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e 37^i>

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO

Al

NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
Ar

PRINCIPALI
PI

SANTI, BEATI, MARTIRI,

PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI


AI

CELEBRI

SCRITTORI

ECCLESIASTICI,

VARII GRADI DELLA GERARCHIA

DELLA
AI

CHIESA

CATTOLICA,
CERIMONIE

ALLE

CITTA

PATRIARCALI,

ARCIVESCOVILI
PI

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE


RITI,

SOLENNI,

ALLE

SACRE,

ALLE CAPPELLE

PAPALI,

CARDINALIZIE E

PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI,

EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON

CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA EO ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VOL. LXXXIL

DA

LI. A

IN VENEZIA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCL VII.

La

presente edizione

posta sotto
la

la

salvaguardia delle leggi

vigenti, per quanto riguarda

propriet letteraria, di cui


giusta le Convenzioni

l'Autore intende godere


relative.

11

diritto,

DIZIONARIO
DI

ERUMZIOWE

STORI CO -ECCLESIASTICA

IJ
U
P, ?,

UBB
appagare coloro che volevano rendergli tale ossequio; ed il santo per non disubbidire e ad onta di sua profonda umilia vi si adatt. Siccome osservante tenacissimo
dell'ubliidienza, nel partire

U,BBIDIENZ4 e UBBIDENZA o OBBEDIENZA, Oicffc/iZiV/. L'ubbidire,


oljbligo degl'iiifeiion verso
i

naggioii e

superiori, de'siidtliti col sovrano.

L'obquale

bedienza anche una

viili
gli

per

la

da

Roma

pre-

eseguiamo volentieri

ordini de' nostri

superiori, in tuttoci ch'essi


di giusto e di ragionevole.
1

comandano
le
.)

g do
ro,

il

Papa
cui
vita.

a volergli deputare uno,seconegli ordinasse la

co/nandamenti

Religiosi e

sua

Ed Urbano
s.

II gli

assegn Edinedi

Religiose [l^.) fanno

il

J
si

ola (/

solen-

suo segretario e poi scrittore

suu

ne d' ubbidienza, che

pu

definire per

vita. Indi

Anselmo non feceaicnna bencosa senza ubbidirlo, e con

un legame
voti,

spirituale,

come

gli altri

loro

ch

mmima

che

gli

obbliga ad ubbidire
le

a' loro

tanta slima e precisione, che

avendoIoEsi

superiori in tulle
ritto di loro

cose ch'essi

hanno

di-

dinero messo a

letto, non

solamente non

comandare.

IMoIli servi di

Dio

levava senza suo comandamento,

ma

furono ubbiditi da'sovraui, anche barba-

anco

si

volgeva da un Iato

all'altro. 11 ce-

ne riporta diversi esempi. L'arcivescovo di Canlorbery s. Anselmo ci lasci un meiDorabile esempio di moli,

Ki

storia

lebre cardinal di Cusa in


vinciale

un sinodo proche nel i4^o radun in Magdedi Nicol

burgo, come legato a laiere


ligioso

V,

destia. Accolto in

ralo

Roma, ospitato e onoda Papa Urbano li, e veneralo da


onde veniva appellalo
i

essendogli domandalo, s'era lecito al re-

andare a Ironia senza licenza

pei*
ri-

tulli,

il

sanCuoino,
fa al

acquistare \\Giuhleot\t\Y
spose:

imo sa/ito^

nel recarsi alla stessa citt diversi inglesi,

Che

il

Signore apostolico PapaNico-

volevano baciargli
pa,
il

piedi

come si

PaII,

santo fugg nella parte pi segreta

l V avea detto: Melior est Ohedieiitid, ijuam Indulgenlia. Ubbidienza si disseio


i

della casa, ci che saputosi da e

Urbano

Benejlzi ccclesiastiei chiamali Cella,


)

ammirandone

l'umilia, g' ingiunse di

Preposi tiirfiy Grangia, Priorato {^

4
.Se
tli

UB E
ne tiovn
falla rrienzione nel

U
concilio
nali in Crorr/<7
zianil,
i

BC
i

Dairan, cnp. n,

De

stata niotunh. De'


lienoiniiiali
i

benefizi

ecclesiastici

ulibi-

dienza ne godevano pure


cui riparlai nel voi.

declini ani, ce-

\o ecclesiastico della cljiesa di Milano, di

per ordine d'nnprima vescovi, poi |'/reli, indi diaconi, appena seguita 1' Elezione del Papa a questi, veslito di mozzetta e stola e sedente sulla sedia Gestatoria avansci olla,

LXIX,

p.

80, e ad

ti

r aliare, in formale riconoscimento di


prostrarsi a bale

Uffizio Ambrosiano, perch vuoisi che

souHDo Ponlefioe, con


ciargli
i

per loro (ale celo dalla nietropoliiana pass alle altre chiese della citt. Ubbidienza dicesi ancora quell'atlo d'omaggio
e venerazione che rendono
altri al
i

piedi,

che gi ha calzalo

scar-

Cardinali e
gran parie

pe crucigere e le quali coslaideinenle usa sempie, eziandio domesticamente, e con esse il suo Cadavere viene esposto nei
primi 3 giorni da' Funerali Novendiali, e poi vi viene deposto nel Sepolcro. Indi
la

Papa, argomento

in

gi discorso negli articoli cheindicherin


corsivo, per cui qui

mi limiter ad accen-

Marcil pi principale. L'ubbidienza di

torazione che
tlinali,

rende al
lib. 3,

Papa
1

da'car-

dice

il

ven. cardinal Bellarmino, cap,

nuovo l'apa mano, ed abl)racciandoIo il volto da ambo le parti in segno pace. 11 Papa in tale allo corrisponde loro con un abbraci

cardinali alzatisi baciano al

De
un
jie,

Siimni. Pont.

8 e

seg.,

cioj e
le

doppio bacio

di

pace nel volto nelallo di

allo di profondo rispetto e venerazio-

due guancie. Questo riverente


i

conia P icario di

le

col Culto che non ha nulla di a' Santi del cielo, come pretendono protestanti e altri ostinati calunniatori de'rili della romana Chiesa. Vedasi il Catalani, Sacr. Caerevoniarum

Ges comune

Cristo,

il

qua-

solenne riconoscimento chiamasi lai.'^ubbidienza di adorazione che


ti

cardinali tut-

prestiamo
i

presenti all'elezione rendono all'eletto

Pontefice, per dimoslruzione ossequiosa

come

a Vicario di

Dio e successore
vede non

di

s.

Pietro, e per segno di loro concorde ubbidienza.

S.

Row.

PlccIcs.

1.

1 ,

lib.

,lit.

, 36:

De

Come ognun

hawi

induvientis elccti, et

prima

^'ciieratione
:

nulla che pai tecipi di culto esterno di dula,

a Cardinalihus

Diei facienda.^3'j scensus novi electi aclEcclesiam s.Petri, et rtihus ibidem servandis. 1 pi possenti

per laliZ?/7r?etali(^f'/;/A'.v\/'on/,come

osano malignare gli avversi al pontificato romano. La funzione ha luogo nella


cappella degli Scriiti/iii dei Quirinale, e

Sovrani
tres'i

(nel

quale articolo ragionai

al-

de'Ioro molleplici ossequi resi a'Pai

prima nella
slesso

Sistina del Vaticano,ove nello


vestili di

pi, cui fecero

loro Stati tributari ) in

giorno da'cardinali
si

CapPapa,

ogni tempo
al

si

prostrarono divotamente
i

pa

rossa sciolta,

rende

la

2.semipul>al

Bacio de' piedi de Papi,

quali virla

blica

ubbidienza di adorazione

luosaniente adottarono e introdussero


figura della salutifera Croce sulle

vestito del

Manto pontificale
dell'altare,

e della
in

Scar-

tra, sedente sopra


alla
tati

un cuscino

Mimezzo
i

pe, aflinch l'omaggio rispettoso a cui so-

mensa
atti

rinnovandosi

noil

no

tenuti tutti

cattolici di

qualunque dile

di venerazione.

Dopo

di

che

gnit ecclesiastica e civile, fosse tutto indirizzato a


ci in terra.

Papa viene portato

in sedia

gestatoria

Ges

Cristo di cui fanno


i

veil

nella contigua basilica Vaticana, e collo-

siccome

l'api

portano

calo a sedere sopra un cuscino in mezzo


alla

glorioso segno anche sulla

sommila

del

mensa

dell'ai tare pontificio

Bene-

Tr/rrg^/iO pontificale, manifestamente di-

deltoXIll volle sedere dalla pailedell'Evangelo, per rispetto alla parte pi sa-

mostrano, eh'

essi

sono interamente da

capo
di

a piedi professori della vita e della

gra dell'aliare), da'inedesimi cardinali e


colle

dottrina di Cristo. Chiamasi ubbidienza

cappe

sciolte gli viene resa la 3. 'ub-

adorazione quella the rendono

cardi-

bidienza pubblica d'adorazione, ed anche

U
in
il
il

B D
loro
ila

U B B
l'abbraccio e

nmljedue queste pubbliclie adorazioni


V:\\M\ a ciasctinocli

duplice bacio di pace. Queste 3 prime

adoriiziot le descrissi
p.
I

anche nel

voi.

Vili,

ibidem primitiis celebrata, tractant de Electione. Et perscrutata Cardinaliuiii voluntate ah aliquibits de ipsis, in quein major et melior pars convenerit
pluviali ruheo

5q. Si sogliono rendere in un medesimo giorno, ma se l'elezione procedette


nello scrutinio o accesso
vespertilio, l'adorazione
la

pomeridiano o
semi-pubblica e

Cardinaliuin,prior Diaconoriun ipsuni ammantai, et idem Eiecto nonten iniponit,ipsumque deinde duo

de majorihus Cardinalibus addextrant


iisque

rendono nel d\ seguente. Talvolta bench l'elezione segui nella mattina, nel d\ seguente ebbero luogo le adorazioni semi-pubblica e pubblica. Bepubblica
si

ad

Altare, ubi prostratus ado-

rai, Primicerio
et

cum Schola cantorum^ Cardinalium cantanlihus Te Deuin laudamus. Quo facto ab Episcopis Car-

nedetto XllI eletto un'ora avanti notte nella Sistina del Vaticano, subilo ivi ri-

dinalibus
in

ad Sede/n

re, et in ea^ ut

dignum

ducitur posi Alta' est, collocalur ;

cev

la I.'

adorazione e

la 2.'

adorazione
basilica di
il-

semi- pubblica, e quindi

fu immediata-

mente portato nell'adiacente


s.

qua dum sedei Elcctus recipit omnes Episcopos Cardinales, etquos sihi piacucrit ad pedes,post/noduniadosculunt
pacis.
Neil'

Pietro ad un'ora di notte, e perci

Ordo Romanus Xl^


il

del

luminata con torcie, ove ricev la 3.' e pubblica adorazione. Antichissimo questorito,che
il

cardinal
del
lici
si
I

Giacomo Gaelani
IMabillon,

Slefaneschi

2gi, presso
f.

Musei Itail

p.

Plettenberg,

iVb;///(7, Cii-

2,p.

i^o:

De

inveslilione Papatus^

riae Ro/nanae, in breve descrive. Ponli-

dice che eletto

il

nuovo Papa,
le

caril

fex dedactas ante altare

sedeiis in ca-

dinal priore de' diaconi, imponendogli

thedra suscipit SalulationeniyK'ulgo Adorationeii, oscido pcdiim, niannnni et oris... Panilo post revertunturCardinales ad capellam, et sectuidain faciunt Salutationeni, scu Adorationeni Papae
habitu pontificali iaduto.

manto, diceva

Romano

de Papaia ut praesis Urbi et Orbi; indi


:

Investio

gl'iinponeva l'anello del predecessore e la

mitra, e l'interrogava qual

Nume

voleva

assumere.

Il

che fatto

si

faceva porre sulla

Qua

finita

...

sede per calzare rubea calceamenla pa-

portatar in sede pontificali ad s. Petrulli, poniturqae supra altare inajus,


uhi tcrtia vice salntatur osculi pcdisy

palla, e quindi

cardinali per ordine, ve-

scovi, preti e diaconi, veniunt

corani eo

maniis et oris

modo

snpradicto a Car-

dinalibus. Interini cantatnr


(ione et finito liynmo cantal

a
s.

rnusicis

Jlexis genibus; ci idem eleclus ij)so ordinate ad pcdcm recipit et ad. pacis osculum, necnon et omnes alios capel-

liynmiis Ainhrosianns. Peracta adora*


Collegii

decanus
neni.
11

K'crsicidos qiiosdani et oratiorito antico di

lanos suos, ac ceteros clericos et laicos ad ejus reverentiam, infimoSy iinjores,etmediocres. Ma questo omagvenienles
gio ancora assai pi antico
nel

questa adorazione
si

come

rilevo

non era
tica

dissimile a quello,che oggi


si

pra-

Cenni,

De

osculo

pedum Romani
C* Parlando
fa al
si

come

legge nel ceremoiiiale compi-

Pontificis, Dissertazione
egli

lato dal cardinal Cencio Savelli, che nel

dell'adorazione che

Sommo
il

I2i6 divenne Onorio MI, presso Bolla udisti, Ada SS.Maii t. 4,*p. 4^3. Mori

Poilejice col baciargli

umilmente

pie-

Romano Pontifice, et sepulto,omnes Cardinales ad propria re^'ertuntur secundum antiquani consnetndinem. Seino

de non solo dalle pi eminenti dignit dulia Chiesa, >\ Patriarci, da' Pri/na\
dagli Ai-civescovi e da' Vescovi,
ziaiidio das}'
tri

ma

e-

cunda vero die

conveniiint in Eccle-

Lnperalori, da' Re e da alPrincipi; prova che ossequio cos sini

sia congregali, et missa sanati SpiriUis

golare dovuto de fare da lutti

fcdeU al

6
da
essi

U
per tanti

Fi

D
U\

U
ruerunt. Quindi
il

B B
bacio del piedi;
ili fi'

supremo Crrcira^

sempre praticalo secoli, e non nasce gi.da


i

l'os

sequio ordinariamente

tutti

princi[ii,

islilU7onepontificia, die anzi

varono
\\\

sen>[)re

Papi sdiiquanto ridondar potesse

come difTusamente
li,

narrai ne'citatiarlico-

loro privata venerazione,


s.

ma dallo stes-

so

Pietro. Questi vivente, per tesliuos.

Viianzadi

Luca, fu adorato da Cornelio

di Dio. Nota poi clie Vadorare, osculari. e salutare non solo vai-

qual Vicario

Papa, e si chiam consueta adorazionej al quale ossequio essendo anteriore quello dell'uflzio di Palafienie" re al pontifcio Cavallo, e questo non volendosi praticare dall'altiero Federico \ col Papa Adriano IV, sebbene gli avesse
verso
il

gono

il

medesimo presso

greci,

che

col-

gi baciato

il

piede in Sutri, questi


<7rZ

si li-

la sola

parola Kinciii l'esprimono,

come
s.

cus d'ammetterlo
dargli
il

o.yrZA?i

o/v'.v

e di

rt'plicalamenle e dill'usamente moslr

bacio di pace,

come
I

gli altri so

Tarasio vescovo

Costantino
ss.

ed Irene
;

vrani. Perci Federico

fu costretto dal

augusti, trattando delle

Iiumagini

giudizio di lutti

principi dell'impero di

masi vede anche

praticato in ordine
aielle vite

al-

rendere
e fino

al

Papa

il

consueto omaggio
I,

di

l'adorazione pontificia,
pi e altrove. Dall'antico

de'Pa-

.S'Z/7/^e/-c',

introdotto da'suoi predecessori


da' quali

raccolto da
cui

s.

Gelasio
i

Ordine Romano Papa del4q2,iu


si

da Costantino

ebbe

la

Chiesa difesa e onore. Nella Coronazione

riti de' primi secoli, si contengono apprende che non solanientc quando

delV Imperatore,
Ree.

nella
1'

fu

di altri sovrani,

Coronazione del Imperatore e il

commesso
di
.si

al

diacono l'uHizio

di leggere

Re

piti volte

baciava
il

piedi e la

mano
il

al

r Evangelo,

ma

sino dalla

."
i

istituzione

Papa, anche

petto, e riceveva

bacio

leggerlo nel diviu sagiifizio, baciavai

di pace,ch'egli restituiva. Allorch

s.

Pio

V
di

prima piedi al Pontefice dal Lettore, Quindi trovasi vari esempi in Anastasio Yj\\)\\o\.eca\\o,DcTit{sRomanoramPontificum, di tale osseipiio ora col notne di
y/(/or/7t7o?/(% ora di di

coron e dichiar Cosimo

granduca

Toseana
ticano,

nella cappella Sistina del

Va-

sedendo in essa fra'due ultimi ciirdinali di.iconi, appena gl'impose la corona,

Salutazione,

cl\

ora

Cosimo
il

stando genuflesso baci


il

il

Bario del piede.


I

In fatti portatosi nel


vi li-

piede e

ginocchio del Papa,

quale chiguancie,
I

525 S.Giovanni
cev
la

a Costantinopoli,
tutti,

natosi lo baci in

ambedue
gli

le

sommo

onore da
i. "dignit

ma

special-

All'offertorio nel presentare Cosinio

al

niente dalla
:

secolare della ter-

Papa magnifici doni,


e
il

ribaci

il

piede

Justinus I Augustur, dans honorem


hnmiliavit se proniis,
el

ginocchio, e

s.

Pio

torn a baciargli
le

Deo

adora\'it

la faccia

ne'due

lati.

Anche

regine e
la

le

Bealissimwn Papani Joanncnt /. Non molto dopo segui nel 536 simile dimostrazione a s. Agapito I nella medesima corte, dopoch ebbe abbattuto e confuso l'eretico Antimo, mewKvo.: PissimusAu^ustus JusUnianits Igaudio 'epleluslmmiliavit se s. Sedi postolieae, et adoravit Sanetissimus Papani Agapitum I. Anche Giustiniano II nel 7 i in Nicomedia ador il Papa Costantino: In die autem qua- se inviceni \'iderwit, Augustus
i

imperatrici riceveano in ginocchio

co-

rona e baciavano
letto, riferisce

piedi al Papa.

Qnanto
vicende

all'adorazione generale del Pontefice eil

Cenni, che per


le

le

de'tempi essendo perite


riti

de^ciizioni dei

usali co'primi
al

Papi nella loioassuntrovasi la

zione
.'^

/'o/////Y/to, soltanto

volta ricordata nel

686

per l'eleziono

Cenone: Onines Judices una eumPrimatihus cxercitus ad ejusSalutatioiwni venientcs in ej'us laudcs aeelamaverunt.
di

Christianissimus euni regno in capite


se se prostra\it,pedcs osculansPoiti/cisf

La quale

poi viene spiegata in termini pii

chiari nella
l'ti^y, e di
s.

creazione

di

Valentino nel-

deinde in amplexuvi inutuum cor-

Leone IV neir844-. leggeu-

u
rosi di

r?

U BB
saviamente soggiunge
luit excepisse, ut
:

Qui mo rem cnnse.n>antrs antiquuin omnes o.iculatis siint pedes;


questo:

Ita

amicum

va-

tamrn non rerusaret

eli

quello pi dilTusamente: Condignis


iniioris arnnlifu-

ab

ilio, inirno

exegerit quae debcretur

glorine Inudihus, hac


dine,

ad Laternnense

Patri nrchiiini

a1>

ipsis deductiis, et in Pontificali est pO'

Apostolico culmini reverentia in pedina ex more ab omnibus etiam ArcJiepiscopis cxbiberi solilo. Sono queste
osculo
le

ab onin Ronianonini Senatu pedihus oxcidatis, et omnibus quaecxplendne eranf, ec.N


xitus Throio. Cuj'us ok'anter

origini, dice

il

Cenni, della generale


i

costumanza
gli

di lutti

principi, e di tulli

arcivescovi e vescovi, dell'ossequio sta-

solamente

il

clero e

il

popolo

si

umiliava-

bilito
sto,
i

neir universale

al

Vicario di Cri-

no sino

da' primi

secoli

all'
i

adorazione

mentre

ne' principii dell' Vili secolo

del Pontefice,

ma

ancora

vc'scovi o gli

vescovi iugeiendosi nell'elezione de'Pa

arcivescovi. De'primi palese dalla ricor-

pi,

ad essa era unita


s.

la

salutazione o ado-

dala adorazione col bacio de' piedi fatta


a Valentino da tutti quelli
eletto, tra' quali

razione o bacio de'piedi,


li

come

successore

erano

in

aveano primo lungo


die
l*
i

Pietro e Vicario di Carisio, cio

Capo

visibile della

Chiesa e sopremo arbitro


Perci
il

vescovi suburbicari.
si

piii

evidente-

dclh religifMie.

Cernii

dichiara

mente ancora

ha nella
i

vita di

Benedet-

to III deir855. poich

due vescovi Tu-

vana qualunque altra origine che voglia ("ndiigarsi, fuorch da Ges Cristo medesiiiKi

dt-riinus et Portnensis unitisi con altri


n creare antipapa Anastasio, indi a poco

e da rato.
l'

s.
I

pi volte prima della sua passione, Pietro che pel , de' Papi fu ado1

unaninies con\'encrnnt, et procidentes vestigia ipsins (di Benedetto) opentiti

cardinali piocedono

modi

al-

scdari coeperitnt,
vescovi sembra
al

in

ordine agli arcirare

del Papa: (."per quasi ispila/ione e acclamaziotie, che pur dicesi a/'^lezione

Cenni, che per tempi


s'

clorazione;

?.."

per compron>esso; 3." per

cos antichi, in cui


vestigia in
d'

incontrano

sciutinio ed accesso, ch'eia pi


e ordinaria, e questi diversi usi

Roma medesima,
tutti
il

possa servir

esempio per
di
s.

s.

Bonifazio arcivesi

seguiscooo
to >d
I.

de'icrissi a

comune come si etale articolo. Quana Siiccessoi-e, e


si

scovo
a

MagJinza,

quale cos
:

esprime
aliter

modo anche

Zaccaria Papa del j^i

Non

effettu pi volle con (pie'Papi

che notai

(juani litanie vestigia ve.ttra genicnlan'


tes, intiniis

nel fletto articolo, cio per subitarea ispj.

siibnixe flagitanius preci-

razione de'srign elettori che acclamarono


colla voce
il

bus, ec. Quindi che venuto in

Roma

nuovo Papa, o eoo


li

prostrar.si

Lanfranco arcivescovo di Cantorbery e primate d' Inghilterra, a tempo d' Alessandro II Papa del 06 e insigne per santit di vita, il quale era stato suo discepo
i
i

a'suoi piedi e baciandoli

comun conDecano come

senso, o ad esempio del cardinal


iuiilato la lutto U

Sagro
si

Collegio,

fece

il

cardinal Carata con Marcello fi;


fece nella cap-

lo nel u>onastero, ebl)e dal Pontefice

uu

questa adorazione che

istraordinario accoglimento, con dichia-

pella degli scrutinii, talvolta

ebbe luogo
recai-la

razione per,
rieuse presso

come
il

attesta

il

Malmesbii-

nella Cella dei cai-dinale diesi volle su-

Baronio, liane venera-

blimare
si

al triregno,
t(ilti
i

ed anche con

lioneni

non

se illius Archiepiscopatuiy

in essa

cardinali a baciargli
l'elezione per

sed

niagiste.rio literariim defcrre, e con

mano. Tuttavia
tuante,

adorazione

soggiungere immantinente: se fecisse quod esset honoris, illuni debere facere

essendo tenuta per pericolosa e tumullora in poi


te

quod

esset j'ustitiae; ut
s,

pr more
il

o-

mnitim Archiepiscoruni
%'estigiis

Petri Ficarii

Gregorio vi provvide e d'alnon fu pi praticata. C/<?m(r/^//elettone! 52 3 per adorazione, flci

XF

advolveretur.

Onde

Baronio

cell

il

pontificalo;

ma

rinunziando

al di.

8
libeio

Ur,
metodo

T3

rilto ncqnisfalo volle

che si procedesse coi

si

pone

a sedere nella sedia, e riceve ali

dello scrutinio segreto, e-

l'ubbidienza da'loro
stalli
i

cardinali, che nel partire


a'

spoiiendosi ai pericolo di

fermato,
altri

ma

lo fu

non essere coi>concordemente. Anche

hanno consegnati

propri
( il

caudatari

loro berrettini e berrette

Papi

eletti

per ispirazione e acclama-

singolare cardinal

Grange nonagenario
di rosso,
il

zione furono poi confermali co'voli aper-

e padre della regina di Polonia, oltrech


volle
vestire

come Paolo IH, Giulio IH, Paolo Il\ Pio ir, Sisto F, Urbano VII, Gregorio XV. Nel i55o nello scrutinio mancando due
ti

sigillati dello scrutinio,

sempre

essendosi

fatto cucire sulla


rosso,
il

pirrticca

berrettino

voti per l'elezione del cardinal

Po/o, cari

dinali volevano procedere alla sua ado-

razione

ma

essendosi fatto notte,


i

il

car-

dinale preg

colleghi a dillerire pel d


a'

seguente, e questo bast

contrari per-

ceremoniere indarno tent leall' ubbidienza di Clemente XI), ed avendo premessa a pie del trono profonda riverenza, giunti sul rijiano di esso in piedi vestiti colla cappa sciolta, gli baciano la manodc'itra coperta dall'atuifrigio del.l/<'7/t<o,ossiadel suo frevarlo nel recarsi

ch non pi si eifettuasse. Eletto Adriano il mentre assente dimorava nella

un passo addietro ripetono una profonda riverenza, inchinano


gio ricamalo, e Puto

Spagna,
lica

avviatosi a

Roma
i

sbnrc a
cardinali

Ogli

stines\ ferm nel monastero della basiOstiense di


la
s.

Paolo, ove

due cardinnli diaconi assistenti e discendono dal trono; indi Patriarchi ,^\'\ /irei i'eseovie Vescovi i^s\s\en{\ e non assistenti
i i

Jwiciarono

mano

nel chiostro, e passato

al

Soglio, puie in cappa,


a pie del
gli

ma non
il

isciolla,

in chiesa gli resero l'ubbidienza di adora-

premessa
destro; e

trono profonda rive-

zione. Oltre le narrate 3 ubbidienze di a-

renza, genuflessi
gli

baciano

ginocchio

dorazione che il sagro collegio rende al Papa da Ini eletto, nel giorno della Co-

Abbati

ujitrati col

Commendi

datore di

s.Sprito,ve<^[\\\

questo

manIl

ronazione
p. i6o,
il

gli

rende

la 4-^ e

ultima. Per
voi.

telietta e quelli

dimozzettae mantelletta,
il

questa funzione,che descrissi nel

Vili,

genuflessi gli baciano

piede destro.

Papa giunto
in

nel portico Vati-

cano asceso
iie

trono
s.

vi

riceve l'adoraAioil

Novaes, Dissert. sulla solenne coronazione de'Pontefiei, t. 2,p. ero, aggiunge


i

dal capitolo di

Pietro,

cardinal

etl

altrettanto f^mno

Penitenzieri Vati-

arciprete in cappa,

dopo d'aver pronungii

cani, vestili di pianeta, e tutti questi de-

ziato un' orazione gratulatoria,


il

bacia

vono premettere

sugli scalini del trono 3


i. "gradino

piede,

plesso.

mano, e riceve il duplice amPoscia il Papa ammette al i)acio


la
g'

Genuflessioni, c\oit una nel

del

trono, l'altra all'orlo del ripiano, e

t'ulti-

del piede tutti

individui dei capitolo

ma quando

s'inginocchiano. Tutti quelli

colle loro insegne corali.


sa,
il

Entralo

in chie-

Papa

si

reca nella cappella Clenicn-

che hanno reso quest'ubbidienza, tranne gli ultimi che gi 1' hanno assunti, si vestono degli abiti sagri loro propri. Note-

lina della stessa basilica Vaticana,

che

in

questa circostanza serve a ricordare l'antico

r che veramente

penitenzieri in

que-

Segretario o Sagrestia, ove Papi solevano assumere paramenti missali. Quivi ricevea gli omaggi de'diaconi, deti i

sto luogo e per questa

circostanza
;

non
infat-

baciano
te Pio

il

piede

al

trono di Terza

ti, nell'ultima
I

simile finizione pel regnan-

to perci

luogo anche sahilatoriuin, coirispondendo in paite un tal saluto alil

e descritta dal n."

5o

del
si

Diadice:

rio di

Roma

del 1(^^.6, soltanto


la
il

l'ubbidienza che nelle Ci/jpelte pontificie presta da' cardinali al Papa ; quivi
-f^x

Cile baciarono

mano
piede

canlinali, e sus-

seguentemente
triarchi,
tulli poi

monsignori pavescovi,
i

(iialinente

intuonava
il

l'ora di

tanlo

il

l*apa asceso

Terza .VvIrono di tal nome,

arcivescovi e

quali

assunsero

gli abili sagri,

Hispet-

U
fanclo
la
il

I]

B
il

U C

C
gli

9
baciano
i

Novaes e per essef preciso neldescrizione, mi recai dal p. rellore de'


il

riverenza suddetta, genuflessi


piede e il ginocchio destro, e

come

cari

penitenzieri Vaticani, e gli feci

quesito:

dinali fanno gli altri inchini, e cosi

se-

Se

nel portico

Valicano e nel trono di


i

guenti;
re di
s.

gli

abbati mitrati, il
eil
i

commendato-

Terza
zieri

nel di della coronazione,


il

penitenal

Spirito,
gli

penitenzieri Vaticani,
il

Vaticani baciano

piede

Papa.

genuflessi

baciano

piede soltanto,

RIi rispose
se.
1

negativamente.
cardinali e

E
i

mi soggiunvescovi han-

premesse

le

3 genuflessioni agli scalini del

penitenzieri Vaticani vestiti di piai

neta, dopoch

trouo.Tranne questi ultimi, tutti gli altri usando la mitra la sorreggono con ambo
le ntani

resa 1' ubbidienza ed assunti i sagri paramenti, prendono luogo nella processione, dopo la cpiale e prima della messa pontificale

no

per

le
il

code, ed

cardinali

vi

pon-

gono dentro
poi
i

berrettino cardinalizio. Di-

cardinali al

medesimo Papa rendono


la rive-

sono ammessi al bacio del piede, come poi ripeter. Duncjue su questo particolare deve emendarsi il riferito dal dotto

la descritta

adorazione, premessa

renza a pie del trono, nel Concistoro segreto quando sono preconizzati vescovi o
sonolraslati ad altri vescovati, e nelle

Novaes.

minestri delle

Onei

lereinoiiic pontifcie prestano assisten-

zioni de

titoli e

diaconie cardinalizie
la

za

all'

ubbidienza, curando che


delle

lunghi

Concistori pubblici nel ricevere


di

croce

strascichi

cappe cardinalizie non


il

sieno ad alcuno d' inciampo, poich

cardinal Guidiccioni nel


la

i54q mor per

nella
il

caduta dal trono, avendo inciampato cappa del cardinal di s. Angelo; ed

Legato a Intere, e nel ritorno dalla legazione; non che nel ricevere il Pallio dalle mani del Papa.l cardinali nuovi, premesse le 3 genuflessioni, rendono 1' adorazione
al

Papa,

nel ricevere genuflessi

cardinal Finoccliielline.\ recarsi egual-

dalle sue mani,


piede, la

tnenle all'id^bidienza cadde inciampando


nello sira^icico della cappa,
si

dopo avergli bacialo il Mazzetta e la Berretta cardi'

ruppe
i

la giIl

?ializia,ed alzatisi in piedi gli baciano la

rella del ginocchioe ne inori nel

793.
i

Papa inluona l'ora di T*irza, veciivk Salmi preparatori! per la messa, assume gli
ornamenti
minatasi
la

so;

mano,e sono ammessi al duplice amplesquando parla berretta l'aveano ricevuta fuori di Uoma, ueW Ingresso soleri'
ne
//o
in questa, dalla

pontificali per celebrar!a,e ter-

Pilla di

Papa

G//i-

detta ora processionahnente

///erano condotti

colla carrozza del

recasi all'altare papale,


stito gli abiti Sagri
i

avendo pure vei

segretario di stato, giunti al palazzo apostolico deposto l'abito viatorio, /7mer/7/o.

cardinali,
i

patriar-

chi, gli arcivescovi e

vescovi assistenti e
il

assumevano
telletta e la

la

sottana, la fascia,

la

manil

non assistenti, mendatore di


comincia

gli
s.

abbati mitrati e
Spirito.

Giunto

il

comPapa
il

mozzelta paonazze,oltre
la scala

roc-

chetto, e per

innanzi all'altare papale, se gi vescovo,


l'introito della

messa, riceve

PalHo{\
salo
al

cui riparlai a Triregno), e pas-

recavano a rendere al Papa il detto omaggio d'ubbulienza, inceilendo poi in Caiuilcatada] convento di s. Maria del Popolo al palazsegreta
si

Irono grande collocato rimpelloal


altare, postosi a sedere riceve
l

zo pel ricevimento del cappello nella inutlina a ci assegnala. Nel concistoro

medesimo

r ultima adorazione,
piede, e alzatisi
gli

cardinali
gli
la

dopo

la
il

blico pel ricevimento del

pubCappello carl'atto di
riil

della riverenza, genuflessi

baciano

dinalizio^ da'cardiiiali

si

rinnova

baciano

mano e sono

adorazione, cio premesse 3 prolijnde


verenze falle
in vai'io disianze, a^ce^i
il

ammessi al dnp
la riverenza e

'oe

amplesso, rinnovando
arcivescovi e

ficendo inchini a'cardiiiali


gli
i

trono s'inginocchiano avanti

Papa,
la

gli

assistenti;

patriarchi,

baciano
si

il

pieile e la

mano,

sonoammesrive-

vescovi assisteuli uuu assistenti, dopo la

al

duplice am^ilcsso, ripetono

m
len/n
-il

U B

D
a*

u
due
si

n B
il

Papa, ne faDiio pine

carfer-

stimonoi sagri parainenli. Entralo


dente in trono
cardinalijche
dal fregio del
gli
la

Pa-

dinali assistenti, e scesi dal

hono

pa nella bnsilica, a <uo tenpo riceve se


solita

mano

a pie di esso iispeltnndo oliegli nitri


le

ubbidienza dai
la

nuovi cardinali facciano


te. Indi

azioni descritinchisi

baciano

mano coperta

questi cardinali,

dopo aver

manto o

piviale, distribuen-

nato

il

l*apa con profonda riverenza,

do

il

Papa a ciascun cardinale due Me-

lecanoagli

.S'/<////de'oMr(linaIi antichi pei

scandjievuli anples>i,

dopo
si

di

che siedoal Irono,


al

daglie d'argento, appositamente coniate e in tnemoria dell'aulico Preshifcrio,che

no

a'

loro

stalli.

All'avviso poi del cere-

pone neir apertura


(|uhI alto
i

delle loro mitre, nel


gli

nioniere,

uno ad uno

portano
e
il

cardinali

baciano

la

mano
meno

consegnandola berretta
caiiiialario.
|)a IMI

berrettino

nuda (questo secondo bacio non dierono


i

Prima

di salirvi

fumo

al

Pa-

cardinali a Pio Vili, per recargli

[ncnnazione profonda, eginnti sul


lui e ri-

incomodo),

ripiano s'inginocchiano avanti a

Le ubbidienzeordiiiarie
in

si

cevonodalle sue mani


cardioidizio. Alzatisi,

capo il cappello fanno profonda risul


i

cardinali per ordine e anzianit al

rendono dai Papi

ogni cappella poutilcia,di messa, di ve-

Papa, inchinano cardinali as^istenti e discemlono dal trono. Il prefetto delle cereuionie Chiapponi, negli Ada Canonizittioiiis Saiictorum, descrivendo
verenza
al

S[)ei

o o

di altra

funzione ch'egli assiste o

celebra, vestito del

manto o

pi viale e

mi-

tra, oltrech ne'concistori pubblici, e ne*

ponlificali in cui

la

rendono pure
i

patriar-

le

narrate azioni de' cardinali nuovi,

lati-

chi, gli arcivescovi,


trali,
il

vescovi, gli abbati midi


s.

namente dice: Tnmno^nis CardnalssoluSf conscensis Solii graclihiis in geiiua

commendatore
Per
in

Spirito, ed

penitenzieri della patriarcale basilica ove


si

j)ro\'olutus, oscula tus cs( pedeni, dciiidc


iianuii niidain

celebra.

un medesimo giorno,

Papac,qiiieutnadoscni

tranne quello della coronazione e suddesi rende l'ubbidienza che una bench pi funzioni in esso si celebrassero; neppure si rende alla messa o pontilicale della notte del s. Natale, se gi fu resa. Non si rende l'ubbidienza nei 3 Mattutini dell' Uffzio delle Tenebre, non nel J'enerd Santo ( nella maglina ancora, nella quale prima il Papa usava la falda di lana, come cardinali adoperano

lumoris cxccpit. Inoltre cardinali nuorendono l'adorazione al Papa genuflessi, col bacio del piede e della mano, e ricevendo il doppio amplesso, nel concistoro segreto allorch il Papa assegna loro il Titolo o la Diaconia cardinalizia e loro impone V Anello cardinalizio.^eWs funvi

scrilta,

non

S(jla

volta,

zione del Possesso del Papa,2^\^\u\.o questo nel portico della basilica Lateraneuse,

dopo aver baciato la Irono, assume gli abiti


la sedia

croce, ascende in
sagri, e

lecappe
sa

di saietla, e la cap[)a di

lana ros-

seduto sul-

riceve

la

presentazione delle chiail

con mitra; enoter che CenedeltoXllI volle celebrare la funzione, che spella al
cardinal peuiienziere,nel
i

vi della

ciprete,

medesima che gli fa cardinal ardopo avergli con orazione latina


liliale

7260 nel 728),


r

non nel

ilattiilli/io

pev

\a

Commemora'

gratulatoria dichiarata la

sua venegli

zione de' fedeli Defunti, non nel Mattus. Natale, non nelle Funerale^ nelle quali non si bacia il piede al Papa, n la mano al celebrante, bench assente il Papa. Perci

razione e quella del capitolo, e


e della

rende

tino A^W^ notte del


di

genuflesso l'adorazione col bacio del piede

messe

plesso; indi

mano, ricevendo il doppio amil Papa ammette al bacio del


il

piede tulio

capitolo,
i

vestilo delle in-

anticamente

il

Papa incedeva

in

cappella

kegne corali, ed
tensi \n
coX\.i\;

Penitenzieri Lateralutti
i

perdetti mattutini colla


J'ertanlo leggo nelle

Faldae Cappa,

mentre intanto

car-

Brei'i indicazioni

dinali, l'episcojtato e g'i abbati mitrali as-

per

Ir atirilnizioni

di esercizio dc.'cerc-

U
fioihri pontifcii,

Ti

U C
Papa

15
il

che quando

il

ch'essi nvenclolescioIle,come

cardinal

i."

pe'3 maUulini delle tenebre, e per quelli


de'defunti e di Nalale indossava
in qiiest'
altri di
la

dell'ordine de'P/r//aUro assistente al troIl Lunadoro che nel 64^ pubblic la Relazione della Corte di Roma, riferisce: Ad ogni cappella si rende ubbidien-

cappa,

no.

ultimo

di velluto cremisi e negli


i

lana rossa foderata d'armellini,


di

camcrieri segreti e
cnncistoiiali,
i

onore,

gli

avvocati
gli
i

za, e se

si

fa la

cappella

la

mattina, e poi

il

cappellani segreti e

a-

giorno
za
la

iutanti di

camera doveano portare


11

cap-

mattutino. si d solo l'iibbidienmattina, non dovendosi dare due volsia


i!

pucci voltati a rovescio, cio colla pelle di

te al

giorno-Nell'entrare che far

cardi-

nimellinoal disotto o coperto.


copriva
spettava
la lesta col

Papa

si

naie in cappella

quando

incominciata,

cappuccio della cap-

non deve inginocchiarsi


entrare dentro

in

mezzo, ma solo
passi e fare

pM, e cos coperto entrava in cappella, e


al prefetto delle

alla porta

due

prillo e scoprirlo di

ceremonie cocappuccio. Di sotto


il

vestiva l'amitlo,
stola. Negli

il

camice,

cingolo e

la

ufizi

delle tenelire

non era
retali

un poco d'oratione, alzarsi in piedi, far prima riverenza all'altare, esenza dimora andare a rendere l'id)bidienza,se si deve rendere, altrimenti si saluta Sua Bealitudine, et a'signori cardinali nell'andare al

pieceduto dalla croce pontificia nel


r.arsi in
17.

cappella, n benediva. In

nf-

luogo, solo con occhio basso

si

fa
la

segno di
cappella,

e nel maltullino de' defunti, due cale

merieri segreti sostenevano


anziani vescovi assistenti

findjrieani

Saluto je essendocominciata deve mandar gii:i la cappa, e


cappella mentre
la
si

se entra in

teriori della cappa, e l'estremit


al

due pi
sul
dia-

dice la Confessione, o

.soglio,

quale non siedevano


(Olii.

due cardinali

si

Nella mattina del venerd" santo pe-

Gloria, o l'Evangelo, o il Credo, o che renda l'ubbedienza, fatte le dette cose, deve stare alla porta, dove si saringinocchiato, drillo in [ieili.coIla cappa a basso,

l
il

detti cardinali
in parte

prestavano assistenza,

Papa

funzionando,
altre

come

nella
la

e finita che sar quest'obbedienza di quel

notte di Natale, perci assumeva pure


lidda,nentre
le

cardinale, presso al quale esso cardinale


seguita per ordine, deve aiutar esso all'ob-

nominate due volte, che pure incedeva in cappa, non la prendeva.


I

detti cardinali in tali

mattina e
le

bedienza, e poi andei alla l)anca nel suo luogo; avvertendosi, che (piando il Papa
in piedi,

notte sostenevano nell'accompagnarlo

non

piglia

fimbrie della cappa, quelle della falda

ve

il

maestro

di

camera, quando

mai obbedienza. Deil suo Ea

sorreggendosi da due protonotari apostoliei.


si

tuinenlissioio Cardinale va a palazzo per

Adunque
;

pel mattutino de' defunti


f|iiello delle

andare

in cappella,
il

mandare
Papa

vedere an-

praticava l'usato di

tenes.

ticipataraente se

in cappella, et

bre
to;

pel mattutlino della notte del

Na-

essendoci, luamli pii persone innanzi e


indietro, e vada temporeggiando, che il suo Eminenlissimo arrivi m cappella,che
trovi
il

tale,

come per
la

la

mattina del venerd san-

ma

nella detta notte la

luto

cappa di veldeponeva prima della messa per


precisamencardinali diaconi
1'

Papa che

stia a sedere,

acciocch

assistervi in piviale, ed allora

possa andar subito a dar l'obbedienza, e

te

due

si

recavano
11

al

non

gli tocchi a

stare in piedi in
la

mezzo

ai-

trono per

assistenza.

Fu Paolo

del

la cappella,

per fare

penitenza di essere

1464 che prescrisse l'assistenza al trono de'due cardinali diaconi seniori edei cardinali. prete,

arrivalo

tai di..

Ma

si

dee sforzare ogni car-

come rileva p. Gallico, Aeta Caerem. Dovendo essi agire non hanno le cappe sciolte,conie tutti gli altri
il

ima che il Papa cali per andare incappella. Entiando cardinali incappella devono fare ridinaie di arrivare a palazzo pi
i

veienza

all'

aliare colla testa discoperta,

cardinali, uso

non molto

antico,

prima au-

poi al cardinale o prelato celebrante, indi

12
finilare al

UBB
suo luogo, et
ivi

UBB
inginocchiarsi,
roi>beclienza

quando questa
si

sia slata

gi

ficendo un poco (romlione, e poi alzarsi


in piedi, e slare nel luedesiuio

prestala. Quest'alto
in

eseguisce sempre,

modo

fin-

die sieno
j>a; et in

Paquel tempo ogni Caudatario


passati lutti
i

cardinali, eli

deve spiegare molto bene la coda della cappa del suoEminentissimo, per andare poi a rendere l'obbedienza a suo leuipo, alla quale si va con la cappa tutta lasciala
andare;

qualunque momento che giunga il carpurch non sia cominciato WPrey^itr/o. Finch il Papa non sia seduto e non faccia alcuna azione non si conduce al trodinaie,

no, trattenendosi intanto nell'ingresso


I cancelli o porta di aprono nel tempo della Predica o sermone. Perci il cardinale che

della

quadratura.
si

questa non

ma

dinanzi s'aggiusta, che sia al


le
i

pnrode'piedi,e

si tiene stretta con per non v'iiiciaoipare, o mettervi


cli

mani
piedi

arriva in quel
fuori (nch
il

tempo

in cappella, aspetta

sopra, e le mani vanno tenute alte e


ilall'altro, e nel
fa

larghe l'una

rendere l'obla

bedicnza
te"*la
il

si

profonda riverenza con


si

voltala all'altare: poi


si

volta verso

Papa,

sagliono

li

scalini del

trono in

prospelliva. dov'
tili,

la

Sedia, con

Sua San-

a cui

anco
la

si fa

poi

gli

bacia
il

mano

una simile riverenza, portali da Sua San-

lil sotto

piviale, e tirandosi indietro


fa

due
alla

un'altra riverenza simile prima, poi un poco di saluto colla tepassi,


si
i

Papa abbia data la benedizione, n si conduce al trono finch lerminata la recita del simbolo non sono al loro stallo cardinali ed il Papa seduto. Il maestro di cereraonie che nell' ingresso della quadratura riceve icaidinali incappella, ivi resta per accompagnare all'iibbidienza icardinali chegiungonodopo; ne parte dopo 1' epistola nelle messe, e dopo il i.salu)o ne'vesperi. Siccome avanti la cattedra pontificia vi un gradinetto amovibile, il prefetto delle ceremonie lo
i

sta a'diie cardinali assilenli,

quali de-

leva per l'ubbidienza de'cardinali, acci

vono

stare in

piedi e discoperti

finch

meglio

si

avvicinino a renderla, e termiil

dura a darsi l'obbedienza da'cardinali, et anco far di lesta agli ambasciatori (perche allora assistevano al !Z'/o/zo ponlifici), etalli principi del Solio, dalla

nato taleomaggio rimette

gradinetto al

suo luogo. Sebbene ogni cardinale ohbligalorenderel'ubbidienza al Papa nelle


cappelle e ne' concistori, pure trovai che
il

qual

banda

si

cala per

le

scalinate (per hrcviola

cardinal Martini^

dopo lunga malattia

rem

Ira'conservalori di Pion)a). Resa


si

essendo tornalo in cappella, sedette in

obbedienza,

torna per

la

parte destra
li

luogo non suo e non rese l'ubbidienza ad

del Solio al suo luogo, salutando


iiali
il

cardi-

Alessandro VI, probabilmente come affranto dalla patita infermit che tosto lo
fece scendere nella

con inchinare

il

capo. Non
li

vi

essendo

Papa

in cappella, giunti

cardinali in

tomba. Del resto

l'ub-

essa s'inginocchiano all'alture, poi


rivereiiza,

con inchinar

la

lesta

fauno ad esso

bidienza ordinaria nelle cappelle di messe e vesperi,

ed altre funzioni, con quelle

aliare, indi a'cardiuali, poi vatuio al loro

jarlicolaril

che notai descrivendo lai."


al

luogo

".

Leggo

nelle ricordale Brei'i in-

resa nella

mattina della coronazione

dicazioni de cercinoiiicri, che entrando

trono di ler7a,e nel

modo

riferito nel voi.

un cardinaleincappella
ciala
la

pontificia

cominsi

Vili,
niente

p.

i\^

e luoghi relativi; ed a p.
della solenne

messa, se nel suo ingresso


i\t\\ce.\'

fa la

2C)5 notai che sino al pontificato di Cle-

Confcssionc o
c;

Orcinus^W Gloria

XIV, prima
il

il

C/rf/o,d(ipola breve orazione nel luo-

dizione che

Papa comparle
Papa deposto
i

nella

benegran
para-

^u slesso fa in piedi la confessione col ceremoniere genuflesso, dice collo slesso in


piedi
dinali
il

loggia V alicana nel gioved santo, in essa

dopo avere

il

sagri
i

CloriacW

C/T^/o, e
si

quando

car-

menti bianchi ed assunti


in puruuieuli sagri

rossi,

caidinali

vanno

al loro stallo

conduce

al-

lendcvauo l'ubbidicu-

3s

u e
7.a
i\

e
non
se-

C D

al

Pnpa

setlenle in trono, e perci

pala riceveva tla'cardinali in cappa, dai


patriarchi, arcivescovi e vescovi in cappa,
dagli abbati mitrali in mozzetta emanlelletla, dal

prestavano nella precedente messa,


lu

j^iiendo quindi

formale leltina

pubdi

blicazione della Sromiiiica ossia della


bolla in

commendatore
i

di

s.

Spirito in
tali

Cocna Domini, un Uditore


in latino e
il

cappa;
vesti e

quali lutti indi deponevano

Rota leggendola

un cardinole
l'apa
la
-la

assumevano paramenti
i

sagri. Or-

diacono in italiano, gettando


dizione.

candela nella piazza, e indi dava

bene-

Laonde

dal

1770
al

in poi l'ubbi-

dienza nel gioved santo non fu pi resa


,

nella delta loggia,

ma

principio della

messa,
tifcie

more

solito.

Tra
al

le

funzioni ponrese da' car-

dinariamente per l'ubbidienza in cappa la rendevano soli cardinali, gli altri non aveano luogo a tale ossequio. 11 prefetto delle ceremonie Chiapponi, negli ,4cla Canonizationis SanclornnK ecco come latinamente descrive tale ubbidienza dei
nominali, nel pontificale della Canoniz'
zazionc, resa
al

straordinarie in cui

si

dinali

r ubbidienza
per
le

Papa, ricorder
e PiolXnella

trono grande e pi sonio

f|uelie eseguite

solenni benedizioni

tuoso e magnifico dell'ordinai


lificali. il

de'pon-

ltte

da'Papi Gregorio

XVI

basilica Liberiana, della

giore della

campana magTorre campanaria eWame-

Papa, Soliiun con.sccndit, sedilque inexcelso adora ndaepontijciae


majestatis throno. Vicaria in terris Chrisii

desinia; e quelle rese nella basilicaOsliense a

potcstate lune

massime
in

perfiinctu-

Gregorio

XVI

per

la

consagrazione

rus, mediiis inter Cardinales clarissi-

dell'altare papale e benedizionedella cro-

ma mundi

lumina

sunimo Ecclesiac

cer tra versa,ed a Pio zione della

IX per la consagramedesima basilica e dell' als.

vertice divini tis collocata, tot inter

E-

tare della Conversione di


trattai ne'vol.

Paolo, di che

piscopos rerum sacraruni principes, et Ecclesiae doctores: Ciimque parumper


consedisset, Cardinales, Episcopos assistentes et

Xl,p.25i
'

LXXni,p.36q.

IVleroorabile fu la 2. pei' lo straordinario

non

assistenlcs, yJhbates, et

numero
i

ch'erano presenti in lioma, quali la resero in uno agli abbade' vescovi


ti

Poenitentiarios exccpit ad ohediejitiam.

mitrali, in cappe, in mozzette e in

man-

Primi per latum a Solii gradibiis ad eorum suhsellia intervallum,areaincjue


theatri superiorem, incedcntes unuspost

tellelte.

Ne'vesperi e messe pontificali orcelebrati da'Papi,

tlinari e straordinari,

alium,

ad Arac majoris

conspectuni

l'ubbidienza

rende ne'vesperi al trono grande, e nelle messe soltanto al trono di terza, colle ceremonie in parte dichialate di sopra, dicendo del pontificale per
si

eani humili corporis inclina tione reve-

rebantur j inde conversi juxta antico


Solii pontificii gradus,Sanctitatis Suae.

la

coronazione, e descritte nel

voi.

IX, p. 16
la

74

cio da'cardinali che


l'aurifrigio del

gli

baciano

mano sotto

manto; da'pabaciano
gi-

triarchi, arcivescovi e vescovi assistenti e

non assistenti
il

al soglio,che gli

il

nocchio; e dagli abbati mitrati, compreso

praeslabant reverentiam : Mox ascendentes nianiim sub ora pluvialis dexterani oscidabantur Pontifici. Deinde sola capitis inclinatione erga Cardinales assistentes diaconos salutatione peraet, ad sedilia per gradus laterales revertebantur. Episcopi genua, et Cruci,
et

commendatore di

s.

Spirito, e da'[)eni-

Papae submittentes, SanctitatisSuae

tenzieri della basilica

ove

si

celebra

il

ve-

speroola messa pontifcale,che gli baciano il piede: tulli nominali sono vestili de'sai

gemi dexterum: Abbates etPoenitentiarii pedeni similiter dexterum osculabantur. Piilevai nel
voi.

LXXI V,

p.

249

paramenti loro propri,e del colore che richiede la festivit. Fino a' nostri giorni
gri

che

Papi talvolta per l'avanzala et nei


il

pontificali oin misero

canto dell'ora di

ne'vesperi poulificali l'ubbidienza

il

Pa-

Terza,

e solo al Irono di lai

nome

riceve-

r.

u
de
il

v>

V,

l'ono riibbiilieiiza, nnzi questa puiefjnalclie rara volta del tulio tlispeiisaioiio

l)acio

s'

impriiieva sulla crore. Nel

per

poiilificale del

seguente INatale

il

Papa

cilibieviaie la lunga funzione.


gli anlichi L'/(7/7'rZ/ /lOWf'/,

Trovo neche nella PaSi-

pralic altrettanto. Nelle sagre funzioni


della Purificazioni' per la dislribuzioue

squaiyaa cant messa nella cappL-lla cardinal Tanara decano del stina
il

delle Candch',^Qv rim[)obizione delIeC;r/-/,

sa-

per

la

distribuzione delle PaZwr, per

gr collegio, indi

si

rec in essa Innoi

quella degli

cenzo XIII, ammise cardinali ali' ubbidienza, e poscia si port nella gran log-

quali riparlai nel voi.


scrissi

Agnus Dei benedetti (dei LXXI, p. 67 ), dericevono


al

come

si

trono pontifl-

comparti la solenne i)eiiedizione. Continuando Innocenzo XIII ad essere indisposto, poche sagre funzioui celebr nel 1723,6 la messa di Pasqua la fece celebrare da uucaidiuale vescovo
gia Vaticana e
iiella

ci dalle
si

mani

del Papa, e quale ossequio

deve fare

da' cardinali, da' patriarclr,

dagli arcivescovi, da'vescovi, dagli abbati


mitrati, dal

conunendalore

di

s.

Spirito,

da' penitenzieri Vaticani, dalla prelatura, da tutti quanti coloroche hanno kiogo in cappella, edai distinti forestieri che sono ammessi a simili distribuzioni. Gi:i

eappella Paolina del Quirinale,

fi-

iiita la

quale
i

visi

condusse cricevall'ub-

bidienza

cardinali,

passando quindi
la

nel-

l'adiacente loggia a dare


dizione. Avverte
l'

solenne benenelle

nel

voi.

Vili,

p. 7.48,
il

ed altrove, resi
nelle

Amali

note al
il

ragione perch

Papa

messe colla
dal car-

Maestro di Camero del Manni crede censore del Aldini, come pu vedersi

Seslini (per

mitra

in

capo e sedente in Trono riceve


genuflesso all'ullitno gradi-

Sestini, Nicola

la i. "eia 3.^ //^f<''^,s(7Z7'o/^e triplice

Opuscoli dei Calogeri! t. 44? P- 5o5), che se alcuno de'vescovi che intervengono a'pontificali in paramenti non sono ancora consagrati,
negli

diiial i. "prete

no

del trono, cio per dimostrare che nel

Sommo

Pontefice

si

riconosce

la

suprema
e

dignit di capo della Chiesa cattolica


l'autorit temporale di principe

e sono aumessi con dispensa dal


Ira' vescovi cogli abili sagri,

Papa
eietli

sovrano
i

come
il

dello Slato Pontificio. Finalmente


dinali

car-

devono baciareil piedeenon

ginocchio,

rendono l'ubbidienza

al

i^ipa nei

perchil vescovouinanzi alloconsagrazio-

Co/zc/yror/ pubblici per l'imposizione del

ne semplicemente eletto .Gregorio XVI pieno di venerazione[)e'vescovi e insieme


di virtuosa umilia,

cappello rosso a'nuovi cardinali, nel concisloro pubblico per


le

Canonizzazioni,

poneva

sul

ginocchio

e per allre circostanze, che


descrive.
Il

destro una delle estremit della stola, acci nel baciarlo, baciassero la croce, al-

il Chiapponi Papa sublime Soliuin con-

sceiidit; et sedens Eniinentissinios

Pa-

zando alquanto il ginocchio verso di essi per un riguardo. Il regnaiitePio IXl'S dicembre 854, nel pontificale in cui prundg r imuortale decielo dell'Immacolato Concepimento della IMadre diDio,
I

sub ora phu'ialis ante pecfus defluenti phiygio npere^ et Iinaginihns Sacris acn praestanti piet ( ora sono pochi manti o piviali
tres
i

ad osculimi manus

pontificii fregiati dalle sagre

Immagini,

essendovi intervenuti gran


ci

numero ili ar-

come

il

rosaceo), recepii. Actio liacc di*

vescovi e vescovi, e tra essi cospicui per-

citur, Obedientia-,

quae semel tantum in

sonaggi, che enumerai nel voi. LXXIII,


[).68.e(l(

die^etiarnsi plures conventus, vel cap-

brando

il

glorioso avvenimento,
gli

pellac celchrarentui', a Sacro Senalit

nell'ubbidienza che
sa la

resero, pose

(liste-

sumnio Pontifici praestalnr.


obedientia
ilari
tiis

J\i'hi)it(i

sua manoilestra sul corrispondente

ad suasedilia

inter collegas

ginocchio, e sopra di essa una dell' eslreniil della stola che alzava

diaconi assistentes debitix reverenlalcj-e pontifcio, ec. II

un [)OCoquanginocchio, on-

rcccsserimtc
p.

do

prelati gli l^aciuvauo

il

ricordalo

Pleltenberg ragionando dei

B D
perplessi e

B D
lo

concislori per le canonizzazioni avveile,

per quasi 5o anni dur

scisma, erano

che pel pubblico e solenne, consuetam ohcdientiam praesliuil Ponlifci cardi/lalesj ina nel concistoro semipubblico, cui

non sapevano!
il

fedeli

propriail

mente
vero di

chi fosse

legittimo Papa, se
falso

Roma
i

il

d'Avignone. Im-

Ponti/ex interest

ciirn rnilra et

pluviali

simplicc, et in hoc cardinalcs non prai''

stant ohedientiam.

Equi

dir per

ame-

perocch Papi e gli Antipapi furono ciascuno riconosciuti da diversi sovrani e nazioni, e creando Papi cardinali e gli
i
i

na erudizione de' Pre.'^r/g^/ fausti, che tornato dalla sua legazione di Germania il cardinal Parentuccllisiiel concistoro pubblico in cui Io ricev

Antipapi
legi de'

gli

anlicardinali,

si

dissero

col-

primi dell'ubbidienza di

Roma,

ed

collegi de' secondi

dell' ubhidienzit

Eugenio IV,
la

nell'at-

d' Avignone.

E siccome

principi e popoli

to che a questi rendeva l'ubbidienza cad

de dalla

testa del

Papa
il

mitra e

si

fer-

pi d'una volta abbandonarono un'ubbidienza per sottomettersi ad altra, per


crederla pi sicina o pe' loro vantaggi,

m
nio

sulla testa del cardinale,


gli

onde EugeV.

IV mente

predisse

pontificato, e real-

ed

il

simile fecero pure cardinali e anlisi

lo successe col

nome

di Nicol

cardinali,

crede che derivassero


i

le

fre-

Il

cardinal Facchinetti mentre rendeva

quenti ubbidienze che


al
la

cardinali

rendono

l'ubbidieir/a a

Gregorio XI V,

sul

proprio
col

capo cadde e
e in
fatti Io

si

ferm

la

pontificia mitra,

fedelt di ciascuno e se

Papa, onde conoscersi pnbblicanienle macchinavano

successe

immediatamente
gli

di sotlrarsene.

Urbano VI cre cardinale


friulano Pietro de Peata,
il

nome
il

il'liniocenzo IX: in tale esaltazione

e poi depose
il

il

caidinal Gaetani

doniiind grazia

quale per bruci pubblicamente

cap-

per d. Giannantonio Orsini, offrendo di

pello cardinalizio,

onde

l'

antipapa Cle1'

pagare per

ammenda

certa

somma

di de:

mente VII

gliene die altro con

anticar-

naro; ma il Papa prontamente rispose Nnii voglinno denari, ma id)hidienta.

dinalato, ed egli colla sua destrezza ri-

dusse alla sua ubbidienza diverse


dello stalo pontifcio.

cill'i

Fu

di presagio infausto verificato l'av-

Ma morto UrbaBo-

concistoro pubblicode'

venuto ad Alessandro Vili, poich nel 3 settembre 1690


i

no VI

e riconoscendo nel successore

nel ricevere all'ubbidienza d'adorazione


i

dai 4 (^indinali dell'ubbidienza romana, la parte pii sana

nifacio IX, nel

1389

eletto

cardinali Barberini e Altieri per


il

impor
1

e sicura,

si

sottrasse dalla scismatica e

si

loro

cappello osso,gli cadde


1

la
1

mitra dal

sottomise alla sua ubbidienza. Laonde

capo e indi mori


funesti

il

febbraio

69

Nei

chiamarono Ll>hidienze diverse, l'ubbidire il Papa vero e il seguire il partito deirAnlipapa,come e prinsi

Scismi

venne ripristinalo nella dignit con nuovo cappello cardinalizio. Pe'3 ricevuti, fu indi denominato il cardinale di treCappelli. Nel i4o4 sette o nove cardinali dell'ubbidienza del defunto Bonifacio IX, e-

cipalmente nel grande, lungo e pernicioso scisma d'occidente.

Ad Urbano

Vi,

le-

levarono

al
i

pontificato Innocenzo VII, e

gittimo Pontefice,
cardinali nel
i

si

ribellarono molli

quindi nel
la

4o6

quattordici cardinali delsi

3^8, bench canonicamente l'avessero eletto. Peifidamente prelesero di depoilo, ed osarono di scismaticamente eleggere l'antipapa Clemente VII di Ginevra, che recatosi in Avignone vi stabil una cattedra di errore, e nella quale ebbe (\v,e successori pseudo Pontefici, Benedetto XIII de Luna e Cilemente VIU
iMugnoz. Nel leuipo che deplorabilineule

sua ubbidienza, che

trovarono inRo-

ma
gli

nel suo decesso, di

comune accordo
Gregorio XII. il giuramento

dierono

in successore

Bla questi
di

non osseivando

dello scisma,

non creare caidinali fino all'estinzione l'abbandonarono in numero di i4 e si recarono a Visa per celebrare un Sinodo. Imperversando loscisma, perch in Avignone molto Clemente Vii 20

7 -

i6
anticnidinali
ili

un
il

V.

u
ro

r.

n
delle 3 uIjIj-

sua nlihiillenza nvenno

13

cardinnli

tle' collegi

siinogato ciemolli

pseutlo ljene'.IelloXlll,f|uesti

iliii/e, alla cui tesla

era
fu

aiiticaidiiiali, e

sebbene abbaii-

dinal Brogiicr;

ma

decano carGregorio XII, il


il

donato neH'nbbidienza da Francia e altri regni, che vollero restare neutrali lincile

pi legittimo degli
generale,

altri, clie fece

ridurre

l'aduuiita asseud)lea a l'oruia di concilio

un

concilio decidesse sulla legittimiti! del


si

in
il

questo

egli

virtuosauenle

vero Pontefice, perch

contrastava a

Gregorio Xll, sosteneva per ambizione


con ostinazione
il

Giovanni XX.III fu deposto, l'enedelto XI li scomunicalo


rinunzi
pontificato,

ile[)loral)i!e
i

scisma.

Asi

e dichiarato deviato dalla fede,

vendolo abbandonato

o anlicardinali,

venendo

eletto

neh 4' Martino V,che riconosciu-

unirono a que' dell'ubbidienza romana,


e celebrarono
il

lo dalulli estinse lo scisma, riconoscen-

detto concilio nel 1409,


la

do per

cardinali 8 anlicardinali aderenti

da

altri

tenuto conciliabolo per

legil-

allo scisma di Cenedetlo XIII.

Tuttavia

GregorioXll.Lo presiedil cardinal /lA^/t'.^T, come decano d'anzianit de'duecollegi, prima dell'ubbidienza romana, poi dell' avignonese che avea abbandonata; ed il cardinal Filai-go dell'ubbidienza romana e arcivescovo di Milimila di

adulato quell'antipapa da 4 anlicardinali rimastigli e dagli aragonesi di sua ubbidienza, morendo in Paniscola ordin sollo pena discoujuuica a'due anticardinali ch'erano presso di lui, di procedere al-

l'elezione del successore,

onde
fini

gli sosli-

lano
tare
i

f3ce

il

discorso d'apertura per invi-

tuirono l'antipapa Clemente Vili, che


creato un anticardiuale,
ziare in

padri ad accodile seriamente ali'u-

con rinun-

iiione della Chiesa. Deposti


i

Gregorio XII

TortosaaWtiXnwtvo pontificato,

detti cardinali a' 26 e Benedetto XUI, giugno elessero il cardinal Filargo. Freso da questi il nome di Alessantiro V, pronunzi un sermone col testo di s.Gio\nnW\: Fictiiiiun Ovile et imiis Pas(o?\

ed

3 anticardinali di sua ubbidienza

fecero tra loro un iscrulinio, dichiarando


legilliuio

Martino

che regnava da 12

anni.

Egualmente
s^\\\&'^\\

dagli Si^ismi ebbero ori

e per

la

pace della Chiesa riconobbe per


i

Anibascialori d' Uhbiclienza,c\\Q

cardinali

IO anticardinali, e con Ozioiii

tolse la mostruosit

che

cardinali delle
ve-

vado a narrare. Elevalo alla cattedra apostolica nel 1073 il magnanimo s. Gregorio VII, applic
il

due ubbidienze aveano un medesimo


i

suo incomparabile

scovalo, o litoloodiaconia. Lusingavansi


fedeli

zelo all'estinzione della

diveder
,

in tal

guisa termuiato lo

scisma

ma tosto si rammaricarono d movo, mentre in luogo d'un solo che si


voleva, tre Papi insieme rimasero, traitandosi ciascuno nella sua ubbidienza co-

Simnnia che amcondann V Inve^titu/('crr/r'.s/V/.^i/r/it', che Enrico IV re dero* mani pretendeva dare a'vescovi e abbamorbava
il

clero, e

ti,

col

sii

baculo e con l'anello; per cui quedivenuto persecutore del Pa[a e delSede, insorse
il

me
dro

tale;

anzi

morendo
ivi

nel

i4'o

Alessais-

la

s.

la

deplorabile dilFeren1'

in

Bologna, iiG de'aS cardinali di


presenti, gli sosliluiil

la tra

Sacerdozio e
lui figlio

Impero, che so-

sua ubbidienza

slenula dal di
di

Enrico

V dur pi

lono Giovanni
stiiizione

XXI II,

qualecolla creadillicile l'la

5o anni con

funestissime conseguenze

iione di 16 cardinali rese pi

e scismi.L'imperturbabile S.Gregorio VII,

dello scisma, che lacerava


iliviso
il

che fu l'ultimo Papa


zinne assisterono
riali,

alla cui Co/i.^rzg^rrt-

Chiesa e teneva
j)ace e
il

cristianesimo in

gli

ambasciatori impe-

3 ubbidienze, l'mahnente per ridonare la unit al cnltolicismo fu adunato


I

ricuperando

la

Chiesa

la

sua aniiscismi
si

ra

libert (solo poi origin pegli

(iimosd crincilio di

CusUmza,

di

cui

l'avvertenza dell' Esclusiva che

fa al

ii[>arlai a

Smz/ep.a, nel (piale inlcrvcunc-

Sagro

Co//ri,'/t),raediaulegli ////i^rtic/a-

u
('o//

B n
otl

'

une
piosi

17

slraoriVmari al Conclave,

nodie

commestibili agli ambasciatori d'ub-

a ine/zo d'un cardinale nazioiiale, massinio (|iiaiido eranvi


iWliiijjcri
,
i

bidienza e altri nel loro arrivo in

Roma;

cardinali 7'/o/<7/o/i

ed imbandir loro ospitale trattamento, se

Regni

e depose Enrico IV, e questi in


ciI;abolo fece

scomunic un condichiarare decaduto s. Gree Nazioni),

per via di niare approdavano a Civilavecchia. A.rrogecbe io riproduca un bra-

no del dotto cardinal De Luca, Relatio


Jionianae Cuviacforeiisis^{\\i.i'j,[!iV. 2, disc. 45: De Oratoribits Regum,et Pi incipnni,

gfino VII e

gli fece
III;

eleggere contro l'au-

tipapa Clemente
la

mentre Enrico
II,
il

V al-

sua volta fece antipapa Gregorio Vili,

ac Repuhlicaruin^

et Civitaluin.

Cdiilro

Papa Gelasio
II

cui successore

Inter illas,publicas,cL coiispicuas per-

Calisio

colla

P^/rf conclusa con Enri-

sonas, quae in Curia

magnani faciunt

co V, chiamata Transazione Callistina e

f/giiram, atcjue Mitgislratuiini speeiem

Concordalo

della

s.

Sede, teruiiu

la

grave contesa. Dall'accennale turbolenze dunque, nate in tempo d'Enrico IV e soslenute pure dal figlio Enrico V, deriv
il

rcdolere videntur y cani ipsiits Carine itagnodecore,ac majeslate. Merito ccn~


scudi veidimt
,

Iniperatoris, et Reguni,
,

costume
a

ne' sovrani

repubbliche di

aliorwnquc Principnm et Repuhlicarum, ac aliquamniClvitatiiniOratores

mandare
::/o<'

Roma

gli

ambasciatori d'ub-

bidienza, de' quali scrisse una Disserta-

apud Pontificem. Istique sunt duplici.<i generis , alii cnini extraordinarii <-//cantar, qui mittuntur, ut Pontifici 110viter creato, ipsoruni

Cristiano Gotllieb Rudero, stampaJena nel ySy. Pertanto ad ogni nuo\o Papa, sovrani, le re[)ubbliche, l'ordine Gerosolimitano, ed anco le citt, inta a
1

Regum,

et Priii-

cipum, aut Repahlicaruni nomine, ohedientiam praestent, illumque in B. detrisuccessorem,et Christi Vicariumre'

viavano

Roma

ylinia sciatori straordi-

nari, diversi da quelli di ordinaria Resi-

denza, che facevano l'Ingresso solenne in Roma con magnifica Cavalcata, descrilta in
Il

cognoscant. Alii vero ordinarli, qui apud ipsum Pontificem ejusque Curiam,

questo e

altri articoli;

porta valisi poi con altro


palazzo apostolico per
t'(.'.'V//rY7

quasolenne Treno
ed
i

pr suorwnrespectiveRegtiniyWl Principum, aut Repuhlicarum ne.gotiis assistunt, ut generaliter in Imperatoris,

i\\

la

formale e pub-

Reguni,

et Principuni, et

ac Repuhlicarum

blica

in concistoro pubblico, pie-

slando solennemente l'ubbidienza in nome de' medesimi sovrani e repubbliche, con approprialo discorso, riconoscendo il

Curiis , iste promiscuus Oratorum usus liahetur. Differunt auteni, exlraordinarii, ah ordinariis in aliquis praceminentiis
,

vel honorijicis tractatihus.

Papa qual Vicario


si

di Cristo e

capo

visi-

bile della Chiesa, e con baciare genuflesal

quihus primi, non autem alii potiuntar. Tane circa rcccptionis vel audientiac
,

la

Papa il piede, e poi talvolta anche mano, venendo allora ammessi al dop-

ynagnani solevmitatem,in puhlico Cow sistorio, praevia duplici solemni equitatione,


et

pio amplesso. Rilevai nel voi.

LXXII,

p.

una

scilicet in

ingressa Urbis,

99,che gli oratori de'cantoui cattolici della Svizzera presso la s. Sede, non solo non arringavano in pubblico, lieli' esibire la
loro pronta

altera pr admissione ad audientinn cum occursu , et associatione re,

ubbidienza,
ragioni
ss.

ma

venivano

manteiiuli in R.oma a spese della camera


apostolica. pei'
le

ivi

notate.

WMaepredi co-

stro di casa de'


sno a tutto
il

Palazzi apostolici,

secolo passato, soleva

seulare in

nome

del

Papa donativi

spective familiae Papac aliorumque praelatorum,etnohiliuni,)uxtaeaquae supra agendo de collegio Protonotariorum, ac etiani infra agendo de hujusmodi solemnibus equitationibits recenserunt. Tum ctiani, quod ex ipsorwn Principwn diversa qualilate, vel praee-

\0L. T.xxxir.

__^^^^

i8

U B

B
DucaliPoiiti-

UB
tae Civitatcs

minentia^in
Jcs

rlh'ersis Regiis, vel

bus aulis recipiuntiir, atqiie

ad

ftcatae sint,

nimium nohiles, et qualiatque aliquam considera-

mensam aclmittimtur,

aliosque ho-

norijcos tractatus reciphmt, nipote

O-

hilem habeantditione, vel provinciam. Attamen comparative, minores, vel par-

ratores magis soleinnes, ratione soleninoris 7icgoti,quodperagiint.Jc etaiii


uhi de Vicpuhlcaruni vel Ch'itatum Oratorihus agi tur, ordina rii sunt sirtgidares, nempe iiniis tantum, qui a-

qua

vae dici possunt tam scilicetfacta comparatione populi, ac baroimm, magnatuin, et nohilium, ipsarum Civitntum respective, quam etiamfacta conparalione ditionis, vel provinciae, cuj'us respectii,

piidPontificeni assisti. Extraordinario-

vel de j'ure, vel

rum

vero numerus est major,

dum ad

tropolitica et caput.

de facto, ea sii meSiquidempredic la-

UJiii'crsilalem

denotaiidum, quatuores-

rum

civitatum, p'0vincia,vel dictio re-

Ordinariorum vero honorifica tractamentavaria sunt, pr ipsoj-um Principum diversa qualitate, ac majori, vel minori praeetninentia. Tarn circa, modani fannlariter aUoquendi in aula Summorum Pontifcum, sedendo
se solent.

spective, longc niinor est,


,

quam

sit

o-

super scahello,et capile cooperto ad instar Cardinalium, vcl respective stan-

do capite discoopcrto. Quam circa alia, quae'ad caeremoniarwn magistros


potius pertinent, atque

mnitnn minor magisque exigua prvincia, ex duodecim, ex quibus illud reguuni constituitur. Et tamen istae Civita tes cum magno decore , quandani Principum, vel Republicarum fgurant faciendo, qualuor oratores obedienliac novo Pontifici transmittnnt, atque ordinarium fi xiun oratorem , apud enint retinent, qui ad audientiam Papae sta,

Curiam caeremonialem percutiunt. Ac etiam circa exemptiones, et inimuntales,quas de jure, vcl de facto ohtinent ex aliqua tale-

tutis diebus,

ad instar oratorum

Princ-

pun cum decenti tractatu, admiltuntur (cum ea tamen dijTerentia, quaefacien-

da

est inter subditos

et

non subditos
,

ctquarum expressio solum inde relationi congruit. Ad hunc autem efrantia,

temporales). Atque in dics

tractando

cum Cardinalibus,
priae

aliisque curiae ofjl-

fectum, alia hujusmodi distinctio cadi t, sive sint ordinarii, sive extraordinarii,intcr illos scillcet, leguni, et Priacpum, ac Republicarum, in quihus recognilio,

cialihus, privi legiorum,

ac jurum prvacant,et querelas, vel recursus opportune porri'


civitatis conservationi

glint adversiis

gravamina quae

reci-

pr sola

spirituali superiori-

tate pontificia fiat, vel suhjcctio cadat,

ahsque acluali subj'ectione in temporalilmsjuxta distine tionein de qua supra halietur agendo de Pondftcis potestte. Et Oratores Civita tum suhditarum
,

pian tur a Lega tis, aliisque qffcialibus^ quibus non modicum fraemim id inferi. Commcndatione vero dignu.<; e converso non videtnr ille styliis Neapolilanae civitatis,

etsimilium, transmit tendi solum

ad proprium Principem, onilorem extraordinarium,pro extraordinariis octiuerelarum et rccursuum, per quandam specieni odihilis ac non
casionibus
,
,

Papacin tcmporalihus. Utsum tam ordinarii

quam

extraordinarii Oratores

Civita tum BononiaectF'errariae, quan-

tum

nohilis et generosus stjdus, perpe-

exisliinabilis accusatoris vel insiigatoris,

tua quidem commcndatione dignus est, adalicptain coiifusionem (ex zelo, et hencvole/iliae motivo insi/niatam) nliqiui-

quam

redolcrc videtur, idcoquc

in-

convenientibiis non occurrtur.nt oppor-

tune occurreretiir,si fixus,etordinarius

rum.

magnarum

et

metropolilicaruni
.

Civitntum sulidilaruni et praesertini Neapolilanae. Si quidcu licct praefii-

ita

Orator in curia Rcgis teneretur, ncque Proregcs aliique magistratu-; cou' querculi occasiomni halxnnt, ei.iqie

U B B
mftjusfracmmiiirfi'rreturAnA'i ilDeLucii
riporta altre inleiessanti nozioni sulle
eti

tJBB
e svariati pubblici
resi

19
di

omaggi

veneragli

zione

du'sovrani a'Papi); non che


<li

senzionieallro rigiiairlante
tori pressa la
s.

gli

ambasciaal

ambasciatori de'duchi di Milano,


voia, di

Sa-

St^de.

il

p.

l^lettenbeig par-

Borgogna,

di

Bretagna

e di
,

lando dell'ubbidienza che prestavano

rara; de'marchesi di

Mantova
di

FerMonfer-

Papa
ri

riferisce.

Legali regi ne'pubblici concistoHahentiir deinde Coiisistoalicnjiis Regis,

rato e di

Monte

Beliti; e delle

repubbliFirenze, di

che

di Venezia, di

Genova,

ria pnhlica,riitnintrodiicitur noviis Legatiis^

Siena, di Lucca e della Svizzera. Riporta


inolile l'Amati chegli ambasciatori d'ub-

aut Orntor
Prinripis

ant
Poii-

magni
ti/iri

ad ohedientiam

bidienza ficevano due cavalcale,


nella loro venula e ingresso in
tra nella

1'

una
l'al-

praestnnda/n, alia^'e majoi-is momenti negotia in Curia pertrnctanda. adornatili' in gratin Legati bis solenini'! erpiitatio, citniiiinirnni

Roma,

mattina che
ambasciatori
1'

si

recavano nel concaval-

cistoro a renderla.

Che ficevanola
di

ingreditur

cata

gli

Bologna, sebbefecero

solemniter lJrhem,et cuin


riani admittitur.

ad

Consisto-

ne non aveano
pubblico,

udienza nel concistoro


la

L'Amali

nelle note al

come

senza di questo
al

citato Sestini: Delli Concistori pubblici

per l'assunzione
rio

pontificato di

che

si

danno agli ambasciatori quando


ali'

Xlll e Gregorio

XIV

(o

Gregomeglio XV),
dell'or-

vanno

udienza del Papa per rendergli solennemente V ubbidienza , divalcata. Narra che
il ceremoniere FirmaDiario deli Sya parlando della
,

per congratularsi e rendergli ubbidienza.

Aggiunge che gli ambasciatori

chiara quali l'aveano con precedente ca-

dine Gerosolimitano o di B.odi, e poi detto di 3Ialla, per molti anni fecero valcala,
la

ca-

no

nel

vennta

io

Roma

degli

ambasciatori di

sebbene non ebbero mai il concistoro pubblico, ed invila a leggerei Diari e\

Lorena
dice che

pel
si

nuovo Papa Gregorio Xlll,


il

Burcardode'23 gennaio 485


1

e dei

accordava

concistoro pubbli-

4 marzoi494gli

P^ire trovo che pi tardi

co

a tutti gli

ambasciatori di que'princi-

fu concessa, poich nell' Aggiunta al

pie repubbliche che non conoscevano superiore, vale adire ch'erano indipendenti;

n.^ySo del Diario di


legge
la

Roma

del

1722

si

relazione dell'udienza data da In-

tuttavia osserv che a suo

tempo

gli

nocenzo Xlll nel concistoro semi-pubblico, all'ambasciatore straordinario della

ambasciatori del duca di Ferrara, del duca di

Mantova

ferrato, lo

e del marchese di Monaveano (ma probabilmente seil

religione di Malta

fr.

Gio. Battista Spi-

nola, col discorso che pronunzi, e la ri-

mi-pubblico, poich
agli

pubblico spettava

sposta fatta a
gliosi

ambasciatori

regi),

sebbene

ili. "era

feudatario del Papa, e

gli altri

erano feu-

nome del Papa da mg.' ScaSegretario de' brevi a'principi. Di pi leggo ne'n.i 2 16 e 2 25 de' Diari
1

datari dell'impero. Quegli

ambasciatori

di

Roma
fr.

del

1781

la

Relazione del so-

cheioo anni addietro (l'opera si stamp nel 634) godevano l'ammissione nel con1

lenne e pubblico ingresso in


bali

Roma

del
di

Teodoro Ermanno barone


la

cistoro per rendere l'ubbidienza al

Papa,

Schade, gi ambasciatore ordinario gerosolimitano presso


spiegare
il

erano quelli dell'imperatore, del re dei romani, de're di Francia, di Spagna, di


Portogallo, d'iiighilteira, di Polonia, di

santa Sede, onde

carattere quale ambasciatore

straordinario d'ubbidienza del suo indilo


te

Ungheria,
li,

di Scozia, di Sicilia, di

Napo-

ordine militare al nuovo Papa ClemenXll,perdichiarargli l'immutabile som-

d'

Aragona e
di

di

Danimarca

l'ordine

della precedenza

ceremoniale

Sovrani, tratto dal Giulio 11, lo riprodussi in


d*i'
i

quell'articolu,

ove inoltre enumerai

uiol-

venerazione dell'ordine per la s. Sede e [)el Vicario di Cripto. La descrizione della magnifica pompa della nume-

ma

20

U B B
Te scovi
assistenti al

UB
co,ov era sedente
il

B
,

rosn cavalcala, col solito intervento del

I^apain tronocircondalla prelatura,

J\faggiordono, Ah'
tecipanti, Ae

dalo dal sagro collegio

Soglio, tProtonola/'i apostolici par-

famiglia nobile e nobilt roniana. L'au-

classi di

Famigliavi del Papa delle cappellani comuni, cameric*\q

basciatore fece 3 genufl essioni, e baci

il

piede a Clemente XII nell'atto di


sentargli
la lettera

pre-

ri extra e scudierij
gli svizzeri e dei

cavalleggieri, deol-

credenyiale del suo e-

mazzieri del Papa;


le

ire
bili

maestri delle ceremonie,


i

mule

no-

minenlissimo gran maestro dell'ordine e della s. Religione Gerosolimitana, pro-

de'cardinali,

loro gentiluomini a ca-

nunziando
to dal

(juel

breve discorso riprodotquale dichiar


ubbidienza e
in

vallo, eie loro


ti

mule ornate con finimendie-

Diario,

col

no-

paonazzi e cavalcale da'jja lafrenieri coi


spalle pendenti, ed

me me

dell'uno e dell'alila l'omaggio della


filiale

cappelli cardinalizi pontificali rossi

pi sommessa
al

insie-

tro

le

gentiluomini

tributo delle pi ossequiose conla

degli altri ambasciatori, principi e nobilt

gratulazioni per

sua gloriosa esaltazio-

romana a cavallo, quali ancora mandarono le proprie mule pel corteggio. Coi

ne ai sommo pontificato. Il Papa dopo averlo ascollato benignamente, diede la


lettera credenziale, scritta in italiano, a
mg."^ Majella segretario de'brevi a'principi, acci la leggesse

me
pa

part la cavalcata dalla l illa di PaGiulio III, del copioso numero dei

componenti colle loro vesti e insegne, sino al palazzo dell'ordine in via Condotti, ove tuttora esiste il sagro convento col
ven. ball luogotenente dell'ordine (della
cui

ad

alta voce,

come

fece,

dopo
,

essersi

l'ambasciatore colloca-

temporanea

cliiesa

conventuale in R.op. 67), ini-

Boquadratura dei banchi de'cardinali. Questa lettera , che


naccorsi
nel fine della

to inginocchioni con l'oratore cav.

ma

parlai nel voi.

LXXVIU,

come

l'allocuzione e risposta che dir


nel

si

cedentlo l'ambasciatore a cavallo con

ponno leggere
rusalemnie
fr.

Diario,

i\^\

gran mae-

splendido accompagnamento
te, di

di

sua cor-

stro dello spedale e del


d.

5 commendatori, e

di

8 cavalieri

s. Sepolcro di GeAntonio Manuel de Vil-

del proprio ordine.

formalit colie quali


di Scliade

La Pielazione delle il medesimo barone

bena, contiene riverenti e caldissime gralulazioni, proteste di ossequio, e che im-

ambasciatore gerosolimitano straordinario d' ubbidienza a Clemente

pedito di esternarle colla sua voce, supil Papa di accoglierle da quella del deSchade, da lui e dal suo consiglio eletto ambasciatore straordinario ad umiliaile, ed insieme in suo nome e in quel-

plicava

Xll,con nobile treno di carrozze preceduto dall'ombiellino e seguilo dalle mute de'cardinali,

bali

ambasciatori, prelatura e

nobilt romana, coloro gentiluomini, a-

lo dell*

ordine di rendergli divolissima-

vendo invitalo peraccotnpagno nella sua liccbissima carrozza tirata da due bellissimi cavalli morelli con nobili finimenti
e fioccbi

menle la dovuta ubbidienza; e termina con raccomandare di continuare a riguardare la sua persona e l'ordine eoa
particolare bont, e di degnarsi prestare

d'oro, un arcivescovo, un ve,

scovo e due protonolari apostolici dal suo palazzo si rec al concisloio semi pub))lico nel
la

benigno orecchio alle ra[)presentanze che gli avanzer rainbascialore,ed umilmente prostrato

palazzo apostolico Quirinale per

baciava
il

al

Papa
,

ss.

piedi.

piibldica pontificia udienza.

Termina-

Finita tale lettura,


cit un' allocuzione

cav. Bonaccorsi re-

tosi

da Clemente XII
I'

il

concistoro segre-

Ialina

dichiarando
l'as-

to,

aml)asciulore accompagnalo dalla


e

l'inesprimibile gioia dell'ordine per

guardia svizzera
ri

preceduto da'mazzie-

sunzione alla cattedra apostolica di Cle-

pontificii,

d.-i'

maestri delle ceremonie

mente XII,

alla cui lutcla era

commesso,
pa-

tu intiodolto nel coucisloi'o

semi-pubbli

e perci raccomandarsi

al pontificio

U
Irociaio e tlifesa
i

B e

UDB

21

del medesimo. Celebr


di sua famiglia Corsini,

fasti

immollali

nunziala dal commendatore Altieri, e la risposta di mg.' Luccbesini segretario dei


brevi a principi iunotne del Papa; il quale poi nel 1747 accord gli onori di am-

e disse conlidaie nelle sue palenie sollecitudini uel pacificare principi cristiani,
i

die
uno

l'ordine nel prestargli ossequiosa ubbidienza, si ollViva a sua disposizione in


alla vita e al

basciatore regio al Gerosolimitano,


si
I

come

ha dal n.''4^5o del Diario di Roma.


concistori ne'quali
si

sangue de'ca vaJieri, cbe prostrati al bacio de'piedi si raccomandavauo alla sua benigna benevolenza. Rispose, parimenti in latino mg.' Majella, con esternare il gradimento del l^apa pei

riceveano

gli

am-

basciatori d'ubbidienza
in

non

si

tenevano
nel-

una medesima
Regia
si

sala.

Nel Palazzo apole descrissi,

stolico Praticano, in cui


la sala

teneva

il

concistoro pel

rassegnali

omaggi

di congratulazione, di
s.

ricevimento, oltre de'pi polenti sovrani,


degli ambasciatori dell'imperatore e dei

di vozione e di

ubbidienza alla

Sede; di-

chiar elogi all'ordine benenieri lo del cristianesimo.e promise curarne l'incremeuto e lo splendore, bidi l'ambascialore, sen-

li

da Pio IV che l'abbelb, in poi, quelpure della repubblica di Venezia, come not Mucanzio nel Diario de 7 otre, e

za replicare
te

le
i

genuflessioni, e solamen-

salutando
,

cardinali sedenti
al

lateral-

tobre 1072; nella saia Ducale, si teneva amil concistoro pel riceviuiento degli
basciatori d'ubbidienza de'principi sovrani e de'duchi,

mente
al

trono e ribaci il piede l^apa,supplicandolo di ammettervi pu-

torn

re

coinuiendalori e

28

cavalieri del-

mano duchi
tal

l'oidineche l'aveano accompagnalo, coi


suoi nobili famigliari, e prontamente fu esaudito. Ritiratosi il l'apa nelle sue stanze, r

che nel ceremoniale si chiadi maggior potenza, e tali principi stessi, non che le repubbliche di
grado.
Il

Papa onorava

gli

ambascia-

tori straordinari

d'ubbidienza, con tener-

ambasciatore compliment
e visitali
i

tutti

cardinali,

cardinali Corsini ni-

pote del Papa e Dancbieri segretario di stalo, rimontato nella sua carrozza, col medesimo nobile treno si restitu al palazzo dell'ordine, ove trov festevoli suoui di

li una volta a mangiar seco; distinzione che non rendeva agli altri ambasciatori ancorch straordinari, non solamente in Roma, ma neppure nelle villeggiature di Castel Gandolfo ove erano Frascati
,

trattenuti alla
te del

mensa

del cardinal nipovisitare questi,

dito

tamburi, trombe e timpani. Imbanun sontuoso prauzo a 5o couvitali,

Papa, nel recarsi a

come

leggo nell'Amati annotatore erudi-

nel pomeriggio collo slesso treno e cor-

to del Solini.

Anche
vi

nel

Palazzo apo-

teggio della

manina

si

port a visitar

la

stolico Quirinale
sala

la sala Regia, e per

basilica Vaticana, facendo dispensare abbondante limosina a'poveri; dopo di che


si
iii

Ducale serv

la

sontuosa, che lunga

galleria separa dall'altra. In queste


Sale eiruabuentesi ricevevano
te in conci-toru
1

condusse a visitare il cardinal Darberisotto-decano del sagro collegio, facenproseguile altre


v'zszte

due formalmeagli

principi sovrani e

am-

te le veci del decano; e ne'seguenti giorni

basciatori d'ubbidienza, secondo le loro

d'uso.

n.i

38 j
ri-

gradazioni. Della venuta in


\-rani e

Roma de'^S'o-

386

ie

Diari di

Roma

del 1742,

Regine

come

di altri Principi^

portano larelazionedella Cavalcata Clelia Ambasciatore (al quale articolo la compendiai) bali fr. Guerin de Tencin del solenne ingresso in Roma, d' ubbidienza
,

ne

trattai in quegli articoli e ne'relativi,

dicendo pure delle pompe del loro Ingresso solenne in Roma,e\ ricevimento del

Papa

sia nella

stanza d'
si

dell'

ordine Gerosolmilano a Denedetto XI V; quella di sua andata in treno al concistoro seiui-pubbiico, i'allucuzioue pr-

(articolo che interamente

Udienza rannoda con

questo per l'analoghe nozioni),sia nel C'o/zcistoro soleuueiaeute, presti audosisem-

x%
pie
al

U B e
bacio del piede, ad onta che
i

UB
Pa-

pi volessero

impedirlo alzandoli e abbrac-

ciandoli palernissimamenle,edel magnifico ospizioloro dato dalla generosit pontificia


,

e di loro

ammissione

ne' solenni

Pranzi. Il p. Ga\.i\co,Acta scicela Caeremonialia cxi'aiiis mss. Codicibus, riferisce a p. 91, parlando t Rcx quibiis
ohviatar

ad Aulam

Pontifcs vcnieiis.

perator sive Romanus, sive Constantinopolitanus graecorimi , uhi reduccrc' tur ad obedienlianiy et unionem Roinanae Ecclesiaej Rex insuper, aut Filius Icgitimus Impera toris, Regina, Soror^ ani Filia eorumdcm noviter veniunt ad Curiam^ omnes Cardinales in Curia exisfentes dehent eis exire obviani extra T Ulani ^di Papa Giulio III, e quanto all'ingresso,,
la

Item cimi Cardinales lcgatis,vcl Nnntiis,

ricevimento e trattamento del-

vel qui diiUius abfuerunt, recedunf,

ceiebreCristiua regina di Svezia, aquc'

vel revertuntur

ad

Curianij

\'el

Impc-

st'articoloampiamente ne ragionai, ricevuta da Alessandro VII, che salut e ve-

ratores, Rcges, velcorutn Filii vciiiiuit,

velreceduUad Curiam Cardinalesconsiieverunt eos associare.

Et

sic cimi as-

sociant non consuevit esse Consistoriwn.

Curn vero assocant venientes non est Consistoriiun ah ncgandiun, sed orclinariwn ad ncgotianduni j sed receptis praedictis veiiicntihus in puhlico , quia in puhlico rccipi consua'crunt per Duminuni Papani adpedeni, et osculimi quos vellet, et aliis ipsoruni familiaribus ad pedcm et praelatis adpedcm, etosculuni, et aliis niajorihus ad pedcm, et osculimi, quos vclit Papani honorarc deipsa familia deinccps onines a Hi a
^

ner con 3 genuflessioni, gli baci il piede e la Daio) per magfiu/n spatium, antequani Ulani ingredianlur. Et ista sen vantur solimwwdo in Principihus saeciilarihus , qui sani in statibus , et digni^

Consislorio excludiaitur reniaiieiitibus


solimi simiino Ponti/Ice Cardinalibus,
et praedictis

Imperatore

Regibus ,

et

cor imi Filiis per tnodicam Jiorani in aliqidbus aff'abilihus, etcurialibus collocatonihus : qui post

praenominatisj quia siessent alcujuscumque, essentque aequalis, imo et majoris potentiae, aut generositatis, quani praedicti , aut quoniodolihet ab ipsis descenderent quantumeum^ que propinque praemissa nullatenus scrvarcntur. Indi si dice clie l' imperatore o il re accompagnalo nel concistoro in mezzo a tue cardinali diaconi. Ilem cimi appropinquabuntPapacpraescntiae, Cardinales ipsos coinilantes dehent ire ad facienduni sihi reverentiani solitam (a\ Papa sedente in trono), et tane loco cor uni lolidcm de aliis dia-tatihua
teriiis
,

modum primo

die

conis antiquioribiis, vel eis deficientibus

praecedentc a praesenlia Papae associar i debenta duohiis diaconis Cardinalibiis usque ad ostiumjvcl usqucquofamiliam haheant.El etiam qiuindoqiic in primo advcntu usque ad domimi suani
associantvcnientcni.Etrcgulai'i ter stante

de prcshytcris juiioribus post dietos


concomitantes modo simili assistere debeni, eosqiie coucomitari usque ad praescntiam Papae j sed antequani ipsi appropinquct, dehent adminus una vice gmia flcctce siami iter proscquendoj et
Clini directe, et in

quandoquc

in Consstorio vel Cardi-

cospectu

Papae fupcdem,
se-

nalcs venienti vel reeedunt, vel redeunt praedicti Imperatores, vel Regesy asso-

rint genii/lexi, dehent primo

cundo manimi, et

tertio os oscidari.

Quo

ciaridebcnt a duohiis diaconisCardinalibiis

usque

ad ostiimi

canicrac, vel us-

facto dehent perdiclos Cardinales ipso concomilanlcs Icvari, et duci ad locuin

(uandoque etiam ob.scinon sacpc veniant Filii Imperatorum, vii lcgum. iodi a p. 25( risiios.

que ad

scdium pcrtincnlci ab
vcnient

ipsos.

Quofacto
cani ve-

valiirj sed.

ad Papae

revercntiain ipsoriini

Sodi,

et

Familiarcs , qui

ad

porta, Sciendtmi est,

quod

qiioties Ini'

nire volucrint, ordine suo, quos etiuin

U B D
mniim lionoiifice, secwidum quod ipsorum qualitas rcquiret^ quia aliquos adpedem^ et inaium, et osj aliquos ad pcdem, et manumj aliquos tantum ad pedeni, ci hoc

U B D
il

23
le

Papa

recipict magis, vcl

loro carattere, presentare


ec.

credenriadello

li ,

Quanto

alle citt e luoghi


,

stalo Pontificio

pochi altualmenle in,

viano a

Roma

speciali deputazioni
n(jbili

ma

ne incaricano alcuno de'Ioro


lati

o pri-

totum stahit
siiis.

in disposilione, et arbitrio

Indi traila dell'ordine di sedere in


degl'i ni pe-

mari cittadini, massime ecclesiastici e predimoranti in Roma, perl'omaggio di

Concistoro e nelle Cappelle

ubbidienza e di sudditanza al Papa Sovrano.

lalorie delle iinperalrici, dei re, delle regine e de'principi reali. In soslanza, se-

Ecco
tichi

poi alcuni altri esempi degli an-

condo

il

codice del Gallico, nel concisloil

ambasciatori d' ubbidienza, spediti

ro r io)peralore e
in sedia al

re

dcsUo

lalo del

doveano sedere Papa in ca,

thedra sine .scalcilo (e ne' ponliflcali e allre funzioni sagie, calhcdrani non dehct esse ibi parata sed tantum super,

dci'monarchi a' novelli Pontefici. Prima debbo notare che Nicol V concluse nel il celebre Concordato Germanico
,

quale
dersi

tra le alti e cose fu statuito di esclule

Preci Primarie , cio l'indulto

p.nnilur uiius cus.siiaisjj

figli

e fiatelli

agl'imperatori di poter conferirele dignit ecclesiastiche, vacanti lui. volta


la

de' re dovefino sedere Ira'due primi cardinali vescovi; se


i

dopo

re o altri sovrani

non

loro elezione, previa

la

petizione al Pa-

erano di gran potenza, sedevano lia'due primi cardinali diaconi, ovvero tali re in cathedra apposita in sinistraparte Papae: le imperatrici e le regine non sede-

pa per tale indulto. Nondimeno recatosi Federico IH a ricevere la corona imperiale da Nicol V, da questi ottenne poi
nel

1454 con deroga

al

concordalo,

il

ri-

vano
li

in sedia,
le

ma

Ira'due primi cardina-

stabilimento dell'indulto delle P/'etzP/v'


/?2rt/ve, colla
si

vescovi;

loro sorelle o figlie, secondo

la

gradazione de' padri loro. In cappella re sedevano in sedia nuda o con cupoi
i

se

condizione di non accordarnon dopo aver l'imperatore per mezalla

zo d'un istraordinario ambasciatore reso

scino, a destra del


li

Papa presso cardinai

ubbidienza
se in
III, a

s.

Sede. Questa dipoi real

vescovi, ovvero traessi, e peli."ricevea

Roma

anche
II,

successore Calisto

pace dal cardinale che la prendeva dal Papa. 11 ceremoniale sul sedere in concila

mezzo dell'ambasciatore Piccoloche pronunzi l'ora-

mini, poscia Pio

storo e in cappella fu vario, e lo notai ai

zione ubbidieiiziale con magniloquenza.

luoghi loro. Inoltre in molti articoli parlai


ti

degli ambasciatori d'ubbidienza inviain

Nel 14^8 eletto Papa Pio li, recandosi esso al congresso di Mantova per concertare la guerra sagra contro
la

Roma

pel

nuovo Papa

da' sovrani

Tur-

e dalle repubbliche, dalie citt e luoghi


del principato temporale della
s.

chia, fermandosi alquanto in Siena, narra l'annalista

Sede, e
ordi-

Rmaldi, ivi giunsero gli amIH,

da' feudatari della medesima.

Ora

basciatori dell'imperatore Federico


del redi Castiglia

nariamente suppliscono
descrissi
il

gli

ambasciatori

Enrico IV, del re d'Un-

spedili al Conclave, nel quale articolo

ne

gheria Mattia, del re di Portogallo Al


funso V,del redi Boemia Giorgio, del du-

come eseguiscono la loro diplomatica missione. Quanto a quei principi che non mandano inPioma aptreno e
positi ambasciatoti

o ministri, deputano
i

Borgogna Filippo, del duca d'Audel marchese di Brandeburgo Alberino Federico H. per adorare
ca di
stria

Alberto

con nuove credenziali loro preesistenti di Residenza, i quali si portano forraalmenle &\\' Udienza del Papa, poi a quella del

e rendere ubbidienza, secondo l'antico co

slume,
briucb

al

Vicario di Cristo. Per

Tamba-

scialore dell'imperatore
,

Burcardo W^eis-

Segretario di stato, por spiegare

poi cardinale, cou due suoi col-

24
leghi

LCD
prima rimasero alquanto
il

U B
in

V,

Firen-

li

reali, rispose
il

il

Papa, ch'egli avrebbe


se

ze, dolenti perch

Piipa avea riconoi

conseguito
p;ilo in

suo intento,

avesse eslir-

sciulo Mattia per re d'Ungheria, e the


suoi ambasciatori avessero ricevuto
gli

Boemia

l'eresia, e glielo

dichiar

o-

anco
agli

in iscritto.

siccome Procopio non


si

nori propri degli ambasciatori regi. Pio


Il

avea ricevuto

venuto di ci

in

cognizione, disse ingiu-

ste tali

della
il

s.

lamenlanze, perch era costume Sede di appellare re chi teneva


di fatto, e

rigno

perci

il

predecessore

Calisto 111 l'avea chiamato re. Soddisfatti!

Weisbriach

di

queste

s[)iega7.ioni, in no111 gli

rendevano con allr.a come non conveniva lettera dimostr d'esser accolto quale ambasciatore reale, chi non confessava in pubblico d' esser mand;ito dal re alla s. Sede a prestai le ubbidienza. Ne! medesimo secolo, in mezgli

onori che

ambasciatori regi, Pio


,

II

me
st
la

dell'imperatore Federico

pre-

zo

al

furore delle fazioni, che agitavano

pubblica ubbidienza nella chiesa del]M;ulonna. Indi Fio


li scrisse a

diverse regioni, in

mezzo

alla rusticit e
ri-

Fede-

crudezza de'c<)Slumi,che lottavano col

)ico 111, egli port le ragioni perch a-

vea an>messi
sciatoli del re uiia

all'

ubbidienza
11

gli

amba-

d'Ungheria.

redi Boe-

sorgimento delle arti e delle scienze, per popoli erano pieni di fede, fiorivano sapienza e magnanimit. virti grandi
i

Giorgio contaminato dell'eresia degli ussiti, avendo molti baioni contrari, diversi ne guadagn mostrandosi pio, an-

Tutti l'Europa era cattolica, tranne gli


eretici

Ussiti, e tanta era la riverenza in

che

si

avea

la

Chiesa cattolica,

la s.
s.

Sede

che per avere segretamente reso ubbidienza a Calisto 111. Sperando altri vantaggi, sped
II.

e la persona de' successori di

Pietro,

una simile and)asceria a Pio


per consglio degli
eletdi Jjavie-

che ad ogni nuova elezione di Papa lutto il ujoiulo era in movinieuto per onorarlo e professargli

Ci

egli fece

sommissione

e ulibitlieu-

tori

dell'impero Lodovico duca

za. Alloia dir

la. Federico duca di Sassonia, e Alberto o FY'deiico II marchese di Brandeburgo, quali in un parlamento fatto in Egra, lo persuasero come il suo regno si sarebi

Papa, e dire il Vice Dio in terra esprimeva lo stesso, e tanto era profonilo e sincero l'ossequio che gli
si
il

pre-

stava dalle

umane podest, che

Papa

era tenuto in conto di padre universale


di tutta la cristianit,
ni della

be

stabilito, se l'avesse

fondato nella re-

ligione cattolica, ed egli (osse stato ubbi-

pendendo da'ceiiSede apostolica monarchi pi


i

diente alla Sede apostolica.

Capo dell'amdi

sublimi e potenti, che


di loro
lo

lo

facevano arbitro

basceria di Giorgio fu Procopio protoiiotariodi

pi gravi dilleieuze.
,

Ma

nel secoaltri cre-

Boemia,
al

il

quale rifiut
la

pro-

seguente Lutero

Calvino e

mettere
te del

la

fede e far

riveienza per par-

siarchi, appropriatisi gli eirori de' // /c/t'fsli e di altri

suo re

novello Pontefice pubbli-

camente, all'ubato
lori

modo

degli anibascia-

d'ubbidienza. L'esegu bens nel con,

cistoro segreto

per non concitare

con-

ilo Giorgio gli ussiti. Egli fu ricevuto

con

molla benignit, e domandiiudo il salvacondotto jte' boemi ch'erano per recarsi al Miletinc parlamento di Mantova Pio
,

empi eretici, con quelli egualmenle perniciosi che vi aggiunsero, formarono un erroneo falso sistema religioso che prelesero onorar del nome di riforma, ponendo fitalmenle a soqquadro il cristianesimo, e riempiendolo di lutl)0lenze, di disordini e di confusione, con discreditare con riprovevoli calunnie
lissima dignit papale. Nel
eletto
i

la

sau-

Il

glielo diede;.

ma non nomin
in

pubbli-

484

'^PP''"*
in

camente Giorgio redi Boemia, perch non


avea prestjilo l'ubbiilieiiza
pubblico; e

Iimocenzo Vili

si

recarono

Ro-

ma

a venerarlo gli ambasciatori d'ubbiIII, di

domaudando
l.ir

Proco[)io, che co^a dovesse


i

dienza dell' imperatole Federic<j

Giorgio per avere palcsciucnlc

lito-

Fcrdiuaudu V

re di

Spagna, Giuvauni

11

u n D
redi Poi Icgallo, Carlo Vili re di Fiancia,
Mi.ciinlo 111 re
il'lnniliillei in,
li

U
Madia
I

ij

sciatore francese ne fece rogare pubblico

re

islromenlo. ludi a'aS ottobre entrarono


in

(IL

iii;!if ri,

Ladislao

redi D(ieinia,Caaiii-

Roma

siiipiio
II)

IV

re di Polonia, Steiioii

sciatori di

con grandissimo onore 4 ambaFrancia d'ubbidienza, de'prined a'aG ebbero coni

ini

M latore di Svezia, Giovanni redi Dade'principali


e secolari di Geroiauia, delle

cipali di quella corte,

iiiiiwiioa, delle cill libere,


ei:cl^^ia.sli<M

cistoro pubblico e baciarono

piedi, le

ri'|)Mbl)licliee de'princij/i italiani.


sc.iiitori

AndjadecoioCi-

mani e il voltodi Giulio 11 a nome di Sua Maest Crisliaaissima. A'i4 dello stesso
ottobre vennero in
ri

tulli d'

ubbidienza,

clie

Roma

8 audjasciato-

s.iiienle

con i>[)lendida magnilcenza

della serenissima repubblica di

g'iiavano nella metropoli del cristianesimo. Pubblicala


il

zia e del

Venedoge Leonardo Loredano, ed eb3." sala,

i."
11,

novembre i5o3
lacconla
il

bero udienza dal Papa nella

prei."

r ilezione di (iiulio

conde.

standogli ubbidienza. Similmente

il

ttiDporaneo scrillore de' Coiichn'i


lioiiian

PonUjici, e gi ne

feci

parola

giugno entrarono inRoma 3 ambasciatori di Emanuele re di Portogallo (due dice


il

nel voi.

XV,

p.

igj, e qui meglio dir,


in

portoghese Novaes, e furono Jacopo de


di Silves e

che

a'

2g entrarono
Ercole
I

l\oma due oraFerrara,


e nel

Sousa vescovo
re per
la citt,

Jacopo Paceo-

lori di

duca

di

co insigne giureconsulto), e nel cavalca-

cijinistoro

pubblico

dell' ii

dicembre,
al

nacque una gran contesa


d.

nella piccola cappella


il

piestarono secondo

tra l'ambasciatore di

solito

solenne ubbidienza

Papa. la
i

Spagna, poich

Francia e quello di Francesco Royis, im-

due

giorni diversi del gennaio

5o4,

gli

portunissimo spagnuolo, voleva cavalcare coll'arcivescovo

mbasciatoii di Siena e di Firenze prestarono separatamente ubbidienza per le


loro lepubbliche a Giulio
storo segreto. Nella
i

dere

al

vescovo

di

Todense, per non ceRennes amb, lisciatore


tali

II

nel concidi

del re di Francia, e vennero a

estre-

.^domenica
in

qua-

mi, che
pelli.
Il

si

percossero l'un l'altro co'cap-

resima fecero l'ingresso


n. inala allora ila

Roma due amGenova^dola

maestro di ceiemonie scrittore


il

basciatori della repubblica di

della predente narrazione, pare

famoso

Francia, per lendere

ciiiisueta

A'
1;>

19,

di

ubbidienza al nuovo Pontefice. maggio entrarono in Pioma per

Rurcardo, s'intromise mollo fra di loro per pacificarli, dur fatica a metterli d'accordo, e finalmente si quietarono al suo
giudizio
:

porta di

CeU edere
al

3 oratori d'Enrico

Che
fosse

il

vescovo Xebridieose ca1. "l'ambasciatore

\ 111 re d'Inghilterra, ed a'20 preslarolu)

valcasse col Trabolense, prelato pal.itiuo,


e

idjbidieuza
le

Papa nt Ila

3." sala, e pre-

perch

il

di

Por-

sentarono
rico

lettere credenziali del

loro

togallo, e

dopo questi
il

vescovi, che rispel-

re, nelle quali di

sopra era scritto

Hcii-

lo alla dignit

vescovo Arilonense ane quello

per la grazia di Dio re d' Inghilterra e di Francia, e duca (V [herida. Mg." Boberlo vescovo di Rennes, ambasciatore
del re di Friuicia, buttatosi ingiiioccliioni

dasse in mezzo, tra l'ainbusciatore di Spa-

gna
di

che tenesse
la

Francia

la mano dritta, mano mauca. Li


1'

predetti

air<basciatori pieslarouo

ubbidienza a

avanti Sua Santit,


te a

la

preg islaiilemengli

Giulio

il

nella sala regia.

A vendo Euri-

non permettere che


titolo del
i

oratori inalla

co Vili re d'Inghilterra apostatalo dal


catlolicisiuo, sottrasse
1!

glesi prestassero

ubbidienza

Santit
la

regno dall'ubbiil

Sua con
de
gli

suo re Luigi XII,


11.

dieiiza della

s.

Sede, ed

figlio

Edoardo
Maria

quiile grazi. egli ottenne da Giulio

On-

VI continniiel

lagi imevolescisma.INbjr-

ambasciatori inglesi prestarono ub-

to neli5ji3, gli successe la Sorella

bidienza semplicemenle a

nome

del re

d'Uighillerrae duca d'iberuia, e l'uinbu-

che avea conservata l'osservanza della fede ijullolica, Perci Paj^a Giuho ili udo^

26

B D
ricevuti, e

B B

per tulio il suo 7.elo, acciocch l'illustre regno, abbaiulonalo lo scisma e l'eresia, si liunisse nuovamente aHobbiclienza della
cliiesa

Ir g' iniiuensi benefizi tJalla nietiesima

romana. Mentre

il

Papa attendeva
destinata dalla

con parole unilissiine olTrirono ubbidienza perfetta, e domandarono perdono, l'assoluzione dalle censure e la
benedizione apostolica
.

una solenne ambasceiia


ii

Alle quali cose

il

pia regina a consolidare ne'suui dorninii

dotto ed eloquente Paolo

IV

rispose con

rNtabilimentudella veia religione, e per


in llonia al legillnno

meravigliosa facondia in latino, piena-

rendere
la

Capo

del-

niente esaudendoli, e incurvandosi


to di padre timoroso gli alz

in al-

Chiesa quella divola e intera ubbidiensi

za die

deve da

lutti

cristiani, di cui

mese
te

alzasse in

da terra, coquel punto il regno d'Indi mali,

padre
ri

comune e
IV

pastore universale, uioal

ghiiterrada un abisso

onde moicircostanti,

nel

555. Sublimato

Irono pontifi-

lagrime

si

sparsero dai

cale Paolo

a'i' niaggio, nel

medesi-

ino giorno entrarono in iloma 3


sciatori inglesi

ambad'ubbidienza con 200 peril

sone di seguilo, onde


to al
zi

Papa pens

subi-

Quindi tenne solenne cappella^ ove il Paj;a nella messa per ribenedire quel regno recit una nuo^acolleltada se composta, terminando colle [Mioe et merito et lui'
mci-o populus
tibi

modo

proprio

di farli ricevere,

an-

scn'ens aiigentur.

Il

volle onorarli con

pompa
la

straordina-

Papa
ro di

bens volle la restituzione de' beni

ria,

e perch amuiirasseio
li

maest pon-

ecclesiastici, la ripristinazione del


s.

tifcia,

fece incontrai e s|)lendidainente.


la
11

Pietro, e tratt del resto

gli

Dcnaam-

Avendo
Fili[)po

regina Maria col suo marito


re di

basciatori con ogni


di distinzioni.

maniera

di finezze e

Spagna piegato

il

Papa

Tanto ricavo
di

dalla Storia
il

ad erigere in regno l'Ibernia o Irlanday die re d'Inghilterra aveano acquistato per opera della s. Sede, ed lintico Vili
i

di Paolo
rara.
Il

IF

Broinalo ossia

p.

Car-

p.

Bonann,

Numismata
la

Poiiti-

ficuii,

liporta e illustra

medaglia co-

Edoardo VI senza
il

licenza di essa ne a-

niata per celebrare l'avvenimento, espri-

veano preso
(jiieni

titolo regio,

Paolo IV

l'-

niente
di

il

Papa sedente
gli

in

trono nell'atto

sand erigendo col diplotua lilius per

benedire

oratori genuflessi al bacio

Ecgcs rcgnaiit,

l'Irlanda in regno,

del piede, col motto: ILicresi Rcstincta.


la famosa guerra della Campagna romana, sostenuta da Paolo IV contro Filippo II redi Spagna, e combattuta dal feroce duca d'Alba vicer di Napoli, che

senza pregiudizio

di qualsiasi

ragione del-

Dopo

la Sed(^ apostolica. Gli

ambasciatori d'ublorojiiincipi sovraI

bidienza,clieaveano temporeggiato a renderla, per


Ili

nominare

giugno pubblicamente reirelliiaiono nella sala regia del Vaticano, dove co'caidinali ed'Inghilterra e d'Irlanda, a'2
rasi

descrissi nel voi.


ce, l'altiero

LXV, p. 234, fatta


in

la

pa-

capitano fu ricevuto
alla

pub-

blica
nali,

Udienza
si

presenza di 20 cardi-

radunata multitudine

di nobili e cit-

prostr

a'i)iedi di

tadini, per vedere l'inclita nazione torna-

ci e riprovando gli oirori


la

Paolo IV, li bacommessi nelmolle oappena dello


la

re alla pontificia ubbidienza

dopo2oan-

guerra, fu

ammesso

all'amplesso dai

ni di funesta separazioneeorribilescisma,

cardinali, e ricev poi dal Pap.i

CoDipariiono 3 oratori innanzi algraAC Puulefice, sfavillante di sorprendente


i

norificenze. L'7///^x'/y?/o/y"

inviava in
gli elettori

Roma

pel

Papa

letlera

de-

dignilosa miiest
lui piedi,

ed inginocchiali

a'

di

dell'impero colla pai tecipazio-

confessarono con solenne abiudel

nedella seguila elezione, ed un ambasciatore per

la

reame d'Inghilterra, luiti ad uno ad uno gli errori e orrori conitnessi contro In s. Sede nel deplorando periodo, detestai ono ringralitudiue couin

nome

olteiieiela confrma dell' im,

perlai digniii

non che

prestargli
il

ubbi-

dienza, ed in s'uo
lo di fedelt alla

gimamenChiesa romana e al l'a-

nome

fare

U
na;
il

B B
tli

UB
Massimiliano
1

27

che ad esempio

II

poter
di

de'ss.

Pietro e Paolo. Nella Villa


III gli

suo

patii e

Rodolfo

11,

non avendo nel 576 eseguito il Papa Gregorio Xlll gli ri-

Papa

Giulio

ambasciatori ricefecero a ca-

verono
la

lesolite discorse gratulazioni,e colriferita

cord l'obbligo d'inviare d suo ambasciatore a Pioma per icon(jscere la s. Sede, e


1

consueta
il

pompa

vallo

loro solenneingresso in

Roma,

in-

prestarle la d(;bila idjbidienza e sogge-

zione con orazione ubbidienziale. Uodolfo


li

a tale edelto

vi

manil l'ambascia-

Xlll avendo saputo che nell'orazione iibbidienziale aVea mutalo il consueto vocabolo ubdtore Zenner,
dicnzty in quello d'os.'ieatuo, ne fece re-

ma Gregorio

clami a Rodolfo II, il quale si content d'essere chiamalo nell' orazione, Figlio
ubbidientissimo di Sua Santit. Gregorio

cedendo in mezzo di arcivescovi e vescovi. Tulle le strade di Roma si videro ornate a festa, e tutta quanta giubilante la popolazione, pel singolare avvenimento che tanto onore faceva alla venerazione, maest e decoro della s. Sede. A Castel s. Angelo furono salutati da replicate salve di cannoni e moschetti. Nella sala regia
del Valicano, stipala dal fiore della pre-

latura e nobilt ron)ana

in

concistoro

XIII inoltre aniinise con molta benignit l'ambasciatore Le Gardie, da Giovanni Ili re di S\'eziii mandato a Ron)a, per
trattare
il

pubblico e
gio,
te
li

alla

presenza del sagro colle-

Gregorio

XIH commosso teneramenli

ricevette da padre uni versa le.G

am-

ristabilimento del callolicsmo

basciatori colle lettere regie credeitziali in

nel

regno.

Quantunque

fu

ricevuto in

mano,

si

recarono con gran riverenza al

concistoro pubblico, l'ubbiilienza consue-

camera del Papa e con gran sommissione alla presenza di molli cardinali. Coron il termine del glorioso
ta la rese nella

ponlilicato di Gregorio Xlll l'ambasceria in

divulamente i Papa, questi benignamente s inchin ad cdjbracciarli ad uno ad imo due volle colla faccia rigala di lagrime d' amore. R^esa l'adorazione, gli ambapontificio Irono, e baciati
sagli piedi al
scialori per inlerpiele dichiararono esse-

d'ubbidienza di 3 re del Giappone,


conseguenza delle
j\Jissioiii poiilifce

re oggetto di loro venula, rolTriigliiii no-

de'gestit, eseguita

da 3 principi

di san-

me
le

de'propri re, vera, perpetua e fede-

gue reale dopo 3 anni e 32 giorni di viaggio e di 21,000 miglia, per quanto rilrisce il p. iMaffei negli Annali di Gregorio XIII, perci fu la pi remola delle giunte in Roma; imperocch se nell'impero d'Augusto vi pervennero gl'inviati
dell'Indie orientali per istabilire con esso
amicizia,
i

ubbidienza, cornea Vicario iinn)edia-

lo di Cristo ed a
ta la
s.

supremo Pastore

di tutil

Chiesa cattolica. Alche avendo

Papa
ad

risposto con gravi e amorevoli pale

rolejiicevquindi
alta

regie credenziali, che

voce e tradotte in italiano lesse


ai

mg/

Boccapaduli segretario de' brevi

giapponesi sono di regione

as-

principi.

Dopo

di che,

il

p.

Gonsalvo gedegli aia-

sai pili lontana. Il

Papali fece incontra-

suita salilo sul pulpito, in

nome

re e onorare sino dal confine della pro-

bascialori giapponesi pronunzi

una

elo-

da Toscana e sbarcali iu Livorno, e poi anche da due compagnie della pontificia


vincia di Viterbo, siccome provenienti

quente orazione latina ubbidienzale; cui rispose nel pontificio nome mg.' Boccapaduli, dicendo che Gregorio Xlll e cari

guardia de' cavalleggieri. Alloggiali nobilmente nella casa del Ges dal p. Aquaviva preposito generale della benemerita societ ta fu la

dinali volonlieri

abbracciavano

le

dichia-

rale regie proteste di fede, ubbidienza e

divola volont, desiderando che a loro

c-

omonima; non
la

a dire quangioia del

sempio
latria,

altri

principi e le, lasciata l'ido-

consolazione e

Papa

e degli ambasciatosi, pel sospirato arri-

vo nel centro del callolicsmo, a ugustoi-S'e-

conoscano Dio vero e Ges Cristo mandalo da ini, che tu ci consste la vita eterna. Le lettere, l'oraz-ione, lu rispo-

aS
sta
si

15

B
nel p. MalTei. Piibai

U
poiinncii piedi,

B B

ponno leggere

ciali dagli

ambasciatori

m(i del 1738, e pel cardinal Orsini nei u.' 6642 e 664^1 de\Diario di Roma del
I

visitala la
stoli,

tomba de'Pi inuipi degli Apofuiooo dal Papa trattati di magniValicano, e ricevuti
iu

760),

cardinali

non poterono u pon-

fico ospizio nel

do-

mestica udienza, fece da iiiteiprele lo


so p. Madei.

stes-

da ambasciatore d'alcun sovrano o repubblica, ma soltanto da ministri diplomatici o da Protcttoi'i d'im-

no

tare in

Roma

Xill,

il

Morto poco dopo Gregorio degno successore Sisto V garegtali

peri, regni e nazioni,

come

dichiarai

iti

tale articolo e altrove;

avendo pure avcol tito-

gi col predecessore nell'ouorare


bilissitni ainbascialori,di

uo-

vertito, che se
lo d'

chiamai talvolta

che e

di loro par-

ambasciatori alcuni cardinali, ci


per seguire
il

lenza parlai in
lo

pi

il

luoghi. Nel

iGoSPao-

fu soltanto

iVovaes,

ma

prov grande consola/ione, per la venuta in iluuia di Carlo Gonzaga duca di Nevers, spedito dal re di Francia Enrico

n(jn doversi loro tale titolo, e


te

quello di ministri.

solamenAggiunger che il
:.

IV

il

G/v/n<^Zt%

con

titolo

d'aiubascia,

Cardnalus iwidue alicujas Principis laici


Cohellio, Notiiia Cardiiialatus

lore per rendergli ubbidienza


stargli riverenza

e contein

LegaUoiif. perfungi non debent, riferisce

edosseciuiojCome

pub-

blico concistoro esegu.

Aedo

stesso tcai-

po giunse
se di
di

iu

Roma

d.

Antonio marcheoratore del re


nella costa
il

Quid auleni si Cardinalis a Principe Luco rcquiratur, ut Legalio' nci suo nomine ad alium Principcm,
a p. 171:

Funesta moro,

(|ual

edam Romanwn Pond/icem snscipiant,


numcpdd agerc,
illaq ;fungi debeatPne-

Congo o Bassa Guinea

d A-

fiica,

per mezzo del quale

re d. Alva-

gad\,x respondeasj ita eniin prudentis-

ro volle con particolar maniera dimostrarsi

nuovo

Ijglio liveieule del

Vicario

di Cristo e prestargli ubbidienza.

Di que-

sl'ambasciatore ragionai altrove, cornea

deEstouteuilCar' a Carolo T II Francoruni rege rogatus^ut unain cuiii alus,quos Romani miltebat, Legatus ire
sinius {'irCuglielinus

dinalis Rollioiiiagensis

Udienza, dicendo della medaglia monuujenlale perci coniata, pe'missiouari inviati da Paolo V iu delta regione, e pel nionumeuto sepolcraleereltogli nella basilica Libeiiana, essendo morto in Uoma.
JN'el
1

non gravaretur,

respoiidit, nec debere,

nec solitum esse Cardinalem, nisi pr

Romano

PoiUifice,

Legadone

accipere.

74'2 eletto imperatore Carlo VII, no-

nnnambascialore straordinario per rendere ubbidienza a Beucdello


X.1

il

car-

dinal Borghese, ci che esegu solenneinente, e lece cjiiiudila sup()lica dellePreci Priiiaric.

Tranne queste ambascerie


la

straordinarie per l'ubbidienza da rendersi

alias. Sede, o per

presentazione del
l'in

TribiUo della CluiiCti,^ per


del regno delle

vestitura

due

ly/t/Z/c, la (|uale tal-

volta

hi

prese nel concistoro pubblico

anche ah.uu cardinal deputalo procuratore, mediante omaggio e giuraineulo, bacio del piede e della mano del Papa,
il

quale l'ammetteva

al

duplice amplespel caidinal

so

(come

si

pu vedere
u."

A-

Fcderieus III (pioque Roma/ioi-uni Inipcrator petens aNicolao[\ Cusa) Cardi ualiss. Petriad T incula in Germania tane agente, ut Legatus suus eonventu; litisponensi iiiteresset, ob causani fidei indicto, respondit Cardinalis, id sibi, nisi concedere Pontifex, nullo /nodo licere j nec antea Imperatori assew et sii, quam scriptum esset Nicolao concessio impetrata, ut Cardinalis Papic/isis (Aiumanuali) tcstatur in epistola 48 apologetica apud Cardnales dtnisso consi.stoi'io contea Joannem Cardinalem Attrebatensem (GeoIlVoy) videnda. Dir per ultimo, che il n. 198 del Diario di Roma de' 24 novembre i8oa ripoil.i. Avendo Papa Pio VII dispensato did pubblico ingresso il conte de Sou-

qua\iva uel

324'nlel Diario di Ro-

lix

e IJulbleiu aiubuscialoie slruuidiuaiiu

U
tli

V,

n un

29
ca-

Malia

regina di Portogillo alla

s.

Sc-

cavallerizzo in abito di gala sopra

ile, ed accordalo al medesimo di porlaisi domenica mallina 21 del coiiente alln

vallo vngaitienle guarnito con fantini ai


lati.
i.""

Venivano

poi altre

'carrozze, nella

sua 1/ udienza, l'ambasciatore ne fece precorrere gl'inviti a' cardinali, al corpo


diplomatico, prelati, principi e altra nobilt,

delle quali eranvi mg."^ IVadiiii ,d. GiAltieri, d. Pietro

rolamo

ad

effetto di

mandare
i

le

carrozze coi

loro gentiluomini pel nobile corteggio,

de Souza Hold'ambascata (figlio dell'ambasciatore e poi duca di Palmella) e Giuseppe Sutterman maestro di camestein consigliere
ra, ludi

come segm verso le ore numero si portarono al


basciatore incontro
la

5, clie in

buon

incedeva

la

carrozza del genero


d' .Alva in

palazzo dell'am-

dell'

ambasciatore conte

uni-

chiesa di S.Loren-

forme
faele

e proprie livree,avendo seco d. Raf-

zo

in

Pane

Perna,dove furono dall'am-

basciatore
schi. In

falli servire di squisiti rinfre-

quell'occasione l'ambasciatore
dell'

d'ordine della regina insigi


di Cristo

ordine

Domenico Pappiani
della

console e
di

agente regio, e della croce dell'ordine


s.
si

Giacomo

Spada Gherardo deUos-

Guarneira incaricato d'alfari di Poril redi Sardegna. Dopo di questa veniva altra carrozza ov'erano cavalieri Alvarez, Pappiani e de Rossi, e Gioacchino Saverio (omez segretario, INcll'altre carrozze dell' ambasciatore a\eano preso lungo nobili addetti allacoiotogallo presso
i

direltore dell'accademia di Portogallo

iia di

Portogallo, sacerdoti superiori della


i

in

Roma.

Il

lutto disposto, all'ore 16 1/2


il

regia chiesa di
e
la

s.

Antonio de'portoghesi,

l'ambasciatore s'incammin veiso

pa-

famiglia nobile dell'ambasciatore me-

lazzo Quirinale col seguente ordine.Pre-

desimo.

Con

(presto nobilissimo treno

cedeva uno
l'altro

staffiere di

vanguaidia,quindi

chi d'oro avanti

che pollava l'ombrellino con fiocla vaga berlina di vanil

accompagnamento, e sempre in mezzo a mia folla di popolo, giunse al palazzo aposlolico Quirinale, ove colle consuete

guardia ov'era
denziali).
di

gran cuscino
staffieri

(colle cre-

formalit fu licevuto dalla famiglia nobile pontificia, e quindi fu

Indila

con

ricca livrea

inlrodollnda

panno verde e

can)icioIa di

scarlallo

rosso guarniti con gallone d'argento, e

ceremonie pontificie all'udienza del Papa. Dopo aver baciato


i]ue maestri delle
il

cappello pure gallonato d' argrito con


peiinacchiera bianca. Succedeva a questa
lina bellissima

piede e

la

mano,

e di essere sfato

am-

slufa

vagamente ornala

messo all'amplesso, cominci genuflesso il suo complimento presen'ando aPioVII


le lettere

con metalli dorati e ricca doratura, dove avea preso luogo l'ambasciatore in gran-

credenziali del serenissimo regfiglio della regina.


Il

gente Giovanni VI

de

iitiiforme di

comandante
i

delle guar-

l'apa fece cenno airand)ascialore che


alzasse e sedesse. Prosegi
il

si

die del corpo della regina ed insignilodei

suo discorso
santoPa-

suoi ordini, con in carrozza

prelaliSer-

esponendo
die
la

la

causa

flella

straordinaria
il

quedecano e sotto-decano in aLito nero, marciavano paggi a piedi con vago abito di velluto verde e camiciola
sta, oltre del
i

lupi, Frosini e Pereira, ed a'Iati di

nnibasciata diretta a felicitare


in

nome

del serenissimo reggente per


al pontificato, e

sua esaltazione

per rendivozio-

dere una nuova pubblica testimonianza


del filiale rispetto, della

ganzo d'oro tessuto in cremisi, guardaportoni colle loro ricche tracolle,e due
di
i

somma

volanti riccamente vestiti di scarlallo ros-

ne e fedelt della real corte di Portogallo alla s. Sede, implorando pel serenissi-

so con gallone eguale a quello delle livree

mo

principe reggente, per l'augusta fela

e cotolini di seta

rossi

C(jn

gran fiocchi

delissima regina,
sudditi portoghesi
lica.

corte reale, e tutti

d'argento

alle

bande, e berrettoni colio


il

la

benedizione aposto-

Stemma

dell'ambasciatore. Succedeva

Pio VII rispondendo con senlimen-

3o
ti

U C B
afTelUiosissimi
,

U
il

E
recatisi a

estern

sincero gra-

fnmhuii delle milizie,

festeg-

tlimento cleiranimo suo per quest'alto di


religiosa

ginrio. Nella stessa sera e nella seguente

venerazione prestalo alla


distinto elogio

s.

Sede

l'ambasciatore nel suo appartamento

il-

dajla real corte di Portogallo; e facendo

un pubblico
fedelissima

all'

angusta

luminato ricev le visite tifile di calore, inlrammezzate da continui rinfreschi di


gelati

regina, al
la

seienissitno legle

e biscottinerie. Dipoi questi

tre-

gente, ed a tutta

famiglia reale per

ni degli ambasciatori

luminose replicate prove della cristiana


loro piet, incaric l'ambasciatore di accertaie

e solamente

si

andarono in disuso, rinnovarono per gli anceremoniali, con-

basciatori straordinari al ConrlnveAioltre


si

sempre pi

il

serenissimo princire-

semplicizzarono
il

pe della paterna sua dilezione, e del


a tutta la corte reale
di

sislendo ora
in pii nobili

treno degli ambasciatori

cipioco singolarissimo suo attaccamento


J'ortogalo,
In

carrozze co'cavalli guarniti

di fiocchi e l'insegna dell'ombrellino, co-

fjne concluse con obbliganti


(li .sa

espressioni

me
ta

iP/vV/r/y romani.

Conviene e impor-

stima e di afTelto verso

la

persona

stes-

tenere pieseute per tutto l'articolo,

ilellauibasciatore, per le molte virt,


i

quelli indicati in corsivo, e per gli

^rne

che oltie

nobili$si(ni suoi natali lo ren-

bnsciaton\ oltre questo, Udienza e Residenza, e


nayioni.
gli articoli de'rispeltivi slati

devano
nata
la

accetto, caro e distinto.

Termi-

risposta del Papa,si tratteiinecon

esso solo l'ambasciatore all'udienza, e pscia

UI5I31D1ENZA
TOlll.
Vino,
/".

DEGLI AMBASClAe

Pio VII an)misebeuigiiamente


il

al

ba-

Ubbidienza.

ci del piede tulio

suo corteggio. Lisi

UBBRI AGREZZA

UBBRIACO, f.
(s.).

cenziatosi l'ambasciatore,
sitare
stato.
il

trasfer a vi-

cardinal Consalvi segretario di


di ci col

UBERTI
Nacque
in

Bernardo

Cardinale.

Dopo

medesiu)o treno,

Firenze

di chiara e antica pro-

l'ambasciafore percorrendo buora parte


della via del Corsosi portalla visita della
basilica di
s.

sapia,e seppesino da giovinello congiun-

gere l'illibatezza del costume


cazione degli sludi. Per
le
il

all'

appli-

Pietro, e nell' uscire lasci

Brocchi, nel]^?iv.\

copiosa limosina a'poveri. Indi l'ambasciatore


si

Fite de santi fiorentini,

,^.\Soi^

rec a visitare, in luogo del


,

riferisce

che

in

giovent
1'

si

die alle vanit

decano del sagro collegio


bani impedito,
Anlonelli,
lati
il il

cardinal Al-

del

mondo
i

e alla vita libera e sciolta,

ma

sollo-decano caidinal

non
che
nel

viziosa. Ricusate

onorevoli

nozze
e ri-

quale accompagnato da'pre-

parenti

gli

aveano procurato,

Pallotta, Tesini, IMa'itai

eTiberi

l'in-

tiratosi quasi

prodigiosamente nel io85

contro fino alla

sala, e l'uilrodusse nella

cameia
in
il
li

di ricevimento,

dove

si

trattenne

Siini,

iscambievoli discorsi, nel qual lem[>o

le

monastero di s. Salvi de'vallombrodopo averdato luminosi esempi deipistd)limi virt, vennecoutro sua voi

cardinale fece servire l'ambasciatore e

glia nel

oqy elellogenerale
Sy anni,
lo

di lutto l'or-

suo corteggio di abbondante rinfiesco

dine

di
II

e nel teiiq^o stesso

Ur-

di cioccolata e di varie sorte di gelati; e

bano

cre cardinale prete, dignit

con ci l'ambasciatore die principio alla


visita del
s.

che da

lui

sinceramente ricusala, accett


s.

collegio,

facendo

ivi

pine

di-

poi per ubbidienza col lilolo di

Griso-

slribuire nel partire limosine a'poveri accorsi. Restituitosi l'ainbascialore al

gono. Sostenne con


apostoliche per

immensa sua lode e

pra

vantaggio de' popoli parecchie legazioni


la

prio palazzo imband

un lauto pranzo

pace d'Italia, singolar-

chi l'avea corteggiato. Nel pomeriggio f-

mente
le

nella provincia di Lond):ir(lia,


l'allora

od

ce dare molte altre limoline a'poveri, e


nella sera rinfresco e

oggetto di slerminare

dominan-

mancie

alle

bande

simonia, e per convertire gli scismali-

U B E
ci

U B E
la

3r

o almeno per fienaie

loro lemerili.

mosiiie del pio cardinale, lo fecero aggra-

Ebbe commissione
sigli la

d'assistere co'suoi con-

vare

di debiti. IMirabile fu

il

zelo suo per

gran contessa Malildc (A.), die gi da qualche tempo avea richiesto alla
s.

la cattolica

religione e pel
la

ravvedimento
sua umilt.
A.

de'peccatori, e profonda

Sede, di cui fu eroina e benemeren-

tissima (e merit d'esser chiamata da s. Gregorio VII e da Pelagio II, la Dchora del Testamento nuo^-o ), un consigliere che tenesse presso di lei le veci del defunto s. Anselmo vescovo di Lucca, che l'a'

sua intercessione e vivente, Iddio oper strepitosi miracoli, fia'quali si narra che
col

segno

di

croce fece retrocedere

il

f'.i^

me
gini

Po, che gonfio d'acque, rotti

gli

ar-

\ea guidata nell'esercizio delle virt e perfezione cristiana; onde contribu alia con-

inondava spaventosamente le campagne del l'armigiano. Ricco di meriti e di virti, mor\ santamente in Parma, come supernalmente illuminalo avea predetto, a'4

ferma ed estensione de'dominii temporali

dicembrei i32 secondo


i

la

pi

dalla gran conlessa donati


s.

al

Patiimoil

vera o[)inione.oa'3 dicembrei


,

33

e d'an-

iiio di

Pietro. In questo
si

tempo

santo

cardinale
sa coloro

porlo a

Parma

per richiamadella Chie-

ni 72 come apparisce dalla lamina di piombo trovata nel suo sepolcro nella cat-

re all'unit e alla

comunione
dell'

tedrale,

ove fu deposto con breve

iscrizio-

che aderivano

allo scisma, e ce-

ne. Nel 1,543 fu dall'antica


rito in

tomba

trasfe-

lebrando nella solennil


inessa nella cattedrale,

Assunta

la

pi decente luogo, e poi collocato


altare

dopo l'Eviingclo
a detesta-

sotto

un

predic
'

al

popolo per invilario

Chiesa ne registr
gio

denho preziosa urna. La il nome nel Martirolo-

re lo scisma. iMa

avendo

nel fervore del

romano
il

a'4 dicembre. Tntlavolla os-

discorso proferite alcune proposizioni con-

serva
p.

Castellini,

De certitud,

glor. ss.

Enrico IV, nemico della Chiesa romana e fautore acerrimo


trarie all'imperatore

434
cui

^^'^ s'ignora

ancora da chi que-

sto santo fosse


|)er

dello scisma, quella parte di

numeroso
all'ini-

quando

solennemente canonizzato, vallombrosani fecero


i

popolo che empiamente aderiva

istanza alla congregazione de'rili per

l'e-

quo
tro

principe,
il

si

scagli furiosamente con-

stensione a tutta laCliiesadeiruilizio ch'essi

santo cardinale, e strappatolo con


di

ne facevano, fu rigettata nel 7 4, per1

violenza dall'aliare, lo pose in carcere, con

ch non constava della sua formale canonizzazione, sebbene constasse della santit e del
ti,

animo

procedere ad altre crudelt, dei

predando

vasi sagri e

preziosi arredi.

suo culto immemorabile. Infat1

La

conlessa Matilde udito l'orrendo e sasi

Alessandro VII con decreto de'2


1

no-

crilego attentato,
la testa di

condusse a Parma

ali

vembre 665 avea concesso per


si

le

dioce-

sue truppe, del che


il

atterriti

di

parmigiani, senza attendere


so nella citt,

suo ingres-

indi

da Clemente

Firenze e Parma l'unizio e messa, IK amplialo a'28 gen-

prontamente consegnarolei

naio 1668,

come

rileva

Lamberlini,

De

no a'messi da

spediti

il

cardinale, reIl

Canon,

ss. lib. 4, pai'-

2,cap. 5, n. 3 e 6.

stituendo pure tutto l'involato.

cardi-

nale s'interpose con l'irata contessa, e ri-

sparmi

la

vita agli autori del nii^filto.


tolti

Se ne celebra la festa con indulgenza, anche nella chiesa di s. Prassededi Pioma. Scrissero di questo santo cardinale a lungo, oltre
il

Destata perci in
nerazione,nel
i
1

ammirazione

e ve-

Brocchi, Muratori, Annali,


1

t.

06 rimase concordemenpopolo in vescovo di

6, par. 2, p.
e

00

Orsolini,

De' Pontefici

te eletto dal clero e

Cardinali fiorentinij Eggs, Porpora

Parma, che
squale
li.

ridusse all'ubbidienza di Pa-

bardia,
ni

in LomParma e colle sue maIo consagr vescovo. Le obbondanli li-

Questo Papa passando


rec in

dotta, Supplemento, p. 36: ne scrissero la Fila, s. Atto Pacense e pubblicata dal


p.

si

Tesauro Veli valloinbrosano


1

in Ilonia

nel

2,

ed

il

p. All,

Vita dis. Bcrnnr-

32

r.

U
me
suo fondatore e
i

V,

E
vescovo, onora
s.

do degli Vhcrti

alihatc d Fallornliro-

i.

sa ('cardinale di s. Cliicsa ^Vavtna 788.

Lamberto per suo


ni della selva

principale patrono,

li-

UDElTO
si

(s.),

vescovo di Liegi.

No

berto penetr ne'Iuoghi pi aspri e lonta-

hanno sicure notizie della sua vita fino le vanii\\ tempo in cui al^bandonando t del mondo, si dedic al divino servigio sotto la disciplina di s. Lamberto vescovo
di Mastiiclit,

diArdenna,
11

e vi distrusse

il

cullo degl'idoli.

suo zelofu da Dioavvadi sua


il

lorato col donode'miracoli.

velazione

il

tempo

Seppe per rimorte un anno

Sembra pei

cli'egU

prima,

raddoppi

fervore per dispor-

uscisse di nobile casato dell'Aquilania, e

visi. Neil'

occasione della consagrazioue

passasse

la

sna giovinezza alla coi

te

del re

Tierrico oTeodoricollI,efurseancbe per


fjualclip

lislaljchenel

tempo a! servizio di Pipino di He68 divenne maestro del palazzo d'Aiistrasia. Narrasi ch'egli amava olliemodo la caccia, e condnceva ima vita affatto mondana; ma tocco dalla grafia, prese la risoluzione di non vivere che
1

d'una nuova chiesa a Fur,egli [uesecomriiato dal suo popolo con un discordo; subito dopo fu presoda rebbre,e mori nel sesto
giorno della sua malattia a'3o maggio del

727.

Il

suo corpo venne poi lato


s.

a Liegi,

e deposto nella collegiata di

Pietro

per Gesi Cristo, e


via della salute san

tolse a

maestro della
in

donde neir825 fu trasferito alla badia di Andain nelle Ardenne, la quale ora porta il suo nome. Molli pellegrini concorrono
bia,
a visitare l'arca di
s.

Lamberto, ch'era
virt.
Il

Uberto,
la

il

grande estimazione di
e
i

suo fervore

quale invocato soprattutto contro

rab-

suoi [)rogiessi nella perfezione e nelle


gli

eper sua intercessione sono operate


festa

scienze ectlcsiastiche,

merita lono d'es-

molle guarigioni miracolose. La sua


si

sere innal'/ato al sacerdozio, e poco


il

dopo
fu in-

celebra a' 3 di

novembre, certamente

santo vescovo associollo

al

governo della

pei'qualche traslazione delle sue reliquie.

sua diocesi.

Dopo che s. Lamberto


assassinato,

UBERTO o ILDEBEPtTO, Cr7/v//W/('.

degnamente

berto nel 708 Egli si mostr vero seguace del suo maestrOj di cui invidiava
Iroci ingiurie altro
la

venne eletto li709 vescovo di MaUricht.


fine.

Alessandro

li

del

io6i

nel principio

del suo pontificato lo cre cardinale dia-

cono, e poi vice-cancelliere di


Panvini'o e
altri scrittori

s.

Chiesa.

Le pi

ain-

non ne fanno

non ficcvano che


la

menzione.
UL5El\T0,C<^//v////rtZ('. Suddiacono car-

fuocate

il

suo zelo per

salute de pec-

catoli; pieno di carit pe' poveii, distri-

dinale di
Il

s.

Chiesa,

(lori sotto

Alessandro
in Inghil-

buiva loro tutte

le

sue rendite; imlefesso

del

106

r,

che r invi legalo

nell'esercizio del pastorale ministero, a-

depravasi efficacemente ad abbattere

il

\7oead estirpare gli avanzi dell'idolatria; predicava il Vangelo con molta forza ed unzione, ed alimentava
il

suo fer-

appose il suo nome al decreto sulla primazia di Cantorbery su York; legazione che meglio sembra essersi esaurita dal celebre cardinal Uudjerto vescovo di Selva Candida. D'ordine di s. Greterra, indi

vore con continui digiuni ed orazioni. Nel

gorio VII ritorn legato apostolico


ghilterra
,

in

In-

720
un

trasport

il

corpo

di

s.

Lamberto da
Mosa
il
,

per esaminar

la

causa del veil

Waslrichl a Liegi, che non era allora che


villaggio sulle rive della
e vi

scovo di Dot, e per


glielmo
1

ammonire

re

Gualla

a rivocar la proibizione fatta ai

fece labbncnre
slesso ove
il

una

bella chiesa ncllii0''u o

vescovi de' suoi dominii di portarsi


visita

santo avea versato

proprio

sangue,
lorch
la

la

quale divenne cattedrale alIra'.fcrita

de sagri Liiiki. In t.de occasione ordin, che da ogni melropolilano fossero mandati due vescovi
celebrarsi in
al
i

sede di Mastiicht fu

."concilio
si

da
Vi-

Liegi, cio nel

chiesa di

721, dal qua! tempo la Liegi, che riguarda s.Ubei lo co

Roma. Da

alcuni

pretese

vescovo di Riiidid o di Pidcsiriiui.

UB
sce altro
tli

E
si

UBE
conopcroiic

33

vevn ancora nelioSi, indi non


lui.

quest'ultimo per non pu esserlo stato,

Gerardo

era morto nel i475,


la

URERTO
stalla, e nel

RODERTOo VITALE,
titolo di
s.

onde

ilp. Ilclyot

opina, che
^^^

fondazione

Cardinale. Prete del


fu presente neli
i i

Sabina,

segu nel

i44 ^

i44^-

T'''' scrittori

io6

al concilio di

Gua-

non
re

si

accordano neppure nel descrive-

12 a quello di Luterano,

la

figura del collare dell'ordine. Dicu

celebrati da Pasquale II, ed a[)prov con giuramento quanto avea o[!erulo tale

Papa intorno
stiche.

alle investiture

ecclesia-

Schoonebeck, ch'era composto di molti corni da caccia, da cui pendeva una medaglia coll'immagine di s. Uberto. Giustiniani

pretende ignorarsi

la

divisa del-

UBEPiTO, Cardinale.
1
I

Nel dicembre

l'ordine.

Mirco nulla ne

dice,

sebbene as-

22 o

neli

nale diacono di

123 Calisto II lo cre cardis. Maria in Via Lata, e


a favore del vescovo di G-

sicura che gli sla-tuti scritti in tedesco si conservavano mss. nella casa di Corterabaclis, e presso altri col catalogo de'cava-

sottoscrisse la sua bolla spedita in LateI

ano

nel

23

uova.

UBERTO
cap.

(s.),

Ordine equestre
11

e mi-

litare di Baviera.

p.

Helyot, Storia
t.

degli ordini religiosi e militari,

8,
s.

coati di Limlieri lino 0I14B7, tra'quali burgoTeckeuiburgo edi Nassau; baroni di Merod, Falleuce, SombelF,Bugel,Wallen, Blungart e altri. Il p. Bonanni, che nel Catalogo degli ordini equestri e mii
i

60

De' Cavalieri dell'ordine di

litari,

ne riporta

la

figura a p. 5i, riferi-

Uberto, narra che morto Rinaldo III duca di Juliers e di Gheldria nel 4x3, gli successe Adolfo II duca di Mons, il quale
1

nel
cati

1425

ricev l'investitura de'

due du-

dall'imperatore Sigismondo.

Ma Ar-

'"^ Ravesperg aumeltevauo soltanto nobili e che l' insegna era una collana di oro coll'immagine di s. Uberto in atto di adorare il Crocefisso fra due corna di cer-

sce

che fu

istituito nel 144^*


si

di vVeslfalia,e vi
;

noldo d'Igiuont che avea delle pretensioni su quelle Provincie,

vo.
ta

N ci fu senza
il

mistero, poich raccons.

s'impadron del

ducalo diGheldria, ed entr con truppe in quello di Juliers, il che obblig Adolfo II a trattare con lui un accordo, colla cessione del ducato di Gheldria, oltre ! 0,000 fiorini per l'altre sue pretensioni, e fece coi) esso tregua per 10 anni. Morto Adolfo II senza figli, ed essendogli succeduto nel ducato di Juliers nel 1437 Gerardo V suo nipote, Arnoldo d' Egmont rinnov le sue pretensioni su quel ducato, vi rientr con un'armata nel i444> '^^^ f"^' disfatto da Gerardo V, che riport una celebre vittoria a'3 novembre, giorno della festa di
gi.
s.

Uberto a'3 noBertrando duca d'Aquitauia, come essendo ancor pagano occupato nella caccia, gli apparve il Crocefisso fra le corna d'un cervo (come di s.pjustachio meglio narrai nel voI.LXKV, p. 289) e gli comand che andasse a trovare s. Landjerto vescovo di Mastriclit,ed avendo egli ubbidito, fu da quello amSurio nella
vita di

vembre, che dice figlio

di

maestrato nella fede e battezzato. Recapoi in R.oma ad Liinina Apostolo' rum, fu eletto vescovo in luogo di s. Lamberto defunto. Aggiunge il p. Bonanni, che cavalieri di s. Uberto nelle feste sotosi
i

L bertoni-'

.)

vescovo di Liedi questa vitto-

lenni

doveano

tutti vestire abito

nero al-

In

memoria pertanto

l'usanza spagnuola, ornato della suddetta


collana, da cui pendeva la croce patente
gioiellata e larga

dicono alcuni storici, fra'qualiSchoonebeck e il p. Bonanni, che Gerardo V


ria,

dita,

il

cui disegno rilutti


gii

istituisse

un ordine

di cavalleria sotto

il

porta anche

n p.

i5i. In

altri

nome e protezione di s. Uberto; ed come Mirco e Giustiniani, pongono


tuzione dell'ordine nel
VCL. LXXXII.

altri,
l'isti-

giorni portavano

una

fascia di seta lossu


sinistra
la

i473

i477- '"

pendente dalla spalla destro, a cui era appesa

al fianco

croce equestre

34
r;i;:;gianle,
(lei

E
I'

u
imtnngine
corna
d'oii

E
detta carlcn d'ar-

avcnle nel meyzo

peralore Giuseppe
cimaeslro, ch'era
rato di
stesso

1, la

Crocefisso collocalo fra

le

slitta

unita all'eletto-

ciMvojedi pi nella paite sinistra del pelfo aveano ricamala in oro e argento la nedcsima croce, ovvero l'ovato raggiante col

Baviera, venne restituita dallo


I

Giuseppe all'elellorcPalalinoGio.
di

Guglielmoduca

Neohurgo

(de' quali

motto

in tedesco:

Sta saldo nella

fede: Tu fide sta finniter, S'mcomu\\c\ue, lipiglia il p. Helyotjdopo la nioiie di(iio.

avvenimenti meglio a Baviera e PalatiN^To), che per conservare la memoria,


volle

come duca
s.

di Juliers ristabilire l'or-

(idglielmo duca

di Juliers, stante le difla

ferenze insorte per

successione tra

l'e-

lettore di Drande!)rg e

Wolfango

Gii

glielnio

duca

di

principi fecero
pel quale
il

Ira di

Neobwrgo, quegli due loro un accordo,


di
i

Uberto da gran tempo abolito, del quale si dichiar supremo magistrato o gran maestro. Ne rinnov neh 708 gli statuti con questo titolo; Statuta Ordinis
dine di
iniltaris
s.

Ilubcrti

Sercnis. Princip.

ducalo

Juliers tocc al

Jo. Griil. CofJit. Palatino

Rheni S. R.L
a'

duca

di

Neoburgo.

IN'el

G85 essendo mor


Palatino del

Elcct. Questo principe confer l'ordine a

lo senza figli

Carlo conte

molli signori di sua corte,

quali asse-

Reno

e 8. elettore dell' impero, Filippo

gn

delle pensioni considerabili, colla conla

Guglielmoduca diNeohurgoe di Juliers, avendo nell'istesso anno ereditato il ducalo di Cleves, col flivore dell'inperalore I.eopoldo l,che avea sposala una flelle sue
figlie,

dizione che fossero tenuti a darne

10.*

palle pel mantenimento de'poveri dell'ospedale, e che inoltre sborsassero nel gior-

no

della loro accellazione neiroidinei


al

00

successe al palalinalo

tiel

Reno

ungari d'oro. Quanto


segne, dice
il

vestiario e ini

alla dignit di elettore.

Era

stato quest'e-

p.

Helyol, che

cavalieri nei

lettorato stabilito in favore di CarloLuigi

giorni solenni

vestivano di nero e alla

conte Palatino del Ueno, conforme al trattato di Miinster del 164^5, l)ench in vi-

gore della bolla d' oro non


questo fu l'espediente che
cificare
i

vi

doveano
;

spagnuola,ma non portavano la goliglia. Portavano al collo una catena d'oro, da cui pendeva la descritta croce, e sull' abitoil detto

essere pi di 7 elettori dell'impero


si

ma
pa-

trov

pei-

raggi, nel cui


le

due rami
de'conti

Palatini,

mio dello
(

parole in

ovaio o cerchio atlorniatoda mezzo in fondo rosso erano alemanno: Pcrse^'crale co-

Hidolfiio

Pala tini

A^), l'altro

stante nella Fede. Fuori de'giorni di cercinonia e delle feste solenni

detto Guglicdiiino o de' duchi di Bavie

non polla-

r^

(^'.),

quali erano slati messi al pos-

sesso della dignit di elettore, di cui Fer-

vano collare, usando s-.igli un nastro rosso che dalla


scendeva all'anca

abili ordinari

spalla sinistra

dinando

conte Palatino del Reno era

dritta, dal

qual nastro
sinistra

sialo privalo dall'

imperatore Feidinanla

pendeva

la

croce, e nella parte


il

do

11

nel
di

1623, per aver accettala

co-

dell'abito eravi

descritto ovato. Altri

rona

Boemia

oftertagli
l'S."
la

da' ribelli del


erasi
te-

scrittori vogliono,

che

cavalieri portasdell' inse-

regno. Nell'istiluirsi
sitnihnenle slabilila

elettorato
di

sero

un

colletto d'oro,

ornalo

carica

gran

soriere dell'inipero, nitri dicono ristabilita

gne de'caccialori, d.d (piale pendeva una medaglia figurante s. Uberto, che cadea
loro sul petto.

la

dignit d'arcidapifero del medesi-

Secondo

gli

statuti dell'or-

mo,

lolla a
il

Federico

e confcM ita a
di

Masil

dine,

similiano

Grande duca

Baviera,
lui

numero de' principi inend)ri del medesimo indetermiuatojquello de'conil

quale, secondo altri, ebbe


Iclloralo Palatino, e che

la di

carica

ti

baroni formanti

il

capiloh), uniti

d'arcimaestio del palazzo annessa all'e-

venendo Massi-

niilianoprrvatodel

stio

elelloralo dall'ini-

un gran commendalore, fu fissato a 12, Per morte di INlassimiliano Giuseppe III duca ed elettore di Baviera, li^ruiinundo

U
con
lui
il

B E
eletlorePalalino,dii-

UBE
de dcHNirdiui' dopo
la ri

37
voluzione francese
scorso secolo,

i.raino della casaPalalina,Cnrlo

Teodoro diSullzbac

a vvenulii nel declinar dello

cadi Julierse Beig,e capo del 2. "ramo, gli successe negli stali ediguiti.Mortoanch'egli

futrasferila nFrancfort^e
I

chcLuigiXVIII
1 1

e di

Francia

lo

riconobbe nel 8 6.
1

Ma

senza piole,ebbe a successore

il

duca

di

noto che nelle rivoluzioni del

789 e del
ordi-

Due

Fonti ]\]assimiliauoGiuseppe,cho poi

itS3oin Francia, tranne

la

Legione d'otutti gli

di venne i. re di Baviera col

nouie

dilNI.is.

nore
ni lo fu

{f^-),

furono soppressi
di

siniilianol. Questi
s.

conferm l'ordine

di
i

equestri che descrlsN a' loro articoli, e

Uberto come

il

principale del regno,

pure questo
1

s.

Uberto. La sua ori1


'

suoi statuti e privilegi, et le

Ha de

telle

gine risale a'3


tuito da

maggio 4

6, e

sorte

l'ordre du

inerite ch'il de la con-

45

principali signori del

venne istiducato

de Bavire (/u'il avaitfonde (cio V ov'xxiQ A\ Masstniiliano Vedi^t\ merito civile, avendo pure istituito l'ordine di Massimiliano, f^'edi, dei merito militare, non che confermato e ampliato l'ordinedi s. Michele^ Tedi), que capitidaires sont aussi grands-croijc de l'ordre du merile c/i'/V, ils ani le pas sur Ics autres gramh-crox de l'ordre de s. Hubert, et qu les 12 niembres duchapilre de l'ordre de s. Hubert doi^-'ent e tre choisis parmi les coinniandeurs de l'ordre du mente civl qui ani les qualits requises et remplissent 6 ans rette place. Per disposizioni regie pi recenti non vi sono che
roine
^

di Bar, nella

Lorena

e nella

ora dipartimento del


ciii,

Mosa

Champagne, nella FianBar

riuniti in Car-le-Duc, capitale del

rois, alla

prcNcnza del loro princi[)e

edu-

ca di Bar, cardinal Landolfo o Lodovico

Barry,
22'),

del <piale riparlai nel voi. Ili, p.


in

ma

ambedue

luoghi per errore


fu detto de'

allora
di

non conosciuto
Il

duchi

Berry.

fine precipuo di sua fonda-

zione fu di por fine alle guerre che tra essi

ardevano, ed
citi

in

vece impiegare

gli

eser-

a porre

la

corona de'due ducati diBar

e di

Lorena

sulla testa di
il

Renato d'Aiijou
di

nipote del cardinale,

quale voleva spo

sarlo a Isabejla primogenita

Cirio

sovrani e

principi regnanti che ponilo


s.

duca

di

Lorena, come effettu. Perci


il

l'or-

ricevere l'ordine di
re
i

Uberto, come pu-

dine piese allora

nome

della

Fedelt,

loro agnati e parenti in linea masco-

lina, tant

quils ne sont pas au service trangerj ou les trangers que le roi cu reconnail particulicrement dignes, ou ceux qui il est conferpar leurs dans Vechange d' ordres trangers. Il capitolo dell'ordine
si

adottando per insegna de'cavalieri un lepre bianco avente al collo la collana d'oro, sulla

quale era

il

motto: Tout Uug.


e

L'ordine dovea essere temporaneo


rare 5 anni,

du-

aduna
vi

a'

12 ottobre.

che rec al duca, nel i4^2 fu dichiarato perpetuo e posto sotto la protezione di s. Uberto (^f^.)
pe' vantaggi

ma

La leggenda
i'ast.

della decorazione :

In tran

vescovo di Liegi,
sa

la cui

immagine

fu pre-

Nel rovescio

l'epigrafe

commeordine:

per distintivo, in vece del lepre, penabito e

morativa del ristabilimento


avitac

dell'

dente da una collana sul petto, altra sua


figura ricamala ponendosi
sul mantello. In
sull'

In memoriam recuperatac digtatis


I

708.
di

UBERTO (s.), Ordine equestre, gi di


Germania, che il eh. Gaetano Giucci nella sua Iconografia storica deFrancia e
gli ordini religiosi e cai'allereschi, con

mento

di lepri

cambiacavalieri istituirono una caccia che celebrarono sino all'anno


di tal

memoria

1789

nella vigdia

della festa del sauto

patrono. Per essere


segnalati servigi

ammesso

nell'ordi-

figure, dice esistente, senza dire in quale


stato. \J
1

ne, conveniva esser titolali o aveie reso


allo stato,
;

Almanach de Gotha pour


:

l'an-

o avere fat1'

ne 83y Ordres deC]wK'alerie,\o riporta nel regno diFrancia, rifereudo chela se-

to imprese celebri

mentre per

am-

raissone era necessario l'intervento del

36

UBE
na
d' oro.
I

f^ian mnestro, e eli 8 o io de' primi sitenori, oltre r ailesione del sovrano. In

pesa olla boUoniera dell'abito con cate-

gran croce, ed

commenda-

principio
di re,

ii

capo

dell'ortlint^ebbe
(juelio di

il

lilolo

neh 42-2 ottenne


il

grancac

ciatore, e veniva eletto anniialnienle, indi

portavano oltre la croce una piastra guarnita d'argento, attaccata dalla parte destra dell'abito e del mantello, in meztori

dopo

iGif) fu chiamalo gran njae-

zo alla quale era nor.

il

mollo
o

Firtus et IIo-

finalmente per gli statuti deh 788 s rese inamovibile in uno a'grandi officiali
stro,e

UBERTO

(s.)

GRAN CACCIA,

dell'ordine. L'ordine di

s.

Liberto

si

inaii-

AQUILA D'ORO,
UBIQUISTI
rani
il
i

o Ordine del MeriLute-

tenne nel suo pienosplendore, anco quan-

to (/^.) civile di il' iirtemberq.

ducato di Bar e quello di Lorena furono ceduti alla Francia, e Luigi con sue lettere del lySB conserv a' ca-

do

il

UBIQUITARI.

XV

quali erroneamente sostenevano che


di

Corpo

Ges

Cristo presente nella


in virt della

valieri tutti
ia ricordata

loro privilegi. Allorch per

Eucaristia [F.)

sua divina
essi

rivoluzione l'ordine fu sopsi

presenza dappertulto,Ji/;/(ytfc. Aveano

piesso in Francia,

mantenne

in

Germa1'

maliziosamente abbracciato questo sentia fine di non esser obbligati ad ammettere la Transustanziazione, cio il cambiamento di tutta la sostanza e\Panc e del Pino {F-), oel Corpo e nel Sangue (^'.)di Ges Cristo. Dicesi che l'eresiarca Lutero sostenne tal sentimento pel corso di due anni. Altri ne fanno i. autore Giovanni di Vestfalia, detto il T'esl' fal e ministro d' Amburgo nel i552, che si rese famoso pe' suoi scritti contro Lutero e contro Calvino. Altri invece pretendono che fu Breuzio discepolo di Lutero, ma che non pens sempre come il suo maestro, e che propag questa falsa

nia e ne fu centro Francfort sotto

am-

mento

ministrazione del barone di Crolbois di

Scewald. Riordinato neliS 5, ne fu amministratore il conte della Morre, eletto


i

poi gran maestro interino, cui successe ii gran maestro perpetuo duca d'Aumont, e nel

marzo 1816 re Luigi XVIII riconobbe l'ordine e per la 4-" volta si rinnovarono gli statuti. Consistevano l'insegne dell'ordine nella croced'oro a 4 hranche
smaltata di bianco e guarnita d'oro, nel
cui centro era

coll'immagine di

una medaglia o targhetta s. Uberto genuflesso dinanzi alla Croce splendente fra le corna d'un cervo; nel rovescio eravi la medaglia col fondo azzurro cogli stemmi del ducato di Bar e l'iscrizione: Ordo nobilis s. Hitberti Bavensis, institiitiis aimo ^\&. Questo distintivo equestre pendeva da nastro verde-cupo listato di rosso. I cavalieri grancroce usavano un grande nastro di detto colore, che passava dalla spalla dritta al fianco sinistro, in fondo al quale era attaccata la gran croce. Simile nastro aveanoi commendatori, meno laigo e con cioce di minor grandezza, distinguendosi commendatori dignitari
i

opinione nel i56o.


dottori

Ebbe
si

a seguaci Flavio

lllirico,Osiandro e altri eretici. Sei di questi

neh 577

unirono nel monail

sterodiBerg.edivi dichiaiarono
dell'

dogma

Lhiqidl del Corpo

di

Ges Cristo

come un
l'eretico
sta

articolo di fede. D'altra parte

Melantone scagliossi contro quedottiina dal primo suo nascere, e so-

stenne ch'era
fusione tra

un introdurre, sull'esempio
nature
le

degli Eiiticldani[F.),
le ihxe

una specie di Ges

di con-

Cristo,

attribuendo all'una

propriet dell'al-

relle

liste

pi larghe.

cavalieri semplici

portavano una croce


al descritto,

un nastro

simile

pei men grande e attaccato a un bottone dell'abito. Gli olficiali u^a-

morte in questa maniera di pensare. Le universit di VitIcmberga e diLipsia abbracciarono inutilmente il partito di Melantone, il numero
tra, e persistello fino alla

degli ubiquisti

Tano l'ordinaria croce dell'ordine eap-

prevalse per lungo

aument e il loro sistema tempo (va' J.k (crani e

u e
altri

U D A
due
partili: gli

Zj

Protcslanli\V.). Que' diSvezia, sosi

stenendolo,

divisero in

uni pielesero che durante


le tiel

la vita

fuorta-

duca di Svevia e d' Alsazia, nacque nelr893,e fu educato nell'abbazia di s.Gallo, ove si distinse colla vivezza dell'inseano.
congiunta a innocenza
di

Salvatore

il

suo corpo era dapper-

costumi e a piet.

tutto; gli altri

dichiararono che non ebbe

Falli rapidi progressi nelle scienze, suo

un

siil'atto

privilegio se
in

non dopo l'Ascea-

padre

lo

mand

in

Augusta, ponendolo
di lui merito, benlo fece

sione.

Sembra che

oggi questa opinio-

sotto la disciplina del vescovoAdalberone,


il

ne non abbia pi alcun partigiano fra i si sono essi ravvicinati a'calvinist,e pensano coaiiinemeiite che ilCorpo
luterani;
di GesiCristo presente col

quale conosciuto
1

il

ch non avesse che 6 anni, riere della sua chiesa, il cui


distribuire gli
vestili de'chierici.
gli

came-

ullizio era di

panesoltanto

comunione, enei momento che Io si riceve. L' Ub^uit di Dio si s[)iega: Dio dappertutto, conosce tutto, vede tutto, sente lutto, padrone di tulio, e provvede a tutto. Ubiquista, in termine dsll'universit di Parigi, era un dottore di teologia, il quale non era attaccato ad alcuna casa particolare, che non era n di Sorbona, n di Navarro, ec. Gli ubiquisti di delta universit chiamavansi semplicemente dottori in teologia, mentre in vece gli altri vi aggiungevano, della casa di Sorbona, o di Navarra, ec. UCITANA. Sede vescovile dell'Africa proconsolare sotto la metropoli di Cartagine, nella citt d' Ucitana maggiore, essendovi pure la citt di Ucitana minonella
re.

oruamenli degli altari e i Poscia lo promosse a,

ordini sagri

e gli die
il

nella cattedrale,

un canonicato giovane ecclesiastico


i

pose ogni curj nell'adeonpiere doveri del suo stato; divideva il tempo fra lo studio
e
la

preghiera, e

poveri godevano

la

mag-

gior parie delle sue rendite. Trovavasi a

Roma quando
be
lllino

moi

Adalberone, ch'eb-

per successore. Tornato in Au-

gusta, continu nella slessa maniera di vivere; anzi

vore e

si

sempre pi cresceva il suo feravanzava nelle pratiche della


i

morli(jcazione.Era in et di3

anni quan
^''^'-'""^

do per morie

di lllino nel

924

vescovo di Augusta, nominatovi dall'imperatore Enrico


I

l'VceZ/^^z/orcrediGer-

Ebbe a

vescovi Ottaviano che nel

mania, e fu consagrato nel giorno de'ss. Innocenti. Avendogli ungheresiegli schiavoni poco prima saccheggiato e incendiato la cattedrale
,

fu alla conferenza di
8lialo nel

Cartagine; Caio ere de' vandali

4^4

<^'''*

Unuerico

fece fabbricare in fretta


il

Ti ipolio che sottoscrisse la lettera del concilio Proconsolare, mandata al patriarca Paolo coutro
pel suo zelo cattolico; e
i

una chiesa per

riunirvi

popolo, e pateri

uanieute provvide a riparare


sarsi

pubblici

infortuni. Alleg molti pretesti per iscan-

uionolelili. IMorcelli,

Afr. dir.

1. 1.

dal seguire
la

la

corte

conoscendo
sia neimpor-

UCULA.

Sede vescovile d'Africa

nella

quanto
ti

presenza di un vescovo

provincia proconsolare della metropoli


di Cartagine. Si

cessaria alla sua diocesi, e (juanto

conoscono due vescovi,

ch'egli di per se stesso vegli alla c(jra

Ceiicio che nella conferenza di Cartagi-

delle

anime. Nella sua qualit

di

principe

ne del 4i
d'Lilica
;

fu rappresentato

da Vittore

dell'impero era obbligato a mantenere


delle truppe e

e Crisconio o Cresconio, nouii-

mandarle all'armala;

ma

nato fra'padri del concilio Proconsolare

ne die tulio
gli
li

il

carico a suo nipote, ed e-

che nel

656 scrissero

a Paolo patriarca di
i

tulio

si

dedic alle funzioni spirituadi carit.

Coslanlinopoli una lettera contro


uuteliti. Moroelli,

uio-

e alle
i

opere

Lavava ogni
i

gior-

Afr. chrA.x.

no
lati

piedi ai 2 poveri, a'quali dispensava

UDALaiCOo CLDARlCO(s.),vesco. vo d'Angusta. Figlio del conte Cbaldoe


fiatclludiLuiigarda moglie di luicaidoU

abbondanti elemosine; confortava


e gl'istrui va;

ma-

ficcva uso di

dormiva sulla paglia, nms liuo; iu quaresima raddujj-

38
piava
)ii

ud
le sii aistei ila;

ud
anno
vigilava

ogni

go, dote

le

persone [xilibliche ascollnno,

nula

sua diocesi e teneva due sinodi. Toila Iranquillil dopo varie vicende

Auditorium. Udietiza iliciamoaMcIicalle persone adunale per ascoltar predica, o


altra cosa simile.

pulilicliejfecc fabbricare la calledrale con grande luagnifcenza, e dedicolla di nuovo a:j. Afra, ch'era stala martirizzata nella

Dare udienza pubblica,

ad puhlicuin

persecuzione

di

Diocleziano inAugiista,

colloffuium adniiltere. Dare udienza segreta, ad secreturn,vcl pri\uTtum collocjuium adinittere. Dare udienza a'domeslici o forastieri, adnutteiu

di cui patrona. Veilendosi


gli

avanzalo ne-

anni, avea dimesso

il

vesc(n alo colla

dis^audiendisque domestici, vel cxteris

permissione dell'ini [leralore, cedendolo ad

operam ddve. Domandar

i\i\\^ma,admis'

Alberone suo nipote, per


Lazia di
la
s.

ritirarsi nell'ab-

Gallo. Ci

111

disapprovalo dal-

sonem vel colloquium postulare, secretum vel puhlcum. Anticamente il luogo


destinalo ne! palazzo apostolico all'udienza delle cause,
si
il

maggior

pai le dc'vocovi:

Udubico

fu

cilalu a Ingellieim nel

972

per rendervi

chiamava Auditorium,

tonlodisuacondotla,ecuMf>:ssbumilmenle di

donde deriv
r//

nome
ivi

a'giudici Uditori
le

aver peccalo contro


il

la

legge della

iiof/^/(/,),
i

che

udivano

informarileva

Chiesa, aggiugnendo che


di ritirarsi dal

solo desiderio

zioni e

ateriti delle cause,


i

come

pjondo

gli

avea fallo com-

Bernino; ed
il

curiali o procuratori presso


si

uiettere questo fallo. Fece dipoi

pellegrinaggio a Pioma, ove

il

un altro Papa gli dieslin)a


;

medesimo

dissero

Procuratori di
apostolico[f^^.).

collegio del
11

s.

Palazzo

de grandi contrassegni della sua

luogo poi dell'udienza del Papa, argodi quesl* articolo,


si

anche

in

Ravenna

fu accolto assai ono-

mento
bicolo.

chiam Cu-

levolaienle dall'imperatore e dall' imper.-iliice.

La sua

salute

and sempre pi

Camera, Cappella, Concistoro^ Presbiterio (F^.), ora stanza o camera di


La camera per
1'

dtclinando dal mese di uuiggio del 972, ed avvicinandosi al suo fine vieppi li suo
fervore infuocavasi. Negli ultimi istanti
fece collocare sulla cenere colle
slese in
si

udienza, cio pubblica e ordinaria o domestica.

udienza pubsul

blica la stanza della del


le

Trono,

qua-

biaccia

zo
so

al

forma di croce, e cos spir in mezsnoder a'4 luglio 97 3, in et pres-

gli

80

anni.

Fu

sepolto nella chiesa di


il

sant'Afra, che prese poscia anche


iiume.

suo

La sua santit fu lesliuioniata da ciiracoli, e Papa Giovaimi XV locanonizz nel

993. Questa
il

la (."canonizza-

zione che solennemente fu celebrata da'


l'api,

secondo
la

comune
il

consenso. Cele-

Papa nell'ammellervi al iJ^/c/o del piede (del quale omaggio meglio a Scarpa e ad UbdidieiNz a, il quale ultimo articolo e quello di Visita, si rannodano e compenetrano con questo, onde conviene tenerli sempre predenti), ordinariamente vestito colle scarpe crucigere,sottana, fascia, rocchetto e mozzetla; mentre ricevendo all'udienza, o per ossequio oper visite principesche, nella camera domestisiede
il

biasi

sua fesla

4lL>o''t>,gioruo di sua

cadiordmaria dimora, siede

allo scrittoio

morte.

sotto baldacchino, vestilo di scarpe o pau-

LDIEINZA oUDlENZl A, Audientia,


Admissio. L'udire,
l'ascoltare.

lofolecruci-ereezinunarra,con quelle va-

Dare u

dienza,vale slare ad i\co\\.aie,audire, au-

anche di vestiario, che dir parlando de'ricevimenti per l' Udienza e fisila
riet,

sculture. Dare udienza

si

dice propriaili

di principi sovrani, e insieme dignitosi,


si

quali sono semplici


in

melile de'P///a//;/, o altre persone

di

una parola

(juali

slinzione, <pjando ascollano chi \a loroa

convengono

al

parlare: e chiedere o avere udienza,

>i

di-

e al \'icario di

padre comune de'lcdeli disio che iu li[)odi umil-

ce del [)rocniaie o olteneie d'essere a


Scoluilo.

Udienza diciamo anche

al

luo-

l; nel icslo per onorare quelli che si rccanu dal Papa per l'udicuia o por vene-

UD
l'azione,

UD
non
s

39

secondo

grad,

manca

per decoro eziandio della maest ponliflcia,di praticarsi convenienti cerenioniali

lume LXXlX,p. 78. Gl'infedeli ancora e talvolta anche g' idolatri, si procurano
tale onorifica soddisfazione, ricevuti
ch'essi

an-

di cui parler,

cattolici

ricevono con-

graziosamente

con caril.E quinricevono

tiiKiameiile consolazioni, conforti e onore


in essere

di, etrodossi, infedeli e idolatri

paternamente

accolli

dall'

au-

dimoslrazioni piene di bont dal supre-

gusto Capo della Chiesa, haoiandonei piedi,

mo
vi

Gerarca de'

cattolici,

ed anco donati-

ricevendone l'apostolica Bcncdizio.),

proporzionati alle loro condizioni. In

iie(P

esentando coll'oracolo

di

ua vi-

generale, cattolici, cristiani eterodossi e


altri confessano, che la sensazicwe profonda e inesprimibile che provano trovandosi innanzi all'augusta presenza del

va voce parole sempre benevoli; ricolmali


altres di grazie spirituali e di sagri
tivi di

dona-

divozionali,
Q

ne,

Croce fi s.^i

come Rcliciuii', CoroMedaglie bciedcltc [f'.)


le

romano
tose

Pontefice,
le

non ha confronti im:

3Icdagle pontifir7>(/ .),ed oltre que'divoziouali che in gran


con indulgenze, oltre
copia
cattolici
1

perocch

sue semplici, soavi e digni-

si

fanno benedire'pe'loro
le ri-

maniere, talmente ne colpiscono l'animo, che riescono in modo del tutto su.[leriore e diverse

congiunti e coinpatriolti divoli, che

da quelle che

si

sento-

cevono come oggetti preziosi e d' inestimabile valoie. Nelle pontificie udienze sempre Papi furono solleciti di appagare
i

no

nelle

presentazioni a' pi potenti e

pi grandi sovrani secolari, Innumerabilo poi


il

novero

di coloro

che trovaronsi

le pie
le

brame

de'riverenli callolici,e quel-

confusi al cospetto d'un Papa, per quanto


vi si

persino de' loro parenti e amici, benii

fossero o[)portunaiiiente preparati;


di quelli

gnamente ascoltandone

bisogni, e ralle-

come pure
putarono

che ben

a ragione rel'i-

grandoli con umanissimi

parlari e colle

tal

giorno

e tali circostanze,

grazie del tesoro inesauribile della

Sede

stante pi fusto e pi bello di loro vita,

Apostolica. Pertanto
forestieri

la

molliludiue dei
grandezze, o
i

facendogli tale una profonda impressione

che recansi nell'eterna Pvoma, o


e

uell'animo da non mai pi cancellarsi, n

pc
pe>

ammu'arne

goderne

le

da potersi a'obastanza esprimere con


iole,

|)a

sentimento religioso onde venerare Liinina Aposlolornin (/^.), sono vivaansiosi d'esser

come ingenuamente

e nel suo bel

mente
za
ik'l

ammessi
i

all'udien-

cuore non dubit di ripetere a GregorioXVI il regnante imperatoredelle Russie

esauditi.

Papa e baciarne piedi, e ne sono Questo tiesiderio anche comuche visitano


il

Alessandro

li,

che chiamer

il

Paci/i-

co pel narrato a Turchia, ove celebrai gli

ne

agli eterodossi

la

gran

cit-

omaggi

t. Essi

amano

ossequiare

Soniino Ponfigli. Nella

resi personalmente in lioraa dai gran pasci ottomani a tal Papa e al ve-

tefice

ct

coula.

200

milioni di

nerando successore che regna. Egli questo


il

pi parte [irovano

forti

emozioni in tro-

possente e portentoso

ell'etto

che pro-

varsi alla sua presenza,

ma

sono
i

casi

che ne

proliltiiio

poco comuni per superare

duce negli animi la nostra ss. Religione i: un complesso di gravi riflessi, nel considerarsi riunire nella sagra persona del Papa,
ra,
il

gravi ostacoli de'rispetti umani,

come-

ch non convinti aljbastanza, per di loro sventura, che fuori della Chiesa cattolica non vi l'eterna salute; terribile sentenza e dottrina tradizionale, che
di ricordare all'

il

Sicario di Cesi Cristo ( / ) io terSuccessore (A.) di s. Pietro, il Pade'fedeli d'ogni


il

dre

comune

non

lascio

dizione, ed anche

grado e cousovrano dell'alma /lOdominio. Oc-

opportunit per tentare

ina (/'.) e

di florido illustre

d'illuminare alcuno de^li etrodossi e altii

cupati iFapi incessantemenleallecuredel

the ne abbisognano, ed ancora una volta cou santissime e autorevoli parole nel vo-

KiChiesa universale cai temporale gover-

no del principato, nell'udienza ricevono

4u
e7,-inclio
i

U D
ministri a
li

U D
alTari preposti,

laii

luogo e fonte
rali, e

di grazie spi rifilali e

tempo-

co' quali

discutono e risolvono, ovvero mediante Rescritti {F.) ex yJudicnlia


Sa>i(lissi/}ii j ed
pi

tribunale

supremo
e
Il

degli affari del

mondo cattolico
nio della
re,
t.

specialmente del domip.


:

anco verbalmente

Pa-

s.

Sode.
i

Menochio, Stuoe

impongono

loro disposizioni e ordini,

3,cent.

2,cap.

24 Della facilit
di

x'ivae vocis oracii io {[rase

che spiegai nel

difjicolt dell'udienze de'principi, riferisce.

voi.

LXXlVjp.
i

255). Inoltre nell'udiendecreti


delle sagie

mollo degna

lode
I

la costitu-

Conf^rcgazioni Carclinnlizic {^J ,), delle Sei^rctcric della s. Sede (^'.) e de' Tribuze

approvano

zione che fece Costantino


verso il 33i, ed Teodosiano lib.
1

imperatore

registrala nel codice


,

tit.
i

de

0/)'. reet. Pro\'.^

nali di

Roma
si

camenle

(/ .), alini tulli die anlitrattavano nell'udienza pub-

col

quale ralTren

magistrali posti al go-

verno delle Provincie dall'aggravare inpopoli, in cui fra le altre debitamente cose vieta che si dia prezzo o donativo a quelli che stanno alle portiere per essere
i

J)lica del Co7zc/.v/07o(/.). Alcuni

Papi co-

ruinciaiono

le

loro bolle o altri pontifcii

liplonii colla paiola

Aiidientiam, lichia-

juando
to
Ja

il

tenore dei Iratlalo nella medesoli

introdotti all'udienza del principe o del

Muia. licorder 3

esempi

di

Uenedet

XIV.
I

Ad

caidieiitiaii iostraii,c\\

2.' costituzione del


t.

Bull. Be.nedicli
solite udienze,

XI F,

4- J^ella

penultima udienza,

tli' la 53.'

In una delle
detti

th' la 55.^ Dalle udienze de' l'api ori-

ginarono alcuni de'


ta;

tribunali, gli
s.

]\on fit veiuiles jndicis velum, non ingressus redempti. Non infame licitationibus Secrelarium, non visio ipsa pracsidis rum prelio.S'i chiam Segretaluogo dove il principe o il giurio (P.) <lice dava l'udienza. Dice dunque Costantino 1, che tale luogo non dev'essere ngiu<!ice.
il

yJiiditores o ricordati uditori della

Ro-

iMna licitationihus,

il

che allora avviene,


quelli

mentre udienza
il

del principe o conci-

quando Admissionales, che sono


che stanno
alla

storo fu detto

tribunale della
( F'.).

Segnadel

portiera, o senza saputa


il

tura di giustizia

Roma centro e n'ie-

del principe o col consenso di lui,

che

tiopoli del cattolicismo, e residenza

sarebbe cosa molto

pii

riprovevole e in-

vescovo L/iiversalc[l .), vede conlinuojDcnte da ogni parte del mondo accorrei e Pescosi d'ogni rito e nazione, non solamente a venerare il Sepolcro de' ss. Pietro e Paolo,

fame, pigliano denari o presenti per


mettere
alla presenza del
i

am-

ganti o quelli
:

padrone litiche hanno negozi, che que-

ma

la

Cattedra apostolica e

Chi
to

in essa vi siede, ricevuti all'udienza

l'isio Principis cum prelio, et insta gressus redemptus. Alessandro Severo buon imperatore, fu lodalo da Lampridio,

fon fraterna cordiale elTusione. Oli quan-

perch era

facile in

accordare l'udienfacilit

immenso bene ricevono

tutte le greg-

ze, evisi
si
il

penetrava colla stessa

che

gi cristiane

dal colloquio de' loro pastori

entrava da qualunque senatore. Dice


p.

col /'.y/orc'(^.)de'pastori. In essa sirap-

Menochio, che

la

difncoll del dare

presenlano dallo zelo


i

e vigilanza

de'primi

udienza, se nasce da quelT avarizia, che

bisogni spirituali delle medesime, a cui

Costanlino
tedio l'udir

nota e corregge colla sua co-

il

secondo sempre sollecito proweile


del

ell-

glilu/ione, cosa sotdida e infume.


le

Seda

caccmenle. Questa preziosa liunione


licr>a

in-

querele altrui viziosa imsentire (piello che di1

capo colle

membra

del

misti-

pazienza, perch sebbene un gran flagello del principe


il

co corpo della Chiesa, produce meravigliosi e ubertosi elFelti, e

conferma

la

te-

cono

supplicanti,

applicarvi
il

ranimu,
si

nera divozione, ubbidienza e annessione deirE{)i>copnio colla s. St.de. Per lutto il


uairulo, chiauiei
1'

l'intenderlo e risolvere

rimedio, che
1

hu d'adoperare per
pedire
gli

l;vare

disordini, im-

udienza pouliliciu,

aggravi degl'innocenti, e

pone

[J

U D
si

4[
fos-

fai

concerto nelle cose, che


pace e non
si

osservi la
lu

gese re de'parti, pretese che Tiridate


se trattato al paro de'consoli di

giislizia, in

lurbi

tranquil-

Roma, n

lila della

repubhlico; ad ogni moclocjtie-

dimostrasse verun atto di soggezione,coine


il

sta rolj!)lif^azione del principe,dalla quaJe

deporre

la

spada oil far anticamera.

non deve soUrarsi, perch

l'esser prin-

cipe
ficio,

non

sola dignit,

ma

insieme ofil

L'Amydeno che neliG^j pubblic. De Pietaic Romana jpait. 4, cap. 2; De Aui

ministero, e se vogliamo dire

vero

dienlia

una pubblica

servit. Glie *e la diniooll

RI agi slr alunni corani Suninto Ponlifice quibus vis gladii, et in sonlcs
.

nasce da superbia e da alterigia, o da opinione, che l'esser facile in auuneUere all'

aniniadversio ,{.\\Q.\\\di\a Inter plures quos

enunieravimua niagislralus qui rcos piecluni, aliqui dcunlur judices ordinarii,

udienza qualsiasi sorte


avvilirsi,

di persone, sia

un

dettame

costume barregina Ester,


:

praefeclus Urbi sive i^ubernalor,audilor

baro, qual era quello della corte del re di


l'ersia, del

camcrae, vicarius populi seualor,

e.lgii'

quale diceva
di

la

come
liiics

si

ha dal cap. 4

sua istoria

O-

bernalor Urbis Leoni nac. Hisingulishebdomadis sialo die ordinariani corani

servi Rc^is^cL ciiiictav,(jnnc sub di-

tioiic

c/US siuit, nomili provi nciae,

quod

sive vir, sivc mitlicr,


riti.s

non

vocaliis, iute-

atrinnircgis intravcril,ahsqiieulla

sumino Ponfice habelur audienliain , ipaunique oinninni qnnc ineorunigeruntur Iribunalibus rcddunl ccrliorem, quos habcant carcere delenlos, quibus pr deliclis,quidreusfassus sil,quid leslibus pro-

ciinctalionc xtali/n nter/rintur. Io

ho

udito dire, che nella corte d'un gran principe s'usa oggid (morii! p. IMenocliio au-

tore di molle opere nel

i65G

in

Iloma

baia nulli in/ligi lur poena (salieni gravis), nisi hoc Pontifili adaniussini fuerit exjoslluin. Poulifex nunquani poenas augel,

con quelli che dimandano udienza, cortesia grande, senza distinguere il povero
dui ricco, poich
si

quando alrociora

scd easdeni ut pluriinuni mitigai, et incdunl ne jusliliani

costuma

di notare in

subvertat, magistraluuin judicio

animad-

un libretto tenuto dal Jfucsro di Cameni, o da chi sta alla portiera, il nome e cognome di chi domaiula udienza, notando anche il giorno che la domand, e conforme a (juesl'ordine dell anteriorit
nel chiederla, s'usa d'introdurli
cipe,
al

versioneni secunduni leges relinquit,quos

iteruin,alquc iteruin inonel, caveanl


vi lia, et

vel in

a senequemquani quovis praetexlu, minimo scienles, vel incuria lae-

prin-

danl. Recensenduin hoc loco anliquissiniuin AulaePonli/leiae iuslilulum,cujus

osservando

in ci

il

detto de' leggisli

caussam exislimo non omnibus nolani.


PoiilifeX Clini Return Oraloribus, sive Cardinalibus recenter in Sacritin Collegiuin coaplalis, publicuin Concisloruuii

e la regola loro, che:

Quid est prior lem-

pore, polior est Jurc. Se questo per ordinario si osservasse sarebbe rimedialo
a molte amaritudini e mormorazioni di
quelli, pe'quali le portiere del principe so-

praescripta cousueludine exiibet,

et

tos

no come

di

bronzo, o
si

come
fa

quella poi-la
negli

aliqnando per aliqnol Icuiporis spaciuiit praeslolelur necessesil: nequicquainolio


delur advocaloruni concislorialis Aulue iinus corata eo luculenlam, qua alrocissimui/i quodque /ngil crimen luibel oraiioncin, palrein

ferrea, della pjole

menzione

Ani ylposlolici''. Leggo


trattamento che
convenire, e
i

neh' Istruzioni

del Parisi, parlando dell'onorificenze di


principi credono loro

a Jilio invnanissime pe-

le (]uali

trascurandosi re[)u-

reinpinm,fralrein afralrc veneno sublaluinj slupruin virgini indigne exlorlum, vini inipolenter dlalain, majeslalem suoi-

tDno avvilita
ricevere da

la

loro dignit, che (piando


si

Tiridate re d'Armenia

port

in

Uomaa

Nerone
il

la

corona, lacconla

mo

sedere laesain. Proposilum casuiii

Tacilo, che

di lui iVulcllo

Aisatc \'ulu-

muli ralioiubu. exj^geratj ni Ponli/i.-

42
teni
();i

UD
ad
vik ciani

U D
leges

juxla

mpellnt

ze doniesliclie pontifcie, e

da

cpiali

per-.

psco dopo

Uil)!ii)o

Vili rimosse l'uso

one, nil7e e cubiculari sono giiamilo


e occupale, per sicurezza e decoro tiella

e pi nobili allnljuzioiii die agli avvocali


coDcisloiiali, nell'udienza soleotiedel con-

reggia papale, Nella

r."

gran sala sempre

tisloro pubblico, che noverai ojeglio nel


\ol.

custodita dalla guardia Svizzera poiilificia(f'.),f>\

LXXX, p. 127). El hoc non alia de caiissa (juam ul rontficibus suo ngenio
legiiin se-

feroianoi domestici di livrea


si

di quelli

che

recano all'udienza del Pa-

viibus aculeos acuat, eis(jue


n!qiie eliam consicto
III si

pa. Nella 2." sala sono

Pai afrcnicri^f.)

vcrilalem Urbi logatae necessariani

edam

esediari col decano, e due ordinanze a


caviillo

sedere comniendal,

dragoni della Milizia ponti/cia.


i

poslea quid simile vere conlingant

Visi trattengono
stiti

decani de'cardinali ve-

sacerdotali pittale conlrarium suggeren-r


le iniilluin

di

nero e

detti di collare. In

tempo

non praelermillant. Et
illi

liaec

dell'

udienze ordinarie e pubbliche, dei

(jKod

ad Urbein Fwmani; quod vero ad


subjeclas special, illas di-

concisloiij delle prediche, delle congregazioni

provicias

che lengonsi innanzi


per
la lettura

al

Papa,deire-

versis pvaesid'.hiis cotnniissas sitpra ostendiiniis:

sauiede'nuovi vescovi^ delle ca[)pelleponlificie,

quibus jus quideni, sicarios,

de'decreli per beati^

iomicidas, aliosque delinqiienles vincuis

fcazioni, pe' ricevimenti de'

monarchi e

coercendi, processimi in eos fahricanlege anirnadverlendi j

principi reali, e per

1'

imposizione della
e corteggiate

di,nonlamen ex
snllani, de

ino7zelta e bei reit


alile stanze

a'

cardinali nuovi, le

linde processuni Iran^ntitlunt

ad s. Con-

sono guarnite
le

qua snpra

habiiiinus sermo-

da'stguenli. Tutte
le

udienze ordinarie e

neni, qneni Jlluslnssinii Fatres subldis-

altre accennate funzioni e


la

adunanze
guarnisce

sima indagaiione exaniinant, coque exajninato,

hanno luogo
il

mattina; nelle ore poinesi

cantra

vel

pr reo dccernunt.

lidiane e nella sera soltanto


pontifcio appiu
s.

Decrelum Patriim, secrelarius nferlSanctissiino, qui qnandoque ex caussa sibi


lene visa illud nioderatur, immulat, vel penilus tollit, et deniuni non nisieo sciente el

tomento

pe' vesperi e

nulle del
vi,

Natale, [)e'delii cardinali nuo-

e pe'ricevimenti de'principi, se in tali


SI

ore

fanno, eziaridio

si

guarniscono e cor-

connivente sorlilur ejjecluni.


licet,

Ex bis

teggiano da quelli che vailo a notare.Nella

lector videas

habendum

sii

quatn pr niiracido sumnnini ronti/icem tot

camera dopo

la

sala de' palafrenieri

dalla

Milizia pontifcia de' gendarmi

curis dislenlnni,

parva qnaecui.que ad
sptclanlia^

della brigala palatina, gi carabinieri pel

sauttni morlalnun

nedum

narrato nel

voi.

LUI,

p. 2

i4e 227;

oltie
se-

adverlere, sed sumnio studio curare^ ut


cli'g'Ose

credi po'isil, euin ( nisi prae-

due gue

sentinelle svizzere. In quella

che

dalla guardia palatina, formata dalm

ieiilius assisterei

Nttmen )

tot

laboribus

l'antica Civica scelta e dalla milizia ur-

iiortalern

La

excedcnlibus, imparern fore. residenza oidintiia del J'apa iiiRo


nt Palazzi apoilolici, cio ie\Palaz-

bana dtCapotoi, della quale tenni proposito nel ol.L,p. 202; e da unode'coiuinissari battistrada, de' quali riparlai nei voi, p.

ma

zo apostolico f alicano e nel Palazzo aposlolico Quirinale {^


),

XI,

p. 2r),

XLI,

p.

i43e297,LXXIX,

nella

nilcggiadissi

tura nel

Palazzo apostolico di Castel


{T'.).

Gandolfo

Nel descriverli

pine

272, 274 e 2 75, da antichissimo tempo precedendoessi prima in calessee da molTre/ti {f\) del Papa. ti anni a cavallo
i

degli appiiilanienti pontificii, delle sale


nobili del Irono per
la

In questa
pellani,
e altri.

si

fermano

camerieri,

cap-

pubblica udienza,

caudatari de' cardinuli, prelati


il

iliiiranlicaineie segrete

die precidono

la

Nella seguente stanza


"^

segredi cu-

Lciincia dell'udienza ordinaria nelle slau-

tario eccleyidstioo di luii

maestro

U D
nicia,

UD
maggiore
talo),
il

43
vestiario di questi
voi.

due Bussolanti (P.), cio uno partecipante e l'alUo soprammiDcrario, cujjiculari che gi formavano 3 classi, le
i

(pel

nuovo

(lue ulliuii a vedersi

il

LXVIH
il
il

ci-

capitano degli
il

svizzeri,
.),

Candaprefetlo
.)

ailie essendo

Ccnncrcri cxtrct e
1'

gli

lario e

Crocifero (/

oltre

Scudieri [f
la

.),

V aiulanle magj^iore delollziale

i\^' Maestri

delle cercmonie pontificic[ /


le

detta guardia palatina, e


;

ik'lla guardia svizzera quando per il luino degli ofllziali cade nel tenente o

annunziano come lali, altrimenti se viaggiano con altri titoli, il solo maestro delle ceremonie ponse
i

sovrani e

sovrane

si

nel

soltolenente,

essi

lioiino

luogo nelanlicanieia
si

lilicie

Segretario della congregazione ce(.[urie

ranlicamera nubile e
s.

d'ontjie, delta del


nell'

renionitile,\[
tali
il

inlorviene

sempre

in

OfJzio,

ed

il

capitano

udienze e inclusi vamenle

se invilato

segreta, Nella della tyilicainera

tratten'

gono

maestri di camera e gentiluomini


stanza ove sono

piefello. I maestri delle ceremoniehanno luogo neir anticamera segreta, ed in


il

de'cardinaii, principi, aniLascialori e altri,

quella d'onore

caudatario e

il

crocifero,
vi

Segue

la

le

Guardie

no-

ed anche

gli

aiutanti di canner se

voil

bili nonti/ici(',An\\e cpiali riparlai nel voi,

gliono andare o se debbano aumentare


corteggio.
In

LXXlX,p.
ticamente

274)*^"' p'0[)rio cadetto: an-

alcune circostanze, come

in

vece di esse eranvi


e(\
i

le

Lau-

per
del

la
ss.

processione

tW Arciconfratei nilcl
luogo nella
festa del ss.

de

spezzate

Ca\>alleggieri. Neil' an--

Nome di Ilaria, che ha

ticameia nobile e d'onore, e sala del Irono e di udienza pubblica risiedono Cai

ilomenioa dell'S.^ della

Nome
del-

di il/aria, recandosi nel pumerii^gio dalla

lzi

f rieri
i

ed

d'onore in abito paonazzo (^ ), Camerieri d'onore di Spada e Cap-

sua chiesa alla Chiesa di

s.

Maria
la

la J ittoria, entrando nel cortile del palazzo Quirinale

pa
ri,

(de' quali e degli altri

pel

Del
te

supraimumeranuovo vestiario, tornai a parlare vol.LXVIIijp. 3), e nominati leneni

per ricevere
la

benedi-

zione dal Papa, che

coinpaite dalla

loggia sotto l'orologio, oltre l'anlicaucra

o sottu-lenenle degli
nella

svizzeri,

Final-

doppia s'invitano ancora


tiito

pi elati sosli-

mente
elle

pricna
la

anticamera segreta,
risietle.

della segreteria di slato Segretario

precede

camera ove
il

studia

dellaCiJa,\[ Segretario de' brevi a' principi,


il

e d udienza
e dossello,
si
i

Fa[>a, sotto baldacchino

Segretario delle lettere latine, V


il

Irovaui): l'esente delle guar-

ditore del Papa,


stro del
s.

io\\.oil

UData rio, W Mae-

die nobili,

merari,
tea pa

Camerieri segreti soprannuCamerieri di Spada e Cappa soprannumerari, Cantei ieri segreti pari
i

Palazzo,

prefetto de' cerei

monieri pontificii, ed
Ili.

cardinali Palati'

Nelle udienze ordinarie della sera, ol-

(i^i:

il

prelato /l/rze^/^o di
i

Camera
CHvaiie-

ire gli svizzeri,! palufVenieri,e l'ordinanze


1' anticamere veglia uno Scopatore segreto (^.), che accompagna chi viene all'udienza al cameriere segreto partecipante di setlimana che introduce dal Papa, e non avvi altri. Dalla sala

(/
li

.).

Anni adilielroeranvi pure


{^J

de'uragoni, per

GerosoUiiiiian

.)novizii professi, pel


p.

riferito Del voi.

VII,

4o e4'2.Nu(erche
setti-

di tutte le ricordate classi dei Bussolanti

e Camerieri del Papa, di servizio di

mana, tranne
princi[ii reali,

priuji, ve n' sollanlo

uno
nu-

de'palal'renieri per

un passetto

si

perviene

per specie. Fe'ricevimenti de'monarchi e


i

alla stanza degli scopatori segreti e

quindi

detti individui
il

sono

in

nell'intima seconda anticamera domestica e segreta del Papa,


ta di dossello e
gli

Uiero doppio,

che

dicesi

anticamera

egualmente munila

doppia, ed allora intervengono ancora


iieiranticamera segreta
il

baldacchino, per
ili

(|ual8

il

Maggiordomo,
il

ammessi all'udienza

vescovo Eltmosinieie,\\ vescovo Sagriil

vaca, sono introdotti al

tempo ch'essa Papa dal came-

sta,

Foriere maggiore,

Cavallerizzo

riere segreto di settimana, e in sua as^cn-

44
li

ud
camera del Papa[V.),
le

ud
Prefetto de' ss. Palazzi apostolici^ V.), so[riiiteiidea'mcilesimi palazzi cilall'iiilera

za (\a\'Jiitlaulc di

quale per essa in liiUe

ore e in ogni
clii

tempo

coiiiluce dal Poiilelice


tulli
i

riceve

corte efatiiiglia pontificia. In

falli

per uili-

privatamenle. Quasi

nominali, se
il

dio mg." Francesco

ile

Medici de'principi

non abitano
j)a, in

nel |)aIazzo

ove risiede

Va-

esso sono condoli! da'liulloni pa-

Siro di

d'Ottaiano,dalPapaPio IX prima da niaecamera fu avanzato a maggiorsostituendogli


il

Jalini, e poi

con

essi riportali alle

loro a-

domo,

cameriere segreto

Jjilazioni.

segretario d' ambasciata

mg/ Edoardo
ai

Poco dopo l'origine delD/Vzr/o(i//iow^, cli'i'bbe [)i incipio nel 7 6 e fu il /'giori


1

Borromeo Arese
1
1

di

Milano, ed avendo

naie ulHciale del governo, periodicamente


si
il

G giugno 856 crealo cardinale diacono mg' de Medici, a cui poi confer la diaconia di
s.

che

pubblicavano le udienze ordinarie Papa accordava a'cardiuali. ambagovernatore di


i

Giorgio in Velabro, dichiar


fece

maggiordomo mg.' Borromeo e


.stro
ili

mae-

sciatori,
iiislri,

Roma e

oltre

ricevimenti de'

mimonarchi e
altri

oan)era l'attuale mg.' Bartolomeo

l'acca di

Benevento canonico Vaticano,


(di cui parlai nel voi.

principi sovrani, e degl'illustri forestieri;

gi uditore e segretario del tribunale della

in seguitosi

restrinse

la

pubblicazione

segnaturadi giustizia

dell'udienze a quelle di qualche personag-

LXXIX,p.

gio straniero, oltre

le

delle visite prin-

17 ealtrove). L'onorevolissimo e distinto uflzio di maestro di camera del

cipesche, a quelle delle deputazioni e cor|)orazioni religiose, de'cardinalie primari

Papa equivale

al gran ciambellano e inIroduUore degli ambasciatori de'sovrani

vescovi provenienti dall'estero, e pel rice-

secolari, simile a' dignitari degli antichi

violento dogli ambasciatori d' Ubbidienza{^T".)y(\*s}\

imperatori, Praeposili Cabiculi e flJagisttr

Ambasciatori e
l

Ministri(\-

Adinissionum. Anticamente e nel


'

jilomalici di Residenza {f'.), nel presen-

principiare del secolo Vii fungeva co'Papi


il

lare

le

loro ciedenziali.

lJaeslro dica-

corrispondente
il

ullizio di
s.

maestro

di

jnera del

Papa

il

prelato palatino,

canieia

Secondicero della

Sede(^f^.);
(/^.)

che

[>rcsiede al

ceremoniale della famil'ammissioneal-

ed inlrodultore ne'Com;;/a o A/iOf^/

glia e corte pontificia. per

romani eia anticamente


la
ci
s,

il

Priinicerodel-

l'udienza del Papa, e delle sue anticamere; in

Scdc{^f\). Molti scrittori ecclesiastisi-

Roma purea

quello de' 7VtH?"(^'^.),

usarono del vocabolo Observo pei

Cai'alcate, e ad ogni

accompagnamento

gnificare l'aspettare,

come

si s.

legge nelsi-

e corteggio del Pontefice allorch recasi


in alcun luogo, e ne' Flagizi e /ill^ggiature in quella

nodo romano celebrato da


sisleva alla porla avvis
i

Bonifacio
il

li

l'apa del ,>3o, dove ildiacono

quale as-

parte che

gli

spella. In-

padri

comeTeo-

tioduce
idlri

all'

udienza o

visita

del

i*apa

dusio metropolita slava aspellando per

Sovrani, Principi, Andjasciatori (/ .) ed personaggi s laici che ecclesiastici c regolari, oltre prelati e ministri che
i

esporre
nanza.

la

sua causa a quella sagra aduullcio de'

Era

Diaconi

l'

intro-

dtnre coloro che desideravano l'udienza


ne' sinodi. Laonde vescovi dell' Egitto condannarono il conciliabolo diXiroconi

jinncipalmenle nella mattina hanno

l'u-

dienza ordinaria o straordinaria. Per assenza e impotenza del maestro di camera,

gregato contro
cerifere

s.

Atanasio, perch
i

il

car-

ammissione e introduzione all' utlienza e in altro, supplisce il cameriere


1'

per

ammetteva quelli quali volevano l'udienza. Del medesimo verbo si serve


la /

fetgrelo partecipante di servizio di settiliiana. Talvtjlta viene crealo cardinale

o/^M/<z in questo significalo: Obserositi

vat
ci

ad postes
I

mei.

S.\>v\o [\\\y,^.\u\\-

promosso allacarica

ih

i\l aggi or

dumosi ^ .)

del 2

li

7,ad esempiodi s.Evaristo Pa-

i."prclutjpalaliuo,chcuradopoilcarUiuul

pi deli

i->,

ordunlo che 2

preti e 3 diu-

ud
coni nrcnmpagnasseioil
pi.-r

U D
Pnpa
e
i

41;
ri-

voscovi,
vita,

airudlpnrn.Cheil medesimo segrcfnrio

servire di teslimoiii
i

delln loro

ceve nella sjiddetla ramer dchussolanli


tuli e le

contro
ci

sospetti e le caluiiuie degli eretii

persone a ri) messe a H'uilienzajtjoi li-

e scismatici, quindi

vescovi tennero
gli

di le l introdurre da'bussolanli nellanli-

seco loro un ecclesiastico che

acconi-

camera d'onore,questi annunziandole per

pngnavano dapperlullo. Era tesliitionio di loro orioni e dormivano nella medesima


stanza

nome

a'camciieri d'onore, quali ne prei

vengono

il

deW Episcopio,

e.

per (pieslo motiIl

nolifira al

cameriere segreto, e questi prelato maestro di camera.

le
Il

vo

si

chiam Vcf//o

(/.).

paliiarrndi
il

segielaiio in delta camera riceve ancora


le

Costantinopoli ebbe
quali

pii sincelli,

i.

'dei

persone che vengono a domandiir

l'ui

chiama vasi Protosinccllo

[/'.).

D\i

dienza (ci che anticamente facevano


bussolanti), se pure

versi cancui de'concili stabilirono

che

vescovi non ricevessero all'udienza

donne

senza

la

presenza d'alcuni
lichi
i

preti e diaconi;

non recansi a ci fare nella residenza di monsignore suo padrone. Che esse debbono esibire nozioni
idonee di loro, e indicare da chi sono conosciute, per essere poste in nota; questa
poi
stesso segretario porta al prelato, e

ne'tempi an
sente

vescovi pi che al pre-

doveano ogni giorno e ogni momento ascoltare uomini e donne. Certamente tra gli antichissimi Cuhciilari[f .)

prima che termini l'anticamera da


i

lo
es-

del Papa, dimoranti nel suo cubiculo o camera intima di residenza e riposo, uno de' primari avr esercitato
1'

so riceve l'incarico di spedire


quelli

biglietti

che

il

Papa ha ammessi per

le fu-

incarico di
il

ture udienze, sottoscritti da monsignore,


e
li

introdurre alla sua udienza,


progresso di

quale in

ricapila a

mezzo de'suddetli dragoni.

me di

tempo fu chiamato col noMaestro di camera, Mogistcr CuAulac. Al mio articolo

Che per l'udienza poi delle sigoorc(le quali come avvertii nel voi. L, p. 206 e altro ve, non
si

biculi, Alngisler

ani mellono allatto nelle stanle

narrai tutte le onorevoli allribuzioni che


esercita e le distinte prerogative die gode,
fia le quali

ze pontificie, godendo l'eccezione tra

donne

le sole

sovrane e

le

principesse di

ragguardevole

la

custodia

del

Sigillo

{F.) pontificio

dell'

Jncllo
quelli

sangue regio colle loro damedi compagnia: per mentre il Papa assente da Pioma,

Pescalorio.

Quanto

all'udienze ordinarie

del Papa, raccontai

come

invila

surnmentovati pel servigio di turno, onde guarnire l'appartamento pontificio,


sia di

anche dalle signore si ponno vedere gli appartamenti e giardini pontificii, ovvero quelli d'un palazzo mentre il Papa abita l'altro, mediante biglietti di permesso del
i

guardie che
al
i

di

cubiculari.

L'ora
segieta
l'e-

maggiordomo) e signori che ricevonsi


le
tri

nelal-

dell' apertura

dell'

anticamera
di

ore pomeridiane di alcuni giorni, in


voi.

che sente consegna


jiontilicia
;

maestro

camera
il

luoghi del palazzo abitalo dal Papa, L, p.

3 rapporti de'3 corpi miloro posti; che


di lui

che indicai nel


a p. zCh),

25
l

ossia nel

litari esistenti a'

Caffearous del Quirinale, e pel Valicano

segretario presenta al prelato la nota degl'individui cubiculari che guarniscono


le

ove Gregorio

X\

fece colloca-

re

(ac-siroile de'pilaslii delle loggie di

diverse anticamere, e

la

nota in doppio co'

Radiiele da lui acquistati, ed a p.

286 o

nomi

e qualifiche delle persone

ammesse
la

casino di Pio IV. Talvolta nel Quirinale


i

all'udienza nella slessa mattina, con l'av-

l'api

riceverono nella sagrestia della cap;

vertenza se alcuno
ia di quelli

le

prescnta,oltre

no-

che domandano rudien7a;che


i

queste note, ritenuta una copia della


le

.",

Vaticano nella sagreanche nella biblioteca Vaticana. La nota di tali signori


pella Paolino
e nel
stia

della cappella Sistina, ed

umilia alPapa e dal ((uale

ice ve gli orti

i-

e signore

ammesso

all'udienza slraordiil

ui su quelli

che iiuplurauu

1'

ammissione

naiia pomeruliiina,

maestro

di

camera

46
la

U D
consegna
al

'

ud
feci-

cameriere segreto pni


il

co,

le

domanda

al

Papa
(/'.),
il

il

cardinal Sgquali;

panie

di sellitnnna,

<]iialf assiale

il

j^a-

grclrt-io di

Slato

con suo

pa con un suo collega. Inoltre corteggiauno llo il Papa un aiutante di carniera scopatore segreto, il decano e due palafrenieri. Se dette udienze sono per prin,

biglietto ne
ra,

d parte

al oiaeslio di

camequa-

rimarcando

se in foru)d privata

lora sieno ferie o vacanze.


si

Che recando*
,

dal

Papa sovrani
maestro
di

sovrane
invita

principi

cipi o principesse reali v'interviene


il

anco

e principesse reali,
[ira,
il

come

gi riportai di so

maestro

di

camera. Tuttora

si

ricevono

camera

anticamein

{dl'tidienza le signore al Quirinale nel Caf-

ra dop[)icrj cio

il

doppio delle guardie e

feanms,alVaticano nella sala abbellita da' suddetti pilastri tratti da Piallaele. Di pi

de'cubiculari dell'udienze ordinarie,

uno
clu-

al

/laestro di cereinonie segretario

cheda mg/maeslrodi camera il medesimo cameriere segi eto ricevt- la nota delle personeammesseall'udienza ne'tempi di vacanza, ovvero ne previene l'aiutaii te di camera m un'ora in cui tale cubiculario non vi sia, o il Papa lo dispensi
dissi,

della congregazione ceremonale,ed-il

prefetto delle ceremonie ponlillcie,


le

se

sovrani e
tali

sovrane
e

si

recano cosotto

me
altri

dal

Papa

non

incogniti

nomi, incoudjeudo ad esso prefetto

di

annunziarli a voce alta.

Che uotiQcarug."^

dal trovarcisi. Imperocch della famiglia


iiobile pontificia de' cubiculari,
i

toi

dal segretario di stato a


il

raae-

soli aiu-

stio di cauera

vicinoarrivo in Pvoma
iyaiT<7/irt',che

tanti

(li

camera prestano un continuo


iiiteirotlo servigio, di

d'tm
giiio

iS'oi7V7/?o

o d'una
il

viag-

non mai

giorno e

come

tali,

prelato recasi

diverse

di notte: essi

vegliano sulla sagra perso-

miglia distante ad incontrarli, insieme al

na del Papa e sue domestiche stanze, facendo chiudere le altre quando non avvi r ordinaria o altra particolare udien-

detto segretario della ceremoniale

per

complimentarli

al

modo
i

riferito. ludi rial

torna in lioma a darne notizia ed appena giunti in essa


gi,
li,

Papa,

xa; assistiti e coadiuvali da' lamigli inli-

reali [)ersonag-

mi

pontifcii

che

jiel

loro abito impro-

si

porta

nuovamente
il

complimenlarIl

priamenle sono denominati scopatori segreti. e da essi dipendono (perci converlebbe loro il titolo di sollo-aintaiiti di ra/nera. erroneamente da alcuno volgar-

e stabilire

giorno e l'ora perl'udien-

za o ricevimento pontificio.

Maggior-

domo
do
si

anch'egli recasi a visitarli, e quan-

portano dal Papa gl'iucontra a pie,

mente dicendosi solloaiulanteW secondo iulanle: non vi stalo mai, come si pu vedere dalle Notizie di Rowadaiii 781 in poi, il sotto-aiutante; bens dopo il primo,
il

di delle scale del palazzo apostolico a[)re lo sportello della carrozza


,

ed

ritorno chiude, avendo seco


grisla,
il

il

che nel vescovo sa-

foriere
il

maggiore,

il

cavallerizzo

secondo, il terzo,
Pio

sino al decimo, e

quarto e via dicendo foise un tempo furono


il

njaggiore,
le,

segretario della ceremonia-

ilue camerieri segreti,


io, l'altro di

uno soprannii-

nnche dodici
fi

VI

trovandoli ridolli a

inerai

spada e cappa d'onore,

ne leu ne 4). Grave pei ci laresponsabiaiutanti di camera, e

lil degli

devono
le

es-

altro in abito paonazzo, di pi


solanti,

un cameriere segreto soprannumerario e due bus-

sere sagaci e prudenti per regolarsi secon-

nonch
di
i

alcuni

svizzeri.

Che

il

do

le

circostanze, nell'accogliere

istan-

maestro
In sala

camera

riceve sulla porta delle

tanee

domande

d'alcun personaggio, ujo


altri iuilividni, cui al-

pontificia

sovrani e

sovrane, cui
abito pao-

iiistro pontificio

vescovo elemosiniere, co'camerieri segreti

cune urgenze rendono necessaria


giorno e ora [uivalamente. Che

l'udien-

sopramiumerari
cio

d'onore

in

za stiaordinaria del Papa, in (jualutupie


le

nazzo, e tlne camerieri di spada e cappa,

udien-

ze per gl'individui del corpo diplomati-

d'oncMC^

uno segretosopranuumerarioelalti o il caudalarioe il crocifero, e due

ud
hiissolaili.

ud
rali alle

47
i

(la

notarsi clie de'iiominali

Scdiv
Papa,

[)a[):>Ii

ohe stanno soUo

ci.il>iciilari,coI

maggiordomo vanno gl'ina

hald.u.cliini. Neil'

udienze e ricevimenti

vitati pei

ranlicamci
i

doppia, col maestro


I

die d
ta e
si

il

la

sedia a biacciuoli

dora-

di

camera

culiicnlaii di settimana.

ca-

merieri segreti paitecipanfi, l'esente delle

coperta di velluto o damasco cremi d a'sovrani e sovrane, principi epiin-

guardie nubili,

il

capitano degli svizzeri


corpi e

cipesse reali: quella de'piimi piigiaude,

non

si

muovono

dall'anticamera segreta;
le

minore quella de'secondi.I sovrani e


1

cos'i gli

altri capi de'


gli svizzeri

guardie,

soviaiie per di i.oidini' >itdono sop.

S(jIlanlo

ricevono
alla

alla carroz-

sedie eguali a quelli del Papa.


e le
'1

sovrani

za e poi cio
j

accompagnano
imperatori e

medesima;

sovrane siedono

[iesso
i

il

Papa sotto

g'
le

le

imperatrici;
i

medesimo baldacchino;
vSe
il

principi e le

re e

regine, ed altri sovrani; 2

prin-

principesse reali alquanto discosti da esso baldacchino.


celsi

cipi eie principesse reali. Notai nel voi. L,


p.

Papa riceve
a di

tali

ec-

2o6, che

negli ap[>ai lameni pontificii


di

personaggi nella carnei


si

ordinaria

eranvi grandi bussole


sava

noce intagliata,
di

sua residenza,

toglie da essa lu scrittoio,

con 3 aperluie: in quella


il

mezzo

|)as-

Papa, ed
laterali; e
vi

sovrani e sovrane re-

Se alla presenza di sovrani e sovrane si auimelfono ancora cardinali e ambascialori, questi

gnauli soltanto, tutti


le

due

parte di mezzo
tellie nipoti del

gli altri da una delche anticamente nella passavano ancora frai

siedono

in detti sgabelli

co-

perii di velluto

di

damasco senza po-

stergale,

il

Papa ne'suoi appartamenti


furinalil,

Papa vivente. Debboav-

sempre
le

siede sotto baldacchino, tanto nelili

verlire che ora sono state del tutto lolte,

udienze

che nelle pubbli-

inclusivamenle alle altre due bussole


in

ch'erano

del Irono nel palazzo Valicfino,

fondo dell'anticamera nobile una sei-

che e private. JN'e' ricevimenti e udienze de' sovrani e sovrane, principi e principesse reali, veste con iscarpe crucigere,

vendo per udirvi il Papa la predica dal Predicatore apostolico {f-, e l'altra di simmetria. Per udire la predica n'stata fatta altra
si

soltana, fasnaco\\{oc<:\\\dL'o\o,rocchet'
to e

mozzetto secondo

tempi: in quest'a-

bito, col

camauro
figura
il

in testa e sedente,

ne

pi piccola e amovibile, che


la

riporta
la

la

Conanni

a p.

366
le

dei-

pone

in

opera per

medesima.

Uile-

Gerarchia

ecclesiastica,

chiamandopiin-

vai ancora, che negli appaitamenti pontificii

lo

abito d'udienza. Talvolta per

non essendo ammesse le sedie, Iranne nella camera da letto del Papa e altra domestica, invece

cipesse e principi reali di


veste

minore rango,

con

delle scarpe, soltima e fascia


le

erano banchi gran-

soltanto. lu tutte
dissi, veste le

altre udienze,

come

stemmi nomi de'l^api regnanti; quindi Giegorio XVI nelle camere d'udienza e nelle camere pi nobili, come nell'anlicamere
di e piccoli di legno dipinti cogli

scarpe o pantofole crucige:

ree

la

zimmarra
usa
la

nell'udienze privale, se

gli piace,

vesleda camera.
(/'.) era pii

Quando
i

l'uso della

Mitra

comuue,

segrete, introdusse piccoli banchi impellicciali di bei legni, de' quali

Papi riceveano all'udienza coperti diessa,

unosollan-

Tornando
ra,

all'articolo IVIaestiso di
ivi feci

io e per

una

sola persona nella

came-

anche

avvertenza, che

Cambcame-

ra d' udienza per chi permesso sedere

neri segreti partecipanti, l'esente delle

innanzi

al ponlifcio scrittoio

incontro al

guardie nobili
gli svizzeri

in servizio e

il

capitano de-

Papa, che siede sotto Baldacchino, con


diie sgabelli laterali di legno tornilo e do-

guano
sessi,

non incontrano n accompasovrani e piiucipi reali dei due


restano nell'aulicamera segreta

rato, senza postergale o spalliera, coperti


di

ma
il

velluto o

damasco cremis, guai

itili

con

presso
il

Papa,

cos pure, se v'interviene,

trine e fiangie d'oro. Essi sono pure late-

prefetto delle ceremonie.

Siccome

in

48
jticsledosciizioni

U D
ho
tlel tagli

U D
con mn;^alc;n-

prociii'nlo

gioii

e pai'ticoi.ui di cssoio pii


iiievilal)ili
i

esallo, cos

sono stale

ve

ripetizioni.

Quando
si

principi

le
il

Papa, sono da lui accompagnali sin dove gli ha ricevuti, il naggiordomo e il maestro di camera co'Ioro corteggi fanno altrettanto, questi sino alla porta
ra del

principesse reali

recano a visitare
li

della sala pontificia, quello sino alia carrozza. Nel partirei [iriiicipi eie principes-

Papa,

il

maggiordomo

riceve in ci-

ma

alle scale sulla porta della

degli svizzeri, col

gran sala niedesioio accompagnaIl

se reali dalla stanza del Papa, questi

gli

ac,

compagna
maestro
di

fino fuori la porla di essa

il

mento de'sunnominati soggetti. stro di camera riceve sulla porta


teggio,
i

mae-

camera
il

col dello seguilo fino

dell'an-

alla porta d'ingresso dell'anticamera

no-

ticamera d'onore, col menzionato corprincipi e le principesse reali.


I

bile d'onore,

maggiordomo

fino sulla

porta d' ingresso della sala degli svizzeri.


I

sovrani se recansi formalmente dal Papa,

sovrani e

le

sovrane di notte sono

ri-

ad esso
monie;

gli

annunzia
,

il

prefetto delle cerei

cevuti e accompagnati da

torcie di ce-

gli altri

le

sovrane,

principi e
il

ra accese portate da' palafrenieri, e

principesse reali annunzia e introduce

principi e

le

principesse reali.

da came-

maestro

di

camera.

Il

Papa

riceve

prin-

rieri segreti di

spada e cappa, tanto so-

cipi e le principesse reali sulla soglia di

praiiuumorari che d'onore, ciascuno porta

sua camera,
ti,

re e le regineo altri
alla

regnandi

due

caudellieri d'argento con candele

pii

o meno,

met dell'anticamele

di cera accese, dalla sala pontificia

sino

ra segreta, g' imperatori sulla porta

all'anticamera segreta, e viceversa nella

questa.

sovrani e

sovrane,

principi

partenza degli eccelsi visitanti,


se di notte

li

Papa
da 8

e le principesse cattolici, appena sono alla

torna

al

palazzo col treno di

presenza del
i

Papa

si

prostrano per ba-

trottnta incontrato da
se

torcie, e

Ubbidienza { V.) quali figli della Chiesa, che devono edificare sudditi, se vogliono esser da loro venerati. I Papi sono paternamente
ciargli

piedi e rendergli

con

altri treni,
il

numero che
le

usa se va

a visitare

s,

Sepolcro e

Quarant'ore

nella cappella Paolina,

quando

nella

notte del

s.

Natale recasi nella cappella.

solleciti

per impedirlo. Se regine e prin-

cipesse graziosamente sostenendole, se re

e principi all'ettuosamente abbracciandoli.

Parecchi sovrani e sovrane, principi e


la mano, altri onninamente vogliono prostrarsi
il

il Papa incontrato alla carrozaccompagnalo sino alla sala da 4 torcie dalla sala alla sua camera lo precede un aiutante di camera con due cau-

Quando
za
;

principesse baciano
pii

assai

dellieri

e ba-

ciare

piede. Vi furono sovrani e prin-

cipi acattolici

che vollero baciar

le

mani.

d'argento con candele accese; ovvero due di essi e con 4 candellieri, s' servito da 8 palafrenieri colle torcie. Cos nell'andare e nel ritorno da dette cappelle,
to.

Cos fece

il

possente imperatore dellellussi

sieNicoll aGregorioXVI.A|)pena

tro*

sempre per pel solo appartamenMentre sono all' udienza del Papa i
le

v da lui incontrato, gli baci ainbo le mani. Allora il Papa alfeltuosamente gli die il doppio amplesso, e 1' imperatore commosso gl'impresse due frti baci nelle due parli del volto, lo eia accanto al

sovrani e

sovrane,
i

principi e le prinnel
si

cipesse reali, ed

cardinali,

della sala pontificia sul torciere

mezzo pone

una

torcia

di

cera accesa.
i

Nel partire

dall'udienze notturne
basciatori e ministri,
elicili
li

cardinali, gli
i

amHoc-

Papa
zione.

e restai sui[)i eso di tenera

ammira-

prelati

di

\j imperatore nel partire rinnov l'omaggio de'4 baci, e li ripel nel ritor-

ed

patriarchi, sono

accompagna-

alla carrozza

da due palaiienieri con


regnanti,

no, e per
p.uliic
i

la 4-' volta
le

nel riparlili;

Nel

torcie di cera accese. A' sovrani e alle so-

sovraui e

sovrane dalla carne-

vrane

cattolici

come imperia-

ud
li,

ud
il

4cj

reali,

granducali, ec.

Vapa

resliiu-

per

le

sue particolarit e rigorose etichet-

sce lu

vistila, ai

luudu

riferito nei pi vui-

te, in
le,

progresso modificate e simplicizza-

te ricurdalo articolo e altri relativi, co-

per cui ne dar un ceuuo,di quello cio


sia

me
do

Ruma, e
I

in quelli

degli stati diceu-

che reputo conveniente

perleceremoi

de'loro soviaui recatisi in tale duini-

nie, sia pe'diversi confronti, riguardanti

nanle.

sovrani iucoutranoii

Papa

a pie

dillerenli ceremoniali per le poutilicie u-

delle scale, e nei partire l'acconpagnano


alla carrozza; le

dienze, alcune pratiche e osservanze es-

sovrane l'incontrano
ivi

in

sendo ancora
I

in vigore.

cima

l'accompagnano nel partire. 1 sovrauie lesovrane,tantoquaado stanno per partire dal Papa, come nel partire di questi da loro, gli don^andano
alle scale,

ed

il

permesso

di presentargli per ossequiari

camera Tommaso nnoceuzo XI 1 del 1 69 e di Clemente XI del 700, e Francesco Pianai' tellUW Pio VI del lyyS precipuamente, poscia ambedue cardinali compilarono
prelati maestri di
d'I

Ruffo

lo, e se cattolici coi bacio dei piede,

loro

in
ri,

5q

capitoli istruzioni pe'loro successo-

cavalieri,

dame

e altri della corte. Eguale prin-

onde regolare l'anticamera pontidciae


udienze. Mg.' PiulTo comincia dui nar-

mente
pa. In
i

in sul partire de' principi

le

cipesse reali, invocano altrettanto dal Pa-

rare

come procedette

la

conferma o nuogli

tempo che
i

soviani e

le

sovrane,

va nomina nella carica che


ta

fu conferidi po-

principi e le principesse reali sono in col-

anco da Clemente XI, ad onta

loquio col Papa,

loro cavalieri e

dame

tenti aspiranti alla

ujedesima, l'ingiunzio-

d'accompagno si trattengono nell'anticamera precedente, ossia la segreta, se d Papa li riceve nell'ordinaria sua stanza d'udienza. Ordinariamente il Papa non restituisce la vsita a' sovrani e
caltolici;

ne del Papa di ripristinare l'aulico ceremouiale in uso, le qualit che si richie-

dono

nel fedele esercizio del geloso e o-

norifico uffizio, principalmente la vigilan-

sovrane ai

za e la prudenza.

Che non

si

potevano

ed

cardinali visitano

princi-

portare Guanti da chiunque nell'antica-

pi sovrani cattolici e

non

gli

acattolici.
la

mera
vano

nobile e nelle segrete del Papa.


le

Le

]\on ostante Pio Vili, poco dopo


elezione,
si

sua

regine stesse, oltre


1

loro

dame,
il

lascia-

rec a restituire

la visita alla

guanti,

il

ventaglio e

manicotai

granduchessa Elena di Wiiiiemberg moglie del granduca Michele fratello dell'

to nell' ultime anticamere; e

quanto

suanti, cos facevano anche


gii

cardinali e

imperatore delle Russie Nicol


re di Baviera Luigi
la visita.

forse

ci fece, perch essendovi pure in


il
I ,

Roma
al-

erasi portato a

rendergli
l'articolo

Notai (Inalmeule
di

ambasciatori. Era cura del maestro di camera di fare osservare indistintamente da tutti quest'atto d' ossequiosa venerazione al Papa, dandone riucombenz,a alle lancie spezzate e

Camera que'benemeriti de'ceremouiali, che formarono i registri ed libri esistenti presso il maestro di camera /j/o tempore, contenendo istruz.iuni e memorie analogheper l'eseri

Maestro

camerieri segreti

se talvolta conveniva a lui slesso farne av-

vertenza, l'eseguiva con maniere destre e


gentili.

Tutte l'ambasciatedisoggetti ragle riil

guardevoli, per lo pi e potendosi,

cizio della carica, per l'uniformit de'lrat-

cevea immediatamente

maestro

di ca-

lamenti

e distinzioni,

migliori ntelodi e

regolamenti introdotti successivamente; col registro eziandio de' ricevimenti dei


sovrani e sovrane
reali,
,

mera; se impedito,ne dava talvolta incon)benza a'camerieri segreti. Innocenzo XII e Clemente XI non riceveauo istanze e
suppliche per l'udienze di sovrani, cardinali e ambasciatori, in

principi e principesse

non che di

tutti gli

ammessi

alla pou-

tempo che
di
si

in

an-

tiOcia udienza.

Di

tali libri

mss. posseg-

ticamera non eravi

il

maestro

camera,
slabilis^

go copia del pi antico, inleressaulissimo


\UL, LXN.XI1.

bramando che

tulle l'udienze

5o
sero colla notizia

V D
ilei

U D
dovcn
Il

piela!o, clic

troidiiie del

Papa,

liiceva

il

Rcscn'tlo

il

tener conio di tulli

g'

inpcgni presi.

segretario de' memoriali.


svi/.zera
si

Una
,

guarilia
altra

perch

Irovando

Macslri d camera
si

collocava nella sala

di

de'M)vrani,caidinari e ambasciatori chinsa l'anlicauiera lonlificia


,

cavalicggicri nella i/ anlicaniera, co'l)nssolanti e

porliivano

un cameriere
gli

segreto,

il

quale

neirap[)ai tamento del |)relalo niaeslrodi


Ciinieia,
il

faceva entiare
volla,
ri

accorienti di volla in
a'siiddili toreslie-

quale avea lulla

1'

atlenzioie

avendu lignardo

in riceverli [ronlaneiile, e

nolavasi in

mi
G:

(vale a dire delle prtjvmcie e cos cre-

iibrello lutti

ricordi necessari.

Capo

dogli stranieri). Gli svizzeii ilipendevano

Vcllenza pubblica. Innocenzo Xll l'us

due

volle al mese,

udendo
la

in essa

per due

da dello cameriere, tulio regolando il maestro di camera. Questi al principio e


fine dell'udienza pubblica,

oje benignamenle Uilta

gente che p-

che durava 3

leva. Assistevano in vicinanza del


li

Papa,

ore, leva va e poi limellevain capo al Pa-

niaesliQ di camera, V L dilore del


e
il

Va-

pa

Segretario de' Memoriali. Cle-

pa il camauro, e gli porgeva s prima che dopo una cartella, per la recita delle con-

inente

XI
si

tuttoch indefessamente dasse

udienza,

astenne di concedere

la

pub-

Capo 7: Desdnazioiic di due giorni la settima/ia per li ministri


suele orazioni.

blica ne' primi


slabi-l ne!

4 S""'

del poulificalo; la

dei Paja. Innocenzo Xll dava udienza

ai

principio del 5." con una noli-

suoi ministri ne'oiercoledi e sabato, udeu-

fcaz ione

stampala, pel

1."

lunedi d'ogni

mese, e ritrovandosi

in esso

qualche imse-

pedimento

di concistoro o cappella,

do mg." Goviritatoi'eent^.' Tesoriere, l'avvocalo del Fisco e il Comnilssario della Camera reiteratamente ne' due
giorni. Tulli gli altri ministri venivano

guiva nel marted iuuiiedialo, Volledarla nella sala del concistoro, sotto

baldacpredella

parte

il

mercoled,

altri

il

Siibalo, secon-

chino, sedente su sedia sopra

la

do

la

distribuzione fatta dal maeslio di

(naluraln)ente vestito di rocchetto e mozZilla,


ni)

camera. Clemente XI nel principio del


ponlificalo

come

lo espresse

il

ricordalo Bonani

voleva udir

tulli

replicala-

coperta di velluto cremis, e

solili si-

uitnlc nel mercoled esabato;

mili sgabelli u'fanchi.

Con
|)er

vari banchi,
si

do

poi che

non

si

vedenpotevano spedir tutti


ultimi, ordin al
di farne la divisione,
a[)pi

ma

come
no 4

praticasi ne* concistori,

divideva

e molli restavano [)er

dalla gran sala l'adito,


t) 5i

di quelli

dove restavathe doveano lecaisi ai


durante l'udienza rele

maestro

di

camera

laonde colla ponlilcia

ovazione venil

piedi del Papa, e

ivi

ne stabilita l'iulienza. Pel mercoled,

stare in ginocchio, premesse


//.v/o///(/^
.).

3 Ceint-

Entravano dall'aditogian-

de

mezzo, e uscivano per altri due njinori laterali. Fuori dello sleccalo, do|)o la lunghezza d'un banco, se ne tramezza
di

vanoaltri dall'una e

l'altra

banda; restancamerieri d'o-

do per

le lancie spezzale,

nore,prelali, unzialieca[)itanidelleguardie lulla la

camera
/

di l, e di
.)
,

qua

[)er la

Uditore della Camera coi s,\\o [\ica\e, il Senatore di Roma col suo Oscale, il Tesoriere col Com/nisstnio della Canwia, il Vgrettvio di Consulta, il T'ieegerente, il 7^/f.s7V/(///r della Grascia, il Presidente delle Strade, il Prefetto dell'Annona, il Segretario della l'isita, il Segretario del Buon governo, il Segretario /Iella
Gos'crnalore di
l'

Roma,

Camera
di

segreta (

ministri e maestro
ajipoggiali al UHI-

/ri'.

Fidda-ica, l'avvocato de'i^cnr//. Pel


il

camera che restavano


,

sabato,

ro
le

e lutti in lontananza ila

non sentile
11-

scuiere, Viwocnloc Fisco,

Covernalore di Roma, il T'e\\ Commi.\-

preghiere e ra|)presentanze di chi


alla

sario della

Camera,

il

Segretario di

correva

benignit o giustizia del Pa-

Consulta,
il

pa, e le ris))usle di questi. Sulla Supplica,

Segretario dell'Immunit, Ficcgerente, il Segretario del Cuneiil

U D
lro,'\

Odi
$i

5i

commissario dell'armi oMUizieponlificic, il Sc^rcldriodc.'Jifl, il Segreta-

Iralteneva alc|uaiito nciranticamcru sesi

greta, VI

tollerava perch poteva esse-

de f^cscovi. Pel luned dopo prauzo, il Segretario di Propaganda fide. Pel mercoled dopo pranzo, l'assessore del s.
rio
'

re ricluaiiiato dal

Papa
le

e per urbani ri

guai

di.

Il

cardinal [no-lhitario reca vasi

all'udienza in tutte

mattine ch'eravi

Ollizio o

s.
il

liuiuisizioiie.

Il

governatore
in sala

mandava
tificia

marted e venerd

pon-

per sapere dal decano a che ora poil

teva venire nel d seguente,

quale deca-

no

la

ricevea dal maestro di


si

camera
i

questi

regolava in tutte

le

stagioni in

modo

di far trovare in

anticamera

mi-

Dateria, e&\ avvisava in tempodella messa del Papa, onde al suo fine trovarsi in anticamera. 11 cardinal Segretario dei JJrevi si asteneva dal venire il marted e gioved, e tutte le altre mattine che non veniva il pro-datario. Essendo ambedue cardinali entravano secondo la loro precedenza, ed aveanol'istesso avviso. Al prelato segretario de'bievi
lita
si

poco prima che terminasse la messa del Papa, dopo la quale soleva principiale l'udienza. Tulli gli altri ministri pronti

mandava

la so-

notizia che partecipavasi alla

camera
Papa,

nistri poi

mandavano

insala del governa-

segreta, cio l'ora dell' alzata dei

iore^c\\ei\Ki\\

y iecCaiierlengo di s.Cliiel'o-

dandosi ih. "avviso


e

al

maestro

di

camera

.s/z(/'.)precede lutl'i prelati, per sapere

ra ch'era loro stata assegnata, onde regolarsi nel portarsi all'udienza.

Nondimeno
i

camera segreta, sagrisla e cappellani, quando cominciavasi a vestire. Il "2." avviso quando si lavava; il 3." allorch slava per entrare
il

innocenzoXll eCleiuenteXl,il maestro di camera direttaniente avvertiva


sotto

conieSiore e che
;

il

Pa-

pa prepara vasi a conlessarsi


a fine

e tuttoci

pielali a venire in

tempo

all'udienza peri

che ciascuno

si

trovasse pronto al

ch non venisse interrotta. Restavano nominati prelati nell'anticamera nobile, detta anche della bussola di damasco, e
si

servizio. Ne'giorni di
il

mercoled e sabato

pro-datario,

il

segretario de'brevi, an-

corch prelati, entravano prima del governatore, in mancanza del (piale suppliva
si
il

mano
|)a,

chiamavano nella segreta di mano in che si dava luogo d'entrare ilal Palasciando in essa le berrette e
i

fiscale nell'udienza, e ci praticava-

her-

rcttiniy

non che

guanti. Perch

il

Papa
il

non

aspettasse neppure

un momento,

anche sempre che l'uditore della camera impedito avesse comunicalo suoi negozi al fiscale. Ouolidianamenle nelleore
i

maestro di camera faceva entrare nell'anticamera segreta quel prelato che dovea
succedere a quello ch'era in udienza. Si
te del mercoled e sabato,
re, di-

stinguevano nella precedenza dell'udienil

governato-

pomeridiane il Papa sentiva il cardinal Segretario di stato e il Segretario de' Memoriali, e nella sera l* Uditore e V ELcinosiiiiercj e ci ben inteso che gli affari lo ichiedesseroo il Papa li bramasse. Ca1

r uditore della camera col fiscale, iU senatore, il tesoriere e il commissario di camera. Tutti gli altri prelati entravano
per ordine di loro anzianit, e non altrime>nlidi carica, precedendo in tutti
tri
gli al-

po

8;

Trattamento
il

clic

fidava
le

a' re e re-

gine, che trovandosi in


visitare

Roma volevano
Maest loro

Papa. Doveauo
il

mandare
plicasse

proprio maestro di camera

ministeri lordine del patriarcato, ar-

nciranticamera pontificia, aOinch si supil Papa per l'udienza. Ricevea l'istanza mg.' maestro di camera, che por
talala al

civescovato, vescovato, protonotanato,


chiericato, ed anzianit di prelati, nel cui

ordine precedevano quelli che aveauo


l'uso del Rocchetto (f.) agli altri senza

gli l'ora e

Papa, si rispondeva con assegnaril giorno per venire,ovvero che


le

ne avrebbe avvisalo
poi esegui vasi a

loro IVlaesl,ilche

locchello tuttoch pi anziani. Se qual-

mezzo d'un cameriere seil

che prelato

uscito dall'udienza pontificia

greto pi anziano. Per tale ricevimento

52

ud
tulli
i

U D
P?^ca-

maeslrocli camera invitava


i

benediceva nell'alto che genuflettevano,

//domestici, cameiicritl'oiioree altri del-

con qualche diniosUazione

di slin)a, ac-

l'anticamera e di palazzo; e da mg/ maggiordomo s'invitavano Patriarciie f ci

compagnando
con
alti d'

movimento del braccio umanit e paterna clemenza.


il
i

scovi assistenti al soglio, ed

Protono-

Nel tempo che


ile al

tari apostolici, disponeudoche si facesse-

Papa,

ro

rinfresclii di cioccolate e varie sorla di

flesso

sovrani baciavano il piemaestro di camera genualzava leggeimeute il lembo della


il

sorbetti e acque, collocandosi la bottiglieria io

pontifcia veste, fnch

si

scuopi va
i

la

ero
so-

in cui
soli

una camera vicina all'anlicaaiera, non si portavano rinfreschi che dai


i

ce delle scarpe. Ci fallo,

si

dava

al

vrano
Papa,
to,

la sedia

preparala di velluto trina-

camerieri segreti pe' re e

le

regine, e

ta di seta, e assai
la

pi bassa di quella dei


collocava sopra io stra-

dopo s'introduce vano all'udienza, porgeadosi alle Maest loro la salvietta dal maggiordomo. Tali sovrani essendo io istrada mandavano la i /ambasciata di loro venuta, e dovea mg/ maestro di camera indagare se le scaie le voleano salire a piedi o in sedia, onde regolarne il ricevimentoe predisporre rocconente. Venendo in carrozza, Irovavasi all'ultimo branco di scale del palazzo apostolico mg/ maggior-

quale

si

ma
i

fuori della predella ov'era la sedia

Papa slesso. Quando sovrani incedevano per istrada in sepontifcia, a dritta del

dia nel recarsi

al

palazzo apostolico
al silo

si

mandava incontro
mg.*^

del corpo di
,

1' accompagno e maggiordomo si faceva trovare coi riferito accompagnamento, ove discende-

guardia 8 svizzeri per

domo
egli

cu'vescovi assistenti e prolonotari:


i

re nella sala, e poco

complimentava
di carrozza.
si

monarchi

allo scen-

vano dalla sedia,che per lo pi soleva essedopo ilmaetttro di camera col suo seguito li complimenta va. Altrettanto pralicavasi nel ritorno de'sovraui dall'udienza del P:ipa, cio nel partire,

dere
scale

Dopo

ili. "branco

delle

trovava mg.*^ maestro di camera


altri prelati di
gli

colla prelatura domestica, camerieri d'o-

fermandosi ali. "branco delle scale


il

ii

nore d'abito paonazzo e


prolonotari, ed
prelato
il

maestro di camera, e

maggiordomo

si-

palazzo non vescovi e godenti


ivi
i

onori di

no

alla carrozza, co'

sovrani riceveano dal


,

gnamenti. Qualora
in sedia, ivi
il

2.

coD)plimenlo
il

restando in
sulla

medesimi accompaascendevano maestro di camera si licenin sala


il

questa congiimtura
urtano dritta del

maggiordomo

ziava, restando

monarca, e sulla sinistra il maestro d camera. Indi si aprivano tutte le bussole, ed entravano per esse nell'apparlameuto pontifcio, come pratica* vasi col Papa, in vicinanza della camera d'udienza, il maestro di camera recavasi a darne avviso al Papa e tosto sollecitamente tornava dal sovrauo,senza chequesii mai si fern)asse, e l'introduceva a'piedi del Papa. Entrato il sovrano nella ca-

sovrani erano parlili,

maggiordomo finch i dovendo ili. "semil

pre dar minore trattamenlo del 2. (per


essere in servizio presso
to al
i'apa, e
gli

quanso*

1 come
i

quello che fa

onori della
,

reggia pontifcia).

Prima
il

di partire
al

Jevanu sovrani domandare


re entrare a baciargli
valieri e
il

l^apa di fai

piede

loro ca-

dame, anche in quest'occasione maestro di camera alzando un poco


In
col

l'estremit anteriore della sottana pontifcia.

mera d'udienza
il

s'

inginocchiava, e falla

poi l'altra genuflessione, alla

Z* baciava

vano

tempo che sovrani si trattenePapaje dame restavano nell'uli


i

piede e
si

sovrani
le

la mano del Papa, il quale coi abbracciavanoe baciavano, colsovrane lacevasi il solo allo dell'abbrac]1
i

tima anticamera, ossia nella segreta,


valieri nella

ca-

precedente nobile della bus-

sola di

cio.

Papa ricevendo sovrani e le vrane uou si partiva dulia sua sedia

so,

sole aperte fnch

li

le busdurava la visita. Cos'i Ycuue prulicalo cou Ciistiuu regina di

damasco, lasciandosi tutte

IT

DI
la
i

ud
.'a

53
gli

Si'czia (r.) che fu

godere l'ono-

cede
ci

gli altri prelati,

patriarchi e

ar-

re della sedia di velluto, giacch antece-

vescovi. Perci

dava un solo sgabello di legno dorato con appoggio e col cuscino di velluto (su di che meglio vedere ricevimento che le fece Ail magnifico lessandro VII, che con dilFusione descris-

dentemente

se

le

nerale della camera suppliva

anticamente l'uditore geil maggior-

domo

in ricevere e

ni alla carrozza. All'arrivo

accompagnare sovrad'un re e d'una


i

si

al citato articolo, colle


la

diverse udienze

concessele dal Papa, e

descrizione del-

l'ingegnoso sedile, che non era n sedia,

n sgabello, inventato dal celebre Bernini, perch essa allora per la sua rinunzia non pi regnando non le competeva pii la sedia co'bracciuoli); e colla regina M." Casimira vedova di Giovanni III redi Polonia, la quale soleva visitale Innocenzo XII e Clemente XI, nella sua dimora in Roma, nelle feste di Natale e Pasqua, e nel d anniversario dell'assunzione al pontificato, oltre in altre circostanze (il che costumano fare, pi o meno, que'soviani
li,

Roma, essi ne facevano parte al Papa, e questi il faceva complimentare da mg." maestro di camera in abito e rocchetto, che essendo in istrada faceva avvisare del suo arrivo sovrani, e dalla detta regina di Polonia venne ricevuto e fallosedere in sedia eguale con l'appoggio, stando quella della sovrana sotto baldacchino e su predella, bench non pi regnasse.
regina in
i

Dalla stessa regina di Polonia pretesero

egual trattamento

gli

ambasciatori regi,
essi

ma
il

ricusandosi
la

la

regina,

non

la visi-

tarono; onde

regina volendo cambiare

trattamento del prelato,il PapaClemen-

te
te

XI

restituiva

il

complimento

delle visi-

annuali, per mezzo del cameriere segre-

sovrane, princi[)i e principesse rea-

to segretario d'ambasciata.

Capo g

P^i-

che hanno stabilito

la

loro ditnora in

sta che suol fare

il

Papa

alle regine

Roina)X,^ regina di Polonia qualche volconduceva da Innocenzo XII la piccola principessa sua nipote (cio Maria Clementina Sobieski, figlia di Giacomo principe reale di Polonia e suo figlio, poi moglie di Giacomo III re cattolico d'Inghilterra), che si faceva sedere
ta

si trattengono in Ronia,co a'terad'Innocenzo XII e Clemente XI. La regina M.^ Casimira di Polonia si mostr
pi

che

sensibile e dispiacente, perch Innocenzo

XII non

l'avea mai onorala di visita nel suo palazzo, mentre benignamente lo a-

veano praticato
zia
i

colla detta regina di

Sve-

su due cuscini vicino alla sedia della


alla

zia,

predecessori Alessandro VII, Cle-

quale alzavasi

lo strascico

dell'abi-

to dalla sua

prima dama finch entrava


del

mente IX, Clemente X e Innocenzo XF. Ci die motivo a Clemente XI di non aspettare simili doglianze, e
la

nella

camera
I'

Papa

a vista di questi.

dopo d'aver-

In

tali accessi

della regina M." Casiraira,


il

ammessa

al

bacio del piede per 3 vol-

secondo

antico costume,
il

maestro di
s.

camera invitava
z/o(/^.), afliach

Maestro del
,

0<!p-

te ne'primi mesi di sua esaltazione, deliberdi darle un attestato di sua benigni,


t,

si

trovasse col maggior-

non per appositamente per non


le visite
il

in-

domo

riceverla

per quindi darle


i

il

trodursi l'uso di restituire

a'so-

braccio,

non porgendolo
s.
il

prelati. In

manil

vrani stabiliti in

canza del maestro del


braccio alla regina

Ospizio, dava

ticato dagli antecessori farlo

Roma,ma secondo come


al

pra-

in

un

pioprio maestro di

passaggio dal palazzo loro. Infatti Ales-

camera. In mancanza poi del maggiordomo, il maestro di camera deputava a supplirlo il primario prelato palatino, dopo
di loro, ci

sandro VII dimorando


la

Quirinale, nelal-

domenica
la

delle

Palme mandando
le fece

la

regina Cristina dal cameriere segreto

che prima e a tempo della

re-

coppiere

palma benedetta,

sa-

gina di iSvezia taceva l'uditore della ca-

mera, che tranne

il

vice-camerlengo, pre

pere che recandosi nel marted't santo al Vaticano per le funzioni della settimana

UD
santa, nei paesaggio aviclthe vcJuJa sua

erano

ti

due

sgabelletti trinati d'

oro col

Maest. Pertanto nel d dell'Ascensiont del 1701, recandosi dal Valicano alla ftm
/ione nella basilica Lnteranense, Chemen te XI pa'isn noi a pinnro al Quirinale, e
nella sle'isa mattina ra
il

campanello.
stro di

Fu

consegnata a mg.' maela

camera

chiave della porta che

corrispondeva dalla camera dell'udienza

niaeslio di came-

all'appartamento delle dame, e restarono a di lui disposizione tutte le anticamere, nelle quali,

mand

(l'ordine del

Papa

lui

camerie-

secondo
si
si

il

costume palai

re segreto alla regina di Polonia, eon

im

tino,

non permise che

portassero

rin-

tondino di fravole primitive tlel suo giardino ov' erasi fermato, con dirle che nel ritorno rA Vaticano nel passaggio ' a-

freschi,

ma

che

servissero in altro apservizio di chi vo-

partamento vicino per


leva gustarli.

Dopo
la

il

trattenimento
di

ili

vrebhe

visitata

con indicibile soddisfa-

un'ora,

il

Papa ordin al maestro


le

came-

zione della regina.


dal Quirinale,
il

Prima

della partenza
di

ra di far venire

suddetta principessa ni-

maestro

cameia

in-

pote della regina e

dame al

bacio del pie-

giunse

ai

capitani de' ravalleggieri che


I

de.Ci

fattosi, il
il

Papa scese dal trono e rice-

mandassero 2
solanti pei
()oi

soldati alla

.^anticamera

vuto in capo

cappello dal maestro di ca-

della legina, ed insieme v'invi 12


la
'

bus

mera,

fu servito sino alla sala dalla re-

2.^
la

anticamera, formando
della
la

gina, che

della 3.

dimora

greta, e per

la

propiia

4-^

camera seH Papa rin


cli'essi re

limettersi
le

nuovamente s' inginocchi nel il Papa nella sedia, e poi volrichiudere lo sportello, anzi per due
mostr
le

grazi

cardinali palatini dal solilo ac-

volte
solo

di voler seguire la sedia, e

compagnamento, non volendo


itspel tarlo.

stasseio nell'anticamera della regina

ad
il

La

legina ricev nel cortile

quando il maestro di cail Papa altrimenti sarebbe nuovamente uscito di essa. Nella sesi

arrest
disse

mera

che
la

Papa, che esendo in sedia coperta appena la vide fece fermarla. La regina volle assolutamente aprirne lo sportello, e
prostiatasi
gli

guente mattina
der
al (jiial

regina

mand

a pren-

le notizie del

Papa e a ringraziarlo, complimento fu corrisposto con


di

baci

il

piede e

la

mano.
tli

l'invio

ad essa d'un cameriere segreto au-

Uscito Clemente

XI

dalla sedia, rest al


il

ziano.
re,

Trovo conveniente
fatto

qui riportarice-

suo fianco

la

regina; e

naeslro

ca
il

Iraendolo

iW Diari di Roina.W

mera

collocossi alla sinistra per dargli


il

vimento
alla

l'raccio ealzai e

lembo
giunto
lev

della sottana nel


il
il

da Clemente XI nel 1719 principessa M.^ Clementina Sobieski,

salire le scale, e

Papa

nell'ulligli

nipote della suddetta regina, e futura sposa di

ma

anticamera
il

gli

cappello e

camauro. Gli svizzeri si fermarono nella sala pel buDU ordine, essendo
mise
,

tcrra.
le

Giacomo 111 re cattolico *.V fngiilAppena giunse in Roma, il Papa mand 52 portate di commestibili, dofatta

accorsa

numerosa

nobilt.

Era

la

stanza

po averla

complimentare da mg.'

dell'udienza
sotto
il

nobilmente addobbala, e
la

trono sorgeva su predella


il

sola

pro-maestro di camera. Nella 3." mattina dopo il suo arrivo, la principessa eoa

sedia pel Papa,

quale dopo aver nuo-

due carrozze
za,

si

recalla pontificia udienla scaletta

vamente ammesso ivi la regina al bacio del |>ieile e della mano, ordin al maestro di cameia ili lai portare una sedia per la
regina, e
di
tpieslii forse

passando per

segreta del

giardino Quirinale, venendo ricevuta alla carrozza da mg." llasponi cameriere se-

fu eguale o piii bassa

greto coppiere e da un maestro di ceremonie.

juella

che solevasi darle nella stan-

A capo

della scala fu incontrata


,

da
in

za pontificia,

ma

si

trov idipioprio

(!),

mg.' pro-maestro di camera


altri simili

bench
si

ch'eravi
sere
<li

nii;i

tnnetta d'oro, invece di

es-

ricevimenti quivi

trovasse

scia. A'IhIi della sedia del Pa[>a vi

pure

il

maggiordomo. Introdotta lapriu-

U
(ipcssn
tlal

u D
3 solite genudello Stosso Quirinale,

i;*;

Papa e
il

filte le

d maestr,j

di ci-

flessioni, linci

piede eia

mano

al P.i-

mer

g'

incontrava alla mela della stan-

pa,

il

quale Wncli

la [)rincipessa
,

conser-

za de' bussolanti, sino alla bussola ilelln


i^ran sala oscura ov'eraiioi cavallesraieri.

vasse lo stretto incognito


dia che nell'udienze
gi reali,
si

ordin la sedava a'persoungtriilinndola perci da regina. Po-

Quando
nili

il

Papa voleva ricevere


.d

cardidi-

nell'appartamento delle stanze


Vaticano,
il

scia f(U'ono

ammesse

al

bacio del piede


i

pinte da Pialfaele

prelato

ledame
sii

ilei

seguilo, indi

cavalieri.

Qucil

gl'incontrava con tutta la


solanti e gli

sortiti, la principessa

continu

suo
la

camera tle'busaccompagnava a tutta la ca-

colloquio col Papa, a cui poi ribaciata

mano

id

piede, usc dnlla

camera
il

d' u-

mera de'cavalleggieri, situata iminediatamcntea quella de'bussolanti, ossia l'ultima ov' dipinto riuoeiidio di Borgo. La
diversit del ricevimento e accouipagiia-

dicuza accom pugnandola

aig."^

maggiorrin-

domo ad

allra vicina,

ove gust

fresco presciitalole da mg.' coppiere, par-

mento derivava dalle diverse


lesale.
I

distanzedel-

tecipandone ancora

il

suo corteggio. Ac-

cardinali

si
il

trattenevano uell'an-

compagnala

indi nel

modo com'era
Quando

sla-

licamcra, finch ro arrivo


si

Papa avvertito
riceverli.

del lo-

ta ricevuta, fece ritorno al

monasteiodelpoi ven-

preparava a
bussola di

La

lo-

l'orsoliue ove risiedeva.

ro anticamera era quella


l'altra della

ne
te

in

Roma Giacomo
ricevuto

III, fu la

da Clemenin tutto

immediata aldamasco, per disi

Xi

come
il

principessa, gi

stinguerli dagli ambasciatori che

trat-

divenuta sua consorte, e trattato

come
e la

essa.

Fero
e fu

re entr pel

."dal
il

Pa-

tenevano nell'anticamera antecedente.Iutrodotti dal Papa, dopo 3 umilissimi inchini,


si

pa, fece le 3 genuflessioni, baci

piede

ficevanosetlere negli

sgaitlli di
al solito

mauo
la

ricevuto all'amplesso,
si

legno coirap[)oggio, gi collocati


luogo, sedendo a
a
ilrilta
i

ecpiindi do[O breve udienza


re anche
lo clic si

feceentra-

cardinali preti,
si

regina. Gap.

o:

Trattaincii'
(liliali.
1'

manca
il

cardinali diaconi, se
;

trova-

levano

dava agli E.'i^i Cai cardinali domandar


adfari

So-

vano insieme
altri,

altrimenti non essendovi

udienza,

cardinale sedeva a dritta del Pa-

sempre che avessero

da rappreseii-

pa, a dilFereuza degliambascialori che se-

lare al Papa, in ([uesfo caso

mandavano
il

devano a manca

dopo

aver

bacialo

il

neiranticnmcra pontificia
stro di
gli

il

proprio mae-

piede.GIi sgabelli de'cardiuali e degli

am-

camera
il

a farne istanza, e

Papa
fi
-

assegnava

giorno e
gli

l'ora,

ovvero

basciatori erano eguali, se non che si distinguevano qiie'de' cardinali per alcuni
piccoli lavori d'intaglio nel finimento del

ceva rispondere che

avrebbe avvisali

per mezzo d'un palafreniere mandato da


nog."^

po*tei'galej e

Clemente XI ordin che

si

maestro

di

camera. Nel giorno asi

conseivasse tale antico costume.


cardinali creature del

Alcuni
>>

segnato, e mentre erano per via,


nali

cardi-

Papa regnante
il

mandavano

a tal prelato la (."amba-

aventi con esso particolar servit, sole-

sciata di loro venuta, ed avvicinandosi alla sala

vano

ie

prime volte baciargli

piede
si

iii

delValicano venivano incontrali da

vece della

mano

(su' diversi baci

pu

tutta la

camera de'bussolanti, che gli accompagnava per tutta quella de'cavalleg-

vedere UbbidiEiNZa). Nell'udienze private


ci facevasi,

ma
si

in

pubblico por non sinil

gieri sino alla bussola. Al Quirinale ve-

golarizzarsi
il

seguiva

custuiic.
i

Como
il

nivano incontrati nell'appartamento d'estate, passata la

maestro di camera ricevea


e

nuovi carloro

met

della

camera

dei

dinali provenienti di fuori,

dopo

bussolanti e cavalleggieri perch

ivi sta-

In^rcaso solenne in Rouki^


tale articolo.

come gl'in-

vano insieme, sino


nieri.

a quella de' palafre-

troduceva all'uilienzadel Papa, lo narrala


11

Nell'appartamento poi d' inverno,

maestro

di

camera deve

56
salutine
i

ud
cardinali, con levarsi
il il

U D
berrell-

Trattamento che suol darn

a'jrinrpi

no

e senza licenza rimetterselo,

che non

praticasi cogli ao)bascialori ealtri;lrannei


cartlinali, nelle stanze pontificie

di Altezza. Avverte mg."^ PiufTo, che non pu darsi notizia pi propria del tratta-

non per-

messo ad alcuno coprirsi di berretta. Parcelle al maestro di camera fosse permesso, se


i

mento che ricevono principi sovrani dal Papa,^di quello individuale praticatosi all'arrivo di essi, poich questo rango pori

cardinali nel Iratteniroenlocoprii

ta seco ran divisioni,

vansi con berrelfe.Partendo di notte cardinali dalle stanze pontifcie,

da udienze

o congregazioni, erano accompagnati per

che senza confusione non pu stabilirsi con una sola regola, Arrivo del granduca di Toscana Cosimo in Roma. Sospirava questo prin-

HI

da 4 palafrenieri con torcie accese: avendo cereraonieri proposto l'accrescimento di due, non si ader pel riflesso
le scale
i

cipe di recarsi ad ossequiar

InnocenzoXU,
gli

per

la

profonda venerazione che

por-

tava, e pi volte disse a mg." RutFo,quan-

che l'avrebbero subilo preteso gli ambasciatori, e quindi conveniva pure pratitarlo co'principi d'altezza. Il Papa a mezzo del camerieie segreto d' ambasciata
,

d'era nunzio presso di lui, che

non avea

desiderio maggiore di questo, e di volerlo


effettuare

soleva inviare doni a' cardinali, e visitar


g'

infermi. Al cardinal
il

Spinola storpio

ClemenXI peimise che all'udienza fosse condotto sino alla camera del trono in sedia
(credo Gio. Battista
te

seniore),

(a'cardinali vecchi o convalescenti

Papi
,

appena avesse potuto. L'innolPapa e la sofferta pericolosa malattia, lo fecero decidere nel 1700 ad appagarlo. Pertanto si mosse colle sue galere da Livorno, il che saputosi da InnocenzoXU, lo fece'incontiaredalla squadra navale della marina pontificia e servire sino a Civitavecchia, e poi a Porto
trata et del

sogliono dalla carrozza sino alla sala


vicevei sa nel ritorno, farli recare in

d' Anzio, ovQ

il

grandtica volle portarsi

[>er

tantina, e in

tempo dell'udienza
),

li

Porfauno

riferire poi al
il

Papa

lo slato di esso

da

lui

operato

in quello. Ivi

dopo Cosimo ll[

sedere in sedia co' bracciuoli


la

e che se-

fu ricevuto e trattato
re di

da mg."^ governato-

desse sopra sgabello fatto apposta con te-

Campagna,

indi giunse in

Roma

ai

che reggeva un cuscino invece della tavola, senza che si vedesse. Ivi si rec il Pupa a udii lo, indi part e poi il cardinale

23 maggio totalmente

incognito.

Appena

arrivato alla sua villa Medici sped ilcom-

com'era venuto. Essendo stato gravemente infermo il caidnnl Nerli per distin,

ra a

mendalor Del Bene suo maestro di camedarne parte al Papa, esponendo il de:

siderio che avea di porsi a'suoi piedi


bito fu

su-

zione Clemente
di
s.

XI reduce
fece

dalla cappella
la

appagato dal maestro


che
s'

Giovanni
al

fermare

carrozza

Per
le
(.V

tra le <lilicolt

camera. incontravano
di

innanzi

suo portone, per informarsi di


i

pel trattamento di Cosimolll,eranvi quel-

sua salute, ed
sali

parenti e

il

medico avviIl

per avere di recente ottenuto

il

titolo

trovaronsi pronti a soddisfarlo.

car-

tlinal

Carlo

P)arl)eriiii

essendo moribon-

do,
gio
I

Clemente XI
704:
le
il

volle visitarlo
di

maestro

magl'i camera mand ai

vanli
le.
le,
Il

guardie e dispose dell'anticameil

l'apa consol e confort

cardinalui

e gli lasci

un Crocefisso d'oro da
la

Altezza reale dall'imperatore, onde si credeva aspirare ad esigenze; ma in vece il granduca se ne mostr allatto alieno, e solo piamente bramoso di dichiarare la sua viva divozione a un tanto Pontefice. Si lilev da un ceremoninle, che il suo avo fu ricevuto e ospitalo splendidaniente in palazzo per tutto
volta che
il

benedetto. Solenne fu

visita

fatta

da

suo soggiorla
i.'

Clemente XI, con 35

cardinali, all'iufer-

no; che fu incontrato alla carrozza

tuo e celebre cardinal Gaspaie Carpegna,

venne per

la

[)aitedel giardino

mi

J'a/tizzu Ctirpcgna

(/^'.),

Cap. i5:

du

ug.'

maggiordomo; che

sedette e

UD
copi'i

U D
no
si

6:7

avanti

il

Papa

e trattalo col lilolo

e al dtiplice amplesso. Ci fallo, disse


in

tl'altezza.

Con

rjnella traccia,

mand

in

qualche parola

piedi, e poscia

venne

prima

nel d

Negiicnte mg.' maestro di

fatto sedere sullo sgabello de'cardinali e

caniai-a in rocchetto e mantelletta a ral-

coprire, trattandolo

il

Papa

col titolo di

legrami col granduca


nel pontificio nel
I

pel

felice arrivo,

nome, com'
di

erasi praticalo

Altezza Sercnisstnn. Rest coperto per un sol momento e poi per rispetto siscuopr.

610 con Tommaso

Savoia fratello
l,nel

Dur

il

tratlenimento due buone


il

4. genito del dura Carlo

Emanuele

ore, e ribaciato

piede e ripetute

i6to co' principi Mattia e Leopoldo de

nuflessioni, part servito sino a


le scale

le gecapo del-

Medici

3." e 4-" genito di


di

Ferdinando
1

II

dal maestro di camera calla car-

Toscana, e nel 690 col principe Filippo Guglielmo di Neoburgo 6."


genito dell' elettore Palatino,
casa loro aveano dato
la
i

granduca

rozza dal foriere maggiore, e cogli altri

medesinji accompagnamenti. Nel

tempo
3 volle

quali
a

in

che rimase

in

Roma Cosimo

III

mano

mg/

torn dal Papa, sempre collo slesso ce-

camera. Ma il Papa volle die fosse trattalo con qualche maggiore ri-

maestro

di

remoniale. Desider nella

i.' visita

che

non
il

si

trovassero genti nell'anticamera,


fu osservalo nell'altre volte.

guardoCosimo

111.

Il

prelato

mand Tarn-

che non
pel

Itnsciata per istrada,

ed entrando nel pa-

Dopo
Papa
tivo di

la I. "visita,

secondo

il

consueto,
ss.

il

Iaz20 fu incontrato da

due

cavalieii alla

Maestro di easa de'

Pa-

carrozza, dal

capo delle

scale, dal

commendatore Del Bene a granduca in mezzo

dell'ultima anticamera, trattato con titolo tV fllustn'^si/no e sedie eguali, e dispo-

ste in
il

t.
il

luogo.

modo che non pot vasi conoscere Dopo un lunghissimo discorsi

^'\ mand il dona100 nobilissimi bacili di commestibili, a cui il granduca die un anello di diamanti del valore di 100 doppie. Di pi il Papa gli fece que'sagri e rilevanti donativi che descrissi a Toscana, insieme ad

lazzi apostolici (F.j

so

prelato

licenzi,

accompagnato
da'due ca-

altre notizie sul di lui

soggiorno in R.0-

sino alla porla della sala dal granduca,

ma,
vece

e che fu fatto canonico Vaticano. In

dal Del

Bene

capo

le scale, e

valieri alla carrozza.


il

Venne

statuito,

che

granduca

si

recasse al Quirinale pel cor-

Cosimo III don a Innocenzo XII, a mezzo del conte Fede, un prezioso quadro di pietre commesse, rappresentante
la ss.

tiletto jlella panetteria e pel

giaidino in

Annunziata, che

io

riconobbi anco-

carrozza fino alle scale della loggia o ter-

ra esistere
si

come

rilevai nel cilatoarlicolo,

razzo scoperto, ove fu incontrato da 3 camerieri


.segreti

nazionali, dal foriere


di

mag-

giore e dal

maestro
vestito di

ceremonie. SaPi
la

Cosimo
bile,

III

nero per

scaletta

al Quiuna giara d'ambra lavorata con rilievo, e una superbissima coperta da letto di pelli d'armellino. A'3o maggio il Papa

amuiiia nella camera d'udienza

rinale,

segreta corrispondente all'anticamera no-

die

la

solenne benedizione dalla gran logil

ovvero della bussola di dtimasco dell'appartamento d'inverno. A capo di essa


fu incontriitodal
altri della

gia del Quirinale, e

granduca

volle ri-

ceverla dall'appartamento di mg."^


stro di
la

mae-

maestro

di

camera segreta,

camera con dopo averlo


sue spalle e

camera, servilo

alla carrozza nel-

venuta e nella partenza dal foriere mag-

compii mentalo, postosi


preceduto da
la 3."
il

alle

giore e da molti camerieri d' onore e di

tutti gli altri prelati e

came-

rieri segreti, l'introdusse dal

Papa.
gli

Dopo
baci

spada e cappa. Ricev ivi moltissimi personaggi ragguardevoli, e si servirono copiosissimi rinfreschi e quantit di dolci.

genuflessione

il

granduca

piede, e Innocenzo XII senza

partirsi

dal trono nell'alto delle genuflessioni lo


|jeneJ; indi lo ricev ul bacio della nia-

fu

L'apparlamento contro lo stile di palazzo nobduiente mobigliato. Parti il granduca da

Roma

verso

la

met

di

giugno,

'?8

ud
complimento per pnrie clelP.iche nell'udienza di congedo ammise
tolti
i

ud
ci C-jiln IH), ed eziandio fece sapere
il

senz'alfio

pa,
a!

suo arrivo

al

cardinal Cibo sei^ielariodi

bacio del piede

snoi cavalieri e

stato, llgioiiio

dopo

il

Papn mand
la

mg/
proca-

famigliari,

meno

f|ue"di livrea. Cosimo

IH

Miigiasca suo coppiere, che per

edific

Roma

colla snn

gran piele divonella basiin sedia,

mozione gi seguita
niera Piguatlelli
a!

del

maestro

di

zioiie, e incontratosi
lica

una volta

cardinalato

([)0

Inno

Liberiana col Papa

essendo

egli

genuflesso incognito, fpiando Innola

cenzo XII fece fermare

sedia per be-

le veci (d che mi mio opinamenlo e non pu esserealtrimenti), a complimentare ildn-

cen/o XII) ne esercitava

conferma

nel

iiedirlo particolarmente, egli colle ginoc-

ca ed esibirgli l'alloggio nel palazzo a[)ostolico.

chiasi strisci sinoa baciargli

piedi, sen-

Sua Altezza grad


seiiz'

tutto, ringrazi

7a volersi alzare. Osserva

|)0

mg.' Ruffo,
il

vivamente,

accettar l'invito. L' u-

che

se fosse

venuto

in

Roma

principe

dienza fu segnata a un'ora di notte. Ascesa la scala a lumajca del Vaticano, tro-

ereditario di Toscana, non doveasi faie


tutto
il

trattamento praticato con Cosi-

v vicino
le scale fu

1'

ultimo scalino
lo

palafrenieri

mo
pa,

111,

moderarei donativi esopratlutto


farlo coprire innanzi al Pa-

con torcie accese e

servirono.

A copo

non doversi
al

incontrato da monsignor cop-

padre spettando trattamento mag-

piere con alcuni camerieri segicli e prelati

giorede'tgli.
lia

Che

suddetti principi Mal-

domestici.

Due

camerieri segreti

si

Leopoldo furonoincontrali dal maestro di camera al modo praticato cogli ambasciatori regi, e che lo sgabello non
e
lo

fecero trovare alla porta del passetto con

duecandelliericoncande!eaccese,eloser-

vironosinoallacamera ove
p;issandoper
la

il

Papa pranza,
ivi

trovarono preparato,
il

ma

si

port loro

bussola di fianco, ed
di

fu

dopo

bacio del piede. Avverte, che nel

passare dalle bussole di noce (ora rimosse), cos


il

granduca, come

tutti gli altri

ceremonie Dona e Fanti condotto a piedi del Pontefice, che lo sent nella camera ove dormiva. Fece le
da'due maestri
3 genuflessioni, baci il piede e la mano, ealzandosi fu ricevutoall'amplesso. S'in-

principi sovrani, a riserva de' re e delle

regine,

si

trovavano

le

porte di

mezzo
il

huiseesi passava da fpielle


Pajia licenzi
il

di fianco. Che

ginocchio poi nuovamente cominciando


a parlare, e

il

granduca, dandone
il

Sua

Sanlitc lo fece

^egno col campanello,

che
si

praticav.isi

nuovo

alzare, e poi sedere in

anche di uno sgabelil

pure co' re e lora,ma non


lo,

le

regine (ci

pratica tul-

lo cardinalizio,

preparalo innanzi

suo

col cantpanello a

mano,

col

arrivo alla sinistra del

Pa[a, facendolo
ool titolo il'A
1-

tiro de'coi(loni). Inoltre riflette

mg/Ku(-

anchecoprire e trattandolo
tezza.

aver

l'api trattato

8e

de duchi
di

di
il

egualmente lecaSavoia e de' granduchi


suddetto principeTou-

Dopo aver
si

discorso per qualche


il

tempo
se,

in questa forma,

duca

s'alz

di

RledicijO perci

e scopertosi

accost alla sinistra del


i

maso

Savoia ricev quel trattamento Mattia e Leopoldo. Arrivo in


/lo/t-

Papa, come fanno cardinali


ro, e discorse coi

in concisto-

falto poi a

Papa

ihie ore e mezza.


ai

Roma

del duca di Mautnvti. e di

Licenzialo dall'udienza
panello, enliarono
nie, gli fecero di
i

suono
di

Ji'rralo a'

6 aprile 1620.

(iiinise total-

maestri

di camceremoil

uenle incognito e

mand

subito un gen-

nuovo baciare
a

piede

tduomo
dolo
al ra,
di

dal maestro di caujera, pregau-

al l'apa e replicare le

3 genuflessioni.

Fu
le
i

umiliiue

il

suo [uofondo ossequio


se quella data fosse ve-

accompagnato da mg.' coppiere


scale, e

Papa (Paolo V

con quant'allro
alla carrozza.

si

fece

capo prima,

ma

dal contesto pare Itmocenzo XI,


il

palali enieri
eie

accompagnandolo
vSe gli

colle toril

perch

cardinal Cibo di questi fu se-

muu

fece

solito

gielario di sialo, ed allora regnava ildu-

regalodi commestibili pel oiaeslro di casa.

ud
un quadro
ed
alla
di

ud
valore di scudi
i

Tf)

bnsso rilievo d'argcnlo vn-

io;

iin.

coionn

di scudi

lutato sondi 207,

una corona

di scudi in

70,
\\\y,\

70; un Cnipo santo, e degli /Igims Dei.


Il

duchessa mi Corpo santo

dnc;i di

IModena Rinaldo
1

iV Este, gi
si

cassetta coperta di raso cremesino. Altra

cardinale, ne'primi del

704

ricovr in

volta venuto in

Pioma

altro

duca

dilNIati-

lova, sed in cappella sopra l'ultimo car-

Bologna per timore de'francesi, cheaveano occii[)ala la capitale. Clemente XI gli


fece sapere die recandosi in
visitare
il

dinaie diacono. Sotto Alessandro VII non


fu dato da sedere al fratello dell' elettore di Baviera,
fi

Roma

dovea

sagro collegio nella persona de'

ma

nel ritorno tla Napoli gli

3 cardinali rapi d' ordine, che Francesco


II, il duca di iMantova e Cosimo III ne aveano ottenuta dispensa, in pregiudizio della preminenza del senato apostolico, Il duca vi accud e giunse in R^oma il 3
i

concesso, e trattato
regi.

come

gli

ambascia-

tori

A' 3

fi

atelli dell'

imperatrice,

princi])i di

Neohni-go, sotto Innocenzo XI

non

fu

dato da sedere;

ma

tornati in

Ro-

ma

considerati eziandio quali fratelli del-

febbraio, in incognito col titolo di conte


di Sassuolo,

l'elettore regnanle Palatino, fu loro ac-

dandone parte

al

Papa

nel d

cordalo,

fiatelli si

considerano nel gisi

seguente pel suo maestro di camera marchese Coccapanni; e mg.' Massei coppiere,

do
di

di figli.
il

Nel 1690
figlio 6.

rec a

Roma

in

incognito

principe Filippo Guglielmo


genito dell'elettore

essendo indisposto mg.


per ritenere che
gli

Neobiirgo

Rullolosi finse competeva la destra


"^

Palatino. Alessandro Vili

dopo

l'avviso

dal duca, lo port a cognizione del Papa,


il qnnle 1' invi a complimentarlo, ricevniocon disliozioni e introdotto dal du-

mand
la

il

suo maestro

di

camera, ch'ebbe

dritta e fu

accon)pagnato fuori della


i

porta della sala e

geniiliiomini sino alla


le

ca clic lo

fc^ce

coprire e sedere, indi

l'iic-

carrozza. Recatosi all'udienza, falle


genuflessioni baci
il

compagno perdiverse camere,


alla eai ruiiza da'siioi.

e lo fu fino
la

piede e

il

Papa

l'fd-

L'udienza

ricev

braccio, Io fece alzare e poi sedere scoperto.


il

in tulio col

iraltamento descritto pel du-

n)aestro di casa

gli

[)orlildonativo

de' commestibili condotti

Arr'n'o in

Roma

di

daaS facchini, Francaco II duca

Mantova, entrando perdi fianco mezzo nella consueta camera del Vaticano. Dipoi il
ca di
nella bussola senza aprirsi di

di IlJodcia a' 5 noi>enbre6S6. Essendo in incognilo. nel tli seguente mand un gentiluomo a partecipar l'arrivo neli'anticamera
d'

maestro
cili

di casa gli

port

in

regalo

45 ba-

commestibili e 4 casse di vino. Visit [)oi Sua Altezza 3 cardinali capi d'ordi
i

Innocenzo XI, ricevuto dal

dine e ritorndal Papa a'4 niarzo in lem-

cameriere segreto coppiere mg.' Mogiasca, vacante

p che

mg."^ Rtilfo erasi ristabilito in sa-

faceva

le

maestrale di camera di cui veci, il quale per parte del Pail

Iute, col solito tialtanunto.

Per

nell'uil

dienza de'3o maggio


slro di

al

Quirinale,

mae-

pa

si

port a complimentare Sua Altezza,

camera

disse al pretllo delle cere-

ricevuto con distinzione, fatto sedere e coprire, e

monie Cassina non doverlo incontrare co

accompagnato da

tutta l'anlica-

me

lo zio

Francesco

II

alla sala oscura, e

mera. Attesa l'indisposizione d'Innocenzo XI, ricev lai.' udienza a' 6 gennaio

1G87

al

Quirinale nelle ore pomeridiane,


oscura, e fu

Fu

ricevuto da mg.' coppiere co' caine-

molto meno accompagnarlo fino alla scala a lumaca: il ceremoniere fu di [)arero che 1' incontrasse a met di detta ^ala, e uig."^ Chiapponi 7.. ceretuoniere opin
iloverglisi
cipi di
il

rieri segreti fuori dellu sala

tratlameolo consueto a'prin-

accompagnato poi a capo della scala a himaca, col di pii praticatosi col duca di Manlova. il Papa gli don iiu quadro ilipinto in rame espuimente la Piet, ilei

e al granduca, che il duca Rinaldo ben conosceva. Coll'assen-

Lombardia

so del Papa, fu preso l'espediente di rice-

vtrlo nellappartaineuto d'estate e di far

6o
In venire

ud
per
la scaletta
la

UD
segreta rispond' udienza. Nclsi
i

menti e onorificenze. Inoltre dir qui, che


vicer di Sicilia
si

dente dietro
le

camera
si

trattavano nell'udien-

l'appartamento terreno, ove


congregazioni,
sina con alcuni bussolanti,

facevano

za

come

semplici grandi di Spagna, en-

fece trovare
i

mg. 'Gassi

trandovi con ispada e cappello in mano,

quali

fer-

ma

senza ammetterli a sedere allo sgail

marono
letta

in

compagnia

colla famiglia del

riuca, e questi fu ricevuto a

capo della scadal maestro di camera. Cos venne

concedeva neppure che non erano slati ambasciatori inRoma. Il duca Ranuccio l
bello,

quale non

si

a' vicer

di Napoli,

praticato in occasione d'altre udienze,'di-

neliGoo sed
"^

in cappella sotto

l'ultimo

duca passeggiando col Papa nella galleria, venendo intanto trattenuta la sua famiglia da qualche lancia spezzata. Nello stesso giorno che il duca domand l'ultima udienza, Clemente X[ gli mand per un cameriere segreto pi iniziano una cassa con un Corpo santo coperta di raso guarnita con piccolo pedino d'oroj un'acquasantiera di pietra da tevcrse volte
il

cardinale diacono.

Neh 689

fu

mandalo

mg. maggiordomo a Caprarola a levare il duca Odoardo e condurlo in Roma nel


palazzoaposlolico.ove fu trattato da principe, ma non intervenne in cappella per non voler sedere dopo l'ultimo cardinal diacono, mentre sopra di questi soleva sedere il duca di Mantova. Di frequente

anticamente

principi d' Italia recavansi

nersi vicino al letto, del valore di scudi

a prestare pubblica ubbidienza al

nuovo

260, con quadretto di pietra esprimente Un' umetta d'argento colla reliquia di s. Clemente, sovrastala da piccola croce col s. Legno; una corona alla cavaliera di lapislazzuli
li

con medaglia d'oro del valore

Papa, cio innanzi che s. Pio V conferisse il titolo di granduca a'Medici di Toscana, con maggior trattamento del loro in cappella, per cui adottarono il costume di portarvisi privatamente e di non accettar
l'alloggio nel palazzo apostolico.

scudi 4o;

due corone, una per

la

due 2

Neh 700
fratello
si

chessa di Modena, l'altra per quella d'An-

giunse in

Roma

Antonio Farnese,
Francesco, e

nover, del valore circa di scudi


l)acili iV

60

del duca di

Parma

port

ni sul

Agnus Dei. Seguono le Riflessioduca di Parma, feudatai io della s,


Clemente Vili e

da lnnocenzoXII,il quale volendolo trattale d'Altezza, ne lo dissuase


il

rigido for-

iSfde. Ne' pontificati di

malista mg.*^ Ruffo.

Ebbe

il

trattamento

Urbano Vili
ti
i

F'arnesi duchi di

palazzo:

recaronoaRoma incogniParma, alloggiati in mangiarono in pubblico col Pasi

quasi

degli ambasciatori regi, e perci

incontrato dal maestro di camera nella

pa nella forma diesi praticava col Pran-

zo (/ \) pe' v\ce.r di Napoli, e visitarono tutto il sagro collegio, accompagnati per

camera de'bussolanli, trattenendolo indi in quella della bussola di damasco, finch venne l'avviso per essere introdotto
dal Papa. Fatte
il

le

3 genuflessioni, baci

Iloma dalla guardia svizzera. Questo trattamento davasi pure agli altri principi
d'Italia, agli elettori dell'impero, ed ai

piede, disse qualche parola genuflesso,

indi fu lutto alzare e sedere allo sgabello


degli ambasciatori, e trattato nel discorso
in 3." persona. Nel pontificato del succes-

vicer di Napoli ne'3 ultimi giorni di loro

fermata

in

Roma

per recarsi in quella

sore Clemente XI, questi provava

dini-'

citt, ne'({uali

abitavano ed erano trattati

colta di dargli lo slesso traltaiuento di


cui era gi in possesso, e

nel palazzo apostolico dal

maggiordomo:

ad onta eh' eru

se alcun antbascialoredi S[)agna presso la


,
i

S(n\e veniva destinato vicer di Napoli,

divenuto principe ereditarlo, finche per questo idtiino riflesso e dopo alcune congiega/ioni tenute nelle stanze di mg.Tuff,

3 ullicni giorni della sua

dimora

in

Ro-

ma

passava ad abitare nel palazzo apoi

coir intervento
il

tie'

ceremonieri, fece

stolico e ricevea lutti

mentovali Uatta-

stendere

decreto di dargli da sedere suo*

U D
pcrto,
re.

I
il

LDI
predecesso-

6i

come avea

praticato

wick
ed
il

figlio

naturale di re

Giacomo

II

Contribu a tale disposizione l'esempio

d'Inghilterra,
3. per la

ma non furono fatti sedere;


frequenza de* suoi accessi
le

d'

Innocenzo X. Avea questi ricevuto

il

principe diBi'uuswick passeggiando


2." genito; indi

come

per adempiere

paterne commissioni,

divenuto principe eredi-

dopo gli diede da sedere. Clemente XI dunque vi acconsent colla dichiarazione, da non passar in esempioagli
tario 2 anni
altri fratelli

venne ricevuto passeggiando. Gap. iG : Traltamento che .soleva darsi agli ambasciatori rtgiy ordinari e straordinari,

e loro arrivo. All'arrivo loro in


al

Roma

cadetti di principi suvrani,


di essere eredi presuntivi,
il

doveauo darne parte

se

non nel caso

e coll'obbligo di visitare onninamente

mg.' maestro di intendevano per fare l'entrata detta di

Papa, a mezzo di camera, col (|uale[>oi si


dair///^/e*.<o solenne
la

sagro collegio, o almeno, per


del tempo,
i

la

brevit
il

campagna, diversa
in

3 cardinali cupi d'ordine,


il

vice-cancelliere e

camerlengu.
i

11

princi1

mediante degli ambasciatori (/'.)


(/
.),

Roma
I

Cavalcala

d' ubbidienza.

peAntouio

visit tutti

cardinali

neh 70

Nella

."visita dell'
gli

entrata di campagna,

e dal Papa fu ricevuto nella stessa forma,


ofiiendosi nel suo Possesso a servirlo di-

ciano
1."

umbascatori accompagnali dai


>se non ePapa da tale formaper non soleva accordaisi

cardinali nazionali per essere ricevuti alhi

votamente da Cavallerizzo o da Palafreniere [F.) per tutta


di tener
il

udienza pontifcia privala,

la

cavalcata, cio
del suo cavallo

raiio dispensati dal


lit, la c|uale

freno e

la stalla le

e di condurlo per
accettare
la
1

redini. S' inclin

ad
tuli

agli

ambasciatori d'L7'Z/W;eMS(/ '.).Qnc-

.'esibizione,

ma siccome

sta
gli

venuta dicevasi di campagna, perch


ambasciatori fguiavano

uflzi esercitati
si

un tempoda'sovrani, allora fungevano dagli ambasciatori, e dispia-

come

allora

cendogli al veneto Erizzo di essere posposto,

come

istruito di

non intervenire solo,

perch

gli

ambasciatori imperiale e spa-

gnuolo eranoancora incogniti, fece credere die gli sarebbe riuscito di farli intervenire, se fosse sicuro die non fosse venolo il principe di Parma. Questi presa cognizione del trattalo tralasci di portarvisi,

da campagna; ma cardinali che li accompagna vano non potendo (iguiare quali incogniti, doveano incedere in fcjcchi. Erano ricevuti dal prelato maestro di camera, al Valiincogniti, e incedendo in abito
i

cano pel passetto,


estate.

al

Quirinale per l'ancar-

ticamera pubblica dell'apiiartametito di

Entravano prima dal Papa

dinali,e gli ambasciatori Irallencvansi nell'

fin,

per

1'

artifcio dell' Erizzo,


;

che

anticamera pubblica ossia nobile della

niuno
ie per

di loro v'intervenisse

laonde parylni-

bussola di damasco, in com|)agnia di dello prelato finch veniva inlrodolto all'u-

questo puntiglio, e parte perle pregli

cedenti e posteriori p^elen^ioni,

dienza. Indi

il

Papa
il

licenziava

prima l'am-

bascialori [r

.)

cessarono poco dopo an-

basciatore e poi

cardinale nazionale.

che dall'intervento delle Coppelle pan-'


tifcie,

Ordinaiiamenle seguiva poi con altro


treno o colla delta cavalcata l'udienza
pubblica. Gli ambasciatori

per

le

pretensioni dell'altro

amba-

sciato
la

veneto INani, di non


al

voler jiassar

domandava-

pace nella messa


al Soglio (F.).
Il

Principe assistenallora

no

all'

occorrenza l'udienza del Papa a

te

trattamento accorda-

mg.' maestro di camera per mezzo dei


loro maestri di camera, e poi

to al principe di

Parma, poich

dopo che
i

l'etichetta

minuziosa era spiula ad una

era stata assegnata


cani in sala

mandavano

loro de-

specie di contagio e
tutti,

mana che pativano


dell'

pontifcia per sentire l'oia

mosse

le

pretensioni del prnci[ie

dal decano del Papa. Tralascio di riferire le diverse

d'

Armstadt, parente

impeiatrice e

pretensioni

in

proposilo
tr(>p-

della

regina di Spugua,e del duca

diVu-

U'akuQ umbascialuri,pciciicaadrei

62

U D
gi. Di notte
i

p per le liiiiglie, come di domandaila quasi sempre con uigeiiza indicando loro maeslri di camera stessi il giorno, che
i

palafrenieri gli

accompagnaultimi

vano

colle torcie sino alla carrozza, e chi


in poi sino agli

Alessandro Vili
portoni: mai
dellieri
si

procmavuno

prudenletneiile d' eludere,

accompagnavano con causi

perch non passasse in abuso, indi per un palafreniere co' loro coniplimenli tacevano sapere
agli auhasoialori
il

nell'appartamento. Gl'individui
fer-

dell'anticauiere degli ambasciatori

giorno
recava-

mavano
stri di

nella

1."

anlicamera,

loro

mae:

e l'ora assegnala per l'udienza. Gli atn-

camera

e genliluomini in altra

hascialori ch'erano incoginli

vi si

paggi degli ambasciatori put)blici


la de'bussolaiili.
1

in (pel-

no per

lo

pi con

carrozze senza fioc-

paggi ne'treni dell'uvici-

chi e senza mule, salendo per le scale a

dienze ordinarie incedevano a piedi

lumaca tanto al Vaticano che al Quuinale. Erano ricevuti dal maestro di camera alla porta del passetto, al Valicano corrispondente all'anlicamera d'onore o nobile o del Irono, detta pure de!
Olizio, ch'era la loro
s.

no
le

alla carrozza dell'ambasciatore,

il

qua-

conduceva

il

suo cavallerizzo a cavallo.

Alcuni ambasciatori ne' loro treni nobili

portarono sino a 12 paggi, i4 genliluonuni con abili ricchi e maniche ricamale,


e sino a

ordmaria

di trai-

60

livree di scarlatto. Talvolta

teiimento;
all'

al

Quirinale corrispondente

anlicamera pubblica, ove restavano.

nuovi ambasciatori erano presentati dai loro antecessori. Gli ambasciatori ordinari e straordinari, ollenula lai. ^udienza, riceveano d'ordine di nig.'^

Indi venivano introdotti dal maestro di

ramer, previe le Sgeuullessionie il bacio del piede, scoprendolo il prelato con alzar il lembo dell. veste. Lai. 'volta bacia vano

maggiorun regalo

domo
di

nome
ss.

del Papa, dal maestro di

casa de'

palazzi apostolici,

anche

la

mano,

e indi erano

ammessi

al-

commestibili di circa 3o portate ;dopo

ram[)Iessoo abbraccio;

nell'altre baciava-

l'ultima udienza, nel partire da

Roma,

no

soltiinto d piede.

Mg.' coppiereo altro


all'invilo del

riceveano pure da parte del Papa altro

cameriere segreto poneva a manca del

donativo da un cameriere segreto, consistente in

Papa
i

lo sgabello,
la

ove
."
i

Papa

sedeva, inoltre

volta

vi

assistevano

maeslri delle cereinouiej per istruire gli

due bacili d'Agnus Dei, m un Corpo santo in cassetta coperta di raso guarnita d'oro, una corona alla cavaliera con medaglia e breve d'indulgenze, ed

Jimbasciatori di quanlo doveano fare. Li-

cenziava

il

Papa

gli

ambasciatori col suoe


il

no delcamp.uieilo,

maestro di camegli

un quadretto d'argento o acquasantiera nobilmente lavorata del valore di circa

ra aperto unode'lanchi della bussola,

5o o 60 doppie. Avendo l'ambasoiatore


moglie, prima della [)ai lenza se gli mandava degli Agnus Dei, ed una corona di
pietre preziose col breve dell'indulgenze.
JNell'uliima udienza di congedo, gli

accompagnava
di

al

(nedesiino luogo ovegli


la

avea ricevuti. Costumava

repubblica

Venezia

di far assistere all'udienza del


il
1'

suo ambasciatore
sendosi dismesso
le

segretario regio. Es-

am-

uso sino da Clemen-

basciatori introducevano al bacio del pie-

IX, l'ambasciatore Morosini ne ottenla

de

la

loro famiglia, ed
si

llgli
i

se

neaveano,
figli

ne

ripristinazioneda Clemente XI. Que1'

ma non

auiDJettevano

loro

ancor-

sto segretario seguiva

aml).iscialore, e

per tutto

il

tempo dell'udienza

reslava

ch primogeniti, e cos de'principi, colla spada e il cappello, massime col secondo


in

genuflesso a fianco dello sgabello dell'ambasciatore, ancorch durasse pi ore. Gli

mano. Dettosi

degli ambaciatoi

regi

incogniti e pubblici, conviene trattare

ambascialo!

pollavano l'insegna del-

dell'udienza,
c<indi,

l'ombrellino,

ma

nel

palazzo apostolico

accompagno e Ireno dc'sesempre cui iiiss. de'maestn di caEssi ave.uio

non

p(jtevaiio aprirlo

luppure

[ci

piog-

mera

del l'apn.

l'udienza

i)

li

63
man-

cnliiiaria e la btiaoitliiiaiia. L' oicliiiara

chec^valiereche mandava apposilam&u


te col carattere d'inviato.Se l'avesse

eia oyiii io yioiiii nel


JNei

vciier(.l

e sabalo.

venerd

i'

aveaiio
di

gli

atubascialoii

dato avrebbe ricevuto

il

trattamento pra-

dcH'imperatoie,
lo, di

Franciu, di Portogal-

ticato cogli ambasciatori di

Savoia e di

Venezia,

di

Torino o Savoia, e dell'a-

Toscana. Questi come


parie
ilei

gli

altri

davano
nel-

l'ordine SuvruDo di Malia. Nel sabalo


veaiio
iiia,

loro arrivo,

come

gli altri tio-

gli

ambasciatoli di Spagna, l'oluil

veano far l'cnlrata delle carrozze, e


la slessa

di

Genova e Toscana. Menile uiaestio camera accompagnava l'ambasciatore


se dii.

forma de'suddetti ambasciatori


la

se gli stabiliva l'udienza, e se gli faceva


la

che usciva,

rango, mg.' coppie-

parata dagli svizzeri e


al cappello.

.'volta colla
dell'

re ne iulroduceva altro dal

Papa. Per
i

penna

De* giorni

ordi-

r udienza ordinaria non mandavano maestri di camera, ma decani nella sala pontificia dal decano del Papa per sentire se Sua Santit dava udienza e in quale ora. Il decano loio rispondeva a
i

seconda dell'istruzione

di

mg.' maestro
gli

di

camera.
mule,
la

JXelle

udienze ordinarie

am4
di

basciatori regi procedevano col treno di

non potevano incedere colle mute e solo con due cavalli le carrozze, bens co'fiocchi. Mai a tali ambasciatori fu permesso di restar iucognili. Il maestro di camera li riceve va a met della camera della bussola di damasco e gli accompagnava sino alla porla di essa, il Papa gli ammellevaal banarie udienze lo dissi,
cio de'piedi
bello,

ma

carrozza di vangiuudia a Gcaval11

come

gli altri,

n)a senza sga-

li,ollie altre carrozze a due.

maeslro

onde doveano
di

stare in piedi

duil

camera gl'incontrava
solanti,
bile,

alla

camera

de'biis

rante l'udienza. Noter, che divenuto

termandosi

nell'

anticamera no-

duca

Savoia re di Sardegna,
il

il

suo

am-

donde venivano introdotti dal Papa, aprendo la bussola di damasco un cameriere segreto, ci die facevano
dinali
;

basciatore ebbe

trattamento regio.Con-

viene poi avvertire a quanto riporter al


cap.
I

L\ut:

pe'car-

c).

Gap. 8
1

Trattamento che

si

da-

cos neirusciie, e in loro assenza


(|ue'

va

ali' ambasci alor e

dell'ordine sovra-

supplivano

d'ouoie. Gli ambascia1'

tori pubblici

che bramavano

udienza

no Gerosolimitano dilllaltn. S gli permelleva la solai.^volta l'ambasciata (Issa coll'ora


te

straordinaria, la
stro di
in

domandavano

pel

mae-

determinata, e nell'altre vol-

camera; e vi si recavano col treno fiocchi a due cavalli, ricevendo il con-

che domandava

di

1' udienza il maestro camera rispondeva che venisse il tal

sueto trattauieiito.

Bramamlo
al

il

Pa[>a di

giorno, che sperava poterlo servire, senza dargliene sicurezza


;

vedere alcun ambasciatore,


stro di

suo maeper
i\n

ma

in ci

procefar-

camera

lo

faceva sapere

deva coU'inlelIigenza del Papi, senza


lo conoscere,

palafreniere pouliflcio mg.' maestro di

come

praticava cogli

altri.

camera, insieme

al

giorno e

l'ora.

Ogni

nuovo cardinale
gli to.
1

lai.' volta

che ricevea
il

ambasciatori regi indossava


:

rocchet-

Gap. y TralLaiiciilo che si dciva agli aihasciatori di Gcno^'a, Sctvoii o


Torino,
blica di
e

Non era incontrato dal maestro di camera, ma trattenuto in anticamera da un cameriere segreto, il quale poi 1' accompagnava da lai prelato, che rincontrava alla mela della bussola di
sco. Gli svizzeri nel fiigli
l<i

damai

Toscaim. Dopo che

la

repub-

parala non
la
.''vol-

trattare

Venezia ricev la distinzione di suoi ambasciatori cogli onori

inellevano
ta.
la,

la

penna

al

cappello

di que* regi, la repubblica di

Genova
i

si

Non assi.>leva sotto il trono in come ilopo gli ambasciatori

cappelregi al-

astenne dall'inviare a

Roma
i

suoi

am-

teriiativamenle facevano que' di Savoia


e Toscana.

basciatori, tacendo trattare suoi alfari o da un caidiualo iiaziuuiik o da qual-

Noter che l'ordine gerosoli-

mitano mandava decorosamente amba-

64
sciatori d'

tJ

V D
.)j e che Dene-

1
re.

Ubbidienza (T
accord
all'

che

si dava

agi

inviati di qualsiasi

dello
Melila

XIV
gli

ambasciatole di

principe sovrano. G' inviali de' princi[)i

onori de' regi. Gap. 19: Trat-

non aveauo trattamento maggiore degli


altri cavalieri. Si

taintnlo
voia.
11

clic si

dava a' Residenti di Sai

recavano

in

anticamera

duca di Savoia uou potendo tolsuoi audiasciatori lerare che in Kotua fossero trattati cou tanta disuguaglianza da'regi, vi mandava un ministro col ti>
loto
dir

senza alcuna precedente intelligenza, la-

sciando

la

spada e

il

cappello, e

non po-

tendo aver l'udienza vi ritornavano. Non si praticavano formalit n nella i.' u


nell'altre udienze, e in quella di

Residente. Questi a poco a poco

congedo

colle sue pretensioni erasi

procuralo

le

riceveano dal Papa una corona alla cava-

distinzioni coiue l'atiibasciatore di


ta,

Mal-

tranne l'entrata delle carrozze. Co-

minci a portare il cappello in mano, e poi anche la spada come prerogativa inferiore all'altra; vest di nero
il

o altre pietre con indul' genze senza breve. Ad alcuno fu permesso di portare la sola spada, altri ebbero
liera di diaspro
il

regalo di qualche bacile di commesti-

suo de-

bile. Gl'inviati di

Leopoldo duca

di

Lo-

cano, pose

Hocchi alla

2..'

carrozza, e co-

rena

vi si

recarono accompagnati da due

minci a

servirsi di

qualche paggio.
se gli di

Non

cavalieri, dal

contento dell'udienza che

accorda

stafleri vestiti di

decano vestito di nero, da i4 panno rosso trinato, con


delti doni, e la loro
al

\a come all'ambasciatore
iiieri,

Malia, u)os*
il

3 carrozze proprie e 2 del cardinal Nerli.

se pretensioni sull'ora certa

conle Gra-

Ebbero
de.

nel partire

conpromise e fu richiamato dal suo duca. Gap. 20 TraitanicnLo die


si
:

ma

l'anticamera fu

ammessa

bacio del pie-

GlementeXI

inoltre invi in

dono
e al

alla

AI

dava agli anibascialo'i di Bologna e Ferrara. Ad ambedue la solai. "volta


ndi l'aveano ogni
1

duchessa una nobilissima corona


lazzuli del valore di scudi

di lapis-

80

duca
a

se gli concedeva l'udienza determinata,

una corona
tra

alla cavaliera della stessa pie-

giorni, quel di
il

Bovefioc-

con medaglia

di cristallo guernita

logna

il

sabato e quel di Ferrara

nerd, con carrozze a

due

cavalli
s'

cou

chi e rouibrtllino. JNou

inconliavano
se-

dal maestro di camera, ed erano tratte-

due faccie di diamanti e smeraldi,e dentro tal cristallo un reliquiario simile con croce formala del s. Legno. Gap. 22 Trailamento che davasi al senatore di Roma.
:

nuti in anticamera da
greto.

uu cameriere

Egli

in cappella

precedeva
,

al soglio gli

Entravano dal Papa senza cappelcolla veste senatoria e per sen-

lo, ili.

za spada, e s'accompagnava dal prelato

un buon passo fuori della bussola di damasco ueir anticamera nobile. L'aulico presentava al Papa il uuovo ambasciilore bolognese. Nel domandar l'udienze
straordinarie
sicurarli
disfarli.
si

tempo di Si* sto V avendo l'imperiale preteso non dovergli cedere, d'ordine del Papa il senatore si astenne dall'intervenirvi. Avea la suddetta udienza il mercoled dopo l'uditore della camera, vestilo di toga e perambasciatori regi
in

ma

ci senza spada, lasciando in


il

anticamera

facevano venire, con as-

cappello foderato
di

il

che avrebbe dolo stile loro

che

si

sarebbe procuralo sodgli

vuto esser
di

regola alle primarie case

Poi pretesero

ambasciatoli di

Roma, ma nondimeno
il

era

Baiatila e Ferrara (P.) d'esser trattenuti in anticamera anche nell'altre udienze da un cameriere segreto, ma restarono inesaudili per non praticarsi col senatore di Roma, co' principi assislonli
al soglio,eco'conservaloridi
essi

Roma che ad

preccdevauo. Cap. 21; TraUamenlQ

camera lo trattava d'eccellenza senza accompagnarlo. Cap. 2 3; Trallanienlo che daiuisi a'principi assistenti al soglio, grandi di Spagna., duchi, pari e altri primari titolari d'Europa. Non si ammetteva ambasciala di loro vcuula all' udienza e queal contrario:

maestro

di

U D
sia

UD
Io

65

non

si

fissava,

bench

pretendes-

oflciaii del

sero per l'esempio tintone da alcun de-

bole nr)aestio di caineia. Si

ammettevail

no

a'piedi del

Papa

colla

spada e

cap-

Papa pel suo servizio, e non per ornamento, cio a'gencrali e nHiciali, vice-castellani, capitani di compagnie di leva, genliluomini della camera ( forse
deve intendersi camerieri
pa), e lancie spezzate.
di s[)ada e
la

pello, prerogativa che

pretendevano anche
essi
figli

cappor-

pe'loro primogeniti titolali e amhiogliati,

Anticamente

senza persuadersi eh'

doveano

tavano

soli

capitani di guardia. Si ne-

aver minore trattamento d'essi padri, ci elle qualche maestro di camera permise
eallri

gava

tale prerogativa alle cornette, alfieri

e sergente. Anzi ne'precedenli tempi la-

negarono come l'aierrimo n)g/Piufnon istabiliva mai ad essi l'udienrispondeva alle domande Vengano za quando vogliono, che volentieri li servir, quando e sempre che possa. Imperturbabile, con fi anca energia e nobili modi, sosteneva le consuetudini e ceremoniali, non declinando a fronte di alte racfo.Egli
;
: i

sciavano
l'apa

la

Spada
il

(/".)

nell'entrare dal

gli stessi re,

che pratica vasi ancora


del i49^'-

sotto Alessandro

VI

Che enfratello

trando

in Co/z(7rfA'c

l'imperatore Giusepil

pe

II

se la voleva levare, e cos

comandazioni. In 3 modi si ammettevano i nominali personaggi: con ispada e cappello in mano, non coprendosi neppure gli
ambasciatori; con ispada e senza cappello; senza spada e senza cappello.lmperoc-

che non potevasi osservare uniformit a seconda di particolari concessioni odi consuetudini invalse. Si ammettevano daCleniente
bile

granduca Leopoldo I, lo rilevai ancora nel voi. LXVIll,p. i, col.'i .',ove la citazione del voi. LXlil, p. I 77, per fallo tipografico indicata col XLllI, per essersi posto L dopo X. I polacchi sempre pii e divotissinii della suprema dignit pontificia, bench palatini, primogeniti, generali ec, mai prelesero distinzione, e sino a m^.' Uudoogni volta aveano deposto la
i

spada

il

cappello nell'entrare dal Papa.


acattolico inglese

Lord Salisbury
mosse
gli altri
la

dimo-

X^con

ispada ecappello

il

contesta-

rante in Pioiua sotto Clemente XI^ propretensione che


tutti
i

(la cui casa allora

Colonna principe assistente al soglio godeva sola l'assislen*

lord fos-

sero trattati cornei grandi di

tato, indi ripristinalo negli Oisini dal lo-

Spagna e sunnominati, ed ammessi dal Pae cappello. Si

ro benedetto XIll), e que' principi che


quali nipoti di Papi lo erano
cipi,
stati.

pa con ispada

oppose

for-

A'prin-

temente

nig."^ Ptulfo,

per l'anteriore pra-

duchi, pari e marescialli di Fiancia,

ticato, e pel riflesso

che

in

Inghilterra.

grandi di Spagna e

mandando
va,

tale

non sudditi, doprerogativa non si negaaltri


titoli

Scozia e Irlanda
titoli di

tutti quelli

che godono

conte, marchese, duca o princise

purch fossero decorati de'


per
a'

di

pe sono lord, tanto


della
'2.'

sono della

i."

che

principe o duca, e capi di cospicue famiglie;

o 3.' riga di nobilt. Bensopin,


si

loro primogeniti coucedevMsi

che non
di

dovesse negare a'Iord cattolici


d'

portare

la sola

spada,

la

quale permette-

primaria famiglia

uno

de' 3 regni,

vasi pure

ad
la

altri principi e

duchi

di

non

ma giammai
tolico.

concederlo a chi fosse acatsi

primarie famiglie;

tra gli ordini equestri


i

Tuttavia

neg a lord Cardingan


di portar la sola spa-

godendo

prerogativa

cavalieri diJMals.

cattolico di 3.^ sfera con titolo di conte,


e

ta (poi l'ebbero quelli di

me notai in
da anche
i

tale articolo, e

Stefano I, coportano la.5yj/^zss.

dov contentarsi

da. A' procuratori di teva l'entrare dal


pello,

Maurizio e Lazzaro), come religione puramente del Papa, e per aver giurato portarla sempre
cavalieri de'
in servizio e difesa della fede cattolica e

s. Marco si permetPapa in ispada e capcome avvenne col veneto loro con-

cittadino Alessandro VIII con 3 procuratori.

Avendo

poi

il

della

s.

Scile. Si perraelleva la

spada

agli

uno

di essi, del cavalierato dello

Papa decoiato Lando^ Speron

VCL. ixxxit.

6G
lYoro (f.), e

ud
ciiitaf;li ili

ud
sua

mano

la

spa-

iiell'

anticamera nobile della bussola


([uesla
si

t!i

(la in presenza dii Gcaitlinali, stitsquin-

damasco. In
jeivatori di

haltenevaiio
le

con-

d nig.' RilFo

non poloigHsi negare cbe

llon)a pei

delle (unzioni,

con

e.ssa si

recasse all'udienya, e sed a-

ma
si

nel

lilorno enliavano cu' nominali

vanti al Papa. Aggiunge, che a niun altro

nella

nobile veneziano poteva competere tali i)rerogalive della spada e cappello nella
pontificia udienza,

prima anticamera segrela. Osservache alcuni stili conviene custodirli senil

za ricefcaiiie

perch.

Nuovamente

in

dopo non

essere slate

permesse a'procuratori della repubblica,


A'patriarchi, arcivescovi, vescovi, prelati
e preti di

questo capo s'ingiunge: Niuno di qualsivoglia condizione, qualit e grado, sovranil e

altro
del

pu portare

guan.li in anlica-

qualunque grado
di recarsi

permelteva
mise solo
il

non si all'uilienza del Fapa


nobile,

con berretta
al

e cappello in mano. Si persuddetto principe d'Armsladt cai)pello, mentre avea le altre narrale

Papa. Le regine slesse se li levavano; e se qualche cardinale o anibasciatore se ne dimenticavano, gentiliueiile doveano avvisarli il maeslio di camera

mera

ci maestri
quelli cbe

di cerenionie.

Le

laiicie s[)ez-

prelensioni.Dovendosiinlroduiieiiisieme

zale, o cavalieri di guardia,


li

avverlivano
e allret-

Papa una dozzina di cavalieri foraslieri,ilmaeslrodicamerachiamavaicapitani


tlal

portavano
fare
i

in

mano,

tanto

doveano
religiosi

camerieri segreti,

de' cavalleggieri e gli ulTiziali svizzeri

di

Que'

che

nell'

inverno usavano

guardia ad assistervi per decoro e sicurezza del piincipe

quel mantello, che non adoperavano nelTestale,

(come

si

fa in cap|)ella

da'capilani ed esenti delle guardie nobili,

re dal

Papa,

doveano deporlo pi ima d'enti ail che precipuamente si fari(

chesischieranoda un lato del trono, mentre foraslieri si recanoa ricevere dal Papa le candele, le ceneri, le palme, gli
i

ceva da'cappucciui, minoii osservanti,


formati, minimi, agostiniani rouutaui

meglio
a'

gli

scalzi),

ed

altri

inclusivauente

jdgiius

Da
alla

benedetti), ed in questo solo


la

generali e allo slesso [)redicatore apoi

easo rilenevano

spada e
nell'

il

cappello,

slolico,

Quanto

precedenza

introduire
gli

sciare

air udienze,

prima entravano

ambai

sciatori e ministri de' sovrani,

poi

pa-

poich mantelli che si poimo lanon sono considerati come veiiabili regolari, dovendo questi comparire dinanzi al Papa col solo abito essenziale

triarchi, arcivescovi, vescovi, prelati distinti

di religioso.

Alcuni generali

religiosi so-

per cariche e nascila, principi, du-

levano mandare abusivamente dal macstro di

chi, altri prelati, cavalieri, e di

mano

in

mano

persone secondo la loro cjualil. Se per il Papa voleva alcuno prima d'ogni altro, non si osservavano formalil'altre
l. Il

camera, per sentire (|uauilo polevano umiliarsi all'udienza (Kl Papii ma


;

il

prelato rispondeva

di

contentarsi di frin

glielo

sapere dopo giunli

anticamera,

maestro

di

camera

colla sua equit

e accorgimento talvolta preferiva a' prelati

congiuntura ecupiioli ^enernli, coslumandosi ammellire al bacio del pieIn

e cavalieri quelle persone

condizione, che da mollo

di minor tempo aspetta-

de

tutti

frati
il

vocali o

capitolari,

si

asse-

gnava

loro

giorno, per non fuli pii

vano
1

erano ritornate per avere udienza,

volte vedere per

Roma

incedere processio-

generali d'ordini religiosi cospicui en-

naUnente
^;e'//^,

e se s'incontrava

qualche

<"(7/;-

li'avano

dopo
di

vescovi.

Il

principe assiil

nella

stente al soglio, gli ambasciatori e

goser-

nata

la

medesima si ric;eveano termiPersonaggi funzione. Capo 24


:

vernalore
nella
."
i

Roma,

se

venivano per
si

che entrarono con spada e cappello

iti

VirtW Papa nelle cappelle,

trattenevano
;

mano

all' udienze

di hinocenzo

Xfl tClei

anticamera segrela

(juando poi

lecavansi per l'udienza doveansi fermare

mente XI, essendo inaalro di ciimeta mg.r Ioni/naso HnJJo. Sono notali: prin-

ud
cipi

u D
sendnsi nascosto
laiolo
gli fu
il

67
il

e ducili (molli le'qunli ^inndi di

cappello sotto

fer-

Spagna) Colonna, l'ioinbino, OdeM^alcI)!,


Caserta, Palestriiia, Chigi, Soia, Rospiglioi^i,

fallo lasciare e allora egli

de
Il
il

poso anco

la

spada.
gli

Il

princi[)e Vaioi.

Giusliiiiani (die fu

anco

al soglio),

duca Salviati, n
capfiello
li

valse per portare

Savelli (appoggialo da

due cainerioii segielie ricevuto da Clemente XI allo sci illoio afliicli


si

la

presentazione di brevi co'qua\


Il

Clemente

dichiaro
di

suoi antenati

appoggiasse, giacch non


di

p;iienli (lo

foiono pure

Leone

X), [icr

si

reggeva in piedi),

Caibognaiio (ve
il

10 ceppo di casa Colonna


al soglio di

cui padre fu

non essere mai stali al soglio. Il [iiiiicipe della Guardia primogenito del duca
di

Clemenle X),
la

Poli (che

sem-

Maialone.

Il

principe della Molla pridella B.ignara e niIl

pre n'ebbe
del
s.

prerogativa qual maestro


Altieri,

mogenito del duca


pote di mg."^ Rulfo.
ni.
Il

Ospizio),

Borghese, DieCantei-

duca

di

s.

GiovanIl

tiichsleiii.
te,

Due

Ponti, Pescara pi voll'opoli di casa


di

cav. di IMalta Car.ifa, governatore


Sicilia.

Santobuono,

della scpiadia delle galere di

mi, i\lonleIeone,Airolo

casa Caracciolo,

conte di

Lcmbergh primogenito
Il

dell'am-

Castiglione, Laui enzana di casa Caetani,

basciatore imperiale.
l.nii.
Il

princi[)e

HercoIl

belvedere, Norfolk di sangue regio d'Inghilterra, della Mirandola,


vellai a
il

conte IJorromeo pricnogenito.

conte diiS^o-

bate di

come sovrano de'suoi feudi. L'AbPompona con ca[)pello, amba-

primogenito del pari e duca Viliars. It marchese della Pier savoiartto, hiogoteneiile generale

dell'armi di Savoia, per


Il

sciatore di Francia a Venezia, che pretese lo igabello,

intercessione del cardinal Barberini.

ma non

fu

dato come

trai-

[uimogenito del duca


co scozze>e.

di

Gordon

cattoli-

lamento
destinati

insolito pegli

ambasciatori regi

M/

di

Mursin luogotenenlii
di

ad
il

altre corti regie,

bench

si

generale
iii[)ote

dell'

armi

Francia

in Italia,
:

lamroenl
lia, e

praticato co' vicer di Sicicol

di

madama
il

de Mainlenon
ca|)[)ello.
Il

inu

specialmente

Gramoville ami

lil/nente pretese

basciatore di Francia a Venezia, nel

6:^1

IMugnano.

Il

principe di

duca di Sermoneta pricol padre. D.

condotto a palazzo dal cardinal Dichi.


Questi entr da Innocenzo

mogenito
('a rio

del

duca diCaserta

X con

ispada

Grillo figlio del


Il

e cappello, e fu inteso in piedi appoggiato

Spagna.
dice.

marchese grande di duca Biancacci difensore di CaCalle.


Il

ad un tavolino, stando anche il cardinale in piedi; ed in altre lunghe udienze rest pure in piedi, sedendo il Papa nel trono. 11 Papa gli don una corona, e dal maestro
di casa palatino gli

Lord

conte Lagnascki

in-

viato del redi Poloni?. Cap. 26: Personnt^gi di cjntdil auinicssi all'udienza di Cle-

mand due
di dolci e

bacili di

mente XI senza spada e senza cappello. Marchese Navaiella consigliere regio di


1

agrumi

e sparagi,

una nobile
Personag-

Napoli.
Il

Il

figlio del

generale di Sassonia.

cassa di cioccolata. Cap.

2^

general Grimaldi. D.
di

Domenico Rocco
ini,

gi entrali con i<:pada senza cappello all'

maestro
Il

campo.
di
s.

Il

senatore Gonzaga.
co-

iidu-nze d' Innocenzo

XII e

Clemen-

procuratore procuratore

.Marco Confai

te

essendo niaestro di camera mg.''


Il

gli altri
Il

nobili veneti Foscari e Morosini.


di
s.

Ruffo-

principe d. Augusto Chigi priIl

Marco Zeno, gi amIl

iiiogenilo.

principe d. Emilio

Altieri

basciatore veneto a Vienna.

conte di
Il

con

l'avo.

cipe di

duca d'Acquasparla. Il prinForano. Il duca Sforza Cesariui,


Il
il

Archien cavaliere del Toson


principe
Il

d' oro.

Jablowsky e

3 principi
Il

Samoski.

ad onta che per portare

cappello ad-

Palatino di R.ussia.

principe di Bel-

dusse d' averlo sempre portato dopo essere stato ambasciatore per la presenta-

vedere prete senza furmalil, bench da


secolare Innocenzo

XII
Il

1'

zione del Tributo della Chinea [f^.)

es-

con ispada

e cappello.

duca

avea ricevuto di Pagami-

68
ca cavalier del

U D
Toson

VD
II

marchese d Scial. Il piimogcnilo del duca d'Acquasparta,bench prese il lilolo di duca di Tiignano, perch il padre portava la sola
d' oro.
pi incipedis.Ai>gelo.l ligli del ge-

pnnli doveano assistere alla

portiera e
il

porla contigua alla camera ove

i'apa

dava udienza; nell'udienze e funzioni pubbliche doveano esservi tutti. 1 camerieri


d'onore d' abito paonazzo vegliavano al
servizio della bussola di
soli

spada. Il
neral
ton.

Lubomii>ky
i

polacchi.

Lord Hamil-

damasco, ed

essi

11

secondogenito del prncipe Rospisecondogeniti delle priIl

alzavano

le

cortine (queste portiere


essi

gliosi.cotne tulli
liariecase.
Il

duca Muti. 11 duca Sannesi. il conte di Starem* bergh.U duca Maltei (per dipoi Clemente XI gli concesse di presentarsi alla pontificia udienza anche coi cappello in n)ano,il che notai nel voi. LV, p. 2 3o). Il duca di Monfort. Il duca di Galizia. I priniogenilide'IordRoxbrugh e Benienon acattolici. Lord Waldegrane nato da una fiprincipe di Casolito.

non pi esistono). Con r anticamera nobile

assistevano nel-

prelati

domestici.

Una
re

3.^

parte di bussolanti dovea assistedi

all'

anticamera della bussola

legno

contigua all'anticamera di quella di da-

masco, e portavano l'ambasciate a'camerieri d'onore, che le comunicavano a'segreti, quali le partecipavano al maestro di
i

camera. Alti elianti camerieri extra e scudieri assistevano al servizio e custodia delle

Giacomo il. Capo 09: Istruzioni del 1790 sul praticato nella
glia naturale di

porle della camera de' liussolanli loro


I

residenza.

bussolanti,

camerieri extra, camerieri

corte pontifcia particolarmente da. Be-

gliscudieri pel disposto nel 167 Sservi vano

nedetto

XI P^ a

Pio

fi inclusive.
lo
i

Conte-

per turno ogni

3. ''settimana.

nendo cose
di
si

gi riferite, riporter soltan-

extra e gli scudieri


si

col
le

mezzo de'bussolanambasciate, ed in
i

to quelle che

non

furono o meritevoli
particolari minuzio-

doveano mandare

menzione. Dopo
de' diversi

loro assenza supplivano


I

camerieri f'X^ra.
le

incontri e accompagni

dei

capitani de' cavalleggieri e

loro cor-

maestri di camera,con que'personaggi che

nette, gli uftiziali svizzeri e le lancie spez-

godevano nell'udienze, ne'pa la zzi Valicano e Quirinale, colle loro diversit; in


l

zate,assislevano nell'anticamera della bussola di

lalecaposiavverte,chenellai. 'anticamera
segreta non s'inf roduceva verun estraneo, che veniva per l'udienza, n ambasciatore, n principe.Essa avea la bussola di legno, che rispondeva all' anticamera nobile della bussola di

ra segreta

damasco, passando nell'anticamequando il Papa ammetteva al bacio del piede una comitiva di forestieri
o
di
le

famiglie degli ambasciatori. Gli aiu-

tanti di

camera

del

Papa doveano
Il

essere

guardia almeno due per giorno, uno


i.

damasco. Indi
si

si

dice

di (.'guardia, l'altro di 2.^

non do-

che

alle

dame

titolale

per sedere in

numero

di

davano cuscini due o tre, ed ancondizioni del-

vea mai partire dalla camera dietro quella nella c|uale

che quattro secondo


le

l'et e

tro

dovea

trovp.rsi

medesime; le non titolate non siedevano mai avanti il Papa, regolandosi tale udienze con istruzione del maestro di ce-

necessarie a!

dava udienza il Papa, e l'alpronto nelle ore pii servizio del Papa, come di
a pranzo. In

vestirlo e spogliarlo, e nel


il

primo anilava

remonie.

Non

s'

introducevano

Papa

se

non erano condotte

dalle

dame dal dame

l'udienza gli

tempo in cui tempo delscopatori segreti non poteva-

no penetrare nell'anticamere,

ma

restare

sue parenti, dagli ambasciatori o dalle


principesse serenissime. Se durante l'u-

nella loro stanza di guardia per ubbidire

a'cenni degli aiutanti di camera. Questi

dienza suonava

\'/4i'e

Papa onde

il

maestro

di

Maria, entrava dal camera per avvisarlo,


V Angelus
parltcisegreti

per ambasciate

al

maestro

di

camera e
si
il

camerieri segreti, per parte del Papa,

alzarsi in piedi e recitare

recavano nell'anticamera segreta,

ile-

Domini. Due camerieri

cano pe'bussolanli passava

le

sue

amba-

U DI
sciate, e se
^^i

ud
al

69
nuove

occorreva parlare

maestro

cedente splendore

tli

treni, di abbiglia-

camera recavasi
I

nella stanza defili sco-

mento

e di corteggio. Indi per le


2.'^

patori segreti.
lari del

famigliari intimi cuhicti-

circostanze deplorabili della

occupa-

l'apa erano subordinati al

maeal

zione de'dominii

tiella

s.

Sede e deporta(vocabolo di cui


pel progre-

stro di

camera

famigliari
i

palatini

zione del Papa, dopo l'altra restaurazio-

inaggiortlon)o, COSI
le

palafrenieri,

ma

nel-

ne della Corte di
riparlai a

Roma

cose di servizio del palazzo, ed eguali

Sede apostolica),

mente
dieri,

bussolanti, camerieri extra e scuil

diente spirilo pubblico del secolo manife-

tramie

tempo
le

delle udienze. Nel

quale dipendevano dal maestro dicamela eziandio tutte

guardie, nel resto di-

stamente propenso alla libert e alle novit, che alter persino le convenienze del Saluto [K) e per lo Starnuto (^.),
vieppii
si

pendenti dal maggiorilomo. In attualit


del servizio de' treui,
si

ommise

rilevante parte delle


di civile

la

scuderia che vi
di

costumanze antiche

convivenza

impiegava dipendeva dal maestro


nel

gerarchica e graduatoria, e s'introdussero forme pii semplici e di lieve distinzione ; mentre dall'altro lato e in generale, con solenne contraddizione, si cadde in
pregiudizievoli e miserabili eccessi, sia pel
fatale,

camera,

rimanente dal maggiordomo.

In seguito l'udienze continuarono ad esseledislribuite quasi in tutto


dietro.

Occorrendo

al

come per l'adPapa di mandare

un'ambasciata ad alcun personaggio, inviava un cameriere segreto, e talvolta un


bussolante idoneo. Alessandro Vili
vi
si

immorale
di Lutto

e rovinoso

Lusso

(^^.),

anche
digo

(^'^); sia

pel ridicolo e pro-

ser-

cumolo
la

de' Ttoli d'onore (^'.); sia

d'un bussolante per un' ambasciata a

per

quasi generale profusione di

Or-

d.

Ferdinando Vnldes naturale


e generale d'artiglieria. Vi
e
il

di Filip-

dini a Decorazioni e insieme di gradi equestri, e talvolta


di chi
li

po V

and con
ri-

non senza esposizione

un frullone [)alatino Facendo annunziare


cevuto
ni, e

due

palafrenieri.

suo arrivo, fu

alla carrozza

da due gentiluomi-

incontralo in sala da d. Ferdinando


gli

sebbene nella piti parte direttamente o indirettamente sono provocati da loro stessi con insistenze vane ed ambiziose, per reputarsene degni e mericeve,
ritarli.

che

die

la

destra, indi lo fece sedere

Quanto

all'udienze del Papa, s'in-

e cuo[)rire. iNel partire fa

accompagnato

trodussero que'seinplici ceremoniali di cui


trattai a'propri luoghi, e
in principio, oltre

fino a capo

le scale.

che accennai qui


resta e va-

Per le strepitose politiche vicende che grandemente aflliisero il fine del secolo passato, e stranamente travolsero tutto l'ordine ptd)blico in Europa, prevalendo
lo

quanto mi

do

a dire,

prelati maestri di

camera

so-

gliono stampare per regolamento dell'an-

ticamera pontificia

la

tabella da loro sot-

spuito democratico all'antica aristocra-

toscritta de' giorni d'udienza e delle va-

zia calle

norme

araldiche, quasi dapper-

canze. Dalla collezione che posseggo dal

tutto

si

dismisero buona parte de'pesanti,

i83i
lai.^

a oggi, comincier dal riprodurre

eccessivi e minuziosi ceremoniali di eti-

pubblicata con approvazione di Gre-

chetta e di trattamento. Depauperato lo


slato pontificio dagl'invasori francesi e dall'elluiera

gorio

XVI

da mg.' Pdudolfi-Alberici poi


la

cardinale, e quindi far delle osservazioni


delle altre, per

repubblica, negl'

inizi del

cor-

soppressione d' alcuni

rente secolo Pio VII fu costi etto restrin-

ministri e sostituzione d' altri, oltre alcu-

gere

il

numero

le

provvisioni della

Fa-

miglia Pontificia (/ .),efece semplicizzare diversi ceremuniali di trattamento


civile e cos (juello dell'udienze,

ne variazioni; e su quella in vigore. /dienze destinale, da Nostro Signore a' qui


descritti,
i

quali tutti

hanno articoli. Lu30-

ed

il

re-

ned nella mattina, cardinal segretario


dc'uieiuoi'iali, geuerali e procuratori

slaule della

romana

corte restrinse

il

pie-

70
lilorala:

ud
iiii-

U D
di
s.

ueiali religiosi, e secolari clieraveano

M.'' degli .Angeli

o pia casa d' indiiin cui si

nchsera
,

mg. ri

segi elenio del

vliia,

ogni i5gioini. L'ora

apre

toucilio, e de' brevi a' principi. iMarted

l'udienza alle 3 antimeridiane nella mat-

nella nallna

cardinal pro-datario con

mg.' sotlo-datario, cardinal segretario dei


brevi, a)g/ segrelario della

concistoria-

all'Ave Maria o ore 2/\. Giorni nt''(jiiali vara i' udienza. Ctewnaxo^ s. Antonio abbate. Cattedra di s. Pietro
tina; nella sera

mg.' elemosiniere, Palazzo: nella stia


le,
i

maestro del s. rrig.ri maggiordop.

in

Roma,
s.

ss.
s.

Fabiano

e Sebastiano,

Cou-

\ersione di
di

Paolo. Febbraio, Cattedra

mo, segrelai
tl.'ia,
ti
i

io di coiisiiUa, segretario

de

gli a/lari ecclesiastici. Mercoled

nella inal-

mg.i'i

le della

governatore di Rema, udicamera, tesoriere, segretario


presidente degli
ai chi vi e

del

buon governo, presidente dell'almog ascia,

na e

ipoteclie,

presidente delle strade ed ac:

s. IMattia apoMarzo, s. Tommaso d' Aquino, s. Francesca romana, s. Gregorio Magno. Aprile.s. IMaico. Maggio, s>. Filippo e Giacomo, Invenzione della Croce, s. Pio V. Giugno, Cominemorazione di s. Paolo. Luglio, Visitiizioiie della D. Veigine, s.

Pietro in Antiochia,

stolo.

que, presidente della zecca


uig.ri assessore del
s.

nella sera

INlaria
s.

^Maddalena,

s.

Giacomo

apostolo,

offizio, e

segretario

delle lettere latine. Gioved nella

manian-

na, congregazione del


linieiidiane, innanzi o
ntj

s.

ollizio alle 2
la

dupo

(jualehan-

Anna. Agosto, s. Pietro in N'incoli, IMadonna della Neve, s. Lorenzo, s. Rocco, s. Bartolomeo a[)oslol(), Decollazione di s. Giovanni Eatlista. Settembre, Esaltazione della Croce,
tobie,
s. s.

l'udienza

cardinali prefetto di pro-

IMalteo apostolo. OtAsisi.

paganda,
vi

e vicario di

Roma; cjuandu non


:

Fiancesco d'

Novembre,

una congregazione vaca 1' udienza Della icra mg. li uditore del Papa, e segi etario de'bievi a'priucipi. Venerd nel la manina, cardinal [)ro- datai io con mg.
i

Martino vescovo, s. Caterina, s. Andrea apostolo. Dicembre, s. Lucia, S.Toms.

maso

apostolo.

Inoltre

vaca l'udienza
i

in tutte le feste di precetto ed in tutti

sotto-datario,

cardinali segrelario
i

dei

gioved deiranno, in

tutti

giorni di cap-

brevi e segrelario de" memoriali,

ng.ri

pella papale (eccettuate le sere delie do-

commendatore
de'
l'iti:

di

s.
il

Spirito, e segretario

meniche

di

quaresima

e dell'
i

avvento

),

nella sera

cardinal penitenzie-

pel concistoro (cio in tulli

concistori
),

le maggiore, e mg/scjjretario de'vescovi


e regolari.

pubblici, e pei segreti la sola mattina

Sabato
di

nella

maUina,

mg."
Pie-

per l'esame de' vescovi, per


zioni avanti al
le

le

congregaluned di

governature

Roma,

tesoriere, econos.

Papa Corani SSaio, per


al

mo

e segretario della fabbrica di

prediche
ceneri, dal

in palazzo, dal i.

tro, e

presidente dell'armi, senatore di


conservatori e loro fiscale
:

carnevale inclusive luo


le

mercoled del-

Roma,
sera
e
i

nella

marted santo inclusive fino

mg.ri segretario delle lettere latine,


della fede,

al

luned in Albis, dal sabato di Pente-

promotore

maestro
i

di casa

coste inclusive fino a tutla l'S.', dal gior-

de'palazzi apostolici ogni

5 giorni. Domenica nelia uiallina, vaca 1' udienza nella sera mg.ri segretario di propagani

no

tli s.

Francesco fino a

(|uello di

s.

Mari

lino, cio ila'

ottobre inclusive
vigilia di

all'i

novembre,

dalla

Natale inclu-

da, e uditore del Papa, amministratore

sive fino al giorno

dell'

Epifania. Nella

generale de'lolti ogni

giorni.

cardi-

riferita tabella e nelle

altre

non sono acal

nali cauierlengo, piefelii delle

congregalunetl
di

cennale

le

udienze domandale

Papa
che

zioni, pi esidcijtedc'susM(lii [lolrauno ave-

per organo del segrelario di stato dal

le l'udienza ogni giorno, tranne


e
s.
i

il

corpo diplomatico, u quelle


1

ili

altri

giorni di vacanze

Mg.' presidenle

invocano pel maestro dicainera: neppu-

IMicIicIe, e

mg.' presidente

dell' ospizio

re lo sono l'udienze quotidiane dc'cardi-

ud
naii segret.uio
gliiidaii
(li

ud
[)t'r
i

7,

ili

stato, e segretario

di questo ^ V amarezza j la Calledra di


s.

stato interni istituito nel

833,

Pietro e circondata di pungolij e


tale,

il

tranne

il

gioved, jier impotenza o assenza

peso e

che opprime gli omeri pi


il

<leV|nali

aveano l'udienza

sostituii, cole

robusti!

me

si
I

pratica in quasi tulle

altre cari-

the.

segretari di stato e loro sostituti aia

Papa veraceFinalmente mente quale virtuosamente s' intitola Siri^'us Seivoruin A?c'/ (A.). Nel 832 di:
1

veano l'udienza ordinai


l'ore),

nella niatliiia

venuto maestro

di

camera
la

mg."^ Fieschi

(la siraortlinaiia essendo libera a tutte

ora cardinale, pubblic

tabella delle
ri-

trodotti dagli aiutanti di

prima dell'udienza ordinaria, incamera per la


il

udienze e delle vacanze, dalla quale

cavo

le

seguenti aggiunte e varianti. Lu-

a/

anlicciuiera segreta; cio


i

segretario
il

neil innttitnn,

udienza
:

al

cardinal presi-

di stalo

U)arted, veneid e duu)enic:i,


(ler gli alliiri di sialo inteini

dente de'sussidii
dienza

nella sera al

cardinal

segretario
lunetl,

piefelto di segnatura. Marted seva, 11al

mercoled e sabato, solo vacanilo


ss.

cardinal presidente

(.Iella

con-

nelle feste di Pasqua,

Pietro e Paolo,

giegazione della revisione de'conti. Mercoled mattina, udienza al cardinal prefetto dell'

s.

INiilale, pe'
il

ponlincali che deve celein tabella pel


il

brare

Papa. Sebbene

mag-

giordomo
Giegorio

fosse stabilito

marted sera,

l'udienza
lazzi,

immunil. Sabato sera, cess al maestro di casa de' ss. Pale

XVI

1'

uil

ogni mattina, tran-

per

frequenti e (piasi rpiotidiane

ne le feste e alcune vacanze, e occorrendo a qualunque ora, introdotto dagli

aiutanti di

camera
i

nella mattina (mdelti cardinali se-

duiariamente avanti
gretari.

al maggiordomo. Domenica sera, udienza al presidente di s. Micheleogni 5 giorni. Divenuto tnaestro di camera mg."^ Pallavicino, poi maggior-

udienze accordate

Veramente
pii di

Pouteflci, e credo

domo
in

e di presente arcivescovo di Pirgi


1

che ninno

me

possa airermarlo

parlihus, nel

840 pubblic

la

tabella

non conoscono di fatto mai vacanza, non hanno ne giorno n ora pro[)t-iamente
liberi e d' intera quiete,

dell'udienze e delle vacanze In questa os-

servo concessa l'udienza nel luned mattina a mg.' segretario ilella disciplina re-

essendo pi oc-

cupati, generalmente parlando, ne'gioi ni


delle seilicenti vacanze.

golare, e

tolti

nomi

(le'geneiali e

procu*

Sempre
il

senza

in-

ratori generali, e
i

de' secolari

generica-

terruzione di giorno e di ora,i l'api

iiule-

fessamente iujpiegano
agli affari della

prezioso tem[)0

mente, (piali tutti venivano esauditi nel domanriarla per detta o altra mattina.
Nel marted mattina, tolta l'ordinaria u-

o nel ricevere all'udienza o nell'applicare Chiesa e del principato


le

dienza

al

segretario della concistoriale,


al

temporale, o nel celebrare e assistere


gravissimo
e laborioso della

trasportala

mercoled sera,

e invece so-

sagre lunziuni, o nell'esercizio molteplice,

stituita e trasferita quella di nig.'^presiden-

sublime du-

le di

s.

Michele ogni 5 giorni


1

nella

sera
affari

plice rappresentanza. Gli stessi


/'

illfggiature (/'.)

riaggl e pe'Papi sono una con-

levata l'udienza al segretario degli


ecclesiastici e trasportata al

mercoled se-

tinuazione di udienze, e di continue occu[)azioni e prestazioni, di atti di benefi-

r^^.Nel mercoled /;/.'Z///<7,Iolta al cardinal

prefetto dell'inimunit, al segretario del

cenza, nelle cjuali

si

fauno tutto a
(/'.)

lutti.

buon governo ed

a'presidenti delle strade

La comlizione
coli,

del

Papa

descrissi e celebrai in

quale la iimumerabili artiio

e della zecca, ed in vece concessa al cardinal prefetto dell'acquee strade


:

nella ie-

(juale
II,

la

delinirono Adriano IV e

ra aggiunte

le

dette udienze de'segretari

Marcello
ripeli
:

ed arroge che
pii

anco qui
la

il

degli affari ecclesiastici, e del concistoro.


iNt:l

Che ninno e

mi serabilf delio
feUdi

gioved sera accordata al direttoredel


l'ii-

mano

Pontefice [f".) j Uilla

debito pubblico. Nel sabato scra,io\h\

72
dienza oiclin;iiia

ud
al

ud
giugno 1847, sul consiglio de' niinislri, decret: 38 e seg. ministi cun^eivano
l
i

proiuulore della fede,


al

ptjida ilouiiunlarsi
."tabilila

bisogno, ed invece

a'cartlinaii

camerlengo, e vicario

il

privilegio tlell'udienza sovrana: lo coni

di lloMia. Le udienze della malltiia si fissaronoaorea 1/2 antimeridiane. iNotero che le riportate variazioni hanno origine anteriore, che non posso stabilire per a-

servano pure

capi de' dicasteri, qualora

ne godano altualnienle. Ogni ministro far rapporto speciale al sovrano degli


alfari

dipendenti dal suo ministero, pronel

vere smarrito

la

tabella

pubblicata du

posti e deliberati

consiglio

quindi

Massimo, successivamente maestro di camera, maggiordomo e cardinale. Nel 184?- fitto maestro di camera mg.' de
JMedici, ora cardinale,
il
1

mg/

parteciper

le

risoluzioni sovrane al se-

grctario, per parteciparle a'singoli


bri del consiglio medesiujo. Tutti
nislri e tulli
i

memi

."gennaio

847

capi di dicastero che

pubblic allra sua tabella per l'mlienze e

vacanze collo stemma del regnante Pio LX. the l'approv. Eccone le variazioni. Luiied inallina, l'udienza fu levala al chr-

no il privilegio dell' vranno riferire al cardinal segretario di


stato le decisioni e gli ordini del

migodoudienza sovraoa, do-

sovra-

duial presidente de' sussidii e trasferita al

Quindi con l'altro cnolo-proprio dei iq dicembre 847? egualmente sul consino.
i

marted
la al

5e/V7,

ed

in

vece concessa una voi-

glio de'minislri, dispose cogli art,


1

8g

ec)o;

mese al cardinal prefetto del buon governo (canea poco dopo cessala), ed ai ng.ii promotore della felle e avvocato dei
poveri: nella 5e/Yi fu trasferita quella dele segretario della fabbrica di
il

soli ministri

seguitano a godere rego-

larmet\le dell' onore dell'udienza sovrana, la cpiale cessa per lutti gli altri capi
di dicasteri subalterni
nisleri.

r economo
tedi

ed annessi a' miL'udienza ordinariamente una

s.Pielro che l'avea


*erfl!, trasferiti

sabato manina. Mardetto presidentede'


di
s.

volta per settimana a ciascim ministro;


eccettuali que'tninistri pe'quali ilsovia-

il

sussidii, e mg."^

commendalore
al

Spi-

mese, questi [)rima goilendo l'udienza il venerili mattina. IMercoledi /^//Z//if7j le udienze de' mg.ri pierito

una volta

Borromeo Arese maestro . agosto 85o slaujp la


i i

nodispongadiversamenle.Divenulomg-'^ di camera, il
tabella dell'ucoli'

dieuze e delle vacanze

assenso del

sidenti dell'annona e grascia, e degli ar-

chivi e ipoteche ridotte a


inese. Nella

una volta ai domenica sera fu concessa


per
le

Papa, ed la seguente altiialmenle in vigore. Lunedi inaUina, carilinal scgretario de'

menmriali, ministro delle armi,

stabile a mg.' segretario degli sludi. L'o-

mg.' segretario della disciplina regolare


il

lario
al

si

fiss,
le

congregazioni avanti

i.e 3. lunedi del n)ese, mg.'


il

promo-

oreg anlimetidiane,e le io l'udienze giornaliere della manina^ contiiiuandosi quelle delia sera
ria. Si dichiar,
si

Papa

tore della fede

2.
4-''

hmedi, mg.' avvoluned, mg.' presi-

calo de' poveri

il

all'

Ave Magioveil

dente dell'accademia de' nobili ecclesia


siici
il

che l'udienza pubblica


al

J. "luned

di

.ve/'flf,

cardinal [u-efelto

teneva due volte

mese

di

di segnatura, mg."^
lio,

segretaiio del conciilella rev.

quando cadeva la Papa doveasi tra^ferire al gioved seguente. La descrissi nel voi. XLl, p. i3c), ma poi cess. Ivi
allec) antimeridiane, e

mg.' ecomjino e segretario


s.

congregazione avanti

al

fabbrica di

Pietro, mg.' segielaiio dei

brevi a'[)rincipi. Marted maldna, cardinal segretario de'bievi, cardinal pro-dalario con rag.' sotto-datario, cardinal vi-

dissi

la

pure dell'udienza pubblica accordauna volta al mese alle dorme nel Cuf-

silalore dell' ospizio apostolico


elicle
."
1

ili

s.

IMi-

giardino Quirinale, e come procederoiio le due ch'ebbero luogo. Il


/eauiiis del

e 3."
p.

marted

del mise, mg.' eles.

mosiniere,

uaestro del

Palazzo
s.

ili

ir^HUMle Piu IX,

Col

mulo-proprio de'

icva^ qig.' coui menda loie di

Spiiilu

q 3/

ud
Dmited'i, n)g.'segrelario{li consulta.

ud
MernlTincIi tutti coloro

73
al
vi si

che sono addetti

coled maltiiui, Vi^Uo ile'lavoii pubblici,

servizio dell'Anticamera Pontiiicia

luinislro (leiriiilei no, mg.' vice-camerjjolizia,

possano conformare,
so
ail

1.

Non
il

sar permes-

lengo iliieltuie generale di

mg.'

te-

alcuno che

|)resta

servizio nellan-

soriere ministro delle finanze:di.yerrt,mg.'


assessore del
s.

ticamere ne'giorni d'udienza di penetrare


in (juella segreta, pria

Oiliziojmg."^ segretario

ilei

che

il

maestro di

concistoro, mg.' segretario degli


clesiastici,

all'uri ec-

mg/

segietario delle lettere la-

tine.
s.

Gioved mnlUna, congregazione del


:

camera si presenti al suo posto. 11. Ciascheduno dovr occupare 1' anticamera con ispondente al grado, senza confondersi

Oflzio

di stia, '"g-'
^'

uditore di Sua
a'|)rin-

cogli altri dell'anticamere diverse. III.

Santit,

mg. segretario de'brevi


sagri

Le ambasciate saranno
loro che prestano
in tal
il

passate da an-

cipi, mg."^ sostituto de'

riti i."

gio-

ticamera in anticamera col mezzo di corespettivo servizio,

ved d'ogni mese. Venerd mattina, cardinal segretario de'brevi, cardinal pro-

ed

modo giugneranno insino al maestro


:

datario con

mg/

sotto-datario, cardinal

di

camera

qualora

si

trattasse di sog-

segretario de'meinoriali, mg."^ segretario


de'riti:

getti

che dovessero [uemiuosainente par-

diser, cardinal penitenziere magnig."^

largli,

ma

che non godono dell'onore di

giore,
lari.

segietario de' vescovi e regovice-

entrata, allora accuinpugnati dal bussolante

Sabato inalima, mg.'

camer-

lengo direttore generale di polizia, mg."^ tesoriere ministro delle Gnanze (nig."^ ministro di grazia e giustizia, ninislero poi

nore, ove

fermeranno nell'aulicarnera d'oil maestro di camera si recher per sentirli. IV. Non tutte le persone che
si

riunito a quello dell'interno): di sera,

sono ammesse all'udienza haiuio la slessa qualit, io stesso grado, e godono gli stessi

canlinal

vicario,

ug.'

segretario

delle
vi-

privilegi
vi

etl

perci che nel palazzo

lettere Ialine,
sita
se.

mg/
il

segretario della

sovrano

la distinzione delle diverse


nell'

apostolica

3.

sabato d' ogni

me-

anticamere; quindi
greta, oltre
nali
gli

anticamera sepossono agli

Domenica

di sera,

mg/

segretario di

iB. eRini. signori Cardidi diritto,

propaganda,

mg."^ uditore di

Sua SanNel re-

che

vi

passano
i

tit, Uig.' segretario degli studi.

vervi r ingresso
scovi e vescovi,
i

patriarchi,

arciveil

sto per le vacanze

si

continua ad osser-

prelati di manlellelta,
i

vare

il

precedente e siiddescrillo siste-

maestro del

s.

palazzo apostolico,

came-

ma. Mg.' de Medici ili/ gennaio i843 pubblic stampato il Regolamento per il seri/izio interno dell' Anlicaniera Pontificia ne' giorni cV udienza. Questo del
seguente tenore. Anticbis>iii)e sono
prescrizioni che
le
i

rieri segreti partecipanti in abito

paonaz-

zo (raiTimento che fra di


di lai

essi,

oltre quei

nome,
il il

si

comprendono ancora l'ele-

mosiniere,
cipi,
il

segretario de'brevi a' prin-

sostituto della segreteria di stato,


il

hanno regolato

in

triti

sotto-datario,
i

segretario delle lettere

tempi

il

servizio interno dell'Anticamera

latine),

camerieri segreti soprannumeri


i

Pontifcia, ed slato riconosciuto


utilissimo a!

sempre
rinno-

in abito paonazzo,

camerieri segreti di
pontificii,
i

buon andamento
la
il

di

spada e cappa,! cereinonieri


cavalieri

vellarne di tratto in tratto

osservanza:
di iXo-

gerosolimitani,
il

principi assii

quindi

che

Maestro

di

Camera

stenti al soglio,
i

senatore,

conservatori,
i

stro Signore, tenendo

fermo alla massima di doversi stare strettamente a quanto trovasi stabilito dagli antecessori, che per
orale tradizione
di
si

principi, gli ambasciatori,


ilelle

ministri e ini

caricati

[)otenze

estere,

generali

d'armata:
t,

tutti gii altri costiluili in dignititoli

trasmetteva

a'

Maestri

o gradi, o

debbono prender poda ultimo


cltis-:

Camera pr tempore, rende pubblico


li

sto nell'anticamera d'onore: e

eplie ilatupe

incseule Ueyolamealo,

coloro

quali vauuo cumi^nesi nella

r4
se

UD
connine
si

U D
iteli' ;in-

dehlono fermnie

ma

serve per inleiligenza della sentinella,


si opponga all'entrata di cohanno libero l'accesso. Vili. La

lirameni
l'iulicii/.a

d<''bi!ss(j|fmli, e al iitomeiito ilol

perch non
loro che

l'mi linaio r iiltro

vcn ;nino

in-

Irodolti

come

iip[)resso.

V. L' udienza
persone non

seiitinel'a della civica scelta (ora

guardia
1'

sar legolota nel seguente modo. Li biisfcolaiili

palatina) postata alla porla dell'onticamera de' bussolanti,

ricliiederaniio alle

non palmeller
casi

ac-

coslilnite in dignit,

che

si
il

presenteranno
biglielto d' u!a

cesso nella stessa ad alcun cameriere che

nella loro anlieamera,


(lieiiza, a

segue

il

suo padrone: ne'

solamente
Cardinali

meno che
non

questa per
sia stata

slrelleza
il

di sagre funzioni
(piali gli

nell'appartamento, nei

za de! (eaipo

accordata

Emi.
le

Rmi.

.ignori

voce, ed in questo caso interpelleranno

nella della

anlicamera de' bussolanti incappe, e di poi terminata


l<i

segretario del

maestro
le

di

camera

e^si

dossano

accompagneranno

persone ammesse

funzione, dimettendole,
maiilellette (e
le

riprendono

le

insiuo alla bussola dell'anticamera d'o-

mozzelte), essendo ben

nore, e ilopo averne indicato al cameriere d'onore


il

dovuto che
essi)

camerieri (de' cardinali ad


i

nomee
il

la

qualit, lilorne-

prestino

loro servigi,

la

sentinella

ranno
giusta
le

al
la

loro posto:

cameriere ti'onore,
dell'
le

permetter loro che entrino nella ripetuta anticamera, e

prescrizione dell'articolo IV, se

persone introdotte godono

amac-

ro uflcio ne sortano,

dopo adem[)iulo il lorimanendo nell'anscelta,

missione neir anlicamera segreta,

ticamera guarnita dalla civica

ove

compagner
dicando

sino alla bussola stessa, in-

deljbono rimaniMe del pari


seconda della distinzione
si
ri

caudatari, a

al cameriere segreto soprannumerario il nome e la qualit: se poi le persone non godono di tale onore, preiide-

fanno nelle

e gradazione che anticamere de'signoCardinali, giacch nell'anticamera dei

stesse

laniio

posto nell' anticamera

d'onore.
il

busNolanti
ni e

vi si

tiallengono

genliluomicapitano a-

VI. Al

momento

deil'udiciua

maestro

maestri

di

camera de'
pure

lodati signori
il

di camera indicher al cajneriere segreto soprannumerario il soggetto che dev' es sere ammesso; qualora questi si trovi nel

Cardinali, ed

ivi ,>iono

iulante maggiore della guardia ca[)ilo!ina

(non
na

pii pel

narrato superiormente,

ma

l'anticamera segreta,

il

cameriere segreto

raiotanle maggiore della guardia palati),

soprannumerario
si,

lo inviter

ad accostar-

ulllziale della
il

guardia svizzera,
il

ti

ond'esscre introdotto; trovandosi ne!

IX. Circa

termine dell'udienza

ca-

l'anticamera d'onore, ne passtr l'avviso


a!

meriere segreto soprannumerario, previo il permesso ottenuto dal maestro di camera, passer l'avviso al cameriere d'onore per approntarsi il frullone ( onde
riportarli alle loro abitazioni
),

cameriere d'onore, e

se poi trovasi nelil

l'anticameva de' bussolanti,

cameriere

d'onore ne passer l'avviso, VII. La sentinella delle guardie nobili postata alla bus-

({uesli
il

sola dell' anlicaaiera


tic'

pro'^sima a quella

a'bussolanli, die ne avvertiranno

comsori

bussolanti,

non

periuelteri l'ingresso

missario battistrada. X. In tutte


lite di

le

iieiranlicamera d' onore ad alcuno, che

accompagnato da'bussol.uiti coloro che non vanno soggetti a tale formasia


:

non

lit

sono

gli slessi
[lii
i

conlem[)lati nell'arti-

appartamenti camerieri segreti soprannumerari, dietro gli ordini del maestro di camera, passeranno l'avviso a' camerieri d'onore, quedagli
sti

Sua Santit

colo IV, e

palatini in generale, e quei


in attua! servizio
:

a'bussolanli, e ciascuno ueiranlicamele

diesi trovano
liiinno

questa

ra respettiva a|)rir
(di
li

bussole di mezzo

eccezione per non esclude l'olbligo che


i

recente

lolle).

XI. Si spetta a'bussolan-

bussolanti di

accompagnare

tutti
e;

di presentare al

cameiicre il'onore, e
le

iiiio alla

bussola dell'anticamera d'ouoi

quelli al segreto

soprannumerario

co*

UD
rone da benedirsi da Sua Sanlil, e con Io slesso ordine leli ogrado liporlarsi nelJ'

U D

75

gendarmi e le due sentinelle svizzere), faranno parata a tulli gl'individui nominati di sopra, e pi a'personaggi qui sotto descritti
,

anticamera de' hussolaiili per


decano. XII. Tulle
le

coiise-

giiaisi al

volle che

a'

cuonsignori governatore

Sua Sanlil per funzioni


scende,
li

in palazzo di'

(ora vice-camerlengo direttore generale


di
[)()lizia),

bussolanti di servizio alla qua-

uditore della

dialuia (della cappella pouliiicia), ed alla


sedala (dentro
la

riere e presi<Ienle dell'

camera, tcso^ armi (ora al mia'

quadialura slessa)deb-

nistro delle
al

armi

laico),

conservatori,

bono presentarsi nell'aulicanera, ed accompagnare il corteggio tanlo nel discendere, che nel salire. x\lll. Quante volle Sua Sanlil passa nell'aiiticauicra del trono (cio in quella mentovala d'onore), sia
neirocca>ione de' concistori segreli, esa-

generale comandante

in

capo

le

truppe

di linea, ed al pro[)iio couiaiidante iu ca-

po. Gli onori scambievoli tra coipo e cor-

po saranno regolali

nel

modo
)

seguenle.

La
(

civica scelta

la

guardia capitolina
palatina

ripeto ora guardia

faranno
la
si

me

de' vescovi, congregazione

de' sagri
le

parala colle armi portate, nel passar

liti, sia

per allie circoslan/e, tulle

an-

guardia nobile; questi due


rendei'aimo
nit del
gli

cor[)i

poi

ticamere passeranno indietro collo slesso


oidine: terminala
la

onori scambievoli

com'
iu

funzione ciascun cor-

prescritto dall' ordinanza militare. L'u-

po torner al suo posto. XIV. Nelle anticamere pontifcie ciascuno si nel parlare, che in altro user riguardi ben dovuti al luogo ove risieile il soviano (aggiungiamo, e sommo Pontefice). XV. Per
i

comando, com' necessaria


il

ogni sistema militare, cos in quello che

riguarda

servizio nell'anticauiere potitutti


i

lificie; cpiindi

capi de' corpi mili-

tari in esse di servizio

ilevono essere sudella

conservarsi

la

esattezza ticlia disciplina

bordinali

al

comandante
dargli
il

guardia
di tut-

ne' diversi corpi militari

che trovansi nel-

nobile, e oltre all'essere da questi ispezionali,

ranlicamerepontificie,resente della guardia nobile di servizi(j, di lem[)On tempo,

debbono

rapporto

toci ch' relativo al servizio stesso, e


lui

da

durante
ser
;

le

ore

dell'

anticamera, ne pasle

solamente debijouo ricevere che


il

gli ordi-

la

ispezione,

non perinellendu che


al

ni

maestro di camera

gli
i

comunidistacca-

sentinelle

passeggino,

n che lenghino
braccio durante
il

cher. Sortendo

Sua

Santit,

l'arma a terra,

ma

tempo

della fazione.

Lo

slesso invigiler

perch sieno

resi da'diversi picchelli gli

menti di cavalleria che la scorteranno, saranno dipendenti dal comandante il distaccamento della guardia nobile,dal (piale

onori dovuti a misura del grado e della


dignit di ciascuno nel
presso.
colle

riceveranno
il

gli

ordini, ed a cui faran-

modo come
fai

ap-

no
re

conveniente rapporto. Qualora uno

La guardia
agli

nobile

parala

di {juesti corpi

avr bisogno di fir

[)assa-

armi

Ead.ePuni. signori Cardi-

amhasciate nell'interno dell'anticauie


per mezzo del proprio capo-

nali, a S.

E. mg.' Maggiordomo di Sua

re, lo far

Santit,airillmo. e

Kmo.

mg.'^Maestiodi

posto, che ne passer la

domanda
si

a([uello

camera,
glio,

Sovrani e Principi reali, agli Ambasciatori, a' Principi assistenti al soa'

che

gli sta

avanti, onde
Il

serbi
di

trafila.

XVI,

maestro

dovuta camera nel


la

agli ull/jali del projtrio


ta senz'ardii.

a'comandanti della guardia stessa,ed corpo far pata-

rinnovare quest'antichissime prescrizioni,

non ha
iu

altro scopo, che

di

risve-

civica scelta e la iiuaro dia capitolina (la (."slava nell'anticamera

La

gliare

tulli
il

r obbligo

dell'

adempi-

mento, che
to in

correre de' tem[ii ha fatj

dell'altuale guardia palatina, che fu sostituita

parte obliare
tutti
si

persuaso d' altrondi scru-

ad ambedue,
1.''

la

i'

o capotori

rii

de che

faranno un dovere

biedevauu nella

aulicaiuera ove sono

polosamente eseguirle, e che oiascuuo

^6
niitiileiiiuientu

ud
di

11

nella pni'te che lo rigtiaicln concorrer al


(juel
liisli'o
il

e decoro
l^on-

anche all' aiulaile ninggiore tella nominala i^uardia [sidaliiKi. Notai gii che i
guanti sono vietati a
tutti {|uelli

iiionii

(.lei

trono ove siede

sommo
il

che vengo-

lefce"',

Nel voi.
to della

LV,

p.

5o

riportai

decie-

congregazione ceiemoniale, e-

manato nell'anno i85i,snl modo cocardinali e prelati debbono vestinie


i

no ammessi all'udienza del Papa, ed anticamente anchealleprincipessereali. Si osserva che gli ambasciatori e ministri de'sovrani, impalmano un gnantoe l'altrolengonoscioUo. Si vuolecheqne'mililari graduati a cui permesso presentarsi al
colla
se

ie nel recar.i all'udienza ordinaria eal-

l'udienza privata del Pontelce. Oltre


sovrani e principi reali,
i

spada

al

(lancoed cappello

in

Papa mano,

principi, gli
i

ammar-

hanno

l'uso de'guanti,
li

come finimento

lj;isciatori e ministri de' sovrani,

dell'
soli

uniforme,

possano impalmare. Ai

diesi di baldacchino che

ili
i

Roma

godole

cardinali in abito cardinalizio perd'eiitiare all'udienza colla berretta


1

no

privilegi de'principi,

camerieri se-

messo
si

greti

poreripanti di spada e cappa,

in uiaiio.

vescovi e

cubiculari pontificii

guardie nobili pontificie,! generali militari,

presentano all'udienza del Papa colle


i

sono ammessi all'udienza del Papa


la

\esU loro proprie. Gli ecclesiastici ed


vesti talari e religiose

re-

ein^endo
il

Spada
i

e portando in

mano
i

golari viumoalla pontificia udienza colle


;
i

ciippello. Cos
i

grandi di Spagna, nou


gene
di

litolati

con abili

che

ciambellani d'alcune corti e

di formalit

oda

citt,

o uniformi se ne

tiluoniini di

camera, come
il

Spagna

tU;lle iloe Sicilie,

senatore e conservaIl

tori di

Roma,

il

senatore di Bologna.

cappello devesi lasciare in anticamera e


iion reggerlo alla presenza del

militari uffiziali dal


<lo di

Papa, dai maggiore sino al grala

godono l'uso; gli altri nobili ciascuno secondo il proprio rango; etl particolari vestili tutti di nero, e da qualche tempo ancheco'pautaloni, mentre prima doveasi onninamente incedere con calzoni corti,
i

calxe nere di seta, e scarpe nere con fibbie.


si

generale,

quali ritengono
i

sola

L'uso degli occhiali interdetto a chi

spada. La ritengono ancora


valieridi Malta, di
lizio e
s.

suddetti ca-

presenta al Papa, e se alcuno non pu

Stefano e de'ss.lNIaui

fariiea

meno, odeve
il

leggere, convieneche
i

Lazzaro (1* A rtaud vi aggiunge \aiieri della Concezione di Carlo 111


primogeniti de'principi,
i

ca);
i

dotnandi
pi, gli
i

permesso,

cardinali,

princi-

ambasciatori e ministri de'sovrani,


i

nobili titolati in

personaggi d'alto rango,


i

vescovi,

pre-

nnifoime,

camerieri segreti soprannuJNi'l


I

lati,
si
i

camerieri segreti o soprannumerari


altri signori distinti

inerari e di onore di spada e cappa.

d'abito paonazzo che di spada e cappa,


generali uiililari ed
la

vol.XLI,p. iS (narrai cumeGregorio


introdusse
la

X\

benigna consuetudine

di ril'ulti-

godono

prerogativa di trattenersi nelgli

cevere

al

bacio del piede, terminata

l'anticamera segreta;

altri

gradatanell'an-

ma
essa

udienza d'ogni sellimana,quelli che in

mente nell'anticamera d'onore o


ticamera de'bussolanli.

erano
il

siali di servizio nelle

anticame-

Si legge nel /'/o-

re,cio
quelli

cameriere segi elo p,aiiecii)anle,e


e il'uuoie di
/<-?'i-

spello delle prcrogalh'c onorifiche del

soprannumerario
il

Senalo Roi/iano, non solo che viene aminesso nell'anlicamera segreta pontificia,

cameriere segreto soprannuinerario equello d'onoredi spada ecappa;


tellonej
l'esente delle guardie nobili, e rudiziile

ma

che avr

la

precedenza, quando sia

uniloal Senatore di
all'udienza sopra
i

digli svizzeri, itp.ialiullitni insieme ai detti

prelati,

Roma, ueireulraro meno mg.' vila

c.imericri di S[)ada e cappa, porl.iuo la


il

cc-camerlengo. Al Senalo lli^niano, non


essendovi
il

.ijtaih e

cappello, siccome inattualit

ili

senatore,
i

precedenza
\

gli

Servizio. OrjA stalo concesso tuie

uuore

cumpcle,

ma dopo

primi

prdu

ossia

UD
(i

focclictli.

Ncir enh'nie
in

all'

mlienzn

ciiidiiiali, col

capo scoperto e

lu

l)eii(;lla

L n l 77 un (anlo rimorso; ed egli queslo clie mi agita e (Hjnlui'ba, sempre che io ponga il
piede neir antie:au!era segreta! Aiitica-

il

l)ei

renino
al

mono,
gli

l'anno imi

(lo

inchino
si

l'apa e

baciano

la

piofmmano,
devono
il

indi
'

coprono
i

col beriellino e siedono.

Tranne
piede
al

cardinali, lutti gli hIIi

menle Cnnierieri del Pana {^'.), sia di ManUilone die di Spada e Cappa {f''^.)t anche soprannumerari e d'onore, non <li)i

tare tre genuflessioni e quindi baciate

mandavano

l'udii-nza,

ma

solo

si

prescu-

Papa, restando
(il

in ginoccliio (inIl

lavaiio in ani

die non

il

Pa[)a cenno d'alzarsi.

Pa-

camera per es,ere benignamente ammessi. La benemerita ArcivoH'


dif.

pa suole fare sedere (|ualche vescovo o

fra ferii ita


voi.

do.
p.

Decollato della della.

personaggio per distinzione, diversi prelati,

Misericordia,

di cui

meglio ragionai nel


assiste
gli
i

come
s.

quelli di nocclielt,

primari

LXXVIII,

65, siccome

segretari delle congregazioni, l'assessore


del
ofiizio e altri,

condannati all'ullimo supplizio,


a
legio,

aiuta

della sera, in cui

massime nell'udienze devono leggere a lungo


lo stesso

nel riferire gli a(lari,il sostituto della se-

greteria di slato, e per

motivo

il

direttore del debito pubblico, carica ora

ben morire e seppellisce, gode il priviche uno de' conflati invialo dal provveditore al l\<pa, per la proroga dell'esecuzione della giusli/ia, onde aver tempo di ridurre al buon sentiero e di fare gli atti religiosi ad alcuno ricalcitrante,

vacante.

Dopo

consueti ossequi siedono

nncora
vo, che

gli

ambasciatori e ministri de' so-

ch' gi stato perci consegnalo

ai

con-

vrani. Dagli antichi Diari di


i

Roma

rica-

frati,

possa entrare subito all'udienza pon-

cardinali e

gli

ambasciatori so-

lificia,

ancorch
de fedeli

in essa siavi dal l'apa

un

levano

fire

rinfreschi, se recavansi

con

sovrano; tanto impoi land al padre co-

qualche formalit all'udienza del Pa[)a.

mune

la

salute eterna dell'ani-

Comericeveanoessi
go
i\Q^'\ Archiatri di

le l'isile

o personag-

gi all'udienza, in lale articolo Io dico. Leg-

ma, ancorch dell'uomo pi scellerato. 11 Papa paternamente e con clemenza suole


accordare
il

Marini, che

il

celebre

la
si

proroga, anche

pii volle,

cardinal Sanlorio teneva de'

libri in cui

confrale

reca quindi a noliijcarlo al-

segnava lutto quello che faceva o diceva,

l'autorit cui spetta di far eseguire l'e-

niassimameate nelle frequenti udienze


co'Papi. L'angelico cardinal Carlo
scalchi,
santit,

strema sentenza o temporeggiarne per


verse ore l'esecuzione,
al

di-

Ode-

pi tardi fino
l'u-

morto gesuita
si

in

l)uon odore di

verso sera. Diversi Papi rinnovarono

presentava all'udienza de'Papi


e riconcentralo.

dienza pubblica,

ma

per gl'insorti abusi

sempre mesto

Per

la

de-

do\erono

tralasciare d'accordarla. Udien-

gnazione colla quale mi riguardava, un

ze pubbliche e solenni

erano quelle nelle

giorno osai domandargli conto


lute,
sa.

di sua sain tal gui-

quali ilPapa v\cevea ne\ Concistoro pub/di-

facendomi pena

in

vederlo

co sovrani e sovrane, principi e principesse


reali, cardinali reduci dalla loro

Ed egli benignamente
fisici,

noi rispose:

L'a-

legazione

spetto col quale mi vedete non deriva da

sovrani e repubbliche, e ambasciatori

incomodi

ma

dall'agitazione

morale
le

' Llibidieiza,

eeWe

quali riparlai con


ai ticolo,

che sento e sempre provai tutte

volte

qualche dilusiune nel ricordato


in cui

che dovei e debbo presentarmi all'udienza de'Papi. Trepidai, e trepido e sono agi-

nariai o rammentai
i

luoghi ove ne

descrissi
feci
la

nobilissimi Treni; ed in questo

una parola io possa danneggiare e pregiudicare un individuo, un padre di famiglia, chiunque. Laonde mi preparo a porvi tiitta la possitato dal pensare, che con
bile circospezione

descrizione di quelli recenti del-

l'ultimo cardinale legato a lalere invialo

all'imperatore Napoleone HI, pel quale

per non ebbe luogo u

la

destinazione

e cautela, per evitare

il

ricevimenlo nel concistoro pubbli

co.

r8
Nel ms.
tornalo
(li

ud
mg/
Ruffo
il

ud
iaccoiiln,clie
li-

si

?}iiU

Cardinnlcs-^ct omiies

Romani Ma-

(la

iXapoIi

i;ii(.liii;il

Lrgatoi^/'.)
lo ricev a
si

gislmtits. in
omtiniii

Cfu

lo Bailjerini, CleiiiL'iite

XI

qua lidclalnr de coimiUiii Roniae dedendum ac exlerno-

nilieii7.a

nel

concisloro pubblico. Vi

poll

il

caiditiale con
i!

numerosissima casuo nobile treno

valcala, precedeniJo
di
(

nini itlUilale ac salute. Jerurn hacc aiidiendu dependetoniiiino ab arbitrio Pohtijcisf quando et qiioties eani concedere
velit. 11

38

cai riaggi

con ricchissime Portiere

d(^lle {jtiali

riparlai nel voi.

LXXV,

p.

24^) ricamate d'oro, iiuumnos palafienieri, 12 paggi, molli geiililiinmini e caiiierate,


la
i

Chiapponi, //c/rt Canoriizationis, ben descrive le dette udienze per esse, rilevando che a'coiicistori cardinah e gli
i

altri

sono invitali da' Cursori apostoli-

maggior parte
di prelati,
il

della

nobilt

ci [/^.), i'iolacca

romana,
li.

i\ne nllimi nipoti del

Papa, un
Pa-

gran numero
Si

con i2cardinail

ex textili laneo induii virgulam nodosani nigro colo re ind)utaniprae /nanibus galantes^menveste, et
tre nel secolo

present avanti

Irono o\'era

XV

colla palatina
%

Campai

pa. egli rese conto di stia legazione con

na magna
cardinali e
sloro,
ti

Consistorialis^
gli altri

invitavano

erudili>sima orazione. Cienienle XI corrispose con pochi periodi, assicurandolo

all'udienza del conciil

anche segreto, ne'quali

Papasenil

del suo intensissimo

amore,

e della slima
s.

va all'orecchio o in [)ubbHco

parere

cheavca verso un
eziandio aveie
lui
il

uiinislro della

Chicdi
in

sa cos degno, divisando rpiella

che dovea
le

de' Cardinali (7.) per ordine d'anziani l, la qual campana suonava pine nel

sagro collegio per


iloli,
li

sabato santo
in

all'

intonazione del Glorici


\a

singolarissime

che non

meno

excehis Deo,o\lve
(7^'.)

pan'ae campala

quello, che in lutti


fallo

suoi

maneggi avea
[liet

nae. Per l'udienza de' Tribunali di lo-

comparire d'avvantaggio. Lodando


Ila

ma

tuttora suona

campana

della
fece

pai licolarmeiilc qui

della sua

Curia

Innocenziana, e altrettanto

siiigolar deslrcz/a e liberalit.

La funzio-

quella della Curia Capitolina finch ag<

ne termin con universali acclamazioni, esecondo il costume, subitoch il Papa si


asside al soglio,
storiali

Nell'udienze de' concistori, dal


Consistorii
tutti,
y

Custo.i

si

escludono dal concistoro


resti co'soli

mm degli avvocati concia

onde

il

Papa

cardinali,

propone
si

mente (Gregorio
i

XVI

e ne' concistoii senii-[)ubblici co' vescovi

permise che
vi a

leggesse) qualche causa

ministri propri dell'azione,

con dire
di lui trai-

de'sanli, fnch(

vengono

cardinali iiuoi

con voce alla: Extra omnes, e


lai nel voi.

ricevere
il

il

cappello o

cardinali le-

XV,

p.

iS^. Nell'articolo

Am-

gali; acci

Papa non ubbia ad

aspel-

tare

un momento senza

fare alcuna

a-

basciatori 6, parlai del modo come si portavano alle udienze oidinarie del Papa, con

zicne. Siflatla solenne udienza degli av-

accompagnamento
supeibo treno
tali

di prelatura e

vocali concistoriali tultoia


il

si

pi'atica,

ed

cavalieri, e
i

di carrozze,

ed

pi C'felld delle
al

ceremoiiie gl'invila ad a-

cavalli della i." ornati

con fiocchi d'oro;


fiocchi spetlavain

vanzar>i

trono, dicendo a voce alta, /4c-

equi aggiunger che

cedant, e lecedant [Kv


cislori .semipubblici

nmm.

ISe'con-

no anche
fiocchi di

a'

cardinali ministri

Roma
i

perla Canonizzaziovescovi. Nel parlare


il

de' sovrani,

liench nel sagro collegio


framoiisla

ne de' Santi,

\\

Papa sente con udienza


i

seta

all'oro sono

soicnnei cardinalie

propri soltanto del cardinal decano e dei


cardinali di lamiglie principesche, e de'

di delle solenni udieirze

p.

Plettenberg,

jXotilia(uriae Roinanae,i"i^\u''i:Praeter consisloria


lei

marclusi

di

baldacchino.

Ivi

accennai

la

publica dare quoque

so-

prerogativa particolare dell ambasciatore


di /V//r:;;Vi. d'essere alla presenza de'carliliali

Ponlijex

in

fine cujusVdCt mensis

publicain audienliam^citi intersunt non-

vcneli o anche nobili, creato dal

V D

n D

79

Piipa vestilo di mozzelln o sloln, Milite

l'invito fallo dall'ambasciatore, moltissi-

auieato ossia Cai'nliercditWu Speron d'orOj inedianle


coll.in;

me

carrozze tirale da 6 cavalli de'cardi-

d'oro col l'odig'e drl

riali,

ambasciatori, ministri regi, princinobilt, co' respettivi losi

Papa,
scriUe

con
ili

r|iioll(i

foiuinlil solenni ilc-

pi, prelati e altra

tali

articoli e altrove,

ma

per

ro gentiluomini,
della

portarono

al

palazzo

]a omniissioiie della parola

e/?es/<z

sem-

bra che fosse privilegio

di lutti gli

basciatori, di che fo avvertenza.

amhaSpail

camera apostolica fuori di poi la del Popolo nella Villa di Papa Giulio III, a complimentare siiaEccellenza l'ambasciatore a

da

soleva cingerla

il

Papa ovvero
^tes^o,
il

fra-

nome

de'Ioro signori, e indi corteg-

lello

o nipote del
gli
i,

P;ip;i

od altro

giarla nella sua forniate entrata in


11

Roma.

princiue, e
vallt'Sigiei

Speroni
il

ca[)ilano

ca])ilai)o
i

i\eCadella guardia

cardinal Pallavicino segietario di sialo

gli
()
ili

uiand

la

sua carrozza nobile tirala da

Svizzera, o secondo
e ciie
l'ani bascialore

Diaridi
i

mg/

Cas-

bizzarri cavalli, con entioii suo

maestro

sina, ap[)arteiieva ad aiiliedue

capilani,
la

camera,
il

co' soliti

lacch

vagamente
del cardi-

maiulava innanzi

vestili,

quale nel detto palazzo com[)li-

spaila e gli speroni. Oltie di che l'amba-

nieiil l'ambasciatore a

nome

sciatore veneto ricevea pure de' nubili e


sagri donativi
tori; e nella
-ilal

nale.

11

treno (piindi

si

apri da

due

balli-

come

gli

allri

ambascia-

slraila ventiti

con milordino "iallo trinalo

i.''

udienza veniva condotto

per tutte

le

cuciture, e camiciolino turchi-

Papa e

poi riportato al suo palazzo da

un cardinale
lUerfarsi

concittadino.

A me sembra
il

ri[)orlare qui

riunito
c(j|la

com-

plesso di tante distinzioni,

descrizio-

no gallonato d'argento. Seguiv;ino quindi due postiglioni con milordino rosso gallonalo d'oro con tracolle di seta bleti ; due trombe con livrea di panno turchino
:

ne

de! pnbblico ingresso (he fece in nel

ma
ili

Ro1781 r aiubasciatore ordinario


repubblici
; 1'

trinata per tutte

le

cncilure con sue ale

alle spalle simili, e in


lo

della

nobilissin)a e pos'-ente

stemma

del Zulian;

mezzo della tromba due artisti, mani-

Venezia, cav. Girolamo Zulian

ii-

scalco e sellare in abito

compagno

cene-

dienza pubblica accordatagli da Pio Vf,


l'udienza di confido nel ir Sa,
la

rinfi;due coirieri della serenissima repubblica di Venezia riccamente vestiti;


valli

crea-

^-''*~

zione in cavaliere aureato, ch'eia l'unica decorazione equestre straniera che


la

da maneggio co'suoi valdiapponi di


di

panno turchino con punto

Spagna

di

sagace repubblica permetteva ricevere

ai

suoi rappi esentanti diplomatici, eTinvio

argento; 4 postiglioni con n)ilordiui gialli trinati per tutte le cuciture, e casacchiiio

de'consueli donativi poniificii. Tutto rica-

turchino con gallone d'argento, che con-

668,670,7460 748 de Diari di Roma di tale epoca. Tranne quanto


da'n.

vando

ducevano

detti cavalli

da manecisiio
di

il

capitano della piazza con abito

panno

riguarda
{e altre

il conferimento del cavalierato, cerenmnie erano comuni a si/Ialte

cenerino gallonalo d'oro


per tutte
le cuciture,

due guarda-

portoni in livrea di panno turchino trinala

solenni udienze degli ambasciatori

gli

con cafuiciola di

ambasciatori poi slraoidinaii d' Ubbidienza neir ingresso in Roma facevano


la

panno
lieri in

giallo gallonala d'argento,

con

Ira-

colle gialle rabescate

solenne Cavalcata. Avendo

il

Papa

d'argento; ^4 staflivrea da cam[)agua di [tanno si;

Pio VI accorciato nella


iian

domemca aomagGirolamo Zula

mile alla gi detta

il

<lecano in abito di

gio 1781 al nobile veneto

ambasciatore ordinario della seiepubblico ingresso


le

panno cenerino tutto guainilo d'argento; 6 aiutanti di caoera in abito di panno


color di marasca, tulli gallonali d'argento;
il

nissima repubblica di Venezia presso


santa Sede, di fare
il

in

maestro

di casa dell'ambasciatore,

Roma,

perci verso

ore 20 e secondo

sopra. bizzarro e ben bardato cavallo, con

So
6 paggi
!a, lutti

ud
colse
la l'a

ud
mi
e
)f

al)itonno(li ponilo verde gfillonaln d'oro;


coiiabili
(iircliiiii

sciatore

(die bnci
dal

11

prdo e

ecnniicioln gial-

mano

fu

ammesso

l*apa all'ainil

gallonali d'argeiilo. Indi \eiiiva

plesso, fitiindi in ginoccliio fece

compiiporre

la nobile carrozza del cardinal Palla vici-

mento;

il

Papa

lo fece indi alzare e

no circondala a'Iati da 4 lacch dell' ambascialore vagamente e riccamente vestiti, con berrettoni collo stemma de'Zulian
d'argenlo, e da
altri 4tlel

a sedere stdlo sgabello

porpoiato [)nre
sedevano,
il

riccamente

vestiti.

In

es-ia

portatoda un cameriere segreto: rpieste ommissioni del Diario di Roma sono intrinseche e perci vi supplisco, anzi noter che il ceremoniale era comune agli altri ambasciache non a veano cardinali naerano accompagnati da'cardinali Prottltori) con atti parziali di paterno
lori, e quelli

cardinal Carlo Rezzonico nnzionalejl'am-

basciatoreZulian,mg/Flangini uditore
rote,
ili."

di

zionali,

mg/ Carrara
veneziano e
il

segretario del concilio,


2."

il

bergamasco, perci
di

amore, avendolo trattenuto con


benignit per qualche
Indi l'ambasciatore
si

somma

nazionali, e

maestro
a

nai segretario di stalo.


cjuesta

camera del cardiImmediatamente a


le

tempo

in discorso,

port (col cardinal


la

muta

6 succedevano a vicenda

Rezzonico, dopo aver questi deposto


mozzetfa,
la

mute, cio quella del cardinal Rez70nico con entro il segretario regio della
altre

manleiletta e
il

il

rocchetto,

ed invece assunto
visitar
il

ferraiolone rosso) a

icpnbblica, ed

maestri di camera del

cardinal Pallavicino, dal quale

caidinale e dell'ambasciatore. Inappresso

\enivano altre 3 mute dell'ambasciatore con nobili finimenti e con 3 vaghe stufiglie, avendovi preso luogo la sua corte nobile,

con molla gentilezza e allabiQuindi il cardinal Rezzonico ricondusse nella propria carrozza, con torcie
fu ricevuto
lit.

accese portale dagli staffieri d'entrambi,

con cocchieri
ed
i

colla livrea simile agli


vestiti
i

l'ambasciatore al suo palazzo, ove fa rice-

staffieri,

cavalcanti

simili ai
cavalli

vutonel cortileal suono


rosi

di

trombe

tam-

postiglioni,

che conducevano

da

buri, e nella vasta sala con quello di

numepresen-

n"ianeggio collo

slemma d'argento de'Zu-

strumenti. Nella sera

il

maestro di casa
gli

lian al braccio, e cappelli gallonati d'ar-

de'ss.Palazzi apostolici Frattini


lo a

gento con piume. La carrozza del principe

nome

del

Papa

il

solito regalo di

3o

Kezzonicosenatore
viaggio dell'
valli,

di

Roma
il

con vari gena

portate di commestibili, e l'ambasciatore


gli

tilnomini nazionali, ed

carrozzino da

don un orologio d'oro


le

di particolare

ambasciatore tirato

ca-

lavoro, olire
ri;

consuete nanciea'portatoPallavicino. Ne'

ed un calesse con postiglioni simili

altro orologio d'oro regal al maestro

a'nominati,e 3 carriaggi con copertoni di

di

camera

del cardinal

stemmi de' Zulian. in mezzo a numeroso popolo e nobilt, pervenne l'ambasciatore al palazzo veneto di s.
scarlatto e

seguenti due giorni di lunedi e marted,

l'ambasciatore ricev

le visite

dette di ca-

lore, dalla prelatura e nobilt. Otlogior*


ni

I\Iarco,ed

ivi

smontato, intanto che dal


si
il

dopo Pio VI avendo accordato all'amla


."
i

cardinal Rezzonico

dimetteva

l'

abilo

basciatore Zulian

udienza pidjbliea,

viatorio (assumendo

cardinalizio), fu-

questi per Icore pomeridiane di

domeniinvilo a*

rono dispensati nell'anticamere copiosi e


squisiti rinfreschi a lutto
il

ca

27 maggio

fece precorrere

1'

corteggio; e

cardinali, ambasciatori, ministri regi, prelati,

dopo

ci

il

cardinal prese in carrozza sen-

principi e altra nobilt, ad eiretto di

za fiocchi l'ambasciatore, e unitamente


col seguito delle loro carrozze e famigliari
si

mandarle

loro carrozze co' propri genti-

hiomini pel nobile corteggio, come segui


verso l'ore 21 in grandissioio numero. In-

condussero
il

al

Valicano all'udienza del

ra[)a,

(piale (era vestilo di rocchetto e

nanzi

l'

ambasciatore

di partire (eoe di-

niozzelta, e ricev

prima

il

cardinale) ac-

spensare nelle vaste aiUicauiere del paiaz-

ud
rx) (li
s.

ud
camera
dcll'amliasciatore.

IMarco grandioso e ri)honclnnfe


eli

Con

si

nobile
la
la

rinfresco

pi sorte

di gcln-'i. Indi

col

treno e accotnpagnamento, sempre tra

suo ricco e nobile treno delle mute s'avvi verso il suddetto palazzo apostolico,

moltitudine del popolo per goderne

bellissima comparsa, oltre della nobilt

preceduto dall'ombrellino co'fiocclii d'oro e da una bellissima berlina diFrancia di ollimo gusto per vanguardia, oveeravi il
solo gran cuscino.

che ne fu spettatrice
zi

a'

balconi de' pnl;iz

e dalle

proprie carrozze, giunto l'amal

basciatore

Vaticano, venne introdotto

Seguivano 24

slallleri

con ricca livrea

di scarlatto rosso

guarnita

in tutte lecucitnre

d'un vagogallone d'arfiori a vari colori,

gento intersiatodi miciola con fondo

e ca-

di seta gialla

con no-

diPioVf, unitamente al segretario regio, accolto con atti di parziale paterno amore, e dopo di esservisi trattenuto per qualche spazio di tempo, pass alla visita del cai-dicolle solite formalit all'udienza

bile gnarnizionecorrispondente in tnttoal

ual Pallavicino segretario di stato, rice-

giustacuore. Succedeva una


Slufifflia

vaghissima

vuto con
la stessa

gentili

maniere. Finalmente col-

tersi

nobilmente ricamata d'oro con cristalli, con gran f|iiantil di medipinta a varie figure dal
Desiderati.
fa-

nobile comparsa fece ritorno al


l'

palazzo di sua abitazione, con

accom-

talli dorati e

pagnamento
di strumenti
di

delle torcie per essersi f.itto

moso palermitano
eravi ini
."

Fn questa
in

sera, ricevuto, comenell'uscire, col

luogo l'ambasciatore

abito
for-

nero ambasciatorio tutto riccamente

suono tamburi ; e quincortesemente ringrazi 5 prelati che


da
fiato e
i

nito di merletti, con 5 prelati che furono

l'aveano favorito nella sua carrozza. Nel


1 782 avendo la lepubblica di Venezia richiamato l'ambasciatore Zulian, egli domand e ottenne da Pio VI l'udienza di congedo, dopo la predica quaresimale. A. tenore degl'inviti da lui fatti pel corteg-

Mattei arcivescovo di Colossi, Volpi arci-

vescovo di Neocesarea, Galletti vescovo


di Cirene,Flangini uditore di rota veneto,

e Carrara segretario del concilio. A'


di
essa, oltre
il

lati

decano e sotto decano , marciavano 6 paggi a piedi con vago abito di raso violetto guarnito a punto di Spagna d'argento a diversi colori, con camiciola corrispondente. Li guardaportoni colle loro ricche tracolle, e

gio, nella

mattina

di mercoled'i

20
s.

feb-

braio

si

adunarono

nel palazzo di

Mar-

co! gentiluomini de'cardinali, ambasciatori, ministri regi, prelati e altra

prima-

volanti

ria nobilt, andati colle carrozze de' ri-

bizzarramente
ciolini

vestiti di

scarlattocon gal-

spettivi
i

padroni per l'accompagnamento,

lone eguale a quello della livrea e eanii-

quali furono serviti d'abbondante rin-

compagni, suoi cotolini di seta con gran fiocchi d'argento alle bende, e berrettoni collo

fresco adatto al digiuno della corrente

quaresima. Indi
nella

l'

ambasciatore ascese
di Cire-

stemma

de'Zulian. Succedeabito nero da

muta

nobile, e con esso presero luo-

va indi

il

cavallerizzo in

go

monsignori Galletti vescovo

citt sopra nobilecavallo

riccamente bar-

ne, Flangini uditore di rota^ e Carrara


segretariodel concilio, pi ecedulodal

dato. Venivano poi altre

due

nobili car-

men-

rozze, quasi simili alla precedente e per


la

tovato corteggio e seguito da altre due

ricchezza de' ricami e per l'ottime pitla

ture e per

copiosit de'metalli, tirate

da

belli cavalli frigioni, nelle


il

quali

vi

pre-

sero luogo

segretario regio della re-

pubblica,

nobili nazionali;

di camera e diversi succedendo a questealtre 8 carrozze a coda a due cavalli, per seril

maestro

mute, oltre di quella di vanguardia, e da 8 carrozze a coda con paggi a piedi e numerosa servit in livrea di gala. Giunto al Vaticano, fu ricevuto dal Papa all'udienza di congedo con atti di singolare paterno amore,e in tale occasione Pio VI si degn ammettere al bacio del piede il
Zuccati segretario regio,
al

vizio della corte nobile e degli aiutanti di


VOI,. T.XXXII.

quale regal

82
lina

L D
prcziosn cnjona

UD
in

legnt.i

oro, con
iii-

me
od

del
il

Papa

la

spada al!'ambn<;piatore3

medeTgiia simile nriiccliila di mnlle


diili^ciize,

cav. .Tndoco Pfyrierd'Allisliofen ca-

e paiimenliomfniseal hncio del


la

pitano della guardia svizzera, che egual-

piede hilta
di

Ihmiglia nobile lell'ainagli


aiiilanli

l>asciatore incln^ivamenle

mente fu destinalo dal Papa per porre al medesimo gli s[)eroni l'firo. Trovandosi
ailonque unito
il

camera

e ei ferminalo

alla sua residen7a.

un vero alteslato

fl-ce rifoi no Videndo Pio VI daie del suo paterno amore

detto nobilissimo con-

sesso, ed essendo

anco presente tutta

la

corte nobile pontilcia, tanto quella che

airand)ascialore venetoGirolanio Znlian,

compone

la

catuera segreta, quanto


tulli

ca-

determin dicrearlo cavaliere aurealo, e per tale funzione deslinn la domenica mattina de'24 febbraio, dopo aver assistito alla cappella papale. Ver cui l'ambasciatore, previa la dispensa
di

appositamente in tiuiati, Pio VI seguendo il rito prescritto nel pontificale rouano (che riportai nei
articoli), sostenendo il libro nig."^ Marcncci patriarca di Costantinopoli, e la candela mg.' Beni vescovo di Cnrpcntrascitiiti

merieri d'onore,

lauto

rinfresco nel suo palazzo a' prelati e nobilt veneta, ivi recalisi
in

per cortegginrio,
sua refiocliet-

so,

abito senatoiio nero, solilo usarsi neludienze, parli


d;illa

le pidibliclie

assistenti al soglio, cre cavaaurealo l'ambasciatore Znlian, ponendogli colle consuete ceremonie, dopo
liere
la

ambo

sidenza col treno nobile detto di


i

Sj)ada dal

Papa benedetta,

la

ricca col-

(consisteva ordinariamente
i

ili

(^carroz.*
1
i

lana tl'oro, dalla quale pendeva sul petto


la

ze,

cui cavalli iveano, rpielli flella

nedaglia pur d'oro, in cui era espressa


ilei

ilocchi d'oro, quelli della

2/

di seta color

l'edigie

Salvatore
il

in atto di

portar

la

d'oro,

fpielli

della

3.'^

di seta e oro, quelli

croce, e nel rovescio


.(io

ritratto dello sfesletta la

della 4- c-^- di seta neia.le alt re senza fioc-

Pio VI. Finalmente dopo


gli

con-

chi) e con

numerosa
1

sei vitii.

avendo preso
i

sueta formola,
ni.

furono posti

gli Sjiero-

luogo nella ."carrozza coH'anibasciatore


delti pielali

Adempiutosi

a tutte le solite

ceremogra-

Flangini e Carrara, e nelle


di seguito l'altra nobilt

nie, l'ambasciatore resedistintissime


zie al

allre

6 carrozze

nazionaleelesuecappenere.Giunto l'ambasciatore nel palazzo Valicano, colle so


lite

formalit fu inconlialo e trallenuto

dal mae^tro di
I

camera mg.' Doria

nella

onore ricevuto, e gli baci ss. piedi. Il Papa deposta la stola preziosa, per mezzo del cardinal Orsini, si ritir nellesiie camere. Indi 1' aubascialoie rese le dovute grazie a'cardinali
1'
i

Papa per

."anticamera. Indi da dixe maestri dicepontifcie a suo

che l'aveano onorato colla loro presenza,


cos
col contestabile

lemonie

tempo

fu introsi

Colonna e

col cav.

dotto nella sala del concistoro, dove

trovavano
vicario

caidinali Albani decano del

sagro collegio, Cailo Rezzonico, Colonna


,

passando nel contiguo appartamento, depose tutte le dette insegne, accompagnalo da mg.' maestro di
Pfyffer; indi

Pallavicino segretario di stalo,


dei

Girand pro-uditore. Conti segretaiio


zonico e Altieri,
lellelta e
tulli in
i

brevi, Borghese, Orsini, Gio. IJatlisla Piez-

camera. Poscia nel medesiuio modo con cui era venuto, si restitu al palazzo delcomplila sua repubblica, dove ricev
i

rocchetto,

man-

mozzelta,

quali e

come

palati-

menti de' prelati e nobilt che l'aveano favorito, tra il snono giulivo delle trombe e de' tand)uri, de' cavalleggieii, delle corazze, del popolo romano e della soldatesca, tutti regalando di generose
eie. Nell'istessa

ni e

come

nazittnali o ascritti alla nobil-

t veneta, fiu'ono fatti

intimare con par-

schedule dal Papa; ed a tal funzione furono pure presenti d. Fili|)po Coticolari

man-

mattina

lonna gran contestalnle e principe

assi-

Dini prefetto delle


l'

Papa per mg.' ceremonie mand alil

steuteal soglio, prescelto a cingere in no-

arid>nsciatore la collana d' oro dentro

ud
iiohile custodia col
il

ud
devano
eh.
I

83

pielalo ricev in
I

diploma pontificio, regalo una bellissima


donativi che
i

blicocol PLtcito e ne' Coiicisloriff.) rengiuNt7.ia

con una paternit del

mostra d'oro.
solevano fare
presentali

soliti

Papi

tultopntriarcale.sollecitae alI'ettuosa.Col
llurter celebrai Innocenzo IH del 198, per quanto indefessamente si ap plicava agli affari, e nelle udienze tanto

agli

ambasciatori in occa-

sione deli' udienza di congedo, furono


al cav. Zulian da mg/ Avogadro segietario d' ambasciata, quali consisterono, in un quadro tessuto in ai

nc'quotidinni concistori,
re attentamente in

quali 3 volte la
in udi-

sctlimana erano pubblici, quatito

razzo rappresentante

s.

Pietro apostolo

particolare udienza

con vaga cornice con cristallo, in un corpo di s. l'io martire, e in due grandi bacili

' Jgmis Dei.

L'ambasciatore regal

un orologio d'oro al prelato, e generose mancie a'portatori. Altre solenni udienze de'Papi sono quelle nelle quali danno bastone della dignit al Fice-Cameril Ifgo, lo sccllro d'avorio al Senatore d

chiunque a lui ricorreva, quindi con espoche altre parole. Recata iu concistoro una causa, le parti, che per lo pi frovavansi presenti, aveano piena facolt
so dir
<li

dire, in

dimanda

e in replica, tultoci
il

che meglio slimassero a stabilire


zio

pun

lo della questione; poich nessun giudi

dovea pronunziarsi,

se

Roma,

il

rocchetto, la luautelletta e
s.

la

turo esame, e molto


narsi alcuno senza
to, fosse te

meno

non dopo ma poi condan-

croce al Conimeiidaloredi

Spirito yF.).
di

Come
za
pi,
gli
i

cardinali in

tempo

Sede vaall'

cnnte e di Conclave, ricevono


prelati e gli altri,

udien-

prima essere ascoltaanco per col[)a d'apostasia. Udiindi le patti, Imiocenzo III ritiravasi,
si

ambasciatori e ministri de' princi-

per solito, con alcuni cardinali in una


stanza vicina, dove di nuovo

premessa

la

tri-

esaminapar
in-

plice genuflessione, lo dichiarai in


gli articoli.

que-

vano, e diligentemenle,
ta
ti

le

carie, e talvol

era chiamata

l'utiit

l'altra delle

Nelle biografie de' Papi ragionai dell'udienze da loro date, con modi affabili,

a poi'gere schiarimenti,

ammonita

nanzi dal
rit; poi

Papa

non

discoslarsi dalla ve-

paterni e amorevoli; qui per riunisco


,

tornava nella sala d'udienza, e

olciuie generiche erudizioni


ulteriori

con alcune
narrate.

assiso in trono co'cardinali allato, in

mez-

nozioni relative alle

zo a profondo silenzio

L'annalista Rinaldi all'anno 65o, parlan-

premesse le necessarie spiegazioni, concedeva agli avvo,

do

di

Papa

s.

Martino

I,

osserva eh' era

cati di

espor di bel nuovo


il

le

ragioni di
la

venendo a Roma alcun forasliere, non domandasse, aTanti ogni altra cosa, l'udienza del Papa per fargli profonda riverenza e l' omaggio della sua ubbidienza filiale. Nel voi. LXnf,p.ic)i, raccontai che nel iG'Z Enrico II re d'Inghilterra visit in Bobbio Papa Alessandro HI; si fece cadere
stimato eccesso grande,
se
i

diritto;

che talvolta, secondo


la
,

gravi-

t de'casi, richiedeva parecchi giorni. Fi-

nalmente quando
bastanza chiarita
dinale, o

causa

gli

pareva ab-

essa era confidata al

giudizio di 3 ecclesiastici, fia'quali

un caranche due secondo l'importanla


la

za della questione, e la sentenza loro ve-

niva indi sottomessa per


e approvazione.

sua sanzione
ventilazione

a' suoi piedi,

li

baci, otTrl ricchi doni e

Durante

fu ricevuto al

bacio del volto. Rifiut

della causa,

quindi

di

sedere nel faldistorio prepara-

togli, e volle

umilmente sedere co'baroi

ni suoi in terra intorno a'piedi del Papa,

Innocenzo III chiamava anche spesso nel suo studio quella delle due parti che per la probit sua o pel suo disinteresse gl'inspirava maggior fiducia, e

liuianzi che fossero stabiliti

d
ze

Roma
{f
.),

e le
i

Tribunali Congregazioni cardinaliPapi supremi gmdici in pub-

dole

ragionava benignamente con lei, mostrancome gli stesse a cuore l'affare suo, e
facendosi porgere schiarimenti su tultoci

84

L Df
non
gli

UDI
paresse a suf-

clie nelle relazioni

cadi loro
ra.

ricl

ficienza spiegnlo, e informandosi di tul!e


le circostanze di

Sebbene il

popoo.Y.^\ quindi dicMvivolgo sciocco, e spesso per

faUo e

di diritto, racco-

mandatole innanzi soprattutto


cera.
la

d'esser sin-

ignoranza o malignit sente e parla sinistramente de' piincipi, quali per non
i

Con
le

pari bonl prestava ascolto al-

povera vedova the non sapea pure eproprie ragioni, sempre in tutte

devono curarsi delle vane dicerie, che senza fondamento si spargono fra la plebe; ad
ogni

spor

modo perch
si

pare che

la

verit (dif,

tjuesle udienze e colloqui

adoperandosi

fcilmente tiovasi fra tre persone


fra

forse

percondurre
to.

litiganti a

un componimense

nove

rinviene) e

la

sincerit sia e-

Quando

poi la cosa era ridotta in ter-

sclusa dalle Corti (/^.), dalla fnta e bu-

mine

cli'altro

non rimaneva
il

non

il

suo

giarda adulazione, dalla bassa invidia e


dalla vile gelosia dell'alimi virt,
to lodevole co^a che
li

giudizio, egli

pronunziava ogni volta

mal-

con quella profonda cognizione del dirittocanonico nel quale super (crede l'Hurter) tutti
i

principi e gran si-

gnori siano

solleciti di

sapere

in

qual consi

predecessori e successori suoi,


della giustizia die destava-

siderazione sieno fia'suddili.e che cosa


dica delle loro azioni e governo, e
cilit

e con quell'acumee rettitudine di coscienza e

la fa-

amore

no

la

universale ammirazione.

Dopo

il

suo modesto desinare e dopo breve sonro, ascoltava chi avesse ottenuto udienza

d'accordare l'udienza pu essere u buon mezzo, usato sagacemente. Il cardinal s. Pier Damiani racconta che Ober-

da
ri

lui.

Innocenzo VII del i4o4perilo nelpraticissimo negli affa-

la scienza legale e

della

s.

Sede, di maniere dolci e afla-

Toscana andava talvolta un solo de'suoi, ponendosi a ragionare co'conladini e pastori sul governo del marchese biasimanto

marchese

di

solo e sconosciuto o con

bil,fu

suetudine, per
afirtitli,

anche commendato per la sua manla piet che usava verso gli
per
la

dolo. Invece udiva rispondersi, essere


se tali inipulazioni,
ri,

fal-

come padre de'pove-

prontezza e pazienza nel dale

re l'udienze a chiunque

richiedeva, e

diti,

governante giusto e benedetto da'siidquali facevano voti a Dio per la sua


i

pel desiderio di far bene a tulli.

Eugenio

lunga

vita. In

questo interrogare
,

il

mar-

IV del 143
la

manlenitore della pace edelgiustizia pronto in ogni occasione al


I ,

chese imitava Cristo

che per
i

ammae-

soccorso cWPoi'C-i, ebbe


sere l'unico

la

gloria di es-

Papa

a cui ricorsero

due im-

stramento de'grandi interrog suoi discepoli, che gli dicessero che opinione di tuttoch come Dio lui fosse nel popolo
,

peratori greco e latino, Giovanni Ilio

IV
in

Paleologo
lo

Federico

III,

per riconoscer-

non gli fossero nascosti pensieri non che le parole e la fama che
i

di lutti,

di lui

si

padre e pastore universale.


il

Come

spargeva. Esopo, che sotto


favole insegn molto bene
rale, finge

la

scorza delle

Ferrara

Papa
III

fece incontrare e riceil

la filosofa

mo-

ve Giovanni

o IV,

patriarca di Co-

che andasse una volta INIercu-

stantinopoli e altri greci, quali


resero, ecom'essi ed
i

omaggi
nel

gli

rio sconosciuto in

forma umana

nelhi botil

latini

sederono nel
voi.

tega d'

uno

scultore, e

domand

prez-

concilio generale

lo

riportai
I

zo di diverse statue di numi.


la

Vedendo poi
fosse la

XX
cosa

V,

p.

98

e 99.

Eugenio
essi

V tra'pochi

propria, disse allo statuario quanto vo-

suoi fan)igliari,i dottili voleva seco allor-

lesse,

credendo che maggiore ne

ch cenava, per sapere da


si

liberamente

pretensione,

come esprimente

il

nume che

diceva del suo governo, per correg-

reca l'ambasciate degli Dei ed patrono

giustamente censuralo. Il p. Menochio nelle Sluorc scrisse nella centugersi se

2 il cnp. 8: Che li principi dovercihero procurare di sapere che cosa si diria


1
I

ma si trov ingannalo perch risjose l'artefice: Se tu comprerai alcuna d queste altie, che qui vedi, ijucsta di Mercurio le la dar in dono, perch
de'traflcanti;

UD
oon ne
p.
fii

UD
stizia e l'equit.

85

grande stima. Soggiunge il Menocliio, non dubitare, che se alcudomandassero di se in che concetto sofaccio

L'eloquente e profondo

erudito Pio

no presso le genti, e fosse loro detta sinceramente la verit, non fossero per ndir cose, che sgouibrasse dalla mente loro la grande persuasione e opinione che hanno di se, di essere cio grandi uomini. Sar dunque buon consiglio, che chi vuole aver notizia non solo del sentimento della
ri di

11 del i^'iS, era facile nel dare udienza ancorch maialo, parco nelle parole, di gioconda e faceta conversazio-

ne,
le a

nemico

de'falsari e de'delatori. Faci-

perdonare le ingiurie, non riprese mai chi di lu sparlava volendo che in una
,

citt libera tutti

fossero liberi a parlare.

plebe o voglia conoscere se slesso, procusaper quello che si dicedi se couiuneniente, nascondendosi

Gli successe il magnanimo Paolo II, che avendo inteso l'imprecazione d'un norcino, il qualegiuocando a palla, nel man-

darla fortemente per aria avea detto:


poless' io

Oh

come quel famodella tavola

so pittore (Apelle),
se dipinta
,

dopo
la

da
op-

Paolo II rise del temerario giuocalore, ed altre prove die


cos
!

mandar

per udire

franca sentenza
le

d'animo

solFerenle. Egli

dopo
la

la

sua ele-

degli accorrenti a mirarla, per farci

zione segu l'uso di vegliar

notte pran-

portune mende. Le persone grandi di statura non si ponno facilmente nascondere


fra la moltitudine, senza esser

zando

a ora di vespero (e spesso co'car-

dinali, ambasciatori, prelati edotti), e ce-

vedute e

nando poco prima

dell'aIba,oiid'che dif-

notate,

come ponno

far quelli

che o so-

no

pccoli di

diocrit: cos

corpo o non eccedono la meli gran personaggi, come so-

no li principi, tanto spiccano sugli altri, che ciascuno del popolo vede e osserva loro andamenti e costumi, e loda o riprova quello che merita commendaziotie o biasimo. Gli uomini di mediocre condizione hanno a far molto perch sia conoi

Hcilmente sentiva alcuno all'udienza prima di notte. Facile al pianto, procurava colle lagrime ottener ci che non poteva persuadere colle sue ragioni. S' indusse con ripugnanza a creare cardinale Balve
(/'.),

perch l'ambasciatore francese nel

discolparlo dalle imputazioni di cui era

gravato, scaltramente narr al Papa aver


egli inleso dire

che Paolo

sciuto

il

loro valore e

la

loro virt

co-

teva all'udienza, o

II non ammetalmeno non senza gra-

m'anco non sono osservali li loro vizi; ma non cos de'grandi,de'quali facilmente s notano le viriti e l vizi, e molto o in bene o in male se ne ragiona. Nicol V deli447j 1 cui memoria sar in eterna
benedizione
,

vissima dillicolt, e che mostravasi oltreraodo ritroso nell'ascoltar le suppliche dei ricorrenti, imposture tutte inventate dalla

malignila e smentile dal fatto. Quin-

di soggiunse,

che non era

possibile,

che u

per

la

congiura

di

Stefano

Porcari, mentre sino allora avea benefi-

cato
altri

romani, dipoi

si

port con

riserva e pi cauto; e se

essi con prima pi degli

s. Sede e lanlo divoto al Papa, gli proponesse un soggetto indegno per la cardinali-

re

come

Luigi XI, cos addetto alla

zia dignit; e in tal


ti

Papi
rese

si

faceva vedere per

Roma,

ra-

spiriti,

modo Paolo II d'alrimase circonvenuto e ingannainsignito Borso d'Este II

re volte lo fece poscia,

non che pi tarsuccessore Calisto

lo dalle astuzie diplomatiche.

do

si

con

tutti e

pi diificde nell'am11

Paolo

II

ineltere all'uilienza.
111, ad

chese di

Ferrara

Per aver mardel titolo di duca

onta della sua grave et, facilmente

nella pubblica udienza del concistoro,

dava udienza a chi la richiedeva, in cui figurava la sua mirabile proi>tezza,uoQ lasciando mai partire alcuno dalla sua presenza sconlenlo,se ci che

fu coniata la medaglia, pubblicata e illustrata dal p. ^Quanvix,


tficuii,
l.
I
,

Namismata Pohsi

nella quale

vede

il

Pa-

domandava era
la

pa sedente

in
il

trono con Borso prostralo


piede,cou l'iscrizioue: Au--

oueslo e giusto, risj^)Ieudendo in lui

giu-

che

gli

bacia

86
nieiilale
le

V D

U D
.lA/.r.

ditnlia Piihlka Poi//.

A vendo ;iune'concisfo

pierogalive l Cardinali, e
alti

coucesso loro bandii pi


ji e nelle

buon'ora senza ser* virsi d'alcun famigliare, e dopo la messa cominciava nell'udienze la spedizione dedi
gli affari

Marcello ll,alzavasi

cappelle,

si

balte una medaglia,

co'suoi ministri,
i

iiidi

dopo pran-

parimenti riportata
ttanni, cspiinienle
il

e illustrata dal p. Bo-

zo sentiva

cardinali,

gli

ambasciatori e

concistoro [inbblico
i

quanti

altri

ne domandavano l'udienza.

col

Papa

sul soglio e

cardinali nell'ele:

vato

stallr>,con l'epigrafe

Saci-iuii publi-

riini y/nostolicii/ Consisloriit/n

Paidits

f encliis
il

PP.

II. Altra

metlaglia presso

p.

TJonanni

in concistoro

oratori di

rappresenta Paolo II clic d T udienza pulblica agli Rodi prostrali, o meglio al defratello

Leggeva ponderatamente le lettere, e prendeva volentieri consiglio dagl'istruiti e da'probi. Le belle speranze su di lui concepite restarono spente con 22 giorni di pontificalo. Degnamente gli successe Paolo IV, d'animo grande, di severe virt e integerrimo vendicatore de' vizi.
tu la
Isti-

spola

Tomnaso Paleologo

del-

(rjngregazione del terrore degli


di lionia,
la

l'ultimo imperatore greco e suoi


spilati

figli,

iifJJzidli

quale

in

un giorno

generosamente in Roma fino da Pio 11. Come Innocenzo Vili ricev in


udienza pidjblica del concistoro
,

di ciascun

mese dovea

dai e udienza pub-

blica a tutti, sentirne le querele, ricever-

dopo
o Zi-

ne
zi

le

suppliche e prontamente provvede-

Y Ingresso solenne in fo/na,


zim, fratello di Da jazet
ihia, e quali
II

Gem

re, senz'alfalto rispelli

sultano di T(a-gli fece,

largheggiati a'romani,

umani. Pe'beneflnobili formai


1

omaggi

esso

meglio

inqiiesl'arlitolu lo narrai. L'ottimo Inno-

cenzo VI 11, mansueto, dolce e a llabile, nel l'udienze o concedesse o negasse, niuno

da
gli
giii

lui

partiva dolente e mesto.

IS'eli

49'2

rono una compagnia per servirgli o per giorno di guardia particolarmente nel tempo dell'udienze, e da essi derivarono le Lande spezzate. Paolo IV pun il segretario de'memorialiOsio vescovo diRie,

successe Alessandro VI, che stabili o-

ti,

por

la

sua alterigia e maniere villnne

marted per date udienza a tutti, sentendo egli stesso le querele e facendo giustivJa in
,

colle quali

dava udienza a'supplicanti, Beli

nevoloco'cardinali, spesso

sentiva e vo-

un modo pronto e ndiabile il the gli guadagn l'amore del popolo. jMa dovendo partire da Roma colle milizie per reprimere ribelli commise la camera
i

lontieri ricevea a udienza, e tratteneva a

desinare. Lonfgliazzi ministro di


1

Cosimo
il

in

Roma,

nell'udienza ricorse contro

nipote cardinal Caraf.i, soprintendente di


tutti gli altari,

sua e

il

palazzo apostolico a Lucrezia Rcir-

per

la

sua dispotica autole [lorte in fac-

gia sua figlia, pei duchessa di

Ferrara,
gli afTa-

rit, e pel' avergli

chiuse

ove
li,

ella indi die

udienza e tratt

cia

quando
IV che

si

rec a reclamare per l'im-

con autorit d'aprire

le lellere

a lu

posizioni poste sul clero di Toscana.


lo
la

Pao-

direlle,potendosi all'occorrenza consirliave col cardinal Costa portoghese e con altri.

gi avea ricevuto denunzie sul-

condotta biasimevole del cardinale e


esili

Leone X, ch'ebbe

la

gloria di dare

il

degli altri suoi nipoti, eroicamente tulli

proprio

nome

al

suo secolo, era benigno

priv delle dignit ed

da Roma, ben-

nel licevereairudienzaepazienle nel sentir lutti quelli

che la braraavano.Perlasua

ch avanzalo nell'et d'83 anni avea bisogno degli aiuti e parenti. Fu ])er questi che Paolo IV sostenne la deplorabile guerra della Campagna romana contn

raccomandava al caidinal Pucci penitenziere, che non gli facesse concedere grazie da cui ne
integrit, spesso nell'udienze

riinpcralore Carlo

e Filippo

II

re di

ri<londasse pcntiinc nli,f.ebbenealcuiii

(;u;-

Spagna suo

figlio

che

descrissi nel voi.


il

ciarono

il

canlinale Tessersi abusato dei


l'.ltviito al

LX V,
ro

p.

234
d'

e seg. Ivi narrai conie


di

fie-

suo lavore.

triregno neli5;j5

duca

Alba vicer

Wapoli, co-

ud
iiuiiiilaiile
cieli'

ud
Uopo
la

87
ivi e-

esercilo iieiuicu,

sulaiueule a loro dava udienza. Eil


laiio preseiili
liti
i

nace, licevulo a uiliciiza [)iiljblica


lo

ila l'ao-

giuilic,

per essere
li

ile'uc-

IV, sebitene avesse poc'anzi fallo

Ire-

delle caine infoi nialo; e se


li

liova-

inarellomaelo sialo jionlificioili costeinu/;ione, sebbene assuefatto da lungo lemp \,


alla familiare
il

va in Lillo con acri paiole

riinpiove-

lava e punivali seveiainenle.

Un

i^ionio

conversazione

di

Carlo

uientie ilava nilienza al T^-suricrc (A.y,

[)i

formidabile e potente sovrano


eseicilato

Dio

gli

uianifesl

la

strepitosa vittoria na-

d'Eiiropa, sebbene fin dagli anni giovanili si fosse

vale riportala da' cristiani contro

sempre

tra le

armi

dda

{f-'.).

TurAppena neh 372 divenne l*a,

c Ira gli orrori di

sanguino>e

battaglie,

pa Gregorio XIII

allineile

ciascuno

fa-

riondimeno avvenne
iiiolti

in lui l'accaduto

cilmeiite potesse licorrerea lniep,dcsargli


i

altii d'aili spirili.

Alla vista tlella

suoi aggravi e le sue necessit, stagio

maest ponlilcia sbigott, s'intese mancur l'animo e la voce, e prov tali sensa/ioni di

bibun

no tlellaseltinianaper l'udiensi

za pubblica, nella quale egli

prestava

stupore, che non dubit scriver-

con singolare pazienza; e dalla


partiva, se pi

(jufile

non
i

lo alla duclie>sa

moglie

confessando

di

ima non avea mandato


vi

ca-

giammai

avei provat(j tal fenomeno. IJai

tnerieri alla bu>sola [)er vedere se

fosse

Cloe ribacigeuuflesso

piedi ,c!iiesepersi

10 altri che volessero l'udienza, poicli soleva dire:

dooo, riprov
Mio le
la
s.

il

mal

fitto,

dichiar col

Che

llnahneiite

il

Pontefice non

lglio e

servo ubbidienlissimo delil

altro che un servo onorato. Questo gran

Sede e del l*apa;

quale

lo

abbrac-

Papa

si

mostrava nell'udienzesempresofgrave nel parlare, opportuno nel ed in ogni tempo benigno e


,

ci, assolse e beiied

dilezione, indi lo

con somma piet e tratt magnilicamenle


cai-

ferente nell'ascollare, giudizioso nel definire,

e onor in pi modi. Suiralibatlimenlo

rispondere

d'animo

tiel

valoroso duca d'Alba,

il

misericordioso.

Poneva

I9

sua gloria nel

dinal Pallavicino ueWa Storia del conci-

dispensar favori, e teneva perduto quel

Ho

(li

Trc/ilo

confutando

il

Soave che
fastosa di

giorno in cui non poteva crjrrispondere


alla

tutto allribi alla grandezza

sua innata benelicenza. Gregorio XllI


il

Paolo IV,
rc
il

il

cuicos[)ello riem(n di stupo


pii

ricev a pubblica udienza

gran maefr.

coraggioso duca, l'altribuisce con

stro dell'ordine GcrosoUiiiiluiio

Gio-

ragione alia santissima dignit Papale,


53

vanni l'Evque de

la

Cassiere, recatosi

da

Fu

ascosa forza di quello ch', e ches'a-

Malta
si

in

Roma

per giustificarsi da diversuccessore Si'>toV

dora nel Pontefice di divino, al quale niuna maest umana s'agguaglia, e nessuna animosit umana resiste " (l Papa s. Pio
!

dissenzienti dell'ordinCjSecondoch uarIl

rai in qneirarlirolo.

nelle udienze era enfatico, maestoso ed e-

era dotato di

tal

tenace

guisa, che dopo lunghissimo


tiosceva

memoria in tempo ricolui

loquente; dava ancora

le

udienze pubbli

che, per reiuleie giustizia a lutti impai


zialnieute.

qualunque persona da

una

sol

Avendo

proibito con pena di


dell'armi, a tal pena
i

\olta ricevuta in udienza; laonde nel 1."

Solo anno del suo pontificato


Ila

[)rese pie-

cognizione degli affari del suo stato e

di quelli degli altri.

Leggo

ael suo bio-

morte la delazione condannRanuccio essergli caduta una mentre gli baciava

duca

di

Parma, per

pislolelta all'udienza
il

piede.

Con quale

grafo Catena, fitd del

Papa

Pio A,
le

p.

55, che avea tanta carila verso

pove-

blratagemnia evit il supplizio, lo dissi nel voi. XV, p. 20 i. Di pii ne' voi. XLVIII,
p.
li,

re persone, da lasciar! spesso loro vedele perch ne'ioro bisogni potessero libe-

i6t, e LXVII,
raccontai
di Parigi

p.

io5,e relativiartico-

come

Sisto

V per l'alfare del

lamente e coinodaineute ricorrere a lui. e desliu uu giorno del mese nel quale

neg l'udienza al Pesauainbascialoie d'Enrico IH redi i^/'a/i

Nunzio

88
eia,
ce)

ud
a

U D

motivo

della lega callolica per

graziosa pronunzia sauese

il

parlare

quel regno tlue volte licenzi dairudienza rOlivaies ambasciatole di Filippo


re di Sjjagia.
lo focoso,
li

latino purgalissirno, riusciva d'

ammiradi

zione a lutti

neir udienze. In queste co-

Siccome di lernperameiiquando rimproverava sembrai

nosceva perfettamente l'animo

chiun-

que che
di quelli

gli

si

presentava, e neh. "collole

va clic fulminasse. Nel

5f)

eletto Inno-

quio accortamente scopriva

macchine

cenzo IX

e concorrendo nelle
lui

prime

u-

dien/e diversi cardinali da


garlo, secondo
egli
si
il

per pre-

solilo, di (|ualche grazia,


,

ricus a tutti di farla

protestan-

tramavano. Piicevea tulli con tanta umanit che senza olFendere la maest del su[>reino suo grado, ognuno vedea che non dimenticava gli uffizi
che
le
,

dosi nulla

volere risolvere improvvisariflessione.

propri della

civili.

La celebre regina

di

mente, u senza matura

Poco

Svezia Cristina, bench piena

di spirito,

dopo infermatosi,
dine paterna,
^i

si

trov obbligato a da-

re in letto le sue udienze con sollecitu-

morendo con due

soli

me-

d'animo elevato,pol!glolta esapiente, nella I. udienza ch'ebbe dal Papa, con elicilo non mai provato si smarr alquanto
nelle parole premeditate. Alessandro VII,

ptiulifcalo.ComeClemente Vili accolse in solenne udienza gli ambasciatori


di
tlel

senza far mostra d'accorgersene, con graziosa cortesia l'interruppe e rinfranc nel
dire.
Il

sjfidi Persia, lo dissi nel voi. Lll, p.


11

120.
la

p.

Bonanni riprodusse

illustrata

cardinal Pallavicino nella Descri-

medaglia coniata per celebrare la riu\i\o\\itL\it RiiU'ii (f\) iiWa chiesa cattolica. In est.a si vedono espressi genuflessi, ricevuti in pubblica udienza nel concistoro,

zione del contagio die

da Napoli

si

co~

innnico a

Roma nel i656,

celebrala di-

ligenza, l'accortezza, la capacit, l'integril e la carit del

genovese Gastaldi, poi


<juel

con

l'epigrafe: luthenis Ecccpli.s.Vuo-

cardinale, da Alessandro VII preposto per


sollievo di

lo

si

fece aiimiirare

anche

fin dalle u-

Roma, all'inlienamentodi
11

dieuze dateappena eletto, poichsi asten-

travaglioso e spaventoso infortunio.


staldi

Ga-

ne

nel bollore delle felicitazioni dal dispen-

ne'primi giorni del pontificato chiela

sar favori, dicendo che troppo facile era


in quel

dendo
che

[relatura,

avea scontralo qual-

tempo

il

chiedere e

il

concedere
all'abile

dilllcolt pel

notabile diletto d'


egli s'era

uu

disavvedutamente.Nelle successi ve udiente

occhio perduto, ed
ito a baciargli

ingegnalo di

comparve sempre oltremodo

iiottriirlu alla vista del


il

Papa, quando era


volto fisso iu

e facile con tutti;

ma

grave all'occasioue,
questi ne fu vit-

piede, lenendo sotto spe-

pe'giusli riniproveri fatti nell'udienza al

cie di riverenza

sempre

il

cardinal Orazio

lJafJ'ri,

terra, sicch Alessandro


tuto,

VII non avea po-

tima, per avergli tUo: pocnilcl


ie liuinineii, essendo stato

me feciscreato

come

s'era proposto, scorgere

quan-

da

lui

ta fosse

per verit quella bruttezza,

ma

Paolo V il cardinal Tonti ^ nel partire da Roma domand con grande istanza d'essere ricevulu all'udienza, ma il Papa gli fece dicardinale.

Caduto

in disgrazia di

suspicando, e piacentlogli untale scaltro


e innocente artifizio, e per altro soddisfallo del

suo parlare ed informalo del suo

sapere, avevalo annoveralo nella segnatura, eijuivi uditolo poi con approvazione. Indi appoggiatogli quell'importaulis-

re:

Che

alla valle

ili

Ciosafatsi sarebbe-

ro riveduti. ISeli
Icshandro \
lm;j e
11,

655 divenuto Papa A-

apri l'udienze ogni giorno,

simo

nodosissimo ministero, sperimen-

nelle quali im[)iegava


ti

607 ore

fra la

matl'u-

t con pidjblico giovamento,

come

talu-

dopo pranzo, assegnando per


la

dienza pubblica
baibu e

mattina della dome-

nica, COMIC giuino pii


u'

comodo

al [)opolo la

no vede pi con uu occhio, che altri eoa due; e che gli uomini, a guisa de' hulli, non ben si sliinano dal colore. Siccome nelle
Pet-Ulenzc
il

poveri.

La

iua eloquenza e

sospcudouo

le

udienze,

in

U D

ud
si

89
nella

queir ai lioolo notai come

regol Ales-

Hn'i

con dichiarare

il

Papa
i

nuova ga-

suikIio vii, olire altri Papi; e <|uaiito alle Iteiieiuereuze e virt d'Alessantlro

bella
presi,
p.

non

esservi esso e

cardinali

com-

VII,

come

e meglio narrai nel voi.


11

XX,

per tale grave ilisa^tro, riparlai nel voi.

LIX,

p.

34.

Il

successore Cleuienle IX,cli


rettisititna giustizia,
il

mirabile piet e di

eoa
sa-

Conanni descrisse e pubblic due medaglie d'Innocenzo XI, fatte coniare pel ricevimento in udienza

ibo

e altrove.

p.

singolare edidcazioue amministrava


granieiito della penitenza in

pubblica degli ambasciatori del rediSiata


e del

nale della basilica

uu confessioVaticana che subito


,

Tuukino, che

si

vedono genuflessi a

piedi del suo trono, con l'epigrafi: Veni-

dopo

la

sua coronazione

si

fece destinare.

Come

ci procedeva, e di altri
il

Papi che
n)inistero

esercitarono [ubblcamente

del Coiiji'xsorc, in (juesto articolo lo dichiarai,


te

comedi Clemente Vili, Clemen-

opera Domini. Laonde neltomba del Papa si legge: Idolatria/Il in Siami et Tunchi' ni Legatia prevoliitain ad pedes paterneeoiiipexus invitat ad/idem. Innocente et \>idete

l'iscrizione incisa sulla

XI e Benedetto Xlll. Inoltre Clemeule IX non contento di udire tutti nel tribunale della penitenza, per sentire fuori
ili

zo Xll fu

il

ebbe

all'abilit

padre de'poveri, e per tutti a segno che a niuno sep-

esso

le

persone di qualsiasi condizione,


prestava tanto

pe negare amorevole udienza nel hmeili d'ogni settimana, al dire di JNovaes; ma da preferirsi
mese.
la

assegn due giorni d'ogni settimana per


le

testimonianza di mg."^ Ruf-

pubbliche udienze; e

si

fo, col (juale di

sopra

dissi

dae

volte al

alacremente per soddisfare quanti le domandavano, che un giorno dopo essersi


trattenuto per molte ore in questo paziente esercizio,rilirandosi alle

Con

notificazione pubblicata nel


il

1692 dichiar
aver
ti

Papa, che sapendo noa

tutti la possibilit di sostener le li-

sue camere ud\


di

un povero uon^o che lagna vasi


sere stato ascoltato
,

non

es-

e questo bast per

andare da'giudici, egli avrebbe sentichiunque d'ogni condizione all'udienluned non impediti da conza, in tutti
e to
i

tornare indietro, mettersi di nuovo a se-

cistoro o da altra funzione.

dere e

sentii io

ad udienza con
la

somma

af-

udienza pubblica fu battuta


nella quale
si

la

Per questa medaglia


in trolato
i

fabilit,

onde reciproca fu

soddisfazio-

rappresenta

il

Papa

ne. Colle frequenti visite che faceva negli

no co'supplicanli
prelati as>istenli.

a'piedi, e

da un
et

grande sollievo recava agl'infermi, che con carit udiva. Malatosi gravemente , a letto fece concistoro e promozione di cardinali, fra'quali il maestro di carnei a mg.' Altieri, che gii successe col nome di Clemente X, secondo la sua predizione. Nel suo poutillcato avendo il nipote cardinal Palazzi- A lue ri imposta nuovagabella, senza eccettuare cardina,
i

Ospedali

Dice l'epigrafe: Bealus,


,

ani

idelligit
Il

super egenuni

paupe-

rum.

p.

Bonanni ne

fa la descrizione,

insieme

all'altra

nocenzo XII, che


la

medaglia esprimente Inin solenne udienza d

Croce a'missionari alunni del collegio Urbano, che invia nell'oriente alla proil

pagazione del vangelo. Dice


dell'altiero
linitz,

motto: An'

multiate Inter Gentes.Vev\e pretensioni

li

e gli air.basciatori, questi ultimi prin-

ambasciatore imperiale Marnel voi.

cipalmente
te.

ne gravarono ed inutilmenPercigli ambasciatori imperiale, franse

che riportai
l,p.

XXIX, p.iGg
3o2, erIl

(ma
rata:

la

citazione del voi.

II, p.

cese,

spaguuolo

veneto cercarono udien-

deve dire

3o3)ealtiove.

manl'ac-

za dal

Papa

e dal cardinale.

Non solo non

sueto IiMiucenzo Xll, che non negava

furono appagati,

vennero chiuse le porte del palazzo, onde insorse grave differenza, incolpando il cardinale il corpo
dijlumalicu d'abusuie delle frauchijjie, e

ma

cesso all'udienza al pi infimo povero,coQ

animo

forte

sempre

la rifiut

all'amba-

sciatjre,

che dov partire mortificato da

Roma,

senza ueppur conseguire l'udien-

c,o

U D

U D
colici (|U;iIo

za di CDiigeilo. Della

friciliti

didusiinieiile narrato da Cancellieri, i pre-

CleaienleXi aiiirnetleva all'udicaiz;!, an;lie pubblica, gi ne ragionai, senlencio volentieri


Ijielli,

dicanti luterani del seguito iiitiinorili di

sua prubaliile conversione, linsero essere succeduti de'lorbidi nel legno per disviarlo dal viaggio di

parlicolarmenle

pi

al)-

verso de'quali ninno lo super in

Roma, ove

il

car-

nlFahilil e |)ronlez7.a, talvolta

protraen-

dinal Grimiini d'ordine di


gli

Clemente XI,

dosi l'udienze pnbbliclie oltre la consueta ora del

avea preparalo maguiljco alloggio nel


tle

suo desinare,

i'er

tenere in sog-

palazzo ora

Corsini alla Lungara; di

gezione

suoi ministri era solito dire: Esil

sere dovere d'un principe

sapere lulto,

che reslanco amareggialo Clemente Xi, che avea concepito furli speranze di guadagnarlo
sl'elfel lo

lua non praticare ogni cosa, (acendone


liso

alla vera Chiesa,

avendo a que-

opportuno

alle circostanze.

Cleaienvizio era

ordina lo, non solo quanto stima-

le

XI

era dolalo di tanta ilolcezza, che se

va necessario per allettamenlo leui[)orale

inai per

non

lasciar

impunito
si

il

d'un

re,

ma

anco per consolazione

spiri-

costretto a riprendere pialctnio, lo face-

tuale d'un cattolico.

Dopo avere

il

l^apa

va sempre d'un tuono


re; e

poco
il

iin[)eri<)so,

inviato a inchinarlo in
nipoti
,

Bologna due suoi

cbe ben dava a conoscere

suo dispiace-

col regalo di diversi libri e carte

mar

per sovente accadeva di fare richiaquelli che gi avea congetlalo dopo

geografiche, lasciale da Cristina regina di


Svezia, perch se ne dilettava a>s<u, onde
i

averli ripresi, per farli convincere,


J'allabile

con

nipoti

ebbero dal

re in

donativo gioie e
il

nuova accoglienza, che nel suo cuore non gli restava amarezza alcuna
ili

altre galiiiilerie;si rec ad os-^ervare

sudfe-

detto palazzo, e ordino giuochi, balli e


stini

contro
iure

loro. 'er

questa naturale sua

per Irallenerlo nel soggiorno

dolcezza nelle udienze, sapeva ben egli u-

maestoso contegno d'un principe amabile, una grazia insinuante nei suo
al

conveisare, che lo rendeva sempre pi

ma. Al qual ellello molta [>ouipa tutte le feste de'saiili che correvano nel tempo di Ha sua dimora; e si andavano anche accordando col cere,

Rodoveano fusi con


in

caro a

tutti,

gli

maiicavaiio all'occasio-

iBoniale

le

altre cose [li

dillicili

per

il

ne (pieMetli arguti, che autenticavano il suo g ali talento. La ficilil di Cleaiente XI Dell'ascoltar tutti ebbe per conseguenza,

trattamento che dovea daisegh dal Fapa


eda'cardiuali. Anzi che fu richiesto
il

vo-

tu di molti virtuosi, e fra gli altri se


ville

ne

J|

come

in altri pontificati,

che

inagi-

sliati
si

tanto di

Roma

che delle proviiice

contenessero uell'eserciziude'propri misenza riguardo a'privali motivi,


al

iisteii,e

che sempre sogliono nuocere

pubblico

uno molto erudito del ceseuate Gio. Battista Braschi vescovo di S(7rsi'na, in cui mostrava, che il Papa poteva ammettere il re al Bacio del piede (in diversi luoghi dissi che fecero tale omaggio saraceni, turchi e altri infedeli, eretici e sci-

bene, rendessero giustizia a lutti; e cosi

non aveano luogo u clamori, u malcontento, pronto essendo


il

smatici), e dargli

anche

la

Benedizione di-I

rimedio ap-

Sommo Ponte/ec[tns\ ipi.dearlicolo raininenlai quelle date da Benedetto

pena il l'apa ne venivaiiicog .i/.ioiie. Feci cenno a Danimarca che l'acattolico re l'edcrico IV avea divisalo da Venezia e
lologiia recarsi

XIV

due personaggi luterani, e da l'io VU ad un agguardevole protestanle). In che peI

neh 708
Nvlizic

Roma,

deb

r non veniva seguitato dagli altri, ben

l'crudilisMine

clie

ne pubblic

che

le

prove da

essoilt-ilolte

erano erudi-

Cancellieri. Di queste arroge per questo

te e forti".

Era

allora piefctlo delle cere-

arlicolo che io (pji riferisca. Inclinando

il

monie

[lonlilicie

re per

la

sua piet alla religione cattoli-

iie'primi di lebbraio

mg. CaiidiiloCassina,che 1709 daClemente X t


tepersi uella ve*

ca, e perplesso sull'cteruu sua salute, pel

cuusultalu sul

modo da

ud
nntnin Roma di FetleiicoIV, scrisse a lui quanto ripoilnne'suoi pieziosiD/V7/7inss.,
cln'quali l'estraggo e ora pitbblico,coii alse a pigione per
di

UDI
di

yl

3 mesi. Di permissione

cuni indispensahili schiarimenti. Po///t'X mandavil nobis Caerem, Magistri.s , ut

Sua Santit fuiono a servirlo il conte Vasn cameriere d' onore di spada e ca[)pa e i'aolo Falconieri. Vide il concistoro stando dietro al Ixtncode'card inali

videremus quid agcnduin sii siforte Rex Daniae Vcneliis mine commornns Roam i'enirct, ut fcrtiir. Slatini a prandio liane adnolationeni confcci,et mane set/uenti Ill.mo Pracfcelo Cubiculi Iransmisi, (/ai Ulani SanelilatisSuae ab tuli t.

preti,

come pine

vide tutte
:

le

funzioni
li

della

medesima Santit Sua

cos vide

palazzi e giardini [)onlificii, ov' ebbe


solili riiifieschi.

li

Fu

regalato

volle con

gran magnificenza
li,

di diversi ccnnmestibilui

che Nostro Signore, senza essere


gli

no-

Non
nuti in

si

rilrova ojemoria che sieno vere infedeh, bens pi vol-

minalo,
ti

Roma

signori,

mandare col mezzo di detl'arti 28 aprile soddisfattisfece


li

te anibascialori,

conte del giaii (ureo,


(pnlev.i

li

simo

pe' tanti onori ricevuti.

Il

principe
di

i4 marzo i48c)

aggiungeie
il

clie

Carlo secondogenito di detto re

Dani-

\i risiedeva a (iiifll'epoca

fratello ed e-

marca

vetiiiea
al

lioma

li

20 ottobre 1698,
in piazza di

rnulo al Irono dello stesso gran turcu Ci-

ed alloggi

Monte d'oro

Gein o Ziziin); del Prete Gianni {r'.),\\ 28 gennaio 53o; del granduca di Moscovia o/i^.s.s/V/, li 26 febbraio 58 I, i3 setlendire 1382 ei8 agosto jGyS; del re del Giajpone, li 11 tniirzo i585; del redi Persia, li 5 aprile 1601, 23 agosto 1609, e 11 luglio 1622; del le
jazet
li
,

cio

Spagna jSolto nome di con te del Noid. Sua Santit ordin all'ambasciatore di Malta
che
assistesse al dello principe,
le

con

fargli

vedere
to

cose pi ragguardevoli di

Ro-

nia,coinc fece con tutta attenzione per tutil

leinpo che

si

ferm
il
i

in R.oina.

Sua

Santit per mezzo di detto ambasciatore


feccia
versi
I. "volta

diCongoo BassaGiiinea,a'g uiaggio 648


1

legalare

principe con dijiorlate, e lo reil

Ubbidienza, J edi, a l^aolo \^ nel i6o8,ed il p.Oonannici diede la medaglia perci coniala, esprimente il Papa col
(anche e
di

commestibili d'i

gal diverse altre volle; e

dopoch era
e

stato a Napoli, parli

24 novembre, daRoma,
l'ambasciato-se

triregno sedente in trono, in atto di be-

mand

il

conte d'Alfelt suo maggiordoe ringraziare

nedire

il

prostralo oratore, e col mollo:


del re di

nioa compiile

Et Congii agnoscit Pastoremjj

re de'favori fatti al principe (cio a

sles-

Siam, li 20 dicembre i688. Sono bene stati ammessi all'udienza alcuni principi
eretici,

so) per parte diSuaSaiititjCon termini ob-

bligantissimi ed espressioni d'inlinito


spetto estima verso la Santit Sua.

ri-

facendo
il

le

3 solile genuflessioni e

baciando
naio 1687.

piede a

Sua Santit
li

cos sei

do
ca,

adesj o,non principe

ma

re di

VenenDanimar-

gu del principe di BrunsAvick

l'i

gen-

quando paresse

a V<jslra Sanlil, sa-

Ma
il

per

23 aprile 1690 non


genu-

rebbe bene l'ordinare a'governalori l'andargli incontro,


l'fjirrirgli

fu ricevuto

primogenito del duca d'Ol-

l'alloggio e rega-

sazia perch ricusava di fare le 3


flessioni. 11

larlo, ed ordinare che sia servito con 0-

principe Cristiano Federico

gni esattezza e ponlualil per dove passer.

primogenito del re diDanimarca(Crislieriio V) venne a Pionja sullo nome di conte di

Non convenendo che


gli faccia

in

Roma

Vostra

Santit

dimosliazione alcuna,

Canenbergh

(era bens gi stato io

massime
duca
cipe,

di quelle diesi

fanno a're,per esOspizio, che

Italia incognito e col

nome
tal

di conte d'Olil

sere eretico: potrebbe per ordinare al


di l'oli

dendjourg, secondo Cancellieri, per non


fa

quale

maestro del

s.

parola di

sua venula in

gi lo visit (|aamlo venne a


il

Roma
il

prinser-

lioma), ed alleggi nel piccolo palazzo di

quale

gli restitu la visita,

Carbognauo

in piazza di 5ciarra clieprc-

virlo di continuo e rei-ahulo con

modo

93
|iLi

ud
particolaie".

UD
nel diarisla con1

Leggo

pevoii ecclesiastici invece delle

prigioni

teinporaueo Cecconi, che ne! 1 7


c
in

si

rein-

ordinarie

istitu

l'ergastolo di

CorncLo.

Uoma
il

vi si

trattenne un

tempo

cognito,
sia, e

pritnogenilo del czar di Rus-

za,

Di troppa buona fetle e privo d'esperienl'u assai ingannato da indegni e avidi


miuistrj

d'ordine d^ Clemenle

XI

fu servi-

che

alla gloria e

decoro del prin-

1721 successe a Clemente XI, Fapa Innocenzo Xl di casa Conti de'ducUi di Poli romano. Con tutti mantenne un portamento grave e
maestoso, volendo rialzar
Papi,
la

to da unode'siioi nipoti. Nel

cipe anteposero l'arricchire con


leciti.

modi

il-

Clemente XII
gli
i

restitu alla nobilt

romana
tolti

udlzi delle lancie spezzate, e

ripristin

carnei ieri di spada e cappa

maest del

dal predecessore Benedetto XIII; ed


della settimana per dai*

principato, al dire del Novaes biografo dei


cli'egli

ai

conservatori di R^oma stabil regolar-

credeva un poi:o abbattuta


suo predecessore.
INoJi

mente un giorno
li

dall'aif<d)ilil de!

loro udienza. Regn quasi io anni,de'quacirca 8 cieco,

permise ad alcuno, fuorch a'cardinali e


ainjjascialori,

ma sempre

discretamen-

che avanti
si

al

Papa siedono,

te rigido

co'delinquenti, liberale co'biso-

che nella

i."

udienza

alzasse da ginoc-

gnosi, clemente cogli umili, e facile nell'ascollare

chioni. Ne'coraplimeuti di congratulazio-

ne rispondeva con
cora di confidenza.

seriet, a quegli

anla

in ciascun luned a chi la


gli altri
la

Non

gli

mancava
la

ad udienza. Questa l'assegn bramava, e negiorni dopo sbrigati gli affari del(luatito trovava

modestia e

l'uaiilt,

ma

slimava

ua-

Chiesa e dello stato: nell'udienze non


giusto. Si

gnilcenza dei suo carattere, per cui niu-

sapeva negare

no meglio

di lui

seppe conservare

la

di-

ammir

il

dotto Benedetto

XIV,

costan-

gnit pontificia.

Con poche

pai-ole e gra-

vi, senza mai alterarsi, con prudenza rispondeva nell'udienze, e felicementesbri gava qualunque affare. Nel 1728 ebbe a successore Benedetto XIII, che fu la man-

temente allabile nell'udienze, d'ameoissima conversazione, prontodi argiite,senlenziose e spiritose risposte; dolce nell'ascollare, e

manieroso uell'insegnare, nel

sueludine personificata , volendo vivere con troppa semplicit, fare spesso gli uffizi del vescovo e vestire l'abito del suo
antico ordine domenicano, al cui generale

comandare e nell'esortare. Venuto in Roma Clemente Augusto di Baviera, come


ElctLorc e arcivescovo di Colonia, recatosi all'uilienza di

Benedetto XIV, assun-

se [)rima Tabi lo rosso,

compresa

la

moz-

permetteva

gli

baciasse la
la

mano, per

zelta, nelle stanze del cardinal segretario


di slato
,

poi baciargli esso

sua, riconoscendolo
e col

intli

accolto colle maggiori di-

sempre per superiore,


accett
fece
il

suo consenso

mostrazioni di stima e d'amore. Nel d se-

pontificato. Ne' primi 3 giorni

guente

il

pro-maggiordomo,

in

nomedel commila

sempre orazione e non die alcuna udienza. Regol poi le ordinarie udienze, il luned per la prelatura, il marted pei'
gli ecclesiastici,
il il

Papa,

gli

inaudda'palahenieri, pel mae-

stro di casa di palazzo,


mestibili,

48

portate di

ricevendo

dall' elettore tal

mercoled pe'religiosi,
il

uisiro palatino

una scatola d'oro, oltre

venerd [c'secolari, e

sabato per quei

mancia

palafrenieri.

E
1

qui dir d'aver

che chiamava. Veneratore della dignit


episcopide e sacerdotale, nell'udienze fa-

ceva seilere
tulli
i

in lui

banco come

cardinali,

notalo ne'vol.XLII, p. 52, e LVI, p. 76, che nel 1844 lecandosidal suo fortissimo propugnatore Gregorio XVI,l'arcivesco-i

vescovi, e nel |jonlificale della co-

ronazione nelle UbhitUciizc d'adorazio-

vodi Colonia mg.' Droste, V .lUtiuisio di Gcrnuiita, si port all'udienza con abi-j
to
la

ne

volle che baciassero

il

solo ginocchio.

paonazzo e mozzetto, essendo cessata!


dignit elettorale. A Benedetto

Kon

permise mai che


gli

sacerdoti nell'u-

XIV]
lui-

dieuze

parlassero genuflessi, e pe'col-

successe

Clemcnlc XUl degnamente,

ud
l'abile

UD
donde
usci tantosto,

93

per insigni virt, che rncchiuieva

l'aureo suo animo, mentre l'esterno del

corpo era alquanto difettoso. Piacque Leone XII cav. Arlaud (che defunto celebrai con pi fi anall'egregio storico di

recando sopra una sottocoppa un rosario, da cui pendeva una medaglia d'oro, che present al Santo Padre.
Il

Pontefice

lo

prese in

mano,

me
sua

lo poise in

dono.

INel riceverlo dalla

ca espansione nel voi.


di riportare nel
t.

LXVIl,

p.

179),

mano,
ridere

io osai baciarla:
il

quest'alto fece sor-

2, cap, 9.6 della

Sto-

Pontefice e

le

persone che

lo at-

ria,

il

seguente brano del l iag^io d'Istorico arguto e filosofo di spi*

torniavano. Appena uscito


tesse essere

di l, chiesi al

talia di Dnclos (Carlo Frinau bretone di

prelato che mi accompagnava qual poil

Dinant,

motivo

di qne'sorrisi.

Egli

che quale storiografo di Francia successe a Voltaire! Fu citato sovente il suo detto sugli uomini potenti che non amano letrito, di libero e franco parlare,
i

mi

disse, innanzi a tutti gli nlliciali del-

l'anticamera, che mi era arrogato un privilegio riservato a'cardinali, ch'essi solo

ponno baciar

le

mani

del Papa.

temono come ladri temono le lanterne). Mi portai all'udienza di Clemente XIII, e dopo avere secondo l'eticlietta, deposto cappello e spaterati:

Eglino

ci

to cardinalizio era divenuto


to d' innocente piacenleria".

Il mio atun subbia-

Il

glorioso

Pio VI, per confessione degli roici, si mostr sempre con


perante:
ne.
la

stessi suoi rie-

tutti

umano,

da

venni introdotto da mg.' Borghese

accessibile nelle udienze, laborioso e tem-

prelato domestico di

Sua Santit
la

(arcive-

sua alfabilit a

tutti fu

comu-

scovo di Teodosia e maestro di cameni).


Feci
le

Non

v'era forasliere alcuno, eh' egli


alla sua presenza, nella

3 genuflessioni, baciai
3.';
il

mano

del

non ammettesse
ri

Pontefice alla

Pontefice tosto

rial....

quale restava ognuno sorpreso de'suoi ratalenti, e dellegraziose accoglienze,

zorami, e

la

conversazione cominci
gli

con

Far qui

osservare, ch'io

parlai pri-

iTiameiitein italiano;

ma megliocompren-

deiidolodi quello che lo parli,quandolor-

navami pi comodo adopera va la mia lingua natia, e per permettermi ci, dissi al Pontefice - So che Vostra Santit cono:

che ricevea tulli. L'incisore inglese Marchant che due volte si port dal Papa per meglio riusciie nel fargli il ritratto, lo trov colle pi dolci maniere, dicendo,

gli

Pio VI: Quanto


il

facile

ad un pillouti-

re

copiare
!

al

naturale l'immagine dei

il francese, ed io spero che trover giusto che il segretario dell'accademia francese parli qualche volta

sce peifeltamenle

suoi simili
le

Ma

quanto meglio e pi
1

sarebbe, ch'egli potesse


il

icopiare

il

lo-

ro cuore! Seguitate

vostro lavoro,

che

la

propria lingua.
-

- S,

mi

rispose egli pa-

niente m'incomoda, quantunque mi pre-

catamente.
lingua. Egli

Io

mi

servii

pertanto indif,

me

pi

il

nome, the

il

mio

liirallo.

Que-

ferentemente or

dell'

una

or

dell' altra

sta sua adabilil era

veramente sincera,
alfello,

mi avea gi data uii'udiengli dissi: -

come ingenuo
ilei

era egli nella spiegazione

za di una mezz'ora; epper

San-

suo cuore e del suo

per cui

to Padre

per non abusare della bont

l'imperatore filosofo Giuseppe

li,

che

il

di Vostra Santit, io

prender congedo (osserva l'Artaud, Duclos qui piese un

conobbe interamente,

lo die hiar d'otti-

mo cuore. Quandoera
no
forse seppe

d'uopo per, nin-

grande abbaglio; n dal Santo Padre, n da're si prende congedo: sono essi quelli che in qualche modo accennano essere l'udienza finita) ma la supplicher dapprima di concedermi la [laleiua di lei benedizione. - Aspelli - , e dato seguo ad un
:

tare la

come Pio VI rappresenmaest del romano Pontefice e la


Il

sublimit del suo grado.

perch

si

rese

venerabile sin cogli


ti,

eretici e gli spirili for-

da'quali riscosse giustamente nell'uin-

dienze ammirazione e compunzione


sol ita.

pielao, quesli entr nel suo gabinetto,

Di buon animo e con buona gi-

94
zia nelle
ni anele,
i

tJ

II

medesime ascolinva
ricorsi ei

fnlte le do-

comandante,

il

quale pronunzi un

coiti-

reclami tie'suoi middili.

plimenlo rispettoso. Pio VII ringiazie


poi disse: Bella, bella giovent. Certamente

L'encomialo A rtaud nella sua bella iSVo/vVz di Pio ITT, 1. 1, cap. 26, racconta un episodio dell'udienza accordata agli
della
olTi7ali

riceveranno con piacere alcuni rosari


sue mani preso un involto pieno
li

per portarli alle loro m;ulri e sorelle, lu'


di colle

marina francese,

clic in

nome deli."
dono
al

console Napoleone portarono in


Piipa
i

di rosari,

distribu a'francesi a

misura

due brcks
nomati
s.

di

guerra

desliiiati a

che
voce
cesi

gli si

presentavano. Poscia parl con

prf.teggere ilcoumercio pontificio,! quali

l'iirono

Pietro e
di

s.

Paolo. L'Ar-

laud stesso segretario

Cacault ministro

di Francia indisposto, scrisse a mg.'

O-

pili alla, lochmdo il coraggio de' franmostrato in tante battaglie, e vant propoi con un alletto del lutto tenero, gressi scientifici de'marinai che conducoi

dcscalchi maestro di camera, d'implorare da Pio VII l'onore di presentai-gli lo

no e proteggono

n)issionari nell'Indie.

Dipoi a mezza voce disse all'Artaud: Fa-

be

maggiore di tali equipaggi, e n'ebdie li riceverebbe con molto piacere. Uecatosi l'Artatid al Quirinastillo

in risposta

remo scrivere in favore di questo prode comandante, perch abbia uu avanzamenlo; e vi diremo ancora una cosa che
ci

le cogli
ti

uOziali, essendosi loro uniti lutiidlzi a

gl'impiegati de' diversi

bordo,
nel-

za vuole
sti

sommamente grata. Il conte di Souun giorno a pranzo lutti que-

comparvero quasi un
le

esercito.

Giunto

signori: sar nostra cura di ringrazia-

stanze pontificie, fece


i

e
te

cappelli a tutti,
;

depone le spade tranne al comandan-

re assai questo ambasciatore di Portogallo.

Lo

stato

maggiore
ali.

si

rilii nell'orilme
il

Dornaldegny ma trov clie il prelato, credendo egli di venire in tempo, erasi


dimenticato farne avvertito chi ne faceva
le veci,
te.
il

prescritto dall' introduttore, ed


portossi quasi sino
I

Pap;t

porta, e con

ambe-

due

le

mani
il

li

accomiat salutandoli nel

quale stup vedendo tanta gen-

modo

pi cortese.

Sempre

grazioso e

Tuttavia questi cortesementedisse, die

divoloa'Papi rArtaud,nelht citata Storia

il Papa ne sarebbe soddisfatto.' indi spieg a'francesi come bisognava entrare, come uscire, e molto bene gli ammaestr

di Leone XTf, narrando l'udieuzeche da


lui

ricevea

come t.''segrelariod'ainba<cia-

ta di

Carlo

redi Francia, riferisce che

in

questo genere

di

luaiiovra.

Ho

inleso,

(piel

Papa

nelle

medesime udienze: Alle

sclama un giovinetto provenzale, ch'era


fra gli aspiranti:

parole di congedo, abbnudoiialo ad


Iratloil linguaggio olllciale,
in
re,

un

come

alla

guerra -semle

che

fa

parlare

pre innanzi e senza mai voltar

spalle

plurale alla prima persona del singola-

anche
di

nel ritirarsi". L'introduttore, ch'e-

per esprimersi meco con maggior

fa-

ra ancora

un poco
il

fuori di se, dimentic

migliarit e tenerezza, aggiunse: Addio,


so che voi

pievenirne
solo Artaud.

i'apa, e fianco aperta la

mi amale.
il

Il

Santo Padre nel


le

porta del gabinetto pontificio, annunzi


il

congedarsi congiunge sempre


ni.

sue

mae la

Il

Papa

era sedente scri-

E questo

suo

saliilo ordinario,

vendo, e rest colpito

di sorpresa di ve-

sua benedizione di societ. Approfiltan

dere invece d'uno tanti uniformi stranieri che a un tratto riempirono la camera,

do d'un
s

privilegio,

sono attribuito, ho preso


congiunte e
le

che pi vcdte gi mi le sue mani co-

con aumento di sbalordimento, per sembrare un' invasione. Allora 1' Artaud ri-

ho baciale; quuidi, men-

tre ritiravamicol cereinoniale usato,ch'

cord

l'ufizio fatto

con mg,' maestro

di

di
al
Il

camera
alz,

e In risposta.
il

Ma

tanti

replic
si
il

pacatan^cnle

Papa. Ripiesn

spirito,

ondare indietro, senza voltar le spalle Santo Padre, questi mi disse ancora re avr ricevuto nostri conqtlimcnii ...
j
i

ed appoggiato all'Artaud, salut

Del resto

io

non

saprei se. (piando dalla

ud
pi squisita ddicalezzo d'un
tissimo dire: lo so clie voi

UD
Popa ci senmi amale, pil

r,-;

dosi didi'.inticaniefa nerbile di entrare

:i

baciare

il

piede

al

Pontefice, sempre

ci

ac-

Irebbesi evitare
si

il

pericolo d'avventurarfilosofo lu-

coglieva festivo, sempre usciva in grati discorsi,

all'alto cnrdinnliziOjdi cui

n mai

si

ud ripetere cosa gi di

clos diede

nn pseinpio
I!

nel

^T)? con Cle-

lui detta.

((nell'ultima volta in rbe ebI

mente Xlil".

di. conte

Friucesco Fa-

bi-Montani (ora preUito),gi ranierieredi


c nel 1846

bi colaleo)()ie(moi dopo 7 giorni), piacevolmente interrogandomi, siccomu so-

spada e cappa di Gregorio XVI, pnbbliin Roma: Notizie istoriche

leva, intorno a' miei studi ecclesiastici, e


rispostogli sci'iver io sul visitatore apostolico

di Gregorio XVI P. M. di santa mewrifU Testimonio egli ocniare scrisse a p. 3o. j) Mai non mancava alle s conti-

spedito da Clemente

XIU

nella

Cor-

nne

cappelle.
le

Sembrava

ch'egli colla sua

morto vescovo di Todi, del quale pubblic VElnqio storico)^ piacquesi declamare un latino e[)igramma
sica (mg."^ Slriizieri

maest
al cielo

riempisse, e

fjiiel

tenerissimo e
le

sui casi di

quella

Iravagliatissinia isola,
lui

inimitabile atto, con coi levando

mani

epigramma che da
quanto riguarda
le

udito in sua gioal

parca
la

ciie

appunto
,

ilal

cielo di-

vent lornavagli allora

pensiero". Di

staccasse

benedizione
perfino
gli

sorpiendeva e
i

udienze del regnanle

commoveva
li

eterodossi,

qua-

per ispontaneo movimento non poteafare a

Pio IX ne parlai ili sopra e in pi luoghi, massime dicendo de' sovrani e principi
reali

no
da

meno die non

si

prosti assero,

e non sentissero interno giubilo d'essere


s

gio.

d'a-nbo sessi che "li fecero oinasjEssendo contemporaneo il resto deli

caro e santo vecchio benedetti, co-

l'analoghe notizie e

ovunque

conosciute,

me

narrasi accaduto nel pontificato deltale

non
lo

mestieri esporle in questo luogo. So-

l'immoi

Benedetto X!V. La rpiale coi

firn menzione di alcuni recenti ricevi-

sa eziandio

avveniva a coloro,

quali

am-

menti, cominciando dal ricevimento del

messi a particolare udien/a, uscivano poi

regnante

d. Pietro

Vie

di Portogallo e del
to,
il

magnificando
del

la

bont
stessi

e la piacevolezza
p.

suo fratello d. Luigi duca il'Opoi

di

romano
reali

Pontefice". Indi a

3H

e 3c)

soggiunge. Gli
|)

monarchi

e princidissi, vi-

pi potendosi leggere ne'n." u^t e i4o del Giornale, di Roma del i85t. A.' ?.6

che

di frequente,

come

giugno di

tale

anno

il

ree

il

luca

approda-

dca'suoi piedi, paitirousi mai sempre iu-

ramoiali

di Im.

Coloro poi che per [uib-

rono a Civitavecchia, e immediatamente vennero coiuplimentati a bordo a nome


del

blicbe e privale incumbeuze avevano a


trattare con esso lui, ne

Papa da mg.' Borromeo A rese mae-

anunirarono
,

o-

slro di camera. Nella sera seguente giunti

gnora que' modi dolci e piacevoli non sempre costanti in chi di continuo agitata la mente da gravissime cure non le vede sempre riuscire a suo meglio. Sapea trai*
pallilo dalle cose pi piccole, e tornava
;

in

Roma

alla

locanda d'Inghilterra,

il

prelato torn a com[)linieiitarli, nella matlina appresso ficenilf)lo

pure

il

cardinal

con piacere a parlare assai spesso dello sua congregazione (camaldolese), de'discopofatti, e segnatamente matematiche nt-lle quali fu valentissimo, avendone ferme nella memoria le
li

mezzod duca si recarono col loro nobile seguito al Vaticano per ossequiare Sua Santit, llicevuli a pie dellR scale da mg.''
Antoiielli segretario distalo. A re e
il

il

avuti, degli sludi

nelle

pi astruse e sublimi dimostrazioni. Della

conversare
quente.

quale sua ritentiva e piacevolezza di fui ancor io testimone fre-

Medici maggiordomo e da diverse personedeiranlicamera [loiitillcia, vennero da mg.' Borromeo introdotti presso il Sauto Padre, che mosse ad incontrarli sulla soglia del suo g ibinctto, e si trattenne con loro a particolare colloquio, esprimendo

Imperocch

nel sabato costuaon-

alta sua

compiacenza nel

vederli. Indi

96
furono prrsenfali
visita

ud
ni

UD
{islinli

P.ipal

perso-

sua rappresentanza. Kecossl indi


silica

alla

bareter-

naggi del seguito, e nel partire onorarono


(li
il
il

Vaticana a venerare
alla

le insigni

cardinal Anlonelli. A'a luglio

liquie de'ss. Pietro e Paolo, e pose

Papa

si

port a far

visita al re,

incon-

mine

ceremonia

colle altre formali-

tralo nel discender dalla carrozza dalle

t, solite praticarsi iu simili atti solenni.

persone del regio seguito, e tosto prescntossi a riceverlo Sua Maest unitamente
al fratello duca d'Oporto, da'quali venne introdotto ne'Ioro appartamenti. Sua

Si legge ne'n.''
(li

28

286

del

Giornale

i856. Domenica 7 dicembre dopo mezzod la regina M.'^ Cristina


del
di Spagna recossi al palazzo del Vaticano per complimentare il Papa Pio IX. Ricevuta nel discendere di carrozza da mg.' Borromeo Arese maggiordomo, venne introdotta negli appartamenti ponlificii, e da rag.' Pacca maestro di came-

Roma

Santit

si

trattenne a lungo co'due peralla

sonaggi augusti, e dipoi torn

sua re-

sidenza. Ivi nella sera recarotisi dal Pa-

pa per
si

la visita di

commiato,

ricevuti e

infiodotti

come

nella venuta.

Dopo esser-

trattenuti a lungo in particolare udien-

ra annimziala al Papa, che

la
i

ricev in

za, accolli con sensi di vera consolazione,

particolare udienza con tulli

riguardi

passarono

a visitare

musei illuminati,
duchessa
di

in-

dovuti

all'

augusta
la

di

lei

persona.

Dopo
al

sieme
le.

a'reali

duca

Nel d seguente

il

re e

il

Brabauduca riparti-

lunga udienza,

regina present

Pa-

pa

personaggi del suo seguito, e collo

rono per Civitavecchia, preceduti, come


nell'arrivo

stesso ceremoniale

venne accompagnata

inKoma,dal

principe Massi-

fino alla propria carrozza, facendo ritor-

mo

soprintendente generale delle Poste.


il

no

alla

sua residenza nel palazzo vSlop-

Pontifcie (V.). Riferisce


1

Giornale di

pani, ora Vidoni. Indi in questo sabato

Jonia de'20 ottobre 856, che fino da'

20 maggio

il

conte di Colloredo di

Walimin prile let-

i3 dicembre il Papa si rec a mezzod, accompagnato dalla sua nobile antica-

see ambasciatore straordinario dell'

mera, per restituire

la visita alla

regina.
il

peratore d'Austria, ebbe 1' onore vata udienza di presentare al Popa

Appena smontato

dalla carrozza,

Pa-

tere del suo sovrano che lo accreditava-

pa trov la regina, la quale circondata da tulio il numeroso suo seguito era discesa ad incontrarlo fino a'piedi delle scale. Accompagnalo nella sala del trono, il Papa si trattenne colla regina e cogli al-

no

in tale distinta qualil presso la

s.

Se-

20 ottobi e, lo stesso ambasciatore accompagnato da tutde. Nella mattina poi de'


ti
si
i

rnen)bri deli' ambasciata, a mezzod

tri

illustri
;

personaggi, che facevano co-

port con nobile treno e in gran forma

rona

indi

ammetlendo

al

bacio del pie-

puliblica al palazzo Quirinale, ove osse-

quiato a piedi delle scale da un ceremoiiiere pontifcio, veiuie

introdotto negli
lo
le

appartamenti del Papa Pio IX, che


ricev in solenne udienza cogli onori e

formalit che sogliono compiersi in


cio iu doppio

tali

de non solo il nobile seguilo della reginn, ma anco qualche famigliare, part benedicendo lutti. La regina quantunque pregala a rimanere ne'suoi appartamenti, volle accompagnare in fondo alle scale il Papa, che fece direttamente ritorno
al

circostanze (come l'anticamera doppia,

Vationnn.

numero

cubicidaii
ie

che

VD\'^E

(Utinc. Citt con residen-

sogliono assistere alle ordinai

udienze).

za arcivescovile, ca[)olnogo della provin-

Dopo

l'udienza formale, l'audascialore,

seui|)re

accompagnalo

dal peisonale del-

l'ambasciata, pass a visitare il carflinal Anlonelli segretario di stato, da cui fu ri-

regno Lombardo- PeAvendo ragionalo dei principali ducati Longobardi d' fl(dia^ in diversi
cia del Friuli nel

reto.

luoghi promisi di parlare


colo di quello del

in

questo artilaonde
l'

cevuto con

tulli gli

onori dovuti all'alta

Friuli^

e-

ud
sognilo innonzi
qiiiiiito
<li

UD
Japygia, parte della

97
Grecia, for-

descrivere in l)reve

Magna

rigiiardn Udine.il cui

nome, come

sua antica metropoli, viene poitnlo dalla provincia che abbraccia tutto l'antico
Friuli,
crresata
cn,
li

meno
i

la

parte
cio

piili
il

orientale ag-

nW lllii'ift.

Friuli Austriai

m.'it.i da una penisola, il cui istmo si estende da Tal auto sino a Rrindisi; chiamala pure Messapia, Peucelia, Salentina, e dicesi corrispondere a una porzione dell;i Faglia o della CaLibrin), si abbassano

ove sono

pi pingui terreni e

rudefor-

verso
bili.
I

il

u)are e sono facilmente supera-

dell'antica Aqiiileia,

neli8i5al!a
Il

primi che dall'oriente e dal settenl'Italia,

mazione del regno

Illirico, oltre

(jualche

trione vennero a popolare

pote-

jKutedel Friuli Veneto.

Friuli Austria-

eoe l'Istria Austriaca formano il governo di Luliann. La provincia d'Udine


la
[)ii

rono per col penetrarvi. Di l la via della Pannonia frequentata da'romani e


da'barbari: tra
pf)l aprirvi
il

le

goledell'Alpi l'arte sola

orientale e

la

pi vasta delle pr-

varco.
l,i

La

via

che per Giulio

vincie venete del regno


to.

Lombardo-VeneVeneto, e-

Gamico e
COSI detta

per

valledel

Moscardo mette
d<v

Comprende
1

l'antico Friuli

va nella Zelia o Zeglia, o Valle Giulia, fu

sclusi

territori! di

Monfaicone, Grado e

perch dicesi aperta

Giulio

Portogruaro.
Tirolo

circoscritta ai

nord dal

Cesare. Quella

meno

antica che per la

e lalla Carintia, all'est dal circo-

lo di Gorii.ia,al sud dal

mare Adriatico

edalla provincia di Venezia, airove>t dalle [roviiicie di

Treviso e di Belluno. La
n-

Pontebba metteva nelNorico,soloa'noslri d fassi agevole e bella. Era (luesta la regione degli antichi carni form parte di quella de" veneti, fu delta ancora Agro
;

popolazione ascende a circa 4oo,ooo


bitanti, divisa
ni.
I

Aquileiese dalla illustre metropoli A(piileia, di cui

inai

distretti e

182 comus.

pure ragioner; trasse da Ceil

distretti

sono: Udine capoluogo,

sare stesso

nome

di

Daniele, Spili mbergo, Maniago, Aviano,


Sacile,

parlai all'articolo Cividale,


lat e

Foro Giulio, di cui donde si diil

Pordenone,
s.

s.

Vito, Codroipn, Pal-

mantenne

fino a'd nostri


le altre
,

nome

ma,
nio,

Cividale,

Pietro, Faedis, Tricesi-

di Friuli: e

mentre

legioni eb-

zo, Rigolato e Paluzza.


situati nel paese detto

Gemona, Moggio, Tol mezzo, Ampez4 ultimi sono


I

Carnia o regionedei

bero il titolo di Provincie di Marca, di Contea, di Ducato questa serb ([uello cio regione del Friuli, in di Patria
, ,

Carni. Questa vasta pianura, che chiamasi

questa bella pianin-a de'carni, innanzi


la
,
i

al-

Friuli, resa pi bella

da

vari

amenis-

sinii colli,

acceichiata dall'Alpi Noriche,


e Giulie, apresi in fortia di teail

Carniche
la

tro inclinato verso

mare.

Il

Timavo

Livenza

la

terminano, l'uno all'oriente

galli dominazione romana aveano d'oltremonte piantata una loro colonia e una loro citt. La romana repubblica, i85 anni prima dell'era nostra, vi condusse una colonia latina. Aquileia, Foro

l'altra all'occidente. Il

Tagliamento e
fiumi e torrenti
api altro acces-

Giulio o Cividale, Giulio


^//o,

Gamico oZvestigi della ro-

r Isonzo con molli


injpetuosi,
il

altri

conservano ancora
grandezza, sotto
gli
i

la

solcano. Chiusa tra'montie


vi

mana
gli

le

rovine che rana^

n>are,

la

natura non

mentano
avari,
vi

unni,

gli

eruli,gli ostrogoti,
gli scia-

so jibeio, fuorch dalla partedella Livenza. Dalla parte del

quadi, iinarcomanni,
ungheri,
i

Timavo da

quella del

sia vi, gli

turchi.

Dopo il
fu

tra-

Carso, antica Japidia (porzione del regno Illirico, fra la contea di Gorizia e il territorio di Trieste, sulla costa Adriatica,

montodella romana monarchia,

gover-

nata da'goti, da' longobardi, da'franchi, dagli alemanni. Calato in flalia (/'.) Al-

composto d'una catena

di

montagne,

ra-

mo dell'Alpi
te

Giulie, con precipizi e grotsi

boino co'suoi Longobardi {^V.), se neirapadron e se ne fece coronare re dopo


,

famose.

Non

deve confondere colla

aver vinto

interamente sconfitto
7

gepi-

VOL. LXXXII.

^8
di,

D
(i

ud
sue-

I
Le sue 4
fi~}^c

ed ucciso il ressnre di Ardarico


lichi

re loro

Cnnimondo

nienlo venne impalata.

gp[>idi ruroiio oii-

salvarono
foio

il

loro

pudore nierc un

sagri-

popoli della Saruiazia europea, del-

la nazione de'daci e de'geti, che alcuno longocrede un medesimo popolo che


i

capace da laccaprici iiire cliiiinf[ue ardiva di avvicinarle. Grasulfo 11 dalG i,


i

come
te,

fratello di Gisulfo,

tenne

il

ducalo

l)ardi,e forse

ebbero origine comune).


fonilaroiio
i

Fu

del Fritdi peri

o anni, dopo

la dilu

mor-

allora

che

si

famosi ducali
fu

tanto qtial tutore de'suoi nipoti, quan-

longobardij
Friidi,
i

uno de'quali
il

questo del

lo in suo proprio
in loro

nome. Nel 621 abdic


i

quali furono

[irimario fondaI

favore, con una generosit che


storia. Quindi niCaccone entrarono al posducato sovrano del Friuli ese
,

mento

del sistema feudale. Grasulfo

ni-

ha pochi esempi nella


poli

pote d'Alboino fu da questi crealo duca del Friuli lostoch se ne fece dal re il conquisto.
le sia

Taeone

ses'^o del

Fu

egli

il

."de'loiigoliardi

il

qua-

sendo ambedue ariani.

Fu

cosi
il

sii

ella la in

stato insignito di pieslo titolo sul-

loro unione che posseileiono

ducalo

l'esempio de'greci. Prelende Maffei, che


il Friuli formasse gi un ducato sotto la dominazionedi questi ultimi. Sia comun-

comune
62 t

senza
si

la

menoma

alterazione. Nel

eglino

fecero coscienza di riprisli-

que, Alboino aggiunse a pr


le

di

suo nipo-

nare nel trono Adaloaldo re de'longobardi e loro supremo signore, che n'era stato spogliato da Aiiovaldodi Lii cognato, Se non che la morie del . nel 626 rese vana ogni loro disposizione. Nel 635 d'accordo con Dagoberto redi Francia, essi penetrarono nel leriitorio degli sciavo1

quaiitogii rimaneva de'suoi antichi do1

udnii olliamonte. Grasulfo

si

mantenne
dei

termo ne'propri
suoi nemici.
sa

stati

contro

gli sforzi

comune

quelli

N meno diopera per la cauuno di che maggiormente contribuirono


della sua nazione, e fu

ni

o schiavoni,

li

prostrarono e

li

resero

ad estendere e rassodare l'impero de'Iongobardi in Italia, e mori nel 590 in avanzala eia. Gli successe
il

tributari de'Ioro ducati.

L'uno

e l'altro

per furono nell'anno stesso assassinali in

figlio Gisulfo, dal

Oderzo, per perfidia del patrizio Gregorio,

padre associalo
ki ucciso in
ri

al

governo,

ma

nel

611

governatore

di quella citt e dipoi e11.

una battaglia contro gli avao abari, quali aveano falla invasione
i

sarcadi Ravenna. Perci Grasulfo


la

per
si

morte de'nipoli Tasone


il

e Caccone,
,

nel Friuli. Si crede che dessa fu lai. "voila

ripigli
altri

ducato del Friuli


suoi

perch

gli

che

gli

avari

si

fecero vedere in Italia,

due

nipoti

non aveano

ancor.!

Gisulfo lasci

fig'''

Tasone

Caccone,

l'et sidliciente
|]

per governare. GiasulU

Rodoaldoe Grimoaldo,conallrettanlefglie,

mor'i nel

6:)i,enon pare nel66r coSigonio e Rossi. Gli suo-

quale, morto che fu il suo sposo, ripar con essi Foro Giulio, ed ivi venne assediata dal kan degli avari, volgarmente chiaavuti dalla moglie Romilda,
la

me pretendono
cesse

malo Cacano. Innamoratasi


servato dall'alto delle
frirela pace in

di

questo
lei

Agone, di cui s'ignora la derivazione, e mor nel 663. Del pari poco nota l'origine di Lupo. the gli successe nel du calo del Friuli. Nell'anno stesso Grimoai-

principe, giovane e ben fallo, da

os-

do

re de' longobardi, di lui cognato, gli

mura,

gli

fece of-

aflldla reggenza de'suoi stali menlrerecavasi in aiuto del proprio figlio assediato in

tala ro(ferta,il

un colla sua ilestra. Accetknn gi padrone di Foro


Romil-

Renevento.

Lupo mal

coi rispose al

Giulio, die sfogo alla sua crudelt, sac-

cheggi

il

paese, e fece prigioniera


co'figli

da insieme

primari cittadini,
del SUO tradi-

suo incarico, e minacciato al ritorno del monarca, gli si ribell.Griinoaldochenon volea armare longobardi contro se stcsi

principini presero per viaggio la fu-

si,

indusse

il

kan degli avari a

fargli ro-

ga, e

Romilda per prezzo

gioite del ribelle, l'eri

Lupo

nel

GG5 o

ud
6fi6 in

ud
del suo ducato. Questi lasci 3
^

.99
figli,

una lnltfi^ruicnnlroqne'ltaihnii,

Ratil

ilopn avelli viiili in 3 altri coinhaltimciiti.

chisio o Katchis, Ralkait e Astolfo, avuti

Kgli lasci

nefi icio, e

ritata

un figlio chiamato Waruna figlia Teodoracle gi macon Romoalilo duca di Heneven-

dalla virtuosissima moglie R^athberga:


i.e l'ultimo

divennero duchi del Friuli,


essersi fat-

indi re de' longobardi, e ne parlai in tanti

lo. iVel

6G6 venne

quindi investito del

luoghi,

qnanloa Ratchis per


di lfontc (T/j'v.smo.
le

linealo Vectai'i, d* illustre casato e lom-

to

monaco

quanto ad

sta

bardo di Vicenza. Egli ebbe ad antagoniWaniefrido figlio di Lupo. La controversia venne decisa colle armi, e Warnefi'ido mor in nna battaglia data al sno rivale. Paolo Diacono encomia la dolcezza del governo di Veclari, e celebra ansaggi tlie moltissimo il suo valore; ma die ne reca sembrano esagerali. Morto il duca nel 678, gli fii sostituito Laudari, di
i

Astolfo per
le cui

violenze fatte a'Fapi,e per

usurpazioni de'dominii della So-

vrait della s. iSede^ rest invece essa ampliata* Il primogenito Ratchisio ne!

737

fu investito

da Liulpmudo, dopo

la

destituzione del padie, de! ducalo del


Friuli. Egli

tro

Trasmondo

coadiuv quel monarca conII duca di Spoleto, ed a


trono di Lombardia nel

lui successe sul

cui s'ignora

quanto

visse. Il

successoreRo-

doaldo, spoglialo de'snoi

slati

da Ansfii-

do

noi

6q3,

ih ristabilito
il

nell'anno sfes-

so da Cuniberto
IVIa |)oi

Pio re de'Iongobardi.

^44- " fratello Astolfo nel 74^ non solamente gli succedette nel ducato del Fiiuli,n)a nel 749 nel regno longobardico. Il di Itti cognato Anselmo, marito
della sorella Giseltrude, fu surrogato nel

per punirlo della sua trascuratez-

za,

fii

dal re interdetto dalle sue funzioni

ducato
la

di Friuli.

Ma

nel

7'ti

l'amor del-

Per conseguenza egli chiam Adono o Aldone fialello del duca, ad essere il mnntenilore del Friuli. Secondo il Muratori,! due fratelli tnoiirono nel 694 altri dicono nel 6g5. Venne daCunibei'to creato duca del Friuli Ferdulfo, nato io Liguria, uomo vano e altero, e poco
clucalii

misurato

ne' suoi discorsi. Egli per nel

abbandonare il mondo e le sue grandezze, e si ritir nel monastero di Panano entro le inonfa"ne del Modenese. Qualche tempo dopo ottenne dal re di lui cognato un angolo deserto, ove edific il celebre monastero di Nonaiitola. Dopo averlo retto santamente per lo spazio di Scanni, ivi mor nell'SoS
solitudine gli fece

^06

in battaglia

contro

gli sciavi

da

lui

ed venerato per sauto. Nel


to

'j'yi

fu crea-

fuor di ragione provocati. Gli fu sostituito Corvoi o Corwiel


;

ina poco
II

dopo
cavar

a-

vendo
di,

oireso Ariperto

re de'lotigobargli

duca del Friuli Pietro, nobile longo bardo, figlio di Munichis e fratello tli Orso duca di Cenedn, luogo silunfo ne-l
Friuli e sede vescovile. Ignorasi pei- quale
il

da questi fu fatto

ai resfare,

occhi e deporre.

Laonde

nello stesso

706

spazio di

tempo

essi

abbiano tenuto
siano morti

Pemmone
duca
pra

nativo di Belluno venne fatto


II.
1

loro ducato, e qujindo

del Friuli da Ariperto

Egli mar-

liodgauso era duca del Friuli, cpiando

ci contro gli sciavi nel

di essi 3 vittorie. Nel


in

728 e iport so737 fece rin-

Carlo

Magno

re de' franchi [ler

punire

Desiderio re de' longobardi che perse-

chiudere

un

castello Calisto patriarca

guitava Papa Adriano

e minacciava lo
il

d*Aqnileia,che avea nel


sua residenza

730

trasferita la

sterminio di Irn/nn, combatt e vinse


re,

per violenza dal patriarca praticata a Fidenzio vescovo di


in Ci vidale,

facendo

il

conquisto della
il

Lombar-

dia, per cui cess


di e

regno de' longobar-

Giulio Gamico, ch'erasi riparato a Foro


Giulio.

restarono tuttavia alcuni loro duItalia,

A Liutprando re de' longobardi parve sacrilegio im tale imprigionamento, e

cati in

inclusivamente a questo

del Friuli. Nel

per conseguenza spogli

Pemmone

tro

775 Rodgauso cospir conCarlo Magno per favorire esostene-

loo
re Aclclclii

UD
Adalgiso
i!

ud
ili

figlio

Desiderio,

scin la loro capitale ossia la forlezza prin-

onrle ricuperare

suo legiio. Per nel


pion)bao<lo sul Friii-

cipale, seco

77G Callo Magno


lial principio di

ro degli

asporlando (pie! fiiuoso lesonni acciesciulo sulto il faino-

primavera, presentbatRcdgauso, e questi peri nella pugna. Altri dicono the f;llo prigioniero, venne decapitalo d'ordine del vincitore, ]Nel 776 Markairo o Marcario francese \eniieda Carlo Magno soslituiloal defunlo, e fuili.duca del Fiiuli che venisse
taglia a

so loro re Attila delle spoglie delle previncie degl'imperi d'occidente e d'oriente, e lo

mand

a Carlo

ne
1

fece recare

una parte

Magno, il quale a Papa Adriano

(e cos'i forse

Roma

rivide alcuna cosa di

quello che da essa asportato altrove era

quindi stalo depredalo da que'barbaii),


e dislribm
il

incaricato di difendere le frontiere di 7V('-

rimanente

fra'suui militi. Ale

donde suoi successori furono inti\.o\?i\ due Ili del Friuli e li arche si di Treviso,
i

vendo

gli

unni rimbrandile

armi, do-

la

partenza del duca di Friuli, mar-

l'/.so.Impcrocch Carlo
di

Magno delle grandi

ci egli di

nuovo contro

di essi in

un

al

signoriede'longobardi, soltanto permi-

giovine Pipino, unto re d'Italia d'Adriano


1

se

ihe sussistessero quelle

Spoleto, di

e figlio di Carlo

Magno,

a cui servi di

5rm'r<'?//o (delle quali coniech della

So-

luogotenente e di guida nella spedizione.

vraiit della

v.

Sede,W\

iieriparhii),del

Friuli e di Tre^-iso. A Ducato ilissi col Muratori, in che consistesse l'autorit di


tali

duchi, eche Carlo

Magno dopo

la

conin-

cpiisla d'Italia istitu la


//,

Marea
al

del Fi
il

ma per non meno fortunata della precedente. Una 3.' da essi impresa l'anno seguente, fin di piostrar gli unni, che spedirono deputali a Carlo Magno a recare il loro ossequio, ed
Essa riusc pi penosa,
a chiedere
il

e che al governatore confer


di

titolo di

battesimo.

duca e poi
loposto
tiene
i

marchese,
di

quale

in

segui-

de' loro capi,

Theudone, uno non avea preso parte alle


la

lo per accrescergli la forza gli


il

ducato

vescovati di

venne solche conGiirk e Lavaiitj ah\Carinlia


,

loro mosse, e viveasi in pace con Carlo

Magno,avendoneanche abbracciala
ligione.
ni
li

re-

Ma scorgendo

la

nazione degli un^

lato in principio dagli antichi carni derivanti dalla Carniola, paese anticamenle abitalo da' carni

che dierono
la

il

nome

vedova de' primari suoi capitani periguerra, la eccit nel 7^)8 ad una unovaribellione,ela indussead eleggerlo per
in

all'AlpiCarniche e dal quale deriv quello di Carniola.

suo
tere

re.

Il

duca del Friuli venne pure

in-

Fu chiamata

Carniola

caricato nel
i

70)9 di recarsi a sottouiet-

auche

Marea Slavoniea

per esser situai

ribelli;

ma appena
lui

raggiunto

il

ne-

ta a'coufini della Seliiavonia, e nel

874

mico venne da

commessa

battaglia in

fu incorporata alla Carinlia, che al tem-

cui per in braccio alla vittoria.

Theudospenta

po

di

Carlo

Magno

e de' suoi successori

ne allora fu preso, e pag


il

colla sua lesta


lui fu

tu governala

prima da'duchi

del Friuli

fio

della sua fellonia.

Con

e poi da quelli di Carinlia, ed ha per ca-

do

poluogo L/>/V77^^v sede vescovile. Tornana Markairo duca del Friuli, non nolo l'anno di sua morte.

monarchia ossia repubblica degli unni, dopo essersi conservata perqua>i \\uq
la

secoli e

Ne

fu successore
1, il

rok
alla

il

mezzo. Nel 791) successe ad Hunduca Cadaloak, che severo sino

Hunrok Magno,

o Erico o Enrico
si

quale co-

crudelt mor nell 8ic). Gli fu sosti-

slantetnente

conservaltaccato a Carlo
quel monarca

luito da

Lodovico

il

Pio nell'H y, Bai1

nelle cui guerre civili serv con

deiico o Baedri,

ma

diillo stesso
I'

impera-

valuie. Nel

7q5 venne da
gli

loie venne deposto nel

828

per essersi

invialo contro

furono da

lui uccisi in battaglia

unnidiPannonia.dicui due ge Juguire. Prese p-

mal
pe

di portalo nel laCarinlia colle sue Irup-

alla visla degli abari.

L'impeialoi e

iii-

uerali, cio

Gagan

vece d'eleggere un nuovo (bua del

Fnu-

UD
die dillo almeno sino cill 84(>- Verso questo tempo circfi, rimperatore Lotario elesli,

ud
4
cunlee,
il

101
d'Italia col

divise

il

lerriloiio in

1*888 venne riconosciuto re

nume di
braio,
ila

lercugario

verso

la fine di

feb-

se a

duca del Friuli

e iiiaicliese di
il

Trevi-

so, di cui era gi conte,

do o Everardo, figlio Enrico I. Lombardo

cognato Eberardel duca Hunrok o

una parte della nobilt italiana, divenne nel 916 imperatore e coronalo da Papa Giovanni X, indi mor nel

924.
tri

di nascita, [ossede-

va grandi ricchezze nel Celgio ossia Ger-

mania
lui

inferiore.

D'accordo con Gisele

di

vi furono al duchi del Friuli. D.ippoich per le liberalit di Carlo Magno, di Cerengario
1,

Dopo quest'epoca non

moglie,

figlia di

ditta

2/ moglie

di

Giuqueirimperalore, nelI

Lodovico

e di

d'Ottone
11

I,

d'Olloiie

II

fiuabuente di
III
il

Corr.ido

principalmente, d'Enrico
col

!'84r)

fond una collegiata a Cisoing, Ci-

eil'Enrico IV imperatori, quasi tutto

soiiiiaii, in

Francia nella Fiandra france-

ducato del Friuli, insieme

marchesagra-

di[)arliinento del Nord, nella qualeimpelie ottenne dalla s. Sede 16 anni dopo, clie da Roma vi fosse trasferito il cor[)0 di s. Calisto 1 Papa, e gli dedic la chiese,

Io d'/s7/7rA, e altre finitime regioni, a

do a grado venne
chi A' .'Innilciii;
i

in.soviaiiit de'patriar-

quali successivamente
la

risiederono,

dopo

distruzione di ipiella
in

sa;

come vogliono Frodoardo


\\).

nella Sto-

celebre citt, a
Ci\'i<lalc, in

Grado,

Cormons,

in

i<i (li Ri'i.'is,

4, tap.
in

I,

e Muratori

Udine, conservando sempre


dell'lllino a 10 leghe

nelle Dissi-rliizinni, dissert. 58.


silica di
>,i

La ba-

ihilolodi patriarca d'\(piileia. Cormons,


citt e

s.

Maria

Trastevere
il

di
s\

Roma
Calisto

governo

da

vanta di posseilere

cor|)o di

Ti
di

ie-ife e pii di
il'

2 da Goii/.ia, giace a'pie-

I,

e molle chiese le reliquie, riferite dil

alcune montagne.

cinta

da

ytvi

Morelli,

Oc s.CitlistoPP.elM.i'jusqnc
s.

vecchia muraglia, e difesa da un castello

Basilica

HJariac Trans Tyberiin,

p.

249
I
I

e seg.

La

collegiata

di Cisoing

nel

si

2C)

divenne abbazia

di canonici regoin

lari, e nel

suo [)arco una [liraraide

tialzata in glia di

memoria

della l.unosa batta-

conta quamezzo a ben coltivate terre e colline. Sulla cima d' un munte circonvicino eravi un antico convento, donde si gode d'una superba vefortificato.
filatoi di seta e

Hi

4000

abilanli. Sia in

lario

Fonlenay, perduta ii(ir84 ' ^'^ Soe vinta du'fratelli Carlo il Cah'o e
il

duta.

Quanto

a Cividalc, oltre

il

narra-

Lodovico
i

Germanico,
Ccrniania.
(Ifl

la
Il

(piale stabili

duca Eberardo neir8()8 o neir8Gf) mor a Maniastre,


destini della

cavi di
il

campagna
D

conte diTreviso, ed

suo
II,

li"lio

e successore

Hunrok o
il

Eiiri-

CO

ne fece trasferire

cadavere nella
Ilalwige ino-

sua chiesa di Cisoing. Egli lasci Herengario altro


figlio e la figlia

gledi Lodulfo duca di Sassonia. Altri danno a Eberardo due alti figli, Raide e Aclel.iiclo conte di Vermaudois, abbate di fi. Quintino eziod'Ernienlrude moglie di Carlo il CaL'o. Il duca Hunrok o Enrico Il mor senza figli maschi nell' 847. lo
i

dovr ri* ferire, qui premetter alcune altre importanti notizie, col dotto d. Lorenzo d'Orlandi canonico di Cividale, che modestamente occultando il suo nome, ci diede l'erudito opuscolo intitolalo Lnneriale lccio Museo Voro Giuiw.se in Cividal del Friuli. Osservazioni sali' antico Foroginlio in relazione alle due lapidi marmoree scoperte in Cividaldel F/iu///'/ 1843^ Udinei8')3, tipografia Veu drame. Egli pertanto nell' illustrarle di:

lo a! suo articolo, e quello che

chiara, che

il

presente Cividule sia

il

vero

Foro Giulio, fondalo mediante

colonia

militare, co'suoi diritti e preminenze, co-

questo Rerengario secondogenito d'Ebeliuilo, successe al fratello nel

me

il

nome

lo indica,

da Giulio Cesare,
le

ducato del

allnedi porre a'quartieri d'inverno


legioni,

sue
di-

Friuli e nel tuarchesalo di Treviso. Ncl-

ritoruaudo dalle Gallic. Ci

102
nioblia culi
ijiielle |3uie iIl-Ho

ud
gravi leslioionianze
,

U
e con
stole dal

Cividale seu^pre conserv

il

nome impoJulfi,

flesso Giulio Cesare, e

suo fondatore di

Foium

del celebre Ptiolu

Diacono nativo
i

di Ci-

vidale; colle ve>tigie roniiuie e colle ricor-

prima e anche dopo la caduta del romano impero. Di che fa eziandio testimonianza Cassiodoro nella sua SJ^ lelleia al re

dale
lle

iiisigiii

lapidi, rioveiiule nel

S/p

nel

riattare

le

fondatnenla del ponte di piaal

Teodorico e

in cui dice,

ho.noialis posscs-

fiume JNatisone che scorre per uiezzo. Consistono quesle in due grandi piedistalli niaimoquadrale, sovrastante
rei
,

soribiis ci curialibits Forojalicisibus.

ambo

gi sorreggenti la statua del-

l'impeiatore
jif

romano

a cui ciascuna veu-

coiisagrala. Essi futono adoperali nel-

l'eiezione del ponte, e collocati nelle fon-

Questo nome ancora trovasi ne' monumenti de'secoli successivi, massime negli Vili, XI, Xll e segueuti. Che se talvolta Cividale viene chiamala cilt (lustrale. o i\' Jusliia, non lo fu gi, come alciuii sognarono, a causa d'una regina d' Austria

damenta in^ece
credere die
altri

di pietra, e

ben

si

pu

qui venuta,

ma

sibbetie dall'essere

moimmenli

venis^sero

situata Cividale all'oriente rispetto a


\'ia, ca|)ita!e

Fa-

straziali e rolli in quella e in alti e circo-

un tempo

della

dominazio-

stanze, se quesli fuiono cosi mallrallali.

La / lapide
I

spelta a

M. Aurelio Antoni-

no Cui acalla, dedicala verso il 198 dal municipio del Furogiulio o Foroguiliese.
L'altra fu dedicata nel

^55

dulia citl di

ne longobarda ; come si pu veliere in ui\ diploma di Pellegrino 1 deli (89, in cui dice: Actuin in Ci\'italc /Jiistriali, Forjiilii in cappella s. Pauliiii patriavchac (allora riposando le sue spoglie nella

Furogiulio a P. Licinio Gallieno. Queste lapidi comprovano, che in Cividalee non

cappella del patriarchio, ed ora nella

collegiata),
tra.

de\e riconoscere il Fologiulio stabilito da Giulio Cesare nella piuviiicia del Friuli, ivi fondando una coionia militare qual citl di froulima nelin altri

luoghi

si

l'Italia.

cherano

Ebbe la colonia in Roma, come


romane

le
si

Uiagistrature

il che spiega una cosa e l'alDal fju qui esposto cliiaro [lerch venne detta Civitas Forijulii, e talvolta semplicemente Civilas da cui derivasi il moderno Cixndato Cividale j e quindi i suoi cittadini delli Civita te uscsj Ecclc'

ha dalle

lapidi

siacCivilatcnsis, per essere la cilt in quei

e iscrizioni

esistenti in Cividale,

tempi capo provincia, sede de'duchi


patriarchi d'Aquileia.
dersi in Fili[)po della
Il

e dei
ve-^

ed egualmenle riprodotte dal eh. can.

di pi

pu

D'Orlandi.

Da

esse rilevasi, che la colo-

Torre vescovo d'^i-

ma
iia, le

avea

il

diritto di ciitadiiiauza ronia-

essendo ascritta alla trib Scaiitia tra

rustiche, e quindi delle pi nobili, ed

(di cui u\eglio a Uovigo), De Colonia Foroj'ulicu'ii, il quale fu di Cividale, come lo furono Cornelio Gallo letterato

dria

iigguiiila alia

Mczin ranno

di

nella juale era volante l'iuiperatore

Iloma 4<j4> Aula


il

e poeta

conquistatore di Tebe e amico


il

d'Augusto, ed

dottissimo e

sommo

Ja-

gusto per

la

sua famiglia Ottavia, e

nocol-

copo

Slellini.

La sovranit
al

de'patriarchi

lidissima colonia di Firenze. Eravi


legio de'ponleflci,
il

d'Aquileia sul Friuli e altre regioni, du-

magislralo giurisdisoio ricordati

r piena dal XI
s net
zia,

XV secolo, finche pasVeneI*alma sulla


o Palina No-

zionale de'cjuatuoi viri, ed altri collegi e

dominio
secolo

della repubblica di

da diverse ville adiacenti all'agro Forogiuliese. Paolo Diarono iuoUie dislingue il J'oruin Jii/iico\viii), ora Cividale, da Jamagistrature,
i

cui

numi

eh eresse
ilei

la fortezza di

fine

va rinomata lortezza a

XVI. Palma 4
amena,
,

leghe da

li-

dine

ed insieme capoluogo
in situazione

di distretto.

liuiii

Curiiicum o
.)

Cai>tritni Julic/ist, cio

Sorge
in

in

un suolo
con

/iiiilio (

della Cargna, che pure rico-

pianura e fertilissimo

costruita

nosce

Giuhu Cesare per suo

toudaloie.

inolia spesa e magiiiflceuza

onde hber.uu

ud
la

U D
danti sono
gli altri vini
,

io3
il

provincia
eil
i

ilalle

furibonile incursioni ilei


eli

turchi;
sotto
li
il

lavori

furlifcaziotie
iti

fatti

regno

d'Italia

aggiunta
la

a quel-

frumento, il legname da coslruzione.oltrc altri produt li. gelsi vi allignano bene e si vanno
I
,

ili

primitiva islituziune,

cusliluisco-

moltiplicando.

bachi

vi si

coltivano

f*

no in un grado di rispettabile dife!>a. Eslernamente circondata da una gran fossa in cui l'acque >oiio perenni. La quantit di pozy.i, e lutti di eccellente acq'ia,

licemenle, ed eziandio in grande quanticatissima.

danno una seta luciilissima e ricerLe manifatture sono poche; i tessuti di canapa e di lino danno qualche
t, e

pone la popolazione in grado di non n)ai temere la siccit per qualunque caso. E di furala esagoiia, con ampia piazza a cui
fanno capo 3 borghi e 3 contrade. Le vie sono spaziose, ed in mezzo alla piazza
grandioso |)ozzo a 3 archi che corrispondono a' 3 borghi. Sulla [liazza islessa
IMI

prodotto. Gli abitanti, specialmentequelli

delle zone superiori, sono agili e prondi

ti

corpo e di

spirito, soirerenti della fa-

tica;

non amanti
si

della vita militare, predi

sto vi
ra;

alfauno e

ventano

atti alla

guer-

evvi

il

regio duoujo, fabbrica di gran


facciala tutta di pietra

mocor-

le, culla
il

d'Istria,
il

palazzo del governature militare,


d

po

guardia

il

piccolo teatro, e molti


,

fabbricati signorili
piet

monte di modilcalo con magnidcenza ne!


il

nonch

imparano facilmente le lingue. 11 Friuli anticamente foim parte della GalUa Ti cispadana o Cisalpina, ed suoi abitatori si chiamarono Gallo-Carni, ed aiicora co! nome di Carni si appellano quelche ne abitano la parte montuosa seltentrionale, avendo la parte piana e meridionale subUo col trailo del tempo, coi

li

iB^q. Divisa

in

bastioni, vi

inarcarsi laraenale, le

sono da ri casermea prova di


i

me

suole avvenire,

il

nome

di Fi-iuli ta

Foro

Giulio,

nome

della colonia

da cui

bomba, magazzini,

polveriere, e

3 dif-

discende l'esistente Cii'idalc e gi capitale dell'antico


le.

ferenti forti edilizi delle sue porte Maril-

lima, Cividale, e di Udine, capolavoro archilcltonico.

Gli antichi

ducato e sede patriarcaGallo-Carni, ora Friu-

A 5

miglia da! canale dello


il

lani, parlavano anch'essi

come

nel rima-

scolo dell'acque,

porlo di Cervignaiio,

nente

dell' alta Italia la


il

lingua Celtica,

e di 9 miglia l'altro detto Porlo Nogaro,a'((uali approdano barche cariche d'ogni sorta di merci.

ed

facile

persuaderseneall'eruditocolingua parlata oggid pu-

noscitore

ilella

Un ramo

dell'acque

re in Friuli.

dette rogia, che scorrono per Udine, vie-

pate nel

Ed in Udine furono ristam1828 di Ermas di Colloredo,


con aggiunte di P, Zarutli.
valenti poeti friulani viarti vi

ne a passare per la fortezza, e mediante caiiiili ben livellali l'acqua gira all'intoruo e pe'3 borghi. Maestoso l'acquedol-

Poesie scelte edite ed inedile in dialetto friulano,

Ambedue sono
venti.
I

locheconduce l'acqua in fortezza. 11 Friuli gode d'un aere temperato e salubre; il


terreno pi

semi delle lettere e delle

ameno che

ubertoso. L'a

gricullura della provincia al principio di

questo secolo ebbe grandi impulsi, ed ha


fatto e va facendo ogni

germogliarono sino dal secolo XIV, n vi mancarono mai valenti pittori e altri artisti, dotti scrittori e prodi uomini d'arme, quali mostrarono essere il Friuli una
i

giorno assai lo-

terra ferace

danimi

gentili e di pronti in-

devoli progressi.

Il

prodotto de'grani nel

gegni. Molti fiorirono in santit di vita, e


nelle dignit ecclesiastiche,vescoviIe ecardinalizia,

piano basta

al

sciuta popolazione

monte d
li

in
1

mantenimento dell'accreanche nel monte, e il compenso prodotti animapiano e del colle


il

come

de'seguenti cardinali, di

cui scrissi lebiogralie. /^/('(7f//o Girola-

e legna.

vini del

so-

mo. Colloredo Leandro, nato


se
il

in Collo-

no spiri tosi
coliUo,
la

e saporiti, ed
vi

refosco,

il

pic-

redo feudo di sua fauiiglia d'onde essa pre-

rcbula

primeggiano. Abbou-

cognome, nella

diocesi d'Udine.:1//i-

io4
licfL
si

ud
pelili lo,

L'

Francesce (un laiio di sua famiglia stabil ili Roma, enei principiodel cor-

lasciando alla della cliiesa die vi

rcsla^se appe'^o alle pareli, giusta ilcosluuie,


il

leute secolo ne usci altro cardinal Fian-

cappello caidinaliziu. Di sua la-

Manina), Panciera o Panccrni Aiitonio. Porzia Leandro. Torre Michele. Torso o Jacopo da LW//ie. Seguenilo
tesco
il

miglia Del Torso lonrono allei


ti

dislin-

personaggi.

Due

zii

del cardinale e Ilgli

di

Martino del Torso, cio Lazzaro lau-

Caidella, poche notizie potei pubblicaili

reato in lllosofla e medicina a Bologna,

re

lui; per sopperire alla breve

bio-

grafa, a seconda del promesso, ijui nferisco quelle

che ben accetto all'imperaluie Carlo IV ne consegui molti privilegi, Udine ancora valendosi del suo valore in molli aJlari

che mi procacciai. Jacopodel


Giovanni,
la

Torso

liglio di

di famiglia sio-

impoilanli, sepolto in

s.

Pietro marti-

bilissinia
I

etra

le

pi auliche del Friuli, nei

je della stessa cilt; e

387 ottenne

laurea di (llosolia nelalle

simo,

il

(jiiale

Giacomo npnlaliscon due altri nobili d' Udi1

lo studio di

Bologna. Datosi prima

ne, da pieslafu inviato in Grailo nel

386

secolari faccende, vest poi l'abito ecclesiastico, e

per concludere una lega colla repidjblica


di Venezia. Nicol del

da Bonifacio iX

(u noiniiiato

Torso

fratello del

Ccinonicod'Aquileia, e poi anche promosso a decano e ad abbate

cardinale, soggetto distintissimo e caro a

commendatario
s.

Filippo M." Visconti duca di Milano, che


la ie[)ubblica

dell'abbazia benedettina di

ciarlino a

veneta dichiar suo citta-

Belo e perci della Belinense (poscia unita a quella di s. Gervasio di Udine, co ine apprendo dal Lnbini Ahl>atiariini
,

dino perpetuo con privilegio del godinteiilo delle relative [irerogalive, cilladi-

nanza che allora non conceilevasi che a


peisonaggi nobilissimi e benemeriti della
repubblica. Fr.
lo del

Jtaluic). Si annovera Ira' pretendenti al

patriarcato aquileiese

nell' elezione del

Giacoma

flgliodi Spiuel-

J'anciarinijCheessendo prevalsoebbe poi

Torso dell'ordine de'predicalori e


nella

con esso qualche dissidio per certi diiilli ap[)artenential suo capitolo. Perci veulle da lui spoglialo di tulle le dignit che godeva, ma d'ordine ponlilicio ne fu indi reintegrato. Becalosi in loma,

del
in

medesimo provinciale
lo in

Venezia e

Ungheria, tuoi

Udine

nel iGi(). Vi-

vono
il

vari illustri [)relati friulani. III."

cardinale Fabio Maria de'conli Asqui-

rio

Xll

lo fece udilore di rota e


s.

Gregoneli4o8
nel

ni di

Udine, nato

in

Fagagna

(terra gi

soggetta insieme con molte altre per anlica giurisdizione alla

cardinale diacono di

Maria JNuova;
s.

sua nubilissima
s.

fa^

j4io
di

gli collier")

il

priorato di

Paolo

miglia), del titolo di


Celio, piefetlo ilella
s.

Sufano

al

Monle

IMalerno nella diocesi di Chiusi, el'ab-

congregazione delec.

)azia di
l'

Balnaria in quella di Messina. inalmenle destinato legalo da Gregorio


alla

l'Indulgenze e
la

ss.

Belupne, protettore del-

congregazione di Monlc tergine


e plauso

XII

repubblica di Venezia

per

gli

Finito ne'suoi verdi anni con dislinla lo-

VUari del suo spinosissimo


Io scisma

pontificalo, per
,

de

il

corso delle llosodche e teoila

che vieppii infieriva

vivendo

logiche discipline, fu

Leone XII manipielia ininili

a un
hii e

tempo

altro l'apa eletto conilo di

datoa

iNa[)()ii
,

come addetto a
qualifica

un antipapa, mor in Uimini,ove erasi rilii alo Gregorio XII, a'3 agosto i4'4> e fu sepolto nella cliiesa di s. Gio1

ziatiira

cnll.i

suo cameriere
/-'/.

segreto soprannnmtrario. Successivamente

Pio Nili

lo

nomin
ed
si

vice-legato di

vanni degli agostiniani avanti T altare iitaggiore. i\el suo leslamenlo dispose Ira
le altre cose,

//</,

e di essa Gregorio
,

XVI

lo pi

onios.

se a [iro-legalo

in

seguito delegalo
ilei

che

^\i\it

shu\ Iralelli Nco-

d'Ancona
J)iiirio

(di

che

legge nel n." 3()


1

Insio e iNicdl)

pci lurlo

domandassero il suo corpo Uas^jurlurc iu Ldiueei\i scp-

di loma del 807, avere (ire^^o-

ilo XN'l

con breve deli 8 apule nomiua-

ud
lo

.j

cotnmendalore
1

clell'oiiliiie di s.

GreFa-

quell'elogio che

si

legge nella proi)osizio

gorio

JMai^iio

il

conte Vincenzo

A!><|ni-

nc concistoriale. Friulano
le

pure l'attua-

ni |)aii7o

d'Udine, fratello

ili nij^.'

luogotenente del

s.

militare ordine
il

Cc'

bio nielalo heiieinerito non meno [)ei la i)io-lei^azione da lui sostenuta in Ferrara
in circoslauze assai didlcili, livil e saggezza
la

rosoliniilanod\ Mallti,

veii. bali Ir. Fi-

lippo Colloredo. Fra'molti che scrissero


del Friuli ricorder:Fistulario,Z?;7/t!^co-

die

|)er l'al-

onde

si

diportalo nel-

delegazione d'Ancona durante l'invaafllisse qiiflla citt nel-

grafia aulica del Friuli dall'et remote sino a' tempi di Coslitntino I il Grandcy

sione colerica che

r iitino scorso), arcivescovo di Tarso e nunzio di Napoli, segretario della s. congiegazione de'vescovi e regolari, eil a'22
gennaio
i

844

dichiarato patriarca di Co-

Udine 1775. Gio. Giuseppe Liruli friuDe Seri'is nicdii aei'i in Foro JuHi, dissertalio, Rocuae 1752: Notizie di Gtinona, antica citt del Frinii , VeneNotizie delle vite e delle opere zia 77
lano,
1 1 :

stantinopoli e insieme creato e riservato in

de' letterati delFrinli, Venezia

760; Delebbe

nello cardinale, indi puhhiicalo a'2

a-

la

moneta pi'opria
dell'
,

e forastiera eh'

nrilei84^- l'ielali friidani sono.Mg.'Gio. Giuseppe Cappellari di Rigolalo arcidiocesi d'Uiline,

corso nel ducato del Friuli dalla deca-

denza
lo

impero romano sino al seco1

da Giegorio

XVI

nel

832

|)reconizzalo vescovo di / iceiza (f^-), he-

iienieientissimo p^istore.
conti Delgraclo

Mg/

Carlo dei

Venezia 74o- ^^- Girardi, Storia fsica del Friuli. F. Altan, Saggio dell'antica storia civile ed ecclesiastica del
Friuli. P. Carlo

X/

vario della

d'Udine e canonico onO' cattedrale, da Gregorio XV f


i

Giuseppe da

s.

Fiorano,

Fondazione della cliiesa dlAniiileia, dissertazione storico critica


JMilaiio 1757. Paolo Diacono, Dellacliiesa d' Acptdeia dell'origine e fatti de' Longobardi, traduzione di L. Domenichi, Venezia 548.
, i

ammesso
rugia.
te lo
Il

tra'prelali (!oine,->lici e

pioto-

liotaii apoMtolici, e f'ilto

delegato di Pe-

regnante Pio iX successivamen-

pron>osse a chierico di camera, de-

legalo di

Fermo

intei nim/.io

apostolico

G. O. Marzutlini, Collezione delle opere de' Padri e di altri autori della chie-

Olanda, ed a' 28 sellemhre 855 lo promulg vescovo d'Ascoli, (pondi cousagralo a' 20 gennaio 18 j(3 nella
all'Aia nell
1

sa /Iquileu-se, Udiiiei8A8. Gio. Doaienico iicrloli, alieiit d'Jquileia pro-

chiesa di

s.

Maria
1

in Vallicella, al

modo

fane

sagre, Venezia I73(j. Girolamo

riferito dal n.

7 del

Giornale di Rotila,

Tarlarolli, Dissertazione epistolare dell'origine della chiesa d'Jcfuileia, Mila-

dal cardinal Ascjuini, assistilo da


ler

mg/Sul-

vescovo di ilosalia e vicario a[)osloIidi

co

Tunisi, e da cug." Cariloni vescovo

no 1759. P. Dande gesuita, Dissertatio de Patriarchnlus Acinilejensis origine,


progressu,
ter

di Carisio presidente dell'accademia pontificia

et

extinctionc ejusdeni recennella sua Hist.

de'nohili ecclesiastici. Mg.' GiusepRi/.zolali

je IM.'

nativo di Clauzetl(i, ve-

anno ly Si facta, UH', t. 2, p. 637. Di

U~

vari importanti ar-

scovo d'Aradia
lormali, nel

i/i

par libus,

(\ti'imnov\ ri-

1889 da Gregorio

XV*^! fat-

clesiastiche,

gomenti riguardanti le cose sagre ed ecprofane e civili del Friuli e


d'Aquileia principalmente scrisse
il

to vicario a[)ostolico di Hu-Quar.g, nella


cui vasli>sima provincia della Cina vi o-

cele-

bre domenicano

fr. (iio.

Fiancesco Berdistinta

per un bene immenso,

dopo 3o anni

nardo de Uubeis

di fimiglia

di

di operosit in quelle missioni apostoli-

Cividale,il (|u;de inerito che

A posi olo Zele

che, ora trovasi in Piouia. Mg.' Andrea


Casasola nativo di Duj;i,iiel
1

no

lasciasse in

leslamenlo tutte
di

sue odel

856

dal re-

j)ere

stampale e mss.

alla biblioteca

gnante Pio IX degnamente dichiarato vescovo deli aulica bcde di Concordia, cou

convento de'domenicaiii

Venezia, allo

dotte cure dcH'iUiigut; religioso coiillda-

io6
la
;

"

UDl
[)a ai!

U D
o, p.

I
il

e di essere incaricato dall'iiltirno

continuatore Nicol Coleti,

quale nel

t,

triarca cardinal Daniele Delfino ci

207, riporta
il

alctuie altre correzio-

civescovo d'Udine, ili recarsi in Ronia dti-

ni.

Coron l'opera,

diflicile

per l'intralcia-

lanle

la

controversia dell'abolizione del


i

ta storia,

eh. prete venezianoCappellelti

patriarcato d'Aquileia, per sostenere

di-

colla sua:

Le Chiese d'Italia dalla


.

loro

lini della propria sede; tna egli prefei allo

origine sino a' nostri giorni,

8.

Dappoi-

splendore della negoziazione

il

rigoro-

ch

egli,

come

asserisce, fu felice di gio-

so genere di vita

da

Ini

adoltalo, dividenlo

varsi coinodaoienle

nella

preziosissima

do cio

il

suo leaipo fra

studio e

le

pra-

biblioteca J\Iarciana di Venezia.ovesiconf,iivv

tiche di piet.

de E.nbeis sono
storico
-

L'encomiate opere del p, le seguenti. Moimnieiiia


-

ano

\e

ylggi unte mss,

falle dal p,

de

Rubeis
diti
leli,

alle celebrale

sue opere; non meine-

JiccU'siae Aquilejensis, comineiilario hi-

no degl'importanlissimi mss. lultora


ed
ivi esistenti di

chroiiologico

critico illustrata,
i'ctiista

Gio.

Domenico Go-

cuin appendice, in qua


H'ulicnsiurn chronicaj
,

Aquile-

nipote del mentovato Nicol, sulle ag-

fcnaiuni Patrircharuin rerninqae Foro-

emendatiora quaetlani alia mine prlinnni in luccin prodeunt, Argentlnae (Venezia) 74o- In fine trovasi un'antica Cronaca de'patriarI

chi d'Afpiileia.

De

Sciisiiiate

Ecclesiae
i

Aquilc/cnsis, liisiorica etc.Vcneliis ySi.

anche pei' ebbe la fortuna e pot estrarre non poche notizie interessantissime e inedite, e forse anco incognite a molti, dalle preziose pergamene de' due copiosi archivi di Cividale di Friuli, ove per 5 secoli soggiornarono i
giinite e correzioni all'Ughelli,
la

chiesa di Aquileia. Di pi

Animadversiones in Concilium a Gregoriani

patriarchi aquileiesi,e dis.DiinielediFriuli,

XII

cclebraluni Fori-Julii seu in

e nell'altro

pure d'Udine ultitua dimoa quello di Cividale

Cvitate Austria, Venetiis


tatioiics

dune Tyrannio Rufino


,

78 i. Disserprima de Turanio sen


i

ra de'ujedesiuii, tuttoch egli dice, que-^


sii

di

lunga

mano

ia--

altera de vetustis

li-

feriore. Imperocch

chiama

a ragione l'ar-

turgiis, Veneliisi

754.

De

IVunimis Pa-

chivio del capitolo di Cividale, prezioso


e ricco d'oltre

triarcharuin Aquilejeiisiuni disserlalio,


'Veneliisi747-

4000
1

importantissime per-

De Nunws
,

Patriarcha-

gamene.ec,
ti

di

08

bolle i)onti(icie, di molli-t

rum

Aquih'jensinm

dlssertalio altera,

leggendari, passionari antichi e altri

Venetiisi 794- H Muratori pubblic, Fitae Patriarchariiin Aquilejensiiuu, nel l.

bri liturgici (contenente oggetti di belle ar-

6 della raccolta Rerum Italicaruni Seriptores. Comincia con s. Marco evangeli sta e conlinua sino a Nicol I di Luxeoiburgo che raor'i verso il 1357. Nel medesimo tomo trovasi dell' udinese Antonio
1

Dellono

le

Fite de' Patriarchi d'Aquileia


le
t.

pi diKuse e
L'Ughelli nel
de: Provincia

quali arrivano al

;445.
ci

avanzo de'molti tesori il famoso Evangelario creduto per qualche tempo comprendere pure l'autogiafo e olografo di s. Marco (Cividale possiede pure il regio museo ordmato con generosa munificenza dall'imperatore Francesco I, al can. ti, Michele della Torre, con fondo annuo
ti

stimabilissimi),

del patriarcato aquileiese, oltre

dtW Italia sacra

die-

per l'accpiisto d'oggetti provenienti dagli


scavi, stabilito

X sive ForiJulii Ducatus,


hac ipsa
pro^'incia, in

per dispoiizione dell'arcidu-

uhi de Aqudcjensi Patria rchatu, c/us-

ca Ranieri gi vicer del regno

Lombar-

dcinquc accurate Iractatur suffraganeis;

do- Veneto; pittine


le

quorum alii
tirliis aliij

in

fe-

sue chiese,

vane delun tempietto romano lon


di

merito

in

aliique in Provinciis diversis


fino al patriarca car1

gobai'do.il nobile e magnifico ponte di pietre

pxere sedes. Gunige

quadrate ec). Questo su[)posto l^angreco scritto da

dinal Giovanni Delfino del

658, con

altre

gelario scritto in latino, versione di piello


s.

notizie sul medesiuio del suo correttore e

Marco. Prima uu-

ud
tilalotleirullime pagine, date Jalpalriarre,

UDl
canta Tevangelo e saluta
il

1U7
popolo, col

ca

IN'icoI

aHiniperaloie Carlo IV suo

capo coperto d'ehno militare e tenendo


nella destra

fratello naturale, chcyli

dono
le
i

alla catte-

una lunga Spada

(nel (piale

drale di Praga; poi per


quilea
(i

guerre portacanonici d'A-

articolo riportai costumanze analoghe),


sulla foggia dell'usate nel

le da'veneziani nel Friuli,

medio evo. In

avendo trasferito nel 141 B, come luogo di maggior sicurezza, lutti lesoi

segno del leniporale dominio del patriarca, nel suo pos^CMSu e seduto sul trono pontificale, gli
si

li di lor cliicsa nel ca[)itoIo dell'

insigne
il

consegnava una spada sguaiintralciata


storia,

collegiata diCividale, e

anche rinomato Evangeiario, che conteneva


essi
i

con

nata. Dissi pi sopra

non

Solo poi

dominio temporale
,'

esercita-

Jivangeli,

ma

(picllo ritenuto di

s.

Marco

lo dal patriarca

Aquileia,

ma perch da

privo della parie donata all'imperatore,


ludi nel 1420 il doge Tomn)aso Mocenigo reputando l'Evangelo di s. Marco scritto realmente da questi, l'ollenne per la
Liasilicadi
s.

questa chiesa apostolica, divenuta arcivescovile e poi patriarcale, sorsero succes-

sivamente quella patriarcale


poi riunita e
leia,
le di

di

Grado,

nuovamente

divisa

da ,4qui~

Marco

di

Venezia, cio quan-

to nell'Evangelario eravi rimasto in

Squa-

succedendo indi alla i.'^la patriarcaVenezia, ed alla 2."" posteriormen-

derni

che ancora esistono nel tesoio di


s.

te le

due

arcivescovili di Udine, edi

Gosog-

detta basilica di

IMarco, quasi per oril

rizia o Gradisca

[tWe

quali riparlai a
luslii

mai

dislrutl dall'umitlil. Cosi

prezioi

Trieste), che nel giro di pochi Udine,

so codice di Cividale sullaulo contiene

giacquero a variazioni notabili.

3 Vangeli
ti,

di

s.

Maltcu,
il

di

s.

Luca

e di

s.

Llnumo
il

L"///u% citt

regia,

Giovanni. Aggiunge

lodato Cappellet-

ampia
nura,

e bella, situala in vasta e fertile pia-

che nello stesso archivio di Cividale vi sono codici mss. del rito particolare usalo nelle sagre ufllziature della chiesa

fra

Tagliamento

e l'Isonzo, di-

A-

stante 7 leghe d'Aquileia e dal mare, 3 da Cividale e 23 da Venezia, in suo trinni

nomina vasi Patn'aichiHO, di cui parlai alUove, come a Rito (ove per l'ommissioue dell' dicesi Patriarquileiese, d quale

fere niiUiariuin

chio), e di cui giunsero traccie


la chiesa di /'t^es/Vi,

anche

nel-

conservate siccome

derivale da qvielia di Gradu. Dell'archivio d'Udine chi


,

ambila bisinillc ac lerceutma circiter contiiict demos, atqiic ah ultra viginti quatuor mllil>its inlinbitatur cvibus, come leggo nell' ultima proposizione concistoriale. E bagnata da due canali d'acqua perenna, derivali dal
piccolo fiuoie Torre, influente nell'Isonzo,

abbiamo di Giusep[)e BianThesaurus Jcle^iac ylqudejensis,

che Gianlengono in
cinta di

attivit

mulini e

opus sacculi

XIF, Utini

847.

patriar-

gli opificii;

mura

torreggianti,nel
i

chi d'Aquileia, oltre l'ordinaria amniini-

cui recinto sono compresi

vari

sobbor-

strazione pastorale sulla vasta loro arcidiocesi e all'eslesissiaia giurisdizione

ghi, aperte da

porte, e nel mezzo, so-

me-

pra l'isolalo colle, elevasi un maestoso edifizio

tropolitica sulla provincia ecclesiastica (la

chiamato Castello perch innalza-

maggiore

d'ilaliu,

dopo

Roma

Raven-

to sulle rovine di antico castello gi resi-

na), a cui presiedevano, esercitarono per

pi secoli anche giurisdizione

civile e prin-

denza de' patriarchi, poi de' magistrali veneti e del parlamento provinciale, indi
del tribunale di
giustizia, e

cipesca sopra vasto territorio, della quale

finalmente
presidio

limane una memoria


del
s.

in

Udine

e in Civi-

dopo
vi si

il

1848 tramutalo
in

dall'i, r.

dale con rito bizzarro, nella


Natale, nella

1," la

notte

austriaco della citt

un

forte.

Ad

esso

2/

nel giorno dell'Eve-

ascende per 3
e la 3.'

vie, l'una di

marmorei

pifania.

Esso consiste, che d diacono


proprie insegne, recasi

scalini, l'altra ricoperta


tici,

da eleganti por-

stilo delle

all'alla-

ben

lastricala offre la con ve-

io8

ud
da
le

UD
pi recondite pai
ti

iievole agiatezza. Alle falde del colle

dell' Asia,

consa-

un

lato

una pianura piantala


Giardino; dall'altro

d' alberi a

grandosi

al travaglio delle missioni, e la-

foggia di circo pel corso e pel passeggio,


detta
s.
il

sci scritta la serie de' suoi

avvenimenti.

la

piazza di

Le sue
la

sagre spoglie furono trasferite nel-

Giovanni, bella per un portico degan-

chiesa parrocchiale della B.

un maestoso palazzo della citt, una bella funlana, due colouise e alcune statue colossali. Le strade sono spaziose, Ja piazza del Mercato nuovo regolare e
tissioio,

del

Calmine. Vi
il

il

Vergine convento ricostruito

de' cappuccini, e

monastero delle franiNel

cescane di

s.

Chiara,

novembre 856
i

fu eseguita la solenne apertura della casa de'pp, dell'oratorio, colla bella

ornata da detto forle,circoijdata da grandiosi fabbricali

annessa

con piacevole euritmia.


del ftlercato vecchio, e la

chiesa di
Filippini.

s.

Maria Maddalena delta dei


la

Anche
tondo

la [)iazza

Dopo

soppressione e l'mca-

piazza Contaieua gi della del


alcuni, sono assai

Vino

seI

iieramenlo di quella casa, un


florida,

tempo

bene adornate.
acque,

non avea

essa

mai pi potuto

ri-

molti palazzi, edifzi privati e templi di


bella forma,
il

sorgere lino a questi

ultimi tempi, ie[>.

colle, le

giardini
Ottidella

nonch, avendo

il

benemerito

Carlo

danno alla citt un appello ridente. mo, ampio e niagnifico l'edificio


Ctilledrale

Fdaferro della

slessa congregazione, isti-

tutore della pia casa delle Derelitte, de-

metropolitana dedicata all'Aa-

funto or sojio pochi anni, col pi instancabile zelo ed ingegnosa carit radunato de' fondi pecuniarii, con essi
edificio

Duiizia/ioiie di
lo
si

Maria Vergine.
la

Il

capito-

compone

dell'unica dignit del pre-

compr u
alla chiesa,

posto, secondo
concistoriale,
liei

pi recente proposizione
vi

annesso all'oralorio e

ma

sono anche

le

dignit

e lo ridusse abitabile ad iisode'padri, do-

decano e del primicerio

di recente ri-

tandolo ancora di sue vistose largizioni

stabilite dall' oilierno

arcivescovo; di 12
il

recentemente poi
die

il

p.

Luigi Scrosoppi,

canonici prebendati, compresi


e
il

teologo

fratello uterino dell'encomiato p, Carlo,

6 canonici onorari. Tulli sono prolonotari apostolici, de numero par lecipaiitium, e ne godono le insegne ei privilegi. Di pi vi sono 20 tra
penitenziere, olire

un nuovo

efllcace slancio alla santa


la

opera col donare


lire

somma
la

di

ig,ooo

austriache da servire pel mantenidi

mento gratuito
s

padri, e

casa fucoI

mansionari

e ca[>pellani,e
iiffi/i.

12 chierici indelle a-

felicemente

istituita
i

ed aperta.

diversi

servienti a'diviin

La cura
che

pii

stabilimenti sono
delle

conservatorii delle

nime

allidnla al ca[)ilolo,

l'esercita

zitelle,

dimesse, delle suore della

per 2 mansionari chiantati vicari curali,


amovibili

carit per l'assistenza degl'infermi nel-

ad

nutiiin capituli.

il

ballisle-

l'ospedale civico,

il

quale vasto con casa

rio nella prossima cappella capitolare.


Il

centrale pegli esposti, l'istituto della carit delle rosarie, quello delle convertite,
l'asilo d* infanzia, la casa di ricovero, li

[lalazzo arcivescovile,

grande e spleodi-

tlu edilzio,

alquanto distante dalla cat-

tedrale. Altro palazzo arcivescovile nel

seminario,
tiene

villaggio di Rosazzo, gi dell'aulica abIjazia,

nuovo e spazioso edilzio, con200 alunni con istudi primani,giu:

comune

di

Mau/.ano a 3 leghe da
i

nasiali,(losonci e teologici

esso fu f bbriilal

Udine.

Nella citt, tra le altre chiese,

calo con sontuosa magnificenza

ve-

sono

[)ai

loccliiali, tutte

nuinite del sacro


s.

scovo Lodi d'im[)eritura memoria. Vi


il

fonte.

La chiesa

de' ca[)[)uccini di
il

Fran-

sodalizio del

ss.

Sagramento,

il

monte
magni1

cesco conteneva

cor[io

del francesca-

di |)iel bell'edifizio, vastissimo v

no b. Odrjiico Mdtliussi di Porto IS'aone o Porilenoue nel Friuli, che poco dopo Mai cu Pulu viaggi
[Jtr

fico essendoii cimiterio'puhblico.Nel

85i

alla pia casa di carit, eretta

per racco-

16 auui

nel-

gliere e allevare

il

ligliu del

povero, don

ud
lire

ud

109

28,120

liiiii.

Finncesco AnloL' istruzione pubblica soslciiiita


il

nobile

d.'

proposta l'associazione Fi inlnna d'aprire

con municipali e regie fonda/ioni, poich


olire
i

meojorati

i>tituli

femminili,

vi

un podere modello, inlnnlo acquistato un ampio orlo entro il cerchio della citt, vi fu posto al governo peritissimo orticultore, coll'incai ico cziaiulio d'educare

un

collegio maschile, molle scuole

pub-

bliche primarie, un ginnasio e un liceo.

all'orticoltura paiecclii giovanrlti orfanelli speltnnli ni pio istituto

La sontuosa

e pubblica biblioteca arcive-

della citt.
r

scovile, eretta dall' arcivescovo Bartolo-

In (juesta l'associazione pubblica ogni

meo

Gradenigo, ornata e arricchita

d'ot-

giorni

il

Bnllcllino dell' /Issocazionc

timi libri e preziosi mss. dal successore

Gio. GirolauJO Gradenigo

che inoltre edific l'ampio seuinario, che poi per le vicende de' tempi fu convertito ad altro
(
I

^'Jgran'a Friulana. Inoltre in Udine si stampano e dispensano ogni gioved, L' Annotatore Fi-iilano con rivista
:
,

politica: ogni domenica, UJlrliiinixtn

uso, e pose

la /pietra al nuovo ospedale), \enne ultimamente accresciuta colla li-

brera Bartoliniana, perci doviziosa di


codici e rare edizioni. E"

Friulano, giornale di scienze. Nel 85^ il consiglio comunale definiti vamenteapprov il progetto, onde in breve la citt
1

pure pregievole

la

fsse illuminata a gaz.

Con sovrana

riso-

biblioteca privala de'conli Florio. Possie-

luzione dell'oltcjbre di detto anno, fu de-

de Udine un
inalico,

istituto

filarmonico e dramdi lettura


;

terminala

la

strada ferrala, che da Trel'Illirico,

un gabinetto

ha padi

v/50 e diretta verso

recchi librai e stamperie, e

non manca

cile (in quesl' articolo dissi

abbiada Sa^ con Ughelli


il

quanto altro conviene


lana fundata in Udine

alla civilt d'(ui'ib

che

fu gi sede vescovile,

il

che nega

oh.

lustre citt, L'Associazione Agraria Friu-

Cappclletli)a passare per Fontanafiedda


e Pordenone, sino al ponte della Meduna, da dove la linea retta dovesse rivolgersi
al nordovest per Udida questa discendere direttamente a Palma Nuova, e da col sino a Gradisca sull'Isonzo. Quindi nel luglio i853 con

neh 845,

motivo

de'forlunosi avvenimenti ebbeefFelto nell'agosto 855. Viene assai lodata e se ne rende ragione con articoli pubblicali dalla Cioiiaca di Milano del cav. Ignazio Canl, per essere il Friuliil i. paese della Venezia e della Lombardia, che pens
1

per Codroipo, poi


ne, e

altra
la

sovrana lisoluzione fu permesso

clic

all'attuazione d'un' associazione agraria,

porta della citt d'Udine, che dovea es-

mentre
lissimo

in tutta

1'

Italia ferve

il

lodevo-

sere eretta in conseguenza della piogellala costruzione

amore per l' agricole industrie. ]Ma nella medesima Cronaca si legge,
quanto alla priorit, sebbene con altre poco diverse denominazioni, esistere le

d'una strada
il

di

comuFran-

nicazione dal centro della citt verso la


detta ferrovia, porli

suo

nome

di

cesco-Giuseppe. L'imperatore volle be-

societ d'Incoraggiamento di Milano, non che di Padova, la quale iniziata nel 1 84 1

nignamente e
ne
la

di

sua spontaneit assumer-

costruzione, e

don

terreni necesfer-

ebbe

azione nel 1846. Dell'associazione agraria Friulana gi ne sono benemeriti i presidenti conte Alvise Mocevita e

sari

per l'erezione della stazione della

rovia della citt. In Udine nella stagione


della

primavera
fra' vai
citt,
i

856

fu

aperto

il

nuovo

nigo e conte Gherardo Freschi, ed il segretario d.' Valussi. Ha per nobile scopo, l'esposiziotii d'animali utili e benefici,
di sericoltuia,

leatro della Minerva.

E
il

per nominare

taluno questa

uomini che illustrarono


celebre predica-

ricorder

di prodotti agricoli, e di
;

tore Maflei,

due Lionardi da Udine, l'u1'

nuicchiue e congegni rurali

giiitlerdo-

no

in

teologia,

altro celebre in sagre

naiido con premii e con menzioni onoriiiclie


i

lettere,

Giovanni da Udine pittore (dei

migliori

concorrcnli. Essendosi

cui famosi grolleschi riparlai nel

volume

IO
p. 9?.),

ud
GtTgnrio e Romoln Aeie
,
i

ud
per cuoi, che riescono benissimo,
raffineria

LXXIY,
niasei

&
la

Fiancfsco lo'.^oi tello, Calino, Tiberio Deciano, poeti


Valvasoiie,

Pompeo Erasmo

una grande

per zuccheri,
e

(piide smaltisce da

nn milione

mezzo

Eimas

ili

Colloietlo nilialet-

di libbre cnetriche di

lo (iiulaiio, Fraiigipaie senatore

Dia
glia

sii^iioietli

(li HoTarcenloe Castel Poipelo

l'anno. Vi
pi di
l'

si

zucchero lordo alfabbricano buone tele, drap-

lana e stoffe di seta. Si raccoglie dalsfi

nel Friuli (del


ili

ramo

della celebre Rinii-

ubertoso territorio copia di vino, e


fa

I0ut7,ne\ quale e in tanti altri ainel voi.

ne

asportazione nell'altre limitrofe pr-

liioli

ne ragionai, come

LXXIII,

vincie dell'Austria. Vi pure molto traffico di

162), Cornelio Frangipane giuieconsnlto elocpientee poeta, Claudio Cornelio


p.

legname. Udine surcessead Aipiidignit di metropoli dell'am[>iri


il

leia nella

Frangipane

figlio del

precedente, magiteo-

provincia del Friuli;


s

suo

strato e letterato,

Matteo da Udine
io, lo

incontra negli antichi


il

nome non monumenti se

logo, Daniele Floi

storico patrioGio.

non dopo
che
la

secolo. Si vuole tuttavolta

GiuseppeLirutijZanon economista, il can* FrancescoTrenfo autore di diverse opere,


lodato per mirabile religione, sapienza e ingegno. Udine vanta ancora altri insigni
ecclesiastici fregiali delle
t della

sua etimologia e quella del piccolo

fiume o torrente Torre che vi scorre a fianco, derivino da Odino e da Thor di


lui figlio, divinit degli

scandinavi, pri-

piimarie digni-

mi

inquilini

celti eh'

ebbero stanza nel

Chiesa, abbati mitrati, vescovi e


i

Friuli cMteriormente a' romani. In Udine, intorno al colle, girano de'soltenanei

cardinali,

quali ultimi encomiai di so-

pra.

Ebbe pure
il

parecchi di santa

vita,

a volto

reale di pietre quadrate, opera


e

e di recente

Papa Pio IX a' 27 setiembrei 84^ confeim il culto immemorabile della b. EIcna ila Udine della nobile
Famiglia de'Valenlini*, tnonaca romitaiia di s.

ardimentosa

stupenda, ove forse prati-

cavano
d'Attila

loro ritigli adoratori di

Odino.
unni
altri

Alcuni pretendono
la

di attribuire agli di

fondazione

Udine, ed

Agostino. Udine

la

residenza

ritengono che gi era nobile castello nel

civile e criminale,

d'una regia delegazione, d'un tribunale d'una camera di commercio, e di ogni altra magistratura provinciale, e

VI

secolo.

Con

altri

luoghi fu donata in
d' Aquileia,

piena sovraiit a'palriarchi

come

poi dir. Imperocch, per la


vi

lun-

manda un deputalo
in

alla conla

ga dimora che scovo

fecero

essi, e
il

perch
arcive-

gregazione centrale
provincia ne
cheil terrenoche

Venezia, come
due.

l'ultimo patriarca divenne


d'

i.

manda
la

Non

vero

Udine, secondo

il

praticato in

circonda

sia sleriledi

altri simili articoli, in

questo per unit

sua natura, come pietese qualche scrittore; esso invece fertile e collivatissimo,
e

d'argomento mi proposi di riportare compendiosamente la serie de' patriarchi ili


Aaidlcia,
il

non

si

acquista che a carissimo prezzo.


i

che effettuo con pi sicurezsacerdote Capsuoi documenti,


;

L'aria pura, ed

dominano. La sua posizione non molto accomodata al commercio, u finora alcuna grandestrada commerciale l'attravers; nondimeno ha mollo traflico, e 3 mercati di biade ogni ellimaiia, uno di animali ogni mese, e oliere annue vi danno molto movimento. La piccola industria vi fiorisce le grandi fabbriche son poche; havvi
venti la
;

za e soddisf.izione, ora che criticamente


la

pubblic rettificata

il

[elletti,

insieme

a tutti

memorie, bolle
l'articolo,

e diplomi

e ci

nou

so-

lamente per supplire

alla brevit di quel-

ma

eziandio per essere opporsi

tuna

a questo, nella cui storia


oltres'i a'tanti altri
I

conqievi

netra, ed

che

hanno

relazione.

per molti
ti

telai
la

per canapa e lino, e molseta,

e franchi, di
si

duchi del Friuli longobardi cui superiormente riprodusi

filatoi

per

alcune grandi con-

In serie

cronologica, e poi anche

pa-

U D
finch
<lel
j)i

ud
cidato, e queU'urnii raccolse in

ih
Udine
!e

liinichi (l'Aquileia seileUero n Civi<lale,


jilia

fine Uiline

divenne meIin[)oIi
pilriarca
la

sagre sue spoglie. die a vea egli nobilmente


appiesla'.n per la traslazione de' gloriosi

incidalo sovrajio de' [aliiaiclii nel


il

secolo XIII, aveiido-'i

Per-

toldo o Bertoldo pel i. trasferita

sua

sede e

la

sua corte. Tosto Udine risplenle fti

delle in niodo, che

dato

il

nome di

Nuova

Aijiih'ui.^eWri stesso secolo e nel


la

martiri, che riposavano in A<jnileia,diche dovr meglio riparlare. Ne vendic Teseorando allentalo le pontificie censure di Clemente VI, e la spada della giustizia impugnata dal patriarca successore NicoIo
I,

seguente ciehhe

ciliper molte nobili

ondei

rei

subirono

la

meritata pena,

famiglie, die da lulla Italia accorrevano

non rimase

pietra sopra pietra nelle loil

n cercaivi rifugio. Accolse nelle sue

mura

io terre. Narra
lo

eh. avv. Castellano nel-

Federico
naggi

II

imperatore, nienlredirigevasi

n Piotna, e poiallri sovrani ecelebiiperso-

Che nel 3 19 Danle vi fu accolloda Pagano tlella Torre, lo ricordai nel voi, LXXV II, p. 3o. Il patriarca Raimondo
I

Torre o Torriani, ed successori nel secolo XIV, ebbero ne(|uenti giieire or


della
i

Specchio f^eogiv/fJco-storicOy ch'egli ottenne dal Papa Innocenzo Vld'innaU zare al rango di cattedrale la chiesa di Utliue,alteso il sempre maggior decadimenlo d'Aquileia; ma tale asserzione inesalta per quanto dovr raccontare. L'avvenitnentodi Cailo
solenne accoglienza
rec a

IV
gli

alla dignit itnpe-

con Treviso, or co'conti


I

tli

Gorizia, or coi

rialecomp l'esultanza degli udinesi, che


fecero, in

Caminesi signori di Treviso, di Fellre, Bdiunoj e conaltri. Ma fiiunmisehiando lo spirituale col temporale potere, scomunic tievigiani che non avea potuto vincere colle armi, per cui colpiti dalla
di
i

uno

alla

sua nobilissima corte, quando neliS'i'i


si

Roma

per ricevervi
le

la

corona. Di

poca conseguenza furono


tatesi nel Friuli sino
si*

contese ecci-

aliSBi;

ma

in

que-

terribile censura nel


la td
s.

2()2 appellarono al-

anno

fatale, posti in

amara

collisione

Sede.
i

Fu Raimondo

per, che

la cit-

g' inleressi

degli tidinesi con quelli del


la

ed

borghi, gi ben ordinali da Dei lol-

patriarca, fu questa
li

fonte di rinascenil

do, cinse deiratluale muraglia, ed apri ai

sciagure.

Ne
nel

fu causa

rifiuto di Pa[)a

Torriani proscritti da Milano un asilo,che


sollo
fu
il

Urbano VI
lezione di

patriarcato di

Pagano

della

Torre

non voler confei'n)are l'eLodovico proposto di Livv al

comune

oltre a Dante, a Boccaccio, Pealtri illustri ospiti,

patriarcato, al dire del Castellano, o pii

irarca,

Gino e

ch'ebbe-

ro in quella corte nobde e generosa accoglienza.Le fazioni per che divisero l'Italiain quell'epoca iiifausta,penetraronoan'

veramente Tristano Savorgnan,innalzando in vece a quella dignit e con titolo di


aiiminislralore
il

cardinal Filiipo d'AFriuli, che in sostegno


il

lenson. Sei annidi sanguinosa guerra civile

che in Udine, Guelfi e Chi/cl/ini, e iVima sanguinosa mischia fra le due polenti famiglie Savtirgnan e Andieoti, ne fu lo

desolarono

il

degli udinesi concorse

la

repubblica di Venezia, mentre

scoppio dal patriarca represso col sangue


dfi'principali congiurati.

pa aiutato dalla
conti signori di
la la

Ungheria il Pacontraria parte, non che


re d'
tli

Ma

verso

il

34B

da'Carraresi signori

Pailovi e da' Viscontesa col-

arse pi feroce

la

guerra del partito pa-

Milano, persisteva nella

Inarcale contro quello de'viui feudatari e

sua scelta.

Termin

malcoulenti friulani, ed
patriarca b.
fede erasi recalo in

miseroe ottimo Bertrando, che sotto buona


il

volontaria rinunzia del cardinale, cui

Padova al sinodo convocato dal cardinal di Boulogne legalo


soUoSpilimbergodielroac-

ni

venne canonicamente sostituito GiovanV di Moravia, figlio naturale dell'im-

peralore Carlo IV.


alle

Non

rispose per egli

pontificio, fu

speranze degli angustiati udinesi,


il

canita zulFa da' ribelli

barbaramente

tru-

poich

suo fiero carattere suscit nuovi

112
(Iella

ud
possente fimi iglifi Sa vorgiian, e
l'in-

V D
gismondo imperatore

guai. L' nslio disfogato coiifro gli nmlci

sede. S cerilo fratlanlo

la

guerra

Ira .Si-

e re d'

Ungheria
riusc ai

sidiosa
tl

uccisione del piincipal niemliro

colla repid:)blica di Venezia,

essa Federico,

cagion
il

la

pi fuiiesla

friulani di liinaneie attaccali agli a(nici


vicini,

leazione, dalia quale

patriarca scaiiip

ma

dovettero pi<gare dalla parte


patriarca

colla Fuga; esel)l)eiie la

mediazione della
poi evitare
il

di

Sigismondo; anzi alcuni pielendono


il

repubblica di Venezia avesse dato luogo


a

che a sua istigazione fu eletto

componimento, non pot


di
lo

Lodovico
gi per
te,

II

duca
Gli

pugnale

Tiislano Savorgnan, che con

lui.

Tech e che partegungheri, come altre voldi

nuovo misfatto vendic

scempio pater-

no, siccome vuole il Castellano. Dopo il breve tratto, in cui tenne Antonio Gae1

lani

il

patriarcato, rinunziato pel cardi-

la nomina di Antonio Panciarini friulano a patriarca neli4o2 di Ijonifacio IX, bandi ogni di-

nalato a cui fu innalzato,

armata mano occuparono e desolarono il Friuli, ma ad essi oppose Venezia prodi capitani Carloe Pandolfo Malatesta di Rimini, eil una tregua quinquennale sopravvenne fi a'contendenti. Questa
i

spirala,

veneziani

si

rivolsero energica-

mente

a terminar nel Friuli ogni dissen-

scordia e riempii popoli d'esultanza. Man-

sione; e

quantunque
la

il

patriarca avesse

Papa Innorenzo VII; ma lo scisma d'occidente che lacerava la Chiesa riusc fatale anche agli
tenne questo stalo
di quiete

ottenuto

conferma di Martino V, tardi invocandone la mediazione venne col Friuli Cdine ancora in potere della re,

udinesi, perch suscitatosi

ut^

contrario

pubblica di Venezia, remlendosi

al

gene-

parlilo pose

il

Panciarini in disgrazia con


il

rale Filippo Arceli e al provveditore iMar-

Gregorio XII,
nel

quale giunse a scomuni-

co Dragadin, con che Tristano Savorgnan


I

carlo e deporlo, surrogandogli

Da Ponte
1

iciq)er

confiscati suoi beni e suggell


Il

1409. iMal sodrendo gli udinesi il fatale avvenimento, impedirono al Pap di


tenere nella loro citt
il

la

riconciliazione de' popoli.

patriarca

gi

convocalo

Tech fu espidso dalla sua sede, ed inutilmente si alfatic [ter ricuperare la perduta

concilio, e dojio le quasi precipitose o agi-

sovranit.EugenioI V fece pali'iarca nel


e poi lo cre
1

tale sessioni tenute a Cividale, di che do-

1439 Scarampo Mezzarola


ne stipulata
la

\i riparlare, dov salpare sotto meniite spoglie da Lalisana, ricondotto dalle galere di Ladislao re di Napoli ne'suoi stati.

cardinale. Sotto di (juesti e nel

44^

ven-

famosa Transazione, con

Aderivano intanto gli udinesi al sinodo di l*isa, adunalo contro Gregorio XII e r antipapa Benedetto XIII, ed due patriarchi disputaronsi per lungo tem[)0 il
i

il temporale dominio de'palriarchi, ed Friuli divenne dominio veneto. Udine, insieme col

che definitivamente cess

il

parlansenlo provincialee colla cittadinanza,

avea governato

la

patria sotto

la so-

territorio.

Bench Alessandro V
si

eletto

vranit de'paliiarchi, e

dopo

detta epoca

]*apa dal sinodo


al Panciaruii.

mostrasse favorevole
le

solto quella della [)ossente repubblica di

pure

divisioni fomenta-

Venezia fino
il

alla

caduta

di questa.

Cosi

le dagl'imperiali, e riprodotte sotto

Gip-

Friuli e Udine sua metropoli seguiroi

vanni
(la

XX ili, successore d'Alessandro V,


Roma accettando
Otianlo,
seil

no

destini, prinia de'palriarchi >y Jqiii-

l'indussero a ritirarsi in

quello

cardinalato, e trasferito da
il

Gregorio XII

Da Ponte ad

Ida e poi della repubblica di / cmzia, onde la storia di cpiesta e di quelli si rannoda alla loro, ulteriore motivo che pieci|)uamente m'indusse
in

condo

il

ih. Castellano

(ma

non pare,

quesl'tuticoloa

poich l'Ughelli dice che torn Ila sua sede di Concordia, e il Cappelletti che
pass a quella di Zara), rimase libera
la

riferire la serie de'palriarchi, cui succes-

sero

gli

arcivescovi d'Udine. Questa citt


1

desolala dalla peste nel

5i

e nel

iG56

ud
hriiicipalinenle,

ud
lenente Barbaro imband lauta
Indi
il

1,3
mensa,
pe'confini au-

non giunse
JNi-I

[)i nlla pri-

inicra sua popolazione.

fu onorala delia presenza del l'apa Pio

1782 Udine VI
i

Papa s'incammin

siriaci, giiir\lo aVjnali

ringrazi inomina-

nel suo viaggio a Vienna. Narra mg.'Dini

nti suo Diario, clie


rjiiirzo

il

Papa mercoled

ti due procuratori, incaricandoli di vi vamente rappresentare al senato veneto la

(line, nel cui tragitto fu

ad orei5 partilo da Selcile per Uveramente mira-

sua riconoscenzae diessere rimaslosen;ibilissimo per leallenzioni ricevute. Pio


nello slesso giorno

bile lo straordinario concorso del popolo,

VI pervenne a Gorizia,
essendosi

pi parlicolarmeiite nelia vasta pianura


tl(;l

capitale della bassa Carniola ne'dominii


aiislriaci.

rapidissimo Taglianiento, ove fu Ir-

Nel

797

Mantova
i

vaia

pronta per varcarlo nobile peola


il

resa a' francesi, ne fu conseguenza

ne-

pel Papa, ed a servirlo

cav. Valvason

goziali fra l'Austria e la repidjblica fran-

A 22
te

ore

il

Sommo

Pontefice feliccinen-

cese per la pace,

cui preliminari filli a

giunse in Udine capitale del Friuli Venobile e magnifico palazzo del conte

iicto floridissima, e discese dalla carrozza


al

Leoben, produssero le conferenze d' Udine, dove dimoravano pIeni[)otenzi;jri


i

nuslriaci, e in

Passariano o Passeriano

Antonini, fatto diligenlemenle preparare


dalla repubblica. Ivi fu incontrato dal1'

luogo del Friuli, dove abitava Napoleo-

arcivescovo diocesano mg.' Gio. Giro-

iamo Gradenigo, da mg.' Bonifacio da Ponte vescovo di Capo d'Istria, dal nobile
Giovanni Ba-rbaio luogotenente nelFriuli, e da un gran numero di nobilt con
isplendida formalit. Asceso Pio

ne I3ouaparte comandante de'francesi nel palazzo magnifico de'Manin. Ne fu risoltato il famoso Iraltalo segnalo a Campo-

VI

nel

suo appartamento, ammise


tedella
siastici

a paiticolare

udienza mg.' arcivescovo e piovincia,ed altri


;

il

luogotenen-

distinti eccle-

e di[)oi

ammise

al

bacio del piede

Formio, nello slesso Friuli, a' 7 ottobre da Bonaparte e dal conte di Combentzcl, il quale fece cessare la repubblica di Venezia, che colla pi parte de' suoi stali, compresi Udinee il Friuli, pass nel dominio dell'Austria. Indi per nuove guerre il Friuli e Udine fecero parie del regno d'Italia, ed Udine divenne capoluogo del
i

tulla

la

nobilt, molti altri ecclesiastici e

dipartimento
e

italico di

Passariano,

nome
ig

regolari, e finalmente soddisfacendo al-

derivalo dal suddetto memorabile luogo,


si

r istanze del degno pastore, compatti

al-

form

di

distretti, suddivisi in
1

raffollalissimo popolo adunato nell'adia-

cantoni formanti

cente piazza l'apostolica benedizione. Sic-

290,000

abitanti.

comuni e con pi di Divenuto Napoleone I


1

Papa ne' dominii veneti era accompagnalo da' procuratori cav. Pietro Luigi Contarini e Lodovico Manin, conil

come

imperatore de'francesi e re d'Italia, dichiaro duca del Friuli il gran marescial-

siderando che nel d seguente ne sarebbe liscilo, per dimostrare ad essi paterno af
felto e riconoscenza,

don

al

cavaliere

due

Duroc di Pont Mousson, maggioi8i3 nella balta* glia di Lutzen. Nel i8 i4 Udine col Friuli tornarono al dominio dell'auguslacasa
lo di palazzo

poi ucciso a' 2

corone

di lapislazzuli alla cavaliera bel'altra

d'Austria, e vennero compresi nel regno

nedelle, una per se e


le, e distinse
il

per

la

consor-

Manin
nella

col dichiararlo ca-

Lombardo- Veneto. Nel 848 lalia, anche Udine si pose in


i

insorta

l'I-

libert nel

\aliere aurealo,

che solevasi praticare


di

in

forma medesima Roma cogli Aiu'

marzo,

ma

tosto torn

all'

ubbidienza

imperiale.

luisciatori\ey\^\\\v\m:\
1

cW rdiciizn[l .) congedo. A' 4 Pio V I ascolt nelia metropolitana la messa celebrala dal suo cappellano mg.' Ponzetti, ed il luogovoL. ixxxir.
-

Aqidkia propugnacolo d'Italia contro


le irruzioni

de'barbari, appellata allraRo

n)a, sulla

sponda del fiume Natisunee

cir-

ca 12 miglia dall'Adriatico, gi imperiale,

..^

flK^.u A.1MA WlA

1
1

ud
popolo; invasa e distrutta dagli
poi alj|jaiulonata dai

UD
gono doro
tro
i

splendida per magnifici edifizi e pernuiiiei'oso

11 del

29^, Agapito

del

3oo, Teo-

fu nel

3i4

al concilio

d'Arles con-

unni,

lifiiblu icala e
,

donatisti. Benedetto del


al

332
si

inter1

snoi pastori
lustro,

decadde talmente dal suo

venne

sinodo

romano

di

s.

Giulio

nel

che ora trovasi ridotta alla condizionedi meschina citt o villaggio del retano Illirico nel governo di Trieste, e malsana dimora di pescatori e marinari. Si ha
dalla C6>stante tradizione, convalidata da

337. Fortunato o Fortunaziano


scrisse nel

sotto-

347

al concilio di

Sardica, ab

Jlalia de Acjith'ja^ lodato pastore che ospit s. Atanasio patriarca d'Alessandria acerrimo impugnatore degli ariani, ed anche Valente vescovo di Mursa e Ursacio vescovodi Singidon, che nel conciliodi Mi-

mollecronache, che
stoli
s.

il

principe degli apos.

Pietro invi

il

suo discepolo

Mar-

co evangelista
la fede di

in Aquileia, nell'anno /^o

lano aveano per politica abiurato l'aria-

circa dell'eia cristiana, per

promulgarvi

nesimo,

al

quale fecero poi ritorno. Per

Ges Cristo e piantarvi la sede vescovile, come esegu, onde ne fu l'apostolo e ili," vescovo. Quindi bramoso dopo un settennio di rivedere 1' amato
maestro,
si

frode degli ariani,com'altri,Foi timaziano


fu strascinato nell'errore, na

sembra che
nell'errore.
fu al si-

non

fosse ariano,
il

sia

morto

Circa

propose

di recarsi a
vi

prima

di lasciar
il

Aquileia
s.

Roua, e stabil suo

368 fior s. V'alerianoe nodo romano del 36q; radun e

presied

nel 38iil concilio d'Aqnileia,e pel i. lo


sottoscrisse. Nella lettera sinodale pel concilio

successore

discepolo
;

Ermagora ad
volle consa-

istanza del jopolo

ma non

tenuto nel 382

in

Roma

da
s.

s.

Dama-

grarlo senza
])0 della

il

pern)csso del supremo caconfei l'episcodi

so
di

1,

viene nominalo prima

Ambrogio

Chiesa. Perci lo port in Pioma,

ivi s.

Pietro stesso

gli

quello d'Aquileia, e poi


t
si

Milano, eh' era intervenuto anche a s. Valeriano che


rec.Nel

pale ordinazione,

dopo

che torn

alla

sua chiesa che vivau>ente lo desiderava.


IN'on
s.

assai dotto,
s.

mancano sostenitori, che celebrano Ermagora fondatore del vescovato Ai

388 gli successe s. Cromazio, probabilmente consagralo da Ambrogio, poich per la disciplina d'ali

lora

quileiese e suo pioto-episcopo. Moltipli-

candosi
tili

fedeli, la
il

persecuzione de' gensuolo del glorioso e fe-

tosto innail

due vescovi d' Aquileia e Milano si doveano scambievolmente ordinare s. Cromazio pacific con s. Girolamo il monaco Piufno d'Aquileia, nato in Concor:

condo sangue de'martiri, essendone le primizie le ss. Eufemia, Dorotea, Tecla ed Erasraa nobili vergini. Anclies. Erniagora riport la

dia, dottissimo

inoltre fu
gli

autoredi molle opere; ed benemerito della condanna deper Topere che


scrisse.

errori d'Origene, della difesa di s.Gio.

corona del martirio, forse

G risostomo, e

Nel

verso l'anno 70, in compagnia del suo


jtrcidiacono
s.

407 Agostino beneventano


quileiesi tra le desolazioni
feroci goti nelle piovincie

eruditissimo

Fortunato, che dalla fan-

e zelante dell'ortodossia, fu eletto dagli a-

ciullezza uvea

cessole nell'

educato e designava sucepisco[)ato. Ambedue sono


le reli-

che recavano

da

essi invase,

principali protettori dell'arcidiocesi d'U-

e da' quali erano oppressi. Gli unni mi-

dine

la

quale ancora ne venera


i*apa

quie. Altro illustre e glorioso martire fu

nei 167

il

s.

Pio

nato

in Aquileia.

nacciando imminente e sterminatrice irruzione, per lo spavento da cui erano compresi gli aquileiesi, il provvido vescovo
cerc loro un sicuro asilo nella vicina
soladi
i-

Assai sconvolta nell'antiche cronache la

immediati pastori, dopo s. Ermagora. IVel 274 circa, e dopo lunga vedovanza della cattedra, si pone s. Ilario
serie de'7

Grado, dislante4

leghe circa

pi-es-

so le lagune di ]^fai-ano, gi sede vescovile nella provincia

d'Udine. Era Grado

inaitirc, indi Crisogono

del ^HT), Criso-

sino da'iempi antichi quasi

un soltborgo

ud
e porlo

ud
i

h5

marittimo cV Aquileia, ove

pri-

mitivi cristiani aveaiio eretto oratorii e


chiese. Ivi
il

Aquileh. Nel ;)oo divent vescovo !\Iar Cellino romano, che nel 5u3 fu in Pioma
al

vescovo Agostino feceetlifl-

celebre sinodo Palmare, e di sovente

care molte case per abitazione del suo

passava da

Grado

in

Aquileia, ove

gli

a-

popolo,

fofs'

anche

il

castello, e perci

riani per la prolezione de'goli dissemina-

venne comunemente celebrato fondatore


delia citt. Si distinse inoltre nel confutare
i

vano
dirne

perniciosi luio errori,


le

onde impe^
I

funeste conseguenzf. Stefino

gli

errori de' Pelagiani, difendendo


cattolici.

del DI 5, oriundo da Milano, esercit si-

dogmi
o

Gli successe nel

434 A-

delfo o Dolfino di Aitino, ed a questi nei

multaneamente il pasloral ministero in Grado e in Aquileia. Gli successe nelTSt)


Macedonio, e da esso deriv
il

442

443 Massimo
s.

indi nel
I

444 Gen-

deplorabile

naro, a cui scrisse

Leone

perch con
Di-

scisma, che tenne separata per

un

secolo e
s.

diligenza estirpasse dalla provincia aquileiese ogni avair^^o d'eresia pelagiana.

mezzo
cia

la

chiesa d'Aijuileia dalla


egli e
i

Sede,

allorquando

vescovi della provinsi

venuto

nel

45 vescovo Secondo,
1

nell'an-

metropolitana aquileiese

rillutaro-

no seguente con profondo dolore vide distruggere dal ferocissimo Attila re degli

no di sottoscrivere la famigerata condanna de' Tre Ctipiloli {f^.), pronunziata


nel

lumi Aquileia, Aitino,


vile fu poi trasferita a

la cui

sede vesco-

553

o nel 554- Narsete patrizio e du-

Torccllo, Opiter-

ca, contro la
siastica,

memorata

disciplina eccle-

gio ora Oderzo, Concordia,

Padova

J^oro Giidio o Cividalc. Non pare che Aquileia restasse totalmente diroccata,

za in

condusse Macedonio quasi a frRavenna, sede del governo degl'im-

peratori d'oriente, per consagrare Vitale


in

continuando a
scovo
s.

risiedervi

Secondo, e
gli

il

ve-

vescovo di Milano, nella qual citt do


si

Niceta greco che

successe nel

vea ci eseguirsi. Tale violazione

ri-

453

o nel 434)'' q"'de per pose in salvo

pet nel 5 jy,


leia,

quando

Vitale consagr in

nel castello di

Grado

le

sagre reliquie,

Uavenna Paoloo Paolino vescovod'Aqiii-

tesori di sua chiesa e le


gli

femmine. Sedati

ambedue

scismatici e separali dall'u-

sconvolgimenti della terribile inva-

nit cattolica, e

Papa Pelagio

disappro-

sione, parecchi profughi tornati alle loro

famiglie, comepianli per morti, alcune lo-

v tale irregolarit canonica, perch non fatta la consagrazione nella citt del coasagrando, nella quale dovcasi poi'tare
del
il

ro mogli erano passate ad altre nozze, perci

reclamarono

al

vescovo. Questi consul-

consagratore, risultandone cosi l'assenso


siedere
si
I

Papa s. Leone I, il quale sotto pena di scomunica le fece ritornare a'propri mariti nel 458. A s. Niceta nel 4B5 fu sostituit

popolo e della chiesa, a cui dovea preil cousagrato. Vieppi sotto Paolo rassod lo scisma, e propriamente pel
s'appropri
il

to Marcelliano originario di Tessalonica,

titolo di

Patriarca^ne

che fond

monastero Belinese e la chiesa dis. Martino, ove nascose corpi de'ss. Ail
i

quale articolo parlandone, seguendo altri, dissi che alcuni considerarono il prelato
\\'

quileiesi per toglierli

dalle profanazioni

Acjinleia

\.
il

prelato d' Italia, mentre


l'arcivescovo di

de'barbaii goti, che meditavano altre irruzioni. Di fatti nel

desso

dopo

Papa

RU'

4^4

i'

loro rearianOjesegu

la

famoso Teodorico temuta invasione;


in periculo
la

laonde Marcelliano vedetidosi


od Aquileia,
si

venna, perch ne Sinodi o Concilii dopo il Papa e l'imperatore sedeva l'arcivescovo ili Piavenna, il -2. luogo lo godeva l'arcivescovo di Milano,
il

rec a stabilire
di

sua

resi-

3.

il

patriarca di

denza net castello

Grado,in cui
\v\q

la conti-

Aquileia, a seconda del decretato da C/c-

nuarono per pi

di

secoli diversi dei

suoi successori, finch

divenne altra cat-

tedra pati iurcale, distaccata da quella di

mente II, e riferito ne'qui ricordali articoli in mancanza dell' imperatore e degli arciveicovi di Ravenna e di Milano, sede:

Ji6
loiio ne'concilii
i

ud
patriarchi d'Aquileia e
"S.^a

ud
cie ivi dicesi dal

Pupa adunalo; laondirio


p.

diGrado, il

."a

destra eil
1'

sinisliadcl

pailando
dissi

di

quel concilio col


il

Mansi, lo
varie

Papa), secondo

uso de* goli epoi anche

supposto; luttavolla
gli atti

lodato scritle

de longobaidi,
distintamente

di

nominare patriarchi
i

in-

lore ne pubblic
lezioni,
tentici.

secondo

tutti

inetiopolilani,percui
in

per non riconoscendoli perauIS'el

con questo

titolo

furono chiamati

quel-

586

eletto patiiarca

Severo

l'epoca INIassimiliano di Ravenna e Lo-

scismatico di Ravenna, ove l'esarca

Smaaltri

renzu di Milano. Riferisce


iialdi.

l'aHiialisla

Ri-

ragdo con violenza


3 vescovi

lo

condus>e con
e

che
s.

s.

Giegorio

di

Tours chiam

dell' Istria, cio

Giovanni
Vinilemio

di
di

patriarca

Nicezio arcivescovo di Lione,

Parenzo, Severo di Trieste


Cissa, ed in

cos'j

il

concilio di ]\Iacon appell Prisco

pure arcivescovo di Lione. Aggiungeche ancora gli eretici ariani ebbero in coslulue di chiamar patriarchi loro priucipai

iurare e
Ioli;

un concilio li costrinse atl abcondannare fimosi Tre Canii

ma

tornati alle loro sedi ricaddero


\\\

nello scisma, anzi radunatosi

Marano

li

vescovi, e cosi parimenti gli altri eretici

uh conciliabolo,
lutti
i

a cui intervennero quasr

separatisi dalla

comunione
il

cattolica diItalia
il

vescovi sulfraganei della provincia

cevano patriarca
fino a quell'epoca

capo loro. In

aquileiese, ne ripristinarono la difesa per-

non era
non che

slato dato
al

linacemente, e persisterono nello scisma


pel favore dell'

titolo di patriarca se

Papa,n)a

imperatore Maurizio, in
s.

vescovi veneti, dell'Istria e della Liguria

onta allo zelo

di

Gregorio

per estiu-

divisi nello scisma dalla chiesa


si

fecero Paolo d'

romana, Aquileia supremo pre-

guerlo. Severo dopo aver mostralo pre-

mura per
leia,

rifabbricare la distrulla Aquila cattedra, mor'i sci-

lato in luogo del

Sommo

Pontefice, no-

per ristabilirvi
la

minandolo p7^/-/V7r(<7. L'uso del qual nonie fu poi permesso dallo Sede apostolica
pel manteoiraenlo della pace. Paolo di-

smatico nel 6o6, Per l'elezione del successore cominci


aquileiese in

divisione della sede

due

parli,

dappoich insorta
la scella

morava
leia;

parie in

Grado

e parte in Aqui-

questione nel clero per


Iriarca,
si

del pa-

temendosi l'irruzione de' longoliardi, verificatasi con Alboino loro re, che
il nuovo ducalo del FriuPaolo trasfer stabilmente la sua residenza in Grado, e come luogo sicuro vi port lutti gli avanzi delle sagre

ma

formarono due

partiti,

l'uno
Quelli

di scismatici, l'altro di ortodossi.

nel

568

stabil

in Aquileia elessero, con l'assenso di ^Vgilulfo re de'longobardi e di Gisulfo

li,

lo stesso

duca

del Friuli, l'abbate Giovanni


i

scismatico^

cattolici in

Grado

elessero col favore dei-

reliquie e degli ecclesiastici tesori rimasti


nella desolata Aquileia.
gli

Morto

nel

569,
sci-

Smaragdo, V ortodosso Candidiano; ed enti-ambi all'ubbidienza del da


1'

esarca

successe

il

patriarca Probino, pure


1

loro eletto

si

sottoposero, ciascuno inli-

smatico; indi nel 57

Elia, eletto soltanto

lolandosi patriarca d'Aquileia, con l'ag-

da alcuni vescovi
chiesa di
ledrale, e
li

della provincia, che

am-

giunta ^tW antica e della nuova Aquileia, a

pli lo scisma, eresse in


s.
il

Grado

la

vasta

tenore della diversa residenza. Mor-

Eufemia che divent la colcontiguo patriarchio, nonch


di s.Pictro
s.

to in

Grado
in

nel

612 Candidiano,

callo-

liei ivi

elessero patriarca d'Aquileia resi-

monastero

per

le

sagre vergipei n>o-

dente

Grado Epifanio,
Giovanni

cui nel 61 Stir-

ili,

e quello di

Maria

di

Rarbana
la

ca sostituirono Cipriano di Pula. Intanto


allo scismatico
1

Jiaci.rs'on

conviene il eh. CappelletlijchePetraslazione


col

successe ver-

lagio

II

abbia riconosciuta

so

il

628 Marciano,

altro stismalico, par,cl-

della sede d'Aquileia a

Grado, come

triarca anch'egli il'Aquileia icsidente

iWovaes riportai in quell'articolo, e crede


ebieie alterali gli alli del concilio perci

l'antica Aquileia.
circa
il

Ma

cessato di

numc

628,6

altres

moito

1'

oilotlo;,at>

ud
Ciprinno, insorse Io scismnflco Fniltinato,

ud
faceva in quest'isola.
vincia a(piilciese

che proietto da' longobardi occup


in

117 Avendo tutta la produe capi cattolici, ven-

colla violenza la sede aquileiese di (ir;i-

do, e quindi riun nuovamente


il

un

solo

ne necessaria una divisione, e che a ciascuno fosse canonicamente assegnata la


sua propria diocesi. Pertanto Sereno
li-

patriarcato aquileiese. Fortunato reil

catosi a G4'ado,

cui clro cattolico gli


le

cev
ca e

il

pallio

da Papa
di

s.

Gregorio

II,

eoa

neg ubbidienza, ne saccheggi


e fu costretto
iiions, lungi
Jeia.

chiese

ingiunzione
la

litirarsi nel castello di

Cor-

cliie^adi

non molestare il patriarGrado, e continu ad ave-

i5 miglia dall'antica ArpiiQuindi il detto clero sci isse a l'apa Onorio I, perch l'aiutasse a liberarsi di Fortunato; onde il Papa versoli 63o indirizz lettere a' vescovi della Venezia e
dell'Istria per esorlarli a cacciarlo dalla

re la sua cattedra pontificale in Aquileia

Cormons, con giurisdidominio Longobardo, massime nel Friuli. A Donato


con residenza
il

in

zione entro

territorio del

si

assegn la cattedra di Grado, ove dimorava, smembrandola dalla provincia

loro provincia, ed a ricevere in vece per

e dalla diocesi d'Aquileia, e


la

formandosi

loio capo Primogenio suddiacono regio-

sua co' possedimenti e territorio della

nario della chiesa romana, che loro invi.

Fu

ricevuto e riconosciuto patriarca

repubblica di f^enezia, in uno all'/iV/'/Vr, egualmente per disposizione di s. Gregorio 11: cos
il

d'Aquileia con residenza in Grado, e fu


il
I

Donato

fu in certo
Il

modo
pa-

ad essere insignito dal Pa[)a del sala

I."

patriarca di Grado.

titolo di

gro pallio; esercit


eattolici

giurisdizione sui
la

triarca deriv a'diie pastori delle chiese

dell'ampia diocesi aquileiese e

d'Aquileia e di

Grado

poco a poco e in-

metropolitica nella provincia,


scismatici l'esercitava in

come sugli ambedue Fortui

sensibilmente, finch poi dall'uso e dalla

consuetudine
a quello di

fu loro

confermalo, prima
posteriormente
s.

nato. Successero a Primogenio e s'intito-

a quello d'Aquileia, indi

larono patiiarchi
cilio di

d' Aquileia,

cattolici
fu al

Grado stabilmente dopoch

Massimo dalmata che


del

nel

649
11 di

con-

Leone
dell'
I
I
I

111

mand

pallio a

Fortunato

Latcrano, Stefano

l'arenzo

670, Agatone

di Trieste nel

6y5 che
del

8o3 e chiamandolo patriarca. Nel 55 patriarchi di Grado divennero pri1

sottoscrisse al sinodo

romano

679,
e

e Cristoforo del 685,

tutti riconosciuti

sostenuti da' Papi, dagli esarchi di

Ra-

mati della Dalmazia; finalmente nel 45 per r unione della veneta chiesa di Castello a quella di Grado, deriv l'attuale
diocesi patriarcale, metropolitana,
ziale di
alla

venna

e dalla repubblica di Venezia. Frat-

prima-

tanto Fortunato

Cornions e proletto sempre da' longobardi, ebbe a


rifugiato a

Venezia (F,). Questa in ordine gerarchia ecclesiastica, quanto al suo


i.""

successori altri scismatici, nel


nel tS63 Giova uni ll,nel
nel

649
lo

Felice,
Ili,

titolo patriarcale, la

chiesa d'Italia,

680 Giovanni
abiur

dopo
noi
t,
la

la

suprema Sede

di

Roma, bench

698

PietiOjil (juale

scisma e

sia in

ordine a preminenza e antichi-

rientr nell'unit cattolica, succedendogli nel 7


I

Sereno.

Dopo

la

morte di Criil

stoforo, essendo

gi anche

clero del

pallilo scismatico divenuto cattolico, co-

imperocch la figlia primogenita delSede Apostolica, la i."* dopo la Chiesa Romana, l'arcivescovile di Ravenna. A Sereno verso il 726 successe il pail

me

lo era

Sereno che s'intitolava patriar-

triarca Calisto arcidiacono di Treviso,

Cormons, verso il 716 fu eletto in Grado Donato, che pollando il medesimo titolo, iropro;pnamenle si chiamava da altri patriarca
ca d'Aquileia e
in

dimorava

quale nel 780 da Cormons trasfer la sua residenza in Ch'idale del Friuli o Citt
d' Austria, \>er cui
re delti
i

patriarchi furono

pu

Foro

Juliesi e del Friuli. Egli

di

Grqdo, per

la

materiale resideuza che

rinnov lequestiouidel predecessore con-

ii8

UD
palriaicii di
111

U D
fu
il

no

il

Gregorio

Grado, per cui Pfipa s. cii ca il 784 l'ammoi e gii co


i

dolio

s.

Paolino di Premariaco

me-

glio di Cividale, che intervenne a'diversi

mand di

reslituire a quello

luoghi usur

sinodi adunati a istanza di Carlo

pati di sua giurisdizione, al

che ubbid
la

ed

in

quello di Ratisbona del


col

Magno, 792 ottenquale con-

prontamente. Ristor e abbelPi

basilica

ne da esso ampio diploma,


fer al

di s.Gio. Battista, e nella chiesa di sua resi-

clero della chiesa d' Aquileia pie-

den7a,oggi insigne collegiata, fece cosimi re


il

nissimo diritto e assoluta libert di eleggersi


il

battisteriodi inainio,

il

quale tempietto

suo patriarca per sempre.

fu riedificato nel declinar del secolo

XV

tro diploma Cai lo

Con alMagno conferm alla


i

ed sagro
vi

alla B.
i

Vergine. Nella della ce-

chiesa d' Aquileia tutti


privilegi

possedimenti e
da' re e dai
s.

lebre collegiata

prendevano

il

dAquileia solenne possesso, dopo


patriarchi
ili
il

ad

essa accordali

duchi de'tempi precedenti. Tenne


lino

averlo preso nella loro metropolitana


Aquileia. In tale funzione
del capitolo soleva consegnare al

im sinodo

nel

796

in Cividale,

Paoche i

vice-decano

padri in esso intervenuti chiamarono metropoli,

nuovo
del suo

patriarca sedente sul trono pontificale,

tropoliin Jtfjidlcjcisein, per


i

Foiunijuliimi Muiiiciinuni Mela sede che


vi

mia spada sguainata, qual seguo


principato temporale; ed
il

patriarchi

aveano

stabilito.
in

Altro

si-

patriarca la-

nodo celebr solenne


vendicare
tro
s.
1'

sciava al capitolo la sua cappa

magna
la col-

Aitino nel 799, e nel notificarlo a Cai lo Magno, l'istig a

da

lui

indossata nel recarvisi.

Ora

iniqua congiura ordita conIII,


il

legiata di Cividale ulTziata dalia digni-

Leone
s.

quale neir8oo coron

decano e da canonici che hanno l'uso della cappa magna; e inoltre viene destinato dall'arcivescovo d'Udine in vicario arcivescovile un soggetto a suo bet del
1

quel principe imperatore d' occidente.

Sotto

Paolino insorse questione coll'arla

civescovo di Salisburgo, per


zione che
Carinlia.

giurisdisulla

ambedue pretendevano

neplacito,
nici,

il

quale suole stare

tra'

cano-

partecipe di prebenda e de' privilegi.

Mor santamente s. Paolino nel gennaio 802, e si venerano le sue spoglie


nella collegiata di Cividale.
Il

Vi sono pure

4 canonici
Il

onorari, 8

man-

successo-

sionari e 2 cappellani.

capitolo gode del


i

re

Orso

procur l'estinzione della quela cui


I

diritto d' inslituire e destituire

rettori

stione giurisdizionale coll'arcivescovo di

delle parrocchie soggette alla giurisdizio-

Salisburgo,

ne

del suo arcidiaconalo, cio 7 in citt e


fuori. IVel

blicata neir8

24

762

gi era patriarca d'A-

decisione venne pubappena eletto dopo la sua morte Massenzio, mediante diploma di
I

quileia Sigualdo, e

come
la

il

predecessore

Carlo

Magno che
Il

stabili

confini delle

ebbe

a corepiscopo Giovanni, al cui tem-

due

arcidiocesi e le dichiar divise dal

po furono

fondali

celebre abbazia di

fiume Oravo.
ch
le
la

patriarca Massenzio ot-

Sesto, poi de'vallombrosani e

commenda

tenne dal medesimo altro diploma, perchiesa d' Aquileia risorgesse dallo

soppressa nel
di

789, non lungi dal castello Cordovato nella diocesi di Concordia; e il monastero delle monache nel borgo di Salto a 4 oiiglia da Udine, poi trasferito in Cividale col nome di s, Maria delt

squallore e povert, cui l'aveano ridotta


ripetute irruzioni de'goli, degli unni e
di altri barbari; indi invi a

Carlo

Ma-

gno

le notizie sui riti del

battesimo, da

la Valle, esistente

con religiose benedet-

lui richieste a tutte le chie.<e

metropoli-

line,iviessendovi pure leorsoline.Nel

77G
il

tane del suo dominio, ed peratore anche a

Carlo

Magno

recatosi a Cividale, visit

morte l'imquesta chiesa lasci un


in

patriarca
vita, e lo

Sigualdo nel declinar di sua consult sul successore che do-

generoso legato
s.

in

denaro. Sino dair8o4

Leone

III

ottenne nel concilio d'Aqni-

veasi surrogargli. Questi oell'istesso

anno

sgrana, che le chiese dell' Istria pretese

UD
ila s.

ud
erano slate as>

.j

Paolino fossero restituite alla sede


eli

e l'imperatore Carloniamio sped ani[)o

patriarcale

Grado,

a coi

diploma

segnate nella divisione delle due sedi. La


controversia divenne famosa per averaltreltanto reclamato

gi di sua chiesa.

Orso

I,

die ad ogni
ve-

costo voleva soppressa la

metropoli di
i

Grado

e soggettati

ad

A(|uileia tulli

conferma de' diritti e privileValperto entr in comunicazione epistolare con Fozio, famoso patriarca di Costantinopoli, probabilmen te per indurlo ad abbandonar le sue fallaci dottrine; e circa l' 88o ebbe grave
di
le

scovati dell'Istria, e calorosamente pure

controversia colla repubblica veneta, per

da Massenzio,

il

quale vedendo

il

l^apa

sue pretensioni a favore della sede d'A

favorevole a Grado, procur die

la

que-

quileia sulla chiesa di

Grado, riconoscenla

stione a lui rimessa dagl'imperatori


ilovico
I il

Lo-

dosi appartenere aliar.' la Venezia terrestre, alla 2.' la

nd

concilio perci
.),

Pioe Lotario I, fosse giudicata adunato nelI'Szy a


coli'

Venezia marittima, e

controversia stava per decidersi


mi. S' interpose
zio, e
il

coli* ar-

Mdiituva (/

intervento eziandio

doge Orso Partecipatliritli civili che Valperto a convenire

de' vescovi dell' Emilia, della

Liguria e
il

perch

la

questione era precipua-

della Venezia.

Ad

esso

domandarono:
le ctiiese di

mente derivala pi per


spirituali, indusse

piilriarca d'Aquileia,

che

nua

y)rovincia dall'irruzioni barbariche allon-

a un trattato di concordia. Per questo

la

lanate dalla metropoli, t'ossero restituite


alla loro

repubblica di Venezia
bert di
porto, a condizione di
la

gli

concesse

la li-

primitiva dipendenza;

il

patriari

ca di

Grado, ricusando riconoscere


invoc
la
si

pre-

lati a(|uileiesi,

soppressione di
attribuissero

commercio e l' apertura d' un non pi molestare chiesa di Grado, e accordasse a' venene'luoghi del suo dominio, l'esen-

loro sede e che alla sua

ziani,

tutte le giurisdizioni di quella. Sentenzi


il

zione da qualunque gabella ne'Ioro traffici.

concilio,

che

la

chiesa d' Aquileia dis-

giunta io due metropoli, dovesse riguardarsi,

tani

Papa Giovanni Vili esort saloniad abbandonar lo scisma e rientrai

come

dalla sua origine, primaziale


i

re nel seno della cattolica

comunione, e

e uetropolilana; e che Massenzio e


successori avessero
il

suoi

diritto di consagra-

nuovo arcivescovo che doveano eleggere, non potesse consagrars che dal
perci
il

re ciascuno de' vescovi dell' Istria, eletti

dal clero e dal popolo,secondo quello che

esercitavano in tutte l'altre diocesi di lor


provincia. Cos la preminenza della chiesa d' Aquileia su quella di

Grado

fu san-

zionata e definita.

Avendo

xMa&senzio ri-

portato diploma dalla benevolenza dei due imperatori, indi termin suoi giorni; e forse neir834 gli successe Andrea, il rjuaie venne esorlato, in uno al patriarca d' Grado, da Papa Sergio 11, di desistere
i

Papa, per quindi ricevere il pallio. I salonitani disubbidirono con far consagrare r arcivescovo di Salona da Valperto, il ([uale d'altronde ricus di consagrare vescovo di Como per commissione del il Papa. Perquesto rifiuto, e per aver abusalo di giiu'isdizione con detta ordinazione, Papa Oenedetto IV gli scrisse rimproveri. Al patriarca Federico
circa,
I

delgoa
il

Berengario

imperatore don

ca-

stello di Puziolo: fu lodato

come

valoro-

dalle scambievoli dscordiegurisdizionali


e di rimetterle al concilio

so nell'armi, per aver umiliata la baldan-

che

si

sarebbe

za degli ungheri e ristabilita la pace d'


talia

I-

celebrato,

che pare non si effettu. Al patri.irca Venanzio dell' 845 circa, sucil

da loro

infestala.

Leone,

fiorito ver-

so

il

9'22, per la libert di sua chiesa fu

cesse ndl'

85o

Teutiinaro, verso

l'

856

ucciso dal longobardo Piodaldo, punito

Lupo 1, neir875 circa Papa Giovanni Vili

Valperto. A questi

da'principi colla confisca de'beni a favore della chiesa a(|uileiese.


li

dichiai riputarlo

patriarcaOrdi prole-

niiuuue delle dicerie sparse a suo carico,

soli nel

928

ricev

un diploma

I20
zione
figlio
(la

ud
Ugo
re d'Italia,
il

U D
quale col suo
il

altri
la

doiuinii,e poi nel

983

gli

conferm

Lotario donarono alla sua chiesa


clie
diritti di

signoiia su' 5 castelli del Friuli,

fiume Nalisone
tulli
i

bagna Aqnileia, con

gia,
Gli
nel

navigazione, pesca, mulinel

ni e altri.

Morto

Lupo

li,

che poi nel


pel

93 occup la sede 943 ripiodusse lesoI


,

BuFagagna, Groang, Ldcnc, Bratta. successe nel 984 Giovanni IV, da cui 993 fu lenirlo un piacilo in Vicenza
in

radunato un sinodo provinciale

Vei

pile questioni

diritto

nielropolitico

rona; altro simile celebrando in Cividale


nel
I

sulla chiesa di (rado; e forte


la

com'era per
partilo.

o 5, riguardante priucipalmeute
I

sua civile giurisdizione, ne assali colla citt e

canonici e capitolo di

s.

Stefano,

a'

quali

l'armi

ridusse a

mal

Ne
pei"

concesse parecchi possedimenli emoltis


situi

prese pai

le la

repubblica di Venezia,

difliider la sua isola, residenza della pri-

inniia dignit dello stalo, e senza far guerra ricorse all'usato

Anche l'imperatore Ottone 111, fin dal 00 1, don a'paIriarchi e alla chiesa d' Aquileia la met
privilegi distinti.
1

pi oibire a' veneti ogni


li,

mezzo validissimo, di commercio col Friui

del castello di Sillignano presso Gorizia;

laonde sempre

pi

^\

progrediva l'estesa po-

specialmente

il

sale e tulli

generi di

tenza eia sovranit di questi prelati. Nel

prima
pi r le

necessit, vietando insieme a'friu-

1019 sedeva

il

patriarca

Popone nomi-

lani l'accesso nelle venete lagune.

Tosto
fu co-

nato allies Wolfaugo, che profillando


della lontananza di

lagnanze de' popoli, Lupo

li

OrsoOrseolo patriar-

doge inulilmei)te,onde si rivolse alla mediazione dello stesso patriarca di Grado, da lui molestato, e con successo. 1 divieti furono ritirali mestretto ricorrere al

ca di

Grado

dalla sua sede, ne invest col-

l'arini la citt,

devast e derub, portan-

diante trattato, nel quale


di

Lupo

II

giur

quanto pol disagro e profano. Non conlenloe premuroso di piemii.'cnza sul patriarcato di Grado, e di
nel Friuli
ristabilire la citt e sede d' Aquileia

do

non riprendere mai pii l'armi contro il patriarca di Grado, n contro qualunque dominio della repubblica, e di fare
alleanza co'veneti, obbligandosi alla pe-

nel nel
II,

primitivo suo lustro,

1027
vanni

in

accompagnando Roma l'imperatore Corrado


la

per ricevervi

corona inipeiialedaGio-

nale

di

5o

libbre d'oro violando

il

giura-

XIX
i

detto

XX,

si

mento. Engelfredo del g44 ottenne molle immunit e privdegi da Berengario l le d'Italia nel gSc, e nel 962 dall' imperatore Ottone I, seguendo le cui parli mor nel 963 in yio//7,ov'erasi recalo pel conciliabolo contro Papa Giovanni XII, ed ove fu eletto l'anlipapa Leone Vili.
Questi nel fluir dello slesso anno die
jallio al
il

conseguire

suoi dc'^iderii.

maneggi per Per cui ivi fu

tenuto un sinodo, dal quale ottenne la

dipendenza
qiiileia
;

di

Grado
la

dal patriarcatod'A-

indi scaltramente insistette pres-

so

il

Papa per
giungere

spedizione della relativa


Il

bolla e gliela carp.


fece
le

patriarca di
al

Grado
trono

sue lagnanze

pontifcio,
dell'

successore Rodoaldo,
la

il

quale nel

onde Giovanni XX illuminato inganno sull'ingiusta sentenza, cit


i

9G5

consagr

chiesa di

s.

ftlaria di l'a-

ambedue
sostenere
tua

patriarchi al suo tribunale a

renzo, e assist ad
nati in

uno de' concilii raduRavenna da Papa Giovanni Xlll.


I

Ollone

arricch

la

chiesa d'Aquileia e

d [)iitriaica d'amplissima poilestii lempoialc, nel Friuli e altrove,

proprie ragioni. Orso obbed, Popone conoscendo il proprio torto mand a Roma un monaco per difendersi. A[)i)0.>itameute fu adunalo un sinodo per
le

nel^ny con

esaminar le|)retensiouide'duepa>lori,
il

ma

donargli vari
la

dominii e soggellaudogli liiiomala abbazia di Sesto. Il suo figlio


II,

monaco procuratore conoscendo


mandante,
il

la

reit

del suo

part dalla citt avanti

Ollone

pure imperatore anch'egli, nel


a Iludouldo e alla sua chiesa

the

concilio decidesse.

Fu

pertanto dal

976 don

Papa pronunziala sentenza

a itt^ore della

ud
clliesa di

ud
il

i2t

Grado,

e rlslahililo

paliiarca
altra

pregievole archivio un altro diploma di


cessione per coniar monete;

iie'dii itti oietiO[)olilici.l*<j[)oiiecbl)e

controversia con Adalperto o Adalheroiie

duca

di Cariiilia, pe' diritti di

temporale

sovranit, decisa a suo favore nel

1027

con sentenza dell'imperatole Corrado li, dichiarandolo duca del Friuli e uarchoe
d'Istria.

Questi inoltre nel

028

concesse

con diplouia
ragguagliata
la

alla chiesa d'Atpnleia

ed a
del-

l*opone, di battere moneta d' argento


al

Rodoaldo di con-, non che denari creduti pi antichi di Popone. Avverta poi di non aver proceduto ad esame per mancanza di tempo. Che del resto, egli osserva, denari erano le monete battuta da'patriarchi, fatti di puro argento, assai migliore di quello de'suoi tempi; che da una parte per l'ordinario hanno relTigie
Ottone
I

al

patriarca

valore della

moneta

il

noue del patriarca sedente in abito

marca veronese;
jjidilciii

privilegio circoscrit.

pontificale, e dall'altra l'aquila, insegna

to alla citt d'Aquileia, Urenlidin


tala

moneAcini-

della citt d'Aquileia, o l'arua della fami"


glia del patriarca, o (jualche altro

infra

ci'ilatt'ui

segno
:

h'jtiefacicndi.

Avea

il

iMuialori riferito

a piacere secondo

tempi,

coli'
li

epigrafe
nel

nella sua Disscrta:iio/ic 27."

Della zec-

Civitas Aquilegia. Corrado


di nuovi privilegi arriccia
la

1029

ca, e del diritto o privilegio di battere

chiesa d'A-

moneta, parlando d'Aquileia e suoi patriarchi, che iihhiamo

quileia e

il

suo patriarca Popone, con di-

molte uonele batcit-

tute in

nobilissima e ragguardevole
i

ploma contenente ulteriori donazioni Premurosissimo Popone del decoro e del


lustro di sua citt e chiesa, fabbric in
quileia
la

t d'Italia, sotto
stiani
;

primi imperatori criII

A--

quindi Federico

imperatore
a pos-

metropolitana tuttora esistente,


ss.

concesse facolt di battere

moneta

intitolata alla

Vergine ed
di

a'ss.

senti patriarchi signori dell'ampia e

no-

gora e Fortunato; accanto


stosa
torre,

vi eresse

Erma- maela

bile [)rovincia del Friuli,

confessando pe-

orn

eleganti edilzi

prima n'esercitassero il diritto. Indi Muratori descri^'e33 loro monete, nella pii parte da lui
l
di

non saper

dire, se essi

piazza, e con principesca magnificenza in-

nalz
glio

il

palazzo patriarcale; indi

a'

3 lu-

io3i solennemente celebr

la

consa-

vedute, cio dal

220
p.

al

i44o
p.

del cardinal

grazioiie del
se

Mezzarota.
d'Opiixcoli

Ma
t,

il

Caloger, Raccolta
1

2 5, riporta a

la

Let-

tera del conte G, R. Carli giuxlinojjolitaiio

nuovo tempio, e perch fosdecorosamente udizialo da un clero di 5o sacerdoli,con diploma don loro la giurisdizione e le rendite di 9 grossi borghi
castelli liei Friuli.

intorno

ad alcune monete

cie nel-

Anche

le

monache a-

le proi'i/icie

del Friuli e dell' Istria cor-

quileiesi

revano

ne' tempi del dominio de'patriar-

chi cpiileiesi. lu essa dunque, sebbene

ebbero da Popone in dono molti beni mediante diploma. Egli poi e la sua chiesa riceverono la conferma de'loro he-
con l'aggiunta di altri, per due diplomi dell'imperatore Enrico III. L'ambi- zione e la scaltrezza di Popone sorprese ancora Papa Benedetto IX, e gli estorse uuovo decreto pel quale la chiesa di Grani,

giustamente
dere
al

si

celebri

il

Muratori

[)er le

sue benemerite opere,

le

quali fanno ve-

mondo

cosa un
si

uomo

solo far

possa, e sebbene
s

che graiid'uomo non sar mai da lui senza lode nominato, non pot dissumulare coprotesti dal Carli

do torn ad
e

essere soggettata al patriarca

me

cosa pubblica, che

patriarchi aveatale privilegio

d'Aquileia. Indi s'impossesscolla violenza

no ottenuto molto prima


gesi
il

armata mano delia


:

citt,

ove commise
le

dagl'imperatori, poich nel de Rubeisleg-

orribili eccessi

saccheggiate

case e le
i

diploma con

cui

Corrado

II

nel

chiese, spezzali gli altari, rapili lutti


sori sagi
i

ten-

1028 concesse a
Ipr denari,

l^ojone lautorit di butd'

e profani, tutta (pianta

mand
il

Aggiunge

aver veduto ia

in liamijuc.

Commossi per

laute empiet

122

ud
il

UD
patriarca Or-

I
il

doge veneto Conlarini e


tiel tiel

felicemente ne abbracci

riprovevole

so Orseolo, tulio poi tarono a cognizione

partito e segu con lui lo scisma; e lo sco-

Papa

e glicliieseio giustizia.

Ad onta

mimica lo Enrico IV,


diplomi
gli

in

turbolento pontificato di Benedet-

confer o meglio

premio con am|)li conferm in


tli

to IX, questi conosciuto rnigaiinodi Po-

sua propriet e de' successori patriarchi,


la

pone, nel

io44

3f'iJ"

il

sinodo romala

contea d'Istria e

il

marchesato

Ca-

no, nel quale fu aiuuliala

precedente
il

rinlia, e inoltre

senlenza,e riprovandocon

condanna
danni

suo
de-

leiese

la

ad esso e alla chiesa aquicontea o ducalo del Friuli nel

cperato,

gli fu

ingiunto di lestituire
tutti
i

il

predato e di riparare
l'ratlanlo
,siiie

fatti,

1077, annoili cui .Sigeardo infelicemente mor nello scisma in Ratisbona, e trasferito in Aqiiileia fu

Popone mor

all'

improvviso
si

tumulato nella metro-

confessione et viatico,
la

come

espri-

politana.

Il

successore Eni ico tedesco aril

me

pontificia

decretale, colla quale

cidiacono d'Aquileia, nel 1078 ricev


pallio

Tenne confortato Orso Orseolo, e cos'i fu ristabilita la calma alla desolata Grado, la quale non pot pi risorgere, e la sua decadenza fu progressi va, per cui divent sempre pi gravoso e incomodo il dimoiarvi. INel
I

Gregorio VII, si rec al sinodo romano del 1079, ove gli giur ubbi-

da

s.

dienza, indi iniquamente segu lo scismatico

Enrico IV e
tale
II,

il

suo antipapa Clemensuccesse lo slavo

te 111,

ed ostinalo nell'errore mor nel

045 Eberardo di venne


Clemente
siI

patriar-

ca d'A(juileia, fu a'concilii diPavia e di RoiDa, nel quale ultimo


li

decise la

questione di sopra ricordata


l'arcivescovo di
sinodi. Nel
elle
I

io

favor del-

che nel loSSfu trucidato dai suoi, ignorandosene la causa. Voldarico I gi abbate di s. Gallo, a lui sostituito, effellu nel
di
i

1084. In Federico

anno

gli

Ravenna
111

.sedere nei

09

la

fondazione dell'abbazia

049
le

patriarca Gotepoldo,

RIosacio, che avea allidalo al prede-

rinnov

preleiisioni sulla citt e

chiesa di Grado,
s.

ma
i

inutilmente per aver

Leone IX fatto esaminare diligentemente le prove nel o53 e quindi deciso Ut nova Acjuilcjn (cio Grado) (otns T'c:

cessore il conle Rancellino, e ben presto divenne rinomala e cospicua: neconsagi la chiesa e mor assai encomiato nel 11,
i 1

anno

in cui

avea ritenuto per se l'avocarinunziatadal


Il

zia della chiesa d'A([uileia,

netae et Ts trine cajiitct rnetropolis nerjn-tiio

fratello

Enrico duca
al

di Cariiitia.

suc-

haherelur: Forojttliensis vero

cui-

cessore

Gerardo da Premariaco
il

in

dello
il

tistes

tantammodo

fnihiis lonf^oliardo-

anno concesse
nodo

capitolo di Cividale

ritniessetcoiitentiis.Golepoldo fuancli'egli

diritto di tenere

placito sinodale o si-

benefico e generoso colle


s.

monache

di

inferiore al diocesano, e nel sinodo

Maria in Valle, ed ebbe a successori Kavengero morto nel 1068, e


Sigeardo de'conti di
qmleia, ossia
dici
dti
i

Cividale di

tenuto in Ravenna dal cardinale Pietro,


d'ordine d'Onorio
al patriarca di
II,

fu

deposto insieme
III

PIcJimi.

Questi die

ai

Grado Giovanni

Gra-

suoi parenti l'avocazia della chiesa d'Ali

deiiigo,

dichiar Difensori e Giucoi diritto di giudi-

che fiss stabilmente la sua residenza in Venezia, quali seguaci delil

i.

medesima,

l'antipapa Gregorio Vili, e quanto a Ge-

carne

vassalli, di difenderli colle

armi, e
li

rardo anche come allatto indegno.


vece fu eletto dal clero e
d.il

chiamarli alla milizia e alla guerra;

pose

A sua popolo E. o
cna poi
di re-

a [lailede'beui ecclesiastici con costituirli


leud.itari di sua chiesa. Nelle gravi ver-

Egelberlo decano
dal popolo insorto

di
gli

Damberga,
fu

impedito

Icozc fra

Papa

s.

Gregorio VII, ed Enri-

carsi alla sede. Restata cpiesta .^euza pastore, circa


il
t

co IV persecutore della Chiesa, Sigeardo


nella deposizione di quel principe sosteu-

i3o

vi

fu posto Pellegrino
II
il

I,

che ottenne da Papa Innocenzo


lio,

pal-

uc i'udJziu

di Icijalo aposlolico, e poi iu-

e con

ampio diploma

la

giuri&diziu-

ud
ne sopra i6 vescovati e 7 abbazie
provincia ecclesiastica.
ti:
i

ud
di

1^3

sua

le

conferm

pubblici mercati accordali

Furono vescova-

dal predecessore; alla sua cbiesa concesse


privilegi e varie donazioni
stello
la
,

Parenzo, Pedena, Eraclca o Cilt IVoi'a, Concordia, TrePolli, Trieste,

come

il

ca-

d'Altemps; ed

il

Papa con sua


ad

bol-

viso, Ccnedci,

Belluno, Feltre, Padova, f icenza, Trento, Mantova, Verona,

conferm

tulle le possessioni, diritti e


istanIl

privilegi della cbiesa d'A<piileia,

Como. Le

abbazie: Osciaco, M()sacio,Ros.

za del preposto e canonici di essa.


triarca si
la

pa-

sazzo, Beleno, Sesto, Piro,

Maria del-

adopr

pel ristabilimento delil

Tali giurisdizioni e privilegi l' Organo. furono confermati da Adriano IV. Pellegrino I fu benemerilodel patriarcato edel
principato; per ebbe
la

concordia tra
III e

sacerdozio e l'impero,

e figur nella pace seguita in

Alessandro

Federico

I,

Venezia tra anche per


p.

debolezza di se-

quanto narrai

nel voi.

LVI,

86. Es-

guir

le

palli dell'ini peralore


dt^lla

Federico

persecutore

CIiiesa,ed

il

suo scisma

sendo intervenuto in Roma al conciliogenerale di Laterano 111 nel i 179, ov'era


presente anco Enrico patriarca di Gra-

sostenuto dall'anlipopa Vittore

V;

concui

corse in Pavia nel conciliabolo alla deposizione del

do,

si

concluse stabile concordia tra

due

Papa Alessandro IH, da


i

prelati e le loro cinese, ed innanzi

ad A-

fu scomunicato, e mcjr nel

161.

Il

succes-

lessandro III, a molti cardinali, vescovi


e prelati, fu solloscritlo
il

sore Voldarico

Treven, subito volendo profillare delle guerre die tenevano occupati veneziani, adunata in fretta genie armata da'teudalari del Friuli, per sorpresa occup Grado, oggetto di tante frequenti contese e violenze. Il doge Vitale IMichieli mosse contro di lui per ricuperare l'usurpato, con poderosa flotta circond 1' isola di Grado, e sbarcate le sue truppe sconfsse il neunco e vi entr
II

de'conti di

lungo e corri-

spondente

trattato.

Eman
1'

Voldarico

II

sapienti e zelanti disposizioni pel

deco-

ro del (iivin cullo,

osservanza dell'ecantiche

clesiastica disciplina, e restaui nel ca-

pitolo de' suoi

canonici

le

re-

gole della vita


ta nell'anno
i

comune. Mancato

di vi-

182, in questo dall'abljazia

di Sesto fu Iraslato al seggio patriarcale

l'abbate Gotefredo di regio sangue; re-

vincitore, facendo prigioni

il

[lalriarca e

staur
ricch

la
il

chiesa di Cividale, orn ed ar-

12 canonici, elle condusse in trionfo a Venezia con gran pompa, Voldarico II avvilito e

don

la

suo capitolo nietropolilano, cui pieve delle Ripe, confermando a


i

svergognalo, percli

gli

fosse resa

quello canonicale di Cividale


e privilegi. In

suoi diritti

raddoppi supplicbee promesper lungo tempo rigettale dalla rese pubblica onde umiliarne l'orgoglio e ammonire i successori. Finalmente gli fu
la libert
,

Milano as>isliloda parecchi


il

vescovi coron

figlio di

Federico

imil

peratore Enrico VI in re d'Italia, senza

consenso

di

Papa Urbano

Ill,per cui questi

concessa, a patto di somministrare a

Ve-

ne

rest sdegnato; altri vogliono che l'ar-

nezia in perpetuo nel gioved di carnevale, anniversario della vittoria,


i

civescovo di M da no esegu l'incorona mento. Il

un toro

dello Papa con bolla facoltizz

il

212 porci, quali simboleggiando ironicamente prigioni, servivano a quell'indecente spettacolo cbe narrai nel voi. XXXI, p. yS. In esso si abballevanoani 1

patriarca a difendersi coll'armi spirituali


dall'ingiuste aggressioni e molestie, che
territorio del suo principato ei

contro
altri.

il

sercitavano

trevigiani

coneglianesi e
i
1

cora per dileggio de'caslelli

di legno, in

Gli animi per furono nel

^3 paconse-

memoria

de'debellali feudatari friulani.


II fu

cificali nel concilio di

Mantova,

in

Voldarico
ilco colle

fedele ad Alessandro III

guenza

di (jucllo d'Aquileia.

Gotefre-

e legato apostolico nelle sue parli, beuebcuedetlne di Cividale,


al

do

gi succeduto

qua-

sotto di lui

neh 19? Pellegrino If, Papa Innocenzo III con bui-

i-AJ
iij

U D
silenzio al

V D
d'Andrea
diziodi
li

I
il

impose

decano melropolila-

re d' Ungheria, alili

col-

no, sulla controversia insorta col preposto ed altri canonici per l'amministrazio-

lega Volrico. Portata la divergenza al gin-

Papa Onorio

ne de'Ioro beni, contribuendo


posizione
il

alla

com-

ferito. Si alle

111, Perloldo fu precon Padova e ivi fabbri-

patriarca. Questi
la

si

rese chia-

c ampio pal.izzo, ebbe dispule co' veneli ti

ro nel principato, per


viso e
I

gueiracon Trealleanza con Venezia da cui venla

e poi

si

pacific;

ma seguendo
II, che

le

par-

dell'imperatore Federico
la

ne favorito, restaur
le

chiesa di Civida-

ciava a perseguitale

cominChiesa, Papa (ire-

e l'orn con preziosi doni. Egli,

come

gorio

altri patriarchi, talvolta

tenne

la

sua resi-

lo limprover; onde ottenne dall'angusto diplomi d'onori-

IX inutilmente

denza
lii

in

Gemona

lungi pi di 5 leghe
distretto di

ficenze e privilegi per se e

la

sua chiesa,

Udine e ora capoluogo d'un

8coiniuii e vicariato forateo,sul rovescio


occidentale del

confermandone la sovranit e le giurisilizioni.Pare che propriamenlea suo tempo


i

monte omonimo

e sulla

patriarchi d' Aquileia sieno subentrali

grande strada
so
la

dt

riva sinistra
fa

Venezia a Vienna, presdel Tagliamenlo. E ben


di

nella sovranit del

marchesato
Ivi

d' Istria,

come

rilevai a

Trieste.

pure notai che che


fu

fabbricata e
transito.
I

u gran commercio

dell'esercito del patriarca Bertoldo,

patriarchi mollo arricchirono


la

assedi Brescia
re

neh 2 38, ne

condutto-

e ornarono
le, e nel
ti

sua bella chiesa arciprelasi

suo archivio

conservano mulantichi. Sulla


gli

scovo

Antonio Ravezza. Dissi pure che il vedi Trieste Giovanni IV prese |)ar^
guerre del patriarca; ora perlro-

e interessanti

documenti
sono

le alle

cima

dell'alto colle

avanzi delle

rovine d'un antico castello distrutto dal

pm probabilmente fu il vescovo Volrico o Uodalico o Oldarico; e che per\o che


ci rlispendiatosi alien alla citt alcuni
diritti, di

terremoto neh 5i i.La campagna de'dintorni fertile in ogni genere di prodotti.


iVel
I

che luUavia

si
I

dubita per

l'

i-

-204
di

canonici elessero

Wolfcheio
III nel

denticil del
ste

vescovo
gere

Padova, ed Innocenzo
il

documento. vescovi diTriene furono signori: Arlongo nel 1263


il

mandargli
al

pallio,

gl'impose d' aggiun-

prese

titolo di

conte di Trieste, che proi

gim-amento d'ubbidienza alla s. iSetle, la cliuisola d'ubbidire al Papa particolarmente negli.ilfari di temporale giui'isd7one in

seguirono a portare

successori sino al

occasione di controversia tra

1773. Qiianlo al patriarca Pei toldo, nel 1240 avendolo il Papa Gregorio IX di nuovo rimproverato e dichiaralo incorso nella scomunica,
si riconcili con lui. Tutta volta neh 242 ottenne dall' imperatole Federico II l'autorizzazione di dii

Iioma

in)[)era!('re;

giacch Wolfche-

io avea parteggiato per Filippo di Svezia pretendente tuttora all'iujpero vaca-

morte del fratello Enrico VI, menSeda fa voi iva Ottone IV, per cui era ttalo chiamalo in R.oma a giustilicarto per

struggere
si

ponti sulla Livenza, acci non

tre la

s.

potessero Vtdere a

danno

di lu

po-

lenti trevigiani, nella discordia co'

si

egiuiiiro di soggeltarsi al volere ponti-

non era stata

suilicienle la

qudi poutiiicia melustro del ca-

Sostenne poi onorevoli legazioni or a nomede'principi al Papa, ed or di questi a quelli, ed otteime a'suoi canonici fafcio.

diazione. Nel patriarcato di Perloldo co-

minci l'ingrandimento e

il

stello d'Utline, ch'egli abbell,

decor di

vorevoli diplomi da Ottone IV. Nel

fabbriche e scelse a patriarcale sua lesitlen/a,

intervenne
110

al

concilio generale di Latera-

che pi tardi venne

ivi

slabilmeuD'allora in
chie-

IV. Morto in buon odore di santit

le fissata da'suoi successori.

nel

1218,

canonici divisi sulla scelta del

poi nacquero rivalit e lunghe guerre Ira


gli

successore, alcuni volend(j i^ertoldoo ber-

udinesi e
s.

cividalesi.

Vi eresie
1'

la

toldo arcivescovo di Colucza e cogualo

sa di

Ulrico e ne cuininise

ulliziutii

ud
in
ail

uni
,

1-21

tl'un

un collegio canonicale composlo cuslode e 8 canonici capitolo die


,

(e rappclletli tiaciuloli

da un mss.

Mhi

biblioteca Marciana, colle aggiunte e ap-

in seguito fu riunito al preesistente nella

jirovazioni Hc'posleiiori paliiaiclii, iusie-

chiesa divenula poi caltedi ale. Di volo della C.

me

alle bolle pontificie

che
s

li

confermaco-

Vergine, ne accrebbe
del

il

culto,

con

rono. Indi rileva, che da


sliluzioiii capitohiri
si

snpieiili

pie disposizioni approvale da Giegorio

apprende: Che ica^.4;

JX. Con transazione


ritti

244

estinse l'andi-

rtonici

erano soltanto
in

che

la festa

del

tica lite colla chiesa di

Bandierga per

Corpus
pi

Doiiini celebravasi gi da leru-

diocesani. Al suo

tempodi molti pos-

remoti

questa chiesa, e perci

aii-*

sediuienli fu arricchita la chiesa d'AqniItia

teriore di ujolto all'isliluzione solenne fat-

per

la

generosit veramente princila

tane poi da Papa Clemenle


silicn

IV';

che

la

ba-

pesca del patriarca, e per

piet di di-

metropolitana era intitolato


stabile

alla

Naper

versi signori eccitati dal nuinificosuo e-

livit della
m\

Vergine; che alcuni canonici


residenza
,

sempio, onde furono donati feudi e castelli di Sedegliano, s, Lorenzo, Grillone, Latisana, Linz ed altri. Con Maiiiardo il
i

aveano

e altri

nlcuni mesi dell'anno, dispensati negli altri

per l'insalubrit dell'ai

in;
vi

che per

la

vecchio conte di Gorizia, fu altres Perloldo benefico colle

stessa

cagione

manHionari
vi

aveano

leil
ti

monache
i

di

s.

Maria

sidenza alternativa; che rin)|>eratoie e


conte di Gorizia
loro vicario,
il

d'Aquileia, e nel suo patriarcato Bei nar-

tenevano ciascuno

tloduca
ria

di

Carintia nel

naslero cislerciense del


,

34 fond il uioFonte di s. Mafece altri doni e


il

quale avea piebendii par-

Hcolare, ed erano addetti airudizialtiia

il

cui figlio
agli stessi

Ubico
monaci

dopo
che

fond

Oionastero di
I-

Valle Gioconda. Mor Pertoldo o Berto

do do

nel
[)er

9.5

I ,

lasciando al capitolo

un

fuii-

sufiiagio dell'anima sua, disposi-

canotiiei e prima de'mansionari> decano i. "dignit del capitolo non era sempre un canonico; che canonici dimoravano per Io pi in Udine e ivi lenevano le loro adunanze capilolari neli

il

zione che conferm poi Clemente IV.

l'estate,

(juando non erano obbligati

ri-

Nel declinanti novembreisSi limocenzu IV approv l'elezione del suo


ca d Aquileia,
le-

siedete in Aquileia; che in


lare
si

modo

singo-

traevano a sorte

le

schede, invol-

galo Gregorio da Monlclongo in palliaril

te nella cera

cnlio un calino d'acqua;


i

(piale nel capitolo di Cila

(he usavano l'almuzia


puniti con rigore

canonici e

uian-

vidale soj'presse

ragguartlevole e au-

sionar, con diversit nelle pelli; ch'erano


i

torevole dignit di pre|)Oslo, per troncare


le

violatoli del segreto


vi si

frequenti discordie che insorgevano

ca|)itolare; e finalmente
s

d notizia
niansiona-

col decano,

pretendendo ciascuno
del
al

la

pri-

ilella

giniisdizione del capitolo di giui

inaria giurisdizione sul corpo canonica-

dicai e civilmente
ri,

canonici e

lee vita

comune

medesimo,
pieposto
in

cui spet-

come
i

di sua ficoll d'islilulre e destii

tava provvedere

imo

al-

tnire

vicini e

cappellani nelle pievi e

l'amministrazione delle rendite, non die

cappelle; appai tenenti alla sua giiirisdiz.io-

confermare

l'elezioni de'carionicali e d'ii

ne.
I

Dal decreto emanalo

nel

2G3
si

dal pa-

stiluire e deslituire

rettori delle chiese

riarca Gregorio, sull' attribuzioni e di-

dei capitolo. Gregorio osservando cadula in disordine

litii

dell'arcidiacono d'Aquileia

racco-

l'ecclesiastica

disciplina

glie,

che
la

in tale

anno non
s.

era ancora fon-

nel capitolo

metropolitano

de' canonici

data

collegiata di
egli

Ulrico d' Udine,


e gi esivi

d'Aquileia, rifece
luli colla

neh

a.KJ

gli

antichi sfa-

che bens
.sleva nel

fond

[li tardi
il

cooperazione ile'canonici, e liuscirono lodevolissimi e da servire di mirabile modello^ per cui


li

1278, quando

successore

slaiilopporlune discipline. Tra'vanlaggi e benefizi ricevuti dalla chiesa

puLblit

il

pre-

d'Aqni-

f6
ricordare
la

ud
ra battaglia a

UD
Volricoduca di Lahac o Lubiapossesso di molte
vescovo di
stini coll'aiuto del

leia nel paliiarcato di Gregorio, deves

Monfalcone,

cala da' Irle-

donazione

di

patriarca d'Acjuileia,

Carintia della cill di

del conte di Gorizia e di diverse


t,

comtmi-

na

e allri luoghi; ed

il

per cui nuovamente rest Trieste dijialriarca.

\ille feudali nel terriloriofrevigiano e gi

pendente dal
talo

Mor Raimondo

de'Camin. A
rio con
sli

istigazione del

nel castello d'Udine nel 1290), e trasporil

Fellre,e pe'gravi

dissidii ch'ebbe GregoAlberto conte di Gorizia, da juei

suo corpo nella metropolitana d'A-

quileia, fu sepolto nella ca[)pella da lui


edifjcata.

fu fallo prigioniero nel 267, ricuperando dopo un mese la libert per opera del re di Boemia e dell'arcivescovo di

Benemerito dell'ingrandimenla

to

d'Udine,
di

sua

elfgie fu

dipoi dipin,

ta nella sala

del palazzo patriarcale

a-

Salisburgo, e per
fece

le alte

lagnanze che ne

dorna

coirispondenle iscrizione. Gli

Clemente IV.
1

Mor'i

Gregorio

in Ci-

269, e fu dichiaralo successore Filippo duca di Carintia, gi eletto di Salisburgo, il quale dedito all' armi e non
\idale nel

giugno Pietro Gerra di FeCapua, che altri scambiarono con Corrado duca di Polonia, per essere stalo circa lo stesso temstJccesse nel

rentino, arcivescovo di

ncconcio al pastorale ministero ricus tpiando fu ind'approvarlo Gregorio


,

po deputatoalla
li.

civile

prefelluradelFriuBoniflcio VIIF,

Confermato Pietro da
il

nalzato

al

pontificalo;
alla

ma

gi

Fdippo acos

fece

solenne ingresso in Cividale, ed an-

vea ridotto

sua sovranit gran par-

ch'egli

dimoi per

lo pi in

Udine.

Ebbe

te del Friuli,

non per Cividale, e

gravi discordie co'da


sta a
rizia.
il

rest la sede vacante pi di


pitolo arpuleiese a'2
iesse
i

anni.

Il

cae-

dicembre isyS

Camin, poi compo-' mediazione d'Alberto contedi GoMor neliSot in Udine, e secondo
lui

Raimondo Torriaiii milanese vescodetto l'apa mand il vo di Como, a cui pallio. Raimondo si pacific col conte di Gorizia, che mantenendo patti, le nuove discordie si ricomposero dopo lunghe
il
i

da
s.

disposto fu sepolto nella chiesa


i

ili

Maria. Divisi

canonici nella scelta

del successore, alcuni volevano

Pagano
altri

Torriani cationicodi Cividale,e


tone d' Ortemburgo. Ricusati

Ottra-

ambedue
vi

didicoll. Nel

1278 dello saggia regole o


chiesa collegiata di
la
s.

do Bonifacio VIII,
slal

egli nel

i3o2

statuto per
rico

la

Ul-

da Padova Oltobono de'Razzi, che

d'Udine e pe'suoi canonici,

quale

recatosi in

fu poi riunita alla chiesa che divent nel

secolo decorso l'odierna metro|)olitana.

Per regolare
la

l'ecclesiastica disciplina del-

chiesa d'Aquileia e delle diocesi che ne

formavano la provincia, Raimondo nel 1282 radun nella metropolitana im sinodo provinciale, a cui intervennero vef^lccnza, scovi sulFraganei di Trento
i ,

Udine nell'agosto, 4 giorni dopo pass a Cividale: la vacata sede di Padova il Papa la confeia Torriani. Figur nelle politiche vicende pi che nell'ecclesiasticlie, bens tenne un sinodo provinciale neli3o7n Aquileia, ed altro in Udine nel
i

o,ma
si

gli alti

d'ambedue an-

elarono perduti, e
si.

Nel i3i

rimarca anche ilIManrec al concdio generale


lo

Fcllrr, Belluno, Trieste,


(di cui riparlai

Capo d'Istria Trieste, come uni la


e Pedena., ol-

di

a quel

vescovato), Parenzo, Ceneda,

Citt

Nova o Kvnclen,

tre a' procuratori di altri e degli abbati


di vati monasteri. Gli alti
si

Vienna in Francia, ove filialmente Clemente V avea trasferito la residenza papale e la stabifi in Avignone. Tornato nel Friuli intraprese altro viaggio per Genova, donde tornando inferm in Arquata diocesi di
r etl ivi nel 3 5 moGiovanni XXII ricusato l'eletto Gilo arciili;icono d'Aqmleia, nel loiG nomin Gastone Torriani urcive-

ponno
I

leg-

Piacenza,

gere nell'encomiato Cap[)ellclli.


ti

vene-

e fu sepolto.

avendo diverse
I

volte xrupato Trieste,


contri)
ili

nel luglio

288

scgii'i

loro lafie-

ud
Milano e gli confer il pallio: 20 mesi dopo moi presso Firenze per caduta da cavallo e fu deposto in s. Cro* ce. Nel 3 9 gli successe il nipote Pagano Toniani, da Giovanni XXII trasferitoda Padova. Ebbe discordie con Enrico duca di Carinlia e con Lodovico V il
scovo
(li
I
1

U D
le la chiesa di
ti

F27
nel
1

s.

Andrea

guerre. !n

che propugn in pii questo definitivamente soppresse nella collegiata di Cividale, da lui
la

338, diritincontri con altre

beneficata,

gi decretata remozione del

preposto, alla quale dignit sostitu l'ufllcio di

cantore ei?. prebendati col titos.

^rt'i'^/'O,

pretendente all'impelo;
si

si

ricon-

lo di chierici di

Maria. Anche colle

ci-

cili
gli

con Gl'iarda da Caniin e


di

alle co-

stcrciensi e le francescane Clarisse di

Ge-

Scaligeri signori di

vanni
to a

Luxemburgo
il

Verona controGiorediBoeinia. Mor-

suo ten)po

b,

Odorico, cbe teneva


e raccogliere

si mostr favorevole e benefico l'ottimo patriarca. Nel j34i fond in Udine il monastero delle monache di s. Nico-

inona

in singoiar venerazione, gli fece lavorare

l,

nella qual citt trasfer nel

i342Con
ss.

elegante
i

tomba

di

maimo

solennissima
e

pompi

le

ossa de'

Ilario

Merit nel palazzo pubblico d'Aquileia lapide come di esso beneniesuoi


atti.

compagni

martiri, che riposavano neleresse in Civida-

la pati iarcale aqnileiese;


le

rilo

ed altra

in quello

della

residenza
cessato di

patriarcale d' Udine.

Pagano
i ,

un'accademia letteraria, con approvazione di Clemente VI; in Udine fece costruire elegante cappella, ricca di pitture preziose, e princi[)i l'erezione dell'o-

\ivere a'iq dicembiei 33

rest vacan'"

te la sede sino all'S luglio

i334,

'be
fat-

a cagione delle liserve sui vescovati


te

spedale pe' lebbrosi, condotto a termine


da'successori,

da Giovanni XXII, questi nomin il guascone b. Bertrandodi s. Genesiopresso Cahors, gi professore di sagri canoni
nell'universit di Tolosa,

non che cooper


celestini.

all'erezio-

ne del monastero de'

Lodevol-

mente sostenne
conciliare
gli

legazioni pontificie, pei*

decano d'Ans.

goulme
il

e uditore di rota del

palazzo,

cristiani. Nel

animi discordi de' principi 348 un orribile terremoto

quale a'23 dicembre

resse in collegiata la cbiesa

d'Udine e la vi accrebbe il numero de'canonici evi uiu pure quelli ilelln collegiata di s. Ulrico. Notai gi die la chiesa di s. Maria cresciuta in tal

anno eMaria consagr a' 16 giugno i 335;


di detto

distrusse la
quileia,

di

s.

maggior parte della citt d'Aonde l'afflitto patriarca si adoper a stabilire canonicamente in Udiiie la
residenza patriarcale, con autorizzazione
di

modo

di dignit e

denomi-

Clemente VI. Nel 3 in intervenne iu Pado^'a alla solenne traslazione delle reliquie di s. Antonio di Padova fatta dal
1

nata

s.

Maria Maggiore,
la

nel secolo passa-

cardmal (\\Boiilngnc.e(i\ presente al conche quel legato a[)oslolico celebr, ed ove tent di riconciliare Bei traodo con Enrico conte di Gorizia. Ritornando alla
cilio

to fu elevata a quella di metropolitana

d'Udine, ed

presente cattedrale arss.

civescovile della

Annunziata.

Il

pa-

triarca Bertrando, zelantissimo e virtuo-

sua chiesa a Sacile fu all'improvviso assalito dalle genti del conte, e nel

so pastore, annualmente tenne

il

sinodo
ai

combat-

diocesano, ed inoltre ne celebr due provinciali, a'icj

timento seguitoad Archivolt nella pianura di Spilimbergo, rest prigioniero e colpito da 5 mortali ferite a'6 giugno, delle quali mor nello stesso giorno, aggiungendo sicarii all'assassinio il vituperio, onde poi patirono la vendetta divina, e con
i

maggioi335

in

Udine e

25 apri lei
Sl'

33c) in Aquileia:gli

atti di (pie-

ultimo sono riportati anche dal

rev.

Cappelletti.
ritti

fu

meno sostenitore de'ditrov costretto a im[)u-

del principato civile di sua chiesa, in


si

difesa de quali

essi

il

conte e

gli altri

complici. Trasfc-ri-

gnaie

le

armi

pel licupero del castello di

to

il

cadaveiea Utiine nel d seguente, con

Venzon,

in cui poi

consagr solennemen-

funebre

pompa

nella primaria chiesa

15.8

ud
umile lungo

U D

presentptncnlecaHefliale, fulmniinfolra
il

piaiiln e la vt-nerazinne in

copo MorucUo vicario temporale del patriarca e suo genero, il quale dicesi punito dal popolo di morte. Francesco
I

coni' egli avea niciinalo. Pel


(li

buon odore
ila

si-

sua santa vita, pe'miiacoli


lo,
il

Dio o-

gnore
si

di r^Tdova nel

356

pacific

il

poca-

perati per glorificai


ni

successore 3 anil

polo col patriarca, e questi pot reslituira

dopo

fece collocarne

corpo, trovato

Udine neliSSy. Rinnovatesi


il

tra

il

intallo e incorrotto, nell'inna di

marmo
fal-

pitolo aqiiileiese e

patriarca le contro-

oinota
troni
glielli

di fiegi e staine, cli'egli


le

avea

versie agitate per motivi di giurisdizione


col patriarca

lo costruire per porvi


i

reliquie de' pa-

Piaimondo, Nicol

fu

conle
l'ecil

ss.

Ermagora

e Fortunato. L*

U-

discendente e con diploma conferm


prerogative de'canonici. Per ristorare
clesiastica disciplina,

ne riporta il disegno inciso^ Fu quindi venerato per bealo, principnlmen1e in

neh 357

celebr
di
s.

Udine

e nella diocesi d'Acjnileia, e

sinodo diocesano nella chiesa

Felice

tale lo riconobbe lienedetio

XIV
il

con eveneto

d'Aquileia, e l'accuratissimo Cappelletti

piipollente beatificazione; indi

ne riprodusse

gli atti.

Mor Nicol

nel

Clemente XIII ne nuroent il culto per Udine e sua diocesi, con proprie lezioni e orazioni. Gi neae gi uditore
di rota

i358 in felluiio, e trasferito il corpo a Udine ebbe tomba nella chiesa primaria.
Neil' elezione di

Lodovico

Torriani ve-

vea celebralo l'eminente dottrina eia santit di vita, e

quale martire invitto e di-

fensore de'beni di sua chiesa, massimecontro l'usurpatore di


essi

Corone, e gi di Olona e Trieste, si vuole che ne fossero pretendenti Jacopo Caracciolo e Jacopo Colonna. Di sua
scovo
di

Emico

conte di

traslazione

il

patriarca nel i35(:) ne die


si

Gorizia,
s.

il

l'ernino, // Tribitiiale della


p.

partecipazione da Avignone ove


va, al municipio di

trovasi

Rota Romana, a
s

262

e seg. Nella sede


gli

Udine; quindi

ado-

vacante per

santo pastore, essendo

per enicacemente a! ricupero de'beni del


patriarcato,

elettori discordi divisi in

due personaggi,
I

onde

a'?.2 ottobre prevalse Nicol

di

Luxem-

a Carlo IV ed a
rizia.

il Papa lo raccomand Mainardo conle di Go-

])urgo, fratello dell'imperatore Carlo IV.

Sostenne gravi discordie e guerre


le

questi eran^i nella sede vncanle rivolti


gli

contro Rodolfo duca d'Anstria, per


ciproche pretensioni, e
si

re-

con successo

udinesi, pei' implorarne la


le

pacificarono in
tristez-

protezione, contro

insidie e le violenze

Vienna. Lodovico
tavano
r

oppresso dalla
a

del suddetto conte di Gorizia, che conti-

za per le gravissinie tuibolenze che agiil

nuando
al

le

gi'avissiine

dissensioni, avea

Friuli, e

ponevano

soqquadro

sconvolto

le

pubbliche cose, e attentava


possesso in A-

ogni civile ed ecclesiastica disciplina,


nel
I

mo-

principato temporale del paliiarcato.


I,

365. Nelle sue monete e


la
si

nell'iscri-

INicol

dopo aver preso

zione posta sotto

sua eHlgie nel palazcelebra pro-

quilcia del patriarcato, cooper alla fon-

zo arcivescovile d'Udine,

dazione dell'universit di Cividale, per la quale Carlo lY sped un diploma, altro


gi
Il

pugnatore armato
sovrani. Nel detto
stitu
il

e vittorioso de' dirilli

avendone concesso Lotario

nell'BaS.

nobilissimo

anno Urinano V gli soMarqnardo Randek


il

patriarca

accompagn

il

fratello

per

le

bavaro, che prese


e fece
e poi
il

possesso in Aquileia,
in Cividale,

siieincoronazioni a Milaiioe in Koina,


nel
1

ma

suo ingresso anche

355al suo ritorno a Udine, parie del popolo volle op[)orsi al rientrarvi, e nel tumulto gli uccise alcuni suoi ministri e
nlliciali.

gli scrisse

una
Il

lettera per riforuia-

re gl'introdotti abusi nella giudicatura civile e crimijiale.

patriarca

si

lese

assfti

Vuoisi che dassero motivo alla

benemerito

pe' molti vantaggi procurali

.srlicvazione
le

ledine forme di governo, colIncitl ei vassalli Ja-

alla sua chiesa e provinci.T aquileiese, ri-

quali

opprimeva

cuperando Toimczzo

e suo lerrilorio

i-

ud
siupalo tlaVonii di Gorizia. Reslaui
iiieli'opolitiiiin t.rA(Hii!eia,

ud
la

129
:

nicargli la

pontificia volont

parecchi
,

che danneggiali-

luoghi della diocesi lo riconobbero


altri
si

gli

ta dal

Icneinolo minacciava rovina;


i

lilutaronoe principalmente
il

la cit-

par e forlidc
e n'eresse

caslclli della

provincia,

d'Udine; laomle
il

cardinale prefer di

uno

a l'ortogruaro

residenza
i

prendere

possesso in Sacile. Deriv la

del vescovo di Concordia; rinnov


lazzi di

pa-

contrariet degli udinesi ede'loro parti-

residenza de'patriarclii, e soddi-

sfece

con rilevanti

somme

debili del pa-

un elFetlivo patriarca e non un commendatario, di pi non Io vogiani, per volere

triarcato colla
to nel
I

camera

apostolica. Frattanpart d'Avigno-

377 Gregorio XI
la
1

levano cardinale; perci fecero istanza al Papa [lerch Filippo fosse dichiaralo patriarca o rinunziasse
tro
il

ne e restitu

pontiHcia residenza a l\o-

cardinalato. Al-

ma; per morto nel 378, contro iisnccessore Urbano VI insorse il ^vau{]e Sri s ma
(/'.) d'occidente,

sostenuto dall'antipapa
in

motivodi loro opposizione era il volere a patriarca Tristano da Savoi gnan, che d'allronde Cividale ricusava. Inulilniente per ridurre
gli
il

CleiBente VII,
l

che
di

una cattedra

pestilenza,

AK'ignonc stabiingannaal'Ita-

udinesi
re d'

all'

iibbi-

diei;za s'interposero

Ungheria e

ilo diversi

principi e nazioni che l'ubbi-

Braiicliino
pontificio.

dirono per vero Papa. Quasi lulla


lia,

vescovo di Bergamo legalo Tranne Cividale e alcuni altri

Boemia, l'Ungheria all' Lbbi(licnza romana. Aveano veneti nel 36g ripreso il dominio di Trieste, e lo manla la

Germania,

circostanti castelli, ubbidienti al cardinale, lutti gli altri


il

e altri regni restarono fedeli


i

legato nel

383 intim

erano pertinaci; per cui le censure eclutti gli altri

clesiastiche

ad Udine ed a

tennero sino

1872, finch nel 879 ritorn ancora una volta in loro potere. Su
al
1

luoghi disubbidienti, prelati e nobili di


essi;

queste date e circostanze

gli scrittori so-

lero piegare.

n per queste [ene canoniche si volS' interpose con qualche


I

no

discordi.

Neli38o Trieste
.

sottrattasi

successo Francesco

signore di Padova,

da'veneti e tornata in potere de'patriarchi d'Ar|uileia

ma quando

friulani s'accorsero ch'egli


la

questi

la

perderono per

aspirava a dominar

loro patria, torna-

sempre
stria,
i

382, per essersi data uW Aucui duchi s'intitolarono Signori


nel
1

rono a rivoltarsi contro di lui e II commendatario. Furono perci essi di nuovo


scomunicati e sottoposti all'interdetto:
si

dTricflc.
to di

Il

patriarca

Marquardo

allea-

Lodovico I re d'Ungheria, prese parte alla famosa guerra che arse tra le repubbliche di Genova e Peneza^'xa favoprobabilmenre della I.'' Mor neh 38 te in Udine, ove patriarchi continuavano a stabilmente risiedere, e fu tumula1
i

combatt per alcuni anni. Per ultimo tentativo Urbano VI nel i386 mand nel Friuli Ferdinando o Frodimondo patriarca di Gevenne infine
alle

armi

si

rusalemme,

in qualit di rettore, difen-

sore e goverfiatore d'Aquileia e della Patria del Friuli,

to nella metropolitana basilica d'Aquileia.

non che

di vicario

gene-

cagione dello scisma che lacerava

l'u-

rale nel lem[)orale e nello spirituale del-

rit dellaChiesa,

Urbano VI comedi

va-

rie altre sedi erasi riservala l'elezione dei

pastore aquileiese, e perci dopo


ni

34 giors

destinammnistratore

il

cardinale Fi-

lippo d'^^/t'/iro// (le notizie de'cardinali

Sede; e col suo mezzo poterono alquanto accomodarsi le cose, riducendola provincia ad una pace ferma ed unanime, essendosi dal Papa tolta l'amministrazione al cardinale. Quindi Urbano VI
la s.

ponno vedere nelle biografie) vescovo di Sabina, che nello sfesso anno si rec a prender possesso. Giunto a Sacile radun il capitolo melropolilano per comuVOL. LXXXl[.

colla sua bolla nel

387 dichiar patriaril

ca d'Aquileia Giovanni V,

quale prese
1

possesso nel

388

in Cividale, nel

389 in

Udine, rilardo cagionalo dalle turbolen-

iu

ud
il

U D
Friuli.

?e die lullavia ngilavano

vi

pot dimoiar pi olire,


lo

jicicli gli udinesi

sospettarono complice della morte di Fedeiico da Savorgnan, onde visse quasi sempre parie nel castello di Soireiubeigh
e parte in Cividale.

Antoda Cividale ubbidito; si prugett una riconciliazione tra* due paudinesi non
nio
Ili,

vollero riconoscere

Iriorchi,

ma non

vi si

riusc.

L'aiilipa-

pa Benedetto XllI portatosi a Prr/>igiui-

Ma

tornato in Udine
I

no

vi

leime un pseudo concilio per opall'

3g4r i'i a' 2 f^ inicpianiente a tradimento ucciso e sepolto nella chiesa maggiore avanti il princi palealtare. Bonifacio IX nel gennaio ScjS
sul principio d'ottobre
'

porlo

assemblea che
si

si

adunava

in

Pisa, e vi
sa,

tratt di
egli

dar pace

alla Cliie-

sebbene

rest

nella sua ostina-

gli

surrog Antonio

t^r?(^///'i

ornano, che
patriarca
di feb-

Quanto a Gregorio XII, gi ai i8 settembre i4o8 denunziata la celebrazione.

crealo cardinale e rinunziato


to nel i4o2,in questo nel

il

zione d' un concilio, per o[)p()rlo

al

pi-

terminar
11

sano, da tenersi in un luogo del Friuli e


della diocesi d'Aquileia nella Fcuteoosle del

braio

gli

successe Antonio

Panciera o

Panceviii o Panciariiii (WVgvXo^vkavo. Ad esso e suoi sul'raganei partecip Oregorio XII


la

i4o95 non
bens

iu

Udine, cotne [retesero

alcuni,

Si:risse

ad essa

e a Civid;gli

sua assunzione

al pontifica-

le lettera di
si

partecipazione,

ma

ndineil

to, per esortarli a fedelt verso di lui e

gli

negai ono ubbiiiieiiza, seguendo


partilo Gregorio XII da

avversione

Benedetto

XMl

successo nel-

partito de! sinodo di Pisa, Indi nel

maglii/ii-

l'antipapalo a Clemente VII. In quegl'infelici

gioi4o9
///, si

teuipidi generale perturbazione per

rec nel Friuli e ftjrmossi a Castel

lo scisma

che infieriva funestamente, an-

di Praia, distretto di

Pordenone, ove
il

al-

che

la

diocesi d'Aquileia fu sconvolta

da

cuni credono che coniinciasse

concilio

turbolenze e discordie. Que' di Cividale accusarono Antonio li di non esercitar e-

o almeno

gli atti pi

eparatorii. Passato in

Cividale, di sua ubbidienza, nelhi della


festa ne fece l'apertura e celebr
la
i

quamente
ia diocesi

la giustizia,
si

onde porzione delsua ubbidienza,

/ses-

ritir dalla

sione ne'primi di giugno, ed


ci
1'

a'22Comincardinali del-

anzi

rele a

con tante queGregorio Xil, che determinalono questi di deporlo a'i3 giugno i4o5. Indarno gli udinesi ne presero le difei

cividalesi ricorsero

la 2.'

In questo

mentre

uhbidienza

Bomana

egli anlic.udinalr

deH\i/'AzW/c-^/ d'Avignone, col sinodo pi-

sano deposero Gregorio XII

Benedetto
il

se,

mostrando l'ingiusta
il

persecuzione
s

XllI; indisi riunirono per eleggere

I'.-

Dossa contro

patriarca,

al

Papa

pa
gli

in conclave,

cui custodi scrissero a-

al

sagro collegio, perch Gregorio

udinesi contro Gregorio XII, e creatale

XII gi designava loro altro pastore. Intauto cardinali ribelli a Gregorio XII recalisi a Pisa per tenervi il famoso Sii

rono per

Alessandro V. Non raggiun-

sero lo scopo dell'eslinzione dello scisma,

nodo per

l'estinzione dello scisma, prela

sero a calcolo

protezione udinese a
il

fa-

poich tutti e tre si iraiiarouo da Papi e con propria ubbidieuzi. Gregorio XII scotuunic e depose Benedetto XI II e Ales-

vore del deposto, ed a cui

-zS

giugno

Sandro

Y,<li cui

annull relezioue,e lultii

1409 scrissero lettera di conforto. Nondimeno gli conventie abbandonare la sede, e Gregorio Xll nel detto anno vi trasfer

loro aderenti. Poi nella 3.^sessionea'5 sei-

da Concordia Antonio 111 da Ponte nobile veneto. Questa promozione fu causa di


si

tembie promise rinunziar il pontificato, ue competitori facessero altiettanto de'Ioro prelesi diritti. Poco do[K> vedendosi Gregorio XII abbandonato dagli
se
i

uno scisma

particolare nella diocesi

sle>si

coopatriotti veneti per

la

conier-

d'Aquileia, che poi

compenetr con
santa Sede. Gli

mata
si

depo.sizionediPnnciarini.pirsalviir-

tjuelloche Iraviigliava

la

dulie

trame ordite da

esso che

domi-

UD
nava
la

'

ud
Udine Lodovico
II,

i3i
indarno ricorse a

pi parie

ilei

Frinii, fngfj tra-

clie

vestilo

da Civiilale,

e per

Gaeta

^i

resti-

Sigisnioiido e al concilio di Basilea, noo-

to a Riniini da'Malatesla.

Alessandro

V
ai
gli

licoMdbbe Panciarini per patriarca, ed es(]|

lo le

conmnil
il
1

e clero del Fi itdi a

ub-

])idirlo,

."febbraio i4 IO, e

morendo

4 naggio

cardinali di sua iibbidieiiz;i

Giovanni XXIII. Tali esortazioni non ebbero effetto, le scissure si inaspiirono nel Friuli a segno che si fratdue [)atriar* t dindin re alla rinunzia chi. Si ricoise pure alle ainii, fomenlando cividalesi Sigismondo re d' Unghesostituirono
i

rendo neli435r. Rest vacante la sede sino ali43q, in die Eugenio IV In conferri al celebre padovano cavaliere gaudente e arcivescovo di Firenze Lodovico III e caijMczzaiola Scarainpo, che poi dinaie. Divenuto il concilio conciliabolo
(j

elesse antipapa Felice

nella sede

V, il quale intruse aq ni leiese AlessandroZanowitz

de'duchi di IMassovia, vescovo di Trento

ila, e dall'altro

canto

gli

udinesi invoca-

rono l'aiuto de'veneti che si adnperarono a pacificai' gli animi con tregua, occordando sicuro asilo in Venezia ad Antonio HI. Giovanni XXIII cit cardinale Antonio II Panciarini per allontanarlo dal Friuli: egli per ripugnando la dignit a
tal

che ritenne in amuiinisli azione, ma non si rec a pienderne possesso e moi nel i444- " cardinale, rinomato an<'he per militari imprese terrestri e navali, poco

dimor

nella sua residenza,

sapore
il

visi

rec, tenendovi per vicario generale

ca-

nonico di Padova Francesco Alvaroti ceItbie gi(ueconsulto, e

dopo

di lui

5 ve-

scovi. Si coiiip(Jse colla repubblica di

Vo-

C(jndizione, ne consult

il

co-

nezia ne! dogadoili Francesco Foscari, in

mune d'Udine
ni
la

che tanto vigorosamente Tavea sostenuto e difeso, finch Giovan-

concordia e pace sulla cessala sovranit

temporale, onde
col
II

al

dogescrisse Papa Ni-

XXIII

pei

ridonare

la

tranquillit al-

lettera di gratulazione
tutti
i

neli4^''
simi-

provincia e diocesi aquileiese, vintela


I

cardimile conferm
Pio

diiilli, piiil

sua costanza ed ottenne che nel


nunziasse e
si

4' 2

ri-

vilegi e statuti del


le fece
11,
il

suo capilcdo, e

A'6 luglio il capitoloelesse patriarca Lodovico li ducadi Tech, che prese possesso in Cividale; ma Giovanni XXIII non approvando la
recasse in Pioma.
scella
si

quale morendo nel 14^*4 poco manc che non gli succedesse, ed invece fu eletto Paolo
alla
II.

morte

del patriarca

Questi neli4^^ non provvidexi-

consider

la

sede

come

vacante,
si

bito alla sede, alfidandone l'aramiuislra-

Di venuto Sigismondo re dei romani,

a-

zione prima
tino

al

vescovo di Concordia A nal

dopei per
;iOf/o di
I

la

convocazione del fumosoLSfio

tonio Feletlo, e poi

vescovo di Feieiiil

Costanza, nel quale Gregei

XII

Andrea Lorenzi,

quale rest vica^ar/^o nipote dei

inunzi eroicamente, Giovanni

XXIII

rio del cardinal

Marco
47

fu deposto, e nel i4i 7

Benedetto XIII scomunicalo,


venneelello IMartino V.ch'eb-

Papa, allorch
il

lo fece patriarca e prese

|)osse^so nel

per mezzo del meilevicari

be

la

gloria d'estinguere lo scisma uni ver-

simo, indi ebbe a

'i''''

vescovi,

sale e quello particolare d'Aquileia.

Im-

Da
bili gli

lui

peiocch indusse Antonio


rinunziar questa chiesa,e
ia

111

da Ponle a

cominrila serie de'pairiarchi noveneziani, la quale non cess che ue-

lo trasfer a quel-

arcivescovi d'Udine successoti, all'e-

di

Zara, dichiarando quindi patriarca

stinguersi della repubblica.


si

suo tempo
fe-

Lodovico 11. Gi accennai in principio, che Lodovico II avendo im[)rndentemente

celebr un concilio provinciale, e poi

ce

un decreto

[)er

eliminar

disordini iu-

intrapresa
di

la

guerra contro

la

potente

sorli nell'

amministrazione delle rendile

repubblica

Venezia, questa s'impadroi

capitolari, ed ottenne da Innocenzo Vili

ni del Friuli e spogli


leiesi di

patriarchi aqui-

bolla confermaloria al divieto di


tersi

loro au lica sovranit. Cacci da

ammettere

tra 'canonici chi

non ponon a-

32
I

ud
compito 8 anni.
Alci fo
il

U DI
cardinasuccessori contnua inno sempre.t
re, anzi
rilnsr'fnp-

vesse

le nel i4c) 'i

Innocenzo \lll non volle altentlere la consueta nonnina tlel senato veneto, eli cui lo pregava rambascialore
I

pare che ad Udine

si

donasse ansulla

che
le

la

nuda riccamenle bardata


il
I

quadifli-

incedeva

patriarca. Pidjblicalo car-

Ermolao

Jjai'haro,i\w. anzi con precet-

dinale nel

5^8, ottenne non senza


il

lo c'ubbiclienza volle di' egli stesso, de-

colt di rinunziar
I

paliiarcato, e l'esedi regresso in faII

gnissioM) com'era, ne accellasse

la

digni-

t, da lui ricusata perch

la

repubblica
li-

gu nel 52f) con diritto vore del fratello Marco


poi questi abdic

Griraani. Diil

proibiva a'snoi ambasciatori senza sua

neh 533, onde


dignit e
il

car-

cenza l'accettazione di qualunque onorificenza slraordinariti: lutto ad essa scrisse

Erinolaoe

parteci^i lostesso

Papa con

governo della chiesa d'Aquileia. Morto Marco U, il cardinal Marino ollenne da Paolo III
dinale riassunse
la

bella lettera,

mentre
in
t

il

senato di ci igna-

neli545di linunziar nuovamente


ti

il

pa-

ro avea eletto Nicol


Alinissa; e

11

Dona

vescovo di

iarcato a favore dell'altro fialello Gio-

venuto

cognizione dell'ac-

ctid uto, se vera

men

cingi unse

adErm ola o

so,

vanni VI Grimani, con diritto di regresma mor nel 546. Giovanni VI dir

di

rinunziare

il

patriarcato.

Ermolao ub-

stratto in rilevanti affari, senz' avere ri-

bi<l,

ma

i!

l'apa

non

volle accettar la ri-

cevuto

il

bramato
vi

pallio, riserbaiidosi

ri

nunzia, e

la

repubblica sostenendo rigosue pi etensioni,


la

regresso nel dicembre


dignit, e

i55o rinun7i
1

la

luScimenle

le

morte

fu assunto Daniele

Barbala

d'Innocenzo Vili edcll'elelto tronc uno


spinoso aifare che sarebbe stato fecondo

ro ambasciatore veneto inUngheiia. Morto questi nel


i

S'j^,

dopo aver abdicato

anco
fia

di

pi gravi dissapori. Nella biogra-

sede,

liportaiche fu cretilo cardinale, e che

dovea il patriarcato tornare a Giovanni VI, ma essendo caduto in sospetto


erronea dottrina sul
,

altri ci

negano, con un conflitto di date e

di

dogma

della pre-

di asserzioni sull'epoche di sua creazione

e morte.

Il

preoccupalo
le

nuovo Papa Alessandro VI, in altre cose gravi, non volli,

non avendo potuto conseguir il pallio neppure da Giulio III e Pio IV, gli fuelettoin coadiutore Alvise Giudestinazione
stiniani colla speranza di futura successio-

tener dietro alla vertenza, e nel \^CjZ

riconobbe Nicol
ti;

ornalo

di chiare do-

ne. Senqilice chierico,


ta la

gli

fu solo conferi-

dimor
giorni

in

Cividale e mori nel i497'


la

giurisdizione temporale, esercitan-

Due

dopo

repubblica nomin

il

dosi la spirituale da Paolo Bizanti vesco-

neo-cardinale Domenico Crtnani, riconosciuto dal Papa; dimor per


lo

vo ne

di Cattai 0,
il

che

visit la diocesi e ten-

pi in

sinodo diocesano d'Udine, a cui in-

RomaeneliSi

7 abdic

il

palriarcalocon

tervenne Cesare de Nores vescovo di Parenzo in qualit di visitatore apostolico.


Nel 1575 mor anche l'elettoGiustiniani,

diritto di regresso al nipote

Marino Gri-

luani vescovo di Ceneda, che con questa

nuova dignit continu

a sedere nel con-

ed

il

Grimani che

nello stesso

anno avea
procella,

ciliogenerale di Lalerano V. Rlarino nel

potuto veder dileguata

la feia

i524 con
quiieia

isliaordinaria
,

pompa

prese
in

il

da cui per
lo,
si

tanti anni era stato travagliavi

possesso del patriarcato

non pi

A-

rec in Uiline e

fece

il

solenne

come

predecessori,

ma

in

Udisuo

ingresso;

ma

fatta

nuova

istanza pel pal-

ne, corteggiato dalle primarie magistra-

lio, formalmente glielo

neg Sisto V. Chie-

ture e da diversi vescovi, e poi fece

il

se e

ollenne per coadiuloie, con ispeiandi


1

ingresso in Cividale, donando ad ambedue capitoli la sua cappa magna secondo l'antico costume da lui ristabilito,
i

za di llitura successione, Francesco Bar-

baro arcivescovo

Tuo,

dal quale ffce

visitar la diocesi nel

5()3, e indiessoquHl

particolarmente quanto a Cividale, che

V isilatorenpostolicoinli a prese qi ielle dtl-

ud
la Caniiul;, della Stiria e della Carinlia.

ud
lazzo per se e successori
,

i33
e

dove oggid

hi ([desio ineuire muri Giovamii VI, onde nello stesso i5t)3 gli successe Francesco, elle nel seguente anno prese possesso in

Udine
il

e poi in Cividale. Nel

(enne
per
ci

suoi, "sinodo nel castello di

s.

iSgS Da-

continuano a risiedervi gli arcivescovi di Udine, e ne fece ornare la sala coll'effigiede'[)alriarchisuoi predecessori. Di pi vi fabbric la contigua chiesa ad onore
della B. Vergineede'ss. Patroni della diocesi aquileiese.

niele, reso
la

linomalo dal dissidio iusoilo preminenza del posto, Jra'canoni([uelli di

Don pure la sua libreria per uso pubblico, pel quale serve tuttora. IMorl nel
s.

d'Udiiee

Cividale.

11

patriar-

ca con decreto sentenzi in favore del capitolo di Cividale, ed accett


la

sa di

6 G e fu sepolto nella chieAntonio abbate d'Udine, come lo


1 1

protesta

fu poi

il

Fratello

Ermolao

li

di i\ut\\oiWd\ue,M' Ili' cii/nscuiKiueprae-

cesse per coadiuloria, allorch


re vi fu trasferito

che gli sucil cadavefin


i

jiidicio. Nel

59G Francesco ottenne da


litoil

da Venezia, ove

Cletncnte Vili per coadiutore e col


lo arcivescovile di Tiro,

suoi giorni neliG22.


s

Avendo
in

egli altre-

fratello

Ermo-

ottenuto

il

coadiutore

Antonio
,

IV
e
irt

lao

Barbaro. Nel medesimo celebr il sinodo provinciale iiiUdine,eivi poi stamIl

Grimaai,

gi vescovo di Torcelto

esso

fece la sua solenne entrata in

Udine
in

palo, ove tra l'altre cose

si

tratt preci-

Cividale neliGsS.
delta chiesa di
s.

Tenne

il

sinodo nella

puamente delloyservanza del rito rotnano ncir UltziaturadcUdChicsdf^ '.),rilo e liturgia che da lungo tempo erasi introdollo nella cliiesa atjudeiese, in luogo del
gi ricordato antichissimo suo e

Antonio, e mor

Ve-

nezia neliGiS. Gli successe Agostino II

Gradenigo, gi suo ausiliare


Felire
,

e vescovo di
le

beneuierito di sua chiesa per


di

nato /Jrtf/vVzrr/imo. Questa

si

denomipu dir l'e\\


il

molte opere

beneficenza e generosit
in L*adova,

che esercit: mor nel iGaq

poca

in cui la chiesa d' Aquileia abol


rito,

suo
ro-

donde
cate in
te

le
s,

sue spoglie mortali furono re-

antichissimo

per abbracciare

Zaccaria di Venezia.

Diano; iujperoccli sebbene in essa e nel


la

e coadiutore

Marco

III

Il parenGradenigo, al-

sua provincia ecclesiaslica fosse gi sta-

lora reggitore per la


la di

repubbHca

dell'isola se-

lem p del decreto di s. l*io V, il quale ordin a tutte le chiee l'osservanza del solo rito rumano, tuttavia non l'avea ancora accettato con espressa dichiarazione, C(jnie non eravi per anco intervenuta la formale approvazioto catubiato sino dal

Creta, ne occup

degnamente

de,beaemerito per avere felicemente composte le gravissime discordie, che arde-

vano tra il vescovo di Verona Marco Giustiniani e


il

suo capitolo. Morendo nel

ne

di tutti

vescovi comprovinciali. Inol-

tre nel

no

in

1600 celebr un sinodo diocesaCividale, e altro nel 1602 in Goche formavadi

16)7 gli successe il coadiutore e fratello Girolamo vescovo di Fatuagosta, che visse soli mesi, e morto in Venezia fu deposto in s. Clemente de'camaldolesi,ove
i I

rizia pe'ledeschi e gli slavi

erasi preparata la

no parte

sua gie^ge

ed

ambedue

si

coadiutore vescovo

tomba. Gli successe il di Tagasle Giovanni


1

slampatono.

Fu

il

patriarca Francesco
d

Dclfiii, che nel

658
il

prese possesso

benemerito anche per aver edificato

in Uiline e fece indi

suo ingresso for-

il nuovo palazzo patriarcale e il nuovo seminario pe'chierici. Sino al suo lempc la residenza de'palriarchi era stala stdl'alto del colle, ch' nel mezzo della citt; ma quando la repubblica veneta volle quel luogo per fabbricarvi ima forliizza, egli elesse dalle fudameula il pa-

Udme

male
lo
le
il

in Civiilale,

cardinalato.
di

meritando pel suo zeMorto il fValello Danie-

vescovo
il

FdadeKa, ottenne a succespii volte visit la

sore

nipote Dionisio Delfino vescovo di


Il

Loria.

cardinale

va-

sta diocesi,

tenne

il

sinodo diocesano nel

jGGo

neh 669,

dopo \a auuidi pu

i34

ud

UD

tnarcalo moi'i nel 1699, ed il cailaveie fu purlato in t. iVJicliele di Miitano, plesso Venezia, nella londju dc"suoi maggiori Gli successe Dicjuisio, die cun solenne
ingresso enlr in Udine e poi in Cividale,
visit

palriarchi d'Aquileia ne perderono

li so-?

Manila. In conseguenza poi della famigerata lega diCanibray e guerra che ne d(-,iiv, alcuni luoghi del Friuli coll'anlica

A-

quileia

passarono nella signoria di casa


i

pi
il

vtjlle la diocesi, e

1703
iline,

sinodo

in

s.

ove restaur

la

radun nel Anionio abbated'Ucollegiata che gli seril

d'Austria,

cui imperatori

mal soffrendo

che

vi esercitasse la

podest ecclesias'ica un

ordinario strauiero.gii arciduchi della me-

viva di cattedrale, ingrand

palazzo pail

desima convennero

colla

repubblica di no-

Iriaicale e da'fondanienti edific


le p,er la

loca-

tnDailo alternativamente;

ma introdotto
sempre
veneto.

bb'iolcca. Die sagge leggi per

l'uso de'coadiutori essi reslnrono delusi,

l'osservanza della disciplina ecclesiastica


e pe'uiona>ttri di moiiaclie, conces-e sta-

non potendo
essendo
il

esercitare

il

diritto e
[)reIalo

patriarca un

bile
s,

dimoia

alle salesiane del castello d


cpiL'l'o di
s.

L'Austria iitutilmenle
tute rimostranze,

avmdo
al

fatto ripedi

Vito, e in

Daniele contridi piet.

venne

punto

non

bui all'erezione del monte

Eb

permettere a'paliiaichi

l'esercizioxli loro
i

be a coadiutori Marco Gradenigo vesco-

spirituale giurisdizione, restando

dioce-

vo

di Titopoli, poi

vescovo di Verona e
il

sani privi del pastore. L'imperatrice M,''

patriarca di Venezia, ed
le Il

nipote Danie-

DclfiiiO vescovo d'Aureliopoli, che


1

Teresa e la repubblica di Venezia ricorsero a Bencdello XIV quale giudice su-

gli

successe nel

784 per sua morte. Dae ottenne per coadiudi

premo della contioversia; sostenendo


neti
il

ve-

niele II

domand

loie

Larlolomeo Gradenigo vescovo

Tialira; celebr nel


fu lodalissimoe

1740

sinodo, clie

non interrotto possesso della nomina, dirillo confermato da Giulio III e l'imperalrice non ammettendo che la tol,

stampato

in

Et nedetlo

XIV
la
>.

lo cre cardinale.

Udine, indi Bene-

leranza de'suoi predecessori potesse for-

mare una

prescrizione contro

il

dirillo del-

feentissimo e splendido pastore, in

Uil

dine fabbric

casa della missione e

monasleio di
iy\

Caterina

ed
Il

in

s.

Vito
i.

Benedetto XI V^ avendo attentamente esaminato il grave affare, colla sua profonda dottrina e fel'alternativa elezione.
lice sperienza,

riedific la chiesa primaria.

cardinale
il

pesale

le

ragioni dell'alte

l'ultimo patriarca d'Aquileia e


la

parti disputanti, senza pregiudizio di esse intanto risolvette di stabilire in


zia
,

arcivescovo d'Udine, per


del palriaicato.

soppressione

Goridiffe-

pagn

Quanto precede, accomsegu (jueslo memorabile avvelo descrissi

finch avessero proseguilo

le

renze sull'esercizio della podest ordinaria,

nimento,

ad Aquileia, a Go-

un vicarialo apostolico

pel Friuli

Au-

rizia e articoli relativi, principalmente


colla Sloiia d

striaco del patriarcato, con libero esercizio di tutte le funzioni dell'ordine e della

e colla
caslel;
I

Benedetto XII di INo vaes, Storia del Cristanexituo di L)erlaonde qui non mi rimane a rife-

giurisdizione episcopale; perespressa-

ire che un cenno perch meglio s'intenda quanto ha relazione ad Udine, che di-

mente coll'obbligo nel vicario apostolico, di non procedere che in nome del Papa e
suoi successoli, e per autorit della

venne meliopoli

eccle>iastica

del Friuli

de ed
delio
ruii
1

s. S^suo beneplacito. Perlanlo Bene-

Veneto, come Gorizia pel Friuli Austriaco, notando per the il noveio delle sedi vescovili allora

XIV

col

breve O/iiniiim ecelesiii'


,

solietudinem

de'

29 novembre

sudraganee del palliarsuo articolo.


eiiezia ac-

calo lo riportai

al

Dopocli

la

lejndjMica di \

749j Bull. Beiud. XU\ \. 3, .lj>j)endix, p. 24^: Ereclio f icari/itui yJj)ostolid in parte dioecesix ^hfailej'ensi.'f

>jMisl iiduiuluio del Friuli,dibsi gi

che

Au

li

ideile (iimi/iae doiniuiu suijeilii.

ud
ludi COI) l'allocuzione Postqiiaiii
{)ionunzifiia nei concistoro del
.
i

UDI
iiilo,

i3T

liis

di di-

opportunis disposilionihus. Gi Benedi'tto XIV nel giorno precedente neavea dato [>arlecipi\zione
al

refidjie segiKMite, lo partecip al sagro


collegio. Poscia col
{itiai',

sagro collegio,
/^'o/^jv,

breve Puslijuain per


i

coll'allocozione Perspectani
so
il

pres-

de'i 7 giugno 7 l^o, deput in vicario apostolico Callo Michele de Altemps,

Bull.
il

c\i.

a p.

244il

^^'

cardinal Del-

fino

Papa

lasci

titolo e le

insegne

dichiarandolo vescovo
^/7.y (nelle .Yotizie

I\]eiiiiilen

in pai'-

e prerogative de'palriarchi a vita, e di-

di

Roma
p.

si

legge di

Pcrganw). Questo breve


ili

e l'allocuAione

chii)rarcivescovod'Udine(per nelle Votizic di Roma fu tolto dal novero de'patriarchi);


tra

riportano nel fiulL c\t.n


la

247

t:

246-

come nomin l'Attemps


vicende ripirlai in

all'al-

Ria

repubblica

veneta invece
al

di
si

mosag-

nuova sede

di Gorizia, delle cui vapii

strarsi

contenta e grata
si

Papa per

rie posteriori

luo-

gio lemperauiento,
l<i

cred pregiudica-

ghi e meglio sviluppai a Trieste. A'3 febbraio 17 52


la

ne'propri

diritti,

e adirata biasiinevolil

repubblica

di

Venezia con

luente richiam da Pioma

suo

amba-

supplica riportata dal Quirini,

Tiara

et

sciatore e licenzi da Venezia e da' suoi


tloininii

l'arcivescovodiCalcedonia nun-

Purpura Veneta, p. 4'?-4> ituplor da Benedetto XI V,che Bartolomeo Gradeiiigo


gi coadiutore al patriarcato d'Aquileia,
lo fosse

zio apostolico.

detto

Sempre circos[ietto BeneXIV, contrappose a silFatto acerla

bo [uocedere,

dichiarazione di non a-

dine, e

ver creduto coll'erezione del vicariato apostolico di attentare a' diritti delle [)arli

nuovo arcivescovo d'Uannu colla bolla Ronianw; Po/?f//(^x, presso il medesimo Quiancora
il

al

Papa

vi

rini. In

conseguenza delle

riferite

dispo-

interessate, perci ritirarsi da quesl'af-

sizioni

i'.ue,

lasciando che

la

contesa

si

risolvesse

Benedetto XIVcolla bolla Sacrosanctae Militantis Eeelesiae,{le 8 aprii

tra la republ)lica e l'imperatrice.

Frattanal

le

702, Bull.

cit.

t.

4, p.

I,

eifettu l'e-

to nig."^ d'Atleujps
Io aijuileiese,

si

present

capito-

rezione dell' arcivescovato di Gorizia, e

e (ecegli leggere

il

breve adelegala
patriar-

postolico, che gli

comunicava

la
il

siccome Aquileia gi da pi secoli abbandonati dal suo pastore e ben di rado visitala dal capitolo

podest sul Friuli Austriaco; ed


ca cardinal Delfino pubblic
fatta alla
li
i

metropolitano, era ca-

la

protesta

s.

Sede, da cui riputava violasi

duta sempre pi nella desolazione e nello sfjuallore, il [."arci vescovo di Gorizia


trasfer
la
il

suoi patriarcali diritti. Per sedare


le

tesoro

ilclle

sue

ss.

Reliquie

al-

gravi discordie ebbero luogo

pratiche
soppres-

sua nuova tnetropolitana. Quindi Be-

altrove narrate, e

si

convenne

la

nedetto

XIV
i

colla bolla
1

Suprema dispocit. p.

sione
I

del patriarcato d' Aquileia,

dopo

sitione, de'

g gennaio 753, Bull.

7 secoli e

mezzo
essi

d'esistenza, e l'erezione

20: In Utinensis Givi tate collegiata ecclesia


s, Mariae Majoris nuncupata in Archiepiscopalem Ecclesiam cuniomnibus jurihus, praeanincntiis, ae privilegiis erigitur. Chiesa che sino allora avea servito alle funzioni [)atriarcali. Si form l'arcidiocesi d'Udine del territorio aquileiese, soggetto al dominio veneto, con giu-

degli arcivescovati d'

Udine

e di Gorizia,

dividendo tra
le

il

territorio patriarca-

Veneto

e Austriaco, e

secondo

tali

ter-

rilorii

assegnandosi alle due nuove


le sedi vescovili

me-

tropolitane

sulFraganee.
bolla
I/ij'uii-

Perci Benedetto
pe, de'

XIV colla

et nobis a supremo Pastoruni princi-

luglio

1751, Bull.

cit.

t.

3, p.

risdizione
d'

metropolitica all'arcivescovo

177: Aqiiilejensix PatriarehaUis el Sedis perpetua suppressio et exlinctio j

Udine
i

sulle chiese vescovili degli stali

veneti, ossia furono assegnati per suli'ra-

nec non erectio duoruni Archiepiscopatdu/n, fjtincnsis, et Goritiensis, cani a-

ganci

vescovati di Pailova,Piecnza,Vc-

ro/ia, Treviso,

Ceneda, Belluno

Fel-

36

L"

U D
cardia
J/f<</<rj-

//(,",

Concordia, Capo d' Lslria,Ciu Nova o Emonia in Istria, Parcnzo, Pota. Fu assegnata al nuovo arcivescovo cjiiella

e nell'esergo:

Termi n!<!
medaglia

ad
ha

Padiiiii Coiislitulis.
scolpiti

La

2.'

due

arcivescovi in abiti ponti-

ni posti nel territorio

porzione di rendila derivante da' beveneto , ed inoltre


colle quali fu

ficali

no

in

con doj)pia croce, che si congiuugoconcordia. Simboleggia la cessaziopose fine


i

una delle due commende

ne della grave controversia sul patriarcato d'Arpiileia, a cui


il

divisa l'abbazia di Rosazzo, l'altra essen-

l^apa col

dosi conferita all'arcivescovo di Gorizia.


.Si

sopprimerlo, econ erigere duearcivescovali d'Udine e di Gorizia,c3pilali


ilei

Foru

il

capitolo colle dignit del pre-

Friu-

posto colla rendita di


di

7G0 ducati

veneti

lire

soldi l'uno, del

decano con
i

65o

ducati, e del primicerio con Syo:

canonici si stabilirono in numero di 24, con 355 ducali per ciascuno;! mansionari in nuu)ero di 12 con 187 ducali, e 8 cappellani con 80 ducati per uno. Essendo.^i

h Veneto e Austriaco. Vi il molto: Nova Ecch'siaritin Focdcrc; e nell'esergo TraiufuiUila'S Rcstiiiita. Tuttora conii d'andjedue le medaglie si conservano nel:
i

la

zecca pontilcia. Indi per decreto del sein

nato veneto fu stabilito

Venezia un

trile

bunale o vicariato arci vescovile, perch con


nel
piti ficilil essere

fissata

la

rendita dell'arcivescovo a

cau'je delle chiese sulfiaganee potessero

83 16 ducali, poich a'7597 die rendeva la mensa del soppresso patriarcato, ne avrebbe accresciuti 917 la reptdjblica di
Venezia, alla quale Benedetto XI V die il perpetuo diritto di nouinare l'arcivescovo,
le

ricevute iu appello
il

all'occorrenza. Mor

cardinal Delfino
ili

i76'2, e fu sepolto nella chiesa

s.

ALiria
il

Maddalena

successore e
,

Foco vnso gi coaduUore Rarlolomeo


de'fili[)pini.
fin
i

3 dignit ei 1 canonicali,
il

come

al

Gradenigo
po
fii

poich nel 1765

suoi
cor-

capitolo la facoll di nominare


calo e prebenda Masolini,
i
i

canoni-

giorni nel castello di Motta, iloude


trasferito alla metropolitano.

il

mansionari e

Ebbe

cappellani. Finalmente Benedetto


al

XIV

a successori, nel

1766

il

concesse

capitolo d'Udine

le stesse in-

rolamo Gradenigo, dolio


pel

parente Gio. Gie benemerito


1

segne corali accordate a piello


cliettoe della cappa
le

di Gorizia,

narrato pi sopra; nel

786

Nicol .Sa-

cio alle dignit e canonici l'uso de! roc-

magna paonazza

col-

gredo, che rinimzi nel finir del 1791 e divenne vescovo di Torcello; nel 792 da
1

fodere di

pelli

d'armellino, ed a'man-

Ceneda

vi fu

traslalo Pietro Antoni..

Xo/-

sionari e cappellani quello dell'almuzia.


l'er la ristabilita concordia tra la
s.

-/ poi cardinale. IMoilo nel

i8o3, pegli
al

Stn

avvenimenti

politici e successiva iiivasiola

eia repubblica di Venezia, IjenedeltoXIV


fece coniare

ne rest vacante

sede sino

settend^re

due medaglie
1

colla sua edi-

1807, venendo
ni nobile di

eletto Balda^sare Rasiio-

gie. jNel rovescio della

.si espressero perla

Piavenna, che in di vivere


liloin.ito
dell'

sonificate,

la

Cbiesa che lenendo

bi-

nel 181 4- '" questo

lancia

la

mano destra

a quella della

U-

Friuli

Veneto

nel

dominio
I

anche il imperae-

pubblica di Venezia coperta del berretto ducale e con ramod'idivo nell'altra mano: a lato della ." lgura un Angelo con
1

tore d'Austria, Francesco


retto
il

dopo avere

regno Lombardo- Veneto, volle ridurre in osso a sole metropolitane ecclesia.liche le


Rlilaiio, e di

chiavi appoggialo allo

stemma

|)onti(ic,i{i;

due

capitali di

Venezia e
al

di

accanto alla ?,.^ d Leone alalo di s. Marco pomato sul libro. IN'el mezzo vi tni terinine
ljici|)ile. Questa

assoggcltar loro

modo

del

politico Icrritorio, tutte lecitl che gli ap-

meilaglia allude antolte

partenevano
sta

[ler civile

dipendenza.

Que-

cora alle cessate vertenze


{jilmentu dei

per

lo sta-

memorabile

diS[)osizione

mentre am-

reciproci confini

slal)iliti

pli notabilmente la [trovincia uietropo lilana del palriaica di

presso

il

1*0.

Vi

si

legge l'epigralc: Con-

l'augia, amiieU'

ud
lo fjiu'IIii tl'Uiliiie, le cui

ud
chiese sulTr.iga,

i37

199

parrocclile.

La

diocesi di Celluliti

nee

passiti

ouo

nel dello

essa ncdesiina lo

palriarcalo ed divenne nella soppiei-

poi, senza calcolarvi l'unila acijuc prinr7y;^'//7r/-

diocesi di Fellie,

con

ilello

au-

ione della dignil di chiesa arcivescovile

a Udine e di sua nielropulilica giuiisdizione. Pio VII tutto canoiiicnineiile ordii colla bolla
g'/V,

De

saltile

Donnnici gre-

mento venne ad avere 63 pai ioccljie,coii cijca 224 sacerdoti e 10 j,024 "'""C. Il Papa l'io IX nel concistoro de'2 diceinhre 1846 preconizz vescovo di Udine
i

del ."niaggioi 8 18, Bull, lioiii.cunt.

Zaccaiia Cricito di Bas^ano diocesi di Vicenza, arci|)rele della chiesa matrice della

t.i

5, p. 36. Indi lo slesso


la

settembre accettato
nellostesso mese, e
I

Papa avea nel nomina deli." venel concistoro dei

patria citt, facondo predicatore, ver-

scovo d'UdineGuaUardo Ruloll che muri


pi>i

salo nella teologia morale, neH'elotpjenza

sagra e nella filologia greca che insegn,

1819 [)reconizz vescovo fr. Etuanuele Lodi domenicano di Milano, gi


3 agosto

degno

pegli altri pregi narrali nella pioil

posizione concistoriale;

c|uale

si

port in

parroco de'ss. Gio. e Paolotli Venezia, lodato pastore ;inche per aver miglidrato
lita la resilienza

riuma,accompagnatotlalsacerdole d.Vincenza Griglio nobile di 13 issano. Prima di


sua coiisagrazione
culla bolla
il

Leni della mensa e magnilcamente ubbel-

medesimii Pontefice
iinil!ili\,i.\e

abbazia le diRosazzo, la cui


nell'altra

Kx Callwlicac

i^

conuDenda era stata


ta al

mela

rioni-

vescovato di Udine, insieme

al titolo

itbbazale, fin

da quando

la

dignit
I

me-

IropoliiicadiGorizia fu trasferita nel

788

fjtdiiiiiut.

Morto
la

il

detto |)astoie, nel

1845, durante
la tliocesi

vacanza della sede, dalle

marzo 1847, riportala dal ililigenle Cappelletti, a compensare la diocesi d'Udine non tanto della solFerta diminuzione di parrocchie, quanto delle anleiioii e ben pii gravi perdite, merc sopralt. ilio lozelo indicibile e la mirabile perseveranza a
lanlo scopo messa in opera dal cardinal

furono smembrate tutte


le

pari

locchie del Cadore,

quali

formano

Fabio

INI."

Asquini de'signori di Fagagiia,


la

presenti dislrelti di Pieve e di

Auronzo. Conviene sapere, che appartenendo fino


dal

patrizio udinese, restitu al pastore

pri-

mitiva dignit arcivescovile e alla callediale


la

1806 tali distretti al politico leggimento e amministrativo governo delia


Belluno, e perci separali

metropolitana,

ma

(piale

grado

piirainente d' onore, senza melropolilicii


giiirisdizionesopra qualsiasi diocesi sulfia-

provincia di

per lunga distanza dalla vasta diocesi di Udine, onde ne riusciva assai incomoda la

guiea. Inoltre
triarca
di

la

chiesa d'Udine fu sol-

tratta dal diritto

comunicazione, supplicarono
tore Ferdinando separati
ila
1

1'

impera-

Udine

spirituale a

Sede di essere anche nello quella poco ampia diCelluno,


e
la s.

soltanto al

metropolitano del paVenezia, conservandosi per cardinalMonico,allora patriares,a la

e di unirsi

ca veneto, su di

giurisdizione di dela

legalo apostolico, durante


za naturale ilella vita di

sola esisten-

c trovatasi ragionevole l'istanza, rollenne-

lui.

Ed

ecco

il

ro (lall'imperalore a'3 marzo 1846 e dal Papa. Pertanto Gregorio XVI colla boila

decreto concistoriale, che d'ordine del


l'adi e fu

s.

emanato
della
s.

dal cardinal Polidori

Liivcsdlis Eccle..'>iaeregiimn,i\ii"o
1

membro
1

congregazione concisloUtinenses Ci ves

aprile 846, presso


ti,

il

sacerdote Cappellet-

iale.

" Ercctioitis in /rcliiepiscopatu/n

sepalo dal vescovato d'Udine ledette


l'incoi

;l/e/ro/;o//^z/i///.

memo-

parrocchie delCadoree
io di Belluno. Cosi

poro

a (juelle

ria sedulo recolenles, cpiod in

eoiuui Cl-

Udine perde

oltre

30

vitate per plures

anno degere consuePalriarchatus

parrocchie, circa
iiime, restandone

94

sacenloli e 32c)3 a-

verini Antislites insignis,

nondimeno di queste a Udine 297,345, cuu circa ioyi sacerdoU

Aqoilejenss.quodein suppiesso,inibi,sul>

auuo 1702

a Bcucdiclu PP.

XIV

ciccia

,38

ud
Melinex
iis

ud
Iute flonirnir grrgix, pr
iis

Inerii A^(;lliepi^co[nlIis Cpllietlra polilaiia culli tliioilecim

cnpililnH,

episcopati-

(piae liuj Lisce decreli dispositioiiibus sint

bus sullraganeis qui


Aquilcjeosi sulierant

aiilea Pa!i iiuchalui


ila

contraria, [roiideque conlrariis fpiibus-

ut Archiepiscopi

cuiuquc
dignis

eliain speciali

commeiiioratioua

Uuneiisesin parten )urisdiclioiii->Patriarcbaii) Aquilcjeiisium successeriiil,

minime

ol)slaiitibus,

ex propria
pleiiitii-

quod-

sceiilia el

Apostolicae potestatis

que anno 1818 ipsa, pcculiaribus ex canssis a Pio VV. VII simplex epicopn!is Caihedra Palriarcliali Venetiurum Metropolitanae Ecclesiae suIlVaganea per Apeslolicis litleris,
/;//('

dine,

omnia baec quae sequnnlur, perpedeliberate d-crcvit, ut videlicet

tuo

modo

(naelodala Ecclesia el dioecesis Utinensis


ilesinat esse sulfraganea Palriarchalis

Ec-

qnarnm

iniiiiun:

De

sa-

clesiae Veneliariini, et rurstis in Archie-

(loDiini g (gis,

fidi'il

declarala eo

jiiscopatum Metropolilanuiii erigatur,ita


lainen ut luillae
ipsi

iugiler vota curasque inlerderuut, ut ea-

adjiidicenlur Eccle-

l'em Cathedialis Ecclesia in prislinam


Aicliiepiscopalis JMetropolilanae dignit-

siae sulFraganeae nulla pror?iisiinu)uta-

lem rcvocarelur. Taiii vero, quuoj hec


oiiniuui illustris illius Civilalis ordiinini

lioneinductaquoad cclerasEcolesias oli in ejusdem sulfraganeas, quae V'eneliaruui


Palriai cbitui

subjectae uti in praesens


Ila

vota innotuerinl SS. D. N. Pio Divina


providenlia Papa lutjusnoininis IX. ani-

suul perstabunl.

proiude SS. D, N.

pr perpeluis futuris (einporbus de sua


potestatis plenitudincviecernente ac

inadverleus ipse praeclaia quibus

vel a

man-

priscis tetupui ibus Utinensis Civilascoin-

danlesPi. P. D. Zacliariae Bncito, in con-

inendatur nomina, slatnmqiie djidem


te el

ec-

clesiastici rei el capiluli principis dignit-

sub anno 1846 ad eain regendauiEccle^iaui praeconizasislorio dici 2 ideceuibris


lus,

ministrorum copia

et

sacrarum ae-

ccnseatur nomiiialur el

sii

ejusdeui
o-

diuiu splendore, et instilntisin animai

um

Ecclesiae Archiepiscopus, qui aeque

salulem, reclauique adolescenlium educalitinein addiclis florenlissimum, aliquo

mnes
de ex

ejus futuri successores Utinensis Ar-

cliiepi->^;opus,

tandem modo

piis electi illus

gfegis desi-

liac

Arcbiepiscopalis

nuncupalur, quiqueproin titoli jurium-

dejiisobsecuiidaie proea qua praeslat beDguitate decreviijhonoie Aicliiepiscopajis

que

reslilutione, calbedrali itideu Ecclo-

sia, ejuscjue

Capitulo caelerisque ad Epiel dignitaleui

IMeliopolilauae sedis iteruui in Ulineu-

scopaleiu sedein perlioentibus in melru-

sen> Ecclesiam collnlo.

Quo

circa,

audilo

polilicum
revocati*,
late

nomen slalum
Pallii et Crucis,

Em.

S.

Pi.

E. Cardinali Jacopo IMouico


Austriae Ini-

habeat ex Apostolica benigni-

Yenelae Ecclesiae palriarcba,collatisque


consiliiscmn Ferdinando
peratore
cliouis
1

usum

cum

facullale

uteiidi,

atque fruendi cunclis

el singulis

el Longobaidiae el Venetae diRege serenissimo, Bealitudo Sua, bisce alisque lalioiiuai momentis ineutii fncm matura deliberatione perpensis, probe noscens, rem atl majoiem Dei gloriam,etiii maximum (Idclium boiium essecessuram Em." D. Fabio Maria Cardi-

quae Arjluepiscoporum Melropolilano-

rum

propria sunt, iisque juribus, graliis,


praemiuentiis, praerogatvis,

privilegiis,

usibus, iusigniis alque indumenlis,


sive a jure sive a legitiiua

quae

consuetudine

primilos gavisi ac

usi

sunt Archiepiscopi

Ulinenis, servalis tamenprius per ipsuiii

naii

Asquinio Ulinensisua ac publica con-

servandis quae pr Palili postulalione


apuil

civiuni studia referente, suppleto, quale-

Sauclam Apostolicam Sedem sunt


Suae mandalo
iiiAposlolicisile

opus sii, quascumque lesse habenlium consensu


liu.

omnium
vel

inte-

praefnila.Quaproplerexspeciali ejusdeiii
S.inctilalis

eliamdero-

gala de jure quaesito non tollendo regula et piacscrlini

memoralo
Episcopum

R. P. D. Zachariae Uricito in
elccliouc liLlciis

Bulla supradicla:

De

su.

ad

foi'Uiaiu

ud
|iuju!)Le cunsistoi'ialis decreti,

ud
per SS. D.
tluohiis lerliis parlibus

,39

W. adpiobati uomine acliliilo iMclro[)oJilaiiis

pr Abballa s. IVlri de Uosaccio, super cujiis Abbatiae


vore Archiepiscoporum Uliiieiiliuiu ea

Aichiepiscopis Uiuciisn muicuprtL'o li-

stalli saita Icctaqtie essi)e: ;^aiit etiain ia-

lur, ut servalis deiiJ serviiiidis possit

tulo ac jure posses-sioneiu Eccle^iue sibi

cuncla que Ifgiliine sive re sive lionore


Episcopiis Utiiicnsisbacleuusrorsilafi oblinuil.

conimissae

rite adire

poslquam Apostoli

cae lillerae de quibus inferius fueiint excipiulioni mauilalae. \'eri\ni ea est SS.

Denique idem SS. D. N. praecepit


et

haec omnia
itiserantiir

sinyula superius decreta

D. N. erga

En.i'-'n

Cardinaem Jacoiimn

ii>

Apostolica Ijidla inox, su-

IMonictMiiVencliaiuml'atriarcbaniobirisignia fjus merita paterna alIecliOjUt pe-

per boc neyocio expe(bi;iid,i el cxcquiilioni iiiandaiida a

laudalo Ein." Munico

culiaribus favoribus publice ipsiui) lesla-

iu id a Sanctitale

Sua

specialiler

depu-

tam
ut

voleiis oiandaveril el decreveril prO'


el deceniil,

tale

cum

facidlalibus necess;iriis et op-

ul praesenti decreto mandai

portuuis, subdelegaudi aliain


in ecclesiastica digiiilale

personam
sex tiien-

eidem Eni. IMouico hodicmo l'atriartlia specialis facidlas adtnbula edicatur qua poslhac tauiquam Delegalus Apostolicus

constiUitim, ad-

jecla condilione, ut dein intra


ses

Itgitime

valtat super Uliuensi

omnium circa id aclurum et dccrelorum autentbicumexcn)plardiligeiitcr ad


S.

Archiepiscopatu
tlesiasticau,

eam

iurisdiclionem ecuielropolitico
e, facili

Sedem

trasmitlalur in liac

s.

Cougre-

qua prius ac
rite

gallone Cousistoriali de

more custodieu-

jurepeiluiigebatui,

exercei

iu

gravioribus

negotii.

bujusce specialis ACete-

decretuju

dum. Quare SaiiclilasSua jtissilboc edi io eadem s. Congicgilione ibi-

poslolicae Delcgalionis iiieutione.

dem
no
1

coiisei

vaiidum,

Dalum Komae an-

rnm quoad

Capiluliun Aicbiepiscupalis
Utiiiensis,

Metropolitanae Ecclesiae

Bea-

847 sub die mensis Miiilii. India'G aprile, come riporta il n."i4delle IVotizie del
sta
di

illudo Suae decrevit, illud eliam in psterura extare ex iisdem Canonicalibus


Mansionarii.-^, et Gapab iisdem personis lespectiveietinendis, quaeiuinc in po.isesioiicMiaservaio pristino stalu quoad dignitales, ti-

giorno
Pasqua,

di
il

Roma

del i847)3.' fe-

cardinal Fabio Maria


assistito

eliam lionorariis,

Asquini patrizio udinese,


cegereute di

da mg.

pellaniis

Canali patriarca di Costantinopoli e vi-

Roma,

da mg.'

Ficlii arci-

vescovo d'Ellopoli, nella cbiesa


ria in Vallicella de'filippini di

di

s.

Ma-

tulos, gradus, praeminenlias, jura, oliicia, indunieiila, et obligationes, praeser-

R.oma, so-

lennemeute consagr
stinti

iu

arcivescovo d'U-

lim circa aniruarum curam omnibus

in-

dine uig.' Bricito, coH'interveiilo di dipersonaggi, fra'((uali


il

super el singiilis honoiibus, insigniis, indumenlis, juribus, privilegiis, praerogalivis,

contedi LiitilconteCol-

zow ambasciatore d'Au.ilria e


nenie generale del
laiio. Si
s.

usibus, el consueludinibus legiiimis,

loiedo altro patrizio udintsf e luogote-

graliis, indultis, et ceteris qudjuslibel

ad
ei-

ordine Gerosolimi-

Wetropolilana capitola perlineutibus

legge quindi ne'n.i 3o,


lioiiia del

87647
il

dem

Ulineusi Capilulo benigne coiicessis.


posilis,

del

Dia/io di

1847, cbe

Pail

Quibus
to

quau;quam Ulinensis Eclune fueiil condecoiata,

pa nel concistoro de' 12 aprile concesse


pallio a mg.' Bricito, ed

desia bonoriflccntiorisdignilatis augtnensplendidicis


iianclitas

a'3o con suobre-

ve l'annovei fra'vescovi assistenti al soglio pontifcio. In

Sua

nihilo se ejus voluit esse iu


sii

decrelis ut ejos taxa

permaiieatque

si-

per

la

chiesa d'Udine

un articolo onorifico si dichiara, cbe pu


figlia

culi aulea in floix-nis auri


libus,

de Camera mil-

dirsi (juasi

erede e

primogenita del
la

comprehensa videlicet laxa floreuorucu ceutum ocluagiuta trium cuiu

patriarcato aquileiese, poich prima della

soppressione di esso fu

residenza dei

i4o
j)atriiirclii;iii(li si

ud
liferiscechei!

UD
Papa Pio

Fidia. L'altro verso della medaglia ha io

JX
1"

[)tv l'aiiticlie
1'

glorie dellti chiesa udi-

stemma
il

del cardinale, cui dedicata la

nese, prese

opportune intelligeure colimperatole Ferdinando I, per reintedeli'

leggenda. Morto nel i85i mg.' Bricito,

medesimo Papa Pio IX


I

nel concistoro

grarla

arcivescovato luelropolilano

(come neli83o lo era stata Gorizia, cessando l'arcivescovato di Lubiana) e decorare del pallio il nuovo pastore. Tutto questo avendo prodotto nell'animo degli
udinesi e di tutti
cesi, colla
gli

de'27 settembre 802 dichiar arcivescovo di Udine, gli concesse il pallio e poi fece assistente
al soglio pontificio,

Tattuale

ottimo pastore mg."^ Giuseppe Luigi Trevisanatodi Venezia, che nel concistoro dei

abitanti dell'arcidioriil

i5del precedente marzo a vea promulgato

pi viva gioia inesprimibile


il

vescovo di Teroia, e

lo prosciolse dil

conoscenza,
nasse sui

capitolo metropolitano e
si

vincolo di quella chiesa. Nelle due proposizioni concistoriali


gli
il

consiglio municipale vollero che

eter-

P.qja

gli

fece de-

marmi

e sui bronzi la

memo-

splendidi elogi per

la

sua dolli ina, sin*

ria del singjlure benelicio.

Di pi dispo-

golar zelo ecclesiastico, gravit, prudenza, probit e felice sperienza

sero die una particolare deputazione del-

l'uno e dell'altro corpo rassegnasse a'piedi del Pontefice


ti.

se gli udzi principalmente di

con cui funmaestro

tali

uidelebili sentinieu-

sagra teologia nel seminario patriarcale


di

lai

nobile

tilcio

furono indi

scelti,

Venezia, di canonico teologo in quelpatriarcale, di lodato predica-

pel capitolo mg.' Belgrado chierico di ca-

la basilica

mera, e pel municipio il conte Ascanio di IJrazz Savorgnan Cergneu patrizi udiquali a'G giugno f'utono presentanesi,
i

ti

Sua Santit

dal cardinal Asquin, u-

esaminatore pro-sinodale edi censore patriarcale. Antico aminiralore del com[)lesso di tante virt, grato per l'onore d'avermi invitato alla sua consagratore, di zione, chepe'miei studi

iiiiliando alla uiedesiuia le riverenti lel-

non

potei godere,

leie del capitolo e del municipio.


to

Il

Sau-

ma

per vado a celebrare, e facendo eco

Padre grad

1'

omaggio,
essi

li

ricolm di

all'egregio storico Cappelletti, ripeter

benignit e compart ad
cesi

e all'arcidio-

udinese l'apostolica benedizione. Tro\e\'

con lui. 55 Iddio lo conservi lungamente al bene del suo gregge, ad ornamento dell'ordine episcopale, ilegno per la sua virt

vo
a
p.

O.'^scn'atore
il

Romano

del

i852

755, che

capitolo ujelropolitano a-

Antoino babrisit lavoro d una medaglia commemorativa della ilignil aici vescovile rebliluitaa Udine, l'opera riusc degna della fama dell 'artefice e della memorabili\erido allogalo all'esimio incisore
t dell'avvenimento, e per rendeila pi

ancor pi elevato grado nel^ecclesia^tica gerarchia". Recatosi anch'egli inlloma per l'episcopale cone per la sua dottrina di

sagrazione, narra

il

n.i 3 del Giornale, di

pregevole pochi esem[lari ne furono coniali.

deli83, che a' 16 gennaio nella domenica che festeggiavasi il ss. Nome di Ges, il cardinal Asquini, coll'assistenza di mg."^ Cedini arcivescovo di Tebe, e ora
Segretario di Propaganda, e di mg."^ Ligi

Roma

lalligura

Questa medaglia di gran modulo ila un verso fra due prelati il


Poutelice Pio IX, che porge la

Bussi arci vescovo d'Iconio e vicegerente di

Sommo

Roma, nella suddetta


Valliceli.,

chiesa di

s.

Maria in

Lolla al cardinal Asipiini.

La pergamena

loconsagriu arcivescovo d'Ui

non maggiore

d' un' ala di ujoscherino,

dine. All' augusta ceremonia, oltre


dell'oratorio, assisterono
zio
il

pp.

contiene in lettere microscopiche tutte le note critiche del monumento. Le figure

conte M.iuribali Collorc-

Esterhazy ministro pleni[)olenziario


il

sono

ritratti

animali. L'alto

si

compie

in

deliimperatored'Austria,

ima

sala

ilei

Quirinale; e dilla finestra

do luogolenenle Gerosolimitano,
ti

e mol-

b'iuliavcdc la bella piazza cu'DiUaCUii di

alln lujiji^iiaidcvuli pciuua^gi lumaui

ri

DI
Infn
il

UDI
suo
glio

i4i

ni

psfei'i

nspccie lonrilardo-TenH.IIn."

()i tlcl

medesimo Giornale cekhvn


la a'

anche da questa la terra, solo vi trovarono nascosto un aicosolio, cio un soo urna composta
di

arrivo in Udine,
il

solenne accoglienza e

5 tavole

di

marrin-

possesso preso

niarzo, con

dimo-

mo ben
un arco

connesse,sopra della quale vedeas


Sta vaio nel tufo.

slrazioni di filiale riverenza e di venera-

L'urna stava

zione alle sue eccellenti qualit. Egli per


fjueste
(j
,

chiusa in una mensa di

marmo

alla cui

che leggo a
l'arci

p.

899

dello stesso

estremit

d'ambo

lati

erano adisse due


incisa la

inrnale, che

vescovo avea assunto

lucerne di terra cotta. Per prospetto poi

cijierici del

l'insegnamento delle lingue orientali pei suo seminario, nobile e utiivi

avea una tavola


to (lio
vjcit

marmorea con

seguente iscrizione. Aclio Fabio Rcstitu-

lissima occupazione che


te

degnamenUdine
la

rilevata per

le

feconde conseguenze.
il

piissimo parentes fecerunt, qui annis octodecim, mensibus septcmj


11

Come

l'arcivescovo,
il

Friuli e

ce-

in Irene.

sacerdote incaricato di ricoi

lebrarono

fausto decreto per

defini-

zione dogmatica dell'lnmacolata Concezione, in breve lo narrai nel vol.LXXIII,

Sepolture e cavarne corpi se da'consueli indizi appariscono esser corpi


noscere
le

di Martiri, recandosi a'a-z aprile alla cri-

95. L'arcivescovo poi intervenne alla solenne traslozione in Fagagna de'corpi


p.
de'ss.

pta ordin agli scavatori di levar

la

mensa
si

che copriva
sa

il

sepolcro,

il

che eseguitosi

Fabio

Vincenzo martiri,

di

che

trov nell'urna duecorpi collocati

in gui-

e di

loro invenzione [)orgo notizia nel seguente periodo. Ogni nuovo arcivesco-

che il capo di quello ch'era stato posto pi vicino alla ficcia del sepolcro, ei pie-

vo

lica in fiorini

camera apostoeoo, ascendendo le rendiXeadquaclraginta m il Ila libellaruin autassato ne'iibri della


i

triaca rum, scu

cciita scutata

ad ultra .teamillCyCt ter' romana mdla pensione


,

che occupava la parie mterimanevano alla sinistra del riguardante, il corpo di quel primo era d'un giovanetto, l'allro d'un fanciullo appena pubere. Questi dalla cima del capo alle
di dell'altro

riore

gravata, Archidioceeacos amhilns ad cvntum pene rnilliaria prolenditnr, at(fiie collegiatani ecclesiam, ac biscentuin sub se complectitur paroccias.

coscie avea l'ossa bruciale, e le restanti


simili per bianchezza all'avoiio, quali e-

rano pure quelle

dell'altro, cio del gio-

vanetto, presso al cui capo era stato posto

Traslazione de'corpi d'santl Fabio e Vincenzo martiri in Fagagna.


Ne'primi giorni dell'aprile i844)n"'''"'

un

vasetto tinto di sangue.

Che questo
al

giovanetto fosse quel Fabio Restituto,

qualeera stata aggiunta l'iscrizione, rimane provato dall'eia stessa;al fanciullo poi
il nome di Vincenzo, perch combattendo per Gesii Cristo da forte,ottenne vittoria; poich il sangue dell'uno, e

do per ordine di Papa Gregorio XVI gli scavatori di Catacombe diligentemente


facevano
s.

fu dato

le

loro ricerche nel Cimilerio di

trmele, presso l'antica via Saler, eseguirono un' importante scoperta, di cui
scrissepure ilRuL^p. Gi seppeMarchi dottissimo gesuita di Tolmezzo, che celebrai
in pi luoghi

segni di crudelissima

sagre ossa

dell'

morte inerenti altro erano testimoni

alle

cer-

tissimi di quel niarlirio

che quest'invitti

campioni
ss.

della cristiana fede sidjirono in

sommo

archeologo, e perci

sul bel fiore di loro

verde et. Indi

due

non ultima
de'
Sigri

gloria del Friuli, conservatore

Cimiteri di

Roma. Trovarono
che per
le

Corpi trasportati nella pontificia custodia delle Belirpiic furono poi da Papa

una
re.

via tutta ostiiiita di terra

Gregorio
terra di
alla

XVI

dati in

alluvioni eravi calata dal

campo

superio-

P'abio Asquini che

dono al cardinal bramava regahirnela


tanti secoli
egli

Rimossa la terra apparve una porta che ddva accesso ad una cripta, ed aspor-

Fagagna, legala per

sua nobile famiglia, e nella quale

42
il

ud
conte commptidiiforeA'^incennatali,
etl
i

U DI
cossi nella casn paterna, nella

n-filello

quale

il

noil

v.o
i

elibeio

avendo
ss.

essi

comuni

bile fratello convil

lautamente tutto

nomi con
il

quelli de'

Martiri. Pertan-

numeroso
di
si

e lispetlabile corteggio. Nelln

to

Cardinale nel giugno i854 parti da


pel Friuli,

sera generale luminaria

recando seco le preziose spoglie de'ss. Fabio e Vincenzo. Giunto a'

Roma

bel giorno. In seguito


la

coron la letizia il Cardinale


espaii-

flj

consagr
sagre

chiesa di
le

s.

Giacomo,

)41""gi da Udine 8 miglia, fu incontralo da due tieputazioni de'canonici della metrojiolilana e de'parroclii della citt, e da
nig.'^TrevisanatoarcivescovOjClie ilCardi-

ileudo anche tra


il

bellissime ceremonie

suo cuore, con toccante discorso

in lingua friulana.

glio
tiri

corpi de'ss.

A'27 del seguente luFabio e Vincenzo maralla

"

naie prese nella sua carrozza. Entrato in

furono esposti

pubblica venera*
s.

Udine

il

Cardinale,chbeda

tutti gli ordini

zione sull'altare della chieselta di

An^

iDollt'plici attestati di

venerazione e d'ela

Ionio abbate in due separate urne, grazioso lavoro del valente


artista
ivi

Millanza; e dipoi pontific

messa e

sola

udinese

lenni vesperi nella metropolitana, per


festa de'

Luigi Conti. Ne'3 giorni che

rimasero,

ss. Ermagora e Fortunato, eoo immenso concorso di fedeli, accorsi anco


i

continuo fu
rendere
di

il

concorso de' fagagnesi a

voto culto a'due ss.Martiri con

da tulli dintorni. Indi a'-2.5 dello giugno si rec in Fagagna. Lungo


l'entusiasmo religioso fece
tutti

stesso
la

(piella vivezza di fede


te trovasi
se.

via

che fortunatamenancora incorrotta in ipiel paecelebrarono alcune messe e


le litanie

genuflet-

giusto pascolo della cristiana [clh


si

lere al [assaggio del porporato per aver-

ne'3 giorni

ne

la lienedizione.

Il

parroco mg."^ Giacoi

verso sera
ti

si

cantarono

de'San*

mo

Zozzoli con mollo clero, e con lutti


le

signori e

persone delle

principiali

famil'in-

con l'apposito K\ O quosjm'cnt, e l'intei vento in ciascuno del cardinal Asquinii insci di edificazione e

glie della terra

con ben 3o cairozze

insieme

di coin-'

contiarono feslunti aUjuanle miglia distante da Fagagna. Disceso il parioco col


clero e tutti
gli altri, ari
il

mozione. Stabilitosi
lenne trasporto
di
s.

il

giorno

ic) pel so-

de'ss.

Corpi dalla chiesa


s.

ing

il

Cardinale,
la

Antonio
le

alla
si

parrocchiale di

Gia-

umiliandogli
generale.

patrio ossetpiio e

gioia

como,
popolo

vie

Condegne

paiole, proprie della


il

di

gremirono non solo del Fagagna, ma anche del circon-

circostanza, rispose

Caidinale, e fu un

dario, olire molli forestieri, tutti ve-liti


a festa e ciascuno [)ortando in

momento

coinniovenle. L'ingresso in Fa^

mano

fiori,

gagna venne festeggialo dal plauso riverente e affetluoso della popolazione e da


-

o rami d'ulivo, o candele accese. Alle ore

gli abitanti delle

convicine parli accorsi


le-

chiesa di

5 pomeridiane circa, si recarono nella s. Antonio il cardinal Asquini,


il

in folla, tutti penetratidisliaordinaria


tizia,

l'arcivescovo mg.' Trevisanalo,

clero,

avendo

faofi"nesi eretto

un arco
il

ed

confati del Santissimo colle loro


le ss,

trionfale con iscrizione celebrante

fau-

cappe. Venerale
indoss

Reliciuie, mg.'

Fo^

sto ritorno fra loro del Caidinale conter-

rabuschi canonico della


i!

metropolitana
sagre ur-

raneo.

11

Cardinale smont

alla
s.

nuova e
a-

piviale, e la dalmatica vestirono


le

bella chiesa piarrocchiale di

Giacomo

4
la

sacerdoti destinati a portare

poslolo, riedificata di recente da'fagagnesi,

ne.

Cantala una strofa dell'inno s'avvi


processione
[)er la
la

merc

lo zelo

dell'encomiato egrehi

chiesa di

s.

(iiaco-

gio parroco. l\i ricev


ss.

benedizione col
le

tno.
di

Precedeva
i

della confralL'ioita, in-

Sngramenlo, e poscia per


le

vie acc^dle

incedevano

sacerdoti, poi

una dozzina
i

cate e Ira

acclamazioni pubbliche,

di pai lochi in colla e stola,

quindi

can-

dimostrazioni di rispetto e d'amore, on-

tori e l'officiante canonico, seguili da'sa-

de

le

lincslre

erano paiate d'arazzi, re-

cerdoli co'ss. Corpi,

procedendo

a' lati

ud
pinziosi faDciiilIi
vessilli di

UD
rosso con palla [)rocessi()rie
la

143
la ss.

sacerdoti somministr

Comunione
per l'ac-

me
il

il)

mano. Chiiitlevano

a (juasi ln migliaio di persone,


(juisto ddl'imlulgeiiza plenaiia

comunale raj)presentanza. Questa si componeva del conte commendatore; Vincenzo Asquini, di Domenico Bnrelli e Osvaldo
Cardinale coM l'Arcivescovo, e
Ciani deputati, di Pietro IMissana agente

benigna-

mente concessa da Sua


IO cant
la

Santit. Alle ore

messa solenne

mg/

Frangi-

pani canonico della metropolitana, coll'assistenza in


le teruiiiialo

Irono del Cardmale,


il

il

quapul-

comunale; non che della rd)briceria,cH del nubile Nicol On('^li, Giuseppe iVif^ris

s.

Sagrifizio, ascese

il

pito e lesse

un erudito

e patetico discorso l'u-

Domenico

Scliiratli

Lbbricieri.edi

analogo in lingua friulana, lasciando


ditorio

Foj lunato Tofloli esatlotedella fabbiiceria. Tulli con candele e torcie accese, proseguendo sempre il canto dell'inno. La
processione pel giardino de'nobili As<|uiIli

nuovamente ammirato

di

tanta

precisione e chiarezza di dire nel patrio

idioma, dopo un'assenza di parecchi lustri,

penetrato di religiosa riveionza

pei'

pervenne

all'atrio
ivi su

di loro casa tutto

la

piet che lo distingue e pel sagro do-

addobbato, ed
con eleganza,
i

palchetto infiorato

nativo ricevuto in deposito,

non meno
la

sacerdoti deposero le sagre


il

dall'unzione del porpcMalo dicitore,


d'indicibile entusiasmo. Nel
i

cui

Ulne. Allora fu cantato

responsorio

ri-

adiibilee dignitosa presenza riempiva lutti

cordalo, messo

il)

musica dal celebre or-

pomerig-

ganista di Civiilale ab. Jacopo


iiijOiide

Tomadil'intercesai

gio cantali solennemente


dall' altare

vesperi, indi

implorare da Dio, per


luogo.
le

maggiore

ss.

Corpi furono
clero

sione

de's-i. IMarliii, la

sua benedizione

portati processionalmente in giro nell'm-

nobili proprietari del


il

Terminato

terno della chiesa, da lutto

il

con

responsorio, recitale

orazioni proprie
il

candele accese fino

all'

altare a[)posila-

de'ss. ]Vlartiri,e Z)(_y<'r/r,

[lopolosi rior-

meute

eretto in onore de'ss.


la

din, ed alternandosi

suoni della banda


in-

cen/o martiri, ove sotto


dinal Asquini colloc
tre
i

musicale, col canto d'una strofa dell"

le

Fabio eViumensa il carsagre urne, menil

no Codesti impavidi^,
cessione lungo tutto
il

si

riavvi

la

pro-

cantori ripetevano
la festa

responsorio,

vano, e girando
pel

in

borgo detto Saccafondo di esso a sinistra

chiudendosi
in

col canto del

TeDcini

borgo

di

Porta Ferrea, giunse alla


s.

parrocchia di

le parata, leggendosi

Giacomo magnifcamensopra la porta magi

Dioperaver concesso a Fagagna le spoglie mortali di due gloriosi Martiri, e con essi un nuovo e valido
ringraziamento
a

presidio alla sua religiosissima

popola-

giore un' iscrizione che invitava

fetidi

ad accorrere
locali allo

vcneiaie

ss.

Martiri, che

zione; lieto giorno, che rester sempre memorabile e di giuliva ricordanza per

dall'oscurit della cripta ivi venivano col

splendore

tlell'altare, dal vir-

Fagagna, alla cui parrocchia il canlinal Asquini ottenne dal Papa Pio IX la messa e l'uffizio

tuoso cardinale Ascpiini e dal fratello conte


ni,

proprio
ss.

di rito

doppio maglutti
fe-

commendatore Vincenzo

eletti

patro-

giore pe' detti

Martiri patroni, con inin

ed all'amata patria e religiosa popola


Arrivata
le

dulgenza plcnaiia
deli nella
ta

pei[)etuoa

7.ione dati a presidio.


la

in chiesa

iV domenica

d'ottobre, stabili-

processione e deposte

sagre ui ne suli

per anniversario della solenne trasla-

l'altare

maggiore,

il

Cardinale intuon
la

zione di loro sagre spoglie mortali.


\'ilt

La CiS.""

solenni vesperi per

gran

festa,

die

fu

Cattolica ne'3 primi


ci

voi. della

celebrala nel di seguente

3o

luglio con
edificanti.
la

serie

diede l'importante e studioso come pregievole libro

diverse sagie

funzioni

tulle

pendio del commovente


intitolato:

Alle ore 7 auluneridiaue lesse

messa

il

scritto da! dollissimo cardinal

Wiseman

Cardinale, nella quale coadiuvato da due

Un romanzo

storico di se ne re

i.U
l'illtistre

ud
Ma
per
i>.1i!igllo

U D
valevi, TTunr

iinvn, 0!?sin la Faliinln.

porporato autore disse eiroiieala

Guhernatori UrJ)i.<; creV' rendimi tradir/i/, istum Auditori Caii^


saruni
prcfneees.silate rommisitj

inenle c!iea'?,2 apiilei8^.3 fu scoperta

tomba

di

s.

Elio Fabio Iieslitnto, e con


i!

esso tiovato

fanciullo
;

di
i

!"2

o i3 anni
ripo-

anch'esso martire

e clie

due corpi

Camerae aposlolieae K'ibrandum omnium rensurarnni allcruin Vulranum et Fulmina torem, thdelenim Auditor Camerae
ampliasimam jursdietioiiem
ut possi t
in omnes^ ronlumarcs per fulmina, hoc est Censilras et Fxeomunicatiowm, ad qf/cium eoinpellere. T''. Interdetto, Monitorio e ScoMu.v ICA. Il medesimo p. Plet-

sano sotto
riferito (da

l'altare della cappella interna

del collegio de'gesuiti in Loreto. Pel qui

me

ricavato dagli Atti parrocestratti dal

chiali di

Fagagna,

suo parroco

mg/ Giacomo
la
1

Zozzoli), e pel decreto delriti

s.

congregazione de'

de'

marzo

tenberg dopo

il

cardinal

Camerlengo

a-

853, risultando incontrastabilmente,che corpi de' ss. Fnbio e Vincenzo non nel
nel

1823 ma

i844fi"0"o

scoperti, indi

da Gregorio squini, onde

XVI

concessi al cardinal
la

Aini

questi ne arricch

sua pa-

vendo ragionato immediatamente di ing."^ uditore generale della camera, quindi nel 4^^ Cuber/iatore Urbis Romanae, dichiara: Gubernator Urbis Romanaeest secundas Camerae apostolirae minister,
poralis,,

tria e terra gentilizia di

Fagagna; ed

vece che nel collegio di Loreto esistono


i

corpi de'

ss.

Paternio e Fedele
di Ciriaca,

estratti

cuicommissiis est gladiusEerlesae tenicstque in Camera apostoliea Uiee-Camerarius^et Canierarii Loruni'


tenens.
lentis

dalle
si

catacombe

non dovendo-

Adeoque praelatus eximiis


sit

ta-

perci affatto confondere con quelli di


cos nella slessa Ci\'ill a p.

magnarpie experientia pr-aeditiis.


gladius spiri-

Fagagna,
ilei voi.

78

Quanii'is vero dignior


tualis datus Auditori,
titin
ralis,

3 citalOjCon

approvazione del car-

quo animadvergladius tempoin

linal

Wiseman

autore della Fabiola., ne

aimas^quani

sit

fu pubblicata piena rcttifirazioric, e questa fu

quem

slringit

Gubernator tam,

gnuola

pure eseguita nella traduzione spadi Pietro Calderon della Darca


di stato a

quam

exeeutoi- braeltii teniporalis


in

ex ministro

Madrid, e nelle

al-

tre edizioni e versioni successive.

UDITORE GENERALE DELLA


I^EV ERENDA CAMERA APOSTOLICA, /liditorgencralis Causarum RevrrniflaeCa/nerae apostolcae.
tra'prelati della
il

Urbe duntaxat,et ad quadragesimum ah Urbe lapidem, non in omnes i ndisrriminatim personas^proUfacit Auditor Camerae, quiferit non tantum habitantes in Urbe etvicnia,sed
rorpora, idque
in exteris etiametlonginqais- regionibus

Il

primo

Curia Romana {^P'.), ed secondo Prelato diJocchetti[V.),\\o^o


l'ire

rxistentes,adeoque Gubernator rationc offieii sui inferior sit Auditore. L'uditore della

il

Camerlengo di s. Romana Chic'


il

sedere e d'incedere

camera non precede nel posto di WGovernatore di IloPrigioid


dissi la

sa (F.), perch questi rappresenta


dinal

car-

na[U.),\\e\ quale articolo parlando delle


visite delle

Camerlengo di s. Romana

Ciiesa

parte che ne

(^.), gi capo dell'ordinario Tribunale di Roma (/^ .) denominato per esso dell'y^.

avea l'uditore della camera, per essere ad esso unita la dignit di vice-camerlengo ;
e nella gerarchia della

C, iniziali
il

esprimenti AiulitorisCa-

Camera apostoli-

iiierae,
le.

con giurisdizione civilee criminap.

Dice

Plettenberg nel cap. i4


3

^e

ea figurano: 1 cardinal Camerlengo di s. Romana Chiesa, 2. rire-Camerlengo di


s.

Canirrae apostolieae.

De

yl uditore

Romana

Chiesa, 3.

l dito-

Camerac: Summus Vontifex a

Cliristo,

re geiwrale della R.

Camera

apostoli-

ru/iiv in terris est Viearius^ dupliceni

ea, 4- Tesoriere generale della. R. Ca-

iiceepit gladiiim spirilualem et

tempo-

mera apostoliea

(/'.), di cui riparlai nel

UD
Voi.

ud
(d fiocchetti) della corte pontificia".

'i-

LXXX,
:

hellio

P-I99' Avverte per il CoAuditor Camcrae apostolcae

Nei
dai

ricevimenti di sovrani e sovrane

falli

praeccdit in publicis, et privatis actibiis Tliesaurariumj at in Camera huic cedit. Imperocch per disposizione di Pio IV, l'uditore della camera nella Cappcl1(7

Papi in Udienza, incombendo al maggiordomo d'incontrarli e accompagnarli


alla carrozza, in sua assenza

o impotenza
;

suppliva r uditore della camera

ponti/iria (f^.)\ananz\ al Papa,eiu 1pubblici e privati, incede ed ha

pure
dare

in simili occasioni

suppliva in
v.

come man-

tri atti

canza del Maestro del


il

Ospizio[P\), di
le pontifi-

luogo dopo mg/ Vice-Camerlengo, et principuni oratores si praelatifiierintje


per
lo stabilito

braccio alle regine e altre sovra-

ne nell'ascendere e discendere

da Sisto V, l'uditore della

cie scale. Nell'anticamere pontificie all'u-

mera

camera, nell'uditorio o tribunale della caapostolica, siede dopo mg/Tesoriere generale, per esserquesli amministratore
e depositario delle rendite de'dominii della

ditore della camera, e cos agli altri prelati di

fiocchetti (dislinguendusi
delle

il

mag-

giordomo con quella puie


nobili),
si

faceva parata colle

guardie armi dallci

Sos'ranit della
la

s.

Sede [T

*), il

di cui
1'

civica scelta e
pitolina,
in cui
plici e
si

Fisco

Camera apostolica. Ma

u-

acapotori o guardia caed ora dalla guardia palatina

camera l'unico prelato in che gode il singoiar privilegio di alzare nella sala e nella camera d'udienza
dilore della

fusero quelle guardie;

Le molte-

Roma

grandi prerogative, onorificenze e

distinzioni,

come

della varia giurisdizio-

Baldacchino [T.) paonazzo, e di procedere coli' Ombrellino {T.) di lai colore, oltre che sono a lui comuni le prerogail

ne

civile e

criminale degli uditori gene-

tive degli

altri

3 prelati di fiocchetti, in-

clusivamente
essi nelle

al

sedere e

all'

incedere con
.),

camera, esistenti o abrogate, vainsieme ad alcune nozioni sopra un novero di prelati che ne funsero la ragguardevole carica, e coaiech vicirali della

do a

riferirle,

Processioni e Cavalcate (^

na

al

cardinalato, a cui per l'ordinario

si

ed

in

quest'ultime vestilo di soltana, roc-

promuovono,
giore, se

dalle biografie de'cardinali

chetto, cappa

ampio

mantelloiie col cap-

puccio

io capo, e cappello pontificale

nero

foderalo di seta paonazza co'fiocchi simili,

ne potrei cavare un numero assai magnon fossi frenato dagli angusti limili che debbo osservare; e per ultimo
descriver l'estinto loro tribunale dell'A.

cavalcando cio
al

in

mezzo
(

al

Tesorieca-

re e

Maggiordomo

F.), su

mula o

C, avendo
le

nel voi.

XV,

p.

3o8

dello del-

vallo con valdrappa di

panno paonazzoe

fotmenti con guarnizioni dorale. Ha \'Udienza (^.)dal Papa il mercoled mattina, se non impedito da altra funzione o vacanza; e prima se incontra vasi con mg/ governatore entrava innanzi dalPapa Tu* dilore, ed anticamente vi si recava col fiscale della camera. Nel Prospetto delle prerogative del Senato Romano, slabilite dal Papa regnante, si legge. II Senato Romano {^T .) avr la precedenza,quandesia unito al Senatore, nell'enlraie all'udienza sopra
i

medaglie che con iscrizioni e proprio stemma coniano gli uditori di camera in
sede vacante, per servire di accesso al conclave, privilegio che hanno pure quegli alivi notali. Narra il cardinal deLuCardinal pratico e. 4 Del Cardinal Camerlengo, che succeduto questo al cardinal Arcidiacono della chiesa romana, di cui riparlai nel voi, LV, p. 244>
tri

pochi

ca,//

in lui

si

riun la direzione e presidenza di

que' ministri de' quali ragionai a Segre-

prelati, meno

mg/ govers.

natore come vice-camerlengo

di

Chiesa.

tario DI Stato, che governavano gl'interessi temporali della Camera apostolica e del Fisco papale, cos dell'uno co*

Non
gli

essendovi

il

senatore
i

la

precedenza

me
vile.

dell'altro principato eccesiaslico e ci*

competer,

ma dopo

priiui

prelati

Egualmente

al

oamerlengu fu

a(I-<

VCL. I.XXXII.

i46
dato
il

ud
governo

U D
tori che
m.'ito
&\

anco rjtiaicite Stato Pontifcio,

Rorna e&uodistreUo,e sop intendenza in luHo lo


di

inenle per distinguerlo dngli altri

Udi-

andavano istituendo
apostolica, cerne

fu ehia-

colla cognizione delle

[ ditore

cause nella 2/ istanza, delle .fpptl/azioni e de'tieorsi ;d Papa, che per si cominci a estendere
cclesiaslico nel

da Camera

generale della res'erensi pu ve-

dere nel cardinal Zabarella, In Decrctales et Clementinas.

anche alle cause del fro grado dell'appellazione,

tameiiyi" 3

De

Ne Romani, Eo Electio. L'anlicliissimo

o de'ricorsi dagli ordinari o da'inetropolilani,eda'lcgali e altri prelati.

Crescendo la moltitudine dagli alari, non potendo il anierlengo attendere a tutti, cominci a
istituire alcuni ministri eullciali a luisn-

Nomenclatore {U.), uno de' 7 uffiziali maggiori del s. Palazzo apostolico La/<'7V7/'Tr,

capo de* quali era

\\

Primice-

ro della
go,

s.

Sede apostolica,

e che esi-

stevano innanzi all'originedel camerlensi

l)ordinati acci ne supplissero le veci; pel

vuole che con isponda


cause

al

posterio-

governo di Roma e suo distretto deput un l icc-Camerlengn j cre un uditore per generalmente conoscere le cause indifferenti, in principio

re uditore della camera, poich ricono-

sceva
al

le

di

coloro che ricorrevano


giustizia,

Papa per ottener


il

ed a

lai file

tranne

le

camerali

e quelle in cui

il

fisco avesse irileresse,cio


.''

ne cavalcava vicino Suj)pliclu\ Di [ii


Sacce.llario (7
.),

a lui
N'o

per ricevere

menci al ore, col


le

che dovesse giudicare ini


se di
le

istanza lecau-

custode del tesoro del


cause por-

Pioma e suo

dislietlo, in 2.' istanza

Fisco apostolico, terminava

cause

di fuori, e introdotte in

grado di

tale alla decisione del Papa. Rilevo dal

appellazione o di ricorso, e per tutloci

divenne l'uditore del camerlen^'^o. Questi


elesse di pi il Tesoriere, l'avvocato e il procuratore del Fisco, ed altri uniciali

camerali. In seguilo divenuti

tali

uffici

ragguardevoli e di grande autorit, e che per se stessi figuravano UaTriunali eli


7^o///rt

Glossarium di Du Gange, Auditor in Curia Papae vocatur, qui i'ice Judicis alicujus causam vel causas audii : Auditor Cannerai- Papae, epa' audit ncgotia super thesauro Papae, et super his, fjuae ad Cajnei'am Papae per linent.]uo\Ire
il

cardinal de Luca, Relatio


Disc. 34:

(A.), quindi segu che


a

il

Papa

di-

Curiae Forensis,
chiara.

Romanae De Auditore

rettamente cominci

nominarli e cos a
la

renderli indipendenti dal camerlengo,


cui sterminata autorit a

grado a gi-ado

and diminuendo,

pel proprio particola-

Camerae, ejuscpte Locinntenentil>us, diImpropri uni e>iim. alias essef, quod appclleturAitditorCancrae,quodqw in Camera, sedeat, diim in cafisis,et
negotis cameralibus indiani hahct j'u-

re tribunale stabilendo

un Vtfilore del

Camerlengo (V .)\e\nB,\e pure venne poi ed nominato dal Papa. Quanto al titolo
del prelato uditore della

risdictionem, vel participalionem. Anti-

camera osser vei ,

che dal chiamarsi Anditoriuin quel luogo della Camera apostolica destinato all'udienza calla giudicattua delle cause o conIroversieforensijil Giudice [F.^ a ci pre-

posto per udire da' ricorrenti o da' Procuratori [F.) ricorsi, le informazioni e
i

quuni autem estgf/cum,duni deeo antiqui seriptores meniionem faciunt. Magna itaqitc est hujus qfficialis auetoritas, ac Jurisdictio, adco ut primus Curiae Praelatuscenseatur,omnesqueetiampatriarchas praecedal,praeter illum praelatum, qui est Gubernator Urbis, exea
praerogatii'a,

quod

ilio est

Vice-Carne-

meriti delle cause stesse,

si

disse

prima

rarius. Si quideni hic Auditor est ju-

Uditore del Camerlengo, e successivamente Vdilore del Papa {che poi fu particolare ed esistente distinto e onorevole
uffizio),

dex

cotupetens, et ordinarius

omnium

praelatorum,etiam eorum qui patriarchali, archiepiscopali et episcopali di-

Uditore della Camera, e

final-

gnilale praefulgcant,

illis

exceptis, qui

ud
ex
privi Icg's, exempt'ionem

ud
iaheant^
tsus

i47

iitcjue prtrticularibiis subsiiit

magistra-

tibus vcljudcibus.
lati

Ut ex.

gr. suntprac-

camcralcs,

et palatini.

Imo ctiam

est

Cardinaliumy ut alibi in jurisdiclionali main caiisis teria advcrtitnr.

judex competens

sporlularum,seu propinarwn. Est qfflcium venale, et de ejus valore, et quando vacet. Ejus jurisdictio durai Pacante Sede Papali. De censuris quae ad hoc Tribunali relaxari solent. De
axsidids lahoribus Locunitenentium, et Auditoris domestici, ac de modo au-

articoli di

Seguono seguenti 3 ( sommario, che mi limiter a


i

Indicare. / Curiaest judex in prima in-

stantia, et habet

cumidativam cimi qui-

biisdam aliis magistratibiis. Sed privative est exeqnulor obligalionis infarina

diendi causas. '!^e\\'amo[az'\one alla medesima disc. 34 si tratta. . De Tribunali Auditoris Camerae. 1. Quomodo concedantur excmptioncs clericis aju1

risdictione

propriorum ordinariorum.
il

Camcrae,

vel altcrius pacti cxequutivi.

Avanti

il

cardinal de Luca pubblic


la

Kxtra Ciiriam est judex appellatioman gcneraliter in omnibus causis. Sed non
procedit in causis primac instanliae, Quascausas cognoscat etiam extra Curiain in prima instantia.

Lunadoi'o

Relatione della Corte di

Roma.
p.

Nell'edizione del 1646 si legge a 69. Di Dlonsig. Auditore della Camera. L'Auditore della Camera ha amplissima giurisdizione per tutto, essendo

Est exeqnulor

lilerarum apostolicaruni et quomodo. Est etiam sententiarwn exequutor et quomodo. Procedit executive inter mercatores, et
btis

giudice ordinai io della Corte


di tutti
li

Uomana,

cortigiani, mercanti, e forestieri

che
pi,

si

trovano in Roma, baroni, princi-

omidbus casibus alter judex ita procedere


i?i

in quipotest.

ambasciatori, dignit, vescovi, arcive-

scovi, patriarchi, cardinali: et

anco giu-

Recipit appellationes interpositas


Papari, omisso medio. reeipiat

ad

dice ordinario di

tutte le

Appellalioni

Quos

recursis

dello Slato Ecclesiastico, e fuori, che at-

etiam in prima instanlia. In quibus causis in Curia Auditor Camerae se non ingerii.
et aliis

a baronibus,

tengono

al

re privative

Foro Ecclesiastico; Esecuto quo ad onines dell' obliga.

lione Camerale, et cumulative di tutte

le

Praesertini in causis beneficia libus, et

Lettere Apostoliche, e di
ti

lutti

l'istrumen-

quid in matrimonialihus. In quibus cau' non ingerat. Et quid incausis regularium.Ex quibus tribuna l constiluatur. Locumlcnentes cum ipso Auditore consti luunt unum IVibunal, et de effectibus. Adirne tamcn unus inhibct alteriyVel ab eoreassumit. Sed unus non
sis spiritualibus se

giurati, e

non

giurali, e di tutte le sen-

tenze de Parlibusfalminatae censurae,

ha amplissima autorit criminale, liavendo anco esso la prevenlione. Ha due Luogotenenti civili, quali sono sempre
et

Prelati, et
dici.

Ha

dieci Offilii di Notari,

uno criminale, con molli giuche si comdi essi quindici, dici-

revocai sentenliam altcrius. Quid ubi recusantur suspecti. Distinguuntur Locumtenentesy ac etiam Auditor doniesticus.

prano ciascheduno
dotto, fin

vintin)ila scudi, ciascuno


se,

dei

quali tiene uflitio da


e

De Congregatione

criminali,

quam

dicidotloo vinti

con due sostituti giovani, e sono per lo

hcbdomada. Habet notarios, et barisellum cum familia armata. De expeditionibus quae scribuntur in albo. De Monitoriis Auditoris Camerae quid contineant. De stylis, et fatenet qualibet
eultatibus.

Camera si compra ordinariamente sopra settanta mila scudi di moneta. Il denaro di Sua
pi notari. L'Audilorato della
Santit: frutta intorno a dodici mila scudi

l'anno in circa, e tiene IJargello, con una

De

stylo citandi in

domo

buona mano
lieri

hnblalionis^et

quando debeant esse citationes personales. An et quando adsii

nella

di Sbirri [P^.)". Il CancelStoria de' possessi a p. /^SS

nel ricordare diverse delle bolle riguar-

i48
puie. /udiforis

ud
rammenta
1

UD

danti l'utlilore della camera,

Borane

Ctimcrae Fnciiliatcs, De Stylo Ciiriac A(di(ors Camcrac, Roniae 56 Aggiunge, come era al suo tempo. De'
543. Jo. Bucca,
i
1

maestro Paolo da Rieti canonico di "Messina e nolaro della camera, ambedue ricordali nel suddetto ruolo sen7a l'indica-

zione della carica. Tutto estratto dall'Archivio Valicano. Nelle 3feinorie di fatclica dell'arciprete Acquacotta a p.
si

quattro Iribunalijclie sono in Roina. questo il primo, detto Urbis el Orhis, per-

92

parla del suddellu Guglielmo,


di Pelei e lo

ch
do.

vi
Il

venivano
del

le

cause da tutto

il

mon-

cognome

db il chiama Uditore gC'


gli
Il

2." quello del cardinal

II 3.

Governo. 114."
il

t^el

T icario. Campido-

nera le della Camera.

2."

esempio
t.

lo

leggo nell'L'ghelli, Italia sacra,

5, p.

glio, ch'

solo laicale. Benedello


bolla,

XIV

Trihunalium p'rte.vt7i/?rt. Vi la cumulativa fraii Governo e l'Uditore della Camera. Il Fiscale della camera quello, che pu trasferire le cause criminali da un tribunale jill'allro". La prima volta che mi fu dato

ha

fatto

una

De

IV

447> fia'^escovi di Padova, in Bernardo Giovannini di Narbona, Camerae /4postolicae olim generalis Auditor, jtiris
ittriusqiie celeberrimus doctor,^o\lo^lav-

tino

cesse a Nicol III, in

1281 sucCuria Celebris, e nel 1289 da Nicol IV fatto vescovo di Pafrancese, che nel

IV pure

trovare

memoria

dell'

uditore della ca-

dova. L'Acquacolta nelle citale


dice che al Pelet fu successore

Memorie
Bernardo

mera
della

Papa nel ruolo che pubblicai Famiglia pontificia {T .)\ Nicol


del

canonico Agalense,

il

quale nel febbraio

III del

1277,

la

quale allora era trattata

anche di mensa dal palazzo apostolico, che in progresso di tempo cessando in parte, dal Palazzo apostolico si somministrarono a'famigliari diverse cose sotto
il

nome di parte
no d'onore,
litiche,
la

di palazzo o di quale sino


al
le

pane

e vi-

condanna data a'matelicani dal rettore dellalNIarca, in seguito dell'appello da essi fatto al predecessore Pelei. Probabilmente il Bernardo canonico Agalense lo stesso personaggio del Giovannini. L' Acquarolla
inibizione sulla

1283 sped una

termine del
vicende po-

a p.

secolo passato, che cess per

sempre la percep"! 1' uditore della camera per figurare, ne'ruoli palatini da
ine esaminali originalmente, tra'piiraari
famigliari del Papa.
Il

96 ricorda un allro uditore della camera, Ugolino da Lucca, innanzi al cui tribunale nel 1287 recarono altra loro
causa in appello. Morto Ugolino,
sero
i

si

rivol-

malelicani a

Raimondo de Ponte

nome dunque
il

di

Caprari cappellano del Papa e uditore del


s.

quello di Nicol
il

111,

che figura

5."

dopo

Palazzo, dal quale appellarono poi a

camerlengo, anco soprintendente del pa-

Nicol IV, Nella bolla di Giovanni


i

XXII,

Magister Guillelmns Auditor Camerae II viandas o vivande. Du Gange nel Glossarium, alla voce Vianda, la spiega Cibaria e Vivanda,
lazzo apostolico,
:

Eatio Juris exigit, del SaG, Bull. Rom. t. 3, par. 2, p, 95 Ordinationes,obser1


:

iter facienti

necessaria

ad

vietimi.
il

In-

vandae ab Aiiditoribus Causarum Ronanae, eorumque Notariis, cio riguardante il Tribunale della s. Rota Romana, sono nominati, Auditore vel Vice-

di registralo

pure

il

9.

dopo

camerpreben-

lengo, tra quelli che riceveano

la

da dal Maresciallo del Papa, Imparo dal Mav\n'\, Archiatri Pontificii, t. 1, p. i4, che il dello uditore Guglielmo avea per cognome de Pilelo edera canonico di lVIans;suo Luogotenente [7 .) fa maestro Giacomo da Parma canonico di Chalons, il quale divenne chierico di camera coq

Auditore Curiae Camerae nostrae, psiusque Notarii. Urbano VI eman


bolla
1

ila

Quamvis

rt//

o/n/?/, de'
t,
,

10 dicembre

383, Bull. Rem.,

3, par, 2, p.
seti

369

Sportularuni occasione li ligior'um Judicinisl desiasticis nuovis modo exlubendoru/n. Inoltre Urbano VI pubblic la bolla Aposlo-

Reproba lio pignorum

ud
lii'ne

snllciludiniscit. p.

de'

28 novemhfe

fico l'arcivescovo
s.
1

i385, Ball.
J'iiJitoi'e

374,in cui si parla del-

Chiesa, e

.49 Conzy camerlengo di con bolla del 412 g' ingiunse


1

UDI

della caraeia, della curia Capi-

erezione del tribunale del vicegerente

tolina e di altri giudici di Roma, per la cognizione e definizione delle cause, aii-

camera in Avignone, il che effettu nel 4 1 3. Martino V con boldell'uditore della


1

grado d'appello. AlTerma il cardinal Garainpi, Me/norie ecclesias delie, p. 526, che dal Regesto Valicano si trova aver Bonifacio IX nel 1. "agosto iSgi fatto
clie in

la

data

in

Gallicano versoti 1424 nomin

Giuliano Cei-^rmul seniore romano, profondo giureconsulto e di grande ingegno,


gi;i

uditore generale della camera apostolica

e canonico Vaticano,

Francesco da Mercatello, luogo del Preludalo della Massa Trabaria. Nel concordalo fatto rS agosto iSqS tra' romani e
Bonifacio IX, pel suo ritorno a
si
i

cameia Curiae Causaruni Camerae apostolicae generalem Audi-

T^flitore di /xoZti, cluerico di

dinale,

torem. Indi a'24'agS'o' 4^6 lo cre carperci e per quanto ho potuto

/?o//itr(^''.),

converme ancora: Che cortigiani tanto chiei'ici che laici, ed chierici di Roma, come in criminale cos in civile, non potessero essere chiamati che innanzi a'Ioro
i

legittimi tribunali, cio


rici

cortigiani chie-

trovare, questi sembra il i. uditore della camera, che da tale carica pervenne alla porpora. Di sue gloriose imprese parlai nella biografia ed io tutti gli articoli che vi hanno relazione, ed altreltaoto ho fatto di tutti gli uditori della camera creati cardinali. Riferisce
l'

avanti l'uditore della camera, quelli


avanti
il

Angeloui, Ilisloria di

laici

maresciallo pontificio, ed
il

Terni,
nel

p.

chierici di

Ruma avanti

vicario

delPapa

i444

39, che Eugenio IV dopo aver sistemato chierici di camera,


i
i

altri giudici

loro propri. Nella solenne

capilolazioneslipulalaa'ay ottobre i4o4>


tra
il

dichiar Giovanni Mazzaucolli di Terni uditore della camera apostolica, carico


principalissirao e importante,
egli in tutte l'occorrenze

successore Innocenzo VII e

magicapito-

strati di
li

Roma, Vi furono
il

inseriti

per aver mostrato som-

della precedente convenzione.

L' allo

intero lo riporta anche

Vendettiui,

Del
:

Senato Romano, ove a p. 334 detto Chei magistrati romani non debbano agire contro
i

e gran valore,dicendo di lui Biondo segretario del Papa, leguni et honorum ardimi sdidiis decorato. Il citalo Marini chiama il Mazzancolli domiil

ma prudenza

cortigiani che

dimorano

iu

cello ternano, segretario

Iloma,o

nella Citt Leonina, o in Traste-

dottore in legge, e che

a'

d'Eugenio IV e 1 5 aprile J 44/

vere, ovvero in

qualunque modo abbiaessi,

fu fatto governatore di Citt di Castello

no

il

domicilio, u far contro di


le

ne
in-

da Nicol V, destinatovi gi da Eugenio


IV, indi nel i449 d'henne nunzio apostolico.
rini, fu

contro

loro case, diritti e beni

dovunro-

que

sieno; e similmente

tromettersi per

non possano qualunque cittadino


citt

Ma

prima

di lui,

secondo
il

il

Ma-

uditore della camera

bologne-

mano abitante nella


le

Leonina, n per

se

debbano esser convenuti avanti l'auditore delia camera


cose loro
:

Che

questi

Lodovico de Garsiis e non Grassi, coavverte il Nardi, Cronotassi de Pastori della s. Chiesa riminese, gi cano-

me

apostolica, o

il

maresciallo della curia ro-

nico di Bologna, fatto vescovo di Rimini

mana. Per cortigiani qui debbons intendere non solamente gli addetti alla corte
e famiglia pontificia,

ma

eziandio

gli

ap-

partenenti alla Curia

Romana. Espulso
XXIII nomin
dominio pouti-

27 ottobre i449> e morto nel giugno i45o. Perci restato vacante l'uditorato della camera, Nicol V e non Eugenio IVneli." agosto 14^" 'o confer al ?.Iaza'

da Avignone

(/^.)

l'antipapa Benedetto

zunccUi, e in questa dignit stette fino ai

XIII, nel i4ii Giovanni


vicario generale di quel

12 dicembre 145^, nel qual giorno avendola esso ceduta, fu data da Pioli a Gi-

5o

ud
Il

ud
Garanipi,
ride Eci>.

corno Miiciarelli bolognese.

Caniemc Apostolicac.

liino-

Sagsi
iieAe

di oxseii'azioni dclV antiche inoi

cenzo V!II lochiama Cappellano nostro,


e l'oficio deiriiditoi-atogenerae,-'^cZ'/itiae.

ciarellis
le

pontifide, p. i i,lo chiama deMuccanonico bolognese, dottore nel due leggi, cbiorico di camera neli448,

Caiisarwn Ciiriac Canierae Apo-

slolicae, conferendo a lui e suoi luogolenenti la facolt di conoscere le cause

destinalo nel

145
il

a tesoriere di Perugia,
a'

poi canonico Vaticano, e

12 dicembre

tanto

civili

che criminali, e

di ricevere le
s\

i458 ottenne

cospicuo uffizio d'i\dilo-

appellazioni delle cause interposte


giudici di

dai

re generale delli camera apostolica, vacalo per la riferita rinunzia; il (jualeoffcio ritenne lungamente e fino alla niorte; risultando ci dalla destinazione che

Roma e s

da'giudici dello slato

papale; e gl'ingiunsein uno a'suoi luogotenenti di giurare nelle mani del cardinal
caa)eileun;o, di giurare cio d fedele esercizio dell'ufficio,

Sislo

IV

sona di roano canonico Valicano


tore generale della ine vacante

1476 delia perGiovanni Giacomo Cesarini rofece a' 10 aprile


al

con prontezza, diligenza


e integrit, a^Z Z>(i

e studio,

moderazione

grado d'udi.

cameia apostolica, coper ohilum in curia Jaeohi

laudeni et gloriarn. ac earwndeni Ecelesae, et Curiae honiini publicum, atque decus, privatoranique conimoditateni, et

de Mucciarellis. Diverse notizie del Cesariui ci die il Ratli, Della famiglia Sforza, p'df. 1: Della famiglia Cesarini,
p.

exeniplwn laudabile cedant,ec.

Nel voi.

2566269. Lo

dice nipote del celebre

LXXVIII, p. 65, riparlando delV rciconfraternita di s. Gi. Decollate della Misericordia di Roma, ivi isliluila

cardinal Giuliano, che funse pure l' uffzio, ornalo di belle doli, gi uditore di
)ota e singolarmente

per assistere

condannali

all' ulti-

ujo supplizio, col Ricci, De' Giubilei universali, notai che l'approv Innocenzo

amato da Paolo

11.

Per la sua scienza ris Monarciam,


te ne' due secoli

legale fu chiamaloy/tsolilo elogio de' pii


il-

VI II,
della
zi

e tra'privilegi che

le

concesse

la \-

chiarsottopostasolamente a mg. 'uditore

lustri giureconsulti, usato

massimamenrilevo

camera, e
di

io tuttora.

Fu

poi

il

Menr

XI V

XV, come

vescovo

Cesena, cio
t.

al

dire dell' U-

dal Marini; anzi dir che nel precedente

ghelli,

Italia sacra,

2, p.

Innocenzo IV
le

fu appellalo leggi, e

Monarca
padre del

deldi-

n)aggioi486,
a

ma veramente a'
I

463, all' r 3 maggia


i

divine e

umane

14*^7. '"di dal

Papa inviato per nunzio


re di Napoli, e pi altri

litio.

Mentre Sisto IV pensava di prmuoverlo a gradi maggiori, Gio. Giacoino mor nel 1478. Aggiunge il Garanipi,
al

Ferdinando

gravi alfari tratt felicemente; nel


vicario della
basilica

che

Cesarini successe nel

478Giovaa1

nel trattalo

14^9 Trovo De Ilcariis Basilicae FaLiberiana.

niLoisio de Tuscanis milanese, che poco

tieanae, nella serie riportalo Pietro Sozzi

dopo termin

di vivere.

a'24 ottobre dello

Laonde Sisto V stesso anno cre udi-

scovo di Cesena, et

lore della camera Giovanni Prioris ca-

nouico di
vi circa
i

s. Maria Maggiore, che poi mo22 dicembre 14^5, e pare che

inlervenissc alla cavalcata pel possesso di

Innocenzo VI
giorno

II.

gli sostitu

Questo Papa nello slesso Pietro Menzi da Vigli

romano, nuneupatus de Fieentia, veCausarum Canierae Apostolicac Auditore, gi vicario della Liberiana, ed a' 3 giugno 5o dal cardinai Lopez arciprete della basilica Vaticana fallo di essa suo vicario. .^/r/iY>rcshytcro autem die 6 sequcntis augusti denwrtuo confestim ab Alexandro Pai
t

cenza,ein detto giorno

diresse la bolla

pa

y leonslituitur ejusdeniBasilieae h i
nondimeno
iu-

Appriine devotionis affectum, presso il Bull, lioni., l. 3, par. 3, p. 206: Jurisdictiofacidiaics Auditoris Causarum Cu-

carius Apostolicusjeoqueinmunere me-

inoratnr addienti c)febrnariii5o3. PieIr Sozzi detto di Vicenza

UD
lo fece

ud
VFche
virt, ed a p.

,5r

corse nella disgrazia di Alessandro

399
1

la

descrizione dell'esein

imprigionare

in Castel

s.

Angelo,

quie celebrategli onorevolmente


chiesa sabato

detta

liberato

dopo

y mesi dal sagio collegio


1

."marzo i5o5, ov' detto


peste, tiiortuus,
gli

in tempo di sede vacante, avvenuta a' agostoi5o3 per n)orte del Papa. Il successore Pio III visse -G giorni, ondo no

vescovo di Cesena e uditore in uestale


praete.rita
stalo
il

de

motivo che non

che sar furono fatti*


si

pot reintegrarlo nella carica, e


cesse Giulio
II.
si

gli

suc-

con solennit.

Onde

conoscere quanto

Leggo

nella

Storia dei
Acpiino

praticava ne' funerali degli uditori della

Conclavi, che

attribuisce al Burcardo,
i

camera

in ([iieirepoca,

merita che
i

io lo

die niercolcd i6 febbraio

5o4

riproduca./^/i'zoi 5o5,

martii sahhato

da Coloreto
sulla piazza
li

cliierico aquileiese
s.

omicida

del cardinal di
ili

Angelo

fu ilegradato

<.

Pietro in un palcoavaadi i"g/_ Pietro e-

l. P. D. Petrux de Ficentia olini Episcopus Cesenalen,, et Auditor Camerue in aestate praclcrita de peste niortiius,

le

scale per

mano

hodie in Ecclesia
li

s.

llariae

de Aracoe-

scovodi Civita Vecchia, per espressa commissione di Giulio li, alla presenza di

monsignor A. C. La sentenza finita di leggere alla presenza di mg.' Cesis suo luogotenente, stando
suoi ministri in
il

hahuit exerpiias salis onorahiles, ita Revere ndissiniis OD. s. Praxedis, et s. Crucis Ilierusalcni Cardinalibus, ac R,
P. D. Jeanne Fanutio auditore Rolae executbribus /nandantilnis, et volentihics. Quilius exefpiiispracdicti Reverendissi-

senatore di

Roma

coi

mezzo

sul palco rilevato;

e perch l'Aquino era suildiacono,


to de'suui

men-

tre gli fu ietta sopra la sentenza fu vesti-

paramenti ;e tale commissiou fu data ad Agapito Genesano nolaro

mi DD. CardinaleSy Preshyteri siniul cum Reverendissimo D. Cardinali de Columna rogato, interfucrunt dia ni nomini suo
invitati et rogati: et

aliquiCar

dell' A.

C,

la

quale

finita di

leggeiefual

dinales miserunt Praelatos cani familiisj videlicet

solito
le

mani

mollo degradato e consegnato neldel senatore, che il sabato lo fea'

Neapolitan. Canierarius,

ce decapitare sulla piazza di Campidoglio

Alexandrin. Interfucrunt et siniililer rogati onincs Auditorcs Rotae, onines


Praesidentes,cl Clerici, Notarli et Of-

sua residenza. Giulio


l'udito rato della

II

19 giugno
il

5o4

restitu alla pristina e illustre dignit del-

camera

vescovo
si

IVlen-

zi,ed a'22 del seguente forse

dimise dal

vescovato, per essere stalo io quel giorno


conferito al Sanlorio; indi poco visse, al
l'iferre

del
f)

Garampi, enunciandosi gi

novembre dello slesso anno, stdl'autoril de'monumenti cell'archivio Vaticano. Nondimeno non debbo lacere,
morto
a'

che forse mor nel detto luglio, poich essendo stato sepolto nella chiesa di s.

Maria d'Araceli,
che ne pubblic

ilp.
le

Casimiio da

Roma,
p.99

belle Mc/iioric, a

riporta l'iscrizione postagli dalla sorella

Margherita
il

iijcliciss.

(con

moaumeoto

cui disegno nella biblioteca Albani),


s.

nella cappella di

Pasquale, gi pubbli-

cala inesalta dull'Ughelli, lodato per dottissimo e iutegerrimo giudice, e di ct>iiuia

Iteinomnes Advocati Rotaej deniipiefamilia SS. D. IV. Papae, videlicet Praelali, qid fuerunt numero deceni,et Cuhiculariiac Scutiferi niulti^ et aia nohiles, praeter infinitos ronuinos, qui venerunt invitati a consanguineis defune ti ... Ecci ponerc Inter choruni {la relazione delceremoniere Paris de Giassis) et altare in medio palatii Presby feriiferetrufn quoddam, sivedcpositum ligneum cum panno aureo tectuni,cuni arinis in charta depictis qualuor, et consni in panno ab omni parte ad altera in hanchis praeforatis torcias dece ni ab omni la te re, sic in totianvig iati. Jteni in candelabris lapideis super cancellos octo libras quatuor quaclibel... Palpi timi aliadparvwn feci prueflciales Canierae. Coiisistoriales, onines Procuratores

i52

ud
illiiis,
...

UD
rato vacante per
zi,

parari. quod positi in apposito quodest immobile et ord nari iim


dinalis
s.

Epi-

fu

morte de! vicentino Men^ da Giulio II conferito ad Antonio


di

.^copusRojolanusPraelatusPani. D. Car-

del

Monte

Monte
al

s.

Savino, poi vescoarcivescovo di


i.

Crucis cxecutoris praedicti


.

vo di Citt
JNella

di Castello e

Infine viissae facta est per Phaedra (Tommaso da Voi terra canonico Valicano dolio ed eloquente, fu sopifiniioniinalo Fedra,^tvc\\ rappresen-

fuiteelehrans

Siponto,promosso
/e r/f/'O^rt',

cardinalato nel i5i


dissi

sua biografia lo

anche

f/V///o-

caduto in disgrazia di Giulioll per aver sentenziato contro una causa da

t questa persona nella tragedia {'Ippolito di Seneca, recitata a

Roma

nel

Teatro

avanti
tio

il

palazzo del cardinal Riario)o/'rt-

loeulentissima^adcniani aiidlendani

rnultns conciirsus est factus populi, ita


ut ab
iisque

caldamente e ripetutamente raccomandata; finch calmatosi il Papa, ammirandone l'intrepida probit l'esalt: tutto ho narrato al ricordato articolo. Il Bernino celebrandolo^ lo dice a un tempo
lui

omni parte

loca essent repleta

uditore della camera e della rota,

Came-

ad apicem

chori. Dura^'it horani

Clan dimidio, omnibus id libentissime


patientibus: et in fine absolutio per Epi
.-copos cuni

rae /apostolicac, ac Rotae Auditor j e quanto al singolare avvenimento, ripete


la

sentenza di Plinio giuniore


senteiitiae

3Iaximuni
est,
li

uno responsorio facta

est,

bonae

praemium

bene

circunistantibus

ad pulpi Inni fralribus


die non adfuealii.

indicasse. Al Del Monte, Giulio

sostitu

et cantanlibus: et illa

runt aia Caniorcs Papae, nec


gli
Ji

De-

ordinari funerali degli uditori genera-

nell'uditorato generale della camera Girolamo Ghinucc sanese, chierico di camera partecipante da paiecchi anni, non

della

camera, ne parlo nel vol.XXVlll,

p.

67.

che presidente della medesima, e nel 5 a vescovo d'Ascoli. Leone lo invi nun1 1

Verso quest'epoca fu uditore della cail ferrarese e oriundo lucchese, legale e canonista di chiarissimo nome. Felino Sandei canonico in patria, da Inno-

zio in Inghilterra, e

dopo
(

le altre

dignit

mera

narrate nella biografia

nella sua bolla


1

Etsi procunctarum, de'28 giugno 5\ 5, Bull, /io;;;., 1.3, par. 3, p. 40 1, sulla giurisdizione e facolt del governatore vicein Roma e suo distretto, vi sono provvidenze che riguardano l'udi-

cenzo Vili (atto uditore di rota, da Ales-

sandro VI suo segretario, vescovo diPen-

camerlengo
tore e

Lucca nel 5o , autore di parecchie opere di Giurisprudenza (scienza


iie e

poi di

suoi luogotenenti), Paolo

HI

nel

di cui
il

nuovamente ragionai a Tribunale),


lessi

i535

lo

cre cardinale, mentre tuttavia


il

catalogo delle quali lo

nel Dizio-

era uditore della camera, e lo rimarca

naiio storico degli uomini illustri Ferraresi. L'Ughelli lo dice vescovo di Atri

Garampi. Siccome vado osservando, che


diversi

uditori inviali nunzi ritenevano

1495, Camerae Apostolicac Auditor, neW Italia sacra 1. 1 ;p. 1 5o,ed 8 p. 827 lo chiama S. R. Rotae Auditor, promosso nel 1481 da Innocenzo Vili, indi Locumlcnens Camerae poslolicae Auditoris, per coadiutoria successe nel 1499 alla sede di Lucca, che venendogli
e
nel
i

Penne

la carica,

convien credere che baslassero


i

in tutto a supplirlo
11

suoi luogotenenti,
ufllzio

Papa

gli

surrog nel cospicuo

Pietro Paolo Parisio di Cosenza, insigne


professore di leggi, imperocch quel gran

Pontefice, fra

le

altre gloriose

cose del

suo memorabile pontificato, fece quella


di

tonlrastala, solo
le

la

consegu nel 5o
i

.Del-

chiamare

al

suo servigio e alle dignit

due

asserzioni dell' Ughelli, pare pi

della corte e curia

romana

pi celebri
III
1'
1

prohdbile quella di luogoteucule. Quale

soggetti del suo tempio. Indi

Paolo
lo

uditore di rota ebhe lodi anche dal Beruioo. Sia corauu(|ue, certo che l'udilo-

gennaio 538
1

gli confer la chiesa di

Nual

sco,

ed a' 2 dicembre 1
1

54o

promosse

ud
eardinalato; nel!' iidilorato
gli

ud
sostitm
il

53

cuoi mesi l'iuliloralo medesimo, e inlaalo ne fece esercitar le (uuzioni

geiiovese Giambattista Cicala o Cicada,

da Paolo

anzi al dire del

Garamp con

tal titolo

Odescaiclii suo refei'endai io e collettore


delle lettere apostoliche, e gi dell'udito'

ne'iegistri Vaticani trovasi gi

mentova-

toa'y del precedente

luj^Iio; indi lo fece

JO Alberici,
civilinis

duin in humanis ageret, in


il

vescovo d'Albenga neh 544) e Giulio 111 nehSSo a'ao novembre, e non dicembre
cre cardinale.

Lociimtcnen., dandogli per

solo titolo di 7^7ce-L<^Z/7ort',

come rilevasi
camera
11

come vogliono Ciacconio e Cardella, lo Quanto a Giulio IH del


3Io/ite,\\ ^'ovaes nella sua

dal moto-proprio presentato in


apostolica
il

i.giugnoi558.

successore

sce,

Pio IV, colla bolla Romanus Ponti/ex, Storia riferiche PaoloIII da prelato Gio. Maria- de' 4 "P' 'lei 56 1, j5?J/. cit., t. 4, par. 2, Suppressio officii Regcnlis Cal'avea richiamato dalla vicelegazione di p. 77 nierae Aposloliciie, Sane tacque RomaBologna, per sostenere, come fece con
1

somma
camera

lode, la

carica di utiitore della

apostolica, cheil Pialli dice udito-

aliiscpte cjusdeni

redi rota, fra'quali non trovo che l'abbia


annoveriitoilBerninOje quindi nel
1

536 lo

cre cardinale. iXon saprei come concor-

dare col riportalo dall'accuratissimo cardinalGarampi j basta, sulla fede del Novaes io non dovea tacerlo. Giulio 111 dola de'

p aver crealo cardinale Cicala, con boi4 dicembre i55i nomin uditore generale della camera apostolica Francesco Alberici da Recauati, suo referendalio, correttore delle lettere apostoliche

nae Ecclcsiae Cardinali Camerario Canierae offcialibus restitutio facullatum juriuni et jurisdiclionuni. Cos'i dopo breve durata, PiolV eslinse il nuovo ufficio di reggente della camera, e reintegralo il soppresso uditorato, questo confer ili.maggio i56l a Flavio Orsini romano, allora vescovo di Muro, coli' esborso di 4o>ooo scudi pei
,

bisogni del te