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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARIl GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII , ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC,

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MOROSI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. XL.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCXLVI.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO -E C C LE S USTICA

LUB LUB
JLUBECCA, Lubecum. Città ve- dedicata a s. Giovanni Battista,'
scovile, la più settentrionale delle cinque chiese luterane^ fra le qua-
città libere ed anseatiche della Ger- li si distingue quella di s. Maria,
mania , un tempo capitale della di cui ammiransi le due torri alte
Wagria, nel circondario della Sas- 4.00 piedi, l'aitare maggiore in
sonia inferiore, al confluente della marmo nero, l'orologio astronomico,
Wackenitz e della Tra va, a tre le- 1' organo e le pitture allegoriche
ghe dall' imboccatura di questa nel rappresentanti ciò che chiamasi il

mar Baltico. È capitale della re- ballo de morti; evvi pure una chie-
pubblica di Lubecca, la quale fa sa cattolica, una riformata, ed una
parte della confederazione germani- sinagoga. Fra gli altri edifizi, i
ca. Eretta in gran parte sopra più osservabili sono : la casa del
una collina, Lubecca ha una si- consiglio, colla borsa fabbricata nel
tuazione deliziosa e favorevole al- 1755, e la sala che serviva per le
la politezza della città. Un ba- adunanze dei deputati delle città
luardo , fornito di dodici bastioni anseatiche; 1' arsenale , che serve
ed ornato di un bel viale di albe- presentemente di caserma e ma-
ri, la cinge ; le strade in numero gazzino; il teatro dell'opera, i col-
di novantasette, anch'esse quasi tut- legi de' borghesi, e la zecca che
te ornate di viali di tigli, sono lar- coniò pure il zecchino d' oro, lo
ghe e regolari. Le case, general- che ebbe forse origine nel i3y5
mente in pietra, sono quasi tutte quando V imperatore Carlo IV fu
di forma antica, ma alcune costrut- ricevuto in Lubecca con grandissi-
te di recente non mancano di e- mo onore. Evvi una casa religiosa
leganza. Si divide la città in quat- di donne, chiamata Johanisstift.
tro quartieri. Vi sono quattro piaz- Gli stabilimenti di beneficenza so-
ze pubbliche, un' antica cattedrale no quivi assai numerosi ; si devono
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Citare l'ospedale dello Spirito Santo, si trasportano sopra battelli. Anche
il Borgospital, l'Annen-Kloster, ch'è gli affari di banca e le assicurazio-
una casa di carità e di lavoro, la ni sono di grande
interesse per
nuova ed antica casa delle orfane, Lubecca. Lubeèca è patria di mol-
ilGòrgenshospital, la casa di asilo ti uomini distinti; noi citeremo
per gli operai viaggiatori, l'ospizio Giovanni Kirekman letterato, En-
de'pazzarelli, sei luoghi di ritiro rico Mcihomius medico e letterato,
per le vedove e figlie di borghesi, Enrico Moller dotto scrittore pole-
quattro case per donne vecchie, le mico, Lorenzo Surius, Mosheim, ed
il s. Klements-Kaland, dodici case il pittore Kneller. Conta piìi di

e undici gallerie per gì' indigeni, venticinquemila abitanti , la mag-


un istituto pei poveri, un monte gior parte luterani.
di pietà, una casa di credito pub- Lubecca non era rimotamente
blico per gli artefici di Lubecca. che un grosso borgo, e fu fondata
Evvi una società di utilità pubbli- da Adolfo II conte di Holstein, nel
ca che porta dei soccorsi agli a- ii44> «l tempo dell'imperatore
sfissiati ed annegati, e scuole di Corrado III, colle rovine di un'altra
chirurgia, disegno, nuoto, industria, città di Lubecca, che i wilzi ave-
di navigazione e delladomenica ; vano innalzata sulla riva dello
si può nominare pur anco il gin- Schwartan, posseduta da lungo tem-
nasio di sette classi, stabilito nel po dagli obotriti, e che fu distrut-
soppresso convento di s. Caterina, ta dai rugii. Il duca di Sassonia
la scuola de' borghesi ,
quella del Enrico il Leone ne ottenne il pos-
capitolo, la scuola normale e l'i- sesso nelii 58, la ingrandì, e le
stituto del commercio. L' industria diede un codice di leggi che chia-
conta in questa città molte fabbri- mò il Regolamento di Lubecca, e
che, fonderie di cannoni e di cam- che fu poscia adottato da molte
pane, e cantieri di costruzione per città e paesi. L'anno 1161 vi si

legni mercantili. In vicinanza al trasferì la sede episcopale che stava


Baltico,con cui è unita mediante ad Oldenburgo, e nel 1182 l'im-
la Tra va,
e comunicante all' Elba peratore Federico le concesse di- I

per la Steckenitz, Lubecca fa un versi privilegi ,


quando cioè nella
esteso commercio, che si può di- guerra contro detto duca di Sas-
il

videre in interno, esterno e di tran- sonia occupò Lubecca. In ili verse


sito; il primo si fa colla Germa- occasioni fu rovinala dal fuoco e
nia per mezzo fluviale; l'esterno è dalle scorrerie de' nemici, ma sem-
quello che fa colle proprie mani- pre si ristabilì con vantaggio. Di-
fatture ec. ; quello di transito, as- venuta soggetta ai danesi, verso il

sai considerabile, consiste nelle mer- 1209 scosse il loro giogo, e l'im-
ci che vi giungono principalmente peratore Federico II nel 1226 le
da Amburgo e da altre parti del- accorciò sotto la sua protezione il

la Germania ,
per essere inoltrate privilegio di città libera ed impe-
pei porti del Baltico o vicendevol- riale. Nel 1238 un terribile incen-
mente. Travemunda serve di porto dio la ridusse quasi in cenere, ma
alla città, ed i grossi bastimenti riparata tanta sciagura, il commer-
sono obbligati di scaricare nella cio la rese possente. Un trattato
rada le proprie merci che poscia con Amburgo nel 1241 divenne la
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base della lega anseatica, di cui fu di Lawenburg, e fra questo e quelli
per lungo tempo riguardata come di Mecklenburg-Strelitz e di Hol-
la metropoli, e la cui prima assem- stein. Il territorio è piano e fer-
blea si tenne nelle sue mura nel tile, vi si alleva molto bestiame,
1260. L' età d' oro di Lubecca si 16,000 abi- e conta senza la città
eclissò con la decadenza di questa generalmente luterani. La tanti ,

lega, verso la fine del secolo XVI, forma del governo della città li-
continuando però ad essere contata^ bera di Lubecca è democratica: il
fra le città più floride di C potere sovrano si divide fra un se-
nia. Nel i5oo i sn^* nato di trenta membri e la citta-
videro obbligati o.iendeic* o dinanza. Questo stato somministra
libertà contro i danesi, guerra che 407 soldati all'armata della confe-
rinnovossi nel i5oo„ ed ebbe fu- derazione germanica. Ha una voce
neste conseguenze. Gli svedesi pre- all'assemblea generale, all'assemblea
sero il loro partito. Abbracciossi il particolare ne ha una insieme col
luteranismo nel i535, e si otten- langraviato di Assia-Homburg e le
ne dall'imperatore Carlo V nel città libere di Francfort, Amburgo
i547 I a continuazione degli antichi e Brema.
Dall'anno i562 fino al
privilegi. L'imperatore Carlo Magno fece
1570 fece questa città la guerra annunziare la fede di Gesù Cristo
ad Enrico XIV re di Svezia. Go- agli schiavoni per mezzo d'Ansca-
vernandosi a modo di repubblica, rio, di s. Remberto e di alcuni al-
si col legò cogli stati generali , che tri ; ma que' popoli essendo rica-
la compresero nel LXXII articolo duti nell'idolatria, l'imperatore Ot-
della pace colla Spagna nel 1648. tone I animato dal medesimo zelo
Nel 1802 videro a farsi alcune utili mandovvi altri predicatori, e fon-
modificazioni nella circoscrizione del dò verso l'anno 940 sei vescovati,
suo territorio , che divenne una cioè Oldenburgo, Havelberg, Bran-
massa quasi continuata, da smem- deburgo, Mersburgo, Misnia e Zeilz.
brata ch'essa era in origine. Molto Diede loro per metropolitano, con
soffrì nel 1 806 ,
perchè dopo la beneplacito apostolico, il nuovo ar-
battaglia di Jena, essendosi quivi civescovo di Magdeburgo, eccettuan-
ritirato il generale Blucher con un do il solo vescovo di Oldenburgo,
corpo di sedicirnila prussiani , av- che soggettò all'arcivescovo d'Am-
venne nella città istessa una bat- burgo. Fu in origine il vescovato
taglia sanguinosa , che coi francesi di Oldenburgo assai esleso, talché
rimasero vincitori nel giorno 6 no- l'imperatore Enrico III ed Adalber-
vembre, e coi quali fu costretto di to arcivescovo di Brema credette-
capitolare. Nel18 io Lubecca fu ro bene nel io5o di smembrarne
compresa nel dipartimento francese una parte e dotarne con essa i ve-
delle Bocche dell'Elba, di cui di- scovati di Sleswick, Ratzbourg di
venne un capoluogo di circondario. e di Meclenburgo, che venne po'
11 congresso di Vienna le rese la scia trasferito a Schwerin. Il primo
sua libertà nel 181 5. Il territorio vescovo di Oldenburgo fu Marco
di Lubecca è composto di cinque o Marko, il quale morì nel g52,
parti ; le altre parti non sono che cui succedettero Edoardo od Erago,
piccoli distretti situati nel ducato Wago, ed Ezichone morto nel
, ,

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io38. Folcardo successore di Ezi- tificato che tenne col nome di Gio-
chone venne co' suoi diocesani per- vanni XXIII, dalla prigione del
seguitato dagli idolatri , e dovette quale fuggì nel 12(19, e recatosi
fuggire presso il suo metropolitano a Firenze da Martino V ottenne
in Amburgo. Successori di Folcar- non solo il perdono; ma la digni-
do furono Remberto, Bennone, Mei- tà di cardinal decano del sacro
nardo, Abelino, Eisone, e Vicelino collegio con altre prerogative.
che mori nel 1 1 58. Geroldo no- Fu poi all' epoca del vescovo
minato vescovo dopo la morte di Enrico Bocholt, nell'anno i535,
Vicelino , col consenso del duca che il luteranismo s'introdusse nella
Enrico il Leone, nel 1 1 6 o 1 1 62 1 diocesi di Lubecca ; indi nel 1 586
trasferì la sede vescovile di Olden- Giovanni Adolfo duca d' Holstein
burgo a Lubecca, città divenuta nipote di Federico I re di Dani-
floridissima, e meno soggetta alle marca, abbracciò il luteranismo, e
incursioni de* barbari. Allora Ge- divenne amministratore del vesco-
roldo edificò la vasta chiesa di s. vato di Lubecca, rimettendo poscia
Giovanni super arenam. Però que- nel 1597 questo benefizio a suo
sto prelato lasciò nello stesso anno fratello minore Giovanni Adolfo.
la sede vescovile, per tutto dedi- Dacché il vescovo di Lubecca di-
carsi alla conversione degl' idolatri, venne luterano, fu principe dell'im-
particolarmente nel Meclenburgo pero, e risiedette ad Eutin, città
in Norvegia, e nei paesi circonvi- del granducato di Oldenburgo, ca-
cini : morì nel 1 1 64, e fu sepolto poluogo del principato di Lubecca
nella cattedrale di Lubecca da lui e del baliaggio del suo nome, con
medesimo fondata. Gli succedette dintorni deliziosi , ove il vescovo
Corrado suo fratello, il quale an- Giovanni Federico della casa d'Ol-
dò in Terrasanta coli' imperatore denburgo edificò un castello Il .

Enrico di Baviera, e con altri pre- principato di Lubecca è diverso


Iati e signori , e morì nella città dalla città libera di Lubecca. La
di Tiro in Palestina verso 1' anno casa di Holstein avendo reso impor-
1174. Il successore Enrico, già tanti servigi al vescovato luterano
abbate del monastero di s. Egidio in tempi di turbolenze,* e partico-
di Brunswick, edificò il monastero larmente il duca Giovanni nel 1648,
di s. Giovanni che donò ai mona- coli' impedire che il vescovato di
ci benedettini, e passò poi in uso Lubecca venisse secolarizzato come
delle monache quando monaci i gli altri, pace di Westfalia, fu
alla
furono trasferiti altrove. Quanto a- dal capitolo per riconoscenza con-
gli altri vescovi di Lubecca fino a venuto nel i655, che in avvenire
Cristiano Augusto duca d'Holstein, sarebbero i suoi vescovi scelti dalla
eletto nel marzo del 1709, si po- casa di Holstein, locchè venne con-
trà consultare la Storia ecclesiasti- fermato nel 1700 col trattato di
ca d'Alemagna t. II, p. 33 1. Ag- Travendal. Nel 1802 il vescovato
giungeremo qui solamente, ch'elet- e principato di Lubecca passò al
to Martino V nel concilio di Co- duca di Oldenburgo a titolo di
stanza, nel 1418 fece consegnare al principato; diventò nel 18 io di-
vescovo di Lubecca la custodia di partimento francese, indi nel 18 15
Baldassare Cossa deposto dal pon- ritornò alla casa di Oldenburgo.
,

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Nelle diete dell'impero il vescovo lo arciducale, situato sopra una
di Lubecca era seduto a fianco montagna, serve al presente di pri-
di quello d'Osnabruck, sopra una gione. Le sue manifatture di stoffe

sedia particolare. Era il solo della di lana e seta, assai floride un tem-
confessione augustana che godesse po, sono molto decadute; pro- ma
in Germania dei diritti diocesani sperano ancora quelle di panni, te-
e della giurisdizione ecclesiastica. Il le, maioliche, strumenti chimici,
capitolo di Lubecca è composto di cappelli ec, come pure i suoi con-
trenta canonici, ventisei protestanti cia toi. Questa città fa un commer-
e quattro cattolici: il senato della cio attivo coli' Italia, la Croazia, ed
città esercita sulla cattedrale il di- il sud della Germania, e molto sof-
ritto di patronato. La missione frì pei terremoti ed incendi. Lu-
cattolicadi Lubecca e di Eutin biana, in tedesco Laybach, in illi-
dipende dal vicario apostolico delle rico Lubiana, ed in latino Aemo-
missioni settentrionali di Germa- na seu Labacum, già capitale del
nia amministratore apostolico di
, ducato di Carniola che dividevasi
Osnabruck, ascendendo i cattolici anticamente in alta, media, inter-
a trecento in Lubecca vi è la casa
: na e bassa, dopo avere apparte-
del missionario con cappella, ed in nuto per lungo tempo agli slavi,
Eutin un oratorio. 11 governo non passò in potere dei duchi di Ba-
si oppone alle abiure, né vi è leg- viera, ed ebbe poscia dei signo-
ge che vieti l'educazione della prole ri particolari dopo la morte del-
:

dei matrimoni misti nella religione l'ultimo di questi, gli stati del paese
cattolica. si diedero spontaneamente a Fe-
LUBIANA (Labacen). Città con derico il Bellicoso duca d'Austria,
residenza vescovile della Carniola verso la metà del secolo XIII.
in oggi capitale del regno illirico, Nel 1 782 fu onorata dalla presen-
capoluogo di governo e di circolo, za del Pontefice Pio VI, che recossi
lungi venti leghe da Trieste e ven- a Vienna dall'imperatore Giuseppe
totto da Gratz, sulla Lubiana che II per affari di religione. A' 16
l'attraversa in tutta la sua lunghez- marzo partendo il Papa da Adels-
za. Assai bene fabbricata in pia- berg arrivò verso le ore ni a Lu-
nura, ha otto sobborghi, ed un ca- biana, mentre nevigava. Smontò al
stello fortificato, situato sopra una palazzo dell'ordine teutonico, e fu
vicina collina, forma tutta la sua ricevuto da monsignor Scrottenbach
difesa. Vi si osserva il palazzo della vescovo di Lavant, da monsignor
città, di gotico stile, l'edifìzio degli Herbestein vescovo di Lubiana, e
stati ed il teatro. Oltre la sua bella da molta nobiltà. Nell'appartamen-
cattedrale ha dieci altre chiese, fra to decorosamente preparato per or-
le quali la più osservabile è quella dine dell' imperatore, ricevette Pio
delle orsoline. Vi sono due ospe- VI benignamente l'arciduchessa Ma-
dali, un liceo avente i privilegi di rianna d'Austria sorella dell'impe-
università, una pri-
un ginnasio, ratore, che ad appagare la sua
maria scuola normale, una società particolare venerazione pel capo
agraria, una scuola militare, un os- della Chiesa, vi si portò con tutte
servatorio , una pubblica bibliote- le sue dame dall' abbaziale residen-
ca ed un arsenale. L'antico castel- za di Klagenfurt, e poscia più voi-
io LUB LUD
te tornò a visitare il santo Padre. l'eretto vescovato Lubiana, nedi
TSel giorno seguente, domenica , il stabilì la pure li-
diocesi, e questa
Pontefice ascollò la messa nella berandola da qualunque soggezione
chiesa dell' ordine teutonico con- del patriarca d'Aquilcia e dell'ar-
tigua al palazzo, e nelle ore pome- civescovo di Salisburgo, la rese im-
ridiane proseguì il viaggio per Cil- mediatamente soggetta alla santa
la, ove pervenne alle ore 2 3, dopo Sede, esenzione che nel 1468 con-
passato il fiume Lintz. Quindi Lu- fermò il Papa Paolo II, ad istan-
biana fu per la prima volta presa za dell' imperatore Federico III. In
dai francesi nel 1797. Dipoi nel questo stato restò la diocesi e sede
1821 vi si tenne un celebre con- vescovile di Lubiana sino al 1787.
gresso, coli' intervento degli alleati Quindi Lubiana fu innalzata al gra-
Francesco I imperatore d' Austria, do di metropolitana da Pio VI.
Alessandro I imperatore delle Rus- Dappoiché colla bolla In universa
sie, della diplomazia europea, e vi gregis Dominicele curae> octavo idus
si recò in appresso Ferdinando I martii 1788, presso il Bull. Rom.
re delle due Sicilie, per deliberare Continuano t. Vili, p. 124, sop-
sullecommozioni politiche delle due presse l'arcivescovato di Gorizia,
penisole, ispanica ed italica , onde dismembrò molte delle sue parroc-
ristabilire, di concerto ai mezzi per chie, e l'unì al vescovato di Lu-
reprimere i torbidi e le ribellioni biana, restando Gradisca soltanto
di Napoli, Piemonte e Spagna, l'au- cattedrale. Colla stessa bolla Pio
torità reale che vi era decaduta. VI elevò Lubiana a metropolitana,
A' 21 dicembre 1845 la popola- assegnandogli per suffraganei i ve-
zione di Lubiana fu posta in gra- scovati di Segna e Moclrusca uniti,
ve costernazione, pel violento ter- e Gradisca e Gorizia, la quale isti-

remoto, di cui la memoria uma- tuita dal medesimo Papa era stata
na non sa rammentarsi il simile. fatta concattedrale di Gorizia, e ciò
Questa scossa si fece repentinamen- colla Super specula militali'
bolla
te sentire senza particolari precur- tis tertio decimo kal.
Ecclesiae )

sori, e durante più minuti secondi septembris 1788. Vi sottopose e-


ondeggiò il suolo, tremarono le mu- ziandio per suflTraganea la sede ve-
ra degli edifici, per cui gli abitanti scovile di Trieste, mediante la bolla

nella maggior parte corsero a pre- Ad supremum milìlantit Ecclesiae


cipizio fuori delle loro case, cercan- regimtn, data pridie idus septembris
do di salvarsi all'aperto, tutti, com- 1797. Nel quale anno lo stesso Pio
presi da terrore e da spavento. V colla bolla Ree li prudenti sque con-
1

La sede vescovile fu eretta dal silii ratio postulai, de' 12 settem-


Pontefice Pio II nel 1462, con let- bre, Bull, citato t. IX, p. 5i, tras-
tera apostolica data octavo idus latò la sede vescovile di Gradisca
septembris in Pienza sua patria, di- col capitolo della cattedrale de' ss.

chiarando cattedrale la chiesa di s. Pietro e Paolo, nella città di Go-


Nicola, e dismembrandola dalla giu- rizia e nella chiesa de' ss. Ilario e
risdizione del patriarcato di Aqui- Taziano, per cui poi questo vesco-
leia. Con altra lettera emanata nel- vato prese il nome Goritiensem
lo slesso luogo ed anno, quarto idus scu Gradiscanum. Pio VII nel 1807
septembris, nuovamente confermò colla bolla Quaedam tenebrosa ca-
,

LUB LUB ti

Ugo, quarto decimo kalendas septctn- nel i63o Rinaldo Scherlichio un-
bris, soppressa la dignità arcivesco- garo, traslato da Trieste, che rifor-
vile e metropolitana di Lubiana mò i costumi, ed eresse il conven-
la ripristinò suo stato antico
nel to ai minori osservanti. Nel 16^1
di sede vescovile ed immediatamen- Urbano Vili fece vescovo Ottone
te soggetta alla Sede apostolica. Fi- Federico conte Pacheim suo cubi-
nalmente Pio Vili, per aver eretto culario , canonico di Salisburgo,
di nuovo Gorizia in arcivescovato, Magdeburgo e Passavia, ornato del-
colla bolla In su per eminenti apo- le più belle virtù. Nel 1664 gli
slollcae dignitatis specula, sexto kal. successe fr. Giuseppe Rabatta di
augusti i83o, a richiesta dell'im- Gorizia cavaliere gerosolimitano. In-
peratore d'Austria Francesco I, tra di divennero vescovi: nel i683 Si-
le altre gli assegnò per suffraganea gismondo Cristoforo conte d'Her-
Lubiana, alla quale però accrebbe bestein, che nel 1701 si ritirò, per
sedici parrocchie tolte dalla diocesi cui gli fu sostituito Ferdinando con-
di Gorizia stessa, e ventuna sepa- te di Riemburg canonico
di Pas-
rate da quella di Trieste. Dicem- savia; Francesco Carlo
nel 171 1

mo che Lubiana in latino si chia- de' contr 4i Kaunitz di Vienna, u-


ma anco Aemona perchè vuoisi
,
ditore di rota, canonico di Salisbur-
edificata sopra le rovine d'una città go e Passavia; e nel 17 18 Gu-
di tal nome, che fu sede vescovile glielmo de Leslie scozzese, già coa-
fin dai primi secoli della Chiesa ; diutore di Trieste col titolo vesco-
sembra diversa da Aemonia o Città vile in partibus Al dentano, non che
Nova. vescovo di Vaccia. Questa è la se-

Il primo vescovo di Lubiana fu rie de' vescovi riportata dall'Ughelli


Sigismondo conte di Lamoerg no- iiell' Italia sacra, tom. V, p. 1072
minato nel 1 4-^3 ; gli successero e seg. I vescovi registrati nelle an-
nel 1488 Cristoforo Ranbert nobi- nuali Notizie di Roma sono i se-
le carniolo, consigliere dell'impera- guenti : 174^ Ernesto Amadeo dei
tore; avendo appena dieciotto anni conti degli Attimi, traslato dalla
fu ordinato nel i494> quindi fu chiesa Traconen. 1759 Leopoldo
fatto amministratore di Secovia nel de Petazzi di Vienna, traslato da
1^09, e morì in Vienna nel 536. 1 Trieste, a cui nel 1769 fu dato in
Paolo III dichiarò allora vescovo coadiutore con futura successione
di Lubiana Francesco de' baroni Carlo Herbestein di Gretz diocesi
Cazianez canonico di Passavia, mor- di Salisburgo, fatto per ciò vesco-
to nel 1 544- Lo furono successi- vo Mindo in partibus, divenuto
di
vamente Urbano Textor confessore nel 1772 effettivo. Dopo un tratto
di Ferdinando I; nel i56o Pietro di sede vacante, come abbiamo
Spacher; nel. 1 568 Corrado Ada- detto, Pio VI eresse Lubiana in
mo Glushitz; nel i5y8 Baldassare arcivescovato, e dichiarò a' 7 apri-
Radlizio, che per la mirabile sua le 1788 primo arcivescovo Michele
eloquenza fu chiamato il Cicerone libero barone de Brigido di Trie-
carniolano; nel i58o Giovanni Zam- ste, lo fu sinché Pio VII nel
e
chei arcidiacono di Gorizia ; nel concistoro de' 23 marzo 1807 lo
1597 Tommaso Krein o Cromi trasferì alla sede vescovile di Sce-
consigliere intimo dell' imperatore ; pusio in Ungheria. Nella sede va-
il LUB LUB
cante lo stesso Papa soppresse l'ar- studio delle sacre lettere, e si fece
civescovato di Lubiana , come si religioso nel proprio paese. Dopo
è detto. Ritornata però Lubiana ott'anni passò a Lione, nell' isola
ad essere sede vescovile, Pio VII di Barba, sotto la condotta di s.
a* 24 agosto 1807 vi traslatò da Lupo, ed in appresso nel Percese,
Zela in parlibus Antonio Kaut- sotto quella di s. Avi, dopo la mor-
schitz d'Idria diocesi di Lubiana, te del quale ritirossi nel deserto
e dipoi a' 22 luglio 18 16 fece ve- di Charbonnieres, ove passò quasi
scovo Agostino Gruber di Vienna; cinque anni , lontano affatto da o-
quindi Leone XII nel concistoro gni commercio col mondo. Ma E-
de' 12 luglio 1824 gli diede in terio vescovo di Chartres, conoscen-
successore l'attuale vescovo monsi- do la sua santità, lo ordinò prete,
gnor Antonio Luigi Wolf d' Idria e lo fece abbate del monastero di
diocesi di Lubiana , già canonico Brou nel Percese; indi lo diede
della cattedrale. per compagno di viaggio a s. Al-
La cattedrale, ediflzio di magni- bino vescovo d'Angers che andava
fica struttura , è dedicata a Dio a visitare* s. Cesario d'Arles. Suc-
sotto l'invocazione di s. Nicola ve- cedette poscia ad Eterio sulla sede
scovo, con fonte battesimale e cu- di Chartres nel 544; nel qual mi-
ra d'anime, la quale viene ammi- nistero adempì fedelmente a tutti
nistrata da un canonico e da quat- gli uffizi di buon pastore. Interven-

tro cooperatori. Il capitolo si com- ne al quinto concilio d' Orleans e


pone di due dignità , essendo la al secondo di Parigi, e mori nel
prima il proposto, di dieci cano- 577. Il suo capo è custodito nella
nici senza le prebende del teologo cattedrale di Chartres ; il resto del
e del penitenziere, e di altri preti suo corpo fu bruciato dai calvini-
e chierici addetti all'uffiziatura. Pres- sti nel i568. S. Lubino è nomi-
so la cattedrale è situato l'episco- nato nel martirologio romano ai
pio, ch'è ampio e magnifico. Oltre i5 di settembre; ma la sua festa
la cattedrale nella città vi sono al- si celebra due volte all'anno nella
tre quattro chiese parrocchiali, tut- diocesi di Chartres, cioè ai 14 di
te munite del battistero, un con- marzo e a' r 5 di settembre.
vento di religiosi un monastero , LUBLINO (Lublinen). Città con
di monache, seminario ed ospeda- residenza vescovile di Polonia, ca-
le evvi pure il monte di pietà ed
: poluogo di woiwodia e di obwo-
alcune confraternite. La diocesi è dia del palatinato del suo nome,
amplissima, poiché contiene nove lungi 34 leghe da Varsavia, e iZ
città, diversi castelli e luoghi. Ogni da Siedlec, sulla riva sinistra della
nuovo vescovo è tassato nei libri Bistrzyca . È sede della seconda
dellacamera apostolica in fiorini corte di appello del regno, e delle
cinquecento, corrispondenti alle ren- magistrature. Sta in parte sopra
dite della mensa, le quali ascendo- un'altura, e parte sulla sponda del-
no a circa diecimila fiorini, senza la riviera, ciò che la fa dividere in
alcun gravame di pensione eccle- alta e bassa città prima parte fu; la
siastica. un tempo fortificata, essa non ha più
LUBINO (§.), vescovo di Char- che un castello situato sopra una
tres. Nativo di Poitiers, applicò allo roccia, presso cui evvi un sobbor-
,

LUB LUG i3
go. Le sono nella maggior
case Battista e Giovanni Evangelista,
parte in legno e le strade irrego- ma siccome l'edifizio trovasi in cat-
lari. Si osserva una gran piazza tivo stato, almeno all'epoca del
ove è situato il palazzo della città 1825, si officia nella chiesa Cras-
di bella architettura ; il palazzo So- noctaviae. Il capitolo si compone
bieski, la cattedrale e le chiese de- di quattro dignità, la prima delle
gli domenicani e dei
ex-gesuiti, dei quali è il preposto, di otto cano-
carmelitani meritano di essere ci- nici, di sei vicari, del penitenziere
tate. Vi sono in tutto dieciotto chie- e del teologo. L'episcopio per abi-
se, molti conventi due sessi
dei tazione del vescovo è un sufficiente
una vasta sinagoga, un seminario edifizio. una sola
Nella città avvi
vescovile, un'accademia, un ginna- chiesa parrocchiale munita del sa-
sio di piaristi, alcuni ospedali civili cro fonte, ch'è pure collegiata ; il
e militari, un orfanotrofio, varie seminario con alunni, cinque con-
società di agricoltura e di benefi- venti di religiosi, quattro monaste-
cenza, un teatro e fabbriche di ri di monache, tre ospedali, ed una
grossi panni. Il suo commercio è confraternita. La diocesi si estende
assai importante. Vi si tengono for- in venti leghe di lunghezza, e con-
se annue fiere che durano cia-
tre tiene quarantaquattro parrocchie.
scuna un mese, e dove concorrono Ogni vescovo è tassalo ne' libri del-
i negozianti di diverse nazioni. Ev- la camera apostolica in fiorini 3y3,
vi un gran numero di ebrei che corrispondenti alla rendita di 6666
abitano principalmente nella città scudi di moneta romana.
bassa; è rimarchevole l'indicato LUCA (s.), evangelista. Origina-
edifizio della sinagoga israelitica. rio di Antiochia, metropoli della
Fu presa dagli svedesi nel 1406. I Siria, ivi fece eccellenti studi nella
suoi dintorni sono coperti di laghi sua giovinezza , e dicesi ch'egli
e paludi. abbia perfezionato altresì le sue
La sede vescovile fu eretta dal cognizioni con diversi viaggi nella
Papa Pio VII, e dichiarata suffra- Grecia e nell' Egitto. Professò la
ganea della metropoli di Varsavia, medicina, ma non si conosce qual
ad istanza dell'imperatore France- fosse la sua condizione, poiché la
sco II che lo supplicò con lettera medicina era sovente esercitata anco
de' 12 dicembre i8o3. Per primo da schiavi che si facevano allevare
vescovo nel concistoro de' 23 set- in questa scienza. Grozio opina che
tembre i8o5 vi nominò Adalberto s. Luca fosse attaccato a qualche no-

Skarzewski di Janow diocesi di bile famiglia in uffizio di medico,


Leopoli, traslatandolo da Chelma. e che dopo la sua liberazione con-
A Leone XII nel concistoro
questi tinuasse sempre la sua primiera
de' io dicembre 1825 diede in professione. Non si sa del pari pre-
successore l'attuale vescovo monsi- cisamente se egli fosse ebreo o pa-
gnor Marcellino Dziecielski della gano di nascita. Alcuni pretendo-
diocesi di Uladislavia, trasferendo- no ch'egli sia stato convertito al cri-
lo da Arath in partibus , essendo stianesimo da s. Paolo ad Antio-
allora ausiliare del vescovo di U- chia, locchè altri negano. S. Epi-
ladislavia. La cattedrale è dedicata fanio lo fa discepolo del Salvatore;
a Dio, in onore de' ss. Giovanni ma Tertulliano accerta espressa-
i4 LUC LUC
mente che non fu del numero di le reliquie di s. Luca da Patras-
cjuelli che si unirono al Salvatore so a Costantinopoli, dove furono
mentre era ancor sulla terra; ed deposte nella chiesa degli Apostoli,
in fatti s. Luca nella prefazione ed allora donne distribu-
si fecero ,

dcl suo vangelo dice aver scritto rioni medesime. 11 Baronio,


delle
giusta i testimoni oculari delle a- ad an. 586, dice che il capo di
zioni di Gesù
non dice di Cristo, s. Luca fu portato a Roma da s.
esserne slato testimonio egli stesso. Gregorio, e deposto nella chiesa
Fu compagno nei viaggi e nei del monastero di s. Andrea. La
travagli di s. Paolo, che lo chia- sua festa si 18 di otto-
celebra ai
ma più volte come il suo coope- bre. S. Luca insiste parlieolarmen-
ratore. S'imbarcò seeolui per pas- te nel suo vangelo sopra ciò che
saie dalla Troade nella Macedonia spetta al sacerdozio di Gesù Cristo;
l'anno 5i di Cristo; soggiornò al- ed è appunto per questo che gli an-
quanto con esso a Filippi, e scorsero tieni applicando ai quattro evange-
insieme le città della Grecia. Se- listi le rappresentazioni simboliche
condo Girolamo e s. Gregorio
s. menzionate in Ezechiele, assegnano
IVazianzeno, s. Luca scrisse il suo ad esso il bue, come emblema dei
vangelo nel tempo che s. Paolo sagrifizi. Egli lo scrisse iu greco,
predicava nell'Acaia, ove andò due del pari che gli Atti degli apostoli,
volte coll'apostolo, cioè neh' anno ed il suo stile è più purgato di
53 e nel 58. Verso il 56 fu da esso quello degli altri evangelisti. Cre-
ìnviato a Corinto con s. Tito, indi desi comunemente che s. Luca ol-
segui s. Paolo a Roma, allorché vi tre la medicina coltivasse anche la
fu mandalo prigione da Gerusalem- pittura. Teodoro Let-
Leggesi in
me nell'anno 61, e non lo lasciò mai tore, il quale viveva nel 5 18, che
durante due anni che rimase cai-
i si mandò da Gerusalemme all'ini-

ccrato. In questo tempo egli scris- pelatrice Pulchena uu ritratto dei-


se gli Alti degli apostoli, che sono la Beata Vergine dipinto da s.
come il seguito del suo vangelo. Luca, e che questa principessa lo
S. Paolo, nella sua ultima prigio- mise in una chiesa ch'ella avea
nia, scriveva da Roma, che tutti fatto edificare a Costantinopoli. Si
gli altri loavevano abbandonalo, è trovata a Roma, in un sotterra-
e che s. Luca era solo con lui. neo presso alla chiesa di s. Ma-
Dopo il martirio dell' apostolo ,
ria in via Lata, un'antica iscrizione
dice s. Epifanio che s. Luca pie- iti cui dicesi d' uu ritratto della
dico nell'Italia, nella Gallia, nella R. V'ergine, che è uno dei sette
Dalmazia e nella Macedonia. Se- dipinti da s. Luca. Vi sono anco-
condo Fortunato e Metafraste, il ra tre o quattro altri ritratti si-

santo evangelista passò in Egitto mili, di cui il principale è stato


e predicò nella Tebaide. Alcuni collocato da Papa Paolo V nella

pretendono ch'egli abbia sparso il cappella Borghese nella chiesa di


sangue per la fede, ed altri dicono s* Maria Maggiore. V. Immagine,
che mori tranquillamente a Pa- Chiesa di s. Maria Maggiore, e
trasso nell'Acaia, in età di ottanta Pittura. Della celebre pontificia

od ottanquattro anni. Nel 357 *'


im " accademia di s. Luca di Roma, ne
peratore Costanzo fece trasportare parlammo all' articolo Accademie,
LUG LUC i5
e meglio all'articolo Cavalieri, or- dell' A pennino, fra le quali scendo-
dine de presidenti della pontificia no il Serchio, la Lima e le Pescie;
accademia di s. Luca. mentre di là dalle foci che si av-
LUCA, Cardinale. Luca origi- vallano a levante e a libeccio di
nario delle Galiie, educato nel mo- Lucca, giacciono i due laghi più
nastero di Chiaravalle, da Inno- vasti della Toscana chiama-
attuale,
cenzo II nel ii3o o nel 1 1 33 fu ti Bientina e Massaciuccoli ; il pri-
creato cardinale dell' ordiue dei mo è in qualche parte promiscuo
preti, col titolo de'ss. Giovanni e colla Toscana, di circa miglia die-
Paolo, mentre il Papa era in Frati- ciotto di circuito, l'altro è piccolo,
eia, per cui lo seguì nel suo ritorno come quello di Castel Gandolfo
in Italia. Di lui fa onorata menzio- (Fedi). Incontrasi la città sotto il

ne il suo amico s. Bernardo, in u- grado i8° io' longitudine e 43° 5i


na lettera scritta ai monaci di latitudine, sopra un piano appena
Chiaravalle. 11 cardinale sottoscrisse 32 braccia toscane più elevato del
due bolle, una nel 1 1 34 a favore livello del mare Mediterraneo; i3
del vescovo di Pistoia, V altra nel miglia a settentrione greco da Pisa,
nel 1 1 38 a favore del vescovo di passando per Ripafratta, e sole die-
Foligno. ci miglia per l' antica strada del
LUCANO (s.), martire. Secondo Monte Pisano; 26 miglia per la
un'antichissima tradizione fu mar- stessa direzione lontana da Livor-
tirizzato aLogny nella Beauce, sui no; 24 miglia a levante da sci-

confini del paese Chartrain e del- rocco di Massa di Carrara; 12 a


l' Orleanese; e ciò credesi avve- ponente libeccio di Pescia ; 14 a
nuto nel principio del quinto se- ostro dei bagni di Lucca, e 46
colo. Le sue reliquie furono po- miglia a ponente di Firenze.
scia trasportate nella cattedrale di Tre sono i successivi cerchi delle
Parigi. La sua festa si celebra ai mura di questa città. A quale epoca
3o d'ottobre , ed parigini hanno i risalga il primo s'ignora, poiché seb-
sempre avuto grandissima divozio- bene si attribuisca all'impero di Pro-
ne a s. Lucano. bo, ed altri ne abbia fatto autore
LUCCA (Lucan). Città con re- il re Desiderio, vi sono ragioni di
sidenza arcivescovile, insigne capi- crederlo più antico, essendo Lucca
tale del ducato cui dà ilnome, re- munita di mura tempi
sino dai
sidenza ordinaria del duca sovra- della repubblica romana, anzi si
no, e capoluogo del distretto di rinvennero non poche vestigia di
Lucca o del Serchio, già capitale costruzione all'etnisca. Col secondo
della repubblica lucchese in Italia. cerchio delle mura restarono rin-
Trovasi sulla riva sinistra del fiu- chiusi nella città diversi sobborghi,
me Serchio che le passa circa un varie strade e case che avvicina-
terzo di miglia distante, in mezzo vano il primo giro, massimamente
ad una fertile e irrigalissima pianu- dalla parte di oriente e di greca-
ra, circoscritta dal lato di scirocco le. La popolazione di questi sob-
e libeccio dal monte, da ponente a borghi dopo il secolo XII costitui-
maestro mediante le branche del- va nel regime della repubblica una
l' Alpe Apuana; da settentrione a sezione della città, designata col ti-

greco le fanno spalliera le balze tolo di quartiere dei borghi, e eoa-


16 LUC LUC
seguentemente diversa dall'altra de- Lucca, contornata da colline, da
nominata dalla porta s. Frediano poggi e da monti sparsi di ville
ossia del Borgo. Il secondo cerchio signorili, di paeselli, di chiese, di
di Lucca venne decretato dal go- toni e di borgate. 11 passeggio dei-
Temo nel 1200, e restò terminato le mura non è tampoco interrotto
nel 1260; forse verso il iog5 era- dalle porte della città, poiché Tarn-
si presa qualche misura per met- pia strada vi passa sopra pianeg-
tere in più largo cerchio la città, giante lungo tutto il giro della
11 terzo ed attuale più grandioso città che misura metri 4 f 9 2 >55.
giro delle mura di Lucca fu decre- In questo terzo cerchio di Lucca
tato nel 1 5o4 dalla repubblica, che esistevano tre sole porle, chiamate
vi fece lavorare dalla parie di le- Borgo, s. Donato e s. Pietro, in-
vante e di mezzodì sino al i544» nanzi che dirimpetto a una ma-
Per altro fattisi accorti che quel gnifica , veramente strada regia,
modo di costruire i bastioni circo- fosse aperta la porta Nuova o di
lari e le mura forse con poca s. Croce, già detta Elisa, perchè
scarpa, .non era il più confacente questa principessa la ordinò nel
a ridurre Lucca, come si voleva, 1806. Dalla Nuova esce
porta
una piazza forte, gli anziani affi- 1' ampia strada postale Pesciatina,
darono 1' esecuzione ad altri inge- fiancheggiata da doppio marciapie-
gneri, fra i quali meritossi maggior de per circa un miglio, e difesa
lode Vincenzo Civitali lucchese, da quadrupla linea di alberi. Dal-
Questa grandiosa opera non restò la porta al Borgo, detta anche s.
compita interamente prima del i645, Maria, esce la strada nuova dei
mediante la spesa di scudi 956,000, Bagni e di Barga ; dalla porta
senza contare il valore di centoventi s. Donato escono le strade postali
grossi cannoni di bronzo che guar- di Pisa e di Genova; e dalla
nivano gli undici bastioni dai qua- porta s. Pietro parte la strada
li è difesa la città. Le mura dal- vecchia del monte di s. Giuliano,
la parte che guardano la città sono Le chiese più grandiose e più
fornite di larghi terrapieni , lungo celebri della città sono quelle che
i quali campeggia una spaziosa andiamo a notare. Quantunque sus-
strada carrozzabile. È questa via sistano molti documenti scritti in-
fiancheggiata dal lato della cam- nanzi al 1000, ne' quali si ram-
pagna da un comodo marciapiede, mentano fra le molte chiese alcu-
mentre dalla parte esterna le mu- ne delle più insigni tuttora esi-

ra sono difese da opere avanzate stenti in Lucca, sé debbasi eccet-


con tornate da fossi e da terrapieni, tuare la cattedrale di s. Martino
A questi fa corona da ogni lato e la chiesa di s. Frediano, non
una libera e aperta pianura sino sembra che le altre fossero di quel-
alla distanza di circa j5o braccia, la dimensione e struttura architet-
chiamata la Tagliata, per la ra- tonica che dopo il secolo X hanno
gione che in quello spazio è vie- acquistato. La chiesa di s. Michele
tato piantare alberi di sorte alcu- in foro nel secolo IX era un ora-
na. Da questo punto bella e va- torio, dopo il 1000 vi si riuniro-

riata offresi la prospettiva della no alcuni preti per vivere canoni-


coltivatissima campagna intorno a camente, finché poi vi passarono
6

LUC LUC 17
i monaci benedettini ,
per
opera va. Questa elegante cappella in
de'quali nel 1142 quel tempio si forma di tempietto ottangolare ven-
restaurò, e forse allora fu nella ne rifatta nel 4^4 c °l disegno e1

grandezza e forma attuale riedifi- direzione del Fidia lucchese Mat-


cato. Contiguo a questa chiesa vi teo Civitali, eh' è pure l'autore
sta un seminario, che mentre serve della bellissima statua di s. Seba-
nei di festivi alle funzioni di quel- stiano nella nicchia esterna dietro
la collegiata ,
gli alunni vi sono l'altare del Volto santo. Nel i836
istruiti nella religione e negli slu- i lucchesi effettuarono l'offerta alla
di sino almeno alla filosofia. Di santa immagine di una lampada
questa gode il giuspatronato atti- votiva d'oro del peso di ventiquat-
vo il sovrano di Lucca, che fra tro libbre, appesa ad un sostegno
gli altri diritti ha quello di nomi- di argento di libbre venticinque,
nare il superiore che dicesi deca- colla spesa di lire lucchesi 44> 00 °j
no, il quale approvato dal Papa pari a scudi romani 611 3, acciò
usa il distintivo degli abiti pao- ardesse avanti il santo simulacro
nazzi come protonotario apostolico per indelebile gratitudine di essere
extra urbem, gode il privilegio dei stati preservati dal morbo cholera,
pontificali, ed è immediatamente essendo stati stabiliti anco i fondi
dipendente dalla santa Sede, aven- per 1' olio di essa. I lucchesi ave-
do giurisdizione quasi episcopale sul vano solennemente coronato il Vol-
suo clero, con particolar tribunale. to santo nel i655. Nel i834 coi
Della chiesa di s. Maria Forispor- tipi lucchesi di Rocchi, Giovanni
tam si hanno notizie dal 768, ma Battista Conti dedicò alla regnante
il vescovo Jacopo nel principiar Maria Teresa principessa di Savo-
del secolo IX la ricostruì di ma- ia, duchessa di Lucca, una nuova
teriale. Chiamasi Forisportam, per- edizione arricchita di molti auten-
chè prima del i522 era situata ticidocumenti, del libro intitolato:
fuori dell'antica porta di s. Gerva- Della origine, invenzione e trasla-
sio. L'edifizio è di stile longobar- zione del prezioso simulacro di
do, fabbricato quadran- Gesù Crocefisso detto comunemen-
di pietre
golari scavate monti luc- te Folto santo, che si venera nel-
ne'vicini
chesi. La cattedrale di s. Martino, la metropolitana di Lucca. In
è una delle più antiche d' Italia, questo libro si parla ancora di
comechè il bei tempio attuale sia altri autori che fecero la storia
in dimensioni assai
stato riedificato ed illustrarono il Volto santo.
più grandiose dal vescovo Anselmo La facciata esteriore del duomo
di Badagio, mentre egli sedeva con- fu eseguita nel 1204 dall'architet-
temporaneamente nella cattedra di to Guidetto, che eresse pure quella
s. Pietro col nome di Alessandro di s. Michele. Gli ornamenti del-
II 3 e fu lo stesso Pontefice che a' l'atrio sopra la porta minore, a
ottobre dell' anno 1070 solenne- sinistraentrando nel duomo di s.
mente la consacrò. In quella oc- Martino, sono del celebre Nicolò
casione fu collocato il simulacro Pisano. Questo grandioso tempio,
della veneranda effigie di Gesù della prima maniera così delta
Crocefisso detta il Folto santo nella gotica, è a tre navate divise da
cappella in cui attualmente si tro- nove grandi archi per parte; nella
voi. xi.
i8 LUC LUC
navata maggiore un e praticalo agli oggetti di pittura , trovasi
secondo ordiue di archi in nume- nella cappella detta del santuario,
ro doppio di quelli del primo or- nella croce della chiesa dal lato
dine, figurati da altrettanti fine- di settentrione, una tavola di fra
stroni in due gallerie che percor- Bartolomeo della Porta rappresen-
rono tutta la chiesa sino alla tri- tante la B. Vergine; agli altari delle
buna. L'edifizio al di fuori è tut- navate la Visitazione di Ligozzi, la
to incrostato di marmo del vicino Presentazione di Allori, la Cena
Monte Pisano, e nell'insieme pre- del Signore del Tintoretto, la Cro-
senta all'occhio un'armonia e rego- cefissione e la Natività del Passi-
larità che per il tempo in cui fu gnano , l' Adorazione de' magi di
fatto può dirsi portentosa. Questa Federico Zuccari, e una bella Ri-
cattedrale abbonda di belle opere surrezione del valente Michele Ri-
di scoltura, di pittura e di orefi- dolfo* lucchese. In quanto alla fab-
ceria. All'altare del Volto santo e- brica dellacontigua canonica, fu
sistono preziosi lavori di cesello in nel 1048 fondata dal vescovo Gio-
argento dorato ; così in sagrestia, vanni li che prescrisse al clero
dove si custodisce una croce di della sua cattedrale la vita comu-
argento dorato del peso di trenta ne secondo le regole canoniche,
libbre, detta la croce dei pisani, la- per cui concedè al capitolo di s.
voro del secolo XIV, assai delica- Martino un pezzo di terreno con
to e ricco di figure. Neil' alta- casa contigua alla cattedrale e al-
re della stessa sagrestia avvi una l' episcopio, al quale dono fu da
bella tavola del Ghirlandaio ed
, Alessandro II nel io63 aggiunto
in una stanza contigua si vedeva un altro pezzo di terreno.
il sarcofago d'Ilaria del Carretto La chiesa di s. Frediano è do-
moglie di Paolo Guinigi, per es- po la cattedrale una delle più an-
sere un pregiato lavoro di Jacopo tiche e più vaste chiese di
Lucca,
della Quercia. Oggi però questo giacché la sua prima riedificazione
monumento è in chiesa nella cro- rimonta all' anno 685, sebbene vi
ciera a lato di settentrione, a mano siada dubitare che non fosse tale
sinistra di chi entra per la porta come ora si vede. Ciò non ostan-
laterale di tal parte. Dentro alia te essa è stata segnalata per un'
chiesa poi si ammira sopra tutte opera dei tempi longobardici e
le opere di scalpello il monumento quasi la sola chiesa che sia ri-

sepolcrale di Pietro da Noceto, e masta in Italia di quell' epoca, la


vicino a questo il ritratto di Do- meno alterata nell'interno, qualora
menico Bertini mecenate dell'arte- si eccettuino le cappelle in fondo
fice lodato Civitali, cui si debbono alla chiesa e il presbiterio rialzato.
eziandio i bassorilievi del pulpito, Già qualche
da tempo esisteva
i due angelelti di marmo al taber- la chiesa de*
ss. Lorenzo, Vincenzo
nacolo del Sagramento , e le tre e Stefano martiri, nella quale sul
statue coi bassorilievi nell' altare declinar del VI secolo fu sepolto
di s. Regolo, mentre le figure il corpo del vescovo s. Frediano,
scolpite dalla vangelo
parte del quando la stessa chiesa fu, come
sull'altare della Libertà sono lavo- alcuni hanno supposto, riedificata da
rate da Giovan Bologna. Rapporto Faulone, creduto maggiordomo del
LUC LUC 19
re Cuniberto, e da esso lui dotata riuscì di ottenere dal vescovo di
e assegnata a Babbi do abbate ed ai Lucca la chiesa di s. Salvatore
tuoi monaci, lo che indica esservi in Mustiolo, colle chiese ed eremi
stato (in d'allora un monastero di di Antonio e di s. Giuliano, e
s.

claustrali. In fatti nell'anno stesso poscia il convento di s. Pantaleo-


Felice vescovo di Lucca die facoltà ne nel Monte Pisano ; dal vescovo
a quei monaci di vivere conven- di Luni la pieve di Carrara, da
tualmente e di amministrare la loro quello di Siena la chiesa di s.
chiesa, promettendo ai medesimi di Martino, e dal Pontefice Adriano
conservar loro beni donati da i IV il monastero di s. Maria di
Faulone e di lasciar loro la nomina Bagno in Romagna. Cresciuti i

dell'abbate. Le carte pubblicate nel claustrali in tanta prosperità e lu-


voi. IV delle Memorie lucchesi, e stro , bellamente restaurarono la
citate nel voi. XII degli Atti della chiesa di s. Salvatore in Mustiolo, e
reale accademia lucchese per oc- probabilmente rifecero pure la chie-
casione della questione sulla basi- sa di s. Frediano, il cui altare
lica, non dicono che Faulone rie- consecrò Eugenio III in presenza
dificasse la chiesa, ma dicono solo di Gregorio vescovo di Lucca.
che dotasse il monastero. Questa Questo tempio è a tre navate. La
famiglia religiosa alla metà del nave di mezzo ha dodici archi
secolo Vili era in molto credito; per parte a intiero sesto, sostenuti
ma verso la metà del IX il vesco- da colonne di marmi diversi, con
vo Giovanni die la chiesa in be- capitelli e basi di antico stile. Vi
nefizio al fratello Jacopo, che poi si vede tuttora una gran vasca
fatto vescovo lo rinunziò ad un marmorea che serviva pel batti-
prete. .Nel 1042 il vescovo Giovan- sterio d'immersione, nel quale so-
ni 1 1 dichiarò la chiesa parrocchia- no scolpite varie storie del Testa-
le e battesimale per cui divenne
,
mento vecchio: il moderno batti-
pieve. Il Papa
Pasquale II nel sterio è di Nicolò Civitali nipote
iiq5 ad istanza di Rotone pro- di Matteo. Da ultimo fu dall'ami-
posto e pievano di s. Frediano, cizia eretto un sarcofago al lettera-
istituì in mezzo a quella famiglia to Lazzaro Papi, scoltura esprimen-
di preti, una nuova congregazione tissima del fiorentino Luigi Pam-
regolare di canonici denominati poi paloni. Meritano menzione le chie-
Lateranensi di s. Frediano, e vuoisi se di s. Alessandro, di s. Pietro
che allora il priore della nuova Somaldi, di s. Giovanni, di s. Pier
canonica abbia riedificata e resa più. Cigoli o del Carmine, di s. Maria
ampia la chiesa. Dopo la morte in Corte Landini, di s. Cristoforo,
di Pasquale lì, che grandemente ec. Sono pure antiche quelle di
proleggeva questi canonici, e del s. Agostino, di s. Francesco, di s.

priore Rotone, la congregazione a- Paolino , e di s. Romano rifatta


gostiniana di s. Frediano restò per nel secolo XVII. La chiesa di s.
poco tempo soppressa, finché Ca- Alessandro è una basilica longo-
listo II la ripristinò. D' allora in barda dello stile il più puro, di
poi crebbe in fama quell'ordine di giuspatronato del ed il
sovrano,
canonici regolari, e ne' pontificati regnante duca, per l'amore che
d' Innocenzo II ed Eugenio HI gli porta alle belle arti, mediante 1' o-
ao LUC LUC
pera e lo studio dell' egregio di- di questa davanti alla piazza e
pintore lucchese professore Michele quella laterale volta a settentrione,
Ridolfi,ha restaurato l'abside fa- che restò terminata verso il 1729
cendovi dipingere ad encausto la dall'architetto lucchese Francesco
Madre di Dio col suo di fio par- Pini. Quantunque il palazzo nello
goletto che eccitato dai ss. Alessan- stato attuale, fornito di due gran-
dro e Lodovico benedice riguar- i di alrii, comparisca grandioso, e
danti ; opera riputata finora senza sia divenuto uno de' più comodi e
esempio e di studiata composizione, dei più confacenti ad una reggia,
lodata da ogni intendente della pure esso è un buon terzo mino-
meravigliosa arte del dipingere. Il re di quello in origine ideato
tipografo Luigi Guidotii nel 1
844 dall'Ammannato. Il magnifico peli-
ci diede: Scritti vari riguardanti stilio di colonne doriche della pie-
le belle arti, del dipintore Michele tra di Guamo, dà accesso ad una
Ridolfi, ec. La chiesa poi di s. grandiosa scala con gradini di mar-
Maria Corte Landini, non cede
di mo bianco: tale opera fu eseguila
affatto di s. Michele in
a quella per ordine della duchessa Maria
Foro, anzi è da tutti riputala più Luisa Borbone, dall'architetto
di
stimabile pei capolavori d' arte lucchese Lorenzo Nottolini. La Io-
che vi sono. È così denominata dalla data sovrana fece collocare nella
nobile famiglia Orlandi, che sin piazza ove trovasi il palazzo, la sta-
dal1228 abitava vicino ad essa, tua del suo avo re Carlo III. Si
Un tempo fu collegiata, quindi legge però nella Guida di Lucca
rettoria o parrocchia sino all'anno del eh. marchese Mazzarosa, del
i583, epoca in cui fu data alla 1 843 : » ma ora dopo diecinove
congregazione, tanto benemerita del- anni che si stava attendendo, è
la patria ed illustre per gli uomi- giunto gruppo destinalo per qui,
il

ni dotti che vi deChicri-


fiorirono, rappresentante la stessa Maria Lui-
ci regolari della di Dio. Madre sa, che il comune commise il 1823
In questa chiesa si espone alla al famigerato scultore Lorenzo Bar-
venerazione de' fedeli nel dì 16 a- tolini, in memoria del benefizio
gosto d'ogni anno il sangue di s. inestimabile dell'acquidotto ". Quin-
Pantaleone racchiuso in un'ampolla, di la statua di Carlo III venne
che già veneravasi nella cattedrale trasportata nella passeggiata sulle

di Benevento, e stando per oidi- mura di Lucca. L' antico palazzo


nario congelato, nella ricorrenza pubblico è quello di s. Michele
della festa del santo ammirasi li- in piazza, da dove sino dal secolo
quefatto. XVIII si traslocò nel ducale pa-
li palazzo ducale o reggia du- lazzo la signoria di Lucca. Il pa-
cale del sovrano , era 1' antica re- lazzo de'lribunali fu già residenza
sidenza del gonfaloniere e de' si- del secondo magistrato della re-
gnori della repubblica lucchese, pubblica lucchese ,
detto palazzo
Ebbe principio questo palazzo nel pretorio, cioè del podestà ; fu in-

1578 col disegno e direzione del cominciato nel secolo e com- XV


celebre Bartolomeo Ammannato, pilo ne' primi del XVI. In gran
cui appartiene il portico interno e parte sì regge sopra una loggia che
l'esterna facciata, tranne la parte ha dirimpetto alla piazza tre ar-
1

LUC LUC 21
cote a sesto intero. In quanto corso nei dominii della romana Chie-
all' edifizio della zecca antica non sa. Pare in vece certissimo che Lu-
ne reità più indizio alcuno, essen- cio III abbia ottenuto da Federico I,
do scorsi molti secoli dacché fu che intutta la Toscana non vo-
distrutto quello che servì per si- lesse in corso altra moneta che la
mile uso al tempo de' longobardi. lucchese, e fosse pure ricevuta ne-
La zecca lucchese fu la più accre- gli stati pontifìcii. Questo Lucio IH

ditata della bassa Italia. Nei secoli arricchì la chiesa metropolitana ,


intorno al mille esisteva presso ov'era stato canonico, di molti cor-
la chiesa di s. Giusto ; più tardi pi santi. Denari lucchesi col Volto
la zecca fu eretta dove ora si tro- santo e sua epigrafe, se ne trova-
va, cioè nella via del Fosso, fra no antichissimi, pel frequente uso
la porta s. Pietro e quella di s. ch'ebbero i lucchesi di batterli in
Donato. Delle sue monete antiche onore del simulacro rappresentante
ne tratta il Vettori nel suo Fio- la vera effigie del Salvatore, che
rino d' oro p. 201 e 202 : dice dicesi fatta da s. Nicodemo, e mi-
che Castruccio Castracane per fare racolosamente pervenuta a Lucca.
ingiuria ai fiorentini, fece battere Molte monete portarono 1" epigra-
una nuova moneta coli' impronta fe Libertas, e all' intorno Otto
dell'imperatore Otto, la quale fece Rex il III o il IV imperatore, for-
chiamare caslruccini. Il Muratori, se per riconoscenza di aver ai luc-
Dissert. sopra le antichità Italia rw} chesi confermato il gius di battere
disseti. XXVII, della zecca e pri- moneta. Altre portarono le parole:
vilegio di battere
moneta, osserva Otto Imperator; Luca Imperialis;
che siccome provò nella parte I Sanctus Paulinus vescovo e pro-
delle Antich. estensi cap. XVII, la tettore di Lucca.
città di Lucca fu ne* vecchi secoli Tra le fabbriche destinate al-
cnpo della Toscana, però ivi e l' uso pubblico, deve rammentarsi
sotto i re longobardi, ed impera- la torre che appellasi delle ore>
tori franchi e tedeschi esisteva il perchè sopra di essa è collocato
privilegio della zecca, e la pecunia uno dei più antichi orologi a peso,
lucchese non era in minor credito fatto nel 1 39 1 dal lucchese La-
per 1' Italia che la pavese. Indi bruccio Cerlotti: la torre fu perciò
parla de' soldi d' oro lucchesi del dal governo acquistata dalla fami-
746 e del 750; delle monete col- glia Diversi. Le fabbriche dei pii
T epigrafe Flavia Luca, coniate stabilimenti sono le seguenti. I luc-
sotto i re longobardi e gl'impera- chesi diedero antiche e cospicue
tori tedeschi ; citando Tolomeo da prove di tali istituzioni, massime
Lucca, dice che nel 1 55 Fede- fondazioni di spedali presso le porte
rico I confermò ai lucchesi il bat- della città e lungo le strade mae-
tere monela, e le analoghe conces- stre del contado. Da gran tempo
sioni degli imperatori suoi prede- simili ospizi sono cessati o riuniti ne-
cessori. Non conviene con Tolomeo gli spedali superstiti. Tale si è quel-
che il Papa lucchese Lucio III lo della Misericordia, dotato dal-
della nobile famiglia Allucingoli ac- l'arte dei mercanti lucchesi, sotto
cordasse a Lucca il privilegio di la protezione di san Luca cui è
batterla, ma bensì ne ammise il è dedicata la chiesa. Fu edificato
4

ai LUC LUC
presso i marchesi Adal-
beni dei l'ospedale degli uomini esiste l'o-
berto e della gran Contessa Matil- spizio dei fanciulli esposti, e quel-
de (Fedi), giacché il suo locale lo de'maschi orfani. Sino dal 1809
trovasi accosto al Prato Mar-
del fu ridotto per ricovero delle fem-
chese ossia al circo di porta s. Do- mine orfane l'antichissimo mona-
nato. Scrissero alcuni che fu fon- stero di s. Giustina, già di s.

dato nel 1287 per opera ancora Salvatore in ove per


Bresciano,
dello spedalingo Bonaccorsi; ma è dieci secoli le monache vi aveano
certo invece che fu fondato dalla professato la regola di s. Benedet-
corte de' mercanti nel 1262, come to. Per ospedale de* pazzi In desti-
si legge nella Guida sacra di Lue- nato sino dai 1770 il soppresso
fa, edizione del i836, a p. 260. monastero de' canonici regolari la-
E di fatto il privilegio di fonda- teranensi_, con bel claustro, ed in
zione di Enrico I vescovo di Luc- sito ameno, lunge oltre due miglia
ca, fu spedito a* 27 settembre 1263 dalla città, e tale luogo chiamasi
a Bonansegna rettore e agli ope- Fregionaia. Il deposilo di mendici-
rai della Misericordia. A tenore di tà è nel vasto palazzo de' Borghi,
questo privilegio il rettore dell'o- ilquale fu fondato nel 1 1 ^ da
spedale doveasi nominare dai con- Paolo Guinigi pei divertimenti del
versi ospitalieri, e confermare dal popolo; indi nel 1726 la repubbli-
vescovo, come dal vescovo riceve ca vi raccolse gì' invalidi e que-
anche oggigiorno 1' istituzione ca- stuanti della città, divenne poscia
nonica, benché l'ospedale sia in bagno de' galeotti, finché nel 1823
potere del regio governo. Su que- la duchessa Maria Luisa lo ripri-
sto punto il chiaro monsignor Te- stinò pei poveri vagabondi. La
lesforo Bini bibliotecario pubbli- confraternita di carità cristiana os-
co, ci diede
molte notizie auten- sia della Misericordia 3
esistente
tiche, nel voi. Vili della Pragma- già da più secoli, fu riordinata
logia cattolica, che si pubblica in nel 18 16 dal generale governatore
Lucca, anno 1840, a p. 60. Indi austriaco, e quindi avvalorata dal
l'ospedale nel 1 34o sotto il vesco- duca regnante che ne prese la pro-
vo fr. Guglielmo venne ingrandito, tezione : sembra modellata su quel-
e più. tardi nel 1735 la chiesa fu la della Misericordia di Firenze.
rimodernata, col farne in gran par- Nel 1489 la repubblica per ripa-
te le spese lo spedalingo Balbani. rare alle usure degli ebrei fondò
La nomina dello spedalingo di- il monte di pietà.
pendeva probabilmente dai consoli Passando a parlare degli stabili-
della curia, ossia dall'arte de'mer- menti d' istruzione pubblica inco-
canti, per vigilare sullo stabilimen- mincici emo a dire che tra le conces-
to. Appena sottentrò io Lucca il sioni dall'imperatore Carlo IV fat-
reggimento dei principi Baciocchi, te alla repubblica nel 1 36cj, vi fu
quel governo avocò a sé il gius- quella di possedere un' università,
patronato di questo e di ogni la quale venne poi confermata -nel

altro luogo pio. La fabbrica è di- 1387 da Urbano VI. Però il go-
visa due separate e spaziose
in verno dì Lucca non si valse di
corsie, una per gli uomini e l'al- questo privilegio sino al 1780;
tra per le donne ; contiguo al- imperocché, se dalle lauree di dot-
LUC LUC a3
forati state conferite dal vescovo sa quella dotta e benemerita con-
di Lucca mercè i privilegi impe- gregazione, ove si danno pubbliche
riali e pontificii, trasparisce 1' esi- lezioni di umane lettere. Inoltre e-
stenza d'uno studio lucchese, nondi- siste nel convento medesimo una
meno dalla Storia letteraria dell'e- pregevole biblioteca corredata di
rudito Cesare Lucchesini ,
pubbli- più di ventimila volumi, molti dei
cata nei volumi IX e X delle Memo- quali appartenenti al celebre mon-
rie lucchesi, si governo
rileva che il signor Gio. Domenico Mansi, al
di Lucca si limitò a chiamare in Franciotti, al Beverini, al Paoli, che
città, o a pensionare qualche mae- furono altrettanti luminari di quel-
stro di umane lettere, di geome- la famiglia di regolari. Accanto al-

tria, di calcolo, e poco più. Però la chiesa di s. Frediano sino dal


anche in tempi di barbarie il cle- 1802 fu aperta una scuola di di-
ro lucchese venne istruito in teo- segno diretta da un professore di
logia, e sino dal principio del se- pittura lucchese, provvista di suffi-
colo XIII nella canonica del duomo cienti modelli con lo studio del
di Lucca tenevansi scuole pel clero; nudo. Nella pubblica biblioteca, e-
come ancora fuori del clero non sistente nelle molte sale che fanno
si mancò di scuole ove si professa- parte della fabbrica di s. Frediano,
vano le umane lettere. Il liceo ebbe vi sono un immenso numero di
principio nel 1780, quando la re- volumi stampati molti libri mss.,
,

pubblica domandò ed ottenne da e vi furono riunite le pergamene


Pio VI la soppressione dei canonici de'con venti e monasteri soppressi
regolari lateranensi di s. Frediano, al tempo de' principi Baciocchi;
a condizione d' impiegare il loro l'incendio del 1822 le recò gravi
patrimonio, e destinare il vasto e danni. Questi danni in ispecie di
ben disposto locale del monastero manoscritti sono con somma accu-
per pubblica istruzione. Il nuovo ratezza e precisione indicati dal
liceo portò il titolo d' Istituto dei consigliere di stato Vincenzo Tor-
pubblici sludi, poi nel 1802 quello selli direttore delle finanze del
di Università. Questo liceo attual- ducato di Lucca, amantissimo pro-
mente è fornito di ventisei catte- tettore delle scienze ed arti , socio
dre, compresevi due di teologia di varie accademie, nella sua eru-
dommatica e morale. E ripartito ditissima opera : Delle scienze in
in tre facoltà, legale, medico-chi- Lucca, p. io5 e seg., pubblicata
rurgica, e fisico matematica, con dal tipografo Giusti nel i843.
un gabinetto di macchine e un or- Però se patì in tale infortunio,
to botanico. La laurea in legge si andò tanto aumentando di vo-
poi
conferisce dall'arcivescovo ; nelle al- lumi dal i83o in là dal regio go-
tre facoltà la dà il rettore della verno, non che provveduta di una
pubblica istruzione , delegato dal dote fissa di mille scudi lucchesi
sovrano. Vi sono scuole de Chieri- annui, che oggi conta sopra cin-
ci regolari della Madre dì Dio quantamila volumi in ogni genere
(Pedi) nel convento di s. Maria in di lettere e di scienze. Fra i qua-
Cortelandini dove fu
, trasportata limeritano speciale menzione i die-
dopo ch'ebbe origine nel 1 583 cimila volumi della biblioteca del
nella chiesa di s. Maria della Ro- marchese Cesare Lucchesini, acqui-
*4 LUC LUC
stati tutti in una volta dal reale e quello de'canonici. Neil' archivio
governo con molti e pregevoli mss. poi dello stato o sia delle riforma-
Oltre a ciò vi è una bella rac- zioni della repubblica lucchese fu-
colta di mss. di cose patrie e del- rono riuniti i documenti officiali
le famiglie lucchesi, raccolti qua e dello stato : merita pure di essere
là, di circa cinquecento volumi. rammentato l'archivio pubblico de-
Altre notizie su questa insigne bi- gli atti notarili , esistente nel pa-
blioteca si possono leggere a p. lazzo Guidiccioni, fabbricato sul
110 della Guida di Lucca del fine del XVI secolo con disegno
eh. Mazzarosa, edizione del 1 843. di Vincenzo Civitali Resta so- .

Sino dal 1809 nel claustro di pra una piazzetta di contro al pa-
s\ Frediano fu aperto un collegio lazzo de'Sanminiati, ora detto de-
di giovani alunni, cui governo
il gli uffizi, essendo colà attualmente
Borbonico del 18 19 cambiando il riunite le segreterie di stato, e i

nome di Felice in quello di Colle- primi dicasteri politici, amministra-


gio Carlo- Lodovico, accrebbe mez- tivi e finanzieri del ducato. Quan-
zi e locale, quando il liceo fu to alleaccademie scientifiche e
trasportato nel palazzo già Lucche- letterarie di Lucca, la reale acca-
Mtn. La real biblioteca palatina, demia lucchese, chiamata per due
sebbene da pochi anni creata, con- secoli degli Oscuri, fu tra le più
ta sopra 25,ooo volumi e molti illustri di quante altre società let-
pregevoli. Sebbene Lucca nei se- terarie sorsero in Lucca nei tempi
coli scorsi non mancasse di stabi- trapassati, sotto i variati vocaboli
limenti per le fanciulle , conosciuti degli accesi, dei Freddi, dei Ba-
sotto il nome ài Ritirate, di Conver- lordi, dei Principianti, e dei Raf-
tite, ec. ,
pure mancava di un con- freddati, sino a quella che si ap-
servatorio per l'educazione delle pellò Accademia dell' Anca. Que-
fanciulle civili. Due di questi si st' ultima ottenne cortese ricovero
videro sorgere nel corrente secolo, fra i chierici regolari della Madre
il primo de'quali prese il nome di di Dio in Cortelandini, dove pur
Istituto Elisa, poi di Maria Luisa, nacque verso la metà del secolo
dalle due sovrane cui doveva la XVIJI un' altra società dedicata
fondazione e la protezione. L' al- alla storia ecclesiastica. Il gabinetto
tro conservatorio di s. Nicolao fu letterario, l'associazione destinata a
appellato di Luisa Carlotta, dalla incoraggire con commissioni gli ar-
principessa di Sassonia sorella del tisti più abili della città, 1'
istitu-

duca regnante; ma nel ib34 il zione della cassa di risparmio a-


vasto locale dell' Istituto Maria perta nel 1837, onorano pure Luc-
Luisa fu restituito alle monache ca. Questa conta tre teatri il tea- ;

domenicane, che tornarono ad abi- tro del Giglio per la musica, il


tarlo, ed il conservatorio Luisa teatro della Pantera, e quello di
Carlotta venne traslocato nel restau- Nota già Castiglioncelli per la prosa.
rato monastero di s. Ponziano, per Per ciò che riguarda le mani-
cedere il locale alle vicine monache fatture nazionali, dopo l'agricoltura,
agostiniane in s. Nicolao. Non vi è una delle principali industrie dei
erudito che non conosca per fama lucchesi e di antichissima data è
ilricchissimo archivio arcivescovile l'arte della seta, giacché nel IX se-
LUC - LUC 25

colo ivi si tessevano drappi in se- cetto quello di s. Anselmo, di cui


ta e lana, e tappeti ; e nel XII solamente si ha nella cattedrale
era già stabilita la corte o collegio una reliquia. Celebre poi e ricor-
de'mercanti di generi e di prodotti data ancora da Dante è la ver-
lucchesi, i quali tenevano case e gine lucchese s. Zita, il cui corpo
società di commercio nell' alta Ita- intero e quasi flessibile si conserva
lia e nelle principali città d'Euro- e si venera in una cappella di s.

pa. Si distingue in Lucca per gu- Frediano, patronato della nobile


sto e precisione l'arte degli eba- famiglia Fatinelli, nella cui casa
nisti, intarsiatori e lavoranti di mo- s. Zita era al servizio. Della dio-
bilie di legno. Il principale e più cesi diLucca^ prima de'suoi smem-
ricco articolo d'esportazione consi- bramenti, erano la b. Orenga di
ste nell'olio d'oliva, la di cui otti- s. Croce di Val d'Arno, e vissuta
ma qualità è bastantemente fami- qualche tempo in Lucca al servizio,
gerata, per l'olio in ispecie raccolto la b. Verdiana, s. Benedetto da
nel distretto de' sei miglia attor- Compito diocesi tuttora lucchese ,

no alla città. L' industria vi è at- ec. ec. Di famiglie originarie di


tivissima, onde Lucca può dirsi Lucca erano s. Francesco figlio
una delle principali città industrio- eli Bernardone Monconi, come di-
se Lungo sarebbe tesse-
dell'Italia. cono Dante e il Gamurrini, e il
re novero degli uomini illustri
il b. Alessandro Sauli, dappoiché si
lucchesi, per santità di vita, di- conoscono ancora dove fossero in
gnità ecclesiastiche e civili, che si Lucca le case dei santi dipoi spa-
distinsero nelle scienze, nelle arti, triati. Morirono in Lucca s. Da-

nelle armi, nella diplomazia, ed in vino armeno, il cui corpo intatto


altre cospicue doti ; laonde ci li- riposa nella collegiata di s. Miche-
miteremo nominarne i principali. le in foro ; s. Riccardo il cui cor-
Imperocché si osserva dagli erudi- po riposa sotto l'altare del ss. Sa-
ti, che in proporzione del territo- gra mento in s. Frediano; s. A ver-
rio e del numero degli abitanti ta ns, ec. ec. Altri lucchesi godono
forse pochi paesi possono vantare del titolo di venerabili, meritando
tanti uomini celebri quanti ne
,
particolar menzione Giovanni Leo-
fiorirono tra i lucchesi. Non di- nardi fondatore de' chierici regolari
remo di due principi assoluti della della Madre di Dio. Molti poi so-
propria patria, non compresivi il no i corpi de' santi che si venerano
marchese Bonifazio ,
gli Adalberli, nella città di Lucca, e le reliquie
e gran contessa Matilde, eroina
la insigni, il cui catalogo si riporta
il cui nome è splendido elogio, ne in fine del Diario sopra citato.
del gran numero di vescovi ed Furono sublimati al sommo pon-
arcivescovi lucchesi. Primieramente secondo alcuni, e come me-
tificato,

fiorirono in santità i vescovi di glio diremo alla sua biografìa, il Pa-


Lucca s. Paolino primo vescovo e pa s. Lucio I creato nel i55 } non
discepolo di s. Pietro, s, Valerio, che Lucio 111 Alluncingoli che ,

s. Dionisio, s. Massimo, s. Teodo- fatto cardinale nel ii4o, fu eletto


ro, s. s. Frediano, s.
Follarlo, Pontefice nel 1181. Dei seguenti
Corrado e Anselmo, cui corpi
s. i cardinali lucchesi porremo avanti
riposano nella città di Lucca, ec- ai loro nomi 1' epoca della loro
,

a6 LUC '
LUC
esaltazione, riportandosi in questo censium memoratu dignorum, R.me
Dizionario le rispettive biografìe. p. Paulo Ant. Pauli Incensi con-
772 Ubaldo Cornelio. io58 Uber- gr. cler. reg. Ma tris Dei, Acade-
to di Poggio. io58 Ugobaldo de- miae rom. eccl. nobilumi praesidi
gli Obizi. 1088 Paolo Gentili. na3 dieatnm anno 1786.
Luigi Lucidi. 1 34 Ubaldo di Lu-I Il merito e le gesta de' celebri
nata. 1 53 Alberto.
1 182 Gherar- 1 lucchesi finalmente trovarono nel
do Allucin-nli. 1182 Uberto Allu- dotto lucchese marchese Cesare Luc-
0ÌDgoli.iag5 Jacopo Santuccci. i4o8 chesini, uno de' più nobili orna-
Bandello de Randelli. 1 4-6 1 Jaco- menti d'Italia che fu pianto nel
po Ammannati i5o3 Galeotto . 1 838 in cui morì, un degno bio-
Franciotti-Rovere. 1 539 Bartolomeo grafo per la storia che ne compi-
Guidiccioni. i585 Gio. battuta lò in due volumi; chi volesse per-
Casti ucci. 1598 Buonviso Buonvisi. tanto da quella lodevole fatica co-
i633 Antonio Franciotti i654 . glierne il più bel fiore, troverebbe
Giambattista Spada. 1657 Girola- nel primo di que' volumi moltis-
mo Buonvisi. 1681 Francesco Buon- simi letterati anteriori al secolo
visi. 1706 Orazio Filippo Spada. XVI, fra' quali per opere edite di
1817 Lorenzo Prospero Bottini. Il maggior grido meritano di essere
p. Bartolomeo Beverini chierico re- citatiun Bonaggiunta Orbiciani
golare della Madre di Dio, poeta poeta del secolo XIII; un Teodo-
ed oratore rispettabile, lasciò fra i rico Borgognoni medico di gran
suoi mss. gli Elogi di tutti gli uo- fama un Giacomo Sercambi sto-
;

mini illustri della città di Lucca, rico e novelliere ; Flatninio Nobili


ed una raccolta d'iscrizioni sepol- elegante scrittore latino e italiano;
crali della città di Lucca, con le Andrea della Rena poeta latino di
armi delle famiglie, e con diverse vaglia; Agostino Ricchi autore d'u-
osservazioni , che recano gran lu- na commedia in versi, colla quale
me all'antichità della patria, come intertenne Clemente VII e Carlo
attesta il Mazzuchelli t. II, par. V il dì della coronazione del se-
II, p. 1107. M
Alessandro Pom- P- condo in Rologna ; Chiara Ma trai-
peo Berti, altro luminare della me- ni che scrisse gentilmente in prosa
desima congregazione, pubblicò fino e in verso, e Laura Guidiccioni
dal 17 16 nel Giornale de 'letterati che per prima diede esempi di
la

d' Italia t. XXVII, pag. 53 9 il , drammi per musica. Come ancora


frontespizio delle Memorie degli un Castruccio degli Antelminelli
scrittori e letterati lucchesi. Il pa- che nella scienza della guerra splen-
trizio Bernardino Baroni , come dè quasi sole nella metà del secolo
iu annunziato nel t. IIF, p. 644 XIV, e del quale riparleremo ; un
della Biblioteca della storia lette- fr. Tolomeo Fiadoni autore dei pri-

raria , sottentrò a questa lodevole mi annali lucchesi; un Nicolao Te-


impresa, che però non ha avuto grini primo biografo del valoroso
miglior fortuna di quella delle al- Castruccio; un Giovanni Guidiccio-
tre due, che sono rimaste tuttora ni oratore e poeta ; un fr. Sante
inedite. Fra numerosi mss. di
i Pagnini celebre orientalista, a cui
monsignor Pier Luigi Galletti e- dobbiamo la prima Bibbia tradot-
*iste : Necrologium romanum lu- ta dall'ebraico e dal greco ; un Si-
LUC LUC 27
mone Cordella e un Bartolomeo maso Narducci, Girolamo Saladini,
Civitali, primi tipografi a Roma Gio. Vincenzo Lucchesini, Pietro
e a Lucca negli auni i47 1 e i477 J
Filippo Mazzarosa, Francesco Gaspa -

finalmente un insigne scultore in rini, Luigi Boccherini, Lazzaro Papi,


Matteo come lo furono
Civitali , Teresa Bandeltini, Pietro Franchi-
Nicolao per Tornato, ed
Civitali ni , Giacomo Franceschi , Marti-
altri. Matteo fu pure eccellente ar- no Poli chimico; ed pittori, oltre i

chitetto, arte che lodevolmente e- Auriperto, che per l'eccellenza del-


sercitarono Francesco Marti, Nico- l'arte pittorica nel secolo Vili eb-
lao e Vincenzo Civitali, Gherardo be dono dal re Aistolfo la chie-
in
Finiteti ed il celebre Domenico
, sa monastero di s. Pietro Somal-
e
Martinelli. Incisori in rame di me- di ; Bonaventura Berlinghieri e Deo-
rito furono Michele Lucchesi e dato Orlandi celebri pittori; anzi
Pietro Testa: tra i lavoratori di Angelo Puccinelli e Giuliano di Si-
tarsia e d'intaglio in legno van- mone si segnalarono tra quelli del
no mentovati Matteo Civitali, Ago- secolo XIV; Francesco d'Andrea di
stino Pucci, Gasparo Forzani e Sil- Anguilla, Zacchiail vecchio, Agosti-
vestro Giannotto no Marti, Agostino da Massa, Michel-
Nei secoli che succederono al angelo Anselmi, Paolo Biancucci,
XVI la lista di detti lucchesi Pietro Testa, Giovanni Coli., Filippo
è anche più copiosa ; basta dire Gherardi, mas-
tutti riputati pittori,
che Bartolomeo Beverini, Fran- il sime Pietro Paolini, Velutello, Ber-
ciotti, Gio. Domenico Mansi, Se- nardo Nocchi, e Pompeo Battoni
bastiano Paoli e tanti altri eru- di bella fama, Gaetano Vetturali,
diti e scienziati, uscirono tutti dalla Stefano Tofamlli disegnatore cor-
congregazione di Corleiandini, che rettissimo e buon coloritore ed ,

fu per Lucca un seminario di uo- altri registrati dal eh. marchese


mini di merito in varie dottrine. Antonio Mazzarosa, a p. 1 5 e seg.

A questi giova aggiungere gl'illu- della sua beila Guida dì Lucca e


stri giureconsulti Lelio e Giuseppe de' luoghi più importanti del duca-
Allogradi; tre Palma, Girolamo, to, Lucca 1843, tipografia di Giu-
Francesco e Girolamo giuniore ; seppe Giusti.
Gio. Ballista Sanminiati, Lelio Man- Lucca città illustre, di origine
si, Giovanni Torre; il celebre idrau- etrusca, poi ligure, quindi romana
lico Attilio Arnolfìni; l'eruditissimo prefettura, colonia e municipio, più
medico ed egregio storico France- tardi residenza dei duchi greci e
sco Maria Fiorentini, uno de' risto- longobardi, cui sottentrarono i conti
ratori della critica; Castruccio Buo- e marchesi imperiali, sotto i quali
namici scrittore di storia in pur- Lucca si costituì in repubblica , e
gatissimo latino idioma; Andrea tale quasi continuamente si resse
Ammonio poeta latino; Lodovico fino al principio del secolo XIX,
Marracci versatissimo nelle lingue quando fu destinala capitale d' uà
orientali; Vincenzo Lena oratore principato napoleonico, siccome at-
sacro in francese; Alfonso Nicolai, tualmente lo è divenuta d'un bor-
Costantino Roncaglia Jacopo Bac- , bonico ducato. Senza far conto della
ci, Andrea Farnocchia, Bartolomeo congettura sull'etimologia del suo
Pellegrini, Pietro Tabarrani, Tom- nome , di Lucca etrusca e ligure
*8 LUC LUC
$' ignorano non solo le vicende, ma nell'anno 5i6 di Roma e quelli
qualunque siasi rimembranza iste- immediatamente posteriori ai libri
rica al pari, se non più, di quelle perduti, ci danno a divedere che
che si desiderano per altre città innanzi alla seconda guerra punica
antichissime della Toscana. Laonde i lucchesi già obbedivano o alme-
quel più che di Lucca si può so- no erano alleati di Roma, tostochè
spettare, come un indizio diopera dopo la battaglia della Trebbia ,

etrusca, sarebbero i fondamenti su- accaduta nell'anno di Roma 530,


perstiti delle sue antiche mura ci- in Lucca potè con sicurezza fissare
clopee, che in qualche parte a sci- i suoi alloggiamenti il console Sem-
rocco dentro la città tuttora fra le pronio, come città difesa da valide
muraglie di più moderna età si e solide mura. Di questa antica
nascondono. Non vi sono dati po- città (anno menzione tra gli altri,
sitivi per conoscere in quale anno Slrabone, Plinio, Tolomeo e Tito
le armi romane cacciassero da Luc- Livio. Nell'anno di Roma 577 vi

ca i che al loro arrivo nella


liguri, fu dedotta una colonia di diritto
valle del Serchio dominavano. Luc- romano, composta duemila citta - di
ra e Pisa sono le due città della dini, a ciascuno venne- de' quali
Toscana che conservano a prefe- ro consegnati jugeri cinquantuno e
renza maggiori memorie tanto dei mezzo di terreno stato tolto ai li-

tempi romani, quanto dei periodi guri, territorio che apparteneva a-


più oscuri dell' istoria del medio gli antichi etruschi , al dire di Li-
evo. Non mancano scrittori in af- vio.
fermare che Lucca era in potere Nove anni dopo insorse grave
dei liguri ,
quando alla testa dei lite che fu discussa avanti ai padri
soldati romani Gneo Domizio Cal- coscritti in Roma, quando i pisa-
vino l'assediò, e poi con semplicis- ni si querelavano di essere respinti
simo inganno v'introdusse le sue dal loro contado dai coloni roma -

genti. Frontino qualificò Lucca , ni Lucca, e all' incontro


di luc- i

oppiduin Lìgurum, volendo proba- chesi affermavano, che il terreno


bil mente riferire alla contrada li- di cui si contendeva dai triumviri
gustica, nella quale Lucca fu per della colonia era stato loro conse-
molli secoli dai romani conservata ; gnato. Non conoscendosi precisa-
nella stessa guisa che Pomponio mente il luogo tra i due popoli
Mela, coetaneo di Frontino, chia- controverso , è certo che la città

mò Luna Liguruni, per quanto que- di Lucca anche innanzi la deduzio-


sta ultima città, già do gran tem- ne della sua colonia possedeva un
po innanzi staccata dalla provincia territorio suo proprio, siccome aver
ligure, facesse parte della Toscana. doveva una magistratura civica e
Sebbene la perdita della seconda leggi diverse da quelle che erano
decade di Tito Livio ci privi di peculiari della sua colonia. Deve
documenti meno equivoci, relativi avvertirsi che il terreno donato ai
a chiarirci rapporto all'epoca, nella duemila coloni lucchesi non fu tol-
quale Lucca venne conquistata dalle to ai cittadini indigeni, ma sibbene
armi romane, altronde fatti isto- i venne ad essi distribuito tutto o la
rici intorno alle prime guerre e al maggior parte di quello montuoso
pruno trionfo riportato dai consoli lasciato deserto dal'e guerre, o dal-
LUC LUC 9.9

l'espulsione dei liguri apuani , dei imbarazzi di orride case l'interna


friniati, e di altri simili congrega- arena, per convertirla in una piaz-
zioni di appennigeni fra loro limi- za regolare, e tale che ne richiami
trofe. La colonia
frattanto di Luc- a prima vista le forme dell' antico

ca andò prosperando insieme col edilìzio. La più gran parte dell'in-

municipio lucchese ne pare che : terno di tale anfiteatro è occupata


dappoi decimasse o che la sua po- dal palazzo della nobile famiglia
polazione andasse declinando , sic- Lippi, ed il principale entrone è
come avvenne di tante altre città stato costruito sotto il medesimo.
che spontanee chiesero, e forzate Ora in questa famiglia fiorisce «non-
dovettero accogliere nel loro seno signor Cesare Lippi in Roma av-
colonie militari, non più come quel- vocato concistoriale per la sua na-
le dei tempi della repubblica. Nar- zione, e votante del supremo tri-

ra Strabone che a' tempi suoi da bunale della segnatura di giustizia.


questa contrada si raccoglievano Dal congresso di Cesare a Lucca
grandi compagnie di soldati e di fino alla disfatta de' goti data da
cavalieri, donde il senato sceglie- JN arsele, cioè durante il lungo pe-

va le sue legioni. Uno degli ultimi riodo di 600 anni, tace la storia
avvenimenti più clamorosi, di cui sulle vicende speciali di questa cit-

Lucca, mentre era città della Li- tà. Sotto il regno di Teodorico gli

guria, divenne teatro, fu quando ordini delle magistrature continua-


Giulio Cesare proconsole delle Gal- rono però a un dipresso come quel-
lie inviò a Lucca Crasso e Pompeo, li introdotti durante il romano im-
per fissare la famosa triumvirale pero ;talché si può ben credere
alleanza che decise della sorte po- che Lucca, al pari di Pisa e di al-
litica dell'orbe romano, cinquanta- tre città della Toscana annonaria,
sei anni avanti l'era volgare. In tale avesse suoi decurioni, duumviri,
i

occorrenza Lucca accolse tra le sue edili, questori, censori, quinquen-


mura i primi magistrati di varie nali ed altri magistrati, molti dei
provincie romane, moltissimi sena- quali sono rammentati nell'editto
tori, e circa 120 fasci di littori che di quel savio re de'goti. Nell'anno
servirono di treno ai proconsoli, ai 553 dell'era volgare Lucca sosten-
propretori ec. Una città com' era ne un lungo assedio contro l'eser-
Lucca al tempo dei cesari, centro cito de'greci, condotto dal valoroso
di un paese molto esteso e popo- Narsete. Cosicché nel tempo in cui
loso, doveva necessariamente essere le altre città della Toscana in viavanoi

fornita e decorata di grandiosi mo- loro ambasciatoli incontro all'arma-


numenti e di pubblici edilizi sacri ta vittoriosa, Lucca sola osò chiu-
e profani. Che se ora non restano dere le sue porte al favorito eu-
di quelle età altro che rarissimi nuco di Giustiniano I. Dopo una
avanzi e sepolte sostruzioni d' in- resistenza di tre mesi, la città fu
formi mura, vedesi però il suo an- costretta a capitolare, con onore-
fiteatro, specialmente nei muri es- voli condizioni, e tali da poter con-
terni, in gran parte conservato si- tare sino da quell 'epoca un gover-
no alla nostra età. E fu ben prov- natore civile e militare col titolo
vida la misura presa da quel cor- di duca, titolo che venne posterior-
po decurionale di liberare da tanti mente, e forse con una più estesa
,,

3o LUC LUC
giurisdizione, «otto il regno de' lon- ed oro, ed in Toscana sino dal
gobardi rinnovato. 746 si contraitava a soldi buoni
I longobardi sotto la condotta nuovi lucchesi e pisani. Nel ponti-
del re Alboino, nell'anno 568 del- ficato di Adriano 1 il regni» lon-
l'era volgare, scesero in Italia e gobardico ebbe termine, quando di-
l'occuparono. I territorii di Pisa sceso in Italia ad istanza del Pa-
di Lucca e Limi caddero in ba-
di pa, Carlo Magno vinse ed impri-
lia de' nuovi conquistatori, e Guin- gionò Desiderio laonde Lucca pas-
;

marit loro duce verso l'anno 574 sò sotto il dominio dei re franchi,
o 575 pose a ferro e a fuoco le quindi nel 775 n'era duca, e in-
maremme di Populonia, sicché quel- sieme di Pisa e loro contadi, Allo-
la contrada fu poi riunita alla giu- ne di nazione longobardo, contro
risdizione politica lucchese. Non si di cui reclamò Adriano I presso
conoscono i magistrati che nel pri- Carlo Magno, a motivo che non
mo secolo de' longobardi presiede- potè mai indurlo ad armare una
rono al governo delle città delia flottiglia per dare la caccia e in-
Toscana, solo si nomina un duce cendiare le navi dei greci, i quali
Allo visi no. Per quanto Lucca pos- scendevano nel lido di Toscana per
sa dirsi fra tutte le città della To- raccogliere i longobardi . Adone vi-
scana la sede prediletta di alcuni veva nel 785, ed a lui deve Lucca
duchi, per quanto essa conservi nei la chiesa di s. Salvatore ,
poi s.

suoi documenti vetusti e


archivi Giustina. Ne fu successore Wiche-
preziosissimi, pure di Lucca longo- rano duca e conte. Duca e conte
barda e de' suoi duchi non si scuo- nel tempo stesso fu il famoso conte
prirono finora memorie sicure an- Bonifazio 1, il quale nel marzo del-
teriori al secolo Vili,nominandosi l'8i2 intervenne in qualità di duca
nel 7 1duca Walperto, e nel
3 il ad un placito celebrato in Pistoia,
754 il duca Alperto non vi sono : dove assistè pure come delegato
documenti sufficienti a fare ammet- pontificio di s. Leone IH, Pietro
tere fra i duchi lucchesi Desiderio, duca romano; mentre in altro giu-
che fu poi re , e il di lui figlio dicato celebrato in Lucca nell'a-
Adelchi. All'ultimo periodo del re- prile 81 3 a Bonifazio I fu dato il

gno dei longobardi dovrebbe bensì titolo d'illustrìssimo conte nostro,


appartenere il duca Tachiperto del cioè di Lucca. Neil' 823 n'era conte

773. Fino a qui dei duchi lucche- Bonifazio li , fratello di Richilda


si sotto regno de' longobardi
il abbadessa del monastero de' ss. Be-
durante il qual regime Lucca ci nedetto e Scolastica di Lucca. Do-
fornisce un pittore regio, qualche po l'anno 838 ne fu conte Agano
orefice e dei lavori d'oro e di ce- o Aganone, e terminò di esserlo
sello, mentre al medesimo periodo neh' 845, che come i predecessori
gli archeologi assegnano alcuni dei presiedeva pure al governo di Pi-
più vetusti templi esistenti ora in sa. Neil' 847 era conte di Lucca il

Lucca. Finalmente contasi tra i potente marchese Adalberto I, fi-


privilegi più segnalati che gli ultimi glio di Bonifazio li, che pronunziò
re longobardi concederono a Luc- un placito nella corte ducale di
ca come a Pisa, quello della zec- Lucca, assistito dal vescovo Am-
ca per battere moneta di argento brogio; dal gastaldo, da vari sca-
LUC LUC 3i
bini giudici e da altri personaggi. moso. Adalberto lì alienatosi da
Per quanto dai documenti risulta, Lamberto per opera di sua moglie
pare che Adalberto I usasse ora Berta, figlia di Lotario re di Lo-
il titolo di marchese, ora quello rena, e vedova di Teobaldo conte
di duca, e più spesso di conte, non di Provenza, fu armata mano fatto
sempre però riunì le doppie inge- da esso prigione, che tornò ad es-
renze di conte della di Luc- città sere riconosciuto imperatore in Luc-
ca e di marchese Toscana della : ca e nella Toscana. Morto nel-
da lui il prato di s. Donato prese l'anno 898 Lamberto Lucca e ,

il nome di prato del Marchese ,


le altre città della Toscana pre-
ora detto del Circo. starono a Berengario I obbedienza
Dopo F858 Ildebrando fratello ed omaggio; Adalberto II fu libe-
di Geremia vescovo di Lucca si tro- rato dal carcere, e ritornò alla sua
va esercitare le funzioni di conte residenza di Lucca, ed al governo
di Lucca, dove il di lui amico A- della marca di Toscana. Nel de-
dalberto I marchese di Toscana clinare del secolo IX gli ungheri
faceva costante residenza, anzi vie- scesero a devastare l'alta Italia, ed
ne detto conte assai potente, es- al di qua delle Alpi comparve
sendo da lui discesa la casa prin- un'armata e borgo»
di provenzali
cipesca de' conti Aldobrandeschi di gnoni , Lodovico IH
condotta da
s. Fiora e di Soana. Dicemmo figlio di Bosone re di Provenza,
altrove le violenze che Adalberto però fu respinto da Berengario I
I, di versatile politica negli affari assistito da Adalberto II. Ad isti-

diplomatici d'Italia,
usò contro il gazione di sua moglie l'ambiziosa
Papa Giovanni Vili, per favorire Berta, si dice che Adalberto II con
il partito di Carlomanno, insieme altri principi italiani invitasse Lo-
col suo cognato Lamberto duca di dovico III regno
alla conquista del
Spoleto, come sposo della sua so- d'Italia. Certo è che Lodovico III
rella Rotilde. Nell'889 Adalberto I, l'occupò ed in Roma fu coronato
dopo aver giurato fedeltà a Beren- imperatore da Benedetto IV; indi
gario I re d'Italia, ribellò la To- con tutta la sua corte si trasferì a
scana affidata al suo governo, per Lucca. Tale fu la magnificenza e
favorire il re Guido zio della mo- 10 sfarzo, di cui in questa circo-
glie e poi imperatore. Avendo Be- stanza marchese Adalberto
il ricco
rengario I invocato il patrocinio di 11 volle far mostra, che l'impera-
Arnolfo re di Germania, questi nel- tore dovè prorompere in non equi-
l'8g3 passò in Italia e costrinse al voche parole di sorpresa, quasi di-
giuramento di fedeltà Adalberto II cendo, che cotesto signore in nulla
detto il Ricco marchese di Tosca- cedeva a un re, toltone il nome.
na, e Bonifazio, figli di Adalberto Allora Lucca era la sede e la ca-
I. Arnolfo celebrò il Natale del- pitale della provincia toscana. Non
l' 895 in Lucca, festeggiato da A- andò guari che Adalberto II ri-
dalberto II; ma poco dopo l'im- volse nuovamente animo a Be-
l'

peratore Lamberto fu riconosciuto rengario I, ed a' 10 novembre 9 5 \

in Lucca per supremo signore, ad l'accolse una sua villa suburba-


in
onta che Arnolfo era stato coro- na di Lucca, mentre passava a Ro-
nato imperatore dal Pontefice For« ma a ricevere la corona imperiale
3i LUG LUC
• Giovanni X. Intorno a questo
i.i quando Guido tornasse a Lucca, e
tempo il marchese per rimèdio del- dove morisse. Gli successe il fra-
l'anima sua rilasciò a favore «Iella tello Lamberto, di spirito bellicoso^
cattedrale lucchese le decime di con dolore di Ugo che avrebbe
cinque corti ch'egli possedeva in amato rimpiazzasse il defunto il
Lucca, a Brancoli, in Garfaguana, proprio fratello germano Rosone.
a Pescia e nel borgo s. Genesio. Volendo Ugo signoreggiare anco in
Probabilmente nel 917 in set- Roma sposando Marozia vedova di
tembre moiì Adalberto II in Luc- due se non di più mariti, e cer-
ca, già terrore dei Papi, degl' im- cando il modo di toglier l' impe-
peratori e dei re. Molti scrittori dimento di parentela, a disonore di
confusero Adalberto II marchese Berta sua madre fece spargere la

di Toscana, col marchese Alberico calunnia che Guido, Lamberto ed


di Roma, il quale sposò la famosa Ermengarda erano figli di altre
Marozia patrizia romana. Più tar- donne, ed intimò a Lamberto che
di Berengario I liberò dalla pri- non ardisse più appellarsi suo fra-
gione di Mantova Berta ed il figlio tello. Offeso questo nell' onore, a
Guido, vedendo di non potergli mezzo di un campione sfidò Ugo
levare le città ed i popoli della a duello per provare essere nati
Toscana, la quale però governaro- da una madre medesima, e restò
no in suo nome mediante investi- vincitore. Tuttavolta Ugo impadro-
tura. Guido come il genitore fece nendosi dell'odiato Lamberto lo fe-

la sua residenza in Lucca, ove nel ce acceccare e cacciar dal suo go-
925 morì Berta, e fu sepolta pres- verno, e lo conferì al fratello car-
so le ossa del marito nella cattedra- nale Bosone. Così dopo la quarta
le. Intanto essendo pur morto Be- generazione della progenie del pri-
rengario f, gli successe nel regno mo conte Bonifazio, che signoreg-
d'Italia Rodolfo di Borgogna, ma giò senza intervallo circa 120 an-
per le brighe di Ermengarda ve- ni sulla provincia di Toscana, Luc-
dova del marchese d'Ivrea, e figlia ca dovè accogliere un principe di
di Adalberto II e di Berta, i prin- Provenza. Ebbe Bosone conforme
cipi italiani ad insinuazione di Gio- ai suoi antecessori il titolo di mar-

vanni X elessero re d'Italia Ugo chese promiscuamente a quello di


conte di Provenza, fratello uterino duca. Nel 936 Ugo temendo che
di Ermengarda e di Guido, come l'amato fratello macchinasse contro
figliodella comune madre Berta e di lui delle novità, lo fece carce-
di Teobaldo conte di Provenza. rare, e impadronì delle sue ric-
s'

Guido attese Ugo in Pisa, che al- chezze. Dopo la caduta di Bosone
lora pare avvicendasse con Lucca mancano per molti anni i nomi
la sede dei duchi di Toscana , la dei governatori che ressero la To-
quale in nome del re continuò Gui- scana; ma nel 941 Uberto figlio
do a governare. Il marchese nel spurio di Ugo, era in quel tempo
928 passò in Roma, e colla sua duca della Toscana e conte del
moglie Marozia, con una mano di sacro palazzo, il quale dopo due
sgherri, arrestarono nel palazzo la- anni fu dal re innalzato al gover-
teranense Giovanni X, ed iniqua- no di Spoleto e di Camerino.
mente lo fecero morire. S' ignora La fortuna nel 944 cominciò a
LUC LUC 33
distaccarsi da Ugo, reso ormai o- Italia, ov' era per la sua saggezza
dioso a tutte le classi della nazio- desiderato, l'effettuò nel 961, ben
ne; poiché il marchese d'Ivrea Be- accolto dall'universale, proclamato
rengario, nipote dell' imperatore di re d'Italia in Milano, e coronato
questo nome, con poche truppe ca- imperatore in Roma da Giovanni
lò in Italia, fu ovunque accolto XII, il quale era stato grandemen-
quale liberatore, e tolse ad liber- te travagliato da Berengario II e
to Spoleto e Camerino. Ugo nei dal figlio. Reduce da Roma Ot- ,

g47 tornossene in Provenza, dopo tone I passò in Toscana, ed a' i3


aver raccomandato il re Lotario marzo 962 era in Lucca, ove spe-
suo figlio alla fede dell'acclamato dì due diplomi, uno in favore di
Berengario, che in lui qualche al- Uberto vescovo di Parma che di-
tro tempo conservò la dignità e chiarò conte o governatore della
potestà regia, restando sovrano pur città, l'altro ai canonici della cat-
di Lucca. Poco dopo nel g5o Be- tedrale lucchese, cui confermò le

rengario II col figlio Adalberto e donazioni delle corti lasciate loro


con Willa di lui madre nata da da Ugo e Lotario : un terzo pri-
Bosone marchese di Toscana, fu vilegio a favore delle monache di
coronato in Pavia come re d' Ita- s. Giustina di Lucca, l' imperatore
lia ; quando già sembra che Uber- compartì a' 29 luglio 964, in oc-
to si fosse ritirato dal governo di casione d'un secondo suo ritorno
Lucca e della Toscana. Si crede da Roma nella città, ch'era passa-
che regnando Berengario II e A- ta sotto il dominio dei re sassoni.
dalberlo, signoreggiasse per poco Anche nel 3 agosto dell'anno 964
in Lucca il conte Albert'Azzo figlio medesimo, Ottone continuava a I

di Sigifredo illustre magnate luc- stare in Lucca. Sotto il regno dei


chese. Questi ben presto si tirò due primi Ottoni poche notizie si
addosso l'odio del re per avere ri- trovano della condizione civile di
covrato nella sua rocca di Canos- Lucca, e de' suoi governanti, tran-
sa Adelaide vedova del re Lotario, ne il gran conte Ugo figlio del
dallo stesso conte offerta ad Otto- marchese Oberto salico e della con-
ne I re di Germania, che sul fine tessa Willa nata da Bonifazio mar-
del 95 1 la sposò in Pavia. Tor- chese di Spoleto. Nel detto anno
nato Ottone I in Sassonia, sapen- 964 ebbe luogo in Lucca un pla-
do Berengario II che la regina era cito del marchese Oberto conte del
in Canossa, si portò ad assediarla, sacro palazzo, ossia giudicato della
in cui il conte Albert'Azzo per tre corte suprema, che in ultimo ap-
anni e mezzo si tenne saldo, finché pello soleva darsi dai messi impe-
furono liberati dall' esercito man- riali o dai conti del sacro palaz-
dato da Ottone I. Non si conosce zo, i quali ad intervalli inviavansi
dal 95 1 al 960 quali signori do- dai regnanti a render giustizia ai
minarono Lucca; pare che un Ugo reclami che all' imperatore presen-
fosse marchese di Toscana , forse ta vansi nelle varie parti dell'Italia.
figlio di Uberto od Ugo autore dei 11 gran conte Ugo pertanto dovè
marchesi di Petrella, di Sorbello governare , finché visse, la Marca
e del Monte s. Maria. Essendo a di Toscana, oltre quella dell' Um-
cuore di Ottone I fare ritorno in bria, e fare di Lucca la sede prin-
vol. it. 3
, ,

34 LUC LUC
cipale; ivi in fatti esercitò atti go- za un capo, duca o marchese che
vernativi e diede prove del suo la governasse. Realmente in detto
potere, non solamente sopra la cit- anno vi fu un fatto d'armi com-
tà, ma sopra tutta la Toscana , e battuto fra lucchesi ed
i pisani, i

fece battere nella zecca di Lucca poco lungi da Ripafratta, fatto che
moneta in nome proprio. Inoltre per avventura può designarsi per
Ugo figurò sopra ogni altro prin- il primo embrione di due nascenti
cipe italiano alla corte imperiale repubbliche e di due città che ri-

durante il regno
Ottone di II, e masero per tanti secoli rivali. Se
la reggenza nella minorità di Ot- per altro la città di Lucca restò
tone III. Ugo ricevè questi in Luc- qualche anno priva del suo gover-
ca nel 996, reduce da Roma, e no- natore, non è per questo che alla
bilmente lo festeggiò, essendogli di- maggior parte della Toscana man-
lettissimo quale inlimo consigliere. casse il suo governante. Tale sem-
Nell'ultimo mese dell'anno ioor, bra il marchese Bonifazio di legge
essendosi Ugo recato insieme ad ripuaria, figlio del conte Alberto ,

Ottone III in Roma , insorse una da cui discesero i conti Alberti di


rivoluzione nella quale molti cor- Mangona, per parte della contessa
tigiani , e probabilmente lo stesso Willa nipote del di lei marito il
marchese, per salvar l' imperatore, marchese tJgo; ma nel 1012 non
furono fatti prigionieri o rimasero era più tra' vivi, senza aver mai
dai rivoltosi trucidati. Accaduta po- esercitato alcun dominio nella città
co dopo la morte eziandio di Ot- e contado lucchese. Ve lo esercitò
tone molta parte dell'alta Ita-
III, bensì il marchese Ranieii figlio del
lia anche Lucca abbracciò
e forse conte Guido, progenitore dei conti
il partito di quei principi che avea- S. Maria e di Sorbello, il quale siri
no chiamato al trono d' Italia il dal ioi4 figura in qualità di mar-
marchese d' Ivrea Arduino, il quale chese di Toscana. Allorché l'impe-
nel 1002 con diploma XI kal. di ratore Corrado II nel 1026 si a-
settembre diede da Pavia un pri- vanzava verso Roma per sottomet-
vilegio alle monache
di s. Giustina tere i toscani, Ranieri che coi luc-
di Lucca. Su di che può vedersi chesi erasi in Lucca fortificato
il cav. Provana negli Sludi storici, dopo qualche ostile dimostrazione
a p. 362 delle Memorie della rea- si sottomise a' suoi voleri . Nel
le accademia di Torino, serie se- 1028 era governatore della Tosca-
conda, t. VTÌ. Però nel 1004 il na Bonifazio III, padre della con-
popolo lucchese e le altre città del- tessa Matilde, figlio del marchese
la Toscana , cambiando consiglio Tedaldo di Lombardia, e ciò nel
risolvettero di riconoscere in legit- tempo in cui un fratello del mar-
timo re d'Italia Enrico II di Sas- chese Bonifazio sedeva nella catte-
sonia detto il Sanlo, quindi è che dra aretina : Bonifazio in alcuni
a nome del popolo toscano, nel documenti viene chiamato serenis-
mese di unaluglio, deputazione simó duca e marchese di Tosca-
recossi in Lombardia a prestare na. Il valore militare, le ricchezze,
obbedienza al monarca alemanno ;
l'estensione dei possessi ed i cospi-
Io che sembra indizio che allora cui matrimoni fecero aumentale
la provincia di Toscana fosse sen- successivamente il potere e l' in-
,

LUC LUC 35
fluenza politica del marchese sulle ricchissimo e tiranno. Vuoisi che
faccende d' Italia, a segno che nei la sua gran potenza cagionasse ge-
regni di Corrado II ed Enrico III losia ad Enrico III; tuttavolta do-
figurò coli' arcivescovo di Milano po la morte di Bonifazio, nella ca-
Eriberto fra i primi magnati, sino rica marchionale di Toscana sot-
ad essere duo lumina
qualificati tentrò pacificamente la sua consor-
regni. Bonifazio se non nacque in te Beatrice. Diede bensì ombra al-
Lucca traeva però V origine da
, l' imperatore il nuovo matrimonio
Lucca come discendente da Sigis- senza sua saputa nel io54 conchiu-
fredo, che il biografo della contes- so dalla vedova di Bonifazio con
sa Matilde dichiara principe pre- Goffredo III duca di Lorena delto
claro del contado di Lucca , equi- il Barbuto, tanto più che il secon-
valente cioè ad un conte rurale. do marito fu ribelle di Enrico III.
Nella villa sua prediletta di Vivi- IVon potendo questi aver nelle ma-
naia nella terra di Montecarlo, nel ni Goffredo, nel io 55 ritenne in
febbraio io38 Bonifazio accolse con ostaggio la sua moglie coi figli

magnificenza reale il Papa Bene- da partoriti al marchese Boni-


lei

detto IX, e Corrado lì con la con- fazio.Quindi Enrico III inviò E-


sorte e il figlio, infra comilatu lu- berardo vescovo di Ptatisbona suo
cerne, emanando l'imperatore tre rappresentante a Lucca , che nel
privilegi a favore de' canonici e palazzo dell' imperatore presso le

della cattedrale di Lucca. mura della città pronunziò un pla-


Delle esorbitanti ricchezze di Bo- cito a favore del vescovo e della
nifazio fece pompa strabocchevole cattedrale di Lucca. Venne poco
egli stesso, sia allorché contrasse le dopo in Toscana, passando per
seconde nozze con Beatrice figlia Lucca e per Pisa, lo stesso impe-
di Federico duca di Lorena, dalla ratore, per far posare le armi ai
quale nacque la gran contessa ; sia pisani e ai lucchesi ch'erano tor-
all'occasione in cui il marchese me- nati a farsi guerra sotto il Monte
desimo fece presentare in Mantova Pisano. I lucchesi sebbene allora
dal suo visconte, e in Piacenza da mancassero di un proprio gover-
altri suoi ministri, sontuosissimi re- natore, stavano in pace coi loro
gali all'imperatore Enrico III, il vicini, quando Enrico III infer-
quale stupefatto da tal pomposo mato in Germania e assistito dal
procedere in un principe subalter- Pontefice Vittore II, cui racco-
no, si vuole che esclamasse: Quis mandò il figlio Enrico IV, a' 3
vìr habel servos qualts Bonifacius? ottobre io56 passò all'altra vita.

Siccome poi Bonifazio faceva mer- La tenera età del principe, la cui
cato riprovevole di molti beni di tutela fu appoggiata all' imperatri-

chiesa e molti se ne appropriava ce madre, fu cagione di gravi scon-


con vari prelesti, Guido venerabile volgimenti in Luc-
Italia, come in
abbate della Pomposa gli ingiunse ca ed in Toscana. che Fu allora
una peuitenza : lo slesso Fiorentini incominciarono ad emanciparsi qua-
indica le sevizie ed angarie intro- si tutti i conti e marchesi dal loro
dotte da Bonifazio a danno dei luc- monarca , i sudditi dai marchesi
chesi. Morendo egli in Mantova nel dai duchi e dai conti, gli uni per
ìuSi per uccisione, fu chiamalo governare a loro arbitrio, gli altri
,

36 LUC LUC
per costituirsi a poco a poco in Favorito dal duca e duchessa
regime repubblicano. Ad interces- di Toscana , e massime da Ilde-
sione di Vittore II il fanciullo re brando, che vuoisi della famiglia
perdonò al duca Goffredo, e liberò de' conti Aldobrandeschi , ovvero
dall'ostaggio la sua moglie conlessa romano e di bassa nascita, diven-
Beatrice con la superstite figlia, le ne Papa col nome di Alessandro
quali donne dopo due anni di pri- II, Anselmo Badagio milanese, ca-

gionia tornarono a dominare in nonico regolare lateranense della


Toscana. Accaddero poco appresso congregazione di ». Frediano di
avvenimenti gloriosi a Goffredo e Lucca e vescovo
, di questa città ,

alla città di Lucca. Dopo la morte il governo spirituale ritenne.


cui
di Vittore II, fu eletto Papa a' 2 Nel seguente anno 1062 comincia-
agosto io57 Stefano IX detto X no gli Annali di Tolomeo lucche-
fratello di Goffredo, al quale pro- se, ne' quali trovansi accennate le
venne non piccolo aumento di re- principali vicende istoriche , e più
putazione e di potenza, e alla con- specialmente quelle di Lucca sino
tessa Beatrice cognata del Pontefice; al i3o4; vicende che vennero più
ma quando designavasi far di Gof- tardi con aurea latinità ed eloquen-
fredo un re d'Italia, morì Stefano za rifuse dal p. Bartolomeo Beve-
IX in Firenze a' 29 marzo io58. rini, coll'aggiunta dei fatti accaduti
Altri dissero che il defunto nutren- dal i3o4 sino al declinare del se-
do non favorevoli disposizioni per colo XVII. Adontato Enrico IV
Enrico IV, avrebbe elevato all'im- dell'elezione di Alessandro II, fece
pero il fratello. Insorgendo l'anti- eleggere l'antipapa Onorio II, e lo
papa Benedetto X per la potenza mandò con un esercito a Roma.
di una fazione, il celebre Ildebran- Accorse in aiuto di Alessandro II
do poi s. Gregorio VII si recò in Goffredo, e potè fugare l' antipapa
Germania a rappresentare il deplo- ed i suoi armati : tuttavolta il Pon-
rabile stato delle cose di Roma. tefice riparò in Lucca. Alessandro
Enrico IV e l'imperatrice madre II più volte si recò in Lucca, e
rimandarono subito in Italia Ilde- più mesi vi si trattenne nel 1064,
brando, perchè col suo zelo in un accordando privilegi alla cattedrale
al potere di Goffredo ponessero ed alla città; vi ritornò nel 1067
fine allo scisma. Giunto in Tosca- e nel 1068 prima e dopo aver
na, di consenso del clero romano presieduto al concilio di Mantova.
trattò l'esaltazione di Gerardo ve- Nella quale ultima circostanza, cioè
scovo di Firenze, che godeva giu- nel giugno , stando nel Inolio o
stamente del favore di Goffredo giardino dell'episcopio di Lucca, la
mentre nel concilio di Siena e poi duchessa Beatrice, alla presenza di
in quello di Sutri venne deposto molli vescovi, conti e visconti, ema-
l'antipapa. Allora Gerardo in com- nò un placito a favore della men-
pagnia di Goffredo partì per Ro- sa vescovile lucchese, col quale fu
ma, e giuntovi fu intronizzato nel- confermata l' investitura di alcuni
la sedia di s. Pietro col nome di beni posti ad Asciano ed a Vico
Nicolò lì, dopo circa trentun
che Auseressole nel territorio di Pisa.
mesi di pontificato morì in Firen- Tornato in Lucca Alessandro II
ze a' 22 luglio 1061. nel 1070 consecrò e concesse nuo-
LUC LUC 37

vi privilegi al rinnovalo tempio nemico Roberto 1 conte di Fian-


della cattedrale di s. Martino, nel dra. Dopo due mesi Matilde per-
cui episcopio, senon continuamen- dette anche sua madre, e fin d'al-
te, molti mesi degli anni 1071 e lora l'amministrazione trovandosi
1072 egli abitò, corteggiato e ono- nelle sole sue mani, fu veduta in
rato dalle due governatrici della pari tempo ornare i suoi stati con
Toscana, Beatrice e Matilde super- edifìzi magnifici , templi , castella ,

stite de' figli di Bonifazio, e che ponti di una architettura ardita e


sino dal io63 avea sposato Gof- singolare, ed offrire la sua potente
fredo o Gottifreddo o Gozzelone protezione a s. Gregorio VII, che
il Gobbo duca di Lorena, figlio del allora era nel bollore delle sue con-
patrigno Goffredo 111, il quale era tese con Enrico IV.
morto nel 1070. Nell'aprile 1073 Nel concilio di Laterano, aven-
santamente finì di vivere Alessan- do il Papa scomunicato Enrico IV,
dro II, ed immediatamente gli suc- e dichiaratolo decaduto dal regno,
cesse Ildebrando che fu s. Grego- assolse i sudditi e vassalli ed i mi-
rio VII, al quale articolo moltissi- nistri di lui dal giuramento di ob-
me cose si dicono riguardanti la bedienza e di fedeltà. D'allora in
gran contessa Matilde. Il nuovo poi la devota contessa Matilde co-
Pontefice nelle emergenze tra la minciò a regnare da assoluta pa-
Chiesa e I' impero singolarmente
, drona con intitolarsi negli alti pub-
per r investiture ecclesiastiche con- blici, che se ella contava qualcosa,
dannate, mostrò tanta eroica for- era tale per la sola grazia di Dio:
tezza, tale ardore e incorrotta vir- Matilde Dei gratia si quid est.
tù, da renderlo celebre a tutti i Quantunque lucchesi ed in ge-
i

secoli avvenire. Frattanto Matilde, nerale i toscani non avessero mo-


ora sola, ora in compagnia della tivo, per la sua austera virtù, da
madre, esercitò atti di dominio lodarsi del suo governo, pure essi
quasi assoluto sopra Lucca , e su dovettero uniformarsi ai voleri di
tutto il restante della Toscana, a- quella padrona; non però potè im-
Tendo detto alla citata sua biogra- pedire che Lucca ed altri luoghi
fia in quali stati esercitasse il suo di Toscana, seguissero le parti del-
potere: dissi quasi assoluto domi- l'antipapa Clemente III e di Enrico
nio, perchè ancora un'ombra di di- IV. Per consiglio di s. Gregorio VII
pendenza regia verso Enrico IV, prese Matilde per cappellano , di-
in qualche modo nella celebrazio- rettore spirituale e consigliere s. An-
ne dei placiti di lei traspariva. selmo nipote di Alessandro II, che
Goffredo suo marito esercitò in di a lui successe nel vescovato di Luc-
lei nome alcuna autorità in To- ca, sebbene viaggiasse colla contes-
scana, e ne' paesi di sua domina- sa anche dopo la sua elezione epi-
zione; nondimeno si afferma che scopale. Appena morto il marito
Matilde avesse fatto voto di tenersi partigiano di Enrico IV, Matilde
celibe nel maritaggio. I coniugi non più francamente si dichiarò quasi
vissero lunga pezza insieme, perchè propugnacolo della Sede apostolica,
Goffredo fu sempre devolo di En- e il braccio forte di s. Gregorio
rico IV, indi venne assassinalo nel VII. In più luoghi narrammo gli
febbraio 1076, per ordine del suo avvenimenti politico-ecclesiastici iu
LUC LUC
: ni ella prese tanta parte ; co- figlio Enrico V nel i 1 1 (> e da
me nel 1077 accolse il Papa nella Lotario II nel 11 33 confermati a
sua inespugnabile fortezza di Ca- favore di que' cittadini. Con altro
nossa, dove a Ini presentò sotto- diploma del 1100 Enrico IV con-
messo e penitente il simulatore validò le concessioni del 1081 ai
Enrico IV; e come donò il suo lucchesi, a favore dc'quali aggiun-
patrimonio alla Chiesa romana, dan- se il diritto di potere lenza diffi-

do in feudo di essa a s. Gregorio coltà navigare nel (lume Serchio ,

VII la Toscana e Lombardia, di e aver libero accesso allo scalo di


die parlammo pure all'articolo Gar- Motrone. Nel primo diploma del
f<7gnana ( Vedi ). A sostegno del 1081 Enrico IV diceva, che per
Papa e della Sede apostolica, Ma- ricompensare lucchesi della loro i

tilde armò più eserciti, quello però fedeltà e dei servigi a lui resi ,

che oppose ai nemici nel 1080 sul vietava a qualunque autorità eccle-
territorio di Mantova, fu battuto siastica o laicale di demolire il re-
e disfatto dai combattenti fautori cinto delle mura della città, di c-

di Enrico IV. A questo monarca dificar castella nel distretto delle


piuttosto che alla marchesana di sei miglia; aboliva le consuetudini
Toscana aderiva a quei tempi in- perverse imposte loro con d me zza
telici e di scisma un buon nume- dal marchese Bonifazio III; esen-
ro di lucchesi e una gran parte tava i medesimi dai placiti e sen-
del loro clero, dappoiché molti ca- tenze di giudici lombardi, dal ri-

nonici, trascurando i precetti della patico pisano, dagli obblighi del fo-
disciplina ecclesiastica, che combat- dro e di curatura da Pavia linci

teva principalmente l' incontinenza a Roma , non che degli alloggi ;

e la simonia , ricusarono obbedire prometteva di non far costruire


al degno pastore, eleggendosi
loro dentro la città o ne' sobborghi al-
invece un vescovo scismatico. In cun palazzo reale o imperiale e ,

falli al passaggio che fece nel 1081 filialmente permetteva ai lucchesi


per la Toscana Enrico IV., volle la- di recarsi a comprare e vendere
sciare alle sue fedeli città di Pisa nei mercati di s. Donnino e di
e di Lucca tali generosi privilegi Parma, dichiarando espressamente
che possono dirsi i primi segnali esclusi da questo ultim,o permesso.
della loro municipale emancipazio- \ fiorentini.
ne; quindi in mezzo all' urto vio- In conseguenza del riportato pri-
lento di tanti avvenimenti e pas- vilegio, il popolo Lucca comin-
di
sioni opposte, incominciò a germo- ciò dal distruggere 1086 il vi-
nel
gliare e crescere quello spirito di cino castello eretto in Vaccoli da
che andò gradatamente au-
libertà, alcuni nobili del contado ; e nel
mentando, finché giunse a costitui- 1 100 lo stesso comune maudò gen-
re in repubblica non solamente te ad atterrare la torre di Casta-
Lucca, ma molte altre città dell'I- gnole sulla riva destra del Serchio;
talia. Fra gli elementi primordiali quindi nel i 1 o^, a cagione del ca-
che contribuirono a predisporre i stello di Ripafrallu., i lucchesi rin-
lucchesi a regime costituzionale so- novarono contro pisani mi juugq i

no da coniarsi diplomi concessi i conflitto, nei campi medesimi dove

fa Enrico IV nel 1081, dui suo. cent'anni itiuanzi uvevan,o combat-


, ,,

LUC LUC 39

tuto. Intorno al 1090 consoli i godeva di magistrati propri, sicco-


maggiori ossiano municipali, eser- me d'allora in poi possedè di buon
citavano il loro uffizio in Lucca diritto un territorio di sua esclu-
al pari che in molte altre città e siva giurisdizione. Nel 1086 a s.

terre di Toscana, essendo questa la Gregorio VII successe Vittore III,


memoria più antica di magistrato ed a lui nel 1088 Urbano II. Que-
proprio, o rappresentanti munici- sti persuase la contessa Matilde
pali. In diverse scritture de' secoli affine di rafforzare il proprio par-
XII e XIII si rammentano varie tito e resistere ad Enrico IV, Cle-

classi di consoli in Lucca ; impe- mente III e loro fautori, di spo-


rocché oltre consoli maggiori, che
i sare Volfone V sia Guelfo figlio

tenevano la prima magistratura, vi di Guelfo I duca di Baviera, colla


erano i consoli delle curie, cioè i condizione di rispettare inlatto il

treguani ossia i giudici di pace, la letto maritale, dichiarandolo però


di cui esistenza è antica quanto suo erede. Non andò guari che Ma-
quella de' consoli maggiori ; vi era- tilde, non essendosi trovata molto

no i consoli de' mercanti, i consoli contenta del secondo marito, come


foretani,ed ogni vicinanza o con- non lo era stata del primo, allon-
trada aveva i suoi. I consoli mag- tanossi dal consorzio di Guelfo, a
giori, cui spettava 1* ingerenza go- segno che annullò i patti dotali.
vernativa, venivano eletti ogni an- Quindi essa a' 17 novembre 1102,
no, costituivano in Lucca il corpo essendo Papa Pasquale li , stando

decurionale, e giurar dovevano fe- nella rocca di Canossa , alla pre-


deltà all'imperatore, di aiutarlo senza del cardinal Bernardo degli
nel possesso del regno d' Italia, non Uberti legato pontificio in Lombar-
che di Lucca e suo contado, cosi dia , e di altri illustri personaggi
pure di pagargli le regalie che gli volle rinnovare per rogito l'atto di
si dovevano; ed essendo l'impera- donazione già da lei fatta nelle
tore in Germania, un di loro do- mani di s. Gregorio VII. In vigore
veva per tutti recarsi a prendere del quale atto ella donò alla Chiesa
l'investitura , che s' era in Italia romaua tutti suoi beni omnia bo-
i :

dovevano recarsi tutti a riceverla , na mea 3 jure proprietario 3 tam quae


dovendo governare il popolo e la mine habeo } quam quem in poste.rum
città a onor di Dio ed a servigio acquisitura sum } etc. Nel voi. XII,
dell'imperatore. In Lucca vi fu la pag. 289 del Dizionario facemmo
corte o curia de' banchieri cam- , menzione di un frammento dell'i-
bisti e mercanti ; la curia per giu- scrizione contenente tal donazione,
dicar le cause civili della città e ed esistente nelle sacre grotte va-
sobborghi sino al merito di venti- ticane. V. l'articolo Sovranità' dei
cinque lire j la curia de'consoli tre- romani Pontefici, Mantova, e Con-
guani per cause civili ed ecclesiasti- tessa Matilde, che morì a' 24 lu-
che, per pene incorse, livelli e tregue; glio 1 1 i5.
e la curia de' consoli foretani ossia La donazione di Matilde per le

foranei per le cause tra forestieri pretensioni degl' imperatori e degli


e lucchesi, e Ira forestieri e fore- eredi di Guelfo fu più volte usur-
stieri. In una parola, Lucca a par- pata alla santa Sede, e cagione di
tire dal privilegio di Enrico IV , gravissime differenze^ coinè uotaiU'
, ,,

4o LUC LUC
mo in più luoghi, e pei primi la fu poscia levato dal Pontefice ai
usurparono Enrico V e Lotario benedettini, e dato ai monaci Oli-
11. Appena nel ii5s venne innal- vetani. I lucchesi a mediazione di
zato al trono lo svevo Federico I, Federico I si riconciliarono nel 1 1 75
dichiarò il patrimonio della contes- coi pisani; e sebbene l'imperatore
sa proprietà del duca di Baviera nell'anno seguente promise ad A-
Guelfo VI, come nipote per parte lessandro III di restituire alla san-
di padre di Volfone o Guelfo V ta Sede le terre della contessa Ma-
Bavaro- Estense. Divenuto Guelfo tilde, nella memorabile pace fatta
VI marchese di Toscana , rilasciò a Venezia nel 1177 se e ^ierbò. '

nelii 60 ai lucchesi ogni regalia Nel 1178 Federico 1 portatosi io


marchionale nel contado sei miglia Lucca alloggiò nell'episcopio. L'anno
intorno la città, e rinunziò a fa- 1181 fu segnalato dall'esaltazione
vore del comune di Lucca gli al- al trono pontificio del lucchese Lu-
lodiali di Matilde, di cui egli si cio III, e dalla rinnovazione della
qualificava legittimo signore ed ere- pace tra Lucca e Pisa, giurando i
de , purché i beni della contessa rispettivi consoli che sarebbero ri-
fossero stati dentro Lucca o nel di- spettate le giurisdizioni de' loro pa-
stretto delle sei miglia. Intanto in- stori; si convenne inoltre che il lu-
sorto fino dal 1 1 5g il funesto scisma cro delle due zecche sarebbe stato
di Vittore IV detto V, che Fe- diviso tra le due città, e che pi- i

derico I sostenne colle armi con- sani non avrebbero più coniato mo-
tro il legittimo Alessandro II; men- nete simili alle lucchesi dovendo ,

tre questi trovavasi in Sens, l'an- ognuno batterle differenti. In que-


tipapa Vittore V nel novembre sto tempo era vi in Lucca anche
I i63 abboccò in Lodi coli' im-
si il podestà o rettore di giustizia; ed
peratore, e nel seguente anno pas- al tempo del podestà Alcherio
sò in Lucca, ove si ammalò e di- dopo il 188, furono cacciati con-
1 i

venne frenetico, indi mori impeni- soli da Lucca, perchè contrariava-

tente a'20 aprile e fu sepolto a'22. no suoi ordini e quelli del ve-
i

II padre Papebrochio in Propyleo scovo. Dopo tali gare civili, altre

par. II, p. 25, dice che fu sepolto se ne accesero di assai maggior


in un monastero fuori della città momento per la morte accaduta
perchè canonici della cattedrale
i nel 1 197 dell'imperatore Enrico
e quelli regolari di s. Frediano VI figlio di Federico I, stante che
vollero piuttosto essere scacciati dal- il trono imperiale fu contrastato
le loro chiese,che ricevervi il ca- tra il fratello Filippo di Svevia
davere di uno scismatico. Nel mo- Ottone IV e Federico li figlio del

nastero fu portato dai soldati del- defunto: Ottone IV di Sassonia


l'imperatore, e dalla propria fa- fu sostenitore dei gudfi., i principi

miglia. Interrogato dai Bollandisti svevi nominati de' ghibellini,am-


Mario Fiorentino, qual fosse questo bedue fazioni che, come dicemmo
monastero, rispose che congettura- ai loro articoli, per più secoli de-
va essere quello de' ss. Filippo e solarono la Toscana e l'Italia.
Giacomo e Ponziano de' benedet- Dopo la morte di Enrico VI e
tini, del qual ordine credeva essere nel 1 1 97 stesso le città e i ma-
stato l' antipapa, il qual monastero gnati della Toscana inlimarono una
LUC LUC 41
dieta nel borgo di s. Ginesio sotto dita erano comprese molte terre e
s. Miniato, cui presiederono il car- feudi da quella principessa e dai
dinal Bernardo già canonico rego- suoi maggiori più ,
che altrove
lare lucchese, ed il cardinal Pan- posseduti nelle parti di Garfa-
dolfo Massa pisano. Nella dieta, tran- gnana (al quale articolo dicemmo
ne i sindaci di Pisa e di Pistoia, come Gregorio IX non vedendo
concorsero gli ambasciatori di quasi restituirsi dai lucchesi gli usurpa-
tutte le città e terre della Tosca- ti feudi , e infestando essi anco le
na, fra i quali furono due consoli chiese, il clero ed i sudditi ponti-
di Lucca. Ne fu scopo il far giu- fìcii, dopo gravi minacce venne al-
rare non riconoscere alcuno per im- la punizione, ed alle sentenze di
peratore, re, duca o marchese, sen- scomunica e d'interdetto), a' 27
za espresso consenso della Chiesa marzo i23i riparti tutta la dio-
romana. Ma appena Ottone IV nel cesi di Lucca alle quattro cattedrali
1209 fu riconosciuto da Innocenzo limitrofe , e privò il capitolo di
III e dichiarato imperatore, lo ri- Lucca che gode-
delle prerogative
conobbero pure per legittimo mo- va per benefìcio della Sede aposto-
narca diversi comuni e magnati del- lica. In questo deplorabile slato
la Toscana, e specialmente la città rimase la chiesa di Lucca sino al
di Lucca. A favore di questa l'au- 1234, in cui ravvedutisi i lucchesi
gusto spedi da Foligno a' 12 di- degli eccessi commessi, imploraro-
cembre un diploma più. largo di no ed ottennero con diverse con-
quelli compartiti dai suoi anteces- dizioni il perdono e la reintegra-
sori due ; e giorni dopo spedi al- zione della sede vescovile e degli
tro diploma in benefìzio della cat- altri privilegi a' 1 2 dicembre. Tut-
tedrale lucchese. In s. Miniato poi to, il ripetiamo, insieme ai succes-
a' novembre avea confermato il
2 sivi relativi avvenimenti, e con
e
privilegio da Enrico VI concesso qualche diffusione, all'articolo Gar-
alla chiesa e canonici di s. Fredia- pagnana già trattammo. Il consi-
no. Verso il principio del secolo glio generale di Lucca ascendeva
XIII ebbe luogo in Lucca T istitu- in quell'epoca a 38o persone, cioè
zione d' una magistratura civile e cinque consoli maggiori, i capitani
militare per provvedere alla difesa o tribuni della chiesa di s. Pietro
della libertà lucchese. Adunatosi nel maggiore, capitani della contrada
i

1206 il senato nella chiesa di s. di s. Cristoforo , venticinque con-


Pietro maggiore, elessero dodici prio- siglieri speciali per ogni porta o
ri o tribuni e capitani delle mili- regione della città, e 207 cittadini
zie, i quali colle loro insegne o del consiglio maggiore. Eravi il

gonfaloni, insieme coi consoli mag- podestà, il capitano del popolo, gli
giori, 22 marzo nella chiesa di
a* anziani e priori che si cambiavano
s. nominarono in podestà
Senzio spesso; nel i2 5o i detti anziani
di Lucca Aldobrandino Malpigli. rimpiazzarono i consoli.
Già da qualche tempo la santa Se- Dopo la pacificazione colla santa
de, massime Onorio III e Grego- Sede e la morte di Federico li ,

110 IX, reclamando l'eredità lascia- le cose dei lucchesi nei primi dieci
la al patrimonio di s. Pietro dalla anni dell'impero vacante cammi-
conlessa Matilde, nella quale ere- narono di bene in meglio, e prospe-
4* LUC LUC
rarono si negli affari del comune, disse non esservi stata famiglia che
tome nel conservare i paesi che i non avesse a deplorare la morte di
lucchesi a forza danni anelavano un suo congiunto. Da tanta deso-
acquistando, ad onta che in Lucca lazione molte città e terre della
non mancassero a distili bare la pa- Toscana spaventate, inermi e sco-
ce interna le malaugurate fazioni raggile, dovettero aprire le porte e
dei guell; contro i ghibellini , dei far buon viso a' vincitori orgoglio-
nobili di contado contro la comu- si sempre caldi d' ira. La sola
e
nità, del popolo grasso contro il città di Lucca tenne forte, e nel
magro, in una parola dei popolani tempo che vegliava a tener lontani
contro i magnati. Nel secolo XIII i fuorusciti ghibellini, serviva di ri-
e nel principio del seguente, i luc- fugio e di sostegno ai guelfi che
chesi per uniformità d'istituzioni da ogni parte oppressi e scacciati
municipali e di sentimenti politici vi accorrevano. Il perchè tutti i
coi fiorentini, erano con essi tanto ghibellini toscani si rivolsero ai
strettamente uniti e collegati , che danni Lucca, che avendo talvol-
di
ogni alfronto ricevuto dai due po- ta potuto respingere alcuna aggres-

poli era affronto comune; quindi sione, giunse a tali strette che i
le guerre, le tregue e le paci pro- suoi reggitori furono costretti dopo
cederono d'accordo quasi costante- quattro anni a venire ad un ac-
mente come il governo; reciproca cordo. Fu pattuito pertanto che i

la buona corrispondenza tra i si- lucchesi, salve le patrie leggi , ad


gnori della repubblica fiorentina e esempio de' fiorentini, riconoscereb-
gli anziani lucchesi, per cui i due bero in loro vicario Manfredi re di
governi furono per lunga età 1' a- Napoli, giurando di stare nella par-
nima e il maggior nerbo della le- te ghibellina; che allontanerebbero

ga guelfa in Toscana. La prova i guelfi, a condizione di riavere il

più solenne, più generosa, di cui castello di Motrone ed i prigio-

buon diritto il governo lucche- nieri fatti alla battaglia di Monta'


se deve onorarsi , fu dimostrata perto. Tutta volta Lucca guelfa per
(orse all'occasione della battaglia genio e per principii, dalla sola ne-
di Montaperto. Avvegnaché di tren- cessità obbligata di piegare alla

tamila fanti e di mille trecento ca- parte ghibellina, ritornò ad esser


valli, di è fama che nei campi
cui guelfa appena il polente sostenito-
d' Arbia componesse V esercito
si re del ghibellinismo Manfredi nel
guelfo innanzi la pugna, dopo Ja 1266 rimase vinto ed estinto nei
funesta sconfitta molti di quelli campi di Benevento, quindi i luc-

scampati al macello vennero im- chesi furono riconciliati colla Chie-


molati alla rabbia del vincitore ghi- sa, giacché Manfredi era da essa
bellino., e gli altri in numero di separalo.
circa undicimila meschinamente io Sebbene d' allora in poi non
dure prigioni cacciati. Mai rovina mancassero frequenti guerre batta-
maggiore avea percosso le città gliate per tenere in moto e in ar-
guelfe di Firenze e di Lucca; mai me il popolo lucchese, ora nel
più M pianse in Toscana tanto, 1271 per conquistar il forte ca-
cpianlo dopo la terribile giornata stello di Montecatini in Val di Nie-

l|e| 4 settembre 1260; talché si \ole, fatto ni4o oY ghibellini i


ora.
LUC LUC 43
nel 1275 per unirsi ai genovesi e in Toscana il cardinale Albertini di
fiorentini contro i pisani, co' quali Prato, che per essere stato oltrag-
li pacificò il Papa Innocenzo V ; ora giato in Firenze, il Papa ai 21
nel 1288 per inviar aiuti di fanti giugno 1 3o4 scomunicò guelfi ed i

e cavalli alla lega guelfa Val in i con essi i cittadini di Luc-


neri, e
d'Arno aretino; ciò non ostante può ca. Ivi poco dopo insorse nel i3o8
dirsi, che le cose interne dei luc- un tumulto fra il popolo e i no-
chesi si rimasero tranquille per tut- bili, in conseguenza del quale il
to il resto del secolo XIII. Si co- governo , che per principio politi-
struirono quindi molti edifizi sacri co teneva dalla parte popolare, riu-
e profani, strade e piazze. Mentre scìdi far escludere dalle borse tutti
la repubblica fiorentina nel 1297 i magnati o potenti, tranne quelli
dava principio al suo palazzo detto che ad una delle compagnie delle
della signoria, ed ora palazzo vec- armi, ossia dei venti gonfaloni di
chio, il comune di Lucca prese la contrade, si trovavano ascritti. Tale
deliberazione d' ingrandire il pro- fu una delle ragioni per riformare
prio. Ma era appena incominciato il gli antichi statuti del comune di
secolo XIV, quando gli antichi odii Lucca, e per sostituire quelli com-
di famiglie, ed i semi di cittadine pilati nel i3o8, che sono rimasti

discordie germogliarono in guisa i primi fra i conosciuti. In quella


tale, che resero oltracotante il par- riforma più di cento famiglie no-
tito ghibellino contro il guelfo, sot- bili furono escluse dalle prime ma-

to una nuova divisa di Bianchi e gistrature, oltre i nobili di conta-


di Neri, i primi uniti ai ghibellini, do chiamati cattani. Bonturo con
i secondi ai guelfi, la cui origine due altri popolani furono quelli che
si ripete da Pistoia al modo che formarono in Lucca una specie di
a quegli articoli si narra. Vinse triumvirato, regolando quanto spet-
naturalmente in Lucca la fazione tava alla signoria e al governo del-
più numerosa del popolo, cioè i la repubblica. Fu tolta l* autorità
neri, di cui era l'anima un poten- agii anziani e la giurisdizione ai
te anziano, favorito dalla plebe e giudici delle diverse vicarie del ter-
reduce da una legazione al Papa ritorio, per sostituirvi de' popola-
Bonifacio Vili, chiamato Buonturo ni. Quindi è che molte famiglie
Dati, caldissimo guelfo. Per abbat- vennero esiliate, e moltissime dis-
tere la sede donde sotto nuove for- gustate abbandonarono la patria con
me era partito V incendio delle po- pregiudizio della città. A tanti mali
litiche fazioni, si unirono ai fioren- si aggiunsero per colmo le rovine,
tini i lucchesi per attaccare le ca- le oppressioni, le stragi e i sac-
stella di Pistoia, ed assediare la cheggi che Lucca a soppor-
ebb»e
città fatta nido de' più acerrimi ghi- tare all'arrivo impensato ed ostile
bellini. Debellata Pistoia, i vincito- nel i3i4 «h Uguceione della Fag-
ri si divisero il suo governo, ri- giuola capftano generale e signore
servandosi i lucchesi l'elezione d'un de' pisani sempre nemici de' luc-
loro cittadino per podestà, ed i fio- chesi, e terrore de' guelfi pel co-
rentini nomina del capitano del
la mando che avea de' ghibellini di
popolo. Volendo Benedetto AI pacifi- Toscana. Essendo manca to iy vivi

cate le accanite fazioni, spedai legalo Clemente Y ^Hbz.iotiutp a Roberta


44 luc LUC
rt eli Napoli capo de' guelfi, Uguc- il cardinal Gentile Parlino da Mon-
cione vide agevole la conquista di tc/iorc, del quale parlammo a quel-
Lucca. In fatti travagliò tanto i la biografia. In fine, a colmo di
lucchesi che li costrinse alla resti- tanti mali, si aggiunse un incendio
tu/ione delle castella già cedute dal desolatole, di cui restarono preda
conte Ugolino, ed ottenne che gli non solo quattrocento case, ma pre-
usciti rientrassero in Lucca, tra'qua- ziose suppellettili e pubblici archi-
Ji Castruccio di Gerì degli Antelmi- vi. In tal guisa Lucca fatta, botti-
nclli rivide la patria. no con un'apparente
de' ghibellini,
Castruccio Castracani degli An- formalità legale dovè acclamare ai
telminelli, il quale alla nobiltà del- i3 luglio Uguccione in capitano
l'origine aggiunse grandezza del- la generale del suo popolo, e così la-
l' imprese, in gioventù avea provato sciarsi governare ad arbitrio dei
la fortuna contraria, poiché essendo bianchi suoi fuorusciti, i quali a
ghibellino foggi co' suoi da Lucca vendicarsi de' loro emuli o li cac-
nel i3oo, avendo allora anni die- ciarono o li uccisero. Dolenti i fio-

cinove. Riparò in Ancona, e per- rentini della Lucca sciagura di ,

duti genitori datosi tutto alla mi-


i vedendo Uguccione assoluto domi-
lizia guerreggiò in Francia, in In- natore di due vicine repubbliche ,

ghilterra, e di più in Lombardia, procurarono collegarsi coi guelfi


contrae ndo amicizia coi signori di delle comuni toscane , sollecitando
Milano, Mantova e di Verona.
di aiuti da Siena, da Bologna, da Pe-
Quivi stavasi quando per la pace rugia, da Gubbio e dal re Rober-
conchiusa da Uguccione tra' pisani to. Uguccione a combattere fio- i

e lucchesi potè fare ritorno all'a- rentini, con ventimila fanti e due-
mata Divenuto capo de' ghi-
patria. mila cinquecento cavalieri mos-
bellini ch'erano rientrati, volendo- se verso la Val di Nievole per
si vendicare de' guelfi , fece scop- conquistare il castello di Monteca-
piare una sommossa , e gli assali tini,benché la lega guelfa avea riu-
a' i4 giugno i 3 1 mentre si com-
4- • nito più numeroso esercito. A' 29
batteva entrò in Lucca Uguccione al- agosto i3i5 nemici scontraronsi
i

la testa di undicimila e più soldati, nella valle sul piccolo torrente bor-
dal quale avea chiesto soccorso. I ra. Al primo assalto Francesco fi-
lucchesi da interni ed
sopraffatti glio del Faggiuolano e podestà di
esterni nemici, ne potendo resistere Lucca, penetrò con tanto impeto nel
a tante forze, videro fuggir la ca- campo de' fiorentini, che ferito a
valleria catalana a loro tutela in- morte spirò in mezzo alla pugna ,

viata dal re Roberto, e la città fat- e già gli assalitori indietreggiavano,


ta preda degli assalitori. Con spa- quando accorso Uguccione col ner-

ventosa rabbia , sfrenata libidine ,


bo della sua armata, respinti riani- i

ed insaziabile avarizia si manomi- mò, e più caldi li ricondusse al ci-


se dal nemico e calpestò onore, mento. Allora fu che la giornata
pudore e religione La tragedia . essendo divenuta campale, dai ghi-
del più crudele saccheggio durò otto bellini si combattè con tanto ardi-
giorni, ne si risparmiarono le case re e valore da portare ovunque la
de' privati, le chiese, ed il ricco morte, lo scompiglio e il terrore. I
tesoro che a Clemente V pollava primi capitani ira i guelfi rimasti
LtfC LUC 4>
estinti pugna, furono un fra-
nella nerale ; ma innanzi che spirasse
tello e un nipote del re Roberto; tal termine Castruccio seppe così
Firenze, Siena e molti paesi pian- destramente operare, che dal se-
sero i loro prodi. Il lucchese Ca- nato e popolo lucchese con deli-
struccio si lece conoscere per buon berazione del 4 novembre fu con-
guerriero , avendo in questa me- fermato nella carica per un intiero
morabile giornata date prove di anno, e prima che spirasse questo
coraggio e di militare perizia. periodo con nuova elezione fu de-
La vittoria di Montecatini fruttò ciso, che Castruccio col titolo di
a Uguccione non solo un più si- signore e difensore della città e
curo dominio in Pisa, ma aprì a stato di Lucca governasse la re-
lui la strada per rendere totalmen- pubblica ancora per dieci anni. Fi-
te ligia al suo volere la città di nalmente arrivato il 26 aprile i3?.o
Lucca, nominandone podestà l'altro Castruccio fu da tutti concordemen-
figlio Neri. Trova vasi questo in uf- te proclamato dittatore della repub-
fìzio, quando pochi mesi dopo la blica a vita, onde tutto si diede
vittoria di Montecatini occorse che a rendersene degno, ad abbellir
Castruccio di suo arbitrio, o come la città, a far ponti, strade, rocche
altri vogliono d'ordine d'Uguccione, e fortificazioni di vario genere, spa-
essendosi recato con dei compagni ventando col suo genio intrapren-
nelle parti della Versilia e di Mas- dente i comuni a Lucca limitrofi.
saLunense, pose a ruba il paese. Il sigillo da lui adoperato in una
Per la qual cosa appena tornato a lettera figura nella parte superiore
Lucca Castruccio, accusato di fur- un cane avente al di sotto uno
ti e di uccisioni, fu carcerato e scudo, e intorno al blasone I* epi-
sommariamente condannato ad ave- grafe : S. Caslrucci Fìcecomìlis
re il capo reciso. Già la scure sta- Lunensis essendo anche visconte
,

va per piombare sul collo del va- lunense avendo occupato in Lu-
;

loroso capitano, quando il popolo nigiana Fosdinovo e gli altri ca-


minacciò sollevarsi a stormo, in gui- stelli di qua dalla Magra. A Pon-

sa che intimorito il podestà ne man- tremoli assegnò magistrali di par-


dò avviso al padre in Pisa. Si te guelfa e ghibellina, facendo e-
mosse Uguccione colle sue bande, rigere nel centro del luogo la tor-
ma pervenuto a metà del cammi- re Cacciaguerra : in sostanza egli
no seppe della repentina sollevazio- prese a regolare i ghibellini di To-
ne de'pisani. Nel mentre che re- scana per farli operare in accordo
trocedeva per ricuperare il perdu- con quelli di Lombardia. Benché
to dominio, i lucchesi liberarono occupato in diverse militari impre-
Castruccio, gridandolo insieme ca- se, il dittatore non lasciava di far
pitano del popolo e difensore decreti savissimi pel pubblico bene,
della città di Lucca agli 1 1 apri- un dominio assoluto,
affinchè sotto
le i3i6. Così Uguccione in un una qualche forma di libertà tras-
giorno videsi spogliato della signo- parisse. Vi sono memorie della
ria di due importanti città. Ca- sua pietà e della sua giustizia , e
struccio fu confermato nella digni- fece restituire alla santa Sede il

tà per sei mesi, con atto solenne tesoro depositalo in s. Frediano di


degli anziani e del consiglio ge- Lucca dal cardinal Gentile. Ebbe
46 LUC LUC
per vicario un fedelissimo giure- capitale fece innalzar un'opera co-
consulto e per consiglieri di stato lossale per servire di vasta citta-
uomini espertissimi nella politica. della , nella quale rinchiuse oltre
Così nelle cose di guerra tenne al il suo palazzo, arsenali d'armi, ca-
suo servizio valenti capitani presi serme, chiese, conventi, abita/ioni
da diverse contrade; tenendo Ca- private e intiere strade, in guisa
stracelo per massima, che non al- che a questa piccola città circon-
la patria o alla schiatta, ma al- data dal secondo recinto delle mu-
le virtù bisogna che i buoni prin- ra fu dato il nome di Augusta,
cipi abbiano l'occhio. In quanto quasi per significare essere dessa
poi alla costituzione militare da un'impresa degna de'cesari. Voleva
Castracelo ordinata per fare di impadronirsi di Prato, e con ri-
tutto il territorio, non che Luc-
di provevole modo di Pisa, ma non
ca, un esercito mobile pronto ad gli riuscì. A
dar compimento alla
ogni occasione , egli ripartì lo sua ambizione il signor di Lucca,
stato in quante e-
tante divisioni, col solito mezzo de' suoi fautori,
rano le porte della città di Lucca, per render ereditario nella sua fa-

cioè di s. Pietro, di s. Donato, miglia il supremo potere, nel i32J


di s. Gervasio, e di s. Frediano fece eleggere il suo primogenito
ossia del Borgo; e ciascun villag- Enrico suo compagno nella signoria
gio, borgata o castello organizzò della patria a vita. Osservando i

in compagnie sotto periti uffiziali fiorentini che Castruccio mirava


ed insegne proprie, coli' obbligo di sempre al suo ingrandimento e al
esercitarle e star pronte a marcia- conquisto di tutta la Toscana, for-
re al primo cenno. Per modo che marono una potente lega guelfa
circa venti ore dopo l'avviso dato, toscana. Nel settembre i325 ad
da un polo all' altro della repub- Altopascio accadde il terribile scon-
blica, dalla Val di Magra alla Val tro fra l' oste fiorentina e la luc-
di Nievole, le milizie lucchesi com- chese ; ivi fu il celebre campo di
parivano, assalivano, e i più mu- battaglia nel quale Castruccio fece
niti castelli conquistavano celere- prodigi di valore, e dove diede le
mente. più evidenti prove della sua gran
Dopo tanti ordinamenti, dopo esser- perizia nell' arte della guerra. La
si assicurato un costante potere, Ca- battaglia d' Altopascio fu pei luc-

struccio alzò i suoi pensieri a cose chesi gloriosa e completa. Pochi


maggiori , tendenti niente meno nemici che avanzarono all' eccidio
che a far crollare forti città co- poterono scampare dai vincitori; si
stituite in repubblica, le quali per narra che i prigioni furono i5,ooo,
principii e per natura di governo tra' quali il generale in capo del-

doveano essere naturalmente sue av- l' esercito e moltissimi personaggi


versarie. Ad efletto pertanto di abbat- cospicui di diverse parti. Castruc-
tere la più polente di tutte, Firenze, cio piombò su Firenze, e depredò il

costrinse nel i322 ch'era


Pistoia, contado ed sobborghi della città.
i

sotto il patrocinio della signoria, a Il dì ii novembre fu per Lucca me-

riconoscerlo per protettore, salva la morando, perchè Castruccio vi entrò


libertà pel paese. Nel frattempo in trionfo colla pompa degli anti-

che Castruccio dimorava nella sua chi romani, colle ricche prede e i
LUC LUC 47
prigioni, in un col carroccio dei fu uomo non solamente raro dei
fiorentini ; rendendolo più solenne tempi suoi, ma ancora per molti
con molti atti di magnanimità e di quelli che innanzi erano passa-
di beneficenza. Seguitarono dopo li, e perchè l'arte strategica, la
ciò le scorrerie delle masnade dei celerità delle marcie e la destrezza
venturieri, die Castruccio teneva nel campeggiare fu meglio cono-
assoldate, in lutto il Val d'Arno si- sciuta e trattata da lui che da ogni
no alle porte di Firenze, finche altro capitano della sua età, e fra

la parte guelfa della Toscana ,


tutti coloro che avevano da gran
Giovanni XXII, ed il re Roberto tempo indietro figurato in Italia,

risolverono di far lutti gli sforzi Lodovico il Bavaro gli concesse in


per frenar la baldanza del capila- ducato gli stati di Lucca, di Lu-
no maggior Itti»
lucchese, cui dava nigiana, di Garfagnana, di Pistoia
pulso 1' amicizia di Lodovico il e di Volterra il diploma
: di Lo-
Bavaro giunto in Italia e scomu- dovico è riportato nella Fila di
nicato dal Papa. Recandosi Lodo- Castruccio d'Aldo Manuzio, ripub-
vico in Roma nel 328, Castruc- 1 blicata con nuovi documenti a
ciò lo seguì, indi fu creato cava- Lucca nel 843, nel documento
1

liere e conte del palazzo di Late- n. 18 a p. 207. Quindici anni


rano, e destinato a porgergli la signoreggiò senza mai cessar di com-
spada dell'impero il giorno della battere: avea mente, cuore e brac-
coronazione nella basilica vaticana: ciò da operar grandi cose; accorto
fu anche fatto senatore di Roma, e dissimulatore sapeva farsi amare
dignità che per se erasi riserba- dai soldati, temere dal popolo e
ta Lodovico. Mentre in Roma si tener soggetti gli avventurieri che
godeva tanti onori , i fiorenti- teneva al suo soldo. Nuovo Pelo-
ni tolsero ai lucchesi Pistoia. La- pida, mostrò quanto possa un uo-
sciato cesare, passò a Pisa, ove dìo solo ingrandire la patria Luc- :

senza rispetto alcuno al nuovo au- ca fu grande per lui; ma al suo


gusto, ne al di lui vicario, cornili- cadere il principato fondato da lui
ciò a farla da padrone, e mentre fu distrutto. Castruccio Castracane
era quieta se ne impadronì. degli Antelminelli morì qual visse,
Tornato Castruccio nella sua capi- cioè da uomo forte, e conservò fi-

tale, con numerose forze si recò ad no all'estremo suo respiro tran-


espugnar Pistoia, e la prese ai 3 quillità di spirilo cosicché potè ,

agosto; se non che le molte fatiche dare un ultimo saggio del suo
sostenute nel lungo assedio gli prò- senno, come profondo conoscitóre
dussero una febbre che in pochi delle cose umane. Che sebbene egli
dai vivi. Mancò que-
dì lo tolse fosse più prode capitano, che dot-
st'uomo straordinario ai 3 set- to non ostante mo-
legislatore, ciò
lembre i328, nell'anno quaran- rendo previde e predisse quanto
tasettesimo di sua età, lasciando pur troppo, mancato lui, accadde
di sé che se non gli
tale opinione, di Lucca e della sua vasta signo-
fosse stala così breve la vita, egli ria. Tra le opere superstiti che
sarebbe pervenuto a signoreggiare rammentano il governo di Castruc-
gran parte d' Italia_, non che l'in- ciò, oltre la cittadella Augusta,
tiera Toscana. Per virtù militare alla costruzione della quale s' ini-
48 LUC LUC
piegarono materiali
i di undici parrà che non poterono riavere. Si
grandi toni e di molti casamenti recò in Lucca Gherardino Spinola
pubblici e privati, si deve aggiun- ricco genovese, il quale ai settem-
gere la strada che dalla porta del- bre 13*29 si obbligò pagare ses-

la città guida al ponte s. Pietro santaruila fiorini, un terzo subito,


sul Serchio, la strada e il ponte il resto nel seguente ottobre, facen-
Squarci abocconi sulla Pescia di Col- do garanzia il comune di Lucca
lodi, la strada costruita alla ma- per liberarsi dal governo militare,
rina lucchese da Mon tra mito a e vendendo la propria libertà ad
Viareggio, la nuova torre in que- un ghibellino genovese. I fiorentini
sto ultimo luogo, oltre diversi pon- di ciò dolenti, incominciarono dal
ti costruiti o restaurati sopra i togliere al nuovo signore di Luc-
fiumi Serchio e Lima , senza dire ca una parte dei paesi da Castruc-
di molte rocche, torri e fortezze cio conquistati nel Pistoiese e in
sparse in vari punti del dominio Val di Nievole, e mandarono nu-
lucchese. Enrico figlio primogenito merosa oste ad assediar Lucca.
di Castruccio , ricco delle gloriose Col consenso dello Spinola i luc-
doti paterne, con tutti i saggi av- chesi inviarono ambasciatori a Gio-
vertimenti ascoltati da lui mori- vanni re di Boemia in Lombar-
bondo, fu riconosciuto più. per gra- dia, per offrirgli il dominio della
titudine del popolo verso il gran loro patria ,
purché egli sollecita-
capitano che pei meriti propri in mente inviasse forze sufficienti a
signore di Lucca e degli altri stati liberarli dall'assedio de'fiorentini. Il
acquistati dal padre. Ma Lodovico re accettò, costrinse i fiorentini a
il Bavaro, per un tratto d'ingra- ritirarsi e lo Spinola a rinun-
titudine o per vendicarsi di Ca- ziar la signoria senza rimborso, e
struccio, perchè dopo la sua par- dichiarò sua la città. Il dominio
tita da Roma tolsegli Pisa, spo- lucchese consisteva allora in 9 vi-
gliò poco dopo T erede di Ca- carie, con 288 comunelli, compresi
struccio degli stati di Lucca di ,
quelli suburbani , e alcuni altri
Lunigiana, di Pistoia e di Garfa- popoli situati sulla riva sinistra
gnana, figurando di rimettere i dell'Arno , oppure di quelli appar-
lucchesi all'antico regime repubbli- tenenti al territorio pistoiese. Il re
cano mediante però Io sborso d'u- Giovanni ordinò agli anziani ed
na vistosa somma di denaro. al popolo giuramento di suddi-
Ben presto si scuoprì come la tanza, e nominò un vicario luo-
promessa libertà fosse un vano no- gotenente per l'esercizio della au-
me, perchè tutto il reggimento torità regia, e da cui dipendevano
della repubblica fu ridotto nell'ar- gli anziani, il consiglio maggiore
bitrio di un vicario imperiale, e e il consiglio generale. Nel 1 333
ciò sinché le milizie tedesche, la- giunse in Lucca Carlo di Lussem-
sciate dal Bavaro senza il soldo burgo figlio del re e poi impera-
reclamato, s'impadronirono di Luc- tore Carlo IV, il quale fu accolto
ca per venderla al maggiore offe^ con dimostrazioni di sincero affet-
rente. I fiorentini offrirono ottan- to, ma domandò
quarantamila fio-
tamila fiorini, ed i pisani sessan- rini Quindi per trarre dalle
d'oro.
tamila, dandone quindicimila in ca- borse lucchesi nuovi denari, lo stes-
LUC LUC 49
so re Giovanni passando in agosto e nemici del pari dei lucchesi co-
per Lucca moderò l'autorità regia me de' fiorentini, costrinsero questi
aumentando la municipale ma ; a capitolare a' 4 luglio i342, e
ad onta delle regie promesse di cedere quasi intatta ai pisani la
non cedere alcuna parte del ter- costosa preda.
ritorio di Lucca, e sempre più per A volontà di questi novelli mal-
mugnere i lucchesi Carlo conferì , visti padroni , e della incresce-
all' anziano Vanni Forteguerra il vole dominazione pisana , Lucca
castello di Cotrosso Per egual . dovette soffrire quel misero sta-
modo il re padre, in vece di resti- to, che fu dai lucchesi chiamato
taire al comune la promessa vi- servitù babilonica la quale durò
,

caria di Correglia che avea tolto ventisette anni. Giunse finalmente


a Castracani dei Falabrini, la con- il 1369 , in cui i lucchesi colla
ferì con titolo di contea a un altro magia dell'oro poterono indurre
Castracani del ramo degli Antel- l'imperatore Carlo IV ad esaudi-
minelli. Essendo vicario regio in re i loro lamenti e liberarli dalla
Lucca Marsilio de'Rossi di Parma, soggezione dei con diplomapisani
nell'ottobre 1 333 il re impegnò a degli 8 aprile. Essendo suo vica-
Orlando de'Rossi, altro suo vicario, rio imperiale in Toscana il suo
e ai di lui fratelli, la città di Lue- parente cardinal Guido di Boulo-
ca con tutto il distretto per tren- gne, questi passò a far la sua re-
tacinquemila fiorini, e nell'anno sidenza in Lucca. A memoria per-
seguente la vendè ai medesimi, ciò petua di tale liberazione i Iucche-
che alcuno nega. Non poterono i si edificarono nella loro cattedrale
nuovi signori possedere Lucca per una cappella con altare, che tut-
lungo tempo, obbligati per inde- torà porla il nome della Libertà :

gne vie di doverla cedere il primo Ara Deo liberatori, ove finché du-
novembre 1 335 a Martino della rò la repubblica, i magistrati e il
Scala tiranno di Verona, che re- popolo vi si recarono in processione
stituì ai Rossi i trentacinquemila nella domenica in Albis, giorno
fiorini d' oro pagati per tutto lo anniversario della liberazione. Per-
stato lucchese.Finalmente lo Sca- che questa fosse completa e non
ligero, dopo aver signoreggiato in inceppata dal vicario imperiale, col-
Lucca quasi per un lustro, nel lu- la mediazione dei fiorentini e lo
glio del i34o la vendè per cento sborso di centoventicinquemila fio-

ottantamila o secondo altri due- rini d'oro, il vicario coll'assenso di


centocinquantamila fiorini d'oro ai Carlo IV rinunziò il suo potere
fiorentini. Subito pisani per gè- i nel corpo degli anziani, che dichia-
losia assediarono la città, e solo rò vicari perpetui di cesare. Per tal
con qualche sagrifizio i fiorentini guisa Lucca ricuperò dopo cinquan-
d' accordo coi lucchesi poterono tasei anni la libertà. Una delle prime
entrarvi dopo nominando
tre mesi, operazioni dei reggitori della risor-
per luogotenente Giovanni de Me- ta repubblica di nor-
fu quella
dici, che ricevette dagli anziani e ganizzare governo mediante una
il

senato lucchesi il giuramento di nuova costituzione, sul modello del


obbedienza alla repubblica fioren- governo fiorentino, già ritorna-
tine. Continuando i pisani l'assedio, to dei lucchesi sinceramente ami-
vol. xi. 4
So LUC LUC
co . II compartimento territoriale fatte delle aggiunte. Nello statuto
venne diviso, come Io è attual- furono escluse quasi affatto dalle
mente, in vicarie, mentre l'interno cariche di anziani, diverse casale
della città fu ripartito in tre for- nobili lucchesi, e tra queste gli
zieri, che presero il nome dalle Obizi, i Salamoncelli, i Quartigiani,
chiese di s. Paolino, di s. Salva- i del Poggio e tutti gli Autelmi-
tore e di s. Martino. 11 primo ma- nelli ; precauzione dettata a ca-
gistrato della repubblica ossia degli gione dei tentativi fatti contro la
anziani si compose di dieci citta- quiete pubblica a danno della pa-
dini, fra' quali si eleggeva un ca- tria libertà. Queste disposizioni di-
po, cui fu dato il titolo di gonfa- rette al pubblico bene, nel succe-
loniere di giustizia, coll'obbiigo a dersi degli anni non ebbero quel
tutti gli anziani di risiedere sta- felice successo che sembrava dover-
bilmente in palazzo ne'due mesi si conseguire ; sia per le pestilenze
che durava il loro offizio. A pub- che nel 1371 e 1372 afflissero la
blica difesa furono istituite com- città e il contado; sia per le mi-
pagnie o gonfaloni ; in vece del litari compagnie di 'masnadieri di
consiglio del popolo già composto di varie nazioni., le quali infestarono
cinquanta individui, se ne formò uno la Toscana , e specialmente nel
di soli ventisei, il quale insieme ai i38o recarono sommo aggravio e
goufalonieri delle compagnie e al- rovine allo stato di Lucca ; sia
la signoria o magistrato degli an- finalmente per le intestine civili

ziani e a tutti gli altri consiglieri, discordie che tolsero alla repub-
costituirono i primi poteri: final- blica la quiete desiderata.
mente il consiglio generale fu com- Urbano VI, mentre in Avignone
posto di centottanta cittadini ; laon- sosteneva funesto scisma Clemente
de sopra tali magistrati si aggirò VII antipapa, partì da Genova ai
tutto il pondo della repubblica. Nel 16 dicembre 386, e per mare 1

1369 lo stato lucchese componevasi recossi a Lucca, accoltovi onorevol-


di undici vicarie, comprese quelle mente nella vigilia del s. Natale, e
di Massa Lunense e Camporgiano, vi si trattenne nove mesi. Al porto
in tutto 277 comuni, fra quali i i di Motrone era stato magnifica-
suburbani. Nel 1870 fu demoli- mente alloggialo dagli ambasciato-
la l'antica bastiglia, cioè la citta- ri lucchesi. Il Papa nella notte di
della Augusta, emblema della pas- Natale celebrò la messa e fece la

sata schiavitù, con tutti gli edilizi benedizione dello stocco e berretto-
costruttivi da Castruccio; indi fu ne, insegne con cui onorò la re-
creato un consiglio di diciotto cit- pubblica in persona del gonfalo-
tadini chiamati conservatori della niere Forteguerra Forteguerri, che
pubblica sicurezza, ridotti nel i3j5 lo avea assistito da suddiacono e

a dodici col nome di conservatori cantata l'epistola. Nel tempo della


della libertà, che nel 1 385 cam- sua dimora in Lucca, Urbano VI
biatomi col magistrato dei com- con tutta la corte pontificia fece
missari del palazzo. Lo statuto fu la benedizione delle candele, palme,
compilato nel 1872, sul regime rosa d'oro, ed agnus Dei. Tenne
della repubblica, procedura crimi- segnatura di grazia, concistori pub-
nale e civile, ec. , cui poi furono blici e segreti uell' episcopio dove
LUG LUC Si
era alloggiato. Fece inoltre molle sub politici, e procurò dall'antipa-
grazie, tra le quali fu l'elezione di pa Benedetto XIII l'assoluzione del-
Roberto Guinigi in protonotario a- le censure ecclesiastiche a quei luc-
postoliuo partecipante, e di Bar- chesi, che sino dai tempi di Ca-
J
tolomeo Forteguerri in avvocato struccio n erano allacciati per ca-
?
concistoriale. A 23 settembre 1387 gione di Lodovico il Bavaro. Pen-

Urbano VI partì da Lucca per i


sando poi alla sua sicurezza, nel
Perugia. Intanto sul finire del se- i4oi ordinò l'erezione di un for-
colo XIV perniciose discordie si ac- tilizio dentro le mura della città,
cesero fra le famiglie più potenti nel quartiere che porta tuttora il
di Lucca ; e dopo replicate agi- nome di Cittadella. Poco per altro
tazioni e congiure terminò la tra- può dirsi del governo di Paolo
gica scena colla morte di Barto- Guinigi, sebbene da assoluto signo-
lomeo Forteguerri e poscia di Laz* re per trent' anni dominasse nella
zaro Guinigi, capi entrambi di due patria. Imperocché , qualora si ec-
contrarie fa/ioni , in mezzo alle cettuino le misure prese per prov-
quali potè farsi innanzi Paolo Gui- vedere ai casi di carestia, per in-
nigi, per cui con intrigo nell'otto- coraggile prime sorgenti della
le

bre i4oo fu Lucca gridato per ricchezza nazionale, per promovere


in capitano del popolo.Paolo spe- la coltivazione, per purgar il paese
dì subito onorevole ambasciata al dagli oziosi e vagabondi, e per
duca di Milano, per notificargli il aver impedito l'espatriazione dei la-
suo esaltamento, e cercar la con- voranti di seta , Paolo seguì la
tinuazione di sua benevolenza. Sul tatticache oggi diciamo giusto mez-
momento Paolo nulla cambiò ne- zo , mancandogli forza per farsi
gli ordini dello stato, moderazione temere e rispettare dai governi e-
die lo fece giudicar da poco e steri. Alcuni dicono che sarebbe
facile ad opprimersi, il percbè stato degno di regnare per le qua-
alcuni cospirarono contro la di lui lità del cuore, ma difettava per
vita : discoperta la trama, uno dei si aggiun-
quelle dello spirito, a cui
congiurati perde la vita, gli altri se suo carattere fu
l'avarizia. Il

furono o esiliati o condannati a adatto ad essere mediatore d'accor-


breve prigionia. Da questo primo di tra principi e repubbliche, e
tentativo, Paolo seppe trarre op- figurò qualche volta anche come
portuno profitto, crebbe in poten- politico.
za e domandò imperiosa inente di Nella signoria del Guinigi, Lucca
essere nominato ini signore assolu- fu onorata della presenza di Gre»
to di Lucca. Ni uno osando con- gorio XII (Fedi), il quale per ter-
traddirlo, diede principio ad un go- minar lo scisma sostenuto dall'an-
verno assoluto con abolire il se- tipapa Benedetto XIII si pose in
nato degli anziani ed ogni cele- viaggio con dodici cardinali. Giunse
brazione di comizii, consueti ad a- a Lucca sul fine del gennaio 1408,
dunarsi per l'elezione de' collegi; ove a' 9 maggio creò quattro car-
facendo supplire alle magistrature dinali, cioè il b. Gio. Domenico
da un vicario o consiglio da lui e- Bianchini fiorentino; Antonio Cor-
letti. Mediante una somma di de- raro veneziano suo nipote, Gabriel
naro permise il ritorno degli e- Condulmieri veneziano altro suo
5a LUC LUC
nipote e poi Eugenio IV; e Jaco- cento uomini a cavallo sotto la con-
po da Siccome il Papa
Udine. dotta di suo figlio. Questo proce-
per l'estinzione del lungo e perni- dere avendo offeso i fiorentini ,

cioso scisma avea giurato in con* giurarono vendicarsi alla prima oc-
clave di non creare cardinali, ve- casione, e questa venne quando
dendosi poco amato dai cardinali nel i4^8 conchiuse la pace tra
si

vecchi 3 credette nella


sua autorità loro e duca, senza comprendervi
il

dispensarsi dalle promesse. Ma i il signore di Lucca. Laonde nell'an-


cardinali vecchi, non essendo riu- no seguente a'i5 novembre la si-

sciti ad impedire tal promozione, gnoria e il popolo di Firenze di-


giurarono di non riconoscere mai chiararono guerra al governo di
i nuovi cardinali, e risolvettero di Lucca, e mandarono sedicimila uo-
abbandonare Gregorio XII. Pel pri- mini ad assediar la città. Guinigi
mo parti da Lucca agli i i mag- non potendo esporsi in campo a-
gio il cardinal di Liegi, appresso perto, fortificò Lucca, e rivoltò a
al quale inutilmente corse con danno de'nemici il canale che a-
gente armata Paolo nipote del Pa- veano scavato per inondarla colle
pa; nel seguente giorno abban- acque del Serchio, secondo il con-
donarono Lucca sei altri cardinali, siglio del celebre architetto Bru-
cioè d' Aquileia, Corrado di Mal- nelleschi. Allagato il campo de'fio-
ta,Francesco di Bordeaux, Gior- renlini ,
questi fuggirono pei colli,

dano Orsini, Rinaldo Brancacci, e abbandonando armi , bandiere e


Ottone Colonna poscia Martino V. macchine da guerra. Ritornando
Tutti si ritirarono a Pisa, ove uni- però all'assedio i fiorentini dovet-
ti ad altri cardinali, vescovi ed am- tero contentarsi di largo blocco per
basciatori de'principi celebrarono il lo scontro avuto colle genti con-
famoso concilio ove deposero Gre- dotte pel duca di Milano da Fran-
gorio XII, ed Alessandro
elessero cesco Sforza. Mentre questi era
V. Gregorio XII nel giugno o ai corucciato col Guinigi per avere
i4 luglio i/|o8 partì da Lucca in vece di lui domandato il riva-
per Ancona; ma avvisato dei peri- le Nicolò Piccinino, e per non a-
coli che poteva incontrare, passò verlo ricevuto co' suoi nella città,

in vece a Siena. Dimorando Gre- sospettando alcuni de'principali luc-


gorio XII in Lucca vi celebrò di- chesi che Guinigi volesse venderli
verse pontificie funzioni e conci- ai fiorentini , ordirono una con-
stori, emanando ordini, bolle e giura d'accordo collo Sforza, e si
decreti che ne portano la data. impadronirono di Guinigi a'4 ago-
Finche un complesso di fortunate sto i43o. Nella mattina seguente
circostanze favorì il sistema del entrò lo Sforza nella città, ricevu-
giusto mezzo, Paolo Guinigi potè to come liberatore colle sue solda*
riuscire a trarsi d'impaccio in va- tesche, alle quali bisognò consentire
rie emergenze; ma quando fio- i il sacco del palazzo del deposto
rentini e il duca di Milano Maria signore, benché il tumultuante po-
Visconti gli domandarono de'soccorsi polo avesselo rispettato , e sborsar
ne cadde vittima. Schermendosi in loro dodicimila fiorini d'oro. Paolo
principio colle parti guerreggianti, fu consegnato al generale Viscon-
tu poi costretto mandar al duca sette- ù per inviarlo a Milano a quel
LUC LUC 53
duca, che lo fece trasportare e rin- loro cure a dar miglior ordine a*
chiudere nel castello di Pavia, dove gli affari interni per la conserva-
col crepacuore di aver perduto la zione di un vivere libero, promul-
signoria
della sua patria, nell' età gando nel i446 nuova costituzione.
di cinquantanove anni perde la vita Tranne le insidie tentate da Ladis-
nel i432. lao figlio di Paolo Guinigi, per
Alla rovina di Guinigi concor- riacquistar la paterna signoria, Luc-
sero i fiorentini principalmente con ca non ebbe più scontri pericolosi
5o, 000 ducati pagati allo Sforza alla sua tranquillità e governo fino
acciò ritirasse le sue genti dal ter- alla venuta di Carlo Vili re di
ritorio di Lucca, e cosi oltre il Francia in J Toscana nel i^5. A-
dittatore allontanar pure il protet- vendo il re dato per denari ai
tore de' lucchesi. Tornati questi lucchesi la terra e rocca di Pietra-
ultimi al regime repubblicano, i fio- santa, e aiutando essi i pisani con-
rentini strinsero di nuovo la città con tro i fiorentini, si riaccesero 1' e»
assedio perchè li ricusava per signo- stinte amarezze. Lucca avrebbe per-
ri. Ricorsero i lucchesi al duca di duto la sua indipendenza, senza
Milano, il quale per impedir l'ingran- l'aiuto di Massimiliano I, che
dimento della repubblica fiorentina, mediante lo sborso di novemila
e non mostrare di ledere i patti, figu- fiorini d'oro, rilasciò ampio diplo-
rò che genovesi allora suoi sudditi,
i ma a favore della lucchese libertà;
assoldato il Piccinino con genti ar- privilegio che nel i522 confermò
mate l'inviassero subito a Lucca. In Carlo V. La caduta di Firenze
unione coi lucchesi il Piccinino, allarmò il popolo lucchese, e sic-
forte dinovemila uomini, sbaragliò come grandi abusavano del po-
i

con grande uccisione i fiorentini ai tere per arricchire, il popolo nel-


3 dicembre i43o, dopo tredici l'aprile i53i si ribellò, gridando
mesi d'assedio. I lucchesi celebra- morte al governo aristocratico ; si
rono poi con festa quel giorno impadronì di molti luoghi della
per loro faustissimo. Nel 1432 città, ma quando voleva ristabilire
tornarono per tentare
i fiorentini il governo popolare gli anziani coi
un assalto, ma nel seguente anno senatori dissiparono gli ammutinati
si pacificarono con Lucca con mille uomini armati nel con
restituen-
dole il tolto. Nel 1437 vedendo tado di Camaiore, ove il senato e
i fiorentini privi di aiuto i lucche- resse poi una specie d'arco di trion
si , assoldando Francesco Sforza fo ad onore de' camaioresi.
occuparono Viareggio, Camaiore ed Avendo 1' imperatore Carlo V
altri luoghi ; quando il Visconti destinato partire per con
Algeri
accorrendo in soccorso di Lucca un esercito, pregò il Pontefice Pao-
mediante un esercito comandato da lo III nel i54i di recarsi a Lue*
Piccinino, e richiamando segreta- ca per trattare su questa spedizio-
mente al suo servigio lo Sforza, i ne, e del concilio generale che fu
fiorentini convennero alla pace nel il Tridentino. Ad onta della sua
i438, indi restituirono i luoghi vecchiaia, della stagione estiva e
conquistati, meno Monte Carlo, e contro il parere de'medici , Paolo
la fortezza di Motrone. Godendo i HI parti da Roma a' 27 agosto,
lucchesi stabile quiete, rivolsero le ed agli 8 settembre entrò in Lue-
54 LUC LUC
ca accompagnato da sedici cardi- la libertà de' popoli italiani: per
nali, da ventiquattro prelati, dagli ordine di Carlo fu condotto a V
ambasciatori del re de'romani, di Milano, e giustiziato. Nel i556 il
Francia, di Portogallo, di Firenze gonfaloniere Martino Bernardini fe-
e di Ferrara, dall'ammiraglio dei ce pubblicare una leg^e, che per
gerosolimitani con dieciotto cavalie- lui fu detta Martiu<<nui , nella
ri,da centocinquanta soldati a cavai- quale si ammettevano alle cariche
lo, e da duecento a piedi. Fu ricevu- del governo quelle famiglie che
to con ogni venerazione ed alloggiato allora le godevano, col diritto di
neir episcopio. Quattro giorni do- trasferirle alla loro discendenza,
pò, reduce dalla dieta di Ratisbona, tranne quelli nati da padre fore-
giunse in Lucca Carlo V, accolto stiere, e i figli di persone del
con molto splendore. Condotto al- contado, meno quelli che allora
la cattedrale ritrovò il Papa in a- erano impiegati. Perciò la repub-
Lito pontificale, calato dall'episco- blica di Lucca d' allora in poi di-
pio, e cesare gli baciò i piedi . venne di diritto quello che già
Sei congressi ebbero luogo tra il da molto tempo eia di fatto,
capo della Chiesa, e il capo del- cioè aristocratica : tuttavolta la quie-
l'impero, nell'appartamento abita- te si consolidò concentrandosi il

to da Paolo III. Sì parlò del con- potere in chi era più che altri
cilio per la cui celebrazione i ve- interessato alla pubblica felicità,
neziani non erano in grado di Lucca come paese libero e neu-
accordare Vicenza, e si stabilì che trale, nel i55g fu riconosciuto nel
si sarebbe aperto nell' anno se- trattato di pace tra la Francia e la
guente. Il Papa pregò caldamente Spagna, il cui re Filippo li au-
l'imperatore a pacificarsi colla Fran- mento la potenza di Cosimo I du-
cia, e procurò distoglierlo dalla ca di Firenze , colla cessione di
guerra d'Africa, ma inutilmente, e Siena e suo vasto territorio. Pio
di correggere quelle cose statuite IV nel i564 per d. Giulio Cesa-
nella dieta di Ratisbona, contrarie re Colonna inandò in dono alla
ai sacri canoni. Carlo V chiese al cattedrale, altri dicono al magistra-
Papa la sua benedizione , e parti to della città di Lutea, la rosa
per Algeri, e Paolo III si restituì d'oro da lui benedetta, cioè una ra-
inRoma. ma contenente più rose d'oro con
Neil' anno seguente per le ,
molte foglie. La rosa d'oro fu ri-

mene di Pietro Fatinelli Lue- , posta nel palazzo della signoria, fu


ca fu in procinto di perdere la ricevuta con gran solennità, l'ab-
libertà ; imprigionato 1' ambizioso legato portatore della medesima
Pietro, e decapitato, la congiura ebbe in dono seicento scudi d'oro,
svanì. In questo tempo s'introdus- fu aggregalo alla nobiltà lucchese,
se in Lucca 1' empia eresia di Lu- e tenuto a pranzo dai magistrati
tero, per cui si procedette contro i nel giorno della cerimonia. Tutto
settatori massimo rigore. Nel
col descrive il Cartari, a p. 108 della
i546 insorse un altro Cola di Rosa d'oro pontificia.
Rienzo, in Francesco Burlamacchi Tranquillo il governo al di fuori
di cospicua famiglia lucchese, che e in casa, potè occuparsi de' lavori
niente meno agognò di rivendicare di pubblica utilità, fra' quali nomi-
3

LUC LUC 55
neremo un fosso navigabile per Pontefice Gregorio XV. Nel i63i
mettere in comnuicazione Lucca e nel 1648 la peste infierì in Luc-
coli' Ozzeri e il lago di Sesto, don- ca e nel contado, ed il magistra-
de poi per l'emissario della Seres- to fece quanto suol praticarsi in
sa sboccare nell'Arno, navigando simili sventure ; esso però sempre
verso Firenze o Pisa. Tante spese si mostrò severo contro i macchi-
depauperarono l'erario, per cui il natori del governo, che sino al
governo potè dare a Massimiliano 1700 visse quieto. Lievi cagioni
li soli quindicimila scudi dei ses- d'inconsiderata violenza e di par-
santamila che domandò per la guer- ziali ingiurie recarono ai senatori
ra contro il turco. In tutto il re- di Lucca nel 1700 un qualche im-
stante del secolo XVI i lucchesi barazzo per parte di Cosimo III
ebbero calma interna, e pace al granduca di Toscana, e sedici anni
di fuori. Per turbare quest'ultima dopo per conto del duca di Massa e
cominciarono nel 1607 a risuscita- Carrara. Clemente XI nel 171
re antichi dissapori tra i reggitori rimproverò severamente con apo-
della repubblica duca di Mo-
e il stolico breve il gonfaloniere e gli
dena, sulla Garfagnana ; però la anziani della repubblica, per aver
guerra fu sospesa per ordine del- pubblicato un decreto apertamente
l'imperatore, e giudicata la causa in contrario ai sacri canoni, alla eccle-
Milano, fu risoluta in favore di siastica giurisdizione , e principal-
Modena. Posate le armi, il go- mente all' autorità della sacra ro-
verno lucchese si occupò a re- mana inquisizione. Impose loro che
stringere la borsa degli eleggibili al- religiosamente eseguissero quanto per
le pubbliche cariche, in quelli soli lo slato lucchese era stato pre-
ch'erano in possesso di tal prero- scritto da Paolo V col breve de'i2
gativa all'epoca della legge Marti* ottobre 1606, e fino allora dal-
niana. Quindi è che in ordine alla l'uso costante osservato, non tra-
stessa provvisione, nel libro d'oro lasciando frattanto di provvedere
furono registrati i nomi e le armi cristianamente alle loro coscienze.
di tutti coloro, cui sino a quel Diede pur motivo di qualche ama-
giorno si apparteneva tale diritto, cioè rezza fra il senato lucchese e la
duecentoveutiquattro famiglie. Così santa Sede V inchiesta stata dal
le antiche famiglie vollero perpetuare primo avanzala per avere il diritto
tra loro il comando, ad esempio delle di presentare al Papa una terna
repubbliche genovese e veneta. La di tre soggetti idonei ad ogni va-
repubblica soleva spedire oratori in canza della sede vescovile di Lucca;
Roma al nuovo Papa. Il Cancel- inchiesta che finalmente nel 1754
lieri nella Storia de*possessi p. 196, dal Pontefice Benedetto XIV fu
dice che il diarista Gigli registrò, secondata. Clemente XIII con suo
che ai 2 maggio 1621, in dome- breve apostolico accordò alla na-
nica, fecero l'entrata tre ambascia- zione lucchese un posto nel rispet-
tori Lucca con bella cavalcata,
di tabile ed antichissimo collegio de-
ed ai 4 detto medesimi amba- i gli avvocati concistoriali , e pel
sciatori di Lucca fecero l'altra ca- primo ne fu investito Prospero
valcata, e andarono al concistoro Lorenzo Bottini patrizio lucchese,
pubblico a rendere obbedienza al poi cardinale. Il breve Devolionìs
56 LUC LUC
vJLabsequii erga, de'28 luglio 1764, dai francesi in Italia cambiarono
m Ugge nel t. Ili, p. 5 Bull. Roni. affatto le sorti della penisola, sic-
Co ritituta tio. che i padri coscritti di Lucca inu-
Nel 1764 fu dal governo de- tilmente con l'ambascerie e con
creta to cheniuno potesse alle cor- l'oro procurarono di guadagnar la
porazioni morali donare o testare protezione del direttorio di Fran-
ùn valsente superiore alla ventesi- eia, di acquistare la benevolenza
ma parte del suo patrimonio, né del loro generalissimo in Italia, e
mai una somma maggiore di scu- di blandire le fervidissime neonate
di duecento. Tale legge fu emanata repubbliche Cispadana e Traspa-
dal vedere la classe degli ecclesia- dana. L'occupazione di Lucca, dai
stici a sovrabbondanza provvista francesi da lungo tempo medi-
di beni, i quali si calcolò che tata , ebbe finalmente il suo effet-
f

superassero il valore di nove mi- to.ne primi giorni dell'anno 1799,


lioni di scudi, goduti da circa i5oo quando vi entrò con una parte
individui de'due sessi; lo che ve- della sua divisione il generale Ser-
niva a equiparare circa la metà rurier, quello medesimo che aveva
del patrimonio de' privati di tutto maltrattato Venezia. Spietate requi-
lo stato, il quale fu calcolato esse- sizioni di vettovaglie, di pecunia
re di venti milioni di scudi, in e di vestiario, accompagnate da
una popolazione di circa 140,000 minacce tenibili, spaventarono ed
abitanti. Intanto un tarlo a poco avvilirono i lucchesi d'ogni celo. I

a poco rodeva nelle famiglie sena- senatori nella speranza di poter


torie il sistema aristocratico. Le continuare a dirigere il timone dei-
case ascritte al libro d'oro nel la repubblica tutto sopportarono
1 787 si trovarono ridotte ad ot- anzi deliberarono di fare ritorno
tantotto, e perciò il governo con- all'antica costituzione democratica,
vertito in oligarchia. In detto an- cos'annullare la legge Martiniana
no si decretò che non meno di del i556 e le riforme posteriori,
novanta dovessero essere gli sti- Essendo le elezioni de'nuovi magi-
piti di famiglie nobili originarie, strati cadute sopra persone meri-
e dieci quelle delle famiglie dal tevoli della fiducia del comune, i

Senato ascritte alla nobiltà, con fa- fautori de'francesi sene gravarono,
colta di crearne di queste ultime scongiurando il generale a prov-
a proporzione che si fossero estin- vedere alla causa loro, ch'era pur
te le prime. Quanto alla politica quella della Francia; e Serrurier
esterna dei reggitori di Lucca, fu vi provvide all'orientale. A' 4 feb-
sempre 1799 mi ono da
'
quella de' feudatari , cioè braio invitati lui

Jigii al supremo dominatore del- a palazzo tanto quelli destinati da


l'Italia; quindi all'elezione di ogni lui a prender le redini del nuovo
imperatore se ne domandava la^ governo, che i senatori e gonfalo-
benevolenza, e |a conferma de'pri- niere della vecchia repubblica. In-
vilegj di Carlo IV, qualificandosi i di Serrurier dichiarò in nome del
signori della repubblica, sino a generale in capo dell'esercito d'Ita-
Francesco II, come vicari dell'ini- lia al vecchio senato, che d' allora
pero. Filialmente sulla fine del se- in poi restava abolita fra i lucche-
cojo XVJIÌ, le vittorie riportate si la nobiltà, e ogni sorte di ca-
4

LUC LUC 07
ste privilegiate. Nel tempo stesso go quanto i generali suoi prede-
soggiunse, aver scelto da ogni clas- cessori avevano perduto in un an-
se de' cittadini quelli destinati a no; quindi mutazioni di reggi-
governare in un modo provvisorio mento ed imperiose contribuzio-
la repubblica di Lucca, e di ave- ni gravitarono su Lucca dopo il
re in quella scelta creato uomini ritorno de'francesi. Nel 1801 piac-
virtuosi, che fossero per appagare que a Napoleone di ridonare a
il voto di tutti i buoni. Così finì Lucca una specie di esistenza po-
dopo 243 anni il governo aristo- litica, mediante un governo repub-

cratico di Lucca. blicano temperato, eh' entrò in at-


La costituzione data da Serru- tività primo del 1802; ma
nel
rier ai lucchesi, fu la stessa della nel maggio i8o5, epoca in cui
repubblica ligure. La parte orga- l' imperatore Napoleone s'incoronò
nica riducevasi a un potere legis- re d' Italia, i lucchesi furono in-
lativo diviso in due consigli, oltre dotti a redigere una costituzione
un potere esecutivo quinquevirale semi-liberale, e a' 12 giugno rice-
che si nominò direttorio, assistito vere per capo sua altezza serenis-
da cinque ministri di stato. I sima Felice Baciocchi principe di
nuovi rappresentanti della repub- Piombino, sposo di Elisa sorella
blica di Lucca erano diretti dal favorita di Napoleone, giacche i

comandante francese, e maneggiati lucchesi stessi con accorgimento a-


dai pretesi rigeneratori, con oppres- veano domandato all' imperatore
sione de'nobili, degli ecclesiastici e de'francesi di affidare il loro go-
onde ben presto fran-
de'cittadini, i verno ad uno de' principi della
cesi vennero odiati dall' universale. sua prosapia. Fu allora redatto un
Essendo gli animi mal disposti, e nuovo statuto organico, nel quale
molto più quei del contado , si si esentarono i lucchesi dalla co-
ammulinarono al primo successo scrizione militare francese; ma la
ottenuto dagli alleati in Lombar- più vecchia delle repubbliche to-
dia, più ancora dopo le tre giornate scane sparì. Il ducato di Massa e
della Trebbia, 17, 18, 19 giugno, Carrara dichiarato feudo imperiale,
contro Macdonaid battagliate. Le fu riunito per l'amministrazione go-
falangi tedesche furono accolte in vernativa colla Garfagnana, eccet-
Lucca con entusiasmo, ma esiget- to Barga, al principato di Lucca.
tero le armi da fuoco dell'arsenale, Dopo il quale accrescimento si or-
e i bellissimi cannoni di bronzo, dinò ai principi di Lucca di porre
che in numero di 120 guarnivano iu vigore in tutto il loro dominio
gli undici bastioni sulle mura del- il codice di Napoleone , e di far
la città. Non andò guari che i valere il concordato per gli affari

tripudi si convertirono in lagnan- ecclesiastici fatto per la Francia al


ze, ordinamenti de'nuovi pa-
pegli principato di Piombino, e pel ducato
droni. Ben presto le sorti di Luc- di Lucca quello fatto e sottoscritto
ca e dell' intiera Italia tornarono tra la santa Sede ed il regno italico,
in favore de'francesi, dopo che Bo- lo che non riuscì discaro ai lucche-
ua parte, speuto il direttorio, qual si, massimamente ai corpi religiosi
fulmine calò in Italia , ed a' 1
dell' uno e dell'alilo sesso. Inoltre
giugno 1800 riacquistò a Mareu,- il principe di Piombino e di Lucca
58 LUC LUC
intimò all'arcivescovo che cessavano questa vistosissima risorsa potè il

atfatto le attribuzioni del tribunale nuovo governo farsi onore senza


ecclesiastico, rimaner dovendo la imporre contribuzioni, e la princi-
giurisdizione ecclesiastica soggetta pessa Elisa potè fare molti van-
alla politica, e dopo altre innovazio- taggi allo stato, a diversi stabili-
ni si chiamò a dare il giuramento menti, alle arti, alle scienze, all'in-
prescritto dal concordato. L'arcive- dustria nazionale, all'abbellimento
scovo di Locca monsig. Sardi, pri- «Iella capitale ed altri luoghi, alle
ma di obbedire a queste intimazioni, pubbliche strade, all'agricoltura, al
si rivolse al capo della Chiesa per genio naturalmente industrioso dei
riceverne le necessarie istruzioni . lucchesi; finalmente coli' idea di
Pio VII credette espediente diri- provvedere Lucca di acqua potabile,
gere al principe di Lucca e Piombi- fu dato principio alla grandiosa fab-
no e degli ex feudi della Luui- brica degli acquedotti, oltre una più
giana una lettera paterna e fami- pronta amministrazione della giu-
liare ai 9 maggio 1806, colla stizia.Tutte queste ed altre cose
quale lo ammonì dell' irregolarità faceva Felice Baciocchi sovrano di
dei decreti che avea emanalo ai nome, ed Elisa Bonaparte di fatto
4 e 12 aprile, mostrandogli ad e di suo arbitrio, e senza consul-
evidenza, che l'applicazione de'due tare il senato lucchese, come la co»
concordati non poteva aver luogo stituzione prescriveva.
né per 1' uno né per V altro dei Dopo trentaquattro mesi di sta-
due principati poiché que' due
,
bile dimora nel principato, in vir-
concordati erano stati conchiusi tù di un decreto di Napoleone
all'oggetto di riparare i mali pro- del 3 marzo 1809, Elisa recossi a
dotti in quelle regioni dalla cala- Firenze col titolo di granduchessa
mità de' tempi , e di riordinare le governatrice di Toscana. Imperoc-
rose con uno stabile sistema, e ché il regno d'Etruria, cominciato
che quindi ogni ragione voleva il 12 agosto 1801 , essendo finito
che nulla s'innovasse là dove que- col io dicembre
1807, fu per vo-
sti mali e disordini non erano ac- lere di Napoleone levata di là
caduti. Napoleone per questa lette- Maria Luisa regina reggente quel
ra mostrò un fiero risentimento, a regno pel tenero figlio infante don
mezzo di una nota di Talleyrand, Carlo Lodovico di Borbone, e to-
pretendendo che a doveva man-
lui sto la Toscana dichiarata provincia
darsi la lettera. Non si contavano dell' impero francese. Quantunque
allora in Lucca meno di 32 con- però i principi Baciocchi dall'aprile
venti, i5 d'uomini e 1 7 di don- dell' anno 1809 m Pm risiedessero
ne; quindi ad eccezione di sette, in Firenze, Elisa non rinunziò to-
spettanti ad ordini mendicanti, gli talmente al suo prediletto soggior-
altri pili o meno possedevano va- no Lucca, dove gli pareva di
di
sti patrimoni. Aggiungansi i beni di essere in mezzo alla sua famiglia ;
vari capitoli, seminari, confraterni- attribuendosi tutti i miglioramen-
te egualmente soppres-
e benefizi, ti al grande impulso da essa dato,
si e il dominio di
indemaniati, non che alla docile indole del po-
Lucca accora u lo un patrimonio di polo lucchese. Dopo la terribile
sopra venti milioni di franchi. Con campagna di Mosca, il mondo par-
LUC LUC 59
ve desiarsi per avventarsi cernirò quella saggia e pia sovrana furono
Napoleone che lo voleva tutto per dirette alla ripristinazione de' con-
sé, e ne crollò il grande edilìzio. venti, monasteri e compagnie sop-
Mentre pericolava in Lombardia presse; fu pagato ai corpi morali
la sorte del reguo italico, si atfae- l' usufrutto de' beni ecclesiastici in-
ciarono davanti alle spiagge di venduti, il cui valore ascendeva al
Viareggio a* 9 dicembre 181 3 le valore di circa undici milioni di
navi inglesi, per eseguirvi lo sbar- lire lucchesi, abolendosi la legge
co di una fazione di armati, quali sulle mani morte. Si fecero quelle
liberatori dell'indipendenza italiana. altre opere , di cui superiormente
La popolazione non curò le loro facemmo menzione, dappoiché sot-
parole, ed essi tornarono alle navi. to governo di Maria Luisa se
il

Dopo poche settimane, il re Gioac- ne fecero molte a pubblica utilità,


chino Murat, di recente alleato col- proseguendosi la dispendiosissima
l'Austria, inviò una divisione na- fabbrica degli acquedotti sopra un
poletana per cacciarne Elisa sua piano più grandioso. Nel 1820 eb-
cognata, la quale dovè abbandonare be in comincia mento l' orto bota-
anche la sua Lucca prima del
14 nico; fu terminato il regio tea-
marzo 8 4- In questo giorno vi
1
1
tro del Giglio ; fu rimodernata,
entrarono napoletani, che a' 5
i nobilitala, ingrandita e resa più
maggio furono rimpiazzati dai te- bella e più ornata la reggia di
deschi , che tennero Lucca da pa- Lucca ; fu comprato un palazzo
droni, finche Maria Luisa di Bor- pel liceo, e dalla sovrana dotato
bone già regina d'Etruria, non di- e corredato di macchine , e fu e-
chiarò di accettare per sé e per retto un osservatorio astronomico a
l' infante don Carlo Lodovico suo Madia.
figlio, Lucca con l'antico suo ter- il duca ed infante don Carlo
ritorio sotto il titolo di ducato. Lodovico di Borbone, succeduto nel
Quindi in conformità degli arti- 1824 nel trono di Lucca, ha pro-
coli segreti deliberati col trattato curato quieto vivere al paese, e
di Vienna giugno 181 5,
del 9 migliorato d'ogni maniera il mate-
si stabilì di tener fermo di sub- riale della città. Uno de' provvedi-
entrare nell'avito ducato di Par- menti diretti a quest'ultimo scopo,
ma (Vedi), quando fosse vacato fu il moto-proprio del 19 aprile
per morte o per altra destinazio- 1828, col quale venne ordinato,
ne dell'ex imperatrice di Francia, che tutti gli edifizi pubblici e pri-
Maria Luisa d' Austria. Verificato vati della città di Lucca dentro
che sarà un tal caso, il ducato l'anno i83o fossero intonacati, e da-
di Lucca, salvo alcuni distretti di- to ad essi di tinta o di bianco, e che
staccati, a tenore dello stesso trat- questa ultima operazione ogni de-
tato dev'essere incorporato al gran- cennio si rinnovasse, oltre altre ec-
ducato di Toscana, e i delti di- cellenti disposi/ioni sulla polizia del-
stretti si aggiungeranno al ducato la città, e circa al murare all'e-
di Modena. Maria Luisa di Bor- sterno. Inoltre fu creata un'appo-
bone con l'infante suo figlio ed e- sita commissione, nominata degli
rede, entrò Lucca il giorno in edili, affinché vigilasse sulle fabbri-
7
dicembre 1817. Le prime cure di che pubbliche e privale; allo zelo
, ,

fio LUC LUC


biella quale devesi il vantaggio di cesco Baroni nel 1829 si comin-
aver restituito a molti vetusti edi- ciò a pubblicare l'interessante gior-
lìzi sacri la loro antica fìsonomia ,
nale letterario intitolato: Pragma-
sia col far togliere l' intonaco so- logia cattolica. Una seconda serie
vrapposto alle interne pareti di mar- incominciò a stamparsi nel i838.
ino, sia coll'aver ordinato la pristi- Il ducato di Lucca o il Lucche-

na sua forma all'antico anfiteatro. se, regione dell'Italia centrale, si

11 duca regnante per fomentare nel distingue in due parti, una unita,
mio dominio l' industria, le arti e l'altra disunita, perchè dalla prima
le scienze, e promoverne l'emula- affatto isolata. Sono in tutto un-
zione ne' suoi sudditi, come la fe- dici comunità, suddivise in i5i se-
deltà e la disciplina ne' suoi sol- zioni, ossiano parrocchie. Fra i ca-
dati, nel 1 833 fondò l'ordine eque- poluoghi delle undici comunità si
stre di s. Giorgio (Vedi)j quindi coniano tre città, Lucca, Viareg-
per dare una decorazione e cospi- gio, Camaiore: le altre hanno per
rilo segno d'onoranza a quelli che residenza delle terre , dei castelli
avessero reso ragguardevoli servigi o dei villaggi. Nel territorio unito
allo stato ed alla sua real perso- del ducato lucchese trovasi la sua
na, o che si distinguessero per va- capitale con nove comunità. Esso
lore e preeminenza nelle scienze è circondato quasi da ogni lato dal
lettere ed arti, ed avessero un titolo granducato di Toscana, meno che
alla speciale sua considerazione, nel da settentrione e da ponente. Dal-
i 836 istituì l'ordine cavalleresco la parte di tramontana ha a con-
di x. Lodovico [Fedi). Il lodato fine la Garfagnana granducale ed
sovrano nel 1820 sposò la regnan- estense, e dal Iato di ponente ter-
te duchessa di Lucca Maria Tere- mina col lido del mare Tosco per
sa, figlia Sardegna Vit-
del re di il tragitto di dieci miglia. In quan-
torio Emmanuele, che nel 1823 die to al territorio disunito lucchese,
alla luce il principe Ferdinando esso è attualmente ridotto a due
Carlo che nel 8^5 ha sposato la1 vicarie e comunità, Minucciano e
principessa Luisa Maria, figlia di Monlignoso, situate sopra due fian-
Carlo duca di Berry. Sulla storia chi opposti dell'Alpe Apuana. Mi-
di Lucca e suo stato si possono nucciano è nel lato di settentrione,
consultare : Machiavelli , Somma- e Montignoso dalla parte di mez-
rio delle cose lucchesij Cianelli ,
zogiorno ; la prima di esse fra la
Memorie lucchesij Mazzarosa, Sto- Garfagnana estense e la Lunigia-
ria di Lucca, e Guida del fore- na granducale, la seconda fra il
stiere per la città e contado di ducato di Massa e il vicariato gran-
Lucca; Berlini, Memorie lucchesij ducale di Pietrasanta. L' Apennino
Barsocchini, Memorie lucchesi; Re- toscano, dal lato di grecale serve
petti, Dizionario geografico fisico di confine al territorio unito luc-
storico della Toscana, ducalo di chese, mentre a levante viene chiu-
Lucca, Garfagnana, ec. ; e le Me- so dalle diramazioni che dall'Apen-
morie per servire alla storia del nino medesimo si avvallano fra le

ducato di Lucca, che vanno pub- fiumane delle due Pescie sino al-

blicando i deputali dell' accademia TAltopascio. Costà il territorio luc-


Jqcchese. Palla tipografia di Fran- chese attraversa da greco a libec-
LUC LUC 6t
ciò il lago di Bientina o di Sesto; 11 territorio lucchese in riguardo
quindi volgendosi a ostro serve al alla sua estensione è uno de' più
pisano e al lucchese di confine la popolati che contino gli stati d'Eu-
cresta dentellata del Monte Pisano ropa, e si fa ascendere numero
il

sino alla ripa del Serchio ; alla de- degli abitanti a circa 170,000, com-
stra del quale inoltrasi per la pa- presi quelli che in molta parte del-
lustre pianura di Massa ciucco li , e l'anno vivono lungi dalla patria o
nella direzione da levante a ponen- per lavorare in altri paesi, anche
te attraversa il lago omonimo, per lontani, o per vendere figurine di
quindi arrivare alla spiaggia del gesso e di stucco. Osserva il eh.
mare. Di costà andando verso mae- marchese Mazzarosa, Guida di Luc-
stro, percorre il littorale fino a Mo- ca pag. 4 1 che la estensione del
»

trone, finché voltando direzione ducato è di miglia quadrate 328,


verso settentrione grecale fra Pie- cioè sopra ogni miglio quadrato vi
trasanta e Camaiore sale per uno sono 5*26 abitanti, e sopra ogni le-
sprone meridionale dell'Alpe Apua- ga quadrata se ne hanno 47^4 >

na, e varcando il giogo ritorna numero forse maggiore di ogni al-


nella valle del Serchio lungo il tro stato in ragione della superfi-
torrente di Torrita-Cava. Passa in cie. Il sovrano del ducato di Luc-
mezzo al territorio unito del du- ca è investito dei poteri esecutivo
cato di Lucca il fiume Serchio; la e legislativo in tutta la loro am-
porzione più settentrionale è ba- piezza, ed il senato più non sussi-
gnata dall'ultimo tronco della Li- ste. Vi è un solo ministro segreta-
ma, e da quelli della Petrosciana rio di stato per gli affari esteri, ed
e della Torri ta Cava, tre fiumane, incaricato ancora dell' interno. Da
una a sinistra e le altre due a quattro consiglieri dipendono i di-
destra del Serchio, le quali tutte partimenti della giustizia, finanze,
si versano nel nominato fiume sul- buon governo , forza armata e
l' ingresso della Garfagnana. Stante pubblica istruzione. La religione
la variata situazione ed elevatezza cattolica è la dominante , ed evvi
del suolo che cuopre il territorio un solo arcivescovato. Il duca re-
lucchese, il suo clima al pari dei gnante tiene in Roma presso la
suoi prodotti mostrasi varia tissiino. santa Sede un ministro plenipoten-
Fra le produzioni naturali sono ce- ziario. Ora passeremo a dare un
lebri per l'Europa, non che in Ita- cenno della città di Viareggio, co-
lia, le acque termali di Corsena, me luogo principale del ducato, e
note sotto il nome generico di Ba- come unico porto medesimo ;
del
gni di Lucca; mentre il paese ab- della città di di Bagno
Camaiore ;

bonda di marmi e di macigni. Si o sia de' famosi bagni di Lucca ;

trovano rocce di diaspro nel Mon- e di Marlia villa reale; quindi par-
te Fegatese, e a Gallo sotto il Mon- leremo della sede ed arcidiocesi di
te di Pescaglia. In quanto all' in- Lucca , e per ultimo della chiesa
dustria agraria lucchese , tipo e ed ospedale che hanno in Roma i

modello di tutti i paesi, essa può lucchesi.


dividersi in tre porzioni , secondo Viareggio , Via Regia . Città
la qualità del suolo, la posizione moderna e ognor crescente, nella
ed elevazione rispettiva del paese. valle inferiore del Serchio, presso
,

6i LU C LUC
la riva del mare con Porto Cana- ca conduce. Quell'eroe avea con-
vi

le, n I tua I mente con due chiese par- cepito il disegno di fabbricare un
rocchiali, s. Antonio e s. Andrea. ampio porto, e la forre di Molro-
capoluogo di comunità e di giu- ne un poco al nord-ovest di Via-
risdizione, nell'ai'cidincesi e ducato reggio indica il sito ove doveasi
di Lucca. Risiede tra Pietrasanta il vasto progetto mandare ad ese-
e la foce del Serchio, tredici mi- cuzione. In Viareggio si gode este-
glia a ponente da Lucca. Questa sa veduta del mare, la spiaggia
città tagliata a guisa di paralello- essendo inclinatissitna e aperta per
gramina ha strade larghe e dritte, lutto intorno. Ai vascelli di alto
con regolari edifizi. Il suo nome bordo non solo è impedito V in-
deriva dalla Fia Regia che nel gresso nel suo Porto Canale, oli
medio evo fu tracciata lungo il lit- non ponno dar fondo in quei pa-
torale passando da Viareggio. Gli raggi. Solamente legni a vela la-
i

apparteneva la vastissima tenuta di tina trovano costà un buon suolo


Migliarino, che un dì faceva parte per gettarvi l'ancora, ed anche in-
ed era compresa nella Selva regia, ternarsi nella città per mezzo del
la quale con tutte le altre macchie suo Canale corrispondente colla Fos-
che incontra vansi lungo il littorale sa Burlamacca ed altre fosse emis-
toscano apparteneva alla corte regia sarie del lago di Massari uccoli , o
ossia alla corona d'Italia, da cui pre- che raccolgono gli scoli di quella
se il titolo di regia. Nel secolo XII pianura. Lo che per altro basta
già Viareggio era un luogo di con- pel vantaggio della pesca, che suole
siderazione, col nome di castello, e essere ricca assai, e per il comodo
fu preso dai pisani; ma nel 1172 del commercio. L'aria attualmente
i lucchesi fugarono gli occupatoli è cotanto sana in tutte le stagioni
e distrussero il castello. Vuoisi che dell'anno, e così temperata nell'in-
nel 1221 Federico II con diploma verno, che molte deile principali
lo dasse in feudo a messer Pagano famiglie lucchesi vi possiedono pa-
di Baldovino di Lucca col suo di- lazzoni mentre nell'estate
e casini,
stretto, e che restasse in quella fa- vi accorrono anche dall'estero per-
miglia sino al i2<S3, epoca in cui sonaggi per far uso de' suoi bagni
il comune di Lucca col favore del di mare. Quando il paese non con-
conte Ugolino della Gherardesca tava che poche capanne, vi fu eret-

allora signore di Pisa, potè riacqui- to un convento francescano con


starlo. Verso il secolo XIV fu edi- chiesa annessa sotto l'invocazione
ficata la forte torre che serve di di s. Antonio, quindi vi passarono
bagno carcerario ai condannati di i riformati, fu dichiarata cura la
Lucca, diversa però da quella fab- chiesa, sulTraganea della pieve d' 11-

bricata sino dal 1 171 presso la fo- lice. Considerando il duca regnan-
ce del Serchio. Fu oggetto fre- te il notabile aumento della popo-
quente di contrasto tra i genovesi, lazione, la cui comunità ascende a
i lucchesi ed i fiorentini, che il tol- circa nel
12,000, 1839 decretò
sero vicendevolmente ai primi 'do- l' erezione una seconda chiesa
di
minatori pisani, Castruccio la unì parrocchiale, e quando fu dal Papa
stabilmente ai suoi dominii , e vi Gregorio XVI emanato l' analogo
formò la bella strada che da Luc- breve a 21 luglio 1840, fu fab-
,, ,

LUC LUC 63
bricalo presso la spiaggia un tem- fabbricato, onde nel i3y4 fu chilo
pio a tre navate ed un convento delle menzionate mura e toni. Nel
contiguo di servi di Maria, essen- 1429 i fiorentini l'occuparono con
do la chiesa intitolata a s. Andrea tutta la valle sino al mare: nel
apostolo, a croce latina , e adorna i43o soffrì altri disastri dall'eser-
di statue nella facciata. Ninno fra cito del Piccinino. Nel i436 e 14^7
i territorii commutativi della To- presa e ritolta ora dai milanesi
scana forse offre tanta messe allo ora dai fiorentini, questi ultimi per
studioso delle scienze fisiche e idro- accordo nel i44 2 riconsegnarono
quante ne fornisce la comu-
statiche, ai lucchesi il castello di Camaiore,
nità di Viareggio nella sua pianu- con tutti quelli della sua vicaria,
ra. In Viareggio risiede un gover- dalla quale dipendeva Viareggio
natore , un comandante militale, con tutto il suo littorale. Per avere
un giusdicente civile e criminale i camaioresi liberato gli anziani di
ed una dogana principale per lo Lucca assediati nel palazzo pubblico,
scalo del Porto e la via del litto- la repubblica fece innalzare in Cama-
rale. La conservazione delle ipote- iore un arco benemerenza
trionfale, in
che, la direzione delle acque e stra- di tanta fedeltà. Restata Camaiore
de, ed il tribunale di seconda istanza costantemente sotto il dominio della
sono in Lucca. sua capitale, ne segui sempre de- i

Camaiore dì Versilia. Città nella stini. Per la industria dei coltiva-


marina lucchese, con in>igne colle- tori, il territorio rende un prodot-
giata di s. Maria Assunta, capoluo- to superiore alia qualità del ter-

go di comunità e di un giusdicen- reno. La chiesa principale è am-


te. Giace nella pianura presso la pia, a tre navate, ornata di cupo-
base meridionale dell'Alpe Apuana, la , con spaziosa tribuna; antica-
che diramasi dai monti Gabbali mente fu dipendente dalla pieve
e Pruno, alla confluenza dei tor- di Giovanni Battista posta nel
s.

renti Lombricese e di Nocchi, dove sobborgo, col grado di prioria fu :

questi prendono il nome di Ca- edificata nel 1278 ed eretta in col-


maiore. E di forma rettangolare legiata da Leone X nel i5i5, che
circondata da tonile mura ca- Pio VI aumentò sino al numero
stellane e da antifossi, con stra- di quattordici canonici , otto cap-
de regolari ben lastricate. La me- pellani, e la dignità del priore col-
moria più antica di Camaiore co- l'uso de' pontificali. Le rozze scol-
mincia a conoscersi dopo la metà ture del fonte battesimale, eseguite
del secolo Vili, pel monastero che nel 1387, sono osservabili. Il qua-
presso vi esisteva, poi abbazia dei dro dell'altare maggiore è buona
benedettini, di s. Pietro di Cama- pittura di Brandimarte; la ss. An-

iore. Prese Camaiore forma di re- nunziata nella cappella del Rosario
golare borgata nel 1255, mentre è lavoro del valente Stefano To-
era podestà di Lucca Guiscardo fanelli lucchese. Nel 1260 non esi-
Pietrasanta, e nel 1271 vi alber- steva dentro Camaiore che la par-
garono i figli di Carlo I d'Angiò. rocchia di s. Michele, ora pubbli-
Sottomessi dal comune di Lucca i co oratorio. Dall' antica pieve di
nobili della valle di Camaiore , il Camaiore nel secolo XIII dipen-
borgo crebbe di popolazione e di devano diecisette chiese: dipendono
, ,

64 LUC LUC
attualmente dalla collegiata quat- fama delle efficacissime terme, di
tordici chiese succursali. Nel sob- cui il luogo dalla natura fu arric-
borgo occidentale di Camaiorc, do- chito. Sono tre o quattro villaggi
ve fu l'ospedale di san Lazzaro^ uno prossimo all'altro, tutti va^in,
esiste un convento di francescani tutti comodi, tutti pregevoli e ac-
riformali con chiesa dedicata alla creditati per qualche scaturigine
ss. Cauiaiore ha un
Concezione. minerale . All' insieme di .queste
teatro, due pubbliche scuole ele- ville e sorgenti termali è stato da-
mentari, un magistrato coni unita- to il nome generico di Bagno, nel
ti vo ed un podestà. Camaiore fu modo stesso che sotto un egual ti-
patria di vari uomini distinti in tolo fu compresa tutta la comuni-
dottrina, fra i quali lo storico Ni- tà già conosciuta nella storia della
colao Donati benedettino nel mo- repubblica di Lucca come vicaria
nastero di Eugenio presso Siena,
s. di Lima. Il primo a incon-
vai di
che fiorì nel secolo XVI. Poco di- trarsi partendo da Lucca, è il
,

stante da questa città esiste un villaggio del Ponte a Serraglio


luogo deliziosissimo detto le Piano- borgo situato in parte alla sinistra
re, ove in mezzo alle feraci colli- del fiume Lima, e porzione alla sua
ne, tutte ricoperte di alberi d' oli- destra, sulle due testate di un bel
vo, sorge la villa di delizia , che po+He da cui ebbe
di materiale
insieme a non piccola quantità di nome. Questo borgo deve la sua
terreni acquistò la duchessa regnan- maggior fortuna a una nuova fon-
te Lucca
di che vi suole passare
, te termale usata nel secolo XVI
la maggior parte dell' anno. da un pistoiese per nome Berna-
Bagno o Bagni di Lucca Bal- , bò; il quale essendo attaccato da
nea Corsenae et Villae. Comune pertinace malattia cutanea, dopo
in Val di Lima, due a tre miglia aver sperimentato senza profitto
lungi dalla confluenza di questo gli altri bagni , risanò coli' usare
fiume nel Serchio, capoluogo di co- per immersione la sorgente vicina
munità nel piviere di Controne del Ponte a Serraglio, dove fu poi
giurisdizione, e quattro miglia a costrutto il bagno denominato tut-
greco dal Borgo a Mozzano, dio- tora di Bernabò. A brevissima di-
cesi e ducato di Lucca, eh' è i4 stanza da queste terme sono altri
o i5 miglia a grecale. I contorni due stabilimenti cioè le Docce ,

de' Bagni di Lucca possono anno- basse, e i Bagni caldi. Quelli detti
verarsi fra le più seducenti pro- alla Villa si trovano un mezzo
che
spettive del bel cielo d' Italia, miglio discosti sulle falde orientali
in molte vallate s'incontrano pure della stessa collina. La più antica
della bellissima Toscana. Alla fa- terma, quella che diede il nome
vorevole situazione de' Bagni di ai bagni di Lucca, è il Bagno
Lucca, in un'aria elastica e pura, caldo, più nolo col nome di Cor-
accrescono pregio le eleganti fab- sena, dalla chiesa e villaggio omo-
briche ivi sparse, la diligente cul- nimo. Cominciò la celebrità di que-
tura che a guisa d' un anfiteatro sto bagno sino dal secolo XII, ed
si mostra nelle adiacenti colline, è opinione che la contessa Matilde
la caduta delle acque che scendo- costruisse sul Serchio ,
presso al
no dai torrenti nella Lima , e la borgo, il ponte chiamato della Mad-
LUC LUC 65
dalena, onde agevolare agli abitanti eretta la fabbrica del Casino. I

della Garfagnana il viaggio di Luc- Bagni alla Villa, costituenti il ter-

ca, e l'accesso ai bagni ; coniechè zo stabilimento termale, non cedo-


sia più sicuro fatto, che lo stesso no ai descritti per celebrità e ma-
ponte fosse innalzato per ordine di gnificenza delle abitazioni : le acque
Castruccio, siccome due altri furo- termali della Villa sono ad oprate
no costruiti fiume Lima nel
sul in bevanda anche in lontani paesi.
i 3 i
7 , nell'anno appunto che quel Presso a queste terme, e lungo la

famoso capitano faceva uso del ba- strada rotabile sulla destra riva
gno di Corsena. Questo è alimen- della Lima trovasi il teatro, e qua
tato da quattro sorgenti, una delle fu innalzato dalle ultime sovrane
quali il Doccione è la più abbon- di Lucca un palazzo principesco ,

dante e la più calda di tutte. La poco lungi dal borgo dove risiedo-
sua sorgente provvede le Docce no le autorità civili e amministra-
alle, le Docce temperate e i bagnet- tive nella stagione della bagnatu-
li, che si distinguono col nome di ra. Quasi tutti gli autori che trat-
acqua di s. Lucìa. Alle scaturigi- tarono delle terme, parlarono delle
ni del Doccione stabilironsi i Ba- lucchesi fra' quali meritano distin-
:

gni a vapore, ossia stufe, sino dal zione, il Trattato de' bagni di Luc-
più remoto uso dei bagni di Cor- ca pubblicato nel 1792 dal dottor
sena. Questo bagno vaporoso di , Moscheni ; e l' Igea de' bagni e più
cui forse non si conosce in Italia particolarmente di quelli di Lucca,
né il più utile, ne il più comple- del direttore de' medesimi profes-
to, trovasi modellato alla foggia del sor Franceschi. A questi due au-
Calidario delle antiche Terme, for- tori devesi altresì le analisi chimi-
nito anch'esso del suo Tepidario. che delle slesse acque. Le terme
Ne' contorni del bagno caldo sono lucchesi sono state riconosciute di
stati recentemente costruiti vari costante efficacia nelle febbri lente
pubblici edifizij un ospedale e un e nelle ostinate intermittenti; alle

nuovo tempio elegantissimo, con malattie nervose, alle ostruzioni del


varie abitazioni a maggior agiatez- basso ventre, alle renelle e calcoli,
za de' concorrenti. Il secondo sta- alle affezioni d'utero, e vantaggio-
bilimento, quello delle Docce bas- se alla fecondità, per tralasciare al-
se,appartiene al bagno denominato tri buoni effetti. Il governo alla
una volta Bagno ross®, dove un- cura de' bagni provvede con una
dici sorgenti versano le loro bene- deputazione, con un medico, un
fiche acque, fra le quali sono di- chirurgo, un farmacista, e diversi
venute famose e reputatissime le altri impiegati. La popolazione a-

Docce trastulline, quelle della Dispe- scende a circa 9,000 abitanti, com-
rata e la Doccia rossa. In piccola presi quelli del territorio.

distanza trovasi Bagno di s. Gio-


il Madia già Marìlla nella pia-
vanni, le cui sorgenti come meno nura orientale di Lucca , contrada
mineralizzate sono credute più utili con villa reale e chiesa plebana
ai deboli e ai fanciulli. Il locale di Maria, nella comunità giuris-
s.

delle Docce basse è fornito di ba- dizione di Capannori. Risiede alla


gni a comune, oltre bagnetti pri- i base meridionale del monte delle
vali, mentre a pochi passi è stata Pizzorne, in mezzo a una campa-
VOL. XL. 5
6G LUC LUC
gna attraversata dal torrente Sa- consecrata prima in onore di s.

na. È un paese aperto, sparso di Antonio, e finalmente scoperto mi-


ville, di giardini, di laghetti arti- racolosamente il corpo di s. Pao-
ficiali, di parchi, di viali., e di ra- lino nel 1260, fu dedicata a lui,
re piantagioni, fra le quali primeg- ossia prese il suo nome; poscia nel
gia la real villa dello stesso nome. secolo XVI fu rifatta a spese della
Marlia ne' secoli anteriori al mille, repubblica sul disegno di Baccio
portava vari nomi, essendo il più da Monte Lupo, come ora si vede.
antico quello di Vico Elingo. Il La cattedrale antica di Lucca, pro-
giuspatronato della pieve di Mar- babilmente del VI secolo della Chie-
lia con l'annessa corte di s. Teren- sa, e dei tempi di s. Frediano, fu
zio, e con quella della distrutta riedificata e aggrandita dal Papa
chiesa di s. Martino, innanzi e do- Alessandro II, e dedicata ad onore
po il mille appartenevano ai ve- di s. Martino arcivescovo di Tours,
scovi di Lucca, insieme ad un ca- sotto la quale invocazione è anco-
stello e villa signorile. Il marche- ra. La diocesi di Lucca dunque è
se Ugo di Toscana nell' estate del una delle più antiche, siccome
996 ed in quella del 998 accolse era una delle più vaste della To-
e festeggiò 1' imperatore Ottone scana, il di cui pastore prima di
III. In progresso di tempo la villa essere arcivescovo, fu esente e sem-
e il parco di Marlia pervenne nella pre immediatamente soggetto alla
famiglia lucchese Orsetti, dalla qua- Sede apostolica, come lo furono fino
le dopo il 1806 fu comprata dai dal IV secolo tutte le cattedrali
principi Baciocchi, che ampliarono, della provincia etrusca.Quindi è
circondarono di mura , e d' ogni che i vescovi di Lucca si trovano
maniera abbellirono si delizioso luo- talvolta sottoscritti nei sinodi roma-
go, quale servi loro bene spesso
il ni del secolo IV come^ suffraga nei
di residenza, siccome serve tutta- del sommo Pontefice. E noto che
via di frequente abitazione alla rea- le diocesi ecclesiastiche all' epoca

le famiglia Borbonica, che gli ha della loro prima istituzione costi-


fatto ulteriori abbellimenti. In que- tuironsi sul perimetro distrettuale
sta villa si compresero varie vil- delle giurisdizioni civili, nel modo
le, fra le quali anche quella dei ve- che allora trovavansi ripartiti i di-

scovi. stretti delle città provinciali, laon-


La religione cristiana fu annun- de resta incerto quali fossero i li-

ziata in Lucca nel primo secolo miti giurisdizionali di Lucca nel


dell'era volgare da s. Paolino di IV secolo, mentre esisteva pure a
Antiochia , discepolo di s. Pietro Pisa il suo vescovo. Certo è che
principe degli apostoli, il quale Io dal III all' VIII secolo le notizie
spedì a Lucca per convertire luc- i sono incerte, non sembrando sicu-
chesi dal paganesimo e battezzarli, ro il perimetro che dimostrava la
laonde s. Paolino è venerato qua- diocesi lucchese sotto il regno dei
le apostolo e primo vescovo di Luc- longobardi ; cioè allorquando un
ca. Fu egli che nella città fece co- medesimo personaggio col titolo di

struire una chiesa dedicata alla ss. duca presiedeva al governo di Pi-
Trinità, come dice la tradizione, la sa, di Limi e di Lucca. Aggiungasi
qual chiesa fu poi riedificata e ancora, qualmente le persone ani-
LUC LUC 67
ni, e persino i figli dei ciuchi ve- zi oni. Al seminario arcivescovile fu
nivano promossi alla prima digni- dai principi Baciocchi nel 1807 riu-
tà della chiesa lucchese, in guisa nito un nuovo collegio di giovani
che essi a preferenza degli altri ve- secolari da essi istituito, e chiama-
scovi furono beneficati e protetti to Collegio Felice dal nome del
a scapito forse delle vicine diocesi. principe che in quel tempo regna-
Infatti, trovandosi nel secolo Vili va : nel 1809 fu collocato nella
la diocesi di Lucca nelle colline gran fabbrica, un giorno convento
di s. Miniato, di Palaia e di Lari, de' canonici lateranensi , soppresso
non pare che tali luoghi apparte- dal governo aristocratico del 1780,
nessero a quel territorio lucchese con l'approvazione della santa Se-
dell'epoca romana. Inoltre la dio- de. Nel 1819 dalla duchessa Ma-
cesi lucchese si estese dentro i con- ria Luisa già regina d'Etruria, ri-
tadi di Luni, di Pistoia, di Vol- cevette nuovo lustro e incremento,
terra, di Pisa, ed in altre separate facendolo dirigere dai sacerdoti i
diocesi. perchè nelle diocesi di
Il più distinti per la loro morale sa-
Volterra, di Populonia, di Roselle viezza. I convittori vi ricevono la
poi Grosseto e di Soana, si trova- istruzione nelle belle lettere, e in
rono delle chiese, oratorii e cap- quanto vanno ad ap-
alle scienze
pelle di giuspatronato de* vescovi prenderle al real liceo. Dal men-
di Lucca, cui erano pervenute per tovato catalogo pure risulta che ,

donazioni o per diritto ereditario. eranvi canoniche, tredici


quattro
Sembra che il limite dell'antica dio- ospedaletti e cinque monasteri; al-
cesi di Lucca sia dimostrato in un tre ventidue chiese erano suburba-
catalogo delle sue chiese, monaste- ne, con sei monasteri e tre ospe-
rie pivieri, redatto nel 1260 per dali ; mentre nel restante della
ordine del Pontefice Alessandro IV. diocesi esistevano 4*9 chiese, fra le
Dal medesimo risulta, che nel se- quali cinquantanove pievi , trenta-
colo XIII la diocesi di Lucca con- due spedaletti e trentotto fra mo-
tava 5i6 chiese; 58 di esse den- nasteri, celle e romitorii , stiman-
tro la città, fra le quali la metro- dosi tutto il patrimonio ecclesiasti-
politana, dietro alla quale e in pic- co dare la rendita di 120,000 scu-
cola distanza dal palazzo arcive- di di lire sette per scudo.
scovile esiste il seminario, i di cui A favorire le pie istituzioni di
alunni vestono per concessione ono- Lucca concorsero i devoti magnati
rifica la veste e zimarra rossa co- della città e molti vescovi eletti fra
me in Koma quelli del collegio le principali famiglie, per cui non
Germanico- Ungarico. Questo luogo deve far meraviglia se la catte-
d'istruzione ha dato alla Chiesa ed drale lucchese giunse ad acquista-
allo stato moltissimi uomini illu- re molti beni e giuspalronati di
stri e pei talenti e per le scienze chiese, non solodentro i confini
ed arti che professarono. Vi
belle della sua, maancora nei territorii
è pure un altro seminario dello di altre diocesi della Toscana, e
di s. Michele in Foro, ove gli alun- specialmente nelle maremme pisa-
ni non coabitano che le ore del ne e rosellane; grandi furono le ric-
giorno, dovendo in ogni sera ri- chezze possedute dalla cattedrale
tornare alle loro rispettive abita- di s. Martino, e dalle chiese, aio-
,

68 LUC LUC
nasteried ospedali dentro e fuori Leone X che nel 1^19 vi distac-
di Lucca, laonde fu dato a Lucca cò la pieve di Pescia. Maggiore e
l'epiteto di Città devota. Il patri- più vasto smembramento operò nel
monio della chiesa lucchese si au- 1622 Gregorio XV, per erigere la
mentò in guisa, che per causa di sede vescovile di s. Miniato. La
livelli si resero dai vescovi tribu- terza riduzione della diocesi di Luc-
tarie non solo le primarie famiglie ca segui sotto il pontificato di Pio
della città e del contado, che figu- VI, il quale per bolla de' 1 8 lu-
rano dopo il mille nella storia, ma glio 1789 distaccò dalle parrocchie
molti altri cittadini e perfino de- lucchesi quelle dei vicariati gran-
gli ebrei, i quali ottennero in en- ducali di Barga e di Pietrasanta,
fiteusi beni di chiesa. Essendo i ve- oltre il distretto di Ripafratta, che
scovi riguardati fra i primi digni- assegnò tutti all'arcidiocesi di Pisa,
taridel regno longobardo, incom- dalla quale la lucchese ebbe in
beva ad essi l'obbligo in tempo di cambio sette chiese costituenti il

guerra di recarsi all'armata per piviere di Massaciuccoli. Finalmen-


far la corte al re, o per incorag- te l'ultimo smembramento fu de-
gire colla loro presenza i soldati. cretato nel 1823 da Leone XII,
Fu di questo numero il vescovo nel tempo in cui fu eretta in cat-
lucchese Walprando, nato dal du- tedrale la collegiata di Massa di
ca Walperto, il quale innanzi di Carrara a carico delle diocesi di
partire per l'esercito, nel luglio del Luni-Sarzana e di Lucca; l'ulti-
754 suo ultimo testamen-
fece
il ma delle quali dovè perdere tutte
to in Lucca, che più. non rivide. le chiese comprese negli antichi pi-
Con tale alto egli assegnò il suo vieri della Garfagnana, cioè quelle
pingue patrimonio sparso in Limi- di Pieve Fosciana e di Caregine
giana, in Garfagnana, in Versilia, con una porzione del piviere di
e nelle pisane maremme, per metà Gallicano. Gregorio
Il Pontefice
alla mensa vescovile di s. Martino, XVI col breve Sununus Pontifexs
e per l'altra metà alle chiese di s. de' 21 giugno e 833, diretto all'ar-
Frediano e di s. Reparata di Luc- civescovo di Lucca, confermò il de-
ca, dichiarando il testatore che i cretato da Pio VJIe da Leone XII
suoi fratelli superstiti si contentas- sulla restituzione de' beni ecclesia-
sero di un legato in denaro. Ne stici rimasti invenduti, prescrisse la
da meno in ricchezze e per lustro distribuzione da farsene, non che il

di natali fu il vescovo Peredeo suc- modo di pagare i vitalizi stabiliti

cessore di Walprando, il quale de- su di essi, e di rimettere i debiti


stinò alla sua chiesa cattedrale il che gravano, formando una com-
li

vasto patrimonio ch'egli avea ere- missione di cinque individui, ed in-


ditato dal di lui padre Pertualdo, caricandola dell'esecuzione.
posto nel lucchese, nel pisano, vol- Al primo vescovo s. Paolino
terrano, populoniese, nel rosellano nell' anno 69 successe s. Valerio
e saonese territorio. La giurisdizio- lucchese, che vuoisi compisse il tem-
ne ecclesiastica lucchese nel secolo pio dedicato alla Beata Vergine,
XIII, al pari di quella di Arezzo, già incominciato dal predecessore,
era senza dubbio la più estesa in e che edificasse due chiese una in
Toscana. Tale si conservò sino a onore di s. Pietro, l'altra di s. Pao-
, ,

LUC LUC 69
Io. Fu martirizzato a' 29* gennaio era vescovo Berengario,, nell* 844
nell'anno 90. Non si hanno me- Ambrogio che collocò i corpi di s.

morie, secondo 1' Ughelli, Italia sa- Cassio e di s. Fausta nella chiesa
cra, tom. I, pag. 789 e seg., di di s. Frediano. Gli successe nell'852
altri vescovi sino a Teodoro eletto Girolamo nobilissimo lucchese, fra-
verso l'anno 3 24? cne governò san- tello del conte Ildebrando. Ghe-
tamente. Il vescovo Massimo nel rardo dell' 868 vendicò quanto era
347 assistè al concilio di Sardica, stato tolto alla chiesa di Lucca, e
celebrato contro gli ariani, negli atti gli successe nell'896 Pietro, che Io
del quale si trova segnato Maxì- : imitò nello zelo di ricuperare quan*
rnus a Thuscìa de Luca. Paolino to apparteneva alla sede, e ricevet-
li intervenne al concilio di Rimi- te in dono dal Pontefice Giovanni
ni del 359, e venne succeduto da X il corpo di s. Ponziano, la cui
Fullano o Fullario. Nel 4^5 fu al festa si celebra a' 2.5 agosto. Ja-
concilio romano il vescovo Felice. copo arcidiacono della cattedrale
Nel 546 lo era Obsequenzio indi , fiorì nel 934; e nel seguente an-
Io fu Geminiano. Immediatamente no Corrado che fu sepolto nella
fiorì s. Fridiano o Frediano che chiesa di s. Frediano, nella cap-
dicesi figlio d'un re d' Irlanda, che pella da Vincenzo
lui eretta a s.

morì a' i3 marzo nel 578, e di- martire. L' imperatore Ottone I di-
venne insigne patrono de' lucchesi. chiarò vescovi di Lucca principi
i

L'Ughelli, la cui serie riportiamo e conti dell' impero. Indi furono


lo dice X vescovo, XI. il Buller vescovi, nel 967 Aghino lucchese,
Gli successero Valeriano, Paterno, nel 968 Adalongo, nel 981 Guido
Pisano, Vindicio, Probino, Massi- lucchese traslato da Populonia, nel
mo lì, Aureliano, Normoso, Dicem 982 Teodigrimo lucchese nel 987 ,

zio, Avenzio, Abundanzio e Loren- Isalfredo, nel 990 Gherardo luc-


zo. Leto si trovò nel 649 al con- chese, nel ioo5 Rodilando, nel
cilio lateranense, ed Eleuterio a 1014 Grimizzo o Teogrimo Tucci,
quello del 680. Felice fiorì nel e nel 1023 Giovanni lucchese che
685, Balsario nel 700 che ricupe- con l'autorità di s. Leone IX in-
rò molte chiese. Taporperiano se- dusse canonici alla vita comune.
i

dette dal 714 730, essendo il


al Anselmo Badagio o Baggio mila-
fratello Sigismondo arciprete della nese, fu fatto vescovo nel io56, e
cattedrale. Walprando fu eletto nel pei suoi grandi meriti il primo ot-
732, benemerito per le narrate do- tobre 1061 fu creato Papa col no-
nazioni, e nel 780 Peredeo altro me di Alessandro II. Egli ricevette
vescovo benemerito. Nel 781 gli tale notizia in riva al Serchio
successe il beato Giovanni figlio di mentre tornava da consecrare la
Teuperto lucchese , e collocò nella chiesa in allora de' monaci bene-
cattedrale Follo santo. Nell'8o3
il dettini di s. Quirico in Monticello.
divenne vescovo il fratello Giaco- Si narra che raccolta colla mano
mo arcidiacono della cattedrale : dell'arena e gittatala in aria, con-
nell'819 occupò la sede l'altro fra- quan-
cesse tanti giorni d'indulgenza
tello Pietro, diacono della chiesa di tipotevano essere quegli atomi, a
Lucca, che si recò al concilio adu- chiunque visitasse quella chiesa te-
nato dal Papa Eugenio li. Nell'843 sté consecrata, nell'anniversario del-
, ,

7o LUC LUC
lu sua esaltazione al pontificato. sacri canoni in simili casi. Mansi
Ritenne per dieci anui il vescova- Sujìplrm. alla raccolta de concila ,
to di Lucca; rifabbricò e consacrò t. I, col. 1267. Alessandro lì inol-
la cattedrale; concesse al comune tre creò cardinale il nipote s. An-
per gli atti pubblici un
sigillo con selmo Baggio, e gli conferì pure la
bolla di piombo impronta del
coli' sede lucchese, ovvero dichiarò chi:
santo patrono, il quale venne usa- lo avrebbe succeduto ; e s. Grego-
to sinché durò la repubblica; ai rio VII subito lo consacrò e poscia
canonici della cattedrale accordò lo destinò consigliere della contes-
nelle processioni 1' uso della mitra sa Matilde, indi prima di morire
di tela bianca, non però le vesti gli mandò la sua mitra pontifìcia,
cardinalizie come scrisse il Novaes, per mezzo della quale il santo per
bensì la mitra V usano i canonici virtù divina operò molti miracoli.
anche nelle altre solenni funzioni Alla sua biografìa che come santo
ecclesiastiche. Ornò il vescovo della riportato dal Butler facemmo, e co-
dignità di primate, col privilegio me cardinale, si è detto quanto Io
di farsi precedere dalla croce asta- riguarda, che alcuni canonici si ri-

ta, e di usare il pallio, il quale bellarono perchè voleva ritornarli


confermarono Pasquale II , e nel alla vita comune, che perciò eles-

il 20 Calisto II mediante la bolla sero vescovo l'arcidiacono Pietro


Ex caritalis, presso l'Ughelli tom. capo dello scisma, ed il santo si ri-

IX, pag. 819. Questi inoltre nel tirò per non essere vittima della
tom. I, pag. 809 riporta le bol- cospirazione. Nel 1074 s. Gregorio
le di Alessandro II: Cimi divina; VII punì i canonici colle censure
Quamvis ecclesiasticae j Quamvis nel concilio lateranense, e nel sino-
circa, per la chiesa, canonici, clero do che si celebrò in s. Genesio dal
e popolo di Lucca, che ricolmò di legato cardinal Igneo con s. Ansel-
onori e privilegi. Fu tenuto in mo e molti altri vescovi, furono
Lucca un concilio in presenza di scomunicati. Allora i canonici fecero
Alessandro li, e da lui sottoscritto ribellare la città alla contessa Ma-
nel 1062. In esso venne presa ad ricorrendo ad Enrico IV. II
tilde,
esame la condotta di Eritta, abba- Papa incaricò s. Anselmo del go-
dessa del monastero di s. Giustina verno di più diocesi in Lombar-
in Lucca, accusata d'aver introdot- dia eh' erano prive de' loro pastori
to un ecclesiastico nel suo mona- per sinistre circostanze, e morendo
stero , e di aver peccato con lui. gli mandò la sua mitra pontificale,

La causa fu deferita al sommo Pon- che il Donesmondi nell'Istoria ec*

tefice nel concilio, ed Eritta vi as- clesiastica di Mantova chiama re-


sistette in persona esaminate le
: gno, e vi aggiunge altri ornamenti
deposizioni delle sue accusa tri ci papali, quasi lo designasse a suc-
vennero le loro testimonianze giu- cedergli nel pontificato, di che si
dicate insufficienti e calunniose ;
vuole averne anche tenuto propo-
l'abbadessa fu assolta, ed alle sue silo colla possente Matilde. Ansel-
accusatrici venne inflitta la pena mo pieno di modestia non volle
del taglione, essendo stute scaccia- neppure sentir parlare di dignità
te dal monastero e chiuse in uua pontificia, e morì a' 18 iiiarz.0 1086
prigione, come viene ordinato dai in Mantova, che lo scelse per suo
LUC LUC 71
protettore. Gli successero nella sede me dal Mansi tom. II, col. 1171.
di Lucca, nel 1089 Goffredo, nel Successivamente furono vescovi, nel
1098 Ringerio, nel 11 12 Rodolfo, 1257 Enrico, nel 1268 Paganello
nel 1 1 1 8 Benedetto arcidiacono I, 1272 fr. Pietro Angelelli di
nel
della cattedrale, a cui die il pallio Lucca domenicano e maestro del
Calisto II, nel 1 128 Uberto che fa- sacro palazzo; nel 1275 Paganel-
vori le parti dell'antipapa Anacleto lo II zelantissimo ; nel i3oo fr.*
II, nel ii4o Ottone, nel 4^ 1 1 Enrico de'minori francescani, elet-
Gregorio, al cui tempo Eugenio III to da Bonifacio dopo averVili
consacrò la chiesa di s. Frediano, cassato 1' Raniero da
elezione di
nel 1 1 64 Plebano che segui lo Monte Magno canonico di Lucca,
scisma dell' antipapa Vittore V, e fatta dal capitolo: a tempo di que-

Pasquale III successore di questo, sto ultimo nel i3o8 fu tenuto in


vedendo che Plebano era ritornato Lucca un concilio in cui furo*
all'obbedienza di Alessandro 111, in- no fatti settantasette regolamenti
truse nella cattedra vescovile Cu- diversi, che potranno leggersi nel
llilo.Mori Plebano, e gli successe- Mansi HI, col. 307 e seg.
toni.

ro nel 1 166 Enrico, nel 1 171 Lan- Sotto Lodovico il Bavaro l'anti-
dò, nel 1 1 75 Guglielmo Roffredi papa Nicolò V intruse nella sede
primicerio della cattedrale, che in- Rocchigiano Tadolini; ed in morte
tervenne al generale La-
concilio di Enrico nel i33o Giovanni XXII
teranense III morì nel 119^ e fu
: fece vescovo fr. Guglielmo di Monte
eletto a succedergli il cardinal Ghe- Albano, procuratore generale dei
rardo Allucingoli lucchese, ma oc- domenicani. Ne furono successori,
cupato in gravi affari della santa nel 349 Berengario arciprete del.
1

Sede non accettò , laonde divenne la cattedrale, nel i368 Guglielmo,


vescovo Guidone. nel 1 374 Paolo Gabrielli di Gub-
Nel 1201 fu eletto vescovo Ro- bio, nel 1 38 1 Antonio de Riparia,
berto canonico di Lucca; nel 1225 nel i383 fr. Giovanni francescano,
M. R. altro canonico, ed assicura eccellente dottore e predicatore, già
il Mansi nel suo Diario che colle vescovo di Betlemme, che restaurò
sole lettere M. R. si trova memo- Bonifacio IX nel i3q4
l'episcopio.
ria di questo vescovo al registro nominò vescovo Nicola Lazzaro de
vaticano riportato dall'Ughelli ; nel Guinigi nobilissimo lucchese, paren-
1227 Opizo, sotto del quale Grego- te di Paolo signore di Lucca ; e
rio IX privò Lucca del seggio ve- dopo vennero elevali a que-
di lui
mori nel i23i,e quel Pa-
scovile: sta sede, nel i436 Lodovico de
pa nel 1236 fece vescovo Wercio o Maurini nobile lucchese, nel 1 44 r
Guercio Testa sanese che ottenne Baldassare Manni lucchese, arcipre-
la reintegrazione delle prerogative te della cattedrale, che unì le mo-
che godevano i vescovi e canonici nache cisterciensi di s. Cerbone con
di mediante la bolla Re-
Lucca, quelle di s. Giustina, e consacrò
dernptor Nel 1253 egli
nosler. la chiesa de' gesuati. Nel i44$
tenne in Lucca un sinodo diocesa- Stefano Trenti nobilissimo lucchese,
no, in cui furono emanali venti arcidiacono della cattedrale, dotto
regolai—oti relativi alla disciplina nelle leggi, erudito e di eccellenti
ed altre materie ecclesiastiche, co- costumi ; celebrò il sinodo, e fu
\

72 LUC LUC
nunzio e legato in più luoghi. Si- fece vescovo e creò cardinale Mur-
ato IV nel 1477 fece vescovo il ce- co Antonio Franciotli di Luco.
lebre cardinal Jacopo Ammannati Per sua rassegna, Innocenzo X nel
iliLucca, detto Piccolomini perchè 1646 dichiarò successore Giani bai
Pioli lo aggregò alla sua famiglia, lista Rainoldi milanese, degno di
e Papiense per essere stato vesco- ogni lode; dopo di lui lo furono
vo di Pavia, che restaurò il pa- nel i65o Rota nobile d
Pietro
lazzo del vescovo; e i479 ^ " nel l R avel,na 1657 ^ cardinal Gi-
> ne l

cola de'conti di s. Donnino di Lue- rolarao Bonvisi lucchese, nel 1677


ca, vescovo di Modena, che celebrò il cardinal Giulio Spinola genovc-
il sinodo, fu benemerito dell' epi- se., nel 1690 Francesco Bonvisi
scopio, eresse 1' altare di s. Cle- lucchese, nei 1704 Orazio Filip-
1 non te uella cattedrale, fornì i car- pò Spada lucchese poi cardinale,
melitani di biblioteca, fece altre nel 1 7 1 4 Ginnesio Ambrogio Cai-
belle cose, e morì compianto da co nobile milanese. Fin qui arriva
tutti nel i499- Gli successe il eoa- la serie dell' Ughelli, quale conti-
diutore Felino Maria Sandeo lue- nueremo colle annuali Notìzie di
chese, vescovo di Atri e Penne, Roma. Innocenzo XIII nel conci-
dotto ed egregio, che servì la san- storo de' 29 dicembre 1723 trasla-
ta Sede Nel i5o3
in diversi uffizi. tò a questa sede Bernardino Gui-
Giulio II dichiarò vescovo il nipo- nigi di Lucca, eh' era vescovo di
te Galeotto Franciotti lucchese, fi- Rieti. Volendo Benedetto XIII di-
glio di Luchina
sua sorella della mostrare la sua considerazione ver-
Rovere, della quale era pur figlio, so questa distinta città, in cui nac-
ma di altro padre, il cardinal Si- que la gran contessa Matilde tan-

sto Gara della Rovere lucchese, che to benemerita della romana Chie-
il Papa zio fece vescovo nel i5o8, sa, con bolla de'i5 febbraio 1726,

e poi rinunziò a favore del cardi- Rornanus, presso il Bull. Rom. t.


nal Leonardo Grosso della Rove- XIII, p. 74, scrive nella sua vita
re. Nel i5iy ne divenne ammini- il Novaes, che non solo confermò
stratore il cardinal Raffaele Riario ai canonici della cattedrale, come
che lo rassegnò al nipote Francesco aveano fatto Alessandro III, Lucio
Sforza-Riario , figlio di Girolamo III, Martino V e Giulio III, i pri-
signore d'Imola e di Forlì, ottimo vilegi che godevano; ma vi aggiun-
e prudente pastore. Nel 1 546 Pao- se loro all'uso della mitra, quello
lo III nominò il cardinal Bartolo- ancora di tutti paramenti vesco- i

meo Guidiccioni lucchese e gli sue- vili ed abbaziali come croce, a- ,

cesse il nipote Alessandro Guidic- nello, ec. Con bolla poi dei 2
cioni nel i55o: celebrò diversi settembre eresse la cattedrale al

sinodi , consacrò la chiesa di s. grado di metropolitana , come si

Chiara e s. Nicola, divenne il de- legge nella costituzione Inscrutabili


cano de' vescovi, e morì pieno di loco citato pag. i38; ma senza
meriti nel i6o5. suffraganei, confermando negli ar-
Alessandro Guidiccioni il giunio- civescovi i privilegi e prerogative
re, parente e coadiutore del prece- godute dai vescovi , comprensiva-
dente, gli successe degnamente. In mente al distintivo del berrettino
sua morte nel 1637 Urbano VIII rosso cardinalizio ne'pontificali, di-
LUC LUC 73
chiara ndo per primo arcivescovo gliere 1' arcivescovo fra chequelli
nel 1726 il vescovo Bernardino la repubblica presentava, non che
Guinigi (sebbene anche prima che di riservarsi sopra i frutti della
fosse innalzato a tal dignità, go- mensa arcivescovile una discreta
desse del privilegio del pallio, af- pensione. 1770 Martino Bianchi
fermandolo pure il Mansi nel suo di Lucca; 1789 Filippo Sardi di
Diario a p. 5), al quale nel 1729 Lucca che governò lungamente con
diede in successore fra Tommaso lode ; 18 9.6 Giuseppe Nobili di
Cervioni di Montalcino che tras- Brusselles patrizio lucchese, abbate
lato da Faenza ; e siccome i ma- decano dell'insigne collegiata di s.
gistrati della repubblica per anti- Michele Arcangelo di Lucca e ca-
ca consuetudine non permettevano valiere gerosolimitano. Il Pontefice
che un invidilo toscano fosse loro Gregorio XVI, nel concistoro degli
pastore,, costantemente lo ricusa- 1 luglio
1 i836, fece arcivescovo
rono, né mai g li dierono l'ingres- monsignor Gio. Domenico Stefa-
so. Divenuto Pontefice Clemente nelli di Lucca domenicano, che tras-

XII fiorentino, per togliere queste latandolo in quello de'20 genna-


dissensioni, fece il Cervioni sagrista io i845 al titolo arcivescovile in
del palazzo apostolico, ed a* 19 partibus di Traianopoli, finalmente
novembre 1781 nominò arcive- nel concistoro de' 21 aprile del
scovo di Lucca don Fabio Col- medesimo anno, dichiarò arcivesco-
loredo filippino della diocesi di vo monsignor Pier Luigi Pera, na-
Aquileia, che sebbene non fosse di to in s. Gennaro arcidiocesi di Luc-
quella di Lucca fu ricevuto benis- ca, canonico della cattedrale, esa-
simo. Ecco gli arcivescovi suoi suc- minatore pro-sinodale e prefetto
cessori : 1743 Giuseppe Palma di della biblioteca reale del duca che
Lucca; 1764, dopo qualche anno regna. Questo rispettabile prelato
di sede vacante, Gio. Domenico cessò di vivere agli 8 luglio 1846,
Manzi de' chierici regolari della con dispiacere de'diocesani, ed ora
Madre di Dio, di Lucca, dotto e la sede è vacante. Nelle solenni
benemerito. Prima dell' elezione di funzioni l'arcivescovo usa il berretti-
tale arcivescovo , Clemente XIII no o zucchetto rosso cardinalizio,
col breve, Etsi aitae per occasio- per inveterata consuetudine. Usa
nem vacantis archiepiscopalis _,
pres- ancora di una simbolica cerimonia
so il Bull. Rom. Continualio, t. II, allorché intuona nella messa pon-
p. encomiò la
44 2 > docilità del tificale il Gloria in excelsis, nel
magistrato di Lucca, che nella fare cioè abbruciare in mezzo alla
controversia del patronato della no- cattedrale una quantità di stoppa
mina dell'arcivescovato di Lucca, di canape disposta sopra una gra-
si erano rimessi al giudizio della tella di ferro.
santa Sede. Dichiarò quindi che La cattedrale, edifizio di elegante
l'indulto di Benedetto XIV sulla struttura, è sacra a Dio sotto l'in-
presentazione del nuovo arcivesco- vocazione di s. Martino, con cura
vo in sede vacante, era ben diffe- parrocchiale, amministrata da un
rente dal giuspatronatoche l'esclu- prete custode e da due curati : non
deva; talché conchiuse che la san- vi è il fonte battesimale, il qua-
ta Sede eia nel suo diritto di sce« le però esiste nei prossimo tempio
,

74 luc LUC
di s. Giovanni Battista e di s. puccini a Villa Basilica; i france-
lustituta. La cattedrale ha tre sa- scani riformati al Borgo a Mozza-
grestie, una pei cauonici, 1' altra no, a Viareggio ed a Camaiore.
pei beneficiati, la terza pel restan- Negli antichi tempi poi sono stati
te del clero : il palazzo arcivescovile successivamente in Lucca quasi tut-
gli è aderente. 11 capitolo si compo- ti gli ordini religiosi d'ambo i ses-
ne di quattro dignità, cioè del- si tranue i gesuiti, gli scolopi, ed i

l'arciprete, eh' è la prima, dell'ar- signori della missione, e fra le


cidiacono, del primicerio e dell'ab- donue le salesiane venute ultima-
bate: i canonici sono quattordici, mente, e le suore della carità, le
comprese le prebende del teologo quali per decreto sovrano si a-
e del peuitenziere; i beneficiati tren- spettano per servigio e consolazio-
ta, e vi sono pure altri preti e ne degl'infermi nello spedale. Inol-
chierici addetti al servizio divino. tre in Lucca vi sono quegli altri
Nella città vi sono altre nove chie- pii stabilimenti e seminari con a-
se parrocchiali, e quella di s. Fre - lunni, di cui parlammo di sopra,
diano è munita del sacro fonte, essendo un seminario addetto alla
oltre due collegiate con canonici cattedrale, l'altro alla collegiata di
e dignità. Vi sono inoltre diversi s. Michele. Nello stato presente l'ar-
monasteri di monache e conventi cidiocesi di Lucca conta i5i chie-
di religiose, cioè le monache bene- se parrocchiali , con 32 pievi ma-
dettine nel fu convento de'servi di trici. A Camaiore vi è un'insigne
Maria; benedettine di più stret-
le collegiata con quattordici canonici
ta osservanza, nel fu conservatorio e una dignità, il priore, che ha il

della zecca; le Giu- gesuate a s. privilegio de' pontificali. Jl Mura-


seppe; le cappuccine; le domenica- tori nella dissert. LXI sopra le
ne; le agostiniane a s. Nicolao No- Antichità italiane, dice che la chie-
vello; le francescane all'Angelo; le sa di Lucca ebbe i suoi preti car-
altre a Michele arcangelo ; le sa-
s. dinali, riportando un documento
lesiane, e le suore de'servi. Fuori del 92 3 ove ne sono sottoscrit-
della città sono altri monasteri di ti Ad ogni nuovo arcivescovo
sei.

monache, uno al Borgo a Mozza- la mensa è tassata ne' libri della


no; due a Camaiore, uno in città camera apostolica in fiorini 2008,
e l' altro alla Pieve di Camaiore, corrispondenti alle rendite , che
in città sonovi le teresiane ultima- consistono in scudi cinquemila di
mente approvate. I conventi di re- moneta romana, coll'obbligo per-
ligiosi nella città di Lucca sono a- petuo somministrare annui scu-
di
desso i seguenti: i canonici rego- di centoquaranta alla chiesa ed al-
lari del ss. Salvatore, i chierici l'ospedale nazionale sotto il titolo

regolari della Madre di Dio ,


gli della ss. Croce, e s. Bonaventura
agostiniani , i domenicani, i car- dei lucchesi di ftoma, di cui andia-
melitani , i francescani osservanti mo a dare un cenno.
ed i cappuccini. Fuori di città i Nel rione Trevi alle falde del
servi di Maria a Viareggio, ultima- Quirinale esiste detta chiesa con
mente introdottici passionisti nel contiguo ospedale, che dà nome
ritiro di s. Angelo in Monte; i alla contrada. Nel declinare del se-
francescani a s. Gerbone; i cap- colo Xil fu edificata in questo luo-
LUG LUG 75
go una chiesa dipendente e filiale tetto che la rinnovò, dicesi Mattia
della basilica de' ss. XII Apostoli, de Rossi, che diresse pure il dise-
sotto l' invocazione di s. Nicolò di gno del soflhto messo a oro, nei
Bari, e dal sito occupato già dal quale i due lucchesi Giovanni Co-
foro Suario o mercato de' porci, fu li e Filippo Gherardi fecero le
chiamata s. Nicolò de Porcis ed pitture. Nell'altare maggiore si ve-
anche in Porcilibus, o de Olivete, nera il ss. Crocefisso di Lucca, di-
o de Portiis 3 o Mi Portili, o de pinto in tela, regalato dalla se-
Forbitaribus. Gregorio
XIII nel renissima repubblica di Lucca. Del-
i5j5 la fece rifabbricare in onore le cappelle quella dedicata alla bea-
di s. Bonaventura cardinale più ta Zita vergine di Lucca, il di cui
ampia, ed annesso eresse un con- culto immemorabile approvò Inno-
vento che consegnò col tempio ai cenzo XII nel 1697, è ricca di
minori cappuccini, ove rimasero inarmi e fu dipinta da Lazzaro
sino al 1 63 1 essendovi abitato e
, Baldi: i due putti di marmo sono
morto s. Felice da Cantalice. Ur- di Lorenzo Ottoni tutto fatto a ,

bano Vili a concedere al bene- spese del lucchese monsignor Fa-


merito ordine una chiesa ed un tinello Fatinelli votante di segnatu-
convento più grande 1' una e , ra, che fece onore alla patria, ed
l'altro fece fabbricare sulla piazza arricchì la curia romana d'utili o-
G ri mani ,
poi Barberini dal suo pere, essendo slata la beata serva
cognome e palazzo, al modo che delia sua nobile famiglia. La cap-
dicemmo nel voi. IX, p. 208 e pella della Concezione fu eretta da
209 del Dizionario. Quindi Urba- Frediano Castagnoli, che vi spese
no Vili con breve de' 22 maggio cinquemila scudi, con disegno di
i63i concesse parte del convento Simone Costanzi il quadro di :

antico, e la chiesa di s. Bonaven- mezzo è di Biagio Puccini Iucche-


tura nationi lucanae in Urbe coni- se; il laterale, rappresentante il rni-
moranti, ex plurium romanae cu- racolo di s. Frediano, che con un
riae praelatorum, aliorumque vi- rastrello si tira appresso il fiume
rorum doctrina pielate, rerum gè- Serchio che minacciava Lucca per
rendarum usu, aliisque egregiis vir- divertirlo, è di Francesco del Tin-
tutum ornamenlis praeslantium me- tore pure lucchese ; e l'altro di s.

ritis insigni. Ricevutasi dai lucchesi Lorenzo Giustiniani è di Domeni-


la chiesa colle case annesse, la na- co Maria Muratori. Dall'altra par-
zione rinnovò la chiesa pressoché te la cappella Pierleoni colla tavo-
inleramente e la ornò, siccome og- la che rappresenta la Beata Ver-
gi si vede, edificando ancora l'at- gine, s. Girolamo e s. Francesco,
tuale facciata,
dedicandola alla ss. è della scuola del Domenichino ;
Croce e Volto santo di Lucca, prima eravi il quadro della Pre-
ed a san Bonaventura titolare di sentazione di Maria, dipinto da
essa , come si legge nella iscri- Pietro Testa. In questa chiesa si

zione sopra la porta interna. Della celebra la festa della ss. Croce ai
antica chiesa di s. Nicolò si veg- 3 maggio ed ai 14 settembre, e
gemo ancora superstiti la tribuna quella del francescano s. Bonaven-

ed alcune parli esterne, altra par- tura ai i4 luglio. Dopo che la


te essendone la sagrestia. L'archi- nazione lucchese prese possesso del-
76 LUC LUC
li chiesa e delle annesse case, to- A i.\ si trova Leonzio , e credesi
sto si applicarono ad istituirvi una che si conservasse la sede vescovi-
confraternita nazionale, e con be- le fino al 1007; onde allora la
neplacito apostolico di Urbano VII! sua diocesi fu divisa, e data ai ve-
nel i634 la stabilirono con regole scovi di Gubbio e di Nocera. Si
e statuti approvati da monsignor dice che la città fosse edificata dai
Tornielli che fu poi vescovo di pelasgi l'anno 1 3 1 1 avanti l'era
Novara, per ordine della visita apo- cristiana. Tenendo le parti di To-
stolica gli statuti furono poi stam-
;
tila re de'goti, nella caduta di quel
pati in Roma nel 1684. Ed ac- principe venne distrutta dal vin-
ciocché i poveri nazionali nelle infer- citore Narsete capitano di Giusti-
mità trovassero ospizio, nel 1649 ^ niano II. In progresso di tempo
sacerdote lucchese Giovanni Gual- pare che tornasse a risorgere, poi-
tirotto applicò il pietoso animo a ché Eleuterio esarca, che si era fat-
fondare nelle dette case un ospe- to imperatore d' Italia, fu ucciso
dale. Il Piazza tratta della con- dai suoi soldati nel 619 in Luceo-
fraternita e dell' ospedale de' luc- li. Dopoché il Papa Stefano II
chesi, nelle Opere pie di Roma, detto III invocò il soccorso del re
trat II, cap. XXIII, e trat. VII, Pipino contro Aistulfo re de' lon-
cap. XVI li; e neh' Eusevologio gobardi, il primo costrinse il se-
romano, trat. Il, cap. XXIII, trat. condo a restituire alla Chiesa ro-
Vili, cap. XVIII. Ivi pure parla mana le usurpate terre, ed aumen-
del cardinale protettore e del go- tò il principato di essa con altre
vernatore che suole essere un pre- città e terre, tra le quali Anasta-
lato della nazione lucchese, come sio Bibliotecario novera Luceolos,
lo fu da ultimo monsignor Cesare detto pure Luculli e Lucciolo: ciò
Lippi nobile di Lucca, al presente avvenne l'anno 755. Di Luceoli
avvocato concistoriale votante di , ne parlammo pure nel voi. XXXIII,
segnatura ec. L' ospedale ora ha p. 1 65 del Dizionario.
quattro letti e uno spedaliere; rice- LUCEORIA o LUCK (Lucco-
ve a preferenza que' lucchesi che rin). Città con residenza vescovile
sono aggregati alla confraternita, e della Russia europea, nel governo
che intervengono all'oratorio. Uno di Wolinia. Appartiene alla Rus-
de'guardiani è il superiore che di- sia nera, e fu già del granduca-
rige ed amministra la chiesa e to di Lituania nella Polonia: è ca-
l'ospedale, per ordine del quale si poluogo di distretto, sulla riva de-
ammettono gl'infermi di febbre, e- stra dello Styr. Evvi un castello
sclusi i cronici e le febbri inter- e diversi altri belli edilizi, il re-
mittenti. Il sagrestano della chiesa é stante della città non consiste che
il superiore ecclesiastico. in case di legno, la maggior par-
LUCEOLI o LUCCOLI. Città te abitate dagli scismatici e dagli
vescovile non più esistente dello ebrei, i quali vi fanno un grande
stato pontifìcio, nella legazione di commercio, e vi tengono delle fie-
Urbino, dalle cui rovine vuoisi che re. Rinchiude molte chiese greche
sorgesse l'odierno Cantiano, distret- e poche cattoliche. Questa città
to e diocesi di Gubbio. Luceoli fu importante sotto il governo po-
ebbe i suoi vescovi., fra' quali nel lacco, essendo stata alternali va-
LUC LUC 77
mente con Wladimiria la sede di Vili nel i6o3; e Giovanni Ales-
una dieta, e perchè vi risiedeva il sandro Lipski polacco, che Cle-
palatino. Nel 14^9 vi si tenne mente XII traslatò poscia a Cra-
una brillante assemblea, ove si tro- covia, e nel 1737 dichiarò car-
varono l'imperatore Sigismondo, dinale, egli fu il XXXVI vescovo
due re e molti altri principi. La di Luceoria o Lucko. Il medesi-
maggior parte della città fu ab- mo Papa 1736 fece vescovo
nel '

bruciata nel 1782, ed ecco perchè di Luceoria Andrea Koslka Zalu-


si rifabbricò di legno. Il distretto ski, da Plosko: ne
traslatandolo
di Luck o Luceoria sta nel nord- furono successori, nel 1739 Fran-
ovest del governo. La parte setten- cesco Robielski, traslato da Ca-
trionale è ripiena di paludi ; quel- mieniec; 1759 Antonio Wolowicz
la del sud
bagnata dallo Styr è della diocesi di Gnesna; 1771 Pao-
fertilissima ed intersecata di bo- lo Turski della diocesi di Gnesna,
schi. Luceoria è chiamata anche traslato da Chelma 1790 Adamo ;

Luck, Lucko o Lutsk, in latino JNaruszewicz della diocesi di "Wil-


Luscum o Luceoriuni. Sotto la de- na_, da
traslatoSmolensko nel :

nominazione di Luceoria le an- 1781 Pio VI avea fatto vescovo


nuali Notizie di Roma indicano di Cariopoli in parti bus, Gio. Cri-
il Luceoria o Zyto-
vescovato di sostomo Kaczkowski della diocesi
rneritz, o meglio Zytomierz uniti di Gnesna, indi suffraganeo di Lu-
nella Wolinia, Luceorien et Zy- ceoria. Il suo vescovato soppresso
lomierien: sotto quella diLuck ed dall' imperatrice Caterina JI, fu
Ostrog di rito greco-ruteno nella ripristinato da suo figlio l' impera-
Wolinia, Luceorien 3 le medesime tole Paolo I, a persuasione di mon-
Notizie registrano i due vescovati signor Litta ambasciatore e dele-
uniti di Luck e di Ostrog di rito gato apostolico Pio VI
di alla
ruteno, il cui come
vescovo quello corte di Russia, allorquando il Pa-
latino di Luceoria o Luck risiede pa nel 1 798 dichiarò la sede di
in questa città. Accenneremo le Luceoria suffraganea della metro-
principali notizie di ambedue le poli di Mohilow da lui istituita,
diocesi latina
greco-rutena qui
e della quale è tuttora suffraganea:
appresso separatamente. il vescovato latino di Luceoria di-
venne dominio della Russia sino
Luceoria e Zytomierz uniti, dal 1793, pel secondo spartimento
vescovati di rito latino. della Polonia. Inoltre Pio VI unì
al vescovato di Luceoria quello di
La sede vescovile di Luceoria Zyt omeri tz o Zilomierz (Vedi) ca-
fu istituita dal Pontefice Urbano pitale della Volinia, ed a' 16 di-
IV del 1261, già legato apostoli- cembre 1798 vi traslatò da Kio-
co in queste regioni, e la dichiarò via Gaspare Casimiro Colonna di
suffraganea della metropoli di Gnes- Wolitz diocesi di Posnania, che fu
na: il vescovo divenne senatore il primo ad intitolarsi vescovo di
del regno di Polonia. Ne furono Luceoria e Zytomierz. Per Lu-
tra gli altri vescovi , Bernardo ceoria fu destinato suffraganeo il

Macieiowski o Marzieowski polac- suddetto vescovo di Cariopoli; per


co, creato cardinale da Clemente Zytomierz fu nominato suffraganeo
78 LUG LUG
Giovnnni Canzio Beozodar-Podho- le della carità; due monasteri con-
rodecki della diocesi di Luceoria, 45 religiose, carmelitane e di san-
fatto da Pio VII nel 1804 vesco- ta Brigida ; e tredici scuole. L'ar-
vo in partìbus di Polemonia. Al civescovo scismatico della Volinia
vescovo Gasparo, Leone XII nel ha delle chiese in questa città. Il

concistoro de' 3 luglio 1826 diede vescovo avea la facoltà di confe-


in coadiutore con futura succes- rire ai canonici i benefìzi sempli-
sione monsignor Michele
Piwni- ci per accorrere ai loro bisogni.
cki della diocesi di Luceoria ed , I servi addetti ai villaggi del cle-
arcidiacono della cattedrale, che ro secolare erano 5562 : i fondi
fece vescovo di Ramata iti partibus, del medesimo si valutarono rubli
benché vivessero i due nominati 432,337, che rendevano annui ru-
suffraganei. Nel 1828 monsignor bli 44^37. I servi addetti al cle-
Piwnicki divenne vescovo elFettivo, ro regolare dei due sessi erano
e lo è tuttora, ma senza suffraganei. 4865. I suoi capitali si valutava-
La cattedrale di Luceoria è de- no a rubli 568,667, che ne ren-
dicata alla ss.con fonte
Trinità, devano annualmente 32,892.
battesimale, d'anime, la
e cura
Luck ed Ostrog uniti, vescovati
quale è amministrata da un sacer-
di rito greco ruteno.
dote del capitolo. Questo si com-
pone di sette dignità, la prima La sede vescovile di Luck di
delle quali è il proposto, di dieci rito greco ruteno fu eretta nel
canonici comprese le prebende del secolo XIII, prima della latina, e
teologo e del penitenziere, di otto venne fìtta suffraganea del metro-
vicari,con alcuni mansionari. Avvi polita di Kiovia [Vedi)', il vesco-
il seminario con alunni,
l'episcopio, vo fu dichiarato esarca della Rus-
monasteri di monache, e conventi sia, nella Volinia. Tra i suoi ve-
di La diocesi è amplissi-
religiosi. scovi nomineremo i seguenti. Ci-
ma; ed ogni nuovo vescovo è tas- rillo Terlecki, Uno degl'inviati del
sato ne' libri della camera aposto- concilio di Russia al Pontefice Cle-
lica in 66, corrispondenti
fiorini mente VIII per l'unione nel i5g5:
alla rendita di 16,000 rubli. Que- avendo sino allora professato lo
sto stato è desunto dalla proposi- scisma, abiurò gli antichi errori,
zione concistoriale per l'odierno ve- fece la professione di fede, e fu
scovo : aggiungeremo le seguenti ricevuto dal Papa nel grembo del-
notizie. La diocesi di Luceoria e la santa romana Chiesa. Girolamo
Zytomierz comprende it governo monaco russo, nominato dal Pon-
della Volinia, non che la diocesi tefice Urbano VIII. Atanasio sci-
di Riovia, il cui vescovo risiedeva smatico, assistette nel 1642 al con-
aZytomierz. Le parrocchie sono 87, cilio tenuto in Moldavia da Par-
le chiese succursali 6, le cappelle tenio, contro Cirillo di Lucar, e
12 5. I preti nel 1834 erano 169. lo sottoscrisse. Wihowski, già re-
I canonicati sono di tenui rendite. ferendario del granducato di Li-
I religiosi erano, agostiniani, fran- tuania, abbate commendatario di
cescani, servi di Maria, scolopi e Siecikow in Volinia, ordinato nel
trinitari; in tutti
498 che aveano, i7or, morì nel 171 4- Gioacchino
5j conventi. Una casa delle sorel- Przebendowski, ordinato nel 1 7 1
5,
LUC LUC 79
morto nel 1720. Stefano Rup- basiliano di Poczajow, poiché il

niewski eletto nel 1721. Silvestro palazzo vescovile era stato nelle ul-
Lubienicki Rudniki di Volinia, del- time guerre incendiato. Indi me-
l'ordine di s. Basilio, fatto vescovo diante la benignità dell'imperatore
nel 1750 di Luck e di Ostrog, Alessandro I, l'ottimo vescovo con-
Ostroginen (Fedì), che già era uni- corse che al collegio cattolico latino
to al vescovato di Luck. Cipriano fossero aggiunti quattro assessori del
Stecki del palatinato di Kiovia, clero ruteno nel 1804. Quindi dopo
dell'ordine di s. Basilio, vescovo la morte di Lewinski fu nominato
nel 1777. Matteo Stadnicki mo- vescovo di Luck il zelante prelato
naco basiliano, eletto nel 1783. Giacomo Matuszewicz, cui fu dato
Pio VI nel 1784 gli diede per a suffraganeo nel 1825 il piissimo
coadiutore con futura successione sacerdote Cirillo Sierocinski, col ti-

Stanislao o Stefano Lewinski, che tolo di vescovo di Pinsco e Tu-


fece vescovo in partibus di Tegea, rovia unite nella Lituania; ma in-
il quale nel 1797 a' 26 giugno felicemente nel 1828 l'imperatore
divenne vescovo effettivo ed esar- Nicolò I abolì la sede vescovile di
ca della Russia. V imperatrice Ma Luck, incorporandola alla metro-
Caterina II nel 1795, perla terza poli di Polock, riunendo nel col-
divisione della Polonia avendo ri- legio ecclesiastico greco-unito il

cevuto sotto il suo dominio tutti concistoro di Luck. Nel i832 per
i vescovi ruteni, salvo quelli di le disposizioni imperiali la chiesa
Leopoli e di Premislia, li volle rutena diventò semplice parte della
tutti soppressi, fuorché la sede di scismatica, e la sede scismatica di
Polock , incamerando e donando Volinia sottentrò alla cattolica di
i beni ai suoi generali ed uffiziali Luck, ed ebbe poco appresso un
pubblici ; e siccome assegnò scarse suffraganeo: lo scisma si propagò
rendite ai vescovi cui avea tolto ed ebbe lagrimevole compimento
diocesi e rendite, provvide Lewin- nel 1839. Qui appresso riportere-
ski vescovo di Luck e di Ostrog mo lo stato di questa chiesa, co-
con tremila scudi annui. Divenuto me si trovava prima del disgra-
imperatore nel 1796 Paolo I, nu- ziato avvenimento.
trendo sentimenti umani per la La sua giurisdizione si estende-
Chiesa con monsignor
cattolica , va non solo a tutta la Volinia e
Li Ita stipulò una convenzione, che Podolia, ma comprendeva anche
Pio VI approvò nel 1798, nella ilgoverno di Kiovia. Conteneva
quale si ricompose pure il vescova- molte chiese greco-cattoliche Ostrog ;

to di Luck delle provincie della città vescovile era concattedrale. I

Volinia, della Podolia e del pala- cattotici dei due sessi maggiori del-
tinato di Kiovia. Stanislao Lewin- la pubertà erano 111,598. Le
ski, già espulso da Caterina li, fu chiese parrocchiali ascendevano a
richiamato a questa antica sua se- i5i. 11 clero secolare era di 266
de; riassunse il titolo -di eparca o individui, quello regolare compo-
esarca della chiesa greco-unita, ebbe nevasi di 343. I basiliani vi avevano
un snffraganeo assegnamento
con trentatre monasteri. Le monache
di fermò la sua
seimila scudi, e basiliane, ch'erano 55, vi possede-
residenza nel rinomato monastero vano quattro monasteri. In Ostrog
80 LUC LUC
si trovava aperto un seminano. Vi essa costruito sul più elevalo cli-

era anco un convento di basiliani. vo, non formano oggi che un am-
Il clero secolare possedeva in ca- masso di ruderi che servono alle
pitali 7897 rubli. I servi addetti greggie di ricovero, e fra' rottami
ai villaggi di questo clero erano vedesi la torre quadrata di pietra
168. Il clero regolare aveva in beni erettavi da Carlo II nella libera-
stabili rubli 207,180; di annua ren- zione di Lucerà. Nella remota an-
dita39,256. I servi ne' suoi villaggi tichità vi era un celebre tempio
erano 6374. Il vescovo portava il ti- consacrato a Minerva, ov'eransi ra-
tolo di esarca della Russia sopra gli dunate per la liberalità pagana im-
arcivescovi di Smolensko e di Po- mense ricchezze : negli scavi vi si

lok. In questa città era stato sta- trovarono molte medaglie. E que-
bilito il concistoro, secondo le nor- sta l'antichissima Luceria, una del-
me delle altre città. I beni del- le più famose città del Sannio,
l'abbazia Zydyczinense erano stati che Strabone dice fondala da Dio-
destinati pel mantenimento del con- mede re de^li etolii. Quivi i roma-
cistoro e del sulnaganeo, che pe- niandando al soccorso di questa
rò non si potè mai ottenere dal che credevano assediata, cad-
città,

governo, e dell' istesso vescovo dio- dero in un' imboscata e passaro-


cesano, oltre i seimila rubli che pa- no sotto le forche caudine; ma un
gavagli il fisco imperiale. Avanti la tale affronto venne poscia vendica-
presente apostasia, il governo ave- to da Lucio Papirio Cursore, 320
va tolto ai cattolici e dato agli anni avanti la nostra era, facendo
scismatici 32 chiese. I parrochi nel- passare i sanniti sotto il giogo me-
le loro amministravano al
case desimo. Livio dice che vi fu con-
numeroso popolo sagramenti. In i dotta una colonia romana nel con-
Kamieniec ne ai latini, ne ai ru- solato di M. Petilio Libone, e di
teni restava una chiesa. Vi era in- Caio Sulpizio Longo l' anno di
,

oltre proibizione di fabbricarne Roma 439 , avanti la nostra era


delle nuove senza esserne autoriz- 3r4- Nella guerra civile tra Cesa-
zati.Luck ed Ostrog alla erezio- re e Pompeo, questi se la elesse per
ne di Mohilow in metropoli diven- sede, come appare dall'epistola di
nero di essa suffraga nei. Cicerone ad Attico. Dopo la rovi-
LUCERÀ (Lucerin). Città con na e divisione dell' impero romauo
residenza vescovile nel regno delle fu occupata e manomessa prima
due Sicilie, nella provincia di Ca- dai goti e poi dai longobardi , ai
pitanata, distretto di Foggia, da cui quali nel 663 dell'eia nostra la
è distante quattro Jeghe, e capo- tolse l'imperatore greco Costante
luogo di cantone. E posta su di II, nel pontificato di s. Vitaliano,
un'alta collina fra il Volgano ed e venne allora saccheggiata ed in-
il Salzola, influenti del Candelaio, teramente distrutta, con eccidio di
al termine occidentale della pia- lutti cittadini. L' imperatore e re
i

nura di Puglia Daunia. Ivi sono di Napoli Federico II nell'anno


i tribunali civili e criminali , non 1227 la popolò di saraceni, che
che il real collegio per tutta la avea fatto venire dall'Africa, col-
provincia di Capitanata. La gran l'obbligo di rifabbricarla, rimanen-
fortezza ed il magnifico palazzo in dovi il solo vescovo cattolico e
LUC LUC Si
pochi del suo clero. Inoltre Fede rico il Sarnelli che a Lucerà si uniro-
II diede medesimi saraceni le
ai no le sedi vescovili, versoil i4 ,0 >
pianure di perchè le
Capitanata di Tortivoli e Ferentinum o Fio-
coltivassero, mediante un annuale rentino (Fedi).Tra i successori di
censo. Da questi nuovi abitanti, la s. Marco nomineremo i piti cospi-
città fu comunemente chiamata cui. 743 Marco II, intervenne al
Lucerà de' saraceni. In queste vi- concilio romano celebrato dal Pa-
cinanze e presso Foggia mori Car- pa san Zaccaria. 957 Adelchisio
lo I d'Angiò re di Napoli nel 1285. lucerino. 964 Alberto intervenne
Intanto i saraceni di Lucerà, fatti al concilio lateranense del mede-
ogni di più. orgogliosi, infestarono simo anno. 1099 Benedetto. 11 79
lungamente, e posero a ruba le vi- Rinaldo che fu al concilio generale
cine contrade, finche non riuscì a Lateranense III. 1 128 Alberto che
Carlo II re di Napoli di farne ma- ilPontefice Alessandro IV dichia-
da Lucerà in nume-
cello, e di snidarli rò legittimo nel 1255: gli succes-
ro di ventimila ; s'impadronì della sero Nicola lucerino nunzio nel
città, e per grata memoria la chiame) 1261 all'imperatore greco, e nel
s. Maria della littoria. In questa 1265 Bartolomeo; questi tre ve-
occasione sorse il gran tempio dedi- scovi ressero la chiesa di Lucerà
cato alla Beata Vergine, nel quale quando nella città dominavano i
pose il vescovo la sua cattedra, aven- saraceni. I seguenti vescovi si chia-
dola fatta edificare il re vincitore. marono di s. Maria, dal nome
L'evangelio credesi sia stato an- imposto alla città da Carlo II dopa
nunziato in Lucerà fino dai primi che la tolse ai saraceni. Guglielmo
secoli della Chiesa ; trovansi in fat- che rinunziò nel 12951. Aimando
ti nominati alcuni suoi vescovi ver- arcidiacono della cattedrale, trasla-
so l'anno 3oo. Il primo vescovo to nel i3o2 a Salpi. i3o4 Stefa-
di Lucerà conosciuto, è s. Basso no. i3o8 Giovanni. i3i7 beato
martire, cui succedette s. Pardo, Agostino dalmatino domenicano, da
come afferma il Sarnelli in Chro- Giovanni XXII traslato da Zagra-
nol. epìsc. Sypontinorum a p. 2 1 e bia, che morì a' 3 agosto i323:
26, citato dagli annotatori dell'U- egli fabbricò la chiesa ed il con-
ghelli, Italiasacra t. X, p. 279. vento ai frati del suo ordine , do-
L'Ughelli nel t. Vili, p. 3i3, ed v' è seppellito in Lucerà, chiaro per
il medesimo Sarnelli nelle Memorie miracoli. i324 Jacopo civitatts s.
degli arcivescovi di Benevento pag. Mariae episcopus, e fu l'ultimo ad
246, aveano registrato pei due pri- essere con questo nome registrato,
mi vescovi di Lucerà, Giovanni del i successori intitolandosi vescovi di
3oo, e s. Marco che gli successe Lucerà, incominciando da Marino
nel 3o2, e visse sino a' i4 giugno del i348. Dopo di questi nomi-
del 328; il suo corpo fu trasferito neremo Antonio, che eletto in detto
a Bovino, com'egli avea ordinato, anno dai canonici per morte di
ed è patrono di questa città. V.
il Marino, Clemente VI cassò tale
Ada junii t. II, p. 800. L'an-
ss, atto e di sua autorità lo nominò.
notatore dell' Ughelli, Coleti, crede 1378 Tommaso da Urbano VI in-
che s. Marco fosse stato ordinato viato nunzio in Boemia. 1422 Bas-
dal Papa s. Marcellino. Aggiunge sastaehio de' Bassastachi de Formi-
voi,. XI. 6
m ,
,

82 LUC LUC
ca nipote del vescovo di egual no- se doli. 1642 f»'- Tommaso de
me fatto da Bonifacio IX nel 14*22 ; Avalos napoletano de' marchesi del
da Martino V fu elevato a questa Vasto, domenicano. 663 Gio. Bat- 1

sede: sotto questo prelato nel i/|3() tista Eustachi di Troia, canonico
Eugenio IV unì a Lucerà il vesco- della cattedrale. 17 18 Domenico
vato di Civitate. i45o Antonio An- Maria de Ligurro chierico regolare
glo napoletano, che traslato nello teatino: con questo 1' Ughelli ter-
stesso anno a Potenza, gli successe mina la serie de' vescovi , la cui
Ladislao Dentice napoletano, sotto continuazione può leggere nelle
si

di cui nel 1478, Sisto IV, o dopo annuali Notizie di Roma. Alfonso
la sua morte, separò Civitate da M. de' marchesi Freda di Foggia
Lucerà , e ne nominò il vescovo : da Pio VI fatto vescovo nel 1798,
del vescovato di Civitate ne par- le lodi del quale scrisse e pubbli-
leremo all'articolo s. Severo [Vedi), cò colle stampe di Napoli nel 1 835
al quale fu unita da Gregorio XIII. il eh. Tommaso Maria Vigilanti
1478 fi*. Pietro Ranzano siciliano canonico della basilica cattedrale
domenicano dotto ed eloquente. Fer- con due opuscoli intitolati Cenno :

dinando I re di Napoli Io fece pre- biografico ed accademico in lode, ec.


cettore del figlio , e legato al re De obitu Ildephonsi ec. episcopi
d'Ungheria Mattia : morì nell'anno el condiloris excullissimi seminarii
1492. Egli scrisse, De urbis Pa- Lucermi Academia, cui litulus: il

norrni antiqui tate de laudibus Lu-


y
pianto delle pecore per la morie
cermele civitalis; Annales tempora ì del pastore^ ab ejusdem seminarii
et alia sui ingenii monumenta pò- alumnis recilanda. Per morte di
steris mandavit. i5i2 Alfonso Ca- tale ottimo e benemerito vescovo
raffa napoletano, vescovo di s. Aga- Pio VII gli diede in successore nel
ta e patriarca d'Antiochia, traslato a concistoro de' 6 aprile 18 18 An-
Lucerà, nel qual anno intervenne drea Portauova di Napoli quindi ,

al concilio generale lateranense V. colla lettera De utiliori, V kal. julii


In sua morte nel i534 venne fat- 18 18, soppresse le sedi di Voltura
to amministratore il cardinal An- o Voltai aria 3 e di Monte Corvino
drea Palmieri, indi nel i535 di- [Vedi), e le xuù al vescovato di Lu-
ventò vescovo Michele Visconti mi- cerà, che confermò sulfraganeo del-
lanese. i54o Fabio Mignanelli pa- la metropoli di Benevento, com'e-
trizio sanese, da Giulio III nel i55i ra sempre stato. Il Pontefice Gre-

creato cardinale e traslato a Gros- gorio XVI, per morte del vescovo
seto. i553 cardinal Fulvio della precedente, nel concistoro de' 19
Cora ia per alcun tempo ammini- giugno i843 dichiarò- vescovo l'o-
stratore, e si dimise a' 16 maggio dierno monsignor Giuseppe Jannuz-
1 553, succedendogli Pietro del Mon- zi di Andria, e canonico di quella

te parente di Giulio III, che fu al cattedrale.


concilio di Trento. i582 Scipione La cattedrale di Lucerà, antico
Bozzulo, chiaro per scienza, al quale ed ottimo edilìzio, è dedicala alla
nel 1593 successe l'ottimo Mar- Beata Vergine assunta in cielo, con
co Ugnacervo teatino, che nel 1601 cura parrocchiale, che si esercita
ebbe in successoreFabio A resti pa- da un mansionario deputato dal
trizio camerinese, lodato per diver- capitolo. Ivi si venera il corpo di
,,

LUC LUC 83
s. Agostino vescovo di Lucerà , ed il Sarnelli aggiunge varie spiega-
è munita di fonte battesimale; l'e- zioni simboliche sulle lucerne. Ero-
piscopio è rimpetlo alla cattedrale. doto, in Euterpe e. 62, narra che
Il capitolo si compone di quattro gli egiziani istituirono la festa delle
dignità, la maggiore delle quali è il lucerne, e ciò nacque o dall' idea
decano, di sedici canonici, di otto del fuoco perpetuo e sacro de' tem-
preti, di otto chierici, di dieci man- pli, ed usato dagli antichi nelle ce-
sionari, e di altri preti e chierici rimonie e misteri, e cogli stessi de-
addetti ai divino servigio. Nella cit- funti per espiazione a mezzo d'uà
tà vi sono tre altre parrocchie lume perpetuo oppure dalle sette
;

tutte col baltisterio ; quattro con- lucerne del gran candelabro, o per
venti di religiosi , un monastero di rammentare quella infausta notle$
monache, due conservatorii, diversi qua Deus omnem primogenitum in
sodalizi, l'ospedale, il seminario, ed Aegypto percussit. Infatti lo stesso
il monte di pietà. La diocesi si Erodoto accenna, che gli egiziani
estende in circa centocinquanta mi- facevano delle nenie per la morte
glia, e contiene più luoghi. Ogni de'primogeniti, e celebravano anco
nuovo vescovo è tassato nei libri la festa dell'accensione delle lucer-
dellacamera apostolica in fiorini ne, in memoria
della partenza d'u-
200, corrispondenti alle rendite del- na nazione magica, cioè degli ebrei.
la mensa che sono 3o4o ducati Era poi nota la festa de' lumi , o
moneta del reame. 1' Encenia {Vedi), presso i Macca-
LUCERNA, Lucerna, Lychnus. bei, e. 4?v 5o, di cui parlano altresì
«

Vaso di diverse maniere, e per lo tutti i rabbini , quia illuminaverat

più di metalli, nel quale si mette Deus Israel sedenlem in tenebris,


olio e lucignolo, che s'accende per ed era noto l' olio santo o consa-
far lume. 11 Sarnelli nelle Lett. eccl. crato che i pontefici ebrei sigilla-

t. IV, lett. Perche nell'antico tem- vano pei lumi del tempio, su di
pio si adoperasse l'olio non la ce- che si può vedere 1* Hotfman alla
ra, osserva che la candela si usò voce Luminaria. Da questa origine
prima della lucerna dagli antichi, sacra per il popolo eletto, ed usur-
perchè delle lucerne nella sacra pata per li pagani ,
gli uni e gli
Scrittura non si fa menzione pri- altri mantennero l'uso de' lumi se-
ma che Dio le ordinasse nell'Eso- polcrali e perpetui. Fortunio Lice-
do, 3 7, dov'egli dice a Mosè:
e. 2.5, v. to dotto archeologo, nella sua ope-
Facies et lucernas septem, et pones ra De reconditis antiquorum lucer-
eas super candelabrum, ut luceant nìs lib. II, cap. 26, riporta trenta-
ex adverso, etc. Benché Eusebio, due fatti storici di lucerne o lumi
De prarparat. evang., lib. X, dica perpetui cavati da monumenti pro-
che gli egizi avessero inventato le fani. Anzi parlando il Liceto del
lucerne, forse quelle di creta, per- fuoco sacro delle vestali, sostiene
chè in Egitto erano fornaci per al cap. 3o, con l'autorità di Plu-
cuocere la creta, e quelle di Mosè tarco in Numa, non in rogo ligneo,
erano d'oro , come dicemmo agli sed in lucernis lampadibusque per-
articoli pure si
Gandelliere, ove petuis exarsisse. E Lodovico Vi-
dice delle lucerne, e Gerusalemme ves attesta di essere stalo presente
parlando del tempio di Salomone: in Parigi allo scavo di un monu-
,

84 LUC LUC
mento di i5oo anni antico, dove lucerne erano per la maggior parte
vide una lucerna ardente che si di terra cotta, bizzarramente lavo-
sciolse poi in minutissima polvere. rate, ed aventi la forma or tonda,
Il p. Menochio nel toro. Ili delie or bislunga, ora ovale. Alcune rap-
Stuore, cap. XLI: Varie osserva- presentavano maschere comiche, tut-
zioni circa le lucerne e lumi, e uso te con la bocca assai larga e l'ac-
loro appresso gli antichi. Cap. XL1I: conciatura del capo molto ridicola;
Delle lucerne ardenti ritrovate nei altre raffiguravano uomini e fan-
sepolcri antichi. Egli riporta tre ciulli, ora in piedi, ora seduti, ora
esempli di lucerne ardenti rinve- distesi. Quelle che avevano nel brac-
nute ne' sepolcri, due de' quali nel ciolino la figura della luna cre-
secolo XVI. Ottavio Ferrarlo ci scente, sono quelle che ponevano
diede un'opera intitolata: De ve* nel sepolcro de' patrizi, i quali por-
ter. lucernis sepulchrorum. tavano fitte nelle scarpe certe lu-
Marangoni, Delle cose genti-
Il nette,che formando la lettera C ,
lesche e profane } trasportale ad uso denotavano aver essi tratta la loro
e adornamento delle chiese, nel cap. origine da qualcuno dei cento se-
LXX1V tratta di alcune lucerne di natori, de' quali fu composto il se-
terra cotta con figure gentilesche, nato di Romolo. Non manca però
che talora ritrovatisi ai sepolcri, chi sostiene, che i romani portas-
anche de' sacri cimiteri. Il Guasco, sero queste lunette alle scarpe per
/ riti funebri di Roma pagana, a aver sempre dinanzi agli occhi un
pag. 84 e seg. discorre delle lu- simbolo della instabilità e fralezza
cerne, della loro specie e forma, e delle umane cose : altri vogliono
spiega perchè si posero ne' se-
il che accennasse lo stato delle a-
polcri. Antichissimo fu l'uso di col- nime nel cielo, le quali avranno
locare a' sepolcri de' defunti le lu- sotto i piedi la luna : comunemen-
cerne di varie sorti e specialmente te se ne attribuisce l'origine agli
di terra cotta, poiché se ne ritro- arcadi , i quali si credettero più
varono anche in quelli degli egi- antichi della luna, perchè furono i

ziani, come riporta il p. Rircher primi a vederla dopo il diluvio uni-


De Oedip. Aegypt. t. Ili, p. 53 1, versale. Dice inoltre il Marangoni
ove ne fa lungo discorso. Lo stesso che alcuni hanno preteso, che varie
poscia praticarono i greci e i ro- di queste lucerne ardenti fossero sta-
mani gentili, adornandole con im- te chiuse entro i sepolcri coi cada-
pressioni di varie immagini, si di veri, e che si mantenessero sempre
loro deità, come di animali e con accese, in virtù di certo olio estrat-
vari geroglifici. vero che i ro- E to dalla pietra amianto (della qua-
mani usavano porre lucerne accese le parlammo nel voi. XXVIII, p.
ne' sepolcri, anzi adoperavano più, 19 e 20 del Dizionario ), dimodo-
frequentemente le lucerne che le ché passando questo primo alimen-
candele, e nelle loro illuminazioni, to in fumo, questo a guisa dell'ar-
che sovente facevano anche di gior- gento vivo, ritornando al suo essere
no , appendevano le lucerne alle primiero di nuovo alimento, perpe-
porte ed alle finestre delle case. Il tuamente mantenesse viva la fiam-
Ficoroni nelle sue Maschere sce- ma; e perciò, presso il volgo, tali

niche, cap. io, 11, 79, dice che le lucerne presero il titolo di perpe-
, ,

LUC LUC 85
lue.Di questo sentimento fu l'Al- non abbruciar mai. Anche il Gua-
dovrando, De metallis 1. 4> e. a5, sco confuta con naturali e buone
scrivendo: Romae in mullis sepul- ragioni le asserzioni di gravi scrit-
chris repertae sunt lucernae seni- tori,i quali dicono aver veduto al-

per ardentes,forsitan cum elychniis i l'aprimento de' sepolcri lucerne che


et oleo ex materia amiantina pa- tuttavia ardevano, mentre osserva
ratis. Ma questa opinione è falsa, Plutarco, sympos. 7, quaest. 3, che
come prova il citato Ferrano, poi- l'olio a cui viene meno l'aria , fa-

ché è contro l' ordine di natura cilmente s' indebolisce e corrompe.


non potendo sussistere la fiamma Conviene che i romani in Roma e
senza alcun moto dell'aere, come nelle colonie ponessero ne' sepolcri
l'esperienza lo dimostrai e gli esem- le lucerne accese; ma queste., non
pi che adduconsi da Liceto e da avendo spiraglio alcuno donde ri-
altrinon provano d'essersi realmen- cevere l'aria, si spengevano im-
te veduta la fiamma da alcuno, mantinente. Afferma il Ruscelli che
ma che nell'aprirsi qualche sepol- le lucerne si riaccendessero allorché
cro è sembrato di vedere come un apertisi i sepolcri vi penetrava l'a-
fumo, dal credersi che nel primo ria, quale agitando l'umor in-
la

ingresso dell'aere esteriore si fosse cendevole o la polvere artefatta


estinta fiamma.
la di cui riempivasi il corpo della lu-

Parlando il Guasco suir umore cerna, ne eccitava violentemente le


che alimentava le lucerne sepolcrali, parti ignee e sulfuree, dal congiun-
protesta non poterlo accertare; ma gimento ed aggregamento delle qua-
siccome l'olio era in Roma comu- ligeneravasi una fiammella, o piut-
nissimo, cosi crede che dell'olio si tosto un fuoco pazzo o razzo. Di
valessero gli antichi romani , im- questi composti, che rinchiusi si
mergendovi forse qualche poco di conservano spenti, e che posti al-
sale, perchè ardesse meglio. Ne' se- l'aria si accendono, parla assai eru-
polcri ponevasi vicino alle lucerne ditamente il Ruscelli. I nominati
un fiasco, il quale probabilmente ed altri scrittori eruditamente ri-
era ripieno d'olio : ma chi andava portano i diversi fini ch'ebbero i
a rifonderlo nella lucerna? Potea- gentili nel collocare a' sepolcri le
no bensì i romani figurarsi o i lucerne, volendo alcuni che ve le
pontefici de' gentili spacciare che il ponessero, giudicando che l'anime
genio o il lare guardiano del morto stassero intorno ai corpi loro , e
si pigliasse cotal briga, non già noi perchè essendo esse come di sostan-
che di sì fatte superstizioni ridia- za ignea, non dovesse mancarvi o
mo, riflettendo come poter bastare ilfuoco o il suo simulacro ; altri
un sol fiasco d'olio per tanti secoli, che ve li collocassero in ossequio
ancorché si volesse ammettere la degli Dei infernali, come destinati
ridicola prestazione? Tali fiaschi alla cura de' morti. Altri che que-
o vasi erano di creta, di mediocre ste lucerne fossero di distintivo di
grandezza e di forme semplici, rin- nobiltà del defunto, cioè di quelle
chiudendo un liquore oleoso. I lu- ornate della lunetta, perchè le lu-
cignoli delle lucerne sepolcrali era- cerne si ponevano anche ne' sepol-
no di lino vivo o di amianto fila- cri de' plebei ; e che giudicando
to, il quale avea la prerogativa di che l'anima stasse col corpo e col-
,

86 LUC LUC
le sue ceneri, ella senza lume non e trovatisi in quasi tutti gli anti-
giacesse fra quelle tenebre a que- : chi sepolcri de' gentili , anche di
sti due ultimi, rigettando tutti gli liberti e plebei, ed eziandio fra la
altri, aderisceLiceto.il Sarnelli, Lelt. semplice terra. Questo costume non
acci. X, p. i3i, dice che gli an-
t. fu abbonito dagli antichi cristiani,
tichi con Milani lumi perpetui vol- ne* cimiteri, sepolcri e catacom-
lero denotare l'immortalità dell'a- be, come si può leggera nel Boiio,
nima, e la chiarezza del sangue o nel Boldetti, e nel Bianchini} Hist.
delle opere di chi giaceva sepolto. quadripart. secolo I, lelt. A, 9, e
Riporta l'opinione di quelli che di- secolo li, lett. B, 5, 6, 7. Ordina-
cono essere state le lucerne di due riamente ne' cimiteri e catacombe
sorta, una che si lasciava accesa e di Roma nelle pareti si trovano
l' altra smorzata, ma con un com- affisse somiglianti lucerne, talvolta
posto chimico , che all' aprirsi del di bronzo e generalmente di terra
sepolcro s' incendiava ; ne descrive cotta, alcune delle quali adorne di
la composizione, e riporta diverse varie figure come di animali, e di
erudizioni sulle lucerne. Una ne simboli di varie sorti, ed altre se-
ricorderemo , cioè la disposizione gnate col monogramma Cristo [Ve-
della matrona romana Mevia, che di), con le lettere greche XP in-
nel suo testamento concesse la li- trecciate , col monogramma espri-
berta ai suoi servi, coll'obbligo che mente la croce , colla figura del
ogni mese alternativamente accen- pastore, con palme colombe. Il
e
dessero la lucerna del suo sepolcro. Buonarroti nelle Osservazioni sui
Il Guasco è di parere che i roma- vasi antichi di vetro 3 p. 1 2 5, dice
ni probabilmente ponessero queste che i cristiani per rappresentare le
lucerne ardenti, per la grande ve- anime uscite dal corpo in pace
nerazione che portavano al fuoco ; costumarono di fare in forma di
Minerva avea una lucerna accesa colomba alcune lucerne, delle quali
nelle mani ; negli sponsali, Pronuba si servivano per accenderle in certi
accendeva una lucerna, la quale giorni ai sepolcri. Alcuno volte si

non era lecitochiudere nel sepol- sono rinvenute ne' sacri cimiteri
cro; e le lucerne o lampade came- lucerne con figure gentilesche e
rali, mai spegnevano, ma si la-
si profane ; ma se si riflette alla sem-
sciavano estinguere da per sé. Nei plicità, colla quale i primi cristia-
conviti funebri erano escluse le lu- ni ve le posero, talvolta staccando-
cerne, che solevansi però accendere le da' sepolcri de' gentili , che o
nelle casequando taluno nasceva. vicini o pure sopra gli stessi cimi-
Finalmente scrive il p. Manuzio, teri si o comprandole
trovavano,
che gli egiziani usassero simboleg- dalle officine ne servivano, non se
giare la vita umana colla lucerna, dee portare meraviglia; mentre lo
giudicando l'umana vita somigliare stesso facevano sovente de' vetri
ad una lucerna accesa alimentala con figure profane, e colle iscrizio-
con olio. ni de' gentili svelte dai loro sepol-
Qualunque siasi il fine per cui cri , e adattate ai sacri cimiteri.
gli antichi ponevano lucerne acce- Veramente lucerne con figure gen-
se ne* sepolcri, è certo che queste tilesche di rado si trovarono ne'se-
lucerne di terra cotta si trovarono polcri cristiani , molte bensì con
LUC LUC 87
simboli d'animali ed allre cose. In entro le chiese la forma di un
questo costume però gli antichi cri- candelliere, come si vede in molte
stiani, altro diverso fine ebbero da di Roma, tra le quali nomineremo
quello de' gentili, ed infinitamente le chiese di s. Maria di Aracoeli,
più. commendabile. Imperciocché, di Maria Nova e di s. Maria
s.

essendo in que' tempi delle perse- ad Martyres; volendosi con ciò


cuzioni i cimiteri e catacombe le significare, che il defunto ivi sepol-
loro chiese, ove celebravansi i di- to passò all' altra vita colla can-
vini misteri, ed ove adunavansi a dela accesa della vera fede cristiana;
parteciparli, ed a lodare l'Altissimo, benché altri vogliano che sia ancora
conoscevano doversi illustrare colle un contrassegno di nobiltà. Negli
lucerne accese, nella stessa guisa che Annali ecclesiastici del Rinaldi so-
Dio le avea tante volte prescritte nel- no riportale varie erudizioni sulle
l'Esodo , nel Levitico, e ne'Numeri lucerne. La stola del sommo sacer-
per illuminare il suo Tabernacolo, dote custodivasi in Gerusalemme
e come poscia fece Salomone nel nella torre Antonia, ed il castellano
tempio. Sapevano gli antichi cri- ogni giorno accendeva innanzi ad
stiani , che nella lucerna figurasi essa una lucerna ;
gli ebrei di Roma
l'umanità e la divinità del Salva- celebravano il natale di Erode A-
tore ; e che dopo asceso al cielo, grippa loro ultimo re, col porre
qual lucerna diffonde il lume della lucerne alle finestre; tante lucerne
sua gloria a quella beata patria. ardevano in tutta la notte dell'A-
Quindi conobbero que' primi fedeli scensione monte Gliveto, che
nel
convenevole cosa raccenderne molte pareva ardesse il monte e i sotto-
ne' santuari loro, per avere occa- posti luoghi forse da quel costu-
:

sione ad ogni passo di contemplar me derivò l'altro vigente, che nella


quella divina e celeste lucerna, da notte dell' Ascensione quasi ogui
cui erano illuminati nella loro fe- casa pone alla finestra un lume
de; e nel vederle seminate per per tutta la notte, ed alcuni insie-
quelle vie sotterranee , rammenta- me ad acqua, pane ec, nella pia
vansi del precetto dei medesimo Cri- credenza che il Signore li benedi-
sto Luca e. 1 2 Lucernae arclen-
, : ca, come benedì tutto il mondo
tes in manibus veslrisj e da quelle nell'ascendere al cielo. I cristiani co-

lingue di luce infiammavansi non me i gentili costumarono in tempi


meno a confessare generosamente determinati accomodare i lumi ai se-
il nome di lui innanzi ai tiranni, polcri, accendere la lucerna il sab-
che ad impiegar le loro mani nelle bato, e distribuire al popolo le can-
opere più eccellenti di carità; e dele; talmente erano abbondanti le

finalmente oltre a moltissimi altri offerte de' fedeli ne' tempi delle per-
riflessi morali s non v'ha dubbio che secuzioni , che si provvedevano i
intesero anche di onorare i corpi sacri templi di preziose suppellettili

de' santi martiri coli' apporre ai lo- e di lucerne di argento; con lu-
ro sepolcri le lucerne. cerne accese, frondi e foglie si a-
A questo antichissimo costume dornavano in Roma i templi e le
de' primi fedeli, può riferirsi quel- case nelle pubbliche allegrezze, ec.
lo de' secoli a noi più vicini , di Antonio degli Effetti nelle Memo-
scolpirsi sopra le lapidi sepolcrali rie di s. Nonnoso abbate riporta
,,

68 LUC LUC
diverse crudizioni sulle lampade LUCERNARIO , Lucernarium
meravigliose, e dell'efficacia dell'o- lucernalis hora; termine liturgico.
lio (della divozione poi che se ne 11 lucernario è una specie di du-
ha ne parlammo altrove ) di plicato responsorio, composto di al-
quelle che ardono innanzi alla cuni versetti, tutti ricavati dai sai*
Beata Vergine ed ai santi. Ag- mi. Fu cosi detto, poiché recitan-
giunge che la festa delle lampa- dosi anticamente i vesperi sull'im-
de fu istituita dagli ateniesi in o- brunir del giorno, ed accendendosi
nore di Vulcano, Minerva e Pro- perciò nella chiesa le lampade o
meteo che gli antichi romani usa-
; le lucerne, che vi si usavano allo-
rono le luminarie nelle feste di ra in vece delle candele successi-
Flora, le quali feste furono poi dai vamente introdotte, allusione si fa-
permutate in celebrare le
cristiani ceva con quel lucernario all'accen-
memorie de' martiri , della Beata dimento di esse. Benché il lucer-
Vergine, e nella notte dell' Ascen- nario non sia sempre lo stesso, con
sione, citando le testimonianze di tuttociò vi si fa sempre cenno di
Tertulliano, di Beda e di Baronie luce o d'illuminazione. 11 lucer-
Il p. Menochio dice che le lucer- nario dei greci consiste in un gran
ne per alimento del lume, in vece numero di preghiere molto più lun-
d' olioebbero talora il butirro, o ghe de* vesperi de' latini, e simili
altra sorta di materia ontuosa, e alle preghiere che si recitano a pri-
che in onore de* santi si adoperò ma, ed ai vesperi ne' giorni feriali.
talvolta il balsamo odoroso. Che IlMacri nella Notizia de' vocaboli
nelle chiese anticamente si adope- ecclesiastici dice che Lucernarium
rarono anche lucerne d'oro e di viene chiamato nel rito ambrogia-
argento, lo abbiamo dal Severano no certo responsorio od antifona ,

nelle Memorie sacre: tra le sup- che si canta nel principio del ve-
pellettili sacre donale da Costanti- spero, e che anzi questo medesimo
no imperatore alla basilica latera- vocabolo appresso gli scrittori eccle-
pense, si novera una lucerna d'o- siastici significa il Vespro (Vedi),
ro detta faro, che ardeva con quin- una delle sette ore canoniche. 11

dici lumiciui di libbre venticinque; Rinaldi, dopo aver qualificato il lu-


quaranta lucerne o fari di argen- cernario , ufficio , salmi , orazioni
to, ciascuno di libbre venti. Il Pa- rendimenti di grazie, all'anno 5i,
pa s. Silvestro I avanti l'altare n. 70, dice che s. Girolamo scris-
della basilica di s. Lorenzo in Va- se epist. 7 a Leta, nella quale si
1'

rano, ove collocò il corpo del san- legge Assueverat exemplo ad ora-
:

to, pose una lucerna d'oro con die- tiones et psalmos nocte consurgere,
ci lumicini di trenta libbre. V. mane hymnos canere, accensaque
gli articoli Lampada e Lumi. Si pos- lucerna reddere sacrificium vesper-
sono consultare, Luca Fanciulli, De tinum. Però s. Epifanio, in Comp. t
lucernis s sivelampadibus pensilibus in chiama lucernali i salmi che in
sacris Christiane-rum aedibus, Mace- quella prima ora della notte si so-
ratae 1802, con figure. Gio. Pietro levano cantare; con che ottima-
Bellori, Le antiche lucerne sepolcra- mente si conviene il detto di s. Ba-
li\ disegnate ed incise da Pietro San- silio : At quinam fuerit pater ilio-

te Bartoli, Roma 1729 con rami. rum verborum lucernariae gratta-


,

LUC LUC 89
rum non possumus:
actìonis, dicere inno intitolato ad sommtm , cioè
populus tamen antequam edit vo- per la compieta. La Compieta (Ve-
cerà, età, dando ad intendere tal di) poi recitavasi dopo cena, ver-
rito aversi nelle chiese per aposto- so un'ora di notte, secondo l'uso
lica tradizione. Delle istesse preci monacale di quel tempo. Conchiu-
lucernariesi fa menzione appresso de il Sarnelli, che per spiegare le
Clemente e Cassiano che compose parole del citato canone Toletano,
un libro del modo di far orazione cioè che il Lucernario non si leg-
la notte. Anche
Giovanni Cri- s. ge che in chiesa, ciò fu decretato,
sostomo chiama lucernario 1' ufficio perchè dopo vespero il vescovo, il
del quale lasciò scritto in psalm. prete, o in assenza il diacono loro,
1 1 8 Ad solis occasum, quod e-
: spiegava le come ri-
sacre scritture,
tiam lucernarium appellamus, oran- porta Niceforo 1. Cy-
12, e. 34. In
dum scilicet; quia Lum ob diei tran- prò, et in Caesarea Cappadocìam
sitimi Deo gratias agimusj enume- in sabbato, et dominica die vespe-
ra sette ore canoniche per orare ri, et post lucernarum accensionem,
e distesamente discorre delle tre episcopi et presbiteri sacras scriptu-
ore notturne di fare orazione. Ter- ras populi exponunt. Ed acciocché
tulliano le chiamò notturne con- ognuno vi fosse presente, furono
vocazioni, perchè non si recitavano tutti obbligati a recitare il vespero
privatamente in casa, ma pubbli- in chiesa, o se fosse in villa alla
camente in chiesa. Il Sarnelli nel presenza del vescovo, del prete o
tom. I, p. 1 1 3 delle Lett. eccles. del diacono , acciocché alcuni di
parlando del can. IX del concilio loro esporre potessero ai recitan-
Toletano I, riporta queste parole : ti nel divino ufficio le sacre scrit-

Lucernarium vero, nisi in Ecclesìa, ture.


non legatur j aut si legatur in villa, LUCHI Michelangelo, Cardina-
praesente episcopo, vel presbitero, le. Michelangelo Luchi nato in Bre-
vel diacono legatur. Spiegandone scia a' 20 agosto 1 744> «'potè del
poi il sentimento, dice che in quan- francescano Bonaventura che Cle-
to al lucernario, che non si legga mente XIII voleva creare cardina-
se non in chiesa, dichiara che lu- le, e fratello del benedettino Luigi,
cernarium dice vasi in quei tempi ambedue chiari nella repubblica
il vespero, ora dell'ufficio così det- letteraria, dimostrò fino dall' infan-
ta dalla stella vesper, poiché anti- zia felici disposizioni per le lettere.
camente dicevasi verso il tramon- Dopo aver terminato i suoi studi
tare del sole, onde bisognava in abbracciò la vita monastica nell'ab-

chiesa accendere le lucerne. Ecco bazia di Monte Cassino, indi ebbe


come Balsamone spiegò il XCI T incarico d' insegnarvi
can. contempo-
del sesto sinodo : et desinere ad raneamente filosofia e teologia, il

complementum lucernarii, idest ves- che fece nel modo più distinto. Co-
pertini offìciì dominìcae ; così pa- prì poscia diverse cariche nella sua
rimenti Prudenzio, avendo compo- congregazione cassinese , e non ot-
sto alcuni inni per tutte le ore ca- tenne che a stento il permesso di
noniche, il quinto sopra il vespe- dedicarsi nel ritiro al suo gusto

ro intitolò ad accensionem lucer- per lo studio. Egli si mostrò ben


naej dopo il quale seguita V altro presto degno di camminare sulle
9o LUG LUG
traccie dei Mabillon e dei Mont- pastorale nell'abbazia, fu sorpreso
faucon; visitò le principali biblio- dalla pioggia, per la quale gli soprag-
teche d'Italia, ne esaminò attenta- giunse la febbre e la podagra. Au-
mente gli antichi manoscritti, e mentandosi il male, i carmelitani
pervenne così a radunare una gran scalzi del suo titolo fecero orazio-
quantità di documenti interessanti ne a quella prodigiosa immagine
sfuggiti alle ricerche de' suoi pre- della Madonna per la sua guarigio-
decessori. JVel 1783 pubblicò in ne, e da Subiaco si domandò al

greco ed in latino a Roma : Scel- Papa la benedizione in articolo di

ta de migliori scritti di appiano morte. Finalmente munito di tutti


e di Erodi a no. Una edizione delle i sacramenti della Chiesa, morì ai
Opere di Venanzio Fortunato ve- 28 settembre 1802, nella fresca

scovo di Poitiers, riveduta e cor- età d'anni era


cinquantotto. Egli
retta sui mss. del Valicano, ivi semplice ne' suoi costumi, amabile
1786-87, che riuscì la migliore nella sua pietà, saggio e modera-
non che la piti compiuta opera di to nel suo zelo, ed infaticabile nei
questo scrittore. Questo lavoro egli suoi studi. Il cadavere fu esposto
lo fece ad insinuazione e sotto gli nelle stanze abbaziali del palazzo
auspici del vescovo di Padova Ni- della Rocca, da dove con pompa
colò Antonio Giustiniani. Vi com- funebre fu trasportato in portan-
prese le opere non pubblicate dal tina nera nella chiesa di s. Scola-
Browero, e stabilì che Venanzio stica de' benedettini, accompagnato
fosse della Marca Trevigiana e di da gran copia di torcie, dalla sua
Duplavili, piuttosto che di Aqui- famiglia in abito , e dal parroco
Jeia: l'Effemeridi di Roma, num. arciprete di s. Maria della Valle.
XLH del 1786, lodano l'edizione Al principio della clausura del mo-
del nostro Luchi. Mentre era profes- nastero fu ricevuto dagli abbati e
sore di lingua greca ed ebraica nella monaci del medesimo, con torcie
badia di Firenze, Y antico confratel- accese e croce inalberata, col mo-
lo Pio VII lo chiamò in Roma , e naco sagrista in piviale. Portato il
dopo averlo creato cardinale del- cadavere in chiesa, gli furono can-
l'ordine de' preti nel concistoro dei tate solennemente le consuete pre-
2 3 febbraio 1801, lo pubblicò in ci, ed esposto in mezzo di essa su

quello de' 28 settembre. 11 celebre maestoso letto, circondato di molti


p. Fontana poi cardinale pubblicò cerei, e vestito pontificalmente. Ol-
colle stampe: Versi greci per la tre l'ufficio de' defunti e numerose
promozione alla porpora del car- messe, la cantata fu celebrata dal
dinal d. Michelangelo Luchi, con p. abbate, ed accompagnata con
la traduzione in terza rima del p. buona musica di orchestra. Ter-
d. Antonio Grandi. Quindi Pio VII minato il funerale, alla presenza
gli conferì per titolo la chiesa di del cancelliere ecclesiastico, che ne
s.Maria della Vittoria, lo dichia- fece rogito , il cadavere fu posto
rò abbate commendatario ed ordi- nelle tre consuete casse, e giusta la
nario di Subiaco, lo annoverò a di- sua disposizione tumulato nel cen-
verse congregazioni cardinalizie, e lo tro della chiesa, ove poi gli fu po-
fece prefetto di quella dell'indice. sta onorevole iscrizione in marmo.
Mentre con zelo faceva la sua visita Compianto dai diocesani e dai suoi
V ,

LUC LUC 91
antichi correligiosi, i primi col lo- mentano , nel quale egli avrebbe
ro clero ne suffragarono Y anima schiarite tutte le difficoltà che può
nelle XVII chiese dell'abbazia con presentare la lettura de' sacri libri.
solenni esequie ed orazioni funebri ; Però dalle indagini che abbiamo
i secondi in Roma con decoroso fu- fatto sulle opere dei cardinale, ri-
nerale nella patriarcale basilica di s. sulta quanto riportiamo. Esiste tra
Paolo. Luigi Ciolli pubblicò colle i mss. della biblioteca vaticana la
slampe : Orazione funebre in lode aiaggior parte delle opere maggio-
dei cardinal Michelangelo Lucìa, ri e minori del cardinal Luchi
Roma 1N02. Il Diario di Roma che in tutto sono 1 5o, e mag-
la

oltre le notizie della malattia, mor- gior parte autografe. Fra queste è
te, ed onori funebri del cardinale, da annoverarsi la sua grand'opera
nel num. 186 ci diede l'estratto sulla Bibbia che dovea stamparsi
del suo testamento. Lasciò i libri in Roma dal Fulgoni in tomi XXI
e la pianeta paonazza al mona- in foglio, al prezzo di scudi tre il

stero di s. Paolo; la pianeta bian- tomo. Il foglio è diviso in sei co-


ca con tutto il finimento, compre- lonne nel Vecchio Testamento la :

a
so il pastorale, a quello di s. Sco- i." contiene il testo ebraico; la 2.
a
lastica; alla chiesa collegiata di s. una traduzione greca ; e la 3. una
Andrea la pianeta rossa; al suo traduzione Ialina del testo ebraico
titolo la mitra preziosa ; diversi le- fatta letteralmente dall'autore; la
d
gali ai fratelli; al Papa i suoi scrit- 4- la versione greca dei LXX, se-
ti per collocarsi nella biblioteca condo i codici Vaticano e Ales-
a
vaticana, ed un quadro della Bea- sandrino; la 5. la traduzione la-
ta raccomandandogli la
Vergine, tina dal greco dei LXX, fatta di
famiglia, alla quale bramò che si nuovo dall'autore; e finalmente la
pagasse il solito corruccio, quaran- 6/ Volgata latina illustrata con
la
tena e spartizione, oltre le somme perpetue annotazioni e commen-
che assegnò a molti individui della tari. Il Nuovo Testamento è divi-
medesima. Scrissero alcuni che la so in quattro colonne; la prima
collezione degli scritti è formata di delle quali contiene il testo greco,
193 opere, delle quali 7 4 in greco, la seconda e la terza le traduzio»
e 119 in latino, versanti tulle so- ni ebraica e latina dello stesso te-
pra argomenti eruditi , di critica , sto greco fatle dall'autore; la quar-
di teologia e di morale. Egli avea ta la Volgata latina con perpetuo
il progetto di pubblicare una nuo- commentario, lì lavoro sul Nuovo
va Bibbia poliglotta, che giusta il Testamento per l' immatura morte
suo piano avrebbe formato trenta dell'autore termina nel v. 3j del
volumi in foglio, siccome perito in cap. VI dell'evangelio di s. Marco.
diverse lingue. Proponevasi di riu- Di lui abbiamo ancora alcuni Dia-
nire in essa il testo ebraico rista- loghi greci stampati a Firenze; e
bilito nella sua primitiva purezza, diversi Discorsi e della Causa del-
due nuove versioni greche e latine la Chiesa difesa contro l'ingiusti-
letterali, il testo e la versione la- zia de' suoi nemici, 1799.
tina dei Settanta, e la Volgala, non LUCIA (s.), vergine e martire.
che le osservazioni dei più dotti Uscì di nobile e ricca famiglia si-

interpreti, e finalmente un com- racusana, e fu allevata nella reli-


,

i LUC LUC
gione di Cristo. Essendole morto il era annoverata fra le più illustri
padre menti*' era ancora fanciulla , vergini che abbiano suggellato la
Eutichia sua madre ebbe cura d'in- fede col proprio sangue.
spirarle i più vivi sentimenti di LUCIA di Vene7ia (beata). Pre-
pietà , che produssero in lei mera- servata nella sua fanciullezza da
vigliosi edelti. Avendo fatto voto una morte che sembrava inevita-
in segreto di conservare la sua vir- bile, prese di buon'ora la risoluzio-
ginità, cercò tutti i mezzi per im- ne di darsi aAbbracciò il
Dio.
pedire il progetto della madre, che, terz' ordine di s. Francesco nel mo-
ignara di ciò, le propose di mari- nastero di Salerno sua patria, ed
tarsi. Intanto Eutichia fu assalita attese assiduamente all'acquisto del-
da una infermità, che ad onta di le virtù del suo stato. Rifinita per
tutti i rimedi persistè per quattro le sue grandi austerità, provò una

anni. Lucia la persuase d'andare lunga e fiera malattia, della quale


a Catania per implorare la guari- morì l'anno izjoo. È onorata di
gione sulla tomba di s. Agata , e un culto pubblico nel suo ordine
le loro preci furono esaudite. Ella il giorno 26 settembre, dopo il pon-
manifestò allora a sua madre il tificato di Leone X.
voto che avea fatto, e ne riportò LUCIANISTI o LUCANIST7,
il di consenso; ma il giovane,
lei Lucianistae o Lucanistae. Eretici
a Lucia era stata destinata,
cui del secondo secolo, che presero il
montò in furore, e siccome era pa- nome da un certo Luciano o Lu-
gano accusolla per cristiana al go- cano discepolo di Marcioné agli ,

vernatore Pascasio. 11 giudice con- errori del quale ne aggiunse altri.


dannò la santa vergine ad essere Ammetteva tre principii o princi-
esposta in un luogo d'impudicizia; pati, il Padre, il Figlio, Dio dei
ma Iddio vegliò sopra il suo pu- cristiani, e lo Spirito Santo Dio ,

f
dore, e nessuno ebbe ardimento di de' gentili. Negava l immoralità
recarvi offesa. I tormenti usati per dell'anima, che credeva materiale,
vincere la di lei costanza riuscirono ricusava l'antico Testamento e l'e-
egualmente senza successo: laonde pistola agli ebrei ; escludeva il ma-
fu rimessa in prigione tutta coper- trimonio e la concezione del Ver-
ta di piaghe, ove mori circa l'an- bo nel seno di Maria. Ammetteva
no 3o4, cioè al tempo della per- finalmente due divinità, una buo-
secuzione di Diocleziano. Il corpo na e l'altra cattiva. Anche gli a-
di s. Lucia rimase parecchi anni a riani furono chiamati lucianisti
Siracusa; fu poscia trasferito in Ita- perchè questi erroneamente ritene-
lia, indi a Metz. Una porzione del- vano che s. Luciano prete di An-
le sue reliquie, ch'era anticamente tiochia e martire, avesse professato
a Costantinopoli, è di presente a i loro sentimenti.
Venezia, e vi è onorata con peeu- LUCIANO e MARCIANO (ss.),

devozione nella chiesa del suo


liar martiri. Nati nelle tenebre del gen-
nome intitolata. La sua festa si ce- tilesimo, vivevano perduti nello stu-
lebra il 1 3 dicembre. Provasi col dio della magia ; ina si converti-
Sacramentario di s. Gregorio e con rono vedendo l' inutilità de' loro
altre opere antiche, ch'ella onora- incantesimi sopra una vergine cri-
vasi a Roma nel sesto secolo, ed stiana, e la sconfitta degli spiriti
, ,

LUG LUC 93
maligni per virtù del segno della in Siria, avendogli la morte rapiti
croce. Aperti gli occhi alla luce del i genitori, egli distribuì ai poveri
vangelo, abbruciarono tosto i loro tutti i suoi beni, e sostituì lo stu-
libri di magia in mezzo alla piaz- dio delle sante Scritture a quello
za di Nicomedia, ricevettero il bat- della reltorica e della filosofia, in
tesimo, distribuirono i loro beni ai cui avea già avanza-
fatto rapidi
poveri, e si ritirarono nella solitu- menti. Fatto sacerdote, in nessuna
dine. Passato lungo tempo nella altra cosa si occupò più, che nel
penitenza , si misero a predicare guidare gli altri alla virtù coi suoi
Gesù Cristo ai gentili; ma appena esempi e discorsi, ed imprese a da-
fu pubblicato in Bilinia , nell'anno re una nuova edizione dei libri
25o, l'editto di Decio contro i cri- santi, correggendovi gli errori ch'e-
stiani, furono arrestati e condotti rano incorsi nel testo dell'antico e
dinanzi al proconsole Sabino, che nuovo Testamento. Questa edizio-
trovandoli fermi nella loro fede ne meritossi la stima universale, e
dopo averli fatti tormentare sopra fu di grand'uso a s. Girolamo , il
l'eculeo, ordinò che fossero bruciati quale dice che era la più esatta
vivi. mezzo alle
Essi spirarono in e che per conseguenza era delta
fiamme, lodando e benedicendo il sovente in senso assoluto la Bib-
Signore. Sono nominati nel marti- bia dei settanta, o la versione co-
rologio romano il 26 ottobre. mune. Si è avuto alcun sospetto
LUCIANO (s.), martire. Da Ro- della fede di s. Luciano, dietro la
ma si recò nel terzo secolo a pre- svantaggiosa testimonianza che ne
dicare il vangelo nelle Gallie, e rende s. Alessandro vescovo d' A-
suggellò col proprio sangue la dot- lessandria, il quale riferisce ch'esso
trina che annunziava. Alcuni lo visse fuor della comunione della
fanno discepolo di s. Dionigi ve- Chiesa ,
suo attaccamento al
pel
scovo di Parigi, altri di s. Quintino. partito di Paolo di Samosata; ma
Soffrì forse il martirio a Beauvais ci ha tutta l'apparenza ch'egli fos*
verso l'anno 290, ove alcun tempo se stato ingannato per non aver
innanzi erano stati martirizzati Giulia- potuto conoscere ben addentro gli
no e Massiano o Massimiano, compa- empi dommi di quello scaltro ere-
gni di sue fatiche. Le reliquie di siarca. Inoltre d. Ceillier è d'avvi-
questi tre martiri, celebri per molti so con alcuni altri critici , che il
miracoli, si custodiscono nella ba- Luciano di cui parla s. Alessandro
dia di s. Luciano di Beauvais. S. sia diverso dal nostro santo, poi-
Luciano non ha che il titolo di ché non gli dà il titolo ne di pre-
martire nella maggior parte dei ca- te, ne di martire. Aggiungasi che
lendari prima del decimo secolo, e Eusebio, s. Gio. Crisostomo, s. Gi-
nel martirologio romano ; ma un rolamo, non dicono che sia mai
calendario dei tempi di Lodovico slato separato dalla comunione del-
il Bonario Io qualifica col titolo di la Chiesa, ne che sia caduto negli
vescovo, e sotto questo titolo egli errori di Paolo di Samosata. Certo
è onorato a Beauvais. Celebrasi la è che s. Luciano morì in seno alla
sua festa agli 8 gennaio. Chiesa cattolica. Avvegnaché sacer-
LUCIANO (s.), detto d'Antio- dote d'Antiochia, trovavasi Lucia-
chia, martire. Nativo di Samosata no a Nicomedia, quando Dioclezia-
94 LUC LUC
no vi fece pubblicare i suoi primi Magno, a cui furono portate d.-d-

decreti contro i cristiani, ed egli l'orierite, ne facesse il trasporto nel-


fu nel numero degli arrestali per la chiesa eli* egli avea fatto fabbri-
|a fede. Sembra che sia rimasto care in onore del santo ad Arlcs.
nov* anni in prigione, poiché secon- B onorato a' 7 di gennaio.
do la relazione di Eusebio non ri- LUCIDI Cardinale. Lui-
Luigi,
cevette la corona del martirio che gi Lucidi di Lucca dal Pontefice
dopo la morte di s. Pietro d' A- Calisto II nel dicembre del iis3
Icssandria avvenuta nel 3 i i . Con- fu creato cardinale dell'ordine dei
dotto in fine davanti al tribunale preti, e litolare della chiesa di s.

del governatore o dell'imperatore Clemente, non che legato della san-


stesso, presentò una dotta apologia ta Sede. Non mancano scrittori che
della religione cristiana, laonde fu d nliitano senza fondamento del car-
rimandato in prigione, e tenuto più dinalato di Lucidi, e tra gli altri
giorni a digiuno per indurlo a man- ilRondinini nella storia Des. Cle-
giare delle vivande ch'erano state mente ejatque basilica p. 345.
oilerte agli idoli ; ma egli rifìutolle LUCI FERI ANI . Furono così
costantemente. Tratto un'altra vol- chiamali che aderirono allo
quei
ta dinanzi al giudice, invano si a- scisma di Lucifero vescovo di Ca-
doperarono i tormenti per ismuo- gliari in Sardegna, d' altronde il-
vere la sua fermezza, e stette sem- lustre per dottrina e virtù, scisma
pre costante nella confessione di Ge- che accadde nel IV secolo della
sti Cristo. Alcuni dicono che fu po- Chiesa. Dopo la morte dell'impera-
sto di nuovo in prigione e che vi tore Costanzo fautore degli ariani,
mori. S. Gio. Crisostomo ci assi- Giuliano l'Apostata che gli successe
cura che fu decapitato. Rufino di* nell'anno 36 1, restituì ai vescovi
ce che fu segretamente sgozzato in esiliati la libertà di ritornare alle
prigione per ordine di Massimino , loro sedi. Nell'anno seguente s. A-
che non osò farlo morire pubbli- tahasio di Alessandria, ed Eusebio
camente. Si legge ne' suoi atti ch'e- di Vercelli, con intenzione di ri-

gli fece molti miracoli, e che es- stabilire la pace, congregarono un


sendo legato e coricato supino nella concilio in Alessandria, nel quale
prigione, vi consacrò divini misteri i fu deciso di ricevere nella comu-
sul proprio petto e dispensò la co- nione i vescovi che in quello di
munione ch'erano presen-
ai fedeli Rimini aveano per debolezza tradi-
ti. Secondo s. Gio. Crisostomo ed to la verità cattolica, ma che con-
alcuni altri antichi autori il mar- fessavano la loro colpa. Questa ra-
tirio di s. Luciano avvenne il dì dunanza deputò Eusebio acciò si
7 di gennaio, che dovette essere portasse a calmare le divisioni che
del 3 1
2, giacche soffrì nella per- regnavano nella chiesa d'Antiochia,
secuzione di Massimino. Il suo cor- dove alcuni erano attaccali al lo-
po fu seppellito nel borgo di Dre- ro vescovo Eustazio, eh' era stato
pano in Bitinia, ove dipoi Costan- scacciato dalla sua sede per la sua
tino il Grande fece fabbricare la adesione alla fede cattolica, gli altri

città di Elenopoli. La chiesa d'Ar- a Melezio, i quali dopo essere sta-


les pretende avere le reliquie di ti del partito de'semi-ariani, erano
s. Luciano. Ella crede che Carlo ritornati a questa slessa fede. Luci-
LUG LUC 95
fero invece di portarsi con Euse- ri, in Roma, in Egitto, in Africa in
bio al concilio di Alessandria, era picciol un memoriale
numero. In
andato direttamente ad Antiochia, che presentarono agl'imperatori Teo-
ed avevavi ordinato per vescovo dosio , Valentiniano ed Arcadio,
Paolino, sperando che le di lui vir- professarono di non voler comu-
tù accorderebbero i due partili. nicare né con quelli che avea-
Questa scelta spiacque alla più par- no acconsentito all' eresia, ne con
te de'vescovi di oriente, ed accreb- quei che accordavano loro la pace;
be la turbolenza ; poiché invece di asserivano che il Papa s. Damaso
due vescovi e due partiti, se ne I, s. Ilario di Poitiers, s. Atanasio
formò un terzo. Lucifero offeso e gli altri confessori, ricevendo al-
perchè Eusebio e gli altri non ap- la penitenza gli ariani aveano tra-
provarono ciò che aveva fatto, dito la verità. Siccome lo scisma
separossi dalla loro comunione, ne degenera ordinariamente in eresia,
volle aver alcuna società coi vesco- i luciferiani avrebbero potuto esse-
vi ammessi alla penitenza, né con re accusati di tutti gli errori che
quelli che ad essi avevano fatta la furono attribuiti a Lucifero da di-
grazia. Pure i segni di pentimento versi scrittori, per esempio di cre-
che aveano dato i primi rende- dere che l'anima era generata per
vanli degni della indulgenza de'lo- transfusione, nata dalla carne e
ro col leghi. In tal guisa questo dalla sostanza eterna. In una pa-
prelato turbò la Chiesa con un ec- rola, molti hanno accusato Lu-
cedente rigorismo, e perseverò nel- cifero e molti lo hanno difeso. In
lo scisma sino alla morte, mentre Sardegna viene a lui tributato un
avvi chi sostiene che si riunisse culto pubblico e religioso, senza che
alla Chiesa prima del punto estre- la Chiesa romana l'approvi o disap-
mo. Quelli che lo difendono di- provi : la sua festa è celebrata a'20
cono che non gli si rinfacciò al- maggio , ma alcuni congetturano
cun errore sul domma, perchè di i che tale culto abbia per oggetto
lui aderenti furono meno riserva- un altro vescovo dello stesso nome,
ti;uno tra essi nominato Ilario, dia- che fu confessore e martire duran-
cono in Roma, asseriva che gli a- te la persecuzione de' vandali.
riani, come gli altri eretici e gli LUCIFERO. V. Demonio.
scismatici, dovessero essere ribattez- LUCINI Luigi Maria, Cardinale.
zati, quando ritornavano nel seno Fr. Luigi Maria Luciti nobile di i

della Chiesa cattolica. Solidamente Como, ma


nato in Milano da rag-
s. Girolamo lo confutò nel suo guardevoli genitori a'i5 luglio 1666,
dialogo contro i lucìjerianì ; sos- professò nell'ordine domenicano, e
tenne che i padri di Rimini non dopo esservisi distinto pe'suoi ta-
aveano peccato che per sorpresa ; lenti, fu giudicato capace d' inse-
e che il loro cuore non era stato gnare sopra le cattedre del mede-
complice della loro debolezza, le simo. Chiamato a Roma, fu asse-
quali sue prove sono principalmen- gnato per compagno del p. com-
te tratte dagli atti dello stesso conci- missario del s. oMìzio, e poi spe-
lio. I luci feria ni erano dispersi dito inquisitore a Novara, dove es-
nella Sardegna e nella Spagna ; altri sendosi diportato con integrità e
dicono anche nelle Gallie, a Treve- valore , venne da Clemente XI
96 LUG LUC
nel 1714 eletto commissario ge- di Diocleziano. Lucio fu dunque
nerale della santa romana inquisi- ilprimo re cristiano dell' Europa,
zione. Dopo trenta anni di tale quantunque il cristianesimo fosse
impiego, Benedetto XIV a' 9 set- già penetrato nella Gran Bretagna
tembre 1743 lo creò cardinale pre- al tempo degli apostoli. Alcuni
te, col titolo di san Sisto, anno- moderni pensano che Lucio sia un
verandolo alle eongregazioni del s. prenome, e che il re bretone non lo
oflìzio, de'riti, dell'indice, e ad altre. abbia preso che dopo aver rice-
Innalzato a tale eminente dignità, vuto il lume della fede. I gallesi
si mantenne costantemente simile lo chiamano Lever Maur, cioè a
a se stesso, ritenendo la medesima dire gran luce. Parecchi storici di
religiosa umiltà ed affabilità. Ma Baviera e d' Alemagna pretendono
dopo solo sedici mesi di cardina- che Lucio, avendo rinunziato alla
lato morì placidamente in Roma corona, predicasse la fede nel No-
a'17 gennaio 174^, d'anni ottanta rico, nella Vindelicia e principal-
non compiti, ed ebbe la tomba mente ad Augusta; che essendo
nella sua chiesa titolare di s. Si- stato cacciato di là, annunziasse il

sto ,con un magnifico epitaffio. vangelo nella Rezia, e soprattutto


Questo cardinale diede alla luce a Coirà. Ma l'opinione più proba-
parecchie opere, per la più parte bile è, che non si sa quale sia il
teologiche, che non ebbero però Lucio che predicò la fede nei pae-
l'applauso di tutti, come si espri- si di cui parlasi qui, e che fon-
mono il Cardella ed il Novaes. Di dò la chiesa di Coirà, la quale
lui abbiamo pure Esame e dife- : 10 ha sempre onorato tra' suoi pri-
sa del decreto pubblicato in Pori- mi apostoli. Mentre egli esercitava
dichery da monsignor Carlo Tom- le funzioni di missionario presso i

maso di Tournon, patriarca di grigiori ,


questi infedeli lo sforza-
Antiochia commissario e visita-
, rono a darsi alla fuga. Dicono che
tore apostolico con podestà di le- alla fine cadde in mano de' per-
gato a latere nelle Indie orientali^ secutori, e fu decapitato nella for-
impero della Cina ed isole adiacen- tezza di Martiola, circa la fine del
ti , Roma 1728. secondo secolo. Avvi presso Coirà
LUCIO (s.), re nella Gran Bre- un antico monastero che porta il
tagna. Ignorasi in qual parte di nome di s. Lucio. Ad Angusta si
questa isola abbia regnato ; ma custodisce parte delle sue reliquie.
sappiamo da Beda, che sotto gli 11 martirologio romano fa menzio-
imperatori Marco Antonino Vero ne di Lucio re nella Bretagna
s.

ed Aurelio Commodo, un re breto- ai 3 dicembre, e in tal giorno la

ne di nome Lucio, scrisse al Papa diocesi di Coirà ne celebra la festa


s. Eleuterio per pregarlo di pro- con grandissima solennità.
curargli i mezzi d' istruirsi nella LUCIO (beato). Era un mer-
religione cristiana. Ciò dev'essere cante dei dintorni di Firenze, e
avvenuto circa l'anno 182. Beda ag- viveva occupato nelle coutese po-
giunge, che il Papa corrispose al- litiche dei guelfi e dei ghibellini
la sua domanda, e che i bretoni che laceravano allora quan-
l'Italia,

professarono tranquillamente il cri- do avendo udito un sermone che


stianesimo infiuo alla persecuzione fece s. Francesco, rinunziò al coni-
LUC LtC 97
mercio e alla politica, prese l'abito mò antipapa NovaZiano, contro il

del terzo ordine della penitenza, Santo Pontefice Cornelio. Le due


di cui fu il primo membro, e si lettere a s. Cipriano, ed ai vescovi
dedicò interamente al servigio di della Francia e della Spagna, sono
Dio. Passò il resto de' suoi giorni tenute apocrife. Ch'egli abbia scrit-

nella pratica delle virtù cristiane, to lettere decretali, si ha dàWepist.


esercitando le opere di misericor- 67 di s. Cipriano, ma esse sono
dia, e facendo abbondanti elemosi- perile: s. Lucio scrisse, al dire di
ne. La sua beata morte avvenne alcuni, anche un' altra epistola*
l'anno 1232. Innocenzo XII per- a s. Cipriano; nella prima Io con-
mise di farne 1' uffizio 3 e la sua solò della sua sciagura, nella se-
festa è posta ai i5 d'aprile. conda si congratulò del suo ritor-
LUCIO (s.), martire. V. Tole- no alla propria sede. Irì due or-
MEO (S.). dinazioni nel dicembre creò set-
LUCIO (s.), martire. V. Monta- te vescovi, quattro preti e quattro'
no (s.). diaconi. Governò un anno, quattro
LUCIO I (s.), Papa XXIII. Eb- mesi e dodici giorni, e durante
be per padre Porfirio, romano di questo breve spazio di tempo mol-
nascita, altri Io dicono prete roma- to soffrì per parte dei persecutori
no. Tuttavolta s. Lucio I si chiama che lo scacciarono dalla sua sede;
natìone tuscus, de civilale Luca vi ritornò e mori a' 4 marzo del
ex patre lucìno, nel codice vati- 257, e fu sepolto nel cimiterio dì
cano 3764 delle Vite dei romani Calisto. Il Pagi, Brev. Roni. Pont.
Pontefici da s. Pietro fino ad Adria- in Lucio, lo annovera tra i confes-
no II. Tanto pur leggesi nella sua sori, perchè nel piccolo indice del-
vita, t. I marti i, Bolland. p. 3oi. la deposizione de'martiri, presso il

Fu creato probabilmente Papa a Bucherio, non si ritrova ; bensì iti

Civitavecchia, ove avea seguito il quello della deposizione de' vescovi;


Papa s. Cornelio nell'esilio, ai 20 e però quando s. Cipriano Io dice
ottobre dell' anno i55. Si vuole martire, ciò deve intendersi per
che egli comandasse nuovamente aver egli sofferto l'esilio per Gesù:
che i ministri dell'altare si eleggesse- Cristo, ma non la morte. Celebrasi
ro continenti, e determinasse che la sua festa in diversi luoghi ai
niuno di essi potesse abitare con 4 marzo, ed in
di altri ai 25 a-
femmine, delle quali non fossero gosto. Il suo corpo si venera nel-
parenti in prossimo grado; e che la chiesa di s. Cecilia di Roma.
niuno de'medesimi entrasse solo in Vacò la santa Sede sei giorni.
casa di donne, riè parlasse con es- LUCIO II, Papa CLXXIII. Ghe-
se da solo a solo, sotto pena di rardo o Giraldo della nobile fami-
essere deposto esso dal grado, ed glia Caccianemici dell'Orso, nacque
essa esclusa dall'ingresso nella chie- in Bologna. Tra le più antiche fami-
sa. Dicesi , che ad esempio di s. glie di tale illustre città figurò ivi
Evaristo, volle che due preti e tre grandemente la famiglia Orsi. I di-
diaconi accompaguassero il Ponte- scendenti d'un Alberto d' Orso si
fice romano per servire di testimo- suddivisero in diversi rami e furo-
ni della sua vita; al qual decreto no cognominati Caccianemici, Savi,
diedero cagione le calunnie del pri- Savioli, Odaldi, Figliuocari," Bvai-
TOL. IL. 7
98 LUC LUC
guerra, da sani' Alberto, ed Orsi. piena obbedienza d' Innocenzo II.

Lucio II fu del ramo de 'Caccia ne- Quotiti Papa di nuovo lo spedì in


mici, ed ebbe sua casa nella via qualità di legato apostolico alla die-
de' Toschi, presso la via Foscarari. ta di Spira, insieme con Pietro
In giovanile età si fece canonico cardinale del titolo di s. Marcello.
regolare di s. Maria del Reno, Tornato da essa, venne in gravi e
ovvero di s. Agostino, o della con- rilevanti affari occupato, e promos-
gregazione di s. Frediano di Luc- so alla carica di cancelliere e bi-
ca, essendo diverse le opinioni degli bliotecario di s. romana Chiesa. Ol-
scrittori. Per le sue eccellenti qua- tre a ciò siadoperò gagliardamen-
lità meritò che Onorio II, nelle te per ri movere Rainaldo abbate
tempora di dicembre ii?,5, lo di Monte Cassino fautore dell'anti-
creasse cardinale dell'ordine dei papa, dal governo di quel famoso
preti , colla chiesa di s. Croce in cenobio, come dopo molti contra-
Gerusalemme per titolo, al dire del sti e fatiche alla fine ne venne a
Besozzi nella storia di essa a p. i34, capo, essendosi dato luogo alla e-
mentre a p. 101 scrive che vi fu Iezione del nuovo abbate, che cad-
ordinato prete e che la fece rin- de nella persona di Guidobaldo, ed
novare dai fondamenti, aggiungendo alla quale egli presiedè in nome di
il Cardelia che l'accrebbe di rendi- Innocenzo li che prontamente lo
te, di edilizi e di ricche suppellet- confermò. Alla morte di tal Papa si
tili., fondandovi un monastero pei vuole che lo eleggesse camerlengo,
canonici regolari ch'ei riformò e affidandogli i beni della Chiesa ro-
ridusse alla monastica disciplina, mana. Per attestato di Ottone di
sulla norma di quelli di s. Fre- Frisinga, il cardinale dimostrossi
diano di Lucca. Siccome uomo in- in ogni circostanza di tanta pru-
signe per umiltà, mansuetudine e denza, sapere, magnanimità e de-
dottrina, lo stesso Onorio II nel strezza in ogni affare, che a pre-
1127 lo adoperò con grandissimo ferenza di ogni altro fu giudicato
vantaggio della cattolica religione degno del supremo pontificato .

nella legazione di Germania, dove E di fatti, dopo aver favorita col


tra le altre cose che sapientemente suo voto l'elezione d' Innocenzo II
vi stabilì, merita s'ingoiar riflessio- e di Celestino II, egli pure venne
ne l'aver collocato sulla cattedra proclamato Papa a' 12 marzo 1 1 44»
arcivescovile di Magdeburgo s. Nor« e col nome di Lucio II consacra-
berto fondatore de'premonstratensi. to nello stesso giorno, eh' era di
Nell'anno seguente lo stesso Onorio domenica.
II gli appoggiò la rettoria di Be- Ricevette Lucio II dal re di Por-
nevento, quantunque altri pensino togallo Alfonso I, eh' egli chiama
che tal commissione fosse affidata soltanto conte, il suo stato feuda-
a Gerardo diacono cardinale di s. tario alla Chiesa romana, coli' an-
Lucia in Septisolio; ad onta che nuo censo di quattro oncie d' oro.
quella città fosse travagliata dal- Avendo saraceni nel
i
44 preso 1 1

l' autipapa Anacleto II e da Rug- Edessa o Orfa, il Pontefice ne


giero re di Sicilia, non isgoraenlò pianse la perdita. Terminò
con- la
però lo zelo dell' intrepido cardi- tesa insorta tra V arcivescovo di
nale, che nel 1137 la ridusse alla Tours ed il vescovo di Dol, intor-
LUC LUC 99
no all' autorità de' metropolitani; creò undici cardinali, e pel primo
diede vinta la causa all'arcivesco- il suo parente Ubaldo Caccianemi-

vo, e confermò così la sentenza di ci bolognese. Piò copiose notizie su


Urbano II. Nel 1
1
45T chiamò di questo Pontefice si leggono negli
Francia in Roma
monaci cliinia- i Scrittori bolognesi del Fantuzzi, voi-
censi, e diede loro il monastero di V, p. 87 e seg. Vacò la santa Se-
s. Saba, fondato da s. Gregorio I, de un giorno.
nel quale mancava l'osservanza del- LUCIO HI, Papa CLXXVIII.
la regola di s. Benedetto. Trovansi Ubaldo o Umbaldo Allucingoli nac*
dieci epistole di Lucio II nelle col- que in Lucca da famiglia assai
lezioni dei concilili nella cronaca ragguardevole^ e figlio di Bona-
dell'abbazia di Vezelay, ed altrove. giunta. Personaggio rispettabile per
Colla prima comunica egli a Pietro Petà, per senno e per prudenza,
di Cluny, che ha fatto una tregua supplì colla illibatezza de' costumi
per la guerra di Ruggiero re o e con I' esperie/za negli affari, al
duca di Sicilia. Colla seconda im- difetto e mediocrità di letteratura,
plora il soccorso del re Corrado III, come avverte Guglielmo di Tiro.
contro il popolo romano ch'erasi ri- Datosi allo stato ecclesiastico, fu
bellato a sommossa degli arnaldisti. fatto canonico della cattedrale nella
Nella terza e quarta conferma la propria quindi fu degno
patria ,

primazia della chiesa di Toledo su di essere da Innocenzo II nel me-


tutte quelle di Spagna. La quinta se di dicembre 11 4° creato cardi-
è un privilegio accordato all'abba- nale prete col titolo di s. Prasse-
zia di Cluny. Nella sesta assog- de, e poi nel 1 1 58 fu da Adriano
getta il monastero di s. Saba alla IV vescovo d'Ostia e Velie-
fatto
detta abbazia. Le quattro altre ri- tri,laonde divenne decano del sa-
guardano l'abbazia di Vezelay, ed cro collegio. Distinguendosi il car-
il suo abbate che era stato ucciso. dinale per lo spirito di conciliazio-
Ribellatisi dunque a Lucio II i ro- ne, Innocenzo II Io spedì prima
mani arnaldisti, ebbero l'ardire di legato in Lombardia nel 1 1 43,
restaurar l'antica dignità senatoria, dove in Piacenza decise con suo
ed insieme quella di patrizio cui decreto del primo agosto una li-
volevano obbedire cornea principe, te che agitavasi tra il capitolo del-
avendo rivestito di tal carica Gior- la cattedrale di Piacenza , e la
dano, uomo potentissimo, con asse- mensa vescovile di Pavia, circa il

gnargli tutte le rendite della Chie- diritto delle decime del distretto
sa, mentre dicevano al Pontefice e della corte di Portalbera sul
bastare le decime e le oblazioni. Pavese, pronunciando due delle tre
Volendo dunque Lucio li repri- parti di essa spettare al detto capi-
mere i ribelli e scacciarli dal Cam- tolo di Piacenza, e ciò al cospetto
pidoglio, allorché vi saliva con un de' vescovi Alfano di Pavia e Ardoi-
esercito, fu colpito da una sassata, 110 di Piacenza, non che di Giovan-
per la ferita della quale morì ai ni proposto della cattedrale, e di
s5 febbraio 1
1
4^ 9 e fu sepolto altri personaggi sì ecclesiastici che
nella basilica lateranense . Lucio secolari. Quindi collo stesso carat-
li governò undici mesi e quattor- tere fu inviato da Innocenzo II
dici giorni, e in due promozioni nelle Gallie, e poi da Eugenio III
ioo LUC LUC
in Sicilia insieme col cardin.il Gio- accettare : dicesi che il nome Io
vanni napoletano, il quale Lisciato- prese per onorare la patria Lucca
si sedurre e corrompere dall' oro, o Luca.
pronunziò sentenza favorevole a Giunto in Roma, poco tem-
prò di chi lo avea guadagnato; po vi dimorò, temendo qualche
lo che saputosi dal cardinale Al- affronto dai romani che si rivol-
lucingoli, non volle prendere parte tarono contro di lui, per non a-
nel di lui giudicato. In seguito lo ver egli voluto osservare certi costu-
spedì Alessandro III insieme con mi praticati dai predecessori, cioè
due altri cardinali, col medesimo non volle contribuire que* presenti
titolo di legato all'imperatore Fe- che solevansi fareal popolo dal nuo-
derico I, fautore ostinato dello Sci- vo Papa ; altri dicono essere il po-
sma di Vittore V antipapa. Nien- polo malcontento perchè l'immedia-
te però potè ottenere per allora to predecessore 1* avea spogliato
da quel principe, ma quando ri- dell'intervento all'elezione pontificia.
tornò alla sua corte in compagnia Tuttavolta per una sedizione mos-
del cardinal Raniero di s. Giorgio, sa dal senatore di Roma, non dai
gli riuscì felicemente di ridurlo consoli, ritornò Lucio III in Vel-
in Pavia all'obbedienza del Iccritti-
o letri,dove nel 1 182 assolvè Gu-
rao Pontefice. Indi ricusò quell* o- gliemo re di Scozia, dalla scomu-
ro che Enrico li re d'Inghilterra nica lanciatagli dall' arcivescovo di
fece offrirgli, oltre al cardinal Gia- York, perchè erasi opposto alla
cinto Bobone ,
per mezzo del suo consacrazione di Giovanni eletto
ambasciatore in Roma, affinchè lo vescovo di s. Andrea nella Scozia.
favorisse nella causa che quel prin- Canonizzò in Segni s. Brunone ve-
cipe agitava contro s. Tommaso scovo di quella città. Il Gigli nel
arcivescovo di Cantorbery. Questo Diario sanese p. 4^2, scrive es-
santo fece di ciò onorevole menzio- servi fondamento da credere che il
ne in una sua lettera, dicendo che b. Giacomo Piccolomini romitano
l'Allucingoli ed altro cardinale, an- di Lecceto sanese, fosse ancora an-
ziché ricevere denari dal re, impie- noverato tra' santi da questo Pon-
gavano le proprie sostanze in sol- tefice, insieme con s. Galgano, di
lievo de'poveri cattolici perseguita- cui fugrande amico; ma il No-
ti in quel reame. Alla fine dopo vaes desiderò che il Gigli avesse
aver contribuito col proprio suffra- prodotto documenti più. autentici.
gio all' elezione dei Pontefici Cele- Nel 11 83 Lucio III eresse in me-
stino Eugenio III, Anastasio IV,
II, tropoli la chiesa vescovile di Mon-
Adriano IV, ed Alessandro III, al- reale. Da Velletri il Papa si recò
le bolle de' quali a quelle come in Anagni, dove celebrò la festa di
pure d'Innocenzo II appose la sua Natale, e quindi tornato in Roma
soscrizione , egli medesimo rimase per pacificare gli abitanti, per nuo-
eletto Papa in Velletri il dì pri- ve discordie fu costretto partirne,
mo settembre 1181, dai cardinali avendo inutilmente tentato amicarsi
senza Y intervento del clero e del i malcontenti con abbellire la cit-
popolo, ed ivi coronato col nome tà ; ed a molti suoi seguaci furo-
di Lucio III ai G settembre, ben- rono cavati gli occhi. 11 Muratori
ché per la vecchiaia ripugnasse dice che agli 8 luglio 11 85 con-
LUC LUC 101
secrò la cattedrale di Bologna, ed morì tra le sue braccia, e le sue
il Fellone che ai 22 di detto me- truppe furono battute. Il Papa chie-
se consecrò in Modena la nuova se de'sussidi all'Inghilterra, che gli
cattedrale, quindi proseguì il viag- mandò alcun denaro pel soccorso
gio per Verona. In questa città si della crociata. Altra discordia col-
abboccò colfimperatore Federico I l'imperalore fu l'argomento dell'in-
sopra gli affari della repubblica dipendenza dei monasteri delle mo-
cristiana, e di suo concerto emanò nache, e le possessioni della con-
una bolla per 1' estirpazione del- tessa Matilde. Or mentre Lucio
l'eresie,e suir Inquisizione [Fedi) III tutto si applicava all' ottima
da lui più formalmente stabilita. amministrazione del suo pontificato,
Continuando la sua dimora in e non cessava d'invitare i principi al
Verona vi celebrò un concilio: in soccorso di Terrasanta, dopo il go-
esso il Papa scomunicò coloro che verno di quattro anni, due mesi,
in Roma l'avevano oltraggiato, od ventitre o dieciotto giorni computati
aveano usato crudeltà contro certi dalla consecrazione, morì in Verona
chierici; ammise nel concilio gli ai 25 novembre 1 185. Il Papebro-
inviati di Palestina , eh' esposero chio in Propylaeo par. II, p. 28, di-
il tristo stato degli affari de'crociati. ce che fu creato a' 29 agosto, co-
Lucio III non potè ottenere che ronato 3o deli 181, che gover-
ai

delle lettere pei re di Francia e nò quattro anni, due mesi e ven-


d'Inghilterra; ma le dissensioni dei totto giorni. Nella cattedrale con
principi latini di oriente si oppo- gran pompa fu tumulato col se-
sero al prediletto suo disegno di con- guente epitaffio, che fa conoscere
giungere fra loro i principi d'occi- la miseria delle lettere a quell'età.
dente, per vigorosamente resistere
ai saraceni, che già erano penetrati Luci Luca dedit orlum ,
ponti-
a poca distanza da Gerusalemme. ficatimi
Emanò un decreto contro gli ere- Ostia, papatum Roma, Verona
tici catari e patarini, i erano
quali mori.
una nuova setta di manichei. Na- Immo Verona dedit veruni ubi
ta questione tra due pretendenti vivere, Roma
nella vacanza della chiesa di Tre- Exilium , curai Ostia , Luca
veri, la controversia non fu decisa, mori.
dappoiché l'imperatore sostenne Ro- Obiit s. Pater D. D. Lucius
dolfo cui die l'investitura, e Vol- Papa IH.
maro ricorse al Papa, onde sette A. MCLXXXV die XXV no,
anni durò lo scisma in quella chie- vembris.
sa. Federico I voleva altresì che
Lucio III coronasse colle insegne Questo epitaffio si legge nel Tin-
imperiali Enrico VI suo figlio; to lib. V, De nobilitate Veronensi;
ma il Pontefice non volle farlo, nell'Aldoino addii, ad Ciacconiuni
dicendo che sarebbe cosa mostruo- coll'aggiunta del tempo della morte
sa, in un sol corpo veder due ca- om messa dal Tinto ; ed in Tolomeo
pi. L'arcivescovo di Magonza Cri- da Lucca, Hist. eccl. lib. XX, cap.
stiano, che venuto era in suo soc- 34, ìnter Script, rerum Italie, p.
corso con un esercito di tedeschi, 112, tomo XI , ove si legge la
102 LUC LUC
sua vita. Giacobbe riporta l'e-
Il p. de sono generalmente strette e
pitaffio, ma con qualche differenza male lastricate, e le case vaste e
nella sua Bibl. Pont. p. 55. Do- 1 comode hanno quasi tutte una cor-
vendosi poi trasferire le sue cene- te ed un giardino. La cattedrale
ri nella nuova fabbrica della chie- di gotico siile è osservabile. Vi
sa, circa la metà del secolo XVI, sono fabbriche di tele. 11 porto può
gli fu posto altro epitaffio, riferito ricevere i da 8o a ioo ton-
navigli
dal medesimo Tinto, e da Girola- nellate. commercio è attivo. Cre-
Il

mo della Corte, Histor. Veron. lib. desi corrispondere a Limonimi o


VI. Lucio IH dovette occupare il Lucionct de' latini : chiamasi anche
luogo di Alessandro IH, che avea Lusson . Deve la sua origine ad
finito gloriosamente il suo lungo e un'antica abbazia di benedettini
memorabile regno, dopo averlo in sotto [' invocazione della Madonna,
mezzo a tanti strazi incominciato. che si pretende fondata da un cer-
Lucio HI avrebbe forse governa- to Lucius che vecchie cronache di-
to con maggior fermezza e pru- cono, ma a torto, fratello dell'im-
denza la Chiesa, in tempi meu peratore Costantino. Questa città
fortunosi; ma egli si trovò in cir- molto soffrì nelle guerre di religio-
costanze eh' erano più forti di lui. ne. I protestanti se ne impadroni-
La rabbia degli eretici, provocata rono nel i568; i cattolici la ri-

dai provvidi suoi decreti, lo para- presero e la fortificarono, ciò che


gonarono al luccio, latinamente In- però non impedì che La Nove ,
cius,con sciocco epigramma es- , capo dei protestanti, non la sac-
sendone il concetto, che il luccio è cheggiasse.
il re, anzi il tiranno delle acque, La sede vescovile fu eretta nel
e che Lucio gli si assomigliò pel no- 1 3 i
7, quando il Papa Giovanni
me e pel carattere. Lucio HI, giu- XXII dichiarò cattedrale la chiesa
stamente encomiato da molti scrit- dell'abbazia, e collo smembramento
tori, in due promozioni creò quat- di parte della diocesi di Poitiers
tordici cardinali, tra' quali l'imme- ne formò un vescovato sulfraganeo
diato successore Urbano HI, e due della metropolitana di Bordeaux, di
parenti Uberto e Gherardo Allu- cui lo è tuttora, colla rendita di
cingoli di Lucca. Non vacò la Se- ventimila lire. Il vescovo era si-

de apostolica. gnore della città ed assumeva il


LUCK (Z^/reorré/t). V. Luceoria. titolo di barone di Lucon. 11 capi-
LU^ON (Lucioncn). Città con tolo restò regolare sino al 1 534 >

residenza vescovile di Francia , nel in cui Paolo 111 lo secolarizzò. Era


basso Poitou nella Guascogna, ca- composto di undici dignità e di
poluogo di cantone del diparti- ventinove o trenta canonici. La
mento della Vandea , è situata in città aveva i cappuccini e le mona-
mezzo alle paludi, distante due le- che orsoline. La diocesi contava
ghe dal mare, e centoventi da duecentotrenta parrocchie. Il primo
Parigi. Sorge in una pianura fertile, vescovo di Lucon fu Pietro della
sopra un canale navigabile, che fa Veyne, nominato da Giovanni XXII
comunicare questa piccola città col- nel i3 1 7 governò la chiesa per;

la cala di Aiguillon, una delle più dieciotto anni, e morì nel 1 334-

sicure di questa costa. Le sue stra- Renalo figlio di Ugo signore di


LUC LUD io3
Perzages e terzo visconte di Tho- miliario , oltre due piccoli semi-
vars fu eletto a successore di Pie- nari nella diocesi. Questa coni-
tro nel maggio 1 334, e raori ne ^ prende il dipartimento della Van-
1 353 . Quanto ai successori di dea, e si estende per venticinque
Renato, veggasi la Gallio, diri- leghe, contenendo diversi luoghi.
sliana t. II. Il celebre cardinal Ogni nuovo vescovo è tassato nei
Armando Giovanni du Plessis Ri- libri della camera apostolica in fio-

chelieu fu vescovo di Lucon. Al- lini 370.


l'epoca del concordato di Pio VII LUCUCE o LUCUCIA, Lucu-
del 1802 era vescovo Maria Car- censis civìtas. Sede vescovile della
lo Isidoro de Mercy della diocesi provincia di Zecchia nella Scizia,
di Vienna nel Delfinato, preconiz- sotto l'arcivescovato di Matriga. Il

zato da Pio VI a' 29 gennaio Papa Clemente VI l'eresse in ve-


1776. Soppressa dal Papa a quel- scovato con alcune altre città nel
l'epoca la sede, il prelato fu nomi- i349, e nominovvi per vescovo
nato arcivescovo di Bourges. Dipoi Giacomo de' frati minori. Oriens
il medesimo Pio VII, ad istanza christ. tom. Ili, pag. 1 1 1 3.

del re Luigi XVIII, nel 1817 ri- LUDGERO (s.), vescovo di


stabilì la sede vescovile di Lucon, Munster. Nato verso l'anno 743,
quindi nel 1820 no fu fatta la d'una delle principali famiglie di
formale erezione, e nel concistoro Frisia, fu educato da s. Gregorio
de'24 settembre 1821 dichiarò ve- d'Utrecht, che gli diede la tonsu-
scovo Renato Francesco Soyer del- ra clericale. Ludgero passò poi in
la diocesi di Angers, già vicario gè- Inghilterra, e vi stette quattr'anni
nerale di Poitiers, morto ai 5 mag- e mezzo presso il celebre Alcuino,
gio i845. Il Papa Gregorio XVI che allora reggeva le scuole di
gli diede per successore, nel con- York. Ritornò in patria nel 773,
cistoro de' 24 novembre di detto e posciachè fu innalzato alla di-
anno, l'odierno vescovo monsignor gnità del sacerdozio, impiegò mol-
Giacomo Bailles della diocesi di ti anni a predicare il vangelo nel-
Toulouse e vicario generale di la Frisia, ove convertì una mol-
quell'arci vescovo. La cattedrale, ot- titudine d'infedeli e di cattivi cri-
timo edilìzio di mista struttura, è stiani, fondò molte chiese e mo-
sotto l'invocazione della Beata Ver- misteri. I guasti che i sassoni fe-
gine Maria. Avvi il fonte battesi- cero in Frisia Io costrinsero ad
male e cura d'anime col par-
la abbandonare il paese. Si recò a
roco. Annesso è il palazzo vescovi- Roma, e rimase tre anni e mezzo
le,ampio e decente. Il capitolo si nel monastero di Monte Cassino,
compone di otto canonici titolari, praticandovi tutte le austerità di
senza dignità e senza prebende teo- quella casa, sebbene non ne avesse
logale e penitenziaria. Vi sono mol- fatto i voti. Frattanto avendo Carlo
ti canonici onorari , i pueri de Magno vinti i sassoni e conquista-
choroy e gli alunni del gran semi- ta la Frisia nel 787, Ludgero tornò
natio, tutti addetti al divino servi- nel suo paese, per continuarvi le
gio. Nella città non esistono altre sue missioni. Indi annunziò il van-
parrocchie, vi è un monastero di gelo ai ne converti un
sassoni, e
religiose, l'ospedale, ed il gran se- grandissimo numero. Portò anche
jro4 LUD LUD
il lume della fede nella provincia no ambedue alla chiesa di Scial-
di Sudergou ora Westfalia, e vi lon le terre che possedevano nel
fondò il monastero di Werden nel- vicinato di Limoges. La carità e
la contea della Marca. Nell'anno l'amore della castità furono le vir-
802 fu consacrato vescovo di Mi- tù che risplendettero in lui in
migardeford, che prese in seguito particolare maniera. Passò di que-
il nome di Munster dal monastero sto mondo circa l'anno 626. Le
ch'egli vi fabbricò ad uso dei ca- sue reliquie si venerano nella chie-
nonici regolari che officiarono nel- sa abbaziale intitolata a tutti i san-
la cattedrale. Il nuovo vescovo ag- ti, e la sua festa si celebra a 3
giunse alla sua diocesi cinque can- d'ottobre.
noni di Frisia eh' egli aveva acqui- LUDOVISI Famiglia. Amy- V
stato a Gesù Cristo, e fondò ezian- denio ci assicura che la famiglia
dio nel ducato di Brunswick il Ludovisi viene di Germania, non
monastero di Helmstad, appellato solo rispetto all' arme gentilizia
dipoi dal suo nome. Assai esperto semplice alemanna, cioè tre bande
nella cogniziope della Scrittura, d'oro in capo dello scudo, il qua-
pou lasciava passare alcun giorno le è rosso; ma ancora rispetto al
senza spiegarne qualche passo a'snoi nome, poiché Ludovis, senza mu-
discepoli. Egli mortificava il suo tar lettera, in lingua fiamminga
porpo con rigorosi digiuni e lunghe vuol dire savio del popolo; ed è
yeglie, e portava nascostamente il cosa facile ne'tempi antichi, quan-
cilicio. Era dolce, affabile verso i do gl'imperatori alemanni domi-
poveri, ma fermo e risoluto contro narono in Italia, che tra le altre
i ricchi alteri per le loro dovizie, famiglie che li seguirono e nel bel
e rigoroso contro im-
i peccatori paese si stabilirono, vi si fermasse
penitenti. Non pigliando del suo ancora un Ludovisi che vi formò
patrinionio e delle rendite del suo nobile casa. Ma Pompeo Scipione
vescovato, se non quanto gli era Dolfi che 1670 pubblicò in
nel
strettamente necessario per vivere, Bologna Cronologia delle fami-
la
distribuiva il resto in limosine. Fino glie nobili di Bologna, parlando a
all'ultimo momento del viver suo p. 4^ I della Ludovisi, dice diesi
continuò, anche ammalato, le funzio- tiene essere venuta da Firenze in
ni del suo ministero, e
mori la notte Bologna, fiorendo per molti uomi-
susseguente alla domenica di pas- ni savi, essendovene stati nel con-
sione dell'anno 809. Ebbe il do- siglio sino dall'anno 982^ come
no dei miracoli e quello della pro- consta da documenti, e nel quale
fezia. Le sue reliquie sono ancora con grado si conservò in
nobile
a Werden, ove volle esser seppel- ogni tempo anticamente portò il
;

lito, e la sua festa si celebra ai titolo di conte, poi divenne sena-


26 di marzo. toria. Tra i tanti personaggi illu-
LUDOMIRO o LUDMIERO (s.), stri che fiorirono nella famiglia
vescovo di Chalons o Sciallon sulla Ludovisi , noteremo i seguenti :

Marna. Successe a s. Elafio che fior* 1 148 Gorisio Ludovisi dottore in


circa la fine del sesto secolo. Non legge. 1226 fr. Guido di Gio-
essendo che diacono, sottoscrisse coi} vanni cavaliere gaudente.1292
suo fratello l'atto con cui donaro- Bonaventura di Moritio di Giovati-
LUD LUD io5
ni, eletto del consiglio degli 800, perchè essa successe a suo padre
gonfaloniere per la compagnia mi- Roberto il Saggio nel 1 343. 1 334
litare de* Varri nel i3oi ; fu de- Bombolongo fu degli anziani, e
gli Or-
anziani e sposò Vermiglia marito di Elena Sangiorgi. i34i
satti. 1298 Morino di Giovanni Tommaso fece pace con Petrutio
gonfaloniere de' Varri nel i3oi ; Beccadelli, di che ne godè somma-
fu degli anziani, ed ebbe in mo- mente la città. 35o Lodovico o1

glie Margherita Toschi. 1298 Mi- Ligo fu degli anziani, e nel i36o
no di Giovanni gonfaloniere della dal celebre cardinal Egidio Albornoz
società militare delle spade. i3oi legato d' Innocenzo VI venne eletto
Lodovico di Giovanni^ si maritò camerlengo e priore di Bologna:
con Azzolina Caccianemici, fami- fu marito di Azzolina Caccianemi-
glia che nel j i44 avea dato alla ci e di Bartolomea Castaldi, lascian-

Chiesa il Pontefice Lucio II. i3oi do morte un valore di più di


in
Giacopino di Petrizzuolo, fu degli ottantamila ducati. 1367 Verzuso
anziani, e sposò Francia Arduini. fu degli anziani. 1376 Francesco
i3oi Bonaccursio appartenne agli fu gonfaloniere dei 4oo: Giovanni
anziani, ed ebbe due mogli, Ghi- si maritò con Lucia Malabresca
sella Boatieri e Tomasella Coda- lucchese. i3y8 Nicolò di Ligo ca-
gnelli milanese. i3o4 Giovanni pitano e dottore in legge, fu degli
sposò successivamente Liliana Az- anziani: per la ricupera di Cento
zoni e Marchesella Perticoni. i3io e della torre de'Cavalli, fu creato
Giacomo e Marchesi/io furono dei cavaliere nel 1 386, indi gonfalo-
160 cittadini privilegiati, ed il se- niere di giustizia e del consiglio
condo anco anziano. 1 3 r 1 Lodo- de' 400. Nel 1401 creò alcuni ca-
vico cavaliere e ambasciatore per valieri in nome di Giovanni I Ben-
la repubblica di Bologna in diver- tivoglio, e mori nel 1406 a' io

si luoghi. i3i3 Ugolino fu citato aprile. Prima di essere portato al-


dall' imperatore Enrico VII per la sepoltura in s. Domenico, il suo
causa di stato, fu monizioniere del cadavere fu posto a sedere sopra
castello di Vigo, e marito di Bel- una sedia addobbata di velluto lie-
tezza Rodaldi, poi Lambertina di ro avanti la sua casa, e levato da
Prendiparti. 1 3 6 Paolo sposo di
1 quel luogo fu accompagnato alla
Uliana Gozzadini. Il Novaes nella sepoltura da' dottori, cavalieri e dal
vita di Gregorio XV, narra che restante delia nobiltà di Bologna,
nel i320 Giovanna II regina di con otto cavalli, cioè quattro co-
Napoli aggregò la famiglia Ludo- perti di nero, e quattro colla sua
visi alla nobiltà napoletana, anno- arma, con un gonfalone grande,
verando pure Ludovisi fra cin-
i i e colle sue insegne, scudo, spada
que saggi di quella città: siccome e cimiero: A-
fu marito di Lisia
è noto che Giovanna II non in- Girolama Mezzavacca.
reosti, poi di
cominciò a regnare che nel 1 4 ' 4o 1387 Paolo fu del consiglio dei
questo deve riportarsi all'epoca di 4p°- 3g5 Giovanni di Nicolò per
»

quanto diremo di Giovanni Lu- occasione delie guerre civili si tras-


dovisi che fu pure senatore di Ro- feri in Francia, ove da quel re fu fat-
ma; ne si può la concessione at- to conte d'Agramonte^ Agremonte o
tribuire alla regina Giovanna I, Ariuionte; poi andato a Napoli fu
io6 LUD LUD
dichiarato da Lorenzo Colonna gran liere, da Eugenio IV fu fatto dei
cameriere della regina Giovanna II, XX consiglieri in vece de' XVJ ri-
suo luogotenente nel tribunale del- formatori. i434 Giacomo fu teso-
la camera reale di Sicilia nel
i4'9> riere della città, nel quale uffizio
officio ch'egli amministrò con tan- successe Ver/uso. i44° Baldissera
ta rettitudine e decoro, che si ac- C Nicolò di Fcrzuso furono espul-
quistò il nome d'integerrimo giu- sida Bologna da Nicolò Piccini-
dice appresso della regina e dei no per causa di stato. 44^ ^°" 1

sudditi, laonde fu fatto cittadino dovico di Ferzuso dottore in legge,


di Napoli. Pompilj Olivieri, Del abbate de' ss. Na borre e Felice, vi-
senato romano p. 28 3, scrive che cario generale del vescovo, arci-
Giovanni de Ludovisiis conte di diacono e canonico di tal chiesa,
Arinonte fu senatore di Roma nel protonotario apostolico, referenda-
14^3, e confermò gli statuti dell'ar- rio delle due segnature, poi udi-
te della lana. Il Galletti nella sua tore di rota: morì in Milano nel
Capena p. 96, riporta una senten- i47^, lasciando eredi i Magnani
za di Pietro Aristotile di Bologna suoi nipoti che divisero l'eredità
collaterale nelCampidoglio di Gio- col nominato Beltrando. L' Orlan-
vanni de Ludovisiis milite bologne- di nelle Notizie degli scrittori ho*
se, conte di Arimonte e senatore lognesi p. 194, aggiunge che come
di Roma, de' i5 maggio i4 7-4> uditore di rota lasciò per le stam-
sopra una lite tra Francesco Or- pe varie decisioni. 1 447 Beltrando
sini signore del castellodi Fiano, fu degli anziani, si sposò con Ca-
e la sua zia Rita de'Sanguigni. A- terina Cospi, indi si fece canonico
vendo rìpatrialo, nel i43i Euge- regolare con Lodovico suo figlio.
nio IV lo fece de* XXI consiglieri i46r Bonaventura fu anziano.
per un anno, nel 1 434 fa de'dieci 1462 fr. Lodovico cavaliere gau-
di Balia, nel i436 alloggiò in ca- dente, anziano, abbate di s. Maria
sa sua il cardinal Prospero Colon- Castiglione di Parma, in seguito
na, nel i43 9 fu fatto de' XVI ri- fumarito di Francesca Magnani.
formatori della città, e parimenti i5o2 Antonio fu anziano. i5o6
nel i44° d a Nicolò Piccinino ven- Girolamo di Beltrando fu senatore
ne eletto de' CXX. 11 senato nel de'XL fatto da Giulio II, indi nel
i444 l'inviò ambasciatore in Fer- i5o7 col fratello Francesco venne
rara a presentare due bacili con deputato soprastante in rivedere i

boccali d'argento alla figlia del re conti Ben ti voglio, e nell'anno


de'
di Napoli, sposa del marchese Leo- seguente andò ambasciatore al Pa-
nello d' Este. Giovanni fu pure po- pa ritornati i Bentivoglio, venne
:

destà di Siena, marito di Lippa deposto dal grado senatorio ed uc-


Mezzavacca , indi di Margherita ciso. i5o8 Nicolò di Girolamo ,
Bianchetti: divenuto vecchio adot- nel i5i4 Leone X Io fece sena-
tò per figlio Beltrando di Lodovi- tore e conte della Samoggia : era
co Monterenzi e di Lisa sua ni- marito di Dialta Lambertini, fami-
pote, la quale era figlia di Andrea glia che nel 174° diede al Vati-
Lodovisi suo fratello, giacche il cano un Benedetto XIV, e con-
proprio figlio Nicolò cavaliere pre- trollatole della camera di Bologna.
morì a lui. i43 1 Girolamo cava- Essendo seuatore venne spedito
,

LCD LUD 107


ambasciatore de' bolognesi ad in- d'Ippolito fu degli anziani. Conte
contrare Clemente VII e poi Car- Lodovico di Pompeo fu cavaliere
lo V, e nella loro cavalcata solen- di s. Paolo, da Alfonso II duca di
ne dopo la coronazione che fece Ferrara fatto cittadino ferrarese,
il Papa del secondo, cavalcò tra i morì in Siena. i5c)o Conte Giro-
XL senatori : nel suo palazzo al- lamo dì Pompeo, fu senatore dei
loggiò il duca d' Alvi del seguito X aggiunti da Sisto V, marito
e
imperiale. Il palazzo di sua fami- di Laura Bianca Angelelli, che poi
glia in Bologna, già degli Uguc- si sposò con Ettore Areosti altri :

cioni, con torre, fu poi acquistato chiamano Laura Bianca col nome
dai Tibertini, e passò in una del- di Camilla Bianchini, illustre fami-
le eredi Cappi. Fu rimodernato glia bolognese. Da questa e da
per bella architettura a spese dei Girolamo chiamato pure Pompeo
conti Tibertini, anzi non ha gua- nacque in Bologna nel i55>4 A-
ri restaurandosene la facciata, d'or- lessandro Ludovisi che fu il prin-
dine dell'attuale proprietaria Ma- cipale lustro e decoro di sua pro-
tilde Galazzi in Pianegiani, si scuo- sapia, per la potenza, onori e ric-

prì lo stemma gentilizio de' Ludo- chezze a cui pervenne. Dappoiché


visij e con caratteri gotici il nome fattii suoi studi in Roma ed in
del milite bolognese Giovanni dei Bologna, il suo concittadino Gre-
Ludovisi senatore di Roma. Altro gorio XIII Boncompagni lo nomi-
palazzo de' Ludovisi in Bologna fu nò primo giudice del tribunale di
già nello spazio di terreno che Campidoglio, dicendogli essere que-
ora è occupato nuova fab-
dalla sto il primario gradino per cui egli
brica delle scuole pie.Tanto si sarebbe asceso al soglio pontificio.
legge nella Cronaca di Gaetano Dopo avere percorso brillante car-
Giordani. riera nella prelatura, Paolo V nel
i524 Lodovico dì Girolamo 1612 lo fece arcivescovo
di sua
fu anziano, e col precedente fra- patria Bologna, 16 16 car-
e nel
tello creato conte della Samoggia dinale, rimettendogli in Pavia la
contea di cui li spogliò Clemente berretta cardinalizia per Antonio
VII nel i53tx; ebbe in moglie Bonfioli suo cameriere d'onore,
Bernardina figlia del senatore Sas- indi gli conferì l'abbazia di Ma-
soni. i54> Pompeo di Lodovico fu mona in Calabria, ed in sua mor-
fatto conte e cavaliere dal cardi- te fu eletto in successore a' 9 feb-
nal legato Guido Ascanio Sforza braio «621 col nome di Gregorio
nel i533, in nome di Paolo ili; XV per onorare la memoria di chi
fu anziano e marito di Camilla gli avea pronosticato sì sublime di»

Bianchini. 1 562 Conte Ippolito dì gnità. Il Gigli registrò nel suo Dia*
Nicolò, fu anziano e sposo di Eleo- rio, che a' 3 marzo giunsero in
1

nora Pucci ferrarese, la quale pas- Roma da Bologna il fratello del


sò in seconde nozze con Girolamo Papa, conte Orazio senatore bo-
Renghiera. Il conte Carlo Girola- lognese., colla moglie Lavinia di
mo di Nicolò fu marito di Pantasilea Fabio Albergati, e coi loro figli
Albergati che si sposò poi con Nicolò, Lodovico, ed una figlia da
Saulo Guidotti. i585 Conte Nicolo marito chiamata Ippolita, la quale
fu anziano. i58o, Conte Giovanni fu maritala a Gio. Giorgio Aldobran-
io8 LUD LUD
dini nipoteClemente Vili, e
di 1622 Cu visitalo da Gregorio XV,
principe di Bassano. L'Orlandi di- come dicemmo nel voi. XXVIII,
ce a p. 187, che abbiamo stam- p. i4o del Dizionario: il princi-
pata una lettera ufliciosa scritta da pato di Gallicano, cui era unito il
Ippolita a Gregorio XV in favo- ducato di Zagarolo, il cardinale lo
re della famiglia Vizani e di Co- donò in sua morte al fratello Ni-
stanzo Vizani commendatole de' ss. colò, e dipoi l' uno e l'altro l'ac-
Maurilio e Lazzaro. Ai 9 maggio quistarono i Pallavicino ed i Rospi-
Gregorio XV si recò con solenne gliosi. Inoltre Nicolò sposandosi
cavalcata a prendere possesso della con Isabella Gesualdi, nipote del
basilica lateranense, e dopo i con- cardinal Alfonso Gesualdo, morto
servatori di Roma cavalcarono il decano del sacro collegio nel i6o3,
conte Orazio suo fratello, e il figlio acquistò grandi ricchezze in Napo-
di questi Nicolò, dal Papa dichia- li, col principato di Venosa, del
rato suo nipote, ed il principe Gio. quale essa era erede. Indi Nicolò
Giorgio Aldobrandini egualmente contrasse un secondo matrimonio
dichiaralo suo nipote, come marito con Polissena Mendoza, per cui
d'Ippolita Ludovisi; indi seguiva- aggiunse alla sua casa il principa-
no a cavallo gli oratori ed amba- to di Piombino, di cui essa era le-
sciatori de' principi. Inoltre Grego- gittima erede, con quarantamila
rio XV fece generale di santa Chie- ducati di annua rendita, oltre l'i-
sa il fratello Orazio, che poi spe- sola d'Elba da lui comprata dal
dì nella Valtellina con un corpo re di Spagna Filippo IV, come
di milizie pontificie. Sino dai i5 narra l'Óttieri nella Storia delle
febbraio creò cardinale il nipote guerre d'Europa 649.
t. V, p.
Lodovico Ludovisi, la cui biogra- Quel re dichiarò Nicolò grande di
fia segue questo articolo, e ad esso Spagna, cavaliere del toson d'oro,
affidò meritamente tutto il governo e vigere d'Aragona e di Sardegna.
dei domi nii della santa Sede, ricol- Nicolò divenne poi anche principe
mandolo di cariche, di onori e di di Salerno. Il magnanimo Grego-
benefizi. Per riconoscenza a Gre- rio XV(Fedi), mori agli 8 luglio
gorio XI li elevò al cardinalato il 1623, dopo due anni e cinque
di lui pronipote Francesco Bonr mesi di lodevole pontificato, che
compagni, e per riguardo a Cle- descrivemmo alla sua biografìa. Il
mente Vili che lo avea promosso citato Orlandi, nelje Notizie degli
a diverse cariche, ed al matrimo- scrittori bolognesi, opera che nel
nio del principe Aldobrandini con 1714 dedicò al cardinale Giacomo
sua nipote, conferì egual dignità, Boncompagni, narra a p. 4^, che
ad Ippolito Aldobrandini. sono alle stampe varie decisioni
Nicolò Ludovisi fu innalzato dal- di Gregorio XV, fatte allorché era
lo zio alla dignità di generale di uditore di rota, sparse nei volumi
santa Chiesa. A' 7 giugno 1621 fu stampati in Colonia nel 1623 per
comprato il Fiano per
ducato di Giovanni Gimnico; varie costitu-
scudi duecento ventimila da Ora- zioni ecclesiastiche e lettere apo-
zio Ludovisi, ed il cardinale Lodo- stoliche, una de Con-
tra le quali
vico comprò il principato di Gal- cepitone B. M. V., e due de crea-
licano, che sul principia 4j ottobre tioiiibiis romanorum JPontificuni et
LUD LUD 109
Caesarum. Aggiunge ch'erano poi l'Amydenio: Sublato Gregorio XIII
nelle mani di molli le istruzioni quieti se, frugalitati, ex comparan-
e gli avvisi dati al nipote Lodo- dis divitiis totum dedit, quas prò-
vico, citati dall' Oldoino, fol. 5o. fec.to congessi t immensas, ac piane
Indi a pag. 207 dice che Maria regias. Villani aedificavit Tusculi
Maddalena Ludovisi, monaca pro- magnificami Pontijìcum mansione
fessa domenicana in s. Pietro mar- dignam, sumptuosiorem alirniam
tire di Bologna, fu autrice della in littore lacus , cui adjecit ma-
Raccolta di sacre delizie di s. Ma- gni pretii rura, et municipia. Di
ria Maddalena pentita, Bologna fatti nelle due antiche fontane del-
1639 pel Ferroni. Il cardinal Lo- la villa si leggeva, sedente Grego-
dovico Ludovisi in Roma eresse la rio XIII, e in alcuni pavimenti del
celebre villa Ludovisi, della quale palazzo si collocarono le armi del
parleremo all'articolo Ville di Pio- cardinale, il quale era tanto pauro-
ma, che è una delle più magni- so dei tuoni, che si nascondeva
fiche e sontuose della città, sia ne' sotterranei ogni volta che face-
per ampiezza ed amenità, sia pei va temporale, come narra lo stesso
suoi palazzi ricchi distupende sta- Amydenio. Dopo la sua morte ac-
tue e famosi dipinti, che per altri quistò la villa il cardinal Lodovi-
singolari pregi. Essa occupa parte co Ludovisi, che siccome l'abbellì
dell'area de'celebri orti di Sallu- ed ingrandì in modo di andar del
stio, e fu onorata dalla presenza pari colle Aldobrandina e
ville
di molti Pontefici, e Gregorio XVI Borghese, da alcuni chiamato
fu
vi si recava di frequente nella sta- fondatore della medesima, anche
gione estiva. Al presente viene pu- perchè nelle volte del palazzo vi

re frequentata dal regnante Pa- furono dipinti i suoi stemmi. La


pa Pio IX. La villa dal cardinal villa passò poi in dominio del du-
fondatore fu donata al suo fratel- ca Gio. Angelo Altemps, e nel
lo Nicolò, e tuttora la possiede la principio dello scorso secolo ne di-
sua nobilissima discendenza. E qui venne padrona la casa Conti, per
noteremo, che i Ludovisi nel pon- compra fattane da Lucrezia Colon-
tificato di Gregorio XV edificaro- na, moglie del duca Gio. Lotario
no in Frascati una villa, frequen- Conti, ed nuovi proprietari vi
i

tata da quel Papa, che passò poi ai fecero la gran caduta d'acqua, la
Conti, ed ora è del duca di Brac- gradinata, le fontane laterali e la
ciano d. Marino Torlonia, ciò che peschiera. L'attuale signore poi del-
meglio dicemmo nel voi. XXVII, la villa, tolte le aquile de' Conti,
p. i56 del Dizionario ove a pag. , vi ha sostituito il proprio stemma.
i5»4 parlammo ancora della villa Quanto alla Sora o Boncom-
villa
Soia e Boncompagni di Frascati. pagno, nel nominato mss. ho letto
Qui però aggiungeremo sulle ville che ivi il celebre Annibal Caro tra-
Ludovisi e Boncompagni alcune dusse l'Eneide di Virgilio in tem-
altre erudizioni. Ho letto di recen- po di villeggiatura. Certo è che il
te in un mss. che la villa Ludo- Caro si formò una villetta nel Tu-
visi, poi Conti, ora Torlonia, fu sculano, che chiamavasi Caravilla,
costruita dal cardinal Tolomeo Gal- ove fece gran parte di detta tra-
li di Como, di cui lasciò scritto duzione in versi sciolti, per dimo-
no LUD LUI)
strare che la lingua italiana avea glio pontificio, e generale della ma-
tutte le qualità poetiche che po- rina e galere pontificie. Nel 164^
tevano renderla atta all'epopea, e Innocenzo X creò cardinale Nicolò
riuscì uno de' capolavori dell'italia- AllxMgati-Ludovisi bolognese, pa-
na (avella. Inoltre il cardinale Lu- rente di Gregorio e cugino XV
dovisi fabbricò in Roma il sontuo- del cardinal Lodovico Ludovisi, che
so e magnifico tempio in onore di lo chiamò in Koma e gli diede
s. Ignazio, che descrivemmo nel il cognome e lo slemma
Lu- de'
voi. XIV, p. 19Ì e seg. del Di- dovisi, indi morì decano del sacro
zionario, ed ove eresse al Pon- collegio.Va osservato che allorché
tefice zio un grandioso e nobile erano prelati Alessandro Ludovisi
monumento sepolcrale; il fratello e Giambattista Pamphilj, poi Gre-
Nicolò eresse la facciata, e compì gorio XV ed Innocenzo X, furono
la fabbrica della chiesa, la cui de- amici intrinseci. Narra il diarista
finitiva I' ebbe
ultimazioneperò nel Gigli che nel i653 Innocenzo X
i685. Combinazione ammirabile diede al principe Nicolò Ludovisio
della provvidenza, che fece prima una cedola di centomila scudi,
edificare da Gregorio XIII il con- perchè quando egli sposò la nipote
tiguo superbo edilìzio del collegio non ebbe dote alcuna. Con questi
romano, e poi la chiesa dal nipote denari egli comprò un palazzo a
di Gregorio XV, le cui famiglie, co- Monte Ci torio, dietro la chiesa di
me andiamo a dire, doveano tras- s. Biagio, e cominciò a fabbricare,
fondersi in una. La chiesa è affi- con incorporarvi le case contigue,
data come dalla sua erezione ai ed anche l'abitazione ed il giar-
benemeriti gesuiti, conservandone dino che apparteneva a detta chie-
il patronato la nobile famiglia Bon- sa, dove stavano i chierici regolari
compagni-Ludovisi, che vi ha la somaschi, i quali perciò si parti-
sepoltura gentilizia; nelle feste so- rono, e andarono a stare tra gli
lenni si espongono due nobilissime altri della medesima congregazione
e ricche coltri o portiere o dos- al collegio dementino in piazza
selli collo stemma de'Lu- gentilizio Tale magnifico palazzo lo
Nicosia.
dovisi, il quale è pure sopra l'ar- comprò dai Ludovisi Innocenzo
chitrave della porta maggiore nel- XII per collocarvi la curia roma-
la facciata delia chiesa. na, compiendone
l'edifizio: di que-

A Gregorio XV successero Ur- sto tenne proposito nel voi. XIX,


si

bano Vili, e nel 1 644 Innocenzo p. 43 e seg. del Dizionario. Aven-


X Pamphilj. Rimasto il principe do divisato Innocenzo X innalzare
Nicolò Ludo visi vedovo, si maritò in piazza Navona quella mirabile
in terze nozze con d. Costanza Ca- fonte ed obelisco che ammiriamo,
milla Pamphilj nipote del Papa, ne ordinò il disegno a diversi ar-
perchè figlia di suo fratello, e di chitetti meno al celebre Bernini.
d. Olimpia Maidalchini. Sebbene Ma questi godendo giustamente il

all'articolo Innocenzo X (Fedi), favore del principe Nicolò, ed a-


abbiamo detto quanto riguarda vendo fatto il modello che poi ese-
Nicolò, e quanto fece il Pontefice guì, il principe lo fece collocare
per lui, qui rammenteremo che lo in una camera del palazzo Pam-
dichiarò principe assistente al so- philj in detta piazza, ed allorché
1

LUD LUD in
il Papa vi si ne re-
recò il vide, Boncompagni -Ludovisi, a condizio-
stò sorpreso, conobbe ch'era una ne di prendere il nome e le ar-
destrezza del principe, e ne ordinò mi degli Ottoboni (Fedi). In tal
la pronta esecuzione. Il principe modo Gaetano pei suoi due figli

Nicolò mori nel i665 e lasciò due Antonio e Pietro Gregorio fu io


figli; Giambattista Ludovisi nato a mezzo del primo de' Bon-
stipite,

dalla Pampini j, grande di Spagna compagni- Ludovisi principi di Piom-


e cavaliere del toson d'oro, ed bino, e a mezzo del secondo dei
Ippolita Ludovisi, che restò erede Boncompagni - Ludovisi - Ottoboni
del cognome, delle ricchezze e del- duchi di Fiano. Gaetano morì ai
le signorie dei Ludovisi, per essere 24 marzo 1777.
morto il fratello Giambattista sen- Da Antonio nacque il principe
za figli ebbe per moglie la
: egli d. Luigi Maria e d. Giuseppe; il

figlia del marchese d'Airona, e fu primo ebbe quella illustre discen-


ancora generale delle galere di Sar- denza che riportammo all'articolo
degna, e viceré delle Indie pel re Boncompagni {Vedi): decorato del-
di Spagna, non che senatore di l'ordine di Gennaro, gran croce
s.

Bologna. Ippolita sino dal 1 63 di quello di S.Leopoldo d'Austria,


erasi sposata con d. Gregorio Bon- e grande di Spagna di prima clas-
compagni pronipote di Gregorio se, morì d. Luigi Maria principe
XI li, che aggiunse al suo stemma di Piombino in Roma a' 9 maggio
e cognome quello de' Ludovisi, in 1841, con sentimenti di profonda
un a quanto possedevano. Gregorio pietà cristiana, come si legge nel
morì nel 1707 senza eredi maschi, numero 38 del Diario di Roma.
lasciando la sola figlia d. Maria, Lasciò quella nobile fìgliuolanza
che con dispensa pontifìcia sposò indicata al citato articolo, fra cui
lo zio Antonio Boncompagni fra- il primogenito d. Antonio prin-
tello del defunto, ed in tal modo cipe di Piombino, grande di Spa-
le due eredità Ludovisi-Boncom- gna di prima classe, gentiluomo di
pagni restarono unite. Da questo camera del re delle due Sicilie,
matrimonio nacque Gaetano Bon- gran croce dell'ordine di s. Gre-
compagni-Ludovisi, che sposatosi gorio Magno per benignità del suo
con d. Laura Chigi pronipote di istitutore Papa Gregorio XVI; ed
Alessandro VII, ebbe tra gli altri il secondogenito, quinto in ordi-
figli d. Antonio, e nel 1710 Pie- ne di nascita, d. Baldassarre dei
tro Gregorio. Siccome d. Giulia principi di Piombino,
che benefi-
Boncompagni figlia del duca di cò. Nel numero 53 del Diario di
Sora d. Gregorio e di d. Ippolita Roma i845» si riferisce l'elogio del-
Ludovisi principessa di Piombino la virtù del defunto d. Luigi Bon-
avea sposato d. Marco Ottoboni pro- compagni - Ludovisi principe di
nipote di Alessandro Vili e duca Piombino, « di quella virtù che ser-
di Fiano per averne acquistato il ve d'asilo alla sventura; che non
feudo dai Ludovisi, alla di Jui ha mestieri d' incitamenti a pro-
morte restò nel 1725 superstite movere, o di preghiere a ripetere
d. Maria Francesca Ottoboni ere- il beneficio; e che infine non pre-
de di Fiano, la quale nel 1732 tende il borioso compenso dell'al-
sposò il detto Pietro Gregorio trui avvilimento ". Nel numero io
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poi delle Notizie del giorno del di Gregorio XVI nel museo Late-
1846 lì legge, che agli <S marzo ranense da lui fondato.
passò agli eterni riposi con tutti Prima la famiglia Ludovisi pos-
i conforti della religione la prin- sedeva i seguenti beni e feudi. Nel-
cipessa d. Maria Maddalena Bon- la provincia del Principato Ultra ,
compagni-Ludovisi, nata Odescal- regno di Napoli, le terre di Tau-
chi, e vedova del defunto principe rasi, Fontana Rosa, Cossano, Ge-
sullodato: la perdita di questa dama sualdo, Calitro, Cairano, Patierno,
è stata compianta per le sue cristia- Tegera, il feudo di Castiglione, la
ne virtù, benignità, pie e carita- città di Frigento, Castel Vetere, e
tevoli largizioni. La di lei biogra- Monte Fuscolo con diversi casali.

fìa viene riportata nell' Album dei Nella provincia del Principato Citra,
18 aprile 1846. Quanto al prin- la città di Gonza, con otto terre. Nel-
cipe d. Antonio, aggiungiamo alla la provincia di Basilicata, la città
fìgliuolanza notata all'articolo Bon- di Venosa col casale Maschito. 11

onrPAGNi, d. Giulia, d. Livio e d. principato di Salerno concesso da


Ignazio. Egli risiede nel suo palaz- Filippo IV li i3 novembre 1649,
zo Piombino, posto nella via dei del quale pare non abbia preso pos-
Corso rimpetto alla piazza Colon- sesso, per le opposizioni del re di
na. In origine appartenne ai Giu- Polonia. Degli altri principati del-
stini, quindi ai Veralli, poi agli Spa- lo stato pontificio ne parlammo
da, dai quali l'acquistò il principe più sopra , ed in esso possedeva
Luigi. Questi lo fece ristorare fa- anche la Colonna. L'attuale prin-
cendovi rinnovare la facciata con cipe di Piombino, de'beni una vol-
due portoni laterali, ornati di co- ta spettanti alla famiglia Ludovisi,
lonne di cipollino, che sostengono al presente gode la sola villa, alla
loggie. Sulla medesima via del Corso quale però nel 1825 fu aggiunta
il principe d. Luigi acquistò altro pa- la villa Belloni acquistata dal mar-
lazzo, incontro la chiesa di s. Mar- chese Cavalletti. 11 defunto princi-
cello, già edificato dai de Carolis pe d. Luigi, nel 18 14 da d. Agapi-
con disegno di Alessandro Specchi, to Grillo duca di Mondragone, per
poscia proprietà successivamente dei sessantacinquemila scudi acquistò il

gesuiti, dei Simonetti, e di mons. ducato di Monterotondo, onorato


Aguirre, ed anch'esso restaurato nell'ottobre i845 dalla presenza di
dal Esso inoltre
lodato principe. Gregorio XVI ; acquistò pure nel
comprò il palazzo Poli a Fontana 18 18 dal principe d. Francesco Ku*
di Trevi, ed egualmente lo miglio- spoli la signoria di Riano per cento-
rò ; ne parlammo al voi. XVII, ventimila scudi. Nell'agro romano
p. 81 del Dizionario. Al voi. XXIV, possiede diverse tenute, come ha
p. 25 1 si disse del palazzo Sora magnifico palazzo e possessioni in
del nipote di Gregorio XIII, forse Bologna, e possessioni in diversi
opera del Bramante, ora proprietà luoghi dello slato ed in Roma,
della camera apostolica, che nel non che palazzi e case. Presso
fiulo restaurare si rinvenne nei Frascati vi è la villa ed orti Sora,
fondamenti due bellissimi pavimen- e molti beni e possessioni sono pu-
ti di musaico, ed il migliore ven- re in Teramo e Brittoli negli A-
ne levato e trasportato per ordine bruzzi* Il principe d. Baldassarre
LUD LUD ì i3
secondogenito possiede la tenuta Venne arricchito di molte pingui
Pallavicina verso Zagarolo, Fiora- abbazie, e tra le altre quella di
no, Fioranello, eCornacchiola ver- s. Lorenzo in Campo Urbino, e di
so Albano, non che la Giustiniana quella di s. Silvestro in Nonantolaj
passato Ponte Molle, luogo onora- la cui diocesi fece diverse volte
to da Pio VII nel 18 1 4 pel suo visitare pe' suoi vicari, avendo pro-
solenne ingresso in Roma, come curato coll'autorità dello zio Pon-
dicemmo all'articolo Ingressi. tefice di ricuperare i perduti dirit-
LUDOVISI Alessandro, Cardi- ti dell'abbazia, senza
nale. V. Gregorio XV Papa» ne l'intento. Gli fu pure conferita
LUDOVISI Lodovico, Cardinale. l'abbazia di san Martino de' Cam-
Lodovico Ludovisi nobile bologne- pi ; laonde con tante rendile po-
se nacque da Orazio e da Lavinia tè fare quanto dicemmo all'ar-
Albergati, accoppiò all' elevatezza ticolo Ludovisi Famiglia, e fabbri-
dei natali bontà di costumi ed care in Roma la chiesa magni-
acutezza tale d'ingegno, che pote- fica di s. Ignazio, la superba villa

va stare del pari con qualsivoglia che rincora porta suo nome, ed
il

persona del suo tempo. Compito il Collegio Irlandese (Fedi), che


con incredibile celerità il corso degli dotò di rendite. Nel breve pon-
studi nella università di Bologna, tificato dello zio tutta la mole del
atteso il bello e pronto talento di governo poggiava sopra di lui j

cui era fornito, atto ad ogni vir- ch'era di naturale attivo e inde*
tù o grande affare ,
prese la lau- fesso, d'animo grande e magnifi-
rea dottorale. Appena lo zio Gre- co, di cuore benigno e generoso,
gorio XV fu innalzato al pontifi- facile oltre ogni credere in amrnet-
cato, lo fece referendario delle due tere all' udienza chiunque ed in
segnature, e segretario del buon qualunque circostanza di tempo*
governo e della sacra consulta; ed siccome dotato d'una gentilezza che
essendo nell' età di ventisei anni, non conosceva limiti. Vacata per
il Papa a' i5 febbraio 1621 lo morte del cardinal Montalto nipo-
creò cardinale dell' ordine de'preti, te di Sisto V la carica di vice-can-
conferendogli per titolo quello che celliere, fu da con-
Gregorio XV
aveva portato nel cardinalato, cioè ferita al che rinunziò quel-
nipote,
la chiesa di s. Maria in Traspon- la di camerlengo. Durante il pon-
tina. Successivamente Io stesso Gre- liticato dello zio, Roma e lo sta-
gorio XV
gli affidò amministra- T to goderono pel cardinale l'abbon-
zione generale dello stato pontifi- danza, la tranquillità e la pace.
ciò, Io nominò suo successore al- Morto Gregorio intervenne al XV
l'arcivescovato di Bologna, dove ce- conclave iu cui fu eletto Urbano
lebrò il sinodo, e nel tempo stes- Vili, nel cui pontificato provando
so lo dichiarò camerlengo di s. or avversa, or prospera fortuna,
Chiesa, legato d'Avignone, segre- tutto si diede al governo della sua
tario de'brevi, e protettore di Sa- chiesa di Bo