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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
Ar PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA EO ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. LXXXIL

IN VENEZIA
DA LI. A TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCL VII.
La presente edizione è posta sotto la salvaguardia delle leggi
vigenti, per quanto riguarda la proprietà letteraria, di cui
l'Autore intende godere 11 diritto, giusta le Convenzioni
relative.
DIZIONARIO
DI ERUMZIOWE

STORI CO -ECCLESIASTICA

IJ

U P, ?, UBB

U,BBIDIENZ4 e UBBIDENZA o appagare coloro che volevano rendergli


OBBEDIENZA, Oicffc/iZiV/. L'ubbidire, tale ossequio; ed il santo per non disub-
oljbligo degl'iiifeiion verso i «naggioii e bidire e ad onta di sua profonda umilia vi
superiori, de'siidtliti col sovrano. L'ob- si adattò. Siccome osservante tenacissimo

bedienza è anche una viilìi per la quale dell'ubliidienza, nel partire da Roma pre-
eseguiamo volentieri gli ordini de' nostri gò il Papa a volergli deputare uno,secon-
superiori, in tuttociò ch'essi comandano do i cui co/nandamenti egli ordinasse la
di giusto e di ragionevole. 1 Religiosi e le sua vita. Ed Urbano II gli assegnò Edine-
Religiose [l^.) fanno il J ola (/ .) solen- ro, suo segretario e poi scrittore di suu
ne d' ubbidienza, che si può definire per vita. Indi s. Anselmo non feceaicnna ben-
un legame spirituale, come gli altri loro ché mmima cosa senza ubbidirlo, e con
voti, che gli obbliga ad ubbidire a' loro tanta slima e precisione, che avendoIoE-
superiori in tulle le cose ch'essi hanno di- dinero messo a letto, non solamente non si

ritto di loro comandare. IMoIli servi di Dio levava senza suo comandamento, ma né
furono ubbiditi da'sovraui, anche barba- anco si volgeva da un Iato all'altro. 11 ce-
li, e Ki ne riporta diversi esempi.
storia lebre cardinal di Cusa in un sinodo pro-
L'arcivescovo di Canlorbery s. Anselmo vinciale che nel i4^o radunò in Magde-
ci lasciò un meiDorabile esempio di mo- burgo, come legato a laiere di Nicolò V,
destia. Accolto in Roma, ospitato e ono- essendogli domandalo, s'era lecito al re-
ralo da Papa Urbano li, e veneralo da ligioso andare a Ironia senza licenza pei*
tulli, onde veniva appellalo il sanCuoino, acquistare \\Giuhìleot\t\Y À imo sa/ito^ ri-

nel recarsi alla stessa città diversi inglesi, spose: Che il Signore apostolico PapaNico-
volevano baciargli i piedi come si fa al Pa- lò V avea detto: Melior est Ohedieiitid,
pa, il santo fuggì nella parte più segreta ijuam Indulgenlia. Ubbidienza si disseio
della casa, ciò che saputosi da Urbano II, i Benejlzi ccclesiastiei chiamali Cella,
e ammirandone l'umilia, gì' ingiunse di Preposi tiirfiy Grangia, Priorato {^ )•
4 UB E U BC
.Se ne tiovn falla rrienzione nel concilio nali in Crorr/<7 per ordine d'nn-
sci olla,

tli Dairan, cnp. n, De stata niotunh. De' zianilà, prima vescovi, poi |'/reli, indi
i i •

benefizi ecclesiastici lienoiniiiali ulibi- diaconi, appena seguita 1' Elezione del
dienza ne godevano pure i declini ani, ce- Papa a questi, veslito di mozzetta e sto-
\o ecclesiastico della cljiesa di Milano, di la e sedente sulla sedia Gestatoria avan-
cui riparlai nel voi. LXIX, p. i 80, e ad ti r aliare, in formale riconoscimento di
Uffizio Ambrosiano, perchè vuoisi che souHDo Ponlefioe, con prostrarsi a ba-
per loro (ale celo dalla nietropoliiana ciargli i piedi, che già ha calzalo le scar-
passò alle altre chiese della città. Ubbi- pe crucigere e le quali coslaideinenle usa
dienza dicesi ancora quell'atlo d'omaggio sempie, eziandio domesticamente, e con
e venerazione che rendono i Cardinali e esse il suo Cadavere viene esposto nei
altri al Papa, argomento in gran parie primi 3 giorni da' Funerali Novendiali,
già discorso negli articoli cheindicheròin e poi vi viene deposto nel Sepolcro. Indi
corsivo, per cui qui mi limiterò ad accen- i nuovo l'apa
cardinali alzatisi baciano al
Marcil più principale. L'ubbidienza di ^• la mano, ed abl)racciandoIo il volto da
tìorazione che sì rende al Papa da'car- ambo le parti in segno àìpace. 11 Papa in
tlinali, dice il ven. cardinal Bellarmino, tale allo corrisponde loro con un abbrac-

De Siimni. Pont. lib. 3, cap, 1 8 e seg., è cioj e doppio bacio di pace nel volto nel-
un allo di profondo rispetto e venerazio- le due guancie. Questo riverente allo di
jie, conia P icario di Gesù Cristo, il qua- solenne riconoscimento chiamasi lai.'^ub-
le non ha nulla di comune
col Culto che bidienza di adorazione che i cardinali tut-
prestiamo a' Santi del cielo, come preten- ti presenti all'elezione rendono all'eletto
dono protestanti e altri ostinati calun-
i Pontefice, per dimoslruzione ossequiosa
niatori de'rili della romana Chiesa. Ve- come a Vicario di Dio e successore di s.

dasi il Catalani, Sacr. Caerevìoniarum Pietro, e per segno di loro concorde ub-
S. Row. PlccIcs. 1. 1 , lib. 1 ,lit. i ,§ 36: De bidienza. Come ognun vede non hawi
induvientis elccti, et prima ^'ciieratione nulla che pai tecipi di culto esterno di du-
a Cardinalihus ei facienda.^3'j Di- : lìa, per laliZ?/7r?etali(^f'/;»/A'.v\/'on/,come
scensus novi electi aclEcclesiam s.Petri, osano malignare gli avversi al pontifica-
et rìtihus ibidem servandis. 1 più possenti to romano. La funzione ha luogo nella
Sovrani (nel quale articolo ragionai al- cappella degli Scriiti/iii dei Quirinale, e
tres'i de'Ioro molleplici ossequi resi a'Pa- prima nella Sistina del Vaticano,ove nello

pi, cui fecero i loro Stati tributari ) in slesso giorno da'cardinali vestili di Cap-
ogni tempo si prostrarono divotamente pa rossa sciolta, si rende la 2.°semipul>-
al Bacio de' piedi de Papi, i quali vir- blica ubbidienza di adorazione al Papa,
luosaniente adottarono e introdussero la vestito del Manto pontificale e della Mi-
figura della salutifera Croce sulle Scar- tra, sedente sopra un cuscino in mezzo
pe, aflinchè l'omaggio rispettoso a cui so- alla mensa dell'altare, rinnovandosi i no-
no tenuti tutti i cattolici di qualunque di- tati atti di venerazione. Dopo di che il

gnità ecclesiastica e civile, fosse tutto in- Papa viene portato in sedia gestatoria
dirizzato a Gesù Cristo di cui fanno le ve- nella contigua basilica Vaticana, e collo-
ci in terra. E siccome i l'api portano il calo a sedere sopra un cuscino in mezzo
glorioso segno anche sulla sommila del alla mensa dell'ai tare pontificio ( Bene-
Tr/rrg^/iO pontificale, manifestamente di- deltoXIll volle sedere dalla pailedell'E-
mostrano, eh' essi sono interamente da vangelo, per rispetto alla parte più sa-
capo a piedi professori della vita e della gra dell'aliare), da'inedesimi cardinali e
dottrina di Cristo. Chiamasi ubbidienza colle cappe sciolte gli viene resa la 3. 'ub-
di adorazione quella the rendono i cardi- bidienza pubblica d'adorazione, ed anche
U B D U B B 5
in nmljedue queste pubbliclie adorazioni ibidem primitiis celebrata, tractant de
il V:\\M\ a ciasctinocli loro ila l'abbraccio e Electione. Et perscrutata Cardina-
il duplice bacio di pace. Queste 3 prime liuiii voluntate ah aliquibits de ipsis, in

adoriiziotù le descrissi anche nel voi. Vili, quein major et melior pars convenerit
p. 5q. Si sogliono rendere in un mede-
I Cardinaliuin,prior Diaconoriun ipsuni
simo giorno, ma se l'elezione procedette pluviali ruheo ammantai, et idem Eie-
nello scrutinio o accesso pomeridiano o cto nonten iniponit,ipsumque deinde duo
vespertilio, l'adorazione semi-pubblica e de majorihus Cardinalibus addextrant
la rendono nel d\ seguente.
pubblica si iisque ad Altare, ubi prostratus ado-
Talvolta benché l'elezione segui nella rai, Primiceriocum Schola cantorum^
mattina, nel d\ seguente ebbero luogo le et Cardinalium cantanlihus Te Deuin
adorazioni semi-pubblica e pubblica. Be- laudamus. Quo facto ab Episcopis Car-
nedetto XllI eletto un'ora avanti notte dinalibus ad Sede/n ducitur posi Alta'
nella Sistina del Vaticano, subilo ivi ri- re, et in ea^ ut dignum est, collocalur ;

cevè la I.' adorazione e la 2.' adorazione in qua dum sedei Elcctus recipit omnes
semi- pubblica, e quindi fu immediata- Episcopos Cardinales, etquos sihi pia-
mente portato nell'adiacente basilica di cucrit ad pedes,post/noduniadosculunt
s. Pietro ad un'ora di notte, e perciò il- pacis. Neil' Ordo Romanus Xlì^ del
luminata con torcie, ove ricevè la 3.' e cardinal Giacomo Gaelani Slefaneschi
pubblica adorazione. Antichissimo èque- del I 2gìi, presso il IMabillon, Musei Ita-
storito,che il p. Plettenberg, iVb;///(7, Cii- lici f. 2,p. i^o: De inveslilione Papatus^
riae Ro/nanae, in breve descrive. Ponli- si dice che eletto il nuovo Papa, il car-
fex dedactas ante altare sedeiis in ca- dinal priore de' diaconi, imponendogli il

thedra suscipit SalulationeniyK'ulgo A- manto, diceva : de Papaia


Investio le

dorationeiìi, oscido pcdiim, niannnni et Romano ut praesis Urbi et Orbi; indi


oris... Panilo post revertunturCardina- gl'iinponeva l'anello del predecessore e la
les ad capellam, et sectuidain faciunt mitra, e l'interrogava qual Nume voleva
Salutationeni, scu Adorationeni Papae assumere. Il che fatto si faceva porre sulla
habitu pontificali iaduto. Qua finita ... sede per calzare rubea calceamenla pa-
portatar in sede pontificali ad s. Pe- palla, e quindi i cardinali per ordine, ve-
trulli, poniturqae supra altare inajus, scovi, preti e diaconi, veniunt corani eo
uhi tcrtia vice salntatur osculi pcdisy Jlexis genibus; ci idem eleclus ij)so or-
maniis et oris modo snpradicto a Car- dinate ad pcdcm recipit et ad. pacis o-
dinalibus. Interini cantatnr a rnusicis sculum, necnon et omnes alios capel-
liynmiis Ainhrosianns. Peracta adora* lanos suos, ac ceteros clericos et laicos
(ione et finito liynmo cantal s. Collegii venienles ad ejus reverentiam, infimoSy
decanus K'crsicidos qiiosdani et oratio- ìiinjores,etmediocres. Ma questo omag-
neni. 11 rito antico di questa adorazione gio è ancora assai più antico come rilevo
non era dissimile a quello,che oggi si pra- nel Cenni, De osculo pedum Romani
tica come si legge nel ceremoiiiale compi- Pontificis, Dissertazione C* Parlando
lato dal cardinal Cencio Savelli, che nel egli dell'adorazione che si fa al Sommo
I2i6 divenne Onorio MI, presso Bol- i Poìilejice col baciargli umilmente il pie-
la udisti, Ada SS.Maii t. 4,*p. 4^3. Mor- de non solo dalle più eminenti dignità
inoRomano Pontifice, et sepulto,omnes dulia Chiesa, >\à Patriarciù, da' Pri/naù\
Cardinales ad propria re^'ertuntur se- dagli Ai-civescovi e da' Vescovi, ma e-
cundum antiquani consnetndinem. Se- ziaiidio das}' Lnperalori, da' Re e da al-
cunda vero die conveniiint in Eccle- tri Principi; prova che ossequio così sin-
sia congregali, et missa sanati SpiriUis golare dovuto de fare da lutti i fcdeU al
6 U Fi D U B B
supremo Crrcira^ sempre praticalo
U\ ruerunt. Quindi il bacio del piedi; fi' l'os

da essi per tanti secoli, e non nasce già.da sequio ordinariamente ili tutti i princi[ii,

islilU7Ìonepontificia, die anzi Papi sdii- i come difTusamente narrai ne'citatiarlico-


varono sen>[)re quanto ridondar potesse li, Papa, e si chiamò consueta a-
verso il

\\\ loro privata venerazione, ma dallo stes- dorazionej al quale ossequio essendo an-
so s. Pietro. Questi vivente, per tesliuìo- teriore quello dell'uflìzio di Palafienie"
Viianzadi s. Luca, fu adorato da Cornelio re al pontifìcio Cavallo, e questo non
qual Vicario di Dio. Nota poi clie Vado- volendosi praticare dall'altiero Federico \
rare, osculari. e salutare non solo vai- col Papa Adriano IV, sebbene gli avesse
gono il medesimo presso i greci, che col- già baciato il piede in Sutri, questi si li-

la sola parola Kinciii l'esprimono, come cusò d'ammetterlo <7rZ o.yr«Z»A?i o/v'.v e di
rt'plicalamenle e dill'usamente moslrù s. dargli il bacio di pace, come gli altri so

Tarasio vescovo a Costantino V ed Irene vrani. Perciò Federico I fu costretto dal


augusti, trattando delle ss. Iiumagini ;
giudizio di lutti i principi dell'impero di
masi vede anche praticato in ordine al- rendere al Papa il consueto omaggio di

l'adorazione pontificia, aielle vite de'Pa- .S'Z/7/^e/-c', introdotto da'suoi predecessori


pi e altrove. Dall'antico Ordine Romano e fino da Costantino I, da' quali ebbe la

raccolto da s. Gelasio I Papa del4q2,iu Chiesa difesa e onore. Nella Coronazione


cuisi contengono riti de' primi secoli,
i si delV Imperatore, nella Coronazione del
apprende che non solanientc quando fu Ree. di altri sovrani, 1' Imperatore e il
commesso al diacono l'uHizio di leggere Re piti volte baciava i piedi e la mano al

r Evangelo, ma sino dalla i


."
istituzione Papa, anche il petto, e riceveva il bacio
di leggerlo nel diviu sagiifizio, baciava- di pace,ch'egli restituiva. Allorché s. Pio V
prima piedi al Pontefice dal Lettore,
.si i coronò e dichiarò Cosimo I granduca di
Quindi trovasi vari esempi in Anastasio Toseana nella cappella Sistina del Va-
Yj\\)\\o\.eca\\o,DcTit{sRomanoramPon- ticano, sedendo in essa fra'due ultimi ciir-
tificum, di tale osseipiio ora col notne di dinali di.iconi, appena gl'impose la coro-
y/(/or/7t7o?/(% ora di Salutazione, cl\ ora na, Cosimo I stando genuflesso baciò il

di Bario del piede. In fatti portatosi nel piede e il ginocchio del Papa, il quale chi-
525 S.Giovanni I a Costantinopoli, vi li- natosi lo baciò in ambedue le guancie,
cevè sommo onore da tutti, ma special- All'offertorio nel presentare Cosinio I al

niente dalla i. "dignità secolare della ter- Papa magnifici doni, gli ribaciò il piede
la : Justinus I Augustur, dans honorem e il ginocchio, e s. Pio V tornò a baciargli
Deo hnmiliavit se proniis, el adora\'it la faccia ne'due lati. Anche le regine e le

Bealissimwn Papani Joanncnt /. Non imperatrici riceveano in ginocchio la co-


molto dopo segui nel 536 simile dimo- rona e baciavano i piedi al Papa. Qnanto
strazione a s. Agapito I nella medesima all'adorazione generale del Pontefice e-
corte, dopoché ebbe abbattuto e confuso letto, riferisce il Cenni, che per le vicende
l'eretico Antimo, mewKvo.: PìissimusAu- de'tempi essendo perite le de^ciizioni dei
^ustus JusUnianits Igaudio ì'epleluslm- riti usali co'primi Papi nella loioassun-
miliavit se s. Sedi Àpostolieae, et ado- zione al /'o/////àY/to, soltanto trovasi la
ravit Sanetissimus Papani Agapitum I. j
.'^
volta ricordata nel 686 per l'eleziono
Anche Giustiniano II nel 7 i in Nicome- i diCenone: Onines Judices una eumPri-
dia adorò il Papa Costantino: In die au- matihus cxercitus ad ejusSalutatioiwni
tem qua- se inviceni \'iderwit, Augustus venientcs in ej'us laudcs aeelamaverunt.
Christianissimus euni regno in capite La quale poi viene spiegata in termini piìi
se se prostra\it,pedcs osculansPoìiti/ì- chiari nella creazione di Valentino nel-
cisf deinde in amplexuvi inutuum cor- l'ti^y, e di s. Leone IV neir844-. leggeu-
,

u D r? U BB j
rìosi di Qui mo rem cnnse.n>antrs
questo: saviamente soggiunge : Ita amicum va-
antiquuin omnes o.iculatis siint pedes; luit excepisse, ut tamrn non rerusaret
e eli quello più dilTusamente: Condignis ab ilio, inirno exegerit quae debcretur
glorine Inudihus, hac ìiniioris arnnlifu- Apostolico culmini reverentia in pedina
dine, ad Laternnense Patri nrchiiini a1> osculo ex more ab omnibus etiam Ar-
ipsis deductiis, et in Pontificali est pO' cJìiepiscopis cxbiberi solilo. Sono queste
ab oninì
xitus Throìio. Cuj'us ok'anter le origini, dice il Cenni, della generale
Ronianonini Senatu pedihus oxcidatis, costumanza di lutti i principi, e di tulli
et omnibus quaecxplendne eranf, ec.Nè gli arcivescovi e vescovi, dell'ossequio sta-
solamente il clero e il popolo si umiliava- bilito neir universale al Vicario di Cri-
no sino da' primi secoli all' adorazione sto, mentre ne' principii dell' Vili secolo
del Pontefice, ma ancora i vc'scovi o gli i vescovi iugeiendosi nell'elezione de'Pa
arcivescovi. De'primi è palese dalla ricor- pi, ad essa era unita la salutazione o ado-
dala adorazione col bacio de' piedi fatta razione o bacio de'piedi, come successore
a Valentino da tutti quelli aveano
die l* «li s. Pietro e Vicario di Carisio, cioè Capo
eletto, tra' quali erano in primo lungo i visibile della Chiesa e sopremo arbitro
y vescovi suburbicari. E piii evidente- dclh» religifMie. Perciò il Cernii dichiara
mente ancora si ha nella vita di Benedet- vana qualunque altra origine che voglia
to III deir855. poiché i due vescovi Tu- ("ndiigarsi, fuorché da Gesù Cristo mede-

dt-riinus et Portnensis unitisi con altri siiiKi più volte prima della sua passione,
n creare antipapa Anastasio, indi a poco e da s. Pietro che pel ,° de' Papi fu ado- 1

pentitiunaninies con\'encrnnt, et pro- rato. I cardinali piocedono m 3 modi al-

cidentes vestigia ipsins (di Benedetto) o- l' del Papa: (."per quasi ispi-
/'^lezione
scìdari coeperitnt, E in ordine agli arci- la/ione e acclamaziotie, che pur dicesi a-
vescovi sembra al Cenni, che per tempi clorazione; ?.." per compron>esso; 3." per
così antichi, in cui s' incontrano sì rare sciutinio ed accesso, ch'eia più comune
vestigia in Roma medesima, possa servir e ordinaria, e questi diversi usi come si e-
d' esempio per tutti s. Bonifazio arcive- seguiscooo de'icrissi a tale articolo. Quan-
scovo di MagJinza, il quale così si esprime to >d I. modo anche a Siiccessoi-e, e si

a s. Zaccaria Papa del j^i : Non aliter effettuò più volle con (pie'Papi che notai
(juani litanie vestigia ve.ttra genicnlan' nel fletto articolo, cioè per subitar»ea ispj.
tes, intiniis siibnixe flagitanius preci- razione de'srign elettori che acclamarono
bus, ec. Quindi è che venuto in Roma colla voce il nuovo Papa, o eoo prostrar.si
Lanfranco arcivescovo di Cantorbery e a'suoi piedi e baciandoli «li comun con-
primate d' Inghilterra, a tempo d' Ales- senso, o ad esempio del cardinal Decano
sandro II Papa del 06 e insigne per san-
i i iuiilato «la lutto U Sagro Collegio, come
tità di vita, il quale era stato suo discepo fece il cardinal Carata con Marcello fi;
lo nel u>onastero, ebl)e dal Pontefice uu questa adorazione che si fece nella cap-
istraordinario accoglimento, con dichia- pella degli scrutinii, talvolta ebbe luogo
razione però, come attesta il Malmesbii- nella Cella dei cai-dinale diesi volle su-
rieuse presso il Baronio, liane venera- blimare al triregno, ed anche con recai--
lioneni non se illius Archiepiscopatuiy si in essa t(ilti i cardinali a baciargli la

sed niagiste.rio literariim defcrre, e con mano. Tuttavia l'elezione per adorazione
soggiungere immantinente: se fecisse essendo tenuta per pericolosa e tumul-
quod esset honoris, illuni debere face- tuante, Gregorio vi provvide e d'al-XF
re quod esset j'ustitiae; ut prò more o- lora in poi non fu più praticata. C/<?m(r«-
mnitim Archiepiscoruni s, Petri Ficarii te /^//elettone! 52 3 per adorazione, flc-
i

%'estigiis advolveretur. Onde il Baronio cellò il pontificalo; ma rinunziando al di.


-

8 Ur, T3

rilto ncqnisfalo volle che si procedesse coi si pone a sedere nella sedia, e riceve al-
libeio metodo dello scrutinio segreto, e- l'ubbidienza i cardinali, che nel partire
spoiiendosi ai pericolo di non essere coi>- da'loro stalli hanno consegnati a' propri
fermato, ma lo fu concordemente. Anche caudatari i loro berrettini e berrette ( il

altri Papi eletti per ispirazione e acclama- singolare cardinal Grange nonagenario
zione furono poi confermali co'voli aper- e padre della regina di Polonia, oltreché
ti o come Pao-
sigillati dello scrutinio, volle vestire sempre di rosso, essendosi
lo IH, Giulio IH, Paolo Il\ Pio ir, fatto cucire sulla pirrticca il berrettino
Sisto F, Urbano VII, Gregorio XV. rosso, ceremoniere indarno tentò le-
il

Nel i55o nello scrutinio mancando due varlo nel recarsi all' ubbidienza di Cle-

voti per l'elezione del cardinal Po/o, car- i mente XI), ed avendo premessa a pie del
dinali volevano procedere alla sua ado- trono profonda riverenza, giunti sul ri-
razione ; ma essendosi fatto notte, il car- jìiano di esso in piedi vestiti colla cappa
dinale pregò i colleghi a dillerire pel dì sciolta, gli baciano la manodc'itra coperta
seguente, e questo bastò a' contrari per- dall'atuifrigio del.l/<'7/t<o,ossiadel suo fre-
chè non più si eifettuasse. Eletto Adria- gio ricamalo, e Putoun passo addietro ri-
no il mentre assente dimorava nella petono una profonda riverenza, inchinano
Spagna, avviatosi a Roma sbnrcò a O- idue cardinnli diaconi assistenti e discen-
stines\ fermò nel monastero della basi- dono dal trono; indi Patriarchi ,^\'\ /irei i

lica Ostiense di s. Paolo, ove i cardinali gli i'eseovie Vescovi iì^s\s\en{\ e non assistenti
Jwiciarono la mano nel chiostro, e passato al Soglio, puie in cappa, ma non isciolla,
in chiesa gli resero l'ubbidienza di adora- premessa a pie del trono profonda rive-
zione. Oltre le narrate 3 ubbidienze di a- renza, genuflessi gli baciano il ginocchio
dorazione che il sagro collegio rende al destro; e gli Abbati ujitrati col Commen-
Papa da Ini eletto, nel giorno della Co- datore di s.Spìrito,ve<^[\\\ questo di man-
ronazione gli rende la 4-^ e ultima. Per telietta e quelli dimozzettae mantelletta,
questa funzione,che descrissi nel voi. Vili, genuflessi gli baciano il piede destro. Il

p. i6o, il Papa giunto nel portico Vati- Novaes, Dissert. sulla solenne corona-
cano asceso in trono vi riceve l'adoraAio- zione de'Pontefiei, t. 2,p. ero, aggiunge i :

iie dal capitolo di s. Pietro, il cardinal etl altrettanto f^mno i Penitenzieri Vati-
arciprete in cappa, dopo d'aver pronun- cani, vestili di pianeta, e tutti questi de-
ziato un' orazione gratulatoria, gii bacia vono premettere sugli scalini del trono 3
il piede, mano, e riceve il duplice am-
la Genuflessioni, c\oit una nel i. "gradino del
plesso. Poscia il Papa ammette al i)acio trono, l'altra all'orlo del ripiano, e t'ulti-

del piede tutti gì' individui dei capitolo ma quando s'inginocchiano. Tutti quelli
colle loro insegne corali. Entralo in chie- che hanno reso quest'ubbidienza, tranne
sa, il Papa si reca nella cappella Clenicn- gli ultimi che giù 1' hanno assunti, si ve-

lina della stessa basilica Vaticana, che in stono degli abiti sagri loro propri. Note-
questa circostanza serve a ricordare l'an- rò che veramente i penitenzieri in que-
ticoSegretario o Sagrestia, ove Papi i sto luogo e per questa circostanza non
solevano assumere paramenti missali. i baciano il piede al trono di Terza ; infat-
Quivi ricevea gli omaggi de'diaconi, det- ti, nell'ultima simile finizione pel regnan-
to perciò luogo anche sahilatoriuin,
il te Pio I X e descritta dal n." 5o del Dia-
coirispondendo in paite un tal saluto al- rio di Roma del 1(^^.6, soltanto si dice:
l'ubbidienza che nelle Ci/jìpelte pontifi- Cile baciarono la mano i canlinali, e sus-
cie presta da' cardinali al Papa ; quivi
-f^x seguentemente il piede i monsignori pa-
(ìiialinente intuonava l'ora diTerza .Vììv- triarchi, arcivescovi e vescovi, i quali
tanlo il l*apa asceso il Irono di tal nome, tulli poi assunsero gli abili sagri, Hispet-
U I] B U C C 9
fanclo Novaes e per essefé preciso nel-
il riverenza suddetta, genuflessi gli baciano
la descrizione, mi recai dal p. rellore de' il piede e il ginocchio destro, e come i car-
penitenzieri Vaticani, e gli feci il quesito: dinali fanno gli altri inchini, e cosi i se-
Se nel portico Valicano e nel trono di guenti; gli abbati mitrati, il commendato-
Terza nel di della coronazione, i peniten- re di s. Spirito, eil i penitenzieri Vaticani,
zieri Vaticani baciano il piede al Papa. genuflessi gli baciano il piede soltanto,
RIi rispose negativamente. E mi soggiun- premesse le 3 genuflessioni agli scalini del
se. 1 penitenzieri Vaticani vestiti di pia- trouo.Tranne questi ultimi, tutti gli altri
neta, dopoché i cardinali e i vescovi han- usando la mitra la sorreggono con ambo
no resa 1' ubbidienza ed assunti i sagri le ntani per le code, ed i cardinali vi pon-
paramenti, prendono luogo nella proces- gono dentro il berrettino cardinalizio. Di-
sione, dopo la cpiale e prima della mes- poi i cardinali al medesimo Papa rendono
sa pontificalesono ammessi al bacio del la descritta adorazione, premessa la rive-

piede, come poi ripeterò. Duncjue su que- renza a pie del trono, nel Concistoro se-
sto particolare deve emendarsi il rife- greto quando sono preconizzati vescovi o
rito dal dotto Novaes. I minestri delle sonolraslati ad altri vescovati, e nelle O-
lereinoiiic pontifìcie prestano assisten- zioni de titoli e diaconie cardinalizie ; nei
za all' ubbidienza, curando che i lunghi Concistori pubblici nel ricevere la croce
strascichi delle cappe cardinalizie non di Legato a Intere, e nel ritorno dalla le-
sieno ad alcuno d' inciampo, poiché il gazione; non che nel ricevere il Pallio
cardinal Guidiccioni nel i54q morì per dalle mani del Papa.l cardinali nuovi, pre-
la caduta dal trono, avendo inciampato messe le 3 genuflessioni, rendono 1' ado-
nella cappa del cardinal di s. Angelo; ed razione al Papa, nel ricevere genuflessi
il cardinal Finoccliielline.\ recarsi egual- dalle sue mani, dopo avergli bacialo il
tnenle all'id^bidienza cadde inciampando piede, la Mazzetta e la Berretta cardi'
nello sira^icico della cappa, si ruppe la gi- ?ializia,ed alzatisi in piedi gli baciano la
rella del ginocchioe ne inori nel i
793. Il mano,e sono ammessi al duplice amples-
Papa inluona l'ora di T*irza, veciivk Sal- i so;quando paròla berretta l'aveano rice-
mi preparatori! per la messa, assume gli vuta fuori di Uoma, ueW Ingresso soleri'
ornamenti pontificali per celebrar!a,e ter- ne in questa, dalla Pilla di Papa G//i-
minatasi la detta ora processionahnente //o ///erano condotti colla carrozza del
recasi all'altare papale, avendo pure ve- segretario di stato, giunti al palazzo apo-
stito gli abiti Sagri i cardinali, i patriar- stolico deposto l'abito viatorio, /7mer/7/o.
chi, gli arcivescovi e i vescovi assistenti e assumevano la sottana, la fascia, la man-
non assistenti, gli abbati mitrati e il com- telletta e la mozzelta paonazze,oltre il roc-
mendatore di s. Spirito. Giunto il Papa chetto, e per recavano
la scala segreta si

innanzi all'altare papale, se è giù vescovo, a rendere al Papa il detto omaggio d'ub-
comincia l'introito della messa, riceve il bulienza, inceilendo poi in Caiuilcatada]
PalHo{à\ cui riparlai a Triregno), e pas- convento di s. Maria del Popolo al palaz-
salo al Irono grande collocato rimpelloal zo pel ricevimento del cappello nella inut-
medesimo altare, postosi a sedere riceve lina a ciò assegnala. Nel concistoro pub-
r ultima adorazione, l cardinali dopo la blico pel ricevimento del Cappello car-
della riverenza, genuflessi gli baciano il dinalizio^ da'cardiiiali si rinnova l'atto di
piede, e alzatisi gli baciano la mano e sono adorazione, cioè premesse 3 prolijnde ri-
ammessi al dnp 'oe amplesso, rinnovando verenze falle in vai'io disianze, a^ce^i il

la riverenza e ficendo inchini a'cardiiiali trono s'inginocchiano avanti il Papa, gli


assistenti; i patriarchi, gli arcivescovi e i baciano il pieile e la mano, e sonoammes-
vescovi assisteuli £ uuu assistenti, dopo la si al duplice am^ilcsso, ripetono la rive-
m U B D u n B
len/n -il Papa, ne faDiio pine a* due car- stimonoi sagri parainenli. Entralo il Pa-
dinali assistenti, e scesi dal hono si fer- pa nella bnsilica, a <uo tenìpo riceve se
mano a pie di esso iispeltnndo oliegli nitri dente in trono la solita ubbidienza dai
nuovi cardinali facciano le azioni descrit- cardinalijche gli baciano la mano coperta
te. Indi questi cardinali, dopo aver inchi- dal fregio del manto o piviale, distribuen-

nato il l*apa con profonda riverenza, si do il Papa a ciascun cardinale due Me-
lecanoagli .S'/<////de'oMr(linaIi antichi pei daglie d'argento, appositamente coniate
scandjievuli anìples>i, dopo di che siedo- e in tnemoria dell'aulico Preshifcrio,che

no a' loro stalli. All'avviso poi del cere- pone neir apertura delle loro mitre, nel
nioniere, uno ad uno si portano al Irono, (|uhI alto i cardinali gli baciano la mano
consegnandola berretta e il berrettino al nuda (questo secondo bacio non dierono
caiiiialario. Prima di salirvi fumo al Pa- i cardinali a Pio Vili, per recargli meno
|)a IMI [ncìnnazione profonda, eginnti sul incomodo),
ripiano s'inginocchiano avanti a lui e ri- Le ubbidienzeordiiiarie si rendono dai
cevonodalle sue mani sulcapo il cappello cardinali per ordine e anzianità al Papi
cardioidizio. Alzatisi, fanno profonda ri- in ogni cappella poutilìcia,di messa, di ve-
verenza Papa, inchinano cardinali as-
al i S[)ei o o di altra funzione ch'egli assiste o
^istenti e discemlono dal trono. Il prefetto celebra, vestito del manto o pi viale e mi-
delle cereuionie Chiapponi, negli Ada tra, oltreché ne'concistori pubblici, e ne*

Canonizittioiiis Saiictorum, descrivendo ponlificali in cui la rendono pure i patriar-


le narrate azioni de' cardinali nuovi, lati- chi, gli arcivescovi, i vescovi, gli abbati mi-

namente dice: Tnmno^nis Cardìnalìsso- trali, il commendatore di s. Spirito, ed i

luSf conscensis Solii graclihiis in geiiua penitenzieri della patriarcale basilica ove
j)ro\'olutus, oscula tus cs( pedeni, dciiidc si celebra. Però in un medesimo giorno,
iìianuìii niidain Papac,qiiieutnadoscn- tranne quello della coronazione e sudde-
lumoris cxccpit. Inoltre cardinali nuo- i scrilta, si rende l'ubbidienza che una
non
vi rendono l'adorazione al Papa genufles- S(jla benché più funzioni in esso si
volta,

si, col bacio del piede e della mano, e ri- celebrassero; neppure si rende alla messa
cevendo il doppio amplesso, nel concisto- o pontilicale della notte del s. Natale, se
ro segreto allorché il Papa assegna loro il già fu resa. Non si rende l'ubbidienza nei
Titolo o la Diaconia cardinalizia e loro 3 Mattutini dell' Uffìzio delle Tenebre,
impone V Anello cardinalizio.^eWs fun- non nel J'enerdì Santo ( nella maglina
zione del Possesso del Papa,2^\^\u\.o que- ancora, nella quale prima il Papa usava la
sto nel portico della basilica Lateraneuse, falda di lana, come cardinali adoperano i

dopo aver baciato la croce, ascende in lecappe di saietla, e la cap[)a di lana ros-
Irono, assume gli abiti sagri, e seduto sul- sa con mitra; enoterò che CenedeltoXllI
la sedia riceve la presentazione delle chia- volle celebrare la funzione, che spella al
vi della medesima che gli fa cardinal ar- il cardinal peuiienziere,nel i 7260 nel 728), r

ciprete, dopo avergli con orazione latina non nel ilattiilli/io pev \a Commemora'
gratulatoria dichiarata la liliale sua vene- zione de' fedeli Defunti, non nel Mattu-
razione e quella del capitolo, e gli rende tino A^W^ notte del s. Natale, non nelle

genuflesso l'adorazione col bacio del piede messe Funerale^ nelle quali non si ba-
di

e della mano, ricevendo il doppio am- cia il piede al Papa, né la mano al cele-

plesso; indi il Papa ammette al bacio del brante, benché assente il Papa. Perciò
piede tulio il capitolo, vestilo delle in- anticamente il Papa incedeva in cappella
kegne corali, ed i Penitenzieri Latera- perdetti mattutini colla Faldae Cappa,
ìtensi \n coX\.i\; mentre intanto lutti i car- J'ertanlo leggo nelle Brei'i indicazioni
dinali, l'episcojtato e g'i abbati mitrali as- per Ir atirilnizioni di esercizio dc.'cerc-
,

U Ti B , ^ U C 15 .

fìioìihri pontifìcii, che quando il Papa ch'essi nvenclolescioIle,come il cardinal i."

pe'3 maUulini delle tenebre, e per quelli dell'ordine de'P/r//aUro assistente al tro-
de'defunti e di Nalale indossava la cappa, no. Il Lunadoro che nel 64^ pubblicò la 1

in qiiest' ultimo di velluto cremisi e negli Relazione della Corte di Roma, riferi-
altri di lana rossa foderata d'armellini, i sce: » Ad ogni cappella si rende ubbidien-
camcrieri segreti e di onore, gli avvocati za, e se si fa la cappella la mattina, e poi il

cnncistoiiali, i cappellani segreti e gli a- giorno mattutino. si dà solo l'iibbidien-


sia

iutanti di camera doveano portare i cap- za la mattina, non dovendosi dare due vol-
pucci voltati a rovescio, cioè colla pelle di te al giorno-Nell'entrare che farà i! cardi-
nimellinoal disotto o coperto. 11 Papa si naie in cappella quando è incominciata,
copriva la lesta col cappuccio della cap- non deve inginocchiarsi in mezzo, ma solo
pM, e così coperto entrava in cappella, e entrare dentro alla porta due passi e fare
spettava al prefetto delle ceremonie co- un poco d'oratione, alzarsi in piedi, far
prillo e scoprirlo di cappuccio. Di sotto prima riverenza all'altare, esenza dimora
vestiva l'amitlo, il camice, il cingolo e la andare a rendere l'id)bidienza,se si deve
stola. Negli ufìizi delle tenelire non era rendere, altrimenti si saluta Sua Bealitu-
pieceduto dalla croce pontificia nel re- dine, et a'signori cardinali nell'andare al
r.arsi in cappella, né benediva. In tali nf- luogo, solo con occhio basso si fa segno di
1Ì7.Ì e nel maltullino de' defunti, due ca- Saluto jeì essendocominciata la cappella,
merieri segreti sostenevano le findjriean- deve mandar gii:i la cappa, e se entra in
teriori della cappa, e l'estremità i due più cappella mentre si dice la Confessione, o
anziani vescovi assistenti al .soglio, sul laGloria, o l'Evangelo, o il Credo, o che
quale non siedevano i due cardinali dia- sirenda l'ubbedienza, fatte le dette cose,
(Olii. Nella mattina del venerd"» santo pe- deve stare alla porta, dove si saràinginoc-
lò i detti cardinali prestavano assistenza, chiato, drillo in [»ieili.coIla cappa a basso,
il Papa in parte funzionando, come nella e finita che sarà quest'obbedienza di quel
notte di Natale, perciò assumeva pure la cardinale, presso al quale esso cardinale
lidda,«nentre nominate due volte,
le altre seguita per ordine, deve aiutar esso all'ob-
che pure incedeva in cappa, non la pren- bedienza, e poi andeià alla l)anca nel suo
deva. I detti cardinali in tali mattina e luogo; avvertendosi, che (piando il Papa
notte sostenevano nell'accompagnarlo le è in piedi, non piglia mai obbedienza. De-
fimbrie della cappa, quelle della falda ve il maestro di camera, quando il suo E-

sorreggendosi da due protonotari aposto- tuinenlissioio Cardinale va a palazzo per


liei. Adunque : pel mattutino de' defunti andare in cappella, mandare a vedere an-
si praticava l'usato di f|iiello delle tene- ticipataraente se il Papa è in cappella, et
bre ;
pel mattutlino della notte del s. Na- essendoci, luamli piìi persone innanzi e
tale, come per la mattina del venerdì san- indietro, e vada temporeggiando, che il
to; ma cappa di vel-
nella detta notte la suo Eminenlissimo arrivi m cappella,che
luto la deponeva prima della messa per trovi il Papa che stia a sedere, acciocché
assistervi in piviale, ed allora precisamen- possa andar subito a dar l'obbedienza, e
te i due cardinali diaconi si recavano al non gli tocchi a stare in piedi in mezzo ai-
trono per 1' assistenza. Fu Paolo 11 del la cappella, per fare la penitenza di essere
1464 che prescrisse l'assistenza al trono arrivalo tai di.. Ma si dee sforzare ogni car-
de'due cardinali diaconi seniori edei car- dinaie di arrivare a palazzo piima che il
dinali.° prete,come rileva p. Gallico, il Papa cali per andare incappella. Entian-
Aeta Caerem. Dovendo essi agire non do cardinali incappella devono fare ri-
i

hanno le cappe sciolte,conie tutti gli altri veienza all' aliare colla testa discoperta,
cardinali, uso non molto antico, prima au- poi al cardinale o prelato celebrante, indi
12 UBB UBB
finilare al suo luogo, et ivi inginocchiarsi, roi>beclienza quando questa sia slata già
ficendo un poco (romlione, e poi alzarsi prestala. Quest'alto si eseguisce sempre,
in piedi, e slare nel luedesiuio modo fin- in qualunque momento che giunga il car-
die sieno passati lutti Pa-i cardinali, eli dinaie, purché non sia cominciato WPre-
j>a; et in quel tempo ogni Caudatario y^itr/o. Finché il Papa non sia seduto e non

deve spiegare molto bene la coda della faccia alcuna azione non si conduce al tro-
cappa del suoEminentissimo, per andare no, trattenendosi intanto nell'ingresso
poi a rendere l'obbedienza a suo leuipo, della quadratura.
I cancelli o porta di
alla quale si va con la cappa tutta lasciala questa non aprono nel tempo della Pre-
si

andare; ma dinanzi s'aggiusta, che sia al dica o sermone. Perciò il cardinale che
pnrode'piedi,e si tiene stretta con le mani arriva in quel tempo in cappella, aspetta
per non v'iiiciaoipare, o mettervi i piedi fuori (ìnchè Papa abbia data la benedi-
il

cli sopra, e le mani vanno tenute alte e zione, né si conduce al trono finché ler-
larghe l'una ilall'altro, e nel rendere l'ob- minata la recita del simbolo non sono al
bedicnza si fa profonda riverenza con la loro stallo cardinali ed il Papa seduto. Il
i

te"*la voltala all'altare: poi si volta verso maestro di cereraonie che nell' ingresso
il Papa, si sagliono li scalini del trono in della quadratura riceve icaidinali incap-
prospelliva. dov'è la Sedia, con Sua San- pella, ivi resta per accompagnare all'iib-
tilìi, a cui anco si fa una simile riverenza, bidienza icardinali chegiungonodopo; ne
poi gli bacia la mano portali da Sua San- parte dopo 1' epistola nelle messe, e dopo
lilà sotto il piviale, e tirandosi indietro il i.°salu)o ne'vesperi. Siccome avanti la

due passi, un'altra riverenza simile


si fa cattedra pontificia vi è un gradinetto a-
alla prima, poi un poco di saluto colla te- movibile, il prefetto delle ceremonie lo
sta a'diie cardinali assiìlenli, i quali de- leva per l'ubbidienza de'cardinali, acciò
vono stare in piedi e discoperti finché meglio si avvicinino a renderla, e termi-
dura a darsi l'obbedienza da'cardinali, nato taleomaggio rimette il gradinetto al
et anco far di lesta agli ambasciatori (per- suo luogo. Sebbene ogni cardinale è oh-
che allora assistevano al !Z'/o/zo ponlifi- bligalorenderel'ubbidienza al Papa nelle
ciò), etalli principi del Solio, dalla qual cappelle e ne' concistori, pure trovai che
banda si cala per le scalinate (per hrcvio- il cardinal Martini^ dopo lunga malattia
rem Ira'conservalori di Pion)a). Resa la essendo tornalo in cappella, sedette in
obbedienza, si torna per la parte destra luogo non suo e non rese l'ubbidienza ad
del Solio al suo luogo, salutando li cardi- Alessandro VI, probabilmente come af-
iiali con inchinare il capo. Non vi essendo franto dalla patita infermità che tosto lo
il Papa in cappella, giunti li cardinali in fece scendere nella tomba. Del resto l'ub-
essa s'inginocchiano all'alture, poi fauno bidienza ordinaria nelle cappelle di mes-
rivereiiza, con inchinar la lesta ad esso se e vesperi, ed altre funzioni, con quelle
aliare, indi a'cardiuali, poi vatuio al loro jìarlicolarilà che notai descrivendo lai."
luogo ". Leggo nelle ricordale Brei'i in- resa nella mattina della coronazione al
dicazioni de cercinoiiicri, che entrando trono di ler7a,e nel modo riferito nel voi.
un cardinaleincappella pontificia comin- Vili, p. i\^ e luoghi relativi; ed a p.
ciala la messa, se nel suo ingresso si fa la 2C)5 notai che sino al pontificato di Cle-
Confcssionc o i\t\\ce.\' Orcinus^W Gloria niente XIV, prima della solenne bene-
c; il C/rf/o,d(ipola breve orazione nel luo- dizione che il Papa comparle nella gran
^u slesso fa in piedi la confessione col ce- loggia V alicana nel giovedì santo, in essa
remoniere genuflesso, dice collo slesso in dopo avere il Papa deposto i sagri para-
piedi il CloriacW C/T^/o, e quando i car- menti bianchi ed assunti i rossi, i caidinali
dinali vanno al loro stallo si conduce al- in puruuieuli sagri lendcvauo l'ubbidicu-
3s

u e e U C D 1

7.a al Pnpa setlenle in trono, e perciò non pala riceveva tla'cardinali in cappa, dai
ìi\ prestavano nella precedente messa, se- patriarchi, arcivescovi e vescovi in cappa,
j^iiendo quindi lu formale leltina e pub- dagli abbati mitrali in mozzetta emanlel-
blicazione della Sromiiiìica ossia della letla, dal commendatore di s. Spirito in
bolla in Cocna Domini, un Uditore di cappa; i quali lutti indi deponevano tali

Rota leggendola in latino e un cardinole vesti e assumevano paramenti i sagri. Or-


diacono in italiano, gettando il l'apa -la dinariamente però l'ubbidienza in cappa
candela nella piazza, e indi dava la bene- la rendevano soli cardinali, gli altri non
i

dizione. Laonde dal 1770 in poi l'ubbi- aveano luogo a tale ossequio. 11 prefetto
dienza nel giovedì santo non fu più resa delle ceremonie Chiapponi, negli ,4cla

,
nella delta loggia, ma al principio della Canonizationis SanclornnK ecco come
messa, more solito. Tra le funzioni pon- latinamente descrive tale ubbidienza dei
tifìcie straordinarie in cui si rese da' car- nominali, nel pontificale della Canoniz'
dinali r ubbidienza al Papa, ricorderò zazionc, resa al trono grande e più son-
f|uelie eseguite per le solenni benedizioni tuoso e magnifico dell'ordinai io de'pon-
lòtte da'Papi Gregorio XVI e PiolXnella Papa, Soliiun con.sccndit, se-
lificali. il

basilica Liberiana, della campana mag- dilque inexcelso adora ndaepontijìciae


giore della Torre campanaria òeWame- majestatis throno. Vicaria in terris Chri-
desinia; e quelle rese nella basilicaOslien- sii potcstate lune massime perfiinctu-
se a Gregorio XVI per la consagrazione rus, mediiis inter Cardinales clarissi-
dell'altare papale e benedizionedella cro- ma mundi lumina in sunimo Ecclesiac
cerà tra versa,ed a Pio IX per la consagra- vertice divini tìis collocata, tot inter E-
zione della medesima basilica e dell' al- piscopos rerum sacraruni principes, et
tare della Conversione di s. Paolo, di che Ecclesiae doctores: Ciimque parumper
trattai ne'vol. Xl,p.25i , LXXni,p.36q. consedisset, Cardinales, Episcopos as-
IVleroorabile fu la 2. pei' lo straordinario
'

sistentes et non assistenlcs, yJhbates, et


numero ch'erano presenti in
de' vescovi Poenitentiarios exccpit ad ohediejitiam.
lioma, quali la resero in uno agli abba-
i Primi per latum a Solii gradibiis ad
ti mitrali, in cappe, in mozzette e in man- eorum suhsellia intervallum,areaincjue
tellelte. Ne'vesperi e messe pontificali or- theatri superiorem, incedcntes unuspost
tlinari e straordinari, celebrati da'Papi, alium, ad Arac majoris conspectuni
l'ubbidienza rende ne'vesperi al trono
si eani humili corporis inclina tione reve-
grande, e nelle messe soltanto al trono rebantur j inde conversi juxta antico
di terza, colle ceremonie in parte dichia- Solii pontificii gradus,Sanctitatis Suae.
late di sopra, dicendo del pontificale per praeslabant reverentiam : Mox ascen-
la coronazione, e descritte nel voi. IX, p. 16 dentes nianiim sub ora pluvialis dexte-
e 74 ; cioè da'cardinali che gli baciano la rani oscidabantur Pontifici. Deinde so-
mano sotto l'aurifrigio del manto; da'pa- la capitis inclinatione erga Cardinales
triarchi, arcivescovi e vescovi assistenti e assistentes diaconos salutatione pera-
non assistenti al soglio,che gli baciano il gi- età, ad sedilia per gradus laterales re-
nocchio; e dagli abbati mitrati, compreso vertebantur. Episcopi genua, et Cruci,
il commendatore di s. Spirito, e da'[)eni- et Papae submittentes, SanctitatisSuae
tenzieri della basilica ove si celebra il ve- gemi dexterum: Abbates etPoenitentia-
speroola messa pontifìcale,che gli baciano rii pedeni similiter dexterum oscula-
il piede: tulli nominali sono vestili de'sa-
i bantur. Piilevai nel voi. LXXI V, p. 249»
gri paramenti loro propri,e del colore che che i Papi talvolta per l'avanzala età nei
richiede la festività. Fino a' nostri giorni pontificali oin misero il canto dell'ora di
ne'vesperi poulificali l'ubbidienza il Pa- Terza, e solo al Irono di lai nome riceve-
.
\ u n r. u v> V,

l'ono riibbiilieiiza, nnzi questa puiefjnal- de il l)acio s' impriiiìeva sulla crore. Nel
clie rara volta del tulio tlispeiisaioiio per poiilificale del seguente INatale il Papa
cilibieviaie la lunga funzione. Trovo ne- pralicò altrettanto. Nelle sagre funzioni
gli anlichi L'/(7/7'rZ/ /lOWf'/, che nella Pa- della Purificazioni' per la dislribuzioue
squaiyaa cantò messa nella cappL-lla Si- delle Candch',^Qv rim[)obizione delIeC;-
stina cardinal Tanara decano del
il sa- «r/-/, per la distribuzione delle PaZwr, per
grò collegio, indi si recò in essa Inno- quella degli Agnus Dei benedetti (dei
cenzo XIII, ammise cardinali ali' ub- i quali riparlai nel voi. LXXI, p. 67 ), de-
bidienza, e poscia si portò nella gran log- scrissi come si ricevono al trono pontifl-
gia Vaticana e comparti la solenne i)e- ciò dalle mani del Papa, e quale ossequio
iiedizione. Continuando Innocenzo XIII si deve fare da' cardinali, da' patriarclr,
ad essere indisposto, poche sagre funzio- dagli arcivescovi, da'vescovi, dagli abbati
ui celebrò nel 1723,6 la messa di Pasqua mitrati, dal conunendalore di s. Spirito,
la fece celebrare da uucaidiuale vescovo da' penitenzieri Vaticani, dalla prelatu-
iiella eappella Paolina del Quirinale, fi- ra, da tutti quanti coloroche hanno kio-

iiita la quale visi condusse cricevèall'ub- go in cappella, edai distinti forestieri che
bidienza i cardinali, passando quindi nel- sono ammessi a simili distribuzioni. Gi:i
l'adiacente loggia a dare la solenne bene- nel voi. Vili, p. 7.48, ed altrove, resi
dizione. Avverte l' Amali nelle note al ragione perchè il Papa nelle messe colla
Maestro di Camero del Seslini (però il mitra in capo e sedente in Trono riceve
Manni crede censore del Sestini, Nicola la i. "eia 3.^ //^f•<''^,s•(7Z7'o/^e triplice dal car-
Aldini, come può vedersi Opuscoli negli diiial i. "prete genuflesso all'ullitno gradi-
dei Calogeri! t. 44? P- 5o5), che se alcuno no del trono, cioè per dimostrare che nel
de'vescovi che intervengono a'pontificali Sommo Pontefice si riconosce la suprema
in paramenti non sono ancora consagrati, dignità di capo della Chiesa cattolica e
e sono auìmessi con dispensa dal Papa l'autorità temporale di principe sovrano
Ira' vescovi cogli abili sagri, come eietli dello Slato Pontificio. Finalmente i car-
devono baciareil piedeenon il ginocchio, dinali rendono l'ubbidienza al i^ipa nei
perchèil vescovouinanzi alloconsagrazio- Co/zc/yror/ pubblici per l'imposizione del
ne è semplicemente eletto .Gregorio XVI cappello rosso a'nuovi cardinali, nel con-
pieno di venerazione[)e'vescovi e insieme cisloro pubblico per le Canonizzazioni,
di virtuosa umilia, poneva sul ginocchio e per allre circostanze, che il Chiapponi

destro una delle estremità della stola, ac- descrive. Il Papa sublime Soliuin con-
ciò nel baciarlo, baciassero la croce, al- sceiidit; et sedens Eniinentissinios Pa-
zando alquanto il ginocchio verso di essi tres ad osculimi manus sub ora phu'ia-
per un riguardo. Il regnaiitePio IXl'S di- lis ante pecfus defluenti phiygio npere^

cembre 854, nel pontificale in cui prò-


I et Iinaginihns Sacris acn praestanti
undgò r imuìortale decielo dell'Imma- pietà ( ora sono pochi manti o piviali i

colato Concepimento della IMadre diDio, pontificii fregiati dalle sagre Immagini,
essendovi intervenuti gran numero ili ar- come il rosaceo), recepii. Actio liacc di*
ci vescovi e vescovi, e tra essi cospicui per- citur, Obedientia-, quae semel tantum in
sonaggi, che enumerai nel voi. LXXIII, die^etiarnsi plures conventus, vel cap-
[).68.e(l( brando il glorioso avvenimento, pellac celchrarentui', a Sacro Senalit
nell'ubbidienza che gli resero, pose (liste- sumnio Pontifici praestalnr. J\i'hiì)it(i

sa la sua manoilestra sul corrispondente obedientia ad suasedilia inter collegas


ginocchio, e sopra di essa una dell' eslre- ilari diaconi assistentes debitix reveren-
niilà della stola che alzava un [)OCoquan- tiis rcccsserimtc lalcj-e pontifìcio, ec. II
do i prelati gli l^aciuvauo il ginocchio, on- ricordalo p. Pleltenberg ragionando dei
U B D U B D . T

concislori per le canonizzazioni avveile, per quasi 5o anni durò lo scisma, erano
che pel pubblico e solenne, consuetam o- perplessi e non sapevano! fedeli propria-
hcdientiam praesliuil Ponlifìci cardi/la- mente chi fosse il legittimo Papa, se il

lesj ina nel concistoro semipubblico, cui vero di Roma o il falso d'Avignone. Im-
Ponti/ex interest ciirn rnilra et pluviali perocché Papi e gli Antipapi furono cia-
i

simplicc, et in hoc cardinalcs non prai'' scuno riconosciuti da diversi sovrani e


stant ohedientiam. Equi dirò per ame- nazioni, e creando Papi cardinali e gli i i

na erudizione de' Pre.'^r/g^/ fausti, che tor- Antipapi gli anlicardinali, si dissero i col-

nato dalla sua legazione di Germania il legi de' primi dell'ubbidienza di Roma,
cardinal Parentuccllisiiel concistoro pub- ed i collegi de' secondi dell' ubhidienzit
blico in cui Io ricevè Eugenio IV, nell'at- d' Avignone. E siccome principi e popoli
to che a questi rendeva l'ubbidienza cad più d'una volta abbandonarono un'ub-
de dalla testa del Papa la mitra e si fer- bidienza per sottomettersi ad altra, per
mò sulla testa del cardinale, onde Euge- crederla più sicina o pe' loro vantaggi,
nio IV gli predisse il pontificato, e real- ed il simile fecero pure cardinali e anli-
mente lo successe col nome di Nicolò V. cardinali, si crede che derivassero le fre-

Il cardinal Facchinetti mentre rendeva quenti ubbidienze che i cardinali rendono


l'ubbidieir/a a Gregorio XI V, sul proprio al Papa, onde conoscersi pnbblicanienle
capo cadde e si fermò la pontificia mitra, la macchinavano
fedeltà di ciascuno e se

e in fatti Io successe immediatamente col di sotlrarsene. Urbano VI creò cardinale


nome il'liniocenzo IX: in tale esaltazione e poi depose il friulano Pietro de Peata,
il caidinal Gaetani gli doniiindò grazia il quale però bruciò pubblicamente il cap-
per d. Giannantonio Orsini, offrendo di pello cardinalizio, onde l' antipapa Cle-
pagare per ammenda certa somma di de- mente VII gliene die altro con 1' anticar-
naro; ma il Papa prontamente rispose : dinalato, ed egli colla sua destrezza ri-
Nnii voglinnìo denari, ma id)hidienta. dusse alla sua ubbidienza diverse cill'i

Fu di presagio infausto verificato l'av- dello stalo pontifìcio. Ma morto Urba-


venuto ad Alessandro Vili, poiché nel no VI e riconoscendo nel successore Bo-
3 settembre 1690
concistoro pubblicode' i nifacio IX, nel dai 4 (^indinali
1389 eletto
nel ricevere all'ubbidienza d'adorazione dell'ubbidienza romana, la parte piìi sana
i cardinali Barberini e Altieri per impor e sicura, si sottrasse dalla scismatica e si

loro il cappello osso,gli cadde


1 la mitra dal sottomise alla sua ubbidienza. Laonde
capo e indi mori il i
.° febbraio 1
69 1 . Nei venne ripristinalo nella dignità con nuo-
funesti Scismichiamarono Ll>hidien-
si vo cappello cardinalizio. Pe'3 ricevuti, fu
ze diverse, l'ubbidire il Papa vero e il se- indi denominato il cardinale di treCap-
guire il partito deirAnlipapa,come e prin- pelli. Nel i4o4 sette o nove cardinali del-
cipalmente nel grande, lungo e pernicio- l'ubbidienza del defunto Bonifacio IX, e-
so scisma d'occidente. Ad Urbano Vi, le- levarono al pontificato Innocenzo VII, e
gittimo Pontefice, si ribellarono molli quindi nel i 4o6 quattordici cardinali del-
cardinali nel 3^8, benché canonicamen-
i la sua ubbidienza, che si trovarono inRo-
te l'avessero eletto. Peifidamente prele- ma nel suo decesso, di comune accordo
sero di depoilo, ed osarono di scismatica- gli dierono in successore Gregorio XII.
mente eleggere l'antipapa Clemente VII Bla questi non osseivando il giuramento

di Ginevra, che recatosi in Avignone vi di non creare caidinali fino all'estinzione


stabilì una cattedra di errore, e nella qua- dello scisma,l'abbandonarono in numero
le ebbe (\v,e successori pseudo Pontefici, di i4 e si recarono a Visa per celebrare
Benedetto XIII de Luna e Cilemente VIU un Sinodo. Imperversando loscisma, per-
iMugnoz. Nel leuipo che deplorabilineule chè in Avignone molto Clemente Vii 20
7-

i6 un V. u r. n
anticnidinali ili sua nlihiillenza nvenno ro 13 cardinnli tle' collegi delle 3 uIjIjì-
siinogato il pseutlo ljene'.IelloXlll,f|uesti ili«ii/e, alla cui tesla era il decano car-
cieòmolli aiiticaidiiiali, e sebbene abbaii- dinal Brogiìicr; ma fu Gregorio XII, il
donato neH'nbbidienza da Francia e altri più legittimo degli altri, clie fece ridurre
regni, che vollero restare neutrali lincile l'aduuiita asseud)lea a l'oruia di concilio
un concilio decidesse sulla legittimiti! del generale, in questo egli virtuosauìenle
vero Pontefice, perchè si contrastava a rinunziò il Giovanni XX.III
pontificato,
Gregorio Xll, sosteneva per ambizione fu deposto, l'enedelto XI li scomunicalo
con ostinazione il ile[)loral)i!e scisma. A- e dichiarato deviato dalla fede, neh 4'
•vendolo abbandonato i o anlicardinali, si venendo eletto Martino V,che riconosciu-
unirono a que' dell'ubbidienza romana, lo dalulli estinse lo scisma, riconoscen-
e celebrarono il detto concilio nel 1409, do per cardinali 8 anlicardinali aderenti
da altri tenuto conciliabolo per la legil- allo scisma di Cenedetlo XIII. Tuttavia
limila di GregorioXll.Lo presiedèil car- adulato quell'antipapa da 4 anlicardinali
dinal /lA^/t'.^T, come decano d'anzianità rimastigli e dagli aragonesi di sua ubbi-
de'duecollegi, prima dell'ubbidienza ro- dienza, morendo in Paniscola ordinò sol-
mana, poi dell' avignonese che avea ab- lo pena discoujuuica a'due anticardinali
bandonata; ed il cardinal Filai-go del- ch'erano presso di lui, di procedere al-
l'ubbidienza romana e arcivescovo di Mi- l'elezione del successore, onde gli sosli-

lano fÌ3ce il discorso d'apertura per invi- tuirono l'antipapa Clemente Vili, che
tare i padri ad accodile seriamente ali'u- creato un anticardiuale, fini con rinun-
iiione della Chiesa. Deposti Gregorio XII ziare in TortosaaWtiXnwtvo pontificato,
e Benedetto XUI, detti cardinali a' 26 i ed i 3 anticardinali di sua ubbidienza
giugno elessero il cardinal Filargo. Fre- fecero tra loro un iscrulinio, dichiarando
so da questi il nome di Alessantiro V, legilliuio Martino V che regnava da 12
pronunziò un sermone col testo di s.Gio- anni.
\nnW\: Fictiiiiuìn Ovile et imiis Pas(o?\ Egualmente dagli Si^ismi ebbero ori
e per la pace della Chiesa riconobbe per s^\\\&'^\\ Anibascialori d' Uhbiclienza,c\\Q
cardinali i IO anticardinali, e con Ozioiii vado a narrare. Elevalo alla cattedra a-
tolse la mostruosità che i cardinali delle postolica nel 1073 il magnanimo s. Gre-
due ubbidienze aveano un medesimo ve- gorio VII, applicò il suo incomparabile
scovalo, o litoloodiaconia. Lusingavansi zelo all'estinzione della Simnnia che am-
i fedeli diveder in tal guisa termuiato lo morbava il condannò V Inve^titu-
clero, e
scisma ma tosto si rammaricarono dì
, /•('crr/r'.s/V/.^i/r/it', che Enrico IV re dero*

movo, mentre in luogo d'un solo che si mani pretendeva dare a'vescovi e abba-
voleva, tre Papi insieme rimasero, trai- ti, colbaculo e con l'anello; per cui que-
tandosi ciascuno nella sua ubbidienza co- sii divenuto persecutore del Pa[ìa e del-
me tale; anzi morendo nel i4'o Alessais- la s. Sede, insorse la deplorabile dilFeren-
dro V in Bologna, iiG de'aS cardinali di la tra il Sacerdozio e 1'
Impero, che so-
sua ubbidienza ivi presenti, gli soslilui- slenula dal di lui figlio Enrico V durò più
lono Giovanni XXI II, il qualecolla crea- di 5o anni con funestissime conseguenze
iione di 16 cardinali rese più dillicile l'è- e scismi.L'imperturbabile S.Gregorio VII,
stiiizione dello scisma, che lacerava la che fu l'ultimo Papa alla cui Co/i.^rzg^rrt-
Chiesa e teneva iliviso il cristianesimo in zinne assisterono gli ambasciatori impe-
3 ubbidienze, l'mahnente per ridonare la riali, ricuperando la Chiesa la sua anii-
j)ace e unità al cnltolicismo fu adunato
I
ra libertà (solo poi originò pegli scismi
il (iimosd crincilio di CusUmza, di cui l'avvertenza dell' Esclusiva che si fa al

ii[>arlai a Smz/ep.a, nel (piale inlcrvcunc- Sagro Co//ri,'/t),raediaulegli ////i^rtic/a-


u B n '
une 17

('o// slraoriVmari al Conclave, otl nodie piosi commestibili agli ambasciatori d'ub-
a ine/zo d'un cardinale nazioiiale, massi- bidienza e altri nel loro arrivo in Roma;
nio (|iiaiido eranvi i cardinali 7'/o/<7/o/i ed imbandir loro ospitale trattamento, se
iWliiijjcri , Regni scomunicò
e Nazioni), per via di niare approdavano a Civila-
e depose Enrico IV, e questi in un con- vecchia. A.rrogecbe io riproduca un bra-
ciI;abolo fece dichiarare decaduto s. Gre- no del dotto cardinal De Luca, Relatio
gfino VII e gli fece eleggere contro l'au- Jionianae Cuviacforeiisis^{\\i.i'j,[ì!iV. 2,
tipapa Clemente III; mentre Enrico V al- disc. 45: De Oratoribits Regum,et Pi in-

la sua volta fece antipapa Gregorio Vili, cipnni, ac Repuhlicaruin^ et Civitaluin.


Cdiilro Papa Gelasio II, il cui successore Inter illas,publicas,cL coiispicuas per-
Calisio II colla P^/rf conclusa con Enri- sonas, quae in Curia magnani faciunt
co V, chiamata Transazione Callistina e f/giiram, atcjue Mitgislratuiini speeiem
ì° Concordalo della s. Sede, teruiiuò la rcdolere videntur y cani ipsiits Carine
grave contesa. Dall'accennale turbolenze iìtagnodecore,ac majeslate. Merito ccn~
dunque, nate in tempo d'Enrico IV e so- scudi veidimt , Iniperatoris, et Reguni,
slenute pure dal figlio Enrico V, derivò aliorwnquc Principnm et Repuhlica- ,

il costume ne' sovrani e repubbliche di rum, ac aliquamniClvitatiiniOratores


mandare a Roma gli ambasciatori d'ub- apud Pontificem. Istique sunt duplici.<i
bidienza, de' quali scrisse una Disserta- generis , alii cnini extraordinarii <-//-
Cristiano Gotllieb Rudero, stampa-
::/o»<' cantar, qui mittuntur, ut Pontifici 110-
ta aJena nel ySy. Pertanto ad ogni nuo-
1 viter creato, ipsoruni Regum, et Priii-
\o Papa, sovrani, le re[)ubbliche, l'or-
i cipum, aut Repahlicaruni nomine, ohe-
dine Gerosolimitano, ed anco le città, in- dientiam praestent, illumque in B. de-
viavano a Roma ylinìia sciatori straordi- trisuccessorem,et Christi Vicariumre'
nari, diversi da quelli di ordinaria Resi- cognoscant. Alii vero ordinarli, qui a-
denza, che facevano l'Ingresso solenne pud ipsum Pontificem ejusque Curiam,
in Roma con magnifica Cavalcata, de- prò suorwnrespectiveRegtiniyWl Prin-
scrilta in questo e altri articoli; ed qua-
i cipum, aut Repuhlicarum ne.gotiis assi-
Il porta valisi poi con altro solenne Treno stunt, ut generaliter in Imperatoris, ac
i\\ palazzo apostolico per la formale e pub- Reguni, et Principuni, et Repuhlicarum
blica t'(.'.'V//rY7 in concistoro pubblico, pie- Curiis , iste promiscuus Oratorum u-
slando solennemente l'ubbidienza in no- sus liahetur. Differunt auteni, exlraor-
me de' medesimi sovrani e repubbliche, dinarii, ah ordinariis in aliquis prace-
con approprialo discorso, riconoscendo il minentiis , vel honorijicis tractatihus.
Papa qual Vicario di Cristo e capo visi- quihus primi, non autem alii potiuntar.
bile della Chiesa, e con baciare genufles- Tane circa rcccptionis vel audientiac
,

si alPapa il piede, e poi talvolta anche ynagnani solevmitatem,in puhlico Cow


la mano, venendo allora ammessi al dop- sistorio, praevia duplici solemni equi-
pio amplesso. Rilevai nel voi. LXXII, p. tatione, una scilicet in ingressa Urbis,
99,che gli oratori de'cantoui cattolici del- et altera prò admissione ad audien-
la Svizzera presso la s. Sede, non solo non tinnì cum occursu , et associatione re-
arringavano in pubblico, lieli' esibire la spective familiae Papac aliorumque ,

loro pronta ubbidienza, ma venivano praelatorum,etnohiliuni,)uxtaeaquae


manteiiuli in R.oma a spese della camera supra agendo de collegio Protonotario-
apostolica. pei' le ragioni ivi notate. WMae- rum, ac etiani infra agendo de hujus-
stro di casa de' ss. Palazzi apostolici, modi solemnibus equitationibits recen-
sìno a tutto il secolo passato, soleva pre- serunt. Tum ctiani, quod ex ipsorwn
seulare in nome del Papa donativi di co- Principwn diversa qualilate, vel praee-
\0L. T.xxxir. __^^^^ 2
i8 U B B UB B
minentia^in rlh'ersis Regiis, vel Ducali- tae Civitatcs nimium nohiles, et quali-
bus aulis recipiuntiir, atqiie ad Poiiti- ftcatae sint, atque aliquam considera-
Jìcìs mensam aclmittimtur, aliosque ho- hilem habeantditione, vel provinciam.
norijìcos tractatus reciphmt, nipote O- Attamen comparative, minores, vel par-
ratores magis soleinnes, ratione sole- vae dici possunt tam scilicetfacta com-
ninìoris 7icgotiì,quodperagiint.Jc etìaiii paratione populi, ac baroimm, magna-
quìa uhi de Vicpuhlìcaruni vel Ch'ita-
, tuin, et nohilium, ipsarum Civitntum re-
tum Oratorihus agi tur, ordina rii sunt spective, quam etiamfacta coìnparalio-
sirtgidares, nempe iiniis tantum, qui a- ne ditionis, vel provinciae, cuj'us respe-
piidPontificeni assisti. Extraordinario- ctii, vel de j'ure, vel de facto, ea sii me-
rum vero numerus est major, dum ad tropolitica et caput. Siquidempredic la-
UJiii'crsilalem denotaiidum, quatuores- rum civitatum, pì'0vincia,vel dictio re-
se solent. Ordinariorum vero honorifi- spective, longc niinor est, quam sit o-
ca tractamentavaria sunt, prò ipsoj-um mnitnn minor magisque exigua prò-
,

Principum diversa qualitate, ac majo- vincia, ex duodecim, ex quibus illud re-


ri, vel minori praeetninentia. Tarn cir- guuni constituitur. Et tamen istae Civi-
ca, modani fannlìariter aUoquendi in ta tes cum magno decore , quandani
,

aula Summorum Pontifìcum, sedendo Principum, vel Republicarum fgurant


super scahello,et capile cooperto ad in- faciendo, qualuor oratores obedienliac
star Cardinalium, vcl respective stan- novo Pontifici transmittnnt, atque or-
do capite discoopcrto. Quam circa a- dinarium fi xiun oratorem , apud enint
lia, quae'ad caeremoniarwn magistros retinent, qui ad audientiam Papae sta-
potius pertinent, atqueCuriam caere- tutis diebus, ad instar oratorum Princì-
monialem percutiunt. Ac etiam circa e- punì cum decenti tractatu, admiltuntur
xemptiones, et inimunìtales,quas de ju- (cum ea tamen dijTerentia, quaefacien-
re, vcl de facto ohtinent ex aliqua tale- da est inter subditos , et non subditos
rantia, ctquarum expressio solum inde temporales). Atque in dics , tractando
relationi congruit. Ad hunc autem ef- cum Cardinalibus, aliisque curiae ofjl-
fectum, alia hujusmodi distinctio ca- cialihus, privi legiorum,ac jurum prò-
di t, sive sint ordinarii, sive extraordi- priae vacant,et
civitatis conservationi
narii,intcr illos scillcet, lìeguni, et Pria- querelas, vel recursus opportune porri'
cìpum, ac Republicarum, in quihus re- glint adversiis gravamina quae reci-
cognilio, prò sola spirituali superiori- pian tur a Lega tis, aliisque qffìcialibus^
tate pontificia fiat, vel suhjcctio cadat, quibus non modicum fraemim id inferi.
ahsque acluali subj'ectione in tempora- Commcndatione vero dignu.<; e converso
lilmsjuxta distine tionein de qua supra non videtnr ille styliis Neapolilanae ci-
halietur agendo de Pondftcis potestà-
, vitatis, etsimilium, transmit tendi solum
te. Et Oratores Civita tum suhditarum ad proprium Principem, onilorem ex-
Papacin tcmporalihus. Utsum tam or- traordinarium,pro extraordinariis oc-
dinarii quam extraordinarii Oratores casionibus tiuerelarum et rccursuum,
,

Civita tum BononiaectF'errariae, quan- per quandam specieni odihilis ac non ,

tum nohilis et generosus stjdus, perpe- exisliinabilis accusatoris vel insiigato-


tua quidem commcndatione dignus est, ris, quam redolcrc videtur, idcoquc in-
adalicptain coiifusionem (ex zelo, et he- convenientibiis non occurrìtur.nt oppor-
ncvole/iliae motivo insi/niatam) nliqiui- tune occurreretiir,si fixus,etordinarius
rum. magnarum , et metropolilicaruni Orator in curia Rcgis teneretur, ncque
Civitntum sulidilaruni et praesertini
. ita Proregcs aliique magistratu-; cou'
Neapolilanae. Si quidcìu licct praefii- quercìuli occasiomni halxnnt, ei.iqìie
U B B tJBB 19
mftjusfracmmiiirfi'rreturAnA'i ilDeLucii ti e svariati pubblici omaggi di venera-
riporta altre inleiessanti nozioni sulle e- zione resi du'sovrani a'Papi); non che gli

senzionieallro rigiiairlante gli ambascia- ambasciatori de'duchi di Milano, <li Sa-


tori pressa la s. St^de. il p. l^lettenbeig par- voia, di Borgogna, di Bretagna e diFer-
lando dell'ubbidienza che prestavano al rara; de'marchesi di Mantova , Monfer-
Papa i Legali regi ne'pubblici concisto- rato e di Monte Beliti; e delle repubbli-
ri riferisce. Hahentiir deinde Coiisisto- che di Venezia, di Genova, di Firenze, di
ria pnhlica,riitnintrodiicitur noviis Le- Siena, di Lucca e della Svizzera. Riporta
gatiis^ aut Orntor alicnjiis Regis, ant inolile l'Amati chegli ambasciatori d'ub-
magni Prinripis ad ohedientiam Poii- bidienza ficevano due cavalcale, 1' una
praestnnda/n, alia^'e majoi-is mo-
ti/iri nella loro venula e ingresso in Roma, l'al-

menti negotia in Curia pertrnctanda. tra nella mattina che si recavano nel con-
adornatili' in gratin Legati bis sole- cistoro a renderla. Che ficevanola caval-
nini'! erpiitatio, citniiiinìirnni ingreditur cata gli ambasciatori di Bologna, sebbe-
solemniter lJrhem,et cuin ad Consisto- ne non aveano 1' udienza nel concistoro
riani admittitur. L'Amali nelle note al pubblico, come senza di questo la fecero
citato Sestini: Delli Concistori pubblici per l'assunzione al pontificato di Grego-
che si danno agli ambasciatori quando rio Xlll e Gregorio XIV (o meglio XV),
vanno udienza del Papa per ren-
ali' per congratularsi e rendergli ubbidien-
dergli solennemente V ubbidienza , di- za. Aggiunge che gli ambasciatori dell'or-
chiara quali l'aveano con precedente ca- dine Gerosolimitano o di B.odi, e poi det-
valcata. Narra che il ceremoniere Firma- to di 3Ialla, per molti anni fecero la ca-
no nel Diario deli Sya parlando della ,
valcala, sebbene non ebbero mai il con-
vennta io Roma degli ambasciatori di cistoro pubblico, ed invila a leggerei Dia-
Lorena pel nuovo Papa Gregorio Xlll, ri àe\ Burcardode'23 gennaio 485 1 e dei
dice che si accordava il concistoro pubbli- 4 marzoi494- P^ire trovo che più tardi
co a tutti gli ambasciatori di que'princi- gli fu concessa, poiché nell' Aggiunta al
pie repubbliche che non conoscevano su- n.^ySo del Diario di Roma del 1722 si

periore, vale adire ch'erano indipenden- legge la relazione dell'udienza data da In-
ti; tuttavia osservò che a suo tempo gli nocenzo Xlll nel concistoro semi-pubbli-
ambasciatori del duca di Ferrara, del du- co, all'ambasciatore straordinario della
ca di Mantova e del marchese di Mon- religione di Malta fr. Gio. Battista Spi-
ferrato, lo aveano (ma probabilmente se- nola, col discorso che pronunziò, e la ri-
mi-pubblico, poiché il pubblico spettava sposta fatta anome del Papa da mg.' Sca-
agli ambasciatori regi), sebbene ili. "era gliosiSegretario de' brevi a'principi. Di
feudatario del Papa, e gli altri erano feu- più leggo ne'n.i 2 16 e 2 25 de' Diari
1 i

datari dell'impero. Quegli ambasciatori di Roma del 1781 la Relazione del so-
cheioo anni addietro (l'opera si stampò lenne e pubblico ingresso in Roma , del
nel 634) godevano l'ammissione nel con-
1 bali fr. Teodoro Ermanno barone di
cistoro per rendere l'ubbidienza al Papa, Schade, già ambasciatore ordinario ge-
erano quelli dell'imperatore, del re dei rosolimitano presso la santa Sede, onde
romani, de're di Francia, di Spagna, di spiegare il carattere quale ambasciatore
Portogallo, d'iiighilteira, di Polonia, di straordinario d'ubbidienza del suo indi-
Ungheria, di Scozia, di Sicilia, di Napo- lo ordine militare al nuovo Papa Clemen-
li, d' Aragona e di Danimarca ( l'ordine te Xll,perdichiarargli l'immutabile som-
della precedenza Sovrani, tratto dal
d*i' ma venerazione dell'ordine per la s. Se-
ceremoniale di Giulio 11, lo riprodussi in de e [)el Vicario di Cripto. La descrizio-
quell'articolu, ove inoltre enumerai i uiol- ne della magnifica pompa della nume-
20 U B B UB B
rosn cavalcala, col solito intervento del co,ov era sedente il I^apain tronocircon-
J\faggiordoìno, Ah' Te scovi assistenti al dalo dal sagro collegio , dalla prelatura,
Soglio, ótProtonola/'i apostolici par- famiglia nobile e nobiltà roniana. L'auì-
tecipanti, Ae Famigliavi del Papa delle basciatore fece 3 genufl essioni, e baciò il

3 classi di cappellani comuni, cameric- piede a Clemente XII nell'atto di pre-


ri extra e scudierij *\q cavalleggieri, de- sentargli la lettera credenyiale del suo e-
gli svizzeri e dei mazzieri del Papa; ol- minenlissimo gran maestro dell'ordine e
ire i maestri delle ceremonie, le mule no- della s. Religione Gerosolimitana, pro-
bili de'cardinali, i loro gentiluomini a ca- nunziando (juel breve discorso riprodot-
vallo, eie loro mule ornate con finimen- to dal Diario, col quale dichiarò in no-
ti paonazzi e cavalcale da'jja lafrenieri coi me dell'uno e dell'alila l'omaggio della
cappelli cardinalizi pontificali rossi die- più sommessa filiale ubbidienza e insie-
tro le spalle pendenti, ed i gentiluomini me al tributo delle più ossequiose con-
degli altri ambasciatori, principi e nobil- gratulazioni per la sua gloriosa esaltazio-
tàromana a cavallo, quali ancora man-
i ne ai sommo pontificato. Il Papa dopo
darono le proprie mule pel corteggio. Co- averlo ascollato benignamente, diede la
me partì la cavalcata dalla l illa di Pa- lettera credenziale, scritta in italiano, a
pa Giulio III, del copioso numero dei mg."^ Majella segretario de'brevi a'prin-
componenti colle loro vesti e insegne, si- cipi, acciò la leggesse ad alta voce, come
no al palazzo dell'ordine in via Condot- fece, dopo essersi l'ambasciatore colloca-
ti, ove tuttora esiste il sagro convento col to inginocchioni con l'oratore cav. Bo-
ven. ball luogotenente dell'ordine (della naccorsi , quadratura dei
nel fine della
cui temporanea cliiesa conventuale in R.o- banchi de'cardinali. Questa lettera , che
ma parlai nel voi. LXXVIU, p. 67), in- come l'allocuzione e risposta che dirò si

cedentlo l'ambasciatore a cavallo con i- ponno leggere nel Diario, i\^\ gran mae-
splendido accompagnamento di sua cor- stro dello spedale e del s. Sepolcro di Ge-

te, di 5 commendatori, e di i 8 cavalieri rusalemnie fr. d. Antonio Manuel de Vil-


del proprio ordine. La Pielazione delle bena, contiene riverenti e caldissime gra-
formalità colie quali il medesimo barone lulazioni, proteste di ossequio, e che im-
di Scliade ambasciatore gerosolimitano pedito di esternarle colla sua voce, sup-
straordinario d' ubbidienza a Clemente plicava il Papa di accoglierle da quella del

Xll,con nobile treno di carrozze prece- bali deSchade, da lui e dal suo consiglio
duto dall'ombiellino e seguilo dalle mu- eletto ambasciatore straordinario ad u-
te de'cardinali, ambasciatori, prelatura e miliaile, ed insieme in suo nome e in quel-
nobiltà romana, coloro gentiluomini, a- lo dell* ordine di rendergli divolissima-
vendo invitalo peraccotnpagno nella sua menle la dovuta ubbidienza; e termina
liccbissima carrozza tirata da due bellis- con raccomandare di continuare a ri-
simi cavalli morelli con nobili finimenti guardare la sua persona e l'ordine eoa
e fioccbi d'oro, un arcivescovo, un ve- particolare bontà, e di degnarsi prestare
scovo e due protonolari apostolici dal , benigno orecchio alle ra[)presentanze che
suo palazzo si recò al concisloio semi pub- gli avanzerà rainbascialore,ed umilmen-

))lico nel palazzo apostolico Quirinale per te prostrato baciava al Papa i ss. piedi.
la piibldica pontificia udienza. Termina- Finita tale lettura, il cav. Bonaccorsi re-
tosi da Clemente XII il concistoro segre- citò un' allocuzione Ialina , dichiarando
to, I' aml)asciulore accompagnalo dalla l'inesprimibile gioia dell'ordine per l'as-
guardia svizzera e preceduto da'mazzie- sunzione alla cattedra apostolica di Cle-
ri pontificii, d.-i' maestri delle ceremonie mente XII, alla cui lutcla era commesso,
tu intiodolto nel coucisloi'o semi-pubbli e perciò raccomandarsi al pontificio pa-
U B e UDB 21

Irociaio e tlifesa del medesimo. Celebrò nunziala dal commendatore Altieri, e la


fasti immollali di sua famiglia Corsini, risposta di mg.' Luccbesini segretario dei
i

e disse conlidaie nelle sue palenie solle-


brevi a principi iunotne del Papa; il qua-
le poi nel 1747 accordò gli onori di am-
citudini uel pacificare principi cristiani, i

l'ordine nel prestargli ossequiosa ub- basciatore regio al Gerosolimitano, come


die
bidienza, si ollViva a sua disposizione in si ha dal n.''4^5o del Diario di Roma.
sangue de'ca vaJieri, cbe concistori ne'quali si riceveano gli am-
uno alla vita e al I

basciatori d'ubbidienza non tenevano


prostrati al bacio de'piedi si raccomanda-
si

in una medesima sala. Nel Palazzo apo-


vauo alla sua benigna benevolenza. Ri-
spose, parimenti in latino mg.' Majella, stolico Praticano, in cui le descrissi, nel-
la sala Regia si teneva il concistoro pel
con esternare il gradimento del l^apa pei
rassegnali omaggi di congratulazione, di ricevimento, oltre de'più polenti sovrani,

di vozione e di ubbidienza alla s. Sede; di- degli ambasciatori dell'imperatore e dei

chiarò elogi all'ordine benenieri lo del cri- re, eda Pio IV che l'abbelb, in poi, quel-
stianesimo.e promise curarne l'incremeu- lipure della repubblica di Venezia, co-
to e lo splendore, bidi l'ambascialore, sen- me notò Mucanzio nel Diario de 7 ot-
za replicare le genuflessioni, e solamen- tobre 1072; nella saia Ducale, si teneva

te salutando i cardinali sedenti lateral- il concistoro pel riceviuiento degli am-


mente trono e ribaciò il piede
tornò al
basciatori d'ubbidienza de'principi sovra-
,

al l^apa,supplicandolo di ammettervi pu- ni e de'duchi, che nel ceremoniale si chia-

6 coinuiendalori e 28 cavalieri del- mano duchi di maggior potenza, e tali


re i i

l'oidineche l'aveano accompagnalo, coi principi stessi, non che le repubbliche di


grado. Papa onorava gli ambascia-
suoi nobili famigliari, e prontamente fu tal Il

tori straordinari d'ubbidienza, con tener-


esaudito. Ritiratosi il l'apa nelle sue stan-
li una volta a mangiar seco; distinzione
ze, r ambasciatore complimentò tutti i

cardinali, e visitali i cardinali Corsini ni- che non rendeva agli altri ambasciatori
pote del Papa e Dancbieri segretario di ancorché straordinari, non solamente in
stalo, rimontato nella sua carrozza, col
Roma, ma neppure nelle villeggiature di
Frascati Castel Gandolfo ove erano
medesimo nobile treno si restituì al pa- ,

lazzo dell'ordine, ove trovò festevoli suo- trattenuti alla mensa del cardinal nipo-
Papa, nel recarsi a visitare questi,
ui di tamburi, trombe e timpani. Imban- te del

dito un sontuoso prauzo a 5o couvitali, come leggo nell'Amati annotatore erudi-


to del Solini. Anche nel Palazzo apo-
nel pomeriggio collo slesso treno e cor-
manina portò a visitar la stolico Quirinale vi è la sala Regia, e per
teggio della si

sala Ducale servì la sontuosa, che lunga


basilica Vaticana, facendo dispensare ab-
galleria separa dall'altra. In queste due
bondante limosina a'poveri; dopo di che
Sale eiruabuentesi ricevevano formalmea-
si condusse a visitare il cardinal Darberi-
te in conci-toru principi sovrani e gli am-
iii sotto-decano del sagro collegio, facen- 1

te le veci del decano; e ne'seguenti gior- basciatori d'ubbidienza, secondo le loro

ni proseguile altre v'zszte d'uso. 1 n.i 38 jò gradazioni. Della venuta in Roma de'^S'o-
e 386 I iìe Diari di Roma del 1742, ri- \-rani e Regine , come di altri Principi^

portano larelazionedella Cavalcata Clel- ne trattai in quegli articoli e ne'relativi,

ia Ambasciatore (al quale articolo la com- dicendo pure delle pompe del loro In-
pendiai) bali fr. Guerin de Tencin del ,
gresso solenne in Roma,àe\ ricevimen-
Papa sia nella stanza d' Udienza
solenne ingresso in Roma, d' ubbidienza to del

ordine Gerosolmilano a Denedetto (articolo che interamente si rannoda con


dell'

XI V; quella di sua andata in treno al con- questo per l'analoghe nozioni),sia nel C'o/z-
cistoro seiui-pubbiico, i'allucuzioue prò- cistoro soleuueiaeute, presti audosisem-
x% U B e UB B
pie al bacio del piede, ad onta che i Pa- perator sive Romanus, sive Constanti-
pi volessero impedirlo alzandoli e abbrac- nopolitanus graecorimi , uhi reduccrc'
ciandoli palernissimamenle,edel magni- tur ad obedienlianiy et unionem Roina-
fico ospizioloro dato dalla generosità pon- nae Ecclesiaej Rex insuper, aut Filius
tificia , e di loro ammissione ne' solenni Icgitimus Impera toris, Regina, Soror^
Pranzi. Il p. Ga\.i\co,Acta scicela Cae- ani Filia eorumdcm noviter veniunt ad
remonialia cxi'aiiis mss. Codicibus, ri- Curiam^ omnes Cardinales in Curia e-
ferisce a p. 91, parlando àt Rcx quibiis xisfentes dehent eis exire obviani extra
ohviatar ad Aulam Pontifìcìs vcnieiis. T Ulani ^di Papa Giulio III, e quanto al-
Item cimi Cardinales lcgatis,vcl Nnn- l'ingresso,, ricevimento e trattamento del-
tiis, vel qui diiUius abfuerunt, recedunf, la ceiebreCristiua regina di Svezia, aquc'
vel revertuntur ad Curianij \'el Impc- st'articoloampiamente ne ragionai, rice-
ratores, Rcges, velcorutn Filii vciiiiuit, vuta da Alessandro VII, che salutò e ve-
velreceduìUad Curiam Cardinalescon- nerò con 3 genuflessioni, gli baciò il pie-
siieverunt eos associare. Et sic cimi as- de e la Dìaiìo) per magfiu/n spatium, an-
sociant non consuevit esse Consistoriwn. tequani Ulani ingredianlur. Et ista sen
Curn vero assocìant venientes non est vantur solimwwdo in Principihus saecii-
Consistoriiun ah ncgandiun, sed orcli- larihus , qui sani in statibus , et digni^
nariwn ad ncgotianduni j sed receptis tatihua praenominatisj quia siessent al-
praedictis veiiicntihus in puhlico , quia teriiiscujuscumque, essentque aequalis,
in puhlico rccipi consua'crunt per Du- imo et majoris potentiae, aut generosi-
minuni Papani adpedeni, et osculimi ^
tatis, quani praedicti , aut quoniodoli-

quos vellet, et aliis ipsoruni familiari- het ab ipsis descenderent quantumeum^


bus ad pedcm et praelatis adpedcm,
, que propinque praemissa nullatenus
,

etosculuni, et aliis niajorihus ad pedcm, scrvarcntur. Indi si dice clie l' impera-
et osculimi, quos vclit Papani honorarc tore o il re è accompagnalo nel conci-
deipsa familia deinccps onines a Hi a
, storo in mezzo a tìue cardinali diaconi.
Consislorio excludiaitur reniaiieiitibus Ilem cimi appropinquabuntPapacprae-
solimi simiino Ponti/Ice Cardinalibus, scntiae, Cardinales ipsos coinilantes de-
et praedictis Imperatore , Regibus , et hent ire ad facienduni sihi reverentiani
cor imi Filiis per tnodicam Jiorani in a- solitam (a\ Papa sedente in trono), et
liqidbus aff'abilihus, etcurialibus collo- tane loco cor uni lolidcm de aliis dia--
catìonihus : qui post modum primo die conis antiquioribiis, vel eis deficientibus
praecedentc a praesenlia Papae asso- de prcshytcris juiìioribus post dietos
ciar i debenta duohiis diaconis Cardina- concomitantes modo simili assistere de-
libiis usque ad ostiumjvcl usqucquofa- beni, eosqiie coucomitari usque ad prae-
miliam haheant.El etiam qiuindoqiic in scntiam Papae j sed antequani ipsi ap-
primo advcntu usque ad domimi suani propinquct, dehent adminus una vice gè-
associantvcnientcni.Etrcgulai'i ter stan- mia flcctcìe siami iter proscquendoj et
te quandoquc in Consìstorio vel Cardi- Clini directe, et in cospectu Papae fuè-
nalcs venienti vel reeedunt, vel redeunt rint genii/lexi, dehent primo pcdem, se-

praedicti Imperatores, vel Regesy asso- cundo manimi, et tertio os oscidari. Quo
ciaridebcnt a duohiis diaconisCardina- facto dehent perdiclos Cardinales ipso
libiis usque ad ostiimi canicrac, vel us- concomilanlcs Icvari, et duci ad locuin
que ad (ìuandoque etiam ob.sci-
siios. scdium pcrtincnlcììi ab ipsos. Quofacto
non sacpc veniant Filii Im-
valiirj sed. vcnient ad Papae revercntiain ipsoriini
peratorum, vii lìcgum. iodi a p. 25(» ri- Sodi, et Familiarcs , qui ad cani ve-
porta, Sciendtmi est, quod qiioties Ini' nire volucrint, ordine suo, quos etiuin
U B D U B D 23
Papa mìniim lionoii-
recipict magis, vcl il loro carattere, presentare le credenria-
fice, secwidum quod ipsorum qualitas li , ec. Quanto alle città e luoghi dello
rcquiret^ quia aliquos adpedem^ et ina- stalo Pontificio ,
pochi altualmenle in-
ìium, et osj aliquos ad pcdem, et ma- viano a Roma speciali deputazioni , ma
numj aliquos tantum ad pedeni, ci hoc ne incaricano alcuno de'Ioro n(jbili o pri-
totum stahit in disposilione, et arbitrio mari cittadini, massime ecclesiastici e pre-
siiis. Indi traila dell'ordine di sedere in dimoranti in Roma, perl'omaggio di
lati

Concistoro e nelle Cappelle degl'i ni pe- ubbidienza e di sudditanza al Papa So-


lalorie delle iinperalrici, dei re, delle re- vrano.
gine e de'principi reali. In soslanza, se- Ecco poi alcuni altri esempi degli an-
condo il codice del Gallico, nel concislo- tichi ambasciatori d' ubbidienza, spediti
ro r io)peralore e il re doveano sedere dci'monarchi a' novelli Pontefici. Prima
in sedia al dcsUo lalo del Papa in ca- , debbo notare che Nicolò V concluse
,

thedra sine .scalcilo (e ne' ponliflcali e il celebre Concordato Germanico nel ,

allre funzioni sagie, calhcdrani non de- quale tra le alti e cose fu statuito di esclu-

hct esse ibi parata sed tantum super- , dersi le Preci Primarie , cioè l'indulto
p.nnilur uiius cus.siiaisjj i figli e fiatelli agl'imperatori di poter conferirele digni-
de' re dovefino sedere Ira'due primi car- tà ecclesiastiche, vacanti lui. volta dopo
dinali vescovi; se i re o altri sovrani non la loro elezione, previa la petizione al Pa-
erano di gran potenza, sedevano lia'due pa per tale indulto. Nondimeno recatosi
primi cardinali diaconi, ovvero tali re in Federico IH a ricevere la corona impe-
cathedra apposita in sinistraparte Pa- riale da Nicolò V, da questi ottenne poi
pae: le imperatrici e le regine non sede- nel 1454 con deroga al concordalo, il ri-

vano in sedia, ma Ira'due primi cardina- stabilimento dell'indulto delle P/'etzP/v'


li vescovi; le loro sorelle o figlie, secondo /?2rt/ve, colla condizione di non accordar-
la gradazione de' padri loro. In cappella si se non dopo aver l'imperatore per mez-
poi re sedevano in sedia nuda o con cu-
i zo d'un istraordinario ambasciatore reso
scino, a destra del Papa presso cardina- i ubbidienza alla s. Sede. Questa dipoi re-
li vescovi, ovvero traessi, e peli."ricevea se in Roma anche al successore Calisto
lapace dal cardinale che la prendeva dal III, a mezzo dell'ambasciatore Piccolo-
Papa. 11 ceremoniale sul sedere in conci- mini, poscia Pio II, che pronunziò l'ora-
storo e in cappella fu vario, e lo notai ai zione ubbidieiiziale con magniloquenza.
luoghi loro. Inoltre in molti articoli par- Nel 14^8 eletto Papa Pio li, recandosi
lai degli ambasciatori d'ubbidienza invia- esso al congresso di Mantova per con-
ti in Roma pel nuovo Papa da' sovrani certare la guerra sagra contro la Tur-
e dalle repubbliche, dalie città e luoghi chia, fermandosi alquanto in Siena, nar-
del principato temporale della s. Sede, e ra l'annalista Rmaldi, ivi giunsero gli am-
da' feudatari della medesima. Ora ordi- basciatori dell'imperatore Federico IH,
nariamente suppliscono gli ambasciatori del redi Castiglia Enrico IV, del re d'Un-
spedili al Conclave, nel quale articolo ne gheria Mattia, del re di Portogallo Al
descrissi ilcome eseguiscono la
treno e funso V,del redi Boemia Giorgio, del du-
loro diplomatica missione. Quanto a quei ca diBorgogna Filippo, del duca d'Au-
principi che non mandano inPioma ap- stria del marchese di Brande-
Alberto ,

positi ambasciatoti o ministri, deputano burgo Alberino Federico H. per adorare


con nuove credenziali loro preesistenti i e rendere ubbidienza, secondo l'antico co
di Residenza, i quali si portano forraal- slume, al Vicario di Cristo. Però Tamba-
menle &\\' Udienza del Papa, poi a quel- scialore dell'imperatore Burcardo W^eis-
la del Segretario di stato, por spiegare briucb ,
poi cardinale, cou due suoi col-
24 LCD U B V,

leghi prima rimasero alquanto in Firen- li reali, rispose il Papa, ch'egli avrebbe
ze, dolenti perchè il Piipa avea ricono- conseguito il suo intento, se avesse eslir-
sciulo Mattia per re d'Ungheria, e the i p;ilo in Boemia l'eresia, e glielo dichiarò
suoi ambasciatori avessero ricevuto gli o- anco in iscritto. E siccome Procopio non
nori propri degli ambasciatori regi. Pio avea ricevuto rendevano
gli onori che si

Il venuto di ciò in cognizione, disse ingiu- agli con allr.a


ambasciatori regi, Pio II

ste tali lamenlanze, perchè era costume lettera dimostrò come non conveniva ,

della s. Sede di appellare re chi teneva d'esser accolto quale ambasciatore reale,
il rigno di fatto, e perciò il predecessore chi non confessava in pubblico d' esser
Calisto 111 l'avea chiamato re. Soddisfat- mand;ito dal re alla s. Sede a prestai le
ti! Weisbriach di queste s[)iega7.ioni, in no- ubbidienza. Ne! medesimo secolo, in mez-
me dell'imperatore Federico 111 gli pre- zo al furore delle fazioni, che agitavano
stò pubblica ubbidienza nella chiesa del- diverse regioni, in mezzo alla rusticità e

la ]M;ulonna. Indi Fio li scrisse a Fede- crudezza de'c<)Slumi,che lottavano col ri-

)ico 111, egli portò le ragioni perchè a- sorgimento delle arti e delle scienze, pe-
vea an>messi all' ubbidienza gli amba- rò popoli erano pieni di fede, fiorivano
i

sciatoli del re d'Ungheria. 11 redi Boe- virtìi grandi sapienza e magnanimità.


,

uiia Giorgio contaminato dell'eresia de- Tutti» l'Europa era cattolica, tranne gli
gli ussiti, avendo molti baioni contrari, eretici Ussiti, e tanta era la riverenza in
diversi ne guadagnò mostrandosi pio, an- che si avea la Chiesa cattolica, la s. Sede
che per avere segretamente reso ubbi- e la persona de' successori di s. Pietro,
dienza a Calisto 111. Sperando altri van- che ad ogni nuova elezione di Papa lutto
taggi, spedì una simile and)asceria a Pio il ujoiulo era in movinieuto per onorar-
II. Ciò egli fece per consìglio degli elet- lo e professargli sommissione e ulibitlieu-

tori dell'impero Lodovico duca di Jjavie- za. Alloia dir Papa, e dire il Vice Dio in
la. Federico duca di Sassonia, e Alberto terra esprimeva lo stesso, e tanto era pro-
o FY'deiico II marchese di Brandeburgo, fonilo e sincero l'ossequio che gli si pre-
i quali in un parlamento fatto in Egra, stava dalle umane podestà, che il Papa
lo persuasero come il suo regno si sareb- era tenuto in conto di padre universale
be stabilito, se l'avesse fondato nella re- di tutta la cristianità, pendendo da'ceii-
ligione cattolica, ed egli (osse stato ubbi- ni della Sede apostolica monarchi più i

diente alla Sede apostolica. Capo dell'am- sublimi e potenti, che lo facevano arbitro
basceria di Giorgio fu Procopio proto- di loro più gravi dilleieuze. Ma nel seco-
iiotariodi Boemia, il quale rifiutò di pro- lo seguente Lutero , Calvino e altri cre-

mettere la fede e far la riveienza per par- siarchi, appropriatisi gli eirori de' // /c/t'-
te del suo re al novello Pontefice pubbli- fìsli e di altri empi eretici, con quelli e-
camente, all'ubato modo degli anibascia- gualmenle perniciosi che vi aggiunsero,
lori d'ubbidienza. L'eseguì bensì nel con- formarono un erroneo falso sistema reli-
cistoro segreto ,
per non concitare con- gioso che prelesero onorar del nome di
ilo Giorgio gli ussiti. Egli fu ricevuto con riforma, ponendo fitalmenle a soqquadro
molla benignità, e domandiiudo il salva- il cristianesimo, e riempiendolo di lutl)0-

condotto jte' boemi ch'erano per recarsi lenze, di disordini e di confusione, con di-
al Miletinc parlamento di Mantova Pio , screditare con riprovevoli calunnie la sau-
Il glielo diede;. ma non nominò pubbli- lissima dignità papale. Nel i 484 '^PP''"*
camente Giorgio redi Boemia, perchè non eletto Iimocenzo Vili si recarono in Ro-
avea prestjilo l'ubbiilieiiza in pubblico; e ma a venerarlo gli ambasciatori d'ubbi-
domaudando Proco[)io, che co^a dovesse dienza dell' imperatole Federic<j III, di

l.ir Giorgio per avere palcsciucnlc i lito- Fcrdiuaudu V re di Spagna, Giuvauni 11


u n D U lì B ij
redi Poi Icgallo, Carlo Vili re di Fiancia, sciatore francese ne fece rogare pubblico
Mi.ciinlo 111 re il'lnniliillei in, Madia re islromenlo. ludi a'aS ottobre entrarono
(IL iii;!if ri», Ladislao li redi D(ieinia,Ca- in Roma con grandissimo onore 4 amba-
siiipiio IV re di Polonia, Steiioii I aiii- sciatori di Francia d'ubbidienza, de'prin-
II) ini M latore di Svezia, Giovanni redi Da- cipali di quella corte, ed a'aG ebbero con-
iiiiiwiioa, delle cillà libere, de'principali cistoro pubblico e baciarono i piedi, le
ei:cl«^^ia.sli<M e secolari di Geroiauia, delle mani e il voltodi Giulio 11 a nome di Sua
ri'|)Mbl)licliee de'princij/i italiani. Andja- Maestà Crisliaaissima. A'i4 dello stesso
sc.iiitori tulli d' ubbidienza, clie decoio- ottobre vennero in Roma 8 audjasciato-
s.iiìienle con i>[)lendida magnilìcenza Ci- ri della serenissima repubblica di Vene-
g'iiavano nella metropoli del cristiane- zia e del doge Leonardo Loredano, ed eb-
simo. Pubblicala il i." novembre i5o3 bero udienza dal Papa nella 3." sala, pre-
r ilezione di (iiulio 11, lacconla il con- standogli ubbidienza. Similmente il i."

ttiDporaneo scrillore de' Coiichn'i de. giugno entrarono inRoma 3 ambasciatori


lioiiianì PonUjici, e già ne feci parola di Emanuele re di Portogallo (due dice
nel voi. XV, p. igj, e qui meglio dirò, il portoghese Novaes, e furono Jacopo de
che a' 2g entrarono in l\oma due ora- Sousa vescovo di Silves e Jacopo Paceo-
lori di Ercole I duca di Ferrara, e nel co insigne giureconsulto), e nel cavalca-
cijinistoro pubblico dell' ii dicembre, re per la città, nacque una gran contesa
nella piccola cappella piestarono secondo tra l'ambasciatore di Francia e quello di
il solito solenne ubbidienza al Papa. la Spagna, poiché d. Francesco Royis, im-
due giorni diversi del gennaio i 5o4, gli portunissimo spagnuolo, voleva cavalca-
«mbasciatoii di Siena e di Firenze pre- re coll'arcivescovo Todense, per non ce-
starono separatamente ubbidienza per le dere al vescovo di Rennes amb, lisciatore
loro lepubbliche a Giulio II nel conci- del re di Francia, e vennero a tali estre-
storo segreto. Nella i .^domenica di qua- mi, che si percossero l'un l'altro co'cap-
resima fecero l'ingresso in Roma due am- pelli. Il maestro di ceiemonie scrittore
basciatori della repubblica di Genova^do- della predente narrazione, pare il famoso
n. inala allora ila Francia, per lendere la Rurcardo, s'intromise mollo fra di loro
ciiiisueta ubbidienza al nuovo Pontefice. per pacificarli, durò fatica a metterli d'ac-
A' 19, di maggio entrarono in Pioma per cordo, e finalmente si quietarono al suo
1;> porta di CeU edere 3 oratori d'Enrico giudizio : Che il vescovo Xebridieose ca-
\ 111 re d'Inghilterra, ed a'20 preslaro- valcasse col Trabolense, prelato pal.itiuo,
lu) idjbidieuza al Papa nt Ila 3." sala, e pre- e perchè fosse il
1. "l'ambasciatore di Por-
sentarono le lettere credenziali del loro togallo, e dopo questi vescovi, che rispel-
re, nelle quali di sopra era scritto : Hcii- lo alla dignità il vescovo Arilonense an-
rico per la grazia di Dio re d' Inghilter- dasse in mezzo, tra l'ainbusciatore di Spa-
ra e di Francia, e duca (V [herida. Mg." gna ,
che tenesse la mano dritta, e quello
Boberlo vescovo di Rennes, ambasciatore di Francia la mano mauca. Li predetti
del re di Friuicia, buttatosi ingiiioccliioni air<basciatori pieslarouo 1' ubbidienza a
avanti Sua Santità, la pregò islaiilemen- Giulio il nella sala regia. A vendo Euri-
te a non permettere che gli oratori in- co Vili re d'Inghilterra apostatalo dal
glesi prestassero ubbidienza alla Santità catlolicisiuo, sottrasse 1! regno dall'ubbi-
Sua con titolo del suo re Luigi XII, la dieiiza della s. Sede, ed il figlio Edoardo
quiile grazi. egli ottenne da Giulio
i 11. On- VI continnòiiel lagi imevolescisma.INbjr-
de gli ambasciatori inglesi prestarono ub- to neli5ji3, gli successe la Sorella Maria
bidienza semplicemenle a nome del re che avea conservata l'osservanza della fe-
d'Uighillerrae duca d'iberuia, e l'uinbu- de ijullolica, Perciò Paj^a Giuho ili udo^
26 U B D U B B
però tulio il suo 7.elo, acciocché l'illustre Irò gì' iniiuensi benefizi tJalla nietiesima
regno, abbaiulonalo lo scisma e l'eresia, si con parole unìilissiine olTriro-
ricevuti, e
liunisse nuovamente aHobbiclienza della no ubbidienza perfetta, e domandarono
cliiesa romana. Mentre il Papa attendeva perdono, l'assoluzione dalle censure e la
una solenne ambasceiia destinata dalla benedizione apostolica . Alle quali cose il

pia regina a consolidare ne'suui dorninii dotto ed eloquente Paolo IV rispose con
ii rÌNtabilimentudella veia religione, e per meravigliosa facondia in latino, piena-
rendere in llonia al legillnno Capo del- niente esaudendoli, e incurvandosi in al-

la Chiesa quella divola e intera ubbidien- to di padre timoroso gli alzò da terra, co-
za die si deve da lutti i cristiani, di cui mese alzasse in quel punto il regno d'In-
è padre comune e pastore universale, uio- ghiiterrada un abisso di mali, onde moi-
ri nel 1 555. Sublimato al Irono pontifi- te lagrime si sparsero dai circostanti,
cale Paolo IV a'i'ò niaggio, nel medesi- Quindi tenne solenne cappella^ ove il Pa-
ino giorno entrarono in iloma 3 amba- j;a nella messa per ribenedire quel regno

sciatori inglesi d'ubbidienza con 200 per- recitò una nuo^acolleltada se composta,
sone di seguilo, onde il Papa pensò subi- terminando colle [Mìioìe et merito et lui'
to al modo proprio di farli ricevere, an- mci-o populus tibi scn'ìens aiigentur. Il

zi volle onorarli con pompa straordina- Papa bensì volle la restituzione de' beni
ria, e perchè amuiirasseio la maestà pon- ecclesiastici, la ripristinazione del Dcna-
tifìcia, li fece incontrai e s|)lendidainente. ro di s. Pietro, e trattò del resto gliam-
Avendo la regina Maria col suo marito basciatori con ogni maniera di finezze e
Fili[)po 11 re di Spagna piegato il Papa di distinzioni. Tanto ricavo dalla Storia
ad erigere in regno l'Ibernia o Irlanday di Paolo IF ^ di Broinalo ossia il p. Car-
die re d'Inghilterra aveano acquistato
i rara. Il p. Bonannì, Numismata Poiiti-
per opera della s. Sede, ed lintico Vili ficuiiì, liporta e illustra la medaglia co-
e Edoardo VI senza licenza di essa ne a- niata per celebrare l'avvenimento, espri-
veano preso il titolo regio, Paolo IV l'è- niente il Papa sedente in trono nell'atto
sandì erigendo col diplotua lilius per di benedire gli oratori genuflessi al bacio
(jiieni Ecgcs rcgnaiit, l'Irlanda in regno, del piede, col motto: ILicresi Rcstincta.
senza pregiudizio di qualsiasi ragione del- Dopo la famosa guerra della Campagna

la Sed(^ apostolica. Gli ambasciatori d'ub- romana, sostenuta da Paolo IV contro Fi-
bidienza,clieaveano temporeggiato a ren- lippo II redi Spagna, e combattuta dal
derla, per nominare i lorojiiincipi sovra- feroce duca d'Alba viceré di Napoli, che
Ili giugno
d'Inghilterra e d'Irlanda, a'2 I descrissi nel voi. LXV, p. 234, fatta la pa-
pubblicamente reirelliiaiono nella sala ce, l'altiero capitano fu ricevuto in pub-
regia del Vaticano, dove co'caidinali e- blica Udienza alla presenza di 20 cardi-
rasi radunata multitudine di nobili e cit- nali, si prostrò a'i)iedi di Paolo IV, li ba-
tadini, per vedere l'inclita nazione torna- ciò e riprovando gli oirori commessi nel-
re alla pontificia ubbidienza dopo2oan- la guerra, fu ammesso all'amplesso dai
ni di funesta separazioneeorribilescisma, cardinali, e ricevè poi dal Pap.i molle o-
CoDipariiono 3 oratori innanzi algra-
i norificenze. L'7///^x'/y?/o/y" appena dello
AC Puulefice, sfavillante di sorprendente inviava in Roma pel Papa la letlera de-
dignilosa miiestà , ed inginocchiali a' di gli elettori dell'impero colla pai tecipazio-
lui piedi, confessarono con solenne abiu- nedella seguila elezione, ed un ambascia-
la in nome
reame d'Inghilterra, lui-
del tore per olteiieiela conférma dell' im-
ti ad uno ad uno gli errori e orrori coni- perlai digniiìi , non che prestargli ubbi-
tnessi contro In s. Sede nel deplorando dienza, ed in s'uo nome faregimamen-il

periodo, detestai ono ringralitudiue cou- lo di fedeltà alla Chiesa romana e al l'a-
U B B UB B 27
na; il che ad esempio tli Massimiliano II poterò de'ss. Pietro e Paolo. Nella Villa
suo patii e non avendo nel 576 eseguito
1 di Papa Giulio III gli ambasciatori rice-
Rodolfo 11, il Papa Gregorio Xlll gli ri- verono lesolite discorse gratulazioni,e col-

cordò l'obbligo d'inviare d suo ambascia- la consueta riferita pompa fecero a ca-
tore a Pioma per icon(jscere la s. Sede, e
1 vallo il loro solenneingresso in Roma, in-
prestarle la d(;bila idjbidienza e sogge- cedendo in mezzo di arcivescovi e vesco-
zione con orazione ubbidienziale. Uodol- vi. Tulle le strade di Roma si videro or-

fo li a tale edelto vi manilò l'ambascia- nate a festa, e tutta quanta giubilante la


tore Zenner, ma Gregorio
Xlll avendo popolazione, pel singolare avvenimento
saputo che nell'orazione iibbidienziale a- che tanto onore faceva alla venerazione,
Vea mutalo il consueto vocabolo ubìd- maestà e decoro della s. Sede. A Castel s.
dicnztìy in quello d'os.'ieatuo, ne fece re- Angelo furono salutati da replicate salve
clami a Rodolfo II, il quale si contentò di cannoni e moschetti. Nella sala regia
d'essere chiamalo nell' orazione, Figlio del Valicano, stipala dal fiore della pre-
ubbidientissimo di Sua Santità. Gregorio latura e nobiltà ron)ana , in concistoro
XIII inoltre aniinise con molta benigni- pubblico e alla presenza del sagro colle-
tà l'ambasciatore Le Gardie, da Giovan- gio, Gregorio XIH commosso teneramen-
ni Ili re di S\'eziii mandato a Ron)a, per te li ricevette da padre uni versa le.G li am-
trattare il ristabilimento del callolicìsmo basciatori colle lettere regie credeitziali in
nel regno. Quantunque fu ricevuto in mano, si recarono con gran riverenza al
concistoro pubblico, l'ubbiilienza consue- pontificio Irono, e baciati divulamente i
ta la rese nellacamera del Papa e con sagli piedi al Papa, questi benignamen-
gran sommissione alla presenza di molli te s inchinò ad cdjbracciarli ad uno ad imo
cardinali. Coronò il termine del glorioso due volle colla faccia rigala di lagrime
ponlilicato di Gregorio Xlll l'ambasce- d' amore. R^esa l'adorazione, gli amba-
ria d'ubbidienza di 3 re del Giappone, scialori per inlerpiele dichiararono esse-
in conseguenza delle j\Jissioiii poiilifìcìe re oggetto di loro venula, rolTriigliiii no-
de'gestiìtì, eseguita da 3 principi di san- me de'propri re, vera, perpetua e fede-
gue reale dopo 3 anni e 32 giorni di viag- le ubbidienza, cornea Vicario iinn)edia-
gio e di 21,000 miglia, per quanto rilè- lo di Cristo ed a supremo Pastore di tut-
risce il p. iMaffei negli Annali di Grego- ta la s. Chiesa cattolica. Alche avendo il

rio XIII, perciò fu la più remola delle Papa risposto con gravi e amorevoli pa-
giunte in Roma; imperocché se nell'im- rolejiicevèquindi le regie credenziali, che
pero d'Augusto vi pervennero gl'inviati ad alta voce e tradotte in italiano lesse
dell'Indie orientali per istabilire con esso mg/ Boccapaduli segretario de' brevi ai
amicizia, i giapponesi sono di regione as- principi. Dopo di che, il p. Gonsalvo ge-
sai pili lontana. Il Papali fece incontra- suita salilo sul pulpito, in nome degli aia-
re e onorare sino dal confine della pro- bascialori giapponesi pronunziò una elo-
vincia di Viterbo, siccome provenientida quente orazione latina ubbidienzale; cui
Toscana e sbarcali iu Livorno, e poi an- rispose nel pontificio nome mg.' Bocca-
che da due compagnie della pontificia paduli, dicendo che Gregorio Xlll e car- i

guardia de' cavalleggieri. Alloggiali no- dinali volonlieri abbracciavano le dichia-


bilmente nella casa del Gesù dal p. Aqua- rale regie proteste di fede, ubbidienza e
viva preposito generale della benemeri- divola volontà, desiderando che a loro c-

ta società omonima; non è a dire quan- sempio altri principi e le, lasciata l'ido-
ta fu la consolazione e la gioia del Papa latria,conoscano Dio vero e Gesù Cristo
e degli ambasciatosi, pel sospirato arri- mandalo da ini, che tu ciò consìste la vi-
vo nel centro del callolicìsmo, a ugustoi-S'e- ta eterna. Le lettere, l'oraz-ione, lu rispo-
aS U 15 B U B B
sta si ponno leggere nel p. MalTei. Piiba- m(i del 1738, e pel cardinal Orsini nei
ciali dagli ambasciatori i poiinncii piedi, u.' 6642 e 664^1 de\Diario di Roma del

visitala la tomba de'Pi inuipi degli Apo- I 760), i cardinali non poterono uè pon-
stoli, fuiooo dal Papa trattati di magni- no tare in Roma
da ambasciatore d'alcun
fico ospizio nel Valicano, e ricevuti iu do- sovrano o repubblica, ma soltanto da mi-
mestica udienza, fece da iiiteiprele lo stes- nistri diplomatici o da Protcttoi'i d'im-

so p. Madei. Morto poco dopo Gregorio peri, regni e nazioni, come dichiarai iti

Xill, il degno successore Sisto V gareg- tale articolo e altrove; avendo pure av-
giò col predecessore nell'ouorare tali uo- vertito, che se chiamai talvolta col tito-
bilissitni ainbascialori,di che e di loro par- lo d' ambasciatori alcuni cardinali, ciò
lenza parlai in pi il luoghi. Nel iGoSPao- fu soltanto per seguire il iVovaes, ma
lo V
provò grande consola/ione, per la n(jn doversi loro tale titolo, e solamen-
venuta in iluuia di Carlo Gonzaga duca te quello di ministri. Aggiungerò che il
di Nevers, spedito dal re di Francia En- Cohellio, Notiiia CardiiialatusCardì- :.

rico IV il G/v/n<^Zt% con titolo d'aiubascia- nalus iwiìdue alicujas Principis laici
lore per rendergli ubbidienza , e conte- LegaUoiif. perfungi non debent, riferisce
stargli riverenza edosseciuiojCome in pub- a p. 171: Quid auleni si Cardinalis a
blico concistoro eseguì. Aedo stesso tcai- Principe Luco rcquiratur, ut Legalio'
po giunse iu Roma d. Antonio marche- ncììi suo nomine ad alium Principcm,

se di Funesta moro, (|ual oratore del re edam Romanwn Pond/icem snscipiant,


di Congo o Bassa Guinea nella costa d A- numcpdd agerc, illaq ;fungi debeatPne-
fiica, per mezzo del quale il re d. Alva- gad\,x respondeasj ita eniin prudentis-
ro volle con particolar maniera dimo- deEstouteuilCar'
sinius {'irCuglielinus
strarsi nuovo Ijglio liveieule del Vicario a Carolo T II
dinalis Rollioiiiagensis
di Cristo e prestargli ubbidienza. Di que- Francoruni rege rogatus^ut unain cuiii
sl'ambasciatore ragionai altrove, cornea alus,quos Romani miltebat, Legatus ire
Udienza, dicendo della medaglia monu- non gravaretur, respoiidit, nec debere,
ujenlale perciò coniata, pe'missiouari in- nec solitum esse Cardinalem, nisi prò
viati da Paolo V iu delta regione, e pel Romano PoiUifice, Legadone accipere.
nionumeuto sepolcraleereltogli nella ba- Fcderieus III (pioque Roma/ioi-uni Ini-
silica Libeiiana, essendo morto in Uoma. pcrator petens aNicolao[ò\ Cusa) Car-
JN'el 1 74'2 eletto imperatore Carlo VII, no- di ualiss. Petriad T incula in Germa-
nnnòambascialore straordinario per ren- nia tane agente, ut Legatus suus eonven-
dere ubbidienza a Beucdello X.1 V il car- tu; lùitisponensi iiiteresset, ob causani

dinal Borghese, ciò che eseguì solenne- fidei indicto, respondit Cardinalis, id
inente, e lece cjiiiudila sup()lica dellePre- sibi, nisi concedere Pontifex, nullo /no-

ci Priiìiaric. Tranne queste ambascerie do licere j nec antea Imperatori assew


straordinarie per l'ubbidienza da render- sii, quam scriptum esset Nicolao et V
si alias. Sede, o per la presentazione del concessio impetrata, ut Cardinalis Pa-
TribiUo della CluiiCti,^ per l'in vestitura pic/isis (Aiumanuali) tcstatur in episto-
del regno delle due ly/t/Z/c, la (|uale tal- la 48 apologetica apud Cardìnales dì-
volta hi prese nel concistoro pubblico tnisso consi.stoi'io contea Joannem Car-
anche ah.uu cardinal deputalo procura- dinalem Attrebatensem (GeoIlVoy) vi-
tore, mediante omaggio e giuraineulo, denda. Dirò per ultimo, che il n. 198 del
bacio del piede e della mano del Papa, Diario di Roma de' 24 novembre i8oa
il quale l'ammetteva al duplice amples- ripoil.i. Avendo Papa Pio VII dispen-
so (come si può vedere pel caidinal A- sato did pubblico ingresso il conte de Sou-
qua\iva uel u." 324'nlel Diario di Ro- lix e IJulbleiu aiubuscialoie slruuidiuaiiu
U V, n 29
tli Malia I regina di Portogillo alla s. Sc- cavallerizzo in abito di gala sopra un ca-
ile, ed accordalo al medesimo di porlaisi vallo vngaitienle guarnito con fantini ai
domenica mallina 21 del coiiente alln lati. Venivano poi altre 4 'carrozze, nella

sua 1/ udienza, l'ambasciatore ne fece i."" delle quali eranvi mg."^ IVadiiii ,d. Gi-
precorrere gl'inviti a' cardinali, al corpo rolamo de Souza Hol-
Altieri, d. Pietro
diplomatico, prelati, principi e altra no- stein consigliered'ambascata (figlio del-
biltà, ad effetto di mandare le carrozze coi l'ambasciatore e poi duca di Palmella) e
loro gentiluomini pel nobile corteggio, Giuseppe Sutterman maestro di came-
come segm verso le ore i 5, clie in buon ra, ludi incedeva la carrozza del genero
numero si portarono al palazzo dell'am- dell' ambasciatore conte d' .Alva in uni-
basciatore incontro la chiesa di S.Loren- forme e proprie livree,avendo seco d. Raf-
zo in Pane e Perna,dove furono dall'am- faele Guarneira incaricato d'alfari di Por-
basciatore falli servire di squisiti rinfre- togallo presso il redi Sardegna. Dopo di

schi. In quell'occasione l'ambasciatore questa veniva altra carrozza ov'erano i

d'ordine della regina insigiù dell' ordine cavalieri Alvarez, Pappiani e de Rossi, e
di Cristo Domenico Pappiani console e Gioacchino Saverio («omez segretario,
agente regio, e della croce dell'ordine di INcll'altre carrozze dell' ambasciatore a-

s. Giacomo della Spada Gherardo deUos- \eano preso lungo nobili addetti allacoio-
i

si direltore dell'accademia di Portogallo iia di Portogallo, sacerdoti superiori della


i

in Roma. Il lutto disposto, all'ore 16 1/2 regia chiesa di s. Antonio de'portoghesi,


l'ambasciatore s'incamminò veiso il pa- e la famiglia nobile dell'ambasciatore me-
lazzo Quirinale col seguente ordine.Pre- desimo. Con (presto nobilissimo treno «
cedeva uno staffiere di vanguaidia,quindi accompagnamento, e sempre in mezzo a
l'altro che pollava l'ombrellino con fioc- mia folla di popolo, giunse al palazzo a-
chi d'oro avanti la vaga berlina di van- poslolico Quirinale, ove colle consuete
guardia ov'era il gran cuscino (colle cre- formalità fu licevuto dalla famiglia no-
denziali). Indila staffieri con ricca livrea bile pontificia, e quindi fu inlrodollnda
di panno verde e can)icioIa di scarlallo i]ue maestri delle ceremonie pontificie
rosso guarniti con gallone d'argento, e all'udienza del Papa. Dopo aver baciato
cappello pure gallonato d' arg«rito con il piede e la mano, e di essere sfato am-
peiinacchiera bianca. Succedeva a questa messo all'amplesso, cominciò genuflesso
lina bellissima slufa vagamente ornala il suo complimento presen'ando aPioVII

con metalli dorati e ricca doratura, dove le lettere credenziali del serenissimo reg-
avea preso luogo l'ambasciatore in gran- gente Giovanni VI figlio della regina. Il

de iitiiforme di comandante delle guar- l'apa fece cenno airand)ascialore che si

die del corpo della regina ed insignilodei alzasse e sedesse. Prosegiù il suo discorso
suoi ordini, con in carrozza i prelaliSer- esponendo la causa flella straordinaria
lupi, Frosini e Pereira, ed a'Iati di
que- nnibasciata diretta a felicitare il santoPa-
sta, oltre deldecano e sotto-decano in a- die in nome del serenissimo reggente per
Lito nero, marciavano paggi a piedi con i la sua esaltazione al pontificato, e per ren-
vago abito di velluto verde e camiciola dere una nuova pubblica testimonianza
di ganzo d'oro tessuto in cremisi, guar- i del filiale rispetto, della somma divozio-
daportoni colle loro ricche tracolle,e due ne e fedeltà della real corte di Portogal-
volanti riccamente vestiti di scarlallo ros- lo alla s. Sede, implorando pel serenissi-
so con gallone eguale a quello delle livree mo principe reggente, per l'augusta fe-
e cotolini di seta rossi C(jn gran fiocchi delissima regina, la corte reale, e tutti ì

d'argento alle bande, e berrettoni colio sudditi portoghesi la benedizione aposto-


Stemma dell'ambasciatore. Succedeva il lica. Pio VII rispondendo con senlimen-
3o U C B U B E
ti afTelUiosissimi , esternò il sincero gra- fnmhuii delle milizie, recatisi a festeg-
tlimento cleiranimo suo per quest'alto di ginrio. Nella stessa sera e nella seguente
religiosa venerazione prestalo alla s. Sede l'ambasciatore nel suo appartamento il-

dajla real corte di Portogallo; e facendo luminato ricevè le visite tifile di calore,
un pubblico distinto elogio all' angusta inlrammezzate da continui rinfreschi di
fedelissima regina, al seienissitno leg- gelati e biscottinerie. Dipoi questi tre-
gente, ed a tutta la famiglia reale per le ni degli ambasciatori andarono in disuso,
luminose replicate prove della cristiana e solamente si rinnovarono per gli an»-
loro pietà, incaricò l'ambasciatore di ac- basciatori straordinari al ConrlnveAiìol-
certaie sempre più il serenissimo princi- tre si semplicizzarono i ceremoniali, con-
pe della paterna sua dilezione, e del re- sislendo ora il treno degli ambasciatori
cipioco singolarissimo suo attaccamento in piìi nobili carrozze co'cavalli guarniti
a tutta la corte reale di J'ortogalìo, In di fiocchi e l'insegna dell'ombrellino, co-
fjne concluse con obbliganti espressioni me iP/vV/r/y» romani. Conviene e impor-
(li stima e di afTelto verso la persona stes- ta tenere pieseute per tutto l'articolo,
.sa ilellauibasciatore, per le molte virtù, quelli indicati in corsivo, e per gli ^rn-
che oltie i nobili$si(ni suoi natali lo ren- bnsciaton\ oltre questo, Udienza e Re-
devano accetto, caro e distinto. Termi- sidenza, e gli articoli de'rispeltivi slati e
nata la risposta del Papa,si tratteiinecon nayioni.
esso solo l'ambasciatore all'udienza, e pò- UI5I31D1ENZA DEGLI AMBASClA-
scia Pio VII an)misebeuigiiamente al ba- TOlll. /". Ubbidienza.
ciò del piede tulio il suo corteggio. Li- UBBRI AGREZZA e UBBRIACO, f.
cenziatosi l'ambasciatore, si trasferì a vi- Vino,
sitare il cardinal Consalvi segretario di UBERTI Bernardo (s.). Cardinale.
stato. Dopo di ciò col medesiu)o treno, Nacque in Firenze di chiara e antica pro-
l'ambasciafore percorrendo buorìa parte sapia,e seppesino da giovinello congiun-
della via del Corsosi portòalla visita della gere l'illibatezza del costume all' appli-
basilica di s. Pietro, e nell' uscire lasciò cazione degli sludi. Però il Brocchi, nel-
copiosa limosina a'poveri. Indi l'amba- le Fite de santi fiorentini, ]^?iv.\ ,^.\Soi^
sciatore si recò a visitare, in luogo del riferisce che in gioventù si die alle vanità
decano del sagro collegio , cardinal Al- del mondo e alla vita libera e sciolta, ma
bani impedito, il sollo-decano caidinal non viziosa. Ricusate 1' onorevoli nozze
Anlonelli, il quale accompagnato da'pre- che i parenti gli aveano procurato, e ri-
lati Pallotta, Tesini, IMa'itai eTiberi l'in- tiratosi quasi prodigiosamente nel io85
contro fino alla sala, e l'uilrodusse nella nel monastero di s. Salvi de'vallombro-
cameia di ricevimento, dove si trattenne Siini, dopo averdato luminosi esempi dei-
in iscambievoli discorsi, nel qual lem[>o le piùstd)limi virtù, vennecoutro sua vo-
il cardinale fece servire l'ambasciatore e glia nel i oqy elellogenerale di lutto l'or-
li suo corteggio di abbondante rinfiesco dine di Sy anni, e nel teiiq^o stesso Ur-
di cioccolata e di varie sorte di gelati; e bano II lo creò cardinale prete, dignitù
con ciò l'ambasciatore die principio alla che da lui sinceramente ricusala, accettò
visita del s. collegio, facendo ivi pine di- poi per ubbidienza col lilolo di s. Griso-
slribuire nel partire limosine a'poveri ac- gono. Sostenne con immensa sua lode e
corsi. Restituitosi l'ainbascialore al prò- vantaggio de' popoli parecchie legazioni
prio palazzo imbandì un lauto pranzo a apostoliche per la pace d'Italia, singolar-
chi l'avea corteggiato. Nel pomeriggio fé- mente nella provincia di Lond):ir(lia, od
ce dare molte altre limoline a'poveri, e oggetto di slerminare l'allora dominan-
nella sera rinfresco e mancie alle bande e le simonia, e per convertire gli scismali-
6

U B E U B E 3r
ci o almeno per fienaie la loro lemerilìi. mosiiie del pio cardinale, lo fecero aggra-
Ebbe commissione d'assistere co'suoi con- vare di debiti. IMirabile fu il zelo suo per
gran contessa Malildc (A.), die
sigli la la cattolica religione e pel ravvedimento
già da qualche tempo avea richiesto al- de'peccatori, e profonda la sua umiltà. A.

la s. Sede, di cui fu eroina e benemeren- sua intercessione e vivente, Iddio operò


tissima (e meritò d'esser chiamata da s. strepitosi miracoli, fia'quali si narra che
Gregorio VII e da Pelagio II, la Dchora col segno di croce fece retrocedere il fì'.i^

del Testamento nuo^-o ), un consigliere me Po, che gonfio d'acque, rotti gli ar-
che tenesse presso di lei le veci del defun- gini inondava spaventosamente le cam-
to s. Anselmo vescovo di Lucca, che l'a- pagne del l'armigiano. Ricco di meriti e
'
\ea guidata nell'esercizio delle virtù e per- di virtìi, mor\ santamente in Parma, co-

fezione cristiana; onde contribuì alia con- me supernalmente illuminalo avea pre-
ferma ed estensione de'dominii tempora- detto, a'4 dicembrei i32 secondo la più
li dalla gran conlessa donati al Patiimo- vera o[)inione.oa'3 dicembrei i 33 e d'an-

iiio di s. Pietro. In questo tempo il santo ni 72 come apparisce dalla lamina di


,

cardinale si porlo a Parma per richiama- piombo trovata nel suo sepolcro nella cat-
re all'unità e alla comunione della Chie- tedrale, ove fu deposto con breve iscrizio-

sa coloro che aderivano allo scisma, e ce- ne. Nel 1,543 fu dall'antica tomba trasfe-
lebrando nella solennilà dell' Assunta la rito in più decente luogo, e poi collocato
inessa nella cattedrale, dopo l'Eviingclo sotto un altare denho preziosa urna. La
predicò al popolo per invilario a detesta- Chiesa ne registrò il nome nel Martirolo-

'
re lo scisma. iMa avendo nel fervore del gio romano a'4 dicembre. Tntlavolla os-
discorso proferite alcune proposizioni con- serva il Castellini, De certitud, glor. ss.
Enrico IV, nemico
trarie all'imperatore p. 434» ^^'^ s'ignora ancora da chi que-
della Chiesa romana e fautore acerrimo sto santo fosse solennemente canonizzato,
dello scisma, quella parte di numeroso |)er cui quando vallombrosani fecero
i

popolo che empiamente aderiva all'ini- istanza alla congregazione de'rili per l'e-

quo principe, si scagliò furiosamente con- stensione a tutta laCliiesadeiruilizio ch'es-


tro il santo cardinale, e strappatolo con si ne facevano, fu rigettata nel 7 4, per- 1 1

violenza dall'aliare, lo pose in carcere, con chè non constava della sua formale ca-
animo di procedere ad altre crudeltà, de- nonizzazione, sebbene constasse della san-
predando i vasi sagri e i preziosi arredi. tità e del suo culto immemorabile. Infat-
La conlessa Matilde udito l'orrendo e sa- ti, Alessandro VII con decreto de'2 1 no-
crilego attentato, si condusse a Parma al- vembre 665 avea concesso per
1 le dioce-
la testa di sue truppe, del che atterriti i si di Firenze e Parma l'unizio e messa,
parmigiani, senza attendere il suo ingres- indi da Clemente IK amplialo a'28 gen-
so nella città, prontamente consegnaro- naio 1668, come rileva Lamberlini, De
no a'messi da lei spediti il cardinale, re- Canon, ss. lib. 4, pai'- 2,cap. 5, n. 3 e 6.
stituendo pure tutto l'involato. Il cardi- Se ne celebra la festa con indulgenza, an-
nale s'interpose con l'irata contessa, e ri- che nella chiesa di s. Prassededi Pioma.
sparmiò la vita agli autori del nii^filto. Scrissero di questo santo cardinale a lun-
Destata perciò in tolti ammirazione e ve- go, oltre il Brocchi, Muratori, Annali, t.

nerazione,nel i 1 06 rimase concordemen- 6, par. 2, p. 1 00 ; Orsolini, De' Pontefici


te eletto dal clero e popolo in vescovo di e Cardinali fiorentinij Eggs, Porpora
Parma, che ridusse all'ubbidienza di Pa- dotta, Supplemento, p. 36: ne scrissero
squale li. in Lom-
Questo Papa passando la Fila, s. Atto Pacense e pubblicata dal

bardia, si Parma e colle sue ma-


recò in p. Tesauro Veli valloinbrosano in Ilonia
ni Io consagrò vescovo. Le obbondanli li- nel 1 1 2, ed il p. Allò, Vita dis. Bcrnnr-
32 u r. E U V, E
do degli Vhcrti alihatc dì Fallornliro- me suo fondatore e i.° vescovo, onora s.

sa ('cardinale di s. Cliicsa ^Vavtna 788. i Lamberto per suo principale patrono, li-

UDElìTO (s.), vescovo di Liegi. No» berto penetrò ne'Iuoghi più aspri e lonta-
si hanno sicure notizie della sua vita fino ni della selva diArdenna, e vi distrusse il

i\\ tempo in cui al^bandonando le vani- cullo degl'idoli. 11 suo zelofu da Dioavva-
tà del mondo, si dedicò al divino servi- lorato col donode'miracoli. Seppe per ri-
gio sotto la disciplina di s. Lamberto ve- velazione il tempo di sua morte un anno
scovo di Mastiiclit, Sembra peiò cli'egU prima, e raddoppiò il fervore per dispor-
uscisse di nobile casato dell'Aquilania, e visi. Neil' occasione della consagrazioue
passasse la sna giovinezza alla coi te del re d'una nuova chiesa a Fur,egli [uesecom-
Tierrico oTeodoricollI,efurseancbe per riiato dal suo popolo con un discordo; subi-
fjualcliptempo a! servizio di Pipino di He- to dopo fu presoda rebbre,e mori nel sesto
lislaljchenel 68 divenne maestro del pa-
1 giorno della sua malattia a'3o maggio del
lazzo d'Aiistrasia. Narrasi ch'egli amava 727. Il suo corpo venne poi lato a Liegi,

olliemodo la caccia, e condnceva ima vi- e deposto nella collegiata di s. Pietro ,

ta affatto mondana; ma tocco dalla gra- donde neir825 fu trasferito alla badia
fia, prese la risoluzione di non vivere che di Andain nelle Ardenne, la quale ora
per Gesìi Cristo, e tolse a maestro della porta il suo nome. Molli pellegrini con-
via della salute san Lamberto, ch'era in corrono a visitare l'arca di s. Uberto, il

grande estimazione di virtù. Il suo fervore quale è invocato soprattutto contro la rab-
e i suoi [)rogiessi nella perfezione e nelle bia, eper sua intercessione sono operate
scienze ectlcsiastiche, gli merita lono d'es- molle guarigioni miracolose. La sua festa
sere innal'/ato al sacerdozio, e poco dopo si celebra a' 3 di novembre, certamente
il santo vescovo associollo al governo della pei'qualche traslazione delle sue reliquie.
sua diocesi. Dopo che s. Lamberto fu in- UBERTO o ILDEBEPtTO, Cr7/v//W-
degnamente assassinato,venne eletto li- /('. Alessandro li del io6i nel principio
berto nel 708 709 vescovo di MaUricht. del suo pontificato lo creò cardinale dia-
Egli si mostrò vero seguace del suo mae- cono, e poi vice-cancelliere di s. Chiesa.
strOj di cui invidiava la fine. Le più a- Panvini'o e altri scrittori non ne fanno
Iroci ingiurie altro non ficcvano che in- menzione.
fuocate il suo zelo per la salute de pec- UL5El\T0,C<^//v////rtZ('. Suddiacono car-
catoli; pieno di carità pe' poveii, distri- dinale di s. Chiesa, (lori sotto Alessandro
buiva loro tutte le sue rendite; imlefesso Il del 106 r, che r inviò legalo in Inghil-
nell'esercizio del pastorale ministero, a- terra, indi appose il suo nome al decreto
depravasi efficacemente ad abbattere il sulla primazia di Cantorbery su York; le-
\Ì7Ìoead estirpare gli avanzi dell'idola- gazione che meglio sembra essersi esau-
tria; predicava il Vangelo con molta for- rita dal celebre cardinal Uudjerto vesco-

za ed unzione, ed alimentava il suo fer- vo di Selva Candida. D'ordine di s. Gre-


vore con continui digiuni ed orazioni. Nel gorio VII ritornò legato apostolico in In-
720 trasportò il corpo di s. Lamberto da ghilterra ,
per esaminar la causa del ve-
Waslrichl a Liegi, che non era allora che scovo di Dot, e per ammonire il re Gu-
un villaggio sulle rive della Mosa , e vi glielmo 1 a rivocar la proibizione fatta ai
fece labbncnre una bella chiesa ncllii0''u
o vescovi de' suoi dominii di portarsi alla
slesso ove il santo avea versato il proprio visitade sagri LìiiÙiki. In t.de occasione
sangue, la quale divenne cattedrale al- ordinò, che da ogni melropolilano fosse-
lorché la sede di Mastiicht fu Ira'.fcrita ro mandati due vescovi al i ."concilio da
Liegi, cioè nel 721, dal qua! tempo la celebrarsi in Roma. Da alcuni si pretese
chiesa di Liegi, che riguarda s.Ubei lo co vescovo di Riiidid o di Pidcsiriiui. Vi-
UB E UBE 33
vevn ancora nelioSi, indi non si cono- quest'ultimo però non può esserlo stato,
sce altro tli lui. pcroiic Gerardo V era morto nel i475,
URERTO o RODERTOo VITALE, onde ilp. Ilclyot opina, che la fondazione
Cardinale. Prete del titolo di s. Sabina, seguì nel i44Ì ^ ^^^ i44^- T'''' scrittori

fu presente neli io6 al concilio di Gua- non si accordano neppure nel descrive-
stalla, e nel i i 12 a quello di Luterano, re la figura del collare dell'ordine. Dicu
celebrati da Pasquale II, ed a[)provò con Schoonebeck, ch'era composto di molti
giuramento quanto avea o[!erulo tale corni da caccia, da cui pendeva una me-
Papa intorno alle investiture ecclesia- daglia coll'immagine di s. Uberto. Giu-
stiche. stiniani pretende ignorarsi la divisa del-
UBEPiTO, Cardinale. Nel dicembre l'ordine. Mirco nulla ne dice, sebbene as-
1 I 22 o neli 123 Calisto II lo creò cardi- sicura che gli sla-tuti scritti in tedesco si
nale diacono di s. Maria in Via Lata, e conservavano mss. nella casa di Cortera-
sottoscrisse la sua bolla spedita in Late- baclis, e presso altri col catalogo de'cava-
I ano nel 1 1 23 a favore del vescovo di Gè- lieri lino 0I14B7, tra'quali coati di Lim- i

uova. burgoTeckeuiburgo edi Nassau; baroni i

UBERTO (s.), Ordine equestre e mi- di Merod, Falleuce, SombelF,Bugel,Wal-


litare di Baviera. 11 p. Helyot, Storia len, Blungart e altri. Il p. Bonanni, che
degli ordini religiosi e militari, t. 8, nel Catalogo degli ordini equestri e mi-
cap. 60 : De' Cavalieri dell'ordine di s. litari, ne riporta la figura a p. 5i, riferi-
Uberto, narra che morto Rinaldo III sce che fu '"^ Ravesperg
istituito nel 144^*
duca di Juliers e di Gheldria nel 4x3, gli 1 di vVeslfalia,e vi auìmeltevauo soltanto
si

successe Adolfo II duca di Mons, il quale nobili e che l' insegna era una collana di
;

nel 1425 ricevè l'investitura de' due du- oro coll'immagine di s. Uberto in atto di
cati dall'imperatore Sigismondo. Ma Ar- adorare il Crocefisso fra due corna di cer-
noldo d'Iìgiuont che avea delle preten- vo. Né ciò fu senza mistero, poiché raccon-
sioni su quelle Provincie, s'impadronì del ta il Surio nella Uberto a'3 no-
vita di s.

ducalo diGheldria, ed entrò con truppe vembre, che dice figlio Bertrando duca di
in quello di Juliers, il che obbligò Adol- d'Aquitauia, come essendo ancor pagano
fo II a trattare con lui un accordo, colla occupato nella caccia, gli apparve il Cro-
cessione del ducato di Gheldria, oltre cefisso fra le corna d'un cervo (come di
! 0,000 fiorini per l'altre sue pretensioni, s.pjustachio meglio narrai nel voI.LXKV,
e fece coi) esso tregua per 10 anni. Morto p. 289) e gli comandò che andasse a tro-
Adolfo II senza figli, ed essendogli suc- vare s. Landjerto vescovo di Mastriclit,ed
ceduto nel ducato di Juliers nel 1437 Ge- avendo egli ubbidito, fu da quello am-
rardo V suo nipote, Arnoldo d' Egmont maestrato nella fede e battezzato. Reca-
rinnovò le sue pretensioni su quel ducato, tosipoi in R.oma ad Liinina Apostolo'
vi rientrò con un'armata nel i444> '^^^ f"^' rum, fu eletto vescovo in luogo di s. Lam-
disfatto da Gerardo V, che riportò una berto defunto. Aggiunge il p. Bonanni,
celebre vittoria a'3 novembre, giorno del- che cavalieri di s. Uberto nelle feste so-
i

la festa di s. L bertoni-' .) vescovo di Lie- lenni doveano tutti vestire abito nero al-
gi. In memoria pertanto di questa vitto- l'usanza spagnuola, ornato della suddetta
ria,dicono alcuni storici, fra'qualiSchoo- collana, da cui pendeva la croce patente
nebeck e il p. Bonanni, che Gerardo V gioiellata e larga 4 dita, il cui disegno ri-
istituisse un ordine di cavalleria sotto il porta anche n p. i5i. In lutti gii altri
nome e protezione di s. Uberto; ed altri, giorni portavano una fascia di seta lossu
come Mirco e Giustiniani, pongono l'isti- pendente dalla spalla sinistra al fianco
tuzione dell'ordine nel i473 i477- '" destro, a cui era appesa la croce equestre
VCL. LXXXII. 3
34 u R E u n E
r;i;:;gianle, avcnle nel meyzo I' imtnngine peralore Giuseppe 1, la detta carlcn d'ar-
(lei Crocefisso collocalo fra le corna d'oii cimaeslro, ch'era slitta unita all'eletto-
ciMvojedi più nella paite sinistra del pel- rato di Baviera, venne restituita dallo
fo aveano ricamala in oro e argento la stesso Giuseppe all'elellorcPalalinoGio.
I

nìedcsima croce, ovvero l'ovato raggian- Guglielmoduca di Neohurgo (de' quali

te col motto in tedesco: Sta saldo nella avvenimenti meglio a Baviera e Palati-
fede: Tu fide sta finniter, S'mcomu\\c\ue, N^To), che per conservare la memoria,
lipiglia il p. Helyotjdopo la nioiie di(iio. volle come duca di Juliers ristabilire l'or-

(idglielmo duca di Juliers, stante le dif- dine di Uberto da gran tempo abolito,
s.

ferenze insorte per la successione tra l'e- del quale si dichiarò supremo magistrato o

lettore di Drande!)«rg e Wolfango Gii gran maestro. Ne rinnovò neh 708 gli sta-
glielnio duca di Neobwrgo, quegli due tuti con questo titolo; Statuta Ordinis

principi fecero Ira di loro un accordo, inilìtaris s. Ilubcrti a Sercnis. Princip.


pel quale il ducalo di Juliers toccò al Jo. Griil. CofJìit. Palatino Rheni S. R.L
duca di Neoburgo. IN'el i G85 essendo mor Elcct. Questo principe conferì l'ordine a
lo senza figli Carlo conte Palatino del molli signori di sua corte, a' quali asse-
Reno e 8.° elettore dell' impero, Filippo gnò delle pensioni considerabili, colla con-
Guglielmoduca diNeohurgoe di Juliers, dizione che fossero tenuti a darne la 10.*

avendo nell'istesso anno ereditato il du- palle pel mantenimento de'poveri dell'o-
calo di Cleves, col flivore dell'inìperalore spedale, e che inoltre sborsassero nel gior-
I.eopoldo l,che avea sposala una flelle sue no della loro accellazione neiroidinei 00
figlie, successe al palalinalo tiel Reno e ungari d'oro. Quanto al vestiario e in-
alla dignità di elettore. Era stato quest'e- segne, dice il p. Helyol, che i cavalieri nei
lettorato stabilito in favore di CarloLuigi giorni solenni vestivano di nero e alla
conte Palatino del Ueno, conforme al trat- spagnuola,ma non portavano la goliglia.
tato di Miinster del 164^5, l)enchè in vi- Portavano al collo una catena d'oro, da
gore della bolla d' oro non vi doveano cui pendeva la descritta croce, e sull' a-
essere più di 7 elettori dell'impero ; ma bitoil detto ovaio o cerchio atlorniatoda
questo fu l'espediente che si trovò pei- pa- raggi, nel cui mezzo in fondo rosso erano
cificare i due rami Palatini, mio dello le parole in alemanno: Pcrse^'crale co-
Hidolfìiio de'conti Pala tini ( A^), l'altro stante nella Fede. Fuori de'giorni di ce-
detto Guglicdiiìino o de' duchi di Bavie rcinonia e delle feste solenni non polla-
r^ (^'.), i quali erano slati messi al pos- vano collare, usando s-.igli abili ordinari

sesso della dignità di elettore, di cui Fer- un nastro rosso che dalla spalla sinistra
dinando V conte Palatino del Reno era scendeva all'anca dritta, dal qual nastro
sialo privalo dall' imperatore Feidinan- pendeva la croce, e nella parte sinistra

do 11 nel 1623, per aver accettala la co- dell'abito eravi il descritto ovato. Altri
rona di Boemia oftertagli da' ribelli del scrittori vogliono, che i cavalieri portas-
regno. Nell'istiluirsi l'S." elettorato erasi sero un colletto d'oro, ornalo dell' inse-

sitnihnenle slabilila la carica di gran te- gne de'caccialori, d.d (piale pendeva una
soriere dell'inipero, nitri dicono ristabi- medaglia figurante s. Uberto, che cadea
lita la dignità d'arcidapifero del medesi- loro sul petto. Secondo gli statuti dell'or-
mo, lolla a Federico V e confcM ita a Mas- dine, numero de' principi inend)ri del
il

similiano il Grande duca di Baviera, il medesimo è indetermiuatojquello de'con-


quale, secondo altri, ebbe la di lui carica ti e baroni formanti il capiloh), uniti a
d'arcimaestio del palazzo annessa all'e- un gran commendalore, fu fissato a 12,
Iclloralo Palatino, e che venendo Massi- Per morte di INlassimiliano Giuseppe III
niilianoprrvatodel stio elelloralo dall'ini- duca ed elettore di Baviera, li^ruiinundo
-

U B E UBE 37
con lui il i.°raino della casaPalalina,Cnrlo de dcHNirdiui' dopo la ri voluzione francese
Teodoro diSullzbac eletlorePalalino,dii- a vvenulii nel declinar dello scorso secolo,
cadi Julierse Beig,e capo del 2. "ramo, gli futrasferila nFrancfort^e chcLuigiXVIII
successe negli stali ediguitìi.Mortoanch'e- I e di Francia lo riconobbe nel 8 6. 1 1 Ma
gli senza piole,ebbe a successore il duca di è noto che nelle rivoluzioni del 1
789 e del
Due Fonti ]\]assimiliauoGiuseppe,cho poi itS3oin Francia, tranne la Legione d'o-
di venne i.° re di Baviera col nouie dilNI.is. nore {f^-), furono soppressi tutti gli ordi-
siniilianol. Questi confermò l'ordine di ni equestri che descrlsNÌ a' loro articoli, e
s. Uberto come il principale del regno, i lo fu pure questo di s. Uberto. La sua ori-
suoi statuti e privilegi, et le Ha de telle gine risale a'3 1 maggio 4 1 '
6, e venne isti-
sorte à l'ordre du inerite ch'il de la con- tuito da 45 principali signori del ducato
roìine de Bavière (/u'il avaitfonde (cioè di Bar, nella Lorena e nella Champagne,
V ovò'xxiQ A\ Masstniiliano Vedi^òt\ meri- ^ ora dipartimento del Mosa nella Fian-
to civile, avendo pure istituito l'ordine di ciii, riuniti in Car-le-Duc, capitale del Bar
Massimiliano, f^'edi, dei merito militare, rois, alla prcNcnza del loro princi[)e edu-
non che confermato e ampliato l'ordinedi ca di Bar, cardinal Landolfo o Lodovico
s. Michele^ Tedi), que capitidaires sont Barry, del <piale riparlai nel voi. Ili, p.
aussi grands-croijc de l'ordre du meri- 22'), ma in ambedue i luoghi per errore
le c/i'/V, ils ani le pas sur Ics autres allora non conosciuto fu detto de' duchi
gramh-croìx de l'ordre de s. Hubert, et di Berry. Il fine precipuo di sua fonda-
qué les 12 niembres duchapilre de l'or- zione fu di por fine alle guerre che tra essi
dre de s. Hubert doi^-'ent e tre choisis par- ardevano, ed in vece impiegare gli eser-
mi les coinniandeurs de l'ordre du me- citi a porre la corona de'due ducati diBar
nte civìl qui ani les qualités requises et e di Lorena sulla testa di Renato d'Aiijou
remplissent 6 ans rette place. Per dispo- nipote del cardinale, il quale voleva spo
sizioni regie più recenti non vi sono che sarlo a Isabejla primogenita di Cirio I

i sovrani e i principi regnanti che ponilo duca di Lorena, come effettuò. Perciò l'or-

ricevere l'ordine di s. Uberto, come pu- dine piese allora il nome della Fedeltà,
re i loro agnati e parenti in linea masco- adottando per insegna de'cavalieri un le-
quils ne sont pas au service
lina, tant pre bianco avente al collo la collana d'o-
étrangerj ou les étrangers que le roi cu ro, sulla quale era il motto: Tout Uug.
reconnail particulicrement dignes, ou L'ordine dovea essere temporaneo e du-
ceux à qui il est conferépar leurs dans rare 5 anni, ma che recò al
pe' vantaggi
Vechange d' ordres étrangers. Il capi- duca, nel i4^2 fu dichiarato perpetuo e
tolo dell'ordine si aduna a' 12 ottobre. posto sotto la protezione di s. Uberto (^f^.)
La leggenda della decorazione è: In tran vescovo di Liegi, la cui immagine fu pre-
i'ast. Nel rovescio vi è l'epigrafe comme- sa per distintivo, in vece del lepre, pen-
morativa del ristabilimento dell' ordine: dente da una collana sul petto, altra sua
In memoriam recuperatac digìùtatis figura ricamala ponendosi sull' abito e
avitac I 708. sul mantello. In memoria
cambia- di tal

UBERTO (s.), Ordine equestre, già di mento i cavalieri istituirono una caccia
Francia e Germania, che il eh. Gaetano
di di lepri che celebrarono sino all'anno
Giucci nella sua Iconografia storica de- 1789 nella vigdia della festa del sauto
gli ordini religiosi e cai'allereschi, con patrono. Per essere ammesso nell'ordi-
figure, dice esistente, senza dire in quale ne, conveniva esser titolali o aveie reso
stato. \J Almanach de Gotha pour l'an- segnalati servigi allo stato, o avere fat-
née 83y Ordres deC]wK'alerie,\o ripor-
1 : to imprese celebri ; mentre per 1' am-
ta nel regno diFrancia, rifereudo chela se- raissìone era necessario l'intervento del
36 UBE U B I

f^ian mnestro, e eli 8 o io de' primi si- pesa olla boUoniera dell'abito con cate-
tenori, oltre r ailesione del sovrano. In na d' oro. I gran croce, ed i commenda-
principio ii capo dell'ortlintì^ebbe il lilolo tori portavano oltre la croce una piastra
di re, neh 42-2 ottenne (juelio di grancac guarnita d'argento, attaccata dalla parte
ciatore, e veniva eletto anniialnienle, in- destra dell'abito e del mantello, in mez-
di dopo il iGif) fu chiamalo gran njae- zo alla quale era il mollo : Firtus et IIo-
stro,efinalmente per gli statuti deh 788 sì nor.
rese inamovibile in uno a'grandi officiali UBERTO (s.) o GRAN CACCIA, o
dell'ordine. L'ordine di s. Liberto si inaii- AQUILA D'ORO, Ordine del Meri-
tenne nel suo pienosplendore, anco quan- to (/^.) civile di il' iirtemberq.
do ducato di Bar e quello di Lorena
il UBIQUISTI o UBIQUITARI. Lute-
furono ceduti alla Francia, e Luigi XV rani i quali erroneamente sostenevano che
con sue lettere del lySB conservò a' ca- il Corpo di Gesù Cristo è presente nella
valieri tutti i loro privilegi. Allorché per Eucaristia [F.) in virtù della sua divina
ia ricordata rivoluzione l'ordine fu sop- presenza dappertulto,Ji/;/(ytfc. Aveano essi

piesso in Francia, si mantenne in Germa- maliziosamente abbracciato questo senti-


nia e ne fu centro Francfort sotto 1' am- mento a fine di non esser obbligati ad
ministrazione del barone di Crolbois di ammettere la Transustanziazione, cioè il
Scewald. Riordinato neliS 5, ne fu am- i cambiamento di tutta la sostanza ùe\Pa-
ministratore il conte della Morre, eletto nc e del Pino {F-), oel Corpo e nel San-
poi gran maestro interino, cui successe ii gue (^'.)di Gesù Cristo. Dicesi che l'ere-
gran maestro perpetuo duca d'Aumont, siarca Lutero sostenne tal sentimento pel
e nel marzo 1816 re Luigi XVIII rico- corso di due anni. Altri ne fanno i.° au-
nobbe l'ordine e per la 4-" volta si rinno- tore Giovanni di Vestfalia, detto il T'esl'
varono gli statuti. Consistevano l'insegne falò e ministro d' Amburgo nel i552,
dell'ordine nella croced'oro a 4 hranche che si rese famoso pe' suoi scritti contro
smaltata di bianco e guarnita d'oro, nel Lutero e contro Calvino. Altri invece pre-
cui centro era una medaglia o targhetta tendono che fu Breuzio discepolo di Lu-
coll'immagine di s. Uberto genuflesso di- tero, ma che non pensò sempre come il
nanzi alla Croce splendente fra le corna suo maestro, e che propagò questa falsa
d'un cervo; nel rovescio eravi la medaglia opinione nel i56o. Ebbe a seguaci Flavio
col fondo azzurro cogli stemmi del ducato lllirico,Osiandro e altri eretici. Sei di que-
di Bar e l'iscrizione: Ordo nobilis s. Hit- sti dottori neh 577 si unirono nel mona-
berti Bavensis, institiitiis aimo ì^\&. sterodiBerg.edivi dichiaiarono il dogma
Questo distintivo equestre pendeva da dell' Lhiqidlà del Corpo di Gesù Cristo
nastro verde-cupo listato di rosso. I ca- come un articolo di fede. D'altra parte
valieri grancroce usavano un grande na- l'eretico Melantone scagliossi contro que-
stro di detto colore, che passava dalla sta dottiina dal primo suo nascere, e so-
spalla dritta al fianco sinistro, in fondo stenne ch'era un introdurre, sull'esempio
al quale era attaccata la gran croce. Si- degli Eiiticldani[F.), una specie di con-
mile nastro aveanoi commendatori, me- fusione tra le ihxe nature di Gesù Cristo,
no laigo e con cioce di minor grandezza, attribuendo all'una le proprietà dell'al-
distinguendosi commendatori dignitari
i morte in questa
tra, e persistello fino alla
relle liste più larghe. I cavalieri semplici maniera di pensare. Le università di Vit-
portavano una croce e un nastro simile Icmberga e diLipsia abbracciarono inutil-
peiù men grande e attaccato
al descritto, mente il partito di Melantone, il numero
a un bottone dell'abito. Gli olficiali u^a- degli ubiquisti aumentò e il loro sistema f
Tano l'ordinaria croce dell'ordine eap- prevalse per lungo tempo (va' J.k (crani e
1

u e I U D A Zj
altri Protcslanli\V.). Que' diSvezia, so- duca di Svevia e d' Alsazia, nacque nel-
stenendolo, si divisero in due partili: gli r893,e fu educato nell'abbazia di s.Gallo,
uni pielesero che durante la vita fuorta- ove si distinse colla vivezza dell'inseano.
le tiel Salvatore il suo corpo era dapper- congiunta a innocenza di costumi e a pietà.
tutto; gli altri dichiararono che non ebbe Falli rapidi progressi nelle scienze, suo
un siil'atto privilegio se non dopo l'Ascea- padre lo mandò in Augusta, ponendolo
sione. Sembra che in oggi questa opinio- sotto la disciplina del vescovoAdalberone,
ne non abbia più alcun partigiano fra i il quale conosciuto il di lui merito, ben-
luterani; si sono essi ravvicinati a'calvi- ché non avesse che 6 anni, 1 lo fece came-
nistì,e pensano coaiiinemeiite che ilCorpo riere della sua chiesa, il cui ullizio era di
di GesìiCristoè presente col panesoltanto distribuire gli oruamenli degli altari e i
nella comunione, enei momento che Io si vestili de'chierici. Poscia lo promosse a-
riceve. L' Ubù^uità di Dio si s[)iega: Dio gli ordini sagri , e gli die un canonicato
è dappertutto, conosce tutto, vede tutto, nella cattedrale, il giovane ecclesiastico
sente lutto, è padrone di tulio, e provve- pose ogni curj nell'adeonpiere doveri del i

de a tutto. Ubiquista, in termine dsll'u- suo stato; divideva il tempo fra lo studio
niversità di Parigi, era un dottore di teo- e la preghiera, e i poveri godevano la mag-
logia, il quale non era attaccato ad alcuna gior parie delle sue rendite. Trovavasi a
casa particolare, che non era né di Sor- Roma quando moi i Adalberone, ch'eb-
bona, né di Navarro, ec. Gli ubiquisti di be lllino per successore. Tornato in Au-
delta università chiamavansi semplice- gusta, continuò nella slessa maniera di vi-
mente dottori in teologia, mentre in vece vere; anzi sempre più cresceva il suo fer-
gli altri vi aggiungevano, della casa di vore e si avanzava nelle pratiche della
Sorbona, o di Navarra, ec. morli(jcazione.Era in età di3 i anni quan
UCITANA. Sede vescovile dell'Africa do per morie di lllino nel 924 •^''^'-'""^

proconsolare sotto la metropoli di Car- vescovo di Augusta, nominatovi dall'im-


tagine, nella città d' Ucitana maggiore, peratore Enrico I l'òVceZ/^^z/orcrediGer-
essendovi pure la città di Ucitana mino- mania, e fu consagrato nel giorno de'ss.
re. Ebbe a vescovi Ottaviano che nel 4 1 Innocenti. Avendogli ungheresiegli schia-
fu alla conferenza di Cartagine; Caio e- voni poco prima saccheggiato e incendia-
8Ìlialo nel 4^4 <^'''* Unuerico re de' vandali to la cattedrale , fece fabbricare in fretta
pel suo zelo cattolico; e Ti ipolio che sot- una chiesa per riunirvi il popolo, e pater-
toscrisse la lettera del concilio Proconso- uanieute provvide a riparare i pubblici
lare, mandata al patriarca Paolo coutro infortuni. Allegò molti pretesti per iscan-
i uionolelili. IMorcelli, Afr. dir. 1. 1. sarsi dal seguire la corte , conoscendo
UCULA. Sede vescovile d'Africa nella quanto la presenza di un vescovo sia ne-

provincia proconsolare della metropoli cessaria alla sua diocesi, e (juanto impor-
di Cartagine. Si conoscono due vescovi, ti ch'egli di per se stesso vegli alla c(jra
Ceiicio che nella conferenza di Cartagi- delle anime. Nella sua qualità di principe
ne del 4i I fu rappresentato da Vittore dell'impero era obbligato a mantenere
d'Lilica ; e Crisconio o Cresconio, nouii- delle truppe e mandarle all'armala; ma
nato fra'padri del concilio Proconsolare ne die tulio il carico a suo nipote, ed e-
che nel 656 scrissero a Paolo patriarca di gli tulio si dedicò alle funzioni spiritua-
Coslanlinopoli una lettera contro i uio- li e alle opere di carità. Lavava ogni gior-
uuteliti. Moroelli, Afr. chrA.x. no i piedi ai 2 poveri, a'quali dispensava
UDALaiCOo CLDARlCO(s.),vesco. abbondanti elemosine; confortava i ma-
vo d'Angusta. Figlio del conte Cbaldoe lati e gl'istrui va; dormiva sulla paglia, nms
fiatclludiLuiigarda moglie di lìuicaidoU ficcva uso di liuo; iu quaresima raddujj-
38 udì udì
piava le sii« aiìstei ila; ogni anno vigilava go, dote le persone [xilibliche ascollnno,
)ii sua diocesi e teneva due sinodi. Toi- Auditorium. Udietiza iliciamoaMcIicalle
nula la Iranquillilà dopo varie vicende persone adunale per ascoltar predica, o
pulilicliejfecc fabbricare la calledrale con altra cosa simile. Dare udienza pubblica,
grande luagnifìcenza, e dedicolla di nuo- ad puhlicuin colloffuium adniiltere. Da-
vo a:j. Afra, ch'era stala martirizzata nel- re udienza segreta, ad secreturn,vcl pri-
la persecuzione di Diocleziano inAugiista, \uTtum collocjuium adinittere. Dare u-
di cui è patrona. Veilendosi avanzalo ne- dienza a'domeslici o forastieri, adnutteiu
gli anni, avea dimesso il vesc(n alo colla dis^audiendisque domestici, vel cxteris
permissione dell'ini [leralore, cedendolo ad operam ddve. Domandar i\i\\^ma,admis'
Alberone suo nipote, per ritirarsi nell'ab- sìonem vel colloquium postulare, secre-
Lazia di s. Gallo. Ciò 111 disapprovalo dal- tum vel puhlìcum. Anticamente il luogo
la maggior pai le dc'vocovi: Udubico fu destinalo ne! palazzo apostolico all'udien-
cilalu a Ingellieim nel 972 per rendervi za delle cause, si chiamava Auditorium,
tonlodisuacondotla,ecuMf>:ssbumilmen- donde derivò il nome a'giudici Uditori
le di aver peccalo contro la legge della r// iiof/^/(/,), che ivi udivano le informa-
Chiesa, aggiugnendo che il solo desiderio zioni e i ateriti delle cause, come rileva
di ritirarsi dal pjondo gli avea fallo com- Bernino; ed i curiali o procuratori presso

uiettere questo fallo. Fece dipoi un altro il medesimo si dissero Procuratori di


pellegrinaggio a Pioma, ove il Papa gli die- collegio del s. Palazzo apostolico[f^^.).
de grandi contrassegni della sua slin)a ; 11 luogo poi dell'udienza del Papa, argo-
anche in Ravenna fu accolto assai ono- mento di quesl* articolo, si chiamò Cu-
levolaienle dall'imperatore e dall' impe- bicolo. Camera, Cappella, Concistoro^
r.-iliice. La sua salute andò sempre più Presbiterio (F^.), ora stanza o camera di
dtclinando dal mese di uuiggio del 972, udienza, cioè pubblica e ordinaria o do-
ed avvicinandosi al suo fine vieppiù li suo mestica. La camera per 1' udienza pub-
fervore infuocavasi. Negli ultimi istanti si blica è la stanza della del Trono, sul qua-
fece collocare sulla cenere colle biaccia le siedePapa nell'ammellervi al iJ^/c/o
il

slese in forma di croce, e così spirò in mez- del piede (del quale omaggio meglio a
zo al snoderò a'4 luglio 97 3, in età pres- Scarpa e ad UbdidieiNz a, il quale ultimo
so gli 80 anni. Fu sepolto nella chiesa di articolo e quello di Visita, si rannodano
sant'Afra, che prese poscia anche il suo e compenetrano con questo, onde convie-
iiume. La sua santità fu lesliuioniata da ne tenerli sempre predenti), ordinaria-
ciiracoli, e Papa Giovaimi XV locano- mente vestito colle scarpe crucigere,sot-
nizzò nel 993. Questa è la (."canonizza- tana, fascia, rocchetto e mozzetla; mentre
zione che solennemente fu celebrata da' ricevendo all'udienza, o per ossequio oper
l'api, secondo il comune consenso. Cele- visite principesche, nella camera domesti-

biasi la sua fesla il 4lL>o''t>,gioruo di sua cadiordmaria dimora, siede allo scrittoio

morte. sotto baldacchino, vestilo di scarpe o pau-


LDIEINZA oUDlENZl A, Audientia, lofolecruci-ereezinunarra,con quelle va-
Admissio. L'udire, l'ascoltare. Dare u rietà,anche di vestiario, che dirò parlan-
dienza,vale slare ad i\»co\\.aie,audire, au- do de'ricevimenti per l' Udienza e fisila
sculture. Dare udienza si dice propria- di principi sovrani, i quali sono semplici
melile de'P///a//;/, o altre persone ili di e insieme dignitosi, in una parola (juali

slinzione, <pjando ascollano chi \a loroa si convengono al padre comune de'lcdeli


parlare: e chiedere o avere udienza, >i di- e al \'icario di disio che iu li[)odi umil-
ce del [)rocniaie o olteneie d'essere a là; nel icslo per onorare quelli che si rc-

Scoluilo. Udienza diciamo anche al luo- canu dal Papa per l'udicuia o por vene-
UD I UD l 39
l'azione, secondo i gradì, non sì manca lume LXXlX,p. 78. Gl'infedeli ancora e
per decoro eziandio della maestà ponli- talvolta anche gì' idolatri, si procurano
flcia,di praticarsi convenienti cerenionia- tale onorifica soddisfazione, ricevuti an-
li di cui parlerò, I cattolici ricevono con- ch'essi graziosamente e con carilà.E quin-
tiiKiameiile consolazioni, conforti e onore di, etrodossi, infedeli e idolatri ricevono
in essere paternamente accolli dall' au- dimoslrazioni piene di bontà dal supre-
gusto Capo della Chiesa, haoiandonei pie- mo Gerarca de' cattolici, ed anco donati-
di, ricevendone l'apostolica Bcncdizio- vi proporzionati alle loro condizioni. In
iie(P .), esentando coll'oracolo di »ua vi- generale, cattolici, cristiani eterodossi e
va voce parole sempre benevoli; ricolmali altri confessano, che la sensazicwìe pro-

altresì di grazie spirituali e di sagri dona- fonda e inesprimibile che provano tro-
tivi di divozionali, come Rcliciuii', Coro- vandosi innanzi all'augusta presenza del
ne, Croce fi s.^i Q Medaglie bcìiedcltc [f'.) romano Pontefice, non ha confronti im- :

con indulgenze, oltre 3Icdaglìe pontifi- le perocché le sue semplici, soavi e digni-
r7>(/ .),ed oltre que'divoziouali che in gran tosemaniere, talmente ne colpiscono l'a-
copia 1 cattolici si fanno benedire'pe'loro nimo, che riescono in modo del tutto su-
congiunti e coinpatriolti divoli, che le ri- .[leriore e diverse da quelle che si sento-
cevono come oggetti preziosi e d' inesti- no nelle presentazioni a' più potenti e
mabile valoie. Nelle pontificie udienze più grandi sovrani secolari, Innumerabi-
sempre Papi furono solleciti di appagare
i lo è poi il novero di coloro che trovaronsi
le pie brame de'riverenli callolici,e quel- confusi al cospetto d'un Papa, per quanto
le persino de' loro parenti e amici, beni- vi si fossero o[)portunaiiiente preparati;
gnamente ascoltandone i bisogni, e ralle- come pure di quelli che ben a ragione re-
grandoli con umanissimi parlari e colle putarono tal giorno e tali circostanze, l'i-

grazie del tesoro inesauribile della Sede stante più fàusto e più bello di loro vita,
Apostolica. Pertanto la molliludiue dei facendogli tale una profonda impressione
forestieri che recansi nell'eterna Pvoma, o uell'animo da non mai più cancellarsi, né
pc •
ammu'arne e goderne le grandezze, o da potersi a'obastanza esprimere con |)a

pe> sentimento religioso onde venerare i iole, come ingenuamente e nel suo bel
Liinina Aposlolornin (/^.), sono viva- cuore non dubitò di ripetere a Grego-
mente ansiosi d'esser ammessi all'udien- rioXVI il regnante imperatoredelle Rus-
za ik'l Papa e baciarne piedi, e ne sono i sie Alessandro li, che chiamerò il Paci/i-
esauditi. Questo tiesiderio è anche comu- co pel narrato a Turchia, ove celebrai gli
ne agli eterodossi che visitano la gran cit- omaggi resi personalmente in lioraa dai
tà. Essi amano ossequiare il Soniino Pon- gran pascià ottomani a tal Papa e al ve-
tefice cììtì coula. 200 milioni di figli. Nella nerando successore che regna. Egli è que-
più parte [irovano forti emozioni in tro- sto il possente e portentoso ell'etto che pro-
varsi alla sua presenza, ma poco comuni duce negli animi la nostra ss. Religione i:
sono i casi che ne proliltiiio per superare un complesso di gravi riflessi, nel consi-
i gravi ostacoli de'rispetti umani, come- derarsi riunire nella sagra persona del Pa-
chè non convinti aljbastanza, per di loro pa, il Sicario di Cesìi Cristo ( / •) io ter-
sventura, che fuori della Chiesa cattoli- ra, il Successore (A.) di s. Pietro, il Pa-
ca non vi è l'eterna salute; terribile senten- dre comune de'fedeli d'ogni grado e cou-
za e dottrina tradizionale, che non lascio dizione, ed anche il sovrano dell'alma /lO-
di ricordare all' opportunità per tentare ina (/'.) e di florido illustre dominio. Oc-
d'illuminare alcuno de^li etrodossi e altii cupati iFapi incessantemenleallecuredel
the ne abbisognano, ed ancora una volta KiChiesa universale cai temporale gover-
cou santissime e autorevoli parole nel vo- no del principato, nell'udienza ricevono
4u U D I U D I

e7Ì,-inclio i ministri a laii alTari preposti, luogo e fonte di grazie spi rifilali e tempo-
co' qualidiscutono e risolvono, ovvero
li rali, e tribunale supremo degli affari del
mediante Rescritti {F.) ex yJudicnlia mondo cattolico e specialmente del domi-
Sa>i(lissi/}ii j ed anco verbalmente i Pa- nio della s. Sode. Il p. Menochio, Stuo-
pi impongono loro disposizioni e ordini, re, t. 3,cent. i 2,cap. 24 Della facilità
: e
x'ivae vocis oracii io {[rase che spiegai nel difjicoltà dell'udienze de'principi, rife-
voi. LXXlVjp. 255). Inoltre nell'udien- risce. » E mollo degna di lode la costitu-

ze approvano i Con-
decreti delle sagie zione che fece Costantino I imperatore
f^rcgazioni Carclinnlizic {^J ,), delle Se- verso il 33i, ed è registrala nel codice
i^rctcric della s. Sede (^'.) e de' Tribu- Teodosiano lib. 1 , tit. de 0/)'. reet. Pro\'.^

nali di Roma (/ .), alìini tulli die anli- col quale ralTrenò i magistrali posti al go-
camenle si trattavano nell'udienza pub- verno delle Provincie dall'aggravare in-
J)lica del Co7zc/.v/07o(/.). Alcuni Papi co- debitamente popoli, in cui fra le altre
i

ruinciaiono le loro bolle o altri pontifìcii cose vieta che si dia prezzo o donativo a
«liplonii colla paiola Aiidientiam, lichia- quelli che stanno alle portiere per essere
juando il tenore dei Iratlalo nella mede- introdotti all'udienza del principe o del
Muia. lìicorderò 3 soli esempi di Uenedet- giu<!ice. ]\on fit veiuiles jndicis velum,
to XIV. Ad caidieiitiaiìi ìiostraiìi,c\\ è non ingressus redempti. Non infame li-
Ja I 2.' costituzione del Bull. Be.nedicli citationibus Secrelarium, non visio ipsa
XI F, t. 4- J^ella penultima udienza, pracsidis rum prelio.S'i chiamò Segreta-
tli'è la 53.' In una delle solite udienze, rio (P.) luogo dove il principe o il giu-
il

th' è la 55.^ Dalle udienze de' l'api ori- <lice dava l'udienza. Dice dunque Costan-

ginarono alcuni de' detti tribunali, gli tino 1, che tale luogo non dev'essere ìn-
yJiiditores o ricordati uditori della s. Ro- iììMna licitationihus, il che allora avviene,
ta; mentre udienza del principe o conci- quando Admissionales, che sono quelli
storo fu detto il tribunale della Segna- che stanno alla portiera, o senza saputa
tura di giustizia ( F'.). Roma centro e n'ie- del principe o col consenso di lui, il che
tiopoli del cattolicismo, e residenza del sarebbe cosa molto piìi riprovevole e in-
vescovo L/iiversalc[l .), vede conlinuo- fame, pigliano denari o presenti per am-
jDcnte da ogni parte del mondo accorrei e mettere alla presenza del padrone liti- i

Pescosi d'ogni rito e nazione, non sola- ganti o quelli che hanno negozi, che que-
mente a venerare il Sepolcro de' ss. Pie- sta è l'isio Principis cum prelio, et in-
:

tro e Paolo, ma la Cattedra apostolica e gressus redemptus. Alessandro Severo


Chi in essa vi siede, ricevuti all'udienza buon imperatore, fu lodalo da Lampri-
fon fraterna cordiale elTusione. Oli quan- dio, perchè era facile in accordare l'udien-
to immenso bene ricevono tutte le greg- ze, evisi penetrava colla stessa facilità che
gi cristiane dal colloquio de' loro pastori si entrava da qualunque senatore. Dice
col /'«.y/orc'(^.)de'pastori. In essa sirap- il p. Menochio, che la difncollà del dare
presenlano dallo zelo e vigilanza de'primi udienza, se nasce da quelT avarizia, che
i bisogni spirituali delle medesime, a cui Costanlino 1 nota e corregge colla sua co-
il secondo sempre sollecito proweile elìl- glilu/ione, è cosa sotdida e infume. Seda
caccmenle. Questa preziosa liunione in- tedio l'udir le querele altrui è viziosa im-
licr>a del capo colle membra del misti- pazienza, perchè sebbene è un gran fla-
co corpo della Chiesa, produce meravi- gello del principe il sentire (piello che di-
gliosi e ubertosi elFelti, e conferma la te- cono i supplicanti, 1 applicarvi ranimu,
nera divozione, ubbidienza e annessione l'intenderlo e risolvere il rimedio, che si

deirE{)i>copnio colla s. St.de. Per lutto il hu d'adoperare per l«;vare 1 disordini, im-
uairulo, chiauieiò 1'
udienza pouliliciu, pedire gli aggravi degl'innocenti, e pone
[J D I U D I 4[
fai concerto nelle cose, che si osservi la gese re de'parti, pretese che Tiridate fos-

gìiislizia, in pace e non si lurbi lu tranquil- se trattato al paro de'consoli di Roma, né


lila della repubhlico; ad ogni moclocjtie- dimostrasse verun atto di soggezione,co-
sta è rolj!)lif^azione del principe,dalla qua- ine il deporre la spada oil far anticamera.
Je non deve soUrarsi, perchè l'esser prin- L'Amydeno che neliG^j pubblicò. De
cipe non è sola dignità, ma è insieme of- Pietaic Romana jpait. 4, cap. 2; De Au-i

ficio, ministero, e se vogliamo dire il vero dienlia RI agi slr alunni corani Suninto
una pubblica servitù. Glie *e la dinioollà Ponlifice quibus vis gladii, et in sonlcs
nasce da superbia e da alterigia, o da opi- aniniadversio ,{.\\Q.\\\di\a Inter plures quos
.

nione, che l'esser facile in auuneUere al- enunieravimua niagislralus qui rcos pie-
l' udienza qualsiasi sorte di persone, sia cluni, aliqui dìcunlur judices ordinarii,
un avvilirsi, è dettame e costume bar- praefeclus Urbi sive i^ubernalor,audilor
baro, qual era quello della corte del re di camcrae, vicarius populi seualor, e.lgii'

l'ersia, del quale diceva la regina Ester, bernalor Urbis Leoni nac. Hisingulisheb-
come si ha dal cap. 4 di sua istoria : O- domadis sialo die ordinariani corani
lìiiics servi Rc^is^cL ciiiictav,(jnnc sub di- sumino Ponùfice habelur audienliain ,
tioiic c/US siuit, nomili provi nciae, quod ipaunique oinninni qnnc ineorunigerun-
sive vir, sivc mitlicr, non vocaliis, iute- tur Iribunalibus rcddunl ccrliorem, quos
riti.s atrinnircgis intravcril,ahsqiieulla habcant carcere delenlos, quibus prò de-
ciinctalionc xtali/n ìnter/ìrintur. Io ho liclis,quidreusfassus sil,quid leslibus pro-
udito dire, che nella corte d'un gran prin- baia nulli in/ligi lur poena (salieni gra-
cipe s'usa oggidì (morii! p. IMenocliio au- vis), nisi hoc Pontifili adaniussini fuerit

tore di molle opere nel i65G in Iloma )


exjìoslluin. Poulifex nunquani poenas au-
con quelli che dimandano udienza, cor- gel, scd easdeni ut pluriinuni mitigai, et
tesia grande, senza distinguere il povero quando alrociora incìdunl ne jusliliani
dui ricco, poiché si costuma di notare in subvertat, magistraluuin judicio animad-
un libretto tenuto dal Jìfucsùro di Ca- versioneni secunduni leges relinquit,quos
meni, o da chi sta alla portiera, il nome iteruin,alquc iteruin inonel, caveanl a se-
e cognome di chi domaiula udienza, no- vi lia, et nequemquani quovis praetexlu,
tando anche il giorno che la domandò, e vel in minimo scienles, vel incuria lae-
conforme a (juesl'ordine dell anteriorità danl. Recensenduin hoc loco anliquissi-
nel chiederla, s'usa d'introdurli al prin- niuin AulaePonli/leiae iuslilulum,cujus
cipe, osservando in ciò il detto de' leggisli caussam exislimo non omnibus nolani.
e la regola loro, che: Quid est prior lem- PoiilifeX Clini Return Oraloribus, sive
pore, polior est Jurc. Se questo per or- Cardinalibus recenter in Sacritin Colle-
dinario si osservasse sarebbe rimedialo giuin coaplalis, publicuin Concisloruuii
a molte amaritudini e mormorazioni di praescripta cousueludine exìiibet, et tos
quelli, pe'quali le portiere del principe so- aliqnando per aliqnol Icuiporis spaciuiit
no come di bronzo, o come quella poi-la praeslolelur necessesil: nequicquainolio
ferrea, della «pjole si fa menzione negli delur advocaloruni concislorialis Aulue
Ani ylposlolici''. Leggo neh' Istruzioni iinus corata eo luculenlam, qua alrocis-
del Parisi, parlando dell'onorificenze di simui/i quodque /ìngil crimen luibel ora-
trattamento che i principi credono loro iioncin, palrein a Jilio invnanissime pe-
convenire, e le (]uali trascurandosi re[)u- reinpinm,fralrein afralrc veneno subla-
tDno avvilita la loro dignità, che (piando luinj slupruin virgini indigne exlorlum,
Tiridate re d'Armenia si portò in Uomaa vini inipolenter dlalain, majeslalem suoi-
ricevere da Nerone la corona, lacconla mo sedere laesain. Proposilum casuiii
Tacilo, che il di lui iVulcllo Aisatc \'ulu- mulùiù ralioiubu. exj^geratj ni Ponli/i.-
42 UDÌ U D I

teni ad vìikÌì ciani juxla leges ìmpellnt ze doniesliclie pontifìcie, e da cpiali per-.

(«);i psco dopo Uil)!ii)o Vili rimosse l'uso »one, n»ilÌ7Ìe e cubiculari sono giiamilo
e più nobili allnljuzioiii die agli avvocali e occupale, per sicurezza e decoro tiella
coDcisloiiali, nell'udienza soleotiedel con- reggia papale, Nella r." gran sala sempre
tisloro pubblico, che noverai ojeglio nel custodita dalla guardia Svizzera poiili-
\ol. LXXX, p. 127). El hoc non alia de ficia(f'.),f>\ feroianoi domestici di livrea
caiissa (juam ul rontìficibus suo ìngenio di quelli che si recano all'udienza del Pa-
viiùbus aculeos acuat, eis(jue legiiin se- pa. Nella 2." sala sonoì Pai afrcnicri^f.)
vcrilalem Urbi logatae necessariani edam esediari col decano, e due ordinanze a
n!qiie eliam consicto sedere comniendal, caviillo dragoni della Milizia ponti/ìcia.
III si poslea quid simile vere conlingant Visi trattengono i decani de'cardinali ve-
sacerdotali pittale conlrarium suggeren-r stiti di nero e detti di collare. In tempo
le iniilluin non praelermillant. Et liaec dell' udienze ordinarie e pubbliche, dei
(jKod ad Urbein Fwmani; quod vero ad concisloiij delle prediche, delle congrega-
proviììcias illi subjeclas special, illas di- zioni che lengonsi innanzi al Papa,deire-
versis pvaesid'.hiis cotnniissas sitpra o- sauiede'nuovi vescovi^ delle ca[)pellepon-
stendiiniis: quibus jus quideni, sicarios, lificie, per la lettura de'decreli per beati^
ìiomicidas, aliosque delinqiienles vincu- fìcazioni, pe' ricevimenti de' monarchi e
ìis coercendi, processimi in eos fahrican- principi reali, e per 1' imposizione della
di,nonlamen ex lege anirnadverlendi j ino7zelta e bei reità a' cardinali nuovi, le
linde processuni Iran^ntitlunt ad s. Con- alile stanze sono guarnite e corteggiate
snllani, de qua snpra habiiiinus sermo- da'stguenli. Tutte le udienze ordinarie e
neni, qneni Jlluslnssinii Fatres subldis- le altre accennate funzioni e adunanze
sima indagaiione exaniinant, coque exa- hanno luogo la mattina; nelle ore poine-
jninato, cantra vel prò reo dccernunt. lidiane e nella sera soltanto si guarnisce
Decrelum Patriim, secrelarius nferlSan- il pontifìcio appiu tomento pe' vesperi e
ctissiino, qui qnandoque ex caussa sibi nulle del s. Natale, [)e'delii cardinali nuo-
lene visa illud nioderatur, immulat, vel vi, e pe'ricevimenti de'principi, se in tali
penilus tollit, et deniuni non nisieo scien- ore SI fanno, eziaridio si guarniscono e cor-
te el connivente sorlilur ejjecluni. Ex bis teggiano da quelli che vailo a notare.Nel-
lector videas licet,quatn prò niiracido la camera dopo la sala de' palafrenieri
habendum sii sumnnini ronti/icem tot dalla Milizia pontifìcia de' gendarmi
curis dislenlnni, parva qnaecuìi.que ad della brigala palatina, già carabinieri pel
saìuttni morlalnun sptclanlia^ nedum narrato nel voi. LUI, p. 2 i4e 227; oltie
adverlere, sed sumnio studio curare^ ut due sentinelle svizzere. In quella che se-
ìcli'g'Ose credi po'isil, euin ( nisi prae- gue dalla guardia palatina, formata dal-
ieiilius assisterei Nttmen ) tot laboribus l'antica Civica scelta e dalla milizia ur- m

ìiiortalern excedcnlibus, imparern fore. bana dtCapotoìi, della quale tenni pro-
La residenza oidinìtiia del J'apa è iiiRo posito nel »ol.L,p. 202; e da unode'coiu-
ma nt Palazzi apoilolici, cioè iìe\Palaz- inissari battistrada, de' quali riparlai nei
zo apostolico f alicano e nel Palazzo a- voi, XI, p. 2r), XLI, p. i43e297,LXXIX,
poslolico Quirinale {^ •), nella nilcggia- p. 272, 274 e 2 75, da antichissimo tempo
tura nel Palazzo apostolico di Castel precedendoessi prima in calessee da mol-
Gandolfo {T'.). Nel descriverli dissi pine ti anni a cavallo Tre/ti {f\) del Papa.
i

degli appiiilanienti pontificii, delle sale In questa si fermano i camerieri, i cap-


nobili del Irono per la pubblica udienza, pellani, ì caudatari de' cardinuli, prelati
iliiiranlicaineie segrete die precidono la e altri. Nella seguente stanza è il segre-
"^
Lciincia dell'udienza ordinaria nelle slau- tario eccleyidstioo di luii maestro di cu-
U D I UD I
43
nicia, due Bussolanti (P.), cioè uno par- maggiore (pel nuovo vestiario di questi
tecipante e l'alUo soprammiDcrario, cu- (lue ulliuii è a vedersi il voi. LXVIH ci-

jjiculari che già formavano 3 classi, le talo), il capitano degli svizzeri, il Canda-
ailie essendo i Ccnncrìcri cxtrct e gli lario e il Crocifero (/ .), oltre il prefetlo
Scudieri [f .), V aiulanle magj^iore del- i\^' Maestri delle cercmonie pontificic[ / .)

la detta guardia palatina, e 1' ollìziale se i sovrani e annunziano co-


le sovrane si

ik'lla guardia svizzera quando però il ; me lali, altrimenti se viaggiano con altri
luino degli ofllziali cade nel tenente o titoli, il solo maestro delle ceremonie pon-

nel soltolenente, essi lioiino luogo nel- lilicie Segretario della congregazione ce-
ranlicamera nubile e d'ontjie, delta del renionitile,\[ (.[uriìe inlorviene sempre in
s. OfìJzio, ed il capitano nell' anlicanieia tali udienze e inclusi vamenle se è invilato

segreta, Nella della tyilicainera si tratten' ilpiefello. I maestri delle ceremoniehan-


gono i maestri di camera e gentiluomini no luogo neir anticamera segreta, ed in
de'cardinaii, principi, aniLascialori e altri, quella d'onore il caudatario e il crocifero,
Segue la stanza ove sono le Guardie no- ed anche gli aiutanti di cannerà se vi vo-
bili nonti/ici(',An\\e cpiali riparlai nel voi, gliono andare o se debbano aumentare il

LXXlX,p. 274)*^"' p'0[)rio cadetto: an- corteggio. In alcune circostanze, come


ticamente in vece di esse eranvi le Lau- per la processione òtW Arciconfratei nilcl
de spezzate e(\ i Ca\>alleggieri. Neil' an-- del ss. Nome di Ilaria, che ha luogo nella
ticameia nobile e d'onore, e sala del Iro- ilomenioa dell'S.^ della festa del ss. Nome
no e di udienza pubblica risiedono Ca- i di il/aria, recandosi nel pumerii^gio dal-
lzi f rieri d'onore in abito paonazzo (^ •), la sua chiesa alla Chiesa di s. Maria del-
ed i Camerieri d'onore di Spada e Cap- la J ittoria, entrando nel cortile del pa-
pa supraimumera-
(de' quali e degli altri lazzo Quirinale per ricevere la benedi-
ri, pelnuovo vestiario, tornai a parlare zione dal Papa, che la coinpaite dalla
Del vol.LXVIIijp. 3), e nominati lenen- i loggia sotto l'orologio, oltre l'anlicauìcra
te o sottu-lenenle degli svizzeri, Final- doppia s'invitano ancora i pi elati sosli-

mente nella pricna anticamera segreta, tiito della segreteria di slato Segretario
elle precede la camera ove risietle. studia dellaCiJìa,\[ Segretario de' brevi a' princi-
e dà udienza il Fa[>a, sotto baldacchino pi, il Segretario delle lettere latine, V U-
e dossello, si Irovaui): l'esente delle guar- ditore del Papa, il io\\.o- Data rio, W Mae-
die nobili,Camerieri segreti soprannu-
i stro del s. Palazzo, il prefetto de' cere-
merari, Camerieri di Spada e Cappa
i monieri pontificii, ed i cardinali Palati'
soprannumerari, Cantei ieri segreti par- i Ili. Nelle udienze ordinarie della sera, ol-
tea pa lì (i^i: il prelato /l/rze^/^o di Camera ire gli svizzeri,! palufVenieri,e l'ordinanze

(/ .). Anni adilielroeranvi pure i CHvaiie- de'uragoni, per 1' anticamere veglia uno
li GerosoUiiiiianì {^J .)novizii professi, pel Scopatore segreto (^.), che accompagna
riferito Del voi. VII, p. 4o e4'2.Nu(eròche chi viene all'udienza al cameriere segre-
di tutte le ricordate classi dei Bussolanti to partecipante di setlimana che intro-
e Camerieri del Papa, di servizio di setti- duce dal Papa, e non avvi altri. Dalla sala
mana, tranne i priuji, ve n'è sollanlo uno de'palal'renieri per un passetto si perviene
per specie. Fe'ricevimenti de'monarchi e alla stanza degli scopatori segreti e quindi
princi[ii reali, i detti individui sono in nu- nell'intima seconda anticamera domesti-
Uiero doppio, il che dicesi anticamera ca e segreta del Papa, egualmente muni-
doppia, ed allora intervengono ancora ta di dossello e baldacchino, per la (|ual8
iieiranticamera segreta il Maggiordomo, gli ammessi all'udienza tempo ch'essa
ili

il vescovo Eltmosinieie,\\ vescovo Sagri- vaca, sono introdotti al Papa dal came-
• sta, il Foriere maggiore, il Cavallerizzo riere segreto di settimana, e in sua as^cn-
44 udì udì
za (\a\ì'Jiitlaulc di camera del Papa[V.), Prefetto de' ss. Palazzi apostolici^ V.), so-
li quale per essa in liiUe le ore e in ogni [»riiiteiidea'mcilesimi palazzi cilall'iiilera
tempo coiiiluce dal Poiilelice clii riceve corte efatiiiglia pontificia. In falli per uili-
privatamenle. Quasi tulli i nominali, se dio mg." Francesco ile Medici de'principi
non abitano nel |)aIazzo ove risiede il Va- d'Ottaiano,dalPapaPio IX prima da niae-
j)a, in esso sono condoli! da'liulloni pa- Siro dicamera fu avanzato a maggior-
Jalini, e poi con essi riportali alle loro a- domo, sostituendogli il cameriere segreto
Jjilazioni. segretario d' ambasciata mg/ Edoardo
Poco dopo l'origine delD/Vzr/o(i//iow^, Borromeo Arese di Milano, ed avendo ai

cli'i'bbe [)i incipio nel 7 6 e fu il /'gior- i 1 i 1G giugno 856 crealo cardinale diacono
1

naie ulHciale del governo, periodicamen- mg' de Medici, a cui poi conferì la dia-
te si pubblicavano le udienze ordinarie conia di s. Giorgio in Velabro, dichiarò
che il Papa accordava a'cardiuali. amba- maggiordomo mg.' Borromeo e fece mae-
sciatori, governatore di Roma e mi-
altri .stro ili oan)era l'attuale mg.' Bartolomeo
iiislri, oltre i ricevimenti de' monarchi e l'acca di Benevento canonico Vaticano,
principi sovrani, e degl'illustri forestieri; già uditore e segretario del tribunale della
in seguitosi restrinse la pubblicazione segnaturadi giustizia (di cui parlai nel voi.

dell'udienze a quelle di qualche personag- LXXIX,p. 17 ealtrove). L'onorevolissimo


gio straniero, oltre le delle visite prin- e distinto uflìzio di maestro di camera del
cipesche, a quelle delle deputazioni e cor- Papa equivale al gran ciambellano e in-

|)orazioni religiose, de'cardinalie primari IroduUore degli ambasciatori de'sovrani


vescovi provenienti dall'estero, e pel rice- secolari, simile a' dignitari degli antichi
violento dogli ambasciatori d' Ubbidien- imperatori, Praeposili Cabiculi e flJagi-
za{^T".)y(\*ìs}\ Ambasciatori e Ministri(ì\- sttr Adinissionum. Anticamente e nel
'

jilomalici di Residenza {f'.), nel presen- principiare del secolo Vii fungeva co'Pa-
lare le loro ciedenziali. lì lìJaeslro dica- pi il corrispondente ullizio di maestro di
jnera del Papa è il 2° prelato palatino, canieia il Secondicero della s. Sede(^f^.);
che [>rcsiede al ceremoniale della fami- ed inlrodultore ne'Com;;/a o A/iOf^/ (/^.)

glia e corte pontificia. per l'ammissioneal- romani eia anticamente il Priinicerodel-


l'udienza del Papa, e delle sue anticame- la s, Scdc{^f\). Molti scrittori ecclesiasti-
re; in Roma purea quello de' 7VtH?"(^'^.), ci usarono del vocabolo Observo pei si-

Cai'alcate, e ad ogni accompagnamento gnificare l'aspettare, come si legge nelsi-


e corteggio del Pontefice allorché recasi nodo romano celebrato da s. Bonifacio li

in alcun luogo, e ne' Flagizi e /ill^ggia- l'apa del ,>3o, dove ildiacono il quale as-
ture in quella parte che gli spella. In- sisleva alla porla avvisò i padri comeTeo-
tioduce all' udienza o visita del i*apa dusio metropolita slava aspellando per
Sovrani, Principi, Andjasciatori (/ .) ed esporre la sua causa a quella sagra adu-
idlripersonaggi sì laici che ecclesiastici nanza. Era ullìcio de' Diaconi l' intro-
c regolari, oltre prelati e ministri che
i dtnre coloro che desideravano l'udienza
jinncipalmenle nella mattina hanno l'u- ne' sinodi. Laonde vescovi dell' Egitto i

dienza ordinaria o straordinaria. Per as- condannarono il conciliabolo diXirocon-


senza e impotenza del maestro di camera, gregato contro s. Atanasio, perchè il car-
per ammissione e introduzione all' u-
1' cerifereammetteva quelli quali voleva- i

tlienza e in altro, supplisce il cameriere no l'udienza. Del medesimo verbo si ser-


fetgrelo partecipante di servizio di setti- ve la / o/^M/<z in questo significalo: Obser-
liiana. Talvtjlta viene crealo cardinale o vat ad postes ositi mei. S.\>ìvìì\o [\\\y,ì^.\u\\-

promosso allacarica ih i\l aggi or dumosi ^ .) ciò I del 2 li 7,ad esempiodi s.Evaristo Pa-
i."prclutjpalaliuo,chcuradopoilcarUiuul pi deli i->, ordunlo che 2 preti e 3 diu-
udì U D I 41;

coni nrcnmpagnasseioil Pnpa e i voscovi, airudlpnrn.Cheil medesimo segrcfnrio ri-

pi.-r servire di teslimoiii delln loro vita, ceve nella sjiddetla ramerà dchussolanli
contro i sospetti e le caluiiuie degli ereti- tuli e le persone a ri) messe a H'uilienzajtjoi li-
ci e scismatici, quindi i vescovi tennero di le là introdurre da'bussolanli nellanli-
seco loro un ecclesiastico che gli acconi- camera d'onore,questi annunziandole per
pngnavano dapperlullo. Era tesliitionio nome a'camciieri d'onore, quali ne pre- i

di loro orioni e dormivano nella medesima vengono il cameriere segreto, e questi le

stanza deW Episcopio, e. per (pieslo moti- nolifira al prelato maestro di camera. Il

vo si chiamò óV«cf//o (/.). Il paliiarrndi segielaiio in delta camera riceve ancora


Costantinopoli ebbe piìi sincelli, il i. 'dei le persone che vengono a domandiir l'u-

quali chiama vasi Protosinccllo [/'.). D\- dienza (ciò che anticamente facevano i

versi cancui de'concilìi stabilirono che i bussolanti), se pure non recansi a ciò fa-
vescovi non ricevessero all'udienza donne re nella residenza di monsignore suo pa-
senza la presenza d'alcuni preti e diaconi; drone. Che esse debbono esibire nozioni
ne'tempi an lichi i vescovi più che al pre- idonee di loro, e indicare da chi sono co-
sente doveano ogni giorno e ogni mo- nosciute, per essere poste in nota; questa
mento ascoltare uomini e donne. Certa- poi prima che termini l'anticamera lo
mente tra gli antichissimi Cuhìciilari[f .) stesso segretario porta al prelato, e da es-

del Papa, dimoranti nel suo cubiculo o so riceve l'incarico di spedire i biglietti a
camera intima di residenza e riposo, uno quelli che il Papa ha ammessi per le fu-

de' primari avrà esercitato 1' incarico di ture udienze, sottoscritti da monsignore,
introdurre alla sua udienza, il quale in e li ricapila a mezzo de'suddetli dragoni.
progresso di tempo fu chiamato col no- Che per l'udienza poi delle sigoorc(le qua-
me di Maestro di camera, Mogistcr Cu- li come avvertii nel voi. L, p. 206 e al-

biculi, Alngisler Aulac. Al mio articolo tro ve, non si ani mellono allatto nelle stan-
narrai tutte le onorevoli allribuzioni che ze pontificie, godendo l'eccezione tra le

esercita e le distinte prerogative die gode, donne le sole sovrane e le principesse di


fia le quali è ragguardevole la custodia sangue regio colle loro damedi compagnia:
del Sigillo {F.) pontificio dell' Jncllo però mentre il Papa è assente da Pioma,
Pescalorio. Quanto all'udienze ordinarie anche dalle signore si ponno vedere gli ap-
del Papa, raccontai come invila quelli partamenti e giardini pontificii, ovvero
i

surnmentovati pel servigio di turno, on- quelli d'un palazzo mentre il Papa abita
de guarnire l'appartamento pontificio, l'altro, mediante biglietti di permesso del
sia di guardie che di cubiculari. L'ora maggiordomo) e signori che ricevonsi nel-
dell' apertura dell' anticamera segieta le ore pomeridiane di alcuni giorni, in al-

jiontiliciache ; al maestro di camera l'e- tri luoghi del palazzo abitalo dal Papa,
sente consegna i 3 rapporti de'3 corpi mi- che indicai nel voi. L, p. 25 1 , ossia nel
litari esistenti a' loro posti; che il di lui Caffearous del Quirinale, e pel Valicano
segretario presenta al prelato la nota de- a p. zCh), ove Gregorio X\ l fece colloca-
gl'individui cubiculari che guarniscono le re i (ac-siroile de'pilaslii delle loggie di
diverse anticamere, e la nota in doppio co' Radiiele da lui acquistati, ed a p. 286 o
nomi e qualifiche delle persone ammesse casino di Pio IV. Talvolta nel Quirinale
all'udienza nella slessa mattina, con l'av- i l'api riceverono nella sagrestia della cap-
vertenza se alcuno le prescnta,oltre la no- pella Paolino Vaticano nella sagre-
; e nel

ia di quelli che domandano rudien7a;che stia anche nella


della cappella Sistina, ed
queste note, ritenuta una copia della i
.", biblioteca Vaticana. La nota di tali signori
le umilia alPapa e dal ((uale i ice ve gli orti i- e signore ammesso all'udienza slraordi-
ui su quelli che iiuplurauu 1'
ammissione naiia pomeruliiina, il maestro di camera
46 U D t
'
. udì
la consegna al cameriere segreto pni feci- co, le domanda al Papa il cardinal Sg-
panie di sellitnnna, il <]iialf assiale il j^a- grclrtì-io di Slato (/'.), il quali; con suo
pa con un suo collega. Inoltre corteggia- biglietto ne dà parte al oiaeslio di came-
llo il Papa un aiutante di carniera uno , ra, rimarcando se in foru)d privata qua-
scopatore segreto, il decano e due pala- lora sieno ferie o vacanze. Che recando*
frenieri. Se dette udienze sono per prin- si dal Papa sovrani e sovrane ,
principi
cipi o principesse reali v'interviene anco e principesse reali, come già riportai di so
il maestro di camera. Tuttora si ricevono [ira, il maestro di camera invita anticame-
{dl'tidienza le signore al Quirinale nel Caf- ra dop[)icrj cioè il doppio delle guardie e
feanms,alVaticano nella sala abbellita da' de'cubiculari dell'udienze ordinarie, in
suddetti pilastri tratti da Piallaele. Di più uno al /ìlaestro di cereinonie segretario
dissi,cheda mg/maeslrodi camera il me- della congregazione ceremonìale,ed-ììì-
desimo cameriere segi eto ricevt- la nota clu- il prefetto delle ceremonie ponlillcie,
delle personeammesseall'udienza ne'tem- se i sovrani e le sovrane si recano co-
pi di vacanza, ovvero ne previene l'aiutaii me tali dal Papa e non incogniti sotto
te di camera m è un'ora in cui tale cu- altri nomi, incoudjeudo ad esso prefetto
biculario non vi sia, o il Papa lo dispensi di annunziarli a voce alta. Che uotiQca-
dal trovarcisi. Imperocché della famiglia to»i dal segretario di stato a rug."^ raae-
iiobile pontificia de' cubiculari, i soli aiu- stio di cauìera il vicinoarrivo in Pvoma
tanti (li camera prestano un continuo e d'tm iS'oi7V7/?o o d'una iyaiT<7/irt',che viag-
non mai iiiteirotlo servigio, di giorno e giiio come tali, il prelato recasi diverse
di notte: essi vegliano sulla sagra perso- miglia distante ad incontrarli, insieme al
na del Papa e sue domestiche stanze, fa- detto segretario della ceremoniale ,
per
cendo chiudere le altre quando non av- complimentarli al modo riferito. ludi ri-

vi r ordinaria o altra particolare udien- torna in lioma a darne notizia al Papa,


xa; assistiti e coadiuvali da' lamigli inli- ed appena giunti in essa i reali [)ersonag-

mi pontifìcii , che jiel loro abito impro- gi, si porta nuovamente a complimenlar-
priamenle sono denominati scopatori se- li, e stabilire il giorno e l'ora perl'udien-
greti. e da essi dipendono (perciò conver- za o ricevimento pontificio. Il Maggior-
lebbe loro il titolo di sollo-aintaiiti di domo anch'egli recasi a visitarli, e quan-
ra/nera. erroneamente da alcuno volgar- do si portano dal Papa gl'iucontra a pie-
mente dicendosi solloaiulanteW secondo di delle scale del palazzo apostolico , ed
«iulanle: non vi è stalo mai, come si può a[)re lo sportello della carrozza che nel
,

vedere dalle Notizie di Rowadaiii 781 in ritorno chiude, avendo seco il vescovo sa-
poi, il sotto-aiutante; bensì dopo il primo, grisla, il foriere maggiore, il cavallerizzo
il secondo, il terzo, ilquarto e via dicendo njaggiore, il segretario della ceremonia-
sino al decimo, e foise un tempo furono le, ilue camerieri segreti, uno soprannii-
nnche dodici : Pio VI trovandoli ridolli a inerai io, l'altro di spada e cappa d'onore,
fi ne leu ne 4). Grave è pei ciò laresponsabi- un cameriere segreto soprannumerario e
lilà degli aiutanti di camera, e devono es- due bus-
altro in abito paonazzo, di più
sere sagaci e prudenti per regolarsi secon- solanti, nonché alcuni svizzeri. Che il

do le circostanze, nell'accogliere le istan- maestro di camera riceve sulla porta del-


tanee domande d'alcun personaggio, ujì- In sala pontificia i sovrani e le sovrane, cui
iiistro pontificio o altri iuilividni, cui al- vescovo elemosiniere, co'camerieri segreti
cune urgenze rendono necessaria l'udien- sopramiumerari e d'onore in abito pao-
za stiaordinaria del Papa, in (jualutupie nazzo, e tlne camerieri di spada e cappa,
giorno e ora [uivalamente. Che le udien- cioè uno segretosopranuumerarioelalti o
ze per gl'individui del corpo diplomati- d'oncMC^ il caudalarioe il crocifero, e due
udì udì 47
hiissolaiìli. E (la notarsi clie de'iiominali rali alle Scdiv [)a[):>Ii ohe stanno soUo i

ci.il>iciilari,coI maggiordomo vanno gl'in- hald.u.cliini. Neil' udienze e ricevimenti


vitati pei ranlicamci a doppia, col maestro die dà il Papa, la sedia a biacciuoli dora-
di camera i culiicnlaii di settimana. I ca- ta e coperta di velluto o damasco cremi»
merieri segreti paitecipanfi, l'esente delle si dà a'sovrani e sovrane, principi epiin-
guardie nubili, il capitano degli svizzeri cipesse reali: quella de'piimi è piìigiau-
non si muovono dall'anticamera segreta; de, minore quella de'secondi.I sovrani e
cos'i gli altri capi de' corpi e le guardie, soviaiie però di i.°oidini' >itdono sopì.»
S(jIlanlo gli svizzeri ricevono alla carroz- sedie eguali a quelli del Papa. 1 sovrani
za e poi accompagnano alla medesima; e le sovrane siedono [ìiesso il Papa sotto
cioè 6 gì' imperatori e le imperatrici; 4 '1 medesimo baldacchino; i principi e le

j re e le regine, ed altri sovrani; 2 i prin- principesse reali alquanto discosti da es-


cipi eie principesse reali. Notai nel voi. L, so baldacchino. vSe il Papa riceve tali ec-

p. 2o6, che negli ap[>ai lamenìi pontificii celsi personaggi nella carnei a di ordinaria
eranvi grandi bussole di noce intagliata, sua residenza, si toglie da essa lu scrittoio,

con 3 aperluie: in quella di mezzo |)as- Se alla presenza di sovrani e sovrane si


sava il Papa, ed i sovrani e sovrane re- auimelfono ancora cardinali e ambascia-
gnauli soltanto, tutti gli altri da una del- lori, questi siedono in detti sgabelli co-
le due laterali; e che anticamente nella perii di velluto o di damasco senza po-
parte di mezzo vi passavano ancora fra- i stergale, il Papa ne'suoi appartamenti
tellie nipoti del Papa vivente. Debboav- sempre siede sotto baldacchino, tanto nel-
verlire che ora sono state del tutto lol- le udienze ili furinalilà, che nelle pubbli-
te, inclusivamenle alle altre due bussole che e private. JN'e' ricevimenti e udienze
ch'erano in fondo dell'anticamera nobile de' sovrani e sovrane, principi e princi-
del Irono nel palazzo Valicfino, una sei- pesse reali, veste con iscarpe crucigere,
vendo per udirvi il Papa la predica dal soltana, fasnaco\\{ìoc<:\\\dL'o\o,rocchet'
Predicatore apostolico {f-ì, e l'altra di to e mozzetto secondo i tempi: in quest'a-
simmetria. Per udire la predica n'èsta- bito, col camauro in testa e sedente, ne
ta fatta altra più piccola e amovibile, che riporta la figura il Conanni a p. 366 dei-
si pone in opera per la medesima. Uile- la Gerarchia ecclesiastica, chiamando-
vai ancora, che negli appaitamenti pon- lo abito d'udienza. Talvolta per le piin-
non essendo ammesse le sedie, Iran-
tificii cipesse e principi reali di minore rango,
ne nella camera da letto del Papa e al- veste con delle scarpe, soltima e fascia
tra domestica, invece erano banchi gran- soltanto. lu tutte le altre udienze, come
stemmi
di e piccoli di legno dipinti cogli dissi, veste le scarpe o pantofole crucige-
€ nomi de'l^api regnanti; quindi Giego- ree la zimmarra : nell'udienze privale, se
rio XVI nelle camere d'udienza e nelle gli piace, usa la vesleda camera. Quando
camere più nobili, come nell'anlicamere l'uso della Mitra (/'.) era piìi comuue, i

segrete, introdusse piccoli banchi impel- Papi riceveano all'udienza coperti diessa,
licciali di bei legni, de' quali unosollan- Tornando all'articolo IVIaestiso di Camb-
io e per una sola persona è nella came- ra, anche ivi feci avvertenza, che i came-
ra d' udienza per chi è permesso sedere neri segreti partecipanti, l'esente delle
innanzi al ponlifìcio scrittoio incontro al guardie nobili in servizio e il capitano de-
Papa, che siede sotto Baldacchino, con gli svizzeri non incontrano né accompa-
diie sgabelli laterali di legno tornilo e do- guano i sovrani e piiucipi reali dei due
rato, senza postergale o spalliera, coperti sessi, ma restano nell'aulicamera segreta
di velluto o damasco cremis, guai itili con presso il Papa, così pure, se v'interviene,
trine e fiangie d'oro. Essi sono pure late- il prefetto delle ceremonie. Siccome in
48 U D [ U D I

«jticsledosciizioni ho prociii'nlo con mn;^- ra del Papa, sono da lui accompagnali


gioii tlel tagli e pai'ticoi.ui di cssoio piìi sin dove gli ha ricevuti, il nìaggiordomo

esallo, così sono stale iiievilal)ili alc;n- e il maestro di camera co'Ioro corteggi
ve ripetizioni. Quando i principi o le fanno altrettanto, questi sino alla porta
principesse reali si recano a visitare il della sala pontificia, quello sino alia car-
Papa, il maggiordomo li riceve in ci- rozza. Nel partirei [iriiicipi eie principes-
ma alle scale sulla porta della gran sala se reali dalla stanza del Papa, questi gli ac-
degli svizzeri, col niedesioio accompagna- compagna fino fuori la porla di essa , il

mento de'sunnominati soggetti. Il mae- maestro di camera col dello seguilo fino
stro di camera riceve sulla porta dell'an- alla porta d'ingresso dell'anticamera no-
ticamera d'onore, col menzionato cor- bile d'onore, il maggiordomo fino sulla
teggio, i principi e le principesse reali. I porta d' ingresso della sala degli svizzeri.
sovrani se recansi formalmente dal Papa, I sovrani e le sovrane di notte sono ri-
ad esso gli annunzia il prefetto delle cere- cevuti e accompagnati da 6 torcie di ce-
monie; gli altri , le sovrane, i principi e ra accese portate da' palafrenieri, e da
principesse reali annunzia e introduce il 4 i principi e le principesse reali. I came-
maestro di camera. Il Papa riceve i prin- rieri segreti di spada e cappa, tanto so-
cipi e le principesse reali sulla soglia di praiiuumorari che d'onore, ciascuno por-
sua camera, i re e le regineo altri regnan- ta due caudellieri d'argento con candele
ti, piìi o meno, alla metà dell'anticame- di cera accese, dalla sala pontificia sino
ra segreta, gì' imperatori sulla porta di all'anticamera segreta, e viceversa nella
questa. 1 sovrani e le sovrane, i principi partenza degli eccelsi visitanti, li Papa
e le principesse cattolici, appena sono al- se di notte torna al palazzo col treno di
la presenza del Papa si prostrano per ba- trottnta è incontrato da 4 torcie, e da 8
ciargli i Ubbidienza { V.)
piedi e rendergli se con altri treni, numero che usa se va
quali figli della Chiesa, che devono edi- a visitare il s, Sepolcro e le Quarant'ore
ficare sudditi, se vogliono esser da lo-
i nella cappella Paolina, e quando nella
ro venerati. I Papi sono paternamente notte del s. Natale recasi nella cappella.
solleciti per impedirlo. Se regine e prin- Quando il Papa è incontrato alla carroz-

cipesse graziosamente sostenendole, se re za è accompagnalo sino alla sala da 4


e principi all'ettuosamente abbracciando- torcie dalla sala alla sua camera lo pre-
;

li. Parecchi sovrani e sovrane, principi e cede un aiutante di camera con due cau-
principesse baciano la mano, altri assai dellieri d'argento con candele accese;
pii onninamente vogliono prostrarsi e ba- ovvero due di essi e con 4 candellieri, s'è
ciare il piede. Vi furono sovrani e prin- servito da 8 palafrenieri colle torcie. Co-
cipi acattolici che vollero baciar le mani. sì nell'andare e nel ritorno da dette cap-

Così fece il possente imperatore dellellus- pelle, sempre però pel solo appartamen-
sieNicolòl aGregorioXVI.A|)pena si tro* to. Mentre sono all' udienza del Papa i
vò da lui incontrato, gli baciò ainbo le sovrani e le sovrane, i principi e le prin-
mani. Allora il Papa alfeltuosamente gli cipesse reali, ed i cardinali, nel mezzo
die il doppio amplesso, e 1' imperatore della sala pontificia sul torciere si pone
commosso gl'impresse due fòrti baci nel- una torcia di cera accesa. Nel partire
le due parli del volto, lo eia accanto al dall'udienze notturne i cardinali, gli am-
Papa e restai sui[)i eso di tenera ammira- basciatori e ministri, i prelati di Hoc-
zione.\j imperatore nel partire rinnovò elicili ed i patriarchi, sono accompagna-
l'omaggio de'4 baci, e li ripelè nel ritor- li alla carrozza da due palaiienieri con
no, e per la 4-' volta nel riparlili; ! ÌNel torcie di cera accese. A' sovrani e alle so-
p.uliic i sovraui e le sovrane dalla carne- vrane cattolici regnanti, come imperia-
,

udì udì 4cj

li, reali, granducali, ec. il Vapa resliiuì- per le sue particolarità e rigorose etichet-
sce lu vistila, ai luudu riferito nei più vui- te, in progresso modificate e simplicizza-
te ricurdalo articolo e altri relativi, co- le, per cui ne darò un ceuuo,di quello cioè
me Ruma, e in quelli degli stati diceu- che reputo conveniente sia perleceremo-
do de'loro soviaui recatisi in tale duini- nie, sia pe'diversi confronti, riguardanti i

nanle. I sovrani iucoutranoii Papa a pie dillerenli ceremoniali per le poutilicie u-


delle scale, e nei partire l'acconìpagnano dienze, alcune pratiche e osservanze es-
alla carrozza; le sovrane l'incontrano in sendo ancora in vigore.
cima alle scale, l'accompagnano nel
ed ivi I camera Tommaso
prelati maestri di
partire. 1 sovrauie lesovrane,tantoquaa- Ruffo nnoceuzo XI 1 del 1 69 e di Cle-
d'I 1

do stanno per partire dal Papa, come nel mente XI del 700, e Francesco Pianai'
I

partire di questi da loro, gli don^andano tellUW Pio VI del lyyS precipuamente,
il permesso di presentargli per ossequiar- poscia ambedue cardinali compilarono ,

lo, e se cattolici coi bacio dei piede, i loro in 5q capitoli istruzioni pe'loro successo-
cavalieri, dame e altri della corte. Egual- ri, onde regolare l'anticamera pontidciae
mente in sul partire de' principi e prin- le udienze. Mg.' PiulTo comincia dui nar-
cipesse reali, invocano altrettanto dal Pa- rare come procedette la conferma o nuo-
pa. In tempo che i soviani e le sovrane, va nomina nella carica che gli fu conferi-
i principi e le principesse reali sono in col- ta anco da Clemente XI, ad onta di po-

loquio col Papa, i loro cavalieri e dame tenti aspiranti alla ujedesima, l'ingiunzio-
d'accompagno si trattengono nell'antica- ne del Papa di ripristinare l'aulico cere-
mera precedente, ossia la segreta, se d Pa- mouiale in uso, le qualità che si richie-
pa li riceve nell'ordinaria sua stanza d'u- dono nel fedele esercizio del geloso e o-
dienza. Ordinariamente il Papa non re- norifico uffizio, principalmente la vigilan-
stituisce la vìsita a' sovrani e sovrane a- za e la prudenza. Che non si potevano
caltolici; ed i cardinali visitano i princi- portare Guanti da chiunque nell'antica-
pi sovrani cattolici e non gli acattolici. mera nobile e nelle segrete del Papa. Le
]\on ostante Pio Vili, poco dopo la sua regine stesse, oltre le loro dame, lascia-

elezione, si recò a restituire la visita alla vano 1 guanti, il ventaglio e il manicot-


granduchessa Elena di Wiiiiemberg to nell' ultime anticamere; e quanto ai

moglie del granduca Michele fratello del- suanti, così facevano anche i cardinali e
l' imperatore delle Russie Nicolò I : forse giiambasciatori. Era cura del maestro di
ciò fece, perchè essendovi pure in Roma camera di fare osservare indistintamente
il re di Baviera Luigi I , erasi portato a da tutti quest'atto d' ossequiosa venera-
rendergli la visita. Notai (Inalmeule al- zione al Papa, dandone riucombenz,a al-
l'articolo Maestro Camera que'bene- di le lancie spezzate e camerieri segreti ; e
meriti de'ceremouiali, che formarono i se talvolta conveniva a lui slesso farne av-
registri ed libri esistenti presso il mae-
i vertenza, l'eseguiva con maniere destre e
stro di camera /j/o tempore, contenendo gentili. Tutte l'ambasciatedisoggetti rag-
istruz.iuni e memorie analogheper l'eser- guardevoli, per lo più e potendosi, le ri-

cizio della carica, per l'uniformità de'lrat- cevea immediatamente il maestro di ca-
lamenti e distinzioni, i migliori ntelodi e mera; se impedito,ne dava talvolta incon)-
regolamenti introdotti successivamente; benza a'camerieri segreti. Innocenzo XII
col registro eziandio de' ricevimenti dei e Clemente XI non riceveauo istanze e
sovrani e sovrane ,
principi e principesse suppliche per l'udienze di sovrani, cardi-
reali, non che di tutti gli ammessi alla pou- nali e ambasciatori, in tempo che in an-
tiOcia udienza. Di tali libri mss. posseg- ticamera non eravi il maestro di camera,
go copia del più antico, inleressaulissimo bramando che tulle l'udienze si slabilis^
\UL, LXN.XI1.
5o V D l U D 1

sero colla notizia ilei piela!o, clic dovcn troidiiie del Papa, liiceva il Rcscn'tlo il

tener conio di tulli gì' inìpcgni presi. Il segretario de' memoriali. Una guarilia
perchè , Irovando i Macslri dì camera svi/.zera si collocava nella sala , altra di
de'M)vrani,caidinari e ambasciatori chin- cavalicggicri nella i/ anlicaniera, co'l)ns-
sa l'anlicauiera lìonlificia , si porliivano solanti e un cameriere segreto, il quale
neirap[)ai tamento del |)relalo niaeslrodi faceva entiare gli accorienti di volla in
Ciinieia, il quale avea lulla 1' atlenzioiìe volla, avendu lignardo a'siiddili toreslie-

in riceverli [ìronlanìeiile, e nolavasi in mi ri (vale a dire delle prtjvmcie e così cre-


iibrello lutti i ricordi necessari. Capo G: dogli stranieri). Gli svizzeii ilipendevano
Vcllenza pubblica. Innocenzo Xll l'usò da dello cameriere, tulio regolando il
due volle al mese, udendo in essa per due maestro di camera. Questi al principio e
oje benignamenle Uilta la gente che pò- fine dell'udienza pubblica, che durava 3
leva. Assistevano in vicinanza del Papa, ore, leva va e poi limellevain capo al Pa-
li niaesliQ di camera, V L dilore del Va- pa il camauro, e gli porgeva sì prima che
pa e il Segretario de' Memoriali. Cle- dopo una cartella, per la recita delle con-
inente XI tuttoché indefessamente dasse suele orazioni.Capo 7: Desdnazioiic di
udienza, si astenne di concedere la pub- due giorni la settima/ia per li ministri
blica ne' primi 4 S""' del poulificalo; la dei Pajìa. Innocenzo Xll dava udienza ai
slabi-lì ne! principio del 5." con una noli- suoi ministri ne'oiercoledi e sabato, udeu-
fìcaz ione stampala, pel 1." lunedi d'ogni do mg." Goviritatoi'eent^.' Tesoriere,
mese, e ritrovandosi in esso qualche im- l'avvocalo del Fisco e il Comnilssario
pedimento di concistoro o cappella, se- della Camera reiteratamente ne' due
guiva nel martedì iuuiiedialo, Volledar- giorni. Tulli gli altri ministri venivano
la nella sala del concistoro, sotto baldac- parte il mercoledì, altri il Siibalo, secon-
chino, sedente su sedia sopra la predella do la distribuzione fatta dal maeslio di
(naluraln)ente vestito di rocchetto e moz- camera. Clemente XI nel principio del
Zilla, come lo espresse il ricordalo Bonan- ponlificalo voleva udir tulli replicala-
ni) coperta di velluto cremis, e i solili si- uitnlc nel mercoledì esabato; veden- ma
mili sgabelli u'fìanchi. Con vari banchi, do poi che non si potevano spedir tutti
come praticasi ne* concistori, si divideva e molli restavano [)er ultimi, ordinò al
dalla gran sala l'adito, dove restava-
|)er maestro di camera di farne la divisione,
no 4 t) 5i di quelli the doveano lecaisi ai laonde colla ponlilìcia a[)pi ovazione ven-
piedi del Papa, e ivi durante l'udienza re- ne stabilita l'iulienza. Pel mercoledì, il

stare in ginocchio, premesse le 3 Ceint- Gos'crnalore di Roma,


Uditore del- l'

//«•.vò/o///(/^ .). Entravano dall'aditogian- la Camera coi s,\\o [\ìica\e, il Senatore


de mezzo, e uscivano per altri due nji-
di di Roma col suo Oscale, il Tesoriere
nori laterali. Fuori dello sleccalo, do|)o col Com/nisstnio della Canwia, il óV-
la lunghezza d'un banco, se ne tramezza grettvio di Consulta, il T'ieegerente, il
vanoaltri dall'una e l'altra banda; restan- 7^/f.s7V/(///r della Grascia, il Presidente

do per le lancie spezzale, camerieri d'o- delle Strade, il Prefetto dell'Annona, il


nore,prelali, unìzialieca[)itanidelleguar- Segretario della l'isita, il Segretario
die lulla la camera di là, e di qua [)er la del Buon governo, il Segretario /Iella
Camera segreta ( / .) , ministri e maestro /ri'. Fidda-ica, l'avvocato de'i^cnr//. Pel
di camera che restavano ajipoggiali al UHI- sabato, il Covernalore di Roma, il T'e-
ro , e lutti in lontananza ila non sentile scuiere, Viìwocnloòcì Fisco, \\ Commi.\-

le preghiere e ra|)presentanze di chi 11- sario della Camera, il Segretario di


correva alla benignità o giustizia del Pa- Consulta, Segretario dell'Immunità,
il

pa, e le ris))usle di questi. Sulla Supplica, il Ficcgerente, il Segretario del Cunei-


U D l Odi 5i
lro,'\ìcommissario dell'armi oMUiziepon- $i Iralteneva alc|uaiito nciranticamcru se-
lificic, il Sc^rcldriodc.'Jìifl, il Segreta- greta, VI si tollerava perchè poteva esse-
rio de f^cscovi. Pel lunedì dopo prauzo, re ricluaiiiato dal Papa e per urbani ri
il Segretario di Propaganda fide. Pel guai di. Il cardinal [no-lhitario reca vasi
mercoledì dopo pranzo, l'assessore del s. all'udienza in tutte le mattine ch'eravi
'
Ollizio o s. liuiuisizioiie. Il governatore Dateria, e&\ avvisava in tempodella mes-
mandava il martedì e venerdì in sala pon- sa del Papa, onde al suo fine trovarsi in
tificia per sapere dal decano a che ora po- anticamera. 11 cardinal Segretario dei
teva venire nel dì seguente, il quale deca- JJrevi si asteneva dal venire il martedì e
no la ricevea dal maestro di camera , e giovedì, e tutte le altre mattine che non
questi si regolava in tutte le stagioni in veniva il pro-datario. Essendo ambedue
modo di far trovare in anticamera i mi- cardinali entravano secondo la loro pre-
nistri prontipoco prima che terminasse cedenza, ed aveanol'istesso avviso. Al pre-
la messa del Papa, dopo la quale soleva lato segretario de'bievi si mandava la so-

principiale l'udienza. Tulli gli altri mi- lita notizia che partecipavasi alla camera
nistri poi mandavano insala del governa- segreta, cioè l'ora dell' alzata dei Papa,
iore^c\\ei\Kìi\\ y iecCaìiierlengo di s.Cliie- dandosi ih. "avviso al maestro di camera
.s/z(/'.)precede lutl'i prelati, per sapere l'o- e camera segreta, sagrisla e cappellani,
ra ch'era loro stata assegnata, onde rego- quando cominciavasi a vestire. Il "2." av-
larsi nel portarsi all'udienza. Nondimeno viso quando si lavava; il 3." allorché sla-
sotto innocenzoXll eCleiuenteXl,il mae- va per entrare il conieSiore e che il Pa-
stro di camera direttaniente avvertiva i pa prepara vasi a conlessarsi ; e tuttociò
pielali a venire in tempo all'udienza per- a fine che ciascuno si trovasse pronto al
chè non venisse interrotta. Restavano i servizio. Ne'giorni di mercoledì e sabato
nominati prelati nell'anticamera nobile, il pro-datario, il segretario de'brevi, an-
detta anche della bussola di damasco, e corché prelati, entravano prima del go-
si chiamavano nella segreta di mano in vernatore, in mancanza del (piale suppli-
mano che si dava luogo d'entrare ilal Pa- va il fiscale nell'udienza, e ciò praticava-
|)a, lasciando in essa le berrette e i her- sianche sempre che l'uditore della came-
rcttiniy non che i guanti. Perchè il Papa ra impedito avesse comunicalo suoi ne- i

non aspettasse neppure un momento, il gozi al fiscale. Ouolidianamenle nelleore


maestro di camera faceva entrare nell'an- pomeridiane il Papa sentiva il cardinal
ticamera segreta quel prelato che dovea Segretario di stato e il Segretario de'
succedere a quello ch'era in udienza. Si di- Memoriali, e nella sera l* Uditore e V ELc-
stinguevano nella precedenza dell'udien- inosiiiiercj e ciò ben inteso che gli affari
te del mercoledì e sabato, il governato- lo ichiedesseroo il Papa li bramasse. Ca-
1

re,r uditore della camera col fiscale, iU po 8; Trattamento clic fidava a' re e re-
senatore, il tesoriere e il commissario di gine, che trovandosi in Roma volevano
camera. Tutti gli altri prelati entravano visitare il Papa. Doveauo le Maestà loro
per ordine di loro anzianità, e non altri- mandare il proprio maestro di camera
me>nlidi carica, precedendo in tutti gli al- nciranticamera pontificia, aOinchè si sup-
tri ministeri lordine del patriarcato, ar- il Papa per l'udienza. Ricevea l'i-
plicasse
civescovato, vescovato, protonotanato, stanza mg.' maestro di camera, che por
chiericato, ed anzianità di prelati, nel cui talala al Papa, si rispondeva con assegnar-
ordine precedevano quelli che aveauo gli l'ora e il giorno per venire,ovvero che

l'uso del Rocchetto (f.) agli altri senza ne avrebbe avvisalo le loro IVlaeslà,ilche
locchello tuttoché più anziani. Se qual- poi esegui vasi a mezzo d'un cameriere se-
che prelato uscito dall'udienza pontificia greto più anziano. Per tale ricevimento il
52 udì U D I

maeslrocli camera invitava tulli i P?^cìa- benediceva nell'alto che genuflettevano,


//domestici, cameiicritl'oiioree altri del-
i con qualche diniosUazione di slin)a, ac-

l'anticamera e di palazzo; e da mg/ mag- compagnando movimento del braccio


il

giordomo s'invitavano Patriarcìiie f c- i con alti d' umanità e paterna clemenza.


scovi assistenti al soglio, ed i Protono- Nel tempo che sovrani baciavano il pie-
i

tari apostolici, disponeudoche si facesse- ile al Papa, maestro di camera genu-


il

ro rinfresclii di cioccolate e varie sorla di flesso alzava leggeimeute il lembo della


sorbetti e acque, collocandosi la bottiglie- pontifìcia veste, fìnchè si scuopi va i la ero»
ria io una camera vicina all'anlicaaiera, ce delle scarpe. Ciò fallo, si dava al so-
in cui non si portavano rinfreschi che dai
i vrano la sedia preparala di velluto trina-
soli camerieri segreti pe' re e le regine, e ta di seta, e assai più bassa di quella dei
dopo s'introduce vano all'udienza, porgea- Papa, la quale si collocava sopra io stra-
dosi alle Maestà loro la salvietta dal mag- to, ma fuori della predella ov'era la sedia
giordomo. Tali sovrani essendo io istra- Papa slesso. Quan-
pontifìcia, a dritta del
da mandavano la i /ambasciata di loro ve- do sovrani incedevano per istrada in se-
i

nuta, e dovea mg/ maestro di camera in- dia nel recarsi al palazzo apostolico , si

dagare se le scaie le voleano salire a pie- mandava incontro al silo del corpo di
1' accompagno
di o in sedia, onde regolarne il ricevimen- guardia 8 svizzeri per e ,

toe predisporre rocconente. Venendo in mg.*^ maggiordomo si faceva trovare coi


carrozza, Irovavasi all'ultimo branco di riferito accompagnamento, ove discende-
scale del palazzo apostolico mg/ maggior- vano dalla sedia,che per lo più soleva esse-
domo cu'vescovi assistenti e prolonotari: re nella sala, e pocodopo ilmaetttro di ca-
egli complimentava i monarchi allo scen- mera col suo seguito li complimenta va. Al-
dere di carrozza. Dopo ili. "branco delle trettanto pralicavasi nel ritorno de'sovra-
scale si trovava mg.*^ maestro di camera ui dall'udienza del P:ipa, cioè nel parti-
colla prelatura domestica, camerieri d'o- re, fermandosi ali. "branco delle scale ii

nore d'abito paonazzo e altri prelati di maestro di camera, e il maggiordomo si-

palazzo non vescovi e godenti gli onori di no alla carrozza, co' medesimi accompa-
prolonotari, ed ivi i sovrani riceveano dal gnamenti. Qualora ascendevano
in sala
prelato il 2.° coD)plimenlo , restando in in sedia, ivi il maestro di camera si licen-
questa congiimtura il maggiordomo sulla ziava, restando il maggiordomo finché i
urtano dritta del monarca, e sulla sinistra sovrani erano parlili, dovendo ili. "sem-
il maestro dì camera. Indi si aprivano tut- pre dar minore trattamenlo del 2.° (per
te le bussole, ed entravano per esse nel- essere in servizio presso il i'apa, e quan-
l'apparlameuto pontifìcio, come pratica* to al 1° come quello che fa gli onori della
vasi col Papa, in vicinanza della camera reggia pontifìcia). Prima di partire , so*
d'udienza, il maestro di camera recavasi Jevanu sovrani domandare
i al l^apa di fa-
a darne avviso al Papa e tosto sollecita- re entrare a baciargli il piede i loro ca-
mente tornava dal sovrauo,senza cheque- valieri e dame, anche in quest'occasione
sii mai si fern)asse, e l'introduceva a'pie- il maestro di camera alzando un poco
di del Papa. Entrato il sovrano nella ca- l'estremitù anteriore della sottana ponti-
mera d'udienza s' inginocchiava, e falla fìcia. In tempo che sovrani si trattene-
i

poi l'altra genuflessione, alla Z* baciava vano col Papaje dame restavano nell'ul-
il piede ela mano del Papa, il quale coi tima anticamera, ossia nella segreta, i ca-
sovrani abbracciavanoe baciavano, col-
si valieri nella precedente nobile della bus-
le sovrane lacevasi il solo allo dell'abbrac- sola di le bus-
damasco, lasciandosi tutte
cio. Papa ricevendo sovrani e le
]1 i so- durava la visita. Cos'i
sole aperte fìnchè
vrane uou si partiva dulia sua sedia , li Ycuue prulicalo cou Ciistiuu regina di
IT
DI udì 53
Si'czia (r.) che fu la i .'a godere l'ono- cede gli altri prelati, i patriarchi e gli ar-
re della sedia di velluto, giacché antece- ci vescovi. Perciò anticamente l'uditore ge-
dentemente dava un solo sgabello
se le nerale della camera suppliva il maggior-

di legno dorato con appoggio e col cusci- domo in ricevere e accompagnare sovra- i

no di velluto (su di che meglio è vedere ni alla carrozza. All'arrivo d'un re e d'una
il magnifico ricevimento che le fece A- regina in Roma, essi ne facevano parte al
lessandro VII, che con dilFusione descris- Papa, e questi il faceva complimentare da
si al citato articolo, colle diverse udienze mg." maestro di camera in abito e roc-
concessele dal Papa, e la descrizione del- chetto, che essendo in istrada faceva avvi-
l'ingegnoso sedile, che non era né sedia, sare del suo arrivo sovrani, e dalla detta
i

né sgabello, inventato dal celebre Berni- regina di Polonia venne ricevuto e fallose-
ni, perché essa allora per la sua rinunzia dere in sedia eguale con l'appoggio, stan-
non più regnando non le competeva piìi do quella della sovrana sotto baldacchi-
la sedia co'bracciuoli); e colla regina M." no e su predella, benché non più regnasse.
Casimira vedova di Giovanni III redi Po- Dalla stessa regina di Polonia pretesero
lonia, la quale soleva visitale Innocenzo egual trattamento gli ambasciatori regi,
XII e Clemente XI, nella sua dimora in ma ricusandosi la regina, essi non la visi-

Roma, nelle feste di Natale e Pasqua, e tarono; onde la regina volendo cambiare
nel dì anniversario dell'assunzione al pon- il trattamento del prelato,il PapaClemen-
tificato, oltre in altre circostanze (il che te XI restituiva il complimento delle visi-
costumano fare, più o meno, que'sovia- te annuali, per mezzo del cameriere segre-
ni sovrane, princi[)i e principesse rea- to segretario d'ambasciata. Capo g : P^i-
li, che hanno stabilito la loro ditnora in sìta che suol fare il Papa alle regine
Roina)X,^ regina di Polonia qualche vol- che si trattengono in Ronia,cìoè a'tera-

ta conduceva da Innocenzo XII la pic- pid'Innocenzo XII e Clemente XI. La re-


cola principessa sua nipote (cioè Maria gina M.^ Casimira di Polonia si mostrò
Clementina Sobieski, figlia di Giacomo sensibile e dispiacente, perchè Innocenzo
principe reale di Polonia e suo figlio, XII non l'avea mai onorala di visita nel
poi moglie di Giacomo III re cattoli- suo palazzo, mentre benignamente lo a-
co d'Inghilterra), che si faceva sedere veano praticato colla detta regina di Sve-
su due cuscini vicino alla sedia della zia, zia i predecessori Alessandro VII, Cle-
alla quale alzavasi lo strascico dell'abi- mente IX, Clemente X e Innocenzo XF.
to dalla sua prima dama finché entrava Ciò die motivo a Clemente XI di non a-
nella camera del Papa a vista di questi. spettare simili doglianze, e dopo d'aver-
In tali accessi della regina M." Casiraira, la ammessa al bacio del piede per 3 vol-
secondo I' antico costume, il maestro di te ne'primi mesi di sua esaltazione, deli-
camera invitava il Maestro del s. 0<!pì- beròdi darle un attestato di sua benigni,
z/o(/^.), afliachè si trovasse col maggior- tà, non però appositamente per non in-
domo a riceverla , per quindi darle il trodursi l'uso di restituire le visite a'so-
braccio, non porgendolo i prelati. In man- vrani stabiliti in Roma,ma secondo il pra-
canza del maestro del s. Ospizio, dava il ticato dagli antecessori farlo come in un
braccio alla regina il pioprio maestro di passaggio dal palazzo loro. Infatti Ales-
camera. In mancanza poi del maggiordo- sandro VII dimorando al Quirinale, nel-
mo, il maestro di camera deputava a sup- la domenica delle Palme mandando al-
plirlo il primario prelato palatino, dopo la regina Cristina dal cameriere segreto
di loro, ciò che prima e a tempo della re- coppiere la palma benedetta, le fece sa-
gina di iSvezia taceva l'uditore della ca- pere che recandosi nel marted't santo al
mera, che tranne il vice-camerlengo, pre -
Vaticano per le funzioni della settimana
UD I

santa, nei paesaggio aviclthe vcJuJa sua erano ti due sgabelletti trinati d' oro col
Maestà. Pertanto nel dì dell'Ascensiont campanello. Fu consegnata a mg.' mae-
del 1701, recandosi dal Valicano alla ftm stro di camera la chiave della porta che
/ione nella basilica Lnteranense, Chemen corrispondeva dalla camera dell'udienza
te XI pa'isn noi a pinnro al Quirinale, e all'appartamento delle dame, e restaro-
nella sle'isa mattina il niaeslio di came- no a di lui disposizione tutte le anticame-
ra mandò (l'ordine del Papa lui camerie- re, nelle quali, secondo il costume pala-
re segreto alla regina di Polonia, eon im tino, non permise che si portassero i rin-
tondino di fravole primitive tlel suo giar- freschi, ma che si servissero in altro ap-
dino ov' erasi fermato, con dirle che nel partamento vicino per servizio di chi vo-
ritorno rA Vaticano nel passaggio ì' a- leva gustarli. Dopo il trattenimento ili

vrebhe visitata , con indicibile soddisfa- un'ora, il Papa ordinò al maestro di came-
zione della regina. Prima della partenza ra di far venire la suddetta principessa ni-
dal Quirinale, il maestro di cameia in- pote della regina e le dame al bacio del pie-
giunse ai capitani de' ravalleggieri che de.Ciò fattosi, il Papa scese dal trono e rice-
mandassero 2 I soldati alla i .^anticamera vuto in capo il cappello dal maestro di ca-
della legina, ed insieme v'inviò 12 bus mera, fu servito sino alla sala dalla re-
solanti pei la 2.^ anticamera, formando gina, che nuovamente s' inginocchiò nel
della 3. dimora della camera se- limettersi il Papa nella sedia, e poi vol-
'
()oi la

greta, e per la propiia la 4-^ H Papa rin le richiudere lo sportello, anzi per due
graziò i cardinali palatini dal solilo ac- volte mostrò di voler seguire la sedia, e
compagnamento, non volendo cli'essi re solo si quando il maestro di ca-
arrestò
stasseio nell'anticamera della regina ad mera le il Papa altrimenti sa-
disse che
itspel tarlo. La legina ricevè nel cortile il rebbe nuovamente uscito di essa. Nella se-
Papa, che es«endo in sedia coperta appe- guente mattina la regina mandò a pren-
na la vide fece fermarla. La regina vol- der le notizie del Papa e a ringraziarlo,
le assolutamente aprirne lo sportello, e al (jiial complimento fu corrisposto con
prostiatasi gli baciò il piede e la mano. l'invio ad essa d'un cameriere segreto au-
Uscito Clemente XI dalla sedia, restò al ziano. Trovo conveniente di qui riporta-
suo fianco la regina; e il nìaeslro tli ca re, Iraendolo iW Diari di Roina.W rice-

mera collocossi alla sinistra per dargli il vimento da Clemente XI nel 1719
fatto

l'raccio ealzai e il lembo della sottana nel alla principessa M.^ Clementina Sobieski,
salire le scale, e giunto il Papa nell'ulli- nipote della suddetta regina, e futura spo-
ma anticamera gli levò il cappello e gli sa di Giacomo 111 re cattolico *.V fngìiil-
mise camauro. Gli svizzeri si fermaro-
il tcrra. Appena giunse in Roma, il Papa
no nella sala pel buDU ordine, essendo
,
le mandò 52 portate di commestibili, do-
accorsa numerosa nobiltà. Era la stanza po averla fatta complimentare da mg.'
dell'udienza nobilmente addobbala, e pro-maestro di camera. Nella 3." matti-
sotto il trono sorgeva su predella la sola na dopo il suo arrivo, la principessa eoa
sedia pel Papa, il quale dopo aver nuo- due carrozze si recòalla pontificia udien-
vamente ammesso ivi la regina al bacio za, passando per la scaletta segreta del
del |>ieile e della mano, ordinò al maestro giardino Quirinale, venendo ricevuta alla
di cameia ili lai portare una sedia per la carrozza da mg." llasponi cameriere se-
regina, e tpieslii forse fu eguale o piii bassa greto coppiere e da un maestro di ceremo-
di «juella che solevasi darle nella stan- nie. A capo della scala fu incontrata da
za pontificia, ma si trovò idipioprio (!), mg.' pro-maestro di camera , benché in
ch'eravi nii;i tnnetta d'oro, invece di es- altri simili ricevimenti quivi si trovasse T
sere <li scia. A'IhIi della sedia del Pa[>a vi pure il maggiordomo. Introdotta lapriu-
U D I u D I i;*;

(ipcssn tlal Papa e fìilte le 3 solite genu- dello Stosso Quirinale, d maestr,j di ci-
flessioni, linciò il piede eia mano al P.i- merà gì' incontrava alla mela della stan-
pa, il quale Wncliè la [)rincipessa conser- za de' bussolanti, sino alla bussola ilelln
vasse lo stretto incognito ordinò la se- , i^ran sala oscura ov'eraiioi cavallesraieri.
dia che nell'udienze dava a'persoung-
si Quando il Papa voleva ricevere i cardi-
gi reali, triilinndola perciò da regina. Po- nili nell'appartamento delle stanze di-
scia f(U'ono ammesse al bacio del piede pinte da Pialfaele .d Vaticano, il prelato
ledame ilei seguilo, indi i cavalieri. Quc- gl'incontrava con tutta la camera tle'bus-
sii sortiti, la principessa continuò il suo solanti e gli accompagnava a tutta la ca-
colloquio col Papa, a cui poi ribaciata la mera de'cavalleggieri, situata iminedia-
mano e id piede, uscì dnlla camera d' u- tamcntea quella de'bussolanti, ossia l'ul-
dicuza accom pugnandola aig."^ maggior- tima ov'è dipinto riuoeiidio di Borgo. La
domo ad allra vicina, ove gustò il rin- diversità del ricevimento e accouipagiia-
fresco presciitalole da mg.' coppiere, par- mento derivava dalle diverse distanzedel-
tecipandone ancora il suo corteggio. Ac- lesale. I cardinali si trattenevano uell'an-
compagnala indi nel modo com'era sla- licamcra, finché il Papa avvertito del lo-
ta ricevuta, fece ritorno al monasteiodel- ro arrivo si preparava a riceverli. La lo-
l'orsoliue ove risiedeva. Quando poi ven- ro anticamera era quella immediata al-
ne in Roma Giacomo III, fu da Clemen- l'altra della bussola di damasco, per di-
te Xi ricevuto come la principessa, già stinguerli dagli ambasciatori che si trat-
divenuta sua consorte, e trattato in tutto tenevano nell'anticamera antecedente.Iu-
come essa. Fero il re entrò pel i ."dal Pa- trodotti dal Papa, dopo 3 umilissimi in-
pa, fece le 3 genuflessioni, baciò il piede chini, si ficevanosetlere negli sgaiìtlli di

e la mauo , e fu ricevuto all'amplesso, legno coirap[)oggio, già collocati al solito

ecpiindi do[ìO breve udienza si feceentra- luogo, sedendo a ilrilta i cardinali preti,
re anche la regina. Gap. i o: Trattaincii' a manca i cardinali diaconi, se si trova-
lo clic si dava agli E.'i^i Cai (liliali. So- vano insieme ; altrimenti non essendovi
levano i cardinali domandar 1' udienza, altri, il cardinale sedeva a dritta del Pa-
sempre che avessero adfari da rappreseii- pa, a dilFereuza degliambascialori che se-
lare al Papa, in ([uesfo caso mandavano devano a manca e dopo av»er bacialo il

neiranticnmcra pontificia il proprio mae- piede.GIi sgabelli de'cardiuali e degli am-


stro di camera a farne istanza, e il Papa basciatori erano eguali, se non che si di-
gli assegnava il giorno e l'ora, ovvero fi -
stinguevano qiie'de' cardinali per alcuni
ceva rispondere che gli avrebbe avvisali piccoli lavori d'intaglio nel finimento del
per mezzo d'un palafreniere mandato da po*tei'galej e Clemente XI ordinò che si

nog."^ maestro di camera. Nel giorno as- conseivasse tale antico costume. Alcuni
segnato, e mentre erano per via, i cardi- cardinali creature del Papa regnante >>

nali mandavano a tal prelato la (."amba- aventi con esso particolar servitù, sole-
sciata di loro venuta, ed avvicinandosi al- vano ie prime volte baciargli il piede iii

la sala delValicano venivano incontrali da vece della mano (su' diversi baci si può
camera de'bussolanti, che gli ac-
tutta la vedere UbbidiEiNZa). Nell'udienze private
compagnava per tutta quella de'cavalleg- ciò facevasi, ma in pubblico por non sin-
gieri sino alla bussola. Al Quirinale ve- golarizzarsi si seguiva il custuiìic. Como
nivano incontrati nell'appartamento d'e- il maestro di camera ricevea i nuovi car-
state, passata la metà della camera dei dinali provenienti di fuori, dopo il loro
bussolanti e cavalleggieri perchè ivi sta- In^rcaso solenne in Rouki^ e come gl'in-
vano insieme, sino a quella de' palafre- troduceva all'uilienzadel Papa, lo narrala
nieri. Nell'appartamento poi d' inverno, tale articolo. 11 maestro di camera deve
56 udì U D ì

salutine i cardinali, con levarsi il berrellì- Trattamento che suol darn a'jìrinrìpi
no e senza licenza rimetterselo, il che non di Altezza. Avverte mg."^ PiufTo, che non
praticasi cogli ao)bascialori ealtri;lrannei può darsi notizia più propria del tratta-
cartlinali, nelle stanze pontificie non è per- mento che ricevono principi sovrani dal
i

messo ad alcuno coprirsi di berretta. Pa- Papa,^di quello individuale praticatosi


rcelle al maestro di camera fosse permes- all'arrivo di essi, poiché questo rango por-
so, se i cardinali nel Iratteniroenlocopri- che senza confusio-
ta seco £»ran divisioni,

vansi con berrelfe.Partendo di notte car- i ne non può stabilirsi con una sola regola,
dinali dalle stanze pontifìcie, da udienze Arrivo del granduca di Toscana Co-
o congregazioni, erano accompagnati per simo HI
in Roma. Sospirava questo prin-
le scaleda 4 palafrenieri con torcie acce- cipe di recarsi ad ossequiar InnocenzoXU,
se: avendo cereraonieri proposto l'accre-
i per la profonda venerazione che gli por-
scimento di due, non si aderì pel riflesso tava, e più volte disse a mg." RutFo,quan-
che l'avrebbero subilo preteso gli amba- d'era nunzio presso di lui, che non avea
sciatori, e quindi conveniva pure prati- desiderio maggiore di questo, e di volerlo
tarlo co'principi d'altezza. Il Papa a mez- effettuareappena avesse potuto. L'innol-
zo del camerieie segreto d' ambasciata ,
trata età delPapa e la sofferta pericolosa
soleva inviare doni a' cardinali, e visitar malattia, lo fecero decidere nel 1700 ad
gì' infermi. Al cardinal Spinola storpio appagarlo. Pertanto si mosse colle sue
(credo Gio. Battista Clemen- il seniore), galere da Livorno, il che saputosi da In-
te XI peimise che all'udienza fosse con- nocenzoXU, lo fece'incontiaredalla squa-
dotto sino alla camera del trono in sedia dra navale della marina pontificia e ser-
(a'cardinali vecchi o convalescenti i Papi vire sino a Civitavecchia, e poi a Porto
sogliono dalla carrozza sino alla sala ,
e d' Anzio, ovQ il grandtica volle portarsi [>er

vicevei sa nel ritorno, farli recare in Por- riferire poi al Papa lo slato di esso dopo
tantina, e in tempo dell'udienza li fauno il da lui operato in quello. Ivi Cosimo ll[
sedere in sedia co' bracciuoli ), e che se- fu ricevuto e trattato da mg."^ governato-
desse sopra sgabello fatto apposta con te- re di Campagna, indi giunse in Roma ai
la che reggeva un cuscino invece della ta- 23 maggio totalmente incognito. Appena
vola, senza che si vedesse. Ivi si recò il Pu- arrivato alla sua villa Medici spedì ilcom-
pa a udii lo, indi partì e poi il cardinale mendalor Del Bene suo maestro di came-
com'era venuto. Essendo stato gravemen- ra adarne parte al Papa, esponendo il de-
te infermo il caidìnnl Nerli per distin- ,
siderio che avea di porsi a'suoi piedi : su-
zione Clemente XI reduce dalla cappella bito fu appagato dal maestro camera.
di
di s. Giovanni fece fermare la carrozza Però tra le <lilÌicoltà che s' incontravano
innanzi al suo portone, per informarsi di pel trattamento di Cosimolll,eranvi quel-
sua salute, ed i parenti e il medico avvi- le per avere di recente ottenuto il titolo
sali trovaronsi pronti a soddisfarlo. Il car- (.VAltezza reale dall'imperatore, onde
tlinal Carlo P)arl)eriiii essendo moribon- si credeva aspirare ad esigenze; ma in ve-

do, Clemente XI volle visitarlo l'i mag- i ce il granduca se ne mostrò allatto alie-
gio I
704: il maestro di camera mandò a- no, e solo piamente bramoso di dichiara-
vanli le guardie e dispose dell'anticame- re la sua viva divozione a un tanto Pon-
le. Il l'apa consolò e confortò il cardina- tefice. Si lilevò da un ceremoninle, che il
le, e gli lasciò un Crocefisso d'oro da lui suo avo fu ricevuto e ospitalo splendida-
benedetto. Solenne fu la visita fatta da niente in palazzo per tutto il suo soggior-
Clemente XI, con 35 cardinali, all'iufer- no; che fu incontrato alla carrozza la i.'

tuo e celebre cardinal Gaspaie Carpegna, volta che venne per la [)aitedel giardino
mi J'a/tizzu Ctirpcgna (/^'.), Cap. i5: du u»g.' maggiordomo; che sedette e M
e

UD I U D I 6:7

copi'i avanti il Papa e trattalo col lilolo no e al dtiplice amplesso. Ciò fallo, disse
tl'altezza. Con rjnella traccia, si mandò in qualche parola in piedi, e poscia venne
prima nel dì Negiicnte mg.' maestro di fatto sedere sullo sgabello de'cardinali e
caniai-a in rocchetto e mantelletta a ral- coprire, trattandolo il Papa col titolo di
legrami col granduca pel felice arrivo, Altezza Sercnissìtnn. Restò coperto per
nel pontificio nome, com' erasi praticalo un sol momento e poi per rispetto siscuo-
nel I 610 con Tommaso di Savoia fratello prì. Durò il tratlenimento due buone
4.° genito del dura Carlo Emanuele l,nel ore, e ribaciato il piede e ripetute le ge-

i6tìo co' principi Mattia e Leopoldo de nuflessioni, partì servito sino a capo del-
Medici 3." e 4-" genito di Ferdinando II le scale dal maestro di camera calla car-
granduca Toscana, e nel 690 col prin-
di 1 rozza dal foriere maggiore, e cogli altri
cipe Filippo Guglielmo di Neoburgo 6." medesinji accompagnamenti. Nel tempo
genito dell' elettore Palatino, i quali in che rimase in Roma Cosimo III 3 volle
casa loro aveano dato la mano a mg/ tornò dal Papa, sempre collo slesso ce-
maestro camera. Ma il Papa volle die
di remoniale. Desiderò nella i.' visita che
fosse trattalo con qualche maggiore ri- non si trovassero genti nell'anticamera,
guardoCosimo 111. Il prelato mandò Tarn- il che non fu osservalo nell'altre volte.
Itnsciata per istrada, ed entrando nel pa- Dopo la I. "visita, secondo il consueto, il

Iaz20 fu incontrato da due cavalieii alla Papa pel Maestro di easa de' ss. Pa-
carrozza, dal commendatore Del Bene a lazzi apostolici (F.j ^'\ mandò il dona-

capo delle scale, dal granduca in mezzo tivo di 100 nobilissimi bacili di comme-
dell'ultima anticamera, trattato con tito- stibili, a cui il granduca die un anello di

lo tV fllustn'^si/no e sedie eguali, e dispo- diamanti del valore di 100 doppie. Di più
ste in modo che non potè vasi conoscere il Papa gli fece que'sagri e rilevanti do-

il t.° Dopo un lunghissimo discor-


luogo. nativi che descrissi a Toscana, insieme ad
so il prelato si licenziò, accompagnato altre notizie sul di lui soggiorno in R.0-
sino alla porla della sala dal granduca, ma, e che fu fatto canonico Vaticano. In
dal Del Bene a capo le scale, e da'due ca- vece Cosimo III donò a Innocenzo XII, a
valieri alla carrozza. Venne statuito, che mezzo del conte Fede, un prezioso qua-
il granduca si recasse al Quirinale pel cor- dro di pietre commesse, rappresentante
tiletto jlella panetteria e pel giaidino in la ss. Annunziata, che io riconobbi anco-
carrozza fino alle scale della loggia o ter- ra esistere come rilevai nel cilatoarlicolo,

razzo scoperto, ove fu incontrato da 3 ca- si amuiiia nella camera d'udienza


al Qui-

merieri .segreti nazionali, dal foriere mag- rinale, una giara d'ambra lavorata con ri-
giore e dal maestro di ceremonie. SaPi lievo, e una superbissima coperta da letto
Cosimo III vestito di nero per la scaletta di pelli d'armellino. A'3o maggio il Papa

segreta corrispondente all'anticamera no- die la solenne benedizione dalla gran log-
ovvero della bussola di dtimasco del-
bile, gia del Quirinale, e il granduca volle ri-
l'appartamento d'inverno. A capo di essa ceverla dall'appartamento di mg."^ mae-
fu incontriitodal maestro di camera con stro di camera, servilo alla carrozza nel-

altri della camera segreta, e dopo averlo la venuta e nella partenza dal foriere mag-
compii mentalo, postosi alle sue spalle e giore e da molti camerieri d' onore e di
preceduto da tutti gli altri prelati e came- spada e cappa. Ricevè ivi moltissimi per-
rieri segreti, l'introdusse dal Papa. Dopo sonaggi ragguardevoli, e si servirono co-
la 3." genuflessione il granduca gli baciò piosissimi rinfreschi e quantità di dolci.
il piede, e Innocenzo XII senza partirsi L'apparlamento contro lo stile di palazzo
dal trono nell'alto delle genuflessioni lo fu nobduiente mobigliato. Parti il gran-
|jeneJì; indi lo ricevè ul bacio della nia- duca da Roma verso la metà di giugno,
'?8 udì udì
senz'alfio complimento per pnrie clelP.i- ci C-jiln IH), ed eziandio fece sapere il

pa, che nell'udienza di congedo ammise suo arrivo al cardinal Cibo sei^ielariodi
a! bacio del piede tolti i snoi cavalieri e stato, llgioiiio dopo il Papn mandò mg/
famigliari, meno f|ue"di livrea. Cosimo IH Miigiasca suo coppiere, che per la pro-
edificò Roma colla snn gran pielàe divo- mozione già seguita del maestro di ca-
zioiie, e incontratosi una volta nella basi- niera Piguatlelli a! cardinalato ([)0Ì Inno
lica Liberiana col Papa in sedia, essendo cen/o XII) ne esercitava le veci (d che mi

egli genuflesso incognito, fpiando Inno- conferma mio opinamenlo e non può
nel
cenzo XII fece fermare la sedia per be- esserealtrimenti), a complimentare ildn-
iiedirlo particolarmente, egli colle ginoc- ca ed esibirgli l'alloggio nel palazzo a[)o-
chiasi strisciò sinoa baciargli i piedi, sen- stolico. Sua Altezza gradì tutto, ringraziò
7a volersi alzare. Osserva |)0Ì mg.' Ruffo, vivamente, seiiz' accettar l'invito. L' u-
che se fosse venuto in Roma il principe dienza fu segnata a un'ora di notte. A-
ereditario di Toscana, non doveasi faie scesa la scala a lumajca del Vaticano, tro-
tutto il trattamento praticato con Cosi- vò vicino 1' ultimo scalino 4 palafrenieri
mo 111, moderarei donativi esopratlutto con torcie accese e lo servirono. A copo
non doversi farlo coprire innanzi al Pa- le scale fu incontrato da monsignor cop-
pa, al padre spettando trattamento mag- piere con alcuni camerieri segicli e pre-
giorede'tìgli. Che i suddetti principi Mal- lati domestici. Due camerieri segreti si

lia Leopoldo furonoincontrali dal mae-


e fecero trovare alla porta del passetto con
stro di camera al modo praticato cogli duecandelliericoncande!eaccese,eloser-
ambasciatori regi, e che lo sgabello non vironosinoallacamera ove il Papa pranza,
lo trovarono preparato, ma si portò loro p;issandoper la bussola di fianco, ed ivi fu
dopo il bacio del piede. Avverte, che nel da'due maestri ceremonie Dona e Fan-
di
passare dalle bussole di noce (ora rimos- ti condotto a piedi del Pontefice, che lo

se), così il granduca, come tutti gli altri sentì nella camera ove dormiva. Fece le
principi sovrani, a riserva de' re e delle 3 genuflessioni, baciò il piede e la mano,
regine, si trovavano le porte di mezzo ealzandosi fu ricevutoall'amplesso. S'in-
« huiseesi passava da fpielle di fianco. Che ginocchio poi nuovamente cominciando
il Pajia licenziò il granduca, dandone il a parlare, e Sua Sanlitcà lo fece anche di
^egno col campanello, il che praticav.isi nuovo alzare, e poi sedere in uno sgabel-
pure co' re e le regine (ciò si pratica tul- lo cardinalizio, preparalo innanzi il suo
lora,ma non col cantpanello a mano, col arrivo alla sinistra del Pa[»a, facendolo
tiro de'coi(loni). Inoltre riflette mg/Ku(- anchecoprire e trattandolo ool titolo il'A 1-

lo, aver i l'api trattato egualmente leca- tezza. Dopo aver discorso per qualche
8e de duchi di Savoia e de' granduchi tempo in questa forma, il duca s'alzò di
RledicijO perciò il suddetto principeTou»- se, e scopertosi si accostò alla sinistra del
maso di Savoia ricevè quel trattamento Papa, come fanno cardinali i in concisto-
falto poi a Mattia e Leopoldo. Arrivo in ro, e discorse coi Papa ihie ore e mezza.
Roma del duca di Mautnvti. e di /ìlo/t- Licenzialo dall'udienza ai suono di cam-
Ji'rralo a' 6 aprile 1620. (iiinise total- panello, enliarono i maestri di ceremo-
uìenle incognito e mandò subito un gen- nie, gli fecero di nuovo baciare il piede
tduomo dal maestro di caujera, pregau- al l'apa e replicare le 3 genuflessioni. Fu
dolo di umiliiue il suo [uofondo ossequio accompagnato da mg.' coppiere capo
a le

al Papa (Paolo V se quella data fosse ve- scale, e con quant'allro si fece prima, i
4
ra, ma dal contesto pare Itmocenzo XI, palali enieri accompagnandolo colle tor-
perchè il cardinal Cibo di questi fu se- eie muu alla carrozza. vSe gli fece il solito
gielario di sialo, ed allora regnava ildu- regalodi commestibili pel oiaeslro di casa.
udì udì Tf)

un quadro di bnsso rilievo d'argcnlo vn- valore di scudi i io; iin.ì coionn di scudi

lutato sondi 207, una corona di scudi 70, 70; un Cnipo santo, e degli /Igims Dei.
ed alla duchessa mi Corpo santo in \\\y,\ Il dnc;i di IModena Rinaldo iV Este, già

cassetta coperta di raso cremesino. Altra cardinale, ne'primi del 1


704 si ricovrò in
volta venuto in Pioma altro duca dilNIati- Bologna per timore de'francesi, cheavea-
lova, sedè in cappella sopra l'ultimo car- no occii[)ala la capitale. Clemente XI gli
dinaie diacono. Sotto Alessandro VII non fece sapere die recandosi in Roma dovea
fu dato da sedere al fratello dell' elettore visitare il sagro collegio nella persona de'
di Baviera, ma nel ritorno tla Napoli gli 3 cardinali rapi d' ordine, che Francesco
fi» concesso, e trattato come gli ambascia- II, il duca di iMantova e Cosimo III ne

tori regi. A' 3 fi atelli dell' imperatrice, aveano ottenuta dispensa, in pregiudizio
princi])i di Neohni-go, sotto Innocenzo XI della preminenza del senato apostolico,
non fu dato da sedere; ma tornati in Ro- Il duca vi accudì e giunse in R^oma il 3 i

ma considerati eziandio quali fratelli del- febbraio, in incognito col titolo di conte
l'elettore regnanle Palatino, fu loro ac- di Sassuolo, dandone parte al Papa nel dì
cordalo, l fiatelli si considerano nel già- seguente pel suo maestro di camera mar-
do di figli. Nel 1690 si recò a Roma in chese Coccapanni; e mg.' Massei coppiere,
principe Filippo Guglielmo essendo indisposto mg. Rullòolosi finse
"^

incognito il

di Neobiirgo figlio 6.° genito dell'elettore per ritenere che gli competeva la destra
Palatino. Alessandro Vili dopo l'avviso dal duca, lo portò a cognizione del Papa,
mandò il suo maestro di camera, ch'ebbe il qnnle 1' inviò a complimentarlo, rice-

la dritta e fu accon)pagnato fuori della vniocon disliozioni e introdotto dal du-


porta della sala e i geniiliiomini sino alla ca clic lo fc^ce coprire e sedere, indi l'iic-

carrozza. Recatosi all'udienza, falle le 3 compagno perdiverse camere, e lo fu fino


genuflessioni baciò il piede e il Papa l'fd»- alla eai ruiiza da'siioi. L'udienza la ricevè
braccio, Io fece alzare e poi sedere scoper- in tulio col iraltamento descritto pel du-
to. il n)aestro di casa gli [)orlòildonativo ca di Mantova, entrando perdi fianco
de' commestibili condotti daaS facchini, mezzo nella
nella bussola senza aprirsi di
Arr'n'o in Roma di Francaco II duca consueta camera del Vaticano. Dipoi il
di IlJodcìia a' 5 noi>enìbreì6S6. Essen-
ì maestro di casa gli portò in regalo 45 ba-
do in incognilo. nel tli seguente mandò un cili commestibili e 4 casse di vino. Vi-
di
gentiluomo a partecipar l'arrivo neli'an- sitò [)oi Sua Altezza 3 cardinali capi d'or-
i

ticamera d' Innocenzo XI, ricevuto dal dine e ritornòdal Papa a'4 niarzo in lem-
cameriere segreto coppiere mg.' Mogia- pò che mg."^ Rtilfo erasi ristabilito in sa-
sca, vacante maestrale di camera di cui
il Iute, col solito tialtanunto. Però nell'u-
faceva le veci, il quale per parte del Pa- dienza de'3o maggio al Quirinale, il mae-
pa si portò a complimentare Sua Altezza, slro di camera disse al pretèllo delle cere-
ricevuto con distinzione, fatto sedere e co- monie Cassina non doverlo incontrare co
prire, e accompagnato da tutta l'anlica- me lo zio Francesco II alla sala oscura, e
mera. Attesa l'indisposizione d'Innocen- molto meno accompagnarlo fino alla sca-
zo XI, ricevè lai.' udienza a' 6 gennaio la a lumaca: il ceremoniere fu di [)arero
1G87 al Quirinale nelle ore pomeridiane, che 1' incontrasse a metà di detta ^ala, e
Fu ricevuto da mg.' coppiere co' caine- uig."^ Chiapponi 7..° ceretuoniere opinò

rieri segreti fuori dellu sala oscura, e fu iloverglisi il tratlameolo consueto a'prin-
accompagnato poi a capo della scala a hi- cipi di e al granduca, che il
Lombardia
maca, col di piìi praticatosi col duca di duca Rinaldo ben conosceva. Coll'assen-
Manlova. il Papa gli donò iiu quadro ili- so del Papa, fu preso l'espediente di rice-
pinto in rame espuimente la Pietà, ilei vtrlo nellappartaineuto d'estate e di far
6o udì UD I

In venire per la scaletta segreta rispon- menti e onorificenze. Inoltre dirò qui, che
dente dietro la camera d' udienza. Ncl- i viceré di Sicilia si trattavano nell'udien-
l'appartamento terreno, ove si facevano za come semplici grandi di Spagna, en-
le congregazioni, si fece trovare mg. 'Gas- trandovi con ispada e cappello in mano,
sina con alcuni bussolanti, i quali si fer- ma senza ammetterli a sedere allo sga-
marono in compagnia colla famiglia del bello, il concedeva neppure
quale non si

riuca, e questi fu ricevuto a capo della sca- a' viceré che non erano slati
di Napoli,
letta dal maestro di camera. Così venne ambasciatori inRoma. Il duca Ranuccio l
praticato in occasione d'altre udienze,'di- neliGoo sedè in cappella sotto l'ultimo
vcrse volte duca passeggiando col Papa
il cardinale diacono. Neh 689 fu mandalo
nella galleria, venendo intanto trattenu- mg. maggiordomo a Caprarola a levare
"^

ta la sua famiglia da qualche lancia spez- il duca Odoardo e condurlo in Roma nel

zata. Nello stesso giorno che il duca do- palazzoaposlolico.ove fu trattato da prin-
mandò l'ultima udienza, Clemente X[ cipe, ma non intervenne in cappella per
gli mandò per un cameriere segreto più non voler sedere dopo l'ultimo cardinal
iniziano una cassa con un Corpo santo co- diacono, mentre sopra di questi soleva
perta di raso guarnita con piccolo pedino sedere il duca di Mantova. Di frequente
d'oroj un'acquasantiera di pietra da te- anticamente i principi d' Italia recavansi
nersi vicino al letto, del valore di scudi a prestare pubblica ubbidienza al nuovo
260, con quadretto di pietra esprimente Papa, cioè innanzi che s. Pio V conferisse
Un' umetta d'argento colla reliquia di s. il titolo di granduca a'Medici di Toscana,

Clemente, sovrastala da piccola croce col con maggior trattamento del loro in cap-
s. Legno; una corona alla cavaliera di la- pella, per cui adottarono il costume di
pislazzuli con medaglia d'oro del valore portarvisi privatamente e di non accettar
«li scudi 4o; due corone, una per la du- l'alloggio nel palazzo apostolico. Neh 700
chessa di Modena, l'altra per quella d'An- giunse in Roma Antonio Farnese, fratello
nover, del valore circa di scudi 60 ; e 2 del duca di Parma Francesco, e si portò
l)acili iV Agnus Dei. Seguono le Riflessio- da lnnocenzoXII,il quale volendolo trat-
ni sul duca di Parma, feudatai io della s, tale d'Altezza, ne lo dissuase il rigido for-
iSfde. Ne' pontificati di Clemente Vili e malista mg.*^ Ruffo. Ebbe il trattamento
Urbano Vili recaronoaRoma incogni-
si quasi degli ambasciatori regi, e perciò
ti i Parma, alloggiati in
F'arnesi duchi di incontrato dal maestro di camera nella
palazzo: mangiarono in pubblico col Pa- camera de'bussolanli, trattenendolo indi
pa nella forma diesi praticava col Pran- in quella della bussola di damasco, fin-
zo (/ \) pe' v\ce.rè di Napoli, e visitarono ché venne l'avviso per essere introdotto
tutto il sagro collegio, accompagnati per dal Papa. Fatte le 3 genuflessioni, baciò
Iloma dalla guardia svizzera. Questo trat- il piede, disse qualche parola genuflesso,
tamento davasi pure agli altri principi indi fu lutto alzare e sedere allo sgabello
d'Italia, agli elettori dell'impero, ed ai degli ambasciatori, e trattato nel discorso
viceré di Napoli ne'3 ultimi giorni di loro in 3." persona. Nel pontificato del succes-
fermata in Roma per recarsi in quella sore Clemente XI, questi provava dini-'
città, ne'({uali abitavano ed erano trattati colta di dargli lo slesso traltaiuento di
nel palazzo apostolico dal maggiordomo: cui era già in possesso, e ad onta eh' eru
se alcun antbascialoredi S[)agna presso la divenuto principe ereditarlo, finche per
«, S(n\e veniva destinato viceré di Napoli, questo idtiino riflesso e dopo alcune con-
i 3 ullicni giorni della sua dimora in Ro- giega/ioni tenute nelle stanze di mg.Tìuf-
ma passava ad abitare nel palazzo apo- fò, coir intervento tie' ceremonieri, fece
stolico e ricevea lutti i mentovali Uatta- stendere il decreto di dargli da sedere suo*
,

U D I LDI 6i
pcrto, come avea praticato il predecesso- wick figlio naturale di re Giacomo II

re. Contribuì a tale disposizione l'esempio d'Inghilterra, ma non furono fatti sedere;
d' Innocenzo X. Avea questi ricevuto il ed il 3.° per la frequenza de* suoi accessi
principe diBi'uuswick passeggiando come per adempiere le paterne commissioni,
2." genito; indi divenuto principe eredi- venne ricevuto passeggiando. Gap. iG :
tario 2 annidopo gli diede da sedere. Cle- Traltamento che .soleva darsi agli am-
mente XI dunque vi acconsentì colla di- basciatori rtgiy ordinari e straordina-
chiarazione, da non passar in esempioagli ri, e loro arrivo. All'arrivo loro in Roma
altri fratelli cadetti di principi suvrani, doveauo darne parte Papa, a mezzo di
al
se non nel caso di essere eredi presuntivi, mg.' maestro di camera, col (|uale[>oi si
e coll'obbligo di visitare onninamente il intendevano per fare l'entrata detta di
sagro collegio, o almeno, per la brevità campagna, diversa dair///^/e*.<o solenne
del tempo, i 3 cardinali cupi d'ordine, il in Roma mediante
(/ .), la Cavalcala
•vice-cancelliere e il camerlengu. 11 princi- degli ambasciatori (/'.) d' ubbidienza.
peAntouio visitò tutti i cardinali neh 70 1 Nella I ."visita dell' entrata di campagna,
e dal Papa fu ricevuto nella stessa forma, ciano gli umbascìatori accompagnali dai
ofiiendosi nel suo Possesso a servirlo di- cardinali nazionali per essere ricevuti alhi
•votamente da Cavallerizzo o da Pala- 1." udienza pontifìcia privala, >se non e-

freniere [F.) per tutta la cavalcata, cioè raiio dispensati dal Papa da tale forma-
di tener il freno e la stalla del suo cavallo lità, la c|uale però non soleva accordaisi
e di condurlo per le redini. S' inclinò ad agli ambasciatori d'L7'Z»/W;eMS«(/ '.).Qnc-
accettare la 1 .'esibizione, ma siccome tuli sta venuta dicevasi di campagna, perchè
uflìzi esercitatiun tempoda'sovrani, allora gli ambasciatori fìguiavano come allora
si fungevano dagli ambasciatori, e dispia- incogniti, e incedendo in abitoda campa-
cendogli al veneto Erizzo di essere pospo- gna; ma cardinali che li accompagna vano
i

sto, come istruito di non intervenire solo, non potendo (iguiare quali incogniti, do-
perchè gli ambasciatori imperiale e spa- veano incedere in fìcjcchi. Erano ricevuti
gnuolo eranoancora incogniti, fece crede- dal prelato maestro di camera, al Vali-
re die gli sarebbe riuscito di farli interve- cano pel passetto, al Quirinale per l'an-
nire, se fosse sicuro die non fosse venolo ticamera pubblica dell'apiiartametito di
il principe di Parma. Questi presa co- estate. Entravano prima dal Papa i car-
gnizione del trattalo tralasciò di portarvi- dinali,e gli ambasciatori Irallencvansi nel-
si, e finì, per 1' artifìcio dell' Erizzo, che l' anticamera pubblica ossia nobile della
niuno di loro v'intervenisse ; laonde par- bussola di damasco, in com|)agnia di del-
ie per questo puntiglio, e parte perle pre- lo prelato finché veniva inlrodolto all'u-
cedenti e posteriori p^elen^ioni, gli ylni- dienza. Indi il Papa licenziava prima l'am-
bascialori [r .) cessarono poco dopo an- basciatore e poi il cardinale nazionale.
che dall'intervento delle Coppelle pan-' Ordinaiiamenle seguiva poi con altro
tifìcie, per le pretensioni dell'altro amba- treno o colla delta cavalcata l'udienza
sciato veneto INani, di non voler jiassar pubblica. Gli ambasciatori domandava-
la pace nella messa al Principe assisten- no all' occorrenza l'udienza del Papa a
te al Soglio (F.). Il trattamento accorda- mg.' maestro di camera per mezzo dei
to al principe di Parma, poiché allora loro maestri di camera, e poi dopo che
l'etichetta minuziosa era spiula ad una era stata assegnata mandavano i loro de-
specie di contagio e manìa che pativano cani in sala pontifìcia per sentire l'oia
tutti, mosse le pretensioni del prìnci[ie dal decano del Papa. Tralascio di rife-
d' Armstadt, parente dell' impeiatrice e rire le diverse pretensioni in proposilo
della regina di Spugua,e del duca diVu- U'akuQÌ umbascialuri,pciciicaadrei tr(>p-
62 V D I U D I

pò per le liiiiglie, come di domandaila già. Di notte i palafrenieri gli accompagna-


quasi sempre con uigeiiza indicando loro vano colle torcie sino alla carrozza, e chi
stessi il giorno, che maeslri di camera i Alessandro Vili in poi sino agli ultimi
procmavuno prudenletneiile d' eludere, portoni: mai si accompagnavano con cau-
perchè non passasse in abuso, indi per dellieri nell'appartamento. Gl'individui
un palafreniere co' loro coniplimenli ta- dell'anticauiere degli ambasciatori si fer-

cevano sapere agli auìhasoialori il giorno mavano nella 1." anlicamera, i loro mae-
e l'ora assegnala per l'udienza. Gli atn- stri di camera e genliluomini in altra : i

hascialori ch'erano incoginli vi si recava- paggi degli ambasciatori put)blici in (p»el-

no per lo più con 4 carrozze senza fioc- la de'bussolaiili. 1 paggi ne'treni dell'u-
chi e senza mule, salendo per le scale a dienze ordinarie incedevano a piedi vici-

lumaca tanto al Vaticano che al Quui- no alla carrozza dell'ambasciatore, il qua-


nale. Erano ricevuti dal maestro di ca- le conduceva il suo cavallerizzo a cavallo.
mera alla porta del passetto, al Valica- Alcuni ambasciatori ne' loro treni nobili
no corrispondente all'anlicamera d'ono- portarono sino a 12 paggi, i4 genliluo-
re o nobile o del Irono, detta pure de! s. nuni con abili ricchi e maniche ricamale,
Olìizio, ch'era la loro ordmaria di trai- e sino a 60 livree di scarlatto. Talvolta i

teiìimento; al Quirinale corrispondente nuovi ambasciatori erano presentati dai


all' anlicamera pubblica, ove restavano. loro antecessori. Gli ambasciatori ordi-
Indi venivano introdotti dal maestro di nari e straordinari, ollenula lai. ^udien-
ramerò, previe le Sgeuullessionie il bacio za, riceveano d'ordine di nig.'^ maggior-
del piede, scoprendolo il prelato con alzar domo a nome del Papa, dal maestro di
il lembo dell.» veste. Lai. 'volta bacia vano casa de' ss. palazzi apostolici, un regalo
anche la mano, e indi erano ammessi al- di commestibili di circa 3o portate ;dopo
ram[)Iessoo abbraccio; nell'altre baciava- l'ultima udienza, nel partire da Roma,
no soltiinto d piede. Mg.' coppiereo altro riceveano pure da parte del Papa altro
cameriere segreto poneva a manca del donativo da un cameriere segreto, con-
Papa lo sgabello, ove all'invilo del Papa sistente indue bacili d'Agnus Dei, m un
sedeva, inoltre la i
."
volta vi assistevano Corpo santo in cassetta coperta di raso
i maeslri delle cereinouiej per istruire gli guarnita d'oro, una corona alla cavalie-
Jimbasciatori di quanlo doveano fare. Li- ra con medaglia e breve d'indulgenze, ed
cenziava il Papa gli ambasciatori col suo- un quadretto d'argento o acquasantiera
no delcamp.uieilo, e il maestro di came- nobilmente lavorata del valore di circa
ra aperto unode'lìanchi della bussola, gli 5o o 60 doppie. Avendo l'ambasoiatore
accompagnava al (nedesiino luogo ovegli moglie, prima della [)ai lenza se gli man-
avea ricevuti. Costumava la repubblica dava degli Agnus Dei, ed una corona di
di Venezia di far assistere all'udienza del pietre preziose col breve dell'indulgenze.
suo ambasciatore il segretario regio. Es- JNell'uliima udienza di congedo, gli am-
sendosi dismesso 1'
uso sino da Clemen- basciatori introducevano al bacio del pie-
le IX, l'ambasciatore Morosini ne otten- de la loro famiglia, ed i llgli se neaveano,
ne la ripristinazioneda Clemente XI. Que- ma non si auiDJettevano i loro figli ancor-
sto segretario seguiva 1' aml).iscialore, e ché primogeniti, e così de'principi, colla
per tutto il tempo dell'udienza reslava spada e il cappello, massime col secondo
genuflesso a fianco dello sgabello dell'am- in mano. Dettosi degli amba»ciatoi i regi
basciatore, ancorché durasse più ore. Gli incogniti e pubblici, conviene trattare
ambascialo! i pollavano l'insegna del- dell'udienza, accompagno e Ireno dc'se-
l'ombrellino, ma nel palazzo apostolico c<indi, sempre cui iiiss. de'maestn di ca-
non p(jtevaiio aprirlo luppure [»ci piog- mera del l'apn. Essi ave.uio l'udienza
U i) I li D I 63
cnliiiaria e la btiaoitliiiaiia. L' oicliiiarìa chec^valiereche mandava apposilam&u
eia oyiii io yioiiii nel vciier(.lì e sabalo. te col carattere d'inviato.Se l'avesse man-
JNei venerdì i' aveaiio gli atubascialoii dato avrebbe ricevuto il trattamento pra-
dcH'imperatoie, di Franciu, di Portogal- ticato cogli ambasciatori di Savoia e di
lo, di Venezia, di Torino o Savoia, e del- Toscana. Questi come gli altri davano
l'ordine SuvruDo di Malia. Nel sabalo l'a- parie ilei loro arrivo, come gli altri tio-

veaiio gli ambasciatoli di Spagna, l'olu- veano far l'cnlrata delle carrozze, e nel-
iiia, Genova e Toscana. Menile uiaestio il la slessa forma de'suddetti ambasciatori
di camera accompagnava l'ambasciatore se gli stabiliva l'udienza, e se gli faceva
che usciva, se dii.° rango, mg.' coppie- la parata dagli svizzeri e la i .'volta colla
re ne iulroduceva altro dal Papa. Per penna al cappello. De* giorni dell' ordi-
r udienza ordinaria non mandavano i narie udienze lo dissi, non potevano ma
maestri di camera, ma decani nella sala i incedere colle mute e solo con due ca-
pontificia dal decano del Papa per sen- valli le carrozze, bensì co'fiocchi. Mai a

tire se Sua Santità dava udienza e in tali ambasciatori fu permesso di restar

quale ora. Il decano loio rispondeva a iucognili. Il maestro di camera li riceve»


seconda dell'istruzione di mg.' maestro di va a metà della camera della bussola di
camera. JXelle udienze ordinarie gli am- damasco e gli accompagnava sino alla por-
basciatori regi procedevano col treno di 4 la di essa, il Papa gli ammellevaal ba-

mule, la carrozza di vangiuudia a Gcaval- cio de'piedi come gli altri, n)a senza sga-
li,ollie altre carrozze a due. 11 maeslro di bello, onde doveano stare in piedi du-
camera gl'incontrava alla camera de'biis rante l'udienza. Noterò, che divenuto il

solanti, termandosi nell' anticamera no- duca di Savoia re di Sardegna, il suo am-
donde venivano introdotti dal Papa,
bile, basciatore ebbe il trattamento regio.Con-
aprendo la bussola di damasco un came- viene poi avvertire a quanto riporterò al
riere segreto, ciò die facevano L\ut: pe'car- cap. I c). Gap. 8
1 : Trattamento che si da-
dinali ; così neirusciie, e in loro assenza va ali' ambasci alor e dell'ordine sovra-
supplivano (|ue' d'ouoie. Gli ambascia- no Gerosolimitano dilllaltn. Sé gli per-
tori pubblici che bramavano 1' udienza melleva la solai.^volta l'ambasciata (Is-
straordinaria, la domandavano pel mae- sa coll'ora determinata, e nell'altre vol-
stro di camera; e vi si recavano col treno te che domandava 1' udienza il maestro

in fiocchi a due cavalli, ricevendo il con- di camera rispondeva che venisse il tal
sueto trattauieiito. Bramamlo il Pa[>a di giorno, che sperava poterlo servire, sen-
vedere alcun ambasciatore, al suo mae- za dargliene sicurezza ; ma in ciò proce-
stro di camera lo faceva sapere per i\n deva coU'inlelIigenza del Papi, senza far-

palafreniere pouliflcio mg.' maestro di lo conoscere, come praticava cogli altri.

camera, insieme al giorno e l'ora. Ogni Non era incontrato dal maestro di ca-
nuovo cardinale lai.' volta che ricevea mera, ma trattenuto in anticamera da
gli ambasciatori regi indossava il rocchet- un cameriere segreto, il quale poi 1' ac-
to.Gap. y TralLaiìiciilo che si dciva
1 : compagnava da lai prelato, che rincon-
agli aììihasciatori di Gcno^'a, Sctvoiiì o trava alla mela della bussola di dama-
Torino, e Toscaim. Dopo che la repub- sco. Gli svizzeri nel fiigli l<i parala non
blica di Venezia ricevè la distinzione di inellevano la penna al cappello la i .''vol-

trattare i suoi ambasciatori cogli onori ta. Non assi.>leva sotto il trono in cappel-
di que* regi, la repubblica di Genova si la, come ilopo gli ambasciatori regi al-
astenne dall'inviare a Roma i suoi am- teriiativamenle facevano que' di Savoia
basciatori, tacendo trattare suoi alfari i e Toscana. Noterò che l'ordine gerosoli-
o da un caidiualo iiaziuuiik o da qual- mitano mandava decorosamente amba-
64 tJ D 1 V D 1

sciatori d' Ubbidienza (T .)j e che Dene- che si dava agi inviati di qualsiasi re. e
dello XIV accordò all' ambasciatole di principe sovrano. GÌ' inviali de' princi[)i
Melila gli onori de' regi. Gap. 19: Trat- non aveauo trattamento maggiore degli
taintnlo clic si dava a' Residenti di Sa- altri cavalieri. Si recavano in anticamera
voia. duca di Savoia uou potendo tol-
11 senza alcuna precedente intelligenza, la-
lerare che in Kotua suoi audiasciatorii sciando la spada e il cappello, e non po-
fossero trattati cou tanta disuguaglianza tendo aver l'udienza vi ritornavano. Non
da'regi, vi mandava un ministro col ti> si praticavano formalità né nella i.' uè
loto dir Residente. Questi a poco a poco nell'altre udienze, e in quella di congedo
colle sue pretensioni erasi procuralo le riceveano dal Papa una corona alla cava-
distinzioni coiue l'atiibasciatore di Mal- liera di diaspro o altre pietre con indul'
ta, tranne l'entrata delle carrozze. Co- genze senza breve. Ad alcuno fu permes-
minciò a portare il cappello in mano, e so di portare la sola spada, altri ebbero
poi anche la spada come prerogativa in- il regalo di qualche bacile di commesti-
feriore all'altra; vestì di nero il suo de- bile. Gl'inviati di Leopoldo duca di Lo-
cano, pose i Hocchi alla 2..' carrozza, e co- rena vi si recarono accompagnati da due
minciò a servirsi di qualche paggio. Non cavalieri, dal decano vestito di nero, da i4
contento dell'udienza che se gli accorda» staflìeri vestiti di panno rosso trinato, con
\a come all'ambasciatore di Malia, u)os* 3 carrozze proprie e 2 del cardinal Nerli.
se pretensioni sull'ora certa il conle Gra- Ebbero nel partire i delti doni, e la loro
iiieri, ma conìpromise e fu richiamato
si l'anticamera fu ammessa al bacio del pie-
dal suo duca. Gap. 20 TraitanicnLo die : de. GlementeXI inoltre inviò in dono alla
AI dava agli anibascialoì'i di Bologna duchessa una nobilissima corona di lapis-
e Ferrara. Ad ambedue la solai. "volta lazzuli del valore di scudi 80 ; e al duca
se gli concedeva l'udienza determinata, una corona alla cavaliera della stessa pie-
ìndi l'aveano ogni 1 5 giorni, quel di Bo- tra con medaglia di cristallo guernita a
logna il sabato e quel di Ferrara il ve- due faccie di diamanti e smeraldi,e dentro
nerdì, con carrozze a due cavalli cou fioc- tal cristallo un reliquiario simile con croce

chi e rouibrtllino. JNou s' inconliavano formala del s. Legno. Gap. 22 Traila- :

dal maestro di camera, ed erano tratte- mento che davasi al senatore di Roma.
nuti in anticamera da uu cameriere se- Egli in cappella precedeva al soglio gli
greto. Entravano dal Papa senza cappel- ambasciatori regi , ma
tempo di Si* in
lo, ili. colla veste senatoria e però sen- sto V avendo l'imperiale preteso non do-
za spada, e s'accompagnava dal prelato vergli cedere, d'ordine del Papa il sena-
un buon passo fuori della bussola di da- tore si astenne dall'intervenirvi. Avea la
masco ueir anticamera nobile. L'aulico suddetta udienza il mercoledì dopo l'udi-
presentava al Papa il uuovo ambascii- tore della camera, vestilo di toga e per-
lore bolognese. Nel domandar l'udienze ciò senza spada, lasciando in anticamera
straordinarie si facevano venire, con as- il cappello foderato ; il che avrebbe do-
sicurarli che si sarebbe procuralo sod- vuto esser di regola alle primarie case
disfarli. Poi pretesero gli ambasciatoli di di Roma, ma nondimeno lo stile loro era
Baiatila e Ferrara (P.) d'esser trat- al contrario: il camera lo trat-
maestro di
tenuti in anticamera anche nell'altre u- tava d'eccellenza senza accompagnarlo.
dienze da un cameriere segreto, ma re- Cap. 2 3; Trallanienlo che daiuisi a'prin-
starono inesaudili per non praticarsi col cipi assistenti al soglio, grandi di Spa-
senatore di Roma, co' principi assislonli gna., duchi, pari e altri primari titola-
al soglio,eco'conservaloridi Roma che ad ri d'Europa. Non si ammetteva amba-

essi preccdevauo. Cap. 21; TraUamenlQ sciala di loro vcuula all' udienza e que-
U D I UD I 65
sia non si fissava, benché Io pretendes- oflìciaii delPapa pel suo servizio, e non
sero per l'esempio tintone da alcun de- per ornamento, cioè a'gencrali e nHiciali,
bole nr)aestio di caineia. Si ammetteva- vice-castellani, capitani di compagnie di
no a'piedi del Papa colla spada e il cap- leva, genliluomini della camera ( forse
pello, prerogativa che pretendevano anche deve intendersi camerieri di s[)ada e cap-
pe'loro primogeniti titolali e amhiogliati, pa), e lancie spezzate. Anticamente la por-
senza persuadersi eh' essi figli doveano tavano i soli capitani di guardia. Si ne-
aver minore trattamento d'essi padri, ciò gava tale prerogativa alle cornette, alfieri
elle qualche maestro di camera permise e sergente. Anzi ne'precedenli tempi la-
eallri negarono come l'aierrimo n)g/Piuf- sciavano la Spada (/".) nell'entrare dal
fo.Egli non istabiliva mai ad essi l'udien- l'apa gli stessi re, il che pratica vasi ancora
za rispondeva alle domande Vengano
; : sotto Alessandro VI del i49^'- Che en-
quando vogliono, che volentieri li servi- trando in Co/z(7rfA'c l'imperatore Giusep-
rò, quando e sempre che possa. Imper- pe II se la voleva levare, e così il fratello
turbabile, con fi anca energia e nobili mo- granduca Leopoldo I, lo rilevai ancora
di, sosteneva le consuetudini e ceremo- i nel voi. LXVIll,p. i, col.'i .',ove la cita-i

niali, non declinando a fronte di alte rac- zione del voi. LXlil, p. I 77, per fallo ti-
comandazioni. In 3 modi si ammettevano pografico é indicata col XLllI, per essersi
i nominali personaggi: con ispada e cap- posto L dopo X. I polacchi sempre pii e
pello in mano, non coprendosi neppure gli divotissinii della suprema dignità ponti-

ambasciatori; con ispada e senza cappel- ficia, benché palatini, primogeniti, gene-

lo; senza spada e senza cappello.lmperoc- rali ec, mai prelesero distinzione, e sino

che non potevasi osservare uniformità a a m^.' Uudoogni volta aveano deposto la
seconda di particolari concessioni odi con- spada e il cappello nell'entrare dal Papa.
suetudini invalse. Si ammettevano daCle- Lord Salisbury acattolico inglese dimo-
niente X^con ispada ecappello il contesta- rante in Pioiua sotto Clemente XI^ pro-
bile Colonna principe assistente al soglio mosse la pretensione che tutti i lord fos-
(la cui casa allora godeva sola l'assislen* sero trattati cornei grandi di Spagna e
tato, indi ripristinalo negli Oisini dal lo- gli altri sunnominati, ed ammessi dal Pa-
ro benedetto XIll), e que' principi che pa con ispada e cappello. Si oppose for-

quali nipoti di Papi lo erano stati. A'prin- temente nig."^ Ptulfo, per l'anteriore pra-
cipi, duchi, pari e marescialli di Fiancia, ticato, e pel riflesso che in Inghilterra.
grandi di Spagna e altrinon sudditi, do- Scozia e Irlanda tutti quelli che godono i

mandando tale prerogativa non si nega- titoli di conte, marchese, duca o princi-
va, purché fossero decorati de' titoli di pe sono lord, tanto se sono della i." che
principe o duca, e capi di cospicue fami- della '2.' o 3.' riga di nobiltà. Bensìopinò,
glie; però a' loro primogeniti coucedevMsi che non si dovesse negare a'Iord cattolici
portare la sola spada, la quale permette- di primaria famiglia d' uno de' 3 regni,
vasi pure ad altri principi e duchi di non ma giammai concederlo a chi fosse acat-
primarie famiglie; tra gli ordini equestri tolico. Tuttavia si negò a lord Cardingan
godendo la prerogativa i cavalieri diJMal- cattolico di 3.^ sfera con titolo di conte,
ta (poi l'ebbero quelli di s. Stefano I, co- e dovè contentarsi di portar la sola spa-
me notai in tale articolo, e portano la.5yj/^z- da. A' procuratori di s. Marco si permet-

da anche i Maurizio e
cavalieri de' ss. teva l'entrare dal Papa in ispada e cap-
Lazzaro), come religione puramente del pello, come avvenne col veneto loro con-
Papa, e per aver giurato portarla sempre cittadino Alessandro VIII con 3 procura-
in servizio e difesa della fede cattolica e tori. Avendo poi il Papa decoiato Lando^
della s. Scile. Si perraelleva la spada agli uno di essi, del cavalierato dello Speron
VCL. ixxxit. 5
6G udì udì
lYoro (f.), e ciiitaf;li ili sua mano la spa- iiell' anticamera nobile della bussola t!i

(la in presenza dii Gcaitlinali, stitìsòquin- damasco. In ([uesla si haltenevaiio i con-

dì nig.' RiìlFo non poloigHsi negare cbe jeivatori di llon)a pei le delle (unzioni,

con e.ssa si recasse all'udienya, e sedè a- ma nel lilorno enliavano cu' nominali
vanti al Papa. Aggiunge, che a niun altro nella prima anticamera segrela. Osserva-
nobile veneziano poteva competere tali si che alcuni stili conviene custodirli sen-
i)rerogalive della spada e cappello nella za ricefcaiiie il perchè. Nuovamente in

pontificia udienza, dopo non essere slate questo capo s'ingiunge: Niuno di qualsi-
permesse a'procuratori della repubblica, voglia condizione, qualità e grado, sovra-
A'patriarchi, arcivescovi, vescovi, prelati nilà e altro può portare guan.li in anlica-

e preti di qualunque grado non si


nobile, mera Papa. Le regine slesse se li le-
del

permelteva di recarsi all'uilienza del Fapa vavano; e se qualche cardinale o aniba-


con berretta e cappello in mano. Si per- sciatore se ne dimenticavano, gentiliueii-
mise solo suddetto principe d'Armsladt
al le doveano avvisarli il maeslio di camera

il cai)pello, mentre avea le altre narrale ci maestri di cerenionie. Le laiicie s[)ez-

prelensioni.Dovendosiinlroduiieiiisieme zale, o cavalieri di guardia, avverlivano


Papa una dozzina di cavalieri foraslie-
tlal quelli cbe li portavano in mano, e allret-
ri,ilmaeslrodicamerachiamavaicapitani tanto doveano fare i camerieri segreti,
de' cavalleggieri e gli ulTiziali svizzeri di Que' religiosi che nell' inverno usavano
guardia ad assistervi per decoro e sicu- quel mantello, che non adoperavano nel-
rezza del piincipe (come si fa in cap|)ella Testale, doveano deporlo pi ima d'enti a-
da'capilani ed esenti delle guardie nobili, re dal Papa,il che precipuamente si fa-

chesischieranoda un lato del trono, men- ceva da'cappucciui, minoii osservanti, ri-

tre foraslieri si recanoa ricevere dal Pa-


i formati, minimi, agostiniani rouutaui (
o
pa le candele, le ceneri, le palme, gli meglio gli scalzi), ed altri inclusivauìente
jdgiius Da benedetti), ed in questo solo a' generali e allo slesso [)redicatore apo-
easo rilenevano la spada e il cappello, slolico, poiché mantelli che si poimo la-
i

Quanto alla precedenza nell' introduire sciare non sono considerati come veiia-
air udienze, prima entravano gli amba- bili regolari, dovendo questi comparire

sciatori e ministri de' sovrani, poi i pa- dinanzi al Papa col solo abito essenziale
triarchi, arcivescovi, vescovi, prelati di- di religioso. Alcuni generali religiosi so-

stinti per cariche e nascila, principi, du- levano mandare abusivamente dal mac-
chi, altri prelati, cavalieri, e di mano in camera, per sentire (|uauilo pole-
stro di
mano persone secondo la loro cjua-
l'altre vano umiliarsi all'udienza (Kl Papii ma ;

lilà. Se però il Papa voleva alcuno prima il prelato rispondeva di contentarsi di fàr-
d'ogni altro, non si osservavano formali- glielo sapere dopo giunli in anticamera,
là. Il maestro di camera colla sua equità In congiuntura òecupiioli ^enernli, co-
e accorgimento talvolta preferiva a' pre- slumandosi ammellire al bacio del pie-
lati e cavalieri quelle persone di minor de tutti i frati vocali o capitolari, si asse-
condizione, che da mollo tempo aspetta- gnava loro il giorno, per non fuli piìi
vano erano ritornate per avere udienza, volte vedere per Roma incedere processio-
1 generali d'ordini religiosi cospicui en- naUnente ; e se s'incontrava qualche <"(7/;-

li'avano dopo i vescovi. Il principe assi- ^;e'//^, nella medesima si ric;eveano termi-
stente al soglio, gli ambasciatori e il go- nata la funzione. Capo 24 Personaggi :

vernalore di Roma, se venivano per ser- che entrarono con ìspada e cappello iti

VirtW Papa nelle cappelle, si trattenevano mano all' udienze di hinocenzo Xfl tCle-
nella i
."
anticamera segrela ; (juando poi mente XI, essendo inaalro di ciimeta
lecavansi per l'udienza doveansi fermare mg.r Ioni/naso HnJJo. Sono notali: prin- i
I 1

udì u D r
67
cipi e ducili (molli lìe'qunli ^inndi di sendnsi nascosto il cappello sotto il fer-
Spagna) Colonna, l'ioinbino, OdeM^alcI)!, laiolo gli fu fallo lasciare e allora egli de
Caserta, Palestriiia, Chigi, Soia, Rospi- poso anco la spada. Il princi[)e Vaioi. Il

glioi^i, Giusliiiiani (die fu anco al soglio), duca Salviati, né gli valse per portare il

Savelli (appoggialo da due cainerioii se- capfiello la presentazione di brevi co'qua-


gielie ricevuto da Clemente XI allo sci il- li Clemente \ Il dichiaro i suoi antenati
loio aflìiicliè si appoggiasse, giacché non p;iienli (lo foiono pure di Leone X), [icr
si reggeva in piedi), di Caibognaiio (ve non essere mai stali al soglio. Il [iiiiici-
10 ceppo di casa Colonna il cui padre fu pe della Guardia primogenito del duca
al soglio di Clemenle X), Poli (che sem- di Maialone. Il principe della Molla pri-
pre n'ebbe la prerogativa qual maestro mogenito del duca della B.ignara e ni-
del s. Ospizio), Altieri, Borghese, Die- pote di mg."^ Rulfo. Il duca di s. Giovan-
tiichsleiii. Due Ponti, Pescara più vol- ni. Il cav. di IMalta Car.ifa, governatore
te, Santobuono, l'opoli di casa Cantei- della scpiadia delle galere di Sicilia. Il

mi, i\lonleIeone,Airolo di casa Caracciolo, conte di Lcmbergh primogenito dell'am-


Castiglione, Laui enzana di casa Caetani, basciatore imperiale. Il princi[)e Herco-
belvedere, Norfolk di sangue regio d'In- l.nii. Il conte IJorromeo pricnogenito. Il

ghilterra, della Mirandola, il conte diiS^o- primogenito del pari e duca Viliars. It
vellai a come sovrano de'suoi feudi. L'Ab- marchese della Pier savoiartto, hiogote-
bate di Pompona con ca[)pello, amba- neiile generale dell'armi di Savoia, per
sciatore di Francia a Venezia, che prete- intercessione del cardinal Barberini. Il

se lo «igabello, ma non fu dato come trai- [uimogenito del duca di Gordon cattoli-
lamento insolito pegli ambasciatori regi co scozze>e. M/ di Mursin luogotenenlii
destinati ad altre corti regie, benché si generale dell' armi di Francia in Italia,
lamroenlò il praticato co' viceré di Sici- iii[)ote di madama de Mainlenon : inu
lia, e specialmente col Gramoville am- lil/nente pretese il ca|)[)ello. duca di Il

basciatore di Francia a Venezia, nel i 6:^1 IMugnano. Il principe di Sermoneta pri-


condotto a palazzo dal cardinal Dichi. mogenito del duca diCaserta col padre. D.
Questi entrò da Innocenzo X con ispada ('a rio Grillo figlio del marchese grande di
e cappello, e fu inteso in piedi appoggiato Spagna. Il duca Biancacci difensore di Ca-
ad un tavolino, stando anche il cardinale dice. Lord Calle». Il conte Lagnascki in-

in piedi; ed in altre lunghe udienze restò viato del redi Poloni?». Cap. 26: Personnt^-
pure in piedi, sedendo il Papa nel trono. gi di cjntdilà auinicssi all'udienza di Cle-
11 Papa gli donò una corona, e dal maestro mente XI senza spada e senza cappello. 1

di casa palatino gli mandò due bacili di Marchese Navaiella consigliere regio di
agrumi e sparagi, 4 di dolci e una nobile Napoli. Il figlio del generale di Sassonia.
cassa di cioccolata. Cap. 2^ : Personag- Il general Grimaldi. D. Domenico Rocco
gi entrali con i<:pada senza cappello al- maestro di campo. Il senatore Gonzaga.
l' iidu-nze d' Innocenzo XII e Clemen- Il procuratore di s. .Marco Confai ini, co-
te X , essendo niaestro di camera mg.'' gli altri nobili veneti Foscari e Morosini.
Ruffo- Il principe d. Augusto Chigi pri- Il procuratore di s. Marco Zeno, già am-
iiiogenilo. Il principe d. Emilio Altieri basciatore veneto a Vienna. Il conte di
con l'avo. duca d'Acquasparla. Il prin-
Il Archien cavaliere del Toson d' oro. Il

cipe di Forano. Il duca Sforza Cesariui, principe Jablowsky e 3 principi Samoski.


ad onta che per portare il cappello ad- Il Palatino di R.ussia. Il principe di Bel-
dusse d' averlo sempre portato dopo es- vedere prete senza furmalilà, benché da
sere stato ambasciatore per la presenta- secolare Innocenzo XII 1' avea ricevuto
zione del Tributo della Chinea [f^.) : es- con ispada e cappello. Il duca di Pagami-
68 U D T VD I

ca cavalier del Toson marche- d' oro. II pnnli doveano assistere alla portiera e
se dì Scialò. Il piimogcnilo del duca d'Ac- porla contigua alla camera ove il i'apa
quasparta,benchè prese il lilolo di duca di dava udienza; nell'udienze e funzioni pub-
Tiignano, perchè il padre portava la sola bliche doveano esservi tutti. 1 camerieri
spada. Il pi incipedis.Ai>gelo.l ligli del ge- d'onore d' abito paonazzo vegliavano al
neral Lubomii>ky polacchi. Lord Hamil- servizio della bussola di damasco, ed essi

ton. 11 secondogenito del prìncipe Rospi- soli alzavano le cortine (queste portiere
gliosi.cotne tulli i secondogeniti delle pri- non più esistono). Con essi assistevano nel-
lìiariecase. Il duca
principe di Casolito. Il r anticamera nobile i prelati domestici.
Muti. 11 duca Sannesi. il conte di Starem* Una 3.^ parte di bussolanti dovea assiste-
bergh.U duca Maltei (però dipoi Clemente re all' anticamera della bussola di legno
XI gli concesse di presentarsi alla pontifi- contigua all'anticamera di quella di da-
cia udienza anche coi cappello in n)ano,il masco, e portavano l'ambasciate a'came-
che notai nel voi. LV, p. 2 3o). Il duca rieri d'onore, che le comunicavano a'se-

di Monfort. Il duca di Galizia. I prinio- greti, quali le partecipavano al maestro di


i

genilide'IordRoxbrugh e Benienon acat- camera. Alti elianti camerieri extra e scu-


tolici. Lord Waldegrane nato da una fi- dieri assistevano al servizio e custodia del-
glia naturale diGiacomo il. Capo 09: le porle della camera de' liussolanli loro
Istruzioni del 1790 sul praticato nella residenza. I bussolanti, i camerieri extra,
corte pontifìcia particolarmente da. Be- gliscudieri pel disposto nel 167 Sservi vano
nedetto XI P^ a Pio fi inclusive. Conte- per turno ogni 3. ''settimana. I camerieri
nendo cose già riferite, riporterò soltan- extra e gli scudieri col mezzo de'bussolan-
to quelle che non lo furono o meritevoli si doveano mandare le ambasciate, ed in
di menzione. Dopo i particolari minuzio- loro assenza supplivano i camerieri f'X^ra.
si de' diversi incontri e accompagni dei I capitani de' cavalleggieri e le loro cor-
maestri di camera,con que'personaggi che nette, gli uftiziali svizzeri e le lancie spez-
lìgodevano nell'udienze, ne'pa la zzi Vali- zate,assislevano nell'anticamera della bus-
cano e Quirinale, colle loro diversità; in sola didamasco, passando nell'anticame-
lalecaposiavverte,chenellai. 'anticamera ra segreta quando il Papa ammetteva al
segreta non s'inf roduceva verun estraneo, bacio del piede una comitiva di forestieri
che veniva per l'udienza, né ambasciato- o le famiglie degli ambasciatori. Gli aiu-
re, né principe.Essa avea la bussola di le- tanti di camera del Papa doveano essere
gno, che rispondeva all' anticamera no- di guardia almeno due per giorno, uno
bile della bussola di damasco. Indi si dice di (.'guardia, l'altro di 2.^ Il i.° non do-
che alle dame titolale sidavano cuscini vea mai partire dalla camera dietro quel-
per sedere in numero di due o tre, ed an- la nella c|uale dava udienza il Papa, e l'al-
che quattro secondo l'età e condizioni del- tro dovea trovp.rsi pronto nelle ore piìi
le medesime; le non titolate non siedevano necessarie a! servizio del Papa, come di
mai avanti il Papa, regolandosi tale u- vestirlo e spogliarlo, e nel tempo in cui
dienze con istruzione del maestro di ce- il primo anilava tempo del-
a pranzo. In
remonie. Non s' introducevano dame dal l'udienza gli scopatori segreti non poteva-
Papa se non erano condotte dalle dame no penetrare nell'anticamere, ma restare
sue parenti,© dagli ambasciatori o dalle nella loro stanza di guardia per ubbidire
principesse serenissime. Se durante l'u- a'cenni degli aiutanti di camera. Questi
dienza suonava \'/4i'e Maria, entrava dal per ambasciate al maestro di camera e
Papa il maestro di camera per avvisarlo, camerieri segreti, per parte del Papa, si

onde alzarsi in piedi e recitare V Angelus recavano nell'anticamera segreta, il ile-


Domini. Due camerieri segreti parltci- cano pe'bussolanli passava le sue amba-
U DI udì 69
sciate, e se occorreva parlare al maestro cedente splendore tli treni, di abbiglia-
^^i camera recavasi nella stanza defili sco- mento e di corteggio. Indi per le nuove
patori segreti. I famigliari intimi cuhicti- circostanze deplorabili della 2.'^ occupa-
lari del l'apa erano subordinati al mae- zione de'dominii tiella s. Sede e deporta-
stro di camera ; i famigliari palatini al zione del Papa, dopo l'altra restaurazio-
inaggiortlon)o, COSI i palafrenieri, ma nel- ne della Corte di Roma (vocabolo di cui
le cose di servizio del palazzo, ed egual- riparlai a Sede apostolica), pel progre-
mente i bussolanti, camerieri extra e scu- diente spirilo pubblico del secolo manife-
dieri, tramie il tempo delle udienze. Nel stamente propenso alla libertà e alle no-
quale dipendevano dal maestro dicame- vità, che alterò persino le convenienze
la eziandio tutte le guardie, nel resto di- del Saluto [K) e per lo Starnuto (^.),
pendenti dal maggiorilomo. In attualità vieppiìi si ommise rilevante parte delle
del servizio de' treui, la scuderia che vi costumanze antiche di civile convivenza
si impiegava dipendeva dal maestro di gerarchica e graduatoria, e s'introdusse-
camera, nel rimanente dal maggiordomo. ro forme piìi semplici e di lieve distinzio-
In seguito l'udienze continuarono ad esse- ne ; mentre dall'altro lato e in generale,
ledislribuite quasi in tutto come per l'ad- con solenne contraddizione, si cadde in
dietro. Occorrendo al Papa di mandare pregiudizievoli e miserabili eccessi, sia pel
un'ambasciata ad alcun personaggio, in- fatale, immorale e rovinoso Lusso (^^.),
viava un cameriere segreto, e talvolta un anche di Lutto (^'^•); sia pel ridicolo e pro-
bussolante idoneo. Alessandro Vili si ser- digo cumolo de' Tìtoli d'onore (^'.); sia
vi d'un bussolante per un' ambasciata a per la quasi generale profusione di Or-
d. Ferdinando Vnldes naturale di Filip- dini a Decorazioni e insieme di gradi e-
po V e generale d'artiglieria. Vi andò con questri, e talvolta non senza esposizione
un frullone [)alatino e due palafrenieri. di chi li sebbene nella piti parte
riceve,
Facendo annunziare il suo arrivo, fu ri- direttamente o indirettamente sono pro-
cevuto alla carrozza da due gentiluomi- vocati da loro stessi con insistenze vane ed
ni, e incontralo in sala da d. Ferdinando ambiziose, per reputarsene degni e me-
che gli die la destra, indi lo fece sedere ritarli. Quanto all'udienze del Papa, s'in-
e cuo[)rire. iNel partire fa accompagnato trodussero que'seinplici ceremoniali di cui
fino a capo le scale. trattai a'propri luoghi, e che accennai qui
Per le strepitose politiche vicende che in principio, oltre quanto mi resta e va-
grandemente aflliisero il fine del secolo do a dire, l prelati maestri di camera so-
passato, e stranamente travolsero tutto gliono stampare per regolamento dell'an-
l'ordine ptd)blico in Europa, prevalendo ticamera pontificia la tabella da loro sot-
lo spuito democratico all'antica aristocra- toscritta de' giorni d'udienza e delle va-
zia calle norme araldiche, quasi dapper- canze. Dalla collezione che posseggo dal
tutto si dismisero buona parte de'pesanti, i83i a oggi, comincierò dal riprodurre
eccessivi e minuziosi ceremoniali di eti- lai.^ pubblicata con approvazione di Gre-
chetta e di trattamento. Depauperato lo gorio XVI da mg.' Pdudolfi-Alberici poi
slato pontificio dagl'invasori francesi e dal- cardinale, e quindi farò delle osservazioni
l'elìluiera repubblica, negl' inizi del cor- delle altre, per la soppressione d' alcuni
rente secolo Pio VII fu costi etto restrin- ministri e sostituzione d' altri, oltre alcu-
gere il numero e le provvisioni della Fa- ne variazioni; e su quella in vigore. £/-
miglia Pontificia (/ .),efece sempliciz- dienze destinale, da Nostro Signore a' qui
zare diversi ceremuniali di trattamento descritti, i quali tutti hanno articoli. Lu-
civile e così (juello dell'udienze, ed il re- nedì nella mattina, cardinal segretario
slaule della romana corte restrinse il pie- dc'uieiuoi'iali, geuerali e procuratori 30-
70 udì U D I

ueiali religiosi, e secolari clieraveano iiii- di s. M.'' degli .Angeli o pia casa d' indii-
lilorala: ncìhsera i mg. ri segi elenio del vliia, ogni i5gioini. L'ora in cui si apre
toucilio, e de' brevi a' principi. iMartedì l'udienza è alle 3 antimeridiane nella mat-
nella ìnallìna , cardinal pro-datario con tina; nella sera all'Ave Maria o ore 2/\.
mg.' sotlo-datario, cardinal segretario dei Giorni nt''(jiiali vara i' udienza. Ctewnaxo^
brevi, a)g/ segrelario della concistoria- s. Antonio abbate. Cattedra di s. Pietro

le, mg.' elemosiniere, p.maestro del s. in Roma, ss. Fabiano e Sebastiano, Cou-
Palazzo: nella stia i rrig.ri maggiordo- \ersione di s. Paolo. Febbraio, Cattedra
mo, segrelai io di coiisiiUa, segretario de di s. s. IMattia apo-
Pietro in Antiochia,
gli a/lari ecclesiastici. Mercoledì nella inal- stolo. Marzo, s. Tommaso d' Aquino, s.
tl.'ia, i
mg.i'i governatore di Rema, udi- Francesca romana, s. Gregorio Magno. 1

ti le della camera, tesoriere, segretario Aprile.s. IMaico. Maggio, s>. Filippo e Gia-

del buon governo, presidente dell'almo- como, Invenzione della Croce, s. Pio V.
na e gì ascia, presidente degli ai chi vi e Giugno, Cominemorazione di s. Paolo.
ipoteclie, presidente delle strade ed ac- Luglio, Visitiizioiie della D. Veigine, s.
que, presidente della zecca : nella sera i INlaria ^Maddalena, s. Giacomo apostolo,
uig.ri assessore del s. offizio, e segretario s. Anna. Agosto, s. Pietro in N'incoli, IMa-
delle lettere latine. Giovedì nella mani- donna della Neve, s. Lorenzo, s. Rocco,
na, congregazione del s. ollizio alle 2 an- s. Bartolomeo a[)oslol(), Decollazione di

linieiidiane, innanzi o dupo la (jualehan- s. Giovanni Eatlista. Settembre, Esalta-

ntj l'udienza i cardinali prefetto di pro- zione della Croce, s. IMalteo apostolo. Ot-
paganda, e vicario di Roma; cjuandu non tobie, s. Fiancesco d' Asisi. Novembre,
vi è una congregazione vaca 1' udienza : s.Martino vescovo, s. Caterina, s. An-
Della icra mg. li uditore del Papa, e se-
i drea apostolo. Dicembre, s. Lucia, S.Tom-
gi etario de'bievi a'priucipi. Venerdì nel maso apostolo. Inoltre vaca l'udienza
la manina, cardinal [)ro- datai io con mg. in tutte le feste di precetto ed in tutti i

sotto-datario, i cardinali segrelario dei giovedì deiranno, in tutti i giorni di cap-


brevi e segrelario de" memoriali, i
«ng.ri pella papale (eccettuate le sere delie do-
commendatore di s. Spirito, e segretario meniche di quaresima e dell' avvento ),

de' l'iti: nella sera il cardinal penitenzie- pel concistoro (cioè in tulli i concistori
le maggiore, e mg/scjjretario de'vescovi pubblici, e pei segreti la sola mattina ),

e regolari. Sabato nella maUina, i mg." per l'esame de' vescovi, per le congrega-
governature di Roma, tesoriere, econo- zioni avanti al Papa Corani SSaio, per
mo e segretario della fabbrica di s. Pie- le prediche in palazzo, dal i.° lunedì di
tro, e presidente dell'armi, senatore di carnevale inclusive lìuo al mercoledì del-
Roma, conservatori e loro fiscale : nella le ceneri, dal martedì santo inclusive fino
sera i mg.ri segretario delle lettere latine, al lunedì in Albis, dal sabato di Pente-
e promotore della fede, maestro di casa coste inclusive fino a tutla l'S.', dal gior-
de'palazzi apostolici ogni 5 giorni. Do- i no tli s. Francesco fino a (|uello di s. Mar-
menica nelia uiallina, vaca 1' udienza : lino, cioè ila' 4 ottobre inclusive all'i i

nella sera mg.ri segretario di propagan-


i novembre, dalla vigilia di Natale inclu-
da, e uditore del Papa, amministratore sive fino al giorno dell' Epifania. Nella
generale de'lolti ogni i 5 giorni. 1 cardi- riferita tabella e nelle altre non sono ac-
nali cauierlengo, piefelii delle congrega- cennale le udienze domandale al Papa
zioni, pi esidcijtedc'susM(lii [lolrauno ave- per organo del segrelario di stato dal
le l'udienza ogni giorno, tranne il lunetlì corpo diplomatico, uè quelle ili altri che
e i giorni di vacanze Mg.' presidenle di 1 invocano pel maestro dicainera: neppu-
s. IMicIicIe, e mg.' presidente dell' ospizio re lo sono l'udienze quotidiane dc'cardi-
udì udì , 7,
naii segret.uio ili stato, e segretario [)t'r di questo ^ V amarezza j la Calledra di
gliiidaii (li stato interni istituito nel i 833, s. Pietro e circondata di pungolij e il

tranne il giovedì, jier impotenza o assenza peso e tale, che opprime gli omeri pài
<leV|nali aveano l'udienza i sostituii, co- robusti! Finalmente Papa è verace- il

me si pratica in quasi tulle le altre cari- mente quale virtuosamente s' intitola :

the. I segretari di stato e loro sostituti a- Siri^'us Seivoruin A?c'/ (A.). Nel 832 di- 1

veano l'udienza ordinai ia nella niatliiia venuto maestro di camera mg."^ Fieschi
(la siraortlinaiia essendo libera a tutte ora cardinale, pubblicò la tabella delle
l'ore), prima dell'udienza ordinaria, in- udienze e delle vacanze, dalla quale ri-

trodotti dagli aiutanti di camera per la cavo le seguenti aggiunte e varianti. Lu-
a/ anlicciuiera segreta; cioè il segretario neilì innttitnn, udienza al cardinal presi-
di stalo i U)artedì, veneidì e duu)enic:i, il dente de'sussidii : nella sera al cardinal
segretario (ler gli alliiri di sialo inteini i piefelto di segnatura. Martedì seva, 11-
lunetlì, mercoledì e sabato, solo vacanilo dienza al cardinal presidente (.Iella con-
nelle feste di Pasqua, ss. Pietro e Paolo, giegazione della revisione de'conti. Mer-
e s. INiilale, pe' ponlincali che deve cele- coledì mattina, udienza al cardinal pre-
brare il Papa. Sebbene in tabella pel mag- fetto dell' immunilà. Sabato sera, cessò
giordomo fosse stabilito il martedì sera, l'udienza al maestro di casa de' ss. Pa-
Giegorio XVI 1' uilì ogni mattina, tran- lazzi, per le frequenti e (piasi rpiotidiane
ne le feste e alcune vacanze, e occor- udienze accordate al maggiordomo. Do-
rendo a qualunque ora, introdotto da- menica sera, udienza al presidente di s.
gli aiutanti di camera nella mattina (m- Micheleogni 5 giorni. Divenuto tnaestro
i

duiariamente avanti i delti cardinali se- di camera mg."^ Pallavicino, poi maggior-
gretari. Veramente i Pouteflci, e credo domo e di presente arcivescovo di Pirgi
che ninno piìi di me possa airermarlo ,
in parlihus, nel 1 840 pubblicò la tabella
non conoscono di fatto mai vacanza, non dell'udienze e delle vacanze In questa os-
hanno ne giorno né ora pro[)t-iamente servo concessa l'udienza nel lunedì mat-
liberi e d' intera quiete, essendo più oc- tina a mg.' segretario ilella disciplina re-
cupati, generalmente parlando, ne'gioi ni golare, e tolti i nomi (le'geneiali e procu*
delle seilicenti vacanze. Sempre senza in- ratori generali, e de' secolari generica-
terruzione di giorno e di ora,i l'api iiule- mente, (piali tutti venivano esauditi nel
i

fessamente iujpiegano il prezioso tem[)0 domanriarla per detta o altra mattina.


o nel ricevere all'udienza o nell'applicare Nel martedì mattina, tolta l'ordinaria u-
agli affari della Chiesa e del principato dienza al segretario della concistoriale,
temporale, o nel celebrare e assistere le trasportala al mercoledì sera, e invece so-
sagre lunziuni, o nell'esercizio molteplice, stituita e trasferita quella di nig.'^presiden-
gravissimo e laborioso della sublime du- le di s. Michele ogni 5 giorni 1 : nella sera
plice rappresentanza. Gli stessi riaggl e levata l'udienza al segretario degli afìfari

/' illfggiature (/'.) pe'Papi sono una con- ecclesiastici e trasportata al mercoledì se-
tinuazione di udienze, e di continue oc- r^^.Nel mercoledì /;/.'Z///«<7,Iolta al cardinal
cu[)azioni e prestazioni, di atti di benefi- prefetto dell'inimunità, al segretario del
cenza, nelle cjuali si fauno tutto a lutti. buon governo ed a'presidenti delle strade
La comlizione del Papa quale la
(/'.) è e della zecca, ed in vece concessa al cardi-
descrissi e celebrai in iimumerabili arti- nal prefetto dell'acquee strade : nella ie-
coli, (juale la delinirono Adriano IV e ra aggiunte le dette udienze de'segretari
Marcello II, ed arroge che io anco qui il degli affari ecclesiastici, e del concistoro.
ripeli : Che ninno e piìi mi serabilf delio iNt:l giovedì sera accordata al direttoredel
mano Pontefice [f".) j Uilla la feUdià debito pubblico. Nel sabato scra,io\h\ l'ii-
-

72 udì udì
dienza oiclin;iiia al proiuulore della fede, giugno 1847, sul consiglio de' niinislri,
ptjiòda ilouiiunlarsi al bisogno, ed invece decretò: § 38 e seg. ministi cun^eivano l i

."•tabilila a'cartlinaii camerlengo, e vicario il privilegio tlell'udienza sovrana: lo con-


di lloMia. Le udienze della malltiia si fis- servano pure i capi de' dicasteri, qualora
saronoaorea 1/2 antimeridiane. iNotero ne godano altualnienle. Ogni ministro
che le riportate variazioni hanno origine farà rapporto speciale al sovrano degli
anteriore, che non posso stabilire per a- alfari dipendenti dal suo ministero, pro-
vere smarrito la tabella pubblicata du posti e deliberati nel consiglio ; quindi
mg/ Massimo, successivamente maestro parteciperà le risoluzioni sovrane al se-
di camera, maggiordomo e cardinale. Nel grctario, per parteciparle a'singoli mem-
184?- fitto maestro di camera mg.' de bri del consiglio medesiujo. Tutti mi- i

JMedici, ora cardinale, il 1 ."gennaio 1


847 nislri e tulli i capi di dicastero che godo-
pubblicò allra sua tabella per l'mlienze e no il privilegio dell' udienza sovraoa, do-
vacanze collo stemma del regnante Pio LX. vranno riferire al cardinal segretario di
the l'approvò. Eccone le variazioni. Lu- stato le decisioni e gli ordini del sovra-
iiedì inallina, l'udienza fu levala al chr- no. Quindi con l'altro cnolo-proprio dei
duial presidente de' sussidii e trasferita al iq dicembre 847? egualmente sul consi-
i

martedì 5e/V7, ed in vece concessa una voi- glio de'minislri, dispose cogli art, 8g ec)o; ]

la al mese al cardinal prefetto del buon 1 soli ministri seguitano a godere rego-
governo (canea poco dopo cessala), ed ai larmet\le dell' onore dell'udienza sovra-
«ng.ii promotore della felle e avvocato dei na, la cpiale cessa per lutti gli altri capi
poveri: nella 5e/Yi fu trasferita quella del- di dicasteri subalterni ed annessi a' mi-
r economo e segretario della fabbrica di nisleri. L'udienza è ordinariamente una
s.Pielro che l'avea il sabato manina. Mar- volta per settimana a ciascim ministro;
tedi *erfl!, trasferiti il detto presidentede' eccettuali que'tninistri pe'quali ilsovia-
sussidii, e mg."^ commendalore di s. Spi- nodispongadiversamenle.Divenulomg-'^
rito una volta mese, questi [)rima go-
al Borromeo Arese maestro di camera, il
ilendo l'udienza il venerili mattina. IMer- i

agosto 85o slaujpò la
i tabella dell'u-
coledi /«^//Z//if7j le udienze de' mg.ri pie- dieuze e delle vacanze coli' assenso del
sidenti dell'annona e grascia, e degli ar- Papa, ed è la seguente altiialmenle in vi-
chivi e ipoteche ridotte a una volta ai gore. Lunedi inaUina, carilinal scgreta-
inese. Nella domenica sera fu concessa rio de' menmriali, ministro delle armi,
stabile a mg.' segretario degli sludi. L'o- mg.' segretario della disciplina regolare
lario si fissò, per le congregazioni avanti il i.°e 3.° lunedi del n)ese, mg.' promo-
al Papa oreg anlimetidiane,e le io l'u-
le tore della fede il 2.° hmedi, mg.' avvo-
dienze giornaliere della manina^ conti- calo de' poveri il 4-'' lunedì, mg.' presi-
iiuandosi quelle delia sera all' Ave Ma- dente dell'accademia de' nobili ecclesia
ria. Si dichiarò, che l'udienza pubblica siici il J. "lunedì : di .ve/'flf, cardinal [u-efelto
si teneva due volte al mese di gioveilì di segnatura, mg."^ segretaiio del conci-
allec) antimeridiane, e quando cadeva la lio, mg.' ecomjino e segretario ilella rev.

congregazione avanti Papa doveasi tra-


al fabbrica di s. Pietro, mg.' segielaiio dei
^ferire al giovedì seguente. La descrissi brevi a'[)rincipi. Martedì maldna, cardi-
nel voi. XLl, p. i3c), ma poi cessò. Ivi nal segretario de'bievi, cardinal pro-da-
dissi pure dell'udienza pubblica accorda- lario con rag.' sotto-datario, cardinal vi-
la una volta al mese alle dorme nel Cuf- silalore dell' ospizio apostolico ili s. IMi-
/eauiiis delgiardino Quirinale, e come elicle 1
."
e 3." martedì del mise, mg.' ele-
procederoiio le due ch'ebbero luogo. Il mosiniere, p. uìaestro del s. Palazzo : ili

ir^HUMle Piu IX, Col mulo-proprio de' 1 1 icva^ qig.' coui menda loie di s. Spiiilu 3/q
udì udì 73
Dmited'i, n)g.'segrelario{li consulta. Mer- nlTincIiè tutti coloro che sono addetti al
coledì maltiiui, ììViìù^Uo ile'lavoii pubbli- servizio dell'Anticamera Pontiiicia vi si

ci, luinislro (leiriiilei no, mg.' vice-camer- possano conformare, 1. Non sarà permes-
lengo iliieltuie generale di jjolizia, mg.' te- so ail alcuno che |)resta il servizio nellan-
soriere ministro delle finanze:di.yerrt,mg.' ticamere ne'giorni d'udienza di penetrare
assessore del s. Oiliziojmg."^ segretario ilei in (juella segreta, pria che il maestro di
concistoro, mg.' segretario degli all'uri ec- camera si presenti al suo posto. 11. Cia-
clesiastici, mg/ segietario delle lettere la- scheduno dovrà occupare 1' anticamera
tine. Giovedì mnlUna, congregazione del con ispondente al grado, senza confonder-
s. Oflìzio : di stia, '"g-' uditore di Sua si cogli altri dell'anticamere diverse. III.
Santità, mg. segretario de'brevi
^' a'|)rin- Le ambasciate saranno passate da an-
cipi, mg."^ sostituto de' sagri riti i." gio- ticamera in anticamera col mezzo di co-
vedì d'ogni mese. Venerdì mattina, car- loro che prestano il respettivo servizio, ed
dinal segretario de'brevi, cardinal pro- in tal modo giugneranno insino al maestro
datario con mg/ sotto-datario, cardinal di camera : qualora si trattasse di sog-
segretario de'meinoriali, mg."^ segretario getti che dovessero [uemiuosainente par-
de'riti: diserà, cardinal penitenziere mag- largli, ma che non godono dell'onore di
giore, nig."^ segietario de' vescovi e rego- entrata, allora accuinpugnati dal busso-
lari. Sabato inalima, mg.' vice- camer- lante fermeranno nell'aulicarnera d'o-
si

lengo direttore generale di polizia, mg."^ nore, ove il maestro di camera si recherà

tesoriere ministro delle Gnanze (nig."^ mi- per sentirli. IV. Non tutte le persone che
nistro di grazia e giustizia, n»inislero poi sono ammesse all'udienza haiuio la slessa
riunito a quello dell'interno): di sera, qualità, io stesso grado, e godono gli stes-
canlinal vicario, »ug.' segretario delle si privilegi ; etl è perciò che nel palazzo
lettere Ialine, mg/ segretario della vi- sovrano vi è la distinzione delle diverse
sita apostolica il 3.° sabato d' ogni me- anticamere; quindi nell' anticamera se-
se. Domenica di sera, mg/ segretario di greta, oltre gli £iBÌ. eRini. signori Cardi-
propaganda, mg."^ uditore di Sua San- nali che vi passano di diritto, possono a-
tità, Uig.' segretario degli studi. Nel re- vervi r ingresso i patriarchi, gli arcive-
sto per le vacanze si continua ad osser- scovi e vescovi, i prelati di manlellelta, il

vare il precedente e siiddescrillo siste- maestro del s. palazzo apostolico, i came-


ma. Mg.' de Medici ili/ gennaio i843 rieri segreti partecipanti in abito paonaz-
pubblicò stampato il Regolamento per zo (raiTimento che fra di essi, oltre quei
il seri/izio interno dell' Anlicaniera Pon- di lai nome, si comprendono ancora l'ele-
tificia ne' giorni cV udienza. Questo è del mosiniere, il segretario de'brevi a' prin-
seguente tenore. » Anticbis>iii)e sono le cipi, il sostituto della segreteria di stato,
prescrizioni che hanno regolato in tritìi i il sotto-datario, il segretario delle lettere
tempi il servizio interno dell'Anticamera latine), i camerieri segreti soprannumeri
Pontifìcia, ed èslato riconosciuto sempre in abito paonazzo, i camerieri segreti di
utilissimo a! buon andamento di rinno- spada e cappa,! cereinonieri pontificii, i

vellarne di tratto in tratto la osservanza: cavalieri gerosolimitani, i principi assi-


quindi è, che il Maestro di Camera di iXo- stenti al soglio, il senatore, i conservatori,
stro Signore, tenendo fermo alla massima i principi, gli ambasciatori, i ministri e in-
di doversi stare strettamente a quanto tro- caricati ilelle [)otenze estere, i generali
vasi stabilito dagli antecessori, che per d'armata: tutti gii altri costiluili in digni-

orale tradizione si trasmetteva a' Maestri tà, o gradi, o titoli debbono prender po-
di Camera prò tempore, rende pubblico sto nell'anticamera d'onore: e da ultimo
eplie ilatupe li incseule Ueyolamealo, coloro i quali vauuo cumi^nesi nella cltis-:
r4 UDÌ U D l

se connine si dehlìono fermnie iteli' ;in- ma serve per inleiligenza della sentinella,
lirameni d<''bi!ss(j|fmli, e al iitomeiito ilol perchè non si opponga all'entrata di co-

l'iulicii/.a l'mi linaio r iiltro vcn ;nino in- loro che hanno libero l'accesso. Vili. La
Irodolti come iip[)resso. V. L' udienza seiitinel'a della civica scelta (ora guardia
sarà legolota nel seguente modo. Li biis- palatina) postata alla porla dell'onticame-
fcolaiili ricliiederaniio alle persone non ra de' bussolanti, non palmellerà 1' ac-
coslilnite in dignità, che si presenteranno cesso nella stessa ad alcun cameriere che
nella loro anlieamera, il biglielto d' u- segue il suo padrone: ne' casi solamente
(lieiiza, a meno che questa per !a slrellez- di sagre funzioni nell'appartamento, nei .
*
za de! (eaipo non sia stata accordata a (piali gli Emi. e Rmi. «.ignori Cardinali
voce, ed in questo caso interpelleranno il nella della anlicamera de' bussolanti in-
segretario del maestro di camera : e^si dossano le cappe, e di poi terminata l<i

accompagneranno le persone ammesse funzione, dimettendole, riprendono le

insiuo alla bussola dell'anticamera d'o- maiilellette (e le mozzelte), essendo ben


nore, e ilopo averne indicato al camerie- dovuto che i camerieri (de' cardinali ad
re d'onore il nomee la qualità, lilorne- essi) prestino i loro servigi, la sentinella
ranno al loro posto: il cameriere ti'onore, permetterà loro che entrino nella ripe-
giusta la prescrizione dell'articolo IV, se tuta anticamera, e dopo adem[)iulo il lo-
le persone introdotte godono dell' am- ro ufìlcio ne sortano, rimanendo nell'an-
missione neir anlicamera segreta, le ac- ticamera guarnita dalla civica scelta, ove
compagnerà sino alla bussola stessa, in- deljbono rimaniMe del pari i caudatari, a
dicando al cameriere segreto soprannu- seconda della distinzione e gradazione che

merario il nome e la qualità: se poi le per- si fanno nelle anticamere de'signo-


stesse
sone non godono di tale onore, preiide- ri Cardinali, giacché nell'anticamera dei
laniio posto nell' anticamera d'onore. busNolanti vi si tiallengono i genliluomi-
VI. Al momento deil'udiciua il maestro ni e maestri di camera de' lodati signori
di camera indicherà al cajneriere segreto Cardinali, ed ivi ,>iono pure il capitano a-
soprannumerario il soggetto che dev' es iulante maggiore della guardia ca[)ilo!ina
sere ammesso; qualora questi si trovi nel (non piìi pel narrato superiormente, ma
l'anticamera segreta, il cameriere segreto raiotanle maggiore della guardia palati-
soprannumerario lo inviterà ad accostar- na ), e r ulllziale della guardia svizzera, ti

si, ond'esscre introdotto; trovandosi ne! IX. Circa il termine dell'udienza il ca-
l'anticamera d'onore, ne passtrà l'avviso meriere segreto soprannumerario, pre-
a! cameriere d'onore, e se poi trovasi nel- vio il permesso ottenuto dal maestro di
l'anticameva de' bussolanti, il cameriere camera, passerà l'avviso al cameriere d'o-
d'onore ne passerà l'avviso, VII. La senti- nore per approntarsi il frullone ( onde
nella delle guardie nobili postata alla bus- riportarli alle loro abitazioni ), e ({uesli

sola dell' anlicaaiera pro'^sima a quella a'bussolanli, die ne avvertiranno il com-


tic' bussolanti, non periuelterìi l'ingresso missario battistrada. X. In tutte le sor-
iieiranlicamera d' onore ad alcuno, che lite di Sua Santitàappartamenti dagli i

non accompagnato da'bussol.uiti co-


sia : camerieri segreti soprannumerari, dietro
loro che non vanno soggetti a tale forma- gli ordini del maestro di camera, passe-

lità sono gli slessi conlem[)lati nell'arti- ranno l'avviso a' camerieri d'onore, que-
colo IV, e [liìi i palatini in generale, e quei sti a'bussolanli, e ciascuno ueiranlicame-
diesi trovano in attua! servizio : questa ra respettiva a|)rirà le bussole di mezzo
eccezione però non esclude l'olìbligo che (di recente lolle). XI. Si spetta a'bussolan-
liiinno i bussolanti di accompagnare tutti li di presentare al cameiicre il'onore, e
iiiio alla bussola dell'anticamera d'ouoi e; quelli al segreto soprannumerario le co*
UDÌ U D I
75
rone da benedirsi da Sua Sanlilà, e con gendarmi e le due sentinelle svizzere), fa-
Io slesso ordine leli ogrado liporlarsi nel- ranno parata a tulli gl'individui nomi-
J' anticamera de' hussolaiili per coiise- nati di sopra, e più a'personaggi qui sot-
giiaisi al decano. XII. Tulle le volle che to descritti , a' cuonsignori governatore
Sua Sanlilà per funzioni in palazzo di' (ora vice-camerlengo direttore generale
scende, li bussolanti di servizio alla qua- di [)()lizia), uditore della camera, tcso^
dialuia (della cappella pouliiicia), ed alla riere e presi<Ienle dell' armi (ora al mi-
sedala (dentro la quadialura slessa)deb- nistro delle armi laico), a' conservatori,
bono presentarsi nell'aulicanìera, ed ac- al generale comandante in capo le truppe
compagnare il corteggio tanlo nel discen- di linea, ed al pro[)iio couiaiidante iu ca-
dere, che nel salire. x\lll. Quante volle po. Gli onori scambievoli tra coipo e cor-
Sua Sanlilà passa nell'aiiticauicra del tro- po saranno regolali nel modo seguenle.
no (cioè in quella mentovala d'onore), sia La civica scelta e la guardia capitolina
neirocca>ione de' concistori segreli, esa- ( ripeto ora guardia palatina ) faranno
me de' vescovi, congregazione de' sagri parala colle armi portate, nel passar la
liti, sia per allie circoslan/e, tulle le an- guardia nobile; questi due cor[)i poi si

ticamere passeranno indietro collo slesso rendei'aimo gli onori scambievoli com'è
oidine: terminala la funzione ciascun cor- prescritto dall' ordinanza militare. L'u-
po tornerà al suo posto. XIV. Nelle anti- nità del comando, com' è necessaria iu
camere pontifìcie ciascuno si nel parlare, ogni sistema militare, così in quello che
che in altro userà riguardi ben dovuti
i riguarda il servizio nell'anticauiere poti-
al luogo ove risieile il soviano (aggiun- lificie; cpiindi tutti i capi de' corpi mili-
giamo, e sommo Pontefice). XV. Per tari in esse di servizio ilevono essere su-
conservarsi la esattezza ticlia disciplina bordinali al comandante della guardia
ne' diversi corpi militari che trovansi nel- nobile, e oltre all'essere da questi ispezio-
ranlicamerepontificie,resente della guar- nali, debbono dargli il rapporto di tut-
dia nobile di servizi(j, di lem[)OÌn tempo, tociò ch'è relativo al servizio stesso, e da
durante le ore dell' anticamera, ne pas- lui solamente debijouo ricevere gli ordi-
serà la ispezione, non perinellendu che le ni che il maestro di camera gli comuni-
; sentinelle passeggino, né che lenghino cherà. Sortendo Sua Santità, i distacca-
l'arma a terra, ma al braccio durante il menti di cavalleria che la scorteranno,
tempo della fazione. Lo slesso invigilerà saranno dipendenti dal comandante il di-
perchè sieno resi da'diversi picchelli gli staccamento della guardia nobile,dal (pia-
onori dovuti a misura del grado e della le riceveranno gli ordini, ed a cui faran-
dignità di ciascuno nel modo come ap- no il conveniente rapporto. Qualora uno
presso. La guardia nobile faià parala di {juesti corpi avrà bisogno di fir [)assa-
colle armi agli Ead.ePuni. signori Cardi- re amhasciate nell'interno dell'anticauie»
nali, a S. E. mg.' Maggiordomo di Sua re, lo farà per mezzo del proprio capo-
Santità,airillmo. e Kmo. mg.'^Maestiodi posto, che ne passerà la domanda a([uello
camera, Sovrani e Principi reali, agli
a' che gli sta avanti, onde si serbi dovuta
la

Ambasciatori, a' Principi assistenti al so- trafila. XVI, Il maestro di camera nel
glio, a'comandanti della guardia stessa,ed rinnovare quest'antichissime prescrizio-
agli ullì/jali del projtriocorpo farà pata- ni, non ha altro scopo, che di risve-
ta senz'ardii. La
civica scelta e la iiuar-
o gliare iu tulli r obbligo dell' adempi-
dia capitolina (la (."slava nell'anticamera mento, che il correre de' tem[ii ha fat-
dell'altuale guardia palatina, che fu so- to in parte obliare j persuaso d' altron-
stituita ad ambedue, la i' o capotori ri- de che tutti si faranno un dovere di scru-
biedevauu nella 1.'' aulicaiuera ove sono i polosamente eseguirle, e che oiascuuo
^6 udì 11 D I

nella pni'te che lo rigtiaicln concorrerà al anche all' aiulaiìle ninggiore tìella no-
niitiileiiiuientu di (juel liisli'o e decoro minala i^uardia [sidaliiKi. Notai giìi che i
iiionii (.lei trono ove siede il sommo l^on- guanti sono vietati a tutti {|uelli che vengo-
lefìce"', no ammessi all'udienza del Papa, ed anti-
Nel voi. LV, p. I 5o riportai il decie- camente anchealleprincipessereali. Si os-
to della congregazione ceiemoniale, e- serva che gli ambasciatori e ministri de'so-
manato nell'anno i85i,snl modo co- vrani, impalmano un gnantoe l'altrolen-
nie cardinali e prelati debbono vesti-
i gonoscioUo. Si vuolecheqne'mililari gra-
ie nel recar«.i all'udienza ordinaria eal- duati a cui è permesso presentarsi al Papa
l'udienza privata del Pontelìce. Oltre i colla spada al (lancoed cappello in mano,
sovrani e principi reali, i principi, gli am- se hanno l'uso de'guanti, come finimento
lj;isciatori e ministri de' sovrani, i mar- dell' uniforme, li possano impalmare. Ai
diesi di baldacchino che ili Roma godo- soli cardinali in abito cardinalizio è per-
no i privilegi de'principi, i camerieri se- messo d'eiitiare all'udienza colla berretta
greti porìeripanti di spada e cappa, le in uiaiio. 1 vescovi e i cubiculari pontificii
guardie nobili pontificie,! generali mili- si presentano all'udienza del Papa colle
tari, sono ammessi all'udienza del Papa \esU loro proprie. Gli ecclesiastici ed i re-

ein^endo la Spada e portando in mano golari viumoalla pontificia udienza colle


il ciippello. Così i grandi di Spagna, nou vesti talari e religiose ; i litolati con abili
che i ciambellani d'alcune corti e i gen- di formalità oda città, o uniformi se ne
tiluoniini di camera, come di Spagna e godono l'uso; gli altri nobili ciascuno se-
tU;lle iloe Sicilie, il senatore e conserva- condo il proprio rango; etl particolari i

tori di Roma, il senatore di Bologna. Il vestili tutti di nero, e da qualche tempo

cappello devesi lasciare in anticamera e ancheco'pautaloni, mentre prima dovea-


iion reggerlo alla presenza del Papa, dai si onninamente incedere con calzoni corti,

militari uffiziali dal maggiore sino al gra- calxe nere di seta, e scarpe nere con fib-
<lo di generale, i quali ritengono la sola bie. L'uso degli occhiali è interdetto a chi
spada. La ritengono ancora i suddetti ca- si presenta al Papa, e se alcuno non può
valieridi Malta, di s. Stefano e de'ss.lNIau- fariiea meno, odeve leggere, convieneche
lizio eLazzaro (1* A rtaud vi aggiunge i ca- dotnandi il permesso, i cardinali, i princi-
\aiieri della Concezione di Carlo 111 ); i pi, gli ambasciatori e ministri de'sovrani,
primogeniti de'principi, i nobili titolati in i personaggi d'alto rango, i vescovi, i pre-
nnifoime, i camerieri segreti soprannu- lati, i camerieri segreti o soprannumerari
inerari e di onore di spada e cappa. JNi'l si d'abito paonazzo che di spada e cappa,
vol.XLI,p. iS (narrai cumeGregorio X\ I i generali uiililari ed altri signori distinti

introdusse la benigna consuetudine di ri- godono la prerogativa di trattenersi nel-


cevere al bacio del piede, terminata l'ulti- l'anticamera segreta; gli altri gradata-
ma udienza d'ogni sellimana,quelli che in mente nell'anticamera d'onore o nell'an-
essa erano siali di servizio nelle anticame- ticamera de'bussolanli. Si legge nel /'/o-
re,cioè il cameriere segi elo p,aiiecii)anle,e spello delle prcrogalh'c onorifiche del
quelli soprannumerario e il'uuoie di /»<-?'i- Senalo Roi/iano, non solo che viene am-
tellonej cameriere segreto soprannu-
il inesso nell'anlicamera segreta pontificia,
inerario equello d'onoredi spada ecappa; ma che avrà la precedenza, quando sia
l'esente delle guardie nobili, e rudiziile uniloal Senatore di Roma, ueireulraro
digli svizzeri, itp.ialiullitni insieme ai det- all'udienza sopra i prelati, meno mg.' vi-
ti c.imericri di S[)ada e cappa, porl.iuo la cc-camerlengo. Al Senalo lli^niano, non
.«ijtaih e il cappello, siccome inattualità ili essendovi il senatore, la precedenza gli

Servizio. OrjA è stalo concesso tuie uuore cumpcle, ma dopo i primi \ prduù ossia
UD I L n l 77
(ìi fìocclictli. Ncir enh'nie all' mlienzn i un (anlo rimorso; ed egli ò queslo clie mi
ciiidiiiali, col capo scoperto e lu l)eii(;lla agita e (Hjnlui'ba, sempre che io ponga il
e il l)ei renino in mono, l'anno imi piofm- piede neir antie:au!era segreta! Aiitica-
(lo inchino al l'apa e gli baciano la mano, menle Cnnierieri del Pana {^'.), sia di
i

indi si coprono col beriellino e siedono. ManUilone die di Spada e Cappa {f''^.)t
'
Tranne i cardinali, lutti gli hIIiì devono anche soprannumerari e d'onore, non <li)-
tare tre genuflessioni e quindi baciate il mandavano l'udii-nza, ma solo si prescu-
piede al Papa, restando in ginoccliio (in- camera per es«,ere benigna-
lavaiio in ani
die non (il il Pa[)a cenno d'alzarsi. Il Pa- mente ammessi. La benemerita ArcivoH'
pa suole fare sedere (|ualche vescovo o fra ferii ita dif. do. Decollato della della.
personaggio per distinzione, diversi pre- Misericordia, di cui meglio ragionai nel
lati, come quelli di nocclieltì, i primari voi. LXXVIII, p. 65, siccome assiste i

segretari delle congregazioni, l'assessore condannati all'ullimo supplizio, gli aiuta


del s. ofiizio e altri, massime nell'udienze a ben morire e seppellisce, gode il privi-
della sera, in cui devono leggere a lungo legio,che uno de' conflati invialo dal
nel riferire gli a(lari,il sostituto della se- provveditore al l\<pa, per la proroga
greteria di slato, e per lo stesso motivo il dell'esecuzione della giusli/ia, onde aver
direttore del debito pubblico, carica ora tempo di ridurre al buon sentiero e di fa-
vacante. Dopo i consueti ossequi siedono re gli atti religiosi ad alcuno ricalcitran-
nncora gli ambasciatori e ministri de' so- te, ch'è già stato perciò consegnalo ai con-
vrani. Dagli antichi Diari di Roma rica- frati, possa entrare subito all'udienza pon-
vo, che i cardinali e gli ambasciatori so- lificia, ancorché in essa siavi dal l'apa un
levano fìire rinfreschi, se recavansi con sovrano; tanto impoi landò al padre co-
qualche formalità all'udienza del Pa[)a. mune de fedeli la salute eterna dell'ani-
Comericeveanoessi le l'isile o personag- ma, ancorché dell'uomo più scellerato. 11
gi all'udienza, in lale articolo Io dico. Leg- Papa paternamente e con clemenza suole
go i\Q^'\ Archiatri di Marini, che il celebre accordare la proroga, anche piìi volle, e
cardinal Sanlorio teneva de' libri in cui il confrale si reca quindi a noliijcarlo al-
segnava lutto quello che faceva o diceva, l'autorità cui spetta di far eseguire l'e-
niassimameate nelle frequenti udienze strema sentenza o temporeggiarne per di-
co'Papi. L'angelico cardinal Carlo Ode- verse ore l'esecuzione, al più tardi fino
scalchi, morto gesuita in l)uon odore di verso sera. Diversi Papi rinnovarono l'u-

santità, si presentava all'udienza de'Papi dienza pubblica, ma per gl'insorti abusi


sempre mesto e riconcentralo. Per la de- do\erono tralasciare d'accordarla. Udien-
gnazione colla quale mi riguardava, un ze pubbliche e solenni erano quelle nelle
giorno osai domandargli conto di sua sa- quali ilPapa v\cevea ne\ Concistoro pub/di-
lute, facendomi pena in vederlo in tal gui- co sovrani e sovrane, principi e principesse
sa. Ed egli benignamente noi rispose: L'a- reali, cardinali reduci dalla loro legazione
spetto col quale mi vedete non deriva da a sovrani e repubbliche, e ambasciatori
incomodi fisici, ma dall'agitazione morale à' Llibidieiìza, eóeWe quali riparlai con
che sento e sempre provai tutte le volte qualche dilìusiune nel ricordato ai ticolo,

che dovei e debbo presentarmi all'udien- in cui nariai o rammentai i luoghi ove ne
za de'Papi. Trepidai, e trepido e sono agi- descrissi i nobilissimi Treni; ed in questo
tato dal pensare, che con una parola io feci la descrizione di quelli recenti del-
possa danneggiare e pregiudicare un in- l'ultimo cardinale legato a lalere invialo
dividuo, un padre di famiglia, chiunque. all'imperatore Napoleone HI, pel quale
Laonde mi preparo a porvi tiitta la possi- però non ebbe luogo uè la destinazione ,

bile circospezione e cautela, per evitare uè il ricevimenlo nel concistoro pubbli co.
r8 udì udì
Nel ms. (li mg/ Ruffo si iaccoiiln,clie li- ?}iiUì Cardinnlcs-^ct omiies Romani Ma-
tornalo (la iXapoIi il i;ii(.liii;il Lrgatoi^/'.) gislmtits. in qua lidclalnr de coimiìUiii
Cfu lo Bailjerini, CleiiiL'iite XI lo ricevè a omtìiniii Roniae dedendum ac exlerno-
nilieii7.a nel concisloro pubblico. Vi si nini itlUilale ac salute. Jerurn hacc aii-
pollò il caiditiale con numerosissima ca- diendu dependetoniiiino ab arbitrio Poh-
valcala, precedeniJo i! suo nobile treno tijìcisf quando et qiioties eani concedere

di 38 cai riaggi con ricchissime Portiere Chiapponi, //c/rt Canoriizationis,


velit. 11

( d(^lle {jtiali riparlai nel voi. LXXV, p. ben descrive le dette udienze per esse, ri-
24^) ricamate d'oro, iiuumnosì palafie- levando che a'coiicistori cardinah e gli i

nieri, 12 paggi, molli geiililiinmini e ca- altri sono invitali da' Cursori apostoli-
iiierate, la maggior parte della nobiltà ex textili laneo induii
ci [/^.), i'iolacca

romana, i i\ne nllimi nipoti del Papa, un veste, etvirgulam nodosani nigro colo
gran numero di prelati, con i2cardina- re ind)utaniprae /nanibus galantes^men-
li. Si presentò avanti il Irono o\'era il Pa- tre nel secolo XV colla palatina Campa-
pa. egli rese conto di stia legazione con na magna Consistorialis^ % invitavano i

erudili>sima orazione. Cienienle XI cor- cardinali e gli altri all'udienza del conci-
rispose con pochi periodi, assicurandolo sloro, anche segreto, ne'quali il Papasen-
del suo intensissimo amore, e della slima ti va all'orecchio o in [)ubbHco il parere
cheavca verso un uiinislro della s. Chic- de' Cardinali (7.) per ordine d'anziani
sa così degno, divisando rpiella che dovea là, la qual campana suonava pine nel

eziandio aveie il sagro collegio per le di sabato santo all' intonazione del Glorici
lui singolarissime iloli, che non meno in in excehis Deo,o\lve \a pan'ae campa-
quello, che in lutti li suoi maneggi avea nae. Per l'udienza de' Tribunali di lìo-
fallo comparire d'avvantaggio. Lodando ma (7^'.) tuttora suona la campana della
pai licolarmeiilc qui Ila della sua [lietà , Curia Innocenziana, e altrettanto fece
siiigolar deslrcz/a e liberalità. La funzio- quella della Curia Capitolina finché agì<
ne terminò con universali acclamazioni, Nell'udienze de' concistori, dal Custo.i
esecondo il costume, subitochè il Papa si Consistorii y si escludono dal concistoro
asside al soglio, mm degli avvocati conci- tutti, onde il Papa resti co'soli cardinali,
storiali propone a mente (Gregorio XVI e ne' concistoii senii-[)ubblici co' vescovi
permise che si leggesse) qualche causa e i ministri propri dell'azione, con dire
de'sanli, fìnch(è vengono i cardinali iiuo- con voce alla: Extra omnes, e di lui trai-
vi a ricevere il cappello o i cardinali le- lai nel voi. XV, p. iS^. Nell'articolo Am-
gali; acciò il Papa non ubbia ad aspel- basciatori § 6, parlai del modo come si
tare un momento senza fare alcuna a- portavano alle udienze oidinarie del Pa-
zicne. Siflatla solenne udienza degli av- pa, con accompagnamento di prelatura e
vocali concistoriali tultoia si pi'atica, ed cavalieri, e supeibo treno di carrozze, ed
il pi C'felld delle ceremoiiie gl'invila ad a- i cavalli della i." ornati con fiocchi d'oro;
vanzar>i al trono, dicendo a voce alta, /4c- equi aggiungerò che tali fiocchi spetlava-
cedant, e lìecedant [Kv nùmm. ISe'con- no anche a' cardinali ministri in Roma
cislori .semipubblici perla Canonizzazio- de' sovrani, lienchè nel sagro collegio i

ne de' Santi, \\ Papa sente con udienza fiocchi di seta framoiisla all'oro sono
soicnnei cardinalie i vescovi. Nel parlare propri soltanto del cardinal decano e dei
di delle solenni udieirze il p. Plettenberg, cardinali di lamiglie principesche, e de'
jXotilia(uriae Roinanae,iì"i^\uìì''i:Prae- marclusi di baldacchino. Ivi accennai la

ter consisloria publica dare quoque so- prerogativa particolare dell ambasciatore
lei Ponlijex in fine cujusVdìCt mensis di /V//r:;;Vi. d'essere alla presenza de'car-
publicain audienliam^citi intersunt non- «liliali vcneli o anche nobili, creato dal
V D r n D I
79
Piipa vestilo di mozzelln o sloln, Milite l'invito fallo dall'ambasciatore, moltissi-

auieato ossia Cai'nliercditWu Speron d'o- me carrozze tirale da 6 cavalli de'cardi-


rOj inedianle coll.in;» d'oro col l'odig'e drl riali, ambasciatori, ministri regi, princi-
Papa, e con r|iioll(i foiuinlilà solenni ilc- pi, prelati e altra nobiltà, co' respettivi lo-
scriUe ili tali articoli e altrove, ma per ro gentiluomini, si portarono al palazzo
]a omniissioiie della parola A e/?es/<z sem- dellacamera apostolica fuori di poi la del
bra che fosse privilegio di lutti gli am- Popolo nella Villa di Papa Giulio III, a
basciatori, di che fo avvertenza. haSpa- complimentare siiaEccellenza l'ambascia-
da soleva cingerla il Papa ovvero il fra- tore a nome de'Ioro signori, e indi corteg-
lello o nipote del P;ip;i ^tes^o, od altro giarla nella sua forniate entrata in Roma.
princiue, e gli Speroni il ca[)ilanoi\eCa- 11 cardinal Pallavicino segietario di sialo
vallt'Sigiei i, o il ca])ilai)o della guardia gli uiandò la sua carrozza nobile tirala da
Svizzera, o secondo i Diaridi mg/ Cas- () bizzarri cavalli, con entioii suo maestro
sina, ap[)arteiieva ad aii»liedue i capilani, ili camera, co' soliti lacchè vagamente
e ciie l'ani bascialore maiulava innanzi la vestili, il quale nel detto palazzo com[)li-
spaila e gli speroni. Oltie di che l'amba- nieiilò l'ambasciatore a nome del cardi-
sciatore veneto ricevea pure de' nubili e nale. 11 treno (piindi si apri da due balli-
sagri donativi come gli allri ambascia- slraila ventiti con milordino "iallo trinalo
tori; e nella i.'' udienza veniva condotto per tutte le cuciture, e camiciolino turchi-
-ilal Papa e poi riportato al suo palazzo da no gallonato d'argento. Seguiv;ino quin-
un cardinale concittadino. A me sembra di due postiglioni con milordino rosso
:

lUerìfarsi ri[)orlare qui riunito il com- gallonalo d'oro con tracolle di seta bleti ;
plesso di tante distinzioni, c(j|la descrizio- due trombe con livrea di panno turchino
ne de! pnbblico ingresso (he fece in Ro- trinata per tutte le cncilure con sue ale
ma nel 1781 r aiubasciatore ordinario alle spalle simili, e in mezzo della tromba
della nobilissin)a e pos'-ente repubblici lo stemma del Zulian; due artisti, mani-
ili Venezia, cav. Girolamo Zulian ;
1' ii- scalco e sellare in abito compagno cene-
dienza pubblica accordatagli da Pio Vf, rinfi;due coirieri della serenissima repub-
l'udienza di confido nel ir Sa, la crea- blica di Venezia riccamente vestiti; 4 ^-''*~

zione in cavaliere aureato, ch'eia l'uni- valli da maneggio co'suoi valdiapponi di


ca decorazione equestre straniera che la panno turchino con punto di Spagna di
sagace repubblica permetteva ricevere ai argento; 4 postiglioni con n)ilordiui gialli
suoi rappi esentanti diplomatici, eTinvio trinati per tutte le cuciture, e casacchiiio
de'consueli donativi poniificii. Tutto rica- turchino con gallone d'argento, che con-
vando 668,670,7460 748 de Diari
da'n. ducevano i detti cavalli da manecisiio ; il

di Roma di tale epoca. Tranne quanto capitano della piazza con abito di panno
riguarda il conferimento del cavalierato, cenerino gallonalo d'oro ; due guarda-
{e altre cerenmnie erano comuni a si/Ialte portoni in livrea di panno turchino trina-
solenni udienze degli ambasciatori ; gli la per tutte le cuciture, con cafuiciola di
ambasciatori poi slraoidinaii d' Ubbi- panno giallo gallonala d'argento, con Ira-
dienza neir ingresso in Roma facevano colle gialle rabescate d'argento; ^4 staf-
la solenne Cavalcata. Avendo il Papa lieri in livrea da cam[)agua di [tanno si-
Pio VI accorciato nella domemca aomag- mile alla già detta ; il <lecano in abito di
gio 1781 al nobile veneto Girolamo Zu- panno cenerino tutto guainilo d'argen-
iian ambasciatore ordinario della seie- to; 6 aiutanti di caoìera in abito di panno
nissima repubblica di Venezia presso la color di marasca, tulli gallonali d'argen-
santa Sede, di fare il pubblico ingresso in to; il maestro di casa dell'ambasciatore,
Roma, perciò verso le ore 20 e secondo sopra. bizzarro e ben bardato cavallo, con
So udì udì
al)itonno(li ponilo verde gfillonaln d'oro; colse l'a mi )f» «sciatore (die bnciò 11 pìrdo e
6 paggi coiiabili (iircliiiii ecnniicioln gial- la mano e fu ammesso dal l*apa all'ain-
!a, lutti gallonali d'argeiilo. Indi \eiiiva plesso, fitiindi in ginoccliio fece il compii-
la nobile carrozza del cardinal Palla vici- mento; il Papa lo fece indi alzare e porre
no circondala a'Iati da 4 lacchè dell' am- a sedere stdlo sgabello portatoda un ca-
bascialore vagamente e riccamente vesti- meriere segreto: rpieste ommissioni del
ti, con berrettoni collo stemma de'Zulian Diario di Roma sono intrinseche e per-
d'argenlo, e da altri 4tlel porpoiato [)nre ciò vi supplisco, anzi noterò che il cere-
riccamente vestiti. In es-ia sedevano, il moniale era comune agli altri ambascia-
cardinal Carlo Rezzonico nnzionalejl'am- che non a veano cardinali na-
lori, e quelli

basciatoreZulian,mg/Flangini uditore di zionali,erano accompagnati da'cardinali


rote, mg/ Carrara segretario del concilio, Prottltori) con atti parziali di paterno
ili." veneziano e il 2." bergamasco, perciò amore, avendolo trattenuto con somma
nazionali, e il maestro di camera del cardi- benignità per qualche tempo in discorso,

nai segretario di stalo. Immediatamente a Indi l'ambasciatore si portò (col cardinal


cjuesta muta a 6 succedevano a vicenda le Rezzonico, dopo aver questi deposto la

altremute, cioè quella del cardinal Rez- mozzetfa, la manleiletta e il rocchetto,


70nico con entro il segretario regio della ed invece assunto il ferraiolone rosso) a
icpnbblica, ed i maestri di camera del visitar il cardinal Pallavicino, dal quale
caidinale e dell'ambasciatore. Inappresso fu ricevutocon molla gentilezza e allabi-
\enivano altre 3 mute dell'ambasciatore lità.Quindi il cardinal Rezzonico ricon-
con nobili finimenti e con 3 vaghe stufi- dusse nella propria carrozza, con torcie
glie, avendovi preso luogo la sua corte no- accese portale dagli staffieri d'entrambi,
bile, con cocchieri colla livrea simile agli l'ambasciatore al suo palazzo, ove fa rice-
staffieri, ed i cavalcanti vestiti simili ai vutonel cortileal suono di trombe e tam-
postiglioni, che conducevano i cavalli da buri, e nella vasta sala con quello di nume-
n"ianeggio collo slemma d'argento de'Zu- rosi strumenti. Nella sera il maestro di casa
lian al braccio, e cappelli gallonati d'ar- de'ss.Palazzi apostolici Frattini gli presen-
gento con piume. La carrozza del principe lo a nome del Papa il solito regalo di 3o
Kezzonicosenatore di Roma con vari gen- portate di commestibili, e l'ambasciatore
tilnomini nazionali, ed il carrozzino da gli donò un orologio d'oro di particolare
•viaggio dell' ambasciatore tirato a 4 ca- lavoro, olire le consuete nìanciea'portato-
valli, ed un calesse con postiglioni simili ri; altro orologio d'oro regalò al maestro
a'nominati,e 3 carriaggi con copertoni di di camera del cardinal Pallavicino. Ne'
scarlatto estemmi de' Zulian. in mezzo seguenti due giorni di lunedi e martedì,
a numeroso popolo e nobiltà, perven- l'ambasciatore ricevè le visite dette di ca-
ne l'ambasciatore al palazzo veneto di s. lore, dalla prelatura e nobiltà. Otlogior*
I\Iarco,ed ivi smontato, intanto che dal ni dopo Pio VI avendo accordato all'am-
."
cardinal Rezzonico si dimetteva l' abilo basciatore Zulian la i udienza pidjbliea,
viatorio (assumendo il cardinalizio), fu- questi per Icore pomeridiane di domeni-
rono dispensati nell'anticamere copiosi e ca 27 maggio fece precorrere 1' invilo a*
squisiti rinfreschi a lutto il corteggio; e cardinali, ambasciatori, ministri regi, pre-
dopo ciò il cardinal prese in carrozza sen- lati, principi e altra nobiltà, ad eiretto di
za fiocchi l'ambasciatore, e unitamente mandarle loro carrozze co' propri genti-
col seguito delle loro carrozze e famigliari hiomini pel nobile corteggio, come segui
si condussero al Valicano all'udienza del verso l'ore 21 in grandissioio numero. In-
ra[)a, il (piale (era vestilo di rocchetto e nanzi l' ambasciatore di partire (eoe di-
niozzelta, e ricevè prima il cardinale) ac- spensare nelle vaste aiUicauiere del paiaz-
1

udì udì 8

rx) (li s. IMarco grandioso e riì)honclnnfe camera dcll'amliasciatore. Con si nobile


rinfresco eli più sorte di gcln-'i. Indi col treno e accotnpagnamento, sempre tra la

suo ricco e nobile treno delle mute s'av- moltitudine del popolo per goderne la

viò verso il suddetto palazzo apostolico, bellissima comparsa, oltre della nobiltà
preceduto dall'ombrellino co'fiocclii d'o- che ne fu spettatrice a' balconi de' pnl;iz
ro e da una bellissima berlina diFrancia di zi e dalle proprie carrozze, giunto l'am-
ollimo gusto per vanguardia, oveeravi il basciatore al Vaticano, venne introdotto
solo gran cuscino. Seguivano 24 slallleri diPioVf,
colle solite formalità all'udienza
con ricca livrea di scarlatto rosso guarnita unitamente al segretario regio, accolto
in tutte lecucitnre d'un vagogallone d'ar- con atti di parziale paterno amore, e do-
gento intersiatodi fiori a vari colori, e ca- po di esservisi trattenuto per qualche spa-
miciola con fondo di seta gialla con no- zio di tempo, passò alla visita del cai-di-
bile gnarnizionecorrispondente in tnttoal ual Pallavicino segretario di stato, rice-
giustacuore. Succedeva una vaghissima vuto con gentili maniere. Finalmente col-
Slufifflia nobilmente ricamata d'oro con la stessa nobile comparsa fece ritorno al
tersi cristalli, con gran f|iiantilà di me- palazzo di sua abitazione, con l' accom-
talli dorati e dipinta a varie figure dal fa- pagnamento delle torcie per essersi f.itto
moso palermitano Desiderati. Fn questa sera, ricevuto, comenell'uscire, col suono
."
eravi ini luogo l'ambasciatore in abito di strumenti datamburi ; e quin-
fiato e
nero ambasciatorio tutto riccamente for- di cortesemente ringraziò 5 prelati che i

nito di merletti, con 5 prelati che furono l'aveano favorito nella sua carrozza. Nel
Mattei arcivescovo di Colossi, Volpi arci- 1 782 avendo la lepubblica di Venezia ri-

vescovo di Neocesarea, Galletti vescovo chiamato l'ambasciatore Zulian, egli do-


di Cirene,Flangini uditore di rota veneto, mandò e ottenne da Pio VI l'udienza di
e Carrara segretario del concilio. A' lati congedo, dopo la predica quaresimale. A.
di essa, oltredecano e sotto decano ,
il tenore degl'inviti da lui fatti pel corteg-
marciavano 6 paggi a piedi con vago abi- gio, nella mattina di mercoled'i 20 feb-
to di raso violetto guarnito a punto di braio si adunarono nel palazzo di s. Mar-
Spagna d'argento a diversi colori, con co! gentiluomini de'cardinali, ambascia-
camiciola corrispondente. Li guardapor- tori, ministri regi, prelati e altra prima-
toni colle loro ricche tracolle, e 4 volanti ria nobiltà, andati colle carrozze de' ri-
bizzarramente vestiti di scarlattocon gal- spettivi padroni per l'accompagnamento,
lone eguale a quello della livrea e eanii- i quali furono serviti d'abbondante rin-
ciolinicompagni, suoi cotolini di seta con fresco adatto al digiuno della corrente
gran fiocchi d'argento alle bende, e ber- quaresima. Indi l' ambasciatore ascese
rettoni collo stemma de'Zulian. Succede- nella muta nobile, e con esso presero luo-
va indi il cavallerizzo in abito nero da go i monsignori Galletti vescovo di Cire-
città sopra nobilecavallo riccamente bar- ne, Flangini uditore di rota^ e Carrara
dato. Venivano poi altre due nobili car- segretariodel concilio, pi ecedulodal men-
rozze, quasi simili alla precedente e per tovato corteggio e seguito da altre due
la ricchezza de' ricami e per l'ottime pit- mute, oltre di quella di vanguardia, e da
ture e per la copiosità de'metalli, tirate da 8 carrozze a coda con paggi a piedi e nu-
6 belli cavalli frigioni, nelle quali vi pre- merosa servitù in livrea di gala. Giunto
sero luogo il segretario regio della re- al Vaticano, fu ricevuto dal Papa all'u-
pubblica, il maestro
di camera e diversi dienza di congedo con atti di singolare
succedendo a questealtre
nobili nazionali; paterno amore,e in tale occasione Pio VI
8 carrozze a coda a due cavalli, per ser- si degnò ammettere al bacio del piede il

vizio della corte nobile e degli aiutanti di Zuccati segretario regio, al quale regalò
VOI,. T.XXXII. 6
82 L D I UD I

lina prcziosn cnjona legnt.i in oro, con me del Papa la spada al!'ambn<;piatore3
medeTgiia simile nriiccliila di mnlle iii- od il cav. .Tndoco Pfyrierd'Allisliofen ca-
diili^ciize, e paiimenliomfniseal hncio del pitano della guardia svizzera, che egual-
piede hilta la Ihmiglia nobile «lell'ain- mente fu destinalo dal Papa per porre al
l>asciatore incln^ivamenle agli aiiilanli medesimo gli s[)eroni «l'firo. Trovandosi
di camera ; e eiò ferminalo fl-ce rifoi no ailonque unito il detto nobilissimo con-
alla sua residen7a. Videndo Pio VI daie sesso, ed essendo anco presente tutta la

un vero alteslato del suo paterno amore corte nobile pontilìcia, tanto quella che
airand)ascialore venetoGirolanio Znlian, compone la catuera segreta, quanto i ca- ,

determinò dicrearlo cavaliere aurealo, e merieri d'onore, appositamente in«


tulli 1

per tale funzione deslinn la domenica tiuiati, Pio VI seguendo il rito prescritto

mattina de'24 febbraio, dopo aver assi- nel pontificale rouìano (che riportai nei
stito alla cappella papale. Ver cui l'am- articoli), sostenendo il libro nig."^
citiiti

basciatore, previa la dispensa di lauto Marcncci patriarca di Costantinopoli, e la


rinfresco nel suo palazzo a' prelati e no- candela mg.' Beni vescovo di Cnrpcntras-
biltà veneta, ivi recalisi per cortegginrio, so, ambo
assistenti al soglio, creò cava-
in abito senatoiio nero, solilo usarsi nel- liereaurealo l'ambasciatore Znlian, po-
le pidibliclie udienze, parli d;illa sua re- nendogli colle consuete ceremonie, dopo
sidenza col treno nobile detto di fiocliet- la Sj)ada dal Papa benedetta, la ricca col-
iì (consisteva ordinariamente ili (^carroz- lana tl'oro, dalla quale pendeva sul petto
ze, i cui cavalli ìiveano, rpielli flella 1
.*
i la nìedaglia pur d'oro, in cui era espressa
ilocchi d'oro, quelli della 2/ di seta color l'edigie ilei Salvatore in atto di portar la

d'oro, fpielli della 3.'^ di seta e oro, quelli croce, e nel rovescio il ritratto dello sfes-
della 4- c-^- di seta neia.le alt re senza fioc- .(io Pio VI. Finalmente dopo letta la con-
chi) e con numerosa sei vitii. avendo preso sueta formola, gli furono posti gli Sjiero-

luogo nella ."carrozza coH'anibasciatore


1 i ni. Adempiutosi a tutte le solite ceremo-
delti pielali Flangini e Carrara, e nelle nie, l'ambasciatore resedistintissime gra-
allre 6 carrozze di seguito l'altra nobiltà zie al Papa per
onore ricevuto, e gli
1'

nazionaleelesuecappenere.Giunto l'am- baciò ss. piedi. Il Papa deposta la stola


i

basciatore nel palazzo Valicano, colle so preziosa, per mezzo del cardinal Orsini,
lite formalità fu inconlialo e trallenuto si ritirò nellesiie camere. Indi 1' auìba-

dal mae^tro di camera mg.' Doria nella scialoie rese le dovute grazie a'cardinali
I ."anticamera. Indi da dixe maestri dice- che l'aveano onorato colla loro presenza,
lemonie pontifìcie a suo tempo fu intro- così col contestabile Colonna e col cav.
dotto nella sala del concistoro, dove si passando nel contiguo ap-
Pfyffer; indi
trovavano i caidinali Albani decano del partamento, depose tutte le dette inse-
sagro collegio, Cailo Rezzonico, Colonna gne, accompagnalo da mg.' maestro di
vicario , Pallavicino segretario di stalo, camera. Poscia nel medesiuio modo con
Girand pro-uditore. Conti segretaiio dei cui era venuto, si restituì al palazzo del-
brevi, Borghese, Orsini, Gio. IJatlisla Piez- la sua repubblica, dove ricevè compli- i

zonico e Altieri, tulli in rocchetto, man- menti de' prelati e nobiltà che l'aveano
lellelta e mozzelta, i quali e come palati- favorito, tra il snono giulivo delle trom-
ni e come nazittnali o ascritti alla nobil- be e de' tand)uri, de' cavalleggieii, delle
tà veneta, fiu'ono fatti intimare con par- corazze, del popolo romano e della sol-
ticolarischedule dal Papa; ed a tal fun- datesca, tutti regalando di generose man-
zione furono pure presenti d. Fili|)po Co- eie. Nell'istessa mattina Papa per mg.'
il

lonna gran contestalnle e principe assi- Dini prefetto delle ceremonie mandò al-
steuteal soglio, prescelto a cingere in no- l' arid>nsciatore la collana d' oro dentro
e

udì udì 83
iiohile custodia col diploma pontificio, blicocol PLtcito e ne' Coiicisloriff.) ren-
il pielalo ricevè in regalo una bellissima devano giuNtÌ7.ia con una paternità del
mostra d'oro. I soliti donativi che i Papi tultopntriarcale.sollecitae alI'ettuosa.Col
solevano fare agli ambasciatori in occa- eh. llurter celebrai Innocenzo IH del
sione deli' udienza di congedo, furono I
198, per quanto indefessamente si ap
presentali al cav. Zulian da mg/ Avo- plicava agli affari, e nelle udienze tanto
gadro segietario d' ambasciata, quali i nc'quotidinni concistori, i quali 3 volte la
consisterono, in un quadro tessuto in a- sctlimana erano pubblici, quatito in udi-
razzo rappresentante s. Pietro apostolo re attentamente in particolare udienza
con vaga cornice con cristallo, in un cor- chiunque a lui ricorreva, quindi con es-
po di s. l'io martire, e in due grandi ba- so dirò poche altre parole. Recata iu con-
cili ò' Jgmis Dei. L'ambasciatore regalò cistoro una causa, le parti, che per lo più
un orologio d'oro al prelato, e generose frovavansi presenti, aveano piena facoltà
mancie a'portatori. Altre solenni udien- <li dire, in dimanda e in replica, tultociò
ze de'Papi sono quelle nelle quali danno che meglio slimassero a stabilire il pun
il bastone della dignità al Fice-Camer- lo della questione; poiché nessun giudi
Ifìgo, lo sccllro d'avorio al Senatore dì zio dovea pronunziarsi, se non dopo ma
Roma, il rocchetto, la luautelletta e la turo esame, e molto meno poi condan-
croce al Conimeiidaloredi s. Spirito yF.). narsi alcuno senza prima essere ascolta-
Come i cardinali in tempo di Sede va- to, fosse anco per col[)a d'apostasia. Udi-
cnnte e di Conclave, ricevono all' udien- te indi le patti, Imiocenzo III ritiravasi,
za gli ambasciatori e ministri de' princi- per solito, con alcuni cardinali in una
pi, i prelati e gli altri, premessa la tri- stanza vicina, dove di nuovo si esamina-
plice genuflessione, lo dichiarai in que- vano, e diligentemenle, le carie, e talvol
gli articoli. ta era chiamata l'utiit o l'altra delle par
Nelle biografie de' Papi ragionai del- ti a poi'gere schiarimenti, ammonita in-
l'udienze da loro date, con modi affabi- nanzi dal Papa a non discoslarsi dalla ve-
li, paterni e amorevoli; qui però riunisco rità; poi tornava nella sala d'udienza, e
olciuie generiche erudizioni , con alcune assiso in trono co'cardinali allato, in mez-
ulteriori nozioni relative alle narrate. zo a profondo silenzio premesse le ne-
,

L'annalista Rinaldi all'anno 65o, parlan- cessarie spiegazioni, concedeva agli avvo-
do di Papa s. Martino I, osserva eh' era cati di espor di bel nuovo le ragioni di
stimato eccesso grande, venendo a Ro- se diritto; il che talvolta, secondo la gravi-
ma alcun forasliere, non domandasse, a- tà de'casi, richiedeva parecchi giorni. Fi-
Tanti ogni altra cosa, l'udienza del Pa- nalmente quando la causa gli pareva ab-
pa per fargli profonda riverenza e l' o- bastanza chiarita , essa era confidata al
maggio della sua ubbidienza filiale. Nel giudizio di 3 ecclesiastici, fia'quali un car-
voi. LXnf,p.ic)i, raccontai che nel iG'Z i dinale, o anche due secondo l'importan-
Enrico II re d'Inghilterra visitò in Bob- za della questione, e la sentenza loro ve-
bio Papa Alessandro HI; si fece cadere niva indi sottomessa per la sua sanzione
a' suoi piedi, li baciò, otTrl ricchi doni e e approvazione. Durante la ventilazione
fu ricevuto al bacio del volto. Rifiutò della causa, Innocenzo III chiamava an-
quindi di sedere nel faldistorio prepara- che spesso nel suo studio quella delle due
togli, e volle umilmente sedere co'baro- parti che per la probità sua o pel suo di-
ni suoi in terra intorno a'piedi del Papa, sinteresse gl'inspirava maggior fiducia, e
liuianzi che fossero stabiliti Tribunali i ragionava benignamente con lei, mostran-
dì Roma e le Congregazioni cardinali- dolecome gli stesse a cuore l'affare suo, e
zìe {f .), i Papi supremi gmdici in pub- facendosi porgere schiarimenti su tultociò
84 L Df UDI
clie nelle relazioni non gli paresse a suf- cadi loro ricl popoìo.Y.^\ quindi dicMvi-
ficienza spiegnlo, e informandosi di tul!e ra. Sebbene il volgo è sciocco, e spesso per
le circostanze di faUo e di diritto, racco- ignoranza o malignità sente e parla sini-
mandatole innanzi soprattutto d'esser sin- stramente de' piincipi, quali però non i

cera. Con pari bonlà prestava ascolto al- devono curarsi delle vane dicerie, che sen-
la povera vedova the non sapea pure e- za fondamento si spargono fra la plebe; ad
spor le proprie ragioni, sempre in tutte ogni modo perchè pare che la verità (dif-
tjuesle udienze e colloqui adoperandosi fìcilmente tiovasi fra tre persone , forse
percondurre i litiganti a un componimen- fra nove si rinviene) e la sincerità sia e-
to. Quando poi la cosa era ridotta in ter- sclusa dalle Corti (/^.), dalla fìnta e bu-
mine cli'altro non rimaneva se non il suo giarda adulazione, dalla bassa invidia e
giudizio, egli il pronunziava ogni volta dalla vile gelosia dell'alimi virtù, è mal-
con quella profonda cognizione del dirit- to lodevole co^a che li principi e gran si-
tocanonico nel quale superò (crede l'Hur- gnori siano solleciti di sapere in qual con-
ter) tutti i predecessori e successori suoi, siderazione sieno fia'suddili.e che cosa si

e con quell'acumee rettitudine di coscien- dica delle loro azioni e governo, e la fa-

za e amore della giustizia die destava- cilitàd'accordare l'udienza può essere uà


no la universale ammirazione. Dopo il buon mezzo, usato sagacemente. Il car-
suo modesto desinare e dopo breve son- dinal s. Pier Damiani racconta che Ober-
ro, ascoltava chi avesse ottenuto udienza to marchese Toscana andava talvolta
di
da lui. Innocenzo VII del i4o4perilo nel- solo e sconosciuto o con un solo de'suoi,
la scienza legale e praticissimo negli affa- ponendosi a ragionare co'conladini e pa-
ri della s. Sede, di maniere dolci e afla- stori sul governo del marchese biasiman-
bilì,fu anche commendato per la sua man- dolo. Invece udiva rispondersi, essere fal-

suetudine, per la pietà che usava verso gli se tali inipulazioni, come padre de'pove-
afirtitli, per la prontezza e pazienza nel da- ri, governante giusto e benedetto da'siid-
re l'udienze a chiunque le richiedeva, e diti, quali facevano voti a Dio per la sua
i

pel desiderio di far bene a tulli. Eugenio lunga vita. In questo interrogare il mar-
IV del 143 manlenitore della pace edel-
I chese imitava Cristo , che per ammae-
la giustizia pronto in ogni occasione al
, stramento de'grandi interrogò suoi di- i

soccorso cWPoi'Cì-i, ebbe la gloria di es- scepoli, che gli dicessero che opinione di
sere l'unico Papa a cui ricorsero due im- lui fosse nel popolo tuttoché come Dio
,

peratori greco e latino, Giovanni Ilio IV non gli fossero nascosti pensieri i di lutti,
Paleologo e Federico III, per riconoscer- non che le parole e la fama che di lui si

lo padre e pastore universale. Come in spargeva. Esopo, che sotto la scorza delle
Ferrara il Papa fece incontrare e rice- favole insegnò molto bene la filosofìa mo-
ve Giovanni III o IV, il patriarca di Co- rale, finge che andasse una volta INIercu-
stantinopoli e altri greci, quali omaggi gli rio sconosciuto in forma umana nelhi bot-
resero, ecom'essi ed i latini sederono nel tega d' uno scultore, e domandò il prez-
concilio generale , lo riportai nel voi. zo di diverse statue di numi. Vedendo poi
XX I
V, p. 98 e 99. Eugenio I V tra'pochi la propria, disse allo statuario quanto vo-
suoi fan)igliari,i dottili voleva seco allor- lesse, credendo che maggiore ne fosse la
ché cenava, per sapere da essi liberamente pretensione, come esprimente il nume che
cosa si diceva del suo governo, per correg- reca l'ambasciate degli Dei ed è patrono
gersi segiustamente censuralo. Il p. Me- de'traflìcanti; ma si trovò ingannalo per-
nochio nelle Sluorc scrisse nella centu- chè risjìose l'artefice: Se tu comprerai al-
ria 2 il cnp. 8: Che li principi doverci-
1 I cuna dì queste altie, che qui vedi, ijucsta
hero procurare di sapere che cosa si di- di Mercurio le la darò in dono, perchè
UD I UD I 85
oon ne grande stima. Soggiunge il
faccio stizia e l'equità. L'eloquente e profondo
p. Menocliio, non dubitare, che se alcu- erudito Pio 11 del i^'iS, era facile nel da-

fii domandassero di se in che concetto so- re udienza ancorché maialo, parco nelle
no presso le genti, e fosse loro detta sin- parole, di gioconda e faceta conversazio-
ceramente la verità, non fossero per ndir ne, nemico de'falsari e de'delatori. Faci-
cose, che sgouibrasse dalla mente loro la le aperdonare le ingiurie, non riprese mai
grande persuasione e opinione che hanno chi di luì sparlava volendo che in una
,

di se, di essere cioè grandi uomini. Sarà città libera tutti fossero liberi a parlare.
dunque buon consiglio, che chi vuole a- Gli successe il magnanimo Paolo II, che
ver notizia non solo del sentimento della avendo inteso l'imprecazione d'un norci-
plebe o voglia conoscere se slesso, procu- no, il qualegiuocando a palla, nel man-
ri disaper quello che si dicedi se couiu- darla fortemente per aria avea detto: Oh
neniente, nascondendosi come quel famo- poless' io mandar
Paolo II rise del
così !

so pittore (Apelle), dopo della tavola da temerario giuocalore, ed altre prove die
se dipinta ,
per udire la franca sentenza d'animo solFerenle. Egli dopo la sua ele-
degli accorrenti a mirarla, per farci le op- zione seguì l'uso di vegliar la notte pran-
portune mende. Le persone grandi di sta- zando a ora di vespero (e spesso co'car-
tura non si ponno facilmente nascondere dinali, ambasciatori, prelati edotti), e ce-
fra la moltitudine, senza esser vedute e nando poco prima dell'aIba,oiid'èche dif-
notate, come ponno far quelli che o so- Hcilmente sentiva alcuno all'udienza pri-
no pìccoli di corpo o non eccedono la me- ma di notte. Facile al pianto, procurava
diocrità: così li gran personaggi, come so- colle lagrime ottener ciò che non poteva
no li principi, tanto spiccano sugli altri, persuadere colle sue ragioni. S' indusse
che ciascuno del popolo vede e osserva i con ripugnanza a creare cardinale Balve
loro andamenti e costumi, e loda o ripro- (/'.), perchè l'ambasciatore francese nel
va quello che merita commendaziotie o discolparlo dalle imputazioni di cui era
biasimo. Gli uomini di mediocre condi- gravato, scaltramente narrò al Papa aver
zione hanno a far molto perchè sia cono- egli inleso dire che Paolo II non ammet-
sciuto il loro valore e la loro virtù , co- teva all'udienza, o almeno non senza gra-
m'anco non sono osservali li loro vizi; ma vissima dillicoltà, e che mostravasi oltre-
non è così de'grandi,de'quali facilmente raodo ritroso nell'ascoltar le suppliche dei
sì notano le viriti e lì vizi, e molto o in ricorrenti, imposture tutte inventate dal-
bene o in male se ne ragiona. Nicolò V la malignila e smentile dal fatto. Quin-
deli447j 1» cui memoria sarà in eterna di soggiunse, che non era possibile, che uà
benedizione ,
per la congiura di Stefano re come Luigi XI, così addetto alla
s. Se-

Porcari, mentre sino allora avea benefi- de e lanlo divoto al Papa, gli propones-
cato i romani, dipoi si portò con essi con se un soggetto indegno per la cardinali-
riserva e più cauto; e se prima più degli zia dignità; e in tal modo Paolo II d'al-
altri Papi si faceva vedere per Roma, ra- ti spiriti, rimase circonvenuto e inganna-
re volte lo fece poscia, non che più tar- lo dalle astuzie diplomatiche. Per aver
do si rese con tutti e più diificde nell'am- Paolo II insignito Borso d'Este II mar-
ineltere all'uilienza. 11 successore Calisto chese di Ferrara , del titolo di duca
111, ad onta della sua grave età, facilmente nella pubblica udienza del concistoro,
dava udienza a chi la richiedeva, in cui fi- fu coniata la medaglia, pubblicata e illu-
gurava la sua mirabile proi>tezza,uoQ la- strata dal p. ^Quanvix, Namismata Poh-
sciando mai partire alcuno dalla sua pre- tìficuìii, l. I , nella quale si vede il Pa-
senza sconlenlo,se ciò che domandava era pa sedente in trono con Borso prostralo
oueslo e giusto, risj^)Ieudendo in lui la giu- che gli bacia il piede,cou l'iscrizioue: Au--
86 V D 1 U D I

ditnlia Piihlka Poi//. .lA/.r. A vendo ;iu- Marcello ll,alzavasi buon'ora senza ser*di

nieiilale le pierogalive Òl Cardinali, e virsi d'alcun famigliare, e dopo la messa

coucesso loro bandii più alti ne'concisfo cominciava nell'udienze la spedizione de-
ji e nelle cappelle, si balte una medaglia, gli affari co'suoi ministri, iiidi dopo pran-
parimenti riportata e illustrata dal p. Bo- zo sentiva i cardinali, gli ambasciatori e
ttanni, cspiinienle il concistoro [inbblico quanti altri ne domandavano l'udienza.
col Papa sul soglio e i cardinali nell'ele- Leggeva ponderatamente le lettere, e
vato stallr>,con l'epigrafe : Saci-iuii publi- prendeva volentieri consiglio dagl'istrui-
riini y/nostolicii/ìì Consisloriit/n Paidits ti e da'probi. Le belle speranze su di lui

f encliis PP. II. Altra metlaglia presso concepite restarono spente con 22 giorni
il p. TJonanni rappresenta Paolo II clic di pontificalo. Degnamente gli successe

in concistoro dà T udienza pulìblica agli Paolo IV, d'animo grande, di severe vir-
oratori di Rodi prostrali, o meglio al de- tù e integerrimo vendicatore de' vizi. Isti-

spola Tomnìaso Paleologo fratello del- tuì la (rjngregazione del terrore degli
l'ultimo imperatore greco e suoi figli, o iifJJzidli di lionia, la quale in un giorno
spilatigenerosamente in Roma fino da di ciascun mese dovea dai e udienza pub-
Pio 11. Come Innocenzo Vili ricevè in blica a tutti, sentirne le querele, ricever-
udienza pidjblica del concistoro , dopo ne le suppliche e prontamente provvede-
Y Ingresso solenne in fìo/na, Gem o Zi- re, senz'alfalto rispelli umani. Pe'benefl-
zim, fratello di Da jazet II sultano di T(a-- zi largheggiati a'romani, nobili forma-
i

ihia, e quali omaggi esso gli fece, meglio rono una compagnia per servirgli o per 1

inqiiesl'arlitolu lo narrai. L'ottimo Inno- giorno di guardia particolarmente nel ,

cenzo VI 11, mansueto, dolce e a llabile, nel tempo dell'udienze, e da essi derivarono
l'udienze o concedesse o negasse, niuno le Lande spezzate. Paolo IV punì il se-

da lui partiva dolente e mesto. IS'eli 49'2 gretario de'memorialiOsio vescovo diRie-
gli successe Alessandro VI, che stabili o- ti, por la sua alterigia e maniere villnne
martedì per date udienza a tutti, sen-
giii colle quali dava udienza a'supplicanti, Be-
tendo egli stesso le querele e facendo giu- nevoloco'cardinali, spesso li sentiva e vo-
stivJa in un modo pronto e ndiabile il , lontieri ricevea a udienza, e tratteneva a
the gli guadagnò l'amore del popolo. jMa desinare. Lonfìgliazzi ministro di Cosimo
dovendo partire da Roma colle milizie per 1 in Roma, nell'udienza ricorse contro il

reprimere ribelli commise la camera


i , nipote cardinal Caraf.i, soprintendente di
sua e il palazzo apostolico a Lucrezia Rcir- tutti gli altari, per la sua dispotica auto-
gia sua figlia, pei duchessa di Ferrara, rità, e pel' avergli chiuse le [lorte in fac-

ove ella indi die udienza e trattò gli afTa- cia quando si recò a reclamare per l'im-
li, con autorità d'aprire le lellere a luì posizioni poste sul clero di Toscana. Pao-
direlle,potendosi all'occorrenza consirlia- lo IV che già avea ricevuto denunzie sul-
ve col cardinal Costa portoghese e con al- la condotta biasimevole del cardinale e
tri. Leone X, ch'ebbe la gloria di dare il degli altri suoi nipoti, eroicamente tulli
proprio nome al suo secolo, era benigno privò delle dignità ed esiliò da Roma, ben-
nel licevereairudienzaepazienle nel sen- ché avanzalo nell'età d'83 anni avea bi-
tir lutti quelli che la braraavano.Perlasua sogno degli aiuti òe parenti. Fu ])er que-
integrità, spesso nell'udienze raccoman- sti che Paolo IV sostenne la deplorabile

dava al caidinal Pucci penitenziere, che guerra della Campagna romana contn»
non gli facesse concedere grazie da cui ne riinpcralore Carlo V e Filippo II re di
ri<londasse pcntiinc nli,f.ebbenealcuiii (;u;- Spagna suo figlio , che descrissi nel voi.
ciarono il canlinale «Tessersi abusato dei LX V, p. 234 e seg. Ivi narrai conie il fie-
suo lavore. l'.ltviito al triregno neli5;j5 ro duca d' Alba viceré di Wapoli, co-
udì udì 87
iiuiiiilaiile cieli' esercilo iieiuicu, Uopo la sulaiueule a loro dava udienza. Eil ivi e-

nace, licevulo a uiliciiza [)iiljblica ila l'ao- laiio preseiili i giuilicì, per essere ile'uìc-

lo IV, sebitene avesse poc'anzi fallo Ire- liti delle caine infoi nialo; e se li liova-
inarellomaelo sialo jionlificioili costei- va in Lillo con acri paiole li riinpiove-
nu/;ione, sebbene assuefatto da lungo lem- lava e punivali seveiainenle. Un i^ionio

pò alla familiare conversazione di Carlo uientie ilava nilienza al T^-suricrc (A.y,


\, il [)iù formidabile e potente sovrano Dio gli uianifeslò la strepitosa vittoria na-
d'Eiiropa, sebbene fin dagli anni giova- vale riportala da' cristiani contro Tur-
nili si fosse eseicilato sempre tra le armi dda {f-'.). Appena neh 372 divenne l*a-
c Ira gli orrori di sanguino>e battaglie, pa Gregorio XIII , allineile ciascuno fa-

riondimeno avvenne in lui l'accaduto m cilmeiite potesse licorrerea lniep,dcsar-


iiiolti altii d'aili spirili. Alla vista tlella gli i suoi aggravi e le sue necessità, sta-
maestà ponlilìcia sbigottì, s'intese man- bibun gioì no tlellaseltinianaper l'udien-
cur l'animo e la voce, e provò tali sensa- za pubblica, nella quale egli si prestava
•/ioni di stupore, che non dubitò scriver- con singolare pazienza; e dalla (jufile non
lo alla duclie>sa moglie , confessando di partiva, se pi ima non avea mandato i ca-
giammai avei provat(j tal fenomeno. IJa- tnerieri alla bu>sola [)er vedere se vi fosse

Cloe ribaciògeuuflesso i piedi ,c!iieseper- 10 altri che volessero l'udienza, poicliè so-
dooo, riprovò il mal fitto, si dichiarò col leva dire: Che llnahneiite il Pontefice non
Mio le lìglio e servo ubbidienlissimo del- è altro che un servo onorato. Questo gran
la s. Sede e del l*apa; il quale lo abbrac- Papa si mostrava nell'udienzesempresof-
ciò, assolse e beiiedì con somma pietà e ferente nell'ascollare, giudizioso nel de-
dilezione, indi lo trattò magnilicamenle finire, grave nel parlare, opportuno nel
e onorò in più modi. Suiralibatlimenlo rispondere ed in ogni tempo benigno e
,

d'animo tiel valoroso duca d'Alba, il cai- misericordioso. Poneva I9 sua gloria nel
dinal Pallavicino ueWa Storia del conci- dispensar favori, e teneva perduto quel
Ho (li Trc/ilo , confutando il Soave che giorno in cui non poteva crjrrispondere
tutto allribiù alla grandezza fastosa di alla sua innata benelicenza. Gregorio XllI
Paolo IV, il cuicos[)ello riem(n di stupo ricevè a pubblica udienza il gran mae-
rc il coraggioso duca, l'altribuisce con piìi stro dell'ordine GcrosoUiiiiluiio fr. Gio-
ragione alia santissima dignità Papale, vanni l'Evéque de la Cassiere, recatosi da
53 Fu ascosa forza di quello ch'è, e ches'a- Malta in Roma per giustificarsi da diver-
dora nel Pontefice di divino, al quale niu- si dissenzienti dell'ordinCjSecondochè uar-
na maestà umana s'agguaglia, e nessuna rai in qneirarlirolo. Il successore Si'>toV
animosità umana resiste " (l Papa s. Pio ! nelle udienze era enfatico, maestoso ed e-
V era dotato di tal tenace memoria in loquente; dava ancora le udienze pubbli-
guisa, che dopo lunghissimo tempo rico- che, per reiuleie giustizia a lutti impai •

tiosceva qualunque persona da lui una sol zialnieute. Avendo proibito con pena di
\olta ricevuta in udienza; laonde nel 1." morte la delazione dell'armi, a tal pena
Solo anno del suo pontificato [)rese pie- condannòRanuccio i duca di Parma, per
Ila cognizione degli affari del suo stato e essergli caduta una pislolelta all'udienza
di quelli degli altri. Leggo ael suo bio- mentre gli baciava il piede. Con quale
grafo Catena, fitd del Papa Pio A, p. blratagemnia evitò il supplizio, lo dissi nel
55, che avea tanta carila verso le pove- voi. XV, p. 20 i. Di piìi ne' voi. XLVIII,
re persone, da lasciar»! spesso loro vede- p. i6t, e LXVII, p. io5,e relativiartico-
le perchè ne'ioro bisogni potessero libe- li, raccontai come Sisto V per l'alfare del
lamente e coinodaineute ricorrere a lui. Nunzio negò l'udienza al Pesa-
di Parigi
e desliuò uu giorno del mese nel quale uéainbascialoie d'Enrico IH redi i^/'a/i«
88 udì U D I

eia, ce) a motivo della lega callolica per graziosa pronunzia sauese , e il parlare
quel regno tlue volte licenziò dairudien- latino purgalissirno, riusciva d' ammira-
za rOlivaies ambasciatole di Filippo li zione a lutti neir udienze. In queste co-
re di Sjjagìia. Siccome di lernperameii- nosceva perfettamente l'animo di chiun-
lo focoso, quando rimproverava sembra- que che gli si presentava, e neh. "collo-
va clic fulminasse. Nel i 5f) i eletto Inno- quio accortamente scopriva le macchine
cenzo IX , e concorrendo nelle prime u- di quelli tramavano. Piicevea tulli
che le

dien/e diversi cardinali da lui per pre- con tanta umanità che senza olFendere ,

garlo, secondo il solilo, di (|ualche grazia, la maestà del su[>reino suo grado, ognu-

egli si ricusò a tutti di farla ,


protestan- no vedea che non dimenticava gli uffizi
dosi nulla volere risolvere improvvisa- propri della civilià. La celebre regina di
mente, uè senza matura riflessione. Poco Svezia Cristina, benché piena di spirito,
dopo infermatosi, si trovò obbligato a da- d'animo elevato,pol!glolta esapiente, nel-
re in letto le sue udienze con sollecitu- la I. udienza ch'ebbe dal Papa, con elici-
dine paterna, morendo con due soli me- lo non mai provato si smarrì alquanto
^i ptiulifìcalo.ComeClemente Vili ac-
di nelle parole premeditate. Alessandro VII,
colse in solenne udienza gli ambasciatori senza far mostra d'accorgersene, con gra-
tlel sjfidi Persia, lo dissi nel voi. Lll, p. ziosa cortesia l'interruppe e rinfrancò nel
120. 11 p. Bonanni riprodusse illustrata dire. Il cardinal Pallavicino nella Descri-
la medaglia coniata per celebrare la riu- zione del contagio die da Napoli si co~
\i\o\\itL\it RiiU'ìii (f\) iiWa chiesa cattolica. innnico a Roma nel i656, celebrala di-
In est.a si vedono espressi genuflessi, ri- ligenza, l'accortezza, la capacità, l'integri-
cevuti in pubblica udienza nel concisto- là e la carità del genovese Gastaldi, poi
ro, con l'epigrafe: lìuthenis Ecccpli.s.Vuo- cardinale, da Alessandro VII preposto per
lo V si fece aiimiirare anche fin dalle u- sollievo di Roma, all'inlienamentodi <juel
dieuze dateappena eletto, poichèsi asten- travaglioso e spaventoso infortunio. 11 Ga-
ne nel bollore delle felicitazioni dal dispen- staldi ne'primi giorni del pontificato chie-
sar favori, dicendo che troppo facile era dendo la [ìrelatura, avea scontralo qual-
in quel tempo il chiedere e il concedere che dilllcoltà pel notabile diletto d' uu
disavvedutamente.Nelle successi ve udien- occhio perduto, ed egli s'era ingegnalo di
te comparve sempre oltremodo all'abile iiottriirlu alla vista del Papa, quando era
e facile con tutti; ma grave all'occasioue, ito a baciargli il piede, lenendo sotto spe-
pe'giusli riniproveri fatti nell'udienza al cie di riverenza sempre il volto fisso iu
cardinal Orazio lìJafJ'ri, questi ne fu vit- terra, sicché Alessandro VII non avea po-
tima, per avergli ótUo: pocnilcl me fecis- tuto, come s'era proposto, scorgere quan-
ie liuinineìii, essendo stato da lui creato ta fosse per verità quella bruttezza, ma
cardinale. Paolo V
Caduto in disgrazia di suspicando, e piacentlogli untale scaltro
il cardinal Tonti ^ nel partire da Roma e innocente artifizio, e per altro soddisfal-
domandò con grande istanza d'essere ri- lo del suo parlare ed informalo del suo
cevulu all'udienza, ma il Papa gli fece di- sapere, avevalo annoveralo nella segna-
re: Che alla valle ili Ciosafatsi sarebbe- tura, eijuivi uditolo poi con approvazio-
ro riveduti. ISeli 655 divenuto Papa A- ne. Indi appoggiatogli quell'importaulis-
Icshandro \ 11, apri l'udienze ogni giorno, simo e nodosissimo ministero, sperimen-
nelle quali im[)iegava 607 ore fra la mat- tò con pidjblico giovamento, come talu-
lm;j e ti dopo pranzo, assegnando per l'u- no vede più con uu occhio, che altri eoa
dienza pubblica la mattina della dome- due; e che gli uomini, a guisa de' hulli, non
nica, COMIC giuino piìi comodo al [)opolo ben si sliinano dal colore. Siccome nelle
baibu e u' poveri. La iua eloquenza e la Pet-Ulenzc il sospcudouo le udienze, in
U D I udì 89
queir ai lioolo notai come si regolò Ales- Hn'i con dichiarare il Papa nella nuova ga-
suikIio vii, olire altri Papi; e <|uaiito al- bella non esservi esso e i cardinali com-
le Iteiieiuereuze e virtù d'Alessantlro VII, presi, come e meglio narrai nel voi. XX,
per tale grave ilisa^tro, riparlai nel voi. p. ibo Conanni descrisse
e altrove. 11 p.
LIX, p. 34. Il successore Cleuienle IX,cli e pubblicò due medaglie d'Innocenzo XI,
mirabile pietà e di rettisititna giustizia, eoa fatte coniare pel ricevimento in udienza
singolare edidcazioue amministrava il sa- pubblica degli ambasciatori del rediSiata
granieiito della penitenza in uu confessio- e del Tuukino, che si vedono genuflessi a
nale della basilica Vaticana che subito , piedi del suo trono, con l'epigrafi: Veni-
dopo la sua coronazione si fece destinare. opera Domini. Laonde nel-
te et \>idete

Come ciò procedeva, e di altri Papi che tomba del Papa si


l'iscrizione incisa sulla
esercitarono [ìubblìcamente il n)inistero legge: Idolatria/Il in Siami et Tunchi'
del Coiiji'xsorc, in (juesto articolo lo di- ni Legatia prevoliitain ad pedes pater-
chiarai, comedi Clemente Vili, Clemen- neeoiiipìexus invitat ad/idem. Innocen-
te XI e Benedetto Xlll. Inoltre Clemeu- zo Xll fu il padre de'poveri, e per tutti
le IX non contento di udire tutti nel tri- ebbe all'abilità a segno che a niuno sep-
bunale della penitenza, per sentire fuori pe negare amorevole udienza nel hmeili
ili esso le persone di qualsiasi condizione, d'ogni settimana, al dire di JNovaes; ma è
assegnò due giorni d'ogni settimana per da preferirsi la testimonianza di mg."^ Ruf-
le pubbliche udienze; e si prestava tanto fo, col (juale di sopra dissi dae volte al
alacremente per soddisfare quanti le do- mese. Con notificazione pubblicata nel
mandavano, che un giorno dopo essersi 1692 dichiarò il Papa, che sapendo noa
trattenuto per molte ore in questo pazien- aver tutti la possibilità di sostener le li-

te esercizio,rilirandosi alle sue camere ud\ ti andare da'giudici, egli avrebbe senti-
e

un povero uon^o che lagna vasi di non es- to chiunque d'ogni condizione all'udien-
sere stato ascoltato , e questo bastò per za, in tutti lunedì non impediti da con-
i

tornare indietro, mettersi di nuovo a se- cistoro o da altra funzione. Per questa
dere e sentii io ad udienza con somma af- udienza pubblica fu battuta lamedaglia
fabilità, onde reciproca fu la soddisfazio- nella quale si rappresenta il Papa in tro-
ne. Colle frequenti visite che faceva ne- no co'supplicanli a'piedi, e da un lato i

gli Ospedali grande sollievo recava a-


,
prelati as>istenli. Dice l'epigrafe: Bealus,
gl'infermi, che con carità udiva. Malato- ani iìdelligit super egenuni , et paupe-
si gravemente , a letto fece concistoro e rum. Il p. Bonanni ne fa la descrizione,

promozione di cardinali, fra'quali il mae- insieme all'altra medaglia esprimente In-


stro di carnei a mg.' Altieri, che gii succes- nocenzo XII, che in solenne udienza dà

se col nome di Clemente X, secondo la sua laCroce a'missionari alunni del collegio
predizione. Nel suo poutillcato avendo il Urbano, che invia nell'oriente alla pro-
nipote cardinal Palazzi- A lue ri imposta pagazione del vangelo. Dice il motto: An'
nuovagabella, senza eccettuare cardina- i multiate Inter Gentes.Vev\e pretensioni
li e gli air.basciatori, questi ultimi prin- dell'altiero ambasciatore imperiale Mar-
cipalmente ne gravarono ed inutilmen-
se linitz, che riportai nel voi. XXIX, p.iGg
te. Perciògli ambasciatori imperiale, fran- (ma la citazione del voi. II, p. 3o2, è er-
cese, spaguuolo e veneto cercarono udien- rata: deve dire l,p. 3o3)ealtiove. Il man-
za dal Papa e dal cardinale. Non solo non sueto IiMiucenzo Xll, che non negava l'ac-

furono appagati, ma
vennero chiuse le cesso all'udienza al più infimo povero,coQ
porte del palazzo, onde insorse grave dif- animo forte sempre la rifiutò all'amba-
ferenza, incolpando il cardinale il corpo sciatjre, che dovè partire mortificato da
dijìlumalicu d'abusuie delle frauchijjie, e Roma, senza ueppur conseguire l'udien-
c,o U D I U D 1

za di CDiigeilo. Della fricilitìi colici (|U;iIo didusiinieiile narrato da Cancellieri, i pre-

CleaienleXi aiiirnetleva all'udicaiz;!, an- dicanti luterani del seguito iiitiinorili di


»;lie pubblica, già ne ragionai, senlen- sua prubaliile conversione, linsero ù es-
cio volentieri parlicolarmenle i più al)- sere succeduti de'lorbidi nel legno per di-
Ijielli, verso de'quali ninno lo superò in sviarlo dal viaggio di Roma, ove il car-
nlFahililà e |)ronlez7.a, talvolta protraen- dinal Grimiini d'ordine di Clemente XI,
dosi l'udienze pnbbliclie oltre la consue- gli avea preparalo maguiljco alloggio nel
ta ora del suo desinare, i'er tenere in sog- palazzo ora tle Corsini alla Lungara; di
gezione i suoi ministri era solito dire: Es- che reslòanco amareggialo Clemente Xi,
sere dovere d'un principe il sapere lulto, che avea concepito furli speranze di gua-
lua non praticare ogni cosa, (acendone dagnarlo alla vera Chiesa, avendo a que-
liso opportuno alle circostanze. Cleaien- sl'elfel lo ordina lo, non solo quanto stima-
le XI era dolalo di tanta ilolcezza, che se va necessario per allettamenlo leui[)orale
inai per non lasciar impunito il vizio era d'un re, ma anco per consolazione spiri-

costretto a riprendere «pialctnio, lo face- tuale d'un cattolico. Dopo avere il l^apa
va sempre d'un tuono si poco iin[)eri<)so, inviato a inchinarlo in Bologna due suoi
cbe ben dava a conoscere il suo dispiace- nipoti , col regalo di diversi libri e carte
re; e però sovente accadeva di fare richia- geografiche, lasciale da Cristina regina di
mar quelli che già avea congetlalo dopo Svezia, perchè se ne dilettava a>s<u, onde
averli ripresi, per farli convincere, con i nipoti ebbero dal re in donativo gioie e
nuova accoglienza, che nel suo
J'allabile altre galiiiilerie;si recò ad os-^ervare il sud-
cuore non gli restava amarezza alcuna detto palazzo, e ordino giuochi, balli e fe-

contro ili loro. ì'er questa naturale sua stini per Irallenerlo nel soggiorno Ro- in

dolcezza nelle udienze, sapeva ben egli u- ma. » Al qual ellello doveano fusi con
iure maestoso contegno d'un principe
al molta [>ouipa tutte le feste de'saiili che ,

amabile, una grazia insinuante nei suo correvano nel tempo di Ha sua dimora; e
conveisare, che lo rendeva sempre più si andavano anche accordando col cere-

caro a tutti, uè gli maiicavaiio all'occasio- iBoniale le altre cose [liù dillicili per il

ne (pieMetli arguti, che autenticavano il trattamento che dovea daisegh dal Fapa
suo gì ali talento. La ficililà di Cleaiente eda'cardiuali. Anzi che fu richiesto il vo-
XI Dell'ascoltar tutti ebbe per conseguen- tu di molti virtuosi, e fra gli altri se ne J|
za, come in altri pontificati, che i inagi- villeuno molto erudito del ceseuate Gio.
sliati tanto di Roma che delle proviiicìe Battista Braschi vescovo di S(7rsi'na, in
si contenessero uell'eserciziude'propri mi- cui mostrava, che il Papa poteva ammet-
i»isteii,e senza riguardo a'privali motivi, tere il re al Bacio del piede (in diversi
che sempre sogliono nuocere al pubblico luoghi dissi che fecero tale omaggio sara-
bene, rendessero giustizia a lutti; e cosi ceni, turchi e altri infedeli, eretici e sci-

non aveano luogo uè clamori, uè mal- smatici), e dargli anche la Benedizione di-I
contento, pronto essendo il rimedio ap- Sommo Ponte/ìec[tns\ ipi.dearlicolo rain-
pena il l'apa ne venivaiiicog .i/.ioiie. Fe- inenlai quelle date da Benedetto XIV a
ci cenno a Danimarca che l'acattolico re due personaggi luterani, e da l'io VU ad
l'edcrico IV avea divisalo da Venezia e un agguardevole protestanle). In che pe-
I

lìologiia recarsi neh 708 a Roma, e deb rò non veniva seguitato dagli altri, ben
l'crudilisMine Nvlizic clie ne pubblicò che le prove da essoilt-ilolte erano erudi-
Cancellieri. Di queste arroge per questo te e forti". Era allora piefctlo delle cere-
arlicolo che io (pji riferisca. Inclinando il monie [lonlilicie mg. CaiidiiloCassina,che
re per la sua pietà alla religione cattoli- iie'primi di lebbraio 1709 daClemente X t
ca, e perplesso sull'cteruu sua salute, pel cuusultalu sul modo da tepersi uella ve*
udì UDI yl
nntnin Roma di FetleiicoIV, scrisse a lui se a pigione per 3 mesi. Di permissione
quanto ripoilnne'suoi pieziosiD/V7/7inss., di Sua Santità fuiono a servirlo il conte
cln'quali l'estraggo e ora pitbblico,coii al- di Vasnò cameriere d' onore di spada e
cuni indispensahili schiarimenti. Po»///t'X ca[)pa e i'aolo Falconieri. Vide il con-
mandavil nobis Caerem, Magistri.s , ut cistoro stando dietro al Ixtncode'card ina-
videremus quid agcnduin sii siforte Rex li preti, come pine vide tutte le funzioni
Daniae Vcneliis mine commornns Ro- della medesima Santità Sua : così vide li

ìììam i'enirct, ut fcrtiir. Slatini a pran- palazzi e giardini [)onlificii, ov' ebbe li

dio liane adnolationeni confcci,et mane solili riiifieschi. Fu regalato g volle con
set/uenti Ill.mo Pracfcelo Cubiculi Iran- gran magnificenza di diversi ccnnmestibi-

smisi, (/ai Ulani SanelilatisSuae ab tuli t. li, che Nostro Signore, senza essere lui no-
» Non si rilrova ojemoria che sieno ve- minalo, gli fece mandare col mezzo di det-
nuti in Roma re infedeh, bensì più vol- ti signori, l'arti 28 aprile soddisfattis-
li

te anibascialori, conte del giaii (ureo, li simo pe' tanti onori ricevuti. Il principe
i4 marzo i48c) (pnlev.i aggiungeie clie Carlo secondogenito di detto re di Dani-
\i risiedeva a (iiifll'epoca il fratello ed e- marca vetiiiea lioma li 20 ottobre 1698,
rnulo al Irono dello stesso gran turcu Ci- ed alloggiò al Monte d'oro in piazza di
jazet li , Gein o Ziziin); del Prete
cioè Spagna jSolto nome di con te del Noid. Sua
Gianni {r'.),\\ 28 gennaio 53o; del gran- 1 Santità ordinò all'ambasciatore di Malta
duca di Moscovia o/i^.s.s/V/, li 26 febbra- che assistesse al dello principe, con fargli

io 58 I, i3 setlendire 1382 ei8 agosto


I vedere le cose più ragguardevoli di Ro-
jGyS; del re del Giajìpone, li 11 tniirzo nia,coinc fece con tutta attenzione per tut-
i585; del redi Persia, li 5 aprile 1601, to il leinpo che si fermò in R.oina. Sua
23 agosto 1609, e 11 luglio 1622; del le Santità per mezzo di detto ambasciatore
diCongoo BassaGiiinea,a'g uiaggio 648 1 feccia I. "volta legalare il principe con di-
(anche e Ubbidienza, J edi, a l^aolo \^
di versi commestibili d'i i jiorlate, e lo re-
nel i6o8,ed il p.Oonannici diede la meda- galò diverse altre volle; e il 24 novembre,
glia perciò coniala, esprimente il Papa col dopoché era stato a Napoli, parli daRoma,
triregno sedente in trono, in atto di be- e mandò il conte d'Alfelt suo maggiordo-
nedire il prostralo oratore, e col mollo: nioa compiile e ringraziare l'ambasciato-
Et Congii agnoscit Pastoremjj del re di re de'favori fatti al principe (cioè a -se sles-
Siam, li 20 dicembre i688. Sono bene so) per parte diSuaSaiititàjCon termini ob-
stati ammessi all'udienza alcuni principi bligantissimi ed espressioni d'inlinito ri-

eretici, facendo le 3 solile genuflessioni e spetto estima verso la Santità Sua. Venen-
baciando il piede a Sua Santità ; così se- do adesj o,non principe ma re di Danimar-
guì del principe di BrunsAvick l'i i gen- ca, quando paresse a V<jslra Sanlilà, sa-
naio 1687. Ma però li 23 aprile 1690 non rebbe bene l'ordinare a'governalori l'an-
fu ricevuto il primogenito del duca d'Ol- dargli incontro, l'fjirrirgli l'alloggio e rega-
sazia perchè ricusava di fare le 3 genu- larlo, ed ordinare che sia servito con 0-
flessioni. 11 principe Cristiano Federico gni esattezza e ponlualilà per dove passe-
primogenito del re diDanimarca(Crislier- rà. Non convenendo che in Roma Vostra
iio V) venne a Pionja sullo nome di con- Santità gli faccia dimosliazione alcuna,
te di Canenbergh (era bensì già stato io massime di quelle diesi fanno a're,per es-
Italia incognito e col nome di conte d'Ol- sere eretico: potrebbe però ordinare al
dendjourg, secondo Cancellieri, il quale duca di l'oli maestro del s. Ospizio, che
però non fa parola di tal sua venula in già lo visitò (|aamlo venne a Roma prin-
lioma), ed alleggiò nel piccolo palazzo di cipe, il quale gli restituì la visita, il ser-
Carbognauo in piazza di 5ciarra clieprc- virlo di continuo e rei-ahulo con modo
93 udì UD I

|iÌLi particolaie". Leggo nel diarisla con- pevoii ecclesiastici invece delle prigioni
teinporaueo Cecconi, che ne! 1 7 1 7 si re- ordinarie istituì l'ergastolo di CorncLo.
cò in Uoma e vi si trattenne un tempo in- Di troppa buona fetle e privo d'esperien-
cognito, il pritnogenilo del czar di Rus- za,l'u assai ingannato da indegni e avidi

sia, e d'ordine d^ Clemenle XI fu servi- miuistrìj che alla gloria e decoro del prin-
to da unode'siioi nipoti. Nel
1721 successe cipe anteposero l'arricchire con modi il-

a Clemente XI, Fapa Innocenzo Xlìì di leciti. Clemente XII restituì alla nobiltà
casa Conti de'ducUi di Poli romano. Con romana gli udlzi delle lancie spezzate, e
tutti mantenne un portamento grave e ripristinò i carnei ieri di spada e cappa»
maestoso, volendo rialzar la maestà del tolti dal predecessore Benedetto XIII; ed
principato, al dire del Novaes biografo dei ai conservatori di R^oma stabilì regolar-
Papi, cli'egli credeva un poi:o abbattuta mente un giorno della settimana per dai*
dall'aif<d)ililà de! suo predecessore. INoJi loro udienza. Regnò quasi io anni,de'qua-
permise ad alcuno, fuorché a'cardinali e li circa 8 cieco, ma sempre discretamen-
ainjjascialori, che avanti al Papa siedono, te rigido co'delinquenti, liberale co'biso-
che nella i." udienza si alzasse da ginoc- gnosi, clemente cogli umili, e facile nel-
chioni. Ne'coraplimeuti di congratulazio- l'ascollare ad udienza. Questa l'assegnò
ne rispondeva con serietà, a quegli an- in ciascun lunedì a chi la bramava, e ne-
cora di confidenza. Non gli mancava la gli altri giorni dopo sbrigati gli affari del-
modestia e l'uaiiltà, ma slimava la uìa- la Chiesa e dello stato: nell'udienze non
gnilìcenza dei suo carattere, per cui niu- sapeva negare (luatito trovava giusto. Si
no meglio di lui seppe conservare la di- ammirò il dotto Benedetto XIV, costan-
gnità pontificia. Con poche pai-ole e gra- temente allabile nell'udienze, d'ameois-
vi, senza mai alterarsi, con prudenza ri- sima conversazione, prontodi argiite,sen-
spondeva nell'udienze, e felicementesbri» lenziose e spiritose risposte; dolce nell'a-
gava qualunque affare. Nel 1728 ebbe a scollare, e manieroso uell'insegnare, nel
successore Benedetto XIII, che fu la man- comandare e nell'esortare. Venuto in Ro-
sueludine personificata , volendo vivere ma Clemente Augusto di Baviera, come
con troppa semplicità, fare spesso gli uf- ElctLorc e arcivescovo di Colonia, reca-
fizi del vescovo e vestire l'abito del suo tosi all'uilienza di Benedetto XIV, assun-
antico ordine domenicano, al cui genera- se [)rima Tabi lo rosso, compresa la moz-
le permetteva gli baciasse la mano, per zelta, nelle stanze del cardinal segretario
poi baciargli esso la sua, riconoscendolo di slato , intli accolto colle maggiori di-
sempre per superiore, e col suo consenso mostrazioni di stima e d'amore. Nel dì se-
accettò il pontificato. Ne' primi 3 giorni guente il pro-maggiordomo, in nomedel
fece sempre orazione e non die alcuna u- Papa, gli inaudòda'palahenieri, pel mae-
dienza. Regolò poi le ordinarie udienze, stro di casa di palazzo, 48 portate di com-
il lunedì per la prelatura, il martedì pei' mestibili, ricevendo dall' elettore tal mi-
gli ecclesiastici, il mercoledì pe'religiosi, uisiro palatino una scatola d'oro, oltre la
il venerdì [ìc'secolari, e il sabato per quei mancia i palafrenieri. E qui dirò d'aver
che chiamava. Veneratore della dignità notalo ne'vol.XLII, p. 52, e LVI, p. 76,
1

episcopide e sacerdotale, nell'udienze fa- che nel 1844 lecandosidal suo fortissimo
ceva seilere in lui banco come i cardinali, propugnatore Gregorio XVI,l'arcivesco-i
tulli i vescovi, e nel |jonlificale della co- vodi Colonia mg.' Droste, V .lUtiuisio di
ronazione nelle UbhitUciizc d'adorazio- Gcrnuiitìa, si portò all'udienza con abi-j
ne volle che baciassero il solo ginocchio. to paonazzo e mozzetto, essendo cessata!
Kon permise mai che i sacerdoti nell'u- la dignità elettorale. A Benedetto XIV]
dieuze gli parlassero genuflessi, e pe'col- successe Clemcnlc XUl degnamente, lui-
udì UDÌ 93
l'abile per insigni virtù, che rncchiuiìeva donde recando sopra una
usci tantosto,
l'aureo suo animo, mentre l'esterno del sottocoppa un rosario, da cui pendeva una
corpo era alquanto difettoso. Piacque medaglia d'oro, che presentò al Santo Pa-
Leone XII cav. Ar-
all'egregio storico di dre. Il Pontefice lo prese in mano, e me
laud (che defunto celebrai con più fi an- lo poise in dono. INel riceverlo dalla sua
ca espansione nel voi. LXVIl, p. 179), mano, io osai baciarla: quest'alto fece sor-
di riportare nel t. 2, cap, 9.6 della Sto- ridere il Pontefice e le persone che lo at-

ria, il seguente brano del l iag^io d'I- torniavano. Appena uscito di là, chiesi al

talia di Dnclos (Carlo Frinau bretone di prelato che mi accompagnava qual po-
Dinant, storico arguto e filosofo di spi* tesse essere il motivo di qne'sorrisi. Egli
rito, di libero e franco parlare,che qua- mi disse, innanzi a tutti gli nlliciali del-

le storiografo di Francia successe a Vol- l'anticamera, che mi era arrogato un pri-


taire! Fu citato sovente il suo detto su- vilegio riservato a'cardinali, ch'essi solo
gli uomini potenti che non amano let- i ponno baciar le mani del Papa. Il mio at-

terati: temono come ladri te-


Eglino ci i to cardinalizio era divenuto un subbia-
mono le lanterne). » Mi portai all'udien- to d' innocente piacenleria". Il glorioso
za di Clemente XIII, e dopo avere se- , Pio VI, per confessione degli stessi suoi rie-

condo l'eticlietta, deposto cappello e spa- roici, si mostrò sempre con tutti umano,
da , venni introdotto da mg.' Borghese accessibile nelle udienze, laborioso e tem-
prelato domestico di Sua Santità (arcive- perante: la sua alfabilità a tutti fu comu-
scovo di Teodosia e maestro di cameni). ne. Non v'era forasliere alcuno, eh' egli
Feci le 3 genuflessioni, baciai la mano del non ammettesse alla sua presenza, nella
Pontefice alla 3.'; il Pontefice tosto rial- quale restava ognuno sorpreso de'suoi ra-
zorami, e la conversazione cominciò .... ri talenti, e dellegraziose accoglienze, con
Farò qui osservare, ch'io gli parlai pri- che ricevea tulli. L'incisore inglese Mar-
iTiameiitein italiano; ma megliocompren- chant che due volte si portò dal Papa
,

deiidolodi quello che lo parli,quandolor- per meglio riusciie nel fargli il ritratto,
navami più comodo adopera va la mia lin- lo trovò colle più dolci maniere, dicendo-

gua natia, e per permettermi ciò, dissi al gli Pio VI: Quanto è facile ad un pillo-
Pontefice - So che Vostra Santità cono-
: re il copiare al naturale l'immagine dei
sce peifeltamenle il francese, ed io spero suoi simili ! Ma quanto meglio e più uti-

che troverà giusto che il segretario del- le sarebbe, ch'egli potesse 1 icopiare il lo-
l'accademia francese parli qualche volta ro cuore! Seguitate il vostro lavoro, che
la propria lingua. - Sì, mi rispose egli pa- niente m'incomoda, quantunque mi pre-
catamente. - Io mi servii pertanto indif- me più il nome, the il mio liirallo. Que-
ferentemente or dell' una , or dell' altra sta sua adabililà era veramente sincera,
lingua. Egli mi avea già data uii'udien- come ingenuo era egli nella spiegazione
za di una mezz'ora; epperò gli dissi: - San- ilei suo cuore e del suo alfello, per cui
to Padre , per non abusare della bontà l'imperatore filosofo Giuseppe li, che il

di Vostra Santità, io prenderò congedo conobbe interamente, lo die hiarò d'otti-


(osserva l'Artaud, Duclos qui piese un mo cuore. Quandoera d'uopo però, nin-
grande abbaglio; né dal Santo Padre, né no forse seppe come Pio VI rappresen-
da're si prende congedo: sono essi quelli tare la maestà del romano Pontefice e la
che in qualche modo accennano essere sublimità del suo grado. Il perchè si rese
l'udienza finita) ma la supplicherò dap-
: venerabile sin cogli eretici e gli spirili for-
prima di concedermi la [laleiua di lei be- ti, da'quali riscosse giustamente nell'u-
nedizione. - Aspelli - , e dato seguo ad un dienze ammirazione e compunzione in-
pielaìo, quesli entrò nel suo gabinetto, sol ita. Di buon animo e con buona già-
94 tJ D I II D I

zia nelle medesime ascolinva fnlte le do- comandante, il quale pronunziò un coiti-

ni anele, i ricorsi ei reclami tie'suoi middili. plimenlo rispettoso. Pio VII ringiaziòe
L'encomialo A rtaud nella sua bella iSVo/vVz poi disse: Bella, bella gioventù. Certamen-
di Pio ITT, 1. 1, cap. 26, racconta un epi- te riceveranno con piacere alcuni rosari
sodio dell'udienza accordata agli olTi7Ìali per portarli alle loro m;ulri e sorelle, lu'
della marina francese, clic in nome deli." di colle sue mani preso un involto pieno
console Napoleone portarono in dono al di rosari, li distribuì a'francesi a misura
Piipa i due brìcks di guerra desliiiati a che gli si presentavano. Poscia parlò con
prf.teggere ilcouìmercio pontificio,! qua- voce pili alla, lochmdo il coraggio de' fran-

li l'iirono nomati s. Pietro e s. Paolo. L'Ar- cesi mostrato in tante battaglie, e vantò
laud stesso segretario di Cacault ministro poi con un alletto del lutto tenero, pro- i

di Francia indisposto, scrisse a mg.' O- gressi scientifici de'marinai che conduco-

dcscalchi maestro di camera, d'implora- no e proteggono i n)issionari nell'Indie.


re da Pio VII l'onore di presentai-gli lo Dipoi a mezza voce disse all'Artaud: Fa-
stillomaggiore di tali equipaggi, e n'eb- remo scrivere in favore di questo prode
be die li riceverebbe con mol-
in risposta comandante, perchè abbia uu avanza-
to piacere. Uecatosi l'Artatid al Quirina- menlo; e vi diremo ancora una cosa che
le cogli uOìziali, essendosi loro uniti lut- ci è sommamente grata. Il conte di Sou-
ti gl'impiegati de' diversi iidlzi a bordo, za vuole un giorno a pranzo lutti que-
comparvero quasi un esercito. Giunto nel- sti signori: sarà nostra cura di ringrazia-
le stanze pontificie, fece depone le spade re assai questo ambasciatore di Portogal-
e i cappelli a tutti, tranne al comandan- lo. Lo stato maggiore si riliiò nell'orilme

teDornaldegny ma trovò clie il prelato,


; prescritto dall' introduttore, ed il Pap;t
credendo egli di venire in tempo, erasi portossi quasi sino ali. I porta, e con ambe-
dimenticato farne avvertito chi ne faceva due le mani li accomiatò salutandoli nel
le veci, il quale stupì vedendo tanta gen- modo il più cortese. Sempre grazioso e
te. Tuttavia questi cortesementedisse, die divoloa'Papi rArtaud,nelht citata Storia
il Papa ne sarebbe soddisfatto.'» indi spie- di Leone XTf, narrando l'udieuzeche da
gò a'francesi come bisognava entrare, co- lui ricevea come t.''segrelariod'ainba<cia-
me uscire, e molto bene gli ammaestrò ta di Carlo X redi Francia, riferisce che
in questo genere di luaiiovra. Ho inleso, (piel Papa nelle medesime udienze: «Alle
sclama un giovinetto provenzale, ch'era parole di congedo, abbnudoiialo ad un
fra gli aspiranti: come alla guerra -sem- Iratloil linguaggio olllciale, che fa parlare
pre innanzi e senza mai voltar le spalle in plurale alla prima persona del singola-
anche nel ritirarsi". L'introduttore, ch'e- re, per esprimersi meco con maggior fa-

ra ancora un poco fuori di se, dimenticò migliarità e tenerezza, aggiunse: Addio,


di pievenirne il i'apa, e fianco aperta la so che voi mi amale. Il Santo Padre nel
porta del gabinetto pontificio, annunziò congedarsi congiunge sempre le sue ma-
il solo Artaud. Il Papa era sedente scri- ni. E questo il suo saliilo ordinario, e la
vendo, e restò colpito di sorpresa di ve- sua benedizione di società. Approfiltan
dere invece d'uno tanti uniformi stranie- do d'un privilegio, che più vcdte già mi
ri che a un tratto riempirono la camera, sono attribuito, ho preso le sue mani co-

con aumento di sbalordimento, per sem- sì congiunte e le ho baciale; quuidi, men-


brare un' invasione. Allora 1' Artaud ri- tre ritiravamicol cereinoniale usato,ch'è
cordò l'ufìizio fatto con mg,' maestro di di ondare indietro, senza voltar le spalle
camera e In risposta. Ma tanti ! replicò al Santo Padre, questi mi disse ancora j

pacatan^cnle il Papa. Ripiesn spirito, si Il re avrà ricevuto nostri conqtlimcnii ...


i

alzò, ed appoggiato all'Artaud, salutò il Del resto io non saprei se. (piando dalla
udì UDÌ r,-;

più squisita ddicalezzo d'un Popa ci sen- dosi didi'.inticaniefa nerbile di entrare :i

tissimo dire: lo so clie voi mi amale, pò- baciare il piede al Pontefice, sempre ci ac-
Irebbesi evitare il pericolo d'avventurar- coglieva festivo, sempre usciva in grati di-
si all'alto cnrdinnliziOjdi cui il filosofo lìu- scorsi, né mai si udì ripetere cosa già di
clos diede nn pseinpio nel i ^T)? con Cle- lui detta. E ((nell'ultima volta in rbe eb-
mente Xlil". I! di. conte Friucesco Fa- bi colaleo»)()ie(moiì dopo 7 giorni), pia- I

bi-Montani (ora preUito),già ranierieredi cevolmente interrogandomi, siccomu so-


spada e cappa di Gregorio XVI, pnbbli- leva, intorno a' miei studi ecclesiastici, e
cò nel 1846 in Roma: Notizie istoriche rispostogli sci'iver io sul visitatore aposto-
di Gregorio XVI P. M. di santa me- lico spedito da Clemente XIU nella Cor-
ììwrifU Testimonio egli ocniare scrisse a morto vescovo di To-
sica (mg."^ Slriizieri

p. 3o. j) Mai non mancava alle sì conti- di, del quale pubblicò VElnqio storico)^

nne cappelle. Sembrava ch'egli colla sua piacquesi declamare un latino e[)igramma
maestà le riempisse, e fjiiel tenerissimo e sui casi di quella Iravagliatissinia isola,
inimitabile atto, con coi levando le mani epigramma che da lui udito in sua gio-
al cielo parca ciie appunto ilal cielo di- ventù lornavagli allora al pensiero". Di
staccasse la benedizione , sorpiendeva e quanto riguarda le udienze del regnanle
commoveva perfino gli eterodossi, i qua- Pio IX ne parlai ili sopra e in più luoghi,
li per ispontaneo movimento non potea- massime dicendo de' sovrani e principi
no fare a meno die non si prosti assero, reali d'a-nbo sessi che "li fecero oinasj-
i

e non sentissero interno giubilo d'essere gio. Essendo contemporaneo il resto del-
da sì caro e santo vecchio benedetti, co- l'analoghe notizie e ovunque conosciute,
me narrasi accaduto nel pontificato del- non è mestieri esporle in questo luogo. So-
l'immoi tale Benedetto X!V. La rpiale co- lo firn menzione di alcuni recenti ricevi-
sa eziandio avveniva a coloro, i quali am- menti, cominciando dal ricevimento del
messi a particolare udien/a, uscivano poi regnante d. Pietro Vie di Portogallo e del
magnificando la bontà e la piacevolezza suo fratello d. Luigi duca il'Opoi to, il di
del romano Pontefice". Indi a p. 3H e 3c) più potendosi leggere ne'n." u^tì e i4o
soggiunge.»» Gli stessi monarchi e princi- del Giornale, di Roma del i85t. A.' ?.6
|)ì reali che di frequente, come dissi, vi- giugno di tale anno il ree il «luca approda-
dca'suoi piedi, paitirousi mai sempre iu- rono a Civitavecchia, e immediatamente
ramoiali di Im. Coloro poi che per [uib- vennero coiuplimentati a bordo a nome
blicbe e privale incumbeuze avevano a del Papa da mg.' Borromeo A rese mae-
trattare con esso lui, ne anunirarono o- slro di camera. Nella sera seguente giun-
gnora que' modi dolci e piacevoli non , ti in Roma alla locanda d'Inghilterra, il

sempre costanti in chi di continuo agitata prelato tornò a com[)linieiitarli, nella mat-
la mente da gravissime cure non le vede lina appresso ficenilf)lo pure il cardinal
sempre riuscire a suo meglio. Sapea trai* Antoiielli segretario distalo. A mezzodì
pallilo dalle cose più piccole, e tornava il re educa si recarono col loro nobile
il

; con piacere a parlare assai spesso dello sua seguito al Vaticano per ossequiare Sua
congregazione (camaldolese), de'discopo- Santità, llicevuli a pie dellR scale da mg.''
li fatti, e segnatamente
avuti, degli sludi Medici maggiordomo e da diverse perso-
;
nellematematiche nt-lle quali fu valentis- nedeiranlicamera [loiitillcia, vennero da
simo, avendone ferme nella memoria le mg.' Borromeo introdotti presso il Sauto
più astruse e sublimi dimostrazioni. Del- Padre, che mosse ad incontrarli sulla so-
la quale sua ritentiva e piacevolezza di glia del suo g ibinctto, e si trattenne con
conversare fui ancor io testimone fre- loro a particolare colloquio, esprimendo
quente. Imperocché nel sabato costuaìon- V alta sua compiacenza nel vederli. Indi
96 udì UD T

furono prrsenfali ni P.ipal {ìislinli perso- sua rappresentanza. Kecossl indi alla ba-
naggi del seguito, e nel partire onorarono silica Vaticana a venerare le insigni re-
(li visita il cardinal Anlonelli. A'a luglio liquie de'ss. Pietro e Paolo, e pose ter-
il Papa si portò a far visita al re, incon- mine alla ceremonia colle altre formali-
tralo nel discender dalla carrozza dalle tà, solite praticarsi iu simili atti solenni.

persone del regio seguito, e tosto prescn- Si legge ne'n.'' 28 r e 286 del Giornale
tossi a riceverlo Sua Maestà unitamente (li Roma i856. Domenica 7 dicem-
del
al fratello duca d'Oporto, da'quali ven- bre dopo mezzodì la regina M.'^ Cristina
ne introdotto ne'Ioro appartamenti. Sua di Spagna recossi al palazzo del Vatica-
Santità si trattenne a lungo co'due per- no per complimentare il Papa Pio IX.
sonaggi augusti, e dipoi tornò alla sua re- Ricevuta nel discendere di carrozza da
sidenza. Ivi nella sera recarotisi dal Pa- mg.' Borromeo Arese maggiordomo, ven-
pa per la visita di commiato, ricevuti e ne introdotta negli appartamenti ponli-
infiodotti come nella venuta. Dopo esser- ficii, e da rag.' Pacca maestro di came-

si trattenuti a lungo in particolare udien- ra annimziala al Papa, che la ricevè in


za, accolli con sensi di vera consolazione, particolare udienza con tulli i riguardi
passarono a visitare i musei illuminati, in- dovuti all' augusta di lei persona. Dopo
sieme a'reali duca e duchessa diBrabau- lunga udienza, la regina presentò al Pa-
le. Nel dì seguente il re e il duca riparti- pa i personaggi del suo seguito, e collo
rono per Civitavecchia, preceduti, come stesso ceremoniale venne accompagnata
nell'arrivo inKoma,dal principe Massi- fino alla propria carrozza, facendo ritor-
mo soprintendente generale delle Poste. no alla sua residenza nel palazzo vSlop-
Pontifìcie (V.). Riferisce il Giornale di pani, ora Vidoni. Indi in questo sabato
Jìonia de'20 ottobre 856, che fino da' 1 i3 dicembre il Papa si recò a mezzodì,
20 maggio il conte di Colloredo di Wal- accompagnato dalla sua nobile antica-
see ambasciatore straordinario dell' im- mera, per restituire la visita alla regina.
peratore d'Austria, ebbe 1' onore in pri- Appena smontato dalla carrozza, il Pa-
vata udienza di presentare al Popa le let- pa trovò la regina, la quale circondata
tere del suo sovrano che lo accreditava- da tulio il numeroso suo seguito era di-
no in tale distinta qualilà presso la s. Se- scesa ad incontrarlo fino a'piedi delle sca-
de. Nella mattina poi de' 20 ottobi e, lo le. Accompagnalo nella sala del trono, il

stesso ambasciatore accompagnato da tut- Papa si trattenne colla regina e cogli al-
ti i rnen)bri deli' ambasciata, a mezzodì tri illustri personaggi, che facevano co-
si portò con nobile treno e in gran forma rona ; indi ammetlendo al bacio del pie-
puliblica al palazzo Quirinale, ove osse- de non solo il nobile seguilo della regi-
quiato a piedi delle scale da un ceremo- nn, ma anco qualche famigliare, partì
iiiere pontifìcio, veiuie introdotto negli benedicendo lutti. La regina quantunque
appartamenti del Papa Pio IX, che lo pregala a rimanere ne'suoi appartamen-
ricevè in solenne udienza cogli onori e le ti, volle accompagnare in fondo alle sca-

formalità che sogliono compiersi in tali le il Papa, che fece direttamente ritorno
circostanze (come l'anticamera doppia, al Vationnn.
cioè iu doppio numero i cubicidaii che VD\'^E (Utincììì. Città con residen-
sogliono assistere alle ordinai ie udienze). za arcivescovile, ca[)olnogo della provin-
Dopo l'udienza formale, l'audìascialore, regno Lombardo- Pe-
cia del Friuli nel
seui|)re accompagnalo dal peisonale del- reto. Avendo ragionalo dei principali
l'ambasciata, passò a visitare il carflinal ducati Longobardi d' fl(dia^ in diversi
Anlonelli segretario di stato, da cui fu ri- luoghi promisi di parlare in questo arti-
cevuto con tulli gli onori dovuti all'alta colo di quello del Friuli^ laonde l' e-
udì UD I
97
sognilo innonzi <li descrivere in l)reve Japygia, parte della Magna Grecia, for-
qiiiiiito rigiiardn Udine.il cui nome, come m.'it.i da una penisola, il cui istmo si esten-

sua antica metropoli, viene poitnlo dal- de da Tal auto sino a Rrindisi; chiamala
la provincia che abbraccia tutto l'antico pure Messapia, Peucelia, Salentina, e di-
Friuli, meno la parte piili orientale ag- cesi corrispondere a una porzione dell;i

crresata nW lllii'ift. cioè il Friuli Austria- Faglia o della CaLibrin), si abbassano


cn, ove sono i più pingui terreni e i rude- verso il u)are e sono facilmente supera-
li dell'antica Aqiiileia, neli8i5al!a for- bili. I primi che dall'oriente e dal setten-
mazione del regno Illirico, oltre (jualche trione vennero a popolare l'Italia, pote-
jKutedel Friuli Veneto. Il Friuli Austria- rono per colà penetrarvi. Di là è la via
eoe l'Istria Austriaca formano il gover- della Pannonia frequentata da'romani e

no di Lulìiann. La provincia d'Udine è da'barbari: tra le goledell'Alpi l'arte sola


la [)iìi orientale e la più vasta delle prò- pf)lè aprirvi il varco. La via che per Giulio
vincie venete del regno Lombardo-Vene- Gamico e per l,i valledel Moscardo mette
to. Comprende l'antico Friuli Veneto, e- va nella Zelia o Zeglia, o Valle Giulia, fu
sclusi 1 territori! di Monfaicone, Grado e COSI detta perchè dicesi aperta d<v Giulio
Portogruaro. E circoscritta ai nord dal Cesare. Quella meno antica che per la
Tirolo e «lalla Carintia, all'est dal circo- Pontebba metteva nelNorico,soloa'noslri
lo di Gorii.ia,al sud dal mare Adriatico dì fassi agevole e bella. Era (luesta la re-
edalla provincia di Venezia, airove>»t dal- gione degli antichi carni formò parte di ;

le [ìroviiicie di Treviso e di Belluno. La quella de" veneti, fu delta ancora Agro


popolazione ascende a circa 4oo,ooo n- Aquileiese dalla illustre metropoli A(pii-
bitanti, divisa inai distretti e 182 comu- leia, di cui pure ragionerò; trasse da Ce-
ni. I distretti sono: Udine capoluogo, s. sare stesso il nome di Foro Giulio, di cui
Daniele, Spili mbergo, Maniago, Aviano, parlai all'articolo Cividale, donde si di-
Sacile, Pordenone, s. Vito, Codroipn, Pal- latò e mantenne fino a'dì nostri il nome
ma, Cividale, s. Pietro, Faedis, Tricesi- di Friuli: e mentre le altre legioni eb-
nio, Gemona, Moggio, Tol mezzo, Ampez- bero il titolo di Provincie di Marca, di ,

zo, Rigolato e Paluzza. 4 ultimi sono I Contea, di Ducato questa serbò ([uello ,

situati nel paese detto Carnia o regionedei di Patria cioè regione del Friuli, in
,

Carni. Questa vasta pianura, che chiama- questa bella pianin-a de'carni, innanzi al-

si Friuli, resa più bella da vari amenis- la dominazione romana aveano galli , i

sinii colli, acceichiata dall'Alpi Noriche, d'oltremonte piantata una loro colonia
Carniche e Giulie, apresi in fort»ia di tea- e una loro città. La romana repubblica,
tro inclinato verso il mare. Il Timavo e i85 anni prima dell'era nostra, vi con-
la Livenza la terminano, l'uno all'oriente dusse una colonia latina. Aquileia, Foro
e l'altra all'occidente. Il Tagliamento e Giulio o Cividale, Giulio Gamico oZ«-
r Isonzo con molli altri fiumi e torrenti ^//o, conservano ancora i vestigi della ro-
injpetuosi, la solcano. Chiusa tra'montie mana grandezza, sotto le rovine che rana^
il n>are, la natura non vi apiì altro acces- mentano gli unni, gli eruli,gli ostrogoti,
so jibeio, fuorché dalla partedella Liven- gli avari, i quadi, iinarcomanni, gli scia-

za. Dalla parte del Timavo da quella del vi o sia vi, gli ungheri, i turchi. Dopo il tra-
Carso, antica Japidia (porzione del regno montodella romana monarchia, fu gover-
Illirico, fra la contea di Gorizia e il ter- nata da'goti, da' longobardi, da'franchi,
ritorio di Trieste, sulla costa Adriatica, dagli alemanni. Calato in flalia (/'.) Al-
composto d'una catena di montagne, ra- boino co'suoi Longobardi {^V.), se neira-
mo dell'Alpi Giulie, con precipizi e grot- padronì e se ne fece coronare re dopo ,

te famose. Non si deve confondere colla aver vinto e interamente sconfitto i gepi-
VOL. LXXXII. 7
^8 L D I
-
udì I
di, ed ucciso il re loro Cnnimondo sue- nienlo venne impalata. Le sue 4 fi~}^c

ressnre di Ardarico (i gp[>idi ruroiio oii- salvarono il loro pudore niercè un sagri-

lichi popoli della Saruiazia europea, del- fìoiocapace da laccaprici iiire cliiiinf[ue
la nazione de'daci e de'geti, che alcuno ardiva di avvicinarle. Grasulfo 11 dalG i, i

crede un medesimo popolo che longo- i come fratello di Gisulfo, tenne il ducalo
l)ardi,e forse ebbero origine comune). Fu del Fritdi peri o anni, dopo la diluì mor-
allora che si fonilaroiio i famosi ducali te, tanto qtial tutore de'suoi nipoti, quan-
longobardij uno de'quali fu questo del lo in suo proprio nome. Nel 621 abdicò
Friidi, i quali furono il [irimario fonda- in loro favore, con una generosità che
mento del sistema feudale. Grasulfo I ni- ha pochi esempi nella storia. Quindi ni- i

pote d'Alboino fu da questi crealo duca poli Taeone Caccone entrarono al pos-
e

del Friuli lostochè se ne fece dal re il con- ses'^o del ducato sovrano del Friuli es- ,

quisto. Fu egli il i ."de'loiigoliardi il qua- sendo ambedue ariani. Fu cosi sii ella la

le sia stato insignito di «pieslo titolo sul- loro unione che posseileiono il ducalo in

l'esempio de'greci. Prelende Maffei, che comune senza la menoma alterazione. Nel

il Friuli formasse già un ducato sotto la 62 t eglino si fecero coscienza di riprisli-


dominazionedi questi ultimi. Sia comun- nare nel trono Adaloaldo re de'longobar-
que, Alboino aggiunse a prò di suo nipo- di e loro supremo signore, che n'era sta-

le quaiitogii rimaneva de'suoi antichi do- to spogliato da Aiiovaldodi Lii cognato,

udnii olliamonte. Grasulfo 1 si mantenne Se non che la morie del .° nel 626 rese 1

termo ne'propri stati contro gli sforzi dei vana ogni loro disposizione. Nel 635 d'ac-
suoi nemici. Né meno dièopera per la cau- cordo con Dagoberto redi Francia, es- I

sa comune uno di
della sua nazione, e fu si penetrarono nel leriitorio degli sciavo-

quelli che maggiormente contribuirono ni o schiavoni, li prostrarono e li resero


ad estendere e rassodare l'impero de'Ion- tributari de'Ioro ducati. L'uno e l'altro

gobardi in Italia, e mori nel 590 in avan- però furono nell'anno stesso assassinali in
zala eia. Gli successe il figlio Gisulfo, dal Oderzo, per perfidia del patrizio Grego-
padre associalo al governo, ma nel 611 rio, governatore di quella città e dipoi e-
ki ucciso in una battaglia contro gli ava- sarcadi Ravenna. Perciò Grasulfo 11. per
ri o abari, quali aveano falla invasione
i la morte de'nipoli Tasone e Caccone, si

nel Friuli. Si crede che dessa fu lai. "voi- ripigliò il ducato del Friuli ,
perchè gli

la che gli avari si fecero vedere in Italia, altri due suoi nipoti non aveano ancor.!
Gisulfo lasciò 4 fig''' Tasone ,
Caccone, l'età sidliciente per governare. GiasulU»
Rodoaldoe Grimoaldo,conallrettanlefì- |] mor'i nel 6:)i,enon pare nel66r co-
glie, avuti dalla moglie Romilda,qua- la me pretendono Sigonio e Rossi. Gli suo-
le, morto che fu il suo sposo, riparò con cesse Agone, di cui s'ignora la derivazio-
essi Foro Giulio, ed ivi venne assedia- ne, e morì nel 663. Del pari è poco nota
ta dal kan degli avari, volgarmente chia- l'origine di Lupo. the gli successe nel du«
malo Cacano. Innamoratasi di questo calo del Friuli. Nell'anno stesso Grimoai-
principe, giovane e ben fallo, da lei os- do re de' longobardi, di lui cognato, gli
servato dall'alto delle mura, gli fece of- aflldòla reggenza de'suoi stali menlrere-
frirela pace in un colla sua ilestra. Accet- cavasi in aiuto del proprio figlio assedia-
tala ro(ferta,il knn già padrone di Foro to in Renevento. Lupo mal coi rispose al

Giulio, die sfogo alla sua crudeltà, sac- suo incarico, e minacciato al ritorno del
cheggiò il paese, e fece prigioniera Romil- monarca, gli si ribellò.Griinoaldochenon
da insieme co'figli e i primari cittadini, volea armare longobardi contro se stcs-
i

ì 4 principini presero per viaggio la fu- si, indusse il kan degli avari a fargli ro-

ga, e Romilda per prezzo del SUO tradi- gioite del ribelle, l'eri Lupo nel GG5 o
udì udì .99
^
6fi6 in una lìnltfi^ruicnnlroqne'ltaihnii, del suo ducato. Questi lasciò 3 figli, Rat-
ilopn avelli viiili in 3 altri coinhaltimcii- chisio o Katchis, Ralkait e Astolfo, avuti
ti. Kgli lasciò un figlio chiamato War- dalla virtuosissima moglie R^athberga: il

nefi icio, e una figlia Teodoracle giù ma- i.°e l'ultimo divennero duchi del Friuli,
ritata con Romoalilo duca di Heneven- indi re de' longobardi, e ne parlai in tan-
lo. iVel 6G6 venne quindi investito del ti luoghi, qnanloa Ratchis per essersi fat-
linealo Vectai'i, d* illustre casato e lom- to monaco di ìlfontc (T/j'v.smo. quanto ad
bardo di Vicenza. Egli ebbe ad antagoni- Astolfo per le violenze fatte a'Fapi,e per
sta Waniefrido figlio di Lupo. La contro- le cui usurpazioni de'dominii della So-
versia venne decisa colle armi, e Warne- vraiùtà della s. iSede^ restò invece essa
fi'ido morì in nna battaglia data al sno ampliata* Il primogenito Ratchisio ne!
rivale. Paolo Diacono encomia la dolcez- 737 fu investito da Liulpmudo, dopo la

za del governo di Veclari, e celebra an- destituzione del padie, de! ducalo del
tlie moltissimo il suo valore; ma saggi i Friuli. Egli coadiuvò quel monarca con-
die ne reca sembrano esagerali. Morto il tro Trasmondo II duca di Spoleto, ed a

duca nel 678, gli fii sostituito Laudari, di lui successe sul trono di Lombardia nel
cui s'ignora quanto visse. Il successoreRo- ^44- " fratello Astolfo nel 74^ non so-
doaldo, spoglialo de'snoi slati da Ansfii- lamente gli succedette nel ducato del
do noi 6q3, ih ristabilito nell'anno sfes- Fiiuli,n)a nel 749 nel regno longobar-
so da Cuniberto il Pio re de'Iongobardi. dico. Il di Itti cognato Anselmo, marito
IVIa |)oi per punirlo della sua trascuratez- della sorella Giseltrude, fu surrogato nel
za, fii dal re interdetto dalle sue funzioni ducato di Friuli. Ma nel 7'tÌi l'amor del-
clucalii Per conseguenza egli chiamò A- la abbandonare il mon-
solitudine gli fece
dono o Aldone fialello del duca, ad es- do e le sue grandezze, e si ritirò nel mo-
sere il mnntenilore del Friuli. Secondo il nastero di Panano entro le inonfa"ne del
Muratori,! due fratelli tnoiirono nel 694» Modenese. Qualche tempo dopo ottenne
altri dicono nel 6g5. Venne daCunibei'- dal re di lui cognato un angolo deserto,
to creato duca del Friuli Ferdulfo, nato ove edificò il celebre monastero di No-
io Liguria, uomo vano e altero, e poco naiitola. Dopo averlo retto santamente
misurato ne' suoi discorsi. Egli perì nel per lo spazio di Scanni, ivi morì nell'SoS
^06 in battaglia contro gli sciavi da lui ed è venerato per sauto. Nel 'j'yi fu crea-
fuor di ragione provocati. Gli fu sostitui- to duca del Friuli Pietro, nobile longo
to Corvoi o Corwiel ; ina poco dopo a- bardo, figlio di Munichis e fratello tli
vendo oireso Ariperto II re de'lotigobar- Orso duca di Cenedn, luogo silunfo ne-l
di, da questi fu fatto ai resfare, cavar gli Friuli e sede vescovile. Ignorasi pei- qua-
occhi e deporre. Laonde nello stesso 706 le spazio di tempo essi abbiano tenuto
Pemmone nativo di Belluno venne fatto il loro ducato, e qujindo siano morti
duca del Friuli da Ariperto II. Egli mar- liodgauso era duca del Friuli, cpiando
ciò contro gli sciavi nel 728 e iportò so-
1 Carlo Magno re de' franchi [ler punire
pra di essi 3 vittorie. Nel 737 fece rin- Desiderio re de' longobardi che perse-
chiudere in un castello Calisto patriarca guitava Papa Adriano I e minacciava lo
d*Aqnileia,che avea nel 730 trasferita la sterminio di Irn/nn, combattè e vinse il

sua residenza per violenza dal


in Ci vidale, re, facendo il conquisto della Lombar-
patriarca praticata a Fidenzio vescovo di dia, per cui cessò il regno de' longobar-
Giulio Gamico, ch'erasi riparato a Foro di e restarono tuttavia alcuni loro du-
Giulio. A Liutprando re de' longobardi cati in Italia, inclusivamente a questo
parve sacrilegio im tale imprigionamen- del Friuli. Nel 775 Rodgauso cospirò con-
to, e per conseguenza spogliò Pemmone tro Carlo Magno per favorire esostene-
loo UDÌ udì d
re Aclclclii Adalgiso figlio ili Desiderio, scin la loro capitale ossia la forlezza prin-

onrle ricuperare i! suo legiio. Però nel cipale, seco asporlando (pie! fiiuìoso leso-
77G Callo Magno pion)bao<lo sul Friii- ro degli l nni acciesciulo sulto il faino-
primavera, presentòbat-
lial principio di so loro re Attila delle spoglie delle pre-
taglia aRcdgauso, e questi peri nella pu- vincie degl'imperi d'occidente e d'orien-
gna. Altri dicono the f;»llo prigioniero, te, e lo mandò a Carlo Magno, il quale
venne decapitalo d'ordine del vincitore, ne fece recare una parte a Papa Adriano
]Nel 776 Markairo o Marcario francese 1 (e cos'i forse Roma rivide alcuna cosa di
\eniieda Carlo Magno soslituiloal defun- quello che da essa asportato altrove era
lo, e fuili.°duca del Fiiuli che venisse quindi stalo depredalo da que'barbaii),
incaricato di difendere le frontiere di 7V('- e dislribm il rimanente fra'suui militi. A-
viso, donde suoi successori furono inti-
i vendo gli unni rimbrandile le armi, do-
\.o\?iÌ\ due Ili del Friuli e ìli arche si di Tre- pò la partenza del duca di Friuli, mar-
l'/.so.Impcrocchè Carlo Magno delle gran- ciò egli di nuovo contro di essi in un al

di signoriede'longobardi, soltanto permi- giovine Pipino, unto re d'Italia d'Adriano


se ihe sussistessero quelle di Spoleto, di 1 e figlio di Carlo Magno, a cui servi di
5rm'r<'?//o (delle quali coniechè della So- luogotenente e di guida nella spedizione.
vraiìitù della v. Sede,W\ iieriparhii),del Essa riuscì più penosa, ma però non me-
Friuli e di Tre^-iso. A Ducato ilissi col no fortunata della precedente. Una 3.' da
Muratori, in che consistesse l'autorità di essi impresa l'anno seguente, finì di pio-

tali duchi, eche Carlo Magno dopo la con- strar gli unni, che spedirono deputali a
cpiisla d'Italia istituì la Marea del Fi in- Carlo Magno a recare il loro ossequio, ed
//, e che al governatore conferì il titolo di a chiedere il battesimo.Theudone, uno
duca e poi di marchese, al quale in segui- de' loro capi, non avea preso parte alle
lo per accrescergli la forza gli venne sol- loro mosse, e viveasi in pace con Carlo
loposto il ducato di Carinlia che con-
, Magno,avendoneanche abbracciala la re-
tiene i vescovati di Giirk e Lavaiitj ah\- ligione. Ma scorgendo la nazione degli un^
lato in principio dagli antichi carni de- ni vedova de' primari suoi capitani peri-
rivanti dalla Carniola, paese anticamen- li guerra, la eccitò nel 7^)8 ad una uno-
in

le abitalo da' carni che dierono il nome varibellione,ela indussead eleggerlo per
all'AlpiCarniche e dal quale derivò quel- suo re. Il duca del Friuli venne pure in-
lo di Carniola. Fu chiamata la Carniola caricato nel 70)9 di recarsi a sottouiet-
auche Marea Slavoniea per esser situa- tere i ribelli; ma appena raggiunto il ne-
ta a'coufini della Seliiavonia, e nel i
874 mico venne da lui commessa battaglia in
fu incorporata alla Carinlia, che al tem- cui perì in braccio alla vittoria. Theudo-
po di Carlo Magno e de' suoi successori ne allora fu preso, e pagò colla sua lesta
tu governala prima da'duchi del Friuli il fio della sua fellonia. Con lui fu spenta
e poi da quelli di Carinlia, ed ha per ca- la monarchia ossia repubblica degli un-
poluogo L»/>/V77^^v sede vescovile. Tornan- ni, dopo essersi conservata perqua>i \\uq

do a Markairo duca del Friuli, non è no- secoli e mezzo. Nel 791) successe ad Hun-
lo l'anno di sua morte. Ne fu successore rok I il duca Cadaloak, che severo sino
Hunrok 1 o Erico o Enrico 1, il quale co- alla crudeltà morì nell 8ic). Gli fu sosti-
slantetnente si conservòaltaccato a Carlo luito da Lodovico l il Pio nell'H y, Bai- 1

Magno, nelle cui guerre civili servì con deiico o Baedri, ma diillo stesso impera-
valuie. Nel 7q5 venne da quel monarca loie venne deposto nel I' 828 per essersi
invialo contro gli unnidiPannonia.dicui mal di portalo nel laCarinlia colle sue Irup-
furono da lui uccisi in battaglia due gè- pe alla visla degli abari. L'impeialoi e iii-

uerali, cioè Gagan e Juguire. Prese pò- vece d'eleggere un nuovo (bua del Fnu-
UDÌ udì 101
li, divise il die
lerriloiio in 4 cunlee, il 1*888 venne riconosciuto re d'Italia col
dillo almeno sino cill 84(>- Verso questo nume di lìercugario I verso la fine di feb-
tempo circfi, rimperatore Lotario eles- 1 braio, una parte della nobiltà italia-
ila

se a duca del Friuli e iiiaicliese di Trevi- na, divenne nel 916 imperatore e coro-
so, di cui era già conte, cognato Eberar-
il nalo da Papa Giovanni X, indi morì nel
do o Everardo, figlio del duca Hunrok o 924.
Enrico I. Lombardo di nascita, [ìossede- Dopo quest'epoca non vi furono al

va grandi ricchezze nel Celgio ossia Ger- tri duchi del Friuli. D.ippoichè per le li-
mania inferiore. D'accordo con Gisele di beralità di Carlo Magno, di Cerengario
lui moglie, figlia di Lodovico Giu- I e di 1, d'Ottone I, d'Olloiie II e fiuabuente di
ditta 2/ moglie di queirimperalore, nel- Corr.ido 11 principalmente, d'Enrico III

!'84r) fondò una collegiata a Cisoing, Ci- eil'Enrico IV imperatori, quasi tutto il

soiiiiaii, in Francia nella Fiandra france- ducato del Friuli, insieme col marchesa-
se, di[)arliinento del Nord, nella qualeim- Io d'/s7/7rA, e altre finitime regioni, a gra-
peliòe ottenne dalla s. Sede 16 anni do- do a grado venne in.soviaiiitù de'patriar-

po, clie da Roma vi fosse trasferito il cor- chi A' .'Innilciii; i quali successivamente
[)0 di s. Calisto 1 Papa, e gli dedicò la chie- risiederono, dopo la distruzione di ipiella
sa; come vogliono Frodoardo nella Sto- celebre città, a Grado, in Cormons, in
ì i<i (li Ri'i.'iìs, \ì\). 4, tap. I, e Muratori Ci\'i<lalc, in Udine, conservando sempre
nelle Dissi-rliizinni, dissert. 58. La ba- ihilolodi patriarca d'\(piileia. Cormons,
silica di s. Maria in Trastevere di Roma città e governo dell'lllino a 10 leghe da
>,i vanta di posseilere il cor|)o di s\ Calisto Ti ie-ife e piìi di 2 da Goii/.ia, giace a'pie-
I, e molle chiese le reliquie, riferite dil di il' alcune montagne. E cinta da yìtvi

Morelli, Oc s.CitlistoPP.elM.i'jusqnc vecchia muraglia, e difesa da un castello


Basilica s. HJariac Trans Tyberiin, p. fortificato. Hi conta qua-
filatoi di seta e

249 e seg. La collegiata di Cisoing nel si 4000 mezzo a ben col-


abilanli. Sia in
I I 2C) divenne abbazia di canonici rego- tivate terre e colline. Sulla cima d' un
lari, e nel suo [)arco è una [liraraide in munte circonvicino eravi un antico con-
tialzata in memoria della l.unosa batta- vento, donde si gode d'una superba ve-
glia di Fonlenay, perduta ii(ir84 ' ^'^ So- duta. Quanto a Cividalc, oltre il narra-
lario I e vinta du'fratelli Carlo il Cah'o e lo a! suo articolo, e quello che dovrò ri*
Lodovico il Germanico, la (piale stabili ferire, qui premetterò alcune altre impor-
i destini della duca Eberar-Ccrniania. Il tanti notizie, col dotto d. Lorenzo d'Or-
do neir8()8 o neir8Gf) morì a Maniastre, landi canonico di Cividale, che modesta-
cavi di campagna (Ifl conte diTreviso, ed mente occultando il suo nome, ci diede
il suo li"lio
D e successore Hunrok o Eiiri- l'erudito opuscolo intitolalo Lnneriale :

CO II, ne fece trasferire il cadavere nella lìccio Museo Voro Giuiw.se in Cividal
sua chiesa di Cisoing. Egli lasciò Heren- del Friuli. Osservazioni sali' antico
gario altro figlio e la figlia Ilalwige ino- Foroginlio in relazione alle due lapidi
gledi Lodulfo duca di Sassonia. Altri dan- marmoree scoperte in Cividaldel F/iu-
no a Eberardo due alti figli, Raide e A- i ///»'/ 1843^ Udinei8')3, tipografia Veu
clel.iiclo conte di Vermaudois, abbate di drame. Egli pertanto nell' illustrarle di-
fi. Quintino eziod'Ernienlrude moglie di chiara, che il presente Cividule sia il vero
Carlo il CaL'o. Il duca Hunrok o Enrico Foro Giulio, fondalo mediante colonia
Il morì senza figli maschi nell' 847. lo militare, co'suoi diritti e preminenze, co-
questo Rerengario secondogenito d'Ebe- me il nome lo indica, da Giulio Cesare,
liuilo, successe al fratello nel ducato del allìnedi porre a'quartieri d'inverno le sue
Friuli e nel tuarchesalo di Treviso. ìNcl- legioni, ritoruaudo dalle Gallic. Ciò di-
102 udì U D I

nioblia culi gravi leslioionianze ,


e con Cividale seu^pre conservò il nome impo-
ijiielle |3uie iIl-Ho flesso Giulio Cesare, e stole dal suo fondatore di Foium Julfi,

del celebre Ptiolu Diacono nativo di Ci- prima e anche dopo la caduta del roma-
vidale; colle ve>tigie roniiuie e colle ricor- no impero. Di che fa eziandio testimonian-
dale iiisigiii lapidi, rioveiiule nel i S/p nel za Cassiodoro nella sua SJ^ lelleia al re
riattare le fondatnenla del ponte di pia- Teodorico e in cui dice, ho.noialis posscs-
lle fiume JNati-
quadrale, sovrastante al soribiis ci curialibits Forojalicìisibus.

sone che scorre per uiezzo. Consistono Questo nome ancora trovasi ne' monu-
quesle in due grandi piedistalli niaimo- menti de'secoli successivi, massime negli
rei , ambo già sorreggenti la statua del- Vili, XI, Xll e segueuti. Che se talvol-
l'impeiatore romano a cui ciascuna veu- ta Cividale viene chiamala ciltà (lustrale.

jif coiisagrala. Essi futono adoperali nel- o i\' Jusliia, non lo fu già, come alciuii
l'eiezione del ponte, e collocati nelle fon- sognarono, a causa d'una regina d' Au-
damenta in^ece di pietra, e ben si può stria qui venuta, ma sibbetie dall'essere
credere die altri moimmenli venis^sero situata Cividale all'oriente rispetto a Fa-
straziali e rolli in quella e in alti e circo- \'ia, ca|)ita!e un tempo della dominazio-
stanze, se quesli fuiono cosi mallrallali. ne longobarda ; come si può veliere in ui\
La / lapide
I spelta a M. Aurelio Antoni- diploma di Pellegrino 1 deli (89, in cui
no Cui acalla, dedicala verso il 198 dal dice: Actuin in Ci\'italc /Jiistriali, Fo-
municipio del Furogiulio o Foroguiliese. rìjiilii in cappella s. Pauliiii patriav-

L'altra fu dedicata nel ^55 dulia citlà di chac (allora riposando le sue spoglie nel-
Furogiulio a P. Licinio Gallieno. Queste la cappella del patriarchio, ed ora nella
lapidi comprovano, che in Cividalee non collegiata), il che spiega una cosa e l'al-

in altri de\e riconoscere il Fo-


luoghi si tra.Dal fju qui esposto è cliiaro [lerchè
logiulio stabilito da Giulio Cesare nella venne detta Civitas Forijulii, e talvolta
piuviiicia del Friuli, ivi fondando una co- semplicemente Civilas da cui derivasi il
ionia militare qual citlà di froulima nel- moderno Cixndato Cividale j e quindi i
l'Italia. Ebbe la colonia le Uiagistrature suoi cittadini delli Civita te uscsj Ecclc'
cherano in Roma, come si ha dalle lapidi siacCivilatcnsis, per essere la ciltà in quei
e iscrizioni romane esistenti in Cividale, tempi capo provincia, sede de'duchi e dei
ed egualmenle riprodotte dal eh. can. patriarchi d'Aquileia. Il di più può ve-^

D'Orlandi. Da esse rilevasi, che la colo- dersi in Fili[)po della Torre vescovo d'^i-
ma avea il diritto di ciitadiiiauza ronia- dria (di cui u\eglio a Uovigo), De Colo-

iia, essendo ascritta alla tribù Scaiitia tra nia Foroj'ulicu'ii, il quale fu di Cividale,
le rustiche, e quindi delle più nobili, ed come lo furono Cornelio Gallo letterato
iigguiiila alia Mczin ranno di Iloma 4<j4> e poeta , conquistatore di Tebe e amico
nella «juale era volante l'iuiperatore Au- d'Augusto, ed il dottissimo e sommo Ja-
gusto per la sua famiglia Ottavia, e la no- copo Slellini. La sovranità de'patriarchi
lidissima colonia di Firenze. Eravi il col- d'Aquileia sul Friuli e altre regioni, du-
legio de'ponleflci, il magislralo giurisdi- rò piena dal XI al XV secolo, finche pas-
zionale de'cjuatuoi viri, ed altri collegi e sò net dominio della repubblica di Vene-
magistrature, i cui numi
da soiìo ricordati zia, eh eresse la fortezza di I*alma sulla
diverse ville adiacenti all'agro Forogiu- fine ilei secolo XVI. Palma o Palina No-
liese. Paolo Diarono iuoUie dislingue il va è rinomata lortezza a 4 leghe da li-

J'oruin Jii/iico\viiìi), ora Cividale, da Ja- dine , ed insieme capoluogo di distretto.


liuiii Curiiicum o Cai>tritni Julic/ist, cioè Sorge in situazione amena, in un suolo
/iiiilio (ì .) della Cargna, che pure rico- in pianura e fertilissimo , costruita con
nosce Giuhu Cesare per suo toudaloie. inolia spesa e magiiiflceuza onde hber.uu
l

udì U D io3
la provincia ilalle furibonile incursioni ilei danti sono frumento, il
gli altri vini , il

turchi; eil i lavori eli furlifìcaziotie fatti legname da coslruzione.oltrc altri produt
sotto il regno d'Italia iti aggiunta a quel- li. gelsi vi allignano bene
I e si vanno ,

li ili primitiva islituziune, la cusliluisco- moltiplicando. 1 bachi vi si coltivano fé*

no in un grado di rispettabile dife!>a. E- licemenle, ed eziandio in grande quanti-


slernamente è circondata da una gran fos- tà, e danno una seta luciilissima e ricer-
sa in cui l'acque >oiio perenni. La quan- catissima. Le manifatture sono poche; i
tità di pozy.i, e lutti di eccellente acq'ia, tessuti di canapa e di lino danno qualche
pone la popolazione in grado di non n)ai prodotto. Gli abitanti, specialmentequel-
temere la siccità per qualunque caso. E li delle zone superiori, sono agili e pron-
di furala esagoiia, con ampia piazza a cui ti di corpo e di spirito, soirerenti della fa-
fanno capo 3 borghi e 3 contrade. Le vie tica; non amanti della vita militare, pre-
sono spaziose, ed in mezzo alla piazza è sto vi si alfauno e di ventano atti alla guer-
IMIgrandioso |)ozzo a 3 archi che corri- ra; imparano facilmente le lingue. 11 Friu-
spondono a' 3 borghi. Sulla [liazza islessa li anticamente foimò parte della GalUa

evvi il regio duoujo, fabbrica di gran mo- Ti cispadana o Cisalpina, ed suoi abi- i

le, culla facciala tutta di pietra d'Istria, tatori si chiamarono Gallo-Carni, ed aii-
il palazzo del governature militare, il cor- cora co! nome di Carni si appellano quel-
po dì guardia , il piccolo teatro, e molti li che ne abitano la parte montuosa sel-
fabbricati signorili monte di , nonché il tentrionale, avendo la parte piana e me-
pietà modilìcalo con magnidcenza ne! ridionale subUo col trailo del tempo, co-
iB^q. Divisa in q bastioni, vi sono da ri me suole avvenire, il nome di Fi-iuli tìa
inarcarsi laraenale, le casermea prova di Foro Giulio, nome della colonia da cui
bomba, magazzini, polveriere, e i 3 dif- discende l'esistente Cii'idalc e già capi-
ferenti forti edilizi delle sue porte Maril- tale dell'antico ducato e sede patriarca-
lima, Cividale, e di Udine, capolavoro ar- le. Gli antichi Gallo-Carni, ora Friu-
chilcltonico. A 5 miglia da! canale dello lani, parlavano anch'essi come nel rima-
scolo dell'acque, è il porlo di Cervignaiio, nente dell' alta Italia la lingua Celtica,
e di 9 miglia l'altro detto Porlo Noga- ed è facile il persuaderseneall'eruditoco-
ro,a'((uali approdano barche cariche d'o- noscitore ilella lingua parlata oggidì pu-
gni sorta di merci. Un ramo dell'acque re in Friuli. Ed in Udine furono ristam-
dette rogia, che scorrono per Udine, vie- pate nel 1828 di Ermas di Colloredo,
ne a passare per la fortezza, e mediante Poesie scelte edite ed inedile in dialet-
caiiiili ben livellali l'acqua gira all'intor- to friulano, con aggiunte di P, Zarutli.
uo e pe'3 borghi. Maestoso è l'acquedol- Ambedue sono valenti poeti friulani vi-
locheconduce l'acqua in fortezza. 11 Friu- venti. I semi delle lettere e delle arti vi
li gode d'un aere temperato e salubre; il germogliarono sino dal secolo XIV, né
terreno è più ameno che ubertoso. L'a vi mancarono mai valenti pittori e altri

gricullura della provincia al principio di artisti, dotti scrittori e prodi uomini d'ar-
questo secolo ebbe grandi impulsi, ed ha me, quali mostrarono essere il Friuli una
i

fatto e va facendo ogni giorno assai lo- terra ferace danimi gentili e di pronti in-
devoli progressi. Il prodotto de'grani nel gegni. Molti fiorirono in santità di vita, e
piano basta al mantenimento