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Radolovich Radulovich - Marchesi di Polignano (1604-1713)

(Polignano di Puglia = Polignano A Mare, BA, Italia)


http://www.ucastarillpolignanoamare.it/doc/diario.pdf
Marchese Radolovich - Diario Cittadino Centro Culturale 'u Castarill' Polignano
1556
Nasce a Ragusa (Dalmazia, Croazia) Niccol Radulovich/Radolovich (1556-1608), che
acquister il feudo di Polignano nel 1604
1562
Nasce a Ragusa (Dalmazia, Croazia) Marino Radulovich/Radolovich (1562-1648); sar
il secondo marchese di Polignano della famiglia Radulovic
1604
Niccol Radulovich, originario della Ragusa (Dalmazia, Croazia), acquista il feudo di
Polignano per 80.395 ducati
1608
Muore a Napoli Niccol (1556-1608) primo marchese di Polignano della famiglia
Radulovich
1613
Vittoria, figlia di Marino Radulovich, sposa Rodolfo dei conti Acquaviva di Conversano
1617
Francesco, terzo feudatario polignanese di casa Radulovich, sposa Anna Vaaz, figlia del
barone di Mola
1618
Elisabetta, figlia di Marino Radulovich sposa il barone di Trepuzzi, Francesco Maria
Cond della Terra di Otranto
1618.04.05. Nasce Marinello, figlio di Francesco Radulovich e Anna Vaaz, muore il 10 settembre
1623
1619.03.31. Nasce in Polignano Michele, figlio di Francesco Radulovic e Anna Vaaz, futuro erede
del feudo e quarto marchese di Polignano
1621
Nasce Didico Giovanni, figlio di Francesco Radulovich e Anna Vaaz
1622.12.09. Nasce Lucrezia Maria, figlia di Francesco Radulovich e Anna Vaaz
1623./1624. Epidemia di tifo. Si contano 199 decessi. Tra i pi significativi: il medico Giovanni
Battista Maurello, Marinello e Diego figli del marchese Francesco Radulovich.
1623.12.06. Nasce Vittoria, figlia di Francesco Radulovich e Anna Vaaz
1625.05.15. Nasce Marino, figlio di Francesco Radulovich e Anna Vaaz
1626.12.28. Nasce in Polignano Niccol Radulovich (1626-1702), cardinale napolitano, arcivescovo
di Chieti, figlio di Francesco e Anna Vaaz
1629.02.02. Nasce Diego, figlio di Francesco Radulovich e Anna Vaaz
1630.05.08. Nasce Maiora, figlia di Francesco Radulovich e Anna Vaaz
1632.02.01. Nasce Giovanni Battista, figlio di Francesco Radulovich e Anna Vaaz
1639
Michele Radulovich, sposa in prime nozze la nobildonna Candida Brancaccio
1643
La Corona ordina la chiusura al commercio dei porti polignanesi per il mancato
pagamento della tassa sui diritti doganali evasa dai Radulovich
1648
Muore a Napoli, all'et di 86 anni Marino, secondo feudatario di casa Radulovich
1649
Il re di Napoli riconferma la chiusura del porto di San Vito per il continuo contrabbando
delle merci
1650.11.01. Nasce Anna Maria, figlia di Michele Radulovich, e della seconda moglie Claudia Capece
1653.09.26. Muore in Polignano Francesco, terzo feudatario della f amiglia Radulovich
1654.06.17. Nasce Antonia, figlia di Michele Radulovich e di Claudia Capece
1655.07.16. Muore Caterina, figlia di Marino Radulovich e di Lucrezia Serraturo
1655.07.26. Nasce Vittoria, figlia di Michele Radulovich e di Claudia Capece
1658.03.29. Nasce Oronzo, figlio di Michele Radulovich e di Cladia Capece
1659.11.27. Nasce Maria Violante, figlia di Michele Radulovich e di Claudia Capece
1664
Nasce Lucio, figlio di Michele Radulovich e di Claudia Capece, muore all'et di 5 anni il
30 agosto 1669
1

1667.09.01. Muore Michele (1619-1667), quarto marchese della famiglia Radulovich


1702.10.27. Muore a Roma il cardinale Niccol Radulovich (1626-1702), arcivescovo di Chieti
1714.07.29. A seguito del decreto per la vendita della citt, Polignano viene assegnata al duca
Giuseppe Lieto, originario di Castrovillari, paese della Sicilia, per la somma di 110.001 ducati

Niccol Radolovich, Marchese di Polignano


http://doc.studenti.it/podcast/caravaggio-da-napoli-a-porto-ercole.html
http://thebookofart.weebly.com/caravaggio.html

Ateneo dell'uomo nobile opera legale, storica, morale, polica, e ..., Opseg 3
Stranica 167
http://books.google.hr/books?id=EI2EzjATmGUC&pg=PA167&dq=cardinale+Radolovich&hl=hr&sa=
X&ei=wUufUarZJje7AaU24GADw&ved=0CFMQ6AEwBQ#v=onepage&q=cardinale%20Radolovich&f=false

ROM, Wien, Neapel Wahrend Des Spanischen Erbfolgekrieges


Napisao/la Marcus Landau
stranica 162
http://books.google.hr/books?id=2ehpMoDBrAoC&pg=PA162&lpg=PA162&dq=cardinale+radolovic
h&source=bl&ots=O0I-1Dk-FH&sig=w2JvOGsVRYacdng1EQitADeuoY&hl=hr&sa=X&ei=yTqfUZbkOuKu4AScYGoCA&ved=0CCcQ6AEwAA#v=onepage&q=cardinale%20radolovich&f=false
http://books.google.hr/books?id=2ehpMoDBrAoC&pg=PA162&dq=cardinale+Radolovich&hl=hr&sa
=X&ei=wUufUarZJje7AaU24GADw&ved=0CDUQ6AEwAQ#v=onepage&q=cardinale%20Radolovich&f=false

Il marchese di Polignano Marino Radolovich fuori della citt eresse ai minori osservanti il convento
e chiesa di s. Maria di Costantinopoli, col sepolcro per la sua famiglia originaria d'Illiria. Di essa e in
Polignano, che pur fu patria di altri uomini illustri, nacque il cardinal Radolovich.
stranica 36
http://www.scribd.com/doc/77732844/Moroni-Dizionario-di-erudizione-storico-ecclesiastica-da-SPietro-sino-ai-nostri-giorni-1840-Volume-54

Oeuvres de Fnlon, Opseg 11


Napisao/la Franois de Salignac de La Mothe-Fnelon, Augustin Pierre Paul Caron, Jean Edme
Auguste Gosselin
http://books.google.hr/books?id=6ZENAAAAIAAJ&pg=PA24&lpg=PA24&dq=kardinal+radolovic&so
urce=bl&ots=GUxcL7P_Uw&sig=wDQ3VR9D6KOodEO4Deo6bgCDok&hl=hr&sa=X&ei=OUCfUZr3AaeF4ATdy4HYBw&ved=0CEsQ6AEwBTgK
#v=onepage&q=kardinal%20radolovic&f=false

Per Nicol Radolovich e il conte-duca di Benavente: testimonianze e riflessioni su due committenti di


Caravaggio, in Quaderni dell'Archivio Storico dell'Istituto Banco di Napoli, 2004. Napoli, 2004
2

stranica 116
http://www.google.hr/url?sa=t&rct=j&q=&esrc=s&source=web&cd=4&cad=rja&ved=0CDoQFjAD&
url=http%3A%2F%2Fwww.comune.napoli.it%2Fflex%2Fcm%2Fpages%2FServeAttachment.php%2FL
%2FIT%2FD%2Fc%25252F2%25252Fb%25252FD.558184d8ede74ff970a8%2FP%2FBLOB%253AID%2
53D3537&ei=v3WfUZGJAeS4ASktICQCg&usg=AFQjCNHzlSAh4tIFChcHCoO4ZzE8NCO60g&sig2=CA1ZZrKmNdj_EFp4HoycHQ&
bvm=bv.47008514,d.bGE

Per Nicol Radolovich e il conte-duca di Benavente: testimonianze e riflessioni su due committenti di


Caravaggio / Antonio Ernesto Denunzio. 2005
http://opac.khi.fi.it/cgi-bin/hkhi_de.pl?t_idn=u157960f

Niccol Radolovich, Marchese di Polignano - Nicole C. Vosseler


http://jugend.nicole-vosseler.de/index.php?start=263&page=4&upage=3

Commerciante slavo Niccol Radolovich - Il Banco di Napoli e il mistero del Caravaggio


http://archiviostorico.corriere.it/2010/dicembre/14/Banco_Napoli_mistero_del_Caravaggio_co_9_
101214045.shtml
29.07.1714. Polignano je kupio duca Giuseppe Lieto za 110.001 dukata

Cardinal Niccol Radolovich raguseo


Cardinal Niccolo' Nicolo' Nicola Nicolaus Radolovich Radolovicus Radoloviceus
Radolovic Radolowich Radulovich
Roen/Nato/Born: 28.(18.)12.1626.(1627.) Ragusa = Dubrovnik (Dalmatia, Croatia) / Polignano di
Puglia = Polignano A Mare BA (Italia) Umro/Morto/Death: 27.(21.)10.1702. Napoli (Italia)
Nadbiskup Chietija (Arcivescovo di Chieti) (Archbishop of Chieti) - od 10.03.1659.-14.11.1699.
Kardinal Napulja (Cardinale di Napoli) (Cardinal of Naples) (Cardinalis Neapolitanus)
14.(22.)(24.)11.1699. - 27.(21.)10.1702. njegov nasljednik je bio kardinal Vincenzo Capece od
23.04.1703.
https://it.wikipedia.org/wiki/Niccol%C3%B2_Radulovich
Niccol Radulovich (Polignano, 1627 Roma, 27 ottobre 1702) stato un cardinale e arcivescovo
cattolico italiano. Arcivescovo di Chieti, ricopr numerose cariche presso la Curia Romana.
Biografia
Nacque a Polignano (o, secondo altre fonti, a Napoli, o a Ragusa) da una famiglia aristocratica di
origine tedesca che aveva ottenuto il titolo marchionale di Polignano. Addottoratosi in utroque jure,
nel 1659 ricevette gli ordini minori ed entr al servizio della Santa Sede sotto il pontificato di
Alessandro VII, che lo nomin governatore di varie citt dello Stato della Chiesa e poi referendario
del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica.
Fu ordinato sacerdote il 16 febbraio 1659 ed il 10 marzo successivo venne eletto arcivescovo
metropolita di Chieti: deleg l'amministrazione dell'arcidiocesi a dei vicari e rimase presso la Curia
Romana, dove venne nominato segretario della Sacra Congregazione per i Vescovi e i Regolari.
Nel concistoro del 14 novembre 1699 papa Innocenzo XII lo cre cardinale e gli assegn il titolo
presbiterale di San Bartolomeo all'Isola.
Mor nel 1702: i funerali vennero celebrati nella chiesa di San Marcello dove venne anche inumato
(per altre fonti, sarebbe stato sepolto nel suo titolo cardinalizio).
Fonti

Niccol Radulovich sul sito The Cardinals of the Holy Roman Church
Cardinale presbitero di San Bartolomeo
Successore
all'Isola

Predecessore
Giovanni
Cavallerini

Giacomo

1702 - 1707

Francesco
d'Aragona

Acquaviva

Fran Franciscus Radolovich

Maria Sfondrati, sestra od Niccol

(Raguseo=Dubrovanin) (bogati brodovlasnik i trgovac itom


ricco armatore e mercante di grano) (obitelj porijeklom iz
eljara kod Zavale u Hercegovini ili iz Konavala;
predposljednji zavoski knez; obitelj upisana u graanstvo
Dubrovnika 1500. godine) (oenjen sa Maria Sfondrati)

Sfondrati = papa Gregorio XIV (Somma


Lombardo, 11.02.1535 Roma, 16.10. 1591,
229 papa della Chiesa cattolica)

Niccolo' Nicolo' Nicola Radolovich


Radulovich, primo marchese di Polignano,

Marin Marino Radolovich


Radulovich, Ragusa/Dubrovnik 1562 -

Ragusa/Dubrovnik 1556 - Napoli 1608; kupio je 1604. godine


za 80.395 dukata zemlju i naslov markiza od Polignana diploma je dana u Madridu 26.09.1607. i postala je izvrna
22.12.1607. (02.08.1608.)
[Filippo Franco Favale: Presenza dei marchesi Radulovich in
Polignano (1604-1713) - in 'Storia e cultura in Terra di Bari Studi e Ricerche, III.']
(bogati dubrovaki trgovac itom i uljem, mjenja novca i
privatni poduzetnik koji je prikupljao porez na svilu /
arrendatore della seta; umro u Napulju 1608. - nasljednik mu
je bio brat Marin Marino Radolovich) (naruio od Caravaggia
u Napulju 06.10.1606. sliku Bogorodice s djetetom za 200
dukata)

Polignano 1648; posljednji zavoski knez;


secondo marchese di Polignano, (Polignano di
Puglia = Polignano A Mare, BA, Italia) od 1608.
1618 Elisabetta figlia di Marino Radulovich
sposa il barone di Trepuzzi, Francesco Maria
Cond della Terra di Otranto;
1618 aprile 5 Nasce Marinello figlio di
Francesco Radulovich e Anna Vaaz, muore il 10
settembre 1623

Vittoria

Radolovich
(udana
1612./1613. sa Ridolfo/Rodolfo di Acquaviva,
figlio di Adriano Acquaviva, conte di Conversano)

Fran Franciscus Francesco


Radolovich Radulovich (jedini
Marinov sin; oenjen 1617. sa Anna Vaaz, figlia
del barone di Mola e nipote di Miguel Vaaz, conte
di Mola)

Lucrezia
Acquaviva

(udana
Carlo Caraffa, duca di Noja)

di
za

Petrunjela Petronilla
Radolovich (udana za

Niccolo' Radolovich
cardinale napolitano

Brajkovia) Nicolaus Braichi =


Nikola Brajkovi (Petrunjelin sin umro 1652.)

14.11.1699. - 27.10.1702.

Michele Michiele Radolovich Radulovich, quarto marchese di Polignano; brat kardinala Nikole,
roen 31.03.1619. u Polignanu, umro 01.09.1667., sahranjen u grobnici u Chiesa di S. Antonio (ex Santa Maria di
Costantinopoli); autor: 'II Sacro Gerione, ovvero della vita e martirio de Santi Vito, Modesto e Crescenza padroni
della citta di Polignano nel Regno di Napoli historia panegirica. Lecce 1657 (1662), in 8'.

Cardinal Niccol Radolovich raguseo


u knjizi:
Rita Monaldi, Francesco Sorti: SECRETUM
stranica 193
http://www.rulit.net/books/secretum-read-252902-193.html
Rita Monaldi, Francesco Sorti: SECRETUM
http://www.superknjizara.hr/index.php?page=knjiga&id_knjiga=26452
Secretum Amazon.co.uk Rita Monaldi, Francesco Sorti Books
http://www.amazon.co.uk/Secretum-Rita-Monaldi/dp/1846971047
Secretum, il romanzo storico di Rita Monaldi e Francesco Sorti
http://www.finzionimagazine.it/news/approfondimento-news/secretum/
Secretum - Rita Monaldi - Francesco Sorti, Birlinn General, 9781846971044
http://www.deastore.com/book/secretum-rita-monaldi-francesco-sorti-polygon-an-imprint-ofbirlinn-limited/9781846971044.html
Rita Monaldi, Francesco Sorti - Secretum
http://depositfiles.com/files/hf79cszfq
SECRETUM -2.DIO.pdf
Radolovich - stranica 405:
No prema gazetama podjela je vie nego stranaka i gotovo su beskonane. Neki uoavaju suparnitva
i saveznitva prema dobi, sposobnosti, tenjama, hirovima, pa ak i ukusu: oni teke naravi jesu kiseli
(Panciatici, Buonvisi, Acciaioli, Marescotti), a oni blage prirode slatki (Moriggia, Radolovich,
Barberini, Spinola iz Svete Cecilije), srednjeg su okusa Carpegna, Noris, Durazzo, Dal Verme, a tu su i
oni nezreli, jer su mladi od sedamdeset godina i stoga premladi da bi bili izabrani (Spada, Albani,
Orsini, Spinola iz San Cesarea, Mellini i Rubini).
Negroniju je sedamdeset jedna godina, ali ve je dao do znanja da ne eli biti izabran; glasovat e u
korist onoga tko zasluuje, zakleo se, a protiv onih koji ne zasluuju biti papom. Ovi drugi, u to su svi
uvjereni, velika su veina.
Teko e, meutim, biti i estitim duama: nitko nee biti poteen, ak ni onaj kod kojega je sve
prema pravilima. Carlo Barberini na primjer, koji je odgovarajue dobi, mora raunati na mrnju
Rimljana prema njegovim roditeljima (koja sad ve traje gotovo osamdeset godina), neprijateljstvo
Spinole iz San Cesarea i massime na vlastitu glupost. Protiv Acciaiolija su Toskana i Francuska.
Marescottija u inozemstvu mrzi samo Francuska, ali u Rimu i Bichi (to mu on s velikim uitkom
uzvraa). Durazzu zavide zbog srodstva sa panjolskom kraljicom. Moriggia je previe blizak Toskani,
Radolovich panjolskoj.

The History of the Popes: From the Close of the Middle Ages. Drawn from the Secret Archives of the
Vatican and Other Original Sources, Opseg 32
Napisao/la Ludwig Freiherr von Pastor
stranica 703
6

http://books.google.hr/books?id=QF8rUt_bY04C&q=cardinale+Radolovich&dq=cardinale+Radolovi
ch&hl=hr&sa=X&ei=wUufUarZJ-je7AaU24GADw&ved=0CEwQ6AEwBA

The History of the Popes, from the Close of the Middle Ages, Opseg 33
Napisao/la Ludwig Freiherr von Pastor
stranica 3, 4, 552
http://books.google.hr/books?id=DzoJAQAAIAAJ&q=cardinale+Radolovich&dq=cardinale+Radolovic
h&hl=hr&sa=X&ei=wUufUarZJ-je7AaU24GADw&ved=0CD0Q6AEwAg

Full text of "The history of the popes, from the close of the middle ages : drawn from the secret
Archives of the Vatican and other original sources; from the German"
4 HISTORY OF THE POPES.
Radolovich, Archinto, Santa Croce, D'Este, Delfino, Sperelli, Gabrielli.
http://www.archive.org/stream/historyofpopesfr33past/historyofpopesfr33past_djvu.txt

Nel 1659 Nicol Radolovich (V) eccellente pastore e poi cardinale. Per sua morte nel 1703 Vincenzo
Capece nobile napoletano nato in Benevento parente del predecessore canonico di Napoli istitui
l'accademia de casi morali per parrochi e altri ecclesiastici in tutta l'arcidiocesi volle che di frequente
si facesse il catechismo zel l'incremento del seminario con aumentarne le rendite onde gli alunni
superarono il numero di 100 ne accrebbe...
dal:
Dizionario Di Erudizione Storico-Ecclesiastica Da S. Pietro Sino Ai Nostri ...
Napisao/la Gaetano Moroni
stranica 196
http://books.google.hr/books?id=BAxTAAAAcAAJ&pg=PA196&dq=cardinale+Radolovich&hl=hr&sa
=X&ei=wUufUarZJje7AaU24GADw&ved=0CGkQ6AEwCA#v=onepage&q=cardinale%20Radolovich&f=false
http://books.google.hr/books?id=JifGtbJTtFsC&pg=RA1PA196&dq=cardinale+Radolovich&hl=hr&sa=X&ei=wUufUarZJje7AaU24GADw&ved=0CFkQ6AEwBg#v=onepage&q=cardinale%20Radolovich&f=false

Cardinal Radolovich raguseo - Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica Volume II


Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da S. Pietro sino ai nostri ...
Napisao/la Gaetano Moroni
stranica 132 / 139
http://books.google.hr/books?id=HcA7AAAAcAAJ&pg=RA1PA132&dq=cardinale+Radolovich&hl=hr&sa=X&ei=wUufUarZJje7AaU24GADw&ved=0CGEQ6AEwBw#v=onepage&q=cardinale%20Radolovich&f=false
http://www.archive.org/stream/dizionariodieru96morogoog/dizionariodieru96morogoog_djvu.txt
Elementi della storia de' sommi pontefici: da San Pietro sina al felicemente ...
Napisao/la Giuseppe de Novaes
stranica 10

http://books.google.hr/books?id=l-1eFQMUkdgC&pg=RA1PA10&dq=cardinale+Radolovich&hl=hr&sa=X&ei=wUufUarZJje7AaU24GADw&ved=0CEQQ6AEwAw#v=onepage&q=cardinale%20Radolovich&f=false
http://books.google.hr/books?id=l-1eFQMUkdgC&pg=RA1-PA10&lpg=RA1PA10&dq=cardinale+Radolovich&source=bl&ots=XKEWaae6kg&sig=YDMJ98tQdce9ibFZkPD_2MOG
AsI&hl=hr&sa=X&ei=aEufUaLOCKs4ATo54GQCQ&redir_esc=y#v=onepage&q=cardinale%20Radolovich&f=false

Elementi della storia de' sommi pontefici: da San Pietro sina al felicemente ...
Napisao/la Giuseppe de Novaes
stranica 10, 166, 167
http://books.google.hr/books?id=l1eFQMUkdgC&printsec=frontcover&hl=hr#v=onepage&q=Radolovich&f=false
http://books.google.hr/books?id=l1eFQMUkdgC&pg=PA167&lpg=PA167&dq=Cardinal+Niccolo+Radolovich+raguseo&source=bl&ots=
XKEWb1eeof&sig=Uj03JeTvzaH6O4NkM4ODHLMqk3I&hl=hr&sa=X&ei=v3WfUZGJAeS4ASktICQCg&ved=0CCkQ6AEwAA#v=onepage&q=Cardinal%20Niccolo%20Radolovich%20raguseo
&f=false

MICHELE RADULOVICH
(..- 1667)
Marchese di Polignano
Fratello dellArcivescovo Nicola, di cui abbiam detto innanzi, fu Marchese di Polignano. Nacque
in questa citt e fior nel XVII secolo. Scrisse: Il Sacro Gerione, ovvero della vita e martirio di
S. Vito, Modesto e Crescenza, padroni della Citt di Polignano nel Regno di Napoli Istoria
panegirica Lecce 1657, in 8. Mor il 1 settembre 1667. Lo troviamo ricordato dal Toppi, dal
Minieri Riccio, dal D. Addosso, dal Villani, e nella Memoria predetta, in nostro possesso. Anche
una via del paese ne ricorda il nome.
Biografia Tratta da: Ignazio Galizia, Figure e ricordi del mio paese, Putignano, 1933.

Lastra tombale della famiglia Rudulovich


Posta nella Chiesa di S. Antonio (ex Santa
Maria di Costantinopoli)

Bibliografija
Instituta
za povijest
umjetnosti
Bibliography
of the Institute
of Art History
(1961 2011)

priredila/prepared by

Ivana Majer
suradnik/associate

Danko Zeli

201

3181

3182

3183

3184

3185

380

Boniface of Dubrovnik and the


restoration of the Holy Sepulchre
in Jerusalem, 7380
Jasenka GUDELJ, Ponuda kakva
se ne odbija : narudba Tizianove
pale Luja Guetia za franjevaku
opservantsku crkvu u Anconi.
[Riassunto]: Lofferta impossibile
da declinare : la committenza di
Luigi Gozze della pala daltare
di Tiziano Vecellio per la chiesa
francescana degli osservanti a
Ancona, 8192
Radoslav TOMI, Lujo Gueti
i Nikola Radolovi, dubrovaki
naruitelji Tizianovih i Caravaggiovih
slika. [Riassunto]: Luigi Gozze e
Nicola Radolovich, i committenti
ragusei di Tiziano e Caravaggio,
93100
Mara KOLI PUSTI, Tragom
dubrovakih naruitelja slika s
podruja june ltalije u baroknom
razdoblju. [Riassunto]: Sulle traccie
dei committenti ragusei dei dipinti
del sud Italia nel periodo barocco,
101110
Nina KUDI BURI Damir
TULI, Glavni oltar u franjevakoj
crkvi u Zadru : znaajna narudba
bratovtine Gospe od Karmela.
[Riassunto]: Laltar maggiore
della chiesa francescana di Zara :
unimportante committenza della
confraternita della Madonna del
Carmine, 111124
Dubravka BOTICA, Zagrebaki
biskup Juraj Branjug naruitelj
gradnje i opremanja upne crkve
Sv. Ladislava u Pokupskom. Uloga
naruitelja u odabiru arhitektonskog
tipa. [Summary]: Juraj Branjug,
Archbishop of Zagreb, as patron
of the Parish Church of Saint
Ladislaus in Pokupsko : The
patrons role in choosing the
architectural type, 125136

3186

3187

3188

3189

Saa BRAJOVI, Andrija Zmajevi,


barski nadbiskup i pokrovitelj
umjetnosti. [Summary]: Andrija
Zmajevi : Archbishop of Bar and
patron of art, 137148
Sanja CVETNI Boris VUI
NEPERGER, Obitelj Mihalovi i
vlastelinska kurija u Feriancima kraj
Naica. [Summary]: The Mihalovi
family and the feudal manor in
Ferianci near Naice, 149162
Nataa JAKI, Uloga naruitelja
u projektima Kapele Majke Boje
na Sljemenu i obnove Kamenitih
vrata arhitekta Jurja Denzlera.
[Summary]: The role of the
patron in projects by the architect
Juraj Denzler : The Chapel of
Saint Mary on Sljeme and the
reconstruction of the Stone Gate
in Zagreb, 163172
Antun KARAMAN, Suvremena
hrvatska crkva naruitelj
umjetnikih djela. [Summary]: The
contemporary Croatian Church
: The patronage of works of art,
173182
Kazalo imena i mjesta, 183188


3190 Tomislav GALOVI (ur.), Az

grini diak Branko pridivkom


Fui : radovi meunarodnoga
znanstvenog skupa o ivotu i djelu
akademika Branka Fuia (1920.
1999.), Malinska, Dubanica,
otok Krk, 30. sijenja 1. veljae
2009. godine. Zagreb : Hrvatska
akademija znanosti i umjetnosti
: Institut za povijest umjetnosti
: Katoliki bogoslovni fakultet
Sveuilita : Staroslavenski
institut ; Rijeka : Sveuilina
knjinica ; Malinska : Opina
MalinskaDubanica, 2011., 841
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Gioved 07 Aprile 2011 08:19

Una numerosa delegazione dellArcheoclub dItalia di


Triggiano Nicol De Filippis ha visitato domenica scorsa, 3
aprile, la mostra Echi caravaggeschi in Puglia, presso la
galleria nazionale della Puglia di Bitonto Girolamo e Rosaria

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Devanna.
Linteressante esposizione, organizzata in collaborazione tra
la Soprintendenza per i beni storici artistici ed
etnoantropologici della Puglia ed il museo provinciale
Sigismondo Castromediano di Lecce, si propone di fare il
punto sullinfluenza della pittura caravaggesca sugli artisti
pugliesi o comunque operanti in Puglia sin dal primo

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decennio dei XVII secolo.


Come noto Michelangelo Merisi, detto il Caravaggio, oper anche a Napoli, allora capitale, anche in senso
culturale, di tutto il Sud e da l il suo modo di rappresentare soggetti sacri e profani, ma anche nature morte e
ritratti, si diffuse rapidamente, incontrando rapidamente il gusto della committenza grazie alla suggestione della
sua luce radente, alla drammaticit e al verismo.
Non fece eccezione la Puglia, dove peraltro il grande maestro lombardo fu
anche direttamente presente avendo ricevuto la commissione di una tela di
carattere sacro (una Madonna) da parte di Nicol Radulovich, che sar
marchese di Polignano a Mare, per una chiesa del centro pugliese: tela che
alcuni studiosi identificano nella Madonna del Rosario esposta al
Kunsthistorisches Museum di Vienna.
La mostra bitontina, con le sue circa sessanta opere provenienti da
collezioni private (ed esposte per la prima volta), da chiese e musei
diocesani, provinciali e civici di tutta la regione (alcune delle quali restaurate
e riattribuite per loccasione), consente un excursus completo e critico sulle
influenze dellarte caravaggesca sullintero territorio della nostra regione, a
cominciare dalle tele di Carlo Sellitto, tra i primi ad accogliere la novit di
Merisi. Con lui Massimo Stanzione, Andrea Vaccaro, Paolo Finoglio, Andrea
Guarino, Filippo Vitale, Battistello Caracciolo, Jos de Ribera, Pacecco De
Rosa, Agostino Beltrano e altri ancora, tutti presenti con opere di grande
valore a delineare un percorso, che form il gusto di unintera epoca fino allesplodere del barocchismo
giordanesco.
Oltre alla mostra, il gruppo dellArcheoclub triggianese ha pure visitato la splendida concattedrale romanicopugliese, dedicata a santa Maria Assunta, innalzata tra lXI e il XII secolo sul modello di san Nicola di Bari, e una
serie di interessanti chiese di Bitonto, da San Leucio alla chiesa del Purgatorio, da Santa Caterina di Alessandria,

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Breve rassegna delle opere e autori esposti nella mostra leccese "Echi caravaggeschi in Puglia"
Postato il 16/12/2010 da fondazioneterradotranto 4 Commenti

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di Nicola Fasano
La mostra inaugurata il 6 dicembre, si inserisce nel contesto delle numerose celebrazioni per il 400
anniversario della morte di Michelangelo Merisi.
La Puglia non ha voluto essere da meno e Lecce in particolare, che aveva gi ospitato una miniesposizione sullenigma dei due San Francesco, si rivela citt sensibile ed attenta alle iniziative culturali.
Quando parliamo di Echi caravaggeschi in Puglia, dobbiamo ripercorrere brevemente le tappe del
secolo doro della pittura napoletana che corrisponde al 600: Napoli aveva visto allopera un
Caravaggio fuggiasco che in due distinti periodi, nel 1606 e nel 1609, rivoluzion la pittura del regno
vicereale ancorata al tardo-manierismo di tipo devozionale del Borghese, del Curia, del Pino etc.
Nel 1606, il pittore lombardo con le Sette Opere di Misericordia in Pio Monte della Misericordia
getter i semi per quella che sar considerata la scuola napoletana. Lopera pagata la sbalorditiva
somma di 400 ducati[1], fornir un modello di riferimento sulla quale si eserciteranno artisti del primo
naturalismo napoletano quali Battistello, Vitale, Sellitto e Finoglio.
La dirompente forza del Merisi, continuer indisturbata a Napoli fino al 1640, quando in altri centri
quali Roma si era ormai sopita[2].

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In Puglia la presenza caravaggesca maturer con i suoi seguaci, attraverso le opere commissionate in
prevalenza da unaggiornata aristocrazia feudale, dagli alti prelati che avevano contatti con la capitale
partenopea e dagli ordini religiosi. Proprio due esponenti dellaristocrazia quali il marchese di Polignano
Radolovich (Radulovich) ricco commerciante e il marchese di Taviano, Tommaso De Franchis
commissionarono al Merisi due importanti opere: la Madonna del Rosario di Vienna e la
Flagellazione di Cristo di Capodimonte (gi in S. Domenico a Napoli).
Tralasciando la seconda opera, la prima, proprio in occasione di questa mostra, stata riconosciuta
nella Madonna del Rosario conservata al Kunsthistorisches di Vienna, che originariamente adornava
una cappella della chiesa di Santa Maria di Costantinopoli nella cittadina barese[3].
A dispetto del Pacelli[4] che nellarchivio storico del Banco di Napoli aveva rintracciato il pagamento
di questa pala cos descritta La Madonna con Bambino in braccio e cinta di un coro dAngeli e di
sotto San Domenico e San Francesco nel mezzo abbracciati insieme, dalla man dritta San Nicol
e dalla man manca San Vito,(tuttaltra opera).
Tornando pi strettamente al nostro territorio, le opere di Caravaggio e dei suoi seguaci, allenteranno
quel rapporto con Venezia, da cui venivano importate opere di autori quali: Palma, Pordenone,
Veronese, Tintoretto; dora in poi, sar Napoli che detter legge sui gusti e sulle vicende artistiche.
Pittori della prima generazione naturalista quali Carlo Sellitto, Paolo Finoglio opereranno in Terra
dOtranto cercando con qualche incertezza di mediare tra una attardata vena manierista e le prime
istanze caravaggesche, fino ad arrivare ai pittori della seconda generazione, come Ribera e i suoi
seguaci, che esaspereranno il naturalismo nella poetica del tratturo, attraverso filosofi e apostoli rubati
in qualche bettola nei vicoli sporchi di Napoli. La peste del 1656, spazzer via molti pittori della prima
generazione e segner una netta cesura grazie allavvento di artisti del calibro di Mattia Preti e Luca
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Caravaggio - Andrew Graham-Dixon - Google Knjige

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Niccol Radolovich

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Caravaggio
Andrew Graham-Dixon
Edizioni Mondadori, 21. velj 2012. - Broj stranica:
480
0 Recenzije
"L'arte di Caravaggio fatta di buio e
luce. Le sue immagini presentano,
come sotto un riflettore, momenti di
esperienza umana spesso estremi e
tormentati. Un uomo decapitato nella
sua camera da letto, il sangue che gli
sgorga da un profondo squarcio nel
collo. Un uomo assassinato
sull'altare maggiore di una chiesa. Una
donna colpita al ventre da una
freccia a bruciapelo. Le immagini di
Caravaggio congelano il tempo, ma
sembrano anche librarsi sull'orlo del
dissolvimento. I volti sono vivamente
illuminati. I dettagli emergono dal buio
con tale arcana chiarezza da poter
essere allucinazioni. Ma, sempre, le
ombre sconfinano, pozze nere che
minacciano di cancellare tutto.
Guardare i suoi quadri come
guardare il mondo alla luce di un
fulmine. La straordinaria capacit di
Michelangelo Merisi da Caravaggio di
esprimere il dramma dell'uomo
attraverso la pittura riflette, come in
pochi altri casi nella storia dell'arte, la
sua esistenza reale, una vita fatta di
lampi nella pi buia delle notti. Nato
nel 1571 nella cittadina lombarda di

6.12.2015. 9:55

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Caravaggio: da Napoli a Porto


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Descrizione:
Alla fine dellestate, perdute le speranze di risolvere in tempi brevi la sua situazione, Merisi lascia il suo nascondiglio e parte alla volta di
Napoli, dove la fama della sua pittura era gi arrivata da tempo. A Napoli lartista documentato gi nellottobre 1606, quando riceve il
pagamento per una pala daltare, commissionata dal mercante Niccol Radolovich e un tempo identificata nella Madonna del Rosario, oggi
a Vienna.
Tipologia:
Superiori
Testo completo:
Alla fine dellestate, perdute le speranze di risolvere in tempi brevi la sua situazione, Merisi lascia il suo nascondiglio e parte alla volta di
Napoli, dove la fama della sua pittura era gi arrivata da tempo. A Napoli lartista documentato gi nellottobre 1606, quando riceve il
pagamento per una pala daltare, commissionata dal mercante Niccol Radolovich e un tempo identificata nella Madonna del Rosario, oggi
a Vienna. In realt il quadro viene forse commissionato dai Carafa, imparentati con i Colonna, e destinata allaltare della cappella che la
famiglia possiede nella chiesa di San Domenico Maggiore. Il primo soggiorno partenopeo di Caravaggio di pochi mesi, nemmeno un
anno, eppure le opere che lascia in citt sono destinate a influire profondamente sugli sviluppi della scuola barocca napoletana. Tele come
le Sette opere di misericordia, la grandiosa e concitata pala commissionata dal Pio Monte della Misericordia per laltar maggiore della
chiesa dellistituto, o la Flagellazione, che Merisi esegue per la cappella di Tommaso de Franchis in San Domenico Maggiore, divengono i
testi presi a modello dagli esponenti locali della pittura naturalista: dal Battistello a Massimo Stanzione, a Carlo Sellitto, rappresentanti di
una stagione tra le pi felici della pittura napoletana.

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Nemmeno a Napoli sembra che Caravaggio riesca a trovar pace. Narra Bellori che a spingere Merisi a imbarcarsi per Malta sia stato il
desiderio di ricevere la Croce di Malta solita darsi per gratia ad huomini riguardevoli per merito e per virt, ed probabile che lartista
sperasse di potersi mettere al sicuro dal bando capitale emesso dal tribunale pontificio entrando a far parte del Sacro Ordine
Gerosolimitano. A condurlo sullisola potrebbe essere stato un altro esponente della famiglia che lo protegge, quel Fabrizio Sforza Colonna
- figlio della marchesa di Caravaggio e generale della flotta maltese - che proprio nellestate del 1607 fa scalo a Napoli proveniente da
Marsiglia. Sullisola Merisi si guadagna presto il favore del Gran Maestro dellOrdine, Alof de Wignacourt, che gli commissiona dei ritratti e
alcuni straordinari capolavori: il San Girolamo scrivente e soprattutto la terribile Decollazione del Battista per la cocattedrale di San Giovanni,
opera firmata dallartista con il sangue che sprizza dal collo del santo. Come ricompensa il 14 luglio 1608 Wignacourt nomina Caravaggio
cavaliere di Grazia, unica carica a cui potevano aspirare i non nobili. Evidentemente la notizia del suo delitto non ancora giunta fino a
Malta, ma qualche mese pi tardi Michelangelo viene rinchiuso nella fortezza di SantAngelo con laccusa di essere venuto a contesa con
un cavaliere di nobili natali, forse un magistrato venuto a sapere del mandato di cattura che insegue il pittore. Dopo una romanzesca
evasione dal carcere, a Caravaggio non rimane quindi che prendere il largo, grazie allaiuto forse ancora di Fabrizio Sforza Colonna, e
cercare scampo in Sicilia. Intanto, in una seduta dei cavalieri convocata da Wignacourt, Merisi viene espulso dal Sacro Ordine e con la bolla
del primo dicembre 1608 dichiarato membrum putridum et foetidum.
Sbarcato a Siracusa, Caravaggio vi ritrova il pittore Mario Minniti, conosciuto a Roma ai tempi dei suoi primi difficili inizi, e poi ancora a Malta,
dove Michelangelo aveva deposto in favore dellamico in un processo intentatogli per bigamia. Minniti lo presenta al senato di Siracusa,
procurandogli la commissione della pala raffigurante la Sepoltura di santa Lucia per laltar maggiore della chiesa di Santa Lucia al
Sepolcro. Da Siracusa, lartista risale verso Messina, dove il ricco commerciante genovese Giovan Battista de Lazzaris gli affida
lesecuzione della Resurrezione di Lazzaro da sistemare nella chiesa dei Padri Crociferi. Quando la pala viene consegnata il 10 giugno
1609, nel documento Caravaggio viene indicato come cavaliere gerosolimitano, segno che la notizia della sua espulsione dallordine
non ancora giunta sullisola. Entrambe le opere eseguite a Siracusa e a Messina, sebbene molto rovinate, mostrano uno stile sempre pi
scarno e drammatico, in cui Caravaggio rinuncia consapevolmente a ogni sfoggio di virtuosismo. Accanto a queste angosciate meditazioni
sul tema della morte, Merisi realizza anche l'Adorazione dei pastori per la chiesa dei Cappuccini di Messina e la Nativit coi santi Francesco
e Lorenzo - trafugata nel 1969 e mai pi ritrovata - per lOratorio della Compagnia di San Lorenzo a Palermo, dove Caravaggio si era nel
frattempo trasferito. Non sappiamo quando lartista decide di lasciare lisola per fare ritorno a Napoli. Di sicuro dopo lagosto del 1609, data
in cui consegna la Nativit palermitana.
un Caravaggio sempre pi angosciato quello che fa ritorno nella citt partenopea. Gi durante il soggiorno in Sicilia, stando a quanto
afferma il biografo settecentesco Susinno, Merisi si comporta in modo strano, girando perennemente armato e dormendo vestito, come uno

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scimunito e pazzo che non pu dirsi di pi. Forse ossessionato dal costante pericolo di essere raggiunto e ucciso dagli emissari dei
cavalieri di Malta, di certo si sente braccato. In effetti sembra che i suoi inseguitori lo abbiano raggiunto proprio a Napoli, dove nellottobre
del 1609 viene assalito e sfregiato sulla soglia della locanda del Cerriglio dove ha preso alloggio. Nonostante tutto, Caravaggio trova
comunque modo di realizzare i suoi ultimi capolavori: una Salom con la testa del Battista, destinata a essere inviata quale dono riparatorio
ad Alof de Wignacourt; il tremendo David con la testa di Golia in cui lartista ha dato i suoi tratti al volto del gigante, quadro forse inviato da
Merisi al cardinale Scipione Borghese che deve decidere sullesito della sua domanda di grazia; un piccolo San Giovanni Battista, entrato a
far parte anchesso in seguito della collezione Borghese, e il Martirio di santOrsola, lultimo, lancinante, quadro dipinto da Caravaggio
prima di imbarcarsi alla volta di Porto Ercole.
Lultima tappa della tormentata vita di Caravaggio ancora per molti aspetti avvolta dal mistero. Per chiarire le notizie contraddittorie che gi
al tempo circolavano a Roma, il 24 luglio 1610 il nunzio Deodato Gentile scrive al cardinale Scipione Borghese un dettagliato rapporto sugli
ultimi giorni di vita del pittore, rendendo noto che il povero Caravaggio non morto in Procida, ma a Porthercole, perch essendo capitato
con la felluca, in quale andava a Palo, ivi da quel Capitano fu carcerato, e la felluca in quel romore tirandosi in alto mare se ne ritorn a
Napoli. Il Caravaggio restato prigione, si liber con uno sborso grosso di denari, e per terra, e forsi a piedi si ridusse sino a Porthercole,
ove ammalatosi ha lasciato la vita. Fermata dunque a Palo la feluca su cui si era imbarcato, Michelangelo sarebbe stato arrestato dai
gendarmi della guarnigione spagnola, forse scambiato per un altro ricercato. Quando riesce a liberarsi, la nave ormai ripartita con tutti
suoi bagagli e le tele che ancora doveva ultimare. Solo, disperato e senza un soldo, costretto forse a procedere a piedi, giunge a Porto
Ercole dove si ammala di malaria e il 18 luglio del 1610 senza aiuto humano, come narra Baglione, muore malamente, come appunto
malamente avea vivuto. A Roma, intanto, dopo anni di perorazioni da parte dei suoi potenti amici, la revoca del bando capitale era stata
finalmente firmata, ma era troppo tardi.
Si conclude cos, amaramente, lintensa parabola di Michelangelo Merisi da Caravaggio, pittore il cui genio riconosciuto dagli stessi
contemporanei, al punto che lo stesso Baglione non pu fare a meno di scrivere: se non fusse morto s presto, haveria fatto gran profitto
nellarte per la buona maniera, che presa havea nel colorire del naturale.

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Tecnologie per i Beni Culturali

17

ARTE E SCIENZA

Le Sette opere di Misericordia


di Francesca Salvemini

Le Sette opere di misericordia sono accostate alla


navigazione nella rete ed al recupero open access
di dati ed eventi non solo sulla scena romana anche
dedicati on web a Caravaggio.

er lattualit della scena critica caravaggesca, tra ritrovamenti vecchi e nuovi, come sarebbe vero che il Martirio di S. Orsola a Palazzo Zevallos a Napoli fece la sua
prima comparsa nel 1963 come Scena allegorica vero che
la Maddalena rivelata al quotidiano Repubblica (24 ottobre
2014) da Mina Gregori non sembrerebbe nemmeno del tutto
nuova alle stampe se, pubblicata negli anni Sessanta a Vaduz
(Porcella 1963), venne esposta a Las Vegas in altro stato di
conservazione e in collezione privata (Borea 1963, Napoli).
Ugualmente mistico fra i rovi il medesimo soggetto, riesposto nel 2003 in Vaticano (Archivio fotografico Fondazione Longhi, M. Marini 1974, Cecconi, Prato; M. Gregori 1985, Roma),
nuovamente recuperato nel 1972. Nello stesso anno venne
acquistata dallo Stato la Giuditta e Oloferne esposta a Palazzo Barberini che, con il Suonatore di liuto dellHermitage
ed il Cavadenti degli Uffizi (ex-deposito Camera dei Deputati)
attualmente inserita nel circuito di mostra della Galleria
Da Guercino a Caravaggio, ma dedicata alla collezione Denis
Mahon. Vero che la Suonatrice di liuto Gentileschi (incisa a
M. A. de Caravage nel 1802, riprodotta fotograficamente nel
1904 come tale), elencata ancora nel 1924 a Caravaggio al
Palais Liechtenstein di Vienna da Lionello Venturi, ma verosimilmente non da lui supportata negli apparati, fosse la Suonatrice dellAilsa Mellon Bruce Fund (1962), volata con laltra S.
Cecilia dello stesso Gentileschi dalla Fondazione Kress (1961)
alla National Gallery di Washington. Questo dipinto, stimato di
provenienza Barberini, in cui la Santa ha davanti a s un pentagramma ed un flauto, accorda il liuto con lorecchio alla cassa
armonica dello strumento. Beninteso non quella cortigiana,
e nemmeno il Suonatore di liuto (Metropolitan Museum, New
York), candidamente copia negli inventari dei musei italiani, o
la Maddalena Almeida (Art Museum, Detroit) o la tela ora apparsa alla cronaca dei quotidiani, ma lidentica, afferma Mina
Gregori, il dipinto una volta nella collezione Carvalho, Chateau de Villandry ( anche vero che il palazzo non ne conteneva
molte), forse questa la tela acquistata nel 1965 dal Muse des
Beaux Arts di Bordeaux tra le prime sullo scenario critico europeo, paragonata alla Maddalena che lHermitage dichiara
acquistata nel 1970, per una sua evidenza fotografica di dettaglio, puntualizzata dalla manica destra che ampiamente le
circonda il polso senza avvolgerlo (A. Moir 1976). La sola Finson, pubblicata nel 1933 (Saint Rmy de Provence, Marseille),
era firmata nel cartellino del recto della tela. Se non solo le
fiabe sono vere, le evidenze storico-fotografiche di dettaglio
delle innumerevoli copie, non sempre concomitanti, erano la
pietra angolare del sepolcro sotto il teschio, il vaso di ceneri
o di unguento, la croce etc., catalizzati in diverse zone delle

Fig. 1 Caravaggio, Le Sette opere di misericordia, Napoli

tele. Quella che nellinventario del cardinale Benedetto del


1621 assume un atteggiamento, se non la posa di una modella
messasi appoggiata una testa de morti, sar da Michele
Silos nel 1673 nella Pinacotheca sive pictura (flens, & caput in calva e mortuali reclinans) piangente e reclina sul
teschio riferita a Jusepe Ribera ed allaffollarsi sperimentale
di suoi soggetti nella galleria, tra cui la Maddalena oscillata a
Gerrit van Honthorst da Mariano Vasi, in altre parole ad una
tecnica industriale dellimitazione ad unguem come da un
tipo. Fino alla precisazione dellinventario Giustiniani nellinterpretazione di Silos i tipi a Ribera erano interminabilmente
da Tiziano o genoux, come il Tintoretto ai Musei Capitolini della raccolta Pio (1786). Dalla collezione Santiago Alorda

di Barcellona la Wibrandt de Geest, visibili i particolari della


croce e del vaso di unopera non devozionale, ancora con un
cartellino e questa volta la dicitura imitando Michaelem/ Angelum Carrava/ Mediolan/ Wibrandus de Geest Frisius/ A.o
1620 riletto (J. Ainaud 1947; Milano 1951; V. Pacelli 2002),
che certificava con il plauso dei galleristi il fortunato imprimatur, pi che un primato nelle Accademie europee tolto a
Peter Paul Rubens ed a Joachim Sandrart, conteso a Gaspare
Celio, Principe dellAccademia di San Luca nel 1609 e Dottore
in carrozza di Giovanni Baglione, e a Domenico Passignano,
a sua volta cavaliere cortese dellabito di Cristo, il probabile
visitatore in incognito della Galleria Giustiniani.
Giovan Pietro Bellori aveva accennato alla presistenza a Malta
di una Maddalena a mezza figura nella cappella della nazione
italiana della Cattedrale di la Valletta, dove, insieme al S.
Girolamo, un sopraporta delle stesse dimensioni a figura intera della Maria Maddalena al sepolcro, a Mattia Preti oscillato
Lionello Spada, ha trovato la sua collocazione. Avr anche precisato pertinentemente alla melanconia della Doria nel rifiuto
che laccomunava allinflizione di Orsola, due volte vergine, il
passo pi calzante del Vangelo allattendibile imago di Maddalena. Nella Resurrezione di Lazzaro il profilo di donna fra i
vivi (Vangelo, Giovanni 11:39: Signore, se tu fossi stato qui,
mio fratello non sarebbe morto!), impersonato dalla Maddalena Doria, che procline distoglie lo sguardo che Giovanni affonda negli occhi svaporati di Lazzaro, un autoritratto che
lidentifica nel volto del povero delle Sette opere di misericordia (fg1). Sulla fine di una Maddalena fra le tante, ritratta
nella Vergine della Morte della Madonna, realmente rifiutata
dal convento di S. Maria della Scala, Luigi Lanzi sar stato
portavoce dellumile giallo fra gli altri consumati nella Roma
del 1606, da non lasciarle che il respiro della commovente
curiosit leonardesca, e sar quella che Michelangelo render
viva appena ripescata, nella cronaca di Giulio Mancini tra gli
Orti di Trastevere ed i Prati di Castello, lui pi di ogni altro
estimatore del pittore toccato da un collezionismo in senso
moderno di capolavori, comera la Maddalena dettagliata da
Louis Finson. Era stato riscoperto nella prima met del Novecento il soggetto di una Maddalena che si flagella nella Felsina, edita alla fine del quartultimo decennio del Seicento,
rivendicato a Lorenzo Garbieri da Carlo Cesare Malvasia. Non
senza avvertire il lettore come col a Roma, commentata
alle stampe la Doria con le braccia incrociate al ventre da
Giovan Pietro Bellori, riunita la collezione del marchese Vincenzo e del cardinale Benedetto, anche questo acquisto del
cardinale si prestasse ad essere ritenuto autorevole originale,
e come fosse di Lorenzo Garbieri, da s messasi recline su un
teschio. Lanonimato delle opere di Caravaggio era proverbiale nella letteratura del Seicento quanto quella dei quadri di
Tiziano, di Giorgione e di Sebastiano del Piombo, che ogni maestro riproduceva. Nella Villa Farnesina, la Loggietta de Ghisi del Microcosmo di Francesco Scannelli, la testa del colosso
[n.d.r.: Memnone] restava nella Memoria di Gaspare Celio nella pi completa anonima: Quella [n.d.r.: la pittura] di fuora
di chiaro scuro, e quella nella loggetta dalla cornice in su, con
una testa di chiaroscuro, sopra larricciatura in una lunetta
sono fresco di Baldassarre da Siena. Insieme al dipinto ritrovato da Mina Gregori viene pubblicato dai quotidiani un
foglietto pertinente che, come il S. Giovanni Battista della
Galleria Borghese, ne attesterebbe la destinazione al cardinale Scipione Caffarelli: 3 di [] Madalena [riversa] di Caravaggio/ a Chiaia ivi da portare pel beneficio del Cardinale/ Borghese di Roma. Alleletto cardinale Scipione Borghese era
destinata la tela recline di Maddalena, o ad un beneficio di
Roma, comera a Napoli il Pio Monte di Nostra Signora della
Misericordia, la chiesa delle Sette Opere di Misericordia (Luigi
Scaramuccia 1674). A Roma nel 1610 sar stata la Beata Francesca Fremiot di Chantal a fondare, alle spalle del Convento

di S. Maria della Scala a Trastevere la chiesa di Santa Maria dei


Sette Dolori, non lontana da S. Maria della Visitazione alle
Fornaci, il convento agostiniano che apparterr al patronato
di Maria Camilla Orsini Borghese, nellombra di Lucrezia Caetani Caffarelli. Scoperta nello specchio di Venere limago inestinguibile di Elena (Giambattista Marino, Rime, 1604: De la
mia Lilla il simulacro adori), luna allaltra simile, non pi
in fiore comera il suo simulacro nel Proteo della Galleria Farnese, il fiore di nardo di Maddalena allo specchio entrava nella
storia nel nom de plume di Margherita Aldobrandini, chiamata Fillide dallinventario Giustiniani del 1638. Laccenno di
Bellori a questo dipinto, altrettanto letterariamente, era in
fondo alla biografia, ritratto di un[a] giovine con un fiore di
melarancio in mano, e, per quanti giovani dipinti con un fiore
fossero discesi dagli epigrammi di Marziale, o dallEpigrammaton di Aurelio Lomi, intimo di Maffeo Barberini, e per quante
giovani fossero capitate nella casa a Roma del cardinale Benedetto Giustiniani o negli anni 1607-1611, in cui era legato a
Bologna, quella Thais di un terzo epigramma di Giovanni Michele Silos qui crinis oberrat colloque et vultu tortilis,
che nellOttocento sar stata incisa Fillide, era entrata nella
collezione come Fillide, il quadro disperso a Berlino. La Maddalena al sepolcro inventariata al cardinale Benedetto Giustiniani nel 1621, il quadro grande a figura intera nellinventario
del 1638 ricordato altrettanto da Silos sar stata venduta a
Parigi (Landon 1812) con lattribuzione a Paolo Veronese
nellincisione che lidentificher come acquistata dai musei di
Berlino con un ritratto Crescenzi. Il cardinale Scipione Borghese, titolare della Basilica di S. Crisogono a Trastevere il 18 luglio 1605, aveva acquistato la Madonna dei Palafrenieri (Galleria Borghese, Roma) dellomonima chiesa di S. Anna in Vaticano dellordine cavalleresco di S. Pietro e Paolo, ed un quadretto di S. Anna che cuce si trovava nella Galleria Giustiniani,
risentendo della Negazione di Pietro della chiesa grande della
Certosa di San Martino a Napoli, di cui ancora una volta era
Bellori a parlare, specificando il vescovo Pompeo Sarnelli nella
Guida de forestieri di Napoli nel 1686 [1697] che vi sarebbe
stata ab antiquo. Nel 1602 la Presa di Cristo (Firenze, Uffizi)
sottintendeva una serie di scene della Passione di Cristo con la
Cena in Emmaus, la Mattei la Costa [1620] acquistata dai Borghese e la replica Patrizi (Pinacoteca di Brera, Milano, eseguita nel 1609, acquistata dallo Stato nel 1939 (L. Venturi 1912;
1952), e secondo Giovanni Baglione eseguita a Roma unIncredulit di S.Tommaso. La Flagellazione a Napoli respinta a
Roma, con lesposizione di Cristo avviato al Calvario, per vistosi pentimenti della tela, coincideva alla commissione di
Niccol Di Giacomo a Messina delleseguito Cristo portacroce. Nel 1602 nella Presa di Cristo il pittore aveva ritratto se
stesso come aveva ritratto il cardinale Prospero Farinacci nella testa di Giuda, il criminalista sepolto a S. Silvestro al Quirinale, che nel 1608 dedic la Praxis a Scipione Borghese, allora
trentenne. Giovan Pietro Bellori in realt sarebbe il primo ad
introdurre in una fonte storico-biografica come tale la Negazione di Pietro, letterariamente imparagonabile al Vendedor
de aves del Prado od al S. Pietro con lancilla ostiaria vaticano, anche da Silos considerato un soggetto di Ludovico Carracci. Caricaturale Capriccio della Trinit della raccolta
Borghese una stravagante scenetta con un vecchio ed un giovane, che, come avr chiarito Domenico Montelatici nel 1700,
era sopra una tavola dalabastro, sulla cornice di una porta
della Galleria Borghese. Bellori saffrettava a dettagliare
come fosse a sedere il ritratto del pontefice Paolo V, verosimilmente di Camillo Borghese la figura intera a grande formato
che nella Galleria sempre Giacomo Manilli nel 1650 aveva definito di mano di Michelangelo Caravaggio e, precisando la
circostanza per la quale, effettivamente introdotto il pittore
alla presenza del pontefice dal cardinale Scipione Borghese,
da quel Signore ne fu ben remunerato, scansava da s

18 ArcheomaticA N3 settembre 2014

Tecnologie per i Beni Culturali


lidea che alla Cappella Contarelli di S. Luigi dei Francesi nella
Vocazione di Matteo il pittore avesse ritratto in piedi il pontefice Aldobrandini, e questa fisionomia fosse inconfondibile col
S. Pietro delle Sette opere di misericordia. Nellinterpretazione di Ridolfino Venuti, il cromatismo di due dipinti Falconieri,
successivamente alla dispersione di parte della raccolta del
cardinale Giovan Carlo dei Medici nella galleria, era connaturato ad un senso storico biografico e ad un respiro archeologico evenemenziale. Sgomento, pi che per la particolarit che
fossero dipinti da Caravaggio, per la vilt del soggetto, sono
rimasti inidentificati nei quadri a diverse mezze figure di Giuda e di Salom, che avevano attratto la sua curiosit di repechage e di ambientazione storica con i volti umili di vecchia,
insoliti quanto pertinenti. Il Fruttarolo Borghese un Ortolano, che starebbe per gettare in terra la cesta di frutta e fuggire, o sbucciarla ai passanti come suo solito invece di darla in
elemosina, e che fosse lOrtolano Patrizi non troverebbe conferme nel Vendedor de aves, se non per il fatto che il dipinto
trinitario descritto da Giacomo Manilli nella Galleria Borghese
nel 1650 sarebbe stato calzante il S. Giovanni Evangelista Patrizi nel 1624. Nel Museo capitolino accanto al Tributo inciso
nel 1782 da John Murphy, Josiah e John Boydell nel Palazzo
Laterano con la didascalia dei tre apostoli Pietro, Giacomo e
Giovanni in chiave giorgionesca, doveva esserci unaltra leggenda, lo statuario rogo di Giovanni alla colonna, se un S. Sebastiano (Flagellazione, Muse des Beax Arts, Rouen), di palmi cinque per alto vi proveniva dalla collezione Pio, in effetti
linspiegabile martire descritto da Giovan Pietro Bellori con
due ministri nellatto di legarlo come Cristo. Nel museo capitolino voluto dal cardinale Silvio Valenti Gonzaga con un
giovane nudo cera il S. Matteo a mezza figura inciso nel 1833
nella Descrizione del Campidoglio di Pietro Righetti, e Ridolfino Venuti vi elenc anche un quadro di un Giovanetto e un
Uomo con cappello in capo, che labbraccia, maniera del Caravaggio, il quadro trinitario. Cera anche laltro S. Giovanni
Evangelista con lo statuario martirio del Santo fieramente
nudo come il Battista. Vagliata da Lionello Venturi nel 1951, la
dissertazione accademica di Jusepe Martinez, che commentava italiano il ritratto di Camillo Borghese: estaba Paulo V in
una silla vestido de blanco y circundaban, dava prova, insieme al sivigliano Francisco Pacheco del Ro, Francisco de
Castro, Juan de Lezcano, Juan Tassis y Peralta, della fama in
Sicilia del pittore. Giovan Pietro Bellori, nel parlare di un ritratto di Camillo Borghese, doveva riferirsi anche al Collegio
di Saragozza di Pacheco e di Jusepe Martinez, che lo avranno
descritto una tela in cui gli abiti alla presenza del pontefice
nel talare, erano gli usuali della Vocazione di Matteo, ed a
proposito della Cappella Contarelli che avr detto: Haveva il
Caravaggio fatto il ritratto del Cavalier Marino, con premio di
gloria fra gli huomini di lettere, venendo nellAccademie cantato il nome del poeta, e del pittore, tra le quali sullo scorcio del Seicento furono fondate lAccademia degli Umoristi di
Paolo Mancini, che Gian Vittorio Rossi sotto il pontificato Barberini avr illustrato nelle biografie della Pinacotheca imaginum, lAccademia dei virtuosi di Palazzo Crescenzi, lAccademia degli Ottusi di Maffeo Barberini elevato dal neoeletto
pontefice Paolo V al cardinalato, nunzio apostolico a Parigi nel
1605 e nel 1606 raffigurato nellabito teatino che sar apostolico. Nelle Sette opere di misericordia Giambattista Marino,
investito dellordine petriano di S. Giacomo ritratto di spalle
a Galileo Galilei alla macchia della girandola di angeli della
Madonna procline, la spirale della chiave dei gravi il volo planante dei cigni, scagionato a Venezia dalla diaspora che vide
partecipe Cesare Cremonini, tradotto di notte da un interrogatorio ad un altro di uno dei pi famosi ospiti della Congregazione domenicana del SantUffizio di Roma e di Napoli, Tommaso Campanella. Ognuno dei rappresentati al cospetto di
Pietro, loste in piedi nelle sembianze di Camillo Borghese,

19
alla lettura dellOratione pro eligendo il pontefice nel nome di
Paolo V, scritta dallerudito modenese Alessandro Burgo, Segretario del Collegio, che precedette il Conclave del 16 maggio del 1605 di pochi giorni. Claudio Monteverdi compose un
Vespro polifonico della Beata Vergine sulla partitura del Cantico dei Cantici, dedicandolo a Paolo V nelledizione di Venezia del 1610, con una sonata la cui interprete fu Adriana Basile, entrambi ritratti nelle Sette opere di misericordia del Pio
Monte di Napoli, dove Sansone che si disseta al coro degli angeli il gigante del Libro dei Giudici ebraico, una figura che
sar travisata da Bellori. Come la Maddalena, era dalla propria
carne lo stoicismo di Pero che nascondeva le gambe del martire raccolto da S. Vito, S. Sebastiano. Anche il marchese di
Vigliena, ambasciatore a Roma nel 1606, creato Vicer di Sicilia, dovette raggiungere Palermo a bordo di una galea dellarmatore raguso Niccol Radulovich. Era il latino la lingua paolina della liturgia e della scienza occidentale parlata dal pontefice ai pellegrini e la Stamperia orientale al Monte doro nei
pressi delle case appena acquistate da Scipione Borghese era
a Ripetta, la poliglotta del Collegio gesuita di Propaganda
Fide. La personalit nelle vesti di Martino si mostra di un giovane cavaliere della spada, che pi di una fonte precisava un
Moro, e che, accecato dalla grazia, ascolta assorto. Sembrano
ai suoi piedi le possessioni monastiche, i Santi Lorenzo, che ha
gettato in terra lelemosina, e che ha vestito del mantello, in
preghiera resto nellombra Francesco, il Santo che parlava la
lingua degli angeli della Legenda aurea, nel canto fermo della
lettera le opere pie petriane dei Vangeli: Ma ora chi ha una
borsa, la prenda, e cos chi ha una sacca, chi non ha una spada
venda il mantello e ne compri una. N sarebbe smentito
dallOrtolano della Galleria nazionale darte antica di Roma, il
Bacco e bevitore in cui Caravaggio a spremere luva al
soldato di Cristo, in questi giorni nellesposizione I Bassifondi
del Barocco allAccademia di Francia di Villa Medici, che vuole
ripercorrere la definizione di Joachim von Sandrart di Manfrediana methodus. Le Sette opere di Misericordia nascondono le
buie segrete sotto il corridore di Castel Angelo, che il tragitto
da S. Pietro a Ripetta rasentava, verso la casa del Segretario
del rinnovato Tribunale dellInquisizione alla riva, poco discosto da palazzo Borghese e dal salone da gioco della Pallacorda,
dove alla morte del cardinale Francesco Maria del Monte era
gran parte della sua collezione (dovera unaltra Maddalena).
Nessun documento racconta che fine avesse fatto il bolognese,
tale Petronio carcerato capitano della Guardia spagnola, che
fu coinvolto nellassassinio del bravo del cardinale Scipione, il
ternano Ranuccio Tomassoni, alla fine del maggio 1606. Il quadro del Todesco, che insieme al ritratto di Bernardino Cesari Patrizi (Galleria Estense, Modena), ne rendeva i panni ed
una figura gioviale di bevitore dalla fisionomia di Bartolomeo
Manfredi, accanto ai quali Anania ed il risanato Malco dovrebbe essere, nella letteratura come nelle favole, lo statuario
fauno nabateo dalla pelle caprina, che ritrae in quelli di Longino Frans Pourbus il Giovane, ma il fatto che, in unaltra
leggenda, al Pantano, dove scendevano i titoli ecclesiastici di
S. Sebastiano del cardinale Scipione Borghese, si entrava, lungo la cloaca fino al Tevere, dalle temibili grotte della Domus
Aurea, un altro percorso museale a lungo negato ai visitatori,
che ha appena riaperto al pubblico.
Abstract

The Seven Acts of Mercy are juxtaposed in the navigation on the network and to
the recovery open acces of data and events not only on the Roman scene even
on the web dedicated to Caravaggio.

Parole Chiave
Caravaggio;

le sette opere di misericordia; open access

Autore
Francesca Salvemini

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Autore principale Basile Bonsante, Mariella

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Basile Bonsante
Pubblicazione S.l. : s.n., 1988?
Descrizione fisica 75-89 p., [19] p. di tav. : ill. ; 25 cm
Note generali Estratto da: Atti del convegno di studi storici: l'Abruzzo e la Repubblica di

Ragusa tra il 13. e il 17. secolo : Ortona 25-26 luglio 1987. Tomo 2., Ortona, 1988.

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Titolo Mecenatismo e committenza dei Radolovich tra Puglia e Abruzzo / Mariella

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Livello bibliografico Monografia

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Nomi [Autore] Basile Bonsante, Mariella


Lingua di pubblicazione ITALIANO
Paese di pubblicazione ITALIA
Codice identificativo IT\ICCU\BA1\0094619

Dove si trova
BA0111 BA115 Biblioteca comunale Raffaele Chiantera - Polignano a Mare - BA

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Caravaggio's life (III)


by Claudio Strinati
Courtesy of Electa, we present the third and last part of Claudio Strinati's essay
dedicated to Michelangelo Merisi
Caravaggio at the time had certainly done the Deposizione for Santa Maria in
Vallicella, the Vittrice chapel (now in the Vatican Museums) and had had the altarpiece with San Matteo e l'angelo placed definitely in the Contarelli chapel. On 13
September 1603, Caravaggio gave witness and denied having written rude and
offensive poems about Baglione (this was one of the accusations) and made the
famous declaration asserting that, according to him, Cavalier d'Arpino, Federico
Zuccari, Cristoforo Roncalli, Annibale Carracci and Antonio Tempesta were
"valenthuomini" (that is good imitators of the "natural"). Not all of them were his
friends - to be noted - and, on the contrary, one had the impression of a man who
was quarrelsome and solitary but also impulsive and generous (as has been
testified even by an examination made in modern times of his hand-writing on the
receipt signed by Caravaggio for the altar-piece of the Madonna dei Palafrenieri). In
Baglione's testimony Giustiniani's Amore vincitorez is cited as a recent and famous
work. However, Caravaggio was imprisoned and his release obtained only due to
the intervention of the French ambassador, since evidently his ties with the
progressive and Francophile environment were still very strong. But his success in
Rome (increased by an ever wider line-up of intellectuals, among whom must be
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remembered Cavalier Marino, a celebrated poet and conoisseur of paintings, who,


among other things possessed a Susanna e i vecchioni by Merisi, today
disappeared) must have undergone an eclipse if in January 1604 his presence is
documented at Tolentino in the Marche. But shortly afterwards he was back in Rome,
evidently tense and nervous, as proved by various episodes. The young kitchenhand who worked at the Osteria del Moro reported Caravaggio who had insulted him
and thrown a plate of artichokes in his face. A little later the painter was involved in a
brawl in Via dei Greci and imprisoned (once again Cardinal del Monte together with
Olimpia Aldobrandini came to his rescue).
The following year Caravaggio worked little or, at least, any definite news of his
activity is scarce. The only certain fact is the receipt for payment, signed by him,
conserved in the Massimo archive in Rome from which it transpires that on 25 June
1605, Caravaggio had delivered to Messrs. Massimo an Ecce Homo (painted in
competition with Cigoli and Passignano) which is perhaps the one kept today in
Genoa in the Galleria Comunale of Palazzo Rosso. But news relating to his
misfortunes with the law continued. He was arrested for illegally possessing
weapons and imprisoned for a good two months until his friends Prospero Orsi and
Cherubino Alberti managed to have him released. Then in July he wounded a certain
Mariano Pasqualone concerning a woman named Lena and fled to Genoa. Here
something amazing happened. He refused a considerable sum of money to paint the
loggia of Palazzo Doria at Sampierdarena and, at the same time, refused to work,
although encouraged to do so, on an important painting requested from Modena,
and which he was never to do. Instead he returned to Rome where a new report is
out against him for throwing stones at the window of a certain Prudenzia Bruna,
regarding a question of goods and chattels.
However, by the end of that year he is working on the altar-piece of the Madonna
and Sant'Anna for the altar in the basilica of San Pietro dell'Arciconfraternita of
Sant'Anna dei Palafrenieri. This work is completed by 8 April 1606. Only a month
earlier, in March, the painter had consigned another work, the Madonna del Loreto
for the altar in the Cavalletti chapel in the church of Sant'Agostino, for which he had
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for the altar in the Cavalletti chapel in the church of Sant'Agostino, for which he had
been commissioned some time earlier. By now he had arrived at a sense of
absolute synthesis in a coherent development of the premises seen in the Cerasi's
lateral paintings. And yet these works must have met fierce resistance. Baglione
states that there were protests for the altar-piece of Sant'Agostino, perhaps
motivated (but this seems absolutely absurd) by "indecorous" details such as the
well-known dirty feet of the poor pilgrims. Much more serious and well documented
is what happened to the altar-piece of the Palafrenieri. After one week the canvas
was removed from the altar on which it had been placed and put in the church of
Sant'Anna dei Palafrenieri to be sold shortly afterwards to Scipione Borghese. Many
doubts still exist concerning the causes of this refusal. Perhaps there were reasons
of a theological nature or concerning decorum, but the episode remains somewhat
mysterious. Immediately afterwards the immense altar-piece of the Morte della
Vergine for Santa Maria della Scala (this too commissioned five years earlier by the
juriconsult Laerte Cherubini of Norcia and terminated in May 1606) was also
refused. These were signs perhaps of a widespread hostility which, by now,
tormented the painter. On 29 May, at Palazzo Firenze, where del Monte resided, the
tragedy occurred. In a brawl provoked, it seems, by a quarrel in a lawn-tennis match,
Caravaggio struck Ranuccio Tomassoni, and was himself seriously wounded.
Tomassoni died and the pope, Paolo V Borghese, of a very different mentality to that
of a del Monte (among other things, he was proudly Hispanophile) sentenced Merisi
to death.
From this moment on, Caravaggio's life was to be a continuous flight, full of terrible
and tragic incidents and ending with his death in Porto Ercole in 1610.
Ever since his youth, he had been a protg of the Colonna family and it was actually
a member of this family who took him to his fiefdom at Paliano, near Rome, even if
accounts regarding this period and Caravaggio's vicissitudes are most uncertain
and fragmentary. It appears that in September he was still at Paliano and next was
sheltered in Palestrina, another Colonna stronghold. Very little is known regarding
possible works made in that difficult time. However, it seems that he did paint at
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least the solemn Emmaus, today in the Brera, and a Maddalena penitente, many
old copies of which are known about (by this time copies in circulation of
Caravaggio's works were numerous and already emerging painters imitated him
quite explicitly). In October 1606 he was in Naples, well-protected and assisted. In
this city he was welcomed honourably and gratified with important and well-paid
commissions. On 9 January 1607, after having stipulated at least one other
important contract with Niccol Radolovich for an altar-piece uncertainly identified
with the Madonna del Rosario now in Vienna, Caravaggio consigned a work of
exceptional figurative and conceptual endeavour, Le sette opere di Misericordia for
the Pio Monte della Misericordia, an institution of great prestige for the social and
economic life of the city. While in Rome the Morte della Vergine painted for Santa
Maria della Scala was being sold to the Duke of Mantua - through the good offices of
Rubens - Caravaggio was already working on a second important altar-piece for
Naples, the Flagellazione for the church of San Domenico Maggiore, consigned
after an intense re-elaboration as revealed by modern radiography.
In the meantime, in July 1607, he became, perhaps through the recommendation of
friar Ippolito Malaspina, bailiff in Naples of the Sovereign Military Order of Malta.
Exactly a year later, a Bull of the Grand Master Alof de Wignacourt (whose portrait in
uniform together with a page, Caravaggio had painted on a canvas now in the
Louvre) welcomed the painter among the knights of obedience, as a "knight of
grace". This was a great honour and witnessed a reacquired position on the part of
the painter, but events were to precipitate because, in December, Caravaggio was
expelled from the Order for reasons not clear even today.
Among other things, in spite of the fact that Caravaggio was even imprisoned, this
did not prevent him from completing certain important commissions, first among
which an enormous canvas featuring the Decollazione del Battista for the high altar
of the oratory of San Giovanni Battista dei Cavalieri in La Valletta, the only work
signed by the painter using a most particular procedure (the blood flowing from the
head of the Baptist is transformed into writing which reads "f. Miche..Ang..lo" that is
fra Michelangelo, to be interpreted as "frate", an name for a member of the Order of
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fra Michelangelo, to be interpreted as "frate", an name for a member of the Order of


Malta). On 6 October 1608, Caravaggio had fled from Malta and had arrived in
Syracuse where he obtained the commission, completing it in no more than two
months, for another work of colossal dimensions, the Seppellimento di Santa Lucia
for the high altar of the church of Santa Lucia alla Marina. It appears that the
commission came to him from the senate of the city and it is in this circumstance that
the painter might have paid a visit to the learned archaeologist Vincenzo Mirabella,
who took him to visit the latomy of Paradiso. Here it seems that Michelangelo
suggested the name of "ear of Diogenes" for the extraordinary cavern where the
tyrant of Syracuse kept his enemies imprisoned listening to their every word thanks
to the singular acoustics. And a recollection of the latomy is very evident in the
incredible surroundings of the Seppellimento, where more than half the space is
occupied by the immense bulk of the prison which seems to weigh heavily on the
tragic solemnity of the event. Between December 1608 and the first months of 1609
Caravaggio obtained from the Genoese merchant Giovanni Battista de'Lazzari,
resident in Messina, the commission for an altar-piece for the church of the Crociferi
fathers in that city. In June 1609, he handed over what was to be one of his most
dramatic works, the Resurrezione di Lazzaro, today in the Museo Regionale of
Messina, in which is evident the continuity of thought with the Seppellimento of
Syracuse. Bellori also mentions another altar-piece, the Adorazione dei Pastori,
commissioned by the senate for Messina to go in the church of the Cappuccini, it too
today housed in the Museo Regionale. In this work, a new imposition by the painter
seems to be visible and should be datable in the summer of 1609, when a cultured
noble of Messina, Niccol di Giacomo, ordered four Storie della Passione from him,
testifying though how he despaired of ever seeing them finished given the disturbed
and troubled state of mind of Caravaggio.
And yet the other great altar-piece that Merisi painted immediately afterwards
(unfortunately disappeared as a result of a theft in 1609 and never found) for the
oratory of San Lorenzo in Palermo, featuring the Nativit con i santi Lorenzo e
Francesco, seemed to be a move towards a re-discovered harmony, even if
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troubled by deep anxieties.


At the end of that fatal year of 1609, Caravaggio was in Naples where he was the
victim of a violent aggression which seriously disfigured his face (it has been thought
that this painful episode is reflected in the Davide e Golia in the Galleria Borghese in
Rome in which the head of Goliath is an evident self-portrait of the painter, even if the
picture stylistically-speaking seems rather to be dated nearer to the Sette Opere di
Misericordia).
In spite of everything Merisi went on working. It is possible that in that moment he
painted the Crocefissione di Sant'Andrea, which in July 1610, the viceroy of Naples,
Juan Alonso Pimentel de Herrera, took with him on his departure to Spain (a work
today identified in the canvas in the Cleveland Museum of Art), and in 1610 he
painted the Martirio di Sant'Orsola for Marcantonio Doria to send to Genoa (now
belonging to the Banca Commerciale Italiana in Naples, in the keeping of the Museo
Nazionale di Capodimonte).
Caravaggio's death on 18 July 1610, represents the ultimate defeat. After an attempt
to disembark at Palo where he was imprisoned most probably because he was on
the run from the papal guard, after two days the painter (perhaps by paying a
caution) was released but the felucca that was taking on board his personal effects
and the picture (now in the Galleria Borghese) of San Giovanni Battista as
commissioned by cardinal Scipione Borghese (in whom Caravaggio reposed great
hopes for the ratifying of his pardon from capital punishment), had to set sail towards
its final destination, the State of the Spanish Garrison on the Argentario (and then
return to Naples). In the meantime, Caravaggio had contracted an infection (perhaps
due to bad food or water), but even so found himself a means of reaching Porto
Ercole and recuperating his belongings (above all the San Giovanni Battista
painting). Disembarked with a high fever, he was entrusted to the care of the local
Confraternita della Santa Croce, whose members apart from taking him to their
small hospital in the high part of the town (where the artist died) attempted also to
reattach the threads interrupted with the prior of the knights of Malta in Naples (since
that was the name Caravaggio had given), with the viceroy and with his relatives. But
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that was the name Caravaggio had given), with the viceroy and with his relatives. But
his body, hurriedly buried in the small cemetery of San Sebastiano, near the harbour,
was requested by nobody.
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Photos

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no. 10; Gregori 1974, pp. 599; Marini 1974, pp. 3942, 74 nn. 23, 21822, 42326 n. 64
(Naples 1607, but executed at two different times); Moir 1976, p. 100 no. 36; Pacelli
1977, pp. 81920; Marini 1978/79, pp. 3334 (queries, on the basis of newly discovered
documents concerning the commission of an altarpiece by Niccol Radolovich (or
Rudolovich) from Caravaggio and the similarity of dimensions, whether this was the
same altarpiece, datable to 16067); Nicolson 1979, p. 32 (?); Pacelli 19802, p. 29;
Prohaska 1980, pp. 11132 (xray analysis indicates painting was executed at one time;
not for Radolovich); Gregori 1982, p. 3738, 51 (Radolovich commission datable 1609);
DeVito 1982, pp. 4147; Moir 1982, pp. 13031 (16056, accepting hypothesis that this
is painting Duke of Modena tried to acquire); Cinotti 1983, no. 69 (1606 or early 1607);
Hibbard 1983, pp. 18084, 31617 (16056); Pacelli 1984, p. 102 n. 7; Brown 1984, pp. 1521
(donor resembles Viceroy Juan Alfonso Pimentel de Herrera, Count of Benavente);
Calvesi 1986, p. 50 (donor is possibly Luigi CarafaColonna, nephew of the Marchesa
di Caravaggio, d. 1630 and buried in Chapel of the Rosary in the church of San
Domenico Maggiore, Naples); Marini 1989, pp. 497503, no. 69 (Naples after October
6, 1606); Calvesi 1990, pp. 12931, 352 (painted on his own initiative and given to
Colonna family); Prohaska 1991, p. 40 (probably 16067); Bologna 1992, pp. 32629
(16056, same date as painting commissioned for Duke of Modena; not Radolovich
altarpiece, which is lost); Danto 1993, pp. 1078; Gregori 1994, p. 152, no. 59 (c.
16067); Pacelli 1994, pp. 5457 (September 1607, after return to Naples, not painting
commissioned by Duke of Modena, rather by a descendant of Marcantonio Colonna,
victor of Lepanto, which explains the iconography of the rosary); Gilbert 1995, p. 102;
Macioce 1996, p. 360; Marini 1997, pp. 4041; Langdon 1998, pp. 33335; Puglisi 1998,
no. 62 (c. 16067); Robb 1998, p. 514 (1607).
The Madonna of the Rosary enters the historical record in September 1607 as a large
altarpiece without destination or known commission that two foreign painters in
Naples are offering for sale, presumably on consignment from the artist himself.
Mancini and Baglione knew nothing about this picture and Bellori adds nothing to
Sandrarts reference to it in the Dominican church in Antwerp, where it was a celebrated painting. The unsuccessful negotiations between the sellers, Louis Finson and

Abraham Vinck, and Frans Pourbus, painter to Vincenzo I Gonzaga, Duke of Mantua,
can be followed in three letters from August and September 1607. As Caravaggio had
departed for Malta by midJuly, it appears that he was constrained to leave the
Madonna of the Rosary in Naples, stipulating a notably high price of 400 ducati. Finson
and Vinck precipitously departed from Naples with the painting in the fall of 1609 on
the eve of Caravaggios unexpected return to the city.
The Madonna of the Rosary has sometimes been identified as a transformed version of
the altarpiece commissioned by Nicol Radolovich in October 1606, for which the artist
received an initial payment in Naples of 150 ducats in that month. Neither the iconography nor the composition of the lost or unexecuted Radolovich altarpiece, as described
in the contract, conform to the painting in its present state or to the artists underlying
pentimenti as revealed by radiography.
The most intriguing hypothesis regarding the origin of the Madonna of the Rosary has
been advanced by Calvesi (1990, p. 352) who proposes that it was executed for the
Chapel of the Sacred Rosary of the CaraffaColonna family in San Domenico
Maggiore, Naples. For unknown reasons the painting did not satisfy.
See pp. 17984.

Condition:
Good. A detailed discussion of the condition and technique of the painting is provided
by Prohaska (1980). Pentimenti revealed by the radiography include significant
changes in the position of the child, who was originally seated, and in the presence of
other figures in the center of the composition, subsequently painted out.

Copies:
I. Seventeenth-century references to unidentified versions or copies:

Bibliography:
Venturi 1910, v. 13, pp. 28184; Friedlaender 1974, pp. 31014 (incorrectly identifies
the painting with the Madonna of the Rosary); Marcolini 1998.

L.32 Judith Beheading Holofernes


Naples, Louis Finson and Abraham Vinck

Documents:
1. Naples, September 25, 1607. Letter of Frans Pourbus to Duke Vincenzo I Gonzaga
(Mantua, Archivio Gonzaga, Esterni, n. XXV, Diversi, Carteggio da Napoli; Baschet,
Gazette des Beaux-Arts, 1868, p. 447; Luzio, Galleria degli Gonzaga, 1913.)
2. 19 September 1617 Testament of Louis Finson, Amsterdam, (Bodart 1970, pp. 22829).
3. Marini 1989, p. 503, tentatively associates with this painting a notice that Simon
Glaude, the brother-in-law of Vinck, sent to Rome around 1621 for an unnamed painting by Caravaggio valued at 600 florins (de Roever 1885, pp. 18687).
Leone De Castris has associated with this reference a painting in the Banco di Napoli
collection, Naples, attributed to Louis Finson, no. 89. See Naples 199192, no. 2.4.

L.33 Altarpiece with Saints Dominic, Francis, Nicol, and Vito


Naples, Nicol Radolovich (or Radulovic)
Archivio Banco di Napoli: Caravaggio received payment of two hundred ducati, 6 ottobre 1606, from Nicol Radolovich for an altarpiece (Pacelli 1977, p. 819; Marini 1989,
p. 501).

L.34:1 Resurrection (altarpiece)


Naples, SantAnna dei Lombardi, Fenaroli Chapel
Destroyed by earthquake in 1798

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Glava, Gradac, Grabovac, Vrani, Golo Brdo, Lania Brdo, Kita, Stranje Brdo, Rasovaa, Otri Vrh, Pljeivac,
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Pe, Gradac, Rudino Brdo, ipina Glavica, Tapi Vrh, Kapa, Vardita, Visoka Glavica, Bat

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19.12.2015.13:33

Domagoj Vidovi: Toponimija sela Zavala, Golubinac, Belenii i Kijev Do u Popovu


FOC 20 (2011), 207248

vei. Na temelju velikoga porasta broja stanovnika Dubrovake Republike u 15.


st. i injenice da je u Donjoj Hercegovini po popisu iz 1475. 1477. zabiljeeno
35,2 % naputenih naselja, logino je zakljuiti da se dobar dio stanovnika toga
podruja iselio upravo na dubrovako podruje (usp. Krei 2010: 123).

Zemljovid 1. Neretvanska krajina, juni dio Donje Hercegovine te zapadni i sredinji dio Dubrovakoga primorja6
Dananja su popovska naselja uglavnom bila oblikovana ve u 17. st. te se popisi naselja koje su sastavljali trebinjsko-mrkanski biskupi i upnici ne razlikuju
mnogo od popisa naselja nastalih prema slubenim popisima stanovnitva.
6 Zemljovid je izradio Branimir Brgles na emu mu ovom prigodom zahvaljujem. Podcrtana
su naselja u kojima sam obavio dijalektoloka istraivanja.

211

Vidovic_4.indd 211

23.5.2012 19:13:13

12/19/2015

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CENTRO CULTURALE

"u Castarill"

DIARIO CITTADINO ( a cura d e l C e n t r o C u l t u r a l e ) Le date, i personaggi,

gli avvenimenti pi importanti e curiosi della storia cittadina. Data la ricca variet degli argomenti trattati, la rubrica in continuo
aggiornamento, pertanto il Centro Culturale si scusa sin da ora per eventuali
errori o disattenzioni che si possono segnalare inviando le E mail all'indirizzo del Centro Culturale ucastarill@libero.it


38

a.C.

Passa da Polignano Quinto Orazio Flacco (Venosa 65 - Roma 8 a. C.) Quinto


Orazio Flacco nacque a Venosa nel 65 a. C. Studi a Roma e ad Atene, da cui si
allontan dopo la morte di Cesare, quando si schier dalla parte di Bruto entrando
nel suo esercito. Rientrato in Italia trov casa e beni confiscati. Per sopravvivere,
lavor come segretario del questore. In questo periodo si accost alla poesia e
conobbe Virgilio e Rufo. Questo incontro fu provvidenziale per avvicinare
Mecenate. Orazio alcuni mesi dopo entrer ne ll'entourage degli intimi di
quest'ultimo. Nel 38 lo segu a Brindisi in occasione dell'ambasceria che Ottaviano
gli aveva affidato. Doveva incontrare Antonio per rinsaldare l'accordo politico.
L'amicizia con Mecenate dur fino alla morte. Morirono a breve distanza entrambi
nell'8 a. C . Orazio Flacco, Sermones, 1.5) ". ..Quindi arrivammo stanchi a Ruvo,
perch ci eravamo sorbiti una lunga strada fatta pi malegevole per la pioggia. Il
giorno dopo il tempo fu migliore, la via peggiore fino a Bari, municipio ricco di
pesce; poi Egnazia, costruita contro la volont delle ninfe, ci offr di che ridere e
scherzare..."

672

Regge la cattedra vescovile di Polignano "Pietro" originario del posto

F.F.Favale, Polignano la sua Diocesi, Fasano, 1992

801

Pietro II s'insedia quale Amministratore della Diocesi di Polignano pur continuando


a rivestire la titolarit della Diocesi di Canosa

F.F.Favale, Polignano la sua Diocesi, Fasano, 1992


912

Gli Ungari saccheggiano le citt del sud barese

Storia della Puglia, vol 1, Bari, 1979

983

A Rodostamo, vescovo di Trani, vienne affidata l'Amministrazione della Diocesi di


Polignano dal 983 al 988

F.F.Favale, Polignano la sua Diocesi, Fasano, 1992

801

aprile

26 Traslazione delle Reliquie di San Vito da Basterna, comune alle foci del Sele, al
Porto Mariano, l'attuale villaggio di San Vito, per devozione della principessa
salernitana, Fiorenza

G. Recupero, Apologia, s.l., s.d.

1544

marzo

17 Pietro Antonio Casammasima ottiene la sede vescovile polignanese in seguito alla


rinuncia di suo zio monsignor Rosmano

F.F.Favale, Polignano la sua Diocesi, Fasano, 1992

1546

Gaspare II Toraldo prende posse sso del feudo di Polignano

Centro Culturale "u Castarill" - Sez. A - Le fonti documentarie


della Citt di Polignano a Mare

1551

I Turchi sbarcano sul litorale tra Polignano e Mola dove rubano animali e persone

Storia della Puglia, vol 1, Bari, 1979

Giulio de Rossi viene eletto vescovo di San Leone

I. Galizia, Figure e ricordi, Putignano, 1933

1556

Nasce a Ragusa (Iugoslavia) Niccol (1556-1608) Radulovic, che acquister il


feudo di Polignano nel 1604

Centro Culturale "u Castarill" - Sez. A - Le fonti documentarie


della Citt di Polignano a Mare

1560

Muore Gaspare II Toraldo

Centro Culturale "u Castarill" - Sez. A - Le fonti documentarie


della Citt di Polignano a Mare

1562

Nel porto di Incina approda la nave di padron Antonio di Mola e di Vito Barbanente
carica di cavalli provenienti dalla Schiavonia

D. Ubaldini, Discorso giuridico, Napoli, 1732

Nasce a Ragusa (Iugoslavia) Marino (1562-1648); sar il secondo marchese di


Polignano della famiglia Radulovic

Centro Culturale "u Castarill" - Sez. A - Le fonti documentarie


della Citt di Polignano a Mare

1555

ottobre

1562

1563 novembre


23 Per debiti della famiglia Toraldo il feudo viene confiscato dalla Corona e venduto
per 55.000 ducati a Giulio Carafa

1564

1564

Centro Culturale "u Castarill" - Sez. A - Le fonti documentarie


della Citt di Polignano a Mare


La citta di Polignano nel tentativo di riscattare la sua autonomia e passare alle
dirette dipendenze della Corona, raccolgie 30.585 ducati, ma il tentativo risulta del
tutto inutile.

Muore a Roma Giulio De Rossi (..-1564) vescovo di San Leone

www.ucastarillpolignanoamare.it, Sez. "I POLIGNANESI"

Nasce in Polignano Marco Antonio Pace, notaio, cittadino emerito

www.ucastarillpolignanoamare.it, Sez. "I POLIGNANESI"

Muore a Roma Giulio de Rossi (.-1584) vescovo di San Leone

I. Galizia, Figure e ricordi, Putignano, 1933

Centro Culturale "u Castarill" - Sez. A - Le fonti documentarie


della Citt di Polignano a Mare

1567

ottobre

1584

marzo

Muore Giovanni Vincenzo Frangipane della Tolfa. Il feudo passa nelle mani di
Ferrante de Capua del Balzo duca di Termoli

1593

agosto

1598


31 Giovanni Battista Guenzato nativo di Milano ed amico di San Carlo Borromeo,
eletto vescovo di Polignano, muore a Napoli nel 1606

Centro Culturale "u Castarill" - Sez. A - Le fonti documentarie


della Citt di Polignano a Mare

F.F.Favale, Polignano la sua Diocesi, Fasano, 1992

1600

Il marchese Pedro Majorca acquista il feudo di Polignano per 77.000 ducati

Centro Culturale "u Castarill" - Sez. A - Le fonti documentarie


della Citt di Polignano a Mare

1604

Niccol Radulovich, originario della Bosnia, acquista il feudo di Polignano per


80.395 ducati

Centro Culturale "u Castarill" - Sez. A - Le fonti documentarie


della Citt di Polignano a Mare

giugno

1607

1608


25 Giovanni Maria de Guanzellis nativo di Brisighella (Faenza) eletto vescovo di
Polignano, muore nella nostra cittadina nel 1619


Muore a Napoli Niccol (1556-1608) primo marchese di Polignano della famiglia
Radulovich

1611

maggio

1612

luglio

F.F.Favale, Polignano la sua Diocesi, Fasano, 1992

Centro Culturale "u Castarill" - Sez. A - Le fonti documentarie


della Citt di Polignano a Mare


29 Il capitolo decide di costruire la Cappella di San Vito e di realizzare il nuovo coro
ligneo della cattedrale

13 Inizio dei lavori della Cappella di S. Vito

F.F.Favale, Polignano la sua Diocesi, Fasano, 1992

F.F.Favale, Polignano la sua Diocesi, Fasano, 1992

Vittoria, figlia di Marino Radulovich, sposa Rodolfo dei conti Acquaviva di


Conversano

1613
13 1614



1617

gennaio

Epidemia di tifo causata dalla scarsa igiene dell'acqua potabile delle cisterne
pubbliche. Tra il 1613 e il 1614 ci furono 96 decessi, quasi il triplo di quelli degli
anni precedenti. Tra i decessi pi significativi si annotano quello di suor Beatrice
Acquaviva, badessa del nostro monastero e i dei medici polignanesi Francesco
Leale e Scipione de Russis
30 Cattura di uomini fiandresi sorpresi a rubare nel territorio della mar ina

Centro Culturale "u Castarill" - Sez. A - Le fonti documentarie


della Citt di Polignano a Mare

Archivio Capitolare Polignano, Libri dei morti

Centro Culturale "u Castarill" - Sez. A - Le fonti documentarie


della Citt di Polignano a Mare


1617

Francesco, terzo feudatario polignanese di casa Radulovich, sposa Anna Vaaz


figlia del barone di Mola

Centro Culturale "u Castarill" - Sez. A - Le fonti documentarie


della Citt di Polignano a Mare

1618

1618

aprile

1619

marzo

1619

1619 novembre

1622

Nasce Didico Giovanni figlio di Francesco Radulovich e Anna Vaaz


dicembre


Nasce Lucrezia Maria figlia di Francesco Radulovich e Anna Vaaz

Epidemia di tifo. Si contano 199 decessi. Tra i pi significativi: il medico Giovanni
Battista Maurello, Marinello e Diego figli del marchese Francesco Radulovich e le
sorelle Laur'Antonia e Crescenza Sarnelli parenti di monsignor Pompeo Sarnelli,
Jacobo Marigliano monaco del monastero di Santa Maria di Grottole

dicembre

1625

maggio

1627

dicembre

Nasce Vittoria figlia di Francesco Radulovic e Anna Vaaz

15 Masce Marino Radulovich figlio di Francesco e Anna Vaaz



28 Nasce in Polignano Niccol Radulovich ( 1627-1703) cardinale arcivescovo di
Chieti, figlio di Francesco e Anna Vaaz

1629

1629

Archivio Capitolare Polignano, Libri dei nati

F.F.Favale, Polignano la sua Diocesi, Fasano, 1992


Archivio Capitolare Polignano, Libri dei nati


Archivio Capitolare Polignano, Libri dei nati

1623

F.F.Favale, Polignano la sua Diocesi, Fasano, 1992


23 1624

1629

Archivio Capitolare Polignano, Libri dei nati


20 Francesco Nappi nobile di Ancona, eletto vescovo di Polignano da Papa Urbano
VII

1621

31 Nasce in Polignano Michele figlio di Francesco Radulovic e Anna Vaaz, futuro


erede del feudo e quarto march ese di Polignano


Nasce Marinello figlio di Francesco Radulovich e Anna Vaaz, muore il 10
settembre 1623
Muore in Polignano il vescovo Giovanni Maria de Guanzellis, viene tumulato nel
sepolcreto dei vescovi

Centro Culturale "u Castarill" - Sez. A - Le fonti documentarie


della Citt di Polignano a Mare

Elisabetta figlia di Marino Radulovich sposa il barone di Trepuzzi, Francesco Maria


Cond della Terra di Otranto

Archivio Capitolare Polignano, Libri dei morti

Archivio Capitolare Polignano, Libri dei nati


Archivio Capitolare Polignano, Libri dei nati


Archivio Capitolare Polignano, Libri dei nati

La siccit distrugge il raccolto

Storia della Puglia, vol 1, Bari, 1979

Nasce Diego figlio di Francesco Radulovich e Anna Vaaz

Archivio Capitolare Polignano, Libri dei nati

febbraio

maggio


24 Gerolamo Parisano originario di Tolentino, eletto vescovo di Polignano da Papa
Urbano VIII

F.F.Favale, Polignano la sua Diocesi, Fasano, 1992

1630
1632

maggio

Nasce Maiora figlia di Francesco Radulovich e Anna Vaaz

Archivio Capitolare Polignano, Libri dei nati


Nasce Giovanni Battista figlio di Francesco Radulovich e Anna Vaaz

febbraio

1633

Archivio Capitolare Polignano, Libri dei nati

Masiccia invasione di cavallette che distruggono il raccolto del grano

Storia della Puglia, vol 1, Bari, 1979

Si Iniziano i lavori per la realizzazione del nuovo coro della cattedrale

F.F.Favale, Polignano la sua Diocesi, Fasano, 1992

1635

dicembre

1638

giugno

14 Antonio del Pezio eletto vescovo di Polignano da Papa Urbano VIII. Dopo aver
retto la nostra Diocesi per tre anni, il 27 novembre 1641 si trasferisce alla Chiesa
Metropolitana di Sorrento

1639

F.F.Favale, Polignano la sua Diocesi, Fasano, 1992

Michele Radulovich, sposa in prime nozze la nobildonna Candida Brancaccio

Centro Culturale "u Castarill" - Sez. A - Le fonti documentarie


della Citt di Polignano a Mare

Muore a Potenza Gerolamo Magnesi (..-1641) vescovo di quella citt

I. Galizia, Figure e ricordi, Putignano, 1933

1641

maggio

1642

gennaio

13 Giovanni Domenico Morula, dottore in Teologia e Abate Generale della


Congregazione dei Silvestrini, eletto vescovo di Polignano

La Corona ordina la chiusura al commercio dei porti polignanesi per il mancato


pagamento della tassa sui diritti doganali evasa dai Radulovich

1643



1645

maggio

29 Muore a Parigi Fr Basilio da Polignano dell'ordine di San Francesco, illuminato


predicatore

F.F.Favale, Polignano la sua Diocesi, Fasano, 1992


ASN Archivio di Stato di Napoli, Notai del '600, scheda n.


1150

I. Galizia, Figure e ricordi, Putignano, 1933

1646

Scarsissimo raccolto

Storia della Puglia, vol 1, Bari, 1979

1648

Muore a Napoli all'et di 86 anni Marino, secondo feudatario di casa Radulovich

Centro Culturale "u Castarill" - Sez. A - Le fonti documentarie


della Citt di Polignano a Mare

1649

gennaio

16 Nasce in Polignano Pompeo Sarnelli (1649-1724) vescovo di Bisceglie, figlio di


Francesco e Maddalena Lepore - illustre letterato

1649


Il re di Napoli riconferma la chiusura del porto di San Vito per il continuo
contrabbando delle merci

1649

Muore in Polignano il vescovo Giovanni Domenico Morula

Archivio Capitolare Polignano, Libri dei nati

ASN Archivio di Stato di Napoli, Notai del '600, scheda n.


1150

F.F.Favale, Polignano la sua Diocesi, Fasano, 1992

1649

agosto

27 Muore a Roma Angelo Magnesi (1577-1649) arcivescovo di Taranto

1649

ottobre

11 Fr Vincenzo Pinieri di Montefiascone eletto vescovo di Polignano. Durante il suo


vescovado intraprende un vasto programma di costruzioni e restauri, tra i pi
significativi vanno ricordati: la realizzazione del secondo ordine del campanile della
cattedrale, l'istituzione della Confraternita del Purgatorio e l'abbellimento della
Cappella del SS. Crocifisso. Muore nella sua citt natale il 1677

1650 novembre

Nasce Anna Maria figlia, di Michele Radulovich, e della seconda moglie Claudia
Capece

F.F.Favale, Polignano la sua Diocesi, Fasano, 1992


Archivio Capitolare Polignano, Libri dei nati


1653 settembre
1654

giugno

17 Nasce Antonia, figlia di Michele Radulovich e di Claudia Capece

Archivio Capitolare Polignano, Libri dei nati

1655

luglio

16 Muore Caterina figlia di Marino Radulovich e di Lucrezia Serraturo

Archivio Capitolare Polignano, Libri dei morti

1655

luglio

26 Nasce Vittoria, figlia di Michele Radulovich e di Claudia Capece

Archivio Capitolare Polignano, Libri dei nati

Peste a Polignano e nei paesi vicini

1656
1657

1658

gennaio

marzo

1659 novembre

Messer Vitantonio Zaglia, ricco proprietario terriero discendente da antica famiglia


veneziana e Sindaco della nostra comunit, lascia al Capitolo la masseria del "SS.
Crocifisso" con tutti i terreni annessi


29 Nasce Oronzo figlio di Michele Radulovich e di Cladia Capece

27 Nasce Maria Violante figlia di Michele Radulovich e di Claudia Capece

Archivio Capitolare Polignano, Libri dei morti

Storia della Puglia, vol 1, Bari, 1979


Archivio Unico Diocesano di Monopoli, Testamenti del '600

Archivio Capitolare Polignano, Libri dei nati


Archivio Capitolare Polignano, Libri dei nati


Nasce Lucio figlio di Michele Radulovich e di Claudia Capece, muore all'et di 5
anni il 30 agosto 1669

1664
1667 settembre

F.F.Favale, Polignano la sua Diocesi, Fasano, 1992

Iniziano i lavori per la costruzione del secondo ordine del campanile della
Cattedrale

26 Muore in Polignano Francesco, terzo feudatario della f amiglia Radulovich

1651

luglio

I. Galizia, Figure e ricordi, Putignano, 1933

Muore Michele (1619-1667) quarto marchese della famiglia Radulovich

Archivio Capitolare Polignano, Libri dei nati

Archivio Capitolare Polignano, Libri dei morti

1668

maggio

Per sopperire alla mancanza del "Medico dei poveri", il Capitolo si accolla l'onere di
pagare lo stipendio di un medico forestiero che si starferisce a Polignano con la
sua famigia

F.F.Favale, Polignano la sua Diocesi, Fasano, 1992

1672

maggio

Scipione de Martinis nativo di Muro Lucano, prende possesso della Diocesi.

F.F.Favale, Polignano la sua Diocesi, Fasano, 1992

1681

aprile

Muore in Polignano il vescovo Scipione de Martinis

Archivio Capitolare Polignano, Libri dei morti

1681

giugno

1691

luglio

Si manifesta la peste a Polignano

V. L'Abbate, La peste, Fasano, 1992

1691

Viene bruciato l'archivio del monastero di San Vito per bonificare i locali infettati
dalla peste

G. Recupero, Apologia, s.l., s.d.

1692

La peste continua a mietere vittime in Polignano e nei luoghi vicini

V. L'Abbate, La peste, Fasano, 1992

Frate Ignazio Maria Fiume originario di Castello S. Angelo (Aversa), eletto vescovo
di Polignano, muore il 24 maggio 1694 nel convento di S. Maria della Sanit della
sua citt natale

1694 settembre

F.F.Favale, Polignano la sua Diocesi, Fasano, 1992

Carestia

Storia della Puglia, vol 1, Bari, 1979

1700

Muore il dottor Eusebio Recupero, pi volte Sindaco della nostra comunit

Archivio Capitolare Polignano, Libri dei morti

1703
1714

F.F.Favale, Polignano la sua Diocesi, Fasano, 1992

1700

13 Giovanni Battista Capilupis nativo di Matera, eletto vescovo di Polignano. Si


mostr sempre generoso verso i poveri. Promuove i lavori di ristrutturazione del
tetto della Cattedrale e del palazzo vescovile.

1716

1717

ottobre
luglio

maggio

12 Muore a Roma il cardinale Niccol Radulovich (1627-1703) arcivescovo di Chieti


I. Galizia, Figure e ricordi, Putignano, 1933

29 A seguito del decreto per la vendita della citt, Polignano viene assegnata al duca
Giuseppe Lieto, originario di Castrovillari paese della Sicilia per la somma di
110.001 ducati

Centro Culturale "u Castarill" - Sez. A - Le fonti documentarie


della Citt di Polignano a Mare

Muore a Roma il vescovo Giovanni Battista Capilupus e viene sepolto nella chiesa
dei SS. Cosma e Damiano del Foro romano

Nasce in Polignano Martino Recupero (1717-1803) futuro governatore e giudice di


Martina Franca

F.F.Favale, Polignano la sua Diocesi, Fasano, 1992


Archivio Capitolare Polignano, Libri dei nati

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Espaa y Npoles. Coleccionismo y mecenazgo virreinales en el siglo XVII.


A cura di Jos Luis C olomer
Madrid, C entro de Estudios Europa Hispnica, 2009
ISBN 978-84-93463-7-0

Dopo i preziosi volumi dedicati ai rapporti storico-artistici che la


penisola iberica ebbe prima con Genova, poi con Bologna, apparsi
rispettivamente nel 2003 e nel 2006, il Centro de Estudios Europa
Hispnica ha pubblicato di recente limponente miscellanea Espaa y
Npoles. Coleccionismo y mecenazgo virreinales en el siglo XVII. Vi
si raccolgono gli studi di venticinque specialisti di diversa
nazionalit, impegnati da tempo a ricostruire gli scambi culturali e i
contesti di una stagione dominata dalla potenza spagnola, a
tuttoggi essenziale per comprendere fino in fondo il senso di
unidentit mediterranea che ancora percepita, a distanza di
secoli, come un patrimonio suggestivo e difficile. C qualcosa di
arduo, di temerario nellimpresa, come se si avvertisse di dover
indagare le dinamiche di un passato liberandosi degli sguardi
deformati del tempo avvenire e dallacquisizione silenziosa di destini
comuni. Nel breve testo di presentazione a firma dellambasciatore
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indice del volume

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della resurrezione della corte, non disgiunte da misure di politica


interna, si spiegano con lurgente necessit di rafforzare modelli
comportamentali ed equilibri fragili. N va sottovalutata, al riguardo,
la lungimirante apertura al melodramma, che, strumentale
allesibizione di una magnificenza creativa, assurge ben presto a
cifra distintiva di una citt e di un intero milieu (cfr. El resurgir de
la corte. Fiestas y actos pblicos durante la gestin poltica del
conde de Oate en Npoles (1648-1653), a firma di Ana Minguito
Palomares pp. 323-338). Quanto al Marchese del Carpio,
responsabile di una riforma monetaria che favorisce negli anni
Ottanta una significativa ripresa economica, il suo collezionismo si
dispiega fra disegni e stampe (come segnala con dovizia di dettagli
Viviana Farina cfr. pp. 339-362), quadri ( Leticia de Frutos
Sastre a commentare la presenza di Luca Giordano nella sua
raccolta cfr. pp. 363-377), ma il suo gusto non manca di misurarsi
con lopera, tra pubblico e privato, mettendo a punto sistemi di
finanziamento, sostenendo la hispanidad del repertorio e,
soprattutto, ribadendo il carattere di propaganda e di immagine
dellevento scenico condiviso dallaristocrazia locale. Se ne occupa
con puntuali riferimenti alle fonti coeve Louise K. Stein (Opera and
the Spanish family. Private and public opera in Naples in the 1680s
pp. 423-443), destando forse qualche nostalgia al pensiero che,
nel volume, avrebbero forse meritato maggiore spazio le
contaminazioni teatrali tra Spagna e Napoli che pure da anni sono
fatte oggetto di studi mirati.
Nellottica puramente mecenatesca non sono per meno
interessanti personaggi come il duca dAlba, il conte di Monterrey e
il conte di Santisteban, interlocutori di artisti come Ribera,
Giordano, Schor, del Po. Lintraprendenza vicereale rimane pur
sempre il vertice di una pratica di acquisizioni, scambi e investimenti
per la quale di solito si dispone di riscontri pi numerosi. A
testimoniare la fitta circolazione di spunti iconografici, dipinti, o la
densit dei contatti professionali sono quei contributi che fanno
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luce su situazioni meno eclatanti, ma indicative delle tensioni di


unepoca. il caso del mercante Nicol Radolovich e del conte di
Benavente committenti di Caravaggio negli ultimi, tormentati anni
della sua vita, tra soggiorni imprevisti, fughe e ritorni, in un intrigo
di dati e ipotesi minutamente esposto da Antonio Ernesto
Denunzio (Per due committenti di Caravaggio a Napoli: Nicol
Radolovich e il conte-duca di Benavente pp. 175-193), o del
funzionario Juan de Lezcano e della sua passione per la pittura
maturata in ambiente romano, la cui collezione, descritta con
onest e scrupolo dal testamento, il punto di partenza per un
appassionante capitolo sullarte caravaggesca e sui destini dei
patrimoni secenteschi sulle rotte del commercio mediterraneo (come
dimostra lo splendido saggio di Antonio Vannugli, Il segretario
Juan de Lezcano e lEcce Homo del Caravaggio, pp. 267-276).
Il dialogo culturale fra i territori della Monarqua Hispnica si rivela
non meno profondo se si analizzano progetti decorativi dai chiari fini
propagandistici, a perpetua memoria dei successi politici e delle
prerogative del sovrano, o se sul sovvenzionamento e sul sostegno
fornito alle maestranze napoletani si costruisce una salda alleanza
con il potere ecclesiastico fortemente radicato nel Viceregno.
Episodi pi circoscritti dimostrano anche il trascorrere delle poetiche
allinterno di un continuo gioco di esibizione e di mitopoiesi, entro
cui lecito leggere il declino di una civilt e linsorgere di nuove
inquietudini. Ma la capitale, simbolo e strumento del potere regio,
ormai avviata a sopravvivere del proprio mito.
Espaa y Npoles un libro da consultare assolutamente per chi
voglia inoltrarsi nella vivacissima, policroma realt mediterranea del
XVI e del XVII secolo, e non solo per i cultori di arti figurative.
Lorizzonte
mentale
in
cui
convergono
le committenze
aristocratiche, i dibattiti poetici, la gestione delle produzioni e
lorganizzazione del consenso una chiave di lettura imprescindibile
per ogni aspetto della vita culturale, sia che si consideri il mondo
delle accademie, sia che si guardi alla letteratura dialettale, alla
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Echi Caravaggeschi in Puglia

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Echi Caravaggeschi in Pugli ...

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Mostra
Pubblicato il 29 marzo 2011

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Progetti di
Innovazione

La mostra Echi Caravaggeschi in Puglia, realizzata


a seguito di complesse attivit di restauro che hanno
impegnato la Soprintendenza per i beni storici
artistici ed etnoantropologici della Puglia e il Museo
Provinciale Sigismondo Castromediano di Lecce,
ha restituito alla fruizione opere straordinarie,
provenienti da chiese, musei e collezioni private, che
raccontano la storia e la diffusione del
"caravaggismo in Puglia.

Sala Stampa
Eventi Culturali
Fiere
Luoghi della Cultura
Grandi restauri
Pubblicazioni
Normativa e Pareri
Programmazione
Bandi di Gara
Concorsi pubblici

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Obiettivo della Mostra ripercorrere, sulla scorta


degli studi dedicati allargomento e a seguito di
unaccurata indagine condotta sul territorio della
Puglia storica, le vicende figurative sviluppatesi nella
regione a seguito delle dirompenti novit apportate
dal verbo caravaggesco. E se la splendida tela di
San Martino e il povero del Cavalier dArpino, si pone
quale illustre documento figurativo giunto, ai primi
del Seicento, dal massimo centro di elaborazione
artistica, la testimonianza della precocissima
commissione al Merisi, appena giunto a Napoli in
Echi Caravaggieschi in Puglia
fuga dai feudi dei Colonna nel 1606, da parte di
Nicol Radulovich, di l a poco divenuto marchese di
Polignano a Mare, di un misterioso dipinto per la locale chiesa di santa Maria di Costantinopoli, oggi
conosciuta come santAntonio di Padova, ritenuto da alcuni studiosi disperso, da altri identificabile con
la Madonna del Rosario del Kunsthistorisches Museum di Vienna, segna lavvio della storia del
caravaggismo in Puglia. Tra i primi frutti ramificati del caravaggismo, ancor oggi fortunatamente
conservati sul territorio, si attestano le due tele di Carlo Sellitto, tra i primi artisti che operano a Napoli e
che si dimostrano subito pronti ad accogliere le innovazioni caravaggesche. La Madonna del Suffragio
di Aliano e il pi tardo San Carlo Borromeo di Troia, ancorch segnati da residui di cultura
tardocinquecentesca, esito della giovanile formazione del pittore, denotano verit epidermiche e di
luce di schietto caravaggismo.

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PRIMO PIANO

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MODA E BEAUTY

EDITORIALI

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ARTE

ENTERTAINMENT

LIFESTYLE

VIDEO

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08/12

25/11

03/11

31/10

Da qualche giorno la galleria nazionale della Puglia di Bitonto Girolamo e Rosaria Devanna
ospita la mostra Echi caravaggeschi in Puglia. Sino al 15 maggio circa sessanta opere tra
scene sacre, mitologiche e bibliche, nature morte e ritratti, di propriet di collezioni private, chiese e
musei diocesani, provinciali e civici di tutta la regione raccontano le influenze che i lavori di
30/10
Michelangelo Merisi hanno avuto sugli artisti di questa terra sin dal primo decennio del Seicento.

Lesposizione, organizzata in collaborazione tra la Soprintendenza per i beni storici-artistici ed


etnoantropologici della Puglia ed il museo provinciale Sigismondo Castromediano di Lecce, va
ad indagare la maniera del grande pittore lombardo attraverso i dipinti alcuni restaurati per questo

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avvenimento dei suoi seguaci che da Napoli diffusero sempre pi lo stile del maestro.
Liniziativa consente di fruire di un considerevole numero di quadri, molti esposti per la prima volta
proprio nella storica dimora della localit barese. Lobiettivo ripercorrere, sulla scorta degli studi
dedicati allargomento e a seguito di unaccurata indagine condotta sul territorio pugliese, le vicende
figurative sviluppatesi in questarea dopo le
dirompenti
novit
apportate
dal
verbo
caravaggesco.
A partire dalla commissione che fu assegnata a
Merisi, appena giunto a Napoli nel 1606, in fuga
dai feudi dei Colonna, da Nicol Radulovich, che di
l a poco diventer marchese di Polignano a Mare.
Lartista fu incaricato di realizzare una misteriosa
opera per la locale chiesa di Santa Maria di
Costantinopoli,
oggi
conosciuta
come
SantAntonio di Padova: misteriosa perch
ritenuta da alcuni studiosi dispersa, e da altri
identificabile con la Madonna del rosario del
Kunsthistorisches Museum di Vienna (nella
foto a destra).
Tra i primi frutti del caravaggismo, senza dubbio
due tele di Carlo Sellitto, tra i primi che,
operando ai piedi del Vesuvio, si dimostrarono
pronti ad accogliere le innovazioni di Merisi. La
Madonna del suffragio di Aliano e il pi tardo
San Carlo Borromeo di Troia sono segnati da
residui di cultura tardocinquecentesca, esito della
giovanile formazione del pittore partenopeo, ma sono caratterizzati da una luce appunto di schietto
caravaggismo.
E ispirato a un celebre tema trattato da Merisi il Cristo alla colonna di Massimo Stanzione che
larga fortuna riscosse in ambito salentino, come attestano le repliche seicentesche. Invece alla fase
naturalistica di Andrea Vaccaro appartiene linedita Decollazione del Battista, opera autografa
scoperta di recente a Bari e ricondotta ai poco noti esordi giovanili dellartista incantato dalla
poetica di Caravaggio.

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Battistello Caracciolo
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Giovanni Battista Caracciolo (also called

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Battistello) (15781635) was an Italian artist and

Featured content

important Neapolitan follower of Caravaggio.

Battistello Caracciolo

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1 Early life
2 Caravaggesque phase

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3 Gallery

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5 References

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6 Bibliography
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Early life

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The only substantial early source of biography is that

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of Bernardo de' Dominici's unreliable publication of

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1742.[1] De Dominici's statements are often

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Portrait drawing which Onofrio Giannone


presumed to be of Caracciolo and published in
1773 (Museo Civico Filangieri, Naples).
Born

Giovanni Battista Caracciolo


December 7, 1578[a]

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Page information

contradicted by documented facts and others cannot

Wikidata item

be substantiated independently.[2][c] Archival

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documents state Caracciolo was born in Naples and


baptised on 7 December 1578, as the son of Cesare
Caracciolo and his wife Elena. The family lived in the
parish of San Giovanni

Maggiore.[2]

December 7, 1578
Naples
Died

December 23, 1635 (aged 57)[b]


Naples

Nationality Italian
Education Francesco Imparato, Fabrizio
Santafede

On 3 August 1598, at the age of twenty, Caracciolo

Known for painting, fresco

etina

married Beatrice de Mario. They had ten children, of

Movement Caravaggism

Deutsch

whom eight survived to adulthood.[2][d]

Spouse(s) Beatrice de Mario

Languages

Espaol
Franais
Italiano

Caravaggesque phase

His initial training was said to be with Francesco

Bahasa Melayu

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Bahasa Melayu

His initial training was said to be with Francesco

Polski

Imparato and Fabrizio Santafede, but the first impulse

that directed his art came from Caravaggio's sudden

presence in Naples in late 1606.[3] Caravaggio had

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fled there after killing a man in a brawl in Rome, and


he arrived at the end of September or beginning of
October 1606.[4] His stay in the city lasted only about
eight months, with another brief visit in 1609/1610, yet
his impact on artistic life there was profound.
Caracciolo, only five years younger than Caravaggio,
was among the first there to adopt the startling new
style with its sombre palette, dramatic tenebrism, and
sculptural figures in a shallow picture plane defined by
light rather than by perspective. He is considered to
be the solitary founder of the Neapolitan school of
Caravaggism.[5] Among the other Neapolitan
Caravaggisti were Giuseppe Ribera,[e] Carlo Sellitto,
The Liberation of St Peter. Pio Monte della
Misericordia, Naples. Regarded as
Battistello's masterpiece, it vividly captures
the emotion of the scene as Peter is led from
prison by an angel.

Artemisia Gentileschi, and Caracciolo's pupil, Mattia


Preti, then early in his career.
Caracciolo's Caravaggesque phase was fundamental
to his entire career. His first contact with Caravaggio
must have been around the time of the Radolovich

commission, dated 6 October 1606, and the contacts continued through Caravaggio's completion
of the Seven Works of Mercy during the last months of that year and early 1607. A notable result
of Caravaggio's influence is Caracciolo's The Crucifixion of Christ, with its strong echoes of the
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Crucifixion of Saint Andrew.[6]


In 1607, he painted the Immaculate Conception for the Santa Maria della Stella in Naples.[7] It is
considered to be his first documented Caravaggesque painting.[8]
In 1612, he made a trip to Rome.[9] A work showing the influence of this visit, and especially that of
Orazio Gentileschi, is the Liberation of Saint Peter (1615), painted for the Pio Monte della
Misericordia,[9] to hang next to Caravaggio's Seven Works of Mercy painted for the same church.[f]
By this time he had become the leader of the new Neapolitan school, dividing his time between
religious subjects (altarpieces and, unusually for a Caravaggist, frescos) and paintings for private
patrons.
After 1618 he visited Genoa, Rome and Florence. In Rome he came under the influence of the
revived Classicism of the Carracci cousins and the Emilian school, and began working towards a
synthesis of their style with his own tenebrism - his Cupid, with its bravura handling of the red cloth,
shows the influence of the Carracci synthesis. Back in Naples, he translated this into grandiose,
wide-ranging scenes frescos including his masterpiece Christ Washing the Feet of the Disciples of
1622, painted for the Certosa di San Martino.[3] He also painted further works in the Certosa di
San Martino, Santa Maria La Nova and San Diego all'Ospedaletto and these works of the late
second decade of the 17th century onward, show the strong influence of Bolognese classicism he
might have been exposed to in Rome.[5]
He died in Naples, in the few days between creating his last will, on 19 December 1635, and 24
December 1635, when it was opened and read.[2]

Gallery

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LE DUE MUSE
Scritti darte, collezionismo e letteratura
in onore di Ranieri Varese
A cura di
Francesca Cappelletti, Anna Cerboni Baiardi,
Valter Curzi, Cecilia Prete

il lavoro editoriale

alla permanenza a Napoli, comprovata dallesecuzione di importanti pale daltare.


Rosa appare permeabile alle correnti pittoriche contemporanee e, pur mantenenoccasioni agli esiti di Fabrizio Santafede, Massimo Stanzione, Mattia Preti, Paolo
Finoglio, Cesare Fracanzano ed altri artisti del suo tempo7
co di Rosa appare piuttosto autonomo, almeno per quanto emerge dal foglio qui
proposto; le estese campiture sono riprese con abile e deciso tratteggio a punta che
dimostrano una consumata pratica nellesercizio del disegno, condotto in questo
caso senza un modello dal vivo. Prova diretta ne il modo sintetico con il quale

bottega lartista deve aver gravitato. Basti il confronto dellovale del volto della
studio per una Piet di collezione privata parigina o per il San Francesco che riceve
le stimmate conservato presso la Art Gallery of Ontario di Toronto8. Di grande ef-

di inchiostro; larmigero e la donna sono utilizzati per dare maggiore rilievo alla
silhouette della casta Susanna, ampliata dal ricco nodo della veste.
Se si voluto in pi occasioni vedere nel linguaggio pittorico di Carlo Rosa un
portato del neovenetismo napoletano degli anni Trenta, non si pu sottovalutare
erano giunte in terra pugliese importanti opere di artisti della Serenissima; nel
secondo decennio del Seicento, ad esempio, il mercante di origine dalmata Marino Radulovich commission ad Alessandro Varotari detto il Padovanino una
Madonna col Bambino in trono fra i Santi Vito e Biagio, ancora oggi conservata nella
chiesa di SantAntonio a Polignano9; alla stessa epoca risale la Madonna tra i Santi
Rocco e Sebastiano dipinta da Jacopo Palma il Giovane, oggi esposta nella cattedrale di Monopoli, di cui Paolo Finoglio esegu una replica con varianti per la chiesa
di San Rocco a Conversano, probabilmente terminata nella parte superiore dallo
stesso Carlo Rosa10. Dai dipinti di Polignano e Monopoli sembrano tratti due
disegni provenienti dal lascito della collezione Ferrara Dentice, conservati nel
11

come esercitazioni di Rosa sugli esempi veneti presenti nella sua regione. Nel
disegno tratto dalla tela di Padovanino, eseguito in controparte, appare piuttosto
simile linsistenza sulle zone dombra con tratteggi che corrono parallelamente
Carlo Rosa abbia potuto partecipare allesecuzione della Madonna con Bambino
tra i Santi Rocco, Sebastiano e Biagio di Conversano lasciata incompiuta da Paolo
di Palma il Giovane.
7

NOTE
1

Di tale parere S. DE SIMONE, Gli Orsini di Solofra e la pittura a Gravina fra XVII e XVIII secolo, Bari

condizioni della tela che sul retro non presenta iscrizioni e che non sembra essere appartenuta
compromessa solamente dalle vernici ingiallite.
DellIncontro di Booz e Ruth nel campo di grano esiste, nella pinacoteca della chiesa del Purgatorio
di Modugno (Bari), una seconda versione autografa con lievi varianti da considerarsi precedente alla tela gravinese.

3
I contributi sullartista si devono a A. CASTELLANO,
in
Studi Bitontini, 6, 1971, pp. 37-46; IDEM, Per una revisione critica dellarte di Carlo Rosa, Studi Bitontini, 7, 1972, pp. 34-44; M. DELIA, Per la pittura del 600 in Puglia. Considerazioni su Carlo Rosa,
in Cultura e Societ a Bitonto nel sec. XVII, Atti del seminario di studi di Bitonto, dicembre 1978
- maggio 1979, Bitonto 1980, pp. 181-191; IDEM, La pittura barocca, in Civilt e culture in Puglia.
IV. La Puglia fra barocco e rococ, Milano 1982, pp. 237-238; G. WIEDMANN, Carlo Rosa. Note sulla sua
prima attivit, in Ricerche sul Sei-Settecento in Puglia, II, 1982-1983, Fasano 1984, pp. 73-107;
IDEM, Carlo Rosa, in Civilt del Seicento a Napoli, catalogo della mostra (Napoli 1984-1985), Napoli
1984, vol. 1, pp. 172-173 e 422. Pi di recente gli sono stati dedicati alcuni studi da M. LOIACONO,
Per il tempo napoletano di Carlo Rosa, in Interventi sulla questione meridionale, a cura di F. ABBATE,
Roma 2005, pp. 181-192; EADEM, Su alcune opere di Carlo Rosa in collezione privata, in Kronos, IX,
2005, pp. 157-166; M. PASCULLI FERRARA, Alcune novit su Paolo De Matteis e Carlo Rosa a Bitonto, in
Kronos, XIII, 2009, pp. 215-224.

Il brano citato da A. CASTELLANO, I dipinti di Carlo Rosa nella collezione del duca dAscoli, in Studi Bitontini, 30-31, 1979, pp. 200-204.

Cristo che fa i miracoli eseguito per la chiesa di Santa Maria della Sapienza di Napoli per la quale
Rosa doveva aver eseguito il disegno preparatorio. Si veda F. STRAZZULLO, Documenti inediti per
la storia dellarte a Napoli. Pittori, Napoli 1955, 1, pp. 33 e 63.
B. DE DOMINICI, Vite de pittori, scultori ed architetti napoletani, III, tomo I, ed. critica a cura di F.
SRICCHIA SANTORO, A. ZEZZA, Napoli 2008, p. 214-215.
6

DELIA, Per la pittura del 600... cit.

Per i fogli di Stanzione si veda S. SCHTZE, Teoria e pratica del disegno napoletano e larte del Cavalier Massimo, in Le Dessin Napolitain, Atti del Convegno Internazionale di Parigi, 6-8 marzo
2008, a cura di F. SOLINAS, S. SCHTZE, Roma 2010, pp. 81-90. Si veda inoltre Le dessin Naples
du XVIe sicle au XVIIIe sicle, catalogo della mostra a cura di C. MONBEIG-GOGUEL, W. VITZTHUM,
(Paris 1967), Paris 1967.
8

Per la committenza del marchese Marino Radulovich si veda M. BASILE BONSANTE, Arte e devozione. Episodi di committenza meridionale tra Cinque e Seicento, Galatina 2002, pp. 90-91.

Si veda in proposito la scheda di C. DI TOMA in Paolo Finoglio e il suo tempo. Un pittore napoletano
alla corte degli Acquaviva, catalogo della mostra (Conversano 2000), Napoli 2000, p. 170, n. 45. Per
la presenza di Carlo Rosa a Conversano si veda F. LOFANO, Gli stucchi della Chiesa dei SS. Medici
, Fasano 2009, pp. 25-28.

10

I disegni del Cinquecento e del Seicento. La collezione Ferrara Dentice, a cura di M. Causa Picone,
gni e per aver discusso con me la loro attribuzione negli assolati sopralluoghi a Polignano e
Conversano.

11

UNIVERSIT DEGLI STUDI DI NAPOLI FEDERICO II


FACOLT DI LETTERE
DOTTORATO DI RICERCA
IN SCIENZE ARCHEOLOGICHE E STORICO ARTISTICHE
XVII CICLO

TESI DI DOTTORATO
GIROLAMO IMPARATO (1549 CA. - 1607)
ED ALTRE QUESTIONI DEL TARDO CINQUECENTO NAPOLETANO

TUTOR
PROF. SSA PAOLA SANTUCCI

COORDINATORE

CANDIDATO

PROF. CARLO GASPARRI

DOTT. STEFANO DE MIERI

ANNO ACCADEMICO 2004-2005

nellintrico di radici, fronde e dirupi taglienti, latmosfera ideale per la stravolta contemplazione
del crocifisso in cui assorto il santo834. La visione quasi animistica della natura, al punto che
il San Girolamo sembrato il quadro pi eccentrico e nordico (Pugliese) dellartista, ritorna in
altri dipinti dellultimo, intensissimo biennio di attivit imparatesca, e principalmente nel Martirio
di San Pietro da Verona [fig. 170], in cui riemerge un prepotente interesse per la cultura paesistica
brilliana, come diremo. Le somiglianze tra le due tele salentine appena discusse sono tali da poter
congetturare una stretta contiguit cronologica fra di esse, verosimilmente non discosta dagli anni
1605-1606.

6. LA PERDUTA CIRCONCISIONE DELLA CHIESA DEI DOMENICANI DI RAGUSA


Girolamo Imparato fu indubbiamente uno dei pittori pi apprezzati dellambiente artistico
napoletano dei suoi anni: ci dimostrato, come abbiamo visto, dal favore incontrato presso la
committenza ecclesiastica locale, non solo gesuitica, ma anche francescana ed oratoriana.835 Il
prestigio raggiunto dal maestro sembra essere indicato anche dallentit dei pagamenti percepiti.
Assieme al Santafede e al Cobergher, lImparato fu il pittore locale pi pagato: per la produzione
matura dellartista sono documentati pagamenti fino a 300 ducati, cifra di poco inferiore ai 400
percepiti da Michelangelo Merisi per la pala della Cappella del Pio Monte della Misericordia tra il
1606 e il 1607.836 Lagiatezza economica del pittore altres attestata dalla ricca dote di ben 1.000
ducati percepita dalla figlia Anna che nel 1604 spos, come si pi volte ricordato, il pittore
GiovannAntonio DAmato.837
Nel 1603 allImparato tocc unaltra significativa commissione, con la quale la sua fortuna
varcava ancora un volta i confini del Viceregno, la realizzazione di una Circoncisione pagata dal
celebre mercante e armatore raguseo Niccol Radulovich, marchese del piccolo feudo di
Polignano a mare (Ba).838 I contatti fra la capitale vicereale e la Dalmazia non furono solo
commerciali: di recente stato rilevato che fitti erano anche gli scambi e i confronti letterari
fioriti intorno allattivit delle accademie partenopee, dove poeti e scrittori dalmati trovarono una
qualche affermazione.839 in questo contesto di legami mercantili ed anche culturali, dunque,
che va letto il fenomeno dellinvio nelle citt adriatiche orientali di dipinti partenopei e, come
indica il caso dellImparato, sin da una fase molto precoce del XVII secolo.840 La Circoncisione fu
compiuta nellestate del 1606; infatti l8 agosto di quellanno il pittore ricevette il pagamento
finale a compimento di 120 ducati. stato proposto di identificare il dipinto richiesto dal
Radulovich con la Circoncisione della Collezione del Banco di Napoli [fig. 159], oggi esposta al
Museo di Capodimonte.841 Diversamente, il dipinto pagato dal mercante raguseo va identificato
834

V. Pugliese, Pittura napoletana in Puglia, cit., p. 208.


Sui lavori oratoriani dellImparato cfr. il paragrafo successivo.
836
Il costo di una pala daltare completa di cornice verso la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento va
dai 60-70 ai 150 ducati per pittori come Francesco Curia, Teodoro dErrico, GiovannAngelo dAmato,
Giovan Vincenzo Forli, e Giovanni Balducci; dai 90-100 ai 300 ducati per pittori come Imparato, Santafede
e Cobergher cfr. P. Leone de Castris, Pittura del Cinquecento a Napoli, cit., p. 15.
837
Regesto documentario, doc. n. 88.
838
Sul Radulovich cfr. M. Basile Bonsante, Arte e devozione. Episodi di committenza meridionale tra Cinque e
Seicento, Galatina 2002, pp. 77-84. Sulle commissioni da lui patrocinate vedi anche A. E. Denunzio,
Aggiunte e qualche ipotesi per i soggiorni napoletani di Caravaggio, in Caravaggio lultimo tempo 1606-1610,
catalogo della mostra (Napoli 2004), Napoli 2004, p. 48.
839
F. S. Perillo, Famiglie dalmate in terra pugliese: i Radulovich di Polignano in Homo adriaticus. Identit culturale e
autocoscienza attraverso i secoli, Atti del convegno internazionale di studio (Ancona 1993) a cura di N.
Falaschini, S. Graciotti e S. Sconocchia, Reggio Emilia 1998, pp. 274-275; M. Basile Bonsante, Arte e
devozione, cit., p. 78.
840
Sui dipinti napoletani seicenteschi in Dalmazia cfr. G. De Vito, Tracce di pittura napoletana del 600 a
Ragusa, in G. De Vito, Ricerche sul 600 napoletano. A. Falcone, B. Cavallino, A. De Bellis, M. Stanzione, N. Rossi,
Motta Visconti (Mi) 1982, pp. 41-47.
841
Ritenuta di Belisario Corenzio da B. Molajoli, Opere darte del Banco di Napoli. La cappella del Monte di
Piet. La galleria darte, Napoli 1953, pp. 25, 44; la restituzione allImparato di M. Rotili, Larte del
835

150

con la Circoncisione firmata e datata 1606 dallImparato, esposta sullaltare maggiore della chiesa
dei domenicani di Ragusa (Dubrovnik) fino ai primi anni dellOttocento, quando venne
danneggiata dalle truppe napoleoniche. La tela, semidistrutta, in seguito fu arrotolata e conservata
nel soffitto del convento. Tali informazioni, finora del tutto sfuggite agli studiosi occupatisi
dellImparato, sono riferite in un saggio di Giuseppe De Vito il quale dichiara di averle apprese
dal professor Kruno Prijateli dellUniversit di Zagabria e Spalato.842 Questultimo aveva avuto la
notizia dellesistenza del dipinto imparatesco, firmato e datato 1606, da uno storico dellordine
domenicano, Padre Antonin Zaninovi, dopo la seconda guerra mondiale, e aveva cercato invano
il dipinto.843 Le caratteristiche della perduta pala ragusea coincidono perfettamente con quelle
desumibili dalla polizza emessa nellagosto 1606 dal Radulovich, committente, qualche tempo
dopo, di una ben pi celebre pala del Caravaggio (mai rintracciata, forse perch mai dipinta)
raffigurante la Madonna col Bambino, San Domenico e San Francesco, San Nicol e San Vito.844
Il dipinto della collezione del Banco di Napoli potrebbe essere soltanto una derivazione della
Circoncisione di Ragusa, forse destinata alla devozione privata. Nella tela stato evidenziato un
legame culturale con la corrente pi schiettamente filoromana, rappresentata a Napoli dal
Corenzio e da Luigi Rodriguez:845 lo rivela in particolare il carattere un po fosco e lugubre dei
personaggi in secondo piano. LImparato non tralascia elementi pi antichi della sua pittura come
lattenzione micrografica con cui descrive la raffinatezza dei materiali, i luccichii delle perle e dei
ricami in oro del ricco paliotto e delle vesti dei sacerdoti; cos come non trascura nei panneggi
sfaccettati e nella delicatezza del profilo dolce e armonioso della Vergine la personale vocazione
baroccesca che lo rende affine a maestri come il Vanni e il Salimbeni.846

7. LA TRINITAS TERRESTRIS

DI

SAN GIUSEPPE

DEI

RUFFI,

LA

VISIONE

DI

SANTIGNAZIO A LA STORTA E IL SAN FRANCESCO SAVERIO IN ORAZIONE (DI


GIULIO DELLOCA) NEL GES NUOVO
Nel marzo del 1603 Girolamo Imparato ricevette dai Protettori del Monte di Piet la
commissione per la Resurrezione da collocare su uno degli altari laterali della loro Cappella
napoletana, in precedenza affidata unitamente allAssunzione di Maria, destinata allo stesso luogo,
al maestro umbro Ippolito Borghese.847 Contemporaneamente la Piet dellaltare maggiore veniva
dipinta da Fabrizio Santafede il quale, come vedremo in seguito, realizz anche la Resurrezione [fig.
171] che lImparato, morto nel 1607, aveva lasciato incompiuta.848 assai sintomatico che il
pittore si sia trovato a lavorare accanto a tali maestri - ossia gli interpreti principali nella capitale
vicereale, assieme a Giovan Bernadino Azzolino, della pittura pi autenticamente conforme al
rigore imposto dalla Chiesa tridentina - in un contesto che senzaltro da considerare tra i sacrari
della pittura controriformata. La vicinanza dellImparato ai suddetti maestri potrebbe aver
favorito la sterzata devozionale, sempre pi incalzante nei dipinti imparateschi successivi al 1603
(a partire dal soffitto di Santa Maria la Nova). come se il maestro, condizionato dal successo
crescente delle formule artistiche in special modo del Santafede, avesse deciso di privilegiare
immagini pi castigate e devote, frenando cos gli slanci fantastici degli anni passati.
Cinquecento, cit., p. 146. Sullopera cfr. P. Leone de Castris, in Il patrimonio artistico, cit. pp. 12-14 e la
bibliografia citata al n. 49 del Repertorio delle opere autografe.
842
G. De Vito, Tracce di pittura napoletana del 600, cit., pp. 42, 46 nota 2.
843
Ibidem, p. 46 nota 2.
844
Sulla commissione caravaggesca cfr. V. Pacelli, New Documents concerning Caravaggio in Naples, in
Burlington Magazine, CXIX, 897, 1977, pp. 819-829; F. Bologna, Lincredulit del Caravaggio, cit., pp. 218,
223, 332.
845
P. Leone de Castris, in Il patrimonio artistico, cit., pp. 12-14.
846
Ibidem.
847
Cfr. Regesto documentario doc. n. 82.
848
Ivi, doc. n. 94. B. Molajoli, Opere darte del Banco di Napoli, cit., pp. 16-17; E. Nappi, Documents of the
Archivio of the Banco di Napoli, in Monte di Piet, a cura di G. Alisio, Ercolano 1987, p. 150, nn. 16-23.

151

Item esso testatore si rimette al conto che far Giovan Battista de la Porta di quello si deve havere et dare
tra esso testatore et Geronimo Imperato et ad quello che detto Giovan Battista far si debia stare.
Item declara como stato sodisfatto da Giovan Angelo de Amato del pesone dela casa dove al presente
habita per tutto il passato sino alultimo daprile del presente anno [omissis]
1605
ESEGUE UNIMMACOLATA PER FRANCESCO FRANCIA
90) ASBNF, Banco di SantEligio, giornale di cassa, matricola 28
Napoli, 20 giugno 1605
A Francesco de Francia ducati venticinque et per lui a Geronimo Imperato disse in conto de ducati cento
quali se renderanno per accordio per uno quatro della Concettione con angeli et sarafini con 14 misterij et
con Idio patre et tutti in tavola con lo manto della Madonna et in qualche altra parte che intraranno de
ultramarino, a lui contanti
(E. Nappi, Catalogo delle pubblicazioni edite..., cit., p. 80)
1606
PAGAMENTO PER LA CIRCONCISIONE DELLA CHIESA DEI DOMENICANI DI RAGUSA
91) ASBNF, Banco dello Spirito Santo, giornale di cassa, matricola 43, ff. 357-358
Napoli, 8 agosto 1606
A Nicol Radolovich ducati quarantasette tari 1 grana 5, et per lui a Geronimo Imperato dissero a
compimento de ducati cento venti, che se li pagano per lo prezzo di una cona della Circoncisione del
Signore, che li ha fatto et consignato, atteso che li altri have avuti cio ducati cinquanta nel mese di
ottobre 1603 per lo banco de lo Monte de la Piet et ducati 22.3.11 in tanto panno di Londra, che li ha fatto
dare da Carlo de Gennaro, tal che resta sodisfatto et pagato, con sua firma, a lui contanti
(G. B. DAddosio, Documenti..., cit., 1919, p. 394)
FIRMA

E DATA LIMMACOLATA DELLA CHIESA DI

SANTA
ANTA MARIA

DEL

GES

VIBO VALENTIA: IMPERATUS

FACIEBAT

1606
1607
ESEGUE IL MARTIRIO DI SAN PIETRO DA VERONA PER LA CAPPELLA PISANO IN SAN PIETRO MARTIRE
92) ASBNF, Banco dello Spirito Santo, giornale di cassa, matricola 44, f. 1462
Napoli, 9 giugno 1607
A Giovan Lorenzo Pisano ducati venti et per lui Geronimo Imperato pittore dissero per saldo della pittura
duno quadro in tavola, che li ha consignato per la loro cappella dentro Santo Pietro Martire di Napoli
declarando che stato pagato del resto, con sua fiducia, a lui contanti
(G. B. DAddosio, Documenti..., cit., 1919, p. 394)
ULTIMO PAGAMENTO PER IL QUADRO DELLA CAPPELLA
CAPPELLA DEL MONTE DI PIET
93) ASBNF, Banco della Piet, Libro maggiore del patrimonio, 1603-1609, parte II, matricola 10 (ex 186),
f. 499
Napoli, 6 luglio 1607
ducati 25 a Geronimo Imparato a compimento di ducati 55 per il quadro della cappella
(E. Nappi, Documents..., cit., p. 150, n. 23)

233

1997
C. ACIDINI LUCHINAT, Taddeo e Federico Zuccari, fratelli pittori del Cinquecento, Milano-Roma 1997.
L. AVELLA, Fototeca nolana. Archivio dimmagini dei Monumenti e delle opere darte della citt e dellagro, IV, Napoli 1997.
A. CATTABIANI, Florario. Miti, leggende e simboli di fiori e piante, Milano 1997.
S. CAUSA, Teodoro DErrico il Fiammingo: note in margine ad una mostra recente, in Bollettino dArte, LXXXII, VI s., 101-102, 1997, pp.
35-48.
S. CAUSA, Un Battista Franco fuori contesto, in Settanta studiosi italiani. Scritti per lIstituto Germanico di Storia dellArte di Firenze, a
cura di C. Acidini Luchinat, L. Bellosi, M. Boskovits, P. P. Donati, B. Santi, Firenze 1997, pp. 311-316.
S. Causa, Un disegno di Giuseppe Valeriano e Scipione Pulzone a Vienna, in Paragone, 565, 1997, pp. 80-83.
LE CINQUECENTINE napoletane della Biblioteca Universitaria di Napoli, a cura di G. Zappella e E. Alone Improta, Napoli 1997.
A. DA RIPABOTTONI, SantElia a Pianisi, guida storico-spirituale, s. l. 1997.
P. DI GIAMMARIA, Girolamo Muziano Brixien Pictor in urbe da Brescia a Roma, s. l. 1997.
M. T. LPEZ DE GUEREO SANZ, Monasterios Medievales premonstratenses. Reinos de Castilla y Leon, I, Valladolid 1997.
R. NALDI, Girolamo Santacroce. Orafo e scultore napoletano del Cinquecento, Napoli 1997.
F. NEGRI ARNOLDI, Scultura del Cinquecento in Italia Meridionale, Napoli 1997.
E. PINDINELLI, Confraternite ed oratori laicali a Gallipoli tra XVI e XIX secolo, in E. Pindinelli, M Cazzato, Civitas Confraternalis. Le
confraternite a Gallipoli in et Barocca, Galatina 1997, pp. 9-21.
V. PINTO, Racconti di opere e racconti di uomini. La storiografia artistica a Napoli tra periegesi e biografia. 1685-1700, Napoli 1997.
A. SCHIATTARELLA, F. IAPPELLI, Ges Nuovo, Sarno 1997.
F. SRICCHIA SANTORO, Larte del Rinascimento. Il Cinquecento, Milano 1997.
1997-98
P. DAGOSTINO, Pietro Bernini, tra Manierismo e Barocco considerazioni su uno scultore di transizione, in Rendiconti della Accademia
di Archeologia e Belle Arti, 67, 1997-1998, pp. 147-171.
1998
A. BRACA, La pittura fra XVI e XVII secolo in una regione del Viceregno di Napoli: la Diocesi di Capaccio nel Principato Citra, in Cultura e
Scienza tra 500 e 600 nel Principato Citra, atti del convegno (Battipaglia 1996) a cura di C. Carlone e S. Ciceria, Salerno 1998, pp. 65109.
CASTIGLIONE ieri e oggi. Riscoperta di un paese attraverso le immagini, a cura di L. Marsico, Cosenza 1998.
LA COLLEZIONE DARTE del Banco di Napoli a Villa Pignatelli, a cura di N. Spinosa, A. Tecce, Napoli 1998.
F. DIVENTO, Napoli lEuropa e la Compagnia di Ges nella Cronica di Giovan Francesco Araldo, Napoli 1998.
F. IAPPELLI, Il Cappellone di SantIgnazio al Ges Nuovo di Napoli: iconografia e spiritualit, in Napoli Nobilissima, XXVII (n. s.), 1998,
pp. 21-30.
P. LEONE DE CASTRIS, Su Aert Mijtens e la colonia dei pittori fiamminghi a Napoli, Prospettiva, 93-94, 1999, Omaggio a Fiorella Sricchia
Santoro, II, pp. 69-78.
F. S. PERILLO, Famiglie dalmate in terra pugliese: i Radulovich di Polignano in Homo adriaticus. Identit culturale e autocoscienza
attraverso i secoli, Atti del convegno internazionale di studio (Ancona 1993) a cura di N. Falaschini, S. Graciotti e S. Sconocchia, Reggio
Emilia 1998, pp. 271-284.
1999
ARTE RUBATA. Il patrimonio artistico napoletano disperso e ritrovato. Linventario di tutti i furti darte dal 1970 al 1999, Napoli 1999.
G. DE VITO, Il Maestro di Fontanarosa e Geronimo de Magistro, in Ricerche sul 600 napoletano. Saggi e documenti 1998, Napoli 1999,
pp. 23-31.
P. LEONE DE CASTRIS, Museo Nazionale di Capodimonte. Dipinti dal XIII al XVI secolo. Le collezioni borboniche e post-unitarie, Napoli 1999.
E. NAPPI, La chiesa di Santa Maria di Porto Salvo di Napoli, in Ricerche sul 600 napoletano. Saggi e documenti 1998, Napoli 1999, pp.
33-58.
MODELLI di lettura iconografica. Il panorama meridionale, a cura di M. A. Pavone, Napoli 1999.
K. OBERHUBER, Raffaello. Lopera pittorica, Milano 1999.
ROMA E LO STILE CLASSICO di Raffaello. 1515-1527, catalogo della mostra (Mantova-Vienna 1999) a cura di K. Oberhuber, Milano 1999.
SACRE VISIONI. Il patrimonio figurativo nella provincia di Reggio Calabria (XVI-XVIII secolo), catalogo della mostra (Reggio Calabria 19992000), a cura di M. R. Cagliostro, C. Nostro, M. T. Sorrenti, Roma 1999.
L. Spanu, Cagliari nel Seicento, Cagliari 1999.

256

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esperienza. Un totale di 182
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momento del tutto singolare tra

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arte e tecnologia, nella frenesia

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cultura, che ha avuto luogo gioved
27 agosto 2015, in occasione della
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tratta di una nuova pubblicazione
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volumetto della poetessa Fulvia
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C entorne, presidente del C entro


C ulturale u C astarill, il dott. Sante
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fasanese della Societ di Storia
Patria ed il dott. Donato Mancini,
giornalista. La nuova edizione a
cura di Schena editore di Fasano
arricchita con commenti di Giovanni
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prefazione a cura della prof.ssa
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contessa di Polignano a Mare,
nacque nel 1844; fu poetessa e
scrittrice, appassionata e raffinata
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sociali, pubblicava i suoi libri con lo

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incantato, il libro di Fulvia Miani

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gli inizi del 900 inseguito ad una
sua visita alla Selva di Fasano.

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Kapucinski red u Dubrovniku


U povodu 100. obljetnice njihove postojane
nazonosti i djelovanja
Vinicije B. Lupis
Institut drtvenih znanosti Ivo Pilar
Podruni centar Dubrovnik
vinicije.lupis@du.t-com.hr

UDK: 272-789.3 (497.5 Dubrovnik) 15/19


Izvorni znanstveni rad
Primljeno 03/2015.

Saetak
Kapucinski red, kao plod kasnijeg razvoja franjevakog redovnita, na teritoriju Dubrovake Republike nije naiao na plodno tlo, jer
je dravni teritorij ve bio pokriven mreom franjevakih samostana,
organiziranih u posebnoj Dubrovakoj provinciji; isto tako, Republika
nije mogla tolerirati djelovanje reda ije se sjedite nalazi na teritoriju druge drave. Jedini presedan na podruju Dubrovake Republike
bilo je djelovanje Isusovakog reda. Ipak, arhivskim je istraivanjem
utvren pokuaj gradnje kapucinskog samostana u Dubrovniku, u
koji su bili ukljueni ugledni dubrovaki vlastelini i brodovlasnici. Prvi
pokuaj utemeljenja kapucinskog samostana od strane neimenovanih
dubrovakih graana potjee iz godine 1541.; drugi, takoer neuspio,
zabiljeen je godine 1587., ali ovaj put novano potpomognut uglednim imenimaa dubrovakog plemstva i trgovaca.
Dubrovani koji su djelovali meu kapucinima bili su malobrojni, rijetki su oni koji su ostali zabiljeeni u dubrovakoj povijesti. Najistaknutije ime meu kapucinima iz Dubrovnika je Mihovil (Miho)
Arkanel Bodarevi (1654.-1729.). Kapucini su kao misionari djelovali u Dubrovniku tijekom XIX. stoljea. U mjesecu studenome 1875.
u Dubrovniku je osmodnevne puke misije vodio o. Roberto Menini,
rodom Splianin. On je osmodnevnu duhovnu obnovu stavio pod zagovor Gospe Presvetog Srca Isusova. Kao vrstan propovjednik oduevio
je Dubrovane za tu pobonost i predloio im je da na spomen duhovne obnove nabave Gospin kip, to se i zbilo. Danas se taj kip uva
na baroknom oltaru altarista Giuseppea Sardija u franjevakoj crkvi
Male brae u Dubrovniku. Nastojanjem dubrovakog biskupa Josipa
Marelia ocima kapucinima predano je svetite Gospe od Milosra
na Lapadu godine 1913., uz koje se utemeljuje kapucinski samostan.
252

Crkva u svijetu, 50 (2015), br. 2, 252-279

del ab. Ignazio Giorgi con un breve relazione di ci ch accaduto


nella morte di S, Veronica Abbadessa delle Capucine di Citt Castello
con una estesa relazione della vita di Michael Angelo da Ragusa
Generale dei Capucini nonche ub ragguaglio sul viaggio e sullarrivo
in Ancona di M.r Arcivescovo e delle Monache saltavesi dopo terremoto del 1667.; u ovom Crijevievom autografu drugim je rukopisom
dopisano poglavlje: Compendiosa narrazione della vita santamente
condotta dal reverendissimo P. MichaelAngelo da Ragusa, quarantesimo quarto generale deCapuccini, za razliku od Dravnog arhiva u Dubrovniku, gdje je taj rukopis Crijeviev autograf.22 Serafin
Marija Crijevi uvrstio je kapucina Mihovila Anela Bodarevia i u
svoju Prologomena in Sacram Metropolim Ragusinam ad illustrandam
Ragusinae Provinciae Pontificum historiam necessaria, edita a F. S.
M. C. O. P. C. R. Ragusii A. Dni 1744.23 Kapucin Miho/Mihovil Aneo
Bodarevi jedan je u nizu vanih crkvenih prelata koji su tijekom
svog ivota ostali u trajnoj vezi sa svojom domovinom, sve do svoje
smrti u Potenza Picena 28. travnja 1729.24
Miho Bodarevi djelovao je u vrijeme jo jednog uglednog
Dubrovanina po porijeklu, a to je Nikola Franov Radulovi.25 Nikola Radulovi bio je nadbiskup Chietija u Napuljskom Kraljevstvu
kad ga je papa Inocent XII., 14. studenoga 1699., imenovao kardinalom. Postao je tako jedinim kardinalom s podruja Dubrovake
Republike u viestoljetnoj povijesti. Po dolasku vijesti u Grad Vijee umoljenih donijelo je odluku o narodnom slavlju: (...) Die Martis
XXII Decembris 1699. Die dicta a prandio: Prima Pars est de faciendo
signa laetitiae quando et ubi postea dicet(ur) pro Promotione ad Car22

23
24

25

Mijo Brlek, Rukopisi knjinice Male brae u Dubrovniku, sv. I, Zagreb, 1952.,
156-157.
M. Brlek, nav. dj., 1952., 214.
M. a Tugio, Bullarium Ordinis Fratrum Minorum S.P. Francisci Capucinorum, sv.
2, Romae, 1743., 215; Sebastijan Slade, Fasti litterario-ragusini, Venetiis, 1767.,
45-46; Gabriele da Modigliana i Bonaventura da Imola, Leggendario Cappuccio,
ovvero Vite di persone illustri de serafica religione Cappuccina, sv. 6, Venezia
Faenza, 1789., 11-32; ime Ljubi, Dizionario biografico degli uomini illustri
della Dalmazia, Vienna Zara, 1856., 59, 210; Nepoznati autor, Andio Bodar
(Angelo Bosadri), Slovinac, 7, Dubrovnik, 1884., 225-235; Pelegrino da Forli,
Annali dellOrdine dei FF Minori Cappuccini (1633 1725), sv. 4, Milano, 1885.,
289-293; Annales Franciscaines, Paris, 1904., sv. 28, 17-20; Lexicon Capuccinum
Promptuarium historico-bibliographicum Ordinis Fratrum Minorum Capuccinorum
(1525 1950), Romae, 1951., 1118-1119; Stjepan Krasi, priredio, S. M. Crijevi,
Bibliotheca Ragusina, sv. 2 i 3, Zagreb, 1977., 481-486; H. Borak, 250. obljetnica smrti o. Mihaela Anela Boidarevia (17291979), Vjesnik Hrvatske kapucinske provincije, sv. 13, Zagreb, 1979., 550-553.
DAD, Knjinica Ragusina, 18, D. Michele Radulovich, Il sacro garione, Tiskano
kod Pietro Michaeli, Lecce, 1657.

259

Vinicije B. Lupis, Kapucinski red u Dubrovniku

dinalatum Ill.mi et Rev.mi D. Nicolai Radulovich nosti Nationalis (...).


Na sjednici odranoj 5. sijenja 1700. na kneev prijedlog dogovoreno je da se napie pismo, odnosno estitka, koja je bila poslana
poklisaru Republike pri Svetoj Stolici.26
Nikola Radulovi (Dubrovnik 1626. Rim 1702.), koji je zasigurno poznavao Miha Anela Bodarevia, bio je odlian pravnik
i slubenik Rimske kurije, a, prema Ivanu Golubu, spominje se
u krugu vedske kraljice Kristine (1629.-1689.), zajedno sa G. F.
Albanijem (poslije papa Klement XI.), Stjepanom Gradiem i Ivanom
Patriem. Iz tog je kruga nakon kraljiine smrti izrasla Accedemia
degli Arcadi.27 Iz tog konteksta razumljiva je i dubrovaka estitka
kardinalu Nikoli Raduloviu te briga u tekim vremenima obnove
nakon potresa. Miho Aneo Bodarevi nije bio osamljena figura tog
dubrovakog iznimno vanog razdoblja obnove i intenzivne diplomatske borbe za opstanak drave na politikoj sceni.

2. Kapucini

Trebinjsko-mrkanjskoj

biskupiji

U susjednoj Trebinjskoj biskupiji tijekom XVIII. stoljea djelo


vala su dva kapucina. Prvi je fra Frano, lan Jakinske kapucinske provincije, koji je djelovao u Dubravama, isprva kao kapelan
don Mate Ania, a od 1735. kao upnik tijekom dvije godine. upa
Dubrave bila je jedna od etiriju preostalih upa u toj napaenoj
biskupiji. Potkraj 1737. otiao je u Dubrovnik na lijeenje, gdje je
boravio u kui trebinjskog biskupa ika Tudiia (oko 1690. do
15. VI. 1760.).28 Drugi kapucin koji je djelovao u Trebinjskoj biskupiji bio je fra Feliks, takoer lan Jakinske provincije, koji je ispr26

27

28

DAD, Porodice (...), 461-465; Znameniti i zasluni Hrvati te pomena vrijedna


lica u hrvatskoj povijesti od 925. 1925., Zagreb, 225; Ilija Miti, lanovi obitelji Radulovi podanici Dubrovake Republike vlasnici grada Polignano u
Apuliji, Pomorski zbornik, 21, Rijeka, 1983., 559-566; Seraphinus Maria Cerva,
Bibliotheca Ragusina II-III, prvo izdanje priredio i uvod napisao Stjepan Krasi,
JAZU, Zagreb, 1980., 414; Radoslav Tomi, Dubrovanin Nikola Radulovi i
Caravaggio, Dubrovnik, 1, Dubrovnik, 1993., 96-102; Sebastijan Slade, Fasti
litterario Ragusini Dubrovaka knjievna kronika (Reprint, preveo i biljekama
popratio Pavao Knezovi), Zagreb, 2001., 274-275; Pavao Knezovi, Kardinal
Nikola Radulovi spomen na 300. obljetnicu smrti, Hercegovina godinjak za
kulturu i povijesno nasljee, 8/9 (16/17), Mostar, 2002./2003., 133-141.
Pavao Knezovi, Kardinal Nikola Radulovi spomen na 300. obljetnicu smrti,
Hercegovina godinjak za kulturno i povijesno nasljee, 8/9 (16/17), Mostar,
2002./2003., 133-141.
Ratko Peri, Da im spomen ouvamo, Mostar, 2000., 368; Bazilije Pandi,
Trebinjska biskupija u tursko doba, u: Tisuu godina Trebinjske biskupije (priredio Ivica Pulji), Sarajevo, 1988., 111-112.

260

Tanzio da Varallo
La Madonna di Costantinopoli
Floriana Conte

lezza caravaggesca e di estremo manierismo lombardo2 tipica


del pittore alagnese con santa Maria delli angioli, san Bernardino
da Siena, san Francesco dAssisi [], santa Margherita, santa
Chiara e il ritratto di sua moglie Pompa de Matteis: si tratta di
una Madonna dellOdighitria (cio del buon cammino), nel Meridione dItalia prevalentemente denominata Madonna di Costantinopoli (come a Pescocostanzo) o dellIdria/Itria, a
partire dallet moderna e per impulso della lingua ecclesiastica,
come nelle zone pi periferiche del Viceregno: in Puglia diventa
addirittura un toponimo che contrassegna una vasta area confinante con lalto Salento, la Valle dItria.
Il tipo iconografico della Madonna di Costantinopoli popolarissimo e replicato nel Viceregno dal 1603, quando viene
fondato a Napoli il monastero di Santa Maria di Costantinopoli
sul sito di una preesistente cappella omonima; levento contemporaneo al riconoscimento da parte delle autorit cittadine
del culto dellicona, ancora oggi sullaltare maggiore, dopo la
lunga carestia cominciata nel 1593 e culminata in una siccit,
superata grazie a una pioggia arrivata al termine della processione dal Duomo a Santa Maria di Costantinopoli. Licona una
pittura su lastra tufacea di cui si ignora lorigine, ritrovata prodigiosamente dopo una cinquantina danni sotto la cappella che
le era stata costruita agli inizi del Cinquecento. La primazia nel
culto della Madonna di Costantinopoli si deve alle sue qualit
apotropaiche: lOdighitria aveva infatti spesso salvato Costantinopoli da calamit belliche come lassedio dei Turchi del 717.
In unequiparazione dei disastri bellici a quelli naturali, nel 1575
a Napoli non fu difficile ricorrere alla Madonna di Costantinopoli per il timore che lepidemia di peste che stava devastando
i territori lombardi scendesse nel Viceregno. La diffusione dellicona capillare perch a Napoli circolano dal Cinquecento
fino al Settecento inoltrato numerose incisioni che la riproducono; fino allOttocento in aree insulari del Meridione si praticano anche processioni intitolate alla Madonna dellItria.
Liconografia basilare della Madonna di Costantinopoli deriverebbe dalla tradizione orale diffusa in Calabria, Molise,

IL

6 ottobre 1606 Caravaggio si impegna a consegnare entro dicembre dello stesso anno al
ricco mercante e armatore Nicol Radulovic
una grande Madonna di Costantinopoli con
cori di angeli intorno, in basso san Domenico
e san Francesco abbracciati, a destra san Nicola di Bari, a sinistra san Vito; la pala verosimilmente destinata alla chiesa francescana di Santa Maria di Costantinopoli nella citt portuale di
Polignano a Mare (oggi in provincia di Bari), di cui il Radulovic
marchese dal 1604. Non noto se Caravaggio abbia effettivamente consegnato la pala o se, intascata in anticipo la cospicua
somma di duecento ducati, abbia lasciato inevasa la commissione:
il grande pittore lombardo si ferma a Napoli fino alla fine del giugno 1607 e, quando vi rientra dalla Sicilia nel 1609, il marchese
morto. Lassenza di qualsiasi documentazione successiva induce
a credere che la danarosa commissione non sia stata portata a termine; se il dipinto fosse stato eseguito ne avremmo qualche eco
(rilevabile in fonti, copie e derivazioni) considerata la notoriet
di Caravaggio. Comunque siano andate le cose, forse sulla scorta
di incerte notizie al momento circolanti, il barone Tommaso
dAmata nel 1614 potrebbe aver chiesto al giovane pittore lombardo Tanzio da Varallo di realizzare, con le personalizzazioni del
caso e in scala minore, una pala come quella sollecitata a Caravaggio dal marchese di Polignano. Forse per emulare il ricco ma
sfortunato committente del celebre Caravaggio, il barone dAmata
in origine voleva collocare la tela di Tanzio nel capo altare
dellerigenda chiesa pescolana, ugualmente francescana, intitolata
a Ges e Maria di Costantinopoli di cui era deputato: arruolare
Caravaggio difatti era impossibile perch era morto nel 1610, un
anno prima della fondazione del convento. Non noto come e
dove il barone dAmata, produttore e mercante di lana tra Pescocostanzo, Napoli e Roma, sia entrato in contatto con Tanzio: appare fortemente probabile che la commissione sia avvenuta a
Napoli, magari durante qualche trasferta di lavoro.
Tommaso dAmata paga il non modesto onorario di ottantacinque ducati per il capolavoro di mistura bellissima di natura-

42

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Die Caravaggio-Verschwrung

Autorin
Romane

Neapel, September 1609.

Das Haus der Spione

Caterina liebt Riccardo. Riccardo liebt Caterina. So einfach


ist das.

Der jngste Spion der Knigin


Die Caravaggio-Verschwrung

Oder vielmehr: so einfach knnte es sein.

Leseprobe
Bonusmaterial

Wre Caterina nicht die Tochter eines reichen


Gewrzhndlers und Riccardo nicht ein Bursche aus
einfachen Verhltnissen, der das krgliche Brot fr sich,
seine Mutter und die Geschwister mehr schlecht als recht in
einer Taverne verdient. Ihre Liebe ist eine im Heute, deren
Zukunft in den Sternen steht.
Umso mehr, als der Wirt der Taverne Riccardo nach einem
Streit kurzerhand an den Gewinner eines Kartenspiels
verhkert: an Michelangelo Merisi, genannt Caravaggio,
einen berhmt-berchtigten Maler, der keine Moral kennt
und kein Gesetz auer seinem eigenen.
Als auch Caterinas Schicksal unverhofft in andere Bahnen
gelenkt werden soll, flieht sie von zu Hause und schliet
sich den beiden an. Ihr Weg wird sie von Neapel nach Rom

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In dieser ganz besonderen Nacht
Mariposa - Bis der Sommer kommt

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und ber Sizilien bis nach Malta fhren.


Und schon bald mssen Caterina und Riccardo erkennen, dass nicht die buntschillernde Welt eines
begnadeten Knstlers auf sie wartet, sondern Verrat und tdliche Intrigen...
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"Die Caravaggio-Verschwrung ist ein interessantes und zugleich spannendes Buch, das den
Leser schon auf den ersten Seiten fesselt und erst am Schluss wieder loslsst."
Main-Post, Wrzburg
Stand: 14.02.2015

"Besonders gelungen ist bei diesem Roman, dass Nicole C. Vosseler dem berhmten Maler sein
Geheimnis bewahrt und seinen Charakter nicht erklrt. Sie lsst ihn durch seine Kunst sprechen und
fngt so seine Faszination ein."
Eselsohr
"Nicole C. Vosseler macht in diesem Buch das Leben eines berhmten Menschen wieder lebendig.
Sie erzhlt, ohne zu beschnigen, oder Caravaggio etwas von seinem Geheimnis zu nehmen."
Ramona Nicklaus, kielfeder.de.tl

gebunden

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Die CaravaggioVerschwrung

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ISBN: 978-3401060675

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Personenverzeichnis

Das Haus der Spione


Der jngste Spion der Knigin
Die Caravaggio-Verschwrung
Leseprobe

Nach Schaupltzen geordnet, enthlt diese Auflistung die wichtigsten Personen in Caterinas und
Riccardos Welt, z. T. mit kleinen Aussprachehilfen (danke, Melli, fr diese Anregung!); Namen ohne
diese Hilfe werden so gesprochen wie man sie schreibt.
Die Namen historisch verbrgter Personen sind farblich gekennzeichnet.

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In Neapel

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Anna, Caterinas Zofe


Rosangela di Salerno (gesprochen: Ros-andschela), Caterinas Gromutter
Federico di Salerno, Caterinas Vater
Giovanni (gesprochen: Dschowanni), Torwchter des Palazzo Salerno und Annas groe
Liebe
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Sofia Pezza, Riccardos Mutter


Marcella (gesprochen: Martschella), Riccardos jngere Schwester
Stand: 14.02.2015

Salvatore, Mario und Luca, seine jngeren Brder


Giuseppe (gesprochen: Dschuseppe), Wirt der Taverne zum "Bullen"
Michelangelo "Michele" Merisi da Caravaggio (gesprochen: Mi-kelan-dschelo "Mi-kele"
Meri-si da Karawa-dscho), Maler
Niccol Radolovich, Marchese di Polignano (gesprochen: Nikko-lo Radolowitsch,
Markese di Polinjano), ein Auftraggeber Caravaggios und Bewerber um Caterinas Hand
Luigi Carafa, Principe di Stigliano (gesprochen: Lui-dschi Kara-fa, Printschipe di Stiljano),
Adeliger
Constanza Colonna Sforza, Marchesa di Caravaggio (gesprochen: Konstanza Kolonna
Sforza, Markesa di Karawa-dscho), seine Tante

In Rom und auf Sizilien

Ranuccio Tomassoni da Terni (gesprochen: Ra-nutscho Tomaoni), Edelmann von


zweifelhaftem Ruf
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Storia dell'arte nell'Italia


meridionale, Opseg 4
Napisao/la Francesco Abbate

Radolovich

Trai

Stranica 307
... 107 Quagliata, Andrea, 166 Quagliata, Giovan Battista, 165-7 Quagliata,
Giovan Domenico, 166 Quaranta, Mariano, 208 Quevedo, Francisco de, 34,
35
Quinta, Giovanni, 94 Radolovich, Niccolo, marchese di Po- lignano, 4
Raffaello
Sanzio, ...Za ovu stranicu pregled nije mogu. Kupite ovu knjigu.

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Sulle tracce della pittura napoletana in Croazia tra Sei e Settecento


di Mario Alberto Pavone
Due eventi significativi siglano, agli inizi del Seicento, i rapporti tra la produzione figurativa napoletana e la
committenza dalmata. Il primo il pagamento finale a Girolamo Imparato (8 agosto 1606) per una Circoncisione da
parte di Nicol Radulovich, il quale gi nel 1603 aveva versato un acconto di cinquanta ducati attraverso il Banco del
Monte di Piet . Il secondo il pagamento di duecento ducati a favore di Michelangelo Merisi da Caravaggio (6
ottobre 1606) per una Madonna con Bambino in braccio e cinta di un coro dAngeli et di sotto San Domenico e San
Francesco nel mezzo abbracciati insieme, dalla man dritta San Nicol e dalla man manca San Vito , la cui
consegna era prevista per la fine di dicembre. Un dipinto non ritrovato, ma alla cui iconografia possibile risalire in
parte grazie alla tela di Tommaso Fasano, allievo del Giordano, che alla fine del secolo ripropose il tema
dellabbraccio tra i santi nella Madonna del Rosario per la chiesa di Santa Maria Donnaregina a Napoli : una
soluzione che ha avuto seguito nella tela di un seguace del de Matteis, Domenico Guarino, per la chiesa madre di
Laurenzana in Basilicata.
Nicol Radulovich risulta pertanto figura cardine allinterno della rete di rapporti che legano i due pittori citati, pur di
diverso orientamento artistico, alle richieste della committenza dalmata, soprattutto di area domenicana. Infatti, da
una testimonianza riferita dal Prijatelj stato possibile risalire anche ad unaltra tela, contraddistinta dal riferimento
allIHS, gi sullaltare maggiore della chiesa dei padri domenicani di Ragusa, che risultava firmata dallImparato e
datata 1606 : unopera commissionata nel 1605 dal nobile Michele Balabanni Sorgo di Ragusa, che era costata
mille zecchini. La tela non ci pervenuta in quanto, ridotta in brandelli dalle milizie di Napoleone e rimasta
abbandonata nel soffitto del convento, non stata pi ritrovata. Questultima commissione dovette avere certamente
quale tramite il Radulovich, divenuto il principale riferimento, data la sua frequentazione dei maggiori protagonisti della
pittura nellarea napoletana.
Nicol, figlio di Francesco Radulovich ricco mercante e amatore di Lopud , si trasfer agli inizi degli anni ottanta del
Cinquecento a Napoli, dove rimase fino alla morte nel 1608. Da una lettera del rappresentante a Napoli della corte di
Mantova al segretario di Vincenzo Gonzaga emersa la conferma delle sue notevoli possibilit finanziarie, legate al
possesso di tre navi e al commercio del sale e dellolio
Nel 1604 il Radulovich acquist il feudo di Polignano, acquisendo il titolo di marchese. A tale data risale linserimento
dello stemma di famiglia allinterno del chiostro grande del complesso conventuale dei Minori Osservanti (divulgatori
dellIHS propagandato gi dal Quattrocento da San Bernardino da Siena) . La particolare circostanza che vede un
dipinto dellImparato raffigurante il Nome di Ges, gi sullaltare della chiesa domenicana di Ragusa, e la
commissione a Caravaggio di una tela che allude alla conciliazione tra lordine domenicano e quello francescano
(dopo la lunga contrapposizione in merito al tema della Vergine Immacolata) sembra consentire lipotesi di unazione
promozionale svolta dal Radulovich a favore degli Osservanti, proprio nel giro di anni intorno al 1606. Rimane il
problema della scelta stilistica, che se nel caso dellImparato poggia su una lunga consuetudine di rapporti con i pittori
dellarea tardomanieristica durante il ventennio di presenza a Napoli (come confermato anche dalla Madonna di
Costantinopoli dellHovic ) , nel caso della tela del Caravaggio rivela una preferenza alternativa di indubbia
modernit, tanto pi che il suo esempio verr seguito, a breve distanza di tempo, dai responsabili del Pio Monte della
Misericordia
Pur senza aver la possibilit di recuperare elementi validi ad una lettura dellopera dellImparato, celebrativa dellIHS,
la sua collocazione cronologica consente sia di porla in relazione alla citata Circoncisione , che con molta probabilit
potr essere identificata con la tela attualmente presso la Galleria di Palazzo Zevallos a Napoli
, sia con i dipinti
realizzati nel medesimo giro di anni. Infatti lopera viene a collocarsi da un lato con lAssunzione della Vergine per il
soffitto di Santa Maria la Nova (1603), lAllegoria dei Sacramenti di SantElia a Pianisi, la Nativit dellAnnunziata di
Piedimonte Matese, lImmacolata di San Raffaele a Vibo Valentia e dallaltro con la Trinit terrestre (San Giuseppe dei
Ruffi), e con il Martirio di San Pietro da Verona (Napoli, chiesa di San Pietro Martire, 1607)
Considerando gli esiti della Circoncisione, dove il pittore adotta uninsolita centralit che accomuna la struttura

12.12.2015.14:37

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2of23

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architettonica sullo sfondo e laltare in primo piano con il Cristo bambino, memore di esiti del primo Cinquecento
risalenti a Giovan Filippo Criscuolo, abbiamo un chiaro riscontro della produzione finale dellartista, che consolida in
una formula organica e compatta le precedenti inclinazioni volte a conciliare le tendenze fiamminghe di Teodoro
dErrico con la maniera tenera del Barocci, pur mantenendo viva lattenzione al risalto cromatico dei particolari
decorativi.
Con il balzo conseguente alla successiva commissione al Caravaggio, appena giunto a Napoli
e prontamente
sostenuto dallambizione collezionistica del Radulovich, la scelta in direzione del naturalismo viene a porsi in linea
con la svolta operata da parte di quel gruppo di pittori attivi a Napoli, che rimarranno segnati dal caravaggismo.
Se le figure maggiormente accreditate del panorama napoletano tenderanno a fronteggiare il fenomeno attraverso
abili manipolazioni del linguaggio, rivolte ad un incupimento delle forme (come il Forli, il Santafede, il Curia e il
Borghese)
, un interesse crescente o meglio una linea operativa si registra attraverso le nuove generazioni, a
partire da Carlo Sellitto
, Battistello e Vitale, che avranno influenza sulla formazione di Massimo Stanzione, Andrea
Vaccaro e del Ribera.
La lezione caravaggesca ebbe modo di incidere profondamente in ambito napoletano attraverso le esperienze che ne
avevano decretato il successo a partire dal 1607: in un primo tempo con la tela raffigurante le Sette Opere di
Misericordia per il Pio Monte della Misericordia, la Salom con la testa del Battista (Madrid, Palazzo Reale) la
Crocifissione di SantAndrea per il Vicer, conte di Benavente (Cleveland, Museum of Art), la Flagellazione per
Tommaso De Franchis (poi trasferita in San Domenico Maggiore) e quella del Museo di Rouen, la Madonna del
Rosario (Vienna, Kunsthistoriches Museum), oltre che con le tre tele per la cappella Fenaroli (gi in SantAnna dei
Lombardi), la Resurrezione, il San Giovanni Battista, e il San Francesco che riceve le stimmate; e in un secondo
momento, tra il 1609/10, con dipinti ancor pi segnati da una cruda incisivit, quali il Davide e Golia (Roma, Galleria
Borghese) e il Martirio di SantOrsola (Napoli, Palazzo Zevallos).
Riguardo poi alla continuit dei rapporti dei pittori napoletani va considerata anche la funzione avuta dal console
raguseo a Napoli, Vincenzo Bune (anchegli nativo di Lopud e appartenente al ceto mercantile come i Radulovich), la
cui presenza nella capitale del Viceregno documentata dal 1607 al 1612
La memoria caravaggesca, ritenuta agli inizi del secolo fonte imprescindibile di riferimento, al punto da sollecitare
integrazioni persino in ambito tardomanieristico, venne considerata dalle generazioni successive quale formula da
adeguare a pi moderne istanze, sulla scorta delle nuove suggestioni prodotte a seguito della nuova ondata di pittori
fiamminghi giunti in Italia (Rubens, Van Dyck).
Un caso emblematico rappresentato da Antonio De Bellis, che il De Dominici colloca tra i discepoli dello Stanzione,
segnalando la forte suggestione esercitata su di lui da un dipinto del Guercino, noto a Napoli (Resurrezione di
Lazzaro, Parigi, Louvre)
: unendo il dolce colorito di Massimo, al forte del Guercino, ed imitando il gran
chiaroscuro di quello, ne compose la sua maniera, la quale robusta, e bene intesa di lumi, e dombre
Il pittore, la cui attivit si colloca tra la met degli anni trenta e la seconda met degli anni cinquanta, con un percorso
che si svolge in stretto parallelo con quello di Bernardo Cavallino, riemerso di recente allattenzione degli studi,
consentendo di approfondire il rapporto sviluppato con il Ribera, il Maestro degli Annunci ai pastori e soprattutto con
Francesco Guarini da Solofra. Tali riferimenti andranno integrati anche in relazione alle opere di Giovanni Ricca
e
di Andrea Vaccaro, come risulta dal confronto con la tela di questultimo realizzata per laltare maggiore della chiesa di
Santa Maria del Pianto (1660)
, che consente uno stringente confronto con la Madonna del Rosario di Santa
Maria di Portosalvo del De Bellis
, per la parte relativa al gruppo di anime del Purgatorio.
Nel suo percorso artistico il De Bellis, dopo aver messo a frutto la formazione naturalistica, nutrita anche di riferimenti
a Battistello Caracciolo, specie per i sondaggi condotti in penombra e allusivi alla profondit spaziale, ebbe modo di
testimoniare ladesione alle scelte del Cavallino, non disgiunte dai riferimenti al Grechetto, come risulta evidente dal
Ritrovamento di Mos (Londra, National Gallery), dalla coppia di dipinti di collezione dAvalos (Napoli, Museo di
Capodimonte)
e dalla serie di tele, ora in collezione privata, con tematiche relative al Vecchio Testamento (Mos
fa scaturire lacqua
, Ebbrezza di No
, Lot e le figlie
, Trionfo di Davide
, Sansone e Dalila
), ad
episodi della vita di Cristo (Riposo durante la fuga in Egitto
Cristo e la Samaritana
, il Buon Samaritano
)
e dei Santi (San Giovanni Evangelista
Santa Caterina dAlessandria
, Santa Dorotea
), oltre che a
soggetti mitologici (Apollo e Marsia
).

12.12.2015.14:37

Galerija Klovievi dvori


16. travnja 2. kolovoza 2015.

Sveto i
profano
slikarstvo
talijanskog
baroka u
Hrvatskoj
Impresum
izlobe

Produkcija izlobe
Galerija Klovievi dvori
Suorganizator izlobe
Hrvatski restauratorski zavod
Autor izlobe
Radoslav Tomi
Struna suradnica
Vinja Brali
Kustosica izlobe
Danijela Markovi
Postav izlobe
Radoslav Tomi
Danijela Markovi
Vizualni identitet
Igor Kuduz D72
Tehnika realizacija
Dragutin Matas
Davor Markoti
Tomislav Antoli
Damir Babi
Vinko Soldan
Tomo etek
Edukativni programi
Liljana Velkovski
Monika Megli
Marketing
Antonio Picukari
Odnosi s javnou
Gordana Brali
Transport izlobe
Galerija Klovievi dvori
Osiguranje izlobe
Croatia osiguranje d.d

Galerija Klovievi dvori


srdano zahvaljuje svima koji
su velikodunom posudbom
dragocjenih umjetnikih djela
omoguili ostvarivanje ove izlobe
Benediktinski samostan i crkva
sv. Nikole, Trogir
Biskupsko sjemenite,
Dubrovnik
Crkva sv. Duha, Split
Crkva sv. Eustahija, Dobrota
Crkva sv. Marije, Kotor
Crkva sv. Servula, Buje
Crkva Uznesenja Blaene
Djevice Marije, Veli Loinj
Dubrovaka biskupija
Dubrovaki muzeji Kulturnopovijesni muzej (Kneev dvor)
Dubrovaki muzeji Pomorski
muzej
Drutvo prijatelja dubrovake
starine, Dubrovnik
Franjevaki samostan sv. Frane,
ibenik
Franjevaki samostan sv. Lovre,
ibenik
Franjevaki samostan
Presvetog Trojstva, Petrievac,
Banja Luka
Galerija umjetnina, Split
Grad Vodnjan
Hrvatska akademija znanosti i
umjetnosti Kabinet grafike
Hrvatska akademija znanosti i
umjetnosti Strossmayerova
galerija starih majstora
Jasna Lasi, Dubrovnik
Josip Ucovi, Dubrovnik
Katedrala Gospe Velike,
Dubrovnik
Katedrala sv. Gaudencija, Osor
Katedrala sv. Kvirina, Krk
Katedrala sv. Lovre, Trogir
Katedrala Uznesenja Blaene
Djevice Marije, Split
Kotorska biskupija
Krka biskupija
Luka Cicarelli, Split

Maroje Bijeli, Dubrovnik


Mateo Prni, Potomje na
Peljecu
Muzej grada Splita, Split
Muzej Mimara, Zagreb
Muzej suvremene umjetnosti,
Zagreb
Narodni muzej Zadar, Galerija
umjetnina, Zadar
Pomorski i povijesni muzej
Hrvatskog primorja, Rijeka
Radovan Slade-ilovi, Trogir
Samostan sv. Dominika,
Dubrovnik
Stalna izloba crkvene
umjetnosti, Zadar
Splitsko-makarska
nadbiskupija
Rezidencija Drube Isusove,
isusovaki samostan sv.
Ignacija, Dubrovnik
Vladimir Markovi, Zagreb
Zadarska nadbiskupija
Zaviajni muzej grada Rovinja,
Rovinj
upna crkva, Pranj
upna crkva Gospe od
Blagovijesti, Milna, o. Bra
upna crkva sv. Jurja i
Eufemije, Rovinj
upna crkva sv. Katarine
Aleksandrijske, Novalja, o. Pag
upna crkva sv. Kuzme i
Damjana, Lastovo
upna crkva sv. Mihovila
Arkanela, Omi
upna crkva Roenja Blaene
Djevice Marije, Silba
upna crkva Roenja Blaene
Djevice Marije, Zavrje
upna crkva sv. Roka, Jesenice
upna crkva Uznesenja
Blaene Djevice Marije,
Splitska, o. Bra

Maraka (Marche) i Rima, u prvom redu iz Napulja, glavnoga grada Napuljskoga kraljevstva pod panjolskim vladarima. Vane narudbe i vrste veze uspostavljene su na samom poetku 17. stoljea i
trajale su do ranoga 19. stoljea jer je i klasicistiki slikar Carmelo Reggio doao u Dubrovnik sa Sicilije. Jednako je vano da su napuljski slikari u naoj sredini ostavili ne samo, relativno brojna, nego i
umjetniki vrijedna djela. Naa poetnika nesnalaenja oko njihovih autora posve su razumljiva jer
je napuljsko slikarstvo 17. i 18. stoljea sve donedavo u povijesti umjetnosti openito bilo konfuzno,
s brojnim nejasnoama i nepoznanicama pa je metaforino ocrtano kao lava iz Vezuva to sve pokriva i
ujednaava, ispod koje se postupno, strpljivim radom definiraju pojedinane linosti i pravci stilskih kretanja
od Caravaggiova i Riberina naturalizma do visokog baroka i klasicizma 18. stoljea.56
Prva, za sada poznata i dokumentima potvrena narudba bila je pala Imena Isusova (Obrezanje Krista) na glavnom oltaru u dominikanskoj crkvi kod Girolama Imparata. Na njoj su, oko sredinje teme
bili i prizori iz Kristova ivota te je prema svjedoenju oevidaca imala i slikarov potpis iz 1606.
godine (A. 1606 FACIEBAT HIERONYMUS IMPERATUS), a naruio ju je Miho Stjepov Balabani Sorgo
Sorkoevi za 1000 cekina.57
Dokument o isplati to ga je publicirao Giambattista DAddosio davne 1919. godine pohranjen u
Banco dello Spirito Santo u Napulju (ASBN, Banco dello Spirito Santo, giornale copiapolizze, matr.
43) i datiran 8. kolovoza 1606., kazuje da je sliku s prikazom Obrezanja Krista isplatio Nikola Radulovi.58 Spomen imena Nikole Radulovia, i nepoznavanje historijata dubrovake slike, odveli su
talijanske istraivae do zakljuka da slika nije isporuena u Dubrovnik pa su je stoga poistovjetili
s palom Obrezanja to se uva u Napulju (Museo di Capodimonte; kolekcija Banco di Napoli). Danas
se misli da je napuljska slika (230 x 150 cm) replika dubrovake unitene pale.59 Kako razumjeti da
je sliku Obrezanja isplaivao Nikola Radulovi? Je li on bio posrednik izmeu dubrovakoga naruitelja Miha Sorga i slikara Imparata, ili se moda moe pretpostaviti da je Imparato izradio dvije
slike iste tema za dvojicu Dubrovana: jedna je od 1606. do Napoleonovih ratova stajala na glavnom
oltaru dubrovake dominikanske crkve, a druga je ona to se danas uva u Museo di Capodimonte?

56 Rosenberg, 2009., 28.


57 O slici je 1958. Kruno Prijatelj
zabiljeio sljedee: U dominikanskoj
crkvi nalazila se dugo vremena na
glavnom oltaru oltarska pala Imena
Isusova, djelo napuljskog slikara
Gerolama Imparata (1573.1621.).
Oteena od francuskih vojnika, ta je
slika bila kasnije uklonjena i danas se
uva u samostanu u potpuno ruevnom
stanju, tako da se jedino mogu nazrijeti
na platnu njeni blijedi tragovi. Vide se
na njoj samo izblijedjeli ostaci ljubiaste
i ruiaste boje, karakteristine za
Imparata, na centralnom polju na kome
se nalazio Kristov lik. Neto su vidljivije
malene ivahne scene iz Kristova
ivota, koje su se nizale u baroknim
slikanim okvirima oko sredinje
kompozicije platna. Na slici se nalazi i

slikarova signatura: A. 1606 FACIEBAT


HIERONYMUS IMPERATUS. Da je
slika Imparatovo djelo govori nam i
biljeka u jednom rukopisu bez naslova
iz XVIII st. u samostanskoj biblioteci,
koja glasi: V laltare del Nome di
Dio di scarpello ben lavorato, con un
bellisimo quadro dipinto a Napoli
che cost pi di mille zecchini, fatto
lanno 1605, dal signor Michele di
Stefano Balabanni Sorgo ben dotato
sopra li monti di Napoli. Usp.
Prijatelj, 1958.a, 270 /270-272. Vidi i
Prijatelj, u: Horvat-Mateji-Prijatelj,
1982., 831. Potpis je vidio o. Antonin
Zaninovi. Vidi i de Vito, 1982.a, 46,
biljeka 2.

58 A Nicol Radolovich ducati


quarantasette tari 1 grana 5 et per
lui a Geronimo Imperato dissero a
compimento de ducati cento venti che se
li pagano per lo prezzo di una cona della
Circoncisione del Signore che li ha fatto
et consignato, atteso che li altri have
avuti cio ducati cinquanta nel mese di
ottobre 1603 per lo Banco de lo Monte
de Piet et ducati 22.3.11 in tanto panno
di Londra che li ha fatto dare da Carlo
de Gennaro, tal che resta sodisfatto et
pagato con sua firma, a lui contanti.
Usp. DAddosio, 1919., 394; De Mieri,
2009., 355.
59 De Mieri, 2009., 241-244, 310-311,
kat. jed. 53.

31
Radoslav
Tomi

128
Sakralne
teme
Katalog

Analizu slika i verifikaciju arhivskih podataka


proveo je Kruno Prijatelj 1960. godine. Iscrpno
je opisao njihov sadraj (jedna slika prikazuje starozavjetnu, a tri novozavjetne teme), te
upozorio na formalne i stilske osobine. Nizom
usporedbi s Padovaninovim slikama dodatno
je argumentirao i potvrdio autorstvo, ali je
upozorio i na stilske odlike njegove umjetnosti
u Veneciji ranoga 17. stoljea. Ocjenjujui da je
rije o eklektinoj sintezi, Prijatelj je naglasio
primaran utjecaj Tiziana, u koloritu odjeke Veronesea, a u nekim rjeenjima reminescencije
na ranog Tintoretta, emu je dodao i bliske
dodire sa slikarstvom Palme Mlaega. Meu
brojnim Padovaninovim djelima uzeo je u razmatranje kao usporedbe Juditu (Gemldegallerie, Dresden), Kalistu s nimfama (Accademia di
San Luca, Rim), Alegoriju Ispraznosti (Galleria
Pallaviccini-Rospigliosi, Rim), Astronomiju
(Biblioteca Marciana, Venecija). Nakon to je
1988. godine Ugo Ruggeri monografski predstavio slikara donosei opseni katalog djela,
mogue je tim usporedbama dodati i cijeli niz
drugih slika. Iz te mnoine Padovaninovih djela s obnaenim likovima ena i mukaraca to
se pokazuju gledateljima na slikama mitoloke
tematike, mnoge pojedinosti i brojna rjeenja
podsjeaju na dubrovake radove, koje u vrtlonim kompozicijama s mnotvom aktova na
izduenim platnima, iako religiozne tematike,
podsjeaju na takva djela koja su bila namijenjena za svjetovne naruitelje, kolekcionare
i njihove zbirke. Ne smije se smetnuti s uma
da su upravo takvi pojedinci, od raznih vladara, prineva i plemia do obogaenih graana
tijekom 17. stoljea traili i eljeli i naruivali
slike koje podsjeaju na slavna djela renesansnih majstora.
Padovanino je autor i oltarne pale Bogorodica s Djetetom na prijestolju sa sv. Ambrozom i sv.
Nikolom u crkvi sv. Duha na otoku Hvaru. Na
njoj je i potpis: ALEXANDER VAROTARIVS/PATAVINVS/F, a u kompoziciji ukazuje na slikarovu ovisnost o Tizianu jer je raspored likova
proiziao iz glasovite Pale Pesaro. Iz kasnijega
slikarova razdoblja potjee oltarna pala Bogorodica s Djetetom na prijestolju sa sv. Vidom i sv.

Blaom (Polignano/Bari, S. Antonio) koju je naruio Dubrovanin Marin Radolovi o emu


svjedoi i obiteljski grb na dnu slike.
Padovaninove slike kasno su postavljene na
zidove svetita u katedrali. Tijekom ureenja
crkvene unutranjosti 1867. zapoeli su radovi
i u svetitu za ije je ureenje trokovnik zidarskih, dekoraterskih i slikarskih radova sastavio slikar Zebedeo Piccino, prema ijem je
planu poslove izvodio Andrija Perii, koji je u
suradnji s Piccinom napravio tuko okvire na
bonim zidovima za etiri Padovaninove slike. Tom je prigodom Piccino oistio Tizianov
poliptih i Padovaninova platna (Vien, 2014.,
452).
Sliku je restauratirao Zebedeo Piccino 1867. te
slovenski slikar Matej Sternen 1926. godine.
Radoslav Tomi

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Pellegrino Antonio Orlandi,
Abecedario pittorico del M.R.P.
Pellegrino Antonio Orlandi
bolognese contenente le notizie
de professori di pittura, scultura
ed architettura in questa edizione
corretto e notabilmente di nuove
notizie accresciuto da Pietro
Guarineti, Venezia: Giambatista
Pasquali, 1753.

355
Bibliograja
Katalog

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oteenih slika iz Dalmatinske zagore,
Split 1998. (katalog izlobe).
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biskupa, Povijesno-umjetniki
prilozi obiljeavanju petstote
obljetnice Crkve Majke Milosra
u Bujama / Contributi storicoartistici per il quinto centenario
della Chiesa della Madre della
Misericordia di Buie, Zbornik
meunarodnog znanstvenog skupa
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Bullearum, I, Buje, (1999.a), 107-110.
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Radoslav Tomi, Giovanni
Lanfranco (15821647), SS.
Cosmas and Damian, u: The
Croats-Christianity, Culture, Art
(ur. Vladimir Markovi i Anelko
Badurina), Zagreb-Vatikan, 1999.d,
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Radoslav Tomi, Slika Nevjerni
Toma u ari, u: Zbornik ara, ara,
1999.e, 124-135.
Radoslav Tomi, Slika Sv. Nikola
Pietra Antonija Novellija u Kotoru,
Adrias 8-9-10, (1998.2000.), 159-166.
Radoslav Tomi, Umjetnika
batina od 15. do 20. stoljea, u:
Opina Dugi Rat, Dugi Rat, 2000.,
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Radoslav Tomi, Pietro della


Vecchia in Dalmazia, Paragone 621,
(2001.), 54-59.
Radoslav Tomi, Pietro della
Vecchia u Dalmaciji, Anali 40,
(2002.a), 215-225.
Radoslav Tomi, Splitska slikarska
batina, Zagreb, 2002.b
Radoslav Tomi, Slikar Giovanni
Battista Augusti Pitteri u Dalmaciji,
Zagreb, 2002.c
Radoslav Tomi, Oltarna pala
Jacopa Marieschija u Dobroti,
Peristil 45, (2002.d), 134-140.
Radoslav Tomi, Giovanni
Lanfranco sullisola di Lagosta,
Paragone, anno LIV-n.641, terza
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Radoslav Tomi, Giovanni
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umjetnosti, Zagreb, 2004.a, 227-234.
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Litterinija u Dalmaciji, Peristil 47,
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Lazzarinija u Zadru, Radovi Instituta
za povijest umjetnosti 28, (2004.c),
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Radoslav Tomi, Dopune slikarstvu
u Dalmaciji (Baldassare DAnna,
Antonio Bellucci, Antonio
Grapinelli, Giovanni Battista
Augusti Pitteri, Giovanni Carlo
Bevilacqua), Radovi Instituta za
povijest umjetnosti 29, Zagreb,
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Radoslav Tomi, O nekoliko
najvrednijih renesansnih i
baroknih slika na otoku Koruli,
u: 700 godina Korulanske biskupije,
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Radoslav Tomi, Slike XVII. i XVIII.
stoljea u franjevakom samosatnu
u Makarskoj, Kai 36-38, (2004.
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batina Omia, u: Omi i Poljica,
Zagreb, 2006.b, 248-252.

Radoslav Tomi, Slikar Filippo


Naldi, Radovi Instituta za povijest
umjetnosti 30, (2006.c), 163-183.
Radoslav Tomi, Slikar Carlo
Maratta-dalmatinsko podrijetlo
i odjeci u Dubrovniku, Peristil 49,
(2006.d), 77-84.
Radoslav Tomi, O slikama u crkvi
Gospe od Karmena u Dubrovniku,
u: AA. VV. Restaurirane slike iz crkve
Gospe od Karmena u Dubrovniku (ur.
Neda Kuzek), Zagreb, 2007., 8.
Radoslav Tomi, La pittura in
Dalmazia e in Istria intorno al 1700:
i protagonisti e le loro opere, Saggi
e Memorie di storia dellarte 30 za
2006., (2008.), 305-315.
Radoslav Tomi, Biljeka o slici
Bitka pod Sinjem 1715. godine u
Omiu, Omiki ljetopis 5, (2009.a.),
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Radoslav Tomi, Slikar umjetnike
dijaspore, Vijenac 398, (2009.b.), 24.
Radoslav Tomi, Lujo Gueti
i Nikola Radolovi dubrovaki
naruitelji Tizianovih i
Caravaggiovih slika, u: Umjetnost
i naruitelji, Zbornik Dan Cvita
Fiskovia III (ur. Jasenka Gudelj),
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novi podaci i zapaanja o njegovim
slikama u Dubrovniku, Radovi
Instituta za povijest umjetnosti 35,
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Radoslav Tomi, Slikar Filippo
Naldi (II), Art adriatica 2, (2012.a),
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Radoslav Tomi, Costantino Cedini
a Dobroti nelle Bocche di Cattaro,
AFAT 31, (2012.b), 299-302.
Radoslav Tomi, Nuovi dipinti e
alcuni spunti per Matteo Ponzone,
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Radovi Instituta za povijest umjetnosti
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363
Bibliograja
Katalog

Index

Philip III of Spain, 81, 87


Philip IV of Spain, 82
Piazza, Camillo, minister of the Holy
Office, 101, 11014, 118
Pignatelli, aristocratic family, 29, 88,
91
Pinto, Luis Freitas, 95
Pinto, Emanuele, Prince of Ischitella,
956
Ponce de Len, Rodrigo, Duke of
Arcos, viceroy, 8990
Pontano, Giovanni, 15
Pius V, pope, 534, 56, 689, 115
Portuguese Inquisition, see
Inquisition, Portugal
Radulovich, Marino, 88
Raguante, Beatrice, 756
Raguante, Cesare, 141
Raguante, Diana, 67, 70
Raguante, Isabella, 69
Raguante, Laudomia, 67, 134
Raguante, Laura, 756
Raguante, Violante, 67, 72, 141, 146
Raguantes, Rafael, 23, 133
Rebiba, Scipione, vicar of Neapolitan
curia, cardinal, 32, 67, 74, 14650
Ricondotta, 43
Ruiz, Brianda, 28
San Carlo alle Mortelle (church), 104
San Cesario (Lecce), 88, 90, 103,
Sanchez, Alfonso sr., 4, 235, 28, 56,
removal of tomb by viceroy, 77
Sanchez, Alfonso jr., 267, 778
Sanchez, Alfonso III, 78
Sanchez, Antonio, 78
Sanchez, Gabriele, cappellano
maggiore, 78
Sanchez, Giovanni, 78
Sanchez, Giulio, 77
Sanchez, Luigi, 77
San Donato (Lecce), 88, 90, 103
San Lorenzo (church), 92
Sanseverino, Ferrante, Prince of
Salerno, 32
Sanseverino, Pietro Antonio, Prince of
Bisignano, 26

Santa Caterina Spina Corona (church),


29
Santoro, Giulio Antonio, vicar of the
Neapolitan curia, cardinal, 47,
57
Savelli, Giacomo, cardinal, 412, 756,
15060
seggi, Naples, 24, 31, 72, 85, 95, 99,
11314,
Silingardo, Gaspare, vicar of the
Neapolitan curia, 73, 15051
Sirago, Maria, 94
Slavs, Apulia, 878, 108
Sommaria, 234, 73, 89, 90, 97
Sousa, Benedetto, 103
Sousa, Isabella, 1034
Spanish Inquisition, see Inquisition,
Spain
Spinola, Giulio, apostolic nunzio in
Naples, 105
Suarez Coronel, Antonio, 92, 93,
1079
Suarez Coronel, Enrique, 10910
Tamburelli, Felice, minister of the
Holy Office, 1045
Tasso, Paolo, 6068, 70, 72
Tllez-Girn y della Cueva, Pedro,
Duke of Osuna, viceroy 158286,
77
Tllez-Girn, Pedro, Duke of Osuna,
viceroy 161620, 85, 87, 98, 102
Teixera, Fiorenza, 102
Theatine order, 30, 66, 103
Tizzano, Lorenzo, 29
torture, use by inquisitors, 42, 523,
635, 678, 72, 75, 114
Ulloa, Tommaso, 111
Usque, Samuel, 18, 40
Vaaz, Alvaro, 109
Vaaz, Anna, 103
Vaaz, Benedetto, 90, 109
Vaaz, Benedetto di Giorgio, 912,
1035, 107, 109
Vaaz, Benedetto Maria, 116
Vaaz, Bento, 83

10.1057/9781137295156 - The New Christians of Spanish Naples 1528-1671, Peter Mazur

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196

FOLIA ONOMASTICA CROATICA 20 (2011)


UDK 811.163.42373.21(Popovo)
Izvorni znanstveni lanak
Rukopis primljen 25. II. 2012.
Prihvaen za tisak 16. IV. 2012.

DOMAGOJ VIDOVI
Institut za hrvatski jezik i jezikoslovlje
Ulica Republike Austrije 16, HR-10000 Zagreb
dvidovic@ihjj.hr

TOPONIMIJA SELA ZAVALA, GOLUBINAC,


BELENII I KIJEV DO U POPOVU
U radu se, na temelju terenskoga i arhivskoga istraivanja, obrauje oko 500
toponimskih razlinica sela Zavala, Golubinac, Belenii i Kijev Do smjetenih u jugoistonome dijelu Popova oko srednjovjekovnoga Popovskoga grada.
U prvome se dijelu rada obraeno podruje smjeta u zemljopisni i povijesni
kontekst. U drugome se dijelu rada iznose demografski podatci s obzirom na
to da je navedeno podruje bilo izloeno velikim migracijama te promjenama
u narodnosnome i vjerskome sastavu stanovnitva. U treemu se dijelu rada
autor osvre na bitne jezine znaajke mjesnih govora, poglavito one koje bi
mogle pridonijeti rekonstrukciji njihove predmigracijske slike, a u etvrtome
se tumae mjesni ojkonimi i opisuju pojedina naselja. U petome se, sredinjemu
dijelu rada opirno razrauje mjesna toponimija.

1. Uvod
Popovo, podruje u neposrednome dubrovakom zaleu (locus in retroterra
Ragusii), sa sjeverne je strane zatvoreno visokim vapnenakim masivom, kroz
Popovsko polje protjee rijeka Trebinjica zbog ijega je plavljenja sve do najnovijih vremena prijelaz sa sjevera na jug bio nemogu i do est mjeseci, a s juga
ga zatvara povijesna granica Dubrovake Republike i Osmanlijskoga Carstva,
tj. dananja hrvatsko-bosanskohercegovaka granica, koja neprirodno razdvaja
juni dio Popova od susjednoga Dubrovakog primorja. Popovo se dijeli na vie
prirodnih i povijesnih cjelina. Izdvajaju se dva temeljna prirodna potpodruja:
Donje polje (obuhvaa podruje od Zablatka kod Hutova na zapadu do Ravna i
Koteke vale na istoku; sjeverna je granica Hrasno, a juna hrvatsko-bosanskohercegovaka dravna granica) i Gornje polje (istono od Donjega polja; istona
je granica Lug, sjeverna Ljubinje, a juna meudravna granica). U povijesnim
se vrelima upa Popovo spominje u 12. st. kao jedna od devet srednjovjekovnih
humskih upa (ii 1928: 327). Podruje popovske upe obuhvaalo je znatno vei
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Domagoj Vidovi: Toponimija sela Zavala, Golubinac, Belenii i Kijev Do u Popovu


FOC 20 (2011), 207248

vii, Pajii, Puljii, Vulievii i Botice22 (usp. Kriste 1999: 225226). U Podgori u
Dubrovakome primorju spominje se od 1736. etniko prezime Kijevac (Golui
1991: 180). Sudei po toponimiji, Kijev Do su nastanjivali jo i Jozii te Butori23.
Selo su 1813. tijekom Rusko-francuskoga rata opustoile srpske i crnogorske postrojbe, a 1918. crnogorski komiti. Kijevski Hrvati izrazito su stradali i u Drugome
svjetskom ratu kad su etnici ubijali ak i Srpkinje udane za Hrvate (usp. Pulji-Vukorep-Bender 2001: 426428), a u selu su u studenome 1991. pripadnici srpskih
snaga ubili osam staraca. Selo se esto naziva i Kjevo. Ojkonim se dovodi u svezu
s apelativom kij eki (usp. Sk 2: 78). Zanimljivo je i to da se nekoliko kilometara zapadno od sela nalazi oronim Bat. Toponimi motivirani apelativom kij veoma
su esti na trebinjskome podruju. Samo u Povri zabiljeeni su mikrotoponimi
Kijev do i Kijevtak u Ljubovu, Kijevi dolu u Mrnjiima te Kijev do i Kijevtice u
Bobovitima (Puji 2003: 168). Selo ima zajedniko groblje s crkvom sa susjednim
selom Belenii, ali je mogue da se neko na podruju Kijeva Dola nalazila i crkva
sv. Martina. Naime, u selu je zabiljeen toponim Mratna dolina te svi kijevski katolici kao obiteljskoga zatitnika imaju upravo svetoga Martina.

4.4. Zavala
Selo se Zavala (aualla) u povijesnim vrelima spominje od 1362. Dokument
spominje Boitka (Bositchum) i Bogdana Pribiia (Bogdanum Pribissich) te Pribinu Gojkovia (Pribignam Goycouich24; DAD 1/43). U dokumentima se iz 15. st.
u selu spominju i Bogdanovii. Puka etimologija ime sela dovodi u svezu s poloajem sela za popovskom valom, no odrazi su srednjovjekovnoga mletakog
apelativa vala, koji odgovara hrvatskim apelativima do, prodol(ina), uvala, pa
ak i polje, a koji je prenesen iz obalne toponimije, razmjerno kasno potvren u
istonoj Hercegovini, pa je ojkonim uputnije izvoditi od apelativa zavala udolina
omeena visokim uzvisinama jer on veoma dobro opisuje poloaj sela smjetenoga izmeu brda Ostroga i Klisure. Zavala je popovsko selo s najobilnijim izvorima
ive vode. U Popovskom polju tako nahodimo vrela Bovan i Pokrivenik, a u brdu
su ive vode Bitomilje, Crnjava, Bjeluica, Orlica i Pitet. Lokva Zakrje nalazi
se iza brda Gradac.
Zavala je bila srednjovjekovno popovsko upravno sredite: ondje se nalazio
srednjovjekovni Popovski grad, a na stara utvrena zdanja upuuju i toponimi
22 Kralji na Golubincu potjeu od Botica. Zanimljivo je da u Otoku kod Sinja i danas ive hercegovaki doseljenici Botice s obiteljskim nadimkom Kralj. Na podatku zahvaljujem Ivanu Botici.
23 U popisu istonohercegovakih izbjeglica u Slanome 1. veljae 1876. spominju se obitelji Lazara i Mitra Butora bez naznake podrijetla. Moda je rije o negdanjim stanovnicima Kijeva Dola
(Pulji 2008: 175).
24 Ranija je datacija upuivala na 1372. godinu, no naknadnom provjerom Marinka Maria
(2011: 118) prvi je spomen Zavale pomaknut za deset godina.

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Domagoj Vidovi: Toponimija sela Zavala, Golubinac, Belenii i Kijev Do u Popovu


FOC 20 (2011), 207248

Grad, Gradac i Ostrog. U Zavali postoji spomen na 15 zavoskih knezova. Posljednji zavoski knez Marin Radulovi preselio se iz Dubrovnika u Italiju na prijelazu
iz 15. u 16. st. Njegov unuk Nikola roen je 1627. u Polignanu, bio je nadbiskupom
u Chietiju, a kardinalom ga je 1699. imenovao Inocent XII. Umro je 1702. u Rimu
(Vrutak 7/2002: 48). Prezime su Radulovi neko nosili Potrebice. Toponim pak Bogiina dolina mogao bi biti spomen na popovske knezove Bogainovie (Fermendin 1892: 560) koje se takoer povezuje s Potrebicama. Zavala je bila i duhovno
sredite svekolikoga Popova. Naime, u Zavali nahodimo nekropolu s 45 steaka
(Patsch 2005/2006: 180), a nahodimo i ostatke predromanike crkve nedaleko od
koje je podignut pravoslavni manastir Vavedenja Presvete Bogorodice25 koji se u
povijesnim vrelima spominje 1514. (orovi 1999: 160). Na lokalitetu Petkovica
nalazila se katolika crkva svetoga Petra26 koja se u povijesnim vrelima spominje
1525. kada ju je pohodio franjevac Siksto iz oblinjega Slanog i koja je predmetom
viestoljetnoga sporenja izmeu mjesnoga pravoslavnoga i katolikoga puka, a
koju, ponajprije zbog motiva pletera, pojedini povjesniari datiraju u razdoblje
8. 10. st. (orovi 1999: 173)27. Na lokalitetu Miljava/Miljeva crkva ili Crkvina
kod Andria i Jovia kua (to je ujedno i najstariji dio sela Zavala) donedavno se
nalazio kameni prag, ostatak katolike crkve sv. Mihajla/Mihovila, a nedaleko su
se od nje pokapali i stariji pravoslavni rodovi Srba i Kora. Zanimljivo je da se crkva posveena istome svetcu nalazila i u Ravnome (usp. toponim Miholja crkva),
a sveti je Mihajlo/Mihovil zatitnik Trebinjsko-mrkanske biskupije. I to je jedan
od dokaza kako je Popovo u ranome srednjem vijeku bilo srce navedene biskupije i katolitva u istonoj Hercegovini. Selo se kadto u 17. st. nazivalo i engii
po uglednome muslimanskom rodu koji je gospodario velikim dijelom Popova.
Po predaji zabiljeenoj u Neretvanskoj krajini upravo su od engia Kadijevii
kupili dananju Kadijevia kulu u Zavali, koju su nakon preseljenja Kadijevia u
zaselak Kremena u upi Slivno Ravno kod Opuzena, preuzeli ljubinjski muslimani Serdarevii koji su povremeno boravili u zavoskoj Ljubini (Ljubinu su od njih
kupili Korai). Koncem 19. st. kulu je kupio trgovac Marko Jeli iz Slanoga (koji je
u Zavali otvorio pogon za proizvodnju rakije klekovae)28, a od njega Sopii i na
25

Na temelju je tih arheolokih ostataka Srpska pravoslavna crkva neargumentirano pomicala izgradnju manastira na rani srednji vijek.
26 Zanimljivo je da puk u Popovu i Zaablju crkvama iji je titular sv. Petar esto kao suzatitnika domee sv. Pavla ili sv. Petku (koju puk esto dri suprugom sv. Petra). Tako crkve sv. Petra
u Glucima i na Zaplaniku puk naziva crkvama sv. Petra i Pavla. Podruje oko crkve sv. Petra puk
naziva Petkovicom te je u puku iva predaja o postojanju crkve sv. Petke iako povijesna vrela spominju samo crkvu sv. Petra. Po svemu je sudei rije o ostatcima iste crkve iz razliitih razdoblja
(opirno o tome u Pulji 2011: 303306).
27 Da je rije o velianstvenoj graevini, svjedoio je i Ljubo Mievi koji je na Petkovici naiao na dvadesetak grkih ploa (Filipovi-Mievi 1959: 148).
28 Rije je o potomcima Ivana Jelia koji se preselio iz Trnove u Slano te koji 1835. ondje osniva
svoju trgovinu da bi 1842. od Austrije otkupio Kneev dvor u Slanome (koji su 1806. spalili Crno-

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Domagoj Vidovi: Toponimija sela Zavala, Golubinac, Belenii i Kijev Do u Popovu


FOC 20 (2011), 207248

koncu Turanjani iz Grmljana, koji su domazeti u izumrlih Sopia. Starosjedilaki


su katoliki rodovi u Zavali Andri i Jovi, 1922. godine privremeno se doselio eljezniar Mate Primorac iz Kruevia, a u selu i danas ivi obitelj Andrije Luia,
roenoga 1936. na Golubincu. U povijesnim se vrelima spominju i katolike obitelji Bai, Bra/Zec, Buterin, Kruni i osi (obitelj je imala posjede i u Orahovu
Dolu). Sudei po toponimiji, u Zavali su ivjeli i etkovii, Periii, Skoe i Tucakovii. Navodno je na predjelu Lipovci ivio rod Lipovac, a danas su na lokalitetu
vidljivi ostatci suhozida. Obitelji Andri i Jovi ivjele su na predjelu Viti kuk, a
Luii i danas ive na Rogetai. Od pravoslavnih rodova u selu su meu starijima
Korai (ivjeli su pored lokaliteta Stari vrt; kuu su navodno kupili od muslimana
Serdarevia iz Ljubinja), alaci (ivjeli su u ipinama), Srbe (ivjeli su uz Sopie
kod lokaliteta Srbi, lokaliteta u kojemu je uuvana hidronimna osnova *srb< *srbati29 srkati), Sopii (na njihovo su se imanje doselili Turanjani) i Mrakii,
a neko i Blanii. I danas u selu ive Vukanovii na predjelu Skoim/Skoin do.
Posjede u Zavali imali su Kreci. Dio su prodali Jeliu, a zemljite na kojemu je
izgraena kola otkupila je Austro-Ugarska. I orii iz eljara takoer imaju
posjede u Zavali. Od lokava, vrela i zdenaca izdvajam vrelo Bitomilje (usp. Vitomisal).
Zavali pripadaju i tri zaseoka od kojih su dva, smjetena u udolinama na
obroncima popovskih brda, nastanjena iskljuivo srpskim stanovnitvom (Budim/Budin Do i Muhareva/Mareva Ljut), a jedan hrvatskim (eljari). Sva su tri
ojkonima antroponimnoga postanja.
4.4.1. Budin Do
Selo se Budin Do (< Budin < Budimir/Budislav) spominje 1694. pri dodjeli
zemljita mletakim zaslunicima u Popovu i Zaablju (Hrabak 1985: 33). Pridjevski sufiks -in esto je u hercegovakoj antroponimiji prelazio u sufiks -im (usp.
Radim, Rotim), najvjerojatnije kako bi se izbjeglo mijeanje posvojnoga pridjeva
i antroponima tvorenoga sufiksom -in (slino je i s nastavkom -i koji je nastao kako bi se antroponimi tvoreni nastavkom -i razjednaili od hipokoristinih
osobnih imena te pridjevaka i prezimena; usp. Rai < Rai), tako da je zabiljeen
i lik Budim Do.
4.4.2. eljari30
U podnoju brda Vjenanik, na tristotinjak metara nadmorske visine smjestio
gorci; Golui 1991: 33).
29 U toj osnovi valja traiti i tumaenje prezimena Srba. U Orahovu Dolu zabiljeio sam i
zoonim Sbo (ime psu) te je oito da su antroponimi motivirani osnovom *srb- nadimakoga, a ne
etnonimskoga postanja.
30 Opiran opis eljara iznijeli su Mato Leto i Stanislav Vukorep u Vrutak 11/2007: 5861.

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Domagoj Vidovi: Toponimija sela Zavala, Golubinac, Belenii i Kijev Do u Popovu


FOC 20 (2011), 207248

se zavoski zaselak eljari. Ime je zaseoka spomen na rod eljari (< eljar
osoba koja izrauje eljeve). Selo se nalazi na putu od Zavale prema Orahovu
Dolu. Rod se eljari 1719. spominje u Orahovu Dolu, a dvorjeno prezime eljari Nikoli od 1721. nosili su mnogi iseljenici iz Popova (u eljarima je 1732.
roen bogoslov Ivan Nikoli; Sivri 2003: 218, 272, 368). Iz navedenoga je razvidno da je rod eljari nastao raslojavanjem roda Nikoli. Osim prema Dubrovniku pripadnici su se toga roda selili i prema Stocu u kojemu se spominju 1721.
(MKG: 22). Nikolii su inae bili srednjovjekovni popovski velikai, tako da je
selo bilo jamano nastanjeno mnogo prije 1694. kad se spominje u povijesnim
vrelima (Hrabak 1985: 44). Po popisu iz 1733. zaselak je nastanjivalo 35 katolika
(Krei 2006: 450), a nakon posljednjih je ratnih zbivanja posve naputeno. Sudei
po povijesnoj toponimiji, mogue je da se na podruju eljara ili neto junije
prema Orahovu Dolu nalazilo srednjovjekovno naselje Poljiani. U zaseoku se nalazi crkva sv. Ante ozidana 1927., a obnovljena nakon osloboenja zaseoka 1992.
Tijekom osmanlijske vladavine bogosluje se obavljalo pod dubovima. Na mogue dolaske slanskih franjevaca mogao bi pak upuivati toponim Patarska sopra
(vjerojatno od pratarski fratarski + sopra31 gozba). Zanimljiv je i toponim Vara
koji bi mogao biti znakom tovanja sv. Barbare. Postavljena su i dva zavjetna
kria: jedan iznad Piteta gdje se zavjetovalo svetomu Martinu, a drugi u Krivoj
vlaci, gdje se odravala sveta misa na blagdan sv. Ilije, u znak zavjeta protiv grada
i nevremena. U selu su se nalazile i dvije kule iz osmanlijskoga vremena. U jednu
su se naknadno naselili orii, a druga je Joviima sluila kao ostava za sijeno. U
eljarima su do 1991. stanovali rodovi ori, Jovi, Kreak i Leto. Po povijesnim
dokumentima razvidno je da su u eljarima stanovali jo i Benii, Brenjii, Bokovii, Martinovii, Petrovii i Radulovii (od kojih bi mogli potjecati Kreci koji
su se zabiljeeni pod dvorjenim prezimenom Radulovi Kreak; usp. Kriste 1999:
225226). U svjetlu migracija iz Popova u Dalmaciju te seljenja toponima zanimljiv je podatak da se u vlasnitvu Kreaka u eljarima nalazi Radonjin do (po
jednoj od predaja Radonji je starije prezime Kreaka), a da su se Kreci odselili u
Radonjie kod ibenika. U toponimiji se eljara uva spomen na rodove Dadi,
Dragi, uri, Kralj i Suac.
U selu se nalazi 21 zdenac. ivu vodu nalazimo u Pitetu povie sela. Ondje nalazimo i veliko ograeno pojilo. Spomenuto vrelo tee itavu zimu i proljee. Vodu
s vrela Bitomilja eljari dijele sa Zavalom. U lokvi Otine (< otina pregrada)
voda se nalazi samo poslije kie. Lokvu Sitnicu eljari dijele s Parauniima.
Vrlo razvijeni sustav puhaljki opisao je Pero Marijanovi. On djeluje u nekoliko odjelitih faza: ispuhivanje zraka iz podzemlja uz biljeit zvuni uinak, ispu31 Usp. sofra trpeza; zaokruena uinjena koa na ijemu su rubu povezane duge petlje takoer od koe koja slui za odnoenje hrane teacima na njivi (kalji 1979: 568). U Popovu je pak
zabiljeen apelativ sofra u znaenju gozba (Kriste 2007: 227).

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Arte e devozione. Episodi di committenza tra Cinque e Seicento

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formato cm 17x24, pp. 172, illustrato in b/n e a colori

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Quattro saggi che dichiarano come protagonista principale la committenza. Un


protagonista che per come un prologo a unazione scenica in cui compaiono altri
protagonisti, forse meno dichiarati ma altrettanto sostanziali, per cui lintreccio fra
attori e contesto sociale, fra intenzioni e realizzazioni artistiche appare, finalmente
motivato e convincente, fondato e non i fuga per la tangente, come avviene (e non poi
cos di rado) in studi che pongono al centro delle loro analisi i contenuti dei
committenti, i programmi del sociale piuttosto che le forme degli artisti (che non
mancano, comunque, in questi densi e preziosi saggi).
dalla Prefazione di Francesco Abbate
Indice
F. Abbate, Prefazione; Introduzione; I. Stile tridentino e arte sacra nella diocesi di
Bari: gli anni di governo di Antonio Puteo; II. Modelli napoletani di arte sacra e
committenza monastica: gli insediamenti dei teatini a Bitonto; III. Le scelte dei
Radulovich: da Caravaggio agli epigoni veneti; IV. Pompeo Sarnelli e la questione del
soggetto nella pittura. Arte e devozione nellesperienza pastorale del Cardinale
Orsini.
Autore: Basile Bonsante Mariella
Anno: 2002
Codice ISBN: 8880864238

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Dalla camera oscura


nella luce di Puglia

di GIACOMO ANNIBALDIS
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LECCE - La continuit confermata dalla mise del giustiziere: un giovane dai capelli neri che brandisce lelsa della spada per
decollare il santo Battista. Il boia indossa la camiciola bianca aperta e i calzoncini marroni che sono gli stessi che portano i varii
David con la testa di Golia dipinti dal Caravaggio. Anche il suo volto, ora solcato da una ruga profonda, sembra lo stesso del
personaggio caravaggesco, seppure un po invecchiato e adeguato al ruolo negativo. lui il protagonista della grande tela
ritrovata a Bari, nel convento di Santa Fara, che raffigura il martirio di san Giovanni Battista (o per alcuni quello di san Paolo):
una tela ragguardevole che ha fatto pensare subito allarte del Merisi per quel luminismo evidente, con i due protagonisti
investiti dalla tenebre e dalla luce. Un recente restauro ha fatto emergere la sigla dellautore: la traccia di una V e di una A
sovrapposti, firma di Andrea Vaccaro, pittore napoletano i cui inizi sono sulla scia della nuova maniera, quella imposta da
Caravaggio nel primo decennio del Seicento.
La bella e sorprendente tela una delle attrazioni della mostra Echi caravaggeschi in Puglia inauguratasi ieri a Lecce,
presso la chiesa-museo di San Francesco della Scarpa. La rassegna, curata da Antonio Cassiano e Fabrizio Vona (che ha
visto la proficua collaborazione della Soprintendenza per i Beni storici e artistici di Puglia con il museo provinciale di Lecce
Sigismondo Castromediano), vuol essere un omaggio al grande pittore milanese, nel quarto centenario della sua morte,
avvenuta appunto a Porto Ercole (Grosseto) nel 1610. In questo anno - e anche nel prossimo - al Caravaggio sono state
dedicate mostre e rassegne, iniziative e celebrazioni; nonch studi sui suoi resti corporei, nei quali sono stati coinvolti gli
studiosi dellUniversit di Lecce.
Ma, gi prima di questa mostra, la citt manierista e barocca per eccellenza aveva dedicato - sempre nellinterno di San
Francesco della Scarpa la interessante esposizione dei due quadri di San Francesco in preghiera, invitando lo spettatore a
riconoscere il vero Caravaggio tra i due. La Puglia non del tutto estranea allattivit di Michelangelo Merisi, sottolinea
Fabrizio Vona. Il sovrintendente ricorda come fu proprio Niccol Radulovich, signore di Polignano a Mare, a commissionare al
Caravaggio appena giunto in Napoli una tela raffigurante la Vergine con Bambino. Il signore di Polignano, un nobile della
dalmatica Ragusa, intendeva cos suggellare il suo acquisto nobiliare del 1604 con opere pittoriche di rango. La tela forse non
giunse mai nel feudo pugliese; alcuni ritengono che essa sia finita nel museo viennese del Kunsthistorisches, la sublime
Madonna del rosario. Come non giunse mai in Puglia laltra tela commissionata al Caravaggio da un nobile salentino, il
marchese De Franchi di Taviano, che raffigura la celebrata Flagellazione conservata dapprima nella chiesa napoletana di San
Domenico e ora in Capodimonte.
E tuttavia la regione non pot non subire linflusso della nuova arte. La cui eco noi ora possiamo ammirare in questa mostra,
che ci presenta in una cronistoria di gusto e attraverso pi di sessanta dipinti la parabola ascendente del caravaggismo fin
dai suoi prodromi, lo sviluppo prorompente della maniera nellarco del Seicento, e anche laffievolirsi e il virare verso un altro
vedere, con i dipinti degli ultimi epigoni. Non manca dunque nella mostra una prima sezione con opere, sempre conservate in
Puglia, che ricordano altri artisti che con Caravaggio ebbero dimestichezza: dal Cavaliere Arpino, alla cui bottega romana il
Merisi si appoggi, fino a Giovanni Baglione, il pittore che intent contro Merisi un procedimento per diffamazione, che
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contribu non poco ad esacerbarne la gi inquieta personalit. Dalle chiese di Puglia e dalle collezioni private, dalle
pinacoteche e dai depositi emergono tele non tutti ineccepibili per gusto, ma di certo illuminanti rispetto alla nuova poetica del
dipingere, quel ricavare la realt dalla camera oscura - come la defin Roberto Longhi - che Caravaggio seppe utilizzare, in
un geniale gioco di luci e di tenebre.
Alcune di queste opere si rivelano delle vere scoperte. Ed ecco allora i quadri del Sellitto, che contemporaneo del Merisi,
mostra gi - soprattutto nella tela della Madonna delle grazie proveniente da Aliano, in Basilicata - il passaggio contemporaneo
dal manierismo ornato di luce e di putti allo scavo profondo della coscienza racchiuso tutto nel ritratto del committente, nella
stessa tela, dipinta prima del 1610. Un San Carlo Borromeo dello stesso Sellitto gi nellatmosfera piena del caravaggismo
tenebroso. Con il Sellitto, si mostrano i quadri del Finoglio, il pittore campano che molto oper in Puglia, nel Salento e a
Conversano per gli Acquaviva dAragona (fino agli anni Trenta del 600): su questo pittore c poco da eccepire, e la sua
assimilazione del caravaggismo maggiormente evidente nel quadro del miracolo di SantAntonio con i santi Medici, in cui lo
scenario tanto plumbeo, da far risaltare le carni pallide degli ammalati. Lo Stanzione e il Ribera, Mattia Preti e Bernardino
Mei, il pugliese Francesco Fracanzano e Orazio Gentileschi, il Guarino e Pacecco De Rosa, Bernardo Cavallino e lOrbetto. . .
sono testimoni esaltanti dellentusiamo con cui larte italiana accolse e fece sua la lezione innovativa del Merisi. I quadri in
mostra sono firmati da questi autori, non di secondordine; ma alcuni di essi hanno ora loc - casione di essere riletti e
diversamente attribuiti. Un successo stilistico che conobbe infine il degrado: come naturale succeda per tutte le novit che
diventano moda.
Il gusto del quadro alla Caravaggio si diffuse talmente tanto che anche i privati non riuscirono a concepire la raffigurazione
dellarte se non a quella maniera. Molti delle sue tele - sotto lurgenza di una impellente richiesta - furono reiterate, con
copie che a volte gareggiano con gli originali. Lo si constat in estate con le due opere su San Francesco in preghiera,
talmente belle ambedue, s che risultava difficile anche lindicazione delloriginale e della copia. Lo si pu constatare ora
scorrendo le tele in mostra: tra le quali non mancano quelle della Incredulit di san Tommaso, una direttamente traslitterata dal
Caravaggio e laltra invece opera forse dello Stanzione. Ma quella conquista del luminismo fu per sempre. Sottolinea
Fabrizio Vona: anche quando il caravaggismo era morto, larte non pot pi fare a meno di misurarsi con le ombre.
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Viaggio fra i beni culturali del territorio di Polignano a Mare

Architetture Rurali

Insediamenti Archeologici

Miani Montepaolo
Informazioni Descrizione Per saperne di pi
La masseria Miani ubicata allinterno della Tenuta
Montepaolo al confine tra la Contrada di Lamacerase
e quella di Montepaolo.
Secondo G. Talenti la masseria potrebbe essere
lantica masseria di Lama Cerase detta anche La
Torre del Marchese. Era di propriet della famiglia
Radulovich come altre masserie di questo
comprensorio.
Nel tempo la masseria ha subito vari rifacimenti e
trasformazioni, senza cambiare la sua funzione
originaria di azienda agricola. Oggi di propriet della
famiglia Milillo.
Si raggiunge la masseria attraversando un lungo viale
collocato allinterno di un vigneto.
Il nucleo principale della masseria l'antica torre,
originariamente servita da scala e ponte levatoio,
successivamente trasformati in ambienti di servizio
alla masseria. L'ingresso al piano padronale, quindi,
viene garantito da una nuova scalinata addossata alla
torre. Quattro torrioni angolari e un cornicione appena
aggettante incorniciano il fabbricato, alla cui sommit,
rivolto verso il viale di accesso, svetta il campanile a
vela. Non sono visibili caditoie e feritoie, ma con
un'attenta analisi possibile individuare la loro

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Pregled bibliografske jedinice broj: 583144


asopis
Autori: Vidovi Domagoj
Naslov: Toponimija sela Zavala, Golubinac, Belenii i Kijev Do u Popovu

( The Toponymy of Zavala, Golubinac, Belenii and Kijev Do in Popovo )


Izvornik: Folia onomastica Croatica (1330-0695) 20 (2011); 207-248
Vrsta rada: lanak
Kljune rijei: toponimija, toponimska razlinica, ojkonimija, Popovo

( toponymy, toponymic type, oikonymy, Popovo )


Saetak: U radu se, na temelju terenskoga i arhivskoga istraivanja, donosi opis naselja koji pripadaju selima Zavala (sa zaseocima Budim Do, eljari i Muhareva Ljut), Golubinac, Belenii i Kijev Do smjetenih oko

srednjovjekovnoga Popovskog grada te se obrauje oko 500 toponimskih razlinica u tome dijelu Popova. U uvodnome se dijelu opisuje zemljopisni smjetaj te kulturnopovijesno okruenje kojemu
obraeno podruje pripada. U drugome se dijelu rada iznosi i osvrt na demografske prilike. Obraeno je podruje bilo izloeno velikim migracijama stanovnitva zbog kojih ondje danas ivi dvadeset puta
manji broj stanovnika nego koncem 15. st., a ak trideset puta manje nego 1961. Na podruju obuhvaenim ovim radom potpuno je izmijenjen narodnosni sastav. Neko iskljuivo, a donedavno veinsko
hrvatsko stanovnitvo nakon ukidanja pruge 1976. Gabela Dubrovnik demografski je uniteno te je 1991. inilo tek treinu stanovnitva. Tijekom Domovinskoga rata u studenome je 1991. u Kijevu Dolu
od petnaestak Hrvata koji su ostali nakon to su Popovo i Bobane zaposjele srpske postrojbe osam je ubijeno, a petorica su poslana u bileki zatvor. Nakon osloboenja Bobana Hrvati su se dijelom vratili
u Kijev Do (Srbi su ga potpuno napustili 1992.), a Belenii su, eljari i Golubinac posve opustjeli. U Zavali je tijekom okupacije ostala jedna hrvatska obitelj koja i danas nastanjuje selo, a u Zavali,
Muharevoj Ljuti i Budimu Dolu ivi danas desetak srpskih povratnika. U treemu dijelu ovoga rada obrauju se biljeite dijalektoloke znaajke mjesnih govora koji pripadaju istonohercegovakome
ijekavskom tokavskom dijalektu, ali je iz mjesne toponimije razvidno da je prvotni jezini sloj bio akavski, vjerojatno i ikavski te nedvojbeno pripada hrvatskomu narodnom biu. To pokazuju u uuvana i
skupina r- te apelativi kao to su gri, hr, klijet ili vas koji su se odrazili u Popovu i susjednome Zaablju. U etvrtome se dijelu rada iznose prve povijesne potvrde ojkonima obraenoga podruja,
objanjava se nastanak pojednih ojkonima te donose podatci o mjesnim rodovima. Sredinji se pak dio rada odnosi na mjesnu toponimiju u kojoj se ogleda reljefna, biljna i ivotinjska raznolikost,
gospodarska djelatnost puka (osobito su esti stoarski toponimi i toponimi koji se odnose na stvaranje obradiva tla krenjem) te vanost mjesta na kojima se nalazi voda (poglavito u brdskim predjelima).
Unutar skupine toponima u kojoj su odrazili toponomastiki nazivi biljeita je prisutnost apelativa kraj, a u oblinjim krajevima (Zaablju) i apelativa kolj prenesenih iz obalne toponimije. U mjesnoj su
toponimiji vidljivi tragovi predrimskoga dalmatskoga supstrata (atrnja, Dumnice, Gustijerna, Klaina, Olje brdo). Od adstratnih je slojeva najzastupljeniji turski koji se ponajvie odrazio u zemljopisnome
nazivlju (bubreg 'iljato brdo', air 'panjak', hada 'rijeni otok', surdup 'klanac') te meu kulturno-povijesnim i vojnim (itluk, Hasa, Kula, Meteriz), a u neto manjoj mjeri meu gospodarskim toponimima
(Baa i Majdan). Veoma je zastupljen i meu topnimima antroponimnoga postanja. Od adstratnih je slojeva znatno zastupljen i mletaki sloj koji se odrazio u zemljopisnome nazivlju (kono 'prokop', vala
'prodolina') i meu gospodarskim toponimima (Dardin, Jarite). Vlakoga su postanja toponimi koji se odnose na krevine Razbojne i Za Prlom, a albanskoga toponim Linenin do i moda Pjetoraj.
Njemaki se toponimi odnose na zemljine i meudravne granice (Carine, Cilj). Obilne migracije dovele su do toga da su mjesnome puanstvu posve neprozirni toponimi hrvatskoga postanja kao to su
Mili, Naklo, Nereza, Otine, Srbi, Ubo, Zgon itd. Meu toponimima antroponimnoga postanja (koji ine gotov petinu obraenoga korpusa) mnogi su motivirani prezimenima raseljenih rodova. Toponimija
nam otkriva i mjesta negdanjih slavenska poganskih svetita koja su se prometnula u kranska oltarita i bogomolje (arheoloka bi istraivanja mogla potvrditi postojanje crkava posveenih sv. Martinu,
Mihajlu i Spasu), a na patarensku nazonost upuuje toponim Starac. Ostatci su slavenske mitologije i kranstva najrazvidnije u Igritima, sreditima popovskih sela u kojima su neko igrale vile.
Projekt / tema: 212-2120920-0921
Izvorni jezik: HRV
Current Contents: NE
Citation Index: NE
Kategorija: Znanstveni
Znanstvena podruja: Filologija
Tiskani medij: da
asopis izlazi u samo elektronikom izdanju: NE
Google Scholar: Toponimija sela Zavala, Golubinac, Belenii i Kijev Do u Popovu
Upisao u CROSBI: dvidovic@ihjj.hr (dvidovic@ihjj.hr), 7. Lip. 2012. u 21:35 sati

Ispravak podataka

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Sadraj objavljen na bib.irb.hr (osim ako je drugaaije navedeno) podloan je pravilima Creative Commons licence
Copyright 1997-2015. IRB. Pripremili: Ivo Batisti i Jadranka Stojanovski. Dizajn: Studio8. Software: postgresql

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Croatia

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1: 7,360

1,210

United States

31

1: 10,331,296

431,883

Australia

24

1: 981,925

71,059

Canada

1: 7,085,505

280,667

Slovenia

1: 687,878

6,774

Italy

1: 30,381,160

124,220

Germany

1: 80,716,000

172,258

France

1: 65,959,000

277,603

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Radolovic Surname Variants & Similar Names


Similar Surnames
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Prevalency

Radolvic

94

Radilovic

89

12

Radielovic

84

Hrdlovic

82

234

Radulvic

82

Radojlovi

80

223

Radulovik

78

938

Radlovi

78

592

Radulovac

78

30

Rodulovic

78

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Radolovi

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Radolovii su najee Hrvati, najveim dijelom iz okolice


Pule, a vrlo su rijetko i Talijani (iz Pule). Razmjerno najvie
Radolovia u proteklih sto godina roeno je u Marani kraj
Pule, gdje se svaki trei stanovnik prezivao Radolovi. U
Hrvatskoj danas ivi oko osamsto Radolovia u vie od
dvjesto domainstava (873. prezime prema brojnosti).
Sredinom prolog stoljea bilo ih je priblino esto, pa se
njihov broj do danas poveao za jednu petinu.

Radolovii su prisutni u sedam hrvatskih upanija, u ukupno


32 opine i 48 naselja, preteito u seoskim sredinama
(59%). Danas ih najvie ivi u Marani kraj Pule (250), Puli
(190), Poreu (50), te u Barbanu (45) i Krnici (25) kraj
Labina.

Poalji mail

Learn mor
history an
Croatopica

Aktivnosti

Etimologija

How do you

Migracije

Radolov

Najvea migracija Radolovia u prolom stoljeu zabiljeena


je iz Gospia u Pulu.

Thumnail

Ime

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Last name

Lokacija

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Opis

Year
of birth

Place
of birth

Forum

0 topics se
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Dragan

Radolovi

arhitekt

1944

Marana

Radolov

Start a new

name Rad
Ljubomira

Radolovi

Aldo

Radolovi

Veljko

Radolovi

Boris

Radolovi

lijenica

pravnik, sudac Opinskog


suda u Poreu

lijenik i dunosnik

1947

Vidi jo

Poveznice:
Pogledaj pre
telefonskom

1947

1949

Pula

1957

Pula

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2014

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2014

Country

Incidence

Frequency

Rank in Nation

Italy

45

1: 1,350,274

95,259

United States

19

1: 16,856,325

581,593

Canada

1: 8,856,881

340,120

Peru

1: 30,814,175

31,584

Spain

1: 46,507,800

151,601

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Similar Surnames
Similarity

Surname

Incidence

Prevalency

Radlovich

95

Radulovich

90

640

Radilovich

90

39

Radislovich

86

Radlevich

84

58

Hrdlovich

84

13

Rudlovich

84

Radulevich

80

92

Redolevich

80

Ratalovich

80

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Surname:RADOLOVICH

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1/2

12/20/2015

WorldFamilyNames

Statisticsfor:RADOLOVICH

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Language

RADOLOVICH

EUROPEAN_OTHERWESTERN

ITALIAN

ITALIAN

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FPM

City

ARGENTINA

1.57

ISLASBALEARES,SPAIN

4.45

SERIATE,LOMBARDIA,ITALY

ITALY

0.82

KANSAS,UNITEDSTATES

3.27

ROMA,LAZIO,ITALY

SPAIN

0.1

FRIULIVENEZIAGIULIA,ITALY

2.62

SHAWNEEMISSION,KANSAS,UNITEDSTATES

UNITEDSTATES

0.1

THEPAMPAS,ARGENTINA

2.38

BERGAMO,LOMBARDIA,ITALY

UNITEDKINGDOM

0.02

LAZIO,ITALY

1.92

VAPRIOD'ADDA,LOMBARDIA,ITALY

TopForenames
Forename
ANTONIO
GIOVANNI
JOSELUIS

Notaforename?Pleasegivefeedback

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2/2

dall'Erzegovina [199] passarono sulle isole del Quarnero, donde nel 1523, e negli anni susseguenti, invasero presso che tutto il
Castelnovano ed un tratto della Carsia, dando origine agli odierni Cicci, allora in gran parte romanici (123), oggi slavizzati [non tutti!]. Nel
1463 una trib slava si stabili a Salvore, disertata dalla peste. Nel 1476 il comune di Pirano concesse ad immigrati slavi di stabilirsi a
Castel venere. Nel 1490 Bosniaci e Croati, fuggendo dai Turchi, giunsero sulla Carsia colle loro greggi, e ne incendiarono i boschi (124).
Nel 1500 la republica veneta trasport Morlacchi nel territorio di Montona. Nel 1617 il comune di Trieste ordin di uscire entro cinque
giorni dal territorio a quei Morlacchi che non vi possedevano beni immobili; nel 1521 permise a quelli dell'altipiano di scendere gi ad
abbeverare il loro bestiame. Nel 1525 il comune di Rovigno assegna a famiglie morlacche venute dalla Dalmazia la Valle di Laco-Verzo,
affinch vi fondino una villa (Villa di Rovigno); nello stesso anno altri Morlacchi fondano la Villa nova nel territorio di Parenzo, ed il
comune di Montona colloca Morlacchi nelle ville di Montreo, S. Giovanni della Cisterna e Mondellebotte. Nel 1540 Morlacchi, Albanesi e
Greci vengono trasportati dal senato veneto nei territori di Cittanova, Umago, Buie e sul Carso di Pinguente, e settanta famiglie di
napolitani (da Nauplia di Romania) e malvasiotti vengono stabiliti nella citt e territorio di Pola. Nel 1641 Morlacchi ed altre famiglie
dalmate fondano nel territorio di Parenzo le ville di Radolovich, Radmani, Jecnich, Starich, Delich e Prodanich: altre famiglie [200]
morlacche fondano nel 1556 Villa nova nel territorio di S. Lorenzo al Leme; Abrega e Fratta (125) vengono ripopolate con Morlacchi e
Montenegrini. Buon numero di Morlacchi accorrono all'offerta del comune di Pola (nel 1561) di cedere terreni incolti ai forestieri che si
stabilissero in citt e territorio.
Trasporti di coloni in quantit non esigua devono essere avvenuti in questo periodo di tempo anche nella contea, se l'arciduca
Ferdinando credette opportuno di aumentare le imposte, riformandone l'urbano; come conseguenza dell'avvenuto aumento della
popolazione dopo il 1535 (126).
La villa di Torre fu ripopolata nel 1576 da gente venuta dalla Dalmazia (127). Nel 1570, quaranta famiglie morlacche, venute dai dintorni di
Zara e Knin, si stabilirono a Sbandati nel territorio parentino, ed altre fondarono la villa di Varvari.
Greci, Napolitani e Cipriotti vennero nel 1580 nel territorio di Pola, ove si stabilirono nel susseguente anno altre 260 famiglie emigrate
dalla contea di Pisino. Nel 1578 il provveditore veneto colloc 25 famiglie napoletane ed altrettante di cipriotti a Peroi ed a Maderno su
quel di Pola. Nel 1580 famiglie candiotte vennero a Pola ed a Parenzo (128); nel 1583 [201] morlacchi zaratini si accasarono a Marzana,
a Pomer a Monticchio (129). Nel 1585 il provveditore Renier colloc otto famiglie morlacche, composte di 80 persone, a Promontori Altre
famiglie a Sissano; alle Merlere ed a Lisignano ebbero stanza da lui e dal suo successore, nel 1588. A Fratta, territorio di Parenzo,
furono collocate nel 1590, 25 famiglie morlacche, ed in quell'anno stesso si assegnarono terreni ai nuovi venuti nei territori di Dignano
(130), Gallesano, Sissano, Stignano, Lisignano, Promontore (131), Cittanova (132), Valle, Due Castelli (133). Nuove famiglie vennero
trapiantate negli anni 1593 e 1595 nel territorio di Parenzo, ed altre provenienti dall'Albania furono insediate a Fontane (134). Altri
Morlacchi vennero dotati di campi incolti su quel di Buje verso il castello di Momiano, nel 1599. Nel 1604 furono collocate nel territorio
di Umago trenta famiglie venute dai paesi turcheschi. Altre famiglie slave presero stanza in quel torno di tempo nella contrada di
Visignano, e 78 famiglie nel territorio di Pola. Altri Slavi, fuggendo dai Turchi, si stabilirono nel 1601 ad Altura: famiglie di Sebenico si
stanziarono nel 1605 nella contrada di Foscolino; nel 1611, 18 famiglie albanesi ebbero terreni presso Monghebbo; nel 1612 vennero
investite di 700 campi alcune famiglie albanesi nel [202] territorio di Umago; altre stabilironsi ad Orcevano, e nello stesso anno dodici
famiglie scuterine si accasarono a Monsalice (territorio parenlino), accresciute poi da altre, giunte da Dulcigno nel 1623. Nel 1617 Croati
e Morlacchi ricevettero assegnamento di terreni nella contea di Pisino, lungo il confine veneto. Nel 1622 otto famiglie albanesi si
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Regione istriana
La Regione istriana (in croato Istarska upanija)
una regione della Croazia. Essa la pi occidentale della repubblica, e occupa gran parte dell'Istria, omonima
penisola bagnata dall'Adriatico. Conna a nord con la
Slovenia e a est con la Regione litoraneo-montana.

2. Buri

Data la presenza di una minoranza etnica di lingua


italiana, la regione assume uno status bilingue. Sede
dell'assemblea della regione Pisino, mentre sede del governo (giunta e presidente della regione) Pola. Le sedute
dell'assemblea (detta dieta istriana) si tengono usualmente a Parenzo, mentre uci e assessorati sono presenti,
oltre che a Pisino e Pola, ad Albona, Parenzo e Rovigno.

5. Mileti

L'inno uciale Krasna zemljo.

9. Poropat

3. Radolovi
4. Peruko

6. Boi
7. Brajkovi
8. Matoevi

10. Ivani

Popolazione
2 Citt e comuni

Suddivisione della popolazione secondo la nazionalit


dichiarata (dati del censimento del 2001):

La regione istriana divisa in 10 citt e 31 comuni,[4]


qui sotto elencati. L'asterisco (*) contraddistingue i comuni e le citt che hanno una denominazione uciale
bilingue (italiana e croata). I dati della popolazione dei
comuni sono relativi al censimento uciale croato del
2011[5] , mentre quelli sulla composizione linguistica sono
aggiornati al censimento del 2001[6] .

N.B. Nei censimenti croati si richiede la nazionalit e la


madrelingua, e questi dati non necessariamente coincidono. Nella regione istriana gli abitanti autodichiaratisi di
madrelingua italiana sono 15.867, pari al 7,69% del totale

2.1 Citt
2.2 Comuni
2.3 Sedi organi Regione Istriana
Assemblea: Drevka ulika / Via Drevka 1, Pisino
Giunta: Flanatika ulika / Via Flanatica 29, Pola
Ucio per l'attivit dell'Assemblea e della Giunta:
Drevka ulika / Via Drevka 1, Pisino
Sezione per i rapporti interregionali e internazionali:
Carrarina ulika / Via Carrarina1, Pola

Distribuzione per comuni degli italiani madrelingua al censimento del 2001.

Gabinetto del Presidente della Regione: Flanatika


ulika / Via Flanatica 29, Pola

Secondo il censimento del 2011 i 10 cognomi pi diusi


della regione istriana sono[3] :

Assessorato all'agricoltura, l'economia forestale, la


caccia, la pesca e l'economia idrica: Obala Marsala
Tita / Riva Maresciallo Tito 4, Parenzo

1. Beni
1

5 ALTRI PROGETTI
Assessorato alla comunit nazionale italiana e gli
altri gruppi etnici: Obala A.Rismondo / Riva
A.Rismondo 2, Rovigno
Assessorato alla cultura: G.Martinuzzi ulika / Via
G.Martinuzzi 2, Albona

3 Note
[1] Popolazione della Regione istriana
[2] Censimento 2001, dzs.hr, 16 gennaio 2011. URL
consultato il 12 gennaio 2011.
[3] http://www.dzs.hr/Eng/censuses/census2011/results/
htm/e01_01_31/e01_01_31_zup18.html
[4] Sito uciale - Elenco citt e comuni
[5] Censimento Croazia 2011, 31-03-2011
[6] Censimento Croazia 2001, 31-03-2011

4 Voci correlate
Cartina della Regione istriana indicante la suddivisione in citt e
comuni

Fondo di sviluppo agricolo e agrituristico dell'Istria:


etalite Pazinske Gimnazije / Spianata del Ginnasio
Pisinota 1, Pisino
Assessorato all'educazione, lo sport e la cultura
tecnica: G.Martinuzzi ulika / via G.Martinuzzi 2,
Albona
Assessorato alla sanit e la previdenza sociale:
Flanatika ulika / Via Flanatica 29, Pola
Assessorato alle nanze e il bilancio: Flanatika
ulika / Via Flanatica 29, Pola
Assessorato allo sviluppo sostenibile: Flanatika
ulika / Via Flanatica 29, Pola
Assessorato allo sviluppo sostenibile - Sezione per la
marina, il traco, e le comunicazioni: M.B.Raana
ulika / Via M.B.Raana 2/IV, Pisino
Assessorato all'autogoverno locale e territoriale:
Flanatika ulika / Via Flanatica 29, Pola
Assessorato all'autogoverno locale e territoriale Sezione di cancelleria: Sv.Teodora ulika / Via Santa
Teodora 2, Pola
Assessorato al turismo e il commercio: Pionirska
ulika / Via dei Pionieri 1, Parenzo

Diocesi di Cittanova
Diocesi di Parenzo e Pola
Diocesi di Pedena
Margraviato d'Istria
Provincia di Pola

5 Altri progetti

Wikimedia Commons contiene immagini o


altri le su regione istriana

6 Fonti per testo e immagini; autori; licenze


6.1

Testo

Regione istriana Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Regione_istriana?oldid=75878700 Contributori: Nur, Gac, Retaggio, Civv, YurikBot, Septem, Ivana51, Zinn, Wiskandar, SunBot, Rutja76, Paolopk2, Ediedi, Kuro~itwiki, Dch, Rollopack, SashatoBot, PersOnLine,
Thijs!bot, Filbot, Francesco Betti Sorbelli, Mess, .anaconda, Sirabder87, .anacondabot, Nuada, JAnDbot, Razzairpina, Edowikip, Castagna, Theirrulez, Andre86, DodekBot, TXiKiBoT, VolkovBot, LukeWiller, DE.MOLAI, Abbot, Gliu, Crisarco, Arbalete, Ale Mister, BotMultichill, SieBot, Phantomas, Kyle the bot, G.F.S., Mng3, No2, Alexbot, Traiano, Ticket 2010081310004741, LaaknorBot, Luckas-bot,
FrescoBot, Aradic-es, Frassionsistematiche, Maksim-bot, ISTRABANK, LucienBOT, RibotBOT, Conquistador, EmausBot, ZroBot, JackieBot, Bufo Bufo, ZimbuBot, WikitanvirBot, CocuBot, Movses-bot, Cellistbot, AvocatoBot, Spazzino, Botcrux, Legobot, Atbc, Addbot,
HeavyAngel95 e Anonimo: 70

6.2

Immagini

File:Commons-logo.svg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/4/4a/Commons-logo.svg Licenza: Public domain Contributori: This version created by Pumbaa, using a proper partial circle and SVG geometry features. (Former versions used to be slightly
warped.) Artista originale: SVG version was created by User:Grunt and cleaned up by 3247, based on the earlier PNG version, created by
Reidab.
File:Flag_map_of_Croatia.svg
Fonte:
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c9/Flag_map_of_Croatia.svg
Licenza: CC BY-SA 3.0 Contributori: Questa immagine vettoriale include elementi che sono stati presi o adattati da
questa: <a href='//commons.wikimedia.org/wiki/File:Flag_of_Croatia.svg' class='image'><img alt='Flag of Croatia.svg'
src='https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/1b/Flag_of_Croatia.svg/40px-Flag_of_Croatia.svg.png'
width='40'
height='20' srcset='https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/1b/Flag_of_Croatia.svg/60px-Flag_of_Croatia.svg.png
1.5x,
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/1/1b/Flag_of_Croatia.svg/80px-Flag_of_Croatia.svg.png
2x'
data-le-width='1200' data-le-height='600' /></a> Flag of Croatia.svg. Artista originale: Conquistador
File:Flag_of_Croatia.svg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/1/1b/Flag_of_Croatia.svg Licenza: Public domain
Contributori: http://www.sabor.hr/Default.aspx?sec=4317 Artista originale: Nightstallion, Elephantus, Neoneo13, Denelson83, Rainman,
R-41, Minestrone, Lupo, Zscout370,
<a href='//commons.wikimedia.org/wiki/User:MaGa' title='User:MaGa'>Ma</a><a href='//commons.wikimedia.org/wiki/File:
Croatian_squares_Ljubicic.png' class='image'><img alt='Croatian squares Ljubicic.png' src='https://upload.wikimedia.org/wikipedia/
commons/thumb/7/7f/Croatian_squares_Ljubicic.png/15px-Croatian_squares_Ljubicic.png' width='15' height='15' srcset='https:
//upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/7f/Croatian_squares_Ljubicic.png/23px-Croatian_squares_Ljubicic.png
1.5x,
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/7f/Croatian_squares_Ljubicic.png/30px-Croatian_squares_Ljubicic.png
2x' data-le-width='202' data-le-height='202' /></a><a href='//commons.wikimedia.org/wiki/User_talk:MaGa' title='User
talk:MaGa'>Ga</a> (based on Decision of the Parliament)
File:Grb_Istarske_upanije.svg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/c/c3/Grb_Istarske_%C5%BEupanije.svg Licenza: Public domain Contributori: www.istra-europa.eu, www.istra-istria.hr Artista originale: Conquistador

File:Istarska_zupanija_in_Croatia.svg
Fonte:
https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/b/bc/Istarska_zupanija_in_
Croatia.svg Licenza: CC BY-SA 3.0 Contributori: Questo le graco vettoriale stato creato con Adobe Illustrator.. Artista originale:
TUBS<a href='//commons.wikimedia.org/wiki/User_talk:TUBS' title='User talk:TUBS'><img alt='Email Silk.svg' src='https://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/5/5f/Email_Silk.svg/15px-Email_
File:Istria_cartina.svg Fonte: https://upload.wikimedia.org/wikipedia/it/3/32/Istria_cartina.svg Licenza: CC-BY-SA-4.0 Contributori:
Opera propria Artista originale: Utente:Mess
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stato Jalo di Wikipedia in italiano
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BEupanije.svg Licenza: Public domain Contributori: www.istra-istria.hr Artista originale: Conquistador

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Regione istriana
4514N 1356E (Mappa)

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La Regione istriana (in croato Istarska upanija)

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Regione istriana

una regione della Croazia. Essa la pi

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occidentale della repubblica, e occupa gran parte

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dell'Istria, omonima penisola bagnata dall'Adriatico.


Regione litoraneo-montana.
Data la presenza di una minoranza etnica di lingua

Il Wikipediano

italiana, la regione assume uno status bilingue. Sede

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dell'assemblea della regione Pisino, mentre sede

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del governo (giunta e presidente della regione)


Pola. Le sedute dell'assemblea (detta dieta istriana)

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si tengono usualmente a Parenzo, mentre uffici e

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assessorati sono presenti, oltre che a Pisino e Pola,

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(HR) Istarska upanija


(IT) Regione istriana

Confina a nord con la Slovenia e a est con la

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regione

ad Albona, Parenzo e Rovigno.


L'inno ufficiale Krasna zemljo.
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Localizzazione
Stato

Croazia

Amministrazione
Capoluogo amministrativo: Pola
deliberativo: Pisino
Lingue croato, italiano
ufficiali
Territorio
Coordinate

4514N 1356E
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del capoluogo

1 Popolazione

Superficie 2 822 km

2 Citt e comuni

Abitanti 208 440 (31-03-2011, Censimento

2.1 Citt

2011[1])

2.2 Comuni

Densit 73,86 ab./km

2.3 Sedi organi Regione Istriana

Comuni 41

3 Note

Altre informazioni

4 Voci correlate

Fuso orario UTC+1

5 Altri progetti

ISO 3166-2 HR-18

In altre lingue
Aragons

Bosanski
Catal
etina
Deutsch
English
Esperanto
Espaol
Eesti
Euskara

Popolazione

Targa PU
[ modifica wikitesto ]

Inno Krasna zemljo


Cartografia

Suddivisione della popolazione secondo la


nazionalit dichiarata (dati del censimento del 2001):

Nazionalit nella Regione istriana[2]


nazionalit

percentuale

croata

71,88%

italiana

6,92%

serba

3,20%

slovena

1,49%

Suomi

Autodichiarati istriani

4,30%

Franais

Altre

bosniaca

0,98%

11,23%

Hrvatski
Magyar
Bahasa Indonesia

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Kernowek
Latina
Lietuvi

Abitanti Nazionalit Nazionalit Nazionalit Nazionalit Nazionalit Autodichiarati


totali
206.344

croata

italiana

serba

slovena

bosniaca

istriani

148.328

14.284

6.613

2.020

3.077

8.865

71,88%

6,92%

3,20%

0,98%

1,49%

4,30%

Nederlands
Norsk nynorsk
Norsk bokml
Polski

N.B. Nei censimenti croati si richiede la nazionalit e la madrelingua, e questi dati non
necessariamente coincidono. Nella regione istriana gli abitanti autodichiaratisi di madrelingua
italiana sono 15.867, pari al 7,69% del totale

Portugus

Secondo il censimento del 2011 i 10

Romn

cognomi pi diffusi della regione

Smegiella
Srpskohrvatski /

Slovenina

istriana sono[3]:
1. Beni
2. Buri

Slovenina

3. Radolovi

Shqip

4. Peruko

/ srpski

5. Mileti

Svenska

6. Boi

Trke

7. Brajkovi
8. Matoevi
9. Poropat

Vneto
Winaray

10. Ivani

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Citt e comuni
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Distribuzione per comuni degli italiani madrelingua al


censimento del 2001.

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La regione istriana divisa in 10 citt


e 31 comuni,[4] qui sotto elencati.
L'asterisco (*) contraddistingue i comuni e le citt che hanno una denominazione ufficiale bilingue
(italiana e croata). I dati della popolazione dei comuni sono relativi al censimento ufficiale croato
del 2011[5], mentre quelli sulla composizione linguistica sono aggiornati al censimento del 2001[6].

Citt

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Citt:
italiano,
croato
Albona,
Labin
Buie (*),
Buje

Altitudine

Superficie

m s.l.m.

km

Ab.

Densit
ab./km

Madrelingua
Frazioni

italiana
(croata)

320

72,81

11.703

160,73

17 3,09% (92,62%)

222

103,28

5.127

49,64

25

26,81

4.328

161,43

135

101,70

6.144

60,41

29

113,70

16.696

146,84

58 6,42% (87,12%)

151

165,00

6.133

37,17

71 0,87% (96,63%)

Cittanova
(*),
Novigrad
Dignano (*),
Vodnjan
Parenzo (*),
Pore
Pinguente,
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39,66%
(53,76%)
15,32%
(77,59%)
19,93%
(73,16%)

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Buzet
Pisino,
Pazin

151

165,00

6.133

37,17

71 0,87% (96,63%)

277

134,87

8.878

65,75

19 1,21% (97,56%)
3 (+ 16

Pola (*),

Pula

Rovinj

1.124,71

comitati 4,87% (88,38%)

32

77,89

14.367

184,45

83,53

13.594

162,74

23

Umago (*),
Umag

10,81%
(81,85%)
20,70%
(72,87%)

[ modifica wikitesto ]

Comune:
italiano,
croato
Antignana,
Tinjan
Arsia, Raa
Barbana,
Barban
Canfanaro,
Kanfanar

57.765

locali)

Rovigno (*),

Comuni

51,36

Altitudine

Superficie

m s.l.m.

km

Ab.

Densit
ab./km

Madrelingua
Frazioni

italiana
(croata)

319

54,46

1.672

30,70

8 0,79% (98,59%)

10

79,02

3.197

40,46

26 2,63% (94,29%)

229

91,15

2.715

29,79

31 0,39% (99,21%)

284

60,39

1.538

25,47

21 1,51% (96,23%)

Caroiba,
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Caroiba,
Karojba

287

34,71

1.442

41,54

4 0,94% (97,99%)

197

32,74

1.459

44,56

15 7,80% (88,23%)

287

106,41

1.671

15,70

16 0,46% (99,31%)

172

126,43

2.958

23,40

24 0,40% (94,49%)

14,00

3.569

254,93

2 4,66% (90,75%)

26

7,94

924

116,27

457

60,96

1.408

23,10

7 0,28% (99,16%)

355

71,96

3.470

48,22

33 1,28% (97,80%)

288

69,14

733

10,60

12

40

145,33

327

2,25

CastellierSanta
Domenica
(*), KatelirLabinci
Cerreto,
Cerovlje
Chersano,
Kran
Fasana (*),
Faana
Fontane (*),
Funtana
Gallignana,
Graie
Gimino,
minj
Grisignana
(*), Gronjan
Lanischie,
Lanie

21,01%
(66,16%)

66,11%
(29,17%)

13 0,01% (98,99%)

Lisignano (*),
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Lisignano (*),
Linjan
Lupogliano,
Lupoglav
Marzana,
Marana
Medolino,
Medulin
Montona (*),
Motovun
Orsera (*),
Vrsar
Pedena,
Pian
Portole (*),
Oprtalj

60

62,93

3.916

62,23

5 8,05% (88,29%)

373

94,25

935

9,92

8 0,32% (98,82%)

170

132,07

4.260

32,26

22 0,74% (97,72%)

29,35

6.552

223,24

7 3,05% (89,77%)

270

33,58

1.001

29,81

23

14,91

2.152

144,31

9 2,96% (90,75%)

360

50,23

1.820

36,23

10 0,95% (98,05%)

378

60,67

862

14,21

16

200

56,16

1.017

18,11

24 1,49% (96,38%)

341

14,39

1.067

74,15

1 0,30% (99,21%)

15,46%
(81,28%)

32,11%
(65,04%)

San Lorenzo
del
Pasenatico,
Sveti Lovre
San Pietro in
Selve, Sveti
Petar u umi
Santa
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Domenica,
Sveta

306

60,39

2.980

49,35

21 1,51% (97,32%)

310

80,43

2.183

27,14

22 1,17% (97,16%)

107

28,30

2.042

72,16

145

83,25

1.129

13,56

140

32,17

1.607

49,95

244

67,45

2.266

33,60

46 8,78% (89,44%)

40

34,99

1.155

33,01

27 8,36% (90,59%)

Nedelja
Sanvincenti,
Svetvinenat
TorreAbrega (*),
Tar-Vabriga
Valle d'Istria
(*), Bale
Verteneglio
(*), Brtonigla
Visignano (*),
Vinjan
Visinada (*),
Viinada

Sedi organi Regione Istriana

30,35%
(62.71%)
22,54% > 39,54
(75,36%)
41,29%
(52,82%)

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Assemblea: Drevka ulika / Via Drevka 1, Pisino

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Assemblea: Drevka ulika / Via Drevka 1, Pisino


Giunta: Flanatika ulika / Via Flanatica 29, Pola
Ufficio per l'attivit dell'Assemblea e della Giunta:
Drevka ulika / Via Drevka 1, Pisino
Sezione per i rapporti interregionali e internazionali:
Carrarina ulika / Via Carrarina1, Pola
Gabinetto del Presidente della Regione: Flanatika
ulika / Via Flanatica 29, Pola
Assessorato all'agricoltura, l'economia forestale, la
caccia, la pesca e l'economia idrica: Obala Marsala Tita
/ Riva Maresciallo Tito 4, Parenzo
Fondo di sviluppo agricolo e agrituristico dell'Istria:
etalite Pazinske Gimnazije / Spianata del Ginnasio
Pisinota 1, Pisino
Assessorato all'educazione, lo sport e la cultura
tecnica: G.Martinuzzi ulika / via G.Martinuzzi 2, Albona
Assessorato alla sanit e la previdenza sociale:

Cartina della Regione istriana


indicante la suddivisione in citt e
comuni

Flanatika ulika / Via Flanatica 29, Pola


Assessorato alle finanze e il bilancio: Flanatika ulika / Via Flanatica 29, Pola
Assessorato allo sviluppo sostenibile: Flanatika ulika / Via Flanatica 29, Pola
Assessorato allo sviluppo sostenibile - Sezione per la marina, il traffico, e le comunicazioni:
M.B.Raana ulika / Via M.B.Raana 2/IV, Pisino
Assessorato all'autogoverno locale e territoriale: Flanatika ulika / Via Flanatica 29, Pola
Assessorato all'autogoverno locale e territoriale - Sezione di cancelleria: Sv.Teodora ulika / Via
Santa Teodora 2, Pola
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Assessorato al turismo e il commercio: Pionirska ulika / Via dei Pionieri 1, Parenzo


Assessorato alla comunit nazionale italiana e gli altri gruppi etnici: Obala A.Rismondo / Riva
A.Rismondo 2, Rovigno
Assessorato alla cultura: G.Martinuzzi ulika / Via G.Martinuzzi 2, Albona

Note

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1. ^ Popolazione della Regione istriana


2. ^ Censimento 2001 , dzs.hr, 16 gennaio 2011. URL consultato il 12 gennaio 2011.
3. ^ http://www.dzs.hr/Eng/censuses/census2011/results/htm/e01_01_31/e01_01_31_zup18.html
4. ^ Sito ufficiale - Elenco citt e comuni
5. ^ Censimento Croazia 2011, 31-03-2011
6. ^ Censimento Croazia 2001, 31-03-2011

Voci correlate

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Diocesi di Cittanova
Diocesi di Parenzo e Pola
Diocesi di Pedena
Margraviato d'Istria
Provincia di Pola

Altri progetti

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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su regione istriana


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Bjelovar-Bilogora Koprivnica-Krievci Varadin Karlovac Sisak-Moslavina
Krapina-Zagorje Zagabria Zagabria (citt)

Portale Croazia

Portale Venezia Giulia e Dalmazia

Categoria: Regione istriana

Questa pagina stata modificata per l'ultima volta il 23 ott 2015 alle 09:04.
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imehrvatsko.netIme/PrezimeRadolovi

h p://imehrvatsko.net/namepages/view/family_name/prezimeradolovic

Trai

Prijava
Registracija
Poetna
Osobe
Imena
Prezimena
O imenima
Forum

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Poveznice:
Pogledaj prezime Radolovi u telefonskom Imeniku Hrvatske

Radolovi
Podrjetlo

Raspostranjenost

Radolovii su najee Hrvati, najveim dijelom iz okolice Pule, a vrlo su rijetko i Talijani (iz Pule).

1of2

20.12.2015.15:14

imehrvatsko.netIme/PrezimeRadolovi

h p://imehrvatsko.net/namepages/view/family_name/prezimeradolovic

Razmjerno najvie Radolovia u proteklih sto godina roeno je u Marani kraj Pule, gdje se svaki
trei stanovnik prezivao Radolovi. U Hrvatskoj danas ivi oko osamsto Radolovia u vie od dvjesto
domainstava (873. prezime prema brojnosti). Sredinom prolog stoljea bilo ih je priblino esto, pa
se njihov broj do danas poveao za jednu petinu.

Etimologija
Migracije
Najvea migracija Radolovia u prolom stoljeu zabiljeena je iz Gospia u Pulu.

Radolovii su prisutni u sedam hrvatskih upanija, u ukupno 32 opine i 48 naselja, preteito u


seoskim sredinama (59%). Danas ih najvie ivi u Marani kraj Pule (250), Puli (190), Poreu (50), te
u Barbanu (45) i Krnici (25) kraj Labina.

Thumnail

Ime

Last name

Lokacija

Year
of birth

Opis

Place
of birth

Dragan
Ljubomira

Radolovi
Radolovi

arhitekt
lijenica

1944
1947

Marana

Aldo
Veljko

Radolovi
Radolovi

pravnik, sudac Opinskog suda u Poreu

1947
1949

Pula

Boris

Radolovi

lijenik i dunosnik

1957

Pula

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2of2

20.12.2015.15:14

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REGISTRACIJA

Poetna Osobe Imena Prezimena O imenima Forum


Barban
Najpopularnija imena i prezimena u Barbanu kraj Labina - DANAS
Muka imena u Barbanu

enska imena u Barbanu

Prezimena u Barbanu

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Ivan
Josip
Mario
Anton
Milan
Marko
David
eljko
Branko
Damir
Denis
Marijan
Miho
Slavko
Antonio
Davor
Klaudio
Luka

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Marija
Ana
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Milka
Ivana
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Kristina
Ljubica
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Foka
Mirjana
Sanja
Slavica
Andrea
Anela
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Dragica
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Rojni
Buli
Draguzet
Koli
Koljan
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Verbanac
Glavini
Vitasovi
Radolovi
Grgorini
Kancelar
Mirkovi
Kali
Batel
Pliko
Kleva
Ruba
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19. Marino
20. Martin

19. Gordana
20. Martina

19. Vale
20. Glava

Najpopularnija imena i prezimena u Barbanu kraj Labina - PRIJE 60 GODINA


Muka imena u Barbanu

enska imena u Barbanu

Prezimena u Barbanu

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Josip
Ivan
Milan
Anton
eljko
Branko
Eugen
Mladen
Nevenko
Romano
Silvano
Aldo Americo
Arturo
Atilio
Basilio
Boo
Cvitko
Edi
Ervin

Ana
Eva
Gordana
Jasna
Mirijana
Sonja
Albina
Ankica
Barbara
Dina
Franka
Miranda
Nevenka
Sara
Zdenka
Amalija
Ana-Marija
Anamarija
Andrea
Anica

pada
Bastijani
Batel
Grgorini
Kali
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Ciceran
Matoevi
Ukar
Vlai
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Celia
Defraneski
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Doblanovi
Fumeta
Gambin
Glavini
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REGISTRACIJA

Poetna Osobe Imena Prezimena O imenima Forum


Pore
Najpopularnija imena i prezimena u Poreu - DANAS
Muka imena u Poreu

enska imena u Poreu

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Josip
Marko
Mario
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Robert
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Igor
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Damir
Milan
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Goran
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Ivana
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Nada
Vesna
Sanja
Kristina
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Ljiljana
Danijela
Katarina
Gordana
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Poropat
Velenik
Legovi
Matoevi
tifani
Beni
Babi
Jurcan
Popovi
Banko
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Prodan
Radolovi
Brajkovi
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19. Ljubica
20. Sara

19. Dekovi
20. Labinjan

Najpopularnija imena i prezimena u Poreu - PRIJE 60 GODINA


Muka imena u Poreu

enska imena u Poreu

Prezimena u Poreu

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Ivan
Mario
Franko
Anton
Branko
Boris
Livio
Valter
Dario
Klaudio
Aldo
Edi
Milan
Marino
Josip
Mladen
Darko
Silvano
Sero

Marija
Ana
Martina
Kristina
Sandra
Marina
Vesna
Ivana
Sanja
Danijela
Petra
Sara
Jadranka
Suzana
Mirjana
Nataa
Jelena
Elena
Gordana
Tanja

Legovi
Ritoa
Bratovi
Matoevi
Kocijani
tifani
Jugovac
ikovi
Bri
Beakovi
Herak
Poropat
ui
Prodan
Rakovac
Bernobi
Dekovi
Gaparini
Jurcan
Milohanovi

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REGISTRACIJA

Poetna Osobe Imena Prezimena O imenima Forum


Pula
Najpopularnija imena i prezimena u Puli - DANAS
Muka imena u Puli

enska imena u Puli

Prezimena u Puli

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