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DIZIONARIO

DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
ECCLESIASTICI,
DELLA CATTOLICA,
CHIESA ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC.EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. XCVII.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
JHDCCCLX.
La presente edizione è posta sotto la salvaguardia delle leggi
vigenti, per quanto riguarda la proprietà letteraria, di cui
TAutore intende godere il diritto, giusta le Convenzioni
relative.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORI CO -ECCLESIASTICA

VIA V I A

V,lA CRUCIS, Fia Crucis. Pia, an- ture, con isculture, con incisioni, o col-
lichissima e commorente pratica religio- locati in nicchieo nelle cornici. Sono d'o-
sa, principalmente esercitata da'clivoli fe- gni dimensione, tutte essendo sovrastate
deli nel sempre memorabile giorno di Ve- dal salutare vessillo della ss. Croce (F.),
nerdì (F.J,\u cui più specialmente si ono- su cui venne crocefisso il Salvatore del
ra, commemora e medita l'acerbissima mondo per la nostra redenzione. Queste
Passione (F.) di Gesh Cristo (F.) consu- sagre e pietose rappresentazioni si collo-
mata in quel dì colla morte sul Golgota o cano alquanto distanti l* una
in luoghi,
Calidario (F.). Nel venerdì santo ha luo- dall'altra, pel breve tragitto che deve far-
go con più solennità nelle chiese ed ora- si nel visitarne ciascuna, perciò eziandio
torli pubblici, ed in alcuni, oltre le con- chiamate Stazioni^ ma diverse dall'altra
suete preci, si suole pronunziare un bre- lodevole visita delle Stazioni sagre delle
ve discorso in ogni stazione sul rappre- Chiese di Roma (F.)^ e di quelle conces-
sentato dalla stazione, per eccitare il po- se nel cristianesimo da'Papi ad altre chie*
polo alla compassione de'patiraeLti sof- se, per lucrare le ss. Indulgenze^ da essi
ferti dal Redentore, e pentimento e do- accordate. Nondimeno quest'ultima divo»
lore per esserne stali cagione! peccati de- ta pratica corrisponde all'altra, poiché h
gli uomini. Si propagò tanto il religioso eseguisce in memoria di qtielle amare
esercizio, che si può dire quasi non esservi processioni o viaggi, che fece il Salvato-
chiesa e oratorio, e casa religiosa, che non re nella sua andando da un
Passione ,

contenga le stazioni della Via Crucis, sen- giudice all'altro dalla sua condanna al
,

za parlare dell'immenso numero esisten- Calvario. Da ultimo anche Sette Dolo- i

te nelle abitazioni domestiche de'buoni ri patiti dall'Immacolata Maria sua Ma-


cattolici d'ogni luogo. Viene eseguila in- dre, si cominciarono nelle pubbliche
nanzi XIV rappresentanze de'falti più do- chiese e con solennità a contemplare con
lorosi della Passione ^ espresse con pit- una specie di Fia Crucis^ appellala Fia
4 VIA V I A
Natris (F.). Per privilegio ponlificlo, pella è oratorio privato, godente l'indul-
esclusivamente appartiene all'ordine// Y7/2- to della celebrazione quotidiana della s.

eescano de* Minori Osservanti e Bì- Messa, Papa suole benignamente esten-
il

Jorniaiif V eiezione canonica della Via dere l'indulgenza, anche a'pigionanti ed


Crucis, onde lucrarvi il tesoro dell' in- altri estranei visitanti la medesima Via
dulgenze concesse a' visitanti e facenti Crucis. Fu istituita questa tenera pratica
il divoto esercizio. Ove essi non sono, divota, per supplire al sagro pellegrinag-
la santa Sede ne concede la facoltà a' gio di Gerusalemme, in memoria della via
"vicari e prefetti apostolici delle naissio- percorsa in essa dal Piedenlore, dalla sua
ni pontificie, di erigerle, ed anche ad al- condanna a morte, all'incedere al mon-
tri. Le sagre rappresentazioni delle xiv te Calvario, sotto il gravissimo incarico
stazioni della Via Crucis si erigono o e- della Croce, coronato di Spine (F.)j on-
spongono con autorità pontificia, nelle de tale memorabile via , santificala dal
chiese e oratorii pubblici, ovvero nelle passaggio e da'dolori del divin Salvatore,
loro piazze o propinqua vìa che ad essi presso Gerusalemme [F.)j(\\ces\ Fia Do-
conducono, massime se de' francescani, lorosa^ in venerazione della quale i con-
oltreché nelle chiese, ed anche negli ora- templativi della Passione denominarono
torii o cappelle private ossia domestiche. Via Crucis. Roma si gloria possedere il

] Papi concedono l'erezione delle stazioni santuario della Scala Santa (F.) del pa-
della Via Crucis nelle camere di comuni lazzo abitalo in Gerusalemme da Ponzio
abitazioni, formate a guisa di cappella, Pilato governatore romano della Giudea,
separate però dagli usi domestici, colle che il Redentore più volte salì e discese

solile indulgenze da lucrarsi dal conces- nella sua Passione, altresì dopo la Fla*
sionario, e da'suoi consanguinei, affini e gellazione (F.) e coronazione di spine,
inservienti coabitanti con esso. Quindi la perciò grondante Sangue (^.), alcune
s. congregazione dell'Indulgenze, con re- preziose goccie del quale caddero in di-
scritto concede facoltà al R.mo p. mini- versi gradini. Il Chateaubriand, il p. ab.
stro generale de' minori osservanti, Ira' Geramb, e altri illustri che si recaro-
quali è il p. Guardiano del s. Sepolcro no a'nostri giorni a visitare Gerusalem-
di Gerusalemme (V.)^ per la benedizio- me, ci narrano come tuttora, per tradi-
ne ed erezione della s. Via Crucis. In vi- zione passata di bocca in bocca, si mo-
gore di che il , p. generale con suo re- strano a'pellegrioi i luoghi santificati dal
scritto autorizza il p. guardiano del con- Redentore, e segnatamente quelli del do-
cento d'Araceli (nella cui chiesa nel 1 702 lorosissimo viaggio. Il Morcelli latinizzò;
il sacerdote d. Diego Ma jorchino, v'i- Fare Via Crucis. D.N.Jesu supremos
la

stituì la divozione della Via Crucis, co- Cruci atus per Stationes recolere. Iter D.
me riporta Cancellieri nel Mercato^ a N. ad Crucem celebrare. SuppUcatio in
ovvero di cora-
p. 164), all'efFetluazione, amphiteatro per omnia Sacella. Ingene-
metterne l' esecuzione ad altro sacer- rale, nella visita di queste stazioni, pre-
dote dell' ordine idoneo. Il religioso a messe alcune preci e l'alto di contrizione,
ciò deputato, assunta la colta (ed an- avanti a ciascuna si recita il ^ Adoramus
che senza la cotta) e la stola, a seconda te, Christe, et henedicimus tibij cui si ri-

del decieto della s. congregazione del- sponde col Quia per Sauctam Crucem
5j.
l'Indulgenze de' IO maggio 174^, bene- tuam redemisti munduni. Segue la medi-
dice con l'acqua santa e con preci le Cro- tazione più o meno breve
quanto ognu- di
ci e i Via Crucis, on-
quadri, ed erige la na rappreseuta, e poscia si uuPaler, recita
de potersi lucrare le indulgenze, e ne ri- Avet Gloria^ terminandosi parimente o-
lascia testimonianza in iscritto. Se la cap- gni \foltacol Sj. Miserere nostri Domine,
V I A VIA 5
e col Miserere nostri. Orclioariamenle
1\». dovea essere a Dio svenato in olocausto,
si canta ({uindì, questa o altra strofa: San- è figura nobilissima del Redentore. Ora
ta lUadre questofate, - Che le piaghe del avendo lai figlio d' Abramo recate sulle
Signore- Siano impresse nel mio cuore. spalle le legna, che servir doveano al sa-
Termiuata la visita delle xiv stazioni, si grifizio, anco il medesimo Figlio di Dio,
dice il "5^ Domine exaudl ^ etc. , l'altro volle portar la Croce, e far eziandio que-
^ Doniinus vohiscum^ Oremus: Re- etc. sto segnalato atto di umiltà. Pare poi che
spicey quaesumus Domine^ etc. Oremus: il Nazzareno non già colle mani sostenes-

Omnipotens^ sempiterne Deus^ miserere se la Croce, ma bensì sulle spalle, sia pel
famido tuo Pontifici nostro N. etc. Ov- grave peso del tronco, sia perchè trova-
vero ['Oremus: Deus, qui Unigeniti Fi- vasi assai spossato, atteso il lungo e gra-
lli tui, etc.
,
potendosi chiudere con un ve patire fin dal momento della sua pre-
Pater Ave e Gloria^ secondo l'intenzio-
f sura nell'orto di Getsemani, dopo aver su-
ne del Sommo Pontefice ossia per la , dato sangue. Alcuni degli antichi cristia-
sua conservazione e pe'bisogni di s. Chie- niper iscjusigliatozelonel copiar il Van-
sa. Finisce la pia pratica col Benedictio gelo di s. Luca, nella parte che riguar-

DeiOmnipotenlis, etc. Altri vi aggiungo- da la Passione del Signore, tralasciaro-


no particolari orazioni, eziandio in ono- no a bella posta ciò che vi si dice del su-
re de* Sette Dolori della B. Vergine, e dore di sangue nell'orto ; onde anche a'
col canto del beli' inno Stabat Mater : tempi del dottore della Chiesa s. Ilario*
(A''.). Ogni stazione rappresenta e si me- nel IV secolo, trovavansi non pochi co-
dita un tratto della Passione di Gesù dici, ne'quali quel prezioso racconto man-
Cristo nel suo doloroso viaggio. Il dotto cava. Fu perciò gran debolezza di que*
p. Ireneo Alfò minore osservante, col suo primi cristiani ommeltere quel passo co-
libro dimostrò, come sia alla critica e al- sì essenziale , come se gli eretici Ariani
la storia appoggiato quanto nelle stazio- potessero direttamente abusarne contro
ni della Via Crucis si medita, quantun- la divinità di Gesù Cristo. Noi leggia-
que di alcune di esse non sì faccia men- molo , e ringraziamo ilRedentore che
zione ue'ss. evangeli. Nella I.': Gesù con- tanto abbia sofferto per noi, dopo essersi
dannato a morte. Questionano gli eru- recato al monte degli Ulivi a pregare il

diti, se romani avessero lasciato agli E-


i suo divin Padre. Nella IH.": Gesh cade
Irei la facoltà di condannare alla mor- Itprima volta sotto la Croce. Nulla è sì
te; e con qualche fondamento si crede, verosìmile quanto che ildivia Maestro
che avessero dato a'poutefici un tal per- cadesse più volte nel suo viaggio al Cal-
messo, solo nelle cause di religione. In- vario. L' Adriconio ne indica precisa-
fatti senza giudizio di preside romano fu mente i luoghi, ed assicura essersene con-
s. Stefano lapidalo. Siccome però si vo- servata la memoria dalla tradizione. La
leva far morire Gesti della più ignomi* pia imperatrice s.Eleua, madre di Co-
niosa fra le morti, la Croce, supplizio noii stantino I, li contrassegnò con tre colon-
usato fra convenne aspet-
gli ebrei, così nette che il Laudi scrisse aver veduto.
,

tar la sentenza di Ponzio Pilato, che giù Opina s. Bernardino da Siena, che questa
dice ingiusto e debole, o non seppe o non prima caduta del Redentore avvenisse
volle resistere alle domande d'un popo- principalmente per aver da lontano ve*
lo furibondo. Nella II.* : Ges'u caricato data la Madre; il cui dolore siifuttameu-
della Croce. Isacco» il quale mou*
salì nel te riverberò nel cuore del Figlio, da far*
te Moria (patte o fianco montagna
della lo per commozione stramazzare al suolo.
diSionne,$ulla quale fu fabbricato il Tcm' Nella IV.' Gesù incontra la sua ss. /ila
: •

pio di Salomone)^ ove dal proprio padie (Ire, Seppe Maria che il P^erbo di Dio uu-
6 VIA VIA
clava alla morte, o perchè egli medesimo Narra Luca, che nel passoggìo del Re-
s.

nella sera innanzi glielo avea dello, come dentore, questi trovò molle donne che
alcuni ascetici pensano, o perchè nel mat- l'avean seguilo in Galilea, alle quali al-
tino il discepolo Giovanni era andato a tre pietose eransi aggiunte; ed esse accom-
riferirle barbaro modo, con cui era sla-
il pagnandolo e fortemente piangendo tra"
to condannalo. Mosse dunque frettolosa sospiri, il divin Maestro volto a loro escla-
u rivederlo, e forse in compagnia di altre mò: Figlie di Solima^ non su di me^ ma
donne, ossia delle tre Marie (di cui me- su di voi stesse piangete: piangete i vo-
glio riparlai nel voi. XCIV, p. 45» e seg., stri figli. Verrà tempo ^ in cui si diran-
ti que'Iuoghi che indicherò più sotto).
in no beate le sterili, beate coloro die non
Entrata in Gerusalemme, s'imbattè col- partorirono o allattarono. Chiameran-
l'adorabile Figlio, che carico della Croce no i monti e i colli, perche gli ricopra.
procedevain mezzo al furioso popolo. Nel Che sarà del verde, se tanto avviene
luogo dell'incontro fu poi edificata per nel legno a ri do.^^TììUo appuntino si ve-
memoria una bellissima chiesa, che nella rificò poi, nello sterminio che fecero ro- i

mela del secolo XIll ancora esisteva, sot- mani degli ebrei, e nella distruzione di
to il titolo dello Spasimo ,
appunto pel Gerusalemme, di cui è sinonimo Solima,
grave dolore soQerlo dalla Madre e dal Solyma seu Jerosofyma.ì!{t\\& IX.": Gè-
Figlio. Nella V.': aiutalo dal Ci-Gem sÌL cade sotto la Croce la terza volta.

reneo a portar la Croce, Non potendo Non manca chi sostiene, che nel salir il
il Salvatore più reggere al suo peso, sol- i Golgota, il Salvatore non cadesse men di
dati costrinsero a portar la Croce Simo- sette volle, affranto com'era da tanta

ne di Cirene nella Libia, padre d' Ales- continuato patire^ ma la comune opinio-
sandro e di Rufo, il quale veniva da uu ne è per tre sole volle. Oltre la sofferta
podere presso Gerusalemme. Alcuni Pa- sanguinosa flagellazione e iepuoture del-
dri l'hanno credulo gentile, raffigurando le spine nel capo, solevano i romani ac-
in lui il popolo idolatra che dovea esser compagnar al patibolo grinfelici condau'
chiamato alla sequela della Croce. Sicco- nati, di tratto in tratto percuotendoli cru-
me però in detta Cirene trovavansi mol- delmente con flagelli, e con ogni manie-
ti giudei, così è probabile ch'egli lo fosse ra di strapazzi e urti li facevano cader ai
e gerosolimitano , anzi pure discepolo di suolo, il che riusciva a loro di barbaroi
Gesù Cristo. Si pretende che divenisse ve- diletto. Nella X.': Gesìi spogliato e ah'
scovo di Boslra nell'Arabia, e che abbia beverato di fiele. Gìuiìlo alia vetta del
terminato di vivere col martirio. Ne par- Calvario, sul quale si soleva eseguire le

laianche altrove. Nella VI.*: Gesti asciu- sentenzedi molte, l'Unigenito di Dio ven-
gato dalla Feronica. Di s. Veronica^ del- ne spoglialo delle sue Vesti (P^.), in mo-
la casa innanzi la quale passò il Reden- do COSI crudele che riapertesi le ferite,

tore, e del pannolino che gli presentò, in sanguinarono nuovamente. Era costume,
cui restò impresso il Volto Santo, ragio- tra' romani di porgere per conforto a
,

no ne'due articoli. Nella Vii.": Gesù ca- que'chedoveansi giustiziare, certa bevan-
de la seconda volta sotto la Croce. Pa- da ingrata al palato che però avea la
,

re che questa portandola insieme al Ci- proprietà d' istupidire sensi, e render i

reneo, o gli servisse d'impaccio, o pel sen- meno acerbi i dolori della morte. Consi-
tiero aspro e scosceso, estenuato da'pati- steva in un vino temperato di mirra e al-
menti ricadesse, ancorché si voglia cre- triaromi; uè deve confoiidersi col mirri-
dere a quelli che sostengono strascinasse no, delizia degli anticbi. I ministri per
la Croce il solo Simone. NeirVIII.": Gè renderlo più ingrato, vi mescolaron fide
su consola le donne di Gerusalemme. e aceto; e non già per compassione, uju
VIA. VI A 7
per ninggior pena il diedero a bere al la credenza che fosse sepolto nel monte
Salvatore. Nella XI.*: Gesù b inchiodato stesso, o che i suoi avanzi toccassero l'e-
alla Croce. Varie eran le forme delle stremità della Croce, mentre non man-
Croci , su cui si facevano morire i con- cano quelli che lo dicono deposto sul raoa-
dannali alla crocefissioue, o legandoveli le Moria; altri eruditi spiegano esprime-
con funi, o configgendoli con Chiodi (/'), re la vittoria di Cristo sulla Morte. Ab-
traforando mani e piedi. La decussata beverato nuovamente colla Sponga (T.)
era di due legni eguali posti a traverso in d'aceto efiele, quando disse: Ho selej e

forma di ^Y, poi denominata di s. Andrea, pronunziate l'ultime parole; Tutto e ter*
perchè vuoisi su di essa morto. La coni- mina lo j Padre, nelle vostre mani racco-
missa era d* un legno traverso corto po- mando lo spirito mioj Gesù rese l'ulti-
sto sopra d'uno più lungo in figura di T*, mo sospiro, e per assicurarsi di sua mor-
per cui non si mancò di venerare la Cro- te colla ss. Lancia (V.) gli fu aperto il

ce in forma di Thaa (A^.). La immissa costato. Fu allora che tutta quanta la


veniva formata da un legno più lungo, natura si commosse, per la morte del suo
che sovrapposto all' altro più corto so* creatore, come Uomo. Segui la sua mor-
prawanzava alquanto dalla parte superio- te in mezzo a due ladri pur crocefissi,
,

re. Quest'ultima è quella su cui comune- figurede'due popoli giudeo egentile, ean-
mente si crede fosse il Redentore inchio- ch'essi flagellati nel viaggio al Calvario;
dato e poi inalberato, spettacolo al cielo e secondo altri figura de' tribolati eletti
e alla terra di amore per noi. Si disse e de'reprobi. Furono essi crocefissi dopo
alta piedi 1 5, e nelle braccia larga 8; ma di Cristo, nudi e co' chiodi; il crocefisso
è assai incerto. Nella XII.': GesU mor- dalla parte destra del Salvatore, non a-
to ili Croce. Piantata la Croce a mezzo vendolo bestemmiato come il suo com-
di scale e di altri congegni, vi si legava- pagno, meritò che la B. Vergine coope-
no o inchiodavano i crocefii-si , i quali rasse alla sua conversione, e qual confor-
frattanto posavano i piedi sur una trave, tatore a' suoi acerbi dolori, gli ottenne
a guisa di sgabello, il quale alcuni artisti l'eterna salvezza. Di tutto ampiamente
antichi posero sotto i piedi esprimendo tratta Giovanni Marangoni, Vammira-
Gesù Croc^/^^o (^.). È pero, come or- bile conversione dis.Disma detto il Buon
dinariamente si rappresenta, universale Ltì!^^o^^e,Roma 174 1. H Redentore dis>-
sentenza, che inchiodato sulla Croce, nel- se a lui: Oggi sarai meco in Paradiso.
la sommità di questa postovi il ss. Tito- Nella XIII.': Gesù deposto dalla Croce
lo (nel quale articolo notai col Maran- in seno della sua ss. Madre. Sì raccon-
goni, che fu capriccio artistico il rappre- ta, che l'adorabile Corpo del Signore^ia

stjntare con Titoli^ anche le croci de'due schiodato dalla Croce per opera di s. GiU'
ladroni), per beffeggiarlo, di Rede'Giu- seppe d' Arimalea (^.), di s. Nicodemo
dei, quindi dal suolo venne gittata cou (A^.) e d'altri suoi discepoli^ e posto in
veemenza nella fossa a tal edetto scava- grembo a Maria Fergine sua Madre, la
ta, per recargli altro doloroso patimento. qualecolle altre Marie, secondo l'uso del-
Ma l'amore e la sapienza di Cristo, cor- le donne ebree, assisterono al compimen-
rispose a tanti oltraggi e tormenti, dalla to del divin sagrifizio. Altri sostengono
Croce pregando per essi: Padre, perdo- che le pie donne non si trovarono a quel
nale loro, perche tion sanno ciò chefan- punto estremo e sopravvennero dopo, u
no. Suole figurarsi il Crocefisso Signore, pie della Croce solo assistendovi la B, Ver-
colla testa della Morie (V.) sotto i pie- gine, e s. Giovanni diletto apostolo ed e-

di, teschio che si crede da alcuni rappre- vangelista, n cui e alla Madre rivolto l'a*

fccutar quello del primo Uomo f/^.j, ucl- gouizzautc GesUj loro disse: Ecco la tua
8 VIA V I A
Madre: Eoco il tuo Figlio. Le tre ore sprime Benedetto XIV nel breve Cu'n
d'agonia del Redentore e le sette parole tanta, de'3o agosto 1741- Ebbe essa ori-
da lui in essa pronunziate, fedeli vene- i gine, per costante tradizione, fin dal tem-
rano al modo riferito ne' voi. LXIV, p. po che Gesù Cristo ascese al Cielo (Tan-
319, XG, p. 190, 2o3 e seg. Furono le to si afferma aelV Apologia della Fia Cru-
altre parole : Dio mio , Dio mio, perche cis del p. Ireneo Affo minore osservante,
mi avete abbandonato? Nella XI V/ e ul- Parma 1783; dal p. Flaminio da Luterà
tima stazione: Gesìc posto nel Sepolcro. minore osservante, e da altri scrittori),
IVicodemo avea portato una mistura di in Gerusalemme slessa da' primi fedeli
circa 100 libbre di mirra e di aloe, col che vi abitavano, venerando que'ss. Luo-
quale, con Giuseppe e altri, imbalsamato ghi più memorabili satitiflcati nella sua
il ss. Corpo del Signore, l'involsero nel- Passione dal nostro divin Redentore; an-
la ss. Sindone (/"".), e collocarono nel s. zi è pia opinione, che la stessa B. Vergi-
Sepolcro [V.) situato in un adiacente ne, dopo la morte del divin Figlio, ritor-
giardino; monumento allatto nuovo, ac- nasse dolente a visitar quelle care memo-
ciò non potesse mai insorger dubbio sul- rie, che fecero pure gli Apostoli e i di-
il

la realtà della persona risorta. Divenne scepoli del Signore. Fin da quell'epoca,
poi supremo e tenerissimo oggetto del» continuarono sì bella e religiosa pratica,
l'universale venerazione, il primo San- come sappiamo da s. Girolamo , Epist.
tuario del mondo, che occupato colla 46j alias 17, morto nel ^10 d'Sganni, i

regione da' Saraceni^ più famose Cro- primi cristania portavano a vi-
folla vi si

date accorsero a liberarlo; ma ricadu- sitarli, e che anco a'suoi tempi continua-
to in mano de' maomettani, restò nel- va tal concorso per lo stesso pio ogget-
la Turchia (^.), però sempre segno to, partendosi dalle contrade più riinote
a fervorosi pellegrinaggi , in uno a tut- della terra. Tutto con diffusione narrai
ta la Terra Santa (P^.) di Palestina, ue'citati articoli. Il Castellano nel suo
Della processione che celebra il capitolo libro.Croce e Colosseo, narra che nel
Vaticano, dopo secondi Fesperi^F.) del
i 333 in riva alla Dordogna si compose
giorno di Pasqua, delta delle tre Marie, da un pio fedele l'itinerario da Bordeaux
ne ragionai nel citalo articolo, riparlan- a Gerusalemme , divenuto poi prezioso
do di queste e della loro andata al se- monumento della geografia antica, che
polcro, non che sulle diverse opinioni in- dirigeva i passi degli abitatori delle Gal-
torno a chi furono le s. Donne le quali lie e della Germania rivolli alla Siria
meritarono d'essere i primi testimoni del- (/^.). Tra l'entusiasmo de'crescenli pelle-
la gloriosa Risurrezione di Gesù Cristo. grinaggi insorti abusi, s. Gregorio Nisse-
Nella Raccolta di orazioni e pie ope- no ne zelò la repressione, più tardi rin-
re, per le quali sono state concedute da* novati in tempo delle Crociate. Queste
Sommi Pontefici le ss. Indulgenze, si leg- teraiinate, a contenere ne'limiti qualun-
ge quanto vado a riprodurre, nel § Fi- que esorbitanza, si pensò a sostituire al
sita della Fia Crucis. Tra le pratiche di lungo viaggio, la pia divozione delle sta-
divozione che ci fanno considerare la Pas- zioni della Via Crucis (trovandosi Luo- i

sione, la Croce, e la Morte di Nostro Si- ghi santi compresi nella Turchia, in que-
gnore Gesù Cristo, rimedio il più effica- st'articolo assai ne ragionai, rip'irlaudo
cea'peccalori per convertirsi, a'tiepidiper pure delle Quindi tal divoto e-
crociate).
infervorarsi, aggiusti per più santificarsi, sercizio incominciò ad introdursi in Eu-
una si è Tesercizio com-
delle principali ropa e tra noi, da pie e sante persone,
Fia del Calvario, della
iDOvente della dopo essere stale nella Palestina a sod-
eomuasmenle la Fia Crucis^ come si e- disfare la loro tenera divozione, come tra
V \ A V I A 9
le altre si legge del b. Alvaro o Alvaiez ca, emollo più da quando neli34'i eb-
tlomeiiicano, discendente dagli antichi du- bero lo stabilimento col nuo vo convento
chi di Cordova, di santissima vita (in Ofjìc. sul monte di Sion, con approvazione di
h. Ahari conf. ord. Praedìc. sub die 1 1 Papa Clemente VI, colla custodia e ufllzia-
fcbr. lect. Noctiirni , e nella Fila presso tura del s. Sepolcro e di altri santuari di
gli Annali domenicani, pubblicata dal p. Palestina tanto venerandi, incominciaro-
Marieta a Madrid nel 1607 ^^^^ P- ^o* no in Italia e altrove, e per così dire ia
lilla in Siviglia nel 1678), il quale per- tutto il mondo cattolico, a propagare la
corsa la Spagna e parte d' Italia predi- divozione della Via Crucis ^ erigendola
cando per tutto con fervore apostolico^ specialmente in tutte le loro chiese in xiv
operò veraci conversioni. Indi egli per% distinte stazioni, nel visitare le quali, al
griuò in Terra Santa, mosso da un fer- diredi Benedetto XIII nella bolla I/Uer
vido affetto di tenera divozione alla Pas- plurima^ et maxima^ de'3 marzo 726, i

sione del JNostro Signore Gesù Cristo, e § I, come di voti Pellegrini personal-
i

per qualche tempo si fermò inque'sagri mente si portarono a venerarci Luoghi


luoghi bagnati del sangue dell* Uomo- santi di Gerusalemme; così i fedeli cri-
Dio, a meditarne la misericordia infinita stiani spirilualmenle fanno questo viag-
e l'immensa carità. Poscia ritornalo nel gio, considerando quanto in que'santiLuo-
suo convento di s. Domenico di Cordova ghi pati Gesù per la nostra eterna salu-
nell'Andalusia, pel primo costruì diversi te nelle ultime ore di sua vita. Questo sì

oratorii, ne'quali a forma di distinte sta- salutevole ed edificante esercizio fu appro-


zioni espresse la Via del Calidario, ossia vato dalla s. Chiesa con diverse bolle e
il viaggio di Gesù al Calvario, colle co- brevi de'Papi, cioè da Innocenzo XI col
se principali in essa avvenute, acciò al- hveveExponi nobi.i, de'Ssettembrei 686;
l'occhio fossero rappresentate: tosto fu da da Innocenzo X.\\^/4deaperquaey(.\e2/{.
altri imitato, propagandosi mirabilmen- dicembre 1692, e coli' altro Sua nohìs^
te la divozione. Non andò guari, che la de'26 dicembre 1695; da Benedetto XI 11
fama di sue virtù lo fece scegliere a con- colla mentovata bolla, confermata da Cle-
fessore dalla regina Caterina, moglie d'En- mente XII col breve Expo ni nobis^ de*
rico II re di Castiglia, e poscia anche del 16 gennaio I73r ; e col pure ricordato
figlio d. Giovanni. Amante però della breve di Benedetto XIV, venne esteso per
solitudine, dopo reiterale istanze, otten- tutto il mondo cattolico, indi costante-
ne di potersi ritirare, concedendogli la mente praticato da ogni celo di persone,
regina i mezzi d'erigere a due leghe da e arricchito di moltissime indulgenze, già
Coi dova il convento di Scala Codi, ove concedute a'pellegrinaggi sagri della Pa-
restò sepolto morire a* 19 febbraio
nel lestina. Imperocché divotamenle visitan-

14^0 o i43o, nel qual punto suonò da dosi la Via Crucis, ponno conseguirsi tul-
se la campana della chiesa, e per tutta la le quelle già concesse da' Sommi Ponte-
vicinanza dellasua camera fu veduto uno fici che personalmente
a'fedeli cristiani,
straordinario splendore, se'guito da mira- visitano Luoghi santi di Gerusalenìuie;
i

coli. Benedetto XI Vnel 74 i 1 ne riconob- le quali indulgenze sono applicabili alle

be il culto immemorabile, e assegnò per benedette anime del Purgatorio, come.


sua 19 febbraio. In modo però
festa il dichiaròil memorato Benedetto XI li nel-
particolare religiosi minori osservanti
i la sua bolla. Per il conseguimento però

di s. Francesco da che sul principio del delle medesime sì richiede, che nel visi-
loro ordine s'introdussero nella Palesli- lare la Via Crucis, si vad.i considerando
iia, e vi erano giù nel i23o, (|uasi rap- hi Passione del divin Redentore, secondo

preseutuuli deputati dulia Chieda calloli-


i la pro[)riu capacità, e che si passi du unu
fo V I 4 V [ A
stazione all'altro, per quanto permette o Signore, divisa in xrv pernii della mede-
la molliludine delle persone, che la visi- sima, In altrettanti luoghi ove si rappre-
tano , o la ristrettezza del luogo, dove senta in quadretto il punto che si medi-
sono erette le xiv stazioni, come si rileva ta. Ma siccome la concessione era a fa-
dall' accennate costituzioni apostoliche. vore delle chiese de'francescani, Benedet-
Quindi il recitarsi in ciascuna delle sta- to XI li confermando l'indulgenza, ne e-
zioni il '^ Adoramus te Chrisle (nota il stese l'acquisto alle altre chiese, purché
Mazzinelli nell' Uffìzio della seltiinana la Via Crucis venga eretta da'minori os-
santa, che la Chiesa sollecita sempre del- servanti, e concesse pure di potersi appli^
lo spirituale pjofìtlo de'suoi figli, per ec- care all' anime purganti a modo di suf-
citarli a riflettere con santi affetti di rin- finagio). Gl'infermi poi,eque*cristiani, che
graziamento, d'amore, di pentimento, di si trovano nelle prigioni, o per mare , o
confidenza e simili, a quel gran momen- nelle parti degl'infedeli, oppure che sia-
to, in cui il Salvatore morendo per noi no veramente impossibilitati a poter vi-
in Croce die' compimento a tutti i miste- sitare le stazioni della Via Crucis eretta
ri delia nostra redenzione, allorché si ri- nelle chiese, o ne'pubblici oratorii, pon-
corda nella storia della Passione, preserie no guadagnare le surriferite indulgenze
ve a'sagri ministri di genuflettere. E che con recitare i4 Pater ed Ave, ed in fine
anticamente, specialmente in Roma, ba« altri 5 Pater, Ave e Gloria, ed un altro
ciavasida tutti la terra, il che praticasi pel Sommo Pontefice, tenendo intanto
ancora in alcuni ordini religiosi, mentre in mano un Crocefisso d'ottone (pare
altri colla faccia in terra dicono: Adora- anche d'oro o d'argento, poiché trovo nel
mus te Christe ec; divoto uso che s. Lui- libretto che fa pure imprimere la s. con-
gi IX re di Francia procurò d* introdur- gregazione dell' Indulgenze ,
per quelle
re nella regia cappella, perchè mento- le concessea'Crocefìssi, Croci, medaglie, co-
vate parole, Adoramus te Christe^ ram- rone, rosari e statuette, benedetti dal Pa-
mentano il supremo momento della mor- pa, quanto alla materia, solo esclusi il

te di Gesù), il Pater noster^V Ave Maria, ferro, lo stagno, il piombo, le stampe e


col "^ Miserere nostri Domine ec, è sol- altre materie fucili a frangersi e consu-
tanto un pio e lodevole costume intro- marsi), il quale sia benedetto dal R.mo
dotto da'divoti nella Via Cru- visita della p. ministro generale de'minori osservan-
cis, come dichiarò la s. congregazione dtU ti, o dal p, provinciale o da un p. guar-
Vlmìiìì^enzene^W Àwertimenti da prati' diano al p. generale soggetto, e muniti
carsi nelV esercizio della Via Crucis^ a* di facoltà. Tale grazia fu concessa da Cle-
11. e 9, pubblicati con ordine e appro-
6 mente XIV a'26 gennaio 778, ad r istan-
vazione di Clemetite Xll a'3 aprile 78 r, 1
za de* ndnori riformati del ritiro di s,

e di Benedetto XIV a' io maggio 174^; Bonaventura di Roma, quali ne conser- i

ne'quaii ancora si proibisce a'catechisli, vano il decreto. Si deve avvertire, che tal
predicatori e altri , di specificare quali Crocefisso dopo essere stalo benedetto
sieno le indulgenze, che si ponno conse- non può vendersi, né donarsi, prestarsi
guire nella visita della Via Crucis , do- ad altri ad oggetto di far lucrare le in-
vendosi in ciò uniformare a quanto è sta- dulgenze della Via Crucis, a tenore de'
to dichiarato e confermalo da'Papi più replicati decreti della s. congregazionedel-
volte nominali (d Novaes nella Storia l'Iridulgenze (però secondo essi, i divozio-
<:Ze*Po«<e/?Cidisse,cheInnocenzoXll con- Papa, oltreché conser-
nali benedetti dal
cesse indulger>za plenaria a quelli che vano l'indulgenze a favore di quello che
per un mese intero facessero la Via Cru- li fece benedire, sono valide eziandio per
cis, cioè la meditazione della Passione del le persone alle qn;jli da que'lo per lai,*
,

Y A I VIA 1 1

volta saranno clislribuili. Perdio poi ne* (a pel pio esercizio per le cuie dello stesso
Crocefissi benedelli dal Papa abbiano pu- b.Leonardo,ed alla quale il Papa edificò
re l'indulgenze della Via Crucis, conviene un oralorioaccanto la chiesa de'ss. Cosma
specialmente ollenerle). 1 francescani e Damiano, e la prese sotto la protezio-
principnhnente minori osservane, sicco-
i ne propria ede'successoii. Benedetto XIV
me antichissimi custodi de'Luoglii santi non solamente rinnovò l'operalo da Cle-r

di Gerusalemme, si fecero caldissimi pro- mente X con più di solennità, ma di-


motori della discorsa divozione; ed io chiarò pubblica chiesa l'arena^ piantan-
singoiar e meravigliosa guisa la propagò dovi nel mezzo il glorioso vessillo della
nel decorso secolo il zelo insigne del b. Croce; ed in essa ogni venerdì i confra-
Leonardo da Porto Maurizio minore os- telli e sorelle del sodalizio celebrano de-
servante riformato del ritiro di s. Bona- corosamente e con pubblica edificazione
ventura di Roma, della cui santificazio- la pia pratica, al modo riferito ne'ricor-

ne fu benemerentissimo, specialmente Osserva ilNovaes uoiìa Sto-


dati articoli.
colle ss. Missioni. Posseggo una diligente ria di Benedetto XTV, che questi dopo
nota di tutte le Via Crucis da lui fervo- le missioni fatte dare nell'anno santo

rosamente erette in Roma sino al nume- I 750 in Roma dal b. Leonardo, a di lui
ro di 43, nellealtre parti dello stalo pon- suggerimento promosse quindi la divo-
tificio, nella Toscana, nel regno di Napo- zione della Via Crucis nel Colosseo e l'i-
li, nel Genovesato inclusivamente alla, stituzione del suo sodalizio, in quel son-
fua patria, nella Corsica ec: in tutte e- tuoso edifizio cioè, edificalo colle braccia
resse 567 Via Crucis. Fra quelle di Ro- degli schiavi ebrei, dopo la guerra giu-
ma, merita special menzione l'eretta da daica, i quali aveano ucciso il Redentore;
lui nell'anfiteatro Flavio o Colosseo {F.)^ e nel quale tante migliaia di martiri e-
di cui riparlai ne' voi. LXXlll, p. 2471 sposti alle belve sparsero il sangue per
XCl V, p. 1 97> in uno al recente celebralo confessare medesimo Redentore e la
il

centenario dell'erezione. Nel Colosseo e- sua dottrina; onde la terra ne restò sif-
rasi cominciato nel princìpio del secolo fattamente inzuppata, che s. Gregorio I

XVI a rappresentarvi con drammi la Pas- richiesto di ss. Reliquie, ne fece prende-
sione del Signore (di che riparlai nel voi. re un pugno, e spremendola fece uscir
LXXIII, p. 174 e altrove), ed a quella vivo sangue con istupore degli astanti.
Clemente X ne consagiò V arena in me- II perchè s. Pio V e Benedetto XIII so-
ujoriade'ss. Martiri, che ivi gloriosamen- levano dire, esser la terra dell'arena del
te lasciarono la vita e del loro sangue Colosseo rimasta impastala del trionfa-
inzupparono propinqua vi è
la terra , e le e fecondo sangue de'ss. Martiri. Nar-
fabbricala la s. Maria della
cappella di rai nel yol. XVI, p. i3o, che istituitasi

Pietà dell'arciconfralernita del Gonfalo- la Confraternita (\& Devoti di Gesìi Cri^


ne, colle limosine de'passeggieri, in cu- sto al Calvario e di Maria ss. Addolo»
stodia d'un romito, alla quale il dello rata^ allìne d'impiegarsi nell'esercizio del-
Papa concesse indulgenza nel 1675, per la Via Crucis in sulfragio de'defunti, nel
risvegliare la venerazione a s. Almacchio 1760 i fratelli per la i.* voltasi recaro-
o Telemaco, per essere stato l'ultimo a no a visitarla nel Colosseo. Dall'opusco-
patire il martirio nell'arena.' Dipoi Bene- lo del conte Severino Servanzi Colilo, si

detto XIV, ad istanza del b. Leonardo, ha la descrizione dell'erezione eriprisli-


eresse a sue spese e fece costruire nell'a- nazione solenne della Via Crucis: esso è
rena XIV edicole o cappelletle colla Via intitolato: Stazioni della Via Crucis
Crucis, che donò all' Àrciconfralcniita stithiiua la I*. volta nel 1818 dal ven.
diluii Atiiauli (li GesìcMiUia (F-)^ istituì C aspa re dclBufa lo nel viale de*pp. Ca/n
12 VI ^ VI A
pnccini in Sansevenno^ e ripristinate li vento di numeroso popolo divoto, altro
3 seftembreiSS^, Macerata 1 854- Delle esse()do sui poggi e alture vicine per go-
XIV Croci benedette e piantate in terra, derla. Si cominciò la sagra ceremonia con
in rappresentanza delle stazioni, neh 8 18 analoga e commovente discorso del sul-
dal ven. Del Bufalo, fondatore della con- lodato p. Stefano da Crespiero , del cui
gregazione del preziosissimo Sangue, in- contenuto importa far cenno, con ripro-
sieme all'altro servo di Dio can. Antonio durre il riepilogo del conte Servanzi
Muccioli, essendovene restate soltanto 5, Collio, perchè conferma il riferito di so-
commossa la pietà del conte Servanzi Col- pra. Pertanto disse: » Come ebbe origi-
lio(per quale virtù e per l'altra di pa-
la ne questo pio e!>ercizio dalla visita de*
trio amore, ora ha pubblicato: Dev'ozio- Luoghi santi doveGesìi Cri-
di Palestina,
ne antica e perenne de* Sanseverinati slooperòil comune riscatto. Raccontò co-
verso la ss. Vergine Maria provata con me la Madonna fu la prima a visitarli,
monumenti raccolti in queste pagine ec, quando si portò (o ritornò) al Sepolcro
Macerata dalla tipografia Mancini 1859), del morto suo divin Figliuolo meditan-
eccitò quella del p. Stefano da Crespie- do l'aspra carneQcina sofferta da lui in
ro lettore cappuccino , già deflnitore vari punti del Golgota , bagnando essa
generale e provinciale dell'ordine, alla le orme del sanguinoso viaggio di amare

intera ripristìnazione proponendogli i ,


lagrime, ed imprimendovi dolcissimi ba-
mezzi per agevolarne l'esecuzione; e que- ci; disse , che da quelle fermale ebbero
sti accolse con piacere le proposizioni e origine le stazioni. Raccontò pure che
le ampliò. Il vescovo fece riconoscere l'i- l'esempio della Veigine Madre fu segui-
dentità delle 5 Croci superstiti, secondo to dagU Apostoli e discepoli di Gesti Cri-
le prescrizioni di Benedetto XIV, e quin- che caduta Gerusalemme nelle
sto. Riferì

di si volle sostituire alle precedenti xiv mani degl'infedeli, furono que'sauti Luo-
Croci, altrettante cappelline murate, co- ghi devastati e profanati, e coloro i quali
me il ven. Del Bufalo avea raccomanda- si recavano a visitarli ebbero a soffrire
lo farsi. La pietà cittadina vi concorse vessazioni, crudeltà e barbarie. Volle an-
con oblazioni, e colla costruzione d'alcu- che aggiungere che continuando questi
na edicola; altri erigendo la maggiore in scandali quando vi si recò il patriarca s.

fondo al viale per collocarvi la ss. Ver- Francesco, e non avendo potuto tollerar-
gine Desolala; e gratuitamente Venan- li, vi lasciò alcuni suoi compagni perchè
zio Bigioli donò il disegno e diresse i la- custodissero que'santi Luoghi, li preser-
vori , e Lucio Tognacci dipinse a olio i vassero dalle nefande profanazioni , vi

14 quadri; tutti i sanseverinati insomma prestassero anzi riverenza e culto, ed 0-


gareggiarono ad un'opera di tanto spiri- spitassero i devoli pellegrini, come* tutto
tuale profìtto. Tutto compito, ecco come questo continua a praticare anche og-
si

procede la funzione della nuova erezio- gi da* pp. minori osservanti e riformati.
ne. A pie' del viale de' cappuccini si riu- Si fece poi a conchiudere, che reso il

nirono i confrali di s. Rocco colla Croce viaggio di Gerusalemme difficile a molli,


inalberata, i religiosi cappuccini, e molti impossibile a sostenersi da mollissimi,sup-
minori osservanti riformali de'conventi plirono a ciò Sommi Pontefici con la
i

di s. Severino al Monte e di s. Maria del- visita dellaVia Crucis nelle chiese, negli
le Grazie, il cui guardiano p. Giuseppe oralorii, anche privali, ed in altri luoghi,

M.' da Sanseverino era vestito di colla e concedendosi molte indulgenze per viem-
stola per celebrare la funzione pel privi- meglio infervorarne i fedeli. Aveva già
legio goduto dall'ordine suo di erigere le ricordato, che in quel medesimo luogo,
stazioni in qualunque luogo, colfinter- doveegli parlava, fu istituito dal ven. Del
VIA VIA i3
Bufalo questo pio esercizio, il quale ah- obbligata di aggiungere agli acerbissimi
banilonalo da qualche tempo si voleva sofferti dolori, l'altro anco più intenso di
ripristinare oggi stesso. E propoDendo a gioire, qual Madre in terra del Verbo
niedilai'e| che Gesù Cristo sogrifìcòla pro- Incarnalo , della crocefissione e morte
pria vita per dar morte al peccalo, esor- sua^ per esser da ciò derivato il riscatto
tando ancora a piangere non tanto sulla del genere umano. In fine fece riflettere,
Passione delTUomo Dio, quanto sui no- che venendo a Lei negalo persino il sol-
stri falli, i quali furono la Tera cagione lievo d' un lamento e di uno sfogo, fu
di così luttuosa tragedia, pregò il Croce- veramente desolata". Compitosi il ragio-
fìsso Signore perchè in grazia di quel pie- namento, fu i.ttuonato il Te DtiirUy e
toso viaggio, che si andava ad intrapren- tutti s'avviarono alla chiesa di s. Salvato-
dere , avesse accordato a tutti la grazia re de'cappuccini, ove ilcan. d. Luigi Ma-
di una vera compunzione'*, lodi il p. donna compartì la benedizione col ss. Sa-
guardiano delie Grazie, secondo il rito, gramenlo. Nel 1760 si stampò in Pado-
benedi le xiv Croci ed xiv quadri, e i va dalManfré, Orìgine, progresso, cìila'
vennero consegnati ad altrettanti confra- (azione ed eccellenza della Via Crucis,
li di s. Rocco quali poi si presenta-
, i In Viterbo nel 1783 co'tipi del Poggia-
rono ciascuno innanzi alla cappella a cui relli fu pubblicato : La pratica del pio
il quadro apparteneva. Di sua mano esercìzio della Vìa Crucis , introdotta
quindi il p. guardiano collocò e Croce e nella Chiesa da*frati Minori, vendicata
quadro nella i.'' stazione, recitando le so- da Ile oh biezic n i dì d. G in seppe M. Puja" *

hle preci, e cantandosi da'pp- minori os- ti monaco cassinese, e censura della nuo-

servanti riformati le divote strofe di uso. va da esso Pvjati ideata. E noto agli e-
Cosi erano erette e visitate , secondo le ruditi, che sin dall'aprile del 1782 eia
regole praticate anche dal b. Leonardo uscito alla luce, colla data di Firenze, il

da Porlo Maurizio (the nel 1740 prima detto nuovo metodo della Via Crucis,
di chiudere le missioni, avea posta la Via dedicato al fanatico giansenista Scipione
Crucis in s. Maria della Misericordia di Ricci vescovo di Pistoia e Prato (V.),
Sanseverino. Trovo nella suddetta nota, composto dal nominato cassinese, il quale
che l'eresse ancora nelle cappelle di mg.*^ pretese escludere il santo esercizio della
vescovo e d el prelato governatore, nel Via Ciucis praticato sino allora, o per
monastero di s. Caterina e nella casa o meglio dire cinque delle sue stazioni per-
chiesa de' filippini) per lucrarne le ss. in- chè non e»>presse nella s. Scrittura, alle
dulgenze. Procedendo l'erezione d'ogni quali il Pujali sostituì altre cinque di
stazione, prima delle consueti pieci, un suo piacere e arbitrio. Ma tosto sorse ii

p. cappuccino spiegava il fatto rappresen- dotto p. Flaminio Annibale da Latera


tato nel quadro, ponendo in considera- nnnore osf^ervanle, e coll'enuncialo libro
zione le pene soHerle dal Nazzareno per prese a difendei e le cinque censurate ed
redimerci dall'eterno inferno. Si percorre- escluse stazioni, in altretlanli capitoli, ne*
va insomma col pensiero riconcentrato, quali dimostra l'origine e il progiesso del
la strada dolorosa the fece il Salvatore pio esercizio; confutò con sode7za e forza
dalla casa di Pilato sino al Calvario. Ter- di ragioni i cavilli delPujnti,e stabilì la
minata l'erezione e visita delle xiv sta- veritìi delle stazionimedesime. Quindi in
zioni, il p. guardiano innanzi la cappella altri cinque capitoli censurò il nuovo me-
della B. Vergine desolala niosliò con , todo della Via Crucis, composto dal Puja-
retta argonientazione. « Che dovendo Es- li, ne scuopiì ad evidenza gli assurdi,
sa tributare al Figlio di Dio crocefisso e gl'inconvenienti, gli errori eziandio, e le
morto una ccoi mozione degna dì Lui, fu pericolose espressioni delle quali il Poja-
1
4 V I A V I A
li fece uf;o iti lolla la sua nuova pralico; tucrunf. Innììmerah'ìW sonoi libretti sulla
concludendo, cl)e nell'esercizio di questa Via Crucis, più o meno diffusi e anche col-
nuova non si acquistano l'indulgenze con- le rappresentazioni, e quasi lutti quelli di-
cesse da'Papi a chi visita le stazioni del- vozionali di preghiere Contengono il me-
la Via Crucis, secondo il metodo da'frali todo per visitarla. Mi limiterò a ricordar-
minori introdotto e praticato finora. Il ne alcuni. Fia Crucis dell' ab. Pasqua-
libro del p. da Latera è chiaro e convin- le de Seriis ornata di strofe e canzonet-
cente, pieno di ragioni e riflessioni gravi te, dedicata al cardinal Carlo Ode-
e naturali; in favore delle cinque stazioni scalchi vicario generale di Gregorio
escluse dal Pnjiti, ponendo in vista di i XFJy Roma 836, per l'Ajanì con figu-
1

lui abbagli nella nuova pratica, s^ in buo- re. Breve esercizio della Via Crucis ^ con
na critica e sì in teologia, per aver fatto figure, Roma pel Monaldi. // Tesoro del-
uso di certe frasi equivoche, le quali si l' anima con la Via Crucis, ed un no-
ponno intendere in senso acattolico, alle venario a Maria ss., Napoli 85o. La 1 Fio,
volte mostrando eziandio di non sapersi della Croce ovvero le xir Stazioni di
che sia stazione o Via Crucis, da chi pen- Nostro Signore Gesù Cristo, disegnate
sa di questa riformar l'antico metodo. Col- dal cav. Filippo Bigioli, adorne di al-
ie stesse stampe del Poggiarelli, in Vi- trettanti sonetti, illustrazioni istoriche e
terbo e nel 1783 usci: La difesa dell* an- considerazioni, Roma a spese e per cura
tico modo ria Crucis e la censu-
della di Romualdo Gentiluccii85>i. Magnifica
ra del nuovo, scritta da F. F. A. F. O. e nobile opera, co^disegni acquarellati e
vendicata dal giudizio proferito da" gaz- ben incisi da Pietro Gatti, Giovanni Wen-
zettieri fìorentini^nefogli intitolati An- zel Gregorio Cleter, che con encomi
e
nali Ecclesiastici. 11 libercolo del Pitja- accennai nel voi. LXV, p. 12.
li, e il novatore Ricci, furono pure bef- VIA FERRATA, Ferrea Via.l^eia
feggiati e censurati dal can. Guasco nella inventore inglese Tommaso Gray di
1'

sua dotta e facetissima opera intitolata : Leeds, pel riferito nel voi. XCl, p. 4^8.
Dizionario Ricciano-Anti-Ricciano, ove Tuttavolta l'ingegnere inglese, leste de-
all'articolo Fia Cr«c/* colla confutazione funto, Roberto Stephenson, fu a ragione
de'nonnnati, si lodano giustamente il p. chiamato il padre delle ferrovie. Figlio
da Latera, il p. Affò per l' ottima opera di Giorgio, altro ingegnere insigne, se-

ricordata piti sopra, non che il celebre ab. guendo r opera del padre, s* applicò in-
Zaccaria, il quale egualujenle confutò il tetamentea perfezionarne il sistema, ed
Piijati. Nel i8o3 si pubblicò in Pioma la inventò in vari tempi diverse locomoti-
Fia Crucis del h. Leonardo da Porto ve, le ultime delle quali sono considerate
Maurizio con figure. Pio VII ne accor- come il tipo delle più perfette sino al pra-
dò la privativa a Pietro Bombelli. Dipoi sente giorno. Non vi è forse sistema di vie
a Parigi nel 181 3 s'impresse con rami ferrate che non abbia con sé congiunto
ben incisi: P^ia Crucis^ ou collection de il nome di Stephenson, avendo egli assi-
XI V gravures representants xiv statìons. stito o dato consigli a quante sono linee
Pio Vili col breve Quum sicutnobis,òe ferrate in Inghilterra, in Belgio, in Isve-
23 novembre i83o, Bull. Roni. cont. t. zia, in Germania, nel Canada, nell'Egitto
18, p. i5o: Confirmatio privilegiietin- e neir Indie. I suoi lavori non sono cer-
dulgentiaruni jam concessarum Pelro to così brillanti come alcuni del suo ar-
Bombelli incisori aerario prò publica- dimentoso rivale, il francese Isambert
tione Slationuni Fiae Crucis sfavore fi' Brunnel^ parimenti morto da ultimo, au-
liorum, et haeredum illius, quod e ani- tore del Tunnel di Londra (F.); noa
dem publicalionem continuare consti- portano però meno l' impronta del genio
VI A VIA i5.
e forse uniscono meglio alla grandezza la dissi che anco ferroviari! e le sue stazio*
i

soliililà e l'ulililà. Sono suoi i fnniosi jion- ni si vollero inaugurare e santificare col-
ti tubolari di Conway e di Bretagna get- le benedizioni, le preci ed riti della Chie- i

tati sullo stretto di Menai. L'idea di que- sa, riprodussi alcuni esempi delle più so-
sti ponti tubolari sospesi sopia un brac- lenni ceremonie e festeggiamenti civili
cio di luaread un'altezza S4^ifilcienle da praticali, con un sunto degli eloquenti e
lasciar passare sotto le navi a vele spie- magnifici discorsi pronunziati per le loro
gale, per più di 460 piedi di lunghezza, ferrovie da'vescovi, rag.*^ Pie di Poiticrs^
ed ammettendo nel loro seno il passaggio mg.' Farina di Treviso^ e mg.*^ Raesz
de'più pesanti convogli, fu certo un gran di Strasburgo^ e quest'ultimo alla pre-
trionfo del genio umano sulla materia, e senza del presidente della repubblica
renderà per sempre immortale il nome francese, l'attuale imperatore Napoleone
di Roberto Slephenson. Delle Strade Donnei arcivescovo di
lllj e del cardinal
ferrale^ loro origine, immensa propaga- Bordeaux. Siccome mi propongo in fine
zione, successivi progressi e vantaggi, ra- di riportare le orazioni ora stabilite dalla
gionai nei voi. LXX, p. i5o e seg. Per s. Seóe per le benedizioni delle ferrovie,
quali motivi gravi e prudenziali di mo- loro istrumenti, macchine e stazioni, cosi
rale, economia e igiene pubblica, di
di prima indicheiò fugacemente ove ripar-
politica, sì presenti e A futuri, non le in- lai, dopo il proprio articolo, delle strade

traprese Gregorio XVI nello slato pon- di ferro, ed anco in quali luoghi feci cen-
tificio, l'accennai soltanto in piccola par- no delle sagre e civili ceremonie usate,
te nel detto voi. a p. i59,ne'vol. LXIV, p. non senza qualche aggiunta, per tali a-
289, XCI, p. 549jeinaUri luoghi. Inoltre zionijCon parte de'discorsi recitati da've.
nel medesimo voi. LXX, a p. 6 e seg., ri- 1 1 scovi nelle stesse occasioni. I nomi che
parlai delle ferrovie inlrodolle in Europa distinsi e distinguerò in corsivo, servono
e in America, Prussia^ Russi a^ Spagna, per avvertire, giusta il mio metodo, ap-
Scozia ec.y non meno che in Italia, come di punto in quali articoli tuttociò riferii, io
quelle delle due4S'/c77/e(dellequali pure nel un alla telegrafìa elettrica, di quel fre-
\ol. xeni,169), del Pieoìonte, della
p. mito arcano del filo metallico che tra-
Lombardia,delVenelo,della J'o5cr/««,del smette le novelle colla celerilà della fol-
Genovesalo , di Parma e Piacenza , di gore, quasi forandone a lei medesima una
Modena, e delle iniziale nello stalo pon- scintilla meravigliosa invenzione, che
j

tifìcio nel 1846 dal Papa Fio IX, ripor- contribuisce alle tanto stupende agevola-
tando alcuni libri scritti sulle vìe di fer- le comunicazioni per terra e per acqua,
ro. Altro è quello di cui ragiona il Gior- somma potenza del va-
colla artificiale e
nale dì Roma del i856 a p. 981, pub- pore. Adunque successivamente, nel pro-
blicalo in Vienna co' tipi di Zamarj«ky, gredire di questa mia opera, andai prin-
sulla fondazione d'una società anonima, cipalmente per alfabeto registrando, che
fidine d'attivare in tutta la monarchia au- ebbero pine le vie di ferro Susa^ la Sve-
striaca un nuovo sisleoìa di strade ferra- zia e la Norvegia j la Svìzzera. Descv\-
te a cavalli, delleStrade Ipposidire a Tendo la metropoli di Torino meglio ri-
rotaie incassate^ supplendo a'bisogni che parlai della rete ferroviaria della Sarde-
non soddisfano le ferrovie a vapore. Del- gna, della Savoia^ del Piemonte e altri
le altre strade ferrale tenni ragione, ap- stati ad esso appartenenti; rilevando che
pena polei farlo, ne'propri articoli degli in Italia, dopo il regno delle due Sicilie
stali e luoghi ove si formarono, per av- (il quale da ultimo potè aggiungere il
vicinar ledislanze e perla floridezza com- vanto d'aver peli." nella penisola inlro-
meiciale. Quindi a p. i65 del voi. LXX doUo eziandio il telegrafo soUo marino),
. i6 VIA VI A
f*li stali (li Lomhnrdia e della Venezia della festa, di detto ferroviario, fu ini-
furono i primi paesi in cui si aprirono le ziatada pia ceremonia , e dal facondo
vie ferree. Egualmente descrivendo la sermone di mg.' Multi vescovo di Vero-
Toscana^ enumerai le sue strade di fer- na, di cui riportai un brano. E quanto
ro. Feci pur cenno di quelle di Tours, alle ceremonie civili, qui ricorderò pure,
di Trnnsihania^ nuovamente del tron- quale esempio di argomento opposto, che
co di Treviso; e dell'argomento altre pa- di recente cessando Riga d'essere piazza
role dissi a Trieste ed a Turchia, per forte di Russia, mediante la demolizione
la quale rilevai nel voi. LXXXVII, p, di sue fortificazioni, tranne la cittadella;
t88, che a'22 settembre 1857 segui la so- ilborgomastro pronunzialo un discorso
lenne inaugurazione civile de'Iavori del- di circostanza, come avea fatto il suddet-
la strada ferrata da Smirne ad Aisin, e to pascià, die' il r.° colpo di zappa, alla
che il governatore turco Mustafà pascià, presenza e accompagnato dalle autorità
con una pala d'argento mosse la terra per militari, da' vari corpi de'meslieri e dal-
<lar cominciamento alle vie ferrate di la musica.
Turchia, pronunziando uh discorso allu- vi sono tre linee
Nello stato pontificio
sivo alla circostanza. Il simile praticai col- ferroviarie. E' chiamatala I.'; Linea Pio-
le ferrovie d' Ungheria , del progetto di Latina^ la quale da Pioma per Frascati,
far quelle di Falacchia e Moldavia, del- l'antico y^f.yco/o, deve giungere a Felle-
le strade ferrate di f^ar savia , e perciò tri, ed a Geprano, confine del regno di
ulteriormente di quelle di Polonia e del- JXapoli ,
per unirsi con quel ferroviario
l'impero di Russia. Di quelle di Venezia (di essa e del commissario generale del-
e sue Provincie, oltre il gran ponte della le ferrovie romane, riparlai ne* volumi
Laguna, nel qual incontro registrai altre LXXXIV, p. 25, LXXXIX, p. 48). E'
nozioni sulle vie di ferro, cioè ne' voi. XG, chiamata la 2.' : Linea Pio-Centrale, la
p. 207, XCI, p. 433 e 437 XGHI^
, p. quale da Roma per Foligno, Ancona e
57, 79, 84, ed ancora tornai a parlare Bologna, deve giungere a Ferrara (di es-
dell'ardealemente bramata effettuazione sa e dello statuto e suo articolo addizio-
del taglio dell' Istmo di Suez, che ora nale, della società privilegiata generale
sembra definitivamente vicina a verifi- delle ferrovie romane, rilevando l'impor-
carsi (per averne richiesta alla Porta Ot- tanza che se ne spera , riparlai ne' vo-
tomana l* approvazione, 5 delle 7 poten- lumiLXXXIV, p. 25, LXXXVI, p. 8 r,
ze segnatarie del trattato di Parigi del LXXXIX, p. 48; mentre quanto riguar-
i856, restando sola da banda l' Ina;hil. da l'emissione dell'azioni, per le quali il
terra, la quale però pare che cominci a governo pontificio garanti l'annuo inte-
cedere al voto universale), della cui resse del 6 per 100, oltre Tammorlizza-
strada ferrata feci menzione nel volume zione, emissione aperta a'3o marzo ei.
LXXXI, 434? 6 '" ^^l'''' ai*ticoli pure.
p. aprile 18 57, si può vedere il Giornale di
Finalmente del nuovo tronco della via Roma di quell' anno a p. 293. Il quale
ferrata Ferdinandea, tra Vicenza e Ve- nel n. 74 riporta l'approvazione dell'im-
rona che fu solennemente inaugurato,
, presa del Papa Pio IX, e della detta ga-
oltreché dalle ceremonie civili, dall'otti- ranzia, a motivo che:" Considerava il Pa-
mo degli auspicii, la Religione, che da pa, che rendendosi ogni giorno più esle-
tempo immemorabile sempre a mezzo si questi mezzi di comunicazione, non po-
de'suoi ministri sanziona e benedice l'o- tesse più aluogo differirsene l'applicazio-
pere lodevoli dell' uomo, massime la i.' ne allo stato, ed essere conveniente che
Pietra che si pone ne'fondamenti degli Roma, centro della vera Religione, pre-
edifizi sagri o ragguardevoli. La santità sentasse facili gli accessi a quanti vi eoa-
V I A VIA 17
vengono per venerarvi le tombe degli A.- zìone della ferrovia. All'ora indicata mg.**
postoli, e per consolarsi della presenza del Palermo agostiniano, vescovo di Porfirio

Vicario di Gesù Crislo". Inoltre è detto e sagrista del Papa, per di lui disposizio-
nel Giornale^ che il Santo Padre si de- ne, procedette alla solenne benedizione,
gnò di permettere, che il suo venerato no- vestito degli abiti pontificali e mitra, a-
me figuri peli." nell'albo degli azionisti). vendo somministrato l'occorrente la sa-
E' chiamata la 3/ : Linea da Roma a grestia pontificia. Preceduto dalla Croce
Civiiavecchia^ perchè dalla capitale con- astata e da due'ceroferari con torcie, non
duce a quella città e porto, riunendo con che dalla scuola de'cantori alunni dell'o*
essa il Mediterraneo all' Adriatico, me- spizio apostolico di s. Michele, s' incam-
diante la Linea Pio-Centrale di cui è , miuòil vescovo alla cappella, assistito dal
una sezione: ne riparlai ne'citati volumi. diacono e dal suddiacono, com'esso in pa-
Della i." in costruzione, se n* è fatto un ramenti bianchi, da'sacerdoli di detto o-
tratto; della 2.' sono in esecuzione diver- spizio in cotta e formanti il clero, e dai
si lavori preparatori!; della 3.^ compita, maestro delle ceremonie pontificie mg/
non mancano che gli accessorii per per- Antonio Cataldi pure in cotta, incarica-
fezionarla , e le stazioni. Adunque della to di dirigere le ceremonie di tal funzione

I.' e dell' ultima dirò alquante parole, nuovissima per Roma. Seduto il vescovo
per supplire al cenno che ne diedi anche sul faldistorio, e disposti tutti al proprio
a TuscoLO, e quanto a questo come ili.° luogo, iodi si alzò in piedi scopertosi di
tronco eseguito ne'pontificii dominii, col mitra, e musici cantarono il cantico Be-
i

Giornale ulFiciale, intrecciandovi alcuni nedicliis Dominus Deus Israel, da essi


schiarimenti sul ceremoniale. Comiucian- composto alla Palestrina; questo termi-
do dalla i.% narrano n. i54 e i56 del i nato , il vescovo si voltò verso le linee
Giornale di Roma del i856. Lunedi 7 ferree e con apposita orazione le benedì,
luglio 1 856, ad un'ora e un 4'° dopo mez- unitamente alla via , che coperto di mi-
zodì segui con grande solennità l'apertu- tra asperse d' acquasanta coli' aspergillo
ra della strada ferrata da Roma a Fra- d'issopo, camminando per un tratto nel
scati. I cardinali, Cagiano vescovo Tuscu- mezzo della strada ferrata fino alla bar-
lauo, Altieri segretario de'memoriali,Aa* riera, da dove asperse tutta la via da tre
tonelli segretario di stato, e Roberti pre- lati.Tornato il vescovo all'altare e sedu-
sidente di Roma e Comarca, i ministri, to al faldistorio, il maestro delle ceremo-
il maggiordomo e il maestro di camera nie fece avanzare le locomotive, mentre
del Papa, vari altri prelati , alcuni del il concerto de' pompieri faceva risuonar

corpo diplomatico, la romana magistra- l'aria di gioconde armonie. Giunte le lo*


tura, molti della nobiltà, l'u^Hcialità su- comotive presso l'altare, il vescovo sco-
pcriore delie guarnigioni francese e pon- perto di mitra recitò un'altra orazione su
tificia, e altre distinte persone espressa- di esse e sugl'istrumenti già disposti a fa-
mente invitate dall'intraprendente gene- sci in guisa di trofei dinanzi lo stesso al-
Giovanni Olivie*
rale della ferrovia cav. tare,aspergendo quindi all'intorno quelle
ro York, furono presenti alla ceremonia. macchine, le quali tosto retrocedettero,
Appositi palchi erano stati innalzati al- tornando al posto loro. Intonatosi poscia
Porta Maggiore di Ro-
la stazione di dal vescovo il Te Dcuni , fu continuato
ma, elegantemente ornati, dove si collo- col canto da' suddetti alunni; il quale
carono personaggi invitati e un grande
i terminato , il prelato funzionante recitò
numero di signore. E^er la religiosa ce- alcuni relativi versetti e 1' orazione prò
remonia venne eretto un altare a forma gradar uni actione^ compartendo al po-
di cappella con padiglioue, pj;esso la^ta polo la poQtificale benedizione , daodo
VOI. xcv». 2

»wi>omcKv6, Pop
i8 VIA V I A
così termine alla funzione a mezzo un , suo gonfaloniere cav. Vincenzo Del Gran-
religioso raccoglimeuto della numerosa de , minutamente il tutto descritto nel
moltitudine di persoued'ogni condizione, Giornale di Roma, oltre la coniazione
accorsa a questa desiderala solennità. Al- d'una medaglia monumentale coll'efiìgie
le ore due e mezza circa era all'ordine del Papa Pio IX e l'iscrizione che ripro-
il convoglio f
composto di sei bellissimi dussi nel voi. LXXXi, p. 485.—-INello
vagoni, ne'quali presero posto i
4 porpo- slessoGiornale di Roma del i856, col
rati, i ministri, i prelati, e quanti signori e n. 282, si ha la descrizione, come nelle
signore erano slati invitali a quel i .° viag* ore pomeridiane di giovedì 9 ottobre la
gio. Al momento della partenza fragoro- società generale delle strade ferrate ro-
si applausi risuonarono fra gli spettato- mane colle benedizioni della Chiesa fece
ri. In 28 minuti fu compilo il tragitto inaugurare i lavori della sezione della li-

dalla stazione romana a quella di Fra- nea Pio-Centrale, che da Roma mette a
scati. Al giungere in questa gì* illustri Civitavecchia. La ceremonia ebbe luogo
•viaggiatori trovarono la magistratura quasi cogli stessi riti suddescritti, tranne
della città, ed una folla di persone che quelle varietà che noterò, essendo diffe-
gli accolsero con grandi evviva; e trova- rente l'azione, sulla collina presso s. Pras-
te pronte le carrozze si condussero alla sede;, della volgarmente , ad s. Passera
villa Conti ora Torlonia, gentilmente
, una distanza di 3 miglia dalla capitale.
per tale circostanza posta a disposizione Sopra il dello ameno poggio, che domi-
degl'intraprendenti della ferrovia, i quali na buona parte della Campagna romana,
oltre un rinfresco sotto magnifico padi- vennero innalzati due padiglioni, elegan-
glione, aveano fatto allestire un sontuo- temente ornati, e sormontati da slemmi
so banchetto per tutti quelli che compo- e bandiere pontifìcie. Sotto del maggio-
nevano il convoglio. Per cura del muni- re, aperto da ogni lato, sorgeva un altare,

cipio Tuscolano varie statue e diverse collocato in modo da essere veduto da


iscrizioni in onore del Sommo Pontefice, tutte le parti. La ceremonia cominciò
del ministro del commercio e lavori pub- all'arrivodi mg.' Miiesi ministro del com-
blici mg.' Miiesi, ora cardinale, del con- mercio e de'lavori pubblici, vestito del-
•iglio de'ministri e dell'impresa adorna- l'abito prelatizio. Mg/ Vincenzo Tizzaui
vano le vicinanze della stazione di Frasca- arcivescovo di Nisibi ,
per commissione
ti. Le offre il Giornale di Roma. Nella speciale del Papa , assistito dal ceremo-
detta villa, il cardinal Antonelli in nome niere mg.' Cataldi, e preceduto dalla Cro-
del Papa decorò dell* ordine Piano di ce astata, recossi processionalmeute in a-
2." classe il cav. York, l'ingegnere in ca- bili pontificali all'altare, e subito dagli a-
po Harlingue, e l'agente amministrativo lunni dell'ospizio apostolico fu cantato il

De Vilry; e distinse con medaglia d'oro Benedictus Dominus Deus Israel. Il pre-
l'ingegnere delia sezione di Roma Alto- lato funzionante seduto al faldistorio re-
belli, e l'ingegnere della sezione di Fra- citò un breve ma eloquente discorso per
scati Friederich. Verso le 4 e un 4'°> una la circostanza. « R icordando come la Chie-
parte de'viaggiatori, compresi i cardinali sa suole benedire a tutte cose, che Dio
Antonelli e Roberti, ed i ministri, fecero ha disposto a beneficio dell'uomo, e mo-
ritorno a Boma dall'una all'altra stazio- strando come la Religione santifica ogni
ne in 22 minuti. Cosìcompita l'inau- fu ritrovato dell' umano ingegno , fece co-

gurazione della I .' ferrovia romana, colla noscere come il governo del regnante
massima precisione, e con una magnifi- Pontefice non abbia mai avversato lo svi-

cenza degna d' ogni encomio, anche per luppo dell'industrie, in ogni tempo pro-
parte della municipalità di Frascati e dei mosse dal clero, e come sia stato sempre
V I A VIA ,9
iletiiderosodi stabilire ne'suoi stati le stra- se quindi al piano, per assistere alla civi-
de ferrate. £ mostrò in modo particola* le funzione dell'imposizione d'una lapide
re come dalla ferrovia, di cui ìq quel mo* monumentale e commemoratrice de'la-
mento andavano ad inaugurarsi lavori, i vori, avendo sul marmo scolpita in carat-
i credenti ne avrebbero avuto anche uno teri d'oro la seguente iscrizione: Viani -

spirituale vantaggio, potendo pili facil- Ah Urbe Ad Centunicellas - Ferreis


mente accostarsi al centro della verità, Axibus Sternendarn - Plus IX Pont.
accorrere a venerare le tombe degli apo- Max. - Proi^idenlia Sua Inchoari Jus-
stoliPietro e Paolo *'. Dopo il discorso, siL - Sacris Rite Peractis
- Septimo Idus

che fu udito con religioso raccoglimento, Oc toh. Ann. mdccclvi - Curante Jo-

l'arcivescovo dall'altare benedl e asperse sepho Milesi Op. Pubi. Praef, Questo
coir acqua santa gli strumenti che do- prelato pertanto, preceduto dal concerto
veano servire al lavoro, precedentemen- degli alunni dell'ospizio apostolico, dagli
te collocati intorno al medesimo altare in u{Ii^iali del suo ministero, ed accompa-

tanti fasci a guisa di trofei; quindi porta- gnalo dal ceremoniere mg."^ Cataldi in
tosi all'estremità del poggio, e scendendo raantellone, e dagli amministratori della
ad aspergere la via sottoposta ed i lavo- ferrovia rappresentanti la società, disce-
ranti, che stavano pronti cogli strumenti se al luogo del terreno tracciato, ov'era
alla mano sui punti della via tracciata, per preparata la lapide coperta da un velo
ultimo recitando un'altra preghiera. Su- crejnisi, ed ascese un magnifico palco ric-
bito gli operai diedero immediatamente camente addobbato, cogli ingegneri inca-
principioai Iavoro,smovendo a tale ogget* po. Gli alunni cantarono l'inno O Sani-
Co la terra cogl'istrumenti necessari,a suo* me Dac/oretc, musicato dai celebre mg."^
no de'musicali concerti della banda del i.° Baini defunto per Gregorio XVI, con cui
reggimento estero ai servizio della s. Se* s'invoca l'aiuto del Signore su R.oma, sul-
de, ed al rullo de' suoi tamburi. Torna- lo stato pontificio e sul Papa; e quindi
to l'arcivescovo innanzi l'altare, intuonò il detto maestro di ceremonie cinse mg.'
1' inno Ave Maris Stella, proseguito col Milesi d'un ricco grembiale, e ricevutasi
canto de'mentovati alunni, e quindi re- da questi una cucchiaia dorata, prese del-
citò l'orazione della ss. Vergine, chiu- la calce da un nobile schifo e principiò

dendo la sagra funzione colla trina bene- a fermare la lapide a ridosso del muro
dizione pontificale. Egli era un bellissimo della discorsa collina; poscia la scuopri al
spettacolo il vedere l'alto poggio elegan- suono della banda militare e de' tambu-
temente ornato, e gremito di persone di- ri, venendo l'azione compita da'detti in-

stinte invitatevi dagli amministratori del- gegneri. Il prelato si lavò quindi le ma-
la società delle ferrovie. V intervennero ni, dopo di che il principe Del Drago, uno
il cardinal Roberti, vari ministri del Pa- degli amministratori delle ferrovie roma-
pa , mg.' delegato di Civitavecchia, ed ne, gli diresse brevi parole, pregandolo
altri prelati, diversi del corpo diplomati- ad assicurare il Sommo Pontefice del
co, alcuni uffiziali della guarnigione fran- grande impegno, con che la società dava
cese e pontificia, e grandissimo numero incominciamentoalla bella impresa, ben
di signori e di distinte signore. Nel sot- persuasa di meritare cosi la grazia so-
lopostopiano stava spettatrice molta gen- vrana. Mg.*^ Milesi rispose ringraziando
te accorsa dalla capitale. Centinaia di gliamministratori e assicurandoli che a*
bandiere pontificie segnavano il terreno vrebbe immediatamente umiliati al San-
tracciato^ per la strada ferrata; e la
ban- to Padre ì sentimenti del loro impegno e
da militare rallegrava tutti colle sue ar- del loro zelo. Indi il prelato ministro ven-
monie. Dal poggio la moltitudine disce- ne complimentato anche dagli altri aiu-
20 VIA V I A
ministralori presentì in lloma conte Fi* viaggio. Esso convoglio portava oltre
lippo Anlonelli e Luigi M.^ Manzi, non l'illustre prelato, il gonfaloniere, ed altre

che dal cav. Petit ingegnere in capo del- autorità civili e militari, qual deputazio-
la società.Finalmente tutti gl'invitati in- ne per deporre a'piedi del Papa l'omag-
di furono condotti ad un altro poggio di gio della gratitudine delle popolazioni del-
contro, convertilo in una specie di chio- la provincia stessa ,
pel benefìcio segna-
sco , e Ih furono trattati con un lauto lato a loro concesso della strada ferrata.
rinfresco fatto a spese delia società, che Il Santo Padre ne mostrò gradimento e
con tanta pompa volle inaugurare i lavo- tutti benedi. A.lle ore 5 e mezza la depu-
ri di una strada, che in brevissimo tem- tazione ripartì perCivitavecchia collo stes-

po sarebbe portata a compimento. Que- so convoglio. L'inaugurazione, non solen-


sto è annunciato da'n. 68 e 80 del Gior- ne però, ma in modo privato, seguì saba-
nale di Roma del iSSg, ne'quali è det- to 16 aprile di detto 1859, coU'assistenza
to. Gl'intraprendenti De Brousse e Hou« del duca d. Mario Massimo commissario
dry delia ferrovia da Roma a Civitavec- generale delle ferrovie pontifìcie, e degli
chia fecero un tragitto su di essa, siccome amministratori della società della linea
resa praticabile in tutta la sua estensione. Pio-Centrale, e delle persone invitate a
A'25 marzo 1859 6 mezza, me- corsa, alla stazione fuori di Por-
.''
alle ore e quella i

diante un convoglio apposito, partirono la Portese. R.iferisce il o. 87 del Giorna-


da Civitavecchia con 240 viaggiatori, de' le di Roma, che mg."^ Antonio Ligi- Bussi
quali la più parte pescatori; e dopo una arcivescovo d'Iconio e vicegerente di Ro-
fermata di mezz'ora a Palo, ove carica- ma, compì la religiosa ceremonia, in tut-
rono del pesce preso in quelle pesche, to quanto simile alla già narrata esegui-
giunsero alla stazione di Porta Portese di la da mg." Palermo pel tronco di Fra-
Roma alle 9 e mezza. Piccatisi co'pesca- scati, egualmente assistito dal ceremonie-

lori a'piedi del Papa, gli deposero gli o- re rag.' Cataldi; dopo la quale parli un
raaggi di loro divozione, ed i pescatori il convoglio cogl'invitati, e la sera fece ri-

pesce con que* versi pubblicati dal Gior- torno con molli viaggiatori. Nel dì se-
nale, del prof. Francesco Massi: Maxi- guente cominciarono le corse ordinarie
me Piscator , cui relia eredita Petri, - pel pubblico; indi a* i3 giugno a servi-
Cynihaque tartareis nnnquani demersa zio di esso si aprì l'ufficio del telegrafo di
procellis, - Has libi priniiùas offerì Via Civitavecchia. Dipoi nel pomeriggio de*
Ferrea, piscem Aequore Tyrrheno ca- 5 luglio , al modo detto dal n. \5i del
ptimi, duni surgitab iindis etc. Tutto il Giornale\di Roma , il Papa si recò al-
Papa gradi, dimostrandolo con varie te- la detta stazione provvisoria, per osserva-
stimonianze. Indi nominati intrapren-
i re vagone speciale riservato a'suoi viag-
il

denti inviarono altra ollerta di pesce a gi e alle sue gite, che piì* sotto descrive-
tutti i cardinali, ed a tutti i ministri del rò. Fu ricevuto dal duca di Rianzares (ma-

Papa. Nella sera il convoglio ripartì per rito di Cristina regina vedova di Spagna)
Civitavecchia, inalberando la bandiera presidente del consiglio d'amministrazio-
pontifìcia, a mezzo una folla di popolo ac- ne, dal conte Filippo Antonelli vice-pre-
corso fuori di Porta Portese. Dipoi a'7 a- sidente e fratello del cardinal segretario
prile, un convoglio della ferrovia in ar- di stato, dal barone Pontalba , e Solar
gomento, posto dall'intendente generale amministratori delegati, e dal principe
a disposizione di mg." Domenico Guada- Del Drago. Il Santo Padre esaminò mi-
lupi delegalo apostolico della provincia nutamente il vagone pontifìcio, costruito
di Civitavecchia, da questa giunse a Ro- in Parigi, con lavoro elegantissimo e gu-
ma alle ore IO e mezza, dopo 2 ore di sto squisito; essefldo composto d'uoa sa-
V I A VI A 11
la, il'un oratorio, d'un gabinetto da ve- cremento del commercio, dell* industria
stir»!, e d'una sala a balcone. Indi il vSo- e dell'incivilimento, notò il grandioso av-
lar pronunziò un ringraziamento, prodot- venimento del maggio 1 856, come qua-
to dal Giornale^ avendo detto fra l'altre lificò le ferrovie, una delle maggiori im-

cose:M Sarà una nuova gloria del pontili- prese dell'umana industria, in occasione
calo di Vostra Beatitudine, aver infro- di dover narrare il di lui accesso pome-
dollo negli slati della Chiesa le vie fer- ridiano de'23 luglio 18.59 ^'^^ stazione
rate, stupendi strumenti di progresso e della ferrovia in attività da Roma a Fra-
d'incivilimento. Il Cristianesimo che reca scati, che forma parte integraledella mag-
salute all'anime, non può non incoraggia- gior linea conducente per Cepranoal con-
re l'industria che produce il prospero de* tine del reame napoletano. Ivi gli ammi-
corpi, sciogliendoli da' ceppi della mise- nistratori cooteLuigi Antooelli, altro fra-
ria. Il Pontefice Romano sovrano spiri- tello del cardinal segretario di stato , e
tuale e temporale, avrà con ciò consegui- cav. Benedetto Filippani scalco segreto
to la duplice gloria di aver largito agli del medesimo Papa, unitamente al diret-
uomini due franchigie, due fonti di ben tore cav. Giuseppe Ducros, alla presenza
essere, quelli cioè dell'anima e quelli del del summentovato duca Massimo, ebbero
corpo; e la Chiesa la quale ha per unico l'onore di fare al Pontefice promotore del-
scopo il vero progresso, che è quanto di- le vie ferrate e del commercio nello stato
re Dio , avrà provato una volta ancora, papale, il presente del vagone a servizio di
che essa né può ne vuole rimanersi estra- lui unicamente costruito. Se ne piacque la
nea, quaggiù in terra, a verun savio a- Santità Sua, ed in vero, prosieguo il GioP'
vanza mento". Il Santo Padre risponde- naie y in qualunque parte od accessorio
va con benevole parole, rallegrandosi di della macchina si volga V occhio civile,
veder compita quella via ferrata per la ,
artistico e indagatore, divien certo che
cura e diligenza di tutti quelli che vi a- ogni cura venne adoperata perchè il la-
vevano avolo parte, e si augurava tempi voro riuscisse degno del Ponte- Sommo
migliori per poter sempre più occuparsi fice a cui venne destinato. Quindi il Pa-
del morale non solo, ma anche del mate- pa si degnò fare una corsa lungo il trat-
riale sviluppo a vantaggio de'suoi suddi- to compiuto, ma non ancora in attività,
ti, ì quali ,
qualora fossero lasciati nella fino alla Cecchina presso Albano. Qui
quiete, avrebbero potuto tranquillamen- enfaticamente il Giornale dichiara le
te goderne. Qui io debbo notare col n. ferrovie « patrimonio di incivilimento,
:

233 Giornale di Roma deli857,che


del di scienze, di lettere e di arti, e, non esi-
già il Papa nelle ore pomeridiane de* tiamo a dirlo, di concordia ". L* Album
i4 ottobre di tale anno in Civita Vec- di Roma de'27 novembrei858, sui due
chia avea assistito alla religiosa ceremo- vagoni d'onore pel Papa , riprodusse il

nia, ch'ebbe luogo nel collocamento del- pubblicato in Parigi nella cronaca della
la I.' pietra delia stazione della via fer- Patrie^ ch'è il seguente. »• Abbiamo sot-
rata da quella città a Roma. La stazio- t'occhio i due vagoni di onore fatti co-
ne poi di quest'ultima, cioè di Porta Por- struire pel Sommo Pontefice dalla socie-
lese, dicesi provvisoria, la stabile doven- tà generale delle ferrovie romane. Dopo
dosi formare alle Terme di Tito (V.)^ un esame delle parti compiute, de'dise-
sin dove si dovrà proliuigare la ferro- gni in generale, possiamo dare un'idea
via, eh' èquanto dire dentro Roma, In di questo bel lavoro. Lai." vettura è un
seguito il n. 170 del Giornale di Re- vagone a terrazzo, avente una ringhiera
ma del 1859, celebrando le benemeren- <la ogni lato. Il padiglione è sorretto^da
ze e la provvidenza di Pio IX per l' in- colonne a spira e dorate, che lo dividooo
12 VIA V I A
per lungo in 3 parti eguali. Su due scom •
ta in acaju, un'anticamera in acero di
parti pieui, di azzurro celeste carico, si color grigio verdastro, il tatto compreso

staccano le armi della Chiesa; piccole co* in uno spazio di 5 metri quadrati. Nulla
lonne a spira e dorate formano interior- è più grazioso della disposizione ed or-
mente un balcone di graziosissimo effet- namento di queste 3 camerette, destina-
to. I davanzali sono pure dorati, larghi te a'd uso particolare di Sua Santità. La
ed eleganti; le tende, le quali ornano gli lunghezza totale del vagone sala è 7 me-
spazi fra il padiglione e i davanzali, sono tri: divldesi in 3 grandi scomparti azzur-

dello stesso colore degli scoraparti. Il fre- ro cupo, con 3 grandi aperture. Una ric-

gio del padiglione decorato con gusto, è ca armatura in rame dorato e cesellato
coronato d'una cornice in foglie di quer- inquadra gli scomparti ed i contorni de-
cia e d'alloro, sormontata da ricche an- gli specchi: sono scanalate, i
le asticelle

tefisse in rame cesellato, nel centro delle rosoni e gli ornati degli angoli composti
quali vedonsi 1' arme papale e la tiara. di foglie d'acanto. Lo scomparto di mez-
L'interno della vettura è parato di vel- zo porta le armi del Papa, gli altri due
luto grigio perla tendente all'azzurro. Il quelle della Chiesa. ! fregi sotto gli spec-
mobilio è dello stesso colore, e corapone- chi rappresentano foglie di quercia e di
si d'un canapè a ferro di cavallo in fondo, lauro: i fregi superiori sono in tutto si-

e di due scanni canapè sui lati. Lo spa* mili a quelli del vagone a terrazzo , ed
zio servato a passeggiarvi è grande quan- hanno le stesse cornici ed antefìsse colle
to è possibile. Le delicate tinte del sof- armi pontifìcie. Un artista chiavaiuolo,
fitto sono in perfetta armonia di toni co' il Dellettrez, ha costruito fra il vagone
disegni delle tappezzerie. Questo vagone, aperto e quello chiuso un ponte di con-
in costante comunicazione col vagone giungimento, cui parapetti e davanzali
i

principale, gli serve d'accesso e di vesti- sono di compiuta eleganza. Vederamoan-


bolo. Si penetra nel i° vagone da una Cora le vetture dii.' classe che la società
larga porta a due battenti ornata di cri- delle ferrovie romane unirà a'due vago-
stalli a tortiglione. L'interno del salone, ni d' onore. Le loro casse, bipartite az-
illuminato da 4 aperture i"* 6oo lar- zurro e nero, sono dovunque ornate col-
ghe, i«» 900 alte, è a colori papali bian- le armi della Chiesa, e non se ne vedono
co e giallo, o meglio ad oro e argento; le più belle sulle linee ferrale francesi".
poiché le stoffe fabbricate appositamen- Notificò poi il n. 227 del Giornale di Ro-

te hanno il rilievo e lo splendore di que- via del 1859, che il Papa Pio IX nelle
sti metalli. La sedia del Sommo Pontefi- ore pomeridiane de' 6 ottobre partì dal
ce sta nel fondo in faccia all'ingresso. Ces- Vaticano per recarsi alla Filleggialura
sa è sormontata dall' arme pontifìcia e di Castel Gandolfo , dirigendosi per la

dalla tiara; le armi della Chiesa stanno strada ferrata Pio Latina. Giunto alla
nel centro di ciascun canapè. Grandi a- stazione di Porta Maggiore, fu ossequia-
perture, tende, festoni, panneggi, tutto to dal generale conte Goyon comandan-
dà a questa vettura l'aspetto d'un como- te r armata francese di guarnigione in
do e piacevole appartamento, e nulla di- Roma, e dal duca d. Mario Massimo com-
ciamo de'mille dettagli ch'è d'uopo vede- missario generale per le vie ferrate pon-
re co'propri occhi, per apprezzar la ma- tificie, oltre altri distinti personaggi; sali

gnificenza di questa portatile abitazione. nel suo magnifico vagone, e tra gli augu-
La 1.^ parte di questo vagone (un 3.** cir- rii della moltitudine accorsa si diresse al-
ca) è disposta per camera da riposo, con la volta della Cecchina (diversa dalla Cec-
oratorio e mobilio in ebano, e tendine di chigoola, di cui nel voi. XXX Vili, p. 82).
seta color ciliegio, un gabinetto da tolet- A questa stazione il Santo Padre fu ac-
V I X VIA 23
colto con festa da numeroso popolo, e nello stesso d\ colla devota pratica della
proseguì il viaggio colla propria carroz- Fia Crucis(F.), al cui esempio e col me-
za, verso Albano e Castel Gandolfo. Ed todo con cui si suol fare, fu istituita anche
il n. 289 del Giornale descrive il ri- questa anticamente ed a'nostri giorni ri-
torno del Papa a detta stazione della onorare quasi con nuovo
pristinata, per
Ceccliina a* 20 ottobre, risalendoli ma- culto, almeno quanto alla maniera, la
gnificovagone per restituirsi a Roma. Ec* pietosa rimembranza e la meditazione de'
co poi il rituale approvalo dal Papa e patimenti e acerbissimi dolori dell'ado-
stampato in Roma, per la benedizione rabile e tenero Sagro Cuore di Maria
delle ferrovie e suoi convogli. Benedi' (V.) , della più alfettuosa fra le madri.
Clio Curruum. "J^. A-
Fiae Ferreae^ et Che se di tal sagro Cuore la Chiesa oe ce-
djutoriimi nostrum in nomine Domini. lebra la festa nell'ultima domenica d'a«
I^. Quifécit coelwn et terram. '^. Do- gosto (mese interamente consagrato allo
minus vobiscicni. ^.Elcum spirita tuo. stesso venerabile Cuore, della cui con-
Oremus. Oninipolens sempiterne Deus, gregazione primaria che lo celebra solen-
qui omnia elementa ad tuam gloriam, nemente, istituita nel 1807 nella Chiesa
utilitatemque hominwn candidi sti ; di- dis. Eustachio òì Roma, riparlai nel voi.
gnare quaesumus hanc Fiam Ferream, LXXXV, p. 20 1 e 202. Ed abbiamo del
ejusque instrumenta bene dicere , et^ DesgmetteSjiVbiiZf'e storiche intorno Var-
benigna semper tua providentia tuérij ciconfraternita del ss. Cuore di Maria,
et duni famuli tui velociler properant in Firenze i85o), i Sette Dolori di Maria
via , in lege tua ambulantes , et viam Vergine (F.) solennizza due volte, nel
mandatorum tuorum currentes, ad eoe- venerdì di Passione, e nella 3.* domeni-
lestem patriam feliciter pervenire va- ca di settembre , il contemplare i quali
leant. Per Christum Dominum nostrum. riesce di soave sollievo, ed è proprio di

Rj. Amen. Oremus. Propitiare Domi- tutti gli animi affettuosi e compassione-
ncy et bene ^
die currus ìstus dextera voli. Imperocché, qual più dolce confor-

tua sanctaj adjunge ad ipsos sanctos to per chiunque si trova oppresso da*
Angelos tuos , ut omnes qui in eis ve- mali e dagli affanni, che sovente si alter-
lientur^ liberent et custodiant semper a nano in questa valle di lagrime e di mi-
periculis uni'^ersisict quemadmodum vi- serie transitorie, quanto il pensare che
ro Aethiopi super curruni suum seden- la Madre degli afflitti fu anch'essa fie-
tif et sacra eloquia legenti, per Aposto- ramente travagliata in terra, e il consi-
lum tuum Jidem etgratiam contulisti; derarne perciò i pene e gli af-
dolori e le

itafamulis tuis viam salutis ostende, qui fanni sofferti dal suo innocente cuore? E
tua gratia adjuti^ bonisque operibus ju- questo pure ha il lùo esercizio peculiare
giter intenti y post omnes viae et vilae diviso in sette parti per onorare l' addo-
gaudia conse-
huj'us varie.tates aeterna lorato Cuore di Maria, col premio del-
qui mereantur. Per Christum Dominum rindulgenze. L'ora di Maria Vergine De-
nostrum. Rj. Amen. Deinde Sacerdosa- solata fu istituita per compiangere il suo
•pergat Viam et Currus aqua benedicta. più crudo dolore, forse prima il men co-
VIA MATRIS, P'ia Matris. Tenero e nosciuto e venerato da'fedeli, cioè quan-
commovente pio esercitio, precipuamen- do Ella si vide priva anche della prezio-
te praticato da'fedeli divoti nel memoran- sa spoglia mortale del divin Figlio, depo-
do giorno di Venerdì (V.Jy in cui più spe- sto nel sepolcro. U pio esercizio princi-
cialmente si rimembrano dolori della i palmente si divide in 3 meditazioni: Ma-
divina MadrCy e del divin Figlio, la cui ria Desolata ul sepolcro del Figlio. Ma-
Passione è meditata in pnrlicolar modo ria tornando alla sua casa ripasta per il
24 V I A V I A
Calvario. Maria Desolata nella sua casa. pografìa Marini: 1 sette acerhissinii do-
Vi e pure la divozione cle'setle venerdì in lori di Maria meditali nella forma me-
preparazione alla festa di Maria Addo-
ss. desima della Via Crucis. Nello scorso
lorata. Inoltre ad onore della B. Vergine anno 1859 fu stampato in Roma dal Sal-
Addolorata furono istituiti xServidi Ma- viucci: Pratiche divote in onore di Ma'
ria (V.), le Serve di Maria (V.), le O- ria ss. Addolorata^ e di alcuni Santi «
hlate de sette dolori (f^.j^ diversi soda- Beati dell^ ordine de" Servi di Maria^rac'
lizi, e la Corona de sette dolori di Ma- colte dal p. Francesco M." Pecoroni del-
ria /^drg^me C^^.^, oltre altre di vote pra- l' istesso ordine^ coli' aggiunta di alcuni

tiche, fra le quali primeggia ne*veoerdì, cenni sulV origine e progressi dell* ordi-
massime nel Venerdì santo (V.)\ la ri- ne, ed altri divoti esercizi soliti prati-
ferita divozione della Desolata, descritta carsi nelle chiese de" religiosi e confra-
ancora in quell'articolo, e nel voi. LXIV, telli dell' ordine medesimo. In esso a p.

p. 319; mentre nell' articolo che pre- 6r, viene descritta la Via Matris, come
cede quello avanti il presente, ho det- si pratica da'servi di Maria in s. Marcel-

to perchè cosi viene appellata la Bea- lo. Stando innanzi l'immagine di Maria

ta Vergine : divozione da* servi di Ma- ss. Addolorata si dice prima Actiones no-

ria praticata nelle loro chiese, come nel- strasy ovvero Veni Sancte Spiritus. Se-
la Chiesa di s. Marcello di Roma, in- gue apposito atto di contrizione, indi si

trodottavi dal servo di Dio cardinal Car- dice: Maria dolce mio bene, - Stampate
lo Odescalchi, ed ivi eseguita ad un'ora nel mio cuor le vostre pene. Questa stro-
di notte con molto decoro e modi com- fa si ripete passando da una stazione al-
moventi. La Via Matris consiste nel ve- l'altra. Stazione I.* e dolore
Profezia i.°
nerare, a guisa di stazioni, avanti set- di Simeone. In questo s'immagini l'ani-
te quadri esprimenti ciascuno uno de* ma di stare nel Tempio di Gerusalem"
dolori patiti da Maria, ed eseguiti con me, dove l'amabilissima Vergine, nell'of-
incisioni o pittura, esposti nelle chiese e frire a Dio il suo divin Figlio, ascoltò l'a-
negli oratorii pubblici, come nelle cap- mara profezia del santo vecchio sacer-
pelle domestiche, ed ogni quadro viene dote Simeone, di quanto ella avea a sof-
sovraitato dalla Croce, la quale ha nel frire nella dolorosa Passione e morte del
mezzo il sagro Cuore addolorato trafìtto medesimo. Indisi recita un'orazione re-
dalle spade, cioè secondo l'ordine della lativa dopo la quale anche un Pater,
,

stazione si comincia con una spada e si fi- Ave e Gloria; poscia si dice: Virgo do'
nisce CQf\ 7; nella chiesa di s. Marcello di lorosissima, Ora prò nohis. Ripetendo-
Roma vi è un 8.° quadro che rappresenta si la suddetta strofa , come notai. Ogni
Maria Desolata. Di più la Via Matris col- stazione, dopo la meditazione, ha la sua
le stazioni commemorative de'dolori ser- propria orazione, dopo la quale si recita-
ve purea meditarli e compatirli nella for- no il Pater, l'Ave e il Gloria , il Virgo
ma medesima della Via Crucis, per lu- dolorosissima, colla strofa. Stazione 2."
crarne le indulgenze, però col metodo se- e dolore 2.° Fuga in Egitto. In questo
guente , che ricavo dal libro pubblicato immagini l'anima il penosissimo viaggio
in Roma neh 85 co'tipi de'Pallotta, dal
1 intrapreso nottetempo, nel più crudo in-
R.mop. Filippo M.^ Ronchini provincia- verno, dalla Vergine col suo sposo F. Giu-
le de*servi di Maria, e parroco di s. Mar- seppe verso r Egitto, per liberare Gesù
cello di Roma, che porla per titolo E- ; dalla crudele persecuzione d'Erode, che
sercizi divoti a Maria Vergine Jddo- fece morire ss. Innocenti per compren*
i

/o/Yz?rt.Non che dall'altro precedentemen- dervelo. Stazione 3.', dolore 3.° Perdita
te impresso in Roma nel 1842 dalla ti- di Gesìtnel Tempio. In questo s'imms-
V r A V I A a5f

gìni ranima come ,


reslò afllillissimn ia fero innoStalo l 3fa ter dolorosa j e
:

Vergine, quando recalasi a GeruSiilem- r antifona Tua ipsius anima. Seguo-


:

lue col suo sposo s. Giuseppe e coU'auia' no il ì5^. Ora prò nobis Virgo doloro*
lo fi"lio Gesù, nei ritornare alle sua casa, sissima. 1^. Ut digni effìcìaniur promìs-
lo smani e per 3 giorni continui ne an- Sìonibus Christi. Oremus: Deus in cupu
dò lagrimosa in traccia per ritrovarlo. P/^vj/o^e. Terminano le stazioni della P'ia
Stazione 4•^ dolore 4-° Incontro di Ge- Matris colla strofa: Fi prego, o Madre
sù colla Croce. In questo s'immagini l'a- pia^ - A benedir dal ciel l'anima mia»

nima r incontro che fece 1' Addolorala Sebbene per tutto il narrato di sopra,
Vergine del suo appassionato Gesti, che la divozione versoi dolori di Maria Ver-

dopo essere stato preso da' giudei, bar- gine non abbisognava d'ulteriore eccita-
baramente trattato e condannato a mor- mento per mantenerla in vigore, poiché
te, questa andava a subire camminando i diversi esercizi di compassionare la ss.
verso il Calvario, con pesantissima Croce Vergine Addolorata sono d'antichissima
5/, dolore 5." Cro-
sulle spalle. Stazione istituzione e fioriscono per tutto il mondo,
cepssìone di Gesù. In questo s'immagini siccome un divoto culto fondato nelle
l'anima il monte Calvario, ove l'afflittis- divine scritture e celebrato da'ss. Padri;
sima Vergine vide costante in un Iago di tutlavolta si volle in antico tempo , al"
dolori spirare sulla Croce per la nostra meno da più di due secoli, istituire il sa-
eterna salute il suo diyin figlio Gesù, ver- lutare esercizio ora denominalo della Via
sante da capo a pie' il suo pre2Ìosissimo Matris da'servi di Maria^che riconoscen"
Sangue. Stazione 6/, dolore 6." Depo- dola e ossequiandola per fondatrice e pa^
sizionc dalla Croce. Io questo s'imma- trona del benemerito loro ordine, l'intro-
gini l'anima come la sconsolatissima Ver- dussero in molle delle loro chiese^ con
gine ricevette fra le sue braccia il sagro* meditare ne' sette venerdì precedenti il
santo corpo del morto suo Figlio depo- venerdì di Passione sette principali do-
i

sto dalla Croce, tutto ricoperto di pia- lori che la ss. Vergine solh'ì nella vita e

ghe e di sangue. Disse un Angelo a s. Passione di Gesù Cristo. Questa pia pra-
Brigida, che fu miracolo se la B. Vergi- tica , nella stessa guisa che si usa per la
ne a sì fiero e violento dolore non mo- Via Crucis, mediante altrettanti quadri
risse di spasimo. Stazione 7.'^ ed ultima, che esprimono dolori, appunto col no-
i

dolore 7.° Sepoltura di Getìì. In questo me di Via Matris fu a' nostri giorni ri»
s'immagini l'anima e consideri come la pristinata e propagata pubblicaujente con
desolatissima Vergine accompagnato al indulgenze; conoscendosi quanto riesca
sepolcro il corpo del suo defunto Figlio, sommamente gradilo alla ss, Vergine, in
fu costretta ad allontanarsi da quella tom- più guise contemplare e venerare suoi
il i

ba, che racchiuse l'unico oggetto del suo dolori, addimostrandolo colle giazie se-
amore. Scrive s. Ambrogio, essere stato gnalate daLei largamente concesse a quel-
sì veemente e sì acerbo il dolore che la li che di sue penose ambascie serbano nel

ss. Vergine provò nel vedersi senza il suo cuore loro con fervore la dolente rimem-
Figlio, che per mitigarne l'asprezza Egli branza. E' celebre la rivelazione fatta a
accelerò la sua gloriosa Risurrezione. 11 s. Elisabetta a cui degnossi il divin Sal-
perchè fu istituita la discorsa divozione vatore di manifestare, ch'egli avea pra-
ideila Desolata, che come dissi, si suole rnessoalta ddetta sua Madre di concede-
rappresentare in quadro dopo la 7." sta- re senza alcuna riserva tuttociò ch'essa
zione della Via Matris, e dopo la r 4." del- chiedeva pe'divoli de'suoi dolori, e spe-
la Via Crucis. Dopo le sunnominate pre- cialmente di assisterli nel terribile e peri-

ci e strofa, si canta o dice parie o l'in- coloso istante della morte loro. Ella in
:?.r, V I .V Vf A
fatti, al dire di s. Pier Damiani, ìmpelrò sario della fausta assunzione al pontifica-
l'ultima grazia finale al buon Ladrone, to del medesimo Papa. D'allora in poi si

cui stava dappresso, e cooperò alla sua praticò il pio esercizio in s. Marcello e al-
conversione; laonde da ciò si comprenda trove pubblicamente, perchè mai sempre
quanto Ella possa per quella degli allr l'ordine de'servi di Maria curò l'incre-
peccatori. 11 Marangoni, coll'autorilà de' mento e la gloria della divozione verso
ss. Padri, chiama s. Disma volgarnien , la B. Vergine Addolorata. Indi notificò
te detto il Buon Ladrone primogenito ,
\\ Diario di Roma àe 1 5 aprile 1837, nel-

tra' figli adottali da Cristo alla Vergine la parte ufficiale. « Per maggiormente ec-
figura di lutti i martiri e de'tribolati pa- citare i fedeli di questa metropoli alla ri-
zienti, per l'esempio ricevuto dalla B. Ver membranza e meditazione de'dolori acer-
gine; T unico santo canonizzato da Cri bissimi della gran Madre di Dio, si è in-
sto. llb. Bùonfiglio Monaldi,i.° tra'sette cominciato fin dallo scorso febbraio nel-
fondatori dell'ordine de'servi di Maria, e la ven. chiesa di s. Marcello da'religiosi
tenerissimo di voto de'suoi dolori, udì dir- servi di Maria un divoto esercizio ne'gior-
si da Lei medesima; Bùonfiglio, riceve- ni di venerdì^ col quale si meditano, nel-
rai in compenso il centuplo, e verrai un la forma medesima della Fia Crucis^ \
dì possessore dell'eterna vita. E) Gesù sette dolori della ss. Vergine. Grande è il

Cristo stesso presso di s. Brigida, chia- concorso de'fedeli, che con somma edifi-
mò di sua bocca tal divozione: Conipen- cazione si vede frequentare questo divo-
diiim salutis. Per quanto poi essa è gra- to esercizio, tanto accetto alla Regina de'
ta a Maria, questa scorgendola al tempo La Santità di Nostro Signore
Martiri.
della Santa quasi dimenticata, se ne dolse Papa Gregorio XVI, si è degnata per-
colle parole: Fauci sunt ,
qui recogitent ciò di concedere (dirò io positivamen-
doloreni nieum. Neh 836 il pio Giusep- te: per organo del cardinal Carlo Ode-
pe Capperoni romano , valente artista, scalchi vicario generale del Papa) l' in-
bramoso che la divozione della Via Ma- dulgenza di sette anni a chiunque in di-
tris venisse pubblicamente propagata, me- stinti giorni visiterà una voltale delle sta-
diante contemplazione de'sette
la visita e zioni, ed anche V indulgenza plenaria a
dolori della B. Vergine, nel modo prati- tutti quelli, che dopo averle visitate in set-
cato per la Via Crucis, di consenso de' te giorni, si accosteranno a' sagramenti
religiosi servi di Maria, disegnò e incise della Penitenza e dell'Eucaristia. Ad og-
in rame, in foglio reale, le sette rappre- getto poi che venga propagata questa di-
sentazioni delle stazioni , e collocate in vozione, sono stati incisi i sette rami
cornici di legno tornite e dorate, con cri- delle stazioni dal valente artista sig.*^ Giu-
stalli, gennaio 1887 le presentò a
il i.** seppe Capparoni, i quali possono servire
Papa Gregorio XVf , il quale si degnò per collocarsi nelle chiese, ed anche nel-
benedire i quadri esprimenti i sette do- le cappelle private; e trovansi vendibili
lori della Madonna , accordando facol- col libro delle preci, nella libreria Mari-
tà di esporli alla pubblica venerazione. ni in piazza del collegio romano". Indi
Pertanto il Capparoni ne fece divota of- 8*2 1 aprile dello stessoi 887 il Capparo-
ferta alla suddetta chiesa di s. Marcello, ni ottenneil diritto di privativa delle sud-
che accettata da'religiosi servi di Maria, dette selle stazioni de'dolori della B. Ver-
li collocarono sui pilastri della medesima gine, e libro, dal cardinal Galleffi camer-
a'2 febbraio dell'istesso anno, giorno in lengo; diritto che poi cedette ad Antonio
cui la Chiesa celebra la memoria deli." Spadino, dal quale l'acquistò l'ordine de*
dolore della B. Vergine colla festa della servi di Maria. L'egregio litografo Vin-
Purificazione, e insieme giorno anniver- cenzo Rosciani di Caldarola, eseguì selle
V I A V I A 27
belle litografie, tratte da* piti stupendi anno vii. - Pel sìg.*^ Cardinal De Grego-
cjuadri, rappresentanti ciascuno de' sette rio, A. Picchioni sostituto". Nel ricorda-
dolori di Maria Vergine e componenti la to libro del p. Ronchini, Esercizi devo-
Via Matris. la fine del sunnominato li- ti a Maria Vergine Addolorata^ si ri-
bro: / Sette Dolori della P^ia Matris ^ porta a p. 24- >* Indulgenza plenaria a
si legge il seguente breve.» Gregorio XVI chi in distinti giorni (nelle chiese de'ser-
Papa. A perpetua memoria della co- vi di Maria) visiterà sette volte le stazio-
sa. Essendosi non ha molto in alcune ni di Maria ss. Addolorata, dette Fia Ma^
chiese dell* Orbe cristiano reso più fre- tris, e per ciascuna volta sette anni d'ia-
quente l'uso assai lodevole e salutare, dulgenza ed altrettante quarantene".Di-
dirinnovare in alcuni stabiliti giorni, e poi il pio benefattore Salvatore Massimi*
con alcune determinate preci la memo- ni donò alla chiesa di s. Marcello, più. vol-^
ria de* dolori della Vergine Madre di te nominata, i belli quadretti dipinti a
Dio, con certo pio esercizio o divozione olio della f^ia Matris, questi pure ese-
che si dice: Stazione de' sette dolori della guiti dal suilodato Capparoni, che attuai-
B. rergine Maria. Stimando noi esser menteservono alla visita delle stazioni de*
desso il più adatto ed opportuno a nu- sette dolori della B. Vergine, sopraqua- i

trireed aumentare la cristiana pietà, e a li e negli alquanto distanti,


stessi pilastri,
conseguire l'eterna salute, volonlieri lo vi sono pure quadretti esprimenti le sta-
i

arricchiamo di speciali doni d'indulgeo zioni della f^ia Crucis. Questo prova,
ze, a noi dal Signore commesse per di- che la un medesimo luogo, si ponno te-
spensarne. Per lo che confidali nella mi- nere le due stazioni della P'ia Crucis e
sericordia dell'onnipotente Iddio, e nel- della Via Matris, ed esercitarne le di-
l'autorità de'beati suoi Apostoli Pietro 8 vote pratiche separatamente, co'consueti
P90I0, a lutti e a ciascun de' fedeli d'arn- piccoli viaggi nelle distanze che separa-
bo i veramente contriti, confessali e
sessi no le rappresentanze delle stazioni. Per
comunicati, quali avranno perselte vol-
i quelli del Redentore, abbiamo del car-
te visitato ne* determinati giorni alcuna dinal Fontana barnabita: / viaggi pe-
delle chiese, ove tali stazioni de'sette do- nosi di Gesìi Cristo, considerazioni.
lori della B. VergineMaria si trovano, ed VIAGGI E VILLEGGIATURE DE*
adempito ad altre ingiunte opere di pir- SOMMI POlNTE;FICI. F. Viaggio.
la, non che supplicato Iddio per la con- VIAGGIO E VILLEGGIATURA,
cordia de'principi cristiani ,
per l'estirpa- Iter, Profectio, Progressus, Via, Ru-
zione dell'eresie, e per l'esaltamento di s. sticatio.L*andar per via o strada, il cam-
Madre Chiesa; concediamo misericordio- mino, il trasferirsi da un luogo all'altro,
samente nel Signore la plenaria indulgen- sia con viaggio per terra, Iter terrenuin,
za e remissione de'Ioro peccati. A coloro sia con viaggio per mare o per fiume.
poi,! quali adempiendo alle cose premes- Iter maritimum. Iter flumineimi, che fi
se, per una sol volta avranno ciò pratica- il viandante o viaggiante o viaggiatore,
to, sette anni e altrettante quarantene di Fiator, Commeans, a piedi, a Cavallo,
opere ad esse ingiunte, ovvero per qualsi- in Carrozza^ in Lettiga (V.)y in barca
voglia modo a penitenza dovute condo- di qualunque specie, di che ragionai a
niamo nellaiorraa consueta della Chiesa. Strada, Poste, Stazione, Fia Ferrata^
Da valere le presenti in perpetuo ne'tem- Marina, Porti {F.) e altri articoli rela-
pi futuri. Non ostante qualunque cosa in tivi, come nel voi. LXXXIV, p.98, 108,
contrario. Dato in Roma presso s. Miiria i44> >70> parlando de' Z?^rcrtro/t, Coc-
Maggiore sotto l'Anello Pescatorio il gior- chieri. Marinari, Navicellari, Dicesi il
no i3 luglioiy37, del Destro pontificato villeggiare lo stare in Filla, a diporto,
28 VIA VI A
Rustìcarii e villeggiatura, il villeggiare celiente. Nel uo rileva-
mezzo facevasi
€ il tempo atto alla villeggiatura, /?msZì- mento detto argine, rimanendo piìj bassi
catio. Nel ricordato articolo dirò della i laterali sentieri de'pedoni, l'argine pro-
magnificenza delie Ville di Roma e di priamente essendo un'eminenza nel mez-
altrove, antiche e moderne, formate per zo. A sollievo de* passeggieri, ed a rego-
la ricreazione e sollievo della villeggia- lamento di chi viaggiava, in ogni miglio
tura, la quale ha luogo precipuamente si ergeva una piccola e tronca colonna
nelle stagioni di primavera, estale ed au- avente inciso il numero delle distanze,
tunnoj ed io quest'ultima ne godono gli ed anche il nome degl* imperatori, che
scolari delle Scuole^ Semìnarii e Uni- pe' loro frequenti viaggi vegliavano al
versità, e gli addetti di Tribunali^ e al- mantenimento delle strade. Sebbene gli

tri per la Vacanza. Velocissimo è il alberghi si vogliono di meno antica isti-

viaggio del Corriere (^.), ma pel por- tuzione, soggiunge il Malfei, riferire Po-
tentoso trovalo del Telegrafo (^.), e pel libio, che per l'abbondanza e fertilità del-
movimento di sue immensurabili brac- le pianure Traspadane, comprese le Ve-
cia siamo tenuti in co4'reute di qualun- ronesi, negli alberghi i viaggiatori non
que notizia colla celerità del folgore. Al- pattuivano con l'oste partitamente d' o-
tre moderne invenzioni meravigliose, per gni cosa, come facevasi altrove, ma chie-
cui sono agevolati i viaggi per terra e devano solamente quanto si dovesse dare
per acqua, le ripetiamo dalle Vie ferra- per l'alloggio e trattamento, come oggi-
te [F.) e dalle barche a vapore, delle dì dicesimangiare a pasto, consistendo
quali riparlai nel voi. i52 ei54«LXX, p. ilpagamento nella 4" parte di un obolo,
Kagiooando delle Strade, feci il con- ossia mezzo asse, piccola moneta, e di
fronto di quelle delle Milizie e ùe Sol- rado eccedeva tal prezzo. Forse si dovrà
dati [V.) antiche colle moderne nelle di- intendere per ogni fermata e trattamen-
verse loro marcie, e di quelle de' viag- to. Buon viaggio, si dice quando desi-
giatori, circa le celerilà relative. Nel voi. deriamo, che alcuno faccia viaggio pro-
XCIV, p. 124, rilevai col Malfei che mi- speramente immune da disgrazie, che gli
rabili furono le strade antiche, e quella antichi latini esprimevano colle parole,
(ì'Ostia (della quale anche nel voi. XC, Vade felici ter, Felix faustumqiie sit

p. 96 e seg.,e precedenti),siccomefreqiien- tuum iter. Veneriamo l'arcangelo s. Raf*


talissima, fu divisa in due da un corso di faele, uno de' 7 della gerarchia del Coro
pietre alquanto più alte dell'altre ;
per degli Angeli (V.)^ i quali sono conti-
una si andava, per l'altra si veniva, schi- nuamente avanti il trono di Dio, pronti
vando l'incontrarsi. Questa divisione tal- ad eseguire i suoi ordini, quale guida e
volta si praticò sul Ponte s. Angelo di protettore celeste de'viandanti. Veneria-
Roma nel Giubileo i\e\V/4nno Santo. Di mo e invochiamo ancora s. Antonio di
più narra il Malfei, che mansione, Man- Padova, perchè ci liberi da disgrazie, a
sio, chiamavasi alcuni casamenti pub- presidio delie quali si suole pure porta-
prendevano alloggio pre-
blici, ne'quali i re indosso, oltre altri divozionali, la me-
non che quelli che
sidi e gl'imperaloti, daglia benedetta coU'effigie di s. Venan-
viaggiavano muniti di diploma. D' ogni zio, in vece delle Superstizioni (V.) de*
mansione avea cura un decurione col pagani. I marinari^ oltre il venerare e
nome di preposito. Nel cammino d'una l'implorar l'aiuto d'alcuni santi,come S.E-
giornata occorrevano non meno di 5 mu- rasmo, Elmo o Ermo,di cui parlai in più
tazioni di vetture, guarnite ciascuna di luoghi,enelvol.XCI,p.56i e 588, preci-
4o (sic) cavalli velocissimi. Il lastrico puamente invocano il potente presidio di
delle vie era piìj alto de' campi, ed ec- Maria, che nell' inao cantiamo: Ave Ma-
,

V I A V I A 49
ris Stella. E que' di Roma specialmen- nato e decente locale. Laonde la chiesa di
te la Madonna del Buon yias;giOy os- s. Maria in Cappella fu ridotta in altra
sia del Marc, esislenle presso Ripa gran- forma e rimase semplicemente chiesa del-
de eia dogana, nella propria chiesa (no- l'ospedale, al quale la rispettabile moglie
tai nel voi. XXXIV, p. 225, che nel sob- del lodalo principe e figlia del virtuoso
borgo di Calcutta esiste altra chiesa col conte di Sìirewsbnry (^.), la principes-
medesimo titolo. L'elegante poetessa tri- sa Maria, morendo in freschissima
d.
lustreMaria Alinda Conacci ha pubblica- età compianta a* 18 dicembre i858, la-
to di recente tra' suoi Canti Saluto del : sciò 5ooo scudi, oltre altre beneficen-
marinaro alla Madonna di s. Ciriaco ze in Pioma ed a Londra (venne celebra-
in Ancona, Perugia i856), donde fu ta per le sue distinte qualità dal n. 288
per un tempo trasferita nella chiesa di del Giornale di Roma del i858, men-
s. Maria ad Pineani, detta volgarmen- tre il tti 290 descrive le solenni esequie
te in Cappella, della principesca fami- fatte nella magnifica chiesa dell'Ecc.ma
glia Doria-Pampkìlj, la quale ultima casa Doria-Pamphilj, di s. Agnese al fo-
chiesa ne avea nel 1796 affidatola cura ro Agonale, facendo l'assoluzione il car-
allabenemerentissima Pia unione di s. dinal Ferretti prolettore della medesima;
Paolo Apostolo. Ma qui occorre una li- altre avendole celebrate nella chiesa del
cenza d'una breve digressione, per esse- Gesù la pia unione degli asili infantili,

re le umane cose soggette a cambiamen- di cui fu benefica e zelante deputala e-


ti, onde si conosca quello avvenuto nel- lemosiniera, descritte nel n.i8 del Gior-
le due nominate chiese, dopo il narrato nale di Roma del 1 859. Deposta tempo-
de* marinari, di della chiesa, di s. 3Ia- raneamente nella cappella di s. Filippo,
riaad Pincaniy e dell'immagine delia sarà poi trasferita nelle tombe gentilizie,
Madonna del Buon Fiag^^io, come del- che r inconsolabile principe consorte ha
la encomiata pia unione , nel volume rese più nobili, anco facendovi penetrare
LXXXIV, p. i44 e seg. Conviene dun- luce e aria da un'elegante apertura fatta
que sapere, che morendo il piissimo cav. nel pavimento; e dalla cappella di S.Fran-
d. Carlo de' principi Doria-Pamphilj cesca Romana trasportandovi le spoglie
lasciò 75,000 scudi per erigere in Ro- mortali d' Innocenzo X. Avendo inollre
ma un ospedale nuovo pe' cronici de' disposto il principe, che a suo tempo i

due sessi, cioè pe* romani gratuitamente, suoi avanzi mortali riposino presso quelli
pegli altri con discreta pensione. Ad ese- della ddetta moglie). Inoltre dalla chie-
guire il caritatevole pensiero, il di lui de- sa dis. Maria inCappella fu rin)ossa la fon-
gno nipote principe d. Filippo .Andrea, dazione della divozionedel-5VjgfroC«orcr/«
fece erigere lo spedale presso la memo- (!^e5;V,la quale unitamente alla pia unione
rata chiesa di s. Maria in Cappella, lad- di s. Paolo^ e poi anche all' opera pia
dove s. Francesca Romana avea già fon- de' marinari, venne trasferita alla chie-
dato un ospedale pe' poveri infermi ; sa della Madonna delBuon Viaggio, col-
quindi chiamò da Parigi a Roma le Fi- la sua immagine, come in antico. Impe-
glie Suore della Crf/'/tó, pel novello no- rocché, sacerdoti della pia unione pre-
i

socomio, ed affidollo alla cura di quelle murosi di perpetuare l'opera pia tanlo
eccellenti religiose. Tutto accennai nel vantaggiosa a'marinari, vedendo che nel-
irol. LXXXIV, 144, 145 e 149, de-
p. la chiesa di s. Maria in Cappella, conse-
scrivendo la pia unione e la Madonna gnata coli'ospedale alle figlie della Cari-
del Buon Viaggio, e nel voi. LXXXVIII, tà, poteva terminare la loro religiosa
p. 264- Nel luglio 1859 si cominciaro- istruzione e coltura spirituale, supplica-
no a ricevervi le croaiche) in ben ordi- rono il Papa Pio IX a concedere alla
3o VIA VI A
pia unionti di s. Paolo la chiesa di s. Ma- della pia unione di s. Paolo, l^1s$o a ri-

ria del Buon Viaggio, che secondo la la- prendere ri»»terrotto argomento.
pide in essa esistente, con bolla dell' i r Gli antichi non erano meno convinti
febbraio 578, da Gregorio XIII era sta-
1 de'modernidella grande utilità de' viag-
ta data a'pp. dottrinari di s. Agata, col- gi, e credevano con ragione che nulla fos-
l'obbligo d'istruire e confessare i mede- se atto a supplire un siffatto genere d' i-
simi marinari, col compenso di percepi* struzione. Per tal modo Omero, nelT O-
re un paolo per ogni barca che appro- dissea, comincia la storia del suo eroe,
dava al porlo di Ripa grande; leggen- dicendo, ch'egli ha veduto le città di mol-
dosi inoltre nell'iscrizione che sub Ole- ti popoli e conosciuti costumi loro. Dio- i

tnente XI solo aequalam^ e in fine resti' doro Siculo annovera tra gli antichi
mia per acta Pacìchelli N. C. xir junii viaggiatori illustri Omero, Licurgo, So-
1710 (a'nostri giorni a spese del pub- lone, Pitagora, Democrito, Eudossio e
blico erario la fece restaurare il pro- Platone. Strabone insegna, che si mostro
tesoriere cardinal Tosti). Papa inteso
Il per lungo tempo nelT Egitto la casa in
il parere del Rrn.** p. d. Pietro PaoioMe- cui questi due ultimi stanziarono con-
loccaro vicario generale de' dottrinari, giuntamente, onde profittare de' ritrovi
annuente alla cessione della chiesa alla de' sacerdoti di quella regione, che soli
pia unione, a non privare i marinari de- possedevano le scienze contemplative. A-
gli aiuti spirituali, w* quali egli semplice ristotile viaggiò col suo discepolo Ales-
sacerdote avea amministrato la peniten- sandro in tutta la Persia e in una parte
za e predicato, colla condizione di loro dell'Asia. Cicerone poneSenocrate,Cran-
continuarli, a' 17 aprile i858 con bene- tore, Arcesilao, Cameade, Filone, Possi-
placito apostolico donò alla pia unione donionel numerodi quegli uomini celebri,
di s. Paolo la chiesa di s. Maria del Buon cheaveano illustrato la patria loro colle
Viaggio, co' suoi annessi e proventi in cognizioni che avevano acquistate visi-
perpetuo, ma col peso annuo d'un ca- tando estranee regioni. Quest'amore de-
none di 20 scudi da pagarsi alla congre- gli antichi pe' viaggi si spiega natural-
gazione de' dottrinari, come risulta da- mente per la difficoltà che presentava lo
gli atti della s. Visita apostolica de' 21 studio delle scienze e della filosofìa in un
aprile i858. Pertanto la pia unione di tempo ove i librierano molto meno spar-
s. Paolo dalla chiesa di s. Maria ad Pi' siche non losono ne'tempi nostri; que-
neam trasferì nuovamente in quella di sta difìlcoltà rendeva viaggi più frequen-
i

s.Maria del Buon Viaggio la sagra im- ti per la necessità in cui si trovava la gio-
maginedi quésto nomee quella pure bel- ventù che cercava d'istruirsi, di visitare
lissima del Sagro Cuore di Gesù, e eoa i paesi più celebrati onde profittare del-
tulio fervore e zelo tornò a dedicarsi a le lezioni de'sapienli delle diverse regio-
vantaggio spirituale de' marinari, eoo ni del globo. Allorché gli antichi si po-
maggior successo per più
esser la chiesa nevano in viaggio indirizzavano le loro
vicina al porto e alle loro barche. Anzi preghiere agli Dei tutelari del luogo don-
anche i soldati di finanza e gli addetti de partivano, essi aveano altre preghiere
allebarche a vapore pontifìcie vi accor- per le Divinità che trovavano lunghesso
rono in tutte le feste ad ascoltare la s. cammino, ed altre finalmente per Nu-
il i

messa e la spiegazione del Vangelo, ed in mi dove terminavano il viaggio. Mercu-


tutti i giovedì ivi si fa loro dal proprio rio era il Dio protettore de' viaggiatori;
cappellano il catechismo, e per la s. Pa- Castore e Polluce proteggevano navi- i

squa attendono in due mute a'ss. Eser- ganti. Mercurio, finto da'poeli messaggie-
cizii, egualmente pei* cura de' sacerdoti le degli Dei, massime di Giove suo pa-
V 1 A VIA 3 1

dre, questi per renderlo pih agile gli die' dell' ospitalità, essendo tempo di festa
il berretto con orlo chiamato pelaso, ed quello nella quale si esercitava, dicui non
a' piedi gli attaccò delle ali chiamate ta- mancano nobili e caritatevoli esempì an-
lari. I gemelli Castore e Polluce, altri fi- co al presente, per civiltà o per religio-
gli diGiove, perciò delti Dioscuri, per a- ne. Risalendo all'epoche più remote, la
ver purgalo 1' Arcipelago da' pirati che lodevole ospitalità eia sua pratica era di
r infestavano, furono annoverati tra le 3 specie. La i." era quella che esercita va-
Deità marine e invocati nelle burrasche. si verso i viaggiatori stranieri e le perso-
Un viaggiatore portava sempre indosso ne sconosciute ; tale fu quella che Abramo
qualche immagine e statuetta d' una di- praticò cogli Angeli, e quella praticala da
vinità favorita, e al suo ritorno non man- Alcinoo con Ulisse. La 2." era come una
cava giammai d'oHrire un sagiifìzio di conseguenza della precedente; coloro che
rendimento di grazie, di soddisfare a'voti dato aveano ricovero o alloggio a qualche
che avea fatti nel viaggio, e di presentai e persona rimanevano con questa legati co'
un qualche Numedegli abiti chea vea por- nodi dell' ospitalità ; colui che l'accorda-
tati. Presso greci e romani,
i viaggia^
i i va e quello pure che la ricevea, erano ob-
tori indossavano la clamide, la spada, il bligati r uno all'altro di soccorrersi a vi-
petaso, il quale si usava ancora da quelli cenda, e quell'obbligo e quel diritto pas-
che molto camminavano per le strade, savano alla posterità: tale fu l'ospitalità

come un cappello per guarentirsi dal so- da Raguelea riguardo del g'io-
esercitata
le. 11 Menochio esaminò nelle ty/worf, cen- vane Tobia, accompagnalo dall'arcange-
turia 7.',cap. 36: Se gli ebrei potevano lo s. Raffaele, e quella di Nestore e di Me-
far viaggio in giorno di sabato. Spiega, nelao praticata con Telemaco. Si contrae-
secondo lediverse opinioni e il testo della va la 3.^ specie di ospitalità senza neppu-
legge, esser loro vietato far viaggio lun- re che gli otpilisi fossero veduti; si man-
go più d' una o due miglia, sia per tra- dava un regaloa qualche persona,esi chie-
sinagoga, sia per ricreazione
sferirsi alla deva di legarsi con essa col diritto di o-
o per altro, non mai per opere servili. spitalilà ; se questa rimandava un altro
L'ospitalità fu assai in uso presso gli e- regalo, era quello un segno ch'essa accet-
breiealtri popoli antichi, ricevendo ad tava l'offerta, e da quel punto in avanti i
Ospizio (V.) i foraslieri che viaggiava- diritti reciproci erano egualmente sagri;
no, ed usando loro ogni dimostrazione questa fu l'ospitalità che Cinira re di Ci-
amorevole e generosa, oltre la
d' onore, pro esercitò a riguardo d'Agamennone.
Lavanda de piedi ( V.) ; essendo scono* Si potrebbe ancora aggiungere una 4*
sciuti ne' tempi antichi gli alberghi e le specie di diritto egualmente sagro, e que-
osterie, e degli uni e delle altre riparlai sto dicevasi il diritto del supplicante. Gli
nel voi. LXXXIV, p. 64 e 194, rilevan- stessi princìpii religiosi obbligavano gli
do che dal nome hospites^ cioè alberga- antichi a rispettare ed a riguardare co-
tori, derivò il vocabolo oste e quello di o- me un deposito, di cui dovea rendersi
steria,in uno alla loro introduzione, e nel conto agli Dei, una persona ridotta dalle
voi. LXXX,p. 182 e seg. dissi dell'yen- sue sventure a pigliare la casa loro per
tergwm, donde derivò il vocabolo tìf/Z>cr- luogo di rifugio, qualora anche quella
go, cioè r ospizio che si do vea dare a' re persona fosse il più grande loro gemico.
e loro ministri, con aiuti e somministra- 11 supplicante si assideva sulle ceneri del
zioni ivi descritte, di carri e cavalli, anco focolare de'domestici Numi, luogo sagro
pe' corrieri, e barche pronte ne' fiumi e pressogli antichi,perraantenervisiuncoa-
laghi; mentre nel precèdente luogo cita- tiuuo fuoco, quasi come quello delle f^e»
to produssi altre uozioui sulla bella virtù 5^^/i, e implorava gli Deideiruspitalilà;
3?. V I A Vi a
ili questo modo conipaive Temistocle garono tra loro co' santi vincoli dell' o*

presso Admeto re de* molossi ; e in que- erano protettori Giove


spitalilà; di cui
sto modo comparve Coriolano in Anzio, XeniuSy Apollo T/ieoxenìus, Venere, Mi-
e pose nelle braccia di Azzio Tulio ge-
si nerva, Castore e Polluce, e più di tutti i
nerale de* volsci, già il più fiero suo ne- domestici Dei Mani o Lari; Il diritto del'
mico, per vendicarsi dell* ingrata llom i. r ospitalità non prescrivevasi mai, e qua-
1 riti principali nella pratica dell' ospita- lora non vi si rinunziassecon atto forma-
Illa col viandante straniero, oltre il lava- le, nulla poteva alterarlo. Quel diritto
raento de'piedi, era quello di porlo nel ba- passava dagl'individui alle loro famiglie,
gno, il mangiare insieme in principio del- ed era a vicenda rispettato in mezzo an-
la mensa del pane e del sale, il doman- cora ali* orrore de* combaltimenli. I gal-
dare soltanto dopo il i
."
pasto o refezione li e i celti spinsero tanto avanti la loro
il tìome dell'ospite. Ne*secoli delti eroici, previdenza e la loro cortesia oell'ospita*
gli ospiti si facevano a vicenda regali, i lità, che tenevano nella notte aperte le

quali servivano di testimonianza perpe- porte delle case, per timore che un viag-
tua del legame che univa le loro perso- giatore, stanco o bisognoso o sviato, si

ne e famiglie. Menochio, centuria io.",


Il trovasse nel cammino obbligato a passar
cap. 12 : De donifalli agli ospiti^ seb- oltre ed a cercare altrove ricovero, l cre-
bene osserva eh* era più ragionevole do- tesi ne' loro banchetti pubblici aveano un
versi fare dal beneficato coli* ospitalità, desco riservatoa' viaggiatori; tra'persia-
pure si ha che Menelao re di Sparta, a- ni un ulllziale regio non avea altra cura
vendo alloggiato Telemaco e Pisistrato, se non quella di far trattar bene gli ospiti
fece istanza al i.° di trattenersi seco una che si presentavano. Presso i greci gli o-
dozzina di giorni, promettendo alla par- spili erano lavati al loro arrivo dalledon-
tenza donargli 3 cavalli, un cocchio e zelle; ed il cav A. M. Ricci, Disserl. Ho-
.

una tazza d'argento. A queste offerte re- nter., tratta De puelLis ho^piles lai'anti-
plicò Telemaco, come ciò non fosse do- bus. Gli orientali furono ospitalissimi, iu
nativo, ma alto di giustizia} però rifiutare che si resero pur celebri i germanici. Pre-
i cavalli e ilcocchio, per essere la sua iso- dicata la sublime dottrina di Gesù Cristo,
la d'Itaca aspra e montuosa, o produtti- fin dal principio del cristianesimo la pietà
va di poco fieno e biada, e perciò gli fa- de'fedeli eroicamente e iu più forme eser-
cesse dono d' altra specie. In vece Mene- citò la santa virtù dell'ospitalità, i vesco-
lao di offendersi, soggiunse che l'avrebbe vi erigendo appositamente come in Ro-
fornito del più prezioso che possedeva. ma propinque alle Diaconie, presso \aSa-
Egual costume seguirono i romani. Con- grisliaeW Fesùbolo de'sagri Templi^ ca-
clude, meglio convenire regalare chi si se e Ospizi per albergarvi i pellegrini,
ospita,che riceverne, sembrando ciò pe' quali fu assegnata parte della Rendi-
mercenario, e qual pagatuento di ricom- la ecclesiaslica d' ogni chiesa precipua-
pensa. Io appresso in vece di que'regali mente cattedrale, donde ebbero origine
ospitali, alcuni ospiti si contentarono di gli Ospizi, gli Ospedali, i Lazzaretti
rompere in due pezziuna moneta, e più presso le porte delle città pegl' infermi
comunemente di segare in due pezzi un viaggiatori di mali contagiosi, massima-'
bastonano d'avorio, delle quali parti mente nelle Pestilenze j oltre l'ospitalità
ciascuno de* due ospiti una ne conserva- esercitata da IllonaHeri, molti de' quali
va per memoria ; e questa era quella che ebbero contigui ospizi e ospedale, e dalle
nominavasi tessera hospilalis, segnale o pie persone, in che ue'primi secoli si di-
indizio dell'ospitalità o data o ricevuta. stinsero s. GiuliaYio, perciò detto V Ospi-
Varie famiglie di diverse regioai si le- taliere, q la sua moglie s. Basilissa, par-
V I A VIA 33
lirolnrmeule colle Fergìni, la Vedova ro- bere l'esercizio della religione, tanto più
mana Fobiola,ed iss.Pamraachioe Gal- chiari erano gli esempi di ospitalità, che
licano, oltre tanti ordini religiosi de' due davansi da'cristiani, edificando spedali e
ses^i, in processso di tempo, ed in singoiar ospìzi per trattarvi caritatevolmente ì

modo quegli ad lioc istituiti Ospitalieri. pellegrini, come aifermano i ss. Padri del
Narra il ^.M^iXìAc\i\^Dt\'Oslumi de' pri- IV secolo, anche con assisterli ne' loro
nìUi\>icrisliani^t. 3, p.5o, ch'erano soliti i alFari.Se ne vergognò Giuliano V Apo^
nostri maggiori di ricevere con particola- slata, facendo il confronto co'suoi genti-
rissimi segni d' aifetto gli altri cristiani li, rimarcando non trovarsi mendico tra*
che capitavano nelle loro città
forestieri giudei, ed essendo da'cristiani alimenta-
e luoghi, che aveano dato loro ospizio, ti non solo gli altri fedeli bisog«aosi, ma
di lavar loro piedi , e di trattarli con
i gli stessi /'ot'erz gentili abbandonati dagli
quella lautezza, che lo stato del cristia- altri pagani. Questa gloriosa testimonian-
nesimo e la modestia permetteva, e ciò za rese quel capitale nemico della Chie-
da per tutto fin da'primordii della Chie- sa all' ospitalità e misericordia degli an-
sa. Dell'usanza di lavare i piedi a' fedeli, tichi cristiani. Parlando Sozomeno, nel-
di dare ospizio a' Pellegrini, e d' usar la sua Hist. di Giuliano V Apostata, rac-
loro la dovuta assistenza, parla s. Paolo conta, che queir empio imperatore, tra
nella sua i / Epìst. a Timoteo; e s. Gio- gli altri regolamenti e lodevoli usanze
vanni altro apostolo nella sua 3.' Epist., della Chiesa, ammirò le tessere delle
con alte lodi agli esercitanti l'ospitalità, lettere di raccomandazione che da' ve-
e ad esempio del divin Maestro col lava- scovi si davano a'pellegrini, afììoché fos-
mentode'piedi. « Imperciocché pel nome sero accolti dagli altri vescovi e cristia-
di lui, eglino impresero il viaggio sen- ni , CTiconosciuti per fratelli e amici, e
za ricever nulla da'gentili, e noi dobbia- fossero trattati benignamente, e allog-
mo ricevere tali persone, per esser coope- giati con quella carità, eh' è propria di
ratori delle verità ". Né solamente nel chi professa la nostra s. Religione, onde
i.° secolo del cristianesimo , ma nel 2." volle che i gentili seguissero l'esempio de*
eziandio , come si trae dall' Epist. di s. cristiani da lui perseguitati. Furono tali
Dionisio vescovo di Corinto, singolare era lettere mentovate da Tertulliano, nel li-
forastieri, che
l'assistenza de'fedeli verso i bro delle Prescrizioni, come indizi del-
o per divozione de'luoghi di Terra San- la contesserazione, COSI egli qualifican-
ta consagrati da Gesù Cristo e da* ss.
, do l'ospitalità. La quale virtù contribuì
Apostoli non che di Roma pe* Limina
, mirabilmente alla diffusione della fede ,
Apostolorwn , o Sepolcro de' ss. Pietro e l'attesta s. Agostino nel Tract. C)'j.
e Paolo, o per propagare che la fede, o Prima d'intraprendere il viaggio, conti-
per altro motivo passavano da un paese nua il p. Mamachi, fedeli ricorrevano i

all'altro. Del pio uso metlesiino parlano al proprio vescovo, pregandolo a dar lo-
8. Giustino martire, nella i." Apologia^ ro per contrassegno la tessera o le Lettere
dicendo che lelimosine de'fedeli servivano comunicatorie, per far nota la loro cat-
per raccogliere i pellegrini, e Tertullia- tolicità e ch'erano nella comunione del-
no, ad Ujcoreni, nel 3." secolo. Non i- le Chiesa e le Lettere commendatizie
,

scemò punto questa caritatevole consue- per loro viatico o cibo occorrente pehviag-
tudine ne'susseguenti aimi, ne'quali fio- gio; ed i sacerdoti le lettere Formate ^

rirono illustri per santità e dottrina Ci- per essere riconosciuti e ricevuti senza so-
priano, Firmiliano, Dionisio vescovo A- spetti in materia di fede, colla solita u-
iessandrino, ed altri vescovi. Quanto più manità, e mantenuti per qualche tem-
andava crescendo, e acquistando più li* po da'crisliani degli altri paesi, allriiueu-,
VOL. XCVII. 3
34 VIA VI A
ti erano ruloUi alla comunione slranie- no, come ha dalla vita di s. Fulgen-
si

ra o pellegrina, di cui parlai ancora nel zio. La medesima ceremonia si pratica-


voi.XV, p. Ili, mentre a p. 19 notai ove i va nella basilica di s. Gallo, riferita ne-
in Roma pellegrini prendono la comunio-
i
gli atti di s. Ottone. Osserva il Magri,
ne pasquale. Inoltre ricorderò che s. Sisto JYotizie dc'vocaboli ecclesiastici, in quel-

] del 32 ordinò che niun vescovo chiama-


1 lodi Altare,z\\e per tal elFetto si edifica-

lo in Roma, nel ritorno non fosse ricevu- vano gli altari staccati dal muro, come si

to nella sua diocesi senza presentare al vede nelle chiese antiche, e in tutte quelle

clero e popolo le lettere apostoliche For- de'greci,tenacissimi degli antichi riti, non

male, in cui si attestava l'unità della fe- permettendo essi ravvicinarsi all' altare a'
de col Papa. E s. Anastasio I del 898 laici, né alle donne per la gran riveren-

proibì che pellegrini ricevessero gli or-


i za che gli professano. P^orse da detto ri-
dini senza lettere del proprio vescovo, e to di girare intorno l'altare derivò quel-
cosi ebbe origine la Diniissoria. Notai lo simile nel lucrare l'indulgenza della
nel voi. XI, p. 2 1 1 , che senza di essa per Porziuncola, in quelle chiese che hanno
privilegio il patriarca di Costantinopoli l'altare isolato, o per imitare quella pro-

e il primate di Cartagine potevano am- cessione che si fa in quel santuario avan-


mettere nelle loro diocesi chierici viag- i ti il principio dell'indulgenza chiaa»ata
giatori. Ed anticamente pellegrini non i anco perdono d' A sisi di s. Francesco,
erano ricevuti in Roma alla comunione Nel Rituale Romanwii vi sono le bene-
cattolica, se provenienti da luoghi ereti- dizioni comuni Bcnedictio Pcregrino- :

ci o scismatici, senza farprima la Pro- rum ad LocaSancta prodeuntiuni: Bene-


fessione di fede , colla condanna dell'e- diciio Peregrinoruni post redilum. Tut-
resie di delti luoghi. Olire le letti» e Di- tora si conseguano a tali pellegrini, dal
missoric del proprio vescovo , onde un proprio ordinario parroco,letlere com-
chierico possa ordinarsi da altro, prescris- mendatizie. De' privilegi de' veri Pclle^
se Gregorio XVI agli esteri ordinanti in grini, può vedersi quell'articolo, massi-
R.oma, la soscrizione della formola d'ac- me per lucrare l'indulgenze del s. Scpol»
cettazione di queir enciclichCi sue ripar- ero, dell' Anno Santo, o Giubileo uni-
late nel voi. LXXXIII, p. 3 1 3, che con- versale, al modo in questi detto. Papa

dannano gli errori Lamenniani, di recen- Celestino III del i 191 pare che pel i."
te magnificamente celebrate dalla Civil' ponesse le loro personee robe sotto la pro-
tà Cattolica jSer\e 4.^ t. 4 ^^ libertà al : tezione della s. Sede. La splendida pie-
tribunale della Chiesa, § V: Gregorio tà romana esercilò sempre la sua bene-
XV le Pio IX. Sul sagro Pellegrinaggio ficenza anco co' pellegrini, eziandio col-
a*Santuari, per gli abusi che talvolta in- le fondazioni degli Ospizi dì Roma,o\lve
sorsero, i vescovi presero quelle provvi- quelli ivi eretti da molle nazioni: quanto
denze che riferii ne' due articoli, poten- a quello di s. Lucia de* Ginnasi già pe'sa-
dosi leggere: Disquisitio de sacra vele- cerdoti pellegrini, va avvertito il notato
rum cristianoriim romana peregrinatio- nel voi. LXXXIV, p. i36. I Papi furono
ne, Romae 1 774- Giorgio Loysio, De Pe- pure benemeriti de'viaggiatori naufi aghi,
regrinatione, Argentinae 1608. Viaggi per la restituzione delle loro robe: si pon-
sagri talvolta si chiamano le Processio- no vedere vol.LXXX,p. 1 89,LXXXI V,
i

ni, le visite delle Stazioni sagre delle Set- p. 100. 11 Vitali, De Senatori di Roma,
te Chiese, della Via Crucis, della Fia a p. 98, riporta diploma del senatore il

Malris , ed anticamente anche il girare Malaljranca del 12 35, con privilegio del-
intorno l'altare per venerazione delle re- la giurisdizione concessa sopra i pellegri-

liquie de' Santi che deatro vi riposa- ni e aliti che per divozione recavausi a
VIA VIA 35
Roma, a'oanonici Valicnni,e con tlispo- periate, e sia quando veniva In soccorso
si/ioni rignartlanli i pellegrini : dell;i pri- della Chiesa Uomana : si diceva procura'
vativa eli* ebbero i canonici delle meda- zioni e fodro. Prescriveva lo statuto feu-
glie de'ss. Pietro e Paolo pe' Pellegrini, dale che in luUo il tempo dell' assenza
riparlai in tale articolo. Ed a p. 286 si dell'imperatore d' Alemagna, si dovesse
lesjue un brano degli statuti di Uomadel a lui da'vassalii contribuire la metà delle

secolo XIV, da'qnali si ricava il privile* rendite feudali. Sia per la Coronazione
gio goduto dagli oltramontani di portar dell'Imperatore, sia in occasione ch'egli
le armi, ne'tempi di Quaresima e in quel- era chiamalo in soccorsodella ChiesaRo-
li in cui si lucrano le ss. Indulgenze. Nel n»ana,il cui principato temporale in tulli
voi. LXXX, p. 170, ricordai il tributo i tetnpi ha avuto nemici e cupidi aspiranti,
che pagava in alcuni paesi, come nel-
si il Papa dunque tanto nel passaggio del-
la Borgogna, quando il signore di qual- l'imperatore e suo seguito per lo slato ec-
che luogo intraprendeva il viaggio di clesiastico, quanto nel suo soggiorno in
Terra Santa. Ivi ed a p. 181 notai, che Roma, gli somministrava il mantenimen-
si chiamò Excacìentìa e Bona cadu- to, cioè all'imperatore, sua corte, mili-
ca^ V eredità de* pellegrini e forasi ieri lie e cavalli. Veramente fu usoo abuso
che mancavano di vita senza fare Te- assai strano, e siccome dal fodro erano
stamento e senza eredi chiamati dalla slati esentali i vescovi e abbati feudata-
legge, per cui era presa dal fisco: nel ri, alcuni Papi ripugnarono dal conti-
ricordalo articolo dissi dell'albinaggio ,
nuarlo ;
gli uni dicendolo tratto di ospi-
concessione posteriore fatta a favore de' talità, gii altri cosa convenula. Piitornan-
forastieri che mtioiono. Alcimi signori , do a' pellegrini, tratta il p. Menochio
in tempo delle Crociale , riparlale nel- nella centuria lo.^cap. 8: Quanto sia*
l'articolo Turchia, per fare il viaggio di no lodevoli le sagre peregrinazioni.
Terra Santa si venderono il proprio Fen- Cap. IO Dell'ospitalità che deve eser-
:

do : neir antecedente articolo accennai citarsi particolarmente co'pellegrini, che


come ora si può viaggiare economicamen- vanno visitando i Luoghi santi. Dice an-
te a que'Luoghi santi. Inoltre e per ana- tichissimo r uso de' sagri pellegrinaggi,
logia ricorderò, che principalmente ne* provandosi colla s. Scrittura, poiché Dio
voi. XXXIV, 145 e 146, LVH, p.
p. comandò a lutti i maschi ebrei di andar
19, LVllI, p. 281 LXXX, p. 182 e , 3 volte all'anno, nelle principali solenni-
i83, ragionai della Regalia maggiore, tà, nel Tabernacolo e poi nel Tempio di

specie di tributo o almeno aggravio del Gerusalemme, dopo la sua erezione, al


fodvo,fodruni seufoderum, cioè il man- quale concorsero pure i gentili per divo^
tenimento óeW Imperatore i e del suo zione e per adorarvi il Dio degli ebrei* l
copioso esercito di fanti e cavalli, a spe- speravano conseguire l'e-
visitatori, tulli

se degl'italiani, oltre il contribuirvi e saudimento delle loro preci. Nel voi,


coir accompagno de* principali baroni LXXXIV, p. 64 e seg., parlai degli al-
feudatari F assalii dell* /^7/y9<?ro, quan- bergatori e locandieri, oltre altre erudi-
do Germania recavasi a Roma per
di zioni sul présente argomento, riportan-
farsi coronare dal Papa. Il fodro l'isti- do le paterne e molteplici prowidenr.e
tuì Carlo Magno, prelese con rigore Fe- de' Papi a favore de'pellegrini e altri fo-
derico l, rinnovò Rodolfo I d'Absburgo. rastieri in Roma, inclusivamente agli sin*
Quanto al Papa, dovea somministrarlo denti, onde proteggerli contro prepo- i

quando l'imperatore passava per lo sta- tenti e maliziosi che volessero abusare
lo ecclesiastico, sia nel recarsi a Roma a di loro condizione, eziandio pe* diritti
prendervi dalle sue mani la Corona int' inerenti all'inquilinato; con quanto ri-
36 l" V I A V I A
guarda l'obbligo degli albergatori e al- t. 2, p. 542 discorre: De forasiìcri dir,
loggiatori d* ogni specie verso la polizia percorrono il mondo, e trovansi in este-
per la denunzia de'foraslieri o ospiti, an- ri stati. Egli nel dare ottimi documen-
che se ricevuti da corporazioni religiose, ti, dichiara giovarsi del dottissimo ma-
non meno gli obblighi de* viaggiatori di nuale de' foraslieri di Giorgio Loysio di
qualunque condizione, i quali se prove- Franco fu r-
Spira, Pervìgiliiim /l/erc«ri/,
nienti fuori della Comarca di Roma, ti i644) come libro appoggiato alla più
devono esser muniti di legale e regolar pura morale e sobria politica, pieno di
passaporto, o foglio di via o carta di pas- mirabili precelli e di profonda scienza.
saggio, e quindi procurarsi dalla polizia Il quale autore appella il forasliero, Pc-
la carta di sicurezza per rimanere in Ilo- regrinanSj ed il suo slato Pcregrinatio.
ma a soggiornarvi, ovvero di transito, e Comincia però dal riferire, che Tanli-
anche di partenza. Inoltre tornai a cele- chità,ben anco ne* tempi del cieco paga-
brare la confraternita del ss. »Sagramen- nesimo, consagrò il principio di non in-
to e della Perseveranza, la quale prende traprendere viaggi e pellegrinaggi sen^
cura de'foraslieri in Roma, se infermi za più caldi voti alla Divinità, ed in que-
i

nelle locande, con soccorsi spirituali ed sto principio furono conformi lutti po- i

anche temporali, se poveri colle limosina poli, anche più barbari, come prova il
a tale effetto raccolte : se muoiono, dopo dotto Everardo Ottone nel trattato. De
averli suffragati e sepolti, fatto l'inven- tutela viariim puhUcarumy Trajecti ad
tario delle robe lasciate, premurosa- Rhaenum 1734, le cui rubriche riferi-
mente ne avvisa i parenti, sì del decesso sce I. De religione et super.slitione ve'
:

e per loro conseg-narle fedelmente. Il so- teritm peregrinanliiim. 2. De statiUisj


dalizio tuttora è in vigore come si rica- aris et templis Deorum Vialium. 3. De
va dalla seguente dichiarazione, pubbli- Diis Vialibus aegypliorum.yjudaeoriim,
cata nel Giornale di Roma del i858,a et syrorum. 4. De Diis Viaiihus clial-
p. 852. >' La confraternita del ss. Sagra- daeorum, arahum et persariini. 5. De
mento sotto l'invocazione della Divina Diis Fialibus germanorum, gallorum,
]*erseveranza, canonicamente eretta nel hrillanonim, hispanorum, indoruni^tur-
i663 sotto il pontificato di Alessandro cariim etrussorum. Lo scopo di chi ama
"Vii di sa. me. nella ven. chiesa già par- percorrere il globo, o sia del forastiere,
rocchiale del ss. Salvatore alle Coppelle, dev'esser quello di studiar l'uomo in e-
dipoi confermala nel i 'j'66 da Papa Cle- slere e diverse regioni, e di apprendere
mente XI li, ed arricchita di più estesi le arti e quelle nozioni che ponno van-
diritti e privilegi, in forza della transa- taggiar 1* amministrazione pubblica, il

zione celebrala col ven. collegio de'RR. proprio interesse e la propria patria. In-
Parrochi di Roma li 2 luglio 1829 per nanzi di porsi in viaggio, deve il forastie-
gli alti del Gaudenzi ; ricorda a tutti gli re scandagliare la sua corsa e le sue for-
albergatori e locandieri di Roma l'ob- ze, poiché mancandogli i mezzi, o po-
bligo che ad essi corre di denunciare tut- trebbe pericolare, o divenir delinquente.
te lepersone che cadono malate ne'loro Il forastiere d'onore deve fissare il fine
alberghi o locande, a forma de' più volte primitivo de* suoi viaggi, a cui poi diri-
divulgali editti, e sotto le pene da quelli gerà tutte le sue azioni e premure : ma
comminate. Ledenuncie si porranno «el- prima di scegliere questo scopo, n' esa-
la solila bussola, aderente al iMo destro n)inerà la riuscita, le difficoltà e le altre

di della chiesa, giornalmente visitata, circostanze, dipendendo dal consiglio de*


Mon ostante i restauri che ivi si esegui- saggi. Stabilito il suo scopo, deve il fo-

gcono''. — Il Martinetti, La Diceologiay restiere implorare da Dio la prosperità


V I A VIA 37
del suo viaggio, al raetlesinìo slanciarsi fcuì. In materia di religione e di costu-
col suo interuo, per otleiier la fortuna mi delle nazioni, non deve il forastiere
di ricevere l'alta sua benedizione, corae far travedere ne censura, uè.disprezzo ;

il principale auspicio d'un buon viaggio. né si accinga a interpretare bbri santi, i

Cominciando a fare il suo giro, deve in né dogmatizzare sugli articoli di fede. La


ciascuna città o paese idoneo ricercare vera pietà tante volle consiste nelT evi-
le sue prime relazioni con uomini scien- tare dispute pericolose. Sebbene il fora-
tiali o eruditi, profittando degli utili lo- stiere sia in molteplici onorevoli relazio-

ro avvertimenti. Nel viaggio giova la let- ni, senza necessità meglio è asconderle:
tura, specialmente sulla cognizione de' si adatti all'umore di que'che trattano
luoghi e de'precipui monumenti. La tol- con lui, in cose lecite; si mostri affabile
leranza è cjuella virtù che non deve esser e cortese con tutti, specialmente nella
disgiunta dal forastiere, dovendosi pre- convivenza, non senza dimostrare alla
parare a soffrire provocazioni, privazio- circostanza qualche trailo generoso. Di-
ni e r intemperie delle stagioni. La so- vergendo nelle opinioni con chi deve
brietà del vitto e del bere, ossia la tem- conversare, ne eviti con prudenza la
peranza è indispensabile. Deve abborrire discussione. 11 forastiere ne' suoi viaggi
il libertina2[2;io. il cui veicolo è l'ozio, fon* può incontrare degli emuli e degli a-
le di disonore e di rovina (scrisse G. IVI. mici^ qtiesli apprezzi e coltivi ,
quelli
Peri mezzi, La vita dell' uomo rendala procuri placare e riconciliarsi. La pru-
breve dall'oziOiWeaezìa 1 697). Giammai denza insegna di non essere né troppo
il forastiere deve criticare fatti e delti i i credulo, né troppo sceltico, 8u ciò che ve-
del paese in cui trovasi, ne giammai ma- de e sente. Ne'giuochi, ancorché onesti,
gnificare il proprio con confi'onti depri- stia in guardia con chi li fa, essendo una

menti il luogo in cui soggiorna, ne far esposizione di manifestare i propri difelli,

pompa delle cognizioni che possiede.Tan- equindiscreditarsi. Se venga il forasliero


to meno deve ostentare le sue ricchezze, malignamente tentato in fallo di religio-
essendo lo stesso che fibbricarM un pe- ne, e sia ancora sottoposto a vessazioni,
ricolo alla propria sicurezza, i tristi tro- deve riporre il punto d'onore e del dove-
vandosi da per tutto. Benché nobilissi- re, nella costanza e nella fermezza di so-
mo, non deve mai disprezzare alcuno, né stener la vera fede, ad onta di qualsivo-
invidiare gl'ujferiori che si distinguono glia persecuzione. Il mondo essendo com-
ne' comuni studi : la vera nobiltà consi- posto di vecchi e giovani, di uomini e
ste nel professare umilia e nell'appren- donne, di nobili e di plebei, di dotti e d'i»
dere la sapienza. I propri disegni non de- gnoranti, di savi e di libertini, bisogna
ve manifestare, se non a que'che devo- considerare questi celi come tante perso-
no saperli ; molto meno comunicar de* ne diverse, a cui bisogna adattare i detti
segreti a* famigliari ; deve osservare un e le operazioni : é questa la cautela prin-
morigeralo silenzio. La curiosità del fo- cipale,il più importante criterio, il cardi-
rastiere non deve esser affettata, o appli- ne di ogni politica pel viaggiatore. A ciò
cala a cose insignificanti, ne temeraria da facilmenle ottenere, i giovani si avvezziuo
offendere il governo. Non è però che lo- a parlare con riserva, a professare som-
devole r informarsi con discrezione del- missione, astenendosi comparire ciò che
ia pubblica economia, delle leggi, de'co- sanno; e intanto scandagliare il genio, la
stumiedella religione de'popoli, per sua moralità e l'inclinazione altrui per proprio
istruzione. Trovandosi in casa di parti- ri'golamento. Riconosca il forastiere ovun-
colari, musili d'esser sordo-muto, nelle que la gerarchia de' magistrali e de'gran-
differenze che poQUo insorgere e negli u(- di, a cui deve prestarsi uu ordinalo ri-
38 V I A VIA
spello. Sia generoso co' poveri, ossequio- ma il nuovo vescovo per
essere consagra*
bo e venera loie co' uii lustri sagri. Se per to. Del Sussidio o Sinodatico dovuto al
inciileuza si trovi in luoghi sospetti o dis- Vescovo, nel recarsi a'sinodi, ne riparlai
soluti, conservi intemerato la propria nel § VII del 3." de'ricordali articoli. Si

virtù e riputazione, procurando di eva- stampano a Lione dalla pia opera della
dere; dovendo essere la bussola fedele io propagazione della fede in dieci versio-
qualunque viaggio e luogo, la presenza di ni gli Aiiiialcs di questa. Con essi e le
Dio e la pietà. Finito il viaggio, ripa- lettere de' viaggi arditi
che intraprendo-
triato il f'urastiere, non ostenti costumi i no i moderni Missionari Apostolici
che ha veduto, riassuma le usanze patrie, (V.) e Vicari Apostolici (F.) sparsi ne*
senza troppo esaltare le straniere. Aven- due mondi, recasi grande utile alla mo-
do il parlalo autore insinuato, che nel- derna civiltà de' popoli europei, raccon-
l' intraprendere il viaggio devesl implo- tando essi colle loro lettere coscienziosa-
rare la benedizione e T aiuto di Dio, co- mente i costumi e la storia delle più ri-
me il cristiano deve pur fare al comin- mote popolazioni ; non senza nozioni di
ciaraento d'ogni sua azione, qui ricorde- scienze naturali e geografiche, I missio-
rò the nel Poiiiificaie Romanuni vi sono nari apostolici sono veridici, e non come
le seguenti preci, co* rispettivi cerenio- que' viaggiatori romanzieri alla moda,
Diali. « De itineratione Praelatorum. Or- che riprovai riparlando de' missionari
do ad recipienduoì processionaliter Prae- nel 2.*'de'citali articoli, e nel voi. XGl V,
latum vel Legatum. Ordo visitandas pa- p. 1 79 e seg., confutando i maligni e bu-
rochias. Ordo ad recipiendum processio- giardi detrattori d'Italia e di Roma, nel
naliter Imperatorem. Ordo ad recipien- descriverle ne* loro viaggi. Disse un mo-
dum processionaliterPiegem.Ordoad reci- derno, i missionari apostolici essere uà
piendum processionaliter Principeoima- testimonio delle tradizioni de' selvaij"! ;

gnae poteutiae.Ordo ad recipiendum pro- e celebrando l'eroismo di questi uomini


cessionaliter Imperatricem, vel Reginaiii. apostolici e la loro fedeltà all'augusta
Ordo ad recipiendum Principissam ma- missione di cui pel dono delle Lingue
gnae potentiae".Di piti nel fine del Bre- (V.) dallo Spirito (ìeWdi sapienza ispira-
viario vi sono descritte le orazioni, le qua- te, furono come investiti e consagrati. —
li deve recitare ogni chierico o religioso 1 rapporti di città a citlà, di slati a stati,

prima del viaggio, e viaggiando ancora, di nazioni a nazioni, resero in ogni tempo
dovendosi sempre aver la mente al Signo- necessariol'mvio di persone, alle quali si

re, come leggo nel Compendio delle ce- adidavano negozi riguardanti le cose pub-
remonie ecclesiasliclie de'pp. Gavaiilo e bliche, e diedero origine alla Diplomazia^
Meratì. Parlando delle J'^esti de* Cardi- esercitata dagli Oratori^ Legati, Apo-
liali^ delleFesti de Vescovi^ e delle Vtsd crisari, Nunzi, Ambasciatori, e Mini-
degli altri Prelati, descrisssi il loro abito stri, temporanei o di Residenza stabile

viatorio pe*viaggi ; così dicendo delle Ve- cominciata nel XV secolo o meglio de-
sti degli ecclesiastici^ pe'chierici in viag- terminata; ampio argomento trattato in
gio. I Vescovi nel far viaggio nel recarsi tali e altri articoli, ne' quali pure ragio-
in Roma, al concilio, per la Visita pa- nai di quanto riguarda i loro viaggi, di-
storale ricevevano dal clero un sussidio more ne' luoghi, prerogative e Fm/zc/ii-
o altre dimostrazioni. Si scrivevano lette- gie che godono i rappresentanti de'prin-
re al Papa perconferma e cousagrazio-
la ci pi e nazioni, siccome riguardati perso-
ue de' vescovi; e con altre il Papa intima- ne sagre e inviolabili, ed originati in re-
va al clero de' vescovati immediatamen- motissimi tempi. E siccome io peculiar
te soggetti alla s. Sede di condurre a Ro- mudo si disliuaero i celebri ambasciatori
VI \ VIA.' 39
della nobilissima e s.ipieiilissima repub- multa, cioè perchè, quando venne la

lica di J^enczicty in quell'articolo ne ten- prima volta stabilito, i primi amba-


ni proposito, massime nel voi. XGIl, p. sciatori ad esservi ricevuti furono gre-
6S2 giovandomi della bel-
e seg., eziandio ci. In fatti la memoria più antica di que-
r opera del eh. barone Ueumont, Della sta fabbrica risale all'anno 448 di Roma
Diplof/iazla Italiana dal secolo Xfff in cui già esisteva, cioè vicino nll'edicoU
al Xf'/j e perciò importante non meno di bronzo della Concordia. Imperocché
a quanto si appartiene agli atiìbascialori osserva Nibby, che nel 422 di Roma por-
veneti, che agli altri diplomatici, discor- tatisi in essa gli ambasciatori di Alessan-
rendo de' viaggi e trattamenti omoni- dro re di Epiro a concludere la pace, di-
mi a p. 688. Né ommisi ricordare luo- i ce Livio, essere il tempietto della Concor-
ghi ove ragiono degli ambasciatori pres- dia edificato da Cneo Flavio edile curule
so la Sede, onorificenze e dimostrazio-
s. nell'area di Vulcano; e ciò mostra che
ni loro fatte nelT arrivo, nel soggiorno e stesse nel punto in che quell'area era a
nella partenza, e se morti ne* Funerali, contallo colla grecoslasi, onde potè va dir-
l'ultimo esecnpio avendolo registrato nel si egualmente nell' una e nell' altra. Sa-
voi. XLV, p. 194. Quanto a Roma an- pendosi pertanto, che fino all' anno 4' 7
tica, già negli ultimi tempi, e più in quel- di Roma le concioni tenevausi ordinaria-
li di Roma imperiale, le atnbascerie era- mente nell'area di Vulcano, e che in quel-
no giunte ad lìna forma determinata e l'auno fu eretta la tribuna de' rostri, è
ad una decisiva efficacia e la slessa este- ; molto probabile che in quella circostanza
riore apparenza ne esprimeva la cresciu- fosse determinato bene il Comizio, e che
ta importanza. Sopra il Foro Romano^ una parte di questo venisse destinata a
nel luogo destinalo sino da'primi tempi stanza di trattenimento degli ambascia-
a trattare colle Tribù romane de^ pub- tori stranieri prima di venire Introdotti
blici aftari nel comizio, presso la tribu- in senato; e per quando ne attendevano
na per le concioni propinqua a'roslri (di le delijjerazioni clieprendevansi da'sena-
che ne* voi. LXXIII, p. 290, LXXX, p. loriadunati nell' adiacente Curia, o nel
98, io5), sorgeva altra tribuna per gli tempio della Concordia. E siccome i prì«
acubasciatori, detta graecoslasis^ acco- mi furono greci mandati dal re di Epi-
i

munandosi nome d'una nazione a tutte


il ro, perciò cominciossi quel posto a desi-
le altre; come più tardi a Costantinopoli gnare col nome di stazione de' greci. D.i
fu dello xenodochiwn romano rum un principio non fu che un luogo aperto, so-
simile ediflzio, che serviva altresì di abi- strutto ed isolalo, e tale si mantenne fino

tazione a' legati, istituto imitato poi da' al secolo Vili di Roma. Riedificatasi la
sospettosi turchi col loro Eldsci-K.han, il Curia sotto Augusto, che dal nome di O-
quale fu succeduto dal sobborgo di Pe- stilia prese il suo, è molto probabile che
ra, per gelosia e precauzione onde isola- al luogo nel ricevimento degli ambascia-
re da'lerrazzani i legali e loro missioni di- tori si desse la formi di una sala de-
plomatiche,assegnando loro in esso un'a- gna della magnificenza della città, con sof-
bitazione particolare. La grecoslasi col fitto sostenuto da colonne, con ara in cui
suo nome graec US ^^reco, e statis^ stazio- si sagriGcava alla Luna. Perita nell'iti-
ne, determina insieme 1' origine e l'uso cendio di IVerone, pare rifabbricata da
della fabbrica. Era pertanto un luogo Domiziano, e forse sopra un piano più
isolato a destra della Curia, destinato a magnifico delTaugustale; ma arse di nuo-
ricevere gli ambasciatori stranieri prima vo ne'primi anni d'Antonino Pio nel gra-
di essere introdotti in Senato, ossia nella vissimo incendio di Roma che distrusse
Curia, ed il nome lo trasse a parte ut j'fo fra isole e case, per cui quell'inìpo-'
4o VIA V I A
ratore riedificò la grecostasi verso l'anno XCII, p. 2^2 e 44'- Jl Cancellieri, Dis-
145 di nostra era; e si vuole suo avanzo seriazioni epistolari e sopra Cristoforo
quelle 3 colonne di marmo che sostengo- Colombo discopritore dell' America^ di
no il loro inlavolamenlo, d' ordine co- cui anche nel voi. LXXXVIIl, p. 46, ri-

Foro Romano, presso


rintio, esistenti nel levò che le scoperte si diedero sempre la

la chiesa di Maria Liberatrice dell' O-


s. mano; perchè mentre in riva al Danu-
Hate di s, Francesca Romana. Volgar- bio si trova la poi vere da fuoco artificia-
mente un tempo si crederono appartenu- le (veramente fu d'assai anteriore), in ri-

te al Tempio di Castore e Polluce ^ ma va al Reno s'inventa la slampa, che gio-


in quest' articolo ne dichiarai l'errore, e va pure a'viaggi e alle scoperte; nel tem-
piuttosto già del Comizio, secondo altre po in cui gli spagnuoli, guidati dal gran
opinioni. Racconta Biondo da Forlì, nella Colombo, annunciarono al mondo vec-
Roma Trionfante, che i legati stranieri chio la scoperta d'un mondo nuovo, V A-
venivano a Roma da qualunque parte del merica^ \ portoghesi già aveano scoper-
mondo, recandosi prima di lutto nel Tem- to il Capo di Buona Speranza, e la tan-
pio di Saturno, dove in pubbliche tavole to cercata navigazione Ae\V Indie Orien-
si notavano i loro nomi dal prefetto del- tali j nello stesso tempo in cui gl'inglesi
J' erario; perchè, come rilevai in tale ar- e i francesi scuoprirono un nuovo Arci-
ticolo, i questori aveano poi la cura di pelago nel mar Pacifico meridionale, 1

mandargli quello che loro fosse bisogne- russi trovarono confinante col loro vasto
vole, oltre il mantenimento a spese del impero un nuovo Arcipelago settentrio-
pubblico erario, se ammalavano; mo- nale. Nelle Lettere intorno invenzioni e
rendo in Roma, erano sepolti onorevol- scoperte italiane del eh. R.arabelli, Let-
mente pure a spese pubbliche. Pare che tera 29.': P'iaggi, Scoprimenti di ter re j
anticamente si somministrasse a questi comincia dal celebrare gl'ingegni italiani
legali stranieri l' intero mantenimento, trionfatori arditi dell'Oceano, approdare
che però in processo di tempo per la lo- a sconosciute regioni, e rendendo stra-
ro gran moltitudine, prima si limitò du- nieri popoli dominatori di ricchissimi re-
rante la sommini-
malattia, indi non si gni, lasciare a quelli ogni utilità, rimaner-
strò piti affatto, restando nondimeno il si paghi della gloria di averli additati.
costumediandarea farsi scrivere dal pre- Lodevole, benché d'infelice riuscita, fu pe'
fetto. Diverse nazioni costumarono l'ospi- genovesi il tentar di rinvenire la via ma-
talità cogli ambasciatori, anche nell'abi- rittima all' Indie Orientali, che due se-
tazione, in seguito convertita in donativi coli appresso fu trovata da' portoghesi.
di commestibili al loro arrivo, il che fino Questo vanto si procacciarono nel 1291
figli ultimi tempi fu praticato pure dal Tedisio Doria e Ugolino Vivaldi, eoa
Papa, dopo la i." Udienza, d'ordine del due triremi private. Da loro, o seguen-
Maggiordomo mezzo del Maestro dia done r esempio, intorno a quell'epoca i
Casa del Palazzo apostolico, ovvero in genovesi scoprirono l' isole Canarie o
altri ragguardevoli regali alla loro par- Fortunate, mentre gl'inglesi a torto pre-
tenza, comeegualmente praticarono Pa- i tendono che gli europei non le conobbero
pi, dopo l'ultima Udienza. Io molti — che nel XV secolo. La sorte spinse il ve-
articoli parlai e de* viaggi scientifici, an- neziano DJicolò Zeno il P^ecchio allo sco-
cora in voga, anche commessi© favoriti primento d' alquante delle terre setten-
da'governi,ede'viaggi per lo scoprimento trionali, dovendosi a lui particolarmente
di nuove terre, scoperte che descrissi a* V esser giunto pel i.° a' lidi di parte del
loro luoghi, in che già si distinsero i ve- continente di Groelandia, e della terra di
neziani, pel riferito ne' voi. XGI, p. 370, Labrador. Non solo gl'italiani precorsero
V I A VIA 4i
in certa guisa, o aiutarono Iesco[)erle de* nere nella navigazione, riuscì a poter da-
portoghesi, ma le estesero ancora, e li fe- re il suo nome al nuovo mondo, cioè co-
cero posseditori di nuovi regni. Imperoc- minciando ne'disegni di tali carte a indi-
ché Luigi di C«ì da IMosto veneziano nel carne i d'Americo, chia-
paesi col proprio
1 454 scopri l'isola diCapo Verde,e giun- mandoli francamente America; e questo
se lino air imboccatura del fiume di s. nome cominciato quindi ad usarsi da'noc-
Domingo, alche ebbe pur molta parte chieri,divenne poi universale (mentre io
Anloniolto Usomare genovese; isole che sono convinto che il Vespucci usurpò al
poi nel 1462 meglio percorse e descrisse Colombo la gloria di dar il proprio nome
Antonio Noli altro genovese. Tante glo- alla sua scoperta, non devo tacere, che i

furono immensamente
rie degl' italiani biografi del Vespucci lo dicono trovarsi
superate con immortale e splendida co- in Si viglia nel i^^i quando Colombo in-
rona dallo scopritore del nuovo mondo traprese il piti memorando de'viaggi; in-
(ossia della metà della terra, come vo- di i di lui prosperi successi avendone de-
gliono alcuni) Cristoforo Colombo, che stato r emulazione, Vespucci nel i497
a* 12 ottobre 1492 approdò ad una del- con 5 comandati da Ojeda salpò
vascelli

l'isole Lucaie, cui die'il nome di s. Salva- pel mondo nuovo, visitò il golfo di Pa-
tore (1' autore dice che Paolo Toscanelli ria e l'isola di s. Margherita; fatte altre

medico e geometra fiorentino fin dal scoperte a vantaggio della Spagna, nel
1474 3vea Colombo lumi e con-
dati al i5oi entrò al servizio del Portogallo, e
sigli assai pregevoli per la sua intrapre- morto Colombo nel 5o6, nel seguente i

sa). Tentarono gli stranieri involare a Co- riprese quello di Spagna qnal i.° pilota

lombo e all'Italia sì gran vanto, preten- d'una nuova spedizione, e fu allora \\i°
dendo dimostrare M. Otto, che Martino momento America mediante il
in cui 1'

Eehaiui di Norimberga fu il vero scopri- suonome fu conosciuta dal


rimanente
tore dell' America (e M. Lielestrale pre- della terra e contrassegnata da un'ingiu-
tese che 100
fin dal igli svedesi Bioernlie- stizia. Americo Ve-spucci visse abba>tan.

ricllTon e Leif Erichson facessero il viag- za per godere di tale gloria usurpata, e
gio d' America, che nominarono Win- per rivedereil vasto continente che por-
laod, e vuoisi quella parte poi detta Ter- lava suo nome, morendo nel i5j6 nuo-
il

ra Nuova, stabilendosi nella sua parte vamente al servizio portoghese. Può ve-
meridionale). Ben chiarì la stoltezza di dersi il Cancellieri citato, e le Osserva-
tale asserto e l'infelicità delle prove Gio. zioni intorno ad una lettera sulla sco-
Iiinaldo Carli di Capo d' Istria, talché perta del Nuovo Mondo, colla risposta
converrebbe fosse al tutto cieco dell' in- delcav. Gianfrancesco Qaleani Napio-
telletto chi osasse riprodurre tale opinio- ne, intitolata: Del primo scopritore del
ne. Tultavolta lo svedese Folsom prò- Continente del Nuovo Mondo, e de'piìù
vòmodernamente di contrastar al Colom- antichi storici che ne scrissero, Firenze
bo la scoperta del nuovo emisfero, ma fu 1808). Abbastanza dunque ormai è già
ben rimbeccato dalgenovese Felice Isnar- dimostrato, che il Colombo visitò il nuo-

di. Assai pili degli stranieri contese al Co- vo continente evi fondò stabilimenti per
lombo la gloria dell' illustre suo scopri- la Spagna, e la terra di Paria, non mai
mento, quel forse troppo lodalo e troppo isola, al quale il fiorentino Vespucci uou

biasimato Americo Vespucci fiorentino, navigò che alcun tempo dopo. Che se co-
da cui il nuovo continente ingiustissima- stui si può notare d'alcuna impostura

mei»te ebbe il nome di America. 11 Ve- nelle sue relazioni, credesi da altri veri-
spucci nel 1 5o7 risiedendo in Sii>iglùt[f^.) tiero nella scoperta del Iha^ile da Ini
per seguale le strade che duvcausi (e- fultu nel i5oi per Eiuuuuele re di Poi-
4i V I A V I A
togallo, sebbene sostengano portoghesi i «'opeo a viaggiar nell'Abissinia, sino alle

che si debba a Pietro Alvarez de Cabrai, fonti del Nilo , vanto che or si arroga

1' avea trovato nel l'inglese Bruce. Dizionario delle origì'


il quale, secondo essi, Il

l5oo. Certo l'invidia e la malignila strap- ni celebrò numerosi viaggiatori vene-


i

pòal Colomboil culmine della gloria, do- ziani, fra' Marco Polo qualifica-
quali
po aver audacemente tentalo di depri- to da Malte-Brun, 1' Humboldt del se-
mere il merito tragrande di sue scoper- colo A///(l'Umboklttesté defunto, fu
te, svergognati dallo stesso Colombo, con il Nestore de'viaggiatori scientifici), e sco-

quanto narrai nel voi. LV, p. i33, non an-


pritori di terre e mari, e fra questi

senza qualche allusione analoga. Pari al che Colombo e altri, attribuendo a' Ze-
Colombo e al Vespucci di scienza e di ar- no l'aver nel 38 i pe'primi annunziato il
1

dire nel navigare, fu il veneziano Giovan- Nuovo Continente, onde alcuni scrittori
ni Caboto, che nel 1496 innanzi ad ogni attribuirono ad essi il merito di quella sco-
altro diedesi a tentare il passaggio pei perta. E che se grande giovamento reca-
mare del Nord all'Indie Orientali. Vi so- rono alle scienze, alle arti, al commercio
no alcuni che gli negano siflatto merito, le ardite peregrinazioni di questi viaggia-
asserendo che morisse prima d' intra- tori italiani; non di minore utilità riusci-

prendere quel viaggio ( la sua morte pa- rono, massime i veneziani, colle carte idro-
re avvenuta dopo il 1497), a cui si de- grafiche delineate, il mappamondo di Ma-
dicò il suo figlio Sebastiano, che riuscì a rio Sanudo, le tavole idrografiche d'An-
scoprire pergl'inglesi alcuni tratti dell'A- tonio Bianco, il planisfero di fr. Mauro
merica settentrionale, come forse Terra camaldolese, le memorie di Marco Polo,
Wuova, certo la Florida. Marco Foscari- tulli veneziani. Indi riporta il seguente
ni alferma che Sebastiano Caboto peli.** elenco, dal secolo XVI a'nostri giorni, lii

osservò la declinazione dell'ago magne- nomi illustri che con laboriosi viaggi sem-
tico, 4o anni prima di Dieppe, dice Tira- pre piò arricchirono i dominii deliescien-
boschi. Forse più a ragione il Colombo ze, delle arti, del traffico. I viaggi unica-
potrebbe contrastargliene la priorità, per mente intorno al mondo e fatli in detto
avere sin dal 1492 notato quel fenome- periodo sono 27. Di Ferdinando Magel-
no. Per la Spagna Sebastiano nel i526 lano 1519-22. Drake 1577 80. Tomma-
scoprì meglio il fiume Paraguay, che chia- so Caveudish o Candish 1 586-88. Oli-
mò Rio de la Piata e fondò stabilimen-
vi viero Van Noort 098 al 60 Gior- dal 1 1 [ .

ti. Anche la Francia deve a un italiano gio Spilbergi6i4-i7- Giacomo Le-Mui-


il dominio di parte dell' America setten- re e Schouten 161 5-17. Giacomo l'Her*
trionale, perchè Giovanni Verazzani fio- mite e Giovanni Huppoo 1623-26. Co-
rentino neh 528 giunse fino all' isola di wley i683-86. Wood Roger 1708-11.
Terra Nuova e ne prese possesso in no- Roggewin 1721-23. Anson ammiraglio
me di Francesco I, in seguito ceduta a- 174 1-44- Byroni764 ^'ò. Wallise Car-
gl'inglesi nel trattato d'Utrecht. Finisce teret capitani ili." 1766 68, il 2." 1769,
il Rambelli con ripetere l'osservazionede- Bougaiovillef766 69. Cook capitano i."
gl'inglesi autori deWa Raccolta de* viaggi: viaggio con Bansk e Solanderi 768 71,
Essere assai glorioso per l'Italia, che le 3 Cook 2.° viaggio col capitano Furoeaux
potenze fra le qualiun tempo divideva- 1772-75. Cook 3.** viaggio con Clarke
si tutta l'America, doverono agl'italiani 1776-80. Lapeyrouse 1785-88 non ter-
le loro conquiste, il che col Cancellieri ri- minato. Malaspina e Bastiamente 1789-
levai nel citato voi. XCII, p. 44"^- Notò 93. Stefano Marchand 1790-92. G. Van-
inoltre l'encomiato Rambelli, che Pietro couver 1 790 94.Turnbull 8oo-o4'K.ru- 1

da Covigliano nel secolo XV, fu il r



eu- senstern 180 3 06. K-otzebue i." viaggio
vìa VIA 43
i8i4-iG- Fi eycinet capitano i8i7-'20. consagrazioni di chiese , di altari, di ve-

Dupeuey capitano 1822 2 5. Kotzebue scovi, e di altre solenni funzioni. Quanto


2.** viaggio 1823. Tra gli allri viaggi os- alla consagrazione di chiese ed altari, ne
seivabili per l'importanza delle scoperte offre un bel catalogo a p.i65 eseg. il caa,

si distinguono: Di Salazar i525. Saave- Gio. Francesco Cecconi: // sacro rito di


dra 1 526. Giovanni Gaetanoi542. Men- consacrare le Cliiese^iìì cui profitterò. Le
doza e Mendanai 567. Sarmientoi 579. canonizzazioni e le promozioni le notai

Mendana i595. Ferdinando di Quiros dove furono celebrate. Dell'operato nelle


i6o5. Cttrpcnler 1628. Abele Tasinan villeggiature, nel più precipuo, andrò di-
I G42. Ddinpier 687. Gemelli 693. Pa-
1 1 cendolo. Ne' viaggi e nelle villeggiature
gès 1767. Dixon 1785. La Biliardière poijlifìcie,ordinarie sono le pubblicheege-
1 jQ^x. Abbiamo V istoria naturaledc viag- nerali esultanze spontanee, e le solenni ed
gi falli jjer mare e per terra nell'antico entusiastiche dimostrazioni d'ogni manie-
t nuovo Mondo per illustrare la geo-
^
ra, come di venerazione e di filiale affet-
gra/lay dell* ab. dìBcllegarde.Sì potreb- to, in cuigareggiano popoli e nazioni cat-
be formare una copiosa bibliografia , se toliche, anzi sovente eziandio que* d'al-
io potessi qui ricordare tutte le opere tre religioni, pel prestigio possente che
parlale sui viaggi marittimi e terrestri per emana e risplende la santissima persona
ogni regione e parte del mondo, siad'^a- del Capo della Chiesa cattolica. Queste
ropa, che di Asia nostra culla, Africa^ dimostrazioni di profondo rispettoegraa-
America e sue Repubbliche^ e dell' O- demente festive e sontuose, ovunque si

ccaiiia. alternano colle pontificie corrispondenti


I Viaggi e\Q Villeggiature de* Sommi beneficenze e segni d'amore paterno. E)'

Pontefici sono sempre eminentemente e* propriamente l'incedere in Trionfo, del


seniplari, utili e benefici, sia se i viaggi Padrecomuoede'fedeli tra'fìglijè un coa«
sono forzati per violenza de' persecutori tinuo avvicendarsi di alfettuose manife-
della s. Sede Apostolica o per fuggire stazioni, d'indicibili consolazioni e com-
empie trame, sia se intrapresi per gli af- mozioni reciproche da per tutto si ri-
:

fari generali o speciali di s. Chiesa, sia se guarda come un memorabile e lieto av*
per ({uelli particolari del principato tem- venimento, una pubblica e straordinaria
porale della medesima s. Chiesa nelle gioia, per tanto augusta e maestosa pre-
Provincie di esso, tra* loro sudditi imme- senza, che da tutte parti si accorre in fol-
diati, i quali con singoiar vanto ponno di- la per tributarle onore, plauso e venera-
re: Siamo governati da Colui, innanzi al zione; e si tramanda a*posteri la memo*
quale genuflettono i re e si prostrano le riacon imperituri monumenti, anco per
moltitudini. Anche ne' più disastrosi e non rinnovarsi che di rado. Questo spet-
logrimevoli tempi della Chiesa Roma- tacolo maestoso, tenero e sorprendente,
ne e di aperta persecuzione sistematica, dallapenna non si può in poche parole
i viaggi de'Papi riuscirono ognora trion- convenientemente descrivere, a cagione
fali e gloriosi, tanto per essi, quanto per dell'imponente complesso di sacerdotale
quella, per T incessanti testimonianze di e di regio di cui si forina: bisogna veder-
divozione , mista a dolore ed a fremiti lo, contemplarlo, ammirarlo per farsene
d'indegnazione contro i crudeli persecu- un'idea e giudicarne. Non regge al con-
tori,con incremento mirabile del senti- fronto de'festeggiamenti i più splendidi,
lueuto religioso. Tanti fasti registrò con e degli applausi i più sinceri di altri sud*
eterni caratteri la storia per tante cele- diti verso i loro principi sovrani, ancor-
brazioni diconcilii, di CanonizzazionifLÌì ché potentissimi, non solo perchè tutti i

P/omozio/ii di Cardinali e f^ escovi^ di sudditi pontificii non hanno come gli al-
44 VIA V I A
Iti la Cora piacenza di vedere i propri so* cipum et Regiim, Rectoreni Orbis. I car-
vrani,i({uali sogliono eponiioditVec|Lieu- dinali Legatici prelati Delegati delle Pro-
te viaggiare, mentre ciò a'Fapi non èdalo vincie, ed Go^'ernatoriinconlvano il Pa-
i

fare che di rado,come impediti dalle vaste paalconfine del territorio,per fargli rive-
e incessanti cure della Chiesa universale, rente ossequio. A^nchei vescovi viciniori ac-
dalla inediocrilfide'mezzi, e talvolta pure corrono a fargli omaggio, così le deputa-
dall'età e altre cause; ma altresì perchè zioni del clero e de' municipi circostanti
gli aflfelli e gli ossequi essendo d'una na- nel luogoove fa soggiorno, il clero e muni-
tura tutt* alfatlo diversa, a motivo che cipio del quale faaltrettauto avanti il suo
nelle solenni accoglienze e dimostrazioni arrivo. Questo avvenuto , trovansi alla
a'Papi domina l'elemento religioso, re- porta della città o presso un arco trion-
gnando i Successori di's. Pietro in tutto fale, il Gonfaloniere, o il Priore, o ììSiu'
il mondo sopra assai più che duecento daco del luogo colle magistrature muni-
milioni di figli e di coscienze, d'ogni gra* cipali in abito, per la presentazione delle
<\o , sesso e condizione. Imperocché gli Chiaifi so])va un bacile, accompagnala da
stessi sovrani, in faccia a tutti e al cospet- parole d'ossequio e di fedele sudditanza,
lode'loro popoli, alla presenza del Vica- alle quali il Papa risponde graziosamen-
rio di Gesù Cristo^ si prostrano, umilia- te.Se egli discende dalla carrozza è rice-
no e fanno riverente omaggio di loro di- vuto sotto baldacchino, le cui aste sorres-
vozione anco col Bacìo de piedi suWa
, gonola detta magistratura e il governato-
Croce delle i^c^ry^je pontificie; riconoscen- re, e giunti alla chiesa sottentrano a so-
do in lui la persona più augusta e reve* stenerle i canonici e il clero. Le chiavi le
renda della terra, che ha sede sul maggio- olirono anche i comandanti delle fortez-
re de'troni nel Praticano, nella Cattedra, ze. Tutti pubblici magistrati, tutte
i le au-
di s. Pietro, esistente nel tempio del i.° torità governative e militari rassegnano
mondo, e in quella ancora ch'è capo e ma- in più modi la loro osservanza, emulan-
dre di tutte le Chiese nel Laterano, del- dosi nel solennemente onorare Colui che
la quale patriarcale basilica è concatle- incede nel nome del Signore, preceduto
drale la Vaticana , come dichiarò Inno- dal suo crocifero che inalbera il vessillo
cenzo III, e riferì il suo beneficiato Dio- della Croce pontifìcia,spargendo su e
nisi e altri scrittori. Quante e singolari tutti le divine Benedizioni. I Papi viag-

dimostrazioni di pubblica venerazione si giando ne'Ioro dominii temporali, sia pu-


resero sempre òa Soi^rani verso i Papi, re ne'dinlorni della Villeggiatura ponti'
massime ne'Ioro viaggi, in quell'articolo fida, può dirsi che a somiglianza di Ge-
ricordai gli appositi che compilai su tali sù Cristo, di cui tengono le veci in terra,
diversi ossequi quali nel decorso di
, i passano beneficando, lasciando traccie de'
(juesto naturalmente dovrò alcuno ram- loro favori. Inoltre viaggiando ne' loro
mentare, ma fugacemente. Tutti i più e- stati,o dimorando nella villeggiatura i ,

minenti prelati della Chiesa, tutta la ge- Papi si dedicano neldisbrigodimolti affari
rarchia ecclesiastica, cominciando dal Se- della Chiesa, dello stato medesimo e de're-
nato apostolico e dall'Episcopato, sino e lativiprovvedimenti, segnatamente de*
inclusive all' ultimo chierico secolare e luoghi che percorrono o in cui soggiorna-
regolare, fanno a gara nel praticare ogni no,ed anche religiosi e benefici; informan-
riverenza e sommissione al f^escovo del- dosi premurosamente de' vari bisogni lo-
la Chiesa universale i al supremo Gerar- cali, prendendo pur cura de'poveri, de-
ca, al Pastore de' Pastori, a quello cioè gl'infermi, de'prigionieri. Visitano le chie-
che nell'imporsi Triregno pontificale
il se per adorare il ss. Sagramento solenne-
è proclamalo all'universo, Patreni Prin- mente esposto, e venerare i ss- Protetto-
VIA VIA 45
ri Oe'Iucghijrìceveiìclola benedÌ2Ìonecol* loro munificenza e dilìusiva generosità,
la ss. Eiicaiislia, o da uno de'vescovi (Ital- dispensando doni sagri e civili, decora-
ia colle, o dall'oidinaiio del luogo, o da zioni equestri, grazie e favori d'ogni spe-
altri. Se il \escovo riceve il Papa sulla cie; innumerabili essendo i privilegi elar-
porla della chiesa, è vestilo di muntellel- giti da'Papi ne'viaggi a chiese, che talo-
ta, gli presenta 1' aspersorio, the spetta ra consagrarono, a città e luoghi, a' ca-
ad uu cardinale se vi è presente, td ìd pitoli e ad altri celi, a stabilimenti e fa-
mancanza del vescovo, ciò fa il sagrista. miglie. Il celebre cardinal Pacca nelle
Well'ingresso de' sagri templi, il Papa è sue Jìjfevìorie storiche ^ nel t. 3, cap. c),

salutato da' cantori col canto dell'anti- fa cenno de'risultati sulla deportazione
fona : Ecce Sacerdos lìJngnus, ovvero di tanti cardinali e prelati deportati in
coir altra : Tu es Petrus. I Papi visi- Francia d'ordine di Napoleone I, edà uti-
tano pure i monasleii per ccn.^olaie e li documenti sui viaggi de'Romani Pon-
confortare le virtuose vergini ccnsagra- ti fici, che alla sua volta riferirò. Sui me-
te a Dioj i licei e le accadftuie per in- desimi viaggi quanto osserva
poi ecco
coraggiare le scienze, le lettere, le arti, nella Beìaziona del viaggio di Papa Pio
e insieme animare i professori e cultori VII. » I viaggi de'Papi fuori de'Ioro do-
delle medesime; gli opifjcii per onorare mini! dopo che divennero principi sovra-
le manifatture, ed eccitarle a piogrcdire; ni di uno stato temporale, e quelli di più
gl'istituti di beneficenza e di pubblica u- antica data anche fuori d' Italia, furono
tilità, per encomiarne le pratiche; gli o- sempre avvenimenti notabili nella storia
spedali a conforto de'Ianguenti inférnoi; s^icivile che ecclesiastica, ed ebbero per

gli episcopii e le residenze governative e cagioni ordinariamente tristi e dolorose


municipali, per dimostrazione di distin- \icende. Talvolta vennero violentemente
zione verso le primarie autorità ecclesia- strappati dalla loro sede o dagl'impera-
stica, civile e municipale, i palazzi delle tori idolatri di Roma, o da quelli di Co-
quali sogliono abitare, talvolta scegliendo stantinopoli protettori spesso degli scismi
a modesta residenza una casa religiosa, e dell'eresie, sacrilegi che vedemmoa'no-
ovvero quella d'alcun pio signore parti- stri giorni noi pure rinnovati. Non rare
colare che implorò tanta onorificenza,
, volte poi abbandonarono Roma o per sal-
in essa ricevendo ogni rango di persone varla da minacciate mine e da pericoli
a benigna Ldìcnza. Dal balcone o log- imminenti, o trasferendosi in lontani pae-
gia di tali residenze sogliono compaitìre si per trovar soccorso o prolezione a Ro-
solennemente l'apostolica benedizione al- ma slessa è all'Italia da pii e religiosi mo-
la moltitudine , il cui effetto religioso è narchi contro le violenze de'principi lor
immenso. In più luoghi celebrano solen- nemici e oppressori. Ebbero i loro viag-
nemente sagre funzioni, pontificali in- , gi un esito quasi senipre felice e mollo
clusiva mente alla consagrazione de'/^'c- giovevole a'popoli d'Italia, e nelle poli-
scovi^ lenendo pure il Concisforo eó il , tiche vicende, e negli affari della Chiesa".
maestro di ceremonie die ha seguito il Qui narra il risultato di qtìelli di s. Leo-
Papa nel viaggio con rogito ne fa la (e- ne I, di Stefano 11 detto 111, di s. Leone
de. 1 famigliari d'onore de' Papi, dimo- IX, del b. Gregorio X e d'Eugenio IV,
ranti o trovandosi ne'Iuoghi ove giunge che a suo luogo accennerò.» Anche quan-
e soggiorna il Popn, gli prestano servi- do i Pontefici viaggiatori non ottennero
zio. E benché siano extra i/z/'f///, tutta- il principaleoggettodelloro viaggio. Qua-
via indossano le vesti proprie del loro li accoglienze e quali dimostrazioni di
grado. Ovunque
Popi ne'viaggi, come i venerazione e di ricetto alcuni Ponte-
nelle vilieggiaturCj oncurn dimostrano la fici trasportati non ebbero nella Giecia
46 V I \ V I \
e in Costantinopoli in mezzo a quel po- zìandio esser giusto motivo di nobile or-
polo ed a quel clero sempre geloso delle goglio, 'j E così laddove rispetto a' loro
glorie dì Roma suprema podeslà
e della sovrani i popoli non possono mostrare
pontifici.'!? A'nostii giorni due pontefi- i altrimenti che con la grandezza degli ap-
ci Pio VI e Pio VII passarono le Alpi parati, con le grida di plauso e di giubi-
per trasferirsi il i ."a Vienna, l'altro a Pa- lo, con la sontuosità delle pubbliche fé»

rigi. Nel loro ritorno in Roma si disse ste quanto abbiano caro di vedere dap-
che non aveano conseguito quanto nel- presso chi li governa dall'alto d' un tro-
i'intraprendere que'viaggi si eran propo- no; qui oltre a tutto questo era un pro-
sti, che pochi anni dopo sono
lo però , strarsi riverente di lutti a terra in alto
slato in Germania ed
in Francia, ho co- di chi adora e prega di essere benedetto.
nosciuto il grnn bene_, che la sola loro Cosi ciò che fatto da un solo, verso ogni
presenza produsse. Si tolsero dalle menti più gran principe, sarebbe mostra inlob
de' popoli infiniti pregiudizi (in Augusta lerabile di profana adulazione, qui era
i tedeschi guardarono attentamente Pio giusto e comune ossequio di tutti verso
VI nello scender dalla carrozza: interro- Colui che tiene il luogo di Dio in terra;
gati perchè tanta curiosità, uno rispose : e gli a Pio IX da' suoi
omaggi renduti
M Ci aveano detto, che Papi hanno pie- i i popoli di tanto vantaggiano , pel so- si

di di caprone, ma questi gli ha come noi prannaturale principio di fede che li spi-
altri tutti ". Da questo può congetturar- ra e li accompagna sopra quelli di cui ,

si quanl'altre ridicole imposture sparse- sipuò largheggiare verso ogni altro prin-
ro tra'popoli i ministri protestanti atiche cipe, quanto la dignità spirituale di Pon-
nel secolo XVI II, chiamato filosofico, de* tefice sovrasta al potere temporale di re»

lumi e della tolleranza, contro i Papi) in- Ilavvi bene altri sovrani che a'diritti del
sinuati scaltraraenteda'nemici della s. Se- principato terreno congiungono T eserci-
de contro i Papi, e si risvegliò in essi l'an- zio d'atti propri tlViua supremazia spiri-

tica fervida fede de' loro padri ed ante- tuale sopra il culto udìcialmente profes-
nati. Pare dunque che la divina provvi- sato neMoro slati; ma in essi il primato
denza abbia segnata sulla fronte de'Ro- religioso è tenuto in quel conto che un
mani Pontefici un impronta misteriosa^ accessorio, una derivazione,unsussidio po-
che impone e comanda in certa guisa la litico del potere civile (come ora nella re-

venerazione e il rispetto. Di ciò sono sta- gina d'Inghilterra, e nello czar di Russia,
to io testimonio oculare in due viaggi di ambo capi di loro religione); e perciò il po-
Pio VII, e specialmente in quello per Ge- polo a traverso Io splendore della maestà
nova nell'annoiSiS". La Civiltà Catto^ regia non suole vedere, né suole riverire
/icrt,serie3.%t. 7,p. 4^, molto ragionan- nel principe il sommo gerarca legale, il

do sul viaggio di Papa Pio IX del 857 e capo litolare della propria Chiesa. Per
nelle sue provincie, dichiara che riuscì un contro nel successore di Pietro ciò che sta
solennissimo e continuato trionfo da non sopra tutto è la dignità pontificale, è la
poteressere mai adequato nelle accoglien- podestà suprema delle chiavi, è l'autori-
ze fatte ad ogni altro sovrano, re o im- tà celestiale di Vicario di Gesù Cristo;
peratore. Ciò non volle dire per istituir sicché i diritti e le pompe del principato
paragoni tra cose identiche, ma per la terreno sono in esso lui subordinati al-

condizione tutta speciale degli stali pon- l'esercizio perfetto di quel divino man-
che nel loro principe temporale ri-
tificii, dato Pasce agnos meos, Pasce oi^es
:

conoscono il Capo supremo della Chiesa rneasA popoli cristiani, senza tanto assot-
universale; il che a'suoi sudditi si fa ca- tigliare in ragionamenti, senza che sap-
gione di più alta riverenza e potrebbe e- piano quasi darne ragione a sé slessi, pu«
V I X VIA 47
re sentono e professano a falli questa ve- consolanle che fruttuoso, soggiunge op-
riln; e perciò avviene clie lullo il presti, portunamente con giusto confronto." Che
gio cle'piìi polenti monarchi e conquista- Santo Pa-
se le accoglienze festose falle al
tori sembri quasi eclissalo quando si dre negli stati pontificii partecipivanoal-
trovi ci i fronte la serena maestà d'un Pa- la slessa ora della sudditanza civile edella
pa; e i popoli si curvino ossequenti in- divozione religiosa, esse non potevano ave-
nanzi a quelli , ma si prostrino venera- re che questa sola seconda significazione,
bondi al cospetto del F escovo dì Eoina. come prima pose il piede sopra la terra a
1 viaggi di Pio VI a Vienna al fine de! lui civilmente non soggetta. Quivinon po-
passato secolo, e di Pio VII a Parigi sul teva esserechesenso di schietta fedecjuello
cominciare di questo, ne fanno amplissi- che addensò le popolazioni genuflesse ^ul
ma testimonianza; e le sale del Valicano suo passaggio; che fe'Ievare le intere cit-

videro più d'una volta avvallati certi oc- tà ad una esultanza festante e religiosa,
chi fulminei, piegate a terra certe fronti di cui più antichi non avean memoria,
i

che pareano sfidare l'Europa tutta, e che che fé' gareggiare tulli gli ordini di citta-
credeansi poter con un cenno far muove- dini a chi più e meglio sapesse fare per
re milioni d'armali, crollare i troni ed onorare il Padre comune. Questo spetta-
annientare le nazioni (allusione certa a- colo nobilissimo ha dato non ha guari di
gliedificanti omaggi resi a Gregorio XVI sé la così colla e gentileToscana ma noi ;

da Nicolò I imperatore e autocrata delle portiamo ferma credenza che nel presen-
Russie, da me, che fui presente, riparlati te tempo nessuna terra cattolica, onora-
nel voi. LXXXII, p. 48. Anzi Gregorio la di somigliante ventura vorrebbe a ,

XVI può gloriarsi del singoiar vanto d'a- quella restar seconda (lo diniosUò Mo-
verli ricevuti, nello slesso Valicano, forse dena, e lo ripeterò in fine)... Imperocché,
conpiìid'aifetto,eziandiodaunaltio('r<7r, quantunque sia verissimo che il Vicario
intendo il pacifico regnante Alessandro II, di Gesù Cristo non può essere straniero
il che rilevai pure nel voi. LXXXI, p. in alcuna terra cristiana ; luttavolla le
4t'2. Percljè il monarca russo s'intitoli dimostrazioni d'ossequio dategli da po-
autocrata, imperatore, czar, lo dissi nel poli che non gli sono soggetti per domi-
voi. LIX. p. 254, Martinoe lo dichiarò nio temporale, ci paiono acquistare qual-
Schmeizel, Grado de tìlulo Imperato- che maggior pregio, siccome que'le che
r/.9, quem Czaarus Ras sor uni sibl dari non possono muovere da altro principio
practendit^ notis^etobservalionibus ar- che da una schietta e viva fede callolica,
gumenta^ Jenae 1722). Quindi per ap- e da un sincero ossequio verso qtiella Se-
punto nasce quel carattere tutto specia- de di Pietro, che dal divin fondatore del-
leche scorgesi nelle festose accoglienze la Chiesa fu posta come immobile rocca
fatte alSanto Padre Pio IX in questo e centro di tulio l'edifìcio cristiano ".
Con-
suo viaggio, e che indarno cercherebbesi suona quanto contemporaneamente pub-
in mezzo allo splendore de* più sontuosi blicò d Giglio di Firenze coli' articolo:
festeggiamenti apprestali a re od inipe- Un occhiata retrospettiva al soggiorno
ratori". Poscia la Civiltà Cattolica,^ p. del Sommo Pontefice in Toscana. Lo ri-

643, nell'articolo: Per Toscana a Ro- produsse il Giornale di Roma del 1 857,
ma, ove narra il trionfai viaggio di Pio p. 837, di cui eccone qualche brano.
IX Toscana, e il tributo d'omaggio re-
in *>Non avevamo mai dubitato che il Vica-
so dal granduca Leopoldo II a Gesù Cri- rio di Gesù Cristo fosse per ricevere tra
sto nel suo Vicario, non meno glorioso noi un'accoglienza qual si deve all'altissi-
per chi lo die* che per chi lo ricevè , e tna sua dignità, e conveniente ad un po-
pe' popoli cristiani esempio non meno polo callolico e civile ; ma lo confessia-
48 V I X VI A.

ino, la nostra espeltazione fu superala di me di Prato, di Pistoia, di Lucca, di Pi-


gran lunga dall' evento. Dal momento sa, di Livorno, di Volterra, di Siena ;

eh' egli pose piede nel suolo Toscano ,


nelle quali città tutte furono non meno
possiamo ben gloriarcene, l'ovazione fu splendide che religiose le feste, non me-

continuo. Le popolazioni festanti di cam- no pronti che devoti gli ossequi, tanto
pagna sei trasmisero di mano io mano che possiamo con ogni verità pronunzia-
fino ad introdurlo nella città capitale (os- re, che tutta la Toscana in tutti suoi or- i

sia slaccati i cavalli alla pontifìcia car- dini ed in tutte le sue città fu di un solo
rozza, soltenlrarono essi a tirarla, come pensiero e di un solo affetto verso il Vi-
si costuma ne'paesi piti divoli dello stato cario di Gesìi Cristo. Il che se è molto
papale). Equesta si levò,per così diredalla pe' tempi che corrono, è moltissimo poi
sua sede e gli aperse le braccia, e lo rive- se si mira al modo con cui Egli riscosse
rì, lo festeggiò e l'onorò come suo padre, fra di noi tanti applausi e tanti segni di
sua guida, suo Sommo Pontefice. I n cpie- ossequio.... La Toscana come cattolica
sti sentimenti si confusero tutte le condi- non accolse il Sommo Pontefice qual
zioni di persone, il nostro augusto prin- monarca soltanto o principe temporale
cipe ne diede esempio schiuden-
il i° 1' di uno stato per altro ragguardevole
do il suo palazzo, suoi tesori e che èi , qual è r ecclesiastico : ma essa vide ia
mollo più, il suo cuore all' Ospite au- lui una dignità tanto più grande che a
gusto, e non vi fu genere di dimostrazio- petto di essa scompaiono tutte le auto-
ne propria di un animo generoso, e di rità regie ed imperiali per quanto au-
una pietà veramente cristiana che non guste. La Toscana non riverì il Papa
gli prodigasse. La nobiltà emulò i suoi soltanto come ili. "di tutti i vescovi, ma
esempi, e nella persona di que'suoi de- lo riconobbe come capo di tutti i vesco-
gni rappresentanti il Geriui, il Guicciar- vi, successore di s. Pietro, Vicario di Ge-
dini, il Niccolini, l'Arrighi, che furono si sù Cristo, come quello che ha la pienez-
fortunati da ospitarlo nelle loro mura ,
za di potestà e di giurisdizione sopra tut-
e per se stessa gliprove di
diede tutte le ta la cattolica Chiesa. Non fu per tanto
riverenza e di amore che si potevano un atto di convenienza quello che si
aspettare da una nobiltà che sente la sua compì tra noi, non fu un ricevimento
dignità, e molto piti che sente il valore ufficiale quello che gli si fece ; ma uà
della sua fede. 11 municipio, fattosi inter- atto di fede, il quale proruppe sponta-
prete verissimo del sentimento comune, neo da tutti i cuori fu un sentimento
;

non risparmiò ne spese, ne sollecitudi- profondo di riverenza alla Cattedra di


ne perchè riuscissero e splendide e reli- s. Pietro, di cui egli è il successore; fu
giose le feste apparecchiategli; ogni or- un alFetlo sincerissimo (che la singolaris-
dine di persone, ogni comunità^ ogni sima benignità di Lui ci permetta di par-
consorzio, se non potè esprimergli i suoi lar così) di famiglia, per cui noi figliuo-
sensi presentandoglisi in corpo, per mez- li ci stringemmo dintorno al Padre per

zo di deputazioni almeno volle signifi- goderne l'amata presenza; fu un deside-


cargli la sua devozione.11 popolo intero rio vivo di riceverne la benedizione che ci
altamente commosso si alFollò costante, scendesse fino nelle ossa ,
per poter dire
amoroso, riverente intorno alla sua sagra un giorno con vanto a* nostri figliuoli e
Persona, cercandolo ovunque egli si re- nipoti che fummo da lui benedetti; fu
casse, aspettandolo ovunque egli dovesse un sentimento di riconoscenza alla no-
apparire, e non lasciandolo mai un istan- stra Madre la Chiesa, la quale ci ha in-
te. E quel che diciamo di Firenze, vuol segnato quel che sia il Romano Pontefi-
dirsi di tutte le città dov'Egli si recò, co- ce; fu finalmente una prolesta contro tut-
VI A VIA 49
ti coloro die fanno bersaglio di loro lio- i8o4: Derogatio legum servandaruni
{:;nij e t!e* loro scrini l'augusta Sede di in electionc novi Pontificis in casa de»
Pietro. E noi confidiamo die come tale cessus durante itinere suscipiendo inpc-
al)|jia accellalo il nostro accoglimento il tenda Lutetia Parisiorum. Inquell'istes-
Souuno Pontefice ; anzi osiamo dire di so Bull.f a p. 248, è prodotta la bolla
più, ne siamo ceili: e cel rivelò qùell'a- di Pio VII, Quae et quanta superioribus
mahilità costante, quel volto sereno, quel annis^ de' 3 1 ottobre i8o4: Conjirma-
guardo amorevole, quelle benedizioni da- tio literaruni affbstolicaruni editaruni
teci con tanto affello che tutti ci vinsero a Pio Papa FI super licentia Cardi-
e rapirono ; cel rivelò quell' effusione di nalibus concessa celehrandi Coniitia prò
cuore per cui si fece tutto a tutti in ogni EUclione novi Pontificis loco melius eis
occasione". — Stabilitosi dal Papa d'in- beneviso. Nel medesimo modo, che Pio
traprendere un viaggio, ordinariamente VI ritornato dal suo viaggio di Vienna^
suole notificarlo al Sagro Collegio de* avea significato a'cardinrilicou una ener-
cardinali riuniti nel Concistoro, dichia- gica allocuzione nel concistoro de*27 set-
rando che la Curia Romana resta in tecnbre 1782 gli avvenimenti del suo
Ronia^ non ostante la sua assenza, e che pellegrinaggio, e quanto avea ottenuto
in caso di morte soltanto in tal città si da Giuseppe 11; cos'i Pio VII nel conci-
deve da'cardinali procedere all' £'/ezio/2e storo segreto mentovato, fece un'ampia
del Papa., in Conclave (nel quale arti- esposizione del suo viaggio, della sua di-
colo riportai i Papi eletti fuori di Ro- mora in Parigi, narrando altresì quanto
ma); benché le costituzioni pontifìcie pre- avea ottenuto io favore della Pieligione,
scrivono doversi eleggere il Papa nel luo- e le dimostrazioni d'ossequio da per tut-
go ove muore, nel ritenere che presso to ricevute da'popoli e da'sovrani. » Del-
di lui fosse la curia romana co'cardina- le quali cose essendone noi stati testi-
li, e sebbene suol dirsi Ubi Papa^ ibi
: moni, abbiamo a ragione giudicato do-
Romay ma unicamente s. Pie-
in questa versi lo zelo d'essi con sincere lodi en-
tro stabili la Sede apostolica. Tanto in comiare in faccia a tutta la Chiesa **,
concistoro annunciarono e dichiararono, Parlando della Sede Vacante notai qua«
fra gli altri, Clemente Vili prima di par- li s. Sede in alcuni secoli
ministri della
tire per Ferrara, Benedetto Xlll inn-in- antichi la governavano ; e chi Papi la- i

2Ì di muoversi per Denevenlo (come no- sciavano al governo di Roma, durante


tai ne'vol. XV, p. 207, XIX, p. 33). Pio l'assenza loro ne'viaggi. Per quest'ulti-
VI avanti di recarsi a Vienna ec. Nel ri- ma, in concistoro dipoi deputarono un
torno, massime se viaggiarono per gli cardinal Legato a latere, alcuni de'quali
affari della Chiesa, i Papi danno parte per venerazione alla s. Sede non vollero
del risultato a' cardinali in concistoro, usare delle prerogative legatizie d'ince-
mediante VII pri-
altra allocuzione. Pio dere per Roma col Rocchetto scoper-
ma di recarsi a Parigi nel i8o4, a' 29 to, né farsi precedere dal crocifero colla
ottobre pronunziò l'allocuzione ^oc ipso Croce astata pontificia , di che parlai
ex loco, riportata dal Bull. Roni. cont., nel voi. LXXIX, p. 280. In seguilo la-
l. 12, p. 244 i mentre a p. 325 è ripro- sciarono la somma del governo nelle ma«
dotta l'allocuzione jdi> ilio usque tempo- ni del cardinal Segretario di stato con
ris momento, delta dal Papa nel ritorno facoltà , altre compartendone agli altri
26 giugno
dal viaggio, nel conciiiloro de' ministri ordinari , acciò gli all'ari della
i8o5. Nello stesso BulL a p. 246 si leg- Chiesa universale non patissero ritardo.
ge la bolla di Pio VII, Quamvis non- Così lasciarono ancora aperti per conti-
nulli Romani Pontifices^àt 29 ottobre nuare a procedere i Tribunali di Roma
VOL. XCVlf. 4
5o VTA V I A
(quanto alia Dalcria apostolica fu an- Domini, et Angelus Raphael comilelur
che delegalo il sollo datario ed un e- , cum co in via, ut cuni pace salute^ et,

sempio che questi soddelegò ii reggente gaudio rcvertatur ad propria. Questa si

della Cancelleria, lo riporto a Vice Can- dice dal sacerdote genuflesso innanzi l'al-

celliere), anche per brevi viaggi, come tare. Indi alternando col coro recita il can-
espressamente notificò Innocenzo XII tico : Bencdictus Dominus Deus Israel.
quando si recò a Civitavecchia, e allor- Terminato il quale colla dossologia del
ché si portò a Porto d'Anzio e Nettuno. Il Gloria Patri, %\ ripete l'antifona: In vìam
cardinal vicario di Roma ordina a tutte le pacis. Indi Kyrie eleison , Christe elei-
chiese di Roma nelle quali si pratica»»o gli son. Kyrie eleison. Pater noster. Seguo-
uffizi divini e nelle chiese parrocchiali, co- no i ^^. co' R?5j. Et ne nos. Salvuni
:

minciando dal giorno in cui ne parte il fac. Mitte et Domine. Esto ei Domine,
Papa, di recitare dopo la messa conven- Nihil proficiat. Benedictus Dominus.
tuale l'itinerario, com'è notato nel ritua- Fias tuas. Utinam dirigantur. Erunt
le. Ed ancora, che in tutte le messe si ag- prava. Angelis suis. Domine exaudi. Do-
giunga r orazione prò Ponti/Ice iter a- minus vohiscum. Alzatosi il sacerdote re-
gente, e quella doversi dire prima delle cita i Oremus : Deus, qui fi-
seguenti
due collette Pro Peregrinantibus. Incul- lios Israel.Deus, qui Abraham. Ade-
cando a tutte le comunilà religiose di sto, quaesumus Domine. Praesta quaesu-

fare orazioni secondo l'intenzione delPon- ììuis. Apostolici nos Domine. Amen. I

lefice, pel quale è cosa giusta e dovero- sodalizi e le confraternite, nell'assenza del
sa il pregare Dio perchè si degni accom- Papa da Roma, sogliono pregare Dio per
pagnarlo nel suo viaggio , e sano e pro- l'incolumità del viaggio, con visitare il

speroso riconduilo alla sua sede. Appe- ss. Sagrameoto esposto in forma di Qua-
na poi è tornato il Papa nella sua Roma rant'ore, in modo straordinario in varie
(se abita il Quirinale, dalla loggia suol da- chiese destinate. Innanzi di partire anche
re l'apostolica benedizione, il che da essa il Papa Orationes prò felici iti-
recita le
suol fare anche se torna dalla villeggiatu- nere, nella cappella segreta e col cauda-
ra) lo slesso cardinal vicario ingiunge di tario, che ne accompagna le preci, se pri-
suonarsi per un'ora tutte le campane a fe- \atamente;chese vuol farlo pubblicamen-
sta, cominciando dal suo ingresso, dopo il te, ciò ha luogo nella cappella grande, in

segnale che ne dà col cannone il Castel s. unione a'prelati maggiordomo, maeslio


Angelo: di tralasciarsi la memorata col- dicamera e seguito. Le Festi del Papa
letla e itinerario, e per 3 giorni doversi ne viaggi e nelle villeggiature sono quel-
dire la colletta prò gratiarum actionej e le viatorie di lui proprie, cioè zimarra
nel seguente giorno in tutte le patriarca- bianca di panno odi seta, ctì'/;/7e//o e ^ctìfr-
li, basiliche o collegiate, ed in tutte le al- pe rossi, ovvero la sottana colla fascia
tre chiese d'ambo i cleri, dopo la messa bianche. Nel traversare Roma sogliono
conventuale, il canto in ogni chiesa del assumere il rocchetto, la mozzetta e la
Te Deiim, ovvero dopo l'ultima messa, stola rosse, co'quali indumenti fanno il

con l'orazione, Deus cujus niisericordiae loro ingresso nell'altre città e luoghi, pre-
non est numerus eie. L'ultimo rituale è ceduti dalla Croce pontificia inalberata
intitolato: Orationes recitandole prò fe- dal crocifero a cavallo, e se ciò non si

lici itinere SS. D. N. Pii Papae IX, Ro- pratica sedendo il Papa in carrozza , si

maeiSSy, typis R. C. Aposlolicae. In es- usa sempre se procede a piedi colla stola^
so si riportano l'antifona, In viam pacis^ a piedi andando pure il crocifero. Il Mag-
etprò sperita tis dirigat Pontijlceni No- giordomo e il Maestro di camera, che
strum Piuni omnipotens^ et misericors incedono in crtrrozs^ col Papa, sulla qua-
VI A VIA Si
le sempre si porta l* omhrellino (piega- corte, come pure l'appellò il n. iZ^ del
to: si porla dal palnfreniere innanzi al Giornale di Roma del 8^9, e tale la tro- 1

Papa, incedendo a piedi, e se occorre a- vo ne'docuraenli sempre chiamala, o ta-


prirsi per riparare il sole, Io sostiene sul^ vola di corte). Per sua assenza e impo-
pontificio capo il decano óepalafrejiie- tenza supplisce il Maestro di casa de sa-
n')y vestono 1' abito viatorio, come nelle gri Palazzi apostolici (di cui anche nel
villeggiature, cioè il prelatizio paonazzo voi. LV, p. 44 6 altrove), oltre che ne'
senza rocchetto, ed invece della maritel- viaggi e villeggiature lunge l'ufiìzio suo,
Ietta e consueta soltana , uo manlellone e talvolta col Fioriere (del quale pure
corto ed una soltana simile e senza co- nel voi. LXXIX, p. ayS), fu preceden-
da, e colla Croce pettorale se vescovi. Co- temente inviato innanzi a predisporre
sì vestono ne'viaggi e nelle villeggiature l'occorrente. L* odierno foriere impedito
i vescovi d'accompagno, come Vclernosi- di recarsi nel viaggio 1 84 1, restò in Ro-
nierej ma il sagrista, quale agostiniano, ma autorizzato a rappresentare il mag-
però procede colle consuete vesti nere giordomo, per quel biglietto che il prela-
prelatizie, il suo abito viatorio formando- to gli scrisse ho riferito nel voi. XLf,
e che
si di sottana e fascia, Croce pettorale, e p. i58. La suprema direzione del viaggio,
mantello talare. Inoltre il suddetto abito come della villeggiatura, spetta però a
viatorio paonazzo usano camerieri se- i mg.' maggiordomo, in uno a quella de*
greti partecipanti^ il caudatario e il ero- solenni conviti, il che rilevai nel voi. LV,
ciferOy quali pure per viaggio assumo-
i p. 43 e 44* Anticamente diverse attri-

no le calrette di seta paonazza, ed al cap- buzioni, riunite nel prelato e nel foriere
pello ecclesiastico talvolta pongono una maggiore, appartenevano al Maestro del
fettuccia o piccolo cordone (non col fioc- s. Ospizio: ad esso incombeva accogliere
co) di tal colore. Questi Cubiculari di nel palazzo apostolico, ne'solenni ricevi-
MantellonCj oltre l'abito viatorio, nelle menti, i sovrani e le sovrane. Il soprin-
villeggiature ponno e sogliono assumere tendente generale delle Poste pontificie
anco le calze paonazze. Si può vedere il ha la cura de'cavalli di esse, inservienti

voi. VI, p. 288, ove dico quelli che pon- al treno del Papa, ne'viaggi e talvolta an-
no usarle. Per gli altri della fimiglia pon- co nelle villeggiature, precedendolo al-
tificia, cioè cubiculari e altri, nelle vesti quanto nel proprio legno, dopo avere
non vi è innovazione al presente, poiché spedito innanzi il Corriere pontificio o
prima gli aiutanti di camera, e quelli che due di essi e di gabinetto. Inoltre tale
usano sottana e mantellone, doveano por- magistrato, ch'è pure cameriere segreto
tarli più corti. Il Foriere maggiore ve- di spada e cappa del Papa, precede e ac-
ste una montura, da ultimo rinnovata, al compagna anche Sovrani che viaggia-
i

modo descritto nell'articolo Vesti della no per Io stato pontificio, incontrati dal
CORTE E FAMIGLIA PONTIFICIA: a lui Spet- Maestro di camera^ che poi gl'introduce
ta, ne'viaggi e villeggiature, come tlico airUdienza pontifìcia , alla quale egli

al citato articolo preparare e distribui-


,
presiede anche ne' viaggi e nelle villeg-
re gli alloggi tanto pel Papa, che per la giature. Di pili tocca al soprinlemlente
corte e famiglia pontificia ,
presiedendo generale delle poste l'aprire e il chiude-
all'imbaodimenlo delle mense, massime re lo sportello della carrozza del Papa,
il solenne Pranzo (nel quale articolo ra- onore che suol cedere, oltre a'cardinali,
giono di quello de'viaggi del Papa, e del- a'vcscovi e gonfalonieri. Però va tenuto
la corte, la cui mensa pare impropria- presente quanto riguarda al Cavallerìz"
mente da alcuni denominala tavola di zo e al Foriere, sull'apertura dello spor-
mensa di
stalo j meglio seuìbra chiamarsi tello della carrozza ne' vìnggì e villrg-
52 VIA VI A
giature, tali articoli ed il voi. VII, p. no. Qualora non interviene l'elemosinie-
39. Quanto al Treno, che comprende re, supplisce un cameriere segreto, altro

r equipaggio delle carrozze, e T accom- cameriere segreto avendo l'ingerenza di


pagno della corte e famiglia pontificia, raccogliere memoriali^ ordinarli e pre-
i

delle Guardie nobili e de' dragoni, ec- sentarli al Papa, ovvero il sagrista funge
cone le opportune nozioni, parlate al- tale uffizio. 3." Frullone : Caudatario,
trove. Il Treno ^' viaggi del Papa si Crocifero Maestro delle ceremonie (in
y

compone della carrozza pontificia, e di luogo del quale talvolta un cameriere se-
altre carrozze e legni della scuderia pon- greto ovvero un Chierico segreto tal-
, ,

tificia (della quale riparlai nel!' indicato volta il Medico o il Chirurgo del Papa,
articolo), tirato da cavalli di posta, caval- che se il medico è archiatro è pure ca-
cati da'posliglioni: però nella cassetta o meriere segreto), un Aiutante di carne-
serpa della carrozza del Papa, siede il suo ra^ ed anche due; in serpa un cocchiere
cocchiere nobile colle guide de'cavalli in palatino, ed un servo del maggiordomo,
mano, per regolarne il corso e vegliare on- o del maestro di camera,© d' un came-

de proceda benej gli è a lato un palafre- riere segreto. 4.° Carrettella coperta: i
niere pontifìcio, il sellaro prendendo luo- e 2.° Scopatori segreti, decano de' pa-
go dietro la stessa carrozza o in altra, , lafrenieri, credenziere segreto; in serpa
ovvero un altro palafreniere. Questo tre- due servi de'camerieri segreti. 5.° Car-
no varia a seconda del beneplacito de** rettella coperta : Cuoco segreto ed altri
Papi, quanto alle persone d'accompagno, famigliari del Papa in serpa un ad-
;

talvolta ammettendovi qualche pej>onag- detto alla sagrestia pontificia, un coc-


gio o altri a loro cari, perciò meglio è che chiere di famiglia. 6." Furgone, sedendo
si rilevi da' diversi treni che successiva- nel gabriolet il sellaro, se non va colla
mente descriverò, sì di viaggio, sì di vil- carrozza pontificia o altra, ed un facchi-
leggiatura, sia di semplice gita da mane no di floreria. 7." Altro furgone, seden-
a sera. Ne'viaggi, consiste l'ordinario ne' do nel gabriolet camerieri del mag-i

seguenti legni e persone, mentre prece- giordomo e del maestro di camera.


dono il Papa il foriere maggiore con un Anticamente, secondo il Bianucci, Ope*
servo, il maestro di casa, il fioriere, cia- re pie di Roma, lib. 3, cap. 3, ed il Piaz-
scuno con un addetto al proprio uffizio, za , Eusevologio Romano , trat. 8 , cap.
e per solito con uno scopatore comune, 1 9: « Nel tempo, che per le persecuzioni
oltre i corrieri a cavallo. Il soprinten- della Chiesa o per cagione de'tiranni, o
dente generale delle poste pontificie, col per l'oppressione de'barbarijO per le tur-
direttore della posta di Roma , facente bolenze degli scismi, o pe'disturbidi gen-
funzioni del segretario della direzione ge- te maligna e perversa, convenne a'Sora-
nerale, secondo gli ultimi esempi, ed un mi Pontefici perseguitati andare foggia^
servo. Sono i legni: i
." La can ozza o frul- schi in diverse parti, avevano alcuni cap-
lone da viaggio del Papa, già parlata, se- pellani di nazioni transalpine,cioè di que*
dendo egli solo nella sua sedia dalla par- popoli che sono fuori dell* Alpi che chiu-
te delle ruote, e di contro il maggiordo- dono l'Italia, che di questi costumarono

mo emaestro di camera. In tutti se-


il i sempre i Papi, per la loro fedeltà alla s.
guenti legni siedono dentro 4 persone. Sede apostolica, e sincerità, valersi nella
2. "Frullone: V Elemosiniere il Sagrista, loro pontificia famiglia, e perciò deno-
due Camerieri segreti partecipanti, un minati cortigiani ollremonlani e tran-
esente delle guardie nobili ; in serpa un salpini; i quali cappellani ogni mattina,
palafreniere pontificio, ed il ferracocchio che i Papi far dovevano viaggio, e ca-
o facocchio, ovvero un cocchiere palali- valcare, celebravano loro la (nessa". Già
VI A V I A 53
ne feci cenno nel voi. XXVI, p. aSo, di- di quel ducato, di fresco divenuti nuova-
cendo del sodalizio e opera pia della Pu- mente suoi sudditi fortunali e im media-
rificazione ìnBanchidcforastìerio tran- li, per la morte del duca Alfonso II d'E-

salpiniy ciot' francesi , lorenesi ^ borgo- ste. Alcune comuni erano a ciò obbligate

gnoni e savoiardi^ e uè riparlai ne' voi. per concessioni di privilegi o di vicariato


XXXVIII, p. 88, LVI,p.99,LXXVIII, temporale, accordati dalla s. Sede. Il p.
p. 70 e 71. l Canonici regolari ospita- Gattico, Acta selecta Caerenionialia S.
Anlonìoabhateos\Gvoà\ Vien-
larii dis. R. Ecclesiae^ t. i ,p. 67, riporta il seguen-
1

na , ebbero per insegna il Tau con


eh' te ceremoniale per gl'ingressi solenni. Or-
Campanello, nel secolo XII o almeno nel da quando DomìnusNoster exit aliquani
XIII ebbero l' incombenza di seguire i Ch'itateni, vel inlrant, *» Primo praece-
Papi ne' viaggi e ovunque risiedessero, dunt omnes familiares et omues indistìn-
quali Speziali , onde aver la cura de' cte, et alii saeculares, non tameo nobiles,

medicamenti pe' bisogni del Papa, sua nec aliqui principales familiares, et atti-
corte, famìglia e curia; di che parlai in nenles RR.. DD. Gardinalium. Poslea ve-
tutti i rammentati articoli. Bonifacio Vili niunt salmae, idestsarcinae, cum Cooper-
stabiri,che i
7 pani o focaccie che i bene* tis de rubeo habenles ultra mulaterios ia
dettini di s. Pietro di Villa Magna dove* salmiscommunibus aliquos scriptores e-
vano olFrire ogni sabato a' Papi , che ligendos per Domìnum Camerarium ad
viaggiassero o dimorassero nelle provia- custodiendum, et adjuvandura, quando
cie di Marittima e Campagna , pe' loro esset expediens. Io salmis vero secreti»
beni e badia da lui dati al vescovo e ca- duo Papae communes. Postea
familiares
pitolo d'Jnagnì, questi dovessero conti- venit barbitonsor Papae cum valisia ru-
nuare a fare l'omaggio, i\ che costante- bea, in qua debet esse cappa Domini No-
lueute praticarono inclusive al Papa che stri, vel quod vult imponere; et aliquan-

regna, ed io notai ne' luoghi in cui ebbe do solent esse duo, videlicet barbitonsor,
luogo r oblazione e tributo , e per ulti- et sutor. Postea veniunt familiares Pa-
mo nel voi. LXXXIX, p. 52 e j3. Ne' pae, et nobiles, et allinentes, et alii prin-
tempi passati nou solamente le rispettive cipales familiaresD. Cardi na li um.Postmo-
Comunità dello stato pontificio facevano do vero veniunt duo magni nobiles, vel
dispendiosi festeggiamenti, come tuttora Oratorum Doraiuorum, vel magnarum
nel passaggio o stazione de'Papi, ed anco Communitatura,et portanlVexillum sim-
donativi ed al corteggio, che descrissi in pliciler cùm armis Papae; etunus Prior
più luoghi; ma ancora somministrazioni vel magnum Magister praeceptor ordinis
dicommestibiliedi suppellettili, pelman- Hierosolyrnitani portai Vex.illum cuoi
teuimento e uso di loro e della corte, co- crociata in medio habendo a dextra ar-
me mi ricordo di avere riferito per To- ma Ecclesiae, et a sinistra arma Papae;
scanella con Alessandro VI nel voi. et cum ipsis veniunt quatuor, vel sex.
LXXVIII, p. 7.^5; per Urbino e Fano, principales familiares eorum prò juvando
ed altre città del ducato , con Giulio II eos, et veniunt lateraliter, ut non impe-
nel voi. LXXXVI, p.3i4e 821; anzi an- diant ordinem eorum, qui vadunt ante,
che le comuni come può vedersi
vicine, et post in CI vitale; portando extra: et ubi
uell' Memorie di Matelica,
Acquacotta , non esset Prior llierosolymitanns, alter
p. 194, il quale narra che il comuue nel nobilis ((juod si essent gentes armoruai
1598 dovette spedire in Macerata 3o in societatePapae, lune portantur retro,
letti col fornimento necessario, all' occa- unte capitaneum, vel commissarium).! leni
sione del passaggio di Clemente Vili clic unus familiaris stabuli de prinoipulibus
si trasferiva a Ferrara, a visitare i popoli cum uno ecpio albo, et si non cum mon-

54 V I A V I A
taloiio. PoslDiotlum ducuntur equi albi baculo nomine suo ante prothonotarios,
cum cooperlis more solito de scailato, et vel quoscumque praelalos, vel in medio
sellis, et frenis preliosis per parafrena- vel aliorum priucipalium praelatorum,
lios Papae; et tunc ut plurimuna para- vel aliorum principaliura. Postea sequun-
frenarii sunt iriduti de rubeo. Item unus tur praelati, et alii clerici secuudum or-
serviens armoriim (Mazziere) onn utn- dinerai et sic est finis, Deo gratias ". Dis-
braculo, et habet duos, vel tresjuvantes si di rendere ragione dell'incedere il sa-
eum. Postmodutn poilanluicapellide ze- da una campa-
grista col bacolo, seguito
ta In (selano, idest serico) rubeo, et con- nella con chierico che la suonava per ,

siieverunt esse tres, vel quatuor, sed ut avvertire i fedeli a Euca-


venerare la ss.

plurimuni quatuor, per quatuor valde ristia che precederai PapineWiaggi (f^.)y
denotabiles; Inter quos sit unusfamiliaiis e ne'soteuni ingressi nelle città, la quale
Papae, qui portel capellum, quo utitur sembra ommessa nel ceremoniale ripor-
in itinere. Postea venitSubdiaconus cum tato e ricavato da un codice Vaticano, al
Cruce, et alii cubicularii,qui serviuut con quale però ampiamente il p.Gatlico supplì
linue Papae. Demum venit Sacrista cuai con altro ceremoniale fatto per Clemente
baculo (et debet esse praelalus ut pluri- VII I, di cui più avanti j intanto debbo pri-
nium, nec consuetudo astringit ad ali- ma dare un estratto, non senza opportune
quena ordiuem) cum cooperta rubea ad giunte, di quanto io argomento raccolsi
groppam, et campanella cum uno cleri- dal sagrista Rocca, DeSacrosancto Cliri-
co, qui pulset campanellam (di che più sti Corpore Rouianis Pontijicìbus iler

sotto renderò ragione), et juvet eua), et conficienLibiis praefereado commenta-


in civitatibus, vel terris Subdiaconus, et riusjdaì Chardon, Storia de Sagrameli-
Sacrista debent esse cum cappa, et capei- ti, t. 3, cap. 2; dal Bonanni, Gerarchia
lis, et extra civitatem cum crociae sunt ecclenasticaj dal Novaes, dal Cancellie-
ad instar pallii. Postea debent venire Car- ri, e da altri autori. Tale rito vuoisi in-
dinales incipiendo ab aoliquioribus, et trodotto non senza mistero, e con pompa
in fine debent esse Diaconi Cardinalesj et imponente, come l'Arca di
ecclesiastica
Prior Diaconorura portai baculum, et Dio precedeva nel viaggio del deserto il
vadit ante, et post aptando, ut decet. Et popolo ebreo, nella quale conservavasi
nota, quod si Caraerarius est Cardina- la manna prodigiosa , figura vivissima
lis, non portai baculum sed suum Lo-, della ss. Eucaristia , la quale prima di
cumtenens (Vice- Camerlengo) ;f\^\^ non partire era consagrala dallo slesso Papa.
ut Cardinalis, sed ut Caraerarius portai Ebbe inoltre origine da' primitivi Papi,
baculum retro. Postea Dominus Noster che ne'viaggi, massime in tempo di per-
incivitatecum pluviali rubeo, et aliquan- secuzione, la portavano pendente dal col-
do utitur pluviali cum figurisSanctorum, lo, per cibarsene prontamente in caso di
qua utitur in consisloriis extra
et mitraj morte violenta o se sorpresi da pericolo-
Adventum,et Quadragesimamjet debent sa infermità; uso più tardi praticato da
Domini civitalis, vel majores nobiles a- Alessandro VI, anche per Uoma, portan-
dextrare, et unus, vel duo debent ire ad do una particola consagrata dentro sca-
abenam, et aliì circumcirca tenendo plu- tola d'oro. In piccola pisside d'argento
extra debent ire cum alba, stola, et
"vialej e sospesa sul petto V u>ò Pio VI, come
cappa de scarlato de zeta. Extra civita- narrai anche nel voi. LUI, p. io8, quan-
tem, et terrascursores debent stare juxta do fu trasportato di prepotenza a f^alcn-
equum suum. Postea venit Caraerarius, za di Francia, la quale donala a Pio 7X,
si non est Cardinalis, unus praelatus se- questi fece altrettanto nel rifugiarsi da Ro-
quitur, et praecedit omnes prelatos cum ina a Gaeta. Egualmente per salvaguar-
VI A VIA n
dio, per difesa de!corpo e cìeiraoima, ed no II dellol II, recandosi nel 7^3 in Fran-
in pericolo di morie per prenderla in for- cia; ma dicendo il Baronio, che recando-
ma di flalìco, primi cristiani d'ogni
i si a Pavia condusse seco ex s. Romana
condizione, si d'Oriente e sì d' Occiden- Ecclesia quosdam sacerdoteSy procercs
te, nell'inlraprendere lunghi viaggi, co- etiaui, et caeteros clericorutn ordines, et

stumarono portar seco la ss. Eucaristia ex niilitiae optinialibus , Christo prae»


dentro sagro Faso (F.) d'oro in forma viOy caeptuni iter prosequutuni esse; dal-
di scatola e pendente dal collo sul petto, le parole Chn'sto prae<^iOy sembrò ad al-

principalmente i vescovi, i sacerdoti, i mo- cuno, e ripetè mg.' Bellenghi, non esser
naci, i sovrani e altri laici (però il conci- certo che debbasi intendere dell'Eucari-
lio romano celebrato oe'primi anni del stia, ma forse la Croce pontificia astata
secolo IV sotto s. Silvestro I, avea vieta- coH'immagine del Crocefisso, solita por-
to agli accoliti il portare l'Eucaristia, sen- tarsi avanti al Papa, quando incede colla
za la permissione del sacerdote;ma i parro- stola; poiché altri eruditi scrittori credo-
chidovevano averla sempre seco dove an- no principiata tale consuetudine da Ste-
davano, oltre VOlio santo, per qualunque fano IV nel 768. Io però avvertilo ch'e-
bisogno de'fedeli),finchè pacificata laChie- gli fu Stefano III detto IV, per quanto
sa e per ovviare a gravi casi, fu riconosciu- rilevai nella mia biografia
Stefano IT, di
ta prerogativa unicamente riservata a* il che avrà potuto confondere nomi e i

Papi, e vietata a tutti, ad ogni Vescovo le persone. L'ultimo a farsi precederedal-

(nel quale articolo al § VII riparlai del- la ss.Eucaristia ne' viaggi fu Benedetto
l'uso de' vescovi, non che de' loro viaggi XIII nel recarsi a Benevento suo arcive-
e ospitalità), ed anco agli arcivescovi di scovato da lui ritenuto , nel 1727 e nel
Benevento, con altro da Paolo II, i quali 1729, ma non con rito solenne, e solo
per distinguersi aveano conservato il rito cominciando nell'andare da Terracina e
ne' viaggi per la visita metropolitica di nel ritorno lasciandola presso Prosino-
loro provincia ecclesiastica, di farsi pre- ne, cioè a'conflni dello stato pontificio,
cedere dalla ss. Eucaristia. Su questopro •
trovandosi Benevento nel regno di Na-
posito leggo nella Disserlazioiie sulle ari- poli. Inoltre i Papi si fecero precedere
liche custodie della ss. Eucarisliay di dalla ss. Eucaristia anche ne' viaggi ma-
mg.' Bellenghi, p. 12. « La costumanza rittimi : Pio II avea stabilito usarne se
di seco portare l'Eucaristia ne' viaggi fu d'Ancona fosse partito per la Crociata^ e
dimessa , almeno nell'Occidente, circa Clemente VII l' usò recandosi a 3Iarsi-
l'annoi 464 (allude all'operato da Paolo glia. l Papi ciò praticarono anche in bre-
li); e consomma avvedutezza, come no- vi viaggi terrestri e nel proprio dominio,
ta cardinal Baronio all'anno 635, §17,
il come Gregorio XI recandosi nel 377 ad 1

ove scrive: Sicut liane piani consuetu- Anagni^ ed Alessandro VI neh 494 P^'*-
dineni fervens religio introduxit^ ita re- landosi a Vicovaro,del quale e di ciò
ligio sane fa subduxitj suadehat tane parlai anche nel voi. LXXVI, p. 5. Di
fldes , quod postea revereutia dissuasiti più, i Papi si fecero precedere dalla ss.

Utrohique commendandi fideles. Nel- Eucaristia in alcune dell'antiche Proces»


l'Oriente seguitarono i monaci ne'lunghi sioni, ue'loro Possessi quando li presero
loro viaggi a portare seco 1' Eucaristia; con Cavalcate in vesti sagre (benché Leo-
ma Benedetto XIV nella sua costituzio- ne X fu l'ultimo a prenderlo co'sagri pa-
ne, Super graecoruni^ ne ha loro rinno- ramenti, l'immediato successore Adriana
valo il divieto". II/." Papa che ne' viaggi VI tuttavia nel suo possesso si fece prece-
(i fece formalmente precedere dalla ss. dere dal ss. Sagramento , o meglio nel
Eucaristia, cumuueuiealc si crede Slefa- suo Interesso solenne in RontaJ^tuì in al-
56 VIA VI A
o altra funzione in
Clini ingressi solenni cappellano. Marciava in ale intorno la
Roma e Bologna, co*sovrani. Il precedere ss. Eucaristia la Guardia Svizzera. Se-
la ss. Eucaristia Papi d* un giorno ne'
i guivano a cavallo, peli." il prelato sagri-
viaggi _,
seguiva con decoroso accompa- sta con piccolo bacolo o bastone o ferula
gnamento, che se essi dovevano fermarsi coperto di velluto bianco in segno di ,

in alcun luogo, contro il disposto itine- giurisdizione; indi a due a duei vescovi e i
rario, per un corriere avvisavano il Sa- Suddiaconi apostolici^ se v'interveniva-
grisla a non continuare il viaggio, perchè no, altrettanto dicasi degli Uditori di
a lai prelato n* era affidata la custodia, Rota e col p. Maestro del s. Palazzo^ il
dopoché il Papa consagrata TOstia e col- quaIe,non intervenendo gli uditori, anda-
locata neir arca, o cassa, o tabernacolo, va a destra d'un accolito apostolico (di
gliene consegnava la chiave. Consisteva cui anche nel voi. LXXI, p. i 3), ovvero
la pompa ecclesiastica, partendo dalla ba- alla sinistra d'un suddiacono. Procedeva-
silica Vaticana. Precedevano cavalleggie- no pure a cavallo molti prelati Referen-
ri con trombetta, assegnati pel ss. Sagra- dari, Camerieri segreti^ 4 Cappellani^
menlo; indi ì carriaggi colle suppellettili e Scudieri pontificii Camerieri extra,

e utensili sagri della sagrestia pontificia, muros ed altri togati. Dalla comitiva di-
di cui il sagrista è prefetto; poscia caval- cevansi sempre stabilite preci, lungo il
cavano domestici de'personaggi forman-
i viaggio. Nella sera, in qualunque luogo
ti l'accompagnamento. Il cuoco, spendi- ove si fermava la ss. Eucaristia, era ono-
tore e credenziere per la comitiva. La revolmente incontrata alla distanza d'un
Ghinea che portava la scaletta per leva* miglio, da uomini armati, e poi dal cle-
re o collocare dall'altra il ss. Sagramen- ro secolare e regolare, quindi alla porta
lo, con altri cavalli e chinee a mano pel da'magistrati colle trombe, tutti accom-

Suo servizio. Cavalcavano poi due Cur- pagnando alla cattedrale o principale chie-
sori apostolici, (}iìe Maestri Ostiari, due sa il ss. Sagramento, cantando inni tra
Scudieri due Mazzieri venti Cantori
f , il suono festivo delle campane, facendo-

pontifìcii^ due sostituti del diaconoesud- si a gara di portare le aste del baldacchi-
diacono della cappella pontificia, il dia- no sotto il quale veniva accolta. Giunta
cono e suddiacono greci, il diacono e sud- alla porta della chiesa, uno de' suddetti
diacono latini, un Maestro di ceremonie^ chierici, sacerdote, levava dal tabernaco-
due Chierici della cappella pontificia^ lo il ss. Sagramento e lo portava sul mag-
uno de'quali di tratto in tratto suonava giore altare , veneralo nella notte con
il campanello, ciascuno portando un lam- molti lumi; e poi nella seguente mattina
pione o lanterna con lumi accesi. Seguiva lo riprendeva e riponeva nella sua cu-
lina mula ochinea bianca con campanello stodia, per riassumere il viaggio. Per ul-
d'argento dorato appeso al collo, co'qua- timo, nel discorso articolo, riportai l'in-

li suoni si avvertivano i fedeli a prostrar- dulgenza concessa da'Papi a quelliche in-


si e adorare il Signore. Sul dorso, coper- contravanoe veneravano il ss. Sagramen-
to di magnifica valdrappa, posava il ta- to, e diverse opere riguardanti questo sa-
bernacolo o ca/5sa contenente la ss. Eu- gro e commovente viaggio. — Il p. Gat-
caristia, sovrastato dal Crocefisso, sotto tico nella 2.' parte lìe Diaria Caeremo-
un piccolo baldacchino fermo. Questa m'alia riprodusse: De Ilinerihus Roma-
niacchina talvolta due
era portata da norum Pontificum a Sixto IV ad Bc'
chinee, le quali non potevano servire ad nedlctum XIF P. O. M.j ma l'opera re-
altro uso.Erano addestrate ciascuna da stò incompleta nella slampa col viaggio
un palafreniere talvolta chierico, no-
^ a Ferrara di Clemente Vili, del quale
minalo dal sagrista, ed eravi addetto un credo avervi supplito, s'intende con mi-
V I A VIA 57
noli proporzioni, sia in quell'articolo, sia della messa. Questa finita, deposti i pa-
in quelli de'luogbi da lui transitati o in ramenti, e presa la mozzelta e stola, po-
cui soggiornò, come più oraeno ho potu- trà mettere la custodia di cristallo col ss.

to fare di tutti i Papi. Il p. Gattico quin- Sagramento nella cassa, e chiuderla con
di a p. 192 e seg. riporta Tilinerario per dar la chiave al sagrista, e colla seguen-
dello viaggio di Clemente Vili, proposto te processione sarà accompagnato alla

e descritto dal celebre maestro di cere- porta di Roma. Anelerà prima la com-
mouie Gio. Paolo Mucanzio, restato pe- pagnia del ss. Sagramento di s. Pietro co'
rò incompleto, preziosoe importante. Lo sacchi e il suo Crocefisso. Poi la Crocedel
spigolerò, appena ripetendo quanto sarà capitolo Vaticano, co'chierici, beneficiali
necessario anco perchè slabdilo io un'
,
e canonici a coppia. Quattro o 6 canoni-
epoca che ceremonie, dopo lauti pre-
le ci colle stole porteranno la cassa col ss.

cedenti esempi, erano egregiamente ordi- Sagramento; ed Bcatnerieri segreti pren-


nate e regolale. Ordini e cereiìwnie^ che deranno l'aste del baldacchino, e lo por-
si potranno osservare da Clemente III^ V teranno sulla cassa. Avanti questa ande-
tanto nel partirsi da Ronia^ quanto per ranno almeno 20 beneficiati o chierici
tutto il viaggio che farà per Ferrara, Vaticani con colte e torcie accese in ma-
Prima Sacramento. 11 ss. Sa-
del ss. no. La Croce pontificia precederà la cas-
gramento potrà partire un giorno avanti sa , la Papa potrà seguire sino
quale il

che parta il Papa; e si deve avvertire, che alla porta maggiore della basilica ivi ,

1' onore inginocchiatosi e fatta riverenza Sa-


sia portato con lutto possibile, al ss,

non però con pompa solenne. Le due gramento, colla sua corte tornerà alle sue
cliinee sieno mansuete e senza vizi, e fion stanze. Gli altri seguiranno la processio-
abbiano timore di rumore, fuoco e ac- ne, con detto ordine fino alla vicina por-
qua: una porterà la cassa col ss. Sagra- ta Angelica. A pie' delle scale di s. Pie-
mento, e l'altra una scaletta, per levarla tro, i canonici portatori della cassa, la de-
e metterla sulla chinea, ed anche al bi- porranno e fermeranno sulla chinea col
sogno per supplire l'altra. Devono ben sagrista. Indi i canonici deposte le stole,

custodirsi in istanze o stalle separate^ e si riuniranno a'colleghi sino alla mento-


possibilmente vicino alla chiesa ove si vata porta. Ivi giunta la processione si

poserà il ss. Sagramento, visitandole ma- fermerà in ala, lasciando passare il ss. Sa-
nce sera, ne'ferri de'piedi e ne'fìnimenti: gramento, che sino a quel luogo si por-
i palcifrenieri siano robusti e grandi, e tò sotto baldacchino. Uscito dalla porta,
sempre le tenghino pel freno, colla mas- resta sciolta la processione. Allora suben-
sima diligenza dovendo impedire inciam- treranno all'accompagno del ss. Sagra-
pi e qualunque altro accidente ,
per la mento sunnominati, coll'awertenza, che
i

riverenza che si deve avere al ss. Sagra- se il consueto ordine in tutto non potesse
mento. Gli svizzeri d'accompagno siano osservarsi, almeno lo fosse nell' ingresso
uomini discreti, dovendo fare un 20 mi- delle città, terre e luoghi abitali, massi-
glia al giorno al più. Il Papa potrà ce- me dove si dovrà alloggiare la notte; e
lebrare messa bassa all'aliare maggiore così anco all'uscire, almeno per un mi-
di s. mattina stessa che dovrà
Pietro la siti. Avvicinandosi al luo-
glio fuori di tali
partire Sagramento, e nella messa
il ss. go, avrà da poiiare il ss. Sagra-
dove si

potrà consagrare anche 1' Ostia da por- mento la sera, si potranno spedire assai
tarsi per viaggiOj la quale dopo la puri- prima, uno o due cursori, ovvero mae-
ficazione, e prima dell'abluzione, mene- stri ostiari de virga /7/A^'<^, per avvisare
rà nella custodia di cristallo, quale pose- il clero e cittadini delia venula ilei ss. Sa-
rà nel mezzo dell'altare (ìuu all' ultimo gramento^ cou attaccare alla porta della
58 V I A. VIA
chiesa o in allri luoghi soliti per le pub- a Cavallo o entrerà nella Lettiga , per
blicazioni, la stampa ileirindulgenze con- cominciare nel nome di Dio il suo viag-
cesse dal Papa a quelli che l'accompagne- gio« Tutti i cardinali presenti in Roma
ranno. 11 clero della cattedrale o prima- lo seguiranno a cavallo, sin fuori la por-
ria chiesa, o palle di esso, con alcuni no- ta, vestili da caval-
dell'abito viatorio e
bili e roagisliati con baldacchino, e circa care quelli che dovranno accompagnar-
IO preti o chierici in cotta con torcie, si lo nel viaggio, e gli altri in abito ordina-
aduneranno alla porta della città o ter- rio di rocchetto, manlelletta e mozzetta,
ra. Ivi arrivata la cavalcata colla ss. Eu- i dovranno
quali di preferenza agli altri
caristia, sarà ricevuta sotto baldacchino precederli e cavalcare immediatamente
eaccompagnata alla chiesa, preceduta da dopo il Papa. Circa mezzo miglio fuori
dette torcie, e seguila da'due chierici col- della porla, il Papa colla benedizione po-
le lanterne. Se vi è il vescovo, anch'egli trà licenziare cardinali che dovranno
i

dovrà trovarsi alla porta io abito ordina- restare in Roma. Tutte le comunità de'
rio e stola; e dopo che 4 sacerdoti ca- i luoghi pe'territorii delle quali avrà da
merieri o cappellani deporranno col sa- passare il Papa, dovranno prima accon-
grisla la cassa, genufletterà e la baderà; ciarne le vie, e deputare a' confini due
dopo di che 4 dignità o primari canoni- cittadini maestri di strada per condurre
ci, parali di cotte e stole, la porteranno la cavalcata pontifìcia per la buona stra-

suir aitar maggiore, il sagrisla aprirà la da; e fuori della città sarà il magistrato
cassa per ispezionarla, e poi coperta di a piedi, il quale potrà presentare le chia-

\elo d'oro, dette alcune preci, ciascuno vi al Papa e baciargli accompa- i piedi,
andrà al destinato alloggio. Nella seguen- gnandolo all'alloggiamento. Similmente
te mattina, il sagrisla celebrerà la messa nella partenza del Papa , il magistrato
per lutti quelli dell'accompagnanaento, e l'accompagnerà alta porta, ed maestri i

giunta l'ora della partenza, osserverà pri- di strada sino a'conflni del territorio, do-
ma il ss. Sagramento , e poi verrà por- ve subentreranno gli altri di mano in
talo alla porta del luogo come nel suo mano. Arrivato al luogo di fermata, il
ingresso, dovendo il detto prelato almeno Papa senza mutar abito con la stola, qua-
ogni 8 giorni consumarlo e consagrare al- le porterà, entrerà nella città o terra, e

tra Ostia. Della partenza del Papa da andrà a smontare alla cattedrale o chie-
Roma, e del suo semplice ingresso nelle sa principale. Se in essa si troverà il ve*
città e luoghi, dove si fermerà la matti- scovo, in piviale e mitra, co' canonici e
na o la sera. Nel di seguente alla par- preti in abito ecclesiastico, attenderà sul-
tenza del ss. Sagramento, Papa celebre-
il la porta della chiesa il Papa, il quale ar-
rà la messa all'altare pontificio della Va- rivato ivi s'inginocchierà sur un tappeto
ticana, terminata la quale in mozzella e e cuscino, e bacierà la Croce presentata-
stola genuflesso sul faldistorio avanti il gli dal vescovo. Poi levatosi in piedi, pi-
detto altare, con voce alta reciterà l'iti- gliato l'asperiorio dalle mani del vesco-
nerario, cioè l'antifona In viam pacis, col vo, con esso aspergerà sé ed i circostan-
cantico Benedictus, in uno a' versetti e ti; e copertosi metterà l'incenso nel turi-
orazioni stampati nel fine del Breviario; bolo , e tosto dal vescovo sul limitare
risponderanno i cardinali, specialmente stesso sarà incensato 3 volte. Indi il ve-

quelli che dovranno seguirlo nel viaggio. scovo intonerà il Te Deurn, quale segui-
Quest' itinerario si potrà recitare ogni ranno a cantare i canonici e cantori del-
mattina innanzi la partenza, dopo aver la chiesa; e il Papa s'incamminerà per
il Papa celebrato. Indi il Papa uscirà l'altare maggiore, e s' inginocchierà sul
dalla basilica , e scese le scale, moaterà faldistorio. Finito l' inno, il vescovo pa-
V I A V I A '9

rato a corna Epistolae, verso il Papa panno oro o di velluto rosso pel Papa,
d'

ca olerà i seguenti versetti e orazioni, ^'j^. e lateralmente due lunghi banchi coper-

Proteclor nosltr auspice Deus. Sahiim ti di tappeti con cuscini pe' cardinali. Vi-

fac.MiUeei.NihUpro/lcìal. Domine exau- cino alla porta maggiore si prepari a de-


di. Doniinus Vohiscuni. Oremus: Deus stra una piccola tavola coperta di tovaglia
omnium fidelium paslor et rector , etc. bianca, soprala quale sia il turibolo col-

I^inila l'orazione, il Pupa si leverà io pie- con incenso, un vaso d'argen-


la navicella

di, e accostatosi all'altare lo bacierà, e to con simile aspersorio e acquasanta,

poi avendo la Croce avanti di sé darà ed in terra un focone co' carboni accesi.
la benedizione solenne al popolo, dicen- Il giorno del pontificio ingresso, ninno la-

do: Sit nomen etc. , ed il vescovo pub- vori e si riguardi per festivo e solenne,
blicherà l'indulgenza al popolo, che il dovendosi in quel punto suonar a festa
Papa vorrà concedere. Ne'luoghi ove non tutte le campane. Le vie per dove passe-
sarà il vescovo^ il Papa potrà lasciare di rà la cavalcata siano nette, dalla porta
baciar la Croce, e senza incenso pigliar cioè della città, alla chiesa, ornate di ver-
solamente l'aspersorio di mano d'un car- dura, d'arazzi e simili ornamenti. Per
dinale il più antico prete, e se vi saran- tale strada si potranno erigere archi trion-
no cantori e clero sufficiente, si potrà can- fali adorni di festoni e pitture, e tali da

tare il Te Deum j il Papa egualmente potervi passare comodamente il Papa


dando la benedizione, e facendo pubbli- a cavallo sotto il baldacchino. Che la por-
car l'indulgenza, se pure non volesse dar ta della città sia ancor essa ornata con fe-
la benedizione solenne con indulgenza stoni con l'arme del s. Protettore e Av-
nella moltinaseguente nel finedella mes- vocato della città, quelle della Chiesa u-
sa. Nella mattina, che seguirà al suo ar- niversale, del Papa, del cardmal protet-
rivo, il Papa celebrata o udita la messa, tore se vi sarà, e quella della Comunità,
e recitato l' itinerario, seguiterà il viag- e non d'altri. Che fuori della porta della
gio. Quest'ordine si potrà osservare sem- città, se non vi sarà chiesa vicina, sia con
pre in ogni luogo, ne' semplici ingressi, travi e arazzi formata una camera pel
per quello pontificale si potrà osservare Papa e i cardinali, nella quale si farà uti
l'ordine seguente, cioè per qualche città altare con 4- candellieri e sua Croce, sul
principale e insigne , e dovrà essere si- quale si dovrà posare il ss. Sagramento,
mile alla cavalcata del Possesso ^
con mentre si ordinerà la cavalcata e i' in-
quanto altro si dirà. Dell'entrata solen- gresso solenne; e da banda si prepari una
ne che potrà fare Sua Santità nelle cit-
^
tavola per collocarvi la falda e la stola
tà insigni. Prima deve il vescovo ordina- che Papa dovrà ivi prendere; ed avan-
il

re, che la cattedrale sia polita, ornata e ti r altare sia un genuflessorio pel Papa

parata più festivamente che sia possibi- e banchi pe'cardioali; da una parte poi
ornata con festoni e ver-
le; e la porta sia si tenga pronto un tappeto con cuscino,

dura con Tarme del Santo, quella della sul quale il Papa si dovrà inginocchiare
Chiesa universale, cioè Padiglione e chia- alla porta della città, per baciare la Cro-
vi, del Papa e del cardinal protettore, ce che ivi pure si preparerà. Deve la co-
se vi sarà, e non d'alti i. Che nell'altare munità preparar due baldacchini nuovi,
maggiore vi siano 6 candellieri nobili uno bianco pel ss. Sagraniento, l'altro ros-
con candele di cera bianca di libbre due so pel Papa, ciascuno con 8 aste lunghe
e la Croce in mezzo, con tutte l' Imma- 1
4 palmi. Ne'pendoni del i .°a'4 l^li si po-
gini, Tabernacoli e Reliquie propri de* tranno dipingere il seguo del ss. Sagra-
giorni solennissimi. Avanti l'altare si pon mento, l' immagine del s. Protettore, e
ga il geuuQessorio o faldistorio ornato eoa jili stemmi della Chiesa universale e del
6o V I A VI A
Papa: se vi pendoni si pO'
saranno altri porta della città fino alla cattedrale schie*
Iranno duplicare l'armi, ovvero aggiun- rato e distinto per ale laterali, per evi-
gervi qualche mistero o simbolo, del ss. tar confusione e acciò la cavalcata solen-
Sagi amento o della Passione, senz' altri ne proceda ordinatamente senza verun
sleraoii. Ne'pendooi del baldacchino pel trattenimento; dovendo bastare che il

Papa, 8Ì potranno dipingere l' immagine solo clero cattedrale, col vescovo, in fine
del «.Avvocato e Padrone della città, l'ar- camminassero a piedi avanti la Croce
mi della Chiesa universale, del Papa e pontificia. Arrivato che sarà il Papa la
della Comunità, e non altre se avanze- : sera precedente o la mattina al luogo
ranno pendoni vi si potranno aggiunge- destinato fuori della città, si fermerà ivi
re r immagine de' ss. Pietro e Paolo. Di a dormire o a pranzo; e quando sarà
più deve preparare la comunità almeno tempo di cominciare la cavalcata, piglie-

20 torcie bianche da portarsi avanti il rà la mozzetta sul rocchetto, e la stola


ss. Sagramenlo. Potrà ancora vestire con ordinaria, e monterà a cavallo. All'uscir
livrea (ossia uniformemente) da aS sino da detto luogo, gli si faranno innanzi i

a 5g giovani nobili, li quali anderanno priori della città, presentando al Papa


incontro al Papa fino al luogo ove si fer- nel bacile le chiavi di essa, e baciati ì suoi
merà, e poi cammineranno sempre a pie- piedi, anderanno sempre avanti alla Ghi-
di avanti al suo cavallo e fino alla chiesa. nea che cavalca, intorno alla quale ed al-

Dovrà ancora preparare un bacile d'ar- le bande anderanno i memorati nobili


gento, dove si poseranno le chiavi della giovani vestiti a livrea. I cardinali in
città legate con un cordone di seta ros- detto luogo piglieranno l'abito ordinario
sa, da presentarsi dal magistrato al Pa- proprio della città, cioè rocchetto, man-
pa. Volendo Sua Santità fai e questa en- telletta e mozzetta, e cavalcando segui-
trata di mattina, conviene che la sera ranno il Papa sulla mula pontificalmen-
avanti si fermi a dormire in qualche pa- te ornata fino alla porta della città, do-
lazzo luogo comodo più vicino alla cit- ve mentre il Papa piglierà la falda, essi
tà; se vorrà tarla nel dopo pranzo, po- deposte la manlelletta e la mozzetta, as-
trà fermarsi a desinare in un luogo simi- sumeranno la cappa e il cappello ponti-
le per dar tempo che si ordinino e pre- nuovo monteranno a cavallo.
ficale, e di

pariropo le cose necessarie, per le quali Il Papa smontato nella stanza presso la
occorrono 5 ore circa di tempo. Il ss. Sa- porta, dopo orato innanzi il ss. Sagra-
cramento, che sarà arrivato il giorno a- menlo, alzatosi piglierà la falda e la sto-
vanti, non deve entrare nella città, ma si la preziosa, si porterà sopra la cliinea, e
deve posare in una chiesa fuori della por- poi disceso, accompagnato da due diaco-
ta, la più vicina che vi sia, e poco prima ni, andrà 4 P^^si a piedi fino alla porta,

che cominci la cavalcata pel solenne in- dove inginocchiatosi sul tappeto e cu-
gresso, si potrà portare con decente com- scino, e baciata la Croce, presentala dal
pagnia e lumi da delta chiesa all' altare vescovo in piviale, rimonterà sulla chi-
della sunnominatastanza, preparata pres- nea, e 8 cittadini de* più nobili alzeran-
so la porta della città, (ino alla venuta no il baldacchino sulla di lui sagra per-
del Papa. Un'ora prima che cominci la sona. Mentre Papa piglierà la falda, si
il

cavalcata, deve il vescovo in piviale e mi- porterà il ss. Sagramenlo al suo luogo
tra con tutto il suo clero secolare e re- nella cavalcata già ordinata, sul quale si

golare trovarsi alla porta della città, con porterà il proprio baldacchino da 8 pre-
tulle le Croci, Insegne e Reliquie solile li o chierici in cotta con torcie accese.
portarsi in processione; e se il clero sarà Ecco l'ordine della cavalcata. La milizia
molto numeroso, potrà ordinarsi dalla e soldatesca della città, a piedi ed a ca-
V I A VIA 6i
vallo. I carriaggi poDiindi colle loro co- tifici!con vestì rosse, e il baldacchino so-
perle. La squadra di cavalleggieri papali. pra il ss. Sagramento, portando le aste 8
Li Ironibelli. Le valigie de'caidiuali por- preti in colla. Mg." sagrista colla sua fe-
tate da'Ioro famigliari. Li mazzieri o aiu- rula in mano. Li principi (feudatari e
tanti di camera de'cardinali colle mazze sovrani) che soglionosedere nel banco de*
d'argento sull'arcione. Altri famigliari e cardinali, se ve ne saranno. 11 Papa col
gentiluomini de' cardinali. Curiali laici. cappello di velluto rosso pontificale sotto
Barbiere e sartore del Papa con valigie il baldacchino portato da 8 cittadini no-
e cappotti rossi. Scudieri pontifìcii con bili, ed avanti a lui il magistrato a pie-
vesti rosse. Nobili della città e della cor- di co'detti nobili giovani intorno alla chi-
te. La chinea colla scala per montare e nea. Inoltre dalle bande le guardie sviz-

smontare Papa. Le chinee bardale e


del zere coll'alabarde, cominciando cioè dal-
ornate, condotte a mano, col maestro di la Croce Dietro il Papa il suo
pontificia.
stalla. Due aiutanti di camera del Papa maestro camera in mantelletta; cop-
di
con vesti rosse, e colle sue valigie di vel- piere, segretario e medico in vesti rosse.
lutorosso.Li camerieri ex^rfl wm/05, col- Li cardinali in cappe co'cappelli rossi so-
le vesti rosse senza cappello. Il procura- pra mule pontificalmente ornate. Li pre-
tore fiscale, con gli avvocati concistoria- Iati vescovi assistenti al soglio co' man-
li, insieme a'segretari, con cappucci pao lelloni, cappelli e mule con finimenti pon-
cazzi. Li cubiculari apostolici del colle- tificali. Gli altri vescovi nel medesimo a-

gio de' partecipanti. Li camerieri d'ono- bito solenne. Li vescovi che non avran-
re di Sua Santità. Li cappellani del Pa- no manlelloni e cappelli pontificali. Li
i

pa. Li 4 camerieri segreti del Papa co' 4 protonolari, li referendari, ed allri toga-
cappelli pontificali. Tutti con vesti rosse. ti. Se la città, il Papa, non
dove entrerà
Li segretari. Gli abbrevialori. Gli acco- sarà della Chiesa (forse dovrà inten- si

liti. Li chierici di camera. Tutti in man- dere di diretto dominio, comechè infeu-
ici letta. Gli uditori di Rota nel loro abito data ad alcun vicario temporale della
nero (allora), con rocchetto e mantellet- medesima), ma di qualche duca o prin-
ta (meglio mantellone). Li suddiaconi a* cipe, deve esso, trovandosi nella città, a-
postolìci con vesti paonazze e rocchetto. spellare il Papa alla porta, e prima che
Li baroni, principi, duchi, marchesi, con- Sua Santità entri, far levare le porle dai
tie altri titolali. Gli ambasciatori de're, gangheri, e posarle in terra, sulle (juali

repubbliche e principi grandi. Li princi- ilPapa cavalcherà (appunto per dimo-


pi assistenti al soglio. Il clero e canonici strazione di supremo dominio, come luo-
della cattedrale a piedi immediatamente go spettante allo slato della Chiesa), edili
avanti la Croce pontificia, col vescovo in tal caso non occorre, che li priori presenti-

piviale e mitra. Li maestri di ctremonie no le chiavi. Dopo che il Papa avrà baciata
in sottane rosse con 4 mazzieri del Papa la Croce, e sarà rimontato a cavallo, deve

dalle bande colle mazze d'argehlo.


sud- Il quel principe fare \\\GÀi\oò'ìPalaJrenierey
diacono apostolico colla dellaCroce in abi- con menare per il fieno la chinea di Sua

to di mantellone e cappuccio,col cappello Santità; e camminare a piedi sino che il


nero ponlificale,in mezzoedueullìciali^e Papa gli dia licenza di montar anih'egli a
virga ritbea, in manlelloni paonozzLcon cavallo, ed allora potrà farlo. Arrivalo
b»colo bastone.Li due chierici di cappel- che sia il ss. Sagramento alla chiesa, mg."^
la colle lanterne. Venti preti o chierici a sagrista con 4 cappellani lo leveranno
piedi con torcie accese avanti il ss. Sa- dulia chinea, e 4 delle prime dignità o
cramento. Questo portalo sulla thinea canonici della cattedrale, vestiti di cotte
menala a Diano da due palafrenieri pon* e stole) lo porteranno sull'altare maggio-
G2 VIA VI A
re. 11 Papa arrivato alla chiesa, smonta- le vi è poca differenza, soltanto una mag-
to dalla cliinea sur un tappeto già pre- gior pompa la distingueva. Imperocché
paralo, la chinea verrà custodita da uno ilPapa, nella chiesa, o luogo preparato,
de* giovani nobili del comune sorlilo a oltre la falda, assumeva 1' amitto, il ca-
sorte, per poi restituirla al Papa, dopo mice, il cingolo, la stola, il piviale, la mi-
che gli avià fatto dare una mancia per tra, ovvero il regno prezioso, ossia la mi-

dividersi co'compagni.ll baldacchinopor- tra preziosa o triregno. In veqe di caval-


tato sul Papa, di lagione toccava a' suoi care, pei" maggiorcomodità e decenzajpo-
palafrenieri; e quello sostenuto sopra il teva farsi portare in Sedia. I cardinali
ss. Sagramento, apparteneva ai sagrista, collecappe rosse, precedevano e non se-
a* maestri delle ceremonie, ed a* palafre- guivano il Papa, cavalcando immediata-
nieri della chinea che lo porta, in egua- mente dopo il ss. Sagramento. Se eravi
li porzioni. Smontato il Papa dalla sua alcun principe, cui era concesso sedere
chinea, giunto alla porta della chiesa e nel banco de' cardinalij dovea cavalcare
levatosi il berrettino, coU'aspersorio pre- innanzi adessi, ovvero tra que' cui sede-

so dal vescovo in piviale, aspergerà se e va.Del resto, nella cavalcata e nelle ce-
gli altri; indi copertosi coi berrettino, remonie pratica vasi il descritto per l'en-
porrà l'incenso nel turibolo, ministrando trata solenne. Si poteva aggiungere, nel-
la navicella il cardinal i.° prete, dal qua- l'ingresso pontificale^ per maggior solen-
le poi il Papa sarà incensato 3 volte. Al- nità, le bandiere o vessilli piccoli portati
lora il vescovo intonerà il Te Dcum^ da 12 cursori, il vessillo grande della cit-

quale continueranno i cantori^ ed il Pa- tà, quello del Papa, e per ultimo quello
pa si porterà all'altare maggiore, inginoc- della Chiesa romana. — Notai, che 1' o-
chiandosi sul faldistorio per venerare il pera del p. Gallico, restando incomple-
ss.Sagramento. Finito l* inno, il vesco- ta, non riporta la relazione dell'ingresso
vo dalla parte dell'Epistola, rivolto al Pa- di Clemente Vili in Ferrara: io però vi
pa, senza mitra canterà versetti, Pro- i supplii in queir articolo, o voi. XXIV,
U'ctornosler^co\VoYSiZ\Qx\eyDeus omnium p. 1 46, col Frizzi, Memorie per la storia
fidelìum. come sopra parlandosi del sem- di Ferrara. Da tale descrizione si potrà
plice ingresso. 11 che fatto, il Papa alza- confrontare lamaggior pompa della di so-
tosi, bacierà l'altare maggiore nel mezzo, pra riferita ; che fu più numerosa la caval-
e previa genuflessione al ss. Sagramento, cata, e che il Papa fu portato \x\ Sedia gè-
dopo il Sit noììien Domini etc, senza stataria^ colle vesti pontificali, e il Trire-
nuova genuflessione al San*
voltarsi, fatta gno \xì capo. Ma fermandomi sul proposto
tissimo, tiratosi per rispello un poco da dal Mucanzio, presso il p. Gattico,sulla ca-
parte, rivolto al popolo darà la benedi- valcata solenne, non accorgendomi della
zione, dicendo Benedicat vos omnìpo- posteriore avvertenza,di sopra riprodotta
tcns Deus etc. Dopo la benedizione, il sull'incedere de'cardinali, dissi col p. Gat-
vescovo pubblicherà l'indulgenza conces- tico,aver essi cavalcato dopo il Papa, men-
sa dal Papa. Il quale potrà ritirarsi in tre qui rettificandomi, debbo dire che ia
sagrestia, o in altro luogo a ciò prepara- vece lo precederono. Fu vera astrazione,
lo nella chiesa, e ivi deporrà la falda, e poiché neppur allora ignoravo e vedeva,
poi passerà al suo alloggiamento, accom- essgre regola generale d' ogni funzione,
pagnato da' cardinali in mantelletta e che i cardinali precedono il Papa, se in

mezzetta, pera ver deposte le cappe. Del- paramenti sagri. Io seguono, se vestito,

V entrata pontificale del Papa, con pi' di mezzetta e stola. — Il p. Gallico, nel-
viale e il regno^ che potrà fare in Ferra- l'itinerario di Clemente VIII, dal propo-
ra. Fra l'entrata solenne e la pontifica- sto, passa alla descrizione dell'effettualo.
VI A VIA G3
Qtiesto cnn<jlsle nel descrivere lo tiepn- articolo, ingegnandomi in altri di soppe-
larione del legalo n laferc di Roma, nel- rirvi possibilmente, cioè quando mi riu-
1' assenza di Clemente Vili, falla in con- scì di poterlo fare), per le relazioni indi-

cistoro segreto, nella persona dal cardinal vidue pubblicale, e piii di tutto per quel-
Innico d'Avalos d'Aragona. Nell'enume- le ufììciali dateci da' Diarii di Roma e
razione enomina degli uflìziali e persone da' Giornali di Roma, di cui largamen-
che formarono 1' accompagno del ss. Sa- te mi giovai, olire gli storici de'Papi. Per-
gramento. Della sua partenza da Roma tanto, come in progresso del presente ar-
e dell'ordine tenuto; delle sue stazioni e ticolo ho praticalo, senza citarli, indiche-
particolarità in esse avvenute, e prima a rò talvolta in corsivo appena alcuni de'
Castel Nuovo di Porlo, di Civita Castel- tanti numerosi articoli che si ponno leg-
lana, di Narni, di Terni, di Spoleto, e qui gere, siccome riguardanti i viaggi, le vil-
precisamente resta interrotta la ptdìblica- leggiature e le visite de'Sommi Pontefici
zionedeirifìnerario,nelqua!esi ricordano Romani, ne* quali si troveranno le noli-
pure luoghi per cui transitò il ss. Sngra-
i zie di dettaglio, già nelle delle loro bio-
menfo.LaondenulIaèdeftOjComeClemen- grafie almeno in buona parte accennate.
te Vili loseguì.E quibastino lenozioni ge- Perchè questa ricapitolazione riesca me-
nerali proemiali sui viaggi e villeggiatu- no monotona, v* inlreccierò qualche al-
re de'Papi. — Oro mi si presenta pe'due tra nozione, anrhe per tener presenti le
argomenti un imponente e vastissimo due seguenti opere, le quali pure già ado-
campo di XIX secoli, fecondo di avveni- perai in buona parte, nel compilare gli
menti d'ogni genere, se dovessi descri- accennati articoli. Quanto poi alle ordi-
verli, però sarebbe forse affatto ripetizio- narie straordinarie gite o piccoli viaggi
ne. Imperocché, io già vi ho supplito, cre- ne' dintorni di Roma, o città e luoghi vi-

do quasi per tutti, cioè in ogni biografia cini ad essa, in generale appartenendo
de* Papi, che vanno tenute sempre pre- alla categoria di villerecci sollievi e cam-
senti, massime di quelli che nominerò in biamenti d'aria per pochi giorni, anco
corsivo, non meno gli articoli di slati, cit- per molivi di salute, potendosi compren-
tà e luoghi onorati dalla presenza de'Pa- dere nella categoria della Filleggiatnra
che dovrò no-
pi stessi, e in altri relativi, de* Papi, siccome 1* articolo si com pene-
minare; non dovendo recare meraviglia tra e rannoda con questo interamente,
se in alcune città e luoghi, ancorché il così per brevità insieme al presente li tra-
lustri, non si conosce se alcun Papa gli ab- sfusi, quello di Castel Gandolfo descri-
bia onorati di sua presenza, poiché, me- vendo la villeggiatura ordmaria, ed in
no eccezioni, i Papi viaggiarono nelle vie fine riporterò la continuazione di tale
pubbliche ordinarie, per cui ìluoghi lon- villeggiatura sino ad oggi,dopo avere ri-
tani da esse restarono privi dell' onore medesima, secon-
ferito altre notizie sulla
e consolazione di vedersi confortati dal- do l'ordine progressivo de'tempi. Viaggi
le loro persone, siccome posti fuori di sif de'Papi dell' abbate Francesco Gusta,
falle strade. In tali numerosissimi articoli Firenze I 782. De\'iaggi da* Sommi Pon-
ancora descrissi, per quanto mi fu dato, tefici intrapresi cominciando da s. Pietro
il motivo e il successo del viaggio o vii- apostolo sino al regnante Pio FI. Ope*
leggiatura o visita di ciascuno, le cose ra in due parti divisa dell* ah. Antonio
principali avvenute nel decorso di essi e Severino Ferlone,nella quale si dà Videa
nel soggiorno de* Popi, eziandio con par- degli affari interessanti la storia e il
ticolari ;
principalmente da*primordii del governo de Pontefici viaggiatori^ Vene-
secolo passato a'nostrigiorni(o a meglio di- zia 1783. Nella I." parte traila : De'viag-
re fino alla pubblicazione d'ogni singolo gi per altrui volontà iutrapresi da' Som-
6i VIA VIA.
mi Ponlefici, e spesso ancora per altrui Romani Pontefici spedivano i loro legati,
persecuzione e violenza. Nella 2/ parte e non mai movevansi da Pioma loro resi-
tratta; De' viaggi da' Sommi Ponlefici denza; anzi la loro residenza nell'alma ed
intrapresi per importanti affari. 11 Gu- eterna città divenne a poco a poco neces-
sla,che l'avea preceduto d'un anno, si saria affine di rispondere alle molte que-
propose di dare ragguaglio de' princi- stioni, che di continuo e da tutti vesco- i

pali viaggi de' Papi, da s. Innocenzo I vi erano ad essi proposte, e confermare

del 4093 Pio VI del i 782, nulla dicendo ancora colla loro autorità le decisioni de-
delle piccole gite fatte da'Papi ne' propri gli stessi concilii ecumenici. Quale Ve-

stali per piacere, o per interessi partico- scovo della Chiesa universale, quindi di
lari. Egualmente non volle discorre-
egli rado e soltanto per casi straordinari, il
re de' molli viaggi fatti da loro ne'primi Papa inducevasi ad assentarsi da Roma
tre secoli della Chiesa, in cui benché tutti sua propria, vera e naturale sede ; e per-
avessero la loro sede in Roma, che mira- ciò iloro viaggi sono stati descritti dagli
bilmente Dio, ad onta di tutti gli sforzi e storici ecclesiastici e divenuti celebri ne-
persecuzioni degl'imperatori idolatri con- gli annali e fasti della Chiesa. Non sono
tro lo stabilimento del cristianesimo, de- per altro sempre stali il vero oggetto di
stinò per il cenlrodella nostra vera ss. Re- tali viaggi, gli essenziali interessi della
ligione e per slabile cattedra del suo Vi- religione, poiché in più occasioni ebbe-
cario in terra, nondimeno erano spesse ro a precipuo fine la conservazione de*
volte costretti a fuggire da quella città per dominii temporali da più che undici se-
sottrarsi dal furore de'tiranoi, e reprime- coli legittimamente acquistati per ma-
reancora le loroardenti brame di mori- nifesta disposizione della divina prov-
re per Cristo, affine di confortare colla videnza, per r azione libera e indipen-
loro presenza gli afflitti fedeli, animan- dente della loro suprema dignità spi-
doli a incontrare lietamente i più fieri rituale; e la paterna mediazione tra*
tormenti che la fierezza de' gentili seppe principi cristiani per ristabilire la Pace
mai e inventare eadoprare crudelmente. e la quiete de' loro popoli, persuasero i

L'attenzione del Gustasi rivolse a'tera- Papi, infiammati sempre di tal desiderio
pi succeduti allo stabilimento del cristia- a segno che per l' acquisto di loro indul-
nesimo e sua libera professione, per la genze ingiungono espresse preci, a intra-
conversione ad esso di Costantino I il prendere simili viaggi, anche in vecchia
Grande, ne* quali la Chiesa arricchita elà,che suole non andare esente da malori,
maestà della Se-
di rendite, accresciuta la malgrado che spesso furono faticosi e in-
de Romana, Vicari di Gesù Cristo di-
i comodi, anche per motivo delle stagioni
vennero segno dell'universal venerazione in cui li fecero. I più gloriosi però furono
de' popoli, compresi d'ammirazione nel i violenti, le prepotenti deportazioni, gli
vedere la suprema e più sublime dignità esilii, sostenuti con eroismo, a difesa delia
terrena, accompagnata di frequente da il- purità della fede,della giustizia e del pria-
lustri esempi e dallo splendore d'eroiche cipato temporale, che la storia segnò a
virtù. In que' primi e felici secoli della caratteri aurei ed eterni. Per le rivoluzio-
Chiesa, i vescovi e patriarchi dell* Orbe ni de' libertini, avidi d' usurparne il po-
cattolico erano nondimeno costretti, per tere civile,e per gliscisrai derivati da orgo-
lostabilimenlodella disciplina della Chie- glio e ambizione, tanto funesti alla Chie-
sa, o per condannare errori dogmatici, a sa, molte volte i Papi furono costretti fug-

fare molli e lunghi viaggi per radunarsi gire da Roma e vagare anche io estranee
uè' Conciai e Sinodi, celebrati or nel- regioni. Di che il Gusta non volle occu-
r Oliente e or nell' Occidente, a' quali i parsi, oelladesciizione de'priocipali viag-
V I A VIA 65
gì de'Papi. Mi è nolo che suirargoraenlo poslolico di Valacchia. La s. Sede soleva
Sdissero ancoia alili, come i segueoli, nelmedio evo scegliere fi'a gli ordini de*
mentre delie descrizioni de' viaggi spe- Francescani e àt Predicatori missiona- i

ciali, e del soggiorno de' Papi in alcune ri, col carattere altresì d'inviali e nunzi
cillà o luoghi, pollando di essi ne ripor- ponlificii,che spediva a'principi e alle na-
tai un bel numero. Ilistoire des voyages zioni perla propagazione delia fede, non
des Papes dtpuis Innocent I, jusijuà meno che per la propagazione della civil-
Pie FJy avcc des notes, Vienne 1782. tà, di cui emineiktemente furono e sona
Journal historique et litteraire de Lu- benemeriti Papi. Questi poveri religiosi,
i

xemhourgf avril ifj^Z. Les voyages


i abituati aduna vita dura e mortificata,
des Papes 1782. Notizie istorìche intor- durante loro lunghi viaggi si contenta-
i

no a viaggi fatti da' Papi per abboc- vano di poco; sapendo sopportare facil-
carsi co'' principi, Bologna 1782. A.* no- mente la fame, la selee ogni privazione,

siri giorni il celebre storico Giovanni de potevano con poco dispendio compiere
Miiller scrisse ancora : f^iaggi de' Papi, lunghe peregrinazioni. La vita studiosa
Il Bidlariimi Ronianiim^ per la data del- del chiostro e 1' esercizio delia predica-
le bolle e diplomi pontifìcii, oflVe sicure zione, dando loro inoltre grande abitu-
nozioni de' luoghi ove furono i Papi, co- dine a parlare, li faceva più opportuni
me dell' epoche. Siccome accennai di so- degli altri a convincere coloro, a' quali
pra, e dovrò ripetere in progresso del venivano spedili. La profonda fede da
presente articolo, le tante dimostrazioni cui erano animali, il loro zelo iliitnilato
divote e filiali di cui Pa- sono oggetto i pei trionfo della Chiesa e la salute delle
pi viaggianti, in ogni tempo le riceve- anime^ facevano si ch'eglino dimenti-
rono, e ricevono, anche i loro rappre- cassero se stessi per attendere solo allo
sentanti Nunzi e Legati apostolici, ed scopo di loro missioni. Ambasciatori scel-
altri simili inviali^ appunto riconoscen- ti in altre classi, e per remote regioni,
dosi in essi il mandato dal Sommo Pon- forse in quell' epoca non avrebbero pre-
tefice, il rappresentante la sua santissima sentale le stesse garanzie di abilità, di
persona. Pertanto in molteplici articoli abnegazione, di zelo e di fedeltà. Inno-
ne descrissi i viaggi, e le grandi, solenni cenzo IV nel 1252 formò una società di
e festive dimostrazioni di venerazione ri- Religiosi Pellegrinanti per amor di Cri-
cevute da' popoli, anche non cattolici, sto, onde COSI aver sempre missionari
dall'Episcopato, dalle magistrature e da' pronti a intraprendere lunghi e penosi
principi sovrani; tulli quanti con l' in- viaggi per predicare il Vangelo, e così
tendimento di onorare in ciascuno di ingrandire il regno della Chiesa. Trasse
essi r augusta e sagra persona del som- i membri a comporre tale società dagli
mo Gerarca della Chiesa cattolica e del ordini di s. Domenico e di s. Francesco,
successore di s. Pietro. Ne sono recenti che pieni di vita, dovunque operavano
esempi, dell'odierno pontificato, l'andata meraviglie. L'Angelico s. Tommaso d'A-
in Parigi del cardinal Patrizi, colla di- quino, ad eccitamento di s. Raimondo
gnità di legato a latere, sebbene con mo- di Pennafort, scrisse un'opera per questi
desto Treno (F.)', di mg.' Ferrieri am- missionari , esponendo chiaramente e
basciatore pontifìcio al sovrano mao- con metodo le verità della religione cri*
mettano della Turchia {F.)i ede'nunzi Alessandro IV continuando V o*
sliana.
di Vienna, mg.' Viale-Prelà e rag.' De pera del suo immediato predecessore, di
Luca, inviati del Papa nell' Ungheria e molto promosse la creata società de'mis-
in Transilvania (F.), di che ragionerò sionari, concedendole moltissimi privi-
eziandio nel descrivere il Vicarialo a- legi e facoltà. £ da un breve nel i258

VOI. xcvii. 5
66 VIA VI A
diretto a* francescani si conosce T esten- Irò della Superstizione e dell'errore. Ivi,
sione delle loro missioni, colle quali era come s. Leone I descrive, i bronzi e le pie-

spesso congiuta la qualità di nunzi apo- tre erano profumale e riverite co'sagrifl-
stolici. In esso è detto, che i religiosi an* %\; ad ogni passo era un tempio consagra-
davano tra' saraceni, i pagani, i bulgari, to al demonio, sotto la denominazione di
i dimani, gli etiopi, i siri, gì' iberi, gli false e favolose divinità; le più nefande
alani, i gazari, i goti, i ruteni, i giacobi- sozzure erano tenute per sagre, e le lai-

ti. i nubiani, i nesloriani, i giorgiani, gli dezze più vergognoseperatti di religione;


armeni, gì' indiani, i mosleliti, i tartari, ogni sorta di vizi era giunta all'eccesso,
gli ungari, i turchi e altre nazioni infe- trionfava la dissolutezza. Si accinse s. Pie-
deli o scismatiche dell'Oriente, e di qual- tro al viaggio di Roma, secondando mi- i

siasi altra regione. rabili disegni della divina provvidenza,


La storia de* viaggi de' Papi comin- la quale avea alzalo V impero de' romani
cia dal primo Sommo Pontefice e prin- al più alto grado di formidabile potenza
cipe degli depostoli s. Pietro. Scam- e di monarchia universale, per agevolare
pato cogli altri Apostoli in prodigiosa la salutifera diffusione del Vangelo^ e co-
maniera e pel ministero d'un Angelo, dal sì piantare la rocca della fède nella me-
carcere di Gerusalemme^ per predicare tropoli del mondo, donde si potesse spar-
la dottrina di Gesù Cristo, e pe' miraco- gere rapidamente nella moltitudine de*
li che operava per divina virlù, s. Pie- popoli e nazioni soggetti al suo dominio,

tro si recò successivamente in Samaria, indi conquistare alla Croce tutto quanto
a Lidda^ a Jcppe^ a Cesarea. Intanto gli l'universo. Governata 7 anni la sede d'An-
Apostoli si dispersero per propagare l'^*- tiochia, di cui riparlai nel voi. LXVII, p.
vangelo e il Cristiane simo^ divine Mis- i3, vi lasciò soltanto per semplice vesco-
sioni che tuttora floridamente si fanno vo successore s.Evodio, partì dall'Orien-
continuare da'iuccessori di 8. Pietro. Que- te per portare all' Occidente, colla vera
sti dalla Palestina passò in altre parti Religione, la dottrina della salute eterna,
della Siria, nella cui metropoli Anlio- il regno de' cieli. Non è facile il dire, av-
chiayV anno 38 di nostra era, fissò la sua verte il Ferloue,per quali luoghi passò s.

sede; divenne allora la metropoli eccle- Pietro nel lungo suo viaggio da Gerusa-
siastica di tutto rOriente, com'era di que- lemme a Roma. Soggiunge, che
dal mar-
sto la più famosa, e qual già i
.'
sede del tirologio romano, da' menologi e menei
Vicario di Gesù Cristo, celebriamo la fe- greci, e dagli scrittori che nomina, può
sta della Cattedra di s, Pietro in Antio- congetturarsi che dalla Palestina si por-
chia. Dui ante il suo pastorale governo, lasse nelPonto,indi nella Bilinia,poi nella
ivi fedeli cominciarono a denominarsi
i Tracia^ di là facesse vela per la Sicilia,
CristianifCd egli non lasciò di fare diver- sbarcando a Siracusa, allora capitaledel-
siviaggi in altri paesi, per dilatare la co- r isola, dove raccolto assai frutto dalla
noscenza di Gesù Cristo, predicando la sua predicazione, ordinò vescovo di quel-
fede nelle provincie di Ponto, Galazìa, la popolosa città s. Marciano antiocheno.
Cappadocia^ Asia minore e Bitinia. Do- Da Siracusa si portò a predicare in Taor-
po tornato in Gerusalemme, ivi fu visi, mina, e vi ordinò vescovo s. Pancrazio o
tato da s. Paolo^ e ne udì la conversione. Brancazio. Di là andò a Catania (ora
Quindi s. Pietro per divina ispirazione arcivescovato) non molto distante, e vi la-

scelse Roma^ capitale di tutto l'impero sciò per vescovo s. Berillo pur antioche-
romano, per principale teatro di sue apo- no, compagno anch'esso del suo viaggio;
stoliche fatiche^ nell' intendimento d* as- finalmeoteenlrò in Roma al finiredell'an-
salire ildemouiojcheue avea fatto il cen- no 2.** o al cominciare del S."* di Claudio,
. V

V I x VIA Qj
come nlTerma s. Leone I, ecì ertidilamen- 10 narrai in quell' articolo. a I primi
te ilimostrail Cuccagui nella P'ita di s. partecipare i evan-
tesori della grazia
Pietro, contro l'epoca stabilita dal Va!e- gelica furono gli Ebrei suoi connaziona-
sio; cioè l'anno 43 o44- ^o nella biogra- li, che abitavano allora nel Rione di Tra-

fìa del s. A postolo, e altrove, ripoi-tai le di- stevere. Non si vede, che fossero molto
verse opinioni sull'anno della venula di s. in formati delle cose a GesìiCristo accadu-
Pietro in Roma, e col Novaes dissi, che s. te in Gerusalemme, e perciò non ebbero
Pietro passando per iV^//7o// vi piantola fe- parte alla sua Crocefìssione, perchè sulle
de (e altrettanto fece in Sicilia ed a Pisa), prime s. Pietro non fu mal accolto da es-
e stabilì in i.° vescovo s. Aspreno. La Ci- si, e molti eziandio se ne convertirono al-
K'illà Cnttolica fSei'ie dà4-', l-
4j P* 36 i, la fede. Passato quindi a predicare pub-
contezza con molta lode dclTopera, Del- blicamente a' gentili, con tanta avidità
la venata eli s. Pietro apostolo nella cit- accolsero l'Evangelo, che in breve si for-
tà di Napoli della Campania^ libri 5 mò di essi la Chiesa più numerosa e più
delcan. Giovanni Scherillo, Napoli sta- celebre di quante o' erano fondate, e se
bilimento tipografico di A. Testa iSSg. ne fondarono dipoi nelle città più cospi-
Giunse inRoraaneiranno44^'no*^^*^®''^» cue; e pochi anni dopo la loro fede meri-
e nel 45i a* 18 gennaio vi stabilì la sua s. tò d' esser celebrata da s. Paolo, che ne
Sede apostolica, trasferita da Antiochia, scrisse l' elogio nell' Epist. ad Rom. La
la quale sarà perpetua e stabile sino alla medesima nobiltà romana convinta dalle
fine dei mondo, malgrado i netnici di parole di vita che gli usci vano dalla bocca^
lei, e tutti gli sforzi furiosi dell'inferno volentieri piegava il collo al giogo soave
non prevarranno contro la pietra sulla di Gesù Cristo: uno de'primifu Pudente
quale é fondato V edifìcio mistico della seniore stipite di sua famiglia, che s'ebbe
Chiesa. Noi celebriamo in detto giorno pure r amore di s. Paolo, e diverso dal
Cattedra di s. Pietro in Ro-
la festa della Pudente giuniore nato dall'altro,e quin-
ma, in memoria perenne del felice av- di padre delle ss. Pudenziana e Prassede.
Tenimento. Il Giornale di Roma de* 19 11 Davanzali, Notizie al pellegrino della
gennaio 1860, riporta la dichiarazione basilica di ,?. Prassede^ celebra il i .° Pu-
fatta dalla rappresentanza comunale di nico Pudente, come il i.° che abbraccias-
Roma al Papa Pio IX, nel dì preceden- se in Roma la fede, e quale ospite di s*

te, per mezzo del senatore di Roma mar- Pietro, che nel suo palazzo e Terme (del-
chese Matteo Antici-Mattei, il quale fra le poi Novaziaoe e Timotine dal nomede
le altre cose disse: » Che Roma senza il figli diPudente giuniore), vi celebrava i
Pontificalo non vivrebbe ora che nella divini misteri, amministrava sagramenti i

storia, eche questa eterna città deve sol- e predicava, il cui luogo fu tosto cambiato
tanto a' Papi il rinnovellamento dell'an- in tempio sotto il titolo del Pastore a si-
tica grandezza ". Può vedersi, De Ro- gnificar la persona di Gesù Cristo, il qual
mano divi Petri itinere^ et Episcopatu, titolo si attribuisce datogli da s. Pio I più
ejiisqne antiqidssimis imaginibus, exer- tard i I i era la Ca ttedra dis. Pietro ^t V Al-
citationes historico^crilicae^ auctore Pe- tare ligneo su cui celebrava, riparlalo nel
tro Francisco Fogginio s. th. d. ad De- voL LXXV, p. 36 e seg., 66 e seg.Da que-
nedictum XIV Pontificem Maximum, sto luogo scrisse la i.* sua lettera a' cri-
Florentiae I74i' Viaggio di s. Pietro stiani dispersi perle provincie, nelle quali
a Roma impugnato da* Valdesi del Pie- avea promulgato il Vangelo, spedì molli
monte con falsità^ cavillosità e mala discepoli a predicare ne'luoghi suburbani
fede incredibili Torino i856, tipogra-
i e nelle migliori città d' Italia, nell' isole
fia Agostini. Ma chi sono i Valdesi^ adiacenti, eziandio nelle Galliee in Bre-
GS VIA VI A
tagno, e probabilmente nelle Spagne e suo nascere. Afflitta la chiesa di Geru»s-
nell'Africa, e iu Egitto mando Marco s. lemme dalla persecuzione d'Erode Agrip-
a fondare la chiesa d* Alessandria, dopo pa, s, Pietro fu incatenato emesso in car-
aver scritto V Evangelo sotto la sua det- cere, ma un Angelo ne sciolse le catene
!atara,cheapprovò.Di quando in quando e condusse fuor della prigione, mentre
s. Pietro si assenlòda Roma per esercitare egli si stava tranquillo, e la chiesa gero-
l'apostolico minislero,ed anche fondare i solimitana costernata per lui avea pre-
FescovaliSnhuìbicarii (che a'nostri gior- gato Dio perla liberazione. Morto Clau-
ni Napoleone I prelese sopprimere come ! dio nel 54 Nerone, parti
e succedutogli
pur dissi nel voI.LXXXlX,p. 47)- Intan- s. Pietro da Gerusalemme, e dopo aver
to i felici progressi della predicazione di probabilmente visitate le chiese di Pale-
s. Pietro olTesero non pochi ebrei, mal sof- stina, giàda molt'anni da lui fondate,
ferenti della conversione di moki lor con- venne in Antiochia antica sua sede e frut-
fratelli, e mossero questioni acerrime sul- to de'suoi sudori; vi ritrovò s. Paolo e 8.

la Venuta chi Messia dal s. Apostolo an- Barnaba apostoli, occupati in benefìcio di
nunziata. Le dispute e clamori giunsero i quella novella cristianità, e seco loro per
a quel segno di turbare alquanto la pub- alcun tempo dimorò. Dall'anno 55 al
blica tranquillila, onde l'imperatore Clau- Qj ci passano i 2 anni, dice il Fellone, ne'
dio nell'anno 5i, o secondo altri 53, con quali per iscarsezza di sicure notizie i

pubblico bando cacciò da Roma gli ebrei. viaggi di s. Pietro intrapresi a vantaggio
Non si può assegnare 1' epoca certa del- della Chiesa non si ponno individuare.
la partenza da Pioma di s. Pietro, se fu Ci avvisa s. Epifanio, che Pietro fonda-
compreso nel numero degli espulsi, o to il vescovato di Roma, al lungo e pe-
sepoco prima si fosse incamminato ver- noso viaggio del Ponto e della Bitinia
so r Oriente. Certo è che s. Pietro, non parecchie volte si accinse.- Sulpizio Seve-
si trattenne in verun' altra città d' Ita- ro indica s. nel 54, quan-
Pietro in Roma
lia, cui non si estendeva l' imperiale e- do Nerone divenne imperatorei e s. Dio-
ditto, ma si restituì direttamente a Gè- nisio vescovo di Corinto nel 6 , ci fa sa- 1
1

rusalemme^ condottovi dallo Spirito del pere, che s. Pietro giunse in quella cele-
Signore. Le chiese orientali, massime bre città della Grecia, e vi predicò l' fi-

erano a
quelle di Siria e della Cilicia , vangelo poco dopo d' esservi stato la i.*

que'tempi gravemente turbate da Cerin- volta s. Paolo; onde pare, che ritornan-
to j il quale alla numeroso par-
testa di do in Europa si fermasse per qualche
tito di eretici Cerìntiani\ propugnava la tempo in Grecia, indi rivedesse la sua
necessità della Circoncisione^ e di altre Roma.Veroè,chenon vi si dovette ferma-
raosaiche osservanze , oltre altri errori, non per alcun anno, poiché dall'au-
re se
Supernalmenle illuminato s. Paolo in tore del libro, Delle morti de'per secutO'
Antiochia, dell'arrivo di s. Pietro in Ge- ri, attribuito a Lattanzio, ricavasi ch'e-
rusalemme, delermiuossi di colà portare gli nuovamente tornò a Roma circa l'an-
la controversia al supremo tribunale del- no 58, che indica esserne partito alcun
il

la Chiesa, al priocipedegli Apostolijquin- tempo prima. La più parte degli erudi-


di in un concilio s. Pietro proferì l'oraco- ti vogliono di questo tempo la famosa e-
lo decisivo, e lutti si arresero alla supre- pistola di s. Paolo a'romani, in circostan-

ma di lui autorità , ed al suo Primato za che s. Pietro avvisalo de'dissapori del-


d'onore e di giurisdizione. Questo si può la chiesa di Galazìa, eravi corso sollecita-
dire, osserva il Fellone, il 1." viaggio in- mente a smorzar quell'incendio. Se poi
trapreso dal Romano Pontefice a bene giunto quest'altra volta in Roma, egli ne
della Chiesa minacciata di seisma io sul sia nuovamente partito , non è sì facile
VIA VIA 69
ì) poterlo ileterminare. S. Cinllo di Co* si contro il Capo della Chiesa, predican-
Hnto,spiegatoda Rudìoo, lo mette di nuo- te la castità, scongiurarono s. Pietro a
vo in viaggio verso Levante, lo fa rive- partire da Roma, e siccome era stato im-
dere Corinto in compagnia di Paolo, e prigionato nel carcere Mamertino, di cui
seco lui di nuovo calato in Italia e in Ro- pure ne* voi. LXXXIV, p. 119 e seg.,
ma. Che con s. Asterio d'Amasia si
se LXXXIX, p. 384, ne favorirono l'usci-

voglia, che giunto s. Paolo la i ." volta in ta. Ma giunto fuori la porta s. Sebastia-
Roma, pel suo appello a Cesare, trovasse no, incontrò il Redentore che veniva nel-
s. Pietro lutto occupato nella divina pre- la città, domandò: Maestro ove
ed a lui
dicazione, e seco si unisse a diffonder l'E- andate ? Rispose Gesù Vado a Roma :

vangelo, non da veruno impedito, nem- per esser di nuovo crocefisso. Ciò bastò
meno dal soldato messogli di guardia, a farlo retrocedere. Monumento dell'ap-
non sarebbe inverosimile il congettura- parizione è la chiesa di s. Maria de pian-
re, che Pietro saputa la morte di s. Gia- ctiSf nel luogo appunto detto: Domine
como, da lui ordinalo i.° vescovo di Ge- quo vadis? La comune opinione essere,
rusalemme, colà si portasse a consagrar- che fu crocefisso a' 29 giugno del 69, il
vi il successore s. Simeone e lasciasse , Foggini assegnando l'anno 66. Nel Gior-
Paolo in Roma non per anco giudicalo naie di Roma del 85o a p. 335, fu pub-
1

da Cesare. Infatti pare che s. Epifanio blicato nuovamente quanto dall' autora
supponga Pietro in Oriente, allorché Pao- era stato scritto e letto nell'accademia Ti-
lo assoluto da Nerone partì da Roma e berina nel i8i4, e stampato co* tipi de
si porlo nelle Spagne. E questa forse fu Romanis neli8i5: Roma destinala dal-
la cagione, per cui nell' epistole in que- la Provvidenza di Dio per la libertà de*
st'incontro scritte da s. Paolo in Roma, Papi^ dissertazione di A Coppiy con Ap- .

non fece alcuna menzione di Pietro allo- pendice delii aprileiS5o, Questo tito-
ra assente. Cose tutte, che non poggiano lo fu desunto dall'autore, da un'osserva-
senon su congetture, mancando monu- zione del Muratori, cui Annali prosile- i

menti per la verità cronologica. Si può gue, nel deplorare mali derivati al Pon-i

ben asserire, che l'imposture di Simon tificato dalla traslazione della sede in A-
Mago , le di lui voci scredi latrici di s. vignone, o meglio della residenza ponli^-
Pietro, le crudeltà di Nerone, e i gravi ficia, perchè s. Pietro ha fondato in Ro-
bisogni della Chiesa romana , sollecitas- ma la cattedra pontificale. Cominciala
sero circa il 67 o 68 il suo ritorno in Ro- dissertazione. »» Introduzione. Roma, che
ma dove svergognato e sconfitto l'em-
, di tanti e così grandi pregi si vanta , di
pio mago, e per alcuni anni continuan- uno sopra tutti gloriar si puole, di esse-
do le fatiche dell'apostolato, lo coronò col re, cioè, in ispecial modo dal cielo desti-
martirio glorioso per Roma, perchè il nala à governare i popoli. Tempo già fu
T'^alicano divenuta sua tomba, daxix se- in cui annoverava tra le sue provincie le
coli è il tenero oggetto di pie e fervoro- nazioni, fra gli esecutori de'suoi coman-
se pellegrinazioni, propugnacolo di Ro-
il di i sponde deh Teve-
re^ e riceveva sulle
ma e della Chiesa, ogni Cardinale^ P^C' re tributi che le si recavano dal Nilo e
i

scovo e Ordinario essendo obbligato a dall'Eufrate, dall'Istro e dalla Senna, dal


visitare di quando in quando i Limiiia A- Tago e dal Tamigi. Mentre il più gran-
postolorum. Io narrai nella biografia del- de degl' imperi era nel colmo del suo
l'Apostolo e I ° Papa,che Nerone per l'av- splendore, gettavansi fondamenti d'uq i

venimento tragico di Simone, incrudelì nuovo regno dagli altri ben diverso, per-
nel perseguitare i cristiani, i quali trope- chè in esso dominarvi doveva un princi-
landò che voleva furiosamente avventar- pe totalmente pacifico^ e Roma fu beq
70 VIA VI A
presto dal cielo prescelta ad esser il cen* peratore Traiano nell'anno 100, fu con-
medesimo. Acquistò essa allora dal
trocìel dannato a penoso esilio a Chcrso nella
Valicano una giurisdizione molto piti e- piccola Tartaria (il Rosweido lo disse ri-
stesa e piti nobile di quella che esercitas- legato a Leuca), ove per aver tratta gran
se dai Campidoglio ne'più bei giorni del- parte di quella provincia all'adorazione
la sua gloria. L'impero romano qual o- diGestiCristo,come rilevai nel vol.LXXU,
pra degli uomini, sebbene di uomini eroi, p. 299, a'23 novembreioa, legatagli al
in fine decadde, ma il regno della Chie- collo un'ancora, fu precipitato in quel
sa, siccome opera di Dio, restò inconcus- mare. Abbiamo B. Clementis Romani ;

so, e durerà sino alla consumoi-ione de* Pont.j De rebus gestis ,


peregrinationi-
secoli. Slabilità della Cattedra dis, Pie- bus etc. B. Petriap. interprete Perionii,
tro. Persecuzioni le più atroci, intermina- Parisiisi 555. L'imperatore Massimino I
bili rivoluzioni, disastri, saccheggi, rovi* nel 287 Sardegna Papa s. Pon-
rilegò in
ne, lutto cospirò per ismuovere la catte- zìano, e patì il martirio a'19 novembre
dra fissatavi dal Principe degli Apostoli, nell'isola del Tavolato o Tavolara, ^er-
ma sempre indarno; essa se ne restò sal- inaea y isola del mar Tirreno presso la

da ed immobile sulla sua pietra, a testi- costa nord-est della Sardegna da cui di-
ficare all'universo intiero che le porte
, pende, e dalla quale é lungi un 3.*' di le-
dell'inferno non potranno giammai pre- ga, nella provincia di Tempio. Papa s.
valere. La volontà del cielo su questo pun- Cornelio a'i4 settembre 255 fu vittima
to è ormai troppo palese. La serie de* della persecuzione,perché esiliato dall'im-
Pontefici scacciali da Pioma, e la Sede A- peratore Gallo a Centocelle , ora Civi-
postolica sempre immobile sul Vaticano, taveccJday vi morì sostenitore della fede.
indica a suflicienza che questa città è de* In questo vi é discrepanza di date e di
slinata ad essere la sede fìssa de' succes- persone, perchè il Novaes dice eletto s,

sori di s. Pietro. Il dominio temporale Cornelio nel 254^ la storia vuole truci-
conservato frale infinite rivoluzioni, che dato Gallo da'propri soldati nel 2 53, ed
per lo spazio di oltre dieci secoli agita- il Ferlone tutto riporta al 252. Il dotto

rono e sconvolsero l'Europa dimostra , arcivescovo d'Iconio mg."^ Annovazzi nel-


abbastanza, ch'essa forma un patrimonio la sua bella Storia di Civitavecchia, art.
della s. Sede, quanto conveniente altret- 2.°: Esilio quivi soffèrto da s. Cornelio
tanto inamovibile, e da tuttocìò mi sem- Papa, lo dice avvenuto 25 sotto De-
nel 1

bra che si possa con ogni sicurezza de- ciò. E che stando il Papa a Centocelle
durre, che Roma e destinata dalla Prov- non ommetteva l'apostolico ministero, e
videnza dì Dio per la libertà de Papi. vi riceveva lettere da' vescovi dell'Orba
Prova irrefragabile di questa proposizio- cattolico. Richiamato a Roma nel settem-
ne ne sia la storia. Elenco de' Papi espul- bre 252, vi consumò la vita sotto cru-
si da Roma. Appena erano decorsi 7 an- deli tormenti a' 1 ^ota però il patrio sto -
4-
ni dacché la cattedra apostolica era stata rico, che altri vogliono che la sua preziosa
trasferita in Roma, che lo slesso Principe morte sia avvenuta in Centocelle, il cor-
degli Apostoli fu costretto di allontanar- po trasferendosi a Roma. Se è vero poi
sene per un lustro, in forza d' un editto che fu richiamalo a Roma s. Cornelio, al-
dello stupido Claudio". Fin qui il Coppi, lora il successore non sarebbe
s. Lucio I

che alla sua volta riprodurrò con alcun slato cveaio probabilmente Papa nel 2 55
tratto all'opportunità. Dopo s. Pietro, il in Civitavecchia, come dice il Novaes, per
i.° successore costretto a partire da Ro- aver seguito s. Cornelio nell'esilio. Osser-
ma fuClemente!, poiché nella 3.^ Per-
s. va l* Annovazzi, che sejnbra a quell'epos
secuzione della Cft/'c5rt, d'ordine dell'i DI- ca Centocelle, città presidiala e priacipa-
V A I V I A 7 e

le j luogo di rilegazione per persone di Fontane^ donde vuoisi passasse io Sali'


qualità, poiché vi fu ancora esiliato s. na ^coxxìQ a Rocca Antica ^ di cui nel
Lucio I; che se il Pagi lo chiama confes- voi. LX p. 58. Di che può vedersi la
,

sore, e Cipriano martire, ciò deve in-


s. biografìa, ove pur dissi se vere le donazio-
tendersi, per aver egli sofferto l'esilio per ni di signoria e altro, a lui fatte da Co-

Gesù Cristo, aia non la morte, come ben stantino I, nel trasferire la residenza im-
avverte il Novaes. Nella persecuzione di periale da Roma a Costantinopoli, pei»
Diocleziano, fu cacciato dii Roma nel 3o8 meglio difendere l'impero dagli attacchi
Papa s. Marcello I^fitiibus expidsispa' de'barbari; sul qual punto, nel vol.XGIV,
triae est feritati ty ranni, come scrive s. p. 274 e 275, ho riferito gravi e analo-
Damaso I; ma poi al cominciar del 809 ghi riflessi del MafFei. Ed ecco derivare
fu richiamato a Roma per combatterne dallo strepitoso avvenimento, l'effettua-
a forza di tormenti la fede. Gli successe zione de'mirabili disegni della provviden-
s. Eusebio nel Sog, che imitandolo nel za, per convertire Roma in centro del
zelo di sostenere la disciplina della peni- cattolicismo e nella veneranda reggia de*
tenza canonica contro la presunzione de- Papi , rimossa la rappresentanza irape- \

gli apostati o cadati durante la persecu* riale. Morto nel 337 Costantino I, l'im-
zione, per nuove turbolenze e sedizioni pero venne diviso tra'suoi figli e nipoti,
di essi, aventi alla testa Eraclio , uomo indisi riunì nel figlio Costanzo, che di-

torbido e prevalente, nel 3 io fu manda- venne crudele, superstizioso, protettore


lo in esilio nella Sicilia, ove a'26 settem- degli eretici Ariani , e persecutore de'
bre di quell'anno mori, al dire di Fer- cattolici. Propugnatore de'dogmi catto-
lone. U Buller lo dice esiliato in Sicilia lici era s. Atanasio, che gli ariani condan-

da Massenzio tiranno, e che vi morì po- narono in un conciliabolo, insinuando a


co dopo a' 17 agosto, indi probabilmen- Costan&o di farne approvar la sentenza
te a'26 settembre portato nelle catacom- da Papa s. Liberio. Ma ne le minacce,
be di Roma, nel qual giorno fanno men- né doni avendo potuto vincerlo, sdegna-
i

zione di lui gli antichi martirologi, ed il to Costanzo, nel 355 commise a Leonzio
Piazza neW'Ernerologio di Roma io dice che governava Roma, d'inviargli il Papa
coronato di martirio , e registra la festa a Mdano. Fu arrestato di notte tra lo
in detto giorno. Frattanto l'imperatore spavento de'romani, che volevano impe-
Costantino 1 il Grande nel 3 1 1 circa fe- dirne la partenza , e per Bologna vi fu
ce in Roma la pubblica professione di condotto. Le seduzioni dell' imperatore
cristianesimo, ne dichiarò libero l'eserci- riuscite inutili, nel 356 lo esiliò a Berea
zio del culto, e restituì la pace alla Chie- nella Tracia. Prima di partire gli fece
sa, alla quale con ispleodida muniQcen- presentare una somma di 5oo soldi d'o*
za eresse templi e assegnò fondi per la ro, equivalente a 800 scudi, che il Papa
loro conservazione e ulUziatura; non me- ricusò, ed il simile fece con quelle eguali
no a'Papi pel decoroso loro mantenimen- offerte dell'imperatrice e dell'eunuco Eu«
to, donando a Melchiade e successori,
s. sebio. Privo di tutto, tranquillo partì per
parte dell'imperiai palazzo di Laterano^ la rilegazione; finche dopo oltre due an-
che divenne il Palriarcìiio e residenza ni, portatosi a Roma Costanzo, le piò co*
de'Pontefici. Al successore s. Silvestro /, spicue matrone romane ne ottennero la
donò il resto lo stesso Costantino I. Non liberazione. Da Berea fece condurre il Pa^
pochi dubitano che il Papa pel divieto del- pa a SirmiOy e poi a*2 agosto 358 potè
l'aruspicineedi consultar gli auguri, trovò rientrare in Roma, acclamato dal clero,
necessario ritirarsi al vicino monte So- dalla nobiltà e dal popolo accorso ad in-
ralte o s. Oreste , nell'abbazia delle Tre contrarlo, onde Romani quasi vietar in*
rj-X VIA '
VIA
greclilur. Quando s. Liberio fu esilialo, in sollievo de'carcerati, e contro la super-
J'imperalore gli fece sostituire 8. Felica stiziosa astrologia giudiciaria. RitornatQ
//cardinale arcidiacono, ordinandosi nel in Roma desolata, s. Innocenzo I conso-
palazzo, poiché in veruna chiesa potè a- lò i cristiani dalle disgrazie e calamità
"veraccesso. Tre eunuchi rappresentarono sofferte, e si die* con tutto l' impegno a
il popolo, e 3 vescovi lo consagrarono, restaurare le chiese, ornandole di nuovi
tra'quali Acacio di Cesarea, e gl'impose» lavori, e di preziose suppellettili d'oro e
ro le mani. Vuole il Zaccaria, che s. Fe- d'argento. Meditando Aitila re degli Un'
lice li fosse dall' esule s. Liberio, col con- ni, di portarsi anch'egli alla distruzio-
senso del clero romano, dichiaralo suo ne di Roma, l'imperatore Valentinia-
vicario, cum jure successioiiis. Però nel no HI ed Ezio, ivi dimorando, stavano
356 ricusandosi di aderire agli ariani, e per abbandonar 1* Italia, quando prima
fedele al concilio Niceno, fu da Costan- vollero tentare proposizioni di pace. Si
zo rilegato a Cer/, ove patì glorioso mar- deputò a tale effetto nel ^^1 solenne
tirio a'29 giugno, ovvero a'22 novembre ambasceria composta d'Avieno uomo con-
365, forse per opera degli ariani. Ma ri- solare Tregezio forse prefetto del pre-
,

levai nel voi. LXXXIX, 192, che gli p. torio, e Papa s. Leone /il Magno, sul^
scrittori di Cori pretendono che patisse cui santità e insinuante eloquenza intera-
il martirio in Cori o nel suo territorio, mente si confidava; ed essi fecero la stra-
benché nel Martirologio si legge Cere in- da di Bologna. Era Aitila attendato eoa
vece di Coraej e che s. Felice I fu quel- circa 700,000 barbari laddove il Mincio
lo che nel 275 soffrì il martirio in Cere, si scarica sul Po, cioè a Governolo pres-

^el 408 Alarico re de'Gofi espugnò Ro- so Mantova, ovvero secondo Maffei seguì
ma^ e convenne a durissima capitolazio- l'abboccamento nel territoriodi Verona^
ne. Il senato e popolo romano per otte- ove sorge Peschiera, precisamente in A-
nerne la conferma, inviò a Ravenna una rovenco o A ri lieo. Animoso si presentò s.
ambasceria, con alla testa Papa s. Inno' Leone I hi feioce barbaro che intitola- ,

cenzo /, per muover l'imperatore a rati- vasi flagelluni Dei e col suo maestoso ,

ficarla;ma trattenuto dalla sua ripu- aspetto e soave facondia ne calmò il fu-
gnanza, nella sua assenza, Alarico sapen- rore, rendendosi alle sue persuasive, con
do la contrarietà d' Onorio imperatore ritirarsi di là dal Danubio e prometten-
d'Occidente (l'/w^ero essendo stato nuo- do pacificarsi. Il Papa attribuì il succes-
vamente diviso, fu partito in imperod'Oc- so al patrocinio di s. Pietro, che secondo
cìdente con sede a Roma talvolta, ordi- alcuni con s. Paolo apparvero armati e
nariamente a Ravenna^ Milano, Verona minacciosi ad Attila, nel punto dell' in-
ec, ed in impero ò' Oriente o greco con contro. Dice il Gusta, che s. Leone I rap-
sede a Costantinopoli), irritato nel 4^9 presentò al re la sua fortuna e gloria,
tornò ad assediarla, e poi si vendicò con nel venir supplicato dal senato e impe-
entrarvi a'24 agosto 4^°, devastando la ratore romano a conceder loro la pace,
città, spogliando e facendo carneficina de- da quel senato vincitore di tutti i popoli,
gli abitanti. Ma Dio dispose, dice Orosio, che ora umile si riconosceva da esso vin-
l'andata di s. Innocenzo I a Ravenna, ac- to, onde alle sue vittorie aggiungesse la
ciocché tawquamjustus Loih extractus più ardua e più gloriosa , di vincer se
a Sodomis apiid Ravennani tunc posi- stesso 5 concedendo perdono a' nemici.
tiis peccatoris populì non videret exci- Commosso e sbalordito Attila dal vene-
dimn. Tuttavia il Papa nella sua dimora rabile volto del s. Pontefice , convinto
presso r augusto ottenne la pubblicazio- dall' irresistibile forza di sue parole, coq
pe di molte leggi a favore degli oppressi, istupore di lutti si arrese e ordinò als
8

V I A VIA 73
l' Pannonia, an-
esercito di rilirorsi nella ne J Magno che la salvò dagli unni, di
che per vedersi minacciato nel collo- quello che lo fosse stata a Camillo che
quio, da un vecchio n)oIto venerando r aveva liberata da' galli ". Non molli
colla spada, se non esaudiva il Papa, al- anni dopo Odoacre re degli Eruli nel 476
la cui difesa mostravasi pronto. Bitor- entrò in Ravenna, e dichiarando basta-
ììò s. Leone 1 a Roma cogli ambasciato- re il solo Zenone imperatore d' Oriente
ri, contento del felice esito del suo viag- a capo dell' impero romano, a' 4 set-
gio, accolto dall'imperatore, dal senato tembre depose il debole Romolo Augu-
e dal popolo con solenni dimostrazioni di stolo detto Momillo, ultimo imperato-
riverenza e gratitudine. Tre anni dopo e re d'Occidente. Nello stesso anno Odoa-
nel 4^^ 5Leone I si recò fuori di Ro-
s- cre occupò Roma
da sovrano, e fissò la
ma 6 miglia ad incontrare Genserico re sua sede in Ravenna. Ma Teodorico re
de' J^a fida lij che veniva a farne eccidio, de* Goti o Ostrogoti j mal soffrendo che
ed ottenne a'suoi prieghi di contentarsi Odoacre regnasse in Italia, nel 493 l'as-

del sacco, senza effusione di sangue. Que- sediò a Ravenna, lo prese e fece perire,
sto propriamente non fu viaggio, ma per e fu egli acclamato re d'Italia, alternan-
tele viene annoverato nelle Notizie isto- do la sua dimora fra Ravenna Pavia , ,

riche intorno a viaggi de Papi, stam- Verona ec. Condannato Acacio vescovo
pate a Bologna, come rileva il Ferlone. di Costantinopoli, qnal fautore degli Eu-
Osserva il Coppi , parlando dell' origine tichiam\ la sua chiesa erasi separata dal-
della Sovranità del dominio temporale la romana. A terminare questo scisma,
del Papa, e sua indipendenza."»* La sede l'imperatore greco Giustino I, il vescovo

di Roma doveva esser libera, e tale non Giovanni e il suo popolo di Costantino-
poteva essere, se Papi non riunivano il
i poli nel 5i8 scrissero a Papa s. Ormi-
temporale dominio allo spirituale, e Pio- sda, per la riunione della Chiesa greca
ma non era indipendente da qualunque alla latina, il che gli riuscì gratissimo
straniera potenza. Ne' primi secoli della e si propose onde elfeltuarla d'inviare a
Chiesa, allorquando piaceva all'Altissimo Costantinopoli i suoi legati. Temendo
di far trionfare la sua religione colla per- poi di recare disgusto a Teodorico, sen-
secuzione, e l'impero romano si estende- za renderlo consapevole, nello slesso 5 1

va su quasi tutto il mondo conosciuto, si portò da lui personalmente a Raven-


non era meraviglia se Sommi Pontefi-
i na, per ottenerne il consenso. Il re, ben-

ci non avevano che la spirituale giurisdi- ché ariano, siccome molto moderato co*
zione. Ma appena collo smembramento cattolici e divoto de' ss. Pietro e Paolo,
dell'immenso impero si formavano diver- accolse Papa con ogni venerazione, e
il

si regni ne'quali si professava la fede di convenne alla spedizione de'Iegati; onde


Cristo, s* incominciò a conoscere, essere s. Ormisda congedatosi da Teodorico,

troppo conveniente che i Vicari del Dio fece subito ritorno a Roma, tutto effet-
di pace avessero una libera residenza, e tuando con prospero successo. Dopo di
Boma comprese la necessità di sottomet- lui fu eletto Papa s. Giovanni /, quan-
dominio de'Papi. Accadde questo
tersi al do l'imperatore Giustino I avendo ema-
grande avvenimento insensibilmente, e nato editti in cui ordinava che fossero
,

fu prodotto naluralmente dalle politi- tolte le chiese agli ariani e consegnate a'
che circostanze de' tempi. Nelle irruzioni cattolici, e privati delle dignità se non
de'barbari,Roma aveva talvolta rinvenu- abiuravano loro errorijTeodonco resta-
i

to ne'suoi Pontefici valevoli difensori che tone gravemente disgustato, dichiarò che
supplisseroairinsufllcienz.i de'propri prin avrebbe trattato in egual modo catto- i

cipi. Es&a non fu meno obbligata a Leo- lici d'Italia i e chiamato nel 5a5 a Ra^
74 VIA V I A
i'enna s. Giovanni I, gl'intimo d'andare ne versodi lui. L'imperatore quantunque
a Costanlinopoli co' suoi ambasciatori ,
già coronato dal vescovo o patriarca Gio-
Teodoro e Importuno consolari, e Aga- vanni, pel i." volle esser coronato anche
pito patrizio, perchè inducesse l'impera- dalle sue mani, e concesse al Papa e suc-
tole a reintegrare gli ariani, minaccian- cessori r uso delle vesti augustali. Ese-
do altrimenti la rovina de' cattolici suoi guita fedelmeote la commissione, ed ot-
sudditi. A ciò evitare ,
prontamente il tenuta la revoca de'decreti contro gli a-
Papa accettò 1* incarico per liberar 1*
I- riani, consigliando l'imperatore ad usa-
lalia dallo sdegno di Teodorico divenu- re soavi mezzi per ridurre nella via
to prepotente, e parti subito con 5 ve- della salute quegli ostinati eretici, con-
scovi e gli ambasciatori, per Bologna , sagrò le loro chiese, e ricolmo di do-
secondo alcuno. Giunto a Corinto e a- ni imperiali tornò a Ravenna nel 526.
veodo bisogno d'un Cavallo per conti- Ma iu vece d* essere ben trattato per la
nuare il viaggio, un nobile glielo som- felice riuscita della commissione, a mo-
ministrò, e poi fattone uso lo restituì. Ma tivo che non avea fatto motto all'impe-
da mansueto che era divenne indomi- , ratore, che gli ariani convertili potesse-
to, e non più acconsentì che altri lo ca- ro tornare alla loro setta, qual doman-
valcasse da che avea portato il Vicario da da lui reputata illecita, Teodorico di-
di Cristo. Divenuto inservibile, fu dona- ventò crudele , lo fece imprigionare in
to al Papa. Si vuole da questo derivala una torre disagiata, cogli ambasciatori
la tradizione volgare, che un cavallo ca- (o come altri vogliono pe' grandi onori
valcato dal Papa non dovesse servire falligli da Giustino I, sospettando segre-
più per altra persona. £ qui noterò, che te intelligenze i romani dal
per sottrarsi
poi Leone X, avendo cavalcato nel pos- dominio gotico), dove consunto da' pa-
sesso il cavallo turco, sul quale era sta* timenti mori a'27 maggio, e dopo 3 me-
to nello stesso giorno del precedente an- si per divino giudizio anche Teodorico.

no in pericolo di restar prigione da car- Dopo pochi anni, avendo 1' imperatore
dinale nella battaglia di Ravenna, ordi- Giustino I commesso a Belisario il cou-
nò che non fosse più da verun altro ca- ^quisto d'Italia, e di liberarla dalla goti-
valcalo. Avvicinandosi s. Giovanni I a ca dominazione, montò in furia Tenda*
Costantinopoli, fu tale il trasporto del to re de' goti, scrivendo fulminanti let-
clero, della nobiltà e de' cittadini di ve- tere a Papa s. Agapito /, ed a'senatori
dere per la prima volta il Capo visibi- romani con minacce di farli uccidere in-
le della Chiesa ^ che tutti con cerei ac- sieme alle loro mogli e figli, se non faceva-
cesi e con festevoli acclamazioni lo^incon- no desistere l'imperatore dal suo proponi-
trarono per 12 miglia fuori le mura, co' mento. Laonde senatori e il re costrinse-
i

maggiori segni di rispetto e venerazione. ro il Papa a recarsi a Costantinopoli nel


Anche l'imperatale uscì dalla città, e ap- 536, egli impegnando i vasi della basilica
pena lo vide, smontò da cavallo, si pro- Vaticana a'tesorieri regi per le spese del
strò a' suoi piedi e gli rese omaggio col viaggio, accompagnato da 5 vescovi, da
baciarglieli, come avea fatto Costantino 2 diaconi e da 2 uotari della Chiesa ro-
1 a s. iìilveslro 1, lietissimo di tanta ono- mana, a perorare desiderii di Teoda- i

rificenza. Entrato il Papa io trionfo nel- to. Arrivalo il Papa in Grecia , gli fu
la città per la porta Aurea , fu pregato presentalo un muto e zoppo, cui restituì
da un cieco a restituirgli la vista, il che la loquela e risanò, alla presenza del po-
fece ponendogli la mano sopra gli occhi, polo. In Costantinopoli fu ricevuto a' %
restando meraviglialo tutto il popolo da febbraio con grandi dimostrazioni d'os-
quel prodigio, con incremento di divozio- sequio da Giustiniano 1, e col più onore-
V I A VIA 75
vole incontro. Nulla però potè ottenere grave questione che commosse l'Oriente
sul richiamo dell'esercito, per le grandi e l'Occidente, e fu cagione di lunghi sci-
spese falle. Rivolte allora li Papa le sue smi. Giunse Papa a Costantinopoli a*
il

cure bene della Chiesa, depose il pti-


al 26 gennaio 547 dopo aver veleggiato
»

triarca Antimo eutichiauo, malgrado gli per Sicilia, condannò anch'egli Tre Ca- i

sforzi dell'imperatore e dell'imperatrice pitoli, colla clausola: salva l'autorità del


Teodora e gli surrogò Menna, che fu
,
concilio di Calcedonia. Indi ingannato da
il 1° vescovo orientale cousagralo da un alcuni vescovi occidentali, vacillò e riti-

Papa. Mentre stava per deporre Severo rò la sua condanna col pretesto d'es<iei'

falso patriarca di Alessandria, Pietro ve- necessario intender prima il parere di det-
scovo d'Apamea e Zoara monaco, mal- ti vescovi. Sette anni Vigilio rimase irt

vagi disseminatori dell' eresie de' Mani- Costantinopoli, ove tenne condotta poco
chei e degli Euùchiatiij proletti dall'im- prudente e variabile, non però quanto
peratrice, s. Agapito I fu colto dalla mor- alla fede. Celebratosi intanto il concilio
ie a'22 aprile. I funerali furono magni- detto il Quinto Sinodo, senza il suo in-
fici , e tali mai veduti a Costantinopoli tervento, ove i Tre Capitoli furono so-
per imperatore o patriarca, incantalo il lennemente condannali, dopo mali trat-
popolo nel mirarne il cadavere perchè tamenti ed esilio dotetle approvarlo, a»
sembrava dormisse. In Roma gli successe natematizzaudo Tre Capitoli. Termina-
i

il Papa s. Silverio, il quale ricusandosi lo questo strepitoso affare, ottenne Vi-


aderire alle pretensioni deirimperalrice gilio da Giustiniano 1 la confertna di

Teodora eulichiana e moglie di Giusti- tutte le donazioni fatte a' Papi da' prin-
niano che voleva abolito il concilio di
I, cìpi goti, e partito per la Sicilia mori
Cafcedonia, di suo ordine fa cacciato da in Siracusa a* io gennaio 555. Quan-
Roma nel 538 da Belisario, appena ri- to all' operalo da Belisario contro s. Sii-
cuperò la città da'goli, esiliandolo vesti- erio, Dio punV: privato alcun tem-
lo
to da monaco a Palara città della Licia, po dopo dall' imperatore del coman-
il cui vescovo presentatosi all'imperato* do, si ridusse a questuare pubblicamen-
re e minacciatolo della divina vendetta te una
vile moneta, esclamando Date :

per l'iniquo operato contro il capo del- obuluin Belisario. Roma passata dal do-
la Chiesa, Giustiniano I comandò che minio de' goti a quello de' greci, altro
fosse liberato e restituito a R.oma, ove non avea fatto che mutare giogo; e nou
da Belisario eragli stato sostituito l'am- doveva certamente soffrire di buon gra-
bizioso l'ìgilio. Però prevalsero le me- do d'esser divenula una provinciale cit-
ue dell' eretica Teodora fautrice di Vi- tà dell'impero d'Oriente. Nel 568 im-
gilio, e Belisario lo esiliò di nuovo nel- padronitisi di buona parte d'Italia i Loii'
l'isolaPalmaria nel mare della Liguria, gohardiycow residenza de'loro re a Prt^^iV/,
o nell'isola di Ponza, dove perì per fa- Ferotia e altrove, l'imperatore greco pe'
me e altre sofferenze a' 20 giugno 54 o. dominìi restatigli formò 1' Esarcato di
Fu allora che il clero romano elesse Vi- qual città stabili V Esarca
/Jtìf^'e/^/^d5, nella

gilio per amor della pace. Questi dive- qual suo vicario, in Roma tenendovi uà
nulo legittimo, si mutò alfalto rivocò : duca o capitano a governarla, ed il mae-
le promessse fatte a Teodora, confermò stro de'militi. Rorna di continuo miuac*
Menna, e condannò nuovamente Anti- ciata da' longobardi, abbandonata in pro-
mo co' suoi partigiani. Indi Giustinia- pria balia da' greci, seguendo i dettnuii
no I Tre Capìtoli^ nel
condannando i dell'inalterabile legge di natura, ripigliò
546 ordinò a Vigdio, che impugnava il il dominio di sé medesima, e cercò nello
suo decreto, di lecaiii u Gustuuliuopoli ; pioprie risorse uji rimedio agi* liilcr-
,

^6 V I A V I A
minabili disastri die le sovrastavano. I tnmento. Più volte s. Gregorio I s'inter-
Papi, a' quali più che qualsivoglia altro pose longobardi e gl'imperatori,
tra' re

principe importava il difendere la pro- Ira quelli e romani per pacificarli, eoa-
i

pria residenza dovettero naturalmente


, tinuamente dolendosi delle gravi cure
prendere sotto una speciale ed energica delle cose civili a cui doveasi sobbarca-
protezione il popolo romano. L'augusto re. Per quanto dissi, e dovrò progressi-

e dignitoso carattere di capi supremi del- vamente accennare sul principato civile
laChiesadavaloroun imponente influen- de'Papi, siccome nel suo complesso, col-
za negli affari, ed in tal guisa la prote- legato con qnest'articolo, vado ritoccan-
zione passò a poco a poco in una vera do alcunché degli inizi della sovranità
e assoluta autorità, predisposta dalla di* della s. Sede, al cui sviluppo e consoli-
viua provvidenza, anche col possesso de- damento non poco contribuì la greca per-
gli antichi, numerosi e ^\n^u'\ Pairiruonii fìdia fautrice non rara di eresie e di scismi.

della s. Sede, e tacitamente conferita Per avere Papa s. Martino /condan-


dalla spontanea dedizione de' popoli, a- nato nel concilio di Laterano del 649
bituali a venerare ne' Papi insieme alla l'eresia de* Mono te li li e l'editto J'/yw del-
più sublime dignità ecclesiastica , i loro l'imperatore Costante II, col quale im-
continui padri ,
protettori , benefattori. poneva silenzio a quelli ed a'cattolici nel-
ScnsieJyeaìnafRivoluzìonid^Jlalia.MDdL le controversie allora agitate sulla fede,
Giustiniano in poi, e in una parola, dac- di ciò sdegnato V empio augusto, ordi-
ché ogni cosa andata a ruba ed in rovi- nò all'esarca di Ravenna CaW'iopa di ar-
na, parve a' romani di ricuperare, quan- restare il Papa. Ed egli recatosi in Ro-
to la condizione de'lempi e la debolezza ma temendo il popolo romano divoto
,

loro il comportava, le antiche ragioni, e al Pontefice, col pretesto di volerlo ve-


senon di signoreggiareil mondo, di prov- nerare (poiché era tenuto per grave ec-
vedere almeno allo slato proprio , alla cesso, se il forestiere giunto in Roma, non
propria libertà e sicurezza". Papa s. Gre- si recasse prima d'ogni altra cosa a fare
gorio I Magno del Sgo , come replicai riverenza al Papa), entrò con armati nel-
altrove, ci attesta nelle sue lettere, di es- la basìlica Lateranense, che posta a soq-
sere stato talvolta costretto aJ esercitare quadro, con islrepito, rottura di cerei
le funzioni di principe, anziché quelle di e lampade, intimò al Presbiterio l'ordine
Pontefice. Prima di lui già i predecesso- dell' imperatore che voleva in Costanti-

ri trattavano gli adfari civili e ammini- nopoli e deposto Martino I come intru-
strativi di Roma, ed anche du- del suo so, il quale da lungo tempo infermo sta-

cato, probabilmente formato dall'ante- va coricato sul suo letto alla porta del
cessore Pelagio II (ne riparlai nel voi. tempio, per impedire l'elfusione di san-
LXXXlX, p. 36); direttamente cogl'im- gue nel sagro luogo, non permise d'esser
peratori greci per le benemerenze pater- difeso, giudicando piuttosto di morire.
ne acquistale colla regione e co' popoli , A' 19 giugno 653 l'esarca lo condusse
segnatamente co' romani che aveano la prigione fuori di Roma chiudendone le ,

ventura d' aver fra loro prudenti e sa- porle per impedire che fosse seguito, tran-
gaci difensori e provveditori in qualun- ne 6 giovani servi. Imbarcato sul Tevere,
que bisogno, nelle carestie , nelle pesti- giunti a Porto, fu condotto a Miseno e po-
lenze, negli assalti longobardi , provve- sto nella nave per carcere, costeggiando
dendo come meglio potevano alla dife- la Calabria, la Terra di Lavoro soggetta

sa e al governo della città residenziale ,


alla città di Roma (come scrisse lo stesso
sovente senza subordinazionee dipenden- Papa e leggo nel lìaronio) e più isole
za immediala, liberamente e senza ecci* approdando a Naxos, ove ricevè qual^
V t A VI A ff
theconforlo nell'anno c!ie vi rlnoase. Ri- se dal Porlo seco portando Niceta di Sel-
presa la navigazione e giunto ad Abido, va Candida, con altri vescovi, preti e dia-
gl'inuoiani suoi custodi spedirono a Co- coni, Giorgio Secondicero, Gìovamù i."
stantinopoli l'avviso del prossimo loro Difensore Cosma Sacellario Sisinnio
y ,

arrivo, ove giunsero 3*27 settembre 654, Nomenclatore y Sergio Scriniario, Do-
esposto il Papa alle comuni ingiurie, e con- roteo e Giuliano suddiaconi, il che rica-
dotto alla prigione vi restò 3 mesi. Quin- vo dal Cenni, Dissert. del Primicerio e
di processato e pubblicamente spoglialo Secondicerio. Arrivato a Napoli fu ac-
degli abiti sagri,con collare di ferro fu colto da Giovanni Rizocopo patrizio;
ignominiosamente riportato nel carce- quindi avanzatosi nella Sicilia ebbe un
re, ove rimase sino a' 1 3 marzo 655. Nuo- magnifico incontro da Teodoro patrizio
vamente imbarcato venne condotto nel- generale dell'armi. Per Reggio e Gotro-
la penisola di Cherso, ove mori a' 16 set- ne avanzò sino a Gallipoli, dove mo-
si

tembre dopo lunghi e indescrivibili pa- rì il di là venne ad O-


vescovo Niceta, e
timenti. Quando il Papa partì da Roma, tranto, dove sopraggiunto l' inverno gli
secondo la disciplina d'allora nell'assenza convenne fermarsi. Intanto pervenne ad
de'Papi e nella Sede apostolica Vacan- Otranto una lettera imperiale, con ordi-
te^ governarono la Chiesa e rappresen- ne a'governatori de'Iuoghi per dove pas-
tavano il Papa V Arciprete, VArcidiaco- sava il Papa, di fargli ogni sorla di ono-
nOf ed il Primicerio de'ootari della me- ri , come fosse la sua persopa j per cui
desima. Tuttavolta il clero romano in- ovunque fu spesalo e servito regalmen-
timorito dalle minacce dell'esarca, VS te. Venuta la primavera riprese il viag-

settembre 654 elesse s. Eugenio I , il gio per mare, ricevendo da per tutto
quale finche visse S; Martino 1 fu consi- grandissimi onori j ma i più insigni gli

derato suo vicario. Da ultimo e con molti furono fatti a Costantinopoli. Selle mi-
encomii fu pubblicata la Fita di s. Mar' glia lungi fu incontrato da Tiberio au-
tino I Papa e lìlartire^per Lorenzo Leo- gusto figlio dell'imperatore, col senato e
niif Todi 1857. — Dopo Papa Vigi- la primaria nobiltà in gran pompa, ol-
lio niun Papa era partito da Roma, se- tre il patriarca Ciro con tutto il suo cle-
condo il Gusta. Ricusando Papa s. Ser- ro e un'immensità di popolo, che accla-
gio I di confermare i canoni del conci- mava il Pontefice trionfante. A tutte le
lio di Trullo, adiratosi l'imperatore Giu- persone di sua comitiva furono dati de*
stiniano Il (che per fallo tipografico è cavalli imperiali con selle e fieni dora-
detto I nel voi. LXVII,
285), spedi a p. ti. Il Papa salì sur una bianca chine»,
Roma le sue guardie perchè glielo con- portando il Camauro^ come costumava
ducessero a Costantinopoli ma furono , in Roma, e attraversando tutta la cit-
cacciate ignominiosamente. Questa fu la tà messa a gran pompa, smontò al palaz-
I.* volta, che la gente italiana si oppose zo di Placidia destinatogli per alloggio.
apertamente alla potenza imperiale a Tosto che soppesi daGiustiniauo II l'arri-
favore de'Papi. Più tardi con più ardore vo del Papa a Costantinopoli, gli scrisse da
desiderando l'imperatore (Giustiniano II, Nicea,ovesi trovava, una lettera piena di
pentito dell'operato, per cui Dio V avea obbliganti espressioni, pregandolo di pas-
punito colta rilegazione a Cherso, che le sare in Nicomedia, ove l'aspettava. Vi si

chiese latina e greca si accordassero in portòCostantiuo, ed ivi l'imperatore cinto


ordine a' canoni del concilio di Trullo del suo diadema, e coperto del suo impe-
,

pregò Papa Costantino di recarsi a Co- riale paludamento, venne ad incontrarlo,


stantinopoli. E questi allestite le navi pel e al primo vederlo inginocchiatosi volle
"Viaggio, a'3 ovvero a'4 ottobre 7 o i sciol- pubblicamente se<^aulare la sua venera-
7B VIA V I A
zione verso il Vicario diCrislo,baciancìog!i fatto soggetti al paterno principato tem-
i piedi; dopo di che, rialzalo dal Papa, l'uà porale de'Papi(già notai nel vol.LXVlI,
J'altro si abbracciarono teneramente. Nel- p. 2 53, con analoghe osservazioni, che
la seguente domenica il Papa pontificò il Papr. trovasi nel 649 chiamato Pon-
alla presenza dell'imperatore, il quale tefice Soi^rano), fu un'esplicita e più so-
ricevuta dal Papa la ss. Eucaristia , lo lenne dichiarazione unanime, per veder-
supplicò d'impetrargli da Dio il perdo- si sempre più dagl'imperatori greci ab-

no delle sue colpe. Seguì poi l'abbocca- bandonati in balia de'liarbari, e insieme
mento intorno agli affari, e l'imperatore dovendo pagare a chi non lì curava gra-
rimase soddisfatto del Papa in maniera vi imposte. Prima che Leone III viep-
che gli confermò tutti privilegi della i più imperversasse, s. Gregorio II avea
Chiesa Romana, a Ila qua le sottomise quel- fatto di tutto per esorlare i popoli a ri-
la diRa venna che se n'era sottratto. Quan* manergli fedeli; Ne desislerent ab amo*
to a'canoniTrulIani,con fermò il Papa que* re et fide romani iniperii admonebat. La
che non erano contrari alla disciplina di dedizione a s. Gregorio II fu generale e
tale Chiesa. Partito quindi Costantino uniforme; affatto diversa da quelle appa-
da Nicomedia, benché afflitto da molti in- renti che vediamo a' nostri giorni, pro-
comodi di salute, e consagrati tra 1' an- vocale dagli agitatori delle rivoluzioni, e
dare e il venire 12 vescovi in diverse par- sostenute da una fazione di meschina mi-
ti , si rivolse alla sua sede. Arrivato al norità, la cui audace emanazione si pre-
porto di Gaeta, fu incontrato da un gran tendequalifìcare come fosse libera espres-
numerodi prelati e di popolo. Finalmen- sione della volontà nazionale; e quindi
te rientrò in Roma a* 24 ottobre 711, coll'arlificiosotranellodiplomatico e mas-
tra gli applausi e il giubilo di tutti. sima prevalente, de' flìtti compiuti (la

JNel 7i5 gli successe s. Gregorio /7, compiu-


politica rivoluzionaria de' fatti
il quale tosto accrebbe l'autorità pontifì- ti fu pure schernita dal Journal des
cia m Italia, a misura chediraiouiva quel- Dcbats^ riprodotto dal Giornale di Ro-
Appena egli udì che l'empio
la de'greci. ma del 1859, a p. io5g. » Questa dot-
imperatore Leone HI V Isaurico , fau- trina ha portato all' Europa colpi più
tore degli eretici Iconoclasti^ nemici del- tremendi che non si crede •, essa è il ma-
le ss. Immagini e delle ss. Reliquie^ ne terialismo in politica, è il diritto della
proibiva il culto , l'ammonì e minacciò, forza, triste a brutale compagna delle
ed intrepido si difese in Roma contro le società che incominciano e delle società
trame de'greci, che attentavano alla stia che flniscono.Gli esempi ne sono contagio-
vita e contro le forze de'longobardi, che
, si, e gli agitatori dell'Italia centrale hanno
si unirono per occuparla. Scomunicato trovato di piena loro convenienza tanti
poi l'imperatore, ed assolta l' Italia dal precedenti della storia contemporanea")}
Giuramento e da'tributi, ribellatasi essa sicrede potere ascondere l'usala violenza,
a Leone ili, molte città si eressero in si- ed imporre all'universale. La pontifìcia
gnorie private, altre si diedero a' longo- sovranità, sempre legittima in diritto,os-
bardi, e il ducato di Roma si sottopose serva il Coppi, fu spesso turbata in fat-

volontariamente a s. Gregorio II ; laon- to; ma tutti i tentativi che si fecero per


de sotto di lui ebbe stabile e formale co- distruggerla riuscirono in ogni tempo inu-
minciamento l'attuale Sovranità de' Ro- tili. Protervi Imperatori prelesero talvol-
mani Pontefici e della s. Sede, Vìnò'ipea' ta di esercitare in Roma un impero, ò\
denza civile di questa e di quelli, e del cui altro non aveauo che l'onorifico tito-
principatomedesimo. Questa libera e lo, e derivato, come dirò poi, dall'autori-
spontanea dedizione de' popoli, già in tà pontificia j come per onorare il prò-
V I A V I A 9
tenore della Chiesa, i Papi ìq al( joe /I/o- ra che li trattiene, si sono essi rivoltali
neic pontificie^ in uno alla Zecca ponfi- talvolta contro i Papi, ma non fuvvi in
ficia^ cominciate con s. Gregorio II, vi Roma cristiana la centesima parte delle
fecero imprimere col proprio il nonìe rivoluzioni che provò Roma pagana '*.
pure degl'imperatori, eziandio per atte- Anche Montesquieu scrisse chiaramente,
stare la confederazione strettissima tra che il solo rispetto , il quale si porla a*
la Chiesa e l'Impero, non mai per segno Papi, basta per sostenere i dominii tem-
di sovranità; che se talvolta gì* impera- porali della s. Sede. Ripeterò ancora una
tori esercitarono per la loro avvocazia e volta col Marchetti, Del denaro stranie-
cjvali Difensori della Chiesa alcuna au- ^ ro che viene a Roma: Il Papa si trovasen-

torità, come ì\e Piacili y ciò fu per anlo- za controversia essere il più antico sovra-
rilà delegata prima di
da'Papi; i quali, no possessore de'suoi dominii; e lai.' ori-
&vwmt\.\.Gv\\a\V Ingresso solenneiiiRomay gine di loro sovranità, devesi ripetere,
esigevano il loro solenne giuramento di secondo la piti ricevuta opinione, da vo-
non ledere i diritti pontificii, civili e sa- lontaria dedizione de'popoli a s. Grego-

gri,come di difenderli, cominciando da rio II,abbandonali da'cadenli imperalo-


Carlo Magno. Ne' secoli barbari potenti ri'greci.Ora magistralmente discusse l'ar-
faziosi romani, fra'quali si disti nseroi pre- gomento la Civiltà Cattolica^ serie 4-", t.

potenti conti del Tuscoloy fecero passare 4, p. 5: Ragionie diri Iti de* Papi al Prin-
R Roma alternati giorni d'anarchìa e di cipato. Prova egregiamente,che questasi-
dispotismo; ma tutti gli sforzi , si degli gnoria temporale era necessaria al libero
uni e sì degli altri, non furono che pas- esercizio dell'autorità spirituale, e che ciò
temporale de'Pa-
seggieri, e la sovranità ch'è necessario non può non venire al-
pi rimase costantemente salda. Lo spiri- l'atto. " Ma qual fu la mano che prima-
to repubblicano avea nel secolo XII in- mente die* corpo a quell'idea; quale il ti-

fiammato gli animi italiani, e in quel ge- tolo politico, a cui si appoggiò il primo
neral bollore della nazione, cosa troppo esercizio di giurisdizione civile de*Ponte-
difficile si era, che Roma, ricordevole del- fjci; quale il i.° Papa, in cui siCfallo dirit-
Tantico stalo, se uè rimanesse spettatrice to venne ad incarnarsi; tuttociò resta o-
oziosa di quanto accadeva in una gran scuro nella storia, e la podestà tempora-
parte delle città d'Italia. R.innovò essa in le nel supremo Capo della Chiesa sem-

fatti il suo Senato^ ed incominciò a go- bra spuntare quasi germoglio, che tutti
vernarsi a repubblicano reggimento, e se ammirano e riconoscono, ma ninno osa
v'era luogo in cui tal forma di governo chiamarsene produttore. Fu detto da al-
dovesse stabilirsi solidanienle,sembra che cuni che il principato civile de' Papi tras-
dovrebbe appunto essere stato questo. se origine dalle donazioni (e restituzioni)
Ma Papi avendo costantemente recla-
i di Pipino eCarlomagno. Ciò è eviden-
di
mato, e sostenuto loro diritti, dopo una i temente I Papi già godevano della
falso.
lotta che durò più di 3 secoli, fasci con- i signoria temporale non pur del Ducato
solari dovettero in fine sottomettersi alla Romano, ma di molle parli d'Italia (ve*
Tiara ,Campidoglio dovette sempre
e il rissimo, e lo dimostrai in molli articoli
cedere supremazia al Valicano. Inol-
la riguardanti l'argomento); e que'due prin-
tre il Coppi riprodusse le seguenti paro- cipi francesi non vennero tra noi, se non
le del re filosofo Federico II acattolico. perchè invocati dal Pontefice a rivendicar
» La Religione ha molto contribuito a te- coll'armi possedimenti ecclesiastici, usui**
i

Bere in dovere popoli. Venne cento voi*!


i pati dal re longobardo. Ciò che si dee a
le in testa a' moderni romani di cangiar Pipino e a Carlomagno e a Lodovico I il

sovrano; ma portano nel petto uoarenao* Pio si è il solo accrescimento (precisamcQ»


So VIA Vìi
te, e l'ho ripetuto colla Storia in più di dall'imperatore a presiedere in persona
loo luoghi), per ossequiosa donazione a il concilio di Calcedonia, se ne scusò, pei
s. Pietro, del Patrimouiodella Chiesa. Al- timore che la sua assenza da Roma vi po-
tri dissero che la dominazione tempora- tesse produrre torbidi, e perché eziandio
le de'Papideela sua origine al libero con- gli affari temporali non glielo permette-

senso de'popoli, che non più tutelali dalla vano). Che dunque è da dire? È da dire
lontana e debole Bisanzio (che converli- che l'origine storica del principato civile
la in Costantinopoli il veronese Malfei de'Papi é dovuta non tanto all'opera del-
chiamò, non nuoi^a Roma, sibbene colo- Tuomo, quanto all'opera di Dio, il quale
nia di Roma), ed irritali dalle persecu- con istraordinaria provvidenza andò mo-
zioni religiosedegl'imperatori iconoclasti, dificando a poco a poco le condizioni so-
cercarono un vicino e possente presidio ciali per guisa, che il capo spirituale del
nel paterno principato del romano Pon- cristianesimo si venisse costituendo altre-
tefice. Anche questo in rigor di termine sìcapo temporale d'un regno, senza che
è falso. Quel consenso si può recare co- né principi né popoli né quasi egli stes-
me un esplicito riconoscimento di ciò che so se ne avvedesse. L'ossequiosa cessione
già sussisteva (verissifno, e lo insegna la (e restituzione) de' principi, la spontanea
Storia), e quasi una riflessa confermazio- dedizione de'popoli, le donazioni divote
ne di un anteriore diritto. Prima che l'im- di potenti conquistatori , sono elementi,
pero gì eco cadesse s\ bassoj e che gl'impe- de'(juali nessun da sé vale a spiegare quel
latori di Costantinopoli muovesseroguer- fatto,ma solo possono entrare come stru-
ra alle sagre Immagini, i Papi esercita- menti esecutivi della viriti d'una idea sot-
vano giurisdizione in Romae'm altre ter- to gl'indirizzi della Provvidenza divina
re della Penisola italiana (con Sovranitày (accedo pienamente). L' incompatibilità
pel narrato in tale articolo). Testimonio, della soggezione politicadel Pontefice col-
non fosse altro, il fallo di Gregorio l il la sua supremazia spirituale, costringeva
Grande, il quale continuamente doleva- gl'imperatori cristiani a ritirare a poco a
si dall' importabii fcirdello che eragli la poco la loro giurisdizione da Roma; co-
cura de'negozi civili. Né si dica che dun- minciando da Costantino l, che, come
que il Magno Gregorio I dee tenersi pel prima si converti alla fede, cercò un nuo-
° Papa che
I esercitasse giurisdizione tem^ vo centro all'impero. A misura poi che
porale; imperocché sarebbe assurdoilcre- quella giurisdizione si ritirava (confessan-
dere che abbia voluto sobbarcare la i." do col fatto non esser possibile che da
volta omeri a tanto peso chi volon-
gli un lato al supremo depositario del pote-
tieri sene sarebbe sgravato, dove il be- re spirituale si elevasse un'altra autori-
ne della Chiesa e l'obbligo di conservare tà,che nella medesima dimora informas-
i diritti già da lui acquisiti non glielo a- se un subbielto da lui distinto; ed i bar-
cessero ad ogni patto vietato. Oltreché bari conquistatori d'Italia non osarono
Anastasio Bibliotecario ci narra atti di porre in Roma la i Pa-
sede del regno),
autorità politica esercitati già in Roma grado che occupa-
pi, attesa l'altezza del

da'Pontefici Gelasio I (del


49^) e Sim- vano, la riverenza ond'erano circondati,
maco, che precedettero d'un secolo Gre- i mezzi di cui disponevano, si trovavano

gorio I Magno (tanto è vero, che tutto- naturalmente in tale condizione sociale,
ciò non solamente lo notai nel suindicato che il diritto di provvedere all'ordine e
articolo, ma altresì rilevai, cheili." Papa al bene civile veniva di per sé ad attuar-
che s* ingerì ne* pubblici e politici affa- si nella loro persona. I popoli lungi dal
vi di Roma, vuoisi s. Innocenzo I nel contrastare una tale attuazione, la favo-
4o8j e che nel 45» i invitato s. Leone l rivano con ogni loro potere, mossi dalla
V I A VIA 8i
forza del naturale buon senso, dal rispet- che gli rinfacciò la sua infedeltà e am-
to della religione, dalla tuemoiia de'rice- bizione, onde ottenne che desistesse da'
vitti benefìzi. Infine la liberalità de' do- suoi disegni e liberasse i territorii invasi.

Oiinatori d'Occidente mise il suggello a Ritornalo a Roma, vi fu ricevuto colle


ciò, che dagli ordini dell'idea era già tra- maggiori dimostrazioni d'amore e di gra-
passato negli ordini della realtà, ed am- titudine, pel suo incomparabile zelo del
pliarono con donazioni, ed assodarono bene de'popoli. Nel viaggio era stato pro-
con diplomatico riconoscimento il sagro digiosamenleaccompagnatodauna nuvo-
possesso de'dominii temporali della Chie- la, che lo protesse, gli servi da ombrello e
sa. — Nel 74 1 divenuto Papa s. Zacca- riparò dall'ingiurie dell'eccessivo caldo.
r/Vi, medianteuna legazione inviala aLuit- Nel 746 recatosi a Monte Cas sino ^ne con'
prando possente re de'longobardi, otten- sagrò la chiesa, coll'assistenza di 1 3 arci-
ne la promessa di restituire 4 città usur- vescovi e di 68 vescovi. Sembrando dal
pale al territorio romano e alla domina- cielo destinato per recare sollievo co'suoi
zione pontifìcia; ma poi indugiando alla viaggi alle provincie italiane, quando R.a-
restituzione, quantunque da'romani fosse chis nuovo re longobardo mise l'assedio
stalo soccorso contro il duca di Spoleto, a Perugia nel 749 e minacciò tutte le
risolse il Papa di portarsi in Terni a ri- città dellaPe/ì^rt/7o/i, l'instancabile S.Zac-
chiederle al re. Partì da Roma nel 742 caria parti per quella città, e co'suoi par-
accompagnato da alcuni vescovi e chie- lari non solo costrinse il re a levar l'as-
rici. Luitprando l'accolse con grande o- sedio, ma a farsi monaco. Il fratello A-
nore, e il Papa non meno intrepido, che stolfo che gli successe, intraprendente e
mansueto e dolce, seppe colla sua elo- ambizioso, minaccìòi romani di passarli a
quenza persuadere il re a rimetterlo in fll di spada se a lui non si sottometteva-
possesso delle 4 città, ed anco d'altre più no, e cominciò a fare stragi nella provin-
antiche usurpazioni, come della Sabina. cia ; ricusandosi di restituire le terre e i

Tornato in R.oma, fu ricevuto da'romani patrimoni della Chiesa romana posti nel-
a modo di trionfo, siccome vittorioso; rac- l'Esarcato, da cui era fuggito l'esarca.
colto poi il popolo, rese grazie a Dio con Allora Papa Stefano II dello III, in tan-
una processione generale, dalla chiesa di te angustie, esortò il popolo a invocare il

s. Maria ad Mariyres^ o Pantheon, alla divino aiuto con preci e processioni, e ri-

basilica Vaticana. Conti nuandoLuitpran- corse all'imperatore greco, che fece il sor-
do a molestare i popoli con irruzioni, do, ed a Pipino re de'frauchi a muover-
contro il promesso, saccheggiandola pro- si compassione del patrimonio della
a
vincia dixRavcnna^ perciò l'arcivescovo e i Chiesa. Grato il re perchè s. Gregorio III
popoli supplicarono s. Zaccaria a venire avea fatto suo padre Carlo Martello Patri*
in loro soccorso. Il Papa li prese sotto la zio di Roma, e quanto a sé perchè s. Zac-
protezione della s. Sede siccome non
, caria l'avea surrogato nel trono aChilderi-
curati e abbandonati da'greci, e inviati a co IlI,condiscesesubilo alle pontificie bra-
Pavia al re i suoi legati con gran doni, me, con inv iare a Roma ambasciatori per
nulla ottenne.Sapendo poi che Luitpran- invitarlo a passare in Francia. Stefano
do voleva assediare Ravenna, nel 743 vi li detto 111 partì da Roma a' 1 4 ottobre
si recò in persona , festeggiato e accolto 753, accompagnalo da loro, da vescovi,
da* popoli colle acclamazioni riferite nel preti e diaconi, dal primicerio , dal se-
ricordalo articolo. Indi per Bologna si condicerio e da un notaro regionario, noti
portò a Pavia, incontrato du'magnali del senza pena de'romani temendo della sua
re.Non potè resistere Luitprando alla vita. Giunto a Pavia volle parlare ad A-
facondia e fortezza d' animo del Pupa, slolfo, il quale avendo a lui dato il salva-

VOL. xcvii. G
82 VIA V 1 A
condotto, glielo concesse a condizione che quali ne ampliò la Sovranità e il princi-
non domandasse la Ra-lestiluzione di pato civile del Papa, ed segno del lo-
in

venna, deli'Evaicalo e della Peniamoli da ro perpetuo e irrevocabile dominio fece


lui occupati. Il Papa rispose, che nulla porre le chiavi delle città sul sepolcro di
temeva, risoluto di fare le sue istanze : s. Pietro, da Fuhado, nulla curando le

così animato, gli fece maguifìci doni, ma rimostranze del greco imperatore per l'E-
ti ovò Astolfo inflessibile, che anzi voleva sarcato. A Stefano II detto III successe
opporsi alla sua andata in Francia. Do- nel 757 il fratello s. Paolo /, col quale
vette poi acconsentirvi, per le limoslran- incomincio a parlare delle villeggiature
ze degli ambasciatori franchi, onde Ste- pontificie, intrecciaudone le notizie in
fano II 16 novembre partì da
detto III a' quest'articolo, anche per unità d'argo-
Pavia co' vescovi d' Ostia e di Nomeuto mento, e così rendere più importante la
ed altri, ricevuto nel raonasterod'Agauno ricapitolazione di tante nozioni sui luo-
dal regio arcicappeilano Fulrado edai du- ghi ove si recarono i Papi per sollievo,
ca Rotardo; e fu il i.° Papa che valicò per affari, per soggiorno breve o lungo.
Je Alpi, portando avanti la ss. Eucaristia. Già parlando de' Palazzi apostolici, óe\
Il re Pipino gli mandò innanzi il suo Palazzo apostolico Faticano, del Pa-
figlio Carlo Magno, ed egli l'incontrò col- lazzo apostolico Quirinale, del Fatica-
la sua famiglia a Pont-Yon, ove gii rese no, delle Pestilenze, di Roma, ragionai
i più grandi onori e fece da scudiere al sull'aria e clima di questa, un tempo te-

suo cavallo, fra il canto degl' inni e can- nula nociva nella stagione estiva, per cui
tici. Per fare cosa grata al re, lo consa- anche Papi o abitarono altri palazzi,
i

grò configli Carlo Magno e Carlomanno descritti a'Ioro articoli per ordine alfa-
in s. Dionigi, il cui altare de' ss. Aposto- betico, dopo ili. "de'ricordati articoli, ov-
li pur consagrò. Rinnovate dal Papa le vero ne partirono per diversi luoghi subur-
sue istanze per liberare Roma dalle ves bani o delle Provincie limitrofe, ove al-

sazioni de' longobardi, e per ricuperare l'uopo fabbricarono palazzi apostolici. 11

quanto aveano usurpato , il re pa>sò in Cancellieri nella Lettera sull'aria di Ro-


Italia coll'esercito, e vi ricondusse il Pa- ma e della sua Campagna, ed i Palazzi
pa, e coll'assedio di Pavia obbligò Astol- Pontificii entro e fuori di Roma , con
fo con giuramento a restituire il tolto le notizie di Castel Gandolfo e de pae-
alias. Sede, ed a cedergli il dominio si circonvicini, copiose nozioni raccolse,
d'altri paesi in compenso de'danni e del- che usai ne'rispetlivi articoli, e le conti-

le stragi fatte ingiustamente. Restituitosi nuai sino al presente. Laonde in questo


il Papa a Roma, fu incontrato da' vesco- profitterò di quelle pubblicate dal car-
vi e dal clero, dalla nobiltà e dal popolo, dinal Borgia , nelle Memorie ìs loriche

colle Croci, cantando inni di lodi e inces- della pontificia città di Benevento, Ro-
santi acclamazioni. Ma dalia Lombardia ma 1769, cioè nella parte 3.^ a p.198 e
ritiratosi Pipino, non solo Astolfo nulla seg. Comincia con dichiarare, checchessia
fece, ma ardì d'assediare Roma, e di com- dell'insalubrilà dell''aria di Roma ne'me-
mettere empietà nelle chiese e case su- si più caldi, ed in parte nell'autunno, o-
burbane. 11 perchè Stefano li detto III pinione che al dì d' oggi ha certamente
avvisatone Pipino, questi calò di nuovo pochi scrupolosi seguaci; è tuttavia ma-^
coll'esercito in Italia, vinse il superbo e nifesto, che gli antichi, prima perisfug-
indocile Astolfo e ne castigò la perfidia, gire caldi di R.oma
i , e poscia invalsa
costringendolo a restituire alla Chiesa r opinione suddetta circa il secolo XI,
romana l'Esarcato di Ravenna, e altre e prese notabile credito, per evitare l'a-
terre deirEiuilia e della Pentapoli, colle ria nociva ed il conseguente pericolo, co-
V I A VIA 83
stiirnaiouo dì andare a respirare un'aria grato un altare della chiesa dal re fab-
yrnì aperta e fresca nel Ttiscolo , in Ti- bricata, lo fece accompagnare a Roma con
voli, in Albano^ in Pdlestrina e in altri imponente corteggio, onde fu V Ingresso
luoghi. Anche i romani Pontefici di un 5o/e««e;arrestati quindi isuoi nemici, fu-
pari sollievo proflUarono, uscendo di Ro- rono mandati in Francia.NeirSoo venuto
ma per soggiornare ora in un luogo ed in Roma Carlo Magno, il Papa nel rista-
ora nell'aUro a godervi d' un clima piìi bilire V Impero d'Occidente, lo proclamò
benigno e salubre. Anastasio Biblioteca- /m^errt^ore e coronò. Scopertosi neU*8o4
rio, [Ustoria de Vilis Romanoruni Pon- in Mantova parte del ss. Sangne di Cri-
iìfìcumy ci fornisce d'uno de'piìi antichi sto, l'imperatore pregò s. Leone Illa ve-
esempi in persona di s. Paolo I Papa, di- rificarne l'identità, recandovisi con diver-
cendo: Ilic dum in ecclesia h. Pauli a- si cardinali e prelati. Invitalo in Fran-
postoli aestivo tempore^ prò valido ca- cia dall'imperatore, passò poi nell'abba-
Loris fervore demora retar , corporali zia di s. Maurizio nel Vallese, ove il Pa-
praeocciipatus aegritudine illìc vltnm fi- pa fu incontrato da Lodovico I il Pio
nivit. Mori dunque s. Paolo I a'28 giu- primogenito di Carlo Magno, il quale e-
gno 767 presso la Chiesa di s. Paolo sultante l' attese a Reims. Di là andaro-
fuori le mura di Roma nella via Ostien- no insieme a Soissons, indi a Quercy ove
se. Mentre in que' tempi Taria di quel sembra celebrassero il s> Natale. Consa-
luogo era riputata salubre e di refrigerio grò il Papa la cappella edificata da Car-
a'calori di Roma, però ne'secoli successivi, lo Magno in Elisburg, ed alle preghiere
e tuttora, venne reputata grandemente di Gerbaldo vescovo di Liegi consagrò
nocevole a chi vi dimorasse, tanto è vero due chiese in onore della B. Vergine» Si
che Cassiìiesi ne partono e si trasferi-
i vuole che s. Leone III in Ferdeu cele-
scono nella stagione estiva nell'altro mo- brasse la i." Canonizzazione d'i s. Swid-
nastero , presso la Chiesa di s. Calisto^ berto altri però chiamano tale quel-
:

\\\ Pioraa, e fino a Paolo V recavansi in la fatta di s. Uldarìco da Giovanni XV


quello sul Quirinale ove sorge il palazzo detto XVI nel 998 iu Roma. Finalmen-
apostolico. — Mentre regnava Carlo Ma- te il Papa e l'imperatore si trasferirono
gno, Desiderio re de' longobardi trava- in Aquisgrana^ dove il Papa dopo aver
gliando Papa Adriano I e minacciando consagrato a'6 gennaio la chiesa della B.
Roma, reprimerne faudacia e le usur-
a Vergine, congedò, e caiico di regali,
si

pazioni, Adriano I invocò l'aiuto del re ed accompagnalo da alcuni baroni, per


come patrizio di Ro«na; ed egli debella- la Baviera pervenne a Ravenna em Ro-
lo in Pavia Desiderio e fattolo prigione, ma. Il successore Stefano I P^àeiloY nel-
presa P^erona e costretto alla fuga il fi« r8i6 per la via di Fano, Ravenna e
glio Adelchi, nel 774 s'impossessò del re- Bologna si portò a Reims, che incontra-
gno longobardo, confcrroandoed amplian- lo dall'imperatore Lodovico I il Pio un
do la sovranità de' Papi. Al pontificato miglio fuori della città, 3 volte si prostrò
d'Adriano I succedette s. Leone ///, gl'in- a' suoi piedi, e poi fu coronalo dal Papa;
vidiosi ribelli del quale tramarono con- e fattisi vicendevoli doni si separarono,
giura per ucciderlo, onde nel 799 accom- ritornando il Papa in Italia, e per Raven-
pagnato da'vescovi, da parie del clero e na a Roma. In congiuntura Stefano
tal

da buon nutnero di cittadini si recò a IV liberò i romani ch'erano rilegati in


Paderhona per rifugiarsi alla corte di
, Francia, ribelli al predecessore; e l'impe-
Carlo Magno. Questi lo fece incontrare ratore emanò il celebre diploma di con-
con onore, ed egli stesso gli rese ogni os ferma degli stati della s. Sede, rinnovalo
sequioj e poi dopo aver il Papa cousa- poi al successore s. Pasquale I, eoa ulte*
84 V I A V I A
rioie amplìazione di principato. Se è in- francese vivente. — Di recente, m.i-
dubitato che i monarclii di Francia e gnifico è Del potere tenipora-
il libro:
quel nobilissimo rearae, io più solenni le de' Papif pel visconte G. De-Ld'

modi contestarono in varie epoche la lo- Tour deputato al corpo legislativo di


ro venerazione e munificenza verso Pa- i Francia^ libera versione italiana^ Ru-
pi e la Se(\e apostolica; alla loro volta di ma tipografia della CivillàCatlolicai859.
questa e di quelli ne sperimentarono in- La sapiente Civiltà Cattolica , vera-
cessanti grazie e singolari onorificenze, e- mente giudice competetite, giustamen-
ziandio per riguardare i sovrani Figli te dichiarò, che fra'molli scrittori, i qua-
primogeniti della Chiesa e Crisliaìiissiniiy li hanno preso a ribattere le accuse, che
de' quali titoli d'onore riparlai nel voi. or l'odio, ov l'ignoranza muovono con-
LXXV,p. 26o.Per la soverchia condiscen- tro il potere temporale de'Papij il viscon-
denza dell* imperatore Lodovico I, pre- te de-la-Tour ha il vantaggio d'aver
sero le armi contro di lui i figli, Lotario compendiato in due brevi articoli le prin-
I associato all'impero, Pipino re d'Aqui- cipali risposte, che sopra una tal questio-

tenia, e Luigi re di Baviera. Sul princi- ne dagli apologisli cattolici furono date
pio della disunione , Papa Gregorio IV finora a'contraddittori. Questo bel lavo-
si lusingò pacificare Lodovico I co' figli, ro, pubblicato in Parigi dall'autore, per
pel pregiudizio che ne risentiva la religio- le sue speciali relazioni col governo im-
ne. Animato da questo zelo nell* 832 o periale di Francia danno alla sua scrit-
833 si portò in Francia, trovando le lo- tura un'importanza,maggiore ancora, che
ro armate accampale Ira Basilea e Stra- la semplice opinione d'uno scrittore par-
sburgo; ma con infelice successo. Poiché ticolare, lutto che valentissimo, o l'evi-
l'imperatore fidatosi delle baone speran- denza delle prove, tutto che inconcusse.
ze dategli dal Papa, che figli bramava- i E siccome in esso libro si contiene un
no di riconciliarsi seco, si portò al loro breve riepilogo della storia del dominio
campo. Ma perfidi e ingrati figli , isti-
i temporale de'Papi, io che tanto t»e scris-
gati da'Ioro pessimi consiglieri, lo prese- si, trovo di giovarmi utilmente, con ri-
ro, dichiararono decaduto dalla dignità produrne alcuni squarci , corrispondenti
imperiale, e lo costrinsero a rinchiuder- al da me in tanti luoghi esposto , sicco-

si nella badia di s. Medardo di Soissons me usciti dalla penna d'un abile e dot-
a far penitenza pubblica; iniquità che al- to scrittore francese nel XlXsecolo. « Noi
tri anticipano air83o. li Papa non ebbe ci siamo alquanto distesi sopra l'origine

coraggio d'opporsi alla deposizione di Lo- del potere temporale de'Papi, perchè es-
dovico I, ed afflittissimo tornò in Roma, sa generalmente è poco nota^ e viene per
riprovando però il concilio di Compiegne lo pili attribuita a Pipino ed a Carlo
che lo avea deposto onde poi fu rista- Magno. Ma chi risale alle fonti storiche,
— Essendomi
,

bilito. proposto di ripor- trova che questo potere cominciò a sta-


tare la seguente digressione, coerente al- bilirsi a'tempi di Costantino I, e che il
la storia, ed a quanto io scrissi in più dono di Pipino fa piuttosto una restitu-
articoli, non ho fatto che appena cenno zione, che una donazione propriamente
del diffusamente riportalo altrove su Pi- detta. Il re Franco poteva certamente,
pino, e nulla dissi di Carlo Magno e Lo- usando la forza , disporre a suo talento
dovico I,quanto cioè riguarda la so-
di de'paesi, che avea testé conquistati; ma i

•vranità temporale della Chiesa Romana Papi n'erano legittimi signori, e tali
i

ne' suoi stali, e dell'analogo operato da erano divenuti, allorachè gli abitanti di
Pipino, Carlo Magno e Lodovico I, pre- queste contrade s'erano intorno a loro
ferendo che parlasse un vero storico stretti per difenderne l'autorità spiritua-
V 1 A VIA 8>
aveano,quasi ricambio di difesa, in
le, etì dtdla Chiesa^ come per uni versai con-
loro soli trovalo chi li proleggesse coiilro senso sempre li riconobbero cattolici, i

le depredazioni de' barbari, e contro la che ne propugnarono e propugnano la


tirannide e l'eresia de'greci. Il primo fon- sovranità), e vi esercitassero il loro di*
damento del regno temporale de'Papi si ritto di proprietà, trasmettendolo a'suc-
fu la sua stessa spirituale supremazia, per cessori nell'Impero. Ma qiiest' asser-
cui in tempi di dissoUiraenlo sociale egli zione e al tutto inesalta. I Pontefici da-
si trovò, senza addarsene, il più venera- vano a Carlo, come a Pipino suo pa*
to Personaggio in mezzo al popolo, e l'u- dre, il titolo di Patrizio e Difensore del-
uico possessore di fatto del potere di man- la C/i/e5^2, attribuzioni di cui questi prin-
tener in e-so l'ordine e la tranquillila cit- cipi tenevansi grandemente onorali, eoa
tadina. Al che si aggiunse il ragionevole intitolarsene Carlo Magno. Ma in nessun
assenso de'popoli, che nella tutela ponti- luogo si attribuisce la qualità di signore
ficale e ne' beneficii da lei ricevuti rico- di Roma; anzi egli mostrò sempre gran
nobbero la più sicura e potente salva- rispetto all'indipendenza de' Pontefici ...

guardia alla loro vita civile... Essi face- Carlo Magno, alla donazione di Pipino
\ano omaggio a' principi Dizantioi, per aggiunse la Corsica , Parma , Mantova,
quanto il potevano, senza restituir loro Venezia, l'Istria, e alcuni diritti sopra i

la sovranità reale ... Essi al tempo sles- ducali di Spoleto e di Benevento: più tar-
so conchiudevano trattati disponevano , di offri alia Chiesa l^omana anche la so-

delle truppe rotnane, conferivano la di- vranità della Sassonia ... Lodovico I il

gnità di Patrizio di Roma, ed esercitava- Pio del resto confermò, sotto il pontifi-
no vera sovranità negli stali romani ... calo di s. Pasquale I, le restituzioni e do-
li Papa governava lutto lo stalo di Ro- nazioni fatte dall'avo e dal padre. Que-
ma e dell'Esarcato: egli ficeva le paci, sta carta enumera i possedimenti della s.

egli sosteneva le guerre, egli proleggeva Sede e ne accerta l'origine. Una prova
le città, egli allontanava i nemici , egli perentoria che Carlovingi non possede-
i

teneva il principale carteggio coli' impe- vano le Provincie di Roma e di Ravenna,


ratore, e i re vicini da'quali potevasi a- e gli altri paesi appartenenti alla s. Sede,
spettaresoccorso.Così prima me-
fin dalla si ha nel fallo , che elle furono sempre
la del secolo Vili il Pontefice regnava di escluse dalla lista de'paesi tra que'princi-
fdllo nella maggior parte dell'Italia cen- pi divisi ... La Chiesa Romana sempre
trale e meridionale ... l Pontefici roma- combattuta, sovente in pericolo, a noi
ni esercitarono essi soli la sovranità di sembra che un cristiano debba qui rico-
Pioma, ed e un errore il credere che que- noscere manifesto il dito della Provviden-
sta fosse posseduta da'dominatori fran- za. Consideriamo in fatti questa serie
chi. Pipino e Carlo Magno sapevano che prodigiosa di principi elettivi, sempre mi-
la Chiesa Romana era l'anima del mon- ralicon gelosia da'grandi, spesso ancora
do, e che avea bisogno d' indipendenza abbandonati dal popolo: molli fra loro
per esercitare con ogni pienezza la sua a- sono uomini canuti senza uso d' armi, ,

zione benefica... Fleury e alcuni altri


Il non pochi senza parentele potenti, alcuni
scrittori francesi (sempre vaghi di recare eziandio privi di esperienza governativa;
ogni bene di questo mondo all' opera e nondimeno fra lutti i troni elettivi, quel-
della Francia, ma*<sime Fleury, la di cui lo di s. Pietro rimane solo in piedi. I due
òloria contiene quegli errori che deplo- imperi romani sono scomparsi; l'impero
rai altrove), pretendono che gl'impe- di Germania , le monarchie elettive di
ratori Carlovingi si riguardassero come Polonia e d'Ungheria fmono distrulle; le
padroni degli stali romani (njeglio Stali repubbliche famose di Genova e di Vene
86 VIA VI \
zìa non sono più che una menìoria; tulio aiuto contro i saraceni , volò a FercclU
il rimanenle d'Italia ha sofFeiio mille tra- per incontrarlo, ricevuto con grandi ono-
smulazionii e intanto Pietro regna anco- ri, e di Ih continuò con lui il suo viaggia

ra sopra mohi de'suoi patrimoni dal VI a Pavia. Quindi avendo inteso che Carlo*
secolo, sopra le protincie che a lui si do- manno di Lodovico re di Germa-
figlio

narono, e che i re franchi gli restituiro- nia stava per assalirli con numerosa ar-
no ben mille e cento anni fa. Que* che mata, si ritirarono a Tortona, donde l'im-
negano di veder qui il dito di Dio^ ci peratore partì per la Savoia e il Papa per
mostrino un altro fatto somigliante nel- Roma ,
per cui fu costretto comprar la
la storia delle istituzioni umane. Un'al- pace da'saraceni con tributo. Neir878>
tra considerazione importante si è che, pretendendo Carlomanno d'esser corona-
fra tutti sovrani, Papi furono quelli
i i to imperatore, inviò a Pioma Lamberto
che men di ogni altro cercarono Tingi an- duca di Spoleto con truppe a imposses-
dimento de'Ioro stati. Tra essi re n'ebbe- sarsi del Papa; che scomunicatolo co'suoi
ro molti potentissimi; ma nessuno cercò complici nobili romani, con Bosone con-
mai di aggiungere a'suoi stati, come con- te di Provenza, che avea adottalo per Fi'

quista di guerra, un territorio straniero. g//o, s'imbarcò nel Mediterraneo facendo


E in qual altro regno, fuorché in quello vela per Francia, e giunse ad Arles l'i i
de'Papi, avrebbe potuto conservarsi per maggio ; indi visitò in Troyes V infer-
tanti secoli indipendente, benché inchiu- mo Lodovico II il Balbo re di Francia,
sa nel territorio, la piccola repubblica di e vi celebrò un concilio nell'agosto. Ri-
"
s. Marino > tornato in Italia con Bosone e la moglie
Intanto i Saraceni dopo aver saccheg- Ermengarda figlia deldefunto imperato-
gialo le chiese de' dintorni di Roma , in re Lodovico II, per Maurienne e il Mon-
uno alle basiliche Ostiense, e Vaticana cenisio, sano e salvo giunse a Torino e
non ancor racchiusa fra le sue mura, con di là a Pavia, da dove per Genova si re-

audacia si presentarono ad Ostia. Vi si stituì a Roma. NelT88o recandovisi Car-


recò tosto Papa s. Leone If^^ per anima- lo III il Grosso per farsi coronare impe-

re i combattenti a sconfìggere que'ladro- ratore, Giovanni VIII l'incontrò a Ra-


ni, e riportò completa vittoria neir849' venna, ed ambedue vi tornarononeir88i
Poscia nelT853 passò in Ravenna j^\j^\in- per trattare alcuni celebrando-
interessi,
re a Ti^oli^ ed a Suhiaco ove consagrò vi il Papa un Dovendosi abboc-
concilio.
due altari del s. Speco. Gli successe nel- care col dello imperatore in Worms, Pa-
1*855 Benedetto ìli, che pretendendo al- pa Adriano III^ si mise in viaggio neU
cuni si recasse a Feneziaj con digressio- r885, ma infermatosi a s. Ces^uio pres-
ne dimostrai non vero quel viaggio, nel so Modena vi morì 1*8 luglio, e fu sepol-
voi. XCI, p. 99 e seg. Neir874 trovan- to nel monastero i\\ N'onaniola.^e\V%(^^
dosi in Ravenna l'imperatore Lodovico eletto Giovanni IXy per l' intrusione di
II, Papa Giovanni Vili v\ si recò per Sergio III de'conti Tuscolani, si ritirò ia
concertare con un congresso, da te-
lui Ravenna, ove tornò nel 904 a tenere un
nersi nel territorio di Verona con Lodo- concilio, e si recò pure a Bologna. Sergia
vico re di Germania, ed ebbe luogo sul III de'conti Tuscolani, intruso nelI'SgS
finir d'aprile. Nel giugno o agosto 876 o dopo la morte di Teodoro II, fu caccia-
877 tornato a Ravenna Giovanni Vili, to da Roma, ma dopo 7 anni di vita fug-
vi tenne un concilio; ed avendo poi sapu- giasca per la Toscana, anzi il Platina lo
to che l'imperatore Carlo II il Calvo al- fa pure viaggiare in Francia, spalleggia-
le sue preghiere calava finalmente in Ita- to dalla sua fazione Tuscolana, nel 904
lia con molta cavalleria, per l' invocato fu richiamato in Roma dal popolo ro-
VT A VIA 87
ninno e consfigrato a* 9 giugno. Coni- a*suoi tempi, poi dagli storici posteriori,
mi nulo Saraceni a devastare le coste
i
troppo creduli a que'malevoli testimoni".
d'Italia, stabilitisi sulle rive del Gariglia- Nel 9^7 Gioita nni X
fi fi^Wo d'Wbev'ica
no nella Terra di Lavoro, donde porta- li conte Tuscolano, eletto dalla sua fa-
vano con iscorrerie la desolazione negli zione di circa 18 anni, radunata un'ar-
stali pontifìcii e nelle provincie napole- mata si alleò col duca di Spoleto, e mar-
tane, Papa G/oi'^«'if A, dopo essersi trat- ciò contro Pandolfo principe di Capua,
tenuto per più. mesi in Orvieto, sollecitò che lo costrinse a retrocedere e a doman-
a cacciarli T imperatore Berengario ! e dar la pace. Indi si collegò con A.dalber-
V[ imperatore greco, e for-
Cost'Hìlino lo re d'Italia contro T imperatore Otto-
mato un corpo di truppe alleate sotto il ne che a vea coronato con l'insegne im-
I,

comando diLandolfo principe diBeneven- periali, per frenare l'occupazione che fa-

to, di Atenulfo principe di Cipua,di Gre- ceva delle terre ecclesiastiche, e per ab-
gorio duca di Napoli e di Nicolò Panci- bassarne la preponderanza, mentre Ot-
gli generale greco, vi si pose alla testa lo tone I assediava nella rocca di s. Leo
stessoPapa, die combattendo peli.°da Berengario II padre d'Adalberto. L* im-
capitano generale, fu censtuato dal Mu- peratore recatosi in Roma nell'anno 963,
ratori,alquanto severo co^Papi, nel resto il Papa fuggì con Adalberto, portan-
però e dipinto con carattere di lo-
dife-Jo do seco gran parte del tesoro di s. Pie-
devole Papa, indi meglio vendicato nel- tro (nel quale anno, o prima, il Papa si
la fama d'altre accuse dal p. Soldan'. 11 recò al celebre monastero di Subiaco,

successo fu completo nel 916, dopo as- passando per Tivoli). Allora l' impera-
sediato il loro nido per 3 mesi; anzi pel tore adunato un conciliabolo, sacrilega-
riferito nel voi. LXXV,
29^, LXXVf, p. mente fu deposto Giovanni XII, e venne
p. 162, li disfece pure presso Vicovaro, eletto l'antipapa Leone Vili laico. Par-
ed ebbe origine Saracinesco. Il Ferlone tito r imperatole , e pentiti gli elettori
dice capitano supremo Alberico \ con- dell'indegno operato , richiamarono nel
te Tuscolano, fìu-lio della famosa Maro- 964 Giovanni XII, che punì gli autori
zia. Dopo alcuni anni Ugo red'Italia ven- principali di sua pretesa deposizione, non
ne a prender possesso del regno, e il Pa- senza crudeltà secondo gli usi di que'bar-
pa andò a Mantova a stringere lega con bari secoli. Imperocché a'partigìani del-
lui. Se Giovanni X o Giovanni XI per l'intruso non solo inflisse severe pene, e
alcun tempo fu prigione nella rocca di rior<linò ida lui ordinati, ma a Giovan-
r^eroli , può vedere il voi. XCIV, p.
si ni cardinale diacono fece tagliare la ma-
6 e 3o. Qui godo notare, cbe la Civillà no ad Azone protoscriniario'Ja
dritta, e
Cattolica^ serie 4-*, t-
4 P* ^^7%
"^1 no- lingua, il naso e due dita. Notò il eh. tra-
tificare la pubblicazione dell* Opere di duttore del commendato visconte de la
t)ìg/ Franreficn Liverrt ni prelato dome- Tour, essere degna d'osservazione la te-
stico eprofonofario apostolico parteci- stimonianza d'uno scrittore alemanno e
pante^ nel rendere all'illustre e dotto pre- consanguineo della famiglia imperiale,
lato giusti elogi, rileva comprendere an- delle cose imperiali naturalmente par-
cora: w Un frammento di storia ecclesia- ziale, cioè Ottone di Frisinga. Volendo
stica,che é un libro intero distribuito in questi in alcun modo scusare la barba-
XX capitoli, ne'quali si narra la storia di rica e inaudita violenza di Ottone I con-
Papa Giovanni K, vendicandolo, con o- tro Giovanni XI (, con un singoiar con-
fjni documenti di forza inelutta-
sorla di trasto tra il suo buon senso e la sua cat-
bile, dalle accuse, onde la sua memoria tiva cQii>a, Égli stesso non dissimula, che
fu gravata prima da'nemicì della CUiesu le accuse coulro il Papa Giovanni \I1
88 V I A V I A
non si ìeggetano, se non in alcuni scrit- ni XI furono per un tempo chiusi nella
ti di originealemanna, cui egli slesso rocca di Veroli, forse potrebbe essere que-
poco credeva. Se Giovanni XII avesse sto Giovanni Xlll. Alcuni, con Leone O-
tollerato le usurpazioni di Ottone I, il stiense, lo fanno ben accogliere da Pan-
quale andava occupando senza rumore dolfo principe di Capua. Giunta la no-
le terre dello stalo della Chiesa; e se tizia di tal violenza a Ottone I, nel declinar
per opporsi a tali usurpazioni non aves- del 966 calò in Italia, per cui i romani
se stretto lega collo spoglialo re Adal- impaurili richiamarono il Papa, che vi si

berto mancata ogni ansa alle salire del


; recò senza ri lardo; ma l'imperatore fece
maledico Luitprando e degli altri ale- punire i principali rei, altri esiliò, fra'cjua-
manni, apologisti d' Ottone I, ninna si- liSigolfo vescovo di Piacenza. Pietro Pre-
nistra accusa avrebbe deturpata presso i fetto di Roma fu attaccato pe' capelli al
posteri la memoria del suo ponlificato. cavallo di Marc'Aurelio (allora dello di
Per sua morle,nello slesso 964 gli fu sur- Costantino), quindi in ignominiosa for-
rogalo Benedetto V^ per cui Ottone 1 as- ma fu messo sur un asino, condotto per
sediò Roma e l'obbligò a rendersi. Rista- Roma frustato, e dopo carcere confinato
bilì l'antipapa, e questi convocato un con •
oltiemonle. Il conte Roberto e Stefano
ciliabolojfece spogliare il Papa degli abiti voslarario defunti, autori dell'arresto del
ponlificali, lo privò del sacerdozio, lo ri- Papa, furono disollerrati ed esposti allo
dusse all'ordine diaconale, l'esiliò, e rom- scherno del popolo. Indi nel 967 il Pa-
pendo in più pezzi la sua Ferula li mostrò pa con Ottone I passò a Ravenna, e vi
al popolo. Benedetto V rimase in potere tenne un concilio, e ricondotto a Roma
dell'imperatore^ che seco lo trasse a Pa- gli coronò il figlio Ottone li (parlando
"via , custodito da' suoi soldati. Nel 965 del quale nel voi. LVIII, p. 26i,col. 2.^,
si portò in Francia, vi restò dalla Quare- linea 24, dopo la parola indi, manca il

sima sino a Pasqua, e di là si trasferì in nome di Ottone II, ommesso dal tipo-
Sassonia, seco portando ovunque losven- grafo, e da me forse nella revisione de-
turato Pontefice, ivi dato a custodire ad gli slamponi non reintegrato).
Adaldaugo arcivescovo d'Amburgo, che Qui dovrebbe aver luogo una lunga
Jo trattò sempre con molto onore. Bene- digressione,se ne avessi lo spazio,per ven-
detto V era dotto e pio, e degno dell'al- dicare la memoria di Papa Bonifacio VII,
tissima dignità di cui era rivestito; edifi da me ancora alquanto aggravata nel se-
co i sassoni colle istruzioni e co'suoi vir- guirei! Novaes e altri, cioè negli articoli

tuosi esempi, talché l' imperatore era in che rileverò in corsivo, e con alcuni cenni
procinto di ridonarlo a' romani, che lo nel descriverlo quale jéntipapa Xt^Il,
chiedevano a grande istanza, se a* 4 li^- Ripetendo l'asserto dal Novaes e da altri,
glio Dio non l'avesse chiamato a miglior dissi aver egli fatto morire Benedetto FI

•vita. La pestilenza non tardò a far istra- nel 974s6 quindi usurpalo il pontificato;
ge dell' esercito imperiale, e gli rapì il che però eletto Benedetto ^/ A, dopo un
fìoredellesue truppe, onde universalmen- mese spogliato il Valicano del più prezio-
te fu attribuito a giusto castigo divino, so, fuggì a Costantinopoli che morto Be- ;

come contemporaneo Ditmaro.


riflette il nedetto VII, tornalo a Roma nel98Ti, fe-

L'antipapa l'avea preceduto nella tomba ce imprigionare xie\ yw^vzo Giovanni XI f^


nell'aprile, indi nell'ollobrefu eletto Gio- e poi morire forse a'20 agosto; e che indi
vanni XIIL Questi traila ndo con durez- egli slesso terminò con morte
di vivere
za i principali romani, fu arrestato e con- subitanea, soffrendo suo Cadavere cru-
il

finalo nellaCampania, dice il Ferlone. dele carneficina, tuttavia da'chierici por-


Siccome notai che Giovanni X e Giovan- tato al Sepolcro de' Romani Pontefici^
V I A V I A 80
nella proto-basilica, e Chiesa dì Gio s. afFallo sfigurala. T benemeriti che si ac-
vanni in F^. iterano. La Cronologia de' cinsero a sì laudala impresa, con giusta
suoi predecessori e successori p;itisce di- e savia filosofia anzi tutto a vverlirono, do-
sorepnnze presso vari cronisti e storici. versi collocare i Papi malmenati, presi a
Debbo anzi lutto notare, quanto a Bene- scolpare, nella loro vera luce, e ricondur-
detto VII, che si porlòad Or^'ieto^ vifece li all'età in cui vissero. Uno di questi è
f<d)bricare un palazzo apostolico per sua certamente il eh. cav. Luigi Crisostomo
residenza, e vi si trattenne molto tempo; e Ferrucci, il quale olire l'averci thto la
che nel 98 I per Tivoli andò a Sitbiaco, e y Continiiatio degli esametri di Frodoardo
vi consagrò a' 4 dicembre la restaurata di Reims, e poi 1'
Enchiridion liisloriae
chiesa de* ss. Benedetto e Scolastica: di Po;z//;^crt/t,v,co'quali versi storici continuò
lui t!<uo Sepolcro riparlai nel vol.LXIV, quella storia e riempì il lungo periodo di
p. I o I. In questi nostri miseri tempi, meo- 1000 anni di serie pontificia, cioè da Ste-
Ire il numero de'fìeri nemici della Chie- fano Vili à Pio VI inclusive (come già
sa^ del Pontificato e della Sovranità del riferii ne'vol. LI, p. iSr, LXX, p. lor),
la Sede jépostolica^ eccessivamente si nel 1847 e indirizzale al popolo romano
aumentò, sognandone empiamente la di pubblicò le sue Investigazioni slorico-
striìzione. Iddio che sempre protegge la criticìie sopra Bonifazio FU figlinolo
sua Chiesa e dal male ricava il bene, per- di Ferruccio, contenute in S'ò pagi-
mise che illuminati e coscienziosi acatto- ne in 8.°, che ammirai nel farne appe-
lici, olire moltissimi sapienti cattolici, po- na cenno ne' voi. LI, p. i ?o, LXI V, p.
derosamente ne assumessero la difesa col- 1 00 e IDI, per essersi egli proposto, nel-
le armi delia storia e della critica conva- la sua inalterabile divozione alla s. Sede
lidata da documenti, e con elevali invin- (ripetutamente dimostrila nelle sue dot-
cibili argomenti dimostrativi, provarono te opere, compresele due che dovrò lo-

ericonobbero essereiocontrastabile la con- dare in fine, parlando de' viaggi di Pio


servazione e inJipendenza della Chiesa e IX; mentre nella Scala di /^/^^ stampa-
del Pontificalo, e per la promessa divina ta nel i852, come le altre a sue spese,
dovere sussistere sino alla consumazione neir esibir bell'esempio di subordinazio-
de' secoli; ed essere la conservazione in- ne all'autorità pontificia, pose in calce di
violabile della sovranità della Chiesa Ro- tale opera: Venia ad Piani IX P. lì/.,

mana d'uiteresse universale, con chiariisi equivalente a quelle religiose proteste che
eziandio il diritto de' cattolici nel soste- fino al passalo secolo non mancavano ad
nere il legittimo principato de' Papi. La ogni ben consigliala opera,e d'allora in poi
Storia poi di questi, eguabnente a'nostri non si leggono che raramente !), difendere
giorni risorse splendida e depurata, ven- alacremente e con improba fa'ica studio-
dicandosi con più Irionfi le atroci cabm- Sfi, la memoria di quel Papa, rappresen-
nie de' nemici della Chiesa liornana, i tato per antip'ipa, che giacque per 8 se-
quali furono e sono setnpre intenti a de- coli sotto il peso di mostruose calunnie,
nigrare i Sommi Pontefici, sia col propo- proponendo altresì il riprislinamenlo del
silo di spostare la veneranda cattedra di suo epilaflio sepolcrale al Lateiano e da
s. Pietro da Rotna, sia col non meno scel- lui composto. Non contento l'oltimo cav.
lerato e accanito impegno di emancipare Ferrucci di sì critico ed erudilissinio la-
la cristianità dalcattolicismo romano; ca- voro fatto in Firenze, ov' è ora bibliote-
lunnie che erroneamente ripeterono di cario della i. r. biblioteca Latnenziana,
mano in mano gli storici posteriori, co- con ?..** edizione riformata ed accresciuta,
piandosi l'uii l'altro, senza investigarne e nel i8T>tì co'pilrii tipi Alelandriani di
vagliarne le origini, onde la storia restò Lugo, pubblicò con 107 pagine in 8.":
yo V I A V I A
fnvest/'gazioni storico critiche su la per- pò si videro sorgere due tre Papi. La
sona ed il poiifificato di Bonifizio FU lotta di tanti partiti e pretensioni rese

figliuolo di Ferruccioromano. In questa questo il più oscuro de' periodi della sto-
riproduzione eseguita in Roma, mentre ria ecclesiastica, che 1* autore con dovi-
egli meritamente era scrittore in lìngua ziosa suppellettile di notizie sloriche, in-

latina della biblioteca apostolica Vatica- traprese a rischiarare colla face della cri-
na, primeggiano documenti originali, i tica. Col § I : Ottone T nelle sue relazioni
non prima osservati, e ordinati in serie col Pontificato, queste descrive, da me
al numero di X, precipuamente la per- ragionale a* suoi luoghi, toccate di sopra
gamena originale dell'archivio di s. Ma- e più avauli. Quanto ad Ottone 1 fosse a

ria in Via Lata , e l'estratto del Rege- cuore la sua preponderanza nelle cose
stimi FarfeiisejiW cui niuno finora avea d' Italia, e perciò bramoso di eliminare
mai fallo il calcolo che si dovea, non che affitto da essa la superstite dominazione
la tavola o registro di Cronolassi e Cro- greca e quell'ombra d'influenza restata
nologia, elaborata con infinita pazienza in Rotna. A tale effetto ottenne in isposa

e diligenza, per ralFionlo e giustificazio- Ottone II, associato all'impero,


pel figlio
ne de'monumenti sincroni dall'anno 966 Teofania, figliastra o nipote del greco
all'anno 987. Senìpre genialmente e per imperatore Niceforo Foca, per la qua-
di voto animo, non ostante la mia pò* le ebbe in dote dal successore Giovanni

chezza, fermo nel mio proponimento di Zimisce la Sicilia e la Calabria. § 1 ;

propugnare gli oltraggiati Pontefici Ro- Carattere de'dae partiti Patrizio e Po-
mani, ed a gloria del vero chiarire le ca- polare in Roma. Successo al padre Ot-
lunnie di cui furono segno, se finora di tone suo tempo, secondo alcuni cro-
II, a

Bonifacio VII noi feci , tranne qualche nisti,morto Giovanni Xf/f, nell'elezio-
molto negl' indicati luoghi , correndo- ne del successore si ridestarono in Rotna
mene dovere, dopo il ripetuto a suo ca- l'animosità tra il patriziato, alla cui te-
rico col comune degli scrittori, reputai sta erano i Conti Tuscolani, di parte im-
questo il luogo d' eseguirlo, offrendome- periale, e la plebe, e insieme le speran-
ne argomento viaggi fatti peri la sua ze di emanciparsi dall'ingerenza imperia-
andata a Costantinopoli e suo ritor- le , e di aver il Papa a proprio modo.
no in Roma. Sebbene conosco riuscirà Laonde la fazione Tuscoiana dichiarossi
snervato, setiza forza, sconnesso il gra- pel figlio d'Ildebrando, e l'intronizzò col
ve argomento e le molteplici nozioni che nome di Benedetto F/ (alcuni assegna-
comprende nel suo imponente complesso, no prima il pontificato di circa 3 mesi
mi conforta il familiare riflesso: Meglio di Dono TI, ma di ciò più avanti); ed
poco, che niente. A dare dunque una il popolo, col quale parteggiava il clero,
gene» ica e isfuggevole idea del libro del unito al potente Crescenzio Nomentano
eav. Ferrucci, comincieròdal dire,ch'egli capoparte popolare, secondo le ispira-
Introduzione principia con lumeg-
iiell' zioni costantinopolitane, e per paraliz-
giar l'epoca di cui deve a lungo ragio- zare la possanza dvj' Conti Tuscolani, de-
nare, nella quale tra'romani faziosamen- signò Papa il cardinal Franco o Franco-
te si disputò neir Elezione de Papi, se ne, figlio di Ferruccio e Ferruzio, col no-
sceglierlo da famiglia senatoria o p'ebea, me di Bonifazio VII. §3: Famiglia e
oltre l'intervento abusivo dell'influenza persona di Bonifazio FU. Era roma-
imperiale, massime dal sissone impera- na, ese non|nobile, certo potente,e l'eletto
tore Odone Iin poi ; quindi non è da ambizioso e destro. L'autore dichiara, ri-

meravigliare se per tali conflitti, in cui petuta calunnia d'aver Bonifazio VII
col popolo era il clero unito, a un teoi- fallo morire Benedetto VI, e d'averne
,

V I A VIA 9.
_

con usurpazione occupalo la sede. Fu mo Pontefice, recò seco l'insegne di sua


tolto di naezzo dal popolo, istigalo da dignità, e quanl'altro costituiva il tesoro
Crescenzio, eccesso commesso nella ri- di s. Pietro, come Giovanni XII avea già
bellione de' romani contro V impero (i- fatto nella fuga da Roma. Forse nella sua
mitata da altre città e piovincie), pro- permanenza a Costantinopoli, Bonifazio
babilmente quale rappresaglia della de- VII si studiò di porre un termine allo sci-
portazione in Germania di Benedetto sma, e riunire la Chiesa greca alla latini,
V, per opera d' Ottone I e narrata di inun tempo nel quale Vladimiro il Gran-
sopra. Il misfatto contro Benedetto VI de gran principe di Russia (articolo che
fu consumalo nella notte di Natale da va tenuto presente a tale epoca), mandali
Cynlhìo StcphanOf d'ordine di Crescen- a Costantinopoli i suoi inviali ,
per ivi

zio. § 4 Tempo e modo della sua ele-


• pure informarsi de'di versi riti e culto re-
zione. Quest'epoca di Bonifazio VII, as- ligioso , trovarono nella pompa di que*

segnata dal Novaes e altri nel 974 è , , della messa (forse di Bonifazio VII, per
contrastata. L'autore, per le ragioni che esservi riconosciuto per Papa) il più for-
svolge, sostiene che non usurpò il pontifi- te motivo di riferire, che la vera cre-
calo, e la sua ordinazione fatta dal clero denza era quella. Ned è inverosimile^
non fu sacrilega, come si pretende, sic- che in tal soggiorno si adoperasse a di^
come eseguita in onta della fazione de* sturbare piowedimenti presi da Ot-
i

patrizi e de'Conti Tuscolani. Questi col tone 1 e da Ottone II per esercitare as-
favore d'Ottone II, in vece orretliziamen' soluta podestà in Occidente. Nel 982,
le elessero Benedetto VII de' Conti Tu- anno settimo dell'assenza di Bonifacio
scolani, e poi mantennero sulla cattedra VII da Roma, continuarono patrizi ro- i

di s. Pietro. § 5: Sua evasione e dimora mani con più di vigore a mantenere in


a Costantinopoli. I patrizi cacciarono possesso della cattedra apostolica il loro
perciò da Roma Bonifazio VII, il quale Benedetto VII, dopo 1' umiliazione del
si rifugiò a Costantinopoli (ove ancora partito popolare, quando cioè i greci eoa
regnava Zimisce, cui successe nel 976 Ba- condotta di saraceni invasero la Calabria,
silio II il G/oi^<5Jrte, che resse l'impero gre- mal solferendo che Ottone II si godesse i

co con più vigore che talento, pel corso bei possedifoenti d'Italia avuti in dote,
di 5o anni: il suofratelloCostaotino Vili, con molta probabilità provocati da Boni-
o IX secondo altri, associato al governo, sì fazio VII, acciò l'impero orientale ricu-
contentò tleltitoloe fece solo uso del pote- perasse i suoi diritti in Italia e la sua in-
re per soddisfare le sue passiojii). L'autore fluenza in Roma, ove era odiato Otloua
qualifica asserto gratuito d'alcuni lo spo- li colla denominazione di sanguinario, si
glio della basilica Vaticana e di altre per aver imprigionato i seguaci di Boni-
chiese di Ruma, da lui eseguito prima di fazio VII, e sì per aver fallo trucidarti
partire; ed avere fondatnento l'altra as- in un convito i principali cittadini alfe-
serzione, che Bonifazio VII seco portasse zinnali a'Berengarii ; e poi dopo la morta

il denaro della Chiesa da lui tenuto io di Benedetto VII, per aver imposto a*
ciislodia ,
qual giù cardinale diacono o romani per Papa Giovanni A^/^/^ (è sin-
arcidiacono; di essere necessario un pe- golare che chiamandosi egfi Pietro, il
,

culio a chi intraprendeva un viaggio comune degli storici afferma che in rive-
così lungo, per porre «è stesso in gra- renza al principe degli Apostoli caiubiò
zia dell'imperatore d'Oriente, e m uite- il suo Nome Giovanni, men-
in (juello d»

nere il suo partito in Roma. L' autore tre lo trovo ne'documenti che di lui qual
congettura ancora, che partendo Boni- Papa offre l'autore, denominala Petrus)
fazio VII da Roma, col carattere di Sono* suo arcicancelliere negli altari d'Italia. Ri-
()2 V l A VI A
leva l'autore gli anacronismi die s'incon- il cardinal Giovanni sia quello che per

Irano in tale esaltazione per esser morti, l'irritazione de'romani, nel dicembre q85
Ottonell nel dicembre 983 in conseguen- fosse fatto Papa col nome di Giovanni
za della disfalla ricevuta da'gieci, e Be- XP\ e visse pochi giorni (veramente il

nedetto VII nel Itiglio 984, per cui a con- biografo Cardella sostiene che il cardina-
cordarne le lui do-
discrepanze, pare a le accecato non divenne Papa, ma op-
VII durò
lersi ritenere, che Benedetto presso da malinconia morì nello stesso
nel papato più per connivenza che per 985). L'autore delle Tni^ósligazionij per-
assenso d'Ottone 11, il quale invece avea suaso che Bonifazio VII fosse Papa uni-
disegnalo il dello suo arcicancelliere per co, legittimo e consagralo, ed avendolo
Papa, come persona di sua fiducia, e co- la morte a un tempo liberato da Ottone
sì o})porlo a'due eh' erano sostenuti dal li che l'odiava, e da Benedetto VII suo
patriziato e dal popolo romano, cioè Be- competitore e creatura de'patrizi, che ia
nedetto VII e Bonifazio VII. § 6n.9«o r«- un sinodo di Roma del 975 1* avea sco-
torno in Roma. Giuntovi Bonifazio VII, municato, non solamente lo discolpa, col
per morte di Benedetto VII, reduce dal narralo or ora con lui, dalla taccia della
suoesdio_,si trovò a fronte egli consagra- morte di Giovanni XIV, ma deplora co-
to, Giovanni XIV preconizzalo dal de- n)e tanti storici, le cui varianti asserzio-
funto Ottone 11, però malveduto da'suoi ni accuratamente riporta, si scagliarono
partigiani, il perchè in una escursione de' contro di lui, il un let-
cui ponlifìcato fu
malandrini di Crescenzio dal Castel s. to di procuste. Imperocché appena toc-
Angelo al foro Agonale o al Vaticano, cato il trono, dovè vagheggiarlo da lon-
Io presero e portarono in Castello, ove tano per 9 anni, e tornalo in Roma essi
morì di fame o di veleno nel giugno o nel- lo fanno vivere più o meno d' un anno.

l'agosto 985, ma più storici dissero d'or- § 7: Sua morte. Anche il genere della
dine di Bonifazio VII. L'autore attribui- morte di Bonifazio VII è raccontato va-
sce la prigionia e violenta morte di Gio- riamenlersi fi morireall'improwiso, stran-
vanniXlV,sollanlo a Crescenzio, il quale golato, o di veleno, o di melanconia, tra-
poi per questo e altri gravi delitti che gicamente per furore di popolo, slrasci-
commise fu punito da Ottone III. E sic- Dato per le vie della città, messo in bra-
come Martin Polacco asserì aver ancora ni e lasciato o a piazza Colonna (o in
Bonifazio VII fatto cavar gli occhi al quella di Campidoglio, dice Novaes, ma
cardinal G;oi'rt«/zKle'Gonli Toscolani (di meglio ove vado a dire, perchè il caval-
palle imperiale e che avea cooperato al lo di bronzo non eravi ancora stalo tra-
suo esilio, dice il Cardella nelle Memorie sportato, s'è vero), ovvero a Campo Vac-
sloriche de' Cardinali)^ l'autore è d'av- ci no avanti il cavallo di Marc'Aurelio, ove

viso doversi leggere quanto al cardinale allora trovavasi col nome di Costantino,
oculiis eriiity in luogo di ocidof:, loculus, né manca chi sostiene di morte natura-
vale a dire che Bonifazio VII di ritorno le. Il cav. Ferrucci propende per questa,

n Roma locidiis eruii ^ scavò dalle mani ossia che morisse di melanconia, veden •
del cardinale diacono e perciò custode del dosi non curalo dalle gare de' parlili; e
denaro della Chiesa, quanto si trovava per denigrare la cattedra dis. Pietro, fu v-
avere //z/or«//.s', nello scrigno, per aggiun- vi chi suppose la violenta morte e ricor-
ger vita al suo partito io Roma. Inoltre dali oltraggi, copiati dagli storici. Anche
osserva, che se è vero, per tal concussio- l'epoca è disputala. Si vuole nel 983. ma
ne essere slato Bonifazio VII abbandona- la comune opinione assegna il 985 ed il

lo da'suoi, Irallandosi di denaro destina- Catalogo Farfcnse registra non prima


lo ad elemosine, gli sembra probabile che del 987, ed è un prezioso documento per
V I /V VIA 93
la data. § 8 Epìgrafe che lo disonora.
: secoli, e del secolo X appellalo dal Ba-
Il Raspolli alferma,che nella basilica Li- ronio y^rreo, dì piombo, oscuro, è un la-

terauense esisteva il monumento sepol- berinto, un ginepraio), l'aLitore riporta il

crale di Bonifazio VII, che poi in un in- novero de'suoi detrattori, che gareggia-
cendio fu traslocalo altrove. Olii e l'au- rono a pone la loro pietra per lapid irlo,
tore l'epigrafe the lo disonora, posta nel- con diversi confronti storici, rilevando la
la Chiesa diCroce in Gerusalemme
s. manifesta ingiustizia come si procedette
al sepolcro diBenedetto VII, di cui eia e l'incongruenze molteplici, con ragiona-
stato benemerito (come suo ristoratore e le osservazioni. Le calunnie si accumula-
edificatore del monastero, dice il Besoz* rono, per lo spirilo di partito imperiale
zi, La storia della basilica di Croce
s. e patrizio, che lo denigrarono; però un
in Gerusalemme), e fatta da'monaci be- buon dà lume per distinguere i
criterio
nedettini, dichiarandola posteriore, pro- limiti, a cuidebba arrestarsi la credulità.
dotto di parzialità e di malevolenza, e in- Quindi passa ad esaminare, quanta fede
vereconda parodia dell'epitafììo di Stefa- ponno meritare principali tra'detratlori
i

no VII dello FUI (óxe. inveì contro il di Bonifazio VII. Compiange, che ad onta

cadavere del predecessore Formoso), at- che un Baronio pone per lodata regola di
tribuita a Sergio ili (altro nemico di critica che nella collisione di due eletti de-
Formoso). § Suoi delrattori. Siccome
9: ve aversi per Papa legittimo quello dal-
l'ammissione di Bonifazio VII nel nove- la cui parte sta il clero; tuttavolla nel so-
ro de' Papi fu sempre un grande imba- lo caso di Bonifazio VII, questa regola
razzo pegli storici (non lo trovo nella non ebbe valore! Il clero lui riconobbe,
Chronologia Romanorum Ponlifìeuni di- a lui die' onorevole sepoltura nel Latera-
pinta nelle pareti della basilica di s. Pao- nOj luogo proprio del sepolcro de'Roma-
lo, illustrata dal Marangoni, ma hf\\i\ vi ni Pontefici; e quando l'ambizioso Cre-
è tra Benedetto VI e Benedetto VII, Do- scenzio, il quale voleva un Papa che si
no II, di cui in appresso, la cui esistenza lasciasse raggirare da lui, per vieppiù si»

dubbiosa fa vedere, anche per questo, non gnoreggiare Roma, slimolò i contrari ad
essere la Cronologia o serie Ostiense de' eleggere Giovanni XV, favorito de'patri-
Ritraili de'Papi, immune da errori: per- zi, il clero si ostinò a non voler consa-
ciò non deve sorprendere in essa ancora grare altro Papa, vivente Bonifazio VII,
l'esclusione di Bonifazio VII, come l'in- e gli fu attaccato anche in morte, e perciò
clusione d' alcuni di cui è incerta l'esi- da lui malvedulo, benché lo consagiò do-
stenza, osono riputali intrusi. Ormai, do- po il decesso di Bonifazio VII. §10: Ciò
po tanti sludi, neppure trovo scevra da che debba tenersi di Bowfazio III.Vùw-
eccezioni la Serie cronologica di tulli i tore lo riconosce Pontefice legittimo, ed
Sommi Pontefici Romani, esattamente ecumenico per 12 anni e forse più » re»
disposta, coixì' è qualificala dalle annuali stando orrellizio il pontificato di Bene-
e ufllciali Polizie di Roma, che la pub- detto Vile XI V,
quello pure di Giovanni
blica ogni anno, per quanto rilevai altro- se ebbe luogo". Bonifazio VII fu Papa
ve più volte. Qualora silfatta serie, e sa- senza esercizio, ma era vero Papa anche a
rebbe bene, nuovamente si soltoponej-se Costantinopoli; e (juindi produce la schie-
a più critico e severo esame, porto fidu- ra delle pergamene sincrone che assisto-
cia, che la mia proposizione sarebbe giu- no Bonifazio VII ben più fondatamenla
stificata, mentre ora forse a qualcuno ap- che non lo combalte la varietà delle cro-
parirà alquanto azzardosa, anzi audace, nache sempre incerte, e sicuramente faU
dimenticando che la Cronologia de Ro' laci quando adulano partiti. Le date de'

mani Ponlr/ìci , segnalamente di''primi mcnumeoli portano le formolc: Tempo-


9i ^ I A VI A
rihits Domnì Bonìfatli SS. Pnpac anno cismo e la misanltopia. « La pena mag-
e/iis Pontificatus- : Anno Deo propitio giore che la divina Provvidenza possa in-
PontìficalitsDomnì BonìfatìiSiwimiPon- fliggere ad un italiano nella vita presen-

tìficis et universalis Seplìnii Papae iasa- te si è quella di perdere le sue convinzio-


cratissima Sede B. Petri /éposloli linde- ni in punto di Religione e in fatto di tra-
cimo, Indictione XIIf(gS5,ed il Cata- dizione!" Che se Silvestro li accusalo
logo Farfense prolunga il ponliflcalo di negromanzia fu difeso dall' Hock , s.
ali' Indizione xv) mense septembrìo die GregorioVII tacciato d'esorbitanze fu prO'
xr. Come dunque si può asserire, che pugnato dal Voigl, Innocenzo HI glori-
non mai riconosciulo dalla Chiesa Bo-
fu ficalo dall'Hurter, Bonifazio Vili vendi-
nifazio VII per Papa legittimo, se non calo dal Tosti, ora la memoria di Boni-
fu mai solo, o Io fu per pochissimo tem- fazioVII Ferruccio vennepurgala in par-
po? Concede l'autore, la turbolenta ele- te notabile, da un altro Ferrucci, forse
zione, biasimevole la fuga, ardito l'alto discendente suo, e piìidi recente Clemen-
di recar seco il tesoro di s. Pietro, cieca te V scolpalo dalBabanis, per quanto do-
l'ambizione nell'acceuder guerra sulle co- vrò con altra digressione riferire alla sua
ste orientali del continente Italico, scon- memorabile epoca. Tali e allri Papi, in
sigliato il suo ritorno, temeraria la per- questo secolo politico, furono non pure
manenza in lloma a fronte di due partiti vendicali, ma proposti all' ammirazione
che si riunirono a'suoi danni, affrettata de'presenti e de'posteri, ed aggiungono
la morte, miserando lo spettacolo del suo un trofeo di pili alla gloria del cristiane-
cadavere; lutto può essere, egli dice, ma simo e una conquista pel mondo civile,
non che fu peggiore del suo tempo e , con festa del cattolicisrao, ed altresì for-
neppure antipapa. §1 '.Emendazioni sto- ì mano la corona de' loro dotti e coscien-
riche. U
ani ove propone una leggenda bio- ziosi difensori. Che se altrettanto non può
grafica di Bonifazio VII, onde togliere gli dirsi di Bonifazio VII, soggiungo col no-
articoli calunniosi che per la storia e pe* bile, zelante e laborioso suo difensore, se
dizionari hanno infamato sin qui la me- egli per lui avrà fallo assai meno, ab-
moria di lui. Ma sono in lotta colla bre- bracciò però il suo soggetto con eguale
vità, co'tanti allri viaggi che devo fare, coscienza, e forse con maggior cuore de-
per cui non senza pena non mi è dato ri- gli altri, per più ragioni, per cui esclama:

produrla; forse, se non m'illudo, si potrà « Va Bonifazio Che se non potei rido-
!

ricavare da queste mie spigolature, che narti alla storia purgalo d'ogni colpa, spe-
andai raccogliendo nel ferace e vasto cam- ro almeno al meno d'averli alleggerita l'in-

po, formato dalle solerti ricerche del va- famia di due parricidii, sceverando te da'
lentissimo cav. Ferrucci, e dal poco altro delitti del tempo tuo, e dandoli merito
che mi resta ad accennare. Ripiglia l'au- di mire politiche propizie alla libertà del-
tore, per ogni buon cattolico dev'essere laChiesa. Essa ti sollevò, e due fazioni
un motivo di consolazione, anzi d' esul- li tolsero di mezzo. Che se il modo inde-

tanza, che in meno di 3o anni i più ca- gno (ricavato da false cronache) offende
lunniati tra'Ponlefici Romani siano stati ancora nell'opinione de'vivi e te e la cat-
bravamente difesi, e, come a dire, riabi- tedra su cui sedesti, ti giovi però che pas-
litati dalle penne talvolta de'meoo divoti sasti non senza occulte lagrime , e eoa
della Chiesa e del Papato. Conviene la- manifesti uffizi del chericato riverente al-
sciare agli spirili torbidi, che ruppero la tua spoglia mortale. Ma se nessuna
guerra ad ogni autorità divina ed uma- tomba posso interrogare con sicurezza
io
na, il tristo privilegio di portare, può dir- nel sacro recinto di Laterano, so per al-
si, in processione per l'uaiverso lo scelli» tro che se ivi li mancò la magnificenza
-

V I A VIA 93
lì'un anello, non li mancherà riposo fino pit . Sua . S'ccjue . Potitns. - Mortcm O- .

al suono di quella troaiba che cliiamerù bit . Sed Ad Ti unii'


Incerta . Sorte . . .

gli estinti a vedere le misuiedi Dio tan- Inni - Succollante Sacra Referunlur ,
. . .

to di(Ferenli da quelle de* ciechi uomini. Membra Caterva - Quo Moles. Tem-
. . .

E se nel giorno in cui dalla morte del pli Stat Laterana Solo - Gens. Ro-
. . . .

tempo avrà vita T eternità mi sarà dato mana Pia Die Pace Quiescat In
. . . . .

di rallìgurarti fra le mille migliaia, potrò Aevum Tot Diala . - . . Non . Dignis .

forse dire: Io lavai la sua fronte dal Qui. Tulit Opprohriis . . - Decessi t. An-
lizzo sanguinoso: io ne rendetti meno no DCCCCLxxxFii Ind.
. . XV ". Ad ogni
ahborrita la memoria^ presentandolo in modo, qui applico il dichiarato pel Can-
figura d'uomo, e non di mostro. In os- cellieri, nel vol.LXXV,p. 35, al quale fu
sequio della Cattedra di s. Pietro, a rigo- rimossa dal Laterano 1' iscrizione sepol-
re d'esalta giustizia , e per risarcimento crale. § I 2: Appendice cronologica. Mi
dell'onore d'una casa che, patito naufra* contenterò soltanto di riferire , opinare
gio in Roma, si riparò nell'Etruria, on- l'autore che papato di Dono //, attri-
il

de comparirvi nel 12 io abile a'pubblici buito al 972, è forse una gratuita crea-
uHìzi, e dar più lardi alta repubblica Fio- zione cagionata dalle molteplici abrasio-
rentina Tuccio (ripetutamente gonfalo- ni in testa di quelle pergamene che ap-
niere, savio e d'unioio grande) e Leonar- partenevano a'tecnpi di Benedetto VI e
do (gonfaloniere e ammiraglio) gonfilo- di Bonifjzio VII, per fitto de' loro con-
«ieri di giustizia, e finalmenle Francesco trari. Per esempio slava scritto: Domnus
commissario generale di campagna nel- Bonifacius. Domnus Benedictus Aposto-
l'epoca deplorabile del tramonto di essa licus. Tempore Donini Bonifacii. Tem-
(assassinato a Gaviiiiana, come il mag- poribus Domni Benedictl Apostolici? Si
gior uomo che nella guerra vantasse la die' opera dagli antagonisti d'ambedue a
repubblica Fiorentina, fu scrino, ebbe raschiarne studiosamente il nome; laon-

per sepoltura il monte Apennino a ra- de reslò in quelle pergamene una lacuna,
gione. A spogliare il nome di esso delle la quale a chi attese ad ordinare la cro-
molte romanzerie onde fu circondalo a' nologia sembrò che potesse riempirsi con
tempo medesimo a ren-
dì nostri, e nel un Secundus ovvero //(benché fuori di
dere un giusto tributoalla memoria d'un posto), prendendo Domnus per nome pro-
uomo divolo fino alia morte al civile or- prio. Infatti il Baronio in Donino FI, di-
dinamento, sotto cui era nato, il cav. Fer- ce di quel Papa , tranne il suo nome e
rucci compose e fece incidere 1' epigrafe patria, di lui tutto e oscuro; ed il Mura-
collocata all'esterno della chiesa del ca- tori rileva che Domnus non è che un
,

stello di Gavioiana; non ignorandosi che aggiunto di qualità appropriata a Bene-


il Ferruccio fu sepolto lungo il muro di detto VI f/?o/20 7 fu Papa nel 676: altri
essa chiesa); quando si giudicasse oppor- lo chiamarono Donino^ Domnione, Co*
tuno di riporre in Laterano una memo- no^ Cunone). Altra giusta presmizioneio
ria del pontificalo e delle vicende di Bo- favore di Bonifazio VII, parve al cav. Fer-
nifazioVII conforme alla verilà «storica, rucci derivare dall'avere il cardinal Be-
potrebbe essere dislesa così. »|f Es talli t. nedetto Gaelani, dopo la clamorosa Ri-
Populus . Queni
Klerui . Clirysniatc . . nunzia al pontificato di s. Celestino /',
Inungil Septinius Et Petri. Est Se-
. - . . . nel 2gi assunto francamente il nome di
I

de Bonifacius - Pulsus Ahit Prore


. . . . Bonfacìo FUI. Un Papa così sagace e
rum Feritale Noi'emrjue PerAnnos -
. . . . di vasta mente, e per le correnti circo-
Mente Minax Fircs Couìparat Ad
. . . . . stanze, celio non avrebbe scello (juel no-
Reditum - lura.Mari Emcnso Reci-
. . . me, coH'aggiuulo di /''///, se il /7/noa
95 V I A VI A
fosse slato Papa legittimo; e si correva fiigiò in Orvieto, perchè i greci infesta-
pericolo, massime in quelle gravi contin- vano l'Italia, e con esso i principali no-
genze, di rinfrescare colla riproduzione bili di Puglia e Calabria; e nel looi si

di esso nome la memoria d*ua antipapa recò a Tivoli, salvandola dallo sdegno
coperto d'infamia (Anzi io credo poter d'Ottone III. In Orvieto nel oo3 vi fu pu- i

dire di più. Papi Clemente III, Gre'


1 re Giovanni XVIII detto XIX. Papa Be-
gorio P^IIIy Innocenzo Jlly Nicolo F, nedelLo FUI, becche fosse della prepo-
Calisto Illf Clemente VII, Clemente tente famiglia de'conti Tuscolaoi,che col-'
FUI, Benedetto XIII e Benedetto XI F le fazionimisero Roma a soqquadro ne'
si chiamarono con tali numeri, ad onta tempi mezzo, avendo con altra fazio-
di
che gli aveano cogli stessi nomi assunti al- ne usurpato il pontificato l'antipapa Gre-
trettanti Antipapi che non riconoscen-
j gorio, nel IO 12 fuggì in Germania per
doli per Papi non dubitarono di prender- ottenere aiuto dall'imperatore s. Etnico
li. Se avessero aggiunto al nome il nume- II. Questi glielo concesse, e dopo aver ce-
ro progressivo, avrebbe implicato ricono- lebrato insieme il s. Natale io Calilhi, al
scimento. Dunque Bonifacio Vili riten- dire di Ferlone, fu dall'imperatore eoa
ne per Papa Bonifacio VII). Termina il sicurezza rimandato a Roma, ove poi si

cav. Ferrucci il suo magnifico libro col recò l'imperatore ad esservi coronato. Il

Rcgestum Farfense, col Registro dì C/o- Roller fa celebrare a s. Enrico li il Na-


notassi e Cronologia, e con 102 Note. tale a Pavia nel i o i 3, senza far molto del
11 Papa Gioi^anni XF detto XVI del Papa, bensì coronazione nel feb-
dì sua

g85, travagliato da Crescenzio Nomen- braio o 4- Dell'antipapa Gregorio poco


I 1

lano foggi in Orvieto e in Toscana e


, ,
ne parlano gli storici. Lodovico Agnello
quindi ricorse all'imperatore Ottone Illj Anastasio, Istoria degli Antipapi, solo ci

il che saputo da'romani, per timore subi- dice, che la fazione Tuscolana elesse Be-
to lo richiamarono, assicurandolo eoa nedetto Vili, ed i romani Gregorio, che
giuramento dalle molestie di Crescenzio. da Benedetto Vili, questo
fatto cacciare
Continuando la sua prepotenza per tene- iromani costrinsero a fuggire richiaman-
le il Castel s. Angelo, appena partito da do Gregorio. Quando poi seppero vicine
Roma Ottone III, nel marzo 997 cacciò le truppe imperiali, fecero tosto partire

da Roma suo parente Papa Gregorio


il da Roma Gregorio , e vi richiamarono
/^^, costretto a fuggire nudus omnium re- Benedetto Vili, il quale pare che in que-
rum e per Bologna si rifugiò a Pavia,
, sto viaggio consagrasse in Bergamo la ba-
ove un concilio scomunicò il temera-
in silica di s. Giorgio. greci sempre pieni 1

il da lui creato antipapa


rio Crescenzio, e di rancore pe' perduti dominii d'Italia,
Giovanni XVI detto XVll. Sdegnalo Ot- tentavano incessantemente di estendere
tone III di tanta audacia, calò in Italia per i confini de'supersliti, ed erano giunti si-
castigarla. A Pavia si un'i al Papa, e col- no ad Ascoli, minacciando Roma. Per-
l'esercito per Cremona e Ravenna si por- tanto Benedetto Vili nello 19 0nelio2O
tò in Roma nel marzo 998, l'imperato- ripassò in Germania, ed entrò in Bam^
re facendo decapitare il tiranno, impic- berga, dov' era s. Enrico II. Nel giove-
care! 2 del suo partilo, accecare e muti- dì santo il Papa nel maltutioo recitò la
lar nella lingua, nel naso e nell'orecchie Z.^ lezione, la 2.^ avendola Iella l'arcive-
il quale messo a rovescio so-
l'antipapa, scovo di Ravenna, e lai.' il patriarca d' A-
pra un asino fu fallo girare per Roma, quileia, forse del suo seguilo. Vi celebrò
ripetendosi a gran voce: Di tal supplìzio la Pasqua, e nella domenica seguente con-

èdegno, chi a' Pontefici \niol togliere il sagrò la chiesa di s. Stefano. Fu pure ia
Regno. Nel 1000 circa Silvestro U si ri- Al gentiaa e vi si cousagrò la chiesa di s.
V I A VIA 97
Pietro apostolo. Calò poi il Papa coirim- li le città gemevano e le vie pubbliche
peratore in Italia, ed era in Verona a*6 erano infestate a segno che non viaggia-
sellembre 102 l'accompagnò nel-
1 ; indi vano più pellegrini, colle minacce, colle
i

la Puglia all'assedio di Troia, ove l'ira- censure e colle armi. Da tutti encomia-
peratore sconfisse greci, ed insieme pas-
i to , il suo spirito intraprendente eccitò
sarono a Monte Cassino e vi consagrò , querele di simoniaca elezione, onde l'im-
il nuovo abbate Teobaldo, restituendo- peratore Enrico III, adunato nel 1046
si Roma nel lo^S. Giovanni AX^ det-
a un concilio a Siitri^ lo fece deporre, ed
to XX nel 1026 si recò ad incontrare in in Roma fece eleggere Clemente Il^e tor-
Conio Corrado II, che poscia coronò in nando Germania condusse seco il de-
in
Roma imperatore, onde poi potè restituir- posto Papa, temendo insorgessero nuove
lo alla sedequandoi di lui nemici lo espul- discordie. Secondo il Platina che eoa ,

sero, seconilo Ferlone. Nel loSy torna- Gilberto celebra Gregorio VI per ave-
lo in Italia Corrado II, Papa Benedetto re ristabilita la dignità della s. Sede, sem-
/A'de'conti Tuscolani, dopo essere sta- bra che morisse in Roma; poiché raccon-
lo 4antiiia Orvieto, si recò a visitarlo ta aver chiamato i cardinali vicino a mor-
in Cremona, ricevuto con grande onore, te, e rimproverati de'loro biasimi, li esor-
forse per domandare la sua assistenza ,
tò a porre il suo cadavere fuori della chie-
perchè romani non potevano sopportar
i sa con porte ben chiuse ; che se per divi-
più la deplorabile condotta di sua gio- no volere si aprissero, gli dassero coa-
vanile età, per cui in Roma l'imperatore veniente sepoltura, e ritenessero il suo
iìelio38 ne ristabilì l'autorità. Nel io4o operato approvato da Dio, altrimenti
Benedetto IX parli da Roma o esulò, re- gettassero altrove il corpo. Morto Gre-
candosi in Provenza ; ed a' 1 5 ottobre in- gorio VI, i cardinali l'ubbidirono, e tosto
tervenne, alla solenne consagrazione del- seguì il prodigio dell'apertura delle por-
la chiesa di s. Vittore di Marsiglia, ov'e- te, e così io tumularono in chiesa con o-
rano pure diversi principi e molti vesco- pinione di santità. Di tante prepotenze
vi. Nel io44 s'intruse contro di lui l'an- imperiali fu vendicatore il grand' Ilde-
lipapa Silvestro 111 simoniacameute, ma brando poi s. Gregorio VII, già discepolo
dopo 3 mesi fu cacciato. A togliere ulterio- dello sventurato e degno Gregorio VI.
ri scandali, il clero di Roma e Gregorio IlGusta confuse questi, con quel Gregorio
YI, nello io44j ^'^^ denaro otten-
stesso antipapa insorto contro Benedetto VIII,e
nero la rinunzia di Benedetto IX, che poi crede erroneamente che Clemente II se-
ritrattò, nondimeno pare che finisseisuoi guendo r imperatore sia morto in Bam-
giorni penitente nel monastero di Grot- berga. Ecco la vera storia. Partì Clemente
taferrata, nel quale articolo di ciò par- li da Roma nel 1046 con Enrico III per
lai e del suo sepolcro. Il Ferlone rife- la Puglia il quale pretendeva che sco-
,

risce, che ad un tempo, per la condot- municasse beneventani per non averlo
i

ta di Benedetto IX, vivevano tre Papi voluto ricevere. Furono a Benevento, a


in Roma, Silvestro III abitante a s. Pie- Capua,a Ravenna,a Mantova,edopo cele-
tro, Giovanni XX
(?) a s. Maria Maggio- brata la Pasqua passarono in Germania.
re, Benedetto IX al Laterano, il perchè Ritornando poi Clemente 1 1 aRoma,mori
mediante l'assicurazione di grosse entra- presso Monte l'Abbate di Pesaro a*9 ot-
te, riuscì a Gregorio VI d'indurii a riti- tobre io47 > ed il suo corpo fu porta-
rarsi, onde romani, e per le sue virtù e
i to a Bamberga: meglio ne tenni pro-
dottrina, l'elessero Papa. Tosto ricuperò posito nel voi, L.\XXVI, p. iG5 e seg.
gran parte de' beni usurpati olla Chie- Anche il successore Damaso II fluì la
sa romana, provvidea'ladronecci pe'qua- sua vita tuori di Roma nel 104B , cioè
VOL xcvii 7
98 VIA V I A
in Paleslrìna^ ov'erasi ritiralo pel caldo. gheria, col i.*'abboccandosi in Worms pel
Questo prova, osserva il Borgia, che i s. Natale, ed in Augusta celebrando insie-
Papi continuavano a uscir da Roma nel- ma la festa della Purificazione. Visitò più
l'estate, e siccome Damaso II era stato chiese diGermania e d'Italia. E qui dirò,
17 luglio di detto anno, subito
eletto a* che consagrando una cappelletta, appe-
siportò a Palestrina, ad fugìendos UP' na vi foimòil i.° segno della Croce, im-
hanos aestus^ scrive il Ciacconio, ove do- mediatamente con prodigio apparvero
po 23 giorni di pontificato terminò di sulle pareti gli altri segni propri della Sa-
vivere. Nel 1049 ® P'^di scalzi e in abito gra, Altrettanto avverme quando da Ra-
di pellegrino entrato in Roma il vescovo tisbona si recò a Norimberga, poiché con-
di Toni S.Leone /yY(già pratico di quel- sagrandoduecappellette, una alla ss. Cro-
le vie per la divozione a s. Pietro, che ve ce e l'altra a Gesù Cristo, appena egli vi

Ioavea tratto precedentemente ogni anno fece ili.° segno della Croce, miracolosa-
in divoto pellegrinaggio), siccome abusi- mente sulle pareli si videro espressi tutti

vamente designato da Enricolll, onde in gli altri. In /?a/wi^0A2tìt canonizzò i ss. Wol-
Cluny Ildebrando gli avea fatto deporre fango ed Erardo; poscia in Amburgo ce-
l'insegne pontifìcie, fu eletto Papa di ge- lebiòla festa dellaPurificazione, e UQuin-
nerale consenso. Tutto il suo pontificato quagesima a Mantova per venerarvi il ,

fu un continuo viaggio pel bene della ss. Sangue, e per consagrarvi la chiesa di
Chiesa, per restaurare la decaduta disci- s. Andrea; donde ritornò a Roma nella

plina ecclesiastica, riparando a'gravissimi Quaresima del io53. Guastando intanto


disordini che infestavano la Chiesa stes- i Normanni la Puglia^ la Calabria, ed
sa. Dopo celebrato il concilio in Roma altre terre della s. Sede, marciò contro
contro l'elezioni simoniache, ne partì per di loro colle sue proprie truppe. Ben-
tenerne altro in Pavia. Ess^do Ih Ger- ché sconfitto e fatto prigione, a'2S giugno
mania celebrò in Colonia la festa di s. presso Civilella, condotto onoratamen-
Pietro con Enrico III ; passò indi a Md- te a Benevento dettò la legge a*vincitori,
gonza per un concilio, a J'owZ suo vesco- e ne fece de'feudatai investendoli di det-
i

vato, a Metz, a ReimSy ove tenne un al* te terre, convertendoli in protettori della
tro concilio nella chiesa di s. Remigio , Chiesa romana; Papa dipoi infermato, si
il

}a quale anche volle consagrare, trasfe- fece portare in lettiga a Capua, partendo
rendovi le reliquie delSanto processional- per Roma a' 12 marzo 1054^ avendo da-

mente colle sue mani, insieme con altri to in tutti i suoi viaggi illustri esempi di
vescovi. Tornato in Italia, celebrò il tutte le virtù. Si può dire di lui, col Gu-
s. Natale a Verona, donde passò a Fene- sta, che ne'suoi viaggi si portò da medico
ziay o meglio più tardi. Nel principio del e da visitatore generale, sanando le pia-
io5o si restituì a Roma, da dove si re- ghe, e riformando gli abusi che incontra-
cò aSiponto,a MonteCassino,a Vercelli^ va. Vuole il De Magistris, Istoria della
ove presiedè il concilio; passò in Francia, città e s. basìlica cattedrale d'Anagni^
e poi partendo per la Baviera, si abboccò che S.Leone IX prima di restituirsi a Ro-
con Enrico III in Augusta. Nel febbraio ma, si trattenne in Anagni per risarcir-
io5i si restituì a Roma, e di poi visitò side' passati incomodi. Morto s. Leone
, Benevento
Tivoli e Subìaco Capua , , IX, Ildebrando da lui creato cardina-
Monte GarganooSiponlo, Salerno, Mon- le, spedito in Germania dal clero romano
le Cassino, e altre città della regione. Ri- per scegliere un degno successore,nel o55i

tornato appena da questa gita fece un 3.° in Magonza designò littore II, e con-
"viaggio in Germania nel io52 per impe- dottolo in Roma fu riconosciuto. Venuto
dir la guerra Ira l'imperatore e il re d'Un- poi r imperatore Enrico III in Italia, il
V I A VIA 99
Papa si recò ad incoaliailoa Firenze, ed ro lo scudo de'Papi, tranne alcune ecce-
invitatolo in Germania, il Papa vi passò zioni, contro l'esorbitanze dell'impero e
nel io56, insieme celebrando in Goslar contro le fazioni de'romani; ed in fatti
la Walività della B. Vergine; ma tosto sì Nicolò II chiamò una banda dì normanni
cambiò l'allegrezza in lutto, perla mor- a percorrere le vicinanze di Roma, per
te dell'imperatore seguita a*5 ottobre in abbattere l'infesta prepotenza de' conti
Bolllifeld di Sassonia, alla presenza e col- Tuscolani e de* conti di Galera, che in-
Tassistenza del Papa, a cui lasciò racco- ceppavano l'autorità pontificia, devastan-
mandato il figlio Enrico IV, che ingrato done le terre. Nel suo pontificato sempre
tosto divenne perfido persecutore della più era invalsa 1' opinione sulla mal'arìaL
Chiesa e de'Papi, per vagheggiare la mo- di Roma nell'estate, onde il Borgia rife-
narchia'uni versale, e volendo arrogarsi risce, che ì Papi successivamente fabbri-
Tautorità suprema in materia di religio- carono altrove de'palazzi per abitarli ini
ne perfarsi schiava l'Europa. Egli si usur- quella stagione. Egli non prima del se-
pò il diritto di convocar concilii, pretese colo XI trovò lagnanze dell'insalubrità
di deporre i Papi, surrogandone altri a del clima romano. Innanzi di esso solò
suo capriccio, volle dare agli abbati ed a' lesse rammentato 1* eccessivo caldo per
vescovi rinvestitura ecclesiastica e feuda* motivo d'uscire dalla città; ma nel det-
le,col pastorale e l'anello. Dopo aver cele- to secolo al caldosi cominciò ad aggiun-

brato ils. Watale in Ratisbona, Vittore II gere eziandio la nocevolezza dell' aria.
tornò in Italia, nel 1 057 fu ad Ascoli nella Narra Baronio all'anno io5g, le gra-
il

Marca, e mori in -F//e/2-e.Quanto alla sua vissime querele che pei clima di Roma
Venuta in Ascoli è provata dal cav. Frasca- fece s. Pier Damiani , cardinal vescovo
relli. Relazione della venuta di Pio IX d'Ostia, al Papa Nicolò II , fin anche a
in Ascoli del Piceno ^ p. 1 07 e seg., 1 1 2 e recarlo per uno de'molivi della rinunzia
12 5, dalla quale si trae, che nel loS'j eh* esso intendeva di fare del vescovato
si parti da Roma e recossi nel Piceno (diche ragionai nel voi. XC, p. 68 e seg.).
per far cessare le discordie insorte fra* Avendo Nicolò II ritenuto il vescovati
vescovi di Ascoli e di Teramo, al quale di Firenze^ tornò a visitarlo nel r 060; fu
elfelto, prima fu in Ascoli e poi in Te- pure a Fano, a Monte Cassino, a Farfa,
ramo. Il successore Stefano IX detto X, Si restituì a Firenze e vi consagrò la chie-
l'ultimo di dicembre 1057 si recòaTl/o/z/e sa di s. Felicita nel io6( e vi morì, e
Cassino j tornò a Roma, e partito per Fi- fu il 3.° Papa che nel breve giro di 4
renze ivi mori a'2g marzo io58, sepolto anni vi terminarono i loro giorni; In suo
in Reparata. Insorse l'antipapa Bene-
s. luogo fu eletto Alessandro Ily che riten-
deito X de* conti Tuscolani e vescovo di ne il vescovato di Lucca , con indegna-
Ildebrando trovandosi in Tosca-
^'c//f'fri. zione d' Enrico IV, perchè esaltato alla
na, disegnò PapaiVico/ò//, allora vescovo sua insaputa, onde da pessimi vescovi fe-
di Firenze,che nel recarsi a Roma depose ce consagrare antipapa Cadolao col no-
nel concilio di Sutri l'antipapa. Nel loSg me d'Onorio II, che audace marciato su
parfiper Spoleto e perla Marca, facendo Roma con molte truppe da lui assoldate»
in Osinio una promozione di cardinali. venne però costretto alla fuga dal duca di
Tornalo a Roma, passò in Melfi a tenere Toscana. Trovandosi nel o62Alessandro i

un concilio, in cui o in Benevento si ac« II in Anagnì, approvò l'elezione fatta da'


comodò co'normanni,che l'aveano invi- canonici del vescovo Pietro de* princìpi
talo a recarsi in Puglia; gì* infeudò del» di Salerno. Nel 1067 Alessandro II si
ledue Sicilie con annuo censo e giura- portò a Mantova a celebrare un conci-
menlo di fedeltà, e così quelli divenne- lio, e fu pure a Milano sua patria. L'ao-
loo V 1 A V I A
lipapa tornò con altri armnli a depre- ciori, violando senza ritegno i più sagri
dare la basilica Vaticana; pernii popo- diritti divini ed umani. Il Papa sul prin-

lo rinvestì, ed egli si rifugiò in Castel s. cipio gli die' prove di grande e partico-
Angelo, venendo assediato per due anni lare affetto, siccome animalo dal pater-
da* soldati pontifìcii finche con denaro , no desiderio di vederlo emendato da'suoi
gli riuscì evadere. Intanto Alessandro II, disordini e attaccarlo agi* interessi della
dopo aver presieduto il concilio di Mel- religione. Inutilmente gli scrisse molle
fi, nel royi passò ad Aquino, e solennis- lettere, insinuanti e ragionevoli ,
poiché
simamente consagrò la basilica di Mon- eglicontinuando nelle sue molteplici sre-
te Cassino j nell'agosto 1072 volle rive- golatezze e irritato contro il Papa che
,

dere la sua chiesa di Lucca consagran- voleva correggere gl'incontinenti e simo-


done la cattedrale coli* assistenza di 11 niaci da lui proletti, giunse empiamen-
vescovi e di molti abbati regolari, arric- te nell'assemlDlea di W^orms a calunniar
chendola di parte del corpo di s. Ales- la sua irreprensibile vita, di farlo scomu-
sandro I Papa, e vi si trattenne 3 mesi. nicare da' vescovi suoi partigiani, e per-
Tornalo a Roma poco dopo morì nel sino di proibire che fosse riconosciuto per
1 073. In questo per somma ventura del- Papa. L' orbe cattolico scandalezzalo, s.
la s. SeAe^ vi fu meritamente sublimato Gregorio VII passò alle minacce delle
il celebre cardinal Ildebrando, col nome censure , ed il re in un conciliabolo di
di s. Gregorio T 11^ la meraviglia del suo Worms osò di farlo dichiarare depo-
secolo e d'invincibile energia nel resiste- sto. Non potendo più il Papa tacere, sen-
re alle pretensioni imperiali a beneficio za mancare al suo dovere, lo scomunicò
della società, ben conoscendo essere il Pa- con tutti i suoi fautori, e lo sospese dal-
pa il tutore de'popoli e il fondatore della l' reale. S' intimò
esercizio della dignità
gran comunità.chesichiama la cristianità, una Augusta pe'2 febbraio 1077,
dieta ad
come dice il dotto Mùller. Imperocché a- ove sidovea presentare Efirico IV. Il Pa-
•vendo concepito colla sua vasta mente e pa malgrado la stagione s' incamminò
animo impertorbabile,il magnanimo pro- per l'assemblea, ed era giunto a Vercel-
ponimento di sottrarre la Chiesa dallo li quando seppe che anco il re trovava-
Stato, il potere spirituale dal temporale, si Piemonte. Per miglior cosiglio il
in
far quello maggiore di questo , e come Papa retrocedette e si ritirò colla gran
prima render il Papa tutto indipendente contessa Matilde^ marchesana di Tosca-
dall'imperatore, collocare anzi il i.° più na, nella sua rocca di Canossa nel terri-
sublime dell'altro; e con indefesse ener- torio di Reggio. Alcuni vescovi e magna-
giche core vi riuscì meravigliosamente, ti si recarono da s. Gregorio VII ed ot-
con quella salutare riforma che donò al- tennero pel re l' assoluzione, previa pe-
la Chiesa vera e reale unità, per meglio nitenza pubblica. Si presentò Enrico iV
promuovere 1' eterna salute di tutti gli scalzo e in abito di penitente al Papa, si-

uomini. Opera ch'egli aveacominciatocon mulando emendazione con giuramento,


progrediente successo dall'elezione di s. e fu riconcilialo colla Chiesa. Ma poco
Leone IX in poi, essendo stato l'anima de* dopo tornò Enrico IV alle ostililà, e ten-
consigli de'suoi predecessori,massime nel tò un'altra conferenza col Papa per ar-
reprimere l'incontinenza de'chierici e ri- restarlo. Fu l'accorta IMatilde che lo sal-
storare il CelihalOj nel condannare e nel vò, conducendolo per le montagne. Al-
combattere Simonia e 1* Investiture
la lontanatosi il re s. Gregorio VII passò
,

ecclesiastiche. Enrico IV re de' romani, nel giugno a Bibianello, Carpineto e Car-


benché comunemente chiamato impera- pi, e fu pure in diversi luoghi del Modene-
tore procedeva in eccessi sempre mag-
, se, terre appartenenti alla conlessa, ed io
VI A VIA loi
Ficarolo sul Po; essa Iiisiogamlosi, che il d* una potenza morale indipendente, ca-
re suo parente si ravvedesse. Couosciu- pace di reprimere o impedire gli eccessi

losi poi che nulla eiavi da sperate, il Pa- della forza,spiegauo l'ampio esercizio che
pa s'iucamminò per la Toscana, a'i3 a- S.Gregorio VII e molti altri Papi fecero di
goslo giuDse a Fireuze, il i.** settembre questa sovranità, loro attribuita dall'opi-
a Sieoa, e di là si restituì a Roma. Di* nione pubblica. Nel 1086 eletto Fittone
poi il Papa si recò ad Aquino per paci* ///, 8 giorni dopo partì da Roma, e depo-
iicarsi con Roberto Guiscardo duca di sti gli abiti pontificii a Terracina ,fu^^ìa,
Puglia, il quale in Ceprnno col vessillo lìlonte Cassino, ove assalito dalle suppli-
di s. Pietro infeudò di Puglia, Calabria che di tutti, nel coucilio di Capua ripre-
e Sicilia nel 1080. Intanto i principi del* se l'insegne di sua dignità, e recatosi a Ra-
1* iaipero nella dieta di Forcheira depo- vello e ad Anagni, poi ritornò a Roma.
sero Enrico IV , ed elessero re liodolfo Indi si restituì a Monte Cassino, peravei'-
duca di Svevia. Allora Enrico IV indi- ne ritenuto la dignità abbaziale. Ne part\
spettitoconvocò un conciliabolo a Bres- per recarsi a Ponte Corvo, e pel coucilio
sanuoue a'i5 giugno 1080, ove si pre- di Benevento, e tosto vi fece ritorno, ed
lese nuovamente deporres. Gregorio VII, ivi morì. In Terracina ugÌioSS gli fu da-
e si elesse antipapa lo scellerato Guiber* to a successore Urbano 11^ il quale si re-
to arcivescovo di Ravenna col nome di cò in Puglia pel coucilio di Melfi e per
Cleoiente III ; il quale condotto da En* quello di Troiajaltro celebrandone in Be-
rico IV Roma, dopo lun-
coll'esercito in nevento: fu pure a Butera, in Traina ed
go assedio avendola espugnata, l'antipa- in Bari. Ribellatisi nei1 09 1 i romani, passò

pa ebbe l'audacia di coronarlo imperato- in vari luoghi, e ad Ascoli nella Marca,ia-


re in s. Pietro nel o84> wel quale anno le 1 di a Salerno e Benevento. E dalla ricordala
truppe JiMalilde riportarono vittoria su- Relazione e luoghi citali del cav. Frasca-
gl'unperiali a Sorbara nel Modenese. Il re relli, che si ricava, che Urbano II reca-
assediò quindi il Papa (il quale nel i o83 tosi nel I 09 1 nell'Abruzzo, il vescovo d'A-
erasi ritirato in Orvieto) in Castel s. Aq- scoli del Piceno l'indusse ad onorarla di
gelo, alla cui liberazione accorse Roberto sua presenza, indi nella sua dimora il ve-
Guiscardo nel maggio. Il Papa si recò ad scovo ottenne al capitolo la facoltà d'e-
Anagni, ìndi a Monte Cassino, e poi a leggersi il proprio pastore ed i canonici,
Salerno, ove morì nel io85, pieno di nelle vacanze della sede e delle prebende.
afflizione per le turbolenze in cui la- Gli riuscì poi di celebrare il s. Natale iu
sciava la Chiesa; colla gloria di difen- vicinanza di Roma , mentre l' antipapa
sore acerrimo de' suoi diritti, da lui ri- ClementellI erasi fortificato presso la basi-
stabiliti con inalterabile costanza, di a* lica Vaticana. Nel 1092 si portò iu Or vieto,
'ver elevato il Pontificato all' apice di e nel 1 093 tornò a Troia, e potè restituirsi
di sua potenza, e rivendicata dopo lun- a Roma ad onta degli scismatici, riceven-
ghe lotte l'indipendenza del potere tem- do da Ferruccio il Laterauo e il Castel
porale della s. Sede, che poi sempre con- s. Angelo che teneva per l'antipapa (al-

servò; altrimenti la dipendei»za del Papa tri dicono le principali basiliche^ e rice*
da qualsiasi potenza temporale avrebbe vutone premio si tramutò in Toscana^
posto in pericolo la stessa indipendenza prima in Populunia, poi iu Piombino, e
della Chiesa cattolica, poiché dessa non indi a Fireuze: egli era forse della fami-
è Chiesa provinciale, uè nazionale, ma glia di Bonifacio VII); da dove partì a*
universale. L'avere gì' iujperatori negalo 29 giugno 1 094 per Bologna, ricevuto co-
r indipendenza spirituale del Papato, e gli onori convenienti alla sua dignità,
il sentire che facevano i Papi la necessita nella quale occasione divise la città ia
103 VIA VI A
4 liibìi orioni. Toscana, fu
Passato in I Comneno, scrivendogli in lettere d*oro,
solennemente ricevuto dalla marchesana afìlnchè colla sua autorità decidesse la
Matilde. NeliogS passò a Bologna, indi questione se si dovea far uso degli azimi
celebrò il celebre concilio di Piacenza, in nel s. Sagrifìzio praticato da* greci. Non
Cremona ricevè gli omaggi di Corrado potè eseguire suo pensiero, perché l'an-
il

III figlio deirindegno Enrico IV. Piccan- tipapa Clemente IH era mollo potente
dosi nella Marca fu a Fermo. Indi pas- in Roma, e colla sua partenza dall' Italia
sato per mare in Francia, giunse in Pro- esponeva la Chiesa a maggiori turbolen-
venza, e da Valenza intimò il famigerato ze. Dopo la morte di s. Gregorio VII si era
concilio di Clermont/\i\ cui promulgò la accresciuto il numero degli scismatici se-
1.^Crociata per la liberazione di Terra guaci dell'antipapa^ e continuò lo'scisma
Santa dalle mani degl'infedeli. Fu in al- in più pontificati, per la lagrimevole suc-
triluoghi di Francia, e tenne concilii a cessione ch'ebbero gli antipapi, sostenuti
Tours, a Nimes, a Reims; visitò Limo- dalla potenza imperiale, giacché Enrico
ges, Poiliers, Angers, Le Mans, Saintes, Vfu quasi iniquo e persecutore della Chie-
Tolosa, Maguelona, Clugny ed Avigno- sa quanto Enrico IV suo padre. Nel 099 1

ne. Nel monastero di Clugny con solenne fu Papa Pasquale TI, mentre ancora con-
rito consagiò le chiese de'ss. Pietro, Mar- linuavano le strepitose dispute delle con-
tino e Nicola. Inoltre consagrò una chiesa dannate e simoniache investiture eccle-
della B. Vergine d'un monastero di Bor- siastiche; per cui dovette lottare con En-
deaux, oltre altra alla ss. Trinità in Fran- rico IV, Enrico V e 4 antipapi, che anco
cia, senza dirci il Cecconi in quale luogo. a lui furono cagione di esulare da Roma.
Tornalo in Italia, celebrò la festa dell'E- Nel 1 102 crasi portato in Orvieto, e nel
saltazione della Croce a Mortara, e fu a 1 106 partì per l' Italia, per la Germa-
Pavia e a Milano. Qui occorre narrare nia e la Francia, e vi tenne diversi conci-
col Borgia, che nel i og8 dopo Pasqua lii. In Bologna fu accolto con grandi o-
Tenne in Roma s. Anselmo arcivescovo nori da' magistrati e da' cittadini, e veur
^\ Cantorbery, e poiché l'opinione dei- ne ad incontrarlo la gran conlessa Matil-
Paria insalubre s'era di già propagata, de. Giunto a Firenze vi adunò il i .^, che
quindi il santo , quia calor aestatis in per l'argomento vi attirò una folla di cu-
partibus illis cuncta urebat, et habita- riosi. Il vescovo, uomo visionario e di
^io Urbis nimìurninsalubrìs^ sedpraeci- accesa fantasia , sosteneva ch'era nato
pue peregrinis hominibiis erat^ ottenne l'Anti-Cristo. Forse terremoti, leinon- i

licenza da Urbano II di allontanarsene duzionìj e altre calamità accadute in quel


finché si approssimasse il ten>po di andar tempo nella Toscana, alterarono alquaor
$eco in Bari per celebrarvi un concilio. lo la fantasia del prelato. Si disputò lun-
Scelse egli monastero di s. Salvatore
il gamente, il Papa con altri vescovi si sfor-
di Telese , ove il santo compii V insigne zò a disingannarlo , ma inutilmente. Il

opera^ Cur Deus homo, che avea comin- Papa passò a Modena e vi consagrò l'al-

ciato in Inghilterra. Indi nejiogS passò tare maggiore della cattedrale, ora me-
a Benevento ed a Salerno, celebrando tropolitana. Iodi proseguì il viaggio per

un concilio a Bari nell'oitobre, e nel se* Guastalla,aParma,consagrandovi la cliie -


guentemesesiporlòa Cepranp. In diver- sa della B. Vergine,epassòa Verona; ma
si viaggi Urbano II si fece precedere dal- per r insidie che gli tendevano tedeschi i

la ss. Eucaristia. Dice il Gusta, che Ur- partigiani imperiali, invece di proseguir il

bano pure in Sicilia , di dove era


Il fu viaggio per Germania, s'indirizzò alla vol-
ÌQ<tenzionato d'andare a Costantinopoli, ta di Francia, lasciando inesaudite le prcr
per averlo invitalo V imperatore Alessiq ghiere de' vescovi adunati a Magonza per
V I A VIA io3
la nioite d'Enrico IV, a cui tocco la scia- gni. Ivi prese l' informazioni giuridiche
gura da cui furono colpiti tulli i uemici per canonizzare il defunto vescovo della
sfidali della Sede: mancò all'improvvi-
s. medesima, s. Pietro de'principi di Saler-
so, mentre era in guerra co* propri figli, no^ come fece (altri anticipano al i 1 1 o tal

e il suo corpo rimase 5 anni alla porta canonizzazione).Aveodo Enrico V forzato


Hai suo an*
della chiesa. Si recò Pasquale s. Ottone suo cancelliere ad accettare il

lieo monastero
Clugoy, e poscia con-
di vescovato di Bamberga, coU'iuvestilura
sagrò varie chiese di Francia; fu a Char* del pastorale e dell'anello, tosto si recò ia
tres, Tours ove fu ossequialo dal re Fi-
e Anagni da Pasquale II a deporre tali ia-
lippo I, ed a Chalons sur Marne tenne una segne, riprovando d'averle ricevute da
conferenza cogli amhasciatori d'Enrico V, uu principe secolare, e quindi fuggi. Il
come il padre,soslenilore dell'inveslilure Papa lo fece raggiungere, e volle consa-
ecclesiastiche, perciò senza risultato. Tor- grarlo nella cattedrale d* Anagni. Andò
nato in Italia portòaBenevenlo, a Troia,
si poscia per Veroli a Monte Cassino, e poi
a Capua ove consagrò una chiesa già re- a Benevento, invocando la difesa de'nor-
staurata da Vittore HI quando era abba- manni feudatari; tenne un concilio a Co-
te; poscia passò a Fiesole. Passando per prano, ed altro a Troia. Indi si ritirò a
Veroli, tornò a Benevento per un conci- Sezze; poi per Anagni e Palestrina, in cui
lio, e trasferitosi a Gaeta vi consagrò la consagrò la cattedrale, tornò a Roma. Ap«
cattedrale, nel partire facendosi scortare pena eletto nel i i 1 8 Gelasio 11^ non pia-
dal duca di Gaeta sino ad Alba nelT A.- cendo a'fazionari dell'imperatore, patì
bruzzo (nel voi. LXX VI, p. 1 64, dissi che gravi ingiurie e fu costretto fuggire pel
con l'aiuto del duca ricuperò in persona Tevere in una barca a Porlo , e poi a
Tivoli, e notai le altre volle che vi fu,por- Terracina, donde per terra passò a rifu-
taudosi pure a Subiaco), donde recossi a giarsi in Gaeta sua patria, ove si fecQ
Roma. Quivi si portò pure neli 1 1 1 En- consagrarealla presenza de'feudatari du-
rico V con un esercito, per farsi corona- ca di Puglia e principe di Capua, e mol-
re; ma il Papa si ricusò finche non aves- ti altri signori, che gli prestarono il giu-
se rinunziato all'investiture de' benefizi ramento di vassallaggio e fedeltà. Rima-
ecclesiastici; il re lo giurò, come ancora se a Gaeta tutta la Quaresima, celebraa-
di conservare la libertà della Chiesa, ma do la Pasqua e un concilio a Capua, ia
al punto di eseguirlo nella basilica Va- Benevento infeudando {principi norman-
ticana, lo negò, onde il Papa non volle ni delle terre della Chiesa. Si rifugiò pu-
coronarlo. La basilica empiamente fu sac- re in Anagni, per cui poi l'imperatore se
cheggiala, e con dolo il re arrestò il Pa- ne vendicò con devastargli il territorio.
pa , motti cardinali , vescovi e signori, Ritornato in Roma a foggia di pellegri-
e tutti condusse prigioni in Sabina nel no, abitò nelle case degli amici, per esse*
castello di Tri bacco, di cui nel voi. LX, re il Lalerano occupato da* seguaci del-
p. 3o e seg. Dopo 55 giorni di misera l'antipapa. Assalilo poi mentre celebra*
schiavitù, Papa cede con alcune condi-
il va in s. Prassede, fuggì a s. Paolo e s'ira*
zioni, alla violenza d'Enrico V^ e poi lo barcò per Pisa, consagrando la chiesa di
coronò. Ma subito il Papa conosciuto il 8. Maria; indi per Genova, dopo avervi

mal fallo, annullò la coucessione e la consagrato la cattedrale, passò io Fran-


condannò. Tal fu il suo dolore, che vo- cia per implorare il patrocinio di Lui-
leva rinunziare il pontificato, e fuggire gi VI. Ammalatosi a Micon, si fece tra«
con abito religioso all'isole Punziane. Ir- sportare a Clugiiy e vi morìa' 39 gen-
ritato Enrico V tornò in Uuma, e il Pa- naio 1119. Nel suo soggiorno in Fran-
pa si ritirò in Albano e quindi ad Aua- cia, dice il Ceoconi, cou»agru le chiese
io4 VIA VI A
di s. Cecilia', di s. Silvestro e dì s. Ste- re r investitura di quel principato a Ro-
fano. Nel monastero di Clugny, dopo 4 bertoll, la cui funzione si esegui con gratt
giorni, fu eletto il successore Calisto 11^ pompa ne'primi deli i28.lnfestandoRog*
che si fece coronare a Vienna nel DelQ- gero li la Puglia ,
per essere divenuto
nato. Celebrò concilii a Tolosa e Reims, signore di tutta la monarcliia normanna,
in Aulun celebrò il s. Natale. In Francia intitolandosi pure re di Sicilia, vocabo-
consagrò le chiese di s. Giu-
Mauro, di s. lo che sino al fine del secolo Xlll fu co-
lio e di s. Antonio. Ritornato a Clugny, mune regno di Napoli; Onorio 11 mar-
al
nel febbraio 1220 partì per Valenza, e ciò contro di lui con l'esercito, ma presto
\alicate le Alpi, calò in Lombardia, ac- Ruggero II costrinse il Papa a conceder-
colto da'popoli con grandissima divozio- gli in Benevento l'investitura per vexil'
ne. Passò ladomenica delle Palme a Tor- luni^ rinunziando al titolo regio; ciò eb-
tona, la Pasqua a Piacenza, e per la via be luogo nel suburbano Ponte Maggio-
di Ponlremoli si recò in Lucca, incontra- re, neirS. "dell' Assunzione deli 128. La
to da tutta la roili/ia, clero e popolo. Do- Civiltà C^f/o//cc7,neirannunciare la pub-
po 3 giorni passò a Pisa, ricevuto con blicazione delle Opere del eh. prelato mg."^
magnifica processione; e continuando il Liverani, lodato più sopra, avverte che il

viaggio visitò Volterra consagrandovi la 3.° libro in fine contiene un frammento


cattedrale ed altre chiese. Indi entralo di storia ecclesiastica, destinalo alla dife-
ne'suoi dominii, fu ricevuto in Roma con sa di Onorio II , intorno al quale corre
gioia e trionfalmente nel 1 120. Trasferi- alcuna imputazione, ed errori di fatti e
tosi a Monte Cassino, passò indi a Troia, di cronologia. jN'eirelezioue di Papa /«•
ricevuto con grande onore dal duca Gu- nocenzo If^ insorse 1' antipapa Anacleto
glielmo, e portatosi a Benevento, animò li cognato di Ruggero II , che lo fece

i normanni all'assedio di Sutri, ove erasi coronare re di Sicilia col nome di Rug-
rifugiato l'antipapa Gregorio Vili, che gero I. Pertanto Innocenzo lì co'cardi-
fu imprigionato, rientrando solennemen- nali partì per Francia^ siccome conside-
te in Roma; quindi fece demolire la tor- rata porto sicuro alla fluttuante navicel-
re de'faziosiFrangipani. Intanto si comin- la di Pietro, la cui sovranità soggiacque
ciarono trattative di Pace coll'imperato- a que' pregiudizi in parte accennati nel
re, ed ebbero felice esito, terminandosi voi. LXXX, p.184. Con sommi onori fu
la gravissima vertenza dell'investiture ec- ricevuto in Pisa e in Genova e navi-
,

clesiastiche. L* imperatore lasciò libere gando perFrancia, per laProvenza, giun-


r elezioni pontificali e chiericali, e si con- se a Chartres ed a Clugny; indi fu in-
teniòdi dare a'vescovi e agli abbati l'in- contrato ad Orleans dal re Luigi VI col-
Teslitura delle Regalie collo scettro, in la famiglia reale e con singolare distin-
virtù della quale il feudatario era sola- zione, sotto il cui regno si videro 4I^api

mente obbligato a'doveri di soggetto e di andare Francia a cercare tranquillo


in
T'assallo, dipendenti dalle prerogative asilo, cioè Pasquale II, Gelasio 11, Cali-
civili del sovrano, h^di il Papa tornò a Be- sto li, Innocenzo lì. Questi tenne a Cler-
nevento, e restituitosi a Roma terminò di mont un numeroso concilio. Tornò poi
vivere. Il successore Onorio 7/neli 127 a Chartres condottovi da quel vescovo, e
andòa Benevento per impedire progres- i qui venne a tributargli ossequio con graa
sidel normanno Ruggero II contedi Si- compagnia di vescovi e di signori Enrico
cilia (nel quale articolo meglio ragionai I re d'Inghilterra, ilqualead esempio del
de'Papi che si recarono in essa e nel rea- re di Francia, si prostrò a'piedi del Pa-
me Napoli^ e quanto vi operarono),
di pa e gli promise filiale ubbidienza per se
ed a*3o dicembre passò a Capua per da- e pe'suoi sudditi. Anche Lotario II re de*
VI A VIA ìo'y

romani pregJ) Innocenzo II, a nonìe della tarlo II e la moglie. Innocenzo II lece

nazione germanica, di andare ad onorar poi dipingerne la ceretnonia ed il giura-


TAlemagna colla sua presenza. Parli dun- mento che gli fece genutlesso di difende-
que di Francia e si trovò a Liegi nella 3.' re la Chiesti, colla seguente iscrizione: lìex

domenica di Quaresima, dov' ebbe luogo venie ante foresti iirans prìusOrbis ho-
un'adunanza imperiale di vescovi e di ba- noresy - Post homo
Papae, sumit, quo
fìt

roni, olire Lotario Il e la regina. Condot- dante, coronani. Nel 134 il Papa tor- 1

to il Papa a cavallo in processione alla nò a Pisa, costrettovi degli scismatici, e


cattedrale, l'accompagnò il re a piedi, con vi celebrò un concilio. Essendo Anacle-

una mano tenendo una verga per allar- to II sempre spalleggiato da Ruggero I,

gnre il popolo addensato, coll'allra il fi e- perciò a combattere questo vassallo il Pa-


uodel cavallo ponlilìcio, e come nel mon- pa si collegò coll'imperatore. Nel iZj i

tare, così nel discendere assislè Papa. il scortato il Papa dal duca di Baviera En-
Di là Innocenzo 11 si trasferì alle badie rico, genero dell'imperatore, e dal duca

di Cbiaravalle e di s. Dionigi, quindi a di Sassonia^ passò a Viterbo ed a Bene-


Parigi, e vi celebrò con indicibile mogni- vento; poscia andò a trovare Lotario \i
ficeuza e divozione di quel popolo la set- che assediava Bari. La resa di questa cit-
tiujaua santa e la Pasqua; vi fece altresì tà intimorì le altre, che si diedero al-
secondo l'uso romano una magnifica ca- l'imperatore (Neil iSy il Papa e l'impe-
\alcata, montando un cavallo bianco, cui ratore si trovavano in Melfi, come lessi
i baroni a piedi facevano da scudieri, e in un documento; e con altri, dissi nel-
lenendo in capo la tiara pontificale. Ten- r articolo Fermo, che Lotario II vi cele-
ne poi un concilio a Reims, coll'interven- brò la Pasqua). Piestava Salerno, che fu
to del re e della regina di Francia , il cui se- attaccata aun tempo da'pisani per ma-
condogenito Luigi VII coronò. In tolto Papa. In-
re, e per terra d^'collegati del

il tempo che rimase nel regno, ne visitò tanto per trattato del Papa e dell'impe-
le chiese. Tornato nel i i32 in Italia, a* ralore co'salernitani, questi loro cedero-
IO aprile solennizzò la Pasqua in Asti. no la città. Vi entrarono Innocenzo II e
Trattenutosi alquanto io Piacenza, vi a- Lotario II, e celebrala la festa dell' As-
duuò un concilio de' vescovi di Lombar- sunta, passarono a Benevento, e poi in
dia, della Romagna e della Marca. Girò Avellino, ove venne al Papa aggiudicata
poi per quelle parli; e nel luglio fu a Cre- la creazione del duca di Puglia, onde far
mona e a Brescia. Nel principio di set- fronte a Ruggero I. Morto intanto nel
tembre seguì altro abboccamento con Lo- I i38 l'antipapa Anacleto II, gli fu dato
tario II per gli all'ari della Chiesa e del- a successore Vittore IV, che losto si sot-
l'impero, con assemblea ne'prati di Ron- tomise al vero Papa. E questo avendo
caglia, poco distante dalla bellissima ter- preso Palestrina, divenuta asilo degli sci-

ra di Cortemaggiore, presso Piacenza. smatici, assistito da diversi nobili di Ro-


Poco dopo il Papa avanzossi a Nonanto- ma, vi fece ritorno, e l'imperatore parli
la, menlre Lotario II coll'esercito s'avviò per Germania. Scomunicato Ruggero
la
per Roma ond'esseie coronato: per Pon- 1, mosse guerra alla Puglia, onde Inno-
tremoli calò a Pisa, nel cui territorio a cenzo Il neh i39 parli colle truppe per
Calcinala si riabboccò con Lotario II, che s.Germano, e con insidie fu fallo prigio-
per la via regia proseguì per Vilerbo, il ne a 11 luglio, co'cnrdinalì, nia Imitato
Papa viaggiando per la marittima; ed iu onorevolmenle. Alle preghiere di Rug-
Vilerbo riunitisi, per Orle, la Sabina e gero I lo riconobbe re di il qua-
Sicilia,

Farfa giunsero a Roma sul finir d'apri- le co'ligli si gittò a'piedi del Papa implo-
le 1 1 3 3, luDoceozol I corouuuduvi poi Lo- rando perdono, e giurarono ubbidiensji.
1 -

io6 VIA V I A
I romani nel ritorno del Papa Io riceve- solenni in Roma di molli di loro), per
rono con solenni dienoslrazioni d' alle- essersi calmate le rivoluzioni degli arnal-
grezza a' 11 settembre. Ma per ripri- disli e (atta co' romani una concordia.
stinare r autorità dell* antico Senato, Nondimeno poco durò la sua tranquilli-
contro di lui nel i i4i si ribellarono, sol- tà, per te discordie cagionale coli' erro*
levali da Arnaldo di Brescia eresiar- uee sue pretensioni dal libertino Arnal-
ca, nemico furioso della sovranità papa- do da Rrescia. Perciò Eugenio III disgu-
le e i\e\\eRendite ecclesiasticheiOiìde ne ri- stato nel 1 146 partì da Roma e si trasfe-
parlai ne\ol.LVllI,p. 268 eseg., LXVII, rì a Sulri, dov'era a'25 marzo, e quindi
p. 3o9,mentrecolBaronionel vol.LXIV, andò successivamente a Viterbo, Vetrai-
p.284,10 chiamai caposelta e patriarca de* la, Siena, Pisa, Brescia ec. Valicate po-
moderni infelli de'medesimi errori repli- Francia neli 147, e
scia le Alpi, passò in
cataraente condannali dalla Chiesa. Nel con grande onore fu incontrato a Dijoa
I i4i e nel i 142 Innocenzo liandò co' da Luigi VII, con cui celebrò la Pasqua
romani all'assedio di Tivoli contumace a Parigi. Presso tal metropoli, ad istan«
nella disubbidienza e ribellione al le^it- za del re, consagrò una chiesa, nella cui
timo principe, e la sforzò a capitolare; ma messa solenne fu da diacono da
assistilo

reslò addoloralo, quando romani radu- i s.Bernardo suo maestro, e da suddiaco-


nali tumultuariamente in Campidoglio, no da Pietro monaco cluniacense. Andò
risolvelterodi ricominciare la guerra. Ce- poi a Meaux, ad Auxerre, quindi a Ci-
lestino li dei 143 si recò a visitare la
i stello, a Chiaravalle; e trascorse altre cit-

cattedrale d'Anagni,ead esempio de'suoi tà di Francia, porlossi a Treveri ove a'3 e

predecessori le concesse alcune esenzioni. gennaio vi consagrò la basilica di s. Mat-


Lucio l del 1 44 si recò a Ceprano per tia,ed a Reinis ove celebrò un concilio
pacificarsi con Ruggero I.Appena eletto nel I 148. Ritornò al suo antico mona-
neh 145 Eugenio II I^ temendo le tra- stero di Cistello, indi andò a Langres, e
me degli Arnaldistiy i quali avevano con- di nuovo si restituìal diletto Cistello, don-
giurato per deporlo, se non avesse con- de poi s'avviò per l'Italia e giunse a Ver-
fermato l'usurpato senato, foggi di notte celli nel giugno , sollecitando il viaggio

a Monticelli (di cui nel voi. LXXV , p. per reprimere le sollevazioni degl' irre-
276, ove dissi che il Papa vi dimorò 3 quieti romani arnaldisli mossi dall'ereti-
giorni), ove riunì nella rocca cardinali. i co loro agitatore. Si fermò a Frascati, ed
Passò a FarfawtWdi Sabina^esì fece con aiutato dalle truppe di Ruggero I trioa-
sagrare e coronare. Intanto gli arnaldisli fòde'ribelli, e stabilita la pace rientrò ia
vedendo scampali il Papa e i cardinali, Roma verso la flae deli i49- Ma presto
simisero a distruggere e predare le case insorti nuovi tumulti, nel i 1 5o fu costret-
loro. Dalla Sabina Eugenio III passò a toad uscirne e dimorare per non breve
Ciltà di Castello, forse meglio a Civita tempo nelle provincie di Campagna, ora
Castellana (per la quasi somiglianza del detta Frosinone, e di Marillima, ora det-
nome due città, diversi scrittori
delle ta di Felletriy sempre fedeli a'Papi, ne'
confusero una con l'altra, così alcuni de* quali articoli descrivendone! luoghi dis-
loro vescovi), poi a Viterbo, ove consa- si dove fu, fra'quali Segni, come luogo
grò la chiesa di s. Michele Arcangelo e forte e sicuro, ove fabbricò un palazzo,
vi ricevè i legati di diversi principi, don- fors'anche per passarvi l'estate egli ed i

de tornò a Roma pel s. Natale, ricevuto suoi successori (nel ricordato articolo a-
con istraordinario giubilo (descritto dal vendo detto col Cancellieri, che infatti
Cancellieri nella Storia de' possessi de' vi passarono l'estate Innocenzo IH e O-
Sommi Pontefici ^ insieme agi* Ingressi noiio II, mancai d'avvertire che sarà
V 1 A VIA 107
meglio il dirsi Onorio III). Rileva il Bor- due con dispetto dell'imperatore,
Sicilie^

gia, che dopo invalsa l'opinione dell'a- parti da Benevento, e per la via di Monte
ria insalubre di Roma, prima d'Eugenio Cassino, dopo aver consagralo la chiesa di
III non trovò che altro Papa pensasse a s.Maria di Sora, passò ad Orvieto, ove, se*
por mano a qualche edifìcio in clima mi- condoNovaes,pel i.^Pnpa soggiornò alcun
gliore per uso proprio e de'successori nel- tempo colla curia. Alla venula del verno,
la state. Che sebbene il suo biografo car- per Viterbo si restituì a Roma. Ora con-
dinal Rosselli d'Aragona, non dica a qua- viene far cenno, col Ferlone, per quanto
le Io facesse; ad ogni modo si leg-
uso ve dovrò narrare, dell'insorte questioni tra
ge Riccardo da s. Germano, che nel
in il Papa e l'imperatore. Federico I tenu-
seguente secolo Innocenzo III, Onorio HI ta un'assemblea , erasi inollrato col suo
e altri Papi recaronsi in Segni a passar- campo sino a Bologna per giudicare i ri-

vi la state. Pacifìcati gli animi; con som- bellati milanesi. I legati del Papa inter-
mi onori tornò a Roma a' 16 settembre venuti alla dieta fecero 3 proposizioni^
1152. Portatosi a Tivoli per sollievo, ivi i.** L' imperatore non mandasse nunzio
morì neh i53. 1 l'omani non lardarono a Roma senza sapula del Papa perchè ,

ad essere sollevali dall'empio Arnaldo, la magistratura appartiene a s. Pietro con


che spalleggiato da alcuni magnati ride- tulle le regalie. 2.** Che non riscuotesse
vasi delle scomuniche. Ma Adriano lì' diritto alcuno di foraggio o fodro ne'do-
sottopose air//i/er(^e^/o Roma, castigo mai minii del Papa , se non in tempo della
per l'addietro provalo, e durò sino a* 23 sua coronazione, cioè nel viaggio per por-
marzo i55,allorchè alcuni senatori mos-
I tarsi a R.oma. 3." Che i vescovi d'Italia
si dal clero e popolo fedele, portarono si non abbiano a dare altro all'imperatore
dal Papa, ov'erasi rifugiato, giurando che che il giuramento di fedeltà senza omag-
avrebbero cacciato Arnaldo ed suoi set- i gio. Inoltre domandarono la restituzione
tari: Arnaldo poi preso dall' imperatore di molle terre, e de'tributi di Ferrara,
Federico I, fu consegnato al prefetto di Massa, Acquapendente, Spoleti, e dell'i-
Roma che in essa lo fece bruciare e get- sole di Sardegna e di Corsica, tutte si-

tar le ceneri nel Tevere. Ritornato A- gnorie della s. Sede. Le proposte de* le-
driano IV in R.oma seppe che Federico gati ebbero in replica da Federico I:Che
avvicinava coU'esercito, più come ne-
I si 6 cardinali dalla parte del Papa, e 6 ve-
mico che riverente alla s. SQÙe; onde il scovi scelli da lui venissero alla concor-
Papa si ritirò per Nepi a Civita Castel- dia delle questioni. Non piacque ad A-
lana, ed inviò all'imperatore Scardinali driano IV il progetto, fermo di non vo-
co' capitoli che dovea prima giurare, 11 ler altra pace , che la conclusa col suo
che fallo, il Papa si portò nel territorio predecessore Eugenio III, e l'imperatore
di Sulri al suo campo; ina ricusando Fe- negò di stare a quel trattalo. Questo sa-
derico I di prestargli l'uffizio di stalliere, rà forse quanto riferisce 1* annalista Ri-
secondo costume, il Papa retrocedclle
il naldi all'annoi i52. Egli dunque narra,
a Nepi, ove poi passò Federico I a far- che eletto io tale anno per re de'romani
gli tale ossequio, e insieme si trasferirono Federico I, mandò un'ambasceria ad Eu-
a Roma, ove lo coronò, Per un insorto genio III, composta di Hellino eletto di
tumulto ambedue si ritirarono a Tivo- Tre veri e di Everardo vescovo di Bum-
li. Tornato Adriano IV a Roma, recossi berga, co'quali si fece l'accordo deposita-
u s. Germano, indi a Beuevenlo, per for- to nell'archivio Vaticano. In esso si dico,
mare una lega contro Guglielmo I il Ma- che Federico 1 legò la sua fede con giu-
lo re di Sicilia. Conclusa poi con esso la ramento di non far mai né pace né tre-
pace nel 1 156, riconoscendolo re delle gua co'rontaui e con Ruggero ) redi Si-
loB Y I A VI A
cilia, senza il libero assenso e volere ile' e l'indossò a rovescio furiosamente. Indi
loiìJani etrEugenio ili o de* successori aiutato dalla sua potente fazione e da'
di lui.egli procurerebbe di soggio-
Che Colonnesi, con genti armate chiuse nel-
gare perfettamente romani al Papa, cu- i la basilica Vaticana Alessandro III co'
stodirebbe e difenderebbe la Chiesa ro- suoi elettori per 9 giorni, finche il popo-
mana contro di lutti e l'aiuterebbe a ri- lo con Ettore Frangipane li liberò. Altri
cuperare le cose a lei usurpate. Ed Eu- vogliono, che contribuirono all'intrusio-
genio III promise: Che l'avrebbe onora- ne dell'anlipapa, che prese il nome di Vit-
to come figlio carissimo di s. Pietro, e tore V,il clero, massime Valicano, e par-
venendo esso in Roma lo coronerebbe im- ie della curia e del popolo: certo che Fe-
peratore; che l'avrebbe aiutato per quan- derico I lo sostenne colle armi, contro A-
to richiedesse il debito del suo ufìizio, a lessandro III, insieme a due altri antipa-
mantenere ed accrescere l'onore dell'im- pi che gh fece sostituire, alimentando il

pero fulminando la scomunica contro


, lungo e pernicioso scisma che sconvolse
«•hi avesse ardito di olfenderlo. Ma per la Chiesa, e desolò l'Italia con guerre. A-
bene comprendere l'acceimato dal Fer- lessandro 111 si ritirò a Cisterna, e passa-

lone, ed i motivi della rottura fra l'orgo- to a Ninfa, a' 20 dello stesso settembre,
glioso Federico I e il virtuoso Adriano vi fu consagrato e coronalo, come narrai
IV, conviene leggere il Rinaldi negli an- nel descrivere que' due luoghi nel voi.
ni I 1 56, I 1 57, I I 58, II 59, in quest'ul- LXXXI X, p. 8 1 087, per odio venendo
timo toccando le cose riportate da Fer- poi Ninfa da Federico I distrutta. Ales-
lone. Della è la sentenza del Rinaldi, e< sandro III si diresse poscia ad Anagni, a
sponendo l'operato riprovevole dell' im- porsi in salvo dall'insidie degli scismatici.
peratore neir invitare tutto il mondò a Nello slesso settembresi presentarono nel-
separarsi dalla Chiesa cattolica. »» Egli la canonica due vescovi, annunziandosi
sparge ora i semi, e nùele poscia a suo ambasciatori di Federico I, con altura in-
tempo, nell'implacabile scisina". Intanto timando al Papa e a'cardinali d'interve-
il Papa Adriano IV morì non in Anagni, nire al sedicente concilio di Pavia convoca-
ina pare a Rignano, per l'avvertito nel todall'imperatoreonde togliere lo scisma.
voi. LVllI, p. 127 (ma Uomo, tornai a I cardinalìche l'ascoltaronOjdichiararono:
copiare l'anteriore asserto, senza farne ri- non poter un laico adunar concilii; e gli
marco, nel voi. LXXXIX, p. 8 in quel r , voltarono le spalle. IlPapa quindi si recò
punto avendo presente il De Magistris, in vari luoghi della provincia di Campa-
che lo dice morto in Anagni per una sca- gna, e neh 160 fu in Orvieto. Nel 1 161
lanziaj e non per una mosca entratagli tornò in Roma, vi consagrò la chiesa di
nella gola, nel fonie fuori la porta degl'I- s.Maria Nuova, che non registrò il sura-
doli, detto della Noce come finse uno , mentovato Cecconi, il quale, come già
scismatico), cioè ili." settembre i iSg. A' notai e vado ricordando, oltre le chiese
i4 fu eletto in Roma il magnanimo A- da'Papi consagrate ne'loro viaggi, ripor-
lessandro Illòa 25 cardinali, amici del tò pure il novero delle chieseda'Papi con-
re di Sicilia. Mentre si celebravano le sagrate in Roma. Vedendo però Alessan-
funzioni il cardinal Ottaviano Conti, del dro III , che ivi seguitavano le sedizioni
partilo imperiale, avendo avuto due mi- degli scismatici, e di non esser sicuro dal-
seri voli (afferma Agnello Anastasio, Isto- le violenze de' tedeschi che occupavano
ria degli Antipapi), farnetico strappò di molte terre della Chiesa, e che neppure
dosso al Papa il manto ponliflcale,ed es- nella provincia di Campagna poteva es*
sendogli tolto da un senatore, tosto se ne ser sicuro dalle loro armi, passò a Ter-
fece portare altro da un suo cappellano laciua co'cardiudli, s'imbarcò sulle galee
VI A VIA 109
(li Guglielmo I re di Sicilia, e fece uHa e poscia per mare s'avviò per Roma. Do-
per Francia. A'21 gennaio i 162 fu so- po pericolosissima navigazione approdò
ìennemente ricevuto in Genova, ed im- a Messina, onorato e regalato dal re Gu-
barcatosi di nuovo domenica di
nella glielmo 1, donde nel settembre partì col-
Passione, nell'aprile approdò in Francia, le sue galee e giunse a'22 novembre ad
e fu accollo con grandi plausi a Montpel- Ostia in cui pernottò. Nel di seguente cor-
lier e vi celebrò un concilio. Recatosi sero i senatori, i e altri romani
chierici
nella badia di Dol nel Berry, ebbe poi a venerarlo, e con rami d'ulivo lo con-
motivo di grande consolazione. Narra il dussero in trionfo al LateranOj ove era
Gusta, che allora guerreggiavano Enri- atteso dal clero in abiti sagri, da' giudi-
co li re d'Inghilterra e Luigi VII re di ci , e dalle milizie colle loro insegne in
Francia, e sebbene ambedue avessero le processione, dagli EbreicoWn Bibb^j, co-
loroarmaleaccampale l'una a fronte del- me ne'possessi. Ma neh 166 lo scismati-

l'altra, informati della venuta del Papa, co Federico I si recò a Berna per collo-
siunirono a Coucy sul fiume Loira. Ap- carvi il nuovo antipapa, e impadronito-

pena comparve il Papa, se gli presenta- sene, dopo avere alcuni faziosijistigati dal-
rono con grande venerazione, e lo con- l'imperatore, tentato d' indurlo a rinun-
dussero alla loro tenda camminando a ziare il pontificato che renitente avea ac-
piedi a canto di lui, tenendogli a destra cettato, Alessandro III nell'agosto 1167
e a sinistra la briglia del cavallo, e di- fu costretto in abito di pellegrino a fug-
cendogli ambedue a gara tutti i possibili gire in Terracina per Gaeta; quivi ripre-
onori, con istupore de* due eserciti (nel se le vesti pontificie, e passò a Beneven-
"Voi.LXIII, p. 191, notai col Rinaldi, gli to, ricevuto con grande onore dal popolo.
ossequi residaEurico 11 alFapa inBobbio). Mentre vi dimorava le città lombarde
A'i4agosto il Papa giunse aClermonlfra strette in lega si ribellarono a Federico
le continue insidie dell* imperatore, dalle I, ed avendo in onore del Papa edifica-
quali per le cure di Luigi VII fu libera- lo col suo nome Alessandria, nel i 169
to, celebrando Natale a Tours. Nel
il s. in Benevento gliela offrirono qual feudo
principio dell i63 arrivò a Parigi incon- della Chiesa romana. Passato a Fcroli
trato due leghe fuori della cillà dal re, nel I 1 7 o circa, ov'era già stalo nel i1 60,

a cui donò la Rosa d' oro benedetta, a- ascoltò gl'inviati di Federico 1 , che ab-
Tendogli baciato i piedi e fatto da pala- battuto dalle sconfitte della Lega Lom-
freniere. Dopo Pasqua tornò a Tours e barda (ne riparlai per ultimo nel voi.
vi celebrò un concilio. Ripigliato il viag- XCIV, p. 9.83), della quale fecero parte
gio si elesse Sens per residenza, e vi di- diverse città di Romagna e Marca, e da
morò da li.** ottobre fino alla Pasqua del allre disgrazie, propendeva alla pace, la
I 164. Di nuovo fu a Parigi, ed in Reims quale nel i 1 72 fu stretta in /énagni. ^at-
tenne un concilio. Morto ViUore V im- ra il De Magistris, che in tal città eravi
penitente a Lucca, 2t^'ì scismatici gli sur- ritornato neh 169, e ricevuto gli amba*
rogarono neir anlipapato Pasquale HI, sciatorid'Enrico U re d'Inghilterra, cou
che l'imperatore giurò di riconoscere per calunnie contro s. Tommaso arcivesco-
Papa. Tornato Alessandro 111 in Sens, i vo di Cantorbery, le quali il Papa ri-
romani con ambasceria lo supplicarono gettò. Arrivato poi l'arcivescovo servo
a tornare in Roma sua propria sede, e di Dio in Anagni, lo accolse Alessan-
bI popolo più specialmente commessogli. dro III con tenerezza paterna ed aven- ;

Celebrata la Pasqua in Sens, per Parigi do celebrato sempre nella basilica, il


e Bourges arrivò uel luglio a Montpellier capitolo dopo la sua canonizzazione lo
e visi trattenne siuoall'8.'' dell'Assunta, pose tra* suoi ss. Martìri, e gli dedicò
no VIA V I A
un oltare. Racconta poi la concortlìa titolo. Così alcuni sacrilegamente ardi-
trattata in Ànagnì coiranibasceria impe- rono inveire sugl'illustri avanzi d'uno
donde pereffetluarla a Fe^czzVz, do-
riale, de'piìi benemeriti, de'più santi e dotti
po aver canonizzalo in Segni s. Tomma- Papi, che con animo di bronzo ed eroica
so di Cantorbeiy ,
part'i nel declinar di costanza, intrepido sostenne tremende lot-
dicembre 176; e per Benevento, Troia,
I te col potente e prepotente Federico I, con
Foggia, Siponto ossia Manfredonia, e ^^• 4 antipapi e col codazzo numeroso degli
sto, giunse a Zara, e visitate le varie iso- scismatici loro seguaci , e con Enrico II
le della Dalmazia, 8*23 marzo 177 ap- i re à' Inghilterra, benché di persona 1' a-
prodò a Venezia, ricevuto con ispiendi- vesse onorato replicatamente, pel marti-
dezza veneziana. Tenuto un parlamento rio di s. Tommaso di Cantorbery. Di que-
a Fc* rara co' deputati della Lega Lom- Papa scrisse Muratori: »i In lui
sto ottimo
barda, tornò a Fenezia, ove di persona mancò uno de'piìi insigni successori di s*
coirimperaloreftì ristabilita la sospirata Pietro; tanta era la sua letteratura, tale
pace tra il Sacerdozio e l'Impero; strepi- la sua moderazione e saviezza ,
per cui
toso avvenimento che in quel geniale ar- gloriosamente governò in tempi somma-
ticolo, perchè ne fu il benemerito teatro, mente torbidi, ed in fine arrivò a resti-
con particolarità raccontai , riguardanti tuire il sereno alla Chiesa di Dio''^
pure il pontificio soggiorno uell'aotica re- In Fellctri gli fudatoa successore Lu-
gina dell'Adriatico. In tal dimora recos- cro ///, probabilmente per le turbolen-
si in altri luoghi del Veneto, cooie a Ve- ze de'romani, poiché recatosi poco dopo
rona. Tornalo a Venezia, circa la metà in Roma, essi arditamente gli domanda-
d'ottobre si rimise il Papa
in mare, e per rono l'aaimioistrazione della città da lui
Vasto, Siponto, Troia Benevento e s.
, indipendente, onde fece tosto ritorno irt

Germano, pervenne ad Anagni a'i4 no* Velletri e vi stabilì la sua dimora, e nel
vembre o dicembre; da dove, supplicato I 182 canonizzò in Segni s. Brunone. Per
da'romani a tornare alla sua sede, ne par- la vicinanza di Roma temendo poi qual-
tì, prima essendosi trattenuto alquanto che grave insulto, da Velletri nel 1 i82ì
al TuscolOi Q quindi a'12 marzo 1178 passò m Anagni e vi celebrò il s. Natale.
rientrògloriosoinBoma,con quella straor- Pareche si restituisse aRoma nel 1 1 84,n3a
dinaria pompa e universale giubilo de- infastidito dalle continuedissensioni e dal-
scritto dal Cancellieri nella Storia de le crudeltà de'romani, poco dopo per la

possessi. Ne devo tacere, che Alessandro via di Toscana si recò a Bologna e vi fa


111 ne'viaggi molte volte si fece precede- accollo con grande onore ed applauso, e
re dallass.Eucarislia.il 3.° antipapa Ca- r 8 luglio cousagrò la basilica di s. Pe-
listo III, co' suoi scismatici, si sottomise tronio, dice il Cecconi, o meglio la rifab-
alla sua ubbidienza jcome poi fece l'insorto bricata cattedrale di s. Pietro. Dopo 4
e pur falso Innocenzo 111, con che ebbe giorni giuiìse a Modena , accompagnato
fine il deplorabile scisma. L'ultimo viag- dal vescovo di Bologna Giovanni, dove
gio, Alessandro 111 lo fece a Civita Ca- a*12 o a'22 secondo B'erlone, parimente
stellana, ove impensatamente morì a'3o consagrò la nuova cattedrale di s. Gemi-
«gostoi 181; trasportalo il suo veneran- niano, il cui corpo riposa sotto l'altare.
do cadavere a Roma nel Sepolcro de Indi si trasferì a Verona a celebrarvi uà
Sommi Pontefici, alcuni empi e scellerati concilio e ad abboccarsi con Federico f,

l'oltraggiarono, in onta che fosse stato il e morì a*Gs5 novembre 185. Tosto fu
vi 1

protettore della Lega Lombarda e fautore detto in Verona Urbano III e vi restò
acerrimo dell'indipendenza ilaliana,il che per alcun tempo, consngrandone la cat-
altamente riprovai anche neli'indicalo ar- tedrale a'i 3 settembre 1 187, ed il Cec-
V I A V I A III
coni vuole anclie la cliìesa di Maria. s. luzione (per l'operato da Eurico VI vi»

Dopo l'agosto partì pei* Venezia, ove pel venie, notai nel voi. XCIV, p. 33, che
sovraggiunlo male non entrò, e di là Veroli gli negò sonuuiuistrare il fodro).
recossi a Ferrara^ ed ivi morì a* 9 ot- 1 Perciò subilo visitò personalmente il du-

tobre dello slesso i 187. Nel dì seguente cato di Spoleto , la contea d' Asisi , la
in Ferrara gli successe Gregorio Vili, Marca d'Ancona: durò il viaggio dalla
pare che si recasse a Piacenza, certamen- festa di s. Pietro sino a quella d'Ognis-
te andò a Bologna preudendo alloggio santi. In eifetlo ricuperò il ducato, la con-

nel palazzo contigno alla cattedrale, ed tea, Gubbio , Perugia ove consagrò uà
essendo morto il suddetto vescovo, elesse altare, eTodi in cui consagrò quello di
e consagi ò per successore il bolognese Ge- s.Francesco solennemente e altri altari.
rardo Giselli arcidiacono della cattedra- Nel 1202 o più tardi, Innocenzo III fu a
le, consagrando pure la chiesa di s. Ma- Tivoli e Subiaco. Nel 1207 passò a Vi-
ria Maggiore. Indi parli ^&v Pìsriy onde terbo, dopo l'Ascensione, e vi fu ricevo*
pacificarla con Genova per la crociata di to con gran giubilo; vi ritornò nell'esta-
Palestina, ed a*i 7 dicembre 1 187 vi ter- te del 1209, pai'leudone a'26 settembre,
minò di vivere. Circa due giorni dopo in per coronare in Roma Ottone IV impe-
Pisa fu eletto Clemente III, ch'ebbe la ratore, in breve divenuto ingrato, occu-
gloria di pacificarsi co'suoi concittadini, patore delle terre della s.Sede e suo perse*
per cui da Pisa si recò in Roma^ dopo colore. Laonde il Papajo scomunicò e de-*
accordi giurati, e fuvvi ricevuto con gioia posej restando eletto re de'roniani il suo

a*i3 marzo I 188. Papa Celestino III nel pupillo Federico II, figlio d'Enrico VI:
I iqS passò in Orvieto, e vi rimase colla Nel I2i3 si recò a Viterbo per pubbli-'
curia un anno. Senza ponderazione nel carvi la crociata di Terra Santa. In di-
voi. XCVI, p. 206, dissi con altri , che versi tempi
ad .\nagni sua patria e a
fu

questo Papa nel i igS presiedè al conci- Segni, suoi soggiorni favoriti; fu pure iu
lio diMontpellier ^ e senza rammentare altre città e luoghi della regione , come
che in quell'articolo avea già detto che a Ferentino, a Groltafenata, a Subiaco,
per lui lo presiedette il legato apostoli- ed a Rieti ove consagrò le chiese di s. E-
co Michele. Insortomi forte dubbio feci leuterioedis. Gio. Evangelista. Nel 1208,
ricerche, iuclusivamente al Labbé, Sa- per la tutela che avea del regno di Sici-
crosancia Concilia^ 1. 1 o, p. r 767 e 1 796, lia , di cui era altresì supremo signore,
e trovai soltanto vera la presidenza del spettante a Federico II per la sua madre
legalo Michele, non mai quella di Cele- Costanza, l'ullima del sangue normanno,
stino III, laonde qui ne faccio ammenda. di persona eravisi portato a por fine alle
Neil 198 fu sublimalo alla cattedra apo- perturbazioni, a stringare grandi col re^ i

stolica e al trono Vaticano il gran Pon- ed a raffermare la podestà di quest'ulti-


tefice Innocenzo III, insigne nella dot- mo. Partì da Roma a'i5 maggio, festa
trina e nell'eloquenza, esimio nella pie- dell' Ascensione, accompagnato da vari

tà, dolce nelle maniere^ magnanimo nel- cardinali, e dopo una fermata di ben un
l'imprese, e costante ne* doveri della sua mese ad Anagni, proseguì il suo viaggio,
fermezza pontificale, colla (junle compì la il quale fu piullosto processione, come hi
grand'opera di s. Gregorio VII. Lepri- qualifica l'illustre suo sloricoHurter. Fuo-
ine sue cure furono di ricuperare alla ri della città l'aspettava Giovanni da Ceu-

Chiesa romana i suoi domìnii, invasi da' cano con So cavalieri sontuosamente ve-
ministri del defunto imperatore Eurico stiti per servirgli di guardia; il clero de-
VI, figlio di Federico I, non ostante ch'e- gli stali del conte slava fuori di s. Giu-
gli in morte ne avesse ordinalo la resti- liano per precedere il Papa nel suo in-
112 VIA V I A
gresso in questa cillù (l'Hurter non dice e dopo aver pernottato nella celebre ba-
quale; forse Ceccano: Giuliano, e non s. dia di Casamari, presso /^ero//, si recò a
Giuliano, è un comune soggetto al go- Ferentino. Il vescovo della diocesi vole-
verno di Ceccano), dove alla porla delia va, com'era debito suo, provvedere al
chiesa il vecovo di Ferentino intuonò co* mantenimento del Papa e della sua cor-
sacerdoti il cantico: Tua e la podestà. te, ma Innocenzo III gli disse: » So le stret-

Al Papa venne imbandito uno splendido tezze della tua chiesa. Se tu fossi obbli-
banchetto sotto un padiglione, e il conte gato a spesare vescovi che venissero con
i

a fargli onore ronipeva intanto alcune quella frequenza che io a Ferentino, l'en-
lancie in giostra co'suoi compagni. Di là trate della tua chiesa non basterebbero a
tutto il corteo si rese a PipcrriOj venen- tanto. Non vogliodunque accettar nulla'*.
do il Papa ospitato a Fossaniiova, in cui E dimoratoviun mese e mezzo, ritornos-
volle sedere nel refettorio co' monaci a sene a Roma. E qui fo avvertenza, non
cena, e nel d'i seguente consagrò l'altare esser possibile in questi generici cenni,
maggiore di loro chiesa. Ivi fu, che pre- ricordare tutti quanti i luoghi onorati
sentatosi un protonotario di Federico II, da' Papi di loro presenza, bensì in quasi
proclamò asuondi tromba Riccardo, fra- tutti lo registrai, oltre il riferito nelle lo-

tello del Papa, conte di Sora e di tutte le ro biografie. Altrettanto dico per Inno-
castella tolte a'tedeschi, e gli consegnò lo cenzo HI. Nel suo immenso zelo voleva
stendardo reale in segno d' investitura. pacificare i pisani, i lombardi, i genove-
Nella domenica poi 22 giugno l'abbate si, per quindi colla sua presenza riconci-
di Monte Cassino, guidando lutto il suo liare gli animi e unirli in lega pel soc-
clero, venne ad incontrare Innocenzo III, corso de'crociati di Terra Santa. Soleva
che entrò con esso a s. Germano, ivi con saggiamente di sovente dire: « Chi tocca
gran pompa ricevuto. Convocò egli dun- la pace s' imbratterà: tanto piò la fatica
que in s. Germano i conti , i baroni e i è grande, è l'utilità mediocre per la ma-
reggitori della città, e nell'aprire la die- lizia degli uomini difficile a reprimersi",
ta volle prima, sotto giuramento e cau- A tal fine uscì di Roma, si recò prima ia
zione, la promessa d'accettare e osserva- Orvieto, ma appena pervenuto a Perù-
re lultociò ch'egli fosse per ordinare a già, quivi si ammalò, e non molto dopo
vantaggio del re, e per assicurare la pa- vi morì a'i6 luglioi2 16. Dopo 2 giorni
ce e la difesa del reame istituì capitani in Perugia fu eletto Onorio ITI, ove fu
governatori, con ottime istruzioni, e co- coronato e consagrato, e partito per R.o-
lui che le contravvenisse verrebbe consi- ma vi giunse a'3 il Cancellieri dice che
i :

derato e trattato qiial pubblico nemico; partì da Perugia a'3 agosto. Nel seguen-
oltre altre opportune disposizioni, pro- te anno o più tardi fu in Orvieto. Aven-
prie della saviezza e dell'acume d'Inno- do da cardinale rifabbricata la chiesa di
cenzo IH, riservandosi l'accrescerle o mo- Casamari , si recò a consagrarla solen-
dificarle secondo bisogni. Restò Innoceti-
i nemente a' i5 settembre, altri scrissero
20 IH più d'un mese in s. Germano, nel a'3 novembrei2 17; visitò anche /^ero Zi
qual tempo celebrò nel vicinissimo arci- ed Anagni, e consagrò la chiesa de' bene-
cenobio di Monte Cassino le 3 feste de'ss. dettinidi Villamagna: di che e deirinsigne
Apostoli. Alla fine di luglio si recò a So- arci-cenobio di Casamari ragionai, nel de-
ra, ove fece un facondo discorso a'conti, scriverlo, nel voi.XCIV, p. 85 e seg., e
baroni e magistrati delle città del regno, p.IDI, e vi ritornò nel 1222, in cui fa
per la sua pace e prosperità esortandoli pure a Sora e ad Alatri, dopo essere sta-
ad ubbidire a'deputati capitani. Partì da to ad Anagni ed a Feroli ove tenne un
Sora a*2i settembre, passò a Ceprano, congresso con Federico lì che avea coro-
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tifilo iQjperalore , colla condizione , che gli dice di non potere ultimare certo ne-
partisse di persona coll'esercilo in Pale- gozio pet l'assenza da Roma de'cardina*
stinti a soccorso de'crociati; ciò che non proplcr intenipericm atrisj e l'altra di
li,

esfg(iendo,il Papa gl'ingiunsedi elfetlua- proroga del termine per presentarsi in


re. i*er lo slesso motivo, narrano Gusla curia a'due eletti nel monastero di s. Fa-

e Fellone, che Onorio HI nel 22 3, No* i condo di nos propter aesii-


Toledo, ciiin

vaessciivei 225, volendo obbligare l'im- vos calores, ctfralrum noslrorum abseii'
peratore airadempimenlo definitivo del- tìani procuratores licentia verimus uni-
le promesse, l'invilo ad un congresso da versos. Avvertì il Garampi, come notai
tenersi in Verona, o a s. Germano; ma al suo luogo, che le vacanze da' negozi

poi a motivo della poca salute e del ma- nella Curia /?OA;i^«tìf, facevansi allora ne*
le d'una gamba del Papa si stabilì che il mesi più caldi e specialmente ne* tempi
luogo fosse Ferentino, onde abboccarsi canicolari. Onorio HI morì poi in Roma
insieme a Giovanni di Brienne re litolare nel 1227, ed a'2 marzo ebbe a degno
i

di Geruscilcììiine^ come quello che solle- successore Gre<;órìo JX, il quale nel giu-
cilavagli urgeuti soccorsi pe'Luoghi santi gno, per la mal'aria di R.oma durante
profanati da'niaomettaui invasori. Riuni- l'estate, passò nella sua patria Anagnì,
ti tutti tre in Ferentino, il Papa impiegò il da dove net giugno sollecitò alla parten-
suo gran zelo per indurreFederico II a soc- za per la Palestina Federico II. Le dila-
correre il re. Dopo lunghi discorsi, si con- zioni sue, infermo ad Otranto, furono
venne che essendoallora tempo
: di tregua considerate dal Papa violatrici aperte del
co'saraceui, e richiedendosi molto tempo suo voto, e la malattia venne ascritta a
per farei necessari preparativi, passerebbe prelesto. Pertanto Gregorio IX, nel gior-
Federicol due anni inTerraSanta eoa
1 fra no di s. Michele, dopo uh sermone nella
potente esercito. Aggiunse alla promessa chiesa maggiore d'Anagni, dichiarò l'ira-
il giuramento, e per maggior sicurezza peratore scomunicato. Mentre dimorava
si obbligò sposare Violante o Jolante uni- in Auagni, un incendio bruciò più di 200
ca figlia del re. Lo sposalizio si elFettuò, case, ed il benigno Pontefice sovvenne i

ma Federico II, niente dissimile dall'avo danneggiati. Ritornato a Roma a' 18 no-
Federico neppur questa volta effettuò
I> vembre, ivi nell'anno seguente rinnovòla
il giurato, impiegando le sue forze con- terribile censura (gli storici orvietani di-
tro le città Guelfe d'Italia, unito alla sua cono che il Papa fu in On'ieto nel « 227),
ót G hibelli /lì. li partito ghibelli-
(az'ioue nel concilio tenuto verso il fine di Qua-
no rappresentava in Italia l'orgoglio del- resima; e vi sottopose all'interdetto tutti
la forza e la violenza del potere laicale: iluoghi che ricevessero l'imperatore sco-
gran parte della nobiltà feudale non vo- municato. Allora Federico li, facendosi
leva altro signure che il proprio talea- più aperto e fiero persecutore della Chie-
Io ; ed in Pioma stessa i prepotenti Fran- sa e de'Papi, chiamati in Barletta i Fran-
gipani, Colonnesi e altri piccoli despoti gipani, e altri nobili e ricchi romani, ne
osarono sfidare dall'alto delle torri l'au- comprò i beni, e tosto li restituì loro a
sovrana de'Papi.Nel 1225 Onorio
torità titolo di feudo, esigendo da essi il giura*
111 per le sedizioni de'romani, troppo fre- mento di fedeltà; e quindi indusse i suoi
quenti sotto il senatore Parenzo, si riti- partigiani romani a perseguitare Grego-
rò a Tivoli; indi si portò a Rìdi ^ e vi rio IX a segno, che celebrando nella a.*
consagrò la cattedrale. Racconta il Bor- festa di Pasqua in s. Pietro eia tempo del
gia, che da alcune lettere, date ne' mesi canone l'assalirono; per cui non più cre-
di giugno e agosloi226, l'una responsi- dendosi sicuro in Roma, nell'aprile passò
va all'urcivescovo di Spalalro, Onorio III a Rieti, poi a Spoleto, e in fine fissò a
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Perugia il suo soggi