Loren- de. Al Cardinal Foschi successe il
zo ad Sancta Sanclorum, cogli emo- seguente :

lumenti che avevano, finché li aves- Antonio 3/artins de Chaves, por-


se nomiuati ad altri canonicati, o toghese, prete Cardinale di s. Gri-
a qualche vescovato, assegnando in- sogono, morto nel 1 44? dopo aver
tanto ai canonici regolari cento fatto alia basilica 1' organo, che poi
scudi al mese pel loro manteni- Clemente \ III trasportò, e rifece
mento. ove sta adesso, erigendo nel luogo
Venuto a morte Paolo II. ed elet- suo la cappella del ss. Sacramento.
to in sua vece Sisto IV rinnova- , Egli beneficò questa basilica, come
ronsi i lamenti de' romani, onde il si disse superiormente, della qua]
nuovo Pontefice procurò contentare cosa il capitolo conservò grata me-
i canonici regolari di s. Agostino, moria.
lasciando ad essi il titolo di cano- Domenico Capranica , prenesti-
nici regolari lateranensi del ss. Sal- no, ma di romana famiglia, prete
vatore , a' quali fabbricò, e diede la Cardinale di s. Croce in Gerusalem-
chiesa di s. Maria della Pace, con me, e penitenziere maggiore, morto
molti privilegi, come meglio dicesi nel i4-58.
al loro articolo, voi. VII, p. 254, Prospero Colonna, romano, nipo-
20. E nella basilica lateranense nel te di Martino V, diacono Cardina-
1 '[-2, pacificamente ristabilì isoli ca- le di s. Giorgio in Velabro, morto

nonici secolari, i quali pel diritto già nel i463-


acquistato sulla basilica di s.Lorenzo Latino Orsini, romano, prete
ad Sanela Sanclorum, seguitarono ad Cardinale prima di s. Eusebio, po-
v t XII. 3
,

34 CHI CHI
scia deiss. Giovanni e Paolo, ve- il cavallo e la statua di bronzo di
scovo di Albano, e poi di Frascati, Marco Aurelio, ma
Paolo 111 la
camerlengo di s. Chiesa, morto nel trasportò sul Campidoglio con gra-

'4 7 7- Questo arciprete fece varii ve rammarico del capitolo. Que-


statuti pel buon regolamento della sto però il ricolmò di doni ,
privi-

basilica. legi e favori , dichiarò i cano-


Giuliano della Rovere di Savo- nici famigliari commensali del
e
na, nipote di Sisto IV, prete Car- Papa, e protonotarii, ne creò uno
dinale di s. Pietro in Vincoli, ve- Cardinale , dichiarando 1' arciprete
scovo di Albano, e poi di Ostia e giudice in tutte le cause della basi-
Velletri, penitenziere maggiore, crea- lica e delle chiese a lei soggette, co-

to nel i5o3 Papa col nome di me meglio descrive il Crescimbeni


Giulio II. Nel suo aicipretato fu nella Ist. di s. Gio. a porta latina,
aperta e chiusa la porta santa da p. 241. Il Cancellieri nelle Memorie
un Cardinale, ma non si dice dal sulle sagre teste, a p. 64, riporta

Zaccaria, e dallo Strocchi cpial fos- il copioso elenco delle diocesi in cui
se. Nel medesimo suo arcipretato fe- esistono luoghi pii, e chiese sogget-
ce alcuni statuti intorno all' ammi- te alla giurisdizione del capitolo la-

nistrazione ed alle entrate della ba- teranense.


silica, e nel i5o2 elesse in suo vi- Giandomenico de Cupis, romano,
cegerente, o vicario, il Cardinal Gior- primo Cardinal prete titolare di
gio Costa, detto il Cardinal di Lis- s. Giovanni a porta latina, vescovo
bona, avanti del quale si convocava di Ostia e Velletri, aprì e chiuse la
il capitolo. Giulio II fece ricchi do- porta santa di questa basilica nel
nativi alla basilica in sacri paramen- i55o, e morendo nel i553, le

ti, e le restituì la giurisdizione tem- lasciò molti doni.


porale su Ferentillo, tolta dallo zio Ranuccio Farnese, romano, dia-
Sisto IV. cono Cardinale di s. Angelo, peni-
Giovanni Colonna, romano, dia- tenziere maggiore, morì nel i565,
cono Cardinale di s. Maria in Aqui- lasciando alla basilica varii dona-
ro, morto nel i5o8. tivi.

Alessandro Farnese, romano, dia- Marco Sittico Altemps, tedesco


cono Cardinale di s. Eustachio ve- diacono Cardinale di s. Angelo, poi
scovo successivamente nei sei vesco- prete de' ss. XII Apostoli, di s. Cle-
vati suburbicari , aprì e chiuse la mente, e di s. Maria in Trastevere,
porta santa nel i5"25 per volere di penitenziere maggiore, lasciò di vi-

Clemente VII, e poi fu esaltato al vere nel i5g5, edimostrò gene- si

pontificato nel i534, col nome di roso colla basilica. Essendo infermo
Paolo III. Essendo arciprete, invigi- di podagra, fu in di lui vece desti-
lò sulla disciplina del clero latera- nato il Cardinal Marc' Antonio Co-
nense, assistette ai capitoli, ne sot- lonna ad aprire, e chiudere la porta
toscrisse le risoluzioni, e ripristinò santa.
diverse costituzioni di Gregorio Antonio Colonna, romano, dia-
XI, cui fece approvare da Giulio cono Cardinale di s. Maria Nova
II. poi di s. Maria in Cosmedin, indi
Ad ornamento della piazza late- prete di s. Pudenziana, e di s. Cro-
ranense aveva Sisto IV ivi collocato ce in Gerusalemme, e vescovo di
,

CHI CHI 35
Palestrina, nell'anno 1600, aprì e s. Maria del Popolo, vescovo prima
chiuse la porta santa. Morì nel d' Albano e poi di Porto, nell' anno
1608, lasciando erede la basilica, che santo 1675, aprì e chiuse la porta
vivente aveva eziandio beneficata. santa della basilica, e morì nel 1693.
Lucio Sasso poi Cardinale, essendo La basilica conserva grata rimem-
stato venti anni vicario della ba- branza dei beneficii ad essa da lui
silica, ne imitò 1' esempio , e si compartiti, poich'egli, oltre moltissimi
mostrò assai benefico verso la basi- paramenti, le donò l'arazzo, che si-

lica. no a' nostri giorni ha servito di


Scipione Caffarellì Borghese, ro- quadro all' altare della tribuna del
mano, nipote di Paolo V, prete coro, prima che i Torlouia donasse-
Cardinale di s. Grisogono, peniten- ro l'attuale, fece compilare il bre-
ziere maggiore, fu fatto nel 1608, viario, e lo donò al capitolo ; e a
arciprete della basilica lateranense di lui mezzo Alessandro VII regalò
dallo stesso Paolo V, che nel 1620, otto belle coltri, cinque paliotti, sen-
lo trasferì all' arcipretura della ba- za mentovare altri benefizii, fra i

silica vaticana, cedendo la preceden- quali merita menzione quello di


te al seguente suo congiunto. Non aver dichiarato un canonico della
si devono qui occultare i ricchi do- basilica in perpetuo a prete assi-
ni da lui fatti alla basilica, che a stente alle Cappelle Pontificie.
di lui riguardo ebbe da Paolo V la Paluzzo Palazzi degli Albertoni
rosa d'oro benedetta. Questo Pon- Altieri, romano, nipote di Clemen-
tefice creò due Cardinali canonici te X, camerlengo di s. Chiesa, prete
esentò il clero dallo spoglio, e donò Cardinale de' ss. XII Apostoli, vesco-
al capitolo il palazzo lateranense. vo di Porto, morì ai 29 giugno 1698.
Giambattista Lenì, romano, pre- Benedetto Pamphily, romano, pro-
te Cardinale di s. Sisto, poi di s. Ce- nipote d' Innocenzo X, diacono Car-
cilia, aprì e chiuse la porta santa dinale di s. Maria in Portico, poi
di questa basilica nel 1620, e mo- di s. Maria in Via Lata, fu fatto
rì nel1627, avendo beneficato in da Innocenzo XII arciprete: il per-
vita e in morte la basilica. chè con raro esempio, negli anni
Francesco Barberini, fiorentino, santi 1700, e 1725, aprì e chiuse
nipote di Urbano Vili, diacono Car- la porta santa. Beneficò la basilica
dinale di s. Agata, fu fatto dallo in più. modi, e con donativi, fra i
zio successore al Cardinal Leni , e quali le due statue de' ss. Andrea e
dopo un anno rinunziò. Quindi nel Giovanni, che stanno nella nave
i633, venne trasferito all' arcipretu- principale. Morì primo diacono nel
ra della basilica vaticana. 1730.
Girolamo Colonna, romano, dia- Pietro Ottobonì, veneziano, nipo-
cono Cardinale di s. Agnese in piaz- te di Alessandro Vili, prima arci-

za Navona, poi successivamente pre- prete della basilica liberiana, e poi


te, e vescovo di Frascati, nell'an- di questa nel morì decano
1730,
no santo i65o, aprì e chiuse la del sagro Collegio nel 1740.
porta santa di questa basilica, e mo- Neri Maria Corsini, fiorentino,
rì nel 1661. nipote di Clemente XII , diacono
Flavio Citici, sanese, nipote di Cardinale di s. Adriano, poi di s.
Alessandro VII, prete Cardinale di Eustachio. Nell'anno santo i75o,
, ,,

36 CHI CUI
aprì e chiuse la porta santa di que- avanti porta latina, Roma 17 16,
sta basilica. Morì nel 1770. a pag. 292, nel parlare dell' incor-
Mario Marc-foschi , maceratese ,
porazione del capitolo di detta chie-
prete Cardinale di s. Agostino, ncl- sa al laterancnse, ci dà una erudi-
1' anno santo 1775, aprì e chiuse ta serie che governarono
de' priori,

la porta santa, e morì nel 1780. la basilica sino al pontificato di Bo-

Carlo Rszzonico, veneziano, ni- nifazio Vili. Quindi a pag. 3o6

pote di Clemente XIII, Cardinale ve- tesse dottamente la serie cronologi-

scovo di Porto, camerlengo di s. Chie- ca degli arcipreti lateranensi, retti-

sa, morì nel 1799- ficando quella del Rasponi, sino al


Francesco Saverio de Zelada, spa- Cardinal Pamphily. Il medesimo
gnuolo, prete Cardinale di s. Mar- Crescimbeni, nell'altra sua opera
tina a' Monti, commendatario di s. sulla basilica, Ristretto ec, a pag.

Prassede, segretario di stato, e pe- 95, fa il novero degli arcipreti, ca-

nitenziere maggiore, inori nell' anno nonici e beneficiati, che stabilirono


1801. lampade perpetue per ardere innan-
Leonardo Antonelli di Sinigaglia, zi al tabernacolo, ove si conservano
decano del sagro Collegio, peniten- le sagre teste de' ss. Pietro e Pao-
ziere maggiore , segretario del s. lo. Per riguardo all' illustre collegio
:

Uffizio, morì nel 181 1. V. il cita- de benefiziali, il predetto Cancellie-


to Cancellieri, nel suo Caenotaphium ri nel suo Caenotaphium, a pag. 37,
Antonelli Cardinalis Archipr. e 64, riporta le notizie di molti, che
Giulio Maria della Somaglia di si distinsero per nobiltà di natali

Piacenza, decano del sagro Collegio, per dottrina, per impieghi nella cor-
vice-cancelliere, segretario di stato, te de' Sommi Pontefici, per vesco-
vicario di Roma ec. , nell' anno vati cui furono innalzati, e fa men-
santo 1825, aprì e chiuse la porta zione di altri promossi a canonici
santa della basilica. Morì nel i83o. della stessa basilica. E qui ci sia
Bartolomeo Pacca di Benevento, lecito in segno di stima ripetere
attuale decano del sagro Collegio quanto a pag. 3 9 disse lo stesso Can-
fatto arciprete dal Pontefice Pio cellieri, cioè: » che è desiderabile
Vili nel 1 8 3o, risplendente per vir- •> che d. Salvatore Leoni beneficia-
tù e dottrina, e per le primarie ca- » to lateranense pubblichi l' erudi*
riche, che sostiene, cioè di pro-da- .•) tissima storia di tutti i Cardinali
tario, di legato apostolico di Velie- » arcipreti della basilica e de' loro

tri e sua provincia, di prefetto del- >> vicari, ricavata da esso con mol-
le congregazioni della cerimoniale, » ta fatica dalle antiche' memorie
e della correzione de' libri della » della chiesa laterancnse, dagli scrit-
chiesa orientale , di segretario del » tori della medesima, e dai mo-
s. offizio, di presidente del consiglio » munenti esistenti nell'archivio del
supremo della reverenda camera apo- » collegio de' beneficiati , affidato

stolica, zelante e sollecito vescovo » alla sua custodia, e da lui ac-


delle diocesi di Ostia e Velletri, cul- >> cresciuto , e colla maggior di-
tore delle lettere , e mecenate dei » ligenza posto nel più beli' ordi-

letterati. » ne .

Gio. Mario Crescimbeni, nell' I- Il Piazza nella sua Gerarchia, a


storia della chiesa di s. Giovanni pag. 333 e 334, tratta delle pie-
,

CHI CHI 37
rogati ve dell' arciprete, e del capito- lare lo stipendio, unì alla medesima
lo, de' loro privilegi, e tratta dei alcuni pingui beneficai. Quindi Pio
cappellani Ilariani, dei Clementini VII, volendone accrescere il lustro
istituiti da Clemente Vili, degli Ur- e il decoro, con breve de'22 luglio
bani fondali da Urbano Vili, e di 1801, concesse alla medesima tutte
altri individui di questo clero, ag- le prerogative, esenzioni e privilegi,
giungendo che Sisto V diede all'ar- coi quali i Pontefici vollero decorare
ciprete il privilegio di conferire i i cappellani cantori pontificii. Non
benefizi vacanti nella basilica, eccet- si deve qui passare sotto silenzio,
tuati quelli riservati alla Dataria. che s. Pio V pose nella basilica per
V. Francesco Foggini, Ddl clero penitenzieri [Fedi) i minori osservanti
della basìlica lateranense , Roma riformati di s. Francesco. Laonde il

1758. Delle preminenze del capi- Cardinal penitenziere, nella dome-


tolo , ed autorità dell' arciprete ,
nica delle palme, incomincia da que-
tratta pure il Cancellieri, Memorie sta basilica il consueto giro delle tre
delle sagre teste, p. 7. Per ciò, che basiliche. Il primo cerimoniere poi
riguarda la giurisdizione dell' arci- di questa chiesa, in nome del capi-
prete, nonché il diritto alternativo tolo, presenta al Papa due candidi
col capitolo di nominare a' benefi- agnelli, benedetti nella chiesa di s.

cii vacanti della basilica, non affet- Agnese fuori le mura ( Vedi ) , nel
ti Sede apostolica, ed il vicario
alla giorno della sua festa; agnelli che
della trattammo bre-
basilica
ec. , si offrono per annuo canone alla
vemente all' articolo Arcipreti delle basilica, e dalla cui lana si formano
BASILICHE DI RoMA. i pallii.

L' insigne cappella poi de'cantori Per aggiungere splendore a questa


dell' arcibasilica vanta
lateranense basilica ordinò Sisto V, che il ca-
,

la sua origine nel i535 sotto Paolo pitolo nelle maggiori solennità e
III, allora quando il celebre Cardi- funzioni di essa usasse di quattro
nal de Cupis arciprete incominciò mazze di argento, portate da' man-
ad istituirla , ottenendo dal detto datari, e cursori del Cardinal vica-
Papa l'unione di molti benefìzi, per rio, in abito clericale ; abito che
costituire una sufficiente dote per ogni due anni dovrebbe far loro la
dicci cappellani cantori. Il chiarissi- camera apostolica, col danaro delle
mo letterato Fulvio Orsini, prima multe penali, come si legge nell'Ol-
beneficiato, e poi canonico latera- doino, Addù. in Ciaccoli, toni. IV,
nense, morendo nel 1600, le lasciò col. 127.
alcuni fondi per aumentarne il nu- Il capitolo lateranense sicompone
mero con due altri cantori, affidan- del Cardinal arciprete, di un prelato
done la nomina al Cardinal arci- suo vicario, e di diciotto canonici
prete. Dipoi Pio VI, in considera- otto de' quali sono dell'ordine dei
zione dei rinomati maestri eh' ebbe preti, cinque di quello dei diaconi,
in tutti i tempi, della sua autichità e cinque dei suddiaconi. Oltre i

e pregi, con breve de' 2,4 settembre venti beneficiati, cioè dodici dell'or-
1784, concesse a questa cappella il dine dei preti, quattro di quello dei
proprio nome, chiamandola Cappella diacoui, e quattro di quello dei
Pia, e per formare una rendila per- suddiaconi (i quali ordini sono in-
l
i alle giubilazioni, e per aumen- fissi alle rispettive prebende, giusta
,,

38 CHI CHI
Io stile dell'antica disciplina della chi doveva essere il supremo Gerar-
Chiesa), vi sono i cappellani Clemen- ca e pastore universale del mondo
tini, ed Urbani, ed Ilariani, e do- cattolico, il quale poscia ivi era in-
dici chierici beneficiati. L'arciprete tronizzato colle più belle cerimonie.
usa nella basilica e in coro sempre V. il Libello presentato a Valenti-
la cappa, il vicario l'abito prelati- niano , di Marcellino e Faustino
zio di mantelletta, i canonici la presso il Sirmondo tom.
Opere, I,

cappa di saja paonazza con pelli di in cui parlando dell'ordinazione di


ermellini bianchi nel'' inverno, e la san Damaso I, fiorito nel 367, si

cotta ed il rocchetto nelle altre sta- scrive : Laterancnsem basilicam tc-

gioni. I beneficiati, e i chierici be- nuil, et ibi ordinatus est episcopus.

neficiati neh' inverno usano la cotta Il perchè , insorta talvolta contro-


e la cappa di saja paonazza con versia sulla scelta del nuovo Papa,
pelli di color bigio, e negli altri e divisi il clero e il popolo, e la
tempi la sola cotta. Il Papa nomi- romana milizia in diversi partili

na i canonicati e i beneficii affetti; ciascuno d' essi procurava occupare


quelli che non lo sono , vengono la basilica lateranense, giacebè rite-
nominati alternativamente dall' arci- neva che dal luogo stesso potesse
prete, e da un canonico secondo il derivare credito, forza e vigore al-

turno settimanale. l' elezione, e grande appoggio tro-


vare ai diritti dell'eletto, come si

Funzioni principali, che si celebra- può osservare nell' Anastasio nelle


vano nella basilica lateranense, e vite di s. Bonifacio I, di Simmaco,
nota di quelle, che hanno luogo di Giovanni V, Conone, di Ste-
di
oggidì. fano III, di Valentino, e di Bene-
detto III, eletti nella chiesa del Ss.

Lungo sarebbe l'enumerare tutte Salvatore, secondo l'antica consue-


le funzioni, che quivi avevano luogo tudine. V. Mabillon in Comm. prece.
nella veneranda antichità, di molte pag. 116. La medesima basilica fu
delle quali abbiamo parlato di sopra, ancora per sepoltura da
prescelta
e si fa menzione anche ai rispettivi molti Pontefici, siccome registram-
articoli, massime a quello delle Cav- mo di sopra, affinchè dove aveva
pelle Pontificie, in cui si riportano avuto principio la loro sublime di-
le sagre funzioni, che celebravano gnità,, ivi ancora avesse il fine, e
i sommi Pontefici prima della isti- dopo le solenni esequie, ivi avessero
tuzione delle medesime cappelle riposo le V. il Rasponi
loro ceneri.
pontificie. Laonde ci limiteremo a a pag 73, cap. XVIII, De Summit
ricordare le principali. E primiera- Pontificibus , qui iti laleranensi ba-
mente fino da' più rimoti secoli, silica sepulti sunt.
quando dovevano adunare il cle-
si A differenza delle altre principali
ro ed popolo romano per eleggere
il chiese di Roma cui erano addetti i

il nuovo Papa, purché non l'impe- semplici Cardinali preti , la basilica


disse qualc\ve fazione o circostanza, lateranense fu assistita da sette Car-
soleva eseguirsi in questa basilica; dinali vescovi ebdomadarii, e colla-
dappoiché giustamente reputavasi terali del Papa , chiamati da Gio.
convenevole, che nella chiesa prin- Diacono, nel tom. II, Mus. ital. p.
cipale di tutte le altre, fosse eletto 575, et in toni. Ili, Liturg. Rota.
CHI CHI 39

Pont. pag. 353, Episcopi primae basilica , come racconta il Bctronio


sedis, che soli avevano il privilegio all'anno 968, ebbe principio la be-
di celebrare per turno sopra 1' al- nedizione delle campane, da quella
tare papale. Stefano III, detto IV, grossa campana che fu posta sul
eletto nell'anno 768, ordinò che campanile della basilica, dopo la be-
ogni domenica si cantasse dai sette nedizione, che ne fece Giovanni XIII,
Cardinali vescovi suburbicarii nella imponendole il nome di s. Gio. Bat-
basilica lateranense, l'inno Gloria tista. Su questo argomento è a ve-

in excelsis Deo, il quale non sole- dersi l'articolo Campale § IV, Bene-
vasi dire dai preti fuorché nella , dizione delle campane.
messa di Pasqua. Quivi si distribuiva Quivi nello stesso sabbato santo
il fermento nel sabbato avanti la si prendeva il nuovo fuoco da tre
domenica delle palme detto sabba- , lampadi , nascoste sino dal giove-
tum vacans, perchè Papa non an- il di santo in segretissimo luogo nel
dava alla stazione. Gli antichi rituali Sancta Sanctorum, si consagravano
lo chiamano, Quando datar eleemo- sette altari, che si preparavano dalle
syna sive fermentatimi in concisto- sette regioni della citta, e si offrivano
rio lateranensi , ed in questo sab- il latte e il miele. Nella solennità
bato nel Laterano si distribuiva ai poi delia Pentecoste, delta la Pasqua
sacerdoti delle parrocchie e titoli di rosala, si spargevano rose per tutta
Roma il fermento, o pane benedetto. la chiesa.
Di questo rito trattò il Mabillon Quivi si celebrarono cinque con-
nel mus. Ital. tom. I, pag. i32, et cilii generali, oltre altri quattordici
in Ord. Rom, p. i4i, et in t. IV, particolari, l'ultimo de' quali fu con-
Anal. p. 60; Azevedo Exercit. Lit. : vocato nel 1725 da Benedetto XIII.
col. 217. In questa basilica si con- Roma si parlerà di essi,
All'articolo
ciliavano ancora i penitenti nel sab- siccome agli articoli delle Beatifica-
bato santo, cioè quelli, eh' erano sta- zioni, e Cano>tzzazio:nt si dice di quel-
ti per qualche grave delitto condan- le celebrate in questa basilica. Pri-
nati alla pubblica penitenza, andan- ma faceva in essa la solenne pro-
si

do il vescovo col clero ad accoglierli cessione del Corpus Domini , e vi si


benignamente alla porta e dando , celebravano diverse cerimonie nella
loro speranza di perdono da Dio coronazione degl' imperatori, la qua-
della loro colpa. Da ciò nacque il le però seguiva nella basilica va-
pio costume di visitare ogni sabbato ticana. Dappoiché dalla basilica va-
che face-
la basilica. Il vescovo poi, ticana l'imperatore in solenne caval-
va mentovata funzione
la era un , cata si recava alla basilica lateranen-

luogotenente o vicario mantenuto in se, ove prima si ammetteva nel ceto


questa sua cattedrale dal Papa per de' canonici, ricevendo all'altare pa-
vari ministeri, non potendo egli eser- pale, la cotta, la cappa e la berret-
citarli per le altre sue innumerevoli ta , e poi si trattava di lauto con-
occupazioni , delegazione che ritro- vito nel triclinio Leoniano, con che
vasi fatta sino dal 4 00 come ? scrive terminava la funzione. Quando nel
s. Girolamo sulla pubblica penitenza i53o Carlo V prese in Bologna la.
data a Fabiola. V. il B.asponi, De corona imperiale dalle mani di Cle-
solemnì rifu pcenitcnles recipiendi in mente VII, alcuni canonici di san
Lat. Bas. pag. i55. Ed in questa Giovanni si recarono in quella città ;
4o CHI CHI
e dopo la coronazione ricevettero lateranense. Di questa antichissima
l'imperatore nella chiesa di s. Do- benedizione fa menzione il Cresci m-
menico, facendo allora le veci della beni a p. 180, Della sacr. eh. pa-
basilica lateranense, e lo ammisero pale lat, ed il Cancellieri, nel suo
tra i canonici. Quindi Carlo V ri- Caenotaphiutn, a p. 42 > nelle citate
cevette i canonici al bacio della pace. Memorie storiche, a pag. 5, e nella
Non deve qui tacere, sebbene se
si settimana santa, a pag. 224. Quivi
ne parli al relativo articolo, che do- egli dice, che tal benedizione e di-
vendosi fare la coronazione dell' im- strusa de' garofani è la memoria di
peratore nella basilica vaticana, tut- un tributo, che soleva farsi annual-
tavia due volte segui nella basilica mente alla basilica per tal festa, da-
lateranense. La prima accadde nel gli orientali, forse per omaggio alla
ii 33 quando l'antipapa Anacleto II prima chiesa del cattolicismo. Osser-
avendo occupato il Vaticano, Castel va inoltre lo stesso erudito Cancel-
s. Angelo, e gli altri luoghi forti, lieri , che siccome negli Ordini roma-
il PonteficeInnocenzo li coronò ni si fa spesso menzione di certo
in Giovanni ai 4 g' u g no Lota-
s. ottimo vino condito cogli aromi, aro-
rio II ; la seconda fu quando ai 29 maticum vinum, il quale si beveva
giugno dell'anno 1 3 2 nella stessa ba- 1 in alcuni tempi, e siccome si dispen-
silica Enrico VII ricevette la coro- savano prima nel solenne concilio
na imperiale dai Cardinali legati di papale, ed anco nel giorno di pas-
Clemente V, per essere stato occu- qua delle confetture ovvero del pe-
pato il Vaticano dall'esercito di Ro- pe , ne possa essere un vestigio la
berto re di Napoli, il quale temeva dispensa de' garofani, l'abolizione di
le insidie di Cesare. Attualmente si una superstizione de' gentili. E poi
continuano a celebrare in questa notissimo che i gentili tra le super-
basilica le seguenti funzioni. stizioni che coltivavano, aveva (pal-
Il solenne possesso de' Sommi Pon- la di ritenere l'aglio come antidoto
tefici, colla dispensa del presbiterio, contro i geni malefìci ; superstizione
della qual funzione si tratta al pro- derivata forse in Roma dal culto
prio articolo parlando delle antiche
sì egizio d'Iside, e di Osiride; quindi
venerabili cerimonie, che de' presenti è assai probabile che la Chiesa, vo-
riti, colla solenne benedizione sulla lendo togliere questa superstizione,
gran loggia del novello Papa. Que- come ha fatto di tante altre, adot-
sti va ad assistere coi Cardinali alla tasse il rito di benedire in tal cir-

cappella, che vi si tiene per la festa costanza i garofani usando orazioni


dell'Ascensione del Signore, con so- analoghe, dirette ad ottenere la li-

lenne benedizione dalla detta loggia, berazione dai mali, e la conserva-


e vi si reca pure ai 24 giugno per zione degli uomini in perfetta sa-
la festa della Natività di s. Gio. Bat- nità.
tista. Nella vigilia di questa festivi- Inoltre il Papa interviene col sa-
tà, e prima della celebrazione dei gro Collegio alla processione, clic la

vesperi, il vescovo canonico funzio- basilica domenicafa nella fra l' ot-
nante, con una particolare forinola, tava del Corpus Domini, nella qua-
fa benedizione pontificale dei ga-
la le come a sua cattedrale, intervie-
rofani, o aromali notissimi, e quindi ne il seminario romano, ed hanno
li distribuisce ai canonici e al clero luogo gli Ordiui religiosi mendica n-
,,

CHI cui 4;i

ti. Il Ss. Sagromento è portato dal funzioni, si recava all'altare panale


Cardinal vicario di Roma. Questi, Così ancora è da osservarsi, chi
o il suo vicegerente fa nelle tempora nel terzo Agnus Dei della m
le ordinazioni; e nel giovedì santo non si dice dona nobis pacem, ma
consagra colle più auguste cerimo- si ripete miserere nobis. Molte sono
nie il sagro crisma, e nel sabba to le ragioni assegnate a questo rito. Da
santo,ed in quello della Pentecoste alcuni si crede essere ciò derivato
solennemente vi amministra il bat- in memoria della miracolosa appa-
tesimo nel batlisterio Costantinia- rizione del Salvatore summentovata,
no, e la confermazione. Nell'otta- allorché si fece la dedicazione della
va dei santi Pietro e Paolo evvi chiesa, iu cui allora si udì la voce
in questa basilica cappella Cardi- del Salvatore, che disse al popolo
nalizia , ed i secondi vesperi delle romano : Pax vobis. Da altri si

principali feste della basilica si cele- pretende, che ciò sia per alludere al-
brano coll'assistenza de' Cardinali la pace sempiterna, la quale si gode
nel modo
die descrivesi a Cappelle nella celeste Gerusalemme, di cui è
Catjhx alizie ( Vedi), ove pure si trat- figura la chiesa lateranense per la
ta della eappella per la festa di sua eccellenza. Finalmente evvi an-
s. Lucia, che celebrasi coli' assistenza cora chi crede, essersi conservato
dell'ambasciatore di Francia, e di alcu- questo rito dalla antica liturgia. Si
ni Cardinali. Oltre i mentovati giorni, prosegue ancora il rito dell' imita-
evvi festa anche ai 6 agosto per la zione de' sagri dittici, negli anni-
Trasfigurazione del Signore, ed ai versari, pronunziandosi dal più an-
27 dicembre per s. Giovanni Evan- tico de' preti benefiziati, dalla parte
gelista. I giorni poi delle stazioni del vangelo, dopo l' offertorio, il no-
sono, nella prima domenica di qua- me del testatore, in suffragio del
resima , in quella delle Palme nel , «male si offre il sagrifizio, colla for-
sabbato in Albis, nel martedì delle mula, che riporta il Crescimbeni
rogazioni, e nel sabbato di Pente- nella suddetta opera a p. 1 79.
coste. V. il Rasponi, De stationibus La basilica lateranense è una
inni antiquis, tu/11 recenlibus Bcis. delle quattro patriarcali, che nel-
Lai. pag. ig4- Tuttora vi è il can- 1' anno santo del giubileo si devono
to delle litanie stazionali, che ven- visitare per lucrare l' indulgenza ple-
gono dette in processione dopo ogni naria, ed è una delle sette chiese
terza domenica non impedita, prima di Roma, che i fedeli visitano nel
della messa solenne, per le navate decorso dell' anno, egualmente per
minori dalla sagrestia sino all'altare. lucrarvi le analoghe indulgenze, del-
Questa processione si vuole sia una le quali tratta il R.asponi, De in-

memoria dell' antica in cui, calan- , dulgentiis Bas. Lai. p.


2o4- S'in-
do il Papa dal contiguo palazzo cominciò nel i832 a pubblicare in
nell'oratorio di s. Tommaso , che Roma con magnifica edizione, pian-
serviva di segretario, quivi si vesti- te, spaccati, e rami, l'opera intito-

va degli abiti pontificali , e proces- lata: La patriarcale basilica la-


sionalmente coi Cardinali, cogli ab- teranense per cura di
illustrata
bati delle venti abbazie privilegia- Agostino 1 alciuiiii e comp., descrit-
te, colla prelatura , magistrati ed al- ta dal eh. Filippo Gcrardi, edizioni
tri, i quali avevano luogo nelle compita.
,

4* CHI CHI
il perchè Domiziano lo esiliò nell'i-
S. Giovanni della Pigna , dell' ar- sola di Patmos , e sebbene morisse
ci confraternita della Pietà de'car- dipoi in pace in Efeso, i padri gli

ccrali. Vedi. diedero il martire pel sof-


titolo di
ferto martirio. Anche il Crescimbeni
Per la festa de' ss. Cosma e Da- a pag. 59 è di parere, coli' autori-
miano, ai 27 settembre, ogni qua- tà di Procoro, che nel sito ove s.

driennio il senato romano fa a Giovanni fu posto nella caldaia, si

questa chiesa 1' oblazione d' un calice da' fedeli erigesse, se non una chie-
di argento, e di quattro torcie di sa, almeno un oratorio. Fu chia-
cera. mata di s. Giovanni in Oleo, e vi
fu riposto sangue
del de' capelli
,

S. Giovanni a Porta Latina, titolo che per ignominia furono tagliati


Cardinalizio, del capitolo lalera- a quel santo, e la caldaia stessa stro-
nense in cura dei Paolotti, nel mento del supplizio, come attestano
rione Campitela, i versi scolpiti nella della cappella.
La cappella, che oggi esiste , venne
Chiamasi questa chiesa ante, por- edificala da Benedetto Adam bor-
tala lalinam, perchè dalla vicina gognone, uditore della romana rota,
porta denominata pure latina, che nel i5oc), regnando Giulio II, di che
ora è chiusa, si andava per la via esiste «pria sulla porta a tra-
»

la quale conduceva al Lazio, oggi- montai -, ve si vede l'arma gen-


di conosciuta sotto il nome di Cam- tilizia del benefattore, composta di
pagna di Roma. Per questa porla i aquile situale a guisa di triangolo
Ialini entravano in Roma. Diede o- in mezzo all'epigrafe: Au plaisir de
rigine a questa chiesa il prossimo Dieu, oltre la sottoposta iscrizione.
oratorio o cappella, erelta da' fe- La forma della cappella è ottango-
deli ad onore Giovanni Evan-
di s. lare, con altare isolato di fino mar-
gelista ,
pel seguente avvenimento. mo bianco, e sotto di esso v'ha co-
Nella città di Efeso, ove il santo ri- me un pozzo, ove dicono fossero ri-
siedeva, e da dove fu fatto venire poste le mentovate reliquie. Il pio
a Roma, cravi il sontuoso tempio prelato la fece decorare con pittu-
di Diana, che fu ritenuto per una re, le quali per 1' umidità divenne-
«Ielle sette meraviglie del mondo; ro poscia scolorite e guaste. Il Car-
mentre altro tempio dedicalo a dinal Francesco Paolucci però, titola-
Diana in Roma esisteva ove ora re di s. Giovanni a Porta Latina
stanno questa chiesa e la cappella. nel 16 58, altre ne fece eseguire da
Avendo s. Giovanni in Efeso con- Lazzaro Baldi, riguardanti i fatti
culcato colla predicazione il falso del santo, e fece restaurar la cap-
culto di Diana, e le superstizioni pella con l'opera del Borromino. Di-
gentilesche, si vuole che per ordi- poi Clemente XI fece altrettanto.
ne del proconsole dell' Asia, giunto E di parere il Crescimbeni, che
il santo a Roma, fosse condannato questa chiesa di s.Giovanni ante por-
in questo luogo a morire in una tavi latinani , sia stata edificata dopo il
caldaja d' olio bollente, alla presen- battesimo di Costantino, come si leg-
za de' magistrati e del popolo; ma ge nel sagramentario di s. Gelasio
per virtù divina egli ne usci illeso; I, del quinto secolo. Ma essendo
CHI cui 43
mal ridotta e rovinata, verso l'an- come si vede da una memoria in
no 772, il Pontefice Adriano 1 la essa eretta sotto la sagrestia.
rifabbricò dai fondamenti nel modo Questa chiesa venne consacrata
che ancora esiste, ad onta dei po- solennemente da Celestino III alla
steriori l'istauri, di cui faremo men- presenza di molti Cardinali, a' io
zione, venendovi in seguito ancbe maggio 19 1. In quel tempo era
1

eretto un nobile contiguo moniste- collegiata, ed anteriormente aveva


ro. Il vestibolo, o antiportico, è for- un arciprete, per cui la chiesa
mato a guisa di torre, ed è sostenuto fu detta Archipresbiterato. Uno di
da sei colonne di granito. Quindi si questi fu quel Graziano, figlio di
entra nell'atrio scoperto, che conduce Pier Leone romano, che nel 1 o44
al portico con cinque archi divisi da ottenne da Benedetto IX la cessione
colonne. Il campanile, alto, largo del pontificato. Fu eletto Papa avan-
e riquadrato, è uno dei più belli di ti la porta di questa chiesa, o avanti
Roma pel suo gotico disegno, e sot- la porta latina, come dice il Piazza,
to ad esso evvi la porta, la quale Gerarchia pag. 5 7 4, e prese il no-
introduce al monistero, che per al- me di Gregorio VI ; ina dipoi nel
tro non è più dell' antica vastità. concilio di Sutri dovette rinunziare
Dal portico si entra nella chiesa fab- la suprema dignità. Egli viene di-
bricata a guisa di basilica con tre feso dal Cresci mbeni a pag. 226, e
navate, divise l' una dall'altra da seg. capo II, Degli arcipreti di san
due ordini di colonne, cioè cinque Giovanni a porta latina . Che in
per parte di vari marmi. Sostengo- questa chiesa vi fosse a que' tempi
no esse gli archi sui quali segue la una canonica cospicua , si rileva
muraglia, che va a terminare col dall'averla s. Leone IX, nel 1049,
cornicione e col soffitto, avente sei destinata per residenza agli arcive-
finestre per parte. Vago e nobile scovi di Colonia quando si fossero
è l'interno decorato di buone pit- recati in Roma, ai quali conferì la
ture, ed oltre il capitolo lateranense qualifica di cancellieri , o arcicancel-
(che in più incontri fu sollecito di lieri della santa romana Chiesa.
operarvi delle riparazioni, come, nel Però su questa qualifica va letto
i435, ristorò il campanile e il por- quanto dicemmo all' articolo CAN-
tico , e in altro tempo fece una cam- CELLIERE DELLA SANTA ROMANA ChIBSA,
pana), ne furono benefattori i Car- Non è poi vero, che questa chiesa
dinali titolari, particolarmente i Car- sia stata soggetta alla basilica di
dinali Crivelli, Gio. Girolamo Al- s. Maria in Trastevere, come non
bani, Rasponi, che dal Gisinondi è provato che nel contiguo moni-
fece dipingere le riducendo
pareti, stero abitassero le monache. Certo
a soffitto adorno di pitture la nava- si è, che Lucio II, nel 1 44? um 1

ta, che prima era a tetto , nonché la chiesa alla patriarcale basilica
il Cardinal Paolucci, il quale rifece lateranense, sottoponendola al priore
l' antiportico, le vetriate delle fine- e ai canonici regolari, che allora go-
stre, ed altro, ed eziandio il Car- vernavano la medesima; unione pri-
dinal Spcrello Sperelli. A' nostri giorni mieramente confermata da Anastasio
poi il Cardinal titolare Giambattista IV, Adriano IV, Alessandro III,
Belloy, arcivescovo di Parigi, ove Onorio III, Gregorio IX, ed Inno-
morì nel 1808, restaurò la chiesa, cenzo IV. Ed è perciò, che parte
,

44 cui li I

de' canonici regolari litri anelisi pas- nense si reca ad ulììziarc la chiesa
sarono ad abitare il contiguo moni- tanto nel giorno, nel quale ricorre
stero di s. Giovanni a porta Ialina. la stazione, (pianto a' 6 maggio, in
e ad ufficiare nella chiesa. Tutta- cui si celebra del mar-
la festività
volta continuò ad essere collegia- tirio mentovato
del santo titolate. Il

ta sino al termine del secolo XIII, Giovanni Mario Crescimbeni cano-


e (ino a parte del XIV, ma nel nico di s. Maria in Cosmcdin, nel
\ V fu immediatamente governa- 1716, pubblicò in Roma colle stam-
ta dal capitolo laleranense. Si ha pe, dedicandola a Clemente XI,
pertanto , dopo
clic Sisto IV, il L Istoria della Chiesa di s. Gio-
capitolo nominò uno de' suoi cano- varmi avanti porla latinas titolo Car-
nici per custode, abbate, o difen- dinalizio, opera piena di sacra eru-
sore per aver cura della chiesa, ed dizione,
allora eranvi romiti e sacerdoti di-
pendenti da esso per l* uilizialura
S. Giovanni in Oleo. V. Chibsa di
tinche nel 1703 fu data in uno al
s. Giovanni a porla latina.
monistero ai trinitari scalzi riforma-
li, e da ultimo, nello stesso decorso

secolo, a' religiosi di S.Francesco di Ss. Giovanni e Paolo, titolo Car-


Paola, detti Paolotti. Fedi. dinalizio , in cura de religiosi
11 Pontefice s. Gregorio I vi pose Passionistij nel rione Campitelli,
la stazione, che tuttora si celebra sul monte Celio.
nel sabbaio di passione, precedente
la domenica delle palme, chiamato Sulla vetta delmonte Celio, pros-
Sabbatum vacans, perchè il Papa simo famoso tempio di Claudio,
al
non si recava a questa stazione, vicino all'aulica curia Ostilia, o alle
avvegnaché nella basilica di s. Pie- conserve dell'acqua Claudia, edificate
tro con pubblica cerimonia distri- da Vespasiano pel Colosseo, ovvero
buiva popolo l'elemosina, e fa-
al presso il vivario, o parco delle fiere

ceva la lavanda de' piedi a' poveri, di Domiziano, e nel luogo ove abi-
non potendo ciò eseguire nel giovedì tarono gli Scauri per cui la via ,

s mio a cagione della moltiplicità chiamasi Clivo di Scauro, i ss. Gio-


delle l'unzioni. Finalmente, allora vanni e Paolo avevano la loro abi-
quando Leone X fece la promozione tazione, ed ivi fu eretta una chiesa.
di trentuno Cardinali, fra le chiese Questi due santi fratelli martiri
che nel xSi'j eresse in titolo Car- ricevettero in quel luogo la palma
dinalizio, vi comprese questa di san della loro fede, sotto Giuliano l'apo-
Giovanni a porta Ialina, conferen- stata : il perchè s. Pammachio, no-
dola pel primo al Cardinale Gian bilissimo romano e figlio di Bizanzio,
Domenico de Cupis dell' ordine dei volle erigervi nel IV secolo una
preti, che poi, nel i534, passò ve- chiesa a loro onore, per cui fu detta
seovo di Porto, divenne arciprete Titolo di Bizanzio e di s. Pamma-
della patriarcale latcranense, e moia chio : ed ancora si legge in due
decano del sagro Collegio. 11 Cre- tavole di marmo presso la sagrestia,
scimbeni, a pag. 87 j, fa il catalogo la nota dei fondi e poderi, che san
cronologico de' Cardinali titolari di Pammachio assegnò pel manteni-
questa chiesa, ed il capitolo latera- mento della chiesa, i quali furo-
cui CHI
mo poi approvati da san Grego- abitato qualche Pontefice, ma-
rio I. II Piazza, nella sua Gerarchia Onorio III.
i pag. 524j dà l' elenco de' detti Più voite fu [istaurata ed abl
fondi. Qui sua Pammacbio edificò lila questa insigne chiesa. Dapprima
pure un monistero di monaci colla il Pontefice s. Simmaco, ceni.) a

regola osservala nella Palestina ila dopo la sua fondazione, la rista uro,
s. Ilarione, e vi menò esemplar vita dicendoci l'Anastasio: fidi gTi

religiosa , del qual monistero usci- post absidem, giacché osserva Ugo- 1

rono dieci Pontefici , e parecchi nio, che anticamente la facciala della


santi , dal Piazza, Ge-
registrali chiesa stava dove oggi è la tribu-
rarchia pag.5 io. Il dottore della na, abbisognando perciò dei gradini
Chiesa san Girolamo celebra le su- per ascendervi. In appresso vi ac-
blimi gesta di s. Pammachio, suo corsero a ripararla varii Pontefici,
granfie amico. e Cardinali litolari. Divenuta la chie-
Già nel pontificato di s. Gelasio I, sa collegiata, in progresso di tem-
creato nell'anno 4o 2 >
questa chiesa po i canonici eransi ridoni a po-
era titolo Cardinalizio, facendosi chi , a segno che nel pontificai i

menzione nel sinodo romano da lui di Nicolò V appena se ne coniava-


adunalo di Giovanni prete di questo no quattro, i quali non abitavano
titolo, e di altro Giovanni arciprete nella canonica, e poco osservava!]
del medesimo. Anzi abbiamo, che il l'uffiziatura. Ma il celebre, e zelanti
detto litolare Giovanni, o altro di Cardinale Latino Orsini, che n
egual nome, fatto da s. Gelasio 1 titolare, ottenne dal Papa una bolla
Cardinale prete di esso, nel 5a3 di- nel primo di gennaio i \ ìi 5 . colla
venne il santo Pontefice Giovanni I. quale, rimossi i canonici, la diedi
Secondo alcuni, ani he Papa s. Aga- a' religiosi gesuati, con tulte le ren-
pito I, crealo nel 535, era sialo dite e prerogative, ed il Cardinali
titolare di questa chiesa. Gli altri con generosa magnificenza abbellì
Cardinali titolari, che furono innal- e riparò la chiesa.
zati alla cattedra apostolica, sono : Dall' iscrizione molto aulica, che
Onorio III, nelisitì, InnoeenzoVI, si legge sull'architrave esilino del
nel i35?., Adriano VI, nel i5?.3, portico, si rileva, che la chiesa i\\

Leone XI, e Paolo V, ambedue ristaurata da certo Giovanni Cardi-


eletti nel iGo5. In tanta venerazio- nale titolare. Dipoi si ha, che il

ne poi fu questa chiesa sino dalla Cardinal Guglielmo Enchenvoer, cm


remota antichità, che s. Gregorio I Adriano VI, nel i523, conferì questo
vi pose la stazione nel terzo giorno titolo da lui prima tenuto, fec.- e><
di quaresima, la quale tuttora ce- guirè il vasto e nobile portico. L'al-
lebrasi, e vi recitò la XXXIV ome- tro titolare Cardinal Nicolò Pellevc
lia. M arricchita questa chiesa dei o Palve francese, creato da s. Pio \ ,

corpi Giovanni e Paolo, ed


de' ss. sotto il cui pontificato accadde 1 in-
evvi chi sostiene anche di s. l'am- venzione de'corpi de' ss. Gio: e Paolo.
ino, nonché dei ss. martiri Stelli- con molta spesa fece il coro con due
tani in numero di undici, e del corpo altari l'uno dirimpetto all'altro nella
di s. Saturno. Né mancano scrittori, nave di mezzo. Quindi il Cardinal
i quali asseriscono, a cagione della Agostino Gusani milanese, che ebb<
santità ed amenità del luogo, avervi questo titolo in uno alla sagra por-
46 cui CHI
pora da Sisto V, ri stativo il moni- traslazione . Finalmente Clemente
stero, vi fece il nobile soffitto inta- XIV, avendo nel 1773 trasferito al-
gliata, e decorò eli altre belle ligure trove i signori della missione, re-
la tribuna. Senza mentovare altri staurata la chiesa e il monistero, la

titolari , che furono splendidi con concesse ai religiosi passionisi (/ cdi)\ -

questa chiesa, il Cardinal Anto- quali con molto zelo vi fanno risplen-
nio Caraffa, pronipote di Paolo IV, dere il divino culto. Essi ricevono per-
aggiunse alla tribuna coli' opera di sone di civile condizione, tanto ec-
Nicolò Circignani, detto Pomarancio, clesiastiche, che regolari in ritiro,

altre pitture, fra le quali quella di oltre il pio costume di dare i con-
s. Pammachio, ed operò altri mi- sueti esercizi spirituali, diverse volte
glioramenti, coli' iscrizione: s. Pam- all'anno.
machius hufus ecclesiae condìtor ; Si entra in chiesa per un antico
poscia ristorò, ed ingrandì il rno- portico, i cui ultimi restauri, e can-
nistero contiguo. celli di ferro sono del Cardinal Fa-
Soppressi i religiosi gesuati nel brizio Paolucci, titolare della chiesa.
1668 da Clemente IX, i loro beni Esso è composto di otto colonne
in commenda, finché il
furono dati antiche, due delle quali sono di gra-
celebre Cardinal Howard de' duchi nito rosso, e la porta viene decorata
di Nortfblch inglese, siccome protet- da due lioni di marmo pure anti-
tore zelante della sua nazione, otten- chi, secondo il costume de' gentili,
ne da Papa Clemente X la chiesa, e de' primi cristiani, preso dagli egi-
il monistero, e le entrate pei reli- zi, per dinotare la custodia, e la
giosi domenicani inglesi, i quali vi vigilanza. L'interno della chiesa è
fecero rifiorire il divin cullo. Tut- a tre navi divise da pilastri, e
tavolta, dopo la morte del Cardinal da ventiquattro colonne di mar-
Howard, non essendo sufficienti al mi diversi. Il pavimento è di an-
mantenimento dereligiosi le rendite tico mosaico di pietruzzc, e mar-
del monistero, Innocenzo XII, con mi di colori diversi, e su di quello
apostolico breve degli 8 settembre a destra, nella navata grande, si
1697, li rimosse, ed in vece vi col- vede una pietra contornata di ba-
locò i della missione, con
signori laustra, indicante il luogo ove furo-
gran vantaggio de' fedeli. Ai 27 no decapitali i ss. Gio. e Paolo, i

gennaio 1726, il Pontefice Benedet- cui corpi venerano sotto l'altare


si

to XI li si recò a questa chiesa, maggiore in urna di porfido. Nella


volle riconoscere le ossa de' santi chiesa vi sono ne' quadri, stimabili
martiri Gio. e Paolo, le rinchiuse pi Itine, e fra i depositi, meritano
colle sue mani in una cassa di special menzione quello modesto del
piombo, e sottomettendovi gli ome- •ven. Paolo della Croce fondatore ,

ri , le portò in solenne processione de' passionisti, morto nel contiguo


con molti Cardinali, prelati, e clero monistero ai 18 ottobre 177^; e
pel portico ed atrio. Indi spedi ai quello del dottissimo ed erudito Car-
signori della missione il breve, Licei dinal Giuseppe Garampi. Pregiabile
mera, Bull. Rom. tom. XII, pag. ed interessante è il campanile, avente
70, ai quali concesse, che ogni an- le campane, che sono annoverate
no celebrassero colf uffizio di rito fra le più sonore ed armoniose di
doppio la pia memoria di questa Roma, e formanti un bel concerto.
CHI CUT . 47
In questa chiesa celebrasi la festa sto sito, e Nicolò V donò loro la

dei titolari ai 26 giugno, nel qual chiesa di s. Marina, che dedicarono


giorno, ogni anno, il magistrato ro- al dottore s. Girolamo, erigendovi
mano fa 1' oblazione d' un calice contiguo un ospizio ed ospedale,
d'argento, e di quattro torcie di Ben presto la contrada prese il no-
cera. Il gesuita p. Andrea Bu- me di Schiavonia, e nella chiesa fu
drioli scrisse: Vita de ss. Giovanni istituita una confraternita pegli il-

e Paolo, Roma
1728. Prima di lui lirici, schiavoni, e dalmati, con un
Filippo Rondinini stampò in Roma Cardinale per protettore. V. il Piaz-
riel 1707; De Sancii* martyribus za, Opere pie di Roma, pag. 572,
Joanne et Paulo, eommcjue basilica e. IV; Di s. Girolamo degli Schia-
in urbe Roma , vetera monumenta voni a Ripetta. L' ospedale, e l'ospi-
collecta, et concinnata. zio furono protetti dai Pontefici
„ „ n y, „ Calisto III, Pio II, Paolo II, e Si-
Ss. Giovanni e Petronio de ho- .,, .. „i . .


, ;x
.

. . ~ . , ., , sto IV, il quale amplio la chiesa;


lognesi.
° x, V. Bologna,
_ _ . .
'
cioè
.
il
.
volu-
anzi 1
\ 1 ^ „„ rt „u_
due pruni decretarono, che •

me r ooò del Dizionario.


V,9 p. ,. ,', . ,. . , .
nnnnw tananT
appartenenti
, :
di tutti gì individui
S. .Girolamo della Carità, deWar- alla nazione , i quali morissero in
ciconfraternita della Carità, e Roma ab intestato, non avendo con-
dtlla congregazione de' sacerdoti giunti prossimi, la metà dell'eredità
di s. Girolamo della Carità . spettasse all'ospedale. Di questo fu
Vedi. pure benemerito Innocenzo Vili, e
~ 7 7- r. 7 • • 77 certo Fantin Valle dalmatino, udi-
ò. Girolamo degli oc navoni, colle- ,. iu k^
palazzo, e sepolto „
,

? tore di nella ba- ,

giata, e
b ' _
.
.

titolo
„_
>,
Cardinalizio,} nel
.. .. . ,
... ,.,'
sihca liberiana,
.
li
che an A^a
c„x ..rendite
lascio
rione Lampo Marzo. , , 1
ed
*„__
esecutore
j~ii„
della
'
per ampliarlo,
Nel medesimo luogo, ove sorge la sua volontà il Cardinal Oliviero
chiesa, un certo Girolamo eremita Caraffa. Attualmente però si può
schiavone, nell'anno i45o restaurò dire,che l'ospedale non esista come
una piccola chiesa sulla sponda del prima, giacché la casa contigua alla
Tevere presso il mausoleo di Au- chiesa che serviva a tale oggetto,
gusto, dedicata a s. Martina, o, co- serve per abitazione de' canonici , i

me altri dicono, a s. Marina; cine- quali cadendo infermi, sono man-


sa che per la sua picciolezza co- tenuti dalla congregazione illirica,

munemente chiamavasi s. Mari nel- che passa loro il vitto e i medici-


la. In questa
eremita introdusse ill' nali. Quelli poi della nazione ,
i

culto del dottore s. Girolamo, di cui quali si recano in Roma, sono man-
era divoto, locchè avvenne sotto il tenuti dalla stessa congregazione,
pontificato di Nicolò V. Quindi es- ma non hanno alloggio in questo
sendosi i turchi, nel i4^3, impadro- locale. V. il citato Piazza, p. 117,
niti dell'impero d'oriente, della Schia- capo X, Dell'ospedale di s. Girola-
vonia, Illiria, e Dalmazia, molti di mo degli Schiavoni, ed Illirici a Ri-
que' cattolici rifugiaronsi in Roma, pelta. Nell'anno 1567, come atte-

massime gli Schiavoni, con tre dei stano Novaes, Panciroli, ed altri, il

loro vescovi. Questi, per aiutare la santo Pontefice Pio V eresse la chie-
loro nazione, incominciarono a que- sa di s. Girolamo degli Schiavoni
stuare per la città, acquistarono que- in titolo Cardinalizio , e pel primo
48 chi CHI
lo conferì al Cardinal Santacroce, rendite ,
perciò gli altri canonici, e
creatura di Pio IV, poscia lo diede beneficiali sono nominati dal Car-
al Cardinal di Angennes, e<[iiindi, dinal vicario, visitatore apostolici) di
avendo esaltali) nel i T70 fi". Felice delta congregazione. Non deve poi
Peretta della Marca col titolo pres- tacersi,che questo capitolo, tanto in
biterale di s. Simone, non andò gua- coro, che nelle processioni del clero
ri, che lo trasferì a questo di s. Gi- romano cui interviene, usa il distin-
rolamo. Mentre n'era titolare, ai tivo dell'almuzia.
24 aprile i585, fu creato Papa col La facciata esterna di questa chie-
nome di Sisto V. Egli poi innalzan- sa è di travertino, l'interno è lodalo
do alla sagra porpora, ai 1 3 del per le sue proporzioni , con buoni
seguente maggio, il nipote Alessan- quadri, ed altri stimabili dipinti,
dro Damasceni Peretti di Montalto, rappresentando i freschi del coro le
gli assegnò per titolo questa mede- gesta del santo dottore, eseguiti dal
sima chiesa. Anzi riconoscendo Sisto Viviani, da Andrea di Ancona.
e
V la sua origine dalla nazione dal- L'altare maggiore è isolato come
matina, o illirica, con animo gran- quello delle antiche basiliche, ed ha
de volle riedificare dai fondamenti una bella urna di verde antico, con
la chiesa, coll'opera dei valenti ar- ornati di bronzo dorato. La festa
chitettiMartino Longhi il vecchio, di s. Girolamo vi si celebra a' 3o
e di Gio. Domenico Fontana. L'ar- settembre. Le altre interessanti no-
ricchì di privilegi e di reliquie, e tizie riguardanti la chiesa, e l'ospe-
vuoisi che pensasse ivi trasportare dale di s. Girolamo degli Schiavoni,
da Maria Maggiore il venerando
s. si possono leggere in Gaspare Ai-
corpo di s. Girolamo, ovvero parte vero, Roma in ogni stato, a pag. 7 1

di esso. Quindi, col disposto della e seguenti.


costituzione Sapientìam Sanctorum
narrati papali, emanata il dì primo S. Giuliano in Banchi. V. Arci-
agosto i58f), perchè vi risplendesse CONPRATERNITA DI S. GIULIANO.
il divin culto, e fosse onorato san
S. Giuseppe a capo le Case delle
Girolamo, v'istituì una collegiata
Carmelitane Scalze. Vedi,
con arciprete, cinque canonici, quat-
tro beneficiati , e due cappellani , i S. Giuseppe de' Falegnami. V. Ar-
quali dovessero essere illirici, dalma- CICON'FRATERNITA DI S. GIUSEPPE DEI
ti, o schiavoni, stabilendone juspa- FALEGNAMI, e CARCERE.
tronati i suoi pronipoti Peretti prin-
cipi di Venafro, e i loro discendenti. S. Giuseppe alla Longara de'Pii
Ma per le vicende de' tempi, delle Operai. Vedi.
rendite stabilite per questo capitolo
S. Giuseppe delle monache Orso-
da Sisto V, non ne rimasero se non
line. Vedi.
che per le prebende di due canonici,
e di due beneficiati, che perciò no- S. Gregorio de Muratori a Rìpel-
mina il duca Sforza-Cesarini, erede ta. V. Arciconfrateunita di s.
del cognome e delle ragioni della Gregorio de' muratori a Ripetta.
famiglia Peretti. Siccome poi pel
rimanente delle prebende supplisce Ss. Gregorio ed Andrea al mon-
la congregazione illirica colle sue te Celio , al Clivio di Se auro
CHI CHI 49
tìtolo Cardinalizio , in cura dei dogli i soccorsi ricevuti. In premio
monaci camaldolesi _,
nel rione della carità del santo poi si seppe
Campilelli. che il povero era un angelo. V.
Alberto Cassio, Memorie storiche di
Il monte Celio prese tal nome da s. Silvia, Roma
1760, p. 64, e 66.
un valoroso capitano cosi chiamato, A 173, num. 3, il mede-
pag. poi
il quale si recò a Roma in soccorso simo Cassio aggiunge, che nel detto
di Romolo nella guerra contro il monistero di s. Sabba , s. Gregorio
re Latino. Dall'essere stato poi que- fece dipingere l'effigie di santa Sil-
sto colle più degli altri di Roma via sua madre.
selvaggio, fu detto dagli antichi Oltre il monistero, s. Gregorio
querquetulanus _,
quasi qnerceo, dai nel medesimo luogo fondò una chie-
vasti querceti che
cuoprivano.lo sa in onore dell'apostolo s.Andrea,
Dicesi al Clivo di Scanio, perchè da di cui era divotissimo, il perchè di-
Scarno fu fatto il clivo, che divide venuto Pontefice anno 590, nel-
l'

il Celio dal Celiolo, non come altri l' orazione della messa, che comin-
credono, perchè ivi avesse la casa, cia Libera nos, aggiunse il di lui
la quale dagli archeologi è posta nome, perchè mori in croce, come
sul colle incontro. Quivi, e nel Ce- Cristo, e s. Pietro, e neh' anno secon-
liolo ehbe la sua casa paterna il do del suo pontificato solennemente
santo Pontefice Gregorio I, che per dedicò la chiesa al s. Apostolo, aven-

le magnanime geste fu
sue virtù, e do domandato ed ottenuto dall'im-
meritamente appellato il magno, o peratore un braccio del
Tiberio
il grande, discendente dalla celeber- santo. Da
questo monistero s. Gre-
rima famiglia Anicia, figlio di Gor- gorio spedì s. Agostino, abbate del-
diano senatore di Roma , e della lo stesso monistero di s. Andrea, in
santa matrona Silvia, che molli vo- Inghilterra a convertirla alla vera
gliono siciliana di Messina, ove se ne fede. Nel medesimo, secondo Novaes
celebra la memoria a' 1 1 marzo. tom. I, p. 248, fece dipingere la
Dopo morte del padre di s. Gre-
la sua effigie per tener sempre desto il

gorio, colle ampie ricchezze che pos- fervore de' monaci colla sua presen-
sedeva, non solo fondò sei monisteri za. Quivi ridusse a miglior forma
in Sicilia, ma uno anche in questa sua e consonanza il canto ecclesiastico,
casa paterna, e lo dotò di rendite. che perciò prese il nome di grego-
Quindi, nell'anno 5j5, si fece mo- riano. Il suo palazzo era una scuo-
naco benedettino come affermano , la di virtù e di scienza, servendosi
Mabillon , Tiraboschi, Loretto ec. di chierici monaci per consiglie-
e
Racconta il Baronio , che s. Silvia ri, né gravi studii gì' impedivano
i

abitava nel celebre monislero di s. l'esercizio della carità. Ogni gior-


Sabba, e che ogni giorno mandava no trattava a pranzo dodici poveri
al monaco figlio una minestra di servendoli colle sue mani per cui ,

legumi in una scodella d'argento in meritò, che una volta vi si trovasse


questo monistero, e che non aven- assiso un angelo per decimoterzo.
dola i monaci rimandata, s. Grego- Nella cappella di s. Barbara , della
rio la diede ad un bisognoso che , quale parleremo, presso questa chie-
per la terza volta erasi presentato sa, si conserva la tavola di marmo
alla porta del monistero, non bastan- sulla quale il Papa imbandiva il pran-
vol. xrr.
So CITI CITI
zo a' poveri, e vi si leggo il seguen- fragio dei defunti, cioè l'altare mag-
ie distico: g l0l
'
e j
i due ad esso laterali, e quel'
lo, che resta a destra appena si en-
Bis senos hic Grcgorius pascebat tra in chiesa.
e°entes, In progresso i monaci di questo
Anaelut et decimus tertìus accu- monistero dedicarono la chiesa anco
buit. a s Gregorio I, nome che prese
-

pure il medesimo monistero, chia-


In questa chiesa, s. Gregorio, nel mandosi de' ss. Andrea e Gregorio,
giorno della festa di s. Andrea, re- sehhene volgarmente si chiami sol-
citò la quinta omelia sull' evangelo. tanto col secondo titolo. Indi i mo-
Dall' Epistola 9, cap. 38, e dai naci vi propagarono pure il culto

Dialoghi 1. 4> c ^^5 ^el medesi- * di s. Silvia, col benedire cinture di

ino Pontefice, si conosce il grande seta bianca mercè apposita orazio-


rkore di lui sulla povertà, che esige- ne, per quelli, che molestati dalle

va dai suoi monaci, e che uno di convulsioni, ricorrono al valido pa-

questi chiamato Giusto, avendo pres- trocinio della santa. Non è vero ciò,

so di sé Ire scudi allorché si ani- che scrissero alcuni, che il corpo di


proibì che ninno lo visitasse, s. Gregorio I fosse sepolto in questa
malo
meno il suo fratello. E sebbene il chiesa, la quale però possiede un di

monaco si pentisse del trasgredito lui braccio, mentre si venera nella

dovere venuto a morte, il l'onte- basilica vaticana. Altri attribuiscono

fìce per altrui salutare terrore, non a Papa s. Gregorio II la dedicazio-


volle che fosse sepolto nella chiesa, ne della chiesa al suo predecessore,
ma fuori di essa, e coi tre scudi. Certo è, che s. Gregorio II vi fece
Quindi mosso a compassione disse rifiorire la monastica disciplina, di-

ai fratello del defonlo, che gli ce- venendo più che mai insigne il mo-
lebrasse trenta messe in altrettanti insterò, e la chiesa, con essere an-

gioini continui , acciocché venisse noverato fra le venti abbazie pri-


liberato dal purgatorio, siccome av- vilegiate di Roma, i cui abbati un
venne, e si seppe apparendo il de- tempo assistevano al Papa tulle

l'unto al fratello. Altri poi dicono le volte che celebrava pontifical-


che il santo stesso celebrò le mes- mente. Nel decorso secolo, 1' abbate
se, e che vedesse Giusto circon- Ruggieri, bibliotecario della biblio-
dato di luce, liberato con quel suf- teca imperiale, rinvenne in essa un
fi-agio dalle pene del purgatorio. Da antico registro in pergamena di que-

ciò ebbe origine la devozione del pò- sto monistero di s. Gregorio in di-
polo per questa chiesa, non solamen- vo Scauri ,
mancante però del prin-
te di farvi celebrare messe pei trapas- cipio, sul quale Francesco Parisi le-

sati, ma di visitarla in tutto l'otta- ce di suo pugno l'argomento ad


vario de' fedeli defunti, e di voler ogni istromento. Da quest'istromen-
esser sepolti nel vicino cimitero, ti rilevasi la serie di quegli abbati,
Racconta poi il Panciroli, Tesori e siccome mancava del principio, ve

ìiascosii, p. 397, che s. Gregorio lo pose, incominciando dal secolo

non solo dedicò questa chiesa a s. VI, e ne collocò copia nella biblio-
Àndrea, ma vi consacrò quattro al- teca del Cardinal Marefoschi. Tot-
tari dichiarandoli privilegiati in suf- tavolta è tal serie alquanto diver-
,

CUT CTTT Tr
sa da quella degli Annali Camal- > est anno 1 449 j idibus januarii,
dolesi. •
anno II, Leonar-
pontificatos sui
Nel secolo XII, il Pontefice Ono- » dum Marcellum
, alias
ordinis ,

rio li ritornando da Benevento nel » praedicatorum constituit in abbà-


ii.3o, ed essendosi ammalato, dal •'tem monasteri! ss. Andreae et
patriarchio lateranense si fece tras- » Gregorii de Urbe, quod vacai oh

portare al monistero di s. Gregorio, » mortem Sagacis episcopi cavensis,


ove morì a' 1
4 febbraio, e fu se- » cui Martinus V commendaverat
polto al Laterano. Non vacò la sedi;, » prjefatum coenobium post obi-
e nel medesimo monistero da sedici « tum Joannis quondam abbatis ".
Cardinali, ad onta della sua ripu- Certo è, che il Sommo Pontefi-
gnanza, fu eletto Papa Innocenzo ce Gregorio XIII, nell'anno i^'jZ,
li. A questa elezione fece parte Gio- vi pose monaci camaldolesi [Ve-
i

vanni Cardinal vescovo Ostiense di), pure dell' Ordine di s. Bene-


già priore del sacro eremo di Ca- detto, che tuttora vi fioriscono. Va
maldoli, a cui spettava la consacra- qui avvertito, oltre quanto dicemmo
zione del nuovo Pontefice. V. IIu- all'articolo Camaldolesi, che essi
bertum epis. Lucensem in Epist. ad anticamente avevano una chiesa a
Norbertum archiep. Magdehurgen- s. Macuto, intitolata di s. Antonio
sem apud Echardum, t. II. Non Abbate, dicendo il Panciroli a p.
si deve qui tacere, che nelle vite 218, ch'essa prima chiamavasi s.

de' Papi si legge come nel moniste- Nicolò, e che fu restaurata dai ca-
ro presso al Settizonio al Clivo di maldolesi nel declinare del secolo
Scauro, furono eletti nel 1198 In- X^ I. Quindi il Cardinale Antonio
nocenzo III, nel 1227 Gregorio IX, Maria Salviati, abbate commenda-
e nel \i\i Celestino IV. Tali no- tario, e creatura del menzionato
tizie riportiamo all'articolo Chiesa Pontefice, non solo eresse accanto
di s. Lucia
Cerchio, o al set-
:sel la chiesa di s. Gregorio, una bel-
tizonio, perchè eretta in quelF edi- lissima cappella, di cui parleremo ,

lizio, che stava incontro di questa ma siccome il popolo per recarsi


chiesa di s. Gregorio. Or dunque alla chiesa di s. Gregorio doveva
non essendovi nel Settizonio moni- passare per un vicolo cui confinava
stero, per la gran vicinanza con que- una di lui vigna, il generoso por-
sto di s. Gregorio, probabilmente porato spianò la vigna , e formò
esso sarà stato il vero luogo , una comoda strada con ampia
ove furono celebrati tali comizi. piazza innanzi gran la chiesa. Il

A varie vicende andarono sog- Cardinal Baronio,


abbate che fu
getti col volgere degli anni il mo- commendatario di questa chiesa, ne
nistero e la chiesa, che, divenuta fu benefattore, la restaurò massime
commenda, doveva darsi a un Car- nelle cappelle poco da essa distan-
dinale, governando il monistero l'ab- ti , e particolarmente in quella di
bate de' monaci benedettini. Però s. Silvia, e rinnovò il cimitero, ed
non saprebbesi precisare l' epoca, in una fontana sotterranea, che esiste-
cui l'abbazia fu commendata. Negli va sino tempi di s. Gregorio. Po-
a'

Annali Camaldolesi, tom. VII, p. scia il Cardinal Scipione Caffarelli


2:>", si legge. » Idem Nicolaus V Borghese, abbate commendatario di
» anno 1448, s tyl° bullarum, hoc questa abbazia nipote di Paolo ,
I

St C II CHI
V , e penitenziere maggiore, nel cav. Dalmazzoni, adornando la tri-

i633, con disegno Giovanni Bat-


di buna di begli stucchi e marmi,
tista Soria, vi fece costruire la mae- mentre il quadro, che rappresenta
stosa facciata di travertini, la gra- i santi litolari Andrea Gregorio,
e

dinata, e il portico interno, orna- fu dipinto dal veronese Antonio


to molte memorie sepolcrali, e
di Balestra. Inoltre il Cardinal Quiri-
di pitture del Pomarancio, il quale ni fece lastricare di marmi il pa-
portico è di forma quadra d' or- vimento della chiesa; però i marmi
dine dorico, adorno di colonne. duri di esso sono opera piìi antica.
In seguito, e nel pontificato di E verosimile, che tal pavimento ab-
Clemente XI, tanto il monistero bia appartenuto ad un tempio di
che la chiesa vennero riedificati da- Bacco, come taluno opinò, giacché,
gli stessi monaci camaldolesi. I la- neh' ultima suaccennata riedificazio-
vori della chiesa furono cominciati ne, furono demoliti alcuni antichi
con architettura del monaco camal- avanzi di esso per dilatare le navi
dolese fr. Giuseppe Serratoli, e ter- minori. Otto sono le cappelle delle

minati nell'anno i"?.! con dise- navate minori ,


quattro per parte.
gno di Francesco Ferrari sebbe- , La prima a destra , entrando in
ne il Venuti dica nell'anno 1734. chiesa, è dedicata a s. Silvia, la se-

Fu in questa circostanza, che dalla conda a s. Pier Damiani, la terza

vecchia chiesa furono ivi trasportati a s. Romualdo moribondo, e la

e disposti nel claustro , o portico i quarta in fondo Gregorio Ma- a s.

monumenti sepolcrali, tra cui meri- gno, il cui quadro vuoisi opera di
tano special menzione, pel lavoro, un discepolo di Raffaello, o di An-
quello a sinistra disegnato da Mar- drea Sacchi, o di Sisto Badalocchi.
tino Lunghi, e quello a destra del Nella parte davanti di questo altare
Riparoli, ove in basso rilievo di me- si ammirano stupende sculture in

tallo veniva rappresentala l'entrata basso rilievo, in cui è figurato quan-


di Cristo in Gerusalemme, tli Lo- do s. Gregorio, celebrando in questa
renzetto scultore, con bei piattini, e chiesa messa, seppe per divina
la

termini. che veniva liberata un'a-


rivelazione,
L'interno della chiesa ha tre na- nima dal purgatorio. Accanto a que-
vate, ed è decorato di sedici colon- sta cappella evvi una piccola stanza
ne, maggior parte di granito. La
la con custodia di reliquie, ed una se-

volta, per ordine del Cardinal An- dia antica di marmo, che la tradi-
tonfelice Zondadari, fu dipinta a fre- zione dice avere appartenuto a san
sco da Placido Costanzi, il quale vi Gregorio, come pur dice essere que-
rappresentò la ss. Trinità, che accoglie sto luogo stato il suo oratorio. Le
s. Gregorio I, e s. Romualdo in cielo, cappelle della nave sinistra sono de-
colla Spagna Francia, Inghilterra
, dicate, la prima al b. Michele , la
ed Africa, in gran parte convertite seconda alla ss. Vergine e ad alcu-
al cristianesimo per le zelanti cure ni santi camaldolesi, e la terza al-
di quel Pontefice. Indi, nel 1734, l' Immacolata Concezione : in fondo
il Cardinal Angelo Maria Quirini, evvi la cappella del ss. Sacramento.
abbate commendatario di s. Grego- Tanto a questa, che alla tribuna
rio, con munificenza rifeee l'altare dell'altare maggiore, ed alla cappel-

maggiore colf opera dell'architetto la di s. Gregorio, furono fatti rin-


,

cui C III 53
novare gli stucchi, e le dorature dal stadie della ss. Eucaristia , Roma
Cardinal don Placido Zurla, il qua- i836. Questa cappella fu incomin-
le già aveva appartenuto alla fà- ciala da Francesco da Volterra , e
miglia monastica di questo luogo, terminata da Carlo Maderno.
da lui beneficato pure in altri mo- Dall'anzidetta cappella si passa
di. Riposa il suo corpo dal lato si- nel chiostro de' monaci, ove antica-
nistro della detta cappella del ss. mente eravi il cimiterio, ed ove vi
Sacramento, sotto un marmoreo a- sono tre antiche cappelle o chiese, ,

vellp eseguito dal cav. Giuseppe rinnovale dal Cardinal Baronio il ,

Fabris, col suo busto somigliantissi- portico delle quali fu ornato , nel
mo. Dicontro alle pareti si legge 1 744? dagli stessi camaldolesi. La
una marmorea iscrizione, eretta al prima è dedicata a s. Silvia, ed è
regnante Pontefice, alla sua esalta- ricca di colonne di porfido verde,
zione, dalla congregazione camaldo- e di alabastro fiorito. La statua del-
lese, cui aveva appartenuto, come la santa è di Nicola Cordieri, dello
meglio si dirà. il Franciosino, che l'eseguì sotto la
Dalla porta laterale di quest' ul- direzione di Buonarroti. Dice poi il

tima cappella si passa a quella edi- Piazza, nel tom. I, p. 660 del suo
ficata a s. Gregorio nel 1600 dal Emerologio di Roma, che detta sta-
Cardinal Salviati summentovato, che tua fu lavorata simile all'antica, fatta
vi pose per quadro dell' altare il fare da s. Gregorio I quando morì
eclebratissimo quadro di Annibale la madre, e che quivi fu traspor-
Caracci, il quale rappresenta quel tato il suo corpo. Le pitture della
Pontefice , e nelle infàuste note vi- volta della tribuna di tal cappella,
cende fu trasportalo in Inghilter- dal Cardinal Scipione Borghese nel
ra. In esso il santo Pontefice era 1608 furono commesse a Guido Reni,
figurato in atto di pregare l' im- che vi operò una gloria di angeli ,

magine di Maria Vergine, che col ed inollre quel Cardinale vi fece il

santo Bambino ivi si venera al la- solìì Ito.

to destro della cappella. Questa im- Nella seconda chiesina, o cappella


magine , secondo la pia tradizione, dedicata a s. Andrea apostolo, e rin-
parlò allo stesso s. Gregorio, il qua- novata dal magnifico Cardinal Bor-
le si crede, che in questo luogo ghese, con disegno del Domenichino,
avesse la cella, cioè prima che venis- vi ha l'altare a due colonne di verde
se assunto al pontificato, e che in es- antico, colla tavola dipinta sullo stuc-
sa celebrasse. Le quattro colonne co ad olio dal Roncalli, che vi fi-

dell'altare sono di cipollino , e le gurò la b. Vergine, e i ss. Andrea


pitture della cupola sono di Gio. e Gregorio, mentre i ss. Pietro e
Battista Ricci di Novara. Incontro Paolo, dipinti ai lati dell'altare, so-
all' immagine della Madonna si am- no di Guido. Lo stesso porporato
mira un superbo, ed antico cihorio nelle pareti laterali commise al Do-
di marmo di egregio lavoro, che il menichino, e a Guido Reni due
dottissimo monsignor d. Albertino freschi,che per averli fatti con ga-
Bellenghi (arcivescovo di Nicosia ,
ra, riuscirono meraviglia dell' arte.
già abbate generale de' camaldolesi Il primo vi dipinse s. Andrea fla-
in questa cappella sepolto ) illustrò gellato, cui da ultimo il Papa re-
colla Dissertazione sulle antiche cu- gnante fece copiare ad olio dal cav.
54 cui cui
Silvagni, e poscia collocò nel palaz- di Osimo e Cingoli Cardinale Gio-
zo apostolico lateranense. Il secondo vanni Soglia, il Pontefice Leone XII
vi figurò quell'apostolo in atto di si recò subito dopo la funzione nel-
adorare la croce prima di essere la messa del p. d.
chiesa, ascoltò la
crocefisso. Si vuole, che iu questa Gerardo Sagredo,
ora abbate ca-
cappella, o nella precedente, s. Gre- maldolese, e poscia passando a vi-
gorio I recitasse alcune omelie. sitare le cappelle, recatosi in que-
La terza chiesina, od oratorio, è sto monistero , volle assidersi alla
dedicata a s. Barbara, ed ha due mensa coi suddetti, col Cardinal Cap-
colonne di giallo breecialo. Il Car- pellai-i, colla monastica famiglia ed
dinal Baronio la restaurò, e vi mi- altri, e poscia volle vedere la scel-
se in fondo la statua di s. Grego- tissima biblioteca, e molti prezio-
rio I sedente, abbozzata, o diretta si codici. Laonde ,
per grata me-
da Michelangelo, ed eseguila dal moria, i Cardinali camaldolesi don
Cordieri. Antonio Yiviani da Urbi- Placido Zurla, e d. Mauro Cappel-
no a fresco dipinse le pareti. Plesso laio, nel ove s'imbandì la
luogo
di questa cappella si vuole, che dor- mensa, eressero analoga marmorea
misse il santo Pontefice; ivi si conser- iscrizione.
va ancora la tavola di marino, sulla Lo stesso Leone XII conferì la
quale imbandiva la mensa ai pene- commenda abba/.iale di s. Gregorio,
ri pellegrini, nella qua) pratica ven- cioè delle tre Cappelle, in perpetuo
ne imitato dai suoi successori. al capitolo di s. Maria Maggiore
Tanto queste tre cappelle che la coi relativi pesi, e colla conservazio-
chiesa sono in grande venerazione ne di esse. Le rendite erano prima
per le antiche memorie ecclesiasti- amministrate dagli spogli. Gli ultimi
che, e per le indulgenze postevi dai abbati commendatari furono Car- i

Sommi Pontefici. Sono frequentate dinali Braschi, che nel 1775 diven-
con gran divozione nell' ottava dei ne Papa Pio VI, e Gianfrancesco
fedeli defonti, e, nel secolo decorso, Albani. Nel monistero camaldolese
ogni anno solevano recarvisi i Pon- fiorirono molti grandi uomini, per
tefici Clemente XI, Innocenzo XIII, sapere, virtù, e santità di vita, e da
e Benedetto XIII, per non dire di ultimo tre, che n'erano stati abba-
altri. INel medesimo secolo passato, co- ti, furono annoverali al sagro Col-

me si legge nei Diari Wi Roma, nella legio, cioè Andrea Giovannetti, Mau-
mattina dell'anniversario de'fedeli de- ro Cappellai-i, regnante Pontefice, e
fonti, dopo la cappella, i Cardinali l' altro vivente Ambrogio Bianchi.
visitavano questa chiesa, che gode Il secondo, non contento di avere
l'indulgenza della stazione nel terzo arricchita la chiesa di preziose reli-
giorno di quaresima, postavi da Cle- quie e suppellettili, per mezzo del-
mente Vili, Aldobrandinì. A' nostri l' architetto cav. Gaspare Salvi, ne
giorni poi Leone XII vi pose quel- riabbellì l'atrio, restaurò i sepolcrali
la di s. Silvia ai 3 novembre, e monumenti che all' intorno lo fre-
1 altra di s. Andrea apostolo ai 3o giano, e che erano stati per la mag-
di detto mese. Quando ai 22 otto- gior parte deturpali, o dispersi nei
bre del 1826 in questa chiesa il miseri tempi del repubblicano deli-
Cardinal Bertazzoli consagrò in ar- rio. Pur troppo per sempre fu tolto
civescovo di Lieso l'attuale vescovo quello di bronzo di Lorenzetto per
,
2, ,,

cui CHI 55

cui ora primeggia quello della fami- dei ss. Andrea e Gregorio al monte
glia Bonsi fiorentina, lavoro del secolo Celio, al grado di titolo presbitera-
\\ J. Poscia, dopo avere l'architet- le Cardinalizio, in considerazione dei
to rassodato con forti costruzioni gli grandi suoi pregi, e delle sue illu-

indeboliti fondamenti del vecchio stri memorie ecclesiastiche, seguen-


monistero, egualmente per pontifi- do gli analogbi esempi dei Papi suoi
cio comando, vi aggiunse un nuo- predecessori. Quindi nel pubblicare
vo braccio, e lo fornì di portico, e agli 8 luglio Cardinale il p. abba-
di comodissima scala. Né lasciò sen- te d. Ambrogio Bianchi camaldole-
za ornamento la parte esterna del se, conferì a lui il nuovo titolo Car-
clivo, per cui vi si ascende; ma, riat- dinalizio, avendone egli preso il con-
tata la muraglia, che serve di ripa- sueto possesso.
ro, vi aprì due nobili cancelli, l'uno Nel pontificato di Clemente \ III,
de' quali conduce al chiostro, e l'al- che per equipollenza canonizzò s.

tro ai giardini pubblici, che furono Romualdo, con decreto del magistra-
anch' essi aggranditi. E perchè nul- to romano, del io maggio i6o3, fu
la mancasse al compimento dell'in- stabilito doversi dai conservatori di
tiera decorazione, ampliò magnifica- Roma, e dal priore de' caporioni
mente la lunga e diritta via, che fare l'offerta a questa chiesa an-
divide Palatino dal Celio, fian-
il nualmente del calice d' argento con
cheggiandola di muri e di alberi, e quattro lorcie, ai 1 2 marzo, festa
facendo che 1' arco di Costantino ,
di s. Gregorio ; ma in progresso di
sgombro d" ogni maceria, ne tenesse tempo, l'offerta si cambiò per l'e-
il bel mezzo. A memoria di tutto poca, in ogni biennio, come tuttora
furono poste quattro iscrizioni ai la- si effettua. V. D. Mauro Sarti
ti de' suddetti cancelli. Inscriptiones antiquae ex bibliothe-
Finalmente lo stesso Pontefice ca monachorum camaldulensium s.
Gregorio X\ \, dopo aver benefica- Gregorii in monte Celio, Romae
to in più modi questa chiesa, e 1763.
questo monistero da lui abitato da
monaco ed abbate camaldolese, col S. GRrsoGoxo, titolo Cardinalizio
governo del medesimo, e talvol- con parrocchia , in cura de" reli-
ta anche da Cardinale , massime giosi Carmelitani dell' antica os-
colf accrescere di preziosi libri la servanza, nel rione di Traste-
biblioteca veramente scelta, onde ri- vere.
pararne le perdite fatte per le vi-

cende degli accennati tempi , da ul- Presso le terme Severiane di A-


timo, colla bolla Romani Pont,ifices, lessandro Severo, in questo luogo
data ai 28 giugno i83g, soppres- era vi una di quelle case, in cui nel
se, secondo il disposto di Pio VII tempo delle persecuzioni della Chie-
cioè per quando venisse a vacare, il sa, i fedeli si congregavano per le

titolo Cardinalizio di s. Eusebio, il orazioni, e per celebrarvi il santo


che avvenne nel concistoro de' 1 sagrifìzio, e le sagre loro sinassi. Al-
luglio 1841, in cui il Cardinal Pao- cuni dicono, che Costantino la tras-
lo Polidori, titolare di s. Eusebio, formasse in chiesa, e che s. Silvestro
otto e conseguì quello di s. Prasse- I la dedicasse in onore di s. Griao-
de, ed invece elevò questa chiesa gono martire nobile romano, vi pu-
,

56 C li I CIII
nesse la stazione, e l'erigesse in ti- ni Vili spedì Pietro Cardinale di
tolo Cardinalizio. che la Certo è s. Grisogono, legato in Costantino-
chiesa, nel 49*3, era già titolo, dap- poli. Stefano IX, detto X, quando
poiché nel concilio romano, celebra- nel 1037, fu esaltato al pontilìcato,
to da Papa s. Simmaco, v' inter- era prete Cardinale di questo tito-
vennero tre preti di questo titolo. lo, ed il Panciroli dice, eh' era sta-
Nel giorno di lunedì, il Cardinal ti- to anco monaco benedettino del
tolare di Grisogono celebrava le
s. monistero. Minacciando la chiesa
funzioni ebdomadarie nell'altare pa- di cadere, il titolare di essa Car-
pale della basilica vaticana. Rovi- dinal Giovanni da Crema, la rin-
nando, a cagione dell' antichità e novò dai fondamenti, vi eresse, e
dell'ingiuria de' tempi, la chiesa, ven- consacrò un oratorio acciò servisse
ne rifabbricata da' fondamenti da per coro nell'inverno, l'arricchì di
s. Gregorio
111, creato l'anno j3 i. reliquie, fabbricò un altro moniste-
Inoltre questo Pontefice fece un ro, dotandolo di rendite, ed il tutto
magnifico ciborio d" argento, ed al- verso il 1228 nel pontificato di O-
tre ricche suppellettili ; indi edificò norio II. Presso questa chiesa, e nel
il contiguo monistero sotto il nome contiguo palazzo abitarono alcuni
de' ss. Stefano, Lorenzo, e Grisogo- Pontefici, come Urbano VI, e partico-
no, e togliendo la chiesa a' chierici, larmente Eugenio IV, affermandolo
nella persecuzione, che Leone l'Isa u- il Borgia ed altri, per cui si han-
rico faceva alle sacre immagini, l'af- no diplomi, brevi, e bolle pontili-
fidò ai monaci fuggiti dall'oriente, eie, colla data apud± Chrysogonutn.
che alcuni dicono essere siili basilia- Prima diEugenio IV, cioè a' 25
ni, altri benedettini. Vero è, che l'im- aprile 1408, essendosi recato in
mediato suo successore s. Zaccaria Roma Ladislao re di Napoli, dalla
fece Cardinale prete di questo ti- porta di s. Giovanni andò ad abi-
tolo Stefanoromano, il quale nel tare questo palazzo o monistero, ed
•j5i divenne Papa col nome di Ste- ivi fece i magistrati del popolo ro-
fano li, ed egualmente creò Cardi- mano.
nale Stefano monaco benedettino del Nel medesimo palazzo abitarono
inonistero di s. Grisogono, il quale i Cardinali titolari della chiesa ,

fu creato Papa nell'anno 768 col Pietro Bembo, e Adriano Castellen-


nome pure di Stefano detto IV. S. se. Per la loro scienza e celebrità ,

Gregorio III dotò il monistero di era divenuto quel palazzo un' acca-
buone rendite, giacché l' ufficiatura demia, e riunione di uomini dotti.
della chiesa era eguale a quella di Ma per riguardo alla chiesa, 1' eb-
s. Pietro. Evvi in questa chiesa l'in- bero in cura, oltre i monaci bene-
dulgenza ne' sette altari privilegiati, dettini, anco i canonici regolari,
come nelle basiliche patriarcali ec. finché Sisto IV, ovvero Innocenzo
Il Martinelli dice, che Stefano IV VIII, nel i484> l a concesse ai car-
denominò la chiesa anco a' ss. Ste- melitani dell' antica osservanza , e
fano Lorenzo
e ,
per le loro reli- della congregazione di Lombardia
quie quivi da lui riposte. che tuttora vi sono, ed amministra-
benedetto III dell' 855 ristorò la no 1' antichissima cura parrocchiale.
chiesa, e le donò cinque calici di Il Piazza^ nelle Opere Pie di Ro-
argento. Verso 1' auno
879, Giovan- ma, a pag. 4 I0 > e 54 i
,
parla di
,

cui CIII 57
due confraternite erette in questa ticoche nel 1707, fu chiuso con
chiesa, una in onore di s. Maria cancellida Clemente XI ; ristaurò
del Carmine, conosciuta sotto il ti- anche il campanile a forma pira-
tolo di s. Maria Maler Dei, la quale midale, e le campane, in compenso
essendo andare del tempo di-
coli' delle antiche, che il Cardinale per
minuita, nel i543, regnando Pao- la loro grossezza, e pel suono
lo 111 si rinnovò sotto gli auspicii del veramente armonioso , fece tras-
Sagramenlo, e di s. Maria Maler
ss. portare alla sua abbazia di Grotta-
Dei del Carmine, e ad una divota ferrata.
immagine della ss. Vergine fabbricò L' interno di questa chiesa è a
un nobile oratorio. tre navi , e quella di mezzo è dis-
11 Cardinal Camillo Borghese vi- giunta dalle altre per ventidue co-
cario di Roma, mentre era litolare lonne di granito egizio, d'ordine jo-
di questa chiesa, a' 26 settembre nico, che, secondo
l'Ugonio, ed al-
1602, ottenne per essa da Clemen- tri,appartenevano alla vicina Nau-
te Vili, che in considerazione di machia d'Augusto o alle Terme Se-
essere s. Grisogono romano, ed es- v ciiane. L'arco della tribuna è retto
sere presso questo luogo stato car- da due colonne di porfido rosso
cerato, e soccorso da s. Anastasia mentre quattro colonne di alabastro
matrona romana, per decreto del sostengono il baldacchino dell'altare
senato romano le venisse stabilita maggiore. Nella cappella della ss.

1' annua oblazione del calice, e pa- Trinità vi sono i monumenti della
tena d'argento , e quattro torcie. famiglia Poli, modellali dal cav. Ber-
Ed inoltre, che tale oblazione fosse dal nini, e nella chiesa, oltre quella del
senato medesimo presentata in questa Cardinal Millo, titolare della stessa,
chiesa nel dì della festa, cioè ai 24 vi sono molte memorie mortuarie
novembre, locchè tuttora si pratica , di famiglie Corse ,
giacché i Corsi,
sebbene ad ogni biennio. Divenuto ne' secoli XVI e XVIL, ebbero nel-
poi il Cardinal Borghese, nel i6o5, le vicinanze un quartiere per esser
Papa col nome di Paolo V, nel in que' tempi assoldati al servigio
far Cardinale il suo mpote Scipio- militare della Santa Sede. In questa
ne CafFurelIi Borghese, gli conferì chiesa, oltre la stazione, e la festa
questo suo ed esso vi eserci-
titolo, del santo titolare , nella domenica
tò 1' animo suo grande e splendido. dopo 16 luglio, si celebra la
il festa
Dappoiché volle rimodernarla con della b. Vergine del Carmine.
architettura di Ciò. Battista Soria
col farvi un nobilissimo soilìtto do- S. Ignazio de' religiosi della com-
rato. Dipinse nella tribuna il cav. gnia di Gesù. V. Gesuiti.
d'Arpino la b. Vergine col bambi-
no, e nella nave di mezzo si vede Ss. Incarnazione del Verbo Divi-
s. Grisogono in gloria, opera stu- no delle monache barberine. V.
penda del Guercino , alla quale, per Carmelitane scalze.
essere stata trasportata nelle note
vicende in Inghilterra, fu ora so- A questa chiesa, dedicata pure a
stituita una copia. Fece pur dinuo- s. Maria Maddalena de' Pazzi , in
vo la facciata e il portico adorno ogni quadriennio, a' 2.5 maggio per
di quattro colonne di granito; por- la lèsta ancora di detta santa , il
~

5« CHI CIII
senato romano fa l'oblazione d'un gazione Urbana presso la Su-
calice d'argento, e di quattro tor- burra. F. Famiglia de' Cardinali.
cic di cera.
S. Lorenzo al Macel de' corvi, del

S. Isidoro de minori osservanti ir- conservatorio di s. Eufemia. Fedi.


landesi. F. Francescani.
S. Lorenzo in Lucina, titolo Car-
S. Ivo dell" archiginnasio romano. dinalizio del primo Cardinale del-
F. Università" romana. l'ordine de' preti, con parrocchia
in cura de' chierici regolari mi-
S. Lazzaro del capitolo Vaticano, nori, nel rione Colonna.
nel rione Borgo.
ISel campo tiberino, già apparte-

Questa chiesa sta fuori di porta nente ai Tarquini, e che per essere
Angelica, alla radice di monte Mario, stato consacrato a Marte , si disse

in un luogo, ove prima 187, in del i campo Marzo, il (piale da Belisario

cui regnava Gregorio Vili, essendovi fu compreso con mura nella città,

la pubblica osteria, un povero france- e precisamente presso il luogo ove


se lebbroso, colle limosine che rac- Augusto innalzò l'obelisco , da Pio
colse dalla pietà de' fedeli , edificò A 1 eretto poscia sulla piazza di mon-
una chiesa in onore di S. Lazzaro te Citorio, era vi il tempio di Giu-
fratello delle ss. Maddalena e Marta, none Lucina , col suo bosco sacro
non che a s. Lazzaro mendico, con verso lo stagno di Tereuto.Laonde
annesso ospedale pei lebbrosi. \ erso da lacus Lucina;, ovvero dalla no-
il i5o8, nel pontificato di Clemente bile matrona romana Lucina, trasse

\ 111, fuvvi ertila una confraternita di il nome la chiesa da lei fondata ,

vignaiuoli ed ortolani, della quale e dotata in Lorenzo ar- onore di s.

tratta il Piazza, Opere pie di Roma, chilevita e martire. Quella chiesa,

pag. 17, Dell' ospedale di s. Laz- oltre che di s. Lorenzo in Lucina,

zaro. Ma dipoi, per le tenui sue fu detta anco ad craticulam , pel


rendite, l'ospedale fu unito a quello supplizio su di essa sostenuto dal
di s. Spirito in Sassia , finché Be- santo , e per quella parte di delta
nedetto XIII, nel 1726, eresse in- craticola , che conservasi in essa.

vece quello di san Gallicano. La S. Sisto III Papa, dell' anno 4^2,
chiesa per lungo tempo fu parroc- per testimonianza dell'Anastasio, ot-
chia succursale di quella di s. Pietro, tenne il luogo dall' imperatore Ya-
ma venne riunita a quella
poscia lentiniano 111, lo dedicò a s. Loren-
di monte Mario. A' 7 dicembre vi 1
zo, e l'adornò ed arricchì di preziosi
si celebra la festa del santo titolare, arredi sacri , che registra il Piazza
e nella domenica di Passione vi è nella Gerarchia, pag. 5i5. Forse
la stazione. vi sarà stato prima il titolo Cardi-
nalizio,
giacché racconta il detto
j5". Lorenzo in Borgo de' religiosi Piazza, nel suo Menologio romano,
delle scuole pie 3
detti Scolopii. a pag. 87, che questa chiesa fu ti-
Fedi. tolo Cardinalizio sino dai tempi di
s. Silvestro I , e di Costantino ; e

S. Lorenzo in Fonte 9 della congrc- nella Gerarchia^ a pag. 5 16, aggiun-


,

CHI CHI 59
gè, che forse fu la prima chiesa in marmorea iscrizione nella chiesa stes-
Roma stata edificata a s. Lorenzo, sa. Prima di Cinzio, il Cardinal Al-
prima ancora di quella fuori le mu- berto di Mora, che nel 1187 di-
ra. Certo è, che era titolo Cardina- venne Papa Gregorio
col nome di
lizio sotto s. Simmaco del 49^ > e VIII, avea ricevuto questo titolo da
quantunque il primo titolo sia quello Adriano IV. Nel 1227, Gregorio IX
di s. Maria in Trastevere, pure il fece Cardinale prete di s. Lorenzo
primo Cardinale dell' ordine de' pre- in Lucina Sinibaldo Fiesehi , che
ti gode sempre questo di s. Loren- nel 1243 ascese al pontificato col
zo. Vuoisi , che s. Gregorio I vi po- nome d'Innocenzo IV.
nesse la stazione nel venerdì dopo 11 Cardinal Guglielmo Bragose
la terza domenica di quaresima, e titolare, nel 1367, lasciò morendo
che destinasse questa chiesa per le la sua eredità a questa chiesa in ,

pubbliche preci. Nel settimo secolo pentimento degl' improperi scagliati


fu restaurata da Benedetto II, elet- contro Urbano V, che era partito
to nell'anno 684, facendo altrettan- dalla Francia per restituire a Ro-
to il magnifico Adriano I verso l'an- ma la pontificia residenza. Dipoi il

no 780. Cardinal Giovanni de la Roche Taisle,


Né minore fu la beneficenza di titolare nel 14^7, fabbricò presso la
Pasquale li, giacché da un'antica chiesa un palazzo pei Cardinali ti-
chiesa di s. Stefano, nel luogo det- tolari. Questo palazzo fu splendida-
to Acqua Traversa, avendo trovati mente ristorato dal Cardinal Filip-
i corpi de' ss. martiri Quinto, Poli- po Catanclrini, fratello uterino di Ni-
ziano, Eusebio, Vincenzo e Pelle- colò V, che n' era titolare e che ,

grino, e nella via latina quelli di mori nel 1476. Fece altrettanto,
s. Felicola vergine e martire, e di verso il 1 55o, il Cardinal France-
s. Gordiano , li fece tutti riporre sco Gonzaga, altro titolare. Dice il
sotto l'altare maggiore nel 11 12. Panciroli, a p. 4'8> cne kx chiesa
Dopo questo tempo si hanno memo- fu ristaurata ed abbellita dai Car-
rie, che la chiesa era divenuta colle- dinali Ugone Giovan-
d' Inghilterra,
giata di numerosi canonici, con un ar- ni di Bollano, ed lnnico d'Aragona,
ciprete per prima dignità. Ugo Ge- tutti titolari. Regnando Gregorio
remei, canonico ed arciprete di essa, XIII, nel 1^78, in questa chiesa
nel 11 25, fu fatto da Onorio II venne eretta la confraternita del ss.
Cardinale di s. Teodoro. Mentre Sagramento della quale tratta il
,

n' era titolare il Cardinale Anselmo, citato Piazza, nelle sue Opere pie
canonico regolare di Pavia , V anti- di Roma, a p. 534- Nel pontificato
papa Anacleto II, dopo il ii3o, di Sisto V fu pure restaurata la
volle consacrare la chiesa. In appres- chiesa, ed allora si trovò un'im-

so Cardinal Cinzio Cenci titolare


il magine Maria santissima sotto il
di
della medesima, non solo la restaurò titolo dellaSanità, la quale fu po-
dai fondamenti, ma, a motivo della il- sta nella sommità dell' altare mag-
legittima consacrazione fatta dal fal- giore. Si rinvenne eziandio in quella
so Pontefice, a' 26 maggio 11 96, circostanza un pozzo d'acqua limpida,
solennissimamente la fece consacrare nel quale, essendo stati sepolti vari
dal Papa Celestino 111, e per la cele- corpi di santi martiri, i fedeli co-
brità di questo rito ne fu posta una minciarono a berla per divozione.
,

6o CHI di I

In tanta venerazione sempre fu do furono rinnovatili coro e l'alta-


questa chiesa, che Clemente Vili, re maggiore, col disegno del Rinaldi,
ed Urbano Vili in tempo di pesti- riconobbe formalmente i corpi dei
lenza la sostituirono alla basilica di ss. martiri summenlovati. La nota
s. Lorenzo fuori le mura , pei' lu- delle preziose reliquie , che si con-
crarvi l'indulgenza di una delle sette servano in questa chiesa , vieue ri-
chiese di Roma. Paolo V, nel 1606, portata dal Piazza, uell' Eorterologio
soppresse l'antica collegiata, ridusse a pag. 2 1 6.
i canonicati a cappellanie per la Nel 1-02 il Cardinal titolare Car-
sontuosa cappella, che fabbricò nella lo Barberini fece celebrare in que-
basilica Liberiana, e diede la chiesa sta chiesa sontuosissime esequie al
di s. Lorenzo in Lucina, in uno alla re Giacomo 11. ed il Cardinal ti-

popolatissima parrocchia, ai chieri- tolare Mariscotti, nel 17 15, v'isti-


ci regolari minori (Fedi). Quivi tuì la festa di s. Lucina, la cui im-
il p. Bartolomeo Elefanti . zelante magine si vede dipinta sulla tribu-
religioso di tal Ordine, agli 8 set- na con una chiesa in mano, per
tembre 162 5, instituì, coll'approva- indicare, che essa ne fu la prima
zione d'Urbano Nili, una congre- fondatrice. Forse il Cardinal l'avrà
gazione composta di sessantatre per- rinnovata o resa più. solenne, giac-
sone, sotto T invocazione della bea- ché il Piazza, che stampò nel 17 i3
ta Vergine. V. il Piazza, Opere, il suo Emerologio, nel registrare la
pie, ce, p. 76-, Della congrega- lesta di questa santa ai 3o giugno,
zione della natività della h. ì er- dice che celebravasi in 6. Lorenzo
gine degli artigiani, in s. Lorenzo in Lucina dai chierici minori. Il

in Lucina. Divenuto titolare di que- Diario poi di Roma del 1721, al


sta chiesa il Cardinal Nicolò Alber- numero 624, dice che Innocenzo
gali Ludovisi,parente di Gregorio XI 11 fu a visitare per tal fesla
XV, con magnificenza la ornò con questa chiesa, ricevuto dal sagro Col-
pitture, massime il portico che mu- legio. Finalmente va osservato, die
nì di cancelli di ferro, e le donò siccome Benedetto XIV nel creare
una bella cassa di bronzo dorato Cardinale Gio. Teodoro de' duchi
per collocarvi la craticola di ferro, di Baviera, fratello dell'imperatore
su cui fu arrostito s. Lorenzo. E Carlo VII, per grazia speciale gli
quando, sotto Innocenzo X, i chie- aveva concesso il titolo di s. Loren-
rici regolari minori dalla chiesa di zo Paneperna, sebbene mai si re-
s. Agnese in piazza Navona (ledi) casse in Roma, in progresso essen-
dovettero trasportare quivi il loro do divenuto primo dell'ordine pres-
collegio, obbligarono a sommini-
si biterale ,
passò a questo titolo col
strare ottocento scudi annui al Car- quale morì nel 1763.
dinale titolare, per aver ridotto il Pel portico , dipinto dal Garzi ,

loro palazzo a collegio. Di poi per si entra in questa chiesa, le cui prin-
l'anno santo i65o, con disegno di cipali decorazioni esistenti sono di
Cosimo da Bergamo, e per 1' anno Caiio Rinaldi. Ha una sola navata,
santo 1675, i religiosi abbellirono, con otto cappelle decorate di stu-
e in più modi ristorarono la chiesa: pendi dipinti, ed ornamenti. L'alta-
ed ai 2 ottobre il Cardinal Car-
1 re maggiore, ricco di marmi, e di
pegua vicario di Roma, allora quan- quattro belle colonne di nero auti-
,

CHI CHI Gì
co, ha il crocefisso, che la marche- famiglia si rinvenne presso la me-
sa Cristina Duglioli Angelelli lece desima. Altri da una donna chia-
dipingere dal celebre Guido Reni. mata Penìa, la quale in questo si-

Fra monumenti sepolcrali vanno


i lo aveva un tórno, per cui il pane,
rammentati quello che, nel i74 2 j
che da essa prende vasi, veniva det-
fece erigere Benedetto XIV al suo to il pane di Perna. Altri finalmen-
concittadino Cardinal Davia bolo- te, spiegando dal latino le due voci,
gnese, titolare della chiesa; e quello dicono significar esse pane, e pro-
non ha guari eretto dal eh. viscon- sciutto, erammentando che quivi
te di Chateaubriand al gran Pussi- fu già un tempio dedicato a Giove
no. Oltre la stazione, in questa chie- Faguntale cos'i appellato da una
,

sa, ai i o agosto, si celebra la festa selva di faggi a lui sagri, ricordano


del santo titolare. che quel luogo si chiamò pane e
perna perchè a tal divinità si sa-
S. Lorenzo in Miranda, del col- un porco,
grificava cui avanzi si i

legio, de Farmacisti. V. Speziali. mangiavano avidamente con molto


pane, e poi se ne celebrava la festa
S. Lorenzo
Pane-Perna, tito-
in con conviti, nei quali in modo ec-
lo Cardinalizio, in cura delle mo- cessivo si mangiava pane e pro-
nache di s. Chiara, nel rione Monti. sciutto. Certo è, che anticamente
nel giorno della festa di S. Loren-
Questa chiesa fu eretta sul monte zo le monache del contiguo moni-
Viminale, tra l'Esquilino e il Qui- stero dispensarono pane e prosciut-
rinale, ove furono bagni di Agrip- i to; ma ora soltanto dispensano in
pina madre di Nerone, e il palazzo tal giorno pane benedetto, cioè
il

degli imperatori Decio e Valeriane», particolare a quei, che vi si recano


nel luogo ove quest' ultimo fece ar- a celebrare la messa, e comune al
rostire il diacono s. Lorenzo. L' e- popolo.
rezione di questa chiesa , secondo Questo titolo fu detto frequente-
il Piazza, rimonta a Costantino il mente ad Formosam, ovvero in For-
Grande, e la dedicazione al santo mosa, perchè, come vuole il Gri-
martire, al Papa s. Silvestro I. La maldi fu restaurato da Formoso,
,

sua denominazione in Panisperna il quale fu fatto Papa l'anno 891.


Palisperna, o Pane Penìa è incer- Dall'Anastasio si apprende, che Ana-
ta, e ne furono date diverse spie- stasio II del 496 ne adornò la con-
gazioni, giacché alcuni vogliono, che fessione , e che successivamente la
derivasse simile etimologia da una ristorarono Pelagio li del 5^S ,
il

statua del dio Pane rinvenuta in quale tutta la rifece, san Grego-
que' dintorni. Altri, col Nardini , e rio li del 7 1 5, Stefano IIj detto
col Martinelli , da quel Perpenna III, del 75?., e fu beneficata da s.

Quadraziano, illustre e facoltoso ro- Nicolò I , il quale fu elevalo alla


mano, che aveva la sua casa in que- Da tem-
cattedra apostolica nell'858.
sto luogo, e che ivi ristorò le ter- po immemorabile, nel giovedì dopo
me di Olimpiade; altri dicono, che la prima domenica di quaresima, vi
avendo esso fabbricato tal chiesa si celebra la stazione; e dalle memo-
dal suo nome si chiamò in tal mo- rie del contiguo monistero si ha, che
do ,
perchè un' iscrizione di questa in questa chiesa riposano i corpi di
<;.. cui CHI
S. Marmenia, e dei ss. Crispino, e ebbe in successore nel ijGq , col
Crispiniano, oltre le insigni reliquie nome ili Clemente XIV.
di s. Lorenzo, di s. Eusebio Papa,
non che di s. Brigida, che in questo S. Lorenzo fuori le mura di Roma,
luogo domandava la limosina pel basilica patriarcale, con parroc-
suo ospedale. Anticamente abitaro- chia in cura de canonici regolari
no nell' annesso monistero i mona- lateranensi, nel rione Monti.
ci , e divenne una delle primarie
abbazie di Roma ,
per cui fu con- Questa insigne basilica, che è la
ceduta all' abbate la singolare pre- come dicem-
quinta delle patriarcali,
rogativa di assistere al sommo Pon- mo parlando delle Chiese eli Roma,
tefice quando celebrava pontifical- e all'articolo Basilica, è posta sulla
mente. via Tiburtina, così detta perchè
Bonifacio Vili, nell'anno i3oo, conduce a Tivoli circa un miglio ,

riedificò la chiesa, la quale succes- lungi dalle mura, e dalla porta,


sivamente fu abbellita , e ristorata die ora da
prende il nome.
essa
dai Cardinali titolari,, dopo che Leo- Questa porta anticamente si chiamò
ne X, nel 1 51 7, la dichiarò titolo Esquilina, di s. Maria Maggiore, e
Cardinalizio, e sotto di lui le mo- Taurina da una testa di toro posta
nache francescane, le quali risiedevano sull' arco della stessa porta dal lato
in altro monistero del medesimo interno, chiamandosi perciò la re-
rione Monti, passarono in questo di gione Caput tauri. In questo luogo,
s. Lorenzo pane e perna ed in , appellato campo Verano, evvi il ci-

([nel lo che lasciarono si è poi ma- miterio famoso di Ciriaca, di cui si

nifestata la prodigiosa immagine la tratta agli articoli Catacombe, e


quale venera nella chiesa di
si s. Ma- Cimiteri. Quivi, dopo il martirio,
ria de' Monti. Indi il celebre Car- fu portato il corpo di s. Lorenzo,
dinale Guglielmo Silicio, nel pon- arcidiacono della Chiesa romana,
tificato di Gregorio XIII, dai fon- trasferito occultamente terme dalle
damenti la rifabbricò, col concorso di Olimpiade da sant' Ippolito; indi
delle monache, venendo di nuovo coli' aiuto di s. Giustino prete ebbe
consagrata nel i5y5 ai 26 settem- quel santo a collocarlo in una grot-
bre. I conservatori di Roma ogni ta , detta poi la grotta Tiburtina.
anno ai io agosto, giorno della fe- Sopra di essa il pio Costantino im-
sta del santo, per decreto di Cle- peratore fabbricò una magnifica
mente X dei ic) luglio 16" 1, fan- cbiesa, che con rito solenne fu con-
no a questa chiesa 1' oblazione d'un sagrata da s. Silvestro I, nell'anno
calice d' argento, e di quattro tor- 33o, e quindi fu enumerata tra le
cie di cera. Nell'interno vi sono di- cinque patriarcali. Assegnata venne
pinti di buoni autori, e la facciata a residenza del patriarca di Geru-
esterna fu colorita a fresco con gran salemme, allorquando si fosse recato
diligenza da Pasquale Cati di Jesi. in Roma per la celebrazione di con-
Nell'ingresso esterno si ascende alla cili, o per altri affari della Chiesa.
chiesa per una doppia scala. Cle- Inoltre fu compresa questa basilica
mente XIII, nel creare Cardinale nel numero delle sette chiese di
nel 1759 Fr. Lorenzo Ganganelli, Roma, che si visitano per lucrare
gli conferì questo titolo, e poscia lo 1' indulgenza plenaria. Si determinò
,

CITI CHI 63
Costantino di fabbricar quivi con e san Giovanni I, nel 525, diede
i splendidezza un sagro tempio, non parte a questa chiesa de'ricchi doni
solo perchè vi riposava il corpo di ricevuti in Costantinopoli dall' im-
s. Lorenzo, ma ancora perchè vi tro- peratore Giustino. Pelagio II ebbe
vò riposto numero incalcolabile di a rifabbricarla verso 1' anno 578, e
santi martiri. Vi fu poi depositato l' immediato successore s. Gregorio I

il corpo di s. Stefano protomartire, vi recitò quattro omelie, giacché


sotto il pontificato di Pelagio II, altre volte i Pontefici vi si recavano
portato già a Roma
da Costantino- a celebrare le stazioni, che ora pur
poli, nel 557; e mentre quel Papa vi sono nella domenica di settuage-
lo collocava nel sepolcro , dov' era sima, nella terza domenica di qua-
il corpo di s. Lorenzo, con meravi- resima, nel mercoledì dopo pasqua,
glia di tutti si videro le ossa di e nel giovedì dopo la pentecoste.
questo santo da per sé ritirarsi ver- Anzi fra le cappelle papali, delle
so il lato sinistro del sepolcro, affine quali Sisto V volle restituire la
di dar luogo a quelle del nuovo celebrazione alle basiliche ed alle
ospite. Ma raccontano il Panciroli, chiese di Roma, si noverano le due
Tesori nascosti pag. 4 T 4> e d Piaz- cappelle papali di questa chiesa nella
za, 3Ienologio, pag. 68, coli' auto- terza domenica di quaresima, e a' io
rità di s. Gregorio I , che volendo agosto giorno della festa del santo
Pelagio II restaurare la chiesa titolare. Altre riparazioni e risarci-
mentre si eseguivano alcuni scavi, menti furono fatti ad essa da san
i monaci e i manuali trovarono, e Gregorio II verso l'anno 720, e da
scuoprirono, senza saperlo, il sepol- Adriano I verso l'anno 772. Questo
cro di s. Lorenzo. Però nello spazio secondo ne cangiò le forme, aggiun-
di dieci giorni morirono tutti , e gendovi le navi attuali, e cambian-
vuoisi che Dio ciò permettesse per- do gì' ingressi il perchè per le po-
:

chè niuno ardisse rimuovere da steriori vicende e riparazioni non


quel luogo il santo. v' ha più vestigio della primiera fab-
Antonio, padre di san Damaso I brica di Costantino. Dice il Panci-
Papa del 36?, fu lettore di questa roli, che divenne questa basilica
chiesa, e s. Zosimo, nel-
il Pontefice anche collegiata; ma che nell'anno
l'anno 4 venne sepolto nella ba-
I(C
>) Cj5o tornò ad essere servita dai mo-
silica. Coli' assenso dell' imperatore naci,, essendovi stati da Agapito II
Valeutiniano III, Papa s. Sisto III, introdotti i cliiniacensi. Parlando il
del 432, vi fece de' miglioramenti Piazza, Gerarchia p. 346, di questa
degni della sua munificenza, e ven- chiesa, come patriarcale, ed una
ne sepolto nelle contigue catacombe. delle cinque cattedrali del Papa, e
Anche da Galla Placidia, figlia di quale abbazia Cardinalizia, dice che
Teodosio il grande, fu resa più ma- solevano recarvisi i Pontefici come
gnifica questa basilica. Papa s. Ilaro a cattedrale subordinata per farvi
vi stabili un monistero di monaci alcune funzioni papali cioè nella ,

perchè la uffiziassero e custodissero; domenica di settuagesima , in cui


e morendo nel 4^7? volle essere se- cantavano la messa e pronunziava- ,

polto accanto Sisto IH. Il Papa san no il sermone o l'omelia al popolo,


Simmaco eresse un ospitale pei po- affine di spiegare I' introito della
veri pellegrini, vicino alla basilica, messa. Aggiunge inoltre il mede-
64 CHI CHI
simo Piazza, che chiamossi la ba- come ciò racconta il citato Piazza ,

silica abbaziale Cardinalizia al mo- nel suo Santuario o Menologio Ro-


do della patriarcale basilica di s. mano, a pag. 49 r > e se g- " ^e '

Paolo, non però abbate perchè 1'


tempo di Alessandro II nell' an-
fosse per privilegio Cardinale nato, no 10G2, era nel monistero di
siccome opinarono alcuni fra' quali , questa chiesa un monaco di san-
il pad. della Noce, che ne trattò in tissima vita, il quale levavasi ogni
Chrou. Sac. Monast. Cass. num. notte prima del mattutino, e vi-
i34o, lib. Ili; ma piuttosto l'ab- sitava gli altari. Una notte prece-
bate Cardinale di s. Lorenzo, e quel- dente al mercordì, nel mese di
lo di s. Paolo nello stretto signifi- agosto, facendo orazione all'alia-
cato s' intendevano primari e prin-
i , re maggiore, vide cogli occhi aper-
cipali abbati di Roma, come spiegò il ti entrare in chiesa un personag-
della Noce, sì per la cospicuità delle gio grande e venerando, vestito
loro basiliche, sì per la sontuosità, e di abiti sacerdotali con un diaco-
magnificenza de' loro monisteri , e sì no e suddiacono per celebrare la
per l'osservanza esemplare della di- messa solenne. Seguivano molli
sciplina ne' monaci, per la copia soldati, religiosi, signori, e aliti

delle per altre distinte


rendite, e del popolo, che dovevano stare
prerogative. Furono ancora chiamati presenti alla messa. Stupito il

abbati Cardinali quelli delle delle due monaco di tale novità, si accostò
basiliche, anche per essere di fre- al diacono, e con ogni rispetto
quente esaltati al Cardinalato, ov- gii disse : Chi siete voi altri, che vi
vero perchè tali abbazie si solevano preparate a tanta solennità? Rispo-
dare in cura, e commenda a' soli se il diacono: Quello eh' è vestilo
Cardinali . Aldemarium quoque fel. da sacerdote è s. Pietro apostolo, io
meni, in ecclesia s. Laurcnlii, quee sono Lorenzo, che in tal giorno
appellalur foris muros Cardiini leni di mercordì, nel quale il Signo-
simul, et abhatem sacravi', leggiamo re Gesù Cristo fu tradito, e dai
in un' antica memoria. Quelle laudi giudici fu determinato che moris-
poi , ed acclamazioni , che si fanno se, ho patito per amor suo tan-
dal Cardinal primo diacono, dagli te pene, e però in memoria del
uditoli di Rota, e dagli avvocati mio martirio siamo venuti oggi
concistoriali nel dì della coronazione a fare questa solennità, che vedi
del Papa, e in quello del possesso, in questa chiesa. Il suddiacono e
anticamente si facevano, allorquando s. Stefano protomartire, e i mi-
il Pontefice recavasi già coronato in nistri sono gli angeli del paradi-
s. Pietro al Laterano pel possesso, so j gli altri sono apostoli, mar-
dal Cardinal abbate , o priore di s. tiri, confessori e vergini, che in
Lorenzo extra muros, coi giudici, questi giorni del mio martirio han-
ed avvocati vestiti di piviali. no voluto onorarmi. E perche
Specialmente i romani onorano il questa mia solennità , e onore
s. diacono Lorenzo in questa sua fattomi, sia noto a tutto il mon-
basilica nel giorno di mercoledì in do, ho voluto che tu lo veda, ac-
forza di una visione ricevuta da quando sarà gior-
cio lo manifesti
un santo monaco, che nel secolo no al Papa, e gli dica da mia
VI custodiva questa chiesa. Ecco parte, che venga a questa chiesa
CHI CHI 65
» col suo clero a celebrarvi, dan- denza , che Dio
Signore liberi un
« do al popolo quell'indulgenza per- anima dal purgatorio per ogni sa-
iipelna che gli parerà. come E crifizio. Cosi ebbe pure origine la
» darà fede alle mie parole, disse pia unione, che di buon mattino
» il monaco, se non gli do qualche in ogni mercordì va in questa ba-
»i segno della verità di questa vi- silica a venerare il santo martire,
ti sione ? Allora il santo si levò il facendovi celebrare e cantare delle
» cingolo, del quale era cinto, e messe colle loro limosine, massime
» glielo diede, perchè lo potesse per le anime del purgatorio.
:> mostrare per segno della visione. Fiori tanto il contiguo monistero,
-•> Andò dunque il monaco pieno che diede molti monaci di santa
.•) di giubilo al monistero, convocò vita , fra' quali s. Giovanni delia
» i monaci, e narrando loro la vi- Ficoccia, molti dotti Cardinali, e, se-
» sione, mostrò il cingolo ricevuto condo il Panciroli, nel 1073, il

»i da s. Lorenzo. Onde l' abbate e Pontefice s. Gregorio VII. È poi


> i monaci, che sapevano la santi- certo che questo Papa ne fece ab-
m tà del sagrestano, andarono tutti bate Ptaniero cliiniacense, che poi
•5 insieme dal Papa, il quale , di fece Cardinale, e che poscia , nel
sj consiglio de' Cardinali, s' inviò con 1099, ad onta della sua virtuosa
m loro alla chiesa per celebrarvi la ripugnanza, fu eletto Papa col no-
» messa, e per istrada incontrarono me di Pasquale II. Prima di que-
;> un morto, ch'era portato a sep- sto tempo, essendosi recato Damaso
i> ^ olle il Papa con que-
pellire. II a Palestrina, ed ivi morendovi
•> sta occasione fare sperienza del agli 8 agosto 1048, fu sepolto in
» cingolo, e fatta orazione, lo pose questa basilica patriarcale. Poscia
-•> sopra il morto, il quale subito nel 1188 Clemente III mise in or-
•> resuscitò. Assicuratosi di più del- dine il chiostro; ed Onorio HI ri-
:> la verità della -visione, rese gra- storò la basilica, e vi fece il porti-
• zie a Dio e al santo arrivò al- , co.A'9 aprile 1217, in essa basili-
> la sua chiesa, vi celebrò solenne- ca solennemente fu coronato col
>; mente la messa, e concesse in- diadema d' oro in imperatore d' o-
» diligenza di quaranta anni, e al- riente Pietro di Courtenai, conte di

trattante quarantene a tutti quel- Auxerre, colla sposa Violante, sorel-
•> li, che pentiti e confessati visitas- la dei defunti imperatori Baldovino,
se sero la medesima chiesa, e ogni ed Arrigo. Fece tal funzione Ono-
» altra in qualsivoglia parte del rio III in' questa chiesa, non solo
»> mondo dedicata a s. Lorenzo, perchè l'impero orientale non potes-
» ogni mercordì dell' anno ". E ri- se avere alcuna pretensione sull'oc-
ferita questa istoria anco dal dottis- cidentale, ma ancora per non pre-
simo ed erudito p. Severano della giudicare il patriarca di Costantino-
congregazione dell'oratorio di Roma, poli, cui apparteneva la coronazio-
nel celebre trattato delle sette chiese, ne degl' imperatori d' oriente. Nel
alla basilica di s. Lorenzo. Da ciò secolo seguente, mentre la residen-
ebbe origine il fervore che tuttora za pontifìcia stava in Avignone, In-
è in pieno vigore de' fedeli di far nocenzo VI fece coronare nel i3j5
celebrare nell'altare di s. Loren- in ìloma imperatore Carlo IV col-
l'

zo le messe cantate, colla pia ere- la moglie Amia dal Cardinal Ber*
VOL. MI. 5
, .

ex> cut CHI


trando nella basilica vaticana, quin- entro il medesimo portico, rappre-
di l'imperatore dopo aver desinato sentanti la coronazione dell' impera-
al palazzo lateranense, andò a per-
tore latino, e la storia del santo
questo rnonistero, peroc- All'ingresso della porta, secondo l'an-
nottare in
ché il Papa gli aveva ordinato di tico costume, vi sono due leoni di
Nell'interno è
non rimanere nella città neppure pietra. divisa in tre

un giorno dopo la coronazione. navi separate da venti colonne io-

Nicolò V, che fiorì nel i447> sic_ niche di granito con capitelli, ed ar-
come munificentissimo colle chiese chitrave formato di pezzi accozzati

di R.oma, restaurò questa basilica, da monumenti antichi. Nella nave


coli' opera di Bernardo Rossellini. di mezzo vi sono due pulpiti o ,

In seguito nel pontificato di Sisto amboni di marmo , che servivano


IV, creato nel i4? T da ^"^ s & per cantare gli evangeli, e le epi-

Papa conceduta la basilica, col mo- stole. La tribuna in alto è circon-

nistero ai canonici regolari del ss. data da dodici colonne di paonaz-


Salvatore in Selva di Bologna Ve- zetto scannellate, alcune delle quali
(

di), i quali essendosi uniti coi cano- sono in parte sepolte; e sopra di es-
nici regolari lateranensi del ss. Salva- se quattordici colonne minori reggo-

tore {Vedi), a questi tuttora si ap- no il portico superiore. Questa tri-


partiene. Essendo protettore de' pri- buna apparteneva all' antica basili-
mi il celebre Cardinale Oliviero ca, e viene riconosciuta per opera
Caraffa , sotto Sisto IV fece il bel del sesto secolo, e del pontificato di

soffitto, e il pavimento intarsiato di Pelagio II , ed ora serve a presbi-


varie pietre antiche. Dipoi il Car- terio. L'altare maggiore sopra la
dinal Alessandro Farnese, abbate confessione è papale, e perciò come
commendatario, restaurò gli altari in quello delle altre basiliche pa-

e fece degli altri ornamenti. Final- triarcali, non vi può celebrare che
mente la suddetta congregazione il Sommo Pontefice. Esso è isolato,

del ss. Salvatore in Selva, che pre- e coperto di baldacchino, che viene
se anco il nome di Renana, nel 1
647 sostenuto da quattro colonne di

fu ridotta in basilica nello stato che porfido. In fondo al presbiterio cv-

si vede, mentre da ultimo il zelante vi l'antica sedia di marmo pontifi-

abbate Manzoli ne fu assai bene- cale decorata di pietre colorate ; e


p.
merito sì pei restauri che pel dis- dietro la medesima tribuna si con-
coprimento delle colonne scannel- serva un' urna, lavoro del medio
late. A' nostri giorni poi, e nel i835 evo. Singolare è nell'altra parte del-
il regnante Pontefice Gregorio XVI la tribuna, l' antico mosaico del se-

fece porre in uso pubblico l'annesso sto secolo, rappresentante il Salva-

cimiteriOj che descriviamo all'artico- tore sopra un globo, in atto di be-

lo Cimiteri. nedire, avente a destra s. Pietro,


11 portico della basilica è soste- s. Lorenzo, e il Papa Pelagio II,

nuto da sei colonne antiche d'ordi- coli' epigrafe Pelagius episcopio ; e

ne ionico, decorato d' un fregio di dall'altro lato i ss. Paolo, Stefano,


mosaico, del quale però appena ora ed Ippolito. Nella tribuna si vede
resta un frammento, colle figure di pure dal lato del vangelo circonda-
s. Lorenzo, e di Onorio HI. Di ta da ferri, la pietra ove dicesi fos-

quell'epoca sono pure le pitture se posto il corpo arrostito di s. Lo-


,

CHI CHI 67
renzo. Sotto questo altare evvi la l'odierno pontificato, e nell' anno
confessione dove Papa Pelagio li 838 fu stabilita l'annua oblazio-
1

collocò il corpo di s. Lorenzo e , ne del magistrato romano a questa


quello di s. Stefano , e dove cele- basilica, d' un calice d' argento, e di
brò s. Damaso I, colle parole che quattro torcie, da farsi nella dome-
riporta il Piazza nel suo Eorterolo- nica di settuagesima.
gio a pag. 1 79, e per le quali ri-
levasi quanto fosse in venerazione S. Lobexzo in Djmjso, basilica
la tomba di s. Lorenzo, prima an- con capitolo, commenda, titolo o
cora che vi fosse posto il corpo di diaconia Cardinalizia, con par-
s. Stefano. Delle insigne reliquie, le rocchia, nel rione Parione.
quali si conservano in questa basi-
lica, il medesimo autore parla a In questo luogo, presso il famo-
pag. 22 e 23. so teatro di Pompeo, adorno di cen-
Nell'ingresso a destra della chie- to colonne e perito in un incendio
sa vede un bel sarcofago antico^
si dell'anno i5o dell'era volgare, il Pon-
con bassorilievo, che rappresenta una tefice s. Damaso I, verso l'anno 370,
antica cerimonia nuziale, nel quale, servendosi probabilmente dei ma-
secondo Mabillon, riposarono le ce- teriali e delle colonne ad esso appar-
neri del Cardinal Guglielmo Fieschi, tenenti, eresse una chiesa ad onore
nipote d' Innocenzo IV. Sei sono le di Lorenzo, della sua medesima
s.

cappelle nelle due navate minori nazione spagnuola, sebbene alcuni


con buoni quadri , avendo dipinto dicano essere stato il Pontefice por-
dalla parte destra a fresco le pare- toghese. Vi stabilì altresì una unione
ti intermedie Domenico Rainaldi di sacerdoti per uffiziarla, la dichia-
mentre quelli della nave sinistra so- rò parrocchia e titolo Cardinalizio,
no degli scolari del cav. Vanni. Da l' arricchì di rendite, e di preziosi
questa nave si scende alla divota donativi, fissò la sua nel
stazione
cappella sotterranea, nella quale vi martedì dopo la quarta domenica
è un altare privilegiato , cioè quel- di quaresima, e le assegnò alcune
lo ove si celebra un gran numero case contigue per alloggio de' pelle-
di messe per l'avvenimento prodi- grini perchè viene
ragguardevoli. Il

gioso cotanto famigerato, e descrit- questo luogo considerato quale un


to di sopra, in suffragio delle ani- ospizio apostolico, e vuoisi che vi
me dei defunti, come si legge nel- abitassero il dottore della chiesa
1 iscrizione che sovrasta l' arco. Per s. Girolamo, che da alcuni si tiene
questa cappella si passa all' annes- pel primo Cardinale titolare di que-
so cimitero, e nelle catacombe di sta basilica, s. Brigida, un abbate
santa Ciriaca ,
proprietaria del cam- dell'Ordine di s. Antonio, mandato
po Verano. Merita finalmente di a Pioma con dodici monaci quale
essere osservato , che neh' antico ambasciatore del re di Etiopia aila
chiostro della canonica vi sono col- Santa Sede nel pontificato di Euge-
locate, per cura dei canonici regola- nio IV, ed altri. Quindi divenne
li lateranensi, delle iscrizioni rinve- pregevole questa basilica per se->san-
nute nelle catacombe adiacenti per tasette parrocchie liliali, di cui fece
lo piìi cristiane, ed interessanti, e espressa menzione il Pontefice Ur-
che formano un piccolo museo Nel- bano III, nella bolla Jpostolicae su-
,

68 CHI CHI
blimilas dignitatis, citata dal Bovio, ria di Grotta pinta, l'immagine del-
dat. Veronae per rnanus Transi- la l>. Vergine di scuola gioca, di-

mundi S. R. h\ notarii X II hai. pinta su tavola, la quale si venera


martii, indici. .\. an. r 186. nella cappella in fondo alla nave si-

Fra gli che costituì-


altri oggetti, Distra. Quivi
adora con particola-
si

scono venerabile questa insigne ba- re ossequio il ss. Sacramento dalla


silica, è il complesso delle numerose arciconfraternita erettavi per accom-
reliquie che si venerano. E primie- pagliare il ss. Viatico, la quale fu
ramente vi è il corpo dello stesso la prima, che sotto Giulio II, nel
suo fondatore s. Damalo 1, il quale i5o6, sia stata eretta per portarlo
vi fn trasportato da altra basilica Di essa tratta il Piazza
agi' infermi.

da lui eretta nella via A ideati na, ove Opere pie, p. 44°; e Del ss. Sagra-
vi* stato deposto accanto alla sua mento e cinque piaghe in s. Lo-
m.iilre, e alla sorella Irene. Vi sono renzo in Damaso.
i corpi de' ss. Giovili o, Faustino, ed Quivi fu istituita la congregazione
Euticliio martiri, di s. Bono prete, del soccorso de' poveri, che il Piazza
e dei ss. Mauro e Fausto martiri; descrive a pag. 737, e quivi il Car-
lina spalla di s. Gio. Battista, e di dinal Montalto fondò una congrega-
<;. Giacomo Apostolo, un pezzo del zione di preti secolari per ammini-
cilicio di s. Paolo, un pezzo del strare i ss. Sacramenti, applicandosi
cranio di s. Barbara vergine e mar- alcune entrate delle due chiese
tire, e tante altre, che lungo sareb- parrocchiali unite, cioè di s. Valen-
be il rammentare. Meritano special tino de'merciari, e di s. Maria in
menzione le reliquie del sauto tifo- Cacaberi; congregazione, che Paolo
lare, cioè tre ampolle col grasso, e V approvò nel 16 14- Splendida e
sangue del medesimo, dei carboni decorosa è l'esposizione, che in que-
e tre anelli co' quali fu legato nel- sta basilica si fa nel giovedì di ses-

ia graticola. Per la venerazione, che sagesima con cappella Cardinalizia,


il senato romano ebbe sempre a cui descrivemmo a quell' articolo;

questa basilica, ogni anno ai io di come decorosissima è la processione


agosto le fa 1' offerta di un calice di dell'ottava del Corpus Domini. Dice
argento, e di quattro torcie di cera, il Panciroli , Tesori nascosti, pag.
Quivi si venera nella cappella del 4°~> cne ' banchieri vi godevano
coro il ss. Crocefisso, il (piale, si- la cappella di s. Matteo apostolo, i

milmente a quello che si venera nel- fiamminghi quella di s. Nicolò, e i


la basilica ostiense, si ha per pia cursori pontificii quella del ss. Sa-
tradizione che parlasse a s. Brigida, cramento. Da questa chiesa poi il

mentre abitava dappresso, ed è per- clero romano, nel terzo giorno delle

ciò tenuto con sommo onore nella Bogazioni, si reca processionalmente


detta cappella della famiglia Massi- in s. Pietro, dove si fa l'elezione

ino alle Colonne. Quivi è un' illu- del camerlengo del clero.
stre congregazione dell'Immacolata Dopo l'erezione di questa basilica,
Concezione, della quale si parla al- il primo Cardinal titolare, che si
l'articolo Arciconfraterxita dell'im- nomina dopo s. Girolamo, all'anno
iwacolata Concezione , la quale nel 494> è certo Projettizio: ma la se-

1 |f)7, ebbe origine trasportandosi rie de' Cardinali titolari si è da noi


da s. Salvatore in Arco, ora s. Ala- riportata da questo Projettizio sino
,
,

CHI CHI 69
all'odierno, nell'articolo Cancelleria il generoso Cardinale si servì di
della Santa Romana Chiesa (ly edi). molti avanzi delle antiche fabbriche
Ivi sono molte notizie, che riguar- di Roma ,
particolarmente dei mar-
dano la basilica, e gli autori i quali ini , e travertini del Colosseo, e del-
ne fecero la storia. l' arco trionfale dell'imperatore Gor-
primo Pontefice, che l'istaurasse
Il diano, terminandosi tali edilizi nel
questa basilica, si fu Adriano I nel , i49^, sotto Alessandro VI.
780, locchè pur fece s. Leone IH. Leone X confiscò al Cardinal Ria-
Nell'anno 903, e nell'elezione di rio il palazzo, per le ragioni, che
Leone V, invase il pontificato Cri- dicemmo altrove, accordandogliene
stoforo titolare di questa chiesa, lo l' uso finche vivesse : ed è perciò
ritenne sei mesi , e morendo nel che fece porre le proprie armi pon-
904 fu sepolto in Vaticano. Lam- tificie sulla porta del medesimo
berto Crivelli, prete Cardinale di volendo che vi fosse la cancelleria
s. in Damaso, nel 11 85
Lorenzo apostolica. Egli creò Cardinale Giu-
Papa col nome di Urbano
lu eletto liano de Medici suo cugino, e lo fece
HI. Avendo Paolo II pubblicato nel vice-cancelliere, dopo di che divenne
i468 la pace coi principi d'Italia, titolare della basilica, e nel ì5i'ò
pel giorno dell'Ascensione, celebrò fu assunto alla cattedra di s. Pietro
solenne messa in questa basilica, e col nome di Clemente VII. Fu allora,
vi si recò con decorosa processione, che questi conferi sì sublime carica
facendo inoltre pronunziare in lode al Cardinale Pompeo Colonna il ,

di tal concordia, uu' orazione da quale trovavasi prete Cardinale di s.


Domenico vescovo di Brescia. Il Lorenzo in Damaso, per cui andò
Cardinale Scarampo Mezzarota de- ad abitare il contiguo palazzo. Dopo
corato di questo titolo da Eugenio la morte di lui, Clemente VII nel
IV, incominciò a fabbricare il son- i532 conferì il titolo presbiterale
tuoso palazzo della cancelleria, con- di s. Lorenzo in Damaso al Cardi-
tiguo alla basilica, che la morte nale Ippolito de' Medici suo cugino,
gì' impedi di compiere; ma il Car- che sino dal 1029 lo avea dichia-
dinale Raffaele Riario, altro titolare rato vice-cancelliere, ed unì per
di s. Lorenzo in Damaso, nipote di sempre nel Cardinale, che avrebbe
Sisto IV, e vicecancelliere di santa coperto questa carica, oltre l'abita-
romana Cbiesa, nel pontificato d' In- zione del contiguo palazzo, e la
nocenzo "Vili, demoli l'antica basi- residenza di tutti gli ufiizi della can-
lica di s. Lorenzo in Damaso detto celleria, il detto titolo dell' unita
in Prasino, che era di cinque navi, basilica. D' allora in poi costante-
e sorgeva sul principio della via del mente i vice-cancellieri sono stati
pellegrino, e nel i486 cominciò a e lo sono tuttora, titolari di s. Lo-
fabbricare quella , che ancora esiste renzo in Damaso. Se il cancelliere
con disegno del Bramante senza , però è vescovo suburbicario lo ,

per altro facciata, giacché è unita ritiene in commenda; se è dell'or-


alla facciata del sontuoso palazzo, dine presbiterale, finché funge il

da lui edificato, e riunito a quello posto, la basilica diviene titolo; così


incominciato dal Cardinale Scaram- se è dell'ordine de'diaconi, diventa
po. Per questo grandioso e magni- diaconia. 11 Cardinale nomina anche
fico edilizio, non che per la basilica, a tutti i canonicali e benefìzi della
,

7o
CHI CHI
medesima, eccettuati quelli affetti ti nell' inverno usano cappe di saia

alla Santa Sede, e tre canonicati, paonazze con fodere di pelli bigie,

ed alcuni beneficiati di nomine par- e negli altri tempi la cotta. Dei


ticolari. cappellani Valtrini, così detti dal pio
Il Cardinale prete, o diacono, fondatore , tenuti a celebrare nei

promosso al cancellierato può ritenere ,


giorni , che agiscono gli uffizi della

in commenda il titolo, o la diaconia, di cancelleria apostolica, facemmo men-


cui trovavasi in possesso, giacché il zione a quest'articolo. Questa basilica
suo titolo, o diaconia deve essere di ha la propria cappella di musica, e
s. Lorenzo in Damaso. Rinunziata la tre sagrestie separate, cioè del capi-

carica , cessa subito la basilica di tolo, in cui evvi la statua di san


essere titolo, diaconia, o commenda Carlo Borromeo del Maderno; del-

del rinunziante. Non deve poi ta- l' arciconfraternita del ss. Sagramen-
cersi, ad onore di questa chiesa, to, e delle cinque piaghe, e di quel-

che anticamente il Cardinale titolare la dell' Immacolata Concezione, tut-

faceva il servizio ebdomadario nel tora fiorenti.


giorno di giovedì nella patriarcale Dopo la edificazione della pre-
basilica vaticana, celebrando all'al- sente basilica, il primo a restaurar-
tare papale. Il capitolo di questa la, e ad abbellirla fu il Cardinal
basilica nelleva unito processioni Alessandro Farnese, che fece ornare
con quello della basilica di s. Maria e dorare il soffitto, pose il quadro
in Trastevere, cedendosi alternati- grande all'altare maggiore dipinto
vamente la destra, secondo il de- stilla lavagna da Federico Zuccari
cretato di Benedetto XIV, per essere e fece eseguire altre nobili pitture
queste due più degne
basiliche le a fresco esprimenti le geste di san
fra le basiliche minori, che vanno Lorenzo, da Giovanni de' Vecchi
nelle processioni. Questo capitolo si dal cavaliere d'Arpino, e da Pietro
compone di un prelato vicario del da Quindi venne consa-
Cortona.
Cardinal vice-cancelliere, e di dieci grata primo di settembre dell'an-
il

canonici uno de' quali è curato


, no santo i5j5, opinando il Piazza,
(secondo la disposizione di s. Pio V, che l'antica basilica fosse consagra-
il quale dichiarò questa basilica una ta dallo stesso Papa s. Damaso I.

delle vicarie parrocchiali), e di due L'altro titolare e vice-cancelliere Car-


altri canonici di seconda erezione. dinal Francesco Barberini rifece la

Neil' inverno i canonici usano la tribuna con disegno del cav. Loren-
cappa di saja paonazza , con fodere zo Bernini, la fece abbellire col pen-
di armellini bianchi, e nelle altre nello del Zuccari, apri due finestre

stagioni assumono la cotta e il roc- a ponente, rinnovò con un nobile


chetto. Il parroco viene scelto dal altare la sotterranea confessione, e
capitolo, in seguito del concorso, e fece porre presso il battisterio in
tra uno dei soggetti proposti dal marmo i versi di s. Damaso I, ana-
Cardinal vicario Siccome poi la .
loghi a questo sagro fonte rigene-
cura è presso il capitolo, il parroco ratore, ne' quali versi si legge l'an-

ha il titolo di vicario curato perpe- tico titolo della basilica, cioè s. Lo-
tuo. Vi sono inoltre otto beneficiati, renzo in Damaso appellantur in Pra-
altrettanti chierici beneficiati, e sei sino. Oltre a ciò lo stesso Cardinal
cappellani, detti i Valtrini, quali UU- Barberini, per rendere più decoroso
,,

CHI CHI 7 t

l'ingresso della chiesa e del palaz- del capitolo, il quale vi aveva esegui-
zo, fece demolire alcune case, e re- to tutte le uffiziature sue proprie,
se vasta e regolare la piazza. Poscia Per ciò che riguarda il ss. Cro-
l'altro titolare e vice-cancelliere Car- cefìsso, che parlò a s. Brigida, come
dinal Pietro Ottoboni, edificò la si ha dalla pia tradizione, e che è
cappella pel Sagramento nel ve-
ss. appartenente alla famiglia Massimo,
stibolo e a destra, con disegno del prima venerava in uno de'quat-
si

Rusconi, ornandola di bei marmi, che sono in fondo alla


tro pilastri,
e pitture del cav. Casale; e con nave maggiore, cioè nel secondo dal
disegno del Gregorini abbellì la lato della porticella vicina all' altare
confessione di marmi e metalli, pò- del ss. Sagramento. Allorché poi fu-
nendovi corpo di s. Ippolito, con
il rono distrutte le tre cappelle , che
una statua di questo santo martire esistevano verso la sagrestia, per
vescovo di Porto, simile a quella ridurle ad una sola affine di siste-
che sta nella biblioteca vaticana. E marvi il coro d' inverno, lo stesso
senza mentovare altri Cardinali vi- Crocefisso venne collocato in detta
ce-cancellieri, il Cardinal Tommaso cappella, la quale anticamente era
Ruffo fece incrostare di nobili mar- dedicata alla Annunziata, e di
ss.

mi la prima cappella a destra con patronato dei Massimo. Nel trasfe-


disegno di Nicola Salvi, Sebastiano rimerito del capitolo in s. Andrea,
Conca ne dipinse il quadro, e il il ss. Crocefisso fu esposto alla ve-
Giacquinto le pareti. nerazione de' fedeli, prima iiell' ora-
Ma della principal parte delle torio dell' arciconfraternita di s. Gae-
sud descritte pitture ed ornamenti, tano, e poi in quella di s. Carlo,
non più esiste memoria dappoi- : finché nel suddetto giorno 9 ago-
chè nel declinare del decorso seco- sto 1820, venne riportato in que-
lo, minacciando rovina la basilica sta basilica nella cappella del co-
fu chiusa nel 1799, ed il capitolo 10, come nella basilica stessa furo-
e la parrocchia furono trasportati no riportati i santi corpi, e le reli-
nella chiesa vicina di s. Andrea del- quie.
la Valle, ove l'uno e l' altra rima- La porta, che dà ingresso alla
sero ventidue anni. Accorse con pon- basilica, è quella stessa fatta sotto
tificia munificenza Pio VII a restau- il \ignola; quindi da un vestibolo
rarla, servendosi del valente archi- si entra nella basilica, eh' è di for-
tetto cav. Giuseppe Valadier ; e fu ma quadra, con tre navi, e contie-
ridonata solennemente al pubblico ne i depositi del celebre Cardinale
culto ai 9 agosto 1820, vigilia del- Scarampo, di Annibal Caro, del ri-

la festa del santo titolare, come si nomato Cardinal Sadoleto, di Ales-


legge in una marmorea iscrizione Sandro Vallrini benefattore per la
eretta a memoria del benefizio. Ri- istituzione de' cappellani suddetti, del
tornati il capitolo, e la parrocchia pittore Caccianiga , e del general
in questa basilica, ilmedesimo Pio Caprara comandante le milizie pon-
A li concesse alla chiesa di s. An- tificie Pio VI. Da ultimo il prin-
di
drea della Valle la stazione nello cipe d. Camillo Massimo, dopo la
stesso giorno, che si celebra nella morte della sua consorte principessa
basilica, in ricordanza del trasferi- d. Cristina, figlia del principe Save-
mento e della residenza temporanea rio reggente di Polonia, figlio di
72 CHI cui
Augusto III re di tal regno, e duca Questa antichissima chiesa fu chia-
di Sassonia, accaduta nel 1837, fe- mata con più nomi in capite Su- :

ce eseguire dal eh. scultore roma- burra, dalla vicinanza della contra-
no Gnaccherini, un bel marmoreo da di tal nome ove si trova in ;

deposito dentro la cappella gentili- Orfea da un tempio dedicato ad


zia della famiglia, cioè in quella del Orfeo, ovvero da un simulacro che

coro, ove si venera il ss. Crocelisso quivi a lui fu eretto dai gentili; ed

summentovato, disponendo di esser- in Silice, o Selci, da un'antica stra-

vi anch' egli tumulato, siccome av- da lastricata da grossi selci presso la


venne nel 1840, allorché passò al- medesima. Si congettura, che l'e-
l' altra vita. Nella stessa cappella vi rezione di questa chiesa rimonti al-

è stata pure sepolta d. Maria Ga- l' epoca di Costantino , e che sia

briella di Savoja Carignano, mo- una delle consacrate da s. Silvestro

glie dell'odierno principe Massimo , I. Certo è che, neh' anno 5oo, sot-
che figlio di d. Cristina volle a sfo- to s. Simmaco già era diaconia ,

go di amor figliale, e conjugale far Cardinalizia. Dall' Anastasio si ap-

coniare ad amendue una bellissima prende che Onorio I, nel 626, la

V. Piazza, Gerarchia riedificò, e nuovamente la consacrò.


medaglia.
Cardinalizia, p. 4 02 >
s. Lorenzo 4°9j
in
il

Damaso ;
^ e pag.
tllol° ^ Altri dicono, che fosse
cata alla b. Vergine, appellandosi S.
prima dedi-

Dell'antichità ed autorità del Car- Maria in Orphea, e poi venisse de-


dinal vice - cancelliere della santa dicata a s. Lucia martire romana.
romana Chiesa. Narra il citato Anastasio all'anno
847 nella vita di s. Leone IV, che
S. Luca. V. Chiesa di s. Mar- presso s. Maria in Orphea, essen-

tina. dovi in una grotta un tenibile ser-


pente, o basilisco, di cui molti era-

S. Lucia de' Ginnasi alle botteghe no rimasti vittime, il santo Ponte-


oscure, già delle Carmelitane Scal- fice vi si recò processionalmente dal
ze. Vedi. Laterano, colla immagine del ss. Sal-
vatore, e colle sue fervide preghiere

S. Lucia dell' arciconfraternita del potè liberare il popolo da tale fla-

Gonfalone, delta volgarmente del- gello.

la chiavica, con parrocchia, nel Alcuni sostennero che, nel io<Sf»,

rione Regola. V. Arciconfrater- in questa chiesa fosse eletto Papa


nita del Gonfalone. Vittore III ; ma più ragionevolmen-
te deve ciò ritenersi essere avvenu-
In ogni quattro anni ai i3 di- to nella chiesa di s. Lucia in Setti-

cembre per la festa di s. Lucia zonio. Onorio II, nel iti5, creò

vergine e martire , il senato ro- Cardinale di Lucia in Selci certo


s.

mano fa l'oblazione di un calice Stefano. Nel 1 i55 Adriano IV con-

d' argento, e di quattro torcie di ferì questa diaconia al Cardinale


cera. Ubaldo. Celestino III nel 1 192 fe-
ce Cardinale diacono di s. Lucia in

S. Lucia in Selce, già diaconia Selci Cencio Savelli, il quale poscia


Cardinalizia, delle monache ago- nel 12 16 divenne Papa Onorio III.
stiniane, nel rione Monti. Questi ordinò al Cardinal diacono
e
,

cui CHI 73
di essa, per nome Stefano, chi; la Quest'antichissima diaconia era
restaurasse. Dai monaci benedettini sulla cima del celebre monumento
poi, che 1' uflìziavano, venne conse- volgarmente detto Setlizonio, il qua-
gnata Poscia fu governa-
ai chierici. le sontuosamente si ergeva dirim-
ta dai certosini, prima che andasse- petto alla chiesa dei ss. Andrea e
ro a s. Croce in Gerusalemme, nel Gregorio, fra il monte palatino, ed
pontificato di Urbano V. Finalmen- il clivo di Scauro. Tale chiesa, hi
te vennero collocate le monache
vi un agli avanzi del monumento, co-
di s. Agostino nel 1870, come af- me in appresso diremo, fu falla nel
ferma il Piazza, Gerarchia p. 782, i585 demolire da Sisto V. Si disse

e ilPanciroli a p. 4^4- s. Lucia in Cerchio, per essere nel


Furono inoltre Cardinali diaconi cerchio palatino , in settodio dalle
«li questa chiesa Giovanni Micheli sette vie e strade, che quivi termi-
nell'anno 1468, creato dallo zio Pao- navano, in settesolio o settizonio dai
lo II; Filiberto Ugonotto nel i473, sette ordini delle colonne dell'edili-
per volere di Sisto IV; Ranuccio zio stesso. Si disse anco s. Luci/
Farnese nel i5%.5 , creato dall'avo in Orlhea, che anzi vuoisi il nome
Paolo III; Giovanni Groppero, fatto più conveniente a questa chiesa, sic-
da Paolo IV nel f555, il quale nel come derivano dal greco loggia
i557 l a conferì al Cardinal Gio. ringhiera , o migliano , mentre ap-
Battista Consiglieri. Ma Sisto V sop- punto la chiesa era stata eretta sul-
presse questa diaconia, e la trasferì le ringhiera de' colonnati. Essa era

nella chiesa de' ss. Vito e Modesto. vasta e magnifica, appartenendo al


Quindi le monache verso l' anno , suo Cardinal diacono due rioni, cioè
1604, con disegno di Carlo Maderrio il quarto , e il nono. A voler far
l'istaurarono la chiesa, che pure ador- menzione eli alcuno de' suoi Cardi-
narono di buone pittine e colla , nali diaconi, diremo che Celestino 11

direzione di Antonio Casoni rinno- nel i i44 fece Cardinale diacono di


varono il monistero. Prima in que- s. Lucia in Settisolio- Ridolfo , che
sta chiesa si celebrava soltanto la morì nel 1 168; Urbano VI nel i38 1

festa Lucia matrona romana


di s. la conferìad Angelo Maria da Som-
vedova a' 16 settembre, ma ora vi mariva, Cardinale camaldolese; Pao-
si celebra anco la lesta di s. Lucia lo III ne fece Cardinal diacono il
vergine e martire siracusana che ca- suo parente Jacopo Savelli e Gi Li- ;

de a' 3 dicembre. In tal giorno os-


1 lio III, nel i55r , creò Cardinale
sia per la festa di s. Lucia vergine Alessandro Campeggi , e gli conferì
e martire, in ogni quadriennio il la diaconia per titolo presbiterale.
senato romano fa in questa chiesa Trovandosi questa chiesa su di
l'oblazione d'un calice d'argento, e un luogo forte, qual era il Setlizo-
di quattro torcie di cera. nio, vifurono celebrati diversi sacri
comizi per l'elezione del Papa. E
,

S. Lucia nel cerchio, diaconia Car- primieramente Vittore III, a'^4 mag-
dinalizia distrutta , chiamala in gio 1086, giorno di Pentecoste, ivi

septcni viis 3 in sepia soliis 3 in fu creato Papa, sebbene qualche seri t-


septodio, in septizonio, ed in sel- tore dica nella chiesa di s. Lucia in

li solio. Selci detta in Oifea. Forse vi sarà


slato dappresso un monistero, perchè
74
CHI CHI
si legge che agli 8 gennaio 1 198, In- gioniere , abbandonò l' assedio del
nocenzo III venne eletto Papa nel mo- Settizonio.

nistero al Settizonio al clivo di Scauro; Per dire ora qualche cosa del ce-

che Gregorio IX a' 19 marzo 1227 fu lebrato Settizonio, avverte il Nardi-


esaltato al pontificato nel monislero ni VI, cap. i5, reg. io, esserci
lib.

che Celestino IV ven-


di Settizonio, e stati diversi edifizi chiamati Setli-

ne eletto nel luogochiamato Sette zoniì, uno de' quali sorgeva presso

soli, a' 1 settemhre ii\i ove dal ,


le terme di Tito. Quello di contro

senatore, e dai romani erano stati alla chiesa di s. Gregorio fu eretto


rinchiusi dieci Cardinali. Comechè dall' imperatore Severo in prospetto
possa anco interpretarsi stante la vi- della via Appia, acciocché nel pri-

cinanza del monistero di s. Gregorio, mo ingresso in Roma fosse ammi-


nel quale piuttosto si effettuarono rato dalle nazioni straniere , massi-
le d'Innocenzo III, Grego-
elezioni me dall'africana da lui soggiogata.

rio IX e Celestino IV. Questo luogo Dice il Baronio, che l' edifizio era

si chiamò pure Sette Soli, e i diver-


sostenuto da molti ordini di colon-
si ordini dell' edifizio Chiostri del ne, con altrettanti disliuti solii, ov-

sole, perchè si opina che la chiesa vero alzamenti , e che sembrava


di s. Lucia prima fosse un tempio un'alta torre, la quale successiva-
dedicato ad A polline palatino, cioè mente andava diminuendo. La chie-

al Sole, e che poi dai primi Pon- sa, che dicevasi di s. Lucia in septeni

tefici fosse convertito in uso sacro, soliis, era, come quella di s. Ange-
e a Lucia consacrato.
s. Era quel Io, nella sommità della mole Adria-
tempio sì magnifico, che il Rosino, na, o Castel s. Angelo. Ma pegl' in-

Antiq. Rom. lib. II, cap. 7, lo chia- cendi , e terremoti , essendo ridotto
mò, donis opulentissimum, et opere l' edifiziopoche colonne con tre
a
magnifi,ce?itissimum. In questo tem- solii, Sisto V
lo fece demolire ser-

pio furono portate , per sacrificare vendosi de' materiali per altre fab-
alla statua d'Apollo, le sante vergini briche. Eccone la descrizione data da

romane Martina e Prisca. Altra te- Giacomo Lauro nella sua erudita ,

stimonianza che l'edilizio fosse luogo opera Splendore dell'antica Roma :

fortificato, in considerazione della sua » Il Settizonio fu così detto da set-


forma e struttura , l' abbiamo dal » te ordini di colonne in altezza,
Baronio e da Anastasio biblioteca-
,
» uno sopra l'altro; ovvero dalle
rio. Allorquando Enrico IV si recò
« sette zone del mondo, avendone
in Roma nel 1084 col suo esercito
> qualche similitudine Chiamossi .

e coll'antipapa Clemente III dopo ,


» Settodio dalla voce greca che si-
aver distrutto le case de' Corsi, si >* gnifica sette vie, che quivi d' in-

dispose ad abbattere con più mac- » torno vi concorrevano. Non si sa


chine da guerra i Sette Solii , nei » a che effetto Severo imperatore
quali stava Rustico nipote del Pon- » fabbricasse così magnifica mole.
tefice s. Gregorio VÌI ; ma però » Alcuni pensarono, che lo facesse
non gli riuscì che gettare a terra » come un portico accanto il mou-
alcune colonne nell'edilìzio, perchè « te palatino. Altri dissero che lo
sovraggiunto in aiuto di Gregorio » facesse per suo sepolcro, sul co-
VII Roberto Guiscardo, Enrico IV, » iniueiare della via Appia, ad eifet-
per non essere ucciso, o latto pri- » to che venendo a Roma i suoi
CHI CHI 75
t* compatriolti dell'Africa si meravi- avea qui le sue officine. Il Bernar-
« gliassero di veder sepolto in se- dini nella Descrizione del ripartimeli-
» poltura così magnifica e superba to de' Rioni di Roma, fatto da Be-
« un loro concittadino , e insieme nedetto XIV, chiama questa chiesa
» capital nemico principalmente del- di s. Lucia ad cjuatuor portarum,
.» la città di Letta , di cui aveva alla qual denominazione Ridolfiao
» trionfato, ed anco sebbene morto Venuti aggiunge et de serenatìs. Maria-
» mettesse loro spavento , come lo no Vasi, nel suo Itinerario di Roma
» aveva dato da vivo. Altri, come antica e moderna, t. I, p. 3i i, dice
» Svetonio_, sono di parere che fosse che questo luogo anticamente chia-
•> prima fabbricato da Tito, ma mavasi Terento, donde forse poi la
» che poi Severo lo terminasse e , chiesa prese il nome della Tinta. Il
» sei facesse suo. Stupiscono gli ar- nome di Terento si vuole, che le
>* chitetti più periti, come potessero derivasse dal consumo, cui faceva
» tanti ordini in sì grande altezza vicino a questo luogo la ripa del
» Sostenersi l' uno sopra 1' altro ; e Tevere, dicendosi dai latini terere.
» perciò furono di opinione alcuni, Quivi dicono i poeti sbarcò per la
» che si chiamasse Settizonio , non prima volta l'arcade Evandro. Nel
•> dai sette ordini di colonne , ma sito medesimo, ove fu poi eretta la
» da sette ordini di sassi ampi e chiesa, anticamente eravi un altare
« larghi , che a guisa di zone cir- dedicato a Dite, e a Proserpina,
» condavano l'edifizio, e la diversi- posto venti palmi sotto terra, come
» tà delle pietre di esso ben da- agli dei infernali si costumava. Fu
va a conoscere , che erano state
-•'
eretto dai romani in occasione della
» tolte da altri sontuosi edificii mol- guerra cogli albani.
ai to nella città segnalati, e le sue Nell'anno 860 circa, il canonico
» colonne medesime altre erano di di questa chiesa Giovanni Romanuc-
« porfido, altre di marmi diversi e cio, sotto Papa s. Nicolò I, riedificò
» scannellate '*.
Finalmente dalla la chiesa dedicata alla matrona e
iconografica delineazione di questo vedova romana s. Lucia, in questo
edifizio, di cui Sisto V lasciò me- luogo ov' essa patì il martirio, ed
moria fra le pitture della biblioteca il cui corpo con quello di s. Gemi-
vaticana, sappiamo che ciascuno dei niano , oltre molte altre reliquie,
primi tre ordini, i quali erano rimasti quivisi venera. Tanto rilevasi da
a tempo di quel Pontefice, era com- una lapide in carattere gotico, nella
posto di trenta colonne , mentre il medesima esistente. Nicolò I vi con-
quarto si componeva di otto colon- fermò che in progresso
la collegiata,
ne, il sesto di sei e l'ultimo di cin- di tempo andò adestinguersi. Es-
que , con una sontuosa e comoda sendosi però, nel iDJp, trasportata
scala a spira per ascendere alla ci- in questa chiesa una immagine di
ma. Il prospetto però dell' edilizio Maria Santissima, che era nella pub-
era maestoso , e ornato di statue. blica strada, per le molte grazie, le
quali si ricevevano da quelli, che la
S. Lucia della Tinta, già basilica
veneravano, e concorrendovi conti-
ticl i-ione Campo Mai-o.
nuamente popolo ad appagare la
il

Chiamasi quest'antica chiesa della sua divozione, ad accrescimento del


Tinta, forse perchè l'arte tintoria suo culto, e del decoro della chiesa,
76 CHI CHI
prima coll'approvazione di Paolo III salute degl'infermi, e dei ss. Ivone,
vi fu istituita la confraternita di s. Egidio, con un Cardi-
e Ginnesio,
Maria degli Angeli da alcuni carroz- nale per protettore. L'aitar maggio-
zieri, e poi vi fu trasferita la colle- re dedicato alla b. Vergine, e a s.
giata eretta in s. Maria del Pianto Giuseppe, ha al di sopra a lettere
col titolo di s. Maria Regina Codi, d' oro 1' epigrafe Ave Regina Caz- :

dal pio cav. Orazio Ricci di Voghe- lorum. Di questa chiesa scrisse eru-
ra, mantenendone l' istituzione nelle dite notizie l'Alveri, nella sua Roma
forme stabilite dal fondatore. Quin- in ogni stato, a pag. 8 1
, e seg.
di nel i58o fu rifabbricata la chie-
sa, che in seguito, a' 19 luglio 1616, S. Luigi de'francesi, già parrocchia
venne dichiarata basilica da Paolo V, nel rione s. Eustachio.
e siccome stabili il juspati'onato di
sua famiglia su alcuni bendici, ven- Qui già era una chiesa dedicala
ne poi ornata dai principi Borghese. alla beatissima Vergine, con un
Va notato, che in seguito Paolo V priorato di monaci benedettini ap-
avea stabilito, che la collegiata an- parteneste all'abbazia di Farla in
dasse a risiedere in una chiesa, cui Sabina. A detta chiesa, oltre l'o-
egli voleva erigere presso il suo pa- spedale di s. Giacomo alle tenne
lazzo borghese, avendo perciò de- de' Lombardi o Longobardi, era in
positalo ottanta mila scudi. Intanto perpetuo unita la vicina chiesa di
lece cambiare l'abito ai canonici s. Salvatore in The.rmis, così detta
ch'era rosso, quasi simile a quello per essere stata edificata sulle rovine
de' Cardinali , e couecsse loro la delle terme di Nerone, o Alessan-
tappa colle pelli di armellino; ma drine, sino dalla più remota anti-
morto il Papa, i danari furono im- chità, stimando l'Alveri, come dice
piegati per la chiesa di Monte Corn- RidolOno Venuti , Roma moderna
palri. In questa chiesa risiedette la toni. II, pag. 6o5, che fosse con-
confraternita de' carrozzieri sino a sacrala da s. Silvestro I, e che san
che andò nella chiesa di s. Maria Gregorio I poi vi racchiudesse molte
in Campo Carico, e poi vi si stabilì reliquie dentro il suo altare. Il Pan
quella de' cocchieri, che operò gli ciroli è di parere, che quel Ponte-

accennati ristauri, e vi rimase finché fice lo consacrasse, il quale inoltre


passò a s. Maria in Cacabeiis. Fu concesse alla chiesa molle indulgen-
pure parrocchia, la (piale per al Irò ze, massime nella quaresima.
restò soppressa da Leone XII. Que- Aggiungiamo collo stesso Panei-
sto zelante Pontefice, considerando roli , Tesori nascosti pag. y4$ che ,

essere la chiesa molto piccola, e non questa chiesa si chiamò ancora san
proporzionata al grado di basilica Salvatore della pietà (come anche
minore , trasferì il capitolo nella per la sua volgarmente
piccolezza
chiesa di s. Maria in monte Santo dicesi s. forse perchè
Salvatorello )
,

(Fedi), e la elevò alla dignità di ivi esisteva un piccolo tempio dedi-

prendendo anco
basilica, il nome di cato alla pietà, che fu demolilo da
Regina Cceli. Quindi lo Pon- stesso s. Silvestro I. Tuttora questa chiesa
tefice concesse la chiesa di s. Lucia è unita a quella di s. Luigi de fran-
all'arciconfraternita della Curia Ro- cesi. In seguito la nazione francese
mana, sotto il titolo di s. Maria fece colf abbazia di Farla una per-
CHI CHI 77
muta della chiesa di s. Maria, del co il coro, la cappella dell'altare
Ss. Salvatore, e dell' ospedale di s. maggiore ricca di marmi, stucchi
(iiacomo, coli' antica sua chiesa ed e dorature, col quadro dell'Assunta
ospedale, che possedeva nella via dipinto dal Bassano, non che fa
della Valle, sotto 1' invocazione di cappella di s. Matteo, e morendo
s. Luigi IX, re di Francia. Detta nel i585 lasciò molti beni pel suo
poscia la chiesa s. Maria in Molinis, abbellimento. Nel pontificato di Si-
venne data alla confraternita dei sto V, ed agli 8 ottobre i58g, ven-
credenzieri, che la dedicarono a s. ne la nuova chiesa solennemente
Elena imperatrice. consacrata.
11 Sommo
Pontefice Sisto IV, nel La chiesa riuscì magnifica e splen-
1478, approvò tali permute, alla dida di pitture, di bellissimi marmi,
chiesa di s. Maria, e le aggiunse a stucchi dorati , e superbi depositi
patroni i ss. Dionigi areopagita, e sepolcrali. Dieci sono le cappelle,
Luigi IX re di Francia; dispose che oltre quella dell'altare maggiore, e
ilgoverno, e la cura della medesi- vi si ammirano i monumenti sepol-
ma, di s. Salvatore alle Terme, e crali dei Cardinali d' Ossat amba-
dell'ospedale di s. Giacomo de' lom- sciatore di Enrico IV a Clemente
bardi, o longobardi, fosse esercitata Vili, de la Grange, padre della re-
dai nazionali francesi ; ed unì e in- gina di Polonia de la Tremouille, ,

corporò alla chiesa di s. Maria, che e de Bernis pur ambasciatori presso


poi prese denominazione di san
la la Santa Sede, e per non dire d'al-
Luigi due parrocchie
de' francesi, tri, del celebre Angincourt. La cap-

viciniori, cioè di santo Andrea, e pella di s. Cecilia si distingue pel


di san Benedetto a piazza Mada- quadro copiato da Guido Reni su
ma, la cui chiesa come la precedente quello di R.aflfaello , e pei freschi
più non esiste. Quindi dai deputati laterali, opere sublimi del Domeni-
francesi fu data ai notari della Ro- chino, che vi espresse due storie
ta la detta chiesa di s. Benedetto. della santa. La decorazione interna
Poscia Giulio III, nel i553, vi unì della chiesa fu diretta dal cav. De-
ancora la parrocchia di s. Nicolò al rizet, la nave di mezzo è ornata di
palazzo de' Medici, avuta in custodia rinvestimenti di diaspro di Sicilia,
dai domenicani. Crescendo la chiesa e la volta fu colorita da m. JNatoire.
di s. Luigi in isplendore ecclesiastico La facciata e prospetto esterno, com-
pel culto divino, nonché per l'ospi- posta di travertini con due ordini
talità verso i connazionali, e per la dorico, e jonico, è disegno di Gia-
cura degl'infermi costantemente pra- como della Porta , ed il contiguo
ticate, Caterina de Medici, regina di grandioso palazzo fu architettato da
Francia, donò varie somme per Carlo Bizzaccheri. Ad esso palazzo
1' erezione una nuova chiesa più
d' fu già unito l'ospedale pei nazionali.
nobile e vasta, ed un' isola di case Piazza nelle Opere Pie di Ro-
11

vicine al palazzo da lei eretto sopra ma, trattando a pag. 1 34 Dell'ospe-


la 1 Ijiesa di s. Salvatore alle Teline, dale di s. Luigi de' francesi, dice
chiamato Madama, ed ora del go- che i pellegrini di tal nazione eb-
verno. Concorsevi e/iandio il Cardi- bero in Roma ospizio e ricovero
nal Matteo Contarelli francese di presso altre chiese sino dall' anno
Moranes nell'Angiò, il quale fabbri- <-4(
740 nel pò ntificato di s. Gregorio II!,
,

78 CHI CHI
Questa chiesa di s. Luigi è officiata ri Nel mausoleo riposarono le cene-
da dodici regi cappellani francesi, ri di s. Elena, finché sotto Anasta-
compreso il superiore. Vi si celebra sioIV vennero trasportate a santa
la testa del giorno onomastico del Maria d'Araceli. La magnifica urna
re de' francesi, e a's5 agosto quella di porfido, che le racchiudeva, dal
di s. Lodovico IX re di Francia, con detto Pontefice si è posta nella ba-
cappella Cardinalizia (Fedi); ma silica latcranense per di lui sepoltura ,

non ha guari la sua cura parroc- e dipoi fu collocata nel museo va-
chiale, ch'era amministrata da un ticano.
cappellano, fu trasferita nella chiesa Nella chiesa antica de' ss. Marcel-
di Maddalena dei padri ministri
s. lino e Pietro, vi è l'indulgenza ple-
degl'infermi. V. Ridolfi.no Venuti, naria , e prima eravi la staziono,
Di s. Luigi de'francesi, e del suo nella quale s. Gregorio I fece un'o-
ospedale. melia. Anastasio bibliotecario, nella
vita di s. Silvestro chiamò ba- I la
S. Macuto, della confraternita dei silica, dicendoci, che innanzi i due
Curiali. V. Curia. Romana. corpi de' ss. martiri ardeva balsamo.
Onorio I, nell'anno 625, la rifece,
SS. Marcellino e Pietro a tor ma venendo abbandonata nelle in-
Pignattara, e s. Elesa del Ca- cursioni de' barbari, in uno al mau-
pitolo latcranense con cura par- soleo di s. Elena, cadde in tal ro-
rocchiale fuori di porta maggio- vina, che quando s. Nicolò I del-
re, nel rione Monti. l' S58 voleva l'istaurarla, con diffi-

coltà se ne rinvennero gli avanzi ;

Nella via prenestina , o labicana il perchè dice il Panciroli erano


nel ci mi ter io di s. Tiburzio, Costan- stati trasportati in Francia, o in Ma-
tino fabbricò una chiesa in onoro stricht, come asserisce il Piazza nel
de' ss. Marcellino prete, e Pietro e- Menologio, i corpi de' ss. Marcelli-
sorcista, ed in sontuoso mausoleo fu no e Pietro due anni avanti tal'e-
seppellita l'imperatrice s. Elena sua poca. In progresso di tempo accorse
madre, per cui fu anche chiamato la munificenza di Urbano Vili a
Ccemeteriuin ad s. Helenam ad duos conservare la memoria dei due edi-
lauros. Tre miglia fuori di tal por- fìci, dappoiché nel i632 li restau-
ta trovasi la piccola chiesa de' ss. rò, erigendo nel sito della chiesa
Marcellino e Pietro , cui è annesso de' ss. martiri una cappella, che con-
quanto ci resta del mausoleo di s. segnò alla custodia del capitolo di
Elena. Gli avanzi di tal mausoleo s. Giovanni in Laterano. Venne po-

di forma sferica, eretto dal detto scia stabilito il parroco pegli abita-
imperatore madre, ne' bassi tem-
alla tori delle circostanti campagne.
pi servi ad uso di torre, per cui il Il pavimento di questa chiesa vie-

luogo ritiene anche oggi il nome di ne formato da frantumi di marmo


torre, dicendosi pignattara, perchè tolti dalle catacombe contigue , alle
conforme a molti edifici dell' epoca quali discende dal lato della sa-
si

costantiniana, nelle volte e nei mu- grestia.Leggesi sulla porta una me-
ri sono vi molte olle o pignatte, af- moria del 1769 del Cardinale Ne-
fine di rendere leggiere le volte, ed reo Corsini, che ne rese agevole
a risparmio nella costruzione dei imi- l'adito. Nei sotterranei della chiesa
CHI CHI 79
si veggono gli avanzi del detto ci- Nell'anno 731, s. Gregorio III la
mitero, o catacomba nobilissima ( Ve- ristaurò dai fondamenti; s. Leone IV,
di), e vi s'indica il luogo ove fu- dell' 847, vi pose le reliquie de' sette
rono sepolti due santi,
i restaurato fratelli figliuoli di s. Felicita, come
nel 1779, ed in forma di cappella. può vedersi dalla nota delle reli-
Ivi leggevasi l'elogio de' due marti- quie di quelli e di altri santi che
ri scritto da Damaso I, ed inciso
s. ivi si venerano, scritta in un antico
su tavole di marmo, come riporta marmo esistente nella chiesa mede-
il Piazza a p. 374 dell' Emerologio 3 sima. In quel marmo sono pure no-
parlando de' due santi, la cui festa tate le reliquie de' ss. Marcellino
ivi celebrasi a' 2 di giugno. Dintor- prete, e Pietro esorcista martiri ro-
no poi al mausoleo di s. Elena, si mani, titolari della chiesa. Scrisse
leggono varie antiche iscrizioni, in- gli atti del martirio di questi due
castrate nelle pareti, di cui tratta santi, s. Damaso I Papa , che fino
A. Nibby nella descrizione , che fa da fanciullo era stato annoverato
di questo monumento nel tom. HI, tra i notari della Chiesa
e lettori

p. 244 della erudita Analisi stori- Piomana. Aveva egli tutto appreso
co-topografico-antiquaria de din torni dalla bocca dello stesso carnefice Do-
di Roma. roteo, che li martirizzò, il quale gli
confessò puranco di aver veduto le
Ss. Marcellino e Pietro, titolo loro anime volare al cielo.
Cardinalizio in cura delle mona- Benedetto III, Papa dell' 855, ri-
che carmelitane scalze, nel rione staurò il tetto della chiesa , e fece
Monti3 presso la basilica latera- il suo portico j che però non più
nense. esiste. Onorio II, nel 1127, conferì
questo titolo presbiterale al Cardi-
Nella valle, che divide il monte nal Sigizzo Cianchetti. pure que- Fu
Celio dal Quirinale, sulla via Labi- sta chiesa l'istaurata da Alessandro
cana, secondo il Vasi, nel declinar IV, il quale solennemente la consa-
del IV secolo, da Papa s. Siricio, crò il lunedi dopo la seconda do-
fu eretta la chiesa, che sotto s. Gre- menica di quaresima del 1 256. Qui
gorio I divenne titolo Cardinalizio. appresso vuoisi che vi fosse un mo-
Quel Pontefice vi trasferì quello nistero di monache, forse sotto l'in-
della distrutta chiesa di s. Crescen- vocazione di s. Lucia, l'immagine
ziana, mentre nel sinodo romano della quale col suo nome fu dipin-
celebrato da lui nell'anno 600 si , ta nella làcciata, o prospetto. Certo
trova la sottoscrizione di un Albi- è, che da questa chiesa, come scri-
no prete di questo titolo. 11 mede- ve Gregorio di Tours , uscivano
s.

simo Pontefice vi pose la stazione nelle pubbliche processioni le abba-


nel sabbaio della seconda settimana desse con tutte le monache, le quali
di quaresima, avendo egli pronun- quivi si trattenevano, sinché veniva
ziato in quel giorno sua sesta la la vece loro: Omnes abbatissae cum
omelia. Per la gran venerazione in congregationibus suis egrediantur ab
cui si tenne questa chiesa denomi- ecclesia ss. mart. Marcellini, et Pe-
nata anche basilica, continuarono i tri cum presb. regionis I. Questo fu
Papi successori a recitarvi nel gior- il primo rione di Roma , del quale
no della stazione le sacre omelie. fu suddiacono , cioè coadiutore nel
,

80 CHI CITI
distribuire le Hm osine, un tal Pie- sagro Collegio. Lo stesso Benedetto
tro, uomo dottissimo, a cui s. Ago- XIV deputò il Cardinal litolare prò
slino nel 4 4 r intitolò il libro delle tempore, insieme a quello de' ss. A -
otto questioni. postoli, per giudice e conservatore
Uno de' maggiori benefattori di della basilica di s. Francesco d' As-
questa cbiesa fu Giussano Casati de- sisi.

gli Anguisoni milanese, fatto nel L' interno della chiesa è vasto con
1281, da Martino IV prete Cardi- una sola navata; vi sono de' buoni
nale della medesima il quale con , quadri , ed oltre la stazione , a' 2
pia munificenzasplendidamente la giugno vi si celebra la festa de' santi

restaurò. Dipoi vi operarono dei l'i- titolari. Giacomo Laderchi scrisse

stauri il Pontefice Paolo IV; ed il la storia di questa chiesa con que-


Cardinal Mariano Pier-Benedetti, al- sto titolo : Dissertatio historica de
tro titolare, che nel pontificato di sacris basilicis ss. mm. Marcellini et

Gregorio XIV, vi pose i frati agosti- Petri, Romoe 1705; e nel t. VII
niani di s. Maria del Popolo, come del Tesoro delle antichità ecclesia-
dice il Panciroli a p. 701, rinnovò stiche.
le pitture della tribuna, e fece di-
versi miglioramenti, ed abbellimen- S. Marcello 3 tìtolo Cardinalizio
ti. Lo stesso fecero in appresso gli con parrocchia in cura de' reli-
altri titolari Cardinali Boneompagni giosi serviti, nel rione Trevi.
arcivescovo di Bologna, e Francesco
Pignatelli. Poscia Clemente XI la Nella via del Corso, presso il luo-
riparò in diverse parti, la isolò, re- go ove famoso tempio
ergevasi il

golarizzò il terreno che la circon- d' Iside exorata, s. Marcello I Pa-


dava, vi fece rifiorire il divin culto, pa, nella casa della matrona roma-
e, ad istanza del p. abbate Eva ,
na s. Lucina, vedova di Falconio
vi pose nel monaci maroniti 1707 i Piniano, proconsole dell'Asia, proni-
di s. Antonio del Monte Libano ,
pote di Gallieno, fondò una chiesa,
fabbricando ancora il contiguo mo- largamente dotata di beni dalla stes-
nistero. Ma Benedetto XIV, Lam- sa santa, e nella quale il Pontefice
bertinij ch'era stato titolare di que- esercitò le funzioni e gli atti del suo
sta chiesa, prima trasferì i detti mo- pontificato, consacrolla e vi celebrò
naci in un luogo presso la chiesa la messa. Venuto ciò in cognizione
di s. Pietro in Tineulis, ove era la di Massenzio tiranno di Roma, esi-
villa dei duchi Mallei Paganica, e liò Lucina dalla città , e siccome
s.

poscia con disegno del marchese


, già avea precedentemente condan-
Girolamo Teodoli, riedificò dalle nato il Pontefice a servire nella stal-
fondamenta la chiesa, ed a' 27 apri- la imperiale, ridusse la stessa chiesa
le del 1754, la fece solennemente in una stalla di cavalli, ovvero, co-
consacrare dal Cardinal Vincenzo me vuole il Panvinio, di bufali. S.
Maria Malvezzi titolare, donando la Marcello I vi morì pegli slenti sof-

chiesa, e il monistero, da lui pure ferti, 16 gennaio dell'anno 3og,


a'

ingrandito, alle monache carmelita- e per opera di s. Lucina, e di Gio-


ne scalze [Vedi), o tcresiane dette vanni prete della santa romana Chie-
Ginnasie, perchè fondate dal Cardi- sa, fu seppellito nel cimitero di Pri-

nal Domenico Ginnasi , decano del scilla, donde poi da s. Pasquale I


, ,

CHI CHI 8i
fu trasferito a questa chiesa da lui varchia , pag. 46 sue r , e in altre
edificata. Vinto però poco dopo l'em- opere. Il Cardinal
prete di questo
pio Massenzio da Costantino^ il luo- titolo era destinato per la sua resi-
go verso l'anno 3 20
, fu ridonato , denza alla celebrazione dei divini
con isplendore al divino culto dal ufficii ebdomadari nella patriarcale
Pontefice s. Silvestro I , che la de- basilica di s. Paolo , nel giorno di
dicò al Salvatore. In seguito lo po- venerdì. S. Leone III , e s. Grego-
se sotto l' invocazione di s. Marcel- rio IV beneficarono questa insigne
lo, e vi assegnò il titolo Cardinali- chiesa con privilegi e donativi. Nel
zio,che anticamente appellatasi di palazzo contiguo eravi la residenza
Lucina seconda nella via Lata, per del titolare, dappoiché, in esecuzio-
distinguerlo da s. Lorenzo in Luci- ne de' sacri canoni , i Cardinali ti-

na. Evvi chi sostiene , che s. Mar- tolari dovevano abitarvi dappresso,
cello I, nel regolarizzare i venticin- come i vescovi ne' loro episcopii, e
que titoli Cardinalizi, comprendesse i parrochi nelle parrocchie . Av-
nel loro numero anche questa chie- venne però , che certo Cardinal
sa. Alcuni dissero, che quivi, nel Anastasio, titolare di questa chiesa,
555, fosse trasportato da Siracusa ambizioso di ascendere la veneran-
ove morì, il corpo di Papa Vigilio, da cattedra di s. Pietro, stette as-
ma quello fu invece depositato nella sente dal titolo per lo spazio di cin-
chiesa di s. Marcello nella via Sa- que anni, brigando nella corte del-
lala, come racconta Marcellino Con- l'imperatore Lotario I. II santo Pon-
te all' anno 544» P a g- 2Cj6, e poi tefice Leone IV amorevolmente l'in-
venne portato al Vaticano. vitò a fare ritorno alla sua chiesa,
S. Damaso I celebrò le gesta di lo minacciò delle censure ecclesia-
s. Marcello I con un epitafio, com- stiche, gì' inviò tre Cardinali
con sue
pose 1' ofhzio del santo antecessore, lettereper rimuoverlo, cioè Nicolò,
ed onorò questa chiesa colla prero- Petronace, e Giovanni, e gli intimò
gativa della stazione pel mercoledì che dovesse trovarsi al Laterano pei
dopo la quinta domenica di quare- 1 5 novembre 853, alla celebrazione
sima, ciò che poi confermò Gre- s. del sinodo. Ma non dando verun
gorio I. Nel sinodo celebrato da ascolto, fu dal sinodo
scomunicato,
s. Gelasio I, il suo titolare Stefano ed imperversando sempre più, potè
si sottoscrisse , Stephanus presbyt. alla morte di s. Leone IV, col fa-
Cardìnalis in titillo s. Cìiristi mar- vore degli ambasciatori imperiali
iyris Marcelli. S. Gregorio I desti- nell'855, divenire antipapa. Sostenne
nò questa chiesa per le votive pro- lo scisma per due mesi e giorni con-
cessioni da esso ordinate, ancor pri- tro il Benedetto III, cui
legittimo
ma che fosse promosso al pontifica- vilipese empiamente. Tuttavolta, ve-
to , nell'interregno di Pelagio II, nendo abbandonato dagli ambascia-
per cagione della pestilenza ; dal che tori e da tutti fuggì e tornò a
, ,

si scorge sin da quell' epoca qual Roma, e dopo tredici anni fu asso-
fosse la divozione del popolo roma- luto, riconciliato da Nicolò I, e co-
no per essa. Molte sono le reliquie municato tra i laici da Adriano II
che ivi si venerano, delle quali, in nella di lui consacrazione.
uno ai corpi santi in essa esisten- Altri benefattori di questa chie-
ti, fa menzione il Piazza nella Cc- sa furono Adriano I, Clemente III
\ ' ; . xil 6
I ,

Sa C II di I
e Clemente V. Non deve poi tacer- ligiosi serviti con disegno di Gio-
,

si quanto narra il Martinelli nel- vanni Sansovino la riedificarono ,

la sua Roma Ethnica sacra, citau- colle limosiue de' fedeli ,


particolar-
do l'autorità dell' Ordine roma- mente di monsignor Ascanio Pari-
no, cioè che nel vicino palazzo eravi sani , allora datario e vescovo di
un monistero detto di s. Andrea, Rimini, e poscia fatto Cardinale da
con monache le quali vestivano di Paolo III. Fu prodigio stupendo
bianco, e che avevano la cura di che nelle rovine , non solo rimase
nutrire alcuni candidi agnelli senza illeso il ss. Crocefisso che si venerava,
veruna macchia. Nella domenica in e anche venera in una
oggidì si

Albis si conducevano essi nella ba- cappella ma si trovò la sua lam-


,

silica vaticana, e nel tempo, in cui pada ardergli innanzi ancora accesa.
camavasi nella messa i 'Agnus Dei, E a notarsi, che in detta riedificazio-
si lasciavano correre intorno l'alta- ne, la porta principale della chiesa,
re, e forse della loro lana forma- eh' era verso ss. Apostoli, fu in vece
vausi i Questa chiesa fu pri-
pallii. eretta dalla parte del corso. Dal mi-
ma una , con arciprete,
collegiata racoloso avvenimento della preser-
e dieci canonici ; ebbe soggette di- vazione del ss. Crocefisso, ebbe origi-
ciannove chiese molte delle quali
, ne la celebre e nobile arciconfrater-
erano parrocchie, come si può ve- 11 ita del ss. Crocefisso di s. Marcel-
dere nel Piazza, Gerarchia , pag. lo (Vedi). Nel 161 3 fu ridotta la
461. Continuò ad essere collegiata, sua cappella nel modo, che si am-
con rinomata biblioteca celebrata , mira.
dal T01 ligio, Grotte vatìc. pag. 2, I serviti riedificarono pure il con-
citato dallo stesso Piazza, sino al tiguo convento, con architettura di
i36o, circa, nel qual anno coll'as- Antonio Casoni, facendovi successi-
senso del Cardinal Androino de la vamente dipingere nel chiostro i ri-

Roche titolare , trasferiti altrove i tratti dei Cardinali dell'Ordine. 11

canonici, fu data la chiesa, colla ca- Pontefice Clemente VII donò loro
nonica e sue ragioni, all'Ordine dei le case annesse. In seguito venne
Servi di Maria chiamati comune-
, fabbricala dai fratelli e dalle sorelle
mente serviti (Vedi), de' quali il della divozione de'selte dolori e co-
detto Cardinale era pure protettore. roncina della b. Vergine, la magni-
Poco dipoi ivi i medesimi religiosi fica sua concorrendovi
cappella ,

introdussero la divozione alla b. Ver- particolarmente Domitilla Cesi. Nel


gine addolorata , di cui si celebra i562 la dotò il pio prelato Matteo
solennemente la festa con processio- Grifoni, e nel 1607 terminò di ab-
ne e ottavario nella terza domenica bellirla il cav. Gio. Matteo suo pa-
di settembre. Gregorio XI approvò rente. Prima di quest'epoca, e verso
la soppressione della collegiata, e lo il i5g7, monsignor Giulio Vitelli,
stabilimento de' serviti nella chiesa decano de' chierici di camera, rifece
di s. Marcello. Ridolfo Venuti, t. I, l'altare maggiore, la tribuna con be-
pag. 266 , dice che l'arciprete del- gli stucchi messi a oro, e con pitture,

l'estinto capitolo era Cardinale. Nel non che il vago soffitto dorato. Po-
pontificato Leone X, per vec-
di scia il prelato Cataldi Boncompagni
chiezza e per un incendio cadde la eresse con travertini la facciata o
chiesa ai 2 3 maggio 5 9, e i re- 1 j prospetto esterno, con disegno di
,

CHI CIII 83
Carlo Fontana. Decorata è questa rio XIII nel darle per titolare nel
facciata da un bassorilievo di stucco, i583 il Cardinal Giambattista Ca-
in cui il Raggi rappresentò s. Fi- stagna il quale, nel 1590, fu eletto
lippo Benizi, e da sei statue di tra- Papa col nome di Urbano VII. Va
vertino del Cavallini. poi rammentato, che in essa, ai iG
L' interno della chiesa è vasto, gennaio, si celebra la festa di san
di una sola navata, con dieci cap- Marcello I, che la stazione è nel
pelle, oltre l'aliare principale iso- giorno suindicato, e che si celebrano
lato. Essa è ricca di marini , di tutte le feste della b. Vergine Ad-
dipinti, e di depositi di marmo in- dolorata, e della
Ss. Croce, nella
teressanti. Tra
meritano menzio-
essi cui esaltazione, ai
14 settembre, vi
ne, quello del Cardinal Cenniui è cappella Cardinalizia [Fedi).
latto dal de Rossi; del Cardinal 11 magistrato romano per la festa

Fabrizio Paolucci nella sua cappella, di s. Filippo Benizi, uno de' sette
di Pietro Bracci; del Cardinal Gi- fondatori de' serviti, ad ogni qua-
rolamo Dandiui, il cui ritratto vuoisi driennio fa l'oblazione di un calice
dipinto da Pellegrino da Modena, di argento, e di quattro torcie, e
e senza far memoria d'altri pregie- per quella di s. Giuliana Falconie-
voli per la loro antichità, come di ri , somministra ogni anno quattro
Pictio Giglio, e Tarquinio Arcange- torcie.
lo, diremo da ultimo, che il valente
scultore padovano Rinaldo Rinaldi S. Marco, collegiata, l'itolo Cardi-
scolpì quello, il quale racchiude le nalizio, con parrocchia nel rione
ceneri del Cardinal Ercole Consahi, Pigna.
nome equivalente al più. splendido
elogio. Questo titolo presbiterale Cardi-
IV, nel 1478, con breve
Sisto nalizio de' ss. Marco evangelista, e
apostolico, unì la parrocchia di san Marco Papa, fu detto così ,
perchè
Nicola in Arcione ai religiosi serviti venne dal secondo eretto al primo,
nella chiesa di s. Marcello; ma nel come quello che venuto in Roma
pontificato di Urbano Vili , e per con s. Pietro, ad istanza de' roma-
decreto della sagra visita de' 23 feb- ni, scrisse l'evangelo in latino. Fu
braio 1641 ne furono rimossi. Indi
j
detto ad Palatinas o Palacinas
Papa Innocenzo X, con breve dei come di frequente lo chiama l'Ana-
20 marzo 1648, l'eresse in perpe- stasio,ovvero ad Porticus Palati-
tua vicaria, da doversi amministrare nas, perchè in questo sito erano i
da un sacerdote secolare. Finalmente bagni pubblici, come spiegò il Ful-
Benedetto XIII,con chirografo dei vio svili' autorità di Cicerone, nell'o-
6 marzo 1729, che confermò ai 22 razione fatta prò Roselo, o dai por-
di detto mese colla costituzione , tici palatini, di cui parla il Panci-
Expo ni nobis, presso il Ball. Rom. roli, Tesori nascosti, p. 444j men-
Ioni. XII, pag. 364, restituì ai re- tre il che questa chie-
Venuti dice,
ligiosi la parrocchia, coli' obbligo di sa fu delta ad
et in Pia-Platinas,
pagare l'annua somma di scudi tre- tinis. Si raccoglie da s. Gregorio 1,

cento quaranta al vicario curato di che quivi fosse una pubblica taber-
allora, Girolamo Amato Calbini. na, situata presso Palacinas, et Sal-
Onesta chiesa fu onorata da Grego- gamum, la quale insieme col detto
84 CHI Clll
Salgamo era poco distante, vicino ta settimana di quaresima, l'altra
alle terme Agrippine, verso l'arco nel giorno della festa di s. Marco
della ciambella. 11 vocabolo Salga- evangelista a' 2 5 aprile, nel quale
mo, di cui fa menzione s. Grego- giorno, sino dall'anno 5gi, in cui
rio I, secondo il Macri, significa il s. Gregorio I istituì le litanie mag-
luogo ove si custodivano i comme- giori o rogazioni per la cessazione
stibili salati e conditi. Fu eziandio della peste, si aduna tutto il clero
usato questo vocabolo dagli eccle- di Roma, per recarsi processional-
siastici, per significale i donativi mente alla basilica vaticana, dove
distribuiti dai vescovi al popolo nel anticamente il Cardinal titolare di
giorno della loro consacrazione, con- s. Marco, in tutti i venerdì faceva
sistenti in danari, vesti e cibi, per il servizio ebdomadario, assistendo
cui Salgamari furono detti i distri- a' divini uffizi, e celebrando la mes-
butori di essi. sa sull'altare papale. L' Anastasio
Molti scrittori ecclesiastici sosten- chiama questa chiesa di s. Marco
gono, che la chiesa e collegiata in- col nome di basilica.
signe di san Marco, sia quella stes- Da una lettera scritta da Adria-
sa, che eresse s. Marco , Papa del- no I a Carlo Magno si rileva quan-
l'anno 336, col rendere più gran- to era celebre questa chiesa , anco
de un oratorio, che esisteva nella pe' suoi ornamenti, pitture e mosai-
casa di certo Claudio uomo conso- ci. Racconta poi il Baronio, all' an-
lare, ed ove si vuole che abitasse no 772, che Adriano I, il quale era
eziandio il santo evangelista nella stato titolare di questa chiesa ,
1' am-
memorata sua venuta in Roma. In pliò, beneficò, e munì di portici, ed
quel luogo nel tempo delle perse- il Martinelli aggiunge, che tanta pre-
cuzioni si ritiravano nascostamente dilezione le dimostrò quel Pontefice
i fedeli per assistere ai divini uffi- per esservi stato elevato, istruito, e
zi, ed ivi s. Marco stesso fu ordi- forse addetto al servizio divino , e
nato prete. Divenuto quel santo Som- per averla frequentata da giovinetto,
mo Pontefice, dedicò all'evangelista s. poicbè avea la sua casa poco distan-
Marco la chiesa, alla quale l'impera- te. Lo Adriano
stesso I la rinnovò
tore Costantino offrì molti preziosi in gran parte, secondo la sua nota
donativi per maggiormente farvi ri- munificenza, vi fece sei archi d'ar-
splendere divin culto, con rendite
il gento, e ristaurò i sacri arredi, e i

e possessioni pel mantenimento dei calici ministeriali, co' quali, secondo


suoi ministri; il perchè s. Damaso I il rito di allora, distribuivasi al po-
fece menzione distinta della medesi- polo il prezioso sangue di Cristo.
ma; e nel sinodo romano del 494» Non sembrando sufficiente al zelan-
sotto s. Gelasio I , si sottoscrissero te Pontefice l' uffiziatura di quella
Cipriano ed Abbondio, l'uno prete chiesa, rifece il monastero di s. Lo-
del titolo di Marco, l'altro prete
s. renzo in Palatinis ( forse esistente
nel titolo medesimo. Altrettanto si ov'è ora il palazzo Altieri), e l'unì
legge nel sinodo del Papa s. Sim- all'altro vicino di s. Stefano, detto
maco, e in quello di
Gregorio I s. poi del Cacco, che si chiamava in
sono sottoscritti Stefano ed Andrea. Bamnda, ed obbligò i monaci di
Lo stesso s. Gregorio I vi pose due ambedue alla chiesa e titolo di s.

stazioni, una nel lunedì della qùar- Marco, per salmeggiare, e cantarvi
CHI CHI 85
i divini uffici senza interruzione, prò però n' era titolare il Cardinal Ro-
requie anirnae suae 3 come si espri- lando Bandinelli poi glorioso Ales-
,

me l'Anastasio, facendo di ciò men- sandro III sum mentovato, la chiesa


zione le bolle di Leone III , Gre- di Marco fu arricchita nel ponti-
s.

gorio IV, e Benedetto III. Nel qual Eugenio III, del venerando
ficato di
modo vuoisi , che avesse origine la corpo del Pontefice s. Marco suo
collegiata. fondatore. Primieramente è a sapersi,
S. Pasquale I creò prete Cardi- che quando egli morì a' 7 ottobre
nale del titolo di s. Marco, Gregorio 336, fu sepolto nel cimiterio di
nobile romano, il quale col nome santa Balbina nella via Ardeatina,
di Gregorio IV, nell'827, fu elevato dove a caso nell'anno 080, regnan- 1

alla veneranda cattedra apostolica. do s. Gregorio VII fu ritrovato da ,

Fu egli sollecito di rinnovare splen- alcuni, i quali penetrarono nel detto


didamente, e sino da' fondamenti la cimiterio. Si recarono essi subito a
chiesa, l'abbellì, e rinnovò i mo- darne avviso all'arciprete Benedetto,
saici, che tuttora esistono. Essi nel- e a quelli che ufficiavano la colle-
1' abside rappresentano il Salvatore, giata, ma essi nella credenza di già
e gli emblemi degli evangeli; a de- possederlo nella loro chiesa, non die-
stra s. Feliciano, s. Marco evange- dero loro ascolto ; se non che una pia
lista, medesimo Gregorio IV colla
il matrona, moglie di Teobaldo, si-
mano, venendone conside-
chiesa in gnore del castello di s. Silvestro
rato come secondo fondatore, col- nella campagna, bramosa di fare
Y aureola (Vedi), quadro sul capo, acquisto di qualche reliquia de' ss.

il che fa conoscere, che fu fatto martiri, ricevette, mediante un com-


mentre egli viveva; a sinistra il penso, dai detti ritrovatori il cor-
Pontefice s. Marco, s. Agapito, e po di Marco Papa, che da essa
s.

s. Agnese. Sotto si vede il mistico fu collocato in una chiesa, cui ap-


agnello, con altri dodici agnelli, positamente fabbricò nel suo castello.
da una parte la città di Betlemme, Venuta la cosa a cognizione dell'ar-
dall'altra la città di Gerusalemme, ciprete, ed altri della collegiata, ne
e sotto si leggono dei versi lati- provarono essi un profondo dolore
ni, l'autore de'quali prega con essi per aver disprezzato le offerte dei
a Gregorio IV prospera e lunga vi- suddetti ritrovatori. Andarono per-
ta, mediante il patrocinio del santo, tanto dalla pia matrona per tentar-
cui è dedicata la chiesa. ne l' acquisto, ma nulla giovarono
Neil' anno 867 divenne Papa A- le preghiere e le minaccie. Né andò
driano II, già Cardinal prete di s. guari che essendo morta la menzio-
Marco; e successivamente da Cardi- nata signora, in progresso di tempo
nali titolari di questa chiesa, furono i di lei figli si ribellarono a Pasqua-
sublimali al pontificato , nel o,56 le II, che dalle milizie pontificie
Giovanni XII, nel 11 43 Celestino fece distruggere il castello, mentre
II, nel ii5g Alessandro III, nel gli abitanti portarono in salvo il

124.1 Celestino IV; ed il Cardinal corpo di s. Marco nel castello di


Pietro Peregrossi titolare, nel 1288, s. Giuliano nella diocesi di Velletri.
donò a questa sua chiesa una cam- Quel corpo fu posto dal Cardinal
pana del peso di 1800 libbre, la Leone, vescovo di quella diocesi,
quale durò fino al 17 35. Mentre nella chiesa parrocchiale di s. Vito,
86 CHI CIII
che dichiarò la prima dopo la cat- buna , e vi fece o rinnovò il porti-
tedrale. Finalmente nel i i5o, sotto co, il quale vuoisi
che già esistesse
Eugenio III, in un fatto d'armi tra secondo l'antico rito, perchè servisse
i del castello di s. Giuliano,
conti pei penitenti, detto perciò locu.s fleti-
e romani, questi e massime quelli
i tiiun. Sopra quel portico il suddetto
della parrocchia di s. Marco, invola- Pontefice fece costruire la loggia
rono il corpo del santo Pontefice , e di travertini per dare da essa la

solennemente venne riposto in que- benedizione apostolica al popolo,


sta sua chiesa ove si venera sotto
, dalla quale la diedero anco i Papi
l'altare maggiore, entro un'urna suoi successori, in tutto il tempo
antica di granito bigio. Molte poi che abitarono nell'annesso palazzo
sono le preziose reliquie, che pos- apostolico, di cui parleremo. Ma
siede questa chiesa, fra le quali i sotto Clemente NIV tale loggia fu
corpi de' persiani ss. Abdon, e Sen- concessi ali ambasciatore veneto, e
nen, di s. Ermete, e di molti ali ri perciò furono chiusi i suoi archi.
santi, non che le reliquie dell'evan- Avendo Paolo II, nel i4b8, pub-
gelista s. Marco, e quella insigne blicata la pace co' principi d'Italia,
del velo inzuppato del sangue ed nacquero pure alcune difficoltà fra
acqua, ,che scaturirono dal sacro gli ambasciatori, per cui il Pontefice
costato di Gesù Né deve <pii
Cristo. nella messa solenne, che celebrò
tacersi, che predicando s. Domenico quivi nel giorno di s. Marco, volle
in questa chiesa, resuscitò un fan- che al segno della pace, tutti tra
ciullo già morto, che la madre a- loro si riconciliassero. Lo stesso Pon-
vea lasciato in casa per udirlo pre- tefice dalle terme di Tito trasporti)
dirare. sulla piazza di s. Marco una conca
Innocenzo VII, nel i^o5 3
fece di granito, che poi Paolo III collocò
Cardinale prete di s. Marco, Angelo sulla piazza Farnese. Il vasto palaz-
Corraro veneto, il quale nell'anno zo, che
avea cominciato da Cardi-
seguente gli successe col nome di nale, contiguo alla chiesa già appar-
Gregorio XII. II di lui nipote <.\- tenente a' suoi titolari, fu compito
briele Condulmieri patrizio veneto, , da Paolo II, nel suo pontificato, e
fu pure titolare di s. Marco, e nel con solenne cavalcata si recò ad
i43 1 divenne Papa col nome di abitarlo, facendo per la gioia correre
Eugenio IV. Il successore, che fu dei palili. Incominciò il corridore
Nicolò V, vedendo 1' Italia afflitta coperto, che poi terminò Paolo III,
da guerre e da pestilenze, in solen- per dargli comunicazione colf altro
ne processione, e a piedi scalzi, a'?.*», pontificio palazzo di Araceli, tanto
aprile i/p}, si recò dilla chiesa di per passare a quella chiesa, quanto
s. Marco alla basilica vaticana. Pie- per sicurezza in qualche sinistro
tro Barbo, pur veneziano e nipote evento. Siccome da Paolo sino a II
di Eugenio IV, da Cardinale prete Paolo V, eletto nel i6o5, nel pa-
di s. Marco nel i4^i, fu eletto lazzo di s. Marco [Vedi) abitarono
Papa col nome di Paolo II. Sicco- diversi Pontefici, che celebrarono
me d'animo grande e zelante del eziandio nella contigua chiesa molte
decoro delle chiese, non solo abbellì sacre funzioni, così le loro bolle, e
vagamente questo titolo, ma si può brevi portano la data cipud s. Mar-
dire che lo rifabbricò tranne la tri- cum. Non deve poi tacersi, che in
chi cui 87
questa chiesa conservava un' an-
si privilegio ai guardiani dell' arcicon-
tica sedia di marmo, la quale vuoisi fraternità del Ss. Salvatore ad Sanciti
essere stata nel coro secondo l' an- Sanctorum. Le quali disposizioni il
lieo uso delle basiliche. Sedevano Cardinal Lorenzo Cibo, nipote d'In-
no essa, massime nelle stazioni, i nocenzo Vili, e titolare di s. Ceci-
sommi Pontefici. V'ha chi suppone lia fece convalidare, con bolla dei
averla ivi posta Io stesso Papa san 17 ottobre i4 c )9> ^ a Alessandro VI,
Marco, ed avervi seduto; ma di il quale di ciò era stato supplicato
questa sedia torneremo a fare men- anco dal Cardinal Antoniotto Palla-
zione. II medesimo Paolo II tolse vicini titolare di s. Prassede. Chia-
dall'uffiziattira della chiesa i monaci mansi Innocenziane queste cappel-
benedettini, e v'istituì la collegiata, Ianie dal loro fondatore, ed il Piaz-
nella quale che i suoi tanto egli za ne riporta gli obblighi, e i privi-
successori sino al menzionato Paolo legi a pag. 4^0 della Gerarchia.
V, celebrarono anco la quotidiana Questa chiesa parrocchiale è una
nunziatura palatina, coi cantori pon- delle vicarie perpetue, e la cura
tificii. Nello stesso palazzo eravi an- viene esercitata da un canonico,
che l'abitazione pei canonici, ed in prescelto dal capitolo in una terna,
esso morì Gregorio XIV, si fecero che presentasi al medesimo dal Car-
molti concistori, si ricevettero diversi dinal vicario. Come chiesa matrice,
sovrani, e si trattarono gli affari la «ina parrocchia fu in seguito in-
della Chiesa universale. Pio IV, che grandita dalle parrocchie delle chie-
pure lo abitò, ne destinò parte pel se filiali soppresse. Nella sua par-
Cardinal titolare, e parte per Tarn- rocchi a le giurisdizione comprende il

basciatore della repubblica di Vene- Campidoglio; il perchè i conserva-


la dalla quale essendone passata
, tori di Roma offrono un calice di
la proprietà nelP impero austriaco, argento, con quattro torcie di cera
vi risiede l'ambasciatore di quella per la processione del Corpus Do-
potenza presso la santa Sede. mini cui interviene il senatore, coi
Dal pontificato d'Innocenzo Vili conservatori di Roma, e il priore
il Cardinal titolare di questa chie- de' caporioni colle insegne de' XIV
sa, unitamente e coli' alternativa di rioni della città, e i ministri addetti
quello di s. Prassede (ed in caso al tribunale, e camera capitolina,
di vacanza o di assenza oltre due , Ha inoltre questa chiesa alcune cap-
diete dalla corte romana, di questi pellame anche di juspatronato. Il ca-
due titolari, succede quello di santa pitolo è composto di dieci canonici, di-
Cecilia di cui era stato titolare In- visi nei due ordini presbiterale, e dia-

nocenzo VIII), gode la collazione del- conale, con alcuni cappellani bene-
le quattro cappellanie istituite prima fìciati,e cappellani corali; i primi
di morire da Innocenzo Vili nella sono di nomina dei patroni, secon- i

basilica di s. Pietro, nella cappella di del capitolo. I canonici sono no-


della b. Vergine, e per la custodia minati dal Cardinal titolare, meno
delle reliquie maggiori, come quello gli affetti alla santa Sede; hanno il

che aveva donato alla detta basilica, distintivo dell' almuzia, e vari anti-
la sacra lancia, e la testa di s. An- chi privilegi accordali dai Papi, fra
drea apostolo. Ed in caso di difetto i quali quello della bugia ordinaria-
di tal collazione, si devolve simile mente, e quello del canone nelle
88 CHI CHI
messe solenni; e questi privilegi li ne che sorreggevano il
di porfido,
usano eziandio nel circondario della baldacchino dell'altare, sotto due i

parrocchia, nelle chiese liliali, e in archi laterali che sovrastano l' al-
,

quelle di loro juspatronato. tare stesso; altrettanti abbellimenti


Fra i Cardinali titolari benefattori, fece nella eappella del Ss. Sacra-
va rammentato il celebre Agostino mento, fece dipingere i quadri della
Valerio nobile veneziano, della qual nave grande, e accomodò 1 ingresso
Dazione molti sono pure stati Car- i della chiesa, erigendovi due coretti,
dinali titolari.Annoverato il Valerio il tutto per mezzo degli architetti
al sagro Collegio da Gregorio XIII, Orazio Turriani, e Filippo Barigio-
pose nel coro i sedili di noce inta- ni. Dipoi Clemente XIII, Rezzom'ro,
gliati pei canonici, ornò il coro me- veneziano, avendo nel 1761 beatifi-
desimo di pitture, senza mentovare cato solennemente il b. Gregorio
altre beneficenze, di cui fu largo Barbarigo, già Cardinale titolare di
per la divozione, che aveva verso il questa chiesa, in questa chiesa me-
santo evangelista, principal patro- desima eresse a di lui onore, e per
no sua repubblica. Beneme-
della la propria famiglia una bellissima
rito ne fu prima di lui pure il cappella, col quadro
beato in del
Cardinal veneto Domenico Grimani, basso rilievo. quadriennio
In ogni
il quale dopo averla abbellita eli pit- il magistrato romano a' 20 giugno,
ture, e avervi rifatto il pavimento, fa per questo beato la offerta d'un
morì nel i52 3. Fra gli ambasciatori calice d'argento, con torcie di cera.
veneti poi, che si distinsero nella cura, Finalmente il Cardinal Ercolani ti-
e nello splendore di essa chiesa, più di tolare si dimostrò generoso e ma-
tutti si deve ricordare Nicolò Sagrcdo gnifico con questa sua chiesa, per
nobile veneziano, il quale la ridusse le molte cose, che ridusse in mi-
a miglior forma coli' opera del cav. glior forma, e fece di nuovo. Fra
Fontana. Perciò il capitolo, nel es>e si nota una superba mula di
1607, gli eresse un' onorevole e candelieri con croce di legno ben
marmorea iscrizione. Nel 1689 fu intagliata per l'altare principale,
sublimato al pontificio triregno l'al- la un sontuoso organo,
cantoria, ed
tro veneziano Alessandro Vili, Otto- il quale vuoisi uno de' migliori di
boni, ch'era stato prete Cardinale Roma. In morte volle quivi essere
di Marco, ed anch'esso si mostrò
s. sepolto.
amorevole coli' antico suo titolo, Questa chiesa ha innanzi una
chiuse il portico con cancelli di fer- piazza, che da essa prende il nome,
ro , e donò alla chiesa varii ricchi ove da un lato evvi la famosa sta-
paramenti sacri, già appartenuti alla tua, che pare il colosso di una don-
sua cappella Cardinalizia. Il Cardi- na chiamata madama Lucrezia. 11
nal Angelo Maria Quirini veneziano, popolo imbellettò, ed ornò quel co-
altro titolare, fece di nuovo l' altare losso nell'occasione in che si cele-
,

principale che già avea restaurato


, brò qualche festa nella chiesa di
coli' architettura di Michelangelo s. Marco, e dai satirici si fece più
Specchi; rivesti tutta la tribuna e volte parlare nelle famigerate ed ar-
l'abside di rari marmi, con balau- gute pasquinate romane. Il Cancel-
stra, e scale di marmo, rifece se- i lieri, nel suo Mercato, a pag. 160
dili del coro, pose le quattro colon- ed altrove, ci dà di questo antico
CHI CHI
simulacro erudite notizie. Anzi nella Di presente però vi si conservano 1

eletta opera racconta, che sotto Pao- sacri olii.Fra monumenti sepol-
i

lo IV a' 20 settembre 1 557, perchè crali vanno rammentati i depositi


il Tevere aveva inondato piazza Sa- del Cardinal Capranica , dei Cardi-
vona, il mercato si fece nella piazza nali veneziani Bragadino, Pisani e
di s. Marco ; e che i canonici di Widmann, titolari della chiesa, del
questa chiesa regalarono a Pio VI Cardinal Pietro Basadonna egual-
la biga circense, che si ammira nel mente veneto, e, senza dire di al-
museo vaticano, la quale era l'anti- tri, di Leonardo Pesaro ambascia-
ca sedia, di cui facemmo di sopra tore della sua patria Venezia , ope-
menzione, e che il Cardinal Ago- ra di Canova. Finalmente meri-
stino "\ alerio aveva tolta dal coro. ta special menzione il tetto di que-
Sul portico della chiesa si vede una sta chiesa , ricoperto per ordine di
scultura rappresentante l'evangelista Paolo II di tegole di piombo, ognuna
s. Marco, lavoro del XIII secolo. delle quali porta inciso il ili lui
Dal portico si discende nella chiesa, stemma pontificio. Sono esse assicu-
che ha tre navi, venendo sostenuta rate con chiodi colla testa decorata
quella di mezzo da venti colonne di un'incisione rappresentante l'elìì-

di diaspro di Sicilia, e d'ordine jo- gie di quel Papa. Questo tetto pro-
nico, con istucchi, e pitture di buoni duce in chi lo osserva un meravi-
artisti. E rimarchevole il soffitto del- glioso etletto, sembrando un tappeto.
la nave maggiore di colore azzinio
co' ripartimentiquadrati e dorali ; S. Maria degli Angeli, detta in
con cento ventiquattro rosoni tutti Macello Martyrum , de' pp. del-
di differente intaglio messi essi
pure la Penitenza, detti volgarmente
ad Questo pregevole soffitto fu
oro. Scalze tti. Vedi.
fatto eziandio nel 4^5 da Paolo II,
1

come lo confermano i suoi stemmi S. Maria degli Angeli alle tenne


pontifìcii, e vuoisi che sia il più antico di Diocleziano, titolo Cardinali-
tra quelli eseguiti in Roma, e che zio de' religiosi certosini, nel rio-
servisse di modello agli altri fatti suc- ne Monti.
cessivamente nella detta città. Vi
sono inoltre eccellenti pitture nelle Fra le sontuose terme, che furo-
due navi minori, massime nei qua- no edificate in B.oma, quelle fatte
dri degli altari delle cappelle , le fabbricare dagl' imperatori Dioclezia-
quali sono dieci, compresa quella no Massimiano superarono le al-
e
dell'altare ma CO
seriore. La custodia del- tre vastità ed ornamenti. Dal
in
le sacre adorna di bei mar-
reliquie foro Traiano vi fu trasportata la
mi, e candelabro di breccia co-
il celebre biblioteca Ulpia, ed in una
rallina pel cereo pasquale si deve , ampia sala della pinacoteca vi fu
alla pietà dell'attuale parroco e ca- riunita una collezione di stupende
nonico d. Gioachino di Giovanni. e rare pitture, e sculture. Nell'area
Prossimo alla detta custodia è si- di questa sala , fu eretta la detta
tuato l'antico e magnifico ciborio di chiesa in memoria de' quarantamila
marmo fatto lavorare per ordine del cristiani , che fabbricarono le dette
Cardinal Barbo per conservarvi la terre bagnarono del loro su-
, e le
is - Eucaristia in mezzo dell'abside. dore e del sangue loro, avendo sof-
Po
CITI CHI
ferto por la maggior parte il mar- ne , si sentì ispirato a' 7 settembre
tirio. Fra questi santi martiri si fa 1 54 1 ,
di farli dipingere in questo

special menzione di due, cioè di san luogo delle terme Diocleziane, giac-
Ciriaco e di 9. Sisinnio, come quelli, ché non gli era stato permesso al-

che non solo adempivano ai faticosi trove. Laonde gli riuscì ottenere nel

loro doveri, ma con carità aiutava- 1 or da Giulio III di poter bene-

no gli oltri, i quali al modo di s. Sa- dire il luogo, di dedicarlo a s. Ma-


turnino erano impotenti. Il perchè ria degli Angeli, di affiggere alle co-

furono in premio dichiarati da Pa- lonne delle terme l'eiìigie de' sette

pa s. Marcello I, diaconi della Chie- angeli, con sotto il nome diognuno;


sa romana. Fra detti martiri la- i
anzi , come racconta l' Oldoino in
si noverano pure,
-voralori, ss. Lar- i Ciacconio, toni. III, col. 754, Giu-
go e Smaragdo. In questo luogo lio III pel vescovo di Sebaste fece
pertanto fu eretto un sacro tempio, consacrare la chiesa col titolo di

nelle vicinanze del quale era stata s. Maria degli Angeli. In tal ma-
edificala una chiesa a san Ciriaco niera sino da quel tempo, in que-
(Vedi). Questa divenne titolo Car- sta parte delle terme Diocleziane
dinalizio, ma per la sua vecchiezza s' incominciarono a celebrare sotto
Sisto IV nel /j
7S trasferì il titolo
j ,
qnesl invocazione i sacrosanti miste-

a' ss. Quirico e Giuli tta. Tuttavolta ri. Ma nel l55o, divenuto Ponte-
la chiesa di s. Ciriaco durò sino a fice Pio IV, Medici, milanese, proi-
Paolo III, che la diede al Cardinal bì la divozione ed il riconoscimento
Bembo; ma poi rimase distrutta. de' detti sette angeli, e ne fece to-

Fu martirizzato s. Ciriaco perchè gliere la effigie dalle terme Diocle-


celebrava le feste in onore di Gesù ziane, e cassare dalle colonne i no-

Cristo, hattezzava i novelli cristiani, mi. Così egli decretò , inerendo a


ed avea convertita s. Serena moglie quanto avea stabilito il Pontefice s.

dell'imperatore Diocleziano. Celebre Zaccaria, quale nel 748, avea proi-


il

fu il sacro fonte di s. Ciriaco, e se bito di poter chiamare con nomi pro-


ne possono leggere pregi nel Piazza, i pri altri Angeli, oltre Michele, Ga-
Gerarchia Cardinalizia, pag. 620. briele, e Raffaele, essendo che i nomi
Nel pontificato di Clemente VII, degli altri non si rivengono nella
e nell'anno IJ27, si recò a Roma Sacra Scrittura, ed ebbero origine
ììu pio sacerdote di Cefalo nella soltanto dalla superstizione.
Sicilia, chiamato Antonio del Duca, Lo stesso Papa Pio IV, volendo
colle immagini dei sette Angeli Mi- ridurre sala quadrilunga
la detta
chele, Gabriele , Raffaele, Uriele, delle terme a vera chiesa, ne inca-
Sanlliele, Geudiele e Ba rachide, dei ricò per la riduzione il gran Mi-

quali trattano pure parlando di que- chelangelo Buonarroti, il quale tro-


sta chiesa il Panciroli a pag. ^55, vando che l'ampia sala, già famosa
e seg. , e Carlo Bartolomeo Piazza pinacoteca, era costruita a volta e
nel Santuario romano, a pag. 98. sostenuta da otto grandiose colonne
Avea quel sacerdote fatti dipingere di granito bigio orientale di sedici

i sette angeli in Palermo, da quelli piedi di circonferenza, da questa


esistenti in una chiesa di detta città, ricavò in forma di croce greca la

dedicata a s. Angelo carmelitano. presente chiesa, che riuscì una delle


Bramoso di propagarne la divozio- più maestose, e magnifiche di Ro-
cui CHI n,
nin. II medesimo Buonarroti per Est Pius ipse pater, Dcemonés
togliere l'umidità che derivava dal- aufhgite,
l'antico piano, ne alzò uno nuovo,
restando però sepolte le basi e parte Gregorio XIII , nel i583, diede
delle otto colonne, cui vennero so- questo titolo al Cardinal Simeone
stituite le basi di stucco, e così l'al- Tagliavia, che pe'suoi eminenti me-
tezza dal pavimento alla volta è di riti, fu poi l'arbitro ne' pontificati
cento trenta palmi. Quindi, a'J ago- di Urbano VII, e Gregorio XIV. Ol-
sto i56i, Pio IV vi si recò solen- tre a ciò Gregorio XIII fece lastri-
nemente a consacrarla , vi pose in- care di marmi il pavimento, e il

signi reliquie, vi celebrò la messa, successore Sisto V dilatò la gran


e dedicò la chiesa a s. Maria degli piazza, che è avanti la chiesa, la
Angeli. Poscia v' istituì la stazione rese regolare, ed al suo fianco sini-
nel medesimo giorno, che ha luogo stro aprì la lunga strada, la quale
nella vicina Susanna,
chiesa di s. conduce alla porta di s. Lorenzo.
cioè nel sabba to dopo la terza do- ÌVeir anno santo i"oo, il p. Gio.
menica di quaresima. Diede in cu- Maria Roccaforte priore di questa
stodia la chiesa a' certosini [T'edi), Certosa, eresse un magnifico altare
che trasferì dalla chiesa di s. Croce al fondatore del suo Ordine s. Brìi-

in Gerusalemme, e concedette loro none, al cui altare, a' G ottobre,


tutte le indulgenze, cui godevano pel primo vi celebrò la prima messa
in s. Croce, oltre averli aiutati ad il Cardinal Gianfrancesco Albani,
erigere con disegno del Buonarroti la che quivi erasi ritirato per ordinarvi
contigua Certosa ( Fedi), col son- prete, e da dove entrando in con-
tuoso claustro. Indi , ad istanza del clave, fu eletto Papa col nome di
nipote Cardinal s. Carlo Borromeo, Clemente XI. Conservando egli amo-
nel id64, l'eresse in titolo Cardi- re per questa chiesa, foce eseguire
nalizio , e pel primo lo conferì al- sul pavimento dal celebre monsignor
l' altro nipote Cardinal Gio. Antonio Francesco Bianchini, coadiuvato dal
Sorbelloni, che era diacono di san Maraldi, una bella meridiana deli-
Giorgio in Velabro. Venuto poi a neata con diligenza, e adorna di
morte, nel i565, dispose di essere metalli, e nobilimarmi. In essa so-
tumulato in questa chiesa, e ni- i no rappresentati dodici segni del i

poti ne eseguirono la volontà nel zodiaco, ed è lunga palmi duecento


j 583, in cui le sue ceneri dal Va- cinque. Il Piazza nella sua Gerar-
ticano furono trasportale sotto il cida, e a pag. 62 5 fa un interes- ,

pavimento dell'altare maggiore, e sante, ed erudito discorso storico-


Buonarroti eresse a questo Pontefice, geografico sulla detta meridiana ec,
e al detto Cardinal Sorbelloni due per conoscere il tempo di celebrare
depositi semplici nel disegno. Pio IV la pasqua secondo le decisioni del
nella tribuna, sotto il di lui slem- concilio JNiceno, e i divini uflici.

ma, fece incidere in marmo due i Finalmente, nel ì"^cj, il Cardi*


seguenti versi, allusivi all'edificio nal Bichi, litolare di questa chiesa,
convertito in luogo sacro: e Alessandro Montecatini, ali-i-
il p.
ra priore
dell'annessa Certosa, e
Qimd fuit idolum mine femplum perciò procuratore generale dell'Or-
est 1 irsinis; aneto?* dine, la fecero nuovamente ristati-
,

92 CHI CHI
rare ed abbellire , dall' architetto Da questa chiesa , e per la villa

Luigi Vanvitelli, che la ridusse nello di Sisto V, ora del principe Massi-
stato attuale, e fece de'eambiarnenti, mo, in diversi tempi pei giubilei

massime nel vestibolo. Nello stes- straordinari, e per pubbliche calami-

tempo ne fu benemerito Bene- tà i Pontefici col sagro Collegio ec.,


so ,

detto XIV, il quale non solo vi processionalmente si recarono alla

una bellissima cappella al basilica liberiana, o alla basilica la-


eresse
suo concittadino, il b. Nicolò Alber- teranense. Da ultimo, ad esempio
gali, Cardinale di s. Chiesa, e cer- di Clemente Vili, il quale in que-
ma vi fece traspor- sta chiesa consagrò arcivescovo
in
tosino bolognese,
tare diversi dipinti, che servirono di Milano, il Cardinal Federico Bor-

pei mosaici della basilica vaticana. romeo, titolare della medesima e


Neil' ingresso si discende in un avan- cugino di s. Carlo, Leone XII, nel
1826, coli' assistenza de' Cardinali
corpo, o vestibolo rotondo, che servi
anticamente anche di adito al salo- palatini , e dei monsignori Perugini
sacrista, e Filonardi elemosiniere,
ne. Questo vestibolo ha due altari,

quattro sepolcri, cioè quello di consagrò i monsignori Chiarissimo


e
Salvator Rosa pittore e poeta illu- Falconieri in arcivescovo di Raven-
stre, quello del celebre dipintore na , e Gaspare Bernardo Pialletti

Carlo Maratta, e de' due seguenti in vescovo di Viterbo e Toscanella.

Cardinali. 11 deposito del dottissimo Dal regnante Pontefice furono essi

Cardinal Francesco Alciati ha la poscia creati Cardinali di santa ro-

seguente iscrizione: mana Chiesa, e governano tuttora


con pastorale zelo le dette chiese.

V1RTUTE . VIXIT Oltre la stazione, in questa chiesa


MEMORIA VIVIT .
si celebra la festa principale di s.

GLORIA . VIVET. Maria degli Angeli ai 2 agosto, e


quella di s. Brunone ai 6 di ot-

Il deposito del Cardinal Pietro tobre. La descrizione di questa chiesa

Paolo Parisio di Cosenza, ha l' iscri- si legge scritta elegantemente da Fi-


zione: lippo Titi, nella sua opera: Nuovo
CORrUS . HVMO TEGITVR .
sin dio di pittura, scoltura ed archi-

FAMA ORA VOLAT


. PER . .
tettura uelle chiese, e palazzi di
SPLRITVS ASTRA TENET. . .
Roma, Macerata iy63.

L'interno della chiesa è magnifico S. Maria dell'Anima, dei Teutonici.

e sorprendente. Nella nave traversa è


V. Germo'ia.
collocata la maggior parte de'qua-
dri originali,mentre le copie loro in i5". Maria in Acquìro, diaconia Car-
mosaico formano i quadri dei dodici dinalizia, con parrocchia, in
altari della basilica vaticana. Per cura de' religiosi Solitasela , nel

gli altri superbi dipinti, i quali rione Colonna.

decorano le cappelle, e persino la


sagrestia, può dire, che questa
si Questo vocabolo di Acquiro vuoisi
ritornata una preziosa pinacote- derivato dall' essere vicino questo
sia
ca. Anche pregevoli marmi formano luogo acquedotto dell'acqua ver-
all'

parte delle sue decorazioni. gine, ove era il tempio di Giutur-


CHI CHI 93
na. Quelli poi che Io chiamarono, zione poi dichiara, che nel pontifi-

in Equiro, od in Equaria, il dedu- cato di Bonifacio Vili, ai 6 dicem-


cono dai giuochi Equiri, che si fa- bre i2qj, il Jacopo Co-
Cardinal
cevano colle carrette tirate da' ca- lonna diacono di Maria in \ ia
s.

valli uscendo per sei porte del mau- Lata, e commendatario di questa di
soleo di Augusto, e passavano di s. Maria in Acquiro, consagrò nel
qua per andare al cerchio Flami- giorno di s. Nicola, un altare dedi-
nio, o al monte Celio in tempo d'i- cato a questo santo, e vi ripose mol-
nondazione del Tevere; giuochi che te reliquie, erano state raccolte
eh'

avevano luogo ai 20 gennaio, ai 27 dai religiosi dis. Francesco.

febbraio, ai i3 marzo, e ai i3 a- Avvertiamo qui coli' Ugonio, che


prile, l'istituzione de' quali viene rac- questa chiesa per un tempo trala-
contata da Festo : Equirii ludi quos sciò di essere diaconia Cardinalizia,
Roniulus per ((plo-
Marti ìnsliluit e divenne commenda soggetta al
rimi cursunij qui in campo martio celebre monistero delle monache di
exercebantur. s. Maria in Via Lata, il cui diaco-
11 Pontefice s. Anastasio I, nel- no era il commendatario. Si ha an-
1' anno 4°°? plesso tempio di Giu- il cora memoria, che un tempo vi fu
turna, per in luogo sa-
convertire un capitolo composto di canonici col
gro il profano, nel quale furono tro- loro arciprete. Nel pontificato di Pio
vate le anitre di bronzo, edificò una II, e nell'anno i4~ > m questa chie-
l

chiesa in onore di Maria \ ergine, sa venne istituita una pia società di


e di s. Elisabetta, cioè della visita- sacerdoti , la quale in progresso di
zione, che fece quella a questa, per tempo, avendo rallentato il fervore,
cui fu detta la chiesa di s. Elisa- sotto Giulio li fu rinnovata, finché
betta. Quindi il medesimo s. Ana- istituito nel contiguo luogo l'ospi-
stasio I in essa instituì la diaconia zio pegli orfani, la pia società pri-

Cardinalizia, per cui divenne una ma fu trasferita nella chiesa di s.

delle quattordici regionarie. Poscia Barbara, e poi sotto Gregorio XIII


s. Gregorio nell'anno -3 7, la
III, a s. Lucia presso le botteghe oscu-
restaurò fondamenti, l'ampliò
da' re. In seguito il Pontefice Paolo 111

ed abbellì. JVel 1 12-, Onorio II con- diede la chiesa all' arciconfraternita


ferì questa diaconia al Cardinal Ri- della b. Vergine della Visitazione
dolfo di Imola, Innocenzo II,
ed degli orfani (Vedi), istituita nel 1 5 j
1

nel 11 33, al Cardinal diacono Ivo- dallo zelo di s. Ignazio Lojola fon-
ne. In un mss. della biblioteca va- datore della Compagnia di Gesù .

ticana, si due iscrizioni


trovarono acciò prendesse cura" degli orfani
della consagrazione di due altari di tanto maschi, che femmine. I pri-

questa chiesa. La prima dice, che mi furono collocati neh' orfanotro-


Alessandro III, nella terza domeni- fio (Vedi), che Paolo IH eresse
ca dopo l'ottava di Pasqua del 189 1 nelle case contigue alla chiesa , e

( deve essere errore perchè di data le seconde presso la chiesa de' ss.
quel Papa morì ai 3o agosto 181 ) i Quattro.
assistito da quattro vescovi, ad istan- Per gran ventura di questa chie-
za dell' arciprete e dei canonici del- sa , ed orfanotrofio, Gregorio XI i;
la chiesa, consagrò un altare, e vi nel i583 creò Cardinale diacono di
pose delle reliquie. La seconda iscri- s. Maria in Acquiro, Antonio Maria
94 cui CHI
Salviati, ed insieme protettore mu- alla custodia e alla direzione dell'an-
nilieentissimo degli orfanelli, il quale nesso orfanotrofio, i religiosi chieri-
con generosità ecclesiastica , con di- ci regolari somaschi, che non ha gua-
segno di Francesco da Volterra, ri- ri restaurarono la casa. La festa
fece dai fondamenti la chiesa, die principale della chiesa celebrasi ai
già era parrocchia , con una bella 2 luglio.
cupola, e i due altari laterali. Nel-
l'annesso orfanotrofio eresse un col- S. Maria d' Araceli, tilolo Cardi-
legio pegli orfani, che dal suo no- nalizio, in cura de religiosi mi-
me chiainossi collegio Salviati _, as- nori osservanti , nel rione Catn-
segnando corrispondenti rendite, an- pitclli.
co pel divino servigio della chiesa.
Questo collegio ebbe a rettore il Dal Iato destro del Campidoglio
dottissimo Pompeo Ugonio, tanto be- romano (P^edi) sorge questo ve-
nemerito delle notizie delle chiese nerabile e grandioso tempio, cui si

di Roma , al quale succedette nella ascende per una scalinata composta


protezione il Cardinal Farnese, che di centoventiquatlro gradini di mar-
ne fu benefattore, e che ebbe ad mo lunghi palmi sessantacinque, di-
ampliarne l' edilìzio. Quindi Paolo stribuiti in quindici branche , tolti
V, con decreto degli 11 maggio dall'antico tempio di Romolo, nella
1610, stabilì che i conservatoli di valle di Quirino. Quella scalinata
Roma facessero a questa chiesa l'o- fu fabbricata colle limosinc fatte al-
blazione d' vm calice d'argento, con la miracolosa immagine, che si ve-
quattro torcie di cera : oblazione nera nella chiesa, per una crudel
che ora ha luogo ad ogni biennio. pestilenza , ed ascendenti a cinque
11 Cardinal Girolamo Vidoni, latto mila fiorini, coli' opera di Lorenzo
da Urbano Vili nel 1626 Cardi- Simeone Andreozzi, fabbricatore ro-
nale diacono di s. Maria in Acqui- mano, che ne incominciò la costru-
ro, vi organo e la cantoria
fece l' , zione ai 20 ottobre 34.8. Fu ri- 1

pei musici. Nel1681 Innocenzo XI sarcita verso la metà del secolo XVI,
conferì la diaconia al Cardinal Mi- e talvolta venne visitata per divo-
chelangelo Ricci, il quale per la sua zione, avendone registrato alcune cu-
ripugnanza alla porpora, e per un riose notizie il Cancellieri nel suo
corredo di belle doti merita qui , Mercato, a pag. io.
particolare menzione. Da ultimo la Ebbe il nome questa chiesa di
congregazione del pio luogo adornò Araceli, dall'altare ivi eretto da Au-
la magnifica tribunaj e l'altare con gusto, secondo una popolare tradi-
bei marmi, per testamentaria dispo- zione. Federico Mallero, An Cae-
sizione di monsignor Ugolini, e con sari Augusto auidquam de Nati-
architettura di Mattia de Rossi. Fi- vitate Christi innotueritt ha cer-
nalmente nel decorso secolo con di- cato , se fòsse nota ad Augusto
segno di Pietro Camporesi fu fab- la nascita di Gesù. Cristo. Alcuni
bricato il prospetto esterno, con due però credono, che in onore di Cri-
campanili ai lati : il suo interno è sto da quell'imperatore si ergesse
a tre navate divise da pilastri , e un altare, chiamato Ara primoge-
nelle cappelle, e tribuna hanno vi niti Dei, il quale poi fu compreso
de' buoni dipinti. Leone XII pose nella edificazione di questa chiesa di
,

CITI CHI 95
Ara Codi. Giacche, come narrano celebre p. Casimiro da Roma, Me-
Snida, Niceforo, e Cedreno, consul- morie storielle della chiesa e con-
tando Augusto l' oracolo di Delfo, vento di s. Maria in Araceli, Ro-
intese che non poteva parlare più, ma 1736, a pag. 161, dice che
costretto a cedere a un fanciullo l'altare piuttosto possa essere stato
ebreo, che in quel punto era nato. fabbricato in tempo assai posteriore,
Dio e governatore di tutto il mon- ma che nel f XI secolo, gli autori
do, onde dovevano cadere gì' idoli parlando di s. Maria del Campido-
e i loro altari. Commosso l' impe- glio, uno dei nomi antichi di que-
ratore da tal risposta, innalzò in sta chiesa , dicono che in essa est
R.oma Campidoglio un'ara Mas-
sul Ava Filii Dei. Di questo luogo però
sima. Questo racconto ha poca cre- divenuto la Cappella santa, riparle-
denza, così quello della Sibilla Ti- remo in seguito.
burtina,la quale si vuole che ad Nel sito pertanto ove Romolo fab-
Augusto mostrasse il cielo aperto, e bricò primo tempio di Roma e
il ,

sopra un altare una bellissima ver- lo consagrò a Giove Fere trio che ,

gine, che sosteneva sulle braccia un dal colle fu detto Capitolino, venne
fanciullo, risuonando intanto all' o- edificata questa chiesa, la cui origi-
recchie dell' imperatore una voce , , ne è ed oscura. Alcu-
assai incerta
che gli disse Haec Ara Filii Dei : ni l'attribuiscono a Costantino, ed
estj e che per tal ragione la chie- a s. Gregorio I; ma questo non può
sa edificata sul Campidoglio, fu poi essere, giacché il tempio capitolino
denominata Ara Codi. JNon può non era ancora interamente distrut-
adunque prestarsi fede neppure a to a' 27 ottobre dell'anno 6*5, nel
questa seconda narrazione, afferman- qual giorno fu eletto il Pontefice
do Solino, che nessuna Sibilla vi- Onorio I, sotto del quale , siccome
veva tempi di Augusto. Certo è
a' opina il citato p. Casimiro nel cap.
però, che la denominazione di que- I , vuoisi eretta la chiesa. 11 me-
sta chiesa, dee ripetersi dall' opinio- desimo p. Casimiro aggiunge che fu
ne, che quivi Augusto signore del data in cura de' monaci benedetti-
mondo, nel sito più splendido , ed ni , e che divenne una delle venti
onorevole della capitale dell' univer- abbazie privilegiate di Roma , col
so , avesse fatto innalzare un' ara nome di s. Maria in Capitolio , col
colla riferita iscrizione, destinala ai quale nome sino alla fine del seco-
sacrificii, ed alle preghiere. Il Can- lo XIII si è chiamata, prendendo
cellieri, nelle sue Notizie della no- dappoi quello di Araceli. Nel 10 15,
vena, vigilia, notte 3 e festa di Na- regnando Benedetto Vili, già era dei
tale, riporta preziose analoghe noti- benedettini, ed il suo abbate dove-
zie. Il Baronio, e il Yadingo sono va assistere al sommo Pontefice nelle
di opinione , che essendo Augusto solenni funzioni , e alla processione
dedito alla lettura dei libri Sibilli- nel giorno di s. Marco, ove riceveva
ni, apprendesse da questi il prossi- pel monistero di s. Maria in Cam-

mo nascimento d' un re superiore a pidoglio per questa sola funzione il


tutti i principi che della terra, e presbiterio di tre soldi, ciascuno dei
persuaso di ciò innalzasse in questo quali dal Ciacconio è valutato quat-
luogo, ov' era la sua camera, un tro scudi d'oro. Abbiamo dal Piaz-
aitate colla riferita iscrizione. Ma il za, e dal Pauciroli che, i\el ii3o,
,

96 CHI cui
l'antipapa Anacleto II cinse di quat- lo fece riedificare dall' architetto
tro colonne l'ara massima, la quale IIoll, e vi pose otto colonne di giallo
sta presso l'altare maggiore dalla par- antico. Nell'urna di porfido, ch'era
te dell'evangelio , la consagrò, e vi sotto l'altare con altri corpi santi,
pose delle reliquie, intorno alla qual ma che il p. Casimiro non vuole
cosa il p. Casimiro in tolto non stabilire quali si fossero, si conser-
conviene. Girolamo Centelli, vescovo va quello di sant' Elena, per cui la

di Cavaillon, verso l6o5, abbellì


il cappella prese suo nome. Qui fu
il

l' ara con vaghi lavori di mai ino trasportato quel corpo quando fu
in forma tempio con cupola; e
di levato dalla grand' urna di porfido,
prese il nome della Cappella santa. che lo racchiudeva presso la chiesa
Tnllavolta tali abbellimenti furono de' ss. Marcellino, e Pietro a Tor-
compili dall' arciconfraternita del re Pignattara; urna che collocata
Gonfalone, per le ragioni che sopra in seguito nel Lalerano, venne poi
essa avrà acquistato per le conces- collocata nel museo vaticano.
sioni dc'rcligiosi; anzi essendo negli Ecco le iscrizioni, che sono intor-
ultimi anni del secolo decorso caduto no a questa Cappella santa.
il tempietto, il medesimo sodalizio

LRAM . SOI.r.MVI . KITV . S\CRAVIT . Ili . IDVS . SEXTIL . ARSO . M . DCCCXXX1II


MCOLAVS . FERARELLIVS . EPISCOP . MARONAE

TEMPLVM . S. 11ELEXAE . AVO. CIVERIBVS . SACUVM . IMPROBOr.VM


FACTIOM: . SVBVERSVM l'ROTOSODALES . . EX J\r.F. . t'ATRO>'ATVS
RESTITVERVNT ANNO M . . . DCCCXXXIII

H.l.r: . ARACOEU AFrELL EODEM I\ tOCO DEDICATO CREDITVR


QVJE . . . . . • .

IHQVO VIRGO SS. DEI MATER CVM FILIO SVO SE CESARI


. . . . . . . .

-AVr.VSTO m AVREO CIRC\LO E COELO MONSTRASSE PERIIIBET


. . . . . . .

Ritornando alla chiesa , abbiamo dice, che la chiesa di s. Maria in


che nel secolo XIII il Papa Inno- Araceli merita il nome di basilica
cenzo IV, per le suppliche de' fiali perchè, secondo il Crescimbeni un ,

minori di s. Francesco, che molto edilizio sagro deve chiamarsi basi-


soffrivano nelle case religiose di Tras- lica ,
quando in esso trovatisi tre
tevere, concesse loro il monisterp e navate, la mezzana delle quali sia
la chiesa di s. Maria de Capilolio, piii vasta, e alta delle altre ; abbia
come si legge nella bolla Lainpas un ordine almeno di colonne per
insignis caelesthiin, emanata a' 26 parte; la nave a croce, la tribuna,
giugno i25o; facendo il Pontefice e la proporzione della larghezza alla
suddividere in vari monisteri i be- lunghezza, cioè che quella non sia
nedettini che vi dimoravano, e con- meno una terza parte, né piìi
di
fermando tali disposizioni colla bolla della metà di questa se la natura ,

lisquae anthoritate, de' 18 novem- del luogo non l' impedisca. Ha di


bre i2~i. Che questa chiesa venis- più questa chiesa il privilegio sin-
se chiamata basilica, lo rileviamo golare, che conveniva alle basiliche
dal p. Casimiro, il quale a pag. 2 3 ne' tempi di Adriano I fiorito nel-
.,,

CHI CUI 97
T anno 772, di avere tre porte cor- Caraffa, verso l'anno i464> rifab-
rispondenti alle tre navi interiori bricò due terze parti della chiesa,
acciocché in essa il popolo entrasse cioè le due volte delle navi latera-
comodamente .senza affollarsi, e gli li; e Paolo II, nel 1468, nel giorno
nomini avessero ingresso separato della Purificazione, vi pubblicò con
dalle donne. Conchiude lo stesso p. solennità la pace co* principi. Di al-
Casimiro, che avendo questa chiesa cune funzioni celebrate in questa
fatte le dette prerogative può esse- chiesa dai Pontefici, si fece menzio-
re chiamata basilica, come la chia- ne all'articolo Cappelle Pontificie.
mò il Baronie Ora la tribuna non Leone X creando in una promozio-
vi è più, a cagione del coro fabbrica- ne, nel i5i7, trentuno Cardinali,
to dopo la metà del secolo XVI. Dice eresse la chiesa in titolo Cardinali-
il Vasari, che prima della metà del zio, e pel primo lo conferì al Car-
T
secolo XIV, Pietro Cavallini dipinse dinal Cristoforo lS umay, fatto in quel
sulla tribuna la b. Vergine col s. medesimo anno generale del suo
bambino in braccio, circondata da Ordine francescano; ma nel i5^7
un cerchio di sole, ed al di sotto Clemente VII, col breve Olim ftlì-
stava Ottaviano Augusto imperatore cis, lo soppresse. Ciò ignorando il

al quale la sibilla tiburtina mostra- successore Paolo III, nel 1 5»44 > 1°
va Gesù Cristo, che da lui veniva diede al Cardinal Francesco Men-
adorato. doza che per altro trasferì a quel-
,

Questa chiesa soggiacque a varie lo di s. Giovanni a Porta Latina,


vicende, conseguenza di quelle del- quando seppe tal disposizione. Fi-
la massime perchè situata sul
città, nalmente Giulio III di fatto lo ri-
Campidoglio, che fu sempre il luo- pristinò nominandovi nel i55i il
go più facile a risentirne gli effetti. Cardinal Gio. Michele Saraceni. Pao-
Laonde fu più volte rovinata e
gua- lo III, predecessore di Giulio III,
sta ed eziandio i-istaurata ed abbel- compiacendosi dell'amena posizione
lita, principalmente dai religiosi fran- del Campidoglio, edificò accanto a
cescani, e dal popolo romano, sotto questo convento un magnifico pa-
la protezione del quale è la chiesa, lazzo, l'abitò, e vi fece un ponte o
secondo le prescrizioni di Eugenio arco di comunicazione con quello di
IV, riportate dal p. Casimiro a p. s. Marco. Giulio III unì il palazzo
458 e seg. Questo Pontefice, veden- al titolo Cardinalizio, per cui sotto
do che i francescani conventuali di- di lui l'abitò il suddetto Cardinal
moranti nel convento d'Araceli, e Gio. Michele detto Girifalco; ma
custodi della chiesa , avevano fatto Paolo IV, considerando le strettez-
degli acquisti, ed erasi rallentato al- ze ed angustie nelle quali erano sta-
quanto il rigido loro tenore di vita, ti ridotti i frati, nel i556, donò il

nel i444> concesse la chiesa e il palazzo a' medesimi religiosi, privan-


convento ai francescani detti del- done dell'uso il Cardinal titolare.
l' osservanza, che seguendo l'esem- Tuttavia Pio IV, eletto nel i55o„
pio di s. Giovanni da Capistrano, compiacendosi di esso volle abitarlo,
osservavano interamente la regola l'accrebbe di camere, l'ornò con pit-
Per la sua vastità quel convento ture, e vi fece costruire la gran
divenne la residenza del generale loggia. Finalmente Sisto V, nel i585,
dell'Ordine. Il Cardinal Oliviero colla bolla Licei ca, per sempre
VOI.. XII.
,

98 dir CHI
lo concesse al guardiano, ed a' reli- quelli, 1686 furono esegui-
che nel
giosi di Araceli. ti per lo zelo del padre guardiano
Nel pontificato di Paolo IV i re- Antonio Ricchi. Diversi Papi si re-
ligiosiincominciarono la fabbrica del carono a presiedere nel medesimo
coro, e in quello di s. Pio V, il convento ai capitoli generali (/ edi),
popolo .
romano in solenne rendi- e il Cardinale Carlo Rezzonico ve-
mento di grazie alla beatissima Ver- neto, quando nel 1758 venne subli-
gine, per la vittoria riportata dalle mato al triregno col nome di Cle-
armi cristiane contro i turchi nel mente XIII, era titolare della chie-

golfo di Lepanto, fece fare il nobi- sa. Nel pontificato di Clemente XII,
le soffitto della nave di mezzo ric- fi*.Giovanni de Fonseca da Evora,
co d' intagli, d'oro, di pitture , e procuratore e commissario generale
poscia vi fece costruire anche l'or- de' minori osservanti e ministro ,

gano. Lungo sarebbe il riportare plenipotenziario di Giovanni I re


qui tanti benefizii del popolo roma-
i di Portogallo presso la santa Sede,

no verso questa chiesa. Molte sono ed eletto vescovo di quel reame


in essa le memorie che lo attesta- non solo fu benemerito fondatore,
no. In diversi incontri il senato e ristauratore dei conventi nella pro-

romano assistette alle sacre fun- vincia romana, ma oltre l'aver ope-

zioni in questa chiesa, alla qua- rato nel convento d' Araceli molti
le fa le seguenti oblazioni di tre miglioramenti, colle generose som-
calici d'argento, col solito accompa- me somministrate dal re Giovanni
gnamento delle lorcic di cera. Uno V, e da molti gran signori porto-
di questi calici fu dal senato roma- ghesi, fondò una nuova biblioteca

no decretalo sotto Eugenio IV in in questo stesso convento, e l'arric-


memoria di aver il prode Vitelle- chì con molta quantità di volumi,
sebi posto in fuga l'inimico, nel come si legge nella lapide di mar-
giorno della festa di s. Luigi re di mo ivi eretta. V. Biblioteca Ara-
Francia; uno a' 29 gennaio in me- CELITANA.
moria di avere Clemente Vili ricu- Il prospetto esterno di questa chie-
perato Ferrara, e perciò nel calice, sa si volle conservare nel modo sem-
oltre lo stemma del popolo roma- plice e maestoso, come si ammira,
no, evvi l'iscrizione: ob Ferrari a m pel pregio della sua antichità; pu-
recuperata ; ed uno agli 8 dicem- re fu adorna di mosaici. Il suo in-
bre per la festa dell' immacolata terno è mirabile per la copia dei
Concezione. Tutte le altre annuali monumenti artistici, è ha tre navi

beneficenze del popolo romano per divise da ventidue colonne di mar-


questa chiesa, ed i restauri, che fa in mo, la maggior parte delle quali
alcune parti della medesima, sono vuoisi che appartenessero al sum-
descritti dal p. Casimiro a p. 4^7> mentovato tempio di Giove. Molte
e si leggono ancora a pag. 3 e 1
, sono le sue cappelle, ricche di mar-
seg. della Tabella delle chiese di mi, di pitture, di depositi ed orna-
Roma, alle (piali il senato romano menti, e molte sono quelle gentili-
fa le sue pie oblazioni. zie. Nell'altare maggiore, ornato di
Senza mentovare gli ultimi ab- bei marmi, si venera una immagine
bellimenti, e risarcimenti operati nella della b. Vergine, che vuoisi una di
chiesa di Araceli, meritano menzione quelle dipinte da s.Luca, e che s.
,

CHI CHI W
Gregorio I portò in processione nel- racoloso bambino adorno di gemme,
la pestilenza, da cui era afflitta la ilquale viene trasportato agi' infer-
città di Pioma. Allora quando tale im- mi, che ne hanno specialissima fi-
magine era vicina al ponte s. Angelo, ducia e divozione; e che ricorrono
un coro d'angeli salutò la b. Vergine, al divino aiuto . Quel santo bam-
coli' antifona: Regina Coelilaetare etc. bino nel Natale si espone nella
(Fedi). Se poi questa immagine, ov- seconda cappella a sinistra in un
vero quella, che si venera nella ba- presepio (Fedi) in cui si espongono
silica di s. Maria Maggiore, sia la altresì i simulacri di Augusto, e
salutata dagli angeli ,
può vedersi della Sibilla in memoria del sudde-
nelle Memorie, ec. del p. Casimiro a scritto vaticinio.
pag. 1 3 1 e seg. , ove fra le altre
cose, dice essere probabile, che am- S. Marta in Campitelli } diaconia
bedue le dette immagini insieme , Cardinalizia, con parrocchia , in
ad altre in particolare venerazione, cura dei chierici regolari della
per la città fossero portate in pro- Madre di Dio } nel rione Cam-
cessione da* s. Gregorio I, e forse pilelli.

in giorni e processioni diverse. Cer-


to è però, che tanto i religiosi del Dal nome della regione chiamasi
convento d'Araceli, che il capitolo anche questa chiesa in Portico, per
di s. Maria Maggiore giunti che , la prodigiosa immagine della b. Ver-
sono sul ponte s. Angelo, nella pro- gine quivi, come si dirà, trasportata
cessione, che si fa dal clero roma- dalla chiesa di Maria in Portico s.

no alla basilica vaticana, si ferma- (Fedi). Anticamente in questo me-


no, e cantano solennemente l'anti- desimo luogo ergevasi un tempio
fona Regina Coeli etc. col versetto, famoso di Marte, dinanzi al quale
responsorio, ed orazione, locchè fan- eravi una colonna chiamata bellica,
no per rendere nuove grazie all'On- perchè dedicata a Bellona dea del-
nipotente, e ricordare a' romani il la guerra. In esso si congregava per
beneficio segnalato, che riportarono determinarla contro qualche nazio-
nel pontificato di s. Gregorio I per ne il romano senato, e stabilita la
l' intercessione della b. Vergine. guerra, ascendeva sulla colonna un
Finalmente in questa chiesa sono soldato , ovvero un console , come
sepolti molti servi di Dio, e diversi opina Dione, e scagliava una lancia
Cardinali, e personaggi illustri. Ol- verso quella parte in cui trovavasi
tre i genitori di Onorio IV della il popolo nemico , e siccome avanti
nobilissima casa Savelli, si vogliono il tempio e la colonna eravi una
ivi trasportate le ceneri di quel Pon- piccola piazza, derivò ad essa il no-
tefice per ordine di Paolo III, in- me di Campitello. Qui d'appresso
sieme alla statua sepolcrale di lui, eravi il circo Flaminio, la porta Car-
dalla basilica vaticana. Ed essendo mentale, cosi detta da Carmenta
morta sotto Sisto IV Caterina regina madre Evandro, e appellata scel-
di
di Bosnia, eh' erasi recata in Roma lerata ,
da essa uscirono i
perchè
accompagnata da quaranta cavalieri trecento Fabj uccisi poi dai veienti.
nel 1478, fu quivi sepolta. Né deve Qui pure era un tempio dedicato
tacersi, che in questa chiesa si con- ad Apolline, ove il senato riceveva
serva con gran venerazione un mi- gli ambasciatori delle nazioni. In
, ,

ioo cui CHI


(jiiesto sito una
poi-tanto fu edificata romani vi Vi recarono a rendere le
chiesa, che s. Pier Damiani chiamò dovute grazie. Poscia l' immagine
basilica, ed una di quelle dedicate fu portata in tutti i luoghi di Pio-
alla beatissima Vergine, di cui il ma dove la peste avea fatto mag-
popolo romano nutriva particolare gior strage. A' 3 marzo i658, con
divozione. Il Pontefice Onorio III, solennissima processione che partì
nel 1 2 1 7, la l'istaurò, e nel giorno dalla chiesa à'Ara-cceli, Alessandro
sacro all'Assunzione della ss. Vergi- VII andò a cantare il Te Deum
ne la consacrò ed arricchì di molte nella chiesa dis. Maria in Portico.

reliquie. Come attesta il Panciroli, Indi, venendo stabilito di proseguire


divenne parrocchia, e le due nobili la fabbrica della chiesa di Cauipi-
famiglie Capizucchi e Muti vi eres- tclli, per collocarvi la divota e mi-
sero due belle cappelle. Rovinata racolosa immagine, non reputandosi
per la sua antichità, nel pontificato conveniente la località ov' era situa-
di Paolo V, nel 1 6 1 9, fu demolita ta quella di s.Maria in Portico, il
per gettarvi fondamenti di altra
i Pontefice dopo matura deliberazio-
più grande; funzione che eseguì il ne decretò, che i chierici regolari
Cardinal Mellini vicario di Roma, della madre di Dio, esistenti presso
ma non essendo riuscita quale si l'antica chiesa di Campitclli , con
desiderava, fu demolito quanto crasi quelli dimoranti presso quella in
fabbricato, e nel 164.2 se ne inco- Portico , avvrebbero formata una
minciò altra più ampia, e magnifica. sola famiglia religiosa ; che la chiesa

La terribile pestilenza , che nei in Campitelli si sarebbe denomina-


primordii del pontificato di Alessan- ta s. Maria in Portico in Campi-
dro VII, Chigi, afflisse l'Italia, nel tela, e che quell'antica di s. Maria
l656 desolò Roma. Confidando il in Portico, sarebbe chiamala col ti-
popolo romano nel patrocinio della tolo di s. Galla.
b. Vergine che si venerava nella Volendo concorrere anche il Papa
chiesa di s. Maria in Portico ,
per all' ere/.ione della nuova chiesa in
la cessazione del flagello, nel dì del- Campitelli, a' 29 settembre 1660,
la lesta della sua Concezione, il se- in presenza del magistrato romano,
natore, i conservatori di Pioma, e il si recò a gettare la prima pietra
priore de' capo-rioni recarono in si della tribuna, e con disegno di Car-
detta chiesa, e col beneplacito pon- lo Rainaldi venne eretta la nuova
tificio fecero leggere dal loro can- chiesa, la cui facciata col santuario
celliereil formale voto, di spendere fu compita nel 16(17. Alessandro VII
qualche somma di denaro per col- fece a sue spese il santuario, i chie-
locare con migliore decoro l' imma- rici regolari della Madre di Dio \i
gine della Madonna, cui era rivolta spesero circa cinquantamila scudi, e
l'universa! fiducia , e la quale in il senato romano v' impiegò vistose

altre simili calamitose circostanze somme. L' immagine della Madonna


avea esaudito le preghiere de' ro- la sera de' 1 4 gennaio 1 662 da ,

mani. Primieramente Alessandro VII, monsignor Caraffa vicegerente fu le-

a' 21 gennaio 1657, andò a visitare vata dall' antico suo ciborio della
la santa immagine; quindi a' 3o di chiesa in Portico , e fu portata in
aprile ordinò che si riaprisse la chie- quello di Campitelli , seguita dai
sa al divin culto , per cui tutti i chierici regolari che vi trasportalo-
CHI CHI 101
no pure il corpo del loro fondatore. carnevale, e nella domenica di ses-
J
Indi, nel concistoro de 26 luglio, sagesima con gran magnificenza si
Alessandro VII trasferì la diaconia espone il ss. Sacramento in forma
Cardinalizia da s. Maria in Portico di quaranta ore, e suole talvolta il

alla nuova chiesa di s. Maria in Sommo Pontefice visitarlo, accompa-


Portico in Campitelli. Tuttavolta la gnato dalla sua corte. Prima tale espo-
immagine si potè collocare nella tri- sizione si faceva con qualche figurata
buna ove ora si venera, soltanto da rappresentanza di alcun fatto del-
Clemente IX, né si compì l'edifizio l' Questa partico-
antico testamento.
che sotto Clemente X , concorren- lar venerazione Sacramento al ss.

dovi il di lui nipote il Cardinal Pa- vuoisi originata da Innocenzo XI,


luzzo Albertoni Altieri, il quale poco Odescalchì, per compensare con al-
distante nvea il palazzo della sua trettanto di ossequio e venerazione
nobilissima ed antica famiglia Al- la ss. Eucaristia, poiché nell'antica
bertoni. Già la famiglia Altieri ha chiesa di Campitelli, nel i^i'j, al-
in questa chiesa due cappelle gen- lorché fu saccheggiata Roma, i sol-
tilizie, in una delle quali sono de- dati eretici empiamente cavarono
gni di osservazione dei belli depositi, dal tabernacolo le Ostie, e le calpe-
anco per le semplici, e morali epi- starono co' piedi.
grafi, che leggono su due di
si essi, La facciata esterna di questo gran-
in uno man,, nell'altro umbra. dioso tempio è di travertini a due
Là santa immagine fu collocata ordini corintio, e composito; l'inter-
nel ciborio 6ulla tribuna a'3o otto- no è a croce latina con cappelle
bre 1667 con grandissimo concorso sfondate ; il tutto è decorato di
di popolo, e nel giorno dell' Imma- grandi colonne scanalate , la cui
colata Concezione dell' anno santo parte inferiore è di marmo. Le cap-
if>75, fu la chiesa aperta al pub- pelle, sono ricche di pitture e di
blico culto, e per la prima volta marmi, e di diverse decorazioni.
ebbe luogo 1' offerta prescritta al A destra evvi la cappella di s. Mi-
senato romano da Alessandro \ II ,
chele Arcangelo de' procuratori di
fino dagli 1 1 settembre 1 666, d'un collegio [Fedi), i quali dopo che
calice d'argento, e quattro torcie nel pontificato di Benedetto XIII.
di cera, offerta che ora si eseguisce andarono via dalla chiesa di s. Eu-
nel mercoledì fra l'ottava della fe- stachio, quivi si stabilirono. Nel son-
sta. In seguito i chierici regolari tuoso altare maggiore si venera
della madre di Dio lasciarono l'an- 1'immagine della Madonna , e in
tica chiesa di s. Maria in Portico, una finestra di forma rotonda della
vendettero la contigua casa agli O- cupola, una croce formata di
evvi
descalchi , che vi formarono I' ospe- alcuni d'una colonna spirale
pezzi
dale di s. Galla, e tutti si unirono d' alabastro, che mostra la sua tra-
con quelli della casa di Campitelli. sparenza dalla luce che ha di dietro,
Oltreché in questa nuova chiesa, la e che prima stava nella chiesa iu
quale ritenne la parrocchia dell'an- Portico. Quella colonna vuoisi rin-
tica, si celebra a' 17 luglio la festa venuta tra le rovine dei portici di

dell'Apparizione dell'immagine della Ottavia. Oltre il p. Ludovico Mar-


Madonna, colle stesse indulgenze, racci, scrissero la storia di questa
che godeva la chiesa in Portico, nel chiesa, il p. Carlo Erra, Storia .di
,

102 CH[ C1II


s. Maria in Portico di Campite.llì '.;
gurate scale gemonie. Ma nello stesso
Roma 1750, e il p. Giovanni Leo- luogo ove oggi è la chiesa, eravi il
nardi , Memorie di s. Maria in famoso tempio della Pudicizia patri-
Portico di Fvoma , Roma 1675. Tali zia, la cui sontuosità fu resa nota da-
autori sono tutti chierici regolari gli storici, anzi si ritiene che entro i

della Madre di Dio {Vedi\ e l'ul- pilastri della chiesa sienvi dieci gros-

timo ne fu il prineipal fondatore. se colonne di marmo, avanzo di


quel tempio.
S. Maria della Consolazione, V. Varie denominazioni ebbe questa
Ospedale di s. Maria della Co.v- basilica e pel primo fu chiamata
,

solazio.ve. con quella di s. Maria in Cosme-


din, che vuol dire ornamento con-
S. Maria in Cosmedin , detta la venevole, o ornamento de' sacerdoti,
Bocca della Verità, e Scuola per le splendide restaurazioni fatte-
greca, basilica, diaconia cardina- vi da diversi Pontefici, ovvero come
lizia, con parrocchia, nel rione vogliono Giacomo Moroni, e il Mer-
Ripa. cato, eruditi antiquarii, che ne esami-
narono l'etimologia, quel Cosmedin
Celebratissimo fu questo luogo vuol dire, ornato tempio di Giove,
dappoiché nelle sue vicinanze era vi composto di tre voci greche, ag-
il Circo Massimo, edificato da Tar- giungendo che tal vocabolo deri-
quinio Prisco, migliorato da Tarqui- vasse dall' Ara massima dedicata a
nio il Superbo, e cambialo in pietra Giove Ammone. Altra primitiva de-
da Giulio Cesare, mentre lo nobili- nominazione fu di s. Maria Scho-
tarono sempre più Claudio, ed Elio- la Graecorum ad sanctos Marty-
gabalo. Ancora esistono molti avanzi res, per essere prima stata dedicata

del tempio di Vesta, ove le vestali ai ss. Dionisio areopagita, Rustico, ed

mantennero il fuoco sagro, e che la Eleutcrio martiri, ovvero per la gran


famiglia Savelli dedicò al protomar- copia delle reliquie de' santi marti-
tire s. Stefano. Indi per un miraco- ri quivi trasportati dai cimiteri da
loso avvenimento d' un' immagine Stefano III, da s. Paolo I, e da Ca-
della b. Vergine, fu chiamato del listo II , se pure quel nome non de-
Sole, come si può vedere a pag. rivasse dalle vie sotterranee della

57() de' Tesori nascosti del Panci- chiesa comunicanti colle catacombe
roli. Sulla piazza eranvi i pistrini di s. Sebastiano, da cui i cristia-

o forni pubblici, giacché ivi erano ni nelle persecuzioni portavansi in


trenta vasi di pietra , ove pestavasi questo luogo per provvedersi del pa-
il grano cotto, prima dell'uso delle ne. Fu poi detta Scuola greca , o
mole, e cento quarantacinque gra- perchè ivi si facessero i sagri fizi con
nari. Quivi si trovava l'ara massima o usi e cerimonie greche, o perchè ivi

altare, così detto per la sua grandez- si istruisse con eccellenti maestri la
za, che poi venne demolita da Sisto romana gioventù, od anco per es-
IV. Poco lungi fu il tempio della dea servi stato fondato un monistero in
Bona, e quelli di Fauno, di Veue- cui si ritirarono i monaci greci quan-
re, e di Giunone; il celebre ponte do fuggirono dall' oriente per la per-
Sublicio Y armilustro o armeria
, secuzione delle sagre immagini. Si
degli antichi romani, e le nialau- dice ancora che in questi dintorni
,

CHI CH I io3
abitassero i greci, e che l' impera- divin Verbo, e contro l'immacolata
tore Adriano un ateneo o
vi aprisse purità di Maria, laonde quel zelante
scuola greca : che poi poco distante Papa a memoria di tal trionfo, ove
esistesse la scuola di Cassio, e il gin- già fu tempio alla Pudicizia,
il eres-
nasio pubblico, l'afFermano varii ar- se in onore della regina delle ver-
cheologi. Per molto tempo i Car- gini questa chiesa, che vuoisi la se-
dinali diaconi della medesima si sot- conda ad essa dedicata in Roma.
toscrissero con tal denominazione : Dipoi s. Gregorio I l' annoverò tra
Dine. Card, in Schola Graeca. Si le diaconie Cardinalizie, e verso l'an-
disse ancora scuola di s. Agostino , no 770 vi furono posti ad ufficiarla
avendosi per tradizione, che quel i monaci greci perchè vi celebrassero
santo dottore vi leggesse rettorica. le sagre funzioni co'loro riti : tutta-
Finalmente fu detta questa basilica volta si vuole che monaci fosse-
tali

Bocca della verità, da quell'antico ro ivi già posti nel 705 da Stefano II
sasso marmoreo rotondo, che si ve- detto III, e che il monistero si chia-
de nel lato sinistro del portico, forse masse A"i:iun£Ìamo col
di S.Dionisio.
trasferitovi da qualche cortile , in Panciroli, che tanto Stefano III, che
mezzo al quale faceva le veci di Paolo I operarono in questa basili-
chiavica ; ma
perchè con rozza scol- ca molti miglioramenti. Da un'iscri-
tura rappresenta un mascherone con zione che si legge in questa chiesa
occhi forati, e con larga bocca il , rilevasi, ad essa contigua
essere stata
volgo crede che essa si chiudesse 1 abitazione delle povere diaconesse,
allorché chi vi aveva posto la ma- alle quali presiedevano un diacono, e
no per giurare , aveva giurato il un sacerdote, col titolo di padre. In un
falso. Il Piazza , il Crescimbeni , e antico diurno si legge il privilegio
altri illustrarono questo antico e si d' istituire il diacono in questa dia-
famoso simulacro, che lungi dal cre- conia, dove si prescrive : Ut quan-
dere un coperchio ignobile di chia- do lucerna perficitur ( cioè il lucer-
vica, col Severano piuttosto voglio- nario corrispondente alla nostra com-
no essese stato, non una mola da pieta, e secondo il rito ambrogiano
macinar grano come alcuni opina- al vespero ) , Onines diaconites. et
rono, ma piuttosto avesse apparte- pauperes Christi Kyrie eleison excla-
nuto alla sum mentovata Ara mas- mare studeant. Adriano I, magnani-
sima , e rappresentante dalla sua fi- mo Pontefice del 772 , dai fonda-
gura con corna d' ariete, un Giove menti restaurò questa basilica, l'am-
Aminone. pliò, l'abbellì, l'adornò con tre tri-

L' origine di questa chiesa rimon- bune nel capo delle e tre navate ,

ta al terzo secolo ad onta della dis- le tolse d'intorno quanto l'ingom-


crepanza sulla vera epoca degli scrit- brava. Laonde per la sua vaghezza
tori. E sua origine al Pon-
ascritta la chiamolla I^eram Costnedin, vago
tefice s. Dionisio greco nel 278, ed ornamento. Aggiungiamo col Venu-
alcuni dicono nella stessa sua casa, ti, oltrequanto sopra dicemmo su
mentre regnava Gallieno piuttosto tal denominazione, che la Madonna
indulgente co' cristiani. Ne fu causa di s. Maria in Cosmedin significa ,

lacondanna nel concilio antioche- Signora del mondo. I ss. Pontefici


no di Paolo Samosateuo eh' erasi , Leone III, e Gregorio IV gran di-
scagliato contro l' incarnazione del vozione ebbero per questa chiesa
,

io4 CHI CHI


cui fecero magnifici donativi sicccome pli poderi di certi Eustazio, e Gior-
descrive Anastasio bibliotecario nelle gio che si vogliono o diaconi regio-

loro vite. Dal medesimo Anastasio si nani, o diaconi Cardinali. V'ha chi
ha che s.Nicolò I, creato nell'858, vi attribuisce la consagrazione della
edificò d'appresso un palazzo ponti- chiesa san Nicolò I, e chi al
a
ficio, poi abitato da lui, non che da detto Calisto II, il quale era stalo
alcuni Papi , e dai Cardinali diaco- diacono Cardinale della medesima.
ni della chiesa. Ecco le parole del- Certo è che la festa della dedica-
l' Anastasio : fecit et in eadeni ec- zione della chiesa si celebra nel me-
clesia hospitium ad ulilìtateni Pon- desimo giorno de' 6 maggio. Si vuo-
tificarli, ubi ipse cum omnibus, qui le ancora che fra i corpi santi che

ei famulanlur, hospitarctur. Oltre a quivi si venerano, vi sia quello di


ciò s. rinnovò il segre-
Nicolò I vi s. Valentino martire trasportatovi
tario o sagrestia, vi fece appresso il dalla chiesa eretta a tal santo fuori
presbiterio, rinnovò il portico, ed edi- della porta Flaminia. Né qui deve
ficò l'oratorio di s. JNicolò, per ac- tacersi, che presso la basilica esiste-

crescere a questo santo venerazione va altra chiesa dedicata a s. Valen-


nella stessa chiesa , ove già ricorse tino, di cui tratta il Piazza, Gerar-
al di lui patrocinio Sergio arcivesco- chia, pag. 764, la quale venendo
vo di Ravenna. Ed allineile nulla demolita verso il 1570, le rendite,
mancasse a renderla conveniente re- e i canonici della medesima, con
sidenza pontifìcia, e tale che i Pon- tutte le sue prerogative e ragioni
tefici ivi potessero celebrare mol- furono incorporate alla chiesa di s.
te funzioni, vi fabbricò un bellissi- Maria in Cosmedin.
mo Triclinio, per i pubblici conviti Onorio II fece diacono Cardina-
con l' intervento del Papa, de' Car- le di questa chiesa, Giacinto Bobò

dinali , de' prelati ec. , e de' re e Orsini romano, il quale dopo averla
principi. avuta sessantacinque anni, nel 1 i<) 1

Crescendo in lustro questa basi- fu sublimato alla cattedra di s. Pietro


lica, come la più distinta, Pasquale col nome di Celestino III. Altri però
II la conferì al Cardinal Giovanni dicono che ne fosse diacono soli cin-
Gaetani, che vi fece il ciborio di quant'anni. Certo è che ne fu amo-
marmo ,
poi rinnovato dal Cardinal revole, e benefattore. Accrescendosi
diacono Francesco Gaetani , ornato il lustro della basilica, essendo ulli-
con mosaici, cogli stemmi di sua ca- ziata da' canonici secolari , i cano-
sa , cioè le onde d' oro in campo nicati non si conferivano che a per-
azzurro, e divenuto nel 1 1 18 Pon- sonaggi distinti, per cui Cencio Sa-
tefice col nome di Gelasio II, donò velli, che poi nel 1216 fu Papa
alla chiesa varie insigni reliquie, che Onorio III, n'era stato canonico.
dipoi ripose in una conca di gra- Anche la diaconia solevasi conferire
nito sotto l'altaremaggiore Calisto ai più degni Cardinali, ed ai con-
II, allora quando a' 6 maggio iis3 giunti de' Pontefici, i quali Cardi-
consagrò solennemente quell' altare . nali diaconi per lo più abitavano
Alcuni autori parlano anco di al- nelle case contigue. Urbano IV la

tre beneficenze di Gelasio II verso conferì nel 1261 al Cardinal Jaco-


questa chiesa , ed altri di quelle po Savclli che nel 1^85 divenne
splendidissime, per donazione di am- Pontefice Onorio IV, ed anche esso
cui CIII 105
non mancò di beneficarla. Da una le all'arciprete. Dipoi s. Pio V, nel
sottoscrizione del Cardinal Gugliel- sopprimere la parrocchia di s. Ma-
mo delGiudice nipote di Clemente ria Egiziaca, per ivi fondarvi l'ospi-
VI , diaconus Cardinali.? s. Marita zio degliarmeni, l' uni con bolla
in Co sin e din , sive schola grave a de'14 ottobre 1570 a questa di s.
prior diaconorunij si rileva che al- Maria in Cosmedin, che eresse in
lora più anziano de' diaconi non
il vicaria perpetua, la quale ora si

aveva diaconia determinata. Quindi amministra da un canonico, dietro


Gregorio XI nel 1 375 creò Cardi- il concorso che si fa per online del
nale diacono di s. Maria in Cosine- Cardinal vicario, che ne propone i
din Pietro di Luna, che nel i ><)j prescelti al capitolo per la nomina.
col nome di Benedetto XIII s'in- In seguito il canonico Agostino Var-
truse nel pontificato, e visse soste- rotti romano v'istituì quattro bene-
nitore dello scisma trentalre anni. fiziati. Attualmente si com-
il capitolo
Divenuto Pontefice Eugenio IV, co- pone dell'arciprete, e dieci canonici,
inè quello, che era assai propenso alla che hanno l'uso della c;ippa magna, e
vita monastica, mentre era Cardina- del rocchetto; di sei benefiziati, collu-
le diacono della chiesa Lucido Con- so delle cappe con fodere di pelli bi-

ti, capitano generale dell' esercito gie nell'inverno; di quattro cappellani


spedito contro i bolognesi, soppresse corali amovibili. I canonici sono no-
nel i435 la diaconia, e la collegia- minati, qualora non sieno affetti al-
ta, e la concesse, in vino a tutte le la santa Sede, dal Cardinal diacono, il

entrate e ragioni, ai monaci di san quale vi tiene un prelato per vica-


Paolo della congregazione cassinese, rio ; i benefiziati sono nominati, parte
perchè quel monistero diminuito dal capitolo, e parte dai patroni, e
nelle sue rendite, era esposto alle i cappellani dal capitoli. Sui privi-
incursioni de' malviventi o della , legi, e prerogative di questo capi-
gente di mare, aveva l' aria insalu- tolo, V. Constitutioncs insigni* ba-
bre, e perchè la congregazione non silicale, diaconali?, collegiata e, et par-
aveva in Roma né monistero né ospi- rocchialis Ecclesiae s. Marine in
zio. I monaci ridussero le case a Cosmedin de urbe Rotnae 1832.
monistero, e 1' ufficiarono per settan- Ora sta trattando 1'
si ultimazione
totto anni, finché Leone X, nel i5i3, della causa del ven. d. Gio: Batti-
la restituì all' autico suo grado di sta de Rossi, canonico di questa ba-
diaconia Cardinalizia, e di collegia- silica, per la beatificazione del qua-
ta secolare^ rilasciando però ai cas- le d. Gio. Maria Tojetti scrisse la
sinesiuna- parte delle sue entrate, vita, cui pubblicò in Roma nell'an-
derogando alle disposizioni di Eu- no 1768.
genio IV, confermate da Nicolò V. Che questa chiesa prima di Eu-
11 tutto Leone X ad
fece istanza genio IV fosse parrocchia, e colle-
del popolo romano, laonde vi sta- giata, lo si legge dalla bolla di quel
bili un arciprete per dignità, con Papa, e dalla iscrizione incisa sopra
nove canonici, e sei cappellani amo- delle sue campane, che porta la da-
vibili; la raccomandò al senato ro- ta del mcclxxxm. Di alcune previ-
mano, ingiungendo, che almeno ne sioni de' suoi canonicati vi sono me-
visitassero la chiesa una volta l' an- morie nelle bolle di Bonifacio IX
no, e assoggettò la cura parrocchia- del 1389, e di Martino V. Quindi
,

job CHI Clll


il primo Cardinale diacono , dopo lo I per la vecchiezza era rovinato,
la restaurazione, fu Luigi marchese edificò il coro per l'inverno dedican-
di Gerace, figlio di Ferdinando V dolo a s. Gio. Battista, senza men-
re di Aragona, elevato alla porpora tovare altre beneficenze, come il ci-

nel 5 19 dallo stesso Leone X. Sot-


i
niiterio ec. Ai suddetti si devono
to il di lui glorioso pontificato, in aggiugnere : Ascanio , e Girolamo
una casa soggetta alla parrocchia si Colonna, Leopoldo de Medici, Car-
manifestò una miracolosa immagine lo Barberini ec. Il Cardinal Anni-

della Madonna, la quale pei gran bale Albani nipote di Clemente XI


prodigi che operò, fu in essa tras- nel 1 7 1 8 vi eresse la facciata, e rin-

portata. Già esisteva per altro l'al- novò il portico con disegno di Giu-
tra antica e divotissima immagine seppe Sardi. Quel Pontefice ne fu
della beata Vergine dipinta da va- pure benemerito, dappoiché nel 1715
lente pennello su tavola nella tri- fece abbassare la piazza, rialzò il

buna del coro, col santo bambino piano della chiesa, ch'era sepolto
in atto di benedire, e dai lavoro si circa otto palmi sotto di essa, e la
tiene per certo, che sia quivi collo- ridusse in miglior forma. Inoltre fe-
cata dai monaci greci allorché, fug- ce nella piazza una bella fontana
giti dall' Oriente, si stabilirono in architettata dal Bizzaccheri , e un
questa chiesa. Porla in caratteri fontanile da un lato. L'altro nipote
greci una iscrizione, che significa: di Clemente XF, il Cardinal Ales-
Virgo Mater Tale immagine
Dei. sandro Albani, nel 1727, vi eresse
fu celebrata dal gran Cardinale Ba- il fonte battesimale.
ronio, e riscosse sempre la venera- Delle insigni reliquie di questa
zione del popolo romano, che la ri- chiesa, parla il citato Piazza a pag.
guarda per una delle più insigui di 771. Mentre n'era titolare il Car-
Roma. In un al bambino, dal ca- dinal Antonio Frosini, vi furono
pitolo vaticano fu coronata con co- operati molti ristami , ed ottenne
rona d'oro. Carlo Castelli mantova- dal Pontefice Leone XII l' incorpo-
no, benemerito canonico della col- razione delle rendite del capitolo
legiata nel iG38 la celebrò con una della chiesa di s. Anastasia (Vedi),
iscrizione. Sulla porta, nell' interno nel modo che dicemmo a quell'ar-
della chiesa , eravi altra antichissi- ticolo. Il medesimo Cardinale la be-

ma immagine di Maria ss. fatta in neficò in vari modi, le donò ricchi


mosaico, donata dal detto capitolo va- paramenti, e costruì il bellissimo
ticano ad Antonio Ghezzi, canonico organo. Mirabile è la torre delle
decano della collegiata nel i635, dal- campane, o campanile per la sua
la cui iscrizione si legge che fu fatta altezza forma quadra e antichità
,

nel 705 sotto Giovanni VII, e posta che rimonta all'ottavo secolo non ,

nella sua cappella del presepio, colla potendosi stabilire se lo edificasse


effigie da un lato del medesimo Papa. Adriano o Nicolò I. Sulla pianta
I,

In seguito tal mosaico fu traspor- di questa chiesa è a leggere quanto


tato in sagrestia. Altri benefattori di scrive il Piazza a pag. 77-4j oy e ne
questa chiesa furono i seguenti Car- riporta il disegno. Ritenendo in gran
dinali diaconi : Giacomo Savelli di parte le forme delle chiese orientali
Roma, Vincenzo Gonzaga, il quale di rito greco, delle parti che com-
perchè il segretario edificato daNico- pongono tali edifici, abbiamo fatto
,,,

CHI CHI , 07
parola all'articolo Chiesa (Fedi). Pontefici, e i Cardinali diaconi nel
Sopra tutti va consultato Gio. Ma- celebrarvi le sacre funzioni. Final-
rio Crescimbeni sulla storia di que- mente, fra i benefattori di questa
sta basilica, ch'egli produsse in tre insigne chiesa, va rammentato certo
opere, cioè: Istoria della basilica Alfano, camerlengo di s. Chiesa,
diaconale collegiata di s. Maria in sepolto nel portico, il quale fece
Cosmedin di Roma , Roma 1 7 1
5; eseguire pavimento a mosaico con
il

Istoriche notizie della b. Vergine bellissime e variate pietre. Le mi-


titolare della basilica di s. Maria gliori però di quelle pietre furono
in Cosmedin , estratte dall' istoria tolte da mani rapaci. Oltre le prin-
e dallo stato di detta basilica, Ro- cipali feste della b. Vergine, nel
ma 1722; Stato della basilica dia- primo giorno di quaresima, vi è la
conale collegiata, e parrocchiale di stazione.
s. Maria in Cosmedin di Roma nel
presente anno 17 19 descritto, Roma S. Maria inDomnica, diaconia Car-
1 7 1 9. Questo rispettabile letterato dinalizia, in cura de' monaci greco-
che è qui sepolto, prima fu cano- melchiti, nel none Cdmpitelli, sul
nico e poi arciprete di questa chie- monte Celio, detta la Navicella.
sa. Fra le sue benemerenze evvi
quella di avere nel 1 7 1 7 riaperta, Qui fu la casa di s. Ciriaca ma-
dopo essere stata chiusa per duecen- trona romana, che alloggiava i cri-
t'anni, e perciò da molti ignorata ,
stiani perseguitati per la fede ed
la confessione, come si vede in altre avendo donato tutto il suo alla
basiliche, ove riposa il corpo di s. chiesa, ridusse la stessa casa in sa-
Cirilla, figlia dell'imperatore Decio. cro tempio, consacrato poi da san
La fornì di doppia scala , l'abbellì Silvestro I. Si chiama questa chiesa

vi fece consacrar l'altare, e l'arric- in Domnica, o in Dominica. La-


chì con molte reliquie. sciando diverse inverosimili inter-
La chiesa è a tre navi con anti- pretazioni, dee .ritenersi piuttosto
che colonne, dalla disposizione delle che siccome il nome di Ciriaca,
quali vuoisi ritenere che l' antico e- dalla quale fu fondata , significa
difizio sia stato piuttosto un porti- Dominica, così è lo stesso il di-
co, che un tempio, come tanti asse- re s. Maria in Ciriaca, che s. Ma-
riscono. Di bel lavoro sono i capi- ria iti Dominica. Dicesi poi in Na-
telli; il presbiterio è elevato, cogli vicella da quella nave di pietra, che
amboni ai lati secondo la forma sta dinanzi la chiesa, forse eretta
delle primitive chiese : l'altare prin- per ornamento, per voto alla b.
o
cipale è coperto da un baldacchino Vergine da qualche navigante, ov-
sostenuto da quattro colonne di gra- vero per alludere alla medesima ss.
nito rosso. Nel fine della chiesa si Vergine, chiamata stella del mare.
veggono da ambo i lati della porta Leone X tolse l'antica navicella di
due sassi rotondi di marmo nero, marmo, eh' erasi spezzata e ve ne ,

con un ferro in cima, che serviva- pose una copia, però inferiore nella
no per istraziare i santi martiri. Nel scultura. In questa parte meridiona-
mezzo del coro evvi una sedia di le del Celio erano gli alloggiamenti
marmo con due leoni accanto di de'soldati stranieri, chiamati Castra
marmo bianco , in cui sedettero i pcregrinonan ; ma più di frequente
, ,,,

io8 CHI cui


vi passavano che stavano
i soldati, e preziose cose , che sono descritte
di stazione sul monte Albano. E sic- dall'Anastasio. Vi fece il ciborio ed

come quivi quando il Tevere avea


,
il propiziatorio argento
tutto di
inondato il campo Marzo, si faceva- colla confessione adornata con lami-
no le corse de' cavalli , dette Equi- ne di tal metallo. E perchè si co-
na, alcuni opinarono che i romani noscesse, che la chiesa sino dalla sua
vi ponessero la detta piccola nave. origine era stata dedicata alla san-
Presso questo luogo nei primi del tissima Vergine Maria, il santo Pon-
secolo XIII fu eretto un gran mo- tefice, nell'abside della tribuna, e

nistero ed ospedale da Innocenzo III, quasi con egual composizione da lui


che l'affidò alla custodia de' religiosi fatta eseguire nella chiesa di santa
della ss. Trinità del Riscatto, con Cecilia, si fece dipingere nel mosai-
pingui rendite. co , restaurato poscia da Clemente
Questa chiesa vuoisi divenisse dia- XI, in atto di baciare il piede de-
conia Cardinalizia dall' epoca della stro alla Madonna, che fu rappre-
sua fondazione, e fosse riguardata sentala sedente su di. una ricca se-
sino all' anno mille, come vuole il dia, col suo divin Figliuolo in atteg-
Panvinio ,
per la prima diaconia giamento di benedire. E nel giro
Cardinalizia, per ciò detta arcidia- della tribuna pure in mosaico po-
conia, o diaconia e residenza del se un' analoga iscrizione in versi
Cardinal arcidiacono della santa ro- ancora esistente.
mana Chiesa cioè del Cardinal , Innocenzo VIII creò Cardinale
camerlengo. L' ultimo ne fu s. Gre- diacono di s. Maria in Domnica
gorio VII, dappoiché soppressa dai Giovanni de Medici fiorentino , il
Pontefici tal dignità, siccome di quale ne fu di voto e benefattore.
troppa autorità, e divenuta sorgente Verso l'anno i5oo, con disegno di
di grandi abusi , rimase quella sola Raffaello, massime nella facciata, la
di camerlengo. In questo luogo di riedificò con nobile soffitto, e fece
sua residenza, s. Lorenzo fatto arci- fare da Giulio Romano, e da Pie-
diacono della s. romana Chiesa da rin del Vaga, il fregio che gira in-
s. Sisto II, aveva distribuiti per torno alla navata, non che il portico
ordine di quel Pontefice ai poveri eseguito da Buonarroti. Fatto Pon-
i tesori della chiesa, che il tiranno tefice, nel i5i3, col nome di Leo-

Decio voleva usurpare. E quando ne X , nel dì della stazione vi si


fu ricercato di manifestar dove quei recava a visitarla in cavalcata. Poco
tesori si conservavano , rispose il di poi quel Poutefice elevò al Car-
santo archile vita: Facultates Eccle- dinalato il proprio cugino Giulio
sìa;, quas requiris, manus pauperum de Medici, conferendogli questa ri-
deportaverunt. spettabile diaconia Cardinalizia. Di-
S. Gregorio I vi pose la stazione venuto egli pure sommo Pontefice
nella seconda domenica di quaresi- nel i52 3, col nome di Clemente VII,
ma, e fu la prima tra le diaconie non maucò operarvi diversi ristauri.
stazionali. S. Pasquale I, eletto Papa Questa chiesa fu ufficiata dai mo-
nell'anno 8 1 7, essendo stato titolare llici Olivetani, che vi avevano dap-
di questa chiesa, la rifabbricò in for- presso il monistero; poi fu data sotto
ma diversa dell'antica, la fece più Paolo V in cura a un chierico be-
ampia, e più bella, e le donò molte nefizialo, uno de'quali fu il celebra-
CHI cui 109
tissimo letterato Leone Allazio, fin- .5*. Maria Maddalena al Quirinale,
ché il Papa Clemente XII diede delle monache. Adoratici perpetue
in custodia la chiesa alla congrega- del Ss. Sagramcnto , nel rione
zione di s. Gio. Battista del monte Monti.
Libano, de' monaci greco-melchiti, i

quali ne presero possesso a'29 luglio Nell'anno i58r, Maddalena Or-


1734, affinchè vi formassero un sini, nobile romana, edificò la chiesa,
collegio pei missionari della Siria, e il monistero, e vi prese l'abito
sotto l'ubbidienza della sagra con- religioso di s. Domenico. Quindi nel
gregazione di propaganda. Nel pre- pontificato di Clemente XI, la chiesa
cedente pontificato di Benedetto con disegno del Burioni fu rifabbri-
XIII , fu questa diaconia solleva- cata. Ma, nel i83f), il regnante
ta grado presbiterale, e con-
al Pontefice avendo trasferite le mo-
ferita famoso Cardinal Nicolò
al nache domenicane ne' monisteri dei
Coscia , ma dipoi tornò ad essei*e ss. Domenico e Sisto, e di s. Cate-
diaconia Cardinalizia. Altri Cardinali rina a Montemagnanapoli, vi collocò
diaconi benefattori di questa chiesa, lemonache Adoratrici perpetue del
sono Ferdinando de Medici che , Ss. Sagramento [Fedi), le quali
divenne granduca di Toscana, e che non solo hanno restaurata la chiesa,
fu autore di vari suoi ornamenti e il ma ne ampliarono
monistero,
e miglioramenti, e per ultimo va l'edifizio, ne abbellirono il pro-
e
rammentato il Cardinal Tommaso spetto esterno. La festa di s. Maria
Riario Sforza, che insieme coi mo- Maddalena vi si celebra a'22 luglio,
naci concorse nei restauri. Questo nel qual giorno ogni quattro anni,
porporato, passato essendo alla dia- il magistrato romano fa l'oblazione
conia di s. Maria in via Lata per ,
di un calice d'argento, colle torcie
1' amore che nutriva per questa di cera.
chiesa ottenne di poter temporaria-
mente ritenerla in commenda. S. Maria Maddalena de' Ministri
Questa chiesa è a tre navi, divisa degV Infermi, detti i Crociferi.
da diciotto colonne di granito assai Fedi.
stimato per là sua bellezza e rarità.
Di porfido sono le colonne agli an- S. Maria Maggiore, basilica patriar-
goli dell' abside, o arco del presbi- cale, in cura del capitolo, con
terio. I freschi sotto della tribuna parrocchia, nel rione Monti.
sono del Baldi; l'altare maggiore,
secondo l' antico rito, è isolato, e § I. Nomi coi quali e stata chiamata,
nel presbiterio evvi il seggio ponti- e sue qualifiche principali.
ficale in mezzo con tre gradini, e
decorazioni di mosaico. Sul monte Esquilino sorge questa
sontuosa, e veneranda patriarcale
S. Maria Egiziaca degli Armeni. F. basilica, la quale fu appellala con
Ospizio della nazione Armena più nomi. Chiamossi nella sua ere-
DI R.OMA. zione Liberiana dal santo Pontefice
che la edificò; s. Maria ad Nìves9
S. Maria delle Fornaci, de' Trinitari neve che cadde, nel
dalla prodigiosa
scalzi del Riscatto. Fedi. luogo ove fu edificata, a' 5 agosto,
,

no CHI CHI
giorno in cui la Chiesa ne celebra delle quattro basiliche aventi la por-
la dedicazione sotto il titolo di s. ta santa, che si apre e chiude nel-
Maria della Neve; Sistina per averla l'anno santo dell'universale giubileo
rifabbricata con magnificenza Sisto da un Cardinal legato a latere de-
III; Maria semplicemente per la
s. putato dal sommo Pontefice ( che
sua eccellenza s. Maria del Presepio, ; per lo più nomina
vi il suo Cardi-
dopo che nel pontificato di Teodoro nal arciprete ), è una delle quattro,
I, nativo di Gerusalemme, ed eletto che debbonsi visitare per l'acquisto
neir anno 64.2 , furono trasferite da dell'indulgenza dell'anno santo, ed
Betlemme in questa basilica la sa- è una delle sette principali chiese
gra culla, o sia i legni che forma- di Roma, che si visitano annual-
vano la mangiatoia del presepio, sul mente per lucrare il tesoro delle in-
(piale giacque nella sua nascita il dulgenze. V. Brevis narratìo sacro-
Redentore nella grotta di Bet-
di vin rum rituum servatorum in aperien-
lemme, nonché delle fasce, e del do, et elaudendo portam sànetam
fieno, su cui riposarono, e furono Ro-
palriarehtilis basilicae liberianae,
avvolte le divine sue membra; nella mac 1726. Questa ha la sin-
basilica
qiial'epoca probabilmente dalla pre- goiar prerogativa di avere due alta-
detta città fu quivi portato il corpo ri papali uno è quello in mezzo
;

del dottore della Chiesa s. Girola- alla nave grande avanti l'abside, e
mo , sebbene altri dicono che le di l'altro nella magnifica cappella eret-
lui ossa dalla spelonca di Betlemme, ta da Sisto V, e detta del Presepio ,
furono quivi solo trasportate sul fine per essere ivi custodito. Di questo
del secolo XII quando Saladino , altare parlammo al volume Vili,
occupò la Palestina, affinchè nep- pag. 260 del Dizionario. Vanto è
pure dopo morto restasse diviso, e altresì di questa insigne basilica, che
lontano dal Presepio. Fu detta poi l'antifona Alma Redemptoris Mater,
questa chiesa s. Maria Maggiore, usata nella Chiesa nel tempo del-
per essere la principale di Roma l'avvento, e in tutti i quaranta gior-
che sia dedicata a Maria Vergine, com-
ni dalla nascita del Salvatore,
pel suo grado di basilica patriarcale, posta come da Ermanno che
vuoisi
e per lo splendore del suo edifizio, visse nel io 54, mentre si trovava
e delle sue memorie ecclesiastiche, in Roma, fu la prima volta in essa
e de' sagri pregi, che meritamente cantata in onore della beatissima
tanto la distinguono. Sono a consul- Vergine, regina del cielo.
tarsi: Francesco Bianchini, De trans- Presso questa basilica, e nel con-
la tionesacrorum eunabulorum , ac tiguo palazzo risiedettero diversi
presepio Domini , nec non eorporis Pontefici. E chiamato quel
perciò
h. Hieronymi ab ecclesie Betlehemi- palazzo anco patriarchio, ed era pure
tica ad basilicam Liberianam, in considerato come abitazione del pa-
tom. Ili, Anastasii, Sect. 11, i3, triarca d'Antiochia ,
qualora si fosse
et 3 1 , De Saeris Imaginibus ec. recato a Roma alla celebrazione di
p. Ili , ce. ; e Paolo Arrighi , De alcun concilio. Nell'anno 49^> ^ì fu
Saeris Christi Ineunabulis. in tom. eletto e consagrato l' antipapa Lo-
II, Romae sub ter. pag. 5 16. renzo, e vi tenne la sede finche, ri-
Questa chiesa è una delle cinque conosciutosi legittimo Pontefice Sim-
basiliche patriarcali di Roma, ed una maco, fu da questo promosso al ve-
s

cui CHI ni
scovato di Nocera. Nello scisma di Faustina martiri, delle ss. vergini
Silvestro III l'anno io/p vi risie- Romola, e Redenta, le teste di sin
dette Giovanni Graziano arciprete Marcellino Papa e martire, e di s.

di s. Giovanni a porta Latina, che Bibiana vergine e martire, un brac-


eletto a suo coaudiutore dal Papa cio di s. Matteo apostolo, un altro
Benedetto IX, prese il nome di Gre- di s. Luca evangelista , i menti di
gorio VI, e vi esercitò i diritti pon- s. Basilissa e di s. Anatolia, un den-
tificali. Panvinio dice, che l'anti-
Il te di s. Filippo Neri, ed innumera-
papa Silvestro III fu qui pure elet- bili altre sagre reliquie, senza parla-
to; ma ricorda che fece la sua re- re di quelle, che si trovano in tutte
sidenza presso la basilica vaticana. le altre basiliche, come di quelle dei

Clemente III fu educato nel patriar- ss. Apostoli Pietro e Paolo, della ss.

chio di questa basilica ; altrettanto Croce, e di Maria santissima, e una


si dica di Onorio III. Vi fecero in- porzione del s. sepolcro. Delle sagre
oltre residenza Nicolò IV, Martino V, immagini e reliquie, monsign. Fran-
Nicolò V, Calisto III e Sisto IV , cesco Bianchini ci diede, De sacri
come meglio si dirà in seguito, non imaginibus a Syxto P. M. ex Libe-
che all'articolo Palazzo apostolico riana basilica constructis et de prae-
di s. Maria Maggiore (Fedi). E sepio, ac cunis Christi, Romae 1727,
sebbene, per aver Paolo II eretto il con figure e Gio. Cristoforo Bot-
;

palazzo pontificio di s. Marco, e per telli, Sacrae imagines inserendae of-


aver altri Papi ingrandito quello ficii.t propriis ss. ad usimi eieri sac.
vaticano, non andassero più i Pon- patriarca, bas. LìberianaeS. M. Ma-
teficiad abitare presso s. Maria jor. Romae 1715.
Maggiore avendo Paolo V reso più
, Altra onorevole prerogativa di
comodo e più vasto quello sul monte questa basilica era quella, che i Car-
Quirinale, egli e i suoi successori dinali titolari dell'ordine presbite-
fecero quivi maggior parte della
la rale, cioè dei ss. Apostoli, di s. Ci-
residenza loro, datando sempre le riaco, di s. Eusebio, di s. Puden-
bolle e i brevi, apud s. Mariani ziana, di s. Vitale, de' ss. Marcelli-
Majorem. Lo stesso Paolo V inco- no e Pietro, e di s. Clemente era-
minciò una tal pratica, ai i4 gen- no suoi ebdomadari, celebrando essi

naio 6 1 4-1 per turno in ogni giorno della set-


Distinguesi ancora questa basilica timana sull'altare papale, e facen-
per le insigni reliquie, che possiede. do le veci del sommo Pontefice. Ai
Oltre la culla di Gesù Cristo, che si 5 agosto di ogni anno, il senato
porta processionalmente per la chiesa romano qui si conduce a fare 1' of-

nella notte del s. Natale, e che si tiene ferta di un calice d'argento, e di sei
esposta alla pubblica venerazione nel torce di cera, ed in oltre sommini-
seguente giorno, vi sono anche delle stra annualmente al capitolo scudi
pietre del presepio, e del fieno, e dei diciassette per cento libbre di cera
pannicelli su cui giacque, e fu in- gialla per 1' uffizio delle tenebre.
volto il divino Infante. Oltre il cor- Ma delle altre qualifiche, eccellenze
po di Girolamo, vi sono ancora
s. e prerogative, oltre quanto si dirà
quelli di s. Pio V, di s. Mattia apo- in questo articolo, va consultato l'e-
stolo, di s. Epafra vescovo e mar- rudito d. Paolo de Angelis, Basili'
tire ,
dei ss. Simplicio, Beatrice e cae s. Mariae. Majoris de Urbe a
,

uà CHI C III

Jum be il santo Pontefice LìIktìo ro-


1 . P. M. Desaiptìo oc ddineatio, mano, in visione furono avviviti da

Bona .in fòL i ss. di fabbricarle una chiesa in

Da Al ssandr ^ li in poi, come sa i onore, nel luogo, in cui nel se-


g all'arti* « •• • .
un e »- lle mattino, ad onta dell'eccessivo
nonieo di questa patriarcale è sem- i proprio della stagi ne estiva,
pre sud liaoono dello Cappelle Pon- .li ritrovato il suolo coperto di
-

tino;, Fra. i suoi Cardinali candida neve. Frattanto sul monte


iti. vi furono un santo, un Es il ino, apud Macellimi Lwiac
i

beai - soprani Pontefici, cioè |


/ . Nardùn lib. IV, cap. 3. I

Clemente III. Onorio HI, Adriano V, e Donati pag. 3o6) cadde gran
\ , i , _ .
\1. •
ssandro \ I, copia di neve , ed al primo albore
del giorno '. propagò per tutta
I
ne XII. Sono poi innumerevoli si

gii arcipreti, che si distins la citta li fama di si straordinari')

gesta, molti de' quali portento. Fu allora che s. Liberio


furano nipoti dei I oalmente si recò sull'Esqui-
ss

lino, in un a Giovanni e sua con-


>'•
IL V Bòa* deff -
' " ' - sorte, e presa una zappa incomin- ,

ca, suoi rimavi ssa rompere la neve.


a

mcalr*. a alla presenza d innumerabile


pop lo accadde un altro prodigio.

I stanando prodigio operato H D appena infatti il Papa toccò col

dall' Onnipotente per intercessione h neve, che si divise in una


di M - \ - ne dell'e- me un canale , a]

dificazione di questa quarta basili- rendo indicata l'area pel piano della
itriarcale, detta patriarcale, per- chiesa, la quale venne poscia erett ì

oome si disse all' articolo 1 dalla generosità de' coniugi , e fu

lic\, le basiliche patriarcali a k nnemente dal Ponte-

ss snate ai patriarchi maggiori, ac- fice primordi del


Liberio, forse ne'

!iè vi abitassero dappresso quan- -


g secondo la co-
n'e anno 3 "3,

à recavano in Roma. Questa di mune opinione. Tuttavolta gravi au-


s.Mira Maggiore era appunto, ritdimostrano j che tale avveni-
me -i disse più sopra, stabilita pel mento debba attribuirsi ad altra
una d' A Abbimi epoca, probabilmente all'anno
una contante e pia tradizione, che ovvero nell'anno 566. Osserva il
lì metà del quarto secolo, a nel suo Santuario Barn

certo Giovanni e la sua consorte, di pag. 3 4. che questa chiesa fu eretta


fiiiv, risia i emana, non, nel campo, o foro Esquilino ov' eb-
me Tollero alcuni . della famiglia be luojo una carneficina e macello
Patrizi, essendo senza prole, si ri- di martiri, laonde per tal sangue

tg -sero con fervore alla ss. ^ er- sparso, e per la neve caduta, il col-

, . e la pregassero a voler loro le Esquilino,può chiamarsi candido,


additare, in qual' opera di suo gra- e rubicondo. S. Carlo Borromeo
dimento potessero impiegare le loro Clemente Vili, e tante pie perso-
igni rendite. Furono tali suppli- ne ascesero questo colle in ginoc-
J
esaudite, e la notte de \ ago- incominciando dalla chiesa
.
:

sto dell'anno J5a, tanto i detti eouiu- di s. Pudenriana.


CHI CHI ei3
S'ignora la pi'imitiva forma di che la riedificazione di questa chie-
questa basilica, la quale sarà stata sa testificasse alla cristianità, all' u-
come quelle delle altre prime chic- nionc de' credenti, al popolo di Dio,
se de' cristiani, cioè un quadrilate- la prerogativa divina della Madon-
ro con tre navi, quale poi la rifab- na. Vero è però, che simile epigra-
brico Sisto III, che è credibile ne comune nelle chiese di Ro-
fe si rese
conservasse la primiera forma. Cer- ma, come si lcyge nel Ciampi ni ,

to è, che tempio Liberiano » non


il Vetera Monumenta, pag. 204. Fe-
fu di lunga durata, perchè setta n- ce pertanto Sisto III rappresentare
t'anni dopo vi fu bisogno che