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DIZIONARIO

DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRIj A! SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, ALLE FESTE Plì) SOLENNI,
AI CONCILII ,

AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E


PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MOROJNI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XV L

VOL. XXIIL

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCXLIII.

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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO -ECCLESIASTICA

F
FAG FAL
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AGGIO. Società. Ad Adolfo vale a dire un re, e il consiglio.
contedi Cleves, ed all'anno i38o, Nel martedì seguente facevasi una
si attribuisce l'istituzione della so- pia ufficiatura pei confratelli de-
cietà del Faggio. Sembra formata funti, e nell'ottava,o piuttosto dal
per mantener l'unione tra i nobili venerdì precedente fino al vener-
di Cleves , e la loro subordina- dì seguente, la società si applicava
zione al conte; il perchè trenta- a terminar le questioni insorte tra
cinque signori o gentiluomini, en- i confratelli. il tempo che
Ignorasi
trarono subito in questa società, ed durò questa ed è sol nota
società,
ebbero per distintivo un faggio ri- per le lettere di sua fondazione,
camato in argento, che portavano delle quali Schoonebeck ce ne ha
sopra il loro mantello, anzi non lasciato una traduzione nella sua
potevano giammai comparire in Slorìa degli ordini militari.
pubblico senza tale ornamento; e FAGNANO, Cardinale. V. Scan-
qualunque volta ommettevano por- NABECCIII.
tarlo, dovevano pagare una multa FAINA (s.). Credesi ch'ella fos-
di ^e gran lire tornesi a benefìcio se badessa e vivesse in Irlanda nel
de'poveri. Nella domenica dopo la sesto secolo. Le reliquie di lei si

festa di s. Michele, tutti i confra- venerano a Rilhaine ,


presso la

telli si radunavano a Cleves, e si montagna di Bregh sui confini del-


regalavano a spese comuni : non la contea di Meath, ove da remo-
era facile cosa il dispensarsi dal- tissimo tempo se ne celebra la fe-
l'assistere a questa assemblea, e non sta il I.** gennaio.
si poteva esimersi dal pagamento, FALCONE BIANCO ossia della
ed i conti pagavano un terzo di Vigilanza, Ordine equestre. Ne fu
più dei baroni. In questa assem- fondatore Ernesto Augusto Costan-
blea venivano eletti gli ulliciali, tino duca di Sassonia Weimar, a'
-

6 FAL FaL
agosto lySa, per incoraggìre eri- FALCONIERI Alessandro, Car-
compensare al tempo stesso la fé- dinaie Alessandro Falconieri di
.

delta e i sentimenti patriottici ver- ragguardevole famiglia romana, pro-


so r impero di Germania ed il nipote del Cardinal Lelio, ebbe il

suo capo Carlo YI che l'approvò, natale nel 1657. Contro sua vo-
Da ultimo, 8 ottobre i8i5, l'or-
a' 1 lontà, che desiderava piuttosto gli
dine gran duca
fu restaurato dal umili impieghi, s'indusse ad obbe-
Carlo Augusto, per dare con esso dire Innocenzo XII, ed aderire alle
alle persone che avevano contri- istanze che gli venivano fatte per-
buito air indipendenza della Ger- che assumesse l'abito prelatizio. Fu
mania, un contrassegno manifesto quindi annoverato da principio tra
di riconoscenza de'servigi che ave- i ponenti del buon governo, poi
"Vano reso allo stato. La prima clas- tra quelli di consulta, e in segui
se dell'ordine si compone del gran io ottenne il grado di presidente
maestro, che suole essere sempre della camera, impieghi ch'egli oc-
il gran duca regnante, dei princi- cupo con molta lode contempora-
pi della casa ducale, e di dodici neamente. Clemente XI, nel 1702,
gran croci; questa prima classe non gli diede la commissione di sgom-

si conferisce se non che ai consi- berare la provincia dei Lazio dai


glieri privati, ed ai generali mag- molti aggressori che mettevano in
giori. Per ottenere la seconda clas- iscompiglio tutti que' sparsi villag-
se, che venne stabilito non dovere gi: e cosi bene si adoperò a que-
oltrepassare il numero di venti- sto ufficio che in breve quelle pro-
cinque membri , conviene essere vincie ne furono liberale. Dopo di
consigliere privato del governo, ec. ciò il Pontefice lo creò uditore di
o almeno maggiore ; la terza clas- ruota, e quindi governatore di Ro-
se è limitata a cinquanta membri, ma , ritenendo il posto primiero.
La festa dell'ordine si celebra ai In questa carica molto si distinse
18 ottobre in memoria di sua re- per la sua pietà, giustizia e im-
staurazione. Consiste la decorazio- parzialità. Ebbe a sofferire, è ve-
ne dell'ordine del Falcone bianco ro, qualche persecuzione, ma sem-
ossia della Vigilanza, in una stella pre con gloria trionfò de'suoi ne-
o croce d'oro a otto raggi smal- mici. Benedetto XII 1, nella sua pri-
tata in verde, nel cui centro da ma promozione degli 1 1 settem-
un lato è la immagine del duca bre del vji^, lo creò diacono Car-
Ernesto fondatore, e nell'altro un dinaie di s. Maria della Scala, e
' falcone bianco, col rostro e gli lo ascrisse alle congregazione dei
artigli d'oro. Nelloscudo del ro- vescovi e regolari, dell' immunità,
vescio si legge il motto: Vigilajvdo de' riti, ed altre. Cessò di vivere
AscENDiMUS. Qucstc parole servono in Roma nel 1734, e fu sepolto
piH'e di epigrafe al falcone dello in Giovanni de' Fiorentini, sotto
s.

scudo della piastra d'argento otta- l'avello del Cardinal Leho, in una
gona, che gran croci sogliono por-
i tomba di marmo nero che si a-
tnre nel lato sinistro del loro a- veva apparecchiata ancor vivente
bito di corte; il nastro poi da cui con un'assai modesta iscrizione,
pende la decorazione è rosso ma- FALCONIERI Lelio, Cardinale.
ruzzato. Lelio Falconieri, di antica e nobile
FAL 7
famiglia fiorentina, apparve sin da caritatevole al sommo; e narrasi
fanciullo ricco di belle virtù, che che volendo i bolognesi chiudere
fino d'allora fecero in lui presagi- lo spedale, detto la casa della mi-
re i più prosperi avvenimenti. Stu- sericordia, ridotto all'estrema men-
diò le leggi neir università di Pe- dicità , egli chiamati i principali
rugia, ed ebbe la laurea in Pisa. nobili, tanto li eccitasse a soccor-
Recatosi poscia in Roma die prin- rere quel pio istituto, che dietro il

cipio alla sua luminosa carriera, di lui esempio furono così libera-
col trattare come valente avvo- li da poterne in breve ripristinare
cato le cause nella curia roma- i teneri offici verso della umanità
na; e vestito quindi l'abito pre- sconsolata. Fu assalito da malattia
latizio, da Paolo V venne impie- de'calcoli, e con eroica rassegnazio-
gato nel governo delle città del- ne ne sofferse l'estrazione, che riu-
lo stato ecclesiastico, tra le qua- scì molto difficile per la loro gros-
li Spoleto, Benevento e Sanse veri- sezza. In Firenze sostenne un'altra
no. Gregorio XV lo fece presiden- gravissima malattia, e dopo questa
te della provincia di Marittima si determinò di tornarsene in Ro-
e Campagna, e poco tempo dopo ma; ma così era indeboHto dalla
Urbano Vili l'annoverò tra po- i forza de'mali, che in Viterbo, l'an-
nenti di consulta, colla carica di no 1648, finì di vivere. Le spo-
commissaiio generale dell' Umbria glie mortali, trasferite in Roma,
e Romagna. Fu quindi spedito nun- furon deposte nella chiesa di s. Gio-
zio nelle Fiandre ; ma dovutosi ri- vanni de'Fiorentini, dove al lato de-
coverare in Roma per gravissima stro dell' altare maggiore sorge un
malattia, ebbe il posto di segieta- magnifico monumento con onorevo-
rio de' vescovi e regolari, aggiunto- le iscrizione.
vi qualcbe altro onorevolissimo im- FALDA. Veste del sommo Pon-
piego. Tal si fu la di lui destrezza tefice, del cui ne ignoranome se
e lealtà nel maneggiare i più dif- la ragione. 11 Du-Cange
alla pa-
ficili affari, die Urbano Vili più rola Falda, dice così chiamarsi
volte dichiarò di preferire nelle quel recinto, entro il quale il ve-
cause più difficili il consiglio e la scovo, e ministri della Chiesa ce-
i

saggezza di Ini. Questo Pontefice lebrano i divini offizi. Il Ferrari


seppe sì bene retribuire tanto suo nel suo trattato suU' Origine della
merito, che a'i3 luglio i643 lo creò lingua italiana, dice che significa
prete Cardihale di s. Maria del Po- le pieghe della veste, ovvero la
j)olo, e legato in Bologna. Non si parte estrema di essa, o l'orlo del-
può dire quanto egli si adoperas- la sua estremità, per la quale ra-

se in tal impiego al bene de'po- gione si dice falda del monte, co-
poli. Disinteressato, riprendeva ri- me scrisse il Villani, una falda del-
gidamente coloro che lasciavansi la montagna di Falderona; e il Boc-
sedurre dai doni ; facile ed umano caccio si espresse, « fategli mettere
con tutti, odiava le persecuzioni e le maniche e cingere la falda ", nella
le insidie: che anzi destramente qual voce crede il Ferrari signifi-
seppe conciliare gli animi di mol- carsi quella veste , che alle altre
ti nobili bolognesi fieramente gli si sovrappone, e si cinge, com' è
uni contro gli altri accesi. Era poi quella usata dal romano Pontofì-
,

8 FAL FAL
ce, che si pone sopra le altre ve- stende per un palmo e mezzo ol-
sti, cioè sulla sottana talare. Nel tre i piedi, e molto più nella po-
Dizionario della lìngua italiana ^ steriore, onde
formare la coda o
dicesi falda anche quella parte del- strascico, essendo di due palmi più
la sopravveste, o del farsetto (ve- dell'altezza della persona. Di seta
stimento del busto, come giubbo- la falda si usa di due sorti: la più
ne o camiciola, ovvero vestito cor- breve, usata nei concistori segreti,
to da uomo) che pende dalla cin- è più lunga di un palmo nella par-
tura al ginocchio; e si dice anco te anteriore, e circa due nella po-
del lembo di qualsisia veste, ed in steriore. E molto più grande quel-
Ialino sinus^ linibus. Per livihus il la che si usa quando il Papa è
Macri intende quel drappo che nel- vestito pontificalmente, essendo nel-
la Chiesa latina, gallicana, ambro- la parte anteriore più di due pal-
giana ec,
cuce nella parte an-
si mi lunga, e nella posteriore circa
teriore e posteriore del camice, ed cinque. Nei giorni feriali, ne'quali
anche nell'estremità delle mani- si comprendono domeniche del- le
che. l'avvento e quaresima, un proto-
Il p. Bonanni, nella sua Gerar- notario più antico con la cappa,
chia ecclesiastica, trattando delle alza le fimbrie del piviale stando
vesti del sommo Pontefice, dice che alla sinistra del Pontefice, sinché
monsignor Landucci sagrista pon- sia giunto all'altare: e questo ri-

tificio, nel suo ms. , toni. I, cap. to é stato osservato sino ad Ales-
38, notando le vesti occorrenti pel sandro VI, come nel suo cerimo-
nuovo Papa, Falda,vi comprese la niale scrisse Paride de Grassis; ma
veste di tabi bianco lunga con co- oggidì i due Cardinali assistenti le
da, la quale cinta ne'Iombi, pende sollevano , e un ambasciatore sos-
e si strascina per terra: il tabi è tiene la coda o strascico, oppure
im drappo di seta bianca. Indi altra persona secolare, ma se non
soggiunge , che oltre la veste, sot- vi é supplisce primo protonota- il

tana, o toga talare bianca di se- rio apostolico. Fin qui il detto pa-
ta o di lana, propria del Pontefice, dre Bonanni, che pubblicò nell'an-
avvi la veste nominata falda, la no 1720 in Roma la succitata o-
qiiale non sempre si usa, ma so- pera.
lamente in alcune funzioni più so- Al presente la falda che usa il
lenni. Nei rituali sì antichi che mo- Pontefice , e che sovrappone alla
derni non si trova la falda nomi- sottana, sia di lana che di seta, é
nata, foi*se perché col nome di tu- sempre di drappo o seta bianca
nica, in cui si significa la veste ta- ampia e più lunga nella parte po-
lare, si può anche comprendere la steriore che nell'anteriore, N' é cu-
falda. Si cinge questa ne'Iombi a stode il cubiculario sotto-guardaro-
guisa di veste donnesca, e secondo ba, di cui parlammo al volume VI,
le qualità delle funzioni la mate- pag. 182, del Dizionario, che la
ria di essa è varia, essendo alcune tiene entro una saccoccia foderata
volte di seta, altre di lana, come di velluto di colore rosso, e quan-
è anche tonaca o sottana con-
la do il Papa r assume la prepara ,

sueta. Quando è di saia, la di lei nella camera presso la Camera del


lunghezza nella parte anteriore si letto dei paramenti [Vedi), detta
FAL FAL 9
perciò la Camera della falda, so- la, allarga la vagina, e leva la fal-

pra un tavolino coperto di drap- da, che riprende in custodia il sotto-


po rosso ; e nei concistori segreti gua rdaroba.
presso l'aula concistoriale, trovan- La falda si usa dal Papa tut-
dosi presente quando il secondo te le volte che assiste o celebra
maestro di cerimonie la pone al solennemente la messa o i vespe-
Pontefice , e dopo la funzione o ri, si nella cappella del palaz-
concistoro la toglie. La falda si fer- zo apostolico , che nelle diverse
ma ai lombi del Pontefice me- chiese di Koma, cioè in tutte le
diante una fettuccia zaganata e che funzioni sagre, in cui assume i pa-
nelle estremila ha due puntali, che ramenti pontificii, come nella pro-
siringe la vagina, colla quale si as- cessione del Corpus Domini, e si-

setta ai lombi la stessa falda dal mili, lavanda de' piedi, apertura e
detto cerimoniere, cioè sotto al roc- chiusura della porta santa ec, con-
chetto. Il cerimoniere, fatta la ge- cistori pubblici e semipubblici; fi-

nuflessione, impone sulla lesta del nalmente senza assumere poscia i

Papa la falda, sollevando moz-


la paramenti, usa il Papa la falda nei
zetla il prefetto delle cerimonie, ed soli concistori segreti, pei quali pe-
uno dei camerieri segreti : lascia rò dopo aver preso tal veste as-
la parte posteriore, e rilira i due sume la stola. Allorché il Ponte-
puntali passando quello che tiene fice nel venerdì santo si porta a
nella mano destra nella prima a- venerare la croce, da ambo i lati

sola sopra la fascia , e la ferma sostengono i lembi della falda i due

formando un cappio colla fettuccia; primi maestri di cerimonie, lascian-


indi consegna le due estremità la- dosi abbandonato lo strascico, e da
terali della falda ai due camerieri ninno sorretto. Prima, come si dis-
seirreti. 11 medesimo secondo ceri- se, in questo giorno il Papa usava
moniere si trova poi nell' islesso la falda di lana. Allorché i Papi nei
luogo per sciogliere il cappio della mattutini de' morti e delle tenebre
falda, e levarla. Qui va notato che assumevano la Cappa (Vedi), al-
se il Papa si reca in detta stanza della lora non si vestivano della falda ,

falda colla stola, questa ed il cap- e la cappa nelle parti laterali an-
pello ivi depone, levandosi poscia teriori veniva sostenuta da due ca-

la mozzetta nella camera de' pa- merieri segreti, e le posteriori dai


ramenti, ove recasi dopo avere as- due vescovi assistenti al trono più
sunto la falda sostenendone V e-
, anziani, cioè gli uni e gli altri la
slremità sino al letto de' paramen- sostenevano dalla camera de' para-
ti due camerieri segreti parleci- menti al trono, e viceversa. Quan-
panti, tanto nei concistori pubbli- do poi nel matlutino della notle
ci o semipubblici, come nei segre- di Natale i Pontefici assumevano
ti ; ne'quali ultimi però l'accompa- la cappa, dovevano vestire la falda
gnano alla sedia pontifìcia, e ter- prima di entrare in cappella, e ciò
minali che siano vanno nel mede- per la ragione, che terminato il

simo luogo a riprendere le estre- mattuUno indossavano sul trono i

mità, che lasciano allorché il detto sagri paramenti eh' esigono la fal-

secondo cerimoniere nella predetta da, anzi in questa circostanza sot-


stanza scioglie la fettuccia zagunu- to la cappa già avevano preso l'a-
,

jo FAL FAL
tnitto, il camice, il cingolo, e la però ne assumeva una più piccola,
stola. Qui però va avvertito, che e meno incomoda. Già nei ponti-
si legge nei mss. del celebre ceri- ficati di Pio VI, e di Pio VII, in

moniere monsignor Dini, toni. I, tal non si usava più


processione
pag. 73, che intervenendo il Papa la falda.Passiamo ora a dire a chi
nella cappella del venerdì santo in incombe sostenere le fimbrie o lem-
cappa di lana rossa ed in mitra, bi anteriori della falda, e lo stra-
non i vescovi né camerieri segre- i scico o coda della parte posterio-
ti debbono portare le fìmbrie della re di questa veste semplice ma
falda, come nei mattutini delle te- decorosa.
nebre, ma i protonota ri, ed i Car- Dopo che il Pontefice dalla ca-
dinali diaconi le fìmbrie della cap- mera della falda, con questa soste-
pa, adducendo per ragione che nei nuta dai due soli camerieri segreti,
mattutini delie tenebre i Cardinali si è portato in quella de' para-
diaconi non prestano assistenza co- menti ed ivi ha preso gli abiti sa-

me nella funzione della mattina gri recati dai votanti di segnatu-


del venerdì santo. ra , nel recarsi in cappella od al-
Quando i I^onlefìci si recava- trove, al genuflessorio od alla Se-
no con solenne cavalcata a pren- dia gestatoria (J^edi), dopo avere
dere possesso della patriarcale ba- assunto dagli uditori di rota il

silica lateranense, o alle cappelle piviale, o manto pontificio, la


della ss. Annunziata, di s. Filippo, mitra o il triregno , sostengono
della Natività, e di s. Carlo , ca- le fimbrie o lembi anteriori del-
valcavano ornati della falda, ed in la falda i due prelati protono-
rocchetto, niozzetta, stola e cappel- tari apostolici partecipanti per tur-
lo. Nella descrizione poi del pos- no, e in loro mancanza non i pro-
sesso che prese s. Pio V nel i566, tonotari apostolici soprannumerari,
ho trovato menzione di questa ve- ma bensì gli uditori di rota, così
*
sle, deinde in camera audientiae discendendo dalla sedia gestatoria
secretaCy caepit faldam, amicluni^ per passare al genuflessorio , per
albani, cìngnlum, mozzettam, et sto- cui i due protonotari hanno l' o-
Inni cum pcrlisj ec. In quello di Gre- nore d' incedere ai fianchi del Pon-
gorio XIII, del 1 57 '2, si legge, sum- tefice, procedendo appresso di loro
piaque longiori veste, quae falda i due primi Cardinali diaconi sos-
vocaliir, et super
stola pretiosa tenitori delle fimbrie o manto pon-
iapiuio Quindi in
purpureo, ec. tificale. Incombe al prefetto delle
quello di Sisto V è nominata y^t/- cerimonie il consegnare i lembi
da alba sericaj in quello di Gre- della falda ai protonotari o al-
gorio XIV, alba et longiore veste tri. Lo strascico poi , o estremi-
serica indutus; indi sempre viene tà posteriore della falda , che an-
nominata la falda assunta in si- ticamente sostenevano gli amba-
mili cavalcate dai Pontefici sotto sciatori, e i principi assistenti al
il rocchetto. Non si deve tacere pontificio soglio, ora dalla camera
che al presente nella processione de' paramenti sino alla sedia gesta-
del Corpus Domini, forse perchè toria, ovvero al genuflessorio o ,

farebbe imbarazzo il Papa non , delle cappelle, o in quello per ve-


prende la falda. Nei tempi passali nerare il santissimo Sagramenlo
,

FAL FAL II
viene sostenuta dal principe assi- pie del trono quando il Pontefice
stente al soglio, o dal senatore di lo ascende, e nell'istesso luogo la
Roma, in mancanza de' quali dal riprende quando n' è disceso. ]\ei
più degno de' conservatori di Ro- concistori semipubblici non avendo
ma. Alzatosi il Papa dal genufles- luogo ne i principi assistenti al so-
sorio dopo avere orato, per recarsi glio, uè il magistrato romano, la
di nuovo alla sedia gestatoria, i falda è sostenuta dai camerieri se-
protonotari, e il principe assistente greti soltanto. F. Cappelle Ponti-
al soglio ripigliano le estremila del- ficie, Vesti Pontificie, Manto Pon-
la falda, facendo altrettanto quan- tificale. A quest'ultimo articolo si

do il Papa discende dalla sedia riportano vari esempi dei principi


dinanzi all'altare ov' egli celebrerà sovrani, che in segno di loro pro-
la messa ovvero altri
, accompa- , fonda venerazione verso il Vicario
gnandolo sino al genuflessorio. Do- di Gesù Cristo, talvolta gli sosten-
po breve orazione si alza il Papa nero la coda o strascico del pon-
per incominciare col celebrante la manto: quella della sottana
tificio

messa, e dopo terminato l'introito, lasorregge al Papa monsignor Cau-


nell'avviarsi al trono, ovvero, se ce- datario (Fedi).
lebra, appena alzato dal genufles- FALDISTORIO (Faldislorium).
sorio, in recarsi al trono di terza, Una delle sedie che adoperano i

subentrano a sostenere le fimbrie prelati nelle chiese in molte sagre


anteriori o lembi della falda i due funzioni, principalmente i Cardina-
più anziani prelati uditori di rota, li, i vescovi, gli abbati regolari e
e pigliano lo strascico due came- secolari mitrati ec. quando celebra-
rieri segreti partecipanti, e gli uni no pontificalmente. Varie sono le
e gli altri fungono questo uffizio denominazioni che si danno al faldi-
in tutto il tempo che il Papa as- storio, ed il p. Zaccaria riporta quelle
siste o celebra, sino al punto che di Faldistorium , Fandistoriiim, Fal-
ritorna al genuflessorio avanti l'al- cistoiiiim^ Facistorium j Faldisto-
tare ove si è celebrato il santo sa- liufUj Faldestolus, e Falsistorium,
grifizio. Indi, tanto nelle cappelle nel suo Onoìiiasticon rituale sete-
ordinarie che nei pontificali, i pro- cium. Parlando il p. Bonanni, Gerar-

tonotari apostolici e il principe as- chia 298, della sedia delta


eccl. p.
sistente al soglio ritornano a sor- Faldistorio, dice che circa l' ori-
reggere la falda , sinché il Papa gine di tal nome per significarla
non sia giunto al letto de' para- varie sono le opinioni. Pompeo
menti, da dove sino alla stanza Sarnelli, prima nelle Lettere eccle-
della falda due camerieri se-
i soli siastiche tom. 24, et. IX,
I, pag.
greti partecipanti prendono lem- i pag. i6o, e poi nella Basilico^ra-
bi della faida. Nei concistori pub- jfla,aderendo al parere di Paride
blici , dal letto de' paramenti al de Grassis maestio delle cerimonie
trono, e da questo al medesimo pontifìcie, stima essere voce cor-
sì nell'egresso che nel regresso sos- rotta e derivala dalla parola Fan-
tengono le estremità della falda distorium quasi locus fandi, cioè
due protonotari apostolici e il prin- luogo di parlare, poiché antica-
cipe assistente al soglio, il quale mente i vescovi solevano da que-
però la lascia a' camerieri segreti a sta sedia posta avanti l'altare par-'
, ,

Il FAL FAL
Iure e predicare al popolo; percliè de judiccs ducunt eum itsque ad
i vescovi ponli ficai mente vestili locuni illuni ubi datar presbyle-
dovendo in fra i sacrosanti misteri riuni: tuiic vero exitunt eum pia-
ragionare al popolo, uè ciò polen- netaj et apposito manto super sca-
do fare dalla catledra vescovile pulas sedct in Fonslatorio (ecco
die anticamente era per tutto sot- un'altra voce ) seu cathedra, et lar-
to ia tribuna del coro , rimpetto gitur presbyleriuni cunctis ordinibus
al ciborio dell'altare, il quale alta- propria nianu. Altri finalmente fan-
re era situalo col tergo verso la no derivare la parola faldistorio dal-
nave della chiesa, celebrando i ve- la parola sassone Falda; s. Gre-
scovi di faccia al popolo, come gorio di Tours la disse FaldeO'
oggidì ancora si osserva nelle ba- neni, quasi sedem stercorariani, an-
siliche principali di Roma , servi- ticamente adoperata dai Pontefici,
vansi di questa piccola sedia, col- nella funzione del solenne posses-
locata dietro all' altare maggiore ,
so. Il Macri nel Hierolexicon fu
cioè di faccia all'udienza. 11 Du- di parere che proceda dalla parola
Cange però nel suo glossario dis- italiana falda, che significa anche
se non esser giusta tal significazio- luogo basso, onde diciamo la falda
ne, aderendo piuttosto a quelli i del molile, mentre tale sedia si ado-
quali stimarono derivare tal nome pera collocata nella estremità del-
dalla parola Faldain, che significa lo strato o tappeto, con cui si ad-
piegare, citando Ateneo, òinesio, dobba il trono pontificio. Il Burio poi
Esichio ed altri. Il Sarnelli dice nel suo Onotnasticon elyinologicum,
che non vi è alcuna voce latina ecco come descrive il faldistorio.
tei minante in sloriuni^ e per indi- >' Ilalicum falda idem est quod
cazione di luogo si ha Consislo- » latine plica, distornar est expli-
ì'iuniy luogo in cui oggi i Cardi- M care : sic faldistorium ponitur
nali si radunano avantiPapa ; al » prò sede portatili complicata
indi aggiunge, che Sidonio chiamò « quae disjungitur , sive explica-
Consistorium il luogo dove si trat- « tur, et distenditur , dum usui
tenevano e fermavano i camerieri « servii etiam prò tapete suppe-
per alquanto riposarsi, e quasi lo >9 daneo sumitur: nam tapetes com-
che in nostro lin-
eiis colisistendi, » plicantur, et explicantur ; ita le-

guaggio potrebbe spiegarsi per l'an- « gitur apud Ciacconium in addi-


licameia. Cencio Camerario nel suo « tionibus ad Paulum III, de im-
rituale o cerimoniale chiama que- « peratore Carolo ab ipso ma- V
sta sedia Falesloriiun^ come dice il w ximo vocato: Pontifex inissali
Macri nella Not. de vocab. eccl., >i cidtu indutus Caesarem expe-
cui il citato p. Bonanni osserva, >i ctavit, (fui cuni uenissec corani
senza però sapersene la cagione ;
*• ilio prope altare, detracta coro-
ed Ga rampi nel
il Sigillo della fo na, reverentiani flexo poplite
Garfagiiana nana a pag. 80, che » exhibiiitj tuni in faldistorio un-
io slesso Cencio descrivendo il mo- ti te Aram in genua procubuit, ora-
do con cui il Papa distribuiva il ti vilque; et deiiide post preces fu-
presbiterio di Natale e di Pasqua, » sas ad paratam sedeni acces-
.scrisse che giunto al palazzo, de- « V. Trono.
sit''\

posilo /r^ììo accifjit milratnj dciu- Questa sedia negli antichi rituali
,

FAL FAL i3
fu chiamata Tripode, come notò il adoperali dal Papa nella basthca
Marlene, de antiq. rìlib. lib. 1, cap. laleranense nel giorno di Pasqua,
4, citando un rituale mss. di s. ove si trasferiva a cavallo dal pa-
Martino di Tours, dove si fa men- lazzo vaticano, si dice : Scllam au-
zione della processione usala nel- teni Pontificis cuhicularius laicns
l'andare a cantar l' evangelio, con procedens deportai, ut parata sii
queste parole : Post clericulos va- dum in sacrarium venit. Della qua-
dunt duo acolithi curii incenso post le si serviva il Papa nella sa-
sedia
illuni qui portat Tripodium. Ma lo grestia, mentre si vestiva delle ve-
slesso Marlene confessa d' ignorare sti sagre, ed è probabile che fosse

il Tripodium,
significato della voce della forma del faldistorio pieghe-
ed aggiunge che non sapevasi nep- vole e leggera, mentre un sol mi-
pure dai canonici della chiesa di nistro dello cubiculario doveva por-
s. Martino, siccome rito abolito. tarla nel viaggio assai lungo, cioè
Leone Marsicano, nelle Cronache di dal Vaticano alla basilica lalera-
Monte Cassino, lib. II, cap. 10*2, nense. Anzi neir ordine del- XV
racconta che tra le suppellettili del l'antico rituale della chiesa di s.

monislero, numeravano , Tripodeni Martino, si dice che il portare la


argenteum deauratuni, e si arguisce sedia, ove doveva sedere il vesco-
non poter essere che stalo altro vo, era uffizio d'un suddiacono , e
la sedia ove sedeva l'abbate quan- della sedia sinomina Trìpode. Da
do celebrava solennemente. Severo tutti questi differenti nomi co' qua-
Sulpizio, nel secondo dialogo delle li si trova indicata la sedia porta-
virtù di s. Martino, cap. I , scris- tile, nasce dubbio circa la veia for-
se : S. Marlinum in secretano se- ma di essa, poiché dicendosi Tri-
dere consuevisse in sellula rustica- pode, viene indicato che fosse di
na, ut est in usibus servulorum, tre piedi, com'erano gli antichi al-
quas nos rustici galli Tripetios. tari de' gentili, né cos'i comodi po-

Vos scholastici aut certe qui de tevano essere pei vescovi , qunli i

Graecia estis Tripodes noncupatis. sedevano in essi; oltre che in tulle


Valerio Chimentelli poi , nel suo le medaglie e marmi antichi si ve-

libro intitolato Marmor Pisanum dono le sedie, principalmente quel-


de honore Biselii, cap. 11, fu di le dette curulij composte con quat-
parere, che il faldistorio sia lo stes- tro piedi, come ora sono i faldi-
so che la sedia antica della Curu- stori. La sedia curule era una se-
le perchè si poneva sopra i carri, dia quadrata di avorio senza spal-
ed era sedia bassa e pieghevole liera, e serviva d' insegna del con-
non che senza appoggio, onde fa- solato. Il Sarnelli, loco citalo, di-
cilmente si poteva trasferire da un ce che di questa sedia si valevano
luogo all'altro; ne senza fondamen- anticamente i vescovi, che avevano
to si può congetturare, che la se- il trono nella tribuna , ed avanti
dia che anticamente portavasi dove di loro l'altare, perchè allora per
il Pontefice andava per celebiare predicare mettevano il faldistorio
fosse di simile forma dappoiché : nel supremo scalino dell'aliare. / .

nel rituale pubblicalo nel i56i Sedie.


da Giorgio Cassandro, al § 3, par- La forma dei faldistori, dice il

landosi degli ornamenti pontificii Bonanni, trovasi prescritta dal <.ar-


i4 FAL FAL
cUnal s. Carlo Borromeo arci re- essi celebrare solennemente in quei
scovo dì Milano^ nel lib. II delle luoghi, ne'quali non hanno giuris-
Inslnizionì circa le sagre suppellet- dizione veruna, oppure anche nel-
tili. *» Non sia il faldistorio, dice le proprie diocesi, quando sia loro
« ne ampio, uè alto come la
egli, presente una qualche maggiore di-
»> cattedra Pontificia, ma molto gnità ecclesiastica, ovvero quando
« più basso, e senza appoggio, né siede dinanzi all'altare nella colla-
M da tergo, né dai lati; consterà zione degli ordini, ovvero in me-
*• di quattro legni di noce, due moria della Passione del Signore,
ì» davanti, e due di dietro, e tutti celebrando egualmente in propria
»> quattro indorati: le quattro ci- diocesi nel venerdì santo^ in cui
»> me
che sporgeranno oltre il se- allora sedendo sul faldistorio , e
« dere, saranno vestite di lamine questo posto sulla predella dal la-
« di argento , per maniera che to dell'epistola, deve voltare la fac-
« termini in una testa di leone ". cia alia parte del vangelo, ed il

Tuttociò prudentemente si deter- faldistorio è nudo, giacché il fal-


minò dal santo arcivescovo, né sen- distorio si pone ordinariamente dal-
za misteriosa considerazione, men- la parte dell' epistola, colla faccia
tre con l'espressione delle teste di voltata al popolo. Nella cappella
leone si alludeva at trono di Sa- pontificia, e ne' luoghi ove assiste
lomone. Lo prescrisse anche di le- alle sagre funzioni il sommo Pon-
gno, forse per alludere alle sedie tefice, i Cardinali, i patriarchi, gli
usate dagli apostoli, di cui si par- arcivescovi ed i vescovi celebran-
lò all'articolo Cattedra (Vedi).Ta- do pontificalmente siedono nel fal-

le forma però non è osservata in distorio, ed all' articolo Cappelle


tutte le chiese, come la materia Pontificie (Vedi) é detto quanto
del faldistorio, giacché varie sono gli é relativo, e che nei pontificali

quelle comunemente usate, e varia che celebra il Papa solennemente,


è la materia del faldistorio, alcuni il Cardinal decano od altro Cardi-

de'quali sono formati di legno in- nal vescovo suburbicario, che gli
tatjliato e dorato, di bronzo o di fa da vescovo assistente, siede sul
ferro con pomi rotondi dorati lisci ripiano del trono pontificio su di
o lavorati. Tutti però convengono un faldistorio ignudo, con sempli-
nell'essere fabbricati con quattro ce cuscino per rispetto al Papa,
piedi, dai quali sono sostenuti, sic- alla cui sinistra si pone il faldi-
come nella parte superiore termi- storio.
nano in quattro braccia opposte, Il citato Garampi, nel Sigillo
inargentate o dorate, e variamente della Garfagnana, parlando del-
lavorate. La copertina del faldi- l'antico uso del faldistorio presso
storio,, aperta ai quattro lati, è di i romani Pontefici, oltre a quanto
drappo del colore secondo il rito ne raccolse monsignor Giorgi, nel-
corrente^ più o meno ricco^ con la Litnrg. rom. Pontif. tom. I, p.
ricami d'oro, d'argento, e di seta, 79, dice che se ne ha chiara te-

come sono le frangie, le trine, e i stimonianza in una carta Fai'fense


galloni. La sedia di questa forma dell'anno io 14, in cui leggesi, che
è comunemente usata dai vescovi Benedetto Vili per giudicare una
in molte sagre funzioni. Sogliono causa, che verteva fra il monistero
FAL FAL i5
di Farfa, e Crescenzio, si porlo a zione della coronazione di Bonifa-
Tri buco, e ivi de equo dcscendit, cio Vili, si legge: Cumque gemi-
ponere fussita et citm
et falcistoìium flexo sedi prostratus , suplex in
omnibus, qui aderant ad legem et faldistorio pectus funderet, ec.
justitiam faciendam, recedit (Script, Conchiude il Bonanni, che ces-
rer. italic. t. II, par. II, p. 5 17). sato l'uso di adoperarsi dai Ponte-
Nel dubitare il p. Bonaniii che i fici il faldistorio, come sedia, fu
Pontefici usassero del faldistorio lasciato ai vescovi. Tuttavolta av-
nelle funzioni solenni , tuttavolta verte che nel Hierolexicon del
riferisce, che il Du-Cange, alla voce Macri, alla parola Calyptra, si ri-
Faldistorium, narra di aver preso porta l'immagine di Eugenio IV
dagli alti pontificii di Adriano IV, assistente nel concilio generale di
senza dire da chi fossero scritti : Firenze al 14^9, presa dai bas-
Descendit, et in preparato sibi sorilievi di bronzo, che sono nelle
faldistorio sedit j e da quelli di porte della basilica vaticana , la

Alessandro III, in eminentiori loco qual immagine vestita di piviale,


positus in faldistorio suo resedit. col triregno in capo, siede sopra
Dalle quali testimonianze si deduce una sedia simile al faldistorio, cioc-
che pure si usava nel 11 60, e il ché pur vede nel tom. VIII,
si

medesimo Bonanni alle pag. 296 pag. 5o4 Biblioteca Cesarea


della
e 3oo ci dà due figure di Ponte- di Pietro Lambecio. Sedendo ora
fici sedenti sopra il faldistorio, una il Papa nelle sagre funzioni in un
delle quali tiene in capo il trire- trono, ovvero in sedia gestatoria,
gno, l'altra la mitra preziosa, ed il faldistorio l^usa per Genuflesso'
ambedue in piviale. Carlo I d'An- rio (Vedi), il quale è di legno
giò re di Napoli donò al Papa dorato con intagli, e cuscino sopra
Clemente IV un ricco e prezioso del colore del rito corrente, ove
faldistorio, il quale nei bisogni del- appoggia le braccia, mentre le gi-
la sede apostolica fu dal sagro nocchia sono piegate su di un bas-
collegio impegnato per due mila so sgabello di legno con cuscino del
oncie d'oro al peso del regno, che colore del precedente; questo ge-
equivalevano a dieci mila fiorini nuflessorio, quando occorre, lo por-
d'oro, cioè a dieci e più mila no- tano al luogo suo due chierici
stri zecchini. Neil' istromento che della cappella pontifìcia. Volendo
fu rogato da Basso notaro della ritener Benedetto XIV nel suo pon-
Camera apostolica
settembre a' 3 tificato la chiesa arcivescovile di
1269, viene descritto: Facistorium Bologna sua che avea da
patria,
Ìmagnuni aureum , cum lapidibus Cardinale, a'2 ottobre i74oj acciò
pretiosis, quod d, rex Carolus fel. ne facesse colà le sue veci, consa-
ree. Clementi Papa IV donavit et grò in vescovo di Menito monsi-
dedit. Protocol. Bassi not. pag. gnor Scarselli. In questa circostanza
17,
in Arch. secret. Vatic. Nell'inven- il Cardinal Cibo regalò al Papa un
tario poi di Bonifacio Vili, pag. nobilissimo faldistorio, che adoperò
61, notansi unum falcistorium par- in tutta la funzione. Nel i8i6 il

vum de ebano, quod jungitur si- principe Saxe-Gotha essendo


di ,

mul, sicut una tabula. Item unum slato regalalo dal Papa Pio VII
falcistorium de ebano. Nella descri- del suo ritratto, dipinto dal cele-
, ,

\Cy FAL FAL


bre cav. oi*a barone Camiicrlni, nelle noie erudite ad un' Ode pm-
in un colla principessa GÌLisi'p[>iua darica, delta nell' accademia fale-
Scliownlovv di Dietriclistein, in so- riense in onore dell'arcivescovo Car-
gno di loro divozione un
verso dinal de Angelis, e pubblicata col-
tanto Pontefice, gli donarono un le stampe. In questo opuscolo si

prezioso genuflessorio fatto a forma noverano anco i principali oggetti


di faldistorio di squisito lavoro rinvenuti , e riportasi 1' iscrizione
con cuscini di lama d'argento, con del suo campidoglio, di cui andia-
riccliì ornamenti d'oro. mo a far parola.
FALEKIA (Faleris, Falaris). Dopo l'anno 1777 Pio VI vi
Città vescovile, ed una delle do- fece fare escavazioni, col prodot-
dici principali città dell' Etruria, to delle quali si aumentarono i

all'oriente di Tarquinia, ed in vi- pregi del museo vaticano , ove ,

cinanza ai Tevere. Di questa par- quasi rimpetto alla porta della


lammo all'articolo Civita Castel- biblioteca, in un'iscrizione faleren-
lana (Fedi). se si fa memoria del campidoglio
FALERIA, o Faleriona, o Fa- di Faleria, del foro pecuaiio, del
LERONE. Sede vescovile del Piceno, vico lungo , nuova
e di una via
ed ora borgo o castello della de- costruita a spese de'possidenti, mer-
legazione apostolica di Fermo nel- cantij e sodalizi, ciocché ne dimo-
lo stato Pontificio, situato sopra stra lo splendore. Tra le altre cose
uno che fra le due valli
de' colli, esistenti nel museo vaticano, e tro-
dei fiumi Tenna, e del Leta-morto vate in Faleria, sono a rammen-
s'innalzano. Acquista sempre mag- tarsi una tigre con bel meandro
gior celebrità pei tesori archeolo- un lupo e un bacco, tutti in mo-
gici che nasconde. In fatti tutto saico, ed un superbo candelabro di
fa non è più da porsi
credere, anzi marmo pario. Già il Cardinal Pie*
in dubbio, che l'antica città di tro Aldobrandini nipote di Clemen-
Faleria Picena^ chiamata pure te Vili, nel i6o4 divenne posses-
Falaria^ Falerio e Falerìone^ fos- sore della celebre tavola di bronzo
se fiorentissima colonia romana ^ e scavata in Faleria nel i593, ed
ch'esistesse nel territorio del mo- ora conservata nel museo capito-
derno Falerone, dalla parte di le- lino, rimanendo nel palazzo comu-
vante e mezzodì di questo castello, nale Falerone una copia fusa
di
e non molto lungi dalla sinistra in bronzo, e dal Cardinale donata.
sponda del fiume Tenna. Tanto Essa contiene il celebre rescritto
provano le moltiplici iscrizioni rin- di Domiziano imperatore, emanato
venutevi, che fanno menzione de' dalla sua villa di Albano, sulla que-
duumviri, de'quatuorviri, del col- stione òeSubsecini o Subsicivi del-
legio degli augustalij degli auguri, l'agro faleriense co' vicini fermani,
della curia, de' centonari, de' den- difesi in quella lite da Phnio il

drofori, degli edili, de' decurioni, giovane sebbene soccombessero ;


,

insigni magistrature ed ordini pro- cioè una Hte nata tra i due popoli
pri solo delle colonie. Gli scavi in- pei confini, facendosi ivi ricordo di
cominciarono sotto Clemente XIV, una lettera di Augusto, che por-
e si proseguirono sotto Pio VI, e tando grande amore ai soldati del-
ne' tempi posteriori, come si legge la quarta legione, li esortava a
FAL FAL 17
riunire i ed a venderli.
subsicivi tilale; ma che fu più mira-
quel
Appoggiato a questa lettera Domi- bile, è il rinvenimento d'un fram-
ziano nella sua sentenza favorì i mento di lapide, che si trovò per-
faleriensi. fettamente combaciare con altro
Assai più degli slimoli e degli brano trovato ab antico nel ter-
sforzi pubblici potè nella colta e reno stesso , e già riportato dal
beneoierila famiglia De Minicis di Muratori e dal Colucci , il quale
Falerone l'amore lodevole del suo- frammento i De Minicis erano giun-
lo natale. Per le dotte cure del- ti a possedere, e lo avevano colloca-

l'avvocalo Gaetano de Minicis, as- to nel loro privato museo Ferma-


sai versalo nella letteratura, e nel- no, del quale, della loro biblioteca,
le scienze archeologiche, onde at- come di altre notizie su Faleria,
tinse, al dire degl'intendenti, il gra- è a vedersi l'articolo Fermo. Di-
ve e vetusto suo stile epigrafico venuta così la lapide intera,, fa
anche nell' italiana favella, vedem- indubitata fede della costruzione
mo illustrato colla Memoria sopra del teatrOj il quale essendo di for-
V anfiteatro ed
moiiwnenti altri ma rettangolare , elegante e ma-
spettanti alV antica Faleria nel Pi- gnifico fu dedicato all' imperatore
ceno, stampata in Roma nel i833, Tiberio Claudio nell'anno 4^ del-
il bello anfiteatro faleriense posto da Quidacilio Cele-
l'era cristiana,
nel soggetto Piano di Tenna, lun- re, e dal figlio C. Ottavio della
gi un nnglio da tal fiume, edifì- romana tribù Velina, come erano
zio di vasta moie, e per lo intero ad essa aggregati quei di Falerio.
isolato di muro laterizio, di figura Quindi il lodato avvocato De Mi-
elitlica , del perimetio di palmi nicis illustrò i pregi di sì fatto im-
mille duecento, con dodici porte portante monumento con erudita
all'esterno, e con tre ordini di gra- memoria, che pubblicò colle slam-
dinale, che vuoisi eretto al tempo pe, avendo il suo opuscolo per
dell' imperatore Adriano. A due- titolo: Sopra il teatro ed altri mo-
cento passi di distanza dall'anfitea- numenti delf antica Faleria nel Pi'
tro eravi vestigio dell'antico teatro ceno, Roma iBSg, con due tavole
faleriense in un fondo della fami- del teatro di Falerone, e delle scul-
glia Olivieri : tanto bastò perchè ture in esso rinvenute, riportando
i De Minicis s'invogliassero dell'ac- a pag. 29 la celebrata iscrizione
quislo, onde avesssero campo più riunita ne'due frammenti, e già e-
libero le ricerche su quello, e sul- sistente sull'arco di uno de' vomi-
le vicine terme. Indi il discopri- torii del teatro.
mento ebbe un felice successo su- Nel palazzo comunale di Falero-
periore ad ogni espettazione. 11 ne, che fu già della famiglia Eu-
teatro si trovò quasi tutto intero freducci, si vedono due belle sta-
co'suoi sedili, scale, preci nzioni, vo- tue rappresentanti una
colossali ,

milorii, pilastri, colonne del portico, Cerere, ed un console con mirabi-


e scena; cose tutte ch'erano sotter- le panneggiamento; non che copia
ra, e ricoperte da roveri ed altri della lapide, che rammenta gli an-
alberi, cresciuti a ridosso nel vol- tichi vanti faleriensi, e della tavo-
gere de'secoli. Vi si rinvennero pa- la summentovata contenente il re-
recchie bellissime statue, però nm- scritto di Domiziano; ivi è pure
VOL. XXIII.
,

j^ FAL FAL
un moderno teatro. Nel paese si Minicis, che la dotò di un fondo ru-
vedono sparse qua e colà delle iscri- stico pel mantenimento delle mae-
zioni, collocate sulle soglie e sulle stre. Il Calindri, nell' interessante
facciate esterne di molte case, co- Saggio statistico storico dello sta»
me ancora diversi sepolcri, tempiet- io Pontificioy dice che Faleria fos-
ti, e mosaici; il teatro, l'anfitea- se colonia militare, e che si chia-
tro, le terme, ed altri edifìzi pub- masse Fallerà^ Fallencna e Tlgnioj
blici, tutti avanzi della città dai e che gli avanzi delle sue magni-
goti distrutta verso l'anno 4^5, ov- ficenze un tempo furono soggetti
vero dopo la morte di Alarico lo- a Trasbuno duca di Fermo. Il eh.
ro re, avvenuta l'anno Soj, e per Castellano, nel suo applaudito Spec-
opera di altri goti che invasero chio geografico ' storico -politico^ ci
nuovamente le città del Piceno: es- dà copiose notizie su Faleria e
sendo anche probabile che sì fatta Falerone, dicendoci che dopo esse-
distruzione l'operassero i longobar- re stata distrutta barbaramente dal-
di dopo metà del
la sesto secolo, le armi straniere, ne'secoli di mez-
Io che confermasi da Gregorio s. zo, Falerone, che la rimpiazzò, eb-
I Papa. Panfilo poi opina che Fa- be al pari degli altri paesi d'Italia
lena fosse distrutta dai fìnni; e i particolari signori, che si
suoi
l'Adami più probabilmente assegnò trovano nominati nella transazione
questo eccidio all'anno 5g3 ed ai fermata da Annibaldo di Trasmon-
longobardi, del quale poi si ripar- do rettore della Marca, e nipote
lerà. Inoltre da lapidi , medaglie, di Papa Alessandro IV, transazio-
.e rottami di scolture si trova spar- ne che al dire del Colucci, nella
so il suo territorio, altronde ferti- sua Treja oggi Montecchio qui ,

lissimo, e copioso d'ogni maniera confermò. Da tali signori discese


di alberi fruttiferi. La via provin- il beato Pellegrino , discepolo di
ciale di Falera modernamente co- s. Francesco di Assisi il b. Pelle- :

struita, comunica da un lato colla grino, s. Fortunato vescovo, e s.


Fermana, e dall'altro attraversata Sebastiano martire sono palloni
da s. Angelo in Pontano, e da Gal- di Falerone.
darola, si unisce alla Romana, pres- Alcune notizie istoriche di que-
so la stazione postale di Valcimar- sto luogo si leggono ne' Cenni isto-

ra. Vi sono più chiese, e in quel- rici e numismatici di Fermo del

la de' francescani, che abitano il medesimo De Minicis, e sono le


contiguo convento, si osserva un seguenti Ruggero da Falerone
:

vago dipinto di Carlo Crivelli ; men- nel secolo XIII, si provò d'impa-
tre nella chiesa rurale di s. Maria dronirsi della signoria di Fermo.
degli Angeli, già spettante ai reli- Nel secolo XIV quando il Cardi-
giosi Clareni , evvi uno stimato nal Albornoz mosse alla ricupera
affresco ,Pagani eseguito nel
dal delle terre usurpate alla Chiesa
1547. Finalmente sonovi, un mo- mentre Papi risiedevano in Avi-
i

nistero di suore, alcuni benefici gnone, per comballere Gentile da


stabilimenti, monte di pietà,
il tre Mogliano signore di Fermo, de-
monti frumentari, un ospedale, ol- stinòun corpo di truppe sotto il
tre la scuola pia per le fanciulle comando del proprio nipote Fer-
povere, fondata dalla famiglia De nando Blasco, il quale espugnò con
, ,

FAL FAL ,9
assalto anche Falcione. Nel i5i3, scovo di Faleria chiamato Garoso.
per la sede vacante per morte di L'Arduino, Conc. Collect. t. II,
Giulio II, Lodovico Eufreducci fe- col. 928, prosegue nell' indice geo-
ce con genti armate una correria grafico ad enumerare altri vescovi
a Falerone, e fu accettato dal ca- appartenenti a questa città, scri-
stello, dove l'antichissima e nobi- vendo : Faleritanus in Piceno, clini
lissima sua famiglia ebbe sempre Faleroni, Crescenlius .... Hardui-
partito e fautori, per aver ivi avu- nus .... Joannes Faleriniis ; ed
to signoria. Quando il vescovo Bo- il Fontanini attribuisce a Faleria
nafede fu mandato da Leone X a un altro vescovo chiamato Giovan-
ricomporre la Marca, Falerone par- ni. Il p. Mamachi, de episcopalus
teggiò per Lodovico, come il più Hortani antiquitate, dimostra che
forte bellicoso castello a lui affe- i vescovi chiamati Faleritani ap-
zionato, ad onta delle minaccie del partengono a Falerone Piceno. È
Bonafede; ma con nella battaglia noto, che ne' primi secoli della
questo, dopo avere valorosamente Chiesa era regola universale, che
Eufreduccio combattuto, vi perde la diocesi vescovile fosse compresa
la vita. nel solo territorio di quella città,
Faleria nel Piceno , diversa da ove teneva residenza il vescovo
Faleria città di Etruria, e da al- acciò le autorità ecclesiastica e ci-
tre di egual nome, sino all'anno vile avessero gì' istessi confini. In
7 1 1 di Roma
o sino dai tempi
, quanto a quelli dell'agro Falerio-
di Augusto imperatore fu colonia nense, abbiamo dal eh. De Minicis,
romana, e sulla metà circa del V Del teatroFalerone, che la
di
secolo ebbe la sua sede vescovile, città aveva un perimetro di due
come rilevasi da una lettera rife- miglia circa, non compresi i sepol-
rita dal Cardinal Deusdedit, e creti ch'erano fuori di essa ; che
scritta da Papa s. Gelasio I nel- il territorio di Faleria estendevasi
l'anno 49^ a' vescovi Piespetlo e sino al mare Adriatico , come si

Leonino, che leggesi nell'Ughelli ha dà Balbo mensore di Augusto:


acciò lo informassero dei porta- da altra parte confinava colla co-
menti del vescovo di Faleria , il lonia fermana, come deducesi dal
quale era accusalo di aver usur- citato rescritto di Domiziano, e
pato alcuni predii , che alla sua dalle altre due parti confinava
chiesa aveva donati il di lui pre- colla colonia ascolana e urbisavien-
decessore. Il Cardinal Baronio nel- se. Ciò dimostra la notabile esten-
le note al Maitirolooio romano, sione della città di Faleria, la qua-
citato dallo stesso Ughelli, asseri- le fu definitivamente e del lutto
sce al dì 12 agosto, che il vesco- distrutta nel secolo IX, come rile-

vo di Falci ia nel Piceno interven- vasi da un' iscrizione esistente nel-


ne al conciho Romano celebrato r odierno Falerone, che risale ai
a' i3 ottobre del 649 dal Ponte- tempi di Desiderio re de' longo-
fice s. Martino I, ciò che confer- bardi, e che dal Muiatori si rife-
mano altri scrittori. Tal concilio risce all'anno 770, e da altre me-
si compose di cento cinque vesco- morie. Fra tanta disparità di opi-
vi per la maggior parte italiani, nioni la rovina di Faleria, come
tra' quali figura per XVII il ve- dicemmo, si attribuisce da alcuni
20 FAL FAL
ad Alarico, da altri a Tolila ov- , mero che dimostrammo airartico-
vero ad Alboino, o agli unni, o ai lo Fermo, tre di essi iiell' oliava
Unni ; ma la più verosimile epoca della festa del Corpus Domini^ ivi

è il sesto secolo, sebbene il Coluc- portarono in solenne processione il


ci sull'appoggio della lapide di Ta- ss. Sagramento ; cioè il Cardinal
sbuno duca di Fermo, pensi che Peretti , poi Sisto V, a' 19 giugno
ai tempi del re Desiderio, ueirVIII i^yB; il Cardinal Brancadoro nel
secolo, Faleria fosse ancora in pie- i8o4; e il Cardinal de Angelis nel
di, e che anzi la sua rovina deb- suddetto giorno.
ba cercarsi nel secolo X. FALGUERIO o FAUGIER
Ar-
Non più risorta Faleria, la. sua naldo , Cardinale. Arnaldo Fal-
diocesi fu aggiunta a quella di Fer- gueri ovvero Falguerio o Fau-
mo, come ha dal Catalani
si , de Ec- gier ,nato in Miramonte della
desia Firniana ^. i3 eg6, il quale Guascogna, come scrive il Frizo'
stabilisce che la chiesa vescovile fu nio, ovvero nella diocesi di Tolo-
riunita alla Fermana sul principio sa, giusta il Baluzio, ebbe nel 1807

del VII secolo, e co' ruderi di quel- la prepositura della metropolilana


la città incendiala fu costruito nel di Arles, e nell'anno seguente l'ar-
monie vicino il castello di Falero- civescovato di quella chiesa. Cle-
iie.Essendo Faleria situata in una mente V lo spedì alla corte di Fi-
pianura presso il fiume Tenna, le lippo IV re di Francia, perconchiu-
incursioni de* barbari consigliare- dere sopra alcuni interessanti e se-

no a' popoli di ripararsi a' luoghi greti affari ; e poscia in Lione o


eminenti, onde i (alerensi allora si piuttosto in Avignone lo creò a' 19
rifuggirono nel poggio vicino alla dicembre dell'anno rSio vcsco-
distrulta città, ove surse il moder- vo Cardinale di Sabina quindi ,

no Falerone dipendente dal go-


, camerlengo di S. R. C. , e legato
"Verno di Montegiorgio. P^. Giù- della Sede apostolica per coronare
seppe Colucci, Sulle antiche città l'imperatore Enrico VII; funzione
picene Falera e Tigno ^ Fermo che si esegui nella basilica lalera-
1777, la cui appendice si stampò nense piuttostochè nella vaticana,
in Macerata nel 1778; e l'Ughelli, a cagione di un tumulto eccitatosi
Italiae sacrae tom. X, pag. 92 e in Roma. I fiorentini però ed al-

93. Per la prima visita che l' at- tri capi della fazione de' guelfi ten-
tuale pastore arcivescovo di Fermo, tarono ogni via per impedire quel-
Cardinal Filippo de Angelis, fece la solenne incoronazione; ma spe-
nell'anno i843 in Falerone, dai dito il Cardinale Arnaldo come le-

magistrati civici, essendone priore gaio nella Toscana, Liguria, Lom-


Vincenzo de Minicis, furono pub- bardia e Marca Trivigiana, tran-
blicate a' i5 giugno colla slampa quiilò tutti i tumulti e ricondusse
le bellissime ed affettuose epigrafi la pace. Quando governava la sua
ed iscrizioni latine ed italiane, det- chiesa, molto si distinse nella pietà,
late con amor patrio dal nomina- nello zelo e nell' ecclesiastico fer-
to avvocato Gaetano de Minicis ,
vore. Formò eziandio alcune co-
per celebrare, che de' sedici Cardi- slituzioni sinodali, pubblicate l'an-

nali che furono vescovi o ammini- no i3r2 da Antonio della Pal-


stratori della chiesa Fermana, nu- ma, canonico lateranense di lui vi-
,

FAL FAL 21
cario. E sebbene dovette per cjiia]- fece tali progressi negli sludi, che
che tempo assentarsi dal irgginie superò la loro espeltazione, massi-
pastorale di quella greggia, pur vi me nello studio della giurispru-
fu sempre col cuore presente , re- denza in cui si dedicò dappoi. Ab-
candovi di tratto in tratto de' se- bracciato lo stato ecclesiastico , si

gnalati benefizi. Restituitosi poi in ordinò sacerdote, e dedicatosi al


Avignone , fini di vivere l' anno servigio della santa Sede, da Pio
i3i7. VI venne dato a presidente dei
FALKENSTEIN (di) Conone, preti emigrati dalla Francia per le
Cardinale. Conone ovvero Simone notissime lagrimevoli vicende, ac-
di Falkenstein nobile alemanno,
,
ciòne avesse cura in tutto nella ,

zio di Federico arcivescovo ed e- che in Roma loro larga-


ospitalità
lettore di Colonia, fu promosso al- mente accordò. Indi in guiderdone
la sede di Treveri. In quel cospi- dello zelo spiegato in tal incarico,
cuo posto collocato, nulla ommise di dal medesimo Papa fu annoverato
ciò che tornar potesse alla felicità alla romana prelatura, ed al colle-
spirituale delcommessogli gregge. gio degli abbreviatola di parco
Urbano VI veduto chiaramente
, maggiore. Il di lui successore Pio
com' ei meritava una dignità ancor VII successivamente lo beneficò in
più eminente, nel dicembre del- più modi lo fece canonico della
;

l'anno i38i lo creò Cardinale di basilica vaticana, uditore civile del


S. R. C. ma la virtù del Falken-
; tribunale dall' A. C. , e segretario
stein sapendo apprezzare assai l'al- della sagra congregazione del buon
tezza del grado in cui si trovava, governo. Indi nel!' invasione che
non volle punto ascendere al col- gì' imperiali francesi fecero dello
mo degli ecclesiastici onori, e do- stato pontificio, soggiacque a dura
mandò al Pontefice di esserne di- deportazione nell' isola di Capraja.
spensato. Mori in Confluenza o 11 sacerdote Falaschi , nel ripro-
Coblenza nel i388, ed ebbe nel- durre in compendio la Gerarchia,
la chiesa di s. Castore magnifica ecclesiastica del p. Bonanni, dedi-
sepoltura. cando Falzacappa 1' opuscolo ,
al
FALL ARA. Sede vescovile della ecco come si esprime su tale de-
provincia Cesariana Mauriziana, nel- portazione. >» Mi tornaro in men-
l'Africa occidentale, sotto la me- '> te ad un tempo que' calami-
tropoli di Giulia Cesarea. « tosi e tristi giorni ,
quando fatti

FALZACAPPA Giovanni Fran- » noi bersaglio al nemico del sa-


cesco, Cardinale. Giovanni Fran- »» cerdote e dell'altare, esuli e ra-
cesco Falzacappa nacque da una « minghi percorrevamo le sponde
famiglia patrizia di Corneto a' 7 « ospitali della Trebbia, e del Ta-
aprile 1767, e dalla natura fu do- » naro; che fur nostra colpa i
tato di pronto e svegliato ingegno, « tentati ma non mai sovvertili
che coltivato collo studio e l'eser- »» doveri, che professavamo verso
cizio delle virtù gli procacciò le di- >» il trono, la religione, ed il suo
gnità cui meritamente fu promos- '* capo. La soavità del conforto
so. I di lui genitori lo posero ad » la dolcezza de' costumi, e la ma-
apprendere le scienze nel rino- >i gnanimilà dell'esempio che ci
mato seminario di Frascati , ove « venia dall' illustre e benemerito
4 ,

ai FAL FAM
« nostro Gio. Francesco ci avea lustre genitore ed altri della no-
« fatti dimentichi di aver abban- bile sua famiglia, benefattori insi-

>» donato la patria, la famiglia, le gni di quell'Ordine venerando. Ri-


»> cose più care ; né ci era più sì cordevole delle sue tre chiese , di
» penosa la relegazione ". Nel 1 8 1 Ancona, Albano e Civitavecchia,
restituito gloriosamente a Roma comandò che gli arredi suoi e pa-
Pio VII, premiò le virtù e i pa- ramenti sagri si suddividessero tra
timenti solFerti dal nostro Falza- le medesime. Commendato per dot-

cappa , col promoverlo all' arcive- trina, pietà, integrità di vita, at-
scovato in parlihus di Atene , ed taccamento alla santa Sede, e cor-
alla carica di segretario della con- tesia di modi , il complesso delle
gregazione del concilio, finche nel sue qualità furono encomiale da
concistoro de' io marzo 1823 lo F. M. colla bella iscrizione latina,
creò Cardinale dell'ordine de' pre- che si legge nel numero io del
li,ed insieme vescovo di Ancona Diario di Roma del 1 84 1 ; e col-
ed Umana conferendogli poscia
, laltra elegante iscrizione , che si

per titolo la chiesa de* ss. Nereo legge sul suo sepolcro, decorato del
ed Achilleo. Rinunziate le dette se- proprio stemma gentilizio. Appar-
di vescovili, Leone XII a' 24 mag- tenne alle congregazioni cardinali-
gio 1824 le provvide di altro pa- zie del s. offizio, della concistoriale,
store, e poscia lo trasferì al titolo del concilio, dell' immunità, dell'in-

di s. Maria in Trastevere, facen- dice, de' riti, della cerimoniale, del-


dolo prefetto del tribunale supre- l' esame de* vescovi in sagri cano-
mo della segnatura di giustizia. In- ni, del buon governo, e delle acque.
tervenne ai conclavi per le elezio- Fu protettore del monistero di s.

ni di Leone XII, di Pio Vili e Maria, dell'università de' librari


di Gregorio XVI, il secondo a* 5 dell' arciconfraternita degli agoniz-
luglio i83o lo elevò al vescovato zanti, della congregazione urbana
suburbicario di Albano (Fedi), al de' signori cortigiani, del collegio
quale articolo si fece onorata men- degli speziali, tutti luoghi di Roma;
zione del Cardinale. Gregorio XVI non che della confraternita del
lo nominò presidente del censo, e di- gonfalone in Corneto, delle cappuc-
venuto sotto-decano del sagro colle- cine di Fabriano, e senza nominare
gio, nel concistoro de' 22 novembre altri sodalizi, monasteri e pii luo-
1839, gli conferì le sedi suburbi- ghi della città di Albano, sebbene
carie di Porto, s. Rufina e Civi- ne fosse vescovo, di Maidica, di
tavecchia unite. Ma colpito da lenta Ponte Corvo e di Montalto, oltre
malattia, a' 1 8 novembre 1 840 con diverse comunità.
pubblico rincrescimento passò agli FAMAGOSTA. Città vescovile
eterni riposi, nell'età di settantatre della Turchia asiatica, sulla costa
anni. Nella chiesa di s. Marcello orientale dell'isola di Cipro, san-
gli furono celebrate le consuete e- giacato, distante trenlasetle miglia
sequie, e nella sera il suo cadave- a levante di Nicosia. Eretta sopra
re fu portato nella chiesa della ss. una roccia, è di figura quadrata.
Concezione de' cappuccini, ove giu- Le sue antiche mura, fiancheggiate
sta la di lui testamentaria dispo- da circa tredici gran torri, sono in
sizione, rimase tumulato presso l'il- parte rovinate. Il porto è difeso
,

FAM FAM 23
da un forte e da una grossa torre, che Giacomo, il quale «* intitolava
ma essendo il suo ingresso stretto, re di Cipro, s' impossessò in questa
non può ricevere che piccoli na- isola della fortezza Cerinese, quin-
vigli. Questa città ha due porle di costrinse Famagosta ad arren-
con ponte levatoio, 1' una dalla par- dersi dopo tre anni di assedio,
te del mare e l'altra dal lato di permettendo ai genovesi ivi rima-
terra. L'interno non offre che abi- sti, che si governassero colle loro

tazioni e templi in rovina. Vi si leggi; e siccome venne in cognizio-


vedono molte chiese abbandonate, ne che il capo de' mamelucchi sa-
la cattedrale , beli' edifizio gotico raceni voleva ucciderlo, ed annien-
una parte della quale fu converti- tare la religione cristiana, Giacomo
ta in moschea e gli avanzi del
, fece man bassa sui saraceni. Di poi
palazzo del governatore veneto. Un occuparono Famagosta veneziani, i

tempo assai per il com-


famosa finche Selim II imperatore de'tur-

mercio, al presente è molto deca- chi la conquistò malgrado la valo-


duta. Non è abitata che da poche rosa resistenza degli assediati, che
famiglie turche, ed i suoi dintorni si difesero con istraordinario valo-
sono sabbiosi ed aridi , e restano re. Dopo la presa di Nicosia, i

la maggior parte incolti. turchi portaronsi ad assediare Fa-


Questa città chiamata anche Sa- magosta il 22 settembre 1570, ed
lamina, e Thamassus , occupa il essa si rese loro per capitolazione,
luogo di Arsinoe, che aveva rice- il 4 o 9 agosto dell'anno seguen-
vuto un tal nome dalla sorella di te. In tale incontro Mustafà gene-
Tolomeo Filadelfo sua fondatrice. rale de'turchi, contro il diritto del-
Ojdinariamente Famagosta dicesi le genti, fece morire crudelmente,
in latino Fama-Augusta j,
Hama- segandolo per mezzo, il Bragadino,
costoSy€ Famagosta. Guido di generale veneto, che avea tanto va-
Lusignano vi fu coronato re di lorosamente difeso la piazza, e che
Gerusalemme, e la fece fortificare non si arrese se non per mancan-
nel 1193. Durante il dominio dei za di viveri e munizioni. Poco di-
genovesi e dei veneziani , fu la stante da questa città, all'imboc-
città abbellita con diversi osserva- catura del Pedio, stanno le rovine
bili edifìzi , come aumentata di di Salamis o Constantìa, chiamate
nuove fortificazioni. Neil' invasione oggidì Eski -Famagosta.
the fecero i genovesi dell' isola di Abbiamo da Cofn man ville che
Cipro ^vel 1372, a mezzo di Pietro Famagosta, città fortissima sulla
Fregoso fratello del doge di Ge- costa orientale dell' isola di Cipro,
nova, ritennero Famagosta, che fe- divenne la capitale di essa dopo la
cero loro colonia, obbligandosi Pie- rovina di Salamina, seu Constantia^
tro di Lusignano re di Cipro di metropoli, e che l'arcivescovato
pagar ogni anno ai genovesi qua- greco ivi trasportò la sua sede
rantamila scudi, come tributo tem- verso il nono secolo, nella chiesa
poraneo, dando ai vincitori in o- dedicata a s. Giorgio. Quindi i

slaggi Giacomo da Lusignano, i fi- latini vi fondarono una sede ve-


gli del principe d'Ani iocly^, e di- scovile verso il decimosecondo se-
versi principali baroni. Narra il colo nella chiesa di s. Nicola ; ma
Piinaldi all'anno i^6i, num. 71, il Pontefice Innocenzo HI la tras-
,

24 FAM FAM
feiì a Nicosia nel seguenle secolo, venne quindi un titolo vescovile
essendo già divenuta titolo arcive- in partibuSy sotto la metropoli pu-
scovile. Fra i vescovi latini che re in partìbus di Nicosia, che con-
occuparono la sede vescovile di feriscono i sommi Pontefici . Gli
Famagosta registreremo quelli de- ultimi tre prelati che lo portaro-
gni di special menzione. Cesareo o no, sono monsignor Gio. Martino
Cesario del 121 i è il primo ve- Bernardoni Baccolo di Venezia, da
scovo latino di questa città che si Pio VI traslato da Ippona in par-
conosca. Il detto Papa Innocenzo tìbus il primo giugno 1795; mon-
III lo invitò con altri vescovi di signor Guglielmo Zerbi della dio-
oriente al concilio generale latera- cesi di Milano, de'canonici regolari
nense IV , da lui celebrato nel lateranensi, da Leone XII
traslato
I2i5. 11 successore Onorio III pro- da Abido giugno
in partìbus Vii'j
mosse Cesareo al vescovato di Sa- 1825 ; e l'odierno monsignor Fe-
lerno nel 1225. Il vescovo Marco derico de' Marchesi ManfVedini di
intervenne nel 1 34o al concilio di Rovigo, fatto vescovo dal regnante
Nicosia, e morì nel i346. Mattia Gregorio XVI a'24 gennaio 1842.
Ugoni nel i5i4 si trovò presente Nella proposizione concistoriale di
al concilio generale lateranense V, questo ultimo, si legge : « Ex non-
presieduto da Leone X. Nel pon- » nullis tamen fundis in i^tatu ve-
tificato di Paolo III fiorì il vene- « neto positis reditus summam li-

ziano Filippo vescovo di Famago- « bellarum quatuor millium sexcen-


sta, il quale meritossi il sopranno- » ttìm septuaginla duarum (4672)
me di Buono, e nel i547 ^" ^^ monetae attingentes haben-
M illius
concilio di Trento. A questo con- « tur, qui ab illius episcopo prò
cilio intervenne poscia il successore M tempore existente percipiuntur ".
Girolamo Ragazzoni di Venezia E qui avvertiremo che i soli tito-
XXIII ed ultimo vescovo di Fa- li vescovili in partìbus infidelium
magosta, giacché a quest' epoca i di Atene (Vedi) e Famogosta han-
turchi assediarono la città. Questo no annuale rendita, nulla avendo
prelato ebbe il coraggio di passare gli altri di qualunque grado.

in mezzo per por-


alla flotta turca FAMIGLIA (Famìlia). Si pren-
tarsi a Venezia a chiedere da quel- de, I. che discendono
pei parenti
la repubblica i necessari soccorsi, da un medesimo ramo, sia che
ma inutilmente; dappoiché quando convivano insieme o separatamen-
i veneti ebbero in pronto una flotta te; 2. pei figliuoli che vivono e
per soccorrere Famagosta, i turchi stanno sotto la podestà e cura pa-
s'impadronirono di tutta l'isola di terna, comprendendosi anche mo-
Cipro. Allora il Pontefice Gregorio glie, .sorelle, e nipoti del padre, se
XIII conferì a Girolamo il vesco- gU tiene in casa ; 3.per una riu-
vato di Cysama o Castel Cisamo nione composta d' un capo, e de*
nell'isola di Creta o Candia; quin- suoi domestici , sieno donne, fan-
di dal medesimo Papa fu promos- ciulli o servitori; 4- p^^' la quan-
so nel 1577 ^^^^ ^^^^ ^* Berga- tità de'domestici d'ogni grado, co-
mo, morendo poi in Roma nel me per ferventi, famuli^ quindi di-
marzo 1592. cesi la famiglia pontificia, la fa-
Famagosta, FamaugustaUj di- miglia dei Cardinali, la famiglia
,

FAM FAM l'y

dei prelati^ le famiglie degli amba- Cristo , vulgo de' Cinesi , appro-
sciatori, de principi ec. ec. , delle vata da Benedetto XIII, e da
quali se ne tratta in parecchi luo- Clemente XII che gli assegnò ot-
ghi del Dizionario ai relativi ar- tocento diicati sopra le mense e-
ticolij potendosi altresì consultare piscopjili di R.cggio, di Tropea, e
gli articoli Corte e CoRTioiANf di Catanzaro, ed inoltre l'unì alla
Domestico, Famigtiare, Servo, ec. Congregazione di propaganda fi-
ec; 5. per ischiatta, stirpe ec, so- de , co' brevi Nnper prò parie ,
bolesj domus, slirps, progenie, pro- de' 7 aprile dell'anno 1732, Bull.
sapia^ geniiSj progeniesj 6. per un t. XlII, p. 268; Injuncti nohiSj de'
convento o monastero di religiosi,, 11 marzo 1736, XIV, p. 76; t.

o per un ordine tutto intiero, si Interpraecinius,de marzo 1738, ìL\.

di uomini che di donne ; 7. per p. 2 24; P^o suprema^ del mede-


un certo numero di monaci d'un simo giorno, p. 226. I sacerdoti
medesimo monistero, che avevano che la compongono vivono come i
od hanno sotto l'abbate o superio- filippini, i pii operai, e i preti
re generale i loro capi o superio- dell'Oratorio di Francia ; ed hanno
ri che dimoravano o
parlicolari, e la cura dell' educazione de' giovani
dimorano un
istesso corpo di
in cinesi. Benedetto XIV conferì al
abitazioni, familia monachorum. I collegio r abbazia di s. Pietro de
monasteri di s. Pacomio, per non Ebumbo o ad Ebolum pel man-
dire d'altri, erano divisi ciascuno tenimento di sedici alunni ; cioè per
in parecchie case, classi, o famiglie; otto cinesi, indiani, e di altre na-
e tre o quattro famiglie unite in- zioni orientali asiatiche; due alba-
sieme formavano ciò che chiama- nesi, due serviani, due bulgari, e
vasi una tribù, ciascuna famiglia due vallachi o di altre nazioni sog-
aveva il suo capo o proposto, come gette ai turchi. Eccone dunque un
un assistente. cenno storico.
Diverse pie istituzioni portano il Fra i moltiplici stabilimenti di
nome di famiglia sagra, e il con- pietà e di religione di cui va ador-
servatorio dell'Addolorata di Roma, na la città di uno de' più
Napoli,
di cui parlammo al volume XV 11, singolari che danno argomento del-
pag. 36, da ultimo ebbe aggiunto lo zelo ardente di quegli ecclesia-
il nome della sagra famiglia ; nel stici, e della pietà de'loro maggio-
giugno del 1840 la baronessa di ri, è il collegio dcWa Sagra fa migli a,
Rimsky incominciò a coadiuvare la il quale riconosce per fondatore il

principessa Doria nella direzione lodato sacerdote. Questi, siccome


del conservatorio, e terminò nel ardente di propagare la luce del
dicembre 1842, restando sola alla vangelo fra gl'infedeli, inviato ven-
direzione la principessa. Per non ne dal Papa Clemente XI a mis-
dire di altre pie istituzioni che por- sionario nella Cina, ove stato per
tano il medesimo titolo di sagra tredici anni, nel ritorno fattone sot-
famiglia, ci limiteremo a far men- to Benedetto XIII nel 172C), aven-
zione di quella fondata in Napoli do seco recati alcuni giovani cine-
dal sacerdote napolitano Matteo si, gettò le prime fondamenta del-
Ripa, sotto il nome di Congrega- l'ordine o congregazione della sa-
zione della sagra famiglia di Gesìi gra famiglia. Per tanto dopo aver
!i6 FAM 1 AM
fallo islruire ed ordinare sacerdoti poco dopo divenne capo augusto
quegli allievi, gl'invio di nuovo al- della Chiesa universale, non é riu-
Ja Cina a pollare in quelle con- scito senza prò» imperocché dalla
trade la luce del vangelo. Com- lettera scritta al p. superiore del
piuta in tal modo la grande istitu- collegio d. Antonio Calatola, evvi
zione dell'ordine, crescendo sem- argomento di lodare e ringraziare
pre più di giorno in giorno il nu- la divina provvidenza pei segnala-
mero degli allievi, nuovi passaggi ti favori che Iddio ha concessi al
sono stati falli di questi apostoli missionario Ju, non meno che al-
in quelle regioni. Sicché finora si l'intiera nazione della Corea, pri-
coniano più di settanta zelanti ci- va di aiuti spirituali, siccome sepol-
nesi sacerdoti, da Napoli partiti a ta da tanti anni nelle tenebre del-
j)roi>agare la fede in quel vastissi- l'errore.
mo impero. Grandissimo è il frut- Il regno di Corea sta in una
to da essi arrecato ; perciocché in regione dell'Asia orientale, forma-
tutte le peisecuzioni contro ì cri- to da una grande penisola, ascen-
stiani colà suscilale, e nelle quali dendo la popolazione a parecchi
i erano o scac-
missionari euiopei milioni. I cinesi portarono in que-
ciali o dannati a morte, i sacer- sto paese la loro lingua ; in quan-
doti cinesi non conosciuti e pel to alla religione i grandi e i lette-
sembiante e pel linguaggio, hanno rati coltivano Con-la filosofia di
con grande utilità di quei cristia- fucio, popolo segue la religio-
ed il

ni esercitalo il loro ministero, man- ne di Fo o di Budda. È governa-


tenuta viva la fede, amministrali to da re ereditario, al quale se ne
comodamente i sagramenti. dà l'investitura dall'imperial corte
Non sono mancati tra essi pa- di Pechino, a cui quel paese è tri-
recchi, che accusali dai malevoli butario. II governo della Corea è
hanno anche colto la bella palma assai sospettoso, e perciò forse non
del mattino, o nelle carceri, o col- permette mai l'ingresso nel paese
l'esilio, o per via di terribili bat- agli stranieri, e gli sgraziati naviga-
titure. Fra le consolanti lettere che tori che la tempesta getta su quel-
sempre dalla Cina si ricevono, e le coste, sonovi ridotti in ischiavi-
che mostrano lo zelo di questi mis- tù. La Corea si divide in otto
sionari, una scritta nel i836 dal Provincie; Ring-Ril-tao, nella pro-
missionario d. Pacifico Ju della vincia di Rin-Ki è la capitale del
provincia di Chen-Sì, ci recò no- regno, ed anche la residenza del
velle lietissime, dando contezza del- sovrano. Il vicarialo apostolico nel-
la nuova njissione della Corea, ove la Corea fu istituito nel i83i dal
eglifu particolarmente mandalo nel medesimo Gregorio XVI. È prin-
i83o dal Papa regnante Gregorio cipalmente amministralo dai sacer-
XVI, cioè mentre questi era an- doti delle missioni straniere di Pa-
cora Cardinal prefetto della Sagra rigi. Il primo vicario apostolico fu

congregazione di propaganda Jiàe, monsignor Bruguiere vescovo in


che prima d'inviarlo, dopo averlo partibus di Capsa, che per altro
tenuto seco a desinare, lo accomia- non potè entrare in Corea. 11 pre-
tò colla sua benedizione. Questo sente vicario apostolico è monsi-
pegno di grazia, ricevuto da chi gnor Lorenzo Maria Imbert, fatto
.

FAM FAM 27
vescovo di Capsa e vicario aposto- degli uffizi, insieme a qualche cen-
lico nel i836, a cui nel i838 fu no istorico riguardante molti Papi
dato in coadiutore monsignor Gio. e i loro famigli; con alcune no-
Giuseppe Ferreo!, vescovo di Bel- zioni sui famigliari che non han-
lina in parlihus. Chi bramasse co- no singoli articoli nel Dizionario,
noscere diffusamente la storia della ed altre ancora su quei famigliari
fondazione della congregazione del- di cui si trattò, potendo riuscire
la Sagra famiglia, legga l'opera che di addizione a quanto dicemmo di
ha per titolo : Storia della fon- loro. Ma in quanto all'ordine ge-
dazione della congregazione e del rarchico, e rispettive graduazioni
collega della Sagra famiglia di de' ruoh palatini , dal piti antico
G. C, scrina dallo stesso fondato- ruolo inclusive a quello fatto nel
re d. Matteo Ripa, e dei i'iaggi i83i con piena autorità, perfetta
da esso fatti. JXapoli i832, tomi cognizione, ed approvazione del re-
tre. gnante Papa Gregorio XVI, si ve-
FAMIGLIA PONTIFICIA. Si drà saggiamente e costantemente
compone di quegli individui eccle- seguito l'ordine antico, stabilito con
siastici e secolari addetti o intima- maturità di consiglio da tanti dot-
mente ed interamente dedicati al ti, santi ed illuminati Pontefici, me-
domestico e personale servigio del no lievi e non sostanziali varia-
sommo Pontefice, ed ai differenti zioni , che non piegiudicarono le
uffici del suo palazzo apostolico, convenienze e le prerogative antiche
tanto che di onore, tanto
effettivi di veruno. Se non che va qui av-
partecipanti che soprannumerari vertito, che la famiglia palatina,
Questa famiglia è proporzionata nel come diremo, dividendosi in due
numero, nella condizione, nelle o- ceti, cioè in famigliari intimi e per-
norificenze, e nei distintivi di cui sonali del Papa, ed in famigliari
sono che la compon-
fregiali quelli addetti al servigio apo- de' palazzi
gono, alla sublime rappresentanza stolici ed azienda palatina, e in
dell'augusto capo della Chiesa cat- quelli che appartengono alle diver-
tolica, ed al sovrano degli stati se segreterie de'medesimi sagri pa-
romani, che insieme è il principe lazzi, non deve recare meraviglia
il più antico nel possesso de' suoi se prima è nominata la persona-
dominii. La famiglia pontificia ha le, poscia la seconda, e se talora
la sua gerarchia e graduazione, per quelli della segreteria precedono
le cariche, uffizi, e inservienti di nel registro i veri famigliari per-
varie condizioni che la compongo- sonali, ciò non pregiudicando le ri-
no. Molti de' principali famigliari spettive precedenze e qualifiche. E
del Papa sono notati precipuamen- le citate Notizie di Roma , mas-
te nelle annuali Notizie di Roma, sime quelle pubblicate sino al 1 798,
all'articolo Famiglia Pontifìcia, e ci dierono con dettaglio I' ordine
tutti nei ruoli dal sagro palazzo gerarchico, e le graduazioni di o-
apostolico, dei quali daremo alcu- gni ceto, ed ora ancora lo fanno,
ni importanti esemplari o sunti di come si è detto, ma con minor
epoche diverse ,
per conoscerne i diffusione.
cambiamenti, e i diversi sistemi ed La famiglia pontificia si compo-
onorari , l' incremento e la varietà ne dunque de' Cardinali palatini.
28 FAM FAM
di molti primari prelati di man- alla famiglia o promo-pontificia,
tellettn e di raantellonc, e di al- vendoli ad maggiori, o con-
ufiizi

tri ecclesiastici e secolari che appar- servandogli quelli che avevano, ov-
tengono alla famiglia nobile , es- vero conferenilogliene altri analo-
sendo gli altri compresi in quel- ghi; ed a'suoi luoghi non si man-
la di secondo ordine, ed altri alla ca di notare si fatte promozioni,
categoria de' bassi nfiizi. Ai rispet- conferme e trasferimenti. Oltre a
tivi articoli del Dizionario si par- ciò Cardinale divenuto Pontefice
il

la dei principali uiìiziali della fa- riempie gli ufiizi vacanti, sì effet-
miglia pontifìcia, come dei princi- tivi che di onore, collocandovi chi

pali ceti della medesima, loro nu- crede beneficare e distinguere. Per
mero, attribuzioni, prerogative, e- antichissima, non interrotta ed in-
molumenti, e persino degli onori fu- dulgente consuetudine , e perchè
nebri a quelli che gli si competo- nell' intima e domestica famiglia
no, ed eziandio di tutto altro che del nuovo Papa non sieno tutti
riguarda i ceti e le persone, es- nuovi del geloso e importante ser-
sendone di tutti superiore il pre- vigio che si deve rendere alla sa-
lato Maggiordomo prò - tempore ^
gra persona del Pontefice, alcuni
(Fedi), prefetto dei sagri palazzi particolari famigliari del defunto,
apostolici. All'articolo Cappelle Pon- e i primi di alcuni ceti restano ai
tificie (Vedi) si disse di quei fa- servigio del novello Papa, mino-
migliari del Papa che vi hanno rando di grado. Talvolta per trat-
luogo ; all'articolo Cubiculario (Fe- to di singoiar clemenza, o per al-
di) si parlò inglobo de' famigliari cune circostanze, medesimi furo- i

pontificii, risalendo alle epoche più no confermati in quell' uffizio che


antiche, nelle molte ed analoghe prima esercitavano, come di fre-
ricerche che facemmo ; e per non quente avviene pure in alcuni in-
citare altri articoli simili inerenti dividui appartenenti ad ufiizi che
all'argomento, in quello di Came- non godono tal prerogativa , e ciò
ra, segreta (Vedi) si narra come per grazia sovrana mol-; laonde
si divide, e da chi al presente si ti ebbero l'onore di servire nella
compone. medesima qualifica o altra, tre, quat-
Alcuni Cardinali, oltre i palatini, tro, e cinque
Pontefici, ad onta
per l'ufTlzio che fungono,
e carica che la loro condizione appartenes-
e molti collegi prelatizii, per le se alla categoria delle amovibili, e

qualifiche di quelli che ne fanno vacanti in morte del Papa bene-


parte, godono il titolo, e sono con- fattore padrone. E perchè dili-
e
siderati famigliari e commensali gentemente fosse servito e custodi-
del Papa, sebbene per tali non fi- to il nuovo Pontefice, ebbe origi-
gurino, né sieno registrati nei ruo- ne l' antichissima consuetudine che
li, né nelle Notizie summentovate; al novello Papa i dodici primi Car-
ed i Conclavisti ed i Dapiferi (Ve- dinali vescovi e preti intervenuti
di) sono pure dichiarati fami- alla di lui elezione, gli cedessero
gliari e commensali del Pontefice. per esercitare 1' uffizio di palafre-
Il Cardinale eh' è esaltato al pon- niere il loro più antico, capace,
tificato, ritenendo presso di se i onesto e fedele famigliare di li-

suoi antichi famigliari, H annovera vrea, donde poi derivò l'uso che
FAM FAM 39
il nominato si facesse da altri rap- come dicesi ai loro articoli. Ag-
prescMilare. giungeremo , che il sommo Ponte-
I famigliari pontifìcii poi, addet- fice, oltre l'essere sovrano d'uno
ti permanentemente ai palazzi a- de'più floridi stati d'Italia, che ha
postolici, alla loro azienda ammi- per capitale 1' antica regina del
nistrativa, alle scuderie, ai musei, mondo, riunisce la sublime e su-
ai giardini ec. ec. dei medesimi prema dignità ed autorità di vi-
sono inamovibili: tanto ad
palazzi, cario di Gesù capo Cristo , e di
ogni nuovo Papa, che in sede va- della Chiesa caltolica grado ec- :

cante continuano nell' uffizio, co- celso che non ha pari sulla terra.
me nella dipendenza di monsignor Ed è perciò che molti sovrani pos-
maggiordomo, giacche la carica di senti , reputaronsi ad onorificenza
questo cospicuo prelato non vaca e soddisfazione religiosa, di pre-
nella morte del Papa, venendo an- slare ai romani Pontefici alcuni
zi allora fregiato della qualifica di domestici e personali servigi, cioè
governatore del Conclave [Vedi). nella messa ed altre sagre funzio-
A questo articolo si è detto tut- ni sostenendo lo trascico della ve-
tociò che risguarda l'argomento in ste, e versando 1' acqua alte mani,
discorso, e degli uffizi che si at- senza nominare gli uffizi diaconali
tribuiscono ai prelati chierici di eseguiti dagli imperatori: a mensa
camera, per la custodia delle scu- nel porgere acqua per la lavan-
1'

derie, giardini, officine, mobili, mas- da delle mani, presentare le due


serizie, suppellettili, e tutt' altro dei prime vivande, e dare loro la pri-
sagri palazzi apostolici. Quanto sia ma volta da bere; nelle cavalcate
decorosa, onorevole e distinta la ed ingressi nelle città esercitare ,

qualifica di famigliare del Papa, gli uffizi di staffieri e di palafre-


più o meno secondo la proporzio- nieri, ed altre dimostrazioni di ri-
ne de' gradi, per cui alcuni sono spetto praticate in altri incontri e
tenuti a farsi spedire il breve apo- circostanze, senza qui rammentare
stolico del loro uffizio, basterà il i tanti omaggi
profonda vene- di
riflettere che molti famigliari do- razione dai più gran principi pre-
mestici de' Papi salirono alle pri- stati al successore del principe de-
marie cariche, al cardinalato, ed gli Come ancora si repu-
apostoli.
alcuni anche al pontificato, come tano ben avventurosi e fortunati
dimostrasi all'articolo Camerieri del quegli stranieri , che dopo lunghi
Papa [Vedi), e loro sette ceti. In- viaggi ,
giunti all'almo centro del
numerabili sono slati que'famiglia- cattolicismo l'eterna Roma, posso-
ri, che nel l'attua li là del loro ser- no vedere il Papa, riceverne l'a-
vigio furono dai Papi impiegali in postolica benedizione, e molto più
affari di grande importanza, come se gli viene fatto di avvicinarlo, e
vennero inviati a'principi per trat- prestarsi al bacio de'piedi con loro
tare cose di rilievo. Così innume- religiosa consolazione; essendo final-
labili sono gli Jblegati pontijicii mente noto che anche gli acattolici,

(Vedi)j per le tradizioni della ber- gli infedeli, e persino i pagani costi-
retta e cappello cardinalizio, fàscie tuiti in dignità, che si portano in
e rose d'oro benedette, non che Roma, sono bramosi di presentar-
stocco e berrettone pur benedetti, si riverenti al Pontefice romano.
lo FAM FAM
Laonde da tuttociò si può rileva- i sommi fa da molti
Pontefici,
si

re quanto maggior conforto e pia derivare dall'epoca della pace data


consolazione provino i famigliari del alla Chiesa dal pio imperatore Co-
Papa, in vedersi continuamente im- stantino l'anno 3i3 di nostra era,
piegati nel di lui servigio, abitare e dalla famosa donazione o cessio-
nella stessa di lui nobile residenza, ne del governo di Roma, che quel
e sperimentare gli effetti benefici gran monarca , volendo trasferire
sì spirituali che temporali di loro la sede del suo impero in Bisan-
fortunata condizione; e perciò è zio, fece al Papa s. Silvestro I, e
chiaro come giusto, quanta bontà a' di lui successori. E quantunque
di vita, esemplarità di costumi, ed da molti si ponga in controversia
integra condotta si richieda nei fa- la donazione di Costantino, nulla-
migliari del Pontefice, ond' essere dimeno non si può ragionevolmen-
veramente degni di tanto bene. Fi- te negare la sostanza di essa, ben-
nalmente è da notarsi, che i Car- ché non sia manifesta la vera for-
dinali palatini, e la maggior parte mola, con cui dal detto imperato-
de* prelati, ed altri effettivi fami- re fu stabilita e pubblicata, come
gliari del Papa godono onorevole
, si dirà a Sovranità Pontificia (Fé-
abitazione , onde sono ancor essi di). però prudentemente
Avverte
detti palatini, nei sontuosi palaz- il che quantunque si
Vittorelli ,

zi apostolici del Vaticano e del debba credere vera la donazione


Quirinale, e diversi di essi la go- di Costantino, non è però da cre-
dono in ambedue, in proporzione dersi per certa la formola di essa,
de'loro F. Palazzo aposto-
uffizi. comunemente riferita dagl' istorici,
lico. che si può leggere tradotta dal
greco presso il Bulengero, lib. II,
Origine della famiglia pontifìcia, cap. 6, de Imperio romano, e nel
suo incremento^ e notizie eli quel- p. Menochio, Stuore, t. Ili, cap.
la di alcuni Pontefici. 89, ne qui si devono esaminare le
parti di essa. Ma egli è certo che
Sino dai primi tempi della Chie- dopo tale dimostrazione di stima
sa i fedeli spontaneamente facendo ed affetto di Costantino verso il

donativi ed obblazioni si alle chie- sommo Pontefice, cominciò a ri-


se, che ai sommi Pontefici, questi splendere la maestà pontificia, ne
con tali volontarie contribuzioni si perciò deve credere che questa
si

trovarono in grado di mandare ge- fosse conferita da Costantino, ma


nerosi soccorsi alle chiese lontane bensì che furono rimossi quegli
piti bisognose, ed ai fedeh de' più impedimenti, i quah fino a quel
remoti luoghi di tutte le parti del tempo, per il dominio e forza ti-
mondo; anzi è noto che nel IV rannica delle persecuzioni, non gli
secolo erano sì grandi le ricchezze permisero di comparire. Ed è per-
della Chiesa romana, che il conso- ciò che in avanti i sommi Ponte-
le Pretestato soleva dire al Papa fici a cagione della crudeltà dei
,

s. Damaso I : fatemi vescovo di Ro- persecutori imperatori gentili , ve-


ma, ed io mi farò subito cristiano. stivano al modo degli apostoli, cioè
La magnificenza e il decoro col di toga e pallio come si usava in
quale ragionevolmente comparvero Roma, e il loro seguito si compo-
,

F A M FAM 3i
neva pochi chierici e saccrtloti,
di che i suoi vicari in terra s' insu-
de' qiiah si servivano nelle sagre perbissero, e con fasto biasimevole
funzioni degli altari , nelle salmo- si abusassero della loro dignità
die, nell'amministrazione de'sngrn- ma acciocché riconoscendosi insie-
menti, nell'aramaestiamento de' fe- me uomini, spiegassero coi segni
deli, e nella predicazione de' miste- esterni ai popoli ignoranti la su-
ri della fede. blimità del loro imperio, di cui in
Ne deve alcuno indursi a cre- terra non è altro maggiore, come
dere, che per tale concessione i ne scrive il Cardinal Bellarmino,
Papi cominciassero ad usare le ve- de suinmo Pontifice lib. 5, e il
sti, ed avere il seguito convenien- Suarez, de primatii stimmi Ponti-
te, ma solamente poterono libera- ficis cap. 16, ove dilfusamente trat-
mente usarle per condecorare la tasi di tal mateiia, come in molti

sublime dignità conferita loro dal articoli del Dizionario ho detto,


cielo, essendo cessate le turbolen- giacche per quanto valgono le mie
ze e le persecuzioni, le quali l'im- deboli forze , intendo colle mie
pedivano. Essendovi dunque inter- ricerche, costantemente contribui-
venuta la potenza ed autorità del- re alla maggior gloria di Dio alla ,

l' imperatore, ninno ebbe ardire maestà, alla grandezza, ed al de-


d' impedire al Pontefice V uso este- coro della Sede apostolica.
riore della pompa ecclesiastica do- Ed acciocché meglio potessero i

vuta a tanta altezza di grado, qual sommi Pontefici ciò operare, non
era l'essere fatto capo di lutto il niancò la pia liberalità de' popoli
mondo cattolico, a cui si doveva in- e de' principi, i quali con ampie
chinare ogni testa incoronata : laon- donazioni accrebbero le possessioni
de non fu concessione, ma dichia- e i medesimi. Quindi è
dominii ai

razione del merito che avea il Pon- noto che sotto s. Gregorio I pos-
tefice, ed una interposizione del- sedeva già la santa Sede ventitré
l'autorità imperiale, acciocché libe- pingui patrimoni , senza dire di
ramente e pacificamente potesse usa- quelli dell' oriente, da' quali trae-
re di quella magnificenza dovuta va l' anima rendila di cinquanta
a chi rappresentava le veci di Dio mila scudi, tenendovi in ciascuno
in terra. Quindi ne procederorio le un distinto amministratore col no-
vesti e segni propri di tale digni- me Nel pon-
di difensore o rettore.
tà ; il seguito, ed il numero dei tificato di incomin-
s. Gregorio li

ministri. Così Gesù Cristo nel fon- ciò la sovjanità pontifìcia nel du-
dar laChiesa venne a prepa-
sua cato romano ed in molte altre ,

rare la uìonarchia pontifìcia sopra città della Campania, per isponta-


fondamenti, i quali benché nella nea dedizione de' popoli ; in quello
sua origine sembrassero inetti a di s. Zaccaria l'esarcato di Raven-
sostenere tal fabbrica, tanto più na si pose sotto la protezione del
apparirono mirabili, e fecero spic- Papa; il perché successivamente
care la di lui potenza, quanto mag- ampliarono il principato del Pon-
giormente sembrava abbattuta e , tefice romano , con restituzioni o
tutlociò dispose con leggi di prov- donazioni, Pipino, Carlo Magno,
videnza a noi occulta e impene- Lodovico 1 ed altri pjincipi; e po-
lral>ile; e ciò fu stabilito non per- scia la conlessa Malilde donò alla
3a FAM FAM
santa Sede il suo vasto dominio ; sulla corte e famiglia pontificia
ed in jn'ogresso grande fu il nu- possono nascere, oltre le distinzio-
mero degli stali e regni, che per ni che facemmo agli articoli Cor-
la divozione verso il principe degli te^ Corte di Roma , e Curia ro-
apostoli , e de' suoi successori , si mana [Fedi)y
deve avvertire col
si

fecero di essi tributari, come si può Cardinal de Luca, in RdaLìone ro-


"vedere all'articolo Stati tributari manac Curiae^ pag. 4 del primo
DELLA SANTA SEDE. quantunque E i discorso, significarsi in più sensi la
nemici dello splendore della roma- corte del Papa, comunemente det-
na Chiesa, abbiano accusato alcu- ta Curia romana massime dagli ,

ni Pontefici di aver abusato di antichi scrittori, in cui si compren-


tanta grandezza e potenza tempo- dono tutte quelle persone, che nel
rale, altri li difesero con giusta- servigio e tribunali soggetti al Pon-
mente magnificare la moderazione, tefice sono occupate, numerandosi
modestia e santità di quelli, che in primo luogo Cardinali, nel se-
i

lungi dall'attiibuire comodo alcu- condo prelati, nel terzo i diversi


i

no ed onore alla propria persona, magistrati, e così molti altri, tulli


tutto riguardarono come proprio applicati al servigio del romano
a mantenere il lustro e la prero- Pontefice; nell'ultimo luogo, dice
gativa della rappresentanza di Pa- il Cardinal de Luca, si deve enu-
pa e sovrano, trovando giusta e uìerare quella specie di persone, le
ragionevole l'esterna magnificenza, quali sono impiegate nel mero ser-
ed una copiosa famiglia di dome- vigio della corte; questa, soggiunge,
siccome indizi di giurisdizio-
stici, est mera aulica^ circa aidae tem-
ne e di dominio, ed a decoro del- poralis caerenioniasj ac ritus^ cui
la prima dignità del mondo cri- noi diremo con diverse eccezioni,
stiano. Ne finalmente i più santi perchè ne* primari personaggi ap-
Pontefici stabilirono la celebrazio- partenenti alla famiglia pontificia,
ne de' santi misteri e sagre fun- molti ve ne sono, l'uffizio de' quali
zioni con tutta la splendidezza ec- è diretto al servigio della santa Se-
clesiastica per far pompa del loro de. Che per curia talvolta gli scrit-

grado, ma solo per maggior esal- tori antichi abbiano inteso indicare
tiizione della gloria di Gesù Cristo: il clero e le cappelle del Papa, lo
mentre il corteggio imponente del abbiamo dal Severano Memorie ,

sovrano Pontefice, si fa distingue- sagre pag. 5o3. Volendo quindi


re per un misto di sacerdotale accennare in generale l'origine del-
e di regio, di princif^esco e di sa- la famiglia pontificia, oltre quanto
gro , che però in riguardo alla siè detto, va riflettuto col vesco-
maravigliosa graduazione ed ordi- vo Battaglini, a ciò ch'egli riferì
ne , sejnbra una vera immagine nell'istoria del concilio all'anno 3i2
della celeste gerarchia, quando egli colla seguente narrativa.
è circondato dal sagro collegio dei Dopo la felice vittoria da Co-
Cardinali, dalla prelatura e dalla stantino riportata mediante il sa-
curia, corte e famiglia pontificia ,
lutifero segno della croce, ne nac-
ricoperto ciascuno individuo delle que un più nobile effetto, che tras-
insegne della loro dignità e grado. se i sommi Pontefici dalle caver-
Per evitare gli equivoci, che ne e dalle catacombe alla pubbli-
FAM FAM 33
ca residenza, e dalle persecu/ioni dette in Roma
ad un pubblico con-
allegrazie, dalle corone intrise di cilio, e siccome compariva il vica-

sangue a quelle guarnite di gioie, rio di Cristo, era ragionevole che


che gli circondarono poscia le tem- eziandio colla esteriore apparenza
pia. Fu sotlo l'africano s. Melcliia- concihasse a se stesso venerazione
de, eletto Papa l'anno 3 1
1
, che si e stima. Quindi è verosimile che
vide cangiare il nome e la qualità cominciassero i Pontefici abito di-
del segno della santa croce, stru- verso da tutti gli altri, non per fa-
mento che prima era d'infamia, sto, ma per condecorare la perso-
diventata bandiera di gloria, e og- na, e con l'esterna apparenza ri-

getto della venerazione de'popoli, scuotere dal volgo più semplice la

obbligati parte per fede, parte per venerazione, giacche questo per l'or-

convenienza ad inchinarla. Quindi dinario più si muove da ciò che


il vittorioso Cesare non potè sof- si vede dagli occhi, che dai moti-
frire che il sommo Pontefice dei vi suggeriti dalla ragione. 11 moti-
cristiani vivesse con oscurità di a- vo stesso potè cagionare, che quan-
bitazione quando quello de* gen-
,
do il Pontefice compariva in pub-
tilinon poteva risiedere altjimenti blico fosse accompagnato da buon
che in uno de' palagi regi. Volle numero di sacerdoti, di chierici, e
però che anco Melchiade rice- s. altre persone cattoliche, mentre li-

vesse da lui pari trattamento , e beramente potevano prestare l'os-


togliendolo dall' umiltà della sua sequio dovuto e professato al loro
povera residenza, lo collocò nel suo capo onde poi siccome nelle fun-
;

imperiai Palazzo lateranense (P^edi), zioni ecclesiastiche erano i mini-


e precedendo col suo esempio nel stri sagri distribuiti per esercitarle,
venerarlo nella più rispettosa ma- cosi nel palazzo apostolico e pon-
niera , addittò all' imperiai corte tificio di Laterano , che fu cbia-
ed al romano senato che in altra mato poscia il patriarchio latera-
forma non poteva incontrarsi il suo nense, fossero le cariche e gli uf-
piacimento ; ed è perciò, che i fe- fìzi assegnati alle persone più do-
deli, slati sino allora centro e ber- mestiche. Qual fosse il seguilo e
saglio di scherni e di odii, respi- l'accompagnamento de' sommi Pon-
rarono una totale giocondità di vi- tefici nei primi anni dopo s. Sil-
ta e che venne considerata come
, vestro che fu l'immediato suc-
I,

privilegio la loro credenza, condan- cessore di s. Melchiade, non se ne


nata fino a que' giorni barbara- ha distinto ragguaglio, eccettuati i

mente come delitto. Distinti anche venticinque uomini armati asse- ,

più i chierici dai laici con l'im- gnati da Costantino per custodia
munità e privilegi imperiali, acca- di s. Silvestro I, e come indizio della
rezzatied onorati i cristiani , uscì dignità pontificia, che dal portare
in pubblico l'aspetto venerabile del- la verga o mazza furono detti Maz-
la monarchia ecclesiastica , tenuta zieri (Fedi) e poscia anche Ser-
già sepolta, a spandere al mondo vientes armorumj ma è cosa pro-
quella luce, che gli donò la divi- babile e veridica, che avendo bi-
nità dell' istitutore Gesù Cristo. sogno i Papi di vari ministri, co-
Respirando pertanto fia le gra- minciassero in detto tempo molte
zie la fede s. Melchiade presie-
, cariche, e si distribuissero i loro
VOL XXUI. 3
.,

3i FAM FAM
famigliari in varie occupazioni, con esempio del iSSg. Di s. Paterio,
le quali il governo della Chiesa e annoverato tra suoi famigliari da
i

della città di Roma con li suoi , s. Gregorio I, dopo che questi li-

confini restali in vassallaggio dei cenziò dalla sua corte tutti i laici
medesimi Pontefici, potessero esse- che avea ritrovati ài pontificio ser-
re ben governati. Certa cosa è che vigio, lo abbiamo dal Galletti, del
dopo il governo di cinque altri Primicerio, 91. Questo gran
pag.
Pontefici successori di s. Silvestro Pontefice siccome era fornito delle
I, regnò s. Damaso ch'ebbe a I, più splendide virtù, così formò la
segretario s. Girolamo, e nel tem- sua corte conforme ai di lui co-
po di lui la corte di Roma e la stumi. Allontanati dunque i seco-
famiglia pontificia era cresciuta in lari, prese dei chierici e de'mona-
modo che fu invidiata da molti, ci, uomini
sceltissimi per santità e
come dicemmo di sopra. per dottrina, per seivirsene ad un
Nei secoli poi quarto e quinto tempo come consiglieri, e per fa-
furono varie le vicende de' Papi migliari, co' quali trattando giorno
onde non potè essere costante, ne e notte, nulla mancava di perfe-
potè mantenersi da tutti il mede- zione religiosa nel palazzo, né di
simo tenore di vita, né dalle isto- cura pontificale nella Chiesa. Gre-
rie si può raccogliere qual fosse la gorio I possedeva una dottrina,
Tarietà del modo di governare la erudizione ed eloquenza assai su-
Chiesa, e con quale esterna appa- periore a quanto allora trovavasi
renza significassero i Pontefici la negli altri scrittori del suo secolo;
grandezza della loro dignità. Che i e le scienze e le arti si avevano
cubiculari abbiano avuto origine sot- fabbricato un degno tempio nella
to s. Leone I, elevato al pontificato sua residenza. Non vi era inser-
l'anno 44o> lo dicemmo al relati- viente alcuno che colto non fosse,
vo citato articolo, ove definimmo ed un linguaggio non adoperasse
il cubiculario : intimo, particolare ,
all'anticasede del latino idioma
domestico, famigliare, addetto al conveniente; onde dalla corte di
servigio del sommo Pontefice, ed sì dotto Papa gli studi presero
a lui immediatamente soggetto nuovo vigore, e fiorirono talmente
Succeduto poi nel sesto secolo, e in virtù, che mittebat epìscopos de
nel 590, s. Gregorio I Magno, as- Palatio. Il medesimo Gio. Diaco-
sunto dall'ordine monastico, come no, nel cap. XIII della citata vita,
•vogliono molti, la corte e famiglia aggiunge « nullus Pontifici famulan-
:

pontificia fu di molto riformata, « tium a minimo, usque ad ma-


come racconta Giovanni Diacono, « ximum barbarum quidiibet in
nel cap. XI del lib. II della vita « sermone vel habìtu praeferebat,
di lui. Essendosi introdotto l'abuso M sed togata quiritum more sui
che si ammettevano nella pontificia »> trabeata latini tas suum Latium
famiglia de'giovanelti laici in qua- « in ipso latiali palatio singulari-
lità di camerieri^ chiamati domi- w ter obtinebat " Onde siccome la .

celli, egli prontamente vi riparò : Chiesa romana ritenne il parlare la-


questo nome di domicello fu usato tino e lasciò il barbaro, così adottò
anche dappoi, e nel Marini, Jr- anche l'abito modesto e talare co-
chiatri t. I, p. 59, se ne legge un me si usava tra i monaci; e ap-

I
,

FAM FAM 3^
parisce che in detto secolo fosse paonazze de' palafrenieri , sediari
nella corte del Papa 1'
uso delle cocchieri ed altri di scuderia (an-
vesti talari e nere, o almeno del zi la sopravveste dei garzoni della
colore della lana nativa, come ve- medesima è una palandra di pan-
stiva Gutberto, santissimo vescovo no rosso, più corta di quella dei
assunto dal monachismo , di cui palafrenieii : anche la sopravveste
scrisse Beda, nel cap. XVI della dei seggettieri è un mantellone '

sua vita, che usava veste comune, troncato), come le casacche di al-
onde « usque hodie in eodem mo- tri inservienti palatini, hanno at-
« nasterio ejus exemplo observatui\, taccate alle maniche due di queste
»> ne quis varii aut pretiosi coloris fìnte e pendenti, da cui si vede
» halxìat indumentum, sed ea ma- l'originario abito de'famigli ponti-
?» xime vesti um specie sint con- ficii dimezzato, con alcuni cambia-
« lenti, quam naturalis oviiim la- menti, a seconda de'ceti delle per-
« na ministrai. " sone. Il Bonanni nella Gerarchia
Del colore della veste o abito dei ecclesiastica stampata in Roma nel
,

camerieri ed altri famigliari del 1720, e dedicata al re di Porto-


Papa, ne abbiamo parlato al volu- gallo Giovanni V, ci dà la figura
me VII, pag. 29, del Dìzìonnrìo, della principal parte degli indivi-
citando anche V articolo Mantello- dui della corte e famiglia del Papa
ne (Vedi). Qui noteremo, clie il d' ogni condizione.
mantellone lungo o dimezzato è Nel concilio Romano celebrato
la sopravveste oggidì , di cui fa alli 5 di luglio del 5^5^ vivente
uso la maggior parte della fami- s. Gregorio I, racconta il Batta-
glia papale. Per esempio i cubicu- glini, che tra gli altri decreti nel
larijche adoperano la sottana e il primo s'ingiunse, che il romano
mantellone, ne distingue la gradua- Pontefice capo della Chiesa non
zione la qualità del drappo di am- tenesse nella propria famiglia laici,

bedue le vesti, essendo comune il ma fosse composta di chierici e


colore, non però tutti gli ornati. monaci, da' quali fosse servito con
Ed i sediari e palafrenieri quando quella semplicità di cuore che è
sostengono la sedia gestatoria , o propria alla santità dell' apostolo.
intervengono ad alcuna processio- Nel decorso poi del tempo, sicco-
ne, sul consueto abito assumono me si variò lo stato delle persone
quello chiamato palandra, cb'è di e del pontificato, fu variata e con
panno rosso con mostre di seta di ragionevoli motivi la qualità delle
egual colore, della forma d'un man- persone serventi, ed esclusi i mo-
tellone. Gli scopatori segreti, sulla naci dalla corte, vi furono rias-

sottana assumono la boetnia la , sunti oltre gran parte di sacerdoti


quale nella forma non è che un e di chierici, molti laici, non sti-

mantellone dimezzato, e dicasi al- mandosi cosa decente, che il chie-


trettanto della sopravveste che u- ricato fosse nelle persone destinale
sano i mazzieri poco diversa dalla ad occupazioni servili; laonde fu
hoemia, chiamata soprana^ e con varia la forma, e vario il numero
suo bavaro. I cursoi i pontifìcii an- delle persone auliche ne' seguenti
cora usano il mantellone lungo di pontificati. Al medesimo s. Gre-
saia paonazza. Le casacche rosse e gorio I si V istituzione
attribuisce
36 FAiM FA1\I
delle scuole de'cantori, i quali ser- i cnì)iciilari, e si dicono Alappul'
vissero nelle funzioni ecclesiastiche Inrii, dal sostenere il baldacchino.
del Pontefice, riducendo anche il Nel medesimo a pag. 170 si rife-

canto, che era degenerato dalla riscono Dilungarii idest praefecti


maestà dovuta alla chiesa, ad una navalcs, e majorcntes. Nell'ordine
consonanza grave e maestosa, per del Cajetano, cap. 46, pag. 174,
cui ritenne dopo il nome di can- sono nominati Vestararìi, e Ostia-
to gregoriano. Degli antichissimi rii servienles albiy et servientes ni-
famigliari pontificii, Cantori della gri, i primi de'quali accompagna-
cappella Pomifida (Fedi), se ne vano il cavallo del Papa, e porta-
parlò a quell'articolo, come delle vano la cappa in difesa della piog-
loro scuole. gia, i secondi portavano ciò che
Sugli antichi famigliari de' Papi doveva servire al Papa nella so-
e loro dilferenti specie ed attribu- lenne messa. Nell'Ordine di Cencio,
zioni, si possono leggere i Rituali nel capo 33, si riferisce un uffiziale
ed Ordini romani, composti da detto Custos Camerae y altro Se-
Benedetto canonico, da Cencio Ca- nescalchus Papae^ altri detti Co-
merario, dal Cajetano, da Pietro qui, Brodariiy Panettarii, Scrinia-
Amelio, e da altri pubblicati dal riij Batticularii , Mareschellus e-

p. Mabillon, ove si trovano molti quoruni alborum , Ostiariij Scuti'


ministri della famiglia pontificia feri. Cappellani, Acolythi de Cap-
espressiper la maggior parte con pella, e molti altri de'quali dubbio
nomi che ora non sono più in u- n* è il significato, mentre dei qui
so, né cosi facilmente si può in- riportati facile n' è il conoscerne
tendere quale carica esercitassero; l'uffizio ed altro che riguarda ai
li

in prova di che ne riferiremo al- rispettivi articoli del Dizionario.


cuni. Nell'Ordine romano fatto nel Muratori nel 1. 1 delle Dissert.
Il

590 si nomina: Nomenculator, che sopra le antichità italiane, nella


il Mabillon dice fosse olììziale cui dissert. IV, degli uffizi della corte
apparteneva con^ivas invitare co- ec. , dice che con gran decoro an-

nunque nomina describerej si leg- che negli antichi secoli si tratta-


ge Sacellarius, detto a sacro , seu vano i romani Pontefici, e tene-
sacello^ ed essere lo stesso che the- vano bella corte, come conveniva
saurariiiSj archipar aphonista j de- al loro cospicuo grado ecclesiastico

fensoreSj notarii, primits mansiona- e a quello ancora di principi tem-


rìiis j qui erat ciislos dominicalis porali. Chiunque scorrerà le me-
vestiariì. Nell'ordine terzo del me- morie che restano, spettanti a que-
desimo si legge, paraphonista, pri- sta sagra corte, vi troverà gran
micerius notariorum , et primice- copia e varietà di uffizi riguardan-
rius defensorum. Nell'ordine nono ti l'uno e l'altro ministero, come
si dice, che in qualunque scuola Osliarii e Deliciosi (con questo no-
reperti fuerint pueri bene psallen- me di Deliciosi, il Muratori osser-
teSy inde et nutriiintur in scJiola va essere verosimile che fossero fan-
cantoriwij et postea fiunt cubicula- ciulli spiritosi, che per onesto di-
rìi. Nel medesimo a pag. 29 si vertimento, o in qualità di paggi,
nomina Prior stabuli. Neil' ordine stavano al servigio de'gran signori;
undecimo a pag. 12G si nominano può anco denotare i favoriti o gli
FAM FAM 3?
intimi famigliari de' iiionarchi : dei conosce che l'uffizio di primicerio
paggi che servirono nei Possessi e non spirava con la morte del Pon-
nelle Cavalcate i Pontefici, si di- tefice, ma che forse era perpetuo
scorre a quegli articoli), Cubicularii, in chi una volta l'occupava. Tuli
Mappularii, Addestralores^ et Ser- sono le osservazioni che fa il Gal-
vientes nigri de familia Domini letti, del Primicerio, a pag. 1 9. Nel
Papae, Archidìaconus , Camerarius, suo libro poi del Feslarario , a
Bibliothecarius , Superista , Clerici pag. 8, dice che nel palazzo pon-
Camerae, ArchicancellariuSj Pro- tifìcio per le spese ordinarie vi era

lonotarius
, Nolani , Cancellarìi , deputato il ragguardevole uffiziale
Scriiiarii , Chartularii ( forse con chiamato Sacellario : questi paga-
due nomi si accennava il mede- va i soldati, distribuiva salarii ai i

simo uffizio), Primicerius notario' famigliari ed agli operai del Papa,


rum, Primiscrinius , Secondicerius^ dava l'elemosine, e dispensava an-
Actionarii, Ficedominiis ( lo stesso cora il presbiterio ne'dovuti tempi
che Oeconomus ) , Nomenclator ^ al clero ed al popolo romano, chia-

SaccellariiiSj Arcariits, o sia The- mandosi allora roga quella somma


saurariuSj Capellani, BiiticulariiiSy di denaro, ch'egli distribuiva iu
Pincerna, Marescalcus, Panetarius, questa specie di donativi così detti
Dapiferi, Cursores (oltre quanto ah erogando. Il Macri, nella No-
dicemmo all' articolo, va Ietto il tizia de' vocaboli eccl., all'articolo
Zaccaria nel tom. II, Dissert. I, Fialarius, dice che con questo no-

§ XI, delie Dissertazioni varie i- me si chiamava un ministro nel


ta liane di Storia eccl. , che parla palazzo apostolico del Papa, qua- il

dell'uffizio dei Cursori detti Domi- le aveva cura di accomodare ed


nici, dell'impiego loro, e che già accendere le lampade ne' tempi
esistevano al tempo di s, Ignazio ve- determinati; e che di tale officio
scovo d'Antiochia, che pati il mar- ne fa menzione nel suo cerimonia-
tirionell'anno 107), Judex Carne- le Cencio Camerario.

rae Domini Papae, Familiares, Ser- IlPvenazziche ci badato l'erudite


vientesy Campsores Domini Papae, Notizie isloriche degli antichi Vice-
Scriptores Camerae, Cantores, la domini del patriarchio laleranen-
scuola de'quali divenne celebre sino se, e de'moderni prefetti del sagro
dai primi secoli della Chiesa, Firga- palazzo apostolico, ovvero maggior-
rii, Sellarii, Magistri militum, ed al- domi pontificii, a pag. 34 di tale
triche si leggono negli antichi docu- opera dice che il Cujacio ad tit.
menti. Di tutti questi uffizi, nella cod. de prox. sacr. scria. , ed il
loro denominazione e significato ita- citato Biilengero, de Rom. inip. e.

liano se ne parla ne' loro articoli, 28, hanno tessuto il catalogo delie
o in quelli che li risguardano. scuole ovvero collegi addetti alla
Che dal Primicerio dipendessero casa e persona degli imperatori, e
gli altri uffiziali palatini dell'ordine trattato di tutte le diverse perso-
clericale, i quah alle volte erano ne, che avevano luogo e ministero
coniugati, lo dimostra la storia del- nel palazzo imperiale, fra cui prin-
lo scisma dell'antipapa Costantino, cipalmente distinguevansi Cubicida-
detto il Neofilo 3 seguito dopo la ni. Domestici, Proleclores (le guar-
morte di s. Paolo 1^ ivi pure si die del corpo), Militantes in sacris
,

38 FAM FAM
scnnifs (i ministri che servono ne- scopos Deliciosos nostros p^n co \'e-

gli uflizi delle lettere, delle memo- slrae carilati direximus. Di questa
rie, delle suppliche, delle disposi- voce si servi anche Papa Giovan-
zioni), Ministtriani , Fabriccnses ni Vili 872, nelle lettere 72,
dell'
Silentìarii (che custodivano le por- 217 e 277. E però ebbe a dire
te,ed imponevano silenzio nel con- Sigeberto, nel lib. de Script, ec-
imperiale), Lanipadarii ec.
cistorio clts.y che Alenino o sia Albino ab-
Che molte scuole o collegi fossero bate celebie , tanta familiaritate
sin dal principio addetti al patriar- imperatori Carolo
accepLus fiat,
chio ialeraneiise e palazzo pontifi- ut appellarelur imperatoris delicio-
cio per prestare ossequio e servire sus. Anche nell'antica legge de'ba-
il Papa nelle pu])bliche e private varesi troviamo de' servi che por-
funzioni, specialmente sagre, si rac- tarono questo distintivo; in una
coglie in particolare dagli Ordini parola Deliciosus e Delicatus non
romani, in cui si chiamano scho- altro significarono una volta che
lae palatinae, et ordìnes sacri pa- caro e diletto in senso onesto. Ab-
laia , che partecipavano alle ob- biamo che Stefano V detto VI, e-
blazioni della basilica vaticana, co- letto neir anno 885, aveva suoi i

me si ha dal Moretti, dt rit. dand. ministri e domestici ornati di dot-


presbyt., par. I, sect. 6. trina e di probità in tempi dif-
Nella congiura ordita contro la ficilissimi. Urbano II, del 1088,
sagra persona di s. Leone HI nel con espresso precetto chiamò a sé,
799, diagli iniqui ambiziosi Pasqua- per assisterlo co' suoi consigli nel
le primicerio, e Campulo sacella- governo della Chiesa, s. Brunone
rio. Albino cameriere del Papa con suo antico maestro, e con se lo
altri divoti amici gli prestarono trattenne domesticamente cinque
ellìcace soccorso, per cui i congiu- anni, con mirabili vantaggi dell'a-
rati per dispetto saccheggiarono la postolico ministero. Anche Eugenio
casa di Albino ed il palazzo late- IH, del ii4^> ebbe a suo consi-
ranense, come narra il Ferlone, gliere famigliare il suo maestro s.

Dd viaggi dai sonimi Pontefici in- Bernardo, quale gli diresse il li-
il

trapresi^ a pag. 72. 11 Galletti par- bro De consideratione ad Euge-


lando di s. Pasquale I dell' an- nium Illy ed a sua proposizione
no 817, Del primicerio
nell'opei-a escluse di ammettere alla sua cor-
della sede apostolica^ ed altri uf- te i giovani che troppo nutrivano
fiziali maggiori del sagro palazzo la chioma, portando capelli arric-
laleranense, chiama la famiglia o ciati , dovendo distinguersi la fa-
corte pontificia, la famiglia di s. miglia del Pontefice per gravità,
Pietro, de familìa sancii Petri. Il saviezza, ed irreprensibile condotta,
mentovato Muratori nella citata degni in una parola di avvicinare
dissertazione parlando de* famigli il capo della Chiesa. Non deve poi
,

chiamati Deliciosi, oltre quanto si recare meraviglia se il gran Papa


è detto, aggiunge che più mani- Alessandro HI, del iiSg, ebbe a
festamente si comprende chi fos- maestro di casa un ebreo, persona
sero i Deliciosi di allora dalla let- onoratissima e dabbene: ma di que-

tera XVII di Nicolò I dell' 8-58, sti, come di altri ebrei che furo-
che scrive cosi : Sanctissimos Epi- no al servigio de' Pontefici, massi-
,

FAM FAM 39
me medici, si può vedere l'artico- primari , ed il signor Tommaso
lo Ebrei. Il di lui successore Lu- ascritto tra' cappellani, i quali quan-
cio III, nel I i85 creò Cardinale to in questi tempi importassero (es-
il suo famigliare Ottaviano Conti sendo ordinariamente gli Uditori
degli antichi signori di Poli. Ce- di rota) (Fedi), ben si raccoglie, se
lestino III, nel I 192 fece Cardi- non fosse altro, da ciò che Nicolò
nale Cencio Savelli , che nel suo diAragona Cardinale narra de'gradi
cardinalatolo avea servilo come per cui Gregorio XI (deve leggersi
economo, ed era stato per quattro Gregorio IX altrimenti sarebbe ana-
anni aio dell' imperatore Federico cronismo, e in fatti abbiamo dal
II: questo Cencio è il celebre Ca- Cardella t. I, par. II, pag 190, ch'e-
merlengo, poi Papa Onorio III. gli cappellano pontificio
fu ed il ,

Il Sarnclli nelle sue Memorie cro- Bernini a pag, 298 soggiunge, ed u-


nologiche^ a pag. lySj celebra In- ditore di rota d'Innocenzo III suo
nocenzo HI, uomo dottissimo e san- parente) ascese al pontificato, dicen-
tissimo, il quale a sommi onori in- do ch'egli de capellaniae donimi
nalzò i suoi famigliari, non solo per Innocentii Papae III, honorando
la liberalità e munificenza di cui collegio in Cardinaleni s. Eustachii
era verso essi largo, ma perchè non modica ìnterjectione promotus, non
avea per famigliari che uomini gran- multo post in Ostiensem episcopuni
di. Fra questi nomineremo Nicolò ordinatur. Soggiunge il Galletti, che
de Romanis cappellano domestico e nel volume Vili delle Miscellanee
suo segretario, che nel i2o5 esaltò Ludovisiane, che si conservano ora
al cardinalato. Il Pontefice Onorio nella biblioteca vaticana, pag. 168,
III, approvando l'ordine de' predi- vi è un curioso catalogo in perga-

catori, assegnò ad un individuo del mena, che contiene i nomi degli


medesimo il cospicuo posto di Mae- offiziali e de' famigliari pontificii fis-

stro del sagro palazzo apostolico sati al servigio di Nicolò HI, quan-
[Fedi); e ripristinò le scuole che s. do nel 1277 sali alla romana cat-
Gregorio I avea fondate nel palazzo tedra; cioè di tutti quelli che ave-
apostolico per le scienze sagre e vano, come diciamo ora, la parte
profane, con lettori per insegnarle, di palazzo (che come si è detto al-
che poscia Leone X trasferì all'edi- trove, ed in appresso ripeteremo,
lizio chiamato la Sapienza, o Univer- consisteva in pane, vino ed altro
sità Romana [Vedi). Laonde molti non che in cavalli o muli assegnati
maestri del sagro palazzo, e lettori proporzionatamente a tutti fami- i

del medesimo furono esaltati al car- gliari), la quale però ebbe ter-
dinalato. Nicolò III compartì eguale mine col secolo decorso. Se al ce-
onore nel 1278 al p. Bentivenga lebre Galletti, siccome si protesta,
de' Bentivenghi suo cappellano e non sembrò inutile riportare inte-
confessoie. Nel già citato ciottissimo ramente il citato documento, per
Galletti, Memorie di tre antiche chie- la semplice notizia dei due memo-
se di Rieti, Roma pel Saloraoni rati reatini, a noi poi sembra in-

1 765, a pag. 1 7 I si legge, che nella dispensabile qui riportare il docu-


corte Nicolò III vi erano due
di mento, essendo questo appunto il
ben rispettabili, cioè maestro
reatini suo argomento, perchè oltre la no-
Paolo annoverato tra gli olHciali tizia delle persone, ci rappresenta
,

4o FAM FAM
precisamente in che consistesse la tichc nionele pontificie, il medesi-
corte e fii miglia in tempi così re- mo autore la ritirò come opera
moli, nella penuria in cui siamo imperfetta, sebbene ridondante di
di analoghi documenti, essendo sta- preziose erudizioni, per cui rari ne
to il seguente pubblicalo nell'ope- sono gli esemplari. Però in quan-
ra in discorso, e soltanto dal Gal- to riguarda gli schiarimenti ripro-
letti , i cui esemplari sono rari. messi dal Galletti, non si verifi-
Questo ruolo, e gli altri che ri- cano interamente, giacché l' opera
porteremo ci dovranno poi servire non illustra tutti gli uffizi , solo
per documenti e piove nel pro- qualcuno di quelli degli officiali
gresso del Dizionario, pei diversi della camera apostolica e della cu-
uffizi e ceti della famiglia pontifì- ria romana, essendo poi abbon-
cia, non che di quelli già trattati; danti le notizie personali di molti
e ci danno lusinga che la loro im- che appartennero alla famiglia pon-
portanza riuscirà gradita, non a- tificia ed alla romana curia, mas-
"vendoli pubblicati ancora verun sime de' più cospicui soggetti. Alla
altro, come ripeteremo, eziandio illustrazione quindi della principal
pel riflesso, che rare e scarse so- parte de' ceti ed uffizi della ponti-
no le nozioni che si hanno sulla ficia famiglia, sì antichi che odier-
famiglia pontificia di diverse epoche, ni, viene da noi supplito col Di-
tanto pel trasferimento della resi- zionario. Finalmente il Galletti
denza papale in Avignone, quanto premette al seguente ruolo l'av-
per l'incendio cui nel fatale sacco vertenza, che quanto si troverà di
di Roma soggiacquero nel 1527 corsivo indica ciò che vi è stato
gli archivi del palazzo apostolico, aggiunto da mano diversa, ma con-
che finalmente per la dispersione temporanea.
d'importanti carte, registri e no-
tizie, accaduta nelle due straniere In nomine Domini amen. In isto
invasioni di Roma degli ultimi an- libro sunt affiszie contineules no-
ni del secolo passato, e dei primi mina omnium illorum, qui reci-
del corrente. piunt prebendas a curia pontifica-
Nel pubblicare il Galletti il se- tusdomini pape nycolai III. An-
guente ruolo della corte e famiglia no primo mense madii. Primo de
di Nicolò 111, si protestò astenersi coquina recipit,
d' illustrarecon note gli offizi che
vi sono descritti, perchè quanto Dom. camerarius XII viandas.
concerneva la cognizione della qua- Mag. bengarius II. obiit.

lità de' medesimi, fra pochi giorni Mag. jacobus de parma II.

l'avressimo dopo di lui avuto nel- Mag. petrus de natuaco II.

l'opera delle monete pontificie del Mag. paulus de rieta II.

chiarissimo monsignor Garampi Mag. guillelmus auditor camere II.

che si stava allora stampando. Noi


però noteremo che il dotto Ga- CAPELLANI.
rampi, poi amphssimo Cardinale,
sebbene effettuò colla stampa l'e- Dora, prepositusflorentinus II. obiit.
nunciata opera col titolo: Saggiai Dom. ubertus albus II.

osservazioni sul valore delle an- Dom. plebanus de castihone II.


FAM FAM
Dom. pandiilphus II. OFFICIALES.
Dora, leonardus de babuco II.

Dom. nycolaus de terracina li. Magister nycolaus supraquoqus II.

Prior de fulgineo li. Bayolus panaterius II.


Dom. odo de arsono li. Serviens panaterie II.

Dom. marcellinus II. ohiit. Gualterius botellerius II.

Dom. nycolaus de thesauro II. ohiit. Bernardus de Bevania II.


Dom. leonardus guessius II. obiit. Petrus raymundi scriptor et ser-
Dom. nycolinus de Camilla II, viens bolellarie I.

Dom. thomacius biszacha lì. Serviens qui portat aquam I.

Dom. nycolaus de spolito II. ohiit. Frater Johannes marescalcus mare-


Dom. archidiaconus ruticen. II. stalle II.

IMagister ricaidus thesaurarius II. Bononia dator annone I.

Magister campana phisicus II.


Dom. petrus de faszestant lì. DOMICELLI.
Dom. petrus sarracenus li.
Dom. gentilis de collo alto II. Napuleo malabranca II.

Dom- thomacius de rivo frigido Bertolducius dom. stephani II.

II. ohiit, Johannes comitis II.


Dom. thomacius de rieta II. ohiit. Aynus de betona II.
Piimicerius de veneciis II. Branca de betona II.
Magister petrus de supinis lì. Napuleo dom. raynaldi II.
Magister paulus diecajute II. Tucius de monte claveUi II.
Lucas de assisio II.
Stephanus de notona II.
CUBICULARES. Guillelmus de babuco II.
Nycolaus de davano II.
Frater hugucio II. Petrus dom. octaviani IL
Frater jacobus li. Marcellucius vessiosus li.
Petrucius de gubia IL
HOSTURU MAJOBES. Johannes speciarius IL
Raynaldus dalviano IL
Frater armannus IL Brunamon li.

Fra ter bonajuncta 11. Marescalcus justitie XV et XX de


Frater hugolinus de spata II. gracia.
Dom. egidius arcionis 11.

Dom. petrus johannis rustici II. SERVIENTES NIGRI.

Benedictus provincialis.
HOSTIARII MINORES. Raynalducius de urbeveteri L
Creysemben I.

Johannes mathei I. Stephanus de anforsa L


ULertinus de bonia I. Pandulphus de aquino I.
Blancucius I. Nycolaus dom. egidii I.
Jacobus strictus I. Gregorius dialte I.

Baitholomeus thebaldici I. Tebalducius Trancici L


Johannes de pan talco I. Petro de milo I.
4i FAM FAM
MaynarduS' I. Presbiter martinus I.

Egidius angelerii I. Matheus clericus capelle I.

Sarasonctus I. Pauletus clericus camere I.


Marlelluccius de monte I. Franciscus rambertinus mercator li,

Stephanus petri roberti I. Corrector II.

Angelus ventre I.
Bartholomeus jacobi romani I. ELEMOSYNA XV.
Bargaminus de nebro I.
Johannes mallocii I. Hostiarii sancta sanctorum II.

Petrus bartholomeus tebalducii I.


Petrus johannis grassi I. COQUINA PARVA ET MAGNA.
Rufinus archicoqus I.
Palmerins petri johannis silvestri I. Scannus porterius I.
Guidarellus de gubio I. Joannes de li gè I.
Marsolus de assisio I. Magister henricus I.
Brunasol de urbeveteri I. Hostiarius quoquine I.

Jacobellus ungarus I. Colinus I.

Magisler anselmus ferrator I. Bollandus de parma I.

Brexanus portitor aque I. Scorliquinus 1.

Magister rainaldus sartor I. Jaquintus I.

Peysonerius I. Jacobellus I.

Macellatores I. Bardellus I.

Jacobus barberius I.
Magister pax aurifaber I. MABESTALLA ALBA.
Peironus porterius I.
Johannes de pois I. Guillelmus I.

Autus de perusio I. Petrucius I.

Babus I. ,

Johannes I.

SERVIENTES ALBI. Bertucius I.

Angelus johannis de Andrea I.

Compater I. MARESTALLA NIGRA.


Jacobus de castronovo I.

Albertinus ursi I. IVyeriusde urbe veteri I.


Johannes de beruli I. Pauperibus de palaci© XIII.
Bartholomeus de sancto incmaro I. Sanctus antonius III.
Andreas de tote I. Pro insenio pauperum de pala-
Petrus vinderamenc. ci© III.
Egidius normanni I. Pro insenio pauperum camere III.

Jacobus dom. thomacii II. Sanctus spiritus I.


Mag. joannes medicus II.

Dom. monaldus I.

CAirCELLARIIS XII. Mag. petrus physicus I.


Andreas de niverso I.
Audictor contradictarum I. Mag. jacobus de terno I.

Bulla IIII. Mag. raynaldus I.


FAM FAM 43
CURSORES. Fr. hugolinus de spaia IL
Autus I. Dom- egidius da arsono IL
Episcopus I. Dom. petrus johannis rustici IL
Guarsias I.
Marcoaldus I. HOSTIARII MINORES.
Deutajute I.
Johannes de verelano I. Jacobus strictus I.
Benvenutus de viterbio I. Blacucius de luca I.

Bonacursus I. Gibertinus I.

Amabilis I. Johannes detajute I.


Jacobus de viterbio I. Bartholomeus tebaldesco I.

Guidarci US I. I Johannes pantaleo I.


Jordanes J.
Guillelmus de parisio I. OFFICIALES.
Guillelmus de tusculanus I.

Rogerius anglicus. Marescalcus justicie XV et XX


Bretonus I. ohiit. de gratia.
Jaquintus I. Fr. Johannes marescalcus mare-
Paciletus I. stalle IL
Johannes de sesto I. Bononia dator annone L
Aiditor I. Mag. nycolaus supercoqus IL
Slephanus I. Bayolus panaterius IL
Guerinus I. Albertinus serviens panatene I.
Cocardus I. Guaiterus de Spoleto botellerius I.
Guillelmus borgundius I. Bernardus de bevania IL
Synabaldus I. Petrus raymundi scriptor et serviens
Albeitinus de parma I. bottelarie I.

Guillelmus de urbeveteri. Porti tor aque I.

Barcucius I.
Colraducius I, CANCELLARIA XII.
Petriolus I.

Guillelmus de babuco I. BuUatores IIIL


Expliciuntur viande que dantur Corrector IL
per supercoqum quoquine dora, Auditor contradictarum IL
pape que sunt in universo Auditor camere IL
CCCXLI. Mercatores curie IL
Hic incipit affiszia viandarum pa-
natane dom. pp. nycolai III. ELEMOSYNA XI VID. PAN. I.

CUBICULARES. Fr. raynaldus III.


Mag. Johannes medicus IL
Fr. hugucio II viandas. Hostiarii sancta sanctorum IL
Fr. jacobus IL Presbiter martinus hostiarius ca»
pelle I.
HOSTIARII MAJORES.
Matheus clericus capelle I.
Fr. armannus II. Pauletus clericus camere dom. L
Fr. bonaventura II. Sanctus spiritus I.
FAM
C0QT7INA MAGNA ET PARVA. Egidius normanni I.

Jacobus dom. thomacii I.

Magìster henricus I.

Magister Johannes I. SERVIENTES NIGRI.


Miig. colinus I.

Jacobellus brodarius I. Benedictiis provincìalis.


Bardellus brodarius I. Pandulphus de aquino I.
Rollandus brodarius I. Raynaldus de urbe veteri I.

Scortiquinus brodarius I. Gregorius dialte I.

Jacquiutus brodarius I. Creyscemben I.


Palmerius hostiarius coquine I. Samsonelus I.
Scannus porterius I. Bergaminus de nembro I.

Brexanus portitor aque cum fami- Ruflinùs archicoqus l.

Ila sua II. Marsol de assisio I.


Brunasol de urbeveteri I.
Jacobellus ungarus I.
DOMICELLI. Guidarellus de gubio I.
Mag. angeli nus ferralor I.
Napuleo malabranca II. Stephanus de anforsa I.
Johannes comitis II. Nicolaus dom. egidii I.

Berlolducius lì. Tebalducius francisci I.

Aynus de betona II. Petrus de milo I.


Branca de betona II. Maynard US I.

Tucius de monte eia velli II. Egidius angelerii I.

Lucas de assisio II. Marteiluccius de monte I.

Stephanus de notona II. Stephanus petri roberti I.


Guillelmus de babuco II. Angelus ventre I.
Nycoìaus de davano li. Bartholomeus jacobi romani I.

Brunamontes de davano li. Johannes mallocii I.


Petrus dom. octaviani II. Petrus bartholomei I.
Martellucius de vessosis II. Petrus Johannes grassi I.
Petrus de gubia II. Palmerius petri silvestri I.
Johannes spedarius U. Magister raynaldus sartor I.

Baynaldus de alviano II. Mag. pax aurifaber I.


Napulo fulgin. II. Mag. jacobus barberius I.

Peysonerii I.

Macellatores I.

SERVIENTES ALBI.

Compater I. MARESCALLA ALBA.


Jacobus de castro novo I.

Albertinus ursi I. Johannes bergonn. I.

Johannes de beruli I. Guillelmus I.

Bartholomeus de sancto Jem. I. Petrus I.

Andreas de tode I. Babus I.


Àngelus de johaunis de andrea I. Ber tucius I.
Petrus vinderamerii I. Ayre de marestalla nygra I.
FAM FAM 45
Aulus qui servii de sporta I. HOSTIARII MINORES.
Petronus porterius I.

Jacobus strictus I.

CAPELLAMI. Blancius I.

Tibertinus I.

Dom. nycolaus de terracena II. Johannes dietajule I.


Dom. pandulphus II. Johannes de pantaleo I.
Dom. nycolaus de thesauro II. Bartbolomeus tebaidesco II.
Dom. richardus thesaurarius II.
Dom. magister campanus II. OFFICIALES.
Dora, marcellinus II.

Dom. prior fulginei II. Marescalcus juslitie XV el XX de


Dom. prepositus de florenlìa IL grati a.
Dom. plebanus de castilione II. Marescalcus marestalle li.

Dom. ubertus albus li. Bononia dalor annone II.


Dom. leonardus guessi II Magister nycolaus superquoqus II.

Dom. leonardus de babuco II. Bayolus panaterius 11.


Dom. petrus sarraceni II. Albertinus serviens panaterie II.

Dom. nycolinus de Camilla II. Benedictus de bevania II qui JU'


Dom. thomacius beszacha II. cet injirmus in entra.
Dom. nycolaus de Spoleto II. Galterus botellerius 11.

Dom. petrus fasestanti II. Petrus raymundi scriptor el ser-


Dom. odo arcionìs II. viens botellarie I.

Dom. archidiaconus ruticen. II. Porlior eque palacii et botellarie I.

Dom. gentilisde collo alto II.


Dom. thomaso de rivo frigido II. CAJVCELLARIA XVI.
Dom. primicerius de veneciis II.
Dom. thomacius de rieta II. Bullatores VI.
Dom. petrus de supino II. Corrector li.

Magister paulus dievaiute. Auditor contradiclarum li.

Explicantur viande que dantur de Mercatores fiorentini II.


panataria dom. pape que sunt in
universo CCXLII. ELEMOSYNA XIII.

Hic incipit affisziaviandarum vini


botellarie domini PP. Presbit. martinus I.

Matheus clericus capelle I.

CUBICULARES. Paulectus clericus camere I.


Magister Johannes medicus li.
Fr. hugucìo II. Audictor camere li.

Fr. jacobus II. Sancii spirilus 1.

Hostiarii sancla sanctorum II.


HOSTIARII MAJORES.

Fr. armannus II. DOMICELLI.


Fr. bonaventura II.
Fr. Hugo de spala II. Napuleo malabranca li.

Dom. egidius de arlona lì. Johannes comitis II.


Poni, petrus johannis ruttici II. Bertolducius Ib
46 FAM FAM
Ayno de betona II. Gregorlus dialte I.

Bi-anca de betona II. Satnsonetus ohiit I.

Tucius de monte clavelli II. Bergaminus I.

Lucns de assisìo li. Rullinus archicoqus I.

Slephanus de notona IL Marsolus 1.


Guillelmus de babuco II. Brunachol I.
Nycolucius de davano II. Jacobellus ungarus I.

Petrucius dom. oclaviani II. Magister ancelinus ferrator II.

Martellucius de \essosis II. Brexanus portitor aque li.

Petrucius de gubio II. Mag. raynaldus sartor l.

Jobannes speciarius II. Peysonerii I.

Raynaldus de alviano II. Massellarii I.

Napuleo dom. raynaldi II. Jacobus barberii I.


Brunamon lì. Magister pax aurifaber I.

Petronus porterii I.
SERVIENTES ALBI. Johannes de poys I.
Steplianus de anforsa I.
Compater I. Nycolaus dom. egidii I.
Jacobus de castro novo I. Tebaldicius francici I.
Albertinus ursi ohiit I. Petrus de milo I.

Johannes de beruli I. Maynard US I.

Barlholomeus de sancto jem. I. Egidius angelerii I.

Andrea de tode I. Martellucius de monte I.

Angelus johannis de andrea I. Slephanus petre roberti I.


Petrus vinderanerii I. Angelus ventre I.
Egidius normanni I. Barlholomeus jacobi romani I.
Jacobus dom. thomacii I. Johannes mallocii.
Petrus bartholomei tebaldesco.
COQUINA PARVA ET MAGNA. Petrus Johannes grassi.
Palmerius petri johannis silvestri I.

Magisler henricus I.
Magister Johannes de lige I. MARESCALLA ALBA.
Magister cohnus I.
Jacobellus I. Johannes borgonis I.

Berardellus I. Guillelmus I.
Bollandus I. Petrucius I.

Scortiquinus I. Babus I.

Jaquetus I. Bertucius I.

Scannus posterius I. Ayre de marestalla nigra I.


Palmerius hostiarìus quoquine Autus qui servii de sporta I.

SERVIENTES NIGRI. CAPELLANI.

Benedictus provincialis. Dom. nycolaus de terracena lì.


Raynaldus de urbe veteri L Dom. pandulphus li.
Pandulphus de aquino I. Dom. nycolaus de thesauro II.
O'eysemben I. Dom. ricardus ihesaurarius li.
FAM FA M 47
Magister campanus li. CAPELLANf.
Don», marcellinus II.

Dom. prior fulginei II. Mag. richardus de ihesauro I.

Dom. prepositus florentinus II. Mag. nycolaus de thesauro I.

Dom. plebanus de castilione II. Dom. thomacius biszacia I.


Dom. ubertus albus II. Dom. nycolaus de Camilla I.
Dom. leonardiis guessi II. Dom. nycolaus de spolito cantor I.

Dom. leonardus de babuco II. Primicerius de veneciis I.

Dom. petrus sarraceni II. Dom. pandulphus de seburis I.


Dom. nycolaus de Camilla li. Dom. prepositus florentinus I.
Dom. ihomacius bizacha II. Dom. ubertus albus I.
Dom. nycolaus de spolito II. Dom. plebanus de castilione I.
Dom. petrus fasestan II. Magister nycolaus de terracina I.

Dom. odo arcionis 11. Dom. leonardus guessi I.


Dom. archidiaconus de rodes II. Dom. marcellinus I.
Mag. paulus dieutaiute li. Dom. prior de fulgineo I.
Dom. gentilis de collo alto II. Dom. leonardus de babuco I.
Dom. thomacius de rivo frigido II. Dom. archidiaconus de rodes I.

Dom. thomacius de lieta lì. Magister campanus I.

Dom. primicerius de venesiis II. Dom. petrus de fasestan I.

Dom. petrus de supino II. Dom. paulus dieutaiut I.

Fr. Raynaldus III. Magister petrus sarracenus I.

Explicit affiszia viandarum botel- Dom. gentile de collo alto I.


larie domini pape vini quae sunt Dom. odo arcionis I.
in universo CCLXX. Dom. thomacius de rieta I.
Hic incipit affiszia contìnens no- Dom. thomacius de rivo frigido I.

mina omnium illorum qui re- Magister petrus de supinis I.

cipiunt prebendas a marestalla


domini PP. Nicolai III. HOSTIARII MAJORES.
Dominus camerarius.
Dom. prepositus massilie II. Fr. armannus I.

Magister petrus de natuaco. I. Fr. bonajunta I.

Magister jacobus de parma I. Fr. bugoli nus de spata I.

Magister paulus I. Doni, egidius de arsone I.

Vicecancellarius IH. Dom. petrus johannis rustici I.

Cancellaria 1111.

Fr. jacobus cubicularis III. DOMICELLl.


Fr. hugucio cubicularis III.

Auditor camere I. Lucas de assisi© I.


Corector I. Bertoldus dom. petri I.

Auditor contradictarum I. Johannes comitis I.


Bulla tores I. Napuleo malabranca I.
Elemosynarii II. Stephanus de notona I.
Marescalcus juslicie XII. Guillelmus de babuco I.
Marescalcus marestalle III. jNycolaus de davano I.
Supraquocus I. Brunamon de davano I.
Panaterius I. Petrucius de gubio I.

Bolelleiii 11.
48 FAM FAM
Tucius dom. clavelli I. DE MARESTAILA.
Petrus oclaviani I.
Branca de betona I. Bartholomeus de monte I.
Naldus dom. hugolini I. Angelus ventre I.
Martel lucci US I. Bartholomeus jacobi romani I.

R'apulio dom. raynaldi I. Petrus Johannes grassis.


Johannes speciarius I. Petrus bartholomei tebalducii I.

Mercatores lambertini I. Guidarellus de gubio I.


Magister Johannes medicus I. Palmerius johannis silvestri I.
Sanctus spiiitus I. Bencdictus provincialis I.

Stimma omnium prehendarum est


SERVIENTES ALBI. a xxxiL
Equi marestalle albe sunt XX.
Com pater I. Item sunt in eadem marcstalla muli
Jacobus de castronovo I. et mule IX.
Johannes marescalcus I. Item equi et muli de marestalla
Albertinus ursi I. nygra sunt XXX.
Bartholomeus I. Item sunt de bestiis marestalle ny-
Andreas de tode I. gre apud fratrem Gerardiuu et
Petrus vinderanerii I. socios de ordine minoruni qui
Egidius normanni I. vadunt ultra mare cantra tar-
Angelus johanni andree I. taris XI videlicet IIII roncini
et FU
muli et mule.
Sunima equorum mulorum afque
SERVIENTES NIGRI. mularum istorum atque ìstarum
predìclorum seu predictarum est
Creysemben I. LXX,
Bargaminus de bergamo I.
Ancelmus de milano I. Fin qui il documento valicano,
Bononia de castro arcato I. riportato nelle citate Memorie di
Gregorius de dialta I. Galletti, dalla pag. 171 inclusive al-
Raynaldetus I. la pag. i83.
Samsonetus I. In questo ruolo abbiamo vedu-
Magister pax I. to pel primo notato il camerlengo,
Roffinus archi cocus I. il perchè va qui avvertito, che do-
Pandolphus de aquino I. po aver la Chiesa acquistato la
Marsolus de afiszio I. pace al modo che di sopia notam-
Brunasolus I. mo, occupati i Pontefici nelle gra-
Jacobellus ungarus I. vissime cure della Chiesa, destina-
Stephanus de anforsa I. rono un Vice-Domino o primario
Nycolaus dom. egidii I. uffiziale per sopraintendere e pre-
Tebaiducius francici I. siedere al palazzo pontificio ed alla
Johannes mayllocii I. famiglia palatina ; ed all' articolo
Petrus de milo I. Camerlengo di santa romana Cìàe-
Maynardus I. sa (Vedi), dicemmo a qual grado
Egidius angelerii I. di preeminenza giunse tal minisi.ro,
FAM FAM 49
e che Tultrmo fiorì alla metà del la Chiesa ne potesse alcuno abu-
secolo XI. Quindi nel medesimo sare, ad evitar lo scisma lo fece
articolo si dice come subentrò a custodire nel castello di Fumone
presiedere alla famiglia pontifìcia, presso Alatri, ove il santo religio-

c ad assumere la cura di provve- so languì per dieci mesi finché


dere l' occorrente alla sagra per- morì, servito da due suoi monaci
sona del Papa, venendo sostituito che si cambiavano ogni due mesi,
anche al Festarario della Chiesa Mentre poi Bonifacio Vili gover-
romana (Vedi)y uno degli antichi nava la Chiesa con petto sacerdo-
primari offiziali della corte papale, tale, ed abitava nella sua patria
ivi è pur detto della vita comune Anagni fu sorpreso nel 1 3o3 dai
,

e quasi monastica de' chierici ad- suoi nemici Negare*, e Sciarra Ca-
detti al servigio del Papa , ed al- lonna, i quali erano riusciti a cor-
tre cose relative ai famigliari del rompere col denaro alcuni suoi do-
Papa , e al Cardinal camerlengo mestici , laonde impossessatisi del
sopraintendente al regolamento del palazzo con gente armata, trovaro-
palazzo apostolico, cioè nel volume no il Papa vestito pontifìcalmen-
VII del Dizionario^ a pag. 57 e te, ma abbandonato dalla sua fa-
seg. Aggiungeremo ancora che il miglia e dai Cardinali, fuorché da
quarto di essi era il Sacellarìo tre, fra'quali Boccasini che gli suc-
(Vedi), che molti credettero il teso- cesse col nome di Benedetto XI,
riere di oggidì, ma
secondo quan- alla cui morte gli successe Cle-
to si disse di sopra era un paga- mente V. Questi nell'anno i3o5
tore immediato delle milizie, de' trasporlo la residenza pontifica-
salarìatì, della famiglia pontifìcia e le Avignone, chiamando per-
in
delle limosine. ciò in Francia i Cardinali, la cu-
Nel declinar del secolo XI II, nel- ria romana, e gli ufìiziali del pa-
l'anno 1294, s. Pietro da Morrone, lazzoapostolico. Indi Giovanni XXII j
fondatore de* monaci celestini, fu che occupò il suo luogo neli3i6,
sublimato al pontificato. Inesperto vieppiù ivi la stabih, assegnando
questo nelle leggi del buon gover- le necessarie abitazioni pei Cardi-
no della Chiesa, non voleva accet- nali, pegli uffiziali della curia ro-
tar la dignità, e ripugnante prese mana, e per gl'individui della fa-
il nome di Celestino V. Quindi miglia pontificia. Il novero lungo
si regolò co'consigli del Cardinal ed esatto di quelli che ebbero a-
Malabranca Orsini, di Carlo lì re bitazione in Avignone lo abbiamo
di Napoli, e de' suoi monaci. Di- dal p. Fantoni Castrucci nell' Isto-
stribuì molte cariche a'suoi paesa- ria d' Avignone a pag. i63 e seg.,
ni dell'Abruzzo, ed elesse un laico documento assai importante. Fra i

per suo segretario, come abbiamo Cardinali che Giovanni XXII creò,
dal citato Ferlone, a pag. 194. Ma nomineremo Pietro di Tessier suo
essendo morto il Cardinal Mala- cappellano. Insorse in Roma con-
branca , Celestino rinunziò so- V tra di lui, e per opera dell'impe-
lennemente il pontificato, sueceden- ratore Lodovico il bavaro, Pietro
dogli Bonifacio \I1I Questi te- . da Corbara, apostata francescano,
mendo della semplicità del prede- che prese il nome di Nicolò V.
cessore, della quale con danno del- Questo antipapa fu dal principe
VOI. xxui. 4
5o FAM FAM
barai*© provveduto di maestoso cor- co e splendido in tutte le sue a-
teggio, ch'egli non rifiutò, sebbene zioni , ancora nel numero
lo fu
prima, come seguace dell'eresia dei de' famigliari. La sua corte e le
riprendeva gli onori e le
fraticelli, sue scuderie sembravano quelle dei
ricchezze de'sommi Pontefici, come re; ed il suo palazzo apostolico fu
contrarie alla povertà di Gesù Cri- sempre ripieno di gentiluomini e
sto. Questa falsa dottrina dell'in- che in copioso numero
di uffiziali,
truso non ebbe luogo nella tavo- erano al suo soldo; persuaso che
la magnifica^ non nella splendida questo decoro era dovuto alia gran-
corte da cui facevasi servire, aven- dezza del posto eh' egli occupava.
do subito creato sette Cardinali, Eppure con tanti famigliari e cor-
e formata la sua famiglia di gen- leggio, avea presso di se un solo
tiluomini ,
paggi , palafrenieri, ed cameriere quando lo colse la mor-
acquistato numerosi cavalli, il tut- te nel i352. Tra i famigliari che
to a spese di Lodovico. Mancando promosse, rammentiamo Gugliehrio
però a questi i mezzi, fu costret- di Agrifoglio suo cameriere d'ono-
to l'antipapa, per conservar la sua re, «la lui fatto Cardinale. Dive-
corte, a sagriJegamente vendere i nuto Pontefice Innocenzo VI, ri-
vasi sagri, i privilegi, le dignità, e formò l'eccessivo lusso della corte
i benefìzi , laonde fu cacciato da del suo predecessore, e ridusse il
Roma dagli abitanti; e portatosi numero de' domestici ai soli neces-
a'piedi di Giovanni XXI 1 ottenne sari. Il Platina dice nella di lui

perdono, ma fu ritenuto nel palaz- vita, che subito Innocenzo VI co-


zo d'Avignone sotto cortese guar- mandò che tutti prelati e quel-
i

dia. Qui noteremo che in occa- li che godevano benefizi residenzia-


sione della residenza de' Pontefici li dovessero portarsi alle loro chie-
in Avignone sembra che il Cardi- se; che diminuì la spesa famiglia-
nal can\erlengo fosse dispensato re, ch'era grande, riducendo ad
dall' obbligo di risiedere continua- un certo numero la famiglia dì
mente nel palazzo pontificio , e di corte, ne volle in sua casa che
presiedere al domestico quotidiano persone eccellenti ; altrettanto or-
governo della famiglia pontifìcia ; dinò che facessero i Cardinali, di-
giacché dopo il i3o5 incominciò cendo che la sua vita e quella de-
in essa a figurare un uffizLale lai- gli altri prelati doveva servire dì
co chiamato il Maestro del sagro modello ed altrui esempio,ad i-

ospizio (Vedi), che in questa par- mitazione del Salvatore, la cui vi-
te supph al Cardinal camerlengo, ta fu tutta per istruzione del ge-
e da lui però dipendente regolava nere umano. Istituì ancora i sa-
la domestica azienda del palazzo, larii agli uditori di rota, chiama-
e gli uffiziali minori del medesimo, ti allora del sagro palazzo, acciò
come meglio dicesi al citato volu- per bisogno non si lasciassero dal-
me VII, p. 59 del Dizionario. le parti subornare, e corrompere
Dopo la morte di Giovanni coi donativi, micidial peste delle
XXII, nel r anno i334 gli succes- corti, e della riprovevole venalità
se il b. Benedetto XII; dopo il qua- di chi abusa di sua condizione. Fi-
le, nel 1342 , venne eletto Cle- nalménte nel 1377, Gregorio XI,
mente VI, che essendo magnifi- il settimo Papa che aveva risie-
,

FAM FAM St
duto in Avignone, restituì n Roma li dell' antipapa Benedetto XIII si

la dimoia pontifìcia, portandovisi radunarono nel 14^9 ^^ concilio


colla ciiFia , corte e famiglia. Alla a Pisa, ove depostili ambedue, in
sua morie ivi nel iSyB gli fu da- vece esaltarono al pontificalo Ales-
to a successore Urbano VI. Questi sandro V. Questi venne criticato
vedendo la rilassatezza cui viveva- come quello che non si governava
no la maggior parte de'Cardinali, che pei o piuttosto pegli
consigli,
più volte li ammonì che non riceves- ordini del famoso Cardinale Cossa,
sero regali, che moderassero la pom- che poi lo successe col nome di
pa ne'cavalli, ne' servi, ed in altre Giovanni XXII I. Scrivono gli sto-
grandezze, invitandoli ad impiega- rici di Alessandro V, che la sua
re il superfluo delle loro rendite passione di far grazie, e concedere
in soccorso de'poveri, e nel restau- cariche della corte forse ai meno
ro ed abbellimento delle loro chie- degni, oscurarono le sue lodi. Ne-
se, comesi legge nel medesimo Pla- gli Jcla selecta caerimonialìa san-
tina. E siccome rinnovò tali mi- ctae romanae Ecclesìae ex variis
nacce, e di procedere^ la maggior mss. codicibus et diarììs saeculi
parte de'Cardinali» amando il sog- XF, XVI, XVII, raccolti ed illu-
giorno d'Avignone, gli elessero con- strati dal abbate regolare
celebre
tro r antipapa Clemente VII, che lateranense Gallico, sono riportale
portatosi colà ebbe a successori gli copiose notizie risguardanti la fa-
antipapi Benedetto XIII \ e Cle- miglia pontificia, massime a pag.
mente Vili, che sostennero il piii 263 e seg. Ivi dice che il codice
lungo e più lagrimevole degli sci- vaticano, dal quale tolse la descri-
smi. Così contemporaneamente Avi- zione dell'ordine precedente,ci dà

gnone e Roma ebbero due sagri un bel monumento, che può chia-
collegi di Cardinali , due curie e marsi il memoriale, ossia un libro
due famiglie pontifìcie, gli uni se- di memorie sicure riguardanti i ,

guaci del legittimo Pontefice ro- famigliari e gli officiali che ser-
mano, gli altri scismatici. vono il romano Pontefice. Tal co-
Ad Urbano YI nel iSSg suc- dice fu scritto da un certo Stra-
cesse Bonifacio IX ,sebbeneche bense, subito dopo l'elezione di A-
fornito di belle doti, essendo nuo- lessandro V, nel 1409J i^a dimo-
vo sullo stile degli affari della cu- stra ch'egli da lungo tempo avea
ria romana, venne tacciato di se- che fare colla corte pontificia. Dap-
gnare le suppliche stando al solo poiché , come dice nel principio
rapporto de'suoi ufllziali e domestici. dell' opuscolo , era slato in grado
Nel i4o4 ^" creato Innocenzo VII, di dare tutti quegli avvisi o noti-
che a cagione delle fazioni che al- zie che vi si trovano. In questo o-
loia erano in Roma, si rifugiò in puscolo distintamente ed accurata-
Viterbo, e per il caldo morirono mente si espongono gl'incarichi di
per istrada molti famigliari, ed al- ciascuno degli ufficiali pontificii pa-
tri di sua comitiva. Dopo di lui, latini ; vi s' indica il loro numero
nel i4o6, venne eletto Gregorio e vi si spiegano le qualità ch'essi
XIT, mentre lo scisma ognor più cercavano nella loro scelta. Non
affliggeva la Chiesa ; il perchè i poterono poi queste istesse regole
Cardinali di sua ubbidienza, e quel- ritenersi sempre per gli officiali
Si FAM
del Papa, e pei* la varietà de'tem-
pi, e per i bisogni de'Pontefici che
richiedevano maggiori o minori pre-
o bisogni di servitù. Vi
stazioni,
furono anche in progresso di tem-
po delle variazioni nel numero,
neir ordine, e negli incarichi dei
diversi della corte pontificia. Tut-
tavolta ivi si trovano moltissime
consuetudini che sono ancora in
,

vigore ovvero alquanto modifica-


,

te, e di gran somiglianza alle an-

tiche. Siccome la descrizione di si


fatti uffizi del documento in di-
scorso, tradotta dal latino nell'ita-
no idioma, per lo meno di quel-
li di maggior interesse, li ripor-
tiamo a'rispettivi come per
articoli,
non dire di altri, facemmo del pa-
ragrafo de'cubiculari, che può leg-
gersi nel volume XIX, pag. i, i

12 e i3 del Dizionano^ così qui


ci limiteremo a riportare soltanto

la nota degli uffizi che il p. Gat-


tico riprodusse nella sua opera.

Index opuscoli d^ offìcialìbus Pa-


lata Pontifìcii^ ex codice Vati-
canae Bibliothecae ^j 36f fol. 70.

I.
FAM FAM 53
tino V 8Ì avviò per Roma coi Car- che Eugenio IV promosse, vi furo-

dinali e colla corte. Pacificala Ro- no Lodovico Scarampi Mezzarota


ma e r Italia dopo che Pontefi- i suo cameriere, che esaltò al cardi-
ci stabilmente continuarono a ri- nalato ; come fece di Tommaso Pa-
siedere in Roma, e che la famiglia rentuccelli già famighare del b. Car-
pontificia venne meglio ordina- dinal Albergati , che servì come
ta, non sembrò conveniente che maestro di casa, e in altre man-
un laico, cioè il maestro del sa- zioni, cioè disegretario ed altro, e
gro ospizio, presiedesse al palazzo meritò di succedere ad Eugenio IV
apostolico, quindi fu istituito altro col nome di Nicolò V. Calisto IH
chiamato Pre-
uf!iziale ecclesiastico, nel 1455 dichiarò che il tesoriere,
fetto del sagro palazzo apostolico, e i chierici della camera apostoli-
e volgarmente Maestro di casa, ca, fomigliari del sommo Pontefice,
che dipoi Urbano Vili con nome erano cappellani di questo e della
più decoroso chiamò Maggiordomo santa Sede.
pontificio. Nei primordi del secolo Pio II era stato segretario del
XV dunque terminò anche nel Car- Cardinal Capranica , dell' antipapa
dinal camerlengo l'ingerenza del Felice V, dei vescovi di Frisjgna
palazzo apostolico e della famiglia e Novara, del Cardinal Albergati,
devoluta al pre-
pontificia, in tutto dell'imperatore Federico HI, di cui
lato maestro di casa. Eugenio IV fu pure consigliere ed ambasciato-
nel i43i successe a Martino V, re; indi fu segretario di Eugenio
narrandoci il Platina che fu gene- IV e di Nicolò V, e di questi an-
roso con tutti massime co' lette-
, che suddiacono apostolico, succe-
rati, della cui conversazione assai dendo nel i458 a Calisto IH che
dilettavasi. Fece suoi segretari Leo- l'avea creato Cardinale. 11 eh. mon-
nardo Aretino, Carlo Poggio^ Au- signor Gaetano Marini, nell'erudita
rispa Trapezontio, e il Biondo, tut- sua opera degli Archiatri pontificii,
te persone dottissime. Nel vivere al tom. Il, pag. 17 fa menzione
della famiglia fu splendido, parco del celebre ruolo di Nicolò IH che
per la sua persona, ed alieno dal abbiamo riportato di sopra, notan-
bere vino. Ebbe pochi famigliari, do che s' incontra in esso per quat-
ma tutte persone dotte, della cui tro volte Magister Joannes medi-
opera servi vasi ne' gravi negozi del- ciiSj come quegli cui erano dovute
la maggior importanza e come te- le prebende dalla cucina, dalla pa-
stimoni della sua modestia. Mentre natteria, dalla bottiglieria, e dalla
cenava chiamava i suoi famigliari, marescalcia. Quindi parlando di
particolarmente due benedettini del- certo Antonio che fu medico della
la badia di Firenze, due canonici famiglia Pio II, e dei medici
di
regolari della sua congregazione di Sozino, Giovanni Semi-
Benzi, e
s. Giorgio in Alga, ed un prete ni, che servirono la persona di tal
secolare, e dimandava loro cosa si Papa, tutti e tre registrati nel ruolo
facesse in Roma, e cosa si dicesse che andiamo qui a riprodurre, os-
del suo papato, onde emendare serva che fu singolare munificenza
qualche error suo, o de' suoi mi- negli ultimi due archiatri , che il
nistri o famigliari, dove la giusti- palazzo apostolico spesava a chi
zia lo richiedesse. Tra i famigliari cinque, a chi quattro famigliari o
, ,

^4 FAM FAM
servitori,quanti non se ne alimen- Magistcr Sozinus medicus quinque
tavano per gli arcivescovi e vesco- familiares.
vi, e pei nipoti stessi del Papa che D. Vicarius s. Petri duo familia-
vi sono ricordati. Finalmente il res: Francesco de Tornei.
Marini, a p. i52 e seg., ci dà il D. Thomas cubicularius tres fami-
seguente ruolo di Pio II Piccolo- liares : Tommaso Urbani came-
mini di Siena, mentre di quaran- riere segreto. Era sanese, e fu
t'olto degli individui ivi segnati da Pio II sua fa-
ascritto alla
egli porge squisite notizie biogra- miglia Piccolomini, come più al--
fiche in altrettante note. Il Marini tri camerieri.
in esse descrive le promozioni d'o- D. Joh. decanus Basileae cubicu-
gnuno eh* ebbero da Pio II, e dai larius tres familiares: Giovanni
successori ; e noi in carattere cor- TVernerio de Flasanden.
sivo dalle quarant'otto note rileva- D. Franciscus de Tergesto cubicu-
te, diremo del nome e cognome larius tres familiares: era came-
d'ognuno, e di qualche circostan- riere segreto y entro in conclave
za intrinseca. per morte di Pio II in qualità
Ecco il ruolo di Pio II, e sche- di conclavista, per cui e nomi-
dis ci. mem. viri Francisci Mariae nato nella bolla di Paolo II in
Piccoloraini, archiepiscopi Pyrgen- favore def conclavisti.
sis, episcopi quondam Pientini, pro- D. Leonardus cubicularius tres fa-
babilmente fatto dopo il marzo miliares: Lionardo Mulez di Ba-
i46o. viera cameriere segreto, procura-
tore dell'udienza delle lettere con-
MINISTERIA, ET OFFICIA. DOMUS PONTI- traddette, e scrittore apostolico.
FICAIIS Pn II. ANN. l46o. D. Nicolaus de Piccolomineis duo
familiares cameriere segreto
:

Archiepiscopus Beneventanus tres scrittore apostolico, ec. In que-


familiares: Giacomo della Rat- sto luogo il Marini parlando de-
ta; fu processato. gli accoliti e suddiaconi aposto-
Jipiscopus Ferrariensis tres familia- lici dice eh* erano veri famiglia-
Lorenzo Roverella.
res: ri e commensali del Papa.
Episcopus Anconitanus tres fami- D. Confessor duo familiares.
liares: Agapito Rustici. D. Gybertus unus familiaris: Gi-
Episcopus Civitatis Castelli tres fa- berto Tolomei accolito e sud-
miliares: Ridolfo Tifernate di diacono apostolico,
Città di Castello. P. Angelus Reatinus, Henricus fa-
D. Gorus secretarius quatuor fami- miliaris scrittore apostolico di
:

liares Gregorio Lo Ili Piccolo-


: Calisto III , cameriere segreto
mini cugino del Papa, detto co- di Pio II, e fu uno di que tanti
munemente Goro alla maniera intimi famigliari spediti da Pon-
toscana. tefici a sovrani per affari di
Decanus Vormaciensis duo fami- sommo interessej e come altri,
liares Ridolfo de Rudeshein te-
: ebbe a godere varie promozioni.
desco. D. Nicolaus magister Capellae, Tho-
D. Ciprianus cum socio duo fami- mas familiaris : Nicolò Erman-
liares : padovano. ni cognominato anche Fabri, teo-
FAM FAM 55
logOf maestro della cappella pon- Saraceni delle vettovaglie pala-
. tijìcia, penitenziere di s. Pietro. tine; poi ebbe la cura delle do-
D. Mathias Flogel unus familiarìs : gane di Ripa, e di Ripetta.
scrittore apostolico e della peni- D. Hìeronymus de Austria unus
tenzieria spedito a Federico III familiarìs.
imperatore. D. Johannes Slephanus unus fa-
D. Jacobus, D. Andreas, D. N. ne- miharis : era scudiere.
poles sex familiares: fratelli di D. Dìonysìus unus familiarìs.
donAntonio d' Aragona duca D. Cionus unus familiarìs chia- :

d'Amalfi, tutti nipoti di Pio II. mavasi dono Torgnie de Sii-


D. Alexander magister Domus ties ciano^ senese, ottenne uno scrii-
familiares Alessandro Mirabelli
: tarato apostolico.
Piccolomini maestro di casa , D. Andreas magister Aulae, Johan-
ch'allora era come il maggior- nes familiarìs; altro magister
domo, arcivescovo di Amalfi ai Aulae palata sotto Giovanni
i6 agosto. XXIIl fu Bindaccio RicasoU
D. Ambrosius Depositarius tres fa- domicello fiorentino.
miliares: Ambrogio degli Spa- D. Jacobus Barbarigo, unus fami-
nocchi depositario della Camera iiarìs di frequente è nominato
:

di Calisto Illy e di Pio II. ne* libri delle spese di palazzo,


D. Lollius duo familiares: Lollio ne' quali ha sempre il titolo di
de Lolli consobrino di Pio II, famigliare , ed interprete del
già doganiere delle due ripe, ca- Papa.
valiere gerosolimitano. D. Aliprandus unus familiarìs.
D. Johannes Saracenus unus fami- D. Petrus Expendi tor, Terrìbilìs fa-
liaris: cavaliere gerosolimitano; miliarìs.
provvedeva de* necessari viveri il Franciscus de Bonconvenlo unus
palazzo apostolico. familiarìs : scrittore pontificio.
D. Franciscus Ptoiomeus, Henricus D. Antonio de Noxeto unus fami-
familiarìs canonico di Siena che
: liarìs era da Luni, fratello di
:

nel cardinalato di Pio II erasi Giacomo cui Nicolò avea V


offerto per uditore. affidato nel i447 ^^ castellanìa
Raphael Caym unus familiarìs: di Castel s. Angelo, colle paghe

tD. Raffaele Caimi nobile milanese,


saldano della curia della ca-
di 60 soldati. Antonio fu gran-
demente favorito da Pio IIj lo
fu
mera. inviò per sue bisogna a Gual-
D. Antonius Saracenus, Laurenlius do di Nocera, a portare lo stoc-
familiarìs : scudiere pontificio che co al duca di Borgogna, indi al
a IO settembre ij^5S gli fu im- re di Francia per la pramma-
posto di portare il cappello car- tica sanzione, e pei contadi Va-
dinalizio al vescovo di Costanza lentiniense e Diense da lui oc-
Olivieri; indi fu castellano del- cupati per la santa Sede. Di-
la rocca di Terracina. venne scrittore apostolicoj visse

D. Gaspar unus Gaspare


: forse pure nella corte di Paolo li,
Piccolomini, o Gaspare Nanni da cui fu fatto nel 1 466 teso-
sanese altro parente di Pio II, riere della provincia del patri-
scudiere e provveditore come il monio.
56 FAM FAM
D. Fi*anciscus Massanus unus fa- sìlica di s. Pietro pagati nel
miliaris: era figlio d'una sorel- 1458 cinque fiorini per la fati-
la di Pio li. ca fatta nel suonare le campa-
Magis. Anton. Blockel unus famì- ne per la morte ed esequie di
liaris prò persona sua canoni- : Calisto III
co di Tournay sua diocesi, eb- Nicolaus Aromatarius unus familia-
be la procura delle udienze del- ris.

le lettere contraddette j indi lo Magister Johannes Barbitonsor unus


scrittorato della penitenziaria ^ e familiaris era sancse.
:

poi Vaccolitato pontificio. Salvatus serviens armorum ser- :

Duo familiares in coquina secreta. vente d'armi, ossia mazziere.


Franciscus Sozinus: stava nella cor- Jaquetus de Papagallo unus fami-
te del Pontefice suo paesano in liaris; un Giacchetto Finaris fa-
qualità di scudiere^ venendo da migliare di Pio II, ebbe sei fio-
Pio II impiegato nella dogana rini per la cassa o arca nella
del sale a minuto. quale fu seppellito il predeces-
Johannes (Plattner) credentiarius sore Calisto III.
secretus, unus familiaris. Jacobus de Fabriano super horo-
Petrus Leopard credentiarius secre- logium.
tus, unus familiaris. Angelus de Ascininio.
Duo Cubiculari extra muros. Magister Paulus Marmorarius unus
Johannes Ciferator antico e Vuso : familiaris.
delle cifre nella corte romana, Mathias, Johannes de Britannia duo
risalendo al secolo XIF. hostiarii.
Augustinus Patricius unus famiHa- Christianus
, Antonius credentiarii
ris : questo uomo celebralissimo comunes, Balduinus familiaris :

nel 1460 incominciò a servire di Antonio credenziere del ti-


Pio II da amanuensej indi fu nello si lia pure memoria nel
cappellano segreto, abbreviatore, 1462.
vescovo di Pienza per Sisto IV. Johannes Germanus, Oliverius Prin-
Agostino Patrizi Pìccolomini, e- cipis Coadjutores.
sercitò per venti anni l'uffizio di Salvatus, Antonius de Sartiano, Ma-
Maestro delle cerimonie pontifi- rius Januensis scriptores.
cie (Vedi), al quale articolo, co- Nicolaus presbyter miniator: al me-
me dicemmo altrove, noteremo desimo anno e nominato un Cle-
che sono famigliari e commen- mente da Urbino miniatore,
sali del Papa i maestri delle ce-
rimonie , servendo il novello Pa- DE SECUNDO TINELLO.
pa da maestro di camera, e da
camerieri segreti qualora non gli Petrus gubernator Campi sancti del :

avesse nominati. campo santo ove dispensavasi ai


Tengintinus de Biittannia semel in poveri il pane, ne parlammo al-
die. l'articolo Elemosiniere del Papa
I)omiuicus, Petrus campanarii Ca- {Vedi).
- pellae : Domenico era pre-
questo Magister Antonius medicus fami-
. te, e furono ad esso ed a" com- liae.

pagni suoi campanari della ba- Valastus et Nicolaus Eleemosynarii.


, ,

FAM FAM ^'j

Joliaiines de Burgundia portator Chiappinus substitutus Magislri Sta-


canium in Campo sancto. bulae.
Johannes Jacobus, Pasquinus^ Jo- Georgius, Arnoldus, Gutterus, Jo-
hannes Petrus, Venceslaiis, Hen- hannes Guilielmus, Conradus
,

ricus, Johannes de Costantia cii- Herbordus, Johannes Olivarum


stodes portae ferrae. stabulari i.
Cursores duo. Alanus custos portae Tinelli.
Bartholomeus, Ma-
Fratei- Jacobus, Meus de Monte Piscali.
gnus Dominus custodes primae Protonotarius.
portae. Jacobus Turcus.
Johan. Cins, Reinerius, Johannes Stephanus, et Saccomannus Aquarii.
de Bohemi a scriptores. Magister Albertus murator.
Jacquetus, Andreas^ Henricus, Tho- Magister Johannis marmorarius.
mas, Johannes sartor de Fora- Petrus Nicolai, Martiniis, quatuor
rla, Cloe Florerìa. bubulci, Lusius, Johannes Par-
Guilielmus Magnus Johannes de
, vus, Cornelius Lucas, Bonifortes
Cimiterio, Paulus, Andreas de carrectarii.
Matellica , Andreas de Senis Johannes Theobaldi, Rpbinus, Theo-
Cristophorus , Justus ,
parafre- doricus Magistri coquinae com-
narii. munis // cuoco di Pio II nel
:

Johannes hispanus parafrenarius cor- 1458 era Antonio di Bruges.


poris Christi, V. Eucaristia che Petrus, Alanus, Johannes, Johannes
PRECEDE ne' VIAGGI I PONTEFICI. Manthodi familiaris coquinae.
Sigismundus, Petrus custodes pa- Mathias supra Tinellum niinorem,
nis. et furnum.
Schegia, Didacus, Andreas Johan- Muliones i5, Fumarii 5.
nes, Jacobus canaparii comunes.
Daniel , Jacobus Niger scopatores Il Pontefice Pio II mori in An-

secreti. cona nel 1464» Dopo la sua mor-


Johannes, Petrus, Andreas scopa- te fu mossa una persecuzione ai
tores conimunes. suoi famigliari, fra' quali furonvi
Paris supra bladam. molti suoi concittadini e parenti,
Gileltus supra paleam. e generalmente al nome sanese,
Gundisalvus supra stannium. per la quale grandemente si dolse
Fvater Antonius supra granum. il Cardinal Ammannati detto di
Nicolaus Abbas supra muliones et Pavia, nella sua lettera LVII a
carrectas. Fabiano di Montepulciano. Di ciò
Robertus, Vernherus Hortulani se- non se ne sarebbe maravigliato lo
creti. stesso Pio II, se egli avesse potuto
Bachalarius Gallenarius. ancor vivente esserne slato spelta-
Ludovicus, et Didacus Dispensa- tore, persuaso che così deve esse-
tores. re, siccome egli avea veduto succe-
Petrus Cabassius. dere dopo la morte di Bonifacio
Petro olim Aquari us. IX nel i4o4> di Martino V nel
Marianus Magister Hgnorum. )43i, sebbene meritossi il titolo
Cardinalis, Mathias custos Vioeae. di felicità de' suoi tempii e di Ni-
Johannes Hortulanus. colò V nel 1455, che per le mi-
58 FAM FAM
rahìli doti del suo aiiitno lasciò clavista e maestro di camera; Gior-
il suo nome in benedizione. Dei gio Kesler cappellano apostolico,
quali memorati esempi si valse Pio segretario e consigliere di Federi-
li per de No-
consolare Pietro co III, ed altri. Nel pontificato di
xelo (ignora il Marini quale atti- Sisto IV ebbe origine la guardia
nenza avessero i Noxeti sum men- svizzera pontificia, che tuttora è
tovati con Pietro) il quale doveva alla custodia de'palazzi apostolici.
essere contento, cuni ex palalio P^. Svizzeri Guardia pontificia. La
salvus exìcrit, et coUegerit sarci- giiaidia poi della de' Cavalleggieri
nas suasj giacché, com'egli dice (l^cdi) , che nei primi del secolo
i88: Hoc heneficium^
nella lettera corrente furono succeduti nella o-
di uscir salvo dal palazzo, tanto norevole qualifica di guardia del
ma/US est, (filanto rarius accidit. corpo del Papa dalle Guardie
Etenini qitot memoranlur^ qui pò- nobili pontificie (Vedi) , forse la
tenles in, palatio post obituni Pon- ebbe nel pontificato d' Innocenzo
tificis in niaximas calamitates in- Vili, potendosi consultare il citato
ciderint ? Ita mos inolevit, odio articolo. Nella relazione del posses-
Jiabetur successor quis quis ante- so preso da Innocenzo Vili nel
cessoris acceptus fuit. Tanto ri- 1484 s' incominciano a leggere i
porta Novaes nella vita di Pio
il nomi degli uflizi palafini, in vece
il, e Marini a pag. 2o3, anzi
il di quelli antichi di cui si parlò
a pag. i47 ci dà le seguenti no- in più luoghi come a Cavalcate
tizie su Pietro de' nobili de No- (Vedi), ec. In fatti si dice che ai
xeto, detto altrimenti Noxetano, e famigliari de'Cardinafi, prelati, ed
degli Spinoli di Luculo. Egli fu altri di curia a cavallo incedevano
scrittore di Eugenio IV, abbrevia- pure a cavallo successivamente il

tore, e lettore delle contraddette, barbiere del Papa con valigia di


custode della cancelleria, segreta- scarlatto ove era la cappa, il man-
rio segreto di Nicolò V, nel cui to, o altra veste pontificia ; indi
governo fu di grandissima autorità il sartore del Papa con simile va-
ed ebbe mano ne' maggiori e più ligia, con ciò eh' era necessario al
importanti aftàri , e fu segretario Pontefice; poscia altri famigliari e
parimenti di Calisto III, e poi di scudieri del Papa; i nobili della
Paolo II. curia, i nipoti ed affini de' Cardi-
Riformatore degli abusi della nali, seguiti dai cursori. Dopo di-
curia romana fu Paolo II, che di- versi altri i cubiculari extra ca-
venne Papa nel 14^4) ed ancora merantf altri cubiculari di specie
purgò seveiissimamente la corte diverse, ed altri famigliari con tor-
pontificia d'ogni simonia, e da qua- cie accese per la ss. Eucaristia
lunque estorsione; e come quello che precedeva il Pontefice, custo-
che a misura de' meriti conferiva dita dal sagrista, dai chierici, e
le dignità, riformò pure lutti gli dai palafrenieri addetti alla me-
iiflìziali, ed ebbe la casa ripiena di desima. Ai cantori succedevano i

uomini onestissimi. Sisto IV elevò segretari, gli avvocati, gli accoliti,


diversi suoi famigliari al cardina- i chierici di camera, e gli udi-
lato, tra' quali ricorderemo: Pietro tori di rota, cui decano porta-
il

iliario fi-ancescauo suo nipote, con- tore della mitra pontificia aveva

1
FAM FAM 59
a' fianchidue cubiculari camelie- ogni anno, affinchè facessero Yoti
ri segreti, ed altri; progredendo per giugnere ad averne cento. Al
dopo il Papa il prelato maestro breve pontificato di Pio III sue-
di camera in mezzo a due altri cessero quelli gloriosi di Giulio II
camerieri segreti; il medico, col e di Leone X, molto amorevoli
caudatario, e il custode generale colla loro famiglia. Sotto Giulio
delle vesti; due aiutanti di came- II, e nel iSog, ebbe origine Var-
ra del Papa, e due scopatori se- ciconfraterniia del ss. Corpo di Cri-
greti colle valigie ed il solito ser- sto, posta in s. Giacomo in bor-
vizio, tutti essendo a cavallo. Ma go, che per la sua vicinanza al pa-
delle diverse specie de* famigliari lazzo apostolico annoverò tra i
pontificii , che intervennero nelle confrati parecchi famigliari de'Pon-
cavalcate dei possessi , luoghi che tefici, e vi fu un tempo che ve
presero, ed abito che assunsero, se li ascriveva quasi
tutti, ed ecco co-

ne parla a' relativi articoli, ed am- me ebbe origine l'assistenza che due
piamente il Cancellieri nella Storia bussolanti fanno nella basilica va-
de*solenni possessi dé'sommi Fon- ticana , alle uffiziature dell' ottava
tefici. della festa Corpus Domini^ al
del
Alessandro VI elevò ai maggiori modo che si volume VI,
disse al
onori molti famighari che lo ave- pag. 181 e 182 del Dizionario.
vano servito nel cardinalato e L' istoria del sodalizio composta
nel pontificato, massime i concitta- dal Torrigio contiene molte noti-

I dini spagnuoli di Valenza, e


renti. A nominarne alcuni de'pri-
i pa- zie di
frati
famigliari de'Pontefìci cop-
di esso, benefattori, o sepolti
mi, fece Cardinale Giovanni Vera nella chiesa,e fra quelli di Leo-
spagnuolo, aio del suo figlio Ce- ne X nomineremo messer Giulio
sare Borgia encomiato per non
, de Blanchis cameriere, Giambatti-
aver abusato del favore che gode- sta dell'Aquila altro suo cameriere,
va, per cui colla sua modestia, e vari cubiculari , balestrieri, mastro
costante vita esemplare potè evita- di stalla, datario ec. ; cosi ve ne
re le persecuzioni cui andarono sono di Clemente VII , come
mólti famigliari soggetti per cru- Gabriele de Pizzuccaris guarda-
deltà di Cesare Borgia , i cui so- roba, e Antonio da Varese suo
spetti deluse col tenersi sempre barbiere , anzi dicesi che tutti i
addietro dalle seduzioni di qutelli palafrenieri di Clemente VII ivi si
che vogliono profittare de'cortigia- fecero fratelli, e donarono al so-
ni per le loro mire ambiziose ed dalizio un baldacchino di raso
interessate Alessandio VI creò
. bianco.
pure Cardinali Jacopo Casanova Giulio lì annoverò al sagro col-
spagnuolo di Valenza suo camerie- legioAntonio Ferrari suo famiglia-
re; e Lodovico Podocatero di ]\i- re nel cardinalato,benché nato pò-
cosia suo medico e segretario. Si veramente ; Francesco Alidosi egual-
racconta dal Burcardo che Ales- mente già appartenuto alla su^
Sandro VI giunto all'età di settan- corte cardinalizia, e poi nel ponti-
taUno anni, donò nel suo compie- ficaio promosso a segretario; Fa-
flrt/zo5 a'famigliari trenta ducati,
con zio Santorio di oscura condizione,
la promessa di aggiungerne cinque già pedante di Giulio II quando
6o FAM FAM
giovinetto studiava alla università chi erano i famigliari de' Pontefici,
di Perugia, e perciò ammesso da colle seguenti parole. »* Ne am-
Cardinale nella sua corte; Gabriel- »> plius suburirentur lites apud
lo de Gabrielli, già di lui agente, » magislratus prò interpretatione
indi suo segretario; Pietro Accolti " privilegiorum, declarat Pontifex,
altro segretario, e Francesco Ar- » qui sunt intelligenti veri fami'
gentino. I Cardinali creati da Leo- *» liares Pontificis et continui com-
ne X in persone state sue fami- *» mensales ejusdem.
gliari, sono: Bernardo Divizi, già » Ergo referendarii, et alii of-
maestro e famiglio; Ercole Ran- »> ficiales ex palatio apostolico pa-
goni, primo cameriere segreto ; e *• nem liabentes, protonotarii, sub-
Agostino Trivulzi, stalo cameriere « diaconi, auditores rotae, acolyti,
segreto di Giulio II. Inoltre Leone » scuti feri, secretarii, litterarum
apo-
X accrebbe il novero dei cubicu- >» stolicarum scriplores, cubiculariis,
lari, e degli scudieri vacabilisti, ad- *• milites s. Petri, in palatio deser-
detti alla Cancelleria Apostolica * vientes, et custodiam facientes, li-
(Vedi). Gli successe Adriano VI ** cet in palatio non dormiant, nec in
nel i522, che per riformare la V tinello comedant, vero et indu-
curia romana e la famiglia pon- »* bitali Romani Pontificisprò tem-
tificia chiamò nel palazzo aposto- » pore existenlis non per privile-
lico i teatini Giampietro Caraffa » ghim et fide censendi sunt de
che poi fu Paolo IV, e Gaetano M veris faniiliaribus, et commensa-
Tiene che veneriamo sugli altari ;
« lihus Papae.
cos\ tolse quegli abusi che davano >»Et in privilegiorum huc usque
argomento a'novatori di denigrare » editorum, et imposterum eden-
lo splendore della Sede pontificia; >» dorum regulis, in quibus agatur
ma tanto salutare rigore fece gioir >» de coramensalibus, et familiari-
molli alla sua morte. « bus Pontificis, hi omnes com-
Anche Paolo HI onorò colla por- « prehenduntur.
pora diversi famigliari, come Bar- Quindi a' 18 maggio i543 Pao-
tolummeo Guidiccioni, stato suo vi- lo III spiegò i dubbi nati dalla
cario generale quando era vescovo, precedente costituzione.
non che uditore; Jacopo Savelli >i I. Dubilabatur, num de omui-
cameriere d'onore Ottone Truchses,
; « bus in corpore, vel de singulis
e Durante Duranti suoi camerieri » V. g. referendariis, esset intelli-
segreti; Girolamo Capodiferro, che » gendum , eos esse familiares?
l'avea servito nel cardinalato, con » Pontifex respondet, intelligendos
Tiberio Crispi che pur vantava ta- M esse omnes et singulos.
le onore: finalmente creò Cardi- « II. Cum anno II sui pontifi-
nali Pietro Pacecco, già cameriere »> catus Pontifex fecerit constitu-
d'onore di Adriano VI; e Bernar- » tionem ad liane materiam alli-
do Maffei suo segretario. » nenlem, ncque fuerit in cancel-
Divenuto Pontefice Paolo III li laria lecta, et publicala, dubita-
Farnese a'22 dicembre i534j con » batur, num vel le t Pontifex, eam
decreto , Sanctissimus in Christo, » robur habere? Pontifex decer-
presso il Guerra Pont. Conslil.
, '5 nit, eam valere debere.
epitome t. I, pag. 384, dichiarò « III. Cum in omnibus o/ficiis
,

FAM FAM 6i
M in constitulione recensilis sint of- egli non approvando il consiglio
« fìcìales supranumerarii creati a di alcuni favoriti che spingevano
« Cardinalibus a Latere qui actu Giulio III ad una vita piuttosto
« non deserviunt dubita bantiir , deliziosa, si ritirò alla sua diocesi
« num hi quoque gaudeant pri- di Gubbio. Marcello II visse ven-
»> \ilegiis coramensalium eie. Re- tidue giorni nel pontificato, lascian-
« spondei Pontifex, supranumera- do gran desiderio di se, giacche
« rios in privilegiis non debere era per purgare la corte e fami-
»» qui sint creati a Legatìs a
frui, glia pontificia di tutte le persone
« Latere ; debere frui creato* su- indegne, biamando avere
nel suo
" pranumerarios a Pontifice. palazzo pochi palatini, ed il cor-
Dipoi Giulio III, colla costitu- teggio necessario, che dovea com-
zione Sanctìssimus in Christo, da- porsi d'individui diligenti ed one-
ta a' i3 febbraio i553, « solvit sti. Nemico del lusso, ed amante
ȓ dubium ex constitulione Pauli della parsimonia restrinse le con-
>j III enatum utrum praelati ec- suete sportule del palazzo apostoli-
»i clesiarum habentes panem ex co. Pensava di licenziar da Roma
« palatio apostolico habenti sint le milizie, mandandole ai confini
» familiareSj et commensales Pon- dello stato per guardarlo; come
» tificis. divisava disfarsi della guardia sviz-
»» Respondet Pontifex, hos prae- zera destinala a vegliare sul palaz-
»> latos ratione personae suae esse zo e persona del Pontefice, dicendo
w familiares, et commensales Pon- spesso, essa non convenire^ nel rifles-

» tificis. so che molti principi secolari si di-


»> Ac proinde Pontifex de bene- fesero dai loro nemici col salutifero
»> ficiis ecclesiasticis per eos obten- segno della croce, né avere biso-
« iìs qualitercumqnequalìficatìs col- gno di spade e di scudi chi in luogo
>y lationem, provisionem, electionem di Cristo tutta la Chiesa governa ;
« sibi, suisque successoribus reser- preferendo piuttosto di cader vit-
>i vat, sive in Romana Curia, sive tima d'uomini perversi e scellerati,
w extra in praelati moriantur. che dare al popolo cristiano sì dis-
Giulio III elevò alla dignità cardi- convenevole esempio. Il buon Pon-
nalizia Giovanni Ricci, che lo avea tefice alzavasi di buon' ora senza
assistito nella qualifica di segretario servirsi di alcun famigliare, e da
mentre era Cardinale, e poi fatto suo se medesimo accendevasi il lume.
limosinìero segreto; e Gìannandrea Così il continuatore del Platina
Mercurio segretario nel cardinala- nella F/'to de^ Pontefici.
to. Marcello II nella sua vita pri- Dopo la morte di Marcello II,
vata era stato segretario , aio, e ed a' 23 maggio 1 555, venne esal-
consigliere del Cardinal Farnese ni- tato al pontificato Paolo IV Caraf-
pote di Paolo III, per cui questi fa, il quale chiamò subito a palaz-
lo promosse al cardinalato, e lo zo per segretari straordinari il Ca-

volle nel suo palazzo per usare del sa, Guarenghi, il Bini, ed il Fio-
il

suo consiglio, come fece il succes- rabelli, uomini de' più eloquenti di
sore Giulio HI, che per suo mezzo quel tempo. Benché da Cardinale
voleva riformare i disordini del avesse menata una vita conforme
clero, e della corte romana. Ma allo spirito di povertà, che prescrit-
62 FAM FAM
lo avea a'suoi religiosi teatini, Marcello II, immediati successori
fatto P^pa volle mantenere eoi do- di Clemente VII, forse deperiti nel-
vuto splendore sovrana rappre- la le politiche vicende che accennam-
sentanza, e perciò da persone sol- mo di sopra degli ultimi anni del
tanto ragguardevoli e nobili volle secolo decorso, e de' primi dell' o-
essere servito. Colmò di benefizi dierno. Veramente di Marcello II
i romani, i quali per gratitudine poco assai poteva esservi per la
formarono una compagnia di cen- brevità del suo regno; solo avvi un
toventi cavalieri, che senza stipen- documento riguardante le distri-
dio dovessero dieci per gioiwo a buzioni di cera del pontificato di
vicenda ogni ora, servirgli di guar- Paolo III, ma quasi inintelligibile.
dia del corpo. Questi romani furo- Però dall'elezione di Paolo IV sino
no da Paolo IV chiamati cavalieri ad oggi, nell'archivio del palazzo
Fedeli o della Fede, ed anche della apostolico si custodiscono tutti i ruo-
Colomba; li insigni dell'onore eque- li de' famigliari pontificii, per la
stre, e li alloggiò nel palazzo apo- maggior parte da noi interamente
stolico, su de' quali vanno letti gli letti, cos\ ivi sono pure i registri
articoli Cavalleggieri già citati, e di quanto le dispense palatine som-
Lancie spezzate. Creò Cardi nnle ministravano a cadauno, non che
Scipione Rebiba, già ammesso tra i i cavalli, i famigliari, gli onorari
suoi famigliari nel cardinalato ;
e tutt'altro, colle successive ritbrme,
quindi avendo appreso l'abuso che i di cui non mancammo di prende-
propri parenti facevano di loro re cognizione; per la qual cosa re-
condizione, li esiliò da Roma, re- putiamo opportuno riportare fedel-
stando cos\ in un giorno duecento mente, e secondo l'ordine gerar-
servi senza impiego. Brevissimo era chico e graduazione di ogni fami-
il sonno di Paolo IV, e questo ad gliare, la precedenza, l'ordine, e
ogni momento interrotto, il perchè quanto è analogo e relativo alle

di frequente alzavasi senza chiama- convenienze individuali de' pontificii


re alcuno de' suoi famigliari, per famigliari, sieno di quelli personali
non privarli dono di Dio, co-
del del Papa, che di quelli del palazzo
me egli chiamava il sonno. Pel apostolico; e gli uni e gli altri so-
tremendo saccheggio di Roma, av- no distinti non
solo per il luogo
venuto nel 15^7, sotto Clemente del ruolo, ma
per le attribuzioni
VII, gli archivi del palazzo apo- che disimpegnano, per le vesti che
stolico andarono interamente incen- indossano, pegli onorari e propine
diati, per la barbarie de' furibondi che godono, e per tuttociò che li
nemici per la maggior parte lute- riguarda. Molte delle quali cose
rani, il perchè tutte le memorie appunto si rilevano dai ruoli della
risguardanti il palazzo apostolico famiglia pontificia, per cui è nostro
e la famiglia de' Pontefici intera- intendimento far conoscere alcuno
mente vennero distrutte ; quindi di detti ruoli finora inediti, onde
ignorandosene la ragione, nell' ar- si comprendine meglio altresì le

chivio del palazzo apostolico non principali variazioni, e differenti de-


vi sono neppure i registri di Pao- nominazioni degli uffizi.
lo III, di Giulio III (di alcuni di Ma al punto della stampa di
questi ora andiamo a parlare), e questo articoloj, in uno degli uffi-

à
,,

FAM FAM 63
zi tlel palazzo apostolico, si è rin- Medici , compresi i chìrui-ghi , lo
\eiìiilo un prezioso ms. che porta speziale, e quelli ancora della fa-
questo titolo >> Ruoli della Fame-
: miglia.
« glia di Papa Giulio III, dall'aìi- Cappellani et cuhicidarii, il primo
M no i55o sino ai 28 marzo i555 de' quali col nome di decano.
« che morì, con alcune note di Piombatorì.
»» spese fatte, e della fameglia che Trincianti,
M servì Sua Santità a Viterbo, et Mastri di stalla.
» altrove nel i55f, i553 e i554; Computista 3 e sotto maestro di casa.
« come pure della famiglia che Scudieri numero trentaselte.
« doveva conseguire il cornccio in Scrittori de' brevi.
»> sede vacante, et altra nota dei Appresso monsignor sotto-datario.
« conclavisti ". Siccome di questi Diversi.
argomenti nel progresso dell' arti- Parafrenieri cinquanta oltre il de-
colo dovremo riportare analoghe cano, con cinque ofìlziali loro,
notizie, qui registreremo le cose fra' quali il cappellano.
degne di speciale menzione , e Officiali palatini, delle diverse of-
le cose principali contenute nel ficine, ec.
ms. che non sono notate in altri Elemosine.
dell'archivio del sagro palazzo, ov-
vero che abbiano qualche cosa di Seguono le parli di pane e vi-
singolare, inconiinciando e prose- no va notato che
: esse consisteva-
guendo per epoche, non secondo no pure nelle parti di vitella , di
che sono nel volume. castrato, di agnello, ed in altro ec.

i55o. Ruoli raccolti a' i5 luglio, i55o. Rotulo della famiglia che
ed al primo di novembre, mon- andò col Papa a Viterbo, e no-
signor Gaietto o Galletti mae- ta pegli alloggiamenti. Otto pre-
stro di casa. lati fra' quali il maggiordomo,
La Santità di N. S. admultos annos. il sagrista ec. ; venti camerieri
Praelati. Prima il maestro di ca- cinque aiutanti di camera, due
sa, poi il datario, indi il teso- scopatori segreti, due forieri del-
riere, il patriarca di Gerusalem- la camera ; medico chirurgo ,

me ec. speziale, uffiziale sulla cera; tre


Secrelarii extra ordìnes, e pel pri- trincianti , cinque cappellani , ed
mo il Mastro sacri Palatii, indi il chierico; il cavaliere maestro
due abbati, il secondo de' quali di stalla , sei scudieri per la ta-
era l'abbate di s. Gregorio: in vola , sei forieri pegli alloggia-
altri ruoli il titolo è solo extra menti, e due col maestro di ca-
ordìnes. sa, cioè col maggiordomo così ,

Camerariìj e pel primo il maestro allora chiamandosi; due spendi-


di camera : in altro il primo è tori, quarantatre palafrenieri, Col
detto decano. decano, e quattro offiziali loro;
Sotto camerariij o aiutanti dì ca- il computista , il mastro delle
mera^ otto compreso il barbie- poste ; offiziali di palazzo, e del-
re, il secondo de' quali pure le officine in numero assai co-
, guardaroba. pioso; due capitani, quello desìi
64 FAM FAM
svizzeri, oltre il cancclliero del- chiamata pure di tutto vitto, quan-
le guardie, e i trombetti. do era vi un mensile compenso in
i55i-i552. I Ruoli del i55i e denaro pel companatico, non la
del i552 non hanno differenze godevano interamente tutti i fa-
da quelli del i55o. Abbiamo il migliari del Papa, né quelli consi-
novero della famiglia che Giu- derali tali. Alcuni avevano pane e
lio III portò nell'anno i55i a vino, altri l'uno o l'altro solamen-
Viterbo nel mese di agosto, te, e questo quotidianamente, o so-
ed alla Magliana a' 19 ottobre^ e lo per alcuni giorni del mese; al-
la spesa straordinaria che occor- tri erano famigliari senza tali par-
re più in viaggio che in Roma, ti. Godevano la parte di palazzo
con un prò- memoria per le co- in solo pane papalino, biscotti e
se occorrenti ne' viaggi, e delle ciambelle i Cardinali ,
gli amba-
relative disposizioni che fa d'uo- sciatori, e gli oratori de' principi
po dare. Il ruolo de* 20 marzo presso la santa Sede; così i vesco-
i55i è più numeroso d'indivi- vi ed arcivescovi assistenti al so-
dui; sub-camerarii o aiutanti
i glio ; diversi della corte, i chierici
di camera sono nove, per non di camera, i protonotari apostoli-
dire di altri. Evvi una nota di ci, gli accoliti, i prelati assistenti
diversi ministri, in parte vaca- della cappella, gli uditori di rota,
bilisti, non che di conclavisti del gli avvocati concistoriali, i prelati
conclave tenuto per morte di referendari ; alcuni conventi e mo-
Paolo III, ed elezione di Giulio nisteri di religiosi d' ambo i sessi,

TU. luoghi pii, cantori della cappella


i553. Spese pel viaggio di Viter- papale ec. ec. Godevano la parte
bo dai 2 ai 2 3 luglio; novero di palazzo i ministri della cancel-
di famigliari portati, ec. leria, della dateria, delle segreterie
1554. Rotulo e parte di palazzo ,
principali, come di stato, de' bre-
comprese le carni anco questo : vi, di alcune congregazioni cardi-
è copioso di famigliari, con no- nalizie, ed altre ; cosi gli abbre-
ve aiutanti di camera. Vi è la viatori di parco maggiore, e gli ab-
nota dei muli per andare a Grot- breviatori di curia. Alcuni però dei
taferrata a' 26 settembre ; ed al- nominati avevano il pane basso, al-
tra per un viaggio a Viterbo. tri il solo pane, e qualcuno anche

i555. Rotolo delle vesti di coruc- il vino il pane lo forniva la


: pa-
cio diite agli individui della fa- netteria, ed era di varie specie, pa-
miglia antica, e di questa nep- palino, basso, ciambelle e biscotti;
pure tutta. il vino Io distribuiva la cantina o
tinello in un all'aceto le cantine :

Premetteremo al ruolo che an- erano due, segreta e comune, cos\


diamo a produrre di Paolo IV, al- il vino diversificava nella qualità.
cune generiche osservazioni che fa- Colle debite graduazioni e distin-
cemmo sui diversi ruoli del mede- zioni il palazzo apostolico sommi-
simo, che possono servire sino
e nistrava agli effettivi famigliari del
al sistema terminato col secolo pas- Papa, e al modo che notammo ai
.sato. La parte quotidiana di pane rispettivi articoli, pane, vino, aceto,
e vino, detta parte di palazzo^ olio, candele, legna, e carbone dal-
FAM FAM Q,^
la dispensa secondo le stagioni; Corpus Domini^ e quello del ss.
servi, cavalli, e nutrimento per que- Sagramento. I cappellani di Paolo
sti. Per grazia i Pontefici facevano IV furono ventitre, due erano sta-
dare Ja parte di palazzo a perso- ti di Marcello II; e tutti godeva-
ne che non appartenevano alla fa- no un famiglio ed un cavallo, ol-
miglia papale. Alcuni famigliari go- tre il caudatario antico. I cappel-
devano il vestiario, altri no. lani si dicevano anche cubiculari:
Eletto il nuovo Papa questi con- essi già godevano il titolo di mes-
fermava negli uffizi i suoi fami- ser o monsignore; e Gabriele Pla-
gliari, o li promoveva ad altri, se- nerio cappellano e caudatario di
condo la capacità, i meriti di essi, Marcello II, venne raccomandato
e beneplacito pontificio.
il I con- dal cardinal
Saraceni per entrare
correnti agli uffizi vacanti veniva- con Paolo IV. Più eranvi quindi-
no raccomandati dai cardinali, pre- ci cappellani cubiculari senza ser-
lati, ed altri personaggi. Se ne fa- vizio. I cappellani ebbero il ve-
ceva nota, co* requisiti e qualità stiario per la coronazione, come al-
degli aspiranti, rimarcandosi se a- tri famigliari : esso consistette in
vevano servito altri Papi; quindi panno rosato, e saia rossa canne
registravansi gli accettati, e i ri- tre e palmi o raso pao-
tre, in saia
cusati. Allora anche gli uffizi pala- nazzo canne quattro e palmi due,
tini,che al presente sono stabili, e in ormesino paonazzo per mo-
erano amovibili, ed a vita dei Pa- stre palmi quattro e mezzo. Il mae-
pa che li conferiva, sia di credenza stro di camera ebbe saia rosata
comune e segreta, custodia di por- veneta canne tre e palmi quattro,
te, floreria, tinello, orologiaro ed rascia paonazza con pelo canne due
altri artisti, i trincianti, quei del e palmi uno, ormesino leonato can-
forno, gli individui impiegati alle ne tre, damasco rosso per mostre
scuderie, ai giardini, alle cantine, una canna e mezza taffettano ros- ,

ed il Anche
soprastante alla cera. so cremisino palmi tre, ed ormesi-
gh scudieri si rinnovavano ad ogni no paonazzo palmi due. Il coppie-
pontificato, ed abbiamo che Pietro re ebbe per vestiario saia rossa ve-
Paolo da Piperno avendo servito neta canne due e palmi quattro,
da scudiere Paolo III, Giulio III, rascia paonazza con pelo canne
e Marcello II, otto per divenirlo due e paln)i uno, raso leonato
con Paolo IV. Venticinque erano canne quattro e palmi due, da-
gli scudieri, godendo un famiglio masco per le mostre canne una é
ed un cavallo per loro servigio. palmi quattro, ormesino paonazzo
Nicolò de Belis, maestro di stalla per le mostre palmi due.
di Giulio III, e di Marcello II, pro- L'elemosiniere non era a vita,
curò di entrare con Paolo IV me- o sino alla promozione, ma duran-
diante la commendatizia del car- te un pontificato; cosicché Fran-
dinal Pisani, e fu fatto secondo. cesco Vannuzzi canonico di s. Pie-
I palafrenieri avevano già il deca- tro, lo era stato di Paolo III, non
no, il cappellano, e quattro officiali; di Giulio ne di Marcello li:
III,
ma di essi V. l'articolo Palafre- nell'elezione di Paolo IV concor-
nieri : erano quarantanove, e tra se a tal carica. Esistevano a quel-
di essi eravi il palafreniere del l'epoca i camerieri secolari^ ed era-
voi. XXIII. 5
,

^6 FAM FAM
no numerosi come gli ecclesiastici vitore di palazzo ed un cavallo.
riportati nel ruolo dopo Paolo Con- Nel i5/)G il quarto aiutante di ca-
siglieri maestro di camera, ed in mera ebbe anche l'uffizio di scal-
tutti ne contano cinquanta. Due
se co del tinello segreto. Il barbiere
camerieri segreti, avevano il titolo ricevette per vestiario panno pao-
di assistenti, cioè il maestro di ca- nazzo canne due e palmi quattro,
mera, e il primo cameriere. velluto nero canne tre, e raso cre-
Gli aiutanti di camera, oltre que- misino una canna e due palmi;
sto titolo erano chiamati sotto-ca- altrettanto ebbe lo spenditore se-
merieri: essi nel ruolo erano col- greto, non che il cuoco segreto.
locati dopo i camerieri segreti, ed 11 maestro di stalla ricevette can-
avanti i medici, indi i chirurghi, ne quattro ed altrettanti palmi di
i piombatori della cancelleria, i velluto nero, quattro canne di da-
cappellani ec. Gli aiutanti di ca- masco leonato, e dieci palmi di
mera godevano il titolo di messer, raso cremisi rosso. Il trinciante del
come camerieri
i Quattor- segreti. Papa ricevette per vestiario dama-
dici individui concorsero ad essere sco leonato canne tre, raso cre-
aiutanti di camera di Paolo IV, misi palmi dieci, e velluto nero
fra' quali uno che in tal qualifica canne tre. Ecco il ruolo di Paolo
avea servito Giulio III ne' cinque IV, tratto dal nominato archivio,
anni del suo pontificato; un pre- ed il più antico che sia in esso.
posto di s. Giorgio di Cremona;
altro di famiglia onorata di Casal « Rotulo primo della fameglia della
Maggiore; e certo Pietro, nipote w Santità di Nostro Signore Pau-
del protonotario Responso. Tali " lo PP. IV, fatto e firmato in
concorrenti per la maggior parte » presentia di sua Beatitudine a
si munirono colle consuete com- M santo Marco nel mese di luglio
mendatizie di cardinali, ed altri » i555. Mastro di Casa (cioè il
personaggi. Furono accettati al ser- « Maggiordomo) mons. R.mo de
"vizio, e vestiti tre, ma ninno dei » Ceneda. Roma, cioè alli io del
concorrenti. Nella coronazione gli fu « lugho i555.
dato pel vestiario: panno rosato
veneto canne i, 4? panno e saia
Daonazza canne 2, 2 ; velluto cre- PRELATI.
misi -%— 5; damasco leonato canne
2, 4j raso leonato canne 1,2; tela Mons. Mastro di Casa.
branosa canna una. Da ciò si rileva Mons. Patriarcha de Hierusalem.
qualche variazione dall'abito odier- Mons. de Avignone.
no, e che l'antico fosse più nobi- Mons. de Pola.
le. Nei medesimi ruoli di Paolo Mons. Sagrista*
IV trovansi registrati cinque aiu- Mons. de Forgli.
tanti di camera: avevano tutto Mons. Barengo.
vitto, e il quinto era barbiere, che Mons. de Motula.
avea un servo ed un cavallo; pe- Mons. de Venafro.
rò nell'aprile i557 si legge che Mons. de Ischia.
ai quattro che non l'avevano, ad Mons. de Sarno.
ogni due gli fu assegnato un ser- Mons. Datario.
FAM FAM 67
SECRETARII. CAMERERI.

Mons. Gì ovan Francesco primo. S.r don Alfonso Carafa.


Mons. Cesare Groliero. S.r don Pompeo Piccolomìni.
Mons. Antonio Fiordebelo. S.r Sigismondo Saraceno.
Mons. Jo. Francesco Comendone. S.r don Antonio della Tolpha.
Mons. Angelo Massarello. S.r don Tyberio Carafa.
Mons. Bendo. S.r Andrea Matheo Aquaviva.
S.r don Antonio Cavaniglia.
S.r Tyberio de Sanguno.
EXTRA ORDINES. S.r Flaminio Savello.
S.r Christophoro Savello di Albano.
Mons. Gio. Battista presidente del- S.r don Cesare Borgia.
la camera. Il S.r flgliuol del S.r Francesco de
Mons. Sigismondo. Manera.
Mons. Lactantio.
Mons. Vero Veri. Camereri (che sembrano d'ordine
Mons. Candido. inferiore ai precedenti i quali
Il conte di Ugento. erano da due famigli,
serviti
Frate Angelo confessore. mentre questi avevano da palaz-
Maestro sacri palatii. zo un solo famiglio ).

Mons. Francesco Vannuzzo.


t Mons. Gio. Francesco maestro delle
cerimonie.
S.r
S.r
Abbate Valentino.
Abbate Bibbiena.
Mons. Cesare della Nave. S.r Abbate Negrone.
Il conte Gio: Francesco. S.f Conte Pavolo da Porto.
S.r Gio. Francesco de Emilio.
Sx Secretano Botulo.
CAMERERI. S.**Secretano Barbadico.
S.r Secretano Melchiori'O.
Mons. Paulo Consiglieri maestro de Mons. de Mani.
camera. Mons. Marc' Antonio Sauli.
Mons. Francesco Baccodio. Mons. Vincentio Crescentio.
Mons. Brasco copi ero. Mons. Claudio Aleandro.
Mons. Giovan Carlo. Mons. Giovan Andrea della Croce*
Mons. Michelangelo. Mons. Cherubino da Regio.
Mons. Bernardo. Mons. Simone Aleotto guardarobba.
Mons. Hieronymo. Mons. Nobilio Julo per (custodire) li
Mons. Andrea. rocchetti.
Mons. Petro Martire.
Mons. Antonio Francisco.
Mons. Mariano. CAMERERt.

I Mons.
Mons.
Mons.
Accursio.
Prospero.
Adriano.
s.r
S.r
Hieronymo Savorgnano.
Teophylo de Hernayn.
Mons. Giovan Battista Sella nova. S.r Conte Ludovico de Urgenstairt*
11 canonico napoletano. Mons. Ascanio da JVepe.
68 FAM FAM
Mons. Paolo Foscari. Il doclor licentiato dell'arci v. Tole-
MoDS. Viclorio Ragazzone. tano.
Messer Gabriele Planecco.
AIUTANTI DE CAMERA. Messer Lorenzo Puzzone.

Messer Carlo de Tassi. CAPELLAM.


Messer Andrea Lancio.
Messer Juliano. Messer Hieronymo de Assisi.
Messer Brangadoco. Messer Lorenzo Manini.
Messer Bartholotneo barbero di N. S. Messer Francesco da Montepulzano.

MEDICI. Messer Eustachio caudatario antiquo.


Messer Giovan Pietro Accolito e
Messer Giovan da Sessa. computista.
Messer Cosmo Jacobello.
Messer Paolo Farnese. nOMBATORI.
Messer Ippolito A mi ti o.
Messer Jacomo da Per osa per N. S. Messer Fra Gullielmo
Il nepote suo per suo sostituto. Messer Fra Jo. Jacomo.
Messer Alpho Ferro per Familia.
Il Speciale. TRINCIANTI.

Messer Alessandro de Civita Castel- Messer Antonio Zurlo per N. S.


lana ad panem honoris. Messer Julio Rotundo.
Messer Giovan Battista da Bologna.

CAPEI! ANI. MASTRI DI STALLA.

Messer Alexandro. Messer Mauro.


Messer Stephano. Messer Niccolò de Belis.
Messer Pier Leone.
Messer Niccolò. Messer Andrea Zanino sotto mae-
Messer Pier Antonio. stro di Gasa, e cassiere.
Messer Giovan Battista indiano.
Messer Pietro Bordone. SCUDIERI.
Messer Giovan Battista de Comiti-
bus. Messer Bartholomeo de Alba.
Messer Antonio de Olmedo. Messer Camillo de Tani.
Messer Marc' Antonio Georgs. Messer Giovan Daddeo.
Messer Alexandro Pelegrino. Messer Pietro Paolo Palmerio.
Messer Lorenzo Ru li Ione. Messer Stephano Oldano.
Messer Giovan Angelo del Evan- Messer Evangelista Sano.
gelio. Messer Petro Navarro.
Messer Flavio Cardolo da Narni. Messer r'rancesco Campillo.
Messer Fhilippo Capuano doctore. Messer Hieionymo Petito.
Messer Bernardino Paganuzzo. Messer Domenico Bonamico.
Messer Antonio de \alle. Messer Juan Jacomo Cechinello.
FAM PAM 69
Messer Joan Navarro. Giovan de Uonfra.
Messer Ludovico Turrino. Desiderio Ronnther.
Messer Sebastiano Battaino. Francisco Basso.
Messer Valerio Tornaboni. Giovan Martino.
Messer Giovan Axelio. Galeazzo da Bologna.
Messer Aeselle mantuano. Francesco Boldrino.
Messei- Gaspar Planes. Giovan Lusar.
Messer Antonio Salutio. Mansueto Anglese.
Messer Alphonso Santes. Rodomonte.
Messer Antonio de mons. de Ve- Andrea Chiavellino.
nafro. Luca Thiern.
Messer Luca Berardi. Giovan Pruetis.
Messer Flavio nepote di mons. d* Giovan de Udine.
Ischia. Ferino da Bologna.
Messer Bartholoraeo Bazano. Bernardino Maructi.
Messer Battista Bazzocho. Martino Navarro.
Francisco Taliandero.
DIVERSI. Balthassar Portughese.
Gaspar de-Hoyo.
Messer Petro sensale. Filippo de Heras.
Messer Stefano stampatore. Antonio de Monteflori.
Messer Evandro de' Conti. Leonardo Bamondino.
Messer Alovisio de A rigo. Bernardo de Clerga.
Messer Angelo recamalore. Francesco Bulino.
Tre heremiti. Angustino del Olmo.
Messer Ludovico lecticaro. Paulo Pelone.
Messer Bernardino de Maiìfredi. Giovan de Artiaga.
Messer Gio. Francesco de Gaieta. Jacomo Su rat.
Messer Andrea Besoho forerò , o Francesco Bambero.
foriero. Franceschi no del Corpus Domini,
Bernardo del Corpus Domini.
PARAFRENERF. Capellano loro.
Officiah loro 3, o 4-
Giovan Spagnolo decano.
Niccolò Vercelli. OFFICIALI MAGGIORI,
Giovan Jacomo.
Ludovico. Due Cubiculari.
Bastiano. Due Scudieri.
Gio. Battista Gentilino. Due Mazzieri.
Angelo de Baldi. Due Mastruseri, o Mastrusesi, ov-
Pelegrino de Rayse. vero Mastri uscieri gli ostiari fu-
:

Giovan Gotardo. rono anche detti nei ruoli, uscie-


Josepho de Asolo. ri virga rubea.
Antonio de Gabriel. Tre Cursori.
Giovan de Soma. Receptor di mons. Datario.
Vincenzo de Augnbio. Revisore delle suppliche.
Francisco de Landinaro. Registratore secreto.
70 FAM FAM
Scriptor del libro de Missis. Cabasso comune.
Substiluto della segnatura. Buttiglier secreto.
Due chierici della Cappella. Due soprastanti al forno.
Custode della Camera. Fornaro segreto.
Scrittore del canto fermo. Otto fornari comuni.
Sciittore del canto figurato. Panatero comune.
Scrittore de' brevi. Due cochi di N. S.
Pro-sum mista delle bolle per Ca- Due cochi del secreto.
mera. Soprastante alla cucina comune.
Ilorologiaro. Tre cochi comuni.
Computista della Camera. Canovaro segreto.
Tre custodi di porta ferrea. Quattro canovari comuni.
Tre custodi della prima catena. Sei officiali del tinello segreto.
Due custodi della seconda catena. Due credenzieri del magn.
Un custode delle due catene. Quattro officiali del detto.
Portinaro dell' atrio. Portatore delle brocche.
Portinaro del palazzo. Soprastante alla cera.
Portinaro dei concistoro, e Segna- Tre scopatori secreti.
tura. Otto officiali del minor.
Portinaro del cortile di torre Bor- Portinaro del detto.
gia. Due soprastanti allo storgno.
Custode del pozzo novo. Soprastante alle legne.
Altarìsta di s. Pietro. Otto scopatori comuni.
Cappellano del Sagramento. Sei baccalari alle legne.
Campanaro di s. Pietro. Due liavandare scerete.
Due custodi della libreria. Lavandara del tinello.
Revisor il Faerno. Pollarolo di Casa, ossia guardiano
Due scrittori in latino. del pollaro di palazzo.
Scrittore in ebreo. Muratore del palazzo.
Scrittore in greco. Falegname.
Registratore in secreteria. Chierico de' cappellani segreti.
Custode del registro. Sotto mastro di stalla.
Due Registratori delle suppliche. Venti famegli di stalla.
Soprastante della musica di Castello. Aquarolo della stalla.
Due foreri della Camera di N. S. Baccalaro della stalla de' Capelluui.
Due suprastanti alle biade.
OFFICIALI MINORI.
Suprastante ai muli.
Capellano della fameglia. Nove mulattieri e lectusori.
Scalcho del tinello maggiore. Aquarolo segreto.
Scalcho del tinello segreto. Aquarolo comune.
Due scalchi del tinello minore. Carrettiere.
Credenziere segreto. Custode di Belvedere.
Spenditore segreto. Hortulano.
Spenditore comune, o della famiglia. Giardiniero.
Scrittore delle spese. Portinaro.
Procomputista. Scopatore.
Due dispenseri. Guardiano del bosco, e de'caprioU.
-

FAM FAM 71
HEIEMOSINE A TUTTO VITTO. mili, redutte a bocche quotidiane
fanno borse cento.
Suprastante a Campo santo. In tutto il giorno borse 171.
Sette poveri i3 un pasto.
Quattro frati indiani. R.MI CARDINALI A PANE E VINO
Mons. Maronita. (tutti una porzione).
Tre muratori in s. Pietro.
Cappellano loro. R.mo Card. Pisano.
Quattro poveri di s. Lazzaro. De Silva.
Prigioni di Campidoglio. De Augusta.
De Cueva.
COLATIONI. De Cesis.
De Durante.
Sei colatìoni di parafrenieri de R.»ui De Medicis.
(i cardinali). De Crispo.
Due colationi de'cantori della Cap- De Saracenus.
pella pontifìcia. De Montepultiano.
De Messina.
Questo è il ruolo della famiglia De Mignanello.
di Paolo IV , in cui la maggior De Cicada.
parte dei registrati godevano ca- De Dandino.
valli, e servi di palazzo. Segue al- De Farnesco.
tro ruolo del suddetto giorno ed De Savello.
anno, per la parte di palazzo. De Capo de ferro.
De Urbino.
DIVEBSI A PANE E VINO. De Monte.
De Nobili.
Mons. Ascanio da Nepe. De Caraffa.
Illustriss. Sig. Parenti a pane, e
ELEMOSINE, COLATIONI, ET PORTIONI vino.
DOPPIE. Illustr. e R.mo Card. Caraffa por
tioni sette.
Elemosina del venerdì in Campo Illustr. Sig. Castellano porlioni una.
sancto, ridotto a bocche quotidiane
fanno borse 56 (per bocche s'in- Sig. Oratore de Franza portione
tende persone, o porzioni). una .... così i seguenti.
Frati et monasteri. Una volta la Mons. Governatore.
settimana, redutte a bocche quoti- Mons. Auditore della Camera.
diane, sono borse i4- Mons. Vicario ( allora non eia car-
Cantori della Capella in le va- dinale, ma per volere dello stes-
cantie, redutte a bocche quotidiane, so Paolo IV divenne carica car-
fanno borsa i ; per le messe, e ve- dinalizia ).

speri papali bocche due. Sig. Thesorero generale.


O/Iiciali del palazzo per loro co-
DIVERSI A PANE E VINO (tUtti UUa
flationi quotidiane, et quelli che
porzione).
hanno le porzioni doppie, come
inulatcri, aquaroli, caretteri et si- li capilaaio di Castel sanct' Angelo.
7» FAM FAM
Sigg. Capìlanio dolla Guardia. Vescovo Ruffino.
Capitanio dei cavalli leggieri Vescovo de Mondo vi.
(porzioni due).
Capitauio de Svizzari. A PANE d' HONORE. SIGG. ORATORI (una
Cancellerò della guardia. porzione per ciascuno).
Depositario generale.
Barisello di Roma. Dell* imperatore.
Mons. Francesco del Nero thes. vec- De Portugal.
chio. De Inghelterra.
Mons. Malheo de san Cassano (a Del re de' Romani.
tutto vitto). De Venetia.
Mad. Anna Gonsales (porzioni due). De Fiorenza.
De Ferrara.
De Urbino.
E.MI CARDINALI A PANE PP.KO ( tUtti De Bologna.
una porzione).
A PANE d'hONORE. PRELATI DOMESTICI
Il.mo Pacecco decano. (una porzione per cadauno ).
De Carpo.
De s. Jacobo. Mons. Datario.
De Moroni. R.di Sigg. Chierici di Camera otto.
De Armignac. Auditori di Rota dieci.
De Pacieccho. Prothonotari sette.

De Verallo. Penitentieri nove, in s.

De Puteo. Pietro.
De Farnese. Subdiaconi cinque.
De s. Fiora. Accoliti otto.
De Sennoneta. Maestri di cerimonie due.
De Ferrara.
De Cornaro. A PANE d' HONORE. R.DI SIGG. REFE-
De Cesis. RENDARI ( una porzione per ca-
dauno ).

REV.Di SIGG. ASSISTENTI ( vescovi as-


sistenti al soglio: tutti una por- Mons. Patriarcha de Hierusalem.
zione ). Arcivescovo di Avignone.
Arcivescovo di Cosenza.
Mons. Patriarcha de Hierusalem. Vescovo di Pesaro.
Patriarcha de Alexandria. Vescovo di Tolosa.
Arcivescovo di Corfù. Vescovo di Bagnarea.
Arcivescovo de Siena. Vescovo di Macerata.
Arcivescovo de Cosenza. Drago.
Arcivescovo Ursino. Dori a.
Vescovo di CoIona. Spinula.
Vescovo de Venafro. Benedetto Lomellino.
Vescovo de Forlì. Datario.
Sacrista. Ottho Remsor.
de Ischia. Baccodio.
,

FÀM FAM 73
A PAIfE D* HONORE. DIVERSI SIGG. OF- Quindi viene chiuso questo ruo-
FICIALI DELLA CORTE ( Una porzioiic lo di Paolo IV, col riassunto dei
per cadauno ). famigliari in numero 4^1, di servi
di palazzo pei medesimi in nume-
R. Sig. Custode della Cancelleria. ro 3 1 3, quali riuniti formano 734
i

Sig. Presidente della Camera. individui che diconsi mantenuti a


Advocato Fiscale. lutto vitto, oltre a 247 cavalli pei
Advocato de' poveri. mentovati famigliari palatini, con-
Procuratore fiscale. siderati pure i cavalli a tutto vit-
Due clerici del Collegio. to. Più sono registrati diversi et :

Kescribendario. hmosine et colalioni et parti dop-


Decano de Scriptori. pie redutte 218 a pane e vino.
Scriptor secreto.
Secretario de' Brevi segreli. Diversi et misse a vino solo 26.
Quattro mastri del registro Diversi Sigg. et officiah della corte
alle bolle. a pane solo 124.
Tre maestri del piombo. Sono a tutto vitto borse 734.
Messer Comino del registro delle Sono a pane e vino borse q'yi.
suppliche. Sono a vino solo borse 978.
Ilmensario de' notari di Camera. Sono a pane solo 1076.
Soldano de Tor de Nona. E di più la tavola di N. S. et de
Computista del Palatio. R.mi Card, ordinaria et extraor-
Mastro di stalla di N. S. dinaria che ragguagliata fra l'an-
Cecina segreta. no poteva importare per borse
Cantina comune. quotidiane a tutto vitto 25.
Finalmente ha termine il ruolo
A VINO SOLO ( tutti mezzo bocale con una memoria della famiglia
meno quelli che nomineremo). aggiunta de mandato del B..ino
Mons. Mastro di Casa.
Messa in Capella secreta.
Messa in Capella Paulina. Senza riportare altri ruoli di
Messa in s. Petro, un boccale e Paolo IV, aggiungeremo le deno-
mezzo. minazioni di alcuni uffizi che rin-
R.mo Mons. Card, de Augusta. venimmo ne' medesimi, non nomi-
De Cesis. nati in quello che abbiamo ripro-
De Saracenis. dotto ovvero appellati con altri
,

De Farnesio. nomi, mentre pel tinello non solo


De Capo de ferro. vuoisi intendere il luogo ove si cu-
De Urbino. stodisce il vino, ma anche la ca-
Ill.mo Sig. Conte Montorio, dieci mera ove pranzava la famiglia pon-
boccali. tifìcia, per cui eravi tinello mag-
Castellano. giore e tinello minore, con scal-
Mons. Patriarcha de Hierusalem chi , credenzieri, cuochi, portinari,
un boccale. lavandara, ed altri offiziali addetti
Datario, due boccali. all'uno ed all'altro tinello. Quindi
R.mo Card. Carafa nepote, sette trovai il custode del libro de' can-
boccali. tori, il diacono e suddiacono apo-
,

74 FAM FAM
slolici della cappella, i cubiculari mento dello spedale e della chiesa,
di custodia, gli scudieri di custodia, che poi nel i58o da Gregorio XUI
il nolaro delle cancella, il custode ebbero ingrandimento, facendone
delle due catene delle scale nuove, memoria il Cocquelines, presso il

l'ospedaliera di s. Marta, il bidel- Ma (Tei, /annali di Gregorio XIII


lo della rota ec. ec. Qui va no- tom. II, pag. 449- Inoltre Grego-
tato die presso la chiesa di s. Ste- rio XIII non solo approvò le dette
lano de' Mori dietro la basilica va- indulgenze, ma ne estese il godi-
ticana eravi un ospedale con chie-
, mento a tutti fedeli che visitas-
i

sa dedicala a s. Marta, per essere sero la chiesa, la quale anticamen-


stata essa alberga Irice ed ospita- te era filiale della basilica vatica-
liera di Gesù Cristo nella sua ca- na ; ma per le vicende de' tempi
sa di Nazareth. Considerando Pao- l'ospedale più non esiste , avendo
lo III non convenire che i fami- Leone XII data quella chiesa ai
gliari, e le mogli e figlie dei fa- religiosi trinitari scalzi. Ne devesi
migliari degli offizi minori del pa- finalmente tacere che la chiesa pro-
lazzo apostolico e del Pontefice gressivamente fu ristorata da Sisto
in attualità di servizio, in caso d'in- V, da Clemente Vili, da Paolo
fermità andassero nei pubblici o- V, da Urbano Vili, per procura del
spedali, nel i53y fabbricò una pic- maggiordomo Fausto Poli, e notabil-
cola chiesa con ospedale annesso, mente da Clemente XI, il quale nel
cui ailìdò ad una confraternita ca- 1704 la ridusse nella forma che si
nonicimiente eretta sotto l' invoca- vede. Vi sono in essa de* buoni
zione di s. Marta, e composta di dipinti, ed il Crocefisso in mezzo
famigliari pontificii , acciocché ivi rilievo è pregiato lavoro di Ales-
potessero esercitarsi anche in opere sandro Algardi. Della chiesa e del-
pie. Quindi a vantaggio principal- lo spedale ne trattano il Panciroli
mente degli infermi e convalescenti ne' suoi Tesori, pag. 6i5; ed il
palatini, e di que' famigliari che Piazza , Opere pie di Roma, pag.
ne' loro differenti ministeri erano 187 e 563. Dal Renazzi poi, a
obbligati ad una continua assisten- pag. 1 3o, abbiamo che detta chiesa
za del servigio pontificio, senza aver essendo sotto la giurisdizione del
comodo di visitare i santuari di maggiordomo, ivi si potevano sep-
Roma, arricchì la chiesa con indul- pellire le persone addette al servi-
genze, concedendole quelle che han- gio del Papa: ed in fatti nel 16T1
no la basilica lateranense, il ss. vi fu sepolto monsignor Cristoforo
Salvatore alle scale sante, s. Gia- Segni maggiordomo d'Innocenzo X.
como di Composlella, ed altre, co- Il menzionato Alveri riporta le

me quelle delle stazioni, per quelli iscrizioni sepolcrali, tra le quali una
che la visitassero, come meglio ri- è di certo Cosma Quorli floren-
levasi dall' Alveri , Roma in ogni TINUS CLEMENTJS Vm AC CAMERAE A-
stato, part. II, pag. 220, opera de- rosTOLicAE FLORERius; l'altra di cer-
dicata ad Alessandro VII , nella to CristoforoPicac di Anagni di
quale si fa una bella descrizione Paolo V INTIMUS CONVERRITOR AURI-
della chiesa, e de'suo? sette altari. GA MULiomJQ. PRAEFECTUs. Final-
Paolo III affjdò poi allo stesso mente avverte il citato Piazza, che
sodalizio le rendite pel manteni- nella chiesa di s. Marta i vescovi
,

FAM FAM y5
residenti in Pioma ed assistenti al Pio IV furono dieci, ed anche do-
soglio solevano celebrar l' anniver- dici. I quattro scopatori segreti eb-
sario de' vescovi del loro collegio bero ognuno pel vestiario tre can-
defunti. Rilevo quindi dai registri ne di panno paonazzo o saia fio-
dei maestri delle cerimonie ponti- rentina, e dieci palmi di raso leo-
ficie, che i vescovi assistenti al so- nato. Vi sono notati due Came-
glio dal 1754 in poi non fanno rieri assistenlij ed i camerieri di
più tali anniversarie esequie in s. onore sì secolari , che ecclesiastici
Marta; ed al presente si celebra- ebbero tutto vitto. Gaspare Bian-
no in s. Maria in Vallicella. L'A- chi già maestro di camera di Pio
mati nelle Osservazioni sul coro IV nel cardinalato , fu fatto suo
della cappella pontificia , a pag. scalco. Sono registrati cinque cro-
i57, paria della messa e vespero ciferi,col titolo di monsignore, a-
che i pontificii cantori cantavano in vente ognuno la parte di palazzo.
questa chiesa per la festa di santa Il maestro delle poste era allora
Marta. a vita del Pontefice che lo dichia-
A Paolo IV nel iS^g successe rava, chiamandosi Ippolito Lampo-
Pio IV de Medici, del quale ripor- gnano quello di Pio IV : ebbe le
tiamo un bel documento all' arti- vesti per la coronazione, il pane,
colo Viaggi de^ Pontefici [Fedii), un cavallo, ed un servo; fu posto
cioè il novero de' famigliari ponti- nel ruolo fra extra ordines, e
gli

ficii che precedettero ed accompa- prima de' caniererij più venne com-
gnarono Pio IV nella sua andata preso fra la famiglia palatina del-
a Perugia, con interessanti nozioni la sede vacante. Fra i diversi mag-
per l'argomento. AH' articolo cita- giori si leggono gli uffizi di sotto
to, come a quello di Villeggiature maestro di casa, di due maestri
de' Papi (Vedi), sono riportate le di stalla, del maestro di poste sud-
erudizioni che riguardano la fami- detto, e del forerò. Indi è regi-
glia pontificia. Dai ruoli di Pio strato il tesoriere segreto, con se-
»IV rilevammo le seguenti cose. In dici ostiari e ventisette cappella-
quanto al vestiario per la corona- ni ; il primo chiama vasi decano
zione, il coppiere ricevette tre can- uno era coadiutore all'epistola, l'al-
ne di panno o saia rosata veneta, tro all'evangelio. Nei medesimi ruo-
più due canne di saia rosata, quat- li si legge, capitani e soldati di
tro canne di panno o saia paonaz- Castello Angelo a spese di No-
s.

za, e due canne di damasco rosa- stro Signore^ e ventuno a tutto


to. I nove aiutanti di camera ebbe- vitto. Aveano la cera per la can-
ro ognuno due canne e mezza di delora il capitano, il provveditore,
panno o saia paonazza, tre canne di i custodi dell'armeria, i soldati e
velluto nero, e dieci palmi di raso offiziali del maschio, soldati e of-
leonato: altrettanto ricevette il guar- da basso, bombardieri, ar-
ficiali

daroba sostituto. Gli aiutanti di ca- maroli ec. del medesimo forte s.
mera sono chiamati in detti ruoli Angelo. Pio IV fu largo di privi-
sub-camerariij e ventisette furono legi coi cappellani pontificii ,
per
i concorrenti raccomandati, fra' qua- cui neli564 slam possi in Roma
li alcuni del predecessore Paolo apud Antonium Bladum inipresso-
IV : gli aiutanti di camera sotto lem cameralem Transumptuin li- :
76 FAM FAM
tcrarum facultatum et privilegio- IV, dicendosi che tal rotule fu ri-
rum /?/?. DD. Cappellaiioriun ciò- visto ed approvato dai cardinali
mesticorum S. D. N. D.. Pii Papae Moroni, Pernscia, Urbino et Vi-
////. La bolla data XVII kal. mai) telli camerlengo. Incomincia da
i562, incomincia colle parole, Cir- mons. maestro di casa^ dal teso-
cumspeCla Rom. Pont, gratiarum. riere, dal datario ec, noverandosi
Tra i famigliari di secondo ordine tutti quegli addetti al palazzo apo-
fjgurano lo spenditore segreto, il stolicoper uffizi non vacabili per
credenziere, il bottigliere, i sopra- morte del Papa. Questo rotulo era
stanti ai cuochi, il canaparo, il per le porzioni di pane e vino, o
dispensiero, lo sciittore della di- di tutto vitto ; per cui si raccoglie
spensa, sei forieri, il soprastante al da questo documento, che pure in
forno, il fornaro del Papa, quello Sede vacante tal sorte di palatini
della famiglia , i panettari comu- ne fruivano la parte. Vi sono corn-
ili, ec, coll'ordine qui notato. O- prese le limosine palatine, e le
norò grandemente la famiglia pon- parti che in pane e vino riceve-
tifìcia di Pio IV, il di lui nipote vano tutti i cardinaU presenti in
cardinale s. Carlo Borromeo come Roma, alcuni de* quali godevano
segretario di stato. Questo porpo- il pane solo, come degli ambascia-

rato nelle case presso la detta chic- tori ed oratori de* sovrani, e di

sa di s. Marta, per dare virtuoso molti ofllziali della corte e curia


trattenimeirto a' prelati della corte, romana.
istituìun'accademia, in cui si fa- Ecco un documento del Rotulo
cevano vari esercizi letterari, con della famiglia di s. Pio V prima
altre lodevoli occupazioni degne de- di essere assunto al pontificato, in
gli ecclesiastici costituiti nelle pre- cui noteremo le promozioni che ci
latiire, e taliunioni accademiche venne dato conoscere nella famiglia
presero il nome di Notti Faticane, papale con carattere corsivo.
Tra i famigliari da Pio IV esaltati
ai primi onori ed al cardinalato II sig. arciprete di Mondovi ....
rammenteremo Tolomeo Galli già secondo cappellano e crocifero.
suo segretario ; Gianfrancesco Com- Messer Gabriele primo cap-
niendone, già famigliare di GiuUo pellano decano.
Ili e segretario di Paolo IV;
,
M.r Gironimo secretano
Francesco Alciati stato maestro del primo segretario.
nipote s. Carlo, a di lui istanza co- D. Francesco Brinoso scalco segre-
nie il precedente decorato della por- to confermato.
pora; Guglielmo Sirleto, segretario M.r Matteo da Foligno coppiere
di Marcello 11, precettore de' suoi quarto cappellano^ ovve-
nipoti, come il fu di quelli di Pao- ro maestro delle poste.
lo IV che l'ammise alla sua inti- M.r Bordosio Fiorenzo cameriere
ma confidenza, ec, per non dire confermato.
di altri soggetti. Nell'archivio del M.r Agostino Bajone medico .....
palazzo apostolico si conserva il primo medico.
rotulo della famiglia palatina se- M.r Domenico Fanciullo aiutante
condo il solilo di Sede vacante di catneia primo aiutante
per la morte della s. m. di Pio di camera i due di l^io IV fu-
:
.

FAM FAM 77
rono confermali, e nel 1567 fu- ta per giovanile leggerezza all'os-
rono nove, e dieci, chiamati sol- servanza delle leggi prescritte alla
to camerarìi. famiglia pontificia, e volendo cuo-
M.r Battista de Milesso maestro di prire il suo fallo con una bugia,
stalla mastro di stalla. lo riprese severamente lo privò ,

dell' uttìzio, e lo espulse dai domi-


Antonio credenziere segreto nii della santa Sede. Riformò s.

confermalo. Pio V la sua corte, e gli uffiziali

Ludovico Ceruso spenditore segre- dello stato ecclesiastico ,


provve-
to confermato. dendo i tribunali di giudici probi,
Antonio di Mondovi canevaro. .
'. . . e dichiarando che le cariche le a-
canevaro segreto. vrebbe conferite merito ed alla al
Giovanni aiutante del tinello virtù , non al favore ed all' inte-
forse il primo de' quattro sco- resse.Creò cardinali Giulio Anto-
patorì segreti. nio Santorio, già suo cameriere e
Giovanni cuoco segreto con- consultore del s. offizio; Arcange-
fermato. lo Bianchi, stato suo compagno e
Astolfo bottigliere. confessore nell' ordine de' predica-
lori; e Girolamo Rusticucci segre-
FAMiGLiA DI STALLA. tario nel cardinalato ,
quindi se-
gretario di stato, e segretario do-
Pietro servitore del sig. arciprete, mestico. Il di lui successore Gre-
Spagnolo servitore dello scalco ... gorio XIII, come si \e^^Q nel Ga-
provveduto. rampi, Append. ai Saggi sulle mo"
Ludovico servitore del segretario nete pontificiej^a^. 3oH, a' i4 mag-
palafreniere. gio i5'/i destinò vari uffiziali dei-
Giovanni servitore di M.r Bordo- la sua corte, cioè capitano della
sio, o Brodosio. custodia, e governatore Borgo di
Onorato Caetani; Matteo
datario
M.r Angelo falegname con- Contarelli ;
procuratore fiscale Fe-
fermato. lice Salvatori, già uditore del car-
Caterina bolognese lavandara se- dinal Altemps ; magistrum domus
greta confermata. palati! rev. d. Fantinum Petrigna-
num commissario della camera O-
;

Il Pontefice s. Pio V per mo- razio Marchiani ; magistrum carae-


strarsi riconoscente alla memoria rae d. Ludovico Bianchetti ; teso-
dei suo benefattore Paolo IV, da riere segreto d. Alessandro Musot-
cui riconosceva la dignità cardina- ti, confermando governatore di R.o-

lizia, gli eresse un deposito, ornò ma d. Monlem de Valentibus de


colla porpora il nipote Antonio Ca- Trevio, et bene merito quia opti-
raffa, e colmò di grazie e di reu- nius erat officialis. Questo gran
dite i famigliari e ministri di quel Pontefice, principe veramente ma-
l Papa. Fu
talmente disinteressato e gnifìco, nel vestire e nelmangiare
rigoroso co' suoi parenti, che aven- fu moderato assai, rilevandosi che
do fatto il nipote Paolo governa- nei primi otto anni del suo ponti-
tore di Borgo, e capitano delle sue ficaio, egli non spese in abiti e in
guardie, avendo mancato una voi- altre cose per la sua persona più
7» FAM FAM
di trecento ducali ,
portamìosi per ma visse poco
tuttavolta die pro-
:

l'ordinario in guardaroba a sce- ve delle più belle virtù; si mostrò


gliere dai spogli de* suoi predeces- alieno dal proprio sangue, ordinò
sori, o de' prelati defunti c\h che a' suoi camerieri che non vestisse-

gli poteva servire. D'altronde dava ro di seta, e comandò che si pro-


a quarantasette letterati la parte seguissero i lavori della cupola di
di palazzo per ognuno di loro, e s. Pietro, e gli appartamenti pon-
per due servi di ciascuno ; a molti tifìcii del Vaticano e del Quiri-
di essi stabili dieci scudi d* oro al nale, da Sisto V, e
incominciati
mese, altri provvide con cariche perciò si ponessero
le di lui armi,

ragguardevoli. non le proprie. Gregorio XIV che


Dai ruoli di Sisto V del i587, il successe , mostrò subito animo
sotto la categoria de sr^^g. Came- magnifico, ordinando alla sua fa-
rieri segretij sono notati : Maestro miglia di vestir nobile, e sontuo-
di camera Biagio Campi ; scalco ; samente.
coppiere ; guardaroba ; sotto-guar- Il sommo Pontefice Clemente
daroba e soprastante alla cera. Vili, tra i privilegi che ad esem-
aiutanti di camera segreti due. pio de' suoi predecessori concesse
Aiutanti dì camera alla bussola ai Conclavisti [Vedi)^ li dichiarò
quattro o cinque. Indi sono regi- famigliari e commensali del Papa ;

strati quattro scopatori segreti ; set- ciocche fu dai successori confer-


te signori camerieri extra muros; mato. Altrettanto accordò poscia
dodici camerieri d' onore secolari, Urbano Vili, ed altri Papi, ai Da-
che talora ebbero la parte del pa- piferi i^Vedi).
ne solo essendosi accresciuti a tren-
: Nei ruoli di Clemente Vili del
ta, soli cinque ricevettero tal parte. iSgS, per la prima volta si leg-
Sisto V creò cardinali Gio. Batti- gono nel novero de' camerieri se-
sta Castrucci, già appartenente al- greti il coppiere ed il sotto-cop-
la corte del cardinalato ; Decio piere , non che il foriero map;gio-
Azzolini Fermo, segretario in
di re. Indi sono notati tre aiutanti di
detto epoca e benché cardinale
, Camera dopo i ca-
secreta, cioè
Io conservò a segretario intimo. merieri d' onore, aventiognuno tre
Anton Maria Galli servì da cop- servi di palazzo, un cavallo due ,

piere e segretario il cardinal Pe- porzioni di pane papalino, e due


retti, che divenuto Sisto V lo di- di pane basso ; due boccali di vi-
chiarò scalco, canonico vaticano ec. no dalla cantina segreta , e due
e poi cardinale. Anche il cardi- dalla comune ,
più scudi quindici
nal Pallotta era stato nella sua per companatico. Il barbiero di
corte cardinalizia , ottenendogli a Clemente Vili, per nome Napoleo-
quell'epoca un canonicato nella ne,non era in tal classe, aveva un
chiesa di s. Maria ad Martyres, e servo,un cavallo, ed altrettanto
da Pontefice lo volle a suo favo- come i precedenti. Dopo gli aiu-
ritissimo datario, e cardinal pro- tanti sono registrati tre cappellani
datario. Federico Borromeo, came- della cappella segreta, ed il primo
riere d' onore di Sisto V fu da , è pure caudatario; indi altri cap-
tal uffizio sublimato alla porpora. pellani in numero di sette, essen-
Gli successe Urbano VII nel i Sgo, do l'ultimo il chierico segreto. Se-
,

FAM FAM 7^
giiono otto o nove Aiutanti della impieghi passò collo zio di tal por-
bussola (gli odierni Bussolanti, porato Clemente Vili, e poscia con
(Vedi) con un servo per ciascuno, Paolo V ; Domenico Rivarola, già
una porzione di pane papalino, ed uditore del suddetto cardinal Scipio-
altra di pane basso; un boccale ne; Metello Bichi, antico famiglia-
di vino della cantina segreta , ed re del Papa nel cardinalato; Ti-
altro della cantina comune , e paoli berio Muti, cameriere segreto e
quarantacinque mensili pel compa- coppiere, vescovo di Viterbo; Pie-
natico. Succedono i Camerieri ex- tro Camperà, stato segretario e so-
tra, i medici, gli scudieri ec, e di- praintendente delia casa del car-
versi maggiori. Tra questi si no- dinal Scipione, che prima il fece
tano il custode delle gioie, il cu- promovere a commendatore di s.

stode dell'armeria, l'architetto, il Spirito , la qual carica viene an-


misuratore della camera ec, il cu- noverata tra i famigliari del Papa
stode di palazzo, due forieri della ne' ruoli antichi;Matteo Priuli, es-
camera, tre aiutanti di foreria, e sendo semplicemente cameriere di
due soprastanti in Campo santo. onore ; Francesco Genuini, soprain-
Esaltò Clemente Vili al cardina- tendente dell'azienda del palazzo
lato il p. Toledo gesuita predica- apostolico, e di casa Borghese, con
tore apostolico , e suo consigliere tante altre cariche occupate per
teologo e confessore; Paolo Emi- otto anni a palazzo, che ne furono
lio Zacchia, già
di lui cameriere provveduti nove prelati ; Giulio
segreto; ed altrettanto fece con Roma, avvocato della casa Borghe-
Francesco Dietrichstein senza car- se, con altre cariche ; e Stelàno
riera prelatizia. Erminio Valenti, Pignattelli, già famigliare del car-
già suo segretario, e poi del pro- dinal Scipione.
prio nipote cardinal Pietro Aldo- Dalla nota della cera dispensata
brandini, fu pur fatto cardinale: nel i6i5 dal palazzo apostolico,
si osserva che Clemente Vili, af- si rileva che, oltre quella che ave-
fettuoso tenne i suoi
co* parenti, vano ricevuta in cappella, cioè la
nipoti circa dieci anni presso di se candela benedetta , i cardinali , e
per camerieri, e poi li esaltò alla gli altri , avevano proporzionata-
porpora. Dopo di lui venne assun- mente diverse candele di cera di
to al pontificato Leone XI, che vari pesi i seguenti . I cardinali ,

non solo avvertì i cardinali che i sovrani cattolici, e gli ambascia-


non s'impegnassero in cose ingiu- tori di detti sovrani ; il contesta-
ste , ma altrettanto impose a' suoi bile Colonna colla moglie, ed al-
domestici. Tra
Papi che procu- i tri signori e signore; i pnrenli del
rarono r ingrandimento de' propri Papa, cioè i Borghesi e i Caffarelli;
famigli è da nominarsi Paolo V, i camerieri segreti^ e di onore ; gli

Borghese,, che annoverò al sagro aiutanti camera;


di i cappellani
collegio i seguenti: Michelangelo segreti, e comuni gli ;
aiutanti della
Tonti, uditore generale del cardi- bussola ; i camerieri extra; gli scu-
nal nipote Scipione Borghesi ; Lan- dieri; sei lancie spezzate; quattro me-
franco Margotti, già cameriere e dici; undici individui della cappella
poi segretario del cardinal Cinzio pontificia, e pel primo il sagrista ; of-

Aldobrandini , indi cogli stessi due ficiali maggiori del palazzo apo-
,

8o FAM FAM
slollco ; officiali segreti, come cre- de' suoi predecessori concesse mol-
denziere e suo aiutante, bottiglie- ti indulti, grazie, facoltà, e privi-
re, cuono, cantina, forno, quattro legi a' famigliari pontificii, privile-
scopatori segreti, due facchini di già ciibicidarionim Pontificis, che
camera, e trentauno palafrenieri si leggono nel Bollarlo tom. V,
con due officiali e un cappellano; parte IV, pag. 828, e wqW Epito-
altri officiali di palazzo, come fo- me del Guerra tom. I, pag. 383.
reria, dispensiere, custodi di palazzo, I famigliari cui diresse Gregorio
custodi di Mon teca vai lo; soprastanti XV la costituzione per conceder-
alle congregazioni, soprastanti alle gli i privilegi, sono ivi espressa-
lettighe , cocchieri e famigli di mente nominati nelle persone oc-
stalla ; credenziere pel pranzo dei cupanti le cariche ed offìzi, cioè
poveri , cappellano di s. Marta il maestro di camera , i camerieri se-
priora di s. Marta, chirurgo di s. greti partecipanti, l'elemosiniere, il

Marta , custode robe vec- delle foriere maggiore, i medici, i cappella-


chie ec. ec. Quindi sono registrati ni segreti,i quattro aiutanti di ca-
gli officiali della biblioteca vatica- mera, due de' quali coniugati, e il
na, compreso lo scopatore, e il le- suo segretario domestico. Gregorio
gatore de' libri ; i ministri came- XV fece cameriere segreto il cu-
rali,cominciando dal tesoriere, e gino Marc' Antonio Gozzadini , e
compresi i cui'sori ; i ministri del- passati cinque mesi cardinale. Dal
la dataria e della cancelleria, com- ruolo di Urbano Vili, aggiustato
presi i i^irga rubea, ì mazzieri, ed sotto il dii633, si5 novembre
il custode del concistoro ; i prelati rileva che maggiore sta
il foriere
di consulta ; le guardie de' caval- fra i camerieri segreti, dopo quali i

leggieri e degli svizzeri ; la guarni- notasi il sotto-guardaroba. Questo


gione di Castel s. Angelo ; gli uf- anticamente fu posto appresso i ca-
fiziali di Campidoglio, incomincian- merieri segreti,, e talora come ab-
do dal senatore; gli uffiziali della biamo detto fu soprastante alla ce-
basilica vaticana ; i famigliari di ra : questo di Urbano Vili fu pu-
casa Borghese; gli artisti di palaz- re trinciante, però nel 1648 fu
zo, e a diversi altri per grazia. sotto-guardaroba d' Innocenzo il X
Non creda superfluo questa no-
si suo primo aiutante di camera Pie-
ta di semplici nomi, giacché nella tro Lutio, e nel i654 fece guar-
penuria in cui siamo di notizie pa- daroba secondo aiutante di ca-
il

latine qui le riporto per molte mera Vandergossi. Il primo aiu-


ragioni, ed analogamente agli ar- tante di camera di Alessandro VII
ticoli in cui cito questo ; essendo del i655, era anco sotto-guarda-
importante il novero di alcuni uf- roba, qualifica che riunì il croci-
fìzi nuovi, l'ordine gerarchico, e fero di Benedetto XIV. Ritornia-
quali individui furono considerati mo al ruolo di Urbano Vili. Quat-
famigliari de' Papi. tro erano gli aiutanti di camera,
Gregorio XV colla costituzione essendo il primo anche sotto-guar-
Venerabili fratri, data die 22 o 3i daroba, avendo ognuno due servi,
mart. 162 i, e diretta all'arcivescovo un cavallo, e scudi quindici men-
di Bari Galeazzo Sanvitale, prefetto sili pel companatico : il primo cli'e-

del palazzo apostolico, ad esempio ra barbiere ebbe un altro cavallo


, ,

FAM FAM 8£
col mantenimento per «sso; inol- sendo l'ultimo il sotto -foriere; ed
tre ricevevano pane papalino, pane altrettanti camerieri extra, e scu-
basso, ciambelle, biscotti, vino della dieri con quarantacinque paoli o^
cantina segreta e della comune gnuno delle tre ultime classi.
olio, candele, aceto, sale bianco e Urbano Vili egualmente nel suo
nero, legna o carbone, orzo, bia- lungo pontificato potè creare molti
da, Dall'emolumento e
fieno ec. cardinali stati suoi famigliari. E
parte degli aiutanti di camera si , primieramente Dionisio di Marque-
arguisca proporzionatamente quello mont, già cameriere del Papa; Er-
dei loro maggiori, eguali, e mino- nesto Adalberto di Harrac, came-
ri. Gli aiutanti della bussola che riere segreto senza altra carriera ;

sotto Paolo V erano otto, nel pon- Marzio Ginetti, cameriere segreto di
tificato d'Urbano Vili si aumen- Paolo V, e di Urbano Vili, il
tarono di due. Indi si legge il sotto- quale avendolo fatto suo maestro
foriero; i camerieri extra in numero di casa e prefetto del palazzo apo-
di undici, compreso il sotto-scalco, e stolico, nel 1626 volle che tal ca-
due trincianti. Cappellani quattro se- rica si chiamasse non più maestro
greti, e sette comuni compreso pel di camera, ma maggiordomo pori'
primo l'arciprete di Castel Gan- tificio, per dir meglio men-
o
dolfo {Fedi), da Urbano Vili di- tre lo era Fausto Poli di cui
chiarata villeggiatura pontificia, ed parleremo, perchè nel ruolo dell'an-
il chierico segreto. Vengono poi no i633 trovo il Poli col titolo
dieci scudieri, gì' individui della di mastro di casa; Ascanio Filo-
cappella, l'elemosiniere tra gli of- marino, già cameriere d'onore; Gian
ficiali maggiori, il maestro delle Jacopo Panciroli suo cameriere, e
poste, ed il fioriere fra gli officiali maggiordomo del cardinal nipote ;

minori, con un compagno, e due Fausto Poli, già maestro di casa


aiutanti. Camerieri extra ordinari sino da quando il Pontefice era
due; le Lande spezzate (Fedi), e prelato, laonde nel pontificato lo
i palafrenieri in numero di qua- fece suo cameriere segreto, indi
ranta con tre offiziali. Sì osserva economo, e poi maggiordomo del
nel ruolo del i638 dello stesso palazzo apostolico ; Francesco A-
Urbano Vili, che i cappellani se- driano Ceva, segretario del Papa
greti insieme ai crociferi furono nel cardinalato, fatto prima cano-
sei, ed un chierico segreto; i due nico lateranense, coli' uffizio del
primi con scudi venti, i crociferi concessum, indi segretario dei me-
scudi quindici, e paoli quaranta- moriali , poscia maestro di came-
cinque il chierico, ed altrettanto i ra, tutti uffizi palatini, divenen-
cappellani comuni. Tredici came- do poi anche segretario di stato ;

rieri segreti, compresi il maestro Antonio Giori, famigliare del Papa


di camera, il coppiere, lo scalco, mentre era cardinale, cui aveva
l'uditore, il medico segreto, e il affidato la custodia de' nipoti , e
guardaroba. Indi il foriere mag- facevasi assistere nella messa , indi
giore, il custode delle gioie, il trin- lo promosse a cameriere segreto
ciante o sotto-guardaroba, quattro coppiere maestro di camera , e
,

indi cinque aiutanti di camera ;


cardinale. Urbano Vili fu uno di
dodici aiutanti della bussola , es- que' magnanimi Pontefici, che som-
VOT.. wiu. 6
,

8i lAM FAM
inamente benevolo co* suol fami- Marc' Aurelio Maraldi di Cesena,
glimi domestici li ricolmò tutti di referendario e canonico di s. Pie-
onori e di ricchezze. Nella Rela- tro, segretario de* brevi, come lo
zione della Corte di Roma del cav. era stato di Urbano Vili.
Lunadoro, stampata in Bracciano Francesco Cherubini di Sinignglia,
nel 1646, non solo si tratta dei referendario e canonico di s. Pie-
principali offizi della corte del sa- tro, uditore.
gro palazzo pontificio, ma "viene ri- Lattanzio de Lactantiis d'Orvieto,
portata un* interessante lista per or- canonico di s. Pietro, maestro
dine alfabetico di alcuni offiziali di camera.
che giornalmente si esercitavano nel Quinzio del Bufalo romano, cano-
detto palazzo, e presso la persona nico di s. Pietro, coppiere.
del Papa, notandosi la parte di Gaspare Simeoni aquilano, cano-
palazzo che ognuno godeva, ed il nico di s. Pietro, segretario dei
mensile onorario dato a titolo di brevi a' principi.
companatico, senza accennarsi le re- Virgilio Spada di Brisighella, ele-
galie che si ricevevano dalla di- mosiniere.
spensa palatina, né gli emolumenti Giuseppe Fransanelli di Spoleto,
e i donativi inerenti, di gran lunga canonico di s. Pietro, segretario
superiori alle provvisioni quotidiane. de' memoriali.
Innocenzo X, Pamphily, nel 1
644 Baccio Aldobrandini fiorentino, ^-
successe ad Urbano Vili, e dalla riere maggiore poi cardinale.
costituzione 91 di lui, nella quale Paolo del Bufalo romano liwgO' ,

sono esentati dallo spoglio alcuni tenente generale delle guardie


suoi famigliari, si trovano notati i del corpo.
seguenti. CristofaroPamphily di Gubbio, e
Luigi Costaguti di Genova, ca-
Cristofaro Segni bolognese, arcive- pitani de* cavalleggieri.
scovo di Tessalonica, e canonico Gabriele Fonseca portoghese, e Giu-
di s. Pietro, maggiordomo. Al- lio Cesare Marsella di Soia, medici,
lontanato da questo impiego Girolamo Luigi da Orvieto, cano-
giacché molti di sua corte spesso nico di s. Lorenzo in Damaso,
vennero rimossi dagli uffizi, quan- guardaroba.
do divenuto il Papa cadavere, Bernardo Sforza di Todi , benefi-
ricusandosi la cognata di questi, ciato di s. Pietro, caudatario.
d. Olimpia, di pagar la tumu- Giambattista Alferi di Monte Bo-
lazione , supplì il Segni co' pro- dio, diocesi di Siuigaglia, cano-
pri denari cinque scudi, mentre nico di Maria Maggiore (egual
s.

l'altro maggiordomo Scotti gli canonicato die Innocenzo ad X


fece fare a suo conto la cassa un suo medico), crocifero.
d'albuccio, come racconta il con- Francesco Canonici Mascabruni d'A-
temporaneo For-
diarista Gigli. piro, canonico di s. Maria Mag».
se sarà stato altro primario fa- giore , sotto-datario: fu decapi-
migliare, perchè il Renazzi scri- tato come dicemmo all' articolo
ve che il Segni morì allorché Dataria apostolica (Fedi), ben-
esercitava il maggiordomato agli ché favorito del Pontefice, che
8 luglio i65i. gli sostituì Girolamo Bertucci.
FAM FAM 83
Stefano An-
Vandergossi, Michel pellani segreti, due chierici segreti,
gelo Augurio o Bonauguri di cinque camerieri di onore in abi-
Fano, Francesco Augurio, e Do- to paonazzo, e nove di spada e
menico Viva, aiutanti di came- cappa, sei cappellani comuni, un-
ra. Michel Angelo era anche dici bussolanti col sotto-foriere, no-
harhicro del Papa, e fu fatto ca- ve camerieri exlra^ dodici scudie-
nonico di s. Celso. Di questa ri, e sei lanci e spezzate per non
collegiata parecchi famigliari pon- dire di altri.
tificiine furono canonici, non Noteremo qui che all'articolo Cap-
solo perchè la nomina de' ca- PELTE PONTIFICIE, alla descrizione di

nonicati è devoluta ai Papa, q nella della Purificazione, detta Can-


ma ancora perchè Innocenzo III delora della distribuzione e proces-
la dichiarò cappella papale, per sione delle candele, descrivemmo i
quanto si dice al volume XI, personaggi che hanno l' onore di
pag. 3ii del Dizionario. Il Van- ricevere al trono pontificio dalle
dergossi fu pure sotto-guarda- mani del Papa le candele da luì
roba, e in sede vacante rimase benedette, laonde non riusciranno
neir uffizio. discare alcune relative notizie trat-
Antonio Ghirlandar! di Pisa, mae- te dai registri dei maestri delle
stro di casa. cerimonie pontificie , come anche
riguardanti la famiglia pontifìcia.
Innocenzo X creò cardinali Fran- La candela cardinalizia si dà ai
cesco Cherubini, già suo aiutante di patriarchi, al governatore, all' udi-
studio quando era uditore di ro- tore della camera, al tesoriere , al
ta, e poscia fatto cardinale-pro-u- maggiordomo, ai prelati nipoti del
ditore; e Baccio Aldobrandini men- Pontefice, se vi sono, al chierico
toTato, da foriere maggiore e ca- di camera che ha somministrato le

nonico di s. Pietro. Per morte di candele, al secondo cardinal diaco-


Innocenzo X, nella sede vacante no, ed al prefetto delle cerimonie.
del i655 fu fatto il ruolo per la Dai vescovi assistenti fino al con-
Candelora, ossia dispensa per la fessore della famiglia del Papa
cera, composto de'cardinali, de' so- inclusivamente tutti hanno la can-
vrani cattolici, e loro ambasciatori dela prelatizia di tre libbre. Dai
ed oratori, di diversi principi ro- cantori pontificii fino all'ultimo fo-
mani, e dei prelati della curia ro- hanno la candela di
restiere tutti
mana, uffiziali di palazzo, e della una libbra , seppure il Pontefice
sede vacante, camerali, artisti ec. non creda di fare qualche distin-
Dalla nota poi delle candele di- zione ad alcuno. Avanti il pontifi-
spensate nel 1662 dal successore cato di Pio VI, cominciando dal
Alessandro VII, si rileva che tra governatore sino ai ministri sagri
i cinque camerieri segreti eravi il inclusivamente, nel ritorno al tro-
medico e lo scalco; che fra i cin- no passando avanti l'altare si con*
que camerieri non partecipanti per segnava a tutti una candela di lib-
terzo si legge l'elemosiniere ; che vi bra da un maestro di cerimonie
erano due camerieri laici, quattro che stava sulla predella. Tutti i
aiutanti di camera, il sotto-guar- mazzi delle candele che restavano
daroba, il confessore, quattro cap- erano del prefetto delle cerimonie,
84 FAM FAM
che soleva darne quattro a ciascun indegni, commise al maggiordomo
cerimoniere. Si nota ancora in det- che ne prendesse diligente informa-
ti registri, che il maestro del sagm zione, e siccome in un mese nulla
ospizio, ì camerieri segreti secolari, operò, il Papa si vide costretto a chia-
oltre la dovrebbe
guardia nobile , rirsene da per se con altri mez-
far ala sui gradini del trono da zi , e trovato il vero, convenevol-
ambe le parti non sembrandosi , mente maggiordomo
ringraziò il

decente far ala avanti T altare. Al surrogandogli monsignor Girolamo


presente i soli uffiziali della guar- Farnese, allora segretario de' ve-
dia nobile fanno ala dinanzi alKal- scovi e regolari, e purgò il palaz-
tare, ed i mazzieri fanno ala alla zo apostolico di tutti quelli che af-
destra del trono, cioè prima che i fatto non conveniva vi restassero.
forestieri si rechino a prendere la Dichiarò segretario de'brevi a'prin-
candela . cipi Natale Rondinini; segretario
Appena Alessandro VII venne de'memoriali Celio Piccolomini, già
assunto al trono pontificio, sapen- suo conclavista; medico Mattia Nal-
do quanto giovi ad un principe, di suo antico amico, e che del suo
massime al capo della Chiesa, l'a- temperamento aveva piena cogni-
iuto di buoni ministri, e Tessere zione, tutti personaggi di segna-
avvicinato e servito da idonei fa- lale doti. Ai primi suoi famigliari
migliari^ rivolse le sue prime cure aggiunse quattro camerieri segreti,
a scegliere i migliori, principalmen- tutti nobili e costumati, fra' quali
te negli uffizi più alti e piìi inli- per dimostrare il suo affetto alla
mi. Conferì la dateria al cardinal nazione germanica vi ammise Fer-
Corrado, la segreteria di stato a dinando di Fustemberg, giovane
Rospigliosi, poi successore imme- non meno illustre per sangue, che
diato col nome di Clemente IX; per candor di vita. Per aver poi
prese per maestro di camera Gi- presente il punto estremo, pose
rolamo Bonvisi, che rinunziato il sotto il mortuaria, e
letto la cassa
decanato di camera, viveva tran- stabilì di vedere ogni mattina il suo
quillo in Lucca sua patria; l'an- confessore p. Cancellati gesuita. Tra
tico maestro di camera del cardina- i suoi famigliari decorò colla por-
lato, Accarigi cav. gerosolimitano, lo pora Volumnio Bandinelli, camerie-
fece coppiere, e l' antico coppiere re segreto, e poi maestro di ca-
del cardinalato, il cav. Ciaja suo mera, ritenuto il qual titolo lo di-
zio, lonominò scalco segreto. Aveva chiarò pure maggiordomo: l'eser-
Alessandro VII ritenuto per mag- cizio però della carica di maestro
giordomo monsignor Scotti del suo di camera, lo fece disimpegnare dai
predecessore, vescovo di Borgo s. nominati Accarigi e Ciaja camerie-
Donnino, e chiaro per sangue, co- ri segreti, cioè quando creò cardi-
stumi , e per le nunziature della nale monsignor Farnese; egual di-
Elvezia e di Francia. Ma avendo gnità cardinalizia conferì a Celio
il Papa per richiesta di personag- Calcagnini, già suo cameriere se-
gi ragguardevoli distribuito a gente greto, e segretario de'memoriali ;
ignota gli uffizi de'paonazzi mino- ed altrettanto fece con Giacomo
ri, e quelli ultimi della famiglia, Filippo Nini, stato di lui aiutante
e quindi appreso che molti n'erano di studio da prelato, segretario dei
2

FAM FAM 85
memoriali, e maggiordomo, rite- aventi ognuno scudi ventitre e ba-
nendolo presso di sé con titolo di iocchi 22 e mezzo, e la sola metà
prò, anzi con raro esempio eserci- il secondo. Dopo i chierici segreti,
tò la prefettura del palazzo apo- sono notati sei aiutanti di camera
stolico anche in tempo della succes- con scudi dieciotto e baiocchi 22 e
siva sede vacante, e per qualche mezzo per ciascuno. Sei cappellani
tempo anche col successore Clemen- comuni, il primo senza parte, con
te IX. scudi sei e baiocchi 1 2 e mezzo per
Era slato palatino Clemente IX, cadauno. Altrettanto avevano i do-
come segretario de'brevi a' principi dici bussolanti, e i dodici camerie-
di Urbano Vili, e come segretario ri extra, mentre agli scudieri fu
di stato di Alessandro VII: la pri- assegnato scudi sette e baiocchi
ma carica l'affidò a monsignor Ner- 72 e mezzo. Seguono gli addetti
li, seconda al cardinal Azzoli-
e la alla cappella ed alla dateria; indi
ni. Deputò l'Altieri in maestro di gli offiziali maggiori coi rispettivi
camera, ch'ebbe a successore nel onorari , cioè scudi sessantotto al
pontificalo ; volle a suo confessore maggiordomo, scudi cinque e ba-
Ambrogio Spinola; confermò segre- iocchi 2 1 al maestro di casa di N.
tario de' memoriali Nicolò Picco- S., e scudi dieci al computista, il

lomini, che lo fu pure con Cle- quale aveva il sotto-computista, ed


mente X; monsignor Accarigi lo un giovane. Succedono l'altarista
destiìiò foriere maggiore, monsignor di s. Pietro, il maestro di posta,
Rita per uditore. Paolo Strada per l'archivista di Castel s. Angelo, e
scalco, Silvestro Vannini per cop- il maestro del sagro palazzo. Quat-
piere, e per medico Benedetto Ri- tro scopatori segreti,con scudi ven-
la : nella sua costituzione LX tro- tuno e baiocchi settanta tra loro
vansi tutti i suoi famigliari nomi- divisi. Quattro florieri, i due pri-

nati. Divenuto l'Altieri nel 1670 mi con scudi cinque e baiocchi 4


Papa Clemente X, per formare la e mezzo, ed i secondi con scudi
sua corte di soggetti degni di fi- quattro e baiocchi ^1 e mezzo;
ducia, nominò quelli che si leggo- più tre aiutanti di floreria, ed
no nel tomo X, pag. 210 del No- in tutti scudi tredici e baioc-
vaes. Dal suo ruolo aggiustato sot- chi 37 e mezzo. Il sopraintenden-
to il primo novembre 1675 si ri- te alla stalla ebbe scudi nove e
levano accresciuti gii onorari men- baiocchi 22 e mezzo. I palafre-
sili. A tutto vitto, non compresi nieri furono quarantasei; ed i ca-
cavalli e servi di palazzo, e col valieri di guardia, oltre la parte
mantenimento de' primi, abbiamo di pane papalino, scudo uno
solo
venti camerieri segreti, ed undici e baiocchi 62 e mezzo per com-
d'onore in abito paonazzo, av«nti panatico.
i primi cinque la parte di pane Correndo Tanno 1676 fu creato
e vino; oltre quelli di spada e cap- Papa Innocenzo XI, il quale ri-
pa in numero di otto, con parte formò la tavola di palazzo, non
di pane e vino, tra'quali il cav. Cil- ammise al suo servizio che per-
lesi foriere maggiore. Cinque cap- sone raccomandate dalla loro mo-
pellani segreti, essendo il quarto il destia , e dalla bontà de' costumi ;

crocifero, e l'ultimo il caudatario. introducendo cosi nel palazzo con


, ,

se FAM FAM
analoghe provvidenze Ja modera- lettere in forma di brevi, cioè ai
zione. Rilevasi dal ruolo delle par- principi; Gio. Francesco Albani di
ti di palazzo, aggiustato il primo Urbino, segretario de' brevi; Mar-
maggio 1679, i seguenti famigli cello d'Aste, uditore; Pietro Draffi
coi suaccennati onorari. Tra i tre- Bartoli veneziano, maestro di ca-
dici camerieri segreti è il segreta- mera ; Mariano Gabrielli d* Aqui-
rio della cifra; tra i camerieri di leja, coppiere; Giuseppe Tempesti-
spada e cappa partecipanti, il so- ni romano, scalco ; Francesco Mag-
lo foriere maggiore, però vi sono gi d'Arezzo, guardaroba; Giuseppe
registrati sei camerieri d'onore, con Felici di Rieti, elemosiniere segreto;
parte di pane e vino, e quattro Bernardino Sarti di Rimini, came-
simili spada e cappa; due cap-
di riere segreto; Romolo Specioli di
pellani segreti, e due chierici ; quat- FermOj medico segreto ; Raffìiele
tro aiutanti di camera, sei cappel- Fabretti di Urbino, segretario dei
lani comuni, dodici bussolanti, ca- memoriali; Urbano Rocci romano,
ineiieri extra, e scudieri. Sono no- forieremaggiore, Teodoro Cellesi
tati cinque scopatori segreti, aven- di Pistoja cav. gerosolimitano , e
ti tutti scudi ventotto e ba-
fra conte Alessandro Capizucchi ro-
iocchi 11 e mezzo; il soprainten- mano, tutti e tre cubiculariis secre-
dente della stalla, quarantaquattro tis di spada e cappa, cioè parte-
palafrenieri oltre il decano, e sei cipanti; Giuseppe Sacripanti di Nar-
cavalieri di guardia col suddetto ni , sotto-datario ; Bartolommeo
compenso. Nel 1689 gli successe Clementi di Camerino, caudatario;
Alessandro Vili, il quale mostros- Giampaolo Romaldi di Jesi, crocife-
si benevolo co'suoi famigliari, seb- ro;Giovanni Bissaiga di Vercelli e ,

bene purgò la corte e la città di Bernardino Porti di Bologna, cap-


Roma da molti abusi e vizi, non pellani segreti ; non che Enea Bru-
che vietò agli artisti palatini, ai sioni di Cesena
Antonio Scipioni ,

cittadini , ed ai nobili di tenere Gabellotti Faenza Alessandro


di ,

sulle porte delle loro officine o ca- Ferri di Lodi, Bernardino Ceci di
se le armi pontificie, seppure non A la tri e Ludovico del Nero ro-
,

fossero ministri di qualche sovra- mano, aiutanti di camera, cubiculi


no. Ad esempio poi de'suoi prede- nostri adjutoribus, familiaribus con-
cessori, Alessandro Vili ai 1 2 gen- tinuis commensalibus nostris salu-
naio 1690 emanò la bolla Vili, tem, et apostolicam benedictionem.
Bull. Rom. tom. IX ,
pag. 1 5 Circunispecta romani Pontifìcis, ec;
Concedunt privilegia nonnulis fa- e sono assoluti dalle censure, sono
nnliaribus, che incomincia colle pa- creati con moto -proprio nolari
role: Venerabilibus fratribus^ Ber- conti dell'aula e palazzo lateranen-
nardino Panciatici patriarca di Ge- se, cavalieri dello sperone d'oro,
rusalemme, datario; Ercole Viscon- nobili romani, e della città di Ro-
ti arcivescovo di Damiata, prefetto ma, e delle città di Avignone, Bo-
del palazzo apostolico; Giuseppe logna, Ferrara, Benevento, e di
Eusanio vescovo di Porfirio, sagri- tutte le altre città, terre e luoghi
sta; Gio. Battista Rubini vescovo di mediatamente o immediatamente
Vicenza, segretario di stato; Mario alla santa Sede soggetti, con tutti
Spinola genovese, segretario delle i privilegi, ec. Quindi si accordano
FAM FAM 87
tutti i privilegi de'protonotari ben- breve di Pio VI che riporteremo
ché non portino rocchetto; ma si per ultimo, ed intero.
restringono però un poco i privi- Innocenzo XII nel 1691 ascese
legi di essi protonotari secondo i sulla veneranda cattedra di s. Pie-
decreti del concilio di Trento. Che tro, e nell'anno seguente colla bol-
negli atti si potranno sottoscrivere la Romanum decet Poiitiflciim ,

col titolo che loro più piacerà, sia di Bull. Rom. loc. cit., pag. 360 , e-
conte , cavaliere ec. Sono esentati stinse il nepotismo, cioèla grande

dalle decime, e dalle altre imposi- autorità che avevano precedente-


zioni, eccettuata quella in aiuto mente goduto ed esercitato i ni-
contro gl'infedeli; si permette loro poti e parenti de'Papi. Nel mede-
la pluraUtà de'benefìzi; sono esen- simo anno provò la consolazione
ti dalia residenza durante l'incari- di dar fine ad uno de'più delica-
co di famigliare del Papa; posso- ti affari che nacquero negli ulti-

no licevere gli ordini extra tempo- mi tre secoli, tra la santa Sede e
ra seoza domandare licenza, pur- la corte di Francia, sulle franchi-
ché non abbiano passato 1* anno gie abolite nei palazzi degli amba-
trentesimo; possono udire le lezio- sciatori, pei gravi sconcerti pro?
ni di leggi nelle università per cin- dotti dall'abuso dei loro domesti-
que anni, se sono abili insegnarle, ci e famigliari; laonde il zelante
e difender le cause; eleggei'si il Innocenzo XII mosse il re Luigi
confessore con ampie facoltà; tra- XIV il Grande a spogliarsi defini-
sferire le pensioni sino alla somma tivamente di quelle franchigie, che
di ducati trecento, facendo l'atto sotto di lui tentava ristabilire. Da-
innanzi al notaro e testimoni de- remo un sunto del ruolo d'Inno-
gni di fede; testare fino ai ducati cenzo XII del primo maggio 1693
seimila, senza usare le solennità; delle parti e salarii che godevano
si concede l'indulto in caso di suc- alcuni a titolo di companatico, o-
cessione intestata, e di meno vali- ve si rileverà l'aumento degli o-
da disposizione. Segue nella bolla norari mensili, essendo state tutte
r inibizione a chi vorrà turbale le parti ridotte in denaro, eccettua-
questi privilegi , le clausole che te quelle della panetteria, e can-
questi medesimi privilegi abbiano tina segreta, oltre l' uso de'cavalli.
forza di un vero, legittimo, giurato, Tredici camerieri segreti, compre-
stipulato e valido contratto tra es- so maestro di camera, l'uditore,
il

si famigliari , e il Pontefice , e la l'elemosiniere eh' era pure guarda-


camera apostolica ec. Finalmente roba, il medico ec, il primo con
si dà la commissione perché que- scudi quarantuno e baiocchi 4? ^
sta bolla sia eseguita, la quale pe- mezzo, gli altri con scudi trenta-
rò non suffraga ai famigliari degli cinque e bai. ^3. Camerieri segreti
antecedenti Pontefici, come ai fa- di spada e cappa tre, con scudi
migliari in essa non nominati, giac- trentacinque e bai. 85 per cadau-
ché alcuni Papi, oltre soliti , che i no ; due camerieri di onore in abito
sono i suddescritti, talvolta vi an- paonazzo, e tre di spada e cappa
noverarono qualche altro loix) fa- con scudi venti per cadauno. Tre
migliare partecipante ed alcuno , cappellani segreti con scudi venti-
anche onorario, come vedremo nel Ire e bai. 22 e mezzo per cada-
,,

88 FAM FAM
uno. Due chierici segreti con scudi incoraggi va dicendo loro che avreb-
sei e bai. 1 1 e mezzo per cadauno. be chiamato il suo palazzo la ca-
Aiutanti camera con scudi di>
di sa diGiobbe, dappoiché la suc-
ciotto e bai. 2 a e mezzo per ca- cessione alla monarchia spagnuola,
dauno. I cappellani comuni come i giansenisti, e tutte le conseguen-
i detti chierici. Sette bussolanti, e ze che ne derivarono, esercitarono
il primo scalco della foresteria; die- principalmente la sua virtù, il suo
ci camerieri extra, e l'ultimo trin- zelo, ed il suo petto sacerdotale.
ciante della foresteria; nove scudie- Osservasi ne* suoi ruoli i seguenti
ri, fra'quali altro trinciante, ed al- aumenti di onorari, in compenso
tro scalco della foresteria, e tutti delle parti d'olio, candele, aceto, sa-
con scudi dieci. Per la prima vol- le, ec. ridotte in denaro, così delle
ta si legge il titolo di generale parti di legna, orzo, fieno, ridot-
con scudi cinque e bai.
delle poste, te pure in denaro, ed accresciuti
11 e mezzo, e parte. Quattro sco- ad ognuno oltre ciò che avevano
patori segreti, aventi fra tutti scu- di assegnamento nel ruolo, ed altri
di ventuno e bai. 70. Soprainten- emolumenti camerali, che pagavan-
dente alla vStalla con scudi nove e si con mandato di monsignor illu-

bai. 12. e un quarto. Sette cava- strissimo maggiordomo. Si leggono


lieri di guardia, a scudi uno e bai. quindi assegnati scudi quaranta-
62 e mezzo per cadauno, tre dei cinque ai camerieri segreti , scudi
quali a scudi diciotto e mezzo per quarantanove al foriere maggiore,
uno, ma senza parte. I palafrenie- e scudi quaranta a Carlo Albani,
ri, compreso il decano, erano qua- altro cameriere segreto di spada
rantasette. Innocenzo XII appena e cappa. Ad un cameriere d'onore
eletto Papa si occupò per tre gior- in abito paonazzo scudi venti, ed
ni continui col cardinal Albani altrettanto ad un simile di spada e
poi Clemente XI, per far la scelta cappa Tre cappellani segreti con
.

di que' ministri, che cooperarono scudi ventinove per cadauno; ed


a rendere glorioso il suo pontifi- un eoa scudi diciot-
chierico segreto
cato, e per averlo vicino, e pron- to. Quattro aiutanti di camera con
to a consultarlo, assegnò al cardi- scudi ventiquattro per cadauno. Cin-
nal Albani abitazione in palazzo. que scopatori segreti, compresi scu-
Clemente XI, eletto a'2 3 novem- di dieci della tesoreria segreta, in
bre I 700, per formare la corte de- tutti scudi quaranta. Dodici cava-
gna delle sue ottime intenzioni lieri di guardia, scudi diecisette e
nominò que'soggetti che riporta il bai. 5o. Sono pure notati nove ca-
JVovaes nel tom. XII ,
pag. 1 4. merieri d'onore in abito paonazzo
Tra i famigliari che creò cardina- e dodici simili di spada e cappa
li, rammenteremo il nipote Anni- con parte di pane e vino. Si no-
bale Albani già cameriere segreto, ta ancora, che ai vescovi assistenti
e Tommaso Filippo d'Alsazia stato al soglio si dava tal parte, se ave-
suo cameriere d'onore. Quando i vano registrato il breve di loro
ministri , e primari famigliari di nomina nella camera apostolica. Ab-
Clemente XI, si lagnavano delle biamo la bolla di Clemente XI, in
tante traversie, che agitarono il data de' 5 aprile 1701, sulla con-
suo lungo pontificato, il Papa li cessione de'privilegi ai primari suoi
,

FAM FAM 89
famigliari, la quale richiama quel- lettighe. Quattro sedioni con fini-
la di Alessandro Vili, riportando- menti, e basti; gualdrappe e sel-

visi i nomi de'famigliari delio stes- le nobili e comuni . All' articolo


so Clemente XI. Nel suo pontifi- Treni (Vedi) si parlerà degli an-
cato, e nell'anno 1 7 6 ebbero ori- 1 tichi e dei presenti , oltre quanto
gine le Notizie di Roma , delle dicemmo altrove; non che delle
quali parlammo all'articolo Diario vesti degli olìiziali e inservienti
di Roma (Vedi), e nel 1720, per della scuderia papale. Si possono
la prima volta vi è riportata par- anche vedere gli articoli Carrozze,
te della famiglia pontificia , che per Cavalli Cavallerizzo , del quale
,

la maggior parte successivamente pure se ne parla all'articolo Con-


venne pubblicala nelle medesime testabile, e Lettighe ec, ed altri
notizie annuali. relativi all'argomento. Siccome in
Per morte di Clemente XI, e fine riporteremo lo stato della fa-
con ordine del cardinal camer- miglia pontificia de' nostri tempi,
lengo di s. Chiesa , furono dati non riuscirà discaro qui riportare
secondo il solito, un cavallo al so- il ruolo delia scuderia di Clemen-
piaintendente della scuderia ponti- te XI coi salarli mensili, oltre le
ficia , ed altro al capitano degli parti pane e vino , ed altro
di
svizzeri , di quelli di detta scude- che godevano simili famigli. Il so-
ria: al presente il cavallerizzo, e prainlendente don scudi nove e
il capitano degli svizzeri in mor- bai. 22 e mezzo; il maestro di
te del Pontefice, in vece del ca- stalla altrettanto; il soprastante ai
vallo hanno cadauno scudi sessan- muli con scudi cinque e bai. 92
ta in compenso. Lo stato dei ca- e mezzo; baccalaro alla stalla con
valli della scuderia pontificia nel scudi cinque e bai. 1 e mezzo;
1721, cioè alla morte Clemen-
di primo cocchiere nobile del Papa
te XI, siccome i famigliari non go- con scudi sei e bai. 92 e mezzo;
devano più l'uso de' cavalli, consi- secondo cocchiere uno scudo di
steva in nove cavalli stornelli, quat- meno del precedente; cocchiere di
tordici nostraU da carrozza, dieci- famiglia con scudi sei e bai. 2 e
otto da sella, nove mule, undici mezzo ; tre letlighieri con scudi
muli, edr^n frisone morello. Due quindici e bai. 7 e mezzo fra tut-
carrozze nobili foderate di velluto ti; detti per le lampade altrettan-
cremisi con ricami , passamani e to; due mulattieri scudi dieci e
frangie d'oro; altra di vacchetta bai. 7 mezzo; detti per lampade
e
per il Papa. Otto furloni o frul- altrettanto; due acquaioli con scudi
loni; due sterzi, e carretto per do- nove e bai. 47 e mezzo; detti per le
mare i cavalli. Una lettiga di vel- lampade altrettanto; dodici famigli
luto cremisi con trine, frangie di di stalla con scudi quarantadue e
oro, e specchi ; altra da campagna bai. 3o di provvisione; detti per
panno cremisi , con frangie d'o- le lampade, come i precedenti ; al-
ro^ e cristalli; altra di velluto cre- tro famiglio di stalla con scudi due

Idi
misi trinata d'oro, senza sedia, pel e bai. 2 e mezzo; altrettanto allo
cadavere del Papa; più due letti- scozzone, o domatore de' cavalli.
ghe di vacchetta per campagna. Innocenzo XIII era stato came-
riere segreto di onore di Alessaa-
90 FàM FAM
dro Vili, ed appena divenuto Pa- nella fresca età d'anni 6S. Narra
pa, subito cominciò a prowedei'e nella sua Novaes, che acce-
vita il

la sua corte di minislh che doves- lerò il suo termine la morte di un


sero cooperaie alle sue rotte inten- suo aiutante di camera, il quale
zioni, e nel numero 600 del Dia- lo aiutava in certo suo grave in-
rio di Roma del 1721 è riporta- comoda, che volendolo agli altri
to un lungo catalogo dei famiglia- occultare fu cagione di sua morte.
ri pontificii d'ogni ceto e grado. Successe ad Innocenzo XIII, nel
Tra i suoi famigli Innocenzo XI 11 1724, Benedetto XIII, Orsini, già
dichiarò coppiere Meniconi, già dell'ordine domenicano, e zelante
maestro di camera nel cardinalato arcivescovo di Benevento. Di sem-
e dapifero nel conclave; elemosi- plici costumi, e grandemente umi-
niere Ferranti, stato suo concla- le voleva uscire dal palazzo aposto-
"vista; vicegerente di Roma Bacca- lico senza guardie, e come povero
ri vescovo di Bojano, già suo vica- religioso in una carrozza a bandi-
rio generale nel vescovato di Vi- nelle tirate; ma dovendosi accomo-
terbo; confessore il p. Flaminio Ce- dare alle istanze de'più prudenti
sare de' chierici regolari minori; e della sua corte, fu costretto recar-
capitani de'cavalleggieri i suoi ni- si nelle sue frequenti visite alle
poti d. fr. Carlo, e d. Marcantonio chiese con un cappellano segreto,
Conti. Dalla sua IV costituzione, col quale diceva per istrada il ro-
Bull. Reni. tom. XI, pag. 207, sario, e con poche guardie di sol-
Concidunlur privilegia familìaribus dati, delle quali ringraziò come su-
Snnctitatìs Suae, si rilevano quel- perflue le lancie spezzate. Nel gior-
li accordati ai consueti famigliari no dopo la coronazione, settimo
inclusive ai sei came- aiutanti di di sua esaltazione, applicossi a prov-
ra Scipione de Fabiis romano, Do- vedere i posti più importanti di
menico Rombolnio di Pistoja, Fran- sua corte e famiglia, confermando
cesco Pino romano, Bartolommeo molti del suo piedecessore, come
Moslia o Moglia romano stato con- si ha dal citato Novaes, tom. XllI,

clavista, Girolamo Giorgi pisano, e p. 49 J quindi consagrò successi-


Giacomo Antonio Bianconi di Capra- vamente vescovi maggior partela

nica. Tali privilegi sono simili a de'suoi famigliari, e diversi ne fe-


quelli di Alessandro Vili, meno ce cardinali. Tali furono il famoso
qualche restrizione; si lascia però il Coscia, già suo segretario e mae-
protonotarialo, i titoli di conti e stro di camera; e Finy, già suo
cavalieri palatini, senza facoltà di aiutante di studio e maestro di
creare notari, si dichiarano nobili camera, dichiarandolo eziandio tale
romani, si esentano dalle decime, nel pontificato, quindi cardinal udi-
si a ricevere gli ordini
abilitano tore, ec.
extra tempora, gli si permette di Benedetto XllI comunicava la

eleggersi il confessore, di trasferir famiglia palatina nelle feste solen-


pensioni sino alla somma diduca- ni, del quale pio uso praticato dai
li trecento, di testare ec. Breve in Papi, ed in loro vece dai maggior-
il pontificato del magnanimo In- domi, se ne tratta al volume IX,
nocenzo XIII, poiché regnò due pag. 167 e 168 del Dizionario.
anni e circa ilieci mesi, morendo Tutti quelli che ricevono la co-
FAM FAM 9^
munioue dal maggiordomo sono in- nelle Memoriti cronologiche di quei
dividui della famiglia nobile, ve- pastori, a pag. ij2. A'i5 dicem-
stiti cogli abili del loro grado, i bre 1724 Benedetto XIII emanò
quali poscia nelle camere del mag- la bolla pei privilegi in favore dei
giordomo ricevono un rinfresco. suoi famigliari, ed eguale a quel-
Quelli dell'altra famiglia sono co- le de' suoi predecessori.
municati dal cappellano segreto Persuaso Clemente XII che dal-
caudatario. 11 maestro di camera poi la condotta lodevole dei ministri
nel giovedì santo fa la comunione e famigliari in gran parte dipen-
agli ecclesiastici no- della famiglia de il buon regolamento del ponti-
prima faceva
bile pontificia, ciocche ficato e del governo, immediata-
egualmente il Pontefice, e dal me- mente alla sua esaltazione pensò
desimo maestro di camera sono alla scelta che doveva fare, massi-

trattati di rinfresco. I sacerdoti ve- me pei principali; e sebbene dive-


stiti coi loro abiti di corte, assu- nisse cieco, regnò con prudenza e
mono la cotta e la stola nell'atto maturità I primari fa-
di consiglio.

di ricevere la comunione. Se i migliari di Clemente XII si leg-


maggiordomi e i maes-tri di came- gono presso il Novaes, Elementi del-
ra non sono sacerdoti, deputano la storia de Pont., tom. XIII, pag.
l'elemosiniere o il sagrista a fate 166. Clemente XII creò tre car-
la comunione, e la ricevono dalle dinali, tutti stali camerieri segreti,
mani di essi. Abusarono della bon- cioè Riviera, segretario delle lette-
tà di Benedetto XIII molti fami- re latine, e della cifra; Passeri, udi-
gliari, i quali ingordi di arricchirsi tore e conclavista nel cardinalato,
con discapito della gloria e dei indi uditore del Papa, continuan-
buon nome del loro padrone e do nella carica; e Spinola. Creò
benefattore, conculcarono la giu- pure cardinale il p. Pieri, già suo
commisero prepotenze, e non
stizia, bibliotecario e teologo ; e fece se-
badarono che a saziar la loro ri- natore di Roma suo Bielke, già
provevole venalità. Mancando il cameriere d'onore di spada e cap-
buon Pontefice di quella sagaci tà pa. I cardinali Spinelli Passionei
e discernimento per conoscere mi- e Silvio Valenti da Clemente XII
nistri anche alcuni de-
incorrotti^ creati, erano stati camerieri segreti
gli uffiziali camerali si unirono agli diClementeXI. Nei ruoli di Clemente
indegni famigliari, mentre altri one- XII si vede proseguito quanto di-
sti e saggi non mancarono illumi- cemmo di quelli di Clemente XI,
nare la virtuosa ed innocente ret- colle osservazioni che Io scalco se-
titudine del Pontefice. Tultavolta greto con titolo di monsignore ha,
non si potè riparare cU danni, par- scudi quarantacinque come came- i

te per l'ottuagenaria sua età, e rieri ed altrettanto il ca-


segreti,
parte dal ritenere impossibile che vallerizzo; due chierici segreti con
altri facessero male, ed agissero con- otto scudi per cadauno ; dei sei
»tro il decoro e la sua confidenza. aiutanti di camera^ uno era pure
Pompeo Sarnelli, stato suo con- cameriere extra; Ira i bussolanti
clavista, celebra la famiglia di Be- e i camerieri ejctra alcuni sono no-
nedetto XllI quando era arcivesco- tali ceroferari. Otto scopatoli segreti,
vo di Benevento, come si Ìì^^'^g compresi scudi sei che iruivano dal-
9^ FAM FAM
la tesoreria, in tutti dividevansi ses- nedetto XIV si legge nel tom, XIV,
santaqualtro scudi. Al foriere mag- p. 9 del Novaes, e quasi tutti nel-
giore fu assegnato per compenso le Notizie di Roma^ così di quelli
della carrozza scudi sedici e bai. de'Papi successori. Dalla nota delle
66 e mezzo, oltre gli scudi quaran- medaglie d'oro e di argento distri-
tanove pur mensuali. Dodici cava- buite nel pontificato di Benedetto
lieri di guardia con venti scudi per XIV dai prelati maggiordomi e
cadauno, niente i due soprannume- maestri di camera per la solennità

ri. Sono notati, il decano con scu- del possesso, e quella annuale dei
di nove, e bai. 90; il sotto-deca- ss. Pietro e Paolo, si rileva che il

no con scudi quattro e bai. 62 maggiordomo ne distribuiva ai fa-


e mezzo ; e trentuno palafrenieri migliari pontifìcii ventitre d'oro, e
con undici sediari. Ebbero la par- centosessantacinquedi argento, men-
te di pane e vino i principi assi- tre il maestro di camera ne di-
stenti al soglio, cioè il nipote del stribuiva centotrentadue d'oro, e
Papa, il contestabile Colonna, e il duecentottantaquattro di argento. I

duca di Gravina Orsini; altrettan- detti due prelati ne avevano tre


to il vessillifero, il vice-castellano per specie; e due i cardinali pa-
con parte di cameriere segreto, i latini, il cardinal vicario, icame-
prelati domestici, cosi diecinove ca- rieri segreti sì ecclesiastici che se-
merieri d'onore in abito paonazzo, colari partecipanti , compreso Io

e trentatre di spada e cappa, ol- scalco segreto. Una d' oro ed al-
tre quattordici dimoranti fuori di tra d'argento i due capitani de' ca-
Roma, i non avevano
quali però valleggeri, i sei cappellani segreti,
parte. Fu Clemente XII che de- i due chierici segreti, i cinque
stinò perpetuamente a governatore aiutanti di camera , il vessillifero,

del conclave il prelato maggior- i tredici cavalieri di guardia ossia-


domo prò tempore. no lancie spezzate, capitano, tenen-
Benedetto XIV, divenutone! 1740 te, ed alfiere della guardia svizze-
sommo Pontefice, esortò i prelati ra, ed alcune guardie de'cavalleg-
di sua corte all'applicazione dello gieri; il padre maestro del sacro
studio, ed a vivere esemplarmente, palazzo, il padre sotto-sagrista, il
al modo che riportammo al citato padre predicatore apostolico, i due
articolo Camerieri del Papa. Fra primi maestri di cerimonie, il bi-
i cardinali stati famigliari dei Pa- bliotecario segreto, i ministri assi-

pij e da Benedetto XIV aggregati stenti della cappella pontificia, i pre-


al sagro collegio, nomineremo Pao- lati segretari di consulta, del buon
lucci-Merlini, e Burini, già came- governo, l'uditore del camerlen-
rieri segreti di Clemente XI, Stop- gato, il maestro di casa, il compu-
pani d'Innocenzo XIll, e Livizza- tista ; l'uditore civile di palazzo, e
nidi Clemente XII. Fra quelli poi l'uditore criminale, oltre il procu-
dello stesso Benedetto XIV faremo ratore del medesimo ; il sotto-com-
menzione di Millo, già suo vicario putista, e il primo giovane della
generale d'Ancona e
nelle diocesi computisteria; il p. confessore del-
Bologna, poscia promosso ad udi- la famiglia, il fioriere, lo scalco
tore ed a favorito datario. II no- della foresteria, il sotto-foriere, lo

Tero de' principali famigli di ^- speziale, il legatore segreto de'libri


FAM FAM 93
e scritture; il cuoco, ed il creden- sue prime cure a fornire la corte
ziere segreti ; il bottigliere, e lo pontifìcia di soggetti, i quali per
spenditore segreti; il maestro di ogni parte ne fossero meritevoli.
stalla, decano de' palafrenieri.
e il Dichiarò perpetuo nell'ordine dei
Una argento l'avevano i
sola di serviti l'uffizio di confessore della
nove cappellani comuni, i quattro famiglia pontifìcia, alla quale am-
scritturali della computisteria , i pliò le abitazioni, come aveva fatto
tre medici della famiglia, il solle- Clemente XII. Dai ruoli di Cle-
citatore di palazzo, i dieciotto bus- mente XIII osservasi che i cardi-
solanti compresi soprannume- i nali palatini erano nel novero dei
ri; gli undici camerieri extra com- camerieri segreti partecipanti, e
presi i soprannumeri , e i dodi- questi ascendevano a dieci, con par-
ci scudieri compresi i soprannu- te di pane e vino, e scudi quaran-
meri ; i sette scopatori segreti che tacinque mensili a tutti; però il
sotto Benedetto XIV giunsero a maestro di camera ne fruiva cin-
dieci ed anche undici; così gli al- quantadue e mezzo. Più sono re-
tri offiziali dell'officine palatine, e gistrati trentatre camerieri segreti
gli aiutanti de' diversi uffizi; i giar- soprannumerari senza parte, quat-
dinieri, ventinove palafrenieri, dieci tordici camerieri d'onore in abito
sedi ari, otto cocchieri, tre lettighie- paonazzo, sette de'quali con parte
ri, facchini di camera, guardaroba di pane e vino, e quarantatre ca-
del pontificio palazzo di Castel merieri di onore spada e cap-di
Gandolfo. Finalmente nella sede pa, nove de'quali con detta parte.
vacante del i 7 58 per morte di 11 maestro di casa con scudi qua-
Benedetto XIV, essendosi coniata rantacinque, ma nulla come pro-
e distribuita la medaglia per la scalco. Cinque cappellani segreti
festa de' ss. Pietro e Paolo, l'ebbe- con ventinove scudi, uno però con
ro i seguenti palatini. 11 maggior- venti, e i quattro soprannumeri
domo, il foriere maggiore, il ca- senza nulla. Due chierici segreti con
vallerizzo, l'uditore di palazzo, il otto scudi. Cinque aiutanti di ca-
maestro di casa ed il suo aiutante, mera con ventiquattro scudi, più
il computista con cinque della com- ai medesimi scudi due e baioc-
putisteria, il sotto - foriere, il p. chi 37 e mezzo in compenso del
confessore della famiglia, l'ammi- pane e vino, aventi un supplimen-
nistratore della cantina segreta, il to a loro aiuto. Dieci cavalieri di
maestro di stalla, il dispensiere di guardia lancie spezzate con scudi
palazzo, il sotto- custode de'cancel- venti per cadauno, ed otto senza
li, il decano degli scopatori comuni, paga quali soprannumeri. Undici
il giardiniere, e custode del palaz- scopatori segreti con scudi ottan-
zo quirinale, il sopraintendente dei totto fra tutti. Il decano, il sotto-
giardini al vaticano, il fornaro se- decano, trentaquattro palafrenieri,
greto, il sagrisla, il primo maestro e sette sediari. Tre principi assi-
di cerimonie, e il p. maestro del stenti al soglio, Bezzonico nipote
sagro palazzo apostolico. Le meda- del Papa, Colonna, ed Orsini- Gra-
glie d'oro furono sedici e ventotto vina.
quelle di argento. Successe nel 1769 a Clemente
Anche Clemente XIII impiegò le Xlll il Pontefice Clemente XIV,

I
9i FAM FAM
il qiinleconfermò molti dellia cor« za; e dei tredici di onore rol)]>rro
te del predecessore; ed in sua mor- soli dicci. I quattro aiutanti di ca-
te occupò nel 1775 il suo luogo Pio mera, come Clemente Xlll.
quelli di
VI Braschi. Questi nel conclave Alla categoria cappella pon-
della
in cui fu eletto Benedetto XIV fu tificia, figura pel primo il maestro
conclavista del cardinal Ruffo, in del sagro ospizio senza nulla per
morte del quale il Papa Io prese companatico ed in compenso di
,

per suo amanuense nel 1 753, o sia pane e vino scudi quattio e ba-
aiutante di studio laonde sotto la ; iocchi settantacinque; indi è regi-
dettatura d'un Pontefice di sì emi- strato monsignor sagrista. Sei cap-
nente dottrina, dovea riuscire an- pellani segreti con scudi ventìnove
ch' egli bene istruito nella scienza ed una parte di pane e vino per
delle ecclesiastiche discipline; e par- cadauno, cioè scudi due e baioc-
lando Pio VI, in un breve a mon- chi 37 e mezzo. Dieciotto cavalieri
signor Martini arcivescovo di Fi- di guardia dieci con scudi venti
,

renze, di Benedetto XIV, ecco co- per cadauno, ed otto senza paga;
me si espresse: quem Nos .... il capitano de'cavalleggieri con scu-
cuni in ejus, Benedicli XIV ^ fa- di tre, pane e vino; castellano di
mìliam fdiciter oliin asciti fuerinius Castel s.Angelo con parte di pa-
ecclesiasticae emditionis magistrum ne e vino; foriere maggiore, oltre
optimum Imbuisse gloriamur. Nel gli scudi quarantanove, scudi sedici
luglio di detto anno 1753 Bene- e baiocchi 66 e mezzo come so-
detto XIV fece il Braschi came- pra; cavallerizzo con scudi quaran-
riere segreto, e poscia canonico di tacinque ; dodici scopatori segreti
s. Pietro. con scudi novantasei fra tutti; fio-
Pio VI con chirografo del pri- riere con scudi dieci; sotto-foriere
mo gennaio 1778 riformò gli o- cameriere extra con scudi dieci.
norari e parti di molti famigliari Tra i bussolanti è notato l'ufficia-
pontificii. Anche ne' ruoli di Pio le extra omnes del Concistoro (Fe-
VI si trovano i camerieri segreti dij ove parlasi di tale uffizio); e
e i palatini con scudi quaranta- gli assistenti alle congregazioni so-
cinque, e due de' primi con sola no tra Il decano scudi
gli scudieri.

mezza paga, aventi scudi due e bai. nove e baiocchi go; il sotto-deca-
37 e mezzo, ed alcuni il doppio no scudi quattro e baiocchi 62 e
pel pane e vino; il maggiordomo mezzo; trentanove palafrenieri scu-
con scudi novantacinque per com- di centottanta e baiocchi 37 e mez-
panatico, e scudi dodici e bai. 16 zo; e dodici sediari con scudi cen-
e mezzo pel pane e vino; dopo di to ventotto e baiocchi io. Il bari-
lui è registrato il maestro di casa gello di Roma scudo uno e ba^
particolare del Papa senza parte; iocchi 62 e mezzo; quello del mag-
indi il maestro di casa del palaz- giordomo con scudi sei e baiocchi
zo apostolico con scudi quaranta* 62 e mezzo: anche il soldano del-
cinque companatico, e scudi
pel le carceri nuove aveva la parte
tre e bai. quattro pel pane e vi- da palazzo. Siccome dopo il pon-
no. I camerieri segreti di spada e tificato di Pio VI vi fu riforma
cappa in numero di cinque con sugli onorari, e sulle parti di pa-

parte di pane e vino, ed otto sen- ne e vino, come poi si dirà, e


,

r'AM 95
perciò che qui noteremo molti to di abolire tutte le }»orzioni di
di quelli che allora godevano tal pane e di vino che dal pontifìcio
parte. 1 segretari delle congregazioni palazzo si davano a' suoi famiglia-
de'vescovi e regolari, di consulta in ri, chiamata perciò parte di palaz-
un ai ponenti, i segretari di propa- zo, che, come abbiamo veduto, si

ganda fide, del eoncilio, de'riti, del dava anche ad un gran numero di
buon governo in im ai ponenti, prelati, ofllziali, e persone diverse,
dell'esame ec. Le segreterie di sta- che perciò si dicevano faniiglìnri
to, de' brevi, dei brevi a' principi, comuni, e commensali del Papa.
delle lettere latine, de'memoriali ec. Quindi annullò gli affitti del forno,
Diversi offiziali della cancelleria della mola, e della cantina del pa-
della dateria, e della camera apo- lazzo apostolico , ed i privilegi ed
stolica, in un all'uditore generale esenzioni annesse. Finalmente a' 20
e tesoriere generale della medesi- febbraio 1 798 i repubblicani fran-
ma. 11 governatore di Roma, il cesi nel modo il piti riprovevole, e
commendatore di s. Spirito; l'as- colla soverchiante legge del più for-
sessore, e il p. commissario del s. te, strapparono Pio VI dal Vati-
ofFizio. I cardinali avevano ezian- cano, avendo già occupato tutto Io
dio ancora la parte di pane e vi- stato pontificio in quel modo che
no ; così i tre principi assistenti al la storia ha registrato con note di
soglio, compreso il senatore Rezzo- sangue. Seguirono l'augusto prigio-
nico (il quale per ordine speciale niero monsignor Caracciolo mae-
di Clemente XIV godeva il mensile stro di camera; monsignor Marot-
assegno di scudi sessantacinque); gli ti suo segretario per le lettere la-
ambasciatori ed oratori de'sovrani tine;Bernardino Calvesi, e Andrea
presso la santa Sede; gli uditori Morelli aiutanti di camera (il se-
di rota; i chierici di camera; i condo de' quali sopravvissuto al pri-
pielati domestici; i protonotari a- mo divenne poi secondo di Pio
postolici; gli abbreviatori di parco VII giusta il costume); Felice Me-
maggiore; gii avvocati concistoriali; lia chirurgo dentista, col figlio Gio-
i vescovi assistenti al pontifìcio so- vanni; Giacinto Brandi figlio del
glio ; i votanti di segnatura ; i giu- defunto Stefano, già primo aiutan-
dici di Monte Citorio ossia della te di camera, suo maestro di casa;
curia Innocenziana, ec. ec. Ma a Francesco Bon accorsi scopatore se-
miglior intelligenza in appresso ri- greto, Salvatore Tamberlicchi scal-
porteremo il registro di questo ruo- co, il decano Antonio Vigano, il
lo, senza notare gli onorari, e il medico Giuseppe de Rossi, il chi-
quantitativo delle parti di palazzo. rurgo Filippo Morelli, che poscia
Nella memoranda epoca dell'anno fece al Pontefice da maestro di

^^797, in cui Pio VI avendo dovu- casa; il corriere Vincenzo Catenac-


^Hk> Tare coi repubblicani francesi, ci, ed il cuoco Gaspare Gagliardi,

^^Bqvasori del suo stato, immensi sa- ec. ec. JVon contenti di ciò i per-
^^^rifìzi nell'armistizio di Bologna e secutori di Pio VI, entrato che
pace di Tolentino per ,
le circo- questi fu nella Francia, e volendo
stanze deli' esausto erario, dovette vieppiù avvihrlo gli tolsero dal fian-
ripararvi con provvedimenti econo- co parte della ristretta sua corte,
A tale elletto si trovò costret- sotto il pretesto che aveano alcuni
Iiici.

1
,

96 FAM FAM
segrete intelligenze co* nemici, ed a gliari. Romac MDCCLXXV. Ex
nulla estiemo dolore pro-
valse 1'
typographia Reverendae Carne-
vato dal Papa per si amara sepa- rae Àposlolicae.
razione, né r interposizione di per-
sone autorevoli che affermavano la PIO PAPA VI
innocenza degli incolpati. Giunto
Pio VI in Valenza, poterono rag- A perpetuità' dell'atto.
giungerlo i separati domestici, per
averne l'ultima benedizione, e rac- Ai venerabili fratelli Giovanni
coglierne gli ultimi sospiri, quan- Archinto arcivescovo di Filippi
do placidamente spirò, spettacolo di Guido Calcagnini arcivescovo di
edificante ammirazione, la notte dei Tarso, e Nicol' Angelo Maria Lan-
28 agosto 1799, tra le braccia di dini vescovo di Porfirio , rispetti-
monsignor Spina arcivescovo di Co- vamente prefetti del palazzo apo-
rinto che faceva le veci di mag- stolico, della nostra residenza cu-
giordomo, del p. Girolamo Fanti- biculìy e della nostra sagrestia; ed
ni del riscatto suo confessore, e del ai diletti figli maestro Teodoro
p. Giampietro da Piacenza suo cap- Boccapaduli romano elemosiniere
pellano, per non nominare gli al- segreto, Benedetto Stay ragusino
tri. Prima di morire Pio VI di- segretario delle nostre lettere in
spose di quel poco che possedeva forma di breve ai principi, Filip-
in favore de' suoi famigliari, fedeli po Buonamici della Lucania, Car-
compagni di sua sventura, i qua- lo Federici genovese segretario del-
li un dopo l'altro paternamente a- la cifra, Carlo Luzi romano sot-
vea benedetti, e dato con tenerez- to-datario, Marcello Sandri di A-
za r estremo addio. Siccome negli melia coppiere, Baldassare Avogra-
articoli risguardanti gl'individui pri- do di Vercelli, Gregorio Bandi,
mari della famiglia pontificia , ab- e Fabrizio Loc?itelli cesenati, Giu-
biamo pei privilegi ad essi conces- seppe Coppa ri di Nocera guardaro-
si rimandato il lettore a questo ar- ba, Emmanuele da Prada di Com-
ticolo, ove promettemmo riportare postella, Bernardo Gonteri di To-
l'ultimo breve in favore de' fami- rino, Alfonso de Solis di Orvieto,
gliari pontificii emanato, perchè si Cristofaro Stonordi di Londra, I-
conoscesse in qual modo singolare gnazio de Aguirre romano, Vin-
i Papi distinsero i loro domestici cenzo Manni di Fabriano, Giusep-
intimi, tradotto nell'idioma italiano pe Garcia Malo di Cuenca, e Na-
qui appresso interamente il ripor- tale Saliceti diNebbio medico se-
tiamo, giacche della famiglia pon- greto, camerieri intimi o segreti;
tifìcia ci proponemmo trattare in ed al nobii uomo duca Michelan-
peculiar modo in questo nostro gelo Conti ( maestro del sagro o-
Dizionario^ come dichiarammo nel spizio), a Giambattista Collicola fo-
frontespizio. riere maggiore, a Giambattista Cen-
ci, ed ai marchesi Ferdinando Rag-
Concessione di privilegi fatta dalla gi, Camillo Massimi (generale del-

santità di nostro Signore per di- le poste), e Girolamo Serlupi ro-


vina provvidenza Papa Pio VI mano, prefetto della nostra scude-
a favore di alcuni suoi fami- ria, similmente camerieri segreti;
FAM FAM 97
ai cappellani segreti Giacomo Pa- de'costumi, e le altre pregevoli do-
ris di Sulii, Antonio Palombi ro- ti di probità e virtù, onde abbia-
mano, Atanasio Angelini di Ascoli, mo anche per domestica sperienza
Stefano Conil de Beduin di Car- conosciuto le persone vostre co-
pentrasso, Giacomo Benetti roma- prirsi di merito; e volendole per-
no, e Paolo Morelli di Rimini ; a ciò esaltare con attributo di grazia
Tommaso Agostino Ricchini del- speciale, e con titolo di onore se-
l'ordine de' predicatori, maestro del gnalato, e di eccellente dignità; col
palazzo Antonio Frati-
apostolico, tenore delle presenti assolvendo, e
ni romano nostro segreto maestro tenendo per assoluti, soltanto pel
di casa (essendone del palazzo apo- conseguimento del loro effetto, voi
stolico il di lui figlio Vincenzo Lui- tutti, e ciascuno di voi da ogni
gi Fratini romano); ai chierici se- scomunica, sospensione, interdetto,
greti Pietro Spagna romano, e e da qualunque altre ecclesiasUche
Scipione Pancotti di Pesaro ; a Do- sentenze, censure, e pene per qualr
menico Locatelli di Cesena, Stefa- sivoglia causa, od occasione impo^
no Brandi, e Giuseppe Tamberli- ste dalla legge , o dalla competen-
celli romani, e Bartolomeo Nata- te autorità, se mai foste da talu-
li di Orvieto nostri aiutanti di ca- na di esse vincolati comunque; di
mera , delle sovraenunciate città e moto proprio , non ad istanza vo-
diocesi rispettivamente preti, o chie- stra, né d' altrui in vostra vece,^
rici,o laici, nosti i famigliari, con- ma unicamente per impulso della
tinui commensali, salute ed aposto- nostra generosità, di certa scienza,
lica benedizione. e colla pienezza dell'apostolica au-
La provvida circospezione del torità, in vigore delle presenti ve-
romano Pontefice dispensatore di niamo ad ammettere voi, e ciascu-
grazie inclinata verso i di voti e no di voi rispettivamente a notali
fidi suoi, quelli specialmente, che nostri, e della Sede apostolica (sen-
con alacrità di continuo gli pre- za pregiudizio però de' diletti figli

stano famigliari servigi , e che notari del numero de' partecipanti)


d'altronde rendono commendevoli i ed a crearvi e costituirvi conti la-
meriti delle proprie virtù , suole terauensi, cavalieri dello speron d'o-
con luminosi attestati di onorifi- ro, nobili romani, cittadini di Ro-
cenza e di fama , e collo splendo- ma , di Avignone , di Bologna, di
re di titoli e dignità rivestirli e Ferrara, e di Benevento, e di tut-
fregiarli, non che di speciali favo- te e singole altre città, terre e luo-
ri esser loro cortese secondo che ghi mediatamente , od immediata-
scorge il meglio addirsi alle qualità mente soggetti alla Chiesa roma-
delle persone. na, con tutti gli annessi diritti, giu-
Quindi è che noi convenevolmen- risdizioni, prerogative ed insegne,
te apprezzando sì li gradevoli fa- e vi registriamo ed ascriviamo nel
miliari servizi, che voi tutti, i qua- numero e consorzio degli altri
li siete anche nostri continui com- notari nostri, e della medesima Se-
mensali, e ciascuno di voi fin qui de, non che de' conti lateranensi,
reso ci avete, e con impegno e de' cavalieri dello sperone d'oro, e
premura continuate a renderci, sì de'nobili romani, e degli altri cit-
pure rirreprensibililà della vita e tadini delle suddette città e terre.
VCL. XXIII.
7
{^ FAM FAM
E ^ì nccordiamo, che sebbene non nell'estensione di tutte e singole
vestiate l'abito e rocchetto de' no- apostoliche ed altre lettere, islro-

tori (Iella Sede apostolica a secon- menti, e scritture pubbliche e pri-


da dei decreti dell' ultimo concilio vate in nome vostro, possiate inti-
lateranense, e non abbiate abitato tolarvi, e sottoscrivervi notari, con-

in taU città, ne vi abbiate giam- ti, cavalieri, e nobili, e nati da


mai avuto domicilio ,
possediate ,
genitori entrambi di nobile lignag-
usiate, e godiate di tutti e qua- gio , non che cittadini romani
lunque privilegi e facoltà , esenzio- e delle altre città e terre a pia-
ni, immunità libertà, favori, gra-
, cimento vostro; che siate riguar-
zie, ed indulti, che posseggono, u- dati quali veri, e non finti notari,

sano e godono, o potranno in av- conti, cavalieri, e nobili, e citt^i-

venire qualimque modo posse-


in dini; e ninna cosa qualunque, mu-
dere, usare e godere non solamen- nita di tali sottoscrizioni, abbiasi
te tutti gli altri notari nostri an- per surrettizia, od orrettizia, od
che del numero de'partecipanti, non invalida, ma sia pienamente efìica-
solamente gli altri suddivisati con- ce. E
per onorificenza vostra siete
ti, cavalieri e nobili (eccettuate pe- autorizzati ancora ad usare il no-
rò le esenzioni tolte dal sagro con- stro stemma gentilizio, o separata-

cilio di Trento, in guisa che tan- mente per intiero, od ai vostri ri-
to nel criminale, quanto nel civi- spettivamente unito, come più vi
le siate soggetti agli ordinari, e aggrada.
del pari eccettuate le facoltà di le- In oltre liberiamo ed esen-
gittimare, di promuovere ai gradi, tiamo voi ed i vostri benefi-
di creare notari e tabellioni , ed zi ed offici ecclesiastici quanti e ,

altri privilegi di tal fatta ,


pretesi qualunque sieno i loro frutti, co-
dai suddetti notari e conti; e co- se e diritti esistenti in qualunque
sicché di essi non possiate far uso luogo, regno, o provincia; ed in
in nessun luogo, e sia invalido e Roma, nelle città, terre e luoghi
nullo qualunque vostro contrav- mediatamente ed immediatamente
ventorìo tentativo); ma ancora tut- soggetti alla stessa Romana Chiesa,
ti gli altri cittadini originari anche anche i vostri predii, case, posses-
nel conseguimento ed esercizio si sioni, e beni patrimoniali, e gli al-
in Roma, e nelle dette città, che tri temporali mobili, ed immobili,
in qualunque altra parte del mon- e semoventi, azioni e diritti pre-
do , delle dignità , de' benefizi , e senti e futuri di ogni qualità, quan-
degli offizi ecclesiastici e secolari tità, e natura, ed anche di qual-

ancorché lasciati vacanti dalle per- sivoglia annuo valore sieno, o sa-

sone di romani cittadini nativi, non ranno tali fruiti, rendite, e pro-
che dagli interventi ed adunanze. venti, e tutte le cose, che foste per
E possediate, usiate, e godiate non vendere, o comprare per uso vo-
solo a similitudine de' medesimi, stro e delle vostre famiglie, esen-
ma altresì in egual modo ed in tiamo, ripetesi, da tutte e qualun-
egual principalità di tali privilegi, que decime, quarte, metà,, sussidi
facoltà, esenzioni, grazie, ed in- anche caritativi, gabelle, balzelli,
dulti come se fossero stati emanati tributi, dazi, pedaggi, collette, o
per voi, talmente che in avvenire con qualunque altro nome espres-
FAM FAM 99
sì i carichi e sopraccarichi, e tut- anime, se a taluno di
venissero
ti gli altri pesi, contribuzioni sì voi altronde canonicamente confe-
urbane, che rustiche, ordinarie e riti,o qualunque di voi fosse eletto,
straordinarie, reah, personali, e mi- presentato, od altrimenti postone in
ste anche a tìtolo di fortificazioni possesso, possiate validamente e le-
di mura, e ponti, e moliture di citamente riceverli, e purché un
transito, o passo e vettura, delle solo esiga la personale residenza,
merci di qualunque sorte, sebbene ritenerli tutti simultaneamente fin-
in altro territorio o provincia per ché vivrete; come pure (ma sol-
terra o per mare, e per fiume, di tanto durante il vostro servizio
cavalli morti, di alloggiamenti mi- presso di noi) riguardo ai benefizi
litari, di erezione di seminario ec- ecclesiastici anche curati, non però
o per qualunque altra
clesiastico, parrocchiali, né curati con cura
ancorché grave e gravissima cau- delle anime de'parrocchiani, infral,-

sa (eccettuato soltanto quella di tanto da voi rispettivamente ottenu-


sovvenzione contro gl'infedeli) se- ti, i quali anche per dritto, statu-
condo le circostanze imposti, co- to, fondazione, o privilegio esige-
sicché voi tutti e ciascuno di voi rebbero la personale residenza , e
a nulla affatto di tali cose ed al- benché fossero le maggiori dignità
tre simili siate tenuti, né vi si pos- dopo la pontificale in chiese catte-
sa (finché continuerete a servirci) drali anche metropohtane, e le

contro l'esposto restringere dai com- principali nelle collegiate, non sia-
missari della camera apostolica, od te tenuti a personalmente risiede-
altri, ovvero dai compratori, ap- re, né dagli ordinari de' luoghi o
paltatori, ed esattori di siffatte da' capitoli di dette chiese, o da
gabelle e tributi , benché muniti chiunque altro vi si possa in tal
di qualsivoglia privilegio, esenzio- tempo astringere a risiedervi con-
ne, e facoltà. tro la volontà vostra, e nondimeno
Oltre a ciò colla medesima au- siavi lecito esigere, durante siffatto

torità e tenore, per libéralissimo servigio, tutti e singoli frutti, ren-


tratto di grazia speciale concedia- dite, e proventi degli ottenuti be-
mo a voi ed a ciascuno di voi ri- nefizi vostri in quella integrità (ec-
spettivamente l'opportuna dispensa, cettuate soltanto le distribuzioni
affinché se due benefizi qualun- quotidiane) colla quale li percepi-
que dissimih, o semplici simili, esi- reste, se in dette chiese e luoghi
stenti sotto ciascun tetto di tre personalmente risiedeste; e se frat-
chiese cattedrali, anche metropoli- tanto, e dipoi lo vorrete, possiate o
tane o collegiate qualunque, ben- nella romana curia, o fuori di es-
ché uno tra essi tutti fosse con cu- sa, da qualunque piacciavi catto-
ra, ovvero dignità anche maggiore lico vescovo, che goda la grazia e
e principale, canonicato, e preben- comunione della Sede medesima,
da, personato, amministrazione, od e che voi crederete meglio di sce-
officio, o fossevi la consuetudine gliere, essere promossi agli ordini
di ascendere per via di elezione a anche sagri, ed al presbiterato in
tal dignità, personato, amministra- tre giorni di domenica, od altri fe-
zione, od officio, ed abbia annessa stivi, anche fuori del tempo dalla
anche la cura giurisdizionale delle legge stabilito, senza chiederne la
loo FAM FAM
permissione al proprio ordinario, vescovi ed altri prelati maggiori)
o ad altri qualunque, se però ne o da consiglio e favore a tal og-
sarete stati riconosciuti idonei, lo getto prestato, da omissione di di-
che rimettiamo alla coscienza del giuni (non però dalla recita delle
vescovo ordinante; ed a quelli pro- ore canoniche, ed altri divini offi-
mossi, eseicitarne nel sagro mini- ci), e finalmente da tutti e qua-
stero dell'altare i rispettivi offici: lunque altri peccati criminalità, ,

e benché sacerdoti, e costituiti in eccessi, e delitti comunque gravi


dignità ed offici, possiate, soltan- ed enormi, sebben tali, che giu-
to per un quinquennio, purché non stamente dovesse per essi consul-
abbiate oltrepassato l'età di trenta tarsi la santa Sede, e contenuti in
anni, attendere allo studio della qualsivoglia costituzione apostolica,
legge e diritto civile nelle pubbli- e questi una sola volta in vita, ed
che scuole ed università, e dimo- in articolo di morte; negli altri ca-

stratane la capacità essere innalza- si poi comunque riservati alla san-


ti al grado di dottori in tal facoltà, ta Sede medesima, e simili qua-
insegnare anche pubblicamente la lunque una volta l'anno (ma tut-
stessa legge, ed esercitare libera- tociò senza pregiudizio di alcuno)
mente, e lecitamente l'officio di con diligenza le vostre
ascoltate
giudice, avvocato, e procuratore sol- confessioni, ed impostavi secondo
tanto nelle cause ecclesiastiche e le colpe commesse una salutar pe-
civili. nitenza : ed abbia egualmente la
Sia parimenti lecito a voi tutti, facoltà di commutare i voti qua-
ed a ciascheduno di voi di sceglie- lunque (eccettuati soltanto l'oltre-
re un sacerdote secolare, o regola- marino, della visita ai sagii limi-
re di qualunque ordine, abile ed ni de* ss. apostoli Pietro e Paolo,
approvato dall'ordinario, in vostro di castità, e di religione) in altre
confessore, e questi, durante la vi- opere di pietà.
ta di ognuno di voi, abbiasi la fa- Similmente per ulterior segna-
coltà di assolvere con autorità apo- lato favore, e colla stessa autorità
stolica voi tutti, e cadauno di voi e tenore permettiamo a voi, ed a
da qualunque scomunica, sospen- ciascun di voi rispettivamente, che
sione, interdetto, e di altre eccle- qualunque ordinario locale , o
siastiche sentenze, censure, e pene canonico della metropolitana, od
imposte dalla legge, e dall'autori- altre chiese cattedrali, ovvero per-
tà competente per qualunque oc- sona qualsiasi costituita in detta
tasi one o causa da voi incorse, e curia, quanto fuori di essa, da
da cui anche per
vi trovaste legati scegliersi all'uopo da voi rispetti-

apostolica autorità, benché l'assolu- vamente alla presenza di notaro,


zione ne fosse riservala specialmen- e testimoni degni di fede, abbia
te, o generalmente a noi, ed ai ro- la potestà, circa le annue pensio-
mani Pontefici successori nostri; ni qualunque sopra i fruiti, rendi-
non che dalle violazioni di qua- te, proventi, devoluzioni, e distri-
lunque voto, e precetto ecclesia- buzioni anche quotidiane delle men-
stico, dall'omicidio casuale, da pas- se abbaziali, o capitolari, vescovili,
sali atti violenti contro persone ed arcivescovili di qualsivoglia be-
anche ecclesiastiche ( eccettuati i con cura, o seco-
neficio ecclesiastico
FAM FAM loi
lare senza cura, non che degli or- ve estinzioni, e riserve) siano state
dini e milizie regolari qualunque, ancor più volte cassate, e nuova-
anche dell'ospedale di s. Giovan- mente assegnate le dette pensioni
ni Gerosolimitano, e quocunque e frutti, rendite, proventi, diritti,

qualificati; o in luogo delle pen- ricadenze, distribuzioni ed emolu-


sioni, circa i flutti, rendile, pro- menti fino alla somma e quanti-
venti, diritti, legati, distribuzioni, tà prestabilita; ed anche senza la
^d emolumenti a voi di già assegna- spedizione delle lettere apostoliche
ti e riservati, o che in appresso su tali rassegne, e traslazioni ; al-
fossero per assegnarsi e riservarsi, tronde poi con tutte, e qualun-
abbia, il ripetiamo, la potestà di que esenzioni, privilegi, decreti,
cassarle, ed estinguerle fino alla clausole, cauzioni, vincoli, obbliga-
somma di trecento ducati d'oro zioni, e cautele, ed anche colle
dì camera riguardo a ciascuno di censure, e pene concesse, e conte-
oi, in qualunque tempo piace- nute nelle riserve primiere; e di
rk a taluno di voi rispettivamen- più colla surrogazione in qualsi-
te o successivamente, in
insieme, voglia diritto vostro, relativo an-
tutto od parte, ancora in arti-
in cora al quasi possesso di esigere
colo di morte di cadaun di voi ; che avrete in allora acquistato;
e dopo averli cassati ed estinti, salvo però la forma della costitu-
riservare, costituire, ed assegnare zione emanata dal nostro prede-
altre simili pensioni annue sopra cessore Innocenzo Papa XI di feli-
i medesimi frutti, rendite, proven- ce rimembranza sulla traslazione
ti, diritti, lascite, distribuzioni, ed delle pensioni.
emolumenti, o in vece delle me- Vogliamo precisamente
poi e
desime i suddetti frutti, rendite, comandiamo pena di nullità
sotto
proventi, diritti, lascite, distribu- di si fatta traslazione, che rappor-

zioni, ed emolumenti fino alla to alle pensioni a voi e ad ognuno


somma e quantità di sopra pre- di voi rispettivamente, come sopra,
cisata, e da pagarsi per intiero, a riservate ed assegnate, o da riser-
favore una o più persone, da
di varsi ed in qualunque tempo ras-
nominarsi parimenti da voi, ben- segnarsi sopra qualsivoglia catte-
ché sieno chierici di qualunque, e drale , metropolitana , monistero
quanti vogliansi benefizi ecclesia- anche concistoriale, od altri qualun-
stici e provistij ed in ragionevole que benefizi, tanto semplici, quan-
aspettativa di nuovi, ossiaiio altri, to residenziali, od in altro qual-
che bramino essere insigniti del siasi modo qualificati, esistenti en-
chiericato, anco per loro vita du- tro Roma, e dentro lo stato ec-
rante, o loro procuratori muniti immediatamente soggetto
clesiastico
di speciale analogo mandnto, nel- anche nel temporale a noi, ed alla
lo stesso modo e forma onde a voi santa Sede, la suddetta facoltà dì tra-

Sì saranno rispettivamente assegna- sferire alla presenza si di persona


te e riservate, od assegnali e con- costituita in dignità ecclesiastica, si
cessi, anche senza il consenso di ancora di notaro e testimoni , a
quei che pagar devono tali pen- voi, come si disse, ed a ciascun di
sioni, e benché (non avendo voi la voi rispettivamente concessa, non
opportuna facoltà per siffatte nuo- possa esercitarsi, od etfelluarsi da
tai FAM FAM
iFoi,o da chiunque di voi lispetti- visi, quali avrete percepito e pcr-
vamente, se non a favore soltanto ciperete ; o a riguardo degli emo-
di coloro, che sono originari o del lumenti di qualsivoglia officio dei-
medesimo stato ecclesiastico, o di laromana curia, ed in altro qua-
que* regni e provincie, in cui pure lunque modo; e testare ancora di
gli slessi anche nel temporale sud- detti frutti, rendite, e proventi an-
diti nostri, e della santa Sede so- nui, non che degli acquisti colla
gliono essere ammessi promiscua- vostra o comune o singolare indu-
mente co'cittadini e nativi di det- stria e fatica, od in altra qual-
ti i-egni e provincie al pacifico siasi maniera, purché lecita, fatti,

possesso tanto degli ecclesiastici be- e che foste per fare; come anche
nefizi qualunque, quanto di simi- delle passate, e future provenienze
li pensioni. dagli impieghi ed offi/i, che avre-
Colla medesima apostolica auto- te esercitato, e foste per esercita-
ri t«ì e tenore vi concediamo ancora re,e d'altra qualunque occasione,
piena e libera facoltà di poter lecita- o causa, o contemplazione^ benché
mente e validamente testai^ di tut- consìstano in moneta sonante, in
te e singole cose, predii, possessioni, gioielli, gemme, ed altre cose più
terre, e luoghi anche giurisdizio- preziose, esistenti tanto in detta cu-
nali, ed altri beni non solo mo- ria,quanto fuori di essa dovunque,
bili ed im mobìli, purché però non ancor presso gli stessi benefizi (vo-
sieno destinati al ministero dell'al- lendo che le qualità, ed i veri an-
tare o degli altari di chiese a voi cor annuì valori delle predette co-
affidate,o a qualche speciale ser- se tutte, benché tali fossero, che
vizio dellemedesime chiese, od al- non cadessero sotto la generale no-
trimenti al divìn culto ed uso; ma menclatura de'beni, e delle sup-
ancora semoventi di ogni qualità, pellettili , ma abbisognassero di
quantità, valore, specie, prezzo, e speciali vocaboH, in virtù delle
condizione, e diritti, ed azioni a voi presenti abbiansi per sufficiente-
spettanti, o a riguardo di chiese an- mente espresse e dichiarate, come
che cattedrali e metropolitane, cui se fatta ne fosse specifica e singo-
forse avrete presieduto, non che di iar espressione e nomina), fino al-
monasteri, priorati, prepositure, di- la somma di sei mila ducati di
gnità ed altri qualunque benefizi oro di camera per cadaun di voi ;
ecclesiastici con cura,o secolari senza e finalmente testare anche degli
cura,e di qualsivoglia ordine regolare, stessi frutti, rendite, e proventi, e
che per concessioni e dispense apo- pensioni dovute, e che il
a voi
stohche avrete ottenuto, ed otterrete saranno (salva però la forma del-
in titolo, commenda, amministra- le costituzioni apostoliche già pub-
zione, ed in altro qualunque mo- blicate, o che fossero per pub-
do ; o a riguardo de'frutti, rendite blicarsi, intorno ai frutti non esat-
e proventi ecclesiastici in luogo di ti ) cumulativamente ancora con
pensioni, come pure delle stesse tutte le altre sostanze già conse-
annue pensioni sopra i simili frut- guite, e che fossero per conseguir-
ti, rendite, o proventi, che vi si si, tanto per decenti ed oneste
riservarono ed assegnarono, o che spese funebri, quanto altresì per
debbono riservarvisi ed assegnar- rimxmerare coloro che vi avranno
,

FAM FAM io3


servito, con liberalità anche supc- altri luoghi della doverosa vostra
riore al merito del servizio, non residenza personale anche senza
che a favore ed uso de' vostri con- veruna ragione -, tutti e singoli vo-
sanguinei ed affini, e di qualunque stri beni, cose, e diritti, anche co-
pio luogo, ed altrimenti a pieno me si è detto, qualificati, gli spogli
arbitrio e volontà vostra; ed una di qualunque quantità e valore
o due e più volte disporre, deter- delle sopraindicate, od altre qual-
minare, ordinare con testamento, siansi provenienze, non apparten-
codicilli, fidecommissi, legati, dona- gano alla camera apostolica, od ai
zioni inter vivos, etcausa mordsy successori in detti benefizi , ma
ed in altri qualunque modi, e ti- bensì agli eredi consanguinei vo-
tolo, con scrittura anche meno so- stri sieno per intiero devoluti, ed
lenne alla presenza di due o tre in mancanza di essi, siano distri-
testimoni, ed ancora con semplice buiti tra i vostri famigliari ad ar-
schedula scritta, o sottoscritta di bitrio di persona, o persone, che
vostro pugno, ed altrimenti in tut- avrete a tale oggetto nominate in
to e per tutto secondochè, e co- iscritto, seppure non constasse di al-
munque a voi piacerà anche nella tra vostra diversa disposizione, e
slessa curia, ed in articolo di mor- da scrittura anche meno solenne
te, neppur facendo menzione alcu- quale in tal caso e le persone sud-
na della presente, od altre simili dette, ed altri giudici ovvero ese-
da voi già ottenute facoltà, o che cutori dovranno come efficace ese-
in forza di esse vogliate ed inten- guire ed adempire, ed in tutto e
diate testare e disporre; talmente- per tutto conformarvisi, poiché ri-
chè tutto ciò che da voi sarà te- guardo a tali qualsi vogliano testa-
stato, fatto, ordinato, o disposto menti, legati, donazioni, disposizio-
anche in forza di semplice distri- ni, ed altri atti, forse da voi senza
buzione, od in ogni altro miglior alcuna, o men che sufficiente fa-
modo, sia valido, e debba onni- coltà intorno ai beni, diritti, ed
namente eseguirsi ; e voi siate pur azioni, frutti, denari, gioielli, ed
arbitri di più, e tante volte quante altre cose accennate a favore dei
il vorrete, moderare, limitare, ed consanguinei, ed affini suddetti, od
anche totalmente rivocare, e rinno- in altro qualunque modo eseguiti,
vare appieno gli stessi testamenti, con tutti gli analoghi successi , e
codicilli, e disposizioni, ordinazioni, che da voi saranno per eseguirsi;
determinazioni, e legati. ora per allora, e viceversa, li ap-
Inoltre stabiliamo, ed ordinia- proviamo, e convalidiamo per la
mo, e vi accordiamo la grazia, che prefissa somma di sei mila ducati,
morendo voi ab intestato^ e senza e suppliamo a tutti, e singoli di-
alcuna, o con men valida disposi- fetti di diritto, e di fatto, e delle
zione de' suddetti beni , e cose , e solennità omesse o che fossero per
frutti, rendite^ e proventi nella omettersi, benché sostanziali, ed al-
stessa curia,o fuori di essa, dopo tri qualunque od occorsero, od a-
una continua o interpolata perma- vessero ad occorrere in simili atti,
nenza di ciascun di voi rispetliva- e benché tali siano, o fossero stati,
:
mente in un medesimo luogo, ed che far se ne dovesse nelle pre-
^^k anche fuori de' vostri benefizi, od senti speciale, specifica, ed espres-

I
, ,

io4 FAM FAM


sa menzione. Rigorosamente vie- chiese parrocchiali, e tutti gli al-
tando tanto a qualsivoglia arcive- tri, che astretti alla canonica per-
scovo, vescovo, ed altri prelati delle sonal residenza muoiono comunque
chiese, non che ai chierici presi- fuori di essa, emanate li 2 5 no-
denti di detta camera, ed ai col- vembre l'anno quinto del suo pon-
lettori e succollettori addetti ai me- tificato, o con diversa piti corta
desimi, alla fabbrica della basilica data né sotto altra qualunque co-
;

del principe degli apostoli di Ro- stituzione, o revoche sospensioni ,

ma, alia santa crociata e simili , limitazioni, modificazioni, decreti,


quanto a tutti gli altri di qualun- dichiarazioni apostoliche, regole del-
que dignità, slato, grado, e condi- la cancelleria apostolica fino ad ora
zione, ancorché decorati di qualsiasi fatte, e pubblicate per qualsivoglia
autorità e potere, sotto pena di sco- causa, quanto siasi massima, ur-
munica maggiore, ed altre senten- gente, imprevedibile, anche in fa-
ze, censure, e gravami ecclesiastici, vore della fede, ed aumento del
di osare direttamente, o indiretta- divin sebbene concistorial-
culto
mente con qualsivoglia ricercato mente, ancor da noi, e dalla sede
colore, arte e pretesto molestare, medesima ; ma che le cose tutte
od inquietare le università, collegi, sovra esposte , eccettuate sempre
luoghi, legatari, eredi, persone od da simili prescrizioni, e quante vol-
esecutori suddetti di tali testamen- te verranno queste emanate , al-

ti, volontà ed ordinazioni ; e de- trettante riposte quelle nel primie-


cretando che le prefate tutte e sin- ro validissimo slato anche a vo-
gole cose, e le presenti lettere, ed stra scelta con data posteriore, con
i testamenti, donazioni, codicilli, deroghe, e clausole anche deroga-
fidecommissi, legati, ordinazioni, de- torie delle derogatorie, ed annul-
roghe, disposizioni, e simili qualun- lanti, e simili decreti da interpor-
que, e ciò che si è fatto, o sarà si, e colla massima latitudine spe-
per farsi tanto in vigore di questa, cificarsi da voi, e di più ristabili-

quanto di altre concessioni a voi te e ripristinate, e di nuovo con-


compartite, o che dappoi in gene- cesse, sieno valide ed efficaci, e
re, od in ispecie fossero per com- con perpetuo vigore sussistano, ed
partirsi in un colle passate e fu- abbiano tanto i lor pieni, totali, e
ture derivazioni (ancorché moriste per diritto, stilo, consuetudine, ed
entro la curia , od in qualunque altrimenti comunque possibili ef-
altra parte del mondo fuori delle fetti, quanto forza di vero, legitti-
chiese, e dei benefizi, che richie- mo, giurato, stipolato, ed efficace
dessero la personale residenza , in contratto tra voi per una parte, e
qualsiasi modo qualificati , da voi noi, e la suddetta camera per l'al-
finora ottenuti, anche per sola vo- tra, né cessino anche per promo-
lontà vostra e non sussistendo al- zione a chiesa cattedrale sebbene
cima causa di risiedere ), non
non metropolitana, o per traslazione od
sono comprese sotto la lettera di altro cambiamento di stato, e per-
Pio Papa IV di ree. mem. pari- sona vostra, né svaniscano per al-

menti nostro antecessore contro qua- tre simili,o dissimili grazie a voi
lunque vescovo, arcivescovo ed al- concesse, o che fossero per conce-
tri prelati, e contro i rettori delle dersi, ma nel vostro godimento co-
, ,

FAM F A M f tf5r

mulativo di eiise tutte, se man- diamo ai venerabili fratelli nostri


casse qualche cosa in una di si- cardinali vescovi di Ostia , e di
mili Facoltà, debba supplirsi dal- Porto, ed al diletto figlio uditore
l'altra ; che gli eredi, legatari, e generale delle cause nella curia
luoglii ai quiili saranno devoluti della camera apostolica, qualmente
o si lasceranno sififatli beni, dritti, essi, o due od un solo di loro
,

ed azioni, od i predetti esecutori da se, o per mezzo di un altro


non sieno tenuti né a pagare la o di altri solennemente pubblican-
teiza, od altra parte de' medesimi do le presenti lettere, e tutto ciò
beni, quali anche fin da ora a voi, che contengono dove , e quando
ed ai luoghi, eredi, legatari o do- fia d'uopo, e quante volte ne sia-

natari sovraddetti liberalmente con- no per parte vostra richiesti e ,

cediamo, e doniamo alla camera o nelle premesse cose coprendovi col-


fabbrica, o benefìzi indicati anche l'egida di possente e valida difesa
a titolo di spedizione contro gl'in- impongano per autorità nostra la
fedeli, o qualunque, e
per altri severa osservanza delle stesse pre-
quanto vogliasi pii usi, ne a com- senti lettere , ed intero loro teno-
porre analogamente con essi ; ne re, e faccianvi in pace gustare, e
voi siate obbligati a chiedere od godere d'ogni lor frutto, non per-
impetrare da noi, e dai nostri suc- mettendo che voi da chiunque
cessori romani Pontefici altra par- quanto si voglia autorevole soffria-
ticolare licenza od indulto, o con- te in opposizione alle presenti in-
ferma delle presenti, od a fare in debite molestie, vessazioni, distur-
altra simile grazia, o conferma del- bi, a qualunque contradditore, e
la medesima, che venisse comun- ribelle ponendo freno con eccle-
que a concedervisi, menzione alcu- siastiche sentenze, censure, e pene,
na di questa, ne vi si possa astrin- ed altri opportuni rimedi di dirit-

gere per veruna necessità. Che così, to, e di fatto, rigettati gli appelli,
e non altrimenti debba giudicarsi e salvi i doverosi legali processi, e
e definirsi nelle premesse tutte e le censure e pene più volte
stesse
singole cose da qualunque siasi giu- aggravando, invocato anco all' in-
dice, ordinari e delegati, ancorché tento, se fia di mestieri, l'appoggio
uditori delle cause del palazzo apo- della secolar podestà. Non ostante
stolico, e cardinali della stessa san- le costituzioni sopraddette, e quelle
ta romana non che del ca-
Chiesa, emanate dalla pia mem. di Boni-
merlengo sunnominati chierici
e facio Papa Vili pur nostro pre-
presidenti prò tempore^ in qualun- decessore intorno ad una e nel ,

que causa ed istanza, tolta loro ed concilio generale due diete, purché
a ciascun di loro la facoltà ed oltre le tre diete alcuno per au-
autorità di altrimenti giudicare ed torità delle presenti non sia tratto

interpretare, e se accade che da in giudizio, non che dall'ultimo


taluno quanto si voglia autorevole, concilio lateranense intorno al nu-
scientemente, od ignorantemente si mero determinato de' notari, seb-
tenti il contrario, sia l'atto invah- bene a quello non si fosse ancor
do e nullo. giunto, cui non intendiamo dero-
Per la qual cosa di moto pro- gare per altre circostanze, ed in-

prio con apostolico scritto coman- torno al consenso da prestarsi nelle


,,
,

io6 FAM FAM


pensioni, ed altre qualunque rego- lunque altra ancorché ab-
solidità,
le della cancelleria apostolica, e le biale forse finora prestato,
o vi
consuetudini in simili cose fino ad accadesse in avvenire di prestar
ora osservate, anche da noi, e dal- giuramento di osservarli, e di non
la sede suilodata pubblicate, o da impetrar lettere apostoliche contro
pubblicarsi; non che dalla ree. mem. i medesimi, e neppure da altri, ed

di Alessandro VI parimenti nostro ottenutele, od altrimenti comunque


predecessore che dispone, fra le al- concessevi, di non farne uso né da
ti*e prescrizioni, doversi alla detta voi, né per mezzo de' vostri pro-
camera la terza parte de* beni ec- curatori, e similmente non ostante
come pure dallo stesso
clesiastici, i privilegi, indulti e lettere aposto-
Bonifacio Papa Vili che proibisce liche concesse alle lodate chiese,
le concessioni a tempo indetermi- monisteri, ordini , ed ospedali , ed
nato, onde percepire in assenza i ai loro prelati, o amministratori, e
frutti de' benefìzi; da Pio Papa superiori, e maestri, precettori, prio-
IV, egualmente nostro antecessore, ri, militi ancoi' anziani, capitoli,
intorno al doversi presentare e conventi, città, e luoghi e simili,
registrare in camera apostolica, en- ed comunità, ed univer-
alle loro
tro il termine prefisso, le grazie sità, ed altre persone anche parti-
concernenti V interesse della stessa colari, non che agli arcivescovi, ve-
camera, talmentechè non siate te- scovi, ed altri ordinari, e perfino
nuti di fare in alcun tempo regi- agli stessi cardinali, ed ofiìziali di
strare le presenti in delta camera; detta curia, e loro collegi , come
e similmente dalia ree. mera, di pure agli ed appaltatori
esattori,
Urbano Papa Vili, del pari ante- di decime, pedaggi, gabelle, ed o-
cessore nostro, sul non doversi tras- neri, ed ai compratori di altri one-
ferire le pensioni già trasferite ; ri; sebbene concesse in qualunque
non che da qualsiasi altro romano tenore e forma , ed ancora con
Pontefice nostro predecessore, e non qualsiansi derogatorie delle dero-
ostante qualunque altre generali e gatorie, e decreti annullanti, e si-

speciali costituzioni apostoliche pub- mili da qualunque romano Ponte-


blicate negli universali, provinciali, fice nostro antecessore, ed ancora
e sinodali concili ed ordinazioni , da noi e dalla sopraddetta sede, an-
non che leggi anche imperiali , e che concistorialmente , e per con-
municipali tanto di Roma, quanto siglio degli stessi cardinali, anche per
delle altre città o luoghi , in cui modo di perpetuo statuto e costi-
sieno stati creati cittadini origina- tuzione, e di simile moto e scien-
ri , e di altre qualunque chiese za, e colla pienezza dell'apostolica
monasteri, ordini, ed ospedali, co- potestà, o ad istanza d'imperatore,
me pure di qualsiasi collegi, ed of- re, regine, duchi, marchesi, ed al-
fizi di detta curia, e degli indicati tri principi, o a lor contemplazio-

regni o provincia, e non ostante i ne in genere, ed in specie, od al-


i

statuti, consuetudini, regolamenti, trimenti comunque, ed anche più


usi , e nature di Roma , e delle volte, benché in esse, e negli statuti
suddette città, luoghi, e camera e regolamenti accennati si prescri-
benché avvalorati da giuramento, ve con cautela di non potersi con-
approvazione apostolica, e da qua- feiire i benefizi di Roma, se non
,

FAM FAM 107


die ad originari cittadini romani to col consenso del maestro, e del
e loro figli, e quelli di alcune chie- convento, e non diversamente né
se conseguirsi, se non da persone in altra maniera; e finalmente di
illustri, o nobili, ed anche da cit- potersi e doversi dagli esattori ed
tadini originari, od altrimenti qua- appaltatori esigere decime, pedag-
lificate in modo determinato ed gi, ed oneri ancora dagli esenti, ed

espresso, ne alcuno ammettersi alla obbligarli e costringerli a tal pa-


cittadinanza di Roma, e di dette gamento o contribuzione. Alle quali
città, castelli, terre, e luoghi, o al cose tutte, che rimarranno per gli
godimento de' loro privilegi se pri- altri casi ed effetti nel loro pieno
ma non abbiano dimorato in tali vigore, avendo colle per presenti
città, castelli, terre, e luoghi per espresso il rispettivo
tenore, loro
il lasso di tempo determinato, ed come se vi fosse parola per paro-
anche posseduto beni ancora sta- la inserito, sufficientemente , ed
bili ascendenti forse ad un valore espressamente deroghiamo, e decre-
definito; ne potersi le precettorie, tiamo che si è derogato, compreso
od altri qualunque benefizi di detto il caso, che non aveste fatto nelle
ospedale tanto per sua istituzione, indicate chiese la prima consueta
quanto per disposizione degli indi- personale residenza, ed a tutte le
cati regolamenti gravare di pen- altre contrarie cose qualunque. Vo-
sioni a favore di chierici secolari, gliamo poi, che prima di venire
od altre persone anche con auto- al godimento della grazia a voi

rità apostoHca; né potersi deroga- fatta, come sopra, creandovi notari


re ai suddetti regolamenti e privi- nostri, e della sede apostolica, sia-
legi anche in vigore d'implicita te assolutamente tenuti ad emette-
deroga sommamente estensiva, an- re espressamente in mano di qual-
che per mezzo di qualunque apo- che persona costituita in dignità
stoliche lettere, ed altre qualsivo- ecclesiastica la professione di fede
gliano anche derogatorie delle de- secondo gli articoli della stessa se-
rogatorie , più efficaci , ed insolite de recentemente proposti , e pre-
clausole, né tenersi per derogato stare il solito giuramento di fedel-
se tal deroga non per con-
facciasi tà; e che ai transunti, od esem-
siglio de' cardinalimedesimi, ed in anche stampati,
plari delle presenti
allora vi concorra per ultimo l'as- muniti della sottoscrizione di qual-
senso del maestro, e del convento, che pubblico notaro abbiasi intie-
e le lettere di tal deroga non sia- ramente in giudizio e fuori la fe-
no sottoscritte anche dal detto mae- de stessa, che avrebbesi alle me-
stro, ed intimate a lui ed al con- desime, se venissero esibite e mo-
vento accennato, con lettere in for- strate. Per altro vogliamo del pari,
ma di breve, ed altre interpolata- e decretiamo che a quelli fra voi,
mente in vari tempi, e con deter- cui furono concesse eguali facoltà
minati intervalli, e non diversa- di testar di beni e trasferir pen-
mente, né in altra guisa, e non sioni, dai romani Pontefici nostri
sia sempre in tutte le deroghe, che predecessori , de' quali erano essi
si faranno in tal modo anche per rispettivamente anche familiari con-
consiglio de' cardinali, apposta la tinui commensali, le presenti let-
clausola, che abbiano il loro effet- tere non sieno utili riguardo a tali
io8 FAM FAM
facoltà di testar de' beni, e trasfe- Minutanti della segreteria di stato
rir pensioni. sei.

Dato in Roma presso s. Pietro, Scrittori della segreteria di slato


e suggellato coiranello piscatorio il tre, con altrettanti soprannumeri.
giorno 22 giugno 1775. Anno pri-
mo del nostro pontificato.
SOSTITUTI.
G. Card. Conti.
De' brevi.
Termineremo quanto riguarda De' brevi a' principi, con due scrit-
il pontificato di Pio VI, rispetto tori.

alla famiglia pontifìcia, col ripor- Della segreteria de' memoriali, con
tare fedelmente il registro del ruo- altri cinque aiutanti.
lo formato sotto il primo maggio
1778, secondo quelli degli altri CAMERIERI SEGRETI.
pontificati, seguendo le consuete ed
antichissime graduazioni e prece- Cardinal pro-uditore del Papa.
denze relative alle individuali qua- Maestro di camera.
lifiche ed attribuzioni , quanto di Elemosiniere.
quelli considerati famigliari del Pa- Segretario della cifra.
pa, quanto dei famigliari intimi e Coppiere.
personali dello stesso Papa, che dei Segretario d'ambasciata.
famigliari appartenenti ai sagri pa- Guardaroba, con altri undici ca-
lazzi apostolici, ed azienda palati- merieri segreti, compreso il me-
na, compresi ancora gli ufBzi mi- dico segreto ; più altri undici
nori. camerieri segreti soprannumerari
senza emolumento, fra' quali uu
SEGRETARI. medico segreto onorario.
Senatore di Roma Rezzonico, qui
Cardinal segretario di stato. registrato perchè Clemente XIV
Cardinal segretario de' brevi. aveagli assegnatocome nipote del
Cardinal segretario de' memoriali. predecessore Clemente XI 11 men-
Segretario de' vescovi e regolari. sili scudi settantacinqiie , colla
Segretario di consulta. parte di palazzo sua vita du-
Segretario di propaganda fide. rante.
Segretario de' brevi a' principi.

Segretario del concilio.


Segretario de' riti. CAMERIERI SEGRETI DI SPADA E CAPPA.
Segretario delie lettere latine.
Segretario delle risposte alle rela-
zioni che i vescovi mandano al- Maestro del sagro ospizio.
la sagra congregnzione del con- P'oriere maggiore, con altri tre ca-
cilio dello slato delle loro dio- merieri cou)preso il generale del-
cesi. le poste, con parte di pane, vi-

Segretario del buon governo. no, ed altro ; e con quattordici


Cifrista, con suoi due aiutanti del- soprannumeri senza emolumenti
la segreteria di stato. e senza parte.
FAM FAM 109
CAMERIERI d'onore IN ABITO PAONAZZO. SCUDIERI.

Uno, con parte di palazzo, ed enio- Otto, alcuni ceroferari, altri due
iumeuto mensile. assistenti alle congregazioni; e
Scalco segreto. tre soprannumeri senza nulla.

CAPPELLANI SEGRETI. CAPPELLA PONTIFICIA.

Otto, essendo il primo crocifero, il Maestro del sagro ospizio.


secondo caudatario, e gli ultimi Sagrista.
due senza parte , e senza ono- Prete, diacono, e suddiacono assi-
rario. stenti.

CHIERICI SEGRETI. P. sotto-sagrista, con suo coadiu-


tore, ambedue agostiniani.
Due sacerdoti. Maestri delle cerimonie cinque, con
altrettanti soprannumeri , il pri-
AIUTANTI DI CAMERA. mo de' quali colla parte di pa-
lazzo.

Quattro individui. Due chierici, con altrettanti sopran-


numeri , sotto-chierico , accendi-
CAPPELLANI COMUNI. tore delle candele della cancel-
lata, e custode delle lorcie.
Dieci, ma gli ui litui tre senza parte Scrittori in canto figurato sei ; can-
e senza onorario. tori della cappella pontifìcia cin-
quantanove , e loro cappellano ;

custodi de' hbri della musica,


BUSSOLANTI. custode delle pitture della cap-
pella Sistina.
Quattordici, compresi il primo scal- P. confessore della famiglia ponti-
co della foresteria o trinciante , fìcia, religioso de' servi di Maria.
ed altri quattro trincianti , un Sacerdote assistente quotidiano alla
assistente alle congregazioni, l'ot- tavola de' tredici poveri che si

ficiale extra omiies del concisto- faceva ogni giorno nel palazzo
ro, un giubilato più sono re-
: apostolico.
gistrati tre soprannumeri senza
nulla. CAPPELLA COMUNE.

CAMERIERI EXTRA. Cappellano, e chierico con coadiu-


tori.

Undici , il primo sotto - guardaro-


ba, il secondo sotto-foriere, il OFFICIALI MAGGIORI.
terzo ceroferario, il quarto sol-
lecitatore del sagro palazzo, il Maggiordomo^ prefetto de'sagri pa-
penultimo coH'incombenza di fa- lazzi apostolici.

re il lampadino che arde la not- Maestro di casa piivalo del Papa.


te in camera del Papa: pivi tre Maestro di casa del palazzo apo-
soprannumeri senza nulla. stolico.
fio FAM FAM
Computista , coned aggiun-
sotto, CAVALIERI DI GlTARDlA.
to; più quattro giovani con due
soprannumeri, ed un novizio. Dieciollo individui , otto de'quali
De^ìositario del palazzo apostolico. senza nulla.

DIVERSI SIGNORI DI CORTE.


OFFICIALI DI DATERIA.
Governatore di Roma.
Del concessum. Per ohiium. Am- Commendatore di s. Spirito.
ministratore generale delle com- Assessore del s. oflizio.

ponende. Sostituto del presi- Altarista di s. Pietro.


dente del piombo. Scrittore d£ Generale delle poste.
Missis Sostituto del
. sommi- P. Maestro del sagro palazzo apo-
stato delle bolle. Segretari e stolico, domenicano.
cancellieri di camera. Revisore Predicatore apostolico cappuccino.
delle suppliche beneficiali ; secon- Segretari dell'esame de' vescovi.
do detto. Revisore delle dispen- Segretario de' confini.
se matrimoniali. Revisore delle Abbreviatore di curia.
commissióni. Custode del conci- Reggente di cancelleria.
storo. Sostituto delle date pic- Promotore della fede.
cole. Computista della dateria. Avvocato de' poveri.
Sostituto del custode del registro Fiscale di Roma, ossia procuratore
delle bolle. Sei custodi di por- generale del fisco.
ta ferrea; tre di prima catena; Capitani de'cavallaggieri tre.

e due di seconda catena. Due Vice-castellano di Castel s. An-


maestri uscieri virga rubea. Due gelo.
cursori di guardia. Due maz- Foriere maggiore.
zieri di guardia. Cavallerizzo maggiore.
Vessillifero.
Capitano degli svizzeri.
OFFICIALI DI LIBRERIA. P. Commissario del s. offizio, do-
menicano; notaro, ed avvocalo
fiscale del medesimo.
Primo custode. Secondo custode. Uditore civile del palazzo aposto-
Prefetto ossia custode tanto del- lico, ed avvocato civile di esso.
l'archivio segreto, che dell'ar- Procuratore del palazzo apostoli-
chivio di Castel Angelo, con
s. co; sollecitatore, uditore crimi-
coadiutori. Custode dell* archi- nale, giudice sostituto proces-
vio segreto delle scritture ap- sante del medesimo.
partenenti alle abbazie , e bene- Notaro A. C. del palazzo apo-
fizi concistoriali. Uno scrittore la- stolico, sostituto civile, e sosti-

tino della libreria, altro simile, tuto criminale; notaro, e cancel-


due scrittori in greco, due scrit- liere di Castel Gandolfo; mae-
tori in ebraico, uno scrittore in stro de'figli degli svizzeri.
lingua siriaca ; due legatori di Sostituto dell' officio de* maestri
libri, e due scopatori della li- dei brevi; ufficiale delle minu-
breria. te de' brevi.
FAM FAM I f f

Uditore delle contraddette; corretto- MEDICI.


re delle bolle contraddette; di-
stributore delle suppliche; de- Quattro medici, uno senza paga;
cano degli scrittori apostolici ; sol- speziale; chirurgo segreto, con
dano delle carceri nuove; scrit- altridue chirurghi, un sopran-
tore delle bolle segrete; custo- numero, ed un sostituto.
de delle pitture di Raffaello;
maestro del registro di bolle;
maestro del registro di suppli- OFFICIALI MINORI.
che; chierico di esso registro, e
registratori delle medeskne. Mae- Dispensiere.
stro del piombo. con tre aiutanti, un
Pro-floriere,
Custode dell'archivio del sagro soprannumero, ed un novizio, ol-
collegio. Chierico del sagro col- tre il vice-floriere giubilato, e
legio.Menzionario de' notari di due scritturali della medesima.
camera. Rescribendario di can- Giovane aiutante del maestro di
celleria. Bidello della rota. Mer- casa, e secondo giovine.
canti di drappi, ed appaltatore Sotto-custode de'cancelli di s. Pie-
delle pannine dell' ospizio apo- tro.

stolico di s. Michiele a Ripa. Arazziere dell'ospizio apostolico di


s. Michele.
CAMERALI. Cuoco, e sotto-cuoco segreti, e
garzone della cucina.
Cardinal pro-uditore generale della Credenziere segreto, aiutante di
reverenda camera apostolica. credenza, altro addetto, e gar-
Cardinal prò- tesoriere generale. zone di essa; e credenziere del
Presidente della camera apostoli- la foresteria.
ca. Bottigliere segreto, aiutante della
Avvocalo fiscale. bottiglieria, e bottigliere della
Commissario generale della came- foresteria.
ra apostolica. Spenditore segreto; detto della fo-
Computista generale della came- resteria; e sporlarolo segreto.
ra apostolica, con quattro suoi Due facchini di camera; orologia-
giovani. ro, ed organaro.
Computista generale delle comu- Dodici scopatori segreti.
nità dello stato pontificio. Fornaro segreto; scritturale della
Computista della depositeria gene- panetteria, con altri addetti, ol-
rale della camera apostolica ; tre il soprastante al forno.
cassiere della suddetta; pagatore Amministratore della cantina, scrit-

delle milizie papali tanto di Ro- turale, e addetti di essa.


ma che di Civitavecchia. Guardaroba del palazzo di Castel
Due architetti, con soprannumero, e Gandolfo; sotto-guardaroba del
, misuratore de'Iavori de'palazzi medesimo, e giardiniere di quel
apostolici, sotto la direzione del giardino.
prelato maggiordomo prò tempo- Cuoco della foresteria.
re ; e custode per la camera Portinari di s. Pietro, e del Qui'
apostolica. rinaie.
Ili FÀM FAM
Giardinieri del Quirinale, e del ro che le godevano; ma ci limite-
Vaticano. remo per brevità a riportare i soli

Maestro dì stalla; baccalare alla titoli del ristretto generale della


stalla; primo cocchiere, e primo medesima seconda parte, e sono i

cavalcante nobili; otto cocchie- seguenti.


ri di Famiglia con due soprannu-
meri ; tre lettighieri; due mulat- Cardinali.
tieri, ed altrettanti acquaroli, Pi'incipi assistenti al soglio.
con dodici garzoni di stalla. Ca- Oratori.
vallerizzo d'opera, e scozzone. Uditori di rota.
Dodici scopatori comuni. Chierici di camera.
Tre lavandare comuni. Prelati domestici.
Decano de'palafrenieri ; sotto-deca- Camerieri di onore in abito di
no; e trentanove palafrenieri. spada e cappa.
Dodici sediari. Camerieri di onore in abito pao-
nazzo.
DIVERSI. Prolonotari apostolici.
Abbreviatoli.
Capitano barigello di Roma. Avvocati concistoriali.
Barigello del tribunal del maggior- Arcivescovi, e vescovi assistenti al
domato. soglio.
Votanti di segnatura di grazia.
LIMOSINE. Votanti di segnatura di giustizia.
Giudici di Monte Citorio.
Rettore di s. Stefano de'Mori; fra- Ponenti di consulta.
ti indiani; cappellano del ss. Sa- Ponenti del buon governo.
gramento in s. Pietro; convento Referendari.
di s. Giovanni di Dio; e pove- Limosine a giorno, ed a settima-
ri convalescenti dell' ospizio del na.
ven. p. Angelo de Paolis.
Dopo la morte del glorioso Pio
Qui ha termine la prima par- VI, nel 1800 gli fu dato in suc-
te del nominato ruolo, ove sono cessore Pio VII, il quale avendo
compresi non solo tutti quelli che ricuperato la maggior parte dei
godevano onorario mensile , e la suoi dominii, dal conclave di Ve-
parte del palazzo , ma anche diver- nezia si portò alla sua residenza in
si che fruivano la sola parte di Roma, ove prese provvedimenti
palazzo. Lo ripetiamo qui ancora, sul riorganizzamento del governo
che siccome più volte nel Dizio- ecclesiastico, al quale effetto im-
nario citiamo questi ruoli , era in- piantò quattro congregazioni, una
dispensabile darne un saggio di tut- delle quali ebbe Tincarico dell'eco-
ti i tempi, perchè quivi si potesse nomica riforma del palazzo apo-
apprendere ciò che non conveniva stolico, abolì le franchigie che go-
forse mettere e specificare altrove. devano i suoi famigliari, e permi-
Indi segue la seconda parte del se ai creditori di essi di poter se-
ruolo, ove trovansi registrate le questrare un sesto del loro ono-
sole parti di pane e vino, e colo- rario mensile, eccettuando però i
,

FAM FAM ii3


mesi in cui cadevano le solennità tificio, conciliabile colle sue ristret-
di Pasqua di Piesurrezione, e del tezze, senza però dimenticare i cor-
santo Natale ; ma sussistendo la rispondenti riguardi, che sono in-
prima disposizione, che per un dispensabili al servizio di sua sa-
tempo pur comprese gl'impiegati gra persona nella duplice raj)pre-
camerali, fu poi tolta la seconda sentanza di Papa e di Sovrano, e
della eccettuazione dei due mesi al decoroso corteggio del princi-
mentovati. La congregazione par- pato, sopprimendosi le superfluità.
ticolare per la riforma economica Il nuovo metodo, le abohzioni, le
del palazzo apostolico, ed abolizio- riforme, e provvedimenti adotta-
i

ne da Pio VII fu i-
degli abusi, ti dalla congregazione deputala,
stituitacon editto del cardinal Con- anche pel futuro e più regolar
salvi segretario di stato, in data ordine dell'amministrazione del pa-
9 luglio 1800, deputando a farne VII
lazzo apostolico, vennero da Pio
parte i cardinali Pignattelli, An- formalmente approvati, e corrobo-
tonio Doria, e Braschi, ed i mon- rati col contenuto del moto- pro-
signori Caraffa maggiordomo, e Lui- prio: V
economia del pubblico era-
gi Gazzoli chierico di camera e rio, e la riforma di molti oggetti
presidente di s. Michele per se- dellamedesima, in data 28 no-
gretario con voto, poi creato car- vembre 1800. Noi ci contentere-
dinale. A questa medesima con- mo riportarne qui un breve sun-
gregazione fu commessa la ridu- to delle cose potendo
principali,
zione e riforma di tutte le pro- supplire pel resto quanto supe-
pine e mancie solite pagarsi dai riormente abbiamo detto, e quan-
nuovi cardinali in occasione della to poscia si dirà su questo inte-
loro creazione, non meno che per ressante punto.
il ricevimento del cappello e del- Nel moto -proprio di Pio VII
la berretta cardinalizia, se fuori di primieramente resta confermata l'a-
Roma fossero i promossi, avendo bolizione delle parti di pane e
in vista lo stato ristretto genera- vino fatta da Pio VI con suo chiro-
le in cui si trovavano le famiglie grafo del primo luglio del 1797.
dopo i passati disastri, e la nota- Si aboliscono tutti gli assegnamenti
bile diminuzione del quantitativo che solevano darsi a diversi fami-
delle provviste ecclesiastiche. 11 cav. gliari, consistenti in cere, olio, car-
Lunadoro, Relazione della corte di bone , carbonella , legna , fascine
Roma, dell'edizione di Bracciano droghe, neve, tritello, fieno, biada,
1646, a pag. 269, ci dà la nota mantenimento di cavalli, uso di
delle mancie che si pagavano dai carrozze, letti, biancherie, mobilio
nuovi cardinali dopo il concistoro e tutto altro ec, in generi o in
pubblico a'suoi tempi. La nota ri- compensa di denari. Si aboliscono
formata da Pio VII stampata è tutte le colazioni, e qualunque ri-

reperibile alla tipografia camerale cognizione in pane e vino ed altro


in Roma. Con queste disposizioni che godevano diversi famigliari in
Pio VII die bell'esempio di modera- occasione delle cappelle papali, nel-
zione, incominciando la riforma e- le feste solenni, e in altri tempi e
conomica delle spese pel proprio circostanze. Si aboliscono le sta-
palazzo che contribuiva l'erario pon- gnate, che nelle dette occasioni so-
VOL. XXIII 8
Ii4 FAM FAM
levano darsi ai famigliari de* car- coinè cameriere extra. A' quattro
dinali, per l'intervento alle cappel- più anziani camerieri segreti di
le e sagre funzioni , delle quali spada e cappa soprannumerari fu
fecemmo parola al volume Vili, accordata la gratificazione annua di
pag. 23o del Dizionario. Si abo- scudi trentaseì per cadauno, dovendo
liscono tutti i rinfreschi , che si però risiedere in Roma. Gli aiutanti
solevano distribuire nelle anticame- di camera furono con
ridotti a due,
re pontificie, sì giornalieri che straor- scudi ventisei per cadauno ; e gli
dinari. Si aboliscono tutte le fran- scopatori segreti ad otto con scudi
chigie che godeva la famiglia del dodici per cadauno. Al p. maestro
Papa, e del palazzo apostolico e , del sagro palazzo furono stabiliti
quelle che questo pur godeva, co- scudi venti; e al maestro di casa
me cantina , carbone, mola, e for- scudi cinquanta; dieci al p. con-

no. Restano soppresse le ofGcine fessore, e venti al p. predicatore.


di cucina, credenza, e bottiglieria Al decano furono stabiliti scudi un-
della foresteria, e conseguentemen- dici, otto al sotto-decano, cosi ai
te gli uffiziali di esse , dovendo dodici palafrenieri, e nove ad ognu-
supplire qualche straordinaria
in no de' sei sediari coli' obbligo del
circostanza quelli segreti del Papa. servizio della sala come i palafre-
In quanto alle riforme restano fer- nieri. Quindi provarono nel nu-
me quelle operate da Pio VI nel mero e nell'onorario riduzioni gli

1778 amalgamarono gli


in cui si archivisti, gli officiali della biblio-
onorari mensili di una rappresen- teca vaticana; le classi de'busso-
tanza, con quelli o colle parti che lanti, camerieri extra, e scudieri,
percepivano per un'altra, compren- accordandosi a tutte e tre la cap-
dendovi i parziali assegni che ri- pa rossa (colore che pei cubicula-
cevevansi da diversi dalla camera ri pontifìcii ne rende ragione il

apostolica , cioè i camerieri segreti, Bernini, Del tribunale della rota


i segretari de'brevi a'principi e del- pag. 24). La floreria restò rifor-
le lettere latine, ed il cavalleriz- mata a semplice guardaroba, in
zo, i cappellani segreti ec. L'o- cui altro non si dovrà ritenere,
norario pertanto di detti ed altri conservare, e somministrare, se non
soggetti fu stabilito in quello che che le robe occorrenti per la sa-
mensilmente godono tuttora, re- gra persona di nostro Signore, per
stringendosi però il numero delle le cappelle, concistori!, altre sagre
loro classi, che in processo di tem- funzioni e congregazioni, il mobi-
po tornarono ad essere come per lio per gli appartamenti, e gli u-

l'antico e secondo il beneplacito dei tensili per la lavanda e tavola de-


Papi successori. L'assegno del mag- gli apostoli nel giovedì santo; quin-
giordomo da scudi duecento fu ridotto di furono stabilite le norme pel
a scudi centocinquanta ; e soppres- guardaroba con mensili scudi ven-
so quello di scudi cinque e baioc- ticinque, e per i suoi subalterni.
chi 12 e mezzo al generale delle Il numero degl'impiegati della com-
poste. Al maggiore venne-
foriere putisteria restò riformato ,
con-
ro stabiliti scudi settanta al mese, servandosi al capo il nome di di-

senza altro; ed il sotto-foriere in rettorecon mensili scudi quaran-


scudi dieci mensili, ed altrettanti ta, e regolandosi le paghe degli
,

Fam FAÌVI it5


irltri con misure economiche. L'uf- stel Gandolfo, delle chiese di s,
ficio di depositano resta ridotto Giovanni in Laterano, e di s. Ma-
a quello di dispenziere , il quale ria ad Marlyres, de'musei pio-cle-
riterrà sotto la sua custodia la mentino, sagro e profano, e capi-
biada, il sale bianco e nero, l'a- tolino ; in correspettività 1' erario
ceto, r olio , le candele, e quanto dovrà assegnar al palazzo aposto-
altro potrà occorrere per le offi- lico gli appuntamenti proporzionali
cine pontificie. Le sovvenzioni che a supplire alle spese occorrenti
si davano alla famiglia nobile in nella somma d' annui scudi cento-
caso di morte pei funerali sono ventimila, restando alla camera a-
soppresse continueranno a dare
; si postolica le maggiori spese even-
alla famiglia di secondo ordine ed tuali e straordinarie. Si presero
inferiore tredici libbre di cera, e provvidenze sui giardini quirinale
scudi tre per celebrazione di mes- e vaticano. Il maestro di casa, ol-

se. Le case destinate a' famigliari tre le sue solite attribuzioni, sarà
avranno que'ri sa rei menti che fanno specialmente incaricato di fare tut-
i proprietari delle case a'ioro in- te le provviste, sì per le cose di
quilini ,
proibendosi le cessioni e piccolo oggetto occorrenti nel pa-
subaffitti delle slesse case agli e- lazzo apostolico, che per il biso-
stranei. Nella stalla vi saranno so- gno e consumo delle officine che
li quaranta capi di bestie tra ca- sono rimaste in esercizio dopo la
valli da carrozza e da sella, muli presente riforma, come in detta-
e mule, cui viene fissato il man- glio si legge nel moto - proprio.
tenimento e quanto riguarda le Quindi segue quanto riguarda i

ferrature e medicature di esse. vestiari de'palafrenieri, sediari, in-


Nella scuderia vi dovranno essere dividui della scuderia, scopatori co-
due carrozze nobili, un legno di muni, facchini di camera^ let-

trottate, e qualche altro legno; tighieri , ed altri individui delle


quattro frulloni due sterzi , un , diverse officine ed uffizi; non che
carrettone, una lettiga, ed un paio allo spenditore , al cuoco, al cre-
di così dette stanghe : il tutto, co- denziere, ed al decano compen- il

me la selleria, sotto la custodia del so di scudi cinquanta per cadauno


maestro di stalla , e questi dipen- ogni tre anni, e quaranta al sot-
dere dal maggiordomo, e cavalle- to-decano. Seguono gli assegnamen-
rizzo. Oltre il maestro di stalla ti annui in contanti, pel consumo
con mensuali scudi quattordici , vi della carta, penne ed altro per le
saranno il cocchiere, e cavalcante diverse segreterie, officine, ec. ; idem
nobile, sei cocchieri per la secon- per la carbonella, legna, e carbo-
da muta, e carrozze d'ambasciata, ne ; il salario dei cantori della cap-
due lettighieri, due acquaroli, die- pella pontificia, compresovi il com-
ci garzoni, e il cavallerizzo d'ope- panatico, pranzi ed altro che go-
ra. Non solo il palazzo apostolico devano anche dalla camera apo-
somministrerà pure gli assegni che stolica a tenore delle pontificie co-
soleva dare la camera, ma non stituzioni. Si confermano le guar-
più essa ed il solo palazzo soster- die svizzera, e de'cavalleggieri, che
rà la manutenzione delle fabbriche però fu successa dalle guardie no-
del Vaticano, del Quìiinale, di Cu- bili. Termina il molo-proprio colla
,

ii6 FAM FAM


solenne e piena approvazione di Pio VII tutto ricusò, ed il Sal-
Pio VII, munita della sua vene- matoris non ostante rimase in Sa-
rala sottoscrizione, seguendo il pre- vona con tutto il seguito. Otto
ventivo di tutte le spese ^ e paga- giorni dopo giunse Berthier , fra-
menti stabiliti, nel loro dettaglio. tei lo del principe di Neufchàtel
Mentre Pio VII pacificamente col titolo di Maestro del palazzo
sedeva sulla cattedra apostolica, del PapOy e in questa qualità fe-
gl'imperiali francesi decretarono la ce sloggiare il vescovo di Savona,
occupazione dello stato pontificio che occupava un piccolo canto
e di Roma, che eflfettuarono nei del suo palazzo. Si travagliò a
modi tanto noti, accompagnati da corredare la casa del Papa con
quelle sevizie cui furono bersa- masserizie, argenteria, tappeti ; ed
glio in peculiar modo i famiglia- ogni giorno davansi sontuosi con-
ri pontificii, di cui sono piene le viti, ai quali ne Pio VII, né al-
storie, massime di Pistoiesi, di cuno de'suoi famigliari intervenne,
M. Artaud, e del cardinal Pacca, malgrado gl'inviti reiterati che gli
che pur ci descrivono la deporta- si facevano in mille astutissime
zione da Roma di Pio VII, av- guise. La cattedrale di Savona
venuta a' 6 luglio dell'anno 1809, prese il nome di cappella papale:
col novero de' famigliari che Io il prefetto^ il maire, e gli atti-
seguirono, raggiunsero, ed accom- nenti al governo, ivi portavano si

pagnarono nella dura prigionia in corpo la domenica per udire


di cinque anni , balzato qua e la messa che chiamavano messa
là dal dominatore della Fran- papale. Il primo giorno che il
cia ; laonde qui ci permettere- Pontefice fu pregato a celebrar la
mo un solo brano del primo sog- messa nella cattedrale, si ricusò
giorno che il Papa fece in Sa- probabilmente per qualche so-
vona, siccome relativo al nostro spetto del numeroso corteggio che
argomento. Negli ultimi di agosto trovavasi nella chiesa. Ciò non o-
1809, -^^^ ^^^ ^^ forma di pri- stante non ebbe la libertà di scri-
gioniero fu portato a Savona, al- vere, ne il permesso di parlare a
loggiando nel palazzo del maire, chicchessia, senza la presenza del
indi fu trasferito nell'episcopio, e maire e del capitano di gendar-
a' 2 7 settembre nel palazzo della meria che guarda vaio notte e gior-
prefettura. Verso la fine di detto no. Generosamente e munifica-
mese il governo francese inviò il mente Pio VII premiò dopo il
deputato Salmatoris per rappre- suo glorioso ritorno in Roma, que*
sentine al Papa, che conveniva al- famigliari ch'ebbero la ventura di
la sua dignità di avere un più accompagnarlo nella sua deporta-
numeroso corteggio, ed essere al- zione, ed alcuno anche nei loró di-
loggiato men poveramente. Difat- scendenti, e quelli che per lui soffri-
li venne preparato un altro con- rono carcere e persecuzione; ed
veniente locale; alcuni domestici in morte, di suo privato peculio,
con livrea pontificia gli si presen- volle distinguere e beneficare al-

lai'ono protestando di servirlo con cuni suoi intimi famigliari. Creò


zelo; in fine gli si offrirono cen- cardinali diversi personaggi ch'e-
tomila franchi mensili per suo uso. rano stati camerieri segreti e pri-

J
FAM FAM 117
mari famigliari di altri Ponlefìci, ra delle fabbriche, appartamenti,
e della categoria dei secondi che e giardini pontificii, delle suppel-
aveangli prestati personali servigi, lettili, delle masserizie, del mobi-
anch'essi furono da lui esaltati ad lio ed al secondo la direzione
ec. ;

eguali onori, come a cagione di di tutto ciò che concerne le scu-


onore nomineremo il suo elemo- derie. Prestano quindi il loro ser-
siniere segreto, il cardinal Fran- vizio nelle proprie attribuzioni il

cesco Bertazzoli. maestro di casa, il computista, il

Leone XII nel 1823 successe a fioriere, il sotto-fioriere, il sopra-


Pio VII, avendo incominciato la intendente alle scuderie pontificie,
sua caii iera prelatizia coli* essere l'architetto, ed il guardaroba di
stato cameriere segreto parteci- Castel Gandolfo, co'loro impiegati
pante di Pio VI. Siccome aman- inferiori. Pel miglior ordine della
te dell'ordine, e conoscitore del amministrazione si stabilisce una
sistema della famiglia pontificia congregazione palatina composta
per averne fatto parte, rivolse le del prelato maggiordomo con voto
sue provvidenze alla retta ammi- decisivo, e del foriere maggiore, e
nistrazione de' palazzi apostolici, cavallerizzo con voto consultivo:
e giudicando essere proprio del nei casi che si riservano alla so-
romano Pontefice il far risplen- vrana sanzione, anche il voto del
dere un decoroso servizio, con- maggiordomo sarà consultivo: vi
giunto sempre alla modestia, e re- sarà il segretario della congrega-
golato da una prudente economia, zione da deputarsi dal Papa, che
allontanando gli abusi che sono ne registrerà tutti gli atti , le ri-

dalle umane cose inseparabili. soluzioni , i pareri ec. AH' avviso


Quindi per un sistema più sem- del maggiordomo
saranno intro-
plice e più regolare, ed a pro- dotti congregazione gli altri
in
porzionare i ruoli, dopo aver com- sunnominati ministri per dar con-
messo siffatta scabrosa operazione a to delle loro incumbenze, e per
personaggi che meritarono la di mandar ad effetto le risoluzioni
lui fiducia, ne pubblicò colle stam- che gli saranno comunicate. La
pe i risultati lodevoli col moto- congregazione si adunerà ogni me-
proprio de'23 novembre 1824» se, e quando piacerà straordina-
che incomincia colle parole: I glo- riamente al maggiordomo. Quindi
riosi nostri predecessori in mezzo seguono le provvidenze sul conto
alle gravissime cure ec, del quale di cassa, sul preventivo, sul bilan-
daremo qui un laconico cenno cio generale, e l'istituzione della
per non allungar ulteriormente congregazione sindacatoria, sue fa-
questo articolo, incominciando dal coltà, modo e tempi di emettere
*
capo primo. la sentenza, occupandosi annual-
L'amministrazione de' palazzi a- mente del sindacato dell'ammini-
postolici è affidata a monsignor strazione de'palazzi apostolici, com-
maggiordomo. Sotto la di lui di- posta dei prelati tesoriere genera-
pendenza hanno un esercizio di- le, decano della camera, ed udi-
stinto nella medesima il foriere tore del Papa. Segue il metodo
maggiore, ed il cavallerizzo, al per pareggiare i conti anche an-
primo de^quali appartiene aver cu- nuali; l'organizzazione della com-
ii8 FAM FAM
putisterìa regolare con rimpianto al «agio palazzo, canoni, ragioni, ec.

della scrittura; la formazione de- Il capo terzo tratta delle spese, che
gl' inventari in tutte le aziende, il consistono in que* titoli che accen-
loro riscontro, metodo per ag-
il neremo dopo avea* riportato il ruo-
giungervi gli oggetti nuovamente lo del regnante Pontefice, forma-
acquistati, o donati dal Pontefice: to nel i83i, essendo poca la dif-

le radiazioni dovranno sottoscriver- ferenza tra le memorate in que-


le il foriere maggiore, o il caval- sto moto -proprio, e le successive.
lerizzo, ed il maestro di casa. 11 trattamento della sagra persona
Nello stabilimento del ruolo sa- del Papa non era stabile, ma a
ranno congruamente equilibrati ed seconda delle spese occorse men-
aumentati gli onorari e i salari, silmente, venendo incaricato un ca-
avuto in vista quanto al presente meriere per l'acquisto e
segreto
ciascun famigliare percepisce an- custodia medaglie e corone
delle
nualmente. In conseguenza abolite che soglionsi donare dal Pontefice,
tutte le diverse percezioni fuori ed il maggiordomo poi doveva rim-
di ruolo sotto qualunque titolo, o borsarlo. Seguono le altre spese, il

in denaro o in generi, tanto sul- modo di regolarsi cogli artisti che


la cassa dei palazzi apostolici, che dovranno fare i lavori ordinari e
sopra qualunque altra. Nello sta- straordinari, le diverse competenze
bilimento del ruolo si determine- de' ministri del palazzo apostolico,
rà ancora a quali cariche, impie- la custodia delle cose mobili ; e tra
ghi, ed uffizi appartenga l'abita- le fabbriche a carico dell'ammini-
zione ne*palazzi pontificii, sia per strazione, vi si comprende la ma-
la necessità del servigio, che per nutenzione del palazzetto di Papa
la comodità delle persone, fissan- Giulio 111 fuori della porta Fla-
dosi il tutto invariabilmente. Tut- minia , come dei giardini e loro
ti quelli a'quali spetta l'abitazio- coltivazione.Indi sono i regola-
ne dovranno abitarla ; ed ottenen- menti per tuttociò che riguarda la
dosi l'esenzione, non sarà lecito scuderìa, la cui direzione apparte-
cedere e locare neppur ad altri nendo al cavallerizzo, la esercita a
famigliari la propria abitazione, la mezzo del sopraintendente; l'acqui-
quale resterà a disposizione del sto, mantenimento, e cura de' ca-
maggiordomo, restando abolito qua- valli, acquisto e manutenzione dei
lunque compenso. Saranno conti- legni, oggetti di selleria, ed attrez-
nuati sulla cassa palatina gli ono- zi di scuderia. Tuttavolta il pre-
l'ari e provvisioni delle segreterie ciso numero de' cavalli e de' le-
di stato, e de'memoriali ec, de'se- gni, ed il metodo di servizio e di-
gretari di alcune congregazioni, e sciplina delle scuderie pontificie sa-
la distribuzione detta di s. Pietro ranno stabiliti *dalla congregazione
agli uditori di rota: il cardinal con un subalterno regolamento, che
segretario de'brevi riceverà l'ono- sarà sanzionato dal Papa ; doven-
rario dalla sua cassa. do formare il maggiordomo la nota
Il capo secondo tratta delle ren- delle persone , alle quali secondo
dite, le quali consistono ne* fondi r impiego si permetterà l'uso del-
somministrati dal pubblico erario, le carrozze di palazzo , chiamate
é negU affitti delle case spettanti frulloni. La guardia nobile rifov-
1 AM FAM 119
mata secondo i chirografi de* 17 di tal benefico moto-proprio scudi
febbraio e 24 marzo 1824, pre- ventotto e baiocchi sessantatre e
senterà prima della fine di novem- mezzo, tutto compreso ; cioè scudi
bre a monsignor maggiordomo, per dodici mensuali dal palazzo, scudi
organo del capitano che fa le fun- undici e baiocchi sessantatre e mez-
zioni di comandante, il conto pre- zo dalla dateria apostolica ogni me-
ventivo della spesa, colla distinzio- se, e scudi sessanta annui dall'am-

ne delle scadenze per mese e su , ministrazione dei lotti, in tre rate,


questo, previo l'esame da faisene vale a dire nelle ricorrenze di Pa-
dalla congregazione , verrà deter- squa, agosto e Natale, che corrispon-
minata anticipatamente la mensua- devano a scudi cinque al mese (sino
le somministrazione approssimativa. al pontificato di Pio VII avevano

Alla fine di ogni mese esibirà il ricevuto dai lotti annui scudi no-
rendiconto di cassa, dal cui risul- vanta), laonde per tali partite
tato si avrà ragione per determi- venne in vece assegnato ad ognu-
nare la somma occorrente nel mese no per onorario scudi ventinove.
successivo, e finito l'anno, entro il Il nome di Leone XII è in bene-

mese di gennaio presenterà a mon- dizione presso i famigliari che nel-


signor maggiordomo il riassunto r onorario ebbero questo benigno
generale della sua gestione da al- amalgama, perchè venne stabilmen-
legarsi al bilancio generale. Le me- te assicurato da una cassa sola il

desime disposizioni avranno luogo salario, mentre che per le succes-


rispetto alla guardia svizzera, uni- sive vicende de* tempi forse era a
formandosi alla recente convenzio- temersi qualche pregiudizievole so-
ne col cantone di Lucerna. Seguo- spensione o diminuzione , oltre il

no le provvidenze risguardanti Ca- comodo di da un luogo


riscuotere
stel Gandolfo; e si conchiude nel solo l'assegnamento. Siccome abbia-
moto -proprio che le presenti dis- mo parlato più volte degli scopatori
posizioni cominci eranno ad avere il segreti, e qui notammo improprio
loro pieno effetto ed esecuzione il sì nome, Io si giudichi da
fatto
primo gennaio 1825, colle solite quanto andiamo ad accennare, sia
clausole , e colla sottoscrizione di per che indossano, come
l'abito
Leone XIL In quanto all' aumen- per gli che esercitano, ed al-
uffizi

to degli onorari e salari di alcuni tro che li riguarda, oltre quanto


famigliari sì della persona del Pa- di essi diciamo ai loro articoli. Il
pa, come di quelli appartenenti al ceto de' famigliari pontificii deno-
palazzo apostolico, se ne potrà ve- minati scopatori segreti è antichis-
dere la diversità, confrontando le simo nella corte papale, come si
cifre che abbiamo riportate, con è veduto superiormente, ove pur
quelle de' mensuali assegni in oggi si parlò del loro vario numero, ed

vìgenti, che nella maggior parte emolumenti ne' diversi tempi. Essi
sono riportate ai rispettivi articoli, sono i servi del cardinale che vie-
o a quelli relativi del Dizionario. ne esaltato al pontificato, ed il piìi
A volerne riportare un esempio antico o il servitore di camera è
diremo , che gli intimi famigliari dichiarato il primo , che poi nel
del Pontefice detti impropriamente futuro pontificato gode il vantag-
Scopatori segreti^ ^ avevano prima gio di restare al servigio del nuo-
lao FAM FAM
vo Papa nella stessa qualifica di di essere stati fatti dai Ponlnfioi
scopatore segreto, ma in ordine do- loro aiutanti di camera. Nel bre-
po i suoi antichi famigliari. Que- ve pontificato di Pio Vili non eb-
sti intimi famigli nel servìzio do- be luogo alcuna innovazione nel-
mestico del Pontefice, hanno la cu- la famiglia pontificia, e in mor-
ra e la custodia delle sue camere te beneficò gli aiutanti di came-
segrete, alternando il servigio in ed il de-
ra, gli scopatori segreti,
modo, che mentre la metà in un cano colla spartizione di duemila
giorno adempie le proprie attribu- scudi che loro donò. Il p. Bonan-
zioni, l'altra è libera. Due per se- ni nella Gerarchia ecclesiastica ci
ra dormono nelle intime stanze dà nella figura 4^^ quella dello
pontificie, ed esercitano quegli uf- scopatore segreto come vestiva nel
fizi che per servigio del Papa ven- 1720 per le stanze pontificie: la

gono loro commessi dagli aiutanti sottana è piti corta, e dal collare
di camera, di cui sono gli aiuti e uscivano fuori quelle strisele di tela
i supplenti. Perciò nelle cavalcate, bianca, che diconsi collaretto.
quando si facevano, essi cavalcava- Finalmente riporteremo il ruolo
no in numero di due; nelle sa- del regnante sommo Pontefice Gre-
gre funzioni, processioni ec, por- gorio XVI, e de' sagri palazzi a-
tando r occorrente pei bisogni del postolici, guardia nobile, e guar-
Pontefice incedono sempre vicino dia svizzera , non facendo parola
ad esso col primo aiutante di ca- de' pensionati, de' giubilati, ed as-
mera, ed in cappella prendono segnamentarii. Siccome tal ruolo è
luogo presso il pulpito o la cre- quello formato nel 1 83 r sulle ba-
denza pontificia. In casa vestono si, gerarchia e preeminenza de'pre-
collare, e sottana di scotto paonaz- cedenti secoli , formato cioè colla
zo, con mostre e fascia con fiocchi sua piena autorità ed approvazio-
di seta di egual colore, calze nere, e ne alla di lui assunzione al pon-
scarpe con fibbie : fuori delle came- tificato, non mancheremo di nota-
re papali sul detto abito sovrap- re alcune delle posteriori variazio-
pongono boemia, usando allora
la ni avvenute i coadiutori e: so- i

cappello nero ecclesiastico. La boe- prannumeri non si nomineranno.


mia è una corta soprana di panno Segreteria di stato. Cardinal se-
paonazzo scuro senza maniche, in gretario di stato, cinque minutan-
luogo delle quali ve ne sono due ti , tre cifristi , due archivisti, sei
finte, le quali come tutta la boe- scrittori ec. Il perito geometra
ra ia sono guarnite da doppie stri- ( dopo la morte dell' ultimo non
sele di velluto, e da larghe zagane fu rimpiazzato ), e sei ordinanze.
il tutto nero. Godono V abitazione La segreteria di stato fu poscia
ove risiede il Papa, il vestiario, ed divisa nelle attribuzioni, coll'istitu-
altro dal palazzo apostolico com- zione della segreteria per gli affari

prensivamente alle dispense di can- di stato interni, ed a questa fu


dele e palme benedette, e delle dato un cardinal segretario colla
medaglie di argento nelle note qualifica di palatino, residente col-
distribuzioni , e quelle propine e la segreteria nel palazzo vaticano,
mancie che loro spettano. Talvolta abitando l'altra col suo cardinal
gli scopatori segreti hanno meiitato segretario nel quirinale. Di ciò, e
FAM FAM 12 i

de' nuovi offiziali, se ne parla a Cappellani cantori. Maestro, de-


Segretario di stato (P^edi). cano, camerlengo, segretario, diaco-
Segreterìa de memoriali. Cardi- no e suddiacono per l'assistenza alle
nal segretario de' memoriali, sosti- cappelle cardinalizie, di cui parlasi
tuto, tre minutanti ed uu sopran- al volume IX, pag. 129 del Dizio-
numero. V. Memoriali. nario, ed altri cantori;
non che scrit-
Segreteria de brevi a* principi. tori, e custode de' libri. V. Can-
Prelato segretario , sostituto , e tre tori DELLA Cappella Pontificia, e
scrittori. V. Segretari. il volume Vili, pag. i43 del Di-
Segreteria delle lettere latine. Pre- zionario , ed altri relativi articoli.
lato segretario, e scrittore. J^. Se- Officiali maggiori. Maggiordomo
gretari. di nostro Signore, prefetto de' sa-
Segretario della cifra, ossia il V. Maggior-
gri palazzi apostolici,
sostituto della segreteria di stato; domo. Maestro di casa (Vedi).
e segretari delle sagre congregazio- Computisterìa. Direttore, scrittu-
ni cardinalizie , cioè : dell' esame rale, due giovani, e soprannumeri
de* vescovi , dei vescovi e regolari, in paga. Al presente avvi un se-
del concilio, e de' riti. gretario della prefettura de' sagri
Camera segreta. Prelato Mae- palazzi apostolici, con alcuni im-
stro di camera (Vedi); prelato pi,egati, ed oltre il computista avvi
Elemosiniere segreto (Vedi)j pre- il verificatore, con alcuni impiega-
lato Uditore del Papa (Vedi); Ca- ti. Dapprima faceva da segretario
merieri segreti (Vedi)j ilprimo del prelato maggiordomo quello
de' quali è coppiere, e due sono suo particolare, e riceveva perciò
segretario d' ambasciata e guarda- dal sagro palazzo il mensile com-
roba ; Camerieri di spada e cap- penso di scudi sei, dovendosi pre-
pa soprannumerari (Fedi); Cap- stare per i musei pontificii.
pellani segreti {Vedi) sei ; Chierici Azienda del maestro di casa,
segreti (Vedi) due; Scalco segreto con due giovani.
(Vedi)j Aiutanti di camera (Ve- Diversi signori, ed officiali della
di) due; Assistente alle cappelle Corte, Foriere maggiore (Vedi)j
comuni; Cappellani comuni (Vedi) architetti due (per morte d'uno
quattro; Bussolanti sei; Camerieri dei due architetti, il supersiste fun-
extra jSei; Scudieri cinque. Tutti poi ge le funzioni pure del defunto con
furono uniti ai Bussolanti (Vedi). l'aumento dell'onorario che quello
Cappella pontificia. Prelato Sa- godeva); sotto-foriere, del quale se
grista (Vedi), p. sotto-sagrista, p. ne parla agli articoli Bussolanti e
vice-parroco, e fr. compagno del Foriere.
secondo tutti e quattro religiosi
: Cavallerizzo maggiore (Vedi), i

romitani di s. Agostino. Prete as- cui subalterni ed offiziali da lui di-

sistente alla cappella, diacono, e pendenti sono registrati in seguito.


suddiacono di essi se ne parla ai
: Maestro del s. palazzo aposto-
volumi VII, pag. 241; Vili, pag. lico, dell'ordine de' predicatori.
143 e seg. del Dizionario, e in Predicatore apostolico ( Vedi),
altri articoli. Maestri di cerimonie religioso cappuccino.
(Vedi) ; Chierici della cappella Confessore della famiglia pontifi-
(Vedi) due; il sotto-chierico. cia^ religioso de' servi di Maria.
[21 FAM FAM
Fioriere; primo giovane ; secon- Tribunale di Castel Gandolfo,
do ; soprastante ai lavori ; tre fac- sotto la giurisdizione del maggior-
chini (ed altiettanli soprannumeri). domo. Luogotenente, ed il notaro
Guardaroba del palazzo pontificio cancelliere. F. Castel Gandolfo.
di Castel Gandolfo; sotto guarda- Diversi. Cappellano del ss. Sa-
roba. U mosaicista del palazzo apo- gramento in s. Pietro; il campa-
stolico ; Torologiaro. P^. Floreria naro di tal basilica ; Altarista
Apostolica. (Fedi) della medesima. Cappellano
Onciali di dateria. Sopra il curato in Castel Gandolfo. Monaci
coìicessiim ; presidente delle bolle ; abissini in s. Stefano de' mori.
segretario e cancelliere di camera; Officiali minori. Il dispensiere ;

amministratore generale alle com- lo speditore segreto.


ponende ; presidente del piombo ; Credenza segreta. Il credenziere ;

custode del registro; custode del con- il sotto-credenziere, garzone, e fac-


cistoro extra omnes, di cui si parla chino : i due ultimi nelì' odierno
all'articolo Concistoro (Fedi)j custo- poMtiHcato hanno avuto il titolo di

de dell' officio de missis ; prefetto aiutanti.


delle date; mazzieri di guardia; Cucina segreta. Cuoco, sotto-
custodi di prima catena ; idem di cuoco, e garzone.
seconda ; idem di porta ferrea; cur- Otto scopatori segreti. Due fac-
sori di guardia; maestri uscieri s^irga chini di camera. Decano de' pala-
rubeaj alcuni di detti uffici sono va- frenieri; sotto decano ; dodici sedia-
cabi listi, y. Dateria Apostolica. ri, e dodici palafrenieri. F. Pala-
O-ffìciali di biblioteca. Primo cu- frenieri. Sportarolo, faccendino, e
stode; secondo custode; scrittori in facchino della cera. Otto scopatori
lingua greca due scrittori di
tre, comuni, col decano. Due accendi-
lingua latina, due in ebraico, ed tori de' lampioni.
uno in arabo; tre scopatori. F, Custodì diversi. Del museo va-
Biblioteca Vaticana. ticano, sotto-custode de' cancelli di
Archivi segreti. Un custode ed s. Pietro, oltre il suo aiuto. Cu-
aiutante ad esso. F. Archivi del- stode delle munizioni al vaticano,
la santa Sede. e custode delle munizioni del qui-
Medici della famiglia due ; un rinale. Custode delle congregazioni
chirurgo sostituto. cardinalizie.
Tribunale civile del maggiordo- Giardino quirinale. Giardiniere,
mato. Uditore (l'uditore civile del Portinaro e carrettiere.
maggiordomato è stato soppresso Giardino vaticano. Idem.
col moto-proprio del 1840, e qual- Scuderia.Il maestro di stalla
cuna delle attribuzioni di questa ossia intendente; primo cocchiere
carica si disimpegna in oggi dal nobile; primo cavalcante nobile;
segretario della prefettura de'sagri undici cocchieri della famiglia, com-
palazzi apostolici ) ;
procuratore ; preso il decano, ed il sellaio. Il
sostituto notaro. cavallerizzo d'opera; il decano dei
Tribunale criminale del mag- garzoni ; dodici garzoni ; V acqua-
giordomato. Giudice; sostituto pro- iolo.
cessante e notaio ; ed il portiere Va notato eh' erano vacanti in
del tribunale del maggiordomato. questo ruolo gli ofHzi di sostituto
FAM FAM ia3
della segreteria di stato; del medi- se nelle vie di s. Vitale, di Scari-
co ; del chirurgo segreto; del ere- deiberg, di borgo Pio, e s. Anna
denziere V. Medico, Chi-
segreto. (nel quartiere degli svizzeri al va-
RURGO, e pel credenziere V articolo ticano, nella chiesa e convento dei
Treni, e quelli che lo riguardano, pp. Trinitari di s. Marta, ov*era
Guardia nobile esercente. Co- prima T ospedale per la famiglia
mandante; capitano; tenente; sot- pontificia, il maggiordomo non de-
to tenente; sette esenti; otto ca- ve mantenerne i fabbricati, sebbene
detti cinquanta guardie, più cinque
; appartenghino a quelli del sagro
altre, ed il foriere colle due trom- palazzo); nel portico e facciata e-
be ; medico, e chirurgo ; l'inten- sterna della basilica lateraneuse, e
dente della scuderia, e due caporali del Pantheon ; e nel palazzo pon-
di quartiere. V. Guardie Nobili. tifìcio, e case di proprietà dei pa-
Guardia Svizzera. Capitano; te- lazzi apostolici in Castel Gandolfo,
nente; cappellano; scrivano; giù- manutenzione di alcune strade, e
dice; due esenti; officiale del re- dell'alberata lungo le gallerie, che
clutamento; sei sergenti, ed altret- da detta terra conduce in Albano,
tanti caporali ; vice-caporale ; due Gli altri titoli delle spese sono :

portinari del quirinale, e del vati- per le spese per la cappella pon-
cimo; quattro tamburri , e tre or- tifìciaed altre funzioni sagre,
dinanze. Cento alabardieri ; due compresavi la distribuzione della
medici , e due chirurghi. V. Sviz- cera per la candelora, non che per
zeri. le funzioni della
settimana santa;
Gli altri titoli delle spese dipen- per medaglie e corone
le spese di
denti dair amministrazione del pa- che dona il Papa; per le distribu-
lazzo apostolico sono i seguenti, /ioni annue per la festa di s. Pie-
Pel trattamento della sagra perso- Irò agli uditori di rota, in scudi
na del Pontefice ; per dativa, tasse, centosessantacinque per cadauno
canoni ed altre imposte sui fondi ; degli undici uditori, giacche il lo-
per giubilazioni , assegnamenti e , ro decano ha scudi trecento tren-
pensioni ; per vestiario a' famiglia- ta : qui noteremo che se vi fossero
ri ; per cure ed esequie ai mede- uditorati vacanti, la somma si ri-

simi ;
per gratificazioni e limosine; parte tra gli esercenti. Le altre
per spese di scuderia ; per fuochi spese finalmente consistono in mas-
e lumi; per coltivazione de' giar- serizie, suppellettili, e mobilio; per
dini, non che per mantenimento le spese del collegio de' mazzieri ,

degli animali in essi esistenti. Per e maestri ostiari virga rubea, coa-
acconcimi, e riattamento di fabbri- sistenti in compensi pel vestiario;
che, le quali consistouo : nella ma- per la spesa della biblioteca vati-
nutenzione dei due palazzi ponti- cana, a disposizione del cardinal
flcii,quirinale e vaticano; nelle bibliotecario per l'acquisto di codici,
condotture di essi, come delle fab- legature di libri, ed altro ; e per
briche de' contigui giardini ; nei altre spese straordinarie ed irapre-
palazzi della consulta e della pa- viste in servizio dell'amministrazio-
netteria; nella fabbrica detta di s, ne del palazzo apostolico.
Felice ; scuderie e rimesse sulla Anche il medesimo regnante
piazxa del quirinale; case e rimes- Pontefice ha emanate provvideuje
1^4 t' A M FAM
tanto sulla giurisdizione civile e 11 maestro di casa, cui resta af-

criminale di monsignor maggior- fidala la cura dei giardini, l'acqui-


domo, della quale si tratterà al sto delie cose mobili, vestiari , sup-
suo articolo, quanto sulla sistema- pellettili,, e masserizie.
zione economica de' sagri palazzi Il computista che sopraintende
apostolici, mediante il moto- proprio alla computisteria, centro di tutta
de' IO decembre i832, dovendo l'amministrazione.
aver pieno efl'elto nel primo del 11 fioriere, che ha la custodia

seguente anno, e che principia col- e conservazione immediata delle


Je parole : Fra le saggic provvi- suppellettili, arazzi, mobilio, e mas-
denze adottale dal nostro prede- serizie.

cessore Leone XII ec, giacché con 11 che dipende dal


sotto-foriere
queste disposizioni il Papa regnan- forieremaggiore in tutte le attri-
te ha inteso compiere 1' opera lo- buzioni che sono state ad esso ad-
devolmente incominciata dal pre- dossate, ed in oltre verifica e mi-
decessore per uno stabile sistema di sura i lavori fatti.
amministrazione de' palazzi aposto- Pel miglior ordine dell'ammini-
lici, col quale si procurasse non strazione suddetta si stabilisce una
solo la maggior economia dell' a- congregazione palatina composta di
zienda, ma col prescrivere una re- monsignor maggiordomo con voto
ciproca responsabilità fra i ministii decisivo, del foriere maggiore, ca-
si ancora di eliminare,
ottenesse vallerizzo,maestro di casa, e com-
per quanto era possibile, quegli putista con voto consultivo, per
abusi che in sì delicata gestione si adunarsi due volte al mese, e tut-
fossero forse introdotti. Come an- te le volte che il detto prelato lo
cora con questo moto-proprio si crederà spediente; dovendo regi-
propose il Pontefice poire in più strarne gli atti e risoluzioni il se-

chiara luce le attribuzioni di cia- gretario di monsignor maggiordo-


scun ministro, onde e tutti potes- mo. Nei casi che si riservano alla
sero conoscere le proprie incum- sovrana sanzione, anche il voto di
benze, e si evitasse il pericolo che monsignor maggiordomo sarà con-
uno invadesse l'officio dell'altro. Jn sultivo.
fatti nel capo primo, alla categoria Quindi seguono le analoghe di-
Disposizioni generali^ si legge co- sposizioni, trattandosi nel capo se-
me appresso. condo delle rendite del sagro pa-
L'amministrazione dei palazzi a- lazzo, e nel terzo delle spese pel
postolici è affidata a monsignor medesimo. Tutta volta negli anni
maggiordomo: sotto la di lui di- successivi , questo moto-proprio ,
pendenza esercitano il proprio uf- senza essere derogato, ed a senso
fizio i seguenti. all'articolo 4> ca^o III, che pre-
Il foriere maggiore, che ha la scrive che non più tardi del mese
soprain tendenza delle fabbriche, ap- di novembre ciascun capo di azien-
partamenti, condotture, e conces- da debba presentare al computista
sioni di acque. uno specchio preventivo delle spese
Il cavallerizzo, al quale appar- che potranno occorrere nel rispet-
tiene la direzione di tuttociò che tivo ufficio neir anno futuro, nel-
concerne le scuderie pontificie. l'ottobre del i838 si dierono del-
FAM FAM 125
le maggiori dilucidazioni sollanto Papae factani lite pendente ^ an
per formare i preventivi del iSSg. tollat alteri jiis quaesitum. Il Piati,

Finalmente il medesimo regnante de Cardinalis dìgnitate et officio,


Pontefice a* 2 maggio 1840 ha come dal suo indice ragionato si
pubblicato il Regolamento per gli può rilevare. Le opere di France-
iiffìci centrali dell'azienda palatina^ sco Cancellieri. Per diversi uffizi

e ciò per migliorarla con alcune appartenenti alle sagre funzioni, il

modificazioni alle anteriori provvi- Marcelli, Sacrarum caerimoniariim^


denze emanate su di essa, nella ed altresì ciò descriviamo noi ai
parte che riguarda la concentra- rispettivi articoli del Dizionario. Il
zione e registrazione degli atti re- Sestini colle note dell'Amati , nel
lativi agli introiti ed alle spese libro che ha per titolo: // mae-
dell'azienda, riportando le relative stro di Camera. Il Plettemberg,
operazioni nelle tre principali par- Notitia ec. : familiaris Papae quae
ti, Direttivay di Verificazione , e di beneficia impetrare possint, pag.
Contabilità, in modo che mentre 445 ; familiaris Papae quinani
nella esecuzione delle operazioni dicantur, pag. SgB. Il cav. Lu-
slesse concorrono tutti gl'impiega- nadoro colle note del Zaccaria,
ti, ne siegua in pari tempo una Lo stato presente ossia la relazio-
ben intesa e replicata ispezione e ne della Corte di Roma. Il p. Gat-
registrazione, e da più elementi tico, ^cta selecta caerimonialia, ed
n'emerga il risultato, per la qual altri scrittori di queste materie. Dal
cosa il Papa credette spediente di prospetto poi numerico degli indi-
affidare ad un Segretario la prima vidui appartenenti alla corte e fa-
delle dette parti delle indicate ope- miglia pontificia, colla classificazio-
razioni; ad un Verificatore la se- ne distinta di tutti quelli che col-
conda; e la terza ad un Computi- le rispettive famiglie abitavano pres-
sta, i quali funzionari saranno coa- so i palazzi sovrani all' epoca del
diuvali da un sufficiente numero primo gennaio 184^) si rileva a-
d' impiegati idonei come i detti scendere a mille quattrocentodie-
capi funzionari, provvedendosi al ciotto individui non compresi gli

più sicuro e lodevole disimpegno addetti, e gli artisti : presso la cor-


delle relative attribuzioni. Definiti- te vi abitavano novecentotrentatre
vamente restò soppresso impiego
l' individui, fuori di essa quattrocen-
dell' uditore civile; indi seguono i tottantacinque. La classificazione
regolamenti e le rispettive attri- fatta a tal epoca degli individui
buzioni ; le disposizioni generali, e presenti presso la corte, si divise
transitorie; il regolamento pel di- in quattrocentonovantotto romani,
sciplinare, e la pianta stabile degli in duecentocinquantatre statisti, ed
impiegati addetti ai menzionati uf- in centosessantanove esteri. Pel re-
fici centrali. Altre notizie sulla fa- golare servigio, il ceto de' cappel-
miglia pontificia si possono leggere lanicomuni ora ha pubblicato colle
nei seguenti autori, olti'e quelli che stampe l'annuale regolamento, che
abbiamo superiormente citato. porta per titolo : Servitium praestan-
Il Cohellio, Notitia cardinalatus, dum in sacello Pontificio per RR.
pag. 234: Familiaris Papae si quis DD. capellanos communes seu a-
asseralur per atlestactionem ipsius colylhos ceroferarios , statutis die-
,

ii6 FAM FAM


bus, V. Corte di Roma, C uria Ro- L'origine de! decoroso corteggia
mana, e Corti e Cortigiani. dei vescovi e dei prelati risale in
FAMIGLIA, de' Cardinali e Pre- proporzione ai tempi di quello della
lati. Individui che servono dome- Famiglia Pontificia (Vedi). Si au-
sticamente i cardinali , i vescovi ed mentò, classitìcò, e stabilì in pro-
i prelati della santa Sede, che di- gresso di tempo, come si vedrà dal-
vidonsi nei gradi di famiglia nobi- le principali erudizioni, che qui riu-
le, di appartenenti all'anticamera, nimmo. E siccome dalle famiglie dei
alla sala , alla credenza, alla cucina cardinali derivarono principalmente
ed alla scuderia, con quelle indivi- le famiglie de'Pontefici, fiorirono fa-

duali veslimenta e prerogative re- migliari chiari per dottrina, per vir-
lative alla dignità e corporazioni tù, per fortuna, per favore, mentre
cui appartengono i rispettivi pa- altri se ne mostrarono indegni per
droni, e delle consuetudini generali cattive qualità. Ed al volume Vili,
e particolari di Roma e de' luoghi pag. 240 del Dizionario, abbia-
ove risiedono. Alcuni pongono le mo detto che anticamente talvolta
officine e gl'individui della creden- facevano il discorso in cappella i

za e della cucina immediatamente famigliari Papa, o dei cardi-


del
dopo l'anticamera, cui appartengo- nali. Parleremo prima generica-
no i capi d' ambedue dopo ca- i mente dello stato presente della
merieri, qualora non portino la li- famiglia dei cardinali, a seconda
vrea. I cardinali per la loro su- delle menzionate divisioni de' gradi.
blime dignità hanno la loro famiglia L' anticamera nobile si compo-
più o meno numerosa nelle men- ne dell' uditore, del segretario, del
zionate graduazioni ; ma i vescovi maestro di camera, e del gentiluo-
e gli altri prelati hanno la fami- mo o coppiere. Il primo ordina-
glia con meno individui , e senza riamente studia per le congrega-
tutte le accennate graduazioni di zioni ed altri affari del proprio pa-
domestici , in proporzione della lo- drone, non ha luogo nel corteg-
ro rappresentanza, e stato econo- gio del cardinale, ne ingerenza nel-
mico. Sulle famiglie de' cardinali, l'anticamera, e sulla famiglia ; non
de* vescovi, de' prelati ,anche ed ha l'uditore vestito proprio di cor-
di altri addetti alla santa Sede, per te, ma dovendo indossarlo , se è
ciò che riguarda le loro particola- chierico veste l' abito talare di sot-
ri incumbenze nelle pubbliche fun- tana e feraiolone nero di seta
zioni sagre ed anche civili, in as- usando nell'inverno sottana di pan-
sistere i loro padroni , se ne tratta no ec. Il segretario è il capo del-
ai tanti analoghi articoli del Di- la segreteria, disimpegna la corri-
zionario. Si possono inoltre leggere spondenza epistolare tanto nel luo-
gli articoli Corti e Cortigiani, go ove risiede il cardinale, che co-
Cubiculari, Domestico, Famigliare, gli esteri, e quelle incumbenze che
Servi, Palafrenieri, Treni ec. Par- piace al padrone affidargli non ha ;

leremo principalmente delle fami- luogo nel corteggio del cardinale, uè


ghe de* cardinali, quindi diremo ingerenza come l'uditore, nella anti-
alcuna cosa sulle famiglie dei ve- camera, e sulla famiglia, e se è eccle-
scovi, e dei prelati della romana siastico veste come lui. Gli uditori ei
Chiesa. segretari de' cardinali oi'dinariamea-
FAM FAM 1^7
te sono chierici. V. V articolo Se- segretario. Non ha ingerenza nelTan-
gretario, ed in quanto ai tratta- ticamera e sulla famiglia, ma a
menti onorifici d' ogni specie di lui incombe, portare la berretta
persone, gli articoli de'titoli diversi. cardinalizia e la torcia nelle pro-
Volendo T uditore e il segretario cessioni prima nelle processioni
(
associarsi al corteggio del cardi- del Corpus Domini^ secondo de- i

nale, prendono luogo nella secon- creti della cerimoniale, col cardi-
da carrozza dopo il caudatario. Il nale non incedevano che il gen-
maestro di camera è il capo del- tiluomo sostenitore della torcia, e
l'anticamera e della famiglia che da il caudatario sostenitore del lembo

lui dipende in quanto al servizio della veste cardinalizia ) , e fare i

di cerimoniale, e pubblico ; ed a complimenti d'uso coi cardinali nuo-


lui tocca introdurre quelli che bra- vi, pel riaprimento del tribunale del-

mano visitare il cardinale, o aver- la rota, complimentando i due ulti-

ne r udienza. Se è ecclesiastico mi prelati uditori in nome del car-


veste come i precedenti, colla sola dinale con due servi in livrea
,

distinzione delle mostre di seta ne- di Eguali complimenti deve


gala.
ra alle maniche della sottana di fare nel corteggiare gli ambascia-
panno j se è secolare incede con tori che recansi al conclave, al
abito dì spada ossia di città. Que- modo che dicemmo al volume XV,
sto consiste in vestito corto in for- pag. 3 12 e 3i4 del Dizionario;
ma di casacca lunga, calzoni eoa altri complimenti ripete nel por-

fìbbie, corpetto, e gonnella, specie tare le lettere delle buone feste ai

di veste che si cinge ai fianchi, ed ministri de' sovrani ; nel portarsi


arriva al ginocchio, tutto di color alle anticamere del palazzo apo-
nero, di panno T inverno, di seta stolico a prendere notizia della
Testalo, meno il vestilo, al quale salute del Pontefice, quando è in-
è attaccato alle spalle il mantello fermo, quando passa a risiedere
o feraioletto di seta nera, il quale da un palazzo all'altro, e quando
nella lunghezza arriva verso la pol- ritorna in Roma da' viaggi o vil-
pa delle gambe . Oltre a ciò il leggiature, cioè nella seguente mat-
cappello nero è decorato di botto- tina sempre dentro un frullone
,

ne e fiocchetto d'acciaio. Le calze del cardinale, coll'accompagnamen-


sono di seta nera, e le scarpe con to di due servitori. Per la solen-
fibbie Usa ancora la spada con
. nità del santo Natale e nell' anni-
impugnatura ed ornamenti di ac- versario della creazione del Papa,
ciaio. Dalla cravatta bianca pen- egualmente i gentiluomini, o i mae-
dono due strisce di merletto bian- stri di camera si recano nelle
co increspale, chiamato collare, col- pontificie anticamere segnandosi
,

laretto , e mentre dalle


collarino , in un foglio, il quale poi il pre-

estremità delle maniche del vestito, lato maestro di casa sottomette al

I ad ornamento della mano, escono


i manichetti o

letto
manichini di mer-
bianco increspato.
Papa. Quando in Roma si amma-
lano sovrani, il cardinal decano
fa sapere ai cardinali, che vi man-
Il gentiluomo o coppiere, se è se- dino con due servi il gentiluomo
colare veste il detto abito di spada, e il maestro di camera, senza più
se ecclesiastico come l'uditore e il ritornarvi. Se i cardinali nel visi-
128 FAM FAM
lai* alcun sovrano in abito corto, caudatario. maestro di casa non
Il

vi si portano accompagnati dal gen- ha ingerenze che rego-sul servizio


tiluomo laico, questo v'incederà col la il maestro di camera; egli si
suo abito senza il mantello o ferraio- occupa dell' amministrazione e di-
letto di seta. I cardinali nazionali, rezione economica della casa , e
nel dì onomastico de' loro soviani non ha abito di corte. Il camerie-
mandano ai ministri i loro genti- re lo ha, e consiste in sotto abito
luomini pei* il complimento. Allor* corto nero, con fibbie ai calzoni ed
che un cardinale, un vescovo od al- alle scarpe, vestito pur nero, e
tro prelato celebra qualche sagra fun- feraiolone di seta nera; nell'estate
zione, versa l'acqua alle mani il gen- il sotto abito è proprio della sta-
tiluomo, se è ecclesiastico, altri- gione : il cameriere col caudatario
menti la versa il maestro di ca- vanno nella seconda carrozza del
mera. Nelle cappelle papali, anche treno del cardinale, e con esso è
assente il Papa, 1' ecclesiastico che nella prima quando il cardinale si

versa col boccale sul bacile l'acqua reca con una sola carrozza in
alle mani del proprio padrone de- alcuna funzione e luogo, essendo
ve stare in piedi, nelle cappelle l'altro famigliare maestro di ca-
il

cardinalizie in ginocchio. Sullo sta- mera, o il gentiluomo , che in


re in piedi o in ginocchio chi ver- questo caso va a spalla col cardi-
sa mani alla presenza
l'acqua alle nale. Il cameriere oltre tutte le

de' cardinali , o di un solo cardi- attribuzioni del suo officio intimo,


nale, è a vedersi l'articolo Lavan- quando nelf anticamera manca il
D\ DELLE MANI. Qucsto c il gentiluo- maestro di camera e il caudatario,
mo incedono in carrozza col cardi- introduce dal cardinale chi brama
nale quando in abito cardinalizio si vederlo. Egli è sempre nel con-
porta in alcun luogo, sedendo am- clave uno dei due Conclavisti (P^e-
bedue dalla parte de' cavalli, pren- dì), mentre l'altro il cardinale suole
dendo la dritta il maestro di came- sceglierlo tra 1' uditore , il segreta-
ra, benché sia secolare. Gli attuali rio, maestro di camera ed il
il

gentiluomini al presente fungono caudatario, ovvero sceglie un eccle-


le ingerenze dei coppieri e dei se- siastico fuori di sua corte come ,

gretari ambasciata antichi.


d' fa del Dapifero (Fedi), se non vi

La seconda anticamera si compone destina uno dei quattro qui notati,


del sacerdote caudatario, del sacer- il quale sebbene inferiore ad alcu-
dote cappellano, se vi è, del maestro no di loro, prende il primo posto
di casa, del cameriere, essendovi nella carrozza che accompagna il
addetti il credenziere e il cuoco pranzo in conclave, a cagione di
se sono senza la livrea. In quanto sua speciale rappresentanza. Il mae-
air uffizio e vesti del Caudatario stro di camera , il gentiluomo il ,

(Fedi) se ne parla a quell' artico- caudatario, il cappellano, e il ca-


lo. Il cappellano veste di soltana meriere sono pur chiamati cappe
e feraiolone talare come sopra ; nere. Il credenziere ed il cuoco
celebra messa la e disimpegna , addetti all'anticamera non hanno
quelle cose secondo il beneplacito come il maestro di casa luogo in
del padrone: molti cardinali non essa, come non godono abito di
hanno il cappellano, supplendovi il corte.

I
FAM FAM 129
Ln sala si compone del decano, za gala, e di gala, con bottoni che
del decano di portiera, del servi- talvolta hanno impresso lo stemma
tore di camera, e di altri servito- del cardinale. Desse sono comuni
ri, alcuni de* quali hanno partico- alla scuderia, cioè al maestro di
lari ingeienze, nìentre il servitore stalla, cocchiere, cavalcante^ e gar-
di camera aiuta il cameriere nel- zone ossia mozzo, il quale però la
V intimo servizio del padrone. Ca- porta meno ornata. Dei tempi in
po e regolatore della sala, sotto cui si usa la gala, e due o tre car-
la dipendenza del maestro di ca- rozze, l'abbiamo notato a'ioro luò-
mera, è il decano. Questo decano ghi : nei viaggi e villeggiature que-
è detto di collare, da quello di ste livree sono più succinte, mas-
merletto, che porta quando incede sime quella del cavalcante, che al
in abito, il quale è nero, cioè sot- braccio sinistro porta lo stemma
to abito corto con fìbbie ai calzo- d'argento del proprio padrone. Si
ni ed alle scarpe, gonnella, e fer- possono vedere gii articoli Carroz-
raiolone di seta nera^ oltre il cap- ze, e Cavalli, tnentre nel volume
pello nero appuntato. A lui in- Vili, pag. 227 trattammo del mo-
combe aprire io spoi tello della car- do col quale si recano alle cap-
rozza del cardinale quando va in pelle, tanto palatine, che nelle di-
abito cardinalizio, diversamente toc- verse chiese di Roma, il Papa, i
ca aprirlo al decano di portie- cardinali , e gli altri. Delle vesti
ra, al quale incombe uscire sem- di corucccio de' cardinali , e loro
pre col caidinale, con uno o due famigliari, oltre quanto si disse ai
altri compagni, cioè quando il car- volumi VI ,
pag. 286, e X, pag.
dinale veste di corto. L'abito or- 1 7 del Dizionario f V. Vesti car-
dinario del decano, in luogo di li- dinalizie. Alcuni famigliari godono
vrea e per uso gioì naliero, consiste abitazione e vitto, altri una sola
in cappello appuntato con trina di tali cose: ed alcimi dell'antica»
eguale a quella del vestito, ed in mera sono famigliari di onore sen-
abito e sotto abito corto di quel za onorario, ovvero hanno un'an-
colore che usa il padrone, ornato nua regalia. Del cardinale eletto
con trine d'oro o d'argento, come Papa come promove la famiglia,
lo è il ferraiolo d'inverno. Lo ri- si accennò in principio del prece-
petiamo ancor qui, ai rispettivi ar- dente articolo, e poscia parlando di
ticoli, massime in quello delle Cap- quella del cardinal Ghislieri che pre-
pelle Pontificie , è descritto ciò che se il nome di Pio V.
deve fare ogni famigliare dei cardi- Piiguard© poi alle mancie e pro-
nali, nelle diverse funzioni ed altre pine, di cui parleremo al citato ar-
circostanze. Il decano di portiera, il ticolo Famigliare, volendo qui di-
servitore di camera, e gli altri servi- re di quelle spettanti alle famiglie
tori vestono la livrea, che si compo- de' cardinali, perciò che appartiene
ne d' intiero vestiario, il cui colo- diremo che or-
alla loro divisione,
re e trine allude allo stemma del dinariamente le mancie e propine
cardinale , e in molte trine è ri- si dividono così. Allorché il novel-

petuto per intero lo stemma stes- lo cardinale è esaltato a questa


so. Ordinariamente di tre specie dignità dona alla famiglia scudi tren-
sono le livree: giornaliera, di mez- ta, cioè venti alla sala, e dicci al-
vor. xxiu.
9
,

r3o FAM FAM


la scuderia , restandone esclusa la in morte giubilano la loro famì-
anticamera. Per le iiiancie poi che glia, lasciando ad ognuno l'intero
si ricavano dal SMccessivo rallegra- mensile onorario che godeva, fin-
mento die si fa coi bene affetti del che vivrà, ovvero una metà di esso
nuovo cardinale e con altri per- secondo il potere ed il volere del
sonaggi, esse dividonsi tra gl'indi- benefattore. Alcuni generosi e ric-
vidui del r anticamera e della sala, chi cardinali, eslesero la loro mu-
esclusi quelli dell'anticamera nobile. nificenza anche mogli e figli
sulle
Se però tra esse vi fosse una man- de' famigliari. Gì' impotenti lasciano
cia o propina che giugnesse alme- alla famiglia un compenso pecunia-

no a scudi cinquanta, allora vi en- rio. Molti cardinali morendo la-

tra in divisione anche l'anticame- sciano alla famiglia la così detta


ra nobile, esclusi però gli addetti spartizione, consistente in due mila
ad honorem, venendo inclusi i so- scudi, ed in tre mila i cardinali
li salariati. Se poi fosse un cardi- principi, le quali somme si divi-
nale vescovo che facesse delle fun- dono in questo modo, secondochè
zioni, come di consagrare vescovi, praticano alcuni. La metà si ap-
ordinare ecclesiastici ec. , su di ciò partiene all' anticamera nobile,
vi è la nota stampata che regola purché gì' individui che la com-

la divisione delle analoghe propine. pongono sieno salariati , non ono-


Quando i cardinali battezzano ,
rari. L' altra metà poi si divide
fanno sposalizi, prendono possesso tra l'altra anticamera e la sala:
di titoli, diaconie, protettone ec. siffatte divisioni si fanno per an-
le propine dividonsi tra 1' antica- zianità di servizio, onde chi conta
mera e la sala, dandosene la ter- più anni di servizio, più prende.
za parte alla scuderia. Alla morte Ma r erudito Cancellieri che fu ,

del cardinale tutti gli abiti e la maestro di camera, e bibliotecario


biancheria sono di pertinenza del del cardinal Leonardo Antonelli
cameriere; gli attrezzi della sala, decano del sagro collegio, nel suo
come baldacchino, dossello, banco- bel trattato delle Campane, a pag.
ne, tavolino, cassabanchi, letto e tut- 29, ecco in proposito come si e-
te le cappe cardinalizie, livree, e sprime. »» Sì fa il calcolo di quan-
ferraioli toccano agli individui del- « to uno ha partecipato dal pri-
la sala, distinguendosi il decano. » mo suono della campanella; e
Tale è il costume generale: sul « poscia con la regola del tre si
più e sul meno dipende dalla ge- »» vede quanto tocca a ciaschedu-
nerosità del padrone, degli esecu- » no, sopra la ripartizione, che si
tori testamentari, e degli eredi. Men- « divide in tre parti. Due vanno
tre il cadavere del cardinale è e- >» all'anticamera. La terza si sud-
sposto, agli angoli con banderuole » divide in altre tre, due delle
sonovi quattro servitori i più an- " quali spettano alia sala, ed una
tichi , chiamati i piangioni , ed a »» alla scuderia ". L'Amidenio rac-
questi si danno quattro zecchini conta che il cardinal Lodovico Zac-
per cadauno. P^. gli articoli Cada- chia titolare di s. Sisto, essendo mor-
vere, e Funerali, e per l'esequie to ai 3o agosto 1637, senza aver fat-
il volume Vili, pag. 195 del Di- to testamento, fu messo alle porti;
zionario» Di frequente i cardinali del palazzo da qualche satirico unu
,
.

F A M FAM i3t
cassetta, coli' iscrizione: elemosina. bra il cardinal Domenico Ginnasi,
per i poveri di s. Sisto, cioè pei come generosissimo, e assai be-
suoi famigliari rimasti senza veru- nevolo co' suoi fortunati famigli
na distribuzione, volendo alludere Del ven. cardinal Tommasi si leg-
così al titolo della chiesa del de- ge nel tom. Vili, pag. i4i, del
funto, ch'era pure dell'ospedale od Cardella , che co'suoi famigliari si
ospizio de'poveri di s. Sisto. L'an- diportava da padre, non da pa-
zianità si rileva dai registri del drone e superiore: ne' tempi pio-
ruolo, il quale incomincia nel gior- vosi ed incomodi gli obbligava a
no che il cardinale ha preso il prendere luogo nella propria car-
cappello cardinalizio, ed anticamen- rozza; quindi li compativa nei di-
te dal momento in cui per la pri- fetti , li provvedeva nelle necessità,

ma volta suona vasi la Campanel- e non mancava di assisterli in qua-


la [Fedi), ch'era sui palazzi dei lunque bisogno sia del corpo, sia
cardinali, e della quale dà eru-
ci dello spirilo, per cui era da loro
dite notizie il R-Occa, Opera omnia teneramente amato e venerato. La
tom. I, pag. i83, cap. XXIV. Sulla tradizione ci dice che la sua fa-
nomina che i primi sei cardinali miglia era composta di gobbi
vescovi suburbicari , e preti fanno guerci, e di gente deforme nel
alle piazze de' Palafrenieri pontificii corpo.
(Fedi) y ne
parliamo a quell'arti- Sono ancora in benedizione i se-
colo. Essi nominano ordinariamente guenti cardinali del secolo passa-
il famigliare più antico che abbia to. Il cardinal Camillo Cibo lasciò
portata livrea. eredi ad eguali pensioni i fami-
Lungo sarebbe fare qui men- gliari, non compreso il casino e villa
zione dei cardinali che furono be- di Castel Gandolfo, appartenenti al
nefici co'loro famigliari, ciocche non fide-commisso di sua casa, dalla
si manca notare alle loro biogra- quale l'acquistò poi il palazzo apo-
fie. Narra il Bovio , nella Pietà stolico. Il cardinal Giuseppe Fir-
trionfante, che essendo stato mul- rao, nel morire, l'anno i744> ^^
tato il cardinal Raffaele Riario da cinque famigli più antichi, cioè se-
Leone X di centomila ducati, non gretario, due aiutanti di camera,
avendo egli tal somma, tutti i suoi e due staffieri, assegnò un vitalizio;
famigliari in attualità di servizio, più die due mila scudi alla fami-
o che vi erano già stati, in grati- glia nobile, ed altrettanti alla sala,
tudine delle provviste, rendite, e oltre il coruccio, e quarantena : per
favori da lui prima ricevuti, con- coruccio s' intende un compenso
tribuirono in gran parte a tal som- pecuniario pel vestiario di lutto, e
ma , colla quale ricuperò libertà per quarantena quaranta giorni
e vita, essendo stato condannato pagati in proporzione al salario che
a morte. 11 cardinal Gio. Vincen- si gode; assegnò una pensione di
zo Gonzaga fu assai liberale coi scudi cinquanta al cappellano, e do-
suoi domestici e famigliari. Il car- nò un orologio d'oro al maestro
dinal Giovanni Mendoza si distinse di camera. Magnifico fu il testa-
neir amore singolare verso i suoi mento del cardinal Cosimo Impe-
famigliari, che in morte lasciò e- riali, che riporta il numero 7880
redi di tutti i suoi bèni. Si cele- del Diario di Roma 1764. Il oar-
ì3« FAM FAM
dinal Flavio Cliigi lasciò la paga dichiarò, che i famigliari di coslo-
intera a tutta la famiglia. 11 car- IX)erano soltanto quelli clie fosw-
dinal Federico Lante destinò un ro seri Iti nel ruolo, che anticamen-
fondo bastante pel mantenimento te chiamavasi Rotolo^ nel quale
di tutti i suoi domestici, il quale erano scritti loro nomi, stipendio
i

dopo la loro morte andasse in be- e uffizio, e a questi soli confermò


neiìcio dell'ospizio apostolico. Mo- i privilegi e l'azione contro i det-
jendo nel 1776 il cardinal Vete- ti dopo la morte de'loro pa-
eredi
rani, ordinò che soddisfatti i lega- droni. Vedi il Plato, De Cardi-
ti, la sua eredità si dividesse in nalis dignitate et officio^ pag. "2 39:
tre porzioni, due in flivore della Dehet tamen praelatiis fnmiliare.t
corte nobile, cappe nere, ed aiu- reniuuerarij eosqiie liberalìlale pro-
tanti camera, ed una alla sala
di sequì, proitt suppelunl facullalc^^
e scuderia. Generosissimo fu il te- et virc.s; pag.228, § II, De ojfa-
stamento del cardinal Marc' Anto- bililalr CardìnaUsj pag. ?.3o, §111,
nio Colonna vicario di Roma, iti De bcneficcnlia Cardinalis ; png.
favore de' suoi famigli, che trattò 228, cap. XXIII Quid Cardiiia- :

come munifico padre, ed amorevo- lis servare debeat erga suani fa-
le protettore. L'altro cardinal vi- miliani; ^ \^ De studio Curdina-
cario Corsini, nel 1795 dichiarò lis circa faniiliariuni delecluni ;

erede proprietario il principe ni- pag. 2 35, § II, De cura Cardi na-
pote , ed eredi usufruttuari , col liuni circa fannliariuni vitam, et
jus accrescendi sino alla loro pa- mores\ pag. 289, §111, De cura
ga, i famigliali descritti nel ruolo. CardinaliSf ne famiUarìs indigcantj
Nel secolo corrente sono grande- pag. 184, § 1, De domestico Car-
mente a lodarsi principalmente i dinaliuni sumptu.
cardinali, duca di Yorck , Giusep-
pe Doria, Ferdinando Sai uzzo, Notizie diverse sui famigliari dei
Alessandro Mattei decano del sa- cardinali.
cro collegio, Antonio Doria, Erco-
le Consalvi, e Giorgio Doria, sic- Giacomo Cohellio nella sua IVo-
come generosi e benefìci colle lo- titiacardinalatuSy a pag. 175, pri-
ro famiglie, per non dire di altri. vilegium XX, eruditamente tratta.
Nella carità, amorevolezza e cura De familiarium, et inservientiuni
religiosa della sua famiglia va par- numero cardinaliliae dignitati ne-
ticolarmente nominato il cardinal cessario. Il p. Gallico, Acta sele-
Fontana (Vedi). cla caerimonialia , a pag. 278
Era lo stile nella curia e corte parla De officialibus singuloruni
romana, che i cardinali e prela- cardinalium S. R. E. ex codice
ti avessero prima molti famigliari Vaticano 47^1» che sono i seguen-
di onore, i quali dopo la morte ti, de'quali si danno individuali no-
dei loro padroni davano agli ere- tizie.

di di quelli molte angustie. Per I. De Auditore.


distinguerli, Benedetto XIV, a' 19 II. Minislerium Capellanorum.
luglio 1750, colla bolla In emi- III. Officio Secretariorum.
nenti ec, Bull. Magn. toni XXI II, IV. Exercitium magistri Aulae.
pag. 167, ristabih l'antico uso, e V. Officium Scutiferoriioa.
,

FAM FAM i33


VI. Officium Canlorum. vita, che degradano lo splendore
VII. Offici uni Emptoris. del decoro esterno della romana
Vili. Otlficiuin Dispensatoris. curia j ed espongono il pioprio pa-
IX. Oflficium Buticularìi. drone ad osservazioni poco onore-
X. Officiura Pauelerii. voli. Fra i cardinali che ripugna-
XI. Ofìfìcium Eleemosinarii. rono di far uso del conveniente
XII. Offìcium Coci. corteggio e pompa ecclesiastica,
XIII. OfìGcium magistrì Stabuli. parleremo del celebre cardinale
XIV. Offìcium Cubicularioium. Ximenes, coU'autorità di quanto
XV. Offìcium Barbi tonsoris. si legge nel Ciacconio, tom. III,
XVI. Offìcium Porterii. pag. 271.
Inoltre il p. Gallico, oltre altre Il cardinal Ximenes, creato da
notizie sui famigliari de' cardinali, Giulio II, essendo pure arcivesco-
a pag. 64, parlando de' cardinali vo di Toledo , viveva in tal mo-
creati assenti, e del loro ingresso do, che non conveniva allo stato
in Eoma, 26 parla de
nella nota cardinalizio, giacché era egli tutto
familìares Cardinalium quo ordi- compreso delia povertà francesca-
ne aduiissi ad osculum pedis Pon- na, al cui ordine aveva apparte-
Jlcis : all'articolo Ingressi in Roma nuto; quindi distribuiva ai poveri
di tali cardinali, si descrive la pom- il suo patrimonio, in modo che
pa colla quale lo facevano. A lu- privo della condecente servitù com-
stro e decoro della dignità cardi- pariva in pubblico, come i cardi-
nalizia, non solo \enne saggiamen- nali nel tempo delle persecuzioni
te stabilito che i cardinali avesse- della Chiesa, et asello quo solebat
ro numerosa famiglia , corteggio vehebatur, ausibat pedibus Aven-
.

conveniente, nobile trattamento, car- do ciò risaputo il Pontefice Giu-


rozze, cavalli, e tutt'altro corri- lio li, ammoni il cardinale col se-
spondente ai loro sublime grado, guente breve apostolico, esorlandolo
per onorare la sagra poipora, e a mantenere il dovuto decoro del-
riscuotere dal popolo venerazione la dignità a cui era stato assunto.
e riverenza, al cui oggetto appun-
to molti romani Pontefici loro « Dilecto Filio salutem etc.
atlribuu'ono quelle insegne di cui
livediamo condecorati. Non man- « Sancta etc. Uni versai is Ecclesia
cano tuttavolta esempi di virtuosa M sicut Te ignorare non putamus
moderazione di molti cardinali « ad instar Caelestis Hierusalem,
come di altri, i quali lungi dallo » multis, ac diversis decoratur or-
arrogarsi per loro comodo alcuno, M natibus, in quibus sicut in ex-
tutto fecero per mantenere il lu- »» cessu praevaricando peccatur, ita
stro e le prerogative delia digni- « in defectu nimium declinando er-
tà, cui appunto è inteso quel ce- « ratur. Gratia est Deo, et lauda-
rimoniale, ed etichetta uniforme, « bilia cujuslibet status condecens
la quale per la parte che gli spet- >» Et prapterea qui-
observantia.
ta è necessario e doveroso che ogni M cumque praesertim praelati Ec-
famigliare ne sia istruito, unifor- » clesiae sicut in moribus ila ha-
mandosi alle antiche consuetudini, » bitu, et incessu studere debent,
ben guardandosi da arbitrarie uo- >» ne nimio faslu superbi, neve
,

i34 FAM FAM


>» nimia abjectioni superstiliosi es- chuzze, sorpassarono una ragione-
M se videantur, cum utroque au- vole pompa, e tennero copiosa (k-
H ctoritas ecclesiastìcae disciplinae miglia, di molto superiore u quella
>* vilescat. Eam
ob rem hortamur proporzionata al grado e ai tempi
»» Te, ut postquam Te sancta Se- in cui vissero, come potrà vedersi
»> des Apostolica de inferiori statu alle biografie de' seguenti.
*> ad archiepiscopaiem dignitatem Il famoso cardinal Lodovico Sca-

M evexit, quemadmodum Te iu rampi Mezzarota, glorioso per mi-


» interiori conscientia secundum litari imprese sotto Eugenio IV ,
*• Deum vivere intelligiraus, de quo Nicolò V, e Calisto HI, fu il pri-
M plurimum gauderaus, ita extrin- mo cardinale a mantenere cani e
w secus juxta indecentiam status cavalli in gran numero, copiosa fa-
M tui, habitu scilicet, et caeteris miglia, sontuosa mensa, e preziose
» ad dìgnitatis decorem convenien- Pietro Ria-
suppellettili. 11 cardinal
*• Te habere, et observare
tibus rio, IV, ebbe una
nipote di Sisto
w coneris. Datum Romae etc. » corte composta di cinquecento per-
Ricevuta questa ammonizione sone, e fu sì splendido che in due
accorgendosi il pio cardinale, dice anni di cardinalato spese nella sua
il Ciacconio, quantum splendor hic tavola circa treceutomila scudi : il

vitae apud vulgum momenti ha- suo erede cardinal Raffaele, sicco-
beat ad vindicandam a contemptu me ricco di benefizi, si mantenne
publicae personae dignitatem, quam con molto decoro, contandosi nella
in pretio haberi perniagni ad quie- numerosa sua corte sino a sedici
lem publicani refert, mutò il teno- vescovi. Il cardinal Ippolito d'Este
re della vita che professava, e ben- de' duchi di Ferrara, tenne splen-
ché in privato osservasse molto della dido corteggio, in cui eranvi pure
vita di religioso francescano, pub- molti musici e cacciatori. Abbiamo
blicamente compariva con le vesti che il cardinal Tommaso Wolsey
condecenti alla dignità, e alimen- inglese, primo ministro di Enrico
tava famiglia numerosa , con cui Vlllj tenne una corte composta da
al popolo si rendeva più venera- più di mille persone, tra le quali
bile. Molto si potrebbe aggiungere eranvi sessantacinque ecclesiastici.
in conformità di tal materia, ma Il cardinal Ippolito de* Medici, ni-
basti il concludere essere ragione- pote di Leone X, e cugino di Cle-
vole, anzi doversi, che la dignità mente VII, contò nella sua corte
cardinalizia sia al popolo pubbli- da circa trecento letterati di ogni
cata con segni di esterna magnifi- nazione, per cui nel suo palazzo
cenza di numerosa famiglia ben si parlavano fino a venti differenti
vestita, e con un corredo decente linguaggi ; ed allorquando fu av-
e dignitoso, siccome indizio di giu- vertito da Paolo III a moderarsi
dominio, e della su-
risdizione, di nello splendido corteggio da cui si

blime dignità di cui sono i cardi- faceva servire, rispose ch'egli non
nali rivestiti, e quali elettori eleg- teneva tante persone perchè ne a-
gibili del sommo Pontefice, sovrano vesse bisogno, ma perchè desse lo
degli stati romani. Non si deve ta- avevano di lui. Il degno nipote di
cere che molti cardinali di fami- Paolo III, cardinal Alessandro Far-
glie principesche, o doviziosi di ric- nese, primogenito del duca di Pai-
,

FAM FAM i35


ma, fu glorioso per essere stato il » ostendant, familiamque lam cle-
suo palazzo il domicilio della sa- M ricorum, quam laicorum hone-
pienza ,
giacché dalla copiosa e « slam, honestisque vestibus ince-
scelta sua corte uscirono molti ve- » dentem ìnducant : sacèrdotesque,
scovi, cardinali e Papi. Quando il « et levitas in testi moni uni bonuni
cardinal Ferdinando de' Medici ri- " secum habeant". Il dottissimo
nunziò a Sisto V la porpora per Pio IT, che da privato era stato
ascendere al trono toscano, l'otten- segretario del cardinal Capranica,
ne per Francesco Maria Bourbon e poscia nella corte dell'imperatore
del Monte s. Maria, d'una famiglia Federico III, e dei sommi Ponte-
proveniente dalla stirpe regia di fici Eugenio IV, e Nicolò V , di
Francia, siccome addetto alla sua alcuni vescovi, e persino dell'an-
corte cardinalizia. Il cardinal Mau- tipapa Felice V, soleva dire ; ut in
rizio di duca
Savoja, fiatello del mare Jliimina omnia, sic omnia
Vittorio, fu cotanto magnifico, che vida in aulas magnas praesertini
in alcune solenni funzioni si fece confluere solere. Parlando il Plato
vedere col seguito di duecento car- di Pio II e del contegno tenuto
rozze, e di un corteggio di nume- co' suoi famigliari, ecco come espri-
rosi cavalieri : poi successe nel du- mesi. « Itaque multum hoc no-
cato di Savoja. Quando il cardi- « mine laudatus est Pius II, de
nal Paluzzo degli Albertoni, da Cle- « quo paulo ante diximus, quem
mente X adottato nella sua fami- M ferunt hanc humanitatem in o-
glio Alti