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U-^J / O^ l^

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
ECCLESIASTICI,
DELLA CATTOLICA,
CHIESA ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE Piu" SOLENNI,
AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VCL. XCIX.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCLX.
La presente edizione è posta sotto la salvaguardia delle leggi
vigenti, per quanto riguarda la proprietà letteraria, di cui
l'Autore intende godere il diritto, giusta le Convenzioni
relative.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO- ECCLESIASTICA

vie V IC

Y ICARIO CAPITOLARE, T'ice pitolare. Che se il capitolo iascierà di ciò


sacra fungens ordini s Canonicorum , per fare, il diritto di nominare il vicario ca-
fnterregnuni Vicaria potatale fune liis, pitolare, o confermare il vicario genera-
flcariw! Capilulari'!. L'eletto dal Ca- le del vescovo precedente o destinando
,

pilolo [F.) (Iella Cattedrale {T^.) pel go- un soggetto inabile, si devolverà al Me-
verno del Vescovato [F.) o diocesi Nid- tropolitano (V.)j e se fosse la chiesa me-
lius, vacato per rinunzia , traslazione e tropolitana vacante, e se la chiesa fosse
morie del l escavo (/^.) o altro de'pre- esente dalla giurisdizione del vescovo e
iati in que'duearticoli enumerali(ne"qua- del metropolitano, ed il capitolo dell'una
li tenni di nuovo proposito de' Capitoli o dell'altra sia stato negligente, altura nel
e òt Canonici, e della Curia e Tribuna- i.° caso il vescovo sufTraganeo più antico
le ecclesiastico) j argomento di cui ragio- nella provincia ecclesiastica o metropoli-
nai ne' voi. Ili , p. 7, Vili, p. 54 e seg., tana, e nel 2.° il vescovo più vicino, eleg-
XXVII, p. 137 LUI, p.i4^> "el-
e seg., gerà il vicario, e se fra gì' individui del
le due colonne, LXII, p. 42 e seg. Laon- capitolo vi fosse persona idonea, questi
de mi limiterò a dire, che vacandola se- verrà preferito a parila di meriti all'e-
de episcopale sia per morte, sia per ri- straneo ; non è però di obbligo che il vi-
nunzia, sia per traslazione ec. del vesco- cario si faccia di uno del capitolo, ma con-
vo, si devolve la giurisdizione episcopale senziente il capitolo stesso potrà assume-
al capitolo della cattedrale. Questi entro re un estraneo. Qualora il capitolo d'una
8 giorni, da detta vacanza, deve nomina- chiesa suifraganea, vacando la metropo-
re il vicario capitolare, o confermare il litana, fosse stato negligente nell'eleggere
Vicario generale (/^.)deirultimo vesco- il vicario capitolare, spetta l'elezione al
vo, o altro fornito delle necessarie quali- capitolo metropolitano. In fine dandosi il

tà, al governo della diocesi, e nella Spa- caso, che il metropolitano, o il capitolo
gna si cliiaoja governatore il vicario ca- metropolitano, o il più aulico de'sulfra-
4 vie vie
g8iiei,o il vescovo viciniore abbiano man- tliiedeil'esscr promosso, non sia slato al-

calo nel liir uso della podestà loro devo- lie voile ligellalo dal vescovo aiilecesso*
lutn, la s. Sfòe ad siijij Irnilam ncgUi^in- v*' qiiad niarex Ma ovest tratti di per-
//<v//»^/v7f//7/o/7<///,staljilisce il vicario del- suiie, die non sono aitate, nel modo so-
la chieda vacante. Il vicario così fdllo di- pi a accennato, non possono concedere let-
tesi capitolare, peicliè elello dai capilo- teie dimissoiiali n^\)\ì\ìve posi annuin ite-
lo. La sua durala i fino ih'è fallo il ve- f/»9 Ecclesinc, senza un'espressa licenza
scovo, \\ r|uale destina il vicario a forma della s. congregazione del concilio'". Mi
dell'istruzione di DenedelloXIV, /)ciSy- sta davanti un analogo dotto voto di co-
ciori. Dioec, lib. 2, cap. q. Alle volle ac- spicuo prelato, pel caso cbe vado a rife-

onde, cbe la s. Stde per amministrare una me, di chiesa non aecjfKf principaìiter,
qualche diocesi invia Sicari apostolici né sultVaganea, né unita ad una metro-
(/ .)jO perchè d piciprio vescovo non può polilana, ma amministrata da un arcive-
o non deve esercitare la giurisilizione per scovo; e pare avvenuto nel 1882, secou-
Dootivo di dinamazione per la «juale fin- do le mie congetture, eoinincia dal ri-
che non purgato non può utilmente
si è cordare. La cura e il governo delle chie-

presiedere alla chiesa, ovvero perchè in- se vescovili vacanti, che nell'antica disci-
fermo, o avanzalo in età non può esercì- pliiia della Chiesaappai teneva al vescovo
lai e le sagre funzioni, e pascere con pio- vicino, come quegli che poteva più
piìi

(ìlio il gregge afìldatogli, o per altra ra- comodamente provvedere ad ogni biso-
gionevule causa. L'estensione delle fa- gno, passò in forza del cap. C'«//< o/<>// t/e

colla di questi vicari apostolici è a se- m^yon'y, e/ o/'er//V'/i. al capitolo cattedra-


conda del breve pontificio che loro vie- le,che secondo il diritto comune poteva
ne rilasciato dal Papa, o delle istruzioni governare la chiesa per sé stesso, ossia
che loro da quello vengono date, e pe' collegialmente. Ma il concilio di Tieiito,
aioli vi che inducono ad inviarli al regi- sess. 24, cap. iG, Z^e /i(/òr/«., stabili, che
me d'una diocesi, come avverte Benedet- l'esercizio della giurisdizione vescovile in
to XIV, De Syìiod. Dioeces., lib. 2, cap. Sede ^'acaule dovesse commetlersi ad un
I. Il successore Clemente XIII, col bieve vicario capitolare, ila eleggeisi dallo stes-
Pa/ernac,óe'i'2^eoaa\oi'/6i,Buìl.Ixom. so capitolo dentro il detto termine d'
Itili. y 49, contenente l'istruzione
t. 2, p. giorni dalla vacanza della chiesa, ec. ec.
sopra diversi provvedimenti pel governo Poi soggiunge. Prima d'applicare al caso
delie Cf/r/e /icf/(-s/fl.*^/r/i(' nel regno di nostro queste cos'i chiare leone (cioè lut-
Sarilegna, dispose nel § Xl. » Che vi- ì le l'esposte di sopra), è necesscrvio di pre-
cari capitolari non possano d'ora innan- mettere una cosa, vale a dire, se la chiesa
zi, senza il voto del pieno capitolo , da di J'iesù ha il dii ilio di ooiuinaie in se-
darsi nel luogo solilo capilolaie, per mag- de vacante il sio vicario capitolare. Al
gioranza di voti segreti, da calcolarsi se- che sembra potersi rispondere aiì'eimali-
condo il costume di ciascun capitolo, e vnineiite,dappoiclièiiella bolla diPio VII
da registrarsi of gli atli capitolari, conce- (Oc i<////o//^ espressamente si dichiara,
deie le lettere Dimissorie [P.) a' laici, che tutti i duini e privilegi, che compe-
benché siano arlati da benefizio, o da cap- tono alle chiese vescovili aeque principa-
pellania, nel modo spiegato di sopra, Ider unite, sono comunicati e conservati
purea coloro, che avendo già lai.'' lon- alle chiese vescovili sottoposte alla per-
sura, sono piesentati a qualche benefizio petua amministrazione degli arcivescovi,
o cappellania, che actu requiratcerlum Ora secondo il gius comune le chiese ae-
ovdintni ; e coll'espressa condizione che que principaliler unite hanno la facoltà

M nell'uno, che ijell'allro caso, colui ciie di scegliere il proprio vicario capitolare.
vie vie 5
Né la bolla dello stesso Fio VII rispetto scovo. Tialtatidosi lUinijue d'nn caso, a
alla chiesa ili Trtja amministrata dalla cui il concilio di Trento , e in generale
ciiiesa arcivescovile ili Cainerino^ dovasi il «lirìttoconiune vigente non lianno [)rov-
dispone, die il vicario capitolare dell'una veduto, par cliiaro, die si debba ricorre-
e dell'altra chiesa si elegga dal capitolo re al diiitto antico, e in conseguenza, che
ujeiropolitano di Camerino (benché l'ar- la facoltà di scegliere il vicario capitolare
ci vescovo sia obbligato tenere un vicario ap|)arlenga al vescovo più vicinoi non già,
generale a Treia) può in questa parte ,
che ì canoni antichi parlino espressamen-
applicarsi alle chiese vescovili nmmini- ledi vicario capitolare, che in que' tem-
slrate nel regno di Nipoli, poiché il I*a- pi non conoscevasi, ma perchè stabilisco-
pa in questa bolla ha latto una dÌNposìzio- no la massima generale, che al vescovo
ne particolare per la difesa di Treia, e piìi vicino ap[iarliene di accorrere al go-
non Ila mai inteso di fare una legge che verno della chiesa piivata del suo pasto
derogasse al diritto comune. Posto ciò, si re ; nel qual caso può con^iilerarsi un;i
fa luogo alla questione principale: a chi chiesa vescovile, che per la mortedell'ar-
si devolve la facoltà di eleggere il vica- civescovo amministratore è rimasta •va-
rio capitolare di Viesti, mentre il capi- caute, né il capitolo cattedrale de[)0sita.
tolo di quest I chiesa non l'ha eletto den< rio della giurisdizione vescovile può am-
ilo gli 8 giorni prescritti dal concilio Tri- ministrarla per mezzo del vicario capito-
dentino? Sembra m \° luogo che tale lare, avendo perduto il dirilto di eleg-
scelta non potesse competere al capitolo gerlo in pena della sua negligenza a far-
itietiopulitano di ìManfiedonia ossia di Si- ne uso dentro gU 8 giorni stabiliti, l'er-

ponto, mentre Viesti non è di detta chie- lauto, s'è lecito esporre il [iropiio senti-
sa melro[)()lilana né sulFraganea, né ac' mento, dice il preopinante, in un caso,
qxif principnlilcr ad essa unita, essendo in cui a togliere ogni dubbio attesa lu sua
questi gli unici due titoli, che si conosco- novità è necessaria unadichiaraziune del-
no nel diritto, io forza de'quali si devo!- la s. Sede, proponeva rispondersi a' due
Te al capitolo metropolitano la facoltà di quesiti di iTig.^ nunzio di Napoli nel nio-
eleggere il vicario capitolare d' un'altra do seguente. Dubbio i."» Occorrendola
chiesa. Ma Viesti
non essendo chiesa suf- vacanza d'una chiesa arcivescovile ammi-
fraganea, \\è acque principaliter unita, nistratrice perpetua d'una chiesa vescovi-
non si può neppur dire chiesa exeinpta, le, se quest'ultima trascurasse di deputa-
poiché è posta sotto perpetua animini- re e costituire nel tempo da' canoni [ire-
strazione dell'arcivescovo. Il concilio di scritto il vicario capitolare, si domanda,
Trento, e le dichiarazioni delle s. con- a chi devolverebbesi questa deputazione?
giegazioni di Roma parlano sempre di Al vescovo viciniore, oppure al capitolo
chiese o metropolitane, o suiFraganee, o della chiesa arcivescovile amministiatri-
txeinplae da che ogni chiesa vescovile
, ce?" Prima di rispondere a questo dub-
generalmente appartiene ad una di que- bio il preopinante premise, cheTammi-
sle tre classi, e ili.° esempio d'una chie- nislrazione perpetua della chiesa di Vie-
sa vescovile data in perpetua amministra- sti è data all'arcivescovo, e non alla chie-
zione d'un arcivescovo è forse quello di sa, né al capitolo di Manfredonia ossia
Treia, che poi è stato imitato nell'ulti- Siponto, altrimenti lachiesadi Viesti non
tua circoscrizione delle diocesi napoleta- sarebbe mài vacante, perchè lachiesadi
ne. Fuori di queste chiese non v'è, alme- Manfredonia e il suo capitolo quando ,

no presentemente, in tutto l'Orbe catto- non siano 60p[)ressi, non muoiono mai.
lieo alcuna chiesa vescovile addetta alla Ciòdichiarato. rispose. Z^f'/;»;^//o«ef« Fi-
perpetua ammiaislrazione d'un artivc- cara Capitularis in casii, de quo agi-
6 Vie Vie
tur, spedare ad Episcopnni viciniorcin. caute , e del suo F'icario, ed altri uffl-
Dubbio 1.° " E nel caso, che la aoaiìna ziali e ministri in questo secondo tem-

del vicario, di cui si tratta, appartenesse po. i.° 11 corpo cattedratico si costituisce
al capitolo della chiesa arcivescovile ani- egualmente dal vescovo e dal capito-
ininislratrice, se la deputazione del vica- lo, a. ° Della giurisdizione del capitolo in
rio fdlta da questo capitolo fosse cadu- sede piena unitamente al vescovo. 3."
ta sopra persona, che è inabile per qual- Del capitolo solo, e degli atti capitolari.
che difetto canonico, si domanda, a chi 4.*'e5.°Della giurisdizione piena del capi-
devolverebbesi il diritto di deputarlo, e tolo in sede vacante,
ovvero impedita, pò*
qual provvedimento dovrebbesi prende- tendo essere rappresentato anco da due e
re per riparare ad un sì fatto inconve- da uno. Primamente fra' casi della sede
niente? Rispose. Jd s. Sederli , adeam- vacante, comprènde quelli se il vescovo
niic recurrtndurn esse ".Bramoso di co- divenne servo degl'infedeli, ovvero fosse
noscerne il risultato , e non trovandolo di fatto impedito dal principe secolare

nelle ricerche fatte all' archivio della s. del territorio, di non risiedere e di non
congregazione de' vescovi e regolari, os- amministrare la sua giurisdizione, oche
sequiosamente ne interpellai il R.mo Ca- ritrovandosi assente in paese loutano mo-
pitolo di Viesti. A*a4 aprile 860 grazio- i risse, ovvero si partisse il vicario genera-
samente si degnò rispondermi il Kev.° d. le, il quale si fosse lasciato in sua vece,
Matteo Nobile, che alla rappresentanza con casi simili, riguardandoall'elletto più
di vicario generale , aggiunge quelle di che alla formalità. In questi casi il capi-
arcidiacono i." dignità e di presidente del tolo subentra nel!' esercizio della piena
capitolo Vestano, » Non mai qui è insor- giurisdizione vescovile, così ordinaria co-
to il dubbio in sede vacante di eleggersi me delegata, sicché possa far tuttuciò che
ii né mai il capitolo
vicario capitolare ,
potesse fare il vescovo fuor de'casi eccet-
di Manfredonia ha opposto difficoltà: sib- tuali; e ciò per la ragione che i giuristi

bene lo stesso capitolo Sipontino in mor- dicono del y'/ii accrescendi, ovvero non
te del di lui arcivescovo, amministratore decrescendiy cioè che per quella finzione
di Viesti, è immediatamente subentrato la quale si fa dalla legge ancorché con»
nel diritto di metropolitano , ricevendo tro il corso naturale, queste forze e quel-
appelli, e discutendoli: diritto che non si le operazioni, le quali risiedono in potere
puòesercilaredall'arcivescovo,perchè in- di tutto il corpo quando sia intero e per-
signito auchedell'amministrazione di Vie- fetto col capo e con tutti i membri, man-
sti^ quindi in vita dello stesso, rimanendo cando il ca[)o si consolidano e risiedono
assopito il diritto metropolitico, perchè è nel rimanente corpo, il quale può essere
lo stesso giudice, gli appelli si deferisco- rappresentato da alcuni pochi canonici
no Roma. Del voto favorevole fatto a
a anco due o uno, in cui si consolida tutta
Gregorio XVI, sulla questione che accen- la giurisdizione e podestà capitolare. 6."
»ate ignoro ogni principio , e neanche
,
e 7." Dell' ol)bligo e del modo di depu-
da'vecclii capitolari, che allora facevano tare il vicario generale capitolare e l'E-
parte del capitolo, ho potuto ritrarre co- conomo (V-). L' esercizio della giurisdi-
t>a minima, assicurando non mai esservi zione vescovile devoluta al capitolo e per-
caduto dubbio, o questione ". Rimarrà ciò in potere di multi, cagionando disor-
dunque il da me riprodotto, una erudi- dini, il conciliodi Trento vi provvide con

zione in casu. Il cardinal De Luca IL ,


ordinare dopo 8 giorni dalia seguita va-
rescovo pratico, tratta seguenti punti i canza l'elezione d' un vicario generale,
nei Clip. 34". Della podestà del Capito- voV^AìUìtnit AtHo capitolare , il quale sia
lo della Cattedrale in sede piena \-a- doliuie, almeno ne'canoui (dice il IN^idi,
^

vie Vie 7
che se non vi fosse un dottore, il cnptto- dizione e non {spettano al vicario ovve-
lo può eleggere im altro, assuineudo pe- ro ad altro, il «juale fosse deputato dal
rò un assessore dottore), per l'ainmiDi- capitolo, ma spettano alla sua prima di-
Gtraziooe della giustizia e della giurisdi- gnità o al più antico canonico, onde fac-
zione vescovile, ed anco un economo lul* cia la prima figura nel capitolo. Il De Lii*
ramoiiiiistrazioue de'beni e delle rendi- ca, cap. 37, n. L'i: Della distinzione delle
o deputazio-
te della chiesa. Sull'elezione chiese unite in tempo di sede vacante,
ne occorrono molte questioni, e partico- dice che ciascun capitolo deputa il suo
larmente sulla devoluzione di questa fa- vicario e il suo economo, e gli altri ufli-
coltà che se ne faccia al metropolitano ziali per la propria chiesa e diocesi, per-
nelle chiese suiTraganee, ovvero al vesco- chè solamente si dà il caso della loro u-
vo più antico della provincia ecclesiasti- uione quando si abbia ad eleggere il ve-
ca, oppure al più vicino nella chiesa esen- scovo, perchè egualmente l'elezione spet-
te, nel caso che il capitolo trascuri di fa- ta all'uno e all' altro , cioè nelle poche
re tale elezione o la faccia male. 8.° e g." diocesi in cui sussiste tale privilegio, co<
Che cosa possa fare e non fare il vicario me in Germania. Quando da'capitoli,ov>
capitolare. Egli può che fa
far tuttociò vero da uno di essi si trascuri l'elezione
il vescovo o il suo vicario generale, con del vicario o si faccia male, alle volte il

l'una e eoo V altra giurisdizione ordina- caso porta in queste diocesi unite che la
ria e delegata , non già per la speciale e devoluzione si faccia a diversi superiori,
personale. Ed anche succede nella pode- cioè che una segua la metropolitana, e
6(à e giurisdizione metropolitica, quando l'altra al vescovo vicino se la chiesa è e>
si tratta della chiesa metropolitana va- sente, ovvero appartenga a due diversi
cante; e per conseguenza potrebbe anche metropolitani se spelta a diverse provin-
r.ir la visita della provincia quando non se. E se in una di esse non vi fosse il ca-
vi fosse la proibizione , ed esser giudice pitolo attuale, subentra subito la podestà
dell'appellazioni da'sutliaganei, e il di più del metropolitano e non quella dell' al-
che occorra fuori de' casi eccettuati , i tro capitolo, quando però l' antica e le-
quali sono molti. Printieramente, la ce- gittima consuetudine, in vigore della qua-
lebrazione del Sinodo; secondariamente, le si possa allegare il privilegio apostoli-

la collazione de' Benefizi ecclesiastici co,non disponga altrimenti. Inoltre il De


mentre anche quelli, de' quali per altro Luca nel cap. 3, o, 28 e 29: Della Visita
i

uè sarebbe la libera collazione del vesco- della diocesi, dice che questa anticamente
vo, cadono in questo caso sotto le riser* fu facoltà e giurisdizione dubitativa, pe-
ve apostoliche; tranne la facoltà d* isti- rò è più ricevuta l'afTermativa, che il ca-
luue ne'beneflzi di padronato laicale, ed pitolo iu sede vacante possa visitare la
ha anco la facoltà di tenere il concoiso diocesi, per mezzo del vicario deputato,
alle parrocchie; terzo, nel rilasciare le secondo la disposizione del Tridentino,
dimissorie per la collazione degli ordiui non potendo il capitolo deputare un vi-
deatro il i

anno, nel quale questa pode- sitatore particolare. Ma nel farsi la visi-
btà se gli è sospesa dal concilio di Tren- ta dal vicario capitolare , ovvero anche
to; quarto, sopra l'esercizio de'ponliflca- dal generale, non si può esigere quella
lie delle funzioni primarie vescovili, oou somma di procurazione per l'alimento o
solamente iu quelle che ricercano l'ordi- altro emolumento, solita pagarsi al ve-
ne episcopale sicché siano merameute
, scovo in luogo del vitto, a seconda delle
pontificali, ma anche nell'altre^ delle qua- convenute composizioni per una deter-
lisia capace ogni semplice sacerdote, ini minata somma, moderata e proporziona-
perocché queste uon vauuu culla giuiis* ta solamente alla sua persona e famii^lia
8 Vie V I c
molto mi-
necessaria, la quale dev'essere ghi il capitolo assegna al vicario capito-
nore di quella del vescovo, ed il dì più lare alcuni canonici per assessori, senza
sarebbe estorsione. Finalmente nel cap. i quali nulla può
Tomassi-fare. Dice il

28, D. 3, dichiara, quanto al sindacato,


I ni, che la s. congregazione dichiarò che

non esserne soggetto il vicario generale, il capitolo può rimovere il vicario capi-
bensì il vicario capitolare ,
quando co»\ tolare, purché entro 8 giorni ne faccia
voglia il vescovo successore, dal cui ar- un altro. Anche il concilio di Milano del
bitrio ciò dipende, perchè amministra I 582 pai-la di questo potere del capito-
la carica senza la presenza e il freno del lo di mutare i suoi vicari capitolari, e di
vescovo. Il ^ardi, Dt Purrochi, ragiona far loro render conto dellopeialo. Oltre-
sulle seguenti materie. Il capitolo, sede monte, da' si fanno ancora
capitoli vi- i

vacante, può accordare indulgenze (se- cari capitolari adienipus, poi conferman-
condo il Barbosa e altri sommi canoni- dolo o facendone un altro, con diverse
sti, perchè ['I/ididgenza non è potered'or- riserve. Conclude il Nardi. « Oltre le fa-
dine, ma di giurisdizione, e la remissio- coltà de'capitoli e vicari capitolari men-
ne o minorazione delie Pene ecclesiasti- tovate, è superfluo il dire che vi è quella
che era in facoltà anche negli antichi se- di assolvere dalle Censure ecciesiasliche,
coli óe'Presbiterii o capitoli, morto o as- conoscere cause ardue, far leggi, esami-
sente il vescovo; s'intende setnpre nel li- nar conti di luoghi pii, darò togliere la
mite di 4o giorni d' indulgenza. Ma il confessione, sospendere dar i sacerdoti ,

Lambertini non vi conviene, perchè il la facoltà de'casi riservati, approvar con-


capitolo o il vicario capitolare non sono fessori, dispensar da interstizi esaminar ,

Pcislorì); ese il vescovo è eretico può da- cause matrimoniali, celebrare o far cele-
re ledimissorie e fare altre cose come se brare matrimoni, dar quelle dispense che
fosse sede vacante (e se fosse il capitolo può dare il vescovo; insomtna far tulle
disperso, ciò può anche un canoni-
fare le cose di giurisdizione come vero Ordi-
co), nella quale governava e governa la nario. Il capitolo, sede vacante, perse, o
diocesi , enumerandone le attribuzioni. per mezzo de'suoi procuratori (e non già
IVIorto il vescovo, traslato o prigioniero il vicario capitolare), ha volo decisivo ne*
degl'infedeli, il capitolo subentra in tut- Importanlie prezio-
concili! provinciali".
ta la giurisdizione: ciò usava anche assen- se nozioni io argomento, contendono le
te lungamente il vescovo, polendo anco- Dichiarazioni e Hilrattazioni dfgl' In-
ra tenere il sinodo. Anticamente i cano- dirizzi stampati inMilano nel 1811, umi-
nici reggevano da sé la diocesi, senza fa- liate a Pio f^IJ dagli arci\'esco\'i e ve-
re vicario capitolare, poi prescritto dal scovi e da' capito li d'Italia. Di esse e del-
Tridentino. Pi ioja di Benedetto XIV, il le gravi cause che le promossero, ragionai
capitolo non era obbligato fare il vicario ne'Iuoghi citati in principio e altri che vi

capitolare inamovibile, e delegargli tut- hanno lelazione, ed in diversi vescovati


ta la giurisdizione e tutte le facoltà: ciò riportai il testo delle dichiarazioni de'ca-
però ancora si usa in molti luoghi, essen- piloli e de' vescovi. Intendo ricordare, ciré
do vario l'uso nelle varie provincie della imperando Napoleone I, egli era sempre
cristianità, e continuandosi quello di pri- agitato di vedere i f escovali di Francia
ma, dovendo il vicario capitolare nelle e d'Italia quasi senza Vescovi, per ave-
cose piìj ardue dipendere dal capitolo, re Pio VII, dopo la violenta occupazio-
come la collazione de' benefizi , la cura ne degli Siali di s. Chiesa, ricusalo ap-
i\ft Seminari ec, oltre la riserva d'altre provare i nominati dall'imperatore e dar
cose, come nel Veneziano, e più comu- loro la canonica istituzione; anzi che tali

nemente fuori d'Italia, ove in alcuni luo- vescovi eletti, non fossero iutaoto scelti
vie vie 9
dt/capitoli a vicari capitolari; poiché se la hei» doviila sotltliiCazione, e non si li-
il Tiideuliiio prescrisse il modo di tiele- parava in (|iialclie luuiio lo scandalo da-
gnie la giurisdizione episcopale, in un ul" lo a tulio l'Urbe cattolico. Fu allora che
Jiziale o vicario ,
inlese sempre decreta- Napoleone I, per consiglio e insinuazio-
lo e prescritto, salva l'aulorilà della s. ne del cardinal yJ7</f(rj-(/ Ad (luale poi se
Sede, la quale esercitando in questa ma- uè vantò, fece insinuare (vocubulo sinoni-
leria la podestà da Cristo iinuìedialainen- ino di comandate, per (luell' imperatore
te ricevuta, secondo le varie circostanze, de'francesi), da'così delti ministri de'cul-
che nell'econoiniii dell'ecclesiastico regi- ti a'capitoli delle cattedrali delle chiese
me la prudenza le suggerisce, tanto è vacanti, d'eleggere per vicari capiiolari i

lungi, che possa essere incolpala d'atlen- soggetti da esso nominali a quelle sedi
tato, d'impedimento odi op|)Osizione, che vescovili, come (u (juasi generalmente e*
anzi ogni fedele è tenuto ad uniformarsi seguito. Pio VII subito previde le lune-
itile sue autorevoli disposizioni. Quindi sle conseguenze, con pretendersi spu'dia-
diveisi de' vescovi nominati da rSapoleo- le la s. Sede del diritto della coolerma
uè 1, cedendo agl'impulsi del suo gover- de'vescovi, ed apertamente dichiarò; che
no, si fecero investire da'cooiloli col li- la prelesa elezione in vicari capitolari de'

tolo di amininistratori spirituali e ne e- nominati a' vescovati, era iuteramenle


sercitarono le funzioni: con sì scandalo- contraria alle leggi e disciplinedella Chie-
sa condotta ,
essi riconobbero la dignità sa attualmente in vigore. Il perchè vuri
per sola elezione dell'usurpala podestà canonici delle cattedrali vacauti, io onta
temporale, reputandosi in tal modo in- a'rigorosi ordini e minacce del governo,
dipendenti dalla s. Stde. V\o VII ripro- non vollero riconoscere gl'intrusi vicari
volali vicari capitolari, per cui silfalte in- capitolari eletti per istigazione e iinpul-
trusioni furono ricusale da vari capilo- so de'ministri imperiali. Irritalo Napo-
li, e non riconosciute dalla maggior par- leone I , fece iatpiigionare 'ò
cardinali
tede'fedeli. Tullociò produsse quelle gra- alcuni prelati, e vari canonici delle duK-
\i con>.eguenze ,
altrove /ipetutamente se d'Italia. Alle violenze, unì Napoleone
narrale e deplorate, li cardinal Pacca, 1 l'astuzia, per giustificar la
sua condot-
ue discorre a lungo nella Relazione del ta,con esigere dulie chiese ilaliane una
viaggio di Pio Vii a Ceiio^'a, a p. c)6 solenne approvazione di sue operazioni,
eseg., oltreché nellesue ,17e///or/'e.Egli di- per rovesciare sull'oppresso e innocente
ce, Pio VII, confinalo e prigione in Sa- Pio VII lutla la colpa delle turbolenze
\'onaC\& Napoleone 1, fu da molti assalilo derivaleda quelle controversie. Fece usci-
percliè confermasse e desse l'istituzione re in campo la dichiarazione o indirizzo
canonica agli ecclesiastici da quello nomi- dal cortigiano capitolo metropolilano di
uali a vane chiese vescovili vacanti in Parigi (V.)^ in cui si esaltavano le mas-
Francia e in Italia. L'ottimo Pontefice sime della così della chiesa Gallicana,
credendo indegno di più godere d' una per sostenere fino alla morte le quattro
grazia singolare della Sede, qual è s. proposizioni del clero di Grt///a (^.), pro-
l'iudullo alla nomina
rescovali va- tÌG clamate nel 1682 contro Innocenzo XI,
canti, colui che avea usurpato beni e i i da lui e da'successori riprovate solenne-
domiuii della Chiesa romana, e caccialo Uiente, difendendo enfaticamente il dirit-
con inaudito allentato dalla sua sede il to de'capiloli cattedrali, di nominare il

successore di s. Pietro e Vicario di Cri- vicario cajìitolare che esercitasse la giu-


sto, reslòfermoe costante nella presa ri- risdizione ordinaria durante la vacanza
soluzione, dinon piti ammettere tali no- delle sedi. Appena pubblicala tal dichia-
niioe imperiali, se uon gli si dava prima razioue iudiriizo, Napoleone I ordinò
IO vie V I c
<li cosUinjrTisi i vescovi ecoplloli itaiwtni pubblico dal governo ilalico, che toma*
di lare allicHanlo, eil otleone dichiara- va in maggior disonore e discredilo del
zioni e indiii/zidi molti vescovi e di mol- clero itidiano. Appena si sparse per l'I-
li capitoli d'Italia, nc'quali o espressa- talia la voce che Pio VII era io libertà,
meiiteoindirellaineute si aderiva a ciuci- e s'incamminava alla volta della sua sa-
lo del cB|)itolo inelropolilaiio di Parigi, gra sede, alcuni vescovi co'toro capìtoli,
adollandoue le raassiine e i delti 4 laiuo- «'quali fin allora avea tenuta chiusa la

si arlicoli assemblea gallicana del


dell' bocca il terrore e la prepotenza, non in-

1682. Tutti questi indirizzi furono pub- dugiarono di rivolgersi al Papa nel suo
blicati in una raccolta stampala a Mila- passaggio per l'Italia, e di confessore o a
no nel 181 I desiarono deplorabile scan-
,e voce o in iscritto la loro debolezza e il lo-

dalo e generale orrore. I buoni catlolici ro fallo, d'implorarne il perdono , e di


di Francia e quell'illustre clero ,
ornoai manifestare le minacce, le violenze e le
(luasi scevro da' pregiudizi nazionali ia arti seduttrici ed ingannevoli, che si era-
punto di disciplma, non polendo persua- no messe iti opera per vincere la loro co-
dersi che quegli indirizzi fossero opera de' stanza, e costringerli a quell'atto ripro •

i?escovi e capitoli italiani, più volle se- vevole e scandaloso. Indi nel posteriore
grelamenle ne consultarono il cardinal viaggio di Pio VII a Genova, e nel suo
Pacca, nella sua prigione, se vipotevano ritorno a Pt.oma traversando quasi tutta
prestar fede. Il cuore di Pio VII ne re- l'Italia, compì dalla Provvidenz^i l'ope-
81

stò profondamente trafitto, cos'j gli ani- ra così bene incominciata, e la massima
mi di tanti cardinali e vescovi strappali parte de' vescovi e de'capiloli spoutanea-
dalle loro sedi, odeportati o chiusi in pri- inenle mandarono le loro ritrattazioni e
gione, lu (juesta persecuzione contro la dichiarazioni sugl'indirizzi; e solo a pochi
Chiesa, non mancarono alcuni vescovi fu fatto insinuare un tal atto per ripara-
capitoli e sacerdoti italiani infelicemente re allo licandalo dato all' intiero cattoli-

deboli, che aderirono alle seduzioni pre- cisino. Li raccolta di tutte queste rilrat-
potenti del dominante, non vergognan- tazioai e dichiarazioni fu stampala in
dosi di riconoscere le deplorate proposi- Roma nel 18 16, ma con pochi esempi a-
zioni gallicane; così calunuiauduil prigio- ri, ed èia ricordala su[)eriormente . Non
niero Pio VII, quasi avesse voluto pri- essendo mollo nota, e possedendola, cre-
vare i mentre e-
capitoli del loro diritto, dei opportuno anche qui darne breve e
gli n'era il vindice e Impe- il difensore. chiara contezz'i,|)ercompenetiarsi in que-
rocché, costringendo Napoleone I capi- i st'articolo. In essa pochi vescovi co'ioro

toli a scegliere per vicario capitolare la capitoti, con giusto rossore e rammari-
persona da lui nominala al vescovato, gli co, confessano il loro fallo e ne chiedo-
spogliava realmente del diritto della scel- no perdono Papa, assicurandolo alcu-
al

ta, e il Papa li lasciava in piena libertà ni di essi, che nella loro mente e nel lo-

d'eleggere qualunque ecclesiastico, ch'essi ro cuore non ebbero mai que'seotimen-


volevano, munito de' necessari requisiti, ti, che dalla loro penna avea strappati il

quel solo eccellualo, che non egli ma i terrorismo e la prepotenza del governo.
oagri canoni escludevano, cioè il nomina- Altri non negano d'aver sottoscritto e in-
lo alla sede vescovile. Durò il dolore de' viato un indirizzo al governo; ma conra-
buoni, e l'iocerlezza sull' auleuticilà di gione altamente sì lagnano, che fu que-
({uell'iudii izzi, finché giunse il sospiralo sto o in parte mutilalo, togliendovi al-
momento che fu reiid la pace e libertà al- cune proposizioni che modificavano la lo-

la Chiesa, e alloia si venne in chiaro di ro adesione a'principii adottati dal capi-


quanto IdhdUicuU 6Ì ciu fallo ctedcie al tolo tutti upulitano di Parigi, o travisali
V I e Vie il

o ralsificali con aggiunte di massime er- neo non eseguisce i Rescriltt pontificii,
ronee, scismatiche o lenilenli allo sci •iena. non precede i canonici, ed i iucer«toti

Anclie nelle ritrattazioni e dicliiaraiiuni (sic): dice il Nardi che il vicario foraneo
ile'capiluli si trovarono le stesse lagnan- precede i parrochi, i benefiziati e gli al-
ze e gli stessi reclami. La colle7.ione può tri saceriloti, per la sua giurisdizione di
considerarsi come una solenne professio- mero uflìzio, per cui benché fosse un
ne ed ìutitohusi la voce delle Chie-
di tede, semplice tonsurato, precede i preti par-
se Itidiane, che altamente rigetta, ripro- rochi e non parochi, diaconi ec. ma i ;

va e condannai 4 famosi articoli del gal- non può precedere nelle funzioni sagre
licanismo, il rammurico de'traviati e il gli altri preti, benché fosse egli prete,

loro sincero penticnento. Il p. Andreucci, ma deve avere il posto ilell'anziauitìi di


IJitrarchia ecclcsiu.stUa, tratta nel lib. ordinazione. Non forma un solo ed uni-
I, traci. VII De f 'icario Capitulari.
: co tribunale col vescovo, ma dulie cau-
VICARIO FORANEO. Finirius Fo- se di sua competenza si dà 1' appello al
ranetis. Sicario del f^escovo in al-
11 tribunale del vescovo, mentre il vicario
cun distretto del yescovato (f.), nelle foraneo a senso comune de* dottori non
vicarie foranee, così detto perchè eserci- ha la giurisdizione ordinaria^ ma sol-

ta la sua giurisdizione yò/'i* et extra ci- tanto delegata dal vescovo, ed io adari
vilatis : iu moltissimi luoghi appellasi lievi, e di non gi'an momento, e tutto
Decano. Il Magri, nella Notizia de i-o- deve al vescovo riferire, o ul suo vicario
caboli ecclesiastici, ìu quello di Ceiileiiu- generale, il quale può dare esecuzione
ritis, dice ch'era cosi chiamato il vicario alle grazie pontiHcie. Altri canonisti so-
foraneo de' vescovi, detto da altri Cente- stengono, che il vicario generale ed i vi-

nario, forse perchè soprastava a cento cari foranei, col vescovo compongono il

ecclesiastici, ovvero prende la metafo-


si Tribunale ecclesiastico della Curia ve-
ra dalla milizia, ancorché fossero di mi- scovile (y.), ne'qiiali articoli parlai della
nor numero come Decanus in
i sudditi, giurisdizione del vicario foraneo, come
rigore è colui il quale ha cura di o mo- i nel voi. LXXX, p. 120 e 121, avendo
naci, e pure oggi tiene il medesimo no- quasi tribunale. Di ciò meglio più avan-
me sebbene monaci siano di maggiore
i ti. Ne' primi secoli della Chiesa, preti i

o minore numero. Con <]ueslo medesi- Mtssales o Episcopales, succeduu a'co-


mo nome, in iscritture antichissime, e- repiscopi ed a'penodeuli, ricevevano dal
runo chiamati vice-conti, il Vermiglio-
i vescovo l'ordine e la facoltà di predicare
li, Lezioni di diritto canonico, lez. 28: nei vichi e nelle ville, oltre altre maggio-
Dell' officio del Sicario, dichiara. La ri prerogative, accennate nel voi. XCV,
vastità, il numero della popolazioue, ed p. 254; lacevano da vicari del vescovo
altri rapporti che necessitano in una dio- alla campagna, come e pili degli odierni
cesi pelbene de' fedeli, autorizza il ve- vicari foranei , vegliavano sui preti e chie-
scovo ad inviare ne'Iuoghi della sua dio- se rurali, non che sul popolo di campa-
che diconsi Rnrali o Fo-
cesi de' vicari, gna, a cui insegnavano e confessavano. I
ranei, perchè si deputano per fuori di preti Missales erano succeduti a' Core-
città e lungi dalla residenza del vescovo, piscopi (y.), prelati creati dal proprio
e questi vicari foranei si considerano sot* Vescovo, onde in tale articolo tornai a
to diverso aspetto, e dilieriscouo dal Si- ragionarne, in uno alle loro prerogative ;

cario generale e dal Sicario Capitola- furouo i primitivi vicari foranei de' ve-
re (y.J. Il vicario foraneo non si consi- scovi, la cui origine si confonde co' tem-
dera costituito in dignità, ma piuttosto pi apostolici, muniti di grandi facoltà, e
per r ullizìo che esercita. 11 vicario fora- pei CIO chiamali ministri de' vescovi, go-
la Vie V I C
vernando i preti, le chiese rurali ed i trai Olio, con minoii attribuzioni, nell'in'

loio beni, non però nella cillìi residenzia- combeiize de' corepiscopi. 1"2 siccome do-
le del vescovo, tranne alcun caso. Essi a- vevano presiedere a chiese e |)reti, noa
veano de' vicari minori, che pur sopia- era conveniente ch'essi non fossero sa-

stiivanu a' preti, chiese e coitomi. Inva- cerdoti, e perciò si fecero in que' tempi

nitisi delle loro moileplici attrihuzioiii, freipieiiti leggi, [lossa esser De-
che non
ed abusandone, furono aboliti, non sen- cano chinon è Prete, come nell" 8176
za diflicollà. Dalla loro soppressione de- iiell' 828, cioè nell' epoca appunto, in
rivarono i Decani, i o pnii Mis-
fliissi, cui andavano cessando corepiscopi. An- i

salfs, ^\\ A rei diai Olii & ylrciprc li mino- che nel caso però che non fossero preti,
ri, i
/^-
icari foranei. Vicari vescovili fo- idecani ed il preposto davano la bene-
rensi erano pure i Pcriodcnli, Jlsilnlori dizione al lettore, e scomunicavano nel

delle dioceiij persone ambulanti, talvol- furto occulto. Erano mantenuti da'preti

ta corepiscopi, i quali nel proprio distret- del loro distretto, i quali onoiavanli col

to erano puie periodeuti. I corepiscopi nome di Seniores, o sia loro Signori,


erano perpetui, ed vicari foranei che li i
Essendo un sistema nuovo che amia vasi
succeSiCro sono amovibili. Delle notizie a stabilire, avvenne che in un luogo a-

erudilamenle riporta sui vicari foranei veano facolùi maggiori, in altro mino-
il Nardi, DtParrodii,^ dei ojinistriche ri ; talvolta erano lìssi, tale altra invia-

ti, o ilJissi straoidinari, o anche in mo-


li precedettero, nel cap. 16: Sta Core-
piscopi, fd altri antichi Sicari Fora- do regolare, avendo nomi diversi Missi :

nei. Comincia dall' origine, con riferire, Episcopales, Preti Missali o Missatici.
the soppressi gli arroganti corepiscopi, Questi non erano perpetui e non risie-
si andò introducendo altre persone per
devano. Ilimasti vescovi sbigottiti dal-
i

rappresentare invece di quelli i vescovi la temerità de' corepiscopi e della fatica


alia campagna, le quali chiamate con di- fatta per toglierli, procetleltero con mol-
versi nomi significano la cosa slessa, ver- ta cautela con quelli che loro surroga-

so la metà del secolo IX, per indicare i rono. In Oriente a' corepiscopi furono

presenti vicari foranei. Trattandosi di sostituiti de' vicari campestri, col nome
cosa nuova, non poteva avere una no- di Esarclii. Come i Missi rc»ii, parlati

menclatura costante, imperocché andan- a' loro luoghi, contenevano gì' impiegati
dosi a sminuire corepiscopi, per non i
civili ne' loro termini, cos'i i preti iìlis-

riainpiazzarsi, e mancando essi in vari salcs o fliissi Episcopales conteneva-

luoghi, i vescovi che non ponoo essere no in dovere preti di campagna, face-
i

da per tutto abbisognano di ministri,


e vano le veci del vescovo fuori della cit-
specialmente alla campagna, che invigili- tà nel foro esterno, come i vicari foranei,

no sui preti, chiese e popoli, si videro co- con maggiore o minore podestà, secon-
stretti ad affidare a qualcuno parte del do la concessione del pastore. Furono pu-
carico già esercitato da' corepiscopi, e re appellali Crediti Episeoporum. Fun-
lab nuovi ministri furono appellali De- gevano maggiori degli attuali vi-
udizi

cani rurali. Forse cos'i furono delti a cari foranei. Anche decani furono detti i

somiglianza de' decani secolari, impie- Jì/isu Episcopales, Ali ni siri Episcopo-

gati secondo la legge civile a vegliare nel- nun, T icarii Episeoporum, talvolta Ar-
le campagnesui malefizi; ovvero cosi de- chipresbyteri, spessissimo Archidiaconi.
nominati per aver dieci chiese sotto di A' vicari urbici per la campagna, di fre-
loro; od anche cosìcliiamali perchè scel- quente si die' il nome di Arcidiaconi

ti dal vescovo tra' preti piìi maturi e an-


minori e di Arciprete, perchè facendosi
ziani dc'paghi: certo è che quegli subeu- spesso vicaii forauei de'pievani, il uoiue
2

V I e Vie i3
d' arciprele gli si uUuccò verso il f)o |. levano avere piìi di 'j cavalcature, con
Tilt' tlf«Meli ili Celestino ili ilei 1191 altrettante persone di servizio: talora fa-
vetlesi fuori di conlioversin, die gli ni- cevano far la visita da altri, cioèda'Ioro
erano decani o vicari fo-
cipieli rurali i vicari e talvolta da qualche decano. I ve-
ranei. Già Reginone, alla fine del IX. se- scovati o diocesi si iliviseroin arcidiaco-
colo, chiama nrcipreli questi vicari fora> nati distretti, divìsi in decanie o par-
nei Decani iiItsL4rcìHjii'esl>yU'ri.\n una
: tiziuni rurali : ogni decano avea i o o 1

costituz.ione del i334 tli lieneilelto XII parrocchie sotto di sé, ed è quasi lo slesso

è dello: Decani ntiiilca^ qui in aliqui- a'giorni nostri, come in l'ulonia i cui ve-
lux rcgionil'iis Artliijìiesbyteri \'ocaii- scovati sono divisi in decanali campe-
tur. Di freqncnle si nominarono Deca- stri; anche alcune diocesi di rito greco-
ni Chrisiiunitalis, perchè presiedevano unito hanno la stessa proporzione di de-

olla popoliiiione rurale, e vegliaviino sul canali; e nel i5i2 le diocesi di Spagna
rostiMiie di luUi. Questo nome de'secoli erano divise in vicarie foranee, ed vica- i

hassi trovasi perdilo usalo nel sinodo ili ri si dicevano vicari foranei. Laon'le la

Camhray del i565: Decani aiUern ni- giurisdizione ecclesiastica nella campa-
rales , f/nos Clirislianitatis appeUant. gna, dopo la (^pendenza in tutto dal ve-

Dal quale concilio si ricava, che visila- scovo, era distribuita così: l'arcidiacono
Viino le scuole e il loro vicariato a spese maggiore sopra lutti, eh* era il vicario
de' visitali: così i parrochi aveano, olire generale del vescovo con sómmo potere ;

regime vescovile, la visita e re-


la visita e dopo di esso gli arcidiaconi minori; i

gime dell'arcidiacono maggiore, la visi- tnissi e altri uffìziali vescovili ; e i deca-


la e regime dell' arcidiacono minore o ni rurali, talvolta delti praejjosili,al/ba-

suo vicario, che comandava a'decani ru- ti, e talora arciprctiy anzi appellali v/ce-
rali, la visita e correzione del decano o gerenti degli arcidiaconi minori. Scris-
vicario foraneo. Ultimi avanzi de' core- se Incroaro: Morendo un decano in mi-
piscopi si trovano nel ()32 e nel qSG, ed nislcrio vesti o, cioè nel vostro distretto,
essi finiti prevalsero in luogo loro de- i o essendo negligente o inutile o incorreg-
cani lurali, e sopra di essi gli arcidiaco- gd)ile, riferite al vescovo, suggerendogli
ni minori. I vicari orbici per la campa- chi si possa sostituire; ed essendo lon-
gna cominciarono nel 986 almeno, a'qua- tano il vescovo, intanto eleggetelo, finché
il spesso si die'il nome di arcidiaconi mi- egli i)oì lo confermi o muti. Nelle ville o
nori, a distinzione dell'arcidiacono unico distretti, che i capitoli aveano nel IX se-
e poi maggiore. Erano canonici cattedra- colo sotto di loro, i capitoli stessi vi mette-
li e considerati come prelati: non sem- vano decani; e siccome è probabilissimo
i

pre erano preti, ma talora erano diaco- che spesso in vece di eleggerli sul luo-
ni. Ve n' erano vari per diocesi, aveano go, specialmente se questo fosse stato
molle attribuzioni. In Roma non vi fu- subuibano, facessero decano un canonico
rono mai. l^edicavano al clero e popolo, che avesse quell' ispezione, e tuttavia se
scomunicavano, vigilavano sulle decanie ne slesse in città, non è improbabile che
e prepositure rurali, e comandavano sui di lì nascesse la carica e dignità di deca-
decani rurali, istruivano ì parrocbi, di- no cattedrale ne' capitoli, uno de' quali
spensavano gli olii santi pel loro disti elio vedesi nell'ByS nella cattedrale di Vien-
o arcidiaconato, cioè a'decani, i quali li na; e altri in altri luoghi ne' tempi sus-
ripartivano a'preti della loro decaiiia.E- seguenti: con loro licenza predica vasi nel-
sainìnavano gli ordinandi e promovendi le cattedrali, e scomunicavano in nome
a' benefizi del loro distretto, che visita- de'capitoli. iN'el ij3o si trova un snhde-
vano a spese del medesimo, ma non pò- cono cattedrale o capitolare. l'rima di
i4 vie V I c
Inle epoca si legge die nel i i oo eranvi i sarsi dal tenere questi decani, o vicari
<^otlo-decal1Ì rurali; ed i primi potinvaoo foranei (osserva il dotto Nardi in qual- :

r anello, per cui poi incominciarono o che diocesi di Toscana non vi sono ; ma
insuperbire, e già fin dal ioi4 il con- é un'anomalia che non trovasi in lutto il
cilio (li Ravenna avea proibito agli ar- resto del mondo. Ne vengono de'disordi-
cipreti minori, o vicaii ffjraneì, di be- ni, sia sull'impediie un qualche buon ec-
nedire il popolo. Molteplici prerogative clesiastico di dir messa di passaggio, sia

de' decani rurali riferisce il ^ardi, ed il suir ispezione sugli ecclesiastici rurali, sia
concilio di Tours oidinò che il vesco- sull'uniformità delle collette, sia per ri-
vo non li rimuova senza il consiglio de' sparmio di noie al vescovo, che con po-
suoi preti. I decani furono stabiliti tal- che lettere dirama gli ordini a tutti i par-
volta in ciascun distretto o pieve, nel- rochi, sia sull'adunanza del clero, e più
le quali dopo il looo furono erette le altre cose, che lungo sarebbe l'accenna-
parruccliie filiali, e talvolta un decano re, e specialmente sul non avervi par- i

avea sotto di sé piìi pievi. Si voleva poi rochi rurali un superiore presente in cam-
che i decani rurali fossero irreprensibili, pagna), a' quali debbono ubbidire tutti i
che acquistassero 1' uffizio per vie legit- parrochi e altri ecclesiastici, qualunque
time, che fossero preti, giacché nel secolo sia il loro grado o dignità. Uua volta al

XI si stimava abuso che fossero in vii- mese il vicario foraneo raduna preti del i

noribits. Trovansi questi decani rurali in suo distretto e vicaiia pel buon ordine
tulli tempi posteriori, cioè ne' secoli
i delle cose, per le soluzioni de'casi, e so-
XII, XIII, XI V e seguenti. La scarsezza pra tutto per vegliare all'osservanza del-
de'soggelti fece si che si cominciasse a fa- le leggi generali o sinodali, o comandi ve-
re talora decani, o vogliam dire vicari scovili; come da per tutto presiede e re-
foranei, i pievani, come nel 1262 e nel gola le congregazioni mensili de' mede-
1268, donde nacque che in alcuni luo- simi casi. Nelle cause civili giudica delle
ghi i pievani ac(]uistassero il detto nome piccole somme; nelle criminali forma il

di arcipreti. 1 decani rurali non erano processo soltantoinformativo: tiene il suo


prelati, né dignità, ma un uffizio con giu- notaro e cancelliere. Fanno gli attestati
risdizione. Il vicario foraneo successe in de vita et nioribiis. Fuori d'Italia hanno
parte al corepiscopo e all' antico de- maggiore giurisdizione vicari foranei, i

cano ruiale, e non è perciò uè prela- tuttora in moltissimi luoghi chiamati De-
to, né dignità, ma un ufiizio con giu- cani, ed anche nell' Irlanda. Il vicario
risdizione esterna alquanto piccola, sen- foraneo dev* essere un ecclesiastico ri-
za \\ j'iis giada, ossia il potere di ful- spettabile, e se è possibile in dignità co-
minar censure, f'icarius foraneiis pro- stituito; e per quanto si può non dev'es-
prie non dicitur oblinere digiìilateni:c\ue- ser parroco, poiché questi avendo dove-
sta é avvertenza canonica. Raduna il cle- ri da adempiere, non avrebbe chi lo sor-
ro e lo presiede, ciò che non ponno f ire vegliasse. I vicari foranei, secondo il con-

i parrochi. Ha il vicario foraneo un tri- cilio di Aix del i585, dovranno avere

bunale separato da quello del vescovo, sotto di sé cftlo dieci parrocchie, e de-
poiché dalla sentenza del vicario foraneo vono risiedere ne'paesi più grossi, secon-
sidà appellazione al tribunale vescovile, do il concilio romano del 1725, Veglia
laddove non si dà dalle sentenze del vi- specialmente il vicario foraneo sul costu-
cario generale, perché forma un solo tri- me de' chierici, parrochi e altri preti del
buoalu con (juello del vescovo. Secondo suo vicarialo, e vigila se osservino le leg-
r attuale disciplina e le leggi ecclesiasti- gi, se il di vili cullo é ben eseguito, e deve
che in vigore, il vescovo oou può dispea- avvisare il vescovo de'parrochi che uiau-
V I e Vie i3
c«no alla resitlenzu. S. Curio Borromeo lite di vegliare sui parrochi, altri preti,
vuole die sorveglino gli ecclesiastici par- congregazione de' casi, residenze df' be-
roclii enon parrochi, e che luKi A7- i condotta eninministrazionedel-
nefiziati,

loriis Fovaneis ijuos dixìmus ohieinpe- le confraternite, dispense dal lavoro ne'
reni; che per quanto si può, siano per- bisogni, vuole, secondo l'uso antico, che
sone in dignità, come arcidiaconi, prepo- visitino ogni anno tutte le chiese, orato-
sti e altre idonee persone, ma ne esclu- rii, compagnie e luoghi pii del vicariato
de i parrochi : vuole che i vicari avvi<<i- foraneo, come I' anlichis<>imo uffizio di
no il vescovo di ciò che occorre; e che periodeuta o visitatore delle vicarie. Al-
in ogni annosi radunino presso il vesco- trettanto vedesi nel sinodo di Fermo «lei

vo per rendergli conto delle loro vicarie i^Sg, ed in altri; in quelli di mg.' Ca-
foranee; ciò che ogni anno faceva anche stelli, celebre vescovo di Rimini, si vede
il b. Gregorio Baibarigo vescovo di Pa- una persona grande importanza nel
di
dova. I vicari foranei, come superiori a' vicario foraneo, con molle facoltà sui par-
parrochi, e per la giurisdizione che han- rochi, quali neppure potevano andare
i

no, precedono ne' sinodi, anche par-


li i in città senza sua licenza ; che il vicario
rochi di cillà, prima della celebrazione de' foraneo già come oggidì dispensava ne'
quali sogliono i vescovi consultare i vicari casi di mangiar di magro, e dal poler la-
foranei per aver lumi, onde porgere ri- vorare; che multava gli ecclesiastici, fa-

medio a' disordini. JVe'sinodi devono ve- ceva provar loro 1' ufllzio divino. Il par-
stile il piviale per essere distinti, dopo i roco ha l'obbligo d'avvisare il vicario fo-
canonici, dagli altri preti parrochi e non raneo, o I' ordinario, de' disordini della
parrochi. Sono interrogali dal vescovo parrocchia. Fio qui il Nardi. Osservò il

sui preti e cose del vicariato. Anticamen- cardinal De Luca, // Vescovo pratico^
te i vicari foranei correggevano gli eccle- che a' vicari foranei o particolari, circa
siastici negligenti, ed i colpevoli, e si ra- l'autorità di non può darsi una re-
essi,

dunavano ogni tanto col vescovo, per gola certa e uniforme, dipendendo iu
rendere ragione della condotta de' par- gran parte dall' usanze delle diocesi, e
rochi e degli altri ecclesiastici. Inoltre an- dalla qualità de' luoghi, perle savie ra-
ticamente i decani o vicari foranei am- gioni che espone ; dovendosi conceder lo-
ministravano i sagraroeuti nel loro di- ro maggiore autorità, se residenti in gran-
stretto o vicariato come i parrochi : oggi di città, come Madrid e Brusselles, spet-
in moltissime diocesi amministrano i sa- tanti agli arcivescovi di Toledo e di Ma-
gramenti a'parrochi infermi, ed altri pre- hnes, ed anche per la lontananza de'luo-
lati malati, fanno loro l'esequie, ed am- ghi o per 1' asprezza del cammino, o per
ministrano la parrocchia finché il vescovo altra notabile difTicollà. Che se il vescovo
nomina l'economo. Sulle facoltà de'vica- risiede nel luogo del vicario foraneo, e
ri foranei, dipende dal vescovo farle mag- non nella curia, aPora il vicario dicesì
giori o minori. Nelle presenti patenti si urbano, benché in sostanza è foraneo.
dà loro la facoltà di dispensare dall'opere Scrissero sull'argomento Giulio Marzi :

servili, e più altri poteri. Uno de' prin- vescovo d'Eliopoli, De Ficariis Fora-
cipali uflìz! de' vicari foranei era quello neis j e il p. Andrea Girolamo Andreuc-
di visitare la loro vicaiia o distretto, ciò ci gesuita, Hierarcliia ecclesiastica, tra-
che in alcuni luoghi usa ancora, e ciò che ct. vìi: De l'icario Foraneo.
sono pur oggi obbligati a fare. Dichiarò VICARIO GEINERALE DI ORDÌ-
il sinodo di Parma del 1602, che i vica- NI RELIGIOSI ECO>GREGAZIONI
ri foranei partein solliciliulìnis pastora- REGOLARI. L' hanno in Roma fra- i

iis (del vescovo) suslincnij e olire le so- telli delle Scuole Criiliant, per diuio-
i6 Vie V C I

rare il Supcriore i^eneraìe a Parigi. Or- tal nel voi. LXXX, p, 20, parlando del-
i

dinai iamenle ora l' hanno gli Ordini re- l' Vffniale, che trovandosi vicari so- i

ligiosi degli /l scosti niani Scalzi, e. de' praccaricati d'alfari per la giudicatura,
Hit rccHar ideila Redenzione dr^lischiii- ne diedero 1' incombenza a' loro Arci-
qual su[)enore generale. Quando il
t»/, diaconici'^^., ed anco a qualche sacerdo-
Papa dà nn superiore ad un ordine o te : questa concessione però era revoca-
Congregazione regolare in luogo del su- bile ad nultini: furono questi chiamali
periore generale, invece d'appellarsi col Vicari o Ufjlziali, Vicarii gcnerales,
rispeUivo titolo,s' intitola vicario gene- Offtciales. Divise poi le loro funzioui, si
rale, e di presente i Minimi hanno il vi- dissero /^Vc^n g^e/zerrt/t quelli a' quaU i

cario genei ale, in luogo ilei consueto Ge- vescovi commisero la giurisdizione vo-
nerale. Quando gli ordini o congrega- lontaria; ed JJfJìziali coloro a cui affida*
zioni monastithe elessero un cardinale rono la giurisdizione contenziosa. 11 prof.
niendiro dt-lle medesime, ad abbate ge- Vermlglioli, Lezioni di diritto canoni'
nerale, quello noinint'i un p. abbate di co, t. I, lez. 28 Deir Officio del Vica-
:

e*se a vicario generale gli ultimi esempi : rio. L' Arcidiacono e l' Arciprete, che
lì abbiamo ne' monaci camaldolesi. Le il diritto canonico costituisce vicari nati
riforme di diversi ordini furono presie- del vescovo, perchè non dal medesimo
dute da un vicario generale, per nspello destinati, ma dalla disposizione della leg-
al piiniitivoda cui derivavano, ma in se- ge, essendo presentemente l' uflizio di
guito Sede concesse loro un elFettivo
la s. questi ridotto ad un semplice diritto di

superiore generale, con varie uomencìa- onore e personato, dietro questo soglio-
luie, parlate a'Ioro vocaboli. Sono a ve- no vescovi in loro aiuto assumere de*
i

dersi i ricordali articoli. vicari. Questi fanno le veci del vescovo

VICARIO GENERALE DEL VE- in tutta la sua diocesi tanto per quello
SCOVO, ricarius gcneralis Episcopi, YxgiìdivAaXo spirituale, cioè di conoscere
Vicaria poleslale Anlistes, Pro-Epi- le cause, che riguardano gli ecclesiastici,

scopns. Quello che rappresenta il / e- la cura dell'anime, benefizi i eccle>iasti-

scovo nell'amministrazione della giuris- cij esimili. Il temporale, che si riferisce

dizione volontaria e graziosa del Vesco- air alienazione de' beni, a quella misura
vato (in questo e nell'altro arlicob ne di cui il vescovo ha le facoltà di permet-
ragionai, ed ivi nuovamente della Cuna terla, alla collazione de' frutti, e di altro

vescovile e del Trihunale ecclesiastico), dello stesso genere. Se il vicaiio del ve-

peicliè la contenziosa è esercitata dai- .scovo è incaricato alla sola amministra-


I canonisti però non osserva-
ì'U/J/'ziale. zione delle cose temporali dicesi EconO'
no esattamente questa distinzione; giac- mo (V.); se nelle cose solamente spiritua-
ché, nel diritto canonico, il vicario gene- li, Vicario dello Spirituale, ed al-
dicesi
rale del vescovo è cliiamato ora Fica- lora non ha il titolo di Vicario genera-
riiis, ora AJis^us o Missili Doniinicus, le. Il vescovo, se la sua diocesi è augu-

ed ora Offìcialis. Nello stile della can- che gli affari della medesima
sta, e tale,

celleria romana i vicari generali de' ve- ponno completamente e senza alcun dan-
scovi di là dell' Alpi sono qualificali OJ- no e pregiudizio del suo popolo disimpe-
fìciah'S (in Francia gran Vicari); e di gnarsi dal vescovo stesso, non è obbligalo
qua dell' Alpij Vicari generali. iNella e tenuto eleggere il vicario; dovrà e sarà
chiesa greca di Costantinopoli il Carlofi- obbligato eleggerlo se il contrario avven-
lace era il vicario del patriarca, con quel- ga pel bene della Chiesa e de' fedeli. La
le prerogative e onorificenze riferite nel vastità, il numero della popolazione, ed
\ol. LXXIX,p. I I ijuel riparlarne. No- altri rapporti che necessitano in una dio-
è

V I e V I r: 17
cesi pel bene de' l'etleli, autorizzò il ve- può conferirli considerandosi la collazio-
scovo Oli inviare ne' luoghi del suo ve- ne de' benefizi una specie di donazione e
scovalo de'vicaii rurali che si appellano di alienazione. Gli èpermesso senza coiu
f 'icari foranei [f^.) con giurisdizione de- missione del vescovo istituire a'benefizi i

legala e limitata, i (piali tutto devono ri- presentati da' patroni, gl'istituiti confer-
ferire al vescovo o al suo vicario genera- mare. iVon può rilasciare le lettere dimis-
le, il quale può dare esecuzione alle gra- serie, meno che il vescovo fosse assente,
7ie poiitilicie, precede dopo il vescovo a e d'impedimento accedere al medesimo.
ipiniuncpie ilignilà, meno che se fosse ca- Non può assolvere da' casi al vescovo ri-
nonico della cattedrale nel personato.non servali, dalla irregolarità, dalle censure
precede le altre dignità capitolari, ina per delitto occulto derivante da emessi
ha il po>to, che gli perviene come seui- voti, dalle leggi e da'giuramenli non può :

plice Cctiioiiico nel coro, nelle processioni elargire l'indulgenze, congregare il sino*
e simili ftmzioni. Dalla sentenza denniti- do, visitare la diocesi, ed altro fare eh'
va del vicario non si dù appello al vesco- di peculiare diritto e privativa del vesco-
vo, ma al metropolitano, o al Fnpa, es- vo. Tutto quello che richiede speciale
sendo il tribunale del vicario Io stesso che mandato deve espressamente e letteral-
quello del vescovo, meno che non fosse mente esprimersi, ne è sufficiente neppu-
del vicario sentenza definitiva, ma de- re la nota clausola » ancora quelle cose
creto interlocutorio, ovvero fosse senten- che richiedono mandalo speciale" e mi-
za definitiva di causa specialmente al vi- lita in proposito 1' argomento desunto

cario commessa dal vescovo, mentre in da' procuratori, che questi costituiti ad
tali casi il vicario eserciterebbe delegata agire tutto quello potesse aversi da pro-
giurisdizione non ordinaria, ed avrebbe cura speciale, simile espressione e dichia-
luogo l'appello al vescovo. Quantunque razione ancorché generate non si ammet-
il vicario faccia le veci del vescovo senza te per agire in quelle cose per le quali si

speciale ed espressa commissione di es> esige speciale mandato, e per quelle che
so, non può occuparsi nelle cause crimi- esigono un mandato speciale si esprima
nali,annoverandosi queste fra le cause colla clausola') ancora dell'altre cose che
maggiori cioè della vita, e della inflizione necessitano di speciale commìs$ione'\ Al-
di gravi pene. Le cause maggiori mai lora in vigore di questa dichiarazione il

s'intendono commesse tacitamente, ma si vicario potrà fare gli affari minori ed e-


devono espressamente. Questa regola per guali espressi, non maggiori, poiché
i l'in-

altro solt're delle limitazioni. Se si trattas- dole e natura dell'altre non s'intendono
la

se presso il vicario generale di delitto non comprese le cose maggiori, ma soltanto


criminalmente ma civilmente : se il vica- le minori o l'eguali, meno che il contra-
rio generale procedesse per causa di de- rio sulla volontà del committente appa-
litto non giuridicamente, ma in via eco- risse. Dopo il vescovo, il vicario generale
nomica, a correzione de' delinquenti per neir onore precede gli altri, e così deve
impedire gli scandali, o per farne al ve- in esso far pompa 1' onestà di costumi e
scovo rapporto. Se il vicario generale per r integrità della vita,deve esser perito
lievi delitti injponesse pena mite, o pecu- nelle cause forensi, deve essere laureato
niaria o simile. JNon può il vicario gene- ovvero licenziato, deve avere almeno an-
rale senza espressa commissione del ve- ni 25 incominciati, dovendosi all'autori-
scovo privare o sospendere da' benefizi, tà congiungere la maturità dell'età. Non
dagli uffizi, dalle amministrazioni, non può essere vicario generale un religioso
può riunire benefizi, dividerli, sopprimer- mendicante; dell'altre religioni può es-
li, e fare sopra di questi atcua alto, dod serlo Bccedeodovi la licenza de'superiori,
VOL. xcix.
i8 Vie V I C
e seco poilaodo un religioso, in tali casi cesta. Vacando la sede episcopale, si de-
possono (noterò che ti. Leonardo de Fer- volve la giurisdizione al Capitolo della
rari monaco celestino vicario gene-
hi Cattedrale. Questi entro 8 giorni dalla
rale dell' arcivescovo di Milano Simone morte o cessazione del vescovo deve no-
Rnissiani; fr. Francesco da Creppa oli- minare il f 'Icario Capitolare {f"^.), o
nole osservante, del correligioso fr. Fie- confermare il vicario del vescovo defunto
li o Filargo, altro arcivescovo di Milano, o cessato, o altro fornito delle necessarie
che divenuto Papa Alessandro V, nella qualità. Che se fra gì' individui del capi-
sua ubbidienza, Io nominò arcivescovo tolo vi fosse persona idonea, questa ver-
della stessa chiesa; ed Urbano V, da mo- rà preferita a parità di meriti all' estra-
naco cluniaceose, era stato successiva- nea ;non é però di obbligo che il vicario
mente vicario generale de' vescovi di Cler- si faccia di uno del capitolo, ma consen-

inont e di Uzes). Non può essere né il ziente il capitolo stesso potrà assumere
laico, oè il chierico coniugato. Sarebbe un estraneo. Il cardinal De Luca, //
cosa non decorosa, che il laico dovesse Fcscovo pratico, tratta nel cap. aS Se :

giudicare gli ecclesiastici. Siccome il ve- il Vescovo debba tenere uno o piti Vi-

scovo e il vicario si considerano una sola cari, e delC uffizio e autorità di questi.
persona, ne segue, che se muore il vesco- Comincia con rendere ragione, perchè
vo, o rinunzia, osi traslata, la di luì giù- prer^so canoni ed
i concilii antichi non
i

lisdizionecessa immediatamente. Anzi in si fa menzione del vicario generale del


alcuni degli enunciali casi, il vicario non vescovo, e ciò pel motivo che anticamen-
potrà mandare avanti le cause, che aves- te erano suoi vicari e aiutanti nati ['Ar-
se incominciate. Io ciò il vicario gene- cidiacono e V Arciprete (/^.) della catte-
rale dilferisce dal giudice delegato, che drale ; cioè il i.^per l'ainaiinistrazione
la podestà del delegato per morte del de- della giurisdizione temporale, e l'altro per
legante, se l' aliare non è integro, non l'amministrazione della spirituale, e per
cessa. Viceversa la giurisdizione ordina- r esercizio delle funzioni ecclesiastiche e
ria del vicario per coorte naturale e ci- divine, che però non avea bisogno d'al-
vile del vescovo, atFatto spira ; la ragio- tro vicario. Ma perchè questi, come prò-
ne di questa ditFerenza si è, che la po- visti in titolo delle dignità dal Papa, ov-
destà e il tribunale del vicario è lo stesso, vero dal vescovo predecessore, o pure dal
come si è detto, che quello del vescovo, medesimo, per la sicurezza di non potdj'
onde dall' uno all'altro non si dà appel- essere rimossi, non volevano riconoscere
lazione, cosicché cessando la podestà del la dovuta dipendenza dal vescovo, onde
vescovOjCessa egualmente quella del vica- in cambio di essere ministri e aiutanti,
rio: al contrario la podestà e il tribuna- erano divenuti piuttosto perturbatori,
le del delegato è distinto dal tribunale quindi ragionevolmente, coli' esempio
del delegante, per cui se venisse il vesco- tiella Sede apostolica, nella soppressione

vo scomunicato, interdetto o sospeso, re- della dignità del cardinal Arcidiacono,


sta sospesa egualmente la giurisdizione fu cocn inciato a moderare, ed in progres-
del vicario. Se il vicario venisse dal ve- so di tempo si tolse affatto questo vica-
scovo rimosso, il che può fare ad ogni riato fisso, non sono più in uso, per vi-
cenno, deve denunziarla o per nunzio, CHri, l'antico arcidiacono e l'antico ar-
o per lettera, o per officio, poiché finche ciprete della cattedrale, ma quelli che
il vicario l'ignora, le sue operazioni sus- di presente godono silTatti titoli o digni-
sistono, perchè la giurisdizione del giu- tà sono piuttosto impropri e abusivi (sic).
dice fino a tanto che il giudice stesso non E quindi segui, che s' introducesse Tuso
ha la notizia della sua reraozioae, noa del vicario generale, il quale assistesse il
vie vie ,
D
e«ovo nel luogo della sua lesidenzi, et! io conceilerj»liela lata per iiing^inimeuie
sua vecereggesseil lribiinalevescovile,on- aile^ionailo al suo udiziu. Se il vescovo
«le non un tribunale (li verso, ma
co<itiUiisca sin obbligato tenere il Ticario: legalmeu-
un tribunale solo, egualmente costituito le non lo è, non [)uò essere a ciò forzato,

dal vescovoe dal vicario generale. Il per- poichèquando voglia può giudicar le cau
elle, nelle sentenze definitive del vicario, se e reggere il tribunale da perse, come
non si appella al vescovo, né questo le se la diocesi è pìccola e la mensa è tenue
può ritrattale, ma solamente può mette- (secondo Pevret e altri scrittori, si pou-
le mani, e rivocaree riforn>are quelle
le no obbligare i vescovi a stabilirede' vj-

co»e che giuridicamcntesi potrebbero ri- cari generali, quando essi sono fuori del
vocareo riformare d.il medesitno vicario le loro diocesi per un tempo considera-

o (hi suo successole, come sono le prov- bile; quando si parlano diverse lingue ne'
viste estragiudiziali o le giudiziali inter- vari cauloai delle loro diocesi ; se essi so-

locutorie, ed ancbe le definitive per ca- no malati, ovvero hanno altri impe- se
po di nullità. Quindi il De Luca discor- dimenti legittimi, che non lasciano loro
rei seguenti punti. Il vicario generale la libertà di adempiere alle lorofunzio-

dev' esser un solo, anche se siano più ni). Il vescovo non deve tenere per vica-

diocesi unite. Nelle grandi diocesi depu- rio il fratello, il nipote o altro stretto pa-
tandosi altro vicario parti«olare, si dice rente. Non si permette a' vescovi di pic-
f'icario Foraneo (^'•), cosi altri simili cole diocesi il far da vicari a'vescovi del-
vicari, propriamente essendo un solo il le grandi; è lecito farlo ìÌa' Fescomi in
vicario generale, quello cioè che risiede parlibus, anche per l'esercizio delle fun-
presso il vescovo. Anzi nelle medesime zioni pontificali. Il vicario generale pre-
città o luogo della residenza del vescovo cede la i." dignità o il piìi degno cauo-
e del tribunale, quando si traiti di città nico del capitolo cattedrale, però se non
o diocesi vasta, si sogliono deputare di- parali delle vesti sagre. Il Nardi, De Par-
versi vicari particolari, oltre il generale, rocìii, dichiara che il vicario generale
cioè uno criminale, l'altrocivile (Ignazio non è pastore, benché ne fa le veci, ri-

Santamaria, nella Notilia Ronianae Cu- cevendo la giurisdizione dal vescovo, co-
riae, s'intitolò: Benevenli canssaruni me pastore, e l'esercita esterna, coatti-
civilinm judice seu Sicario temporali), va, estesa. Il vicario generale successe in
ed altro per le monache e simili ; però parte all'arcidiacono antico; lo rimpiaz-
lutti questi sono luogotenenti del vicario Z'i nella giurisdizione in parte, ma in nul-
generale, e adesso subordinati. L'auto- la negli onori capitolari. Imperocché, se
Illa del vicario generale è maggiore o l'arcidiacono è i.' dignità, a lui tocca
minore ad arbitrio del vescovo, ed a se- ministrare l'incenso o navicella al vesco-
condrt delle iliverse usanze de'Iuoghi. De- vo che debba turificare, e non già alca-
v' esseie chierico, e non può essere laico, ii'juìco diacono, o al vicario generale, o

e fornito de' requisiti necessari: l'assesso- altri. Secondo canoni, il vicario gene-
i

repuò essere secolare. Il vicario generale rale non può chiamare a sé il capitolo,
non soggiace al sindacato, al quale però il solo vescovo avendone il diritto. I di-
è soggetto il vicario capitolare, il quale ritti de' vicari generali sono onorifici od

amministra senza la presenza e il freno utili. I diritti onorifici consistono nella


del vescovo, il quale tuttavia può rive- precedenza o diritto d'anzianità su tutte
deie le azioni del suo vicario e punirlo le altre dignità ecclesiastiche nell'asseta-
se delinquente. Se al vicario si debba blee pubbliche dove hanno diritto di
dare molta, o poca autorità, acciò non comparire in qualità di vicari generali,

ne abu.^ì, sebbeoe altri opinioo doversi perché rappresentano essi il vescovo. Piti
2 V I C V I C
Iinnno 1' uso fieli' abilo prelatizio nero, J/ierarchia eccl<Hasti(a,[iac[. vii; Di'
ottenentlo il [ìiolonolaiialo ex Ira K/hrni, f {< nrio i^enrrnti Episcopi.
ossia d'onore. I diiilli utili de' vicari ge- VICARIO DI GESÙ' CRISTO, //
nerali, che sono canonici, consistono nel Il Sommo Poiiiefì-
cnriitni Cliristi Jcsu.
venire considerati piesenli al coro, e nel ce, Fescn\'0 della Chiesa iinii'ers(2le,e
partecipare di tutte le distribuzioni, an- vescovo di Jioina, ove risiede maestosa-
che allorquando sono occupati nelle fiui- mentce impertuibabilenel Faticano, ie-
zioni della loro càrica, ed in servigio dei- s. Side apostolica maestro
deiido nella
la diocesi, purché gli statuti delle chie- di verità e guida di vita eterna, dalla cui
se particolari non vi si oppongano io lut- Cattedra e 7>ono apostolico ammaestra
to o in parte, o che il loro uflicio non sia Irbeni et Orbeni. Ne'ricordali aiticoli e
gratificalo con soldo. I vicari generali altri analoghi a' Nomi de' Papi ed a' Ti-
sono amovibili (ul iiutum dal vescovo, toli d'onore, riportai le tante sublimi de-
qualora peiù il vicarialo non sia altaccato nominazioni, colle quali fiu dal principio
alloro udJziOjCouie lo era in Francia quel- della Chiesa fu distinto dagli altri vesco-
lo di s. Germano a' Prati, il quale era vi- vi il supremo di lei Capo, l'augusto Ge-

cario generale nato dell'arcivescovo di rarca del cattolicismo, il Santo Padre.


Parigi, e così dicasi di altri, come di dio- Parlando Cie^lriliunalidi /l'o/z/a, dissi col
cesi Nullius. 1 vicari generali ponno e- cardinal De Luca, essere il Papa capo
sercitarela loro giurisdizione essendo fuo- della Curia Romana, che lo è della cri-
ri della diocesi; ma non pouno esercitar- sliana Repubblica, e Vicario supremo di
la prima che il Vescovo, il quale gli ha Cristo, che ha tulio il mondo per terri-
stabilili, abbia preso possesso della sua torio. Nella chiesa greca si dice Proto Pa-
diocesi, a meno che l'uso della diocesi non pa{F.'j,\n significato di primo padre, l'ar-
sia contrario ad una siffatta disposizione. ciprete, ed anco ili.° dignitario d'una co-
Anche il Sommo Pontefice lia pel proprio munità religiosa, o d'una chiesa parroc-
vescovato della diRoo)a e suo distret-
città chiale. Scrisse T. Morisani, De Protopa-
to un vicario generale vescovo, ed è il car- pis et Deutereis graecoruni, et catholi-
dinal Ficario generale di Eoma(F.), il cis eorutn ecclesiis, NeapoliiyGS. Geslt
quale, dice il DeLuca, tiene il suo vicario Cristo, capo invisibile della Chiesa, elesse
generale chiamalo il Ficegerente (anche per suo Vicario in terra e capo visibile
f'icegerenle di Roma, e nominalo dal Pa- della stessaChiesa, il Principe degli Apo-
pa, insignito della dignità episcopale), ed stoli 8. Pietro, ed i suoi successori. Per
altra specie di vicari particolari, cioè luo- tale, nel 4^5 i vescovi della provincia ec-
gotenenti e deputati. Notai nella biogra- clesiastica di Tarragona {F.), riconob-
fìa del Torres arcivescovo di
cardinal bero il Papa. greci nel concilio gene-
I

Monreale, modello de'pastori, che avea rale di P'irenze, facendo la propria e co-
sulla lingua e mollo più nel cuore la gran mune Professione di fede , riconobbero
massima intesa da pochi » Non già a'vi- : il vescovo di Roma per Pontefice Som-
cari, ma sibbenea'vescovi posti dallo Spi- mo, per vero Ficario di Cristo, per Mae-
rito Santo a reggere la Chiesa di Dio, in- stro e Pastore di tutti Cristiani. Il s. i

combe r obbligo della cura pastorale". concilio di Trento (/'.) l'acclamò: Papa
Trattano de' vicari generali : Giovanni e vescovo di Roma, vescovo della Chiesa
Piloni, Collecùo pro-Ficariis, Venetiis cattolica, cioè universale; Pontefice della
1 7 1 5. Sbrozio, De officio et polesiale Fi- s. e Universale Chiesa. Colle simboliche
carii Episcopi. I. Melilli, J'raclalus de Chiai'i pontificie {F.), Gesìi Cristo inve-
Ficarii praccedentia, ac de Synodo sti s. Pietro ed i suoi successori d' apri-
Z)joeccóa/w, Yeoetiis i582. Aodreucci, re e chiudere i cieli; onde le chiavi di-
V I e Vie 21
vennero il rexsillo (/'.) della s. Roma nel voi. XCV,
i5i. Fu detto s. Pie-
p.
ni) Chiesa e della Sede apostolica. Al nuo- tro: Proto- Ficario in terra di Gesti Cri-
vo Pupa, nella sua consagiazioneo bene- sto. Il Zaccaria, Dissertazione, coman-
dÌ7Ìune,i due primi cardinali impongono di chi può
ubbidisca chi dee , confuta
,

il Pallio (riparlato nel voi. LXXXI, p. l'asserzione d'un certo progettista, che i
38 e seg.), insigne oi namenlo pontilioa- principi sono tanti vicari di Dio in ter-
le, che conferisce la pienezza della papa- ra, e doversi seguire il concilio di Tren-
ie «lignilà, ed il Papa, pel suo Primato to, il quale li chiamò Kcclesiae protecto-
(/''.)d'onore e di giurisdizione, è il solo resj poiché a'principi fu data da Dio la
vescovo che possa usarlo in ogni tempo podestà, non soluni adniuiuluni regirnen,
e il» ogni luogo; e col pallio Gesù Cristo sedetiani maxime ad Erclesiae praesi-
iiiiuncle la divina virtù, che informa l'al- dium, come scrisse s. Leone I atW Fpist.
tro [)olere concessogli, come a suo vica- 82. A suo tempo venne in capo a qual-
rio in terra. Nella successiva coronazione, che vescovo d'intitolarsi e di farsi da aU
il cardinali. "diacono nell'imporre al Pa- tri intitolare, Ficario di Cristo; ed egli
pa il Triregno ponlificaie. {^.), lo pro- contrappone l'autorità del dottore delia
clama in terra Vicariuni Sahaloris No- Chiesa s. Bernardo, che né a'vescovi e né

stri JesH Christi. Parlando di Ronia,àe\ a'principi die'silFatlo titolo, protestando,


Primato e simili articoli, dissi pure qua- scrivendo a Papa Eugenio 111, eli egli
lificar>i il Papa, Ficario di Dìo in ter- era l'unico Ficario di Cristo. » Si con-
ra, Ì'ice-Dio. ficario (li Dio lo chiama tentino i vescovi d'essere in qualche sen-
il cardinal Pallavicino, anche Ficario ge- so vicaridi Cristo, comeiihannochiama-
nerale di Dio, nella Storia del concilio ti alcuni antichi, ma non allettino un ti-
di Trento, lib. i8,cap. io; dicendo luo- tolo, che da tanti secoli la Chiesa ha ap-
gotenenti di Dio quanto egli i sovrani, in propriato con tutta ragione al solo Pio-
è governatore degli uomini, secondo lo mano Pontefice, come a suo capo visibi-
stato naturale e terreno. Di più aggiun- le universale, supremo, e tale, che sopra-
ge, nel lib. I 3, cap. g: « rimanersi cioèl'u- stando a tutti i Fescovi, i Metropolitani,
inana sagacità ogni di più schernita io i Patriarchi, nella podestà e giurisdizio-
quella grandissima azione, ove deputan- ne forma un vicariato di Cristo troppo
dosi il Vicario a Cristo,egli ne vuole ed es- superiore ad ogni altro ,
per non essere
sere ed apparire l'autore". Si vuole esiste- al confronto di quale ce
tutti a rigore ,

re nel Vaticano un'iscrizione, che appel- lo dicea s. Bernardo, /m/co Ficario di


la il Papa, Ficarius Filii Dei. Clemen- Cristo. Ma molto più si contentino prin- i

te XIII dichiarò io una costituzione, es- cipi di essere \.>eri protettori della Chie-
sere il Papa anche Successore (F.) di dar retta ad un progettista mal
sa, senza
Cristo e suo f icario in terra. In quel- pratico che non conosce la ditferenza
,

l'articolo dichiarai, non potere il Papa e- so&ima, che passa tra l'esser protettore
leggersi il Successore, e che neW Elezio- della Chiesa, e l'esser Vicario di Dio ia
ne de Papi, ta\yo\la proclamarono col- Sì terra, e per conciliarsi la loro benevolen-
le parole s. Pietro elegge N. per sue-
: za si fa strada al loro trono con un no-
cessorej ovvero s, Pietro vuole IV. per , me bugiardo di suo conio, e ignorato da
successore. E che il Papa è successore di tutta l'aoticBità, se non nel senso, che
s, Pietro nel regime della Chiesa univer- se ne glorierebbe ogni cristiano princi-
sale, Fescoi'i essere successori degli A-
i pe, anzi ogni uomo privato munito del
postoli nelle chiese loro assegnate; e che privilegio, che la fraternal carità in Ge-
anco i Cardinali si considerano succes- sù Cristo ha dato anche al più meschino
sori degli Apostoli, ezlaadio pel liferito tra gli uomini, d'essere riconosciuto co
ai Vie V I C
me Cristo medesimo". Il Sainelli, Lel- volendo Gregorio X I udir le difese di sua
ttreeiclesinstiche^ l, i, lelt. 6, Della di- repubbtiC'i,gi natosi inginocchioiiiinium-
gnità vescovale t: de'suoi /i7u//, <licliiara zi ad un Crocefisso, esclamò: » A le. Si-

che nel e. rniilier debet 33, q. 5, è scrii- gnore Gesù Cristo, appello io dall'iiigiu-
lo: k'piscopiis, ficarius Domini est ; e sto giudizio del tuo Vicario in quel teni-
che I vescovi iiell'anlichilà furono tnlura bile giorno, nel tjuale venendo tu a giu-
iippellali Sonimi Sacerdoti e Sommi Pon- {licaie, non vana appresso le eccezione
tefici. In più luoghi notai, che tali e al- delle persone"). Del resto il Pallavicino
tri titoli, co' quali si chiamarono diver- traila che a'vescovi non si appartiene ri-
ti vescovi, inseguito divennero riservati lurniare il Papa; e nel lib. iq, ca|). 12,
esclusivamente al Papa, come ancora ri non essersi lasciato il nome di Vicari di
levai nei citalo voi. XCV, p. 246 e 25 i Cristo a'vescovi minori, imperocché quan-
Ragionando del Papa, cjual f'escoiodel- tun(|ue di tulli gli Apostoli la Chiesa, ni
Iti (,hif.ui iini\ ersale^ ivi dissi, i vescovi parlando al medesimo Cristo del suo greg
esser vicari, non generali, di Cristo, tali gè nella messa, dica: i quali vicari della
essere i soli Papi, il cardinal Pallavicino, tua opera tu hai voluto ad esso dare in
nella memorata Storia lib. 7, cap. 4j , pas tori che gli sopraslino j e quantunque
narra come il cardinal Del Monte (poiGiu- alcuni [ladri anlichi abbiano cosìfavella-
ho III) interrogò nel concilio di Trento lo innanzi alle sopravvenute eresie; non-
l'ai dito vescovo di Fiesole Martello: s'egli dimeno i padri moderni e ì loro disce-
teneva, comeavea affermato, che i vesco* poli non hanno poscia attribuita gene-
vi sostenessero la vece di Cristo in terra. ralmente a'vescovi quella maniera di ti-
Rispose: Il tengo, fìnchè non mi si dimo- tolo, per f"ggir l'ambiguità che s|ìes-»o a-
ili 1 il contrario. E qui s'intiomisea ra- limenta l'errore; peraltro, chiunque am-
gionare l'arcivescovo d' Armach in dife- ministra un Sacramento {^V.),Gi,e\ci\^-
sa di lui, mostrando che i vescovi pote- le in quell'atto la vece di Cristo. Quin-
vano denominarsi Vicari di Cristo nel- di nel cap. |3 è detto, dì doversi nomi-
l'ufficio d'asso! veree in altre funzioni; aia nare il Papa non semplicemente, ^ica-
non Vicari generali, qual è il solo domino rio di Cristo nia supremo P icario di
,

Ponlefìce;essendoeglinochiaraati io par- Cristo. Dappoiché anco vescovi, ed e- i

tedella sollecitudine.Indi congravee tem- ziandio i semplici sacerdoti sono iu qual*


perata maniera si frappose il cardinal Po- che modo vicari di Crislo secondo il ,

lo, affermando che il fiesola no molle buo- cauoue mulierem nella causa 33.^ alla
ne cose avea dello intorno all'ufficio de* questione 5.'^ Per ultimo nel cap. 16, do-
vescovi, ma con forma più di sedizioso po essersi dichiaralo nel concilio, l'auto-
concitamento, che di sedato ragionamen -
rità del Papa esser eguale a s. Pietro, e
lo, e più d'acerba invettiva, che di libe- non a Cristo, crescere poi 1' aalorità se-
ra «sentenza; leiider esso a scemare l'au- condo la santità; espose il cardinal di Lo-
torità del concilio, con appellar da quel- rena al Papa Pio IV. Sopra l'istituzione
io, quasi da ingiusto, ai tribunale di Dio de'vescovi, non poter egli consentire ad
(non mancarono audaci d'appellare, ol- alcuni i quali negavano, esser i vescovi,
treché dal Papa al Sinodo generale, ap- e con loro tulli i pastori dell'anime, in
pellazioni condannate, dal Vicario al di- alcuna maniera vicari di Cristo; né a que'
vino tribunale, ed a suo luogo ne offersi che affermavano aver Crislo ordinato ,

fili esempi. Qui solo col barone Reurnont, vescovo s. Pietro solo; dal qual fosse ve-
Della dtploinatia italiana, rammento, nuto ilFescovatOavgW altri Apostoli. INel
come l'ambascialore fiorentino. Donalo testo appena ritrovarsi fra'padri del cou-
Barbadori,nel concisloro d' Avigaone,uou cilio chi nou cuiiveuisse lu tal forma di
V i e Vie 23
cniioni e ili ilecreti, la ({iiiild ricliicdesse Germania a Cutberto vescovo Dorouer-
iie'vescovi si passati e si futuri l'assiin- oense.uella quale gli dice.»» Noi abbiamo
tioiie o tacita o espressa fattane dal Ro- professata nel nostro concilio la cattoli-
mano l^oiitefice, e l'ubbidienza che a lui ca fede, e stabilito di voler mantenere fi-

da essi è dovuta: con limitare oltre a ciò no alla morte la soggezione alla Chiesa
la podestà de'medesimi alle chiese loto Romana, e stare sotto l'ubbidienza di s.

commesse. Con che non pur l'autorità Pietro e del suo Vicario, e di couvocire
pontifìcia rimanere illesa, ma consolida- ogni anno il siuodo, e fare che i metro-
ta. Anche il Cenni, Dissertazioni, Ois- politani chiedano il pallio da ({uella se-
seri. 6, Dt^ osculo pcdunt Ronidui Ponti- de, e di seguitare al lutto gli ordini di s.

/i'ci.v,riconosce che comuni a tutti vesco- i Pietro, acciocché pure noi tra le pecorel-
vi si furono una volta qiie'ragguardevo- le alla cura di lui commesse outnerati
lissimi titoli di apostolico, di Pontefice, siamo". Ove é da osservare, dice il Rinal-
diPapa,t Cui di f icari di Cristo come li di, che impropriamente si piglia in que-
chiamò s. Ormisda Papa del 5(4i allor- sto luogo la voce f^icario, secondo il mo-
ché per ingerir somma attenzione in eleg- do di parlare di quel tempo, cioè che iu
gerli, a'vescovi di Spagna scrisse loro: Ut luogo di Pietro, il Papa è f^icario di Cri-
in Sacerdotibus ordinandis quae snnt sto in terra. Scrisse Santamaria, Noùtia
a patribus praescripla, et definita cogi- Ronianae Curiae, Plures Pontifex
p. 7:
tttis ; q uim sicut estcaput Ecclesiae Cliri- Maxinms personas sustinet. In primis
stus, Ckristi ameni P'icarii Sacerdotes, euni esse Chris ti f^icariiwi,ac visibile Cu-
sicut in eligendis liis curam oportct esse tholicae Ecclesiae caput constans ca- ,

perspicuatn. Benché lacomunanza deci- tholicoruni sentenlia Jus autetn sue- est.

toli né accrescesse 1'


autorità episcopale cedendi Petro in Ecclesiae printatu u-
eoa distenderla oltre a' limiti della prò» nus habet Ronianus Episcopus. Olini
pria diocesi, né punto scemasse la supre- Sunimoi Pontiflces Petri Wicàv'iosappel-
ma autorità pontifìcia sopra gli stessi ve- latos velerà monumenta restanlur.f^cn.
scovi. Non così dell' ossequio col Bacio card. Baronius tV/improprie dictum pil-
de' piedi (^.), anteriore all'introduzione lai. Sed pace tanti viri dixerini, prae-

della Croce sulle loro Scarpe [F.),^qi'- fatum vocabulum prò Successore a pro-
che questo non divenne, come que'titoli, batis latinae linguue auctoribus noti-
una distinzione del Sommo Pontefice, ma numquam flasse usurpaiuni. Ila Cice-
lo fu sempre, per dimostrare eh* egli è ro, in orai.6 in Verrem: Snccedam ego
Vicario di Cristo, il quale fu adorato coi Vicarius muneri suo. Id. in orai. 5 iu
bacio de'piedi, non essendo anticamente Verrem: Unum et quinquaginta Arato-
comune a tutti i vescovi tale ossequio. E res ita video dej'ectos, ut his ne P^icard
bene notare, che s. Pietro fu costituito quidcin successerint. Horalius,lib. 3,0-
da Cristo principe e capo degli altri Apo- de 24''* <ls Getis, apud quos ad colea-
stoli , e se in ciascuno di essi era eguale dosagrossingulis aouisalteraa vicealiia-
fuori dei collegio apostolico, ossia ad ex- liis suecedebaot. - ZVfc cultura placet lon-

tra , la giurisdizione e la podestà sopra gior annua Defunctumque laboribus : -


tutta la terra, quali Vicari di Cristo, s. Acquali recreat sorte Ficarius. - Ve-
Pietro a vea questo di proprio, che la sua ruta quamvif Pontifices revera se Petri
podestà si estendeva ad intra, cioè al col- in suprema dignitale haeredes, ac Suc-
legio stesso degli Apostoli, a'quali sopra- cessores probe intclligerent quuni ta- ,

stava come capo membra. Il Rinal-


alle ntcn Aposlolorum Principem in Roma-
di, AtinalicccU.siastici, anno "J^o, ripor- na Ecclesia perpetuo vivere, ejusquegu-
ta l'epistola di $. liuuiiaciu apoììlolu della bernacula numquum reliquisse, crede-
24 vie V I C
it/U liabtri se voluerunl (jiiasi Vicarios, I le sia ni non sinatis. Per cui è evidente,
qui itifiiii illi ojìtram ccmir/iodarcnl. ilie ul diretto successore ed erede del-
l'etr. Coustanl. piaefat. 1. 1
, Epist. Uoni. l' autorità suprema conferita perpetua-
Poni., par. 5i2,i3,i4- •! P- Tamagna,
I, melile a s. Pietro dal Redentore, non si

Originteprcrogallve de Cardinali^ par. conviene altro titolo, che quello di Vica-


2, cap. 2: Del Uomano Pontefice^ olire rio di Cristo. Ed Innocenzo ili Papa del
una ilicliiarazione de'vescovì radunali in I 198 Queni constai esse Vica-
disse:
concilio a Tours nell'84c),in cui il Papa ri uni Jcsu dir isti, ovvero Dei in terra

viene designalo ,
J' icario cijìOsloUco di //<Y2r//<»/, come lo chiamò il concilio Tri-
s. Pietro, cui delle Iddio su lulta la ter- dentino. INel (jual 6en>.o, lu icitiodolto e
ra il prinialu. JNella ricordala Diiserla- fu sempre inteso quell'altro meno pro-
zione il Cenni rileva, avergli sempre re- prio di Vicario dis, Pietro. Egli è que-
cato meraviglia, che agli scrittori dotti sto un punto così indubitato, che non iia
e di credilo sia caduto nell'animo con- inehlieri di nuove tesliiiionianze. L'avv.
venirsi piuttosto al Sommo Pontefice il l'ea, // diritto sovrano della s. Sede so-

titolo di f icario di s. Pietro, che quello pra le valli di Coinacchio r sopra la re-
proprio e legitliinodi Vicario di Cristo. pubblica di s. iMarino, p. 59, osserva che
E soggiunge: Certa cosa è, che s. Simma» né Pippino, uè Carlo Magno si riservaro-
co Papa del 49^» o 'o movessero gli esem- no cosa alcuna negli stali ricuperati alla
pi de'suoi predecessori, i quali consultati s. Sede sui longobardi, o da loro resti-

da'vescovi di rimole provincie in cause tuiti B. Petro Apostoloruin Principi, et

gravissime di fede e di disciplina, fecero vjus Vicario. Questo è un termine più


autoi e delle loro Decretali il Principe specifico [)e'Papi, sempre usalo nel codi-
degli Apostoli, o cosi gli persuadesse la ce Carolino da vari sovrani, e da tutta
propria umiltà, e loro e sé chiamò Vi' I iintichitd fino al concilio di Basilea, pro-
cari di s. Pietro. Laonde diceva al vesco- mulgato nel i43i ; e ancora oggidì nel
vo d'Arles: Quanta enini f'icariis Bea- Pontificaie Fio/nanum, alla consagrazio-
tiss. Petri Ap.judicabitur esse revereii' ne de' vescovi, bene illustrato dal p. Cata-
tìa, si quae in Sacerdolio praecipiunt, lani,Sacraruin Caerenioniaruni s. Eo-
eisdeni transeuntihus dissol<i>antur? Ed nianae Ecelesiae, e dal Coustanl, nella
all'imperatore Anastasio I, rimproveran- piefiazione aW Epist. Pont., per le ragio-
dolo: Qui Pttrum Alejcandrinuni reci- ui delle dal Fea slesso, a p. 5o e seg. 11

pisj B. Petruvi Ap. in suo (jualicumque p. Passaglia nel ragionamento: Onde die
Vicario calcare contendis. Onde il Cen- a Honia sia venuta e si addica l'appel-
ni non trovò tino al secolo XI, ne' docu- lazione di Eterna, presso gli Annali del-

menti, espressione più comune di questa. le scienze religiose del prof. Arrighi, t.

Ma prima di s. Sim-
è altresì certo, che 4» p. 3g3, osservò. Sebbene i vescovi di
maco insegnò pubblicamente s. Leone I Roma vengano talvolta ornati del titolo
Papa del 44oj il valore di tale titolo: Bea- di Vicari di Cristo, tutta voi la assai più
tissimi dignilas Pctri , qui Sedi suae di frequente ne'monumenti dell'antichi»
praeesse non desinit. E così l'iotese sem- là vengono Vicari di Pietro. » E
delti
pre chiunque 1' usò, come fin dal secolo Vicari di Pietro gli appella il Magno Leo-
X, pieno ne ha testimonio
di tenebre, se ne, né diversamente li nominano Cìeiasio
in Raterio vescovo di Verona, il quale I, Simmaco, Eonodio, Ormisda, Vigilio,

dal suo esilio scrisse a Giovanni XI Pa- Duiiifdcio l'apostolo della Ciermania nel-
pa del 93 1: Ejusque vice mihi vel vero la promessa falla a Gregoiio 11, Nicolò
succurratis,cujus ideo sedeni obtinetisj I, ed Ebbone Floriaccnse nella lettera
nt porlas inferi pvaevalere adversus Ec- scritta a Gregorio V". Si può vedere A.
V I e V I r 25
L. Nuzzi, Lettera sull'origine ed uso dtl l'essere di persona privala, e di Pastore
nome Pdfja, Padova 79H. Ed i il Cancel- della Può divenire eretico in
Chiesa.
lieri, Storia de' possessi de Sonimi Poti- sua privata persona, ma non
c|uaiito alla
le/iciya p. 47 ove osserva clieanco Dan-
1 > nelle sue pubbliche decisioni. La sua ca-
te chiamò il Papa, f^ icario di l'ieiro. Il tliita non pregiudica all' inlàllibilità as-
baione Ilenriot], Storia de Papi, in quel- sicuratagli colle divine i)arole : prò
J'.^^o

la di Denedello III dell' 855, crede, che te rogavi ut non di-Jicial fides tua. Sopra
quel Papa peli.° assunse il titolo di /'/- sìgravi, ed altri analoghi argomenti,
cario di s. Pietro, imitato in ciò da al- dottamente trailo il venerando monaco
cuni de'suoi successori, finché dopo il se- camaldolese Cappellari, poscia (lenissi-
colo XIII prefeiii'ono quello di P icario mo Vicario di Gesù Cristo col noene di
di Cesti Cristo. E ciò, secondo il IVIoret- Gregorio XVI, neiro|)era: Jl Trion-
ù,Ri(its dandi Presbyteriwii,^. 33, per i fo della s. Sede e della Chiesa. Del
umiltà e ossequio a s. Pietro, si denomi- Vicario di Gesù Cristo, della sua sublime
narono Petri /'ìcarii. Quae vox simul e suprema dignilà, di sue eminenti pre-
i'ice aut/oto Petri pi'ae»identeni,seu Suc- rogative, e di tull'altro che ampimnen-
cessorem sonat: anzi Leone IX del o4o
s. 1 te loriguarda, sia che risieda nell'iilma
sinominò Petri Seniim , ed altri Papi, lioma, sia altrove |)er ^ 'V7_%'/o (/'.) oià
Sini s. J^ctri.K Paolo V, nell'abbellire ne trattai alle diverse ilenomiiiazioni col-

magnificamente la Confessione (A .) del- le quali viene appellato e negli altri luo-


la basilica di s. Pietro in Vaticano, e nel- ghi e articoli analoghi. Qui appresso dun-
l'assegnare perpetua rendita per la sua que riporteiò alcune delle moltissime,
decente (uanutenzìone, nel corrisponden - anzi innuraerabili, recenti e aulorevoli
le Sacra D. Petri Con-
breve è scritto ; definizioni e dichiarazioni falle da gra-
a Paulo V eim Scr\>o exornata,
fcssio , vi, alti e dotti personaggi, i\' ogni slato,
anno Domini 161 5. Irreligiosi scrittori grado e condizione, eziandio in difesa alla
acerbamente biasimarono la condotta sua Sovranità temporale, cui fecero eco
Gesù Cristo, massime
d'alcuni Vicari di ipopoli, anche relative alla deplorabile
de'secoli più o meno rozzi, senza distin- epoca io cui miseramente viviamo,tumul-
guere il Sommo Pontefice, indefettibile tuosa e disgregata, come la qualificò il

e divino, dalla persona sagra, ma morta- dotto p. Bresciani. Prima mi piao«, pure
le e fragile, la quale n'è rivestita; dimen- qui, notare alcuni scrittori sul Vicario di
ticando allatto, che gli Angeli si ribella- Gesù Cristo. Chronologia lìomanorum.
rono iu cielo, i nostri progenitori pecca- Ponti/'icuui,Joanne3Jarangono illustra-
rono in Eden, fra gli apostoli scelli dal ta, Romaei75i. Parallela .vAr memo-
divin [Maestro prevaricò Giuda, e gli al- rabilia de vita, et inoribus Potit. Ixont.
tril'abbandonarono nella tribolazione. Chris ti P'icariorum,exempla cum ethni-
Nel voi. LXXXVII, p. 259eseg,, e ri- corani Principuni dicAis,factis(jne com-
petutamente altrove, riportai la distin- parata, AmbergaeiGio, Angelo Uocca,
zione sulla persona sagra del Vicario di De Romani Pontificis nomenclatura, va'
Gesù Cristo. Essere indefettibile e divi- riis vel obsec/uiis eidem praeslandisConi
no qual Pontefice; mortale e fragile qual mentarius, liomaej 7 ^5. jMicheleTafuri,
uomo. Egli ha in sé un'originaria infal- De auctoritate ss. Pontificis, Bononiae
libilità nella fede. La sua infallibilità è 1740. Fr. Torres, De ss. Pontijicis sa-
il fondamento dell'infallibilità della Chic prà Concilia auctoritate, Florentiae
sa, ed insieme è indipendente da quella i55i. Fr. Leyla, fmpenctrabilis Ponii-
della Chiesa medesima. Devesi distin- ficiac dignitatis Clypcus, Romae 1695.
guere nelle sue dogmatiche dcfìaizìoui, Onofrio Panviuio, De Primatu Petn] eC
a6 Vie V I C
^poslolicae Sedis palesiate , Veiietiis pascere l'intipro suo gregge, e pecore e
I 5q Toniioaso Roccaberli,
I . De uucto- agnelli , i pallori cioè non meno ciie i

i itale Romani Poi, lifìcis y a\cnùa<ì 1


69 i Semplici ffd»-li; Ini costituì Capo visibile

Cario l'assaglia, Coniiiuntartus de prat- di (|ue1ia Chiesa sì cara ai suo cuore,


rogali^'is Beati Pttri Aposlolorum prin- ch'egli si era Hcqmstdla col prezzo iuesti»
cipisi auctoriinte diviiiiirurn Ulltraruni inabile del suoSungue mede>iiDuiea reg-
conipro!>a(is, Ralisl>onae i85o. gerla e a governarla in suo nome la so-
Diceva in una paslcnale del 1 85o lUfj/ vraumana autorità sua a lui degnossi
Cullen piirnale d' Irlanda. E glorioso Li comunicare. Perciò quanti sono fedeli a
privilegio di star congiunto cu'successori Cristo,altrettantisenza distinzionedi luo-
degli Apostoli e col Vicario di Gesù Cri- go, né di condizione, né di età, sono sog-
sto. E la maggior flji luna e consolazione getti alla podestàdel Pontefice; altrettan-
esser roenobii quale
ili quella Chiesa, la ti sono obbligati ad ubbidire alle sue leg-
sotto riaj[)eid del Pontefice lloinano si gi, ad ascoltare la su,i voce: se la disprez-
distende dal sole nascente al tramonto. zano pervicaci e superbi, Dio stes>o di-
Quella Chiesa, sebbene incessantemente sprezzano, e sé condannano. E qui eoa
combattuta dall'unile forze dell'inferno grato animo e riconoscente ammiriamo,
e delia terra, sarà sempre trionfante, in- odiletlissimi, i provvidi e benigni consigli
fatti il capo della cristianilà possiede for- di Dio, il (|uale fra tanti pericoli in cui

ze superiori a quelle di tutti gli eserciti: versiamo smnnire la retta via e di per-
di

da una parte la venerazione del mondo, derci, un mezzo sì facile ci somministrò


dall'altra la stessa sua deboieza, lua che per tenerci sul sentiero della salute: a lui

regna sulle coscienze di 200 milioni di teniamoci strettamente congiunti co' via-
cattolici, sparsi ne' f^escovati^ Vicariali coli d'una perfetta sommessione, e sare-
apostolici e Prefetture apostoliche [F.) mo non errare giammai. Imper-
certi di

delle 5 parli del mondo. Di recente mg.*^ ciocché all'autorità ilei comando volle Id-
Fransoni arcivescovo di Torino dichiarò: dioche nel Capo supremo della sua Chie-
II Sommo Pontefice,alta qualità di sovra- sa fosse congiunta l'infallibilità ne'giudizi
no temporale riunisce quella di sovrano nelle materie che riguardano sì il dogma
«pii'ituale, e sotto questo rapporto quan- che la morale cristiana, e così incorrot-
ti hanno la bella sorte d'appartenere uU to mai sempre ed intero si conservasse il
iaChiesa cattolica, tutlisono sudditi suoi, prezioso deposito delle rivelate verità.
ecome tali strettanteute tenuti a prestar- Perciò all'insorgere de'dubbi e degli er-
gli insieme ubbidienza ed aiuto. INel 8 ^7 1 rori intorno alla fede, io ogni secolo e da
quando il regnante Papa Pio IX stava ogni partedel mondo all'iofallibilemagi'
per onorare di sua presenza Modena, il stero si Sede apostolica , e
ricorse della
che celebrai nel voi. XCVII, p. 247 e quando ebbe [)ronunciata la senten-
essa
seg., l'arcivescovo mg.' Cugini, facendo za, questa qua»! uscita fosse dalla bocca
plauso alla religiosa esultanza che preoc- stessa di Dio venne dalla Chiesa accolta
cupava i modenesi, diceva loro. » Il Ro- e riverita qual nonna irreforinabile di
mano Pontefice costituito da Dio suo Vi- cristiana credenz». Che se consideriamo
cario in terra, è rivestito d' uuu dignità quanti nemici da'pnmi tempi della Chie-
che non ha pari: e chi mai saprebbe non sa a'noslri giorni sono pur troppo insor-
che esprimere con parole, comprender- ti combattere la dignità del
a Sommo
ne col pensiero l'eccellenza? A lui nella Pontefice, con quuii'e maniere di lotte
persona di Pietro aflidò Gesù Cristo me- e quanto diflicili l'hanno assalila, come
desimo le chiavi del cielo, e la podestà tutte le potenze della terra e dell'infer-
di sciogliere e di legate; a lui lu cura di uu scatenale contro di es^u hauuo cos^)!-
vie vie 37
rato alia lua perdila, o almeno a meno- chìeisaquesto grunde pulrìiirca, mn prcs»
niuroe i sagri diritti; se coiisideriaiuo co- cognizione ileirall'ue di PaoUi paliiarcu
inelaiiliassulti ftiiono vniti, meiilreil'oii» di Costanliiiu|)oli, lo ristabilì nella sua
tefici cotubattuli liaiino saputo resistere, sede. Il Ci isostonio patriarca della chie-
oppressi sono risorti con luag-^ior gloria sa slessa, allorché (u scelleratamente de-
e con maggior potenza, che altro possia- posto, ne scrisse a Papa s. Innocenzo I

luo concludere se non che(|uel Dio me- del 40*2 per annunziargli che innanzi a
desinio che a si alta dignità gli ha ele> lui porterebbt; il processu ch'era per in-
vati , ha proletto eziandio con vÌNÌbile tentare. E tulli (piesli casi in cui Poif 1

provvidenza i suoi Vicari, ed ha voluto tefici Rouiani esercitarono nella Chiesa


che il n)oiulo in e$)i veneri e riconotca universale una giurisdizione inconlrasta-
l'opera del suo dito ? " Per la slessa lieta bile e incontrastata appartengono a'pri*
circostanza, e eoo pari eloquenza e dui- mi IV secoli della Chiesa ; e se la loro
Irina, mg.*" Arrigoni arcivescovo di Lue- autorità non fosse così chiara e solenne,
ca pubblicò una leltcra pastorale innnn- ci sarebbe facile addurre altri esempi ed
Il alla venuta del Papa in quella cillà, altre prove discendendo fino all'età uo-
che in breve accennai nel voi. citato, a p. slra. Ecco, miei ddellissiiui, per sommi
258, annunciandola a'suoi lucchesi. Do- capi accennala l'eccelsa dignità del Poli-
po aver mostrato col Vangelo e coll'au leflce che in breve sarà tra le vostre mu«
torità de'concilii la suprema autoiiiù del ru, dignitàche non ha pari sopra la ter-
Vicario di Gesù Cristo su tutta la Cine- ra perchè organo della verità di Dio, Vi-
ja, disse:»• Questa fu la voce di tutti i se- cegerenza«li GcnÌi Cristo fra gli nomi-
coli cristiani, la doUiina di tutti i padri i858 mg/ IMoreno vescovo d'I-
ni". iNel

e di tulli i concilii, e il primato del Ro- vrea emanò una lettera pastorale sul
mano Pontefice fu proclamato sempre Papato o Pontificalo (^^-j, dalla quale
Cornell principio e la cliia ve di tutto l'or tolgo (|uaoto siegue. » Dobbiamo ram-
dine geraichico, la Chiesa di Roma come meularvi che cosa è nel mondo Papa- il

la madre, abbiac
le di cui sollecitudini to,contro del quale fogli pregni d'em-
ciano tulli credenti. A questo dogmali-
i pietà, d'eresia, d'incredulità e di oorru-

co insegnamento fu eziandio conforme la zione si permettono, nella diletta e per-


pratica della Chiesa (ino da'primi tem- ciò infelice nostra patria, di vomUare o>
pi del cristianesimo. Papa s. Clemente I gni dì sarcasmi, calunnie, errori, falsità,
del q3, ricerca e corregge gli abusi della 11 Papato, carissimi diocesani, è la pietra
chiesa di Corinto ; Papa s. Vittore 1 del fondamentale «lell'opera di Gesù Ci isto,
in4, usa dello slesso diritto sulla chie^a autore della fede; è il principio vitale e
d'Efeso; il Pontefice S.Stefano 1 del iSj l'incaioazione vivente del cristianesimo;
adopera egualmente colla chiesa d' Afri- il centro di unità, che riunisce le ìntelli-

ca s. Dionisio Papa del 26 1, cita il suo


; genze per la dogmi, e col»
fede agli stessi
ooioniiiio patriarca d'Alessandria perchè lega le volontà per la sommissione alla
debba coin[)arire dinanzi a lui alline di gerarchia de'poteri che stabilirgli Papa-
meglio chiarire la sua fede, e il venerando to nacque in mezzo delle tempeste, creb-
patriarca non esita un momento di ren- besotlote mannuiede'peiseculori,equaii>
dersì a quest'appello. Quandos. Atanasio do venne il giorno della sua virilità, si

fu dagli ariani deposto dalla sua sede a- rivelò al mondo stupefatto con una forza
lessandrina, il Ponletìce s. Giulio I del 336 in vÌDCÌbile,e sovraumani. Senz'al-
con atti

citò ambe le parti a veoireat suo tribuna- Irò rappresentante che un povero vec-
le, e nell'una e nell'altra riscontrò eguale chio sacerdote, senz'altra difesa che l'a-
ubbidienza. Nou solo restituì alla sua more e la fede de'suoi sudditi, e solo col-
28 vie V I C
l'armi della giustizia e del suo diritto , dell'errore. Coloro, che nelle nostre con-
esso fece trionfale la verità, abolì il ser- tiiule con ibfacciatezza scrivono de'fogli,
vaggio , emuiicipò nella donna la metà od altrove debbaccano contro del Papa-
del genere umano difese la liherlà, e- , to, si sono posti, o volontariamente per

stese laci villìi, sostenne la morale, intro- loro colpa, o per disgrozia della nascita
dusse per ogni dove la carità. Esso, il Pa- trovansi fuori della vera e santa religio-
pato, librandoci sopra le rovine de' bar- ne : perciò bisogna di due cose, 1' una o
bari, e perfino sopra quelle delle lettere ch'essi giustifichinola loro ribellione, ne-

e delle scienze, creò la moderna Europa, gando l'autorità, cui ricusano di sotto-

stabilì le leg^i , che governarono per


la mettersi, oppure che abiurino il loro pas-
secoli, pose il limite de' regni, fermò le sato, rinunciando a'ioro traviamenti, e
usurpazioni, protesse il diritto pubblico, che s'inchinino dinanzi al Pontefice del
e consolidò fjue'dogmi sociali, a'qiiali i Dio vivente. Ma per disgrazia l'orgoglio
popoli non attentano se non alla vigilia non si arrende : la superbia, che sedusse
della loro ujorle. Per volere de'popoli e perfino in cielo le sublimi intelligenze,
de'[)riiicipi, e più veramente per supre- che circondavano il trono di Dio, li serra
ma disposizione di Dio, donato di un re- tra'suoi artigli, e strascina la debole loro
gno, i! Po|)ato fece in ogni tempo miglio- ragione. Sotto pena di rinegare sé stessi,

re la condizione de' suoi sudditi, sovra- non vuol c|uesta lasciarsi convincere di
namente promosse le lettere, le
fra essi contraddizione llagrante ;ecosì ella assa-

scienze e governò paternamente


le arti; lenecessariamente l'autorità che la cod-
le popolazioni, ri>para)iando loro, non danna, e combatte le credenze, che, su-
nien delle guerre le imposte di sangue ,
perbia di mente, o corruzione di cuore,
e le tasse, e dilfondendo, moltiplicando non le consentano di professare. Di qua
di tal fatta le caritative sovvenzioni, e le l'incredulo, l'eretico e lo scismatico sono
pubbliche beneficenze da essere in real- condotti a combattere eziandio senza spe-
tà suoi sudditi in condizione più prospe-
ì ranza di successo il Papa, supremo capo
ra e migliore che non in ogni altro po- visibile della cattolica religione. Epperò
polo dell'Italia e del mondo. Non sono ritenete, o carissimi , fermo indubitato
queste, o dilettissimi, vane parole; falli questo criterio di verità, col quale cer-
sono, che constano dalle storie le pii^i au- tamente non la fallirete mai : quelli che
torevoli, e che i nemici slessi della reli- parlano, scrivono o comunque operano
gione cattolica riconobbero e registraro- contro del Papato, sono nemici dell'uni-
no ne'Ioro scritti; sono risultati che ci ri- ca vera B.eligione nostra santissima ag- :

velano gli annali del mondo innanzi e giungete di pili colle parole del sapiea-
dopo del mille, documentistatistici, che
i tissimo sommo Pontefice ; sono essi ne-
sirendono pubblici ne'diversi Stati, io mici di Dio e degli uomini. I fogli, che
che si partisce l'Europa. A. fronte però tutto di si spargono, e oltraggiano trat-
di questi fatti manifesti irrepugnabili ,
to tratto e di continuo Papi, sagri mi- i i

che malafede non può negare e de*


la , nistri della Chiesa, sono da incre- scritti

quali non potrebbesi allegar ignoranza, duli, da empi settarii, da ebrei, da ere-
perchè non attutisce il livore, non cessa- tici, da barbetti, da scismatici, da uomi-
no gli assalti contro dei Papato ? Vi sco- ni corrottissimi di mente e di cuore. Ri-
priremo, o carissimi fratelli, la vera ca- gettate, abbominate colali stampati, fe-
gione di tanta mostruosità, qual è l'im- tida sentina di vizi , di ribalderie, d'em-
pugnare, il combattere la verità cono- pietà, e non date ascolto, volgete le spal-
sciuta. Una specie diocculta poteozaspia- le a chiunque, voi presenti, parlasse coo-
gc in quella fuue:>la via : essa è la logica Iro del Papato, e meno liveieateincale
V I e: Vie »9
tlell'augnsto capo della Cliinsn. INIiscri e quoresime, sono divenute celebri, e va-
ciechi tulli costoro I Assiso sui passati, rie ne riporlo il Giornale di /ionia, co-

tenendo in mano sigillalo il libro de'teni- me a p. 307 del 1859 quella del grande
pi avvenire, Papato traversò dieciotlo
il oratore intorno : L'yiuloritù del Pcipd-
secoli e mezzo, quasi un giorno. Quanti to, principio di tutte, cioè dell' autorità
popoli esso vide crescere e morire! Quan- del padre, del sacerdote, del re, da lui
te generazioni succedersi, e inchiriursi al- anteriormente trattale nella stessa con-
la sua Sede ! Innumerevoli tempeste sca- ferenza. Tra le altre cose, egli disse:» Per
tenaronsi, e passarono sopra il suo capo compiere il prodigio, a dimostrale ri-
con i spaventevole fracasso: i suoi piedi maneva queste tre autorità riunite e su-
calpestarono i frantumi di cento rivolu- blimale ili una sola : ed è ciò che ha fat-
zioni e cento, ciascuna delle quali, a det- to Gesù Cristo creando nel inoiulo (pie-
ta doveva abbatterlo ... e
degli empi, sta auloritù, a nessun' altra paragonabi-
non pertanto fermo ,
esso è tuttora ritto, le : il Papato, ch'è ad un tempo la più
incrollabile, come le Alpi, che mae:>tosa- alta paternità , il pììi allo sacerdozio e
niente torreggiano sopra le profonile no- la più sublime regia dignità. Immagina-
Invano potenti superbi, diedi-
stre valli. le lullociò che vi ha di più dolce nella pa-
sponevano di centinaia di miile, di milio- ternità, di più venerabile nel sacerdozio,
ni d'armati, vennero ad uitarlo colla lo- di più augusto nella regia dignità; poscia
ro possanza esso iu invincibile. Invano
: tullociò ponete sulla fronte d'un sol uo-
tutti principi della terra si congiungereb-
i mo, tutta questa soavità, questa venera-
bero per opprimerlo come flutti spu- : i zione, tutta questa maestà, unite e fuse
mosi dell'oceano si frangono e spengono iu una unità armonica per comporre col-
dinanzi all'arena delle spiaggie, cos'i rom* la loro totalità la grande figura del Pa-
perebbonsi tutti i loro colpevoli conati pato, e forse potrete rappresentarvi qual-
contro la corona di spine, e lo scettro di che cosa di questo tipo di autorità , cui
canna ch'esso ricevette dai suo DivinFon- Gesù Cristo ha mostrato sotto il cielo co-
datore. JNon ha forse la promessa d* im- me una compila immagine della sua. Sì,
fuortalitù ? Si certamente. A lui, a lui so- esiste al f'atieano [P'.) un'autorità che
lo fu detto : Tu es Petrus, et super liane vi regna sotto forme mutabili con una
pelrnm aedificabo Ecclcsianimcam et : maestà che non muta, come la più com-
parine inferi non praevalehwit ach'er- pleta personificazione dell'autorità di Dio
sus eam (Mallh. xvi 18). La tua roc- , sulla terra ; un'autorità che, da una par-
ca starà ferma sull'onnipotenza di Dio te, tocca tutte le profondità dell'umani-
Altissimo : tutti gli sforzi più furiosi del- tà, e dall'altra per la sua elevatezza toc-
l'inferno non la crolleranno mai " Il p. 1 ca Iddio. Un'autorità, che ha diritto di
Felix gesuita è nel pulpito della chiesa estendersi dall'una all'altra estremità del-
metropolitana di Nostra Donna in Pari- laterra, perchè le fu dato come suo do-
gi il successore del celebre p. Lacordai- minio tutto l'universo un'autorità, che ;

re domenica no, ed è l'emulo della gloria dura quanto secoli, e che passa, basata
i

di lui. Benché egli nelle sue prediche ab- sopra un'eterna parola, sulle rovine del-
bia adottata la fama (o forma) accade- le dinastie e lerivoluzioni del tepjpo ; un'
mica del suo piedecessore, pure il p. Fe- autorità che sottomette al medesimo scet-
lix si è conservato fedele alle tradizioni tro il selvaggio e il civile, piega la fronte
apostoliche della Compagnia di Gesù del- del pastore e quella de're, senza che al-
la quale è ornamento. Le sue eloquenlis- cuno ,
per quanto bassamente o in alto
sirae conferenze, in detta chiesa, di cui collocalo, possa legittimamente sottrar-
feci ceuQO oel voi. XCIV, p. 3 10^ nelle si al suo impero : un'auloiilà, che ub-
3o Vie V I C
braccia ogni morlnle, come l'iiilfra uma- tedi darne un'idea nel voi. LKXXVIII,
nità in lulle le sue puleiize e le sue facol- p. ^29), che possa mai vedersi sulla ter-
tà : l'iiitellelto coll'om.iggio ragionevole, ra. ÌVel luogo il più illustre della più ri-
che o^ni vero fedele presta all'infallibile nomala cilià, rt Roma, sulla piazza di s.

nntonlà Ji lei il cuore coll'amoie ch'es-


; Pielro, unico teatro degno di lauto spet-
sa chiede a'suoi figli per la sua paternità, tacolo, in certi giorni solenniuna im- ,

la volontà, che colla legge, a tutti i sud- mensa moltitudine sembra ondeggiante
diti impone la sua divina dignità ; l'aiii- come il mare, ma come un mare senza
noa tutta, col rispetto che da lutti richie- tempesta, agitata da leggiero soflìo. Là
de la incomparabile sua grandezza : un* veggonsi rappresentanti di tulle le nazio-
autorità (ìnalmente che compendia e ab- ni della terra, e pare di vedere le popo-
braccia lulle le allre, perchè l'uomo, che lazioni assenti sorgere da ogni contrada,
la porta, si è nel senso il più rigoro%o, il per vedere da lungi ciò che va a com-
rappresentante universale di chi gli ha piersi su questa scena, dove sembra in-
detto : — Ogni potere mi è statoconces- vitata l'intera umanità. La folla raccol-
so in cielo e in terra. — Sì , o signori ta e lispeltosa sta nell' aspettazione, at-
quel vecchio inerme seduto in Valicano, tende in un misterioso silenzio qualche co-
protetto dalla spada e dalla divozione si, che sta per discendere su lei. Ad un trat-

della Francia, porta sulla sua fronte riu- to si presenta sulla loggia della grande ba-
nite in una sola le Ire corone che abbia- silicaun uomo, un sacerdote, un re, un
mo successivamente veduto in fronte al- padre, un vegliardo, che pare porti io
la paternità, al sacerdozio ed alla regia fronte tutta la maestà che Dio può im-
podestà. Saceidote cattolico, egli ha la primere sulla fronte degli uomini il suo :

pienezza del sacerdozio. Re cattolico, o- sguardo sollevasi verso il cielo, quasi per
gni podestà di governare le anime nella pregare Iddio a riguardare quella solen-
Chiesa di Cristo da lui deriva per rimon- nità il suo cuore s'apre nell'espansione
;

tare fino a lui. Padre cattolico , ha tìgli dell'amore con)e per abbracciare tutta
dovunque la sua paternità ha fatto sor- quella moltitudine ove ciascuno è fi- ,

gere la vita di Gesù Cristo ; e da'Iuoghi glio suo. Si stende la sua mano per be-
più oscuri della terra, come dalle più e- nedire con essa 1' intera umanità, a lui
levate sommità, duceiito milioni d'ani- dinanzi prostrata. E mentre 5o naila uo-
me gli dicono : Padre mio. Sacerdote ,
mini stanno ginocchiocome un sol uo-
in

e come laie apostolo e dottore cattolico, mo ; mentre solennemente tuona il can-


egli parla, e il mondo cristiano china la notie del Castel s. Angelo^ e tutte le cam-
fronte alla parola di lui dicendo : Io cre- pane fanno echeggiare il loro suono nel-
do. Re cattolico , e come tale investito l'eterna città, la voce del Padre cattoli-
del diritto di governare tutti ì cristiani, co esclama, e più che la voce il cuore:
egli stabilisce leggi, comanda e il mondo Che l'Onnipotente vi benedica; il Pa-
bucia lo scettro di lui esclamando : Uh' dre, il Figlio, e lo Spirito Santo; bene-
hidisco. Padre cattolico finalmente, egli dizione alla città, benedizione all'univer-
benedice a lulli i suoi figli sparsi su tutta so. Urlici Orbi. No, o signori, non fuv-
la terra, e l'universo cattolico prostrato vi mai sotto il cielo spettacolo di auto-
a' piedi di luiesclama ad una voce Vi : rità, come quello che si presenta a Ro-
amo. Che autorità non è mai questa E I ma a mezzo le rovine di tante polve-
,

possiamo concepire in nn uomo qualche rizzate potenze e di estinte maestà : chiun-


cosa di più divina ? Signori, posiamo in- que ha potuto vederlo senz'esserne com-
tanto losguardosulpiù dolceepiùgrande mosso, chiunque ha potuto udire cader
spettacolo di autorità (tentai nuovamen- su lui questa benedizione del Padre cat-
V I e Vie 3 1

folico, senznportmr iiell' nniiu.i «ii« l>i e siadiraresè «tessa. Ogni |)0|pntato, tpia-

più granile immagine ilell'iuilorìlìi e nel |iin(|ue sia, console, re o i(n|)erutore, tdie

suo cuore la [)iù religiosa impressione ilei oserà abbassare per ingrandire sé stesso
rispetto, io gmro
snU'aniaia e sul cuore quest' alta maostà , sentirà le rappresa-
(li che hanno veduto questo
lutti quelli glie dell'ira divina e «lell'umano disprez-
impareggiabile spettacolo egli hu per- ,
zo ricadete sulla sua fronte. Al contra-
duto il sentimento, quel sentimento che rio, ogni potenza che u <|uesta autorità
fa o suppone le grandi anime, lia perdu- darà collo scudo di sua forza e l'allellfi

to il sentimento della grandezza. E se un del suo cuore l'unore del suo rispetto e
uomo, cui Dio ha fatto vedere tuie pro- della sua ubbidienza, sentirà scendere su
digio, fosse così sventurato da non com- di <>è, co'prestigi della più granile auto-
prendere ciò che un'autorità, da orujai rità , le benedizioni insieme unite della
ilue mila anni conseguendo tale rispet- terra e del cielo. iMglia di vota e rispetto-
to, ha dovuto fare per rialzare le uma- sa ili (|uesta madre delle nazioni cristia-
ne società, non vi sarebbe nitro da dir- ne , essa porrà la sua mano figliale in

gli non siete degno di aver occhi per mi-


: questa mano materna e procederà con lei

rare il sole , e neppure siete degno che uH'ingrandimento degli animi e al pro-
si assuma di dimostrarvi (|u.dche cosa. gresso delle socieià.Se volete saperecome
Ah cièche il Papato ha fatto fioU'ascen-
! ipiù grandi uomini della nostra storia ed
deote universale e perpetuo di sua po- i più illustri fondatori delle nostre dina-
tenza morale per la vera grandezza del- stìe hanno trattato nc'secoli cristiani que-
le società, nessuno la potrà mai dire. Que- sta maestà disarmata, e ciò che ella stes-
sto solo argomento richiederebbe più sa ha fatto nella sua debolezza per la con-

d'un discorso io non ho potuto f.ir bril-


: temporanea loro grandezza e perla glo-
lare su voi che un raggio staccato di quel ria futura, lasciale che io finisca citando-
grande cumulo di luce e tuttavia a'suoi : vi un illustre esempio, che (|uantunque

splendori avete potuto vedere quale im- porti a mille anni di distanza, è ancora
pulso ha dovuto dare di età in età il Pa- opportuno e sempre ci serve di ammae-
pato al progresso de' popoli cristiani. Il stramento. Un giorno Papa s. Leone III
Papato non è soltanto la chiave della espulso da Roma per qualche sedizione,
volta del mondo sociale ; non è soltanto venne ad implorare l'aiuto di Carlo Ma-
il più forte baluardo che protegge l'or- gno, in allora a Paderbona. Il gran fno-
dme contro l'anarchia, e la società con- narca inviò dapprima ad incontrarlo un
tro la rivoluzione : il Papato sostenuto arcivescovo, indi un grande di sua corte,
attraverso i secoli dall' ubbidienza, dal poi il figlio suo Pipino, allora vincitore
rispetto e dall'amore de'popoli cristiani, degli unni e re d'Italia. l'ipino slava al-

è più che uu baluardo che ci difende, e la testa di 100,000 guerrieri : e quan-


più che uno scudo che ci copre è come : do quest'esercito vide il Pontefice segui-
un carro, che vi trasporta ;è il carro Irion- to soltanto da pochi domestici, prostros-
(ante che porta con noi slessi, da XIX si tre volte : il Papa tre volle lo bene-
secoli, la civiltà e il progresso del mon- disse, e Pipino andò a collocarsi a lato di
do cristiano. Onde non esilo a procla- lui. Carlo Magno, avvertilo ben tosto, e-
mare: chiunque cospira contro il Papato, sce da Paderbona accompagnato dal cle-
cospira contro la stessa umanità: chiun- ro che portava la bandiera e la Cioce;
que I' attacca, attacca voi che volete la andò a collocarsi a mezzo un altro eser-
società, lordine, la civiltà, il progresso: cito, formato di vari popoli, cui ordinò
e ogni autorità sulla terra, che cerca av- in un immenso circolo rappresentante
tiiu'lo e sradicarlo , oon fa che avvilire una città vivente, a mezzo cui egli 8les*
32 vie V I C
so oollocossi I ilto in piedi, soimontaiitlo di filli e de'piri grandi nomini della ro-
coi cnpo ditti coioio die lo circondava- n)ana storia ; sicché vermto a quello che
no, il l*,ip;) piesenlossi nel recinto, scor- a benefìcio della cristiana Religione e
tnlo tla momento eser-
Pipino. In quel per Papale autorità operarono Costan-
la

eilo, pojjolo, clero, e tutta immensa l' tino 1 il Grande, e Carlo Magno, da
Dioltiludine prostrossi, e Carlo Magno, (|ue' memorabili esempi del passalo tras-
il padre dell' Europa , rimase inchinato se argomenti di conforti per l'avvenire.
dinanzi a S.Leone 111, il pastore del mon- Replicatamente, pure in molteplici ar-
do, il (|unle tre volle benedisse i prostrati ticoli, provai la divina istituzione del

di Ini eserciti ed il popolo. Onesti tlue snpremvj Pontificato, e 1' aulorilà che
uomini poi si accusinno e si abbraccia- esso esercita per divino mandato su tut-
no piangendo i' un 1' altro ed il Papa : taquanta la e 1' economia mi-
Chiesa ;

alzando la sua voce intuona l'inno degli rabile della divina Provvidenza nel far
Angeli Gloria iti excelsis Dio. Carlo
: sì che la capitale del più grande degli
Alagno e Pipino non si sentirono troppo imperi divenisse la sede e il centro del-
umiliati per tma prostrazione, che gl'in- l' unità cattolica, la patria comune di
nalziiva piii delie loro vittorie : questi tutti i cattolici. Roma cristiana e papale,
fondatori religiosi della piii grande di- con ben più verità di Roma antica e pa-
nastia de're, non ebbero a pentirsi di a- gana, non ha regnato e ancor non re-
"vere reso un t.de onoreal rappresentan» gna, che perla pace e la felicità de'popoli
te d'una dinastia ancor piìa grande". In soggetti al suo materno impero. Sfug-
più articoli dimostrai, che la residenza gendo il dominio spirituale di Roma si
pontificia in Uoma è tutela sicura d'ogni cade nello scisma, nell'eresia, nella ser-
grandezza dell' alma città ed essere di ; vitù, nella barbarie. I popoli per lonta-
grande importanza per ogni cattolico, e nanza la più remola divisi da Pioma, tut-
«pecialmenle pe'romani, essere Roma la tavia s'illuminano della vita e della luce
sede del Vicario di Cristo e del Piipato, di cui Ptoma è il centro, se ubbidienti al
il quale a mezzo gli urli ed i colpi che Vicario di Cristo. Roma è l'unico rifugio,
gli sono lanciali contro dall'ignoranza, il solo punto di sostegno della fede cat-
dalla malizia e dall'empietà, anziché di* tolica, della gerarchia ecclesiastica, della
niinuire sue forze, sempre più rigoglio- disciplina della Chiesa, della clericale in-
so s' ingrandisce e dilata, come potenza dipendenza. Essa é la patria vera della
che vince ogni ostacolo e sempre trionfa. scienza ecclesiastica e delle arti, non che
11 eh. can. d. Felice Profilj rettore del la custode la più fedele e intelligente de*
seminario romanoe segretario della com- capo-lavori dell' antichità. La divina
missione d'archeologia sagra, allorché la Provvidenza col piantare la Calledra di
pontificiaaccademia romana d' archeo- s. Pietro neir antica città de' Cesari, la

logia neli86o celebrò il giorno del Na- destinò a dilVondere dovunque la verità
tale di Pioma, pronunziò un grave ra- e la santità della religione di Gesù Cri-
gionamento coiifacenle alle grandi ri- sto. S'è avventuroso e consolante per o-
membranze di quel dì, svolgendo con fa- gni cattolico il saper per fede ch'é nella
condia questi pensieri Che la Roma an- : vera Chiesa di Cristo, quanto maggiore
tica, sin da quando Romolo, sono ora lo é pe'romani per avere la sorte di tro-
meglio che venlisei ne segnò col- secoli, varsi nel suo centro, e di esser governati
l'aralro le mura, fu dalla Provvidenza dal Vicario dello slesso Cristo ? Uno de'
divina destinala per sede de' suoi Vica- precipui ornamenti dell'eccellente Epi--
ri in lena. Pensieri che venne dimostran- scopalo francese, mg."^ Pie vescovo di Poi-
do, col toccare rapidamente de'più gran- tiers, non guari dichiarò: » 11 goveroo ro-
vie vie 33
mano (temporale) nel suo Capo, ne'snoi lunf^idall'attencisi a questa tattica, i Pa-
alti iligiiilai'i e nc'suoi attuali rnpprcsen- pi T liauiio anzi comhaltiita di rroiile,

ad alcun altro go-


tanti, noti ù inferiore come tempi di Arnaldo da Brescia e
a'

verno contemporaneo, e che in ogni gra- di Cola di Rienzo, così ancora a' giorni
do dell' amininistriizione centrale, prò- nostri (come fece Gregorio XVI, contro
vinciale, municipale, può sostenere senza le seduzioni di Gioberti). Essi da 12 se-
rischio il coidrorito chesi farebbe di me- coli in qua non hanno allargiito mai il
rito con merito, di condizione con con- piccolo territorio di s. Pietro, ponendo
dizione,di uomo con uomo. Noi allérmia- ogni lor cura a sicurarne l'indipendenza,
mo infine che il ben essere generale de* la pace, la prosperità e l'integrità. Il pro-
popoli, posti sotto lo scettro paterno del prio carattere del loro temporale domi-
Vicario di Gesù Cristo, passò di molto nio è essenzialmente pacifico. I princi-
quello de'paesi eretici e non cede in nulla pi che signoreggiano l'Inghilterra e la
ad alcun altro paese del mondo". Roma Russia, sono capi della loro chiesa solo
•vive e regna potente nel successore di Pie- perchè sono Re; =:= il Papa per opposi-
tro, fregialo dell'autorità celestiale di Vi- to, dice mg,"^ Gerbet, è Re, solo perchè

cario di Cristo, capo e maestro infallibile è ilCapo della Chiesa Cattolica. Ora qiie-
della Chiesa, che siede sulla rocca Vati- sta ragione contraria del titolo del suo
cana. La presenza del Padre de'fedeli è dominio gli dà un' altra relazione col
per Romaciòch'èranima rispetto alcor- mondo.... L' unica sua forza umana,
pò. Senza il Papa, Roma sarebbe già da qual è l'opinione pubblica del mondo
molti secoli, come Babilonia, INiuive, Ec- cristiano,altamente proclama correre tra
batana, Susa, Palmira e Menfi, un am* il Papato eia guerra aggressiva tanto di
masso di rovine, che darebbero appena ripugnanza, quanto n' è tra la violenza
indizio ov'era un dì la conquistatrice e ed il Sacerdozio, i^:: Quindi il disaggua-
la imperatrice del mondo. La presenza gHo enorme dalla politica di Roma a
del gran Gerarca la fa centro dell' Orbe quella di Londra e di Pietroburgo. Lo
cattolico, e fonte vivo e inesausto di luce czar si travaglia a stendere sopra tutti j

che spande sulla terra i raggi folgoranti greci il suo temporale dominio, giacché
della vera fede, della vera sapienza e del- la religione è per lui un mezzo di con-
ia vera civiltà. Confutando, il eh. viscon- quista. I missionari inglesi ed americani
le G. De-la-Tour, Del potere tempora- sono più che altro i guastatori, che sgom-
lede Pflr/Ji, icapi d'accusa prodotti con- brano la via alle conquiste cooiraercìa-
tro di essa da' neiuici della s. Sede, ar- li e politiche de' loro paesi. Ora chi pò-
roge il seguente brano. » Ma è egli poi Irebbe apporre nulla di somigliante a'

vero primo luogo, che il potere tem-


in missionari cattolici? Tutte le loro fati-
porale della s. Sede possa riuscire di gra- che sono volle alla conquista delle ani-
ve pericolo pel mondo intero? Ciò pò- me, né alcun di loro si prefisse mai d ac-

Irebbe farsi per avventura nell'ipotesi, crescere il numero de' sudditi pontificii.
che i Papi fossero stati perpetuamente La sovranità spirituale del Papa ottiene
invasi dallo S[)iiito di coiujuista ; se essi nel mondo intero il primato tra le po-
avessero aizzato le ambizioni degl'italia- teuze morali ; ma sua sovranità tem-
la

ni e fatto opera per ristabilire il domi- porale ha sì poco dell'aggressivo e tanto


nio universale d'un nuovo impero roma- del debole, che le si fa un'accusa di noa
no. Queste loro tendenze aiutate dalla avere un esercito abbastanza agguerrito
podestà spirituale del supremo Pontifi- per difendere sé stesso (se poi si difende,
calo, avrebbero minacciata l'indipenden- ha torto, perchè allora si dice dee raa-
za delle nazioni straniere. Se non chci neggiare le armi spirituali ; e se raaneg-
VOL. XCIX. 3
34 vie V IC
già, queste ha torlo, perchè allora si di- do di Dio e del Reato Pietro abbiamo
ce die le profana a difendere il tempo- commessa la prolezione della s. Chiesa,
rale. La Ci\'iUà Callolica ySene 4-*, t. G, e del nostro popolo delia epubblica de'
1

I). 249 ragionò suH'argoraento Le ar- : romani (cioc fin da quando s. Gregorio
mi spiriliiali a ilìfcsa del temporale). El- III Roma Carlo Mar-
creò Patrizio di
la non minaccia dunque menomamente i tellopadre di Pipino)". INell'800 poi eb-
paesi stranieri". Si deve a'Papi, se presero be luogo r elezione di Carlo Magno io
stanza in Rema le arti belle. Giù coi IVIaf- Imperatore^' Occidente (alla da s. Leo- ,

fei, nel voi. XCIV, p. 274 e seg., ragio- ne III (V.),e nella Coronazione venne
nai come Roma antica propriamente, se- acclamato dal popolo romano, nella ba-
condo diversi gravi scrittori, non passò a silica Vaticana. Tunc universi fideles ro-

monarchia che l'imperatore era un ma-


;
mani i'identes tantam defensionem, et
gistrato, un luogotenente che Costanti- ; ddcctionem, quani erga s. Ronianam
no I veramsnte non trasportò l'impero a Ecclesiam, el cj'us Vicariiini habuit^ ti-
Costantinopoli riguardata non nuova
, nanimitcr, altisona voce, Dei nutu, alque
Roma, ma sua colonia, restando sempre Beati Pefri clavigeri regni coelorum ex-
a Roma e che non potevano donare il
; clamaveriint: Carolo piissimo aufiusto,
dominio di Roma, nèCostanliiio !, né Pi- a Deo coronato. Magno pacifico Impe-
pino. Col JMafiei consuona l'avv. Fea, // ratori vita,elvicloria.E dopo quesla,che
diritto soprano della s. Sede, p. 49 e seg. si chiama volgarmente traslazione del-
Egli dice, che per dimostrare i diritti e i l'Imperio Orientale, per confessione di
titoli primitivi, immediati della s.Sedeso- Costantino VI Pcr/irogenilo imperatore
pra suo dominio temporale, volle usare
il dei greci, i Papi cominciarono a gover-
altra maniera diversa da (juella degli a- nare lo slato di s. Chiesa liberi e indi-
pologisli da lui ricordati ; maniera que- pendenti. L'analisi, o sia lo spirito dato
sta da lui slimata forense, estrinseca, pre- dal Fea, della storia vera dell'impero ro-
caria da intendere soltanto e soslefiere
; mano, cominciando da Romolo fino al-
le così dette donazioni, o meglio resti- la sua decadenza , fa toccar con mano ,

??/s/o/a (supposto che si credano necessa- che quest'alma città e questo suo iaq)e-
rie) in quel senso , secondo le carte di ro, il pili esteso, eroico, glorioso e stabile
Pipino, di Carlo Magno, dì Lodovico I d'ogni secolo, non è opera originale de-
il Fio , e di altri successori. Questi non gliuomini ; ch'è stalo crealo e diretto da
{ixrotìo conquistatori, ma awocati^ Pa- Dìo medesimo, profetizzato da Daniele,
trizi di Roma (r.); in sostanza seuqilici e riconosciuto anche da Dante nelle sue
religiosi , affettuosi , disinteressati ausi- opere, per preparare il genere umano,
liari, avvocati, protettori armati. Slabi- riunendolo e civilizzandolo, a riceverecon
htasi, dopo il 726, la Sovranità de' Ro- tutta la facilità e prontezza la rivelazìo-
mani Pontefici e della s. Sede (V.), nel ne celeste dì Gesù Cristo. Quando non
pontificato di s, Gregorio II, dipoi s. ha bisognato piìi alla Provvidenza divi-
Paolo 1 appena eletto nel 757 scrisse a na I' impero militare, quella virga fer-
Pipino re de' fianchi. >> Abbimi fede, o rea predelta da Isaia, alla quale fu detto
Re Cristianissimo (f^-) J se ci avverrà compelle entrare, perchè l'intento suo
qualche disgrazia dì pericolare, tu io- precipuo era ottenoto colla propagazione
sieme co'tuoì magistrati dovrai render- rapida della Religione cristiana in gran
ne conto al tribunale di Dio poirhè a : parte deirOà he romano; in Roma per
niun altro, se non che alla tua anialissi- diritto divino dì compimento sotlentrò
ma eccellenza, e a'iuoi dolcissimi figli, e e si %\\\u\ì^hxììdii\o mano, fortiler el sua-
a tutta la uuzìonede'frauchì,per comao- viter, iancàtaudu l'ulivo domestico sopra
V I e Vie 3^
il selvatico, per detto di s. l'aolo a'roma- rinnovato, detto sempre perciò romano
ni slessij goveruo pacifico del principe
il (poi abolito nel principio del corrente se-

degli apostoli Pietro, il quale ci venne colo,non potendo più sussistere), secon-
a tempo ili Claudio e di Nerone d'ordi- dando la sua destinazione divina, restò
ne del suo maestro Gesù Cristo, fotida- di fallo in potere de'Sonmii Pontefici e
tore invisibile di Roma e dell' itnpero, del senato, come fra tutti meglio lo pro-
come disses. Lorenzo io un inno del poe- vò il can. Muzzarelli coU'opuscolo postu-
ta Prudenzio. In lìoma, fissata centro mo, Del doiiiinio temporale del Papa,
stabile, irremovibile delta Religione me- Roma 8 iG; restando, d'accordo, agl'im-
I

desima, come doveva essere creile e pro- peratori la proteziooearmala, e parte del-
pagatrice insieme della i." generale civi- la giurisdizione politica, civile e ammi-
lizzazione, delle antichità e delle belle nistrativa, per cui davano eglino aoch«
arti, perciò detta meritamente ciltù e- aiuti e fondi di sussistenza al governo de'

terna. La maggior parte delle provincia Papi, cominciando da Costantino l. Fin-


dell'impero a poco a poco disciolte col- ché quasi niente curandosi più di Roma,
l'impulso quasi contemporaneo delle na- anzi maltrattandola gVim paratori d'O-
zioni barbare, venute per motivo appa- riente, e Leone III V £s aurico anche col-
rente a saccheggiare, a distruggere, a pu- la sua eretica condolta e con attentare

nire l'immoralità romana nelle Gallie e alla vita di s. Gregorio li, ne fu scossa la
nel!' Italia ; in fallo però tenute a civi- dominazione rinia^tiigli,ed unitisi al Pa-
lizzarsi e farsi cristiane, per divina dispo- pa popoli d'Italia pel suo empio proce-
i

sizione tornarono a dividersi in regni o dere, da questi vollero dipendere. Inol-


altri modi di governi se[)arali, restando ile avverte il Fea, che per Repubblica
a Pietro, ed a' suoi successori, un sudi- (f.) deve intendersi Roma e il popolo
ciente territorio centrale per sua dote e romano, sempre centro dell'impero, non
immunità, e pel libero accesso aite sue mai trasferito altrove secondo la sua ,

membra cattoliche dell'universo mondo. teoria dell'impero romano e di Roma.


L'antico amministratore e luogotenente Ora si oserebbe pretendere di spogliare

dell' impero, chiamato imperatore, Co- la s. Chiesa e il Vicario di Gesù Cristo,


stantino Magno fatto cristiano, nel prin-
i dopo XI suo principatoterapo-
secoli, del

cipio del IV secolo, si allontanò da Ro- rale, manifestamente stabilito da Dio per
ma per comando di Dio, come dice egli l'indipendente esercizio del pontific-5to

stesso inuna legge riportala nel codice Le prove cui vuoisi assoggettar la Chiesa,
Teodosiano, e lo registrò pure Sozome- risvegliarono in tutti i cuori cattolici sen-
no, trasportando la sede dell'impero, non timenti dell' amor filiale il più puro e il
Pimpero stesso rimasto io R.oina, ov'era più divolo. Da per tutto si producono in-
stalo fondato per sempre, come dissero cessanti proteste in favore della s. Sede,
Lattanzio, Pio Gravina e altri, in Bi-
II, da per tulio s'innalzano grida di ripro-
sanzio detta da lui CostanlinopoU, per vazione contro la vergognosa pressione
difenderne confini verso l'Oriente. Po-
i enorme, di cui il governo pontifìcio è
scia nel V secolo un socio dell'ammini- l'oggetto. Si attenta di privare il Pap-i
strazione venne a stabilirsi in Ravenna di sua libertà e indipendenza nell' eser-
(r.) coltilolo d'imperatore d'Occidente, cizio dell'apostolico ministero, annien-
per opporsi a'barbari nelle Gallie, e spe- tailojalTinchè spogliala che siala Roma-
cialmente nell'Italia. In Roma, soggetta na Chiesa del suo pntrimonio, si possa
al successore di Pietro, Vicario di Cri- deprimere e abbattere la dignità e la mae-
sto, nessuno mai pili ci dimorò. Questa slà della Sede apostolica e del Vicario di

cillù^ sempre capitale^ uuchc dcil'impeio Cristo, e più liberamente recare ogni grao
3G VI C V I C
danno, e fare a'sprissima guerra alla nO' lucnlcntisslme che ne han fatto i meile-
stia ss. /;c%'0«(' (/ .), per gettarla del simi Protestanti (quelli di .senno, ormai
tutto a terra, $e fia possiMIe. Fn (jiiestn si nnnninno de' caiiibiain<-nti itilìiiitì e
secolo di miscredenza e di riUeliione, si «Ielle costanti inceite/ze del protestante-
abusa astutamente de' lusinghieri nomi simo, in cui le opinioui umane pigliano
di progresso, d'indipendenza, di libertà, il luogo della fede; laonde molti illiiini-

ma per abbattere i fondamenti d'ogni le- nali dalla divina grazia, abiurano i lo-
giltima'aulorilà, e per innalzale il vessil- ro errori, ed entrano nel grembo dclbi
lo della licenza.Quanto agl'infelici tempi vera Chiesa, fuori della quale non vi è
cbe corrono, miscriveva da ultimo il cav. l'eterna salvezza ; terribile e incontrasta-

Scolari: » iSon è egli vero, die. non credu- bile sentenza ripaiLita a Vicari ai-osto-
ta Cassandra, bo sci itto indarno sino dal Lici. Preghiamo lutti, perchè la buona
1 85 (Roma e la s. Sede, 3Ieniuria con il-
1
opera delle conversioni continui, fiDchè
lustrazioni a* luoghi relativi dellaDivina non formiamo lutti più che un sol greg-
Commedia. — Agli Italiani cattolici cjne- ge, ed un solo ovile del Pastore de' Pa-
slaMemoiia liverenlementeconsacrasi !), stori). INè noi staremo qui a ri[telerne le
ciò cbesi venne a disputare da capo nel ragioni. Censì faremo una sola osserva-
1860? Questa èia giustizia, che appun- zione, ed è, che quel diritto di arbitralo
to attendo da Lei, mentre le porgo le supremo fu nel medioevo universalmen-
mie congratulazioni per ciò che lessi nel te riconosciuto come legittimo da tutta
suo magistrale articolo Fia^'^io, da Ella la ciìslianilà; né solamente fu ricono-
itigemniato di tante e sì gravi conside- sciuto, ma fu invocato, fu salutalo da*
razioni e notizie, circa le origini e l' in- principi edii'popoli come la miglior sal-
fluenza del dominio temporale dei Papi". vaguardia, che ili rpie'leinpi di barbara
IVIa quanto agli strepitosi avvenimenti, violenza il dirillode'deboli avesse contro
di cui siamo indignati e insieme consola- la prepotenza de' forti. Un tribunale su-
ti spettatori, lungi dall'idea di darne re- premo che in nome di Dio, nella persona
golare contezza, come delle mene usate, del suo Vicario in terra, esercitasse la
onde la carta stessa ne arrossisce, man- giustizia sopra 1 Popoli e i Pie, fu l'ideale

candomi lo spazio, ancorché volessi ten- sublime a cui il medio evo si accostò,
tarlo in breve, non comportandolo l'al- mercè lo spirito profondamente cristiano
ta impoitanza del gravissimo ampio ar- da cui la società europea era allora in-
gomento, appena appena mi limiterò a formata. Che se ne' tempi moderni, la-

riferirne un isfuggevole cenno, d'altron- cerata dal protestantismo l'unità de' po-
de indispensabile, dopo aver tanto scrit- poli cristiani, e scemato in questi, o piut-
to sulla Sovranità dt Homani Pontefici tosto ne'loro governanti, il sentimento
e della s. Sede, degli Stati tributari del- cattolico, a quel tribunale si sono sosti-
la s. Sede (f''), dell' influenza politica tuiti i congressi, la diplomazia e il sem-
de' Papi, Yicaii di Gesù Cristo, in ge- pre istabile equilibrio delle Potenze e le

nerale sempre grandemente benefica e pubbliche rivoluzioni e le segrete con-


conservatrice, la quale ebbe per iscopo giure, non sappiamo in verità quanto il

principale la pace e la prosperità pubbli- mondo ne abbia guadagnato; ma è certo


ca. Su qnest' ultimo punto, bene scrisse ch'egli non ha acquistato niun diritto di
la Civiltà Cattolica, %e.iìe/i.'y\. 2, p. 286. sfatare il sistema politico del medio evo".
»> Ci fa meraviglia l'udire scrittori catto- Printa colleautorevoli parole del regnan-
lici scandalczzaisi ancora oggidì dell'au- te Sommo Pontefice darò un'idea del-
torità esercitala da'Papi àeì A/edio Evo l'iniquamcnte operato a danno del civi-
sopra i principi cristiani, dopo le difese le principato de' Papi. Pel colossale com-
V I e V 1 G 37
ple^^o del piiM)Iical<), poco poltò osser- me l'istoria del reggimento civile, eser-
vare l'ordine logico; sarà un ceiilone, citato da' Uomani L'oiitelìci per tanti se-
colla riserva emessa uei voi. LXXXI, p. coli,luminosissimamente testifica. Essen-
455. do dunque che il civil principato ponti-
La cattolica Chiesa, fondata e istituita fìcio mira al bene e all'utilità della Chie-

da Cristo pei* relerna salute degli uomi- sa non r meraviglia che nemici di essa
; i

ni, avendo forma di perfetta società in Chiesa abbiano sì di frequente letitalo di


virili della sua stessa istituzione, deve per crollarlo e abbatterlo con ogni genere di
conseguenza fruire di tal libertà, che nel- sforzi e d'insidie; nel che loru nefandi i

r adempimento del sagro suo ministero conati, Dio aiutante la Chiesa sua, tosto
non si,» soggetta ad alcun potere civile. o tardi caddero in vano. Ora è noto al-
E perciocché ad operai e liberamente, co- l'universo mondo come in questi luttuo-
ni' è di dovere, ella avea uopo di que' si tempi, gl'infestissimi nemici della Chie-
presidii che rispondessero alla condizio- sa e della s. Sede, resi abboiniiic\>oli ne'

ne e al bisogno de'lein[)i ; la divina Prov- loro disegni e parlanti rnenzogua nella


videnza con consiglio al tutto singolare loro ipocrisia, conculcando ogni diritto
ha disposto che, caduto il romano impe- umauo e divino, si sforzino nequitosa-
ro e divisosi in molti regni, il Pontefice mente di spogliarla del civil principato,
Ilomano, siccome quegli che da Cristo di cui essa gode ; e ciò procaccino di con«
era stabilito capo e centro di tutta la seguire non, come altre volte, per mani-
Chiesa, conseguisse un principato tem- festa aggressione e colla forza dell'anni,
porale. Con CIÒ veniva dallo stesso Dio ma per opera di falsi e perniciosi priu-
sapientissimamente provveduto, che in cipii, messi innanzi astutamente, e eoa
tanta moltitudine e varietà di principi moti popolari inaliziosameule eccitati.
secolari, il Sommo Pontefice godesse di Imperocché non si vergognano di persua-
quell' indipendenza politica, la quale gli dere i [)opoli, contro i legittimi princi-
è tanto necessaria pei* esercitare, senz'ai- pi nefanda ribellione condannata dal-
;

cun impedimento, a rispetto del mondo l'Apostolo delle genti. Ma poiché questi
intero, la sua spirituale podestà e giuris- pessimi maestri di frodoleuza assaltano il

dizione. E così era conveniente del lut- temporale dominio della Chiesa, e dis-
to; acciocché nel cattolico mondo non piezzano la sua autorità veneranda; giun-
nascesse mai occasione di dubitare, non gono a tal segno d'impudenza, che osti-
forse per impulso de' civili poteri o per no vantare pubblicamente la loro rive-

istudio di parte s' inducesse talvolta ad renza e il loro ossequio verso di essa.
operare ncll'universal governo quellaSe- Ed è massimamente doloroso il vedere,
de, alla quale, per la suapììi alta pre- che di questa prava maniera di operare
minenza, e necessario che ricorra luUa siasi altresì macchiato taluno di quelli, i

la Chiesa. Facilmente poi s'intende co- quali, come figli della cattolica Chiesa, so-
me questo principato della romana Chie- nu tenuti d'impiegare a tutela e presidio
sa, benché per sua natura tenga del tem- di lei, l'autorità che posseggono sopra i

porale, nondimeno in virtù della sagra popoli loro soggetti. In queste subdole e
destinazione e dello strettissimo vincolo, perverse macchinazioni, dal Papa Pio IX
onde si collega colle somme ragioni del- lamentate, ha parie precipua governo
il

la cosa pubblica del cristianesimo, rive- sardo,dal(juale uggimai tutti sanno quan-
ste indole sagra. Il che tuttavia non im- to gravi e (juantoileplorabiliuUese e dan-
pedisce che possano da esso procurarsi ni furono recali in «juel regno alta Chie-
tutti quc' beni, i quali menino alla feli- sa, a' suoi diritti ed a' suoi ministri, di
cllù allicci temporale de' popoli ; ^iccu- che pi'lucipalmcutc ucU'ailocuzioQC eoo-
38 Vie VI C
cisloiiale de' 22 geuuaJo i855 (riferita aggiuuli slimoli eoa malvage scritture ed
uel voi. LXXVIl, [ì. 228), altatnenle il elTemeridi, e posto eziandio inopern ogni

Papa si dolse. Quiudi posti in non cale i genere di frotli da coloro medesimi, die so-

giustissimi richiami pontificii sopra cjue* stenendo io Roma il carico di legati sardì,
(atti, il inedesirao governo sardo giunse deposto ogni riguardo di onestà ed ogni
a tale di temerità, che non sitenne pun- rispetto al diritto delle genti, abusarono
to dal fare ingiuria alla slessa Chiesa u- del proprio ufiìcio per ordire tenebrose
uiversale, pigliando a combatterne il ci- trame detrimento del pontificio gover-
in

vile principato, di cui volle Dio provve- no. Scoppiala poi nel giugno 1859 la

duta la s. Sede, per difendere e conser- sedizione, in Bologna a' 12, indi in Ra-

vare la libertà dell'apostolico ministero, venna, Forlì e Ferrara, provincie dell'E-


luiatli, tra'manifesti segni d'assalto, il i." milia, diedi lunga mano eravì stata oc-

a mostrarsi palesemente fu quando nel cultamente apparecchiala, venne tosto


congresso, tenutosi a Parigi neli85G,da da'suoi favorilori proclamata la dittatura
parte del medesimo governo sardo, in- del re di Sardegna, e prontamente dal suo
volta fra certe ostili esposizioni (cui feci governo vi furono insediati commissari
allusione ne' voi. LXXIX, p. 225 e seg., pel reggi mento di quelle Provincie, in onta

LXXXIj p. 4G0), fu proposta una cola- allacouveuulaneulralita.il perchè i^io IX


le speciosa maniera di debilitare il civile con allocuzione de';2o giugno, e con let-

dominio del Vicario di Cristo, e di atte- tera enciclica all'Episcopato, levò altissi-
uuare l'autorità di esso e della s. Sede (iu- me doglianze, protestò nel miglior modo
Irinsecamenleopportuno è ricordare con contro la violazione del ci vii principato
ahi encomi l'opera dell'infaticabile dot- della s. Sede, ed ammoniti severamente
tissimo prelato mg.'^Felice Peraldi di Cor- gli autori ei cooperatori tutti, li dichia-
sica Discorso sulla secolarizzazione
;
rò esser incorsi nelle pene canoniche in-
del Go\'erno Pontificio, proposta nel flitte dal concilio di Trento. Quando pre-
congresso di Parigi per la pace de' 3o cedette e accompagnò la usurpazione, no-
marzo 856, Bastia 858. La CiviltàCat-
1 1 tificalo a tutto il mondo dalla voce apo-
tolica ci die* un bellissimo articolo nella stolica, commosse lutto quanto il catlo-
serie 4-% *• 4» p. 1 4^ e p. 287 La seco- : hcismo, che con islaucìo immemorabile,
larizzazione del Governo Ponlijìcio). si alzò come un uomo, altamente prote-
Quando poi ne' primi di maggio 1859, stando: patrimonio e principato tem-
Il

s'accese la guerra italiana, tra l'impe- porale della s. Chiesa Romana^ essere
ratore d' Ausilia Francesco Giuseppe I patrimonio e dominio di tutti cattolici, i

da una parte (come accennai ne' voi. il pegno comune dell'indipendenza spi-

XCIV, p. 3 12, XCV, p. 3), Napoleone rituale del Vicario di Cristo, e non po-
III imperatore de'francesi e Vittorio Ein- tersi attentare a tale sovranità senza fe-
manuelell redi Sardegna tra loro allea- rire nel cuore 200 milioni di cattolici.

ti dall' altra ([)er cui il Papa si rivolse al- La loro emozione rapidamente si diffuse
l' hpiscopalo cattolico per ordinare uni- su tutti i punti della terra, per cui il ge-
versali e pubbliche preci per la pace, con neral De-la-IVIoricière,comaodanle in ca-
enciclica parlata nel voi. XCV, p. 81 ), po le truppe pontificie, nel suo i ."ordine
dal governo sardo, niuua frode, aiuna del giorno alle medesime, per la difesa
sicelleratezza fu trasandata, per sospinge- de'diritti del Papa disconosciuti e rainac*
re a tulio potere ipopoli degli Stati di s. ciati, ecco come si espresse. » Ciò vuol
Chiesa a fellonesca ribellione. Quindi da dire, che il cristianesimo non è soltanto
lai governo mandati istigatori, profusa la religione del mondo civilizzato, ma sì

a larga mano la pecunia, fornite le a) mi, il principio e la vita slessa della civiliz-
V I e Vie 3cj

za7.ione ; vuoi dire che il Pa[ìiilo è lu ita- là non hanno bisogno di commeoli.
se tiu cui poggia il ctistiuitesiiiiu. Tulle Certo è un fallo, degnissimo d'esser no-
le nazioni crisliatie seaihiauo aver oggi tato dalla storia ne' suoi fasti, l'univer-
l'I coscienza di queste giuudi verità die sale conseiilimento, anche del laicato cat-
t;otio la nostra fede. La rivoluzione, sic- tolico, e qui può ben dirsi, l'o.t: pnjjtiU
come altre volte V Islanda ino , minaccia i'ox Dei, nel protestare contro l'inva-
oggi r Europa, ed oggi come altre volte, sione degli stali ponlifìcii, coll'esultan-
la causa del Papato è »mclla della civi- za dimostrata al vedere che ne prende
lizzazione e della nìondo".
libertà del la difesa una
prime spadeche splen-
delle
^)5Servò poi il Giorn<ile di Ror/iaóti^i dano oggi in Europa, il generale La-Mo-
maggio i8(3o. »'ll '/V/zze.?, per d'ordina- ricière, comandante supremo dell'eser-
rio avverso al governo pontillcio, nulla cito pontificio ; e l'emulazione destata io
ostanle in un suo recente articolo, discor- molli, specialmente giovani generosi, al
rendo della parte militare del nostro sta- vedere tal uomo sventolare il f^cssillo
lo, riconosce, che « il Papa ha adottato delle somroe Chiavi. Bello e opportuno
una sagace risoluzione... Egli ha assol- sendjrò pertanto alla Cn'iluì Cattolica,
dalo un abile generale ( De la-Moricière); serie j."", t. 6, p. 4^B, l'articolo che l'e-
ha permesso che la sua armata iia rior- gregio visconto di Meaux
pubblicò Del
ganizzata ( nominando a pro-oiioietro CorrespoiuLiiit de' 2 5 aprile i86o, ce-
delle armi 1' energico, intelligente e ze- lebrante il prode La-lVIoricière,stralciaa-
lante mg."^ Francesco Saverio de Merode done le principali sue notizie, ed offren-
cameriere segreto e coppiere del Papa), dole con importante articolo intitolato :

e, se quanto ci si riferisce è vero, accetta La nuoi>aSpacla a servigio della Chiesa.


i servigi di tulli quelli che desiderano L'elo(|uente e dolio mg. Gerbet vesco» "^

comballere sotto la sua bandiera .... Il vo di Perpignano, nelle sue osservazio-


Papa è al postutto un sovrano che pos- ni sopra gli attentati diretti contro la so-
iiiede lerrilorii e cinge corona, ed ha una vranità temporale del Vicario di Cristo,
speciale facilità per conseguire al di fuo- informate alla grandiosità del sentimeo-
ri quanto gli manca a casa sua. In molte to cattolico, a' principii di suprema i^iu-
parli d'Europa egli conta simpatie ed a- stizia ed a' vari interessi sociali, dichia-
derenze, e può trarre da esteri siali tri- rò. Aspettando che il termine di questa
buti ed assistenza. Non va d' uopo che situazione si manifesti, nella calma e sot-
di una risoluzione per profittare di que- to l'usbergo della nostra fede, seguendo
sti vantaggi, e la risoluzione sembra es- l'esempio de' replicali invili del Papa, e-
sere stata presa. Evvi fondamento a cre- sorta a raccogliersi nella preghiera. Id-
dere che nell'amministrazione del dipar- dio non die' agli avvenimenti di questa
timento militare, il Papa ha consentito terra, e che più sensibilmente ci aflliggo-
a tutte le necessarie riforme. Sembra che no, il potere di turbarci iu quest' asilo.
ilgenerale (De-la-Moricière) abbia rice- E' forse troppo per noi cattolici una pro-
vuto pieni poteri alla condizione di sta- cella di più fra una tempesta di XVIII
bilire definitivamente l'armala papale, e secoli ?Crede con ferma fede e sulla pa-
i risultamenti d'una tale politica saran- rola di Dio, che il Papato sia la sola po-
no bea presto visibili .... Il Papa uoa è tenza cui sia stato promesso di non esser
un governante estero, un despota fora- vinta dal tempo. Si sa, che ad essa, nel
sliero. Egli è un monarca assolutamente corso de'suoi immortali de>tini, non ver-
italiano, e rappresentante in fatto di un rà meno, se ne abbisogni, la sua indipen-
potere che fu un tempo il solo sostegno denza. Giorno verrà in cui vedrassi so-
della aaziouulilà italiana ". Queste veri- pravvivere a tulle le cose agitale o ini-
4o vie V I c
mobili che ora ci allorniano. Il tempo minorità faziosa che, a forza dì menzo-
avrà stampate sugli odierni moDumeuti gne e false arti, pretende farsi credere la

le sue orme distiuggitiici, spariranno le vocede'popoli. Kd è certo cosa da benedi-


città, spariranno le dinastie; gli avveui- re incessanternenle Dio,il vedere come le

nienti che ora sconvolgono l'Italia si ve- mene che da tanti anni lavorano
de' ti isti

dranno rincantucciali in una pagina o- a fabbricare una fìnta pubblica opinione,


scura della storia ; ma allora eziandio siano in vece riusciti per ora ad ottenere
un uomo che si
vivrà nella città eterna la pubblica e clamorosa espressione del
chiamerà Papa, a custodire la tomba di vero popolo cristiano, il quale chiede con
s. Pietro, ed a benedire la culla di nuovi tutti i mezzi che sono a sua disposizione
popoli. 1 legami che uniscono alla s. Se- che il Papa, secondo le parole d'un cele-
de le chiese delle diverse regioni del glo- bre documento, sia rispettalo in tulli i

bo, vieppiù si restringono in ragione de- suoi diritti. 11 celebre nome di Poujoiat
gli sforzi fatti per abbattere una sovra- si unisce iu Francia a quello degli altri
nità che tutti sanno essere il braccio tem- dotti scrittori difensori della sovranità
porale della Provvidenza nel governo spi- temporale del Papa. Nel suo scritto: //
rituale del mondo. 11 Papa è il solo re Papa e la Libertà, osserva. »> La preghie-
pel quale di e notte s'innalzano voti, ed ra pel Papa risuona nella Polonia e nel-
oggi poi con crescente fervore, ne' san- l'Irlanda, nell'Aletnagna cattolica, a Li-
tuari dell'europa, nelle tende orientali, sbona, a Madrid e nelle due Sicilie; ne'
uellecapannediquelleselvagge tribù che santuari maroniti del Libano, sulle rive
a lui devono i loro apostoli, i loro bene- del Cedron, sulle rive del Nilo, e sulla
fattori. Lo slancio cattolico, manifesta- collina di Pera; in mezzo a'uostri fratel-
tosi ancora nel regno unito della Gran li dell'Asia : essa ha passato i mari, e non
Bretagna, fece ricordare al zelante e co- si è arrestata a' confini del mondo ; delle
raggioso mg.' Dixou arcivescovo d' Ar- voci la ripetono sotto la cupola di s. Pie-
magh e primate d'Irlanda, come le male tro, nella basilica di s. Giovanni in Late-

arti di tanti perversi, tendenti a distrug- rano, madre e capo di tulle le Chiese di
gere il potere temporale del Vicario di Roma e del Mondo, e il missionario la

Cristo, mirino ad agevolar la via per ab- recita nellacapanna de' selvaggi dell'A-
battere la s. Religione cattolica, e ciò es- merica. Ah noi non siara soli, e la causa
1

sere vero scopo de' loro conati. Essere


il che noi difendiamo è veramente cattoli-
però motivo di grande gioia pe'buoni cat- ca " Dice il Giornale di Roma, de'24
1

tolici veder lo zelo de' prelati lutti e


il febbraio 1860. » Sulla necessità della
del clero nel difendere il temporale do- preghiera, nella gigantesca guerra mossa
minio della s. Sede. Piarameutò le mene alla Chiesa, credo di segnalare il manda-
d'alcuni notabili agenti inglesi, e il favo- mento del cardinal Sterchs. arcivescovo
re accordato in Inghilterra ad uomini de' di Malines. Il dotto Leclurer dimostrò
quali il Papaerasi altamente ed a ragione che lo scopo de'nemici del dominio tem-
lamentato in un'allocuzione, però assicu- porale del Sommo Pontefice è quello di
rando che sarà per riuscirgli consolante il distruggerne il potere spirituale. Comin-
vedere riconfermato, che se l'Inghilterra cia a citare il primo accanito nemico di
lo avversa, l'Irlanda è per lui. Ormai con <juesto potere eh' è il Mazzini, quale il

meraviglioso e soiprendente spettacolo, (come molti altri) piglia molta cura del-
non vi è luogo nel mondo cattolico, dou- la sua propria resptctable carcase, men-
denon siano giunti al Papa aflettuosissi- tre colle sue lettere spedite di qua e di
mi indirizzi sottosciitli da migliaia di per- là eccita gli altri a giltarsi que' peri- iu

sone, che tutti protestano contro quella culi, da cui egli si tiene lontano " 11 con- !
5

V I e V 1 C 4t
le Vt'iner ilo Merodc j)ul»Micò nell' (:- dose, irlandese, scozzese e svizzero, in là-
iii\'vrs. Più hi legge quel che si piil)l)li- vore del potere temporale tiel sovrano
ca oggi contro il principato civile liella Pontefice. L'unanime sulhagio di tanti
s. Sede, più si è nauseuti dalla mala fe- prelati, corroborato da cpiello de'vtj^co-
de, dulia perfìdia, dalle coiitraddizìuni, vi dell' altre parti d' Europa, e di altre
di die sono pienicjuegli scriUi. Gli uni vo- più lontane contrade, tutti uniti di cuo-
gliono ingrandire la s. Sede, din)inuendo le e di anima alla cattedra di s. Pietro,
gli slati della Ctiiesa; altri osano olIVire equivalgono alla dichiarazione d'un con-
dotazioni in cambio delle provincie ch'es- cilioecumenico. La dichiarazione de've-
sa possiede, ma ciò che veraiuenle vuole scovi , suona cos'i. Dopo tenibili com-
la rivoluzione sotto cjuesti vani e perfidi mozioni, il congresso di Vienna del 6 1 1

prelesti, si è di far discender il l'apa dal avea fondato un'opera di pace, della qua-
suo Irono per trasformarlo in una s|)ecie le per lungo tempo si sono provati be- i

di patriarca stipendialo dalle potenze nefici efìetti. inseguilo degli avvenimenti


temporali. Si vuol continuare, riguardo del 1859, le potenze segiiatarie di esso
al Papato, il sistema di spogliazione che aveauo risoluto riunirsi a mezzo de'loio
già in tanti paesi si è praticato contro la rappresentanti, onde deliberare intorno
Chiesa. I cattolici non ponno mai abba- a'toibidi dellllaiia centrale. Il movimen-
stanza protestare contro simile impresa. to livoluziouaiio ha superato i liiuili

Col sostenere l' integrità de' diritti della il'uno stato che trovasi in rapporti aliai
s. Sede, essi difendono la loi o fede, la di- lo particolari vtrso la Chiesa cattolica ,

gnità del loro Padre, la distinzione de' e verso i legitlimi interessi dell'Europa
due poteri; essi iinpediscouo all'Europa intera. Da XI secoli il successore di s.
,

di cadere sotto il giogo di poteri che di- Pietro ha preso posto fra'principi sovra-
sporrebbero nel modo stesso delio spiri- ni ; egli però n'è il più antico. La giu-
tuale e del temporale. Quesloèper quan- stizia e la pace hanno presieduto allo
to concerne gl'interessi nel uiondo inte- slabilimenlo del suo potere : la pace e la
ro, lu quanto all' Italia poi, il Papato è ne regolano eziandio l'esercizio,
giustizia
il suo onore e la sua gloria, la vita anzi consagrato unicameute a soddisfare a'
della prima Ira le sue città ed suoi a- ; i veri bisogni del popolo. La conservazio-
bitanti nulla certo avrebbero a guada- ne d'un tale potere è d'una importanza
gnare passando dallo scettio di Pio IX incontestabile per l'ordine politico dej-
sotto non so qual regime, inaugurato da l'Europa. Tutti principi che hanno de'
i

misoiabili dittature, da mute assemblee cattolici per sudditi devono desiderare


che non compariscono se non un istan- cguaimenle the il Capo della Chiesa cai-
te per votare, senza discussione ed all'u- lolica non dipenda da alcun sovrano tem-
nanimità, rivoluzioni pieparale nell'om- porale. Un partilo che pone la reaiizza-
bra. Si conoscono che cosa valgono i re- zione dc'suoi piani al di sopra delle leg-
gimi acclamati, senza discussione e sen- gi divine ed umane, ha saputo profitta-
za concedere libertà all' espressione de' re delle circostanze per innalzare il ves-
sentimenti contrari. G l'interessi del mou- sillo della rivolta nelle Legazioni ponti-
do, quelli dell'Italia esigono il manteni- adopera vigorosamente ad in-
ficie, e si

mento intatto de'dirilti del sovrano Pon- vadere tutto intero lo stato della Cliie-
tefice della Chiesa. 1 pei iodici d'ogni na- sa. Questo è un altonli aggressione con-
zione pubblicarono e diffusero la dichia- tro lutti i principi Sotto lo scettro de'quali
razione collettiva dell'Episcopato, e quel- vivono popolazioni cattoliche ; è un at-
io di Ijrussellcs la dichiarazione dell' E- tentalo contro 200 milioni di cattolici,
pitcopalo tedesco, aualiiaco, belga, oiau- conilo gl'inleicasi de'quali la cousetva-
4i V 1 G V I C
zione deli siali poiilificii si trova iiili- zione integrale de'quali cessa in avreiil-

mainenle legata. Ma questa è ezian.Iio redi formare una questione di diritto per
un'olFe-ia latta al dirillo delle genti, pei-- non divenire che una questione di forza
ch4 dominio [iOiiliUcio non lia solamen-
il
maggiore e di opportunilìi. Levando a-
te a combatlere con una fazione che si duiique la voce ilavanti all'Europa pel
sarebbe formata neU'mteino degli slati manleiiìmento del diritto sovrano del
della Chiesa. È pul)l)lican>enle notoiio Papa, sottoscritti i32 pi-imati, arcive-
i

che governo piemoiilese ha preparalo


il
scovi e vescovi, intesero difendere la cau-
da lungo tempo la rivolta, clie la sosten sa delU Chiesa e gl'interessi più sagri di

ne, diresse e incoraggiò, ponendosene a 200 milioni di cattolici ; difendere le gua-


capo (così in Toscana, a Modena, a l^ar- rentigie della giustizia e della pace, e lav-

ina. Le pioleste di tali legittimi sovra- venire de' popoli dell'Europa, ti già no-

ni , le olire il Giornale di Roma del bilissimo diplomatico piemontese mar-


j 860 a p. 3 I 8, nel n.° 83, e nel n.° 86) un chese A. Drignole-Sale, nelle Considera-
di lui funzionario, e quindi invase il ter- zioni sopra la qua Lione Romana, con
ritorio del Papa (dopo la famosa annes- argoiuenli che non ammettono confuta-
sione al regno sardo delle Provincie di Bo- zione, pose in chiaro che mantenimen-
il

logna, Piavenna, Forlì e Ferrara, truppe to della sovranità temporale de' Vicari
piemontesi l'invasero), per raanlenere fe- i di Gesù Cristo è voluto dalla più rigo-

deli sudditi ponlillcii sottoil giogo della rosa giustizia, non meno che da riguar-
fazione vittoriosa (Disse lord Nornian- di religiosi e politici di somma rilevanza ;

by al parlamento inglese a'i4 febbraio che i mestatori delle t)resenti rivolture, i

860 » Uno non v'ha tra'governi sorti


1 :
dilfamalori o prezzolati o passionati di

nell'Italia centrale che risulti da una e- questa sovranità mirano, in verità, a spo-
ciascuno d'essi fu gliare il Capo della Chiesa della sua in-
lezione del popolo;
nominato ilal Wiemonte che per mo- ,
dipendenza spirituale, e perciò ne voglio-
do di dire, mesceva le carte. Ldjertà di no debilitata la potenza temporale, to-
stampa, nessuna di parola, nessuna: di ;
gliendo con ciò all'Italia la principale sua
persona, nessuna" I). L'Europa si trova gloria ; che il loro scopo, al tempo me-
unita da legami d'uu diritto delle genti, desimo, si è di distruggere le basi sopra

che ha per base il cristianesieno. Won è cui riposa la sicurezza de' troni ; e, vio-
potenza d'uno stalo, è il suo diritto che laiiilo sfrontatamente neh' autorità del
deve prevalere ciascuno deve riconosce- :
Sommo Pontefice il sagro diritto di pro-
re che la giustizia è superiore agi' inte- prietà, giungere più facilmente e più pre-
ressi politici. Se è permesso *li rovesciare sto, col rovesciamento dell'ordine mora-
il trono pacifico del Vicario di Cristo con le e politico, a sovvertire da capo a fon-
mezzi di tal natura , il legame del di- do r ordine sociale. Nella mirabile Ltt^
ritto delle genti d' Europa è spezzato. tera pastorale di mg.* Gigli vescovo di
Del resto i principi! a* quali fa appello Tivoli, de' ai gennaio 1860, l' illustre

la rivoluzione italiana, sono una dichia- prelato esclama: Non sono i popoli che

razione di guerra che non è diretta solo hanno rotto vincoli dell' ubbidienza al
ì

contro gli siali di s. Chiesa. Ammettere Sovrano Pontefice, ma una mano di tri-
che le pretensioni che si sollevano a no- stie di faziosi, che quanto pochi di nu-

me della nazionalnà debbano vincere mero, altrettanto operosi ed arditi, abu-


contro le leggi di Dio ed doveri dell'ub- i
sano dell' indole naturalmente pacifica,
bidienza civile, questo è un pronunziare della troppa indifferenza, e della sover-
una sentenza di rovina contro gl'impe- chia timidezza degli altri. Chi è che non
i i pili poleuli dell'Europa, la coaseiva- sappia, come costoro si giovino a bello
vie vie 43
timlio ilei nome di [)0[)nlo [icr imporre ijucslo secolo svenliiralo, i.l»e Iciulouo a
al vero popolo il loro giogo «li terrò, e sciugliere i vincoli ilellu socielì», a Iravol-
coiuliirre iid elFelto i loro iiiulvagi divi- gerla nel diiìordine, e riportarla allo stato
Sono essi
sniueiiti? i veri ribelli, che deb- della barbarie e del paf^aiiesinto. l^er (jue-
bono paventare i Ireineiidi castiglii «li sti fini si vorrebbe gettare il roiiiaiio

quello slesso sdegnato Signore, che già fra Punlefice nella condizione di privato, sen-
ti popolo d' Israele o opri voragini per za sudditi e senza regno ; si attenta per-
subissare rivoltosi, o mandò fuoco per
i ciò al suo temporale «loniinio, e con arli
incenerirli. Inielici ! S'i sono uniti a «jue- le più nefande si cerca ora di riilmlo a
gliempi e miscredenti che a «piesti giorni più stretti coutìni, ma col fìsso intendi-
lanno una nuova guerra contro la Ghie- mento di distruggerlo allatto ed annieu-
sa di Gesù Cristo. IMa questa Chiesa «j tarlo. Non si fa conto dell'enoraje ingiù-
pur quella, che sa cres^cere ed abbellirsi slizia, che si commetterebbe contro un
nelle persecuzioni, che se non si gloria sovrano il più legiltimoe il più mite, che
nellecose prospere, neppur si abbatte nel- sia sulla terra : si fa mostra di discooo-
l'avverse, e s'è avvezza a combattimenti scere, o si disprezza 1' altissimo fine, per
ed assalti, è avvezza purea vittoriee ti ion- cui la divina Provvidenza badato un
fi. Mirano i suoi nemici ad umiliarla, av- trono al Piomano Pontclice, cioè per la
vilirla e renderla schiava; e peichède- libertà della Chiesa e per riiidi[)enden-
pressa la testa perdono vigore tulle le za di lui, che la governa. Torna inutile
membra del corpo, e percosso il p-.islore per costoro il dire, che la violazione de'
si disperde il giegge, si vtjlgono temerari supremi diritti del principe il piùaugu-
e sacrileghi contro l'augusto Capo di es- sloe il più venerabile, èiusieme un alien-
sa, il Vicariodi Gesìi Cristo, Ed oh! quan- tato sacrilego contro tolta la Chiesa, un
te amarezze ed allanni gli versano in se- insulto a lutto il caltolicismo, uu'iugiu-
no In quanti modi e eoo (juanlearli cer-
! ria che nel suo Vicario si la alla persona
cano di oltraggiarlo, reo d'una sola col- stessa di Gesù Cristo. E quale ragione
pa al cospetto de' suoi ollensori, quella può mai valere contra la forza e rinif[ui-
non averne nessuna Cospirano a
cioè di ! là V Può rispettare S;ncerameute alcun
danno suo e della Sede apostolica, nien- diritto chi non rispella e non teme Dio ?

zogna ed ipocrisia, miscreoenza ed em- Ma questo Dio che spezza l'arco de'forli,
pietà, iudiilerenza ed ateismo ^ orgoglio calla cui voce si commuove la terra, tre-

e ambizione, JMa perchè tanto contro di mano i cieli, e s'inchinano i regni, saprà
lui fremono i superbi figli degli uomini, a suo tempo farsi conoscere e farsi teme-
figli di Belial ? Non sanno, che il Vati- re. Egliha detto:» 1 desiderii degli em^
cano è uno scoglio, in cui non si urta im- pi periranno io sperderò la saggezza de
:

puneraenteV Perchè meditano cose vane sapienti della terra, confonderò la pru-
ed ingiuste ? Vogliono privarlo della li- denza degl'intelligenti". Dall'alto de'cie-

berta e dell' indipendenza nell' esercizio li veglia sulla Chiesa, e se pe' giudizi
dell'apostolico ministero : non vogliono incomprensibili di sua divina sapienza
che sia più libera la sua parola, che sie- permeile, che sia combattuta e perse-
no liberi i suoi voleri e che fedeli di , i guitata, non può perraellere che siaviu-
lutto il mondo possano liberamente u- ta. E infallibile la sua promessa ; la sua

«lime gli oracoli per legge delle loro co- potenza è infinita :;;yr^;t; //(/èri /jo/i/^r^/e-

scienze. Vogliono in questa misera Italia viiLebunt. E non è il Signore che ha ec-
distruggere il più forte baluardo contro citalo si straordinario movimento e sì

dell'errore e la sfrenata licenza, contro grande entusiasmo in tutto l'Orbe callo-


quo' perversi piincipii lauto famosi \Vk lieo a favore del Papa e della s. Sede ?
44 V I e V I G
Sol gono d' ogni parte in sua difesa ec- guerra che si combalte contro il l'onte*
clcsiaslicie laici, die ^jareggiando iiobil- lice Ile ? Esso è evidente. Appunto per-
luenle di zelo fra loro parlano e scrivono chè o|)pugnati i diritli del suo temporale
òenza posa, lo tutti i regni, in tutti i hiu- reame, sono stali discussi da'giibinetli e
glii, da ogni celo di persone gli si oliro- da'parlamenti, da'vescovi e da' laici, da'
no divotanienle le più calde e le più sin- libri e da' giornali, dagli amici e da' ne-
cere dimostrazioni ili venerazione e di mici ; e per questo slesso confliUo si è or-
alletto. Un solo è il voto di tulli i vesco- mai arrivati a tal punto di lucidezza nel-
vi, un solo il grido di tulli i veri catto- l'agitata ({ueslione, da essere siala eleva-
die cioè rimanga salvo e iotallo il
lici, ta all'evidenza di un'assioma, la indispen-
dominio temporale del supremo Gerar- sabilità dello scettro per indipendenza
l'

ca della Chiesa. È già questo un trionfo della tiara. Che sì è ottenuto culi' aver
del diritto e della giustizia, ma nel lem- inliinato la guerra al Papa ? Stendete lo

[)0 stesso è un peguo sicuro d'un allro sguardo per tutta iuluino la terra, e ve-

trionfo più splendido e piìi compito. Ad detelo. Un movimento universale di tutti


uu cenno del supremo Keggitore dell'U- i cattolici, di cui la storia ci dà pochi, o
niverso, si calmerà la tempesta, spariran- niiin esen)pio, i quali al primo sentore
no le avversila, sarà fiaccato l'orgoglio. della violazione intentata al territorio del
iSaranno dispersi come nebbia al vento couutii Padre, si sono elevati come uu
i rei disegni de' perversi e degli erapi, e sol uomo, e ad una voce han gridato: Ba-
la mistica sposa di Gesù Cristo, sorgen- dalle, che non si tratta del reame d'una

do vittoriosa dalla lolla, cingerà la sua dinastia, ma di uua sagra eredità , che
fronte di nuovi allori. li chi t di sì pocjiit;- tutela il più vitale interesse di oltre a
de, che abbia a dubitarne per uu isluiite? 100 milioni che siamo sparsi sulla terra.
Giova inoltre ripetere, colla dottissima Badale, che noi noi periiielteremo giarn -

LtUtra naslovalf (tcU'arcii'csio^o e ve- mai. Se si fosse inlenlala una violazione


scovidi Spolt-Ao, Tirili, Foligno, lileii, di dominio S(jvriino sul teirilurio franco
Nurcia,Civila CasltUaiui,AiiitUayNar- o aiiglo, sarebbe avvenuto altrettanto V

ni, de' 2 febbraio 1860. Quanto sono in- Forse il resto del mondo non sarebbe
vesligabili e profonde le vie del Signore ! stato più che spettatore. Che si è dunque
Sta scritto in molti luoghi di libi 1 ìufal- oUenulo? Si è preteso minare il trono
libili, che Dio fa servile il male degli em- del Papa Ile, per poi incatenare il Papa
pi a vantaggio della sua gloria,, e se ne Pontefice, e invece se uè lumeggiala la

ha al pi esente una limpida prova sotto sua gigantesca potenza morate; si è pre-
gli occhi di lutti. Si è già verificalo da leso di dare un colpo decisivo alla radi-

un lato quanto scrisse il reni L^rofela. ce del cattolicismo, e invece se ne accese-


Gli em[)i si sono congregali contro il Si- ro vieppiù i sentimenti, collegale le forze;
gnore, e contro l'Unto suo, dicendo: V^e- si è preteso io somma di confondere 1 di-

dicm)0 diromperei lacci della legge del segni di Dio, e si è i imasli confusi ; perchè
Signore, e del suo Vicario, vediamo di uou vie coiisigliocontro Dio. Egli èque-
scuoterci una volta da questo giogo. Ma slo un trionfo della Chiesa e del Vica-
laparola di Dio non si adempie mai per rio di Cristo, che ha colpito persino il pro-
mela, neppure un jota ne va perduto; testantismo anglicano, per cui lord Nor«
e perciò chi abita nel cielo, deride gl'in- mauby non dubitò di giudicare Il mo- :

kendiatenlide'suoi deboli nemici, e scom- vimenlo rivoluzionario, appoggiato da'


piglia i loro disegni, fosser pure di po- dissidenti, avrà, come accade sempre nel-

tenti monarchi e d'intere nazioni. E di le persecuzioni, quest'unico elfetlo, cioè

tallo ijUdl è d iisullalu della picauule di dduluic e idjjcrinarc il potere spi-


vie vie 45
tifunlf f tniilorilà ffinpnralrfìcl Papa- sloiirodel rnn':olntn e ifclV Tinpcrn fi aii

lo. l'j questo supremo Kappresenlante ^f?'',IVl/l hieis. m Ij'islitnzione.clieinan-


tli Dio , sogf>iunRe rfuconiiato lipisco- lione I' iirtilìi della feile, il l*apa custode
p«lo, liniaoeiulo stipj'iiore » lutlole lol- dt-irnoità callolica, è un'istituzione am-
ie delle pnlen/e Icneiie, lipeltiià iincoin niiiid>ile. Si ritnproveia a rpieslo Ga-
vina volta, rome i suoi prcdecessoii : a- pò d essere un sovrano straniero. Kgli e
filatevi puie, ma io non !eu)o, perchè stranieio. ma bisogna ri(i>;raziarne il eie-

io sono stalo costituito Uè non da voi, lo.Sarebbe mai forte la sua autorità in
ma da Dio, sopra il santo m«intedi Sion paese non suo, davanti al potere dello
per essere indipeiulcnte e bbefo di pre- slato? Il l'apa è fuor di Parigi, e sta be-
dicare a lutti, anche a' re, i suoi divini ne; ma egli non «'•
né a Madrid, né a
piecetli. L'istituzione [)iovviilen7Ì;dK «lei Vienna, ed è per questo, che*noi sotlo-
civil principato del VicariodiCri-ilOjSlan- stiamo alla sua spiiiluale autorità. A
te la sua collegazione colla <li lui indi- Vienna ed a Madrid si avrebbe ragione
pendenza nella spirituale aulorità, non di dir lo stesso. Credesi forse che se fosse
è dogma, ma i- (pianto disse uno «le'piìi a Parigi, i tedeschi, gli spagnuoli si ac-
illustri canq)ioni del ciitlolicismo nella coruierebbero a ricevere le sue decisio-
crislianissima l'arancia, il conte di Mon- niV E un bene universale , ch'egli non
talemberl. » I cattolici non confondono sia presso di noi, né pressoi nostri riva-
gli il temporale collo spirituale, nia lutti li, ma nell'antica Roma ...Pel governo del-
credono necessario il potere temporale l'anime è la migliore, la più benefica isti-

del l'apa per 1' indipendenza spirituale lozione, diesi possa /mmaginaie. lo non
del montlo cattolico JNon vedono in . . . sostengo queste cose per fanatica ostina-
ciò un dogma, un articolo di fede, ma zione, ma per ragione"* Lo slesso opu-
semplicemente un diritto, umano sevo- scolo d'oltiemonle, di deplorabile fama:
lete, e soggetto alle peripezie delle cose IL Ptipa ed il Congresso competente- ,

umane, ma provvidenziale, sagrosanlo, mente definito per un monnmenlo ìnsi-


e legillimo quanto ailio mai". Questo gne di ipocrisia, ed ìg^nohile quadro di
provvidenziale disegno di Dio, in voler contraddizioni, rese alla santa causa del
il Capo di sua Chiesa, e sono già oltre a Vicario di Cristo e del suo principato
mille unni che l'ha suggellalo, prosciolto temporale, eguale maggior servizio che
e inilipendenle da ogni umano potere, gli slessi scritti callolici. La sovranità del
perchè possa libeiamenle promulgar la Papa non è a titolo di beneficio ecclesìa-
legge del Signore, acciò possa, eziandio stico o di feudo, ma è fondata sopra do-
quando quella si oppone alle vedute e nazioni libere e irrevocabili, sloricamen-
agl'iuleressi della politica umana,enes- le certe ed aulenliche , corroltorate da
sun polente della terra possa dirgli Ta- : non interrollo possesso per più secoli, ri-

ci, tu non sei che mio suddito. Giudichi conosciute dal diritto pubblico europeo
ognuno , se in mezzo al sovverlimento e da solenni Irallati. Onde si deriva an-
presente delle più evidenti delirine del cora ildirillo di lenerarmiciS'oWrzZ/ (A'.)
giusto e dell'onesto, se in mezzo a'prelesi e valersene a difendere gli slati di s. Chic-
principii d'un nuovo gius pubblico, e di sa, né più né meno di quello che compe-
iiiiova morale, che vien su adesso, sareb- te a qualsiasi altro sovrano. In altri lem-
be facile «pieslo conflillo, questo silenzio pi reali di Spagna, di Francia, d'Austria
i

imposto al supremo Rappresenlanle di ed altri principi, si recavano a grandis-


Dio in terra, a cui è sialo aflidato il de- simo vanto di ricevere la Spada[J'.)àdi\-
posilo della fede e della morale? Per la le mani del Vicario di Cristo, e di por-

forza della verità, bene scrisse il celebre tare alla lesta degli esercili il f cssillo
4G vie V I c
(/'.) di s. Cliiesa contro i nemici del rat- re de'francesi, di rinunziare al possedi-
lolicismo. Se la dignità di principe lem- mento delle Legazioni pontifìcie o pro-
norale dìi al Pcjpa il diritto d'assoldare vinole dell'Emilia, ribelli e usurpale dal
eserciti, chi può vietare a'suoi figli di cor- governo sardo, non potendosi nllrimen-
rere ad arrolarsi sotto le sue bandiere? tì rimediareal pi esente turbamento di co-

Questi senliinenli si sono destali fra'cat- se; gli dissepure avere risposto subitocon
tnlici, e molli realmente vollero enlmre apostolica libertà,non potere annuire al
nella Milizia pontifìcia, anche ulliziali suo consiglio, anche pe diritti della. St- •;.

graduati, di più nazioni, hiìlxcgtneracion de, i quali non appartengono alla suc-
spagnuola concludeva in un articolo del cessione di qualche reale famiglia, ma.
gennaio bOo. I »> Padre Santissimo, fedeli bensì a tutti i cattolici; non poter cede-
vostri (Igli gli spagnuoli, vi offrono quan- re ciò che non e Nostroj non poter ri-
to sono ed hanno per difendere sagri i nunziare alle dette proi'incie dell'Emi.
diritti della vostra sovranità. Non un pal- Ha , appartenenti al Nostro pontifiào
mo cedete de' vostri dominii temporali. dominio, senza violare i solenni giura-
Quindici milioni di figli ubbidienti ave- menti da' quali siamo legati senza ec- ,

te in Ispagna, pronti a perdere la vita citare querele e mali nell'altre Nostre


per vostra difesa. Casta un comando, an- Provincie, senza recare ingiuria a tutti i

ri un cenno solo, e ci troverete nella mi- cattolici j in fine senza debilitare i di-
schia ". I valorosi spagnuoli Aparisi-y- ritti, non solo de' principi d' Italia , che
GuijarroeGdlindo-y de Vera, nell'opusco- furono ingiustamente spogliati de' loro
lo di recente stampalo io Madrid El Pa- :
dominii, ma ancora di tutti i principi del
pa-y-Napoleoii, dichiarano: Eoina està mondo cristiano, i quali non potrebbe-
en Italia, mas parlenece al Unii'trsol ro con indifferenza vedere introdotti cer-
Fa a proposilo leggersi 1' articolo della ti perniciosissimi principii.k.\eìÌiì\.\o lut-
Civillà Catfolica, serie 4.'j ' 5», p- 45^2: to queiio pel civile principato della Chie-
De'doK'cri del popolo quando il sovra- sa Romana per mantenere costantemen-
,

no e calunniato. Gli stati ecclesiastici si


U sue possessioni
te intere e inviolabili
dicono con tutta proprietà ancora Slati temporali e i suoi diritti, i quali inte-
della Chiesa, poiché quantunque sieno ressano tutto l'Orbe cattolico; e provve-
governali dal /^'fi.scoi'or/i7?o/«(7,sono non- dere altreà allagiu^ta causa degli altri
dimeno provvidenzialmente costituiti a principi. E siccome l'imperatore credeva
benefìzio e tutela di tutte le chiese par- doversi la cessione delle provincie pe'mo-
ticolari e della Chiesa universale. Laon- ti di ribellione ivi di quando in quando
de egregiamente scrisse Papa Pasquale suscitali, rispose a tal proposito: questo
II del 10993 s. Anselmo arcivescovo di arfiomento , siccome quello che prova
Canlorbery: » [^orlando la Chiesa Roma- troppo, nonprova nulla. Imperocché- mo-
na cura e travagli a servigio di tutte le tinon dissimili sì negli stati d' Europa
Chiese, chiunque a quella toglie il suo, accaddero spessissi/no; e nin-
e sì altrove
non verso di lei sola, ma verso di tutte no è che non vegga, non potersi da ciò
".
le Chiese si chiarisce reo di sacrilegio ritrarre motivo di diminuire il civ il do-
Il Papa Pio IX neirafTelluosissima enci- minio d'un legillinio principe. Termina
clica diretta a tutto l'Episcopato, de' 19 l'enciclica, con esorlare l'Episcopato, co-
geiinaioi 860, dopoaverlo altamenteeu- sì emineiiteinenle benemerito , a conti-
comialo,per avere co'propri cleri e dio- nuare di propugnare la causa della Reli-
cesani presa tanta energica parte alla di« gione, della Chiesa e della s. Sede, e con
fesa del leniporale dominio della s. Sede, infìammare maggiormente alla difesa i

nel uolilìcaijjli il consiglio dell'iiuperato- fedeli tuujuiessi alle sue cure, /;f/' la coti'
V I e V I c 47
seivazlonc del cn'ilepriiicipalo della me libero il suo braccio a governare la disci-

decima edcl palrimouio del Beato Pie- plina ecclesiastica, libera la sua mano per
tro, la tutela del quale appartiene a tut- benedire. E d'uopo, che nella sua condi-
ti i cattolici. L' Episcopato pnissiano, in zione sociale egli non sia minore de'so-
nome di sette milioni di c.tttolici prussia- vrani della terra, e com'essi non dipenda
ni, con beliissiniu documento ileiito dal i che da Dio, del tpjale per noi cattolici
Giornale di Roma de' 8 gennaio 8Go, i 1 esso tiene le veci". Imponente è l'artico-
pregò il principe reggente di l^ussia, ac- lo: Pio I\ e la Ceriiìanin, pel gigante-
ciò non consenta die vengo tolto o smi- sco complesso di dimostrazioni di alletto
nuito al Papa quel dominio temporale e di divozione pel Papa, pubblicato dal
ch'ebbe da Dio, a cui è connessa la sua Giornale di Fwma deliSGo a p. 887 e
libertà e indipendenza. E^seie in esso un 39 1 . Meraviglioso l'indirizzo dell'lipisco-
bisogno religioso, l'adempimento d'un sa- pato di Spagna, che il medesimo olfre a
gro dovere solennemente giurato nell'epi- p. 3q7, e quanto mai affettuoso e gene-
scopale consagrazione, come il non dover dame di Madrid riferi-
roso quello delle
consentire giammai, e in nessun mudo, to a p.4i3. La Civiltà Cattolica, tanto
che al Papa, alia Sedia apostolica, e a' grandemente benemerita di tal difesa,
suoi dirillisia fatto oltraggio. JlPapa sud- nella serie 4-"> t- 4' P- '^l'^ì "^' credere
dito di nessun monarca appartiene del opportunissimo di pubblicare la magni-
pari a tutte le nazioni, in cui la Chiesa fica e stupenda Protesta di mg.' Dupan-
cattolica conta seguaci. £' tale esser pure loup ^escoK'O d'Orleans contro gli at-
di essi, per riposare sidlaSede la pro- s. tentati in cui il nostro Santo Padre e
pria fede dal Vicario di Cristo immuta- la Sede apostolica sono minacciati e
bilmente custodita , ed essere appunto colpiti in (/nesti momenti, dichiaiò. La
questa fede che gl'imponeva qual dove- questione intorno al principato civile de'
re imprescrittibile, la fedeltà al principe Papi, la quale si sia agitando con tanto
e l'ubbidienza in ogni cosa civile, w Que- calore, è questione che tocca si da vicino
sta è la ragione perchè Ruma, e il donii- i più cari interessi di quanti sono callo-
DÌo soggetto alla s. Sede non sono per che questi, secondo la facoltà di cia-
liei,

noiuno stalo straniero. Ad entrambi real- scuno, dovrebbero (are ogni cosa, percliè
mente compete il nome che portano di non venga disconosciuta la verità e la
capitale del mondo cattolico e di stato giustiziacalpeslata (altro autorevole mo-
pontificio,perchèappartengonoallaChie- tivo , che mi mosse a qui raccogliere al-

sa e a tutti i cattolici della terra, i quali cune poche spigolature d' uti immensu-
in ogni età hanno concorso a fardi ilo- rabile e fiorentissimo campo). Si voi leb-
ma la degna sede della Religione catto- be da una fazione scredente veliere il Vi-
lica e del suo Pontefice ... 11 Papa non cario di Cristo spogliato della più splen-
potrebbe esser suddito d'un principe cli'è dida ed efficace sua prerogativa terrena.
suo figlio spirituale; il Capo supremo d'u « E noi che pur siamo duecento milioni
na Chiesa che abbraccia tutti regni, non i di cattolici, dovremmo vedere le nostre
potrebbe esser vassallo e suddito d' un coscienze dipendenti da un Papa suddi-
monarca. La sua Sedia, dalla (|uale con- to, perdendo quelU dignità, quella sicu-
serva intatto e ddToude su tutti i paesi il rezza, quel nobile sentimento che c'ispi-
trasmesso tesoro della fede, della morale ra il sapere, che Esso, Re quanto qua-
e de' sagramenli, non può stare sopra un lunque altro, non dipende anche tempo-
terreno altrui. La sua lingua apostolica, ralmente che da Dio solo. La Chiesa cat-
cui venne dato il potere di ammaestrare, tolica, quanto alla sua libertà, se non si

ammuuire t; correggere, dev'esser libera, vuole e&posta alla persecuzione di paga-


48 vie V IC
ni rrdivivi, fii vorrebbe ridurre a quello ta forza di conviucimenlo, tanto vigore
r.b'(' la cbiesn greci a Coslaiitiiiopoii e e diremo anzi tanto zelo di recarlo all'a-
Pieh(j|)iirgo. Iti iBnla diflicoll;» di lenipi perto V l''ppure tant'è! il mondo dovrà
ed in tanta foga di conati ostili, tiovca meravigliarsi di se medesimo del trovar-
tulln la cattolicità altamente comniover- si tanto più cattolico ch'esso medesimo
si; ma era naturale che i Pastori della non si pensava; ed meno credenlt deb-
i

Chiesa levassero primi la voce, per aio- bono convincersi per nuovo argomento,
tuonile del pericolo in che versa il gieg- che la società cristiana è governata da ud
pe di Cristo; e da Inlte le parti della col- pensiere arcano, il quale spira quando,
la Europa lo liiin contincialoa fare (pai'- come ed in cui vuole quella specie d'uni-
lava a'iq ottobre i Sh)) con generosilì: e versale commovimento, ch'è foriero qua-
francbe77.a degna della gran causa cbe si sempre di grandi concelli e di più gran-
sostengono. Ma sopra lutti lo sta facen- di fatti: lìlens a!^itat nioleni. Le associa-
do con zelo caldissimo ed artetluoso l'E- zioni colle loro lettere, i meeting» colle
pisco[)alo (rancese; e non è questa la l." loro deliberazioni, gl'indirizzi, le condo-
volta die da (|uella nobilissima nazione glianze alli^ttuose, i conforti filiali, le of-
viene al resto del mondo l'ammonimen- fei te di sussidii d'ogni maniera, pel rin-
lo e l'indirizzo, per accorrere a'pericoli, novato Denaro di s. Pietro (dell' antico
cui alcimi avvisano aver avuto dal suo-
si ragionai in quell'articolo e descrivendo
lo fianrese la prima mossa". Poscia mg/ gli s. Sede.
Stati e lìrgni tributari alla
Dupanlonp volle pubblicare il libro, lu La pia opera del nuovo Denaro di s.
cui trasfuse la sua nobile anima e il suo Pietro fu iniziala in Parigi nel Acem-
felice ingegno: La Sovranità Ponli/ica- bre 1848, non appena si seppe la par-
le, secondo il diritlo Cattolico ed il di- tenza del Papa Pio TX da Roma per
ritto Europeo. Il Giornale di Roma de' Gaeta. Si propagò io un attimo nelle
i5 febbraio 1860 cbe ne die'saggio, ri- altre parti del mondo : e tutte le nazioni
produsse le belle parole del celebre pro- gareggiarono fra loro in offrire quest'o-
testante francese Guizot, sopra l'autori- maggio al Capo della Chiesa. Nel medesi-
tà pontificia.» Quest'autoritàjda vanti al- mo tempo il Santo Padre ricevette pur an-
la quale s'inchina lo spirito senza diesi co indirizzi, quali in due voi. nel i85o
i

abbassi il cuore, e che parla dall'alto con co' tipi di Andreosio vennero stampati
l'impero non della forza ma sibbene del- in Napoli col titolo L' Orbe Cattolico :

la necessità". Dichiararono i cattolici del- a Pio IX Pontefice Massimo esulante


laDanimai ca, commossi anch'essi dall af- da Roma), che affluiscono da tutti gli
flizioni delPadre comune de' credenti. angoli della terra al Valicano, sono og-
Ferito il Capo, lutti membri viventi del i gimai cosa tanto smisuratamente vasta,
mistico corpo sono feriti anch'essi: e l'on- che il solo volerne trarre il computo
ta fatta al Santo Padre da'ribelli del suo vincerebbe ogni pazienza. E che dire-
slato, i caHolici del mondo intero la re- mo della stampa, la quale nella moder-
putano come fatta a ciascuno di essi in na civiltà è riputata essere la ministra
persona. La Civiltà Cattolica, de'7 apri- più legittima e più fida di quella regina
le 1860, serie 4\ ^'ol- 6, p. 4. "^' g'^ve del mondo cli'è la pubblica opinione? In
articolo : Le /annessioni ed il .suffragio tulli gl'idiomi, e massime ne' più cono-
universale^ dice fra l'altre cose, sulla com- sciuti, è sialo in quesl'ullimi mesi un tal
mozione uiiivcisale. Deh chi mai avreb- I diluviar d'opeie,d'opuscoli, d'articoli d'o-
be supposto in questa società decrepita gni sesto e d'ogni stile, inlorno alla sovra-
e mezza sceltica, per cosa che si attiene nità de'Vicari diGesìiCiislo,chea memo-
quasi esclusivameulc al callolicismo, tan- ria d'uomo non se n'era mai veduto una
V I G Vie 49
somiglianle. Ora, tranne buona parteel'I- za che l'iniquilà, balda e feroce dell'opi-
talìa, ili cui Ih sedicente libertà liberti- nione universale, di cui si pruless.i codar
na, ila (ulto n-^li onesti ogni facoltà ili damente ligia e idolatra, per venire a'

manifestale i propri pensieri , nel resto suoi biechi intendimenti sia stata costret-
ilei mondo sopra G scritti, almeno /) so- ta di calpestare appunto (pieiruniversalu
no per la verità e per la giustizia; ed ap- opinione sulla ipiale pretese ap|)uggiarsi.
pena uno se ne potrà contare pe'Ioro con- Inoltre la Ci^'illà Callolica,» p. ()3, nar-
trari. Tra gli autori di quelli sì nove- , ra che giornali cattolici ipiotidiani non
i

rano gli uomini più cospicui per dottri- bastano a pubblicare (|uaiito si faceva,
na e per pratica di pubblici aifari per ,
con insolita, anzi non mai vis^a, unani-
carichi sostenuti e per meriti, più insi. mità, da tutto il mondo cattolico in os-
goi; olii e le lettere pastorali (la stessa Ci- sequio del Vicario di Gesù Cristo, con
viltà Callolica più volle ne die' contez- indirizzi individuali o collettivi, offerte
za, e da ultimo nella serie 4-'i t- ^> P-
di denaro e ogni genere di proteste di
340, rilevando, che la voce dell'Episco- devozione e segnalate dimostrazioni d'os-
pato cattolico fu unanime in tutto il mon- sequio: fra'periodici che olfrirono ed of-
do, a condannare le usurpazioni opera- frono tante molteplici e svariate dimo-
te a danno delia sovranità temporale de' strazioni, oltre la Civiltà Callolica stessa,
Papi ; e sebbene in Italia questa voce ed Giornale di Roma, tra gli eccellenti
il

iiou potè essere per tutto libera a farsi lia primato r^rmo«/rt di Torino con uu
il

udire, nondimeno sfidando


pericoli, mol- coraggio costante, mirabile e veramente
con fortezza sacerdotale
tissimi vescovi singolare. Anche protestanti mandaro-
i

non mancarono con pastorali di prote- no al Papa un gran numero d'olìerte di


stare e d' istruire), e i mandamenli de' denaro a protesta di loro ammirazione e
vescovi della cattolicità. Il Papa, l'Epi- venerazione. Un breve scritto, in cui sto-
scopato, i cleri, quanto vi ha di più spec- ricamente si discorre intorno al Denaro
chiato, di più vivo, di più attuoso nel di s. Pietro {f^), fu inserito nel fascico-
mondo cattolico, tutti si sono dichia- lo del gennaio 1860 nella Revite Calilo-
rati colle opere e colle parole. Questa liguedi Lovanio dal prof. Feije, che dopo
volta la Provvidenza ha risparmiato al aver mostrato quando e come opportu
mondo quel silenzio innanzi alla forza, namenle le largizioni de'fedeli vennero in
il quale, fosse per impotenza o per co- soccorso del Capo della loro fede, e men-
dardia, era sempre svilente. La terra non tre Pio IX era profugo a Gaeta, la no-
solo non siluil, ma
ha parlato e gridato, bile oblazione era tornata in vita, conclu-
sta parlando e gridando quanto non fe- de con queste parole. » Non vi è stata al-
ce giammai; e, salvo paesi, ne'quali una i tra epoca nella quale i cattolici abbiano
mano di ferro ha imbavagliate le bocche circondato il Vicario di Gesù Cristo di
o legate le penne, per tutto, dove la pa- più alFettuose dimostrazioni di amore e
roh cattolica non è legata, vi è un tale di devozione, né mai diritti della s. Se-
i

accordo di riprovazione sopra rassassìnio de sono stati con tanto calore sostenuti.
consumalo a danno della Chiesa, ed a vi- Dio solo possiede il segreto dell'avveni-
lipendio della giustizia , che i prepotenti re; ma r istoria ci attesta che la Chiesa
un giorno ne debbono essere impensieri- cattolica prospera eziandio in mezzo alle
ti, né ponno alla nefanda loro opera au- avversila ed alle sofferenze". Chiunque si
gurare vita più lunga di quello che può piace di tener dietro allo sviluppo che si

avvenire ad ogni cosa non pur violenta, porge magnifico e imponente dalle ma-
ma riconosciuta universalmente per tale. nifestazioni cattoliche fatte al Romano
Soprattutto è da benedire la Prov video» PoDtefìce con soloia Europa, ma nelle
VOL. xcix. 4
5o Vie V IC
legioLi lemotc JcU' nltre pnilì del
[liìi miglie reali non sono clie di ieri, para
iiioitJo, iioii polla non trovar vere le rì- gooale alla successione de'Romani Pon-
fciile p.'ii'ole <1el professoi di Lovanìo, e tefici, che per non ìnterroUaseriedal Pa-

<|iie.srallre. » Quanto siane consolalo Co- pa che incoronò Napoleone 1 nel XIX
lui ili' i fatto iìol<ilissituo scopo a laute non pure a quello che con-
secolo, risale
piclosc siguirica7Ìoni, i fedeli lohannoap- sagrò Pipino nel secolo Vili (cioè Stefa-
pit.'o da quelle solenni paiole registi ale no 111 nel 754, in unoa'suoi figli Carlo
lu docunieuli che hau fallo il giro dei Magno e Carloaianno), ma si spinge an-
mondo, dovunque ascoltate co'segni del- cora molto più addietro. La repubblica
la riveienza piìi profonda, e ijpelule col di \>nezia,che in fatto di antichità di 0-
Lonvinciruenlo dell' ossequio. Ma quello rigine vien dietro al Papato, è assai mo-
ilie fa crescere la meraviglia e lende più derna al suo confronto^ ma la repubbli-
singolare il carattere delle premure di- ca di Venezia non è più (dopo resistenza
mostrate al Papa, e dell'interesse posto di XIV secoli) , ed il Pontificato esiste;
alla causa de'dirilti della Sede apostolica, ed non nellostato di decadenza, non
esiste
t- che gli slessi dissidenti da Iloma, chia- come una mina ma ripieno di vitalità ,

lio per ingegno o per altezza di sociale e di fiorente giovinezza (si può vedere il
condizione, non si slannu punto in forse bell'articolo della Civiltà Caltolica,<>eiìe
di sposai la e difenderla". JNè queste pro- 4-', t. 5, p. 4'7: L^ morto il rapato?).
teste sono vane parole, ma corroborate La Chiesa cattolica manda ancora fino al-
con quelle di denaro ,
per cooperare a le più leinole regioni missionari che .so-

linfiiincare il Papa delle [lerdite che la no così zelanti come (]uelli che (inviati
ribellione gli ha fallo toccare. Casti per da s. Gregorio 1) sbarcaiono nella con-
lutti, ihe io ricordi l'esempio di Meck'em- tea di Reni con Agostino; missionari che
huigo (nel cui granducato nel i844 si hanno il coraggio di parlare anche oggi
Lontavano circa 5oo caltolici), da dove a're ostili, con la fermezza da cui fu ispi-

furono mandali al Papa 3, eoo fiorini, i rato il Pontefice Leone I alla presenza di
cui soscriltori, tranne uno, sono tulli pro- Attila. numero de'suoi figli è ora mol-
Il

U'Stanli che vollero dare questo segno to più grande che non sia stato ne'secoli
di venerazione alla tranquilla ma incrol- precedenti. Leconcjuistcche ha fallo nel
labile costanza colla quale il Papa, sopra nuovo mondo l'hanno ampiamenteconi-
ogni altro sovrano, sa opporsi alla rivol- pensata delle perdite toccatele nel vec-
ta e alla violenza. 11 celebie storico ingle- chio. Il numero de'membri della sua
se, testé defunto, lord IMacauIay, nella lìi- comunione supera di gran lunga (juel-
visla (rLdimliirgo,ìtseurì bell'omaggio lo di tutte le selle riunite insieme. Sin-
al Papato, quantunque, come anglicano, tomo non ha che indichi vicino il ter-
^i
lo avesse consideialo come istituzione pu- mine ha veduto
di questa sovranità: essa
ramente umana. » ^'on esiste, e non ha il nascere di tutti governi che oggi so- i

mai esistilo sopra la lena un'o|)eia del- no, e non dubitiamo affermare esser de-
l'umana politica, the sia tanto degna di slinat'j ad assistere al loro tramonto. Età

considerazione e di studio, quanto la Chie- giii grande t rispettata questa sovranità

da cattolica romana. L'istoria sua abbrac- innanzi che i sassoni avessero posto il pie*
cia leduegiandi epothedella civiltà. Nes- de sul suolo della Gran Bretagna, pri-
sun'allra istituzione può fare iisos[)inge- ma che franchi avessero passato il Re-
i

re il pensiero a que'iempi, ue'quali il fu- no, (piando l'eloquenza greca fioriva an-
mo de'sagrifizi sollcvavasi nel Pantheon, cora in Antiochia, e quando gl'idoli era-
II. enti e i leopaidi e le ligii infierivano no odorali alla Mecca". Il piott'stiinle te-
nell'aufileatio Flavio. Le più illustri fa- desco Menzel Qel^uo gioruale di lettera-
e

vie vie 7i

liii'fl, ecco come si espresse sul dominio eil appartengono n qneiriinilà iricrollii'
leuìporale «Iella s. Sede. »' Qualunque sia bilt-; perei») lo slato della Chiesa conti-
l'opinione che si possa avere sul governo nuerìi ad esistere ad onta dell'idee ... a<l

ecelesiastico nello stato della Chiesa, non onta di tutti ad onta di tulli
i con;;ressi,
si può tuttavia negare il (iitlo ohe da ol- i Mazzini e («nrihaldi, e ad onta di tiit-
i

Ireniilleaiini lutti gli sforzi e tulle le lot- le le lagnanze degli acattolici tedeschi e
te «le'bizanlini e longobardi, degl'inìpera- inglesi". I giornali di Germania sono ri-
lori di GernianiH e ile're di Francia, de' pieni di giudizi somiglianti sul principa-
Crescenzi (d' Arnaldo da Crescia) e de' lo civile della s. Set\c, di un numero as-

Cola Rienzo, tutte le occupazióni di


di sai considerevole di scrittori protestanti.
Roma fatte da eserciti stranieri, tulle le Meetings furono temili anche in Londra,
rivoluzioni aristocratiche e democratiche focolare degli attacchi contro il Papato,
succedute in quella città e gli esilii e ,
onde esprimere pubblicamente il loro al-
gl'imprigionàmenli e le uccisioni de'Pa- taccamento al Papa de'catlolici inglesi.
pi non hanno airecato mutamento ra-
,
l'indegnazione su c|ualun(pie tentativo tii

dicale allo stalo del patrimonio di s. Pie- spogliamento del suo potere temporale.
Irò; l'hanno anzi aumentato, non già di- f|ualincato sorgente di numerosi benefi-
ininuito. Questo cotanto mirabile carat- zi per l'umanità, per l'estensione della
tere delloslalo della Cliiesa si spiega mol- fm\e cattolica, la diffusione dell'istruzio-
to facilmente mercè del carattere storico ne, lo sviluppo delle scienze e dell' arli;
ed universaledella Cliiesallomana. Que- e ritenere, che l'indebolimento del prin
sta Chiesa non può mai esser dipendente cipato civile è dannoso e pregiudizievo-
da un monarca laico, come lo è la chic- le agl'interessi della religione. L'indiriz
sa bizantino-russa. Accadde da ciò che zo fu poi presentalo al Papa dal cardinal
durante il medio evo, fintanto che non Wiseraan, colla colletta raccolta nelfa-
v'era che un solo imperatore, essa si tro- dunanza. Altri meetings ebbero luogo in
V ava in opposizione con esso. Ma dacché altri punti del regno unito, come a NewcT-

accanto dell'impero Germanico la Fran- slle e Gatchead, ove nell'indirizzo fu di-

cia, e più tardi la Spagna, si elevarono chiarata la venerazionepel Vicariodi Ci i-

al grado di grandi potenze calloliche in- sto, e l'iodegnazione dell'ingiusto e scel-


dipendenti, egli divenne alfalto impossi- leralo attentalo per lo spoglio della ifede
bile di secolarizzare lo stalo della Chie- di s. Pietro, protestando in faccia avul-
sa e di far del Papa un suddito d'un to il mondo, contro l'alienazione di qual-
principe laico, perchè se l'uno avesse leu- siasi parte degli stati di s. Chiesa, come
lato di renderlo suo suddito, gli altri non un furto saciilego, che deve avere ila Dio
l'avrebbero permesso. Né lo stalo Ponti- il meritato castigo. Quindi fecero un'of-
ficio può essere essenzialmente diminuì- feria al Papa in danaro. Il Giornale di
to e circoscritto alla città di Roma e con- lìorna del 1860, a p. 127, riprodusse la

torni (secondo l' utopia dell' autore del l.ellerad'un Anglicano, in cui traila la
tanto riprovalo opuscolo : // Papa e il causa del pontificio dominio. Riconosce
Congresso), perchè allora sareijbe asso- ch'è più aulico di Carlo Magno, e da
lulamente ti oppo debole riguardo a'suoi quell'epoca essere slato considerato co-
vicini. Ora siccome tostato della Chiesa me legittimo. JNoii potere il Papa ceder-
è una condizione dell'esistenza dell'unilà lo ,
[lercliè lo habene della Chiesa,
pel
cattolica; e poiché alcune grandi poten- essendo il custode de'suoi interessi. Sece-
ze, e i po[)oli latini quasi senza eccezio- desse le Romagne, tosto gli si domando-
ne, i tedeschi in gran parte, e gli slavi lebbe un'altra parte, e si ariiverebbe a
benché in minor numero, sono caltolici spossessarlo di Roma stessa." intanto io
52 vie V I C
donicuido, cou quale scopo fu intrapresa Ir! slati, i lamenti de' quali non furono
la giunii tli Crinieii? M«nilest«nieiile per esauditi. Su tutti i punti del globo avvi
coii>oli<lare e preservare 1' inlfgrilà del un mistu di bene e di male. In Ruma i

sultano conilo i piani della Russia, e per cattolici inglesi formaliiM^ule espressero
jiiantenererintegiilàdella 1 tirchia [/ .). i loro seutimenti al Pap^, con ossequioso
]*ei- questo solo scopo è sialo versalo tiin indirizzo letto dal cardinal Wiseman: ne
lo sangue in Crimea. I^erchè non si eb- fecero parte i rettori de' collegi Inglese,
be allora ribrezzo di gìllare nel lutto mi- Pio e Scozzese. Tra le parti del mondo
gliaia di famiglie, e di sperperare tanti cattolico che hanno dato pili ampie di-

milioni? IS'on si Iraltava certamente di mostrazioni di riverente filiale alletto, va


un principe crisliano in
stabilire allora meritamente segnalata la caltulica li lan-
quel trono, né di rialzare colà la Croce da, che ora, come sempre, si mostra si
di Ciisto, ma per difendere la fede di generosa e costante nella sua fede. Impo-
Maometto. INon sì Iraltava più, come al- nenti furono i suoi meetiugs, mirabih
tre volte, d' intraprendere una crociata gì' indirizzi, riverente e copiosa, ad onta

contro gl'infedeli e le loro infami dottri- della sua povertà, l'oflérta del denaro di
ne, ma s'j di conservare il governo turco s. Pietro. Indi anco gl'irlaudcsi che sono

neir interesse di mantenere l'equilibrio in Roma volleio fare speciale mostra di


delle potenze europee. Non voglio io di- loro divozione al Sauto Padre, recandosi
scutete se fosse giusta o ingiusta la guer- al Vaticano, numerosi d'ogni classe e con-

ra intrapresa contro la Russia; ma io di- dizione. Pio IX mauifestò commosso il


co che ciò die fu fatto per l'uno si po- suo gradimento, per quanto gl'irlandesi
trebbe fare per l'altro. Per fermo clie i operano a favore della s. Sede. Poscia
padri nostri, del cui sangue fu rosso il nella festa del loro apostolo s. Patrizio si

suolo di Teriasanta, trasecolerebbero per recò nella chiesa del collegio irlandese,
sorpresa ed orrore, se potessero vedere i ricevuto e festeggiato al mudo celebrato
popoli dell'Europa combattere per ras- dal Giornaledi Roma de'24 niaizo 1 860,
sodare gl'infedeli a Costantinopoli eslriu- ed ingiunse agli alunni di significare a'
gere accordi per tutelare il territorio del loro parenti , amici e connazionali d' Ir-

sullano,allora specialmente che per un al- landa, quanto il suo cuore sia penetrato
tro sovrano, ch'è Capo della Chiesa cat- dalle solenni dimostrazioni che si fanno
tolica romaua, non si alza neppure un in quel reame alla sua persona e alla s.

braccio per spegnere la rivoluzione nel Sede. 11 celebre Villemaiu, segretario per-
suo territorio, benché la sua capitale sia petuo dell'accademia francese, nell'upu-
occupata da un'armata francese e catto- scolo:La Francia, V Impero e il Papa-
lica. Ed il sultano non ha perduto un to, questione di dir ilio pubblico, che ot-
palmo del suo territorio, mentre Papa il tenne uu istrepitoso successo, tratta della
sivorrebbe spogliare delle Romagne, sta- questione romana, in cui principalmente
le a lui assicurtiteda qùe' trattali , che è da notare la couclusione : Che sarebbe
furouo ottenuti a prezzo di sagrifizi gran- un' inconcepibile anomalia attentare al-
di di sangue e di denaro. JNon è questo l'integrità degli stali della s. Sede, dopo
UD tristo spettacolo dato all'Europa, e aver preso le armi per conservare inlat-
particolarmente alla crisliauilà? " L'an- to l'impero di Turchia. Nel nostro secolo
glicano,testimonio oculare della rivoluzio- che vide molte contraddizioni e scanda-
ne romaua del i84^) dopo a ver ragionato li, masse di cristiani, fratelli secondo il
dell'istituzioni dello stato pontificio e del- Vangelo, perirono afiìne che non fosse
le sue coudizioni, non si ritiene dal di- attentata o minacciata l'integrità d'una
luoslraile superiori a quelle di molli al. domiuaziooe caduca, ikoalica e baiba<
V I e V I C <i
rn ! M.1 se trattasi ilei potere tempoiale me la persona che li possiede... La ri-

di OiieUd di cui soiiosi lìn dol piìi remo- bellione nonpuò distruggerli, né crearne
lo tempo riconosciuli i diritti e f^aranliti de'nuovi essa può essere appena un tri-
:

ilerritoni pacifici e neutrali, basterà una sto documento tl'ingratitudine, un'igno-


sommossa locale, o la voglia d'un vicine» minia per (pieslo secolo... Creiliarao che il

ambizioso per autorizzare il loro smem- potere temporaledel SommoPonteficesia


bramento e la decadenza parziale del
,
una delle necessarie condizioni per l'indi-
sovrano V »» Pensate forse che la posterità pendenza del potere spirituile. Crediamo
non abbia a trovar strano (juesto cori- che coMibatteudo per esso, combittiamo
trasto? Allorcliè l'anacronismo tlegl'in- per lo splendore della fede e pel benedell.»
ifasori musulmani, degradati dalla loro religione,ed auchedella patria nostra. Se
stessa conquista, ma possedendo per tol- pertanto fa di mestieri che i soldati del

leranza quanto deperisce nelle loro ma- Papa riacquistino i suoi dominii e li man-
ni, mondo, non temete
sarà per cessare nel tengano nell' ubbidienza della s. Sede,
die l'avvenire attonito non abbia a do- voleranno soldati dal regno fedelissimo,
mand'Uvi: Come, nella stessa epoca e pe' andranno a Roma portoghesi a migliaia,
medesimi consigli, poteste vedere questa cavalieri della Croce, come ne' tempi del-
integrità barbara ardentemente protetta, l' antiche crociate, per riscattare e difen-
e quella degli antichi e non raaiampii stati dere il patrimonio della Chiesa . . . Per
del Capo della vostra religione mutilata la fede e pel nostro sovrano Pontefice, se
sotto i vostri occhi e colla vostra sanzio- sia necessario, offriamo le nostre sostan-
ne?" Altre contraddizioni di slealtà si ze, il nostro sangue". Nella Spagna an-
ponno leggere a p. Sg e 63 del Giornale di cora molti furono gì* indirizzi, spiranti
Roma del 1 860, e nella Ch'iltà Cattolica, singolnie e cattolico affetto, degni di quel
serie 4-', t- 5, p. 4^3, che ne diedero con- cattolico regno, ed il giornale EL Hori-
tezza. Anche i cattolici del Portogallo si zonte, non dubitò di dichiarare: IVon po-
associarono dichiara tameotealle proteste, tere Pio IX ammettere la cessione delia
che per ogni parte d'Europa si fanno a più minima parte de' suoi stati, non a-
fjvorede'dirilti del Vicario di Cristo, so- vendo il Papa facoltà di privare suoi i

pra le provincia che ne costituiscono il successori de' diritti alla pontifìcia sovra-
temporale dominio, con indirizzo che co- nità inerenti. Che l'Europa intera ap-
mincia colle parole. » Roma non è di sé plaudirà alla fermezza di Pio IX e gli
stessa, è <li tutto l'Orbe cattolico. Questa offrirà soccorso, afllnché in caso di biso-
verità, che uscì dalle labbra d'un profon- gno, possa rintuzzarle forze rivoluziona-
do oratore e scrittore, soo già due lustri, rie,che osano minacciarlo, e soggiogarle.
naeritò ognora gli applausi dell'Europa. Non si potrebbe neppure per un istante

Non esiste sulla terra sovranità più ben dubitare che possa esservi anche una so-
fondata, né piìi legittima di quella della la nazione cattolica, la quale voglia ab-

s. Sede: non ha sovrano più degno, né


vi bandonarlo nelle sue tribolazioni. La dif-

più benigno del Romano Pontefice. Ciò ficile situazione che sta attraversando la
che si dice rispetto a Roma, deve dirsi e- s. Sede, servirà per far conoscere all'Eu-
gualoieate rispetto alle Romagne . . . Nes- ropa e al mondo, il grado di rispetto al

suno contrasta i diritti, né il potere del diritto e all' autorità pontificia, che pro-
Vicario di Gesù Cristo, se non la malizia fessa ogni paese. Da questa lotta ritrarrà
degli empii. Questi diritti non emanano la corte di Roma grande prosperità per
da un ingiusto possesso acquistato colla l'avvenire, e la sicurezza di poter tenere
frode della politica, o colla violenza della in seguito il suo territorio libero dalle
spada, la loro oiigiue è pura e santa co- minacce, che oggi lolurbauo.U Pieinoote
5.; V I e V I c
sollevò le Iloiniigiie, per aniietleile al suo ni del paese,conteslando a'iìgli della Chie-
f^overno. L'Euiopa, e Francia soprat-
la sa il voce per chiedere
diritto d'alzar la
lutto, iiuit vuriaiino consagrare in piena il mantenimento della sua sovranità tem-
pitce ijiieilo, che non potrebbe tollerarsi porale. Ma i cattolici della Svizzera, forti
in uie77.o ad nn rivulgmiento di guerra. che il diritto pubblico europeo guarenti-
Il Papa è il solo sovrano de'suoi sudditi, sce agli slati pontifìcii egualmeule che alla
è l'unico giudice de'suoi diritti". Il Por- confederazione elvetica I' indi|)en(lenza e
tafoglio Malicse fece gravi considerazio- la neulralilà, nella grande famiglia eu-
ni sul potere temporale del Papa. »> La ropeaj anch' essi fecero il loro indirizzo
Chiesa cattolica non crollerà gianifnai. al l*upa. Riconobbero in esso, che gli

Chiunque vada contro di essa soccom- sforzi tie'nemici di nostra s. Pieligione per
berà. Il Papato è uno <le'piìi giusti gover- la rovina del potere temporale, sono nel-
ni. La potenza spirituale che regge tutto lo scopo di attentar poi pure al supremo

l'Oibe cattolico, divinamente istituita, spirituale. La causa dell'indipendenza


rappresentante il Vicarialo di Cri.sto in della 8. Sede, si collega colla libertà sviz-
teira,deve godere sotto ogni aspetto una zera e di tutto il popolo cristiano. » Se
supremazia pur anco terrena, una prero- i diritti del Vicario di Cristo, diritti più i

gativa di superiorità e d'indipendenza, legittimi, rispettati, garantiti, consagrati


che superi le attiibuzioni di lutti quanti da più di X secoli, avessero ad essere vio-
gli altri sovrani, un douiìnio terrestre, lati sotto i più ingiusti pretesti, chi potrà
una padronanza mondana più nobile, garantire e proteggere d' ora innanzi ì

piìi sublime di tutti quanti gli altri re. E diritti, le istituzioni e le libertà d' una
»nai possibde che il Vicario di Cristo, nazione (|oalunque contro l'arbitrio e il

che il Uappresentanle di Dio umanalo, capriccio delle opinioni umane? " Com-
si assoggetti al capriccio di desp<jti,al vo- movente e pieno d' alti e magnanimi sen-
ler de' tuulini, ed al ludibrio di chi, sa- si, fu l'indirizzo de' cattolici del cantone
lendo per scale straordinarie, tocchi col del Dasso-LInterwalden Sotto-Selva, cui
suo dito aiondano Olimpo? " Altri
il fecero eco que' dell' Alto-Unlerwalden.
giornali di Spagna pubblicarono il se- Si può gustarlo nel n.° 120 del Gior-
guente indirizzo al Papa, coperto di fìr- tuilt di Roma del 1860. \ cattolici del-
iTie a Madrid. » Santissimo Padre! Gli l' America in più modi fecero eco a'
spagnuoli, vostri fedeli figli, vi olirono loro fratelli dell'Europa. I vescovi del
quanto sono e quanto hanno per difen- Canada mandarono un Pa- indirizzo al
deie i vostri sagrosanli diritti di sovra- pa, nel quale ha alsi legge. » Non v'

no. Kon cedette un palmo de' vostri do- mondo governo che più del Vostro sia
aiiuii temporali. iNella Spagna avete quin- dolce, paterno e meglio desideroso della
dici milioni, e nel mondo duecento di fi- vera felicità d'un popolo. 1 Vostri slati
gli ubbidienti, pronti a perder la loro vi- sono quelli dove sudditi pagano minori i

ta a vostra dilesa. Comandate, insinuate imposte, dove la giustizia è piìi paterna-


soltanto, ed entriamo nella mischia". Ciò mente amministrata, e dove i Po^'cri
ilichiara vano gli spagnuoli^ mentre arde- (f^.) sono meno oppressi e abbandonali,
va la loro guerra col Marocco, nella quale I secoli hanno creato
dominio di s. Pie- il

erano assorti tutti loro pensieri. Cotue i tro per la maestà che
dare alla Chiesa
nel Belgio, eziandio nella S vizzera, avver- deve avere cpjesta Regina Augusta delle
sai i tristissimi e intolleranti del caltolici- nazioni. Crediamo dover adempiere ad
Muo, provarono di rappresentare la con- un sdgro obbligo, esprimendovi, in unio-
tlulla de' cattolici, in favore del Papato, ne a'voslri figli del resto del catlolicismo,
come conUaria allo spirito dcU'istituzio- la vivo riconoscenza che vi dobbiamo per
V 1 e Vie ^~
l<i fermezza vcramenle apostolica che tolne iS\c) facevi ij suo rapporto all'as-
spiegale nel difeoclLMe iiitegia la Vostra semblea legislativa di Francia, in cui si leg
sovranità temporale, poiché Voi clifciulete gè. »>!ii fitto, senza l'autorità del sovrano
così la causa nostra e quella del popolo Pontefice, l' unità cattolica sarebbe di-
cristiano, e poiché alla Vostra indipen- sciolta; senza questa unità il cattolicismo
denza si lega indubitatamente la vera li- finirebbe per dividersi in sette innume-
berta de'popoli ". Il domale di Rima, ed il mondo morale, già sì poten-
revoli,
de' i4 marzo 1860, tolse dal Chroni- temente scosso, rovescierebbe da cima a
queur de Fribotiri^ le seguenti Opinio- : fondo. Ora, l'unità cattolica, la quale e-
ni circa il potere, temporale del Papa. sige una sommissione religiosa nelle na-
Se v'ha il diritto di togliere al Papa una zioni cristiane, potrebbe appena sussiste-
parte della sua sovranità temporale, v'ha re se il Pontefice, che n'é
il depositano,

quello ancora di togliergli il tulio. Luigi non assolutamente e completamen-


fosse
Napoleone nel 1849 candidato alla pre- te indipendente se nel mezzo del paese
;

sidenza della repubblica francese, scrive- chei secoli hanno assegnato e che tut-
gli

va al nunzio pontifìcio di Parigi. » La te le nazioni gli hanno conservato, sor-

sovranità temporale del venerabile capo gesse un sovrano, principe o popolo poco
della Chiesa è interamente legata allo monta, in cui fosse il diritto di dettargli
splendore del cattolicismo, come lo è alla la legge. Pel Pontificato, oltre la sovra-
libertà e all' indipendenza d'Italia ". Do- nità, non v'ha altro modo d'indipenden-
noso Cortes ragionava nel modo stesso za. Ernesto un interesse universale del-
dinanzi le cortes di Spagna. « Il potere la pile grande importanza, dinanzi al
spirituale è senza dubbio il potere prin- quale gl'interessi particolari delle na-
cipale del Papa; il temporale non è che zioni debbono tacersi, siccome nello sta-
accessorio, ma quest'accessorio è neces- to l'interesse privato si tace dinanzi l'in-
sario. 1 1 mondo cattolico ha il diritto d'e- teresse pubblico ". Disse il marchese di

sigere che l'oracolo infallibile delle sue Landowsoe parlamento inglese, a'2 i
nel
credenze sia libero e indipendente. Il luglio 1849- " ^o"' p3^se che ha suddi-
mondo cattolico non può giudicare se ti cattolici romani hi interesse nella con-

quesl' oracolo è indipendente e libero, dizione degli stali vomìn], e dee veglia'
quando esso non è sovrana; perciocché re che il Papa vi sia sovrano e possiì c-
non evvi che il sovrano il quale non di- sercitar la sua autorità senz'essere at'
pende da alcuno. Ne consegue che la que- traversato da alcuna influenza tempo-
stione di sovranità che per ogni dove é rale di tal natura a intaccare il suo po-
politica, a Roma éuna questione religio- tere spirituale". Il Journal de Francfort
sa. L' assemblee costituenti ponno esiste- fece questi gravi riflessi. » Non si pou
re in ogni altro paese, ma non a Roma; mente però che col lasciar cadere in ro-
a Roma non può esistere potere costi- vina lo stato della Chiesa si pronuncia nel
tuente eccello il potere costituito. Né Ro- tempo slesso sentenza contro ogni ordi-
ma, né appartengono
gli stali pontificii ne sociale, e che ammettere per principio
a Roma o al Papa; essi appartengano al che una somiuossa è sufficiente per isbi-
mondo cattolico, e il mondo cattolico ne razzarsi de'sovrani legittimi, è quanto di-
ha riconosciuto il Papa possessore affin- re annullare ogni dominio e causare ef-
ché sia libero e indipendente né lo stes- : fetti deplorabilissimi che in seguito di ta-
so Papa potrebbe spogliarsi di questa so- lemassima non potrebbero a meno di
vr.inilà e <\\ quesl' indipendenza". Il già Il Payi journal del' Eiipirc
[)rodursi ".
allegalo ^1/ Thiers, che non si accuserà franoamenfe ci disse. Il Papa è sovrano
certamente d'oltrauioutauismo, a'20 ot- uè' suoi stati assululainenlc, coiuo la re-
5G Vie Vie
ginn tl'Ingliillerra e l'imperatore di Rus- parte : Del diritto de Papi e de' Catto-
sia (ambocnpi delle loro chiese) lo sono liei inforno agli Stati della Chiesa. Dite
i)c' propri; e nessuno di retto senso po- articoli drlla Civiltà Cattolica con ap-
trebbe mettere avanti le pretese sia di pendice. Né l'Italia restò al disotto di nes-
detronizzare la regina Vittoria o l'iinpe- suna dell'altre nazioni nel protestare sul-

ralore Alessandro d'imporre loro


11, sia l'inviolabilità e integrità de'dominii poo-
modi di governare o nninistri. Quindi è tificii, con pastorali dell' Episcopato, eoa
ingiusloeindiscreto ogni attacco lanciato opuscoli, con indirizzi, con offerte di de-
contro la vegia autorità del Papa. Coloro naro, distinguendosi Torino, oltre altre
che foroiolano tali attacchi, in qualche solenni e pubbliche dimostrazioni. Roma
giornale, non voi rebbero certo spodestare profondamente commossa da tante ma-
il redi Portogallo o il red'Olaoda, i quali nifestazioni, e penetrata dall'alto destino

non sono che sovrani. Il i^apa invece non riserbatole dalla Provvidenza, anch'essa 1

è sovrano cotne un altro : egli come Som -


fecesolennidimostrazioni, celebrate pria- I
nio Pontefice esercita inoltre un' influen- cipalmentedal Giornale di Roma e dal-
za religiosa eimmensa, senza rivale, sul- la CivUlà Cattolica, messimele pubbli-

r anime in tutte le nazioni cattoliche. che ne' giorni della Cattedra di s. Pie-
Sotto quest'aspetto, agli occhi di esse, è tro, ne' venerdì di marzo, nella festa del-

il pili inviolabile esagro; e non si potreb- la ss. Annunziata, ed a' 12 aprile, anni-
be toccare la sovranità temporale della versario del ritorno da Gaeta e Portici al-
s. Sede, perchè agli occhi loro è il pegno la sua sede del Papa,e dello scampato pe-
della piena indipendenza e della completa ricolo narralo nel voi.LXXIII, p. lor,
dignità di sua religiosa autorità. Ciò che con generale e magnifica luminaria ;oltre
r interesse politico fa valere a' sovrani e i molteplici indirizzi della prelatura, del
alle nazioni cattoliche, il buon senso e il clero secolare e legolare, del senato, del-
sentimento religioso lo fanno valere per la nobiltà, delle corporazioni e civili isti-

tullimembri i del catlolicismo. » Questi tuii scientifici e letterari, con attestazioni


membri sparsi su tutta la terra sono in- amore. Innumerevoli poi so-
di fedeltà e di

dividualmente interessati a volere e a de- no gli opuscoli e le pubblicazioni del mo-


siderare che si mantenga l'autorità tem- vimento cattolico, imponente e consolan-
poraledelPapa.il voto,se non la speranza, te, a favore del dominio temporale della

d'ogni cattolico, si è di visitare un giorno s. Sede e del Vicario di Cristo, e de'Ioro

la città Roma, e
santa, ch'è non può es- incontestabili diritti, non che per ram-
sere che Roma, perchè là è stabilito il mentare gì' immensi servigi resi da'Papi
centro e la sede della Chiesa: là le dottri- alla civiltà, riferiti dall'y^rmo/zjVz di To-
ne si sono fecondate e sviluppate dalla rino, dalla Civiltà Cattolica e dal Gior-
pietà e dal sagrifizio. Non è possibile sup- nale di Roma, e di molti anche ne ra-
porre e concepire che andandosi a visi- gionarono. Disse VJvìi de la Religion.
tare la Città Santa e gettarsi a'piedi del » 11 numero considerevole di scritti, che
Rappresentante visibile di Gesù Cristo, da qualche tempo si vede comparire per
i cattolici di tutto il mondo non volesse- la difesa de' diritti temporali della s. Se-
ro sentire e non fossero veramente a ca- de, è un' eloquente testimonianza dello
sa loro. In fatti R.oma non è soltanto di spirito di fede e di divozione, che regna
sua natura la capitale del cattolicismo ;
in Francia. Questi lavori non sono com-
è ancora in equità e io buon senso la pilati solo con convinzione e ingegno, ma

proprietà del mondo cattolico". Giova sono ispirati ancora da principii generosi
qui notare, che la Civiilà Cattolica co' e da sentimenti elevati, e trovano do-
suoi nitidi tipi ci die' nel 1860 anche a vunque un eco degno di considerazione:
V I e Vie Sj
se ne Tendono a migliaia, vengono letti l'errore e l'oltraggio. Son di certe e[)oclia
con favore, e si spargono con eiititsiasroo nel nioridu, in cui per la Provvidenza
neir interesse della giustizia e della veri- divina fra mille sconquassi si discutono e
tà". Molti periodici dell'Italia, della Sviz- si risolvono questioni importanti, rimaste
zera, d'Ingliilteiia, della Spagna, del Por- per secoli in silenzio; noi crediamo che
togallo e d'altri paesi, riproducono con ({uesta sia l'epoca, in cui la questione
elogio i più pregevoli degli scritti che in della legittimità, necessilà, utilità del re-
Francia sono pubblicati. Onde, soggiun- gno temporale del P.ipa riceve nel coi so
ge V Ami eie la Rcligion. >» li questi della storia de' secoli la più splendida ed

giornali sono segnalati per moderazione ampia soluzione. Si potranno contrappor-


e imparzialità. Anzi dobbiamo far cono- re in avvenire passioni o fatti, ina lu ve-
scere che porgendo queste scritture, si rità ègià splendida e in sodo, coronata dal
pro[)ongouo di olhire a' loro lettori non fiufiragio universale della cristiana repub-
già opuscoli superficiali, ma lavori nobili, blica. Tutto questo è la soluzione d* un
elevati e degni di considerazione negl'in- più ben vasto dramma, che non sia quel-
teressi cattolici. Sitialte riproduzioni mo- lo iniziato da Mazzini e soci nel 1848, ri-
strano aperto l'importanza che all'estero cominciato nel 1839 da uomini cui si h
si annette a' lavori deirEpisi;opalo e de' notte innanzi sera. E' la conclusione del
cattolici francesi. Alla Francia conver- gran dramma che fra svariate peripezie
gono gli occhi, ed in Francia si ricercano procede da secoli: è l'assoluzione dalle
le più nobili ispirazioni, quando si tratta calunnie contro Papa-I\e ed suoi di-
il i

grande causa del catto-


della difesa della fensori ; è la dimostrazione della giusti-
licismo. Questi omaggi luminosi e disin- zia, innocenza, sapienza colla quale i Pa-
teressati ci sembrano assai acconci a com- pi salirono al trono, ressero i loro popoli,
pensare i nostri vescovi e i nostri valorosi difesero i propri diritti ogni qualvolta fu-
scrittori degli amari insulti e violenti at- rono assaliti. £' la vittoria morale del di-
tacchi onde sono fatti bersaglio da alcuni ritto sul fatto, delle basi della civiltà vera
giornali di Parigi", Il Giornale di Ro/na, cristiana, su tuttociò che di eterogeneo e
de' 28 febbraio 1860, trasse e pubblicò di mentitole si vuole appiccare daile ri-

àaW ^pologisla di Torino, del conte A- voluzioni del pensiero e dell' idea, spu-
•vogadru della Molta già deputato al par- manti rabbia contro Pietro e la su?, roc-
lamento, l'articolo: Ttioiifo della s. Se' ca, e la verità immutabile eh' egì» rap-
desidia Ideologia Socialisdca. Soltanto presenta. Tutto questo è opera del dito
riprodurrò. « Un'occhiata però a Pio IX di Dio, del dito che da tutti gli avveni-
sedente tranquillo sulla sua navicella, pic' menti e le contrarietà umane strappa
nodi coraggio nel presente e di speranza un'attestazione alla sua verità, una lodea
nell'avvenire, perchè si sa che la navi- sé ed alla sua Chiesa". La Civiltà Callo-
cella cede alle onde, ma
non può esser lica, che nell'articolo: Ragioni e diritti
sommersa ; e sa per esperienza propria che de' Papi al Principato, sentenziò: Egli è
i giorni di prova sono forieri di giorni dovere di chiunque ha in mano la penna
di gloria ; e poi si dica se il suo trionfo per la difesa della verità e della Religio-
non è già cominciato, e se il cattolicisrao ne, dinon obbliare quest'argomento, poi-
non ha a consolarsi già fin d'ora di bel- ché in fondo l'odio non è che a Dio e
le speranze e d'importanti acquisti. Si, alla Ed essa Civiltà Catto-
sua Chiesa.
il sole della vittoria per Pio IX, per la lica, fin da'primordi del suo aureo pe-
s. Sede e pel popolo fedele già spuntò, riodico, mai sempì e lo propugnò, come
e sale maestoso a ricreare e illuminare il colle trattazioni : // Principato civile de'
mondo, a fugar le tenebre, a confondere Papi, liilela della dignità personale:
58 Vie Vie
Cti Stali i!ell<t Chiesa e il loro cibile ir.u-oi'o ^//'M>i7/Vr.v(sonoal(nnìen»en(l en-
rrg^iniftito. Nella conente serie poi co- coruuirsi anco le |)ul)l)lica7.ioMÌ ileli'allio

{)iusa(nenle lo clisciissee difese, o con prò- illustre e tiotlissiino francese mg/ P. L.


pri arlicolio trallati inagnilìci.o con ilot- l'arisis vescovo ti' Arras. Si può vedere
te riviste, o con gravi confiilaiioui, ed e- iln. 5i del Giornate di Roma (\e\ 8Go), i

ziandio con riprodurne co' suoi tipi edi- Risposta del tonte Solaro della l\lir-
zioiii a parte, a lievissimo prezzo per la gherilaall'npificolo : fi Papa ed il Con-
dilliisioiie. INIi piace ricortlare precipua- gretsn; con Appendice d'alcuni opusco-
mente i seguenti. // Debito pubblico pan- li di altri deputati al parlamento sardo

ti fido, lettera al conte J.


Costa della sopra il go^rmo temporale del Papa
Torre deputato al parlamento di Tori- (meritò ristampa. Quesl' illustre publ»li-
no, del marchese Gioacchino Pepali di cista, ed eminente uomo di stato, dotto,
Bologna. Risposta alla lettera diretta saggio e religio^o.già valente diplomatico
dal marchese Pepali al conte Costa del- e i.° ministro dell'infelice redi Sardegna
la Torre snl Debito pubblico pontificio. Carlo Alberto, di cui disse » È lo stesso :

Delpotere temporale de' Papi pel K'iscon- Dio quello che regola adesso gli umani
te G. De-la- Tour deputalo al corpo le- eventi. Deli protegga 1' augusto fìllio e
gì slativo di Francia. Risposta al iMe- successore del venerato mio sigtioie Carlo
morandum indirizzato dal preteso go- Alberto! Aucire^li amò l'Italia, combat-
verno delle Roniagne alle Potenze e a' tè per l'Italia, tuur'i.puòben dirsi, vittima
Governi dell' Europa [i.' edizione note- del suo amor per l'Italia. Ma Carlo Alber-
volmente ampliala in più luoghi. Credo to,pel suo spirilo lo giuro, non avrebbe vo-
iooltre opportuno di far menzione del ri- luto mai un palmo di terra tolto alla Cbie -
prodotto dal G/ora^/fi<-///ìoma del 1860, sa!" Ora pubblicò il uuovo opuscolo, ra-
co'n. 33, 3 4,35 e 36; IL Governo tempo- gionato AdW Armonia di Torino, col rife-
rate di Pio IX giusta documenti ufficiali rito dal Giornale di Roma, de' 2 aprile i

</e/5/^'.^/cCora7/<', già rappresentante di 1860, Opinione del conte Solaro delia


Francia presso la s. Sede. lìgli è questo Margherita suW annessione d' alcuni
l'estratto di un' opera mollo eslesa im- Stali alla Monarchia Sardi j e sulla
pressa a Parigi, dall'autore donalo al pe- cessione di Savoia e di Nizza fatta da
rioilico: Le Correspondenf,e diviso nel- littorio Emanuele II alla Fraicia. Ri-
lecalagorie: Delle finanze pontificie; Ri- guarda pure il principato civile de' Papi,
forme finanziarie degli Stati pontifìcii j clie nuovamente e poderosamente difen-
accresciinento degC introiti. Quadro ri- de, esclamando: » A. noi non apparlen-
stretto sui conti). Scritture varie di IV. gono gli stati pontificii, non apparleugo-
Tommaseo, R. d' Azeglio, E. Ugolini^ no al Papa, ma appartengono alla Chie-
conlro la sovranità temporale de' Papi sa uni vei sale, cioè a tutto d mondo cat-
pubblicale nel 1859. Esame d' un opu- tolico. Non seuipre sorgono all'istante i

scolo francese intitolato: Papa ed il


il propugnatori de'diritli conculcali; vi so-
Cungresso fìubhlicato a Parigi d 11 di- no epoche, e questa è forse una di quel-
cembre 85() (Questa sgraziata scnUura
1 cui si lascia che gli av venimeiiti si
le^ in
ebbe tosto nel periodo d'un mese più di compiano qualche sterile prolesta è la
;

120 rispcjsle, tulle dirette a riprovarla, a sola opposizione the si mostra; e nessu-
couibdllerla, ed a porne elo(|uentemeiite no se ne spaventa; ma il diritto liiumie,
111 mostra gli errori). Origini della So- e in qualunque siasi tempo uni Poten-
vranila temporale de' Papi (prezioso za o l'altra può volerlo rivendicare, non
trattato storico, critico, diligente, erudi- per utile propiii*, il che sarebbe delillo,
limino). Maudarncnlo di mg.' L. O.Pic ma per icslitmie uua ul Papa, uia ucl-
V I e V I c
la siin persona n tutto I' ()rl)e cfiltnlico rigì nelle sue Noie, circola ri degli S e.

i doDiinii die ;^li furono tolti ". Inoltre iiJeòbeaioi^Go relali^'c all' Jùicii licit
nega il preleso potete ile'modenesi, par- poniifìein de' \C) gennaio, col testo della
niegiani e toscani ti' aggregarsi al Pie- medesima in calce. Egli è questo un o-
monte, ed a (piesto di accettarli. Deplora puscolo del pili ^'rande interesse, ebnlhi
con dolore la cessione della Savoiii e di di franca verità e d'invincdiile logica, fra
Nizza, qnal atto funesto all'Italia, il più gli eccellenti innumerabili pubblicati a
impolitico e imprudente che siasi com- poder(jsan)ente propugnare l.i suvranità
piuto dacché esistono scienza di stato e temporale del Papa, (jual valido baluar-
diplomazia, e di cui funeste ne saranno do di sua indipendenza spirituale; alta-
le conseguenze, dando un commovente mente reclamata dalla grande famiglia
tenerissimo addio a Nizza ed a Savoia, cattolica con mirabile unifoi mesentiinen-
non senza soggiungere: Spero che non sa- lo di carattere eminentemente religioso;
rà separazione eterna! Le sorti de'pupo- e gli facciamo eco noi sudditi pontifìcii,
li non essendo in mano degli uomini, ma che fummo, siamo e vogliamo essere sol-
in quelle di Dio. Dice V /irinonid : I pie- tanto sotto il paterno e legitlimogoverno
inontesi, nel giorno del disinganno, leve- della Sede apostolica^ di cui n gran van-
ranno un monumento al conte della Mar- to gloriamo d'essere doppiamente
ci
gherita; ma il monumento più bello, <7e- figli! Già la Civiltà Cattolica ci avea
re percnnius, l'avrà egli elevato a sé dato La Civiltà appiè della Croce:
:

stesso co'àMoi discorsi e co'suoi libri ! Me- La Libertà al tribunale della Chiesa).
rita leggersi la bella rivista fatta dal- Risposta del /'escovo d'Orleans all'o-
la CU'illà CattoUrn , serie 4-' > t. 6, p. puscolo: Il Papa e il Congresso. Scritti
3 8). Esame critico dell' ojìuscoIo
1 il : vari in difesa della s. Sede e della so-
Papa ed il Congresso (Siccome a tale vranità temporale del Papa, pubblicati
malaugurato opuscolo seguì la lettera di da Ntltement, Poiijoulat, De Guiraud^
ÌNapoleone III al l'apa, ed a questa la cir- Zinelliy ec. Il Papa, Questioni odierne
colare degli 8 febbraio i8Go, dal i." mi- de Segue. Osservazioni fli mg.''
pi r mg.'
nistro imperiale Thouvenel spedita a' Gerbtt vescovo di Perpignano intorno
rappresentanti della Francia all'estero, 3 agli attentali diretti contro la sovrani-
documenti a cui il pubblico attribuì un tà del Papa {la più com[)iuta e forse la
cai attere egualmente ulFiziale: egual nes- più eloquente scrittura che sopra que-
so d' idee, di piincipii, di desiderii, non st' argomento siasi pubblicata in Fran^
può disconoscersi. V
ha sol di diverso, eia). SS. N. S.
Lettere apostoliche del
che le due prime scritture figurarono co- Pio IXper divina Provvidenza Papa,
me aggressive, mentre la 3." vuol portare colle quali s'infligge la pena di scomu-
un colpo pili gagliardo mettendosi sulle nica maggiore agi' invasori ed u^urj>a-
difese. Eil avendo il ministro confuse le tori d'alcune provincie dello Slato Pon-
basi della questione, tramutandola da tificio. Furono spedite a'26 marzo 860, 1

politica in religiosa, da temporale iii ispi- non senza ripetere il Papa, anco in esse:
rituale, ha tiadolto la Chiesa innanzi al Che, spinto da triste necessità, nell'adein-
tribunale della diplomazia ; ma siccouie pire con dolore cpiesla parte del suo uf-
non sarà questa per la s. Sede l'ultima ficio, non punto dimentica di sostenere
tenzone, né sarà l'ultimo alloro, così fu al tempo stesso qui in terra le veci di Co-
tosto pubblicalo in Roma l'opuscolo: La lui, il quale non vuole la morte del pec-

Chiesa al Tribunale della Diploinaziti. catore, ma vuole che si converta e viva^


Osse.ri'azioni sulle teorie e suifalli espo- e che nel mondo venne a cercare ed (i

sti dal si^.' iìliniilro de^li cslci i a l\i- fiir salvo fjiuicliei a perito, ludi l'otti-
6o Vie V IC
inogioruale di Torino, il Campanile, sul" nesc, ricisamente ci ha detto. »> Ingiu-
h\ Scuniiiiiica (/'.) pubblicò; La Sco- sfizm violare il diritto di legittimità; sa-
iimnica, piccolo catfiliisnìoKd in Roma crilegio romperla con la s. Sede, calpe-
]ii lipogralia Aurei) nel 1860 cominciò standone i sagri e incontestabili diritti;
a pubblicare La Sovranità temporale
: ignobile sagrilizio e lagritnevole vendere
dr' Papi : Raccolta d' opuscoli diversi, Savoia e Nizza, possessi antichissimi e
preceduta dalla storia degli Slati della certi, per ìa precaria sovranità dell'Ita-
Cliiesa dalla .' rivoluzionefrancese fi-
1 lia centrale. L' improvvida perilita, l'in-
no a' nostri giorni, e da altri docunien- giusto acquisto potrebbero dirsi un ca-
ti i/nportanli\sinii. Meraoiabili inoltre stigo [ìiuvvitlenziale: noi imponiamo al
sono le seguenti altre parole del grande Papa un nuovo trattalo di Tolentino u-
uomo di stato, qual è l'encomiato conte surpandogli le Legazioni; enei uiomea-
della Margherita, suir annessione sacri- to medesimo quasi per taglione sottostia-
lega alla monarchia sai'da delle provia- mo alla capitrjlazione di Cherasco, per-
eie pontifìcie." La spogliazione del l^a- dendo i due nostri baluardi dalla parte di
pa, condannabile comeogni altra di prin- Francia. Ma la perdita l'acconsenliatno
cipe legittimo, è inoltre condannabile per- per trattato legittimo; gli acquisti gli ac-
chè oilende gran famiglia cattolica, a
la cettiamo da chi non ha diritto a donar-
cui è indispensabile che l'autorità poo- celi, richiamante tutta la diplomazia eu-
tificia abbia dominio tea)[>orale .. Sa- . ropea. Olfeiuliamo il diritto nel ricevere
na pohlica è il fondare cosa che duri; gli stali altrui, svigoriamo la forza per-
durare non può ciò che non ha per base dendo i mutiliamo l'i-
guerrieri savoini,
che uu' idea d'ingrandimento e di unio- dea itali ana, sagri ficando Nizza alla Fran»
ne contraddetta dalla storia e dalle con- eia. Qual rimarrà cautela a noi per assi-

dizioni intrinseche dell'Italia. . . A dura curare gli acquisti? Quale speranza per
sorte duiupie espongono la patria gl'ita- ristorare le perdite?" Più giornali e più
liani; e ben lo sentono que' medesimi scrittori rilevarono gravemente, aver Na-
che vorrtbbono, privandolo de'suoi do- poleone III promesso di venir in Italia
niinii, il consenso del Papa ... è un pre- senza nessun fine d' interesse, e per und
sentimento interno che mancando quel idea; ed aver finito poi col pretendere
consenso si edifica nel vuoto ". Quanto la già pattuita cessione della Savoia e di
alla cessione o vendita della Savoia e di Nizza ! Tutto questo rilevò la Civiltà
ÌN'izza alla Francia, disse il conte Mamia- Cattolica nel quaderno i^3, e nel se-
ni nel parlamento torinese: » Che fine il guente aggiunse. >» Chi avrebbe detto
giustifica i mezzi". Onde il Diritto esda' che questo secolo era destinato a vedere
ino : » Orribile dottrina, degna di orri- la vendita della Savoia fatta da Casa di
bili tempi ". Confessò il conte di Ca- Savoia che vi ebbe la culla e vi ha le
vour. » Se si volle Milano, farma, Mo- tombe? " Riferisce il Giornale di Ro-
dena, Uulogna e Firenze, si dovette cede- ma, de' 16 aprile. Il generale De La
re Nizza e Savoia, per condizione assolu- Moricière, comandante in capo delle
ta. Se avessimo ricusato di cedere Nizza truppe pontifìcie, ha ricevuto alcune
e Savoia, non solo avremmo perduto tut- somme che sono state inviale a lui per
te le recenti conquiste, ma avremmo e- essere impiegate a prò de' bisogni delle
sposto la causa d' Italia a pericoli ed a truppe e delle spese di difesa reclamate
rovina evidente". L'altro filosofo pub- dalle attuali circostanze. Egli ha pregato
blicuta sostenitore dell' ordine, conte
E- il Papa a voler nominare una commis-
nnhano A vogadro della Motta, Una que- sione che riceva questo genere di offerte.
sUone preliminare al parlamento tori' Il Santo Padre apprezzando la delicatez-
V I e Vie fii

la del generale e voleiiduseconJaie i suoi protesta, ed un sagrifizio, che %' impone


desiJeiii,noii>rijòa lalnopoicaidiuiJi VN'i- da sé slessa la pietà liliale. Per ricevere 111
8eiuaii,Villecoui le Pieisachjentj^.' Feri ;>- Loniira simili ollerleju aperta una con-
ri tesoriere generale. Tulle l'oblazioni |«)i tabilità. Per tutta Italia la nobile gara
pervenute finora in Uocuadu tunti |>ii cat- vieppiù crebbe, per teslinioniare al Papa
tolici di tutte le uazioni, nella (|i)antil:i di attaccamento e ilivozione colla ollertu del
scudi trecento mila (ora superano d' as- denaro di s. Pietro: Venezia, ^u[)oli, la
sai i cinquecento mila, e si auinenleran- Toscana, Modena, Parma, Bologna fece-
uo piogressivainenle), dal Papa fu falla ro altretlaulo, e quest' ultima con indi-
versare nel pubblico erario, i di cui bi- rizzo edilìcanle pubblicalo dair.V/7//o/nVz
sogni nell'attuali circostanze eccezionali di Torino. Gli edificanti sentimenti de*
sono evidenti. » Evidente del pari è lo Zif/Ort/ bolognesi, e le loro ollertc, anche di
spinto di tanti iiulioni di cattolici iigli Pietro.si ponno
Castel Franco e di Castel .s.

della Chiesa e del suo Capo che s'iinpe- ammirare nc\G iemale di Roma ùA 18G0
gnauo ad alleviare, per quanto loro è da- ne'n. i o6e 1 22. Energico e mirabile,pie-
to, le pene del Padre cuiuune de' fedeli, uo d'allelluosi senlimenli fu l'ìndii izzo de'
ed a sostenere e difendere .u'a coli' offer- cattolici svizzeri residenti in Roma, eoa
ta di denaro, sia colla t-sibizionc del- proteste contro la violazione de' diritti
le proprie persone, diritti della Cìùcsa\ temporali delia s. Sede, presentalo per-
callolica e del Palrìmonio di s. Pielro. sonalmente al Papa. Altro gli venne da
Il Santo Padre è veramente commosso Genova e dalla Liguria con 12,000 fir-
iieir osservare questo slancio d'alleilo me, pieno di nobili sentimenti, ramme-
de' figli suoi, col soccorso de' quali, ma morandole testimonianze d'aQelto per la
priucipaltuenle coli' aiuto di Dio, spera s. Sede, date in piti epoche da'genovesi e
che questi diritti saranno mantenuti ille- da' liguri : le dame genovesi ne rasse-
si, e saranno sostenuti come debbono es- gnarono altro a parte. 11 n.i 19 del Gior-
sere. Egli proseguimento di
attende il nale di Roma del 1860 offre altro in-
questo cattolico fervoie, e non dubita, dirizzo de'mallesi,dopoaver riferiloquel-
che benedetto dalla destra dellOnnipo- 10 eccellente del clero e popolo di quel-
tente, non debba conseguire il nobile sco- r isola tanto religiosa, degna figlia dei
po al quale è diretto". Non la finirei più Dottore delle genti s. Paolo, nutrendo
se tutto volessi appena ricoidare. Nondi- tuttora, in generale, que'senliroenti pro-
meno trovo meritevole di rimarco il ri- fondi di religione che le infuse. Imperoc-
portato da'o. I 06 e I 08 del Giornale di ché quegl' isolani non si stettero paghi
Roma del 1860. In essi è detto. I catto- alle sole espressioni d' affetto e di rive-
lici dell' arcidiocesi di Lione sì propon- renza verso il Papa, ma anzi amarono
gono Papa 600,000 franchi, af-
oflVire al renderle piìi significanti con secondare la

finchè abbia mododi completare e mette- colletta che il zelante mg.' Pace-Forno
re in buon ordine le fortificazioni d'Anco- loro arcivescovo-vescovo avea promossa.
na, ed in pochi giorni si raccolsero 1 20,000 11 comitato eletto dall'illustre prelato a
franchi. Ciò destò l'emulazione de'cat- raccogliere le obblazioni, accompagnò la
tolici d'altre diocesi, onde si vollero as- somma di franchi 54jOOO col memoralo
sociare a quella generosa offerta. Ed ol- indirizzo. Questo e quella furono quindi
tre a ciò l'opera del denaro di s. Pietro umiliati al Santo Padre da mg.' Anto-
ècostiluila in quasi tutte le diocesi della nio Grech-Delicata-Testaferrata prelato
Francia da per tulio le popolazioni si
: domestico e referendario, canonico della
fanno premura di dare quest'offerta, cb'è cattedrale di Malta, insieme al prof. d.
divenula una professione di fede, una Pielro Pace, ed a Giuseppe Calamala,
Gì Vie Vie
rlie rireviili in pnrlu;olare udienza, fu- relerare le funeste e>i|)an<«ìoni. Onesta è
lono lieti ili venne nccultiantoievohneii- »-7.iauilio la spiega/ioiie tlellii i iseiva ei|ui-
te da Sua Santità, e di andare conlùiiatì voca e della freddezza, alcune volte iiiale-

«leir apostolica benedizione per sé epe' vola, de' governi conservatori e non cat-
luio concittadini maltesi. Il cattolicismo tolici dell' Europa. Temotto essi di pre-
nc(jnislù inunenNa forza, quando tutti i stare delle for7e all'anarchia attaccando
fedeli riS[)osero unanimi al sospiro colla un potere regolare nel seno di (jiiesl' Ila-
preghiera del loro Pontefice. Il eh. Sau- ha, ove lo spirito rivoluzionario ha C(jn-

zet, antico ministro e presidenledella ca- centrato il suo focolare per fissarvi pei*

mera de' deputati di Francia, nella sua alcuni giorni suo trono. E ciò non o-
il

Jxoma davniili all'Europa, il cui saggio stante essi vorrebbero rimpicciolire i|ue-
rifer'i a p. 4<)5 il Giornale, di Roma ilei sta Chiesa rivale e temuta, la grande fi-

18G0, dichiara sulle ccjrrenti circostanze, gin a della (|U3le ciascun giorno s'innalza
Si traila per 200 milioni di cattolici del vicppiìi nel mondo trascinato all'unità
loro Padre e del loro Pontefice, della lor per la dolorosa memoria di tante prove e
capitale e della loro indipendenza; è que- per l'aspetto terribile delle continue vi-

sta per loro una questione di coscienza cende della società. .Io vengo dunque ad
e di famiglia. Llla è per loro santa come imire i miei sforzi a quelli di tutti 1 figli

i'una, cara come l'altra, inlima come lui- di voli della s. Sede'. Mi gode l'animo
le e due. Cos'i ciascuno deve alla difesa nell'apprendere dalG/c>r«<2/<; c/t 7iowj,z,a
comune il tributo de' suoi voli e de'suoi p. 44'^i che in Roma e co' tipi della Ci-
sforzi. Alla città eterna, all'ospitale e gè- viltàCaUolica si sta imprimendo una
nei osa Roma sono fissi gli sguardi di tul- grande raccolta destinala a perpetuare il
ti gli amici della storia e ilell' arti, so- vero e ragionalo sufìragio universale in-

pratlullo de'fedeli servi della fede e del- torno la sovranità temporale de' Romani
la Chiesa, co' loro cuori commossi. » E Pontefici, col titolo: La sovranità leiii-
dietro il potere temporale de'Papi,oggi porale de' Romani Pontefici propugnala
attaccato, altri più astuti ancora voglio- ncllasua integrità dal suffragio dell' Or-
no colpire il potere spirituale. Piivan- he caltolico, regnante Pio JX Vanno
dolo della corona, della sua e^terior mae- x/r. La raccolta sarà divisa in 7 par-
slà, della sua sovranità regale, si lusin- li comprendenti: La i.' 1' Italia. La 1.'

gano di snervare la sua forza morale e di la Francia, il Relgio, la Svizzera. La 3.'

minare la sua supremazia religiosa fino l'Austria, 1' Alemagna e l'Olanda. La


a quel punto in cui loro sia permesso di 4-" l^ Spagna, il Portogallo, 1'
America
distruggerla. Questo è il segreto dell'odio meridionale. La 5.' la Gran Bretagna,
peiseveranledell'Inghillerra,laqualenon l'America Settentrionale. La 6." Il resto
terne di alfrontare 1' opinione del mondo dell' Europa ^'crdica ed Orientale. La
discendendo sovente ad ingiurie indegne 7.' L'Asia, l'Africa d'Oceania. Ciascuna
della fama de'suoi uomini di statu^ o a parte conterrà le manifestazioni fatte non
minacce indegne della generosa libertà di solo per mezzo della stampa, ma anche
sue istituzioni. Questo è il movente con- per iscritti indirizzati al Vicario di Gesù
fessalo presso a poco dal ministero pie- Cristo dalle regioni ad essa parte attri-
monlese, che si è lasciato così deplora- buite ; manifestazioni che costituiscono
bilmente trascinare su tulli i declivi irre il grande e singolarissimo avvenimento
speranza macchiavellesca di
ligiosi nella del nostro tempo, e le quali ad ogni vero
meglio allontanare dal trono le correnti cattolico devonoun conforto. An«essere
anarchiche, di cui la cieca sua compia- drauno innanzi gli atti Episcopali, poscia
cenza non ha fdlto che accrescere e ac- verranno gì' indirizzi, forse solamente 1
V I e V I C CA
(olledìvì ; ila iillìnio gli opuscoli più rile- no, Pidii;iie<!Ìa, parte 1.", p. i Ty e seg ,

vanti, pubblicati iie'rispcUivi paesi. Tut- sui diversi limiti eh' ebbe 1' Italia diillii
lu si liprocliiirà nelle lingue uriginali.niu natura e dal diritto romano, e de'di versi
Kuld si aggiungerà la versione italiana alle cui gli furono pieposti. l' irariits TJrhi'i
sciillurc teilcsclie, all' inglesi, eil a (jual- fu (incile deiiiiiiiiiiato il Senatore di Ho-
(Iie alila eli lingua meno nota. ma, diversi de' (|uali iunseio la carica a
VICAUIO DLLL' IMPERO, lua- mez70 de'loio vicari. [Nella Chiesa, vo- il

riiiin Jmpeni. Luogotenente dell' Ini- cabolo di diocesi fu adottato pel /'esco-
lieraloie (/ .). Nell'antico inipeio roma- vato, laonde in tale articolo ne riparlai,
no il Sicario (/ .) eia un luogotenente poiché l'ordine ccclrsiastico fu in (|uesto

die riu)peiatore mandava nelle piovin- regolato sul governo civile, per cui cia-
cie, nelle quali non eianvigoveinaloii. In scuna diocesi o provincia ecclcsinslica eb
(juesta guisa erano vicari dell'unpeiatore he ili principio un vicario ecclesiastico o
medesimo, col nome digovenialure. Sci is- Primate. Uipristinato dal Papa s. Leo-
se il Cujacio, che si chiamarono anco vi- ne Ili, nella persona di Carlo Magno,
cari, ma di rado, i luogotenenti generali r impero Romano, detto d' Occidente, o
de' proconsoli,ovvero 'govertiiilori delle Gernianico, nella vacanza dell' im[>ero
PfOi'incie romane. h'Italiti (/ .) In go- spettava 1' amministrazione (U questo,
vernata da due vicari: uno era il fica- qual vicario dell'impero, aireleltoie di
rio d'Italia che risiedeva in Milano, e Sassonia, tranne nelle provincie spettanti
l'altro il vicario della ciltù, che risiedeva all'elettore Pr/Z^z/mo dell'alio Palatinatn,
in tloina, detto Vicario Urbis, ed am- poi riunita la diguilà a quello di Baviera,
bo amministravano sotto il Prcjèlto del il quale pretendeva d'esser vicario nelle
Pretorio, l'Italia avendo X Pio^'incic parli del Reno, della Svevia e della Fran-
o diocesi. Fu Costantino I il GrandecUe conia,ciò che gli veniva conteso dall'elel-
divise l'impero romano in XIV Diocesi lore Palatino del basso Palaliiiato. Me-
(/'.), compresa quella di Roma eie città glio è vedere i ricordati articoli, ed i voi.

iV^^/j/7'JfrtnV,contenente ciascuna parec- XXI, 184 e i85, XXXI V, p. i3G.


p.
chie Provincie e parecchi governi, e cia- Papa Clemente V, per morte dell'impe-
scuna diocesi avea un vicario dell'impei o ratore Enrico VII, nella vacanza dell'im-
nella cillà principale. Va tenuto presente pero, nominò nel 1 3 1
4 Roberto re iìi-Si-

il riferito nel voi. LV, p. i i5 e seg., e cilia vicario d'Italia, sinché durasse j ed
nel voi. XCIV, p. 267 e seg., massime anche vicario di Romagna e senatore dì
quanto riguarda presidi residenziali nel-
i Roma. Indi il successore Giovanni XXII
le cillà, vicari o Preftlti. Ivi, e nell'arti- gliconfermò il vicarialo d'Italia. Dappoi-
colo precedente a questo, nolai che il ché, avendo gli Elettori del s. Romano
IMallei, il Fea ed altri gravi autori, non Impero, parte eletto Lodovico V il Ihwa-
liconobbcro negli antichi imperatori ro- ro,e parte Federico o III il Bello duca I

mani, che ammiuislrnlori e quasi vicari d'Austria, colla bolla Sifratrnniel Coe-
dell'impero romano. Mutali limiti, l'I- i piscoporian nostrorum, de' So marzo
lalia fu divisa in XVII provincie poste a 1817, Bidl. Rom. t. 3, parte 2, p. i44:
disposizione del Pretorio d' Italia: VII Qtiod, vacante Romano Imperio, nullns
Provincie furono suddite al vicario d* I- assinnat nomen l'icarii ejnsdenì, ciuii
lalia, e X addette al vicario di Roma, e id tantumniodo ad Romanuni pertinral
regioin iirìiicarie sì dissero quelle poi Pontificeni. Avea già vietato a Lodovico
asseg' ale al Prefetto di Roma. Queste V di trattarsi da imperatore, dovendo a-
nou sono the nozioni generali. Meglio è spettare la coi;sueta pontificia confeima,
leggere gli arlicuti ciluli^ ed il Castella* lìachè la s. Sede esaminasse jjli alti del-
C4 V I e Vie
l'elezione, citantlolo, in uno a Federico I stitura pontificia, la cui figlia gran con-
olii, a comparire avanti di lui per deci- tessa lì fa tilde (a da* Papi fatt» vicaria
dere le loro ragioni, a chi de' due appar- d'Italia.Ottone III imperatore fece suo
tenesse la corona imperiale. Ma il Bava- vicario perpetuo d'Italia dell' impero e
io non valendo assoggettarsi a questo luogotenente dell' imperatore nel 999,
giudizio, divenne scismatico, prese a pro- Beroldo conte di Maurienne, da alcuni
teggere gli eretici e fu scomunicato da creduto stipite della real casa di Sai'oia
Giovanni XXII. Il successore di questi, (V.), o meglio Umberto I Binnaunano.
Benedetto XII, procurò di far sottomet- Anche Visconti signori i\\ Milano, ed al-
i

tere Lodovico V, il quale invece si culle- tri principi d'Italia furono vicari ilell'ini-
gò con Edoardo III re d'Inghilterra, che Peronella bella regione. Vicari dell' im-
fece vicario dell'irapero, onde il Papa sco- pero, e per tali dichiarati dagl' impera-
tnunicòambedue, dichiarando \\ i. "usur- tori, lo furono ancora talvolta vescovi, i

patore dell' impero. Avendo poi Bene- come il patriarca à' Aquileia, del quale
detto XII timore, che nella vacanza del- meglioa UdinEjÌo parti determinate. De'
l'impero, la cuiamministrazione per la vicari perpetui ereditari e de'procuratori
questione gli apparteneva, fosse l'Italia del collegio degli Elettori del s. Romano
assalita daqu ilche nemico forastiere, nel Impero, trattai in quest* articolo. Nelle
1 338 costituì alcuni vicari, feudatari del- Solennità imperiali sid'atti vicari suppli-
la Chiesa, cioè per Milano, i Visconti, vano pegli assenti elettori. Questi vicari
coll'annuo Irihutodi 10,000 fiorini d'o- e gli altri vicari dell'impero cessarono
ro ;
per Verona e f'icenzay gli Scaligeri, dopo lo scioglimento dell'impero Roma-
5,ooo fiorini ; per
coll'annuo censo di no Germanico, e dopo aver Francesco li
Alantova e Reggio, Gonzaga; per Pa- i rinunziato alla dignità d' imperatore de'
dova, Carrara; pev Alodena e Ferra-
i romani a' 6 agosto 1806.
ra, i d'Esle, e siccome Ferrara era do- VICARIO DEL PAPA. V. Vicari
tnioio della Chiesa romana, perciò gl'ini- Apostolici, Vicario ge\eraie di Roma,
pose il tributo di 10,000 fiorini. A tutti Vicario temporale della s. Sede.
questi vicari, dich'arò Benedetto XII, che VICARIO GENERALE DI ROMA
durerebbe il loro vicariato nella vacanza DEL PAPA, Vicariai Domini Papae;
dell'impero, ed a beneplacito della s. Se- Cardinalis Ficarius Urbis j Siinimus
de. Solevano gl'imperatori dichiarare vi- Ponti/ex in AUnae Urbis, suhurbium et
cari imperiali quelli i quali investivano districtus Vicarius generalis in spiritua-
de'feudi imperiali, cioè ne'leudi stessi, ed lihus. Cardinale vescovo che rappresen-
alcuni esempi ne riferirò all'articolo che ta il Papa e fa le sue veci nel governo del
sono per citare; poiché Lodovico V per vescovato particolare di Roma e del suo
vendicarsi de'Papi, nello stato pontificio distretto, con giurisdizione vescovile; per
nominò vicari diversi signorotti, che do- cui , come dice il cardinal De Luca , IL
minavano in parecchi luoghi. I Papi co- Vescovo pratico, p. ^^o, tiene il suo vi-

stumarono dichiarare Vicario tempora- cario generale <:[ì\ama\.o Vicegerentef V.),


le della s. Sede (f^.), quello che infeu- e altra specie di vicari particolari, col ti-

davano delle terre della Chiesa romana, tolo di luogotenenti e deputati, cioè in
ciò nel vicariato delle medesime. De'no- civile e criminale, e lo qualifica Magislra-
minali vicari imperiali parlai io piìi luo- tiis magnus, supremiis magistratus pria-
ghi. L*im[)eratore Ottone il Grande nel cipis. Devo avvertire, che sino al 1 7 1
7 il

693 Azze II signore d'Este, vicario


fece cardinal vicario nominò il vicegerente,
dell' impero in Italia, e tale fu suo figlio ed i due luogotenenti civile e crimina-
Tedaldo sigoure di Ferrara, per iu?e« le, con approvazione del Papa , il qua-
V I e Vie 65
le li' allora in poi nomina tali 3 mini* par, S. /?. E. Cardinales, Oratorcs Re-
siri, eii alili aiicuia dello slesso vicaria- gniti, Principes, Praelali, ac tot viri il-

to. Il vicegeicnlalo cotniiiciò nel vicariato lustres. L'Auiidenio, De Pictate roma-


del cardinal Savelli, d (joale fu tallo vi- na, ()ar. 4'>cap. vii: Dr Card. D. PP.
cario nel i 5bo, secondo il Ponzelli. Inol- ì icario, diiliiara che dttos habct prae-
tre il cardinal De Luca ne traila nel lib. cipuos in munere aujciliares substitulos,
i5, par. 2/ , Helatio Ilonianae Curine pritnuiii f'icesgerentis vocabulo notante
forensis, ejttsniic 1 vibnnaimin, el con- alterutnjudiccm vicariidicunt: hosprae-
grtgiitionntiì, disc. 1 3: De Cdrilinali Vi- ter vieni ius tertiutti habet j'udicein, vide-
cario , tjus(jiie Tiiliiiiiali. lin[)eroccliè licct tnale/icioruiii. Ijenedelto XIV nel
({ueslo cardinale è capo del Vicariato di suo Bullariuiti, t. 4> coosl. x.i, Ad ait-
lioma, tribunale suo proprio, ed uno de' dicntiam, diretta al suo vicario cardinal
priniai'i Tribunali di Iloma, ai liccio da Guadagni, di nuovo riconobbe: " che il
dolersi tenere sempre presente in (jue>lo, cardinal vicaiiosìa l'Ordinario di Roma,
per compriielrarvisi inlerameule. quale né di ciò può muoversi conlroversiaj rap-
'Triiiinalt (l- .) ecclesiastico e vescovile.il presentando la persona del Papa, non co-
gesuita lMeltei)l)erg,nella.Vo^///rt6'o//i,'re- me Papa , ma come vescovo di lìoraa,
galionitm et Curine Ilo-
Tribiinaliiiìii giusta ciò che da noi si è dimostrato nel
manne, (.Wce primnrii in Curia Romana
t nostro trattato, De Synodo Dioecesana,
jjvncfìositi sunt ofjìciis : {'ice- Cancella- lib. 2, cap. 3, n. I e 2, e sarà forse anco-
ri US, Catti erar insania /or Poenitentiarius, ra più ampiamente posto in chiaro nella
/ icarius Papae, Dibliollucariiis, Ptae- ristampa ...Fra gli atti concistoriali del
posiuis qfìicio sacrne ^eneralis Inquisi- i558, noi ritroviamo, che nel concistoro
ainque. ludi traila nel cap. 4: De
lionis, tenutoa' 18 novembre, il Pontefice Pao-

Tribunnli / icnrii Sninnii Ponti/ìcis. Il lo IV unì al Sagro Collegio de'cardinali


Morcelli dice Ialinamente il cardinal vi- l'uffizio di Vicario di Roinaj ed essendo
cario di Roma Cardinalis vice sacra
, reso più illustre il detto uffizio per l'an-
j4nlistes irbis, T ice sacra Atilisles re- nessione predella, non è meraviglia se
ligiotìutii Urbis, Cardinalis f ice sacra l'uflìzio sia di poi stato decorato con al-

fungetis. Il Coliellio, Nolitia Carditiaia- cune particolari e illustri prerogative. Noi


(US et fìomanae Aidae offìcialiuiti, cap. qui non intendiamo di riferirle tutte, do-
Lv: De l
icario Papae, lo appella Fi- vendo bastare il far parola di ciò che
carius perpeluus Papae, cui è data fa- riguarda la collazione degli ordini, e spe-
cultas deputatidi sibi coadjutoreni e- cialmente iu ordine a'suddili de Vescovi
piscopuni sub noiinne Vicesgerentis , il Snburbicari (V.f. In quest'articolo ra-
quale ora è nominalo dal Papa, f^eil'epi- gionai del motivo della costituzione Ad
talìlo del i.° cardinal vicario slabile, cioè audientiani, per la questione: Se a'cardi-
del cardinal Ilosariospolelino, fu scolpilo: naii vescovi suburbicari non sia lecito il

SunimiPon ùfìcis perpetuo Ficario.'La n •


conferire, oltre la tonsura, gli ordini mi-
lo il cardinal vicario che il vicegerenle nori o sagri, a'Ioro sudditi diocesani nel-
sono perpetui, se non sono promossi non la cappella del proprio palazzo di Ro-
rinunziano. Il cardinal Petra, Commetit. ma, senza aver chiesta e ottenuta licen-
ad Consti t. Aposl. l. 5 ad conslit. I Pan- za dal cardinal vicario di Uoma. Laonde
li II, n. 5o, rilevando le prerogative del Denedello XlVdecretò, poterei cardina-
cardinal vicario, ecco comesi espresse: Et li suburbicari nelle cappelle de' propri

maxima ratiotie, quia agitur de prae- palazzi iu Roma dare a' propri sudditi
darò officio habente atn piatti poieslateni la prima tonsura solamente. Ignazio San-
in Urbe, in qua adsuiilipsafamilia Fa- tamaria, JVolilia Romanae Ci<n«e, cap.
V&L. \(AK. 5
G6 Vie V IO
3: Dt Cardinale l'icario r';7^/.T,tlic!iia- Potere spirituale e temporale, benché la
la: Vicnrius Urbis vices agii Pouti/icis somma dell'amnìinistiazione temporale
niaxiini idpolt Roniac lìpiscopi, eiiiscu- risiedesse nel cardinal Cdincrleiigo di s.
palcni jiiriuUclioucm cxerct/iclo, aUpic Chiesa, e li notai parlando del Segreta-
mimerà ad Kpiscopuni speclaulia ohetm- rio di Slato (/ .), cardinale succeduto al
do. Adunque tulli ricordati scriltori, e
i soprintendente di tulli glialì'aridello sta*
(juelli che io progresso ramiuentcrù, dif- 10 ecclesiastico,che soleva essere un Pa-
fusaiseale Irallarono della cospicua cari- rente {V.) del Papa. Si può vedere il car-
ca ed iruportanlissimo uHìzio del cardi- dinal De Luca, Relatio RonianacCuriae,
nal vicario di Roma e suo dislrellu, iiiti- disc. 6 : De Cardinali Superinlendcn-
lolaudosi N. della S. II. C. Cardinal
: te generali, seu primo niinistro Papaej
N. della Santità di A\ S. Vicario ge- disc. 7: De Secrclarius Status. Osser-
nerale, della Romana Curia e suo di- vando il Nardi, De' Parrochi t. 2, p. ,

stretto giudice ordinario ec. E sottoscri- 202, che neh 14B trovò il vescovo d'Al-
Tendosi: /V. Card. Vicario, il quale tito- bano, Vicarine Domini Papae, dichia-
lo viene preceduto dalle altre dignità che ra di non essersi mai [)rima di tate epoca
riunisce, come il [)ieseiile:Costantino per incontralo in simile carica. Probabilmen-
la misericordia di Dio Vescovo di Al- te devesi intendere il vicario o legalo a-
bano della S. R. C. Card. Patrizi, ar- postolicu ne'regni scandinavi diDanimar-
ciprete della patriarcale basilica Libe- ca, Svezia e Norvegia, per esaminare lo
riana ec. Parlando del J icario dell'Im- stalo di quelle chiese e stabilirvi prov- i

pero, dissi dell'antico Vicario di Roma vedimenli opportuni. Tale essendo il car-
uel civile, e tale fu pur detto il Senato- dinal Brekspear, poi Adriano IV, allora
re. Non si devono confondere i vicari di vescovo d'Albano, il quale non è regi-
Roma de' Papi, co'Ioro vicari o Legati stralo Ira'vic .ri di Roma, ncWElenchus
(V.) nelle legioni, né co' Vicari /aposto- del Ponzelli. Il cardinal Camerlengo di
lici, nel quale articolo tornai a ragiona- s. Chiesa {V.), successe al cardinal Ar-
re de'prnni, e de'quali anche ne'vol. LI, cidiacono della Chiesa Romana {V.)^
p.GojLV, p, 202, venendo loro concesso ch'era pure vicario del Papa, il quale car-
il pallio quando era poco comune, tran- dinale restò Priore (/ .) de' diaconi in :


ne patriarchi. Né co'vicari o legali di
i questo e nel 1 gran
articolo riparlai del
Roma {V.), nominali nell'assenza de'Pa- potere del cardinal arcidiacono, che fu
pi che intrapresero alcun Viaggio {V.), d'uopoaboliilo, per averne abusalo. Nel-
per taliavendo deputati, Pioli il cardinal la sua prima introduzione il camerlengo

di Cusa, Sisto IV il cardinal Cibo, Ales- successe a\ Vice-Domino {V.), ed al /'e-


sandro VI il cardinal Pallavicino , Cle- slarario delia s. Romana Chiesa {V.).
mente VII il cardinal Del Monte, Vao\o 11 Galletti che trattò di quest'ultimo, ci

III il cardinal Cirafa e il cardinal Pio disse a p. 24. Nell'antichissimo Ordine


diCarpi, Clemente Vili il cardinal à'A- Romano /si vede aver l'arcidiacono l'in-
valos. Di tali vicari o legati, di ce il Pon- combenza e la giurisdizione sopra il Cle-
zetti, angusta eral jurisdictio, qnae ex- ro di Roma, dicendosi ivi, che in morte
tra Urbis pomerium non protcndebatur di qualche diacojio iegionario,i]nf^^^èiion
secundum decrelalem anni 1206 Inno- fosse sui'rogalo il successore, gli acculili
centi IIIPP., cap. Sua nobis: De Offi- dovessero ubbidire all'arcidiacono. Era
cio ì icarii. Inoltre nell'assenza de' Pa- dunque l'arcidiacono il vicario del Papa
pi, massime que' residenti in Avignone, in queste materie, ufficio del lutto diver-
crearono Vicari generali di Roma e del- Anticamente nella Se-
so dal vestarario.
lo slato di s. CUicsaj accordando loro de apostolica vacante [V.) e fino alla
V I e Vie 07
coiisagrazioue ilei niiovu l'onlrlice , ei\ di cliiess. Diaconi cartofìlaci di Costan-
ili «ssenr.a de'Papi di» Ruuiii, il governo tinopoli trovò pure nel ioli?,, neliof)<)e
della CIticsii si devolveva al triumvirato nel I 143. Oggidì nella Chiesa greca il

apoijlulìco, cuinpostu del cardinal /irci- Prolosinetllo (/'.), capo iltt' Siine Ili, è il

prclfy o pili aulico de'caidinali preti, del vicario generale del vescovo. Un teiupo
cardinal Arciiliacono, o vicario del l'a- il vescovo di /*or/o()^.) esercita va in par-
pa nelle cose ecclesiastiche e civili, e del te di Uoma la giurisdizione vescovile, pe*
Primicerio della s. Scile [F .),o '.\ccauo vescovati subuibìcai i a lui uniti, poi con-
de' Prolonnlari apostolici. Pitiuleva il cessa pienissima a'vicari di Uoma. Il ve-
J." luogo l'arcidiacono, se il Papa viven- scovo di Forto estendeva la sua diocesi
te, il 2." se defunto, il Magri, NuUziiiile e giurisdiiione nel Paone di Trastevere,
i'ocaboli ccelesiaslici, in (juellodi Carlo- alla (|uale unì quella della Città Leoni-
pltylax, ch'era il vicario del [lalriaica na, dopo che divenne vescovo anche di
di Costantino[)oli e lo serviva d'arcidia- Selva Candida o delle ss. Uufloa e Se-
cono nella messa, ed esercitava la carica conda al <|uale vescovato apparteneva
,

di .sommo penitenziere, riparlato nel voi. quella parte di Roma, già suo suburbio.
LXXIX, p. 1 I, rifai isce che nella Chie-
I Nel 1774 '«J pubblicato in Roma: Lo sta-
sa romana era quest' ufficio chiamato lo presente o sia la Relazione della Cor-
diartii/arins, ma non di tanta autorità te di Roma [coolro il qual vocabolo, ol-
come il carlolìlace della Chiesa greca. tre nel silo articolo, dissi altre parole nel
L'udìzio di cartulario l'ebbero ancora le voi. LXIII, p. 153), ^ià pubblicata dal
corti secolari, e si dava tal titolo al giu- cai'.Lunadoro,ora ritoccala, accresciu-
dice delegato dall'imperatore, come au- ta e illustrata da Francescantonio Zac-
che al custode dell' Arclin>io ^ onde gli caria. Si tratta nel l. 2, cap. 22 Del :

y^rc/iii7s7/fuioiio detti carlularii. Il Nar- Cardinal Picdrio di Roma. Lo ripro-


di, Dc'Parroi hi, p. 343, osserva che an- durrò, eoo giunte e schiarimenti. Presen-
ticamente ne'capitoli canonicali, i cano- tandosi quotidianamente al PiomanoPoU-
nici preti attendevano alle sole cose spi- teflce premurosissimi e gravi aiK'ari lu
rituali in chiesa, o ne' bisogni estremi, i sempre maggior quantità, secondocbè ri-
canonici diaconi erano destinati alle ca- chiedono le varie dignità ed quali A , i

1 iche esterne che davano più nell'occhio, lui solo competono qual f icario di Gè-

come il carlofilace corrispondenle all'ar- sii Cristo (^.) in terra, è necessario che
chivista o bibliotecario, detto anco car- raccomandar ne debba la cura di molli

tulario. Questi, cou alcuni diaconi, a vea- onde provvi-


a diversi abili personaggi,
1)0 ispezione ne' beni delle chiese, ed era damente supplire ad ogni cosa. Al car-
necessario il loro permesso e consenso iu dinal vicario pertanto commette di fui'
iscritto pe'conlratli. Giorgio Fisida ce- le sue veci di vescovo di Roma e suo
lebre poeta sagro nel G4o era diacono e distretto, e di esercitare vescovile giuris-
cartofilace della chiesa di Costantinopo- dizione (se non è Vescovo, tale si con-
li , della quale era bibliotecario nel se- sagra, anche cou titolo di Vescovo iit
colo XIV il dotto storico greco JNiceforo parfibus, per quanto dissi in quell'arti»
(jregora. Nel i oyS e neh 2 i j trovasi uu colo). Paolo IV prima d'ogni altro vol-
diacouo bibliotecario nella chiesa di De- le, che l'ufììzio di vicario di Roma pro-

neveuto e tuttora esiste. Altri diaconi


, prio fosse .soltanto de' cardinali vescovi
cartoillaci della chiesa di Costantinopoli lor vita durante. Iinpcrucchè innanzi il

li riferisce a p. 36o dell' aano 68u, del i558 il vicario di Roma non sempre fu

787 , olile lo scevofllace , forse cartula- cardinale, ma talvolta semplice vescovo,


rio, che nel 1027 a\ea i>|>eziouc sui beui td anche ubbale, per aver Douifacio IV
ns V 1 e V I c
dento suo vicario di Roma l'abbate del periale; legazione che descrissi nel voi.

monnsleio lienedelliiio di s.Mailinodio- LXXIX. p. 280 e seg. Quanto agli e-

cpsi ilei ho (ma il Ponzelli dice che


ili A seoìpi (Il altri, non vicegeienti, che fun-
lo fu diGiovanni ^ XI 11, e nonifiicin 1\ sero l'ullizio del vicarialo di Roma , ini

fece vicario l'abbate di s. Paolo fuori le occorrerà ricordarli nell'elenco cronolo-


mura). Alloicbè il vicario di Roma non gico de'cardinali vicari di Roma,delPou-
era cardinale, i cardinali liilfi, il Go^-er- zelti, da me continuato che esibirò iu ,

Tintore di lìnnia,Vldilorc della Came- fine. L'ultimo esempio accadde nel lut-
ra, erZ di (ore drllr Conlraddellf (/'.), tuoso 1849, quando costretto ad ascon-
aveano postoa lui superiore, benché non mg.' Canali f^icegerenle, come nar-
tiersi

insigniti della dif^nità episcopale (Noterò, lerò alla sua volta, facoltizzatu lo supph

che fu Clemente XI. che pel F.°non)inò mg/ Giuseppe Angelini, allora e adesso
ilcardinal vicario con breve apostolico). luogotenente civile del vicariato e cano-
Ora, riaturalinenle, qual cardinale e per nico Valicano). La giurisdizione del car-
la dignità della carica, è sopra di tutti dinal vicirio abbraccia ora la città di
loro , e nel Sagro Collegio prende il Roma ed il suo distretto sino a ^o mi-
luogo d'anzianità che gli spelta, nell'or- glia (Del distretto o Comarra di Roma,
dine de'vescovi suburbicari o de' preti, riparlai nel voi. LVIII, p. i i5 e seg., e
secondorbè egli appnriiene (Anco quan- descrivendo Parrocchie di Roma e (.\el
le

do il vicario non era cardioide, godeva suburbio, però essendo ora amplissimo,
la parte dal Palazzo apostolico, di pa- secondo l'attuale riparto territoriale, gli
ne e vino, considerandosi facente parte altri luoghi appartengono alle diocesi che

della Famiglia pontifida, cotncìe^^o ne' dichiarai. Anticamente il distretto di Ro-


ruoli di Paolo IV, innanzi che attiibuis- ma si prolungava nel raggio di 100 mi-
se l'onoi ificenlissimo e autorevole ufl'izio Pnfllo di
glia, spazio di già soggetto al

al sagro collegio; e continuò a fruirne noma, come rileva Santamaria a p. iSy).


dopo tale disposizione). Il cardinal vica- Su di che è bene vedersi il Petra, Co'«-
rionon si può destinare altro vicario, menlnr. ad Consti t. .4post., t. .5, n. y5.
poiché se partir dovesse da Roma, altro Ne' tempi andati era incerto fin dove si

caidinal pro-vicario, deputato dal Papa, stendesse l'autorità del cardinal vicario,
supplisce alle veci di lui, essendo titoli e poiché altri pretendono che si restringes-
iiflizi propri de'cardinali il vicariato e il se soltanto a l'ioma e suoi sobborghi, ed
pro-vicarinto di Roma, siccome attesta altri volevano che si dilatasse per tutta la
il cardinal Petra nel luogo già ci tato (Suo- provincia di R,oma, comesi può riscon-
le talvolta supplirvi il prelato Ficegeren- trare nel Gonzalez, cap. tua dtoffìc. Vi-
te, o altro destinato dal Papa: l'ultimo car.,\ì. 1, e nel Mandosio, ad Reg. Can-
esempio che nell'assenza del cardinal vi- celi. i4) qu. 6, u. 5. E quantunque nel
cario di Roma supplì il presente vicege- distretto di Roma ci siano sei vescovati
reute mg.' Ligi-Russi arcivescovo d'Ico- suburbicari e cardinalizi, pure l'autori-
nio in parlibus,^M\tnen\\ con iodferno tà del cardinal vicario, un tempo si esten-
cardinal Patrizi vicario di Roma, avven- deva eziandio su quelli, ed oltre alle cau-
ne quando questi neh 856 fu nominato se d'appellaziotie (nel 17 18 fu stampato
dal Papa Pio IX legato a Intere a Pari- in Roma: De piaerogativa j'iirisdictio-
gi all'imperatore de' francesi Napoleone 7iisEminentissimi Virarti Papae in di-
III, per rappresentarlo e nel di lui pon- strida Urbis circa Appellationes. Dis-
tificio nome far da Padrino, nel compi- sertatio historico-canonica CajetaniL'o-
mento delle solenni cereraonie del batte- nes promotoris fiscalis tribunalis ejns-
simo del suo primogenito principe iiu- dein Emine ntissimi Vicarii), riconosce-
,

V I e C V 1 G.j

vfl ancora le colise ilii/ istanza ciirnnla- do il Lambcrtiui, De Synod. Diacci.


ti viiiiienle coj^li slessi orilinai i ilei (li«itret- cap. 5ji. Il cardinal vicario del Romano
lo; poiché qnc'vescovnli non si leiievnno Pontefice ha maggior potestà d' ogni al-
allora c|i»ali separali dal vescovato ili Ro- tro vicario generale, ed esercita giurisdi-
ma, ma i loro vescovi erano coopeiutori zione vicariale, ma nello stesso modo che
ecolluterali (.lei Romano Ponlelice, e in mi vescovo nella propria diocesi esercì*
ili lui vece da ciascuno di lot'0«0{<ni set- ta la vescovile , continuando la di lui
timana a vicenda si facevano pontifi- i autorità in leiupo deWa Sede apostolica
cali nella Chiesa patriarcale e arcibasi- l'acaule e del Conclave (nel modo cioè
lira Lateranciise, madre e ca[)o di tutte descritto in que'diie articoli, continuan-
le chiese di Roma e del mondo catto- do a intitolarsi: J icario generale della
lico, qiial cattedrale citi Papa. Di che Romana Curia e giudice ordinario, la-
rai^ionai in più luoghi, ed il Tomassini, sciando le parole, r/i /Vostro Signore. Im-
nella l'et. vi nOi'. J'crles. (liscipl., t. i, perocché dichiarò Pio IV nel 562 colla
1

par. 1 , cap. i'^3. l'eiò Benedetto XIV bolla In elige/ìdis, che in detto tempo il
decretò colla bolla i i5, t. i del suo Dui- Camerlengo di s. Chiesa, il Penitenzie-
la riunì ^ ile' 2 i dicembre 744> lioinaiiae
i remaggiore e il Vicario di lìo/na, po-
Ciiriac jìracstaiiliiiin (ricordata nel voi. tranno continuar le loro funzioni, doveu-
LXXX,p. 38,con l'altradel 'jf^T.^Quan-
I l do gli altri Tribunali di Roma e dello

(uni ad procuraiidam), che non vi cora- stato cessare interamente. E Clemente


petessej^iurisdizione veruna ini. istanza Xn nel I 7 32 colla bolla Aposlulatusofjl-
al cardinal vicc^rio, in riguardo alle dio- cium, decretò, che oiorendo in tal epoca
cesi de' vescovi nel distretto, ma che vi il cardinal vicario, il vicegerenle resti col-
si potessero solamente eseguire le di lui le facoltà di lui). Si può consultare il

citazioni, e i mandati colà speditivi con- Barbosa, De j'ure Eccles., t.i,cap. 5, n.


tro i chierici a lui soggetti, o per ragione 48. L' autorità del cardinal vicario (a
di r)a>cita o di benefizio. INon ostante può soggetta a più variazioni, e trovo >rel

il cardinal vicario permettere a' cappuc- Buliiriuin Komanuni le seguenti bolle


cini impiegati nell" uflizio di cappellani e disposizioni. Di Paolo li, Licei Ecclc-
nelle pontificie galere e nella dar->ena di siaruni, de' 16 settembre 1464= t- 3, par.
Civitavecchia (forse ces^ò l'aulorità dopo 3, p. 117. Jiirisdictio, elfac.idtates Vi-
la ripristinazione del suo proprio vesco- card Papae Urbe, e/usque ilistri-
, in
vato. A vveil'i il Santamaria: /^^«/«^//l'f'r- clu. Di Giulio Decet Ronianuni Pon-
II,

(ai^ hii/iisz/ìodi j'itrifdiclionein non ha- lifìcein, del i5i2 t. 3, par. 3, p. 333. :

bcie cardinaleni F icariani intra cì\>ila- Declaratio jurisdiclionum Vicarii Pa-


tem Ccnluni Cellarum^quaeaddioecesini pae, Giibernatoris, Auditoris Canieracy
[''ilcrlienscin per linei. Potestas f'icarii Senatoris aliorumque jadicwn Curiae
,

l rln<! anipUor ci'àdeni esl ca, qua. Epi- Capitola^ ac Marcscalli Urbis. Di Pao-
scopi cuyusquc f^icarius Generalis pal- lo III, Licei Ecclesiarani omnium, de'3
let. Nani acquimi esl, ut suprcniae Se- novembre i^\i: t.
4. pai", i. ,^'ìy^-
dis Vicarius a celeris inferioruni Epi- Jurisdiclio,elfacldtates Vicarii Sumnii
sroporuni qitoquo modo di ferimine tur. Pontifìcis, in Jlnia Urbe, ejusquc di-
Idque non soluin rationeniuneris Fica- slrictu. Di Giulio III, Cimi siciU accepi-
riiilis. scd eliani quia l icario Urhis a inus, del i55o: t. 4> pa''- '> P- 2G0. /«-
Ponti/ice pcculiarilcr nonnullae facul- risdiclio Eicarii Papae in causis /le-
latcs coiìcedtinlur, qtiae generali sub dc- bracoruin da Urbe. Di Paolo V Lni- ,

jjulalione non comprchcndercntiir), che rc/'i/ </gr/, del 6i 2 ricordata nel voi.
I ,

ascoltino le confessioni de'guleolli, secou* LXXX,p. t35.Woterò,cbe Urbano Vili


70 vie V I e
con deci eie de' 7. 7 aprile 1626, concesse 7/V//»;, del iO()2, colla quale aboH i fi-j.

al cardinale primo prete, altri dicono a' bunali egiudici particolari. !M 1 lietiedetlo
cardinali vicari /jro tempore^ almeno lei) Xlll decretò colla bolla In supremo A-
bero o da quel l'apa o poi, la facoltà ili jìostidalussoiio, de' 17 agosto 1724,
(are i processi, e di pro[)orre w Conci- Dtdl. Roni. t. I t, p. 336: Res/iticilitr

slori segreti le cliic'^e de' sei / escovati Card, f cumu-


icario Urbis jurisdictio
suburbicarifquantoalla provvista di nuo- lative inomnibus causis. Inoltre Bene-
vi vescovi, vi è alcuna analogia colle pre- detto XIII istituì il promotore generale
rogative del carlofdace discorso, per I ac- nella Curia ecclesiastica (/ .). Dell' ope-
cennato nel XCV,p. -26. Inoltre Ur-
voi. I
rato da Benedetto XIV, già notai ove ne
bano Vili neh 633 allidò la cura de'sei parlai. SuU' insegnamento della Dottri-
vescovati suburbìcari vacanti per morte na cristiana [J\)nQ\\e chiese parrocchia-
de'vescovi, o assenti o i»npediti, al cardi- ClementeXIll emanò moto-proprio,
li, il

nal vicario, perla vicinanza a Roma, con Per quanto sia grandi-, de'26 settembre
flulorità, riferita dal Ponzetti), ma non 1759, Bull. Roin. coni., t. i.p. 2'jÌ2, con-
s\ esercitò da' cardinali vicari esclusiva- ferendo al cardinal vicario l'analoghe fa-

mente (come può vedersi ne'vol. LXXV, coltà. Clemente XIV a' 5 agosto 1760
p ''24, XCV.p. 225), continuandosi prò con suo chirografo prodotto coll'altro che
miscuameole a proporsi da' Papi , con dirò, dal Ponzetti nell' Appendix, con-
Proposizione concisloriale, finclièdopo cesse al cardinal vicario, al vicegercnte,
il
7q4 non vi è più esempio che car-
I i al luogotenente civile, ed a'Ioio uditori,
dinali vicari esercitassero più tal facoltà, la [xivativa economica e sommaria d'e-
ad onta dell'istanze del cardinal Soma- saminare le cause di ricorso delle persone
glia e del successore cardinal Lilta, men- d'ambo i sessi miserabili, oper infermità
tre dal 63o al 7f)4 si conosce, che pro-
1 I
o per età avanzata, o impedite o in islato

posero 98 chiese. Bolla di Clemente X, pupillare, afllnchè conosciutesi con prove


Ex conimissae, de' 3 gennaio 1672: 1 t. le ragioni della parte ricorrente, ordi-

7, p. 161. Diversa e or cUnaùones circa


nasse a chi n'era in obbligo di sovvenir-
extraclionem Reliquiarum ex Coeme- le, per prossiniità di sangue, con uno sta-
teriis Urbis , et locoriini circiimvicino- bileassegnamento per gli alimenti, finche
rjini, illaruìnqiie cuslodiain^eldistrihu- durasse tale stato, a misura della possi-
ticnetn. Quanto riguarda le ss. Picliquie^ bilità. Dipoi, venuto il Papa in cognizio-

le Catacombe e Ciuiilvridi Roma,'m que- ne, che tali persone, ignorando il suo chi-
gli articoli ne tenni proposilo; e quanto rografi*, convelli vuno le parti a trattar le

alla^e/7o//»rt7(/'.),ancbe ne'vol. LXX I II, cause in altri tribunnli, e clje per l'impo-
p.34q; LXXV, p. 22.5. D'Innocenzo XI, tenza di sostener le liti, gemevano per
Dccet Romanum Ponti/ìreni, óe\[6Sg, non poter ottenere ciò che ad esse com-
ricordata nel voi. LXXX, p. i36. Non peteva, per e(|uilà caritativa con altro
trovo nel Bullaritiin la bolla di Clemen- chirografo de'7 marzo 1
772, concesse al

te X de' i 2 agosto i G7 1 , colla quale com cardinal vicario l'assoluta privativa della
part'i a' cardinali vicari la facoltà cumu cognizione di tali cause, ritnuovendole da
lativa di giudicare tutte le cause che ap qualunque altro tribunale, da qualunque
parlengono al loro tribunale, come gli al appellazione, ed inibizionedotale,chenon
tri giudici ordinari della curia romana, si dovranno attendere in modo alcuno,
l'cncli»' fossero laicali o meramente prò dichiarando di niun valore i privilegi di
fané, indi ristretta da'successori, partico- ufficio, di familiaiilà, di lettere patenti
larmente da Innocenzo XII, colla bolla e altro, con piena autorità di risolvere al
ricordata nel voi. LXXX, p.i3ft, Ad ra- solo iribunale del vicariato. Ma ora è da
vie Vie 7t
tornare al liljio : Lo stato presente del- della discorsa lettera decretale di Bene-
la Curie (li lloma, riservandomi poi eli detto XIV, in cui dimostra, che senza il
narrare il principale operato da'Papi nel consenso del cardinal vicario, eccettuata
secolo corrente. L' autorità duncfue del la i." tonsura, conferir non si ponnoda'
cardinal vicario fu ristretta e ampliata a cardinali vescovi submbicari gli ordini
beneplacito de'l'api, a seconda delle cir- uìinori e sagri, e ciò a norma del concilio
co>lanzede'tem[)i, fìocliè Benedetto XIV di Trento (Ma il cardinal vicario non ha
volle che l'autorità del canlinal vicario giurisdizione sulle chiese cardinalizie di
si riducesse allo stato, in cui si trovava Roma, cioè le arcipretali patriarcali, i

prima della ri torma de'tribunali fatta da Ti/oli Cardinalizi, nel (piale articolo
Paolo V. Dice il Coliellio, il cardinal vi- termi pure proposito delle precedenti, le
cario ha diritto speciale di convocare Sì- i Diaconie Cardinalizie. Ma vacanti i ti-

nodi. Egli qual vescovo, destina i confes- toli e le diaconie, come afferma il Ponzel
sori s'i secolari che regolari, ed anco fuor ti, subentra la giurisdizione del cardinal
di città, per privilegio particolare (cioè, Eugenio IV
vicario, per disposizione d'
dirò con Santamaria Excipt tres Ur-
: del 43 I. Notai nel voi. LXXV,p. 234,
1

bis hasilicas ; niiniruvi Lateranensem, che il Papa nel 1847, P^** la solenne fe-
/'alicanani, et Liberianani^ qunrnm sta Iridiiana celebrata nella chiesa del
Pociiitentiariiapprobanlnr a cardinali seminario romano, concesse all' attuale
Pocnitentìario Majori). Dispensa, in uno caidinal vicario, di farvi le sagre funzio-
al vicegerente, i sagramenti del Battesi- ni collo stesso ceremoniale che godono i

vio e della C/'e^/'/za (rammento il privile- cardinali ne'Ioro titoli. Avverte il Nardi,
gio del cardinal arciprete delia patriarca- De' Parrochi, t. 2, p. 196. I cardinali
le Chiesa di s. Pietro in f^aticano, così nelle loro arciprelure, titoli e diaconie
per le ordinazioni ; e le facoltà concesse hanno giurisdizione episcopale. Quindi
dal cardinal vicario di amministrare la il cardinal vicario del Papa per la diocesi
Confermazione a feseovi, residenti in di Roma non vi ha giurisdizione. E tutte
Roma, specialmente inpartibiis), fa le sa- le facoltà di detti cardinali arcipreti, tito-
gre Ordinazioni (su di queste e sulle di- lari e diaconi, non spirano in sede vacan-
missorie, riguardanti i forastieri, egregia- te, ma leesercitabili si esercitano da'Ioro
mente ne scrisse il dotto Santamaria : vicari). Egli approva le persone elette a'
imWa IVotitia Romanae Cnriae, opera pre- benefizi ecclesiastici, cui va unita la cura
ziosa restata incompleta), nelle Quattro d'anime, ed ha la facoltà d'esaminare a
tempora dell'anno, conferendo gli Ordì' mezzo de' suoi esaminatori apostolici del
Ili sagri non solo a' romani, ma agli o- clero romano, concorrenti a detti be-
i

l'ienlali medesimi che dimorano in Ro- nefizi (quando si tengono concorsi di i

ma, ed a quegli nitri estranei che hanno Roma v'intervengono il cardinal vicario
la Diniissorid del proprio ordinario, non a presiederli, mg."^ vicegerente, mg."^ se-
potendosi conferire detti orilioi in Ro- i gretario della visita apostolica, mg."^ de-
ma da verun altro Vescovo (ma in que- cano de'chierici di camera, mg."^ avvoca-
st'articolo, ne! § VI, De^ vescovi di riti lo generale del fisco e della r. camera a-
diversi, e ne' propri articoli narrai, che poslolica, il luogotenente criminale e il

in Roma vi sono vescovi orientali residen- segretario del tribunale. Il p. maestro del
ziali di rito greco, armeno e maronita, s. palazzo apostolico interviene o manda
per la celebrazione de' pontificali e per i casi per l'esame. Vi assistono pure due
le sagre ordinazioni de' loro riti, ed in di- esaminatori estratti a soi te pe'casi), la
versi tempi ve ne furono pure d'altri ri quale congregazione si tiene in occasione
li), nemmeno n'propri sudditi a seconda di concorso alle parrocchie di Roma. E
rj-t Vie Vie
gli, o il vicegerenle per lui, accorda licen- vengano fdUe l'esecuzioni de' raandili
za agli stampatoli, dopo averla concessa spediti ila' giudici in delti giorni festivi,
il p. maestro del s, palazzo apostolico, di poicliè com fu risoluto dal Inhiin^le del-
poter imprimere taluii libro (per (pianto la segnatura di giustizia nella Romana
lio detto ne' voi. XLI. p. 2o3, LXIX, p. Ciippellnnia 2G agosto i^oG. Lo slesso
220). A
ancora ricorrono le cause
lui cardinal vicario è il giudice competente
d' obblighi odi contralti legati ancora al degli El)rei[f'^.), dopoché Giulio 111 proi-
tribunale della camera, per quello che ri- bì a^li altri giudici della città il fram-
guarda luoghi pii, o a persone ecclesia
i mischiarsi nelle cause spettanti a quella
stiche (Gregorio XVI col breve Elsi Ho- naziciie, sebbene era pur giudice compe-
inani Ponlificis, ót'18 novembre 1^34) tenie degli ebrei il cardin.d camerlengo

Bull. Rota, coni., I.i9,p. 670: Confir- di s. Chiesa, unitamente allo stesso vi-
inalio privilfgii concepii Eminenlissimo cario. Egli è giudice fioalniente delle Me-
Cardinali Sicario, Jjrbisvisilandi uni- rclrici {f"^.), ed è uno degl' inquisitori
versus Ecclesia^, vionasteria et loca del s. Lffizio di Roma, assisteva al tri-
Pia in Roniae districtu cxislenlia, et bunale della Segnatura di Grazia, pre-
proi'idendi eoriiin icctae adminixfralio' siedealla congregazione criminale del suo
//o^/jj- siccome pure a lui ricorrono per tribunale (e fa parte dell'altre primarie
le controversie sui matrimoni della cit- congregazioni cardinalizie). Egli qual
tà e del dislrelto;e le cause de' chierici prefetto della cardinaliiia congregazione
romani per ragione d'origine, o di bene- per la Residenza de' f^exr.ovi (y.}^ può
fìzi ; e nelle cause contro i luoghi pii ha accordar la facoltà, concessa da Urbano
giurisdizione cumulativa col sol ti ibiina- Vili, a' medesimi di restare per giusti
le dell' A. C. (ossia dell' Lditore della o)otivi lontani dalle proprie diocesi gior-
Caniera, ora tribunale civile di Roma); ni 4o, e Benedetto XI V nel 174G emanò
gode egli poi privata giurisdizione sulle apposita costituzione. In fine il cardinal
liti per l'istituzione d'alcun beneficio ec- vicario e il vicegerente sono ordinari ese-
clesiaslico. Inoltre il solo cardinal vicario cutori della cardinalizia congregazione
può interporre decreti ne'conti alti de'/u'- della l^'isila apostolica {f •) e adempi-
golari dell' uno e dell' altro sesso, e da mento de' legati pii di Roma e suo di-
lui ponno esser giudicali, come pure dal stretto (n'è sempre prefetto il Papa, e pri-
governatore di Roma (cioè quando esi- ma le incombenze della congregazione e-
steva la carica e il suo tribunale); tulle rano [)roprie del cardinal vicario, come
le cause di mercede (del suo speciale giù- sitrae dalla bolla di Paolo 1 de' 6 set- 1 1

dice tratlaine'vol.LXIV,p.5 i.LXXXII, tenibre i4^4- L'odierno n'è presidente,


p. 177), e quelle tulle, che non eccedo- e nel 1842 a'i5 settembre emanò colle
110 la somma di scudi 25, sia se Ira per- stampe le Istruzioni circolari sulle pre-
sone secolari, sia se tra persone ecclesia- scrizioni da ossen>arsi dagl' incaricati
sliche, o abbiano ancora annesso qualsi- dell'esigenza e dell'erogazione delle
\oglia obbligo canterale. rseilaUredioce- rendite delle opere pie. e legati pii ani-
si non ha, che di far esegui-
altro dintlo ministrati dal cardinal %<icario pro-teni-
ve le citazioni, ed i suoi mandali contro yvor^', d'alcuui de'quali parlai all'articolo
a'chierici romani, come si è detto. Di più Povero). Ne tratta il Petra, t. 5, n. 78.
il medesimo cardinal vicario può conce- Il cardinal vicario ha, per cosi dire, la
deie a' debitori, benché obbligali came- stessa autorità pontificia in riguardo a
ralmente, grindultl tiel c^ip. Odoardus ciò, eh' egli agisce qual vicario del / e-
di' Aolutionibiis j e permellere ancora di sio\o di Ronìa,c\ì'é pure f^esro\n del-
lavorare i giorni di Festa; non però che la Chiesa universale (f^')j aelV Ldien'
vie vie ri
za sente r«»racolo della viva voce del P,i- Ifiio im|>ie^o, fu pt-r iillio irniiluto divcM--
j);i (della CiaM; ^•n-ac vocia oniciili). ve.- so d.ill' iilii/jo del imiIsmo, i\.ì\ o.irdiuul
SI iiigione nel voi. L\X1V, p. l'i"). Cle- D^ Luca, Rei. /Ioni. 6'f/r.,<lisc. i3, ii. 20.
inenle XII, col Ijievq l\oinann<! Ponti- Vi sono aiicoia due mandatari (o Cur-
fex, de' 12 febbraio 1732, Bull. Roni., *o/-/,de'(pi,ili e del loro deciini) parlai an-
t. 12, p. 2i5: lin'ocantur (ii\'prsac fa- cunei voi. Lll, p. 2(So), 1 (junli vcNtili di
citltaifs^a llnnianis l'ontifìcilius per co- color lionato (ossia di nero, con l)ia''iiif)le
nini i'i\'ae vocis oraciiltun, vfl lìescri- econsoprana o zimarra di saia paonazza
/;^/,('0'^rr,?^Y^r. La disposizione prohabii- con mostre di seta simili), e (eiiendo in
mente derivò dalla facililù delle conces- mano lecbiavi(o /I/as^^^; noterò col .San-
sioni del suo predecessore), ed a Ini viene tamaria, quanto a' mandatari. Ifi d<l'<;-
preslala piena credenza in tiitlociò die runt ( laves arp^cntcas non lamen n/n-
nvela, siccome ancora ni vicegerenle die qiid locornm, seti tantnnunodo in basiti-
con formano un solo e medesimo
Ini ca Laterancnsi, atqnc in pithlicis Sun-
tribunale. Quindi nello Stato presente pliralionihus, intra seti circa eanidcni
(Iella Corte di Roma, si descrive il tri- luisilicain ductis. E ciò forse come cal-
Ininaleilel vicarialo, come segue. Il car- tediale del Fapa, e pel riferito nel voi.
dinal vicario lia piìi ministri, onde pò- LIV,p. i 6 i
) d'argento, assistono alla ba-
lerspeditamente dar maiioagli ailliri del silica Laleranense, ed a tutte le proces-
suo tribunale, ed in i." luogo di mg/ vi- sioni die vi si fanno (in fiiiella della do-
cegerente, e di due Lnos^olenenli civile e menica dell' H.' del Corpus Domini de-
criininale. 11 luogotenente civile è prela- .scritta uel voi. IX, p. 6j, porta il ss. Sa-
lo, ed è un 2.° giudice delle cause civili gramento il cardinal vicario. In quella
competenti al tribunale del carduial vi- poi Vaticana della festa, descritta nel det-
cario. 11 luogotenente criminale è togato, to voi. a p. 44,'' njandataio o cursore
spedisce le cause criminali, e stabili.sce del cardinal vicario, le^^e il rotulo de-
gli atti necessaria seconda de' giudicati gl'iiitervenienli alla processione acciò in-
della congregazione criminale, cui egli cedino al loro posto, e con altro
compa-
preventivamente dà le esatte notizie e buon ordine, prevenli-
giio vegliano al
lelazioni. A questa congregazione crioui- vamenle avendone pubblicato regola- i

naie intervengono il carduial vicario, il nienti il cardinal vicario. Dopo i capitoli


vicegerente, il luogotenente civile, l'av- ilei le Co//ei,'/(7/c /^// /^o^a, procede in col-
vocato fiscale, il fiscale generale, il so- la collo stolone il Camerlengo del cle-
slituto, lutticon intero voto deliberati- ro, e dopobasdiche patriarcali m"."
le

•vo, fuorché 1' avvocalo fiscale e il liscale vicegerente, co'mmistri e componenti il i

generale, che ne porgono mezzo soltanto: tribunale del vicuruilo, dopo aver vedu-
assistono pure a delta congregazione, il to, in appositi sedili e in luo"o conve-
luogolenente sostituto, il sostituto li- iiieiile, fuori del colonnato Vaticano a
scale, il promotore fiscale, senza diritto destra defilare fino a quel punto la pro-
di volo. Il luogotenente criminale segna cessione). I nominati componenti il tri-
ì decreti ordinari; ed il No taro , che pa- buiiale, il cardinale, il vice"eiente e il

limenli è tenuto ad esservi presente, li luogotenente civile, presiedono all'alira


registra ne' destinati libri. Tale cungre- congregazione detta de'/;/r/(Y//, alla qua-
gazione si aduna nelle camere del cardi- le intervengono inoltre il segretario del-

iiale il mercoledì, eccettuate le feste. V'ha la vi>iia, l'elemosiniere delPatia il luo«


inoltre 4 notari civili, e il cancelliere goteneiite criminale, e l'uditore del car«
chiamato segretario, e quantunque uno dmal vicario, i| presidente de'mi-sionari
de' civili notali ammiuisirasse alle volle il camerleugo del clero, il promoloie fi-
74 V I e Vie
scale (lei lril>iinnle, ed il segrelniio del bimali orclinnri, cioè cardinal vicario, n-
medesimo klie sottoscrive tulli i bandi, ditore della camera, governatore di Ro-

le notificazioni, e gl'inviti sagri stampa- ma.senatore di Roma, del decano ponen-


ti, che pohbl\ca il caidinal vicario; delle te di consulta, dell'avvocato de' poveri,
quali stampe aflisse da'cuisori o manda- dell'avvocato fiscale e del fiscale genera-
tari del tribunale, feci parola anco nel concesse di conferire in ciascun an-
le, gli

Tol. Lll, p. 280); vi assistono parimenti no gratuitamente due dottorati ad ho-


14 /'^//o*///, che riferiscono alla congre- non-m per voti segreti, a due soggetti
gazione que' sconcerti die fii d'uopo eli- forniti <le'reqni<iti che prescrisse, previo
minare dalle parrocchie. In (piesta con- esamr; rigoroso avanti detta congregazio-
gregazione si assegnano le materie da ne. Nel citato voi. p. r4oe f44*'^o'°"^'
spiegarsi nelle conferenze morali, che si della Pratica della Curia Romana del

tengono in diveise chiese della città, e vi Villelti, ristampa del 18 1 5 con aggiunte.
fii fÌM,a la lassa del mosto giusta le re- Ecco come descrive il tribunale del car-
gole de' canoni. Inoltre in delta congre- dinal vicario, uno de' 4 ordinari, eserci-
gazione interviene il segretario della me- tanti la giudicatura ordinaria, par. f,cap.

desima, a coi incombe formare un ac- 5 ; Del Tribunale del Cardinal Fica-
cui;ito registro delle risoluzioni emesse. rio e sua giurisdizione. » Il tribunale
Abbiamo: Praxif! Sccretariae Trihnna- del cardinal vicario ha per capo lo stes-

lis Em.ì et Rti'.i Donìini D. Cardina- so cardinal vicario, ed ha 3 specie di giu-


li'; Urbis P^irarii, pernlilis, non modo risdizione, cioè cii'ile, criminale e spiri-

dictae Secretariae minixtris, verurn e- tuale economica. All'esercizio della civile


tinnì ordinandi'!, confessariis, parochis, presiede, r." Lo stesso cardinal vicario,

ar /'.piacopontni cancellariis, auctore per mezzo d'un suo uditore abbate. 'a.'Un
lìomiialdo I/onorante eie. oc in rjnt- prelato col titolo di vicegerente, quale
ilein Secrclariat niitncre per plttres an- parimenti esercita la giurisdizione per
nos versatos. iSVciindii eflilio[\a i.^èdel mezzo d'un uditore abbate, 3.° Un altro

I "46) novis additiombus ancia, et illu- prelato col titolo di luogotenente civile.
strala, Romae ijGi. Elenchus Clironi- L' uditore del vicario tiene l'udienza in
{US Vicarioruni Urlns in spiritualibns 3 giorni della settimana, cioè il luoed'i,

flJaxx. Ponliflcwn Romin. ad Jtdiitni il mercoledì e il venerdì mattina, purché


I\l ariani Della Snina^Ua amplissiinuni non siano feriali e tiene l'informazione
;

S. R. E. Cardinaleni SS. D. N. in Ur- ildopo pranzo in que' giorni della setti-


ie ricarium, auctore Hyacinto Pan- mana, ch'egli stesso stabilisce, allorché
zelli ad sacris donius ponlificalis, Ro- vi sono cause, nelle quali le parti siano
mae 1797- unite per informare. Giudica come giu-

Pio VII nel 1800, pel riferito nel voi. dice ordinario ; e come capo del tribunale
LXXX, p. 14 I e altrove, nel restaurai e deputa i giudici, ed ammette ricorsi da' i

il regime pontificio, colla bolla ivi di- giudici dello slesso tribunale nelle cause

scorsa Posldudurnas, riformò molte co- che non superano li scadi 25. Il vicege-
se nella curia romana e le giurisdizioni rente per mezzo del suo uditore tiene l'u-
de' tiibunali. Dispose col n. 4^: Sarà dienza nelle (ìroprie camere la mattina
composto il ministero particolare e cri- ne' giorni non feriali, e 1* informazione
minale del vicariato, d'un luogotenente similmente a suo arbitrio, quando le par-
criminale, di 3 sostituti e di 3 notari ; e li sono unite. Il luogotenente del vica-
col n. 54 ne stabilì gli stipendi mensili. Ed rio cammina collo stesso ordine accen-
.ivendo il Papa, col n. 53, stabilita una nalo, ed ha la giurisdizione cumulativa
rongiegazione touiposta dc'^copide'ti i- col viccgorente. Onattro sono i notari ci-
V I e V I c 71;

Vili del liiliunale, die servono a'giiiilicl ti nnilamrnfe col cardinal vicario, co'
r ritengono gli nflìzi nt;lla sUailojclie lU due [)ielati vicegereiite e luogotenente, e
Cam|)0 INlarzo va a ftlonle Cilorio (cioè col luogotenente criminale costituiscono
a destra , e perciò la via prese il nome la congregazione criminale, la quale si
degli L//!zi dell' Jùii." y icario. Trovo aduna ad arbitrio del cardinal vicario
nel f'ernardini , che nel \'j^'\ pnMjlicò in alcuni tempi deiraniio, coH'assisteiiza
Iaì (Icscrizioìie dt' llioni ili Rouiii^ die solila de' mg.'i avvocalo e procuratore
gli uHl7.i de' notari civili già esistevano fiscale. In rpiesla lo slesso cardinal vica-
in della strada). In essi ogni giudice do- rio, i nig.ri vicegerentee luogolenente, il

vrebbe avere suo Droliardo e Manua-


il luogotenentecriminale,ed ilsoslitutoluo-
le eonlrassegnato col nome di quello per gotenente hanno il voto decisivo, rego-
cui serve. Vi è siuiilrnenle il libro At- landosi la risoluzione delle cause dalla
t ntnp/i/ilorii//i, ed il hbro Rrccjìloruin, pluralità de' voti. Magli altri sostituti
ili cui sì notano tulle le spedizioni. Que- non vi hanno alcun voto, ed in essa si prò
sto tribunale, come gli altri 3 tribunali pongono e risolvono le cause più gravi
ordinari, ha i suoi cursori, che stanno in del ti ibunale. A difesa de'carcerati v'in-
un luogo contiguo agli ullizi, ed esegui- tervengono mg.' avvocato, ed i procura-
scono le citazioni ,
gli alti delle subaste tori de' poveri, i quali assistono, e colla
e ilelibere, e tnll'allio che porta il loro scriltura se occorre, ed in voce alla dife-
ullizio, e che ha relazione cogli alti Qilli sa de' rei. La 3.'' giuriodiziotie economi-
in questa curia. A questa giurisdizione, ca, ch'è quella che riguarda la correzio-
die si estende al ricinlodiiQ miglia tuo- ne del costume tanto rapporto agli eccle-
n di Roma, sono soggetti i soli chierici siastici, quanto a'Iaici del vescovato di
e luoghi pii, eil anche i laici nelle cau- Pionja, l'esercitano economicamente, e di
se che passano il valore di scudi i5. Il concerto fra loro, il cardinal vicario e
ti dmnale del vicario, come gli altri due mg.' vicegerente, che senza strepito e fi-

dell' A,C..(ora civile) e ilei governo (non gura prendono all'opportuai-


di giudizio
' più esistente), è soggetto alla Scf^nalii- tà que' provvedimenti che credono ne-
rn (li giustizici (J'^.). Quanto alla giuris- cessari. Mg/ vicegerente ha altresì la fa-
dizione criminale ,
questa risiede presso coltà di procedere economicamente nel-
lo stesso cardinal vicario, di mg."^ vicege- le cause di alimenti, che si devono fra

renle, e d'un luogoleiienle criminale di parenti 7'«'"« sangiuiiis j come ancora è


cappa nera, che nelle cause criminali fa giudice privativo nelle cause de Neofiti
la ligure di giudice ordinario, e come ta- ( f"^.), nelle quali cause si procede per gli
le sottoscrive decreti, sentenze e tutl'al- atti del Monti, uno tlegU odierni 4 no-
tro che occorre per l'esercizio della sua lari del tribunale del vicario. Ha anco-
giurisdizione. A «piesta sono soggetti gli ra questo tribunale una particolare se-
ecclesiastici di Iiouja e del suo recinto greteria, ove si spediscono le dimissorie^
delle dieci miglia, ed anche i laici, riguar- ed altre simili licenze e fedi; e vi è un ca-
do a que'delilti che sono meramente ec- po che soprintende a queste cose, e che
clesiastici, o di misto foro, ne'qiiali si dà si eleggedalcardinal vicario". Narrai nel
luogo alla prevenzione, ed in (jnesto ca voi. LXXX, p. 14'') che Pio VI! col mo-
so esercita la suo giurisdizione cumula- lo-pi o[)rio Ou/tndo j)er ninmiialiilt^ di-
li «amente co' tribunali dell' A. e del C sposizione, ilei 1816, pubblicò la nuova
governo (quando esistevano, ed ora co* organizzazione dell'amministrazione puh
Tribunali di Roma, civile e criminale). blica , e mantenne la giurisdizione del
\'i è ancora un sostituto luogotenente tribunale del cardinal vicario nelle cause
criminale, ed alcuni sosliliiti, i quali lui' di iiliiucnli , e la criminnle , rimanendn
^6 Vie Vie
pure fciine le allre giiiiistìiziniii. Leone Nel piecedenle olli;Iiip, Leone XII etna*
Ali col bieve lìvcoltnles auiìiio^ «le'() a- nò iilcune iifui n)e e jiiowidcn/e ^e'/Vv-
pi ile 8241 ^'"//- lioiii.conl. t.i(i,|). 4o,
i biiiKilì di Tloiitn, accennale in tale aiti-
ti. ispoiiò il AVmm(7r/o /ìomr7//o (/'.) nel- colo. Poscia col bieve Paslomtis curae,
l'aolico vosto locale (lelCo//r;^'ù>-6\'r///a- de' 1
7 nprile 1 827, Bull.cxì.^ 1. 1
7, p. 1 o i,

iiico- IJni^arico (f^.), e gli assegnò la con- esenlò i Consen-ntori (fi Roma ( /^.) dai-
lig(«a Cìiicsn (li v. Aj>olUiuire per ulli- la ginri>dizione del cardinal vicario. Il

ziarla , avendone riparlalo nel volume prof. Veroìi^lioli, clie nel 1 83 J pubblicò
LXXXV, p. I I
7, 1 3o, I 3?.; stabdenilo la le f.fZO'ti ili diriilo caiwiUrn , lez. 28,
residenza del cardinal vicario e de' suoi Dell' Ifjicin del Ficnrio, volle dire al-
udizi nell'altro propintpio e grandioso cuncliè del vicario del Papa in Roma e
palazzo, die ha il maggiore ingresso nel- della sua podestà.» ha riflesso al Se si

la via della Scrofa. INotai nel voi. LIV, dirillocoinune.d vicario delSoininuPon-
p. 3 i4, elie nel palazzo pro[iin(pio a quel- lelìcc; come vescovo di lionia, cli'è ordi-

to già tiella l'usta Pontificin a piazza Co- naiiamenle un cardinale, non [)ih) eser-
loiìoa, un tempo vi fece stallile residen- citare alcuna giiuisdizione fuori di Itonia
za mg.' vicegerente ,
msieme agli nfllzi se non con ispeciale concessione, cosicché

del ti d)nnale del cardinal vicario, peroni la sua giui isdizione alla diocesi di Roma
si dis>e volgarmente: /7^///^/-zo<^//'/»è'.' ' '' *'' ^^^••^"de (Cos'i rispose Innocenzo 111 :

CfgTfììfe. Nell'invasione degl' iu)peri;ili Quorum jiirisdiclio f'icarii, qiiatii Ro-


francesi , la segreteria tifi vicarialo fu iiumiit l'ontifrx in Urlie rclif/iiil, non.
trasferita nella casa della congiegazione extenditnr extra ilLimnisi ei spt^cialilcr

della /l//.vi/o«(%eslanziònellesaleHl 2.°pia- sii couccssuni). Quantunque la giurisdi-


no. Secondo il nari alo nel voi. XXXV III, zione del vicario del Papa per diritto co-
n. 66, il Papa assegnò nel dello palazzo mime non si esercita alla diocesi o pro-
i'abilazione anche a mg.' vicegei enle,ma vincia romana, oggi ciò non ostante col
per poco la godetle. Per l'/^///K) AW'/A:» (nel fallo l'esercita non solo in Roma, ma an-

quale articolo ho riferito qoanlo riguar- cora in tutta romana diocesi ue'chie-
la

cla il cardinal vicario in tali anni)del Gin- rici non esenti, il cui potere
e religiosi
biieoU'^.) 1825, Leone XII colla bolla dipende dalla volontà e commissione del
y/iinuniauspicalìssiniuuiniagiìiJubiLiei, Pontefice. Tuttavia non può il vicario

de' 2 I ollfjbie 1S24, /ìidl. Roni. coni., del Papa conoscere le cause de' sudditi

1.16, p. 273: /linpliatiofdcnllaleni con- tle'cardinali nelle rispettive chiese de'lo-

(t'ssaruiii Poenitenliarìis,etronfe.ssariis vo titoli (e diaconie, spesso confomleiido'


Urbis tempore Jubilaei. Col §2,5 prov- si queste con quelli, anzi aggiungerò, e
vide all'elezione de' confessori secolari e delle arcipreture cardinalizie, come feci

regolari da farsi dal cardinal vicario. In- di so|)r;t), siccome in queste chiese eser-
."
di colla bolla tS'tiner universani , del i citano ijuasi episcopale giurisdizione. Co-
novembre 824, B(dl. 1 cit., p. 255: A^ova sì entro tion)a non può conferire lienefl-
Pnroeciaritni Lrbis distributio, et ardi- zi, ancorché il vicario sia cardinale, sen-
«^//o. E col breve y^rf/ioc ^fz/^rcMirtre, de' za l'espressa licenza o speciale mandato
2'' dicembre 824, Bidl. ! cit., p. 2f)5, di- del Pontefice, ^on può promuovere agli
retto al cardinal Zurla, 3"os/ro in alma ordini quelli che sono soggetti ail altri

Urbe P' icario in spiritnalibus generali, vescovi, senza le loro lettere dimissorie,
Leone XII ampliò la dotazione alla ca- né queste può dare a'chierici non sog-
.sa delle /Mis.uoni (A.) eretta sul monte getti '. Intrecciandosi con questo artico-
Ks(|uilinod;d marchese Lercari-lmperia- lo, come superiormente rilevai, l'altro
II, delia quale anco nel voi. LXlVj p. 16. òtTribunali di Roma, in esso dichiarai
vie vie 77
!t* f^ranili hencmerfiizt* del glor!o<;o Ore- orditimi; i." le muse lin meri Iniri , (i

quiio \ \' I c(j'infilfsimi, lix-coiitHiidi) d roiitio n»eii luiri, che ihjii eciedoru» il

MIO tiiolie|>lice 0|iei'nlo COI) iiidefesso 7.e- valore di scudi veiilicinque , senza biso-
lo, eziandio per la |iro(:ed(irn ciimiiiule gno del formale consenso ricljiesto diil
§
per norma delle curie ecclesiosliclie, e de' 318, n. 7 (Necondo la prescrizione dell»
tiihiinali t-cclesiitslici e ili giurisdizione hiA\i\ lloniniinc Ciirìm- ninf\lniiliiini^ò\
niisla. Laonde le provvidedisposizioni dì Ilenedello XIV, nel ^ ./iirisdiclio/irin re-
(ì|•e^ollo XVI riguardarono pure il tri- rnl. § !5()6. Il cardinal vicario conosce e
l>unale ortlinario ilei vicarialo, e trii)»- giudica, in 7..' istanza, per mezzo anco-
naledel Papa qual vescovodi /ìow/rt. Nel ra del suo privato uditore, e cumulati-
lìci;olainfnto organico ilcf^iuclici e tri- Viiuiente col prelato uditore della caine-
ì>iiiiiilit/i /ionia, i\e ~ì
iiHobit iiì3 i . \Mes- ra , tutte le cause non n)aggiori di cin-
so la lÙKcolln <lcllc tci^gi e (ìispcsizioiìì (piecento scudi roavaiii giudicate in 1 ."gra-
(It niiblilica ainniintslraziont: iifllo sitilo do da'due [)relati vicegerente e liiogole-
poiìti/iciOj t. 5, p. 2, si contiene ancora nente. Conosce pure e decide, comegiu-
il Hegolamento per le cause civili nelle dicedi 2." istanza, anche in virtù delle
Carie ecclesiasliche, e Del Tribunale del speciali facoltà che gli vengono coufer-
J'icariato di lìotnn. In esso dice coni- .".i ajate,erpiaiidooccorrn,nuovamentecon-
posto il Irilionale del caidiual vicario, e cedole colla piesenle dis|)Osizione, tutte
de' prelati vicegerente e luogotenente ci- le cause non superiori alla somma di
vile: i anche per nìezzo d'nu
line prelati, cinquecento scudi, che saranno decise in
privato uditore, conoscono e giudicano i." istanza dal prelato uditore della ca-
in prima istanza: il cardinal vicario iu mera. § 367. Gli uditori privali del car-
seconda istanza cumulativamente all' u- dinal vicario, e de'prelati vicegerente e
tlitore della camera , e [larlicolarmenle luogotenente, potranno conosceie tutte
altre cause. !Mg/ vicegeienle e il suo u- le cause lino alla sentenza tlie dcciile il

tlilore esercitano la giurisdizione volou- merito esclusivamente. La sentenza che


t.iria anco Degli all'ari Ira meri laici, cu- decide il merito sniìi sottoscritta dal car-
DMilritivamente cogli altri giudici desi- «linai vicario, o dal prelato vicegereole

gniiti nel ^ 88 di detto lugolaniento or- o luogotenente, previo il visto dell'udito-


fauico. Di più, nel luogo rammentalo, re che aMÙ conosciula la causa. § 368.
diedi un sunto tlel ce\thve Re^^olainenlo La giurisdizione privativa del tribunale
legislativo e giudiziario per gli aj/'ari ilei vicarialo, per le cause di alìtuenti, a
civili,pubblicalo nel 1834 col moto prò- forma de'chirograli della sa. me. di Cle-
piio, Elevali appena per divino volere, mente XIV de'5 agosto 760) e 7 marzo 1

d dettaglio avendolo 1 iferito a'propri ar- 1772, per le cause non commerciali de-
ticoli. Quanto a quello che scrivo, èdet- gli ebiei e deneoflli, e per le altre che

lo nel til. 3, sez. 2. »> Del tribunale del sono al medesimo riservate dalle costitu-
f icario di Roìiia. § 364- Il Tribunale zioni apostoliche, è mantenuta". Noo si
del Vicariato di liouia è composto: del deve dimenticare il riferito nel citato
cardinal Vicario di Roma e suo disti et- articolo, o voi. LXXX, p. i57, riguar-
to,d'un prelato vicegeienle, d'un prela- dante gli appelli al tribunale del vicaria-
to luogolenentc civile. § 365. Ciascuno lo. Nel l. iq della memorata /irt(ro/<<7<^/f /•

de'diie prelati vii;egereiile e luogoteneii- le leggi e disposizioni di pubblica animi-


le, anche per mezzo d'un privalo udilo- uislruzionc, del pontificalo di Gregorio
re, conosce e giudica ini." istanza: t.°le XVI, a p.i44 *' ''po''^ '' cl>iiogiafo di
cause di Roma e suo distretto, che nelle tal l'apa, Co/i (/j/z'o^'/vt/ò, de'26 dicem-
diocesi si conuicono e si decidono dagli bre i84i, conleneule le uonue e disci*
78 Vie V I c
jjliiie per proccdeieecoiiotnicameule nel sarono 4^8 doli nt^l 1 84 i ; nel 184?. iloti
le cause lehilive a'ilelilti die ollemluiio 438;nel 18 j3doti 4? ' ;nel 1 844 doti '^' ^)
i cusluiiiì. Segue il successivo lici^oLi- nel i84'> doli liOinel 1 84G doli ìi^G; nel
iiit nto pro^'^'i^orio di proccditrd vnini- I 847doli()o5;nel 1 848 doli G24;nel i84<)
naie jn-l Irihimnle dd
Vicarialo, de' 9.0 doli G27; nel8^odoli 632, che importa- 1

gcniidio ^^lyptr procederi: economica-


I rono 20,020 scudi. L'incremento fu noln-
inentt nclltcduse de deliui lesivi il liiion biioienle progressivo. Neli85o si suddi-
coslunie. Il chirografu e il regolauiculo visero le doli in '.'o di nomina per dispcj-
liabbiaiiiu uniti e stampali a [>a(le. luul- sizioni degristilutori; 5') per nomina di

tre nel t. io di tletta Ilaceolt/i, a p. (ìy, vari liioglii pii in virtù di pontificie pre-
si oOie la nulilicazione ilei canlinal l'a- scrizioni ; Go di nomina del protettore,
trizi vicario ili Iioina,(Je'22 marzo 184^1 deputati, segretario e magistrato roma-
la quale contiene le Disposizioni da os- no) 7 a zitelle di Loreto e di quel coii-
5;ei varsi da'notari e cancellieri del tribu- servatOiio; 2 5 di bussolo per oionacazio-
nale dell'Eni." Vicario, e dirette alla re- nej 465 di buisoio comune pe'maritag-
golaie e sollecita procedura delle cause gi. llr<'gnanle /Vo /.Y, nell'ottobre 1
847
civili che si attitauo nel medesimo tribu- ripristinò municipio di Roma con con-
il

nale. La celebre arciconfralernita della siglio; di questo doveudone far parte 4


ss. Annunziata, eretta in lìoma dal car- deputati ecclesiastici, ne concesse la no-
dinal Turrecreniala (f^.) \\e.\ 1.4^0, si mina di :'. al cardinal vicario, e degli al

dedica con mollo vantaggio della cri>Wa- tri 2 all'autorità governativo. In tale in-
na Diorale alla dotazione delle povere zi- dicato articolo ricordai pure, ciie nel
Ielle, e meritò che il Fapa Urbano ^ Il dicembre attribuì al cardinal vicario la
(f .} la dichiaras<ìe sua erede , e molli nomina delle zitelle romane alle doti de'
benefattori l'arricchissero. Essa soddisfe- lotti, e meglio lo dissi nel voi. LXXIV,
ce per più secoli mirabilmente al religio- p. 34'- medesimo artic(jlo, e
1)' piò liei

so e sociale suo scopo. Per le triste con- altrove, dissi del nuovo metodo introdot-
seguenze degli sconvolgimenti che olllis- to pel saggio della cognizione della Dol-
sero Pioma al principiar del uoslro seco- trina cristiana^ da tenersi avanti il car'
lo, PiO VII temporaneamente nel 1819 dinal vicario, invece dell'antico della di-
sottopose il beneiicentissÌD\o e pio stabi- sputa generale. Raccontai ne' voi. LVII,
limento ad una visita apostolica, accioc- p. 2o,LXI V, p. G5, che il Papa nel 85::?
I I 1

ché lo Però Gregorio XVI


riordinasse. nominò una commissione di archeologia
accogliendo benignamente le rispettose sagra, col cardinal vicario per presiden-
suppliche de'conservatori del popolo ro- te, onde meglio regolare gli scavi nelle

mano, con breve de' 12 giugno i838 si catacombe crisliaue- Neil 853 il Papa isti-
degnò quello di restituire all'antica sua tuendo il provinciale Seminario Pio (^f^.),
amministrazione, ed una scella ùeputu- dicui anche nel vol.LXXXV, p.i 93,193
zione di specchiati ecclesiastici e carita- ed altrove, in parte del locale del semi-
tevoli patrizi, sotto la protezione del car- nario romano, ne concesse la definitiva
dinal vicario, tosto uè assunse le ledioi, ammissione degli alunni al cardinal vi-
con ubertosi e felici risultati, che ripelu- cario. IVeli85G con breve de'20 marzo,
tanieule celebrai. Un confronto l'esibisce avendo il Papa riaperto 1' ospizio eccle-
il domale di Roma deli 85o col n. 68. siastico, nella pia casa delta de'Cenlo pre-
l'uichè nel i83i)si poterono conferire 3G3 li, a rifugio de' poveri sacerdoti cagione-
doti che impoiiaiouo scudi
1,798; nel 1 voli o maiali, e provetti romani, e fora-
1840 doli 372 che impoi taluno scudi slieri , i quali abbiano slabile domicilio
1 2,0 1 C.Cou queste propurzioui si dispcu- legale lu i'voiua da almeno oltre 10 au-
V 1 e V 1 C 79
ni ; eil ivi istituita niicuin la pia o[)eia sue molteplici prerogative trattai ne' «e-
tlellu culluia spiriltiale ilcH'Agio IIuujìì- lulivi al lic<j|i, come di sue disposizioni,
iio, per le inissiotii a'colont dispersi iil-I- massime |,el iliviii culto,!'/ ffìzialura di-
la cumpagiio roiuaua, li vulie presieduti i'iiia, ec. ec. Per la venerazione che si deve
dal cai'iliual vicario, in un n\ legiiue e alla casa di Dio, ma.^sime in una Rumai
aminiiiistrazione dell'opera pia, non clic insisterò sempre per 1'
esalta (jsservanza
diretti da una coinoiiasiuue di 12 eccle- ilelle Scinte prescrizioni emanate dal car-
siastici, nella cpuile avratiuo seinpie luo- dinal Patrizi, riguaidiinli Musini sa- la

go 4 paiiochi. Su questo spedale edospi- gra (f-) nelle chiese di lìoma, come per
tio, si [)uò vedere il n. iiG del doma- ultimo feci ne' voi. LXXXll, p. 3iH e
le (li ilotìia del i855. We ragionai ne' seg., XCVl, p. q3, ullidalc alla sorve-
voi. LXXVIII, p. 6G e seg., LXXXIV, glianza del zelo religioso dell'accademia
p. 60 e i3G. Il Papa visitò beiitlico il ponlilìcia di s. Cecilia di Iloma, tanto o-
slabilunetilo a'2tì agosto i85C), ricevu- notata dal Papa che regna, come rilevai
to dal cardinal vicuiio, il (piale giù per a suo luogo. K siccomemi onoro appar-
incarico pontifìcio, con sua notiiìcazioue tenervi, COSI mi sarà condonalo se qui
avea fatto invilo a' fedeli, specialmente aggiungo altra delle pontificie muiiiiì-
ecclesiastici a concoiiervi con ollerta
, ceiize colla medesima. Il Papa Pio IX
mensile, da farsi a'deputali colleltoii ed istituì una decorazione a' 17 luglio 1847,

all'esattore della stessa opera pia. Le 44 con lesciitlu de' i5 del susse-
stabilita
regionarie iSf/zo/c di lìoiiia (/.), dipen- guente novembre, che vuuKi denomina*
dono dall'iiiuriediata superioi ila del car- re Ordine di s. Cecilia. La concesse per
:

dinal vicaiio. lìiferisce il n. '2 i5del Cior segnalarei componenti il banco dell'ac

naie di Roma deliBSg, che da «jualche cademia omonima, cioè 4 guaidiani i

anno costumandosi dar saggio dagli sco- presidenti, il segretario e il camerleiign


lari di esse del piofilto negli studi ,
con prò tempore. Consiste una Croce di in
solenne distribuzione de'[)reaii in meda- decoraziolu- e(jueslre, di smalto bianco
glie d'argento, quella ebbe luogo nell'am- e biforcala, filettata d'oio. E sormonta-
pia chiesa di s. Andrea della Valle a' i5 ta da una corona di lauro smaltala ver-

settembre, per le mani del cai dinaie, do- de, intrecciata da una fettuccia d'oro, e
po aver d. Gaetano Mulini con elocjuen- sostenuta da diverse catenine dello stesso
le orazione dimustialo, come l'istruzio- metallo. Nel centro di detta Croce vi è
ne della gioventù debba over specialmen- una medaglia in ismalto bianco, avente
te in mira la buona educazione, llagio- nel mezzo un triregno in oro, cerchiato
nando della Predica, dissi che in lloina di smalto azzurro, su cui sta scritto a
la benedizione a'pauochi per la piedica- lettere d' oro Pins IX Poni. Insliluil
:

zione catecliistica, ed a'predicaloii ptr la anno 1847- Nel rovescio di tale meda-
predicazione maggioie la dà il Papa pri- glia, parimente smaltala di bianco, si ve-
ma della Quaresima, introdotti da mg. dono nel mezzo gli emblemi musicali in
vicegerenle e ilal segretario del vicariato, oro, e nel cerchio azzurro, che lo contor-
con analoga esortazione^ ovvero supplisce na, sono scolpite le parole: Sodatila^
il cardinal vicario, ne'modi che descrissi. et Acadeniuic j)0/Uifu'iae S. Ce.ciliae
Il cardinal vicario è Piolelloie àx molti Urbis. Della gloriosa s. Cecilia non poco
luoghi pii, sodalizi, ordini religiosi, mo- riparlai nel voi. LXXXl V, p. i
4'.) ^ ''^S-
nasteri, opere pie ec. Spelta al cardinal L' attuale vicario cardinal Patrizi, nel
vicario l'ordinare le preci pel prospero 1860, invece del cardinal Ferretti Peni-^
/ 'V/gg'o (/ .) del Papa, e quelle di lin- ttnziere lìla^^iore^ impedito da maial-
graz,iuuiculu dopo luiualu iu ivumu. Delie ila, si pollò kou lieuu, uccuinpa^ualu dal
8o Vie Vie
liihunale della s. Penilenzleiia, ail nscol- pianto dal clero romano, pc'tnolteplici
lare If sagrniueiilaii conlessioiii, nell'ole e ilelicati incai iclii da lui con zelo dÌ!<ini-

pomeiidiiine della domenica dille l'alme pegnali. Il P(jn/etti lipoiia il seguente e-


iiella basilica Laleratiense, in «pielle del lenco de'set^i elari del Vicariato di Uotua,
inercoledì santo nella basilica Liberiana, che compitò colle Notizie di Roma. Il

ed in quelle del giovedì e venerdì santo cardinal Millini fallo vicario di Roma
nella basilica Vaticana. Secondo 1V/////»'Z- nel 1610, pel i.° elesse il segretario del
rio potiti/icio jfl y(jo. I si cotnpone il tri- tribiinaledel vicariato in'l i G^^x, nella per-
Liinale del vicarialo de'seguenli peiso- guna di Odoaido Tibaldesclii chierico di
naggi , la segreteria ora essenilo situata torcia, (jueni deiuccps iiisKciuuntur ad
sulla piazza di s. Agostino al n. 7, nel lo- uominationtin Cardi/wliitm Ficario-
cale di s. Apollinare. Mg/ vicegerente, rum. Ne furono successori nel segreta*
U)g.' luogotenente civile, nig."^ deputalo riato : i. Giuseppe Salamoila calabrese,
a'nionasleri, due prelati assessori, l'avv." lettore nell'università romana. 2. Ralfae*
luogolenenle criminale, il segietaiio del le Fabrelli uibinate, poi [)re(elto dell'ar-
Iribiinale, il promotor fiscale per le aia- chi vio segreto ponlificiojsegretariode'wie-
terie ecdesiasliche, il deputalo a'nialri- nioriali di Alessandro VUI. 3. Alessaa-
mnni, il difensore delle professioni reli- dro Bonaventura d'Urbino, indi e/e//i0.vj-
giose e de'malriinoni, il custode delle ss. ni(^/t; di Clemente XI. 4- INicola Antonio

r»eli(|uie, il sostituto della segreteria, ed Cuggiò, canonico di s. Maria in Trasle-


i reveiendissimi esaminatori apostolici vere. Gaspare Ori romano, arciprete
:">.

del clero romano. Il tribunale criniiiiale di Maiia in Cosmedin. 6. Romualdo


s.

del vicariato si compone, dell' avv." luo- Onorante della diocesi d'Ascoli, canonico
golenente, dell' avv.° sostituto luogole- de'ss. Celso e Giuliano, autore dell'opera
nenie, del capo notaro. Nella Slatistica già lodala, y. Luc'Anlonio Caselli roma-
di tulli gli iifTicii ed impieghi del do- no, canonico di s. Anastasia. 8. Filippo
minio della s. Sede, co' rispeUnd asic- Liberti romano, canonico di s. Anastasia,
gni annui, pubblicala nel i849> S' '^8' eloquente, dotto e virtuoso. Trovo nelle
gè quello del cardinale in scudi 2,100, Notizie di Roma deliSoS che lo era an-
del vicegerenle 100, del luogotenente cora. In quelle stampatela i." volta nel
civile 120, del notaro 120, del luogole- 1818 si legge: Antonio Aquari cauoui-
nenle criminale 840, del suo sostitu- co, segretario del tril)unale e pro-depu-
to 540, de'giudici ij200, de' nolari lalode'monasleri. NelleiToZ/s/e^eZi 82 i,

1,1 52, dell'ispeltore 2i6, degli esplora- vacava il segretariato, lu quelle del 1822
lori240, de'portieri 444»*^^' segretario è riportato il canonico Antonio Argenti,
240. del suo sostituto 80, degli scrittori 1 e tale si legge anco in quelle del 1828.
.596, del novizio 24: ili lutto scudi 8,1 12. Però narrai nella biografìa del cardinal
Quandoesislevano gli óZ/Z/t/, il tribunale Luigi Frezza, che rinunziate le sedi ve-
avca la sua squadra e il proprio bargel- scovili diTerracina,Sezzc e Piperno, Leo-
Io. Nel Giornale di Roma del i858, a ne Xll lo dichiarò segretario del vicaria-
p. 1067, vi è la Necrologia del can. d. lo; indi a'i5 dicembre 1828 lo Iraslalò

Fiancesco Anivitli promotore fiscale del all'arcivescovato di Calcedonia, ed al se-


viciii iato benemerito, prefetlo e dilettole grelarialo degli affari ecclesiastici. Nel
primario di tulli gli Oratorii notturni 1 829 ommesso, e nel 83o è registra-
fu 1

(riparlali meglio a Uiviversita' artisti- lo il can. Giuseppe Canali, da Gregorio


CHE, e del primario di s. Maria della Pa- XVI fallo vescovo di Ferentino a' 4 di- 1

ce, anco nel voi. LIV^, p. 17), sacerdote cembrei84o,e poi /^/^'^«/^«/«•(^./Nel-
operùso, pio, fedele, disinteressalo, couu- le Notizie del i84i trovasi il segueule.
V IC Vie Hi
Mollo neliS^c) d. Giuseppe Tni-nnssi ca- ponno leggere alle loro biografie, che in-
nonico Lateianense, segretario del vica- dicherò in corsivo: altredi essi e de'vesco-

riato per8 anni, regolatore primario del-


1 vi vicari, sono nelle diocesi di cui furo-
la pia unione di Paolo, superiore del-
s. no pastori. Per le vicende de' tempi in
la pia casa à' Ewrcizi à\ Ponte Rotto (di cui vissero, è intrinseco riportarsi all'ar-
tali due eccellenti opere pie, riparlai ne' ticolo Roma, ed alle biografie de'Papi di
vol.LX\XIV,p.io7,i4i,?.i8, XCVII, cui furono vicari.
p. 2f), ove notai die la delta pia unione,
da s.Maria in Cappella riportò nella cliie- FAcnco cronologico de Vicari generali
sa di s. Maria del Buon Viaggio la sagra del Papa qual Vescovo di Roma.
immagine omonima, e vi trasferì pure la
divozione del Sagro Cuore di Gesù e l'o- I vicari del Papa in Roma comincia-
pera pia de" Marinari. E qui trovo op- rono dallo stesso primo suo vescovo e
portuno aggiungere, acciò si compenetri primo Sommo Pontefice s. Pietro, prin-
col luogo citato, che Della Daj a di Rio cipe degli Apostoli e Vicario di Gesù
Janeiro o s, SchasLìano del Urasile, nel- Cristo in terra (di sua venuta in Roma
r America Meridionale, vi è il convento va letto il detto nel voi. XCVII, p. GG),
di Kostra Signora del Buon Viaggio, ò\ quali Episcopi Adjulores, et Vicarii
cui parla 1' Album di Iloma, t. i3, p. Coad/utores, per le necessità del popo-
i^y, olTrendo pure la veduta dell' edi- lo cristiano, in che fu imitato ne' primi

fìzio e delia chiesa), e il più antico de- secoli da' successori a motivo delle Per-
putato di quasi tutte l'opere pie di Ro- sedizioni della Chiesa; siccome Papi i

ma; uomo insomma vissuto alla gloria di erano coslrelli a stare ritirati nelle Ca-
Dio e al bene dell'anime. 11 clero romano, tacombe e Cimiteri di Roma, ed anche
cui per tanti anni fu guida e padre, gli fece obbligali ad esulare, ovvero per infermi-
solenni esequie nella chiesa di s. Apollina- tà o vecchiezza o per dover subire il
,

re del seminario romano, avendone letta martirio, deputandoli ad Vicariae pò-


l'orazione funebre il facondo mg/ Vincen- tesialis officia episcopalia in Urbeexer-

zo Anivilti,ora chierico segreto del Papa. cenda. Inoltre s. Pietro, quando partì da
Cantò la messa poutifìcalerag.'^Ligi-Dussi Roma, per fondare altre chiese nell'Oc-
vicegerente di Roma, coll'assistenza del cidente e nell'Asia, governò il vescovato
cardinal Patrizi vicario, e fra gì' illustri di Roma per vicari, Adjulores et Vicarii

personaggi che v' intervennero nelle tri- del Papa. Fino al 4o.™o Papa s. Siricio,
bune è da segnalarsi il cardinal Falconie- ioclusivamente ad esso, eletto nel 385,
ri. Ne produsse l'edificante Necrologia, tranne s. Vittore I , s. Zeferino, s. Fa-
il Giornale di Roma deli85q, a p. 199. biano, s. Dionisio, s. Eulichiano, s. Caio,
Quindi annunziò lo stesso Giornale del s. Marcellino, s. Marcello I, s. Giulio I e
1 .° marzo 859, avere il Papa con bigliet-
1 s. Liberio, tulli gli altri Papi erano stali

to di segreteria di stato, nominato al po- vicari e coadiutori nel vescovato di Ro-


sto di segretario del Roma,
vicariato di ma ed alcuni erano arcidiaconi della
,

l'attuale can.d. PaolinoDeAngelis, J^m- Chiesa Romana. Inoltre forse in tali epo-
ino scrihae sacri trihunalis Rcligìonis che, e duranti le persecuzioni e dopo di
Urbis curandis. Ora col romano Poo- esse precipuamente, furono vicari de'Pa-
zetti (che qual cappellano segreto sopraii- pi di Vescovi Suburbicari e
frequente i

numero seguì Pio VI a Vienna) ripor- A Ibano , Sel-


viciniori, di Ostia, Velletri ,
terò l'elenco de'vicari di Roma. Le noti- va Candida, o delle ss. Ruffìna e Secon-
zie di que'the divennero Papi, o cardina- da, Porlo, Tuscolo, Palestrina e Sabi-
li , e tali essendo ebLcio il vicariato, si na, e talvolta anche altri vescovi liroitro-

VOI. xcix. 6
82 ViC V 1 C
fi, pr ! cui «eonero appellali Fpìscppl Ro territorio, et judex , rappresenlante la

inani. Prrpi Ixomnni, ì-'piscopi I. alerà persona del Papa qual vescovo di Roma,
ncnscs. Collaterale^, 1 tehdoniadarii ò.\ con piena e ordinaria giurisdizione epi-
tiella basilica in cui Pa ponlificavanopel scopale, tanto presente quanto assente il
pn,r.onianoPonterice.l'apa Anastasio IV Papa, etianiÀposlolira Sede vacante. Ha
Uri .63 chiamò cardinali vescovi sub-
1 1 i il cardinal vicario di Roma molteplici
iiil>irai'iCooperatore: ci Vicarii no-
: prerogative, le quali non hanno i T ica-
'tri. Fino da'primitivi tempi della Chie- ri generali dc\'esco\i, inclusivaniente a
sa, vescovi suburbicari consagrano il Pa-
i quella di adunare e celebrare il sinodo,
pa. Anche nell'altre chiese fin da' primi come si trae dalle bolle di Paolo 111 del
secoli furono eletti coadiutori con futura
i i535 e deli545-, ex quo constai annis
successione, ma il Papa non può elegger- i384 aede sacra nwnastcrii
eti2)C)i in
si il Successore (y.).l\esl'ìlu'\\{\ la pace Dotninae lìosae, et in ecclesia s. Tmu-
allaChiesa ne' primordi del IV secolo, rentii in Damaso, atque anno i4Gi in
secondo bisogni, continuarono vescovi
i i aede s. Eustaehii accedente universi cle-
suburbicari talvolta ad essere deputali ri romani illic synodaliler congregati
da'Papi dell'ufTicio di vicari. Neil' Vili consensu a Vicariis Urbis nonnullas san-
secolo e seguenti non si trovano i vicari cliones promulgata fiàsse, qiias in vero
de' Papi , e fu allora, anzi pure prima, dioccesana synodo fnissc conditas ani-
che il cardinal ^arcidiacono della Chie- higendnm non est, ci quas ibidem legen-
sa Romana ne suppliva le veci ,
poiché das proponOj' et qtiamvis hac facnltate
secondo la disciplina della Chiesa, natu- usi non sint a tribns, et amplius saecii-
rale Vicario generale del vescovo era lis Urbis Vicarii, nidlus didfilat, posse

l'arcidiacono ed avea cura del clero e


,
nnnc eani valide erercere. fide Bene'
delle monache, onde il cardinal arcidia- dictuin XIF, De Sinodo Dioccesana, lib.
cono della Chiesa Romana fu appellalo 2, cap. 3. n. 3 e 4- Ux doctrina Jo. Fr.
J'icorius Pontificis, per cui, come ho det- de Pavinit s, Palatii apostolici and il.
to in principio, nell'assenza del Papa da de Ofticio, et polestate Capitoli Setle Va-
Roma e nella SeAt apostolica vacante e cante, 1. 3, par.
1 tract. Mag., p. 43o,
"?.,

sino alla consagrazione del nuovo Ponte- n. 4o, habel quoque potestatem, et jn-
fice, l'arcidiacono coll'arciprete e il pri- risdictionem ordinariamin scìiolares^et
miceiio de' notarì reggevano la Chiesa sliidentcs Urbis ad instar aliorum pre'
Romana. Ne'secoli successivi, Papi nuo- i latorum Ordinarioruni in aliis Univer-
vamente affidarono a* cardinali vescovi silalibus,eliam quando scholares cleri'
suburbicari la vicaria dì Roma, nella loro ci homicidinm inUrbe perpetrarent, co-
assenza dalla città, ad comunicando altri me narrai descrivendo la storia dell' U-
altresì l'autorità civile di legati a latcrc. nivcrsità Romana {^V.). Spettava al vi-
Dipoi i Papi stabilirono un vicario ve- cario di Roma, alla testa del clero roma-
scovo d'alcuna diocesi, ad nutnm admo- no, di presentare a'gradini della scala del-
vihili, ed ar)co un cardinale vescovo, con la basilica Vaticana, a're ed altri sovra-
facoltà e giurisdizione a beneplacito pon- ni che venivano in Roma,
Croce pel la

tifìcio. Ripeterò, che finalmente Paolo I bacio, innanzi d'entrare nel tempio. Ec-
pel I
.° costilm permanente nel sagro col- co dunque l'elenco de'vicari di Roma, e
legio la cospicua carica del vicariato di di quanto riferirò, le prove copiose, eru-
Roma nello spirituale , io un cardinale ditissime, storico-critiche, l'olfre il Pon-
vita ejiis naturale durante, e quale Or- zelti, col quale procedo; importantissimo,
dinano di Roma e suo distretto, Ordi- massime per Roma e sua illustre dioce-
narius Urbis etHomanae Curiae ejuscjuc si, per coinpreudere que'persooaggi che
2

V 1 G V I C \^^

la governarono nello spirituale, come .il s. Fvaristo *\\ Betlemme, T^'ìcarìus s. A-


(reltanti vescovi, in nomee vecede'llo- nnclili, a (pio ordinatur /Cpiscopus, vi
mani Ponlefici. — A' 1 giugno dell* anno
1 caria potestnle auctus, ut qundani pa-
qf), s. FAno ili Volterra fu ordinalo ve- storali tyrocinio/ani rvercilatnrn adpa-
scovo , insieme a s. Ciclo , da s. Pietro, sccnduin totiu<i Ecclesiae gregetn osfcn-
Hi ministeriuni sacerdotale cxcncnl, dcret fìomano Clero expedile rligrudum
ricariamque potestà (cm in IJrbem ad- illis diJJlcilUniis temporibus a quo deiii -

vnnistraret vice Principis /ipostoloruni de commnnibus Pontiffx


votis Suniniiis

alìsen lis, provincias Occidcntales longin- declaratur, cioè dopo 1 3 giorni di Sede
fiiias visìtantis et J\pisropos per cik'ifales vacante nel 1 1 2. — A'27 settembre o(»1

instiluendis, veleidcniìn II rbepr aden- s. Alessandro I romano, canlinale prete


ti, ut opilidaretur, et euni ad/uvaret in (riparlai di lui ne' volumi LXXXVIII,
nnincrcpontiJìccdi.Dopo il glorioso mar- p. 8G, XC, p. 202, dicendo della rinve-
tiriodi s. Pietro, a'^c) giugno del 6c), non nuta basilica e sepolcro di s. Alessandro
vacò la s. Sede, e divenne Vicario di Cri- I, e della nuova chiesa in costruzione, col

sto 6 2.° Papa lo stesso s. Lino. — A' 1 le pie offerte de'fedeli del mondo catto-
giugno dell'anno 56, s. Cleto romano, or- lico, la cui i." pietra avendola gittata il

dinatiis episcopns a s. Petra, cnj'us in Papa Pio IX, in memoria del solenne at-

Urbe Coadjulor fui t^otqiie Vicarius, suc- to la congregazione di Propaganda, pio


s. Lino nell'anno 8o, senza vacar
cesse a prietaria del latifondo ove sorge l'antico
la s. Sede. — Nel luglio del 64, s. C/e- e il nuovo tempio, fece coniare una me-
niente I l'omaDOy post redi t uni Principis daglia di gran dimensione, coll'iscrizioni"
Apostoloruni ad Urbeni ex Occidentali riferita dal n. 22 del Giornale di Roma
itinere, et ex Britannia, Nerone in chri- dell 858), in persecntione Tra/ani a. s.

stìanos saeviente paulo ante suuni niar- Evaristi exemplwn Principis Apostolo-
ty riunì ordinatur episcopns a s. Petra, rum, suique decessoris Anacleti seqnen-
qui successoreni eum eligendum coni- te ordinatur Episcopus Adjutor sma, et

niendai'ìt Ecclesiae, etianisi Liniis , et V icarius in Urbe,cujus deinde ad Calìic-


Cletus Ficariatu jain perfuncli adhnc dram,et successionem tolius cleri suj-

essent superstites: prima enini illa aclas fragiis evectns fuit, nel 2 1 dopo 8 gioj'-i \

Ecclesiae Romanae foi'enda erat insti- ni di Sede vacante. —


A' i4 dicembre
tutis viroruni apostolicorum, qui plnri- 1 16 s. Sisto I romano, cardinale prete,
munì consuevissent cnm Petro sedis il- Episcopali ordinatione insigni tur a s
lius fundatore: Vicariatu quoque Roma- Alexandro I PP. Nani ingravescente
nae Uvh\sfunctus. Nell'anno gS, dopo magistratnum persecntione per abscn-
20 giorni di Sede vacante, s. Clemente I tinnì Trajani imperatoris ab Urbe, Ale-
successe a s. Cleto. Conviene tener pre- xander T PP. carceri inclasus per Ati-
sente Cronologìa de' Romani Ponfe/ì'
la relianunijudicem,cnniprohiberelurani'
ri, equanto riportai nel voi. LXX,p. 3o2; plius numera ponlificalia exercere, eli-
e quanto a s. Clemente l,il riferito nel voi. git suni Episcopum Adjutorem et Vica-
XCVII, p. 70. —
Circa l'annoSy %.Àna' rium Sixlum, qui deinde a clero roma-
c/etó d'Atene, Ficariuss. Cleti,\ni\\ dopo no ad Sunimuni Pontificatuni exaltatur
4 mesi e g giorni di Sede vacante, fors'an- nel 182 dopo 25 giorni di Sede vacan-
co per essersi tardato a conoscere il marti- te. —
A' 16 settembre 12G s. Telesforo
rio patito in Crimea da s. Clemente I (del- greco di Turio prete, ordinatur Episco-
la cui basilica ove fu deposto, riparlai nel pus^et Vicarius, et Coadjutor nontinatur
voi. XCVF, p. 269 e seg.), gli successe a Sixto I PP. in persecntione Hadria-
l'aoDOioS. — A'25 marzo dell'anno gS ni imp,, postea digitar Ronuinw; Pon-
84 vie V I C
tifcx, nel L'i', tlopo 'j gioinitll Sede vn ef a Callisto f in carcere incluso, priu-i-
caiìie, et f>iiiiì US flLìr/ynini n s. Innaco quani marlyrio coronarctur destina-
ad coiliirn cvoLwit. — A'3o selleinhie tur ad Vicariara potestatem agendani in
i37 s. /^'//lo d'Atene, a s. Tltchsphoro Urbe vice ejus, apostolìcuni thromini e-
J'P. c.xcnipln (Icressoruni, causa t.rci- letto dal clero romano nel 22G dopo 6
lalae persi'ciUionìs, marlyrio proxiino giorni di Sede vacante. — il 23o
Circa
Vicarius dclecttis est^ctad Kpìscopalum s. Ponziuno, Vicarius s. Urbani 1 PP.,
promoi'eliirj deiiidc Ponlìfex Romanus e 29 giorni dopo il suo martirio fatto Pa«
dfclaraCtis, nel i54 dopo 7 giorni di Se- pa nel 233. —
Circa il 232 (questa da-
de vacante. — A' o aprile i4i s. Pio I
I ta fa anacronismo colla precedente: deri-

d'Aquileia, s. I/ygini Vicarius, e Core- va dal sistema cronologico seguito dal-


plscopo dopo 3 giorni gli successe nel
, l'autore; io adottai quello di Novaes, pe-
I 58. —
A'i5 dicembre i49 s. Aniceto s. Antera greco, Vi-
rò non senza critica)
siro cardinale prete ordinatur Episco- , carius Urbani £ PP. 3 poslea Eccle-
s.

pus Adjutor, ef \\c9ivm9, Pontiftcwn ITy- siae Homanae cleri rem. votis suscepìl
gini t't Pii /, indi nel 1^7 dopo 3 gior- administralioneni tìe\ 237 passati i3
ni del martirio di s. Pio I fu dal
1

clero
,

giorni dal martirio del predecessore. —


romano eletto Papa. — Il i.°gennaioi6 e Circa il 24q Prcsbyleri et Diaconi S. R.

s. Solerà di Fondi, Vicarius .9. Anicetì, lì. praefuerunt Ecclesiae post s. Fabia-
nel cui luogo, 17 giorni dopo il martirio, ni marlyriuni patito nel 2 53. A'3o —
fu sollevato al pontificalo. — A'22 gen- novembre 25o s. Lucio / romano, or-
naio 70 1 s. Elenlero greco, ordinatur K- dinatur Episcopum in saevissimae per-
piscopui- Coadjutor, et Vicarius in per- seculionis Decii in clcrum praesertim di-
secutione quarta suh HI. Aurelio, et L. rcctae discrimine a s. Cornelio PP. pul-
fero cocpta a s. Solere in dictae perse- so in exiliuni Cenluincellas, ut fidelibus
cutionis discrimine posito satis recepta christianis proxinic adesset Episcopus,
consuetudine in Urbe in persecutionibus quia ej'us vices irapleret, et ex proprii
prowei'endi T'icarios, ad eumdem Sote- pasloris absentia Ecclesia Romana ni-
rcm adjui'anduni. indi io giorni dopo la hil detrimenticaperet. Mailwizzaìo il Pa-
sua mortegli successe. — Circa il i 85Caio pa s. Cornelio (ciica all'esilio e luogo del
dottissimo e chiarissimo cardinale prete suo martirio, può vedersi il voi. XCVII,
(non conosciuto dal Cardella, nelle lìlc- p. 70) nel 255, dopo uu mese e 5 giorni
tJìorie storiche de' cardinali, né pare ilPa- gli successe. —
A'23 maggio 253 s. Ste-
pa di tal nome eletto nel 283) Pontifici- fano /romano, arcidiacono della Chiesa
bus Fictore I, et Zepherino (del 194 e Romana, fu insignito della dignità vesco-
del 2o3) ordinatur Kpiscopus gcntium, vile da s, Lucio I, concio esulare ab Ur-

iit in aliqua natìone eo officio fungerc- be in persecutione Decii, eique concedi'


tur, isque in Urbe rctentus per aliquot tur omnis polestas Romanae Ecclesiae
menses ad Vicarii muneris o/77aa Epi- Vicario nomine gubernandae in absen-
scopalia implenda, donec daretur op- tia ejusdevi s. Ludi /, e 6 giorni dopo
porlunitas expeditionis. A' 29 luglio — ilsuodecesso, nel 257 gli fusostituilo. —
2 7 s. Calisto I romano, cardinale pre-
I A'2 settembre 255 s. Sisto II ò.'k\.ttxt^

te, ordinatur Episcopus, et a s. Zephe- arcidiacono della Chiesa romana, fu or-


rino PP., in carcere detcnlo, ante ej'us dinato vescovo coadiutore da s. Stefano
martjriuin\\c?iv\u% r/ Coadjutor decla- I nella persecuzione, acciò nella sua as-
ratur , a cui successe 6 giorni dopo nel senza ed esilio fungesse I' uflizio di suo
221. —

A' IO giugno 221 s. Urbano I vicario, celebrò le sagre funzioni di Pa-
tomaiio pronioyelur , ad Episcopaluni, squa nel 2.5(jf egli successe nel 2G0. —
V I e Vie 85
A'28 luglio l'ì'j ,Pi'esbyter'i Ires S. R.F. Damaso f portoghese cardinale prete,
(jiiihiisforlassc. ima rum .v. SLtlo Arcìii- Ficarius Lilicrii f PP., dini extra l/r-
diacono fi /'icario s. Stephanus I PP., beni niclu linercticorum moraretur lem-
commisil ICS Ecclesiae, aule sex dies sui poribus Juliani intp., dcindc. in ejusdeni
rnarfyrii. —A'6 agosto C4 58, Preshy ie- Liberii calhedrani ascendi t, nel 3G7. —
ri S. lì. E., y^ipraefeiuntur Ecclesiae ro- Circa il 374 Simpliciano prete roma-
••

manne, cjus susccpta cura curii ad niar- no da s. Damalo I inslilnlnr dalus b. Ani-
ty ritmi ducerelur s. Sixlus ff PP., et hro<iio elc'cto Episcopo Mctliolancn'ii, et
ejus sede vacatile wsque ad diern 7 kal. anleafortasse etiani Urbis Vicarius ejus-

i

augusti an. 2 5f). — A'28 dicetubre 268 dcni s. Damasi f Papae. A' 24 set-
s. Filice I romano , vicario di l^apa s. tembre 383 s, Siricio romano, car<.!ina-

Dionisio, e nel 272 gli fu dato a succes- le prete, ordinato da


D.tmaso I, per la
s.

sore. — A'23 maggio 3o8 s. Eusebio gre- sua età e notabili incomodi, fu deputato
co orduialo vescovo per supplire al mi- di lui vicario per supplire all'uHìzio epi-
nistero vescovile, Ficario nomine, inve- scopale, e 3 I giorni dopo la sua morte gli
ce di s. INIarcello I in Calahulo dclenti, successe nel 385. Al Ponzetti non riuscì
dopo il cui martirio nel 809 fu eletto Pa- 25o anni vestigi di
trovare, ne'posteriori
pa. — A'i4 gennaio 3io s. Melchiade Roma; nisi dicere veli'
vicari de'Papi in
africano fu ordinato vescovo da s. Euse- mus, horuni numera impleta lune lem-
bio, e dopo il suo martirio suffragi del i poribwifuisseab aliquo Episcopo Subur-
clero nel 3i i l'elevarono alla cattedra bicario, vel ab aliquo S. fi. E. Cardina-
apostolica. A suo tempo l'imperatore Co- li, /orlasse Archipresbytero, vel Archi-

stantino I divenuto cristiano, restituì la diacono, ut probaluni est innostra prae-


pace alla s. Chiesa, e concesse a'cristiani fatione; auare ut haec vacuitas ab aliis
il iiiiero esercizio della religione. Alcuni diligentioribus viris implealur vehe/nen-
affermano, ch'egli nel 3 i i facesse in Ro- ter et opto, et rogo. Noterò, che vuole il

ma pubblica professione del cristianesi- Novaes, nella Storia de' Sommi Ponte/l-
mo. — A'i4 giugno 3 12 s. Sili'esCro I ei, che Papa s. Zosimo del 4' 7 fi> ili.",

romano fu ordinato vescovo da s. Mel- che al titolo di F'escovo o di Papa ag-


chiade, e nella persecuzione del tiranno giunse il nome di Roma. — A'22 novem-
Massenzio, ad esempio de'predecessori, lo bre 537 Vigilio romano, cardinale arci-
dichiarò suo vicario e coadiutore, indi diacono della Chiesa romana, apocrisa-
eletto successore nel 3i4- — A'20 gen- rio di s. Agapito I a Costantinopoli , fu
naio 336 s. Marco fu ordinato vescovo ordinato vescovo, calhedramque Roma-
da s. Silvestro I, e nella sua estrema vec- nani administravit in tutto il tempo del-
chiezza dichiarato Eicarius et Adjulor. l'esilio diPapas.iS'i7i'eno(si tenga presente
E morto s. Silvestro Ia'3 1 dicembre 335 il detto nel voi. XCVII, p. 75), e 6 giorni
(secondo Novaes), 7 giorni dopo gli suc- dopo la sua morte, col consenso e suffragio
cesse. — 1

A'i 3 agosto 355, s. Felice lE del clero, nel54o divenne legittimo suc-
romano cardinal arcidiacono della Chiesa cessore. —
Nel 547 Ampliato prete car-
romana, indi prete, a persuasione di Papa dinale della Chiesa romana (non cono-
s. Liberio fu ordinato vescovo suas ad sciuto dal Cardella) e Vicedomino di Pa-
vices obeundas,curn ipse sub Conslanlio pa Vigilio, qui cum Byzantium profici-
itnp. in cxiliuin deportareiur,fpiod no- sccretur,euni Catanae in Sicilia presby-
luisset haeresì arianae consenlirey tan- ter uni ordinalum , Romani transmis'U
dem sedit Romano sub nomi-
Pontiflcatu cum Falcnlino PJpiscopo ss. Rufinac cL

ne Felicis ff, nel 355, e ne riparlai nel Sccundae adcaslodiendum fjaicranunt^


Tol. XCVII, p. 71 e 72. Nel 359 s. — ov'era il Patriarchio residenza de'Papi,
,sr. V I e V I C
clf^ultinandumclcrutn. — Nel 547 ^'* (7(0 Hoinani aihcnienle. Dopo il quale
leiitiiiu vescovo siiburbicurio delless.Ruf- per 3^0 anni altri vicari spirituali di lio-

fma e Seconda (di cui nel voi. LI V, p, lua non rinvenne Ponzelli. — Nel 1075
225), inviato a Uoina col cardinal Am- s.Jnselino vescovo di Lucca, nipoled'A-
nlialoda Papa WgAiO, ad giibtriianduni lessaniiroll. confessore della gran conles-
Jxoinaiium cleruni, e di abitare nel La- sa Matilde marchesana di Toscana, ri
ici ano quando Totila re de' goti prese
: mosso dalla sua sede da Lnrico IV per-
/'or/o gli lece troncare le mani, e poscia secutore della Chiesa, il gran Papas. Gre-
si recò a Costantinopoli, ove si trovò, nel gorio 1^ II l'elesse a suo vicario, e mori

concilio, presente Vigilio, alla condanna in Ma.ilova nel 1086. Nel iou8 circa —
di'leodoro ili Cesarea in Cappadocia, al- Bono vescovo di Labico,(.\\ cui anche nel
tri sottoscrivendo per lui. Qui s'incontra voi. XXVII, p-196, Pasquale II lo fece

ultra lacuna di loo anni, uella quale il suo vicario. — Nel 1 i i i circa lo slesso

l'onzelti non riuscì trovare clii fungesse Papa fece vicario di Roma il cardinal
ìu Hoo)a il vicariato episcopale. — A' io Ciovanni de'Conli di Marsi vescovcj Tu-
agosto Fai^ciuo I romano, [)rele
654 S- sculauo. Verso il — 8 il cardinal Pie- 1 1 1

della Cliìesaromana, fu ordinalo vesco- t'o romano, arciprete de' ss. Silvestro e
vo, ad exerctnda miincra poiilifica- Martino, vescovo di Porto, fu vicario di
lia in Urbe, s. Martini I Pl\ in exi- Roma Sotto Pasquale II, e Gelasio 11
Unni dcjjorlato ad Chersontni , atque quando si recò in Francia, quo niunere
certo nuntio de ejusdan IMarlim lohitn vicario duni vixit , seniper est funclus;
Romani allato, accedente totius cleri sunni dccus foedavil adhaerendo anti-
romani consensu eideni successil, et le- papac Anacleto II pertinacissime usqne
gitime sedere coepil, nel 655. Oltreché ad ulltnium spiritum. — Circa il i i3i
vanno tenute presenti le biografie de' il cardinal Corrado della Suburra roma-
Papi, di cui vado ragionando, ed il voi. no, abbate benedettino, vescovo di Sabi-
XCVII, può vedere il Ma-
p. 76 e 77, si na e nipote d'Onorio 11, divenne vicario
rangoni, Chronologia txonianornm Fon- quando il predecessore abbandonò Inno-
tijiciun, cap. 6 In assignanda epo-
: cenzo II, il quale nel rifugiarsi in Fran-

cha sedis s. Eugenii I , successoris s. cia, constiluitur in palatio Laleranensi


Martini Un Pontificata, cnrpotius Da' ad cleri regimen Urbis vicarius ,
quo
ronii^cjuam antiquoruni scriptoruni,non- ìHuncre quoque functus est sub PP. Coe-
nulloi unujue ex modrrnis criticis sen- lesti/io II, Lucio II, et Eugenio III, e

lentiae adluierendnvi Nel 7 i o Pao- sit. — quindi neh i53 divenne Papa col nome
lo cardinale diacono (non conosciuto dal i\' Anastasio IF .
— Nel 1 1 5o Ubaldo di
Cardella), vicedomino di Giovanni VII, I*rato fatto vescovo di F'erenlino nel 1
1 4^
e vicario di Costantino quando parli da da Eugenio III, cui era famigliare e suo
Roma perCostantinopoli;/iO///rtfe^yort/i- vicario, legalo all'ipaperalore Federico I,
ne Patricia j et Jixarclio jtigulatnr, quia nel I 169 abbandonò Alessandro III per

irruenti tyranno, etjura s. Pelri laur- seguir l'antipapa Vittore V che consagrò,
panli ausus esset verbo resistere. — Nel e morì nel 1 161. — Neil i6i circa il car-

7 I I Sergio Ordinator (vocabolo di su- dinal Gù<Ao dell'ordine de'preli fallo vi-
periorità, altra spiegazione non trovando carioda Alessandro III (]uandosi ritirò ìu
nel Glossariuni del Du Cenge) S. Fi. E., Francia, e merilòche per la sua morie nel
quo tempore Constantinus PP.j preci- 1 1 64 il popolo romano col pianto vestisse
bus Justuiiani II inip. Constanlinopo- per 3 giorni diluito. — 'ìs^\\ 1
64 gli suc-
lini proficiscebatur, lìonia exiens, ju- cesse d cardinal Giovanni Conti dello ili

gnlalusfuii a Joannc Palricio, et Exar- Sulii,aiciprele Valicano. — Ncli 174 'I


— -

V I e V I C 87
cMnlitial Guiillieio vescovo J'Alljauo, da (juutus est prtptdus rontanus cclchruii-
AiessuuJru 111 nei suo ritorno in Francia ttm, et [jrdedicantein, ut e coelo niissuni
eligiCur f^ic(irius,/4()Oslolii'iiòque f'iccs- Angeluin audire videretur. ObiitRouvie
gercnx y fu diletto al popolo romano e anno 2 44i
1 "i ejus ohitu fantus nioe-
<-''

morì neh 178 con rammarico universa* ror rornanoruni aniniis iultaesit , ac si
le. —• Trovo nel Novaes, che Alessandro corani ffuiliòct proprio fuisset genitore,
III nel 179 fece suo vicario il beato car>
I privatus. — NehaSo Gregorio IX fece
dmal Enrico di Marsìaco cislerciense e vicario di Roma il cardinal Stefano Con-
vescovo d'Albano, clie cardinali in mor- i ti romano, e lo fu pure d'Innocenzo IV,
te d' Urbano MI volevano sublimare al il qualelo deputò a ristabilire la disci-
papato , da lui modestamente rinunzia- plina ne' canonici Lateranensì e Vatica-
to. — Circa neh 182 il cardmal Pietro ni. —Nel 1251 circa, Innocenzo IV tor-
di Pavia benedettino, vescovo Tuscula- nando da Lione iu Italia, nominò vica-
no, creato da Alessandro 111 vicario di rio di Roma il cardinal Riccardo Anni-
Roma, e lo fu pure di Lucio III Urba* , baldi o AnnibaUlescIù della Molara ro-
Ito HI, Gregorio Vili e Clemente 111. — mano, arciprete Vaticano e ."diacono. i

Secondo \\ IVovaes, Clemente III dichia- Il Novaes dichiara il cardinal Stefano de


rò vicario di Roma cardin^«l Bobone Norniandis romano, vicario di Gregorio
Orsini romano, morto verso ih 189.
il

— IX e Innocenzo IV, il quale anche a lui


Neh 189 il cardinal Ottaviano Co*Ui ro- alfidò la riforma de'capiloli Lateraoen-
mano, vescovo d'Ostia e Velletri, elet- se e Vaticano. — Neh 260 fr. Tomma-
to vicario da Clemente III, proseguendo so Fuscoui de Berta nobile romano e do-
nella carica sotto Celestino HI e Innocen- menicano, vescovo di Cefalo e fors'anco
zo III suo afiine, il quale Io deputò a di Siena, vicario di per Alessandro Roma
consagrare alcuni altari nella basilica Va- IV. — Nel 1262
Giovanni Colonna fr.

ticana. —
^>i\i if)i), probabilmente par- romano e domenicano, provinciale della
tito da Roma per legazioni il cardinal provincia di Roma, arcivescovo di Nioo-
Conti, Celestino III dichiarò vicario di sia e di Messina , vicario di Roma per
Roma il cardinal Giovanni Colonna ro- Urbano IV, e neh2G3 ins. Sabina con
mano, vescovo di Sabina, quod illuni lo- sagrò l'altare di s. Pietro Martire. — Nel
co sito constitucrat ad omneni offlciuni 1272 Aldobrandino o Ildubraudmo
fr.

suuni cxcquendum, et insuper niorilu- Cavalcanti fiorentino, domenicano insi-


ras curavit vehenienter, ut cardinales a- gne per integrità e dottrina, vescovo d'Or-
gerent de successore eligendo, atque e- vieto e vicario di Roma, atque lolius di-
tiam voluil s6 abdicare, siJoanueni suf- tionis ecclesiasticae creatur in spiritua-
ficereiU in locuin suuni. — Nel 1217 O- libus et teniporalibus per Gregorio X nel-
Dorio 111, dimorando in Rieti, notninò la sua andata a Lione, e rinunziato il ve-

vicario di Pioma il cardinal Pietro Sas- scovato morì iu Firenze nel i 271). — Nel
so d'Anagni, arciprete Liberiano di s. Ma- 1280 beato fr. Lt^iKìao Frangipani Ma-
ria Maggiore —
Circa il 12 27 Gregorio
• labranca Orsini romano, cardinale do-
IX elesse vicario di Pioma il cardinal Ro- menicano e vescovo d' Ostia e Vellotri,
mano Bonawnlura vescovo di Porto e iuquisitor generale di tutta la repubbli-
arciprete Liberiano. — Nel 1228 circa ca cristiana, fallo da Urbano IV , dallo
Gregorio IX gli sostituì il cardinal Gia- zio Nicolò Ili nominalo f^icarius et He-
como da Pecoraria piacentino cislercien- ctor Urbis nella sua assenza, col seguen-
se, vescovo di Palestiiua e penitenziere te cardinale, sì nello spiriluale e sì nel
maggiore: fu poi pure vicario d'Iunoceo* temporale. — Neh 28u cardinal Jacopo
zo IV; et lanlu illuni \cncralioiu jnosc- Colonna roiaauo, da Nicolò UI uelldju i
88 Vie V I C
assenza ila Roma, col precedente dcpiila- V C/iivcrsìtà Piomana, nel quale artico-
lo l'iciirius ti Reclor Urbis, mollo iu/i- lo narrai l'ingerenze del vicario di Roma
vi^noiit nel i3i8. — Circa il 1288 fr. colla medesima. — Neli3o5 avvenne il

Cuitolunieod'Ainelia francescano, vesco- funesto, strano e già lagrimato trasferi-

vo di Grosseto, nunzio in Inghilterra, ed mento della n- si (lenza papale in Provea-


a Costantinopoli per trattar l'unione del- za, operata dal francese Clemente V, con
la Chiesa greca colla Vdima, Assistens et
doloroso ed estremo stupore di lutto il

f icurius di Nicolò IV. ili 290 — Verso mondo cattolico, nominando il Papa tre

Salvo de Salvi romano, domenicano cardinali, colla qualifica di senatori, per


Ir.

e vescovo di Recanati, al cui tempo pel governare Roma e fltalia, provvedimen-


ministero degli Angeli Santa-Casa fu la to che non ebbe effetto. Quanto al ve-

ti asportata dalla Dalmazia nel Piceno; scovato d'Avignone, oltre il vescovato di

vicario di Roma per Nicolò IV , morto Roma, l'assunsero Papi dimoranti in i

nel 3oo. 1

Nel 294, al dire di Novaes,
1
y^t'/g//o/j^,facendoloammioistrare da spe-
de FrccfoZ france- ciali vicari generali riferiti io quell'arti-
il cardinal Derengario

se e vescovo di Beziers, fu fatto vicario


colo, e riparlati nel voi. XCV, p. 1 1 5, ove
di Roma da s. Celestino V, che poi fe- notai i Pupi che col vescovato di Roma
ritennero quello che prima di loro esal-
ce la solenne lìinunzia del Pontificato
^/ ^,
— Circa iliagyfr. Angelo vescovo tazione governavano; cosi delle abbazie

di Nepi e di Rieti, nunzio in Germania, da loro ritenute o assunte nel pontificato,


ragionai, a p. 160. Scrive Ponzetti: Iti-
e vicario di R.onia per Bonifacio Vili, il

morto nel 1 3o2. —


Nel i 298 fr. Lamber- (lem Ficarios Romani Ponlificis dielos

to francescano, vescovo di Veglia, indi


fiiissescimits, etqmdcni in spiri tua libus^
d'Atjuino e amministratore di Palestrina cjuos habiterunl nonnulU Pontifices A-
per morte del cardinal Beaulieu, vicario venioue sedentes, et sili reservanlcs Epi-

di Roma per Bonifacio Vili, morto nel scopatuni Avenionenseni, ulfuilJoannes


3oo.
,

Nel 1299 fr. Nicola Alberti o A'A' //(successore immediato di Clemen-
Albertini o Martini de' conti di Prato, te V neh 3 16, mentre era vescovo d'A-
domenicano e vescovo prima di Spoleto vignone: fu proposto a Giovanni XXII
e poi d'Ostia e Vellelri cardinale, A'/tvz- d'assumere il patrio vescovato di Caliors^

rius ti Ficesgerens ìd Roma di Bonifa- ma fece la risposta esibita nel volume


cio Vili. Severamente rampognato, iu LXXXVIII, p. Guasberlnni
216), f/ui

uno a Clemente V, per iniciui patti pre- I'"/)iscopum Illassiliensem, camerariuni

lesi d'aver concluso col re di Francia Fi- sunm, ficariuni generalem in spiritila-
lippo IV il Btllo, riguardanti la disastro- libiis prò dictae lìcclcsiae Avenionensis

sa edeploranda traslazione della residen- adminislratione creavit anno iZi-ij al-


za pontificia da Roma nel contado /'e- fjuectiain Gerardumde Campinulo, qui
naissino (F.) e in Avignone {P'.), mi go- concilinni anno Zidapuds. Rufnmpro-
i

de l'animo d'aver potuto chiarire tali ca- pe Avtnioneni habnit: idemjtcerunt Cle-
lunnie e confutarle poderosamente nel niens F [, Innocentius VI, Urbanits V^
voi. XCV
1, p. 23 e seg. Circa il 1 299
1
— qui quoque creanlur vlcarìos gencrales
fr. Alemanno francescano inquisitore e prò Ecclesia Avenionensi, quani ipsi re-
legato di Sicilia, arcivescovo d'Oristano linuerunt. — Neil 307 Guitto de'nobi-
e poi di Tiro /// partibus, vicario di Ro- li Farnese vescovo d'Orvieto, vicario di
ma per Bonifacio V 1 1 , ivi morto nel 1 299 Roma di Clemente V. —
Circa il 309 1

slesso. — Neli3o3 N. N. ficarius Ur- fr. Isnardo o Isuardo Tacconi di Pavia

bis, al quale Bonifacio Vili die'facollà di doaieiiicano, arcivescovo in parlibus di


procedere contro i chierici studeqli ucl- Tebe, vicario di Roma per Clemcule V,
V I e V I C 8<

ìnJi pjitiiarca d' Antiochia in partiùiis, sacrileghi, i (|uali facevano da interpreti


uiortu nel i37.() (meglio è vedere il voi. nel loculi Icssionide'pellegri ni divulgando-
LX.VII, p. 17). — A'22 a|tiile i Ji4 li'. ne peccati, onde (piegli stranieri col dena-
i

Ituggiero ili Cusole sanese e ilunienicatiu, ro erano costretti farli tacere; non che gli
vescovo di Siena e vicario ili Uoina per ordinò nel i33G di vegliare contro gli
Clemente V, morto in Rouìa nel 3 1 7. 1
— erjori degli eretici Fralicdli), indi cou-
Verso il 3 7 fr. Giovanni francescano,
I I Iribuì all'erezione dell'ospedale di s. Gia-
vescoTodi iVepi, vicario di Homn per Gio- como di Rotna, fundato dal cardinal Gia-
vanni XXII. Mei i3 18 Angelo Tigno- — como Colonna. Benedetto XII gì' inviò
si romano, vescovo ili Vilerho e Tosca- 5,000 scudi d'oro per l'annona di Uo-
nella, legato aposlulico di tutta l'Italia, raa, a sollievo de'poveri. Pare che fosse
iu([uisitore sui miracoli di s. Tommaso pure vicario di Clemente VI, morto ia
d'Ai|uinn, eletto da Giovanni XXII f'/- Roma nel 1 343 circa, e sepolto in s. Ma-
carius gencralis in Lrlie, e con bolla ilei ria sopra Minerva. — Nel i 34o fr. Nico-
I 3 I 8 gli concesse facoltà di esaminare e la Fucci o Zuch d'Asisi francescano e ve-
laureare gli studenti dtll' universitìi ro- scovo di tal città, fu costituito da Bene-
mana nel I 3 iq consagrando nella basili- detto XII vicario di Roma a suo bene-
ca Liberiana la cappella della D. Vergi- placito morto nel i348. — Nel i343
ne: fu anco vicario di Benedetto XII. — Raimondo
,

d' Orvieto, vescovo prima di


Verso il 32 Andrea vescovo di Terra-
I i Rieti (nel 1342 e non nel i3f)2 come
cina, vicario di Roma per Giovanni XXI [, con fallo tipografico si legge nel voi.
Del 13^4 consagrò in Roma la chiesa di LVII, p. 235, rilevandosi pure dal con-
s.Lorenzo, ed anco a lui fu commesso testo) e poi d' Araiens vicario di Pto-
l'esame de'miracoli di s. Tommaso d'A- ma di Clemente VI, morto
,

nel 1 348. —
quino per la sua canonizzazione. — Cir- Nel I 348 Ponzio Perotto francese, vica-
ca il i325 M. Bertoldo Orsini romano, rio di Roma per Clemente VI, il quale
arcivescovo di Napoli, da Giovanni XXII nel 1349 P*^'
giubileo del seguente yJii-
fu fatto Romanae Ecclesiae Praesidens, no Santo i35o, gli commise d'apriie la
et fortasse Clini oniniinoda facullale Vi- Porta Santa (alni dissero, e lo riicrii io
carii Fapae in spiriluahbus. Morì in R.o- tale articolo, che questa funzione sagra
ma nel detto I 3^5. — Verso ih 3x6 Rai- cominciò nel i5oo da Alessandro VI, o
mondo vescovo di Rieti, vicario di Roma almeno fu il i." Papa ad aprirla, nella
perGio vanni XXII. Imporla vedersi il voi. basilica Vaticana, ed a deputare cardina-
LVII, p. 235, col. 2.^ — Circa il i 32S fr. li legati per le altre basiliche. Imperoc-

Matteo Or.s//j/ romano di Campo de'Fio- ché Alessandro VI deputò per quella di
ri domenicano, vescovo di Girgentj, indi s. Paolo un arcivescovo, un cardinale a

arcivescovo di Manfredonia, da' romani s. Giovanni, ed a s. Maria Maggiore il


inviato con altri oratori in Avignone a suo arciprete cardinal Orsini. Né tacqui
Giovanni XXII, per restituirsi a Roma, la fondata opinione della preesistenza del-

sua propria e vera sede. Il Papa lo creò le polle sante, avvalorata dal presente

cardinale, indi vescovo di Sabina, e suo caso del 2." rinnovalo Anno Santo, per
vicario iu Ronia con pienissima facoltà. l'asserto del Poozetti, e del p. Valle nel-
Morì io Avignone neli34o, e gli scritto- r Istoria delduomo d'On'ieto, p. 37),
ri domenicani lo qualificano per bea- concedendogli podestà di abbreviare a'
lo. —
Nel i334 Benedetto XII fece vi- pellegrini il numero delle visite alle ba-

cario di Roma
Giovanni Pagnotta a- fr. siliche Papa, come meglio dirò, man-
(il

gostiniano vescovo d'Anagni (e neli33> dò iu Roma (jual suo legato con eslese
gli oi'dmò chu procedesse coulru alcuui facoltà, il cardinal Aoaibaldi da Cecca-
f)u vie V I C
no). — Circa il iS/jS fv. Giaconio il.i Boerio francese benedettino, vescovo
Ruma vescovo di Capri, Urlìi s-
Prof^i- d'Orvieto e poi di Vaisoii, e nuovamente
cariiis,.sii'c IjUCitiiiU-itfHs in Urbe, ejiis- d'Orvieto, vicario di lluma per Urbano
que StihiirbiiSy et Distrìctii, in CUrislo V. Ma seguendo lo scisma dell'an-
tlipoi

Palris, et D. 1). Potili/ /\j)isco/n brbe- ti|>a|»a Clemente VII, che portatosi in

vtlaniD. PP. Clenienlis l^I in .yjirilua- Avignone, vi stabilì una calteiira di pe-
libus f'icarii generali.'! ; fuit quoque stilenza, onde si l'urinarono V Ubbidìen^
ijjse subsequenliitiii Poutificum Iiino- za di Ruma e l' Ubbidienza [/'.) d' A-
centii l [ et Urbani A', ì 'icari us ^enc- vignoue, fu privato della dignità vesco-
ratis. Obiit I 3()3. — Ntil i 348 cariliiial vile da Urbano VI nel 378,6 morì sci-
i

Aniiibaldi Gaetaiii Cccrano, arcive-ila smatico. — Nel I 372 Giacomo Muti Pa-
scovo di Napoli e vescovo Tusciilanu, da pazurri romano, vescovo di S|)oleto e vi-

Clemente VI costituito legato di Houia cario di Gregorio XI, morì nel i374 e
e vicario, acciò in suo nome e vece pre- fu sepolto nella basilica Vaticana di cui
siedesse l' ,//</io Santo i3jo, Pioniant era vicario. — Nel i375 Luca Gentili
Guidone de
miltitur cHiii cardinalibus lUdoìfucci cainerinese, vescovo di Nocera
Loulogne, et Petro de Ciriaco, ab eu- e vicario di Iloma per Gregorio XI, e
deni Clemente PP. 11^ Vicari us, lie- di Urbano VI che lo creò cardinale; al'
clor, et Legatus Urbis, cum potestale que buie Lucae Vicario Romano, for-
furiasse quoque in spirilualibus tempo- tasie Gregorins XI an. 1377 canierae
re (lieti anni jubilaei, et cnin otiinibui apostolicae collaterali mandai, ut ter
facuUatibus abbi c\'iandi spaliuni A/^ mille florenos persohuit prò s. Mariae
dieruni ad indulgcidiae aequirendns flla/oris, per rifare la Torre Campana-

Jinnatunt, et contrakendi ad I^II[ dits, ria. — Circa il 1 377 Stefano Palosio o


Obìitprope Neapolini 35o. iNel 35o i — i Palocci Norinandis romano, prima ca-
il cardinale Pietro Ciriaco, Fiearius et merlengo del clero patrio, indi vescovo

Legatus Urbis, tli Cleujeiite VI col pre- di Todi, vicario di Roma per Gregorio
cedente, ìd tempo del giubileo i35o, XI, e di Urbano VI, il quale Io fece suo
morì nel i35i. —
Nel i35o il cardinal confessore, cardinal camerlengo e arci-
Guido de Doulogne, Vicarius et legatus prete Liberiano. — Nel i383 Gabriele
f^VZ/zV, di Clemente VI col precedente; Gabrielli di Gubbio, vescovo patrio, gM-
indi da Urbano V dichiarato legato per bernator et Ficarius perpeluus in spiri-
tutta l'Italia, morì in Ispagna nel i373. tualibus, et lemporalibus in Urbe d'Ur-


Circa il 1 3G3 Giovanni vescovo d'Or- Lauo VI, morto nello stesso i383. —
vieto, nunzio apostolico nel Patrimonio Nel i388 circa Lorenzo Egidio Corvini
di s. Pietro e in altri luoghi dello stato romano vescovo di Gubbio, Ficarius
di s. Chiesa, atqne deciinaruni colle- Urbis in spiri tualibus et temporalibus,
clor, P'ìearius Urbis d'Urbano V, morto d' Urbano VI, e probabilmente anche
nel i3G4. —
Nel i364 Giacomo de Mi- di Bonifacio IX, che lo trasferì a Spoleto

litibus romano, vescovo di M.usi, indi nel 3qo, morto in R,oma nel i4<^3 e tu-
il' Arezzo, f'icarius gencralis in Urbe
1

mulato nella basilica Lateraneuse. —


d'Urbano V, Gregorio XI (che nel 1377 Nel i3()0 Giovanni benedettino abbate
restituì la Pontificia residenza in Uoma, di s. Paulo fuori le mura di Roma, indi
lasciando in Avignone per vicario il car- di Grottiiferrata,da Bonifacio IX fatto in
dinal lildiidiacu) e Urbcuio VI (al cui Alma Lrbe,ejnsijiie Districlu Fieiirius
tempo insorse il treniendo Scisf/iu d'Oc- generalibics in spirilu(dtbus. — Circa il

cidente), luurlo nel 1 38 | e non prima i3f)i l'rancesco Scaocani di Nola, vesco-

come vuole Ujjheili. — Nel 1 365 Pietro vo di \>KXix palna, di Bouifucio IX iu Ru-
V 1 e V I C <,i

tua, suo snlìiiibio o disti elio, nello spi- Sacco canonico Viiticaiio e cubiculario
lìttiulc vieni iu generale, inoitu in Nula di Giovanni XXIII, die lo lece in Urbe

nel i4oo. — Verso il i 3f)a Antonio Ar- sui iu si>inlii(ih//us- f'iiarii fjontnifC'
thioni rotuano, prima vicario geueralc eli iicns, deptitaliir ad smini beneplaeittim,
IVIonle Cassino, e ile' vescovi ti' A(|uiiio, Clini pluris et libera facullate faciendi,

Ascoli ed Arezzo, nel 1 4^4 creato cardi- gerendi, et exerrcudi omnia, et singula^
nale da Innocenzo VII, / icdiiiis Lr- (juae f''icaiii if)si per Sci lem apostoli-
bis in spiiitittiUbiis et teiiiporotibus sol- cani in dieta Urbe hiiclenns deputati fa-
to Donifiicio IX e il dello successole In- cere, gerere, et cxercere consuc^'urunt.
nocenzo VII, inorla-tTÉT i4<>5 inlloniae — Circa il i4i(> cardinal Jacopo fsolani
deposto nella basilica Lateraneiise. — bolognese, fallo da Giovanni XXIII (al-
Circa il 1407 Ir. Paolo Francesco fran- tri dicono nel i4>4 *^
P*^''
''' ^*^'* ^issenzu
cesciino romano, priore di s. liusebio de' da Roma) di Roma e suo contado, terri-
celestini di Uoina, vescovo d'Isernia, vi- torio e distretto, nello spirituale e tempo-
cario generale nello spirituale e tempo- rale, e nelle provinciedi s. Chiesa, legato
rale di lloiua per Gregorio XII, indi ar- e vicario generale (il Novaes lo dice con-
civescovo di Monreale, amministratore feruiato da IMartino V, eletto 1'
1 i no-
di Tebe, e quindi arcivescovo di Tessalo- vembre 1417, che eslinse l'orribile sci-
nica. —
Nel 4o8 cardinal ì^ìtUu A /mi-
1 sma , anzi tale storico riferisce pure, che
baldi SlffanesrhiòeW» iMolara lomuno, Innocenzo VII nel i4o5avea fallo vica-
vicario di Roma per Gregorio XI (nella 1 rio di Roma sua patria e arciprete Late-
sua assenza, nello spirituale e nel tem- ranense il cardinal Oddone Colonna, poi
porale, colla mensile provvista di 5oo AJarlino /'). — Nel 14^3 Santi o Santo
scudi), poscia fatto da Giovanni XXllI da Cave di Falestrina, canonico Latera<
legalo a Intere^ vicario generale di Ro- uense e vescovo di Tivoli, vicario di Ro-
ma e nelle proviucie della Cbiesa Ro- ma per Martino V, ivi morto nel i ^ij
njaua, nello spirituale e nel temporale e tumulato in s. Maria Nova. Verso —
( con 4oo scudi al mese ) , morto nel il i43i Daniele Gari de Scotti di Tre-
1417 0'^' ^°'- LXIV, p. 214, dissi cogli viso vescovo di Parenzo, commissario di
sciillori de' Servi di 3/arìa,cUe fr. An- Bologna e tesoriere generale d' Eugenio
tonio Guasco d'Alessandria, di tale ordi- IV, e suo vicario di Roma, per la riibnna
ne, teologo d'Alessandro nelsinododi V del cui clero proinnlgò salutari e lodevo-
l'isa, fu vescovo di Fondi, vicario del Pa- li costituzioni e ordinamenti, approvali
pa e governatore di Roma ; e che Gio- dal Papa^ nella lettera indirizzata al vi-
vanni XXIII voleva crearlo cardinale). cario che segue, morto in Padova nel
— Nel i4i I cardinal Giordano Orsini 1433. —
A'27 dicembre i43c Gaspare
romano, arcivescovo di Napoli, peniten- de Diano, figlio del conte di Celano, ve-
ziere maggiore, deputato da Giovanni scovo di Teano sua patria, indi arcivesco-
XX 1 1 1, //i Urbe t^'icariu.s\el vìsìlalor Ec- vo di Gonza, deputalodabugenio I V a suo
clesiariun, nionasteriorufit, et loconini vicario di Roma, per la riforma del clero
pionitn, ut inquireret, et corrigeret,ffuae romano, governatore e amministratore
(lei)ravuitu, et cornipla eraiit (come al- nello spirituale e nel temporale de' litoli

trove, a cagione del turbolenlissiino sci- e diaconie de' cardinali vacanti, moria
sma, clic funesto perdurava). Neli4' ^ — in Napoli arcivescovo nel i/\.^o. — Nel
Francesco abbate beiiedetliuo di s. Mar* 1437 Andrea de Castro (o lìroglio) di
tino, della diocesi di Viterbo, eletto da Moutecchio vicario nello spirituale di Ro-
(ìiovanui XXIII vicario generale di Ro- ma d'Eugenio IV, mentre dimorava iu
ma nello >piriUialf. — Nel \\i'i l'icUo Firenze : dc^^iadù 1 aaerilci^lu pi eilalori
ga Vie V C
I

ileile gemme che ornavano le ss. Teste Nostri Pii divina Providentia PP. 11^
ile' ss. Pietro e Paolo (/^.), nella chiesa Urbis, cjitscjne Di.strictii in spirilualibiis
d'Araceli, severamente puniti con sua f'irarins gcncnUiS. Morì in Uoma nel
sentenza. Nel i44' ^^'a amministratore i4'Ì2. — Nel i4<J2 Giovanni Neroni fio-
conitnentlaturio di Paleslrina e sua dio- rentino, vescovo di Volterra, poi arcive-
cesi,e vescovo di Fossombroiie, morto scovo di Vweme, giibi-rnator ct/'icarius
nel 1454. — Nel i445
Giosuè circa, Urbis i\\ Pio II, morto in Roma nel i^j'i
Alorniile napoletano, vescovo di Tropea, e sepolto in s. Maria so[)ra Minerva. —
fililo da Eugenio IV, assente da Roma, A'i(j settembre 1 4^)4 Domenico de Do-
di (|uesla suo vicario generale nello spi- miiiicis veneto, vescovo di Torcello, indi
rituale. —

A' i5 luglio 1446 Onofrio eli Brescia, aggregato al patriziato roma-
Fiancesco tli s. Severino napoletano, ve- no, vicario di Roma nello spirituale del
scovo di Melfi, vicario generale di Pcoraa veneto Paolo II e di Sisto IV, morto in
d'Eugenio IV, morto nel i45o (notai Brescia nel 1478, eruditissimo letterato.
Del voi. LXV, p. 20, che il suo cognome — Circa il i470 Nicola Trevisani pado-
era Stueilucci, e non napoletano ma di s. vano, vescovo di Ceneda, vicario di Roma
Severino nella Marca. Il p. Faotoni, Isto- nello spirituale di Sisto IV e Innocenzo
ria d'Avignone e il:L contado FenesinOy VI II, nel 149^ morto Nel in Padova. —
Stati (Idia Sede apostolica, l. i, p. g3, i486 Giacomo Botta vescovo di Pavia
lo registra nel i432 qual rettore del Ve- di Tortona, delcgatur vicariatui Urbis
uaissuio. Per ultimo non voglio tacere, d' liinoceuzo Vili. —
Circa il 1496 Ja-
che talvolta la città e diocesi di Seve- s. copo Serra spagnuolo, vescovo di varie
liua nel regno di Napoli, fu confusa con chiese, ed arcivescovo di Cagliari in Sar-
quella di s. Severino. L' Uglielli, Italia degna, di cui era oriundo, vicario di Roma
sacra, l. i, p. 987, riporta Ilonnphrius di Alessandro VI, che nel i5oo lo creò
Franciscus de s. Sci'erino neapolitanus, cardinale, indi vescovo (diAlbanoepoi)di
che intervenne nel i438 al concilio di Palestrina (Aggiungerò coll'Ughelli, Ita-
Ferrara, e che Nicolò V con diploma da- Ha sacra, t. 7, p. 74: Antonio Ci Valeria
i

to in Kieti a'i5luglio i447>d'' confermò d'Aragona, nel i499 ^* Alessandro VI


il governo e dominio del castello di Sai- fatto vescovo di Venosa e nunzio di Na-
suia.qual vescovo di Melfi). — Nel 1448 poli, Urbis Ficarius erat rt«.i5oo, mor-
l'ioberto Cavalcanti vescovo di Volterra, to nel 5o I sotto tal Papa).
1
A' i 2 giu- —
vicario di Nicolò V. — Nel i45o Ber- gno i5oi Pietro Gamboa spagnuolo ve-
nardo o Berardo Eruli di Narni vescovo scovo di Carinola, vicario di per Roma
di Spoleto, vicario di Nicolò V, poi car- Alessandro VI, di cui era confessore e
dinale. —
INel 145S Francesco de Ligna- prima di morire gli somministrò sagra- i

mine padovano, già tesoriere generale e menti, secondo il Poazetti (ma io oel
vescovo di Ferrara, da Pio II fatto suo voi. LXKXVII, p. 2.62, col Rinaldi, dis-
vicario, e nel 1460 traslato a Feltra e siche altro Pietro e vescovo Gulraense
Belluno. Nella chiesa di s. Eustachio, alla suo confessore, gli soramioistrò sagra- i

presenza del clero romano adunato pel menti); ed aggiunge medesimo Poozet-
il

sinodo.celehròsoleonemente la messa del- ti, che cessò di vivere nel i5o4 ( ma il


lo Spirito Santo, e le costituzioni che vi May\n\, Archiatri Pontificii, 1. 1, p. 244>
si fecero, le promulgò nel i4tì '> premes- che ne olfre le notizie, assicura che nel
sa una lettera pastorale diretta al clero 1 5o8 viveva in Valenza). — Circa ili5o8
di UiHiia, in cui Franciscus
s'intitola: IV.IV. Flcarius Urbis Giulio
dì II, senza
ile Padua,Dii et Aposlolicac Sedisgra- il carattere vescovile. — Verso il i5io
Lia E/Hscopiis Fcllretisis, SS. Domini Pietro .</tco/^/fior€ulioo (aretiou), vesco*

V I e V I C f)ì

vo d'Ancona e viraiio di Giidio H, rlie tniis TJrhis, morto in Viterbo nel 1,598
nel '» lo creò cardinale vescovo (di Al- slesso SCI isse De ofjieio nlipie alidori-

I I I :

bano, poi di l*a!c'stiina,f|iiin(ii) di S;il>iiia. tate fjci^nti a l.alere, Vonrtiis i5o|.


— A' r4 agosto i5( Uomenico Juro-
i Circa il deputò il cardi-
\'^'^'ì Paolo III

bazzi de Facesclii romano, vescovo di più nal Paolo Kinilio Cesi romano, con altri
ciiiese e di Wocera de'Pagani, vicario ge- due cardinali, corrector, et reformntoi'
neiale di Giulio 11, e di Leone X,il rpiale mnritni ttnii'ersi eieriromani : morì iit;l
nel iSiy lo creò cardinale : intcsveime 1537. \' 7.f. marzo i537 cardinal il

al concilio di Laterano V, per la cui os- Gio. Vincenzo C^7r/7/^/ a ici vescovo di iNa-

servanza a'i3 ottobre i5i6 pid)hlicò nn poli sua patria e poi vescovo di Palestri-
edillo innome dei Papa. — A'3o luc'io na, dopo la morte di Leone X, seguita
iSiQ Vincenzo vescovo Ollocrin^i.i a il I. "dicembre i59. i , deputalo nella Sede
Leone X (lesignatiir yintisles in lioina- vacante dal sagro Collegio, Urbis re-
na Cnria,e(/)('r (ria vìilliaria extra L'r- etor, ef moderatnr j indi nell'assenza di
hein, ut xacros ordine; conferrc possit, Paolo III ila Koinn, di( Inarato dal P.ipa,
praevio rigoroso exainine, faciendo in toliiis l ibis adminislrator sul' legali ti-

Camera aposlolira per prncsidenUs, et tillo ei demandavit, ipsnmqne siium et


clericos (notai di sopra, che tuttora ne' s. Sedis Icgatiim n Intere, in spiri liiali^

concorsi in Roma intervengono il de- bus et femporalil'us, P icariuni genera'


cano de Chierici di Camera e l'avvocalo leni in Urbe, ejusqne territorio^ et di-
generale del Fisco), non solnm de mori- striclu, ac terris, et locis illi adjaeenti-
bus, idoncilate, et siifjicientia, ac lille- bii.s usqiic ad smini beneplacilum, vel
raliira personae, sed de ùluli hencficii ad eamdem Urhem redilitm suiini con-
eie. — Circa il iSso Andrea Jacol)n7zi s'itnity et depufavit. Morì in ^'apoli nel

romano, fratello del suddetto cardiocde e I 540. — Nel i538 Pomponio Ceri de
com'esso vescovo di Nocera de' Pagani, Lellis romano, canonico Laleranense, ve-
dottissimo canonico Vaticano e insigne scovo di Sutri e Kepi, da Paolo III nomi-

per pietà, vicario generale nello spiritua- nato vicario di Roma nello spirituale,
le di Roma
Leone X, Adriano VI e
di creandolo cardinale a' 2 giugno i542,
Clemente VII, morto nel i524. Confer- morto a' 3 agosto susseguente e deposto
mò gli statuti del sodalizio pel ss. hialico nella basilica Laleranense. — A' ìt. di-
{y.) di s. Lorenzo in Damaso, ov'èda no- cembre i53f) Rartolomeo Guidicrioni
tare vocaboli y/rciconipagnia venera- vescovo di Teramo, in dello giorno da

i

bile e purissima, coquali si qualificò. Paolo 111 creato cardinale e vicario di


Wel 52 IVl.PaoloCapizucchi romano, ca-
I I Roma, indi vescovo di sua patria. — Cir-
nonico Valicano, decano degli uditori di ca il i54o il cardinal Uberto Gambara
Rota, dipoi vescovo di INicaslro neh 533, bresciano, vescovo di Tortona, vicario
poiché non era insignito del grado vesco- di Roma per Paolo HI. — A' 3 novem-
vile quando Leone X lo deputò vicario di bre 1542 Filippo Archinlo milanese, già
Roma, e lo fu pure di Adriano VI, di f"' ice- Camerlengo e governatore di Ro-

Clemente VII (e perciò si sarà trovato al tta, vescovo di Borgo s. Sepolcro, vicario
crudelissimo sarco di Roma, incancella- di Roma per Paolo III, e poi di Giulio
bile grandissima sventura, che piansi e HI, Marcello II e Paolo IV, morto iu
riprovai in tanti luoghi) e di Paolo HI, Cerganvo del i558 arcivescovo di Mila-
morto nel i 539 ^ sepolto nella basilica no. Nel 545 pubblicò un libro per istru-
I

Liberiana. — ÌSeliSaB Pietro Andrea zione del clero e popolo romano, in cui
Gambara bolognese, vescovo di Faenza, s' intitola : Paiili III in alma Urbe, ac-
fallo da Clemente VII f'icarius perpt- que ej'us dislrictu in spiriUialibus fica-
04 V I e V I C
riit.<! {^rnerrtlis iinh'crsì's, et .<:inf;rili'! clii'i- Giulio in, vescovo di Nocera de'Pagani,
slifìilcliliu 1, rrìiginxis^ S(7eciil,iri/nisffitr ut oljirinni T^irarii lJri>isn<:qite ad crea-
nnstriir curnccnniiìn<;<iì<; fiftlutem in Hn fionrrn nrn-i Pontifìcii (che seguì a' 2()

mino senijnlernnniy Clirislianuni dt fide, dicembre) ita r.ieneat, siriit alii Fica-
et Sacranìenlis cdictnm, Pioinae apiul rii a Smanio Pontifìce deputali exerce-
Anlonium lilailiiin (i in piessorem Carne re consiieverunt, atqne eideni plenain
lalem), anno a Christi iVatalihiis ì5/\.^ pntc.statem et anetoritatem concedit.
mense primo. Fu assai oo'JWTjendato pel Morì nel i 58o. —
A' 9.G gennaio 5^0 i

suo governo, per la parie di' el)be nella il nuovo Papa Pio IV fece vicario gene-
lifalibrica del tempio l'alitano, ed in rale di Roma il cardinal Giacomo Sai'rl-
.'litri gravi all'ari. — Circa il ili^H Rlar- li romano e arcivescovo di Benevento, e
c'Antonio Majffci romano, avvocato con- lo fu pure di s. Pio V, Gregorio XI II e
ci<itoriale e canonico Laleranense, sotto Sisto V. Divenne successivamente vesco-
Paolo III Papae flrarii i'ice gessit ad- vo di Sabina, Frascati e Porto: fu a 7
modnni fiivcnisj poscia arcivescovo ili conclavi, e morto a* 5 dicembre i587,
Cliieti, legalo in Polonia, fatto da s. Pio intervennero alle sue esequie 3f) cardi-

V anche vicario o
datario e cardinale ( nali e 5o prelati. Del suo zelo pastorale
pro-vicario suo, secondo Novaes e Car- vi sono ollimi documenti stampati ne-
tlella). — Wel ì55i il cardinal Sebastia- gli editti e lettere pastorali, ^ro r/eri ro-
no Pi^liini di Reggio, da Giulio Ili de- tnani morii/n instaiirafione, et prò re-
putato Lrhi'iy et onininiii Tribuiialinm formando Ecclesiaruni parocliialinni
l'icarÌHS. — Versoi! i 555 Lodovico T>ec- regimine. Nel suo vicariato cominciò la

ralelli bolognese, vescovo di favello e serie de' Vicegerenti di Roma, delti al-
Prato, arcivescovo di Ragusi, nunzio in lora Suffraganei del cardinal vicario
Germania ed a Venezia, Giulio III lo di- di Roma. —
Nel i56i Sebastiano Por-
cliiarò vicario di Roma, e lo fu pure di tici di Lucca arcivescovo di Ragusi, e
Paolo IV. Morì in Prato nel 1572. — A' poi vescovo di Foligno, pro-vicario di
O.C) novembre 558, come superiormente
1 Pio IV. — Verso il 569 s. Pio V depu-
I

indicai (mentre il suddetto Aicbinto era tò Giovanni Oliva perugino arcivescfjvo


vicario di Roma), Paolo IV nel conci- di Chicli, Rcformator nionini in Urbe.
storo segrelodecrelò, (yfio VicarintH<! Ur- — Nel 1." maggio 585 cardinal fr. Mi-
I

bi.'; ofjìcium, et pracfrcturain in S. Col- chele Bonelli i\eUo l'Alessandrino, per-


ìrgiuni S. R. E. Cardinalinni primo re- chè di Bosco presso Alessandria della
diixil, priniHinque onininni dicbiarò il Paglia, domenicano e nipote di s. Pio V,
cardinal Virgilio Rosario di Spoleto del fatto da Sisto V, Ficarius Papae cnm
titolo presbiterale dì S.Simeone e vesco- pleniasimapotestatein rebus ecclesia.^ti'
vo d' Ischia. Così rc'-.tò in perpetuo sta- cis, et temporalibux Urbis, et Status Ec-

bilito il vicariato di Roma in un cardi- clesiastici (Nel i5c)i divenne vescovo


nale. A'iS maggio 55c), al cardinal Ro-
I d'Albano e morì nel 598). Nel i 587 i —
sario, nel palazzo Valicano gli sì ruppe il cardinal Girolamo /ì»sZ/t»rc/ di Fano,
ima vena io pellOj e tosto ne morì, tu- vescovo di Sinigaglia, vicario di Roma
mulato in $. Maria sopra Minerva. A.'
— per Sisto V, Urbano VII, Gregorio XIV,
iG novembre i55f) il sagro collegio es- Innocenzo IX eClemenleVIll (nel 1598
sendo in conclave per morte di Paolo divenne vescovo d' Albano, e poi di Sa*
IV (.ivvenuta a' 18 agosto, e sembra che bina e di Porto, e fu a G conclavi. 11 pa-
si trovasse vacante la caricaj, in congre- Roma, die' no-
lazzo da lui edificato in
gazione generale deputò Pietro de Pe- me alta Piazza Rusticucci. A suo tempo
li'is aretino da Monte s. Savino, aflìne di Sisto V emanò il breve Quae ordini ec-

V I e V I C r,"

clfsia<.lìco, de'4 scUembre 'IcSf), /??///. i lutti, lo dirò anco ima voUn^Volllinn Car-
lìOnt., I. 5, par. i, p. 77: Confirnialio dìnttle,sempre vestendo al)ito talare): a'
vendi lioni'! loci prò fahricntìdis carce- iG maggio iGol fu eletto Papa, e prese
ri/ni': in L'rhe, iti clerici ft, reli^insi<;^hc- il nome di Paolo /^, ed ì: un elogio.

hracis, ci christìanis dclinqiienlibn^ di- A*2g maggio ifio:'» Paolo V fece vicario
sti/icliis career ci'!''ignari fìoxul. In esso di Roma il cardinal Gii-olamo Pamplù-
si dice, che avendo rappresentalo il car- Ij romano ( tosto orduiandogli d' inli-
dinal Rusticucci la grave indecenza, di mare a lutti vc'^covi dimoranti in Ro-
i

dovei si i cliieiici e religiosi delinquenti ma, il pronto ritorno alle loro diocesi ),
porre in comune co'Iaici nelle carceri di morto nel iGio. A' 4 agosto iGio — 1

Roma, che nedeiivava da


e lo scandalo cardinal Gio. Garzia Rldliiù romano,
Jnle mescolanza e convivenza, anco cogli creato da Paolo V vicario di Roma, e nel
."
ebrei, ad eliminarne le conseguenze, ap- iG'X?. pel \ elei^il secrclarìmii sui tri-
provava la vendita falla dalrellore del hunnlis /'icarialiis (come di sopra ho
collegio germanico ungarico, d'un locale dello, nomina che ora fanno Papi); fu i

situato sulla riva del Teveie presso le eziandio vicario di Giegorio XV e Ur-
carceri di Tor di Nona, per incorporarlo bano Vili, morto arciprete Liberiano e
adesse, e formarvi separale prigioni par- vescovo Tusculano nel C'ir), dopo aver 1

ticolari pe'nominali. L'ai). Evaristo Fran- piipeggialo nel iGaS. L'Amidenio chea
colinisuo concittadino, da ultimo nel- suo tempo stampò: De pietalc roiiiann,
r Allntm di lìomcJ, t. 2 p. 8 ne piih- i
,
1 , scrisse di lui. f iriini in Inenda cccleaia-
hltcò la bella biografia, col ritrailo e lo alica dìgnìtale, et disciplina slrenuiini,
stemma gentilizio. Egli rilevò, che il car- doc trina et pie tale exirnium, in negotii':
dinale studiò di ricopiare in sé, ciò che gerendis, ut plures difjicillimae, quas
Sdisse s. Bernardo nel libro De Consi- obiiit, legationes ostcndinn, solertissi-
derafione, cap. 4i ^^ l^^' piesentalo al miim. — A'3 ottobre iG?.C) cardinal Mar-
già suo discepolo Eugenio 1II.»> Chi e- zio Ginetti di Vellelri, nominato vicario
(elto chiamasi a sostenere pasloral cu- da Urbano Vili, quod mutiiis magna,
ra o legazione di Cristo, nulla speri tran- laude obii'it ne'seguenti Papi Innocenzo
ne da Dio, nulla paventi fuori di Dio, X, Alessandro VII, Clemente IX e Cle-
non miri alle mani di chi viene, ma al- mente X. Divenne prefetto di undici con-
le sue necessità : sia cattolico nella fe- gregazioni, e mori vescovo di Porlo (ve-
de, fedele nella dispensazione del mini- .scovato ricevuto nel1666, dopo essere
stero, concorde nella pace, nell'unità con- stalo vescovo d'Albano dal i6")3edi Sa-
forme. Usi industria nel regolare, valore bina dal 663), a' 3 marzo 167 e d' 86
1

nell' agire,modestia nel favellare: nelle anni. —


Wel iG3o per 1' assenza da Ro-
cose avverse sicuro;nelle prospere pieto- ma del cardinal Ginetti per la legazio-
so. Amabile non nelle parole, ma nell'o- ne Germaniaa procurare la paced'Eu-
di
pera'; nelle azioni e non nel fasto vene- ropa, e per rpiella di Ferrara, Urbano
rabile". E tale tnostrossì il cardinal Ru- Vili nomino pro-i'icariu.s propio fra- il

sticucci nel ministero eflìdalogli, conci- Antonio Barberini fiorentino e


tello fr.
liandosi a un tempo il rispetto e l'amore cappuccino, e continuò sino al 1642. Vi
di tutta Roma. E l'esempio di lui ne sia è una collezione stampata de' suoi editti
ad altri nobile incitamento a tener la via e decreti, quale Pro-f'icarius Urbis. —
Morì nel
della sapienz.i e della giustizia). A'?, aprile 167 1 cardinal V»\ììiio Paluz-
i6o3. —
INel iGo3 d cardinal Camillo zi Albertoni, dallo zio adottivo Clemente
Borghese tornano, fu deputato da Cle- X Altieri dichiaralo vicaiio di Roma,
ineDle Vili vicaiio di Roma (chiamato da carica che funse per breve tempo, fallo
ff, V 1 e V I C
cnmei lenf^o di «. Chiesa, e poi moiio ve cario conipetentibns)^qno niuneretribn'i,
scovo «li l'orlo. — A'i?. agosto iCì" i <t ainplius annis dili^fnlis^inie, todus-
caiiiinnl Gaspare (Mrpiguai ornano, per que ljrl>i<; plau<!U functus est; e posci.i
la riiiiiiizia ijfl carcJmal Paluzzi-Allicri, si sua chiesa di Capua.
restituì alla —
Cleiiienle X suo parente l'elesse vicaiio A'f) dicembre 1717 cardinal Domenico
generale ili Roma, dignità che funse an- Paracciani rumano, vescovo di Siniga-
cora ne' pontificali d'Innocenzo XF, A- glia, fatto vicario di lloma da Clemente
lessandro Vili, InnocenzoXile Ciemen- XI, ivi molto a'f) maggio lyxt.nel dì
le \ì, nfl'nir/ìhili priiilf/ìtia, i-igilantia, seguente all' elezione d' Innocenzo XIII,
ac ilcxleritnlf j maxima mornm gra- essendo uscito per malattia dal conclave,
vitale, et sapientia priiicops fidi, ac pie- lodalissimo per avere facilmente ammes-
nns mcrilis Rornae vwrlalilateni exiilt so all'udienza, come per la sua integrità e
die 6 aprilis 1714 (d' anni SU e 4^ di diligenza neldiflicile magistrato, non che
vicariato, vescovodi Sabina. Osserva No- carità co' poveri. — L' 1 i tnaggio 1721,
vaes: soleva a tutte le suppliche rispon- il cardinal Fabrizio Prto/t/cciforli vese,ve-
dere col no, sebbene poi lutto accordas- scovo d' Albano (che per 20 anni era
se! De' celebri suoi museo e biblioteca, stato segretario di stato di Clemente XI,
formati nel suo Palazzo Carprgna <li e nel conclave ricevette dall'imperatore
Roma, in quest'articolo toinai a cele- X E^cliisi^'a al pontificalo, della quale av-
brarli, mentre di sua anticbissitna e no- vertenza pacifica non poco riparlai nel
bilissima fìifiiiglia, da cui derivarono i voi. L X, p. 2 I 3 e seg.), a vendo rassegnalo
possenti conti e duchi tVUrbitio, in tpie!- la maggiore ad In-
carica di penitenziere
r articolo ne ragionai). — A' 25 aprile nocenzo XIII, perchè bramava conferirla
1682, per l'assenza del cardinal Carpe- al fratello cardinal Bernardo Conti, che
gna, recatosi al suo feudo di Carpegna inoltre voleva creare cardinale, il i'apa
per alcuni mesi, Innocenzo XI deputò a lo fece vicario di Pioma, quodonus quo-
Pro-Ficarins di Iloma il cardinal Gi- que snhstinuit sub Beneduto A ///(col
Casanala napoletano.
rolfluìo A' j8 —

vescovato di Porto, nuovamente col se-
dicembre 1 7 5 il cardinal (tale creato a'
i gretariato di stato e la ritenzione del vi-
1
6) Nicola CrtrrtTr/o/o napolelano,arcive- cariato, morto in Roma l'i i giugno 72G, i

scovo di Capua, FirengercU'; curii omni- decano del sagro Collegio, vescovo d'O-
hw; facultahhus Sicario Papae conce- stia e Velletri, encomialissimo e munifl'
di solitis a Clciiienle AT (narra il con- co co'poveri. — A' 3 giugno i726car«
1

tejnporaneo diarista Cecconi, che dopo dinal l'rospero H/arefo^chi di Macerata,


la morte del cardinal Carpegtia, il vica- uditore di Renedello XIII, il quale colla
riato fu dato per interini amg.' Carac- ritenzione di tal carica lo dichiarò vica-
ciolo vicegerente, e l'assegnamento del rio di Roma, ed in ambedue gli ufTizi

vicariato fu concesso a' vescovi di Catania continuò Clemente XII,


col successore
e Girgenli , per le ragioni che descrissi morto a' 24 febbraio 1732 assai lodalo
nel voi. LXV, [). 260 e seg., mentre que' (altrove il Ponzelli celebrò Denedelto
due prelati a difesa dell' immunità ec- XIII per aver rinnovato l'esercizio in-
clesiastica, nelle gravissime vertenze ivi cessante delle funzioni episcopali, nelle
narrate, aveano dovuto abbandonare le 01 (linazioui e amministrazione di altri sa-
loro sedi),rt quo defunclo card. Carpi- gramenti, e nelle consagrazioni, di che in
neo consti liiiiur eliamPro-T icarius Ur- più luoghi trattai). —
A'2q febbraio 782 1

(notando altrove il Ponzelti che


i':y i cardinal fr. Gio. Antonio G uadagni fio-
Pro-J icarii, gnudere solenl onini jure, renlino, carmelitano scalzo, vescovo d'A-
omnibusque fncuhalibus ipsi Card, ri- rezzo, dallo zio Clemente XII fatto vica-
V I G V I e 97
rio ili Roma, e continuò ad esserlo sotto co dopo a'iq gennaio 1795. Fuil ^'itae
Ueiiedetto XIV e Clemente XIII, morto splendore, probilate, alque comitale
vescovo (li l'orlo (liaslato da Frascati, e clarissiinus. — A" 22 settembre I79~'>
di tal santa vita, che nel i yG.l si comin- cardinal Giulio Maria della Snmaglia
ciò il processo per la sua bealilìcazione). piacentino (già patriarca d' Antiochia i/t

— A'9.8 settembre i 7 jc) cardinal Anton parlibus), per l'eccellenti doti celebra-
Maria Erba OJcvr/i/c/i/ milanese, crea- te dal Ponzetti, nella dedica dell' /iVe/t-
to vicario di Iloraa da Clemente XIII rlms, ed a suo luogo; Pio VI col bre-
(dopo averlo egli slesso consagralo in Ca- ve Snpremae 3Iajcslalis praesidio,c\ìe
stel Gantlolfo arcivescovo tli Nicea in oHre il Ponzclli, lo fece vicario di Roma,
pnrtiliuif fiinrione che descrissi nel voi. nel qual documento sono espressi i pri-

XCV, 325), morto d'anni 5i, a' 28


p. vilegi, le facoltà, le preminenze, le giu-
marzo 1 7 G 2, loia Urbe proplcr ejus in- risdizioni, e quanl' altro è inerente alla
sìgnes virlutes nioerente : priiiceps ma- primaria carica conferita. Seguono, del-
gni nontinif, et prohilnte, modestia, lui- lo stesso Papa, il breve Cumnos hodie^
ìiuinitaic, aitine Hhcralilalc in paiipe- dello stesso giorno, onde il cardinale po-
res ila cchl/iis, ut ab omnibus magno- tesse prender possesso del vicarialo, an-
pere, et diligentur et colerelur. — A'20 che per procuratore: il chirografo y//?7/i-
settembre 1762 cardinal Marc' Antonio chc i'oi possiate, de' 1 2 novembre 795, 1

Colonna romano pro-I\Jaggiordonio di concedente le singole facoltà, giurisdizio-


Clemente XIII, il quale lo promosse a ni e autorità concesse a' predecessori : il

vicario di Roma ( ma siccome era del- breve Qnanu'is Ecclcsiaruni omnium,


l'ordine de' diaconi, lo trasferì a quello de'25gennaioi795(ma deve direi79G),
de' preti, e come dissi nel voi. XCV, p. concedente le facoltà, privilegi e giuris-

326, lo consagrò in arcivescovo di Co- dizione, per fungere il vicarialo in Roma,


rinto in parlibus, e poi fece arciprete Li- suosuburbio e distretto. Qui terminaudu
beriano, nella quale patriarcale nell'an- ilbenemei ito Ponzetti (poi cappellanose-
no santo 177.^ fu legalo a latere per a grelo sopranno ni ero di Pio VI, fai io quan-
prire e chiudere la porta santa: inoltre do lo accompagnò nel 782 nel viaggio a i

per la sempre malaugurata soppressione Vienna, di lui confessore, e funzionando


della benemerita Compagnia di Gesù, il da caudatario; soprannnmeralo ch'ebbe
cardinal Colonna fu fallo da Clemente anco da Pio VII; custode delle sagre Re-
XIV prefetto nello spirituale del CoZ/eg^/o liquie e visitatore de' sagri Cimiteri),
Romano e del Seminario Romano, un subentra la mia pochezza, oltre il no-
altro cardinale deputandosi all'economia. tato fra parentesi. Piipeto, che nelle bio-
I cardinali vicari successori continuaro- grafie de' cardinali vicari narrai il prin-
no nella duplice prefettura, finché Leo- cipale di quanto li riguardano. Per legra*
ne XII restituì il collegio romano a Ge- vissime vicende di Roma di Pio FI e di
suiti), ufficio che continuò ad esercitare Pio FU, d'invasione e di raanumessione
sotto Clemente XIV e Pio VI, morto ve- straniera, per questo vicarialo sono in-
scovo di Palestrina a'4<J'cembre 1793 dispensabili tenersi presenti que' 3 artico-
(e non i8o3, com'è dello nella biogra- li ancora; non che il patito dal cardina-
fia, per fallo mio o del tipografo), lauda- le, e le missioni distinte ricevute da'due
to per dollrinn, integrità e grande elo- Papi. Non ostante la esorbitante pace,
quenza. — L'8 dicembre i
793 cardinal imposta da' repubblicani francesi a To-
Andrea Corsini romano, vescovo di Sabi- lentino (F.), con nuovi pretesti, nel gen-
na, da Pio VI dirhiarato vicario di Ro- naio 1 798 consumarono la prepotente
ma (e arciprele Liberiano), morendo pò- occupazione del rimanente degli stali di

voL. xnx. 7
fjS vie V IC
s. Chiesa, e Ji Roma sfessa l'i i fchbiaio, due Sicilie, di far uscir da Roinai (nin-
indi pioclaniala la sedicente repul)l)lica cesi, per cui mg.' Pn«isrri (sultamlo per
Til)erina o Romana, cosliingendo il vi- la molta speranzr» che fos^c ormai (ìinlo
cegeicnfc mg.' Passeri a' 18 fcbbiaio, a iltempo della sovversione, ordinò che a
inluonare un solenne Te Dcimi, con in- Dio si tributassero solenni azioni di gia-
lervenlo de'cardinali. Detronizzalo il ma- zie, e fece altre cose che (juanlunque pio-
gnanimo Pio VI, francesi a'20 di dello i prie del suo uITjzìo, pure gli avrebbero
mese lo condussero prigione in Francia, procacciala fiera persecuzione, se i re-
morendo poi gloriosamente in Falenza pubblicani fossero tornatia dominare, la
(/'.). Imprigionali cardinali, in uno ni i fatti, napoletani eli' erano entrali a'-i'j
i

Della Socnaglia, furono poi espulsi da Ro- novembre in Roma, avendo dovuto la-

ma. Ivi restò mg/ Michele di Pietro av- sciarla a' i 3 del seguente airimprovvi.so,
civescovo d'Isauria inpartibua, qual de- mg.' Passeri non fu lento di fare altret-
legato apostolico con pienezza di facoltà, tanto, lasciando iu suo luogo in Romu
e vi rimase pure il vicegerente mg/ Pas- mg.' Ottavio Boni arcivescovo di Na-
seri arcivescovo di Larissa in partibus. ziauzo, urbinate, deputalo de'monasleri
Oltre il riferito nella biografia del dele- il quale perciò ebbe titolo ed ullizio ili

galo di Roma, e in quest'articolo, narra pro-vicegerente di Roma e suo disliellu.


il contemporaneo Renazzi, Storia del- Il contemporaneo mg.' Bakbissari, He-
l'Università degli studi di Roma, t. 4, lazìone dell' avi-cnità e patimenti di
p. 25q. « Quando sopravvennero quel- Pio VI, l. 3, p. 192 e seg.,a lungo parla
le pubbliche funeste vicende, che astrin del suo operato, ed a p. 3oG e 307 cor-
sero Pio VI a dilungarsi da Roma e dal resse gli errori del Botta, cominciando
suo stato, egli vi lasciò mg/ de Pietro dal dire : » Questi non era uomo da se-
depositario della suprema sua spirituale dere nel detto posto in giorni pieni di
podestà,col titolo e facoltà di delegatoapo- tanta dilllcollà, e Pio VI quando seppe
stolico.Ma la probità sua, la sua prudenza, di lalesurrogazioue, non gli piacque pun-
e il savio contegno non lo liberarono da to, e disse: /l/o/is/i;/eo/' Doni!' Troppo
Tessazioneìn tempi sì torbidi, irreligiosi e buono, tre \'olte buono ! Ma la surroga-
Tiolentijonde non fosse astretto più d'una zione medesima fu necessaria o quasi ne-
volta a provvederecelandosi alla persona- cessaria, perchè dopo la dispei.sionc del-
le sua sicurezza". Imperocché mg/Di Pie- la Curia romana, ivi non rimanevano
tro, mg/ Luzi facente le funzioni di pro- pili uomini abili a portare come si con*

datario, e mg/ Z^;ì//, poi cardinale eserci- veniva il peso del |)refato uffizio". Avea
tando la podestà del penitenziere, furo- Pio VI vietato il Giuramento (/^.), d'o-
no imprigionati. Generale fu la dilapida- dio alla monarchia e di fede alla costitu-
zione, massime delle cose ecclesiastiche, zione e alla repubblica, come illecito, in-

perseguitalo il clero secolare e regolare, viando a mg.' Passeri la formola di altro


oltre le monache, sopprimendosi molti giuramento, e questi nel fuggire lasciò a
conventi, monasteri e sodalizi, e dichia- mg.' Boni analoga istruzione, il qual pre-
randosi i loro beni nazionali. Nel tram- lato in principio vi si attenne fedelmente,
busto di tutte le cose, si tentò di creare con istruzione diretta al clero di Roma
antipapa mg." Emanuele de Gregorio a'2 gennaio 1709- Ma Pio VI venuto ia
[T.) di Napoli, ch'era luogotenente civi- cognizione, alia Certosa di Firenze, ch'e-
le del vicariato : il prelato abborrì a sif- ra stato chiesto 1' iniquo giuramento a'
fatto disegno, e Dio non permise il mo- professori dell* Università Romana (V.)
struoso scisma. Nel declinar del 1
798 riu- e del Collegio Romano {F.), temendo
scì a' Dapoletanij d' ordine del re delle prevarica/ioni e scandali, a' iG gennaio
V I e V I C «vj
sLiis-ie il uif^.' rioni, confèi alandolo nel do il Piipi suo delegato apostolico con ani -

r ufficio (li Vicc^crintc di Roma e suo plissiinc fucollà il cardinal Di Pietro, si

(lis/relln, inculcandoceli 1' osscrvnn/.a di per la città e s'i per lull.i la Chiesa. E lo
5(in apostolici dccisioMe. Fatalmente, rag- sto anche il cardinale nel H o (u rilegalo i i

j^irato mg." Doni da que'tristi che crede- in Francia a .Semur, delegando a rappre-
vano lecito il f^i ma mento, fece t.ile una sentarlo in Roma mg.' Emanuele de
dichi-iiazione elio fu vera pietra di scan- Crci^ario, allora segretario della s. con-
dalo, intitolandosi /Vo-/7rc^'er<'///c. Ad- gregazione del concilio, colle opportune
dolorato l'io VI dell'avvenuto, a'3() gen- facoltà, il quale do[>o 4" g'C'U' uel 1810
naio lo disapprovò con grave ammoni- fa chiamato a Parigi, e quindi posto in
fiooe al prelato, il f|tiale pentito pubbli- carcere e rilegato a Vincennes. Essemlo
cò la pontificia dichiarazione, e cos'i la ve- autorizzalo mg."^ de Gregorio ad elegger-
rità fu promulgata, onde seguirono ritrat- si un successore, colla comunicazione di

tazioni. Frattanto per morte di Fio VI, tutte le facoltà, egli prima di partire da
adunatosi il conclave in l\'iiczin {f-)y Roma nominò delegato apostolico na- il

mentre da lloma erano stali espulsi i mg/ Domenico Attanasio ch'era


poletano
francesi, mg/ vicegerente fece eseguire luogotenente civile del vicariato e pro-
le processioni e preci proprie di tal tem- vicegerente diRoma ; però, non essendo
po, e ringraziamenti a Dio, quando a'i4 insignito del carattere episcopale, le or-
marzo 1800 fu eletto Pio VII, il quale dinazioni e la consagrazione degli olii

inviò a Roma 3 cardinali legati a Intere^ r eseguirono mg,' Menochio vescovo di


compreso il cardinal Della Somaglia, per Porfirio inparùbus e Snc^ristadcl Pa
ripristinare governo pontificio; indi il
il pa (^.), ed il vescovo di IÌIold(i\'ia mg.'
Papa fece suo solenne ingresso in Ro-
il Carenzi, eziandio nella casa della I\Jis~
ma a' 3 luglio, e poi promosse mg/ Di sione e nel Palazzo Caniurcini[f^.) di :

Pietro a patriarca di Gerusalemme in tultociò riparlai nel voi. LUI, p. i4i-


parlihus^ e nel 1802 lo pubblicò cardi- Anco il cardinal Despuig fu deportato a
nale. Mg/ Boniritornòad esseredeputato Parigi, indi rilegato a Lucca ove mori.
de' monasteri di Roma. Non andò guari La persecuzione degli ecclesiastici seco-
che cominciarono nuove vessazioni con- lari e regolari, e delle religiose, la deplo-
tro il governo papale e la Chiesa, pero- rai descrivendo le miserabili condizioni
pera dell' incontentabile Napoleone 1 im- di Fiorna, insieme al preteso Giuranii-n
peratore de'francesi, e finirono colla rioc- to, anche da' laici. Segui la soppressione
cupazione degli Stali di s. Chiesa e di Ro- delle corporazioni religiose d'ambo i ses-

ma, con l'arresto e deportazione de' car- si, e gli ecclesiastici e monache non ro-
dinali, de' prelati e altri ecclesiastici. Il mani si rimandarono alle loro patrie. Si
cardinal vicario Della Somaglia fu depor- soppressero vescovati, compresi i G subur-
tato a Meziers e Charleville; ed il Papa bicari,e tulle l'abbazie, i beni de'quali, e
dichiarò pro-vicario di Roma il cardinal delle corporazioni religiose s'indemania-
tiaiomoDtspnig-y- Dumeto ma,\ovc\i.\xiOi rono. Tralascio il racconto luttuoso e sUa^
arciprete Liberiano, già patriarca d'An- zianle del resto della generale persecuzio-
tiochia in parùbus. A' 6 luglio 1809 fu ne e distruzione, esaurito a' suoi luoghi^
detronizzalo e imprigionato Pio VII, in solo ripetendo la sentenza d' un cardinal
presenza del cardinal Despuig, che inco- Consalvi : Fu un vero diluvio universale ^

raggiò, e fu condotto a Sai^ona{^V.). Pio- Tramontata la fortunata potenza di Na-


ma desolata restò a piangere, e da metro- poleone 1 e vinto, liberati il Papa, i car-
poli del mondo caltolico degradata a città dinali, i prelati, gli ecclesiastici dalle pri-'
provinciale dell'impero francese, lascian- gioni riicgazioui, duranti le quali ?1
loo vie V IC
carilinalDi Pielro era stato fatto peniten- nel palazzo da lui abitato in Roma. Ri'
ziere maggiore, resfiluita Rooia e le pro- ferisce 87 del Diario di Roma de!
il n.
Tincie a Fio Vlf, tulli vi fecero ritorno, 1820 w E dopo essere slato esposto il
:

COH il cardinal Della Somaglia, seguen- cadavere per un intero giorno, nel palaz-
do r Inf^resso solenne del Papa in Ro- zo di sua residenza, coli' intervento del
ma {T'.) a' 24 maggio 18 i4. dopoché clero secolare e regolare, e del reveren-
mg. 'Attanasio delegato apostolico e pro- do collegio de' parrochi, che per tre
vicegerenle, fino da'G aprile ne avea an- giorni hanno applicato, com'ì- di cosln-
nunziato il desideratissinio ritorno agli me a' cardinali \'icari, l'incruento sagri-
oppressi romani, come notai nel voi. LI II, ficio a suffragio di sua anima, venne fi-
p. i55, e mg/ Rivarola qual delegato a- nalmente trasportalo per li solenni Fu-
poslolico vi avea ripristinato il benefico nerali [V.) nella basilica de' ss. XII A-
e paterno governo pontificio. Il cardinal postoli, ove si è tenuta la solita cappella

Della Somaglia riassnnse 1' esercicio del papale". —


Pubblicò il Diario di Ro-
vicariato e lii nominato segretario /lei s. ma de'io maggio 1820, essersi degnato
U/lizio, arciprete dell'arcibasilica Latera- Pio VII, con biglietto di s. M-eteria di sta-
nense e vescovo di Frascati ; mg.' Atta- to, conferire la carica di suo vicario e
nasio fu fallo uditore del camerlengato; quella di prefetto dell'immunità eccle-
•vicegerente rng.' Fraltini arcivescovo di siastica, al cardinalAnnibale della Gen-
Filippi in partihus; e mg.' de Grego- ^^,nato inGenga (egli però si disse da sé,
rio fu poi crealo cardinale. Nel i8iài di Spoleto), e quindi lo fece arciprete Li -
minacciando IMtirat di marciare su Ro- beriano. Meritò di succedergli nel pon-
ma, b" 11 marzo Pio VII ne parli, affi- 28 settembre 1828 col nome
tificalo a*

dandone il governo, in uno a quello dello di Leone XII {V.). Tosto dichiarò —
stato,ad una reggenza o giunta di Sfato Pro-Vicario mg.rGiuseppe della Porta
presieduta dal cardinal Della Somaglia, Rodiani romano, patriarca di Costanti-
composta di 5 prelati, compreso il segre- nopoli, che era vicegerente. — Notificò il

tario mg.'^Rivarola : per gli aifari ecclesia- Diario di Roma


gennaioiS24> ^'
de' 3
siici ordinari nominò ilcardioal Di Pietro, vere Leone XII nominato suo vicario il
io qualità di delegato apostolico. Dissipata cardinal d. Placido Zurla cremasco, na-
la tempesta, Pio VII felicemente rientrò to in Legnago, camaldolese. Quindi il n.
inPioma a' 7 giugno, e nel seguentean- G di detto Diario annunciò, che nella
no preconizzò vescovo d'Albano sua pa- domenica 18 dello stesso gennaio, nella
tria il cardinal Di Pietro, traslato poi a chiesa di s. Ignazio, allora ufììziata da(
Porto. Inoltre il Papa nel fine di settem- Seminario Romano, il cardinal Della So-
bre 1818, per averlo annunciato il Dia- maglia decano del sagro Collegio e se-
rio di Roma del 2G, avendo conferito la gretario di stato, consagrò arcivescovo
dignità di Vice-Cancelliere di s. Chiesa della chiesa di Edessa (nel quale arti-

al cordinalDellaSomaglia,qneslisi dimi- colo, per una svista, dissi nel 1823, la


se dal vicarialo di Pioma, e piti tardi morì quale ripetei nel voi. XCV, p.184, onde
d' 86 anni decano del sagro Collegio, — vanno corrette ; ed ivi notai ancora della
A' 26 settembre 1818 riferisce il Diario convenienza di conferire a'cardinali crea-
di Ronia,avereV\o VII nominato vicario ti vescovi r assegnazione d' un titolo di
di Roma il cardinal Lorenzo Lilla di Mi- Vescovo in partibus, necessario alla con-
lano, vescovo di Sabina, ch'era prefello sagrazione vescovile, dignità indispensa-
generale di propaganda fide, morto loda- bile a'vicari di Pioma perle sagre ordi-
tissimo il 1 ." maggio 820 in Monte Fla-
1 nazioni e altre funzioni pontificali), coo-
vio, luogo di sua diocesi, e trasportato perando quali assistenti alla solenne or-
V 1 e V I C 101
Jinaz-iorie, cui mi liovai presente, mg.' lilà come fu accettata dal Papa nel conci-
Della Polla Iloiliaui pali'iaica di Coslao- storo de' 3o), il vicariato ole altre cari-
tiuopoii e vicegeienle di Roma, e mg/ che e dignità, restandogli il carattere ve-
Loreuzo Malici patriarca d'.Vntiocliia (e scovile, per non avere il Papa acconsen-
siccùiue di tale dignità giù era stalo insi- tito che anco di (pieslo si simigliasse, con

gnito il cardinal So(uaglia,CLi>i il cardinal istuporeedilicantedi tutto il mondo, «t to-

Zni'la fu consagrato da tre patnai'clii,anzi venerando istituto di


sto prese l'abito del
il consagiatore era stalo suo predecessore, s. Ignazio, col (pale santamente in buon

e l'assistente vicegerenle ne tu poi suc- odore, modello d'ogni piìi bella virtù,
cessore e cardinale, la quale dignità fu morì lietamente a' 17 agosto iS4i. A.-
pur conferita al Matlei)e segretario della vendo il servo di Dio raccomaiulato a
visita apostolica. Numerosa moltitudine, Gregorio XVI la sua famiglia domesti-
e personaggi della più alta distinzione, ca, il Papa benignamente pose a di lui
intervennero alla sagra e decorosa fun- disposizione una somma ragguardevole,
zione. InoltreLeone XII fece il cardinal acciò ne assegnasse i compensi e le giubi-
Zurla presidente della visita apostolica lazioni a vita. — Abbiamo dal Diario
straordinaria; quindi fu pure vicario di di Itonia, dell'i i dicembre iB3i) (laon-
Pio Vili, die gli conferì la prefettura de va corretta la data i83r) che scrissi
della congregazione degli studi, e di Gre- nella biografìa, secondocliè apparisce dal-
gorio XVI ch'era stalo suo vicario gene- le Notizie di Roma, che in tale anno per
rale, come abbate generale del loro or- la I.'' volta lo qualificano vicario), che
dine camaldolese. Morto in Palermo a'29 Gregorio XVI, con biglietto di segreteria
ottobre i834j imbalsamato il cadavere di stalo, nominò vicario generale di Ro-
col nuovo metodo incorruttibile dal prof. ma e suo distretto il cardinal Giuseppe
Traiicliina, fu trasportalo iu Roma dal della Porta Rodiani romano, sunnomi-
conte Giacomo Filippo Pizzorno console nato, con generale plauso, per aver per
generale ponlilìcio iu Sicilia residente iti molti anni egregiamente esercitato la ca-
Palermo, e tumulato nella cliiesa de'ss. rica di vicegereute ed essere stato ezian-
Andrea e Gregorio del suo ordine. Si — dio pro-vicario. Poco visse, morendo a'

trae dal n. c)3 del Diario di Roma del 18 dicembre 1841, il seminario roma-
i83fj aver Gregorio XVI a'2i novem- no celebrandogli solenni esequie, col-
bre, con biglietto di segreteria di stato, i' assistenza del tribunale del vicariato,
nominato alla carica di suo vicario il pontificando la messa di espiazione mg.*^
cardinal Carlo Odcsc.alchi romano, ve- Vespigaani vicegerente di lloma e arci-
scovo di Sabina e arciprete Liberiano, vescovo di Tiana, descritte dal n. 104 del
prefetto della congregazione de'vescovi e Diario di Roma del 1841, nel quale so-
regolari e vice-cancelliere di s. Chiesa, le no pure rilevate le benemerenze del car-
quali due ultime cariche allora avea ri- dinale per r istituto delle Scuole di Ro-
nunziato, poscia conferendogli gran il ma notturne, oltre la sua Necrologia.
priorato dell' ordine Gerosolimitano iu — A'22 dicembre 1841 Gregorio XVI,
Pioma. Tante dignità per nulla eslinsero con biglietto della segreteria di sialo,
iu lui la costante vocazione di entrare conferì la carica di suo vicario generale
nellaCompagniadi Gesù, e Gregorio XVI" di Roma e suo distretto, all'attuale car-
non polendo più resistere alle reiterale e dinal Costantino Patrizi romano, già suo
caldissime sue suppliche, noalmente con- H fai; gior do/no (V.) e arcivescovo di Fi-
discese, che il cardinale a' 2 novembre
I li[)pi in partibus^ alloiaabbate commen-
i838 rinunziasse la Porpora cardinali- datario delle Tre Fontane, e prefetto
zia (uel quale articolo descrissi Jeforiua- della s. cougregìzioue de' vescovi e re-
103 Vie VIC
golaii, carica che rinunziò, poscia nel ccllit II), ed a mg."^ Canali patriarca (ii

1845 lo fece arciprete della paliiaic'ile Costanlioopoli e vicegerente, non solo


basilica Liberiana, assistendo alla pianta le ordinarie sue facoltà, ma altresì rpiel-
«ti lui morte, come narrai uel voi. Lli, le assai estese, di cui in que' travaglio-
p. Gf). Del suo vicariato, che con zelo e- sissiroi tempi era stato dal Papa rive-
sercila, di sua onorevole carriera eccle- stito, compresovi ancora il suddelegar-
siastica, di sua nobilissima famìc^lia, die le ad altri. In sì gravi e pericolose circo-
f;ode il dislintisijimo ufiìzio ereditario di stanze, mg.' Canali ii diportò con singo-

f^'essillifero di Santa Roiìiana Cliitsa lare avvedutezza, prudenza e zelo. Aven-


(/'.), in niollissimi luoghi ragionai. Qui do il Papa col moto-proprio, Da questa
.'solamente ricorderò, che il Papa Pio IX pacifica stazione, dichiarata in Gaeta il
° gennaio 1
nel concistoro di Gaeta de'l caprile i84'J I
849 la sentenza di scomuni-
10 |)reconizzò vescovo d' Albano, e nel ca contro gl'invasori degli stati di s. Chie-
i8;>4 dichiarò prefetto della s. congre- sa, fu dessa proclamata in Roma rapi-

gazione de'Piiti. Come vicario di PiOma è damente, e di tale divulgazione venne in-
poi prefetto della s. congregazione della colpato mg.' vicegerente. Pertanto il fa-
residenza de' vescovi, e presidente della s. mosoagitatoie popolano Angelo Brunet-
congregazione della visita apostolica ; ap- ti, detto Ciceruacchio, si recò nell'abita-
partiene a 12 altre congregazioni cardi- zione dei prelato a rampognarlo ne'n»odi
nalizie, è visitatore apostolico dell' arci- più acerbi e villani. Indi ministri, depu-
confraternita di s. Rocco, ha molle pro- tati, giornalisti e altri faziosi con impron-
leltorie, riferì te àA\' Annuario Pontificio titudine egualmente lo minacciarono, on-
ne/ 860,
1 alle quali si deve aggiungere la de non facesse più di tali cose. Continuan-
recente del nuovo seminario francese di do apertamente gl'insulti, e facendogli sa-
lloma, il che notai nel voi. XCVIII,
p. pere l'intruso governo di non potergli ga-
25. E suo uditore civile Tavv. d. Ales- rantire la vita, si arrese al consiglio de-
sandro Farricelli dottore in ambo le leg- gli amici, cercando sotto mentite spoglie
gi. Nel declinar dell'infausto 1848, do- un asilo. Delegò prima con suo biglietio
fuinata Roma (/'.) dalla demagogia, que- le facoltà e la giurisdizione all'esimio e
sta dichiarò aperta guerra a' ministri fe- dolio mg."^ Giuseppe Angelini luogule-
deli del santuario, ed accerchiato da furi- nenle civile del vicariato (ed ora anche e-
bondi il Sommo Pontefice Pio IX (^.). saminalore de' vescovi tanto in s. teolo-
Bella slessa sua residenza del palazzo Qui- gia,quanto in s. canoni), il che saputosi
rinale a' iG novembre, lo costrinsero, a Gaeta dal cardinal Patrizi, uditone il
per impedire più enormi atlentali,a par- Papa, ap[)rovò l'operato e gli concesse o-
lire occultamente a' 24 di detto mese, e gni autorizzazione, anche straordinaria.
far Viaggio ( / .) nel pacifico e sicuro rico- Inoltre mg.' Canali pregò mg."^ Gio. Fran-
vero de'dominii del piissimo Ferdinando cesco Cometti arcivescovo di Nicoraedia,
1 1 re delle d uè iS7c/7/c (/'.). Lo segui il sagro a tener segretamente in sua casa le sagre
Collegio, e con esso il cardinal Patrizi vi- ordinazioni, ed il prelato per lutto il tem-
cario di Roma,dopo aver il Papa, lascian- po anarchico, con suo gravissimo rischio,
do la curia in Roma, commesso alle di- coraggiosamente vi corrispose, senza po-
verse curie opportuni delegati pontificii ter essere scoperto. Mg-' Canali 1' 8 feb-
(per la dataria nominò m^.' Garbòlani braio, giorno precedente alla proclama-
sullo-datario, chepoi