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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, Al VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII , ALLE FESTE Pli> SOLENNI,
AI RITI,ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. XLVI.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCXLVII.
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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

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MOD MOD
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:ODERAMNO (s.), vescovo di l'abbazia di Berzetto a quella di
Kennes. Nacque di nobile famiglia s. Remigio di Reims. Giunto poi
circa la metà del settimo secolo. nella sua diocesi, si fece dare un
Per le specchiate sue virtù fu ri- successore, e si ritirò in Italia per
cevuto nel clero della chiesa di prendere il governo del monaste-
Rennes, e divenuto vescovo di que- ro di Berzetto, in cui fini santa-
sta verso l'anno 708, gover-
città mente i suoi giorni l'anno 729 o
nò la sua diocesi con molto zelo e 780. Si celebra la sua festa a Ren-
somma prudenza, per lo spazio di nes a' 23 di ottobre.
circa quattordici anni. Desideran- MODESTO (s.), patriarca di Gè-
do di visitare la tomba degli a- rusalemme. Era abbate del mona-
postoli, intraprese un pellegrinag- stero di s. Teodosio nella Palesti-
gio a Eoma ; ma prima vol- na, allorché Zaccaria patriarca di
le visitare la tomba di san Re- Gerusalemme lo nominò nel 6i4
migio di Reims, donde parti con per governare la diocesi durante
alcune reliquie del santo vescovo il suo esilio. Dopo la morte di Zac-
che gli fuà'ono donate, una parte caria, avvenuta nel 633, Modesto
delle quali lasciò al monastero di fu collocato sulla sede patriarcale.
Rerzetto, situato nei territorio di Egli si rese commendevole colla san-
Parma. Luitprando re de' longo- tità di sua vita, e col suo zelo per
bardi, mosso dalla sua virtù e dai mantenere la purità della fede con-
miracoli operati per queste sante tro l'eresie che allora regnavano..
reliquie, gli donò monastero con
il Non si sa precisamente 1* epoca del-
tutte le sue dipendenze. Ritornato la sua morte; ma è nominato ai

Moderamno in Francia, sottopose 16 dicembre nei calendari greci.


6 MOD , MOD
MODESTO (s.), martire. K Vi- affidò )a educazione di sua figlia

TO (s), martire. Badgi la, e fondò per lei il mona-


MODESTO (s), martire. /^.Ti- stero di Pollesworth nella contea
berio (s), martire. di VVarwick. Modovena aveva già
MODI AD.Sede vescovile giaco- fondalo due celebri badie di reli-
bita diMesopolamia, nel paese di giose in Iscozia, V una a Sterling,
Tur-Abdiu, di qua dal Tigli. Ci- l'altra a Edimburgo; ed altre pie
rillosuo vescovo fiorì nel 147^- fondazioni fece in Inghilterra. Il

Oriens christ. t. II, p. i5i3. desiderio di più perfetta-


pieltersi
MODOALDO (s.), vescovo di mente a santificare la sua anima,
Treveri. Nativo di Aquitania, quan- le inspirò il disegno di menar vita
tunque il suo amore alla perfezio- anacoretica ; quindi passò sette an-
ne gli facesse desiderare la vita so- ni in un* isola della Trent, cbia-
litaria, fu costretto recarsi alla cor- mata Andresey, dall' apostolo s.

te di Dagoberto re d' Austrasia, ove Andrea, al quale avea dedicalo il

per altro seppe collegare i doveri suo oratorio. La badia di Buiton


di perfetto cristiano a quelli del suo sulla Trent, fondata nel ioo4, fu
posto. L' idea ci»' egli vi diede del- dedicata alla Beata Vergine e a s.

la sua santità e dei suoi talenti, lo Modovena; ed portarono da


ivi si

fece scegliere a coprire la sede vesco- Andresey le reliquie di questa san-


vile di Treveri, verso l'anno 622. ta, la cui festa è segnata il 5 di
Trovaronsi in lui riunite la vigilan- luglio.
za, lo zelo per la salute delle anime, MODRENA, MELA o MELI-
e la carila verso i poveri, e con NA. Sede vescovile della seconda
queste virtù insieme V amore all'o- Bitinia, nell'esarcato di Ponto, sotto
razione, il raccoglimento e le au- la metropoli di Nicea, eretta nel
sterità della penitenza. Fondò pa- IX secolo. Ne furono vescovi Ma-
recebi monasteri, e fra gli altri cedonio che fu al V concilio gene-
quello di s. Sinforiano. Assistette rale; Teodoro che fu al VI, e sot-
nel 625 al concilio tenuto in Reims toscrisse i canoni in Trullo; Niceta
per regolare diversi punii di disci- che fu VII concilio generale; Co-
al
[»liua. Fu ovunque tenuto in gran- stanzo Vili; e Paolo al conci-
all'

ile venerazione, ed era stretto in liabolo di Fozio dopo la morte di


amistà coi jjrelati più ragguarde- s. Ignazio. Oriens christ. t. 1, p,
voli per virtù cbe allora vivevano. 660.
Finalmente, sfinito dalle faticbe e MODRUSCA o MODRUSA (Mo-
dalle macerazioni, morì verso Tan- drnssien). Città vescovile di Croazia
no 640, ai 12 di maggio, al qual militare, generalato a nove leghe
giorno è nominato nei martirolo- e mezza da Carlsladt, distretto rcg-
gio romano ed in altri. gimentario, sui versatoi occidentali
MODOJNE. Fedi Metona. del monte Capella. Conta più di
MODO VENA (s.). Irlandese di na- 1 3oo abitanti, ed un tempo era
scila, abbracciò la vita religiosa e visse capoluogo d' una contea dello stes-
molti anni con grande esemplarità. so nome. Modrusca fii detta anche
Passò quindi in Inghilterra verso l'an- Modrussa olini Tedi a slum , Me-
no 840, sottoregno di Etelwolfò,
il rusiuni e Corbavia , e nel iiB:>
il quale coQo&ceodoue la santità; le vi fu eretta una sede vescovile sul-
,

MOH MOH j
fraganeii di Spalalro . Nei primi nom^, formalo da una jxirlc del-

del secolo passato, il vescovato l'antica Polonia. Esso rinchiude una


di Modrusca fu dato in perpe- porzione dell' antica Lituania, ce-
tua amministrazione al vescovo di duta alla Russia nel 1772 nella
Segna (Vedi), egualmente del re- prima divisione della Polonia; si

gno di Croazia, e tuttora vi resta, formò nel 1778 e divise in dodici


essendo però le chiese di Segna e distretti. Mohilow si divide in quat-
Modrusca suffraganee dell' arcive- tro ampi rioni o quartieri; il pri-
scovo di Colocza, dopo essere state mo è quello del Castello, eretto so-
di quello di Lubiana per disposi- pra un'altura e cinto da bastioni
zione di Pio VI del 1788, e vi re- in terra; due altri quartieri forma-
starono fino al 1807. Vedasi il no la città propriamente detta, e
Fallato, Illyrici sacri t. IV, Mo- sono pure circondati da un bastio-
(Irussenses episcopi. ne; il quarto viene consideratp co-
MOGLENA. Sede vescovile di me un sobborgo. Le strade sono
Macedonia vicino a Castorio, sotto larghe e lastricate, e le case parte
la metropoli d' Acrida, nella dio- in pietra e parte in legno. Nel
cesi dell' lllira orientale, detta an- centro della città si osserva una
che Modonla. Ebbe per vescovi gran piazza ottagona, cinta da begli
INifo che fiorì a tempo degl' impe- edifizi in pietra, uno de' quali è il

ratori Andronico il vecchio e An- palazzo dell'arcivescovo greco-sci-


dronico il giovane; e Teodoreto smatico, che vi ha pure residenza,
che ne occupava la sede in quel altro è un bel
bazar in pietra. Si
secolo. Oricns chrisl. t. II, p. 218. contano parecchie chiese cattoliche
MOHADRA. Sede vescovile del- e greche, monasteri d' ambo sessi, i

la diocesi de' caldei nel Domersan, di greci e di un semi-


cattolici ;

e credesi sia Seered o Seert di nario greco, un ginnasio, due sina-


Mesopotamia, quindi eretta in me- goghe, sei case di carità, un ospe-
tropoli. Ne furono vescovi Giovan- dale, e molte concie da cui escono
ni, ed Elia che sottoscrisse la lettera bellissimi cuoi. Fa un considera-
del cattolico Elia a Paolo V, con bile commercio con Riga, Memel
questo titolo: Elia arcivescovo di Danzica e soprattutto con Odessa;
Sahert o Seert s egli si qualificò e vi si tengono molte fiere assai
pure arcivescovo di A mida nella frequentate. Gli abitanti ascendono
stessa lettera. Pare che la città di a più di 16,000, de' quali pili di
Mohadra non fosse lontana da A- 2000 sono ebrei. I dintorni pro-
mida. Orieiis clirist. t. H,
i324. p. ducono abbondanza buone frut-
in
MOHILOW (Mochilowien). Cit- ta. Mohilow si chiama pure Mo-
tà con residenza arcivescovile nella Jiileu o Mohilof, in latino Mohilo-
Russia europea
capoluogo di go-
, vìa seu Mogìlavia, capoluogo della
verno e di distretto, a i5o leghe Russia Bianca o piccola. S'ignora
da Pietroburgo, e 112 da Mosca, r epoca della fondazione di questa
sulla riva destra del Dnieper, do- città. Dopo avere appartenuto ai
minata da un forte castello. È re- principi russi sino al secolo XI li,
sidenza un governatore e delle
d' la principessa Giuliana la portò a
principali autorità del governo del- titolo di granduca di Li-
dote al
la provincia o governo del suo tuania Jagellone nel i38i, ed ap-
8 MOH MOH
parleone al palalinato di Vilebsk. se al re Augusto III il breve Fla-
Kel i58i ne' suoi dintorni avven- graniìssimiim^ de' 7 febbiaio, ed al-
ne un combattimento fra i russi la regina Maria il breve Tot tatti-
ed j polacchi. Nel 1609 Sigismon- que, de'4 giugno, ambedue riporta-
ilo Ili incominciò a farla fortifica- ti nel Ball, de prop. fide, Appen-
re. Lo czar Alessandro Mikliailo- dix t. II, p. 177 e 179, acciò si

vilcli ne fece la conquista nel i654, ripristinasse la sede vescovile sotto


Dia nei 1661 gli abitanti si solle- r amministrazione dell' arcivescovo
varono, trucidarono i russi, e con- di Polock, com* ebbe effetto. Il suc-
segnarono il loro capo al re Giovan- cessore Clemente XIII fece Giaso-
ni Casimiro. Nel 1707 gli svedesi ne Smogorzewski di Vilna arcive-
riportarono una completa vittoria scovo di rito greco di Polock o
sui russi. Dipoi Caterina II la riu- Polsko, non che vescovo d' Orsa,
nì al suo impero nel 1772, in con- Mohilow, Mscislaw e Witebsk. Sot-
seguenza della memorata divisione to il di lui pontificato con un trat-
del regno di Polonia. I francesi la tato che la Russia impose alla Po-
presero il 23 luglio 1812 dopo un lonia, i greci non uniti acquistaro-
ostinato combattimento. no medesimi diritti civili e reli-
i

La sede vescovile fu eretta nel giosi degli uniti cattolici, stabilen-


secolo XI li e fatta sufTraganea del do che le chiese dipendenti dal
metropolitano di Kiovia (Fedì), metropolitano di Kiovia apparte-
esarca della Russia. Tra i suoi ve- nessero per sempre alla chiesa gre-
scovi nomineremo Ilario o Ila rio- ca orientale. Tuttavolta l' arcive-
ne, che ionorano qual santo
russi scovo di Kiovia conservò il titolo
e ne celebrano la festa a* 21 ot- di metropolitano di tutta la^Russia.
tobre; e Silvestro che ne occupava Per la prima spartizione della
la sede nel 1622, come si ha dal Polonia essendo venute nelle mani
p. Le Quien, Oriens chrìst. t. I, p. della Russia le più belle porzioni
1288. In seguito il vescovato di delle diocesi di Vilna, di Kiovia,
Mohilow fu unito a quello di di Polock e della Livonia , cor-
Mscislaw e d'Orsa. Quindi con be- reva quindi strettissimo obbligo a
neplacito apostolico e decreto di Si- Caterina II imperatrice di erigere
gismondo Ili re di Polonia, dei un vescovato pe' novelli suoi sud-
22 marro 161 9, la sede di Mohi- diti, che ascendevano a 1,800,000.
low venne unita alla chiesa arci- In fatti ella a' 24 maggio 1774
vescovile di Polock, il cui arcive- innalzò la città di Mohilow a sede
scovo ne divenne amministratore. vescovile della Russia Rianca, acciò
Poscia invasa dalle armi de' russi, i suoi nuovi dominii e sudditi cat-
la cattedra di Mohilow fu usurpata tolici non dipendessero più dai ve-
da un vescovo scismatico, anzi il re scovi di Polonia, ed eziandio tutti
Federico Augusto II venne inganna- quelli che in allora facevano par-
to a nominarlo, ma poi illuminato te dell' universo impero, o al me-
dell'errore commesso, rivocò la nomi- desimo fossero in avvenire per nuo-
na, non essendo ciò compreso ne' patti ve conquiste riuniti, come osserva
fatti dal re con Pietro I czar di Rus- il p. Theiner filippino nelle Vicen-
sia. Benedetto XIV nel 1755 a van- de della chiesa cattolica di amen-
taggio de' cattolici di Mohilow scris- due i riti nella Polonia e nella
MOH MOH 9
Russia p. 1
3, 490 e seg. : questa mande alla santa Sede, ma il Papa
importante, opera fu tradotta in subodorando il mal talento dell'or-
francese dal eh. conte Monta- di goglioso prelato, si credette in do-
lembert, che vi premise una splen- vere di rigettarle.
dida prefazione. I sacerdoti addetti Caterina lì che avea conosciuto
alle chiese cattoliche di Pietrobur- quanto Stanislao fosse opportuno
go e Mosca, e il superiore delle
di per la meditata rovina della chiesa
missioni del Chersoneso Taurico cattolica, mettendo in non cale le
residente in Odessa, furono sotto- forti rimostranze del Pontefice, io
posti stabilmente e per espressa nominò con decreto de' 6 febbraio
deliberazione di Caterina II, alla 1782 alla sede di Mohilow, innal-
giurisdizione del metropolita Mohi- zata di suo capriccio ad arcivesco-
lowiense. 11 tristo Stanislao Sie- vato. In pari tempo gli assegnò a
strzencewicz di Bohusz, vicario ge- vescovo coadiutore il sacerdote Gio-
nerale di Vilna e vescovo di Mal- vanni Benislawski, della diocesi di
lo in partibusy primo sulla
salì il Livonia, ex gesuita, uomo per sìn-
cattedra Mohilowiense, benché vi- golar pietà commendevole, e cano-
vesse 1' antico suo pastore Smogor- nico primicerio di Polock o Polo-
zewski arcivescovo di Polock già sko. Indi r imperatrice stimolò con
mentovato. Stanislao era nato nel calde lettere il Papa a voler con-
lySi Zabludow diocesi di Vilna,
in fermare i provvedimenti da lei pre-
discendeva da una famiglia prote- si, ed inviare il pallio al nomina-
stante, e in gioventù abbracciò la to arcivescovo, amplificando i van-
professione delle armi. In breve di- taggi che perciò sarebbero derivati
venne officiale in un reggimento prus- alla propagazione della fede catto-
siano. Avendo conosciuto il princi- lica nelle Russie, esecondo il No-
pe Massalaski, vescovo di Vilna, que- vaes Caterina li spedi a Roma per
sto prelato lo determinò a farsi cat- le analoghe trattative lo stesso Gio-
tolico e ad abbracciare eziandio lo vanni, che vi si trattenne ^1 giorni,
stato ecclesiastico, assegnandogli un ed ottenne da Pio VI l* approva-
ricco canonicato nella sua cattedra- zione de' Gesuiti (Vedi) nei suoi
le, e l'ordinò prete nel 1762; in- stati, al modo detto a quell'articolo.
didivenne vescovo e vicario, ed il eh. 11 p. Theiner chiama Giovanni am-
cav. Artaud, nella Storia di Leone basciatore straordinario di Cate-
XII, t. Ili, cap. XLV, lo chiama rina Il presso la santa Sede. Pio
vicario apostolico della Russia Bian- VI agli II gennaio 1783 gli ri-

ca. Stanislao intollerante di freno spose colla lettera. Non potiamo^


alla sua autorità, si mise a lusin- presso il citato
p. 268, in
Bull.
gare e sollecitare Caterina II, ad cui gli esternò suo dolore per le
il

impetrare da Pio VI privilegi am- dichiarazioni fatte ai nunzi di Var-


plissimi, giurisdizione su tutti i cat- savia e di Vienna, cioè di voler pri-
tolici latini delle Russie e la so- vare i cattolici degl' imperiali do-
spirata dignità di metropolita. L' im- minii di sua protezione, se non si

peratricevolendo anche intercetta- concedeva subito e senza restrizio-


re ogni maniera di comunicazione ne il pallio a monsignor Siestrzcn-
dei vescovi polacchi coi cattolici cewicz, e non si erigeva la chiesa
della Russia Bianco, ne fece le do- di Mohilow in arcivescovato, con
10 MOH MOH
dargli in coadiutore il canonico Ialinie de* greci cattolici, e di da-
Benislawski. Dichiarò clie mai erasi re all'imperatrice campo di dilfon-
a ciò ricusato, ma solo doversi pri- dorè le sue beneficenze sopra gli

ma da Stanislao risarcire alle of- uni e gli altri. Quindi Pio VI af-
fese u lui fatte, nell' insulto recato fidò questa importante missione a
ul decoro in un manda-
pontificio monsignor Archetti arcivescovo di
mento da esso pubblicato; e che Culcedonia, nunzio alla corte di
plausibile anzi eragli stata la do- Varsavia, commettendogli poteri i

manda di darsi ai cattolici di Po- di legato apostolico col breve O-


lock un vescovo del loro rito lati- nevosa pasloralis offìcii ciira^ dei
no, in luogo di monsign. Smogor- i5 lySS, presso il menlo-
aprile
lewski , acciò come coli* imperiai vaio Bull. p. 270, venendo ezian-
disposizione l'aveano i latini di Mo- dio riportato nel Bull. Boni. Con-
bilow, lo avessero i greci di Po- tinuatio t. VII, p. 122. Con que-
lock ancora. Conchiuse, che rimel- sto breve lo deputò legato ponti-
lendo per riguardo all'imperatrice ficio all'imperatrice delle Russie,
e pel bene del catlolicismo ogni per erigere l'arcivescovato di Mo-
ingiuria recatagli dal vescovo di hilow di rito latino, la chiesa in
Mallo, era pronto erigere in arci- metropolitana con capitolo e semi-
vescovile la chiesa di Mohilow, e nario, eleggerne T arcivescovo, con-
costituirvi a primo arcivescovo lo ferirgli il pallio, con indulto onde
stesso prelato e decorarlo del pai- fosse preceduto dalla croce, e desti-
lio, con dargli per coadiutore il nare il suffiagaiieo con futura suc-
Benislawski; e siccome il nuovo cessione; dovendosi in lutto il nun-
arcivescovo dovea essere cattolico, zio apostolico regolare scrupolosa-
come anche l' imperatrice lo bra- niente secondo i decreti pontificii,
mava, essere necessario che la nuo- i sacri canoni, ed il concilio di
va cattedra venisse stabilita sulle Trento.
regole della chiesa cattolica e con Nella medesima lettera apostoli-
dipendenza del suo capo, e per ca Pio VI innalzando la prowiso-
tutlo eseguire essere nella determi- ria sede vescovile di Mohilow ad
nazione di spedirle un pontificio mi- arcivescovato, e la cattedrale dedi-
nistro colle necessarie facoltà, per cata alla Beala Vergine in chiesa
contentarla in ogni parte, salve le arcivescovile, 1' arricchì di tutti i

massime della cattolica chiesa ro- privilegi e diritti delle melropoli-


maua. Terminò Pio VI la lettera tane latine, perchè dovea compren-
con rinnovare a Caterina II la dere la sua giurisdizione tutte le
supplica di permettergli creare un chiese cattoliche Ialine presenti e
vescovo pei greci, ai quali poteva future dell'impero russo. Conosce-
essere più utile, che un concistoro va il Pontefice essere cosa peri-
provvisionale, incoi niuno di quel- gliosa il ampia ester-
concedere si

li che lo componevano sapeva far minata giurisdizione ad una sola


sue tutte quelle cure che fa un sede, attese massimamente le qua-
pastore che non deve
principale, lità personali del metropolita, peroc-
dividerle con altri; e finalmente di che infrenò la concessione con con-
non aver egli altra mira, che di cedere all'arcivescovo piena giuris-
compiere ai doveri di padre dei dizione ordinaria su lutti i catto-
MOH M OH I r

liei Ialini della diocesi Molillowien- di legalo a Pietroburgo, ove ven-


se, e delegala su tulli i callolici ne accolto dall' imperatrice assai o-
dell' impero e delle colonie russe, norifìcamenle. Ebbe il i5 luglio
perciò revocabile; riserbandosi di pubblica udienza^ presenti il consi-
poter istiluire in miglior congiunlur glio di slato, gli ambasciatori di
ra allri vescovali Ialini nella Rus- vari polenlali europei, ed al bel
sia, lasciando intalla la libertà alla complimento che fece all'impera-
Sede apostolica di dispone allri- trice, ricevè risposta cortese. Indi
inenli,con cpieste parole: Quo adus- Caterina II per decreto de' i4 no-
que altera nohis alios catholicos epi- vembre 1783 ratificò la fondazio-
scopos dcputandi se se offtrat oc- ne dell'arcivescovato Mohilow,
di
cash, ac donec aliter per liane a- e la nomina di Stanislao ad arci-
poslolicam sederà fuerit dispositum. vescovo della medesima sede, rin-
Ad ovviare agi' inconvenienti che novando le stesse ordinazioni con-
infallantemente sarebbero nati nel- tenute nel riferito decreto di ere-
l'esercizio di una potestà smodata, zione. II nunzio apostolico con let-
quale la bramava Caterina li con tera circolare degli 8 dicembre e-
smisurala giurisdizione spirituale, seguì quanto eragli stato commes-
osserva ilTbeiner die
lodato p. so: dichiarò la città di Mohilow
Pio VI nella medesima bolla d'isti- sede arcivescovile, assegnò a catte-
tuzione significò il desiderio ch'egli drale la bella e vasta chiesa del-
aveva di creare due vescovi Ialini, l' Assunzione, che fu già de'carme-
uno in Pietroburgo o in Mosca litani dell'antica osservanza, e l'at-
capitali dell'impero, l'altro in O- tiguo convento a seminario; prov-
dessa città e porto della Russia ;
vide alla fondazione del capitolo e
il che avea doppio fine, di strin- del concistoro, e nominò a varie
gere i cattolici dispersi nell'interno dignità. Pubblicò poscia il io o i3
della Russia e nelle colonie asiali- dicembre dello slesso anno la tras-
jjhe, e far rivivere col vescovato di lazione di Stanislao Sicstrzence-
Odessa chiesa di Gaffa [l'aedi),
la wicz alla sede arcivescovile Mohi-
Teodosia [Vedi) fondata da
l'antica lowiense da quella di Mallo, e gli
Giovanni XXll li 25 febbraio i 322, statuti nuovo capitolo metro-
del
la quale comprendeva tulio il pae- politano. Quindi a' 7 o 18 gennaio
se e la Va-
posto tra la Bulgaria j 784 consegnò al nuovo arcive-
lachia da una parie, e dall'altra scovo il sacro pallio nella chiesa
il mar Nero e le provi ncie russe. latina de' cappuccini di Pietrobur-
Avendo cooperalo all'istituzione go, che li 26 ottobre del prece-
dell' arcivescovato il cardinal An- dente anno avea consagrala ( il No-
louelli prefetto di propaganda, poi vaes aggiunge, coli' intervento del
l'imperatrice gli mandò in dono granduca Paolo I e sua sposa, che
una superba croce vescovile di bril- regalarono al nunzio una croce ve-
lanti. Ricevuto il prelato Archetti valore di 80,000 rubli,
scovile del
il memoralo breve, le lettere d' i- una superba pelliccia, con lettera
struzioni, ed il breve che dovea commendatizia pel Papa acciò lo
consegnare all' imperatrice, ai primi creasse cardinale, come fece ad onta
di giugno si congedò dalla corte dell'opposizione di alcune corti; in-
di Varsavia per recarsi in ollìzio oltre dice il Novaes che il nunzio
12 MOH MOH
in delta cìiiesa \ì consacrò un ar- per suffraga lieo il canonico Gior-
civescovo e tre vescovi ). Assiste* gio Paolowski col titolo di vesco-
rono alla solenne religiosa cerimo- vo d' Atalia iVi partibus^ il quale
nia, non più veduta nella capitale essendo slato nominato per decre-
della Russia, i primi personaggi to imperiale nel dicembre 1780 a
dello stato, il corpo diplomatico, sufftaganeo della Russia Bianca, fu
numerosissimo clero, i più ragguar- costretto risiedere negli stati russi.
devoli prelati della chiesa cattolica Stanislao avido d'accrescere l'e-
ed anche della russa, e secondo il stensione di sua autorità, per gli

Novaes, Caterina II con 1' impe- uffizi dell' imperatrice strappò ai

riale famiglia. Il nunzio pronunziò nunzio la facoltà di poter decide-


una commovente allocuzione, in re le cause di divorzio, senza che
cui magnificata la protezione della v'intervenisse l'opera dell'avvoca-
chiesa cattolica latina, esortò l'ar- to difensore de' matrimoni , voluto
civescovo air adempimento esatto dalla bolla Dei miseraliane ^ dì Be-
de' suoi doveri verso il supremo nedetto XIV. Il nunzio si lasciò
pastore della chiesa cattolica, e ver- piegare a concedere sì esorbitante
so la generosa protettrice della me- potere ad un uomo che ne fece il
desima, esprimendo il vivo deside- più detestabile abuso. Egli stesso si
rio di vedere finalmente la riunio- adoperò perchè Caterina II con-
ne della chiesa russa con la catto- sentisse con decreto del maggio
lica. 1784 al medesimo arcivescovo il
Inoltre monsignor Archetti si fe- poter chiamare sacerdoti forastieri

ce prestare dall' arcivescovo il con- per impiegarli nelle missioni di


sueto giuramento di fedeltà e d'ob- Pietroburgo, di Mosca, Riga, Reval
bedienza alla santa Sede, dichiaran- ed altre città, previo il giuramento

do che ad esso, come a suo nuo- di fedeltà ed obbedienza all' impe-


vo e naturai pastore, restava affi- ratrice, alle leggi dell' impero e ai
data la cura del cattolico gregge magistrati locali, ma restò loro li-

sparso nelle ampie provincie russe bero di uscire a talento dagli stati
dell' Europa e dell' Asia, che allora imperiali. Caterina II ebbe cura
poteva ascendere a tre milioni di che si confermassero i suoi editti

anime, come afferma Novaes, che intorno a' sacerdoti forastieri, e che
nota essersene poi raddoppiato il tutti gli armeni cattolici de' suoi
numero. Dipoi a' 3 o 8 febbraio il stati, i quali ascendevano al nu-
nunzio consacrò in vescovo di Ga- mero di settantamila, fossero sog-
dara in partibiis e coadiutore del- getti alla giurisdizione del metro-
l' arcivescovo l' egregio Giovanni politano cattolico Ialino di Mohi-
Benislawski. Furono presenti al so- ìow, ordinando che questi si prov-
lenne rito i più distinti uffìziali vedesse di sacerdoti presi dalla na-
della corte e sette ministri diplo- zione loro, e nati ne' dominii im-
matici : la pia consorte del celebre periali, si fondassero le scuole ne-
cancelliere di Polonia Giovanni cessarie perl'ammaestramento della
Borka fornì i sacri abiti per i' ar- gioventù, e frattanto si mandassero
civescovo e pel coadiutore di Mo- due giovani armeni al collegio di
hilow. Riuscì ad un tempo al nun- Leopoli negli slati dell' imperatore
zio di dare al vescovo di Livonia de' romani, acciocché vi venissero
MOH MOH i3
educati nelle lettere a spese del- messe giurate alla santa Sede ed
l'erario del governo. Diresse poi ai suoi sudditi cattolici, riguardanti
nel marzo 1784 un decreto al con- il mantenimento della religione lo-
te Giovanni Andrea Ostermann, ro. Stanislao seppe scaltramente va-
con cui tornò ad approvare tutto lersi dello sbaglio commesso dal
l'operato del nunzio apostolico per nunzio nel decreto di dicembre 1 783,
lo stabilimento dell' arcivescovato in cui avea tralasciata la savia di-
Mohilowiense. Vedendo Caterina li stinzione usata da Pio VI nella
e ormai paghe le loro
Stanislao bolla di fondazione dell' arcivesco-
mire, temendo però che venissero vato Mohilowiense di giurisdizione
gli ulteriori loro disegni guastati ordinaria e delegata, restrizione che
dalla presenza del nunzio, si stu- non piaceva all'ambizioso prelato,
diarono di impe-
allontanarlo, e l' perchè opponevasi all' assoluto do-
ratrice commise al principe Jusu- minio cui aspirava. Laonde non
pow suo ambasciatore a Torino di considerando la pontificia bolla, si
recarsi a Roma e chiedere pel nun- attenne al decreto di sua traslazio-
zio il cardinalato, che Pio VI gli ne, fatto dal nunzio, in cui per in-
concèsse nel settembre, richiaman- avvertenza era stata ommessa la
dolo da Pietroburgo. Intanto con- detta limitazione. Quindi spacciossi
servando Caterina li i gesuiti nei ordinario di tutte le Russie, chia-
suoi slati, il loro vicario generale mando quel vastissimo impero sua
stabilì la sua residenza in Mohi- diocesi. Tentò ogni via per carpire
low, ove si aprì un noviziato. dalla Sede apostolica sì estesa giu-
Seguitando l'imperatrice con fal- risdizione ; e per apparirne investi-
se promesse ad allucinar i cattolici to, almeno presso 1' imperatrice,
de' suoi stati, rinnovò nel 21 apri- pubblicò nel 1790 per le stampe
le o 3 maggio 1785 il famoso e- tutti gli atti deli' erezione dell* ar-
ditto di tolleranza del 1763 a prò civescovato Mohilovriense, passando
di tutte le comunioni cristiane stan- sotto silenzio il breve di Pio VI a
ziale neir impero russo, compresi Caterina lì, e l' nun-
istruzione al
eziandio i cattolici latini, a'quali fu zio, in cui r accennata condizione
consentito fabbricar in pietra chiese era esplicitamente espressa. Corren-
con campanili, che prima sol di legno do il marzo 1792, fu fatto vesco-
potevano fare e tanto essa, quanto
: vo di Calamata in partibus e suffra-
il figlio e successore Paolo I in va- ganeo di Stanislao, il basiliano Adria-
ri trattati di alleanza e di com- no Butlrimowicz. Nel 1793 pel se-
mercio co' potentati cattolici d' Eu- condo spartimento della Polonia
ropa, guarentirono il libero eserci- acquistò la Russia cinque vescovati
zio del culto divino a tutti i fora- latini, cioè di Livonia, di Vilna, di
stieri che professassero la cattolica Luck, di Kiovia e di Camieniecz,
religione. Caterina lì messasi quin- ciascun de' quali avea due suffra-
di d' accordo con Siestrzencewicz gane ed anche tre. E quando Ca-
condusse le cose de' cattolici a suo terina li nel 1795 pel terzo smem-
modo. Questo arcivescovo non ebbe bramento si vide padrona della mi-
in verun rispetto ne i diritti, ne i sera Polonia, a visiera alzata si mi-

canoni della Chiesa, e l'imperatrice se a sfogare il suo cattivo animo


pigliavasi giuoco delle solenni pro- contro la chiesa cattolica latina,
i4 MOH MOH
siccome avea fatto colla rutena, an. coscienza di riparare i danni, con
co con abolir la metropoli di Kio- che sua madre avea afflitta la chie-
ì?ia, onde ridurre i greci-uniti alla sa cattolica latina, e secondò ge-
chiesa russa. Violò la parola data nerosamente le sollecitudini della
ne' trattati della divisione della [Po- santa Sede a risarcimento della
lonia, di conservare intatto lo sta- medesima. Ammiratore personale
lo della chiesa cattolica di ambedue di Pio VI, gli chiese un nun-
i riti; annullò le nominate sedi ve- zio per ricomporre le cose della
scovili, tranne quella di Livonia, i chiesa latina e rutena. Il Papa vi
cui beni e <{uelli de' capitoli, semi- mandò per delegalo apostolico ed
nari ed altri luoghi pii, parte in- oratore il prelato Lilla arcivescovo
camerò e parte diede in dono ai di Tebe, già nunzio apostolico di
suoi generali ed altri ufliziali dello Varsavia, il quale giunse nel 1797
stalo. Eresse invece di proprio la- in Pietroburgo, e col suo zelo re-
lento nel settembre 179^ due ve- staurò la chiesa rutena della me-
scovati latini, uno in Pinsk, l'altro tropoli di Kiovia e di tutte le se-
a Tatitschew, ove il rito latino non di vescovili abolite ai greci-uniti
era conosciuto, nominando alla pri- da Caterina II. Indi presentò al-
ma sede Gaspare Casimiro Cieci- l'imperatore parlicolarizzalo memo-
scowski vescovo di Kiovia, e alla riale con gli opportuni documenti
Reconda destinò l'indegno Siera- intorno alle sofferte perdile della
kowski vescovo di Prosa in parli' chiesa latina, chiedendo in nome
hiiSy il quale si era usurpata T am- di Pio VI che le annullate sedi
hìinislrazione del vescovato di Ca- vescovili fossero reintegrale, i ve-
mieniecz, scacciatone armata mano scovi riavessero le loro chiese, di-
da Caterina II il legittimo coa- ritti e privilegi; i beni ecclesiastici
diutore Dembrowski. I vescovi coi appartenenti alle mense vescovili, ai
suifraganei levati dalle loro sedi, capitoli, seminari, conventi, ed al-
spoglialianco delle rendite, ebbero tri luoghi pii si restituissero, e gli

tenuissima annua provvisione; e sic- ordini religiosi potessero ritornare


come avea l* imperatrice assogget- a' loro chiostri, la cui disciplina e
tate tutte le chiese rutene alla so- indipendenza fossero intangibili sen-
la gijuisdizione dell'arcivescovo ru- xa previa approvazione della santa
teno di Polock, così volle che tut- Sede. Paolo 1 consentì al ristabili-
te le latine dipendessero dall' arci- mento de' vescovati di Luck, di
Tescovo Mohilowiense. Per lo che Vilna e di Camieniecz, all' annulla-
Siestrzencewicz toccò lo scopo dèl- zione delle due sedi di Pinsk e di
ie ardenti sue brame, vedendosi co- Tatitschew, ed all'espulsione da Ca-
munque si fosse in possesso di or- mieniecz dell'intruso arcivescovo Sie-
dinario di tutte le chiese latine rakowski. Fu conservato il vescova-
della Russia, colorendo, siccome l'im- to di Livonia sotto il titolo diSamo-
peratrice, siffatta usurpazione, col gizia ; quel di Kiovia non potè es-
decreto di monsignor Archetti. sere rimesso per quelle stesse ca-
A salvamento delia chiesa latina, gioni che si contrapposero al ri-
la Provvidenza nel 1796 tolse dal stabi I mento della metropoli greco-
mondo- Caterina II, e l'imperatore unita di RioviaHalicz, se non che
l*aolo I umauo e giusto, si recò a r imperatore permise la creazione
MOH MOH i5
del vescovato di Minsk. I beni ec- Kiovia neir Ukrania, dì Pietrobur-
elesiastici solo in parte furono re- go neiringria, della Moscovia e
stituiti, essendo stati gli alili uggiti- Livonia, di Saralow e di Astracan
dicali alla corona, o donati a pub- neir Asia, lìnaUnenle delia Tauride
blici uHìziali. Con rigoroso bando nella Crimea. Ebbe inoltre due suf-
vietò riniperatore che in avveni- fraganei ed altrettanti coadiutori
re i beni tli tal sorte si alienasse- con titoli di vescovi in parlihiis j
ro, e promise d' indennizzare il cle- a' primi fu conceduto il diritto di
ro per le sostenute perdile con de- futura successione , al metropoli-
coroso assegnanienlo annuale. In ta furono assegnali diecimila rubli
quanto al clero regolare, si volle annui. Così ebbero circoscrizione
mantenuta l'ordinazione di Cate- le diocesi cattoliche latine nella
rina II, che andasse soggetto ai Piussia e nelle provincie russo-po-
vescovi, ai quali perciò venne com- lacche, e fu sistemala la gerarchia
partita peculiare e temporanea fa- della provincia ecclesiastica Mohilo-
coltà, quantunque l'ambizioso ar- wiense. I beni stabili del clero se-
civescovo di Mobilow non volesse colare delle sei mentovate diocesi
rimettere dell'arrogatasi giurisdi- erano valutali 1,157,870 rubli, e
zione sui medesimi. Parecchie del- quelli del clero regolare 2,175,357:
le reintegrale diocesi dipendevano il novero de'fedeli adulti ascendeva
dalla giurisdizione de'nietropoliti di circa a i, 635, 490. Per queste dispo-
Gnesiia e di Leopoli. ]Xcn polca sizioni dettate clalla giustizia di Pao-
conlinuare mescolanza
sifìatta di lo I, la chiesa cattolica latina risorse
giurisdizione, siccome conlraiia alla dalle sue rovine, come distesamen-
convenzione stipulala tra i Ire po- te racconta il p, Theiner nell' en-
tentati dividenti, la quale recava, comiala opera, lib. V, tlella chiesa
the uno stalo non potesse sull'al- cattolica latina in Polonia e nella
tro esercitare ninna maniera d'au- Russia.
torità. Perciò V ottimo legato o de- Tale riordinamento e provvedi-
legato apostolico Lilla intavolò ne- menti, e nuova circoscrizione delle
gijzinzioni con ambedue i nominali diocesi latine in Russia, effettualo
metropolitani, ed ottenne rinunzias- con concordato tra il pontificio le-
sero a questa parte di loro giuris- gato Lilla e Paolo I, fu ratificato
dizione. La chiesa Mohilowiense fu da Pio YI colla bolla Maxìmis
dichiarala metropoli, ed ebbe per undique pressi^ de' i5 dicembre
suifraganee le diocesi di "Vilna, di 1798, riportala negli Annali delle
Samogizia,e di Lucko Luceoria, che scienze religiose t. XIII, p. 289. U
aveano sino allora appartenuto al lodato p. Theiner dice che la bol-
metropolita di Gnesna, e quella di la fu emanala a' i5 novembre, e
Camieniecz già di spettanza alla monsignor Baldassarri a' 17. Questi
metropoli di Leopoli ; le fu altresì che ciò rileva nel t. IH della Re-
aggregato il vescovato di Minsk^ lazione de' patimenti di Pio Vl^ a
come richiedeail diritto. La me- p. i59 narra averla il Papa ema-
tropoli Mohilowiense comprese nel- nata essendo quasi prigioniero nella
la sua giurisdizione ordinaria e de- Certosa di Firenze, e che avendo
legala i governi di Mohilow e di l'imperatore richiesto di promove-
Witepks nella Russia Bianca, di re al cardinalato l'arcivescovo di
i6 MOU MOH
Mohiiow, Pio VI si scusò, clie tro- nire il breve di cui parla il Bal-
vandosi cardinali dispersi non po-
i dassari, a fronte di pazienti inda-
teva in modo alcuno adunar con- gini . Nel 1800 Siestrzencewicz fece
cistoro, nel quale elevarlo alla bra- stampare in Pietroburgo il concor-
mata dignità. » Ma volendo pur dato di Pio VI, in un a tutti gli

compiacere ali* imperatore più che atti imperiali relativi alla narrata
gli era possibile , fece spedire un circoscrizione diocesana della chiesa
breve, nel quale all'arcivescovo me- cattolica di rito latino nell'impe-
desimo concedeva di vestire al mo- ro russo. Aspirando sempre Sie-
do de'cardinali, portando porpori- strzencewicz a illimitata giurisdizio-
ne le calze, gli abiti, il berrettino, ne su tutta la chiesa cattolica dì
la berretta, ed anche il berrettone ambedue i riti nella Russia, seppe
(del berrettone insegna cardinalizia scaltramente servirsi della partenza
questa è la prima
che ne volta del legalo pontifìcio pel conclave di
leggo menzione, ma assolutamente Venezia, per iscemare l'autorità
dev'essere errore); e mi ricordo che de' vescovi da lui dipendenti, e con-
nel breve, il quale, secondo il con- centrarla in sé stesso. Però trasjni-
sueto, era latino, la parola berret- se a Paolo I il progetto d'istituire
tone fu scritta in italiano ". Il can. un tribunale ecclesiastico, il quale
Nodari, P'iuic Pont. p. 53 , si e- avesse a decidere in ultima istanza
sprime così. « Paulo I petenti, ut ar- tutti gli affari ecclesiastici di qual-
chiepiscopus civitalis Mohilow ad che momento delle sei diocesi lati-
cardinalatum eveheret, prudentissi- ne e delle tre greco-unite. Gli sta-
me respondit, sibi necesse esse so* tuti che dovevano reggerlo otten-
lemnem liane nominationem dilFerre nero approvazione nel dicembre
ob dispersum cardinalium colle- 1800 da Paolo I. A cagione della
gium, permiltere tamen archiepisco- morte di questo monarca avvenu-
po purpuratorum palrum uli insigni- ta nel maggio 1801, il figlio e suc-
bus". Il citato cav. Artaud p. 219 cessore Alessandro compì l'opera I

ancora, citando il dotto Nodari, dice del Mohilowiense, improntandola nel


che Pio VI permise all'arcivescovo novembre 1801 di nuova forma
di vestire gli abiti cardinalizi. Pro- con imperiai editto, che può chia-
cedendo in questa mia opera con marsi un compendio delle leggi
scrupolosa critica, quando dovetti di Caterina II a danno della chie-
fare 1' articolo Berrettino Cardina- sa cattolica, e distillato dall' am-
lizio, scrissi tuttavolta che Pio VI biziose pretensioni manifestate dal-
concesse agli arcivescovi pro-tempo- l'orgoglioso arcivescovo, a dispetto
re di Mohilow le vesti cardinalizie, de' replicati reclami pontifìcii. Si
ma che gli vietò anzi 1'
uso del chiamò il tribunale dapprima con-
berrettino rosso; tale essendo il ri- cistoro ecclesiasticoromanocattolico-
sultato delle molte ricerche che su universale, e in appresso collegio
ciò feci. Perciò non pare credibile della chiesa romana-cattolica, la cui
l'uso del berrettone o berretta car- ampia autorità descrive il p. Thei-
dinalizia, essendo questa una delle ner a p. , 5io e seg. presieduto
principali insegne cardinalizie, e l'im- dal metropolita con titolo di presi-
pone il Papa o chi delega, con for- dente nato.
malità. Non mi è riuscito rinve- Essendo gli statuii di questo col-
,

MOII
legio un mischio di contraddizioni risdizione su tutti i conventi dei
e di sfrenatezze contro le sante leg- monaci e de regolari e contro il ;

gi della Chiesa, i vescovi delle cin- nunzio perché avea compito le co-
que diocesi Ialine si unirono al se del predecessore nel ristabilimen-
nuovo nunzio apostolico Arezzo ar- to della metropoli rutena, e restau-
civescovo di Seleucia, e adope-
si rato l'ordine de' basiliani, e con
rarono energicamente per convin- calunnie lo fece disamicare dall'im-
cere il metropolita della mostruosi- peratore. questo a conce
Indusse
tà dell'istituito tribunale, e farlo dergli che giustamente gli avea
ciò
saiontare dalla sacrilega presunzio- negalo Pio VII, nell'agosto i8o4, co-
ne, con che arrogavasi il primato stringendo ancora il nunzio ad acco-
della Chiesa nelle Russie, e ne ma- miatarsi dalla corte di Pietroburgo;
riometleva le sacrosante leggi e la quindi recossi in mano le redini di
libertà, ma V empio prelato crebbe tutta la chiesa cattolica nella Rus-
in vece nell'ardire. Elesse a com- sia, dominandola da assoluto pa-
ponenti del collegio uomini scostu- drone. Non contento di aver posto
mali, senza coscienza e religione, sossopra la chiesa cattolica latina
e ne cacciò con pretesti che man- e rutena, volle rovinare eziandio
tenessero corrispondenza con Roma quella cattolica di rito armeno, di-
il proprio suifraganeo Benislawski chiarandosi amico e protettore di
e l'illustre preposto mitrato di Mo- tutti i malvagi ecclesiastici. Per
hilow Biskowski : fra quelli che vi morte dell' ottimo Andrea Cholio-
sostituì vi fu il proprio fratello neski, già rettore di s. Stanislao
Luigi calvinista. Autorizzando per de' polacchi di Roma, poi suffraga-
avarizia divorzi, prodigalizzando se- ne© di Camieniecz, gli sostituì un
colarizzazioni ai religiosi, proteg- prete armeno, facendogli conferire
gendo gli sfratati piìi abbietti, con- il carattere episcopale dall'arcive-
tro Siestrzencewicz ricorse all' im- scovo armeno di Leopoli, affinchè
peratore nel i8o4 Giedroyic vesco- potesse esercitare giurisdizione ve-
vo di Samogizia a nome degli al- armeni dell'im-
scovile su tutti gli
tri vescovi della metropoli Muhilo- pero russo. Questa ripugnante me-
wiense, per l'insopportabile abuso scolanza di due riti non piacque
che faceva della triplice autorità all' imperatore, che perciò entrò in
di arcivescovo, di metropolita e di trattative con Pio VU, il quale con
presidente del collegio, con gravis- breve de' 28 marzo 1809 nominò
simo danno della chiesa cattolica. a vicario apostolico di tutti gli

Riconobbe Alessandro I la giustizia armeni cattolici Giu-


delle Russie,
di tali suppliche^ e pei caldi uffizi seppe Krzistofowicz vescovo di Ar-
del nunzio promise di esaudirle; ze in parlibus^ consecrato dall' ar-
ma riuscì alT arcivescovo di render civescovo di Leopoli, e la diocesi

sospetti air imperatore i vescovi e di Camieniecz fu provveduta di pa-


il nunzio, persuadendolo che la chie- store latino.
sta riforma del collegio mirava a Siestizencewicz largamente pro-
distruggere le leggi dell' impero ; lesse lu società biblica per dissemi-
itali sfogò il mal animo con-
suo narvi le corrette versioni, passata
tro la Sede apostolica, per non a- dall' Inghilterra in Russia nel i8o4,
ver conseguito V estensione di giu' promovcndola con iniquissima cir-

VOL. XLVIvv
i8 MOH MOH
colare onde poi fu altamente rim-
; 11 Artaud racconta, che pub-
cav.
proverato da Pio VII a*i3 settem- blicò la storia della Crimeu, da
bre 1816, e l'imperatore Uovaiido esso visitata due volle, ed uu com-
giusto il reclamo gli die la più pendio di ricerche sloriche sidl'ori-
gran pubblicità, ordinando ai bi- gine degli slavi ; che fu aggregato
blici di allontanarsi dalla Russia. a diverse società scientifiche e let-
In vece Papa ricolmò di
il elogi terarie, e che prese a cuore il pro-
i' arcivescovo di Gnesna ed i ve- gresso delle scienze e la coltu-
scovi di Polonia, per aver impedi- ra delle arti. Il Bossard pubbli-
to ai bìblici stabilirsi nelle loro cò a Parigi una raccolta di do-
diocesi. Nel 1814 era morto il coa- cumenti sull'arcivescovato di Mo-
diutore di Mohilow Benislawski, hilow. Occupò la di lui sede il re-
prelato ragguardevolissimo che col- ligiosissimo vescovo di Luck o Lu-
le stie zelanti sollecitudini egregia- ceoria e Zylomeritz Gaspare Casi-
mente suppliva all'assenza del me- miro Colonna Cieciszowski della
tropolitano, a cui disgraziatamente diocesi di Poseo, che nel 1798
non fu dato successore; l'immen- (la Riovia era slato traslalo a Luck,
sa giurisdizione del Mohilowiense vecchio venerando d'anni 84- Suo
fu quindi accresciuta colla vasta malgrado venne nominalo metropo-
diocesi di Vilna, che avea quattro lita per decreto imperiale del mar-

escovi sufFraganei, perchè se gliene zo 1827, e per breve di Leone


affidò l'amministrazione. Nel
18 15 Xll de'23 giugno 1828 ottenne
divenne sufFraganeo di Riovia Va- l'approvazione pontifìcia. M regnan-
leriano Enrico Kamankia di Mohi- te Nicolò I, dice nel decreto, che
low, vescovo di Alberta in parli- lo innalzava alla dignità d'arcive-
bus j e suffraganeo di Mohilow scovo metropolitano delle chiese
Mattia Paolo Mozdzeniewski di Cra- cattoliche in Russia,, gli conserva-
covia, vescovo di Acone in parti- va la sede di Luck, e lo dispensa-
bus. Nel 18 16 Siestrzencewicz con- va dall' obbligo di presiedere al
cepì il disegno d' una riunione dei collegio ecclesiastico cattolico, fin-
greci e cattolici : egli avrebbe vo- che la sua salute non gli permet-
luto vedersi creato patriarca dal teva di recarsi a Pietroburgo, Pro-
Papa, per operare piìi francamente seguì a dimorare in Luck quale
vuia compiuta oppressione del calto- amministratore della diocesi. Per
licismo nella Russia, su di che il car- lo slesso breve gli venne dato a
dinal Consalvi nel 1824 richiamò coadiutore con futura successione a
'attenzione di Leone XI 1, come ri tal chiesa Michele Piwnick vescovo
ferisce il cav. Artaud. A sollievo di Ramata in parlibiis, il quale
della chiesa cattolica delle provin prese a far le veci del metropo-
eie polacco- russe, mori il metro- litano nel governo di Mohilow, e
polita Stanislao, che per 54 anni nella presidenza del collegio catto-
n'era stalo il flagello, facendo la sua lico Ialino di Pielroburgo. Inoltre
ordinaria residenza in Pietroburgo, Leone XII con altro breve dello
tenendo tre suffraganti, uno a Mo- stesso giorno nominò sulfraganeo
hilow, V altro a Riovia, il terzo di Mohilow Gioachino Grabowscki
njoosignor Cipriano Odynice vesco- di Visne, della diocesi Mohilowien-
vo d* ]|)pona in paitibiis a Polock. se, e vescovo di Auioria in parti-
,

MOH MOH 19
luSj essendo arcidiacono della me- compiti gli studi in una università
tropolitana e rellore della chiesa impero
dell' oltrepassasse venticin-
,

parrocchiale Zevinogrodense. que anni d'età, avesse sostituito al-


Cieciszowski fu il solo vescovo tri nell'esercizio militare, fosse au-
della metropolitana Moliilowiense ,
torizzato dal ministro dei culti , e
che non si lasciò trascinare dai pra- non sborsasse lire seicento a bene-
vi esempi dello sciagurato Stanislao fìcio del clero scismatico di sua pro-
Siestrzencewicz. Egli nel suo lungo vincia. Con editto imperiale del 1829
episcopato nella propria diocesi op- furono chiusi tutti noviziati, e de- i

pose con petto forte e zelo aposto- terminato il numero de' seminari-
lico, insormontabile diga all'infezio- sti per ciascuna diocesi. Nel i83o
ne contagiosa de' perniciosi divorzi, peggiorarono le cose della chiesa
perchè agli occhi di Stanislao il ma- cattolica, poiché per deplorabile ac-
trimonio avea cessato di essere sa- eiecamenlo della diela imperiale di
cramento radicandosi lo scandalo
, Varsavia vennero rigettati consi- i

con tanta saldezza anche nelle dio- gli de' vescovi per eliminar i di-

cesi suffraganee, che in quella di vorzi, e ritornare le cause matri-


Minsko da ultimo ancora succede moniali al diiitfo della Chiesa, e
vano da due a trecento divorzi ,
l'imperatore lasciò a' tribunali ci-

talché era difficile il trovarvi un vili la definizione dello scioglimen-


matrimonio in cui 1' una o l'altra to de' maritaggi : indarno i vesco-
parte non fosse slata prosciolta da vi di Podlachia e Cracovia viril-

\\n maritaggio antecedente ; e però mente si opposero alla violazione


Leone XII più volte coi»fortò il nuo- de' diritti ecclesiastici, anzi si fecero
To metropolita a procedere col me- partir da Varsavia prima della
desimo fervore all'estirpazione della chiusura della dieta. Le vicende po-
rea e riprovevole usanza nelle al- litiche della Polonia nel i83o. fe-
tre cinque diocesi della metropoli , cero soprassedere al proseguimento
rammentandogli che Benedetto XIV delle riforme ecclesiastiche ; ma pa-
avea procurato lipararvi con tre co- reame sul finire del 1 83
cificatosi il r-,

stituzioni, quindi gli concesse la po- con maggior audacia si riprese la


testà necessaria per schiantare sì guerra contro la cattolica religione,
abbomine^le vizio. L'imperatore laonde l'anno i832 entrò funesto
IVicolò I sì mostrò contrario alia per la chiesa cattolica d'ambo i ri-

chiesa cattolica latina, come lo era ti. Si scagliò addosso alla Ialina sif-

colla rutena, e per impedirne l'in- fatta tempesta che la scosse dalle
cremento decretò 1828 che
nel basi, e se il braccio divino non ne
chiunque volesse entrare in un or- arrestava il furore, essa al par della
dine religioso dovesse chiederne al rutena cadeva sepolta nelle sue ro-
ministro del culto il permesso, che vine. Il disegno manifestato nel
mai concedevasi; così venne a pre- iBi8 di annullare tutti gl'istituti

pai'arsi la distruzione di tutti gl'i- religiosi, nel i832 si recò in ope-


stituti religiosi, che si effettuò nel ra, perchè le ricchezze di essi sti-

iSS*!. Si decretò ancoraché ninno molavano me-


l'altrui avidità : la

si ammettesse ne' seminari per cor- tropolitana di Mohilovr, non com-


rere la via ecclesiastica, se non pre- prese le case de' gesuiti, nel 1804
sentasse lettere di nobiltà , avesse possedeva parte nella Russia e par-
20 MOH MOH
te nelle proTiiicie polacche 3o5 mo- tore di Luck e Zytomeritz, non
nasteri d'uoniini , con 3468 reli- potere corrispondergli senza ordine
giosìj e 4' ^i donne, le quali ascen- del metropolitano. Essendo da tut-
devano a 590 ; tutto il valore dei ti conosciuta la saldezza della viriti
l)eni spettanti ai conventi era di del metropolita, chiamato sino dal
2,175,357 rubli d'argento, die da- 1798 l'apostolo della chiesa di Po^
vano l'annua rendita di 289,206 Ionia,- egli ricusò con grandezza di
scudi. Dipendevano dai mQdesimi animo prestarsi a sì pericoloso ni;-

conventi quali vassalli 122,018 uo- gozio. Oppose altresì resistenza l'am-

mini e donne. l*er riuscir nell'in- minislratore della diocesi di Mo.


tento si usarono col collegio eccle- hilow, il zelante prelato Szezit,
siastico cattolico latino maliziose e quantunque poi fosse condotto ai

false relazioni sul misero stato de- confini dell'impero, e inutilmente


gli istituti religiosi, e pel sedicente invocato dalle più vive suppliche
maggior ben utile della Chiesa se della Russia Bianca ; gli venne so-
ne domandò a nome dell' impera- stituito Kamionka o Ramankia sii-

tore l'abolizione de' superflui, poi- detto, ligio del governo, che
si mise

ché contro il vero si aifennò con d'accoido con Pawlowski. Laonde


esagerazioni non rispondere più al- de'3oo monasteri che nel i832
la uatura de' tempi , né all'utilità avea la metropoli Moli ilo wiense,
de' cattolici pel rilassamento della 202 furono chiusi, restandone aper-
disciplina, quindi doversi traslocare ti 98. In gran parte si venderono
i religiosi de' conventi soppressi in all'incanto, gli altri tenuti in conto
quelli che si conservavano ; facen- per santuari ceduti agli sci.s«natici,

dosi abuso della costituzione Inter fra* quali il celebratissimo di Poc-


plures jucundilalis , di Benedetto zojow nella Lituania, già de* ca-
XIV, che permise alla chiesa rute- maldolesi, seminario di santi e or-
na la riunione de'monasteri poveri. namento della chiesa polacca. L'a-
Dopo che l'imperatore approvò vea fondato il principe Boleslawski,
i* abolizione de' monasteri ritenuti uno de' più fervidi e degni disce-
superflui, il prelato Ignazio Lodo- poli di s. Romualdo, e perchè avea
vico Pawlowski vescovo di Megara, allevato cinque santiche col lori
fatto da Leone XII a* 23 giugno sangue fecondarono la iKhiésa Li-
1828, e suffraganeo di Raminieck, tuanense quando gemeva sotto il
preposto di quella cattedrale, e paganesimo, era riguardato prima-
rettore della chiesa parrocchiale rio monastero polacco dell'illustre
Dunaiowecense, come presidente del ordine. Simile disavventura colse al
collegio cattolico ecclesiastico latino, non men celebre pur camaldolese
il quale parve tenesse dietro alle presso Cracovia, a fronte delle pre-
orme di Siestrzencewicz, divulgò il ghiere de'cracoviesi per conservarlo.
decreto a tutti i vescovi della me- I quattro milioni di rubli d'argento
tropolitana di Mohilow, da' quali ricavati dai beni de* nìonasleri sop-
chiese ragguaglio dello stato dei pressi, che secondo le promesse do-
conventi, con cenno di quelli che veansi impiegare a vantaggio della
potessero annullarsi. Rispose il de- chiesa cattolica, vennero raccolti
gno Piwnicki coadiutore del vene- dal governo, e impiegati a vantag-
rando Cieciszowski ed amministra- gio degli scismatici. Quello che p'ù
MOH MOH 21
«li lullo (latineggiò la chiesa catto- Le violenze e artifizi usati dal
lica nelle provincie polacco russe, governo pervertimento de' greci
a
e nel reame stesso di Polonia, fu uniti, si adoperarono pure per tra-
il prescritto imperatore intor-
clnlT scinare allo scisma i cattolici latini,

no i matrimoni misti, con statuire a' quali anzi si fece aperta violen-
die nelle sei diocesi della metropo- za, per cui i latini sostennero come
li Moliilowiense, ove una delle parti i ruteni tratlamenti durissimi ed
contraenti professasse la fede russa, asprissimi mali per difesa della re-
la pjolc, non badando a divario di ligione, e si distinsero eroicamente
feesso, fosse battezzata ed allevata 800 cattolici dejla Podolia. Alcuni
nella medesima fede scismatica. La dettagli si leggono nel lodato p.
j
este dei matrimoni misti non s'insi- Theiner, come il divieto di comu-
nuò tra' russi,se non dopo la metà nicazione tra' cattolici greci e la-

del secolo XVI II, in cui avevano preso lini nelle cose sacre, ed altresì ai

piede le massirne irreligiose. L' im- fedeli del medesimo rito apparte-
peratore inoltre decretò che i ma- nenti a diverse parrocchie, e di-
trimoni misli benedelli da' sacerdo- versi altri decreti tulli in danno
ti cattolici sì latini che greci, sia- de'cattolici latini. Pei' attirare allo
no riputati nulli sinché non ven- scisma que' sacerdoti che conduce-
gano benedetti da un sacerdote rus- vano vita secolaresca e rilassata,
so. Questa legge fu estesa a tutti il governo loro permise prender mo-
i russi addetti alla milizia, che nel- glie appena si dichiaravano scisma-
le Provincie polacco-russe e nel tici, perdonando loro qualunque
ducato di Finlandia contraessero turpitudine e delitto. Nel gennaio
ttìalrimonio co' cattolici e prote- 1839 altro editto imperiale annun-
.slanti ; poscia venne resa universa- ziò ai cattolici condannali al remo,
le senza eccezioni in tulte le pro- alle miniere, ed altri lavori pub-
vincie polacco russe, senza più ba- blici per omicidi i ed allri delitti ,

dare i trattali stipulali in favore che sarebbero assoluti se abbrac-


de' polacchi, ed i giuramenti fatti ciassero lo scisma, coniandosi me-
nel i8i5 da Alessandro I nel da- daglia onorifica di Anna, per ap- s.

le la costituzione al regno di Po- pendersi loro in petto con nastro


lonia, di conservare cioè alla reli- celeste. Fra tanti argomenti chei

gione cattolica inlieramente i pri- il p. Theiner riporta, onde il go-


vilegi e le libertà ecclesiastiche e verno russo combatte la chiesa cat-
civili. Finalmente la fatale legge tolica latina, parla deli' invito fatto
sui matrimoni misti nel i834 si nei 1840 a tutti i vescovi latini
rene comune al reame di Polonia, del reame di Polonia, a seguire
richiedendosi che i sacerdoti catto- l'esempio de' loro colleghi, gli apo-
lici benedicessero eziandio i matri- stati della chiesa rutena, procla-
moni misli, la cui piole avea ad al mando il ritorno de' greci cattolici
levarsi scismatica, vietandosi a' cu- alla chiesa scismatica, siccome ope-
rati consigliar gli sposi a educar cat- ra di persuasione pacifica. Clemen-
tolicamente i loro figli. Quanto pro- te XIII e Clemente XIV alto le-
tegga il governo russo i matrimoni varono la voce pei gravi disastri
misti, diffusaaiente si può vedere della Chiesa sofferti nella Russia e
nel p. Theiner citato. nella Polonia. Pio VI, e i suoi sue-
22 MOH M O II
cesfori Pio VII e Leone XII non ministro de' culti del febbraio i83a
furono meno solleciti nel sovvenire per la soppressione di molti con-
alla chiesa polacca. Quindi Grego- venti latini nella metropolitana di
rio XVI per morie di monsignor Mohilow. 3.° La supplica presen-
Cieciszowski, dopo lunga sede va- tala nel 1841 al concistoro eccle-
canle, nel primo marzo r84i tras- siastico cattolico romano di Mohi-
latò da Megara in partìhus all'ar- low dai parrocchiani della chiesa
civescovato di JVIohilow, Ignazio di Bialynitze nel distretto di Mohi-
Lodovico Pawiowski della stessa Itìw, per essere mantenuti nel pa-
diocesi, e qual degno depositario cifico esercizio della religione catto-»
della divina missione afìldatagli, ed lica romana sempre da loro prò-"

erede meritevole delle virtù e ge- fessala. 4-" Altra diretta sullo stes-
sta de' lodali predecessori, adempì so argomento al concistoro cattoli-'

noiìilinente alle parti dell'apostolico co romano di Mohilow dai nobili


ministero, manifestando aita Cliiesn 5." Rap-
del distretto d'IscherikolF.
universale con candida semplicità e porto 16 febbraio i84t
fatto li

moderazione evangelica le crude dal concistoro di Mohilow al me-


piaghe della chiesa polacca, e qtian- tropolitano Pawiowski in seguilo
io avea fatto a disacerbarle, gua- delle suddette rappresentanze. 6."
rirle e preservarla da ulteriori ves- Officio indirizzato il 12 marzo 1841
sazioni della civile autorità. Con dal detto arcivescovo di Mohilow
quali modi Gregorio XVI si fece al direttore del ministero dell'in-
a propugnare diritti i della Chiesa terno in conformità ai suddetti due
nella Polonia e nella Russia viola- rapporti. 7." Officio del ministro
ti dalla podestà secolare, con che dell' interno a monsignor Pawiow-
si è immortalato nel libro vivente ski, col quale si spiega l'ukase sul'
della storia stampandovi gloriosis- l'araminislrazione de' sagramenti a
sjma pagina, è dichiarato neil'dpu- persone incognite. Pel memorabile
scolo pubblicato in Roma nel i84'i abboccajnento avvenuto in Roma
co' tipi camerali e intitolato; Alio' nel 1845 Gregorio XVI e Ni-
tra
cnzione della S. di iV. S. Grego- colò I, se ne sperano felici conse-
rio PP. Xf^I nel concistoro segre- guenze anche per la chiesa latina
to del 11 luglio 1843, seguita da neli' impero russo. P^edi PoLONfA e

tin corredata di docu-


esposizione RussrA.
menti sulle cure della
incessanti Al presente la sede metropolita-
s fessa Santità sua a riparo de' gra- na di Mohilow è vacante, e dei
vi mali da cui e afflitta la religio- quattro suoi suffiaganei ausiliari
ne cattolica negV imperiali e reali esiste soltanto monsignor Kaman»
dominii di Russia e Polonia. Fra kia, fatto nel 181 5, gli altri va-
i documenti in tale opuscolo pro- cando. Nell'ultima proposizione con-
dotti vi sono. 1
."
Lettera in forma cistoriale per l'arcivescovo Paw-
d' ukase diretta dal conte di Wo- iowski, ecco come venne descritto
rontzow in nome deli' imperatore lo stato della chiesa, con cinque ve-
all'arcivescovo di Mohilovr, del 16 scovi diocesani suffiaganei : questi
dicembre 181*2, sulla proibizione di sono quelli di Luck o Luceoria uni-
ricorrere alla santa Sede e suoi ta a Zytomeritz, Saraogizia, Wilna,
rappresentanti. 2.° L' ordinanza del Cameniek Raminiechz, e Minsk.
MOH MOL -^S

La chiesa cattedrale sacra a Dio persi nella vastità dell' arcidiocesi,

è sotto l'invocazione di s. Stani- ed oltre il clero secolare di circa


slao vescovo e martire, di elegante 200, vi erano: gesuili, cappuccini,
struttura. Il capitolo si compone di minori osservanti, canonici regola-
quattro dignità, essendo la prima ri, trinitari, domenicani, conven-
il prevosto, di otto canonici, di do- tuali, scolopi, missionari di s. Vin-
dici preti, e di altri chierici inser- cenzo de Paoli Questo clero re-.

vienti all'officiatura. La cattedrale golare non potendo essere sotto la


non è cura, ne avvi il baltisterio, che giurisdizione de'provinciali estranei,
però lo hanno
due chiese par-
le ebbero i vescovi la facoltà di eser-
rocchiali esistenti in Mohilow. So- citare la giurisdizione ordinaria so-
novi inoltre in città un monaste- pra i regolari. Ognuno degli ac-
ro, l'ospedale, e il seminario cogli cennali ordini avea il suo conven-
come amplissi-
alunni. L'arcidiocesi, to. Sonovi sei case di carità; le

ma, conteneva più città e castelli, sorelle della carità di s. Vincenzo


e circa 800,000 fedeli. Ogni nuovo addette all'assistenza degl'infermi,
arcivescovo è lassato ne' libri della le maestre pie, il seminario dioce-

camera apostolica in fiorini 5oo, a- sano con 28 alunni, ed 83 scuole.


scendendo le rendite della mensa a Ogni chiesa aveva annesso un al-
scudi -2400 (tanto si legge nell'ultima bergo per ricovero de' poveri ali-
proposizione concistoriale), oltre altri mentati con elemosine annuali. I
proventi. Va notato che nella pro- gesuiti vi aveano i3 tra case e
posizione concistoriale per Cieciszow- collegi. I conventi della diocesi era-
ski, la chiesa cattedrale, come nel- no 66, ed i monasteri di monache
la bolla d'istituzione, si dice sacra 8, abitati da 44 l'eligiose. 11 me-
alla Beala Vergine; la prima di- tropolitano capo di tutti i Ialini
gnità chiamasi olììziale; esservi cu- cattolici dell'impero russo, ha die-
ra d'anime e baltisterio, ed alquanto cimila rubli pagati dall'erario im-
distante esistere il palazzo arcivesco- periale. Negli ultimi tempi il go-
vile ampio e conveniente. In una verno ha spogliato de'beni gli ec-

recente relazione dello stato della clesiastici tanto cattolici che sci-

chiesa Mohilowiense ho letto quan- smatici, promettendo equivalenti as-

to qui riporto. Sonovi due chiese segnamenti. In Mohilow fa la sua


principali, la cattedrale dedicata al- residenza l'arcivescovo scismatico, e
l'Assunzione di Maria, e la chiesa vi ha molte chiese.
di s. Stanislao. Nell'arcidiocesi chie- MOINE Giovanni Cardinale. ,

se parrocchiali 254, succursali 90, V. Monachi Giovanni, Cardinale.


cappelle 409- ^J trovano alcune MOLDAVIA, MoldoUachìa. Pro-
chiese lungo il Volga: nell'immen- vincia la più settentrionale della
so spazio da questo fiume al mare Turchia europea con titolo di prin-
Pacifico vi erano de' cattolici, che cipato, che fece anticamente colla
visitati da un missionario nel 1788 Valacchia (Vedi) parte della Da-
provarono un' infinita consolazio- cia ( Vedi ), e principalmente di
ne. Tre canonici assistono l'arcive- quella porzione, per le sue monta-
scovo nel disbrigo degli affari . gne, dai romani chiamala la Dacia
Monsignor Archetti istituì sei mis- montuosa. Confina colla provincia
sionari: molti vicari si trovano dis- russa di Bessarabia, da cui è divisa
^4 MOL MOL
dal Prulh, colia Tcansilvnniri nveiìlc riimniastif probabilmente per corru-
per limili i Carpazi, e colla Gali- zione di romani: vi si parla anco
zia; colia Bulgaria e Valacchia in- l'ungavo e il polacco. Si vanta la
feriore confina a mezzodì, essendo loro ospitalità, ma sono indolenti
divisa dalla Valacchia pel Danid^io, e ignoranti nella maggior parte, e
ai bacino appartiene il
cni paese. conservano molti abbigliamenti dei
La Dacia comprese le due Alesic daci, massime contadini. Vi sonoi

(f^edi)y e si divise in Dacia Ripen- poche scuole, ed i ricchi studiano


se, Mediterranea, ed Alpestre che nelle università russe o tedesche.
comprende la Moldavia e Valac- Quasi unicamente i greci di Costan-
chia. In generale l'aria non vi è tinopoli, gl'italiani, gli armeni e gli
mollo sana, massime nell'estate. L'a- ebrei esercitano le diverse profes-
gricoltura è negletta: vi sono im- sioni. La maggior parte delle abi-
mense che insieme coi va-
foreste, tazioni sono di legno e mal costrui-
sti pascoli occupano la maggior par- te. La Moldavia è divisa in alla e
te del territorio. La Moldavia è più bassa : Zara\ de Su.^s è l'alta, Za-
montuosa e alquanto più fredda ra de Schoss è la bassa. Rinchiude
della Valacchia. Si allevano nume- diecisette distretti, di cui è il primo
rose mandrie di belli cavalli, di Rakou o Bacow , mentre Jassi
l)estie a corna ed a lana ; gran van- (f^edi) n'è la più bellacapitale,
taggio recano le api, e le riviere e più ricca Buckarest capitale
di
abbondano di pesce. La Moldavia lia della Valacchia, ma più piccola, im-
miniere d'oro, d'argento e ferro, n)a perocché nella Moldavia vi sono
più non vengono lavorate; ve ne boiardi o signori. A Jassi vi è un
sono di sale utilissime, e di nitro. teatro francese, un liceo , una so-
Conta circa un milione di abitanti, cietà di scienze e lettere, due col-
altri dicono cinquecentomila. Si con- legi e diverse altre scuole meglio
gettiua che i moldavi discendano dirette di quelle di Valacchia. Il
dai daci, di cui occupano in parie popolo moldavo in generale è più
il territorio, dai romani che ridus- educato del valacco, e conta molti
sero in colonia la Dacia dopo a- distinti letterati. Le vicende storico-
verla conquistata, e dagli slavi che politiche de' due principati di Mol-
vi si slabilirono al tempo delle ir- davia e Valacchia sono assai volte
ruzioni de' barbari. Il popolo di- comuni ad aud^edue, come spesso
videsi in classi, cioè boiardi o no- si ribellarono, sono tri-furono e
bili, eoclesiaslici e secolari ; artigiani butari della Porla ottomana, ed am-
dettipropriamenle rumuns, e zin- bedue ebbero per waiwoda tiranni
gari o zingani che si tengono in greci del Fanar. Nel 1788 in Na-
conto di schiavi ;' le prime classi poli si pubblicò : Osservazioni sto-
sono esenti dalle tasse. Dei zingari riche naturali e politiche intorna
parlammo nel voi. XLIl, p. 52 del la yalacchia e la Moldavia. Vuoisi
Dizionario; edilSarnelIi nelle Lett. che la regione abbia preso il no-^
eccl. t. Ili, lett. V, parla di che me di Moldavia, dal fiimie Mol-
razza di gente sieno i zingari. Il dava che ha origine nella Galizia
lorp linguaggio romaico è un la- e si getta nel Sereth.
tino corrotto, mescolalo collo slavo, moldavi prima vincitori de' ro-
I

e prendono il nome di ritmuni o mani, furono poi interamente sol-.


MOL MOL a5
tomessi a* tempi dell'imperafore Tra- pagamentp d'annuo tributo. Eman-
iano, che vendicò la vergognosa pace cipatisi waiwodi dai re d'Unghe-
i

fatta popolo romano sotto Do-


col ria, assunsero il titolo di despoti ov-
n)iziano, e tutta la Dacia converti vero ospodari. Dopo varie vicende
ili provincia lomana , distribuendo i turchi ne ottennero l' intera so-
le terre in ricompensa a' suoi sol- vranità nel i529 sotto Solimano II,

dati, e trapiantandovi una colonia, ed uno degli ospadari si pose sotto


il che servì a promuovere l'agri- la sua prolezione, ma a condizione
coltura, e a dirozzare i feroci co- che gli abitanti conservassero la lo-
stumi defifli abitanti. Avanzo della ro religione, le loro leggi e privi-
romana dominazione è parte del legi, che fossero esentì da ogni im-
jionteche presso Severino fece get- posta, e che nominassero per prin-
tare attraversoil Danubio Traiano. cipi loro ospodari o waiwodi. La
i

Ai romani succedettero quelle oide Valacchia si ribellò ai turchi col


di popoli barbari , che si sparsero pioprio principe Michele, e diven-
per tutta Euiopa, fra' quali Attila ne indipendente ; ma egli domina-
ohe cogli unni invase la Dacia, ed lo dall'ambizione di unire al suo
a lui sottentrarono a signoreggiar- dominio la Moldavia, venne ucciso
la altri popoli non meno barbari, nel 1601 da un sicario. Nel 16 12
tutti congiurati a distruggersi o cac- Tommaso soldato di ventura s'im-
ciarsi scambievolmente. Dal VII al padronì coll'appoggio de* turchi del-
J X. secolo la Dacia non fu occupata la Moldavia, disfacendo il waiwoda

che dai bulgari e dagli slavi. Alla Costantino; indi spogliato da' suoi
fine del secolo XII sottentrarono gli protettori per istabilirvi Grazinno
sciti, i tartari e gli slavi. In quel poi ucciso nel 16?, i, restando gli

tempo comparisce nelle storie il no- ospodari tributari della Porta otto-
me di Moldavia e Valacchia, due mana. Avendo questa concesso nel-
paesi che cominciarono ad essere V acquisto della Moldavia ai boiar-
governati sottoil titolo di waiwo- di il privilegio di crearsi il w^ai-
da dai due capitani slavi Raddo woda, nel 17 11 si attribuì il di-
Negro, e Bogden o Bogdam, il qua- ritto esclusivo di nominar questo
le si stabilì tra il Seret e la Pruth, capo; e ciò perchè siffatta elezione
f«i il primo sovrano del paese, ne dava sempre argomento a cittadine
fondò le città principali , vi stabilì discordie ed a guerre civili, ed an-
la religione greca, e diede il nome co per vendicarsi del paese che a-
di Bogdania alla parte settentrio- vea domandato la protezione di Pie-
nale. Così cominciò a vedersi una tro I czar di Russia. II waiwoda da
forma di governo che rese meno quell'epoca cominciò ad esser scelto
dolorosa la condizione di que' po- dai fanariotti o greci di Costanti-
poli. La Moldavia si sottomise nel nopoli, che fu cagione di peggiori
il

«ecolo XIV al re d'Ungheria, ed mali, poiché per conseguirne la no-


i suoi waiwodi o principi divennero mina si ricorse ai più nefandi rag-
loro tributari; insorta quindi guerra giri, ed il sultano avendo condan-
fra il re Sigismondo e Bajazet 1 sulta- nato il principato come ad un pul)-
no de'turchi, il re si alleò col waiwo- blico incanto, conferendolo a chi più
da di Valacchia, ma questo tra- pagava. Quindi coloi'O ch'erano prC'
dendolo soggiacque a sconfilte ed al feriti, per rimborsarsi tiranneggia'
-

i6 MOL
vano i sudditi, che talora dalla di- tino, coirannuo eraobimenlo di un
éiperazione li uccisero. Le ambiziose milione di piastre. Il principato fu
mire di Calcrina II impeiatrice del- obbligato pagare alla Porta il tri-

ie Russie, l'indussero a prendere \a buto con titolo di dono di circa


proiezione sì della Moldavia, che 1 65,000 piastre, ma si esentò da
della Valacchia; quindi nel 1802 ogni somministrazione in grani, be-
divenne principe Morusi, cui succes- stiame, legnami da costruzione, ch'e-
sero allri ospodari, che non cessa- ra prima obbligato di mandare pel
rono di vessare la Moldavia con consumo di Costantinopoli e per la

estorsioni. Dipoi pel trattato di 13u« provvisione delle Da- fortezze del
karest del iSil la parte della Mol* nubio e dell'arsenale. L'armata fu
da via che si estendeva al nord del stabilita a 12,000 uomini; cessò la
J*nilh fu ceduta alla Russia , e fa condizione di sudditi di stato, pro-
presentemente parte della Bessara- priamente detti schiavi ; e venne
bla. A' 6 marzo 1 82 1 il principe proibito ad ogni turco abitare nel
Alessandro Ipsilanli eccitò la rivo- paese.
luzione, in cui grave fu il massa- La fede cristiana fu introdotta
cro tra turchi e greci; ma rientra- nella Dacia ne' primi secoli della
li i turchi a' 26 giugrio vennero Chiesa, e verso il 3q6 esisteva un
posti in fn^A Ipsilanti e Cantacu- vescovato nella città di Moldau oc-
7CUO condottièri de* greci eleristi. cupato da s. Nicela martire più :

Nel 1822 fu acclamalo ospodaro il tardi fuvvi ancora la sede vescovi-


boiardo Giovanni Stourdza, indi fat- le di Siretl o Sereth città di Gali-
to prigioniero dai russi nel maggio zia. Niceta fondò nella
Inoltre
s.

1828 ; poscia i russi dopo la presa Dacia diverbi monasteri. Come unii
di Navarino o Neocaslro, città di delle Provincie dette barbare, il con-
Grecia nella Morea, divennero pos- cilio di Calcedonia nel 4^' assog-
sessori due principati. La Rus-
de' gettò la giurisdizione ecclesiastica
sia nel 18^9 conchiuse a' i4 set- della Moldavia al patriarca di Co-
tembre in Adrianopoli colla Poi ta stantinopoli. La religione dominan-
nn trattato, in cui venne stabilito te è la greca scismatica, ed avvi uii
che il principato di Moldavia go- metropolitano e Ire vescovi , con-
drebbe di un governo costituzionale tandosi in tutta la provincia sette-
o nazionale e indipendente, del li- cento chiese circa , e sessanta con-
bero esercizio della sua religione, e venti. Nel 1234 ^' s'introdussero
di un' infera libertà commerciale , ì missionari minori conventuali, i

e che il diritto di nominar l'ospo- quali più tardi ebbero collaborato-


daro spettasse alla Russia e alla ri i gesuiti di Polonia. Verso il

Porla, restando la prima protettri- 1370 era riuscito al Papa Urbano


ce del principato. L' ospodaro, il V che i moldavi col loro duca La-
cui governo era dopo
settennale, sco, abiurato lo scisma, tornassero
però il trattato venne nominato a all'obbedienza della chiesa romana,
vitada un'assemblea di boiardi, d'ac- ma poi ricaddero nell'errore. Da
cordo colle nominate potenze, e tro- che la città di
altre notizie rilevo
vasi assistito da un divano compo- Succiava ebbe un metropolitano,
sto de' principali boiardi, e presie- datole dal patriarca Giuseppe dì
duto dall'arci vescovo greco scisma Costantinopoli. Nel 1 435 fiorì l'ar*
MOL MOL
27
ci vescovo greco Gregorio die favori le nel 1737 sostituì fr. Raimon-
Innione colla chiesa caltolica, onde do Jesierski domenicano polacco che
Eugenio IV gli scrisse da Firenze, rinunziò. Nelle annuali Notìzie di
al cui concilio assistè il vescovo Roma sono registrati seguenti ve- i

Damiarro. Questo fatto gli tirò ad- scovi B&cow: 1733 fr. Tomma-
di

dosso l'odio de' suoi correligionari] so Zaleski domenicano; 1735 fr.


nacque un' ecclesiastica rivoluzione, Raimondo Jezierski domenicano di
in cui manoscritti, atti e documenli Cracovia: questi due vescovi sem-
fiuono bruciati; quindi se i greci brano i medesimi de* precedenti ;

scoprivano che un latino avesse ce- 1782 successe per còadiutoria fr.
It^brato nella loro chiesa ne demo- Domenico Pietro. Karwosiecki mi-
livano l'altare, e se un cattolico vo- nore conventuale, di Zamoski dio-
leva avere ecclesiastica sepoltura era cesi di Chelma, e viveva ne' primi

obbligato ribattezzarsi, perchè an- anni del secolo corrente. Nelle per-
ticamente Moldavia pagano
nella secuzioni vi mori un vescovo di
e cattolico suonava lo stesso. Nel Bacow chiamato fr. Giovanni Ro-
secolo XVI la principessa Elena sa domenicano. I vescovi cattolici
moglie di Stefano il Grande fece di Moldavia solevano risiedere in
costruire dodici chiese cattoliche nel- Transilvania e negli stati del re di
la Moldavia, non rimane ve-
di cui Polonia di cui godevano la prote-
stigio. Anastasio occupò la sede me- zione , alla quale subentrarono i

tiopolilana di Moldavia, sotto Ge- monarchi d'Austria, quando quel


jemia 11 patriarca di Costantinopo- regno fu diviso, e loro ne toccò una
li. Barlaam intervenne al concilio parte. Solevano vescovi da tali i

di Jassi, e Gedeone sedeva nel 172 r. luoghi annualmente recarsi alla vi-
Oì'iens christ. t. 1, p. 1262. Nel t. sita della missione diretta da un vi-

Ili, p. II 18, sono riportati i se- cario generale.


guenti vescovi di Baco'W (Vedi), La missione di Moldavia è affi-

sede vescovile eretta da Clemente data ai minori conventuali, e del-


Vili sutfraganea di Colocza ; il p. la loro chiesa e collegio in Roma
Mirco dice nella Valacchia ma è
, di s. Antonio di Padova o s. Ma-
in Moldavia. Bacow o Bakou, Ba- ria della Sanità, che somministra
ckoK'ia^ ebbe dunque per vescovi ,
missionari alle missioni di Molda-
nel i633 fr. Zamoyski
Gio. Battista via e Costantinopoli, ne parlammo
domenicano, fatto da UibanoVllI; al voi, XXVI, p. 126 e 127 del
nel 1678 fr. Giacomo Goreschi do- Dizionario. Il prefetto è anche
menicano, nominato da Innocenzo commissario del convento di Jassi,
XI. Indi lo furono Gio. Francesco carica che si conferisce dal p. ge-
Lousony, destinato pure da Inno- nerale dell'ordine. Nel 181 i era
cenzo XI; fr. Arnaldo o Amando vescovo di Moldavia monsignor
Cieseyko domenicano di Vilna, elet- Bonaventura Carenzi. Dalla sacia
to nel 1694 da Innocenzo XII; fr. congregazione di propaganda fu di-
Giovanni Damasceno Lubienski po- chiarato visitatole apostolico il p,
lacco domenicano, eletto da Cle- Giovanni Magni prefetto della mis-
mente XI nel 171 1; fr. Tomma- sione di Costantinopoli. Dopo la
so Szklubiczaleski domeni-
polacco morte di monsignor Zabervoni ,

cano, fatto da Clemente Xll, al qua mancante la missione di vescovo,


3

a8 MOL M OL
Gregorio XVI a' io settembre 1 838 da questo slato di opulenza nastx!
nominò visitatore apostolico e ve- la preponderanza del clero sopra
scovo di Carra in partibiis^ mou- del popolo e della nobiltà. I mo-
signor Pier Raffaele Arduini de'mi- nasteri sono ricchi e pieni di mo-
iiuri conventuali : la sua istallazio' naci; quello di Nians ne ha circa
ne segin senza opposizione, median- 2000. Ma gli scismatici, clero e po-
te l'annuenza del principe regnan- polo;, vivono da atei nella più cras-
te. Indi il medesimo Papa dichia- sa ignoranza e demoralizzali. Al
rò vicariato apostolico la missione presente la religione cattolica si tro-
<li Moldavia, ed a* 7 aprile 184 va in istato d'incremento,
ed il
nominò vicario apostolico monsi- numero de'cattolici 55,ooo,
supera i

^Mior Paolo Sardi de' minori con- quando nel 8o4 non erano che
i

ventuali, già penitenziere vaticano circa ig,ooo; le chiese sono più


e vescovo di Vera in parlibus^ che di 74.
risiede in Jassi. Ecco lo stato pre- MOLE ADRIANA. T. Castel
sente di questo vicariato. La par- «. Angelo, e Mausoleo.
rocchia di tal capitale è sempre MOLEcNDlNI o MOULIN Gio-
amministrata dal prefetto de' con- VANM, Cardinale, Giovanni Mo-
ventuali. La cristianità di Moldavia lendini de Moulin francese, nato
si divide in due distretti : il pri- nella diocesi di Limoges nell' Aqui-
mo di Siret o Sereth, composto di tania, in luogo detto Molendinaria
42 villaggi, contenente sei parroc- o Molinayrie, avendo abbiacciato
chie; il secondo di Bislriccia, com- sino dalla gioventù V istituto do-
posto di 57 con otto par-
villaggi menicano nel convento di Briva,
rocchie. I sacerdoti nella Moldavia provincia di Tolosa, ottenuta la
sono più di ventiquattro. In Jassi laurea dottorale, nel i 344 f" fatto
vi è il convento de^ conventuali e inquisitore di Tolosa, e nel i347
l'amministrazione sindacale; un o- lettore del sacro palazzo; quindi
spizio a Galatz, città forfè con va- nel 1349 in Barcellona fu eletto
sto porto, emporio di commercio, generale del suo ordine che go-
forse costruita da Traiano, con chiesa vernò due anni, dopo quali Cle- i

per la quale la casa d'Austria som- mente VI a' 18 dicembre i35o lo


ministrò 200 fiorini per costruirla, creò cardinale prete di s. Sabina.
ed il principe regnante vi contribuì Dopo essere intervenuto all'elezio-
una somma: in tutti i distretti fu- ne d'Innocenzo VI, fini di vivere
rono aperte scuole con maestri. Cle- in Avignone nel i353, e rimase o-
mente XI accordò la laurea magi- norevolmenle deposto nella metro-
strale a quei missionari che hanno politana di Tolosa, quantunque al-
servito nove anni in questa missio- tri dicano nella chiesa de' domeni-

ne. Questa possiede diversi beni, cani : i


pp. Quietif ed Echard
come esistono rendite pel vescovo, poi scrivono che fu trasferito a Bri-
somministrando la congregazione va, e tumulato tra' suoi religiosi.
di propaganda ai parrochi annui Scrisse alcune opere teologiche ed
scudi j3o. 11 metropolitano sci- alcuni sermoni.
smatico, il clero, i monaci sono MOLES Giovanni, Cardinale.
licchissimi; il primo uon conta me- Giovanni Moles, da altri detto Mar-
no di 60,000 zecchini di reudita; ganti, nato nobilmente in Giroua
MOL MOL 29
Catalogna, acquistata una pro-
iielia le Nicolò Riganti. Oltre le produ-
fónda cognizione nella scienza teo- zioni di che abbonda tutta la pro-
logica, nella legge e nella cosmo- vincia, si traggono dolci favi dai
da giovane a Ko-
grafìa, recossi fin suoi alveari, checche dir si debbi
uia, dove da i\icolò V venne am- sulla derivazione da ciò dell' auli-
messo tra chierici di camera, e
i co suo nome di Mclfaita^ M tifici a ^
fatto vescovo della propria patria. Melphicluni seii Molftlam^ posciri
Ì,_
!_ Colla sua industria ed eloquenza corrotto. Però l'Ughelii attribuen-
sedò e compose le controversie che do l'origine della cillà a Mauro
eransi eccitale tra il Papa ed Al- compagno di Ulisse, dice che fu ri-
fonso I d'Aragona re di Napoli, Fabbricala quando divenne colonia
che lo inviò poi suo ambasciatore romana, cioè da due navi di roma-
al concilio o congresso celebrato ni che seguivano Costantino in Bi-
in Mantova da Pio 11. Collo stesso sanzio, le naufragando
quali ivi .>i

carattere Ferdinando d' Ara-


il re fermarono a stabilirvisi, onde per
gona e Casliglia lo deputò a Sisto tale avvenimento anianiudiiies tini
IV per implorare soccorso contro faclas omeri, et nonten Melfacfae
i avevano occupato O-
turchi, che indi de re di'} lati. Trae lucro dd
tranto. In ricompensa di tante o- traffico marittimo e terrestre, non
norate fatiche, il medesimo Papa che dalla pesca. Vi sono pure can-
nel novembre o dicembre i^Sò lo tieri di costruzione e numeiose fal»-
creò cardinale prete di s. Vitale, briche di tele , funi e gomene.
amministratore delle chiese d' Osca Poco lungi dalle sue muia ha un
e (li Patti, e legato della provincia di molto frequentato santuario della
Marittima e Campagna. Si trovò Beata Vergine de' Martiri, verso
presente al conclave d'Innocenzo Biseglia, il vescovo della quale l'e-
Vili, e dopo dodici mesi di cardi- ruditissimo Sarnelìi nelle sue im-
nalato la molte iotolse dal mon- portanti Leti. eccL scrisse la lelt.

do in Roma nel 1484 d'anni 80, 38 del l. V: Onde sia detta s.

ed ebbe sepoltura nella chiesa di s. Maria de' Martiri la veneranda


Maria del Popolo. Scrisse questo car- immagine della Beata Fermine nel'
dinale alcune opere, e tra le altre un la sua chiesa presso Molfetta. Ne
volumecontenente la storia di Spagna, daiemo un cenno. Dopo che Ur-
MOLFETTA {Mdphititu), Città bano li promulgò nel 1094 la p»i-
con residenza vescovile del regno ma crociata per liberazione de'san-
delle due Sicilie, nella provincia di ti luoghi di Palestina, Boemondo
Terra di Bari, con titolo di ducato, normanno col nipote Tancredi par-
distretto di Barletta, da cui è di- tirono con copioso esercito per la

stante sei leghe, capoluogo di can- sacra guerra. 11 di lui fratello Rog-
tone sull'Adriatico. È posta sopra gero provvide del bisognevole i cro-
la spiaggia marittima e circonda- cesignati, e peichè molli concorre-
ta da ubertoso territorio nell' A pu- vano a prender la croce e s'im-
lia Peucezia. Assai ben fabbricala, barcavano a Brindisi o Otranto,
oltre la calledrale ha molte altre eresse mezzo miglio lungi da Mol-
chiese, e conta 17,000 abitanti, a- fetta al lido del mare due spedali,
vendo diversi uomini illustri l'atto acciò vi fossero pietosamente allog-
onore alla patria,fra'guali il cardina- giati i crocesignati e pellegrini. Ve-
,

So MOL MOL
uendo poi a sapere Guglielmo I uiono; essendo il quarto Riccardo
che negli spedali di Molfetla molti che mori nel 1271, e venne suct
pellegrini crocesignali vi morivano, ceduto da fr. Paolo fratjcescano, e-
ordinò nel i 162 la fabbrica della letto sotto Celestino V. Nomine-
chiesa e del ci mi te rio che benedì remo i più degni di men/.ione. Fr.
Orso vescovo di Ruvo per l'assen- Alessandro Fassitelli agostiniano di
za del vescovo di Moi fetta: chia- S. del suo or-
Elpidio e generale
mavasi il luogo Carnaria, ed i pel- dine, mortoi325. Simone Lo-
nel
legrini defunti, siccome reduci da pa napoletano, già canonico della
Gerusalemme, portavano benché im- cattedrale, del i388. Pietro Piczi
propriamente il nome di martiri o Picei de Barulo, fallo da Mar-
perchè così talvolta i Papi chiama- tino V i42«. A Leonardo Pal-
nel
reno nelle bolle crocesignati che i mieri del 1473 successe, 6 kal.
morivano per le crociate. Nel 1 188 octobris 1473 per volere di Sisto
avendo saraceni nuovamente oc-
i IV, Gio. Battista Cibo genovese,
cupato Gerusalemme ed altri luo- che creò cardinale, e nel 1484 di-
ghi , que' cristiani che poterono venne Papa Innocenzo Vili, onde
scampare portarono seco reliquie ne fu scolpita memoria sopra la
e sacre immagini miracolose, delle porta della cattedrale. Egli nominò
quali arricchirono pure la chiesa di successore 17 kal. octobris Angelo
s. Maria de'Martiri di Molfelta, la- Lacerti, e liberò lui e la sede di
sciandovi r immagine di nostra Si- essere sulfraganea di Bari, dichia-
gnora col Bambino dipinta su ta- randola esente e imniediatamenle
vola di cipresso, molto somigliante soggetta alla santa Sede, come lo
a quella che in Roma si venera è tuttora; in segno della quale li-

in s. Maria Maggiore ;
quindi im- bertà, Innocenzo Vili gli concesse
menso fu il concorso de' circostan- per insegna un cavallo senza freno.
ti popoli, come innumerabili le gra- Ad Angelo, tumulato nella cappella
zie concesse da Dio ai divoli che di s. Maria della Neve, in catte-

ne implorarono il patrocinio. L'af- drale, nel i5o8 Giulio li soslilui


fluenza maggiore è nell' ottava di Alessio Celadoni di Lacedonia, già
Pasqua e della Natività di Maria, vescovo di Gallipoli, che interven-
e Innocenzo Vili ch'era stato ve- ne al concilio Laleranense V, re-
scovo di Molfetla, per l' amore che staurò la cappella della Beata Ver-
conservava alla sua antica sede, le gine, ed ornò la cattedrale. Gli suc-
concesse indulgenza plenaria colla cesse Ferdinando Ponzetti fiorenti-
bolla Super aethereas. Allorché i no i5i7 , nello stesso anno
nel
corsari turchi dierono fuoco alla creato cardinale, al cui lem pò la
santa cappella, V immagine restò il- città soggiacque a devastazione por
lesa tra le fiamme. Lautrec generale di Francesco I
La sede vescovile, sebbene la lu- re di Francia. Nel i5i8 gli fu da-
ce del vangelo la ripete da s. Pie- to in coadiutore il nipote Giacomo
tro, vuoisi istituita nel secolo X, Ponzetti, che divenne effettivo nel
ma il primo vescovo fu Giovanni i528; rinunziò nel i553, e fu e-
che nel 1179 assistette al concilio letlo Nicola Maggiora ni di Malpi-
di Laterano III. Gli successe N.... gnano, erudito nelle latine lettere.
del 1207, ed a quesli altro ano- Per sua rassegna nel i566 ebbe la
MOL MOL 3i
sede il nipote Muggiorano Maggio- trasferito a Bari; il quale Papa gii
lani, che per beo trent' anni resse sostituì Pietro Vecchia
abbate bene-
lodevolmenle la diocesi ; padre dei dettino veneto, vescovo d' Andria ,
poveri, a tulli caro, fu sepolto in sollecito e zelante pastore. Nel 169G
s. Maria de' Martiri. Offredo de Domenico Belisario Belli di Bari,
Offredi fiorentino gli successe nel cappellano d' Innocenzo XII e vi-
i5g8, canonico vaticano, già mae- cario generale di più diocesi non
stro di camera di Gregorio XIV, che di Molfetta; divenuto vicege-
indi nunzio alla repubblica di Ve- rente di Roma, fu sepolto in s. Ma-
nezia, mori nel 1606. Gli successe ria Via nel 1701, e venne elet-
in
fr. Gio. Antonio Bovio di Novara, to Giovanni degli Efletti nobile ro-
carmelitano dottissimo in teologia mano, governatore di Benevento;
ed in ogni scienza, benemerito pa- e dopo di lui nel 17 13 o 17 «4
store. Nel 1622 Gregorio XV gli Fabrizio Salerno di Cosenza, col
surrogò fr. Giacinto Petroni nobile quale néV Italia j^crrt dell' Ughel-
romano, domenicano e maestro del li, t, 1, p. 916, si termina la serie
sacro palazzo, supremo inquisitore de'vescovi, quale continueremo col-
del regno di Napoli, autore de' com- le annuali Notizie di Roma. 1754
menti di Aristotile in logica e me- per morte del precedente, d. Cele-
lafisica, e di alcune questioni di s. stino Orlandi monaco celestino del-
Tommaso, e sebbene virtuoso morì la diocesi d' A lessano. 1775 Gen-
non senza sospetto di veleno nel naro Antonucci napoletano. Nella
1647Ì dicendosi Melfi in latino sede vacante Pio VII colla lettera
Melphi, e Mol fetta, Mdpheta e Mei apostolica De lUiliori, V kal. juUi
filay come altri all'articolo Mae- j 8 i8j soppresse le sedi vescovili di
stro DEL SACRO PALAZZO lo diccm- Giovenazzo e Terlizzi [Vedi), e le

mo noi pure vescovo di Melfi, e unì a quella di Molfetta, indi ai


qui ci emendiamo. Successivamen- 2 ottobre ne fece vescovo Dome-
te furono vescovi Gio. Tommaso nico Antonio Cimaglia della diocesi
Pinelli teatino genovese di gran sa di Benevento, cui a' 2 r febbraio
pienza e pietà, 1648. France-
del 1820 die per successore Filippo
sco Marini nobile genovese nel Giudice Caracciolo. Questi Grego-
1666 fu traslato da Albenga ove rio XVi nel i833 traslatò a Na-
passò il predecessore riconobbe : poli, e poi creò cardinale, per cui ne
nella cattedrale il corpo di s. Cor- parliamo alla sua biografia. Essendo
rado cistcrciense, figlio di Enrico vacante la sede, lo stesso Papa colla
duca di Baviera, patrono della città; bolla Aelerni Patris Filius, de 9 di-

indi fu fatto arcivescovo .d'Amasia e cembre i835, ad istanza del regnan-


canonico vaticano. Nel 1670 Carlo te Ferdinando II re delle due Si-
Loffredi teatino, che compose la cilie, ripristinò la cattedra vescovile
lunga lite eh' eravi tra il magistra- a Giovenazzo ed a Terlizzi, lascian-
to di Molfetta ed il clero, provvide dole unite a Molfetta, conferman-
alla vita comune delle monache, dole immediatamente soggette alla
fu benemerito del seminario, dei santa Sede. Indi nel concistoro dei
catechismi, ed altri vantaggi spiri- 19 maggio 1837 preconizzò primo
t'iali, celebrò il sinodo, e dal suo vescovo di Molfetta, Giovenazzo e
parente Innocenzo X li nel 1691 fu Terlizzi, l'odierno monsignor Gio-
3"2 MOL MOL
vanni Costantini di Cosenza, con- ci anni, nel 1694, contro la vo-
visitatore generale e vicario gene- lontà de' genitori abbracciò l' istitu-
rale di quella arcidiocesi, ed arci- to degli eremitani di s. Agostino,
diacono della cattedrale. e dopo di avere con succ\isso ap-
La chiesa cattedrale di Molfetta plicato alle scienze, fu incaricato di
è dedicata alla Assunzione di Ma- insegnarle dalle cattedre del suo
ria Vergine, ottimo e magnifico e- ordine, dove ottenne onorevolissinu
difìzio di antica struttura. Il capi- gradi, e tra gli altri quello di pro-
tolo si compone di sei dignità, cioè vinciale della provincia romana, ut
dell' arcidiacono ch'è la prima, del- occasione che si trovò in Roma al
l' arciprete^ di due primiceri , del capitolo generale col carattere di
cantore e del sacrista ; di dieciolto defìnitore. Compito il suo governo,
canonici, comprese prebende del
le léce ritorno in ìspagna assai istrui-
teologo e del penitenziere, de' qua- to intorno alle materie che occor-
li dieci sono dell' ordine de' preli rono di doversi trattate nella curia
ed otto dell'ordine de' diaconi ; di romana, il perchè veniva sovente
Irenlasei mansionari o cappellani consultato intorno alle diiferenze
partecipanti, chiamati di Massa, e che insorgevano tra il vSacet'dozio e
di altri preti e chierici addetti al r impero, lo che gliguadagnò la gì a-
servigio divino. Nella cattedrale vi zia del re di Spagna, come pro-
sono diverse reliquie^ oltre il corpo clive in sostenere e difendere le
di Si Corrado, ed il fonte battesi- dottrine e opinioni dei realisti. Con
male la cura d'anime si esercita
: questo acquistatosi del credito, fu
da un canonico dell' ordine presbi- dichiarato assistente generale delia
terale per l'arciprete. 11 palazzo Spagna e delle Indie, onde dovet-
vescovile è un buon edifìzio. Inol- te di nuovo intraprendere il viag-
tre nella città sonovi due altre chie- gio di Roma, dove in qualità di
se parrocchiali munite del battisle- teologo intervenne al concilio cele-
rio, religiosi, monache, conservato- brato in Laterano da Benedetto
rio, diverse confraternite, ospedale, XIII. Quindi il re nel nominò
i ySS lo
monte di pietà, e cospicuo semina- alla chiesa di Cuba nell'America oc-
rio di 170 alunni. Prima eranvi cidentale, e tredici giorni dopo l'epi-
cinque conventi di religiosi,una scopale consecrazione fu trasferito al
grangia di celestini dell'abbazia Da- vescovato di Barcellona. Non potè
miana, un insigne collegio di gesui- però condursi alla sua chiesa, per-
ti, ed un monastero di monache. chè il re lo elesse commissario ge-
Le diocesi unite si estendono per nerale della crociata, e presidente
circa nove miglia di territorio, l del regio consiglio di Castiglia. In-
fruiti uniti delle tre mense sono tervenne a mezzo di legittimo pro-
tassati ne' libri della camera apo- curatore al concilio provinciale ce-
stolica in fiorini i54, e le rendite lebrato nel 1733 dall'arcivescovo
si valutano circa a 3ooo ducati di Tarragona. Clemente XII nel
napoletani. 1734 lo trasferì alla chiesa di Ma-
MOLINA Gaspare, Cardinale. Ga- laga, ma impedito da gravissimi af-
spare Molina e Oviedo, nacque in fari neppur dessa potè vedere. Ciò
Merida nell'Estremaduia, provincia non pertanto egli si mostrò liberale,
della Spagna. In età di quatlordi- massime nel sovvenire poveri del- i
MOL MOL 33
la diocesi. Finalmente ad istanza sore e la dedica all'arciduca d'Au-
del re, a' 3o dicembre 1787 Cle- stria inquisitore generale del regno;
mente Xli lo creò cardinale dell'or- fu dappoi stampato a Lione nel
dine de' preti, ad onta delia sua 1593, a Venezia nel i594, ed in
ripugnanza, per ritenerlo uomo so- Anversa nel 1595. In tale libro espo-
verchiamente attaccato alle opinio- ne il sistema che poscia venne agi-
ni oltramontane, e poco affetto al- tato nelle scuole, e fece nascere le

la santa Sede. Tuttavolta fregiato famose dispute sulla prescienza, la

della dignità cardinalizia sembrò provvidenza, la grazia e la prede-


che simoderasse nelle sue opinio- stinazione di Dio, e fu chiamata
ni, come lo dimostrò col fatto, a- controversia e questione della gra-
vendo quietato alcune controversie zia e del libero arbitrio, della qua-
eh* eransi destate nella Spagna coi le si parlò in alcuni luoghi, e si
ministri della corte diRoma. Del possono vedere gli articoli Pela-
rimanente fu uomo quanto amante GiANi e Sémi-pelagiani. Il libro fu
della giustizia, altrettanto fermo e attaccato vivamente dai domenica-
costante, e forse troppo precipitoso ni, che lo denunziarono alla inqui-
nel risolvere, ed assai pronto ed sizione di Spagna, accusando T au-
efficace nell' eseguire. Lasciò una tore di rinnovar gli errori de' pe-
biblioteca di scelti e pregevoli li- lagiani e semi-pelagiani , indi a
bri al convènto degli agostiniani quella di Roma sotto Sisto V. Le
di Siviglia. Colpito da repentina parti disputanti si censurarono con
morte, compì il numero de' suoi tesi, con sermoni e con una molti-
giorni in Madrid nel i744> '" ^^"^ tudine di scritti. Quindi Clemente
di 65 anni, ed ebbe sepoltura nel- Vili volendo che la controversia
la regia chiesa di s. Filippo del si esaminasse con rigore e impar-
suo ordine, innanzi 1* altare mag- zialità, deputò la celebre congrega-

giore. zione de aiixdiis divinae gratiae,


MOLINA Luigi. Spagnuolo di così detta perchè si trattava di e-
Cuenca, entrò nella compagnia di saminarvi la natura de* soccorsi
Gesù nel i553 ; fece i suoi stu- della grazia, maniera con cui
e la
di a Coimbra, fu professore di teo- ella opera, congregazione della qua-
logi per venti anni nella università le tenemmo proposito nel voi. XVI,
di Evora in Portogallo^ e morì p. 147 e 148 del Dizionario. Agli
a Madrid nel 1600 d'anni sessan- esaminatori teologi deputati, volle
tacinque, dopo aver composto di- Clemente Vili fossero aggiunti i car-
verse opere, i." Comment. in pri- dinali della congregazione della in-
mam partem d. Tlwmae. 2.° De quisizione, ed generali de'due ordi-
i

justitia et jlire. Ma gonza 1659, e ni litiganti domenicani e gesuiti, e


Ginevra 1732. 3." De concordia che le due parti proponessero alla
grati ae et lìberi ap-
arbitrii , et sua presenza le loro ragioni. Morto
pendìx ad eadem concordiam. Il il Papa senza vedere terminata la
libro della concordia della grazia e questione, i cardinali stabilirono in
del libero arbitrio venne alla luce conclave che chiunque fosse eletto a
in Lisbona nel i585 ; l'appendice succederlo vi ponesse fine . Leone
si pubblicò
nel iSSg. Esso com- XI visse pochi giorni, e Paolo V
parve con l'approvazione del cen- avendo assistito a dieci congrega-
VOI. xivi. 3
34 MOL MOL
zioni, niente volle pronunziare, so- no mitignlo alcuni articoli, e pre-
lo proibì ai due parliti oHendersi venuto delle conseguenze, e perciò
e molestarsi vicendevolmenle, e per- chiamasi il congruismo mitigato, ed
mise alle due religioni di poter in- è una confonderlo col
ingiustizia
segnare nelle loro scuole l' uno o molinismo. E
però ancor piti rin-
r altro sistema contrastato della crescevole vedere che alcuni teolo-
grazia, purché lo facessero con quel- gi tacciano di pelagianismo e di
la savia moderazione
e rispettosa semi-pelagianismo tutti quelli che
che conviene a teologi cattolici, non pensano com' essi, quando la
principalmente religiosi; determina- Chiesa non ha pronunziato, ed i
zione che confermarono Urbano sommi Pontefici proibirono di da-
Vili, Innocenzo X ed Alessandro re tali qualificazioni. Un tale pro-
VII. Dice il Dergier, il quale ripoita cedere non è atto a prevenire gli

il sistema di Molina, che dopo que- spiriti giudiziosi in favore dell'opi-


sto spazio di tregua è slato inse- nione che abbracciarono e che so-
gnato il Molinismo (che alcuni per stengono questi temerari censori ".
sbaglio dissero Molino si sino ^ Vedi)^ I saggi teologi si astengono dall' e-

nelle scuole come ufi' opinione li- saminaie tali questioni profonde,
bera; ebbe però avversari implaca- cui forse non è dato all' uomo di
bili negli agostiniani veii o falsi, e chiarire.
nei tomisti, i quali come i gesuiti MOLINO Giovanni, Cardinale.
pubblicarono alcune storie e atti Giovanni Molino nobile veneto, nac-
della mentovata congregazione de que a*i6 aprile 170 5 in Venezia.
auxiUis La maggior parte dei
. Ricevette un'educazione letteraria
fautori della grazia efficace per sé e religiosa conveniente alla sua na-
slessa, sostenero che il molinismo scila, ed egli vi corrispose con np-
rinnovava il semi-pelagianismo; ma plicazfone costante allo studio, di-
il celebre domenicano p. Natale Ales- venendo perito nelle filosofiche e
sandro, sebbene tomista, nella sua legali discipline. Sostenne egregia-
Storia eccl. del F seco lo ^ cap. 3, n. 3, mente una disputa sulla storia del-
§ i3, risponde a certi accusatori, la chiesa di Grado e del patriar-
che il sistema di Molina non es- cato di Venezia, che poi illustrò con
sendo stato condannato dalla Chie- singolare erudizione. Fer la repu-
sa, ed essendo tollerato come le al- tazione che si formò e per la lo-
tre opiniani scolastiche, si offende devole condotta con cui si distin-
troppo la verità e la giustizia pa- gueva, vacato r uditorato di rota
ragonandolo agli errori sia dei pe- per la promozione al cardinalato
Questo
lagiani, sia dei semi-pelagiani. di Carlo Rezzonico, poi Clemente
punto solidamente sostenne ancora Xlll, venne nominato a succederlo
Bossuet, Avveri, ai protestanti i e nel cospicuo tribunale a' 2 giugno
2. Conchiude il Bergier il suo artico- 1739, dichiarandolo uditore Cle-
io sul p. Molina così. « Ci credia- mente XII. Dopo avere egregia-
mo obbligati di giustifìcaie da ogni mente esercitato l'unìzio per sedici
errore il sistema di Molina, senza anni, come si può vedere nelle sue
volere perciò provarlo ne adottarlo. Decisioni stampate in quattro tomi.
Alcuni celebri teologi ammettendo Benedetto XiV nel concistoro dei
la sostanza di questo sistema, han- 17 febbraio 1755 lo preconizzò ve-
MOL MOL 3)
scovo di Tìrescia, per la cui con- religiosi, dicendo non poterle ese-
sacrazione diresse al clero e popo- guire senza un comando espresso
lo della diocesi una pastorale di del Papa. Si quindi presso i
ritirò

elegantissimo stile, grave per le sen- benedettini in Feirara, ed il senato


tenze che contiene, in cui si vede gli sequestrò le rendite della men-
il linguaggio di s. Leone l Magno. sa vescovile. Clemente XI II non
La sua pietà, zelo pel gregge, ed solo gli accordò generoso asilo, ma
altie virtù gli procacciarono l'amo- lo soccorse del bisognevole. Inter-
re de* bresciani, imitando gli illu- venne al conclave per l' elezione
stri suoi predecessori, sia in pru- di Clemente XIV, il quale lo ri-

denza, che in generosità e difesa mise in grazia della veneta repub-


dell' episcopale giurisdizione. Visitò blica, e gli ottenne quanto doman-

la diocesi, fece rifiorire la discipli- dò; però il Papa gì' impose uni-
na, istituì per la diocesi un luo- formarsi alle leggi da essa emana-
go di educazione per la gioventù, te, il che molti criticarono. II car-

aumentando con cattedre ed alun- dinale morì in Brescia d'anni 68,


ni il seminario della città. In pre- a' i4 marzo 1773, venendo espo-
mio di tanti meriti. Clemente XllI sto e sepolto nella cattedrale.
a' 1 3 novembre 1761 lo creò car- MOLINOSISMO o QUIETIS-
dinale dell' ordine de' preti, e gli MO. Dottrina falsa e condannala
spedì a Venezia la berretta cardi* di Michele Molinos sacerdote spa-
milizia per monsignor
l'ablegato gnuolo, e dottore della diocesi di
Giuseppe de Renaldis friulano, suo Saragozza, ove nacque nel 1627.
cameriere segreto partecipante e bi- Portatosi a stabilirsi in Roma_, sot-

bliotecario. L'arciprete di Breno to un esteriore di pietà, si acqui-


Marcantonio Campana pel Rizzar- stò la riputazione di gran direlto-
di pubblicò nel 1763 in Brescia : je di spirito, procacciandosi ezian-
Orazione per la promozione alla dio la grazia e benevolenza d* In-
porpora del cardinal Giovanni Mo- nocenzo XI. Seppe talmente cuo-
linoj ed il Sambuca ; Lettere pel prire la sua malvagità, che non es-
cardinal Molino, Brescia 1764. Eb- sendosi mai accostato al tribunal
be per titolo la chiesa di s. Sisto, della penitenza prima di celebrare,
e per congregazioni quelle de' ve- dal 1675 al i685, e benché occul-
scovi e regolari, della visita apo- to sucido adultero, era tenuto per
stolica, dell' indice, e delle indul- mistico dottore. Col suo libro :

genze e sacre reliquie. Per l'amo- Guida spirituale y che conduce V a-


re che portava alla scienza, la mu- ninia per un cammino interiore et

nicipalità di Brescia lo elesse pro- conseguire la contempla-


perfetta
tettore -della biblioteca Quiriniana, zione ed il ricco tesoro detta pa-
che arricchì di scelti libri, meda- ce interiorey fece un male immen-
glie ed altro, venendo celebrato con so, poiché venne stampato in Ro-
splendidi encomi neW Jdditanientuni ma nel 1675, in Madrid nel 1676,
alla Tiara et purpura veneta. Il in Saragozza 1677, ed in Siviglia
cardinale abbandonò il vescovato nel i685, come rileva il Bernini,
di Brescia, per non obbedire alle Storia dell'eresie t. IV, p. 712.
leggi del seinato veneto, intorno al- Con esso questo famoso ipocrita cor-
le persone regolari ed agli ordini ruppe molte dame e molte perso*
36 MOL MOL
ne ti' ogni condizione,
insegnando sa me della Guida spirituale , fu tro-
loro (per veiilidue anni che in Ro vato che r orazione della quiete,
ma vi>se in concetto d' insigne san- immaginata un tempo da alcuni
tità) che chi una volta giunge col- monaci dell' oriente, erasi dal Mo-
r anima a Dio per mezzo delVora- linos rinnovala per cuoprire i lus-
zione della mai
quiete, non può suriosi disordini eh' egli voleva ve-
peccare colla volontà, inducendo lare con ombra di divozione. La
con questa massima della quiete i Spagna a mezzo de* suoi inquisitori
suoi seguaci, con una vantala so- a' 24 novembre i685 proibì rigo-
spensione immaginaria de'sensi, nel- rosamente questo libro, il quale con
le più riprovevoli brutalità, onde più solenne preciso decreto dell'in-
potesse restar paga ogni disonesta quisizione romana fu a' 28 agosto
sensualità. 11 cardinal Innico Ca- 1687 pi'oibito con ogni qualunque
racciolo scuopri nella sua arcidiocesi altro hbro del Molinos, donde fu-
di Napoli questo occulto veleno, e le rono estratte sessantotto proposizio-
nuove opinioni false e dannose sul- ni (queste sono riportate dal citato
la misticità, laonde nel 1681 ne Bernini col decreto dell'inquisizione,
avvisò Innocenzo XI affinchè lo p. 7 1 5), dichiarate eietiche, scanda-
reprimesse. Lo stesso fecero alcuni lose, bestemmiatrici, e confessate per
vescovi di Francia ed altri d'Ita- sue da lui medesimo nel processo.
lia, per lo che il Papa con lettera Questo disonesto ecclesiastico, il più
circolare fece conoscere il pericolo sozzo dopo i gnostici e turlepini, con-
e il rimedio per tanto male ; scri- vinto Aoì^movv'ìào quietismo, d'an-
vendone pure a' vescovi italiani ai ni 60 fu condannalo abiurar pubbli-
i5 febbraio 1682 a nome della camente suoi errori nella chiesa
i

congregazione del s. offizio, e con di s. Maria sopra Minerva, ciò che


pressanti termini, il cardinal Alde- fece sopra un palco, a' 3 settembre
rano Cibo. Sebbene V autore di si 1687, alla presenza del sacro col-
esecrando errore avesse co' suoi se- legio e d' infinito popolo, al quale
guaci vasta corrispondenza, onde era slata promessa per l'interven-
gli furono trovate dodicimila lette- to all' atto V indulgenza di quindici
re d'ogni parte del mondo, e quat- anni ed allrettanle quarantene; e
tromila scudi raccolti da tassa per ad ogni disonestà che il popolo udì
lui imposta ai corrispondenti per nella lettura del processo, gridò
direzione di spirito, onde supplire fuoco, fuoco. Ricondotto alla car-
alle spese di posta (come notò il cere dell' inquisizione, Molinos vi
VaciccheWi, Epist.famil. t. I,p. 220), restò in vita, colla penitenza di
ciò non pertanto con tutte le dili- confessarsi quattro volte all'anno,
genze d' Innocenzo XI non si po- recitando ogni giorno il Credo, e
teva conoscere. Alla fine riuscì a la terza parte del Rosario. A questa
scuoprirlo al p. Segneri celebre ge- abiura d'Innocenzo
seguì la bolla
suita, per cui fatto secreto proces- XI, Coelestis Pastor, de'20 novem-
so dair inquisizione, fu Molinos ar- bre 1687, ^"^^- ^^'"- '• ^'*'' P-
restalo a' 18 luglio i685 nella ca- 44 1> di condanna formale alle ses-
sa che abitava ai Serpenti, e con- santotto proposizioni, e di proibi-
dotto alle carceri di s. offizio. Com- zione delie opere da lui composte
messo dal Papa agl'inquisitori l'e- tam edita quani manuscripta. Morì
^

MOL MOL 37
f infelice Molinos in carcere a' 28 to perniciosissimi errori : per due
dicerabi'e 1696, dicesi peni tenie. mesi si ostinò nella perfidia, ma
Fu dato a' suoi seguaci il nome di ne'dieci giorni assegnatigli per rav-
quietisti^ perchè facevano consisleie vedersi, abiurò gli errori e fu con-
la suprema perfezione nell' annichi- dannato a carcere perpetua in Ca-
larsi per unirsi a Dio, e fissarsi in stel s. Angelo, e alla quotidiana re-
una semplice contemplazione di spi- cita del Credo e Rosario. Con al-
rilo, senza riflessione e senza in- tro decreto dell'inquisizione romana
quietarsi per ciò che può succedere de' i5 febbraio 1688, fu ancora
nel coi'po, ciò ch'essi chiamavano condannata la Contemplazione mi-
orazione di quietiludine. Noteremo slica^ del cardinal Pietro Matteo
che questo nome fu dato nelUi chiesa Petrucci vescovo della sua patria
greca, e nel secolo XIV, ad alcune Jesi, come infetta degli errori di
persone le quali si vantavano d' una Molinos e stampata; il cardinale ne
tranquillità di spinto straordinaria, abiurò gli errori, e diede segni di
e dicevano averla acquistala colla profonda umiltà col voler rinunzia-
preghiera, chiamandosi con greco re a tutte le dignità. Altro sedot-
\oca\ìo\o esicasta, che significa qiiie- to del molinosisrao fu Francesco
tista^ cioè persona che tiensi in ri- Malvai (pretendeva essersi immerso
poso per attendere piìi comoda- prima di lui in questa falsa spiri-
jnente alla contemplazione delle co- tualità), ma pentito scrìsse anzi la
se celesti. Questo medesimo nome vita di s. Filippo Benizi. Successo
fu dato neir antichità a quei mo- nel 1689 ^^ Innocenzo XI il Papa
naci, unicamente occupavansi
che Alessandro Vili, con gran dili-

della preghiera. Nel detto secolo genza estinse le reliquie del mo-
XIV vi furono de' quietisti anco linosismo, senza riguardo a perso-
in occidente, che stavano sempre ne. Siccome per le biografie de* Pon-
seduti ed affatto in ozio, senza al- tefici, seguo in gran parte il No-
cuna occupazione interna ed ester- vaes ex-gesuita, in quella di Ales-
na falso e cattivo riposo, che pro-
; sandro Vili scrissi con lui , che si

duce air uomo ignoranza e accie- adoperò ad estirpare il Molinismoj


camento, per cui si accontenta di egli intese dire MoUnosisnio , per-

sé stesso,dimenticando affatto Dio chè come dotto gesuita sapeva be-


e ogni altro suo dovere. All'arti- ne che il Molinismo^ dottrina del
colo Beguardi parlasi di altri falsi suo confratellop. Molina (Fedi)
spirituali. non è condannato, come dichiaram-
Alla stessa prigionia e abiura di mo a quell'articolo. Che il moli-
Molinos furono condannali a' 4 set- nosismo erasi introdotto in Francia^
tembre 1687 i due fratelli Simone lo dicemmo pure a quell'articolo,
Leoni sacerdote e confessore nel parlando del celebre Fénélon, oltre
monastero de' ss. Quattro, e An- alla sua biografia, ove riportammo
ton maria Leoni laico, ambedue di l'eroico modo cui riprovò 1' errore
Cambiglio presso Como e primari condannato da Innocenzo XU , in
discepoli del laidissimo Molinos. Il un suo libro Massime de* santi
al

secondo avea inoltre erroneamente sopra la vita interiore. Il quietismo


interpretato molti passi della saera \uolsi trasportato in Francia dal p.
Scrittura, e gravemente dissemina- Francesco de la Combe barnabita,
38 MOL MOL
e da mnclama Giovanna Bouviers de 1697. Dichiarazione de^ tre
quietisti,

la Molle de Giiyon, argomento che vescovi, 6 agosti! i6qj. Sommario


enne egiegiamenle Iratlato dal p. della dotti ina del libro che ha per
d. Innocenzo Masson generale dei titolo: Spiegazione delle massime dei
certosini, nella vita che scrisse di santi di Fénélon^ 10 agosto; iutli
monsignor Giovanni d'Aranlhon ve- nel principio 1698: Diversi
del
scovo di Ginevra, e poi per occa- scritti e memorie che riguardano il
sione di due avversari die Io im- libro della spiegazione, ec. con al-
pugnarono su questo aflare, nella tri cheleggono nel t. Vili delle
si

risposta inlilolata Eclaìrcissements; Opere di Bossuet, ristampato in


sur la i'/e (le misscre Jtan d'Iran- Venezia colla data d'Ai gentiua il ,

tlion, Chambery 1700. Vi è anco- qual tomo usci nel 1755^ e contie-
ra La rovina dtl quietismo e del-
: ne tutta la controversia del quie-
l'amor pwv, del p. Guglielmo Felle tismo, come nota il Zaccaria, Sto-
domenicano, Ginevra 1702. Men- ria lett. d' Italia. Fénélon volendo
tre quietismo cominciavasi pei no-
il Scansare censura de' suddetti pre-
la

minali personaggi a propagare per lati, sottomise il suo libro ad In-


Ja Francia, con gravissimo dainio nocenzo Xll, che Io condannò a' 11
della religione, Noailles arcivescovo marzo 1699 con ventitré proposi-
Meaux,
di Parigi, Bossuet vescovo di zioni riportate dal Bernini a p. 74^1
Godei Desinarelz vci^covo di Char- ed egli pienamente vi si sottomise,
Ires, con Gronzon superiore del se- e riparò Io scandalo nel modo il

minario di s. Sulpizio, mossi dalle più luminoso. II Grancolas scrisse


conseguenze che potevano nascere contro il quietismo, ed il Carpzo-
da queste spiritualità, uniti nel ca- vio una dissertazione sul quietismo.
stello d'Issy presso Parigi, d'ordine Avverte il p. Bergier, che se Moli-
di Luigi XlV, procuralo dalla Gu- nos insegnò il quietismo il più ec-
yon per mezzo di madama Main- cessivo, e portato sino alle ultime
tenon, sentendo i rumori che con- conseguenze, i quietisti di Francia
tro la sua dottrina si spargevano, però non dierono ne'suoi errori ma-
nel primo marzo 1694 formarono teriali^ anzi professavano di dete-
Irtntaqualtro articoli per dirigere starli.

le anime pie nell'orazione e via MOLONACO (s.), vescovo in I-

spirituale. Madama Guyon fu quin- scozia. Fiorì nel settimo secolo, e


di rinchiusa in un monastero di divise le fatiche apostoliche di s.

]}-'arigi, e dal suo arcivescovo gli ven- Bonifacio di Ross. Le sue reliquie
ne proibito di più scrivere su que- si custodivano anticamente con mol-
ste materie, e Fénélon strettamen- ta venerazione a Murlach ed a Lis-
te ad essa unito dovè sottoscrivere mora. II suo nome era un tenjpo
Bossuet (Fedi)en\.vo in
tali articoli. celeberrimo nella Scozia, e la sua
combattimento con Fénélon, e pub- festa è segnata a' i5 di giugno.
blicò: Istruzione sopragli stali del- MOLTO ILLUSTRE, Molio Re-
l'orazione, nella quale sono esposti verendo. Titoli d'onore che si danno
gli errori de^falsi mistici, cogli alti a' secolari e religiosi. JVe tratta il

della sua condanna, j6 aprile 1695. J^arisi, Istruzioni per la segreteria.


Istruzione sopra gli slati delCora- Osserva che il titolo A' Illusi re (Fe-
zioncj ed alti della condanna dei di) e quello di Molto illuslre che
MON MON 39
sul principio del secolo XVT soleva cadenza pei monaci e per le mo-
darsi a' principi cadetti, passò poi nache. Sorsero poscia nuovi ordini
ad onorar la plebe, e fu la sorgente religiosi, ed ebbero le loro mona-
di mille conlese e prammatiche, di che; così gli ordini militari, eque-
cui parlai ai ticoli. Quin-
ad analoghi stri ed ospitalieri, quali contaro- i

di il Molto eccellente si
titolo di no le loro militissae^ e(juitissae^
unì coir Illustre e Molto illustre; hospitalariae, se non che in luogo
del titolo Eccellente^ ne trattai al- di guerreggiare, si riunivano queste
l'articolo Eccellenza. All'articolo Il- sante donne a faie orazioni nel
lustre sono diversi esempi sui
vi tempo de' combattimenti, e prov-
titoli di Molto illustre e Molto re- vedevano colle loro mani il vestia-
verendo Signore; di Mollo reveren- rio pei cavalieri, indi ricevevano e
do ed illustre; d'Illustre e Molto curavano feriti, e persino prepa-
i

reverendo; Molto illustre e Molto ravano foraggi ed


i viveri, di i

reverendo; Molto illustre e Molto che diffusamente parla il p. Ono-


eccellente Signore^ ed altri, ed a chi rato da s. Maria nelle sue Dis-
si davano. Il Parisi riporta ancora sertazioni storiche e critiche sopra
esempi di essersi usato il Molto Ma- la cavalleria antica e moderna y se-
gnifico, redi Reverendo e Magni- colare e regolare^ Biescia lyGr.
fico. Le antiche monache de* primi or-
MOMPIZIO o BRIÈ Simone, dini monastici, ad esempio de' mo-
Cardinale. V. Martino IV Papa, naci furono impiegate in copiar co-
MONACA, Monacha, virgo de- dici e libri, come attestano il p.
votay sanctinionialis. Religiosa zitel- Mabillon, praefat. n. LII ; ed il

la o vedova consagrata a Dio coi Lami, De foeminis notariis et anti-


tre voti solenni di castità, povertà quariis p. 669. E pur noto, che
ed obbedienza, in un ordine appro- inventata più tardi la stampa, le
vato dalla Chiesa, e vivente in un monache furono stampatrici, impri-
monastero sotto una certa regola, mendo libri adatti alla professione
vestita di abito uniibrme all' istitu- religiosa. Ma dei pregi delle donne
to che professa. Allorché la brama anche religiose, se ne parla a Don-
di servire più perfettamente Dio na ed altrove. In progresso di tempo
indusse gli uomini a ritirarsi nella si formarono diverse congregazioni
solitudine per attendere unicamen- de'due sessi, che sì sono dedicate
te alla preghiera ed al lavoro, fu- anche al servigio del pubblico, mas-
rono ben presto imitati da perso- sime dopo la fondazione de Chierici
ne dell' altro sesso che abbraccia- regolari (f^edi), benché già eransi
rono lo stesso genere di vita. In distinti nella pubblica istruzione i

origine le persone che abbraccia- benedettini ed i canonici regolari,


rono la non ebbero
vita religiosa anzi Clemente V provvide energi-
altro disegno, Dio che di servire camente alla ripristinazione delle
più perfettamente che nel mondo, scuole claustrali. Intrapreso da tali

e santificarsi colla preghiera, col congregazioni il geloso ramo dell'e-


silenzio, col lavoro, coi servigi del- ducazione civile e religiosa, fu al-
la carità scambievole. Col crescere lora che non potendosi di tale lo-
i monaci aumentarono le mona-
si devole scopo defraudare il sesso mu-
che, come vi fu un tempo di de- liebre, alcune pie donne sull' csem-
,

4o MON MON
pio de' fondutoi'i delle congregazio- grt'gazioni di religiose. AnlicamenlQ
ni regolari, si unirono per stabilire le abbudesse furono polenti ed an-
ancor esse luoghi d'istruzione, scuo- co signore di domiuii temporali ,
le e lavorio per le donzelle. Que- di che parlasi a' loro luoghi. Le mo-
ste femmine educatrici, senza profes- nache come i religiosi hanno uiHzi
sar voti solenni , adottarono abito con eguali titoli, come di segreta-
uniforme, professando vita esempla- ria, camerlenga, sagrestana, maestra
re, talché si rispettarono come mo- di novizie, portinara, ec. Da sorel-
nache claustrali per istruire , edu- monache diconsi Suore (Fedi),
le le
care e conservare le figlie nel buon monache coriste monache velate ,

costume : dal che nacque il voca- mentre le religiose incaricate degli


bolo di Conseivatorii (f^edi) a que- ufìizi minori si chiamano Converse
sti luoghi di educazione, come ne (Fedi). 11 Parisi nelle sue Istru-
furono eietti per togliere dai peri- zioniy avverte a quali monache si
coli le orfane, le abbandonate, ed dica Fostra riverenza. Madre, Suor,
altre esposte al malfare. Si fonda- Donna, Molto reverenda, ovvero
rono monasteri per donne
altresì Mollo reverenda Madre, Reverenda
che si convertirono dalla vita cat- madre, usandosi colle converse il solo
tiva che aveano menata, professan- titolo di Suor o Suora. Moltissimi
do regole di penitenza, come dicem- sono gli articoli in questo mio Dizio-
mo Meretrice, ove si fece men-
a nario riguardanti le monache, ed
zione di quelle che si segnalarono innumerabili i luoghi in cui di
nella penitenza ne' primi tempi del- esse parlasi, oltre tutti gli articoli
la Chiesa, ritirate in aspre solitu- dei diversi istituti sì esistenti che
dini. Alcune pie vergini presero an- non più esistenti. Che la verginità
cora la cura dei poveri e degli in- fu in islima e venerazione anco
fermi, o negli ospedali, o nelle lo- presso i gentili, lo si dice a Ver-
ro case, ed aprirono scuole di ca- gini. /^.Celibato. Per le monache
rità. In oriente le superiore delle e religiose, i conci lii, i Papi, i ve-
sacre vergini si chiamavano anime scovi ed altri emanarono utili prov-
cioè madri, che s. Agostino appel- videnze, le principali delle quali
la preposi te, e s. Benedetto abba- sono riportate a' loro articoli.
desse. La vita monastica degli uomini
Sino dai piti antichi secoli le principiò colla Chiesa, e con regole
monache appellaronsi con diversi cominciò in Egitto verso la metà del
nomi, ascetriae^ nonnae, moniales^ secolo 111; nel seguente s. Basilio
tnonastica^ caslimoniales, sanclimO' fondatore de* basiliani, parla de'nio-
nialeSf velalae, sponsae Domini^ so- nasleri di religiose, ne' quali vi era
rores, ancillae Dei, reclusae, cano- una superiora, cui tutte le altre do-
nicaCf saeculares^ virgines prh'atae, veano obbedire; iiiculca loro gli stes-
viduae velatae. Sino dal V secolo si doveri e le medesime pratiche
s'introdusse il titolo di Abhadessa che avea prescritto a' monaci j ve-
(Fedi)j dato alla Superiora o Prio- nerandosi per fondatrice delle Bar
ra del Monastero (Fedi), chiaman- sdiane [Fedi) la sua sorella s. Ma-r
dosi generale presidente , vicaria ,
crina; e s. Giovanni Grisostomo te-
,

o con altre denominazioni le supe- stificache in Egitto le radunanze


riore generali di alcune delie cou- ^eile vergini erano quasi tutte uu-
MON MON 4i
merose come le case dei cenobiti, e Del rito greco, lib. II , cap, XIV.
Joda le vedove che giorno e iiotle Egli riferisce che la maggior parte
celebravano le lodi di Dio, Oltre degli scrittori più giudiziosi danno la
queste vergini e queste vedove vi- gloria a s. Sinicletica alessandrina ,

venti in conmune, senza dubbio al- che tempo di s. Antonio,


fiori nel
cune altre dimoravano presso i loro d'essere stata la madre delle reli-
parenti, e si distinguevano dalle al- giose, e fondatrice di donne viventi
tre persone del loro sesso colla vi- in perfetta comunità, avendo fon-
ta più ritirata, cogli abiti piti mo- dato i primi monasteri delle ver-
desti , colla pietà più esemplare ;
gini nella solitudine, come s. Anto-
roa sembra che nell'oriente, ovun- nio istituì i primi cenobi de' mo-
que si trovarono in gran numero, naci nel deserto; onde al pari dei
si giudicò utile che vivessero in co- monasteri degli uomini sono anti-
mune in uno stesso monastero, sot- chi i chiostri delle vergini : quanto
to una regola uniforme. Altri vo- all'epoca in cui morì s. Sinicletica,
gliono che l'origine delle monache alcuni la riportano al fine del IH
rimonti tempi degli apostoli, poi-
ai secolo, altri al 3io, o 358, o 365.
ché s. Paolo esortò allo slato celi- JNoteremo che attribuendosi comu-
be e verginale, ed il loro discepolo nemente l'istituzione della vita re-
s. Ignazio, ep. ad Tarsenses, ram- golare delle sacre vergini a s. An-
menta : Eas quae sunt in virginì- tonio abbate, s. Atanasio nella sua
tate, ho fiorate ut sacrai Chris ti. Lo vita riferisce che pose la di lui stes-

si esso, weW'ep. ad Philippenses, di- sa sorella a presiedere ai monasteri


ce : Saluto congregadonem virgi- da se istituiti, e la visitò menUe
iiuni. S. Cipriano che patì il mar- era modello alle monache di tutte
tirio nel 258, néì'ep. 5i scrisse : le virtù. Ordini remgiosi.
J^.

Jloret Ecclesia tot virginibus coro- 11 padre Bonanni nel Catalo-


nata, et casti tas ac pudicitia teno- go degli ordini religiosi, nella par.
reni gloriae suae servai. Il To- 2, p. 70 e 81, riporta Je figure
massini, Discipl. ercl. t. I, I. 3, e. 2, delle monache di s. Macario nel-
n. 9 e 10, dice che s. Paolo avvisa l'Egitto, e di Pacomio o Taben-
s.

che nei primi lenjpi del cristiane- nesi. Delle prime, osserva che s. Ma-
simo incominciò l'istituto delle don- cario fu per novant' anni discepolo
zelle che consagrano a Dio la pro- di s. Antonio, che in questi ebbero
pria verginità , essendone segno il i monaci uno specchio di santità,
velo; osservando il Rinaldi all'au- così le sacre vergini in Sindetica o
uo 5j, n. 5S, che ne' primi lenjpi Sinicletica, la quale alcuni dissero
della Chiesa incominciarono i col- superiora delle monache del s. Se-
legi delle sante vergini e vedove, polcro fondato in Gerusalemme [E e-
detti, poi monasteri. Che alcuni di di) da s. Elena imperatrice l'anno
loro ne' primi tre secoli vivesseio 337 aggiunge che le monache d'E-
:

in compagnia di altre vergini fuori gitto vestivano di color leonino o


^ella casa paterna , lontane dalle cappellino, usando sopra le vesti
domestiche cure, e occupate unica- pelle o cappa nera, sebbene s. An-
mente alla contemplazione delle co- tonio alcune volte vestì lana bian-
se celesti e alla mortificazione dei ca. Quanto alle monache di s. Pa-
sensi, lo afiferma pure il Rodotà, comio, egli pose ne' monasteri da
,

42 MON MON
lui rondati la propria sorella per gran numero di donne, dopo che
mndre; ed il p. Bouanni dice die 8. Sindetica vergine rilirossi nel de-
in Tabenne, luogo della Tebaide, ai serto della Tebaide, istituendo un
ten)[)i di s. Girolamo erano molti monastero romite di cui fu ma-
di
monasteri di monache istituite nel dre e superiora, seguendo la rego-
340, uno de' quali ne contava quat- la di s. Antonio. Vestivano abito
trocento, essendo divisi da un fiu- color leonino, con lungo mantello
me quelli degli uomini fondati da nero chiuso nel collo: cuoprivano
s. Pacomio, morto nel 4^^ ^^^^c • il capo e le spalle con panno bian-
sole feste un sacerdote e un dia- co. InOxirimquo città dell'Egitto,
cono si recavano ai monasteri pel lungi 3o leghe da Menfi, oggi Beh-
ministero del di via sagramento. I neci, riferisce Rufino, De vita pa-
cadaveri delle monache venivano truni lib. 1, cap. 5, che vi erano
decentemente sepolti nella loro se- diecimila monaci e ventimila mo-
poltura presso i monaci ; le mona- nache. Tale è l'origine delle mo-
che tabennesi erano vestite di to- nache nell'oriente, al cui esempio
naca nera con scapolare grigio fre- presto ebbero origine quelle d'occi-
giato di croce bianca sul petto dente.
mentre l'immagine della sorella di Le monache d'occidente si diffu-
s. Pacomio ha diverse crocette in- sero prima in Italia, e specialmen-
torno il cappuccio e mezzetta. II te in Roma. Se ne attribuisce Tin-
medesimo p. Bonanni par. 3, p. i5 ti oduzione a s. Atanasio, a s. Am-
e 16, traila delle monache di s. I- brogio, a s. Martino di Tours, ed
larione e dell'Egitto. Delle prime in Africa a s. Agostino: su di che
narra che s. llarione si portò dalla sono a vedersi le loro biografie e
Palestina per l'Egitto onde appren- gli articoli Milano, Agostiniane,
dervi da s. Antonio la vita anaco- Canonichesse, Ippona, e quanto sul-
retica. Tornato in Palestina fondò r origine delle monache in Roma
monasteri, ed a sua imitazione cer- ed in Milano dissi nel voi. XX,
ta Maria verso il 325 promosse l'i- p. I 3 e 1I 4 del Dizionario ed
1

stituto di vergini solitarie, dando lo- altrove. Si celebra s. Agostino ve-


ro regole uniformi a quelle di s. scovo d' Ippona, come il primo che
llarione. Dice ancora che Maria di- abbia istituito una congregazione
venne superiora del monastero del di religiose, e che per loro compose
santo Sepolcro mentovato, e che regole che ne porta il nome, men-
fu madre e fondatrice di molte tre è noto che sua sorella Prin-
monache, le quali vestivano to- cipia ne fu la prima superiora, ta-
naca grigia con mantello cor-
, le da lui dichiarata. E difficile fis-

to e chiuso, di color lionato: co- sare l'epoca precisa in cui le mo-


privano il capo d'un panno nero, nache cominciarono a far profes-
cinto sopra la fronte con fascia sione solenne di verginità, riceven-
bianca. Parlando poi delle mona- do dal loro vescovo il velo e l'a-

che d'Egitto, il p. Bonanni riferi- bito monastico. All'articolo Mitra


sce che s. Antonio
suo esempio col parlammo di quella o cuffia che
e regole di vivere santamente, fu per distinguersi portavano le mo-
imitato non solo da un gran nu- nache in Africa, che s. Girolamo
mero d'anacoreti, ma anco da un chiamò slammeum \'ir^inale, osseo-
MON MON 43
(lo di Iona color di porpora. Nel calsi. S. Leone I nel 4^^ P*^'"
O'*'"

111 secolo Tertulliano, nel suo trat- viare a questo disordine proibì da-
talo De virginihus velandis, non re il velo alle zitelle prima di
solo parla delle vergini consecra- quarant'anni ; l'imperatore Majo-
te a Dio, ma di tutte le giovani riano confermò questa proibizione
zitelle, quali voleva che avessero con una legge, e il concilio Aga-
sempre il volto coperto. Sui primi tense del 5o6 l'adottò. Non fu ne-
esempi della piofessione solenne, si cessaria la stessa disciplina quando
riporta quello di s. Marcelli na so- i costumi divennero più moderati,
rella di s. Ambrogio, che ricevette e cessò l'abuso; perciò si permise
l'abito e il sacro velo dalle mani in seguilo la professione religi<jsa
del Papa s. Liberio, il giorno di per le zitelle a venticinque anni,
Natale 353 o 353 nella chiesa di ed il concilio di Trento la fissò per
s. Pietro diKoma, piesente moltis- il più presto a sedici anni compiti,
.••imo popolo, come accennai parlan- proibendo ai genitori forzare le fi-

do delle monache di s. Ambrogio. glie a farsi monache: il medesimo


Nel voi. XXVI, p. 195 e 196 del concilio proibì eleggersi per prio-
Dizionario, descrivendo il monaste- ra, superiora ed abbadessa, chi non
ro di s. Ambrogio della Massima abbia quarant'anni, e chi non ne
in Roma, lo dicetnojo come il più avesse passati otto nella professione
antico dell'alma città, e fondato con lodevole condotta ; in caso di
da s. Marcellina nella casa de' fra- penuria di soggetti, permise eleg-
telli s.* Satiro e s. Ambrogio, ove gersi di trentanni, con aver cin-
tratte dal suo esenipio molte no- que anni d'incprensibile professio-
bilissime vergini si consacrarono al ne. Fuvvi ancora altro eccesso per
Signore, Nana il Rinaldi, che se quelle veigini o vedove eh' erano
Licinio fece con vari supplizi mo- violentate a stare ne' pericoli del
rire nel 3 16 Ammone diacono con mondo, con impedir loro la vita mo-
quaranta vergini e monache ch'egli nastica, laonde talvolta fuggirono
istruiva,l'altro imperatore Valen- travestite in abito monaco, e
da
tiniano I nel 370 fece esenti le si racchiusero tra' monaci: tal dis-
monache dal censo dt^lla plebe, co- ordine venne represso dal concilio
sì le vedove e i pupilli. In Fran- di Gangres {^l''tdi). Quello in Trul-
cia ne'primi del V secolo già esi- lo proibì a quelle che volevano
stevano le Dionache, perchè il con- monacarsi l'adornarsi con abili pre-
cilio Epaonense del Sij proibì en- ziosi gemme, per non far
e cre-
trare ne'Ioro monasteri: all'articolo dere che lascino mondo con il rin-
s. C.ASsrANO pallai delle monache crescimento. La forma universale
da lui istituite; a quello di Arles monastica in occidente, ed una di-
si disse del monastero fondato da s. sciplina regolare si deve a s. Bene-
Cesario verso quel ten»po. Nel V detto, laonde da esso e da sua^^o-
secolo alcuni genitori in Roma ed rella s. Scolastica ebbero origine le
altrove ebbero la crudeltà di co- monache Bcaedelline [Fedi), divide
stringere le loro figlie a farsi re- in moltissime congregazioni e de-
ligiose, se brutte o difettose, vio- nominazioni.
lentando quelle belle e vistose che Le monache si diffusero talmen-
ne aveauo vocazione a non mona- te in Italia, che assediando i Ioi]|-
,

44 MON MON
gobardi Roma nel SgS, narra Gio- nar del VI secolo ancelle di Dio,
vanni Diacono lib. 2, cap. ay, giù e con altre denominazioni riferite.
{>ierano radunate tremila vergini, A tale istituzione il re Luitprando
che chiamavano monastrìas\ le qua- die leggi sulla perpetua continenza
li vedendo una carestia inevitabile, e ritenzione dell' abito religioso,
sagrifìcarono le proprie sostanze per sebbene senza voto, castigandosi se-
comprar viveri, e distribuirli agli veramente il mal costume. Quel re
indigenti. All'articolo Clausura non però concesse non pochi privilegi
solo parlatnmo della sua orìgine, e alle religiose dimoranti ne* chiostri,
perciò anche di quella delle mona- vivendo velate e ritirate al se-
che, ma
pure della clausura me- colo. Interpellato il Papa s. Zacca-
glio ordinata da s. Gregorio I, il ria del 74 1, se le monache pote-
quale riconobbe dalle orazioni del- vano esercitare alcuni uffizi in chie-
ie monache preservata Roma da sa, rispose negativamente, appoggia-
detto assedio. Ordinò ancora il Pa- to sulla lettera di Papa s. Gelasio
pa, che i negozi delle monache 1 a' vescovi di Lucania, senza far
fossero trattati dai ministri del ve- menzione de' decreti de'predecesso-
scovo, acciò non uscissero dal mo- ri s. Sotero e s. Ronifacio I, cui
nastero; che le abbadesse fossero di si attribuì il divieto alle sacre ver-
sessanta anni, onde potessero riscuo- gini di non toccare i vasi sacri, le
tere rispetto dalle monache anche palle che cuoprono il calice, ne
più nobili, in un tempo che geni- i incensare nelle chiese. Il Berlendi,
tori collocavano contro voglia le figlie § III, Delle ohblazioni all' altare
ne'raonasteri; ed i re di Francia parla di quelle che facevano le mo-
ebbero allora in costume mandar- nache di pane e vino assistendo al
vi le loro bastarde, le quali sapen- sacrifizio, citando le testimonianze
do essere di regio sangue, non vo- di s- Agostino e del p. Marlene,
levano star soggette alle badesse. e che le monache lavoravano le
Dacché i longobardi stabiliti in I- ohblazioni e le offrivano, quali poi
talia cominciarono a deporre la lo- nel IX secolo fecero le sole con-
ro nativa barbarie, ed i re della verse, mentre pare che dopo il se-
nazione divenuti cattolici si fecero colo XI venisse vietato alle mona-
a proteggere le chiese, vi si rista- che r offrire, massime in mestruo
bill l'istituto monastico, anzi con- tempore j come alle altre donne.
corsero eglino stessi colle reali loro All'articolo Certosine dicemmo co-
consorti a fondare alcuni chiostri, me sono consecrate dal vescovo con
sì di monaci_, che di monache, le rito particolare, che usano e sono
quali non vi erano legate con ri- sepolte colla stola e col manipolo.
gorosa clausura. Tra le monache F. Messa ed altri articoli relativi
fiorirono certe femmine dette [an- ad uffizi e indumenti ecclesiastici, e
celle o serve di Dio, religiose, ve- Diaconesse, donne che nella primi-
late vestite di abito religioso, o tiva Chiesa esercitavano uffizio assai
con altra simile appellazione distin- simile a quello de'diaconi, con vo-
te, che nelle proprie case dimora- to di castità perpetua. Il Sarnelli
vano co' parenti, o da se sole in nelle Leti. eccl. t. Ili, lett, IV, di-
particolari abitazioni: in Milano ce che giova ed è profittevole alle
furonvi donne chiamate nel decli- monache la recita dell'uffizio divir
MON MON 45
no, ancor che non l'intendano. Nel che, narra che coloro i quali am-
t. V, lett. XLIV, tratta se la mo- ministravano gli affari temporali, e
naca possa nella messa solenne can- che esercitavano la medicina e chi-
tare dal sua coro 1* epistola e le rurgia, dovevano essere del nume-
lezioni; quando sì canta la Pas-
e ro degli Eunuchi (Fedi). Per for-
sione, se le monache possano fare mare un'idea della disciplina che
da turba. Quanto all'epistola, dice nell'oriente usava nel secolo pas-
si

non potersi cantar nelle messe so- salo, è a sapersi che i monasteri
lenni; però le monache possono di Atene non ritenevano del mo-
cantare tutto quello che si canta nacato che semplice ombra, non es-
in corOj ma non quelle cose cui sendo le monache soggette né a
sono ex officio destinati i propri regola, né alla recita dell' uffizio,
ministri; altrettanto dicasi sul can- essere divenuti piuttosto conserva-
tar la Passione. Avverte poi, con torli. Descrivendo Leone Allazio il
la Glosa, che le monache possono tenore di vita e regolamenti delie
leggere il breve evangelo nel mat- monache viventi in comunità nel-
tutino dell'uffizio, non in altre fun- l'oriente, dice pure dei loro abili,
zioni e della messa. Nel concilio lavori, digiuni e celebrazione de'di-
che s. Gregorio II celebrò nella vini uffizi; e che non erano sog-
basìlica vaticana, scomunicò chiun- gette alle leggi della clausura pre-
que avesse sposato una monaca_, scrittada Bonifacio Vili, il quale
diaconessa^ o Presbiteressa (Vedi); per rimediare a molti disordini e
più tardi il Colonia del
concilio di mettere freno alla licenza delle mo-
i536 pronunziò l'anatema contro nache, fu il primo che variò l' an-
quelli che costringessero alcuna don- tica disciplina; invece le monache
na ad entrare in monastero per greche, con licenza della superio-
farsi religiosa, e checontro quelli ra, uscivano e ritornavano al chio-
senza giusto motivo ponessero im- stro secondo l'antico costume. Il

pedimenti a chi bramasse monacarsi. Rodotà riferisce ancora la pernicio-


In oriente gì* imperatori e le sa consuetudine, che l'ungo tempo
imperatrici gareggiarono fra loro vi fu in de'monasteri dop-
oriente,
nel fabbricare monasteri a fine di pi, cioè de'monasteri di monaci e
formare un sacro ricovero alle don- monache costruiti gli uni vicini
zelle bramose di consecrarsi a Dio, agli altri; abuso sorgente di gravi
ne lasciarono diligenza alcuna per inconvenienti, e facile occasione per
arricchirli: cospicuo e celebre fu far deviare dal retto sentiero le

quello eretto nel 1 1 18 dall'impe- persone consacrate a Dio. Tal dan-


ratrice Irene con rendite pel man- nevole uso fu in vigore fino dal
tenimento quaranta monache,
di VI secolo, e non ostante le leggi
perciò dispensale da qualunque con- degl'imperatori e canoni de'conci-
tribuzione e dalla Dote [i^edi), al lii continuò a diffondersi e si man-
quale articolo si parlò di ciò che tenne. Si può credere che derivas-
riguarda la dotazione religiosa ;
se dalle terapeutidi, vergini anziane
chiamandosi Livello [Vedi) V asse- le quali menando vita penitente
gno vitalizio che godono le mona- vicino agli uomini terapeuti nella
che pei particolari bisogni. Il Ro- solitudine (gli uni e le altre da
dotà, parlando delle monache gie- alcuni furono riconosciuti per mo-
46 MON MON
naci e monache), intervenivano alle Nel il iioo
b. Roberto fondò
loro adunanze per ascoltare i pre- la congregazione monastica di Font-
celli cheproponevano da chi vi
si Evrauli (P'edi), costituendovi per
presiedeva. Le donne assistevano superiora generale dell'ordine una
da una banda separale dagli uonii- religiosa : questo istituto si compo-
dì, e divise per mezzo d'una pare- se di molti monasteri di uomini e
te alta 3o4 cubiti. In alcune solen- di donne, che obbedivano tutti al-
nità dell'anno le donne erano in- la superiora. Nel 11 38 il concilio
vitate dai terapeuti a cibarsi alla di Londra proibì alle religiose l'uso
loro mensa, e ad esercitare in co- dello pelliccie di prezzo^ come di
mune altri ufiìzi; h loro conversa- armellino o martora, le scatole d'o-
zione nonilimeno era tutta di spi- ro, e l'arricciarsi i capelli. Urbano
rito e praticata con molta cautela. III in Verona lamentò con Fede-
si

Essendo passati i secoli apostolici, rico I perchè usurpava beni delle i

ne'quali i cristiani ottimi e inge- monache, cacciandole dai monaste-


nui fedeli senz'ombra di scandalo ri col pretesto di riformarle. 11 p.
trattavano e conversavano con don- Chardon nel t. II, p. 78 e seg..
ne, ed estinta l'antica pietà e in- Storia dei sagramenti ,
parlando
tiepidito il fervoie, Giustiniano I delle abbadesse usurpatrici di giu-
giudicò necessario proibire la vici- risdizione ecclesiastica represse dai
nanza pericolosa de'monasteri delle vescovi, dice che talvolta pretesero
monache con quelli de'raonaci, per- il diritto di ascoltare le confessioni
ciò chiamati monasteri doppi. Rin- delle loro monache, anco de' pec-
novati poi tali disordini, gli estirpò cati più gravi, e la regola di s.

in gran parte il concilio Niceno il. Donato sembra averle in ciò favo-
Non passò in occidente l'abuso dei rite, ordinando che le religiose tre
monasteri doppi, per la vigilanza volte al giorno rivelino i loro di-
di s. Gregorio I, il quale encomiò fetti alla superiora ;
quindi le ba-
Gennaro vescovo di Cagliari, per desse s' innoltrarono con usurpare
aver impedito che un monastero prerogative inconvenienti al loro
di monaci si fabbricasse vicino ad sesso, ciò che obbligò i vescovi met-
altro di monache. Tra le nazioni tere limiti alla loro alterezza. Fu
cui rimasero alcuni monasteri dop- quindi proibito alle abbadesse dar
pi, nominei-emo maroniti. Nota i benedizioni, imporre le mani, cioè
il Rodotà che le monache basiliane dar penitenza o l' assoluzione pei
ed altre d'oriente passate in Italia, peccati. Innocenzo III
Informalo
sotto la direzione di eccellenti mae- dell'arroganza d'alcune abbadesse
stri, riuscirono esemplari in Roma, di vSpagna, che benedivano le loro
in Napoli, nella Calabria ed in Sici- religiose, le confessavano, e predi-
cilia ove si stabilirono, avendo ab- cavano pubblicamente, ingiunse ai
bracciato il rito latino quelle di vescovi di Valenza e di Burgos di
Napoli e Roma che adottarono la rimediare a sì gran disordine, ed
regola di s. Benedetto, le quali se- impedir tanto abuso. In questo tempo
condo il Rodotà non condussero dal- ebbero origine gli ordini domenicano
l'oriente il corpo di s. Gregorio e francescano, ed altri da cui de-
Nazianzeno, ma l'ebbero dipoi al rivaiono monache che tuttora fio-
modo che narra a p. 7 r e seg. riscono. Dichiarando s. Pio V qua-
MON MON 47
li fossero gli ordini Mendicanti (l^e- funzione il numero 63o del Diario
<//), confermò lojo privilegi comu- i di Roma. Benedetto XIII nel 1724
ni alle loro monache. Clemente Vili vestì suor Maria Orsini monaca
colla bolla Beligiosae, de' 19 giu- benedettina in Campo Marzo, e nel
gno 1594, ^"^^- Rom. t. V, par. monastero delle barberine due fi-
II, p. 3 I, rinnovò la proibizione al- glie del principe Pamphilj come ,

le monache di far donativi e re- si ha dai numeri i 146 e 1167


gali. Alessandro VII con bolla dei de' Diari di Roma. Delle due ve-

24 settembre 1657, Pro commis- stizioni fatte da Benedetto XIV nel-

so, presso il Bull. Rom. t. VI, par. le carmelitane di Regina Celi nel
IV, p. 194? moderò le grandi spe- 1746 e nel i755_,di due figlie
se che si facevano dalle monache del contestabile Colonna, ne facem-

nelle loro feste, velazioni e profes- mo parola nel voi. X, p. 5i del


sioni; indi a' IO marzo 1692 In- Dizionario: le descrizioni si leg-
nocenzo XII la confermò con bol- gono nei numeri ^^^Z, 4?^^ ^
la presso il t. VII,
Bull. Magn. 5967 del Diario di Roma.
p. 266. Nel 253, evvi
t. Vili, p. Zelante Benedetto XIV della clau-

poi l'editto de' 2 marzo 1707 con sura, al modo detto a quell'artico-
cui Clemente XI ordinò T osservan- lo, venendo a sapere che molte
za di tali costituzioni, prescrivendo monache in Portogallo, col prete-
inoltre chene'Iuoghi ove dalle novi- sto di curare la propria salute u-
zie si suol fare qualche ricreazione scivano dalla clausura , e si tratte-

alle monache, non si potesse supera- nevano fuori lungo tempo, girando
re la spesa di quattro paoli per cia- per le on-
strade e pei spettacoli ,

scuna monaca. Avendo rinnovato de nascevano scandali, a porvi ri-


tali ordini e vedendo che molte medio, colla costituzione Cwn sa-
monache per emulazione spendeva- crarwn virginum, del primo giu-
no molto nel ricevere e lasciar le gno 174', Bull. Magn. t. XVI, p.
cariche, vessando i parenti per es- 3o, ordinò che subito rientrassero
sere soccorse, a' 28 luglio 1708 nelle clausure, e tolse alla Congre-
con prescrizione riportala a p. ^\o gazione de' vescovi e regolari ( Vedi)
loco citato, proibì siffatte spese sot- la facoltà di concedere per l'avve-

to pena di privazione di voce at- nire la licenza che le monache po-


tiva alle monache che le facessero tessero uscire dai loro monasteri.
e alle superiore che le permettes- Inoltre Benedetto XIV emanò utili

sero. Per togliere ogni occasione di regolamenti sui confessori straordi-


spendere, con circolare de' 26 gen- nari delle monache, come si disse
naio 1709 comandò alle monache nel voi. XVI, p. 108 del Diziona^
di consegnar la dote alTabbadessa, rio; avendo pioibito il concilio di
la quale dovesse custodirla nella Colonia a' confessori interrogare le

cassa comune per le necessità del religiose sopra certi peccati de' quali
monastero. Innocenzo XIII avendo non si accusano, per non insegnar
da cardinale vestite nel monastero loro ciò che ignorano. Lo stesso
di s. Teresa alle quattro fontane concilio avea disposto, che oltre il

due figlie del principe Ruspoli e confessore ordinario, il vescovo o


sue pronipoti, nel 1 72 1 si portò altri superiori ne assegnassero altro
a dar loro il velo, descrivendone la estraordinario due o ire volle al-
,

48 MON MON
Tanno per udir le confessioni di zio di Parigi Giraud ricevette iri
tulle le religiose. Olire quanto di- nome di Clemente XIV la profes-
cemmo a Confessore, si può vedere sione monasticn della figlia del re.

il Barelli, Resolutionum praticaruin Nel 1801 pel possesso di Pio VII
prò confessariis inonialium^ Bono- questi permise che ne vedessero il

iiiae 1713. In questo anno 1847 passaggio nel monastero delle car-
il p. Bonaventura da Palermo mi- melitane de' ss. Marcellino e Pietro
nore osservante ha pubblicato 1' u- le benedettine di Campo Marzo, e
tilissima opera : // novello confes- vi pernottarono nelle sere prece-
sore di monache. Inoltre Benedetto denti per la dilazione della funzio-
XIV, rinnovando i decreti de' suoi ne : al citato articolo Clausura si

predecessori, mediante la costitu- disse come a tali benedettine viene


zione, Gravissimo animo, de* 3 i ot- permesso l'annua visita delle sette
tobre 1749, Bull. Mngn. t. XVIII, chiese, licenza che prima consegui-

p. 54, ordinò che ninno ecclesia- vano altre monache anche per gli
stico secolare o regolare di qualun- anni santi. Nel numero 12 del Dia-
que dignità, compresi ancora i ve- rio di Roma 1801 si riferisce che
scovi fuori della loix) diocesi , po- Pio VII celebrò la messa nel mo-
tesse andare ai parlatorii de' mona- nastero delle oblate di Tor de* spec-
steri delle monache senza licenza chi, e vesti monaca d. Lavinia fi-

de' rispettivi ordinari, giacche que- glia del principe Gabrielli, che as-
sti sono dati dai sacri canoni per sunse il nome
Maria Luisa. Neldi
custodia della clausura delle reli- numero 248 1802 si descrive
del
giose. Sulla giurisdizione vescovile la vestizione fatta nel monastero
ne' monasteri di monache, Clemen- delle mantellate da Pio VII, della
te XIII pubblicò la bolla Inter nini- fondatrice suor Maria Giuliana Ma-
tiplices^ degli 11 dicembre 1758, sturzi, di sette compagne e quattro
Bull. Boni. Continuatio, t. I, p. 72. converse; e nel numero ^1 del
Inoltre Clemente XIII col breve 1804 come il Papa ricevè la pro-
Illustre monasterium, de' 1 3 marzo fessione di esse. Nelle vestizioni delle
1761, Bull. Boni. Continuatio t. II, monache in alcune diocesi hanno
p. 72, alla superiora del monaste- luogo i padrini e le madrine, co-
ro di s. Caterina di Venezia die il me pure si fa da chi gli dà le ve-

titolo d'abbadessa, appellatio mater- sti un discorso analogo alla voca-


nam erga filios pietateni significat; zione religiosa, e talvolta si recita-
di usare ne' giorni solenni il baco- no anche da altri, uno de' quali è
Io, esprimit mansuetudinem, teinpe- quello di Gioacchino de Agostini
ralani cuni animadversìonis severi- intitolato: / chiostri, orazione, To-
tate, e l'anello , designai beatissi- rino i836. I parenti poi e gli a-
jìiani Ulani et sempiterna ni chari- mici sogliono applaudire alle mo-
tatisconjunctionem curn divino spon- nacazioni con componimenti in ver-
so Jesu Chrislo. V. Bagolo, Anel- si e stampati. Qui noteremo, che
lo, e per la cerimonia dello spo- il concilio tenuto nel secolo VII in
salizio dell'abbadessa benedettina di Toledo, ordinò che il velo delle sa-
Firenze coll'arci vescovo, il voi. XXV, cre vergini fosse di color porpora
p. 46 del Dizionario. Nel voi. XXX o nero, onde cuoprirsi tutto il voU

poi, a p. 8i dicemmo come il nun- lo: a' tempi di s. Girolamo le mo?-


MON MON 4^
nache si avvolgevano il velo intor- rìrono per santità di vita, e quelle
no alla faccia, lasciando libero so- che veneriamo sopra gli altari ; cosi
lamente un occhio per vedere. Le ancora le regine, principesse e si-
religiose non possono essere gover- gnore, che disprezzando le umane
nate se non che da uonnini quanto grandezze, a queste preferirono l'u-
allo spirituale, e per tutte le funzio- mile vita monastica e l'esercizio del-
ni che sono interdette alle donne; le pih belle virtù.
ma per ciò che riguarda la discipli- MONACHI o MOINE Giovanni,
na interna del chiostro, la superio' Cardinale. Giovanni le Moine o
ra o abbadessa vi esercita un'auto- Monachi o Monaco, detto ancora da
rità quasi eguale a quella che ge- Canchres, nato da una Simiglia fe-
neralmente viene accordata ai su- conda di uomini grandi in Cressy»
periori de' religiosi. Vi sono molti castello della diocesi d'Amiens nel-
monasteri di donne che a motivo la Picardia, dottissimo in entram-
delle regole che professano parteci- be le leggi, nelle quali ottenne la
pano all'esenzione degli ordini re- laurea, essendo canonico di Parigi,
golari, di cui seguono la medesima e consigliere del re Filippo IV, por-
regola, e che trovansi sotto l'autorità tatosi in Roma e dati in questa
de'superiori degli ordini stessi, uso città luminosi contrassegni di virtà
che confermò ilconcilio di Tren- e dottrina, fu eletto uditore di ro-
to. Quanto al temporale delle mo- ta, ed in tale occasione contrasse
nache, i canoni impongono ai ve- stretta amicizia con Carlo II re di
scovi di sorvegliare a tultociò che Napoli, nella qual città a sua istan-
riguarda l'amministrazione de' be- za s. Celestino V nel settembre 1
294
ni stabili, all'impiego delle rendi' lo creò cardinale prete de' ss. Mar-
te, all'esame dei conti, ed alla cellino e Pietro, legato d'Avignone,
sicurezza per 1' impiego del de- cancelliere di s. Chiesa e vescovo di
naro. Il citato Sarnelli toni. VII, Meaux, in che non convengono i
lett. XX, mona-
discorre , se la Sammartani. Fondò in Parigi un
ca soprannumeraria morendo qual- famoso collegio presso il sobborgo
che monaca numeraria, possa sur- di s. Vittore, detto dal suo cogno-
rogarsi in luogo di questa ; e che me il collegio le Moine, per coloro

la prefissione del numero deve es- unicamente che applicare si voles-


sere fatta dal vescovo diocesano, sé sero allo studio della teologia. In-
i monasteri sono a lui soggetti, ma caricato da Bonifacio VIII nel i3o2
se poi sono soggetti ai superiori re- della legazione al re di Francia in-
golari, deve farsi da essi unitamen- sieme col cardinal Roberto, furono
te al vescovo, come dalla bolla Deo ambedue fatti guardare e ritenere
sacris Virginio US, di Gregorio XIII. sotto sicura e onesta custodia da
Nella seguente lettera il Sarnelli quel sovrano, che il cardinale avea
spiega le parole dell'antifona : In- commissione di dichiarare scomu-
tercede prò devoto foeniineo sexii^ nicato, nel caso che non avesse ap-
parla delle donne dette divote, idest provato gli articoli che gli avreb-
Deo votae^ c\ok votate a Dio per- be presentato a nome del Pontefi-
petuamente, e delle monache che ce. Nicolò Benefracto famigliare del
si distinsero nelle sacre lettere, es- cardinale, che seco recava le lette-
sendo innumerabili quelle che fio- re di Bonifacio Vili, fu con estre-
VOL. XLVI. 4
, ,

5o MON MON
ma doglia de] legato chiuso in car- baiti (Fedi), ma essi furono i falsi

cere, ad outa delle solenni proteste apostolici e i monaci vagabondi


latto dal cardinale , che in quella viventi due o tre pev cella, onde
occasione inostrò un petto di bron- per ri|ìa l'are a' loro disordini fece
zo, e si fece conoscere difensore e conoscere in oriente la necessità di
vindice acerrimo della libertà ec- obbligare coi voti i monaci ul loro
clesiastica. Composte
meglio le alla stato,precauzione lodevole che si
diiferenze di quel sovrano , il car- deve a s. Basilio. Di siffatti monaci
dinale se ne ritornò in Avignone parla il Rodotà nel t. II, p. 20. I
dove a nome della santa Sede e- cenobiti furono propriameule i mo-
sercilò la carica di legalo, e dopo naci conosciuti dall'antichità, ed os-
aver scritto una ben inlesa ed eru- serva il Sarnelli, Lett. eccl. t. Vili,
dita glossa iul dirUlo canonico, ed leti. Se Paolo primo
affanti s. ere-
alcuni commentari sul sesto delle mita ve ne furotiù altri , che il pri-
decretali, morì in Avignone nel r 3 1
3, mo concilio ili cui si trovi la pa-
e trasferito in Parigi rimase sepol- rola MonachuSj è quello di Calce-
to tiella chiesa del magnifico col* donia del 4^^» «on esistendo tal
legio da lui fondato^ con illustre nome fra i primi cristiani orientali
elogio. Sì trovò presente a tre con* o latini. Distinguendosi dal monaco
davi. ilFrate (Fedi), ivi notammo che
MOxXACO, Monnclius. Religioso anticamente frate e monaco soveìi-
che si consacra a Dio coi tre voli te significò lo stesso, anzi fu titolo
solenni di castità, povertà e obbe* comune a qualsivoglia religioso clau-
dienza , in un ordine ó congrega* strale, anche canonico. Parlando il

zione approvata dalla Chiesa, e vi- Sarnelli del titolo di Don (Fedi),
vente in monastero o cella sotto proprio de* monaci, dice che i Chie-
una certa regola, e vestito d'abito rici(Fedi) finche vissero in comu-
iuiiforiì»e all'istituto che professa. Il ne chiamaronsi fratres^ e la comu-
nome di monaco, tratto dal greco nità fralernitasj e che anticamen-
monachos f
solitario, unico, solo, te chierici o monaci si appellavano
nella sua origine servì per indicare col titolo di fratelli, ma poi s* in-
gli uomini che si ritiravano ne* de* trodusse il domniis e il don : ai
serti, e vivevano solinghi e lontani monaci dà pure il titolo di Pa-
si

da ogni commercio col mondo, per dre (Fedi), ed al superiore quello


occuparsi unicamente della loro sa* di Abbate (Fedi). Ne* primi secoli
iute e nella penitenza. Anticamen-» della Chiesa i monaci furono anco
te vifurono tre sorta di monaci : chiamati col nome di Beatissimo
gli Eremiti (Fedi) solitari ne' de- (Fedi), affermandolo anco il Zac-
serti; Anacoreti (Fedi) che vi*
gli caria, Stor. leti. t. I, p. ig. Alcu-
vevano nel proprio Monastero {Fé* na Canonici regolari (Fedi)
volta i

di) separati dagli altri nìonaci chiu- furono canonici monaci.


chiamati
si nella Cella (Fedi), tranne i piìi Degli oblati monaci se ne parlerà
antichi che si ritirarono talvolta à Oblato.
nelle solitudini; ed i Cenobili (Fé* Sul principio i monaci abita-
di) che dimoravano in comune nel rono fuori della città, e nella mag^
monastero sotto una regola. Altri gior parte erano laici , anzi fa lo-
aggiunsero a tal divisione i Sara- ro professione gli allontanava dal-
MON MON 5i
le funiioiìi ecclesiastiche; lutto il stiancsimo, per la conversione alla

loro impiego consisteva iicirorazio- fede di tanti stali e provincie, per


ne, e nel lavoro dello mani; ciò le missioni e propagazione del
lìon ostante i vescovi qualche volta cristianesimo, e quanto eminente-
trassero i monaci dalla solitudine mente contribuirono alla pubbli-
per annoverarli nel clero, ed allora ca istruzione, al risorgimento del-
cessavano d'essere monaci, ed era- le arti e delle scienze, di cui fu-
no contati per chierici, laonde dis- rono industriosi depositari; e quan-
tinse s. Girolamo i due generi di ta immensa e perenne debba esse-
vita monastica e clericale. Per lo re la venerazione e gratitudine di
stato monastico ordinò il concilio tutti. Sovrani, principi e signori ri-

di Reims, che doveansi avvertire gli nunziarono al potere e all' opulen-


adulti , e quelli che desideravano za per vestire la Cocolla [Fedi)
entrarvi, come i genitori che vi of- monastica, luuumcrabili sono mo- i

lì ivano i loro figli, non aver


di al- naci che in tutti i tempi fiorirono
tra mira che i beni eterni, non gli per santità di vita, dignità eccle-
onori, i benefizi e altre cose tcm* siastiche, dottrina e splendide vir-
porali, in un tempo che i monaci tìi, i principali de' quali notiamo
erano divenuti ricchi e polenti , e ai loro articoli delle diverse con-
gli abbati signori e principi di vasti gregazioni e ordini, enumerando al-

dominii. Ad ognuno però è notò tresì il copiosissimo stuolo de' car-


come gli antichi monaci, oltre l'uso dinali e de' Papi che uscirono dalla
d'innalzare le braccia al cielo per professione monastica ; anticamente
porgere voti all'Altissimo, è di ab- nella chiesa greca soltanto i monaci
bassarle alla terra, a coltivarla nel potevano salire alla dignità vescovi-
lavoro giornaliero delle mani per le. Molti monaci orientali ne' primi

circa sette ore, in quelle cioè non secoli fiu'ono sublimali al pontifica-

destinate all'orazione od altri eser- to : i benedettini antichi coniano


cizi spirituali, frapponevano lavori i ventitre Papi; quelli delle diverse
ai salmeggiamenti, coù quelle slesse congiegazioni pur benedettini, più
mani che figliavano flagelli e i di tredici, compresi Pio VII cassi-
cingevano i cilicii. Ora trattavano nese, e Gregorio XVI camaldolese.
le spole e i pettini nel lanificio, A Benedettini, enumerammo i loro
ora occupa vansi in tessere sporte e Papi. 1 monaci poi che senza la digni-
stuoie, ora in ricopiare codici, mas- tà cardinalizia passarono dal monaste-
sime quei dei santi padri é degli ro alla cattedra apostolica ;, ne'primi
ascetici, chiamati per tale uffizio an- tempi furono Benedetto I e Pela-
tiquari e copiatori. Cosi mentre e- gio li; dopo il decreto di Stefano
difìcavanó la Chiesa con la loro IV del 769 , iù cui ordinò doversi
pietà, cercavano d'illustrarla col lo- eleggere Papi i soli cardinali, tut-
ro sapere, dividendo i giorni fra il tavia benché noi fossero, vi diven-
coro, là libreria, l'agricoltura e le tarono monaci Silvestro II, s. Leo-
i

arti manuali. In moltissimi articoli ne IX, Vittore II, Calisto II, Eu-
celebrammo le grandi benemerenze genio III, 8. Celestino V, e Urbano
degli ordini monastici colla società, V. Sembra incredibile la gran mol-
massime per essersi Opposti all'e- titudine de' monaci che vissero in
resìa sino dai pi-imi secoli del cri- un solo monastero o Laura (Fedi),
52 MON MON
equivalenti a piccole città per le una caverna sino all'età di 1 14 an-
molle migliaia de' monaci e chiese, ni, nutrendosi de' frulli di una pal-
singolarmente in Egitto. ma che ne cuopriva l'ingresso; «.
In diversi luoghi parlai dell'ori- Antonio patriarca de' cenobiti, egi-
gine del monachismo, come a Di- ziano coni 'esso, verso Tanno 270,
sciplina REGOLARE. Assai per tempo dopo aver collocato la sorella in un
vi furono cristiani che ad imitazio- monastero di vergini, abbracciò lo
ne di s. Gio. Battista, che il Rinal- stesso genere di vita, e fu seguito
di chiama principe de' monaci e da alcuni altri s. Paolo e s. An-
;

de' profeti, come di Elia che Car-


i tonio furono gli anacoreti piti ce-
mcUtani [Vedi) riconoscono per pri- lebri, ed il secondo conobbe il pri-
mario istitutore, si ritirarono nella mo, ed in morte lo seppellì. I se-
solitudine per attendere alla orazio- guaci di s. Antonio vivevano in
ne, ai digiuni, ed agli altri eserci- cellette separate a qualche distanza
zi di chiamarono A'
penitenza; si le une dalle altre; vollero imitarne
sceti (Fedi), vale a dire uomini che la santa vita, e furono da lui con-

menavano vita ritirata ed astinente. fermali nella buona risoluzione , e


Semhra ancora che Gesù Cristo ab- in breve sotto la sua direzione si

bia dato motivo a questo genere di formarono molti monasteri. Non fe-
vita, coi che visse
quaranta giorni ce regola s. Paolo pe'suoi eremili,

nel deserto, e coH'abitudine che a- bens\ col suo esempio molti ven-
vea di ritirarvisi per pregare con nero allettati alla vita solitaria il :

più raccoglimento, avendo egli en- suo discepolo s. Cari Ione pare che
comiata la vita solitaria del suo abbia formato delle regole per quel-
Precursore. A ordini religiosi si li che vollero vivere solitariamente
è detto come la professione della sotto la sua direzione, come dicem-
vita monastica e regolare comin- mo al suo articolo. Discepolo di s.
ciasse nella Cliiesa fino dai princi- Antonio fu s. Macario, e chiaro per
pii- di essa, per l'osservanza più per- miracoli mori nel 35o. Verso que-
fetta de* consigli proposti nell' evan- sto tempo fiorì s. Pacomio, al quale
gelo. Alcuni trovarono assai sem- si attribuisce la riunione delle me-

plice r origine dello stato religio- morate cellette, l'unione in diversi


so, attribuendolo al tempo delle monasteri e in comunità composte
persecuzioni che ne' tre primi se- di trenta o quaranta monaci, l'in-

coli sostennero i cristiani. Molti di troduzione della vita cenobitica, e la


quelli dell' Egitto e delle provincie formazione di una regola, su di che
di Ponto ritiraronsi ne'luoghi dis- va letto quanto si disse a Disciplina:
abitati per sottrarsi dalle perquisi- quindi venne la distinzione tra i

zioni e da' tormenti : presero il pia- cenobiti o monaci che viveano in


cere della solitudine, e vi dimora- comunità, e gli eremili o anacore-
rono, o vi ritornarono poi a servi- ti che viveano soli ; tuttavolta si
re Dio con pace e tranquillità, non visitavano e si consolavano con re-
però viventi in comunità con rego- ligiose ed esemplari conversazioni.
la determinala. Verso l'anno 7.5o Ma s.Pacomio ebbe sì alta idea
o 259 Paolo primo eremita ri-
s. del sacerdozio, che non lo permise
tirossi nella Tebaide per fuggire la ad alcuno de' suoi religiosi.

persecuzione di Decio, e visse in 11 p. Bonanni nel Catalogo degli


MOJS MON 53
ordini religiosijì'ipovla le figiiie e le rapeuti applicati alla vita contem-
notizie de'notninati primari fondatori plativa, ebrei o cristiani secondo le
dello stato religioso e monastico. Sin diverse opinioni, e ne parlammo al
dall'anno 3o6 circa, s. Ilarione di< citato articolo Monache essendovi ,

scepolo di s. Antonio fabbricò nel- stale delle terapeutiche. Altri asse-


la Palestina monasteri simili a quel- gnano il principio de' monaci al H
li dell'Egitto: tosto s'introdusse la secolo, nel quale fiorirono solitari
vita monastica nella Siria, Armenia, in Eliopoli di Fenicia, e vuoisi che
Ponto, Cappadocia, e in tutte le par- s. Telesforo^ eletto Papa 142, nel
ti dell'oriente, ove andavansi meglio fosse stato anacoreta, benché ca- i

istituendo anche le Monache [Fé- nonici regolari ed i carmelitani lo


di). S. Basilio che avea imparato annoverino tra i loro alunni. Si
a conoscere la vita monastica in narra pure che nel 111 secolo s. Ni-
Egitto, dopo le conferenze coi ss. cone vescovo di Cizico soffrì il mar-
Antonio, Pacomio e Ilarione, perfe- tirio alla metà di esso, con 199
zionò l'istituto monastico, verso il monaci da lui governati, ed avea
362 scrisse che furono ap-
regole ricevuto l'abito monastico dal pre-
provate, non pare, come dicono al- decessore Teodoro.
cuni , nel concilio Niceno , che fu Verso r anno 34o circa vuoisi
anteriore, ma forse piuttosto dai introdotto in occidente il monachi-
vescovi, e può dirsi il proto-patriar- smo s. Atanasio
: patriarca d' Ales-
ca dei monaci della chiesa orienta- sandria portandosi coi monaci egi-
le, poiché la sua regola fu trovata ziani Ammonio ed Isidoro nel 34o
tanto saggia e perfetta , che tutti o 341 in Roma a ripararsi dal-
l'adottarono, e tuttora si osserva : l'odio degli ariani, propose i reli-

di questa regola, come di tutte quel- giosi d* oriente a modello, e la vi-

le degli altri monaci esistenti o non ta di s. Antonio da lui composta,


più ne parla ai loro ar-_
esistenti, se di cui era stato discepolo, e i' i-

ticoli,ed alle biografie di quelli che stituzione de' monaci, ispirando agli
le composero, f^. Basiliani. L' Asse- occidentali la brama d'imitarlo;
ma ni, Biblioth. orient t. IV, e. 2, quindi in Roma^ in Fran-
in Milano,
§ 4> liana che i primi monaci i cia (Fedi) si monaste-
diffusero i

quali si stabilirono nella Mesopo- ri. Dicemmo pure a Disciplina, che

tamia e in Persia, furono altret- alcuni attribuiscono a s. Atanasio


tanti apostoli o missionari, e che l'introduzione del monachismo in
la più parte divennero vescovi. 11 Roma, da dove si diffuse per tut-
Terzi nella Siria sacra discorre del to l'occidente, e che altri sosten-
gran numero de* monaci e mona- gono averlo Martino di Tours
s.

steri orientali, quali in un alle mo- già introdotto a Milano, anzi a lui
nache assai moltiplicaronsi nell'E- si attribuisce eziandio l' introduzio-
gitto. Avanti di dire come il mo- ne della vita monastica nelle Gal-
nachismo s' introdusse in occidente, lie, dopo averla condotta in Italia,

noteremo che il p. Helyot, nella con fondare nel 358 circa il mo-
dissertazione preliminare della sua nastero di Marraoutier presso Tours,
storia degli ordini religiosi, seguen- chiamato Majas vionasterium per
altri fa risalire l'origine contro- distinzione, e con flìbbricare verso
5 versa della vita monastica ai te- il 36o il monastero di Ligugey
Ido

I
,

5-i MON MOIf


nella diocesi di Poiliers. La coji- di Pietro Fullone, gno dc'monaci
gre^zionc monastica di Leriiu Avenieli (Vedi)y delti vigilanti per-
(P^cili) Protenza, fu
sulle coste di chè divisi in tre classi, senza inter-
iòndata da •. Onoralo con i, Ca- ruzione, giorno ^ notte celebrava-'
prasio solitario suo direttore, dopo no in chiesa le divina lodi Tra
il 375, per non dire di altre. Al- essi fìorirono monaci dottissimi e
cuni attribuiscono l' introduzione santi, ed in Roma con la regola di
nelle Gallie della vita religiosa, an- 6. Basilio furono introdotti verso il

che a 8. Atanasio ed a s. Marcel' 55o nel monastero e Chiesa di s.


lino arcivescovo d' Ambrun. Tutta- Sabba (Vedi): questo santo abbate
volta in principio a' monaci non basiliano fu detto il gran monaco.

era permesso il sacerdozio, il quale Parlando il Rodotà, Del rito greco


uolsi loro accordato dal Papa in Italia, t. Il, p. 28, del monaca-
s. Siricio eletto nel 385, il quale to d'Italia introdotto innanzi la re-
prescrisse con legge il Celibato (P^e- gola basiliana, dice che questa sola
di) ai sacerdoti e diaconi, confer- si conobbe nella regione quando
mando le anteriori; così i monaci portatosi in essa nel 4of RufTìno
furono ammessi agli ordini minori col greco esemplare delle regole di
e maggiori compreso l'episcopale. s. Basilio, le tradusse in latino
Abbiamo da s. Ambrogio 63,
epist. mentre già il monacato erasi mi-
§ 66f die i monaci cominciarono rabilmente propagato tra gl'italiani,
ud ordinarsi sacerdoti sulla fine vivendo i monaci unitamente nei
del IV secolo, essendo s. Atanasio monasteri sotto la direzione d' un
il primo che dallo stato monaca- superiore, seguendo le tracce dei
le diede sacerdoti al clero alessan- regolamenti che aveano loro co-
drino. Tra i primi introduttori in municato s. Atanasio, s. Martino e
Italia monastico viene
dell'ordine s. Eusebio, che gli aveano appresi
ancora celebrato Eusebio vescovo s. neir Egitto e nella Siria. Vero è
di Vercelli (Vedi), che lo stabilì però che riconoscendo i monaci
nella sua cattedrale riducendo alia italiani essere conforme alle loro
vita comune e religiosa il suo clero istituzioni quelle di s. Basilio, pro-
verso il 35o; laonde viene ricono- venendo da un medesimo fonte, ne
sciuto il santo, tornalo dajl' oriente profittarono pei lumi che contene-
dopo il suo esilio, quale istitutore va, per maggiormente stabilirsi nel-

della vita monastica nelle cattedra- la via della perfezione; poiché i

li. La professione religiosa dicesi cenoblli d' un medesimo monastero


introdotta nella Spagna avanti il non erano ancora obbligali alle os-

pontificato di s. Damaso I, essen- servanze d'una medesima regola, e


done prova il concilio di Saragoz- quah api industriose alcuni sceglie-
za celebrato 38o. Nei priminel vano le più opportune tradizioni
del secolo V
gravissimo danno fe- de' maggiori, altri seguivano le leg-
cero alla Chiesa coi loro perniciosi gi di s. Pacomio, altri si adattava-
errori Pelagio, monaco nato in In- no alla volontà de' superiori, quin-
ghillerra, ed Eutiche Arcìiìmandri- di altri si uniformarono ai dettami
drila (Vedi) o abbate generale d'un di s. Basilio. Di questo sentimento
celebre monastero di Costantinopoli; fu pure il celebre p. Mabillon, dili-

vennero pur« condannali ^U errori genlissirao investigatore dell* origine


,

MON
e progresso del monacato^ t]el quale vida mente, ma fu norma a quelli
si li a pure De studih monasticis, Ve- che in copia innumerabile, rapida-
netiae 1770. Fioriva nondimeno in mente &i fondarono; riconoscentlosi
tulli un medesimo spirito di virtìi, contenere la regola di s. Benedet-
la piCi rigorosa mortificazioDe, l'imi- to, il più lodevole delle antiche di
tazione di Gesù Cristo; ed essendo oriente, e per essere altresì stala li-

il monacalo la pri-
principal fine del mitata la volontà de' suoi seguaci
vata salvezza del monaco, si per- a secondare dettami del no-
i soli

metteva a ciascuno di seguir l'im- vello istituto avvenne pure coi


: ciò
pulso che riceveva, scegliendo i monasteri delle monache. La rego-
mezzi che potevano condurlo al co- la di s. Benedetto è un compen-
mune oggetto. Nel V secolo 8. A- dio di santità e di sapienza, laon-
goslino, col suo libro De opere mO' de venne prodigiosamente abbrac-
nachor.y prese la difesa di que' mo- ciata, e sempre tenuta in somma
naci che vivevano col lavoro delle venerazione. Il cav. Arlaud, nella
mani, contro quei che sostenevano Storia di Leone XII, t. Ili, cap.
essere meglio vivere di obbluzìone XLV, parlando dello stabiJ-mento
e delle limosine de' fedeli. di tre monasteri benedeltif nella
Tante e si diverse regole de' mo* Baviera nel 1826, ben a ragione
naci orientali sparse neil' Italia, co- scrisse non potersi parlare dell'or-
me osserva il Rodotà, tosto svani- dine di s. Benedetto senza sentirsi
rono allo spuntar dei raggi della intenerire il cuore, e senza pensare
regola benedettina, piena di santità, Q* gloriosi diritti che ha al rispetto

la quale portava al mondo una di tutto il cattolicismo. « La rego-


nuova luce di perfezione, additando la di s. BenedeltOj adottala dalla
il sentiere più agevole della salute. n»aggior parte degli ordini religiosi
Dappoiché s. Benedetto patriarca dei di Europa, è secondo l'espressione
monaci d'occidente, omnium juslO' di s. Gregorio I Magno ammira-
rum spiritu plemiSy come lo chiamò bile nella sua saggezza e pura nel-
s. Gregorio I, nel pontificato di s. la sua dizione. Essa non ordina
Ormisda e verso il 520 o 529 nulla che oltrepassi le forze del-
dopo aver preso sino dal 494 ^* '' l'uomo, e tende particolarmente a
bito monastico da s. Romano, cre- distoglierlo da quella oziosa con-
duto abbate basiliano in Subiaco, templazione, elle ha generato tanti
ivi per tre anni meditò la regola, mali ne' monasteri d'oriente. Fu
quale compi e pubblicò in Monte una vera consolazione il vedere que-
Cassino, fonda-udo il lauto celebra- sti asili aperti a lutti coloro che
tissimo e benemerentissimo ordine volevano fuggire le oppressioni del
benedettino, che servii di modello governo vandalo, goto, o longobar-
alle numerose congregazioni mona- do. La Francia non obblierà giara-
stiche che ne derivarono, le quali mai gì' immensi lavori che deve al-
ben presto si sparsero per l'occi- lo zelo instancabile de* figli di s.

dente e poi si propagarono nelle Benedetto, i quali possiam dirb a


diverse parli del mondo. I regola* tutta ragione, hanno sì laboriosa-
menti di Benedetto prevalsero a
s. mente dissodato le terre, e colti-
quelli de'preesistenti monasteri, e valo gli spiriti ". Non solo sino ai
non menù questi gU adottarono a- tempi di s. Benedetto non vi era-
56 MOW MON
no regole fisse ne' monasteri, ma Tultavolta dipoi la congregazione
gli abbati sceglievano tra le diver- di s. Benedetto si divise in tre com-
se osservanze, quelle che loro sem- pagnie, de' fanciulli offerti a Dio
bravano più convenienti ai bisogni, sin dalla puerizia per la vita mo-
e più adattate ai loro dipendenti : nastica; de' novizi, ch'erano quelli
già nel secolo Vili la regola be- che si mettevano in prova per co-
nedettina fu quasi la sola seguila noscere la loro vocazione, innanzi
ne' monasteri d'occidente, massime che si votassero a Dio; e de'professi,
d' Italia, di Francia e d' Inghilterra. ch'erano i veri monaci, per aver
Nel VI secolo o poco più tardi votato castità, povertà e obbedien-
l'ordine benedettino erasi stabilito za; i voti però non erano solenni
in Inghilterra (Fedi) , fiorendovi ossia perpetui, quali poi si perpe-
mirabilmente in virlù^ onore e po- tuarono. Nel 5ii il concilio d'Or-
tere, rendendo que"* monaci col loro leans obbligò i monaci obbedire
fervore e dottrina grandi servigi agli abbati, autorizzando questi a
alla religione e alle lettere, come toglier loro quanto avevano di pro-
ne resero i benedettini di Germa- prio, e di riprenderei vagabondi
nia e di altre nazioni : in Germa- coli' aiuto de' vescovi, per punirli
nia i monaci
divennero potentissi- secondo le regole. Quello di Tours
mi e gli abbati sovrani. Alcuni ri- nel 566 vietò ai monaci uscire
feriscono che primordi dello sta- i dal monastero, e scomunicò quelli
to monastico in Inghilterra gli a- che si dovendosi sepa-
maritassero,
"vea introdotti s. Germano vesco- rare dalla pretesa moglie anco col-
vo Auxerre
d' ; nella Scozia s. Se- r aiuto del giudice, il quale se lo
verino ed in , Irlanda s. Patrizio ricusa incorrerebbe nella scomuni-
che vi fondò de' monasteri , Fedi ca in un ai proiettori di tali mo-
Benedettinf, e gli articoli delle tan- naci. 11 Papa s. Gregorio I ebbe
te congregazioni derivate dall' illu- santissimi monaci per consiglieri e
stre ordine. famigliali, e fece togliere dalle lo-

Sino dai pdmi tempi del mona- ro chiese i battisteri, acciò non si

chismo concili! ed
i Papi ema- i rilassasse la loro disciplina colla
narono salutari provvidenze a suo conversazione de' secolari. Per lo
vantaggio, di che parlasi ai loto stesso motivo comandò che i mo-
luoghi: a volerne riportare alcune, naci non diventassero compari. In-
diremo che il concilio generale di oltre s. Gregorio 1 nel concilio ce-
Calcedonia nel ^5i stimò neces- lebrato in lloma nel 6o i die li-
sario e conveniente di sottomettere cenza a Probo abbate di far testa-
i monaci interamente ai vescovi. Il mento de'suoi beni prima che si
secondo concilio Toletano del 477» facesse monaco: eia slimata cosa
per impedire che genitori pones- i di tanto momento il dar facoltà
sero i figli in troppo tenera età nei ad un monaco di testare, eziandio
monasteri, per farli allevare nella de'beni acquistati avanti l'entrata
pietà, proib\ di permettere la pro- nel monastero, che il Papa non
fessione monacale prima di dieciot- volle ciò fare se non convocando
to anni, previo il consenso di quel- in un sinodo preti e diaconi car-
li che mostravano vocazione, di dinali e vescovi che allora tiova-
che dovea assicurarsene il vescovo. vansi in Roma. Bonifazio IV nel
MON MON 57
concilio romano del 6io laffienò provò s. Gregorio li 726, che
ilei

quelli che affermavano non aver i i figli messi ne' monasteri ancor
monaci poleslh di amministrare il fanciulli, siano levali per contrarre
battesimo e la penitenza , decreto matrimonio. L'eresia degli icono-
che confermò Urbano II con di- clasti avendo cagionato la desola-
chiarare essere anzi i monaci de- zione in oriente, e la distruzione
gnissimi di esercitare tali ministe- delle sacre immagini , i monaci si

ri. j\el secolo VII promovendosi nascosero ne' deserti, e gran nume-
più di frequente i njonaci al sa- ro portaronsi in Italia, particolar-
cerdozio, e solendo mantenere la mente in Roma, dove
761 il nel
tonsura monacale, molti a loro e- Papa Paolo I li accolse con tut-
s.

sempio presero il costume di farsi to amore, e loro diede per abitazio-


la chierica. Il concilio di Toledo ne la casa paterna, riducendola nel
del 646 dichiarò non doversi tol- monastero e Chiesa di s. Silveslro
lerare eremiti vagabondi né reclu- ili Capile i^Fedi). Volle che vi e-
si ignoranti, i quali si chiuderanno sercitassero il loro rito greco, e vi
ne' monasteri vicini, solo permettersi cantassero i divini uffizi, mentre in
vivere insolitudine a quelli che avesse- Costantinopoli l'imperatore ordina-
ro dimorato del tempo nei monasteri. va che ni uno potesse farsi monaco,
Nel pontificato di s. Martino I perseguitando i religiosi e le mo-
del (Ì49, e per l'eresia de* mono- nache. 11 Rodotà enumera i mona-
teliti, monaci, ch'erano
i primi i steri dati successivamente agli orien-
oggetti del loro furore, dall' Egitto tali, fuggenti l'eresie de' monoteliti
volarono a Roma in seno della Se- e degl' iconoclasti, dai Pontefici in
de apostolica, solita ad accogliere Boma, come i monasteri e Chiese
e difendere maternamente i perse- di s. Grisogono, di s. Sabba, di s.

guitati dai perturbatori della pace. Prisca, e più tardi per altri moli-
Jl Papa li ricettò in alcuni mona- vi i monasteri e Chiese di s. Ales-
steri, e li provvide di tutto il bi- sio ^ di s, Prassede, di s. Martino
sognevole, essendo i monaci arme- a' Monti, di s. Gregorio , di s. Ce-
ni e greci; questi nel celebre con- sareo, ed altri di cui parliamo a' lo-
cilio che adunò il Pontefice contro ro luoghi , molti de' quali furono
i monoteliti, con edificante zelo di- assegnali a' basiliani, di che facem-
ssero le cattoliche verità. Osserva mo parola anche all'articolo GroT-
il Rodotà, p. 57, ch'essi veramente TAFERRATA, ov' è un fiorente mona-
furono i primi orientali cenobili stero di sì insigne e benemerito
che stabilironsi in Roma ne' mo- ordine. Inoltre il Rodotà riporta le

nasteri, portandovi riti armeno e i nothzie de' monaci greci e basilia-


greco, sebbene ne' medesimi soven- ni che ne' secoli VII e Vili si ri-

te celebrarono le liturgie de' latini, fugiarono ne' regni di Napoli e di


secondo la disciplina di que' tempi, Sicilia, di che pure facciamo men-
onde dar pubblica testimonianza del- zione ai corrispondenti articoli. Tra

la loro sincera e costante unione i monaci orientali che tuttora fio-

colla Chiesa romana. 655 pre-


j\el riscono nomineremo gli antoniani,
scrisse il concilio di Autun, che i i basiliani j i maroniti di s. Anto-
monaci e gli abbati si conformas- nio armeni , i mechitaristi, i mel-
sero alla regola di s. Benedetto. Ri- chiti, i quali tulli hanno articoli.
58 ino» MOH
Nel concilio ceneraio Nìcenp lì sacerdozio, qhe consistevano nel-
del 7B7 fu monaci per.
proibito al l'amminlslrare i sagramentl, e nel
nottnre ne' monasteri di donne e celebrare la messa una volta la set-
di mangiare con alcuna religiosa o timana, cioè domenica, e in al-
la

altra donna, meno una qualche cuni luoghi il gabbato e la dome-


grande necessità. Nel concilio ge- nica. Il secolo X fu per la Chiesa
nerale di Costantinopoli IV, tenu- il più funesto ed infelice, barbaro
to nell'HGQ, fu ordinato che i mo- ed ignorante, solo i monaci ed al-
naci fatti vescovi portino vìsibìU tri religiosi conservarono il fuoco
mente l'abito del loro ordine. Nel- sacro della scienza^ con applicarsi
rVIll e IX secolo moltissimi si- a copiare i monumenti de'dotli che
gnori e principi sovrani rinunzia- gli aveano preceduti. Osserva il
rono alle loro fortune e dignità, e Berlendi, Delle obblazioni all'alta-
si fecero monaci. Si videro ancora re 282, che nel secolo X
p. ve- i

imperatori e re scegliere de' mona- scovi cacciarono da molte chiese


ci per loro ministri, ambasciatori gl'indegni sacerdoti, e vi sostitui-
e confidenti, ciò che praticarono an- rono i monaci, come a Verdun,
co ne* secoli seguenti. In diverse e- Worcester, Dorcester, Metz. All'ar-
poche i sovrani detronizzati furono ticolo Laico (Vedi), cioè secolare,
obliligati assumere la cocolla mo- dicemmo di quelli che prima e do-
nastica, e le regine ripudiate o de- po il secolo X
divennero abbati, si
poste prendere il sacro velo tra le usurparono le abbazie, e colle fa-
monache. L'ordine monastico non miglie passarono ad abitare ne'mo-
essendo ancora diviso in diversi nasteri ; e di quelli che prima di
corpi distinti per le funzioni, pei morire si facevano portare tra mo- i

nomi e pei loro istitutori, niuna naci, e coi loro abiti si facevano
distinzione eravi tra' membri di uno seppellire, e perchè si dissero mO'
stesso monastero, e non fu che ver- nacki ad succurrendum, di che par-
so il secolo X
che essendo i mona- liamo pure a Monastero. Di questo
ci per lo piìi educati
benedettini rito, durato sino al secolo XIV, ne
al chiericato ed agli ordini sacri, rimane un vestigio in quei laici che
fc' incominciò a distinguere ne'mo- si fanno condurre alla sepoltura
nasteri due sorta di religiosi, dei con abiti religiosi, rito ancor que-
quali gli uni destinati al coro ed sto di qualche antichità, come di-
al sacerdozio erano
LeUi> chierici, ce il Borgia, Memorie t. I, p. i38.
rati [Vedi) o coronati, perchè stu- Nel io4i si narra che Benedetto
diavano e portavano la corona chie- IX dispensò Casimiro dal diacona-
ricale, e gli altri impiegati ai la* to , monacato e celibato , onde
\uri inanuaH si chiamavano Cori' succedere al trono di Polonia; ma
versi ^ Donati, Laici [Fedi), ed era- fra le condizioni imposte ai polac-
no illetterati, barbuti, idioti ,
per- chi che aveano domandala la Di-
chè non studiavano ed avevano spensa [Vedi)y vi fu quella di por-
lunga la barba. Prima di quel tar la testa tosala a guisa de' mo-
tempo non eravi tult'al più che naci. Nel concilio tenuto in Faen-
un sacerdote in ciascun monastcKo; za nel secolo Xf> venne abrogata
o se ve n'erano molti, il solo an- la facoltà concessa ad alcuni mo-
ziano disimpegnava le funzioni del naci di affidare nelle loro pòsses-
lyioix MON 59
sioni la cura (ji'aJiiine a' preti ^eco- cantav 1? messq pubbliolic; venen-
lari *enaa il (;on«enso de' vescovi ; do loro ingiunto di rii;evere dui
traltandosi nel inedesiiuo della di- vescovi diocesani gli oli santi, la
pendenza dovuta dai iTìoiiacl ai Qonsecrazione degli altari e l'ordi-
vescovi nelle chiese parrocchiali *;la» nazione de' chierici. Innocenzo i(
bilite ne' loro possedimenti. È no. nel 34 abilitò
I 1 a prender moglie
lo che i monaci per le loro istituzio- Bamiro monaco e sacerdote, per
ni erano «oggetti alla giurisdizione succedere regno d'Aragona; indi
al

vescovile, e nel lib. Ili delle de- nel concilio generale Laleranense 11
cretali ervi il til. XXXVI De ; re- del I 189 fulminò anatema a quelli
ligiosis doniìbuSj ut epìscopo sint che sostenevano non potersi salva-
Noli pur sono i decreti
sìibjectae. re monaci che godessero poj^ses-
i '

di Gregorio l ivi inseriti, che


s. sioni, chiamandoli mani morte, f^.
confermano la stessa massima sino Beni e Mano. Il concilio di Londra
dal 590. Ma ne' tempi successivi del 1175^ vietò ai monaci il trulUco,
la monastica disciplina provò no- ed il tenere afilltanze. Quello gene-
tabili cangiamenti in questo partì» rale di Laterano HI, tenuto da Ales-
colare, non tanto in vista de' pri- sandro HI nel 1179, prescrisse che
vilegi elargiti dai Papi, quanto an» i monaci e religiosi di qualsivoglia

che per concessione de'piissimi im- istituto, non sarebbero in esso ri-
peratori, e per condiscendenza degli cevuti per denari; e che i monaci
slessi vescovi, i quali si spogliaro» non potessero aver peculio, se non
no de'loro diritti a favore de' mo- per l'esercizio della loro obbedienza,
nasteri più celebri. Prima e dopo sottopena di scomunica, con altre
questo tempo incominciarono gli analoghe provvidenze. Alessandro III
abbati ad avere per concessioni dispensò il b. Nicolò Giustiniani mo-
pontificie r uso di diverse insegno naco sacerdote di prender moglie,
vescovili, come Mitra, Anello, Ba^ onde continuar la sua nobilissima
colo, Croce pettorale. Guanti, San- famiglia; ciò conseguito tornò dipoi
dali ec, con altre insigni prerogative in monastero. Il concilio di Yorck
riportate a'iuoghì loro. Gravi furono vietò ai monaci i pellegrinaggi, e
le vertenze tra il sacerdozio e l'im- il sortire dal monastero, tranne
pero per l'investiture ecclesiastiche qualche causa e in compagnia; co-
che pretesero dare agli abbati gli me pure proibì prendere in alIUto
imperatori de' feudi e delle abbazie. le loro obbedienze, cioè i beni dei
Nel 1072 decretò il concilio di monasteri cui appartenevano o go-
Rouen, che monaci vagabondi o
i vernavano. Nel 12 12 il concilio
cacciati dai loro monasteri per de- di Parigi proi In di ricevere i reli-

litti, sarebbero costretti per auto- giosi prima dell'età di dieciotto


rità del vescovo ritornare a' loro anni; e quando il superiore per-
monasteri; che se l'abbate ricusas- metterà al monaco di far viaggio,
se riceverli, a elemosina titolo di gli dia il modo di farlo, afllnchè
gli passerà da vivere. Nel concilio non abbia a mendicare con vergo-
generale di Laterano I del ii23 gna dell'ordine, non essendovi an-
fu proibito agli abbati 6 monaci cora religiosi mendicanti. Pioib'i
dar pubbliche penitenze, di vi- ancora che un religioso avesse du«
sitar gl'infermi, far le unzioni e priorie o due obbedienze.
Edi
1

6o MON MON
Nel concìlio generale di La tela- fessione ai loro parrochi, quei che
no IV del iiì5 fu rinnovato il avessero già confessati i loro pec-
divieto di esercitare i monaci l'uf- cati ai monaci o a qualunque al-

fizio di Medico e di Chirurgo ( Fe- tra sorte di religiosi, come dall'es-


di), ma al modo detto a quegli ar- travagante Inter cunctas. Per le

ticoli, ove riportammo


analoghe le gravi questioni insorte tra i vesco-
discipline de' diversi tempi, Quello vi ed i monaci , circa i dirilli e
di Montpellier del 112$ proibì a possedimenti rispettivi, i monaci fu-

tulli i religiosi posseder nulla del rono dai Papi presi sotto la loro
proprio, anche col permesso de' su- immediata giurisdizione, e quindi
periori, i quali non aveano facoltà nacquero l'esenzioni in loro van-
di permetterlo; né si dasse somme taggio. Ne' decreti di riforma
. falli

ai religiosi pel vestiario, mentre gli dal concilio di Trento, niente vi si

avanzi delle loro porzioni si doves- trova che provi che lo stato mo-
sero distribuire ai poveri ; venne naslico avesse bisogno di essere as-
ancor proibito far processione in solutamente cambialo; piuUosto que-
due comunità, se non per passare sti decreti hanno per soggetto di
ad un'osservanza più stretta. Già si mantenere la disciplina com'era, an-
sa che la disciplina regolare, secon- ziché introdurne una migliore. I

do i luoghi e i tempi, andò sog- monaci trappisti rinnovarono in oc-

getta a molte variazioni, e gli an- cidente la vita dei cenobiti della
tichi rigori assai vennero successi- Tebaide, ed il loro esempio pro-
vamente diminuiti. Piescrisse il con^ dusse un'infinità di conversioni, as-
cilio d'Oxford del 1222 che su- i soggettandosi alle loro austerità i

periori e i religiosi rendessero con- più grandi personaggi. L'abbazia


to delle riscossioni e delle spese. della Trappa dell'ordine de' cistcr-
Quello di Tours nel 1239 vietò ai ciensi, fondala nel i i4o nel terri-

monaci di servire alle chiese par- torio di Perche sotto l'invocazione


rocchiali. 11 concilio d' Arles del 1 26 della Beala Vergine, essendo i re-
proibì ai religiosi di ricevere il po- ligiosi coll'andar de' secoli caduti
polo all'uffizio divino nelle loro chie- nel rilassamento, nel i663 vi rista-

se le domeniche e feste solenni, né bilìun'esatta riforma Armando Gio-


di predicarvi alle ore della messa vanni Bouthillicr de Rancé, abbate
parrocchiale, onde non distogliere commendatario dell'abbazia. Dopo
quelli che doveano ricevere l'istru- una tale epoca quella casa diventò
zione nelle loro parrocchie. Nel con- assai celebre, e tuttora fiorisce, es-

cilio di Londra del 1268 fu de- sendovi trappisti anche altrove. Nel
cretato, che i monaci divenuti ve- 1820 Pio VII approvò l'istituto
scovi ne conserveranno l'abito. Quel- de' fratelli monaci d'Irlanda, già ap-
lo tenuto in Salisburgo nel 1274, pi'ovati da Benedetto Xlil: se ne
vietò ai religiosi eleggersi il confes- parla nel voi. XXXVI, p. 97 del
sore fuori dell'ordine, senza parti- Dizionario, e in altri luoghi.
colare permissione del superiore. Be- Quanto all'abito degli antichi mo-
nedetto XI nel i3o3, per togliere naci, eravi molla varietà, sia
in essi

una controversia eccitata nell'acca- pel colore, che per la materia e per
demia di Parigi, dichiarò che non la forma. In oriente furono ordina-

erano obbligati a rinnovar la con- riamente di lino e di pelle, in oc-


,

MON MON 61
cidente di lana e di pelliccìe; nei tosini, maroniti aleppini, maroniti
paesi caldi più leggieri, e ne* paesi libanesi, armeni di s. Antonio, ar-
freddi piti pesanti. Delle loro di- meni mechitarisli di Venezia , ba-
verse qualità ne trattiamo ai singo- siliani greco-melchiti. Ai rispettivi
li articoli. JVovaziano ed i suoi se- articoli citiamo gli autori che scris-
guaci nel secolo III vestivano di sero sul monachismo laonde qui ,

bianco, per distinguersi dai laici e solo nomineremo Lorenzo Landt,


:

dai monaci che vestivano di nero, De vetere clerico- nionacho continens


e dal clero cattolico che vestiva di habitum ,victum, etc,
vetereni eoruni
paonazzo: il vestimento nero nel Antuerpiae i635. Ragionamento sul-
clero s'introdusse quando vi furono l'origine, antichità e pregi del mo-
ammessi i monaci. Così il Bernini, nachismo Brescia
, 1788. S. Gio.
Storia delle eresie, cap. VI. Il p. Crisostomo Contro gì' impugnatori
,

Bonanni, Gerarchia eccl., parla di della vita monastica, Torino 1795.


questo argomento nel cap. XXX: MONACO (Monacen). Città con
Si cerca se la veste del clero fos- residenza arcivescovile, capitale del
se di colore diverso dalle comuni. regno di Baviera, capoluogo e qua-
Parlando delle vesti prelatizie e si nel centro del circondario dell'I-
cardinalizie, diciamo quali vescovi sar o Iser, residenza del re, sede
e cardinali monaci furono dispen- degli stati e delle corti- superiori di
sati dal l'usare il colore rosso o pao- giustizia del regno, delle principali
nazzo; ed agli articoli degli ordini amministrazioni del governo , e di
monastici si fanno relative avver- un concistoro superiore protestante,
tenze, notandosi come sono le vesti a 80 leghe da Vienna e i5o da
prelatizie e cardinalizie usate dai Parigi. È posta in una pianura va-
vescovi e cardinali monaci. Molte sta e fertile sulla sinistra dellTsar,
analoghe erudizioni riporta Anto* il quale non è navigabile, che vi
nio Scappo : De hirrelo ruheo dan- forma molle isole, e che si attra-
do S. R, E. cardinalibus regulari- versa sopra due ponti. Ha un cir-
bus. Che i monaci anticamente con- cuito murato, sette ampie ed ele-
correvano air elezione de' vescovi ganti porte, e sette sobborghi po-
loriferisce il Rinaldi all'anno i iSg, polosi, cioè quelli deirisar, di Lud-
n. Nel voi. XIX, p. 186 del
5. wig, di Massimiliano Giuseppe , di
Dizionario, parlai delle decime im- Schònfeld, di Anna, di Au e di
s.

poste da s. Pio V alle dodici con- Haidhausen; questi due ultimi stan-
gregazioni monastiche d'Italia per no alla destra dell'Jsar. Quantun-
l'armamento contro turchi, le quali i que Monaco rinchiuda ancora mol-
si pagarono sino a Benedetto XIV. te costruzioni del medio evo può ,

Attualmente risiedono in Roma dirsi una delle più belle città di


i seguenti procuratori generali de- Germania, pel numero grandissimo
gli ordini monastici , oltre qual- delle sue belle strade larghe e di-
che generale: basiliani , cassinesi ,
ritte, fiancheggiate quasi tutte di
camaldolesi, vallombrosani, camal- case eleganti, per le sue piazze pub-
dolesi eremiti di Toscana, camal- bliche, e per la quantità de' suoi
dolesi eremiti di Monte Corona, ci- begli edifizi pubblici e particolari.
stcrciensi, cistcrciensi della trappa, Si divide in quattro quartieri, che
Olivetani, sii vestrini, girolanaini, cer- sono Gragenauer, Anger, Heken e
,

6a MOW
Krenx; tale divisione è dclermJna- mura, le caserma, Ja nuora zecca,
ta dalle sue quattro strade princi- l'ofllcina di lavoro, Tncquedotto, e
pali, che terminano alla pia/za prin- molli edilizi particolari.
cipale, nel centro della città; questa Monaco rinchiude numerosi e illu-
piazza circondala da portici è bel- stii stabilimenti scientinci, che devo-
lissima, ma quella di Massi milia* no notabili miglioramenti a Massi-
no Giuseppe la supera in estensio» miliano Giuseppe IV; la biblioteca
ne. Fra i pubblici edifizi merita il reale arricchita da esso di collezioni
primo luogo il palazzo del re, va» considerabili di libri trovati ne'sop-
sto edifizio la cui architettura è pressi conventi , contiene piìi di
semplice ed irregolare, ma il cui 4oo,ooò volumi. L'accademia delle
inteino può dirsi in vero magnifi- scienze creila nel 17590 1760 ed
co, anche pei preziosi oggetti di interamente riorganizzata nel 1827,
belle arti che doviziosamente riu» possiede gabinetti di storia natura-
chiude. Vi si dislingue la sala det- le mineralogia, zoologia,
, fisica e
ta dell'imperatore o Kaiser-saal, medaglie; un elaboralorio di chi-
che per la sua grandezza ed orna- mica, teatro anatomico, osservato-
memi é decantala come una delle rio, giardino botanico, formato ma-
prime di Germania, ed alla quale gnificamente nel i8i5, ec. Ewi
conduce una superba scala di bel una università nel 181 5 quivi tras-
marmò d'Italia ; il tesoro che rin^ da Landshut (già capitale
feritasi
chiude una grande collezione di og« della bassa-Baviera, avente vicino il

getti assai preziosi ; la cappella del vecchio castello di Traunitz, antica


re, ed il teatro di Corte ricca men» residenza de' duchi di Baviera (/ e-
te adorno. Si osservano poscia il dì)j che porta il nome di Luigi
vecchio palazzo elettorale e quello Massimiliano: l'università ha cin-
che abitava il principe Eugenio; la que facoltà, che si compongono di
Land-haus óve si radunano gli sfa'- 77 professori, cioè 6 sono addelli
ti ; la camera del consiglio, l'arse^ alla teologica, 1 1 alla giuridica, 8
naie, ed il nuovo teatro. Fra le alla diplomatica, ^1 alla medica, e
vcnluna chiese, la principale è quel- 3o alla filosofica. Il numero degli
la della Madonna , la cui erezione Rudenti nel 1847 ascese a circa
rimonta al secolo XIII, che rin* i5oo. In Monaco ewi pure la
chiude trenta altari, C dove vedesì Scuola militare ,
1' ateneo dell' i-
il bel monumento maestoso dell'im* diomà grecò moderno il liceo ,

peratore Lodovico IV ó V il Ba* due ginnasi , scuole politecniche,


varo, principe della casa di Bavie- medicina e chirurgia, fondale da
ra ; la chiesa de' teatini eretta ^ul poco tempo Scuole di veteiina-
;

modello della vaticana dì Roma ; ria, architetlura, statistica, tipogra-


quella che apparteneva un tempo fia ed Ostetricia; una società ma-
a' gesuiti, e quelle degli agostinia- lematicofìsicà , altra centrale eco-
ni, de* cavalieri gerosolimitani, e di nomica; museo d'antichità, galleria
s. Pietro, meritano purè di essere considerabile dì quadri, con colle-
menzionate. Gli altri édifìzi pubbli- zioni di Scoltura, disegno cd inci-
ci degni d'èsseré Sono il pa- citati, sione, fra Cui si rimarcano vari Og-
lazzo del ducaMassimiiìand, il gran- getti preziosi irt avorio, in mosaico
de ospedale, stabilito fuori delle cd in ismaho. Gli slabilimenli di
,

MOJS MON 63
1>€neflcenza $oiio pure quivi nume* ^e una vasta piazza quadrata cir-
rosi e liberalmente dotati ; è ad condata di arcate, su cui si dipin-
essied olla filantropia del celebre sero a fresco diversi soggetti tolti

conte di Runifoi-d, che la Baviera, dalla storia di Baviera. Ad un tei'^

ed in particolare la sua capitale eo di lega vi è il castello reale di


devono la estinzione della mendici- delizie di Nymphenburg, ornato al-
tà dal 1790. Si contano molte case, tresì di bei giardini, e famoso per
ove gratuitamente si distribuiscono le sue eccellenti porcellane. Inoltre
più di 600 zuppe economiche per il sovrano frequenta gli altri due
giorno. Vi sono diversi ospedali ed vicini castelli di Schleiiheim di e-
ospizi per gli ommalati, vecchi, or- legantissima costruzione, che vanta
fani, femmine partorienti ; evvi una una magnifica collezione di pitture
casa di correzione, con officine di alemanne, vaghi arazzi ed un ser-
lavoro, ed un monte di pietà. Vi raglio; e quello di Furstenried, non
sono pure fabbriche in gran nu- meno degli altri piacevole per l'a-
mero di molti oggetti che pnnci* menità de' dintorni. Le strade da
palmente si consumano nella stessa Monaco al piccolo villaggio di Pae-
capitale e dintorni : vi sono ancora sing,ed il giardino a Osterwalde,
distillerie di acquavite e birrerie sono graziose ed assai frequentate.
rinomate, essendo la birra la be- Fiorirono in questa città molti uo-
vanda comune. La litografìa fu qui mini illustri nelle armi, nelle arti e
inventata da Luigi Sennefelder, che nelle scienze.
portolla a Parigi ove giunse al piìi Monaco, Monachiiim é Mona-
aito grado di perfezione. Il com- ehiirn^ in tedesco Miincheny fu fon-
mercio non vi è molto esteso, do* dala da Enrico duca di Sassonia
vendo gli abitanti molti vantaggi e Baviera nel 962, sopra un ter-
alla presenza della corte e a quella reno de'monaci di Schaffelar,. da
de* grandi proprietari de' fondi. Vi cui venne il nome di Miinchen^ mo-
si tengono due annue fiere di quin- naci, che le diedero i tedeschi ; ed
dici giorni, per l'Epifania e pei ss> il duca Ottone IV la fece circon-
Filippo e Giacomo, ed un mercato dare di mura nel ii57, alla qual
settimanale il sabbato. Conta circa epoca la città era divenuta flori-
80,000 abitanti senza comprender- da é potente. All'articolo Costanza
vi sobborghi di Au e di Haid-
i dicemmo come venne aflidatù la

hausen, e 6000 militari. Vi sonò custodia di Cossa, già


Baldassare
circa 70,000 cattolici, più di 600Ò Giovanni XXII f, n Lodovico conte
luterani, più di 1000 calvinisti, e» palatino e duca di Baviera, che
brei, altri, e pochi greci. 1 dintor* Io tenne quasi quattro anni prigio-
ni di Monaco sono amenissimi pei" ne in Monaco, ove il deposto Pa-
la varietà de* giardini, case di cam- pa compose que' versi che ripor-
pagna e luoghi pubblici ove gli a- tammo alla duca
Sua biografìa : il

bi tanti concorrono giorni festivi i ebbe in compensò trentamifa scudi


specialmente. Al nordest delia cit- d'oro. Seguendo Monaco i destini
tà stanno i giardini inglesi della della Baviera^ é notati a quell'ar-
corte, che l'isar attraversa j é che ticolo, i protestanti Svedesi e te-
olTrono un passeggio delizioso ; pres- deschi sotto Gustavo li Adolfo re
so l'ingresso di «Questi giardini csi- di Svezia, gè ne impadroujiono nel
64 MON MON
i632. Nelb guerra del 1704 gli grezzo, le salve delle artiglierie, il

austriaci vi entrarono dopo la bat- suono delle campane e delle bande


taglia di Dienheim; provò la slessa militari. La nobiltà e i magistrati
sorte nella guerra del 1741 per ricevettero il capo della Chiesa al
l'assunzione all'impero di Carlo VII palazzo elettorale, dalla cui tribu-
elettore e duca di Baviera, onde na corrispondente alla cappella di
gii austriaci presero Monaco nel giu- corte il Papa assistette al canto
gno 1743 obbligandolo a capito- del Te Deuni, ricevendo la bene-
lare. Dipoi lo ripresero a'i4 otto- dizione del ss. Sagramento . Pio
bre 1744» ™" '" novembre vi rien- VI abitò un magnilico appartamen-
trò l'imperatore Carlo VII, ove to, e nella seguente mattina dopo
mori nel gennaio 174^, mentre gli aver ascoltato la messa nella cap-
austriaci facendo ritorno in Bavie- pella elettorale, ricevette un'affet-
ra indi in nuovamente si
aprile tuosa visita del sovrano, e poi quel-
impadronirono di Monaco. Reduce le della elettrice vedova e dell'e-
Pio VI da Vienna nel 1782, ai lettore di Treveri, ed a tutti re-
20 aprile entrò negli stali elettorali stituì la visita. Ai 28 aprile coi
del palatino Carlo Teodoro duca due elettori Pio VI discese nella
di Baviera, complimentalo da due chiesa de'teatini, e vi celebrò la
ciambellani, dal gran ciambellano, messa, e dopo averne ascoltata al-
e da un corpo di corazzieri. Ad tra, si recò al sotterraneo ove so-
Alt-Oettingen fu ricevuto dall'ar- no i deposili de' principi bovari, cui
civescovo di Salisburgo e dal prin- recitò alcune preci. Indi alle ore
cipe di Birckenfeld nipote del duca; dodici il Papa preceduto dal cro-
visitò l'insigne santuario della Beata cifero a cavallo, in nobile carroz-
Vergine, e restò a dormirvi. Dopo za con entro i due elettori di Tre-
ascoltata 1^ messa in detta chiesa, veri e palatino di Baviera, con de-
Pio VI il 26 si diresse a Monaco, corosissimo accompagnamento si re-
trovando presso la chiesa di Hag, cò al palazzo della città, e sotto il

cinque e più leghe distante dalla baldacchino ed ornatodel vasto


capitale, il duca Carlo Teodoro, che balcone comparti solennemente al-
abbracciò amorevolmente, ed en- l'innumerabile popolo l'apostolica
trambi visitarono la chiesa, ricevu- benedizione da esso tanto bramata.
ti da Giuseppe Welden vescovo di Nel lunedì 29 aprile col treno di
Frisinga per venerare il ss. Sa* corte. Pio VI passò a celebrar la
gl'amento e l'antica divota imma- messa nella chiesa di s. Maria col-
gine della Madonna. Asceso il Pa- legiata maggiore della città, rice-
pa col duca in carrozza, furono vuto dai due elettori; ed ascoltata
commoventi gli attestati di vene- quella del suo cappellano segreto,
razione che gli dierono i popoli in sagrestia ammise le dame al
bavaresi, incontrandolo ovunque con bacio del piede. In compagnia dei
processioni, con alla testa il clero medesimi principi, il Pontefice vi-
secolare e regolare preceduti dalle sitò altre chiese, e nel seguente
loro insegne. Splendido fu l'ingres- giorno fu presente al conferimento
so in Monaco, a fronte della piog- della croce di s, Giorgio, correndo-
gia che cadeva, alle ore 2 3, tra le ne la festa, che fece il duca a tre
dimostrazioni della maggior alle- individui, e qual gran maestro del-
MON MON 6^
l'ortline vestilo di tali insegne coi venendo nominato per primo nun-
cavalieri del medesimo visitò poi il zio di Baviera e slati palatini Giu-
santo Padre. 11 primo di maggio Pio lio Cesare Zollo di Rimini, fatto
VI celebrò la messa «ella cappella arcivescovo di Atenea'27 giugno
interiore del palazzo elettorale, sor- 1785. La nuova nunziatura fu for-
prendente per la ricchezza e pre- mala con parte di quelle di Co-
ziosi ornamenti, e mirabile per le lonia e di Lucerna ; ma siccome
insigni reliquie che vi si custodisco- in Germania eranvi soli nunzi i

no: due
i elettori l'ascoltarono. II di Vienna per l'imperatore, e di
duca donò al Papa un bellissimo Colonia pei tre elettori ecclesiasti-
calice d'oro con patena cesellati dal ci, lanuova nunziatura fu subito
rinomatissimo Germano orefice di potentemente combattuta, massime
Luigi XIV, la cui sola fattura co- dagli elettori di Magonza e Colonia,
stò quindicimila lire francesi. Di- e dall'arcivescovo di Salisburgo, per-
morando Pio VI a Monaco ogni chè esercitavano giurisdizione eccle-
giorno dal balcone compartii la be- siastica ne'dominii bavaro- palatini,
nedizione, e per tre volte al po- e furono sostenuti dall'imperatore
polo che da tutte parti accorreva Giuseppe pretendendo ricono-
II,

per riceverla, ammettendo benigna- scere nel nunzio di Monaco un


mente tutti quelli che desideraro- semplice inviato e ministro del Pa-
no baciargli il piede. Giovedì 2 pa come sovrano. Pio VI difese
maggio, sua Santità, ascoltata la energicamente pontifìcii diritti,
i

messa, partì da Monaco ad ore laonde ebbero luogo diverse con-


quattordici in compagnia del duca, testazioni; ma avendo il duca di
avendo luogo le slesse dimostrazio- Baviera raddoppiato le sue istanze
ni fatte al suo arrivo: vide da lun- perchè gli fosse spedito il nunzio
gi il magnifico castello di Nym- residenziale nella sua capitale, il

phenburg, ed a Schevabhaussen da Pontefice lo contentò. Monsignor


un balcone die la pontificia bene- Zollo fii ricevuto in Monaco con
dizione , separandosi teneramente somma distinzione, ed al suo arri-
dal duca, e dirigendosi ad Augusta vo seguì un editto del duca nel
fu ossequiato ai confini bavari co- quale notificò ai propri sudditi,

me lo era stato nell'entrarvi . Pio che avendo il Papa Pio VI invia-


VI conservò perenne memoria di to presso la sua corte tal prelato
sì religioso sovrano e di Monaco, per dimorarvi in qualità di nunzio
detta allora la piccola Pioma di ordinario e di legato apostolico,
Germania, come osserva il Novaes, gì' invitò indiiizzarsi per l'avvenire
per essere forse la più divota e af- alla nunziatura di Monaco in tulli
fezionata alla santa Sede. I parti- gli affari che per l' innanzi passa-
colari della Pio VI
permanenza di vano alle nunziature di Vienna,
ili Monaco, li descrisse il suo mae- Colonia e Lucerna. Quindi mal-
stro delle cerimonie Dini, nel suo grado altre gravissime differenze,
Diario a p. 29 e seg. ed il conciliabolo di Ems del 1786,
Nel 1783 Pio VI col duca Car- la nunziatura di Monaco proseguì
lo Teodoro stabilirono la nunzia- e tuttora prosiegue con piena au-
tura di Baviera, con la residenza torità ad esercitare le sue funzioni,
in Monaco del nunzio apostolico, terminando poi invece la nunzia-
YOL XLVI 5
GG IMON MON
turn (li Di tnUociò clic ri-
Coionia. titolarsi di Monaco e di Frisinga,
i^uanìn questo argomento sene trat- e per suffraga nce le chiese vesco-
ta a Colonia, Magonza, Germania, vili di Augusta, Passavia e Ptatis-
Palatino, ed Ews. Frattanto vccìeii- bona soppresse
; la diocesi di
tlo nel 1 796 Monaco l' armata Chiemsea (Fedi) e l'unì Mona- a
francese sotto gli ordini di Morcau co. Il vescovo di Chiemsea suf-
avvicinarsi alle sue muta, decise fraganeo di Salisburgo, il cui arci-
l'elettore a trattare separatamente vescovo Io nominava, era principe
colla Francia. Dipoi i francesi sotto dell'impero, e prima del 1 568 in-
gli ordini di Decaen vi entrarono terveniva alle diete im[)eriali con
il giorno 28 giugno 1800, e Mo- voto. Ne
furono ultimi vescovi:
reau dopo vi stabiPi tosto il suo 1772 Ferdinando Cristoforo de Zoil
quali icr generale, indi a' io otto- di Salisburgo; 178G Francesco Sa-
bre i8o5 Monaco riaprì le porle verio de Breiner di Gratz ;
797 i

alla Francia. Da questo tempo si- Sigismondo Cristoforo de Zeil a


no al 181 3 la Baviera essendo Trauschburg di Monaco. L* erezione
stata alleata di Napoleone, Monaco di Monaco in arcivescovato segui
si vide sempre rispettata, e dal per la bolla Dei ac Domini
primo gennaio 1806 eretta in ca- Nostri Jesii Christi, emanata da
pitale di florido regno, avendone Pio VII il primo aprile 18 18, nel-
eminentemente accresciuti i distin- la quale si riporta la soppressione
ti pregi il re che regna Luigi Car- di tutte le antiche chiese, abbazie e
lo Augusto, splendido mecenate del- monasteri, con la circoscrizione del-
le arti e delle scienze. Il vicariato le nuove chiese e diocesi degli stati
apostolico d' Anhalt-Coeten, Anhalt- bavari. Indi nel concistoro de' 2 5
Dessau, Auhalt-Bernhurg, ducati di maggio Pio VII dichiarò primo
Germania, dipende immediatamen- arcivescovo di Monaco e Frisinga
te dalia Sede apostolica, ed il nun* monsignor Lotario Anselmo de' li-

zio apostolico di Baviera n'è incari- beri baroni de Gebsattel di Wurz-


cato dell'amministrazione spirituale, burg; a questi Gregono XVI nel
che al presente è monsignor Carlo concistoro de* 12 luglio 1841 die
Luigi Monchini romano, fatto da per coadiutore con futura succes-
Gregorio XVI a' 2 i aprile 184^ sione monsignor Carlo de' conti di
arcivescovo di Nisibi in parlihus. Reisach Ruth, che nel i836 avea
di
Del vicariato apostolico ne dammo consagrato vescovo di Eichstett. Es-
un cenno nel voi. XXIX, p. io3 sendo morto l'arcivescovo Gebsat-
del Dizionario. tel nell'ottobre 1846, nella metro-

La sede arcivescovile di Monaco politana gli furono celebrati solen-


fu eretta da Pio VII pel concor- ni funerali, ed il successore mon-
dato conchiuso 18 17 col re nel signor Reisach ponti tlcò la messa
Massimiliano Giuseppe, che ripor- assistito dai vescovi di Ratisbona
tammo nel voi. XVI, p. 47 e seg. e di Augusta, e dopo le cinque as-
Ivi dicemmo che Pio VII trasferì soluzioni fu tumidato nella cappel-
la sede di Frìsinga {^Vedi) a Mo- la sotterranea : alle funebri cerimo-
naco ch'eresse in metropolitana, nie furono presenti il nunzio apo-
assegnandole per diocesi (juella di stolico e il ministro bavarese. Dopo
Frisinga, dovendo 1' arcivescovo iu- il concistoro degli 1 1 dicembre
-

iMON MON 67
184^, l'odierno arcivescovo, ilivenu- duzioni ch'esigono un gran calore;
to tale il primo di ottobre, fece do- vi si raccolgono in abbondanza a-
inondare al regnante Pio IX il sa- ranci, limoni, olive ed altre frutta ;

cro pallio, die ottenne. La catte- produce ogni sorta di grano, e vi


drale è sacra a Dio sotto l' invo- si alleva un numero di bestiami;
cazione della Beata Vergine, bel- la pesca e il cabottaggio vi sono at-
lissimo edifizio con battisterio ed ti vi. Co m prendesi nel suo territorio
insigni reliquie, fra le quali il capo la città di Monaco, due borghi i

di s. Bennone vescoto di Frisinga di Mentone e Roccabruna, e talu-


e patrono della Baviera; non mol- ni villaggi, con una complessiva po-
to distante vi t^ il palazzo arcive- polazione di più di 1 1,000 abitanti.
scovile, ottimo edifizio. Il capitolo Questo principato è dell' antica e
si compone di due dignità, la pri- nobilissima famiglia Grimaldi, che
ma è il preposto, la seconda il de- dicesi discendere da Grimaldo mae-
cano; di dieci canonici comprese le stro del palazzo del re di Francia,
prebende del teologo e del peni- che governò quella monarchia sot-
tenziere, di sei beneficiati vicari, to il 74^- Era
re Chilperico III del
con quelle rendite descritte nel ci- egli Pipino d' Heristal, e
figlio di
tato concordato: sonovi pure altri fratello di Carlo Martello e di
preti e chierici addetti all'uffiziatu- Childeberto; il primo antenato dei
ra. La cura delle anime della cat- re franchi della seconda stirpe Ca-
tedrale è affidata ad un prete par- rolinga, e il secondo della terza Ca-
roco. Vi sono in città altre cinque petinga, come provano i genealogi-
chiese parrocchiali col sacro fonte, sti di questa illustre famiglia ; e fu
oltre la collegiata di s. Gaetano. raffermato dallo scritto reale di Lui-
Sonovi tre conventi di religiosi, tre gi XIV. Si divise in più rami tra -
monasteri di monache, un conser- piantati nel Genovesato, Piemonte,
vatorio di fanciulle, confraternite, Lombardia, Napoli, Sicilia, Fiandra,
monte di pietà, essendo il semina Francia e Spagna, ne' quali luoghi
lio arcivescovile in Frisinga. L'ar- possiede molti feudi e signorie.
o
cidiocesi è ampia e contenente mol- Questi rami hanno dato tutti chia-
ti luoghi. Ogni nuovo arcivescovo rissimi personaggi, e cinque cardi-
è tassato ne'libri della camera a- nali, annoverandovi alcuni Urbano
postolica in fiorini mille , ascen V Grimaldi o Grimoardi francese,
dendo le rendite della mensa a Papa del i362, ed il suo fiatello
ventimila fiorini bavari^ corrispon- cardinal Anglico. Ugone, Grimaldo
denti a ottomila scudi romani, sen- III, Grimaldo IV e Luchino furo-

ita oneri. no supremi governatori della repub-


MONACO. Principato d'Italia bHca di Genova. Altro Ugone fu ge-

fra la provincia di Nizza negli stati neralissimo di Carlo Magno e si-

sardi ed il Mediterianeo, all'estre- gnore d'Antibo nella Provenza, per-


mità della parte occidentale della duta, ma'con qualche cambio, nel se-
costa di Genova, che nello spiritua- colo XVII. Guido I, Guido II, Gri-
le dipende dal vescovo di Nizza. maldo IH furono ammiragli e gran
Questa signoria ha cinque leghe maestri degl' imperatori s, Enri-
quadrate di superficie, in tempe- co II, Enrico IV, Lotario II e Fe-
ratura favorevole a tutte le pro- derico I. Passano, Ottolino, Raoie-
,

68 MON MON
ri II, CarlOj Ranieri IH
Giovan-
e ciato i saraceni, e il primo princi-
ni II furono anamìragli e cìam- pe fu Grimaldo I figlio di Passano
berlani dei re di Francia, tra'quali Lo stato si tenne
signore d* Antibo.
Ranieri IH nel i3o4 sconfisse in per lo più sotto la protezione di
mai-e i fiamminghi, togliendo loro Francia, ma nel secolo XVI passò
80 vascelli, e facendo prigioniere il sotto quella di Spagna, perchè do-
conte Guido col fiore de'suoi cava* po la vittoria di Carlo V contro i
lieri. Ebbe questi la città di Venza, francesi in Pavia, Agostino Grimal-
e fu intitolato signore dell'isole di di tutore di Onorato I prin-
zio e
Cefalonia, s. Marta, Zante e Leu* Monaco, per assicurare lo
cipe di
ca che poi perdettero. Grimaldo lì stato e per vendicarsi della morte
e Federico furono generalissimi del- del principe Luciano suo fratello,
le milizie pontificie; Gabriele e ucciso da Bartolomeo d' Oria si-
Francesco di quelle degl' imperato- gnore di Dolceacqua, pose il nipo-
ri d'oriente e dei re di Napoli. Ser- te sotto la protezione cesarea nel
vi ai re di Napoli , comandando i525, con ricevere presidio spa-
in mare, Luchino; ai re di Geru- gnuolo da pagarsi da Carlo V, e
salemme Baldoino; e Giovanni ai rimanendo al principe il dominio
duchi di Milano. Un lungo tratto e la sovranità del feudo, oltre al
di paese nella spiaggia di Proven- comando dello stesso presidio. Fu
za presso Sambracitano
l'antico osservato l'accordo fino al 1604,
ora golfo Grimaldo, fu pure di in cui fu ucciso da' soldati del pre-
questa potente casa, per aver dife- sidio il prini^ipe Ercole I, coli' oc-
so quella spiaggia dai saraceni. La cupazione della fortezza a nome del
stessa casa potè più volte armare re Filippo ni, il quale l'anno se-
molte galere per repubblica ge-
la guente restituì lo stato al suo si-
novese: ventitre ne recò in aiuto gnore, ma volle insieme che il go-
di Carlo II re di Napoli, e fino a vernatore fosse spagnuolo. Mal sof-
trenta ai re di Francia. Oltre ad frendo tal servitù il principe Ono-
altre assai illustri parentele. Guido rato sebbene distinto dal re col
II,

e Giovanni ebbero due principesse toson d'oro, trattò occultamente con


di Savoia; Grimaldo III sposò An- Girolamo Grimaldi nunzio di Fran-
tonia Pia figlia di Pro-del duca cia e poi cardinale, e col marchese
venza ; una figlia del con-
Guido I di Corbons francese esso pure della
te d' Alencon Renato una del san-
; casa Grimaldi, di liberarsi dagli
gue reale de' conti di Chiaramon- spagouoli e di ricevere invece il

te; Grimaldo IH, Alessia nipote presidio francese, come riuscì l'an-
d'Alessio imperatore; Oltolino eb- no i64ij a queste condizioni: che
be Lodovica Lorena ; Girolamo
di il principe ritenesse la sovranità, il

sposò Arrighetta pur di Lorena, e dominio e ogni diritto; che rice-


Antonio, Maria di Lorena del ra- vesse presidio francese nella fortez-
mo Armagnac, dalla quale ebbe za, comandando egli a'soldati, con
Antonietta ereditaria, di eui parle- un luogotenente del re a suo pia-
remo. cimento ; che per gli stati che per-
L' imperatore Ottone I nel seco- deva in Napoli, cioè il marchesato di
lo X investì del principato di Mo- Campagna e la contea di Canosa
naco questa casa, per averne cac- il re gli darebbe il ducato di Va-
MON MON 69
kntinoìs nel Delfìnato col titolo di sostegno due monaci in veste lunga,
duca e pari, e la contea di Carla- cinti a capo scoperto, con capelli
dez neli'Auvergna, colla baronia di e barba lunga, quali reggono lo i

Calvinet, marchesato di Baulx,


il scudo colla destra e colla sinistra ,

la baronia di Buis e la signoria di tengono alta una spada. Il motto è


s. Remigio nella Provenza, come fu Deo juvanle. Clemente XIV nel
eseguito. Nell'anno 1700 il prin- 1772 al principe di Monaco con-
cipe sovrano di Monaco Luigi Gri- cesse la dispensa di alcune feste di
maldi, quale ambsiscialore di Fran- precetto, coli' obbligo però di a-
cia, si portò in Roma
da Clemen- scollare la messa. Nel giorno i4
te XI per r aliare del prìncipe Vai- febbraio 1793 la Francia riunì que-
ni, nel ritorno a palazzo s' infermò sto principato al suo territorio, e
e morì la notte: in s. Maria in fece parie del dipartimento delle
Trastevere furono celebrati i fune- Alpi marittime sino al i8i4 in cui
rali, ed a' 7 gennaio 1701 il cada- fu restituita a' suoi principi a' So
vere fu trasportato a s. Luigi dei maggio. Per la pace di Parigi del
francesi in luogo di deposito. In 20 novembre 18 15 fu posto sotto
tale occasione fu stampala in Roma la prolezione del re di Sardegna,
nel 1701 la distinta Relazione del- il quale perciò vi tiene presidio.
l' morte e trasporto del
infermità, Dìcesi che la rendita del principe
principe di Monaco ambasciatore sovrano é di centomila lire, ed
del re cristianissimo in Roma, con ora lo è Florestano I, successo nel
la descrizione dell' apparato lugubre i84r' al fratello Onorio V, che ri-
fatto nella chiesa di s. Luigi^ e con, siede sei mesi a Monaco e sei me-
la narrazione della cavalcata che si a Parigi, e tiene in Roma pei
seguì il cadavere, con V esequie ed dominii pontificii un console, \ o-
altro notabile. Mancando ne' ma- dierno essendo il cav. Gio. Battista
schi il principato di Monaco, passò d' Augero, che accompagnò i suoi
per via di donne nella famiglia di principi quando recaronsi ad osse-
Mantignon de' conti di Torigni, con quiare i Papi Gregorio XVI e
obbligo di prendere il cognome e Pio IX.
le armi Grimaldi, ciò avvenne nel La capitale del principato è Mo-
1715 a'20 ottobre, per cessione del naco, Monoeci arXy Monoecuniy o
principe Antonio nella suddetta An- Hcrculis Monoeci porlus, città di-
tonietta Grimaldi principessa ere- stante 2 leghe e mezza da Nizza ,
ditaria di Monaco, sposata al fran- 33 da Torino, e i55 da Parigi,
cese Giacomo Goyon di Mantignon situata sulla piattaforma d'una roc-
conte di Torigni, che nel 1731 per ca scoscesa che si avanza nel Me-
morte del suocero divenne princi- diterraneo. E cinta di mura , dife-
pe di Monaco, mentre sino dal sa da un castello fortificato, con
171 5 era divenuto duca di Valen- antiche abitazioni. porto è sicu- Il

linois. L' arma è tutta posta a qua- ro, ma non può ricevervi che ba-
drangoli d'argento e di rosso po- stimenti di mediocre dimensione :

sti in palo. L' elmo è incoronato le fortificazioni marittime e terre-


d'oro, ed ha per cimiero un gi- stri le danno un' imponente atti-

glio in mezzo ad una palma e ad tudine. Il palazzo del principe è


un ramo d'olivo. Gli servono per molto elegante, e serve d'orna men-
,

•70 MON MON


lo nila bella piazza d'arme, alla di Genova , da questa repubblica
«juale mettono capo le vie priiìci- acquistò nel 1 342 Mentone per co-
pali. Nei portici, onde l'atrio vien stituirlo in appannaggio a' suoi fi-
cinto, si ammirano alFieschi stimati. gli. Nel 1821 vi ebbe luogo un mo-
Sonovi altresì ameni giaidini, ed vimento costituzionale in sequela, ,

im sotterraneo capace di riparare de' torbidi del Piemonte , ma peri


gli abitanti in caso di bombarda- sul nascere. Roccabruna è un bor-
mento. Monaco avea un tempio di go posto in altura sulla nuda roc-
Ercole, soprannominato Monoecus^ cia, tra Monaco e Menlone.
forse perchè vi era egli solo ono- MONALDl Benedetto, Cardi-
i'ato, e sorgeva in vetta al promon- naie. Fedi Baldeschi Benedetto,
torio, accennato da Virgilio e de- Cardinale.
scritto da Lucano. Alcuni attribui- MOÌNANO (s.), martire. Fu edu-
scono la fondazione della città ad cato da s. Adriano vescovo di s.

Ercole , quando andò in Ispagna Andrea in Iscozia, il quale lo or-


per combattere Gerione. L'Ortiz lo dinò prete, e si valse con molto
(.hiama luogo inespugnabile, p. ^i vantaggio dell'opera di lui pel bene
della Descrizione del viaggio di A' della sua chiesa. Lo mandò in se-
di ì ano VI dalla Spagna a Ronia^ guito a predicare il vangelo nell'i-
nel i522. Quel Papa dopo aver sola di May, da cui Monano riu-
pernottato nel porto di Villafranca scì sbandire la superstizione ed i

di Nizza, col numeroso suo accom- disordini che ne conseguitano. Po-


pagnamento, navigò pel porlo d'Isa sciachè ebbe fermalo in quest'isola
a Monaco, salutato dalle formida- la pietà, passò nella provincia di
bili artigliere del principe e con Fife, ove fu trucidato da una tor-
altri segni d'allegrezza. Il principe ma di barbari nell'anno 874 » eoa
si recò a baciare i piedi ad Adria- seimila altri cristiani. Le sue reli-
no VI, supplicandolo d' onorare il quie, celebri per molli miracoli, e-
luogo e la sua casa ; ma il Papa rano una volta tenute in grande
non si accostò nemmeno al porto, venerazione a Innerny , luogo del
in un angolo del quale eravi il ce- suo martirio. È onorato, il primo
lebre Andrea Doria con quattro ga- giorno di marzo.
lere^ ed approdando la vigilia del- MONARCHIA DI SICILIA. Fedi
l'Assunta a s. Stefano vi celebrò la Sigili \.

messa. Menlone dopo la città è il MONARCHICI o MONARCHIA-


luogo più popolato questo grosso
: NI. Eretici del secolo II, così chia-
borgo è situato in riva al mare mali dal greco monoSy perchè rico-
guarnito da un forte e da qualche noscevano una sola persona nella
torre per allontanarne i barbare- ss.Trinità, dicendo che il Padre
schi. Bella è la strada detta del prin- era stato crocefisso cominciarono :

cipe, praticata nel sasso vivo verso nel 196, e derivarono dai seguaci
il 1722 dal principe Antonio, che di Praxea, contro cui scrisse Ter-
guida da Mentone a Monaco , ed tulliano. In Inghilterra sotto Crom-
ha sul lido a mezza lega la estiva wel appellaronsi uomini della quin-
principesca villeggiatura. Il princi- ta monarchia una setta di fanatici
pe Carlo I detto il grande, gover- che credevano che Gesù Cristo do-
natore di Provenza ed ammiraglio vesse discendere sulla lena per fon-
M ON MON 7»
«larvi un nuovo regno, co» tal per- persone religiose, anche non rego-
suasione ideando rovesciar ii gover- lari e monastiche, usando un senso

no , e stabilire un'anarchia asso- più ampio e più esteso, cioè di qua-


luta. lunque convento o luogo claustra-
MONASTERIANI. Eretici Jna- le. I monasteri nell'oriente furono
battisti Vedi)^ così chiamati da
( un seminario ove fioriro-
di santi,
Monasteriuni, Munsler, quando s'im- no le più belle virtù; copioso ne fu
padronirono della città, il cui capo il numero, così di quelli delle mo-
(iiovanni Bocheli sartore prese ii nache. Neil' occidente i monasteri
nome di re della giustizia d'Israele. d'ambo i sessi ben presto si mol-
MONASTERO, MONASTERIO, tiplicarono, e dopo le tante irruzio-
MOxNISTERO, Monasterìum, Coe- ni de' barbari, i monasteri contri-
nobium. Abitazione di Monaci o buirono più che ogni altro mezzo
Monache [Vedi), casa dove i reli- alla conservazione della religione e
giosi o religiose vivono in comune delle lettere. Appena stabiliti mo- i

ed osservano la stessa regola : il nasteri si conobbe ch'era utile far-


monastero si dice anche Com>ento vi fanciulli per istruirli
allevare
i

(f^edi)j ma modernamente è piìi per tempo nella pietà e nelle vir-


usato pei luoghi e case de' Frati. Fu tù i
: monasteri colle loro scuole
detta Cenobio (Fedi) l'abitazione furono anche benemeriti della pub-
de' monaci con voce greca, che se- blica istruzione. I monasteri venen-
condo il Macri significa vita comu- do ordinariamente rispettati dai bar-
ne o radunanza di persone, onde bari invasori, furono i soli asili del-
poi i maroniti chiamarono con vo- le arti e delle scienze, e speranze
ce corrotta Kannuhin il monastero de' popoli sotto il governo feudale.
ove risiede il loro patriarca nel Quindi essendo il clero secolare spo-
Monte Libano. Cenobita lu quindi gliato e annichilato, gli avanzi dei
chiamalo l'abitatore del monastero, beni caddero natural-
ecclesiastici
e cenobiarca il superiore o abbate. mente nelle mani de' monaci che ,

Laura (Fedi), fu altro antico no- in un tempo erano quasi divenuti


me monastero; anche Chiostro
del i soli pastori, succedendo ne' mini-

(Fedi) dice per monastero d'am-


si steri di quello : gli usurpatori dei
bo sessi, onde i moDacì e le mo-
i beni della Chiesa, presi da rimorso,
nache appellaronsi claustrali. Cella li donarono ai monasteri , quali li
{/^'e/7/), prepositura, obbedienza, mo- aumentarono con prudente econo-
nasteriolo si disse quel monastero mia ; quindi i loro stabilimenti
che dipendeva da altro maggiore ; contribuirono a popolare le campa-
celliota il monaco abitatore della gne per l'avanti deserte, e dierono
cella, cellerario il camerlengo. Gran- origine a città e sedi vescovili, rad-
gia (J^edi) chiamossi podere ap- il dolcendo i costumi selvaggi degli
partenente al monastero, ovvero l'a- abitanti. Ove furono distrutti i mo-
bitazione soggetta a qualche Abba- nasteri, infelici ne furono le con>
zìa (Fedi). Lodando Filone ebreo segutnze; l'Inghilterra, la Germania
le abitazioni de'primitivi cristiani, le ed altre regioni ne sono esempio
chiamò monasteri. Avverte il Ga- indubitabile, per quanto narrammo
ra mpi nelle sue
Memorie^ che mo- ai loro luoghi. Agli articoli Monaca
nnsiero si dice qualsiasi ritiro di e Monaco molto si è detto di ciò che
,

71 MON MOiN
^riguarda i monasteri, e divennero oe- disse di que' Papi che conservaro-
lebratissimi quelli di Monte Cassino, no le abbazie assunti al pontifica-
àSnbiaco, Fulda, Chiaravalle, Fossa- to,mentre qui noteremo che nel
nuova, Cava, Cislello, Clugny, Val- maggio 1847 il regnante Pio IX
lombrosa , Avellana Nonantola , , ritenne a sé l* illustre abbazia di
Grotta ferrata, di Gre- s. Gallo, di s. Suhìaco (Fedi). Papi , imperatori
gorio di Roma, di Monte Vergine, re, principi, principesse ed altri
Monte Oliveto, ed altri di cui par- fabbricarono monasteri, e li arric-
liamo ai rispettivi articoli. Parlan- chirono di rendite, ricolmarono di
do de' monaci dicemo de' mona- privilegi e prerogative; diversi Pon-
steri di greci, armeni e altri orien- tefici cambiarono la casa paterna
tali di Roma: il Terzi, Siria sa- in monastero, come s. Gregorio I,

cra^ riporta le notizie di quelli d'E- s. Bonifacio IV , s. Gregorio II , e


tiopia, Sicl?em, Gerico e Cipro, s. Paolo I. A Conclave si dice di
In Roma ne fiorirono moltissimi, quelli tenuti in conventi o mona-
e grande è la copia de* superstiti ; steri ; in questi furono tra gli altri
presso le basiliche patriarcali La- eletti Gelasio II, Calisto II, Ono-
teranense , Vaticana , Liberiana ed rio II; Eugenio III fu consagrato
Ostiense vi ebbero que' monasteri in quello di Farfa, ove fu corona-
rammentati parlandosi De- di esse. to Alessandro
III. Abitarono tal-
scrivendo le antiche funzioni de' Pa- volta Papi ne* monasteri, così s.
i

pi, dicemmo dell'intervento ad esse, Gregorio I in quello de' ss. Andrea


massime pontificali ,
processioni e e Gregorio di Roma; Innocenzo II
stazioni, dei venti abbati delle ven- in quello di Clugny; Eugenio III in
ti abbazie privilegiale di Roma: de- quello di Cistello Innocenzo IV in ;

gli abbati che tuttora vi hanno po- quello di s. Giusto di Lione: innu-
sto se ne parla a Cappelle Pon- merabili poi sono visitati da loro, i

tificie. Tra gli antichi Pontefici ri- o che temporaneo soggior-


vi fecero
formatori de* monasteri di Roma ,
no, particolarmente in Roma. Ge-
nomineremo Leone VII e Silve- lasio II morì nel monastero di Clu-
stro II. Agli articoli Chiese di Ro- gny, ed Onorio II in quello de' ss.
ma, ed in quelli delle congregazio- Andiea e Gregorio. Molti Papi vol-
ni monastiche sono descritti prin- i lero essere sepolti presso i mona-
cipali monasteri d* ambo i sessi di steri, come Adriano IH, Vittore III,
Roma e di altrove. Dei Papi usciti Clemente VI, Innocenzo VI ed Ur-
dai diversi monasteri sono a veder- bano V. Terminarono loro gior- i

si le loro biografìe, ove si discuto- ni confinati o ritirati ne' monaste-


no le opinioni di quelli contrastati ri, i Pontefici Leone V, Cristoforo,
da diversi monasteri. I soli Ponte- Giovanni XIX e Benedetto IX. Di-
fici benedettini sono più di tren- versi antipapi abbati e monaci ven-
tasei, non compresi i monaci orien- nero rilegati ne' monasteri ; altret-
tali divenuti supremi gerarchi, co- tanto subirono i sovrani e le so-
me diciamo a Monaco, ove notam- vrane deposte, ed altri. Di tutto se
mo quelli che senza essere fregiati ne tratta agli analoghi luoghi. A
della dignità cardinalizia deposero Dittici parlammo di quelli de' mo-
]a cocolla monastica per indossare nasteri, e de' loro necrologi ov'era-
il manto pontificale. Ad Abbate si no notali i benefattori onde suffra-
MON MON 73
gai li negli anniversari, pe' quali es- islesso codice si poneva il martiro-
si aveano lasciate beneficenze ed logio , la regola e il necrologio :

anco pietanze, come indicanamo nel questo prima dopo il


leggevasi a
voi, XXVIII, p. 28 del Dizionario. martirologio , e dai monaci dopo
I defunti registrati ne' dittici dei la lezione anche della regola ,
monasteri acquistavano la fratellan- col salmo De profundis e compe-
za o società co' monaci, partec'pan- tente orazione. Vedi Martirologio.
do alle loro orazioni. Nota il Do- Seguita la morte d^un abbate, d'un
nati, De diuici p. 73, che la fia- monaco insigne, si partecipava con
teilanza o fìgliuolanza co' monaci enciclica ai monasteri e chiese di fra-
era particolare o generale: la pri- tellanza pei suffragi e pel registro
ma fu quella quando uno da per ne' dittici.
sé solo domandava d'essere ascritto monastero è una casa fabbri-
Il

nel catalogo o matricola di qual- cata per dimora de' monaci e delle
che regolare congregazione, e ciò si monache; anticamente erano quasi
otteneva colle suppliche, co' servigi come piccole città, nelle quali i reli-

prestati, e colle offerte ; gli ascritti giosi trovavano tutti i mestieri , e


chiamavansi fratres conscripti, fra- ogni altra cosa necessaria alla vita:
tres ad succurrendum, della qual de- tali erano le famose abbazie di s.

nominazione è a vedersi quanto ri- Gallo, di Fulda, di Clugny, di Ci-


portammo nel voi. XXXVI F, p. 62 stello, di Chiaravalle, della Trappa
del Dizionario , dicendo di quelli ed altre. Dell'origine de' monasteri
che vicini a morire, benché sovra- si parlò a Monaca ed a Monaco:
ni, si facevano portare in
qualche dice il Butler che il primo mona-
monastero, e ne assumevano l'abi- stero nell'oriente lo fondò verso il

to. La seconda maniera delle fì- 3o5 s. Antonio abbate patriarca dei
gliuolanze de' monasteri era quan- cenobiti, presso l'alto Egitto, vicino
do si domandava per più persone. ad Afrodite nell'Egitto di mezzo, o
Queste fratellanze o figli uolanze col- nella Tebaide, e chiamato Phaìum.
la partecipazione delle opere buone In occidente, secondo il Baronie al-
de' monaci e religiosi sono tutta- l'anno 328, il primo monastero fu
via in costume presso gli ordini re- fondato in Roma, ma il Muratori
golari, a norma de' privilegi con- nella dissert. 65 , dell' erezione dei
ceduti dai Papi: ne parlammo al- monasteri e dell'istituto de' mona-
trove, come nei voi. XXXIV , p. ci, dice in Milano. Quindi fu co-
279 del Dizionario j e di esse ne stume de' fondatori di monasteri
ha scritto in proposilo il p. Gian- di sacre vergini di mettere in essi

grisostomo Filippini teatino. Ne' dit- le proprie sorelle per prima dire-
tici la morte degli abbati era no- zione de' medesimi ; così si legge
tala colle parole Deposi tio domini
: di s. Antonio e di s. Pacomio nel-
iV. ahbalis: quella de' monaci col l'oriente, di s. Agostino nell'Africa,
solo obiit. In questi dittici necrolo- e di s. Benedetto patriarca de' mo-
gi, detti obituari o morlirologi, si naci d'occidente in questo. Il Mu-
registravano altresì i nomi degli al- ratori scrisse la dissert. 66 : dei
tri del clero, de' vescovi, de' prin- monasteri delle monache ^ che dal-
cipi e de' santi. A maggior como- l'oriente si propagarono in occiden-
do del lettore, per lo più in un te. Nel 4"^' per ordine dell'impe*
74 MOi\ MON
rnlore Marciiiiio, il concilio gene- vi restarono in più luoghi; tra i

rale di Calcedonia decretò i ino- maroniti non bastò il sinodo, uè le


liaci soggetti ai vescovi, col permes- proibizioni de' Pontefici, ma molui
so de' quali e del proprietario del- ottenne Pio VII. Il Rrunacci nel
la terra dovessero erigere i mona- Ragionamento del titolo delle ca-
siteri e le chiese, ristabilendo così uoniehesse dì s. Pietro, p. ^3 e seg.
il gius comune de' vescovi rii^petto riporta vari esempi di consimili mo-
'à monaci, i quali se n' erano al- nasteri in Italia. Di tale istituto era
quanto sottraili, laonde i vescovi s. Marco di
l'ordine de* canonici di
presero la cura de' monasteri tanto Mantova approvato da Onorio III,
per lo spirituale che pel temporale. di cui parla Bonanniil Cata-
p. ,

Allora i monasteri sì mantenevano logo p. 1 6 ;il monastero


e perciò
col lavoro delle mani de' monaci, di s. Maria delie vergini di Vene-
I* colle limosine che i vescovi fa- zia, che al detto ordine appartene-
cevano loro distribqire, non essen- va, conslava di due conventi, uno
<lo ancora impiegati nelle funzioni cioè delle monache, e l'altro del
ecclesiastiche, onde non ne consegui- priore e de' frati. Bonifacio Vili
vano le rendite. Applicandosi molto per elifninarne gli scandali, levò i

alle orazioni, i fedeli furono larghi di religiosi, lasciando il monastero alle


soccorsi, coq che edificarono chiese sole monache. Solevansi per altro
ed oratorii, che i| popolo frequenta Msare in tali monasteri doppi molte

o preferenza delle proprie parroc- (Cautele: nel proposito o sia prima


t;hie, e raddoppiò le limosine. A- regola degli uiailiati, ve n'è un ca-
vendo alcuni abbati eretto nelle chie* po intero, come osserva il Oararn-
se de* monasteri il battisterio, i ve> pi, Memorie p. Sgg. De' monasteri

scovi Io proibirono, come di ammi- doppii se ne parlò pure o Mo-


nistrare i sagramenti , fuori che a naca.
quelli del monastero. Il concilio di I monasteri nelle loro origini e^
Agde 5o6, rinnovando
nel cano- i rano sottomessi alle podestà tempo-
ni calcedonesi, statuì ancora che i rali e spirituali] ben presto Pa- i

monasteri una volta consecrati per pi, i principi ed i vescovi accorda-


autorità del vescovo restassero tali rono privilegi d'esenzione: vi furo-
in perpetuo; che i loro fondi si con- no de' vescovi che rinunciarono spon-
servassero, e non piti permesso di taneamente al diritto che aveano
farne abitazioni secolari ; che i mo- sopra di essi, e li emanciparono per
nasteri delle donzelle fossero lonta- così dire, sottomettendoli immedia-
ni da quelli degli uomini per evi- tamente alla santa Sede o al loro
tare inconvenienti. Perniciosa si ri- arcivescovo, o a quel vescovo che
conobbe la consuetudine de' mona- essi avessero scelto. Presso i greci
steri doppi , cioè de' monasteri di era legge generale, che i monaste-
monaci e monache, costrutti gli uni ri imperiali non fossero sottomessi
vicino agli altri, facile occasione di ad alcun arcivescovo o vescovo. Il
far deviare dal retto sentiero, ben- Muratori dell'immunità ed esenzio-
ché in diversa e separata Clausu- ne de' monasteri di monaci ed al-
ra [Vedi). Ad onta delle provvi- tri ordini religiosi, e della libertà per
denze de' Papi e de' canoni de'con- la quale sciolti e sottrati dall'ob-
cijii, in oriente monasteri doppi i bedienza de'vescovi alla sola Sede ix-
MON MON 75
poslolica sono soggelli, ne Iratto nel- non piccol nun)ero ne coniarono i

le Dissert. sopra la antichità ìfal., secoli barbarici. Quindi i fondatori


cioè nella 64, del vario slato delle de'monasteri, acciocché rimediasse-
diocesi episcopali , e 69, dc^ censi ro a siffatto disordine per l'avve-
della romana Chiesaj nella disser- nire, procurarono sino dal princi-
iazione seguente poi discorre delle pio a' monasteri il privilegio d'im-
immunità, privilegi ed aggravi del munità, o gli abbati poi in pro-
clero e delle chiese dopo la venu- gresso di tempo s* ingegnarono di
ta de:* barbari in Italia. Ivi osser- scuotere il giogo de' vescovi, e af-
va che i monaci fino sollo il pon- finchè con sicurezza maggiore go-
tificato di s. Gregorio I goderono dessero della libertà ottenuta si

di molti privilegi e immunità ;


qua- assoggettavano alla chiesa romana.
si tulli però, non altrimenti che il Tale e tanta fu sempre l' autorità
clero secolare, furono sottoposti al e dignità della Sede apostolica, che
vescovo del luogo in cui aveano tutti ne apprezzarono e venerarono
monasteri , a norma de canoni e ij patrocinio e protezione, pochi dis-
della regola della gerarchia eccle- prezzandola. Ma anche gli stessi re
siastica, e dal governo di lui dipen- e imperatori provvidero i monaste-
derono nello spirituale. Dopo il Bi- ri pe' quali avevano parzialità mag»
gnonio, Pietro de Marca ed allri giore, di privilegi e di libertà, op-
che scrissero su questo argomento, pure la conferivano ad essi con
copiosamente più di tutti ne ragio- eccesso d'autorità, e volevano che
nò l'eruditissimo Tomassini, Pietas dalla sovrana protezione loro sola-
et nova eccl. disciplina. Ma in qual mente dipendessero. Come i mo-
tempo cominciassero monaci ad i nasleri acquistarono l'esenzione, il

esentarsi dalla superiorità de' vesco- Muratori ne produce diversi esem-


vi, e se ne'secqli antichissimi fosse pi. È da avvertirsi, che i domesti-
ad alcuni monasteri conceduta una ci abitanti ne' luoghi subalterni
piena immunità col mezzo de'privi- dentro o fuori de'monasteri esenti,
legi de' vescovi, o de'concilii, o dei non partecipavano alla loro esen-
metropolitani, o de' Papi è difficile zione, ed erano sottoposti ai curati
lo stabilirlo. E però certo che fi- ordinari, perchè l'esenzione de'mo-
no dai tempi dell'antichità più ri- nasteri non comprende dappertutto
mota i monaci impetrarono tale se non che i secolari che dimora-
libertà, anco per le querele che no intra sepia monasterii^ cioè nel-
aveano contro di essi. La cagione l'interno degli stessi luoghi regola-
di chiederla e procacciarsela, dice ri, e che fanno parte della fami-
il Muratori, fu quella soprattutto glia, e sono sotto l'obbedienza dei
perchè alcuni vescovi dominanti nel religiosi.
clero , sollecitati dall'ambizione o Il Papa s. Ormisda del 5i4, sot^
dalla cupidigia del guadagno, reca- to del quale s. Benedetto patriar-
vano delle inquietudini a' monaci ca de'monaci d'occidente stabilì il
allenti al servigio di Dio, e alla suo ordine, accordò a s. Cesario
vita peni lente, e danneggiavano nel d'Arles un privilegio di esenzione
patrimonio i monasteri 3 poiché ogni per un monastero di monache, che
secolo ebbe de 'prelati eccellenti, avea fondato nella sua città vesco-
pie» anche dc'caltivi, e di questi vile. Narra il Rinaldi all'anno ^93,

1
76 MON MON
iium. 85 e 86, che s. Gregorio I lasciarne l'intiero governo agli ab-
ad istanza del re dì Frsrncia con- bati. Papa Adeodato II del 672
Il

cesse un privilegio al monastero di concesse l'immunità della giurisdi-


s. Medardo di Soissons, facendolo zione episcopale al monastero di s.
cupo de'monasteri di tutta la Fran- Martino, di consenso del prelato
cia, ed esente da qualunque giu- della chiesa di Tours, e degli altri
risdizione, minacciando pure ai tras- vescovi di Francia; rileva il Rinaldi,
gressori del suo decretato, così: Se apparire da tale disposizione, aver
alcuno, re, superiore, giudice o al- a quel tempo Papi lasciato di
i

tra persona secolare, violerà o dis- concedere siffatte esenzioni ai mo-


pregierà i decreti nostri, ovvero nasteri, forse pregiudizievoli all'os-
inquieterà o turberà religiosi, o i servanza religiosa; poscia le esen-
ili altra guisa contravverrà, sia pri- zioni non piacquero a Bernardo, s.

vato del suo onore e di qualun- ne furono grate a s. Francesco,


que sua Queste minacce
dignità. bensì a fr. Elia. Di diverse esen-
fu solito usare s. Gregorio I ai pri- zioni concesse dagli imperatori ai
vilegi che concedeva ai monasteri monasteri, della piena immunità
e spedali, essendo egli molto por- conceduta ad essi dalle bolle dei
lato pei monaci, laonde scrisse ad Papi, sottoponendoli unicamente al-
uno de'suoi sufFraganei in loro fa- la Sede apastolica, laonde furono
vore, affinchè permettesse che ce- privilegiati quasi tutti i monasteri
lebrassero la messa nel loro mona- non solo dello stato ecclesiastico,
stero, e da questo principalmente ma dell'orbe cattolico, ne tratta e-
sono venute le messe private, le ruditamente il eh. can. Strocchi,
quali furono di molto vantaggio ai Serie de' vescovi di Faenza p. 108
monaci, come riferisce il Costa, e seg. E per non dire altro delle
Delle rendite eccl. p. 63. Nel 598 esenzioni de'monasteri, faremo men-
s. Gregorio I accordò privilegi al zione di quella data da s. Leone
monastero di Classe di Piavenna, IX a quello di s. Croce d'Alsazia,
e perchè i monaci erano oppressi donde sembra che abbia avuto o-
dai vescovi di quella chiesa, gli e- rigine la Rosa d'oro (Fedi).
sentò in molte cose dalla giurisdi- Molti canoni fecero i concili! sui

zione loro, e per lo stesso motivo monasteri, come molte furono le

altri Papi concessero esenzioni ad provvidenze emanate dai Pontefici


altri monasteri, come riflette il Ri- su di essi. Il concilio d'Epaona nel
naldi. Questi inoltre aggiunge, che 5i7 vietò l'ingresso ai monasteri
dal concedere s. Gregorio I facol- di donzelle, se non a persone di
tà per fondar monasteri, dimostra età avanzata e di sperimentati co-
ciò non appartenere agli altri ve- stumi, e queste per necessità indi-
scovi, ma solo al supremo gerarca. spensabili.Quello d'Arles del 554
Nel concilio romano del 601, sot- dichiarò soggetti al vescovo dioce-
toscritto da ventuno vescovi , s. sano i monasteri d' uomini e di
Gregorio I fece una costituzione in donne. Quello di Tours del 566
favore di tutti i monaci, in virtù proibì alle donne entrare ne' mo-
della quale egli vietò in generale nasteri di uomini. Il concilio di
ai vescovi di fare alcun regolamen- Siviglia del 619 dispose che i mo-
to ne* monasteri, ordinando loro di nasteri di donne fossero governati
MON MON 77
Cìi\ monaci, a condizione che le loro Bened., num. 199, e par. I, saec
abitazioni fossero lontane; che il V, num. 36. In Analec. pag. 167.
solo abbate o il superiore potesse Pietro Magagnotti scrisse: De an-
avvicinarsi al vestibolo per parlar tiquo rìlu offerendi Deo pueros
colla superiora, e in presenza di adhuc impuberes in monasteriis
due suore, ma rare fossero le vi- praesertim sub recida s. Benedi'
site e brevi le conversazioni j al- ctij ch'è la 47 della Raccolta di
trettanto avea nel 897 ordinato il Zaccaria , De disciplina populi
concilio di Cartagine. Quello di Dei t. 11, p. 32 1. Nel 12 12 fu
Vernon del 755 decretò che il ordinato murare le piccole porte ai
vescovo o il metropolitano o il monasteri, dal concilio di Parigi :

concilio riformassero i monasteri, quello di Montpellier del 12 15


scomunicando gli abbati e abba- volle che i priorati che non pote-
desse disobbedienti , e loro sosti- vano mantener tredici religiosi fos-
tuendone altri. Nel 787 il concilio sero riimiti ad altri. Il concilio
Niceno vietò le simonie pei mona- generale Laleranense 121 5 IV del
steri e per le ordinazioni, e che le statuì, che ogni abba-
tre anni gli

doti, e quanto porteranno i reli- ti e priori tenessero capitolo^ per


giosi resteranno ai monasteri. 11 trattarvi della riforma e osservan-
concilio di Parigi deir829 vietò za regolare, dovendosi osservare il
r; l'ingresso ne' monasteri delle mo- prescritto, il tutto senza pregiudi-
nache ai canonici e monaci senza zio de'diritti dei vescovi diocesani :

licenza del vescovo; al parlatorio che nel capitolo si deputassero per-


dovessero parlare in presenza d'al- sone idonee per visitare a nome
tri ; predicando lo facessero in pub- del Papa tutti i nionasteri della
blico; celebrando messa entrassero provincia, anche quelli delle reli-

coi ministri, e subito ne sortisse- giose, e di correggervi e riformare


ro; confessando lo facessero in chie- l'occorrente, anco deponendo il su-
sa alla presenza d'altri. 11 concilio periore, previo avviso al vescovo;
d'Arles del 918 incaricò i vescovi dovendo procurare i vescovi rifor-
di aver cura che ne'monasteri dei mar i monasteri dipendenti, onde
canonici , monaci
o religiose non i visitatori non trovino cosa cor-
si ricevessero persone oltre le ren- reggervi. Inoltre proibì agli abbati il

dite; e in quelli delle donzelle gii governo di più monasteri, ed ai mo-


uomini pei servigi fossero di età naci posto in più case, perchè tali

avanzata e di buoni costumi. Ce- posti erano divenuti come tanti be-
lestino III del I191 ordinò col cap. nefizi. Benedetto XII nel i335
Cum simiis, i4 de regularibus^ obbligò gli abbati a restituirsi ni
che i fanciuHi offerti dai parenti loro monasteri, ed Innocenzo \ I

in monasteri, giunti all'età adulta, nel i352 annullò le commende


potessero a loro piacere uscirne, ciò delle chiese e monasteri. Fedi Com-
che poi confermò il concilio di menda e Benefizio. 11 concilio di
Trento, essendo in uso prima che Colonia del i536 ordinò che niu-
ne i padri potevano ritirare la da- na religiosa potesse essere prepo-
ta promessa, ne i fanciulli lasciar sta al governo di due monasteri,
i monasteri. Di ciò trattò il p. Ma- e quelle che ne aveano due o più
billon, Praejat, par. 2, saec. IV dovessero rassegnarli. 11 concilio di
^8 MON MON
Trento ordinò ai vescovi la visita vennero vescovati ; delle abbazìe iri

de* inonnsleri non esenti,


esenti e partibus infidelìuni j delle notizie
con questa difTeicnza, ch'essi devono sulla provvista delle abbazie e mo-
far la visita de' monasteri esenti au- nasteri nullius dioccesis^ di tre sorte,
toniate apostolica^ e quella de'mo- cioè abbazie nullius concistoriali j
nasteri non esenti autorilale pro- abbazie concistoriali, ed abbazie
pria Il Papa più
. ancora de' su- titolari semplici ; chi spetta nominar-
periori de' regolali ha diritto di pre- vi; delle loro tasse, della professione
scrivere riforme negli ordini e mo- di ^eL\e dei nominati e che
, tal- :

nasteri rilassati : è vietato anche volta alcun abbate ebbe un titola \

dai concìlii di collocare in un mo- vescovile in partibus. IN'el concor-


nastero più religiosi di quello che dato fatto nel 1801 tra Pio VII
le rendite o le limosine ordinarie e la Francia, i monasteri e le ab-
comportino. Delle provvidenze prese bazie non furono soppresse, conce-
dai Papi sulla Clausura de'monaste- dendosi il diritto di nomina a tali ?

ri, ne parlammo a queirarticolo. Cle- chiese abbaziali ; ma siccome nella


mente XI con circolare del 17 rg bolla della circoscrizione delle dio-
ordinò a tutti vescovi di non per-
i cesi Francia, fatta da Pio VII
in
mettere agli istrioni e giuocolieri nel 1822, non furono nominate,
di giuocar vicino ai monasteri. sembra certo che fossero state sop-
Nel voi. XV, p. 222 del Dizio- presse da Napoleone, disponendo dei
nario parlammo delle abbazie e beni e de' locali loro appartenenti;
monasteri nullius dioecesis^ conside» altre però erano slate canonicamen-
rate altrettante diocesi, che si pro- te soppresse in tempo anteriore. Ri-
pongono in concistoro, perciò chia- porteremo r elenco di detti mona-
mate abbazìe o monasteri concisto- steri, indicandone le diocesi in cui
rialij e di ciò che per essi viene furono fondati, incominciando da
praticato, ed elezioni degli abbati : quelli ch'esistevano in Francia, con
a p. 224 riportammo la formola di le ultime provvisioni di essi per
provvisione o preconizzazione. No- nomine regie, diverse delle quali fa-
teremo che tali abbazie o mona- coltizzate da indulto apostolico: av-
sterinon sempre si spedivano per vertendosi che gli anni significano
concistoro, ma per sollecitudine vi le date in cui l' ultima volta fu
supplì la dateria apostolica: anti- provveduto il monastero. Di molti
camente quelli della sola Francia ne trattiamo a'ioro luoghi, e pf'r
ascendevano ad ottocento. Nel voi. quellidi Francia si può vedere la
XX, p. 78, 79, 81, 83 e 84 di- Gallia Christiana. Questi mona-
ceramo che ne' luoghi ove furono steri furono talora conferiti ai ve-
eretti monasteri insigni, la giuris- scovi di chiese, ed anco ai vescovi
dizione vescovile della diocesi re- in partibus^ a' sacerdoti secolari, ai
stò diminuita ; che ancora ve ne monaci dello ordine o ino
stesso
restano, e come; con prerogative di nastero, per nomine regie, ovvero
diocesi e giurisdizione episcopale, e eletti dal capitolo del medesimo.
quali ; de' parrochi nominati dai Furonvi anco deputali coadiutori
superiori de' monasteri alle chiese con futura successione; e siccome
dipendenti ; de' monasteri e abba- i monasteri nullius dioecesis furono
zie secolarizzati , molti de' quali di- e sono considerati come altrettante
MOiN M ON 79
diocesi, è indispensabile riportarne i bened. d' Evreux, nel \&^Z. Beala
nomi in un a que* monasteri pure di Vergine d' Eduen,
de' cisler. nel
provvisione concisloriale, perchè
il 1
694. S,Maurizio de' bened. di
ne* concistori in cui si preconizzano Bazas, nel 1694. Beata Vergine
lia luogo la proposizione in istampa. de'bened. d' Angouléme, nel 1770.
Beata Vergine de Jlneto dei S. Pietro de' bened. di Besancon,
cislerciensi di Bayeux, nel 1735. nel 1714- Beata Vergine iW c'islev.
S. Albino de' benedettini di san di Rhodez, nel 1704. 'S- Pietro dei
Mauro d'Angers, nel 1744* ^• bened. di Langres, nel 1706. Bella
Giovanni de'bened. di Saintes, nel Valle de'piemcstratensi di Reim.s
1731. De Agnaiio de' benedettini nel 1724' S. Vinoco de'bened. di
di Montpellier, nel 1660. DAm- Ypres, nel 1710. S. Stefano dei
hrany, de'bened. di s. Mauro di bened. di Saintes, nel 1751. Bea-
Lione, nel 1753. Beata Vergine ta Vergine de'bened. di Beauvais,
(V Àcquahella de' cistcrciensi di s. nel 1753. Bona Valle de'cister.
Pani, nel 1762. S. Pietro de Al- di Vienna, nel 1772. Beata Ver-
toviìlar de'bened. di Reìms, nel gine de' cister. di Limoges, nel
1769. S. Arnolfo de'bened. di s. I74^. S. Basolo de'bened. di Reims,
Vittore di Metz, nel ijyS. Arema- nel 7 1 8. Beata Vergine de' cister. di
I

rense de'bened. di Troyes, nel 1 720. Rouen, nel 1716. Beata V^ergine ócì
Beata Vergine Arularum de' be- cister. di Beauvais, nel ijii.S. Pie-
ned. di Perpignano, nel 1702. S. tro òe' heneó. d'Angers, nel 1750.
Salvatore de' bened. di Montpellier, Blanchelande de' premoslr. di Co«i-
nel 1753. Beata Vergine de'clu- tances, nel 1724. Beata Vergine
niacensì di Linioges, nel 1705. tS*. de' premoslr. di Reims, nel
1743.
Armando de' canonici regolari di S. Stefano de'bened. di Saintes,
Sarlatj nel 1751. S. Aiiherto dei nel 1730. Beata Vergine àc c\^\.(tv.
can. reg. di C'ambriiy, nel 1710. di Mirepoix, nel 1741- Beala Ver-
S. T^ieola de' can. reg. di Arras, gine de'cister. di Reims, nel 174'^*
nel 171 T. S. Pietro de* can. reg. Bello Loco de' bened. di s. Mauro
di Rocbelle, nel 1760. S. Anìano di Verdun, nel 1734. Beata Vér-
de'bened. di s. Pons, nel 1753. gine de' can. reg. di Lione, nel
Beata Vergine de' can. reg. di Lu- I Beata Vergine de' cisler. di
7 46.
con, nel 704. S. Croce de* can.
1
Rhodez, nel 1739. S. Bartolomeo
re^. di Poitiers,
nel 1748- Beata de' can. reg. di Limoges, nel 1739.
Vergine de'cister. di Sens, nel 1746- Beata Vergine de'cister. di Com-
Beala Vergine de'cister. di Aucb, mi nges, nel 1756. S. Bomano de
nel 1762. S. Pietro de'bened. nel Blavia de' can. reg. di Bordeaux,
i665. S. Bertino de'bened. di s. nel 1743. Beata Vergine à^ é%\e.\\
Omer, nel 1753. S. Pietro de'be- d' Evreux, nel 174^- Beata Ver-
ned. di Limoges, nel 176^. Beata gine de'bened. di s. Maino di Li-
Vergine de' bened. di Treguier, nel sieux, nel 1755. Beata Vergine dei
1678. S. Florenzio de'bened. di cister. di Limoges, nel 1719- Bea-

Chartres, nel 1734. Beala Vergi- ta Vergine de'cister. di Montau-


nea^! h^r^eà. di Chartres, nel 1692. ban, nel 1703. S. Benedetto dei
S. Salvatore de' bened. di Bor- piemostr. di Reims, nel \^^^. Bea-
deaux, nel 1723. Boa Porlo dei ta Vergine de' premoslr. di Lione,
-

8o MON MON
nel 1704. S. Leonardo de'bened. ta Vergine de' cister. di Blois, nel
di Mauro d' Edcien, nel 1775.
s. 1724. Beata Vergine de' haucd. d\
S. Croce de' bened. d'Evreiix, nel Viviers, nel 1753. S. Pietro de be-
i652. Beata Vergine di Chiara' ned. dì Sens, nel 1725. S. Vigo-
valle de' cisler. di Langres, nel 780. i rio de' bened. di Bayeux. Beala
Beala Vergine de' can. reg. di Poi Vergine de' can. reg. d' Angouléine
tiers, nel 1 748. Beata Vergine dei nel 1727. S. Salvatore de' bened.
cister.di Sarlat, nel 1727. Beata di Poiliers, nel 1727. ^S*. Amando
Vergine de'cister. di Chalons sur de' can. reg. di Sarlat, nel 1728.
Saone, nel 1749- 'SS. Pietro e Pao- Beata Vergine de'cister. di Poi-
lo de' bened. d'Evreux, nel 1670. liers, nel 1743. S. Pietro de' be-
*$*. Severino de' can. reg. di Sens, ned. di Soissons, nel 1756. S. Ma-
nel 1697. Beata Vergine de cìstei'. ria Maddalena de* can. reg. di
d'Alby. nel 1771. S. Roberto dei Chartres, nel 1735. S. Vittore dei
bened. di Clermont, nel 1752. S. bened. di Rouen, nel 1740* Beata
Martino de' bened. d'Eduen, nel Vergine de' bened. di Gliaitres, nel
1708. S. Clemente de' bened. di s. 1742. S. Pietro de' bened. d' E-
Vittore di Metz, nel 1742. S. Ni- vreux, nel 1765. S. Stefano dei
cola de* bened. di Soissons, nel bened. di s. Mauro di Bajeux, nel
1678. Beata Vergine de'cister. di i74J». Beata Vergine de'cister. di
Sens, nel 1678. S. Lorenzo dei Besancon, nel ij55. S. Guglielmo
premoslr. di s. Lisier, nel i74f- de' bened. di Lodovien, nel 1740-
S. Crispino de' bened. di Soissons, S. Pietro de' bened. di Seez, nel
nel 1759. SS. Pietro e Paolo dei 1 724. S. Dionigi de' can. reg. di
bened. di Narbona, nel 1729. Bea- Reims, nel 174^- -Sefl^^ Vergine
ta Vergine de* premostr. d' Auch, de'cister. di Limoges, nel 173 1.
nel 1758. S.Giovanni de' bened. Beata Vergine de' bened. di Cha-
d* Aire, 1698. Beata Vergine
nel lons sur Marne, nel 1740* Beata
de'cister. di Reims, nel 1735. S. Vergine e s. Martino de' bened. di
Pietro de' bened. di Le Mans, nel Chalons sur Marne, nel 1770. Bea-
1729. S. Crispino de* can. reg. di ta Vergine de* cister. di Litnoges,
1705. S. Cerano dei
Soissons, nel nel 1732. S. Pietro de' bened. di
can. reg. di Cbarties,
1706. nel Tarbes, nel iG^g. Beata Vergine
Beata Vergine de'cister. di Cahors, de' can. reg. di s. Malo, nel 1661.
nel 1 759. Beata Vergine de pre- S. Benigno de' bened. di Dijon, nel
mostr. di Tolosa, nel 1753. Beata 1758. Beata Vergine de hened. di
Vergine de' can. reg. di Langres, Le Mans, nel 1768. S. Eparchio
nel 1721. Beata P ergine de' pie- de' bened. d' Angoulème, nel 1754-
raoslr. di Laon, nel 1733. S. Idul- S. Eurulfo de* bened. di Lisieux,
fo de' bened. di Troyes, nel 171 3. nel 1765. S. Eusebio de' bened.
S. Colomba de' bened. di Sens, nel d'Apt, nel 1752. SS. Trinità dei
1758. Beata Vergine de'cister. di bened. di Coutances, nel 17 14- ^'•
Kieux, nel 1751. Beata Vergine Leodegario de' bened. di Clermonl,
de'cister. di Le Mans, nel 1722. nel 1744. S. Evuerto de'can^reg.
Beata Vergine de' can. reg. di Pe- d'Orleans, nel 1739. SS. Gerva-
rigueux, nel 1757. Beata Vergine sio e Protasio de' bened. d' Agen,

de'cister. d' Angers, nel 1723. Bea- nel ij^i' Beata Vergine de* cister.
MON MON 81
dì Narbona, nel i^SS, Beala P'er- Ognissanti de^cau. reg. di Chalons
gine de' cister. di Chalons sur Sao- sur Marne, nel 1769. S. Austre-
ne, nel 1761. S. P^olusiano dei monio de' bened. di Clermonl, nel
can. leg. di Pamiers, nel 1743. S. 1727. S. Giovanni de' premostr.
Eligio de' can. reg. di Lisieux, nel d' Amiens, nel 1706. Beata Ver-
1784- Beata Vergine de' beiied. gine de' cister. di Sens, nel 1733.
d* Amiens, nel 1667. S.Pietro dei Beala Vergine de' cister. di Reims,
bened. d' Edueu, nel 1733. Beala nel 1746. S. Giuliano de' bened.
Vergine de' bened. di Poitiers, nel di Tours, nel I7i4- De insula àeì
1680. De Fusniaco de' cisterc. di premostr. di Rouen, nel 1723.
Lione, nel 1703. S. Stefano dei Beala Vergine de' bened. di Char-
cisterc. diBajeux,nel 1699. S. Mat- tres, nel 1730. S. Ragneberto dei

teo de' bened. di Lacnen, nel 1725. bened. di Lione, nel 1747- '^- '^^^'
S. Giovanni de' piemostr. di Seez, valore de' bened. di Chalons sur
nel 1720. S. Pietro de' bened. di Marne, nel i656. S. Lupo de'can.
Sens, nel 1782. Fiorenzo dei
S. reg. di Troyes, nel 17 io. S. Lau-
bened. d' Angers, nel 1731. S. Gè- nomario de' bened. di Chartres,^ nel
remaro de' bened. di Beauvais, nel 1 660. S, Luciano de' bened. di
1713. Beata Vergine de'cisler. di Beauvais, nel 1 704. Beata Vergine
Bordeaux, nel 1765. Beata Vergi- de' cister. di Rhodez, nel 1707. S.
ne de' bened. di Besan^on, nel 1 74^. Laudo de' cisterc. di Coutances, nel
Beata Vergine de' cisterc. di Bour- 1 695. Beata Vergine de' bened. di
ges, nel 1727. Beata Vergine dei Evreux, nel 1698. S. Benedetto
cisterc. diSainles, nel 1728. S. Fer- de' bened. d'Orleans, nel i743. S,
ìnerio de' bened. Vazaleu, nel 745. ) PiWro de'bened. di Rieux, nel 1753.
Beala Vergine de' cister, di Cahors^ S. Pietro de' bened. di Besancon,
nel 1678. Beata Vergine à& chier. nel 1747- Beata Vergine de' ci-
di Tolosa, nel 1780. Beala Ver- sterc. di Soissons, nel 17 16. Beata
gine de' bened. di Lisieux, nel 1702. Vergine de' bened. di Le Mans, nel
De Giniont de' cister. d'Auch, nel 17 16. SS. Pietro e Paolo de' be-
1695. Beala Vergine de' bened. di ned. di Cambray nel 1793. SS.
Carcassona, nel 1780. S. Pietro Trinità de' premostr. d' Avranches,
de' bened. di Bouen, nel 1760. nel 1725. S. Pietro de' bened. di
Beala Vergine de' cister. d' Angou- s.Mauro di Parigi, nel 1727. S.
léme, nel 1723. S. Pietro de' be- Mauro de' bened. d' Angers , nel
ned. di Tarbes, nel 1746. S. Ger- 1729. Ss. Trinità de'can. reg. di
mano de' bened. d'Aiixerre, nel Rochelle, nel 1648. S. Mavenno
1758. S. Martino de' bened. di s. de' bened. di s. Malo, nel 1647.
Vittore di Metz, nel 1735. Beata S. Giovino de' bened. di Poitiers,
Vergine de' can. reg. Noviomen, nel nel 1730. S. Martino de* bened.
1745. Beata Vergine de' bened. Eduen, nel 1746- S. Massimo dei
JNoviomen, nel 1754. S. Ilario dei bened. d'Orleans, nel 1^0^. Bea-
bened. di Carcassona, nel 1762. ta Vergine de' cisterc. di Langres,
Beata Vergine de' premostr. di Pa- nel 1778. S. Pietro de' bened. di
j igi, nel 1 747. S. Pietro de* bened. Chalons sur Marne, 1739. S. nel
di Beziers, nel 1737. S. Gio. Bat- Vedaslo Amiens, nel
de' bened. d'
tista de' can. reg. di Sens, nel 1659. 1
7 1 j . S. Pietro de' bened. di To-
VOL, XLVI. 6
.

82 MON MON
Iosa, nel i j^S, Ss. Trinità de* be- de* can. reg. di ResanQon, nel 1742.
lied, di Sens, nel lya i. 3Ionte Uor- Beata Vergine de* cisterc. di Rour-
go do' bened. di Coulaiìces, nel 1746. SS. Vincenzo e Ger-
ges, nel
1771. S. Pietro de* cluniac di mano de'bened. di Parigi, nel 1715.
Clermoul, nel 1723. S. Melano dei S. Michele de* bened. d' Avranclies,
bened. di Rennes, nel 1728. tS'. nel 1721. Beata Vergine de' cisterc.
Pietro de' bened. di Sens, nel 1725. di Perigucux, nel 1727. àS*. 3Iar-
Magno luogo
de' bened. di Clei- tino de' bened. di Rouen, nel 1 749*
inonl, nel 1748. S. Martino dei S. Richerio de' bened. d' Amiens,

bened. di Clermont, nel 17 io. SS. nel 174^' S. Giacomo de' can. reg.
Gio. e Andrea de' cluniac. di Poi- di Sens, nel 1731. S. Pietro de'be-
liers, nel 1752. S. Memmio dei ned. di Langies, nel 1731. S. Pie-
can. reg. di Chalons sur Marne, tro de'bened. di Lisieux, nel i'j^^-
nel 1736. S. Giovanni de' bened. S. Quintino de' bened. Noviomen,
di Carcassona, nel 1754. S. Stefa- nel 174'^' S. Benedetto de'bened.
ito de' bened. di Rieux, nel i']^^. di Poitiers, nel 1668. Beala Ver-
S. Mariano de' prernostr. d'Au« gine de can. reg. di Narbona, nel
xerre, nel 1736. Beata P^ergine 1706. Giovanni de'bened. di
S.
de'cislerc. di Clermont, nel 1727. Langres, nel 1721. S. Martino dei
S, Mansueto de' bened. di Tulle, can. reg. di Beauvais, nel i665. S.
nel I 743. Beata Vergine de' pre- Rufo de* can. reg. di Valenza, nel
mosti*, di Tulle,1736. Beata
nel 1720. S. Remigio de'bened. di s.
7"^ergine e s. Calocero de' bened. Mauro di Reiuis, nel i74'>. S. Sal-
di Chalons sur Marne, nel 1754. vatore de' bened. dis. Mauro, di
Beata Fergine àe h^tità. di s. Vit- Vannes, nel 1747' Reata Vergine
tore di Reims, nel i745». Beata de' can. reg. di Sainles, nel 1763.
Vergine de' can. reg. di Besan^on, S. Salvatore de' bened. di Lodo-
nel 1787. S. Maxentio de' bened. ven, nel 1771. Beata Vergine dei
di Poiliers, nel 1693. Santa Ma- bened. di Bordeaux, nel 1747- ^•
ria de* bened. di Langres, nel 1760. Saturo de' can. reg. di Bourges, nel
Beata Vergine de* bened. di Poi- 1746. S. Segnano de'bened. di
tiers, nel 1677. S. Nicola de' be- Langres, nel 1722. S. Pietro dei
ned. di s. Mauro^ d'Angers, nel bened. di Limoges, nel lySì. Bea-
1753. Beata Vergine de* cisterc. ta F ergine
de'bened. d' A Jais, nel
d'Evreux, nel 1702. i^". Gilberto I 7 Beata Vergine de* prernostr.
1 3.
de' prernostr. di Clermonl, nel 1727. di Seez, nel 1730. De Signiaco
Beata Vergine de' bened. di Tours, de cisterc. di Reims, nel 174?'.
nel 1750. S. Pietro de' bened. di SS. Sergio e Bacco^ de' bened. di
Soissons, nel 1751. S. Pietro dei 8. Mauro, d'Angres, nel 174^- ^•
bened. di Sens, nel 1670. S. Fa- Pietro de' bened. d' Alais, nel 72 i i

raone de'bened. di Meaux, nel 752. 1


Beata Vergine de* cisterc. d' Avran-
S. Gio. Battista de' prernostr. di ches, nel 1721. S. Savino de'be-
Laon, nel 1780. S. Policarpo dei ned. di Poitiers, nel 171 5. Beata
bened. di Narbona, nel 743. Bea- 1 Vergine de* bened. di Tarbes, nel
ta Vergine de' can. reg. di s. Flour, 1753. iSl Savino de'bened. di Tar-
Del I 706. Beata Vergine de' cister. bes, nel 1724. S. Salvatore dei
d*Auxerre, nel 1742. S. Paolo beued. di Montpellier, nel 1724.
8

MON MON 83
Beala Vergine de' cisterc. di Ca- gine de* cislerc. Clermont, nel
di
\allicen, nel lySi. S. Pietro dei 1722. S. Pietro de' bened. d'Avi-
can. reg. dì Limoges, nel lySo. gnone, nel 1749- S. Savino àQ'hQ-
Beala Fermine de' preinostr. di ned. di Tarbes, nel 1731. S. Pie-
Ileinis, nel 1734. Beala ergi ne F tro de' bened. di Bourges, nel i73r.
de' cisterc. di Vabres, nel 1735. S. Stefano de' bened. di Saintes,
Beata Fergine de' bened. di La- nel ijZi. S. Pietro de' bened. di
vaur, nel i74'' ^- Severo de' be- Chartres, nel 1732. ^S*. Salvatore
ned. di CoutanceSj nel174^' *^' de' bened. di Coutances, nel
1670.
Sinforìano de' bened. di Metz, nel S. Fincenzo de* bened. di Laon,
1775. S. Taurino de' bened. d' E- nel 1754- S. Urbano de* bened. di
\reux, nel 1753. S. Lorenzo dei Chaions sur Marne, nel 1757. Bea-
cislerc di Frejus, nel 1698. S. ta Fergine de'premoslr. di Sois-
Tiberio de' bened. d'Agde, nel 708. j sons, nel 1739. Beata Fergine àé.
Ss. Trinità de' bened. di Chartres, cislerc. di Reims, nel 1741- loca-

nel 1703. S. Croce de' bened. di ta Fergine de'cisterc. di Carcasso-


Lucon, nel 171 3. S. Launo dei na, nel 1750. S. P/c/ro de' bened.
can. reg. di Poiliers, nel 1714- *^- di Limoges, nel 1738. Beala Fer-
Bliclu'le de' bened. di s. Vittore, di gine de'cisterc. di Tulle, nel 1785.
Laon, nel 1725. S. Teojfredo dei Cliigny de' cluniac. di Ma^on, nel
bened. Pny, nel 1747- Ss. Tri-
di 1739.
nità de' bened. di s. Mauro, di Monasteri di Spagna concisto-
Rouen, nel 1 76 Beata Fergine dei
1 . riali.Beata Fergine de* bened. di
cislerc. di Nantes, nel 1648. S. Girona, nel i8i4« S. Pietro de' be-
Giovanni de' can. reg. di Chartres, ned. di Girona, nel 1798. S. Sal-
nel 1723. Ss. Trinità àe'het\^ài. di vatore de* bened. di Girona, nel
Chartres, nel i654. Beata Fergine 1817. S. Pietro de' bened. di Gi-
de'can. reg. di Coutances, nel 1753. rona, nel 1824. SS. Pietro e Pao'
Beata Fergine de'cisterc. d'Agde, nel lo de* bened. di Barcellona , nel
1747. Beata Fergine de'can. reg. di 18 i4- B- /^e/gme de' bened. d'Ur-
Chaions sur Marne, nel 1748. Beata gel, nel 1825. S. Pietro de Galli-
Fergine de' cisterc. di Senlis, nei canta de* bened. di Girona , nel
1677. S. Giovanni de'can. reg. di 18 16. B. Fergine de' bened. di
Soissons, nel 1703. Beata Fergine Rivipollo diTarragona ,
preconiz-
Noviomen, nel 1728.45*.
de'cisterc. zato da Gregorio XVI nel conci-
Falerico de' bened. d' Amiens^ nel storo de' 3o settembre i83i. S,
1696. S. Michele de' bened. di Pietro de' bened. di Girona , nel
Rouen, nel 1740- S. Martino dei 1825. B. Fergine de Serrateix dei
bened. di Beziers, nel 1752. Beata bened. di Tarragona, nel 1828. S,
Fergine de' cisterc. di Dol, nel 1707. Stefano de Vanoles o Banolas dei
S. Fincenzo de* bened. di Metz, nel bened. di Girona, preconizzato nel
1710. S. Fedaslo de' bened. d* Ar- concistoro de* 17 dicembre i832
ras, nel1726. 15*. Pietro de' bened. da Gregorio XV S. Cucufato dei
f.

di Bourges, nel 1712. S. Salva' bened. di Barcellona nel i83o. iS".


de' bened. di Chaions sur Mar- Fittoriano de' bened. di Barbastro,
ne, nel 1714. S. Pietro de' bened. preconizzato da Gregorio XVI a' 2
Itore
ili Chartres, nel 1753. Beata Fer- febbraio i83i. S. Fittoriano de'can.

;
,

84 MON MON
reg. d'Hoesca, nel 1 8 1 5. S. Giovan- Passavia, nel \^'ji. SS. Pietro e
ni de'bened. di Jaca, nel 1824. Paolo Meick de* bened. di Pas-
di
Monasteri degli stati Sardi con- savia, nel 1768: Pio VI nel 1782
B. Vergine de' cisterc. di
cistoriali. recandosi da Vienna a Monaco, il
Ginevra, nel 1728. B. Vergine dei 22 aprile giunse a questo insigne
bened. di Torino, nel i743. B. monastero, e nel di seguente disce-
Vergine de' cislerc. di Casale, nel se nellamagnifica chiesa, ascollan-
1727. B. Vergine de can. reg. di dovi la messa celebrata dal cardi-
Ginevra, nel 1727. S. Ponzio dei nal Migazzi, indi passò a pernot-
bened. di Nizza, nel 1727. SS. Pie- tare nella celebre abbazia di s. Flo-
tro ed Andrea de* cisterc. di Ri- riano de' canonici lateranensì. S.
palta, arcidiocesi di Torino, nel P/Wro de* bened. di Gand, nel 1791,
1743. SS. Salvatore^ A ventare ed di cui però godeva la nomina il re
Ottavio de bened. Torino , nel di di Francia. S. Michele de' bened.
1727. S. Stefano de'bened. d'Ip- di Colocen o Colocza , nel 1682.
poregien nel 1727. S. Pietro de
, S. Salvatore di Fulda, de'bened.
Sylva de' bened. di Vercelli nel , di Magonza, nel
1738, poi eretto
1727. Beata Vergine de Talloire in vescovato. SS. Vito e Stefano di
de'bened. di Ginevx'a, nel 1727. Corwei in W"estfalia, de' bened. di
S. Gennaro
de' bened. di Vercelli, Paderbona, nel 1777. Fe^f" Corbeja.
nel 1727. S. Maria di Coramajo, S. Massimino de bened. di Treve-
de'bened. di Torino, nel 1741, co- ri, nel 1763. Pio VII nel 1821
me dicemmo nel voi. XX, p. 84 con bolla de' 26 luglio soppresse
del Dizionario. SS, Pietro e Paolo l'abbazia di Neiivenzell e di Oliva
de Novalesia de' cisterc. di Torino, negli stati del re di Prussia. Il me-
nel 1727. S. Giusto de Securia dei desimo Papa il i.° aprile 18 18 a-
can. reg. di Torino, nel 1727. B. veva soppresso quella di Campido-
Vergine de Vezzolano de' bened. di nia cioè il monastero di Maria
,

Torino, nel 1727. Vergine e de' ss. Gordiano ed E-


Monasteri del Belgio concistoria- pimachio de' bened., e la preposi-
li. S. Amando
de bened. di Tour- tura di Bartolicaden de ss. Gio.
nay, nel 1754. S. Pietro de'bened. Battista e Pietro de can. reg. nel
di Gand, nel i656. S. Salvatore regno di Baviera. Beata Vergine
de'bened. di Malines, nel i683. ad Lacum de' bened. di Treveri
SS. Pietro e Paolo de' bened. di nel 1696.
INfamur, nel 1791. SS. Giacomo Monasteri della Svizzera conci-
ed Andrea de' bened. di Liegi, nel storiali. iS". Maurizio d'Agauno dei
1781. S. Lorenzo de'bened. di Lie- can. reg. di Sion, nel 1823. Beala
gi, nel 1790. Stabulen et Mal- Vergine di Einsidlen de' bened. di
mundarien unite de' bened. di Lie- Costanza, nel i825: quindi nel con-
gi e Colonia, nel 1787. S. Trudo- cistoro de' 27 luglio 1846 il re-
ne de'bened. di Liegi, nel 1790. gnante Pio IX preconizzò l'elezio-
Monasteri di Germania concisto- ne che il capitolo e monaci del mo-
riali. S. Lamberto de bened. di Sa- nastero aveano fatta dell'odierno
lisburgo, nel 1760. S. Haherto in abbate, nella diocesi ora di Coirà.
Ardena de* bened. di Laodien, nel Beata Vergine di Maristella de' ci-
1761. Beata Vergine de' bened. di sterc. di Costanza nel 18 18 la ;
MON MON 85
successiva provvisione falla nel con- ro delle sedi vescovili e de' vescovi,
cisloio tenuto da Gregorio XVI si pubblicavano ancora i principali

a' 17 dicembre 1840, la riportam- monasteri e le abbazie nullius coi


mo nel voi. XV, p. 224 del DU nomi degli abbati.
zionarìo. S. Gallo de* bened. di MONCADA Luigi Guglielmo,
Costanza, nel i8o3, unito poi al ve- Cardinale. Luigi Guglielmo Mon-
scovato di Coirà, indi eretto in sede cada d'Aragona, siciliano, de'duchi
vescovile. Beala
yergine de Salem, di Montalto, essendo rimasto unico
de* cisterc. di Costanza, nel 1802. nella sua nobilissima famiglia , si
Monasteri delle due Sicilie, ed congiunse in matrimonio colla fi-
altri concistoriali. SS. Pietro e Pao- glia del duca d'Alcalà, quale mor-
lo de'basiliani di Messina, nel 1680. tagli senza prole, tolta la seconda,
Beata Fergine d' Altoforte de* ci- Caterina Moncada, passato in Ispa-
sterc. di Monreale, nel 1725. Nel gna venne successivamente destina-
concordato fatto tra Pio VII e il to da Filippo IV ai governi della
re Ferdinando I furono conferma- Sicilia, Sardegna e Valenza poi ti-

te le abbazie e monasteri nulliiis tolo di viceré, e col carico di mag-


di Cava, di Monte Cassino e di Mon- giordomo della regina e di caval-
te Vergine. In Polonia eravi il mo- lerizzo di detto re, che lo destinò
nastero Sulejovien de' cisterc. di oratore straordinario all'imperatore
Gnesna, provveduto nel i654-
e Ferdinando II, e per più titoli gli
L' ultima del monastero
provvista die luogo tra grandi di Spagna.
i

della Beata Vergine de praecibus Rapitagli pure la seconda moglie


de' cisterc. nel patriarcato di Ve- dalla morte, dopo averlo fatto lieto
nezia, fu fatta nel 1787: Pio VII di numerosa figliuolanza, mosso da
a' 3o settembre 18 17 concesse al- istinto divoto, applicossi alia vita
l'imperatore d'Austria il diritto di clericale, quindi alle istanze del re
nominare i monasteri e le abbazie di Spagna Alessandro VII a' 7
,

degli stati veneti. Il medesimo Papa marzo 1664 lo pubblicò cardinale


dichiarò il vescovo di Modena ab- diacono benché assente. In età di
bate del monastero nullius No- di sessanl'anni mori nel 1678 in Ma-
nantola. Veggasi il p. Lubin, Abba- drid , senza essere intervenuto ai
tiarum Italìae. All'articolo Vesco- due conclavi ch'ebbero luogo a suo
vato, ed in quelli degli stati e re- tempo.
gni si parlerà di altri monasteri MONCANO (s.), abbate in Ir-
ed abbazie nullius dioecesis e conci- landa. Fiorì nel sesto secolo. Fu
storiali. V. Congregazione Conci- dapprima guerriero, ma rinunziò
storiale, cui spetta quanto riguar- in seguito il mondo per abbraccia-
da imonasteri concistoriali. Il p. re lo stato monastico. Menò una
Pleltemberg, Notitia congreg. a p. vita assai rigorosa , e fu pe' suoi
i3i dichiara quali sono i mona- fratelli un perfetto modello di tut-
steri concistoriali, ed a p. 147 co- te le virtù. Dicesi ch'egli facesse
me si conferiscano e commendano fabbricare trenta chiese e cento-
in concistoro segreto . Il cardinal venti cellette, e che sia vissuto tren-
De Luca, De monasteria concisto- t'anni presso una di queste chiese,
rialia. Nelle annuali Notizie di Ro- detta dal suo nome Theach Mo- ^

ma del passato secolo, nel nove- c/iutìf, che vuol dire in irlandese
,

86 MON MON
chiesa di Mocliua, giacche egU era suffraga nea dell'arcivescovo di Com-
chiamato anche con questo nome poslella, e lo è tuttora. Il primo
come pure con quello di Cluanus vescovo di Mondonedo fu Miirtino
o Clìuanus. Morì in età di ottan- Dumiense, che sottoscrisse il primo
tanov'anni il i." gennaio, nel qual concilio di Braga nel 4' suoi suc- i :

giorno si onora la di lui memoria. cessori furono, Mi loco nel 572, Me-
MONDO r. (s.). MuifDo (s.). topio nel 633, Sona che fu al VII
MONDONEDO ( Mindonien ) . concilio di Toledo,Beh che sotto-
Città con residenza vescovile della scrisse il Braga, Teodorindo I
111 di

Spagna in Galizia, undici leghe di- morto neirSyo, Gonsalvo fiorito nel-
stante da Lugo, capoluogo della 1*888, Rudecindo dell'893, Teodo-
provincia del suo nome, e sede di rindo morto nel 909, s. Rosendo,
II

un governatore militare. Trovasi ec. Giovanni Loaysa vescovo d'Al-


al piede delle montagne della Sier* ghero, trattando in Roma gli affa-
ra che portano il suo nome, ed ri di Carlo V, nel i524 Clemen-
all' ingresso della bella valle di Lo- te VII lo trasferì a Mondonedo,
renzana presso il Valinadares. E se- ma morì in curia pochi mesi do-
parata dai suoi sobborghi dalle ri- po. Nelle annuali Notizie di Roma
viere Sinto, Ruzos e Picos che si è riportata la seguente serie. 1728
riuniscono più abbasso onde for- Antonio Sarmiento benedettino di
mare la Masma ; sopra queste vi Tuy, traslato da Jaca. 17^2 Car-
sono due ponti. E cinta di vecchie lo Antonio Rimol-y -Quiroga di
mura, e dominata da un castello Lugo. 1761 Giuseppe Francesco
fortificato, ma poco importante. di Losada-y-Quiroga della dioce-
Alcune case son belle, la gran piaz- si Orense. 1781 Francesco Qua-
za è adorna d'una bellissima fon- drillero-y-Mora di Leon. 1797 An-
tana. Tra molte sue chiese è ri-
le drea de Aguiar e Canraano di
marchevole quella della Beata Ver- Lugo. 18 16 Bartolomeo Cienfue-
gine de los Remedios, per la sua gos di Leygnarda. 1827 F'rancesco
bella architettura. Vi sono due Lopez Borricon d'OrnilIayso nella
ospedali ed altri stabilimenti, sì di Castiglia vecchia, già canonico di
beneficenza, che d* istruzione. Ha Burgos, fatto da Leone XII nel
diverse fabbriche con più di seìmi- concistoro de'25 giugno. La catte-
lacinquecento abitanti. suo ter- Il drale, buono e moderno edifizio, è
ritorio è d'un clima
fertilissimo e dedicata a Dio, sotto l'invocazione
assai sano. Secondo qualche autore di s. Giacomo, con baltisterio, eser-

corrisponde aWOceluni od Occelum citando la cura delle anime un


di Tolomeo, e chiamasi Mindgnia prete appartenente a! capitolo. Que-
e Glandominim. sto era prima regolare de'benedet-
La sede vescovile fu eretta nel tini, e si compone di undici digni-

V o VI secolo alcuni pretendono


: tà, di cui la prima è il decano,
che vi fosse trasferita quella di di ventiquattro canonici, comprese
Bretagna [Fedi)^ altri dicono che le prebende del teologo e del pe-
in prima venne eretta in Kibadeo, nitenziere, di sei porzionari, di cap-
Bivadìunij borgo sulla sinistra del- pellani preti, e di altri chierici ad-

l'Eo con titolo di contea, con por- detti all' ufìiciatura. L'episcopio è

to e collegiata. La sede diveqpe adiacente alla cattedrale^ oltre U


MON MON 87
quale in non vi sono altre
città che sitrovano tanto nel suo recin-
pairoccliio. xVwi due conventi tli to, quanto ne' luoghi soggetti. Nei
leiigioaij un monastero tli njonaclie, sobborghi trovansi diverse fabbri-
alcune confraternite ed il semina- che, e le sue sono as-
confetture
rio. Ogni nuovo vescovo è tassalo sai apprezzate nel Piemonte. Gli
nc'Iibri della camera apostolica in abitanti, in cui si distinguono le
lìorini 009, conispondetiti a circa donne per gentilezza, sono più di
20,000 ducati cui si fanno ascen- 22,000. I dintorni sono amenissi-
dere le rendite, senza pesi. nii, e ridondano di fiorentissime
MONDOVI ( Monlis Rfgalh ). vigne, che danno ricco e prezioso
Città con residenza vescovile del prodotto. Fra i suoi uomini illu-
Piemonte negli stati del re di Sar^ stri nomineremo i cardinali Fran-
degna, distante da Torino trenta- cescoAdriano Ceva e Giovanni
cinque miglia, e dieci da Cuneo, Bona, ed il fisico Gio. Battista
alla cui divisione appartiene, ca- Beccaria, per non dirne altri.

poluogo della provincia del suo Mondovi o Monde vi, 3Ions Vi-
nome e di mandamento, sulla ri- ciy Mon^ Regalis, da un' italica le-
va destra dell'Elero, affluente del ga de'popoli della Liguria, dì Sa-
Tanaro, sede d'un tribunale di pri- luzzo ,Ceva e de' circostanti
di ,

ma istanza. La città propriamente luoghi, da un piccolo aggregato di


delta è situata sopra ameno colle, abitazioni che ricuopriva la cima
ottantatre tese al di sopra de' suoi del colle sino dal mille, si aumen-
tre sobborghi, da cui è divisa da un tò forse coll'ampliazione del comu-
rapido declivio poco praticabile pei* ne di Vico, luogo cospicuo di cui
le vettiue. La sua veduta è assai sin dal 902 n'era signore il vesco-
pittoresca ad una certa distanza, vo d'Asti] e siccome il monte era
poicliè dall'alto del colle fino alle nel suo territorio, perciò fu detto
falde si estendono i suoi edifizi. Monte di Vico o Montevico, don-
Cinta da deboli mura, e difesa da de venne poi la denominazione at-
una cittadella eretta nel iSyS nel- tuale, benché portò anche l'anti-
la più alta vetta da Emmanuele chissimo nome di Monte Regale.
Filiberto duca di Savoia, rinchiude La chiesa principale di Vico era
molte chiese, e fra le altre la cat- quella di s. Pietro, la cui pieve
tedrale, di cui si ammira l' altare fu poi trasferita alla collegiata di
maggiore e la sagrestia. La sua s.Donato. Vico diventò il lerzerò
fondazione risale al secolo XI ver- maggiore di Mondovi, per cui i
so la fine, per Ottone o Te t tona monregalesi promisero al vescovo
padre del celebre Bonifacio mar- di Asti di osservare le condizioni
chese del Vasco o Vasto e di Sa- pattuite dagli abitanti di Vico: più
vona, nel luogo detto piazza mag- tardiMondovi si sottrasse dal do-
giore. Altri dicono che l'antica col- minio temporale del vescovo, dopo
legiata di s. Donato ,
prima del aver contratta concittadinanza cogli
secolo XIII fondata la Vico, sia alessandrini. Divenuto comune con
stata ivi trasportala verso la metà podestà, per la sua potenza il ve-
del secolo XIV. II reale collegio scovo d'Asti si col legò col marche-
presiede a vari altri stabilimenti se di Ceva per fargli guerra; itnli

di pubblica istruzione e convitti, crebbe a tale, che potè nel i o a-


,

«8 MON MON
goito laSa inaugurarsene la fon- segnalata vittoria sui pieraonlesi
dazione come di cospicua terra, ed ciò che obbligò la corte di Tori-
otto anni dopo nascenti i frati mi- no ad abbandonare poco tempo il
nori poterono edificarvi un mae- Piemonte a' vincitori. Nel 1799
stoso tempio alla memoria del lo- quarantamila contadini piemontesi
ro patriarca poco prima defunto, quivi si radunarono, onde tagliare
che venne poscia eretto in catte- la ritirata al generale Soult che
drale. Si vedono ancora gli avan- riconduceva gli avanzi dell'armata
zi di quelle mura, che circondando di Scherer battuto a Verona ; ma
il monte, dierono asilo agli emi- essendo stati dispersi , la città fu
grati ne'torbidi d'Italia, specialraen- costretta ed abban-
di capitolare,
te milanesi, dopo l'eccidio di Fede- donata al saccheggio per aver in-
rico I, essendo, come si è detto, già coraggiato la ribellione, onde mol-
possente al declinar del secolo XII. to soffrì.
Vuoisi che nel 1238 Federico II abbia La sede vescovile l'eresse Urba-
dichiarato il comune libero e indi- no IV colla bolla Salvator nostei\
pendente. Tuttavolta si assoggettò data in Perugia l'B giugno i388,
prima ai conti di Savoia, e poi ai non pare ad istanza di Teodoro mar-
marchesi di Monferrato, laonde il chese di Monferrato, trasferendo il

escovo d'Asti sottopose all' inter- dominio della città al nuovo vescovo
detto e scomunicò gli abitanti con di Mondovi, con titolo di conte.
Bressano che li signoreggiava. Nel II vescovato lo dichiarò suffraga-
1257 i monregalesi ritornarono neo dell'arcivescovo di Milano, di
sotto il vescovo, e nel 1270 sog- poi Leone X nel i5i5 in vece lo
giacquero a Carlo d'Angiò. Il ve- sottomise alla metropoli di Torino,
scovo d'Asti nel 1282 tentò di ri- di cui lo è tuttora. La chiesa benché
cuperare i suoi diritti, e Roberto smembrata d'Asti ( la qual chiesa
re di Napoli glieli lasciò qual feu- conservò per vari secoli il diritto
do, succedendo al re la nipote Gio- di nominare il vescovo) ed i ca-
panna I, Dopo di aver lungo tempo nonici d'ambedue le cattedrali go-
goduto quasi libero reggimento, dono della reciproca fratellanza, e
questo cessò nel i347 P^*' ^^ ^^^^' ^^"^ presenti in coro nelle due cat-
stine divisioni. Indi passò sotto il tedrali a vicenda. Il primo vesco-
dominio de'Visconti, i quali lascia- vo fu nominato nel i388 in fr.
rono godere al vescovo d'Asti le Damiano Zavaglia di Genova, do-
regalie minori; ma nel 1396, dopo menicano, celebre oratore, che com-
breve dominio del marchese di pilo ottime leggi, v'introdusse i re-
Monferrato, un poco volontariamen- ligiosi del suo ordine, sostenne va-
te, un poco per forza, si sottomise rie col vescovo e capitolo d'A-
liti

alla sovranità di Amedeo VIII sii, che non potè terminare, e la-
duca di Savoia, che l'avea occupa- sciando di sé buon nome, mori nel
ta, quietandosi il marchese cogli spo- i^o/\.. Gli successe Giovanni Solio
salizi celebrati tra le due case; al- genovese, che intervenne al conci-
lora Mondovi venne decorata del lio di Pisa, e moiì nel i4»3. Gio-
titolo di città. I francesi coman- vanni XXllI nel i4'4 ^'"^^ vesco-
dati da Bonaparte riportarono nei vo Francesco Fauzone nobile di
dintorni il 22 aprile 1796 una Mondovi, monaco benedettino. Ri-

i
,

MON MON 89
porteremo i successori più distinti. Clemente VII unì la prepositura
Nel 1429 Perce vallo Belma nobile della Trinità al capitolo: rassegnò
savoiardo, traslato a Belley nei la sede nel
i548, e gli fu surro-
1438: sotto di lui Eugenio IV sta- gato Bartolomeo Piperi di Saluzzo
bilì meglio la giurisdizione della cubiculario pontificio, dotto e li-

diocesi. Gli successe Segando Ayme- mosiiiiero, morto in Roma nel iSSg,
rico francese, ch'era vescovo di Bel- e sepolto nella chiesa del conser-
ley, che intervenne al concilio di vatorio di s. Caterina de'Funari
Firenze; concorse a pacificare Lo- che lasciò erede. Il 27 marzo i5tìo
dovico duca di Savoia col duca divenne vescovo il cardinal fr. Mi-
di Milano, ed al suo tempo l'ab- chele Ghislieri domenicano di Bo-
bazia de'benedettini di s. Dalma- SCO presso Alessandria, onde si sot-
zio o Dalmazzo vescovo, fu unita toscriveva cardinal alessandrino .

alla mensa da Nicolò V. Nel 1484 Trattenuto a Roma per affari più
Antonio Campione savoiardo vedo- gravi da Pio IV, spedì in vece per
vo, che nobilitò la cattedrale con suffraganeo a reggere la chiesa
preziosi donativi, ed ebbe dal ve- qual vicario generale, il vescovo
scovo d'Arezzo parte della mano Yerrense Girolamo Ferragata. Que-
di s. Donato vescovo e martire ,
sto infaticabile prelato in difesa
che ripose in detta chiesa ; poscia dell'immunità minacciò di scomu-
nel 1490 ^^ trasferito a Ginevra. nicare il sindaco della città, e \a

Indi Amedeo de'marchesi Boma- scagliò contro la comunità del bor-


gnani savoiardo ,
pio e benigno go di s. Dalmazzo perchè turbava
che ricevette nel i497 ^^i pie- la mensa vescovile. Il cardinale si

montesi giuramento di fedeltà al


il portò in Mondovi 7 agosto i56i, a'

duca di Savoia. Carlo Bosario no- reggendo le briglie del cavallo due
bile d'Asti, fatto vescovo nel i5o9, della famiglia Biglioni, secondo il

intervenne al concilio Lateranense privilegio concesso da Urbano VI,


V nel i5i2, nel quale anno Giulio con restargli il cavallo e il manto
II lo fece governatore di Roma, se- usato dal vescovo. Indi il cardina-
condo rUghelli; ma morì nello le si portò in Torino a visitare il

stesso anno con dolore del Papa : duca di Savoia, e vuoisi che visi-

essendo stato governatore Lorenzo tasse ancora tutta la propria dio-


Fieschi arcivescovo di Monreale, che cesi, ma non ve ne sono prove,
in latino dicesi Monùs Regalis^ ciò solo della chiesa di Cuneo, allora
avrà dato motivo all'equivoco del- uno de' 37 luoghi formanti la dio-
rUghelli. Lorenzo nel i5i2 suc- cesi di Mondovi, di quella di Roc-
cesse a B.osario perchè traslato a caforte, e forse alcun'altra. Ai i5
Mondovi, anzi aggiunge i' Ughelli ottobre il cardinale ripartì per Ro-
anche nel governatorato, chiaro per ma, donando al capitolo il pontifi-
belle qualità, morto prolegato in cale, il faldistorio, il messale ed il

Bologna, dopo aver consecrato la rituale antichissimo che con vene-


cattedrale che il predecessore A- razione conserva. Benché lontano,
medeo avea edificato dai fondamen- il cardinale con molto zelo si oc-
ti verso il i5oo. Carlo Camera cupò di sua chiesa. Nel i564 vo-
nobile savoiardo del i52 3, illustre leva rinunziarla a Filippo Spinola,
per dottrina e virtù, sotto di cui ma il duca bramando in vece che
90 MON MON
lo siicceilessc »l suo confessore p. ca Carlo Emmanuele I, che vi fon-
Gìusliiiiaiii, il carilinalc conliiiiiò a dò un'abbazia di cisterciensi, di cui
reggere la chiesa sino alla sua ns- scrisse la storia il p. Malabayla. Fe-
suDziorie al pontificalo, che col no- ce stampare i decreti sinodali, ed a
ine di Pio V ebbe luogo a' 7 f^ennaio tutti caro morì nel 1602. Nel se-

i566. Durante il suo vescovato guente ainio gli successe Carlo Ar-
fu sollecito inviarvi de' predicatori, gentcrio de' marchesi di Brczè, ab-
rivendicò patrimonio della men-
il s. Benigno di Frutluaria, che
bate di
sa, e fatto Papa convalidò con bol- prudentemente governò la chiesa:
le l'università degli studi, che nel eresse in cattedrale dai fondainenti
i56o il duca Enimanuele Filiber- la chiesa di s. Maria, e l'ornò; ri-
to avea eretto in Mondovi per la parò l'abbazia di s. Dalmazio, com-
teologia, giurisprudenza, medicina, pose le discordie de' cittadini , in-
filosofìaed arti, in tempo che To- trodusse i carmelitani scalzi, pose i

rino era occupata da' francesi ; uni- religiosi alla cura dell'ospedale, fu
versità che in progresso si estinse benefico di doni colla cattedrale,
anco perchè contrariata da quella e pieno di meriti fu pianto nel
di Torino. Il Pontefice beneficò con i63i. Carlo Antonio Riva di To-
dignità ecclesiastiche, e fece suoi rino, governatore di varie città del-
famigliari diversi monregalesi, e lo stato ecclesiastico , ornò la sala
quando Clemente Vili annoverò principale dell'episcopio, e in catte-
tra' beati Pio V, la città lo elesse drale sepolcro per sé e
edificò
il

a patrono; ed allorché fu canoniz- successori. Nel 1642 Maurizio So-


zato, oltre le feste che fece, i ca- laro de' marchesi di Dogliani conti
nonici ottennero molte sue reliquie. di Moretta torinese, già arcidiacono
S. Pio V dichiarò suo successo- di Vercelli. Nel i656 Michele Be-
re in Mondovi, Vincenzo Lauri o gino o Begiamo, che meritò d'esser
Laureo (P^ecli)^ al quale articolo di- trasferito a Torino nel 1662, men-
cemmo quanto fece per la diocesi, tre a questa dalla sede di Nizza
fondando il iSyS;
seminario nel fu traslato Giacinto Solaro. Nel
crealo cardinale da Gregorio XllI 1667 Domenico Trucchi nobile to-
si chiamò il cardinal di Mondovi, rinese, che rinunziò nel 1697, onde
e nel iSSy per sua rinunzia fu fat- gli successe Giambattista Isnardi no-
to vescovo Felice Bartolano conte bile torinese de' marchesi di Cara-
di Tolegno di Biella, che morì in glio. Con questi nell' Italia sacra
Savona di veleno. Nel 1592 gli fu dell' Ughelli e continuatori, t. IV,
surrogato Gio. Antonio Caslruccio p. 1084, termina la serie de' ve-
si

nobile di Mondovi eruditissimo, a- scovi, la quale proseguiremo colle


malore della religione, padre de* po- annuali Notizie di Roma. 1741 Car-
veri. Trasferì in città le monache lo Felice S. Martino di Castelnuo-
cisterciensi, edificò la sagrestia pei vo diocesi d'Ivrea, eletto dopo una
canonici, e fece la cappella dell' e- vacanza di nove anni, ampliò e rie-
piscopio. Nel 1^94 essendo comin- dificò nel 1742 il seminario. 1754
ciato il culto alla Beata Vergine di Michele Casali teatino milanese. 1 783
Vico, si posero le fondamenta del Giuseppe Antonio Maria Corte di
magnifico tempio, uno de' piò belli Dogliani de'conli di Bonvicino, tras-
del Piemonte, per generosità del du- lato da Aqui. A questo vescovo il
,

MOi\ MON 91
canonico Moiulovi
di Gioacchino lica , ascen^lono a trecento fiorini
Glassi dedicò: I\If morie t'sloriclw citi- mentre la mensa è di circa quat-
la chiesa vescovile di Monteregah tromila scudi.
in Piemonte^ Torino 1789, delle MONEGONDA (s.). Nata a Char-
quali fu pubblicato onorevole arti- tres, fu maritata
da' suoi genitori
colo a p. 37 ddV Effemeridi leU. onorevolmente, ed ebbe due figlie.
di Rotila del 1790. Nel i8o5 Gio. Venutele queste a mancare , risol-
Battista Pio Vitale nobile di Moa- vette di ritirarsi dal mondo, e col
dovi, tiaslalo d' Alba nel concisto- consentimento del marito si fabbri-
io tenuto a Parigi da Pio VII il cò a Chartres una cellelta , in cui
i.° febbraio. 1824 Francesco Gae- si rinchiuse per servir Dio nell' e-
tano Buglioni o BuUioni di Sa- sercizio continuo della preghiera, e
luzzo de' conti di Monale. Per sua nella pratica di tutte le austerità
morte Gregorio XVI nel concisto- della penitenza. Ella non avea altri
ro de' 23 maggio 1842 preconizzò mobili che una stuoia, su cui pren-
l'odierno vescovo monsignor fr. Gio- dea la notte qualche ora di ripo-
vanni Tommaso Ghilardi domeni- so, ne usava altro nutrimento fuor-
cano, torinese di Cassalgrasso. ché un po' di pane bigio ed acqua.
La
cattedrale è dedicata a Dio, B.itiratasi in appresso a Tours, con-
«otto r invocazione di s. Donato tinuò lo stesso tenore di vita , in
vescovo e martire. Il capitolo si una celletta che si fece fabbricare
compone di quattro dignità, prima presso la chiesa di s. Martino. Qui^
delle quali è l'arcidiacono, dell'ar- vi essendosi a lei aggiunte parec-
ciprete, del prevosto e del cantore; chie pie femmine, formossi a poco a
di quattordici canonici, comprese le poco intorno alla sua celletta un
prebende del teologo e del peni- monastero di religiose. Dopo essere
tenziere, di otto beneficiati, di quat- stata per molti anni modello per-
tro cappellani, e di altri preti e fetto di virtù e santità, mori nel
chierici addetti al divino servigio. 570 j ed è menzionata nel marti-
iSella cattedrale vi è il battisterio, rologio romano a' 3 di luglio.
e la cura d'anime si funge dall'ar- MOiNEMBASIA. F. Napoli di
ciprete per due sacerdoti da lui e- Malvasia.
letti con approvazione del vescovo, MONETA, Moneta, Pecunia, Aes,
il cui magnifico ed elegante palaz- JYummuSy Numisma. Metallo conia-
zo sorge incontro detta chiesa. Nel- to per uso di spendere e contrat-
la città sonovi altre cinque chiese tare le cose agevolmente. Prese tal
parrocchiali , comprese quelle del nome dal cognome di Giunone Mo-
suburbio, con fonte battesimale ; tre neta nel cui tempio iu Roma si

conventi di religiosi compresi quelli batteva. Il Buonarroti ne' suoi Me^


della missione, edfilippini, un mo- i daglioui antichi p. 3ii, tra le eru-
nastero di monache cassiuesi cin- , dizioni che riporta sulle monete,
que confraternite due ospedali il , , dice che il nome di moneta fu da*
monte di pietà, ed un cospicuo se- to ai Denari {^f^edi), perchè l'of-
minario. La diocesi è ampia e , ficine e la zecca erano in Campi-
contiene centoventi parrocchie. Ad doglio, dentro o vicino al tempio
ogni Duovo vescovo le tasse, secon- di Giunone Moneta, cosi detta per-
do i registri della camera aposto- chè avendo fatto i roiuatii , man-
92 MON MON
cando loro il denaro pei' la guerra ne di pecunia alla moneta non le

contro Pirro, un voto a quella dea, derivò propriamente dall'effigie del


ebbero risposta, che se assistiti dal- bue, della pecora o del porco su
la giustizia avessero seriamente ap- di essa formata o impressa ; altri-
plicato alle armi non sarebbe mai
, menti dalla specie di quegli ani-
mancato loro denaro ; onde otte- mali, non dal genere sarebbesi
e
nuto l'intento del voto, comincia- desunta; cosicché la moneta, se an-
rono a venerare Giunone Moneta , che quellellìgie non avesse offerte ,

come sarebbe a dire consigliatrice, e tuttavia sarebbesi appellata pecu-


decretarono che i denari si battesse- nia, perchè rappresentava il valore
ro nel tempio di lei. Livio, seguito dell'antica moneta , che consisteva
da Ovidio, scrive essere stato fabbri- in bestiame; e perchè al dir d'Ul-
cato il tempio di Giunone Moneta, piano 178: pecuniae nomine
lib.

per voto fatto da Camillo dittatore non modo nummi^ sed omnes ms
nella guerra contro gli aurunci, dan- tam solidae, quani mobiles, et lani
done il senato Tincumbenza a due corpora, quani jura continentur. Le
deputati , e destinatone il luogo ricchezze degli antichi romani con-
dov'era già stata la casa di Man- sistendo ne' primissimi tempi nel so-
lio, della quale parlando Livio, di- lo bestiame, che pecus dissero dal
ce : Nimc aedesy et mone-
officina pascere, serviansi di esso, come di

tae est. Ma Cicerone dichiara, che misura nel commercio, commutan-


avanti Ja presa di Roma fatta dai dolo e spendendolo qual moneta
galli vi era tempio di
ancora il effettiva. Ma quando il bestiame
Giunone Moneta, detta cosi per una cessò di essere monetato, cioè quan-
voce uscita dal suo tempio di Cam- do fu esso permutato col rame e
pidoglio in occasione di un terre- coll'argento coniati, questi metalli,
moto. Certo però si è, che batten- sebbene ri-tenessero in generale la
do i romani la moneta nel tempio denominazione del valore dell'anti-
di Giunone, sul principio non ri- ca moneta, tuttavia la nuova un
conobbero altro nume sopra le mo- nuovo nome dalle sue diverse spe-
nete, che quella dea col cognome cie adottò; cosicché quella su cui
di Moneta. Dipoi introdussero una era effigiato il bue, valutato cento
deità distinta, chiamandola quando assi, centussis fu detta ; l'altra che
Equità e quando Moneta. Siffatto offriva l'effigie della pecora, apprez-
nome divenne tutto suo proprio col zata dieci assi, decussis fu appella-
tempo, che molti si credono che ta. PeculatuSy secondo i giurecon-
questa voce di natura sua importi sulti Paolo e Feslo, si disse un pic-

quello che con altra dicevano pe- colo furto; e il peculium de' servi,

cunia, ancorché non abbiano a fare e la pecunia de' nobili , al dir di


insieme cosa del mondo. 11 eh. mon- Paolo, si denominarono a pecore.
signor Marini nella eruditissima Dis- Altri vogliono che la parola pe-
sertazione sulla diplomatica ponti- cunia derivi da pecudis coriOy per-
ficia p. 33, riferisce, che forma si chè le prime monete erano di cuoio.
appellò la fìgura o tipo che im- Su questo punto il eh. dott. Gen-
prime vasi sulle monete , vedendosi narelli nella sua dotta dissertazione,
in più leggi, che formar le mone- La moneta primitiva e i monumen-
te vulea etìigiarlc. La dcnominazio- ti dell'Italia antica, a p. io, rife-
MON MON 93
lisce che la iDoneta italiana e la sima ragione per persuadersi , che
moneta romana pubblicata dagli il valore fosse nella prima origine
autori dell'Aes grave del museo della moneta indicato dall'impron-
Kircherlano, ovvero le monete pri- ta di esse. Da qui la moneta ri-
mitive de^popoli delV Italia media, tenne il nome di pecunia, e s'im-
non è la priraitiva. Il metallo in- prontò d'animali di ogni ma-
altresì
forme ne tenne prima le veci, e niera, de' quali indistintamente com-
di questo ne possiamo essere sicu- ponevasi il gregge. Avverte ancor egli,
rissimi, se non altro per la espres- che la moneta non fu detta pecunia
sione di aes rude, e di aes signa- dalla impronta degli animali segnati-
tum che ci rimase nella lingua del vi, sibbene dall'essere succeduta al
Lazio; espressione con cui la criti- pecus. In ciò Plinio è contraddetto
ca storica s'accorda a meraviglia. da tutta l'antichità, e da esso me-
Avvi altresì chi vorrebbe assegna- desimo, ove scrisse pecunia ipsa a
re il vanto di tale invenzione a pecore appellabatur; quindi perchè
Saturno re d'Italia, e pare che tale la sua contraddizione sia minore, o

sentenza abbia origine dalla tradi- quasi nulla, è da interpretare quel


zione stessa che ne vorrebbe au- et per eiiam. Pare che l'origine di
tore Giano. Da Erodoto può ar- simili tipi non solo debba ripetersi
gomentarsi che questa invenzione dagli armenti, perchè ad essi ap-
fosse degli etruschi in Italia ,
per- punto sostituivasi la moneta; ma

chè egli racconta che i lidii trova- eziandio per una tal quale dignità
rono primi la moneta d'argento e in che erano dagli antichi tenuti.
d'oro, e che tennero in loro forza Il medesimo Gennarelli, p. 20, di-
tutta l'Elruria,dove passò metà cendo che Vaes grave s'intende la

della nazione. Pare che Vaes rude moneta a pieno peso di libbra, o
si componesse di lastre senza tipo, le produ-
sue parti corrispondenti,
virgaej sapendosi però di certo che ce le spiegazioni che ne die Boechk,
il bronzo fu in progresso segnato il quale scrisse che Vaes grave in
d' un' impronta forse fu eguale la
, tutte le epoche è l'uno e il mede-
forma del metallum infectum, la simo, vale a dire il metallo a pie-
quale subì diverse mutazioni, h'aes no peso di Ubbra ; di moneta co-
rude però, nelTautorità de' privali, niata adunque quella di cui il va-
dovea dar luogo ad inconvenienti lore nominale corrisponde alla lib-
gravissimi, sulla giustezza e bontà bra di peso di Plinio. SuWaes ru-
del metallo; si originò da qui la de o grave ne parleremo dicendo
moneta segnata^ la quale, meglio delle prime monete de' romani ed
ancor che la informe, prese il luo- italiani.Quanto a Nummus e Nu-
go delle greggie, cioè dell'antica pe- misma, cui fu pur chiamata la mo-
cunia. Quindi ricchi dicevausi lo-
i neta, il Sarnelli Lett. eccl. t. X,
cupletes e pecuniosi, per esprimere lelt. XIX, n. 4 e 5, rileva, che da

la grandezza delle terre e la mol- Numa re de' romani che nelle sue
titudine delle greggie ; con le quali monete pose con l'immagine l'iscri-
ultime s'infliggeva dagli antichi la zione del proprio nome, venne det-
pena delle multe; ed essendo cer- taNummus; laonde sebbene Nu-
tissimo che il commercio primiti- misma di cesi la Medaglia {Vedi),
vo fu con le greggi, vi è la mas- l'evangelista chiamò Numisma la
,

94 MON MON
moneta coirenle a mtniiis , ed sce all'economica paralisia dello sta-
Orazio cliiamò Numisma una ino- to, li prelato Nicolai nelle dotte
rela del re Filippo di Macedo- Memorie sulle campagne e annona
nia. Il vocabolo di Numismntica di Roma par. 3, p. 4, chiamando la
scienza delle medaglie , deriva dal moneta necessaria per la società ci-
nome lanlo greco quanto latino di vile, dichiarate quali sono le cose
moneta e medaglia; scienza o
di necessarie per la sussistenza, e quali
arte che principalmente ha per og- per vivere agiatamente, osserva ciie
getto lo studio delle monete, mas- non essendovi società o individuo
sime degli antichi greci e romani. che avesse tutte queste cose sebbe-
ì^. TEckhel, Lezioni elementari di ne necessarie, convenne acquistar le
numismatica tradotte dal Ceroni, mancanti col cambio delle altre co-
Roma 1808. Tanto basti quanto se superflue; ma riuscendo molto
ni vocaboli di moneta, pecunia, aes, disagevole la permutazione, s'intro-
nummus, numisma, co' quali si chia- dusse la compra e vendila , colla
ma la moneta. merce universale chiamata moneta,
Le monete sono più certi mo- i onde si rese necessaria la materia,
numenti della storia, poiché per es- che dicesi pasta, di metalli più i

se conosciamo quali principi regnas- preziosi d'oro e argento, ed anche


sero in uno stato anche in tempi di rame in piccola quantità per co-
remotissimi; quali fatti importanti modo delle minute compre de' ge-
racchiudino alcune imprese espres' neri. Il Davila é d'avviso che al
se ne' rovesci ; se fiorente o in de- tempo della guerra di Troia si u-
cadimento fosse il pregio delle bel- sasse ancora il primo o più antico
le arti, dedotto dall'eleganza o roz- modo del barattare cosa con cosa ;
zezza del tipo se ricche o scadute
; e non pare, die' egli, che l'oro in
le finanze d'un principato, in con- allora si monetasse: uno dava una
siderarsi la qualità più o meno pu- cosa e ne riceveva un'altra, per e-
ra del metallo, ed alla ridondanza sempio del vino in cambio di buoi,
o scarsezza delle monete stesse ; e di cuoio, di ferro, ec. fu seguito
in fine se risulti 1* universale cor- s' impiegarono pel commercio i me-
rispondenza fra il loro intrinseco talli preziosi, e furono perciò con-
ed estrìnseco valore; laonde i rac- trassegnati con bollo o marca, che
coglitori che ci tramandarono si- ne determinasse il peso e la lega,
mili tipi monetari , si resero as- per poterne così fissare il valore, e
sai benemeriti delle arti e delle risparmiare ai commercianti la pena
scienze, come della storia. La mo- di pesare , di esaminare e di far
neta è considerata da Locke, Ga- saggiare il metallo. Scrisse il citalo
hani, Forbucy e Genovesi la rap- Galiani, non mancare nazioni, che
presentante e la misuratrice di non di metalli, ma si servono o di
tutti ì valori, merce e in un la come
frutta, di mandorle amare in
universale; ma allorquando non Cambaia di , caccao di maiz
, in
può liberamente passare da un luo- qualche luogo di America, o di sale
go all'altro, per non essere /'intrin- come nell'Abissinia, o di chiocciole
seco valore proporzionato all'estrin- marine; in tutta l'America prima del
seco, l'oggetto diviene di certa ir- suo scuoprimenlo, quantunque niuu
reparabile rovina, poiché contribui- uso di moneta vi fosse, erano l'oro
MON MON 95
e Targenlo sopra ogni altro stimali, turali, disprezzando tanti bisogni che
e come cosa sacra e divina vene- ora lo tengono oppresso, e facen-
rali; ne in altro che nel culto del- do uso del puro indispensabile, al-

le loro divinità, e nell'ornato del lora sicuramente l' oro e I* argento


principe e de'signori adopera vansi. perderanno l'ascendente sugli uma-
La scoperta dell'America, fra gli al- ni affetti, e non padroneggiando più

tri beni che procacciò all'antico con- la nostra volontà, essi ritorneranno
tinente, diede ancor quello, se pu- al loro primo ufficio di ornare e-

re tale realmente si può chiamare, sclusivamente i templi della divini-


della gran quantità d'oro e d* ar- tà.Tra quelli che non conobbero
gento che produssero le inesauste monete, nomineremo virtuosi car- i

sue miniere (si calcola a circa venti- dinal Agostino Valerio, e Benedet-
mila milioni di scudi il valore del* to XIII. Trattano del valore della
l'oro ed argento raccolto da esse): vecchia moneta il p. Giovanni Ma-
dal che, secondo la comune opinio- riana, De ponderibiis et mensuris^
ne, le monete dovettero abbassare in fine del suo trattato De rege;
di valore, e meno eslimarsi di quel- Antonio Sola in fine del commen-
le antiche che precedettero la sco- tario sui decreti de* duchi di Sa-
perta del nuovo mondo, per la ra- voia ; Antonio Gobio, De monetìs;
gione che questi metalli assai in al- il p. Beverini, De pondtrihus; Gu-
lora scarseggiavano. Tutlavolla la glielmo Budeo, Della moneta e va-
causa principale del maggior valo- luta lorOj traduzione di Gualandi ;

re della moneta non pare che si e l'opera stampala a Venezia dal


debba ricercare nella poca quanti- Baseggio nel ly^a, intitolata: Nuo-
tà dell'oro e dell'argento in circo- vo trattato del modo di regolare la
lazione, ma bensì nel maggior nu- moneta.
mero di popolazione a cui la mo- Il Vettori nel Suo Fiorino d'oro
neta dovette servire. Fu quasi in- illustrato^ più cose tratta riguar-
llnito il numero de* popoli che co- danti la moneta, e di alcune co-
niarono moneta , e nella sola Ro- niate per cagione di necessità e
ma, e quasi in un istesso periodo strettezza, come delle ideali e im-
di tempo duecentocinquanta famiglie maginarie, venendo talora dai prin-
fecero uso del diritto di monetazione; cipi per iscarsezza di moneta at-

ed incalcolabili sono le monete dei tribuito il valore delle monete ef-

re, imperatori, rettori di popoli e fettive ad altra materia in quella


città. Altra cagione poi che con- vece, e sotto Novara assediati fran- i

tribuì all' innalzamento del valore cesi dai veneti e Sforzeschi, sosti-
della moneta, fu quella de' bisogni tuirono le monete di rame a quel-
maggiori delle popolazioni, e ciò in le d'argento. Federico II impera-
proporzione de' bisogni rispettivi e tore nel i23i fece dichiarare con
del lusso sempre fatalmente cre- pubblico editto, che una certa mo-
scente.Opinano alcuni che alla fi- neta di cuoio, la quale volle fosse
ne gran quantità d'oro e d'ar-
la coniata nella Ptomagna colla sua
gento dovrà produrre una disisti- impronta , si dovesse spendere al
ma, e conseguentemente il disprez- valore del nummo augustale, da
zo per la monetazione; cioè se l'uo- doversi poi ricambiare con altra

mo ritornerà a sentimenti più na- moneta dalla camera imperiale, ed


96 MON MON
nvea allora l'auguslale una quarta ta alle monete d'oro e d'argento,
d'oncia di peso. Alessandro d'Ales- facendo rimarcare i vantaggi recati
sandro ragiona delle monete di dall'introduzione delle carte banca-
cuoio, e Giacomo Bornito tratta rie. Allorché il metallo cominciò ad
assai diffusamente questa materia ,
essere introdotto nel traflico, il pe-
De immmis in rcpnhlica percii- so solo ed il grado di purezza ne
tiendis et conscn'andiny lil). I, cap. determinavano il valore; ma la ne-
XIV. Dichiara inoltre il Vettori, cessità di pesare all'occasione di
che la moneta non dee da' prin- ciascun contralto che conchiudevasi,
cipi essere coniata a somiglianza di la quantità d'oro
e d'argento, o
quella di altri potentati non deve
; d'altri che davansi in paga,
metalli,
essere distrutta da' principi la mo- portava seco e produceva molti in-
neta coniata da' suoi antecessori, se convenienti, ai quali sarebbe stato
buona, e tale che da per tutto pos- facile il porre riparo. Bastava, di-
sa essere ricevuta senza opposizio- ce Goguet, che ciascun popolo
il

ne; che
la loro mutazione scon- avesse fatto imprimere sopra cia-
certa commercio^ come dimostrò
il scun pezzo di metallo una marca
il Fabro, De variis nuniman'orum o un seguo, un' impronta in som-
debitoruni solulionibus; che abbas- ma, che ne indicasse e ne accer-
sato il prezzo di quelle d'argento, tasse la finezza ed il peso. D'uopo
fanno crescere di stima quelle d'o- era altresì di convenire nello stabi-
ro, e perchè alle volte accresciuta limento di certi termini per espri-
di prezzo; l'alterazione delle mone- mere quelle differenti porzioni di
te cagiona danno e sconcerto gra- metallo destinate a servire di se-
vissimo , essendo comunemente le gni rappresentativi alle derrate o
monete di forma rotonda. Il Buo- alle mercanzie. Questa è stala, di-
narroti citato, dice che la moneta ce il Goguet, l'origine della mone-
degl'imperatori romani fu chia- ta; ma riesce assai difficile, se pu-
mata sacra, come le altre cose lo- re non impossibile, il determinare
ro appartenenti; dichiarando che la l'epoca precisa in cui cominciò la

loro bontà fa felici popoli e i le monetazione o arte di fabbricare la


Provincie, quando col prezzo intrin- moneta. F. Zecca.
seco corrisponde al valore assegna- Devesi distinguere nelle monete
tole. Le monete imperiali furono il valore intrinseco o legale , dai
di due maniere, cioè usuali, e mag- valore usuale e locale, dividendosi
giori che dagl'imperatori si dona- la moneta in reale od effettiva, ed
vano e si mandavano alle persone in ideale o di conto, inventata per
il primo di gennaio , del quale an- la facilità del commercio; taU era-
tichissimo costume è rimasto tra i no anticamente la mina ed il ta-
cristiani qualche vestigio , dando- lento tale nel medio evo la lira
,

si in tal giorno, o in quello di imperiale in Italia, e tale più tar-


Natale , agli inferiori la Mancia di la lira tornese in Francia ; cosi
(Fedi). W eh. avv. concistoriale Ar- oggidì sono moneta di conto i fio-
mellini, De mensìs quaruin literae rini in Germania, le lire sterline in
ob fideni publicam pecuniae nu- Inghilterra, gli scudi d'oro, i fiorini

meratae vice funguntur, eruditamen- e i ducati delle tasse nella curia


te parla della sostituzione della car- romana, di che parlammo a Dena-
,

MGN MON 97
RI, con altre iiotixie su parecchie lano inabili a possedere benefìzi >

monete antiche, mentre molle ern- dovendosi privare di quelli di cui


dizioiii sulle monete so«)o sparse fossero provveduti : di alcune prov-
ne' relativi articoli , limitaucìoci in videnze de' Papi sui monetari falsi

questo a poche nozioni generali per o tosatori di monete , ne parlo a


la vastità dell'argomenfo. Ben a ra- Monete Pontificie; altre di diversi
gione il Marsupi, Dello scudo d'oroj principi le riportai nel voi. XIX ,

dichiarò essere il sistema moneta- p. 234 del Dizionario j dicendo an-


rio così involuto ed inestricabile cora della moneta erosa, di argen-
che al suo confronto è il famoso to mischiato col rame, di che fa-

nodo gordiano un nulla ,


poiché cemmo pur menzione 224; ed a p.
chiarissime penne non giunsero an- in Francia si chiamò moneta de'bi-
cora colla luce degli aurei scritti glioni quella fabbricata di schietto ra-
a dissiparne le tenebre: i Carli, i me, o di argento mischiato di rame.
Muratori, gli Argelati, i Zannetli, Dice il Vettori , eh' essendo
i Borghinl, gli Orsini, i Vettori, i l'impressione della moneta il sogno
Bonanni e tanti altri uomini cele- della verità della materia, in al-

bri nella numismatica, sebbene il- cune monete venne scritto il nome
lustrarono immensamente l'ampio di Dio o d'alcun santo o il segno
argomento, molto vi resta. Essendo della croce, per render testimonian-
la moneta un pezzo di metallo co- za della verità della moneta, tanto
niato colle armi di un principe o circa alla materia quanto ancora ,

d'uno stato, che gli dà corso ed circa il peso : per questo istesso mo-
autorità per servire di prezzo co- tivo nelle medaglie antiche si tro-
mune alle cose di valore ineguale, vano scolpite l'effigie de' Cesari, per-
vi sono quattro sorla di delitti di chè ne venerassero e rispettassero le
moneta falsa: i." quando si balle immagini popoli più lontani, ed
i

moneta senza permesso sovrano acciò niuno alterasse arditamente


benché la moneta sia di buona le- la loro forma. Avendo nel 224 Fi-
ga e di giusto peso; 2." quando lippo assassinato l'imperatore Gor-
la materia e il peso sono falsi ;
3." diano per occuparne il luogo, i ro-
quando si falsifica l'effigie del prin- mani non vollero ricevere mo-
le

cipe, lo stemma dello slato o l'iscri- nete colla sua eflìgie. L'immagine
zione; 4'"quando coloro i quali de' santi nelle monete è segno della
battono la moneta per ordine del loro protezione delle città e regni
principe o dello slato, la fanno di cui esse appartengono. Osserva Pro-
titolo o di peso inferiore al pre- copio che ne
, persiani , né altri
i

scrillo.Gl'imperatori romani con- principi , osavano battere monete


siderarono i monetari falsi come d'oro, se non che coU'immagine del-
rei di lesa maestà; il concilio ge- l'imperatore, non così i franchi che
nerale di Laterajio I, celebrato nel battevano monete d'oro senza tal
112?. da Calisto H, fulminò la ma- ritratto. Dice il Vettori che la mo-
ledizione e la scomunica contro i neta chiamata testone fu così detta
monetari, e chi avesse speso scien- dalla testa di alcuni Pontefici e
temente monete false ; e il Papa principi che vi si trova scolpita.
Giovanni XXIl dichiarò che chie- i Le immagini che si fanno impri-
rici che alterano la moneta diven- mere nelle monete servono eziandio
VOL. XLV. 7
98 MON
a far scorgere la sostanza del^ mo- chiese, p. 38 1, parlando delle me-
neta niente avere di falso, e senza daglie o monete de' gentili, che tal-
bisogno di bilancia, il giuslo peso volta ritrovansi poste dagli antichi
e la realtà delle medesime dimostra* fedeli o dentro o fuori a' sepolcri
no nello slesso tempo, e ciò equivale de' sacri cimiteri , dice che quan-
a un diploma segnato col pubblico tunque i cristiani sapessero la scioc-
suggello, su di che parla Carlo Mo- ca superstizione de' gentili, tuttavia
lineo, De mutatioiie monetac. 11 non abborrirono di collocare ne'Ioro
Sarnelli citato spiega perchè nelle sepolcri qualche medaglia o mone-
monete e medaglie si esprime per ta coll'impronta degl'imperatori gen-
Io più il solo volto. Egli dice ciò tili, ma con maniera e con fliii di-
farsi perchè la fììccia è la piti bella versi da que* de* pagani, cioè affisse
e nobile parte del corpo, e che si nella calcina che ferma le tavole
può dire liilto l'uomo essere il ca- di marmo, o di terra cotta che Vi
po: lotus homo in vulta est. 11 Gua- chiudono, ma non mai in bocca o
sco, Riti funebri di Roma pagana^ vicino alla testa de' cadaveri; qtiin-
p. 2 1, mostra la sua sorpresa come di credere che si ponessero affin-
gli antichi romani si avvisarono che chè rimanesse la memoria del tem-
le monete avessero efficacia anche po e dell'imperatore sotto cui sof-
nel regno de' morti ,
poiché pone- frirono il martirio, e ritenere col
vano in bocca al cadavere un trien- Buonarroti, che queste medaglie o
te, ch'era la terza parte d'un asse, monete denotino il tempo della mor-
affinchè giunto alla riva del fiume te di colui eh' è seppellito nel lo-
Acheronte o palude di Stige, pa- culo de' cimiteri o catacombe, cui
gando puntualmente l'avaro Caron- sono affisse, o dentro quale ri-
al
te, questi subito lo tragittasse colla trovaronsi colle ossa avvertendo
;

sua barca ai sognati campi elisi ; che talvolta, ma raramente, se ne


ed i greci ponevano in bocca al trovarono di diverbi imperatori, per
morto due oboli, ed capitani ate* i mero ornamento del sepolcro dove
niesi ond'essere distinti dal favolo- furono affisse; e Celestino III col-
so Caronte, accrebbero lo stipendio locò monete d'argento nel sarcofa-
sino al Iriobolo, dal qual pedaggio go de' corpi di s. Eustachio e com-
i soli ermionesi erano esenti ,
per- pagni nella sua chiesa. Dicendo a
dio il viaggio dal loro paese all'È- Medaglie PoNTtFiciE di qtielle che
rebo era brevissimo: il nocchiero si pongono coi cadaveri de' Papi,
senza moneta non concedeva l'im- notammo che per mancanza di es-
barco, per cui veniva morto e-
il se, con quello di Pio VI furonvi
scluso, restando la sua anima erran- collocate alcune sue monete. In vari
te e dispersa, il che accadeva agli luoghi poi parlammo delle monete
estremamente poveri. Nel 1817 nel- collocale ne' fondiimenti degli edi-

le tombe di Calisto suburbane a fìzi al pari delle medaglie, come si

Roma si trovò un teschio quasi gi- disse a detto articolo, e delle prin-
gantesco con in bocca una moneta cipali sue raccolte. Nell'aprile 1847
d'aigento appartenente a Tito, e vi in Egitto ebbe luogo una gran fe-

era scritto Judìea Capta. 11 Ma- sta nazionale, cioè la solenne col-
rangoni , Delle cose gentilesche e locazione della prima pietra delle
profane trasportate ad uso delle chiuse del Nilo, fatta dal vii:erè
MON MON 99
Mohammed-Àly con cerimonia mai talento egiziano e babilonico, ch'era
avuta luogo in Turchia, nuovo alle volte peso e somma numerari»,
progresso che Torienle attinge agli componendosi di dodicimila dram-
usi ed all'incivilimento europeo. Il me; e fuvvi il talento attico, il ma-
viceré, mentre gli sceh miaistri del cedonico ed altri : ed in Egitto an-
maomettismo compievano le loio che il tolomeo d'oro. Varie nazio-
preghiere, fece porre in una casset- ni ebbero la dramma, il siclo d'oro
ta di piombo ogni sorla di monete chiamato adarcon e drachma, l'asse
d'oro, d'argento e di bronzo conia- moneta di conto dei primi tempi di
te sotto il suo governo all'occasio- Roma , r assarion e 1' aureus pure
ne di questa festa, ed un processo romani, il Cristofaro de'lidii, il dari-
verbale, saldata a piombo e depo- co de' persiani, diverse specie di
sta nella buca preparata in un bloc- dramma, il fìlippo d* oro moneta
co di pietra di fondazione della macedone, la lira o mina egizia, la

chiusa. Indi il viceré prese un po- mina attica d'argento, la mina d'oro
co di cemento con una cazzuola dei romani, l'obolo, l'oncia, il pondo
d'oro, e lo gettò sopra la pietra, e sinonimo di libbra, il quinario, il

con martello d'argento percosse va- sesterzio de'romani, la siliqua sici-

rie volle il sasso. liana, il ed


soldo d'oro, la statere
Fugrave questione fra gli anti- altre monete descritte
antichissime
chi, né fra i moderni è ancor de- dai numismatici. Secondo Erodoto i
finita, se in Grecia ai tempi della primi a battere moneta furono i
guerra troiana fosse introdotto l'uso lidii, altri riferiscono l'origine della
della moneta, e se Omero la ricor- moneta al secolo in cui Saturno e
di veramente ne'suoi canti divini, e Giano regnavano in Italia ai tempi
incertissima quindi l'età di sua mo- eroici o favolosi. Sembra che le prime
neta ne' ricordi degli scrittori. La monete dai greci versate nel com-
nozione della moneta si trova ezian- mercio non fossero che di rame sem-
dio presso gli antichissimi popoli, plicemente, e non portassero alcuna
de'quali ci giunse memoria: le sa* impronta; ed a Fedone o Fidone
ere carte ricordano fino dai lem- tiranno d'Argo si attribuisce l'inven-

I
ci

pi di A bramo e di Abimelecco i zione de'pesi e misure, e delle mo-


così detti sicli, e non poche volte nete battute nella Grecia, i4'2 anni
qua e là in quei libri si parla di circa avanti la fondazione di Roma.
moneta d'oro, d'argento e di bion- Siccome non vi aveva alcuna ra-
zo. Queste circolavano pure nell'an- gione o motivo per cui dovessero
tico Egitto a'iempi di Giuseppe, che quelle monete improntarsi dai due
fu vendulo per venti o trenta mo- lati, cosi può presumersi che nell'o-

nete d'argento o d'oro. L'uso della rigine non si adoperasse nel bat-
moneta fra gli assiri, che alcuni di- tere le monete se non che un solo
cono i primi a battere moneta, i tipo, o un solo impronto, a fine di
caldei o babilonesi, è provato d'au- prevenire la frode e di dare ai pez-
torilà precise: Ephron domandò ad zi monetati un carattere legale. Es-
A bramo pel prezzo del campo ove sendosi poi perfezionata l'arte della
volea stabilirvi il sepolcro di Sara, moneta, si ornò anche il rovescio
4oo sicli d'argentOj ed A bramo ne della moneta di una testa o di
pagò la somma. Quindi abbiamo il qualche altro simbolo. I greci pone-
100 MON MOiV
ano sulle loro monete d'ordinarlo neta e fabbricarne di rame, ciascuna
dei geroglifici o de'segni euiginalici, del peso d'una libbra o as. Sotto
che particolari erano a ciascuno sla- i re di Roma non si conobbe la
to, o a ciascuna provincia. Quelli di coniazione di monete d'oro e d'ar-
Delfo rappresentavano sulle loro mo- gento, la quale s'incominciò a conia-
nete un delfino, una ci-
gli ateniesi re l'anno di Roma 4^4 o 4^5?» ^
vetta, beozi una figura di Bacco
i l'anno 546 quella d'oro. Cesare fu
con un grappolo d'uva ed un'ampia il primo che
fece imprimere la sua
coppa , i lacedemoni uno scudo, e testa sullemonete, per decreto del
così altri altre insegne. 11 Zaccaria, senato. Può vedersi la grande opera
Scoria leu. d'Italia t. IH, p. i8i di Budeo, De asse.

e seg. tratta di quando cominciasse In Francia si pretende che la pri-

la moneta coniata, della moneta ma moneta d'oro conosciuta in quel


d'Italia e della veneziana. regno fosse quella battuta d'ordine
I romani sotto il regno di Romolo, di Teodoberto re di Metz, nipote di
al dire di Festo, non fecero battere Clodoveo I. Poco conosciuta è la
alcuna sorta di moneta ; essi ne ave- monetazione di quei tempi; si sa
vano tuttavia d'oro e d'argento, ma soltanto che la lira nell' 8o5 era
queste secondo alcuni scrittori veni- composta di venti soldi. Carlo Ma-
vano dall' lUirio, e passavano per gno fu il primo che da una libbra
mercanzia. Vuoisi che il re Servio di peso d'argento fece ricavare venti
Tullio sia stato il primo che fece bat- monete che chiamò soldi, e da uno
tere una moneta di rame sulla quale di essi fece trarre dodici altre mo-
pose un bue o una pecora; ma è noto nete che nominò denari : si è os •

che prima di lui Numa stabilì un servato che Carlo Miigno era tanto
corpo o compagnia di battittori di ricco con un milione solo di ren-
rame chiamati aerarìiy i quali era- dita, quanto lo era Luigi XV con
no monetari
i di quei tempi, ed sessantasei milioni. Sotto Carlo il
egli fece fabbricare della moneta di Calvo, e neir 864 ^' cominciò a
rame, la cui specie non era affatto porre sulle monete l'effigie del prin-
marcata, ma tagliata grossolanamen- cipe regnante, ed il suo editto sul
te in piccoli pezzi quadrati, ed il regolamento e valore delle monete
peso ne fissava il valore: la più con- è uno de'piìi antichi e curiosi mo-
siderevole fu chamata as^ aes^ o numenti della legislazione francese.
rauduSy dalla sua materia, e pondo Le monete di tal nazione vuoisi
o ussipondio, perchè pesava una lib- che da Filippo IV cominciassero a
bra o dodici oncie, laonde per co- portar la leggenda: Sit nonien Do-

modo commercio si fabbricaro-


del mini henedictum. All' articolo De-
no diverse monete di minor peso. nari parlai dello scudo d' oro che
Dal non essere le prime monete ro- ebbe origine da Filippo V, pei mo-
mane di Numa con marca, venne la tivi che riporta il Marsuzi a p. i, i

denominazione di aes rude o grave, confutando Le Bianc nella celebre^


il peso assegnandone il valore, per opera sulle monete di Francia, Mon-
cui dopo circa i8o
Servio Tullio noìes de France, il quale ne ripe
anni, vedendo" ch'era molto incomo- te il principio avanti il 1279. Que-
do tener sempre la bilancia in mano, sta moneta chiamata denaro d'oro
fece cambiar la forcaa di quella mo- allo scudo, deniers d'or à Vescit,
MON MON loi
poi per brevità fu delta semplice- bra altra volta effettiva, del valore
mente scudo d'oro. L'Italia fino dai di venti soldi, e più o meno se-
più remoti secoli ebbe monete prò- condo i luoghi e i tempi, avendo
prie, ed invano fra le tante rivo- variato anche nella forma e nel
hizioni, di cui fu misera preda, ne titoloper nomi aggiunti alla me-
rimase priva. AU'elrusche d'imme- desima. Nei medio evo le repub-
raorabile origine, dice il Marsuzi, bliche italiane per recar onta ai
che succedettero le romane, e Ro- nemici, non solo facevano correre
ma in tutte le epoche mostrossi il palio sulle porte delle città as-
gelosa di tale diritto, testimonio sediate, da' cavalieri, fanti o mere-
deila propria sovranità; anche Ra- tiici, ma volendo al tempo stesso
venna nel 4^2 ebbe monete im- dimostrare che si esercitavano alti
presse al conio suo, e Pavia, Mila- di sovranità sul territorio loro, si

no, Lucca, Treviso, il ducato be- creavano cavalieri, e batlevasi mo-


neventanoj e probabilmente lo spo- neta. All'articolo Italia citammo
no a'tempi de' longobardi non
leti vari scrittori sulle monete italiane,
mancarono d'un tanto onore. In in un all'opera de' dótti gesuiti i
progresso o la sagacilà, o il dena- pp. Marchi e Tessieri suW aes gra-
ro, o r obbedienza, o la forza, o ve, primitiva moneta di cui ebbero
per privilegio imperiale o pon- l'arte e l'uso oltre quarantatre cit-
tificio, ne resero partecipi quelle là e popoli divisi in sei provincia
città, che ad un qualche grado di delf Italia media, meritando in que-
possanza giunsero, come diciamo st'arte i primi onori i popoli fra
ne' loro articoli, ed in molti par- il Tevere e il Liri, i rutuli, i la-
liamo de\escovi che in un al do- tini, i volsci, loro appartenendo le
minio temporale esercitavano il gius monete coniate ne' tre metalli con
della moneta. Ne' bassi tempi in le epigrafi Roma e Romano^ attri-
Italia variarono sommamente la buite prima per mancanza di con-
forma ed il valore delle monete, fronti con le fuse alla Campania ;

perchè divisa essendo la penisola dalla quale opera importante rile-


in varie sovranità, e divenuti es- vasi pure, che gli iguvini o egu-
sendo sovrani per qualche tempo bini, erano stati una confederazio-
anche gli stessi municipi, quasi tut- ne d'almen cinque città diverse,
ti vollero battere moneta, e tutti con altrettante olFiciue monetali; i
ne variarono il titolo, il peso, le popoli transapennini o adriatici a-
impronte e le leggende a norma ver adoperato un sistema decima-
dei loro stato politico. In epoca le nel peso e nella divisione della
remota si cominciò in Italia a bat- loro moneta. Una relativa lette-
tere ducati o scudi d'oro, fiorini ra del eh. avv. De Minicis, la
o zecchini, massime dai fiorentini, citammo a Fermo. Nel iBSg il
dai veneti, e dalle zecche ponlifi- march. Melchiorri pubblicò in Ro-
cie, di che con altre monete anli- ma: V
aes grave deW Italia me-
che parlammo a Denari, dicendo a dia ordinato e descriUo dai pp.
Doge delle oselle dei dogi di Ve- Marchi e Tessieri. Dipoi nel 1840
nezia. Ricevuta pure fu in vari il lodato p. Tessieri nell'accademia
stali la denominazione di lira, mo- romana d' archeologia fece leggere
neta d'argento, cosi detta da lib- una dissertazione, nella quale di-
, .

ioa MON MON


mostrò che la ragionata distribu- Viennae lyyS. Catalogus musaei
zione geografica e cronologica della Caesarei vindohonensis ^ Vindobo-
moneta primitiva in aes grave dei nae 1779. ^'®" Giacomo Gesner
popoli deir Italia di mezzo, è gran- di Zurigo, chiamato tesoro univer-
de eccitamento a tentare una di- sale delle antiche monete: Prospe»
stribuzione egualmente ragionala clus thesauri universalis numisma-
di tutta la moneta segnata in Ro- tum antiquorwn , Zurigo 1734.
ma nell'epoca della repubblica, onde Ecco [)oi il titolo dell'opera com-
dare una serie ordinata, non una piuta: Nuniìsniata antiqua populo-
serie che tutte universalmente ab- rum et urhiwn omnia quotquot ex
bracci le monete consolari, ma cer- numismato, phylaciis, et scriptori-
tamente una catena numerosissima, bus de re numnria comparare li'
la quale sia più che suniciente a cuit integra serie labulis aeneis re-
creare la monumentale del-
storia praesentata , adscriptis noininibus
l'arte. II numero 58 del Diario di museorum unde deprompla sunt,
Roma 1845 notificò che l'arcipre- et locis prae stantissimo rum aulho-*
te di Cerve te ri o Ceri Regoli ni rum qui singula illuslrarunt. Tut*
rinvenne in quell' etrusca città un tavolta in critica è stata poco lo-
numero considerevole di assì^ se- data. Laudi, Numismala selectiora,
missi e quadranti^ utili a qualun- Lugduni Bat. 1695. Froelich, No-
que raccoglitore di aes grave, per titia numismatuni anti-
elementaris
la loio varietà e bella conserva- quorum, Viennae 1758. Ad numi-
zione. Queste monete di diverse smata regum veterum accessio no-
epoche hanno gli assi coi Giani va j Viennae. Millingen Recueil ,

le barche, gli emblemi di Volter- de medailles grecques inedites, Ro-


ra, le Minerve, i Nettuni, le rote me 1812. Francesco de Domini*
dei rutuli, ec. ; si veggono nei cis, Repertorio numismatico per co-

sentissi Giovi e
i le barche, e nei noscere qualunque moneta greca ^
quadranti, il fiore, il bue, Nettuno, ec. tanta urbica che dei re, Napoti 1826.
Oltre i citati autori, tra gli al- Musaei Sanclementiani numisniata
triscrissero sulla moneta i seguen- selecla imperatorum romanorum
ti.Mainoni, Descrizione di alcu- graeca, aegyplica coloniarum il-
et
ne monete cufiche, Milano 1820. lustrata cum figitris, Romae 1808.
L* Adler pubblicò un piccolissi- Spanhemii, Dissertatio de praestan-
mo saggio delle monete cufiche. tia et uw numismatuni anfiquorwn,
Michele Tafuri fece la prefazione Pcomae 1664. Du Gange, De ini-

dell'opera: Monete cufiche de^ nor- peralor. nu-


Constanti nopolitanor.
manni e degli svevì rinvenute in Si- mismatibus, Romae 1755. Zoega,
cilia, raccolte e pubblicate dal prin- Nummi aegyptii imperalorii musaci
cipe di s. Giorgio, poiché i prin- Borgiani, Romae 1787. Goltzii ,
cit^inormanni e svevi per lunga C. Julius Caesar ex antiquis nu-
pezza batterono monete con impron- mismatibus, Brugis i563. Graecia
ta e leggenda cufica, proprie dei ex antiquis numism., Brugis 1 58 r
saraceni anteriori dominatori della Orsini, Storia delle monete della
Puglia e Sicilia. Eckhel, Descriptio repubblica fiorentina, Firenze 1760.
nnmniorum Anliochiae Siriae, Vien- Doederlin, Commentatio historiae
nae 1786. Nummi veteris anecdoli^ de nummis Germaniae mediae, No-
MON MON io3
rimhergae 1729. Liebe, Gotha mtm- !o nn trattato sugli assi gravi e sue
w»rtfr/Vr, Amsteiclam lySo. Argelati, partizioni, non che sulle incerte, e
De monetìs Italiae varìoviim illik- su quelle di ftìbbrica campana, a
striitm Mediolani ì<j5o.
viroruniy vantaggio della numismatica antica.
Ferdinando Galiani, Della moneta^ Le impronte delle monete sono in
Napoli 1780. Cesare Antonio Ver- parte desunte dai libri edili , dalla
gara, Monete del regno di Napoli collezione che ben copiosa possiede
da Ruggiero I fino a Carlo VI, l'autore, e dalla serie rinomatissi-
Roma 1715. Faslos mngislraluum^ ma della famiglia Santangelo. ^aU
et triuniphorum romanorum ex an- \eEffemeridi romane del 1774» p*
tiqxiis mimismaluni quam marmo- 292 e 297, e del 1779, p. 3i3, si
nini monumentine Brugis i566. dà conto dell' opera di Bellini sul-
Band uri, Numismata imperalorum le monete d' Italia nel medio evo,
romanorum a Tra/ano Decio ad essendo anco autore della dis-
egli
Paleologos, Lntetiae 17 18. Vail- sero sulla Lira ferrarese de mar-
lant,Numismata imperalorwn ro- chesini, e del tratt. delle Monete di
manorum, Romae 743. V. Fa- 1 Ferrara, al qual articolo parlammo
MIGHE NOBILI DI PiOMA. La laC- delle sue monete. Neil' Effemeridi
colta delle rnonete consolari di del 1776^ p. 4^ 6 5i, del 1780
Francesco Sibilio valente pietrista, p. 124, del 1784, p. 2o4, e del
non ha in Roma confronto, ed al- 1 790, p. 285, si dà un sunto della

l' infuori di quattro nomi le ha Nuova raccolta delle monete e zec-


raccolte tutte inclusive alla varietà. che d
Italia, o^^vvi del Zannetti. II
Tale raccolta veduta dal cav. Bor- Muratori nella dissert. XXVII, trat-
ghesi e dal barone d'Agly fu som- ta delle monete di varie città e
mamente lodata. Gennaro Riccio, regni, come pure d* Aragona, Na-
Le monete delle antiche famiglie varra, Francia, Inghilterra, Scozia,
di Roma fino all' imperatore Au- Schiavonia, de' conti del Tirolo,

I gusto inclusi\f amente


chieri dette comunemente
co* suoi zec-
consolari,
ec. Osserva
erudizieni, che la
il Vettori con diverse
moneta si nomi-
Napoli i836. 11 benemerito autore nò secondo il colore del proprio
scorgendo che grandi scoperte eran- metallo ; laonde quella di rame fu
si numismatica delle fa-
fatte nella detta nera, quella d'argento alba,
miglie romane, per opera dei dotti che ancor oggi dicesi bianca, e
Borghesi, Sestini, Cavedoni ed altri, quella d'oro fulva o gialla; qua-
e che la grande opera del Morelli si' ultima al fri erroneamente disse-
è ognor più rara a trovarsi, e per- ro ^^i^rt ojlavia, dalla gente Fla-
ciò eccedente di prezzo, divisò di via, attribuendogli il nome da Ve-
pubblicar l'opera a modo di ca- spasiano e Tito ch'erano della fa-
talogo alfabetico ragionato, raccol- miglia Flavia. La moneta di mi-
se tutte le monete di famiglie o stura Giovenale la chiamò Te- : . . .

consolali, le descrisse, le interpre- ìiue argentum, venaeque secundae.


tò, ne indicò la rarità e il costo Parlando poi del giuoco degli an-
in commercio, riunendo in
tutte tichi fanciulli di Roma, chiamalo
tavole litografiche, con adunare i Testa o Nave^ aggiunge che cosa
diversi tipi delle monete di ben simile a questa praticano oggi col-
182 famiglie. Inoltre vi ha aggiun- le monete correnti, nelle quali es-
io4 MON MON
sendo (a' tuoi tempi) effigiati da arnaldistì, dalsecondo generale con-
una parte s. Pietro e s. Paolo, o cilio di Luterano perciò condanna-

solamente uno dei due, e dall' al- ti, poscia in diverse epoche da nu-
tra le armi del Pontefice che re- meroso stuolo di altri erelici e
gna o di alcuno de* suoi predeces- scismatici, i quali per vaghezza di
sori, gittando in allo la moneta oppugnare i diritti eziandio tempo-
dicono Arme o SanlOy e secondo che rali della Sede apostolica, lutti

ricascando in terra la moneta, sco- scrissero che sorami Pontefici non


i

pre l'una cosa o l'altra, vince quel- erano anticamente padroni assoluti
lo che la indovina (questo giuoco de' loro stati, ma bensì gl'impera-
tullora si fa in Ron)a ). In Tosca- tori, accozzando insieme l' autorità
na sogliono dire Giglio o Santo, degli antichi scrittori e vari monu-
portando le monete di rame per menti o finti o mal inlesi, per sos-
Jo più il patrono s. Gio. Battista tenere le loro imposture, con pre-
da una parte, e dall' altra il giglio, testo di sostener le ragioni dell'im-
antica insegna di Firenze. pero germanico. Ma le nere calun-
MONETE PONTIFICIE, Monc- nie furono confutate appieno dal
tae Poniìjiciae. Dacché la Sede a- celebre Gretsero, e da altri veridici
poslolica per volontaria dedizione e imparziali scrittori, e quelle con-
de' popoli, o per munificenza di tro il diritto eh' ebbero i Papi di
Tari principi cristiani ebbe il domi- batter moneta, dall' Acami con la

nio utile e diretto insieme di al- dissertazione dell'origine ed antichità


cune città e castella d'Italia, come à^WA Zecca pontificia (Fedi), e da
dichiariamo ai loro articoli, oltre que' gravi autori da lui citati, e da
quanto diremo a Sovranità' dei altri critici e giusti storici e numi-
Pontefici, prima ancora delle cele- smatici Ennio Quirino Visconti
.

bri donazioni e ampliazioni che diceva che delle monete pontificie


ad essa fecero il re Pipino e l'im- è stato scritto meno di quello che
perator Carlo Magno, dell' esarcato si poteva , essendo questo ramo
e della Pentapoli, dominii ch'eran- di numismatica intimamente legalo
si già posti sotto la protezione del- colla storia ecclesiastica, fertilissi-

la santa Sede, incominciarono i ro- ma di segnalati avvenimenti : desi-


mani Pontefici a esercitarvi la tem- derava occuparsene con Gaetano
porale loro sovrana giurisdizione, Marini, ma gli mancò il tempo.
non solo con forvi le leggi, rice- Le monete pontificie, al dire del
vere dai sudditi il giuramento di dottissimo filologo Agincourt, rac-
iedeltà, esigerne tributi, punire e- chiudono un erudito tesoro, la cro-
ziandio colla morte i rei, e rego- notassi e l'autorità ricordano, e le
larvi in altra guisa il governo po- grandi intraprese dei supremi capi
litico con tutti quegli atti che a e maestri di tutto il mondo catto-
un principe sovrano e indipenden- lico, e interessanti sono alla storia
te convengono, ma
con bat- altresì di Roma mutui
pei servigi che fra
tervi la Moneta [Vedi). Questi bei loro si rendono la chiesastica nu-
pregi della temporale pontificia so- mismatica e la sacra erudizione,
vranità invidiando sino dal secolo XI né di minore importanza e pregi
gli scismatici, contro i quali scris- sono pure le Medaglie pontificie
se s. Anselmo, nel XII gli eretici (Fedi). I cristiani monumenti sono
MON MON io5
in relazione iiumed'uUa alle mone- sunto di tali critiche e dotte os-

te ponlilicie segnatamente antiquio- servazioni si riporta nel Giornale


ri, come quelle che sono testimo- de' letterati, i'j5i e 1753, art. XVI,
ni autorevoli degli eredi dell' eccle- avendo il Carli preteso di fissare
siastico principato, che rende i Pa- l'epoca della zecca ronjana al 188; i

pi saiularmenle pili liberi nell'eser- benché sia la più antica fra quelle
cizio della pole.slà di supremi pa- de' principi d' Italia, chiamandola
stori conferita da Gesù Cristo. zecca del Senato Romano (P'edi),
Muratori nella dissert. XXVII,
Il e da questo ceduta al Papa a tale
Anliquit. Italie, medii aevi t. Il, p. epoca. Il Borgia nelle Mem. di Be-
54B, fu primo ad alzare il velo
il nevento t. II, p. 287, dice che le

Uiisteiioso che le prijne monete pou- città della Chiesa ch'ebbero la zec-
tiiìcie cuopriva, ma con sinistre e ca, oltre Roma, Ancona,furono
insussistenti interpretazioni, al pari Ascoli, Benevento, Camerino, Gub-
di quelle di Le Blanc nella sua dis- bio, Ferrara, Fermo, Forb, Mace-
sertazione slorica delle monete: tra rala, Perugia, Pesaro, Ravenna,
le altre cose, falsamente il Mura» Recanati, Riniino,, Sinigaglia, Spo-
turi alTermòj che i Pontefici ave- letOj Urbino e il contado Venais-
vano ottenuto privilegio di batter sino. Di queste città egli aQerma
moneta dagT imperatori greci, chia- che la sola Ravenna ebbe zecca
mando il dominio di Adriano I, pontificia prima di Benevento^ la
vicariato di Carlo Magno. Le Blanc quale però ebbe il singolarissimo
qualche volta è stato troppo azzar- privilegio di coniar monete colle
dalo ne' suoi pensamenli, e qual- chiavi della Chiesa, per indicare la
che autorità da lui citala è infe- sovranità papale, e che neppure i

dele. Quindi abbiamo le opere e Pontefici batterono moneta col se-


raccolte di monete pontificie dello gno delle chiavi prima di Benedet-
Scilla; del Vignoli, però mancante to XI. Tuttavolta r autore delle
e non sempre felice nelle spiega- Osservazioni^ dice che s. Gregorio
zioni; del Fioravanti, otliina opera^ li, che fu primo a batter mone-
I
il

ma essa ancora mancante d'alcune ta, di una delle quali parleremo,


monete perchè poi rinvenute; e per vi fece imprimere le chiavi, anti-
non diredi altri, del Garampi, vero chissima insegna della chiesa ro-
tesoro di erudizione ecclesiastica, dal mana.
quale nu)lti hanno copialo senza ci- Lo Scilla dichiarò nella sua ope-
tarlo, come osservò d'Agincourt: io ra, non potersi assicurare di for-
lo cito sempre. Ragionò ingiustamen- mare completa storia di tutte le
te della zecca romana il conte Car- monete battute nello stalo eccle-
li Rubbi seguace del Muratori, nel- siastico,mentre successivamente se
r opera : Dell'origine e coniinercio ne andavano ritrovando dagli eru-
della moueia, e dell' isliluzione del- diti numismofili, anche nella ricca
lezecche d' Italia, Aja (Venezia) messe delle pontificie monete, il cui
1731. In quanto appartiene alla zec- numero complessivo in processo di
ca pontificia in Roma, gli fu egre- tempo sarà aumentato, cadendo
giamente risposto e venne confutato perciò in acconcio di applicare alle
dall'autore anonimo delle Osserva- monete papali quanto Plinio disse
zioni, ec. libri 3. R.oma 1752. Un di quelle de'gentili. Non erat apiid
io6 MON MON
nntiqiiem numerus ultra cf.nlum mil- e quali sono le nìoncle di ci iscnn
lifiy ilaque et hodie tuuUiplicantur Papa Clemente XI, ed
inclusive a
haeCy ut (ìecies cente.na tnillia ani in qual paese ed anno battute.
saephis dicantur. Riporterò quanto Quali sieno slate le prime in eia-
scrive lo Scilla neiia sua introdti- scun valore e impronto. Tuttociò
zione, che quale erudizione si può che si vede per la prima volta in
applicare a questo argomento: è esse, colle loro mutazioni, onde al-
poi noto che la partizione dello cune rimasero in disuso. I nomi^
Scilla non piace alia sana critica, il valore, il peso, la lega delle mo-
poiché epoche da lui fissate non
le nete. Quelle senza nome di alcun
corrispondono alla vera partizione Papa. A che alludono le imprese
de* tempi, che in numismatica si ed impronti figurati ; i motti che
chiama croni smo monetario ; fa tal- vi sono scolpiti, e da quali autori
mente sono molti gli scrittori che sacri o profani ricavati, con notizie
caddero in anacronismi, e ci trag- generali e particolari delle medesiuìe.
gono meno avveduti. L'opera è
i La varia situazione de' ss. Pietro e
distinta in tre parli. Nella prima è Paolo alla Mano (Fedi) destra o
J' indice delle monete pontificie di sinistra, con osservazioni. Di quali
argento, d'oro, di mistura e rame, Pontefici si vede scolpito il ritratto
diviso in monete antiche, vecchie e o immagine, e di quali vi si legge
nuove, avvertendo che per antiche il nome della fiimiglia. Chi di lo-
i numismatici suoi contemporanei ro avendo celebrato anno santo
l'

intendevano le monete sino a tut- del giubileo, in quali monete e con


to il pontificato di Clemente VII quali epigrafi ne lasciarono memo-
ch'ebbe termine nel i534, come ria, ed in cui si vede la porta san-
rare e notal)ilmente diverse dalle ta. Le città dello stalo pontificio
posteriori in giandezza o diametro, che hanno battuto moneta ; quali
peso, forma e impronto. Per mo- ed in qual ponlificato hanno co-
nete vecchie sono riputate quelle minciato e finito le loro zecche ,
di Paolo III e successori sino a In- come ancora di altre città eh' era-
nocenzo X, eh' erano allora le piìi no della dizione, cioè giurisdizione
correnli e mal fatte. Per monete e dominio papale. I ^anti protetto-
nuove chiamò quelle ruspe (cioè le ri delle medesime in quali monete
monete che coniate di recente non e tempo improntati e variati, f
banno perduto nel maneggiarle la cardinali legati e camerlenghi che
prima loro ruvidezza, aaper^ rudis)^ hanno battuto moneta con la loro
che dall'anno santo i65o d'In- arme o nome, come anco de' pre-
nocenzo X cominciarono ad essere lati presidenti della zecca che han-
rotonde e bene scolpite. Nella secon- no posta la loro arme, e degli ar-
da parte lo Scilla pose le annotazio- tefici incisori de'conii, che hanno
ni particolari alle monete, concer' scolpito il proprio nome; ed in fi-
iienti le analoghe notizie istoriche, ne il numero e valore di tutte le
nomi, valore, peso, lega e rarità, monete secondo ciascun pontificato.
Kella terza parte riportò varie eru- Quanto alle collezioni o cimeliote-
dite osservazioni, distinte in tredici che delle monete pontificie, il Mu-
capitoli. Dichiara poi l'autore, che ratori neir opera citata, tratta di
dulia sua opera si rileverà quante cinquantatre monete pontificie, da
MON MON 107
Adriano I del 772 a Pasquale Innocenzo Xll, Clemente
XI. Fa-
II del 1099. L' Argelati, Demone' cendosi un confronto colla CronO'
tis Jtaliae, da Adriano I a Pasqua- logia de' Pontefici (Fedi), si vedran-

Je II ne dà parimenti cinquantatre. no le lacune e le mancanti. La


Il Vignoli nella prima edizione, raccolta di Scilla l'acquistò prima
Antiquìores Pontificum Romanorum il cardinal Passionei ( la raccolta
denariì^ Romae
1709, parla di del quale avea molte monete false,
ventun da Adriano I a
Pontefici, avendo i venditori abusato della
Benedetto VII del 975, ed illustra sua eccessiva buona fede, poca
e
Irentacinque monete, cioè quelle vistache avea), e poi Benedetto
di Adriano I, s. Leone III, Stefa- XIV, che la collocò nella biblioteca
no IV detto V, s. Pasquale I, Gre- vaticana ; quindi fu involala nel
gorio IV, s. Leone IV, Benedetto 1798 dai repubblicani francesi, in
III, s. Nicolò I, Adriano II, Gio- un alla serie delle Medaglie ponti'
vanni Vili, Martino II o Marino fide, al modo detto a quell'artico-
I, Stefano V detto VI, Formoso, lo. Luigi Tomassini acquistò da
Benedetto IV, Anastasio III, Gio- principesca famiglia la serie delle
vanni X, Agapito II, Giovanni XIl, monete pontificie, ed egli con mol-
Leone Vili, Benedetto V, Benedet- ta intelligenza 1' accrebbe notabil-
to VII. Nell'altra edizione del Vi- mente. In sua morte ne fece acquisto
gnoli, accresciuta e pubblicata nel l'avv. Eugenio Rasponi che pure lo

1734 dal Fioravanti, da Adriano! aumentò, e nel i835 la vendè al


a Pasquale II si discorre di qua- dott.Andrea cav. Belli colto ama-
ranta monete pontificie. Lo Scilla tore d'ogni erudizione, il quale non
da Benedetlo XI del i3o3 a Cle- badando a spesa e ricerche vi uni
mente XI del 1700 descrive le le monete di molti Papi, e quelle
monete de' seguenti cinquantadue delle sedi vacanti degli ultimi tem-
Papi, compresi due antipapi. B. pi, e tutte quelle cbe già aveva
Benedetto XI, Clemente V, Gio- raccolto compresa l'epoca repubbli-
vanni XXI I^ Benedetlo XII, Cle- cana del 1798,0 parecchie in me-
mente VI, Innocenzo VI, Urbano glio cambiò. Non esistendo monete
V, Gregorio XI, Urbano VI, Cle- da Benedetto VII a Clemente V,
mente VII antipapa, Bonifacio IX, egli vi supplì alla sua preziosa col-
Benedetto XI 11 antipapa, Innocenzo lezione con quelle rarissime del se-
VII, Gregorio XII, Giovanni XXI 11, nato, e principalmente colla mone-
Martino V, Eugenio IV, Nicolò V, ta egualmente rarissima di s. Zac-
Calisto III, Pio lì. Paolo II, Sisto caria del 741, proseguendola con
IV, Innocenzo Vili, Alessandro VI, quelle coniate sino ad oggi, onde
Pio HI, Giulio lì, Leone X, Adria- la raccolta Belliana è divenuta clas-
no VI, Clemente VII, Paolo III, sica, e meritava eh' egli ne pubbli-
Giulio III, Paolo IV, Pio IV, s. casse i pregi coir indice alfabetico
Pio V, Gregorio XIII, Sisto V, e cronologico, come fece coli' opu-
Urbano VII, Gregorio XIV, Inno- scolo: Cimelioleca delle monete pò n-
cenzo IX, Cleinente Vili, Paolo V, tificie, ec. Roma i835. Il cav. Bel-
Gregorio XV, Urbano Vili, Inno- li gloriavasi di cominciare la sua
cenzo X, Clemente IX, Clemente raccolta da s. Zaccaria, ma poi eb-
X, Innocenzo XI, Alessandro VUI, be la sorte di comprare per scudi
ìo8 MON MON
qtiaranta la moneta di rame di i. peggio seguì nel finire il regno dei
Gregorio II, e così accrebbe un pre- goti, avendo gli ultimi loro re To-
gio a priori della raccolta questa : tila Teia distrutto affatto il se-
e
moneta è quadra siccome quella di nato. Mostra ingannato il Carli, ove
s. Zaccaria da un tipo è scritto
; prende ronianati^ moneta di Pio-
i

Crei, e dall' altro Papae. Questa mano Diogene imperatore greco,


raccolta, siccome composta di mo- per moneta romana, e piuttosto
nete eil'ettive e non false, con pa- del senato che de* Pontefici il Fio- :

recchie inedite, e di molto rilievo ravanti riferisce per denari antichi


per la storia, starebbe bene nella battuti dai Papi que' Ronianiscos
biblioteca vaticana per riparare al- denari OS spendibiles, ma l'Acami
la perdita che fece di quella de- ne dubita assai. Avendo s. Grego-
predata nella memorata lagiimevo- rio Il inutilmente procuralo di con-
le bramando egli che resti
epoca, vertire l'imperatore Leone, che avea
nella sua diletta e comune patria dichiarato crudel guerra alle sacre
l'alma Roma, come dichiarò in al- immagini, e tentalo di arrestarlo ed
tro suo erudito opuscolo, che poi ucciderlo, nel 780 circa lo sco-
citeremo, e adombrò in un suo ar- municò e sciolse dal giuramento e
ticolo inserito al numero 5i delle dal tributo gl'italiani in un ai ro-
Notizie del giorno 1841. In esso mani. Ribellatasi l'Italia all'empio
annunziando l'acquisto della mone- imperatore , Roma e sedici città
la d'argento di Anastasio III Papa del ducato, con altre sette della
<iel 911 e che
rarissima, dichiarò Campania, si sottoposero volontaria-
il suo cimelio numismatico inco- mente a s. Gregorio II e alla Sede
mincia da s. Gregorio II, s. Zacca- apostolica, e perciò sotto di lui eb-
ria, ambedue riquadrate di rame, be origine il dominio temporale dei
Adriano I, ec. ; e nelle antiquiori sommi Pontefici, i quali già eser-
ne contiene cinque inedite, delle citavano una certa dominazione pa-
quali non si fa menzione da verun terna, al modo detto alla sua bio-
autore, e non si trovano in veru- grafia e in tanti articoli. Il prin-
na altra raccolta, essendo la sua cipio della libertà riacquistata dai
composta dei tre metalli, ed in romani, sembra doversi attribuire
mistura. al 726, giurando al Papa totale ob-
Aflermando il Carli che il sena- bedienza. Tultavolta l'Acami non
to romano ebbe zecca propria an- conviene che l'origine della sovra-
che sotto goti, e dopo che Pioraa
i nità di Ptoma sia derivata dalla de-
tornò al dominio de' greci, e poi dizione del popolo, ma che i Papi
sotto gl'imperatori d'occidente, l'au- la ricevettero in dono dagli Au-
tore delle Osservazioni ne deluse la gusti.
proposizione, opponendo la impro- Col principato della santa Sede an-
babilità che il senato, soggetto agli dò unito il diritto della zecca, e la
imperatori e a* re goti, godesse più coniazione delle monete pontifìcie.
fortuna sotto due padroni, che sot- In fatti sotto s. Gregorio li si batte-
to uno solo, poiché fino ai tempi di rono monete coli' effigie e nome di
Commodo del 180 il senato ebbe s. Pietro, così volendo l'umiltà del
diritto di battere moneta di rame, Pontefice in vece del proprio, qua-
du indi in poi ne perde il diritto; li monete si vedono presso Fiora-

i
MON MOW 109
Tanti, Garnmpi e Argelati, descri- Papa diritto di batter moneta, il
vcMidosene una d'argento e di for- quale ebbe lo stesso dominio e si-
ma quadrata dal Grimaldi col Vol- gnoria che avevano esercitata i men-
to santo, e colle chiavi incrociate, tovati due antecessori, anche a p.
Len diversa da quelle di piombo o XI 1 e seg. La rariss-ima moneta di
di slagno che per divozione da- s. Zaccaria posseduta dal cav. Bel-
Tansi a pellegrini. Due simili col li, in grandezza è simile a quella
"Volto santo si vedono presso il prodotta dal Ficoroni, che dà il

Fioravanti, ed altra presso il Vet- piombo a tal moneta il cav. Bel- :

tori. L* autore delle Osservazioni li nel numero 80 del Diario di


mostra ad evidenza l' esistenza del- Roma 1839 pubblicò un articolo
la zecca pontifìcia fin dai tempi di in cui dice come acquistò la mo-
s. Gregorio II ; zecca che non eb- neta di s. Zaccaria, che chiama
be ad incominciare o da usurpa- proto-moneta pontificia e quadrino,
zione, o dalla forza, o da qualche non essendo allora possessore di
diploma imperiale, né ad alcuno sog- quella di Gregorio II, e di aver-
s.

getta; ma dal comune consenso dei la confrontata con altra esistente nel

popoli, che scossa la tirannia dei museo Rircheiiano del collegio ro-
greci, riconobbero per loro sovrano mano e trovata identica. Però la

il romano Pontefice. Che nel 72.5 moneta di s. Zaccaria di t;d pre-


Ina re de' sassoni occidentali sotto- zioso museo è tonda e contraffatta,
mise il suo regno tributario alla il perchè lascia primato a quel-
il

chiesa romana a tempo di s. Gre- la del cav. Belli eh' è quadrata


gorio II, coli' annuo censo d' un (quadrino). Antonio Selvaggi nel
denaro per ogni casa^ onde fu det- 1807 stampò in Pioma la disserta-
ta moneta di ogni fuoco, lo dicem- zione: De nummo argenteo s. Za-
mo a Denaro di s. Pietro e ad chariae Papae. Di questa e delle
Inghilterra. L'ioiniedialo successore precedenti il pregio maggiore è che
s. Gregorio HI egualmente battè tutti i collettori cominciano la loro
monete, vendicandone l'identicità serie dalla moneta di Adriano I del

l'autore delle Osservazioni, avver- 772, non essendo loro riuscito Iro-
tendo che il Ficoroni però pose varne delle più antiche, come notò
una sua moneta tra i piombi, e la l'Acami p. XVllI, dicendo avere
chiamò lamina. IVel 741 gli succes- rivendicata la moneta di Zaccaria.
se s. Zaccaria, autore ri- e detto Il Baronio attribuì Leone I a s.

porta una moneta quadrata che ha una moneta Leone IH del


di s.

nel diritto -^ Zacchariae e nel ro- 795, dicendo all'anno 4^ che fli '

vescio 4jf Papae, la quale divulgò coniala una moneta col nome e im-
r Oldoìno dal museo de' Gotlifredi magine di S.Pietro, e dall'altra parte
romani, e meglio ravvisò il p. Ma- col nome di s. Leone I; ma l'Ale-
billoii che ne trovò una simile nel manni e il Vitlorelli con altri la
museo Mezzabarba in Milano, e dichiararono di s. Leone HI, anche
chiamò pretiosa cimelia. L'Acami per l'iscrizione D. JX. Leoni Papae,
p. Vili la chiama la più antica perchè il titolo Domìni nostri pel
moneta papale, e dice che legittima primo fu dato a lui, mentre l'an-
la riconobbero Fontanini e Garam- tico dominio de' Papi su Roma es-
pi, confutando chi negava a quel sendosi più stabilito, da quel lem»
110 MON MON
pò in poi così vennero chiamali. ni gli baciarono i piedi, e secondo
Avendo s. Leone III elevalo Carlo il rito che descrivemmo altrove del-
Magno neir 800 all' impero, e rin- la consacrazione, il Papa regalò il

novato quello d' occidenle, s'inco- senato e il popolo, diversis ninne'


minciò in Roma ad imprimere una rum clonis opti/ne diUn'it. Visse so*
inonela romana, con da una parte h quaranta giorni, pure balle mo-
il nome proprio del Papa, e dal- neta d' argento. Quella posseduta
l' altra quello dell'imperatore, e ciò dal cav. Belli egli crede non esi-
per volontà del Pontefice in con- stere in verun' altra collezione, e
trassegno d'onore verso il protetto- non farne menzione alcun autore,
re della Chiesa, perchè tfmto prima il perchè nel 184^ pubblicò in
che dopo ne furono coniate senza Ronìa r opuscolo: La moneta ine-
quello dell' imperatore. Anche l'au- dita del sommo Pontefice romano
tore delle Osservazioni dice che i p^alentinOf illustrata e pubblicata^
Pontefici per onorare i nuovi Au- ec. La moneta contiene da una
gusti creati da loro, e per attestar parte i segni 4- c/i G c/3 e nel
la confederazione strettissima tra la giro la parola Petrus ; nel campo
Chiesa e l'impero, non per dichia- il monogramma Valentinus. Dal-
rarli sovrani, vi poseio i loro nomi l' altra parte si legge W Ludovvi-
senza il menomo indizio di sovrani- cus scrino in giro, e nel campo il
tà, solo per l'avvocazia pontificia o monogramma Imierator. Di tale
difesa della romana chiesa, il cui erudito opuscolo ne fece 1' elogio il
uffizio riportai nel voi. XXXIV, p. numero 7 delle Notizie del {'ionio
119 del Dizionario^ parlando del 1842. Ivi si parla anche di Leone
nome dell' imperatore posto dai Pa- XI che regnò meno di Valentino,
pi nelle loro monete, con quelle in ma egli non balte monete, bensì
cui esso vi è. Le monete pon-
non abbiamo di lui tre medaglie, de-
tificie col nome dell' imperatore Lo- scritte dal p. Bonanni e dal Ve-
dovico I, figlio e successore di Car- nuti. Successe a Valentino, Grego-
lo Magno, sono quelle di s. Leone rio IV, il rarissimo quadrino del
III, Stefano IV detto V, s. Pasqua- quale è nella più volte lodata col-
le I, Eugenio li, Valentino, e Gre- lezione, e può dirsi gemello al Zac-
gorio IV. Avverte poi il medesimo cariano per la forma e per le let-
autore che le monete pontificie col tere. Offre da un tipo +ff Greii. Pa-
nome degl' imperatori non portano pe, scritto in due linee, e chiuso
mai nel mezzo il monogramma di da un gu'o a perline ; dall' altro
questi, come per lo più in mono- •»Jf Set. Ptr. parimenti collo slesso
gramma complicali si vedono sulle giro : è in rame di forma quadri-
stesse i nomi de' Papi, a riserva di latera. Di s. Leone IV si ha da
una sol volta nella moneta di Ma- Anastasio Bibliotecario, ch'eletto nel-
rino l o Martino II Papa, puhbii- r847 distribuì doni come Valentino,
cata dal Vignoli, che il nome di poi chiamati Presbiterii (Vedi)-, egli

Carlo il Grosso in monogramma fu il primo a dispensar moneta ef-

rappresenta. fettiva nell'ottava dell'Assunzione,


anno 827 divenuto Pontefi-
Neil' di che facemmo menzione nel voi.
ce Valentino,si fa menzione del XXI, p. 170 e seg. Ae\ Dizionario,
senato romano, il quale coi roma- ove parlammo dell'antico gettito
MOi\ MON III
della moneta nella coronazione e di cui feci parola a Denari. Delle
possessi de* Papi, donde ebbe origi- monete battute io Roma da Albe-
ne la dispensa elemosina che
dell' rico fralello di Giovanni XI e pa-
si fa per Ja coronazione del Papa dre di Giovanni XII, forse sotto
e suoi anni versa li. Noteremo che Papa Agapito II, ne parlai nel voi.
pel possesso d' Innocenzo X inonsi- XXV li, p. 193 del Dizionario; es-
£;nor Cibo maggiordomo ,
prima sendosi fatto tiranno di Roma, mu-
della benedizione, dalla loggia but- tato il governo, e avvilito il sena-
tò al popolo moneta nuova d'ar- to. La prima serie delle monete
gento, come avea fallo durante le pontificie da s. Gregorio 11 in poi,
cerimonie, altrettanto molte volte tutti gli autoii la chiudono con Be-
fecero i cardinali d' Este e Orsini. nedetto VII del 975; lacuna che
All'articolo Cappelle pontificie par- durò più di tre secoli, cioè da tale
lando del possesso, delle cappelle epoca a quella di Clemente V e-
dell'Annunziata, venerdì sanlo, ed letto nel i3o5, nel qual periodo si
Assunta, dicemmo dell' olBferte che contano circa cin(juantolto Papi :

in moneta fa il Papa , e descri- ne dà la ragione il Vignoli con


vendo quella della terza domeni- queste parole. « Post eumdem Be-
ca dell' avvento, ricordammo che i nediclum VII, nullius ibidem alte-
l'ontefici anticamente ponevano in rius Pontificis iisque ad Clemen-
,

bocca una moneta d' (irro a chi nel lem V, sese mihi moneta oblulit,
vespero precedente intronava loro quod turbolenlissimis iis Romanae
la quinta antifona. Ecclesiae temporibus polissimum tii-
Alla biografia del cardinal Ga- buendum esse videtur ,
quibus ni-
nimpi, encomiando lo studio da lui Eoirum seditiosa Capitolii factio con-
fatto sulle monete pontificie, dissi sulibus et senatoribus jam antea
pine della dotta dissertazione che creatis, ac paullatim urbis admini-
pubblicò: De nummo argenteo Be- stratione summis Ponlificibus adem-
nedicti IH, eletto neir855. L' A- pia, cudendae quoque monetae au-
carni non ricoi»osce per moneta pa- cloiitatem insolentissime sibi arro-
pale quella monetam romanam che gaverat". PeJÒ avvertiremo, che
si legge nel canone i5 del concilio nel cimelio numismatico Belliano
di Ravenna dell'Byy sotto Giovan- vi è la moneta inedita di Giovan-
ni Vili; ma l'autore delle Osser- ni XIV, che nel 984 successe a
vazioni, p. 207, chiaramente dice Benedetto VII, ed il gran vuoto,
che il Papa nel concilio fece proi- come suol farsi, è riempilo colle mo-
bir solennemente che niuno ardisse nete del memorato turbolentissimo
occupare alla Chiesa i patrimoni, senato romano. Nella collezione Scil-
le regalie e la zecca di Roma. In- lana poi, eravi una monetina di
di nel concilio Tricassino si confer- mistura, che lo Scilla dice l'unica
niarono le costituzioni promulgate da lui veduta, del b. Benedetto XI
da quello di Ravenna per ordine immediato predecessore di Clemen-
di Giovanni Vili questo Pontefi- : te V, nsal battuta e consumata ,

ce assalilo dai saraceni, fu costret- perciò mancante di molte lettere.


to comprar la pace colTannuo tri- Da una parte eravi la croce con le
l)uto di venticinquemila mancuzi lettere PP. Benedict. Un., e dall'al-
d'ui'^'ento, moneta di quel tempo, tra due chiavi in piedi e le lettere
1

112 MOIf MON


S. Petri Patrimonium. Riconoscendo p. VI l'Acami, dunque
se Papi i

i Pontefici aver ricevuto quanto


ili nel secolo Xconcedevano altrui
già
possedevano da s. Pietro ed anco , somiglianti privilegi, molto più <;ssi
dal suo diletto compagno s. Paolo, prima d'allora ne saranno stati iti
le loro immagini ed iscrizioni di possesso, sebbene il Muratori dis-
frequente furono tema delle mo-
il piacendogli la lettera di Giegoiio
nete pontificie , come da qualche V, si affaticò per fìrla credere un
esempio si è veduto di sopra. Con documento fìnto o almeno alterii-
ragione pertanto i beatissimi apo- to, ma non adduce prove convin-
stuli furono acclamati Uomani PrIx\- centi. Nei capitolari di Carlo Ma-
ciPEs in una moneta d'argento co- gno, Lodovico I e Carlo il Calvo,
niala dal senato romano ne' bassi ordinandosi ove si dovesse battere
tempi, come osserva il Fontanini, moneta, Roma non vi si nomina
Disc, ai geni. voi. p. 38. Sui mo- mai, segno evidentissimo che il di-
nogrammi delle monete pontifìcie, ritto era presso Papi; ed
i con- i

y. Monogramma rovesci delle : i trassegni e caratteri prescritti da


prime monete pontifìcie sono cele- Carlo il Calvo per le monete dei
bri per Ja paleo- afìa, e per li mo- suoi dominii non corrispondono in
nogrammi, contro i quali gli stra- veiuna guisa ai contrassegni e ca-
nieri hanno molto inveito per la ratteri delle romane, come nota l'A-
pontifìcia supremazia. Dicemmo al cami. JVel IO 19 Benedetto Vili ri-
citato articolo Mano, che dall'errore cevette dall'imperatore s. Enrico li,
di conio di porre s. Pietro alla si- Bamberga feudataria della Chies!,
nistra Paolo alla destra
e s. nac- , col tributo annuo di cento marchi
que l'uso di porre anche nelle pit- d'aigento, de' quali si parlò a De-
ture, mosaici ed altri monumenti, nari. Nel 1076 s. Gregorio VII
s. Pietro alla sinistra, e questa ri- die l'insegne reali a Demetrio prin-
flessione fu eziandio fatta dal Ciac- cipe di Dalmazia, con l'annuo cen-
conio e dairOldoino. A Medaglie so di duecento bisanzi, moneta che
Pontificie facemmo alcune osserva- pure descrivemmo a detto articolo:
zioni sulle epigrafi, insegne, stem- a Napoli e Sicilia si dirà delle di-
mi, figure ed allusioni, le quali in verse specie di moneta stabilita nel-
parte possono anco servire a que- le investiture di que' regni concesr
sto argomento, oltre quanto dicia- se A Cappelle Pontificie,
dai Papi.
mo ne* luoghi che vi hanno rela- parlando del possesso preso dai Pon-
zione e che lungo sarebbe qui ri- tefici della basilica iateranense , si

petere. Sulle monete quadrate, o- disse dei pugni di monete, che se-
vate ed angolari, il libro delle Os- condo l'antico rito spargevano al
servazioni ne tratta a p. 1 64 e seg. popolo, di che facemmo anco men-
Gregorio V creato nel 996 con- zione nel voi. XXI, p. i56 del Di-
cesse a Gerberto arcivescovo di Ra- zionariOy mentre a p. 160 e 16
venna l'investitura della città , col rimarcai il gettito e dispensa delle
privilegio insieme di battere mone- monete che avea luogo in cinque
ta : Ex gratuita largitale nostra diverse località nel recarsi i Papi
donamus libi, tuaeqiie ecclesiae di- ad alcune sacre funzioni. Siffatti

strictum Ravennatis urbis , ripam spargimenti e caritatevole dispensa


intcgram monetanti etc. Osserva a di moneta, già erano in uso al
, ,

MON MON m3
tempo di Celestino II del m43, Gregorio Vili. Veramente al prinjo
che successe ad Innocenzo II. A i senatori fecero il consueto giura-
questi prestarono giuramento i giu- mento, che si legge nel p. Mabil-
dicie avvocati di Roma, con docu- lon, Mus. hai. t. II, p. 21 5, ove si
mento che cita Acami ove sono , numerano le regalie del Pontefice,
nominati i denarii papales. Ad In- e fra esse moneta perchè era stata
nocenzo II nel ii4[ si ribellarono invasa dagli arnaldisti ; ma nella
i romani, ripristinando con autori- sede vacante la usurparono di nuo-
tà il senato, istigati da Arnaldo da vo, finche popolo romano venne
il

Brescia che il Papa avea condanna- a col suo concittadino


concordia
to co' suoi seguaci nel concilio ge- Clemente III, e gliela restituì, con
nerale di Laterano li, per sostene- atto riportato dal eh. Luigi Pom-
re non potersi salvare i chierici che pilj-Olivieri segretario della roma-
possedessero : indi gli arnaldisti in- na magistratura, a p. 192 dell'im-
vasero nel 1 143 la zecca pontifi- portante, diligente ed erudita sua
cia, coniando il senato monete , e opera : romanOy che nel
// senato
tentando scuotere il dominio tem- 1840 graziosamente si compiacque
porale del Papa. 11 Rinaldi all'an- dedicarmi pel di più può vedersi
:

no ii43,num. II, riferisce che in il Vitali, De^ senatori di Roma^ il


un codice valicano si leggono que- quale riporta^ diversi analoghi do-
ste parole. Questo beato Pontefice cumenti. L'atto porta la data anno
assegnò della sua camera un censo 44 ^sl senato, ultimo di maggio
annuale di cento libbre di moneta II 88, in cui dodici erano i sena-
papale ai giudici e agli avvocati tori e consiglieri , e quarantasei i

della città di Roma. Vi si riporta senatori. Ivi si dice: » ... vi rendia-


la formola del giuramento che gU mo la città e la moneta, ma avre-
avvocati dovevano fare, obbligan- mo di questa la terza parte per
dosi difendere le cause per la ve- erogarsi in annuì pagamenti, finché
rità, e secondo la coscienza, e non verrà pagata tutta la moneta per
prendere per esse prezzo, se i Pa- la quale sono state impegnate ( le

pi continuassero a dare i detti de- chiese che restituivano ), e secondo


nari. la diminuzione della sorte diminui-
Gli arnaldisti romani rinnovaro- rà la rata de* frutti .... Voi poi
no le politiche rivoluzioni sotto il darete ai senatori prò tempore i

successore Celestino II, che come consueti beneficii e presbiteri!. Si-


il predecessore ne morì di pena; milmente ai giudici avvocati e scri-
sotto Lucio che sacrilegamente
li vani ordinali dal romano Pontefi-
percossero onde ne morì ; quindi
, ce^ ed agli officiali del senato i so-
costrinsero a fuggire Eugenio III liti presbiterii Farete coniare
e per nuove sollevazioni provoca- la moneta dentro la città in qua-
rono l'interdetto su Roma, fulmi- 'lunque luogo a vostro talento, del-
nato da Adriano IV, al cui tempo la quale darete la metà ai senatori
il prefetto della città fece bruciare prò tempore". Il Carli avea soste-
Arnaldo, gettandone al Tevere le ce- nuto che le monete di Roma fino
neri. Egualmente furono cacciati da a Clemente III credute de' Papi
Roma Alessandro III e Lucio HI, sono tutte del senato romano, però
e n'ebbero il bando Urbano III e confutato dai citati scrittori. Il Zac-
VOL. XLVI. =*(• 8
,

ii4 MON MON


calia che ne fece l'analisi nel t. HI, indolto com'egli dice, dalla forma
della Stor. lelf. d'Italia, cap. V, § de'ca ratteri , dal metallo e dalle
i3, osserva che la moneta sino al- circostanze; mentre quando il senato
lora era slata detta del senato e ebbe zecca davvero usò le iniziali
poi papale, e trovarsi ne* tempi an- S. P. Q. R. del suo antichissimo
teriori nominate lire PP. Monetae, stemma. Si deve notare, che vi so-
o bonorum denariorum PP., quali no parecchie monete supposte del
abbreviature dice doversi spiegare senato, nelle quali per frode mani-
Papiensis e Papienshwi, cioè di Pa- festa si legge S. P. Q. R., mentre in
via. Però confessa che il verbo red- realtà non sono da lui coniate; ed
diuts usato dai senatori nell'accor- Akerbiad ne avea una rarissima,
do, può significare non rinunzia nella quale vi erano queste parole :

ma restituzione di cose usurpate, e ex suprema aiictoritale S. P. Q. R.


che gagliarda opposizione al sistema Innocenzo IH eletto nel 1198
del Carli è quella di trovarsi prima costrinse i senatori e prefetto di
del 1 188 monete aventi la sola ef- Roma a giurargli obbedienza e fe-
figie del Papa senza menzione al- deltà, sottomettendo interamente il

cuna d'imperatore, perciocché se popolo sua piena autorità. Di-


alla

queste fossero del senato, come man- chiarò re de'bulgari Calogianni, gli
carvi l'imperiai nome? obbiezione mandò le insegne reali, con facol-
che il Carli avea prevenuto a mo- tà di battere moneta. Grato Pie-
do suo. La mancanza del nome im* tro II re d'Aragona ai benefizi ri-

periaie è una prova diretta di quan- cevuti da Innocenzo 111, fece tri-
to si asserisce, poiché gl'imperatori butario della chiesa romana il re-
erano molto gelosi della loro auto- gno, coU'annuo censo di duecento-
rità, come tra gli altri rilevò Se- cinquanta maomezzettini , moneta
gur. Questo punto è ben discusso di quel reame, equivalente ognuno
dall'autore delle Osservazioni, spie- a sei soldi reali. L'alterazione del-
gando il significalo del verbo reddo, la moneta parve tale indegnità per
e confutando le interpretazioni si- un principe cristiano a Innocenzo
Jiistre, gli abbagliamenti e assolute HI, ed un sì duro aggravio pei
decisioni del Carli, colle quali pre- sudditi, che ordinò al re di Majo-
tese stabilire l'epoca della zecca pon- rica il richiamo delle monete alte-
tificia con dire erroneamente che
, rate, sotto pena altrimenti delle
dal ri 88 cominciarono Papi a i censure ecclesiastiche e della sco-
dir loro la moneta che prima era munica, non dovendo con falsa le-
del senato, il quale solo la batteva ga avvantaggiare il regio erario.
per privilegio pontifìcio, laonde si Nel 12 17 Onorio III concesse in
"vide ne* tempi appresso correre mo- feudo la Marca d'Ancona al mar-
neta papalina e del senato fino al chese d'Este, col tributo annuo di
secolo XV. Rilevò ancora come il cento libbre dimoneta provisina,
Carli per vendicare al senato ro- moneta die alcuni dicono portata
mano tulle le monete coniate in in Roma da Carlo II conte di Pro-
tempo in cui vacava l'impero, col venza meglio ne parlammo a De-
;

nome però del Papa, quando non nari, e nel voi. IJ, p. 4? ^el Di-
ebbe altro scampo le tolse a un zionario. Sotto Innocenzo IV, men-
Papa, e le attribuì a un altro, tre era assente da Roma, nel 1252

• tWw à
,

MOIN MON 4i5


fu fililo senatore Brancaleone bo- come si ha da un'epistola di Cle-
lognese, il quale battè la sua mo- mente VI, citala dal Vettori.
neta: da una parte era vi un leo- Il eh. Zefìrino R.e, nella Fila di
ne, in atto di camminale, con que- Cola di Rienzo y da lui ridotta a
sta iscrizione intorno ->Jf Branca- miglior lezione e illustrala, lib. I,

LEO S. P. Q. II.; dall'altra, la fi- cap. XIII, nel descrivere la caval-


gura d'una donna sedente e co- cata che fece portandosi a s. Pie-
ronata, col globo nella mano de- tro, probabilmente si ragiona di
stra, la palma nella sinistra, e l'i- tale specie di moneta, poiché si leg-
scrizione in giro •$- Roma Caput ge « Seguitava un'omo, '1 quale
:

Mundi. Jl senatore di Roma era per tutta la via veniva gettando


espresso monete in atto di
nelle denari, e spargendo pecunia a modo
ricevere da s. Pietro, e
il vessillo 'mperiale, Liello Migliare fu suo
poneva le sue armi nelle monete. nome; di là e di qua avea due
Clemente V stabilì nel i3o5 la persone, le quali sostenevano le
residenza in Francia e in Avignone, sacca moneta: poi questi
de la

e nel i3io visitò la provincia ve- seguitava '1 Tribuno ". Il Vettori
naissina, dominio della Chiesa, cui quindi chiama rara la piccola mo-
die il titolo di contea, facondo bat- neta, nella quale da una parte si
tere moneta d'argento col titolo di legge -^ N. Tribyn. Avgvst. nel
Venaissin : Comit. Venasini, ovvero contorno d* una croce grande qua-
Comes Venasini, sotto il successore drata, che sta nel mezzo; e dal-
Giovanni XXII. Tanto la moneta l'altra similmente si legge: -^Ro-

venaissina che del Patrimonio, fu ma. Capv. Mv. intorno ad alcune


dapprima detta paparina^ quasi insegne e simboli. Il lodato Belli
papalina^ diversa però dalla pro- illustrando le case abitate in Roma
visina o romana. All'articolo De- dai grandi uomini uq Diari di Roma,
nari dicemmo come Giovanni XXI i nel n. 35 del i843, parla degli a-

nel i322 fece battere in Avignone vanzi di quella di Cola di Rienzo,


lina nuova moneta d'oro, cioè fio- situata nel XII regione Ripa, in-
rini e ducati papali o di camera , coutro s. Maria Egizia-
la chiesa di
e scudi d'oro, e loro diverse no- ca, creduta dal volgo erroneamente
menclature, poi battuti anche nel- di Pilato; dice pure delle sue gesta,
la zecca di R.oma, mentre quella e dichiara possedere nella sua ci-
d'Avignone sussistette anche dopo melioleca due monetine rarissime
che Gregorio XI reslitm la resi- da lui fatte coniare, indi riprodusse
denza pontificia in Roma. Mentre le notizie che su Cola ci avea da-
n'erano assenti i Papi, insorse il to nel suo opuscolo Moneta di J^a-
famoso audacissimo Cola di Rien- tentino p. 4> delle quali solo ripor-
zo, che nel i347 ^^ eletto tri- teremo quella riguardante le mo-
buno del popolo romano, il quale nete del tribuno. Tali due mone-
lo pose in signoria in Campido- tine della collezione Belliana furo-
glio, indi fatto senatore di R.oraa no citate dal Papencordt : Cola di
nel i353 dal cardinal d' Albornoz Rienzo, e suo tempo. IMel Carteg-
legato: nell'auge del suo potere a- gio inedito degli artisti, stampato in
vea incominciato vionetani novani Firenze nel 1839,1. I, p. 56, vi è
elidere, ac alia pini ima innovare una lettera di Cola alla signo-

I
5

iig MON MON


ria di Firenze, de'7 giugno i347, lessandro VII nel i665 fu situata
nella quale si legge verso il fine: vicino agli orti e palazzo pontifìcio,
»> Volentes novae formae monetam in cui tuttora resta. Il Guattani
incidere rogamus, ut mietere pla- nelle Memorie di Roma t. I, pag.
ceat zeccberium peritum, et in- 1 1, scrisse che l'officina monetaria
structuoi assagiatorem consuetum del senato romano era presso il
et expertuna, et cudisformae scul- Tarpeo rocca del Campidoglio.
torem quibus debito juris ordine so- Molte furono le monete coniate
lemniter providebimus, et decenter, dal senato di Roma : le descrive il

etc. " Il lodato Pompilj narra a citato Vitale p. 569 e seg., premet-
p. 274, cbe il Fioravanti da al- tendone i disegni di trentasette^ in
cune monete in cui si legge da cinque tavole, ragionando a p. 583
una paite Innocentius PP. VII, e di altre monete senatorie colle no-
Sanctus Petrus S. P. Q. R.
dall'altra tizie comunicategli da Pietro Bor-
ritiene che il senato abbia avuta ghesi di Sa vignano. Ma quanto al-
facoltà di batter moneta, che taU la zecca pontificia, apprendiamo
volta siaglisi questa stata tolta, e dal Vettori a p. 4^3, che ne'tempi
talvolta ridata, come in tempo di antichi quella de' romani era nel
Innocenzo VII del i4o4) lorchè si mezzo della città, secondo Marziale;
fece la concordia colla mediazione che a'tempi di Giorgio Vasari la
di Ladislao. Dice inoltre che nei papale era nel palazzo del vescovo
])assi tempi la zecca senatoria era di Cervia (forse un Cesi, o un
alle radici del Campidoglio vicino Santacroce al più) sul cantone di
all'arco di Settimio Severo ( molte s. Lucia della chiavica. L'Albertini

volte fu pure nelle case e palazzi nel libro Mirabilia urbis Romae^
privati de' senatori, che ne abusa- che indirizzò a Giulio II, nel ca-
rono mettendo in circolo monete pitolo de officina cudendae pecii-
supposte d'argento, mentre erano niae scrive così: Non longe ab ec-
di pessima lega, come le monete clesia s. Gelsi ( che corrisponde-
erose battute in Roma
prima della rebbe al suddetto banco di s. Spi-
deportazione di Pio VI, colle qua- rito), tua sanclitas officina pecu-
li diversi arricchirono), come de- niae cudendae construxit. Indi par-
ducesi dal Signorile o Signorelli la il Vettori della macchina eretta
che nel principio del secolo XV nella zecca vaticana attribuita a
era scrivano del popolo romano, e Lorenzo Bernini e da lui perfezionata
fece una relazione di Roma e sue ( il bilanciere adoperato a mulino
chiese. Altrettanto avea riportato il coir impulso delle acque che volta-
Vitale, Storia de senatori di Ro- no alcune ruote, e sostituito ai
ma, par. II, 370, narrando pu-
p. martelli che battevano sui conii per
re come fu poi tolta la cura della applicare l'impronto alle monete),
zecca, e facoltà di battere moneta poiché già da molto tempo era sta-
ai senatori e conservatori, ed ap- ta inventata in Hall di Germania,
propriatasi privativamente dai Pon- e nel i665 fatta porre in esecu-
tefici verso la metà del secolo XV, zione da Alessandro VII, riportan-
fu trasferita per più sicurezza nel sito do la lapide marmorea, che perciò
ov' è ora il banco di s. Spirito rim- fu eretta nella facciata esterna del-
petto a Castel s. Angelo, e da A- l'edifizio, Moneta rum officina. Fi-
,

MON MON ir7


naimenle avverte che nel 1735 ta : Saggi di osservazioni sul fa-
gotto Clemente XII fu in Roma lore delle antiche monete pontifi-
istituita una nuova zecca, oltre la cie^ tratta nel capo V dei grossi o
sopraddetta, e fu aperta nella via carlini papali, detti poi giidii e
de' Coronari presso il palazzo del paoli: ne daremo un breve cenno.
Drago, neiristesso luogo ove Sisto Grossi e carlini papali anticamente
V avea aperto il Monte di pietà, altro non furono che la stessa spe-
per cui sopra tale abitazione fu eie di moneta, che poi si appellò
collocatauna memoria scritta in giulio e paolo, e solo nel i5^2
marmo. sotto Paolo IH alla metà del giù-
Nel i5o4 per comando di Giulio lio o paolo fu attribuita la deuo-
II fu rinnovata tutta la moneta minazione di grosso. Circa Torigi-
papale, come adulterata nella bon- ne dell' appellazione di grossi alle
tà cosi detta dai zecchieri, e le monete, ognuna che conteneva un
monete fino a Giulio II si dicono aggregato valore di molte monete
di argento agro perchè facilmente minute o piccole si disse grossa: da
frangibili: quindi
per editto del appellativo il nome ne divenne pro-
camerlengo cardinal Raffaele San- prio, e grosso si disse una tal mone-
soni-Riario fu tolto via dalle mo- ta, denominazio-
coll'aggiunta della
nete allora in corso il nome di ne della zecca in cui si batterono ;
carlini y proveniente da Carlo 1 di quindi si dissero grossi ronianiniy
Angiò fratello di s. Luigi IX, prò- veneti, ravignani, anconitani, fiori-
babilmente nell'epoca in cui fuse- ni o fiorini oflorinelli, tornesi
natore di Roma, o nel 1266 quan- Bolognini, ec; cioè delle zecche di
do mediante l' investitura pontifi> Roma, Venezia, Ravenna, Ancona
eia fu coronato re di Sicilia. Tut- Firenze, Tours, Bologna ; però fuv-
ta volta il cardinale con editto co- vi differenza e rapporti fra i gros-
mandò che i nuovi carlini coniati si di varie zecche, ed il p. Oderi-
nella zecca pontifìcia, e così detti ci gesuita pubblicò una dissertazione
per esprimere la bontà dell'argen- importante sui grossi volterrani in
to, si dovessero dal nome del Papa Dissertai, et adnotat. ad inscript, et

chiamar giulii, dieci de'quali aves- numism., Romae i ']&5. I grossi di


sero il valore equivalente al duca- Roma ebbero tre denominazioni,
to d'oro. I giulii conservarono la sanpierini, dall' immagine di san
loro denominazione anche in quel- Pietro, mentovati sovente sotto Bo-
li coniati sotto Leone X,
Adriano nifacio romanini , migliori
VIII ;

VI, e Clemente VII, variandone il de' precedenti e nominati sino dal


nome colla moneta di Paolo III 1269, divisi in romanini veC'
del i534, che furono delti paoli, chi, ed in romanini nuovi, quasi e-
allorché rese esatta la ripartizione guah al grosso tornese, e perciò più
delle monete. Sebbene questo no- forti del vecchio ; e carlini, i qua-
me prevalse a quello di giulio, ciò li si diversificavano dai romanini^
fu per equivalenza cosi detto, e in modo, che nel 1 3o2 furono rag-
qual sinonimo di paolo sino a' no- guagliati al valore di 26 provisini,
stri giorni usato. 11 dotto Garam- ed i romanini a
32; in seguito la
pi neir opera ch'egli ritirò, come moneta de' carlini acquistò celebri-
imperfetta, e perciò rara, intitola* tà, per cui sui fine del secolo XIV
ii8 MON MON
fra le monete che correvano comu- appalto, e 1* aditlò la prima volta
nemente in Roma^ non più iiomi- duemila scudi, e in appresso sopra
navansi romanini, ma bensì carlini trenlacinquemila scudi, come me-
e tornesi. Quanto ai carlini d'oro glio racconta a p. 255.
lo Scilla
incominciati sotto Carlo II figlio di JNel precedente pontificato di Gre-
Carlo I, il Garampi pensa che in gorio XIII nella Chiesa di s. Lo-
principio fossero sostituiti agli au- renzo in Damaso fu eietta una
gusiali battutisi nelle zecche del re- confraternita pei banchieri cambia-
gno di Sicilia, da Federico li ree tori di monete, con altare dedicato
imperatore. I carlini d'argento fu- a s. Matteo, di cui parlano Piaz-
rono detti liliali, giliati e julhati, za, Eusevologio romano Iratt. VII,
dai fiori cioè del giglio, stemma cap. XXX ; e Bovio, La pietà p.
gentilizio Angioino, impressivi; indi i34, il quale dice che il sodalizio
parla il Garampi del fino di questa poco esistette, poiché i componenti
moneta, peso, corso in vari paesi, di- tralasciarono 1' arie di banchieri
versi ragguagli e valutazioni. cambiatori di monete, per la salute
Eletto nel i555 Marcello II a- delle loro anime. R.idolfo Gonzaga
mante della parsimonia, fece squa- marchese di Castiglione delle Sti-
gliar r oro delle suppellettili per la viere fu accusato di aver ivi fatto
mensa pontificia, e fece coniarvi battere e coniare sotto Clemente
moneta d* argento per I' erario del- Vili moneta pontificia; per lo che
la camera apostolica, la quale ne citato formalmente al tribunale del-
scarseggiava. Benché visse soli 22 la camera apostolica, fu dopo il

giorni, abbiamo di lui due giulii processo scomunicato e punito con


ed un carlino: i primi sono colle altre censure, onde divenne sì o-
parole Marcellus li Pont. Max., dioso a' sudditi, che T uccisero. Ur-
arme, S. Petrus Alma Roma, figu- bano Vili mediante la bolla In su-
ra; Marcellus II Pont. Max., ar- premo, de i3 novembre 1627, Bull.
me, S. Petrus Ancona, figura. 11 Rom. t. VI, par. I, p. 95, volle
carlino, che Scilla chiama raro : sottoposti anche gli ecclesiastici se-

Marcellus II Pont. Max., arme, colari e regolari, alle pene ema-


BoNONiA Mater Studiorum, leon- nate contro i tosatori delie mone-
cino. Il Papa s. Pio V colla costi- te. Nel 1670 pel possesso di Cle-
tuzione, Cum nihil, de' 7.5 ottobie mente X
furono battuti giulii o
1670, Bull. Rom. t. IV, par. III, paoli, grossi e mezzi grossi, e di-

p. i3o, estese la pena capitale im- stribuiti al popolo. Benedetto XIV


posta dalle leggi ai tosatori delle confermando le provvidenze contro
monete d' oro, a quelli ancora del- i di monete,
falsificatori e tosatori
le monete d' argento, essendone e- con la costituzione Ad curam, dei
guale il danno alla società. Nel pon- 3i ottobre 1756, Bull. Magn. t.
tificato di Sisto V si trova nomi- XIX, p. 263, estese ai chierici dei
nata r arte de' bancherotti, i quali due cleri la pena di morte impo-
per le piazze e in altri luoghi di sta ai laici per la falsificazione del-

Boma tenevano alcuni banchi o le cedole monetata del


o carta
tavole, e quivi cambiavano le mo- Monte di banco di s.
pietà e del
nete d'oro e d'argento colle ba- Spirito di Roma; dappoiché il ban-
iocchelle. Il Papa ridusse l' arte in co di s. Spirito avea fallo una gra-
MON MON 119
ve perdita per 1* infedeltà di un A questo disordine si aggiunse quello
ministro. Per l'approvazione del della moneta pontificia, che essen-
miglioramento della moneta nel do neir intrinseco maggiore della
1755 fu battuta una medaglia col valuta, venne incettata dai mono-
ritratto di Benedetto XIV, col mot- polisti, onde se ne penuriava. A ri-

to : Provideivtia Pontificis , e Del- mediare all' inconveniente, Pio Vt


l' esergo, Ex Probata Moneta A. nel 1786 pubblicò una tariffa si
MDCCLV. Diverse medaglie furo- per monete papali che estere, or-
le

no perciò non dire


coniate, e per dinando portarsi alla zecca ponti-
di altre, 1765 fu coniata a Cle-
nel ficia le monete d' oro coniate a tut-

mente XIII una medaglia colla sua to il 1757, onde riceverne il corre-
effigie , e nel rovescio V epigrafe spettivo in monete d'oro di poste-
Repente De Coelo Salus, con la riore coniazione. Indi nel 1787 il

figura della Chiesa con croce, ri- Papa rimise al prelato tesoriere
schiarata da un raggio celeste, a- quarantamila scudi in cedole , e
vente innanzi un' ara con turibolo settantamila in contante per riti-

fumante ; nell' esergo vi è la leg- rare i zecchini d'oro tondali, pei


genda, Ex Probata Moneta An. quali facevasi notabile perdita. Cre-
MDCCLXV. Ma si trovò una sali- scendo la penuria del denaro, per
ra che diceva: Evirata moneta, ripararvi, Pio VI nel 1793 fece
poiché realmente il predecessore battere a vantaggio del commercio
Benedetto XIV avea aumentato la cinquantamila scudi di moneta pia*
bontà della moneta sì nell' oro che teale, pure di bigi ione o bil-
detta
nell'argento, dopo due saggi che ne lione,da otto o da quattro baioc-
fece fare intorno alla bontà ed al chi di rame, la quale però essendo
peso. Air articolo Medaglie Ponti- di lega inferiore alla consueta peg«
ficie parlammo di quelle battute giorò il decadimento del numera-
colla pasta degli esperimenti per le rio. Infatti nel 1794 ^1 cambio o
nuòve monete, indi dispensate al realizzazione delle cedole sali al
chierico di camera presidente della cinque per cento, e fu allora che
zecca, direttore ed altri ufficiali del- Pio VI adottò il progetto del te-
lamedesima. soriere della Porta, con far batte-
Pio VI nel 1785 vedendo gl'im- re dieci milioni di moneta plateale
mensi danni che provenivano dalla o erosa formata d' argento e ra-
falsificazione del caratlere e firme me, cogli argenti vecchi delle chie-
di cui erano munite le cedole del se, presi in prestito dal tesoro pon-
monte di pietà, ordinò che gli si tificio, per estinguere in parte le
sostituissero stampale equivalenti cedole eccessivamente accresciute.
agli odierni biglietti della banca Nel I 795 vedendosi Pio VI minac-
romana, e di riportare al suddetto ciato d' invasione dai repubblicani
monte dentro otto mesi le cedole francesi, per porsi in grado di di-
create a tutto
1782, spirati iil fesa, supplire alle spese dell' arma-
quali non avrebbero più valore: mento necessario e riparare alla
questa provvidenza tuttavia non penuria delle monete, invitò anche
potè eliminare il disordine invalso, il monte di pietà ed ogni ordine
anzi si accrebbe essendo per iscop- di persone di portare alla zecca i

piare il gran vulcano rivoluzionario. loro argenti (per cui si spezzarono


no MON MON
e fusero preziosi lavori, come 1' o* >'o beni, col frutto del tre per cen-
stensorio di s. Agnese in Navona, to, imponendo ancora tasse sui le-
ilella principesca casa Boria), ac- gati testamentari e successioni tras-.

cordando ii frutto del quattro e versali. I francesi prima costrinse-


mezzo per cento; secondando lutti ro Pio VI nel 1796 al gravoso ar-
le mire del Pontefice^ potè la zec- mistizio di Bologna, e poi nel 1797
ca porre in commercio copiosa quan- air umiliante pace di Tolentino, il

tità di monete, ricavate da detti perchè ebbero luogo le perquisizio-


argenti, alquanto inferiore all'an- ni degli ori ed argenti da ogni ce-
tico. Presto sparì dalla circolazione lo di persone, e rovinosi imprestiti
per r avidità della peste de' mono- per conservare il poco numerario
polisti, ad onta che per frenarli si che circolava. Questo sì ridusse a
pubblicarono rigorosi castighi. Al che Pio VI fece squa-
tale scarsezza,
più volte citato articolo Denari, gliare cannoni, e col metallo po-
i

parlai della moneta plateale, e di se in corso monete di cinque ba-


quella chiamata paludella che va- iocchi, e cedole pel valore di due
leva un baiocco, moneta pei lavo- milioni d' uno a cinque scudi. Fra
ranti impiegati al prosciugamento le monete di cinque baiocchi ve ne
delle Paludi Pontine di cui feci y sono delle rare, battute in varie
pur menzione a Luoghi di Monte, parti del stato, e fra queste quella
potendosi anche consultare il Nico- di Ronciglione.
lai, De bonificamenti delle Jerre Pon- In sede vacante, il governo prov-
tine. Rilevando Pio VI i gravi dan- visorio napoletano di Roma, alla
ni cagionati dall' aumento della mo- cui testa era il general Naselli ,

neta, nel 1796 in maggio ne abolì con editto de' io febbraio i8oo
r incremento, invitando i possessori ridusse la moneta sì di mistura o
a portarla al monte di pietà per plateale, che di rame, battuta dopo
ricevere corrispondenti cedole, che il 1793, e con altro de' i5 pubbli»
pel. loro gran numero e discredito co il sistema de' pagamenti ; quindi
costrinsero il Papa ad alienare una a' 19 marzo venne emanato l'edit-
quarta parte de' fondi rustici del to sulla riduzione della moneta fi-

clero secolare e regolare dello sta- na o d' argento. Ma il porre in e-


lo pontificio, comprese le confra- quilibrio il sistema monetario era
ternite e le cappellanie laicali. Sta- riservato a Pio VII, che perciò fece
bilì poi la riduzione delle cedole, sborsare al pubblico tesoro un mi-
che soffrivano il discapito di un lione e mezzo di scudi romani,
terzo, sospendendo quelle superiori pubblicare editti dal cardinal ìa-
ai cento scudi diminuì eziandio
: merlengo nel 1801, onde venne
la moneta semi-erosa, ordinando battuta la medaglia coli' effigie del
che i dazi e le gabelle si pagassero Pontefice, e coli' epigrafe Moneta
con moneta effettiva. Tuttociò non Restituta MDCCCilI nell' esergo;
bastò, e dovette suo malgrado Pio rappresentandosi la figura di Roma
VI ricorrere all'espediente d' un goleata sedente con cornucopio neU
imprestilo su tutti gli ecclesiastici, la destra e bilancia nella sinistra.

per estinguere V immenso numero Benemerito sopra tutti del giusto


delle cedole, fino al quantitativo sistema della moneta fu il tesorie-
della sesta parte del valore de'lo- re monsignor Lante, al modo del-
MON MON 121
to nel voi. XXXVIf, p. 117 del SI avesse potuto far liquefare tutti
Dizionario. Fra le monete di Leo- i papetti, paoli, grossi e mezzi-gros-
ne XII è raro lo zecchino doppio, si de' suoi antecessori, logori e man-
avente nel diritto la Chiesa sedente canti del valore intrinseco^ ma la
di fronte e raggiata, con croce nel- difficoltà del tempo non potè in
la destra e calice nella sinistra, e questo interamente al
consentire
l'epigrafe Super Firmam Petram, divisato intendimento); per cui ora
neir esergo Caputi : nel rovescio la pontificia moneta é esaltissima
l'arma del Pontefice, e Leo XII P. M. e comoda dal i835 in poi, calco-
À. II. Rarissima è altresì la mo- lata nella frazione decimale, in pie-
neta d'oro di cinque scudi di Grego- no credito e gradita a tutti, com-
rio XVI colle immagini de'ss. Pietro presi gli esteri.
e Paolo, perchè forse circa otto Nel volume I della Raccolta
ne furono coniate, non furono mes- delle leggi e disposizioni di pub-
se in corso, e il Pontefice le donò a blica amministrazione nello statò
forestieri e ad altri senza riserbar- pontifìcio emanate nel i835j si
sene la prova in argento fu acqui-
: riporta il chirografo di Gregorio
stata da un estero, e siccome la fe- XVI, Ci rappresentaste^ de' io gen-
ce dorare, non vuole che si prenda naio i835j e diretto a monsignor
colle dita, poiché il peso scuopri- Tosti tesoriere generale, poi cardi-
rebbe la materia : nella zecca di nale, sul sistema monetario, sulla
Roma esiste il conio. Si dice che coniazione delle nuove monete e
per venerazione alle sacre immagi- sulla tariffa generale delle monete
ni, Gregorio XVI non permise che che hanno corso legale nello stato
tal moneta ulteriormente si battes- pontificio. Basi sulle quali un' ap-
se, benché in principio non avea posita congregazione cardinalizia
impedito che si coniasse lo scudo convenne nella riforma del sistema
rappresentante la Purificazione del- monetario e della tariffa delle mo-
la Beata Vergine, nel giorno della nete, col parere ancora dei diret-
cui festa fu sublimato al pontifica- tori delle zecche pontificie di Ro-
to, ed il mezzo scudo con V effigie ma e Bologna, e di altre persone
di s. Romualdo fondatore della sua intendenti all' uopo consultate. Mas-
congregazione camaldolese. Grego- sime stabilite per la riforma del
rio XVI fu grandemente beneme- sistema monetario. Fissazione della
rito delle monete pontificie, e al- tolleranza sul titolo e peso delle
tamente encomiato, perchè riformò monete d'oro e d'argento. Divisio-
il sistema monetario, e ridusse la ne e forma delle nuove monete,
moneta in ragione e proporzione cioè scudo romano del valore di
decimale, di bella forma e ottima o cento baiocchi ; del
dieci paoli,
lega. JXiun Pontefice coniò ogni spe- mezzo scudo romano o