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e S7SLi>

DIZIONARIO
DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI

PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI

E PI

CELEBRI
CHIESA

DELLA
AI

SCRITTORI ECCLESIASTICI, Al VARII GRADI DELLA GERARCHIA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E

AI CONCILII , ALLE FESTE Pli> SOLENNI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.
RITI,

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE,

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE
DI

CAMERA

DI

SUA SANTIT PIO

IX.

VOL. XLVI.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCXLVII.

&.X

H-

"^

.a

ri

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

n
MOD
:ODERAMNO (s.), vescovo di Kennes. Nacque di nobile famiglia
circa la

MOD
l'abbazia di
s.

M,
le

Berzetto a quella
di

di

Remigio

Reims.
si

met del settimo


specchiate

secolo.
ri-

nella sua diocesi,


successore, e
si

Giunto poi dare un fece


in
Italia

Per

sue virt fu

ritir

per

cevuto nel clero della chiesa di Rennes, e divenuto vescovo di questa

prendere

il

governo del monastein cui


fini

ro di Berzetto,

santa-

verso l'anno 708, govern la sua diocesi con molto zelo e


citt

mente
nes
a'

suoi giorni
la

780. Si celebra

l'anno 729 o sua festa a Renpatriarca di

somma
do
gio
le

prudenza, per lo spazio di


anni.

23

di ottobre.
(s.),

circa quattordici

Desideran-

MODESTO
na, allorch

G-

di visitare

la

postoli,

intraprese

tomba degli aun pellegrinag-

rusalemme. Era abbate del monastero di s. Teodosio nella PalestiZaccaria patriarca di


lo
la

Eoma
la

ma

prima

vol-

visitare

migio di alcune reliquie del santo vescovo che gli fu'ono donate, una parte
delle quali
lasci
al

tomba di san ReReims, donde parti con

Gerusalemme
per governare
il

nomin
diocesi
la

nel

6i4

suo

esilio.

Dopo

caria,

avvenuta nel
rese

durante morte di Zac633, Modesto

monastero di
territorio di

fu collocato sulla

Rerzetto, situato

nei

Egli
tit

si

commendevole
la

sede patriarcale. colla san-

Parma.
miracoli
tutte le

Luitprando
operati

re

de' longo-

di sua vita, e col

suo zelo per


regnavano..
1*

bardi, mosso dalla sua virt e dai

mantenere

purit della fede conallora

per queste
il

sante

tro l'eresie che

reliquie, gli

monastero con sue dipendenze. Ritornato


in

don

Non
la

si

sa precisamente

epoca delai

sua morte;

ma

nominato
greci.

Moderamno

Francia,

sottopose

16 dicembre nei calendari

MOD
MODESTO
(s.),

MOD

martire.

K Vi/^.Ti-

affid )a educazione

di

sua

figlia

TO

(s),

martire.
(s), martire.

MODESTO
MODI AD.
bita di

berio (s), martire.

Sede vescovile giacoMesopolamia, nel paese di Tur-Abdiu, di qua dal Tigli. Cirillo

Badgi la, e fond per lei il monastero di Pollesworth nella contea di VVarwick. Modovena aveva gi fondalo due celebri badie di religiose in Iscozia, V una a Sterling,
l'altra a

Edimburgo; ed
fece

altre pie
Il

suo vescovo fior nel 147^Oriens christ. t. II, p. i5i3.

fondazioni
desiderio di

in

Inghilterra.

MODOALDO

(s.),

vescovo

di

mente
le

pi perfettasantificare la sua anima,


pieltersi
il
;

Treveri. Nativo di Aquitania, quan-

inspir

disegno
della

di

menar

vita

tunque il suo amore alla perfezione gli facesse desiderare la vita solitaria,

anacoretica
ni in

quindi pass sette an-

un* isola

Trent, cbiaapostolo
s.
il

fu costretto recarsi alla corre d' Austrasia,

te di

Dagoberto
seppe

ove

Andresey, Andrea, al quale


suo oratorio.
sulla Trent,

mata

dall'

avea

dedicalo
di

per altro
di

collegare

doveri

La badia
fondata nel

Buiton
ioo4, fu
s.

perfetto cristiano a quelli del suo

posto.
la

L' idea

ci'

egli

vi

diede dello

dedicata alla Beata Vergine e a

sua santit e dei suoi talenti,


Treveri, verso
in lui

Modovena; ed

fece scegliere a coprire la sede vescovile di

l'anno 622.
vigilan-

portarono da Andresey le reliquie di questa santa, la cui festa segnata il 5 di


ivi
si

Trovaronsi
za, lo zelo

riunite la

luglio.

e la

per la salute delle anime, carila verso i poveri, e con

MODRENA, MELA
NA. Sede
la

MELIseconda
nel

vescovile

della

queste virt insieme V


razione,
il

amore

all'o-

Bitinia, nell'esarcato di Ponto, sotto

raccoglimento e
penitenza.
fra
gli

le au-

metropoli
secolo.

di

Nicea, eretta
vescovi

sterit della

Fond

paaltri

IX

Ne furono
al

Ma-

recebi

monasteri, e
s.

cedonio che fu
rale;

V
fu

concilio geneal

quello di
nel

Sinforiano.

Assistette

Teodoro che
i

VI, e sot-

625

al

concilio tenuto in

Reims
disci-

toscrisse

canoni in Trullo; Niceta

per regolare diversi punii di


[liua.
ile

che fu
stanzo

Fu ovunque
ed
jjrelati

tenuto in granera
stretto in

venerazione,

amist coi
voli

pi

ragguardefaticbe e

VII concilio generale; CoVili; e Paolo al conciliabolo di Fozio dopo la morte di Ignazio. Oriens christ. t. 1, p, s.
al
all'

per virt cbe allora vivevano.


sfinito

660.

Finalmente,

dalle

MODRUSCA o MODRUSA (Modrnssien). Citt vescovile di Croazia


militare,

dalle macerazioni,

mor verso Tan-

no 640,
gio

ai 12 di maggio, al qual giorno nominato nei martirolo-

generalato

a nove

leghe

mezza da Carlsladt,

distretto rcg-

romano ed

in altri.

gimentario, sui
del
1

versatoi occidentali

MODOJNE. Fedi Metona.

MODO VENA
scila,

(s.).

Irlandese di nae visse

monte Capella. Conta pi di 3oo abitanti, ed un tempo era

abbracci

la vita religiosa

molti anni con grande esemplarit.

so

Pass quindi

in Inghilterra
il

verso l'an-

d' una contea dello stesnome. Modrusca fii detta anche Modrussa olini Tedi a slum , Me-

capoluogo

no 840,
il

regno di Etelwolf, quale coQo&ceodoue la santit; le


sotto

rusiuni e
vi

Corbavia

nel

iiB:>

fu

eretta

una sede

vescovile sul-

MOH
fraganeii

MOH
.

j
jxirlc del-

di

Spalalro
passato,

Nei
il

del
di

secolo

primi vescovato
perpedel
re-

nom^, formalo da una


porzione
dell' antica

l'antica Polonia. Esso rinchiude

una
ce-

Modrusca fu dato
amministrazione
di
al

in

Lituania,

tua

vescovo di

duta

alla

Russia

nel
della

1772

nella
si

Segna (Vedi), egualmente


gno
essendo per
le

Croazia, e tuttora vi resta,


chiese di

prima form
tro

divisione
nel

Polonia;

Segna

distretti.

1778 e divise in dodici Mohilow si divide in quatrioni

Modrusca suffraganee dell' arcivescovo di Colocza, dopo essere state di quello di Lubiana per disposizione di Pio VI del 1788, e vi restarono
fino
al

ampi

o quartieri;

il

pri-

mo
in

quello del Castello, eretto sobastioni

pra un'altura e cinto da


terra;

due

altri

quartieri forma-

1807.
t.

Vedasi

il

Fallato, Illyrici sacri


(Irussenses episcopi.

IV,

Mo-

MOGLENA. Sede vescovile di Macedonia vicino a Castorio, sotto


la

metropoli
dell' lllira

d' Acrida,

nella dio-

no la citt propriamente detta, e sono pure circondati da un bastione; il quarto viene consideratp come un sobborgo. Le strade sono larghe e lastricate, e le case parte in pietra e parte in legno. Nel
centro della citt si osserva una gran piazza ottagona, cinta da begli
edifizi

cesi

orientale, detta an-

che
INifo

Modonla.

che fior a Andronico il vecchio e Andronico il giovane; e Teodoreto che ne occupava la sede in quel secolo. Oricns chrisl. t. II, p. 218.
ratori

Ebbe per vescovi tempo degl' impe-

in pietra,

uno

de' quali

il

palazzo

dell'arcivescovo
vi

greco-sci-

smatico, che
altro

ha pure residenza,

MOHADRA.
la

diocesi

de' caldei
sia

credesi

Sede vescovile delnel Domersan, Seered o Seert di

bazar in pietra. Si contano parecchie chiese cattoliche e greche, monasteri d' ambo sessi,
i

un bel

di

Mesopotamia, quindi eretta in metropoli. Ne furono vescovi Giovanni, ed Elia che sottoscrisse la lettera del cattolico Elia a Paolo V, con questo titolo: Elia arcivescovo di Sahert o Seert s egli si qualific pure arcivescovo di A mida nella
stessa
lettera.

un seminario greco, un ginnasio, due sinagoghe, sei case di carit, un ospegreci

e di

cattolici

dale, e

molte concie da cui escono

bellissimi
bile

cuoi. Fa un consideracommercio con Riga, Memel

Danzica e soprattutto con Odessa; e vi si tengono molte fiere assai frequentate. Gli abitanti ascendono
a pi di

Pare che
fosse
t.

la

citt di

16,000,
ebrei.

de' quali pili di


I

Mohadra non
mida.

lontana da A-

2000 sono
ducono
ta.
Jiileu

dintorni pro-

Orieiis clirist.

MOHILOW
Russia

i324. (Mochilowien). Citp.

H,

abbondanza buone frutMohilow si chiama pure Moin

t con residenza arcivescovile nella

o Mohilof,

in

latino

Mohilo-

capoluogo di governo e di distretto, a i5o leghe da Pietroburgo, e 112 da Mosca, sulla riva destra del Dnieper, dominata da un forte castello. re,

europea

va seu Moglavia, capoluogo della

Russia Bianca o piccola. S'ignora r epoca della fondazione di questa


citt.

Dopo

avere appartenuto
Giuliana
al
la

ai

principi
la

russi sino al secolo

XI li,

sidenza

principali autorit del


la

un governatore e delle governo delprovincia o governo del suo


d'

principessa
di

port a

granduca di Lituania Jagellone nel i38i, ed aptitolo

dote

8
parleone
al

MOH
palalinato di Vilebsk.
se al re

MOH
Augusto
III
il

breve Fla-

Kel i58i ne' suoi dintorni avvenne un combattimento fra i russi ed j polacchi. Nel 1609 Sigismonilo
re.

granissimiim^ de' 7 febbiaio, ed alla regina Maria il breve Tot tatti-

que, de'4 giugno,


ti

ambedue

riporta-

Ili

incominci a farla
czar

fortifica-

nel Ball,
t.

de prop. fide, Appen177 e 179,


la

Lo

Alessandro
la
gli

Mikliailo-

dix

II,

p.

acci

si

vilcli

ne fece

conquista nel i654,


abitanti
russi,
al re
gli
si

ripristinasse

sede

vescovile sotto

Dia nei

1661

solle-

varono, trucidarono i segnarono il loro capo


ni Casimiro. Nel

e con-

Giovansvedesi
vittoria
la riu-

1707

r amministrazione dell' arcivescovo Polock, com* ebbe effetto. Il successore Clemente XIII fece Giasone Smogorzewski di Vilna arcivedi

riportarono

una completa
II

scovo di

rito

greco

di

sui russi. Dipoi Caterina

Polsko, non

che

vescovo

Polock o d' Orsa,

n al suo impero nel 1772, in conseguenza della memorata divisione

del regno di Polonia.

francesi la

presero

il

23

luglio

1812 dopo un
fu
eretta nel

ostinato combattimento.

Mohilow, Mscislaw e Witebsk. Sotto il di lui pontificato con un trattato che la Russia impose alla Polonia, i greci non uniti acquistarono medesimi diritti civili e relii

La
secolo

sede vescovile

giosi

degli uniti
le

cattolici,

stabilen-

XI li

e fatta
di

sufTraganea del

do

che

chiese

dipendenti dal

metropolitano
scovi

Kiovia

(Fed),
i

metropolitano
ca
orientale.

di Kiovia

appartearcive-

esarca della Russia.

Tra
Ilario

suoi veIla rio-

nessero per sempre alla chiesa gre-

nomineremo
i

Tuttavolta

l'

onorano qual santo e ne celebrano la festa a* 21 ottobre; e Silvestro che ne occupava la sede nel 1622, come si ha dal
russi

ne, che

scovo di

Kiovia conserv il titolo di metropolitano di tutta la^Russia.

Per

la

prima

spartizione della

p.

Le Quien, Oriens 1288. In seguito il


fu

chrst.

t.

I,

p.

Polonia essendo venute nelle mani della Russia le pi belle porzioni


delle diocesi
di

vescovato
a quello

di
di

di

Vilna, di

Kiovia,

Mohilow

unito

Mscislaw e d'Orsa. Quindi con beneplacito apostolico e decreto di Si-

Polock e della Livonia , correva quindi strettissimo obbligo a


Caterina II
imperatrice di erigere
pe' novelli

gismondo Ili re 22 marro 161 9, low venne unita


vescovile di

di
la

Polonia, dei

un vescovato
diti,

suoi sud-

sede di Mohichiesa arciil

che ascendevano a
ella
a'

1,800,000.

alla

In

fatti

Polock,

cui

arcive-

innalz la citt di

24 maggio 1774 Mohilow a sede


e sudditi catdai ve-

scovo ne divenne amministratore. Poscia invasa dalle armi de' russi,


la

vescovile della Russia Rianca, acci


i

suoi nuovi dominii

cattedra di

Mohilow

fu usurpata

tolici

non dipendessero pi

da un vescovo scismatico, anzi il re Federico Augusto II venne ingannato a nominarlo,


dell'errore

scovi di Polonia, ed eziandio tutti

ma

poi

illuminato
la

commesso, rivoc

nomi-

na, non essendo ci compreso ne' patti


fatti dal
sia.

re con Pietro I czar di RusBenedetto XIV nel 1755 a van-

che in allora facevano parimpero, o al medesimo fossero in avvenire per nuove conquiste riuniti, come osserva il p. Theiner filippino nelle Vicenquelli
te dell' universo

taggio de' cattolici di

Mohilow

scris-

de della chiesa cattolica di amendue i riti nella Polonia e nella

MOH
Russia
p.
1

MOH
:

3,

490

e seg.
fu

questa

mande

alla

santa Sede,
il

ma

il

9 Papa

importante, opera
francese dal eh.

tradotta in
di

subodorando

mal
si

talento dell'or-

lembert, che
alle chiese

vi

Montapremise una splenconte


I

goglioso prelato,

credette in do-

vere di rigettarle.

dida prefazione.

sacerdoti addetti

cattoliche di Pietrobur-

Mosca, e il superiore delle del Chersoneso Taurico residente in Odessa, furono sottoposti stabilmente e per espressa deliberazione di Caterina II, alla
di

go e

missioni

Caterina l che avea conosciuto quanto Stanislao fosse opportuno per la meditata rovina della chiesa cattolica, mettendo in non cale le
forti

rimostranze

del Pontefice, io

nomin con decreto de' 6 febbraio 1782 alla sede di Mohilow, innalzata di suo capriccio
vato.

giurisdizione del metropolita

MohiSie-

ad arcivescogli

lowiense.

11

tristo

Stanislao

In pari

tempo
il

assegn a

strzencewicz di Bohusz, vicario ge-

nerale di Vilna e vescovo di Mal-

vescovo coadiutore vanni Benislawski,

sacerdote Giodella diocesi di

primo sulla cattedra Mohilowiense, bench vivesse 1' antico suo pastore Smogorlo in partibusy
sal
il

Livonia, ex gesuita,
nico primicerio di
sko. Indi

uomo

per sn-

golar piet commendevole, e cano-

zewski

arcivescovo

di

Polock gi

Polock o Polor imperatrice stimol con

mentovato.

Stanislao era nato nel

Zabludow diocesi di Vilna, discendeva da una famiglia protelySi


in

calde lettere il Papa a voler confermare i provvedimenti da lei presi, ed inviare il pallio al nominato arcivescovo,

stante, e in

giovent

abbracci la

amplificando

van-

professione delle armi. In breve di-

taggi che perci sarebbero derivati


alla
lica

venne
siano.

officiale in

un reggimento prusil

Avendo conosciuto

princi-

nelle Russie, e

propagazione della fede cattosecondo il No-

pe Massalaski, vescovo di Vilna, questo prelato lo determin a farsi cattolico e ad abbracciare eziandio lo
stato ecclesiastico, assegnandogli

le

un

ricco canonicato nella sua cattedrale,

Roma per analoghe trattative lo stesso Giovanni, che vi si trattenne ^1 giorni, ed ottenne da Pio VI l* approvazione de' Gesuiti (Vedi) nei suoi
vaes Caterina li spedi a

di

e l'ordin prete nel 1762; indivenne vescovo e vicario, ed il eh. cav. Artaud, nella Storia di Leone
t.

stati, al
11 p.

modo

detto a quell'articolo.

Theiner chiama Giovanni amstraordinario


di

basciatore

Cate-

XII,
ca.

Ili,

cap.

XLV,

lo

chiama

rina

Il

presso la
II

santa

Sede. Pio
gli ri-

vicario apostolico della Russia Bian-

VI

agli

gennaio
Bull.

1783

Stanislao

intollerante di freno
si

spose colla lettera.


presso
il

Non

potiamo^

alla

sua autorit,
sollecitare

mise a lusinII,

gare e

Caterina

impetrare da Pio
tolici

VI

privilegi
i

ad amcat-

plissimi, giurisdizione su tutti


latini

delle

Russie e

la

so-

268, in p. suo dolore per le dichiarazioni fatte ai nunzi di Varsavia e di Vienna, cio di voler privare i cattolici degl' imperiali docitato

cui gli estern

il

spirata dignit di metropolita. L' im-

minii di sua

protezione, se

non

si

volendo anche intercettare ogni maniera di comunicazione


peratrice
dei

concedeva subito e senza restrizione il pallio a monsignor Siestrzcncewicz, e


di

vescovi

polacchi

coi

cattolici
le

della Russia Bianco,

ne fece

do-

non si erigeva la chiesa Mohilow in arcivescovato, con

10
dargli
in

MOH
coadiutore
il

MOH
canonico
e de* greci cattolici, e di dare all'imperatrice campo di dilfonIalini

Benislawski. Dichiar clie mai erasi


a ci ricusato,

ma

solo doversi prialle

dor
uni e

le

sue

beneficenze

sopra

gli

ma
ul

da Stanislao risarcire
lui

of-

gli

altri.

fese u

fatte,

nell' insulto

recato

fid questa

Quindi Pio VI afimportante missione a

decoro in un mandamento da esso pubblicato; e che plausibile anzi eragli stata la dopontificio

monsignor
Culcedonia,
Varsavia,
di

Archetti arcivescovo di

manda

di darsi ai

cattolici

di

Po-

legato

nunzio alla corte di commettendogli poteri apostolico col breve Oi

lock un vescovo
no, in luogo di

del loro rito lati-

nevosa

pasloralis

offcii

ciira^

dei

monsign. Smogor-

lewski

acci

come
i
i

coli*

imperiai
di
di

lySS, presso il menlovaio Bull. p. 270, venendo ezianaprile

i5

disposizione l'aveano

latini

MoPo-

dio riportato nel Bull. Boni.


tinuatio
sto
ficio
t.

bilow, lo

avessero

greci

VII,
lo

p.

122.

ConCon queRussie,

lock ancora. Conchiuse, che rimel-

breve

deput

legato pontidelle

lendo per riguardo all'imperatrice


e pel

all'imperatrice

bene del
recatagli

catlolicismo

ogni
di
arci-

per erigere

l'arcivescovato di
latino,
la

Moin

ingiuria

dal

vescovo
in

hilow

di

rito

chiesa

Mallo, era
vescovile
la

pronto erigere
chiesa
di

Mohilow, e

metropolitana con capitolo e seminario, eleggerne T arcivescovo, conferirgli


il

costituirvi a
stesso
lio,

primo
per

arcivescovo lo

pallio,

con indulto onde

prelato e decorarlo del pai-

fosse

preceduto dalla croce, e destiil

con dargli

coadiutore
il

il

nare
zio

suffiagaiieo con futura sucil

Benislawski; e
arcivescovo

siccome

nuovo

cessione; dovendosi in lutto


apostolico

nun-

dovea essere
l'

cattolico,

regolare scrupolosai

come anche
mava,
va cattedra
regole della

imperatrice lo brastabilita

niente secondo
i

decreti

pontificii,

essere necessario che la nuo-

sacri

canoni,

ed

il

concilio

di

venisse

sulle

Trento.
Nella

chiesa cattolica e con


del

medesima

lettera apostolila

dipendenza

suo

capo, e

per

ca Pio VI innalzando
ria

prowiso-

tutlo eseguire essere nella determi-

sede

vescovile di
la

Mohilow ad
in

nazione di spedirle un pontificio ministro colle

arcivescovato, e
cata
alla

cattedrale dedi-

necessarie facolt, per

Beala Vergine
1'

chiesa
tutti
i

contentarla in

ogni parte, salve

le

arcivescovile,
privilegi e

arricch di

massime della cattolica chiesa romaua. Termin Pio VI la lettera con rinnovare a Caterina II la
supplica di

diritti

delle melropoli-

tane latine, perch dovea compren-

dere

la

sua

giurisdizione
Ialine

tutte le

permettergli creare

un

chiese cattoliche

presenti e

vescovo pei greci, ai quali poteva essere pi utile, che un concistoro


provvisionale, incoi niuno di quelli

future dell'impero

russo. Conosce-

va

il

Pontefice
il

essere
si

cosa

peri-

che

lo

componevano sapeva
quelle cure

far

sue tutte
pastore

che

fa

un

ampia esterminata giurisdizione ad una sola sede, attese massimamente le quagliosa

concedere

che non deve dividerle con altri; e finalmente di non aver egli altra mira, che di compiere ai doveri di padre dei
principale,

lit

personali del metropolita, perocla

che infren

concessione con con-

cedere all'arcivescovo piena giurisdizione ordinaria

su lutti

catto-

MOH
liei

M OH
di

Ialini della

diocesi Molillowientulli
i

legalo a Pietroburgo,
dall'

ove ven-

se, e delegala su
dell'

callolici

ne accolto
pubblica
glio di

imperatrice assai o-

impero e

delle

colonie russe,
riserbandosi di

norifcamenle.

Ebbe
gli

il

i5
il

luglio

perci

revocabile;
in

udienza^ presenti
slato,

consi-

poter istiluire
ra allri
sia,

miglior congiunlur
nella

ambasciatori di

vescovali Ialini

Rus-

vari

polenlali

europei,
fece

ed

al

bel

lasciando intalla la libert alla

complimento che
trice,

all'imperacortese.

Sede apostolica di dispone allricon cpieste parole: Quo adusque altera nohis alios catholicos episcopos dcputandi se se offtrat occash, ac donec aliter per liane ainenli,

ricev
II

risposta

Indi

Caterina

per decreto de' i4 noratific la

vembre 1783
ne
e
la

fondazio-

dell'arcivescovato

nomina
le

di

Mohilow, Stanislao ad arcidi


sede,

poslolicam seder fuerit dispositum. Ad ovviare agi' inconvenienti che


infallantemente sarebbero nati nell'esercizio di

vescovo della

medesima

rin-

novando
zione.
II

stesse

ordinazioni con-

tenute nel riferito


tera circolare

quale

la

una potest smodata, bramava Caterina li con


giurisdizione
spirituale,

decreto di erenunzio apostolico con letdegli 8 dicembre estato


di

smisurala
osserva
il

segu quanto eragli


so: dichiar la
citt

Tbeiner die Pio VI nella medesima bolla d'istilodato p.

commesMohilow

sede arcivescovile, assegn a cattedrale la bella e


l'

tuzione signific

il

desiderio ch'egli

vasta

chiesa del-

aveva

di

creare due vescovi Ialini,

Assunzione, che fu gi de'carmedell'antica osservanza, e l'at-

uno

in

Pietroburgo
dell'impero,
e porto

in

Mosca
in

litani

capitali

l'altro

O;

tiguo convento a seminario; prov-

dessa citt
il

della
fine,

Russia
di

vide alla fondazione


del
concistoro, e
dignit.

del capitolo e

che avea
i

doppio

strin-

nomin a
il

varie

gere
jjhe,

cattolici

dispersi

nell'interno

Pubblic poscia
slesso

io o i3
la

della Russia

e nelle colonie asiali-

dicembre dello
lazione
di

anno

tras-

e far rivivere col


la

vescovato di

Stanislao

Sicstrzence-

l'antica

chiesa di Gaffa [l'aedi), Teodosia [Vedi) fondata da Giovanni XXll li 25 febbraio i 322,
la se

Odessa

wicz alla sede arcivescovile Mohilowiense da quella di Mallo, e gli


statuti

quale comprendeva tulio


posto tra la Bulgaria

il

pae-

politano.
j

lachia
il

e la Vada una parie, e dall'altra mar Nero e le provi ncie russe.

nuovo capitolo metroQuindi a' 7 o 18 gennaio 784 consegn al nuovo arcivedel


il

scovo
latina

sacro

pallio

nella

chiesa

de' cappuccini
li

di Pietrobur-

Avendo
dell'

cooperalo all'istituzione
il

go, che

26 ottobre
coli'

del

prece( il

arcivescovato

cardinal Anpoi

dente anno avea consagrala


vaes

No-

louelli

prefetto di propaganda,
gli

aggiunge,
al

intervento del

l'imperatrice

mand

in

dono

granduca Paolo
regalarono
scovile del

una superba croce


lanti.
il

vescovile di bril-

I e sua sposa, che nunzio una croce ve-

Ricevuto

il

prelato Archetti
le

memoralo breve,

lettere d'

i-

struzioni, ed il breve che dovea consegnare all' imperatrice, ai primi di giugno si conged dalla corte
di

valore di 80,000 rubli, una superba pelliccia, con lettera commendatizia pel Papa acci lo

creasse cardinale,

come

fece

ad onta
nunzio

dell'opposizione di alcune corti; inoltre dice


il

Varsavia per recarsi

in

ollzio

Novaes che

il

12

MOH
un
ar-

MOH
per
suffraga lieo
il

in delta ciiesa \ consacr

canonico Giordi
il

civescovo e

tre

vescovi

).

Assiste*

gio Paolowski col titolo

vesco-

rono
nia,

alla

solenne religiosa cerimonella capitale

vo

d' Atalia

iVi

partibus^

quale

non pi veduta
Russia,
il
i

essendo slato

della

primi

personaggi

nominato per decreto imperiale nel dicembre 1780 a


stati

dello stato,

corpo
clero,
i

diplomatico,
pi ragguar-

sufftaganeo della Russia Bianca, fu


costretto risiedere negli
russi.

numerosissimo

devoli prelati della chiesa cattolica

Stanislao

avido

d'accrescere

l'egli

ed anche della russa, e secondo il Novaes, Caterina II con 1' imperiale famiglia. Il nunzio pronunzi

stensione di
uffizi

sua autorit,
imperatrice
di

dell'

per strapp

ai

nunzio

la facolt

poter decide-

una
chiesa

commovente

allocuzione,

in

re le cause

di

divorzio, senza che

cui magnificata la protezione della


cattolica latina, esort l'ar-

v'intervenisse
dalla bolla

l'opera dell'avvoca-

to difensore de'

civescovo
de' suoi

air adempimento

esatto

matrimoni , voluto Dei miseraliane ^ d BeIl

doveri

verso

il

supremo

nedetto

XIV.

nunzio
s

si

lasci

pastore della chiesa cattolica, e verso la generosa protettrice della

piegare a concedere
potere ad

esorbitante

me-

desima, esprimendo
rio di

il

vivo desidela riuniola

vedere finalmente ne della chiesa russa con


lica.

un uomo che ne fece il pi detestabile abuso. Egli stesso si adoper perch Caterina II concon

catto-

sentisse

1784
si

al

decreto del maggio medesimo arcivescovo il


sacerdoti
nelle
forastieri

Inoltre monsignor Archetti

fe-

poter chiamare

ce prestare dall' arcivescovo

il

con-

per

impiegarli

missioni

di

sueto giuramento di fedelt e d'ob-

Pietroburgo, di Mosca, Riga, Reval

bedienza alla santa Sede, dichiaran-

ed

altre citt, previo

do che ad
data
dell'

esso,

come a suo nuoaffi-

di fedelt
ratrice,

il giuramento ed obbedienza all' impe-

vo e naturai pastore, restava


la

alle leggi dell'

impero e

ai
li-

cura del

cattolico

gregge

magistrati locali,

ma

rest loro

sparso nelle

ampie provincie russe


e dell' Asia, che allora

bero di uscire a
imperiali.

talento dagli stati


II
i

Europa

Caterina

ebbe
suoi

cura
editti

poteva ascendere a tre milioni di anime, come afferma Novaes, che nota essersene poi raddoppiato il numero. Dipoi a' 3 o 8 febbraio il nunzio consacr in vescovo di Gadara in partibiis e coadiutore dell' arcivescovo l' egregio Giovanni
Benislawski.

che
tutti

si

confermassero
a'

intorno
gli
i

stati,

sacerdoti forastieri, e che armeni cattolici de' suoi quali ascendevano al nu-

mero

di

settantamila, fossero soggiurisdizione


Ialino

getti alla

del metrodi
si

politano cattolico

Mohiprov-

Furono
pi
e sette
di
i

presenti al souffziali

ow, ordinando che questi


zione loro,
periali,
si

lenne rito
della corte

distinti

vedesse di sacerdoti presi dalla nae


nati

ministri diplo-

ne' dominii imle

matici

la

pia consorte del celebre

fondassero

scuole ne-

cancelliere

Polonia
sacri
abiti

Giovanni
per
al
i'

cessarie per

Borka

forn

ar-

civescovo e pel coadiutore di


hilow. Riusc ad
zio di dare
al

Monun-

l'ammaestramento della giovent, e frattanto si mandassero due giovani armeni al collegio di


Leopoli negli
de'
slati

un tempo

dell'
vi

imperatore
venissero

vescovo di Livonia

romani,

acciocch

MOH
educati nelle
l'erario
del
lettere a

MOH
spese
del-

i3
santa Sede

messe
ai
il

giurate

alla

ed

governo.

Diresse poi
al

suoi sudditi cattolici, riguardanti

nel
te

marzo 1784 un decreto

con-

mantenimento
dello

della

religione lo-

Giovanni Andrea Ostermann, con cui torn ad approvare tutto l'operato del nunzio apostolico per
stabilimento
Stanislao
dell'

ro.
lersi

Stanislao seppe scaltramente vasbaglio

commesso

dal

lo

arcivescovato
li

nunzio nel decreto di dicembre 1 783, in cui avea tralasciata la savia distinzione

Mohilowiense.
e

Vedendo Caterina

usata

da Pio

VI

nella

ormai paghe le loro mire, temendo per che venissero


gli

bolla

di fondazione dell' arcivesco-

vato Mohilowiense di giurisdizione


ordinaria e delegata, restrizione che

ulteriori

loro

disegni

guastati
si
l'

dalla presenza

del

nunzio,

stu-

non piaceva all'ambizioso


perch
opponevasi
all'

prelato,

imperatrice commise al principe Jusupow suo ambasciatore a Torino di recarsi a Roma e chiedere pel nunzio il cardinalato, che Pio VI gli concsse nel settembre, richiamandolo da Pietroburgo. Intanto conservando Caterina li i gesuiti nei
allontanarlo, e

diarono di

assoluto do-

minio cui aspirava. Laonde non considerando la pontificia bolla, si


attenne al decreto di sua traslazione, fatto dal nunzio, in cui per in-

avvertenza

era

stata

ommessa
Russie,

la

detta limitazione.

Quindi
le

spacciossi

ordinario di tutte

chia-

suoi slati,
stabil la

il

loro

vicario generale
in

mando
diocesi.

quel vastissimo impero sua

sua
si

residenza

Mohi-

low, ove
se

apr

un

noviziato.

dalla

Tent ogni via per carpire Sede apostolica s estesa giu;

Seguitando l'imperatrice con falpromesse ad allucinar i cattolici

risdizione
to,

e per apparirne investi-

almeno
gli

presso

1'

imperatrice,
le

de' suoi stati, rinnov nel


le

3 maggio

1785

il

21 aprifamoso e-

pubblic nel
tutti

1790
deli'

per

stampe

atti

erezione dell* ar-

ditto di tolleranza del


di tutte le

ziale

1763 a pr comunioni cristiane stanneir impero russo, compresi


i

civescovato Mohilovriense, passando


sotto silenzio
il

breve di Pio
l'

VI a

Caterina
zio,

l,

eziandio

cattolici

latini,

a'quali fu

in cui

nunr accennata condizione


e
istruzione al

consentito fabbricar in pietra chiese

con campanili, che prima sol di legno potevano fare e tanto essa, quanto
:

il

figlio

e successore Paolo
di alleanza

in va-

ri

trattati

di

mercio co' potentati ropa, guarentirono


stieri

cattolici d'
il

comEufora-

era esplicitamente espressa. Correndo il marzo 1792, fu fatto vescovo di Calamata in partibus e suffraganeo di Stanislao, il basiliano Adriano Butlrimowicz. Nel 1793 pel secondo spartimento della Polonia

libero esercii

acquist la Russia cinque vescovati


latini,

zio del culto divino a tutti

cio di Livonia, di Vilna, di


di

che professassero
Caterina
l

la

cattolica

Luck,
ciascun

religione. di

messasi quin-

de' quali

Kiovia e di Camieniecz, avea due suffra-

d' accordo con Siestrzencewicz condusse le cose de' cattolici a suo

gane ed anche tre. E quando Caterina li nel 1795 pel terzo smembramento
se a
si

modo. Questo arcivescovo non ebbe


verun rispetto ne i diritti, ne i canoni della Chiesa, e l'imperatrice pigliavasi giuoco delle solenni proin

vide padrona della mi-

sera Polonia, a visiera alzata

sfogare
la

il

suo

cattivo

si mianimo

contro

chiesa

cattolica

latina,

i4

MOH
coscienza
di

MOH
riparare
i

siccome avea fatto colla rutena, an. co con abolir la metropoli di Kio?ia,

danni, con
la

che sua madre avea


sa cattolica
latina,

afflitta

chie-

onde ridurre

greci-uniti
la

alla

e second ge-

chiesa russa.

Viol

parola data

ne' trattati della divisione della [Polonia, di conservare

santa

intatto

lo sta-

lo della chiesa cattolica di


i

ambedue
sedi vei

riti;

annull

le

nominate

nerosamente le sollecitudini della Sede a risarcimento della medesima. Ammiratore personale Pio VI, gli chiese un nundi zio per ricomporre le cose della
chiesa
latina

scovili,

tranne quella di Livonia,


luoghi
pii,

rutena.

Il

Papa

vi

cui beni e <{uelli de' capitoli, semi-

mand
oratore
di

per
il

delegalo apostolico ed

nari ed altri

parte inin

prelato Lilla arcivescovo

camer e parte diede


suoi generali ed altri
stalo.

dono

ai

ufliziali

dello

Eresse invece di proprio la-

Tebe, gi nunzio apostolico di Varsavia, il quale giunse nel 1797 in Pietroburgo, e col suo zelo restaur
la

lento nel settembre


scovati latini,

179^ due
rito latino

ve-

chiesa

uno

in Pinsk, l'altro
il

tropoli di
di

rutena della meKiovia e di tutte le seabolite


II.

a Tatitschew, ove
era conosciuto,

non

vescovili

ai

greci-uniti

nominando

alla pri-

da
riale

Caterina

Indi present al-

ma

sede

Gaspare Casimiro Ciecivescovo di


Kiovia, e
alla

l'imperatore parlicolarizzalo

memodella

scowski

con

gli

opportuni

documenti

Reconda destin l'indegno Sierakowski vescovo di Prosa in parli' hiiSy il quale si era usurpata T amhinislrazione del vescovato di Camieniecz, scacciatone armata mano da Caterina II il legittimo coadiutore Dembrowski.
suifraganei
spogliali
levati
I

intorno
di

alle

sofferte perdile

chiesa latina,

Pio

VI

chiedendo in nome che le annullate sedi


reintegrale,
le
i

vescovili
scovi
ritti

fossero

ve-

riavessero
e privilegi;

loro

chiese, di-

beni ecclesiastici

vescovi coi
loro
sedi,

appartenenti alle mense vescovili, ai


capitoli,
tri

dalle

seminari,
pii
si

conventi, ed algli

anco delle rendite, ebbero tenuissima annua provvisione; e sic-

luoghi

restituissero, e

ordini
a' loro

religiosi

potessero ritornare
la

come avea

l*

imperatrice

assogget-

chiostri,

cui disciplina

tate tutte le chiese rutene alla sola gijuisdizione dell'arcivescovo

ru-

indipendenza fossero intangibili senxa previa approvazione della santa


Sede. Paolo
1

teno di Polock, cos volle che tutte


le

consent al ristabilidi

latine

dipendessero dall' arci-

mento

de' vescovati

Luck,
all'

di

Tescovo Mohilowiense.
ie ardenti

Per

lo

che

Vilna e di Camieniecz,

annulla-

Siestrzencewicz tocc lo scopo dl-

zione delle due sedi di Pinsk e di

sue brame, vedendosi cofosse in

Tatitschew, ed all'espulsione da Camieniecz dell'intruso arcivescovo Sierakowski. Fu conservato il vescovato di Livonia


gizia
;

munque
dinario

si

possesso di or-

di

tutte

le

chiese

latine

della Russia, colorendo, siccome l'im-

sotto

il

titolo

diSamo-

peratrice, siffatta

usurpazione,

col

quel di Kiovia non pot es-

decreto di monsignor Archetti.

sere

A salvamento
la

delia chiesa latina,

gioni
stabi
I

rimesso per quelle stesse cache si contrapposero al ri-

Provvidenza nel
II,
I

1796
e

tolse dal

mento

della

metropoli greco-

mondo- Caterina
l*aolo

l'imperatore
si

unita di RioviaHalicz, se

non che
creazione

umauo

e giusto,

rec a

r imperatore

permise

la

MOH
del vescovato di Minsk.
elesiastici
stituiti,
I

MOH
beni ec-

i5
d

Kiovia neir Ukrania,

Pietrobur-

solo in

parte furono realili

go

neiringria,

della

Moscovia

essendo

stati gli

uggiti-

Livonia, di Saralow e di Astracan


neir Asia, lnaUnenle delia Tauride
nella Crimea.

dicali alla
blici

corona, o donati a pub-

uHziali.

Con
tal

rigoroso

bando

Ebbe

inoltre

due

suf-

viet

riniperatore che in avvenibeni


tli

fraganei

ed
di

altrettanti

coadiutori
parlihiis j
diritto di

re
ro,

sorte

si

alienasseil

con
a'

titoli

vescovi in

e promise d' indennizzare


le

cle-

primi fu

conceduto
,

il

ro per

sostenute perdile con de-

futura
ta

successione

al

metropoli-

coroso

assegnanienlo

annuale.

In

quanto al clero regolare, si volle mantenuta l'ordinazione di Caterina II, che andasse soggetto ai vescovi, ai quali perci venne compartita peculiare e temporanea facolt, quantunque l'ambizioso arcivescovo di Mobilow non volesse
rimettere
dell'arrogatasi
giurisdi-

annui.
le

furono assegnali diecimila rubli Cos ebbero circoscrizione


diocesi

cattoliche

latine

nella

Piussia e nelle

provincie
la

russo-po-

lacche, e fu sistemala

gerarchia

della provincia ecclesiastica Mohilo-

wiense.
colare

beni

stabili

del clero sediocesi

delle sei

mentovate

zione sui medesimi. Parecchie delle

reintegrale

diocesi

dipendevano
]Xcn polca
di
alla

dalla giurisdizione de'nietropoliti di

Gnesiia

di

Leopoli.

1,157,870 rubli, e quelli del clero regolare 2,175,357: il novero de'fedeli adulti ascendeva circa a i, 635, 490. Per queste disposizioni dettate clalla giustizia di Paolo
I,

erano valutali

mescolanza giurisdizione, siccome conlraiia


conlinuare
sifatta

la

chiesa cattolica latina

risorse

dalle sue rovine,


te racconta
il

come distesamenTheiner nell' enV, tlella chiesa


Polonia e
nella

convenzione stipulala
tentati

tra

Ire

po-

p,

dividenti, la quale

recava,

comiala opera,
cattolica latina

lib.

the uno stalo non potesse sull'altro esercitare ninna maniera d'autorit. Perci V ottimo legato o delegato apostolico Lilla intavol negijzinzioni

in

Russia.

Tale riordinamento
menti, e nuova
diocesi

e provvedi-

circoscrizione delle

con ambedue

nominali

latine in

Russia, effettualo

metropolitani, ed ottenne rinunziassero a questa parte di


dizione.

loro giuris-

La

chiesa Mohilowiense fu

dichiarala

metropoli, ed
le

ebbe per
"Vilna,

suifraganee

diocesi di

di

con concordato tra il pontificio legato Lilla e Paolo I, fu ratificato da Pio YI colla bolla Maxmis undique pressi^ de' i5 dicembre 1798, riportala negli Annali delle
scienze religiose
t.

Samogizia,e di Lucko Luceoria, che aveano sino allora appartenuto al metropolita di Gnesna, e quella di Camieniecz gi di spettanza alla metropoli di Leopoli ; le fu altres aggregato il vescovato di Minsk^

XIII,

p.

289.

lodato p. Theiner dice che la bolla fu emanala a' i5 novembre, e

come
tropoli
la

richiedea

il diritto. La meMohilowiense comprese nel-

monsignor Baldassarri a' 17. Questi che ci rileva nel t. IH della Relazione de' patimenti di Pio Vl^ a p. i59 narra averla il Papa emanata essendo quasi prigioniero nella Certosa di Firenze, e che avendo

sua giurisdizione ordinaria e delegala i governi di Mohilow e di

l'imperatore richiesto di promovere


al cardinalato

Witepks

nella

Russia

Bianca,

di

l'arcivescovo

di

i6

MOU
nire
il
i

MOH
breve di cui parla
fronte
di
il

Mohiiow, Pio VI si scus, clie trocardinali dispersi non povandosi teva in modo alcuno adunar concistoro,

Bal-

dassari, a
gini
.

pazienti

indafece

Nel

1800 Siestrzencewicz
il

nel quale elevarlo alla bra-

mata
gli

dignit.
ali*

Ma
,

volendo pur
pi che
spedire

stampare in Pietroburgo dato di Pio VI, in un a


atti

concortutti
gli

compiacere
era

imperatore
fece

imperiali

relativi alla

narrata

possibile

un

circoscrizione diocesana della chiesa


cattolica
di
rito

breve, nel quale all'arcivescovo me-

latino nell'impe-

desimo concedeva di vestire al modo de'cardinali, portando porporine le calze, gli abiti, il berrettino, la berretta, ed anche il berrettone
(del berrettone insegna cardinalizia

ro

russo.

Aspirando
chiesa

sempre

Sie-

strzencewicz a illimitata giurisdizio-

ne su

tutta la
i

cattolica

ambedue

riti

nella Russia, seppe

scaltramente servirsi della partenza


del legalo pontifcio pel conclave di

questa

che ne leggo menzione, ma assolutamente dev'essere errore); e mi ricordo che

la

prima

volta

Venezia,

per

iscemare

l'autorit

de' vescovi da lui

dipendenti, e con-

nel breve,

il

quale, secondo

il

concan.
si

centrarla in s stesso. Per trasjnise a

sueto, era latino, la

parola berretIl
,

Paolo

il

progetto d'istituire
il

tone fu scritta in italiano ".

un

tribunale

ecclesiastico,

quale

Nodari, P'iuic

Pont.
I

p.

53

e-

avesse a decidere in ultima istanza


tutti
gli

sprime

cos.

Paulo

petenti, ut ar-

affari

ecclesiastici

di qual-

chiepiscopus

civitalis

Mohilow ad

che

momento

delle sei diocesi lati-

cardinalatum eveheret, prudentissi-

me

respondit, sibi

necesse esse so*

lemnem liane nominationem dilFerre ob dispersum cardinalium collegium, permiltere tamen archiepiscopo purpuratorum palrum uli insignibus". Il citato cav. Artaud p. 219
ancora, citando
il

ne e delle tre greco-unite. Gli statuti che dovevano reggerlo ottennero approvazione nel dicembre 1800 da Paolo I. A cagione della morte di questo monarca avvenuta

nel

maggio 1801,
I

il

figlio

e suc-

cessore Alessandro

dotto Nodari, dice

che Pio VI permise all'arcivescovo di vestire gli abiti cardinalizi. Procedendo in questa mia opera con
scrupolosa
fare
lizio,
1'

comp l'opera del Mohilowiense, improntandola nel novembre 1801 di nuova forma con imperiai editto, che pu chiamarsi un compendio delle leggi
di

critica,

quando

dovetti

Caterina
cattolica,

II

a e

danno

della

chie-

articolo Berrettino Cardinatuttavolta che

sa

distillato

dall'

am-

scrissi

concesse agli
re di

Pio VI arcivescovi pro-tempole

biziose

pretensioni manifestate dal-

l'orgoglioso
de' replicati

arcivescovo, a dispetto

Mohilow
gli

vesti

cardinalizie,
1'

reclami pontifcii.

Si

ma

che

viet

anzi

uso
il

del
ri-

chiam

il

tribunale dapprima con-

berrettino rosso; tale essendo


ci
l'uso

cistoro ecclesiasticoromanocattolico-

sultato delle molte ricerche che su


feci.

universale,

in

appresso collegio

Perci non pare credibile del berrettone o berretta car-

della chiesa romana-cattolica, la cui

ampia
ner

autorit descrive

il

p.

Thei-

dinalizia, essendo questa

una

delle

principali insegne cardinalizie, e l'im-

a p. , dal metropolita con titolo di presi-

5io

seg.

presieduto

pone

il

malit.

Papa o chi delega, con forNon mi riuscito rinve-

dente nato.

Essendo

gli

statuii di questo col-

MOII
legio

un

mischio di contraddizioni
vescovi delle cinal

risdizione

su

tutti

i
;

conventi dei

e di sfrenatezze contro le sante leggi

della Chiesa,

monaci e de regolari e contro il nunzio perch avea compito le cose del predecessore nel ristabilimento della

que diocesi Ialine si unirono nuovo nunzio apostolico Arezzo


civescovo
cere
t di

ar-

metropoli rutena, e restaude' basiliani,

Seleucia,

rarono energicamente
il

adopeper convine
si

rato

l'ordine

con

calunnie lo fece disamicare dall'imdergli

metropolita della mostruositribunale,


e
farlo

dell'istituito

saiontare dalla sacrilega presunzione,

con

che arrogavasi
le

il

primato
ne

della Chiesa

nelle Russie, e

mae la

questo a conce che giustamente gli avea negalo Pio VII, nell'agosto i8o4, costringendo ancora il nunzio ad accomiatarsi dalla corte di Pietroburgo;
peratore.

Indusse

ci

riometleva
libert,

sacrosante leggi

quindi recossi in
sia,

mano
da

le

redini di

ma V empio

prelato crebbe

tutta la chiesa cattolica nella

Rus-

in

vece nell'ardire. Elesse a senza


coscienza

com-

dominandola

assoluto padi

ponenti del collegio uomini scostumali,


e religione,

drone.
e

Non
la

contento
chiesa
volle

aver posto
latina

sossopra
rutena,

cattolica

e ne cacci con pretesti che

man-

rovinare

eziandio
di-

tenessero corrispondenza con


il

Roma
Mo-

quella cattolica di rito

armeno,

proprio suifraganeo Benislawski


fra

chiarandosi
tutti
i

amico

e protettore di

e l'illustre preposto mitrato di

hilow Biskowski
sostitu
vi

quelli che vi
fratello

morte
neski,

dell'

malvagi ecclesiastici. Per ottimo Andrea Choliorettore


di
s.

fu

il

proprio

gi

Stanislao

Luigi

calvinista.

Autorizzando per
religiosi,

de' polacchi di

Roma,

poi suffragasostitu

avarizia divorzi, prodigalizzando secolarizzazioni


ai

ne
il

di

Camieniecz,

gli

un

proteg-

prete

armeno, facendogli
episcopale

conferire

gendo

gli sfratati pii

abbietti,

con-

carattere

dall'arciveaffinch

tro Siestrzencewicz

ricorse

all'

imal-

scovo armeno di
potesse
scovile su tutti gli

Leopoli,

peratore nel i8o4 Giedroyic vesco-

esercitare giurisdizione

ve-

vo di Samogizia
tri

nome

degli

vescovi della metropoli Muhilo-

wiense,

per l'insopportabile
della
triplice

abuso
e di

armeni dell'impero russo. Questa ripugnante mescolanza di due riti non piacque
all'

che

faceva

autorit

di arcivescovo, di

metropolita

trattative

imperatore, che perci entr in con Pio VU, il quale con

presidente del collegio, con gravis-

breve de' 28 marzo


a
vicario

1809 nomin
di
tutti

simo danno della chiesa Riconobbe Alessandro I la


di
tali

cattolica.

apostolico

gli

giustizia
uffizi

armeni

suppliche^ e pei caldi

Giuseppe Krzistofowicz vescovo di Arcattolici

delle Russie,

del

nunzio

promise

di

esaudirle;

ze in parlibus^

consecrato dall' are la


diocesi
di

ma
il

riusc alT arcivescovo di


i

render
e
la chie-

civescovo
di

di

Leopoli,

sospetti air imperatore

vescovi

Camieniecz fu provveduta
Siestizencewicz

pa-

nunzio, persuadendolo che

store latino.

sta

riforma
sfog
la

del collegio
le
il

distruggere
itali

leggi

dell'

mirava a impero ;

largamente proversioni,

lesse

lu

societ biblica per dissemile

tro

mal animo conSede apostolica, per non asuo


VOL. XLVIvv

narvi

corrette
in

passata

dall' Inghilterra

Russia nel i8o4,


cir-

ver conseguito V estensione di giu'

promovcndola con iniquissima

i8
colare
;

MOH
11

MOH
Artaud racconta, che pubblic la storia della Crimeu, da esso visitata due volle, ed uu comcav.

onde poi fu altamente rimproverato da Pio VII a*i3 settembre 1816, e l'imperatore Uovaiido giusto il reclamo gli die la pi gran pubblicit, ordinando ai biblici

pendio

di

ricerche sloriche sidl'ori;

gine degli slavi


terarie,

che fu aggregato
e letil

di

allontanarsi
il

dalla Russia.
elogi
i

a diverse societ scientifiche


e che prese a cuore
delle
arti.

In
i'

Papa ricolm di arcivescovo di Gnesna ed


vece
ai

pro-

ve-

gresso
ra delle

scienze
Il

la

coltu-

scovi di Polonia, per aver impedito


bblici
stabilirsi

Bossard

pubblidi
di
il

nelle

loro

a Parigi

una raccolta
la di
lui

do-

diocesi. Nel

diutore
le

di

1814 era morto il coaMohilow Benislawski,


sollecitudini egregia-

cumenti
hilow.

sull'arcivescovato

More-

Occup

sede

prelato ragguardevolissimo che colstie

ligiosissimo vescovo di

Luck o Ludella

zelanti

ceoria e Zylomeritz

Gaspare Casiche
nel

mente suppliva
non
sa
fu

all'assenza del

me-

miro
diocesi
(la

Colonna
di

Cieciszowski

tropolitano, a cui disgraziatamente

Poseo,

1798

dato successore; l'immen-

Riovia era slato traslalo a Luck,

giurisdizione del

Mohilowiense
colla

vecchio venerando d'anni 84-

Suo

fu

quindi

accresciuta

vasta

diocesi di Vilna, che avea quattro

escovi sufFraganei, perch


affid

se gliene

18 15 divenne sufFraganeo di Riovia Valeriano Enrico Kamankia di Mohilow, vescovo di Alberta in parlibus j e suffraganeo di Mohilow

l'amministrazione. Nel

malgrado venne nominalo metropolita per decreto imperiale del marzo 1827, e per breve di Leone Xll de'23 giugno 1828 ottenne l'approvazione pontifcia. M regnante

Nicol

I,

dice nel

decreto, che

innalzava alla dignit d'arcivescovo metropolitano delle chiese


lo

Mattia Paolo Mozdzeniewski di Cracovia, vescovo


bus.
di

cattoliche in

Russia,,

gli

conservadispensaal

Acone

in parti-

Nel
il

cep
greci luto

18 16 Siestrzencewicz condisegno d' una riunione dei


:

va va che

la

sede di Luck, e

lo

dall'

obbligo

di

presiedere
cattolico,
gli

collegio ecclesiastico
la

fin-

e cattolici
vedersi

egli

avrebbe
patriarca

vo-

sua salute non

permet-

creato

dal

teva di recarsi a

Pietroburgo, Pro-

Papa, per operare pii francamente vuia compiuta oppressione del caltolicismo nella Russia, su di che il cardinal Consalvi nel 1824 richiam
'attenzione di Leone
ferisce
il

segu a dimorare in Luck quale amministratore della diocesi. Per lo slesso breve gli venne dato a coadiutore con futura successione a
tal

XI 1, come

ri

chiesa Michele

Piwnick vescovo
del
di
il quale metropo-

cav.

Artaud. A
il

sollievo

di

Ramata
a far

in
le

parlibiis,
veci

della chiesa cattolica


eie

delle provin

prese

polacco- russe, mori


Stanislao,
il

metro-

litano nel
nella
lico

governo

Mohilow, e

polita

che per

54 anni
la

presidenza del collegio cattoIalino di

n'era stalo

flagello,

facendo

sua

Pielroburgo. Inoltre
altro

ordinaria residenza in

Pietroburgo,

Leone
stesso
di

XII con
giorno
della

breve dello

tenendo
hilow,

tre

suffraganti,

uno
il

Moterzo

nomin sulfraganeo
diocesi
di

V altro

Riovia,

Mohilow Gioachino Grabowscki


Mohilowiene

njoosignor Cipriano Odynice vesco-

di Visne,
se,

vo

d* ]|)pona

in paitibiis a Polock.

vescovo

Auioria in parti-

MOH
luSj essendo arcidiacono della

MOH
mecompiti
dell'
gli

studi
,

in

19 una universit

tropolitana

rellore

della

chiesa

parrocchiale Zevinogrodense.
Cieciszowski
fu
il

impero oltrepassasse venticinque anni d'et, avesse sostituito altri

solo

vescovo
,

nell'esercizio

militare,

fosse
culti

au,

della metropolitana

Moliilowiense

torizzato dal ministro

dei

che non si lasci trascinare dai pravi esempi dello sciagurato Stanislao Siestrzencewicz. Egli nel suo lungo
episcopato nella propria diocesi
op-

non sborsasse
vincia.

lire

seicento a bene-

fcio del clero scismatico di

sua pro-

Con

editto imperiale del


i

1829

pose con petto forte e zelo apostolico, insormontabile diga all'infezio-

furono chiusi tutti noviziati, e determinato il numero de' seminaristi

per ciascuna diocesi.


le

Nel

i83o
chiesa

ne contagiosa de' perniciosi divorzi, perch agli occhi di Stanislao il matrimonio avea cessato
,

peggiorarono
cattolica,

cose

della

poich per deplorabile ac-

di

essere sa-

radicandosi lo scandalo cramento con tanta saldezza anche nelle diosuffraganee, che in quella di cesi Minsko da ultimo ancora succede

eiecamenlo della diela imperiale di Varsavia vennero rigettati consii

gli

de' vescovi

per

eliminar
le

di-

vorzi,

ritornare
al

cause matri-

moniali
vili la

diiitfo
lasci

della
a'

Chiesa,

e
ci-

vano
talch

da due

trecento

divorzi

l'imperatore

tribunali

era difficile il trovarvi un matrimonio in cui 1' una o l'altra parte non fosse slata prosciolta da
\\n

definizione dello scioglimen:

to de' maritaggi
vi

indarno
e
alla

vescoviril-

di

Podlachia
si

Cracovia
si

maritaggio antecedente

e per

mente
partir

opposero
Varsavia

violazione
fecero
della

Leone XII pi volte coifort il nuoTo metropolita a procedere col medesimo fervore all'estirpazione
rea
e riprovevole usanza
della
nelle al,

de' diritti ecclesiastici, anzi

da

prima

chiusura della dieta.


litiche della

Le vicende

po-

Polonia nel

tre cinque diocesi della metropoli

cero soprassedere al

i83o. feproseguimento
;

rammentandogli che Benedetto XIV avea procurato lipararvi con tre costituzioni,

delle riforme ecclesiastiche


cificatosi
il

ma

par-,

quindi

gli

concesse

la

pos

reame sul finire del 1 83 con maggior audacia si riprese la


guerra contro
laonde l'anno
per
ti.

test

necessaria

per
vizio.

schiantare
contrario

la

cattolica religione,

abbomine^le
IVicol
I
s

L'imperatore
alia

i832

entr

funesto
i

mostr

la

chiesa cattolica

d'ambo

risif-

chiesa cattolica latina,


colla rutena, e per

come

lo era
l'in-

Si

scagli addosso alla Ialina

impedirne
nel

fatta

tempesta che
il

la

scosse dalle

cremento chiunque

decret
volesse

1828 che entrare in un oral


il

basi, e se

braccio divino non ne

dine religioso dovesse chiederne


ministro del culto

permesso, che

arrestava il furore, essa al par della rutena cadeva sepolta nelle sue rodisegno manifestato nel Il vine.

mai concedevasi;
pai'arsi
stituti
la

cos

venne a pretutti
gl'i-

iBi8

di

annullare
nel

tutti
si

gl'istituti

distruzione di

religiosi,

i832

rec

in
essi
:

opesti-

religiosi,

che

si

effettu

nel

ra, perch le ricchezze di

iSS*!. Si
si

decret ancorach ninno

molavano

rere la

ammettesse ne' seminari per corvia ecclesiastica, se non predi

metropolitana di Mohilovr, non com1804 prese le case de' gesuiti, nel


l'altrui

avidit

la

sentasse lettere

nobilt

avesse

possedeva parte nella Russia e par-

20
nasteri
giosj

MOH
polacche
,

MOH
3o5 mo3468 reliascentore
di

te nelle proTiiicie

Luck

Zytomeritz, non

d'uoniini

con

potere corrispondergli senza ordine


del
ti

4'

^i

donne,
;

le quali
il

metropolitano. Essendo da tutla

devano a 590
l)eni

tutto
ai

valore dei
era di

conosciuta

saldezza della viriti

spettanti

conventi

del metropolita,

chiamato sino dal

2,175,357 rubli d'argento, die davano l'annua rendita di 289,206 scudi. Dipendevano dai mQdesimi conventi quali vassalli 122,018 uomini e donne.
tento
si

1798
animo
gozio.

l'apostolo della chiesa di Po^


ricus con grandezza di

Ionia,- egli

prestarsi

pericoloso

ni;-

Oppose
il

altres resistenza l'am-

l*er

riuscir

nell'in-

minislratore

della

diocesi

di

Mo.
ai

usarono col collegio

eccle-

hilow,
confini

zelante
poi

prelato
fosse

Szezit,

siastico cattolico latino


false
gli

maliziose

quantunque
invocato
della
stituito

condotto

relazioni sul
religiosi,

misero stato dee pel sedicente

dell'impero,
dalle

inutilmente

istituti

pi

vive
;

suppliche

maggior ben utile della Chiesa se ne domand a nome dell' imperatore l'abolizione de' superflui, poi-

Russia Bianca

gli

venne

sosii-

Kamionka o Ramankia

ch contro
esagerazioni
la

il

vero

si

aifenn

con
al-

non rispondere pi
,

uatura de' tempi

all'utilit

si mise accoido con Pawlowski. Laonde de'3oo monasteri che nel i832 avea la metropoli Moli ilo wiense,

detto, ligio del governo, che

d'

de' cattolici pel


disciplina, quindi
i

rilassamento

della

202 furono
ti

chiusi,

restandone apersi

doversi traslocare
soppressi in
;

98. In gran

parte

venderono
sci.snatici,

religiosi

de' conventi
si

all'incanto, gli altri

tenuti in conto

quelli

che

conservavano
di

facen-

per santuari
fra* quali
il

ceduti agli

dosi abuso della costituzione Inter

celebratissimo di
Lituania,
gi

Poc-

plures

jucundilalis

Benedetto
rute-

zojow

nella

de* ca-

XIV, che permise


na
i*

alla chiesa

maldolesi, seminario di santi e or-

la

riunione de'monasteri poveri.

namento
uno

della
il

chiesa

polacca. L'a-

che l'imperatore approv abolizione de' monasteri ritenuti


il

Dopo

vea fondato
de' pi
s.

principe Boleslawski,
e degni discee perch avea

fervidi

superflui,

prelato

Ignazio Lodo-

poli di

Romualdo,

Pawlowski vescovo di Megara, fatto da Leone XII a* 23 giugno 1828, e suffraganeo di Raminieck,
vico

preposto
rettore

di

quella
chiesa

cattedrale,

della

parrocchiale

che col lori sangue fecondarono la iKhisa Lituanense quando gemeva sotto il paganesimo, era riguardato primario monastero polacco dell'illustre
ordine. Simile disavventura colse al

allevato cinque santi

Dunaiowecense, come presidente del


collegio cattolico ecclesiastico latino,
il

non men

celebre pur

camaldolese

quale
di

parve

tenesse

dietro alle
il

presso Cracovia, a fronte delle pre-

orme

Siestrzencewicz, divulg
i

ghiere de'cracoviesi per conservarlo.


I

decreto a tutti
tropolitana
chiese
di

vescovi della me-

quattro milioni

di rubli

d'argento

Mohilow, da' quali


dello
di

ricavati dai
pressi,

beni de* nonasleri sople

ragguaglio

stato
quelli
il

dei

che secondo
cattolica,

conventi,

con cenno

che
de-

veansi impiegare a

promesse dovantaggio della


raccolti

potessero annullarsi. Rispose

chiesa

vennero

gno Piwnicki coadiutore del venerando Cieciszowski ed amministra-

dal governo, e impiegati a vantag-

gio degli scismatici.

Quello che p'

MOH
li

MOH
catto-

21
usati

lullo (latineggi la chiesa


nelle

Le
uniti,

violenze

artifizi

dal

lica

provincie

polacco russe,
Polonia, fu

governo
si

e
il

nel

reame

stesso di
clnlT

pervertimento de' greci adoperarono pure per traa


i

imperatore intorno i matrimoni misti, con statuire die nelle sei diocesi della metropoli Moliilowiense, ove una delle parti
prescritto

scinare allo scisma


a'

cattolici

latini,

quali anzi

si
i

fece aperta

violen-

za,
i

per cui
ruteni

latini

sostennero

come
ed

tratlamenti

durissimi

contraenti professasse
la

la

fede russa,
di

asprissimi
ligione, e

mali per difesa della resi

pjolc,

non badando a divario


battezzata ed
scismatica.

distinsero eroicamente
dejla

feesso,

fosse

allevata

800

cattolici
si

Podolia.
nel

Alcuni

nella
j

medesima fede

La

dettagli

leggono
il

lodato p.

este dei

nu
del

matrimoni misti non s'insise non dopo la met secolo XVI II, in cui avevano preso
tra' russi,
le

Theiner, come
nicazione
lini

divieto di
greci

comue
la-

tra' cattolici

nelle

cose sacre, ed

altres

ai

piede

massirne irreligiose. L' imi

fedeli

del
a

medesimo
decreti
latini.

rito

appartee di-

peratore inoltre decret che


cattolici
latini

masia-

nenti
versi

diverse parrocchie,
tulli

trimoni misli benedelli da' sacerdoti

altri

in

danno

che greci,

de'cattolici

Pei'

attirare allo

no riputati nulli sinch non vengano benedetti da un sacerdote russo.


i

scisma que' sacerdoti

che conduce-

Questa legge
addetti alla

fu

estesa

tutti

il

russi

milizia,

che nele nel

le

Provincie
di

polacco-russe

vano vita secolaresca e rilassata, governo loro permise prender moglie appena si dichiaravano scismatici, perdonando loro qualunque
turpitudine e delitto.
Nel gennaio

ducato
.slanti

Finlandia
co'

contraessero
e

ttalrimonio
;

cattolici

prote-

1839
alle

altro editto imperiale

poscia venne resa universain

zi ai cattolici condannali al

le

senza eccezioni

tulte le pro-

miniere, ed
per omicidi
i

altri

annunremo, lavori pubdelitti


,

vincie polacco russe,

senza
in

pi bafavore
fatti

blici

ed

allri

dare
nel
le

trattali

stipulali
i

che

sarebbero assoluti se

abbrac-

de' polacchi,

ed

giuramenti
I

ciassero lo scisma,

coniandosi
s.

me-

i8i5 da Alessandro
la

nel

da-

daglia onorifica di

costituzione
di

al

regno di Pocio alla relii

lonia,

conservare
libert

gione
vilegi
civili.

cattolica

inlieramente

pri-

e le

ecclesiastiche e

Anna, per appendersi loro in petto con nastro celeste. Fra tanti argomenti che il Theiner riporta, onde il gop. verno russo combatte la chiesa cati

sui

Finalmente la fatale legge matrimoni misti nel i834 si

tolica

latina, parla deli' invito fatto

nei del

rene

comune

al

reame
i

di

Polonia,
matrial

1840 reame
della
il

a
di

tutti

vescovi

latini

Polonia,

seguire
gli

richiedendosi che
lici

sacerdoti cattoi

l'esempio de' loro colleghi,


stati

apo-

benedicessero eziandio
misli, la cui piole

chiesa

rutena,
de' greci

proclacattolici

moni
levarsi
rati

avea ad
a'

mando
alla

ritorno

scismatica,

vietandosi

cu-

chiesa scismatica, siccome ope-

consigliar
i

gli sposi
figli.

a educar cat-

ra di
te

persuasione pacifica. Clemene


la

tolicamente
tegga
misti,
nel
il

loro

Quanto proi

governo russo
si

matrimoni

XIII varono

Clemente
voce pei

XIV
gravi

alto

le-

disastri

diffusaaiente

pu vedere

della Chiesa sofferti


nella Polonia.

nella Russia
i

p.

Theiner

citato.

Pio VI, e

suoi sue-

22
cesfori

MOH
Pio VII
e

M O II
ministro de' culti del febbraio i83a

Leone XII non


sovvenire

furono meno
alla

solleciti nel

per

la

soppressione di
nella
3.

molti

con-

chiesa polacca. Quindi

rio

XVI

per morie di

Gregomonsignor

venti latini

metropolitana di
presenconcistoro eccle-

Mohilow.
tala nel
siastico

La supplica
al

dopo lunga sede vacanle, nel primo marzo r84i traslat da Megara in parthus all'arCieciszowski,

1841

cattolico

romano

di

MohiMohinel pa-

low
Itw,

dai

parrocchiani

della chiesa

civescovato

di

JVIohilow,

Ignazio

di Bialynitze nel distretto di

Lodovico
diocesi,

Pawiowski della stessa e qual degno depositario


missione afldatagli, ed
delle virt

per essere mantenuti


esercizio della

cifico
lica

religione catto-
pr-"

della divina

romana

sempre da loro
al

erede meritevole
sta

e ge-

fessala.

4-" Altra

diretta sullo stes-

de' lodali

predecessori,

ademp
Cliiesn

so

noiilinente alle parti dell'apostolico

co

argomento romano di
fatto
li

concistoro

cattoli-'

Mohilow

dai nobili

ministero, manifestando

aita

universale con candida semplicit e

moderazione evangelica le crude piaghe della chiesa polacca, e qtianio avea fatto a disacerbarle, guarirle e

5." Rap16 febbraio i84t dal concistoro di Mohilow al metropolitano Pawiowski in seguilo

del distretto d'IscherikolF.

porto

delle

suddette rappresentanze.
il

6."

preservarla da
della
civile

ulteriori ves-

Officio indirizzato

12 marzo 1841

sazioni

autorit.

Con
fece

dal detto
al

arcivescovo di

Mohilow
due

quali
a

modi Gregorio propugnare diritti


i

XVI

si

direttore del

ministero dell'inai

della Chiesa

terno in conformit
rapporti.
dell'
ski,

suddetti
del

nella
ti

Polonia

e nella

Russia viola-

7."

Officio

ministro

dalla

podest

secolare,

con che
gloriosis-

interno a
col

monsignor Pawiowsi

si

immortalato nel
storia

libro vivente

quale

spiega l'ukase sul'


de' sagramenti

della

stampandovi

l'araminislrazione

sjma pagina, dichiarato neil'dpuscolo pubblicato in


co' tipi

persone incognite.

Pel memorabile

Roma
iV.

nel

i84'i

camerali e intitolato; Alio'


della S. di
S.

cnzione
rio
to
tin

Grego-

PP. Xf^I nel concistoro segredel 11 luglio 1843, seguita da


esposizione
sulle

avvenuto in Roma Gregorio XVI e Nicol I, se ne sperano felici conseguenze anche per la chiesa latina neli' impero russo. P^edi PoLONfA e
abboccajnento
nel

1845

tra

corredata di docucure della s fessa Santit sua a riparo de' gravi mali da cui e afflitta la religione cattolica negV imperiali e reali dominii di Russia e Polonia. Fra

RussrA.

menti

incessanti

Al presente la sede metropolitana di Mohilow vacante, e dei quattro suoi suffiaganei ausiliari
esiste soltanto

monsignor
181 5,
gli

Kaman
altri

kia,

fatto

nel

va-

documenti
vi

in
1

tale
."

opuscolo proconte di

cando. Nell'ultima proposizione concistoriale

dotti

sono.
diretta
in

Lettera in forma

per

l'arcivescovo

Paw-

d' ukase

dal

Wo-

iowski, ecco
lo

come venne

descritto

rontzow

nome

deli'

all'arcivescovo di Mohilovr, del

imperatore 16
e
suoi

stato della chiesa,

con cinque ve:

scovi

diocesani suffiaganei

questi

dicembre 181*2,
ricorrere
alla

sulla

proibizione di

sono quelli di Luck o Luceoria unita a Zytomeritz, Saraogizia,

santa
2. L'

Sede

rappresentanti.

ordinanza del

Cameniek

Wilna, Raminiechz, e Minsk.

MOH
La
chiesa

MOL
a

-^S

cattedrale sacra
di
s.

Dio

persi

nella
il

vastit

dell' arcidiocesi,

sotto l'invocazione

Stani-

ed oltre

clero secolare

di

circa

slao vescovo e martire, di elegante

struttura.

Il

capitolo

si

compone
la

di

quattro dignit,
il

essendo
altri

prima
inser-

prevosto, di otto canonici, di dopreti, e

dici

di

chierici

vienti

all'officiatura.
il

La

cattedrale

200, vi erano: gesuili, cappuccini, minori osservanti, canonici regolatrinitari, domenicani, convenri, tuali, scolopi, missionari di s. VinQuesto clero recenzo de Paoli golare non potendo essere sotto la
.

non
per

cura, ne avvi
lo

baltisterio,

che

giurisdizione de'provinciali estranei,

due chiese parrocchiali esistenti in Mohilow. Sonovi inoltre in citt un monastele

hanno

ebbero
pra
to.
i

vescovi la facolt di eser-

citare la giurisdizione ordinaria soregolari.

Ognuno
il

degli

ac-

ro,

l'ospedale, e

il

seminario

cogli

cennali ordini avea

suo convencarit;
s.

come amplissima, conteneva pi citt e castelli, e circa 800,000 fedeli. Ogni nuovo
alunni. L'arcidiocesi,

Sonovi

sei

case di
di

le

sorelle

della carit

Vincenzo

arcivescovo lassato

ne' libri

della
a-

addette all'assistenza degl'infermi, le maestre pie, il seminario dioce-

camera apostolica
scendendo
le

in fiorini

5oo,

rendite della mensa a


si

scudi -2400 (tanto

legge nell'ultima

sano con 28 alunni, ed 83 scuole. Ogni chiesa aveva annesso un albergo per ricovero de' poveri alimentati
gesuiti
collegi.
vi
I

proposizione concistoriale), oltre altri


proventi.

Va

notato che nella

pro-

con elemosine annuali. I aveano i3 tra case e


conventi della diocesi erai

posizione concistoriale per Cieciszowski,


la la

chiesa cattedrale,
si

come
prima

nel-

no 66, ed
8, abitati

monasteri di monache

bolla d'istituzione,

dice sacra
di-

alla

Beala Vergine;

la

gnit chiamasi olziale; esservi cura d'anime e baltisterio, ed alquanto

da 44 l'eligiose. 11 metropolitano capo di tutti i Ialini cattolici dell'impero russo, ha diecimila rubli pagati dall'erario
periale.

imgoecsci-

distante esistere
vile

il

palazzo arcivesco-

Negli

ultimi

tempi

il

ampio e

conveniente. In
stato
letto

una
della

verno ha spogliato de'beni


clesiastici

gli

recente relazione dello


chiesa
to

tanto

cattolici

che
fa
la

qui riporto.
la

Mohilowiense ho Sonovi

quan-

smatici,

promettendo equivalenti

as-

due chiese
la

segnamenti. In Mohilow
residenza l'arcivescovo
vi

sua

principali,

cattedrale dedicata alchiesa

scismatico, e

l'Assunzione di Maria, e
di
s.

Stanislao. Nell'arcidiocesi chie-

se parrocchiali

254, succursali 90, cappelle 409^J trovano alcune chiese lungo il Volga: nell'immenso spazio da questo fiume al mare Pacifico vi erano de' cattolici, che visitati da un missionario nel 1788 provarono un' infinita consolazione.

ha molte chiese. MOINE Giovanni Cardinale. V. Monachi Giovanni, Cardinale. MOLDAVIA, MoldoUacha. Pro,

vincia

la

pi

settentrionale

della

Turchia europea con titolo di principato, che fece anticamente colla


cia

Tre canonici
nel

assistono l'arcivedegli
istitu
si

scovo

disbrigo

affari
sei

Valacchia (Vedi) parte della Dae principalmente di ( Vedi ), quella porzione, per le sue montagne, dai romani chiamala la Dacia
montuosa. Confina
russa
di

Monsignor Archetti
sionari:

misdis-

colla

provincia

molti vicari

trovano

Bessarabia, da cui divisa

^4
per
limili
i

MOL
riimniastif

MOL
colla

dal Prulh, colia Tcansilvnniri nveilc

Carpazi, e

Gali-

zione di

probabilmente per corruromani: vi si parla anco


il

Bulgaria e Valacchia inferiore confina a mezzod, essendo


zia; colia
divisa dalla Valacchia
ai

l'ungavo e

polacco.

Si

vanta

la

loro ospitalit,

ma

sono

indolenti

pel Danid^io,

e ignoranti nella maggior parte, e

bacino appartiene il La Dacia comprese le due


cni
(f^edi)y e
se,
si

paese.

Alesic

daci,

conservano molti abbigliamenti dei massime contadini. Vi sono


i

divise in Dacia Ripen-

poche scuole, ed
nelle

ricchi

Mediterranea,
la

ed

Alpestre che
e

universit

russe
i

studiano o tedesche.
gli

comprende
chia.

Moldavia
l'aria

Valacvi

Quasi unicamente
tinopoli,

greci di Costangli

In generale

non

gl'italiani,
le

armeni e

mollo sana, massime

nell'estate. L'a-

ebrei esercitano
sioni.

diverse

profes-

vi sono imche insieme coi vasti pascoli occupano la maggior parte del territorio. La Moldavia pi montuosa e alquanto pi fredda

gricoltura negletta:

La maggior

parte delle abi-

mense

foreste,

tazioni
te.

sono di legno e mal costrui divisa in alla e


Su.^s

La Moldavia
:

bassa

Zara\ de

l'alta,

Za-

ra de Schoss

la bassa.

della

Valacchia. Si allevano

nume-

diecisette distretti, di

rose
l)estie

mandrie

di

belli
;

cavalli, di

Rakou

Bacow
la di

Rinchiude cui il primo mentre Jassi

a corna ed a lana

gran vanle

taggio recano le api,

riviere
lia

e pi ricca

abbondano

di pesce.

La Moldavia

miniere d'oro, d'argento e ferro, n)a pi non vengono lavorate; ve ne sono di sale utilissime, e di nitro.

pi bella Buckarest capitale della Valacchia, ma pi piccola, imperocch nella Moldavia vi sono
(f^edi) n'

capitale,

boiardi o signori.
teatro francese,
ciet di
legi

Jassi
liceo
,

vi

un
so-

un
altre

Conta
altri

circa un milione di abitanti, dicono cinquecentomila. Si con-

scienze e lettere,

una due

col-

diverse

scuole

meglio
Il

gettiua

che

moldavi

discendano

dirette di quelle

di

Valacchia.

occupano in parie il territorio, dai romani che ridussero in colonia la Dacia dopo averla conquistata, e dagli slavi che vi si slabilirono al tempo delle irruzioni de' barbari.
videsi
in
classi,
Il

dai daci, di cui

popolo moldavo in generale pi educato del valacco, e conta molti


distinti letterati.

Le vicende

storicodi

politiche de'

due principati

Mol-

davia e Valacchia sono assai volte

popolo

di-

comuni ad aud^edue, come


si

spesso

cio boiardi
;

o no-

bili, eoclesiaslici e secolari

artigiani

propriamenle rumuns, e zingari o zingani che si tengono in conto di schiavi ;' le prime classi sono esenti dalle tasse. Dei zingari
detti

sono tributari della Porla ottomana, ed ambedue ebbero per waiwoda tiranni greci del Fanar. Nel 1788 in Naribellarono,

furono

poli

si

pubblic
naturali

Osservazioni stointorna

riche

e politiche

parlammo
eccl.
t.

nel voi.

XLIl,

p.

52

del

la yalacchia e la Moldavia. Vuoisi

Dizionario; edilSarnelIi nelle Lett.


Ili,
lett.

che

la

V,

parla di che
i

me
e
si

di

razza di

gente

sieno

zingari.

Il

dava
I

regione abbia preso il no-^ Moldavia, dal fiimie Molche ha origine nella Galizia
Sereth.

lorp linguaggio

romaico

un

la-

getta nel

tino corrotto, mescolalo collo slavo, e

prendono

il

nome

di

ritmuni o

moldavi prima vincitori de' romani, furono poi interamente sol-.

MOL
tomessi a* tempi dell'imperafore Trala vergognosa pace popolo romano sotto Don)iziano, e tutta la Dacia converti

MOL
i

a5

iano, che vendic


col

pagamentp d'annuo tributo. Emancipatisi waiwodi dai re d'Ungheria,

fatta

assunsero

il

titolo di despoti

ovsoII,

vero ospodari.
i

Dopo
sotto

varie
l'

vicende

ili

provincia

lomana

distribuendo
a' suoi

turchi ne ottennero

intera

le

terre in ricompensa

sol-

vranit nel

i529

Solimano
si

dati, e trapiantandovi
il

che serv a
defifli

una colonia, promuovere l'agrii

ed uno degli ospadari


la

pose sotto

coltura, e a dirozzare

feroci

co-

sua prolezione, ma a condizione che gli abitanti conservassero la lole

stumi
jionte

abitanti.

Avanzo

della

ro religione,
legi,

loro

leggi

e privi-

romana

dominazione

parte

del

tare attraverso

che presso Severino fece getil Danubio Traiano. Ai romani succedettero quelle oide di popoli barbari , che si sparsero
per tutta Euiopa,
fra'

che fossero esent da ogni imposta, e che nominassero per principi loro ospodari o waiwodi. La Valacchia si ribell ai turchi col
i

pioprio principe Michele, e diven-

quali

Attila

ne indipendente

ma
di

egli

dominaal

ohe cogli unni invase la Dacia, ed a lui sottentrarono a signoreggiarla

lo dall'ambizione

unire

suo

altri

popoli non

meno

barbari,

dominio la Moldavia, venne ucciso nel 1601 da un sicario. Nel 16 12


soldato di ventura s'impadron coll'appoggio de* turchi della Moldavia, disfacendo il waiwoda
Costantino; indi
protettori
poi

tutti congiurati

a distruggersi o cac-

Tommaso

ciarsi
J

X.

scambievolmente. Dal VII al secolo la Dacia non fu occupata

che dai bulgari e dagli slavi. Alla fine del secolo XII sottentrarono gli
sciti,
i

spogliato
istabilirvi

da' suoi

per
nel

Grazinno
gli

tartari

gli

slavi.

In

quel
il

ucciso

16?, i,

restando

tempo comparisce

nelle storie

no-

ospodari tributari della Porta otto-

me

di

paesi

Moldavia e Valacchia, due che cominciarono ad essere

mana. Avendo questa concesso nelV acquisto della Moldavia ai boiardi


il

il titolo di waiwodue capitani slavi Raddo Negro, e Bogden o Bogdam, il qua-

governati sotto

privilegio di

crearsi
si

il

w^aiil

da dai
le
fi

woda,
ritto

nel

17 11
di

attribu

di-

esclusivo

nominar questo

si il

stabil tra

il

Seret e
del
,

la

Pruth,
stabil

primo sovrano
le

paese, ne
vi
il

fond
la

citt

principali

capo; e ci perch siffatta elezione dava sempre argomento a cittadine discordie ed a guerre civili, ed anco per vendicarsi del paese che avea domandato la protezione di Pietro
I

religione greca, e diede

nome

di

Bogdania alla parte settentrionale. Cos cominci a vedersi una forma di governo che rese meno
la

czar di Russia.

II

waiwoda da
di

quell'epoca cominci ad esser scelto


dai fanariotti o greci
nopoli,
il

dolorosa
poli.

condizione
si

di

que' po-

Costanti-

La Moldavia

sottomise nel

ecolo
i

XIV

al

re

d'Ungheria,

ed

che fu cagione di peggiori mali, poich per conseguirne la no-

suoi

waiwodi o

principi divennero

mina
giri,

si

ricorse ai
il

pi nefandi rag-

loro tributari; insorta quindi guerra


fra
il

ed
il

sultano

avendo condan-

re

Sigismondo e Bajazet
alle col

sulta-

nato

principato

come ad un

pul)-

no de'turchi, il re si da di Valacchia, dendolo soggiacque

waiwotra-

blico incanto, conferendolo a chi pi

ma

questo

pagava. Quindi coloi'O ch'erano prC'


feriti,

a sconfilte ed al

per

rimborsarsi tiranneggia'

i6
vano
mire
ie
i

MOL
sudditi,
li

che talora
II

dalla di-

tino,

coirannuo eraobimenlo
Il

di

un
tri-

iperazione
di

uccisero.

Le ambiziose

milione di piastre.

principato fu
il

Calcrina

impeiatrice del-

obbligato pagare alla Porta

Russie, l'indussero a prendere \a


s

buto con
1

titolo

di

dono
si

di circa

proiezione
della

della

Moldavia, che

65,000 piastre, ma

esent da

Valacchia; quindi nel 1802 divenne principe Morusi, cui successero allri ospodari, che

ogni somministrazione in grani, bestiame, legnami da costruzione, ch'era prima

rono

di

vessare

la

non cessaMoldavia con

obbligato di mandare pel


di

consumo

Costantinopoli e per
fortezze

la

estorsioni.

Dipoi pel trattato di 13u

provvisione delle

karest del

iSil
si

la

parte della Mol*

da via che

estendeva al nord del

Danubio e dell'arsenale. L'armata fu stabilita a 12,000 uomini; cess la


del

J*nilh fu ceduta alla Russia , e fa presentemente parte della Bessarabla.

condizione di sudditi di stato, pro-

A'

6 marzo

82

il

principe
la
il

priamente detti schiavi ; e venne proibito ad ogni turco abitare nel


paese.

Alessandro Ipsilanli eccit


luzione, in cui grave fu

rivo-

massarientra-

La
nella

fede

cristiana

fu

introdotta
secoli

cro tra turchi e greci;


li
i

ma
e

Dacia

ne' primi
il

della

turchi
in

a'

26

giugrio

posti

fn^A Ipsilanti

vennero Cantacueleristi.
il

Chiesa, e verso

3q6

esisteva

un

7CUO

condottiri

de* greci

vescovato nella citt di Moldau ocpi cupato da s. Nicela martire


:

Nel 1822 fu acclamalo


to

ospodaro

tardi
le
zia.

fuvvi ancora

la

sede vescovi-

boiardo Giovanni Stourdza, indi


prigioniero dai
;

fat-

di

Siretl o Sereth citt di Gali-

russi nel

maggio
la

1828

poscia

russi

dopo

presa

di Navarino o Neocaslro, citt di Grecia nella Morea, divennero possessori


sia nel

Niceta fond nella s. Dacia diverbi monasteri. Come unii delle Provincie dette barbare, il conInoltre
di
la

cilio

Calcedonia nel 4^'


giurisdizione
al

assog-

de'

due principati. La Rus18^9 conchiuse a' i4 set-

gett
della

ecclesiastica

Moldavia

patriarca di Co-

tembre in Adrianopoli colla Poi ta nn trattato, in cui venne stabilito che il principato di Moldavia godrebbe di un governo costituzionale o nazionale e indipendente, del libero esercizio della sua religione, e di un' infera libert commerciale e che il diritto di nominar l'ospodaro spettasse alla Russia e alla
,

stantinopoli.
te la

La
e

religione

dominan,

greca scismatica, ed avvi uii


Ire
la
,

metropolitano
tandosi in tutta

vescovi

con-

provincia settee sessanta con-

cento chiese circa


venti.

Nel

1234

^'

s'introdussero

missionari

minori
di

conventuali,

quali pi tardi ebbero collaboratori


i

gesuiti

Polonia.

Verso

il

Porla, restando la prima protettrice del principato. L' ospodaro, il


cui

1370

era riuscito al
i

V
sco,

che

moldavi
lo

col

Papa Urbano loro duca Latornassero

governo
il

era

per
vita

trattato

dopo venne nominato a


settennale,

abiurato
poi

scisma,

all'obbedienza della chiesa

romana,

da un'assemblea di boiardi, d'accordo colle nominate potenze, e trovasi


assistito

ma

ricaddero

nell'errore.

Da

da un divano compoboiardi,
e presie-

sto de' principali

che la citt di Succiava ebbe un metropolitano, datole dal patriarca Giuseppe d


altre notizie rilevo

duto

dall'arci vescovo

greco scisma

Costantinopoli. Nel

435

fior

l'ar*

MOL
ci vescovo greco Gregorio die favori

le nel

Innione colla chiesa

caltolica,

onde

27 1737 sostitu fr. Raimondo Jesierski domenicano polacco che


rinunzi. Nelle

MOL

Eugenio IV
al

gli

scrisse

cui

concilio

assist

da Firenze, vescovo il
gli

Roma
scovi

annuali Notzie di sono registrati seguenti vei

Damiarro. Questo fatto

tir ad-

dosso l'odio de' suoi correligionari]

nacque un'
in

ecclesiastica

rivoluzione,

cui manoscritti, atti e

documenli

B&cow: 1733 fr. Tommaso Zaleski domenicano; 1735 fr. Raimondo Jezierski domenicano di Cracovia: questi due vescovi semdi
i

fiuono bruciati; quindi se i greci scoprivano che un latino avesse ceIt^brato

brano

medesimi

de*

precedenti

nella loro chiesa

ne demo-

livano l'altare, e se

un

cattolico vo-

1782 successe per cadiutoria fr. Domenico Pietro. Karwosiecki minore conventuale, di Zamoski diocesi di Chelma, e viveva ne' primi anni del secolo corrente. Nelle per-

leva avere ecclesiastica sepoltura era

obbligato ribattezzarsi, perch

an-

ticamente
e

cattolico

secolo

Moldavia pagano suonava lo stesso. Nel XVI la principessa Elena


nella
di

secuzioni

vi

mori
fr.

un

Bacow chiamato
sa

vescovo di Giovanni Ro-

moglie
la

Stefano
di cui

il

Grande

fece

di

domenicano. I vescovi cattolici Moldavia solevano risiedere in


stati

costruire dodici chiese cattoliche nel-

Transilvania e negli
zione
alla

del
la

re di

non rimane vestigio. Anastasio occup la sede metiopolilana di Moldavia, sotto GeMoldavia,
jemia
li.

Polonia di cui godevano


,

protei

quale

subentrarono

monarchi d'Austria,
i

quando

quel

11

patriarca di Costantinopo-

di

Barlaam intervenne al concilio Jassi, e Gedeone sedeva nel 172 r.


t.

regno fu diviso, e loro ne tocc una parte. Solevano vescovi da tali


luoghi annualmente recarsi alla visita

O'iens christ.
Ili,

1,

p.

1262. Nel
i

t.

della missione diretta

da un

vi-

p.

II 18,

sono riportati
di

se-

cario generale.

guenti

vescovi

sede vescovile

eretta

Baco'W (Vedi), da Clemente


;

La
data
la
di

missione di Moldavia
ai

affi-

minori conventuali, e
e collegio in
di

del-

Vili sutfraganea di Colocza Mirco dice nella Valacchia


in

il

p.

loro chiesa
s.

Roma
s.

Moldavia.

Bacow

ma o Bakou, Ba,

Antonio

Padova o
di

Ma-

ria

della Sanit,

che somministra

ckoK'ia^

ebbe
fr.

dunque per
Gio. Battista

vescovi

missionari alle missioni


via e Costantinopoli,
al voi,

Molda-

Zamoyski domenicano, fatto da UibanoVllI; nel 1678 fr. Giacomo Goreschi domenicano, nominato da Innocenzo
nel

i633

ne

parlammo

XXVI,
Il

p.

Dizionario.

prefetto

126 e 127 del anche

XI. Indi lo furono Gio. Francesco Lousony, destinato pure da Innocenzo XI; fr. Arnaldo o Amando Cieseyko domenicano di Vilna, eletto nel 1694 da Innocenzo XII; fr. Giovanni Damasceno Lubienski polacco domenicano, eletto da Clemente XI nel 171 1; fr. Tommaso Szklubiczaleski

commissario del convento di Jassi, carica che si conferisce dal p. generale dell'ordine. Nel 181 i era Moldavia monsignor vescovo di Bonaventura Carenzi. Dalla sacia congregazione di propaganda fu dichiarato
sione
visitatole

apostolico

il

p,

Giovanni Magni prefetto della misdi

Costantinopoli.

Dopo

la
,

cano, fatto

domenida Clemente Xll, al qua


polacco

morte di mancante

monsignor
la

Zabervoni
di

missione

vescovo,

a8
Gregorio

MOL
XVI
a'

M OL
1

io settembre
apostolico
in partibiis^

838

nomin

visitatore

e ve-

scovo di Carra
iiuri

mou-

da questo slato di opulenza nastx! la preponderanza del clero sopra del popolo e della nobilt. I monasteri sono ricchi e pieni
di

signor Pier Raffaele Arduini de'mi-

mo-

conventuali

la

sua

istallazio'

naci; quello

di

Nians ne ha circa
clero e poatei

ne segin senza opposizione, mediante l'annuenza del principe regnante.

2000.
polo;,

Ma

gli scismatici,

vivono da
e
la

nella

pi crasAl
tro-

Indi

il

medesimo Papa
la

dichia-

sa

ignoranza
in

demoralizzali.
si

r vicariato apostolico
<li

missione

presente

religione cattolica

Moldavia,

ed

a* 7

aprile

184
monsicon-

va

nomin
^Mior

vicario

apostolico

Paolo Sardi

de' minori

numero quando
circa

ventuali, gi
e

penitenziere

vaticano
pre-

ed il 55,ooo, nel 8o4 non erano che ig,ooo; le chiese sono pi


istato
de'cattolici
i

d'incremento,
supera
i

vescovo di Vera in parlibus^ che

di

74.

risiede in Jassi.

Ecco

lo stato

MOLE ADRIANA.
.

T.

Castel
Gio-

sente di questo vicariato.

La

par-

Angelo, e Mausoleo.

rocchia

di

tal

capitale

sempre

MOLEcNDlNI
VANM,
lendini

amministrata
ventuali.
si

dal

prefetto de' condi

o Cardinale,

MOULIN
Giovanni

Mo-

La
in

cristianit

Moldavia
:

divide
di

due

distretti

il

pridi

mo
42

Siret o Sereth,

composto
sei

villaggi,
il

contenente
villaggi

parroc-

chie;

secondo

di Bislriccia,

com-

posto di

57

rocchie. I

con otto parsacerdoti nella Moldavia

de Moulin francese, nato nella diocesi di Limoges nell' Aquitania, in luogo detto Molendinaria o Molinayrie, avendo abbiacciato sino dalla giovent V istituto domenicano nel convento di Briva,
provincia
di

Tolosa,
i

ottenuta la

sono pi di ventiquattro. In Jassi vi il convento de^ conventuali e


l'amministrazione sindacale;
spizio a Galatz,
sto porto,
citt

laurea dottorale, nel

344

f" fatto

inquisitore di Tolosa, e nel


lettore del
nel

i347
quindi
eletto

un

o-

sacro
in

palazzo;

forf con

va-

1349

Barcellona fu

emporio di commercio, forse costruita da Traiano, con chiesa per la quale la casa d'Austria somministr 200 fiorini per costruirla,
ed
il

generale

del suo

ordine
i

che go-

vern due anni, dopo quali Clemente VI a' 18 dicembre i35o lo


cre cardinale
prete di
s.

Sabina.

principe regnante
in
tutti
i

vi

contribu

Dopo
in

essere

intervenuto all'elezio-

una somma:

distretti fu-

rono aperte scuole con maestri. Clemente XI accord la laurea magistrale a quei missionari che hanno servito nove anni in questa missione. Questa possiede diversi beni,

ne d'Innocenzo VI, fini di vivere Avignone nel i353, e rimase onorevolmenle deposto nella metropolitana di Tolosa, quantunque altri dicano nella chiesa de' domenicani
:

pp.

Quietif

ed

Echard
religiosi.

come

esistono rendite pel


la
ai

vescovo,

poi scrivono che fu trasferito a Briva, e

somministrando di propaganda
scudi

congregazione
parrochi

tumulato

tra' suoi

annui
sci-

Scrisse alcune opere teologiche

ed

j3o.
il

11

metropolitano

alcuni sermoni.

smatico,

clero,
il

licchissimi;

i monaci sono primo uon conta me-

no

di

60,000 zecchini

di

reudita;

MOLES Giovanni, Cardinale. Giovanni Moles, da altri detto Marganti, nato nobilmente in Giroua

MOL
Catalogna, acquistata una profnda cognizione nella scienza teoiielia
le

MOL
Nicol Riganti. Oltre
di
si

29
le

produla

zioni

che abbonda tutta

prodai

logica,

nella

legge e nella

cosmo-

vincia,

traggono

dolci

favi
si

grafa, recossi fin

da giovane a Kouia, dove da i\icol V venne ammesso tra chierici di camera, e fatto vescovo della propria patria.
i

suoi
sulla

alveari,

checche dir

debbi
tifici a ^

derivazione

da

ci

dell' auli-

co suo nome di Mclfaita^ Melphicluni seii Molftlam^


corrotto.

posciri

,_ !_

Colla sua

industria ed
le

sed e compose
eransi eccitale

eloquenza controversie che


il

Per l'Ughelii attribuen-

tra

Papa ed
di

Al-

fonso

d'Aragona
o
re

re

Napoli,
celebrato

che
al

lo

invi poi suo

ambasciatore
Collo stesso

do l'origine della cill a Mauro compagno di Ulisse, dice che fu riFabbricala quando divenne colonia romana, cio da due navi di romani

concilio

congresso
11.

che seguivano
le

Costantino in Bi.>i

in

Mantova da Pio
il

carattere

Ferdinando d' Aragona e Casliglia lo deput a Sisto


per implorare
soccorso

IV
i

contro

avevano occupato Otranto. In ricompensa di tante oturchi, che

norate fatiche,
nel

il medesimo Papa novembre o dicembre i^S lo

naufragando fermarono a stabilirvisi, onde per tale avvenimento anianiudiiies tini faclas omeri, et nonten Melfacfae indi de re di'} lati. Trae lucro dd traffico marittimo e terrestre, non che dalla pesca. Vi sono pure cansanzio,

quali ivi

tieri

di costruzione e
di

cre cardinale
e

prete di

s.

Vitale,
d'

briche

tele

amministratore delle chiese


(li

Osca
trov

Poco lungi
molto Beata

dalle

numeiose fale gomene. sue muia ha un


funi

Patti, e legato della provincia di

frequentato

santuario della

Marittima
presente
al

Campagna.
conclave

Si

d'Innocenzo

Vili, e dopo dodici mesi di cardinalato


la

Vergine de' Martiri, verso Biseglia, il vescovo della quale l'eruditissimo Sarneli nelle sue importanti Leti.

molte
nel

io

do

in

Roma

tolse dal mon1484 d'anni 80,


s.

eccL scrisse
sia
la

la

lelt.
s.

38

del

l.

V: Onde

detta

ed ebbe sepoltura nella chiesa di

Maria

de' Martiri

veneranda

Maria del Popolo. Scrisse questo cardinale alcune opere, e tra le altre un volumecontenente la storia di Spagna,

MOLFETTA
con residenza
delle

{Mdphititu), Citt

immagine della Beata Fermine nel' la sua chiesa presso Molfetta. Ne daiemo un cenno. Dopo che Urbano li promulg nel 1094 la pi-

vescovile del

regno
ducato,
di can-

ma
ti

crociata per liberazione de'sandi

due

Sicilie, nella

provincia di

luoghi

Palestina,

Boemondo
per
la

Terra

di Bari,

con

titolo di

normanno
tirono con

col nipote

Tancredi paresercito

distretto di

Barletta, da cui di-

copioso
11

stante sei

leghe, capoluogo

sacra guerra.

di lui fratello
i

Rogcro-

tone sull'Adriatico.
la

posta sopra
e

gero provvide del bisognevole


cesignati, e peich

spiaggia

marittima

circonda-

molli concorre-

ta
lia

da ubertoso
Peucezia.

territorio nell'

A pu-

Assai ben fabbricala,

oltre la

calledrale
1

ha

molte altre

chiese, e conta

vendo diversi
onore

7,000 abitanti, auomini illustri l'atto


il

vano a prender la croce e s'imbarcavano a Brindisi o Otranto, eresse mezzo miglio lungi da Molfetta al lido del mare due spedali,
acci
giati
i

vi

fossero pietosamente alloge pellegrini. Ve-

alla patria,fra'guali

cardina-

crocesignati

So
uendo
poi a

MOL
sapere
di

MOL
Guglielmo
I

che negli spedali


ordin
chiesa e
nel
i

Molfetla molti

pellegrini crocesignali

del

vi morivano, 162 la fabbrica della che bened ci mi te rio

Riccardo il quarto che mori nel 1271, e venne suct ceduto da fr. Paolo fratjcescano, euiono; essendo
letto sotto

Celestino

V.

Nomine-

remo
S.

pi degni di men/.ione. Fr.

Orso vescovo
za del

di

Ruvo
di

per l'assenchiai

Alessandro Fassitelli
Elpidio e generale
dine,

agostiniano di

vescovo
il

Moi fetta:

mavasi
legrini

luogo Carnaria, ed

pel-

defunti,

siccome reduci da

Gerusalemme, portavano bench impropriamente


perch
il

nome
i
i

di

martiri

del suo ori325. Simone Lopa napoletano, gi canonico della i388. Pietro Piczi cattedrale, del o Picei de Barulo, fallo da Mar-

morto

nel

cos talvolta

Papi chiama-

tino

crocesignati che reno nelle bolle morivano per le crociate. Nel 1 188 avendo saraceni nuovamente oci

i42. A Leonardo Pal1473 successe, 6 kal. octobris 1473 per volere di Sisto
nel

mieri del

cupato Gerusalemme ed altri luoghi , que' cristiani che poterono scampare portarono seco reliquie e sacre immagini miracolose, delle quali arricchirono pure la chiesa di
s.

IV, Gio. Battista Cibo genovese, che cre cardinale, e nel 1484 divenne Papa Innocenzo Vili, onde ne fu scolpita memoria sopra la
porta della cattedrale. Egli nomin
successore
Lacerti,

17

kal.

octobris
lui

Angelo
sede di
dichia-

Maria de'Martiri di Molfelta, lasciandovi r immagine di nostra Signora col Bambino dipinta su tavola di cipresso, molto somigliante
a quella
in
s.

liber

la

essere sulfraganea

di

Bari,

randola

esente e

imniediatamenle
Sede,

soggetta alla santa


tuttora;
in

come

lo
li-

che

in

Roma
;

si

venera

segno della quale

Maria Maggiore
fu
il

quindi imgra-

bert, Innocenzo

menso
ti

concorso de' circostanle

Vili gli concesse per insegna un cavallo senza freno.

popoli,

come innumerabili

Ad
di

Angelo, tumulato nella cappella


s.

zie concesse

da Dio ai divoli che ne implorarono il patrocinio. L'affluenza maggiore nell' ottava di Pasqua e della Nativit di Maria, e Innocenzo Vili ch'era stato vescovo di Molfetla, per l' amore che
conservava alla sua antica
concesse
bolla

Maria

della

Neve,
Giulio
li

in

catte-

drale, nel

i5o8

soslilui

Alessio Celadoni di Lacedonia, gi

vescovo di

Gallipoli, che interven-

ne

al

concilio
la

Laleranense V, re-

staur
cesse

cappella della Beata Ver-

sede, le

gine, ed orn la cattedrale. Gli suc-

indulgenza

plenaria colla

Super aethereas.
dierono

Allorch fuoco
rest

no

corsari turchi

alla
il-

Ferdinando Ponzetti fiorentii5i7 , nello stesso anno lem p la creato cardinale, al cui
nel
citt

santa cappella, V
lesa tra
le

immagine

fiamme.
vescovile, sebbene la lula

Lautrec
ripete da
nel fu
s.

soggiacque a devastazione por generale di Francesco I

La sede
tro,

re di Francia. Nel
to in coadiutore
il

i5i8
nipote

gli

fu da-

ce del vangelo
vuoisi
il

Pie-

Giacomo
nel

istituita

secolo

X,

Ponzetti, che divenne

effettivo

ma

primo

vescovo

Giovanni

che nel 1179 assistette al concilio di Laterano III. Gli successe N....
del

1207, ed a

quesli

altro ano-

i528; rinunzi nel i553, e fu eletlo Nicola Maggiora ni di Malpignano, erudito nelle latine lettere. Per sua rassegna nel i566 ebbe la

MOL
sede
il

MOL
trasferito
sostitu

3i
quale Papa
gii

nipote Muggiorano Maggio-

a Bari;

il

lani, che per

beo
la

trent' anni
;

resse

lodevolmenle
s.

diocesi

padre dei

abbate benedettino veneto, vescovo d' Andria ,


sollecito e zelante

Pietro Vecchia

poveri, a tulli

caro, fu sepolto in

pastore. Nel
Belli
di

169G
Bari,
e
vi-

Maria

de' Martiri.
gli

Offredo
successe

de
nel

Domenico

Belisario

Offredi

fiorentino

cappellano d' Innocenzo


cario generale di

XII
diocesi

i5g8, canonico vaticano, gi maestro di camera di Gregorio XIV, indi nunzio alla repubblica di Venezia, mori nel 1606. Gli successe fr. Gio. Antonio Bovio di Novara, carmelitano dottissimo in teologia ed in ogni scienza, benemerito pastore. Nel 1622 Gregorio XV gli surrog fr. Giacinto Petroni nobile romano, domenicano e maestro del
sacro palazzo,

pi

non

che
ria

di

Molfetta;

divenuto

viceges.

rente di
in

Roma,

fu sepolto in

Ma-

Via nel 1701, e venne eletto Giovanni degli Efletti nobile ro-

mano, governatore di Benevento; dopo di lui nel 17 13 o 17 4


Salerno
di

Fabrizio

Cosenza,
la

col

quale
li,
t,

nV
1,

Italia j^crrt dell' Ughel-

p.

916,

si

termina
di

serie

supremo

inquisitore

de'vescovi, quale continueremo colle

del regno di Napoli, autore de' commenti di Aristotile in logica e melafisica, e

annuali Notizie

Roma. 1754
d.

per morte del precedente,


stino

Cele-

di

alcune

questioni di

s.

Tommaso,

e sebbene

virtuoso mor

non senza sospetto di veleno nel 1647 dicendosi Melfi in latino Melphi, e Mol fetta, Mdpheta e Mei filay come altri all'articolo Maestro DEL SACRO PALAZZO lo diccmmo noi pure vescovo di Melfi, e qui ci emendiamo. Successivamente furono vescovi Gio. Tommaso
Pinelli

Orlandi monaco celestino della diocesi d' A lessano. 1775 Gennaro Antonucci napoletano. Nella sede vacante Pio VII colla lettera
apostolica
j

De
e

lUiliori,
le

kal.

juUi

8 i8j soppresse
quella
di

sedi

vescovili di
le

Giovenazzo
un a
2

Terlizzi [Vedi), e

Molfetta, indi ai

ottobre

ne

fece

vescovo
a' 2

Dome-

nico Antonio Cimaglia della diocesi


di

teatino genovese di gran sa

Benevento,
die

cui

febbraio

1648. Francesco Marini nobile genovese nel 1666 fu traslato da Albenga ove pass il predecessore riconobbe nella cattedrale il corpo di s. Corrado cistcrciense, figlio di Enrico duca di Baviera, patrono della citt;
pienza e piet,
del
:

1820
rio

per
nel

successore

Filippo

Giudice

Caracciolo.

Questi Gregotraslat a

XVi

i833

Na-

poli, e poi cre cardinale,

per cui ne

parliamo
vacante

alla sua biografia.

Essendo
colla

la

sede, lo stesso

Papa

bolla Aelerni Patris Filius, de

di-

indi fu fatto arcivescovo .d'Amasia e

cembre i835, ad
te

istanza del regnanre delle

canonico vaticano. Nel


Loffredi teatino,

che
tra
il

1670 Carlo compose la


il

Ferdinando

II

due

Si-

cilie,

ripristin la cattedra

vescovile

lunga
alla

lite

eh' eravi

magistra-

a Giovenazzo ed a Terlizzi, lascian-

to di Molfetta ed
vita

clero,

provvide

dole unite a Molfetta,

confermansoggette alla

comune
del

delle

monache,

dole immediatamente
santa Sede.
Indi

fu

benemerito
celebr
il

seminario, dei
vantaggi spiri-

nel concistoro dei

catechismi, ed altri
t'iali,

sinodo, e dal suo

parente Innocenzo

X li

nel

1691

fu

19 maggio 1837 preconizz primo vescovo di Molfetta, Giovenazzo e Terlizzi, l'odierno monsignor Gio-

3"2

MOL
di

MOL
Cosenza,
conci

vanni Costantini
visitatore

anni, nel

1694,

contro
l'

la

vo-

generale e vicario
arcidiocesi,

gene-

lont de' genitori abbracci


to

istitu-

rale di quella

ed arci-

degli

eremitani
di

di

s.

Agostino,

diacono della cattedrale.

dopo

avere
dalle

con succ\isso apincaricato di


del

La
ria

chiesa cattedrale di Molfetta

plicato alle

scienze, fu

dedicata alla
difzio

Assunzione di
struttura.
di sei

Macapi-

insegnarle

cattedre

suo

Vergine, ottimo e magnifico edi

ordine, dove ottenne onorevolissinu


gradi, e tra gli altri quello di provinciale
della provincia
si

antica

Il

tolo
dell'
l'

si

compone
di

dignit, cio

romana,

ut

arcidiacono ch'

la

prima, del,

occasione che
capitolo

trov in
col
il

Roma

al

arciprete^

due primiceri
;

del

generale

carattere

di

cantore e del sacrista


canonici,

di

dieciolto

defnitore.
lce
to

Compito

suo governo,

teologo
li

dieci

prebende del e del penitenziere, de' quasono dell' ordine de' preli
le

comprese

ritorno in spagna assai istrui-

ed otto dell'ordine de' diaconi ; di Irenlasei mansionari o cappellani partecipanti, chiamati di Massa, e
di
altri

intorno alle materie che occorrono di doversi trattate nella curia romana, il perch veniva sovente
consultato

intorno

alle
il

diiferenze

che insorgevano tra

vSacet'dozio

preti

e chierici

addetti al
vi

r impero,
zia

lo

che

servigio divino. Nella cattedrale

del
in

re di

guadagn la g aSpagna, come progli

sono diverse reliquie^ oltre il corpo di Si Corrado, ed il fonte battesimale la cura d'anime si esercita da un canonico dell' ordine presbi:

clive

sostenere

difendere
credito,

le

dottrine e opinioni dei realisti.

Con
fu

questo

acquistatosi

del

dichiarato assistente

generale delia

terale

per

l'arciprete.

11

palazzo
Inol-

vescovile
tre nella

un buon

edifzio.

Spagna e delle Indie, onde dovette di nuovo intraprendere il viaggio


di

citt

sonovi due altre chie-

Roma, dove
in

in qualit

di

se parrocchiali
rio,

religiosi,

munite del battislemonache, conservatoospedale,

teologo

intervenne al concilio cele-

brato

Laterano
il

da
i

Benedetto
lo

rio,

diverse confraternite,
di

XIII. Quindi
alla chiesa di

monte
rio

piet, e cospicuo

semina-

nomin Cuba nell'America ocre nel

ySS

di

170

alunni.
di

cinque

conventi

religiosi,

Prima eranvi una


Da-

cidentale, e tredici giorni

dopo

l'epi-

scopale consecrazione fu trasferito al

grangia di

celestini dell'abbazia

vescovato di

Barcellona.

Non

pot

miana, un insigne collegio di gesuiti, ed un monastero di monache.

per condursi alla sua chiesa, perch il re lo elesse commissario generale


della
crociata, e presidente

Le

diocesi

unite

si

estendono per
di
territorio,
l

circa
fruiti
tassati

nove
uniti

miglia

del regio consiglio di Castiglia. In-

delle tre

ne' libri della

mense sono camera apole

tervenne a mezzo di legittimo procuratore al concilio provinciale celebrato


di

stolica
si

in fiorini

i54, e
a

rendite

nel

valutano

circa

3ooo

ducati

Tarragona.
lo

napoletani.

1734
Cardinale. Gain
laga,
fari

1733 dall'arcivescovo Clemente XII nel trasfer alla chiesa di Ma-

MOLINA Gaspare,
spare Molina

e Oviedo, nacque

impedito da gravissimi afneppur dessa pot vedere. Ci

ma

Merida nell'Estremaduia, provincia della Spagna. In et di quatlordi-

non pertanto egli si mostr liberale, poveri delmassime nel sovvenire


i

MOL
la
diocesi.

MOL
stria

33

del re, a'

Finalmente ad istanza 3o dicembre 1787 Clelo

sore e la dedica all'arciduca d'Auinquisitore generale del regno;

mente Xli

cre cardinale dell'ordelia

fu

dine de' preti, ad onta ripugnanza, per ritenerlo

sua
so-

uomo

verchiamente attaccato alle opinioni oltramontane, e poco affetto alla santa Sede. Tuttavolta fregiato
della

dappoi stampato a Lione nel 1593, a Venezia nel i594, ed in Anversa nel 1595. In tale libro espone il sistema che poscia venne agitato nelle scuole, e
fece

nascere

le la

famose dispute sulla prescienza,


provvidenza,
stinazione
di
la

dignit

cardinalizia

sembr

grazia
e

la

prede-

che
ni,

moderasse nelle sue opiniocome lo dimostr col fatto, asi

Dio,

fu

chiamata

vendo quietato
ministri della

alcune controversie
nella

eh* eransi destate

Spagna

coi

controversia e questione della grazia e del libero arbitrio, della quaparl in alcuni luoghi, e si le si

rimanente fu

Roma. Del uomo quanto amante


corte di

possono
GiANi

vedere

gli

articoli
Il

Pelafu

e Smi-pelagiani.

libro

della giustizia, altrettanto

fermo

attaccato vivamente
ni,

dai domenica-

costante, e forse troppo precipitoso


nel
risolvere,

ed
scelti

assai

efficace

nell' eseguire.

pronto ed Lasci una


pregevoli
li-

sizione di

che lo denunziarono alla inquiSpagna, accusando T audi

tore

rinnovar
e
di

gli

errori de' pe,

biblioteca
bri
di
al

di

lagiani

semi-pelagiani

indi

convnto

degli

agostiniani

quella
parti

Roma

sotto Sisto V.

Le

Siviglia.

Colpito

da repentina
de' suoi
'"
^^"^

morte,
giorni
di
la

comp il in Madrid
chiesa

numero
nel

i744>
s.
1*

65

anni, ed ebbe sepoltura neldi

regia

Filippo del
altare

suo
giore.

ordine,

innanzi
Luigi.
nella

magdi
di

disputanti si censurarono con con sermoni e con una moltitudine di scritti. Quindi Clemente Vili volendo che la controversia si esaminasse con rigore e imparzialit, deput la celebre congregazione de aiixdiis divinae gratiae,
tesi,

MOLINA
Cuenca, entr

Spagnuolo compagnia

cos

detta perch
la

si

trattava di ede* soccorsi

saminarvi
ella
le p.

natura
e
la

Ges nel i553 ; fece i suoi di a Coimbra, fu professore di


logi

stuteo-

della grazia,

maniera con cui opera, congregazione della quaproposito nel voi.

per venti anni nella universit


in

tenemmo

XVI,

di

nel 1600 d'anni sessandopo aver composto diverse opere, i." Comment. in primam partem d. Tlwmae. 2. De justitia et jlire. Ma gonza 1659, e
a

Evora Madrid

Portogallo^

mor

147 e 148 del Dizionario. Agli


deputati, volle
i

esaminatori teologi

tacinque,

Clemente Vili fossero aggiunti


quisizione,
ni
i

car-

dinali della congregazione della in-

litiganti
le

ed generali de'due ordidomenicani e gesuiti, e


parti proponessero alla

Ginevra
grati ae

1732.
et

3."

De

concordia
,

che

due

appendx ad eadem concordiam. Il libro della concordia della grazia e


lberi

arbitrii

et

sua presenza
il

le loro ragioni. Morto Papa senza vedere terminata la


i

questione,

cardinali stabilirono in

del libero arbitrio


in

venne

alla

luce

conclave che chiunque fosse eletto a


succederlo
vi

Lisbona nel i585 ; l'appendice nel iSSg. Esso comparve con l'approvazione del censi

ponesse fine
giorni, e

Leone

pubblic

XI

visse

pochi

avendo

assistito

a dieci

Paolo congrega-

VOI.

xivi.

34
zioni,
lo

MOL
niente
volle pronunziare, so-

MOL
oHendersi

proib ai

due

parliti

e molestarsi vicendevolmenle, e permise alle due religioni di poter in-

no mitignlo alcuni articoli, e prevenuto delle conseguenze, e perci chiamasi il congruismo mitigato, ed
confonderlo col per ancor piti rincrescevole vedere che alcuni teolotacciano di pelagianismo e di gi

ingiustizia

una

segnare nelle loro scuole l' uno o r altro sistema contrastato della
grazia,
la

molinismo.

purch

lo

facessero con quel-

moderazione che conviene a teologi cattolici, principalmente religiosi; determinaconfermarono Urbano zione che Vili, Innocenzo X ed Alessandro VII. Dice il Dergier, il quale ripoita che dopo queil sistema di Molina,
savia

e rispettosa

semi-pelagianismo

tutti quelli che pensano com' essi, quando la Chiesa non ha pronunziato, ed i

non

sommi
re
tali

Pontefici

proibirono di da-

qualificazioni.

Un

tale

progli

cedere
spiriti

non

atto a
in

prevenire

giudiziosi

favore dell'opi-

sto spazio

di

tregua

slato inse-

gnato
nelle

il

Molinismo (che alcuni per

sbaglio dissero

Molino
quali

si sino ^

Vedi)^
li-

nione che abbracciarono e che sostengono questi temerari censori ". I saggi teologi si astengono dall' e-

scuole

come

ufi'

opinione

saminaie
cui
forse

tali

questioni
dato
all'

profonde,

bera; ebbe per avversari implacabili

non

uomo

di

negli agostiniani
i

veii

o
i

falsi,

chiarire.

nei tomisti,

come

gesuiti

MOLINO

Giovanni, Cardinale.

pubblicarono alcune storie e atti della mentovata congregazione de auxiUis La maggior parte dei
.

Giovanni Molino nobile veneto, nacque a*i6 aprile 170 5 in Venezia. Ricevette un'educazione letteraria
e religiosa conveniente alla sua nascila,

fautori
slessa,

della grazia

efficace per

sostenero
il

rinnovava
il

che il molinismo semi-pelagianismo; ma


p.

ed

egli

vi

corrispose con npallo studio, difilosofiche

plicazfone costante

celebre

domenicano

Natale Alesnella sua

venendo
legali

perito

nelle

sandro, sebbene
Storia eccl. del

i3,

tomista,
^

discipline.

Sostenne egregia-

F seco lo

cap. 3, n. 3,

risponde a certi

accusatori,

la

mente una disputa sulla storia delchiesa di Grado e del patriar-

che il sistema di Molina non essendo stato condannato dalla Chiesa, ed essendo tollerato come le altre

cato di Venezia, che poi illustr con


erudizione. Fer la repuche si form e per la lodevole condotta con cui si distingueva, vacato r uditorato di rota
singolare

tazione

opiniani

scolastiche,

si

offende
pape-

troppo la verit e la ragonandolo agli errori

giustizia
sia

dei

per
di

la

promozione
Rezzonico,

al

cardinalato

Questo punto solidamente sostenne ancora


lagiani, sia dei semi-pelagiani.

Carlo

poi

Clemente
giugno

Xlll, venne nominato a succederlo


nel

Bossuet, Avveri, ai protestanti


2.

cospicuo tribunale

a' 2

Conchiude
p.

il

Bergier
cos.

il

suo artico-

io sul

Molina

Ci crediaMolina, senza

mo

obbligati di giustifcaie da ogni


il

errore

sistema di

volere perci provarlo ne adottarlo.

Alcuni celebri
la

teologi

ammettendo

1739, dichiarandolo uditore Clemente XII. Dopo avere egregiamente esercitato l'unzio per sedici anni, come si pu vedere nelle sue Decisioni stampate in quattro tomi. Benedetto XiV nel concistoro dei
17 febbraio 1755
lo

sostanza di questo sistema, han-

preconizz ve-

MOL
scovo di Trescia, sacrazione diresse
lo

MOL
la

3)
ese-

per
al

cui con-

religiosi,

dicendo

non poterle

clero e popo-

guire senza
del

un comando
ritir

espresso

della

diocesi
stile,

una
in

pastorale di
le
si

elegantissimo

grave per
cui
l

sen-

quindi presso i benedettini in Feirara, ed il senato


sequestr
vescovile.
le

Papa. Si

tenze che contiene,


il

vede

gli

rendite della

mennon

linguaggio di
virt

s.

Leone

Magno.

sa

Clemente

XI II
asilo,

La
altie

sua piet, zelo pel


gli

gregge, ed

solo gli

accord generoso
per
il

ma

procacciarono l'amo-

lo soccorse del

bisognevole.
l'

Interelezione
lo
ri-

re
stri

de* bresciani,

imitando
sia

gli

illu-

suoi predecessori,

in

prudifesa

venne al conclave di Clemente XIV,

quale

denza,
dell'
la

che in

generosit e

episcopale giurisdizione. Visit


rifiorire
la
la

diocesi, fece
istitu

discipli-

na,

per

diocesi

un

luo-

go
ni

di

educazione

per

la

giovent,
In pre-

mise in grazia della veneta repubblica, e gli ottenne quanto domand; per il Papa g' impose uniformarsi alle leggi da essa emanate, il che molti criticarono. II cardinale mor
a'

aumentando con cattedre ed alunil

in

Brescia

d'anni 68,

seminario della
di tanti

citt.

i4 marzo 1773,

venendo espocattedrale.

mio
a'
1

meriti.

Clemente XllI
lo

sto e sepolto nella

novembre 1761
dell'

cre care
gli

dinale

ordine
la

de' preti,

MOLINOSISMO MO. Dottrina falsa


di

o
e

QUIETIScondannala
diocesi di

sped a Venezia
milizia

berretta cardi*

Michele
e

Molinos sacerdote spadottore della

monsignor Giuseppe de Renaldis friulano, suo


per
l'ablegato

gnuolo,

Saragozza,
Portatosi a
to
st

cameriere segreto partecipante e biBreno di bliotecario. L'arciprete

ove nacque nel 1627. stabilirsi in Roma_, sotpiet,


si

un
la

esteriore di

acqui-

Marcantonio
di

Campana
1763

pel
in

RizzarBrescia
:

riputazione di gran direltograzia

pubblic nel

je di spirito, procacciandosi ezian-

Orazione per la promozione alla porpora del cardinal Giovanni Molinoj ed il Sambuca ; Lettere pel cardinal Molino, Brescia 1764. Eb-

dio

la

e benevolenza d* In-

be per
e

titolo

la

chiesa di

s.

Sisto,

per

congregazioni
dell' indice,

quelle de' vevisita

Seppe talmente cuoprire la sua malvagit, che non essendosi mai accostato al tribunal della penitenza prima di celebrare, dal 1675 al i685, e bench occulnocenzo XI.
to sucido adultero,

scovi

e regolari, della

apoindul-

era

tenuto per

stolica,

e delle

mistico

dottore.

Col

suo

libro

genze

e sacre

reliquie.

Per l'amo-

Guida

spirituale y che conduce V a-

re che portava alla scienza, la


nicipalit
di

mupro-

ninia per un

cammino
perfetta

interiore

et

Brescia

lo

elesse

conseguire

tettore -della

biblioteca Quiriniana,

che arricch di scelti libri, medaglie ed altro, venendo celebrato con splendidi encomi neW Jdditanientuni Il alla Tiara et purpura veneta.
cardinale
di

contemplazione ed il ricco tesoro detta pace interiorey fece un male immenso, poich venne stampato in Rola

ma
in

nel 1675, in Madrid nel 1676, Saragozza 1677, ed in Siviglia

Brescia, per

abbandon il vescovato non obbedire alle


veneto, intorno
agli
al-

nel

i685,

come

rileva
t.

il

Bernini,
p.

Storia

dell'eresie

IV,

712.

leggi del seinato


le

Con

esso questo famoso ipocrita core

persone regolari ed

ordini

ruppe molte dame

molte perso*

36
ne
ti'

MOL
ogni condizione,
sa

MOL
me
della

insegnando loro (per veiilidue anni che in Ro


vi>se

Guida

spirituale , fu troquiete,

vato

che

r orazione della

ma
tit)

in

concetto d' insigne sancol-

che chi una volta giunge


della
quiete,

immaginata un tempo da alcuni monaci dell' oriente, erasi dal Molinos

r anima a Dio per mezzo delVora-

rinnovala per cuoprire


disordini eh' egli

lus-

mai peccare colla volont, inducendo con questa massima della quiete i suoi seguaci, con una vantala sospensione immaginaria de'sensi, nelle pi riprovevoli brutalit, onde potesse restar paga ogni disonesta
zione
sensualit.
11

non

pu

suriosi

voleva ve-

lare

con

ombra

di

divozione.

La

Spagna a mezzo de* suoi inquisitori a' 24 novembre i685 proib rigorosamente questo libro, il quale con pi solenne preciso decreto dell'inquisizione

romana

cardinal

Innico Ca-

1687
altro

pi'oibito

fu a' 28 agosto con ogni qualunque

racciolo scuopri nella sua arcidiocesi


di

hbro del

Molinos, donde fu-

Napoli questo occulto veleno, e


false

le

rono
ni

estratte sessantotto proposizio-

nuove opinioni
la

e dannose sulnel

(queste sono riportate dal citato

misticit,

laonde

1681 ne
affinch
lo

Bernini col decreto dell'inquisizione,


p. 7
1

avvis

Innocenzo

XI
ed

5),

dichiarate eietiche, scanda-

reprimesse.

Lo
che

stesso fecero alcuni


altri

lose,

bestemmiatrici, e confessate per


lui

vescovi di Francia
lia,

d'Italettera

sue da
sozzo

medesimo
i

nel processo.
il

per

lo

il

Papa con
il

Questo disonesto

ecclesiastico,

pi

circolare fece conoscere

pericolo

dopo

gnostici e turlepini, con-

il rimedio per tanto male ; scrivendone pure a' vescovi italiani ai i5 febbraio 1682 a nome della

vinto Ao^movv'o quietismo, d'anni 60 fu condannalo abiurar pubblisuoi errori nella chiesa camente di s. Maria sopra Minerva, ci che fece sopra un palco, a' 3 settembre
i

congregazione del
pressanti

s.
il

offizio,

e con

termini,

cardinal Aldesi

rano Cibo. Sebbene V autore di

1687,

alla

presenza

del sacro colal

esecrando errore avesse co' suoi seguaci vasta corrispondenza, onde


gli

legio e d' infinito popolo,

quale

era slata promessa per


to all' atto

l'interven-

furono trovate dodicimila

lette-

re d'ogni parte del

mondo, e quattassa

tromila scudi raccolti da


lui

per
per

imposta
di

ai

corrispondenti

direzione
alle

spirito,

spese di posta

onde supplire (come not il


t.

V indulgenza di quindici ed allrettanle quarantene; e ad ogni disonest che il popolo ud processo, grid del nella lettura fuoco, fuoco. Ricondotto alla carcere dell' inquisizione, Molinos vi
anni
rest

VaciccheWi, Epist.famil.
ci

I,p. 220),

in

vita,

colla

penitenza

di

non pertanto con


d'

tutte le dilisi

confessarsi

quattro volte
ogni

all'anno,

genze
teva

Innocenzo

XI non

poa

recitando
la

giorno

il

Credo, e

conoscere.

Alla fine

riusc

terza parte del Rosario.

questa

scuoprirlo al p. Segneri celebre gesuita, per cui fatto secreto proces-

so dair inquisizione, fu Molinos arrestalo a' 18 luglio

i685
s.

nella

ca-

d'Innocenzo XI, Coelestis Pastor, de'20 novembre 1687, ^"^^- ^^'"- ' ^'*'' P44 1> di condanna formale alle sesabiura
segu la bolla
santotto
proposizioni,

sa che abitava ai Serpenti, e

con-

e di proibi-

dotto alle carceri di

offizio.

Coml'e-

messo dal Papa agl'inquisitori

opere da lui composte tam edita quani manuscripta. Mor


zione delie

MOL
f
infelice

MOL
a'

37
:

Molinos in carcere

28
di

to perniciosissimi errori

per

due

dicerabi'e

1696,
a' suoi

dicesi

peni tenie.
il

mesi

si

ostin

nella

perfidia,

ma
rav-

Fu
la

dato

seguaci

nome

ne'dieci giorni assegnatigli per


vedersi, abiur gli

quietisti^

perch facevano consisleie


nell' annichifissarsi in

errori

e fu conin

suprema perfezione

dannato a carcere perpetua


stel s.

Ca-

larsi

per unirsi a Dio, e


senza
riflessione

Angelo, e alla quotidiana re-

una semplice contemplazione


rilo,

di spiin-

cita

del

Credo

Rosario.

e senza

tro decreto dell'inquisizione

Con alromana

quietarsi per ci che


nel

coi'po, ci ch'essi

orazione

di

pu succedere chiamavano quietiludine. Noteremo


fu dato nelUi chiesa

de' i5 febbraio 1688, fu ancora condannata la Contemplazione mislica^ del cardinal Pietro Matteo

che questo
persone
le

nome
quali

Petrucci
Jesi,

vescovo
infetta

della degli

sua

patria
di

greca, e nel secolo


si

XIV, ad
vantavano

alcune
d'

come

errori

una

tranquillit di

spinto straordinaria,
colla

e dicevano

averla acquistala

Molinos e stampata; il cardinale ne abiur gli errori, e diede segni di profonda umilt col voler rinunziare a tutte le dignit.
to

chiamandosi con greco \oca\o\o esicasta, che significa qiiiepreghiera,


tista^

Altro
fu

sedot-

del

molinosisrao
di

Francesco

cio persona che tiensi in ri-

Malvai (pretendeva

essersi

immerso
spiri-

poso

per

attendere

pii

comoda-

prima
vita di

lui

in

questa falsa

jnente alla contemplazione delle cose celesti.

tualit),
s.

ma

pentito scrsse anzi la

Questo medesimo nome


a quei

Filippo Benizi.

Successo
il

fu

dato neir antichit

mo-

nel

1689 ^^ Innocenzo XI
Vili,
le

Papa
dili-

unicamente occupavansi della preghiera. Nel detto secolo XIV vi furono de' quietisti anco in occidente, che stavano sempre
naci,

che

Alessandro

con
reliquie

gran
del

genza estinse
ne.

moPonNo-

linosismo, senza riguardo

perso-

Siccome per
seguo
in

le biografie de*

seduti ed affatto

in ozio, senza al-

tefici,

gran parte

il

cuna occupazione interna ed esterna falso e cattivo riposo, che produce air uomo ignoranza e acciecamento, per cui si accontenta di
;

vaes ex-gesuita, in quella di Ales-

sandro Vili

s stesso,

e ogni altro

dimenticando affatto Dio suo dovere. All'articolo Beguardi parlasi di altri falsi
Alla stessa prigionia e abiura di Molinos furono condannali a' 4 set-

scrissi con lui , che si adoper ad estirpare il Molinismoj egli intese dire MoUnosisnio , perch come dotto gesuita sapeva bene che il Molinismo^ dottrina del

suo confratello

spirituali.

p. Molina (Fedi) non condannato, come dichiaram-

mo
lo

quell'articolo.

Che

il

moli-

nosismo

erasi introdotto in

Francia^

tembre 1687 i due fratelli Simone Leoni sacerdote e confessore nel monastero de' ss. Quattro, e Anton maria Leoni laico, ambedue di Cambiglio presso Como e primari
discepoli del laidissimo

dicemmo pure a quell'articolo, parlando del celebre Fnlon, oltre alla sua biografia, ove riportammo
l'eroico

modo

cui riprov

1'

errore
,

condannato da Innocenzo

XU

in

Molinos.

Il

un

secondo avea inoltre


Scrittura, e

erroneamente

suo libro Massime de* santi sopra la vita interiore. Il quietismo


al

interpretato molti passi della saera

\uolsi trasportato in Francia dal p.

gravemente dissemina-

Francesco de

la

Combe

barnabita,

38

MOL
quietisti,

MOL
1697. Dichiarazione de^ tre vescovi, 6 agosti! i6qj. Sommario della dotti ina del libro che ha per
titolo:

e da mnclama Giovanna Bouviers de la Molle de Giiyon, argomento che

egiegiamenle Iratlato dal p. Innocenzo Masson generale dei certosini, nella vita che scrisse di
d.

enne

Spiegazione delle massime dei

santi di Fnlon^
nel

monsignor Giovanni d'Aranlhon


scovo
di

ve-

principio
e

Ginevra, e poi per occa-

scritti

10 agosto; iutli 1698: Diversi memorie che riguardano il


del

sione di due avversari die Io

im-

libro della
tri

spiegazione, ec. con al-

pugnarono su
sur la
tlion,
i'/e (le

questo aflare, nella Eclarcissements risposta inlilolata


;

misscre Jtan d'IranVi anco-

leggono nel t. Vili delle Opere di Bossuet, ristampato in Venezia colla data d'Ai gentiua il
si
,

che

Chambery 1700.

La rovina dtl quietismo e dell'amor pwv, del p. Guglielmo Felle domenicano, Ginevra 1702. Menra
:

qual tomo usci nel 1755^ e contiene tutta la controversia del quietismo, ria

come nota
d' Italia.
la

il

Zaccaria, Sto-

lett.

Fnlon

volendo

quietismo cominciavasi pei nominali personaggi a propagare per Ja Francia, con gravissimo dainio
tre
il

Scansare
lati,

censura de' suddetti presottomise il suo libro ad In-

della

religione, Noailles arcivescovo

nocenzo Xll, che Io condann a' 11 marzo 1699 con ventitr proposizioni riportate dal Bernini a p.

Meaux, Godei Desinarelz vci^covo di CharIres, con Gronzon superiore del sedi Parigi, Bossuet vescovo di

74^1
il

ed

egli

pienamente

vi

si

sottomise,

e ripar Io scandalo

nel

modo

minario di s. Sulpizio, mossi dalle conseguenze che potevano nascere da queste spiritualit, uniti nel castello

pi luminoso. II Grancolas scrisse contro il quietismo, ed il Carpzovio

una dissertazione
il

sul quietismo.

d'Issy presso Parigi, d'ordine

Avverte

p.
il

Bergier, che se Moli-

di

Luigi

XlV, procuralo
di
i

dalla

Gu-

nos insegn
cessivo, e

quietismo
quietisti

il

pi ec-

yon per mezzo


tenon, sentendo
nel

madama Mainrumori che consi

portato sino alle


i

conseguenze,
teriali^
starli.

di

ultime Francia

tro la sua dottrina

spargevano,
per
dirigere e
via

per non dierono ne'suoi errori maanzi

primo marzo 1694 formarono

professavano di dete-

Irtntaqualtro articoli
le

anime

pie

nell'orazione

MOLONACO
scozia.

(s.),

vescovo

in

I-

spirituale.
di

Madama Guyon
in

fu quindi

Fior nel settimo


le

secolo, e
di
s.

rinchiusa

un
pi

monastero
gli

divise

fatiche

apostoliche

]}-'arigi,

e dal suo arcivescovo


di

ven-

Bonifacio di Ross.
si

Le sue

reliquie

ne proibito
ste materie,

scrivere su que-

te ad essa
tali articoli.

Fnlon strettamenunito dov sottoscrivere


e

ta

custodivano anticamente con molvenerazione a Murlach ed a LisII

mora.
festa

suo

nome
a'

era un

tenjpo

Bossuet (Fedi)en\.vo in combattimento con Fnlon, e pub-

celeberrimo nella Scozia,

e la sua

segnata

i5

di

giugno.

blic: Istruzione sopragli stali del-

MOLTO ILLUSTRE, Molio Reverendo. Titoli d'onore che


a' secolari
J^arisi,
si

l'orazione, nella quale sono esposti


gli

danno
il

errori de^ falsi

mistici, cogli alti

e religiosi.

JVe

tratta

della sua condanna, j6 aprile 1695.

Istruzioni per
il

la segreteria.

Istruzione sopra gli slati delCorazioncj

Osserva che
di) e quello

titolo A' Illusi re

(Fe-

ed

alti della

condanna

dei

di

Molto

illuslre

che

MON
sul

MON
XVT
la

39

principio del secolo


a' principi la

soleva

darsi

cadetti,

pass poi

ad onorar
di mille

plebe, e fu

sorgente

conlese e prammatiche, di

di

ai ticoli. QuinMolto eccellente si un coir Illustre e Molto illustre;

cui parlai
il

ad analoghi
di

titolo

monaci e per le monache. Sorsero poscia nuovi ordini religiosi, ed ebbero le loro monache; cos gli ordini militari, equestri ed ospitalieri, quali contarono le loro militissae^ e(juitissae^ hospitalariae, se non che in luogo
cadenza pei
i

del titolo Eccellente^


l'articolo

ne

trattai

al-

di guerreggiare,

si

riunivano queste
faie

Eccellenza. All'articolo

Il-

sante

donne a
colle

orazioni
e
il

nel

sono diversi esempi sui titoli di Molto illustre e Molto reverendo Signore; di Mollo reverenvi

lustre

tempo
rio

de' combattimenti,

provvestia-

vedevano
pei

loro

mani

cavalieri, indi
i

ricevevano e

do ed

illustre;

d'Illustre
illustre
illustre

e
e

reverendo; Molto reverendo; Molto


si

Molto Molto Molto

eccellente Signore^ ed altri, ed a chi

davano. Il Parisi riporta ancora esempi di essersi usato il Molto Magnifico,


fico.

curavano feriti, e persino prepaviveri, di ravano foraggi ed che diffusamente parla il p. OnoDisrato da s. Maria nelle sue sertazioni storiche e critiche sopra
i

la cavalleria antica e

moderna y
de* primi

se-

redi Reverendo
o

MagniSimone,

colare
dini

regolare^

Biescia

lyGr.
or-

Le antiche monache

MOMPIZIO
Cardinale.

BRI

monastici, ad esempio de'


e libri,

mop.
il

V. Martino IV Papa,

naci furono impiegate in copiar codici

MONACA,
la

Monacha,

virgo de-

come

attestano
n.

il

votay sanctinionialis. Religiosa zitel-

Mabillon,

praefat.

LII

ed

o vedova

consagrata a Dio coi

tre

voti solenni di castit, povert ed obbedienza, in un ordine appro-

Lami, De foeminis notariis et antiquariis p. 669. E pur noto, che


inventata

pi tardi
adatti

la

stampa,

le

vato dalla Chiesa, e vivente in

un

monache furono

stampatrici, imprialla

monastero sotto
vestita
di

una certa
Allorch
la

regola,

mendo
anche
si

libri

professione

abito uniibrme

all' istitu-

religiosa.

Ma

dei pregi delle

donne

to che professa.
di

brama
Dio
nella

religiose, se

ne parla a Don-

servire
gli

pi

perfettamente
ritirarsi

indusse
te alla

uomini a

na ed altrove. In progresso di tempo formarono diverse congregazioni

solitudine per attendere

unicamen-

preghiera ed al lavoro, fu-

rono ben presto imitati da persone dell' altro sesso che abbracciarono lo stesso genere di vita. In
origine
le

de'due sessi, che s sono dedicate anche al servigio del pubblico, massime dopo la fondazione de Chierici regolari (f^edi), bench gi eransi
distinti

nella

pubblica istruzione
i

persone
che

che
di

abbraccia-

benedettini

ed

canonici

regolari,

rono

altro disegno,

non ebbero Dio pi perfettamente che nel mondo,


la

vita

religiosa

anzi Clemente

V
il

provvide

energidelle
tali

servire

camente

alla

ripristinazione

scuole claustrali. Intrapreso da

e santificarsi
silenzio, col
la
i

colla

preghiera,

col

congregazioni

geloso

ramo
di
il

dell'e-

lavoro, coi servigi

del-

ducazione
lora che

civile e religiosa,

fu
tale

allo-

carit scambievole.

Col crescere

non potendosi

monaci

che,

aumentarono le monacome vi fu un tempo di desi

devole scopo defraudare


liebre,

sesso
sull'

mu-

alcune pie donne

csem-

4o
ni

MON
grt'gazioni
le

MON
di religiose.

pio de' fondutoi'i delle congregazioregolari,


si

AnlicamenlQ

unirono per

stabilire

ancor esse luoghi d'istruzione, scuole e

lavorio per le

donzelle.

Queabito

abbudesse furono polenti ed anco signore di domiuii temporali , di che parlasi a' loro luoghi. Le mo-

ste

femmine

educatrici, senza profes,

nache come

religiosi

hanno

uiHzi

sar voti solenni

adottarono
vita

uniforme, professando
re,

esempla-

con eguali titoli, come di segretaria, camerlenga, sagrestana, maestra


di

talch

si

rispettarono

come mo,

novizie, portinara, ec.

Da

sorel-

nache

claustrali

per istruire

edu-

le le

care e conservare le

figlie nel
il

buon
voca-

monache diconsi Suore (Fedi), monache coriste monache velate


,

costume

dal

che nacque

mentre
ufizi

le

religiose
si

incaricate

degli

bolo di Conseivatorii (f^edi) a questi luoghi di educazione, come ne

minori
11

chiamano
nelle

Converse
Istrusi

(Fedi).

Parisi

sue

furono
coli
le

eietti

per togliere
le

dai peri-

zioniy avverte a

quali

monache

orfane,

abbandonate,
Si

ed

dica Fostra riverenza.

Madre, Suor,

altre esposte al

malfare.

fonda-

monasteri per donne che si convertirono dalla vita cattiva che aveano menata, professanaltres

rono

Donna, Molto reverenda, ovvero Mollo reverenda Madre, Reverenda madre, usandosi colle converse il solo titolo di Suor o Suora. Moltissimi
sono
nario
esse
gli articoli in

di penitenza, come dicemMeretrice, ove si fece menzione di quelle che si segnalarono nella penitenza ne' primi tempi del-

do regole

questo mio Diziole

mo

riguardanti
i

monache, ed
in
gli

innumerabili
parlasi,

luoghi

cui

di

oltre tutti
istituti
s

articoli

la

Chiesa, ritirate in aspre

solitu-

dei diversi

esistenti
la

che

dini.

Alcune pie vergini presero anla

non pi
fu
in
i

esistenti.

Che
si

verginit

cora

cura dei poveri e degli


di

in-

islima

venerazione
lo

fermi, o negli ospedali, o nelle lo-

presso

gentili,

dice
le

anco Veri

ro case, ed aprirono scuole


rit.

ca-

gini.

/^.Celibato. Per
i

monache
ve-

In

oriente
si

le

superiore delle

e religiose,

conci lii,

Papi,
utili

sacre vergini
cio
la

chiamavano anime
s. s.

scovi ed altri

emanarono
principali

provquali

madri, che

Agostino appel-

videnze,

le

delle

preposi te, e

Benedetto
antichi

abbale

sono

riportate a' loro articoli.


vita

desse.

La
piti

monastica

degli

uomini

Sino dai

secoli

principi colla Chiesa, e con regole

monache appellaronsi con diversi nomi, ascetriae^ nonnae, moniales^ tnonastica^ caslimoniales, sanclimO' nialeSf velalae, sponsae Domini^ sorores, ancillae Dei, reclusae, canonicaCf saeculares^ virgines prh'atae,

cominci in Egitto verso la met del secolo 111; nel seguente s. Basilio
fondatore de* basiliani, parla de'nionasleri di religiose, ne' quali vi era

viduae velatae.
s'introdusse
il

Sino dal
di

secolo

titolo

Abhadessa

una superiora, cui tutte le altre doveano obbedire; iiiculca loro gli stessi doveri e le medesime pratiche che avea prescritto a' monaci j venerandosi per fondatrice
delle
s.

(Fedi)j dato alla Superiora o Prio-

Bar
Ma-r

ra del Monastero (Fedi), chiamandosi generale


,

sdiane [Fedi)
crina; e
stifica

la

sua sorella

presidente

vicaria
le

o con

altre

denominazioni

supecou-

riore generali di alcune delie

s. Giovanni Grisostomo teche in Egitto le radunanze ^eile vergini erano quasi tutte uu-

MON
Joda

MON
Del
rito greco,
lib.

4i
II
,

merose come le case dei cenobiti, e le vedove che giorno e iiotle


celebravano
le

cap,

XIV.
la
,

Egli riferisce che la maggior parte


degli scrittori pi giudiziosi

lodi

di

Dio,

Oltre
vi-

danno

queste vergini

e queste vedove

gloria a

s.

Sinicletica

alessandrina

venti in conmune, senza

dubbio
i

al-

che

cune
tre
ta

altre

dimoravano presso
si

loro

parenti, e

distinguevano dalle alpiti

persone del loro sesso colla vipi ritirata, cogli abiti


,

tempo di s. Antonio, d'essere stata la madre delle religiose, e fondatrice di donne viventi in perfetta comunit, avendo fonfiori

nel

mo;

dato
nio

primi

monasteri
primi

delle
s.

ver-

desti

colla

piet pi

esemplare

gini nella solitudine,


istitu
i

come

Anto-

roa

sembra che
si

nell'oriente,

ovun-

cenobi

de' pari

modei

que
si

trovarono in gran

numero,

naci nel deserto; onde al

giudic utile che vivessero in coin uno stesso monastero, sotuna regola uniforme. Altri vo-

monasteri degli uomini


chi
i

sono anti:

mune
to

chiostri

delle

vergini
s.

quanto

all'epoca in cui

mor

Sinicletica,

gliono che l'origine delle

monache

alcuni
secolo,

la

riportano al fine del


al

IH

rimonti

ch s. be e verginale, ed
s.

tempi degli apostoli, poiPaolo esort allo slato celiai


il

altri

3io, o 358, o 365.

JNoteremo che attribuendosi

comures.

loro discepolo

nemente

l'istituzione

della

vita

Ignazio, ep.
:

ad

Tarsenses, ramin
virgin-

golare delle sacre vergini

An-

menta
tate,
si esso,

Eas quae sunt


weW'ep.

tonio abbate,
vita

s.

Atanasio nella sua


la di lui stesai

ho fiorate ut sacrai Chris ti. Lo

riferisce

che pose
presiedere
e
la

ad

Philippenses, divirgi-

sa sorella a

monasteri

ce

Saluto
S.

congregadonem
il

da
le

se istituiti,

visit

menUe
di

iiuni.
tirio

Cipriano che pat

mar:

era modello alle


virt.
11

monache

tutte

nel

258,

n'ep.

5i

scrisse

Jloret Ecclesia tot

virginibus

coro-

Ordini remgiosi. padre Bonanni nel CataloJ^.

nata, et casti tas ac pudicitia tenoreni gloriae suae servai. Il Tomassini, Discipl. ercl.
n.
t.

go degli ordini
2,
p.

religiosi,

nella par.

70

e 81,
di
s.

riporta Je
s.

figure
nel-

I, I.

3,

e.

2,

delle

monache

Macario

10, dice che

s.

Paolo avvisa

l'Egitto, e di
nesi.

che nei primi lenjpi del cristianesimo incominci l'istituto delle donzelle che consagrano a Dio la propria
verginit
,

Pacomio o TabenDelle prime, osserva che s. Madiscepolo

cario fu per novant' anni


di
i

s.

Antonio, che in questi ebbero

velo; osservando

essendone segno il il Rinaldi all'aulenjpi


i

monaci

uno specchio
la

di

santit,

cos

le sacre

vergini in Sindetica o

uo 5j,
della
legi

n. 5S, che ne' primi Chiesa incominciarono

Sinicletica,

quale

alcuni

dissero

col-

superiora delle
di)

delle sante vergini

vedove,
alcuni di
vivesseio

monache del s. Sepolcro fondato in Gerusalemme [E e337


da s. Elena imperatrice l'anno aggiunge che le monache d'E:

detti, poi

monasteri.

Che
secoli

loro ne' primi tre


in

compagnia
casa

di

altre vergini fuori


,

gitto vestivano di

^ella

paterna

lontane dalle

cappellino,
pelle

domestiche cure, e occupate unicamente alla contemplazione delle cose celesti

color leonino o usando sopra le vesti o cappa nera, sebbene s. An-

tonio alcune volte vest lana bianca.

e alla mortificazione

dei

Quanto
egli

alle

monache

di

s.

sensi, lo afiferma

pure

il

Rodot,

comio,

pose

ne' monasteri

Pada

42
lui

MON
rondati
la

MON
sorella

propria

per

gran numero
8.

di

donne,

dopo che
de-

mndre; ed il p. Bouanni dice die in Tabenne, luogo della Tebaide, ai molti ten)[)i di s. Girolamo erano
monasteri di monache
istituite

Sindetica vergine

rilirossi nel

serto della Tebaide,

istituendo

un

nel

340, uno de' quali ne contava quattrocento, essendo divisi da un fiume quelli degli uomini fondati da ^^^^c s. Pacomio, morto nel 4^^

romite di cui fu madre e superiora, seguendo la regola di s. Antonio. Vestivano abito


di

monastero

color leonino, con lungo mantello nero chiuso nel collo: cuoprivano il capo e le spalle con panno bianco.

sole feste

un sacerdote
ai

un

dia-

cono

si

recavano
delle

monasteri

pel
I

lungi
neci,

InOxirimquo citt dell'Egitto, 3o leghe da Menfi, oggi Behriferisce


lib.
1,

ministero del
cadaveri

di via

sagramento.
nella
;

Rufino,
cap. 5,

De
che

vita
vi

pa-

monache
i

venivano
loro sele

truni

erano

decentemente
poltura presso

sepolti

diecimila

monaci

monato-

nache.

monaci e ventimila moTale l'origine delle mo-

che tabennesi erano vestite di naca nera con scapolare grigio


giato
di

fre-

nache nell'oriente, al cui esempio presto ebbero origine quelle d'occidente.

croce

bianca

sul

petto

mentre l'immagine della sorella di Pacomio ha diverse crocette ins.


torno
il

Le monache
te
ti

d'occidente

si

diffu-

sero prima in Italia, e specialmenin

cappuccio
p.

e mezzetta.
3, p.

II

Roma. Se ne
s.

attribuisce Tins.

medesimo
larione

Bonanni par.

i5
I-

oduzione a
s.

Atanasio, a
di

Am-

e 16, traila delle

monache
si

di

s.

brogio, a
in

Martino

Tours, ed

e dell'Egitto.
s.

Delle prime

narra che
dervi da
retica.

llarione

port dalla

Palestina per l'Egitto onde appren-

Africa a s. Agostino: su di che sono a vedersi le loro biografie e gli articoli Milano, Agostiniane,

Antonio la vita anacos. Tornato in Palestina fond


il

monasteri, ed a sua imitazione certa

Maria verso

325 promosse
dando

l'i-

Canonichesse, Ippona, e quanto sulr origine delle monache in Roma ed in Milano dissi nel voi. XX, I 4 del Dizionario ed p. I 3 e
1 1

stituto di vergini solitarie,

lo-

ro regole uniformi a quelle di s. llarione. Dice ancora che Maria di-

venne superiora del monastero del santo Sepolcro mentovato, e che fondatrice di molte fu madre e monache, le quali vestivano tonaca grigia con mantello cor,

s. Agostino vescovo d' Ippona, come il primo che abbia istituito una congregazione di religiose, e che per loro compose regole che ne porta il nome, mensua sorella Printre noto che

altrove. Si celebra

cipia
le

ne fu
lui

la

prima superiora,

ta-

da

dichiarata.

E
a

difficile fisle

to e chiuso, di color lionato: coprivano il capo d'un panno nero, cinto sopra la fronte con fascia bianca. Parlando poi delle monache d'Egitto, il p. Bonanni riferisce che

sare l'epoca precisa in cui

mo-

nache cominciarono
sione solenne di

far

profes-

verginit, ricevenil

do dal loro vescovo


bito monastico.

velo e

l'a-

All'articolo

Mitra

suo esempio santamente, fu imitato non solo da un gran numero d'anacoreti, ma anco da un
s.

Antonio

col

parlammo

e regole di vivere

di quella o cuffia che per distinguersi portavano le monache in Africa, che s. Girolamo

chiam slammeum

\'ir^inale, osseo-

MON
(lo
111

MON
porpora.
nel

43

di

Iona

color di

Nel
trat-

calsi.

S.

Leone
alle
;

nel

4^^

P*^'"

O'*'"

secolo Tertulliano,

suo

viare a questo disordine proib dare


il

talo

De

virginihus

velandis,

non

velo

zitelle

solo parla delle


te

vergini
di

consecrale

quarant'anni

l'imperatore
questa
il

prima di MajoAgafu

a Dio,

ma

tutte

giovani

riano conferm

proibizione

zitelle,

quali
il

voleva

che

avessero

con una
tense del
cessaria
i

legge, e

concilio

sempre

volto coperto.

Sui primi
si

5o6

l'adott.

Non

ne-

esempi della piofessione solenne,


riporta quello di
rella
s.

la

stessa

disciplina

quando
permise
religi<jsa

Marcelli na

so-

costumi divennero pi moderati,


perci
si

di

s.

Ambrogio, che
il

ricevette

e cess l'abuso;
in

l'abito

sacro velo

dalle

mani

seguilo
le
il

la

professione
a

del

Papa s. Liberio, il giorno di Natale 353 o 353 nella chiesa di


s.

per
ed
il

zitelle

venticinque

anni,

concilio di

Trento

la

fiss

per

Koma, piesente moltis.imo popolo, come accennai parlando delle monache di s. Ambrogio.
Pietro di

pi presto a sedici anni compiti,


ai

proibendo
glie

genitori

forzare le
il

fi-

farsi

monache:

medesimo
per prio-

Nel

voi.

XXVI,

p.

195
il

196

del

concilio

proib eleggersi

Dizionario, descrivendo

monaste-

ra, superiora

ed abbadessa, chi non


chi

ro di
in

s. Ambrogio della Massima Roma, lo dicetnojo come il pi

abbia quarant'anni, e

non ne

avesse passati otto nella professione

antico

da
telli

s.

dell'alma citt, e fondato Marcellina nella casa de' fraSatiro e


dal suo
s.

con lodevole condotta ; in caso di penuria di soggetti, permise eleggersi

s.*

tratte

esenipio
si
il

Ambrogio, ove molte noal

di

trentanni,

con

aver

cin-

bilissime vergini

consacrarono
Rinaldi,
supplizi

que anni d'incprensibile professione. Fuvvi ancora altro eccesso per


quelle
veigini
a

Signore,

Nana

che se

vedove
loro

eh' erano
del

Licinio fece con


rire

vari

mo-

violentate

stare

ne' pericoli
la vita

nel 3 16

Ammone

diacono con

mondo, con impedir


nastica,

mo-

istruiva,

quaranta vergini e monache ch'egli l'altro imperatore ValenI

laonde

talvolta

fuggirono

travestite in
si

abito
tra'

tiniano

nel dal

370
i

fece
dt^lla

esenti

le

racchiusero

monaco, e monaci: tal disda


concilio

monache
s

censo

plebe, coIn

ordine venne represso dal


di

le

vedove e
le

pupilli.

Franesiil

Gangres
proib

{^l''tdi).

Quello
che

cia

ne'primi del

V
del

secolo

gi

lo

quelle

Trulvolevano
in
abili pre-

stevano
cilio

Dionache, perch

con-

monacarsi l'adornarsi con


ziosi

Epaonense

Sij
delle

proib en-

trare ne'Ioro monasteri: all'articolo


s.

gemme, per non far mondo con dere che lascino


e
il

crerin-

C.ASsrANO
lui

pallai

monache

crescimento.

La

forma
si

universale

da
si

istituite;

disse

del

Cesario

a quello di Arles monastero fondato da s. verso quel tenpo. Nel V

monastica
sciplina

in

occidente, ed una di-

regolare

deve a

s.

Bene-

detto, laonde da esso e da


rella
s.

sua^^o-

secolo alcuni genitori

in

Roma
di
farsi

ed
core-

Scolastica ebbero origine le

altrove ebbero
stringere
ligiose,
le

la

crudelt
a

monache Bcaedelline
in

[Fedi), divide
e

loro figlie

moltissime

congregazioni

de-

se

brutte

difettose,

vio-

nominazioni.

lentando quelle belle e vistose che

Le monache
te

si

diffusero talmeni

ne aveauo vocazione a non

mona-

in

Italia,

che assediando

Ioi]|-

44
gobardi

MON
Roma
nel

MON
nar del VI secolo ancelle di Dio, e con altre denominazioni riferite.

SgS, narra Gio-

vanni Diacono lib. 2, cap. ay, gi erano radunate tremila vergini, che chiamavano monastras\ le qua{>i

A tale istituzione il re Luitprando die leggi sulla perpetua continenza


e

li

vedendo una
viveri,

carestia

inevitabile,

ritenzione

dell'

abito

religioso,

sagrifcarono le proprie sostanze per

comprar
indigenti.

distribuirli

agli

All'articolo

Clausura non

sebbene senza voto, castigandosi severamente il mal costume. Quel re per concesse non pochi privilegi
alle

solo

parlatnmo della sua orgine, e

perci anche di quella delle


che,

pure della glio ordinata da s. Gregorio I, il quale riconobbe dalle orazioni delpreservata Roma da ie monache detto assedio. Ordin ancora il Papa, che i negozi delle monache
fossero trattati dai

ma

monaclausura me-

religiose dimoranti ne* vivendo velate e ritirate

chiostri,
al se-

colo.
ria

Interpellato

il

del

74 1,

se

le

Papa s. Zaccamonache pote-

vano

esercitare alcuni uffizi in chie-

sa, rispose

negativamente, appoggia-

to sulla
1

lettera di

Papa

s.

Gelasio
far

a'

vescovi di Lucania,
decreti
s.

senza

ministri del ve-

menzione de'
ri
si

de'predecessoI,

scovo, acci

non

uscissero dal

mo-

s.

Sotero e
il

Ronifacio

cui

nastero; che le abbadesse fossero di

attribu
di

divieto alle sacre vervasi sacri, le


il

sessanta anni,
tere

onde potessero

riscuo-

gini

rispetto dalle

pi nobili, in
tori

monache anche un tempo che genii

palle

che

non toccare i cuoprono

calice,

ne

incensare nelle chiese.

Il

Berlendi,

collocavano contro voglia

le figlie

ne'raonasteri;

ed
in

re

di

Francia

III, Delle ohblazioni all' altare parla di quelle che facevano le mo-

ebbero allora
vi
le

costume

mandarnon
in

nache
di
s-

di

pane e vino assistendo


citando
e
le

al

loro bastarde, le quali sapenvo-

sacrifizio,

testimonianze
p.

do

essere di regio sangue,


star
i

Agostino
le

del

Marlene,
le

levano

soggette

alle

badesse.
I-

e che

monache lavoravano
e
le

Dacch
talia

longobardi

stabiliti

ohblazioni
nel

offrivano, quali poi


le

cominciarono a deporre
si si

la lo-

IX
XI
r

secolo fecero

sole

conil

ro nativa barbarie, ed i nazione divenuti cattolici a proteggere


bill

re della

verse,

mentre pare che dopo


venisse vietato alle
offrire,
j

se-

fecero
rista-

colo

mona-

le

chiese, vi

che

massime
alle

in
altre

l'istituto

monastico,
stessi

anzi

con-

tempore

come

mestruo donne.
co-

corsero eglino
monaci_,

colle

reali loro

All'articolo Certosine

dicemmo

consorti a fondare
s

alcuni

chiostri,
le
ri-

me

di

quali

non

vi

che di monache, erano legate con

sono consecrate dal vescovo con rito particolare, che usano e sono
col

sepolte colla stola e

manipolo.

gorosa clausura.
fiorirono certe
celle

Tra le monache femmine dette [anabito


religioso,

F. Messa ed altri articoli relativi ad uffizi e indumenti ecclesiastici, e


Diaconesse, donne che nella primitiva Chiesa esercitavano uffizio assai

o serve di Dio, religiose, vevestite di

late

con altra simile appellazione distinte, che nelle proprie case dimoravano co' parenti, o da se sole in abitazioni: in Milano particolari furonvi donne chiamate nel decli-

simile a quello de'diaconi, con


to di

vo-

castit

perpetua.
t.

Il

Sarnelli

nelle Leti. eccl.

Ili, lett,

IV, didivir

ce che giova ed profittevole alle

monache

la

recita dell'uffizio

MON
no, ancor che

MON
che, narra che
coloro
affari
la
i

non

l'intendano. Nel

quali

45 am-

t. V, lett. XLIV, tratta se la monaca possa nella messa solenne cantare dal sua coro 1* epistola e le

ministravano
rurgia,

gli

temporali, e

che esercitavano
ro degli

medicina e chi-

quando s canta la Passione, se le monache possano fare da turba. Quanto all'epistola, dice non potersi cantar nelle messe solenni; per le monache possono
lezioni;

dovevano essere del numeEunuchi (Fedi). Per fordella disciplina che usava nel secolo passapersi che i monasteri
si

mare un'idea
nell'oriente
salo,
di

cantare
in

tutto

quello

che

si

canta
cui

corOj sono ex

ma

non

quelle

cose
i

officio

destinati

propri

Atene non ritenevano del monacato che semplice ombra, non essendo le monache soggette n a regola, n alla recita dell' uffizio,
essere divenuti
torli.

ministri; altrettanto dicasi sul cantar la


la

piuttosto

conserva-

Passione.
le

Avverte

poi,

Glosa, che
il

monache

con possono

leggere
zioni e

breve evangelo nel matmessa.


II

tutino dell'uffizio, non in altre fundella

Descrivendo Leone Allazio il tenore di vita e regolamenti delie monache viventi in comunit nell'oriente, dice pure dei loro abili,
lavori, digiuni e celebrazione de'di-

Nel

concilio

che

s.

Gregorio

celebr

nella

vini uffizi;

e che

non erano sog-

baslica vaticana,

que avesse
pi tardi
il

scomunic chiunsposato una monaca_,


concilio di

gette alle leggi della clausura prescritta

diaconessa^ o Presbiteressa (Vedi);

Colonia del contro quelli che costringessero alcuna don-

da Bonifacio Vili, il quale per rimediare a molti disordini e mettere freno alla licenza delle moil

i536 pronunzi l'anatema


entrare
in

nache, fu
tica

primo che vari


le

l'

an-

disciplina; invece

monache
superioal

na ad
farsi

monastero
quelli

per

greche,

con

licenza

della

che senza giusto motivo ponessero impedimenti a chi bramasse monacarsi. In oriente g* imperatori e le imperatrici gareggiarono fra loro nel fabbricare monasteri a fine di formare un sacro ricovero alle donreligiosa, e
zelle

contro

ra, uscivano e

ritornavano
l'antico

chioIl

stro

secondo

costume.
la

Rodot
vi

riferisce

ancora che

pernicio-

sa consuetudine,

l'ungo

tempo

de'monasteri doppi, cio de'monasteri di monaci e


fu in oriente,

monache
agli altri;

costruiti

gli

uni

vicini

bramose

di consecrarsi a Dio,

abuso
dal

sorgente di gravi
retto

ne

lasciarono diligenza alcuna

per
fu

inconvenienti, e facile occasione per


far

arricchirli:

cospicuo e
nel
1 1

celebre

deviare

sentiero

le

quello eretto
ratrice Irene

18 dall'impe-

tenimento

con rendite pel manquaranta monache, perci dispensale da qualunque contribuzione e dalla Dote [i^edi), al
di

persone consacrate a Dio. Tal dannevole uso fu in vigore fino dal

VI
lii

secolo, e

non ostante

le

leggi

degl'imperatori
tenne.

e canoni de'conci-

quale

articolo
la

si

parl

di ci

che
;

continu a diffondersi e si manSi pu credere che derivas-

riguarda

dotazione

religiosa

se dalle terapeutidi, vergini


le

anziane
nella

chiamandosi Livello [Vedi) V assegno vitalizio che godono le monache pei particolari bisogni. Il Rodot, parlando delle

quali

menando
(gli

vita

penitente
altre

vicino agli

uomini terapeuti
uni
e le

solitudine

da

monache

gie-

alcuni furono riconosciuti per

mo-

46

MON
Nel

MON
i

naci e monache), intervenivano alle

loro adunanze per ascoltare


celli

pre-

proponevano da chi vi Le donne assistevano da una banda separale dagli uoniid, e divise per mezzo d'una pareche
si

presiedeva.

il b. Roberto fond congregazione monastica di FontEvrauli (P'edi), costituendovi per superiora generale dell'ordine una

iioo

la

religiosa
se di
di
la

questo istituto

si

compotutti

molti monasteri di uomini e


al-

te alta

3o4

cubiti.

In alcune solen-

donne, che obbedivano


superiora. Nel
11

nit dell'anno le
vitate dai

donne erano
a
cibarsi
in

inalla

38

il

concilio

terapeuti

di

Londra

proib alle
di

religiose l'uso

loro mensa, e ad esercitare

co-

dello

pelliccie

prezzo^
le

come

di

mune
rito e

altri

ufizi;

loro conversatutta di
spi-

armellino o martora,
ro,

scatole d'o-

zione nonilimeno era


praticata con
passati
i

e l'arricciarsi

capelli.

Urbano

molta cautela.
apostolici,

III in

Verona

Essendo
ne'quali

secoli

rico

lament con Fedeperch usurpava beni delle


si
i

cristiani

ottimi e

inge-

monache, cacciandole dai monasteri

nui fedeli senz'ombra di scandalo trattavano e conversavano con donne, ed estinta


tiepidito
il

col

pretesto di riformarle.
nel
t.

11

p.

Chardon
Storia

II,

p.
,

78

seg..

l'antica

piet

inI

dei

sagramenti

parlando
di

fervoie,

Giustiniano
la

delle abbadesse

usurpatrici

giu-

giudic necessario proibire

vici-

risdizione ecclesiastica

represse

dai

nanza pericolosa de'monasteri delle monache con quelli de'raonaci, perci chiamati monasteri doppi. Rinnovati poi
in
tali disordini,
il

vescovi, dice che talvolta


il

pretesero

diritto

di

ascoltare le confessioni

delle
cati

loro

monache, anco
gravi, e la

de' pecdi
s.

gli

estirp
il.

pi

regola
in

gran parte

concilio Niceno

Non
di
s.

pass in occidente l'abuso dei

Donato sembra averle rite, ordinando che le


volte
fetti

ci favo-

religiose tre
i

monasteri

doppi,
I,

per
il

la

vigilanza

al

giorno

rivelino
;

loro dile

Gregorio

quale encomi
Cagliari,

alla
s'

superiora

quindi
al

ba-

Gennaro vescovo
aver
di

di

per

desse

innoltrarono

con usurpare
loro

impedito che un monastero monaci si fabbricasse vicino ad altro di monache. Tra le nazioni cui rimasero alcuni monasteri doppi, nominei-emo maroniti. Nota Rodot che le monache basiliane il ed altre d'oriente passate in Italia,
i

prerogative
sesso, ci

inconvenienti
i

che obblig
alla

vescovi met-

tere

limiti

loro alterezza.

Fu
dar

quindi

proibito alle abbadesse


le

benedizioni, imporre

mani, cio

dar

penitenza o

l'

assoluzione pei

peccati.

sotto la direzione di eccellenti


stri,

mae-

dell'arroganza
di

riuscirono

esemplari

in

Roma,
in Sici-

Innocenzo III d'alcune abbadesse vSpagna, che benedivano le loro


Informalo
le

in Napoli, nella Calabria


cilia

ed

religiose,

confessavano,

e predi-

ove

si
il

stabilirono,
rito

avendo abquelle
di
la
se-

cavano

bracciato

latino

Napoli e
regola di

Roma
s.

che adottarono Benedetto, le quali

pubblicamente, ingiunse ai vescovi di Valenza e di Burgos di rimediare a s gran disordine, ed


impedir tanto abuso. In questo tempo ebbero origine gli ordini domenicano e francescano, ed altri da cui derivaiono monache che tuttora fioriscono. Dichiarando s. Pio V qua-

condo

il

Rodot non condussero


il

dal-

l'oriente

corpo

di

s.

Gregorio
dipoi al
e
seg.

Nazianzeno,

ma

l'ebbero
p.

modo

che narra a

MON
li

MON
funzione
di
vest
il

47
del

fossero gli

ordini Mendicanti (l^ei

numero 63o
Maria

Diario

<//),

ni alle loro
colla

conferm lojo privilegi comumonache. Clemente Vili


bolla

Roma. Benedetto XIII


suor
Orsini

nel

1724 monaca

Beligiosae,

gno 1594, ^"^^II, p.

Rom.
la

de' 19 giut. V, par.

3 I,

rinnov
di

proibizione al-

le

monache

far

donativi

e re-

gali.

Alessandro VII con bolla dei

24 settembre 1657, Pro commisso, presso il Bull. Rom. t. VI, par. IV, p. 194? moder le grandi spemonache se che si facevano dalle
nelle loro
feste,

velazioni e profes-

sioni; indi

a'

IO marzo
la

1692

In-

nocenzo XII
la

conferm

con bol-

p.

VII, t. 253, evvi poi l'editto de' 2 marzo 1707 con cui Clemente XI ordin T osservanpresso
il

Bull.

Magn.

Campo Marzo, e nel monastero delle barberine due figlie del principe Pamphilj come si ha dai numeri i 146 e 1167 de' Diari di Roma. Delle due vestizioni fatte da Benedetto XIV nelle carmelitane di Regina Celi nel 1746 e nel i755_,di due figlie del contestabile Colonna, ne facemmo parola nel voi. X, p. 5i del Dizionario: le descrizioni si leggono nei numeri ^^^Z, 4?^^ ^ 5967 del Diario di Roma.
benedettina in
,

266. Nel

t.

Vili, p.

Zelante Benedetto
sura, al
lo,

XIV

della clau-

modo
a

detto a quell'artico-

venendo
di

sapere

che
col

molte
prete-

za di

tali

costituzioni, prescrivendo

monache
sto

in Portogallo,
la

inoltre chene'Iuoghi ove dalle novizie alle


si

curare
fuori

propria salute
,

u-

suol fare qualche ricreazione


si

scivano dalla clausura

si

tratte-

monache, non

potesse supera-

nevano
per
le

lungo tempo, girando


,

re la

spesa di quattro paoli per cia-

scuna

monaca. Avendo rinnovato ordini e vedendo che molte tali monache per emulazione spendevano molto nel ricevere e lasciar le
cariche, sere

onde nascevano scandali, a porvi rimedio, colla costituzione Cwn sastrade e pei spettacoli

crarwn

virginum, del primo giuBull.

gno 174',
3o, ordin

Magn.

t.

XVI,

p.

vessando

parenti per esluglio

che subito

rientrassero

soccorse, a'

28

1708

nelle clausure, e tolse alla Congre-

con prescrizione
to

riportala a p.

^\o

loco citato, proib siffatte spese sot-

gazione de' vescovi e regolari ( Vedi) l'avvela facolt di concedere per


nire la licenza che
le

pena
alle

di

privazione di voce atle

monache pomonasteri.
utili

tiva

monache che
che
le

facessero

tessero uscire

dai

loro

e alle superiore
sero.

permettes-

Inoltre Benedetto

XIV eman

Per

togliere ogni occasione di

regolamenti sui confessori straordinari


nel

spendere, con circolare de'


naio
di
la

1709 comand
la

alle

26 genmonache
nella

delle
voi.

monache, come si disse XVI, p. 108 del Diziona^


il

consegnar
quale

dote alTabbadessa,
custodirla
le

rio;

avendo pioibito
a'

concilio

di
le

dovesse

Colonia

confessori

interrogare

cassa

comune per
vestite
alle

necessit del

religiose sopra certi peccati de' quali

monastero. Innocenzo XIII avendo

non
loro

si

accusano, per non insegnar

da cardinale di s. Teresa

nel

monastero
fontane

ci

che

ignorano.

Lo

stesso
il

quattro

concilio avea disposto,

che oltre
il

due
sue

figlie

del

principe
1

Ruspoli e
1

confessore ordinario,
altri superiori

vescovo o
volle
al-

pronipoti, nel
il

72

si

port
la

ne assegnassero altro

a dar loro

velo,

descrivendone

estraordinario due o ire

48
Tanno
per

MON
udir
le

MON
confessioni
di
zio
di

Parigi
di

tulle le religiose.

cemmo

Olire quanto dia Confessore, si pu vedere

nome

Giraud ricevette iri Clemente XIV la profesdi

sione monasticn della figlia del re.

il

Barelli,

Resolutionum praticaruin

Nel 1801 pel possesso


questi permise che ne

Pio VII
il

pr confessariis inonialium^ Bonoiiiae 1713. In questo anno 1847 il p. Bonaventura da Palermo minore osservante ha pubblicato 1' utilissima

vedessero

passaggio nel monastero delle carmelitane de' ss. Marcellino e Pietro


le
vi

benedettine di

Campo Marzo,
nelle

opera

// novello

confes-

pernottarono
al

sere

prece-

sore di monache. Inoltre Benedetto

denti per la dilazione della funzio-

XIV, rinnovando
predecessori,

decreti de' suoi

ne

citato articolo

Clausura

si

mediante la costituzione, Gravissimo animo, de* 3 i ottobre 1749, Bull. Mngn. t. XVIII, ninno ecclesiap. 54, ordin che stico secolare o regolare di qualunque dignit, compresi ancora i vescovi fuori della loix) diocesi , potesse andare ai parlatorii de' monasteri

disse

come

tali

benedettine viene

permesso l'annua visita delle sette chiese, licenza che prima conseguivano altre monache anche per gli anni santi. Nel numero 12 del Diario di Roma 1801 si riferisce che Pio VII celebr la messa nel monastero delle oblate di
chi, e
vesti

Tor

de* specfi-

delle

monache senza
sacri

licenza

monaca
di

d.

Lavinia

de' rispettivi ordinari, giacche questi

glia del

principe Gabrielli,

che

as-

sono dati dai


Sulla

canoni
delle

per
reli-

sunse

custodia della clausura


giose.

giurisdizione

vescovile

ne' monasteri di
te

monache, Clemenla

XIII pubblic
degli

bolla Inter nini-

Maria Luisa. Nel 1802 si descrive la vestizione fatta nel monastero delle mantellate da Pio VII, della fondatrice suor Maria Giuliana Mail

nome

numero 248

del

tiplices^

11

dicembre
t.

1758,
72. breve

sturzi, di sette

Bull. Boni. Continuatio,


Inoltre
Illustre

I, p.

converse;

e
il

nel

Clemente XIII col monasterium, de' 1 3 marzo

1804 come

compagne e quattro numero ^1 del Papa ricev la prodiocesi


le

fessione di esse. Nelle vestizioni delle

1761, Bull. Boni. Continuatio t. II, 72, alla superiora del monastero di s. Caterina di Venezia die il
p.
titolo d'abbadessa, appellatio

monache
luogo
i

in

alcune

hanno

padrini e

me
sti

mater-

pure si fa da chi un discorso analogo


altri,

madrine, cogli d le vealla


si

vocarecita-

nam
di
Io,

erga

filios pietateni

significat;
il

zione religiosa, e talvolta

usare ne' giorni solenni

baco-

no anche da
intitolato:

uno
de

de' quali

esprimit mansuetudinem, teinpe-

quello di Gioacchino

Agostini

ralani cuni animadversonis severitate, e


jiani

/
I

chiostri, orazione,

Toa-

l'anello
et

designai

beatissi-

rino

i836.

parenti poi

e gli
alle

Ulani

sempiterna ni

chari-

mici sogliono applaudire


e stampati.

mo-

conjunctionem curn divino sponChrislo. V. Bagolo, Anello, e per la cerimonia dello spotatis

nacazioni con componimenti in versi


il

so Jesu

Qui noteremo, che


VII in
porpora il voU
le
il

concilio tenuto nel secolo

salizio dell'abbadessa

benedettina di
il

Toledo, ordin che

velo delle sa-

Firenze
p.

coll'arci vescovo,

voi.

XXV,

cre vergini fosse di color

46

del Dizionario. Nel voi.

XXX
nun-

o nero, onde cuoprirsi tutto


lo:
a'

poi, a p.

8i dicemmo come

il

tempi

di

s.

Girolamo

mo?-

MON
nache
si

MON
il

4^
gli altari
;

avvolgevano

velo intor-

rrono per santit di vita, e quelle

no

alla faccia,

lasciando libero

so-

che veneriamo sopra

cosi

lamente un occhio per vedere. Le religiose non possono essere governate se non che da uonnini quanto
allo
spirituale, e per tutte le funzioche sono interdette alle donne; per ci che riguarda la discipli-

ancora le regine, principesse e signore, che disprezzando le umane grandezze, a queste preferirono l'umile vita monastica e l'esercizio delle

ni

pih belle virt.

ma

MONACHI
Cardinale.

MOINE

Giovanni,

na interna del
rit quasi

chiostro, la superio'

ra o abbadessa vi esercita un'auto-

eguale a quella che generalmente viene accordata ai superiori de' religiosi. Vi sono molti monasteri di donne che a motivo delle regole che professano partecipano all'esenzione degli ordini regolari, di cui

Giovanni le Moine o Monachi o Monaco, detto ancora da Canchres, nato da una Simiglia feconda di uomini grandi in Cressy castello della diocesi d'Amiens neldottissimo in entramla Picardia,
be
le

leggi,

nelle quali

ottenne la

laurea, essendo canonico di Parigi,


e consigliere del re Filippo IV, portatosi
citt

seguono

la

medesima
stessi,

regola, e che trovansi sotto l'autorit

in

Roma

e dati

in questa

de'superiori

degli
il

ordini

uso

luminosi contrassegni di virt


in

che conferm
to.

Quanto
i

al

concilio di Trentemporale delle moai

e dottrina, fu eletto uditore di rota,

ed

tale

occasione

contrasse
II

nache,
scovi di

canoni impongono
l'amministrazione
all'impiego
dei
1'

ve-

stretta amicizia

con Carlo

re di

sorvegliare a tultoci

che

Napoli, nella qual citt a sua istanza


lo
s.

riguarda
ni
stabili,

de' be-

Celestino

V nel
s.

settembre
ss.

delle

rendi'
alla

cre cardinale prete de'

294 Mar1

te, all'esame sicurezza per


naro.
lett.
Il

conti,

ed
del
toni.

cellino e Pietro,

legato d'Avignone,

impiego
Sarnelli
,

de-

cancelliere di

Chiesa e vescovo di

citato

VII,

monaca soprannumeraria morendo qualche monaca numeraria, possa surdiscorre


se
la

XX,

Meaux, in che non convengono i Sammartani. Fond in Parigi un


famoso collegio presso
di
s.
il

sobborgo

Vittore, detto dal suo cogno-

rogarsi in luogo di questa


la

e che
es-

me

prefissione del

numero deve
lui soggetti,

le Moine, per coloro il collegio unicamente che applicare si voles-

sere fatta dal


i

vescovo diocesano, s

sero allo studio della teologia.


caricato

In-

monasteri sono a

ma

se poi

golari,
te

sono soggetti ai superiori redeve farsi da essi unitamen-

al vescovo,

come

dalla bolla

Deo

sacris Virginio US, di Gregorio XIII.

Nella
spiega

seguente
le

lettera

il

Sarnelli
:

parole dell'antifona

Insexii^

tercede pr devoto foeniineo

parla delle

donne dette

divote, idest

da Bonifacio VIII nel i3o2 della legazione al re di Francia insieme col cardinal Roberto, furono ambedue fatti guardare e ritenere sotto sicura e onesta custodia da quel sovrano, che il cardinale avea commissione di dichiarare scomunicato, nel caso che non avesse approvato gli articoli che gli avrebbe presentato a nome del Pontefice. Nicol Benefracto famigliare del cardinale, che seco recava le lettere di Bonifacio Vili, fu con estre-

Deo
si

votae^ c\ok votate a Dio per-

petuamente, e delle

monache che
fio-

distinsero nelle sacre lettere, es-

sendo innumerabili quelle che


VOL. XLVI.

5o

MON
doglia de] legato chiuso in carbaiti (Fedi),

MON
ma
i

ma

essi

furono

falsi

ad outa delle solenni proteste latto dal cardinale , che in quella occasione inostr un petto di broncere,
zo,

apostolici

monaci
tre

vagabondi
fece

viventi

due o

pev cella, onde


disordini

per

ri|a l'are

a' loro

si

fece

conoscere difensore e
libert

vindice acerrimo della


clesiastica.

ec-

conoscere in oriente la necessit di obbligare coi voti i monaci ul loro


stato,

meglio le diiferenze di quel sovrano , il cardinale se ne ritorn in Avignone


alla

Composte

precauzione lodevole che si deve a s. Basilio. Di siffatti monaci


parla
il

Rodot

nel

t.

II,

p.

20.
i

dove a nome
aver
scritto

della

santa
legalo,

sercil la carica di

Sede ee dopo
ed

cenobiti furono propriameule

mo-

naci conosciuti dall'antichit, ed os-

una ben

inlesa ed eru-

serva
leti.

il

Sarnelli, Lett. eccl.


affanti
s.

t.

Vili,
erepri-

dita glossa iul dirUlo canonico,

commentari sul sesto decretali, mor in Avignone nel


alcuni

delle
r

Paolo primo mita ve ne furoti altri , che il

Se

3,

mo
rola

concilio

ili

cui

si

trovi

la

pa-

e trasferito in Parigi rimase sepolto


tiella

chiesa del
lui

magnifico

col*

MonachuSj quello di Calcedonia del 4^^ on esistendo tal

legio
elogio.

da
S

fondato^ con

illustre

nome
o
il

fra

primi cristiani orientali

trov presente a tre con* Monnclius. Religioso


povert e obbe* ordine congrega*
cella

latini.

Distinguendosi dal

monaco

davi.

MOxXACO,
che
si

Frate (Fedi), ivi notammo che anticamente frate e monaco soveite signific

consacra a Dio coi tre voli


in

lo stesso, anzi fu

titolo

solenni di castit,

comune a
strale,

qualsivoglia religioso clauil

dienza

un

anche canonico. Parlando


di

zione approvata dalla Chiesa, e vi-

Sarnelli del titolo

Don

(Fedi),

vente

in

monastero o

sotto

una certa

regola, e vestito d'abito

rici

iuiiforie all'istituto

che professa.

Il

proprio de* monaci, dice che i Chie(Fedi) finche vissero in comune chiamaronsi fratres^ e la comunit fralernitasj

nome

di

monaco, tratto
f

dal greco

e che
si

anticamenappellavano
poi
il

monachos
gli

solitario,

unico, solo,

te chierici o

monaci
fratelli,

nella sua origine serv per indicare

col

titolo di
il

ma
e

s*
:

inai

uomini che

si

ritiravano ne* de*


solinghi e lontani

trodusse

domniis

don

serti,

e vivevano

da ogni commercio col mondo, per occuparsi unicamente della loro sa* iute e nella penitenza. Anticamen-
te
gli
vi

d pure il titolo di Padre (Fedi), ed al superiore quello di Abbate (Fedi). Ne* primi secoli della Chiesa i monaci furono anco
si

monaci

furono tre sorta di monaci Eremiti (Fedi) solitari ne' degli

chiamati

col

nome
t.

di

Beatissimo
il

(Fedi), affermandolo anco


caria, Stor.
leti.

Zac-

Anacoreti (Fedi) che vi* vevano nel proprio Monastero {F*


serti;

I,

p.

ig. Alcu-

di) separati dagli altri nonaci chiusi

nella

Cella (Fedi), tranne

pii

antichi

che

si

ritirarono
i

talvolta

nelle solitudini; ed
di)

Cenobili (F*

che dimoravano in
sotto
tal

comune
i

nel

monastero

una

regola.

Altri

Canonici regolari (Fedi) canonici monaci. Degli oblati monaci se ne parler Oblato. Sul principio i monaci abitarono fuori della citt, e nella mag^ gior parte erano laici , anzi fa lo-

na

volta

furono

chiamati

aggiunsero a

divisione

Sara-

ro

professione

gli

allontanava

dal-

MON
le

MON
lutto
il

5i
alla

funiioii

ecclesiastiche;

stiancsimo, per la

conversione
provincie,

loro impiego consisteva iicirorazione,


lon

fede di tanti stali e


le

per

nel

lavoro dello mani;


i

ci

missioni

e e

ostante
i

vescovi qualche volta


dalla solitudine

cristianesimo,

propagazione del quanto eminentealla

trassero

monaci

mente
le arti

contribuirono
al

pubblicui
fu-

per annoverarli nel clero, ed allora

ca istruzione,
e delle

risorgimento deldi

no

cessavano d'essere monaci, ed eracontati per chierici, laonde distinse


s.

scienze,

rono industriosi
ta

depositari; e

quanesse-

Girolamo

due generi
il

di
lo

immensa

e perenne

debba

vita

monastica monastico

e clericale. Per

re la venerazione e
tutti.

gratitudine

di
ri-

stato
di

ordin

concilio

Sovrani, principi e signori

adulti

Reims, che doveansi avvertire gli , e quelli che desideravano

za

entrarvi,
l

come
i

genitori che vi of-

ivano

loro
i

figli,

tra

mira che
i

non aver beni eterni, non


di
i

algli

nunziarono al potere e all' opulenper vestire la Cocolla [Fedi) momonastica, luuumcrabili sono naci che in tutti i tempi fiorirono
i

per santit di

vita,

dignit

eccle-

onori,

benefizi e altre

cose tcm*

siastiche, dottrina
ti,
i

e splendide virde' quali

porali, in

un tempo che
ricchi

monaci
,

principali

notiamo
conal-

erano divenuti
gli

e polenti

ai

loro articoli

delle

diverse

abbati signori e principi di vasti

gregazioni e ordini,
tres
il

enumerando

dominii.

Ad ognuno per
le

not
per

copiosissimo stuolo de' car-

come

gli

antichi monaci, oltre l'uso

d'innalzare

braccia

al

cielo

porgere voti all'Altissimo, di abbassarle alla terra, a


coltivarla nel

lavoro giornaliero delle


destinate all'orazione

mani

per

Papi che uscirono dalla anticamente ; nella chiesa greca soltanto i monaci potevano salire alla dignit vescovile. Molti monaci orientali ne' primi
dinali e de'

professione monastica

circa sette ore, in quelle cio

non

secoli fiu'ono

sublimali

al pontifica-

od altri esercizi spirituali, frapponevano lavori ai salmeggiamenti, co quelle slesse mani che figliavano flagelli e
i i

to

benedettini

antichi

coniano

ventitre

Papi; quelli delle diverse congiegazioni pur benedettini, pi Pio VII cassidi tredici, compresi
nese, e Gregorio

cingevano
le

cilicii.
i

Ora
nel

trattavano
lanificio,

XVI

camaldolese.
i

spole

pettini

Benedettini,
1

enumerammo
poi che senza
la

loro

ora occupa vansi in tessere sporte e


stuoie,

Papi.

monaci

digni-

ora in ricopiare codici, mas-

t cardinalizia passarono dal monaste-

sime quei dei santi padri degli ascetici, chiamati per tale uffizio antiquari
e copiatori.
la

ro alla cattedra apostolica

;,

ne'primi
e Pela-

tempi furono Benedetto


gio li;

Cosi mentre

e-

dopo

il
,

decreto

di

Stefano

difcavan

Chiesa

con

la

loro

IV

del

769

i cui ordin doversi


i

piet, cercavano d'illustrarla col lo-

eleggere Papi
tavia

soli

cardinali, tut-

ro sapere, dividendo
arti

giorni fra e

il

coro, l libreria, l'agricoltura

le

manuali. In moltissimi articoli


le

bench noi fossero, vi diventarono monaci Silvestro II, s. Leone IX, Vittore II, Calisto II, Eui

celebrammo
degli ordini

grandi benemerenze
Opposti
all'e-

genio

III,

8.

Celestino V, e

Urbano

monastici colla societ,


essersi

massime per

resa sino dai pi-imi secoli del cri-

V. Sembra incredibile la gran moltitudine de' monaci che vissero in un solo monastero o Laura (Fedi),

52
equivalenti

MON
a
piccole
citt

MON
per
le

una caverna sino


ni,

molle migliaia de' monaci e chiese, singolarmente in Egitto.


In diversi luoghi parlai dell'ori-

ma

all'et di 1 14 annutrendosi de' frulli di una palche ne cuopriva l'ingresso; .

Antonio patriarca de' cenobiti, egiziano coni 'esso, verso Tanno

gine del monachismo,


vi

come

a Di-

sciplina REGOLARE. Assai per

tempo
Rinal-

dopo aver
stesso

collocato la sorella in

270, un

furono
di
s.

cristiani

che ad imitazioil

ne
di

Gio. Battista, che


principe
de'

chiama

de' profeti,

come

di Elia

che

monaci e Cari

mcUtani [Vedi) riconoscono per primario istitutore, si ritirarono nella


solitudine per attendere alla orazio-

ne, ai digiuni, ed agli altri


zi

eserci-

chiamarono A' sceti (Fedi), vale a dire uomini che menavano vita ritirata ed astinente. Semhra ancora che Ges Cristo abbia dato motivo a questo genere di
di

penitenza;

si

monastero di vergini, abbracci lo genere di vita, e fu seguito da alcuni altri s. Paolo e s. Antonio furono gli anacoreti piti celebri, ed il secondo conobbe il primo, ed in morte lo seppell. I seguaci di s. Antonio vivevano in cellette separate a qualche distanza le une dalle altre; vollero imitarne la santa vita, e furono da lui con;

fermali nella
in

buona
la

risoluzione

e
si

breve sotto

sua

direzione

che visse nel deserto, e coH'abitudine che avea di ritirarvisi per pregare con pi raccoglimento, avendo egli encomiata la vita solitaria del suo
vita,

coi

quaranta giorni

ce regola

formarono molti monasteri. Non fes. Paolo pe'suoi eremili, bens\ col suo esempio molti venil nero allettati alla vita solitaria suo discepolo s. Cari Ione pare che abbia formato delle regole per quel:

Precursore.
detto
vita

ordini religiosi
la

si

li

come

professione

della

sotto la sua direzione,

che vollero vivere solitariamente come dicem-

monastica
nella
essa,

regolare
fino dai

cominprinci-

mo

ciasse
pii- di

Cliiesa

per l'osservanza pi pernell'

fetta

de* consigli proposti

evan-

gelo.

Alcuni trovarono r origine dello attribuendolo


sostennero
al

assai

semdelle
se-

plice

stato

religio-

so,

tempo
primi

persecuzioni che ne' tre


coli
i

al suo articolo. Discepolo di s. Antonio fu s. Macario, e chiaro per miracoli mori nel 35o. Verso questo tempo fior s. Pacomio, al quale si attribuisce la riunione delle memorate cellette, l'unione in diversi monasteri e in comunit composte di trenta o quaranta monaci, l'in-

cristiani.

Molti di
dis-

quelli dell' Egitto e delle provincie


di

troduzione della vita cenobitica, e la formazione di una regola, su di che


va letto quanto
si

Ponto

ritiraronsi

ne'luoghi
presero

disse a Disciplina:
i

abitati

per sottrarsi dalle perquisi:

zioni e da' tormenti

il

pia-

cere della solitudine, e vi

dimora-

rono, o
re

vi

ritornarono poi a servi-

Dio con pace e tranquillit, non per viventi in comunit con regola determinala. Verso l'anno 7.5o
o

venne la distinzione tra cenobiti o monaci che viveano in comunit, e gli eremili o anacoreti che viveano soli ; tuttavolta si visitavano e si consolavano con requindi
ligiose

ed

esemplari

conversazioni.
alta
lo

Ma
del

259

tirossi

Paolo primo eremita rinella Tebaide per fuggire la


s.

Pacomio ebbe s sacerdozio, che non


s.

idea

permise
degli

ad alcuno de' suoi


11 p.

religiosi.

persecuzione

di

Decio,

e visse in

Bonanni nel Catalogo

MOJS
ordini religiosij'ipovla le figiiie e le notizie de'notninati primari fondatori
dello stato religioso e monastico. Sin

MON
rapeuti applicati alla vita
diverse opinioni, e ne
citato articolo
stale delle

53
contem-

plativa, ebrei o cristiani secondo le

dall'anno
scepolo di

3o6
s.

circa,

s.

Ilarione di<
nel-

parlammo al Monache essendovi


,

Antonio fabbric
tosto

terapeutiche. Altri asse-

la Palestina
li

monasteri simili a quels'introdusse


la

gnano
secolo,

il

principio de' monaci al

dell'Egitto:

nel quale fiorirono

solitari

monastica nella Siria, Armenia, Ponto, Cappadocia, e in tutte le parti dell'oriente, ove andavansi meglio
vita

in Eliopoli di
s.

Fenicia, e vuoisi che

Telesforo^ eletto

Papa
i

fosse stato anacoreta,

istituendo anche le
di).

Monache [F-

S.

Basilio
la

conoscere

Egitto,

dopo le Antonio, Pacomio e


zion
l'istituto

che avea imparato vita monastica in conferenze coi ss.


Ilarione, perfeil

monastico, verso

che furono approvate, non pare, come dicono alcuni , nel concilio Niceno , che fu
scrisse

362

regole

anteriore,
vescovi, e

ma
pu

forse
dirsi
il

piuttosto dai

ed annoverino tra i loro alunni. Si narra pure che nel 111 secolo s. Nicone vescovo di Cizico soffr il martirio alla met di esso, con 199 monaci da lui governati, ed avea ricevuto l'abito monastico dal predecessore Teodoro. Verso r anno 34o circa vuoisi introdotto in occidente il monachinonici regolari

142, cacarmelitani lo

nel

bench

proto-patriar-

smo

ca dei monaci della chiesa orientale,

s. Atanasio patriarca d' Alessandria portandosi coi monaci egi:

poich la sua regola fu trovata


saggia
e
perfetta
,

ziani

tanto

che

tutti
:

o 341
giosi

Ammonio ed in Roma
d* oriente a
s.

Isidoro

nel

34o
dalreli-

ripararsi

l'adottarono, e tuttora
di questa regola,
le degli altri

si

osserva

l'odio degli ariani,


ta di
di

propose
lui

come

di tutte quel-

modello, e
discepolo,

la vi-

monaci

esistenti

o non

Antonio da
era stato
la

composta,
e
i' i-

ne parla ai loro ar-_ ed alle biografie di quelli che le composero, f^. Basiliani. L' Assema ni, Biblioth. orient t. IV, e. 2, 4> liana che i primi monaci i
pi
esistenti, se
ticoli,

cui

stituzione de' monaci, ispirando agli


occidentali

brama
in diffusero

d'imitarlo;

cia (Fedi)

quali

si

stabilirono
in

nella

Mesopo-

tamia
tanti
la

Persia, furono altret-

in Franmonasteri. Dicemmo pure a Disciplina, che alcuni attribuiscono a s. Atanasio

quindi in

Roma^
si

Milano,
i

apostoli o missionari, e che pi parte divennero vescovi. 11

l'introduzione del

monachismo
diffuse
altri

in

Roma, da dove
to l'occidente, e

si

per tutsosten-

Terzi nella Siria sacra discorre del gran numero de* monaci e monasteri

che

orientali, quali in
assai

un

alle

mo-

Martino di Tours gi introdotto a Milano, anzi a lui

gono averlo
si

s.

nache
gitto.

moltiplicaronsi

nell'Eil

attribuisce eziandio

l'

introduzio-

Avanti di dire come

mo-

nachismo s' introdusse in occidente, noteremo che il p. Helyot, nella


dissertazione preliminare
storia

della

sua

degli
fa

ordini religiosi, seguenrisalire l'origine contro-

altri

Ido I

versa

della

vita

monastica

ai

te-

ne della vita monastica nelle Gallie, dopo averla condotta in Italia, con fondare nel 358 circa il monastero di Marraoutier presso Tours, chiamato Majas vionasterium per distinzione, e con flbbricare verso monastero di Ligugey il 36o il

5-i

MON
di
Poiliers.
di

MOIf
La
coji-

nella diocesi

di

Pietro

Fullone,

gno dc'monaci
vigilanti per-

gre^zionc
(P^cili)

monastica

Leriiu

Avenieli (Vedi)y delti

Protenza, fu indata da . Onoralo con i, Caprasio solitario suo direttore, dopo per non dire di altre. Alil 375,
sulle coste di

ch

divisi in

tre classi, senza inter-

ruzione, giorno ^ notte

celebrava-'

no
essi

in

chiesa le

divina

lodi
la

Tra

forirono

monaci

dottissimi e

cuni

attribuiscono

l'

introduzione

santi,
6.

ed in

Roma

con

regola di
il

nelle Gallie della vita religiosa, an-

Basilio furono introdotti verso

che a

8.

Atanasio

ed a

s.

Marcel'

lino arcivescovo d'

volta in

principio a' monaci


il

Ambrun. Tuttanon
il

55o nel monastero e Chiesa di s. Sabba (Vedi): questo santo abbate


basiliano fu detto

era permesso

sacerdozio,

quale

Parlando
in

il

il gran monaco. Rodot, Del rito greco

uolsi
s.

loro

accordato
nel
il

dal
il

Papa
quale

Italia,

t.

Il,

p.

28, del monacala re-

Siricio eletto

385,

to d'Italia introdotto innanzi

prescrisse con legge

Celibato (P^e-

gola basiliana, dice che questa sola


si

di)

ai

sacerdoti
le

diaconi, confercos
i

conobbe nella

regione
nel

quando
RufTno
latino
erasi

mando

anteriori;

monaci

portatosi in essa
col
s.

4of
in

furono ammessi agli ordini minori e maggiori compreso l'episcopale.

greco esemplare delle regole di


Basilio,
le
il

tradusse

Abbiamo da

s.

Ambrogio

66f die i monaci ud ordinarsi sacerdoti


del
il

63, cominciarono
epist.

mentre gi

monacato

mi-

rabilmente propagato tra

gl'italiani,

sulla
s.

fine

IV

secolo, essendo

Atanasio

vivendo i monaci monasteri sotto la


superiore,

unitamente nei
direzione d'

un

primo che

dallo

stato

monaca-

le

diede sacerdoti al clero alessan-

drino.
Italia

Tra

primi introduttori in

monastico viene Eusebio vescovo di Vercelli (Vedi), che lo stabil nella sua cattedrale riducendo alia vita comune e religiosa il suo clero verso il 35o; laonde viene riconodell'ordine

seguendo le tracce dei regolamenti che aveano loro comunicato s. Atanasio, s. Martino e s. Eusebio, che gli aveano appresi
neir Egitto e nella
Siria.
i

ancora celebrato

s.

Vero
alle

per
italiani

che

riconoscendo

monaci
loro

essere

conforme
s.

istituzioni

quelle di

Basilio,

pro-

venendo da un medesimo
profittarono pei
va, per
la
via

sciuto

il il

santo, tornalo dajl' oriente

fonte, ne lumi che contenestabilirsi nel-

dopo
li.

suo

esilio,

quale istitutore
religiosa
dicesi
il

maggiormente
della

della vita monastica nelle cattedra-

perfezione;

poich

La

professione

cenoblli d'

un medesimo monastero
alle os-

introdotta nella
pontificato
di
il

Spagna

avanti
I,

non erano ancora obbligali

s.

Damaso

essen-

servanze d'una medesima regola, e

done prova
za celebrato

concilio di Saragoznel

38o. Nei primi del secolo gravissimo danno fecero alla Chiesa coi loro perniciosi

quah api industriose alcuni sceglievano le pi opportune tradizioni


de' maggiori, altri seguivano le leggi di
s.

Pacomio,
volont
si

altri

si

adattava-

errori Pelagio,
ghillerra,

monaco nato

in In-

no
di

alla

de' superiori, quin-

ed Eutiche Arcimandri-

di altri
s.

drila (Vedi) o abbate generale d'un

Basilio.
il

uniformarono ai dettami Di questo sentimento


celebre p. Mabillon,
dili-

celebre monastero di Costantinopoli;

fu

pure

vennero pur condannali ^U errori

genlissirao investigatore dell* origine

MON
e progresso del monacato^ t]el quale si li a pure De studih monasticis, Venetiae 1770. Fioriva
tulli

vida mente, ma fu norma a quelli che in copia innumerabile, rapida-

nondimeno

in

mente
to,
il

&i

fondarono;
la

riconoscentlosi
di
s.

un medesimo

spirito di

virti,

contenere

regola

Benedet-

la piCi rigorosa mortificazioDe, l'imi-

pi lodevole delle antiche di


li-

tazione di
il

Ges Cristo; ed essendo monacalo la privata salvezza del monaco, si perprincipal fine del

oriente, e per essere altres stala

mitata

la

volont
i

de' suoi

seguaci

a secondare

metteva a ciascuno di seguir l'impulso che riceveva, scegliendo i mezzi che potevano condurlo al comune oggetto. Nel V secolo 8. Agoslino, col suo libro De opere mO'
nachor.y prese la difesa di que'

vello istituto

dettami del noavvenne pure coi monasteri delle monache. La regola di s. Benedetto un compensoli
:

ci

dio di santit

e di sapienza, laon-

de venne
ciata,

prodigiosamente abbractenuta in

mo-

sempre
Il

somma
nella
Ili,

naci che vivevano col lavoro delle

venerazione.

cav. Arlaud,

mani, contro quei che sostenevano essere meglio vivere di obbluzone


e delle limosine
de' fedeli.

Storia di Leone

XII,
dello

t.

cap.

XLV,
di tre

parlando
monasteri

stabiJ-mento
nella

benedeltif

Tante

si

diverse regole de'

mo*

Baviera nel
scrisse

1826,
potersi

ben a

ragione
sentirsi

naci orientali sparse neil' Italia, co-

non
s.
il

parlare dell'or-

me

osserva

il

Rodot, tosto svanidei


raggi della

dine di

Benedetto senza
diritti

rono
la

allo spuntar

intenerire
Q* gloriosi

cuore, e senza pensare

regola benedettina, piena di santit,

che ha

al rispetto

quale

portava

al

mondo

una

di tutto
la

il

cattolicismo.

La rego-

nuova luce
il

di perfezione,

additando

di

s.

BenedeltOj

adottala dalla

sentiere pi agevole della salute.

naggior parte degli ordini religiosi

Dappoich s. Benedetto patriarca dei monaci d'occidente, omnium juslO' rum spiritu plemiSy come lo chiam
s.

Gregorio

I,

nel

pontificato di

s.

Ormisda e verso il 520 o 529 dopo aver preso sino dal 494 ^* bito monastico da s. Romano, cre''

Europa, secondo l'espressione s. Gregorio I Magno ammirabile nella sua saggezza e pura nella sua dizione. Essa non ordina forze nulla che oltrepassi le deldi

di

l'uomo, e tende
distoglierlo

particolarmente a

duto abbate basiliano in Subiaco, ivi per tre anni medit la regola,
quale compi e pubblic
Cassino, fonda-udo
tissimo
il

in

Monte

lauto celebra-

e benemerentissimo ordine

benedettino, che
alle

servii di modello numerose congregazioni monastiche che ne derivarono, le quali ben presto si sparsero per l'occidente e poi si propagarono nelle diverse parli del mondo. I regola*

da quella oziosa contemplazione, elle ha generato tanti mali ne' monasteri d'oriente. Fu una vera consolazione il vedere questi asili aperti a lutti coloro che volevano fuggire le oppressioni del governo vandalo, goto, o longobardo. La Francia non obblier giaramai g' immensi lavori che deve allo zelo

instancabile
i

de*

figli

di

s.

Benedetto,

quali

possiam dirb a

tutta ragione,

menti di

Benedetto prevalsero a quelli de'preesistenti monasteri, e


s.

hanno s laboriosamente dissodato le terre, e coltivalo


gli

spiriti ".
s.

Non

solo sino ai
vi

non men

questi

gU adottarono

a-

tempi

di

Benedetto non

era-

56
no regole
gli

MOW
fisse

MON
ma
Tultavolta
di
s.

ne' monasteri,

dipoi
si

la

congregazione
offerti

abbati sceglievano tra le diverse osservanze, quelle che loro sem-

Benedetto

divise in tre

pagnie,
sin

de' fanciulli

bravano pi convenienti
e pi adattate
ai

ai

bisogni,
:

dalla

puerizia

per

la

vita

comDio mo-

loro dipendenti
la

nastica; de' novizi,

gi nel secolo Vili


ne' monasteri

regola besola

che

si

ch'erano quelli mettevano in prova per cola

nedettina fu quasi la

seguila

noscere

loro

vocazione,

innanzi

d'occidente, massime

d' Italia, di Francia e d' Inghilterra. Nel VI secolo o poco pi tardi

che si votassero a Dio; e de'professi, ch'erano i veri monaci, per aver


votato castit,
za;
i

povert e obbedien-

l'ordine benedettino
in

erasi
,

stabilito

voti

per

non erano
quali poi
il

solenni

Inghilterra (Fedi)

fiorendovi

ossia

perpetui,

si

perpe-

mirabilmente in virl^ onore e potere, rendendo que"* monaci col loro


fervore
alla

tuarono. Nel 5ii


leans
agli

concilio d'Or-

obblig

monaci

obbedire

dottrina

grandi
lettere,

servigi

abbati,

autorizzando questi a
riprendere

religione e alle
i

ne resero
nia
i

benedettini di
:

nia e di altre nazioni

in

come GermaGerma-

toglier loro
prio,
coli'

e di

quanto avevano di proi vagabondi


punirli

aiuto
le

de' vescovi, per

divennero potentissimi e gli abbati sovrani. Alcuni riferiscono che primordi dello stato monastico in Inghilterra gli ai

monaci

secondo
nel

regole. Quello di
ai

Tours
uscire
quelli

566
si

viet

dal

monastero,

monaci scomunic

che

"vea

introdotti
d'

s.
;

Germano
nella Scozia
s.

vescos.

dovendosi separare dalla pretesa moglie anco colmaritassero,

Auxerre verino ed in che vi fond


,

vo

Se-

r aiuto del
ca in
naci.

giudice,

il

quale se
tali
I

lo

Irlanda

Patrizio
,

ricusa incorrerebbe nella

scomuni-

de' monasteri

Fedi

un
11

ai

proiettori di
s.

moebbe
e
losi

Benedettinf, e
stre ordine.

gli articoli delle tan-

Papa

Gregorio

te congregazioni

derivate dall' illu-

santissimi

monaci per
i

consiglieri

famigliali, e fece togliere dalle

Sino dai pdmi tempi del monachismo concili! ed Papi emanarono salutari provvidenze a suo
i
i

ro chiese
rilassasse

battisteri,

acci

non
Per

la

loro

disciplina

colla
lo

conversazione
stesso

de' secolari.

vantaggio,

di

che

parlasi ai

loto

luoghi: a volerne riportare alcune,

diremo che

il

concilio generale di

Calcedonia nel

^5i

stim

neces-

sario e conveniente di sottomettere


i

monaci interamente ai vescovi. Il secondo concilio Toletano del 477 per impedire che genitori ponessero i figli in troppo tenera et nei monasteri, per farli allevare nella
i

motivo comand che i monaci non diventassero compari. Inoltre s. Gregorio 1 nel concilio celebrato in lloma nel 6o i die licenza a Probo abbate di far testamento de'suoi beni prima che si
facesse
di

monaco:
di

eia slimata
il

cosa

tanto

momento
acquistati

dar

facolt

ad un monaco
de'beni
nel

testare, eziandio

avanti
il

l'entrata

piet, proib\ di permettere la pro-

monastero,

che
se

fessione

monacale prima
il

di dieciot-

volle ci fare
in

non

Papa non convocando


tiova-

to anni, previo
li

consenso di quel-

un sinodo

preti

e diaconi car-

che mostravano vocazione, di che dovea assicurarsene il vescovo.

dinali e vescovi
vansi in

che allora
Bonifazio

Roma.

IV

nel

MON
concilio

MON
laffien

57
ilei

romano

del

6io

prov
i

s.

Gregorio
messi

quelli che affermavano non aver i monaci poleslh di amministrare il

figli

726, che ancor ne' monasteri


li

fanciulli,

siano levali per contrarre

battesimo e

la

penitenza

decreto

matrimonio.
clasti

L'eresia degli
cagionato
e
la
,

iconodesola-

che conferm

Urbano
i

II

con

di-

avendo

la

chiarare essere anzi


gnissimi di esercitare
ri.

monaci
tali

de-

zione in oriente,
delle sacre

distruzione
i

ministe-

immagini

monaci

si

j\el

secolo

VII
i

promovendosi
njonaci
al

nascosero ne' deserti, e gran

nume-

pi di frequente
cerdozio, e

sala

ro portaronsi

in Italia,

particolar-

solendo

mantenere
di

tonsura monacale, molti a

loro efarsi

sempio presero
la

il

costume
di

chierica.

Il

concilio

Toledo
tol-

del

646

dichiar non doversi


quali

lerare eremiti vagabondi n reclusi

761 il Paolo I li accolse con tutto amore, e loro diede per abitazione la casa paterna, riducendola nel monastero e Chiesa di s. Silveslro Capile i^Fedi). Volle che vi eili
in

mente

Roma, dove

nel

Papa

s.

ignoranti,

si

chiuderanno

sercitassero

il

loro rito greco, e vi


uffizi,

ne' monasteri vicini, solo permettersi

cantassero

divini

mentre

in

vivere insolitudine a quelli che avesse-

Costantinopoli l'imperatore

ordina-

ro dimorato del tempo nei monasteri.

Nel pontificato di s. Martino I del (49, e per l'eresia de* monoprimi monaci, ch'erano teliti,
i i

va che ni uno potesse farsi monaco, perseguitando i religiosi e le monache. 11 Rodot enumera i monasteri dati
tali,

successivamente agli orienPontefici in

oggetti del loro furore, dall' Egitto

fuggenti l'eresie de' monoteliti

volarono a
e difendere
guitati dai
Jl

Roma

in

seno della Se-

degl' iconoclasti, dai


i

de apostolica,

solita

ad

accogliere
i

Boma, come
di
s.

monasteri
s.

e Chiese
di
s.

maternamente
ricett

perse-

Grisogono, di
monasteri
s,

Sabba,
altri
s.

perturbatori della pace.


in alcuni
di
i

Prisca, e pi tardi per


vi
i

Papa
e

li
li

monail

e Chiese di
di
s.

moliAless.

steri,

provvide

tutto

bi-

sio ^ di

Prassede,
s.

Martino
Ce-

sognevole, essendo
ni

monaci arme-

a'

Monti, di

Gregorio , di
de' quali

e greci; questi nel celebre con-

sareo, ed altri di cui parliamo a' loro luoghi


,

cilio
i

che adun

il

Pontefice contro

molti

furono

monoteliti, con edificante zelo di-

assegnali a' basiliani, di che facem-

ssero le cattoliche verit. Osserva il Rodot, p. 57, ch'essi veramente furono i primi orientali cenobili che stabilironsi in Roma ne' moriti armeno e nasteri, portandovi greco, sebbene ne' medesimi soveni

mo

parola anche all'articolo GroT-

TAFERRATA, ov' un fiorente monastero di s insigne e benemerito


ordine. Inoltre
nothzie de'
il Rodot riporta le monaci greci e basiliasecoli VII e Vili si ri-

te celebrarono le liturgie de' latini,

secondo la disciplina di que' tempi, onde dar pubblica testimonianza della loro sincera e costante unione
colla

ni che ne' fugiarono ne' regni di Napoli Sicilia, di che pure facciamo

e di

zione ai corrispondenti
i

menarticoli. Tra
fio-

monaci
basiliani

orientali che tuttora


gli

Chiesa romana.
il

scrisse

concilio di

655 preAutun, che


j\el
si

riscono
i

nomineremo
j
,

antoniani,
s.
i

i i

maroniti di

monaci

gli

abbati
s.

conformas-

nio armeni
chiti,
i

mechitaristi,

Antomel-

sero alla regola di

Benedetto. Ri-

quali tulli

hanno

articoli.

58
Nel concilio
del

ino
ceneraio Ncenp
al

MOH
l

sacerdozio,

qhe
i

consistevano

nel-

monaci per. nottnre ne' monasteri di donne e di mangiare con alcuna religiosa o donna, meno una qualche altra grande necessit. Nel concilio ge-

7B7

fu

proibito

l'amminlslrare

sagramentl,

e nel

celebrare la messa

una

volta la set-

timana, cio

nerale di Costantinopoli
to

IV, tenui

nell'HGQ, fu ordinato che


fatti

mo-

naci

vescovi

portino

vsibU

domenica, e in alcuni luoghi il gabbato e la domenica. Il secolo X fu per la Chiesa il pi funesto ed infelice, barbaro ed ignorante, solo i monaci ed altri religiosi conservarono il fuoco
la

mente l'abito rVIll e IX


gnori

del loro ordine. Nel-

sacro della scienza^

secolo moltissimi

si-

e principi

sovrani rinunzia-

con applicarsi a copiare i monumenti de'dotli che gli aveano preceduti. Osserva il
Berlendi, Delle obblazioni all'altave282, che nel secolo X cacciarono da molte chiese gl'indegni sacerdoti, e vi sostituirono i monaci, come a Verdun, Worcester, Dorcester, Metz. All'articolo Laico (Vedi), cio secolare, dicemmo di quelli che prima e dopo il secolo divennero abbati, si usurparono le abbazie, e colle famiglie passarono ad abitare ne'monasteri ; e di quelli che prima di morire si facevano portare tra mo-

rono
si

alle loro fortune e dignit, e

fecero monaci. Si videro ancora

re

p.

imperatori e re scegliere de' monaci

scovi

per

loro ministri,

ambasciatori

e confidenti, ci che praticarono an-

poche

co ne* secoli seguenti. In diverse esovrani detronizzati furono i

obliligati

assumere
il

la

cocolla

moo de-

nastica, e le regine ripudiate

poste prendere

sacro velo tra le


diversi
pei

monache. L'ordine monastico non


essendo ancora
corpi distinti per
diviso
le

in

funzioni,

nomi

e pei loro

istitutori,

niuna
di

naci, e coi

loro

abiti
si

si

facevano

distinzione eravi tra'


stesso monastero, e

membri
non

uno

seppellire, e perch

dissero

mO'

fu che ver-

che essendo i monaper lo pii educati al chiericato ed agli ordini sacri, a distinguere ne'mofc' incominci
so
il

secolo

ci

benedettini

nacki ad succurrendum, di che parliamo pure a Monastero. Di questo rito, durato sino al secolo XIV, ne

rimane un
si

vestigio in quei
alla

laici

che

fanno condurre
abiti
religiosi,

sepoltura

nasteri

due sorta

di

religiosi,

dei

con
ce
il

rito

ancor que-

quali
al

gli

uni destinati

al

coro ed

sto di qualche antichit,

come
I, p.

di-

LeUi> rati [Vedi) o coronati, perch stusacerdozio


chierici,

erano

Borgia,

Memorie
si

t.

i38.

Nel

io4i

narra che Benedetto


celibato

diavano e portavano
ricale,

la

corona chieai
la*

IX
to
,

dispens Casimiro dal diacona-

gli

altri
si

impiegati

monacato e

onde

\uri inanuaH
versi ^ Donati,

chiamavano

Cori'

succedere al trono di Polonia;


fra le condizioni

ma
Di-

Laici [Fedi), ed erabarbuti, idioti


,

imposte

ai

polacla

no
ch

illetterati,

per-

chi che aveano

domandala
vi

non studiavano ed avevano lunga la barba. Prima di quel tempo non eravi tult'al pi che un sacerdote in ciascun monastcKo; o se ve n'erano molti, il solo anziano disimpegnava
le

spensa [Vedi)y
tar la testa
naci.

fu quella di por-

tosala a guisa de'

mo-

Nel concilio tenuto in Faenza nel secolo Xf> venne abrogata


la

facolt concessa

ad

alcuni
loro

mo-

funzioni del

naci di affidare

nelle

psses-

lyioix
sioni
lari la

MON
a' preti ^eco-

59
venendui
la

cura
il

(ji'aJiiine

cantav

1?

messq pubbliolic;
ingiunto
di
gli

*enaa

(;onenso

de' vescovi

do loro

rii;evere
oli

traltandosi nel inedesiiuo della di-

vescovi diocesani

santi,

pendenza
bilite

dovuta

dai

iToiiacl

ai
*;la

Qonsecrazione degli altari e l'ordi-

vescovi nelle chiese parrocchiali


ne' loro possedimenti.
i

nazione
nel
I
1

de' chierici.

Innocenzo

i(

no.

lo che
ni

monaci per
e nel
il

le

loro istituzio-

34 abilit Bamiro monaco


succedere
al

a prender moglie e sacerdote,

per

erano oggetti alla giurisdizione


lib.

vescovile,

Ili

delle de;

cretali ervi
ligiosis

til.

XXXVI De
ut epscopo

re-

donibuSj

sint

Noli pur sono i decreti Gregorio l ivi inseriti, che confermano la stessa massima sino dal 590. Ma ne' tempi successivi la monastica disciplina prov nosibjectae.

di

s.

tabili

cangiamenti in questo

part

colare,
vilegi

non tanto

in

vista de' pri-

elargiti dai Papi, quanto an che per concessione de'piissimi imperatori, e per condiscendenza degli
slessi

regno d'Aragona; indi nel concilio generale Laleranense 11 del I 189 fulmin anatema a quelli che sostenevano non potersi salvamonaci che godessero poj^sesre sioni, chiamandoli mani morte, f^. Beni e Mano. Il concilio di Londra del 1175^ viet ai monaci il trulUco, ed il tenere afilltanze. Quello generale di Laterano HI, tenuto da Alessandro HI nel 1179, prescrisse che i monaci e religiosi di qualsivoglia
i
'

istituto,

non sarebbero

in
i

esso ri-

cevuti per denari; e che

vescovi,

quali

si

spogliaro

non potessero aver


sotto

peculio, se

monaci non

no de'loro
questo

diritti

a favore de'

nasteri pi celebri.

Prima

modopo

per l'esercizio della loro obbedienza,

tempo incominciarono gli abbati ad avere per concessioni


r uso di diverse insegno vescovili, come Mitra, Anello, Ba^ colo, Croce pettorale. Guanti, Sandali ec, con altre insigni prerogative riportate a'iuogh loro. Gravi furono
le

pena di scomunica, con altre analoghe provvidenze. Alessandro III


dispens
il

b.

Nicol Giustiniani mo-

pontificie

naco sacerdote di prender moglie, onde continuar la sua nobilissima


famiglia; ci conseguito torn dipoi
in monastero.
Il

concilio di
i

Yorck
e

viet
il

ai

monaci
dal

pellegrinaggi,

vertenze tra

il

sacerdozio e l'im-

sortire

monastero,

tranne

pero per l'investiture ecclesiastiche che pretesero dare agli abbati gli
imperatori de' feudi e delle abbazie.

Nel

1072 decret il concilio di Rouen, che monaci vagabondi o


i

qualche causa e in compagnia; come pure proib prendere in alIUto le loro obbedienze, cio i beni dei monasteri cui appartenevano o governavano.
giosi

Nel

12 12

il

concilio
i

cacciati dai
litti,

loro monasteri per de-

di Parigi proi In di

ricevere

reli-

sarebbero costretti

per

autoa' loro

rit del

vescovo ritornare
titolo

prima dell'et di dieciotto anni; e quando il superiore permetter


gli

monasteri; che se l'abbate ricusas-

al
il

monaco

di far
farlo,

viaggio, afllnch

elemosina gli passer da vivere. Nel concilio generale di Laterano I del ii23
di

se riceverli, a

dia

modo

di

non abbia a mendicare con vergogna dell'ordine, non essendovi ancora


religiosi

fu proibito

agli abbati

monaci
di
vi-

mendicanti.

Pioib'i

dar pubbliche penitenze,

Edi

sitar

gl'infermi,

far le

unzioni e

ancora che un religioso avesse du priorie o due obbedienze.

6o

MON
fessione ai
cati ai

MON
loro parrochi, quei che
i

Nel conclio generale di La telano IV del ii5 fu rinnovato il divieto di esercitare i monaci l'uffizio di Medico e di Chirurgo ( Fedi),

avessero gi confessati
tra sorte di

loro pecal-

monaci o a qualunque
religiosi,

come
i

dall'es-

ma

al

modo

detto a quegli arle

travagante
vi

Inter

cunctas.

Per
dirilli

le

ticoli,

analoghe discipline de' diversi tempi, Quello


Montpellier del
i

ove riportammo

gravi questioni insorte tra

vescoe

ed

monaci

circa
i

di

112$

proib a
del

possedimenti rispettivi,

monaci

fu-

tulli

religiosi

posseder nulla

proprio, anche col permesso de' superiori,


di
ai
i

quali non aveano facolt


si

rono dai Papi presi sotto la loro immediata giurisdizione, e quindi nacquero l'esenzioni in loro vantaggio. Ne' decreti di riforma
.

permetterlo; n
religiosi

dasse

somme
gli

falli

pel vestiario,

mentre
si
;

dal concilio di Trento, niente


trova che provi

vi si

avanzi delle loro porzioni


sero
distribuire
ai

doves-

che lo stato

mo-

poveri

venne
in

naslico avesse bisogno di essere as-

ancor

proibito

far

processione

due comunit, se non per passare ad un'osservanza pi stretta. Gi si


sa che la disciplina regolare, secon-

solutamente cambialo; piuUosto quehanno per soggetto di sti decreti

mantenere
zich

la disciplina

com'era, anmigliore.
I

introdurne
trappisti
la
vita

una
dei

do

luoghi e

tempi,

and sogsuccessi-

monaci
cidente

rinnovarono

in oc-

getta a molte
tichi

variazioni, e gli an-

cenobiti della

rigori assai

vennero

vamente diminuiti. Piescrisse il con^ sucilio d'Oxford del 1222 che


i

Tebaide, ed il loro esempio produsse un'infinit di conversioni, assoggettandosi


alle

loro

austerit

periori

religiosi

rendessero cone
delle
spese.

pi
della

grandi

personaggi.
dell'ordine
i

L'abbazia
de' cistcrterri-

to delle

riscossioni

Trappa

Quello di Tours nel

1239

viet ai

ciensi,

fondala nel

i4o nel

monaci

di servire

alle

chiese
1

par-

rocchiali. 11 concilio d' Arles del

26
po-

Perche sotto l'invocazione della Beala Vergine, essendo i retorio di


ligiosi

proib ai

religiosi

di ricevere

il

coll'andar

de' secoli

caduti
vi rista-

polo
se
di
le

all'uffizio

divino nelle loro chiefeste solenni,

nel rilassamento, nel


bil

i663

domeniche e

predicarvi alle ore

della

n messa

un'esatta riforma Armando Giovanni Bouthillicr de Ranc, abbate

parrocchiale,
quelli

onde non distogliere che doveano ricevere l'istru-

commendatario dell'abbazia. Dopo una tale epoca quella casa divent


assai

zione nelle loro parrocchie. Nel concilio di

celebre, e tuttora

fiorisce, es-

Londra
che
i

del

1268

fu deve-

sendovi trappisti anche altrove. Nel

cretato,

monaci

divenuti

1820
pi'ovati

Pio

scovi ne conserveranno l'abito. Quello tenuto in Salisburgo nel

de' fratelli

1274,
confes-

VII approv l'istituto monaci d'Irlanda, gi apda Benedetto Xlil: se ne

viet ai religiosi eleggersi

il

parla nel voi.

XXXVI,
altri

p.

97

del

sore fuori dell'ordine, senza particolare permissione del superiore. Be-

Dizionario, e in

luoghi.

Quanto
naci, eravi

all'abito degli antichi


in
essi

mo-

nedetto

XI

nel

i3o3, per

togliere

una controversia eccitata nell'accademia di Parigi, dichiar che non


erano obbligati a rinnovar
la

molla variet, sia pel colore, che per la materia e per la forma. In oriente furono ordina-

con-

riamente

di

lino e di pelle, in oc-

MON
cidente di lana
paesi caldi

MON
tosini,

61
maroniti

e di pellicce; nei

maroniti aleppini,

pi leggieri, e ne* paesi

freddi piti pesanti.

Delle loro
ai

di-

libanesi, armeni di s. Antonio, armeni mechitarisli di Venezia , basiliani

verse qualit
li

ne trattiamo
i

singo-

greco-melchiti.

Ai

rispettivi

articoli.

JVovaziano ed
secolo
III

suoi se-

articoli

citiamo

gli

autori che scris,

guaci
dai

nel

vestivano di
laici

sero
solo

bianco, per distinguersi dai

sul monachismo laonde qui nomineremo Lorenzo Landt,


:

monaci che vestivano


il

di

nero,

De

vetere clerico- nionacho continens

e dal clero cattolico che vestiva di

paonazzo:

vestimento

nero nel
vi
il

habitum ,victum, etc, Antuerpiae i635. Ragionamento sulvetereni eoruni


l'origine,

clero s'introdusse

quando

furono
Il

antichit e pregi del


,

mo-

ammessi

monaci. Cos

Bernini,
p.

Storia delle eresie, cap. VI.

Bonanni, Gerarchia eccl., parla di questo argomento nel cap. XXX: Si cerca se la veste del clero fosse di colore diverso dalle

nachismo Brescia 1788. S. Gio. Crisostomo Contro g' impugnatori della vita monastica, Torino 1795. MONACO (Monacen). Citt con
,

residenza

arcivescovile, capitale del

comuni.
e

regno
si

di

Baviera, capoluogo e quadel

Parlando

delle

vesti

prelatizie

nel centro del circondario dell'I-

diciamo quali vescovi e cardinali monaci furono dispensati dal l'usare il colore rosso o paonazzo; ed agli articoli degli ordini monastici si fanno relative avvertenze, notandosi come sono le vesti
cardinalizie,
prelatizie

sar o Iser, residenza

re,

sede

degli stati e delle corti- superiori di


giustizia

del regno, delle principali


,

amministrazioni del governo

e di

cardinalizie

usate dai

un concistoro superiore protestante, a 80 leghe da Vienna e i5o da Parigi. posta in una pianura vasta
il

vescovi

e cardinali

monaci.

analoghe

erudizioni
:

riporta

nio Scappo

De

hirrelo

Molte Anto* ruheo dan-

e fertile sulla

sinistra dellTsar,

quale non navigabile,


isole,

che
si

vi

forma molle
versa sopra

e che

attracir-

do
bus.

S. R,

Che

E. cardinalibus regularimonaci anticamente conair elezione


il

cuito murato, sette

due ponti. Ha un ampie ed

ele-

correvano
loriferisce
n.
5.

de' vescovi
i

ganti porte, e sette

sobborghi po-

Rinaldi all'anno

iSg,

polosi, cio quelli deirisar, di

Lud,

Nel voi. XIX, p. 186 del Dizionario, parlai delle decime imposte da
s.

wig, di Massimiliano Giuseppe


Schnfeld, di
s.

di

Pio

alle dodici

con-

gregazioni monastiche
i

d'Italia

per

l'armamento contro turchi, le quali si pagarono sino a Benedetto XIV. Attualmente risiedono in Roma
i

seguenti procuratori
ordini

generali de,

Anna, di Au e di Haidhausen; questi due ultimi stanno alla destra dell'Jsar. Quantunque Monaco rinchiuda ancora molte costruzioni del medio evo pu di dirsi una delle pi belle citt Germania, pel numero grandissimo
,

gli

monastici

oltre
,

qual,

delle sue belle strade larghe e diritte,

che

generale:

basiliani

cassinesi

fiancheggiate

quasi

tutte

di

camaldolesi, vallombrosani, camaldolesi

case eleganti, per le sue piazze


bliche,
e

pub-

eremiti di Toscana,
di

camalci-

per

la

quantit de' suoi


e particolari.

dolesi eremiti
stcrciensi,

Monte Corona,

begli

edifizi

pubblici

cistcrciensi della
sii vestrini,

trappa,

Si divide in quattro quartieri, che

Olivetani,

girolanaini, cer-

sono Gragenauer, Anger,

Heken

6a
Krenx;
ta
pali,

MOW
tale divisione

dclermJna-

mura,

le

caserma, Ja nuora zecca,


lavoro,

dalle sue quattro strade princi-

l'ofllcina di

Tncquedotto, e
e

che terminano

alla pia/za prin-

molli edilizi particolari.

cipale, nel centro della citt; questa

Monaco rinchiude numerosi


stii

illu-

piazza circondala da portici


lissima,

bel-

stabilimenti scientinci, che devo-

ma

quella

di

Massi milia*

no

no Giuseppe la supera in estensio ne. Fra i pubblici edifizi merita il primo luogo il palazzo del re, va
sto edifizio
la

notabili miglioramenti a Massimiliano Giuseppe IV; la biblioteca


reale arricchita da esso di collezioni

considerabili
pressi

di libri
,

trovati ne'soppii

cui

architettura

cui

conventi

contiene

di

semplice ed irregolare,
inteino
co,

ma

il

pu

dirsi

in vero magnifi-

4oo,oo volumi. L'accademia delle scienze creila nel 17590 1760 ed


interamente riorganizzata nel 1827,
possiede gabinetti di storia naturale

anche pei preziosi oggetti di belle arti che doviziosamente riu chiude. Vi si dislingue la sala detta dell'imperatore o Kaiser-saal, che per la sua grandezza ed ornamemi decantala come una delle prime di Germania, ed alla quale conduce una superba scala di bel marm d'Italia ; il tesoro che rin^ chiude una grande collezione di og
getti
re,

mineralogia, zoologia, medaglie; un elaboralorio


,

fisica

di

chi-

mica, teatro
rio,

anatomico,
nel

osservato-

giardino botanico, formato

ma-

gnificamente
feritasi

i8i5,

ec.

Ewi

una universit nel 181 5 quivi trasda Landshut (gi capitale


avente vicino
Traunitz,
il

della bassa-Baviera,

assai
il

preziosi

la

cappella del
poscia

vecchio castello
d)j

di

antica

ed

teatro di Corte ricca men


Si

residenza de' duchi di Baviera (/ e-

te adorno.

osservano

il

che

porta

il

nome

di

Luigi
cin-

vecchio palazzo elettorale

e quello

Massimiliano:

l'universit
si

ha

che abitava

il

principe Eugenio; la

que facolt, che

Land-haus ve si radunano gli sfa'ti ; la camera del consiglio, l'arse^ naie, ed il nuovo teatro. Fra le
vcnluna chiese,
la
la

77

professori, cio
1
1

compongono di 6 sono addelli


giuridica,
alla

alla teologica,

alla

alla diplomatica,

^1
Il

medica, e
degli
circa
la

principale quel,

3o

alla

filosofica.

numero
ascese

della

Madonna

la

cui erezione

Rudenti nel 1847


i5oo.
Scuola
In

rimonta al secolo XIII, che rin* chiude trenta altari, C dove vedes il bel monumento maestoso dell'im* peratore Lodovico IV V il Ba*
varo, principe della casa di Baviera
;

Monaco
,

ewi
ateneo
,

pure

militare

1'

dell' i-

la

chiesa de' teatini

eretta
d

^ul
;

il liceo diom grec moderno due ginnasi , scuole politecniche, medicina e chirurgia, fondale da Scuole di veteiinapoco tempo
;

modello della vaticana quella che apparteneva


a' gesuiti,

Roma

ria,
fia

architetlura, statistica, tipogra-

un tempo
agostinia-

ed

Ostetricia;
,

una

societ

ma-

e quelle degli

lematicofsic

altra

centrale eco-

ni,
s.

de* cavalieri gerosolimitani, e di

Pietro, meritano pur

di

essere

nomica; museo d'antichit, galleria considerabile d quadri, con collezioni


sione,
getti di

menzionate. Gli
ci

altri difzi
citati,

pubbli-

Scoltura, disegno

cd

inci-

Sono il palazzo del ducaMassimiiand, il grande ospedale, stabilito fuori delle

degni d'sser

fra

Cui

si
irt

preziosi

rimarcano vari Ogavorio, in mosaico


Gli
slabilimenli di

cd in ismaho.

MOJS
1>neflcenza $oiio
rosi
essi

MON
^e una vasta piazza quadrata
condata di arcate, su cui
sero a
dalla storia di Baviera.
si

63
cir-

pure quivi nume*

e liberalmente dotati ; ad ed olla filantropia del celebre conte di Runifoi-d, che la Baviera,

dipintolti
tei'^

fresco diversi soggetti

Ad un

ed in particolare

la

sua capitale

eo di lega
delizie
di

vi

il

castello reale di
al-

devono
t dal

la

estinzione della mendici-

Nymphenburg, ornato
giardini, e

1790. Si contano molte case, ove gratuitamente si distribuiscono pi di 600 zuppe economiche per giorno. Vi sono diversi ospedali ed ospizi per gli ommalati, vecchi, orfani,

tres di bei
le
il

famoso per

sue eccellenti porcellane. Inoltre sovrano frequenta gli altri due


di
e-

vicini castelli di Schleiiheim

legantissima costruzione, che vanta

femmine

partorienti

evvi

una
di

una magnifica

collezione di pitture
ser-

casa di correzione, con


lavoro, ed

officine

alemanne, vaghi arazzi ed un


raglio; e quello di Furstenried,

un monte
oggetti

di
in

piet.

Vi

non

sono

pure fabbriche
di molti
si

mero

gran nuche pnnci*


nella stessa

meno

degli altri piacevole per l'a-

menit de' dintorni.

Le

strade da

palmente
distillerie

consumano
:

Monaco
sing,

al

piccolo villaggio di Pae-

capitale e dintorni
di

vi

sono ancora
e
birrerie
la

acquavite
la

rinomate,

essendo

birra

be-

vanda comune. La litografa fu qui inventata da Luigi Sennefelder, che portolla a Parigi ove giunse al pii aito grado di perfezione. Il commercio non vi molto esteso, do* vendo gli abitanti molti vantaggi
alla

ed il giardino a Osterwalde, sono graziose ed assai frequentate. Fiorirono in questa citt molti uomini illustri nelle armi, nelle arti e
nelle scienze.

Monaco, Monachiiim Monaehiirn^ in

tedesco Miincheny fu fon-

dala da Enrico

duca

di

Sassonia

e Baviera nel 962, sopra

un

ter-

presenza della corte e a quella

de* grandi proprietari de' fondi.


si

Vi

tengono due annue fiere di quindici giorni, per l'Epifania e pei ss> Filippo e Giacomo, ed un mercato
settimanale il sabbato. Conta circa 80,000 abitanti senza comprendervi sobborghi di Au e di Haidhausen, e 6000 militari. Vi son circa 70,000 cattolici, pi di 600 luterani, pi di 1000 calvinisti, e
i

reno de'monaci di Schaffelar,. da cui venne il nome di Miinchen^ monaci, che le diedero i tedeschi ; ed
il

duca Ottone IV

la

fece circon-

dare di mura nel ii57, alla qual epoca la citt era divenuta florida potente. All'articolo Costanza

dicemmo come venne


custodia di

aflidat

la

brei, altri, e
ni di
la

pochi greci.

dintor*
pei"

Monaco sono amenissimi

Cossa, gi Giovanni XXII f, n Lodovico conte palatino e duca di Baviera, che Io tenne quasi quattro anni prigione in Monaco, ove il deposto PaBaldassare

variet de* giardini, case di

cam-

pa compose

que' versi

che
:

riporil

pagna e luoghi pubblici ove gli abi tanti concorrono giorni festivi specialmente. Al nordest delia citi

tammo
ebbe
d'oro.

in

duca compens trentamifa scudi Seguendo Monaco i destini


alla

Sua biografa

stanno

giardini

inglesi della
j

della Baviera^ notati a quell'articolo,


i

corte,

che

l'isar

attraversa

che
pres-

protestanti

Svedesi

te-

olTrono

un passeggio

delizioso

deschi sotto Gustavo li


di Svezia, g ne

Adolfo re

so l'ingresso di Questi

giardini csi-

impadroujiono nel

64

MON
grezzo,
le

MON
salve delle
artiglierie,
il

i632. Nelb guerra del 1704 gli austriaci vi entrarono dopo la battaglia di Dienheim; prov la slessa
sorte nella

suono

delle

campane
nobilt e
il

e delle
i

bande
al

militari.

La

magistrati

guerra

del

1741

per

ricevettero

capo della Chiesa

l'assunzione all'impero di Carlo VII elettore e duca di Baviera, onde


gii austriaci

palazzo elettorale, dalla cui tribu-

presero

Monaco
a

nel giu-

gno 1743 obbligandolo


lare.

capito-

na corrispondente alla cappella di il Papa assistette al canto del Te Deuni, ricevendo la benecorte

Dipoi lo ripresero a'i4 otto-

dizione

del

ss.

Sagramento

Pio

bre 1744 " '" novembre vi rientr l'imperatore Carlo VII, ove mori nel gennaio 174^, mentre gli
austriaci

VI abit un magnilico appartamento, e nella seguente mattina dopo


aver ascoltato
la

messa nella capricevette

facendo ritorno in Baviein

pella elettorale,

un'affet-

nuovamente si impadronirono di Monaco. Reduce Pio VI da Vienna nel 1782, ai 20 aprile entr negli stali elettorali del palatino Carlo Teodoro duca di Baviera, complimentalo da due
indi

ra

aprile

tuosa visita del sovrano, e poi quelle

della

elettrice

vedova e
a Ai

dell'e-

lettore di
stitu la

Treveri, ed
visita.

tutti

re-

28

aprile coi
nella
la
al-

due

elettori

Pio

VI

discese

chiesa

de'teatini,

e vi

celebr

ciambellani,

dal gran ciambellano,

messa, e dopo averne ascoltata


tra,
si
i

e da un corpo di corazzieri. Ad Alt-Oettingen fu ricevuto dall'ar-

rec al sotterraneo ove


Indi

so-

no

deposili de' principi bovari, cui


alle

civescovo di Salisburgo e dal principe di Birckenfeld nipote del duca;


visit

recit alcune preci.

ore
cro-

dodici
cifero

il

Papa preceduto dal


in

l'insigne santuario della Beata

a cavallo,
i

nobile

carroz-

Vergine, e rest a dormirvi.


ascoltata
1^

Dopo

za con entro

due

elettori di

Tresi

messa
si

in

detta chiesa,

veri e palatino di Baviera,

con dereil

Pio VI

il

26

diresse a

Monaco,

corosissimo

accompagnamento
citt,

trovando presso la chiesa di Hag, cinque e pi leghe distante dalla capitale, il duca Carlo Teodoro, che abbracci amorevolmente, ed entrambi visitarono la chiesa, ricevuti da Giuseppe Welden vescovo di Frisinga per venerare il ss. Sa*
gl'amento e l'antica divota
gine della Madonna. Asceso

al

palazzo della
del

e sotto

baldacchino

ed ornato balcone comparti solennemente all'innumerabile popolo l'apostolica benedizione da esso tanto bramata.
vasto

immail Pafurono

pa col

duca

in
gli
gli

carrozza,
attestati

commoventi
razione che

di
i

venepopoli

Nel luned 29 aprile col treno di corte. Pio VI pass a celebrar la messa nella chiesa di s. Maria collegiata maggiore della citt, ricevuto dai due elettori; ed ascoltata quella del suo cappellano segreto,
in

dierono

sagrestia

ammise

le

dame

al

bavaresi, incontrandolo

ovunque con
il

processioni, con alla testa

clero

bacio del piede. In compagnia dei medesimi principi, il Pontefice visit

secolare e regolare preceduti


loro insegne. so in

dalle

altre

chiese,

e
al

nel

Splendido

fu

l'ingres-

giorno fu presente
della croce di
s,

seguente conferimento

Monaco, a fronte
della

della piog-

Giorgio, correndoil

gia che cadeva, alle ore 2 3, tra le

ne

la

festa,

che fece

duca a

tre

dimostrazioni

maggior

alle-

individui, e qual gran maestro del-

MON
l'ortline

MON
insegne coi
zio
lio

6^
Giufatto

vestilo di

tali

venendo nominato per primo nundi

cavalieri del

santo Padre.

11

medesimo visit poi il primo di maggio Pio


messa ella cappella

Baviera e
Zollo

slati palatini

Cesare

di

Rimini,

VI celebr

la

arcivescovo di Atene

interiore del palazzo elettorale, sor-

prendente per la ricchezza e preornamenti, e mirabile per le insigni reliquie che vi si custodiscoziosi

a'27 giugno 1785. La nuova nunziatura fu formala con parte di quelle di Codi

lonia e
in
di

Lucerna

;
i

ma

siccome

due no: duca don


i

elettori
al

l'ascoltarono.

II

Germania eranvi soli nunzi Vienna per l'imperatore, e di


ecclesiastila

Papa un

bellissimo

Colonia pei tre elettori


ci,

calice d'oro

con patena
la

cesellati

dal

rinomatissimo
Luigi

Germano
cui
sola
lire

orefice di

XIV,

fattura co-

nuova nunziatura fu subito potentemente combattuta, massime dagli elettori di Magonza e Colonia,
e dall'arcivescovo di Salisburgo, per-

st quindicimila

francesi.

Dibe-

morando Pio VI
nedizione, e per

Monaco ogni
la

giorno dal balcone compartii


tre

ch esercitavano giurisdizione ecclesiastica ne'dominii bavaro- palatini,


e furono
sostenuti
II,

volte

al

po-

dall'imperatore

polo che da

tutte parti

accorreva

per riceverla, ammettendo benigna-

mente tutti quelli che desiderarono baciargli il piede. Gioved 2


maggio, sua
messa, part
quattordici in
Santit, ascoltata
la

pretendendo ricononunzio di Monaco un scere nel semplice inviato e ministro del Pa-

Giuseppe

da Monaco ad ore compagnia del duca,


le

pa come sovrano. Pio VI difese pontifcii diritti, energicamente laonde ebbero luogo diverse contestazioni; ma avendo il duca di
i

avendo luogo
ni
gi
fatte al
il

slesse dimostrazio-

suo arrivo: vide da luncastello


di

Baviera raddoppiato le sue istanze perch gli fosse spedito il nunzio


residenziale nella

magnifico
die

Nymbene-

sua capitale,
in

il

phenburg, ed a Schevabhaussen da

Pontefice
Zollo
fii

lo

content.

un balcone
dizione
,

la

pontificia

ricevuto
distinzione,

Monsignor Monaco con


al

separandosi

teneramente

somma
quale

ed

suo arri-

dal duca, e dirigendosi ad Augusta


fu ossequiato ai confini bavari conell'entrarvi
.

vo segu

un
il

editto
ai

del

duca nel
sudditi,

notific

propri

me

lo era stato

Pio

che avendo

Papa Pio VI
di

invia-

VI conserv perenne memoria di di Monaco, s religioso sovrano e


detta allora
la

to presso la sua

corte tal prelato

per dimorarvi in qualit


ordinario
g' invit

nunzio

piccola

Pioma
il

di

e di

legato

apostolico,

Germania, come osserva


per essere forse
colari
della
la

Novaes,
parti-

indiiizzarsi

per l'avvenire

pi divota e afI

fezionata alla santa Sede.

Pio VI li descrisse il suo maeili Monaco, stro delle cerimonie Dini, nel suo Diario a p. 29 e seg. Nel 1783 Pio VI col duca Car-

permanenza

di

nunziatura di Monaco in tulli per l' innanzi passagli affari che vano alle nunziature di Vienna, Colonia e Lucerna. Quindi malalla

lo

Teodoro stabilirono
la

la

nunziaresidenza

grado altre gravissime differenze, ed il conciliabolo di Ems del 1786, Monaco prosegu la nunziatura di e tuttora prosiegue con piena autorit ad esercitare le sue funzioni, terminando poi invece la nunzia5

tura di Baviera, con


in

Monaco
YOL

del

nunzio apostolico,

XLVI

GG
turn
(li

IMON
Coionia.
titolarsi
di

MON
Monaco
le

Di tnUoci clic rii^uann questo argomento sene tratta a Colonia, Magonza, Germania, Palatino, ed Ews. Frattanto vcceiitlo

di

Frisinga,

per suffraga nce


di
;

chiese vescoPtatis-

vili

Augusta, Passavia e
la

nel

796
gli

Monaco
sue

l'

armata

bona soppresse Chiemsea (Fedi) e


co.

diocesi

di

l'un

francese sotto

ordini di

Morcau
decise

avvicinarsi alle
l'elettore a

muta,
i

trattare

separatamente
francesi sotto
vi

colla Francia.
gli
il

Dipoi

Il vescovo di fraganeo di Salisburgo, il cui arcivescovo Io nominava, era principe dell'impero, e prima del 1 568 in-

MonaChiemsea sufa

ordini di

Decaen
stabiPi

entrarono
e
il

giorno

28 giugno 1800,
vi

Mosuo

reau dopo
bre
alla

tosto
a'

quali icr generale,

indi

io ottole

i8o5 Monaco
Francia.
al

riapr

porle
si-

diete im[)eriali con furono ultimi vescovi: 1772 Ferdinando Cristoforo de Zoil di Salisburgo; 178G Francesco Saverio de Breiner di Gratz ; 797
voto.

terveniva alle

Ne

Da questo tempo
la

no
si

181 3

Baviera
rispettata, eretta

essendo

Sigismondo Cristoforo de Zeil a Trauschburg di Monaco. L* erezione


di

stata

alleata di Napoleone,

Monaco
e
in

Monaco
la

in

arcivescovato

segui

vide

sempre
florido

dal
ca-

per

bolla

Dei

primo gennaio 1806


pitale di

Nostri Jesii

Christi,

ac Domini emanata da
18 18,
nel-

regno,
accresciuti

avendone
i

Pio VII
la

il

primo

aprile

eminentemente
ti

distin-

quale

si

riporta la soppressione

pregi

il

re che regna Luigi Car-

di

tutte le antiche chiese, abbazie


la circoscrizione

lo

Augusto, splendido mecenate dele delle scienze.


Il

monasteri, con
le

del-

le arti

vicariato

nuove chiese
Indi

diocesi degli stati

apostolico d' Anhalt-Coeten,

Anhalt-

bavari.

nel

concistoro de' 2 5

Dessau, Auhalt-Bernhurg, ducati di Germania, dipende immediatamente dalia

maggio Pio
arcivescovo di

VII

dichiar
e

primo
Frisinga
de'
li-

Monaco

Sede apostolica, ed

il

nun*

monsignor Lotario Anselmo


beri baroni de Gebsattel di

zio apostolico di Baviera

n' incari-

Wurznel

cato dell'amministrazione spirituale,

burg; a questi
concistoro de* 12
sione

Gregono XVI
luglio

che

al

presente monsignor Carlo

1841 die
succesdi
de' conti

Luigi

Monchini

romano,
2
i

fatto

da

per coadiutore con

futura

Gregorio

XVI
di

a'

aprile
in

184^

monsignor Carlo
di

arcivescovo

Nisibi

parlihus.

Del vicariato apostolico ne

dammo
p.

un cenno
del

nel

voi.

XXIX,

io3

Dizionario.
sede arcivescovile di

La
dato

Monaco
concor-

Ruth, che nel i836 avea consagrato vescovo di Eichstett. Essendo morto l'arcivescovo Gebsattel nell'ottobre 1846, nella metropolitana gli furono celebrati solenReisach
ni

fu eretta da Pio

VII pel
nel

funerali, ed

il

successore
la

mon-

18 17 col re Massimiliano Giuseppe, che ripornel


voi.

conchiuso

signor Reisach
assistito

ponti tlc

dai

vescovi di
le

messa Ratisbona
cinque as-

tammo
Ivi

XVI,

p.

47

e seg.

e di

Augusta, e dopo
fu

dicemmo che Pio VII

trasfer

soluzioni

tumidato
:

nella cappel-

la

sede di Frsinga {^Vedi) a Monaco ch'eresse in metropolitana,


diocesi
1'

la sotterranea

alle funebri
il

nie furono presenti


stolico e
il
il

cerimonunzio apo-

assegnandole per
Frisinga,

(juella

di
iu-

ministro bavarese.
degli
1
1

Dopo

dovendo

arcivescovo

concistoro

dicembre

iMON
184^, l'odierno arcivescovo, ilivenuto
tale
il

MON
vi
si

67
a;

duzioni ch'esigono un gran calore;

primo
die
a

di ottobre, fece do-

raccolgono in abbondanza
di

inondare al regnante Pio


cro pallio,

IX
La
l'

il

sa-

ranci, limoni, olive ed altre frutta

ottenne.

catte-

produce ogni sorta


si

grano,
di

e vi

drale

sacra

Dio
con

sotto

invobel-

alleva

un numero
il

bestiami;

cazione della Beata


lissimo edifizio
insigni
di
s.

Vergine,
battisterio
il

la

pesca e

cabottaggio vi sono at-

reliquie, fra le quali


di

ed capo

ti vi.

la

citt di

Bennone vescoto
t^

Frisinga

di

Co m prendesi nel suo territorio Monaco, due borghi Mentone e Roccabruna, e talui

e patrono della Baviera; to distante vi


scovile,
si
il

non molarciveIl

ni villaggi, con

una complessiva po1

palazzo

polazione di pi di

1,000 abitanti.
e

ottimo
di

edifizio.

capitolo
la
il

Questo

principato dell' antica

compone

il

due dignit,

pri-

nobilissima famiglia
dicesi discendere

Grimaldi, che

ma

preposto, la seconda

dele

da Grimaldo mae-

cano; di dieci canonici comprese

stro del

palazzo del re di Francia,

prebende del
tenziere,
di

teologo
sei

del

penivicari,

che govern quella monarchia sotto


egli

beneficiati

con quelle rendite descritte nel citato concordato: sonovi pure altri
preti
ra.

e chierici addetti all'uffiziatudelle

La cura

tedrale affidata ad

anime della un prete

cat-

par-

74^- Era Pipino d' Heristal, e fratello di Carlo Martello e di Childeberto; il primo antenato dei re franchi della seconda stirpe Carolinga, e il secondo della terza Cail

re Chilperico III del


figlio

di

roco. Vi sono in citt altre cinque

petinga,
sti

come provano

genealogi;

chiese parrocchiali
oltre la

col sacro fonte,


di
s.

di questa illustre

famiglia

e fu

collegiata

Gaetano.

raffermato dallo scritto reale di Luigi

Sonovi tre conventi di religiosi, tre monasteri di monache, un conservatorio di


fanciulle,

XIV.

Si divise

in pi

piantati

nel

Genovesato,

rami tra Piemonte,


Fiandra,

confraternite,
il

monte

di

piet, essendo

semina
L'ar-

Lombardia, Napoli, Francia e Spagna,


possiede
molti

Sicilia,

ne' quali

luoghi

lio arcivescovile in Frisinga. o


cidiocesi
ti

feudi

signorie.

luoghi.

tassato
postolica

ampia e contenente molOgni nuovo arcivescovo ne'libri della camera ain fiorini

Questi rami hanno dato tutti chiarissimi personaggi, e cinque cardinali,

mille
della

ascen
a

dendo

le

rendite

mensa

ventimila fiorini
oneri.

bavari^ corrispon-

denti a ottomila scudi romani, senita

annoverandovi alcuni Urbano Grimaldi o Grimoardi francese, Papa del i362, ed il suo fiatello cardinal Anglico. Ugone, Grimaldo III, Grimaldo IV e Luchino furono supremi governatori della repub-

MONACO.
fra
la

Principato

d'Italia

bHca di Genova. Altro Ugone


neralissimo di Carlo

fu ge-

provincia di Nizza negli stati

Magno

si-

sardi

ed

il

Mediterianeo,

all'estre-

mit della parte


costa di
le

occidentale

della

Genova, che nello

spiritua-

dipende dal vescovo di Nizza. Questa signoria ha cinque leghe quadrate di superficie, in temperatura favorevole
a
tutte
le

gnore d'Antibo nella Provenza, perduta, ma'con qualche cambio, nel secolo XVII. Guido I, Guido II, Grimaldo IH furono ammiragli e gran degl' imperatori s, Enrimaestri
co
II,

Enrico IV, Lotario


I.

II

Fe-

pro-

derico

Passano, Ottolino,

Raoie-

68
ri
II,

MON
CarlOj Ranieri
II

MON
IH
e
ciato
i

ni

furono
nel

Giovananamragli e cam-

saraceni, e
I

il

pe fu Grimaldo

figlio

primo princidi Passano

berlani dei re di Francia, tra'quali

signore d* Antibo.

Ranieri IH
mai-e
i

i3o4

sconfisse

in

fiamminghi,
e facendo

togliendo loro
prigioniere
il

Lo stato si tenne per lo pi sotto la protezione di Francia, ma nel secolo XVI pass
po
la

80

vascelli,

sotto quella di

conte Guido col fiore de'suoi cava*


lieri.

vittoria di
in

Ebbe

questi

la citt

di

Venza,

francesi
di

Spagna, perch doCarlo V contro i Pavia, Agostino Grimal-

e fu intitolato signore dell'isole di Cefalonia, s. Marta, Zante e Leu*


ca che poi perdettero. Grimaldo
milizie
l

e Federico furono generalissimi delle

pontificie;
di quelle

Gabriele

Francesco
ri

degl' imperato-

tutore di Onorato I prinMonaco, per assicurare lo stato e per vendicarsi della morte del principe Luciano suo fratello, ucciso da Bartolomeo d' Oria signore di Dolceacqua, pose il nipozio e

cipe di

d'oriente e dei re di Napoli. Serai

te

sotto

la

protezione

cesarea nel

vi

re

di

Napoli

comandando
re
di GeruGiovanni ai lungo tratto

in mare, Luchino; salemme Baldoino;

ai

i525, con ricevere presidio spagnuolo da pagarsi da Carlo V, e rimanendo al principe il dominio
e la sovranit del feudo,
oltre al

duchi di Milano.
di

Un

paese nella
presso

spiaggia di Proven-

comando
osservato
in cui

dello stesso

presidio.

Fu

Sambracitano ora golfo Grimaldo, fu pure di questa potente casa, per aver difeza
l'antico

l'accordo fino al

1604,
coli'

fu

ucciso da' soldati del pre-

sidio

il

prini^ipe

Ercole

I,

ocdel

so quella spiaggia dai saraceni.


stessa casa

La

cupazione della fortezza a


re Filippo

nome

pot pi
la

volte

armare

ni,

il

quale l'anno sestato al

molte galere per


novese:
di Carlo II

repubblica geventitre ne rec in aiuto


re di Napoli, e fino a
di

guente
gnore,

restitu

lo

suo si-

ma
tal

volle insieme

vernatore fosse
frendo
rato
II,

che il gospagnuolo. Mal sofil

trenta ai re
altre assai

Francia. Oltre ad
parentele.

servit

principe

Ono-

illustri

Guido

e Giovanni ebbero due principesse


di Savoia;

Grimaldo
figlia
I

III

spos An-

sebbene distinto dal re col toson d'oro, tratt occultamente con Girolamo Grimaldi nunzio di Francia
di

di Prouna figlia del conte d' Alencon Renato una del sangue reale de' conti di ChiaramonAlessia nipote te; Grimaldo IH,

tonia Pia
;

del duca

e poi

cardinale, e col
esso

venza

Guido

Corbons francese
di

marchese pure della


dagli
il

casa Grimaldi,

liberarsi

spagouoli e di
presidio

ricevere

invece
riusc

francese,

come

l'an-

d'Alessio imperatore;

Oltolino eb-

no i64ij a queste condizioni: che


il

Lorena ; Girolamo spos Arrighetta pur di Lorena, e Antonio, Maria di Lorena del ramo Armagnac, dalla quale ebbe be Lodovica
di

principe ritenesse la sovranit,


diritto;

il

dominio e ogni
za,

che

rice-

vesse presidio francese nella fortez-

comandando

egli

a'soldati,

con
pia-

Antonietta ereditaria, di eui parle-

un luogotenente del re a suo

remo. L' imperatore Ottone


lo

nel seco-

invest del principato di

Mo-

cimento ; che per gli stati che perdeva in Napoli, cio il marchesato di Campagna e la contea di Canosa
il

naco questa casa,

per averne cac-

re gli darebbe

il

ducato di Va-

MON
kntinos nel Delfnato col titolo di

MON
cinti

69

sostegno due monaci in veste lunga,


e a capo scoperto, con capelli barba lunga, quali reggono lo
i
,

duca e pari, e
Calvinet,
il

la

contea di Carla-

dez neli'Auvergna, colla baronia di

marchesato di Baulx, la baronia di Buis e la signoria di s. Remigio nella Provenza, come fu


eseguito.

scudo colla destra e colla sinistra tengono alta una spada. Il motto

Deo
1772

juvanle.
al

Clemente
di

XIV

nel

Nell'anno

cipe sovrano di

1700 il prinMonaco Luigi Gri-

principe

Monaco
alcune

condi

cesse la dispensa di

feste di

maldi, quale ambsiscialore di Francia,

precetto,
scollare la

coli'

obbligo
Nel
la

per

a-

te
ni,

da ClemenXI per r aliare del prncipe Vainel ritorno a palazzo s' inferm
si

port in

Roma

messa.

giorno

i4

febbraio

1793
del

Francia riun quesuo


al

sto principato
fece parie

al

territorio, e

mor
ed

la

notte:

in

s.

Maria
i

in

dipartimento

delle
in cui

Trastevere furono celebrati


rali,

fune-

Alpi marittime sino


fu restituita
a' la

i8i4

a'

vere fu
francesi
tale

7 gennaio 1701 il cadatrasportato a s. Luigi dei

suoi

principi a'

So

maggio. Per
la
il

pace di Parigi del


fu di

in

luogo di

deposito. In

20 novembre 18 15
prolezione del
re
vi

posto sotto

occasione fu stampala in

Roma

Sardegna,
presidio.

nel
l'

1701

la

distinta Relazione del-

quale

perci

tiene

morte e trasporto del principe di Monaco ambasciatore del re cristianissimo in Roma, con la descrizione dell' apparato lugubre
infermit,
fatto nella
la

Dcesi che la

rendita del

principe
lire,

sovrano ora
lo

di

centomila
I,

ed

Florestano
al

successo nel

i84r'
si

fratello

chiesa di
della

s.

Luigi^ e con,

siede sei mesi

Monaco
un

Onorio V, che rie sei me-

narrazione
il

cavalcata che

Parigi, e

tiene in

Roma

pei

segu
altro
schi

cadavere, con V esequie ed

dominii pontificii
dierno essendo
d'
il

console,

\ o-

notabile.
il

Mancando

ne'

ma-

cav. Gio.

Battista

principato di

Monaco, pass

Augero, che

per via di donne nella famiglia di Mantignon de' conti di Torigni, con
obbligo di
le

principi

accompagn i suoi quando recaronsi ad ossePapi


Gregorio

quiare

XVI

prendere
ci

il

cognome e

Pio IX.

armi Grimaldi,

avvenne nel

La
naco,

capitale del principato

Mo-

1715 a'20

ottobre, per cessione del

principe Antonio nella suddetta


tonietta Grimaldi
ditaria di

Anere-

principessa

cese

Monaco, sposata al franGiacomo Goyon di Mantignon conte di Torigni, che nel 1731 per
suocero divenne princisino

Monoeci arXy Monoecuniy o Hcrculis Monoeci porlus, citt distante 2 leghe e mezza da Nizza , 33 da Torino, e i55 da Parigi,
scoscesa che
si

situata sulla piattaforma

ca

d'una rocavanza nel Me-

morte del
pe di

diterraneo.
sa

cinta di

mura

dife-

Monaco, mentre

dal

da un

castello

fortificato,
Il

con

171 5 era divenuto duca di Valenlinois. L' arma tutta posta a quadrangoli

antiche abitazioni.
ro,

ma

porto sicunon pu ricevervi che badi

d'argento e di rosso posti in palo. L' elmo incoronato d'oro, ed ha per cimiero un gi-

stimenti
le
stri

mediocre

dimensione
e

fortificazioni
le

marittime

terreatti-

danno
Il

un' imponente

glio in

mezzo ad una palma

ad

tudine.

palazzo del

principe

un ramo d'olivo.

Gli servono per

molto elegante, e serve d'orna men-

70

MON
d'arme,
le

MON
alla
di

lo nila bella piazza


juale
pali.

Genova
in

da
1

questa

repubblica

mettono capo
si

vie

priici-

acquist nel
stituirlo
gli.

342 Mentone per co-

Nei portici, onde

l'atrio

vien

cinto,

ammirano

alFieschi stimati.

Nel 1821

appannaggio a' suoi fivi ebbe luogo un mo,

Sonovi altres ameni im sotterraneo capace


gli

giaidini,
di

ed

riparare

abitanti in caso

di

bombarda-

mento. Monaco avea un tempio di Ercole, soprannominato Monoecus^ forse perch vi era egli solo onoi'ato,

e sorgeva in vetta al

promon-

vimento costituzionale in sequela, de' torbidi del Piemonte , ma peri sul nascere. Roccabruna un borgo posto in altura sulla nuda roccia, tra Monaco e Menlone. MONALDl Benedetto, Cardinaie. Fedi Baldeschi Benedetto,
Cardinale.

accennato da Virgilio e descritto da Lucano. Alcuni attribuiscono la fondazione della citt ad


Ercole , quando and in Ispagna per combattere Gerione. L'Ortiz lo
(.hiama luogo inespugnabile, p. ^i della Descrizione del viaggio di A' di ano VI dalla Spagna a Ronia^
nel

torio,

MONANO
cato da
s.

(s.),

martire.

Fu
lo

edudi
s.

Adriano
Iscozia,
il

vescovo

Andrea

in

quale

or-

din prete, e si valse con molto vantaggio dell'opera di lui pel bene
della sua chiesa.

Lo mand
il

in senell'i-

guito a predicare
sola di
sc

vangelo

i522. Quel Papa dopo aver pernottato nel porto di Villafranca


Nizza, col

May, da
la

cui

Monano

riu-

sbandire

superstizione

ed

di

numeroso suo accom-

disordini che ne conseguitano.

Po-

pagnamento, navig pel porlo d'Isa a Monaco, salutato dalle formidabili artigliere del principe e con
altri
si

sciach ebbe fermalo in


la

quest'isola

piet,

pass

nella

provincia di
tor-

Fife,

ove fu trucidato da una


barbari nell'anno
per
a

segni d'allegrezza.
i

Il

principe

ma

di

874

eoa
reli-

rec a baciare

piedi
d'

ad Adriaonorare
il
il

seimila altri cristiani.


quie, celebri

Le sue
in
,

no VI, supplicandolo luogo e la sua casa ;

molli miracoli, e-

ma

Papa

rano una volta


venerazione

tenute

grande

non si accost nemmeno al porto, in un angolo del quale eravi il celebre Andrea Doria con quattro galere^ ed approdando la vigilia dell'Assunta a
s.

Innerny

luogo del
il

suo martirio.

onorato,

primo

giorno di marzo.

MONARCHIA
Sigili
\.

DI SICILIA. Fedi
o

Stefano

vi

celebr

la

messa. Menlone dopo la citt il luogo pi popolato questo grosso borgo situato in riva al mare
:

MONARCHICI

MONARCHIAII, cos

NI. Eretici del secolo

chia-

mali dal greco monoSy perch rico-

guarnito da un forte e da qualche torre per allontanarne i barbareschi. Bella la

ss.

strada detta del prin-

noscevano una sola persona nella Trinit, dicendo che il Padre cominciarono era stato crocefisso
:

cipe,
il

praticata nel sasso vivo verso


dal principe Antonio, che

nel
di

1722
sul

196, e derivarono dai seguaci Praxea, contro cui scrisse TerIn Inghilterra sotto

guida da Mentone a

Monaco
lega
la
Il

ed

tulliano.

Crom-

ha

lido a

mezza

estiva

principesca

villeggiatura.

princi-

pe Carlo I detto il grande, governatore di Provenza ed ammiraglio

wel appellaronsi uomini della quinta monarchia una setta di fanatici che credevano che Ges Cristo dovesse discendere sulla lena per fon-

M
larvi

ON
tal perii

MON
persone religiose, anche non
gover-

7
rego-

un nuovo regno, co
e
stabilire

suasione ideando rovesciar

no

un'anarchia assoEretici

lari e monastiche, usando un senso pi ampio e pi esteso, cio di qua-

luta.

lunque convento o

luogo

claustra-

MONASTERIANI.
battisti
(

Jna-

le.

Vedi)^ cos chiamati da Monasteriuni, Munsler, quando s'impadronirono della citt, il cui capo
Bocheli
sartore
prese
ii

un seminario
no
il

le

furono ove fioriropi belle virt; copioso ne fu


monasteri nell'oriente
di

santi,

numero,
i

cos

di quelli
i

delle

momol-

(iiovanni

nache.

Neil' occidente
sessi

monasteri
si

nome

di

re della giustizia d'Israele.

d'ambo

ben presto

MONASTERO, MONASTERIO,
MOxNISTERO, Monasterum,
nobium.
Abitazione
di

tiplicarono, e

dopo

le

tante irruzio-

Coereli-

Monaci o
dove
i

contrini de' barbari, i monasteri buirono pi che ogni altro mezzo


alla

Monache
giosi

[Vedi), casa

conservazione della religione


i

o religiose vivono in
stessa

comune
:

delle lettere.
nasteri
vi
si

ed osservano la monastero si dice


(f^edi)j

regola

il

Appena stabiliti moconobbe ch'era utile far-

anche

Com>ento

pii

ma modernamente

fanciulli per istruirli i per tempo nella piet e nelle vir-

allevare

usato pei luoghi e case de' Frati. Fu detta Cenobio (Fedi) l'abitazione
de' monaci con voce greca, che secondo il Macri significa vita comune o radunanza di persone, onde poi i maroniti chiamarono con voce corrotta Kannuhin il monastero ove risiede il loro patriarca nel

t monasteri colle loro scuole i furono anche benemeriti della pubblica istruzione. I monasteri venen:

do ordinariamente
le arti

rispettati dai bari

bari invasori, furono

soli asili

del-

e delle scienze,
il
il

e speranze

de' popoli sotto

governo feudale.
clero secolare spodei

Quindi essendo
gliato

Monte Libano. Cenobita

lu

quindi

e annichilato, gli avanzi


ecclesiastici

chiamalo l'abitatore del monastero, e cenobiarca il superiore o abbate.

beni

Laura

(Fedi), fu altro

antico no-

(Fedi)
i

monastero; anche Chiostro dice per monastero d'ambo sessi, onde i moDac e le monache appellaronsi claustrali. Cella
del
si

me

caddero naturalmente nelle mani de' monaci che in un tempo erano quasi divenuti i soli pastori, succedendo ne' mini,

steri

di

quello

gli

usurpatori dei

beni della Chiesa, presi da rimorso,


li donarono ai monasteri , quali li aumentarono con prudente economia ; quindi i loro stabilimenti contribuirono a popolare le campa-

{/^'e/7/),

prepositura, obbedienza,
si

mo;

nasteriolo

disse quel

che dipendeva da altro


celliota
il

monastero maggiore

monaco
il

abitatore della

gne per l'avanti deserte, e dierono


origine a citt
e sedi vescovili, rad-

cella, cellerario

camerlengo. Granil

gia (J^edi) chiamossi

podere appartenente al monastero, ovvero l'abitazione soggetta a qualche Abbaza (Fedi). Lodando Filone ebreo
le

dolcendo
abitanti.

costumi

selvaggi
distrutti
le
i

degli

Ove furono
infelici

mocon>

nasteri,

ne furono
la

segutnze; l'Inghilterra,

Germania

abitazioni de'primitivi cristiani,

le

ed
ai

altre

regioni ne

sono esempio

ra mpi nelle sue

chiam monasteri. Avverte il GaMemorie^ che monnsiero


si

indubitabile, per

quanto narrammo

loro luoghi. Agli articoli

Monaca
che

dice

qualsiasi

ritiro

di

Monaco molto

si

detto di ci

71
^riguarda
i

MON
monasteri, e divennero oedisse di que'

MOiN
Papi che conservaroal

lebratissimi quelli di

Monte

Cassino,

no
to,

le

abbazie assunti

pontifica-

Snbiaco, Fulda, Chiaravalle, Fossa-

nuova, Cava, Cislello, Clugny, Vallombrosa , Avellana Nonantola ,


,

mentre qui noteremo che nel maggio 1847 il regnante Pio IX


ritenne a s
re,
l*

illustre
,

abbazia

di

Grotta ferrata, di

Gregorio di Roma, di Monte Vergine, Monte Oliveto, ed altri di cui parliamo ai rispettivi articoli. Parlans.

Gallo, di

s.

Suhaco (Fedi). Papi


principi,

imperatori

principesse e

ed
li

altri

fabbricarono monasteri,

arric-

chirono
tefici

di

rendite, ricolmarono di

do
tali

de'

steri di

monaci dicemo de' monagreci, armeni e altri orien-

privilegi e prerogative; diversi

PonI,
,

cambiarono

la

casa
s.

paterna
II

di

Roma:
le

il

Terzi,

Siria

sa-

in
s. s.

monastero, come
Bonifacio

Gregorio
si

cra^ riporta

notizie di quelli d'E-

IV

s.

Gregorio

tiopia, Sicl?em,

Gerico e Cipro,
copia
de* superstiti

Paolo
in

I.

A Conclave

dice di

In
presso

Roma
le
,

ne fiorirono moltissimi,
la
;

quelli
steri
eletti
;

tenuti in conventi o

mona-

e grande

questi furono tra gli altri


II,

basiliche

patriarcali La,

Gelasio

Calisto
III

II,

Ono-

teranense

Vaticana

Ostiense vi ebbero rammentati parlandosi

Liberiana ed que' monasteri


di
esse.

rio
in

II;

Eugenio

fu

consagrato

quello di Farfa, ove fu corona-

Descrivendo le antiche funzioni de' Papi, dicemmo dell'intervento ad esse,

massime
ti

pontificali

processioni

stazioni, dei venti abbati

delle ven-

abbazie privilegiale
abbati che tuttora
a

di
vi

Roma:

de-

gli

hanno poPonri,

III. Abitarono talPapi ne* monasteri, cos s. Gregorio I in quello de' ss. Andrea e Gregorio di Roma; Innocenzo II in quello di Clugny; Eugenio III in quello di Cistello Innocenzo IV in quello di s. Giusto di Lione: innu-

to

Alessandro
i

volta

sto se ne parla
tificie.

Cappelle
di

Tra

gli

antichi Pontefici

formatori de* monasteri

Roma

nomineremo
stro
II.

Leone

VII e

Silve-

Agli articoli Chiese di

Ro-

ma, ed in quelli delle congregazioni monastiche sono descritti prini

visitati da loro, temporaneo soggiorno, particolarmente in Roma. Gelasio II mor nel monastero di Clugny, ed Onorio II in quello de' ss. Andiea e Gregorio. Molti Papi vol-

merabili poi sono

o che

vi

fecero

lero essere sepolti


steri,

presso

mona-

cipali

monasteri

d*

ambo

sessi

di

come Adriano IH,


i

Vittore III,

Roma
si

e di altrove. Dei Papi usciti

dai diversi
le
le

monasteri sono a vederloro biografe, ove si discutoopinioni di quelli contrastati

Clemente VI, Innocenzo VI ed Urloro giorbano V. Terminarono


ni confinati
ri,
i

ritirati

ne' monaste-

no da
fici

Pontefici

Leone V,

Cristoforo,

diversi

monasteri.

soli

Pontetren-

Giovanni
nero

XIX

e Benedetto IX. Di-

benedettini sono pi

di

versi antipapi abbati e


rilegati

monaci ven;

tasei,
tali

non compresi

monaci orien-

ne' monasteri
i

altretle

divenuti supremi gerarchi, co-

tanto subirono

sovrani

so-

me mo
]a
il

diciamo a Monaco, ove notamquelli che senza essere fregiati


dignit
cardinalizia

vrane deposte, ed altri. Di tutto se ne tratta agli analoghi luoghi. A


Dittici

della

deposero
indossare
si

parlammo
i

di quelli de'

mo-

cocolla monastica per

nasteri, e de' loro necrologi ov'era-

manto

pontificale.

Ad Abbate

no notali

benefattori

onde

suffra-

MON
gai
li

MON
islesso

73
il

negli

anniversari, pe' quali es-

codice
la

si

poneva
e
il

martiro:

aveano lasciate beneficenze ed si anco pietanze, come indicanamo nel


voi,
I

logio

regola

necrologio

XXVIII,

p.

28

del Dizionario.
ne' dittici
la

defunti

registrati

dei

monasteri acquistavano

fratellan-

za o societ co' monaci, partec'pan-

do

alle

loro orazioni.
diuici p.

Nota
co'

il

Dofia-

nati,

De

73, che

la

prima dopo il martirologio , e dai monaci dopo la lezione anche della regola , col salmo De profundis e competente orazione. Vedi Martirologio. Seguita la morte d^un abbate, d'un monaco insigne, si partecipava con
questo
leggevasi

teilanza

fgliuolanza

monaci
la

enciclica ai monasteri e chiese di fra-

era particolare o generale:

pri-

tellanza pei
ne' dittici.

suffragi

e pel registro

ma

fu

quella

quando uno da per


d'essere ascritto

s solo

domandava

o matricola di qualche regolare congregazione, e ci si


nel catalogo

cata per

monastero una casa fabbridimora de' monaci e delle monache; anticamente erano quasi
Il

otteneva colle suppliche, co' servigi


prestati, e colle
offerte
;

come
giosi

piccole citt, nelle quali

reli,

gli

ascritti

trovavano

tutti

mestieri

chiamavansi fratres conscripti, fratres ad succurrendum, della qual de-

ogni altra cosa necessaria


tali

alla vita:

erano
di

le

famose abbazie

di

s.

nominazione

a vedersi

quanto
F,

ri-

Gallo, di Fulda, di Clugny, di Cistello,

portammo
del

nel voi.
,

XXXVI

p.

62

Chiaravalle, della

Trappa

Dizionario

dicendo

di quelli

che
ni,

vicini a morire,
si

bench sovra-

ed altre. Dell'origine de' monasteri si parl a Monaca ed a Monaco:


dice
il

qualche monastero, e ne assumevano l'abito.

facevano portare in

Butler che

il

primo

monaverso
il

stero nell'oriente lo fond

La seconda

maniera

delle

f-

3o5

s.

Antonio abbate patriarca dei

gliuolanze de' monasteri

era quando si domandava per pi persone. Queste fratellanze o figli uolanze colla partecipazione delle opere buone de' monaci e religiosi sono tuttavia in costume presso gli ordini regolari,

cenobiti, presso l'alto Egitto, vicino

ad Afrodite nell'Egitto di mezzo, o nella Tebaide, e chiamato Phaum. In occidente, secondo il Baronie all'anno 328, il primo monastero fu fondato in Roma, ma il Muratori
nella
dissert.

norma

de' privilegi

conalp.

65

dell' erezione dei

ceduti
trove,

dai Papi: ne

parlammo

monasteri
ci,

e dell'istituto de'

monafu

come

nei voi.

XXXIV
di
il

dice in
de'

Milano.
fondatori

Quindi
di

co-

279
ha

del Dizionario j e

esse
p.

scritto in

proposilo

ne Gian-

stume
di
le

monasteri
essi

sacre vergini di

mettere in
cos
s.

grisostomo Filippini teatino. Ne' dittici la morte degli abbati era notala colle parole Deposi tio domini
:

proprie sorelle per


;

prima diresi

zione de' medesimi


di
s.

legge
nel-

Antonio e
s.

di

Pacomio

iV.

ahbalis: quella
obituari

de'

monaci

col

l'oriente, di

Agostino nell'Africa,

solo obiit.
gi,

In questi dittici necrolo-

e di
ratori

s.

Benedetto patriarca de' moIl

detti

o morlirologi,
i

si

naci d'occidente in questo.


scrisse
la

Mu:

registravano altres
tri

nomi

degli alde' prin-

dissert.
^

66

dei

del clero, de' vescovi,

monasteri delle monache


l'oriente
te.
si

che daldell'impe*

cipi e de' santi.

maggior
lo

do

del

lettore,

per

pi

comoin un

propagarono
per ordine

in occiden-

Nel 4"^'

74
rale
liaci

MOi\
il

MON
genei

rnlore Marciiiiio,
di

concilio

vi

restarono in

pi
il

luoghi;

tra

Calcedonia

decret

ino-

maroniti non bast ottenne


Pio
VII.

sinodo, u le

soggetti ai vescovi, col

permes-

proibizioni de' Pontefici,


Il

ma

molui
ca-

so de' quali e del proprietario della

Rrunacci nel
delle

terra dovessero

erigere

monacos
rii^petto
al-

Ragionamento del
uoniehesse d
s.

titolo

siteri
il
'

le

chiese, ristabilendo

Pietro, p.

^3

e seg.

gius

comune
i

de' vescovi
se n'

riporta vari esempi di consimili

mo-

monaci,
la

quali

erano
i

nasteri in Italia. Di tale istituto era

quanto
presero

sottraili,

laonde

vescovi

l'ordine de* canonici di

cura de' monasteri tanto

s. Marco di Mantova approvato da Onorio III,

per
col
I*

lo spirituale
i

che pel temporale.


s

di

cui

Allora
colle

monasteri

mantenevano
de'
i

logo
di
zia,
s.

p.

lavoro delle

mani

monaci,
fa-

Bonanni Catail monastero Maria delie vergini di Veneparla


1

il

p.

e perci

limosine che

vescovi

che

al

detto ordine appartenedi

cevano loro distribqire, non essen<lo

va, conslava

due conventi, uno


e
l'altro

ancora impiegati nelle


le

funzioni

cio delle

monache,
de' frati.
gli

del

ecclesiastiche,

vano

onde non ne conseguirendite. Applicandosi molto


i

priore

Bonifacio

Vili
i

per elifninarne
sole

scandali, lev
il

alle orazioni,

fedeli

furono larghi di

religiosi, lasciando

monastero

alle

soccorsi,

ed

oratorii,

coq che edificarono chiese che i| popolo frequenta


proprie
le

o preferenza delle
t;hie,

parroc-

monache. Solevansi per altro tali monasteri doppi molte (Cautele: nel proposito o sia prima
Msare in
regola degli uiailiati, ve n'

e raddoppi

limosine.

Ave>

un

ca-

vendo alcuni abbati eretto nelle


se de* monasteri
il

chie*
i

battisterio,

scovi Io proibirono,

come
,

di

ammiche a

po intero, come osserva il Oararnpi, Memorie p. Sgg. De' monasteri doppii se ne parl pure o Monaca.
I monasteri nelle loro origini e^ rano sottomessi alle podest tempoParali e spirituali] ben presto
i

nistrare

sagramenti
monastero.

fuori
Il

quelli del

concilio di
i

cano5o6, rinnovando ni calcedonesi, statu ancora che monasteri una volta consecrati per
nel
i

Agde

pi,

principi

ed

vescovi accorda-

autorit del vescovo restassero tali


in

perpetuo; che

loro fondi
piti

si

con-

servassero, e

non

permesso di
;

farne abitazioni secolari


ni

che

moevisi ri-

rono privilegi d'esenzione: vi furono de' vescovi che rinunciarono spontaneamente al diritto che aveano sopra di essi, e li emanciparono per
cos dire, sottomettendoli

nasteri delle donzelle fossero lonta-

immedialoro

da

quelli degli

uomini per

tamente

alla

santa Sede o al

tare inconvenienti. Perniciosa

conobbe
steri

la

consuetudine de' mona,

arcivescovo, o a quel vescovo che essi avessero scelto. Presso i greci


era legge generale, che
ri
i

doppi

cio

de' monasteri di costrutti gli uni

monastesottomessi

monaci e monache,
vicino agli
far

imperiali

non

fossero

altri, facile occasione di deviare dal retto sentiero, ben-

ch in diversa e separata Clausura [Vedi). Ad onta delle provvidenze de' Papi e de' canoni de'concijii, in oriente monasteri doppi
i

ad alcun arcivescovo o vescovo. Il Muratori dell'immunit ed esenzione de' monasteri di monaci ed altri

la

ordini religiosi, e della libert per quale sciolti e sottrati dall'oballa sola

bedienza de'vescovi

Sede

ix-

MON
poslolica sono soggelli, ne Iratto nelle

MON
non
piccol
fal.,

75
i
i

nun)ero ne coniarono

Dissert.

sopra

la

antichit

secoli

barbarici.

Quindi

fondatori

cio nella 64, del vario slato delle

de'monasteri, acciocch
ro a
nire,
siffatto

rimediasse-

diocesi episcopali

e 69,

dc^ censi
disser-

disordine

per

l'avve-

della

romana Chiesaj

nella

iazione seguente poi discorre

delle

immunit, privilegi ed aggravi del


clero e delle chiese
ta
de:*

procurarono sino dal principio a' monasteri il privilegio d'immunit, o gli abbati poi in pro-

dopo

la venuIvi

gresso di

tempo
il

s*

ingegnarono di

barbari in Italia.
i

osser-

scuotere
dessero

giogo

de' vescovi, e af-

va che

tificato di

monaci fino sollo il pons. Gregorio I goderono

finch con sicurezza


della

maggiore
ottenuta

gosi

libert

di
si

molti privilegi e
tulli

immunit

quail

per, non altrimenti che

assoggettavano alla chiesa romana. Tale e tanta fu sempre l' autorit


e

clero secolare, furono sottoposti

al

dignit della Sede apostolica, che

vescovo del
monasteri
della
siastica,
,

luogo
a

in

cui

aveano
e
eccle-

tutti
ij

ne apprezzarono e venerarono

norma de canoni
gerarchia
di lui

patrocinio e protezione, pochi dis-

regola della
e dal

prezzandola.
e
ri

Ma

anche

gli stessi
i

re

governo
spirituale.

dipenil

imperatori provvidero
pe' quali

monaste-

derono nello

Dopo

Biallri

avevano

parzialit

mag
op-

gnonio, Pietro

de

Marca ed

giore, di

privilegi

e di

libert,

che scrissero su questo argomento, copiosamente pi di tutti ne ragio-

pure

la

conferivano

eccesso d'autorit, e

ad essi volevano

con che

n l'eruditissimo Tomassini, Pietas et nova eccl. disciplina. Ma in qual tempo cominciassero monaci ad
i

dalla sovrana protezione loro sola-

mente dipendessero.
nasleri acquistarono

Come

moil

l'esenzione,

esentarsi
vi,

dalla superiorit de' vesco-

e se ne'secqli antichissimi fosse

Muratori ne produce diversi esempi. da avvertirsi, che i domestici

ad alcuni monasteri conceduta una


piena immunit col mezzo de'privilegi

abitanti

ne' luoghi

subalterni

de' vescovi, o de'concilii, o dei


difficile

dentro o fuori de'monasteri esenti, non partecipavano alla loro esenzione, ed erano sottoposti ai curati

metropolitani, o de' Papi


lo

stabilirlo.

per certo

che

fi-

ordinari, perch l'esenzione de'monasteri


se

no dai tempi dell'antichit pi rimota i monaci impetrarono tale libert, anco per le querele che aveano contro di essi. La cagione
di
il

non comprende dappertutto


i

non che

secolari che

dimora-

no
ri,

intra sepia monasterii^ cio nel-

l'interno degli stessi luoghi regola-

chiederla e

procacciarsela,

dice

e che fanno

parte della

famidei

Muratori,

fu

quella

soprattutto

glia,

e sono sotto l'obbedienza

perch alcuni vescovi dominanti nel clero , sollecitati dall'ambizione o


dalla cupidigia del

religiosi.
Il

Papa

s.

Ormisda

del

5i4,

sot^

vano delle
allenti
vita
al

guadagno, recainquietudini a' monaci


di

servigio

Dio,

alla

quale s. Benedetto patriarca de'monaci d'occidente stabil il suo ordine, accord a s. Cesario
to del

peni lente, e danneggiavano nel


i

patrimonio
secolo
pie

monasteri

poich ogni
eccellenti,
di

d'Arles un privilegio di esenzione per un monastero di monache, che

ebbe de 'prelati anche dc'caltivi, e

avea fondato nella sua


vile.

citt vesco-

questi

Narra

il

Rinaldi all'anno ^93,

76
iium.

MON
85
e 86, che
s.

MON
Gregorio
I

lasciarne l'intiero governo agli


bati.
Il

ab-

ad
s.

istanza del re

d Frsrncia

con-

cesse

un privilegio al monastero di Medardo di Soissons, facendolo

Papa Adeodato II del 672 concesse l'immunit della giurisdizione episcopale al monastero di s.
Martino,
di

cupo de'monasteri di tutta la Francia, ed esente da qualunque giurisdizione, minacciando pure ai trasgressori del suo decretato, cos: Se alcuno, re, superiore, giudice o altra persona secolare, violer o dispregier i decreti nostri, ovvero inquieter o turber religiosi, o
i

consenso

del

prelato

della chiesa di Tours, e degli altri

vescovi di Francia; rileva

il

Rinaldi,

apparire da tale disposizione, aver a quel tempo Papi lasciato di


i

concedere

siffatte

esenzioni

ai

moesen-

nasteri, forse pregiudizievoli all'os-

servanza religiosa;
zioni

poscia
s.

le

ili

altra guisa contravverr,

sia

pri-

non piacquero a
fr.

onore e di qualunQueste minacce fu solito usare s. Gregorio I ai privilegi che concedeva ai monasteri e spedali, essendo egli molto porlato pei monaci, laonde scrisse ad
vato del suo

ne furono
bens a
zioni

que sua

dignit.

Bernardo, grate a s. Francesco, Elia. Di diverse esenimperatori


ai

concesse dagli
della

monasteri,

piena

immunit

conceduta ad essi dalle bolle dei Papi, sottoponendoli unicamente alla

uno

de'suoi sufFraganei in loro

fa-

Sede apastolica,
solo

laonde
i

vore, affinch

permettesse

che ce-

privilegiati quasi

tutti

furono monasteri

lebrassero la messa nel loro


stero, e

monale

non

dello

stato

ecclesiastico,

da

questo
le

principalmente
private,

ma

dell'orbe cattolico, ne tratta eil

sono venute

messe
riferisce

ruditamente
e seg.

eh.

can.

Strocchi,
p.

quali furono di molto vantaggio ai

Serie de' vescovi di

Faenza

108
delle

monaci,
s.

come
I

il

Costa,

per non dire

altro

Delle rendite eccl.

Gregorio

p. 63. Nel 598 accord privilegi al

esenzioni de'monasteri, faremo

men-

monastero
e perch
i

di

Classe

di

Piavenna,
oppressi

monaci erano

da s. Leone IX a quello di s. Croce d'Alsazia, donde sembra che abbia avuto ozione di quella data
rigine
la

dai vescovi di quella chiesa, gli e-

Rosa d'oro (Fedi).


i

sent in molte cose dalla

giurisdi-

Molti canoni fecero

concili! sui

zione loro, e per lo stesso


altri

Papi concessero
monasteri,

motivo esenzioni ad
riflette
il

monasteri,

come
Il

molte

furono

le

provvidenze emanate dai


su di
essi.

Pontefici

altri

come
s.

Ri-

concilio

d'Epaona nel
ai

naldi.

Questi inoltre aggiunge, che

5i7
di

viet

l'ingresso
se

monasteri
di

dal concedere
t ci

Gregorio

facol-

donzelle,

non

a persone

per fondar monasteri,

dimostra

et avanzata e di sperimentati co-

non appartenere agli altri vema solo al supremo gerarca. Nel concilio romano del 601, sottoscritto da ventuno vescovi , s. Gregorio I fece una costituzione in
scovi,

stumi, e queste per necessit


spensabili.

indi-

Quello d'Arles del 554 dichiar soggetti al vescovo diocesano i monasteri d' uomini e di
donne.
nasteri
Siviglia

Quello
di

favore di tutti
della quale
ai

monaci,
viet

in

virt

proib alle

di Tours del 566 donne entrare ne' mo-

egli

in

generale

uomini.

Il

concilio
i

di

vescovi di fare alcun regolamen-

del
di

619

dispose che
fossero

mo-

to ne* monasteri, ordinando loro di

nasteri

donne

governati

MON
Ci\

MON
le

77

monaci, a condizione che


fossero

loro
il

Bened., num.

abitazioni

lontane;

che

199, e par. I, saec V, num. 36. In Analec. pag. 167.


Pietro Magagnotti scrisse:
tiquo
rlu

solo abbate

il

superiore potesse

De an-

avvicinarsi al vestibolo
colla superiora, e

per

parlar
di
vialil

offerendi

Deo pueros

in

presenza
le
j

adhuc

due suore,
site

ma
le

rare fossero

e brevi

conversazioni

trettanto avea nel


concilio
di

897 ordinato

Cartagine.

Vernon
vescovo
concilio

del

il

Quello 755 decret che metropolitano o


i

di
il il

impuberes in monasteriis sub recida s. Benedi' ctij ch' la 47 della Raccolta di populi Zaccaria , De disciplina Dei t. 11, p. 32 1. Nel 12 12 fu
praesertim
ordinato murare monasteri, dal
quello
di
i

le

piccole porte ai
di

concilio

Parigi

riformassero
gli

monasteri,
e

Montpellier
priorati
tredici
altri.

del

12 15
pote-

scomunicando
desse

abbati
,

abbasosti-

volle che

che non
Il

disobbedienti

loro

vano mantener
sero
riimiti

religiosi fos-

tuendone altri. Nel 787 il concilio Niceno viet le simonie pei monasteri e per le ordinazioni, e che le doti, e quanto porteranno i religiosi

ad

concilio

generale Laleranense
statu,
ti

121 5 abbae priori tenessero capitolo^ per


del

IV

che ogni

tre

anni

gli

resteranno
di

ai

monasteri.

11

trattarvi della riforma

e osservanil

r;

concilio

Parigi

deir829
delle

viet

za regolare, dovendosi osservare


prescritto,
il

l'ingresso ne' monasteri

mosenza

tutto senza
dei

pregiudi:

nache

ai

canonici e

monaci
al

zio de'diritti

vescovi diocesani

licenza del

vescovo;
lo

parlatorio

dovessero parlare in presenza d'altri


;

che nel capitolo si deputassero persone idonee per visitare a nome


del

predicando
ministri,

facessero in pub-

Papa

tutti

nionasteri delle

della
reli-

blico;
coi

celebrando messa
e subito

entrassero

provincia, anche
l'occorrente, anco
periore,

quelli

ne
11
i

sortisse-

giose, e di correggervi e riformare

ro; confessando lo facessero in chiesa


alla

deponendo
al
i

il

su-

presenza

d'altri.

concilio

previo

avviso

vescovo;
rifor-

d'Arles del
di

918

incaric

vescovi
dei

dovendo procurare

vescovi

aver cura che ne'monasteri


,

mar
i

monasteri

dipendenti,
cosa

onde
coril

canonici
si

o religiose non ricevessero persone oltre le rendelle donzelle gii


servigi
di

monaci

visitatori

non trovino

reggervi. Inoltre proib agli abbati

dite; e in quelli

governo

di

pi monasteri, ed

ai

motali

uomini pei
avanzata e
lestino III

fossero

di

et

naci posto in

pi case, perch

buoni
I

costumi.

Ce-

posti erano divenuti


nefizi.

come
a

tanti

be-

del

Cum
che
i

simiis,

191 ordin col cap. i4 de regularibus^


offerti

Benedetto
gli

XII

nel

i335
ni

obblig
nel

abbati

restituirsi

fanciuHi

dai

parenti

loro monasteri,

in monasteri, giunti all'et adulta,

i352

ed annull

Innocenzo
le

commende
Fedi Comconcilio
di

potessero a loro piacere uscirne, ci che poi conferm il concilio di Trento, essendo in uso prima che ne i padri potevano ritirare la data promessa,
i

delle chiese e monasteri.

menda e Benefizio.

11

Colonia del i536 ordin che niuna religiosa potesse essere preposta
al

ne

fanciulli
il

lasciar
p.

governo

di

due
11

monasteri,
concilio di

monasteri. Di ci tratt
par.
2,

Ma-

quelle che ne aveano due o pi

billon, Praejat,

saec.

IV

dovessero rassegnarli.

^8
Trento ordin
de* inonnsleri

MON
ai

MON
la

vescovi
e

visita

vennero vescovati
partibus
sulla

delle abbaze delle

iri

non esenti, con questa difTeicnza, ch'essi devono far la visita de' monasteri esenti autoniate apostolica^ e quella de'monasteri non esenti autorilale propria Il Papa pi ancora de' suesenti
.

infideluni j

notizie

provvista delle abbazie e

mo-

nasteri nullius dioccesis^ di tre sorte,

abbazie nullius concistoriali j abbazie concistoriali, ed abbazie


cio
titolari semplici
vi; delle
;

chi spetta

nominartaltitola

periori de' regolali ha diritto di pre-

loro tasse, della professione


dei

scrivere riforme negli ordini e


nasteri
rilassati
:

mo-

di

^eL\e

nominati

vietato

anche

volta alcun
vescovile in

abbate

e che ebbe un
,

dai conclii di collocare in un

mo-

partibus.

IN'el

concor-

nastero pi religiosi di
le

quello che
ordinarie

dato fatto nel


e
la

1801
i

tra

Pio
le

VII
ab-

rendite o

le

limosine

Francia,

monasteri e

comportino. Delle provvidenze prese dai Papi sulla Clausura de'monasteri, ne parlammo a queirarticolo. Clemente XI con circolare del 17 rg ordin a tutti vescovi di non permettere agli istrioni e giuocolieri
i

bazie non furono

soppresse, conce-

dendosi

il

diritto di
;

nomina

a tali

chiese abbaziali

ma

siccome nella

bolla della circoscrizione delle dio-

di

giuocar vicino

ai

monasteri.

Nel

voi.

XV,

p.

222
delle

del

Dizio-

Francia, fatta da Pio VII 1822, non furono nominate, sembra certo che fossero state soppresse da Napoleone, disponendo dei
cesi

in

nel

nario

parlammo

abbazie e

beni e de' locali loro appartenenti;


altre per
te

monasteri nullius dioecesis^ conside


rate altrettante
diocesi,

erano

slate

canonicamendetti

che

si

pro-

soppresse in tempo anteriore. Ridi


le

pongono in concistoro, perci chiamate abbaze o monasteri concistorialij

porteremo r elenco
steri,

monain cui

indicandone

diocesi

e di

ci

che per
la

essi

viene
:

furono
quelli
le

fondati, incominciando

da
per

praticato, ed elezioni degli abbati

ch'esistevano in Francia, con

p.

224 riportammo

formola

di

ultime

provvisioni

di

essi

provvisione o
steri

preconizzazione. No-

nomine

regie, diverse delle quali fa-

teremo che tali abbazie o monanon sempre si spedivano per

coltizzate

da indulto apostolico: avgli


l'

vertendosi che
le

anni significano
ultima
volta
fu

concistoro,

ma

per

sollecitudine

vi

date

in

cui
il

suppl

la

dateria

apostolica: anti-

provveduto
quelli

monastero. Di molti

camente quelli della sola Francia ascendevano ad ottocento. Nel voi.

XX,
eretti

p.

78, 79,

81,

83

84

di-

ne trattiamo a'ioro luoghi, e pf'r di Francia si pu vedere la Gallia Christiana. Questi monafurono talora
chiese,
conferiti
ai
ai

ceramo che
dizione

ne' luoghi

ove furono
giuris-

steri

ve-

monasteri
vescovile
;

insigni, la

scovi di

ed anco

vescovi

della diocesi

re-

in partibus^

a' sacerdoti

secolari, ai

st diminuita

che

ancora

ve ne
di

restano, e come; con prerogative


diocesi

ordine o ino nastero, per nomine regie, ovvero

monaci dello
dal

stesso

e giurisdizione episcopale, e
de'

eletti

capitolo

del

medesimo.
coadiutori
e

quali

parrochi

nominati
alle

dai

superiori de' monasteri

chiese

Furonvi anco deputali con futura successione;


i

siccome

dipendenti
zie

de' monasteri
,

e abba-

monasteri nullius dioecesis furono

secolarizzati

molti de' quali di-

e sono considerati

come

altrettante

MOiN
diocesi, indispensabile riportarne
i

M ON
bened. d' Evreux, nel

79
\&^Z. Beala

nomi

in

un

a que* monasteri pure di


concisloriale,
si

provvisione

ne* concistori in cui


lia

perch preconizzano
il

luogo

la

proposizione in istampa.

Beata
cislerciensi

Vergine de Jlneto dei di Bayeux, nel 1735.


de' benedettini
nel
di

S.

Albino

san
^

nel d' Eduen, Maurizio de' bened. di Bazas, nel 1694. Beata Vergine de'bened. d' Angoulme, nel 1770. S. Pietro de' bened. di Besancon, nel 1714- Beata Vergine iW c'islev. di Rhodez, nel 1704. 'S- Pietro dei

Vergine
1

de' cisler.

694. S,

Mauro d'Angers,

1744*

bened. di Langres, nel 1706. Bella


nel

Giovanni de'bened. di Saintes, nel 1731. De Agnaiio de' benedettini


di

Valle de'piemcstratensi di Reim.s 1724' S. Vinoco de'bened. di

Montpellier,

nel
di

1660.
s.

DAmdi

hrany, de'bened.
Lione,
(V
nel 1753. cquahella de'

Mauro
di

Beata

Vergine
s.

1710. S. Stefano dei bened. di Saintes, nel 1751. Beata Vergine de'bened. di Beauvais,

Ypres, nel

cistcrciensi

Pani, nel

1762. S. Pietro de AlRems, nel tovilar de'bened. di 1769. S. Arnolfo de'bened. di s.


Vittore di Metz, nel ijyS.

1753. Bona Valle de'cister. Vienna, nel 1772. Beata Vergine de' cister. di Limoges, nel
nel
di

Arema1

nel

rense de'bened. di Troyes, nel

720.

74^. S. Basolo de'bened. di Reims, 7 1 8. Beata Vergine de' cister. di Rouen, nel 1716. Beata V^ergine c
I

Beata Vergine Arularum


ned. di
nel

de' be-

cister. di

Beauvais, nel ijii.S. Pie-

Perpignano,

nel
di

1702. S.
de'clu-

tro e' hene.

d'Angers, nel

1750.

Salvatore de' bened.


1753. Beata
niacens di Linioges,

Montpellier,

Blanchelande
tances, nel de' premoslr.

de' premoslr. di Coi-

Vergine
nel

1724.
di

Beata

Vergine

1705.

tS*.

Armando
Sarlatj nel

de' canonici

regolari

di

1751.

S.

Aiiherto dei
nel

can.

reg.

di

C'ambriiy,

1710.
Arras,

S. T^ieola de' can.


nel
di

reg. di

171

T.

S.

Pietro

de* can. reg.

Rocbelle, nel

de'bened. di s. Beata Vergine de' can. reg. di Lucon, nel Croce de* can. 704. S.
1

1760. S. Anano Pons, nel 1753.

1743. de'bened. di Saintes, nel 1730. Beata Vergine c c\^\.(tv. di Mirepoix, nel 1741- Beala Vergine de'cister. di Reims, nel 174'^* Bello Loco de' bened. di s. Mauro di Verdun, nel 1734. Beata VrS. Stefano

Reims, nel

gine de' can.


I

reg.

di

Lione,

nel

Beata Vergine de' cisler. di Rhodez, nel 1739. S. Bartolomeo


7 46.

nel 1748- Beata Vergine de'cister. di Sens, nel 1746Beala Vergine de'cister. di Aucb,
re^. di

Poitiers,

de' can.

reg. di Limoges, nel 1739. Vergine de'cister. di Commi nges, nel 1756. S. Bomano de

Beata

nel

1762. S. Pietro de'bened. nel i665. S. Bertino de'bened. di s.


nel

Blavia de' can.


nel

reg.

di

Bordeaux,

Omer,

1753. S. Pietro de'be-

ned. di Limoges, nel

176^. Beata Vergine de' bened. di Treguier, nel 1678. S. Florenzio de'bened. di
nel
di

1743. Beata Vergine ^ %\e.\\ d' Evreux, nel 174^- Beata Vergine de'bened. di s. Maino di Lisieux, nel 1755. Beata Vergine dei cister. di Limoges, nel 1719- Beata

Chartres,
S.

nea^! h^r^e.
Salvatore
nel

1734. Beala VergiChartres, nel 1692.


de' bened.
di

Vergine

de'cister.

di

Montau-

Bor-

deaux,

1723.

Boa

Porlo dei

1703. S. Benedetto dei piemostr. di Reims, nel \^^^. Beata Vergine de' premoslr. di Lione,
ban, nel

8o
nel
di
s.

MON
1704. S.

MON
Vergine de' cister. di Blois, nel 1724. Beata Vergine de' haucd. d\ Viviers, nel 1753. S. Pietro de bened. d Sens, nel 1725. S. Vigorio de' bened. di Bayeux. Beala Vergine de' can. reg. d' Angouline nel 1727. S. Salvatore de' bened.
ta
di

Leonardo de'bened.

Mauro d' Edcien, nel 1775. Croce de' bened. d'Evreiix, nel i652. Beata Vergine di Chiara' valle de' cisler. di Langres, nel 780. Beala Vergine de' can. reg. di Poi tiers, nel 1 748. Beata Vergine dei
S.
i

di Sarlat, nel 1727. Beata Vergine de'cister. di Chalons sur Saone, nel 1749- 'SS. Pietro e Paocister.

Poiliers, nel
di

1727.
Sarlat,

^S*.

Amando
1728.
Poide' bedi

de' can. reg.

nel

Beata

Vergine

de'cister.

lo de' bened.
*$*.

d'Evreux,

nel
di

Severino de' can.

reg.

1670. Sens,

liers, nel

1743. S.

Pietro

ned. di Soissons, nel 1756. S.

Madi

1697. Beata Vergine de cstei'. d'Alby. nel 1771. S. Roberto dei bened. di Clermont, nel 1752. S.
nel

ria

Maddalena

de* can.
S.

reg.

Chartres, nel

1735.
di

Vittore dei

bened. di Rouen, nel

1740* Beata
Gliaitres, nel

Martino de' bened. 1708. S. Clemente


cola
de* bened.
di

d'Eduen, nel
de' bened.

Vergine de' bened.

di

s.

Vittore di Metz, nel

1742.

S. Ni-

1742. S. Pietro de' bened. d' Evreux, nel 1765. S. Stefano dei
bened. di
i74J.
s.

Soissons,

nel

Mauro

di

Bajeux, nel

1678. Beata Vergine de'cister. di Sens, nel 1678. S. Lorenzo dei


premoslr.
S.
di
s.

Beata Vergine de'cister. di Besancon, nel ij55. S. Guglielmo


de' bened.
S.
1

Lisier,

nel

i74f-

di

Lodovien, nel

1740nel

Crispino de' bened. di Soissons,

Pietro

de' bened. di

Seez,

nel

1759. SS. Pietro e Paolo dei bened. di Narbona, nel 1729. Beata Vergine de* premostr. d' Auch,

Giovanni de' bened. 1698. Beata Vergine de'cister. di Reims, nel 1735. S. Pietro de' bened. di Le Mans, nel
nel

1758. S.
nel

724. S. Dionigi de' can. reg. di Reims, nel 174^- -Sefl^^ Vergine de'cister. di Limoges, nel 173 1. Beata Vergine de' bened. di Cha-

d* Aire,

Soissons, nel
can.
reg. di

1729. S. Crispino de* can. reg. di 1705. S. Cerano dei


Cbarties,
nel

Marne, nel 1740* Beata Vergine e s. Martino de' bened. di Chalons sur Marne, nel 1770. Beata Vergine de* cister. di Litnoges,
lons sur

1706. Beata Vergine de'cister. di Cahors, nel 1 759. Beata Vergine de premostr. di Tolosa, nel
nel

1732. S. Pietro de' bened. di Tarbes, nel iG^g. Beata Vergine de' can. reg. di s. Malo, nel 1661.
nel

1753. Beata

Vergine de' can. reg. di Langres, 1721. Beata P ergine de' pieraoslr. di Laon, nel 1733. S. Idul-

fo
S.

de' bened. di

Troyes, nel

171

3.

Benigno de' bened. di Dijon, nel 1758. Beata Vergine de hened. di Le Mans, nel 1768. S. Eparchio de' bened. d' Angoulme, nel 1754S. Eurulfo de* bened. di Lisieux, Eusebio de' bened. nel 1765. S.
S.

Colomba

de' bened. di Sens, nel

d'Apt,

1758. Beata Vergine de'cister. di Kieux, nel 1751. Beata Vergine de'cister. di Le Mans, nel 1722. Beata Vergine de' can. reg. di Perigueux, nel 1757. Beata Vergine de'cister. d' Angers, nel 1723. Bea-

nel 1752. SS. Trinit dei bened. di Coutances, nel 17 14- ^' Leodegario de' bened. di Clermonl, nel 1744. S. Evuerto de'can^reg.
e

d'Orleans, nel
sio

Protasio de' bened.

1739. SS. Gervad' Agen,


cister.

nel

ij^i' Beata Vergine de*

MON
d

MON
monio

81

Narbona, nel i^SS, Beala P'ergine de' cister. di Chalons sur SaoP^olusiano dei ne, nel 1761. S. can. leg. di Pamiers, nel 1743. S.
Eligio de' can. reg. di Lisieux, nel

Ognissanti de^cau. reg. di Chalons sur Marne, nel 1769. S. Austrede' bened. di Clermonl, nel 1727. S. Giovanni de' premostr. d' Amiens, nel 1706. Beata Ver-

1784- Beata Vergine de' beiied. Amiens, nel 1667. S.Pietro dei bened. d' Edueu, nel 1733. Beala
d*

gine de' cister. di

Sens, nel

Beala Vergine
1746. S. Tours, nel premostr. di
di

de' cister. di

nel

Vergine de' bened. di Poitiers, nel 1680. De Fusniaco de' cisterc. di Lione, nel 1703. S. Stefano dei cisterc. diBajeux,nel 1699. S. Matteo de' bened. di Lacnen, nel 1725. S. Giovanni de' piemostr. di Seez,
nel

Giuliano I7i4- De insula e

1733. Reims, de' bened.

Rouen, nel 1723. Beala Vergine de' bened. di Chartres, nel 1730. S. Ragneberto dei
bened. di Lione, nel valore de' bened. di

1747- '^- '^^^' Chalons sur

1720. S.
nel

Pietro
S.

de' bened.

di

Marne, nel i656.


reg. di Troyes, nel

S.

Lupo

de'can.

Sens,

bened. d'

Fiorenzo dei Angers, nel 1731. S. G1782.


nel

17 io. S. Lau-

nomario
1

de' bened. di Chartres,^ nel

remaro

de' bened. di Beauvais,

660.

S,

Luciano
1

1713. Beata Vergine de'cisler. di Bordeaux, nel 1765. Beata Vergine de' bened. di Besan^on, nel 1 74^. Beata Vergine de' cisterc. di Bourges, nel 1727. Beata Vergine dei cisterc. diSainles, nel 1728. S. Fernerio de' bened. Vazaleu, nel 745. Beala Vergine de' cister, di Cahors^ nel 1678. Beata Vergine & chier. di Tolosa, nel 1780. Beala Vergine de' bened. di Lisieux, nel 1702. De Giniont de' cister. d'Auch, nel 1695. Beala Vergine de' bened. di
)

Beauvais, nel
de' cister.
di

de' bened. di 704. Beata Vergine

Rhodez, nel 1707. S.

Laudo

de' cisterc. di Coutances, nel

1 695. Beata Vergine de' bened. di Evreux, nel 1698. S. Benedetto de' bened. d'Orleans, nel i743. S,

PiWro de'bened.
S.

di

Rieux, nel 1753.


di Besancon, Vergine de' ci-

Pietro

de' bened.

nel
sterc.

1747-

Beata

di Soissons, nel

17 16. Beata

Carcassona,
de' bened.

nel
di

1780.

S.
nel

Pietro

Vergine de' bened. di Le Mans, nel 17 16. SS. Pietro e Paolo de' bened. di Cambray nel 1793. SS. Trinit de' premostr. d' Avranches,
nel
s.

Bouen,

1760.

1725. S.

Pietro

de' bened. di

Beala Vergine
lme, nel
ned. di

de' cister. d'

Angou-

1723. S. Pietro de' beTarbes, nel 1746. S. Gerd'Aiixerre,


de' bened.

Mauro di Parigi, nel 1727. Mauro de' bened. d' Angers


,

S.
nel

mano
1758.

de' bened.
S.

nel
di
s.

Martino

Vittore di Metz, nel

1735. Beata

Vergine de' can. reg. Noviomen, nel de' bened. 1745. Beata Vergine
JNoviomen, nel

1729. Ss. Trinit de'can. reg. di 1648. S. Mavenno de' bened. di s. Malo, nel 1647. S. Giovino de' bened. di Poitiers, nel 1730. S. Martino de* bened.
Rochelle, nel

1754. S. Ilario dei bened. di Carcassona, nel 1762. Beata Vergine de' premostr. di Panel 1 747. S. Pietro de* bened. j igi, di Beziers, nel 1737. S. Gio. Battista de' can. reg. di

Eduen, nel 1746- S. Massimo dei bened. d'Orleans, nel 1^0^. Beata Vergine de' cisterc. di Langres, de' bened. di nel 1778. S. Pietro
Chalons sur Marne,

Vedaslo
1

Sens, nel 1659.

1 j

1739. S. Amiens, nel S. Pietro de' bened. di Tonel


de' bened.
d'

VOL, XLVI.

82
Iosa, nel
i

MON
j^S, Ss.
Trinit de* beges, nel

MON
de* can. reg. di ResanQon, nel 1742.

lied, di Sens, nel lya i. 3Ionte Uorgo do' bened. di Coulaices, nel 1771. S. Pietro de* cluniac di Clermoul, nel 1723. S. Melano dei bened. di Rennes, nel 1728. tS'. Pietro de' bened. di Sens, nel 1725.

Beata Vergine de* cisterc. di Rour1746. SS. Vincenzo e Ger-

de'bened. di Parigi, nel 1715. Michele de* bened. d' Avranclies, nel 1721. Beata Vergine de' cisterc. di Perigucux, nel 1727. S*. 3IarS.
tino de' bened. di

mano

de' bened. di Clei1748. S. Martino dei bened. di Clermont, nel 17 io. SS.

Magno

luogo

inonl, nel

S.
nel
di

Richerio

de' bened.

Rouen, nel 1 749* d' Amiens,

174^' S. Giacomo de' can. reg.


Sens, nel 1731. S. Pietro de'be-

Gio. e
liers,

Andrea

de' cluniac.

di Poi-

nel

can. reg. di
nel
di
ito

1752. S. Chalons
S.

Memmio
sur

dei

Marne,

1736.

Giovanni

de' bened.

Carcassona, nel 1754. S. Stefade' bened. di Rieux, nel i']^^.

Langies, nel 1731. S. Piede'bened. di Lisieux, nel i'j^^S. Quintino de' bened. Noviomen, nel 174'^' S. Benedetto de'bened. di Poitiers, nel 1668. Beala Verned. di
tro

S.

Mariano

de' prernostr.

d'Au

1736. Beata P^ergine de'cislerc. di Clermont, nel 1727. S, Mansueto de' bened. di Tulle, nel I 743. Beata Vergine de' prexerre, nel

reg. di Narbona, nel Giovanni de'bened. di Langres, nel 1721. S. Martino dei can. reg. di Beauvais, nel i665. S.

gine de can.

1706.

S.

1736. Beata 7"^ergine e s. Calocero de' bened. di Chalons sur Marne, nel 1754. Beata Fergine e h^tit. di s. Viti745. Beata tore di Reims, nel Vergine de' can. reg. di Besan^on,
mosti*,
di Tulle,

nel

de* can. reg. di Valenza, nel 1720. S. Remigio de'bened. di s. Mauro di Reiuis, nel i74'>. S. Sal-

Rufo

vatore

de' bened.

di

Vannes, nel 1747'


de' can. reg. di

s. Mauro, di Reata Vergine

Sainles, nel
di

1763.

S. Salvatore

de' bened.

Lodo-

nel
di

1787. S.
Poiliers,

nel

Maxentio de' bened. 1693. Santa Ma1760.


Poide' be-

ria de* bened. di Langres, nel

ven, nel 1771. Beata Vergine dei bened. di Bordeaux, nel 1747- ^ Saturo de' can. reg. di Bourges, nel

Beata
tiers,

Vergine
nel
s.

de* bened.

di

1677.

S. Nicola

ned. di
1

Mauro^

1702. i^". Gilberto de' prernostr. di Clermonl, nel 1727. Beata Vergine de' bened. di Tours,
nel

753. Beata d'Evreux, nel

d'Angers, nel Vergine de* cisterc.

1746. S. Segnano de'bened. di Langres, nel 1722. S. Pietro dei bened. di Limoges, nel lyS. Beade'bened. d' A Jais, nel Beata Vergine de* prernostr. 1730. De Signiaco di Seez, nel de cisterc. di Reims, nel 174?'. SS. Sergio e Bacco^ de' bened. di nel 174^- ^ 8. Mauro, d'Angres, 72 Pietro de' bened. d' Alais, nel Beata Vergine de* cisterc. d' Avranches, nel 1721. S. Savino de'bened. di Poitiers, nel 171 5. Beata
ta
I

F ergine
3.

1750. S.

Pietro de' bened. di

Soissons, nel

1751. S.

Pietro dei

1670. S. Faraone de'bened. di Meaux, nel 752.


bened. di Sens, nel
S.
1

Gio.

Battista

de' prernostr.

di

Laon, nel

1780. S. Policarpo dei


1

bened. di Narbona, nel 743. Beata Vergine de' can. reg. di s. Flour, Del I 706. Beata Vergine de' cister.

Vergine

1753.

iSl

de* bened. di Tarbes, nel Savino de'bened. di Tar-

bes, nel

1724.

S.

Salvatore
nel

dei

d*Auxerre,

nel

1742.

S.

Paolo

beued. di

Montpellier,

1724.

MON
Beala Vergine
\allicen, nel

MON
Cagine de* cislerc.
di

83

de' cisterc. di

can. reg. d

lySi. S. Pietro dei Limoges, nel lySo. Beala Fermine de' preinostr. di ergi ne Ileinis, nel 1734. Beala de' cisterc. di Vabres, nel 1735. Beata Fergine de' bened. di Lavaur, nel i74'' ^- Severo de' be-

Clermont, nel 1722. S. Pietro de' bened. d'Avignone, nel 1749- S. Savino Q'hQned. di Tarbes, nel 1731. S. Pietro de' bened. di Bourges, nel i73r.
S. Stefano
nel
de' bened.
di

Saintes,

ijZi. S.

Pietro de' bened. di

Chartres, nel
de' bened. di S.

1732.

^S*.

Salvatore

174^' *^' Sinforano de' bened. di Metz, nel 1775. S. Taurino de' bened. d' ELorenzo dei \reux, nel 1753. S. di Frejus, nel cislerc 1698. S. Tiberio de' bened. d'Agde, nel 708. Ss. Trinit de' bened. di Chartres, Croce de' bened. di nel 1703. S.
j

ned. di

CoutanceSj nel

1670. Fincenzo de* bened. di Laon, nel 1754- S. Urbano de* bened. di Chaions sur Marne, nel 1757. BeaFergine
de'premoslr. di
Sois-

Coutances, nel

ta

Lucon, nel
Bliclu'le

171 3.

S.

Launo
s.

dei
*^-

can. reg. di Poiliers, nel 1714de' bened. di

1739. Beata Fergine . cislerc. di Reims, nel 1741- locata Fergine de'cisterc. di Carcassona, nel 1750. S. P/c/ro de' bened. di Limoges, nel 1738. Beala Fersons, nel

Vittore, di

gine de'cisterc. di Tulle, nel 1785.

Laon, nel
bened.
di

1725. S. Teojfredo dei

Cliigny

de' cluniac. di

Ma^on, nel
concisto-

Pny, nel 1747- Ss. Trinit de' bened. di s. Mauro, di Beata Fergine dei Rouen, nel 1 76 cislerc. di Nantes, nel 1648. S. Giovanni de' can. reg. di Chartres,
1
.

1739. Monasteri
riali.

di

Spagna

nel

1723.

Ss. Trinit e'het\^i.

di

Beata Fergine de* bened. di Girona, nel i8i4 S. Pietro de' bened. di Girona, nel 1798. S. Salvatore de* bened. di Girona, nel
1817. S. Pietro de' bened. di Gi1824. SS. Pietro e Pao' lo di Barcellona , nel de* bened. 18 i4- B- /^e/gme de' bened. d'Urgel, nel 1825. S. Pietro de Gallirona, nel

Chartres, nel i654. Beata Fergine


de'can. reg. di Coutances, nel 1753.

Beata Fergine de'cisterc. d'Agde, nel 1747. Beata Fergine de'can. reg. di Chaions sur Marne, nel 1748. Beata
Fergine
de' cisterc.
di

Senlis,

nei

1677. S. Giovanni de'can. reg. di Soissons, nel 1703. Beata Fergine


de'cisterc.

canta de* bened. di Girona , nel 18 16. B. Fergine de' bened. di


Rivipollo di
zato

Noviomen, nel 1728.45*. Falerico de' bened. d' Amiens^ nel


1696. S. Michele de' bened. di Rouen, nel 1740- S. Martino dei bened. di Beziers, nel 1752. Beata Fergine de' cisterc. di Dol, nel 1707. S. Fincenzo de* bened. di Metz, nel 1710. S. Fedaslo de' bened. d* Ar1726. di Bourges, nel
ras, nel
15*.

Tarragona da Gregorio XVI storo de' 3o settembre


Pietro
de' bened.
di

preconiznel

conciS,

i83i.
,

Girona

nel

1825. B. Fergine de Serrateix dei bened. di Tarragona, nel 1828. S, Stefano de Vanoles o Banolas dei
bened. di Girona, preconizzato nel
concistoro

Pietro de' bened.

da Gregorio

de' bened. di

1712. S. Salva' Chaions sur MarPietro de' bened.

ne, Itore nel


ili

1714.

S.

bened. di Fittoriano de' bened. di Barbastro, preconizzato da Gregorio XVI a' 2


febbraio i83i. S. Fittoriano de'can.

dicembre i832 S. Cucufato dei Barcellona nel i83o. iS".


de* 17

XV

f.

Chartres, nel

1753. Beata Fer-

84

MON
1

MON
Giovan1824. Sardi con\^'ji. SS. Pietro e Meick de* bened. di Passavia, nel 1768: Pio VI nel 1782 recandosi da Vienna a Monaco, il 22 aprile giunse a questo insigne

reg. d'Hoesca, nel

5. S.

Passavia, nel
di

ni de'bened. di Jaca, nel

Paolo

Monasteri degli stati B. Vergine de' cisterc. di Ginevra, nel 1728. B. Vergine dei bened. di Torino, nel i743. B. Vergine de' cislerc. di Casale, nel 1727. B. Vergine de can. reg. di Ginevra, nel 1727. S. Ponzio dei bened. di Nizza, nel 1727. SS. Piecistoriali.

monastero, e nel di seguente discemagnifica chiesa, ascollandovi la messa celebrata dal cardise nella

nal Migazzi, indi

pass

pernots.

tare nella celebre abbazia di

FloS.

tro

ed Andrea

de* cisterc.
di

di

Rinel

riano

de' canonici

lateranens.

palta,

arcidiocesi

Torino,

1743. SS. Salvatore^


Ottavio de bened.
di

A ventare

ed

P/Wro de* bened. di Gand, nel 1791, di cui per godeva la nomina il re
di

Torino , nel 1727. S. Stefano de'bened. d'Ipporegien nel 1727. S. Pietro de Sylva de' bened. di Vercelli nel 1727. Beata Vergine de Talloire de'bened. di Ginevx'a, nel 1727.
,
,

Francia. S. Michele de' bened. Colocen o Colocza , nel 1682. S. Salvatore di Fulda, de'bened.
di

de' bened. di Vercelli, 1727. S. Maria di Coramajo, de'bened. di Torino, nel 1741, co-

S.

Gennaro

nel

1738, poi eretto Vito e Stefano di Corwei in W"estfalia, de' bened. di Paderbona, nel 1777. Fe^f" Corbeja. S. Massimino de bened. di Trevein vescovato. SS. nel 1763. Pio VII nel 1821 con bolla de' 26 luglio soppresse l'abbazia di Neiivenzell e di Oliva
ri,

di

Magonza,

nel

me dicemmo
del

nel voi.

XX,

p.

84

Dizionario. SS, Pietro e Paolo de Novalesia de' cisterc. di Torino, nel 1727. S. Giusto de Securia dei can. reg. di Torino, nel 1727. B. Vergine de Vezzolano de' bened. di

negli stati del re di Prussia.

Il

me-

Torino, nel 1727. Monasteri del Belgio concistoria-

de bened. di Tour1754. S. Pietro de'bened. di Gand, nel i656. S. Salvatore de'bened. di Malines, nel i683. SS. Pietro e Paolo de' bened. di INfamur, nel 1791. SS. Giacomo ed Andrea de' bened. di Liegi, nel 1781. S. Lorenzo de'bened. di Liegi, nel 1790. Stabulen et Malli.

S.

Amando

nay, nel

desimo Papa il i. aprile 18 18 aveva soppresso quella di Campidonia cio il monastero di Maria Vergine e de' ss. Gordiano ed Epimachio de' bened., e la prepositura di Bartolicaden de ss. Gio. Battista e Pietro de can. reg. nel regno di Baviera. Beata Vergine
,

ad Lacum
nel

de' bened.

di

Treveri

1696. Monasteri della Svizzera conciiS".

storiali.

can. reg. di Sion, nel 1823.

Maurizio d'Agauno dei Beala

Vergine di Einsidlen de' bened. di


Costanza, nel i825: quindi nel concistoro de'

mundarien unite

de' bened. di Lie-

gi e Colonia, nel 1787. S. Trudone de'bened. di Liegi, nel 1790. Monasteri di Germania concistoriali.

27

luglio

1846

il

re-

S.

lisburgo, nel

Lamberto de bened. di Sa1760. S. Haherto in

Ardena de* bened. di Laodien, nel 1761. Beata Vergine de' bened. di

gnante Pio IX preconizz l'elezione che il capitolo e monaci del monastero aveano fatta dell'odierno abbate, nella diocesi ora di Coir. Beata Vergine di Maristella de' cila 18 18 sterc. di Costanza nel
;

MON
successiva provvisione
cisloio tenuto
a'

MON
falla nel con-

85

da
p.

Gregorio
la

XVI

ro delle sedi vescovili e de' vescovi, si pubblicavano ancora i principali

17 dicembre
nel voi.
S.

1840,

riportamdel

monasteri e

le

abbazie

nullius coi

mo

XV,

224
de*

DU
di

nomi

degli abbati.

zionaro.

Gallo

bened.

MONCADA

Luigi

Guglielmo,

Costanza, nel i8o3, unito poi al vescovato di Coir, indi eretto in sede
vescovile.

Cardinale. Luigi

Guglielmo

Mon-

de* cisterc. di Costanza,

yergine de Salem, nel 1802. Monasteri delle due Sicilie, ed altri concistoriali. SS. Pietro e Paolo de'basiliani di Messina, nel 1680. Beata Fergine d' Altoforte de* cisterc. di Monreale, nel 1725. Nel concordato fatto tra Pio VII e il re Ferdinando I furono confermate le abbazie e monasteri nulliiis
di te

Beala

cada d'Aragona, siciliano, de'duchi di Montalto, essendo rimasto unico nella sua nobilissima famiglia , si congiunse in matrimonio colla figlia del duca d'Alcal, quale mortagli senza

prole, tolta la seconda,

Caterina Moncada, passato in Ispa-

gna venne successivamente destinato da Filippo IV ai governi della Sicilia, Sardegna e Valenza poi titolo di vicer, e col carico di

magcaval-

Cava, di Monte Cassino e di MonVergine. In Polonia eravi il moSulejovien e


provvista
de' cisterc.
di

giordomo

della regina

e di

lerizzo di detto re,

che lo

destin

nastero

oratore straordinario all'imperatore

provveduto nel i654del monastero della Beata Vergine de praecibus de' cisterc. nel patriarcato di Venezia, fu fatta nel 1787: Pio VII concesse ala' 3o settembre 18 17

Gnesna,

Ferdinando
Rapitagli
di

II,
i

e per pi titoli gli

L' ultima

grandi di Spagna. pure la seconda moglie dalla morte, dopo averlo fatto lieto
die luogo tra

numerosa

figliuolanza, applicossi

mosso da
alia

istinto divoto,
clericale,

vita

l'imperatore d'Austria

il

diritto di
le

quindi
,

alle istanze del

re

nominare
dichiar

monasteri e
Il

abbazie
ab-

di

degli stati veneti.


il

medesimo Papa

vescovo di

Modena
di

Nonantola. Veggasi il p. Lubin, Abbatiarum Italae. All'articolo Vescovato, ed in quelli degli stati e rebate del monastero nullius
gni
si

Alessandro VII a' 7 Spagna marzo 1664 lo pubblic cardinale diacono bench assente. In et di sessanl'anni mori nel 1678 in Madrid
,

senza

essere

intervenuto

ai

due conclavi ch'ebbero luogo a suo


tempo.

parler

di

altri

monasteri

MONCANO
in seguito re lo stato
vita
assai
il

(s.),

abbate

in

Ir-

ed abbazie nullius dioecesis e conciV. Congregazione Concistoriali. storiale, cui spetta quanto riguarmonasteri concistoriali. Il p. da
i

landa. Fior nel

sesto

secolo.

Fu

dapprima guerriero,

ma

rinunzi

mondo
,

per abbraccia-

monastico.
rigorosa
Dicesi
e

Men una
fu pe' suoi

Pleltemberg, Notitia congreg. a p. i3i dichiara quali sono i monasteri

fratelli

un

perfetto modello di tutch'egli

concistoriali,
si

ed a

p.

147 cocardinal

te

le

virt.

facesse

me
in

conferiscano e
segreto

commendano
.

fabbricare

trenta

chiese

cento-

concistoro

Il

venti cellette, e che sia vissuto trent'anni presso

De

Luca,

De monasteria

concisto-

una
vuol

di

queste chiese,

rialia.

Nelle annuali Notizie di Ronel

detta dal suo


c/iutf,

nome

Theach

Mo-

ma

del passato secolo,

nove-

che

dire in irlandese

86

MON
poslella, e lo

MON
suffraga nea dell'arcivescovo di

chiesa di Mocliua, giacche egU era chiamato anche con questo nome come pure con quello di Cluanus o Cluanus. Mor in et di ottan-

Comprimo

tuttora.
fu

Il

vescovo di

Mondonedo

Miirtino

tanov'anni

il

i."

gennaio, nel qual


la

Dumiense, che sottoscrisse il primo concilio di Braga nel 4' suoi suci
:

giorno

si

onora
(s.).

di

lui

memoria.
(s.).
)
.

cessori furono,

MONDO r. MONDONEDO
Spagna
stante
in

MuifDo
(

topio nel

Mi loco nel 572, Me633, Sona che fu al VII

Mindonien

concilio di Toledo,
scrisse
il

Citt con residenza vescovile

della

Galizia, undici leghe di-

Beh che sottoBraga, Teodorindo I morto neirSyo, Gonsalvo fiorito nel111 di

da Lugo,

capoluogo

della

1*888,

provincia del suo nome, e sede di un governatore militare. Trovasi


al piede delle

rindo
ec.

Rudecindo dell'893, Teodomorto nel 909, s. Rosendo, Giovanni Loaysa vescovo d'AlII

montagne
il

della Sier*

ghero, trattando in
ri

Roma

gli

affa-

ra che
all'

portano

suo nome,

ingresso della bella valle di


il

ed Lori-

di

Carlo V, nel

te

renzana presso
viere

Valinadares.

E se- ma

VII lo trasfer mor in curia pochi mesi do-

i524 Clemena Mondonedo,

parata dai suoi sobborghi dalle


Sinto,

po. Nelle annuali Notizie di

Roma
1728

riuniscono

Ruzos e Picos che si pi abbasso onde for;

riportata la seguente serie.

mare

la

Masma

sopra

queste

vi

sono due ponti.


fortificato,

cinta di vecchie
castello

mura, e dominata da un

ma

poco
belle,

importante.
la

Alcune case son


tana.

gran piazfon-

za adorna d'una bellissima

molte sue chiese rimarchevole quella della Beata Vergine de los Remedios, per la sua bella architettura. Vi sono due ospedali ed altri stabilimenti, s di
le

Tra

Antonio Sarmiento benedettino di Tuy, traslato da Jaca. 17^2 CarAntonio Rimol-y -Quiroga di lo Lugo. 1761 Giuseppe Francesco Losada-y-Quiroga della diocedi Orense. 1781 Francesco Quasi drillero-y-Mora di Leon. 1797 Andrea de Aguiar e Canraano di Lugo. 18 16 Bartolomeo Cienfuegos di Leygnarda. 1827 F'rancesco Lopez Borricon d'OrnilIayso nella Castiglia vecchia, gi canonico di
Burgos,
drale,
fatto

beneficenza,

che

d* istruzione.

Ha

da Leone
e

diverse fabbriche con pi di semi-

concistoro de'25 giugno.

XII nel La catteedifizio,

lacinquecento abitanti.
ritorio
assai

suo terd'un clima sano. Secondo qualche autore


Il

buono

moderno

fertilissimo

dedicata a Dio, sotto l'invocazione


di
s.

Giacomo, con

baltisterio, eser-

corrisponde aWOceluni od Occelum

citando la
sto era
tini,

cura delle

Tolomeo, e chiamasi e Glandominim.


di

Mindgnia

prete appartenente

a! capitolo.

anime un Que-

prima regolare de'benedetsi

La sede vescovile fu eretta nel o VI secolo alcuni pretendono


:

compone
la

di undici digniil

t, di

cui

prima

decano,
pe-

che vi fosse trasferita quella di Bretagna [Fedi)^ altri dicono che in prima venne eretta in Kibadeo, Bivadunij borgo sulla sinistra dell'Eo con titolo di contea, con porto

di
le

ventiquattro canonici, comprese

prebende del teologo


preti, e di altri

e del

nitenziere, di sei porzionari, di cappellani


detti
chierici ad-

all' uficiatura.

L'episcopio
oltre

e collegiata.

La

sede

diveqpe

adiacente alla

cattedrale^

MON
quale

MON
che
to,
si

87

non vi sono altre pairoccliio. xVwi due conventi tli leiigioaij un monastero tli njonaclie,
in

citt

trovano tanto nel suo recinquanto ne' luoghi soggetti. Nei


diverse
fabbri-

sobborghi trovansi
che, e le sue

alcune
rio.

confraternite ed

il

semina-

nc'Iibri
lorini

Ogni nuovo vescovo tassalo della camera apostolica in

009,

conispondetiti a circa
si

20,000 ducati cui


dere
le

fanno
pesi.

ascen-

rendite, senza
(

MONDOVI
Citt con

Monlis

Rfgalh

).

residenza
negli
stati

vescovile

del

sono asGli sai apprezzate nel Piemonte. abitanti, in cui si distinguono le donne per gentilezza, sono pi di 22,000. I dintorni sono amenissiridondano di fiorentissime nii, e vigne, che danno ricco e prezioso prodotto. Fra i suoi uomini illuconfetture
stri

Piemonte
cinque
alla

del re di Sar^
trenta-

nomineremo

cardinali
e

degna, distante da Torino


miglia, e dieci

cesco

da

Cuneo,
cadel
sulla

Adriano Bona, ed il

Ceva
fisico

FranGiovanni
Battista

Gio.

cui divisione
della

appartiene,

Beccaria, per

non dirne

altri.

poluogo

provincia

suo
riciy

Mondovi o Monde vi, 3Ions Vi-

nome

e di

mandamento,

Mon^
,

Regalis, da un' italica le-

va destra dell'Elero,

affluente

del

ga de'popoli della Liguria, d


luzzo
di
,

Sa-

Tanaro, sede d'un tribunale di prima istanza. La citt propriamente


delta situata sopra

ameno

colle,

Ceva e de' circostanti luoghi, da un piccolo aggregato di abitazioni che ricuopriva la cima
del colle sino dal
mille,
si

ottantatre tese al di sopra de' suoi

da cui divisa da un rapido declivio poco praticabile pei* le vettiue. La sua veduta assai pittoresca ad una certa distanza,
tre sobborghi,
poicli dall'alto del colle

t forse coll'ampliazione del

aumencomuvesco-

ne
sin

di

Vico, luogo cospicuo di cui

dal

902

n'era signore

il

fino alle
edifizi.

falde

si

estendono

suoi

Cinta da deboli mura, e difesa da

una
la

cittadella

eretta nel

iSyS

nel-

vo d'Asti] e siccome il monte era nel suo territorio, perci fu detto Monte di Vico o Montevico, donde venne poi la denominazione attuale, bench port anche l'antichissimo

pi

alta

vetta

da
le

Emmanuele
altre
la
l'

nome
s.

di

Monte Regale.
di
la

Filiberto duca di Savoia, rinchiude

La

chiesa
di

principale
Pietro,
alla

Vico era
cui pieve
di

molte chiese, e
tedrale, di cui

fra
si

cat-

quella

ammira

altare

fu poi trasferita
s.

collegiata

maggiore
so la fine,

e la

sagrestia.

La sua

fondazione risale al secolo XI ver-

per

Ottone o Te t tona
Bonifacio mar-

Donato. Vico divent il lerzer maggiore di Mondovi, per cui i monregalesi promisero al vescovo
di

padre del

celebre

Asti di osservare

le

condizioni

chese del Vasco o Vasto e di Sa-

pattuite dagli abitanti di Vico: pi


tardi

vona, nel luogo detto piazza maggiore. Altri dicono

che
,

l'antica col-

Mondovi si sottrasse dal dominio temporale del vescovo, dopo


Divenuto comune con
il

legiata di

s.

Donato
fondata

prima

del
sia

aver contratta concittadinanza cogli


alessandrini.

secolo XIII

la Vico,

stata ivi trasportala verso la

met

podest, per la sua potenza


scovo d'Asti
se di
si

ve-

del

secolo

XIV.
vari

II

reale

collegio

col leg col fargli

marcheitnli
i

presiede
di

altri

stabilimenti
e
convitti,

Ceva per
tale,

guerra;

pubblica

istruzione

crebbe a

che pot nel

o a-

8
goito

MON
laSa
inaugurarsene
la

MON
fon-

segnalata
ci

vittoria

sui

pieraonlesi

dazione
otto

come di cospicua anni dopo nascenti


i

terra,
frati

ed mi-

che obblig la corte di Torino ad abbandonare poco tempo il

nori poterono

edificarvi

un

maedel lo-

Piemonte

a'

vincitori.

Nel

1799

stoso tempio alla

memoria
eretto
in

ro patriarca

poco
poscia

prima defunto,
catte-

quarantamila contadini piemontesi quivi si radunarono, onde tagliare


la

che venne
drale. Si
zi
il

ritirata

al
gli

generale avanzi

Soult che
dell'armata

vedono ancora gli avandi quelle mura, che circondando monte, dierono asilo agli emi-

riconduceva
essendo
costretta
stati

di Scherer battuto a
dispersi
,

Verona
la

ma
fu

citt

grati ne'torbidi d'Italia, specialraente milanesi,

dopo

l'eccidio di
si

Fede-

rico

I,

essendo,

come

detto, gi

ed abbandonata al saccheggio per aver incoraggiato la ribellione, onde moldi capitolare,

possente al declinar del secolo XII. Vuoisi che nel 1238 Federico II abbia dichiarato il comune libero e indi-

to soffr.

La
no IV

sede vescovile l'eresse Urba-

pendente. Tuttavolta

si

assoggett

prima

ai

conti di Savoia, e poi ai

colla bolla Salvator nostei\ data in Perugia l'B giugno i388, non pare ad istanza di Teodoro mar-

marchesi di

Monferrato,
sottopose

laonde
all'

il

chese di Monferrato, trasferendo

il

escovo

d'Asti

inter-

detto e scomunic gli abitanti con Bressano che li signoreggiava. Nel

dominio della citt di Mondovi, con


II

al

nuovo vescovo
di

titolo

conte.

vescovato

lo

dichiar
di

suffragadi

1257
sotto
il

monregalesi
vescovo,
e nel

ritornarono

neo dell'arcivescovo
poi

Milano,

1270 sog-

Leone

nel

i5i5

in vece lo

giacquero a Carlo d'Angi. Il vescovo d'Asti nel 1282 tent di ricuperare i suoi diritti, e Roberto
re di Napoli
glieli

sottomise alla metropoli di Torino,


di cui lo tuttora.

La
( la

chiesa bench

smembrata
di

d'Asti

qual chiesa
il

lasci
la

qual feu-

conserv per vari

secoli

diritto

do, succedendo al re

nipote Gio-

panna I, Dopo goduto quasi


stine divisioni.

di

aver lungo tempo

libero

reggimento,
P^*'
^^ ^^^^'

questo cess nel i347


Indi

pass

sotto

il

dominio de'Visconti, i quali lasciarono godere al vescovo d'Asti le regalie minori; ma nel 1396, dopo breve dominio del marchese di Monferrato, un poco volontariamente, un poco per forza, si sottomise alla sovranit di Amedeo VIII duca di Savoia, che l'avea occupata, quietandosi il marchese cogli sposalizi celebrati tra le due case; allora Mondovi venne decorata del titolo di citt. I francesi comandati da Bonaparte riportarono nei dintorni il 22 aprile 1796 una

nominare il vescovo) ed i canonici d'ambedue le cattedrali godono della reciproca fratellanza, e ^^"^ presenti in coro nelle due cattedrali a vicenda. Il primo vescovo fu nominato nel i388 in fr. Damiano Zavaglia di Genova, domenicano, celebre oratore, che compilo ottime leggi, v'introdusse
ligiosi
i

re-

del suo ordine, sostenne

va-

col vescovo e capitolo d'Ache non pot terminare, e lasciando di s buon nome, mori nel i^o/\.. Gli successe Giovanni Solio genovese, che intervenne al concilio di Pisa, e moi nel i43. Giovanni XXllI nel i4'4 ^'"^^ vescovo Francesco Fauzone nobile di Mondovi, monaco benedettino. Ririe
liti

sii,

MON
porteremo
Nel
i

MON
Clemente VII
della
la

89
la

successori pi distinti.

un
al

prepositura

1429 Perce vallo Belma nobile


traslato

Trinit

capitolo:

rassegn

savoiardo,

Belley

nei
sta-

1438:
bil

sotto di lui
la

Eugenio IV

i548, e gli fu surrogato Bartolomeo Piperi di Saluzzo


cubiculario
mosiiiiero,
pontificio,

sede nel

meglio

giurisdizione

della

dotto e
nel

li-

diocesi. Gli successe

Segando Ayme-

morto
s.

in

Roma

iSSg,

rico francese, ch'era vescovo di Bel-

e sepolto vatorio
di

nella chiesa

del

conser-

che intervenne al concilio di Firenze; concorse a pacificare Lodovico duca di Savoia col duca di Milano, ed al suo tempo l'abley,

Caterina
Il
il

de'Funari
Mi-

che lasci erede. divenne vescovo


chele Ghislieri

27 marzo i5to
cardinal
fr.

di s. Dalmao Dalmazzo vescovo, fu unita alla mensa da Nicol V. Nel 1484 Antonio Campione savoiardo vedovo, che nobilit la cattedrale con preziosi donativi, ed ebbe dal ve-

bazia de'benedettini
zio

domenicano di BoSCO presso Alessandria, onde si sottoscriveva

cardinal

alessandrino
per
affari

Trattenuto a
suffraganeo

Roma
a

pi

gravi da Pio IV, sped in vece per

reggere
generale,

la
il

chiesa

qual
sto

vicario

vescovo
in
difesa

scovo
di
s.

d'Arezzo

parte

della

mano
,

Yerrense Girolamo Ferragata. Queinfaticabile

Donato vescovo
^^ trasferito

martire
;

prelato

che ripose
nel

in detta chiesa

poscia

dell'immunit minacci di
nicare
il

scomue
\a

1490

Ginevra.

sindaco

della citt,

Indi

Amedeo
ricevette
il

de'marchesi
,

Bomabenigno
^^i
pie-

scagli contro la

gnani

savoiardo

pio

go
la

di

s.

comunit del borDalmazzo perch turbava


vescovile.
a'
Il

che

nel

i497

mensa

cardinale

si

giuramento di fedelt al duca di Savoia. Carlo Bosario nobile d'Asti, fatto vescovo nel i5o9, intervenne al concilio Lateranense nel i5i2, nel quale anno Giulio II lo fece governatore di Roma, secondo rUghelli; ma mor nello stesso anno con dolore del Papa essendo stato governatore Lorenzo Fieschi arcivescovo di Monreale, che
montesi

port in Mondovi
della

7 agosto i56i, reggendo le briglie del cavallo due

famiglia Biglioni,

secondo

il

privilegio concesso

da Urbano VI,
il

con restargli
le
si

il

cavallo e
il

manto
il

usato dal vescovo. Indi port in Torino a


di Savoia, e vuoisi

cardina-

visitare

duca
tasse
cesi,

che

visi-

ancora tutta

la

propria

dio-

ma non
de'
di

ve

ne

sono

prove,
allora
la dio-

in latino dicesi

Mons

Regalis^ ci

solo della

chiesa di Cuneo,

avr dato motivo all'equivoco delrUghelli. Lorenzo nel i5i2 successe a B.osario perch traslato a Mondovi, anzi aggiunge i' Ughelli
belle

uno
cesi

37 luoghi formanti Mondovi, di quella


il

di Roc-

caforte, e forse alcun'altra. Ai

i5

ottobre

cardinale ripart per


al capitolo
il

Roil

anche nel governatorato, chiaro per qualit, morto prolegato in Bologna, dopo aver consecrato la cattedrale che il predecessore Amedeo avea edificato dai fondamenti

ma, donando
cale,
il

il

pontifi-

faldistorio,

messale ed

rituale antichissimo che

con venesi

razione conserva.
il

Bench lontano,
ocvo-

cardinale con molto zelo


di sua chiesa.

verso

il

i5oo.

Carlo

Camera
illustre

cup

Nel

i564

nobile savoiardo del

i52 3,

leva rinunziarla a Filippo

Spinola,

per dottrina e

virt, sotto

di cui

ma

il

duca bramando in vece che

90
lo siicceilessc
Gusliiiiaiii,
il
l

MON
suo
confessore
p.

MON
ca Carlo

Emmanuele
il

I,

che

vi

fon-

carilinalc conliiiii

d un'abbazia
scrisse
la storia
i

di cisterciensi, di cui
p.

reggere

la

chiesa sino alla sua ns-

Malabayla. Fe-

suDziorie al pontificalo, che col no-

ce stampare

decreti sinodali, ed a

ine di Pio

i566.

V ebbe luogo a' 7 f^ennaio Durante il suo vescovato


inviarvi

fu sollecito

de' predicatori,

tutti caro mor nel 1602. Nel seguente ainio gli successe Carlo Argentcrio de' marchesi di Brcz, abs. Benigno di Frutluaria, che prudentemente govern la chiesa:

rivendic
sa,
le

patrimonio della mene fatto Papa convalid con boll'universit degli studi, che nel
il
il

bate di

eresse in cattedrale dai fondainenti


la chiesa di s. Maria, e l'orn; ripar l'abbazia di s. Dalmazio, com-

i56o

duca Enimanuele Filiber-

to avea eretto in

Mondovi

per

la

teologia, giurisprudenza,
filosofa

medicina,

pose

le

discordie
i

de' cittadini
scalzi,

ini

ed arti, in tempo che Torino era occupata da' francesi ; universit che in progresso si estinse anco perch contrariata da quella di Torino. Il Pontefice benefic con
dignit
ecclesiastiche,

trodusse
religiosi

carmelitani

pose

alla cura

dell'ospedale, fu

benefico
e

di di

doni colla
meriti
fu

cattedrale,

pieno

pianto

nel

fece

suoi

i63i. Carlo Antonio Riva di Torino, governatore di varie citt dello stato ecclesiastico
,

famigliari

diversi

monregalesi,

orn

la

sala

quando Clemente
tra' beati

Vili
la

annover
lo elesse

principale dell'episcopio, e in catte-

Pio V,

citt

a patrono; ed allorch fu
zato, oltre le feste

canonizi

successori.

che

fece,

ca-

nonici ottennero molte sue reliquie.


S.

Pio

dichiar suo successo-

re in Mondovi, Vincenzo

Lauri o
la

sepolcro per s e il Nel 1642 Maurizio Solaro de' marchesi di Dogliani conti di Moretta torinese, gi arcidiacono di Vercelli. Nel i656 Michele Begino o Begiamo, che merit d'esser

drale

edific

Laureo

(P^ecli)^

al

quale articolo diper


diocesi,

trasferito a

Torino
dalla

nel

1662, menNizza
Solaro.

cemmo quanto
fondando
il

fece

tre

questa

sede di

iSyS; crealo cardinale da Gregorio XllI si chiam il cardinal di Mondovi, e nel iSSy per sua rinunzia fu fatseminario
nel
to
di

fu

traslato

Giacinto

Nel

1667 Domenico Trucchi nobile torinese, che rinunzi nel 1697, onde
gli

successe Giambattista Isnardi notorinese de' marchesi di Cara-

vescovo Felice Bartolano

conte
in fu

bile
glio. dell'

Tolegno di Biella, che mor Savona di veleno. Nel 1592 gli


Gio. Antonio

Con
si

questi

nell' Italia

sacra
t.

Ughelli e continuatori,

IV,

surrogato
nobile di

Caslruccio

Mondovi

eruditissimo, a-

malore
veri.

della religione,

padre de* pole

termina la serie de' vescovi, la quale proseguiremo colle annuali Notizie di Roma. 1741 Carp.

1084,

Trasfer in citt
edific la

monache
pei
dell' e-

lo Felice S.

cisterciensi,

sagrestia

canonici, e fece la cappella


piscopio. Nel

Martino di Castelnuovo diocesi d'Ivrea, eletto dopo una vacanza di nove anni, ampli e riedific

1^94 essendo cominle

nel

1742

il

seminario.

1754

ciato

il

culto alla Beata Vergine di

Vico,

si

posero

fondamenta

del
belli

Michele Casali teatino milanese. 1 783 Giuseppe Antonio Maria Corte di


Dogliani de'conli di Bonvicino, traslato

magnifico tempio, uno de' pi

del Piemonte, per generosit del du-

da Aqui.

questo

vescovo

il

MOi\
canonico

MON
Gioacchino
t'sloriclw citilica
,

91
quat-

Moiulovi Glassi dedic: I\If morie


di

ascen^lono
la

a trecento fiorini
di circa

mentre

mensa

la chiesa vescovile
in

di

Monteregah

tromila scudi.

Piemonte^ Torino
a
p.

1789,

delle

MONEGONDA
tres,

(s.).

Nata a Char-

quali fu pubblicato onorevole articolo

37

ddV Effemeridi

leU.

di Rotila del
Battista

1790. Nel i8o5 Gio. Pio Vitale nobile di Moaconcistoil

maritata onorevolmente, ed ebbe due figlie. Venutele queste a mancare , risolfu

da' suoi

genitori

vette di ritirarsi dal

mondo, e

col

dovi, tiaslalo d' Alba nel

io tenuto a
i.

Parigi da

Pio VII

consentimento del marito si fabbric a Chartres una cellelta , in cui


si

febbraio.

1824 Francesco Gaeo

rinchiuse per servir

Dio
le

nell' e-

tano

Buglioni

luzzo de' conti di

BuUioni di SaMonale. Per sua

sercizio continuo della

preghiera, e
austerit
altri

nella

pratica

di

tutte

morte Gregorio XVI nel concistoro de' 23 maggio 1842 preconizz l'odierno vescovo monsignor fr. Giovanni Tommaso Ghilardi domenicano, torinese di Cassalgrasso.
otto

della penitenza. Ella

non avea

mobili che una stuoia, su cui prendea la notte qualche ora di riposo,

cattedrale dedicata a Dio, r invocazione di s. Donato vescovo e martire. Il capitolo si compone di quattro dignit, prima
delle quali

La

ne usava altro nutrimento fuorch un po' di pane bigio ed acqua. B.itiratasi in appresso a Tours, continu lo stesso tenore di vita , in

una
vi

celletta

che
lei

si s.

fece

fabbricare

presso la chiesa di
essendosi a

Martino. Qui^
parec-

l'arcidiacono, dell'ar-

aggiunte

ciprete, del prevosto e del cantore;


di quattordici

chie pie

canonici,

comprese
e

le

prebende
tro

del

teologo

del peni-

poco monastero
fetto

femmine, formossi a poco a intorno alla sua celletta un


di
religiose.

Dopo

essere

tenziere, di otto beneficiati, di quat-

stata per molti anni modello


di
j

per-

cappellani,

di altri

preti e

virt e santit,

mori nel
marti-

chierici
iSella

addetti al

divino
il

servigio.

570

ed menzionata nel

cattedrale vi
si

battisterio,

rologio

romano

a'

3 di luglio.

e la cura d'anime

funge dall'ar-

MOiNEMBASIA. F.
Malvasia.

Napoli di

ciprete per
letti
il

due

sacerdoti

da

lui e-

con approvazione del vescovo,


to

MONETA, Moneta, Pecunia, Aes,


JYummuSy Numisma. Metallo
per uso di spendere dal
nel
Il

cui magnifico ed elegante palaz-

conia-

zo sorge incontro detta chiesa. Nella citt

e contrat-

sonovi altre
,

cinque

chiese

tare le cose agevolmente.

Prese

tal

parrocchiali

comprese
religiosi
i

quelle
;

del
tre

nome
neta

cognome
cui

di

Giunone Moiu

suburbio, con fonte battesimale


conventi di
nastero di
della missione, ed

tempio
p.

Roma
le

si

compresi quelli

batteva.

Buonarroti ne' suoi

Me^
eru-

filippini, un momonache cassiuesi cinque confraternite due ospedali il monte di piet, ed un cospicuo seminario. La diocesi ampia e
,

daglioui antichi
dizioni

3ii,

tra

contiene centoventi parrocchie.


ogni Duovo vescovo
le

Ad

tasse, secon-

do

registri

della

camera aposto-

che riporta sulle monete, dice che il nome di moneta fu da* to ai Denari {^f^edi), perch l'officine e la zecca erano in Campidoglio, dentro o vicino al tempio di Giunone Moneta, cosi detta perch avendo fatto i roiuatii , man-

92
cando loro
il

MON
denaro
pei' la

MON
guerra

ne

di

pecunia alla moneta

non

le

contro Pirro, un voto a quella dea, ebbero risposta, che se assistiti dalla giustizia avessero seriamente applicato alle armi non sarebbe mai mancato loro denaro ; onde ottenuto l'intento del voto, cominciarono a venerare Giunone Moneta
,

deriv propriamente
bue, della pecora
di essa

dall'effigie

del

o del porco su formata o impressa ; altrispecie


di

menti dalla
mali,
e

quegli

ani-

non dal genere sarebbesi desunta; cosicch la moneta, se anche quellellgie non avesse offerte
tuttavia
nia,

come sarebbe a
decretarono che

dire consigliatrice, e
i

sarebbesi

appellata

pecu-

denari
lei.

si

battesse-

ro nel tempio di

Livio, seguito

dell'antica

perch rappresentava il valore moneta , che consisteva

da Ovidio, scrive essere stato fabbricato il tempio di Giunone Moneta, per voto fatto da Camillo dittatore nella guerra contro gli aurunci, dan-

in bestiame; e

perch

al

dir d'Ul-

done

il

deputati

senato Tincumbenza a due e destinatone il luogo


,

178: pecuniae nomine non modo nummi^ sed omnes ms tam solidae, quani mobiles, et lani corpora, quani jura continentur. Le ricchezze degli antichi romani conpiano
lib.

dov'era gi stata
lio,

la

casa

di

Man-

sistendo ne' primissimi tempi nel solo

della quale parlando Livio, di-

bestiame, che pecus

dissero dal

ce

Nimc
est.

aedesy

tae

Ma
era

moneCicerone dichiara, che


et

officina

pascere, serviansi di esso,

come

di

avanti Ja presa di
galli

Roma
il

fatta

dai

tempio di Giunone Moneta, detta cosi per una voce uscita dal suo tempio di Camvi

ancora

misura nel commercio, commutandolo e spendendolo qual moneta effettiva. Ma quando il bestiame cess di essere monetato, cio quando fu esso permutato col rame e
coll'argento coniati, questi
metalli,

pidoglio in occasione

di

un

terre-

moto. Certo per si , che battendo i romani la moneta nel tempio di Giunone, sul principio non riconobbero altro nume sopra le monete, che quella dea col cognome di Moneta. Dipoi introdussero una deit distinta, chiamandola quando Equit e quando Moneta. Siffatto nome divenne tutto suo proprio col tempo, che molti si credono che
questa voce di natura sua importi quello che con altra dicevano pecunia, ancorch

sebbene ri-tenessero in generale la denominazione del valore dell'antica moneta, tuttavia la nuova un

nuovo nome
cie

dalle sue diverse spe-

adott; cosicch
il

quella

su cui

era effigiato
assi,

bue, valutato cento


;

centussis fu detta

l'altra

che

offriva l'effigie della pecora, apprez-

zata dieci assi, decussis fu appellata.

PeculatuSy secondo

giurecon-

sulti

Paolo e Feslo,
il

si

disse

un

pic-

colo furto; e

peculium
,

de' servi,
al

non abbiano a
11

fare

e la pecunia

de' nobili

dir di

insieme cosa del mondo.

eh.

mon-

Paolo,

si

denominarono a pecore.

signor Marini nella eruditissima Dis-

sertazione sulla diplomatica pontificia


p.

33, riferisce, che forma


la

si

Altri vogliono che la parola pecunia derivi da pecudis coriOy perch le prime monete erano di cuoio.

appell

fgura o tipo
sulle

che

im-

Su questo punto

il

eh.

dott.

Gen-

prime vasi
in
te

monete

vedendosi

narelli nella sua dotta dissertazione,

pi leggi, che formar


vulea etigiarlc.

le moneLa dcnominazio-

La moneta
ti

primitiva e

monumenio,
rife-

dell'Italia antica, a

p.

MON
lisce

MON
e
la

93
,

che

la

iDoneta italiana

sima ragione per persuadersi


il

che

moneta
autori

dell'

romana pubblicata dagli Aes grave del museo


le

valore fosse nella prima

origine

della
ta

Kircherlano, ovvero

mitive de^popoli delV Italia

monete primedia,

di

moneta indicato dall'impronesse. Da qui la moneta riil

tenne

nome

di pecunia,

e s'im-

non la priraitiva. Il metallo informe ne tenne prima le veci, e


di questo
rissimi,

pront

d'animali di ogni maniera, de' quali indistintamente comaltres

ne possiamo essere sicu-

ponevasi

il

gregge. Avverte ancor egli,


fu detta

se

non

altro per la espres-

che
vi,

la

moneta non

pecunia
al

sione di aes rude, e di aes signa-

dalla impronta degli animali segnati-

tum che
ca storica

ci

rimase nella lingua del


la criti-

sibbene dall'essere succeduta

Lazio; espressione con cui


s'accorda
a

pecus. In ci Plinio contraddetto

meraviglia.

Avvi
re

altres chi

vorrebbe assegna-

vanto di tale invenzione a il Saturno re d'Italia, e pare che tale


sentenza abbia origine dalla
zione stessa
tore Giano.
tradi-

da tutta l'antichit, e da esso medesimo, ove scrisse pecunia ipsa a pecore appellabatur; quindi perch la sua contraddizione sia minore, o
quasi nulla, da interpretare quel
et

che

ne

vorrebbe

auar-

per eiiam. Pare che l'origine di


tipi

Da Erodoto pu
che
questa
,

simili

non

solo

gomentarsi
fosse

invenzione
per-

dagli armenti, perch

degli

etruschi in Italia

punto
in che
Il

sostituivasi

debba ripetersi ad essi apla moneta; ma


antichi
tenuti.
dila

ch egli racconta che i lidii trovarono primi la moneta d'argento e d'oro, e che tennero in loro forza

eziandio per una tal quale dignit

erano dagli

dove pass met della nazione. Pare che Vaes rude si componesse di lastre senza tipo, virgaej sapendosi per di certo che bronzo fu in progresso segnato il forse fu eguale la d' un' impronta forma del metallum infectum, la quale sub diverse mutazioni, h'aes rude per, nelTautorit de' privali, dovea dar luogo ad inconvenienti gravissimi, sulla giustezza e bont del metallo; si origin da qui la moneta segnata^ la quale, meglio ancor che la informe, prese il luogo delle greggie, cio dell'antica pericchi dicevausi locunia. Quindi
tutta

l'Elruria,

medesimo Gennarelli, p. 20, cendo che Vaes grave s'intende moneta a pieno peso di libbra,
le

o produce le spiegazioni che ne die Boechk, il quale scrisse che Vaes grave in tutte le epoche l'uno e il medesue parti corrispondenti,

simo, vale a dire

il

metallo a pie-

no peso di Ubbra ; di moneta coniata adunque quella di cui il valore nominale corrisponde alla lib-

bra di peso di Plinio. SuWaes rude o grave ne parleremo dicendo delle prime monete de' romani ed

cupletes e pecuniosi, per


la

esprimere grandezza delle terre e la mol;

titudine delle greggie

con

le

quali
la

ultime s'infliggeva dagli antichi

Quanto a Nummus e Numisma, cui fu pur chiamata la moneta, il Sarnelli Lett. eccl. t. X, lelt. XIX, n. 4 e 5, rileva, che da Numa re de' romani che nelle sue monete pose con l'immagine l'iscrizione del proprio nome, venne detitaliani.

pena delle multe; ed essendo certissimo che il commercio primitivo fu con le greggi, vi la mas-

Nummus; laonde sebbene Numisma di cesi la Medaglia {Vedi),


ta

l'evangelista

chiam

Numisma

la

94
moneta
rela
nia.

MON
coirenle
re

MON
mtniiis
,

ed
ino-

sce all'economica paralisia


to,
li

dello sta-

Orazio cliiam
del
Il

Numisma una
Filippo
di

prelato
sulle

Nicolai

nelle dotte

vocabolo

di MacedoNumismntica
,

Memorie
di

Roma

par. 3, p. 4,

campagne e annona chiamando la


la societ cile

scienza delle medaglie

deriva dal

moneta necessaria per


vile,

nome

lanlo greco quanto latino di


di

dichiarate quali sono


la

cose

medaglia; scienza o arte che principalmente ha per oggetto lo studio delle monete, massime degli antichi greci e romani. ^. TEckhel, Lezioni elementari di

moneta e

necessarie per

sussistenza, e quali
ciie

per vivere agiatamente, osserva

non essendovi

societ

individuo

che avesse tutte queste cose sebbene necessarie, convenne acquistar le

numismatica

tradotte

dal
basti

Ceroni,

mancanti
disagevole

col

cambio

delle altre co-

Roma
ni

1808.

Tanto

quanto
si

se superflue;
la

ma

riuscendo molto
e vendila
colla

vocaboli di moneta, pecunia, aes,


co' quali

permutazione, s'intro,

nummus, numisma,

chia-

dusse

la

compra

ma

la

moneta.
i

Le monete sono pi certi monumenti della storia, poich per esse conosciamo quali principi regnassero in uno stato anche in tempi
remotissimi; quali
se ne' rovesci
fatti

merce universale chiamata moneta, onde si rese necessaria la materia, che dicesi pasta, di metalli pi
i

preziosi
di

d'oro e argento, ed anche


in piccola quantit

rame
Il

per cogeal

importanti

modo
neri.

delle

minute compre de'

racchiudino alcune imprese espres'


;

Davila
della

d'avviso

che
si

se fiorente o in de-

tempo

guerra di Troia
il

u-

cadimento fosse il pregio delle belle arti, dedotto dall'eleganza o rozzezza del tipo se ricche o scadute
;

sasse ancora

primo o pi antico
con cosa ; che l'oro in
per e-

modo
e
allora

del barattare cosa


die' egli,

non pare,
si

le

finanze d'un principato,


la

in con-

monetasse: uno dava una


un'altra,
del

siderarsi

qualit pi o

meno pustesse
;

cosa e ne riceveva

ra del metallo, ed alla ridondanza

sempio
s'

vino in cambio di buoi,


ferro,
ec.

o scarsezza delle monete


in fine se risulti
fra
1*

di cuoio, di

fu seguito
i

universale
loro

cor-

impiegarono pel commercio


preziosi, e

me-

rispondenza

il

intrinseco

talli

furono
peso

perci con-

ed estrnseco valore; laonde i raccoglitori che ci tramandarono simili


sai

trassegnati con bollo o marca, che

monetari , benemeriti delle


tipi

si

resero
e

as-

ne determinasse per poterne cos


risparmiare
di
ai

il

e la lega,
il

fissare

valore, e

arti

delle

scienze,

come

della storia.

neta considerata
hani,

da

Locke,

La moGala

pesare

commercianti la pena di esaminare e di far


il

saggiare Galiani,

il

metallo. Scrisse

citalo

Forbucy
e

e
la

Genovesi

rapdi

non mancare
metalli,
di

nazioni, che

presentante
tutti

misuratrice

non

di

ma

si

servono o di
in

merce universale; ma allorquando non pu liberamente passare da un luogo all'altro, per non essere /'intrinvalori,

e in

un

la

come Cambaia di
frutta,
,

mandorle amare di maiz caccao


,

in

qualche luogo

di

America, o di sale

come

nell'Abissinia,
in tutta

seco valore proporzionato all'estrinseco, l'oggetto diviene di

marine;

o di chiocciole l'America prima del

certa

ir-

reparabile rovina, poich contribui-

suo scuoprimenlo, quantunque niuu uso di moneta vi fosse, erano l'oro

MON
e Targenlo

MON
turali,

95
e facenal-

sopra ogni altro stimali,


e

disprezzando tanti bisogni che

come

cosa sacra

divina vene-

ora

lo

tengono oppresso,
oro e

rali;

ne in altro che nel culto deldivinit,

do uso del puro indispensabile,


lora sicuramente
l' I*

le loro

nell'ornato del

argento

principe e de'signori

adopera vansi.
gli al-

La
tri

scoperta dell'America, fra

perderanno l'ascendente sugli umani affetti, e non padroneggiando pi


la nostra
al

beni che procacci all'antico con-

volont,

essi

ritorneranno

tinente, diede ancor quello, se pu-

loro

primo
i

ufficio di

ornare

e-

re tale realmente
della

si

pu chiamare,
d* arle

sclusivamente
t.

templi

della

divini-

gran quantit d'oro e


che
produssero
(si

gento

inesauste

Tra quelli che non conobbero monete, nomineremo virtuosi cari

sue miniere

calcola a circa venti-

dinal Agostino Valerio,


to XIII.

e Benedet-

mila milioni di scudi il valore del* l'oro ed argento raccolto da esse):


dal che, secondo
ne, le
di
le

Trattano del valore della vecchia moneta il p. Giovanni Ma-

la

comune

opinio-

riana,
in

De

ponderibiis

et

mensuris^

monete dovettero

abbassare
sco-

fine

del

suo trattato
fine del

De
di

rege;

valore, e

meno

eslimarsi di quella

Antonio Sola in
tario sui decreti

commenSamonets;

antiche che precedettero

de* duchi

perta del

nuovo mondo, per

la

ra-

voia

Antonio Gobio,

De

gione che questi metalli assai in allora scarseggiavano. Tutlavolla la


causa principale del maggior
re della

il p. Beverini, De pondtrihus; Guglielmo Budeo, Della moneta e va-

valosi

luta lorOj traduzione di Gualandi

moneta

non

pare che

e l'opera stampala

Venezia dal

debba
lazione,

ricercare nella

poca

quanti-

Baseggio nel ly^a,


vo trattato del

intitolata:

Nuo-

t dell'oro e dell'argento in circo-

modo

di regolare la

ma

bens nel

maggior nu-

moneta.
Il

mero
llnito

di

popolazione a cui la mo-

neta dovette servire.


il

Fu

quasi in-

illustrato^

Vettori nel Suo Fiorino d'oro pi cose tratta riguar-

numero
,

de* popoli

che co-

danti la
niate

moneta, e
cagione

di di

alcune

co-

niarono moneta

e nella sola

Ro-

per

necessit

ma, e quasi in un istesso periodo di tempo duecentocinquanta famiglie


fecero uso del diritto di monetazione;

strettezza,

come

delle ideali e

imatef-

maginarie, venendo talora dai principi

per iscarsezza
il

di

ed

incalcolabili

sono

le

monete
che

dei

tribuito
fettive

valore delle

moneta monete
i

re, imperatori, rettori di popoli


citt.

Altra
all'

cagione poi

con-

ad altra materia in quella franvece, e sotto Novara assediati


cesi

tribu

innalzamento

del valore de' bisogni

dai veneti e
le

Sforzeschi, sostidi

della moneta, fu quella

tuirono
le

monete

rame
II

a quel-

maggiori delle popolazioni, e ci in proporzione de' bisogni rispettivi e del lusso sempre fatalmente cre-

d'argento. Federico

impera-

tore nel

i23i

fece dichiarare

con

Opinano alcuni che alla figran quantit d'oro e d'argento dovr produrre una disistima, e conseguentemente il disprezzo per la monetazione; cio se l'uoscente.
la

ne

pubblico editto, che una certa moneta di cuoio, la quale volle fosse coniata nella Ptomagna colla sua

impronta
doversi

si

dovesse

spendere al

valore del
poi

nummo

augustale,

da

ricambiare

con

altra

mo

ritorner a sentimenti

pi na-

moneta

dalla

camera imperiale, ed

96

MON
ta

MON
alle

nvea allora l'auguslale una quarta d'oncia di peso. Alessandro d'Ales-

monete d'oro e d'argento,


i

facendo rimarcare
Allorch

vantaggi recati

sandro ragiona delle monete di cuoio, e Giacomo Bornito tratta assai diffusamente questa materia
,

dall'introduzione delle carte bancarie.


il

metallo cominci ad
traflico,
il

essere introdotto nel

pe-

De

immmis

in

rcpnhlica
lil).
il

perciiI,

so solo ed

il

grado
il

di

purezza ne

tiendis et conscn'andiny

cap.

determinavano
cessit

valore;

ma

la

nedi

XIV. Dichiara
che
cipi
la

inoltre

Vettori,
da' prin-

di

pesare

all'occasione

moneta

non

dee

ciascun contralto che conchiudevasi,


e d'argento, o che davansi in paga, portava seco e produceva molti inconvenienti, ai quali sarebbe stato
la
d'altri

essere coniata a somiglianza di

quantit d'oro
metalli,

quella di altri potentati


essere distrutta

non deve da' principi la mo;

neta coniata da' suoi antecessori, se

buona, e
ne;
il

tale

che da per tutto posopposizio-

facile

il

porre riparo. Bastava,

di-

sa essere ricevuta senza

certa

la loro mutazione sconcommercio^ come dimostr Fabro, De variis nuniman'orum


il

che

debitoruni solulionibus;
sato
il

che abbasd'argento,

prezzo di quelle

Goguet, che ciascun popolo avesse fatto imprimere sopra ciascun pezzo di metallo una marca o un seguo, un' impronta in somma, che ne indicasse e ne accertasse la finezza ed il peso. D'uopo
ce
il

fanno crescere di stima quelle d'oro, e perch alle volte accresciuta


di
te

era altres di convenire nello stabi-

limento

di

certi

termini per espriporzioni


di

prezzo; l'alterazione delle mone-

mere quelle

differenti

di
se-

cagiona danno e sconcerto gravissimo , essendo comunemente le

metallo destinate a
gni rappresentativi
alle

servire
alle

derrate
stala,

o
di-

monete

di

forma

rotonda.
la

Il

Buochia-

mercanzie.

Questa

narroti citato, dice che

moneta

ce

il

degl'imperatori

romani
le

fu

ta;

ma
non

Goguet, l'origine della moneriesce assai difficile, se puimpossibile,


il

mata

sacra,

come

altre cose lola

re

determinare
cominci
la

ro appartenenti; dichiarando che loro bont fa felici popoli e


i

l'epoca precisa in cui

le

Provincie,

quando

col prezzo intrin-

monetazione o arte moneta. F. Zecca.


il

di fabbricare la

seco corrisponde al valore assegnatole.

Devesi distinguere
valore

nelle

monete
,

Le monete

imperiali furono

intrinseco o legale

dai

di

due maniere,

cio usuali, e
si

magdona-

valore usuale e locale, dividendosi


la

giori

che dagl'imperatori

moneta

in

reale

od

effettiva,

ed

vano e si mandavano alle persone il primo di gennaio , del quale antichissimo costume rimasto tra i
cristiani
si

in ideale o di conto, inventata per


facilit del commercio; taU erano anticamente la mina ed il talento tale nel medio evo la lira
la
,

qualche
giorno,
agli

vestigio

dando-

in

tal
,

o in
la

quello di

imperiale in
di
la

Italia,

e tale pi tar;

Natale

inferiori

Mancia

lira

tornese in Francia

cosi

(Fedi).
mellini,

W eh. avv. concistoriale ArDe menss quaruin literae

oggid sono
rini

in

moneta di conto i fioGermania, le lire sterline in


i

ob fideni publicam pecuniae numeratae vice funguntur, eruditamente

Inghilterra, gli scudi d'oro,


e
i

fiorini

ducati
di

delle

tasse

nella curia

parla della sostituzione della car-

romana,

che parlammo a Dena-

MGN
RI,

MON
su

97
>

con altre

iiotixie

parecchie

lano

inabili

possedere benefzi
di
:

monete antiche, mentre molle ernsparse sulle monete so)o dizioiii


ne' relativi articoli
,

dovendosi privare
fossero provveduti

quelli

di

cui

di

alcune provfalsi

limitaucoci

in

videnze de' Papi sui monetari

questo a poche nozioni generali per


la

o tosatori di monete

ne
voi.

parlo a

vastit dell'argomenfo.
il

Ben

a ra-

Monete
principi
p.

Pontificie; altre di diversi


le

gione

Marsupi, Dello scudo d'oroj


il

riportai nel

XIX

dichiar essere
rio cos

sistema moneta-

234

del Dizionario j dicendo an-

involuto

ed

inestricabile

cora della moneta erosa, di argento

che

al

suo confronto

il

famoso
,

mischiato col rame,

di

che

fa-

nodo
cora
a

gordiano
colla

un

nulla

poich
scritti
i

cemmo pur menzione


in

chiarissime penne non giunsero anluce degli


aurei
i

Francia
di

si

224; ed chiam moneta de'bia p.


di

glioni quella fabbricata di schietto ra-

dissiparne le tenebre:
gli

Carli,

me, o

argento mischiato
il

rame.
sogno
in

Muratori,
i

Argelati,

Zannetli,
Vettori,
i

Dice
della

Vettori

eh'

essendo
il

Borghinl,

gli

Orsini,

l'impressione della moneta


verit

Bonanni e tanti altri uomini celebri nella numismatica, sebbene illustrarono immensamente l'ampio argomento, molto vi resta. Essendo la moneta un pezzo di metallo coniato colle armi di un principe o d'uno stato, che gli d corso ed
autorit per servire
di

della materia,

al-

cune monete venne scritto il nome di Dio o d'alcun santo o il segno della croce, per render testimonianza della verit della moneta, tanto quanto ancora circa alla materia
,

circa

il

peso

per questo istesso


si

motro-

prezzo co-

tivo nelle

medaglie antiche

mune
vi

alle

cose di

valore ineguale,
di
delitti
si

sono quattro sorla


falsa:
i."

di

moneta moneta bench


ga
la

quando
sia

balle

senza
la

permesso
di
2."

sovrano

vano scolpite l'effigie de' Cesari, perch ne venerassero e rispettassero le immagini popoli pi lontani, ed acci niuno alterasse arditamente
i

moneta
il

e di giusto

peso;

buona lequando
falsi
;

la

loro forma.

Avendo
il

nel

224
i

Fi-

lippo assassinato l'imperatore Gor-

materia e
si

peso sono
l'effigie

3."

diano per occuparne

luogo,
le

ro-

quando
cipe, lo

falsifica

del prinl'iscrii

mani non

vollero ricevere
eflgie.

zione;

4'"
la

stemma dello slato o quando coloro

nete colla sua


de' santi nelle

moL'immagine
della e regni

quali del
di

monete segno
delle
citt

battono
titolo

moneta per ordine


fanno
al

loro protezione
cui esse

principe o dello slato, la

di

peso

inferiore

pre-

copio

scrillo.

Gl'imperatori romani considerarono i monetari falsi come il rei di lesa maest; concilio generale di Laterajio I, celebrato nel
112?.

appartengono. Osserva Propersiani , n altri che ne principi , osavano battere monete d'oro, se non che coU'immagine dell'imperatore, non cos i franchi che
, i

da Calisto H, fulmin
e la

la

mai

ledizione

scomunica

contro

battevano monete d'oro senza tal ritratto. Dice il Vettori che la moneta chiamata testone fu cos detta
dalla
testa di
vi

monetari, e chi avesse speso scien-

alcuni
si

Pontefici

temente monete false ; e il Papa Giovanni XXIl dichiar che chierici che alterano la moneta diveni

principi

che

trova scolpita.

Le immagini che si fanno imprimere nelle monete servono eziandio


7

VOL.

XLV.

98

MON
chiese,
p.

a far scorgere la sostanza del^ moneta niente avere di falso, e senza bisogno di bilancia, il giuslo peso e la realt delle medesime dimostra* no nello slesso tempo, e ci equivale a un diploma segnato col pubblico suggello, su di che parla Carlo Molineo, De mutatioiie monetac. 11 Sarnelli citato spiega perch nelle monete e medaglie si esprime per
Io pi
farsi
il

daglie o

38 1, parlando delle memonete de' gentili, che talo fuori


,

volta ritrovansi poste dagli antichi


fedeli

o dentro
i

a'

sepolcri

de' sacri cimiteri

dice

che quan-

tunque

cristiani sapessero la scioc-

ca superstizione de' gentili, tuttavia

non abborrirono
sepolcri

di collocare ne'Ioro

qualche medaglia o monegendi-

ta coll'impronta degl'imperatori
tili,

solo volto.
la
fccia

Egli

dice

ci

ma

con maniera e con

fliii

perch

la piti bella

versi

e nobile parte del corpo,

e che
il

si

pu
sco,

dire liilto l'uomo essere

ca-

po: lotus
p. 2 1,
gli

homo

in vulta est.

11

Gua-

da que* de* pagani, cio affisse nella calcina che ferma le tavole di marmo, o di terra cotta che Vi chiudono, ma non mai in bocca o
vicino alla testa de' cadaveri; qtiin-

Riti funebri di

Roma pagana^

mostra la sua sorpresa come antichi romani si avvisarono che


efficacia
,

credere che ch rimanesse


di

si

ponessero

affin-

la

memoria
sotto

del temcui sof-

le

monete avessero
in

anche

po e dell'imperatore
frirono
il

nel regno de' morti

poich pone-

martirio,

ritenere col

vano
te,

bocca

al

ch'era la terza parte

cadavere un triend'un asse,

Buonarroti, che queste medaglie o monete denotino il tempo della morte

affinch giunto alla riva del fiume

di colui

eh'

seppellito

nel

lo-

Acheronte o palude di Stige, pagando puntualmente l'avaro Caronte,

culo de' cimiteri

o catacombe, cui
ossa

sono

affisse,

o dentro
colle

questi subito lo tragittasse colla

trovaronsi

sua barca ai sognati campi elisi ; ed i greci ponevano in bocca al capitani ate* morto due oboli, ed
i

che talvolta, ma trovarono di diverbi imperatori, per

quale riavvertendo raramente, se ne


al
;

mero ornamento
furono
loc
affisse;

del sepolcro

dove
col-

niesi

ond'essere distinti dal favoloIriobolo, dal qual pedaggio


,

Celestino

III

so Caronte, accrebbero lo stipendio


sino al
i

monete d'argento nel sarcofadi


s.

go de' corpi

Eustachio e com-

soli

ermionesi erano esenti

per-

dio il viaggio dal loro paese all'rebo era brevissimo: il nocchiero senza moneta non concedeva l'imbarco, per cui veniva
scluso, restando la

pagni nella sua chiesa. Medaglie PoNTtFiciE di


si

Dicendo a
qtielle

che

pongono

coi cadaveri

de'

Papi,

morto esua anima erranil

se,

per mancanza di escon quello di Pio VI furonvi collocate alcune sue monete. In vari
luoghi poi

notammo che

te e dispersa,

il

che

accadeva agli

parlammo

delle

monete
edisi

estremamente poveri. Nel 1817 nelle tombe di Calisto suburbane a

collocale ne' fondiimenti


fzi

degli

al

pari delle medaglie,

come

Roma

si

trov

un

teschio quasi gi-

disse a detto articolo, e delle principali in

gantesco con in bocca una moneta


d'aigento appartenente a Tito, e
era scritto Judea
vi

sue raccolte. Nell'aprile 1847


fe-

Egitto ebbe luogo una gran


la

Capta.

11

Mae
delle

sta nazionale, cio

solenne coldal

rangoni

Delle

cose

gentilesche

locazione

della

prima pietra delle


vii:er

profane

trasportate

ad

uso

chiuse

del

Nilo, fatta

MON
Mohammed-ly con cerimonia mai
avuta luogo in Turchia, nuovo progresso che Torienle attinge agli
usi
alle

MON
volte peso e
di

99
numerari,

talento egiziano e babilonico, ch'era

somma

componendosi

dodicimila dramil

ed all'incivilimento europeo.

Il

me;

e fuvvi

il

talento attico,
:

maan-

vicer,

mentre gli sceh miaistri del maomettismo compievano le loio preghiere, fece porre in una cassetta di piombo ogni sorla di monete d'oro, d'argento e di bronzo coniate sotto il suo governo all'occasione di questa festa, ed un processo
verbale, saldata a
sta nella

cedonico ed

altri

ed

in Egitto

che il tolomeo d'oro. Varie nazioni ebbero la dramma, il siclo d'oro chiamato adarcon e drachma, l'asse

moneta

di

conto dei primi tempi di


1'

Roma
co

r assarion e
il

aureus
il

pure
daridi

romani,

Cristofaro de'lidii,

piombo
in

e depo-

de' persiani,
il

diverse

specie

buca preparata
di
il

un

blocdella

dramma,
macedone,

flippo d*

oro

moneta

co co

di

pietra

fondazione

chiusa. Indi
di

vicer prese

un pocazzuola

cemento

con una

la lira o mina egizia, la mina attica d'argento, la mina d'oro dei romani, l'obolo, l'oncia, il pondo

d'oro, e lo gett sopra la pietra, e

sinonimo di libbra,
sesterzio
liana,
il

il

quinario,

il

con martello d'argento percosse varie

de'romani, la siliqua
soldo d'oro, la statere

sici-

volle

il

sasso.

grave questione fra gli antichi, n fra i moderni ancor definita, se in Grecia ai tempi della guerra troiana fosse introdotto l'uso della moneta, e se Omero la ricordi veramente ne'suoi canti divini, e incertissima quindi l'et di sua moneta ne' ricordi
degli scrittori.

Fu

altre

ed monete descritte dai numismatici. Secondo Erodoto i primi a battere moneta furono i
antichissime
riferiscono l'origine della

lidii, altri

La

nozione della moneta si trova eziandio presso gli antichissimi popoli,


de'quali
ci ci

giunse

memoria:
di

le

sa*

moneta al secolo in cui Saturno e Giano regnavano in Italia ai tempi eroici o favolosi. Sembra che le prime monete dai greci versate nel commercio non fossero che di rame semplicemente, e non portassero alcuna impronta; ed a Fedone o Fidone
tiranno d'Argo si attribuisce l'invenzione de'pesi e misure, e delle monete battute nella Grecia, i4'2 anni
circa avanti la fondazione di

ere carte
pi
cos

ricordano fino dai leme

di

A bramo e
sicli,

detti

Abimelecco i non poche volte


si

qua e moneta
zo.

l in

quei

libri

parla

di

Roma.

d'oro, d'argento e di

bion-

tico Egitto a'iempi di

Queste circolavano pure nell'anGiuseppe, che fu vendulo per venti o trenta monete d'argento o d'oro. L'uso della moneta fra gli assiri, che alcuni dicono i primi a battere moneta, i caldei o babilonesi, provato d'autoril precise: Ephron domand ad A bramo pel prezzo del campo ove
volea stabilirvi
il

Siccome non vi aveva alcuna ragione o motivo per cui dovessero quelle monete improntarsi dai due lati, cosi pu presumersi che nell'origine non si adoperasse nel battere le monete se non che un solo tipo, o un solo impronto, a fine di prevenire la frode e di dare ai pezzi

monetati un carattere legale. Es-

sepolcro

di Sara,

sendosi poi perfezionata l'arte della moneta, si orn anche il rovescio


della

4oo
pag

sicli

d'argentOj ed

A bramo

ne
il

moneta

di

una
I

testa

o di

la

somma. Quindi abbiamo

qualche altro simbolo.

greci pone-

100

MON
sulle loro

MOiV
neta e fabbricarne di rame, ciascuna del peso d'una libbra o as. Sotto
i

ano

monete d'ordinarlo

dei geroglifici o de'segni euiginalici,

che particolari erano a ciascuno slato, o a ciascuna provincia. Quelli di


Delfo rappresentavano sulle loro monete un delfino,
i

re

di

Roma non

coniazione di
re l'anno di

si conobbe la monete d'oro e d'ar-

gento, la quale s'incominci a conia-

una cibeozi una figura di Bacco vetta, con un grappolo d'uva ed un'ampia coppa , i lacedemoni uno scudo, e
gli

ateniesi

Roma 4^4

o 4^5? ^

l'anno
il

546

quella d'oro. Cesare fu

cos

altri

altre insegne.
t.

11

Zaccaria,

Scoria leu. d'Italia


e seg. tratta di
la

IH, p.

i8i

fece imprimere la sua monete, per decreto del senato. Pu vedersi la grande opera di Budeo, De asse.

primo che

testa sulle

quando cominciasse moneta coniata, della moneta


romani
sotto
il

In Francia

si

pretende che

la pri-

ma moneta

d'oro conosciuta in quel

d'Italia e della veneziana.


I

regno

di

Romolo,
ne ave-

al

dire di Festo,

non

fecero battere
;

regno fosse quella battuta d'ordine di Teodoberto re di Metz, nipote di Clodoveo I. Poco conosciuta la

alcuna sorta di moneta

essi

monetazione
soltanto

di
la

quei
lira

tempi;
nell'

si

sa

vano
vano

tuttavia d'oro e d'argento,

ma
per

che

8o5

era

queste secondo alcuni scrittori venidall' lUirio,

passavano
il

composta di venti soldi. Carlo Magno fu il primo che da una libbra


di peso d'argento fece ricavare venti

mercanzia. Vuoisi
Tullio sia stato
tere
il

che

re Servio
fece bat-

primo che

monete che chiam


di
essi

soldi, e

da uno

una moneta di rame sulla quale pose un bue o una pecora; ma noto che prima di lui Numa stabil un corpo o compagnia di battittori di

fece

trarre dodici altre


:

mo os

nete che nomin denari


ricco con
dita,

si

servato che Carlo Miigno era tanto

un milione
lo

solo

di

ren-

rame chiamati no monetari


i

aerariy
di

quali era-

quanto

era Luigi

quei
della

tempi,

ed
di

sessantasei

milioni.

Sotto
^'

egli fece fabbricare

moneta

Calvo, e

neir

864

con Carlo il cominci a

XV

rame, la cui specie non era affatto marcata, ma tagliata grossolanamente

porre sulle monete

l'effigie del prin-

in piccoli

pezzi
il

quadrati,

ed

il

cipe regnante, ed il suo editto sul regolamento e valore delle monete

peso ne fissava
siderevole
fu

valore: la pi conas^
aes^

chamata

rauduSy dalla sua materia, e pondo o ussipondio, perch pesava una libbra o dodici oncie, laonde per co-

uno de'pii antichi e curiosi monumenti della legislazione francese. Le monete di tal nazione vuoisi che da Filippo IV cominciassero a
portar
la leggenda: Sit nonien Domini henedictum. All' articolo Denari parlai dello scudo d' oro che

commercio si fabbricarono diverse monete di minor peso. Dal non essere le prime monete romane di Numa con marca, venne la denominazione di aes rude o grave,
del
il

modo

peso assegnandone
Servio Tullio

il

valore, per

dopo circa i8o anni, vedendo" ch'era molto incomodo tener sempre la bilancia in mano, fece cambiar la forcaa di quella mocui

ebbe origine da Filippo V, pei moi, tivi che riporta il Marsuzi a p. confutando Le Bianc nella celebre^ opera sulle monete di Francia, Monnoes de France, il quale ne ripe
i

te

il

sta allo

principio avanti il 1279. Quemoneta chiamata denaro d'oro scudo, deniers d'or Vescit,

MON
poi per brevit fu
delta sempliceL'Italia fino dai

MON
bra altra volta
di
effettiva,

loi
del valore

mente scudo d'oro.

venti soldi,
i

e e

pi o
i

meno

se-

pi remoti secoli ebbe monete prprie, ed invano fra le tante rivohizioni, di cui fu misera preda, ne rimase priva. AU'elrusche d'immeraorabile origine, dice il Marsuzi,

condo
titolo

luoghi

tempi,

avendo
nel

variato anche

nella

forma e
alla
le

per nomi aggiunti desima. Nei medio evo


bliche italiane

meai

repubonta
correre

per

recar

che succedettero

le

ma

in

tutte
di
tale

le

romane, e Roepoche mostrossi


testimonio

nemici,
il

non

solo

facevano

palio sulle porte delle

citt

as-

gelosa

diritto,

sediate, da' cavalieri,


tiici,

fanti o

merestesso

deila propria sovranit;

anche Ra-

ma

volendo
si

al

tempo

venna nel

4^2 ebbe monete im-

dimostrare che
di

esercitavano alti
loro,
si

presse al conio suo, e Pavia, Milano, Lucca, Treviso, il ducato be-

sovranit sul territorio


cavalieri,

creavano
neta.
vari
in

e batlevasi

mo-

neventanoj e probabilmente lo spono a'tempi de' longobardi non mancarono d'un tanto onore. In progresso o la sagacil, o il denaleti

All'articolo
scrittori

Italia

citammo
italiane,

sulle

monete

ro,

o r obbedienza,
privilegio

la

forza,

per

imperiale

o pon-

un all'opera de' dtti gesuiti i pp. Marchi e Tessieri suW aes grave, primitiva moneta di cui ebbero
l'arte e l'uso oltre
l

quarantatre

cit-

ne resero partecipi quelle citt, che ad un qualche grado di possanza giunsero, come diciamo
tificio,

e popoli divisi in sei

provincia
popoli
i

delf Italia media, meritando in quest'arte


il
i

primi onori
il

fra
la-

ne' loro articoli, ed

in molti

par-

Tevere e
i

Liri,

rutuli,

liamo de\escovi che in un al dominio temporale esercitavano il gius


della
Italia

tini,

volsci,

loro appartenendo
ne' tre e

le

monete coniate
le

metalli con
attri-

moneta.
il

Ne' bassi
delle
la

tempi

in
la

epigrafi

Roma
le

Romano^

variarono

sommamente

buite prima per mancanza di confronti

forma ed
in

valore

monete,
penisola

con

fuse alla

Campania
o

perch divisa

essendo
e

dalla
vasi

quale opera importante


pure, che
gli

rile-

varie sovranit,

divenuti es-

iguvini

egu-

sendo sovrani per qualche tempo anche gli stessi municipi, quasi tutti

bini,

erano

stati

una confederazio-

vollero battere

moneta, e

tutti

ne d'almen cinque citt diverse, con altrettante olFiciue monetali; i


popoli transapennini o adriatici
a-

ne variarono il titolo, il peso, le impronte e le leggende a norma dei loro stato politico. In epoca remota si cominci in Italia a battere ducati o scudi d'oro, fiorini o zecchini, massime dai fiorentini,
dai veneti, e dalle
cie, di

ver adoperato un sistema


le

decimadella

nel

peso e nella divisione

loro

moneta.
del eh.

ra

Una relativa letteavv. De Minicis, la

zecche

ponlifi-

che con altre monete

anli-

che

parlammo a Denari, dicendo a Doge delle oselle dei dogi di VeRicevuta


la

a Fermo. Nel iBSg il march. Melchiorri pubblic in Roaes grave deW Italia mema: dia ordinato e descriUo dai pp. Marchi e Tessieri. Dipoi nel 1840

citammo

nezia.
stali

pure denominazione

fu
di

in
lira,

vari

il

molib-

romana

lodato p. Tessieri nell'accademia d' archeologia fece leggere


nella

neta d'argento, cosi detta

da

una dissertazione,

quale

di-

ioa
mostr
che
la

MON
ragionata
distribuin

MON
Viennae lyyS.
Catalogus musaei Caesarei vindohonensis ^ Vindoboaes grave dei

zione geografica e cronologica della

moneta primitiva

popoli deir Italia di mezzo, gran-

stribuzione

de eccitamento a tentare una diegualmente ragionala di tutta la moneta segnata in Roma nell'epoca della repubblica, onde dare una serie ordinata, non una
serie che tutte universalmente able

nae 1779. ^'" Giacomo Gesner Zurigo, chiamato tesoro universale delle antiche monete: Prospe
di

universalis numismatum antiquorwn , Zurigo 1734. Ecco [)oi il titolo dell'opera com-

clus thesauri

piuta:

rum

et

Nunisniata antiqua populourhiwn omnia quotquot ex

bracci

monete

consolari,

ma

cer-

tamente una catena numerosissima, la quale sia pi che suniciente a


creare
l'arte.

numismato, phylaciis, et scriptoribus de re numnria comparare li'


cuit integra serie labulis aeneis re-

Roma

monumentale delII numero 58 del Diario di 1845 notific che l'arciprela

storia

praesentata

adscriptis

noininibus

museorum

te di Cerve te ri o Ceri rinvenne in quell' etrusca

Regoli ni
citt

unde deprompla sunt, et locis prae stantissimo rum aulho-* rum qui singula illuslrarunt. Tut*
tavolta in
critica

un
se-

stata

poco

lo-

numero

considerevole

di

ass^

data. Laudi,

Numismala

selectiora,

missi e quadranti^

utili

a qualun-

Lugduni
titia

Bat.

1695. Froelich, No-

que raccoglitore
la

di

aes grave,
bella
di

per

loio

variet e

conservadiverse

zione. Queste epoche hanno


le

monete
gli

assi coi
di

Giani
Volterle

barche,
le

gli

emblemi
i

ra,

Minerve,
ec.

Nettuni,
si

rote
nei

dei

rutuli,
i

veggono

sentissi

Giovi e quadranti, il fiore,


Oltre
tri
ti.
i

le
il

barche, e nei
ec.

numismatuni antiquorum, Viennae 1758. Ad numismata regum veterum accessio noRecueil va j Viennae. Millingen de medailles grecques inedites, Rome 1812. Francesco de Domini* cis, Repertorio numismatico per conoscere qualunque moneta greca ^
elementaris
,

bue, Nettuno,

tanta urbica che dei


selecla

re,

Napoti 1826.

citati

autori, tra gli al-

Musaei Sanclementiani numisniata


imperatorum
et

scrissero sulla moneta i seguenMainoni, Descrizione di alcune monete cufiche, Milano 1820. L* Adler pubblic un piccolissi-

romanorum

graeca, aegyplica

mo

saggio

delle

monete
fece la

cufiche.

coloniarum illustrata cum figitris, Romae 1808. Spanhemii, Dissertatio de praestantia et uw numismatuni anfiquorwn,

Michele Tafuri

prefazione

Pcomae 1664.
peralor.

Du

Gange,

De

ini-

dell'opera: Monete cufiche de^ normanni e degli svev rinvenute in Sicilia,

raccolte e pubblicate dal prins.

numismatibus, Romae 1755. Zoega, Nummi aegyptii imperalorii musaci


Constanti nopolitanor.

cipe di
cit^i

Giorgio,

poich

prin-

normanni e svevi per lunga pezza batterono monete con impronta e

leggenda

cufica,

proprie dei

Romae 1787. Goltzii , C. Julius Caesar ex antiquis numismatibus, Brugis i563. Graecia ex antiquis numism., Brugis 1 58 r
Borgiani,
Orsini, Storia delle monete della repubblica fiorentina, Firenze 1760.

dominatori della Puglia e Sicilia. Eckhel, Descriptio nnmniorum Anliochiae Siriae, Viensaraceni anteriori

Doederlin

nae 1786.

Nummi

veteris

anecdoli^

Commentatio historiae , de nummis Germaniae mediae, No-

MON
rimhergae 1729. Liebe, Gotha mtmwrtfr/Vr, Amsteiclam lySo. Argelati,
!o

MON
nn
trattato sugli assi gravi

io3
e sue
sulle incerte, e

partizioni,

non che

De

monets Italiae
viroruniy

varoviim

illik-

su quelle di

ftbbrica

campana, a

Mediolani <j5o. Ferdinando Galiani, Della moneta^ Napoli 1780. Cesare Antonio Vergara, Monete del regno di Napoli da Ruggiero I fino a Carlo VI,
striitm

vantaggio della numismatica antica.

Le impronte

delle

monete sono in
libri

parte desunte dai

edili

dalla

collezione che ben copiosa possiede

l'autore, e dalla serie rinomatissi-

Roma
et
tiqxiis

1715. Faslos mngislraluum^ triuniphorum romanorum ex an-

ma
\e

della famiglia Santangelo.

^aU

nini

mimismaluni monumentine

quam marmoBrugis

Effemeridi romane del 1774 p* 292 e 297, e del 1779, p. 3i3, si


dell'

i566.

d conto
le

opera

di Bellini sul-

Band uri, Numismata imperalorum romanorum a Tra/ano Decio ad


Paleologos,
lant,

monete

d' Italia nel

medio evo,

Lntetiae

17 18. Vail-

anco autore della dissero sulla Lira ferrarese de maressendo


egli

Numismata imperalorwn romanorum, Romae 743. V. FaMIGHE NOBILI DI PiOMA. La laC1

chesini, e del

tratt.

delle

Monete di
Effemeridi

Ferrara,
delle sue

al

qual articolo parlammo


Neil'

monete.

colta

delle

rnonete

consolari

di

Francesco Sibilio

valente pietrista,
confronto, ed al-

non ha
l'

in

Roma

infuori di

quattro

nomi

le

ha

raccolte tutte inclusive alla variet.

1776^ p. 4^ 6 5i, del 1780 del 1784, p. 2o4, e del p. 124, si d un sunto della 1 790, p. 285, Nuova raccolta delle monete e zecche Italia, o^^vvi del Zannetti. II
del

Tale raccolta veduta dal cav. Borghesi e dal barone d'Agly fu som-

Muratori nella
ta

dissert.

XXVII,

trat-

delle

mamente lodata. Le monete delle


di

Gennaro

Riccio,

regni,

monete di varie citt e come pure d* Aragona, Nade' conti


il

antiche famiglie

varra, Francia, Inghilterra, Scozia,

Roma

fino

all'

imperatore Auco* suoi zec-

Schiavonia,
ec.

del

Tirolo,

gusto

inclusi\f amente

Osserva

Vettori con diverse

chieri dette

comunemente

consolari,

erudizieni, che la

moneta

si

nomi-

Napoli

i836. 11 benemerito autore scorgendo che grandi scoperte eranfatte nella

n secondo
metallo
;

il

colore del

proprio

si

numismatica delle famiglie romane, per opera dei dotti Borghesi, Sestini, Cavedoni ed altri, e che la grande opera del Morelli ognor pi rara a trovarsi, e perci eccedente
di

detta nera, quella

laonde quella di rame fu d'argento alba,

prezzo,

divis di
di ca-

pubblicar
talogo
se tutte le

l'opera a

modo
di

alfabetico

ragionato, raccolfamiglie o
le

monete
la

consolali, le
t,

descrisse,

interpreil

riunendo in tavole litografiche, con adunare i diversi tipi delle monete di ben 182 famiglie. Inoltre vi ha aggiuntutte

in

ne indic commercio,

rarit e

costo

che ancor oggi dicesi bianca, e quella d'oro fulva o gialla; quaerroneamente dissesi' ultima al fri ro ^^i^rt ojlavia, dalla gente Flavia, attribuendogli il nome da Vespasiano e Tito ch'erano della famiglia Flavia. La moneta di miTestura Giovenale la chiam iue argentum, venaeque secundae. Parlando poi del giuoco degli antichi fanciulli di Roma, chiamalo Testa o Nave^ aggiunge che cosa
:
.
. .

simile a questa praticano oggi colle

monete

correnti,

nelle quali

es-

io4
sendo (a' tuoi

MON
tempi)
Pietro e
effigiati
s.
s.

MON
da Paolo, o
arnaldist, dal

una parte

solamente uno dei due, e dall' aldel Pontefice che retra le armi gna o di alcuno de* suoi predecessori,

secondo generale concilio di Luterano perci condannati, poscia in diverse epoche da numeroso stuolo di altri erelici e
scismatici,
i

quali
i

per vaghezza di
eziandio tempoapostolica,
lutti

gittando

in allo

la

moneta

oppugnare
rali

diritti

dicono

Arme o

SanlOy e secondo che


la

della

Sede
i

ricascando in terra
lo

moneta, sco-

scrissero

pre l'una cosa o l'altra, vince quel-

che

la
si

indovina
fa

tullora

in

Ron)a

(questo giuoco In Tosca).

sorami Pontefici non che erano anticamente padroni assoluti de' loro stati, ma bens gl'imperatori,

accozzando insieme
finti

l'

autorit

na sogliono dire Giglio o Santo, portando le monete di rame per


Jo

degli

antichi scrittori e vari

monu-

menti o
tenere
testo
le

o mal
le

inlesi,

per sos-

pi

il

patrono

s.

Gio.

Battista
il

loro imposture,

con pre-

da una

parte, e dall' altra

giglio,

di

sostener

ragioni dell'im-

antica insegna di

Firenze.

MONETE
poslolica per

PONTIFICIE, MoncDacch
volontaria
la

pero germanico. Ma le nere calunnie furono confutate appieno dal


celebre Gretsero, e da altri veridici
e imparziali scrittori, e quelle contro
il

tae Ponijiciae.

Sede

a-

dedizione
di

de' popoli,

o per

munificenza
il

diritto

eh'

ebbero

Papi

di
la

Tari principi cristiani ebbe

domidi
al-

batter moneta,

dall'

Acami con

nio utile e diretto

insieme
articoli,

dissertazione dell'origine ed antichit

cune

citt

e castella d'Italia,
ai

come
oltre

dichiariamo

loro

quanto diremo
bri

Sovranit'

dei

Pontefici, prima ancora delle cele-

donazioni
il

e
re

ampliazioni che

ad essa fecero

Pipino e l'im-

^WA Zecca pontificia (Fedi), e da que' gravi autori da lui citati, e da altri critici e giusti storici e numismatici Ennio Quirino Visconti diceva che delle monete pontificie stato scritto meno di quello che
.

perator Carlo Magno, dell' esarcato


e della Pentapoli, dominii ch'eransi

si

poteva

essendo

questo

ramo

di

numismatica intimamente legalo


storia
di
ecclesiastica,
fertilissi:

gi posti sotto la protezione del-

colla

la

santa Sede, incominciarono


loro

ro-

ma

segnalati avvenimenti

desi-

mani
porale

Pontefici a esercitarvi la tem-

derava
Marini,

occuparsene

con
il

Gaetano
tempo.
del

sovrana
forvi
il

giurisdizione,
le

ma

gli

manc

non

solo con

leggi,

rice-

Le monete
dottissimo

pontificie, al dire

vere dai sudditi


iedelt, esigerne

giuramento
punire
i

di
e-

filologo

Agincourt, racla cro-

tributi,

chiudono un erudito tesoro,

ziandio
larvi
litico

colla

morte
guisa

rei,

e rego-

notassi e l'autorit ricordano, e le

in altra

il

con

tutti

quegli

governo poatti che a

grandi intraprese dei supremi capi


e maestri di tutto
lico,
il

mondo
alla

cattostoria

un
te

principe sovrano e indipenden-

e interessanti pei

sono

con battervi la Moneta [Vedi). Questi bei pregi della temporale pontificia soaltres

convengono,

ma

di

Roma
si

loro

mutui rendono la

servigi

che fra

chiesastica nu-

vranit invidiando sino dal secolo


gli

XI

scismatici, contro
s.

quali scrisgli

se

Anselmo,

nel

XII

eretici

mismatica e la sacra erudizione, n di minore importanza e pregi sono pure le Medaglie pontificie (Fedi). I cristiani monumenti sono

MON
in

MON
sunto di
servazioni
tali
si

io5
e dotte
os-

relazione

iiumed'uUa alle mone-

critiche

te ponlilicie
ri,

segnatamente antiquiocome quelle che sono testimoprincipato, che rende


pili liberi

riporta nel

Giornale

de' letterati, i'j5i e 1753, art.

XVI,
fissare
i

ni

autorevoli degli eredi dell' ecclei

avendo

il

Carli

preteso

di

siastico
pi

Pa-

l'epoca della zecca ronjana

saiularmenle
conferita

nell'eser-

bench

sia

la

al 188; pi antica fra quelle

cizio della

pole.sl

stori
Il

di supremi pada Ges Cristo.

de' principi

d' Italia,

chiamandola
(P'edi),
tale

zecca del Senato

Romano
al

Muratori nella dissert. XXVII, Anliquit. Italie, medii aevi t. Il, p.

e da questo ceduta

Papa a

epoca.

Il
t.

Borgia nelle
II,

Mem.

di Bele

54B, fu
tiicie

Uiisteiioso che le prijne

primo ad alzare il velo monete poucuopriva, ma con sinistre e


il

nevento
ca,

p.

287, dice che


furono

citt della

Chiesa ch'ebbero

la zec-

insussistenti
di

interpretazioni, al pari

quelle di

Le Blanc

nella sua dis-

sertazione slorica delle monete: tra


le

Ancona, Camerino, Gubbio, Ferrara, Fermo, Forb, Macerala, Perugia, Pesaro, Ravenna,
oltre

Roma,

Ascoli, Benevento,

altre cose,

falsamente

il

Mura

Recanati, Riniino,, Sinigaglia, Spo-

turi alTermj

che

Pontefici ave-

vano ottenuto privilegio di batter moneta dagT imperatori greci, chiamando il dominio di Adriano I, vicariato di Carlo Magno. Le Blanc
qualche volta stato troppo azzardalo ne' suoi pensamenli, e qualche autorit da
dele.
lui

Urbino e il contado VenaisDi queste citt egli aQerma che la sola Ravenna ebbe zecca pontificia prima di Benevento^ la quale per ebbe il singolarissimo privilegio di coniar monete colle
letOj
sino.

chiavi della Chiesa, per indicare la

citala

infe-

sovranit

papale, e

che neppure

Quindi abbiamo le opere e raccolte di monete pontificie dello Scilla; del Vignoli, per mancante e non sempre felice nelle spiegaotliina

Pontefici batterono

gno
to

delle chiavi

moneta col seprima di Benedetr autore delle s. Gregorio

XI.

Tuttavolta

Osservazioni^ dice che


li,

zioni; del Fioravanti,

opera^

che fu
fece

ma

essa ancora

mancante d'alcune

ta, di
vi

monete perch poi rinvenute; e per non diredi altri, del Garampi, vero
tesoro di erudizione ecclesiastica, dal

il primo a batter moneuna delle quali parleremo, imprimere le chiavi, anti-

chissima

insegna

della

chiesa

ro-

mana.

quale
tarlo,

nu)lti

hanno copialo senza

ci-

Lo
ra,

Scilla dichiar nella sua

ope-

come

osserv d'Agincourt: io

lo cito

sempre. Ragion ingiustamenzecca

non potersi assicurare di formare completa storia di tutte le

te della
li

romana

il

conte Car-

monete
siastico,

battute

nello

stalo

eccle-

Rubbi seguace
:

del Muratori, nel-

r opera

Dell'origine e coniinercio

della moueia, e dell' isliluzione delle

mentre successivamente se ne andavano ritrovando dagli eruditi numismofili, anche nella ricca
messe delle pontificie monete,
il

zecche d' Italia, Aja (Venezia) 1731. In quanto appartiene alla zec-

cui

ca pontificia in

Roma,

gli

fu egre-

numero complessivo in processo di tempo sar aumentato, cadendo


perci in acconcio di applicare alle

giamente risposto e venne confutato dall'autore anonimo delle Osservazioni, ec.


libri

monete

papali

quanto Plinio

disse

3.

R.oma 1752.

Un

di quelle de'gentili.

Non

erat apiid

io6
nntiqiiem
lifiy

MON
numerus ultra cf.nlum milet

MON
e quali sono le

noncle di

ci

iscnn

ilaque

hodie tuuUiplicantur

Papa

haeCy ut (ecies cente.na tnillia ani saephis dicantur. Riporter quanto


scrive lo
Scilla neiia

Clemente XI, ed in qual anno battute. paese ed Quali sieno slate le prime in eiainclusive a

sua

introdtisi

scun

valore e
si

impronto. Tuttoci
la

zione, che quale erudizione

pu

dello

che
esse,

vede per

applicare

questo
la

argomento:
sana

colle loro mutazioni,

poi

noto

che

partizione
alia

cune
il

rimasero in
il

prima volta in onde aldisuso. I nomi^

Scilla

non
le

piace

critica,

valore,

peso, la lega delle

mo-

epoche da lui fissate non corrispondono alla vera partizione de* tempi, che in numismatica si chiama croni smo monetario ; fa talmente sono molti gli scrittori che caddero in anacronismi, e ci tragmeno avveduti. L'opera gono distinta in tre parli. Nella prima
poich
i

nete.

Quelle senza

nome
le
i

di

alcun

Papa.
vi

che

alludono
figurati
;

ed impronti
sacri

motti

imprese che

sono scolpiti, e da quali autori o profani ricavati, con notizie


varia situazione de'
alla
ss. Pietro e (Fedi) destra o osservazioni. Di quali
il

generali e particolari delle medesiue.

La

Paolo
sinistra,

Mano

J'

indice

delle

monete

pontificie di

con
si

argento, d'oro, di mistura e rame,


diviso in

Pontefici

vede scolpito
fiimiglia.
l'

ritratto
si

monete antiche, vecchie e

o immagine, e di quali
il

vi

legge
di
lo-

nuove, avvertendo che per antiche numismatici suoi contemporanei i intendevano le monete sino a tutto
il

nome

della

Chi

ro

avendo celebrato

del giubileo, in

anno santo quali monete e con

pontificato di

Clemente VII
i534,
diverse

quali epigrafi ne lasciarono


ria,
ta.

memo-

ch'ebbe
rare
e

termine

nel

come
dalle

ed

in cui
citt

si

vede

la

porta sanpontificio

notal)ilmente

Le

dello

stalo

posteriori in giandezza o diametro,

peso, forma

e impronto. Per

mo-

nete
di

vecchie

sono

riputate quelle

Paolo III e successori sino a Innocenzo X, eh' erano allora le pii correnli e mal fatte. Per monete

che hanno battuto moneta ; quali ed in qual ponlificato hanno cominciato e finito le loro zecche , come ancora di altre citt eh' era-

nuove chiam quelle ruspe (cio le monete che coniate di recente non

banno perduto

nel

maneggiarle

la

prima loro ruvidezza, aaper^ rudis)^ che dall'anno santo i65o d'Innocenzo X cominciarono ad essere rotonde e bene scolpite. Nella seconda parte lo Scilla pose le annotazioni
particolari
le

alle

monete, concer'
notizie
istoriche,

no della dizione, cio giurisdizione dominio papale. I ^anti protettomonete ri delle medesime in quali e tempo improntati e variati, f cardinali legati e camerlenghi che hanno battuto moneta con la loro arme o nome, come anco de' prelati presidenti della zecca che hanno posta la loro arme, e degli arincisori de'conii, che hanno tefici scolpito il proprio nome; ed in fie

iienti

analoghe

nomi,

valore,

peso, lega

e rarit,

Kella terza parte riport varie erudite osservazioni, distinte in


capitoli. Dichiara
tredici

numero e valore di tutte le il monete secondo ciascun pontificato. Quanto alle collezioni o cimelioteche delle monete pontificie, il Mune
ratori

poi l'autore,
si

che

neir opera

citata,

tratta

di

dulia sua opera

rilever quante

cinquantatre monete pontificie,

da

MON
Adriano
II
tis

MON
a

107

del

772

Pasquale

Innocenzo
cendosi

del

1099. L' Argelati,

Demone'
a Pasquaedizione,

XI. Faun confronto colla CronO'


e
le
si vedranmancanti. La

Xll, Clemente

Jtaliae,
II

da Adriano
nella

logia de' Pontefici (Fedi),

Je
Il

ne d parimenti cinquantatre.

no
il

le

lacune

Vignoli

prima

raccolta di Scilla

l'acquist
(

prima
false,

Antiquores Pontificum
denari^

Romanorum

cardinal

Passionei

la

raccolta

1709, parla di da Adriano I a Benedetto VII del 975, ed illustra Irentacinque monete, cio quelle di Adriano I, s. Leone III, Stefano IV detto V, s. Pasquale I, Gregorio IV, s. Leone IV, Benedetto Nicol I, Adriano II, GioIII, s. vanni Vili, Martino II o Marino Stefano V detto VI, Formoso, I, Benedetto IV, Anastasio III, Giovanni X, Agapito II, Giovanni XIl, Leone Vili, Benedetto V, Benedetventun
Pontefici,

Romae

del quale avea molte

monete
abusato
fede,

avendo
sua
vista

venditori

della

eccessiva

buona
e

che XIV, che


vaticana
;

avea),
la

poi

poca Benedetto
e

colloc nella biblioteca


fu

quindi

involala

nel

1798 dai repubblicani francesi, in un alla serie delle Medaglie ponti'


fide, al modo detto a quell'articolo. Luigi Tomassini acquist da principesca famiglia la serie delle

monete
ta

pontificie, ed egli
1'

con molnotabil-

intelligenza

accrebbe

to VII. Nell'altra edizione del Vignoli,

accresciuta e

pubblicata nel

mente. In sua morte ne fece acquisto l'avv. Eugenio Rasponi che pure lo
dott.

1734
a

dal Fioravanti, da
II
si

Adriano!

Pasquale

discorre di qua-

ranta

monete

pontificie.

Lo

Scilla

da Benedetlo XI

del

i3o3 a Cle-

mente XI del 1700 descrive le monete de' seguenti cinquantadue


compresi due antipapi. B. Benedetto XI, Clemente V, Giovanni XXI I^ Benedetlo XII, Clemente VI, Innocenzo VI, Urbano V, Gregorio XI, Urbano VI, Clemente VII antipapa, Bonifacio IX, Benedetto XI 11 antipapa, Innocenzo VII, Gregorio XII, Giovanni XXI 11, Martino V, Eugenio IV, Nicol V,
Papi,
Calisto III, Pio l. Paolo
II,

aument, e nel i835 la vend al Andrea cav. Belli colto amatore d'ogni erudizione, il quale non badando a spesa e ricerche vi uni le monete di molti Papi, e quelle
delle sedi
pi,

vacanti degli ultimi tem-

tutte quelle

cbe

gi

aveva

raccolto compresa l'epoca repubbli-

cana del 1798,0 parecchie in meglio cambi. Non esistendo monete da Benedetto VII a Clemente V,
egli
vi

suppl alla sua preziosa col-

lezione

con quelle rarissime


di

del

se-

nato, e principalmente colla


ta

mones.

egualmente rarissima

Sisto

caria

IV, Innocenzo Vili, Alessandro VI, Pio HI, Giulio l, Leone X, Adriano VI, Clemente VII, Paolo III,
Giulio

del 741, proseguendola quelle coniate sino ad oggi,


la raccolta

Zaccon onde

Belliana divenuta clas-

sica,

e meritava eh' egli ne pubblii

Pio

III, Paolo IV, Pio IV, s. V, Gregorio XIII, Sisto V,

casse

pregi coir indice

alfabetico

e cronologico,

come

fece coli'

Urbano

VII, Gregorio

cenzo IX, Cleinente Gregorio XV, Urbano Vili, Innocenzo X, Clemente IX, Clemente

XIV, InnoVili, Paolo V,

scolo: Cimelioleca delle


tificie, ec.
li

opumonete p n-

Roma
s.

gloriavasi

di

raccolta da

i835. Il cav. Belcominciare la sua Zaccaria, ma poi eb-

X, Innocenzo XI, Alessandro VUI,

be

la

sorte di

comprare per scudi

o8
qtiaranta
la
II,

MON
moneta
di

MON
rame
:

di

i.

peggio segu
goti,
tila

nel finire
gli

il

regno dei

Gregorio
gio

e cos accrebbe

un pre-

avendo
e

ultimi loro re

To-

a priori della raccolta questa moneta quadra siccome quella di s. Zaccaria da un tipo scritto
;

Teia distrutto affatto il senato. Mostra ingannato il Carli, ove


ronianati^ moneta di PioDiogene imperatore greco, per moneta romana, e piuttosto del senato che de* Pontefici il Fioi

prende

Crei,
nete

dall' altro

Papae.

Questa
di

mano

raccolta, siccome
eil'ettive

composta
false,

mo-

non
e di

con pa-

recchie

inedite,
storia,

per
la

la

molto rilievo starebbe bene nella


quella
de-

ravanti riferisce per


battuti

denari antichi

dai

Papi
assai.

que' Ronianiscos

biblioteca vaticana per riparare al-

denari OS
ne dubita
rio Il

spendibiles,

ma
s.

perdita

che fece di

Avendo

l'Acami Grego-

memorata lagiimevobramando egli che resti nella sua diletta e comune patria l'alma Roma, come dichiar in alpredata nella
epoca,
le

inutilmente procuralo di con-

vertire l'imperatore Leone, che avea

dichiarato crudel guerra alle sacre immagini, e tentalo di arrestarlo ed


ucciderlo,
nel

tro

suo erudito opuscolo,

che poi

780

circa

lo

sco-

citeremo, e
ticolo

adombr in un suo arinserito al numero 5i delle


del

munic

e sciolse dal giuramento e

dal tributo gl'italiani in un ai ro-

Notizie

giorno
di

1841.

In esso

annunziando
la
<iel
il

l'acquisto della

mone-

d'argento

Anastasio III

Papa

che suo cimelio numismatico incomincia da s. Gregorio II, s. Zaccae


rarissima, dichiar
ria,

911

mani. Ribellatasi l'Italia all'empio imperatore , Roma e sedici citt del ducato, con altre sette della Campania, si sottoposero volontariamente a s. Gregorio II e alla Sede
apostolica, e perci sotto di lui eb-

ambedue riquadrate

di

rame,

be origine

il

dominio temporale dei


i

Adriano I, ec. ; e nelle antiquiori ne contiene cinque inedite, delle quali non si fa menzione da verun autore, e non si trovano in veruna altra raccolta, essendo la sua composta dei tre metalli, ed in
mistura.

sommi

Pontefici,

quali gi

eser-

citavano una certa dominazione paterna, al


grafia e
cipio

modo
in

detto alla sua bioarticoli.


Il

tanti

prin-

della

libert

riacquistata dai

Aflermando il Carli che il senaromano ebbe zecca propria anche sotto goti, e dopo che Pioraa torn al dominio de' greci, e poi
to
i

sotto gl'imperatori d'occidente, l'au-

sembra doversi attribuire 726, giurando al Papa totale obbedienza. Tultavolta l'Acami non conviene che l'origine della sovranit di Ptoma sia derivata dalla dedizione del popolo, ma che i Papi in dono dagli Aula ricevettero
romani,
al

tore delle Osservazioni ne deluse la proposizione,


babilit

gusti.

opponendo

la

impro-

Col principato della santa Sede an-

che il senato, soggetto agli imperatori e a* re goti, godesse pi fortuna sotto due padroni, che sotto

d unito
In
fatti

il

diritto della zecca,

e la

coniazione delle
sotto
s.

monete

pontifcie.
li
si

Gregorio

battedi

uno

solo,

poich fino
del

ai

tempi di
di
il

rono monete
s.

coli' effigie

nome

Commodo
diritto di

180

il

senato ebbe

Pietro, cos

battere

moneta

rame,
diritto;

Pontefice in
li

volendo l'umilt del vece del proprio, qua-

du

indi in poi ne perde

monete

si

vedono presso Fiora-

MON
Tanti,

MOW
Papa
diritto di
lo

109
moneta, il dominio e sii

Garnmpi

e Argelati, descrifor-

batter

vcMidosene una d'argento e di

quale ebbe
tovati

stesso

ma
to

quadrata dal Grimaldi col Volsanto, e colle chiavi


di

gnoria che avevano esercitata

menp.

incrociate,

due

antecessori,

anche a

Len diversa da quelle


di

piombo o
dacol
il

XI
s.
li,

e seg.

La

rariss-ima

moneta

di

slagno
a

che
si

per

divozione

Zaccaria posseduta dal cav. Belin

Tansi
"Volto

pellegrini.

Due

simili

grandezza
dal

simile a

quella

santo

vedono

presso
il

prodotta

Ficoroni,
:

che

il

Fioravanti, ed altra presso

Vet-

tori. L* autore delle Osservazioni mostra ad evidenza l' esistenza della zecca pontifcia fin dai tempi di
s. Gregorio II ; zecca che non ebbe ad incominciare o da usurpazione, o dalla forza, o da qualche diploma imperiale, n ad alcuno sog-

piombo a tal moneta il cav. Belnel numero 80 del Diario di li Roma 1839 pubblic un articolo in cui dice come acquist la moneta
di
s.

Zaccaria,

che
e

chiama
quadrino,
di

proto-moneta pontificia

non

essendo
s.

allora

possessore

quella di

getta;

popoli,
greci,
il

dal comune consenso dei che scossa la tirannia dei riconobbero per loro sovrano

ma

Gregorio II, e di averla confrontata con altra esistente nel museo Rircheiiano del collegio ro-

mano
zioso
il

trovata
di
s.

identica.
di

Per
t;d

la

romano
il

Pontefice.

Che

nel

72.5

moneta

Zaccaria

pre-

Ina re de' sassoni occidentali sotto-

museo
cav.

tonda e contraffatta,

mise
chiesa

suo

regno
a

tributario

alla

perch
del

lascia

romana
II,

gorio

coli'

tempo di s. Greannuo censo d' un

la

(quadrino).

primato a queleh' quadrata Antonio Selvaggi nel


il

Belli

denaro per ogni casa^ onde fu detta moneta di ogni fuoco, lo dicemmo a Denaro di s. Pietro e ad
Inghilterra. L'ioiniedialo successore
s.

1807 stamp
zione:

in

Pioma

la

dissertas.

De nummo
il

argenteo

Zadelle

chariae Papae. Di
precedenti
tutti
i

questa e

pregio maggiore che

Gregorio HI egualmente batt monete, vendicandone l'identicit


avver-

collettori

serie dalla

moneta

cominciano la loro di Adriano I del

l'autore delle Osservazioni,

tendo

che

il

Ficoroni
i

una sua moneta tra chiam lamina. IVel 741


se
s.

per pose piombi, e la


gli

772, non essendo loro riuscito Irovarne delle pi antiche, come not l'Acami p. XVllI, dicendo avere
rivendicata la
Il

succes-

moneta
di
s.

di

Zaccaria.
s.

autore riporta una moneta quadrata che ha


Zaccaria,
e detto

nel diritto -^

Zacchariae e nel
la

ro-

vescio

4jf

Papae,

quale divulg

r Oldono dal museo de' Gotlifredi romani, e meglio ravvis il p. Mabilloii che ne trov una simile nel

museo Mezzabarba in Milano, e chiam pretiosa cimelia. L'Acami Vili la chiama la pi antica p. moneta papale, e dice che legittima la riconobbero Fontanini e Garampi,

Leone I Leone IH del che fli 795, dicendo all'anno 4^ coniala una moneta col nome e immagine di S.Pietro, e dall'altra parte col nome di s. Leone I; ma l'Alemanni e il Vitlorelli con altri la dichiararono di s. Leone HI, anche per l'iscrizione D. JX. Leoni Papae, perch il titolo Domni nostri pel primo fu dato a lui, mentre l'antico dominio de' Papi su Roma esBaronio attribu
a

una

moneta

'

confutando

chi negava

a quel

sendosi pi stabilito, da quel lem

110
p
in

MON
poi
s.

MON
chiamali.
ni
il

cos

vennero
III

gli

baciarono

piedi, e

secondo

Avendo

Leone

elevalo Carlo

rito

che descrivemmo altrove delil

Magno neir 800 all' impero, e rinnovato quello d' occidenle, s'incominci in Roma ad imprimere una
inonela romana, con da una parte
il
l'

la

consacrazione,
il

Papa regal

il

senato e

popolo, diversis
diUn'it.

ninne'

rum

clonis opti/ne

Visse so*

nome
altra

proprio del

Papa, e dalin con-

h quaranta giorni, pure balle moneta d' argento. Quella posseduta


dal
stere

quello dell'imperatore, e ci

cav.
in

Belli

egli

crede

non

esi-

per

volont del Pontefice


il

verun' altra
nel

collezione,

trassegno d'onore verso

protetto-

non farne
il

menzione alcun autore,

re della Chiesa, perch tfmto prima

perch
del

184^

pubblic

in
ine-

dopo ne furono coniate senza quello dell' imperatore. Anche l'auche


tore
delle

Rona r opuscolo:
dita

La
e

moneta

sommo

Pontefice

romano
da

Osservazioni dice
i

che

p^alentinOf
ec.

illustrata

pubblicata^

Pontefici per onorare

nuovi Au-

La moneta
i

contiene
c/i

una
nel

gusti creati da loro, e per attestar


la

parte

segni 4-

G
;

c/3

confederazione strettissima tra la


poseio
loro

giro la parola Petrus


il l'

nel

campo
Dal-

Chiesa e l'impero, non per dichiararli sovrani,


vi
i

monogramma Valentinus.
altra

nomi

parte

si

legge

Ludovvi-

senza
t,

il

menomo
della

indizio di sovrani-

solo per l'avvocazia pontificia o

difesa
uffizio

romana

chiesa,

il

cui
p.

cus scrino in giro, e nel campo il monogramma Imierator. Di tale erudito opuscolo ne fece 1' elogio il

riportai nel voi.

XXXIV,
parlando

numero

7 delle Notizie

del {'ionio

119

del
dell'

Dizionario^

del

nome

imperatore posto dai Pa-

pi nelle loro

cui esso
tificie

monete, con quelle in vi . Le monete poncol nome dell' imperatore Lo-

non

1842. Ivi si parla anche di Leone XI che regn meno di Valentino, ma egli non balte monete, bens abbiamo di lui tre medaglie, descritte

dal p.

Bonanni

dal

Ve-

dovico
lo
III,

I, figlio

successore di Car-

nuti.

Successe a Valentino, Grego-

Magno, sono quelle di s. Leone Stefano IV detto V, s. Pasquale I, Eugenio li, Valentino, e Gregorio IV. Avverte poi il medesimo autore che le monete pontificie col nome degl' imperatori non portano mai nel mezzo il monogramma di questi, come per lo pi in mono-

rio IV, il rarissimo quadrino del quale nella pi volte lodata collezione, e pu dirsi gemello al Zac-

cariano per la forma e per


tere. Offre

le

let-

da un tipo
in

+ff

Greii.

Pa-

pe,

scritto

due

linee,
;

e chiuso
dall' altro

da un
Jf

gu'o a

perline

Set.
:

gramma
stesse
i

complicali

si

vedono
di

sulle

giro

in

Ptr. parimenti collo slesso rame di forma quadris.

nomi

de' Papi, a riserva di

latera.

Di

Leone IV

si

ha

da

una
rino
cata

sol
l

volta nella
II

moneta

Ma-

o Martino
il

Papa, puhbiiil nome di monogramma

Anastasio Bibliotecario, ch'eletto nelr847 distribu doni come Valentino,


poi chiamati fu
il

dal

Vignoli, che

Presbiterii (Vedi)-,

egli
ef-

Carlo

Grosso

in

primo a dispensar moneta


nell'ottava

rappresenta.

fettiva

dell'Assunzione,
nel voi. Ae\ Dizionario,
gettito

anno 827 divenuto Pontefisi fa menzione del senato romano, il quale coi romaNeil'

di che

facemmo menzione
170 e
seg.

ce Valentino,

XXI,
ove

p.

parlammo

dell'antico

MOi\
della

MON
coronazione
e
di

III
Delle
e pa-

moneta
dispensa

nella

cui

feci

parola a Denari.
io

possessi de* Papi,

donde ebbe
dell'

origi-

monete battute
dre di

Roma

da Albe-

ne
si

la

fa per Ja

elemosina che coronazione del Papa

rico fralello di Giovanni

XI

e
pel

suoi

anni versa li.

Noteremo

che

Giovanni XII, forse sotto Papa Agapito II, ne parlai nel voi.

possesso d' Innocenzo

X
,

inonsi-

XXV
tato
to.

li,

p.

193 del Dizionario;


il

es-

;nor

Cibo

maggiordomo

prima
but-

sendosi fatto tiranno di


il

Roma, musena-

della benedizione, dalla


t
al

loggia

governo, e avvilito

popolo

moneta nuova d'arfallo

gento,

come avea
i

durante
molte

le

cerimonie,
fecero

altrettanto

volte

cardinali d' Este e Orsini.

All'articolo

Cappelle pontificie parpossesso,


delle

lando

del

cappelle

dell'Annunziata,

venerd sanlo, ed
dell' olBferte

Assunta,
in

dicemmo
il

che

moneta fa vendo quella

Papa

e descri-

della

terza

domenii

ca dell' avvento,
l'ontefici

ricordammo che

anticamente ponevano

in

bocca una moneta d' (irro a chi nel vespero precedente intronava loro
la

prima serie delle monete pontificie da s. Gregorio 11 in poi, tutti gli autoii la chiudono con Benedetto VII del 975; lacuna che dur pi di tre secoli, cio da tale epoca a quella di Clemente V eletto nel i3o5, nel qual periodo si contano circa cin(juantolto Papi ne d la ragione il Vignoli con queste parole. Post eumdem Benediclum VII, nullius ibidem alterius Pontificis iisque ad Clemenlem V, sese mihi moneta oblulit,
:
,

La

quod

turbolenlissimis

iis

Romanae
tii-

quinta antifona.
Alla

Ecclesiae temporibus polissimum


cardinal
lo

biografia

del

Galui

buendum
sulibus
creatis,

esse

videtur

quibus
factio

ni-

nimpi, encomiando

studio da

Eoirum seditiosa Capitolii


et

con-

fatto sulle monete pontificie, pine della dotta dissertazione

dissi

senatoribus

jam

antea

che

ac paullatim urbis

admini-

pubblic:
nedicti
carni

De nummo argenteo BeIH, eletto neir855. L' Aricoiosce per

stratione
pia,

summis

Ponlificibus

ademarro-

cudendae quoque monetae ausibi

non

moneta pa-

cloiitatem insolentissime

pale
si

quella

monetam romanam che


canone i5 del concilio sotto Giovanl'autore delle

legge nel

di ni

Ravenna dell'Byy
Vili;

PeJ avvertiremo, che nel cimelio numismatico Belliano vi la moneta inedita di Giovangaverat".
ni XIV, che nel 984 successe a Benedetto VII, ed il gran vuoto, come suol farsi, riempilo colle mo-

ma

Osserdice

vazioni, p.

207, chiaramente
nel concilio

che
bir

il

Papa

fece proi-

solennemente che niuno ardisse occupare alla Chiesa i patrimoni,


le

nete del

memorato turbolentissimo
una
monetina
di

senato romano. Nella collezione Scil-

regalie e la zecca di

Roma.
si

In-

lana poi, eravi

di

nel concilio Tricassino


le

confer-

mistura, che lo Scilla dice

l'unica

niarono

costituzioni

promulgate

da quello di Ravenna per ordine di Giovanni Vili questo Pontefi:

ce assalilo dai saraceni, fu costretto

comprar
di

la

pace colTannuo
di

tri-

da lui veduta, del b. Benedetto XI immediato predecessore di Clemennsal battuta e consumata te V, perci mancante di molte lettere. Da una parte eravi la croce con le
,

l)uto

venticinquemila

d'ui'^'ento,

moneta

mancuzi quel tempo,

lettere

PP. Benedict.
in

Un., e dall'alle

tra

due chiavi

piedi e

lettere

112
Pontefici

MOIf
p.
ili

MON
,

S. Petri Patrimonium. Riconoscendo

aver ricevuto quanto possedevano da s. Pietro ed anco dal suo diletto compagno s. Paolo,
i

le

loro

immagini
il

ed

iscrizioni

di

frequente furono nete pontificie


,

tema delle mocome da qualche

esempio
stuli

si

veduto di sopra.
i

Con
apo-

ragione pertanto
ciPEs in

beatissimi

furono acclamati Uomani PrIx\una moneta d'argento cosenato

niala dal

romano
il

ne' bassi

tempi,

come

osserva

Fontanini,
Sui

Disc, ai geni. voi. p. 38.

mo-

nogrammi delle monete pontifcie, y. Monogramma rovesci delle


:

prime monete
bri

pontifcie sono celeli

per Ja paleo- afa, e per


i

mostrala
al

nogrammi, contro nieri hanno molto


citato articolo
di

quali gli
inveito

per

pontifcia supremazia.

Dicemmo
Pietro alla
,

Mano, che
s.

dall'errore
si-

Papi dunque concedevano altrui somiglianti privilegi, molto pi <;ssi prima d'allora ne saranno stati iti possesso, sebbene il Muratori dispiacendogli la lettera di Giegoiio V, si affatic per frla credere un documento fnto o almeno alteriito, ma non adduce prove convincenti. Nei capitolari di Carlo Magno, Lodovico I e Carlo il Calvo, ordinandosi ove si dovesse battere moneta, Roma non vi si nomina mai, segno evidentissimo che il diritto era presso conPapi; ed trassegni e caratteri prescritti da Carlo il Calvo per le monete dei suoi dominii non corrispondono in veiuna guisa ai contrassegni e caratteri delle romane, come nota l'Acami. JVel IO 19 Benedetto Vili ricevette dall'imperatore s. Enrico li,
se
i

VI l'Acami,

nel secolo

gi

conio di porre
e
s.

Bamberga
col

feudataria

della

Chies!,

Paolo alla destra nacque l'uso di porre anche nelle pitnistra

tributo

annuo
1076

di
si

cento marchi
parl a DeGregorio VII

d'aigento, de' quali

ture,
s.

mosaici ed

altri

monumenti,
ri-

nari.

Nel

s.

Pietro alla sinistra, e questa

die l'insegne reali a

Demetrio prin-

flessione

fu eziandio fatta dal Ciac-

cipe di Dalmazia, con l'annuo cen-

conio e dairOldoino.
Pontificie
zioni

A Medaglie facemmo alcune osserva-

so di duecento bisanzi,

sulle epigrafi, insegne, stemmi, figure ed allusioni, le quali in parte possono anco servire a que-

moneta che pure descrivemmo a detto articolo: a Napoli e Sicilia si dir delle diverse specie di moneta stabilita nelle

investiture di que' regni concesr

argomento, oltre quanto diciamo ne* luoghi che vi hanno relazione e che lungo sarebbe qui risto

se

A Cappelle Pontificie, parlando del possesso preso dai Pondai Papi.


della
basilica

tefici

iateranense

si

petere. Sulle

monete quadrate, oil

vate ed angolari,

libro delle
1

Os-

servazioni ne tratta a p.

Gregorio
cesse a

creato nel

64 e seg. 996 condi


,

pugni di monete, che secondo l'antico rito spargevano al popolo, di che facemmo anco menzione nel voi. XXI, p. i56 del Didisse dei

Gerberto arcivescovo
l'investitura

Racol

zionariOy

mentre a
il

p.

160 e 16
delle
in
i

venna
ta
:

della citt

rimarcai

gettito e dispensa

privilegio insieme di

battere

monenostra

monete che avea luogo


ad
alcune
sacre

cinque

Ex

gratuita
libi,

largitale

diverse localit nel recarsi


funzioni.

Papi
Siffatti

donamus

tuaeqiie ecclesiae di-

strictum Ravennatis

urbis
etc.

ripam

intcgram monetanti

Osserva a

spargimenti e caritatevole dispensa di moneta, gi erano in uso al

MON
tempo
che
dici

MON
del

m3

di Celestino

II

m43,
II.
i

successe

ad

Innocenzo

questi

prestarono giuramento

giu-

e avvocati di Roma, con documento che cita Acami ove sono


,

Gregorio Vili. Veramente al prinjo i senatori fecero il consueto giuramento, che si legge nel p. Mabillon, Mus. hai. t. II, p. 21 5, ove si

numerano
invasa

le regalie del

Pontefice,

nominati i denarii papales. Ad Innocenzo II nel ii4[ si ribellarono i romani, ripristinando con autorit il senato, istigati da Arnaldo da Brescia che il Papa avea condannato co' suoi seguaci
nel
li,
i

e fra esse moneta perch era stata


dagli
arnaldisti
;

ma

nella

sede vacante la usurparono di nuo-

concilio ge-

nerale di Laterano
re

per sostenechierici

popolo romano venne col suo concittadino Clemente III, e gliela restitu, con atto riportato dal eh. Luigi Pomvo, finche
il

concordia

non potersi salvare


:

che

pilj-Olivieri segretario della

roma-

possedessero

indi

gli arnaldisti in-

na magistratura, a
portante, diligente
:

p.

192 dell'im-

vasero nel
cia,

143

la

zecca

pontifi-

coniando il senato monete , e tentando scuotere il dominio temporale del Papa. 11 Rinaldi all'anno ii43,num. II, riferisce che in un codice valicano si leggono queste parole. Questo beato Pontefice
assegn della sua camera un censo

opera

ed erudita sua romanOy che nel 1840 graziosamente si compiacque dedicarmi pel di pi pu vedersi il Vitali, De^ senatori di Roma^ il
// senato
:

quale riporta^ diversi

analoghi
la

do-

cumenti. L'atto porta

data anno
di

44
II
tori

^sl senato,

ultimo

maggio
i

annuale di cento libbre di moneta papale ai giudici e agli avvocati


della citt di
la

88,
e

in cui dodici erano


consiglieri
si
,

senai

e quarantasei

Roma. Vi

si

riporta

senatori. Ivi

dice: ... vi rendia-

avvocati dovevano fare,

formola del giuramento che gU obbliganla ve-

mo mo

la

citt

e la moneta,
la

ma

avre-

di

questa

terza

parte per

dosi difendere le cause per


rit,

erogarsi in annu pagamenti, finch

e secondo la coscienza, e
i

non
Pade-

verr pagata tutta


la

la

moneta per
(

prendere per esse prezzo, se


pi continuassero a

quale sono state impegnate


),

le

dare

detti

chiese che restituivano


la

e secondo

nari.

diminuzione della sorte diminuide* frutti ....

Gli arnaldisti

romani rinnovarorivoluzioni sotto


II,
il

r la rata
darete ai

Voi

poi
i

no
il

le

politiche

senatori

pr tempore

successore Celestino

che

come

consueti beneficii e presbiteri!.

Si-

sotto Lucio
,

mor di pena; che sacrilegamente percossero onde ne mor ; quindi costrinsero a fuggire Eugenio III e per nuove sollevazioni provocarono l'interdetto su Roma, fulminato da Adriano IV, al cui tempo
predecessore ne
li
il

milmente
ce^
liti

ai

giudici avvocati e scri-

vani ordinali dal

romano Pontefidel senato


i

ed

agli officiali

so-

presbiterii

Farete

coniare

la moneta dentro la citt in qua'lunque luogo a vostro talento, della

quale darete

la

met

ai senatori

prefetto della citt fece bruciare


al

Arnaldo, gettandone
neri.

Tevere
e

le ce-

Egualmente furono
Alessandro
il

cacciati

da
HI,
e

Roma

III

Lucio

pr tempore". Il Carli avea sostenuto che le monete di Roma fino a Clemente III credute de' Papi sono tutte del senato romano, per
confutato dai
citati scrittori. Il

e n'ebbero
VOL.

bando Urbano
XLVI.

III

Zac-

=*(

ii4
della Stor.
lelf.

MON
t.

MON
HI,
al-

calia che ne fece l'analisi nel


d'Italia, cap.

indolto com'egli
de'ca ratteri
circostanze;
,

dice, dalla

forma
e
dalle

V,

dal

metallo

i3, osserva che la

moneta sino

lora era slata detta


teriori

del senato e poi papale, e trovarsi ne* tempi an-

nominate

lire

PP. Monetae,
quali

o bonorum denariorum PP.,

abbreviature dice doversi spiegare Papiensis e Papienshwi, cio di Pavia.

Per confessa che

il

verbo rednell'accor-

diuts usato dai senatori

do,

pu

significare

non rinunzia
al sistema

ma

restituzione di cose usurpate, e

che gagliarda opposizione


del
figie
1

mentre quando il senato ebbe zecca davvero us le iniziali S. P. Q. R. del suo antichissimo stemma. Si deve notare, che vi sono parecchie monete supposte del senato, nelle quali per frode manifesta si legge S. P. Q. R., mentre in realt non sono da lui coniate; ed Akerbiad ne avea una rarissima, nella quale vi erano queste parole ex suprema aiictoritale S. P. Q. R. Innocenzo IH eletto nel 1198
:

del Carli quella di trovarsi prima

costrinse

188 monete aventi la sola del Papa senza menzione


d'imperatore,
perciocch

ef-

Roma
popolo

i senatori e prefetto di a giurargli obbedienza e fe-

al-

delt, sottomettendo interamente


alla

il

cuna

se

queste fossero del senato,


carvi l'imperiai

come manobbiezione

sua piena autorit. Dichiar re de'bulgari Calogianni, gli

nome?
del

mand
tro
II

le

insegne

reali,

che

il

Carli avea prevenuto a

moim*

t di battere moneta.

con facolGrato Pieri-

do
to

suo.

La mancanza
una prova

nome

re d'Aragona ai benefizi
111,

periaie
si

diretta di

quan-

cevuti da Innocenzo

fece triil

asserisce,

poich gl'imperatori
rilev

butario della chiesa

romana

re-

erano molto gelosi della loro autorit,

gno, coU'annuo censo di duecentodi

come

tra gli altri

Se-

gur. Questo punto

ben discusso

cinquanta maomezzettini , moneta quel reame, equivalente ognuno


sei

dall'autore delle Osservazioni, spie-

a
la

soldi reali. L'alterazione


tale

del-

gando
Jiistre,

il

significalo del
le

verbo reddo,
si-

moneta parve
s

indegnit per

e confutando
gli

interpretazioni

abbagliamenti e assolute
del
Carli, colle quali pre-

un principe HI, ed un
rica
rate,
il

cristiano

Innocenzo
pei
di

duro

aggravio

decisioni

sudditi, che ordin al re

Majo-

tese stabilire l'epoca della zecca pontificia

con dire erroneamente che dal ri 88 cominciarono Papi a dir loro la moneta che prima era del senato, il quale solo la batteva per privilegio pontifcio, laonde si "vide ne* tempi appresso correre mo,
i

sotto

richiamo delle monete altepena altrimenti delle


e
della

censure ecclesiastiche

sco-

munica, non dovendo con falsa lega avvantaggiare il regio erario. Nel 12 17 Onorio III concesse in feudo la Marca d'Ancona al marchese d'Este, col tributo annuo di

neta papalina e del senato fino


secolo

al
il

XV.
tulle

Rilev ancora
al
le

come

Carli per vendicare

senato

ro-

mano
tempo

monete coniate

in

in cui vacava l'impero,

col

moneta provisina, moneta die alcuni dicono portata in Roma da Carlo II conte di Promeglio ne parlammo a Devenza
cento libbre di
;

nome per

del Papa,

ebbe altro scampo le Papa, e le attribu a

quando non tolse a un

nari,

e nel

voi.

IJ,

p.

4?

^el

Di-

zionario. Sotto Innocenzo IV,


tre era assente

un

altro,

da Roma, nel

men1252

tWw

MOIN
fu fililo senatore

MON
bo-

4i5
di

Brancaleone
la

come
Il

si

ha da un'epistola
citala dal

Cle-

lognese,

il

quale batt

sua

mo-

mente VI,
Cola di

Vettori.

neta: da una parte era vi


ne,
sta
in

atto di

iscrizione

un leocamminale, con queintorno ->Jf Branca-

eh. Zefrino R.e, nella

Rienzo y da

lui

ridotta

Fila di a
lib.
I,

miglior lezione

e illustrala,

LEO S. P. Q. II.; dall'altra, la figura d'una donna sedente e coronata, col


stra,
la

cap. XIII, nel descrivere la

cavals.

cata che fece portandosi a


tro,

Pie-

globo nella
$-

mano

de-

palma
Jl

nella sinistra, e l'i-

scrizione

in giro

Mundi.
espresso

senatore di

Roma Caput Roma era

ricevere

monete in atto di da s. Pietro, e poneva le sue armi nelle monete. Clemente V stabil nel i3o5 la
nelle
il

probabilmente si ragiona di tale specie di moneta, poich si legge Seguitava un'omo, '1 quale per tutta la via veniva gettando denari, e spargendo pecunia a modo
:

vessillo

'mperiale,

Liello
l
le

Migliare

fu suo
le

nome;
persone,
sacca

di

e di

qua avea due


sostenevano

quali

residenza in Francia e in Avignone,

e nel
die
tere

naissina,
il

i3io visit dominio

la

provincia ve-

della Chiesa, cui

titolo di contea,

facondo
col

bat-

moneta d'argento
:

titolo di

Venaissin

Comit. Venasini, ovvero

Comes Venasini, sotto il successore Giovanni XXII. Tanto la moneta


venaissina che
del

Patrimonio, fu
quasi
dalla

moneta: poi questi seguitava '1 Tribuno ". Il Vettori quindi chiama rara la piccola moneta, nella quale da una parte si legge -^ N. Tribyn. Avgvst. nel contorno d* una croce grande quadrata, che sta nel mezzo; e dall'altra similmente si legge: -^Roma. Capv. Mv. intorno ad alcune
de
la

dapprima
visina

detta

paparina^

insegne e

simboli.

Il

lodato Belli

papalina^ diversa per o

pro-

illustrando le case abitate in


dai grandi uomini uq

Roma

romana.

All'articolo

De-

Diari di Roma,

nari
nel
lina
rini

dicemmo come Giovanni XXI i


i322 fece battere in Avignone nuova moneta d'oro, cio fioe ducati papali o di camera ,
loro

nel

n. 35 del i843, parla degli avanzi di quella di Cola di Rienzo,

e scudi d'oro, e

diverse

no-

menclature, poi battuti anche nelzecca di R.oma, mentre quella d'Avignone sussistette anche dopo che Gregorio XI reslitm la residenza pontificia in Roma. Mentre
la

XII regione Ripa, ins. Maria Egiziaca, creduta dal volgo erroneamente di Pilato; dice pure delle sue gesta,
situata nel

coutro

la

chiesa di

e dichiara

possedere nella

sua

ci-

melioleca

due monetine
che su Cola
ci

rarissime

da
le

lui

fatte coniare, indi riprodusse

notizie

avea dadi J^a-

n'erano assenti i Papi, insorse il famoso audacissimo Cola di Rienzo,

to nel suo opuscolo

Moneta

tentino p. 4> delle quali solo ripor-

buno
glio,

i347 ^^ eletto triche nel del popolo romano, il quale


in

nete del tribuno.

teremo quella riguardante le moTali due monefurocitate dal

lo pose

signoria

in

Campidodi

tine della collezione Belliana

indi fatto

senatore
d'

R.oraa

no

Papencordt

Cola di
Carteg-

nel

i353 dal cardinal

Albornoz
novani

Rienzo, e suo tempo.

IMel

legato: nell'auge del suo potere a-

gio inedito degli artisti, stampato in

vea incominciato
elidere,

vionetani

ac alia pini ima innovare

Firenze nel 1839,1. I, p. 56, vi una lettera di Cola alla signo-

iig
ria di

MON
Firenze,
si

MON
giugno i347,
il

de'7

lessandro
in cui

VII

nel

i665
Il

fu situata

nella quale
>

legge verso

fine:

vicino agli orti e palazzo pontifcio,

Volentes novae formae

monetam

tuttora

resta.

Guattani
t.

rogamus, ut mietere placeat zeccberium peritum, et inincidere

nelle
1

Memorie di Roma
che
l'officina

I,

pag.

1, scrisse

monetaria

structuoi

assagiatorem
juris

consuetum
scul-

del

et expertuna, et cudisformae

torem quibus debito

ordine so-

senato romano era presso il Tarpeo rocca del Campidoglio. Molte furono le monete coniate
dal senato di

lemniter providebimus, et decenter, Il lodato Pompilj narra a etc. "

Roma
569

le

descrive

il

citato Vitale p.

e seg.,

premet-

274, cbe cune monete


p.

il

Fioravanti
cui
si

da

al-

in

legge

da

tendone i disegni di trentasette^ in cinque tavole, ragionando a p. 583


di altre
tizie

dall'altra

una paite Innocentius PP. VII, e Sanctus Petrus S. P. Q. R.


ritiene che
il

monete senatorie

colle no-

comunicategli da Pietro Bor-

senato

abbia
stata

avuta

ghesi di Sa vignano.
la

Ma

quanto

al-

facolt di batter moneta, che

taU
e
di

zecca

pontificia,

apprendiamo

volta siaglisi questa


talvolta ridata,

tolta,

come

in

tempo

dal Vettori a p. 4^3, che ne'tempi antichi quella de' romani era nel

Innocenzo VII del i4o4) lorch si fece la concordia colla mediazione di Ladislao. Dice inoltre che nei ])assi tempi la zecca senatoria era
alle radici

del

all'arco di Settimio

Campidoglio Severo

vicino
(

molte

volte fu pure nelle case e


privati de' senatori, che

palazzi

mezzo della citt, secondo Marziale; che a'tempi di Giorgio Vasari la papale era nel palazzo del vescovo Cervia (forse un Cesi, o un di Santacroce al pi) sul cantone di s. Lucia della chiavica. L'Albertini nel libro Mirabilia urbis Romae^
che indirizz a Giulio II, nel capitolo de officina cudendae peciiniae scrive cos:
clesia
s.

ne

abusa-

rono mettendo
supposte
di

in

circolo

monete

d'argento, mentre erano pessima lega, come le monete


di

Non
(

longe ab ec-

Gelsi

che

corrispondes.

erose battute in

deportazione
li

prima della Pio VI, colle qua-

Roma

rebbe
rito),

al suddetto

banco di
officina

Spi-

tua

sanclitas

pecu-

diversi arricchirono),

come
secolo

de-

niae cudendae construxit. Indi parla


il

ducesi dal

Signorile
del

Signorelli

che
fece

nel principio

XV
il

nella

Vettori della macchina eretta zecca vaticana attribuita a

era scrivano del popolo romano, e una relazione di Roma e sue


chiese.

Altrettanto avea riportato

Lorenzo Bernini e da lui perfezionata bilanciere adoperato a mulino ( il coir impulso delle acque che volta-

Vitale,

Storia de senatori di
II,

Ro-

no

alcune

ruote,

e sostituito

ai

ma, par. re come

370, narrando pufu poi tolta la cura della


p.

martelli che battevano sui conii per

applicare l'impronto alle

monete),

zecca, e facolt di battere


ai senatori

moneta
ap-

conservatori, ed

propriatasi privativamente dai


tefici

Pon-

poich gi da molto tempo era stata inventata in Hall di Germania, e nel i665 fatta porre in esecuzione da Alessandro VII, riportan-

verso la met del secolo

XV,

fu trasferita per pi sicurezza nel sito ov' ora


il

do

la

lapide

marmorea, che perci


officina. Fi-

banco
s.

di

s.

Spirito rim-

fu eretta nella facciata esterna dell'edifizio,

petto a Castel

Angelo, e da A-

Moneta rum

MON
naimenle avverte che nel 1735 fu in gotto Clemente XII Roma istituita una nuova zecca, oltre la
sopraddetta, e fu aperta nella
de' Coronari via
del
ta
:

MON
Saggi di
tratta

ir7
fa-

osservazioni sul

lore delle
cie^

antiche

monete pontifinel capo V dei grossi o


detti

carlini

papali,

poi

giidii

presso

il

palazzo

Drago, neiristesso luogo ove Sisto avea aperto il Monte di piet, per cui sopra tale abitazione fu

paoli: ne daremo un breve cenno. Grossi e carlini papali anticamente altro non furono che la stessa speeie di moneta, che poi si appell
giulio e
sotto
lio

collocata

una memoria scritta in marmo. Nel i5o4 per comando di Giulio II fu rinnovata tutta la moneta papale, come adulterata nella boncosi

paolo,

solo

nel
del

i5^2
gi-

Paolo IH

alla

met

detta

dai

zecchieri,
si

le

monete

fino a Giulio II

dicono

agro perch facilmente per editto del camerlengo cardinal Raffaele Sandi argento
frangibili:

quindi

o paolo fu attribuita la deuominazione di grosso. Circa Torigine dell' appellazione di grossi alle monete, ognuna che conteneva un aggregato valore di molte monete minute o piccole si disse grossa: da appellativo il nome ne divenne proprio, e grosso
ta,
si

disse

una

tal

mone-

soni-Riario fu tolto via dalle

nete

allora in

corso

il

monome di

denominazione della zecca in cui si batterono ;


coll'aggiunta della

carlini y proveniente

Angi

fratello di

s.

da Carlo 1 di Luigi IX, pr-

quindi
ni

si

dissero

grossi

ronianiniy
fiori-

veneti, ravignani, anconitani,

babilmente nell'epoca in cui fusenatore di Roma, o nel 1266 quando mediante l' investitura pontifi> eia fu coronato re di Sicilia. Tutta volta il cardinale con editto comand che i nuovi carlini coniati
nella zecca pontifcia,

o fiorini oflorinelli, tornesi Bolognini, ec; cio delle zecche di Roma, Venezia, Ravenna, Ancona Firenze, Tours, Bologna ; per fuvvi
si ci

differenza e rapporti fra


di

gros-

varie zecche, ed

il

p.

Oderi-

e cos

detti

gesuita pubblic una dissertazione


sui

per esprimere la bont dell'argento, si dovessero dal nome del Papa

importante
numism.,

grossi volterrani in

Dissertai, et adnotat.

ad inscript,
I

et

chiamar
sero
il

giulii,

dieci de'quali

aves-

Romae
dall'

']&5.

grossi di

valore equivalente al ducaI

Roma

ebbero

tre

to d'oro.

giulii

conservarono

la

sanpierini,

immagine

denominazioni, di san

loro denominazione anche in quel-

Adriano VI, e Clemente VII, variandone il nome colla moneta di Paolo III del i534, che furono delti paoli,
li

coniati sotto

Leone X,

allorch rese esatta la


delle

ripartizione

me

monete. Sebbene questo noprevalse a quello di giulio, ci

fu per equivalenza cosi detto, e qual sinonimo di paolo sino a' noGaramstri giorni usato. 11 dotto
pi neir

Boromanini , migliori sino dal de' precedenti e nominati 1269, divisi in romanini veC' chi, ed in romanini nuovi, quasi eguah al grosso tornese, e perci pi forti del vecchio ; e carlini, i quadiversificavano dai romanini^ li si in modo, che nel 1 3o2 furono ragPietro, mentovati sovente sotto
nifacio

VIII

guagliati al valore di

26

provisini,

ed

opera ch'egli

ritir,

come

32; in seguito la moneta de' carlini acquist celebrii

romanini a

imperfetta, e perci rara,

intitola*

t,

per cui sui fine del secolo

XIV

ii8

MON
appalto, e
1*

MON
aditl
la

fra le monete che correvano comunemente in Roma^ non pi iiomi-

prima volta

duemila

scudi, e in appresso sopra

navansi romanini,

ma

bens

carlini

trenlacinquemila
glio racconta
JNel

scudi,
Scilla

come me-

e tornesi. Quanto ai carlini d'oro incominciati sotto Carlo II figlio di

Carlo

I,

il

Garampi pensa
sostituiti

che
agli

in

a p. 255. precedente pontificato di Gregorio XIII nella Chiesa di s. Lolo

principio fossero

au-

renzo in
tori

Damaso

fu

eietta

una

gusiali battutisi nelle zecche del re-

confraternita pei banchieri cambiadi monete, con altare dedicato

gno
rono
dai

di

Sicilia,
I

da Federico
carlini

li

ree

imperatore.
detti
fiori

d'argento fue julhati,

s.

Matteo, di

cui parlano Piaz-

liliali, giliati

za, Eusevologio

romano
che
i

Iratt.

VII,

cio

del

giglio,

stemma

cap.

XXX
il

e Bovio,

La
il

piet p.
sodalizio

gentilizio Angioino, impressivi; indi

i34,

quale dice
1'

parla

il

Garampi

del fino di questa


in vari paesi, di-

poco

esistette,

poich
arie

componenti
di

moneta, peso, corso


Eletto nel

tralasciarono

banchieri
la

versi ragguagli e valutazioni.

cambiatori di monete, per


II

salute

i555 Marcello

a-

delle loro anime.

R.idolfo

Gonzaga
Stiivi

mante della parsimonia, fece squagliar r oro delle suppellettili per la mensa pontificia, e fece coniarvi moneta d* argento per I' erario della

marchese
battere

di

Castiglione delle

viere fu accusato di aver


e coniare

fatto

sotto

Clemente

camera

apostolica, la

quale ne

Vili moneta pontificia; per lo che citato formalmente al tribunale della

scarseggiava.
giorni,

Bench visse soli 22 abbiamo di lui due giulii


i

camera

apostolica,

fu

dopo
s

il

processo scomunicato e punito con


altre censure,

ed un carlino:

primi
li

parole Marcellus

sono colle Pont. Max.,

onde

divenne

o-

dioso a' sudditi, che T uccisero. Ur-

arme, S. Petrus Alma Roma, figura; Marcellus II Pont. Max., arme, S. Petrus Ancona, figura. 11 chiama raro carlino, che Scilla Marcellus II Pont. Max., arme, BoNONiA Mater Studiorum, leoncino. Il Papa s. Pio V colla costi:

bano Vili mediante la bolla In supremo, de i3 novembre 1627, Bull.

Rom.
colari

t.

VI,

par.

I,

p.

95,

volle

sottoposti

anche
i

gli ecclesiastici se-

e regolari,

alle

pene ema-

nate contro
te.

tosatori delie

moneCle-

Nel

1670

pel

possesso di

tuzione,

Cum

nihil, de' 7.5

ottobie

1670, Bull. Rom.


p.

i3o, estese

la

IV, par. III, t. pena capitale imai

furono battuti giulii o grossi, e dipaoli, grossi e mezzi stribuiti al popolo. Benedetto XIV

mente

posta dalle leggi

tosatori delle

confermando
i

le

provvidenze contro

monete d' oro, a quelli ancora delle monete d' argento, essendone eguale il danno alla societ. Nel pontificato di

di monete, con la costituzione Ad curam, dei 3i ottobre 1756, Bull. Magn. t.


falsificatori e tosatori

Sisto

si

trova nomi-

XIX,
due
le

p.

nata r arte de' bancherotti, i quali per le piazze e in altri luoghi di

cleri

263, estese ai chierici dei pena di morte impola


per
la

sta ai laici

falsificazione del-

Boma

tenevano

alcuni

banchi
le

tavole, e quivi

cambiavano
d'argento
ridusse
l'

moba-

nete d'oro e
iocchelle.
Il

colle

Papa

arte in

monetata del banco di s. Spirito di Roma; dappoich il banco di s. Spirito avea fallo una gracedole
di

carta

Monte

piet

e del

MON
ve perdita
ministro.

MON
di

119
aggiunse quello

per

1*

infedelt

un
del

A questo
della

disordine

si

Per

l'approvazione
della

moneta

pontificia, che essen-

miglioramento

moneta

nel

do

neir intrinseco

maggiore
dai

della

1755
to
l'
:

fu battuta

ritratto di

una medaglia col Benedetto XIV, col mot,

valuta, venne
polisti,

incettata
se

mono-

onde
all'

ne penuriava.

ri-

Provideivtia Pontificis

e Del-

mediare
nel

inconveniente, Pio

Vt

esergo,

Ex Probata Moneta A.
Diverse

MDCCLV.
no perci
di altre,

medaglie furo-

per

non dire 1765 fu coniata a Clemente XIII una medaglia colla sua
coniate, e per nel
effigie
,

nel

rovescio

V epigrafe
la
ri-

una tariffa si monete papali che estere, ordinando portarsi alla zecca pontificia le monete d' oro coniate a tutto il 1757, onde riceverne il correspettivo in monete d'oro di postele

1786 pubblic

Repente

De Coelo
Chiesa

Salus, con

riore coniazione. Indi

nel

1787
,

il

figura della
schiarata da

con croce,
celeste,

Papa rimise

al

prelato
in

tesoriere

un

raggio

a-

quarantamila scudi
settantamila in
rare
i

cedole

vente innanzi un' ara

con turibolo
vi

contante

per

riti-

fumante
genda,
ra che

nell'

esergo

la leg-

zecchini

d'oro tondali,

pei

Ex Probata Moneta
si

An.
sali-

quali facevasi notabile perdita. Cre-

MDCCLXV. Ma
diceva:

trov una

scendo

la

Evirata

moneta,

ripararvi,

penuria del denaro, per Pio VI nel 1793 fece

poich realmente il predecessore Benedetto XIV avea aumentato la bont della moneta s nell' oro che
nell'argento,

battere a vantaggio del commercio cinquantamila scudi di moneta pia*


teale,

dopo due

saggi che

ne

lione,

fece fare intorno alla peso.


ficie
colla

bont ed al Air articolo Medaglie Pontidi

pure di bigi ione o bilda otto o da quattro baiocchi di rame, la quale per essendo
detta

di

lega inferiore alla consueta peg


il

parlammo

quelle

battute

gior
rio.

decadimento
nel

del
^1

pasta degli esperimenti per le

Infatti

1794

numeracambio o
sali

nuve monete, indi dispensate al chierico di camera presidente della


zecca, direttore ed altri ufficiali della

realizzazione

delle

cedole

al

cinque per cento, e fu allora che Pio VI adott il progetto del tesoriere della Porta,

medesima. Pio VI nel 1785 vedendo gl'immensi danni che provenivano dalla
falsificazione del

re dieci milioni di

con far battemoneta plateale


argento
e ra-

o erosa

formata
in

d'

caratlere
le

e firme

me,
se,

cogli

argenti vecchi delle chieprestito dal

di

cui erano
di

munite
stampale
biglietti

cedole del

presi

tesoro ponin

monte
agli

piet, ordin

che

gli

si

tificio,

per estinguere

parte

le

sostituissero

equivalenti
della

cedole

eccessivamente

accresciute.

odierni
di

banca
cedole

Nel

795 vedendosi Pio VI minacdai repubblicani


in

romana, e
create a

riportare al suddetto
otto
il

ciato d' invasione


francesi,
fesa,

monte dentro
tutto

mesi

le

per porsi

grado
riparare

di di-

1782, spirati i quali non avrebbero pi valore: questa provvidenza tuttavia non
pot eliminare
anzi
piare
si
il il

supplire alle spese dell'

armaalla

mento necessario e
il

penuria delle monete, invit anche

disordine invalso,

monte

di

piet

ed

ogni ordine
i

accrebbe essendo per iscop-

di

gran vulcano rivoluzionario.

persone di portare alla zecca loro argenti (per cui si spezzarono

no
stensorio di
ilella
s.

MON
come
in
1'

MON
o*
>'o

e fusero preziosi lavori,

beni, col frutto del tre per cen-

Agnese
casa

Navona,

to,

imponendo ancora
I

tasse sui

le-

principesca

Boria), ac-

gati

testamentari e successioni
francesi

tras-.

cordando ii frutto del quattro e mezzo per cento; secondando lutti le mire del Pontefice^ pot la zecca porre in commercio copiosa quantit di monete, ricavate da detti
argenti, alquanto
tico.

versali.

prima costrinseal

ro Pio

VI

nel

1796

gravoso ar-

mistizio di Bologna, e poi nel

1797
il

air umiliante pace di Tolentino,

inferiore

all'an-

perch ebbero luogo le perquisizioni degli ori ed argenti da ogni celo di persone, e rovinosi
imprestiti

Presto spar dalla circolazione

per r avidit della peste de' monopolisti, ad onta che per frenarli si pubblicarono rigorosi castighi. Al pi volte citato articolo Denari,
parlai della

per conservare

il

poco

numerario

moneta

plateale, e di

Questo s ridusse a che Pio VI fece squagliare cannoni, e col metallo pose in corso monete di cinque bache circolava.
tale scarsezza,
i

quella chiamata
leva
ranti impiegati

paludella che vapei

iocchi, e cedole pel

valore di
scudi.

un baiocco, moneta
y

lavo-

milioni d'
le

uno a cinque
di

due Fra

prosciugamento al Paludi Pontine di cui feci pur menzione a Luoghi di Monte, potendosi anche consultare il Nicolai, De bonificamenti delle Jerre Pontine. Rilevando Pio VI i gravi dandelle
ni cagionati dall'

monete

cinque baiocchi ve ne
varie

sono delle
parti

rare, battute in

del stato, e fra queste quella

di Ronciglione.

In sede vacante,
visorio napoletano

il

governo prov-

di

Roma,

alla
,

aumento
in
i

della

mo-

cui

testa era

il

general

Naselli

neta, nel

1796

maggio ne abol
possessori

con editto
ridusse la
plateale,

de' io

febbraio

i8oo

r incremento, invitando a portarla al monte di


ricevere corrispondenti
pel.

piet per

cedole, che

loro gran
il

costrinsero

numero Papa ad
de' fondi

e discredito

alienare
rustici

una
del

moneta s di mistura o che di rame, battuta dopo il 1793, e con altro de' i5 pubbli co il sistema de' pagamenti ; quindi a' 19 marzo venne emanato l'editto sulla riduzione della

quarta parte
lo pontificio,

moneta

fi-

clero secolare e regolare dello sta-

na o

d' argento.
il

Ma

il

porre in eera

comprese

le

confra-

quilibrio

sistema

monetario

ternite e le cappellanie laicali. Stabil

riservato a Pio VII, che perci fece

poi la

riduzione

delle cedole,

sborsare al pubblico tesoro


lione e

che soffrivano il discapito di un terzo, sospendendo quelle superiori ai cento scudi diminu eziandio la moneta semi-erosa, ordinando che i dazi e le gabelle si pagassero con moneta effettiva. Tuttoci non bast, e dovette suo malgrado Pio
:

mezzo

di

scudi

un miromani,
venne
del

pubblicare editti

dal

cardinal a-

merlengo nel 1801, battuta la medaglia


Pontefice,

onde

coli' effigie

coli'

epigrafe
nell'

Moneta
esergo;

Restituta MDCCCilI

VI

ricorrere

all'espediente
tutti
gli

d'

un

rappresentandosi la figura di Roma goleata sedente con cornucopio neU


la

imprestilo su

ecclesiastici,

destra e bilancia nella

sinistra.

per estinguere
delle cedole,

V immenso
fino
al

numero

quantitativo

Benemerito sopra tutti del giusto sistema della moneta fu il tesoriere monsignor Lante,
al

della sesta parte del valore de'lo-

modo

del-

MON
to nel voi.

MON
p.

121
tutti

XXXVIf,
Fra
le

117 del
di Leo-

SI
i

avesse potuto far liquefare

Dizionario.

monete

papetti, paoli, grossi e mezzi-gros-

ne XII raro
di

lo zecchino
la

doppio,

si

de' suoi antecessori, logori e

manla

avente nel diritto


la destra

Chiesa sedente

canti del valore


difficolt

intrinseco^

ma

fronte e raggiata, con croce nel-

del

tempo non

pot

in

e calice

nella sinistra, e

questo

l'epigrafe Super

Firmam Petram,
:

neir esergo

Caputi

nel

rovescio

l'arma del Pontefice, e Leo XII P. M. . II. Rarissima altres la moneta d'oro di cinque scudi di Gregorio

interamente al divisato intendimento); per cui ora la pontificia moneta esaltissima e comoda dal i835 in poi, calcoconsentire
lata nella frazione decimale, in pie-

no

credito e gradita a

tutti,

com-

XVI

colle

immagini
forse

de'ss.

Pietro
otto

presi gli esteri.

e Paolo,

perch

circa

Nel
blica

volume
e

della

Raccolta
di pubstat

ne furono coniate, non furono messe in corso, e il Pontefice le don a forestieri e ad altri senza riserbarla prova in argento fu acquida un estero, e siccome la fece dorare, non vuole che si prenda

delle leggi

disposizioni

amministrazione nello

pontifcio

emanate

nel
di

sene

riporta

il

chirografo

i835j si Gregorio

stata

XVI, Ci

rappresentaste^ de' io gen-

naio i835j e diretto a monsignor


Tosti tesoriere generale, poi cardinale, sul

colle dita, poich

il
:

peso
nella

scuoprizecca di

rebbe

la

materia
il

sistema
delle

monetario, sulla

Roma

esiste

conio.

Si dice che

coniazione
sulla
tariffa

nuove

monete e

per venerazione alle sacre immagini, Gregorio XVI non permise che
tal
se,

generale delle monete


legale nello stato
sulle quali

che hanno corso


pontificio. Basi

moneta ulteriormente si battesbench in principio non avea

un' ap-

posita

congregazione

cardinalizia

impedito che si coniasse lo scudo rappresentante la Purificazione della Beata Vergine, nel giorno della
cui festa fu sublimato al pontificato,

ed
s.

il

mezzo scudo con V

effigie

di

Romualdo
fu

fondatore della sua

congregazione
rio
rito

XVI
delle

camaldolese. Gregograndemente benememonete pontificie, e al-

convenne nella riforma del sistema monetario e della tariffa delle monete, col parere ancora dei direttori delle zecche pontificie di Roma e Bologna, e di altre persone intendenti all' uopo consultate. Massime stabilite per la riforma del
sistema monetario. Fissazione della
tolleranza
sul
titolo

e peso

delle

tamente encomiato, perch riform


il

sistema
in

moneta

monetario, e ridusse la ragione e proporzione

monete d'oro e d'argento. Divisione e forma delle nuove monete,


cio scudo
dieci paoli,

romano

del

valore di

decimale, di bella
cie di

forma e ottima

lega. JXiun Pontefice coni ogni spe-

monete come Gregorio XVI^


l'

regolarizzandone
decine, togliendo
i

equivalenza

per

rotti degli anteriori

zecchini, e doppie e

mezze

doppie
si-

d'oro, mezzi grossi d'argento, ec;

stemandone ogni ramo, ritirando le moaete calanti e discreditate (co-

o cento baiocchi ; del mezzo scudo romano o paoli cinque ; del testone da paoli tre ; del papetto o quinto di scudo da paodue; del paolo o decimo di sculi do da baiocchi dieci; del grosso o \igesimo di scudo da baiocchi cinque. Che le monete d' oro sieno di

una

intiera

decina

di scudi, ossia

isi
moneta
il

MON
(la

MON
clie

scudi

dieci,

prese

nome

di

Gregorina j
il

di

mezza
GregO'

braderc e bucare le monete in corso; r ordine circolare del tesorierato


sulle

decina ossa moneta da scudi cinque, die prese rina


diecina, ossia

monete

d*

oro
;

pontificie

di

nome

di

antica coniazione

la

tolleranza di

da cinque j

di un quarto di moneta da scudi due

un grano di sole monete

calo
d'

del peso per le


pontificie
;

oro
si

il

e baiocchi

cinquanta,

nome

di

mezza

che prese Gregorina. Che

il
i

modo

col

quale
casse

debbono
le

ritira-

re dalle

pubbliche
pi di

mogra-

baiocchi, mezzi baiocchi e quattrini

nete d'oro calanti

un

sieno in rame. In

tal

modo

la

nuova

no, col diffalco de* grani che

mandi

moneta

tutta decimale, ed esclude

cano

che

periti

de' corpi

le frazioni tanto

incomode

ne'calcoli.

S legge inoltre nel chirografo, che

finalmente quanto

alla forma, ritenuto r uso gi adottato di conia-

sono i soli saggiatori delle pubbliche zecche. Abbiamo la medaglia d'argento coldelitto per
ftilsa

moneta

effigie

di

Gregorio
l'

XVI

An. IV,
:

re colla cos detta

virola

solca ta^

e nel

rovescio

iscrizione

Bono

ed

in

principio
si

di

restringere la

superficie,

adotti

per

massima

che nelle nuove monete sia espresso il loro valore; e che quindi le monete contengano nel diritto l'effigie del sovrano fino al quinto di scudo inclusi vamen te, e nel rovescio

lore

r espressione del rispettivo vae dal paolo o decimo di scudiritto


lo

do
il

fino al quattrino, nel

Consulit Rem Nummariam Constituit. Con allusione alla riforma del codice civile e del sistema monetario, e fu battuta in occasione che il Papa onor di sua presenza la zecca di Roma. Questa medaglia una delle migliori, ed per la storia ponsiccome tificia molto interessante, celebrante cosa della pi alta imPuBLico Legibus

Optimis

stemma
Raccolla

del sovrano e nel rovescio


rispettivo.
si

portanza, cio
l3lico

di

tutelare

il

pubaltrui

valore

Nella

detta

diritto

le

sostanze

riporta pure T esclusiodella

ne

degli spezzati

stera,

do

di

ad eccezione del Spagna; la tabella


si

moneta emezzo scudel prezzo

secondo sangue dell' uomo ch' danaro sine pecunia nihil. Tra quelli che fecero rimarcare i pregi
nel
il
:

di

tal

riforma

nomineremo

l'eru-

a cui

ricevono

dalle

zecche di
del
ese-

ditissima Dssertato

Roma

e di Bologna le paste d' oro


notificazione

Bonavenlurae Orfei sacri consistorii advocati, de


nuniismatis potestate
et

e d'argento; la
cardinal Galefl

veteris

ejus-

camerlengo in cuzione del chirografo sovrano


la

que incremento,

decremento, Ro-

sul-

mae 1887.
All'articolo Camerlengo di santa ROMANA Chiesa dicemmo del diritto

riforma

del

sistema monetario,

e sul corso legale delle monete; i provvedimenti emanati dal tesorierato sul

che
in

cardinali camerlenghi han-

monete la tolleranza del corso delle monete d'argento, bench sieno state bucorso
delle
;

no

sede vacante di battere

mo-

cate per appendersi al collo o alle

neta d'oro e d'argento colla loro arma gentilizia; qui collo Scilla riporteremo il novero di que' cardinali,

corone;
ria

la
gli

circolare
affari

della segretestalo

che sino

al

suo tempo Teser1'

per

di

interni

citarono, e tutt' ora

esercitano,
de* motti

per l'interdizione di

traforare, a-

parlando quello scrittore

MON
nllo
p,

MON
tali

123
gltilio

Spirito Santo in
:

monete a
delle
ac-

ma

piastra,

testone,

e scu-

367

indicheremo l'epoca
cui

sedi

vacanti cogli anni in

do d'oro in Roma; piastra, testone, giulio, grosso, mezzo grosso,


scudo
d' oro e doblone in Roma. 1676, 1689, 1691 cardinal Paluzzi

cadderOj mentre raffrontandoli colla Cronologia de Pontefici^ si vedr a


quali
si

riferiscano; quanto ai car-

Altieri, piastra, testone, giulii,


xSo,

gros-

dinali, la serie dei

camerlenghi

e le

mezzi grossi in

Roma

piastra,

loro biografe suppliranno alla brevit.

testone, giulio, grosso,

mezzo grosso,
d'

Lo

Scilla poi

a p. 4o3, parla
in

e doblone da quattro scudi


in

oro

tempo di sede vacante, riportandone due d'argento forse battutenel 1870 in morte di Urbano V, colle parole Sede Vacante, in mezzo una mitra, nel rovescio Sanctus Petrus, croce con due mitre, e due coppie di chiavette incrociate; e nel i^i5 dopo deposto Giovanni XXllI, colla leggenda Sede Vacante, con un Papa
delle

monete battute

Roma;

testone,

giulio, grosso,

mezzo
ni,
Il

grosso, dobla in

Roma. 1700
in

cardinal Spinola, piastra, due testo-

due

giulii,

scudo d'oro
si

Roma.
Spi-

novero de' successori

dello

nola nel

camerlengato

possono
a Camer-

leggere nella detta serie

lengo, sino al cardinal Giustiniani,


a cui Gregorio
sore

XVI

die in succes-

r odierno

cardinal
la

Tommaso
di
lui se-

sedente,

nel

rovescio

le

chiavi,

Riario Sforza, che per

Sanctus Petrus et Paulus. Ecco le monete de'camerlenghi. i5ii, i5i3 cardinal Armellini, due giulii per ciascuna battuti in Roma. i549j '^55,
za,

de vacante batt moneta e coni le solite Medaglie pel conclave, di che si parl a quell'articolo. Abbiamo poi le seguenti monete de' successori

iSSg cardinal Guido Ascanio Sforun testone e due giulii in An;

dello

Spinola

cardinali

ca-

merlenghi.
doppia.
ne,

172

cardinal

Albani,

cona
in

giulii,

testone e scudo d'oro


Vitelli,

Roma.

i565 cardinal

1724 Albani slesso, testopaolo senza nome proprio.


medesimo. 1740
e
lo

giulio in

Roma, due

testoni in

An-

1780

il

stesso

cona e Macerata. 1572 cardinal Cornaro, monetina di mistura in Ro-

cardinal Albani, doppia, zecchino,

mezzo zecchino,

quattrino senza
il

585 cardinal Guastavillani, due giulii in Roma. 1590, 1591 per quatma.
tro
I

nome

proprio.

1758

medesimo,
proprio.

zecchino, piastra, mezza piastra, pa-

sedi vacanti, cardinal Gaetani doblone d'oro, due testoni e giulii in

petto e grosso senza

nome
e

1769
mezza

cardinal Rezzonico, zecchino,


piastra
,

Roma; un
cerata;

testone e giulio in

testone e monetina di mistura in

Fano Ma-

papetto
e

paolo.

1774, del medesimo, zecchino, mezza piastra, papetto paolo.


,

testone e doblone d'oro in

1828
,

Roma. i6o5, 1621, 1628


e vari
giulio

cardinal
testone e

cardinal

Pacca

doppia

piastra

Aldobrandini, doblone d'oro, giulio


testoni in

mezza
za

piastra,

papetto.

1829
lo

car-

Roma

dinal Galleffi, doppia, piastra, mezpiastra.

in

Roma;

testone, giulio,

i83o-83i

stesso,

grosso e quattrino in

Roma. i644>

doppia, piastra, testone.


dinal Riario-Sforza,
di

i655,

1667^ 1669 cardinal Anto-

1846 carmoneta d'oro


Gregorina

nio Barberini,

due

testoni in

Roma;

cinque scudi

detta

testone, giulio, grosso e


so,

doblone e dobla

d'

mezzo grosoro in Ro-

e la piastra o scudo. De'chierici di camera presidenti della zecca, quali

124

MON
lo

MON
malecchino, marca,
se,

inoDete furono battute col loro stem-

marchesina, oe
di
nelle

ma,

diremo u Zecca pontificia.


legati
,

bolo, oncia, pavese, sterlino, tornebisanzo, libbra, soldo;

De' cardinali
legati,

prelati

vice-

vescovi

governatori

che

Memorie

della

b.

Chiara^

An-

moneta col loro nome o stemma, o con l'uno o l'altro in Perugia , Macerata, Ancona, Marca , Camerino , Ravenna, Bologna, Ferrara, Parma, Piacenza, Avignone, lo Scilla ne d il novero a p. 368 e seg. Il carfecero

battere

cona, anfusinus, fiorino, turonensis,

Pavia, Pisa, proveniensis, Ravenna,


siclo,

januensis, milianensis,

ec.

Il

Plettemberg, Notitia^ ragiona dello scutum antiquuni et novuni , e dello scutum aurij come deli' uncla auri in camera, Gio. Agostino Grap.

dinal Armellini camerlengo fece battere

denico

Dissert.

della

forma dei
t.

un grosso con
sua

figura di

s.

Pie-

arme con lettere S. Petrus Alma Roma ; e dall'altra parte il nome e l'arme d'Adriano VI: questa l'unica motro, e sotto la

piombi diplomatici pontificii^ nel XXVIU della nuova raccolta d'


puscoli del
p.

o-

Caloger.

Francesco

neta battuta in
11

Roma

con
il

Tarme

piombi antichi ^ Roma 1740. Saverio ScWaf Breve notizia delle monete pontificie antiche e moFicoroni,

del camerlengo vivente

Papa.

dernCj
di

Roma

Muratori riporta varie opinioni donde nato il nome di baiocco, moneta bassa di rame nella dissert.
,

nella sua

17 15. Il cav. Belli Cimeliotecay p. i5, dice

diverse

monete

pontificie,

come

del grosso in satira, dei paolo delle dodici

XXXIII. Dice
chi

il

Vettori,

baioc-

campanelle, delle monete


usate
quali
s.

in

tempo
da

di

Cola

di

essere notissimi

in

Roma

Rienzo ancora,

del presepio
del
s.

amuleti

Venanzio, del
rivolta, del
,

Pietro colla

ma
to.

quelli

lui

veduti essere d'ar-

testa

preteso baiocco di
piastra
di

gento, e superarne la valuta di mol-

Leone XII

della

Pio
le

Aggiunge che

sotto

Giulio

II

Vili, delle leonine, e della cautela

la moneta baiocchella, massime nel pontificato di Sisto V, la quale era di mistura di rame inar-

correva

con che debbonsi


dita le antiche

prendere
di

fra

monete
della

metallo

agro perch
tenere nella
gli

friabilissime, dovendosi

gentato, e bench

non avesse la valuta del baiocco, gli si dava la valuta con molto danno del popolo,
che per la riceveva volentieri, perch d'un giulio d'argento avea dieci baiocchelle, e cinque o sei quattrini
ti

palma
delle

mano. Ner
religiose
si

Annali
serie,

scienze

seconda

voi. II, p.

291,

an*

nunzia un'opera interessante del dott. Angelo Cinagli, che coi tipi di Fermo intende pubblicare: Le monete
de'
chcy

di pi.

Quanto
terlios

ai testoni,

det-

anticamente
testa di

paulos^

il

Vet-

Papi descritte in avendo studiato

tavole
i

sinotti-

pi

valenti

tori
la

vuole originato

il

vocabolo dale altri prin-

vari Papi
la

monetografi , e volendo alle loro opere aggiungere oltre mille monete inedite sfuggite alle

cipi,

che ve
altri

fecero scolpire, pro-

loro

ricerrife-

ducendo
la

pareri a p.

260.

Il

che, e

particolarmente
17 16 al

voler

Vettori in pi luoghi discorre delpiccola moneta del quattrino. Il Garampi nel Sigillo della Garfagnana parla delle monete fiorino,

rire quelle
la

non mentovate dopo

Scil-

dal

1845, tranne molconiate

te di

rame pubblicate da alcun mo-

oetografo, ed anche quelle

MON
dalle varie zecche dello stato
tificio

MON
ponlettere, scienze,

125

negli anni

ci,

come

dicesi nel

sociazione,

1794 al 1799; e programma d'asper non aver alcuno intutte


le

Aha, Alessandria^ ec. Vi fiorirono uomini illustri per santit di vita,


armi,
arti

e dignidi-

t ecclesiastiche,

come per non


Innocenzo
>

trapreso di riunire e coordinare in

re di

altri,

s.

eletto

un

solo

volume

monete
eruditi

pontificie contenute nelle opere dis-

parate e

disgiunte di tanti

raccoglitori e illustratori

delle

mo-

nete de' Pontefici romani, per utilit

della storia e a diletto de' cul-

tori della scienza

num maria.
o Monteferradi

MONFERRATO
To,

Papa nel 4^^ cardinali Boba, i Ottone Candido o sia Bianco dei marchesi di Monferrato Teodoro Paleologo de' marchesi di Monferrato, Sangiorgi, Millo, Fontana, ec. Quanto a s. Innocenzo I d'Alba di Monferrato, da ultimo il can. Giorni nella sua storia d'Albano, a que,

Mons

Ferratus. Antico ducato


titolo

sta citt attribu

natali di

si

in-

d'Italia,

col

limitato

un tempo
Genova,

marchesato all'est dal du-

signe e benemerito Pontefice, in di

cato di Milano e da una parte degli stati di

la

al

nord dal Ver-

cellese e dal Canevese, all'ovest dal

Piemonte proprio, e al sud dal Geda cui lo divideva l' A, pennino. Questo paese bagnato dal Po, Stura, Bormida , Belbo, Orba ed Erro, avea circa ventidue leghe
novesato
di

un articolo nelprima distribuzione dell' Album 1847, C. Guzzoni degli Ancarani. Anche il can. Palemone Luigi Bima, dichiara s. Innocenzo I d'Alba Pompea, a p. 33 della Serie cronologica de romani Pontefici^ e
cui favore pubblic
degli arcivescovi e vescovi

gli stati

del re di
1.^

di tutti Sardegna, To-

lunghezza,

e rinchiudeva

quasi
la

rino

1842,

edizione.

200j000
pitale del

abitanti.

Casale era
e

ca-

Nel

980
di

fatta menzione di

un

marchesato,
Asti,

ordinaria

marchese

Monferrato,

che avea

residenza de' marchesi sovrani. Sisto

per bisavolo,

per

derivazione
li. Il

ma-

IV

la

separ da

e con parte del

terna, l'imperatore Ottone

MuI,

suo territorio e con quello di Vercelli form una diocesi ; quindi colla bolla Pro Ecclesiae praeminenlia.j dei

ratori, Delle antichit Estensi par.


p.

25 1, esamina
Il

l'origine e la se-

rie degli

antichi marchesi di

Mon-

18 aprile i474 l'eresse in sede vescovile il regnante Carlo Alberto I re di Sardegna l'ha onorata della
:

ferrato.

Zazzera

Della nobilt
della famiglia

dell'Italia,

parlando
di

Gonzaga signora
seduto lo stato

residenza di

un

senato, che

nuovo

Mantova, discorre delle famiglie che hanno posdi

lustro le reca, e

moria r antica
sovranit.

richiama alla mesua magnificenza e


il

Monferrato,

in-

Quantunque

paese sia

alquanto montagnoso, per molto fertile, e produce vini eccellenti,

cominciando dalla famiglia Al derama, dal 950 al i3o6, dalla famiglia Paleologa che lo possed dal i3o8 al i533, alla famiglia Gonzaga in cui pass e lo ritenne per
quel tempo, a Mantova. fondatore
ci
Il

con pingui
visioni di

negli stati sardi, ripartito

Compreso ora ha le diAlessandria, Cuneo, Gepascoli.

che descrivemmo Sismondi tiene per


potente e no-

nova, Novara e Torino.

Appartencitt

dell'illustre,

nero

al
le

Monferrato
citt

diverse
di

bilissima casa di Monferrato,

Aide-

come

vescovili

Acqui ^

ramo che lungamente

contese col-

1^6
Trt II lidi issi

MON
ma
e polente casa di Sa-

MON
capo della quinta crociata,
contri-

voia la sovranit del Piemonte (Fili):

buendo

alla

conquista
occidente

di

Costanti'

la

famiglia d

una
te,

delle principali

Monferrato fu d'Europa che


alle

nopoli, sotto Innocenzo

IH {Fedi):

spedirono crocesignati
e regn nel

Crociaa

medesimo tempo
ed a
la storia

Casale^ in Tessalonica^

Gedei

rusalemme
marchesi
secoli di

(^J^edi);

ma

maiz o il grano d'India, che dal Monferrato si diffuse nel rimanente della Lombardia. Marit sua figlia ad Enrico di Fiandra, secondo imperatore
latino di Costantinopoli.

introdusse in

Monferrato

XI

durante i involta in gran-

dissima oscurit. Alderamo fu fatto

marchese di Monferrato da Ottone I il Grande nel 988, e si crede morisse nel 995. Gli si danno per
che regnaGuglielmo T, Bonifazio I, e Guglielmo 11, di cui nacque Bonifazio II. Si annoverano in seguito Guglielmo III, e Uanieri padre di Guglielmo IV o il Vecchio, che regn nel 11 4? ^ spos la sorella uterina dell' imperatore Corrado III: si copr di gloria nelle crociale, fu amico di Federico 1 e
successori tre suoi
figli

Mor nel 1207 lasciando due figli, Guglielmo VI e Demetrio; il primo divenne marchese di Monferrato, l'alre
di

rono uno dopo

l'altro:

regno che avendolo conquistato Teodoro Lascaris. Accorse il fratello alla ricupera, ma mor avtro

Tessalonica,

perde nel

1219,

velenato nel

1224.

Demetrio
figlio

col

nipote Bonifazio

IV

del de-

funto torn
nel

in

Monferrato, e mor

1227.

Bonifazio

IV
II,

fu

gran

partigiano di Federico

e poi di

Corrado IV imperatori. Nel I254 successe il figlio Guglielmo VII detto il grande^ nato di Margherigli

suo consigliere;

suoi

figli

Gugliel-

ta

di

Savoia,

figlia

del conte

Ame-

mo, Corradi no,

Bonifazio, Federico

e Rainieri pel loro valore divennero celebri. Rainieri spos Maria figlia di Manuele Comneiio imperatore di Costantinopoli, che nel 1179 gli rec in dote il regno di Tessalonica. Guglielmo V primogenito
si

deo IV; sottomise Vercelli, Ivrea ed altre citt, e divenne pure signore di Pavia, JNovara, Asti, Torino,
Alba, Alessandria e Tortona, sicco-

me
bile
gio.

padrone d'un esercito formidae

acquist
il

nelle

Palestina

soprannome

guerre di di lunga

spada^ dalla quale niun nemico poteva salvarsi. 11 suo figlio fu Baldovino V re di Gerusalemme, e

Carlo I d'A liimperiale in Jolanda Italia, e marit sua figlia o Irene ad Andronico Paleologo imperatore di Costantinopoli, danvincitore
di

Divenne

vicario

dole per dote

suoi diritti

al

re-

quando
trono
zio
il

stava per succedergli in quel


fratello

gno di Tessalonica: mor nel 1292 in una gabbia di ferro prigione degli

Corrado signor
Corrado e

di

alessandrini. Gli

successe

il

fi-

Tiro, questi fu assassinato. Bonifa-

HI

fratello di
fu

di Bal-

dovino V,

re di Tessalonica dal

1187

al

1207.

Tornato

in
i

Monsuoi

Giovanni I, il quale perde diverse citt, ed ai Visconti di Milano lasci per cinque anni il governo del Monferrato, che poi riglio

ferrato nel
stati colle

1191
;

aument
fu

concessioni di Enrico
indi

VI

imperatore

arbitro tra Fiiu Germania, e

cuper coH'aiuto del suocero Amedeo V conte di Savoia. Morto sen3o5, si estinse la liza prole nel
1

lippo e Ottone

IV

nea mascohna

degli

antichi

mar-

MON
diesi di Monferrato
,

MOjN
dopo avervi
do
lo
Italia,

127

riconobbe vicario imperiale in


dignit che fu dipoi conferai

regnato
Irene

338

anni.
di

sorella

Giovanni

mata
si

suoi

successori.

Nel

i4it^

imperatrice di Costantinopoli, succe-

duta ne'

diritti di sua casa, li trasmise a Teodoro 1 Paleologo suo secondogenito in cui fu rinnovata la
,

un convento d'Alba, ove termin i suoi giorni nel 14^4 '" gran concetto di santit. Gian Giritir in

copo suo
e fu
di
tal

figlio lo

successe nel 14" ^>

dinastia de'niarchesi di Monferrato.

uno
di

de' principi pi sciagurati

Teodoro

fu accolto

con gioia dai


in greco

casa, poich fu oppresso dai

monterini, e compose
poi
gli

un

signori

Milano e
lutto
il

di

Savoia

lo

trattato sulla disciplina militare, che

stato soffr devastazioni dai milanesi,

tradusse
successe

in

latino.
II

Giovanni

Nel i338 suo figlio,

e quasi

perde, costrin-

col

che ricuper parte de' suoi stati, e cognato Ottone di Brunswick pot sottomettere gran parte del

gendolo la Savoia a farle omaggio pel Monferrato. Mor nel i44^ ^^' p aver maritato Amala sua figlia, a Giovanni di Lusignano, re titolare di Cipro e
glio

Piemonte. Accompagn l' imperatore Carlo IV in Toscana e Roma, da cui ottenne il vicariato dell' impero

Gerusalemme.
lo successe,

Il

fi-

Giovanni IV

e pel

ed Visconti, desolata la Lombardia, i Urbano V gli sped un legato per pacificarli. Avendo perduto Valenza e Casale, mori di pena nel iSySj e siccome avea sposato Elisabetta
in
Italia.

Per

le

guerre tra

lui

primo introdusse nella sua corte la etichetta, che ammette solo nobili
presso
i

sovrani,
servire
i

rilenendo eh'
principi,
uri

essi

doveano
tadini.

ma

ne

restarono malcontenti in
senza prole

ai cit-

d'Aragona
vaso Pietro
diritti

sorella di

Giacomo iV
in-

re di Maiorca,

regno che avea


re

IV
vi

d'Aragona,

pei

Spos Margherita di Savoia, mor in Casale nel i464- Suo fiatello Guglielmo Vili che gli successe, ebbe fama di prode capitano nelle guerre di Lome

avea si content di stemmi. Il figlio ed erede Secondotto Paleologo- Monferrache

bardia,

si

affranc

dalla dipen-

assumerne
to,

gli

denza feudale di Savoia, maritando duca Carlo I la figlia Bianca. al

sotto

la

tutela

di

Ottone e me-

Morto

nel

i483

senza maschi, di-

diante l'alleanza del Papa Gregorio

XI,
la

si

pacific coi
di

Visconti, e spos

sorella

Giovanni
gli

Galeazzo.
il

venne marchese di Monferrato Bonifazio V, terzogenito di Gian Giacopo, avendo gi Guglielmo VII!
assicurata la successione dello stato
all'altra
figlia

Morto
tello

nel

iSyS

successe

fra-

Giovanni
li

Ili,

che

mor

nel

Giovanna, ed a suo

i38i.

Allora l'altro fratello

Teo-

doro

mont

sul

trono, sotto del

quale Monferrato respir pace: nel i4o4 ricuper Casale ed ampli i


suoi dominiij

genero Luigi marchese di Saluzzo, regolamento che pi non volle riconoscere Bonifazio V. Il perch Luigi
fece assassinare

Scipione

abbate

di

maritando

la

figlia

Giovanni

Costantinopoli,

Paleologo imperatore di e il suo figlio con Giovanna di Savoia d'Amedeo HI


li
il

Lucedio, solo rampollo legittimo dei Paleologi. Avendo contro ogni speranza Bonifazio
cessori, allorch
figlio

ottenuto de'sucnel

mor

i49^>
sul

'^

detto

conte Verde, Guerreggi coi

Guglielmo IX mont

tro-

milanesi, e

T imperatore i>igismon-

no, al quale nel

i5nS

successe Bo-

a8

MON
VI suo
sucMili.
figliuolo,

MON
assai

nifazio

ama-

l'iscattare

poveri schiavi, e disput


ebrei e co* loro rabi-

to

(lai

Per

la

prematura

sovente cogli
ni,

sua morie, nei i53i Giovanni Giorgio ultimo erede maschio della casa di

de' quali ne indusse parecchi


le

ad

abbracciare

verit

del

vangelo,

Monferrato, ed abbate di Bree di Lucedio, depose V abito


pel
la

ed occupossi
to

in altre somiglianti c-

mida

gregie azioni, per le quali Benedet-

ecclesiastico

marchesato.
figlia

Onde
la

XII

nel

i337 o
di
s.

i338

lo

cre
al

assicurare

successione

marit

cardinale

prete

Stefano

nipote Margherita,

di Gugliel-

Monte

Celio.

Ma quando

giunse in

mo

marchese di Mantova Gonzaga, che nel i533 ebbe il marchesato di Monferrato per morte di Giovanni Giorgio, doIX,
al
II

Federico

Barcellona la nuova di mozione gi era passato


riposi.

sua
agli

proeterni

MONFORT
RIA Grignon.

(ven.)
f^.

po avervi regnalo
anni
lo
:

Paleologi
si

228

cos

questo

stato

compe-

MOJNIGA

(s.).

Lodovico MaMontfort. Nacque nel 332

netr nella casa Gonzaga, cui Car-

V
la

imperatore

glie

Testitura.

Quindi
1'

ne die V inMassimiliano li

nel
ta

iSyS

eresse in ducato. Estin-

mascolina de* Gonzaga 1627, Carlo I duca di Nevers e di Rhetel ottenne il Monferrato col ducato di Mantova ; per nel ]63i ne fu ceduta una porzione a Vittorio Amedeo 1 duca di Savoia, cui successori furono investiti dei
linea

nel

da famiglia cristiana, e fu educata da una buona femmina che da gran tempo era nella casa de* suoi genitori, la quale instill in lei le massime della vera piet. Giunta all'et opportuna, fu maritata a un borghese
fu
di

Tagasta, per

nome
in

Patrigli

zio, eh*

era ancora pagano. Ella


tutto,

sempre sommessa

ono-

restante del paese nei

lyoS

dall'im-

randolo come suo signore e padrone, ed ottenne colla sua dolcezza di guadagnarlo a Ges Cristo, un an-

peratore in persona

di Vittorio

A-

no

prima

della di

lui

morte. Arla suo-

niedeo

II,

primo
il

re di

Sardegna.

riv pure a
cera,
la

far convertire
fatta

Al

di

lui
III,

successore Carlo

nuele

EmmaPapa Benedetto XIV

dopo averla
lei.

pentire del-

sinistra

opinione

che avea congli ani-

con annuo tributo cedette i feudi che la santa Sede possedeva nel
Monferrato e in Piemonte, costituendolo vicario di essi, come dicemmo a Masserano. Raimondo, Cardinale. Raimondo de' conti di Monfort, nato in Tolosa, chiamato fino da fanciullo dalla Beata Vergine all'ordine delia Mercede, fece tali pro-

cepita di

Monica aveva una miper riunire

rabile destrezza

mi

tra loro discordi, e facevasi

suo

principale dovere di alleviare gl'indigenti


bisogni.

provvedendo

ai loro diversi
nell' a-

MONFORT

Esatta e fervorosa

dempiere i doveri della religione, era pure attentissima nel vegliare


alla

cura della sua


all'

famiglia, e so-

prattutto

gressi nella santit

e nelle scienze,
alta

che acquistatasi in breve


tazione nella
cia,

ripu-

Spagna e

nella Fran-

educazione dei figli. Essa n' ebbe tre dal suo matrimonio, due maschi ed una femmina. Il maggiore di tutti fu s. Agostino
(Fedi)f
sugli

venne consultato come l'oracoPi d' una volta intraprese H viaggio dell' Africa per
lo de' suoi tempi.

errori del

quale

ella

ebbe a versare molte lagrime, non cessando mai d' implorare da Dio

MON
la

MON
f

119
regolari
nel-

sua conversione. Nel


lasciata

Agostino
recato,

384 vendo Roma, ov' erasi

nica

sia

presso

canonici

di Arouaise, vicino a

Bapaume
s.

and a Milano per insegnarvi reltorica. Ci saputo dalla madre, imbarcossi per raggiungerlo. Giunta
a Milano ca
intese

TArtois, tranne
to

il

capo che vuoisi

trasportato nella chiesa di


a

Ama-

dalla propria boc-

del figlio
Ivi

ch'egli

non

era

pi
qua-

Sar una parte del capo, perch afferma il Piazza nelV Ernerologio, venerarsi nella detta
.

Donai

manicheo.
le

ella strinse
s.

particolar
il

chiesa di
cipale di

s.
s.

Agostino.

La
si

festa

prin-

conoscenza con

slimava

s.

Ambrogio, Monica per

Monica

celebra ai

la

sua

di

maggio,
1

piet,

e cougratulavas

spesso
tal

con

MON TORI O, Monilorium, Praeceplum. Ordine emanato da un giuche obbliga tutti che hanno conoscenza del fallo che vi contenuto a rivelarlo senza indicarne gli autori per il loro nome, sotto pena di scomunica, ai curati ed ai vicari che lo pubdice ecclesiastico,
quelli

Agostino perch avesse una


dre.
Ivi

ma-

pure ebbe

la consolazione

di vedere finalmente la perfetta con-

versione di quel
era costato tante
e preghiere.

caro

figlio

che

le

lagrime, angoscie

Dopo

questo

felice

av-

venimento ella and con lui in una casa di campagna, ove si ritir con
alcuni suoi amici, e prese parte nelle

blicano dal pulpito delle chiese parrocchiali


in

favore di alcuni

memsi

sublimi conferenze che col tenS.

bri della Chiesa, poich

non

ac-

nero fra loro.


tezzato

Agostino fu bat-

cordano
agli

monitorii

agli

eretici

ed
es-

nel di di

e continu

Pasqua del 887, a vivere alcun tempo


quei suoi

scomunicali denunciati, non

sendo giusto che


zata e lacerata.
atto, col

insieme

con pure aveano


ai

amici
il

che

la Chiesa protegga coloro, dai quali viene disprezIl

ricevuto

battesimo,
i

monitorio un
essere
di

quali

Monica prestava
servigi,

pi afosse-

quale taluno, dopo

morosi
ro

come
figli.

se tutti

stato tre volte

ammonito
:

obbepar-

stati

suoi

Essi

pi

frica,

pensavano che a tornarsene in e Monica doveva imbarcarsi con loro ; ma cadde malata, e mori ad Ostia, nell'anno 887, cinquantesimosesto
tatre, le chiuse

non A-

dire alla Chiesa, viene diffidato che


si

procede alla scomunica

il

roco

non

pu pubblicare
Trento riserva
potere
di

questo
;

avviso senza ordine della curia


il
li

ed
so-

concilio di

ai

di

sua

vita

s.

vescovi

il

accordare
di
di-

Agostino, che ne avea allora trengli

monitorii.
sciplina

Su questo punto
si

occhi.

11

corpo

di

s.

Monica da Ostia
a

fu

traspor-

talo

Roma
nella

nel

Papa Martino V,
posto
storia

i43o, sotto il ed ancora ridi


di
s.

possono vedere il p. Teofilo Raynaul e Rovault, ne' loro trattati de' monitorii, ed Evillon
nel
dei

trattato

delle

scomuniche

chiesa
scrisse

Agostino.

monitorii.

f^edi Censure eccle;

Martino
di

sua

mano

la

siastiche, Interdetto, e Scomunica

questa

traslazione,

e di

ed

il

p.

Pletlemberg, Notitia:
inhibitoria
;

Mo-

molte miracolose guarigioni operate da Dio ad intercessione della santa. Alcuni per pretendono che quello che si custodisce a Roma sia il corpo
di
s.

nitoria et

dislinguenda

a bievibus

Monitoria extra curiam

dantur in pergameno. In molli arsi parla ticoli dei monitorii, ed a


chi

Prima, e che quello


VOL. XL\I.

di

s.

Mo-

furono

inlimati.

Il

Garampi

i3o

MON
dinal
siastici

MON
di

nel Sigillo della Carfagna na p. 79, narra che in alcune pi celebri


solennit dell'anno

Borbone con altri ecclearrestati e dopo sessanta


;

pubblicare

processi

Papa o monitorii non


soleva
il

giorni comparisse iu persona

o per
del

procuratore
cardinal
di
.

avanti

la

santa Sede,

$olo comuni, eli' ciano le scomuniche generali comprese nella bolla in Coena Domini^ ma anche gli speciali contro qualche principe, comunit o altra persona, di che erudi* tamente ragion il p. Lazeri. Dopo che il Papa avea tatto il suo ser-

per render conto

dell' uccisione

mone
geva
indi
tra
in

al popolo,
i

un cappellano

leg-

detti

processi o

monitorii,

un cardinale diacono con micapo


rivolto
Il

pena di scomunica Essendo morto il re prima di aver obbedito al monitofunerali. Dorio, non gli celebr vendogli succedere Enrico IV, come eretico, Gregorio XIV sped in Francia un nunzio con due monitorii, uno agli ecclesiastici che ne seguivano le parti, onde lo abbanGuisa, sotto
i

al

popolo

li

donassero entro quindici giorni, ci

"Volgarizzava.

Papa ne

ripigliava

che

pur doveano
i

fare per

l'altro

subito

il

discorso, e coll'assistenza dei

monitorio

grandi del regno sotto

cardinali

e prelati, rivolti
si

verso
il

il

popolo,

faceva da tutti

gettilo
il

delle candele, del quale parla

p.
p.

Mabillon,

in /I7w9.

ital.

l.

364essi

Alle

biografe

de' Pontefici

pena di scomunica ; dichiarando co'medesimi monitorii escluso Enrico IV dalla corona e dalla comunione de'fedeli a detto articolo dicemmo ancora degli attentati com:

dicemmo
ce

de'principali monitorii da

messi dai parlamenti eretici, contro


i

intimati, e

molti ne

abbiamo

monitorii pontifcii.

All' articolo

Innocenzo III {redi). Nel iSciS Giovanni XXII pubblic il processo formato contro Lodovico il BaTaro con un monitorio a lui diretto, perch sotto pena di scomunica desistesse entro lo spazio di tre
naesi,

Castro e Faenesb si raccont come il duca di Parma fortifc Castro, onde Urbano Vili gli fece intimare un monitorio di pene spirituali

e temporali, se in trenta giorle

ni

non avesse demolite


;

fortifica-

di

proteggere

ribelli

della

zioni nica,

segui la sentenza di scomue la

Chiesa,

ed

Visconti

dannati d'eresia.
vico gli spedii
tre

di Milano Nel 1824 Lodoambasciatori col

devoluzione

dello slato

prelesto

d'

intendere se veramente

Sede apostolica. Clemente XII con due formali monitorii minacci processato cardiil
di Castro alla

fosse da lui

emanato
tal

il

monitorio,

nal Coscia di
se dentro

spogliarlo della por-

e di chiedere in

caso

un
.

ter-

pora, e di pubblicarlo scomunicato

mine
fargli

competente
le

di sei

convenienti risposte

mesi per Gio-

un mese non

ritornava

in

Roma, donde

era fuggito, aven-

vanni
li,

XXII accord due


per rispondere
al

altri

me-

non

monito-

do grandemente abusato della bont di Benedetto XIIL Gravi differenze insorsero tra la santa Sede e
il

rio,

ma

dire.

per riconoscersi ed obbeRestando Lodovico contumace,


coin Sisto

re

di

fu scomunicato. All'articolo
cia

dicemmo

Frannel 1^89

cato d'Innocenzo
pei

Sardegna sino dal pontifiXII e Clemente

pubblic un monitorio contro il re Eurico III, onde scarcerasse il cai-

XI, per r immunit ecclesiastica, e feudi che la chiesa romana


possedeva iu Piemonte e nel

Moa?

MON
fenato, continuandosi
in

MON
quelli
tli
:

i3i
Posizione
di

MONOGRAMMA.
tutto
11

Bonedello

XIII e
1

Clemente XII
il

pertanto nel

702

cardinal Spi-

nola camerlengo

con monitorio codella santa

te
ti

mand

ai

vassalli

Sede

un nome in una sola cifra. costume di collegare insieme tuto parte delle lettere componennomi che si volle esprimere,
si

non riconoscere che questa


minio, rinnovando
il

nel do-

mollo antico, perch


cato
nelle

vede prati;

monitorio nel

monete consolari
principio
le

e si

lyii, cui segu la sentenza di scomunica contro chi molestasse sudditi pontificii, e quelli che aveano
i

pu credere che da
minciasse dal fare
ture
di
si

si

colega-

semplici

l'immunit ecclesiastica, censura che pubblicarono ancora diattentati, versi vescovi. Per altri
lesa

come
del

due o tre pu vedere


il

lettere

insieme,
iscrizioni
si

nelle

Grutero,

che

spessissimo

osserva nelle

medesime monete consi

nel

171

il

prelato Patrizi

tesoriei

solari, e dipoi

trapassasse da que-

re pubblic
jninistri

un

monitorio contro

ste

legature all'uso de'

monogramse

regi,

citandoli

presentarsi

in

Roma
nienti

cinque
tri

teimine di quarantagiorni per giustificarsi, alnel

incorrerebbero
il

nella

sco-

munica; quindi
sore Collicola.

prelato pubblic

tre altri monitorii, e

due

il

succes-

ne tromedaglie greche, nelle quali sovente sono espressi in tal maniera dai popoli i nomi di alcune citt, parecchi esemMontpi avendone raccolto il p.
mi.
questi

Di

molti

vano

nelle

antichissime

Le

controversie ter-

faucon
tinu
tempi,
pate

nfella

sua paleografa. Si conquesto


trovasi

minale furono da Benedetto XIV, e se ne parla a' loro luoghi. All'articolo Parma diremo della prammasanzione pubblicata dal duca tica iifante di Spagna, che Clemente XllI condann, promulgando monitorii in

poscia
e
cosi in

uso
il

ne' bassi

nome
il

di

Ravenna
in

alcune

medaglie stampresso

quella

citt,

Du

difesa dell'ecclesiastica giu:

risdizione

in

favore del duca precorti


di

Gange. Nel calendario stampato dal Lambecio, nel fiontespizio evvi una simile legatura di lettere, nella quale tale autore crede siavi contenuto
il

sero
delle

impegno le due Sicilie,

Borboniche Spagna e di

nome
Si

dell'

impero romano di
affine
i

oriente.

servirono finalmente di
di

Francia,
e

r ultima con

minacciando rappresaglie, prepotenza occup

questi

monogrammi,
i

es-

primere
cri

loro nomi,

Papi ne'sa-

Avignone.

Ne

tratta

il

Bercastel,
t.

edifizi

da loro

eretti,

massime

Storia del cristianesimo


p.

XXXIII,

nell'abside, e ne' mosaici che face-

2o4

e seg., ediz. dell' Antonelli.

MONOFISITI, Monophysitae. Erelici

vano nelle r Alemi^ni,


rietinis,

basiliche,

De
3
;

lateranensibus
e nelle

come osserva pamonete co-

dell'oriente,

quali

non

ri-

cap.

conoscevano che una natura in G^sii

me abbiamo
rono

dal

Vignoli, Jutiquio-

Cristo,

condannavano come
la

res Pont. rom. denarii, e comincia-

nestoriane le espressioni che


sa

Chie-

a cessare

intorno
forse

alla

met

autorizz nel

concilio di Calce-

del secolo
i

donia.
BiTi.

Vedi

Abbiamo

di

Eutichiani e GiacoGiuseppe Assemanionophysitis disser-

ni

tatici

De syris Homae

con Nicol V. Pontefici usarono i monoInoltre grammi nelle loro Bolle e Diplomi (Vedi) altrettanto fecero g' impe:

XV,

1750.

ratori,

re e

principi

ne' loro di-

132

MON
lippo
III.

MON
monogramma
fu in

plom), come pu vedersi nel citalo Du Gange nel Gloss. Ialino^ olla parola

uso sino a Fisi

Questo comunemente

Monogramma. Parlando
p.

il

dotpori-

to
tf.

monsignor Mardini, Diplom.


3i, del
circolo a
i

tratti

di

penna che costumarono


o

Papi, con
nelle loro
s.

epigrafe intorno, ricavata da* salmi

chiam characlereni noniis y comprendendo in una sola lellera le altre del nome, allo stesso modo che gli antichi chiamarono monocliromata le pitture di un colore
solo.
lo

da
I

altro libro

sacro,

Questi

monogrammi
che
s*

le

formofe-

lettere, disse

che abbiamo di

Ni-

usate ne'diplomi nell'indicarli,

col

un

circolo col
:

monogramma
11

cero sospettare

del suo

nome
il

Adriano

sembra
al-

aver usato di scrivere ne* circoli

imprimessero a modo di stampiglia, ed ora si scrivesse dal sovrano stesso ; poich


alcuni

cune
solite

volte

solo

monogramma

di

monogrammi
esatti,

nelle

vetuste
dif-

Cristo,

oltre lasciarvi la croce colle

carte sono cos


ficile

due

lettere greche.

Tuttora

essere scritti

che par a penna.

Papi nelle bolle delle Canonizzazioni (Vedi) usano un timbro orbicolare con intorno un motto della
sacra Scrittura.
11

Del
sacro
t

monogramma geroglifico del nome di Cristo, e sua antichiparlammo


e 2

e diversit, ne
I

nel voi.

XVIII, p.209, 2 o
ist.

29

del Diziona'

Borgia,
e

Memorie

pari.

I,

rio

ed altrove.

I cristiani

per

la

gran-

p.

6i

seg.,

eruditamente parla

dissima

venerazione

eh' ebbero del

dell' origine

in

de'monogramm:, parola compendio ed in certo giro di


compendiaDice che frequentemente si venelle antiche
iscrizioni,

suo santo nome,


labari,

sino dalla primi-

tiva Chiesa lo posero negli scudi, nei

lettere intralciate, e note


rie.

nelle

monete,
ne'sigilli

ne* bronzi,

nelle lucerne,
tri,

nelle pitture, ne' ve-

dono

usate

nelle

gemme,
ec
:

anche ponsigillo

per supplire alla mancanza del marmo o per correggere qualche errore corso nell'incisione ; e che la
stessa
i

tifcii,

negli anelli, negli utensili, ne-

le iscrizioni,

segno o
e
di

di

pace

di

amist

cristianit,

industria talvolta adoperaro-

greci ed i romani nelle loro no monete per farvi capire le iscrizioni

laonde avverte il Paoli, Notizie di s. Feliciano martire^ che il mono-

gramma
tit

di

Cristo trovato nelle la-

con sigle abbreviate, rilevando forse da ci r origine de' monogrammi, il cui uso divenne frequente nel secolo VII, e continu per qualche secolo. Eginardo scrisse che Carlo Magno fu il primo tra i re di Francia ad introdurre nella sua
corte la pratica
te col di

pidi sepolcrali,

non segno di sanne di martirio, e che senza egli


il

scludere
spiegare
Cristo.
Il

altri

significati,

sentimento

per

pu Ges

Buonarroti, Osservaz. dei

vasi di vetrOy

monogramma,
leva

parlando di questo dice che si soleva

munire

le car-

monogramma^ probabilmente
sua
egli

porre nelle lettere formate, e si sounire con l' A e l'fl, perch

per ricoprire 1' imperizia formare buon carattere


:

nel

Cristo disse di se stesso, ch'era l'ale r omega, il principio e il fine di tutte le cose, che sono, che altrettanto furono e che saranno scrive il p. Mamachi, De costumi de primitivi cristiani, p. 1 86 ; ed
fa
:

per

non fu
cia

il

primo
il

tra

re di Fran-

ad usare

monogramma, avenlui

dolo prima di

adoperato qualdetta
corte
il

che

altro re.

Nella

MON
il

MON
et

i33
Rufenzio, che

Vellori

De

x^etiistate
ss.

forma
Jesu

ch'ebbe per vescovo


intervenne

monogrammatis
dissert.

Nominis

antiquis emhlematihus y Ro-

mae
in

l'j^'j.
(s.).

MONONE
tendimento
di

anacoreta.
la

Nato
facil-

Iscozia, lasci

patria con in-

giungere

pi

mente
la

alla

perfezione. Rilirossi nel-

foresta di Ardenna, da eremita nel settimo

dove
secolo.

visse

Egli
di

romani del ai sinodi 5or, 5o2 e 5o4, celebrati dal Papa s. Simmaco. Tra gli uomini illustri di Monopoli nomineremo Bartolomeo Sibilla insigne filosofo e teologo ; Girolamo monopplitano della famiglia Ippoliti, dotto domenicano, arcivescovo di Taranto; ed il cardinal Anselmo Marzati, per di famiglia di Sorrento.
fu eretta

fu trucidalo nella sua cella dai ladri,

seppellito

nel

villaggio

Nassaw. Diversi miracoli resero celebre la sua tomba, ed onorato


a'

La sede vescovile di Monopoli dopo la rovina di AgnazXI,


sotto la metroda Urbano II nel

zo nel secolo

i8 di ottobre.

poli di Bari, indi


(

MONOPOLI
Citt

Monopoltan

09

dichiarata

immediatamente

con

residenza

vescovile del
nella pro-

regno delle due

Sicilie

Sede, come lo tuttora. L' Ughelli narra che nel


soggetta alla santa

vincia di Bari, distretto da cui lungi dieci leghe, e tredici da Taranto, capoluogo di cantone, sulr Adriatico. Questa bella citt e

1000 Marco arcivescovo


disi

di

Brin-

e di Oria era pur vescovo di


;

Monopoli
Eustachio
ridusse

e che sotto l'arci vescovo


ribellatasi
il

la chiesa

Mola
II

ben fabbricata con due sobborghi, ebbe il titolo di marchesato. La sua cattedrale risplende non solo per V architettura,
tuari

piazza di

guerra,

nopolitanaj
alla

Papa
sua
di

nel

1062

obbedienza.
cui

primo vescovo
deodato del
nel

Monopoli fu Asuccessero
indi

1059,
alla

ma

eziandio per
.

gli sta-

io65 Smaragdo,
intervenne

Pietro

ornamenti

Sonovi

diverse

che

consecrazione

fabbriche di

tessuti,

tano con vino

che si espored olive di cui rii

donda

il

territorio pei folti oliveti.

Dalla sua rada salpano


pel piccolo
di

bastimenti

cabottaggio.
abitanti.

Conta pi
di

Monte Cassino; nel 1073 Romualdo, il quale incominci a edificare la nuova cattedrale, ov* in gran venerazione l' immagine della Beata Vergine della Madella chiesa di

19,000
si

poca distan-

za

osserva

una gran quantit

case tagliate

nelle roccie calcari, e le rovine con le vestigie dell'antica

Egnatia^ cui vuoisi Monopoli, Monopolis. Egnazia, antica citt della Puglia Peucezia, nel territorio dei
citt
di

abbia

rimpiazzato

rinvenuta nell'antica dedicata patrono s. Mercurio; nel 1 1 1 Nicola di Monopoli, a cui Calisto II conferm la libert della chiesa, protezione che rinnov Eugenio IH Michele del ii44i col successore
dia,
al

facendo altrettanto nel 1180 Alessandro III col vescovo Stefano. No-

salentini

sulle rive del

mare, detta
sotto Bari.

mineremo
ti

pi benemeriti e loda-

anche Jgnazzo
vescovile nel

(Fed), ebbe sede


secolo

sacra t. X, p. 74, ne parla, dicendo che fu concentrata in quella di Monopoli, e


,

L' Ughelli

Italia

che governarono questa chiesa. Giovanni del 1227, per avere Onorio III annullata l'elezione che Greil capitolo avea fatto di altro privilegi congorio IX conferm
:

i34
cessi

MON
dai

MON
Brindisi,

predecessori, e rati fico la


di

con

ritenzione dol titolo

elezione

Guglielmo

fatta

nel

arcivescovile, fu

1238 dal capitolo. Giulio fu nel 1255 consacrato da Alessandro IV. Per sua morte, diviso il captolo, elesse due, ma dopo notabile sede
vacante,
si

Ira-^lato Francesco Sorgenti teatino, e gii successe nel Benedetto Herrera spngnuolo 1 654

dottissimo: indi lo furono, Giuseppe Cavalieri nobile napoletano nel

unirono

canonici

per

1664, degno e grave pastore; Carlo Tilli

nominare Pasquale, conlermato da Martino IV. Nel 1286 Onorio IV consacr Pietro Saraceni romano,
inconsulto capitalo.
ne* pareri
tra

di

Trevico,

traslato

nel
della

1697 da
nobile

Acerra;
d*

Gaetano
Andrea,

famiglia

procu-

Diviso
e
nel

questo
Nicola
rico1

ratore generale

de* teatini, e della

Berardo

sua

Boccasigni,

questi

iBog

nobbe Clemente V, il quale nel 3 1 conferm il successore Francesco,


scelto dal capitolo
:

congregazione benemerito, divenne vescovo nel 1698; fr. Alfonso Francesco Dominquez agostiniano
rale del

milanese, assistente

genenel
di

il

quale fu dis-

suo
Nicola
vicario

ordine e dotto,

i336 il pastore, onde Benedetto XII nomin fr. Dionisio di Borgo s. Secorde assai
neir eleggere nel
polcro,

1704;
tenza
,

Centomani
generale

del

Posuo

celebre

predicatore servita.

1342 il Marco Leone


te

Nel

capitolo

domand

fr.

de' minori, e

Clemen-

VI

glielo concesse,

succeduto nel

1357 da Pietro de
venne vescovo
nel

Orielio di

Mofu

nopoli. Fr. Giovanni de'minori di-

iByB,

ma

fautore dell'antipapa Clemente VII,

1707, col quale nelr Italia sacra t. I, p. 96 1 dell' Ughelli si compie la serie, quale continueremo colle annuali Notizie di Roma, l'ji^ Giulio Antonio Sacchi di Tropea. 1738 Francesco Jorio di Procida. 1754 Ciro de Alteriis napoletano. 1761 Giuseppe Cacace napoletano. 1780 Domenico

vescovo, nel

come confessore di Giovanna I. Urbano VI nel i382 fece vescovo Francesco Carbone napoletano, che poi cre cardinale. Nel 14^7 fu
vescovo della patria Antonio de Pede, sino al

Russo napoletano,
tenza.

traslato

da Po-

Raimondo Fusco minore conventuale di Nusco. i8o5


1785
fr.

Lorenzo Villani d' Ugenlo, al cui tempo Pio VII nel 1818 soppresse
la

i456,
I

al
il

successore del
re di
i

sede

vescovile di
in

quale, Alessandro,

Napoli
privilegi

(f^edi),

e l'uni

Ferdinando

conferm

nopoli.

1824

Polignano perpetuo a MoMichele Palmieri di

della chiesa Monopolitana. Nel i5o8

Giulio II vi traslat da Polignano Michele Claudio governatore di B.oma. Paolo HI nel i546 elesse fr. Ottaviano Preconi siciliano , francescano insigne per piet ed erudizione: nel i56i gli successe Fabio Pignattelli nobile napoletano
dotto e
religioso.

Monopoli, traslato da Troia. Per sua morte, Gregorio XVI nel concistoro de' 17 giugno i844 traslat da Lacedonia l' odierno vescovo monsignor Luigi Giamporcaro, di Girgenti. s. Cataldo diocesi di

La
5otlo

cattedrale

Dio sacra

Da

Crotone

fu

1598 fr. Giovanni Lopez domenicano spagnuolo, chiaro per virt. Nel 1640 da
trasferito nel

qui

r invocazione di s. Mercurio martire. Il capitolo composto di quattro dignit, la maggiore delle


quali

l'arcidiacono; di

venti ca-

nonici,,

comprese

le

prebende

del

MON
teologo
e

MON
di

i35

penitenziere;

dodici

mansionari
ci

ed

altrellanli
altri

soprane cliieri-

numerari, e di
cura
d'

preti

addetti alla sacra

iiflizialura.

La
cadi

funge da un nonico nella cattedrale, munita


si

anime

ch'era l'umanit di Ges Cristo che aveva soIFerta la fame, la sete, il dolore; ma pretendevano che questa fame, sete, dolore, ed in fine tutte
confessavano
le

Per esempio,

passioni,

volont
si

ed

operazioni

battisterio.

In

citt

sonovi

altre

di

Ges
vi

Cristo,

dovessero attriessi

quattro chiese parrocchiali co! fonte

buire al Verbo, non credendo

sacro,

tre

conventi di
di

religiosi,

che

potessero essere due volon-

altrettanti

monasteri

monache,
piet e
il

un

conservatorio,
il

l'ospedale,

una monte

confraternita,
di

t e due operazioni libere in una medesima persona. Fu accusato di negligenza il Papa Onorio 7 (Vedi)

seminario. L'episcopio resta incontro


alla

in

dover estinguere
:

l'eresia

de'mo-

cattedrale.

La
sedici

diocesi

si

noteliti

il

successore

i^evemo (^eGiovanni
e

estende

per

circa

miglia di

di)

riprov l'Ectesi favorevole agli


e ne fu
vittima.

territorio,

ed ogni nuovo vescovo


fiorini

eretici,

tassato ne' libri della


stolica
le

in

rendite

della

camera apo2 5o, ascendendo mensa a pi di


,

IV
gli

(Vedi) condann tale editto

errori de'monoteliti, la cui ere-

cinquemila ducati.

MONOTELITI
Eretici

Monothelitae

che
e

riconoscono

una

sola
la di-

volont in Ges Cristo, cio


vina,

procur estinguere Teodoro I condannandola. Nel 649 s. Marano I (Vedi) che gli successe fece altrettanto, onde ebbe la palma del martirio, e s. Eugenio I (Vedi)
sia

sono un ramo degli Etitichiaiii [Vedi). Teodoro vescovo di Faran, fu il primo che insegn
l'errore verso l'anno 620, e lo abbracciarono Ciro vescovo di Phare

imit

lo

zelo de' predecessori.

An-

che il monaco Sofronio ed il santo abbate Massimo si opposero fortemente ai monoteliti, che tanto danno facevano alla Chiesa e alla
purit della fede.
tone (Vedi)
e spedi
le
i

o Faran poi d'Alessandria, Seigio e Pirro di Costantinopoli: Eraclio imperatore li favor coWEclesi (T^edi)^
Costanzo pubblic il Tpo(Fedi) per imporre silenzio sulla questione
indi

Il Papa s. Agacondann i monoteliti

legati

al

concilio

generanel

di

Costantinopoli
nel

VI (Vedi),

quale
ctesi

680 furono condannali


i

dell'unit e delle molteplici


t

volon-

senza riserva

monoteliti, con l'E-

Ges Cristo. 1 monoteliti non negavano gi chele facolt, le volont e le operazioni umane non si trovassero in Ges Cristo, a cagione delle due nature; ma essi le liducevano ad una sola operazione
teandrica
deivirile,

ed

il

te

due

Tipo, e furonvi dichiaravolont in Ges Cristo; e


il

da

quell'epoca

monotelismo

si

che

attribui-

dopo aver travagliato la Chiesa, massime d'oriente. Abbiamo di J. B. Tamagnini: Historia Jionothelitaninif atque Honorii I
estinse,

l'umanit gli era talmente unita, dicevano essi, che non agiva per nulla da s stessa, ma per mezzo del Verbo, che le dava tutto il suo movimento, come ad un puro istroraenlo.
al

vano

Verbo:

poich

controversia^ Parisiis

MONREALE
Citt

1778. (Montis Regalis).

nel

con residenza arcivescovile, regno delle due Sicilie, nella


della

provincia

Valle

Palermo, da

cui e discosta pi

minore di d'una

Ze
lega, capoluogo

MON
di

MON
Posta
cattedrale vi In maestosa fabbrica del monastero, ritenuto
il

cantone.

in velia al
si

monte Caputo, do dove vede una magnifica prospettiva,

mag-

giore del regno, dell'abbazia fondata

cinta da monti anco pii elevati, tranne la parte settentrionale cli'

dal
il

detto
stro

medesimo re Guglielmo li Buono, con bellissimo chiodi quattro fontane di

una catena

di colline deliziose, co-

adorno

perle di olive ed agrumi.


tedrale di gusto gotico
belli
cilia
:

La

cat-

marmo. Vi
apprendono
circa
quelli
1

un

collegio in cui
le

si

uno e splendidi monumenti


costruita a Ire navi, le
di finissimi

de''pii

le

lettere e

filoso-

di Si-

fiche discipline. Racchiude la

citt

mura
di

3,000
che

abitanti, compresi
chiesa
il

sono coperte
ci

marmi,

del villaggio Rocca.


nella

preziosi mosaici fatti da artisti gre-

chezze
stero vi

Le ricmonaGugliella

con

colonne di
altri

granito

egizia-

ammucchi

re

ornamenti di bellissimo effetto. L'altare maggiore tutto coperto d'argento con mirabili bassirilievi

no, ed

mo

II,

destarono sovente

cupi-

digia de' pirati

d'una

maomettani, che pi volta tentarono d' impadro-

dello stesso metallo

il

pa-

vimento a mosaico, le porte sono di bronzo istoriate. Questo tempio fu descritto da Gio. Luigi Lello Historia della chiesa di Moti:

nirsene, per cui si dovette circondare le disperse abitazioni di grosse mura. In que' secoli di tumulto
e

di

continue guerre

molti

si

ri-

reale,

Roma i^gG;
del

dal

p.

d.

pararono in quel recinto per vivervi colla maggior possibile sicurezza:


in
tal

Giudice, Descrizione del real tempio di s. Maria Nuova di Monreale con le osservazioni sopra le fabbriche e mosaici della chiesa,Va\ermo 1 702. Nel 1 8 6 mol1

Michele

modo

si

aument

Monreale, detto anche Montreale e Morreaky che die molti uomini


illustri

alla

Chiesa, alle armi, alle

scienze ed alle arti.

to

soffi!

molto discernimento
poscia
le

per un incendio, ma con eseguirono si


convenienti
riparazioni.
di

Nel 1167 Guglielmo


in
s.

II

incomin-

ci la sontuosa chiesa e monastero,

onore

di

s.
i

Veggasi Domenico lo Fuso duca


Serradifalco:

Ciriaca, per

Maria Nuova, sopra monaci benedettini


:

Del duomo
chiese

di

Monque-

della

Cava, ed arricch l'abbazia di


a sua istanIII nel 11

reale e di altre

siculo-nor-

possessioni e privilegi

manne, Palermo
sta
lei

cattedrale

vi

i838. sono
porfido

In
i

za
la

il

Papa Alessandro

74

mausodi

dichiar esente

dall'

arcivescovo

marmorei
I,
il

di

GuII

glielmo
di

di

Guglielmo
la

re

risdizione, e

Sicilia,
il

quale edific

citt

magnifico
I

tempio nel
fratello
di

Carlo
gi di

d'Angi
visceri

1167. s. Luii

e da qualunque giuimmediatamente sotto patrocinio della Sede apostolica , il accordando all'abbate le insegne deldi
la

Palermo

mitra, guanti, sandali, tonicella,


bacolo,
il

IX
lui

ottenne per questa chiesa


e

dalmatica,

anello,

con
e

fa-

cuore,

li

fece

colt di benedire
altre prerogative.

popolo,

con

collocare colla

za

vi

maggior magnificendoveva essere l'intero corr ottenne Filippo


III

Le

terre concesse

all'abbazia dal re furono molte, fra


le quali Riletto,

po,
sa

ma
una

figlio

concedendone giu-

del santo,

dando invece
spina.

alla

chiealla

risdizione all'abbate, cui diversi vescovi accordarono privilegi.

sacra

Annessa

Primo

, .

MON
abbate e signore del reni monastero di
eletto
s.
il

MON

37

cardinal Rodolfo legato e vesco-

fr.

Maria Nuova, fu nel 1176 Teobaldo monaco della


:

vo d'Albano consacr la chiesa di Monreale, e Clemente IV conferm


all'arcivescovo
la
il

Cava, dell'ordine di s. Benedetto fu da alcuni detto vescovo, ma dice Lello non trovarsene documento. il
Nel 1178 gli successe il priore fr. Guglielmo, sotto del quale Lucio III eresse la chiesa del monastero
in

farsi

precedere nel-

1269 Avveduto abbate di s. Giovanni di Palermo. 1278 Giovanni Boccamazza romano, poi cardinale: noteremo che avendo cardinali le biosua provincia dalla croce.
i

metropoli, ad istanza di GuglielII,

grafie,

queste
notizie

si

possono

vedere
arci-

mo

ricevendo
sotto
la

la

nuova

metro-

per
della

le

de' cardinali

politana

protezione della
osservasse
l'or*

vescovi di

Monreale.
il

Alla vacanza

santa Sede, con prescrivere che in-

sede,

capitolo
il

avea fatto
di

violabilmente

vi

si

postulazione per
tenza.

vescovo

Po-

dine monastico benedettino, e colle


sue mani consacr primo arcivesco-

1286 Pietro Gerra da Fi-

rentino detto romano, nominato da

vo

Guglielmo, e g* impose il pallio, concedendo l'elezione de'successori a' monaci. Clemente III conferm l'erezione di Lucio III, ed assoggett alla chiesa di Monreale
fr.

Onorio IV per la riserva da lui e da Martino IV fatta in provvedere


la
le

vacanti sedi di Sicilia, per

sollevazione del regno contro gli

angioini, e serv la sede in vari im-

per suffraganee, sa e di Catania


di

le

sedi

di

Siracu-

portanti
di

incarichi.

nell'

anno

ii88.
il

Donrausco salernitano.

i3o4 Ruggieri i3o6 Aril

Nell'anno seguente divenne pastore

naldo di Rassach catalano,


cessi
alla

quale
con-

Monreale

fr.
s'

Caro, che come


abbate ^
i

in libro raccolse molli privilegi

predecessore

intitol,

si-

sua chiesa dai Papi, imaltri principi.

gnore
sori.
Il

e arcivescovoj cos

succes-

peratori, re ed

i325

copioso
alla
il

numero
Lello

de' privile-

gi concessi

chiesa e monastero
li

di
p,

Monreale,

riporta a

2 e seg. del Sommario. Divenne.

ro successivamente arcivescovi, N.
nel

Napoleone Orsini romano, fatto da Giovanni XXII, ad onta della postulazione fatta per altri dal capitolo, ignorando la riserva che ne avea fatto il Papa, che la dichiar
nulla: sotto
bate di
s.

1234 per

volere

di

Gregorio

di

lui

s'intruse

l'ab-

IX che annull naco di Monte


ne
Nel
la

l'elezione di L.

..moSede.

Maria d'Altofonte. i338

Cassino, riservando-

provvisione alla santa


si

Mannello Spinola genovese, che riform l'abbazia di s. Maria di Manince de' benedettini, indi nel
tichissimo monastero di

1255 Manfredi
scrissero alcuni^

fece

coronare
in

i348

re di Sicilia non in Monreale, co-

col consiglio del capitolo ripar l'ans.

me

ma

Paler-

Martino

mo, essendo arcivescovo,


Villani, che

abbate e
il

delia Scala nella diocesi, di che ab-

signore Benvenuto, poich scrive

biamo

l'opuscolo: Dereaedficalionc

incombeva agli arcivescovi di Monreale il coronare re di Sicilia. Gaufrido del 126G fu legato di Clemente IV in molti luoghi, e da lui eletto. Trasraondo del 1267, sotto del fpjale a' 20 aprile
i

monasteri i s. Martini de Scalis^ orBenedicli y Romae 159G. cinis s.


L'arcivescovo mor di peste nel
1

3G'2.

Nel i363 Urbano V nomin Gu glielmo Monstrio catalano, cui scrisse Gregorio XI per sapere quali speda-

i38
li

MON
commende
;

MON
gerosobeni

dell'ordine

Maria
in

limitano fossero in Monreale e diocesi

di Licodia, di vena, e di s. Placido

s.

Nicola d'Adi

Calonero
ordisedici

ma avendo
il

dissipalo

congregazione
inoltre
il

di

Sicilia,

della chiesa,

ricevelle ordine di acde'

nando
monaci
gli

Papa che
vi

crescere

numero

monastero, essendo
capitolo

monaci nel prima il loro


a

di

IMonreale
divini,
cui

celebrassero

uffizi

l'arcivescovo

composto

sino

cento;

passasse

le
1

consuete

onnue cento
Borgia spal'elezione
i

ndi per avere aderito

all'antipapa

oncie.

4B5 Giovanni

Clemente VII fu deposto da Urbano VI, che nel i38o vi traslat da


Isernia
fr.

gnuolo, non attendendosi


di

quello che aveano

fatto

mo-

Paolo

romano;

invece

naci, poi cardinale: sotto di lui Al-

l'antipapa confer la chiesa a Fran-

fonso

Il

re di Napoli, che avea cosi

cesco llicherio, e poi a Pietro Ser-

ronato \u Napoli,
reale a

ritir in

Mon-

ra spagnuolo che
dinale,
p.

divent

anticar-

far penitenza

nel monaste-

come dicemmo
del

nel voi.

IH,

ro.

225

Diz'onarioj nell'intrudi
11

sione

Giovanni gli successe fr. Thauste francescano nel 1397. legittimo fr. Paolo fu vicario
per Gregorio

i5o3 Giovanni y-Castellar spai5o5 Alfonso d'Aragona figlio naturale di Ferdinando V e arcivescovo di Saragnuolo, indi cardinale.

di
gli

gozza
I

sotto

di

lui

Giulio l nel

Koma
die in
di
s.

XII,

che

5o6

un

la

suddetta congregazione

commenda

quel

monastero
e

di

Sicilia

in

un

al

monastero
di
s.
il

di

Eusebio, a cagione delle usurfatte dagli intrusi^


lo
trasfer

Monreale, a quella
de* cassinesi,
bin,

Giustina
p.

pazioni
tino
i4'2 2

MarMeseletto

come

riporta

Lu-

Tessalonica.
di

Giovanni Ventimiglia
lo

sina de'marchesi di Gerace,


da'

Abhat. Italiae,^. 235. i5i2 Enrico Cardona spagnuolo, castellano di Castel s. Angelo, poi cardinale: nel
ficienti pel

monaci mentre

avea
palazzo

nomiarci-

i520 non essendo


i

suf-

nato Martino
il

ripar la chiesa,
il

divin servigio nella chie-

claustro, edific

vescovile con

vasto giardino, ed in
i

sua morte elessero


cario.
iiias

monaci

il

vi-

sedici monaci staMonreale da Sisto IV, si convenne accrescerne altri nove, e comporre il

sa

di

biliti

1449 Alfonso de Cuevasrus.

capitolo

canonicale

di

venticinque

spagnuolo, indi fatto capitano


Chiesa, che serv in

generale di

gravi negozi.

i455 Giovanni d'Adel

monaci, col consenso del priore del monastero, assegnando l'arcivescovo le opportune reudite pel manteni-

ragona
di

figlio

re Giovanni

li,

mento,
ne de'

in

ragione

d'annue
s.

dieci

trasferito a

Saragozza.
di

i473 Auxia
poi cardinale,
alla

oncie per cadauno; la congregaziocassinesi di

Spuig spagnuolo

o del Poggio,
doni
sua

Giustina e
accordi.

il

governatore
fece

Roma
in

Papa approvarono
cardinal

tali

i53i

diversi e

sacri

chiesa,

avendo

essa

ripristi-

nata r osservanza regolare de' monaci di


s.

Benedetto, Sisto

IV

l'au-

Pompeo Colonna romano i532 cardinal Ippolito de' Medici fiorentino. i536 cardinal Alessandro Farnese romano, celebr il sinodo, e cominci
il

torizz col priore a sceglierne dodici


d'altri

pavimento di

monasteri per accrescerne


e nel

il

marmo

nella cattedrale.

Lo

zio del

numero,
steri

i483 un i monabeaedettiui di Momealc; di s.

cardinale, Paolo III, nel

i549 ^^^
,

sua bolla riportata dal Pirro

ter-

MON
min
coi
le

MON
tra
i

139

differenze di' erano

di

ministri

della
,

chiesa

di

Monreale

Voleva il predecessore con pregiudizio de'monaci istialtre virt.

nnonaci

pel

divino servigio, e

tuire

de' canonici

regolari,

ma

il

prescrisse opportuni regolamenti, as-

tribunale della rota ordin non doversi alterare gli statuti di

segnando

il

cardinale provvisioni ai

Paolo

III,

preti secolari che servivano la chiesa,


pei quali eresse in collegiata la chiesa di
11
il

e doversi continuare la celebrazione


de' divini
uflzi
,

more
s.

nionaslico

s.

Salvatore che loro assegn.


stabili
il

stcundum
il

rcgulani

Btnedicli

Papa

priore e
dell'

precedenze cosi decano de' monaci, il


le
:

farci vescovo Gualtieri

fece eseguire

"vicario

arcivescovo

l'arcidia-

decretato. 1620 Girolamo Venero Leyva spagnuolo; celebr il sinodo,

il

cono del clero secolare, dignit di cui Lello dice essersi fatta menzione
nel

cinse di

mura

la

citt

per

difen-

derla dal contagio della


affliggeva

peste che

1294. Stabil l'ordine di sedere V anicninistrazioue dei sacramenti e la cura delle anime ai preti secolari. i5'j3 Luigi
in coro, ed assegn

damenti
ni,

il

Palermo, edific dai fonconvento degli agostinia-

e ripar quello delle


s.

monache

di

Castro,

aument
s.

il

seminario, e

de
il

Torres

di

Malaga
alle

celebr

il

nel

1626

istitu in

Salvatore

un
ove

sinodo che die

stampe, colloc
II

collegio di ventiquattro sacerdoti,

corpo del re
ridusse in

Guglielmo

nel

fu sepolto nel

magnifico
vaio,

monumento summento
pi ampia forma

mina

il
:

Pirro

il

1628. Con esso ternovero degli arcinelle

vescovi

ecco quelli riportati


Notizie
di

l'episcopio, fece dipingere gli

stemmi

annuali

Roma.

1698
Alvaro

de' suoi predecessori con altre cose, ed altro, e fu spedito a Malta da Gregorio XIII per comporre gravi

cardinal Francesco del Giudice na-

poletano

1725

cardinale

differenze; indi
il

fabbric la chiesa e

Cienfuegos gesuita spagnuolo, traslato da Catania. 1739 cardinal

convento de' cappuccini, ed altamente encomiato mor in Roma nel

Traiano d'Aquaviva d'Aragona napoletano. Essendo vacante la chiesa


insorse seria questione tra Benedet-

i584. Con questi


le

il

Lello termina

sue importanti, copiose ed eru-

dite notizie sugli arcivescovi di


reale,
la

Moncon
I,

cui serie proseguiremo


Sicilia

Rocco Pirro,
p.

sacra j

voi.

ed il re Carlo di Borbone, rendendo allora la mensa di era Monreale sessanlamila scudi stata accordata una pensione di seito
])erch
,

XIV

417.

mila

scudi
il

al

terzogenito

del

re

i588 Lodovico de Torres romano, nipote del precedente, il qua1090. eresse il seminario con giardino, e la sua celebre libreria donata, con approvazione di Grele

che
nella
cui

Papa voleva dare compresa


terza parte
della

rendita

su

nel

il

re

nominava

pensioni, per le

gorio

XIV
il

crebbe

e Clemente Vili. monastero eresse


,

Ac-

molte che gravitavano le altre parti; implorata per grazia, poi fu concessa. ^'J^^ Francesco Maria

ma

una
,

cappella cui regal

suoi paramenti,

e alla cattedrale preziosi arredi

Testa di Nicosia diocesi di Messina, traslato da Siracusa. Pio VI a'7 luglio 1775 ad istanza del re Ferdi-

fu creato cardinale.

1612

fr.

Ar-

cangelo Gualtieri siciliano, generale


francescano
,

limosinicro

e ornato

nando IV l'un all'arcivescovato di Palermo aeque principaliter. Indi Pio VII colla bolla Lnbecillitas iu"

, ,

i4o

MON
mentis ,
di

MON
marzo 1802,
di antica istituzione
,

manne
Bull.

de'2
t.

ahsque

con.'

Rom.

Contn.

XI,

p.

293,
ed

cursu

approvati

dall' arcivescovo.

a
a*

richiesta

detto

re restitu a
arcivescovo
di
Cefali

Non
di
s.

vi

in Monreale altra chiesa


la

Monreale

la dignit arcivescovile,

parrocchiale, evvi per

collegiata

24

'"^ggio dichiar

Mercurio Maria Terese


cui successero: nel 18 iG

Salvatore con canonici; quattro conventi di religiosi , due monasteri di


dale, seminario
di piet,

Domenico

Benedetto Balsamo benedettino cassiiiese di Messina; e per sua morte Gregorio XVI nel concistoro de' 24 novembre i845 traslat da Piazza l'attuale arcivescovo monsignor Pier Francesco Brunaccini de' principi di
s.

monache, sodalizi, ospecon alunni, monte ed i pii ospizi de' poveri

eretti dalla generosit dell* ultimo defunto pastore. L'episcopio, ottimo

edificio

annesso alla cattedrale.

L'arcidiocesi ampia, e
sedici luoghi.

Teodoro,
presente

benedettino

cassinese.

Ogni

comprende nuovo arcivedella


ca-

Al

Monreale

ha

quattro

scovo tassato

ne' libri

vescovati suffragane!, cio

Catania

mera

apostolica in fiorini 2000, in

Girgenti, Callagirone, e Caltanisetta


istituito

proporzione dell'antica sua rendita,

da Gregorio XVI a' 6 marzo i844> o meglio Vili kal. junii,


gimen, indi provveduta deirodierno vescovo nel i845.

colla bolla Ecclesiae universalis re-

ex quibus quatuor millia unciarum illius monetae summam constituunt sexcentum sopra novem millia scutorura, nullo omnino onere gravata. MONSIGNORE, Dominus, Do-

La

cattedrale, di elegante

strut-

mnus

Dominus meus.

Titolo

di

tura gotica, sacra alla Beata Vergine sotto


sizione
capitolo.
il

titolo

di

s.

Maria Nuopropoil

maggioranza, che significa mio signore , ora proprio de* patriarchi


arcivescovi, vescovi e prelati di

va: ecco come


M

nell'ultima
si

manar-

concistoriale

descrive

Ob

insigne monasteriura
s.

o mantellettone Sede (V. Prelato e i


teiletta
iicoli )
;

della santa
relativi

hujus nomnis
gationis

Beuedicti congrecujus

degli abbati

mitrati
lo

seco-

cassinensis,

monaci

lari;

de* dignitari

che

godono per
consuetudie

saltem viginti
nici,

numero sunt cano-

privilegio o per antica

atque ejusdem metropolita" nae capitulum conslituunt. Hos Inter Ires dignit tes ( priore , decano e arcidiacono) recenserunt, quarura
post

ne

e di quei

cubiculari

fami-

gliari pontificii notali a' loro luoghi,

come
rieri

maestri di ceremonie,
segreti

came-

partecipanti e sopran-

pontificalem

prima
,

est

prio-

numerari, camerieri d'onore ed ex/ra r^ew, e cappellani segreti d'o-

ratus: adest pariter praebenda theologalis, ac

poenitentiaria

nec non

nore
ai

ed extra urbenij cio quanto


pontifcii,

octodecim presbyteri beneficiati seu praebendali, totidem vicarii de choro nuncupati, aliique presbyteri et
clerici inibi divinis inservienles ".

famigliari

finche

soti-

no

addetti al servigio effettivo o


i

tolare del Papa,

soli

ceremonieri

La

godendo
signore
nali
i

il

titolo

a
il

vita.

Per condi

cura delle anime si esercita nella metropolitana, ov' l'unico battislerio della citt,

suetudine hanno

titolo

monnella

vicari generali

de' cardi-

ed ricca

di sacre

vescovi, ed anche altri,

reliquie, alternativamente
legio, di

dal

col-

sei pari'ochi, preti^

secolari

maggiore e principal parte abusivamente onde questo onorifico ti;

, ,

MON
lolo
lari,
(li

MON
seco-

i4i

distinzione de' prelati


tanti altri,
si

Bembo prima
signore
il

avesse scritto:
s.

mon11

d per ignoranza o per adulazione a moltissimi che non gli spelta. Secondo i gradi il monsignore si usa coIl'/ZluslrissmOy col Reverendo^ col Re
verendissimo
,

come

generale di
p.

agostino.

47> parlando del titolo di monsignore, lo chiama di maggioranza, dato comunemente


ai

Garampi, Memorie

re, imperatori, principi

secolari;

coW Eccellenza,
1

di
11

al

che

si

ragiona a questi articoli.


3
1

Papa, cardinali, vescovi o altre persone costituite in dignit; che


Sacchetti
scrisse

Boccaccio, nato nel


a suo
titoli

3, dice
i

che

il

monsignore
innanzi che
i

lo

tempo bastavano
di

semplici

rej fu pur da lui detto, monsignore

Signor mio. Monsignore^ e

Carlo

Magno; ed

Messere (Fedi), per onorare coloro che per eccellenza di virt , o per
cariche
illustri
,

bano Vili chiamasse


gnore.
gillo
II

cardinali
il

UrE-

minentissinii, davasi loro

monsi-

per santit di
degli uodi

carattere erano al

comune
titolo

medesimo Garampi, Sidella Gaifagnana p. 69, not


mesli-

mini superiori.

11

monsi-

che

lo stesso Sacchetti scrisse

gnore o
sino al
al
re,
figlio

Monsieur o Monseigncur i83o si diede in Francia maggiore o al fratello del


presuntivi della corona, in
di Delfino [Vedi), che

ser lo cardinale, corrispondente al

Dominus
lo del cui
i

e al

monsignore.

Nel

bio. Conclavi de* Pontefici, in quel-

eredi
al

i585

si

leggono

esempi in

un
il

titolo

cardinali sono chiamati

mon-

Manuel des

dates di

Chantal

signori illustrissimi dai


ghi.

loro colle-

dice incominciato nel


la

i349, dopo
stori-

riunione del Delfina to alla coro11

MONSTRIO
Cardinali.

Pietro

ed

Ugo,
Citt

na.

Leti, nel

Cerimoniale

Vedi Roger, Cardinali.


{Ilcinen).

t. VI, p. 529, osserva che sebbene in Francia uno solo era il Monsignore, tuttavia non eravi du-

co politico

MONTALCINO

con residenza vescovile, nel granducato di Toscana, provincia di Siena, capoluogo di comunit, sede d'un vicario regio e di altre autorit. Ri-

ca, maresciallo, uflziale e gentiluo-

mo
il

che non esigesse dai


il

suoi

do-

mestici

titolo di

Monseigneurj

ma

siede sopra la diseguale


esteso poggio che
si

sommit

di

Delfino veniva cosi qualificato da


i

alza circa mille

tutti

sovrani e principi

essendo
Parisi

braccia sopra

il
i

livello del

Meditere

titolo

lui
t.

privativo.
Ili,

11

raneo,
Orcia.
di

presso

fiumi

Ombrone

Istruzioni
titolo di

p.

^o,

scrive sul

circondata dal secolo Xll

te

monsignore, dacch la corfece la sua dimora in Avignone (dal i3o5 al 1376), a-

romana

mura castellane con rocca e cinque porte, lungi venti miglia da Siena. Tra i suoi edifizi primeggia
cattedrale, eretta nell'antica piedi
s.

dott dai
davasi

francesi il monsignore dapprima a personaggi gran:

la

ve

Salvatore
citt.

sul

di e specialmente a' cardinali ch'e-

eminente della
ficata

punto pi Era di gotica


riedi-

rano

illustrissimi

reverendissimi

struttura, e fu atterrata, indi

monsignori;
l'illustrissimo

ma

cacciato nel

i63o
titolo

nel
di

1818 a

fre

navate con
e
la

monsignore dal
si

disegno
nel

Fantastici,

riaperta

di

Eminenza (Fedi),

rifugi sotto

i832: mirabile

Concezio-

la mantelletta de'prelati secolari,

non
il

gi regolari

(per allora), bench

ne dipinta dal Vanni. Nelle diverse sue chiese vi sono pregevoli pit-

i4i
tuie, e
santi
fzio
:

MON
monumenti
in
ti'
s.

M
nrfc inferess.

N
miglia
distante
al

Antimo, cinque
con piena

qnelln

ili

Agostino ufricostiiizione

dalla citt, ed

suo

abbate nel-

il

capitolo, nella

r8i4
secolo

giurisdizione. Nel

della cattedrale.
ti

Vi sono stabilimen-

XI

la
s.

chiesa

benefici

letterari

con accadeIl

per titolare
gli

plebana avea Andrea, esercitando


s.

mie, ed un piccolo teatro.


torio produce abbondanti
ti

terri-

abbati

di

Antimo
gli

giurisin
i

e squisi-

dizione

spirituale

e temporale

frutti,

olio,

eccellente

vino,
Il

Montalcino, portando
titoli

abbati
e

moscatello assai

apprezzato.

suo

di

conti

palatini

consi-

clima
citt

freddo,
alle

ma
tali

sano.

Qnesla

glieri

del

lomano impero,
coi

pre-

forn

lettere

e alle scien-

sero parte nelle leghe, nelle guerre

ze uomini distinti,

furono: Fran-

e nelle paci
mitrofi.

popoli
1

e stati

li-

cesco da Montalcino profondo canonista,

Nel secolo XI

incomincia-

essendo lodata per piet

Mo-

rono

le

guerre

coi

sanesi,

che

la

randa sua moglie. Pietro e Bernardo


Lapni poeti. Guido di Fredo giureconstdto.

presero nel

1202 per
i i

differenza

di

confini, essendo
ti

motitalciuesi

allea-

Pietro Mencbini. Antofigur al


concilio di

de' fiorentini,

quali nel

1207

nio Posi che

guerreggiarono con successo. Tultavolta


i

Mancini archiatro Gaspare ed Alfonso Donnoli. Flaminio Pinelli analomico. Lorenzo Bruna(xi. CerGiulio
di

Trento.

sanesi costrinsero
la

V abbate,

Urbano

Vili.

nel
te

12 12, a cedere
di

quarta pare giurare


i

sue

possessioni,

montalcinesi d' esseie

compresi nel
Siena, con anfioren-

\ioni teologo e poeta.


ri

Due
i

sculto-

contado e diocesi
tini

di

Berli,

ed
il

altri.

Tra

prelati no-

nua oblazione. Nel


in

12 52

mineremo
\ioni

vescovo

Tommaso

Cer-

fecero levar l'assedio,


rotta
i

emisero

sagrista

pontificio.

sanesi,

ponendo guarni-

L'origine di Montalcino, cbe ne'sccoli

gione nella terra. Vedendo di mal


occhio
i

pi vicini

ai

nostri figur nelle

sanesi la tutela che Firen-

storie sanesi, die luogo a

molte consi

ze prendeva de' luoghi del contado


sanese, con
lini

getture, fra le quali, che vi

rifugi

forte esercito di

ghibeldi

l'anno

129

di

Roma

il

pretore ro-

riport

mano
sercito

Scipione, cogli avanzi dell'e-

Montaperto
struggere

famosa nel 1260,


la

vittoria

presero

combattuto dai
nel
territorio

galli

senoni
Chiusi.

quindi Montalcino, che volevano di;

penetrati

di

pel

gli
il

Ne' primi tempi del cristianesimo certo che il poggio e le cortine

mura

e ridusseio

castello a
la
i

rovinarono le borpace.

ghi, e poi

ebbe luogo

erano abitale, e ne sono prova


ni della
Il

al-

principio del secolo


cinesi
si

XIV
ai

Al montal-

cune chiese parrocchiali ne' dintorprima epoca longobarda.


luogo prese
il

scostarono dall'amicizia safiorentini;


in

nese per riavvicinarsi

nome

dalla ([ua-

ma dopo
piglio

il

i355 essendo
,

iscomSalim-

lit

delle piante
il

arboree, dai lecci


selvoso ora vitifu

Montalcino dai
e

partiti

che ricoprivano

beni

Tolomei
di

ritorn

all'obbei

fero monte, e che perci

detto

dienza

Siena,

che
suoi
il

riconobbe
cittadini,

non Mons Lucinus. Questo territorio, compreso il monte in cui sorge la citt, Lodovico I il Pio Io don al monastero di
Ilcinus,

Mons

montalcinesi
vi

per

fece innalzare

cassero o forte,

stabilendo poi regolamenti pel

buoa
delia

governo

amministrazione

MON
terra,

MON
patria e riavere
i

145
vanto di essere

mandanclovi il castellano. Montalcino venne riparlila in tre fu meglio terzieri, e prospeiando


e

loro beni, restanil

do a Montalcino
blica di
i

slato r ultimo rifugio della repub-

munita
dalle

di

mura
nel

castellane,

onde

Siena.

Al

nuovo sovrano
presto innalza-

inutilmente

15^5

fu

assalita

montalcinesi

ben

milizie di

Clemerjle VII. Espotersi

sendo
si

alla a

difendere, vi

rono una statua marmrea, scolpita dal montalcinese Giovanni Berti,


e la
rio.

raccolsero

gli

avanzi dell'agoniz-

posero sotto
destini della

l'atrio

del pretose-

zante repubblica sanese, e nel


i

i553

Da queir epoca Montalcino


i

montalcinesi bravamente sostenne-

gu

Toscana.

ro l'assedio delle
e

truppe imperiali
famigerati

medicee,

rendendosi

poli della sua

neir ultimo periodo della repubblica, spe(;ialcuenle

quando

nel
al

i555
^inc-

Montalcino con quasi tutti i pocomunit, dall'epoca longobarda fino al 146:4 fu compresa nella diocesi d'Arezzo, bench
i

fu

cosfrella sottomettersi

Papi sino dal secolo XI avessero


ai polenti abbati di s. Anuna quasi giurisdizione vescole

lore.

Allora Pieio Strozzi con altri


del

concesso
timo,
vile

copi

partito

republ)licano, co-

slilm e oiganizz in Montaloino

una

sopra

chiese di Monlalcino.
di
s.

nuova repubblica,
rest
i

modellata a so-

In

fatto la sua pieve

Salvatore

miglianza di quella sanese, cbe arprogressi di

Cosimo
i

I
i

de
loro

venne qualificata da Pio li fra quelle di niima diocesi, quando con bolla
de'
1

Medici.
salvali

celebrare
in

sanesi

3 agosto
in

1462 innalz

la

mePieii'

Monlalcino, coniarono monete di rame, d' oro e di


diritti
:

desima

cattedrale

vescovile, con.
ossia di

quella di

Corsignano
e

aigento colla leggenda


in
I

Lihertas^ e

za
se,

[redi),

che destin un solo

mezzo Resp, Sencn<:

in

M.

Ilcino.

vescovo a presiedere alle due chie-

con esercito, questo era comandato da Monluc, e dai due distinti capitani italiani Mario Sforza e Giordano OrIntanto d. Garzia di Toledo sini. assalt Montalcino nella parte pi debole ov'era il cassero, essendo le
francesi proteggendoli
altre
diflicili

dichiarandolo

immediatamente
Siena.

soggetto alla santa Sede, ora essen-

dolo

dell'arcivescovo di

Montalcino e Pienza, fu Giovanni Chinugi nobile sanese, celebre maestro delle cerimonie pontifcie ; nel ^496 il carvescovo
di

primo

superarsi.

Non
per

pola

dinal Francesco Piccoloraini arcive-

lendola vincere colla

forza,

scovo di Siena^ sino


di

al
;

i49^
nel

>

*""

rigorosa difesa degli assediali, ricorse inutilmente all'inganno.

Pio

III

nel

5o3

i49^

Venuto
in

Cosimo
iSSy

duca
re di

di

Firenze
si

pote-

como

Girolamo Piccolomini figlio di Giasanese ; nel iSi Girolamo


Piccolomini
te
figlio

re della stato sanese,


col

pacific nel

di
r

Bonsignore sa-

Francia, ed ottenle

ne che
talcino,

ritirasse

truppe da Monabitanti
si

ed allora
al

gli

sot-

da ClemenVII la separazione temporanea delle due cattedrali di Pienza e


nese, ottenne nel 6^28

tomisero
stabilito

in

governo di Cosimo I Siena, con giuramento


In consei

Montalcino, nella quale occasione lo


slesso

Papa

invest
col
titolo
dell'

il

vescovo

di

fedelt ed obbedienza.
di

Montalcino
beni

di

di abbate dei
di
s.

guenza

die

sanesi rifugiati in

superstiti

abbazia
ville

Montalcino

poterono

ritornare

in

Antimo,

insieme colle

slate

i44
Girolamo cede
Pienza,

MON
nel
al

MON
1688 Romualdo Tancredi sanese, monaco olivetano e buon pastore ; nel i59'> Giuseppe Maria
col

della giurisdizione di qucli' abbate.

nipote Alessandro

Monlalcino, che amministr Alessandro dopo la sua morte avvenuta nel i535, indi questi

e ritenne

Borgognini sanese, dotto canonista, quale nell' Italia sacra d' Ut.

intervenne

al

concilio di Trento.

ghelli

I,

p.

991 e

seg.

si

termiconti-

Gii successe in Montalcino


sione nel

per ces-

na

la

serie de'vescovi, quali

i554 >' suo fratello Francesco Maria Piccolomini, ed alla sua morte nel i563 ottenne anche
il
i

nueremo colle annuali Roma. 1727 Bernardino

Notizie di
Ciani ago-

stiniano sanese, dotto canonista.

vescovato di Pienza, terminando


suoi giorni nel

mente Vili
le

Sgg. Avea Clelui, mosso dalpreci de'montalcinesi, confermai

1767 Domenico Andrea Vegni della diocesi di Pienza. 1774 Giuseppe Bernardino Pecci
cui

sotto di

olivetano

sanese, la

memoria

in benedizione.

i8i5

to

nel

1594 ^

questa

diocesi
11;

le

Giacinto Pippi di Massa Marittima,

parrocchie assegnate da Pio


di

in-

nel

})etuo

1600 separ aifalto in perle due cattedre episcopali di

1824 traslato a Chiusi e Pienza Giovanni Bindi Sergardi sanese, gi


.

vicario generale e capitolare di Sie-

Montalcino e di Pienza, conferea" do la prima a Camillo Borghese


nobile
sanese, nel

na.

Al presente
la sede

sono alcuni anni

che
to

vacante.

1600

trasferen-

La
con
delle
dici

cattedrale sacra a Dio, sotdel


Il
ss.

dolo da Castro d'Otranto, e poscia il suo parente Paolo V lo pro-

r invocazione
battisterio.

Salvatore,
si

capitolo

mosse all'arcivescovato di Siena, facendo vescovo di Montalcino nel 1607 Mario Cossa sanese, oriundo
della nobilissima

pone

di quattro

dignit, la

comprima

quali l'arcidiacono,
canonici comprese
le

di do-

due pread-

famiglia napoleta-

bende del teologo e del penitenziere,

na, di mirabili virt ed erudizione.

e di

altri

preti

chierici

Paolo
polito

nel

1619

gli

sostitu

Ip-

detti

alla

divina
vi
la
il

ufiziatura.

Nella

Borghese, altro suo parente,

cattedrale

battisterio, e la

generale degli Olivetani,

da Urbano

cura d'anime
no.
nella

funge l'arcidiaco
l'

Vili fatto vescovo di Pienza nel i636. Ne furono successori, nel 1687 Scipione Tancredi sanese, traslato da Soana ; nel 1641 Alessandro
Sergardi
nel
sanese, dotto

Poco
si

distante

episcopio

proposizione

concistoriale del

1824,

dice questo vescovato

im-

mediatamente
citt

soggetto

alla santa

e prudente;

i652
;

Antonio
nel

Bichi

sanese,

Sede. Oltre la chiesa cattedrale, in vi sono altre quattro parroc-

traslato nel

dinale

i656 a Osimo, poi cardetto anno Lorenzo


;

chie
s.

munite

di

battisterio

cio

Martinozzi sanese benedettino

nel
il

i665 Fabbro de Vecchi

sanese,

i325, s. Lorenzo, s. Margherita, e s. Maria. La chiesa d s. Francesco con vaEgidio


riedificata nel

quale ingrand l'episcopio , e il palazzo campestre di Castelnuovo


dell'

sto convento

degli

agostiniani, era

de' conventuali sino dal


s

1285

coera

abbate, destinato
di

ai

vescovi in

la chiesa

e convento
degli

della Nati-

tempo
e di
s.

villeggiatura, rinvenendo
il

vit di

Maria

osservanti

nella cattedrale

capo

di
,

s.

Giulio
;

de' riformati.

Vi
,

sono

Vittoria

vergine

martiri

venti

di

religiosi

un

due conmonastero

MON
di

MON
nalori,

145
'

monache, e setlt> confraterniAvvi r ospedale cui unite. to l'orfanotrofio per le povere fan,

avendo
i

estesa giurisdizione
paesi.
lo

su

tutti

circostanti

Invaso

interamente nel
tificio
sti

1809

stato pon-

ciulle

il

conservatorio
misericordia
la

di

s.

Capia

dagl' imperiali

francesi, que-

terina eretto nel lo^i;

T antica
;

casa

della

il

semina-

rio occupa
gli

chiesa e convento dedi

formarono di Montalto un capoluogo di cantone con giudicatura di pace. Bitornato Pio VII nel
18 14 al possesso de' suoi slati, divenne sede di governo distrettuale, con governatore secolare, che comgoverni di Offida e prende anco di s. Benedetto, mentre nel circondario governativo sono dipendenti le comuni di Garassai, Capradosso,
i

agostiniani,

cui
la

si

hanno mefu Leopolal

morie nel 1227, e


rifabbricala
nel

chiesa venne
:

i38o
il

do

II

che

assegn
vi

locale

se-

minario, quaudo
niani.

tolse gli agosti-

circa venticinque
si

miglia di

territorio

estende

la diocesi.

Ogni
fiorini

nuovo vescovo della camera


187, essendo

tassato
in

ne' libri

Castel di Croce,

Castignano, Force,

apostolica

Monte
chia

di

Nove,

Palrignone, Por-

le

rendite circa mille

e B.otella.

Ad ornamento

di

(juattrocento scudi.

WONTALTO.

Fedi Peretti.
(llont

MONTALTO
to
pontificio,

Mii). Cit-

Montalto fiorirono molli uomini illustri, oltre l'immortale Sisto V, e il nipote Alessandro Peretti cardinale
celebra tissimo,
il

t con residenza vescovile dello stanella

cardinal
Sil-

delegazione di
e

Andrea
vestri

Baroni,
designato

Paolo Emilio
cardinale,

Ascoli,

fra questa

citt

Fermo.
dell'
il

dignit
;

posta in
za

un gran
la

colle

che s'innal-

sopra

destra

riva

A so,

che gli rapi immatura morte Lorenzo vicario e uditore del governatore della Marca;
lori
ni,

nascendo
chia,
territorio,

alle

sue

radici

Monocfertile
:

eccellenti dot-

in aria

eccellente,
in

con

in

legge,

come Antonio Sacco*


militari,

ed

amena

situazione

Girolamo Giovannini, Alessandro


prodi

circondata di muraglia, con


ci

die-

Lucidi;

come Pier
che

torrioni, tre

porte, e diversi

pre-

Saccone
li

valentissimo capitano

gevoli edifizi.
fuori
delle

Fra le sue chiese, mura, si distingue la


il

ma
cat-

milit in Toscana, Alessandro Gal-

che

si

distinse

in

Germania, Se-

tedrale di magnifico disegno, ch'era


destinata a racchiudere

rafino

santo Seavesse po-

polcro di Cristo,
tuto

se

il

magnanimo

Rinaldi che fu di terrore ai turchi nell'espugnazione di Cipro, Gio. Viltorucci che milit valoronella
il

suo concittadino Sisto

compiere
vi

il

gran

disegno di
prelato col

samente Vili e

guerra
di

tra
;

Url)ano
valenti

duca

Parma

redimerlo dalle mani degl'infedeli.

medici, fra' quali Antonio Vici, autore anco del


gillars

Prima
titolo

risiedeva

un

poema

eroico: Lucius pu-

di

preside

presidente del

presidalo di Montalto, e ne furono


ultimi presidi Francesco Brivio, Pier

senensium; rinomati istorici, cio Domenico Biondo, Orfeo Naiali, Salvatore Morelli, Vincenzo Ilosali;

Simone Galli, Luigi Pandolfi e Domenico de Simone ambedue poi


cardinali
;

furono eruditi umanisti. Marco Antonio Mattei , Pier Simone Gal-

l'ultimo preside fa proil

li

priamente
gli
altri

Brivio

sino al
al

1798,

dal

1800
XLVI.

1809 gover-

buon filosofo fu Giambattista Tra gli illustri religiosi nomineremo, Francesco Maria Lucidi
;

Aurelj.

VOL.

10

I46
renzo Vici
predicatore

MON
Lo*
agostiniano valenlissiino
;

MON
ne deirautica Novana, ch'egli ritiene sorgesse tra Mont' Alto e Monte di Nove ; ovvero dopo la venula

conventuale inquisitore generale;

Madur

nel

Antonio gesuita che in 1694 ebbe Ja palma


;

de' franchi

in

Italia

per mezzo
parlai

Leonardo Castralupi cappuccino morto santamente; Sante Sacconi morto nel i634 in gran
del martirio

de* conti

rurali.

Di Novana
voi.

nel descrivere Civilanova, cui


si

vuoi-

succeduta, nel
de' goti,

XL,
e

p.

24^

concetto di santit in

Monte Milo-

del Dizionario.
ni

Le barbare
gran
citt
,

irruzio-

ne

Claudio Vici fatto da Sisto


di

V
al

vandali

longobardi,
parie
della

vescovo

Strongoli; Lelio

Morelli

che

devastarono
e
i

promosso

dal

medesimo Papa
,

Marca
pure
cui
narli,

floride

rovinarono
castelli,
i

vescovato di Capaccio
triarca Biondi.

oltre

il

pa-

memorali

cinque

Sisto

fece

senato-

abitanti
si

costretti

ad
d'

abbandoOnorio. Si
e poi
in

re di

Roma Domenico
iSSy
al

Biondi, ac*
e dur

rifugiarono nelle vicine fo-

clamalo con archi


in carica dal

trionfali,

reste,

verso

V impero

i^pi. Veggasi r elogio della citt di Montalt.

edificarono due chiese per l'esercizio

del culto

religioso,

due
onore
i

lo nel

XXIV
al

delle Antichit Pi-

altre
di
s.

pi

comode
s.
i

dicesi

cene dell'arciprete
diretto

Andrea Lazzari,
Agostino
Rosati

Pietro e di
e vinti
gli

Giorgio. Raffre-

conte

nali

goti

da

Narsele,

Sacconi patrizio d Montalto, e ciamberlano del duca di Parma. Al presente monsignor Carlo conte Sacconi

longobardi
la

successero

a desolar

Marca, e

solo

incommciarono a

cessare le loro crudelt per Tinter-

incaricato
il

d' affari

della santa
di

posizione di

s.

Gregorio!, e quanSotto
popoli
il

granduca na, inviatovi da Gregorio


Sede, presso
fece vescovo di

Tosca-

do
glio
si

il

re Agilulfo abbracci la catreligione.


di
lui
fi-

XVi che Ferentino monsisrnor

tolica

Odoaldo,

del Picena

Bernardo Maria Tirabassi


la diocesi
di

di RotelMontallo. Quanto ri-

posero a

rifabbricare
:

ingranfe-

dire le loro patrie

altrettanto

guarda la storia di Montalto ed i suoi uomini illustri, si pu vedere in Pietro Andrea Galli Notizie in:

cero
detti

segregali

abitatori

de* sud-

torno

alla x'era

origine
/^,

patria e

con un ragionamento istorico sulla serie della sua vita, Ripatransone i754Montalto forse ripete V origine dai couvicini castelli di Monte Patrizio, Montai tello, Rocca, Castel s. Giorgio e Grotte di s. Lorenzo i quali diconsi fondati da patrizi romani o ascolani, in tempo che Ascoli era sotto la repubblica romana, cui soggiacque nell' anno di Roma 662. il Colucci nelle citate Ancintichit Picene crede piuttosto
nascila di Sisto
i

cinque castelli, i quali di coconsenso risolvettero edi/car un luogo solo colle rovine degli antichi, e l'eseguirono nel silo e

mun

vicinanze di
il

pi
si

Monte comodo e

Patrizio,

come
ci

pi

ameno,

che

attribuisce circa l'anno 63o.


privilegio di

Da un

rileva che

Enrico IV si Montallo avea questo nome, ed era un castello soggetto ai

benedettini della celebre abbazia di

della
il

Farfa (Vedi), come altri luoghi Marca ed altre provincie ed


;

preside
fece

dell'

abbate
quale
e

farfense, diin
s.

poi

residenza
della

ordinaria
parlai

Vittoria,

anco
in

que

casieiii

derivati dalla dislruzio*

all'articolo

Fermo,

talvolta

MON
Montallo.
il

MON
Lazzari, che
rale,
li

i7
e crimina-

Riferisce

il

per le cause

civili

seminario occupa l'antico monaagostiniani,

dell'antico presidato, citando la

stero degli
riaci

gi de'ino-

benedettini con residenza d'un


il

abbate,
zione

quale esercitava giurisdie

spirituale

temporale

non

solo in Monta! to,

ma

in tredici luo-

da monsignor Giovanni Ciamboli XVII preside ; il perch s. Pio V erasi determinalo nel 1572 di elevare Montalto al grado di citt, che gi astoria della citt, scritta

ghi, cio Montegalio, Offida,


te

Mon-

vea tra

cardinali

il

Peretti detto

Rubbiano, Monlefiore, s. Vittoria, Monte! paro, Force, Castignano,


Porchia, Cassignano, Monte di NoTe,

Montallo dalla patria, il quale divenuto Sisto V nel i585 rese celebre Montalto, ne accrebbe il lustro,

Rotella e Patrignone. Aggiunge


dai

e fu

largo

e munifico bene-

che nel monastero


risolvere

comuni

te-

fattore.

nevansi congregazioni provinciali per


i

Grave
se

e lunga questione
se Sisto in

si

loro interessi

per mezzo
la

per

islabilire,

mosnacque

de' propri deputati, e fino d' allora


si

in

Montalto oppure
:

Grottamma-

crede godesse Montalto


di essere

prero-

re
il

gativa

capo d'un presidato, venendo cosi denominato dal preside che vi teneva l' abbate, per reggere in di lui vece il governo temporale; governo che pass poi
al

legato

della

Marca quando

la

ne spogli T abbate, senza perdere Montalto la maggioranza sopra i suddetti paesi, essendo nell'archivio municipale documenti
santa
i

Sede

ed Tempesti nella Fila di Sisto Vi trattarono eruditamente questo punto, e da ultimo l'opuscolo stampato nel 1841 in Ripatransone Memorie storiche di Grottammare. Parlando imparzialmente, sembra che passando Pietro o Peretto Ricci di Montalto a rifugiarsi in Grottamil

citato Galli di Montalto,

p.

mare

nella
il

contea

di

Fermo,
Felice
,

ivi
il

nascesse

suo

figlio

delle diverse congregazioni provinciali


ivi

tenute, coll'assistenza del legato

quale fu educato in Montalto, vesti r abito de' conventuali in Ascoli,

generale della Marca, ed alcune volte


il

e fece

gli

studi nel convento di

dallo

stesso

cardinal legato.
il

Ma

MontaltOf col qual


pellato
tra
i

nome venne
quando
si

apfu

Colucci confuta

Lazzari sull'andi

religiosi

tichit

del presidato

Montallo,

creato

cardinale,
Peretli,

a
e

preferenza del
dis-

che confonde con quello farfense o di s. Vittoria, avendo incominciato il presidato di Montallo con 3isto V che lo eresse, prima essendo
stato solo
castello e terra; e

cognome
sero
glia
;

Montalto
di

gli

altri cardinali

sua fami-

su
si

di

V, ove
sere

che a vedersi Sisto vedr Grottammare esfortunata


di

che

il

patria

Sisto

presidato formato
si

da Sisto

non

eslese pi avanti di

Monte Rub-

biano verso Fermo, e di Monlelparo e s. Vittoria verso Macerata,

per nascita, e Montalto per origine, domicilio paterno ed educazione Noteremo che la vigna o Villa

giammai sino a Loreto. L'abitazione


dell'antico preside, pretende Lazzari che fosse nel palazzo priorale; di pi, che sotto il legato della Marca vi
fosse

Montallo (Vedi) di Roma cosi fu nominata perch fabbricata da Sisto

V V

essendo cardinale;
fu

nome

che

eziandio
sto

dato al collegio da Sifondato in Rologna a vantagque' coacittadioi e marcheg-

un

di

lui

luogoteQCQte

gene-

gio di

i48
del

MON
V,
p.
di

MON
3oi
tale
lui

giani registrali nel voi.

esistette

il

presidato,

deputali di
si

Dizionario, parlando
della scuola in

stabilimento, e
eretta

da

no

Monlalto
voi.
la villa

da

cardinale;
p.

adunaroMontalto con assemblee provinciali, per deliberare sui comuni


tutti
i

luoghi

soggetti

in

mentre nel
disse

XXVII,

i56

si

interessi.
al

Inoltre

Sisto

concesse

che

di Frascati, acqui-

stala dal cardinale

nipote di Sisto
benefi-

magistrato municipale di Montalto molti privilegi, la toga, e un

V, ancora chiamasi Monlalto. Ora


passiamo
cenze

medaglione d'oro
portarsi in petto,
slesso donati.

per cadauno da
avendoglieli esso
la

ad

accennare

le

di Sisto verso Montalto. Nel i586 da terra cospicua ch'era, innalz Montalto al nobile grado di citt e sede vescovile, con due-

Per ampliare
principio a
i

citt

Sisto

tent di spianare un

monmolle
fece
sei

te vicino, e die

fabbriche.

Tra

doni eh'

egli

mila scudi

di

rendita,

colla

bolla

Montalto,

meritano
croce

ricordo

Super universas^ de* i4 novembre, Bull Rom. t. IV, par. IV, p. 274,
suffraganea
tuttora;
gli

candellieri con

di

Fermo

di cui

lo

io3 libbre, il que libbre e


gnifica,

d'argento di calice d'oro di cinsette oncie,


le

mitre

sottopose vasta diocesi,

preziose e ricche,

una

pisside

ma-

mediante
di

smembramenti di quelle Fermo, Ascoli e Ripatransone,

ed arredi sacri, oltre un reliquiario d'oro con pere

paramenti

pochissima parte si estende regno delle due Sicilie. L'antica collegiata dichiar cattedrale, con

e per
nel

le

gemme
il

stimato ottomila scudi,


si

perch
to

solo oro

valut
altres

^1

lib-

bre. Sisto
colla

onor
piastre
della
cogli

tre dignit
ti

e dieci canonici fregia-

coniazione

Montaldelle monete,

di

cappa
de' i3
t.

magna, con
dicembre
par.
I,

altri

pre-

bendati. Indi colla bolla


nos,

Postquam

come nelle r immagine


nel

del

i588
;

col-

Beata
apostoli

Vergine
nella

i586, Bull.

cenacolo

162, esent Montalto per otto anni da ogni peso o dazio camerale, e la costitu
p.

Rom.

V,

mezza

piastra colla
s.

Beata Vergine
s.

sedente, con

Lorenzo e
(riportata

Apolillu-

lonia genuflessi
strala

ed

residenza d' un prelato governatore


del
presidato, che tolse

dal
t.

p.

Bonanni,

Nuniisni.
testone
in-

dalla giu-

Pont.
colla

I,

p.

4^7)

"cl

risdizione del

preside di Macerata,
esso, conceden-

Beata
:

Vergine
lo Scilla,

serafini

e
gli

indipendente da
il

torno
p.

dice

Mon. Pont.

dogli

j'us sanguinisi di
:

poi tolto-

i63

e 253,

che Sisto

la

fe-

per diversi motivi Giulio


legge

ne fu primo
,

ce battere

per l'ingrandimento di
della chiesa di
trasferite
la
s.

preside

Silafenato
di

il

cui
del-

Montalto, erezione della sede vescovile,

nome
la la

si

nella iscrizione

edificazione

sontuosa statua

bronzo,

che

Maria ove furono

sua

Marca

fece per

Montalto e poi

fu eretta

in

Loreto {T^edi), Assog-

gett al presidato di Montalto

anche la citt di Ripatransone che dipendeva dal governo di Macerata,


e
le

immagine e quelle de' ss. Lorenzo ed Apollonia, riportando anco altre monete col nome di Monlalto, ove
Sisto

stabil

la

zecca, anzi

volle

appropriarsi

come suo
colla testa

proprio

terre

di

Montemonaco
che
;

di

l'emblema che
nel

del Salva-

Montefurtiuo
fettura
di

tolse

alla

pre-

tore fu impresso nello scudo d'oro

Norcia

quindi

sinch

primo anno

del

pontificalo

MON
Beare
solfo

MON
Di
Fatti

i49
il

nmicos meos.

seminarij rinunzi poi


scoli.

vescovato.

pi che beata polevasi dir Moiilalto, nel vedersi per l'estensioue di

1760 Giuseppe Maria Centini d'A1770 Francesco Antonio Mardell'


,

4o miglia esente d'ogni dazio per


r introduzione delle sue merci, chia-

cucci

Immacolata

Concezione
del venel
,

ascolano

colla

ritenzione

mandosi ancora
Sisto
di

Citl Sislina.

scovato, da Pio

VI

fatto

1781
e vice-

nomin primo

vescovo

patriarca di Costantinopoli

nini di Porchia nel

Montalto Paolo Emilio Giovani586, dottissie di egregie doti fornito, anti-

gerente di

Papa
gio di

lo

volle

Roma, indi nel 1782 il compagno nel viag-

mo

co suo amico, che con zelo e piet

gosto

1800
del

Vienna. Pio VII gli 1 1 afece vescovo Francesco


gi

ademp
1

gli

uffizi

di

pastore.

Nel

Saverio Castigiioni di Cingoli,

Maudosio nobile d' Amelia romano, canonico vaticano, famigliare del cardinal Alessandro Montalto alle cui istanze Io nomin Paolo V, morto nel 1607; onde il Papa gli sostitu nel 1608 fr. Paolo Orsini domenicano de' sisuccesse Tiberio

606

alunno
tallo

celebre
,

collegio

Moamolti

di

Bologna

che die

grandi uomini alla santa Sede


alle

ed

termin nell'invasione francese. In questa Napoleone esigendo dai vescovi il giuramento vielato dal Papa, il prelato obbed allettere, e
le prescrizioni apostoliche,

gnori di Gallese, ornato di scienza.


JNe

e fu strap-

furono successori
dal

Orazio

Giu-

stiniani genovese nel

gralo

cardinal

1640, consaPamphilj poi

pato dalla diocesi e sbalzato in esilio. Dipoi fu creato cardinale, e nel 1829 divenne Pontefice Pio Vili.

Innocenzo X, il quale nel i645 lo liasferl a Nocera e cre cardinale


;

alla

sua

biografia

dicemmo

delle
,

sue benemerenze con

Montalto

1817 Pietro Paolo Mazzichi d'A1823 Filippo Ambrosi d'Ascoli. 1825 ^v. Luigi Canestrari delle Piaggie diocesi di Fano, procurasisi.

dell'erezione dell'episcopio. Nel

i645

tore generale de' minimi,

esamina-

Girolamo Codeb nobile modenese,


governatore di varie
di
citt dello sla-

tore de' vescovi, consultore di pro-

to ecclesiastico, e designato vescovo

paganda, e indefesso banditore delfevangelo Leone XII l'esalt al


:

Graviua, traslato
.

Reggio nel

1661 Cesare Lancellotti trasferito da Bisceglia nel 1662, cui Clemente X nel 1673 surrog il suo cubiculario Ascanio Paganilli camerinese, enei 171 i gli successe Luca Antonio Colomboni Accoramboni,

vescovato in pregio de' servigi resi alla Chiesa, massime per quanto

dicemmo
del

nel

voi.

XXX VI li,
che

p.

61

Gregorio XVI gli aflid l'amministrazione della chiesa


Dizionario.
di

Pvipatransone,

egregiamente
ai

sostenne per anni quattro. Nel i84i

nobile di
nell'

Gubbio,
la

col quale

si

avendo
cittadini
il

il

Papa assegnato
Sisto

con-

termina
t.

Ughelli, Italia
serie

sacra,

di

V
il

per protettore

II,

p.

747,

de' vescovi

cardinal Antonio

che proseguiremo colle annuali


tizie

No1748

porporato incaric

di

Roma. 1735
Savini

Pietro BonaPaleslrina,

ventura

camerinese.
di

derne il giorno sacro

Tosti , questo vescovo a prenpossesso, ci che esegu nel


al

patrono
Dipoi

s.

Vito, al
del

Leonardo

Cecconi

modo
go
;

descritto nel

numero 52

dotto autore di opere, fra le quali, Storia di Palestrina, Istituzione dei

Diario di Roma.

Scienlijicwn et

ebbe luoliUeravium spe*

iSTo

MON
pra
blsmille

MON
scutata

cimen quod auspice viro principe eminentiss imo Antonio cardinali Tostio piiblici aerario pr praefectOf
Alloditni patrono episcopalis seminarii

raonetae

ro-

inanae.

MONTALTO, Mnns
vescovile

Altus. Citt

rovinata, ora
Sicilie
,

borgo

nel

aliimni caeterique

auditores

regno delle due


luogo
zi.

nella pro-

labente sextili

i843 exhibebant. Coli

vincia di Calabria Citeriore, capo


di cantone, nel paese de'bru-

me

si

legge nell'opuscolo apposita-

degno vescovo di maniere affabili e Canestrari adorno delle pi belle virt, mor

mente stampato,
,

Pretendono alcuni che corrispon-

1846, lasciando desiregnante Pio IX nel concistoro de' 1 1 dicembre gli sostitu l'odierno ottimo vescovo monsi19 ottobre derio di s.
a'
Il

da air Uffagiun o Zlffugium di Tito Livio, ed a Bahia antico luogo nominato da Plinio a cagione dei
vini.

L' Ughelli

nel

t.

p.

i44

dell' Italia

sacra, tratta

della sua

sede vescovile, e di quella trasferitavi

gnor Eleonoro Aronne


diocesi di
stri,

Serrone Palestrina Iraslato da Lidi

da U(Fagum,
lib.

di cui parla Livio

nel

3o, cui

si

crede ancora abvescovato

gi ausiliare

del

cardinal ve-

bia esistito nel borgo di Faggiano,

scovo di Palestrina e arcidiacono di


quella cattedrale.

Nel VI secolo
a Cosenza, ed
tolo di ducalo.

il

si
il

un
ti-

il

luogo ebbe
collegiata
,

La

chiesa cattedrale di Moutalto,

La

ha

le
,

magnifico edifizio che divenne maggiore nel restauro, dedicata alla

dignit
cantore,

del

decano
i

arcidiacono
canonici

tesoriere ch'esercita la

Beata Vergine assunta in


capitolo
la di
si

cielo.

Il

cura delle anime;

compone

di

tre dignit,

no
di
ni,

l'uso

della

mozzetla.

hanDice l'Uil

prima
dieci
di

delle quali l'arcidiacono,

ghelli

ch'eravi l'ospedale,
i

monte

canonici comprese

le

pre-

piet,
i

domenicani,
le

cappucci-^

bende
tre

teologo e penitenziere, di
,

minimi, e

monache cappucMontanistae. E-

beneficiati

e
al

di

altri

preti e

cine.

chierici addetti

servigio
il

divino.

MONTANISTI,
retici

Nella cattedrale vi e
la

battisterio
si

discepoli di

Montano

eresiarin

cura d'anime che


alquanto
edifizio.

amminiepiscopio
un'al-

ca del

secondo secolo, nato

Ar-

stra dall'arciprete seconda dignit;

n'

distante

l'

daban nella Misia, vicino alla Avendo esso abbracciato il


nesimo per innalzarsi
alle

Frigia.
cristia-

buon
tra

In citt vi

dignit

chiesa

parrocchiale.

Vi

sono
di

ecclesiastiche, finse d'essere

confraternite,
piet,

ospedale, monte

feta inviato straordinariamente,

seminario con alunni, un moreligiosi

blicando che lo
in lui;

un propubSpirito Santo era


a

nastero di monache, ed un convento di

e per sorprendere pii facilsi

conventuali, abitato
il

mente,
frigie,
Priscilla

associ

da
t.

s.

Francesco verso
il

12 12.

Ne

ricche

e potenti,

due femmine nominale


animate dallo e comI

parla

p.
p.

Civalli,

Anlich.

Picene

e Massimilla,

20, e dice che ha chiesa grande restaurata nell'anno i4^9' Ogni nuovo vescovo tassato nei
libri

XXV,

stesso spirito di

seduzione,

parendo come due


scovi e
i

profetesse.

ve-

fedeli

dell'Asia,

in concilii

della

fiorini
la

camera 200, essendo

apostolica
le

iri

rendite delsu-

meqsa

ad

ultra

quingenta

condannarono le pretese profezie dei settari di Montano, la qual condanna promosse il loro scisma, e la

MON
societ governala

MON
clie
si

Si

da coloro

Ges
dello

Cristo, era disceso per opera

dicevano profeli, e ci verso l'anno

Spirito

Santo

in g.

J74, 179 o 181. Montano e le due profetesse n'erano capi ; Priscilla


i

Priscilla e Massimilla,

Montano Compo-

nevano

la loro

gerarchia di patriar-

mor

nel

211, e Montano con Mass'impiccaro-

similla sotto Caracalla

no, spinti dallo spirito maligno da


cui erano invasi. Dai montanisti ebbero origine molte sette, cio gli
artotiriani,
i

catafrigi,

frigi,

pe-

pnjani,

quintulliani,

prisclliani,
:

che ne seguirono
furono.
era
il

gli errori

questi

I.

Dicevano

che
ossia

Montano
lo Spirito

che non occupavano che il terzo rango, io. Pungevano un fanciulletto in tutte le parti del corpo per averne sangue, che mescolavano con farina, e ne componevano del pane di cui facevano l'Eucaristia se il fanciulletto moriva dalle sue ferite, essi Io annoveravano tra i martiri, e se
chi e di vescovi
:

Paracleto,

Santo promesso s Cristo, e che


seguenza

agli apostoli
gli apostoli

da Gelo

sopravvivea lo creavano gran sacrificatore. I montanisti furono condannati,

per con-

oltre

non

aveano
2.

ricevuto

greci,
frino.

dai Papi

che da molti concilii dei s. Zefs. Eleutero e


il

Spirito Santo.

Essi non

ammet-

Se

Pontefice

s.

Aniceto

tevano se non che una sola perso-

concesse le lettere pacifiche ai


tanisti,

mongi

Condannavano Je seconde nozze come adulteri!, e asserivano potersi sciogliere il matrimonio a nostro buon grado. 4* Imponevano nuovi digiuni, cio tre quaresime, e due settimane di sena
nella

Trinit.

3.

come

scrisse Tertulliano,

infetto della

eresia

del suo maestro

Montano,
to dalla

perch ingannaed esemplare ch'essi fingevano, onde perci avrebbe errato s. Aniceto circa la per^
ci fece
vita austera

rofagia o
si

mangiar

secco, nelle quali

astenevano da tuttoci che avea succo per affettato timore si aste:

sona, non gi circa la fede, come ben avverte il Bellarmino, De Ront. Pont. lib. IV, cap. 8. I montanisti
scrittori

nevano pure
mali.
5.

dalle carni degli

ani-

Sostenevano non essere permesso ne di schivare, n di riscattarsi dal

ebbero ad avversari molti illustri contemporanei, come Apollinare vescovo di Gerapoli,

Ro-

martirio

ne' tempi di

done, Milziade, Apollonio


pione.

Sera-

persecuzione. 6.
l'omicidio,

Pretendevano che

l'adulterio e l'idolatria
se

MONTANO

(s.),

martire. SofferCristo sotto

fossero peccati irremissibili. 7. Cor-

per la fede di

Ges

rompevano
ed
della
ss.

la

forma del battesimo,


battezzare
in

in vece di

nome

Trinit,

non battezzavano

che in memoria della morte di Ges Cristo, che consideravano un puro uomo; e battezzavano anche i
morti.
8.

l'impero di Valeriano , nell' anno 2^9, ed ebbe a compagni nel martirio i santi Lucio, Flaviano, Giuliano, Vittorie, Primole, Reno e

Donaziano,
di
s.
il

tutti

come

lui discepoli

Disprezzavano

tutti

gli

ne,

Cipriano vescovo di Cartagiquale pure avea riportata in


la

antichi profeti,
lutti invasi

come

se fossero stati

quella persecuzione
martirio. Arrestati

dal demonio,

ed asse-

rivano che non avendo


to salvare loro,
il

Dio potumondo, ne coli' opera n con quella di Mos e di

corona del ordine di Solone governatore di Cartagine, furono messi in prigione, ove passarono pi mesi soffrendo la fame,
per

i5a
la sele e tulli

MON
i

MOIf
grani e panni
l'estensione

disagi di un* orri-

comuni: ampia

n'

bile caiceie.

Doiiaziano e Primolo

anche pel cospicuo bor-

morirono poco dopo che vi furono rinchiusi. Gli altri vennero condotli
dinanzi
al preside

go Ville-Bourbon, residenza della maggior parte de' negozianti. Montauban, HJon.s AtireoluSy
ilicesi

per

essere

in-

fon-

terrogati,

persistettero coraggio-

data nel
sa

144 dal conte

di

Tolo-

samente nel confessar Ges Cristo;


IcKinde furono condannati all'estre-

co
il

Alfonso Jourdaiu, presso l'antiMoiis Albanus^ da cui deriv

mo

supplizio, che giubilando incontrarono facendo al popolo le pi commoventi esortazioni. Il diacono

suo

nome
non
di
s.

gli

abitanti di JMon-

tauriol,
al

diritto

volendo assoggettarsi detto di cuissage, che gli

Flaviano

fu

decapitato

tre giorni

abbati

Teodardo

Teodoro

dopo
sti
il

compagni. Tulli quemartiri sono unitamente onorati


de' suoi

febbraio nei martirologi an-

tichi e nel

MONTAUBAN
[Moiitis Albani)
ia

romano moderno. o Montalbano


.

pretendevano esercitare, se ne lagnarono col conte di Tolosa, che gl'invito a recarsi nel luogo che occupa attualmente la citt. Appartenne

un

tempo

alla

contea

di

Citt con

resi-

denza vescovile di Francia, dell'alGuienna, capoluogo del dipartimento di Tarn e Garonna, di

Quercy, la quale sebbene topograficamente situata nella Guienna, fu


sino
alla

dal

secolo

XVII

incorporata

contea di Tolosa. Gli abitanti


la

situala

due cantoni. in un ameno territorio, luuge i/p leghe da Parigi. Fertile n' il paese, ed ha tribunali di prima istanza e di commercio ec; societ di scienze ed
circondario
e
di

avendo abbracciato per


parte
il

maggior

sul

Tarn

calvinismo

nel

arti

diversi

stabilimenti

letterari

e benefci, biblioteca di 10,000 vo-

prontamente fortificata, una delle principali piazze di tal invano l' assedi partito. Montluo nel i58o, e resistette nel 1621 alle truppe di Luigi XIII, e da lui comandate, che furono costrette ad
allontanarsene;
soggettata nel
di

1572, fu e divenne

lumi, ed
lissimo, di
le

il

teatro.

L'aspetto belle

essendosi

per
la

as-

l'aria

sanissima;

porte

1629 dopo
cardinale

presa

elegante architettura, in genera-

Rocheile,

il

Richelieu

ben fabbricata, primeggiando


l'

la

ne fece distruggere
to

le fortificazioni,

cattedrale,

episcopio,

il

palazzo

e fu spopolala dalle dragonade sot-

comunale, il ponte sul Tarn in mattoni di ardila costruzione; nel centro vi la bella piazza con doppia fila di portici adorni di pilastri d'ordine dorico, con in mezzo un pubblico giardino, ed in un angolo un bellissimo monumento chiamalo la fonlana del Grison: fra

Luigi

XIV.

Il

concistoro pro-

testante

abolito per la revoca del-

l'edillo di

Nantes fu

ristabilito

nel

1810.

La

sede vescovile fu

istituita

da

Giovanni

XXII

nel

iSiy,

erigen-

due ameni

passeggi

s'

innalza una

piattaforma, da dove

gode d'una vista magnifica sino ai Pirenei. Vi sono moltissime fabbriche, essendo la citt vero emporio di
si

do in cattedrale la chiesa abbaTeodardo e Martino ziale de' ss. che dismembr da Cahors, coU'annua rendita di 25,ooo lire, facendola
sufFraganea
di

Toulouse,
la

di

cui tuttora,
il

formando

diocesi

dipartimento di Tarn e

Garon-

MON
un.
Il

MON
prebenda.

i53
inoltre diversi

primo vescovo fa Bertrando

Vi

sono
i

ti II Puy, il quale era abbate di s. Teodoro, nominalo nel iSiy da Giovanni XXli, morto nel iSig; quanto ai suoi successori fino a

canonici onorari,
stenza

pueri de choro

pel divin servigio, cui prestano assigli

alunni del piccolo e grande

seminario.

l*ietro II

Berthier di Tolosa, eletto


nel

vescovo
II,

1674, veggasi
par.
?.,

i634, che mor nel la Gallia christ. l.

p,

74^

6 seg.

Le ani

nuali Notizie d
seguenti.

Roma

riportano

Michele de Vertharaon di Limoges. 1768 Anna Francesco Vittore le Tonnellier de tJreteuil di Parigi. Essendo vacante la sede, fu soppressa nel 1801 da Pio VII nel concordato, indi ristabilita per quello del 18 17, on-

1729

Anticamente il capitolo avea due dignit e ventiquattro canonici, ed il vescovo assisteva alle assemblee degli stati di Linguadoca, perch una parte della sua diocesi apparteneva a quella provincia. La cura d'anime nella cattedrale, ov' il fonte battesimale, si
esercita

dal canonico arciprete aiuvicari.


IN'

tato

dai

alquanto

di-

stante l'episcopio, vasto edifizio.


altre
sterio

Le

chiese

parrocchiali con batti-

sono

cinque^

vi

sono coed aveano

de Leone XI l dichiar vescovo nel 1824 a* 3 maggio Giovanni LefeI)ure de Cheverus di Mayenne, traslalandolo
descritti

munit
ospedale.

religiose ,

confraternite
lazzaristi
i

Prima

cura del seminario, ed


collegio
;

gesuiti del

da
alla

Bostoa
di
lui

poi

nel

ed eranvi cinque conventi


i

1826 a Bordeaux:

pei suoi meriti


biografia,

per

ambo
le

sessi,

nel
car*
gli

diocesi centotrenta parrocchie,

comprendendo la compoi ri-

dinaie.

j836 Gregorio XVI lo cre Leone XII nel 1826


trasferendolo

prese

chiese

sussidiarie,

dotte a ventiquattro.
ne'libri di
rini

Ogni vescovo
tassato in
fio-

die in successore Lodovico Gugliel-

camera

mo Dubourg,

dalla

370.

nuova Orleans. Gregorio XVI nel i833 preconizz vescovo monsignor Giovanni Chaudru de Trelissac della
diocesi
di

Perigueux, e per sua

di-

missione nel concistoro de' 22 gen-

naio

1843 gli sostitu r odierno vescovo monsignor Giovanni Doncy


dell' arcidiocesi

CIOCCHI Antonio , Antonio Ciocchi denominato del Monte perch nato in Monte Sansovino diocesi d'Arezzo, da Fabiano avvocato concistoriale e famoso giureconsulto; essendo dotCardinale.
tissimo nelle scienze legali, e fornito
di

MOiNTE

di

Bourges, e canocattedrale
,

singoiar prudenza, nel

i5o3 i5o6

nico

teologo di quella

ottenne
di

da

Giulio
di

II

il

vescovato
nel

vicario

generale

onorario di quelcattedrale

Citt

di Castello,

l'arcivescovo.
di
ca,

La

ampia
:

l'arcivescovato
poi
ta,

Siponto.
gli

Venne

moderna architettura
lo

e magnifi-

ammesso
indi
fatto
uffizi

tra

uditori di ro-

dedicata alla Beata Vergine

uditore della camera,

prima
nel

era

ai

ss.

Teodardo

ne' quali

mostr una costante


rettitudine nel giudelle pi esalte leg-

Martino, e

distrutta

dai calvinisti

ed
gi

infrangibile

XVI

secolo,

venne rifabbricata

dicare a
della

norma

da Luigi XIV. 11 capitolo si compone di otto canonici titolari, fra quali vi l'arciprete, ed anche il
i

teologo e

il

penitenziere,

ma

senza

ad onta di qualunque umano riguardo, come manifesto e indubitato argomento ne diede nella decisione d' una causa
giustizia,

i4
eh* eragli siala

MON
con grande
eflcacia

MON
bria,

che govern con


il

tal

fama
ed

di

e con caldissime e reiterale istanze


anzich

giustizia e di Religione,

che fu dein-

raccomandala dal Papa medesimo, rendersi reo di pronimziare un* ingiusta sentenza Ci
.

nominato
corrotto.
di)

giudice santo

All'articolo

Gualdo

(A^e-

giunto a notizia di Giulio

II,

tras-

portato

dalla

collera

prorup,

ne fu legato e perpetuo benemerito Si distinse pure per singoiar divogovernatore


verso
la

dicemmo che

pe in minacce e querele per cui Antonio pens bene di ritirarsi subito a

zione

la

Madre
quale

di

Dio, per
in

soddisfare

intraprese

Napoli

Ma

ritornato

il

pellegrinaggio

il

viaggio di

Loreto.

Pontefice in senno, e riflettuto meglio


sul

prelato,

contegno dell' intemerato prontamente lo richiam,


lodi

dopo avere con somme


la

en-

comiata

fortezza

il

coraggio

Finalmente essendo vescovo di Porchiesa che ottenne nel i524, vide, in Roma il termine di sua vita nel i533, d'anni 72. Nel sepolcro di lui, quanto semplice alto,

del suo spirito, volle premiarlo col nominarlo in Ravenna a' io marzo i5ri cardinale prete del titolo di
s.

trettanto nobile e maestoso,


sto
te di

compoesisten-

candido
nella

marmo, ed
s.

nella chiesa di

Pietro in

Mon-

Vitale, protettore de' serviti,

ed

torio, al

prima cappella situata


lato,

via.

nmministratore della chiesa di PaIn tale promozione, come il pi antico degli otto prelati promossi
,

manco

fece

prre

un ma-

gnifico elogio Giulio III suo nipote.

MONTE CIOCCHI
MONTE

Gianmaria,

doveva

pri.uo,

ma

il

nominato il Papa per un riguaressere

Cardinale. V. Giulio IH Papa.

do

al

re d'Inghilterra gli antepose

l'ambasciatore Ursovico. Allorquando Giulio II riprese Bologna daiBentivoglio,

Antonio era commissario aponella


citt,

Innocenzo, Cardinale, Innocenzo del Monte, nato miseramente nella diocesi di Piacenza da una povera donna che andava mendicando per la citt, ignorandosene

stolico

e perci esposto

r origine e chi
die

fosse,

a gravissimi

pericoli e sedizioni. Inli

per
e

tempo a
Il

fare

Innocenzo si il vagaboncapriccio-

dusse Giulio
cilio

a celebrare
laleranense
di

il

conper
Pisa
j

do
nel
gii

r ozioso, parlando

generale
al

V,
gli

samente.

opporlo
leri

conciliabolo
iSi'j

quindi nel
in

Leone

X
la

con-

Novaes dice che nacque i532 in Borgo s. Donnino, e fu imposto il nome di Fabiano,

amministrazione

chiesa

di

Novara e quella di Civitate; e nel i528 Clemente VII gli aflid

o di Santino secondo il Cardella. In Bologna o meglio in Piacenza gii infimi famigliari del cardinal Gian-

quella d'AJatri, nell'anno seguente quella di Rimini, e dopo un mese quella


to
di

Caiazzo.

Nell'assenza di
fu trascelcitt.

Clemente VII da
a

Roma

legato

dell'alma

Nei
Ales-

maria del Monte governatore o ledella citt, lo ammisero in casa del padrone per valersene nei pi abbietti e bassi uffizi. Conosciutone a caso da Gianmaria il
gato
talento del misero giovinetto, tanto

pontificati

d'Innocenzo
alla

VII!;,

sandro VI

e Giulio II prest rile-

amore
figlio.

gli

pose qual fosse


in

un unico
d'

vanti servigi

Leone

con
la

romana, e Clemente VII gli


chiesa
dell'

Lo diede

consegna a Bal-

doinoBarga poi vescovo


lo

A versa,
costumi

conferirono

legazione

Um-

fece

quindi istruire

ne'

MON
e nelle lettere, e poi
la
l'

MON
innest nel-

i55

era stato sollevalo.


Giulio III
sa
gli

Ad
la

onta di ci
berretta ros

propria casa, facendolo adottare


famiglia
del

mand

nella
doiio

Monte da Bale

suo
lo

fratello,

dandogli
,

a
cui

governare

una
cre

scimmia
il

per

Bagnaia diocesi di Viterbo, gli diede il suo cappello cardinalizio con bolla de' 3 maggio
in
, 1

quando

cardinale,

fu vol-

i5c)i lo legittim,

gli

confer la lega-

garmente chiamato
contro
il

cardinal scim-

zione di Bologna
oltre
gli

e della

Romagna,
,

mia. Alcuni hanno voluto sostenere

molti
le

pingui

benefzi
s.

tra

sentimento degli

scrittori

contemporanei, che Innocenzo fosse sulfiglio legittimo di Baldoino l'autorit di monumenti che si conservano negli archivi, e d'una mar-

Sabba, di Miramondo e di Grottaferrata, che in tutti gli rendevano trenlaseimialtri

abbazie di

la

scudi.

Ma

il

cardinale pur trop


riuscita
la

p
lo

fece quella

che ognuno
di

morea
la
villa

iscrizione

che fu posta neldi

prevedeva.
IV,
delitti,

Dopo

morte
molti

Pao-

vigna

Papa Giulio

accusato

di

e gravi

III fuori

della

porta Flaminia;

ma

fu da Pio

IV

ritenuto per
s.

questo niente prova^ potendosi chia-

sedici

mesi
in

in

Castel

Angelo, e

anche un adottivo: il IN'ovaes afferma che il padre d'Innocenzo serv per bombardiere Baldoino nella rocca di Forl, e il
figlio

mare

neir atto

cui era

tiasportato in

quel forte, per un'ingiuria ricevuta

da un oste e dal suo figlio, feri sconciamente ambedue. Siccome poi


dilapidava
in
le

cardinal del

gato di
le

Monte quando era leParma e di Piacenza, qual'adott per figlio alla

rendite

ecclesiastiche

ispese

voluttuose
vita

e indecenti, e

guardia; ch'era bastardo di Bal-

menava una
gli

disdicevole al de-

doino,

che
dell'

coro dell'eminente dignit. Pio


tolse le

IV

morte
di
gli

unico

legittimo

che

tre abbazie, e lo rileg

avea chiamato Giambattista. Quin-

a Tivoli, lasciandogli soltanto mille


scudi
siffatti

procur ovvero confer


altri

una
di

pel

suo

mantenimento.

Per

prepositura nella cattedrale di Pia-

cenza

dicono
il

in

quella

gliore,

Arezzo. Divenuto

cardinal Giantre

da

s.

non divenuto mifu di nuovo fatto carcerare Pio V, il quale, tranne il


castighi

maria Papa Giulio III, dopo mesi a* 3i maggio i55o pel

necessario

sostentamento,
rendita.
Io

toltagli

pris,

qualunque

confin

in
di

mo
1

cre
anni,

cardinale

diacono

di

Montecassino,
gli

e alle

preghiere

Onofrio,
7

Innocenzo in et di soli con aperta ed unanime


del
il

diversi cardinali s'indusse a lasciar-

contraddizione del sacro collegio, e


fra
gli

cerdote
bert,
tutti

per direttore e custode un sadella compagnia di Ges,


restituito in
li-

altri

cardinal

Caraffa
in

Da Gregorio XIII
tornato
a

poi

Paolo
,

IV,

quale

pieno
e

Roma
primo
e

si

rese

concistoro
forte
la

senza
,

riguardi protest

con

grave
fosse

e
il

odioso; onde quannell'

ragionare
cardinalato,

contro

tunque
colleghi

ordine
i

prostituzione dell'eccelsa dignit


in

de' cardinali diaconi,


di

guardavansi

del

persona affatto

trattarlo

conversar

priva di quelle virt che in qualche modo potessero ricuoprire l'ob-

brobrio de'nalali d'un soggetto che

con lui. Alla fine mor in Roma d'anni 4^ nel 1577, senza destare in ninno lagrime e compassione, e
fu sepolto privatamente nella chic-

meritava restare

ne' cenci

da' quali

i56
sn di
s.

MON
Pietro in Moulorio nel d
de' fedeli defunti. di
8.

MON
fica

cappelKi
chiesa

ed
s.

deir anni versano

nella

di

ebbe sepoltura Angelo di cui


l'altare

Inlervenne
JI,

ai

condavi

Maicello

era slato arciprete, avanti

Paolo

IV, Pio IV e
si

Pio V,

maggiore.

ma

non

trov in quello di Gre-

MONTE
dinale.
.

{^orioXIII,

come

inabilitalo

da un

Francesco Maria, CarFrancesco Maria del Monte

breve di
Cristoforo

s.

MONTE

Pio V. Cristoforo, Cardinale.


del

Monte

nacque

in

da Monte s. Maria nella Marca, feudo di sua nobile casa, detto ancora Bourbon del Monte, dappoich
la

Arezzo, fratello cugino di Giulio IH,

fatniglia ripete

T antica sua oristirpe


il

ohe adottatolo nella propria famii;lia, fu promosso al vescovato di Betlemme , quindi sotto Clemente VII
pass
nel

gine

dalla

reale

di

questo
nel

nome, come
nella
1

lo attesta
vita,

Ciacconio
t.

di

lui

e l'Ughelli
p.
si

iSiS a
quando
il

quello di

eW Italia
in

sacra^

83. Nacque

Cagli, che rinunzi a Giovanni del

per
tenne
in

Venezia, e

applic poscia

Monte suo

nipote,

nel

i55o

allo studio delle leggi nelle quali otdi essere laureato.

Giulio III lo trasfer alla chiesa di


Marsiglia. Inoltre
della

Papa

lo

decor
d'Ales-

Uoma

Condottosi ancor giovane, guadagnossi


condizione di perso-

dignit di

patriarca

l'affetto in ogni

sandria,

ed

a*

20 dicembre i55o
prete di
s.

ne per l'inarrivabile piacevolezza ed


amabilit de'suoi costumi, affabilit
singolare, e destrezza incredibile nel
trattare
i

lo cre cardinale

Pras-

sede.

La
la

piet e religione singoia-

re

di

questo

cardinale,

suoi tatutti,

pi delicati

affari. Il car-

lenti,

mansuetudine
verso
i

con

dinale Alessandro Sforza, dopo averlo

la

liberalit

poveri, lo re-

ritenuto per
di
s,
lo

un

tenipo notabile

sero

oggetto di ammirazione e di
la

presso
tore,

dichiar suo udi-

amore a quanti ebbero


conoscerlo
e
trattarlo.

sorte di

Giulio 111
af-

ancora
fetto,

lo

riguard con parziale

e per di lui morte fu ammesso nella corte del cardinal Ferdinando de Medici, di cui divenne

atteso la sua erudizione con-

intimo sua
gli

famigliare,
e

a cagione della

giunta alla straordinaria esperienza

fedelt

morigeratezza

che
la

che avea nel maneggio degli aflari, per cui rec gran sollievo al Papa nelle cure e sollecitudini del pontificato. Tuttavolta Pio IV lo guar-

fecero

guadagnare talmente
la

grazia

protezione del princifavore fu innalri-

pe, che pel di lui

zato alla sacra porpora, ch'egli

d con

cattivo occhio, ci ch'egli cosoffri

stantemente
segnazione.
piti
i

con cristiana
di

ras-

nunzi pel granducato di Toscana. Avendone iustantemente supplicalo


Sisto

Dopo

avere ademe

V,

questi a'i4

dicembre i588
di
s.

doveri di zelante vescovo


e
di essere intervenuto

lo cre cardinale
ria in
riti,

diacono
di

Ma-

di

ministro fedele della Sede apoai

Domnica,

lo fece prefetto dei

stolica,

membro
le

altre

congrega-

conclavi di Marcello II,

Paolo IV

zioni, fra

quali

quelle della con-

e Pio IV, la morte lo sorprese nel i564 d'anni 80, in s. Angelo in

sulta e del concilio.

Pieno di zelo
e

pel
delle

pubblico
belle

bene

promotore
li-

Vado, dove
la casa e
il

oltre all'avere risarcita

arti,

mostrossi assai

campanile della chiesa maggiore, avea fondata una magni-

berale
gli

coi

pittori,

coi chi mici j co-

artefici

di

vaglia, anzi col

suo

MON
autoretoie
patrocinio
fece rivivere

MON
MONTE CALVARIO.
VARIO,

i57
V. Cai-

l'accademia dei pittori decaduta


quasi estinta.
Investito

monache.

ed animato dallo spinto sacerdotale, mostrossi

indefesso nell'esercizio delle sacre

funzioni, a cui aggiunse

una

since-

ra

divozione alla
della

ss.

onore

quale

Vergine, in osservava ogni


in pa-

CASSINO, Mom Ca^Abbazia celebre del regno delle due Sicilie nella provincia delalle la Terra di Lavoro, collocata porte del reame, madre e principal sede del tanto benemerito or-

MONTE

sinus.

sabbato un rigoroso digiuno


decrepitezza,

dine

di

s.

Benedetto,

monumento

ne ed acqua, e ci sino nelT ultima

storico

accompagnando

l'

asti-

e religioso della pi alta importanza, conosciuta in tutto il


siccome asilo della sapien7a
e della santit,

nenza con abbondanti limosine, per mezzo delle quali sovvenne altres
i

mondo

bisogni di molli letterati, e di no-

bili

famiglie ridotte a gravi necesS

sit.

tenne sempre nei limiti di

precipuamente quando l'ignoranza dominava in tutta r Europa, a cagione delle invasioni quali mettendo tutto de' barbari,
i

una
e

stretta virtuosa parsimonia, di


vesti

con-

a ferro e a fuoco, costrinsero


tere e le scienze andarsene

le let-

tento

interiori

grossolane

ramincon-

dilficile di

onde non gli si rese accumulare considerabile somma di denaro, che la maggior parte fu da lui impiegata in opere pie. Dimessa la diaconia pass successivamente sotto Gregorio XV nel
rallopatte;

ghe, trovando asilo in questa altura,

ove gl'industriosi

monaci

servarono il seme d'ogni dottrina perch a miglior avvenire si spandesse poi per tutto; essi colle proprie mani si diedero a moltiplicare
i

1623
letri,

al

vescovato di Ostia

e Velil

codici

de' greci e latini risparmia-

dove nel

1624 celebr

si-

ti

dalle ingiurie del

tempo e
di
vi

dal-

nodo, e abbell quella cattedrale di nuovi organi di eccellente artifizio,


e

l'ignoranza de'popoli. Questo ceno-

bio

divenne

stanza

santi
si

di

nell'anno santo

iSiS

col

carat-

sommi

letterati,
virti

pratic

tere di legato
se
s.

latere apr e chiu-

ogni sociale
assai rara.

in tempi

ch'era

la

porta

santa

della basilica di

Paolo.

Finalmente
ai

dopo

essere

benemerito della religione, protomonastero famoso ,


assai

Fu

intervenuto
cess
di

comizi di otto Papi,


in

grandemente favorito
dai

e privilegiato

vivere

Roma, decano
1627, d'anni

Papi,

dagl' imperatori,

dai

re

del sacro collegio nel

ed
sta

altri principi, gi

poderoso

di va-

di

78, ed ebbe sepoltura nella chiesa s. Urbano, dove si legge un. nobilissimo

signoria, sotto

il

dominio temche
il

porale del possente suo abbate detto l'abbate degli abbati,


p.

elogio

postovi

da

Arim-

berto di Borbone del


nico
Alle
di

Monte canoconsanguineo.

Lubin, Jbbat. Italiae

vaticano

e suo

m Dux

et

88, chiaprinceps omnium abp.

esemplari

religiose

cappuccine

batuni et religosonim;
larius sacri

vicecaiicel-

detta

chiesa, riedific quasi dai

imperii per

Italiani,

fondamenti il monastero, oltre averle sovvenute con assidua frequenza e


singolare generosit ne'loro bisogni.

cancellarius regnoriim Siciliae^ Je-

rusalem,
rector

et

Hungariae; comes

et

Campaniae Marittmaeqne
Qui sorgeva
o
l'antica

MONTE
VARIO.

CALVAlllO. F, Gal-

provinciaruni.
citt

volsca

di Cassino

Cassina,

i58

MON
via

MON
Campania
vo-

Casnuni o Cassimini, V ulti eoa del nuovo Lazio, che s'incoiilrusse lun-

go

la

Latina
e

nella

ne di Alarico re de'goti segn la decadenza di Cassino, ch'ebbe per i maggiori guasti da Teodorico, il
quale tra
la
le

Felice, e chiamossi ancora con

fiamme ed
questa

il

sangue
d'Italia

ce osca

Eraclea; e fu detta per la sua rinomanza e magnificenza praeclara civitas.


talora

Casca

consolid in

parte

sua dominazione, ed a suo temfu


ristabilito
il

po
dei,
te,

culto

de' falsi

Prima
"volsci,

l'abitarono
indi
i

gli

osci,

poi

perch nella sommit del mon-

sanniti,

dicendosi
I

scimi che suona vecchio.


l'acquistarono
in
,

Caromani
delie

malgrado

la

diffusione
in

dell' e-

vangelo,

era tuttora

piedi

un

principio
indi
i

guerre

de' sanniti

consoli

grandisiimo tempio di Apollo con bosco sacro a Venere, ove accorti


sacerdoti per

Lucio Papiri Cursore e Caio Giuiiio Bubulco vi dedussero l'anno


di

guadagno
la

vi

mante-

nevano

in

credito

superstiziosa

Roma 44
al

'a

colonia
nel

XXX
fu

di

divinazione, concorrendovi gran nu-

4ooo
vata

veterani, e

663

ele-

mero
fizi.

di gente a

far

voti e

sagri-

grado di municipio. L'eruditissimo senatore M. T. Yarrone dice che fosse edificata dai sabini nel sito appunto ove sbocca il fiume Scalerba vicino alla deliziosissima villa da lui fabbricata, che lo

Negli

avanzi

della

devastata

citt

ripararono poscia alcuni abi-

tanti,

splendore e
disse Castel

ma non riacquist l'antico nome che invece si


,

Cassino, indi

Castel

s.

Pietro,

finalmente

s.

Pietro
la

Spondano dichiar
dici

posta

alle

ra-

monastero.

Anche dopo
prese
santo
tal

fondas.

del monte, o nel luogo

chiapri-

zione della vicina citt

di

Gerdalle

mato

Monticelli, e

fu

quella
di

mano, che
reliquie del

nome

ma

onorata dalla

presenza

Cidi

vescovo

capua-

cerone, e poi
del

dalle

gozzoviglie

Marcantonio deturpala: altri luoghi territorio dai romani furono ridotti a delizie, e da loro molto frequentati. Il fiume Vinio, oggi Rapido, ne bagnava le mura, e
confluiva nel Liri.

no donate da Lodovico II, prosegu ad essere abitato fino al secolo XIV; ma la comodit maggiore
della novella citt contribu poscia
a
far

totalmente deserto questo se-

La
dinasse

tradizione
l'apostolo

del
s.

paese
Pietro

riferi-

feudo, del quale ora non trovano che tre magnifici monumenti. Consistono essi ne' ruderi del

parato
si

sce che

vi

or-

teati

o assai consumati

un

vescovo, del quale neldell' Ughelli,


t.

nell'anfiteatro

dal tempo ben conservato, e nel

V Italia sacra
p.

X,

4^> uon

si

trovano che due suc-

cessori,

nella provincia ecclesiastica

di

Capua, cio Caprario che sotto-

scrisse al concilio celebralo nel

4^5

vetustissimo tempio, che si conserva intatto dopo circa duemila anni, d'ordine toscano, il quale la duchessa Scanniperga moglie di Gisulfo II duca di Benevento converti
in

dal

Papa

s.

Ilario, e

intervenne al

Severo che concilio adunato in


s.

chiesa cristiana, dedicandola a


,

s.

Pietro

ed oggi

intitolata

al ss.

Roma da
del
i

s.

Felice

III

Pontefice

Crocefisso,

e viene custodita da

un

4^7
ne

pei'
si

ricevervi a

penitenza
altri

eremita.

Le

antiche

iscrizioni
,

tro-

lassi,

ha

contezza di

vate

in

Cassino

e dintorni

sono

lui posteriori.

La prima

uTuzio-

riportate dal Ricchi,

La

reggia dei

MOiN
volsci p.

159
Benedetto e
cos
all' a-

io3
la

e seg.,

ove parla della


della
citl

sono
trio

le

statue

de'

ss.

sua colonia.

Scolastica, ascendendosi

Dopo
di

distruzione

o vestibolo graziosamente
del

ab-

Cassino incominciarono
questo monte,

le glorie

bellito

piano

superiore
di granilo,

soste-

maggiori di
tino,

per

la

nuto da colonne

ove so-

fondazione dell'arcicenobio benedet-

capo

dell' inclito ordine,

donde
persoedifzio

no le statue di Urbano V e Clemente XI. Per due porte angolari


si

uscirono tanti santi, Pontefici, cardinali,

passa alla loggia, chiamata


1'

il

Pa-

vescovi, e

dottissimi

radiso, per

ameno
che

ed estesissimo
vi si

naggi

mentre

il

sontuoso
per

punto
dato

di

vista

gode.

Tre

serve di stuj)ore a chi recasi d'ogni


parte ad ammirarlo,
stit,
s

porte di prospetto all'atrio

circon-

la

va-

da

venti

colonne

di

granilo

straordinaria ricchezza, splen-

egiziano, e corrispondenti alla basilica, col

didi

ornamenti, e pei tesori che racchiude la biblioteca e l'archivio. Il

busto

di

titolare di

essa

S.Giovanni Battista su quella di mezzo,


delle

Donastero giace sopra uno de' fianchi del


in

mettono
cos

nel claustio

statue,

Monte Cassino, che


un
cui

foi

ma

detto per quelle eiefte ai perpili

questo luogo
,

plano
la

elevato

sonaggi

benemeriti

del

luogo,

assai esteso

di

sommit
di

e collocate in apposite nicchie. Pre-

quasi

sempre

coperta

nevi.

Il

cede a destra della porta principale

quadrato ha l'aspetto d'una reggia, ed lungo cinquecento piedi. Dal sobborgo di s. Germano si apre agiata via, che serpeggia sino alla cima del monte per una lega, e guida al gran n^oFabbricato
nastero, costruita nel

maestoso

della

chiesa

la

statua
s.

di

Ab-

bondanza madre
indi
si

di

Benedetto

vede quella del generoso pae successivamente quelle de'Papi s. Gregorio II, s. Zaccaria, Vittore III Benedetto XIII e
trizio

Terlullo,

1720.
s.

S'in-

Benedetto XIV. A
statue di

sinistra

sono

le

contrano salendo le varie od eremi di s. Mauro, di


lastica,

cappelle

Euprobo padre
di

del santo

Sco-

fondatore,

Gisulfo o Gisolfo

di

s.

Croce, di

s.

Severo, e

di

s. Agata. La maggior porta introduce al rustico ingresso, cos cons.

servato per avervi abitato


pia cordonata

Bene-

detto sopra una torre; indi per


si

am-

ariiva alla seconda

porta ferrata, e dopo altro piccolo


tratto di cordonata scoperta, al pia-

Benevento, degl' imperatori Carlo Magno, s. Enrico II, Lotario III; di Roberto Guiscardo, e di Carlo di Borbone. Si passa nella basilica per una grandiosa porta, rivestita di lastre di bronzo, nelle quali .sono scritte in caratteri d'argento la qual le possessioni della badia,
di

duca

monastero. Dopo il passaglungo portico di travertino bianco, d'ordine dorico, coronato da


del

no

porta fu lavorata in Costantinopoli


nel
I

gio di

1066.
longobardi distrussero
la
i

chiesa

superbi terrazzi,
vasti

si

entra
di

nei

tre

edificata

da

s.

Benedetto,

saraceni

e paralleli

cortili

con

logge
grosse

all'intorno.

Due

tronchi

l'abbate

incendiarono quella ricostruita dalPetronace, rovin pel terdel

nano
alla

colonne di porfido e di granito ori centri de' chiostri o cortili


llerali.

remoto
venne
derio

i349

la
I,

terza eretta
e nel

dall'abbate Giovanni
diroccata

1649

Per quel di mezzo grande scalinata, a pie

si

va
cui

dall'

abbate Desiinnalza-

di

IV Petronio

quella

i6o
la

MON
riedificarla In
le

MON
soltanto
il

da Urbano V, per

pi grandiose forme.
successore abbate

Ma

gli

sada

pot

Domenico di Quemandare il disegno a

come preziosi sono ornamenti delle cappelle vi dipinsero il Salimene, il cav. Conca,
navi laterali,
:

compinjento colla direzione del cav. Cosimo Fansaga, avendo termine l'edifzio nel 1727. E questa l'odierna basilica cattedrale di Monte Cassino, lunga palmi 244 su 78 di larghezza, e 66 della maggior
altezza.

Belisario Coren/io, Lorena, Andrea da Sabino discepolo di Raffaele, ed altri molti. A destra entrando in chiisa, la prima cappella dedicata a s. Greil

cav.

Vanni,

Carlo

di

gorio
de'ss.

I Magno, e racchiude corpi Simplicio eCostantino, discepoli


i

Disposta a tre
di

navate,

le

del fondatore: sono

ricoperte di bel

volte sono sostenute


stri,

da otto

pila-

verde antico
questa
la
cos'i

le

colonne, e

come

in

e belle colonne

granito o-

nelle altre vi

ha, oltre
nei
al

rientale
pelle.

formano gli archi delle capTutta rivestila di marmi e

principale tavola,
nella volta e
della

de' quadri
lunette,

lati,

nelle

finissime pietre.
le

Sono rimarchevoli
e l distriequestri
gli

titolare

cappella allusivi.

La

croci di di

marmo qua
tutti

buite

ordini

seconda sacra al re s. Carlomanno, che rinunziati gli stati d'Austrasia,

la regola benedettina si fondarono, come quelli di Calatrava, d Alcantara, di s. Stefano, dei ss. Maurizio e Lazzaro, di s. Ma-

che sptto

Svevia e

Turingia

al

fratello

Pipino, fu dal
stito

Papa

s.

Zaccaria veivi le

della cocolla

monastica, ed

men

santa vita: sonovi dipinte


vi
si

Mercede, di della Spada, di Avis,


ria

della

s.

Giacomo
Moiitesa
,

sue principali azioni, e


:

vene-

di

di

Cristo,
.

e del soppresso de'


stucchi

Tem*
So-

rano le sacre spoglie le colonne sono d'alabastro cotognino. La terza


fu intitolata a'
ss.
il

plari

Di

dorati
le

e vaghe

Guinizzone e Gen-

pitture sono ripiene

pareti.

naro monaci,
sistette alle

pra

la porta in gran quadro si rappresenta la consagrazione fattane da Alessandro II, e lungo la nave mag-

primo de'quali redepredazioni di Todino,


di

rapace
scepolo
i

ministro

Pandolfo
in
vi
si

IV
di-

principe di Capua, ed ebbe


il

giore nelle volte sono


digiosi fatti di
voli
s.

effigiati

pro-

Benedetto, prege-

lavori a fresco del celebre


i

Ludei

ca Giordano, con esso

ritratti

tanti Papi benedettini, molti de'quali


si

venerano loro corpi, e le colonne sono di verde di Polcevera fra le analoghe pitture: il ciborio per la custodia della ss. Eucaristia, di rame dorasecondo:
to,

venerano sugli altari, di tutti avendone fatto il novero a Benedettini.

decorato di
altre

lapislazzuli, agate,

amatiste ed bate
la

pietre

{^ eziose

Le

volte delle

navi

laterali

superbo lavoro del Bernini. All'abs.

sono costrutte a scodella, e dipinte a fresco dal cav. Paolo de Mattheis, e sulle porte di queste navi sono due quadri di Mazzaroppi

Bertario martire dedicata

quarta, con colonne scanalate di

gna
e

verde antico e broccatello di Spavi effigiato il suo martirio,


:

mezze lunette di Francesco de Mura, rappresentanti i fatti del famoso capitano Consalvo da Cordova benemerito dell'abbazia. Di altri
colle

il

congresso

Lotario re di
di

Teuberga
l'altare

di s. Nicol I con Lorena, pel ripudio e illecite nozze con

Valdrada.

A manca
di
s.

pel

primo

vie-

insigni pennelli

sono

le

pitture del-

ne

Michele

con co-

MON
lotlne d'alabastio cotognino, ed an-

MON
guesi per
l'altro
la

i6r

poi vi fn anch'essa sepolta, e dislin-

geliche visioni

si

vedono dipinte in
la ses.
i

maestria delle scolture

ogni lato. Eguali colonne ha

s'innalz a Pietro de Medici

guente cappella di
e
si

Gio. Battista,
suoi
fasti.

fratello di

Leone X, annegato

nel

vedono
cui

coloriti

La

terza s'intitola

s.

Apollinare ab-

Garigliano nel portarsi a Gaeta per soccorrere l'esercito francese, a spese


de' cassinesi per compiacere
il

bate, a

si

attribuisce la devia-

pafi-

lione de* saraceni neir847


sione avuta dall'abbate
e pari l'ornato delle

per vi,

rente Clemente VII, composto di


nissimi

Bassaccio

marmi, egregio disegno

di

vaghe colonne d'alabastro, e dipinti che il fatto rimendjrano, come il perdono accordato
al

Antonio Sangallo; e siccome le ossa del defunto e la lapide furono ivi


collocate a
si

tempo

di

Cosimo
lui

I,

cos

pentito

Badelchi

conte

fece ntenzione di

nell' iscri-

di Consa per l'assassinio di Grimoaldo li principe di Benevento.

zione.

Non minore

sontuosit rispleri-

Nella quarta cappella in venera-

de nelle due angolari cappelle della Beata Vergine Assunta, e della Piet,

zione

il

corpo di

s.

Vittore

cogli stessi pittorici

III Papa, ornamenti e pre-

ridondanti di pitture
Il

ricche

pietre.

coro di
stalli

mezzo con due


pei
sul

ziose colonne.

ordini
cos splendido

di

meraviglioso

Un tempio

ha

l'al-

capolavori d' intaglio

legno di
nellji

tare principale disegno del

sommo
pie-

noce, vedendosi la perfezione

Michelangelo, colla maestria del quale

moltitudine e
figurate.

gareggia

la

preziosit delle

Al di

minutezza delle cose sopra sono pure didorati, e

tre e de' suoi

marmi,

e chiudesi per

pinti e stucchi

nel fondo

mezzo

di balaustra di

marmo,

sulla

della

tribuna
di

l'organo

tanto

ri-

quale vari putti di metallo sorreggono i simboli delle dignit e gradi

nomato
ricco
la

Cesare

Caleritozzi

per-

ch produce

l'effetto

d'un'orchestra,

che hanno illustrato l'ordine benedettino.

Tredici lampade d'argento


il

illuminano dietro l'altare


cancello della sottoposta
ss.

basso
dei

tomba
;

che compie , stupenda prospettiva. I libri corali furono mitiiati in principio del secolo XVI, e sono singolari e beld'intagli

dorati

Benedetto e Scolastica
pilastri

e su quat-

lissimi.

La
il

confessione

sotterranea,

tro

di

marmo
che

si

eleva

la

che
nel
si

dicesi

tugurio, siccome inca-

grandiosa cupolai,

sovrasta

al

vata nella viva pietra del

monte

santuario. Pregiatissimi dipinti com-

i544

^" ridotta alla

forma che

piono l'abbellimento di

tutti

pi
di

vede, e tanto la cappella prima-

minuti angoli, ed

il

pavimento
e
gli

marmi
agli

di

vari

colori

corrisponde
,

altri

cospicui ornati

af-

freschi delle

volte delia crociera

so-

precisamente nel luogo memorali sacri coi"'ove riposano pi de'germani fondatori de' monaci e monache benedettine, quanto le
ria^ eretta
i

no opera
lati

di

Belisario Corenzio.

Ai
si

laterali dedicate ai

ss.

discepoli Plarivestite

e negli sfondati delle crociere

cido e

Mauro, sono

coti

vedono due magnifici mausolei, uno di Guido Fieramosca signore di Migliano capuano, eretto dalla moglie Isabella Castriota, che fece erede d'ogni suo avere il monastero e VOt XLV.
,

impareggiabile eleganza di
fresco;

marmi

e pitture, nelle volte colorite a grati

Marco da Siena

sulle mUrrt

dipinse la passione del


gli

Redentore,
figure^
It

evangelisti ed altre
i

i62

MON
i

MON
monaci haimo
di
s.

fondo un coro inferiore, di cui parimenti molto sono stimati gl'intagli, ed ancor pi profondo l'altro coro di pi semplice coslnizio*
ne, destinato al salmeggamento not-

le

loro

tombe

nel

cimiterio

Anna, prossimo al gran tempio. 11 famoso archivio cassi nese occupa tre ampie camere, ove si osservano parecchi antichissimi quadri in legno, ed altre rarit,

turno. Nella sagrestia, nel

sacrario

delle reliquie e nel capitolo tutto

oltre

la

ben

ordinata
e
lapidi

serie

profusione
gnifici

d*

innumerabili

manon
che

de' diplomi,

privilegi

scritture,

ornamenti. Superiormente al
biblioteca^
le

non che due


citt di

vetuste
ivi
i

della

capitolo trovasi la
solo

Cassino:
sacerdoti
i

per
pei

opere
codici

d'ogni

genere,

novelli

del

monaci, quai fuoco sacro,


del

ma

rari

rinomata,
al

tennero vivi
cui ne' secoli

fonti

sapere di

servirono di studio
nart, a Cristiano

Sigonio, al

rozzi

erasi

spento

il

Mabillon, al Monlfaucon, al

Ruialtri

lume, onde l'Europa,

principal-

Lupo, e ad

mente
le

sommi

scrittori ecclesiastici; bens

a deplorarsi che le frequenti espilazioni cui soggiacque il luogOj ne ab-

l'Italia va obbligata. Tra. opere pi particolari di questo luogo sono a nominarsi un codice medico di Costantino africano fon-

biano disperso

migliorij poich ber-

datore della scuoia salernitana; un

saglio alle vicende delle armi,

cadde
poi

in potere talora del vincitore, e

anche del vinto,


li
:

sempre

il

luogo

soggetto agli avvenimenti principa-

Dante scritto nel iSGy, con un riassunto in fine della Divina Commedia, che dicesi scritto da Pietro suo figlio un codice delcodice di
;

ora composta di pi di ventimila volumi, tra' quali edizioni dei


della
rari e di

l'Eneide di Virgilio con note,


gli

co-

argomenti
del

scritti

da Modestino
Ulpia-

primi anni
scritti

stampa , manogran valore, collel'antii

discepolo

giureconsulto

n. Ivi pure

una sedia balnearia


s.

zioni mirabili de' padri greci e la-

o stercoraria di rosso antico, somigliante a quella di

Tutto il rimanente, sia co monastero che occupa meridionale e orientale, sia


tini.

Giovanni in
de' lo-

lati

Laterano.
cali si

La

restaurazione

della
altri

nuova fabbrica eretta negli due lati nel secolo XVI li ad


zio
i

ospi-

deve all'abbate Gattola, morto nel 1734, e visi vede il ritratto in marmo con conispondente
epigrafe. L'antica torre di
s.

de' nobili

personaggi
della

d'ambo
reggia

Benee

sessi,

de'pellegrini e degl' infermi,


la

detto ricorda

1'

abitazione
:

sua

attesta

sublimit

quella de' discepoli

nella parte su-

consacrata al patriarca della


stica

occidentale disciplina.

monamoricoli

periore sono
datore,
passati vanti,

le

tre stanze del fon-

non meno
ornamenti,
vi

venerabili

pei
gli

naci di
asilo a

Monte Cassino non negano


chiunque
di
lo

che pregevoli per

chieda,

attuali

mentre
si si

nel

se-

mando
La

cortesia e d'istruzione

colo
di

visitatori del loro

insigne

cenobio.

marmi

XVI non ma
,

solo

rivestirono

form?)

una

chiesa minore, dedicata a san


in

preziosa galleria de'migliori quadri


di

Martino vescovo,

memoria

del-

eccellenti

autori

d'ogni

scuola

l'antica cappella a lui innalzata dal

italiana. Dall'intorno del

monaste-

fondatore stesso, serve. a sepoltura


degli esteri

ro viene ricrealo l'occhio pei vasti

ed

inservienti,

mentre

deliziosi giardini

ed

orli.

L'acu-

MON
minala cima del Monte Cassino, che a tulle le vicine montagne ed al monastero sovrasta, rende ancor
pi maestosa
tiva
la

MON
gue sino

i63

al 11 38, ha per autore Pietro Diacono. Leone de' conti di

Marsi (Vedi)y monaco


ne dell'abbate Oderisio,
nedetto
sino

di

Monte
d'ordis.

pittoresca prospet-

Cassino, ne scrisse la storia

de' dintorni,

contemplandosi
al
le

da

Be-

dai golfo

napoletano sino

mar
alpei

all'abbate
e da

Desiderio

Tirreno
stri

le

boscaglie,
colli,

acque marine, campi


i

poi Vittore IIF^

Pasquale

ridenti,

fu creato cardir^ale; opera assai lo-

deliziosi

romantici
Altri

villaggi,

data, chiamata la cronaca

minore.

e gli sparsi

paesi.

monasteri
recessi.
s.

Pietro Diacono [Vedi), altro

monal'altra

popolarono questi solitari Il pi celebre quello di


dell'Albaneta edificato sino
colo X, poco pi di

co di

Monte

Cassino, pur con lode

Maria
dal se-

la continu,
i

avendo per come

difetti delle

antiche cronache; egli

mezzo miglio

sud ovest dal santuario, ove si recano i monaci per ricreazione o


convalescenza,

cominci dal cap. 35 del lib. 3, aggiungendovi trent'otto capi, e ragionando di quelli che avevano illustrato questo arcicenobio. Pasquale

perch
la

il

sito

non
o-

pu
da
s.

essere pi

incantevole.

Un
si

Il

lo

cre cardinale
:

e di lui
illustri'

ratorio

ricorda

camera

abitata
re-

abbiamo ancora

Ignazio Lojola, che vi

c in pellegrinaggio, e vi rest cinquanta giorni. A pi ristretto tenore di vita si dedicavano quei

bus casinensibus ; tu justoruni casintnsium.


te

De vris De vita
,

et obi'

L' abba-

Angelo della Noce

poi arcive-

monaci
roccati

che ne' monasteri ora didimoravano, cio di s. MatDio, e di


s.

scovo di Rossano, illustr con note la cronaca cassinese. Dipoi d. Era-

smo Gattola monaco


de
:

di

Monte Cas-

teo de'servi di
della Cicogna.
villa

Nicol
la

sino e custode degli archivi ci die-

pure rinomata
re

Historia sacri monaslerii cassi-

di

s.

Rachisio
tradizione

de' longovi

nenss ab erectione

ad annum

us-

bardi, ov'

che

di-

que

morasse

quando
e
vi

fece

professione

monastica,
ficata

piantasse

una

vi-

gna, onde a sua memoria fu

edi-

una cappella.
la

La Cronaca di Monte Cassino


fu

pubblicata
la

prima
d.

volta

nel

i5i3,
za

seconda nel i6o3,


e

la ter-

nel

1616,
la

Angelo

della
di

Noce

fece

seconda
sta

edizione

1725, Veneliis 1733. HistO' ria abbatiae cassinensis per saeculoruni serie distributa, qua Leonis chronicon a Petro Diacono ad annum i538 conlinuatum in plerisque suppletur, et ad liaec usque nostra tempora ex probatssimis authenticisque documentis producitur. Insertis operis initio, monasteri descriptioncy et ad calcem pr laudati
chronici auctoribus apologia, Veneliis

Parigi.

Nella
libri,

cronaca cassinese in

quallro

avvenuto
ancora

di

quanto pi memorabile non


registrato
di
s.

apud
t.

Coleti
p.

1733.
seg. la

Il

Muratori

nel

IV,

i53 e

Script, re-

solo

nell'ordine

Benedetto,

rum
la

Ital.y

pubblic

cronica cas-

ma
bri

nella Chiesa dall'


II 38.
I

anno
li-

sinese, data in

luce dall'abbate delcolle aggiunte e

54*2 fino al

primi tre

Noce nel 1668,


la

sono

stati

composti
nel

da
il

Leone
quarto
prosie*

dissertazioni

inedite del medesimo.

d'Oslia o marsicano, ed

Ma
ria

che comincia

1086, e

dell'

completa applauditissima stoabbazia , pei suoi distinti

iG4
pregi,

MON
commendevole per
ed
e
dotlrinn e

MON
abbracciata
poi
dall'

occidente

ne

ijlosoHa^ robustezza
stile,

eleganza di

divenne
a

il

patriarca al

modo

dello

diligente scelta di
tratti

monudal do-

Monaco.

menti importantissimi
te
la

Terlullo

Avendogli il patrizio donalo pr redeniplione

vizioso archivio cassinese, felicemen-

compil

il

eh.

e dotto

p.

d.

aniniae una terra sul Monte Cassi, no, vi si rec a fondarvi il monastero che divent capo dell' ordine

Tosti cassinese in tre tomi con bellissime incisioni Storia della badia d Monte Cascino divisa in libri nove , ed illustrala di note e documenti, Napoli per Filippo Gi:

Luigi

da

lui
il

istituito.

Dopo aver abbatdi

tuto

tempio
e

Apollo, spezzati
il

g' idoli,

incenerito

bosco di

relli

184^.

C>li

/annali delle scienvoi.

ze religiose nel

XV,

p.

ne parl con giuste

lodi, e nel

3o8, voL

Venere, eresse nell'area del tempio la chiesa di s. Giovanni Battista, che fu il principio della celebre ba
cassinese ; mentre edificando non discosto una torre per 1' abitazione de' monaci, onde guardarsi
silica

XVII,

193, pubblic l'importante analisi dei primi sei libri del eh.
p.

Francesco Battoli dottore

di diritto

dalle scorrerie de' barfjari, fu l'ini-

in Perugia, sunto che fu stampalo

ziamento dello splendido monastero;


indi
nel
j

anco

separatamente.
in

Avendo

noi

529

vi

pubblic

la

sua re
se

parlato
illustre

tanti

luoghi di questo
sisteci

gola

evvi

per

questione

gi

cenobio, e pel nostro


colla

ma mo
cose

coupendioso, solo
,

limitere-

scoila

dell'

storta,

principali

ad accennar che
,

encomiata brevemente le
lo

promulgata in Subiaco culla dell'ordine, ove avea diretto dodici monasteri, onde dicemmo
r avesse
a Benedettini opinar alcuni che
regola
la

riguarda-

incominciata
e

in

Subiaco fu
in

no
gli

potendosi pel

di

pi
e

vedere

compiuta
Cassino.

pubblicata

Monte
Placido,

analoghi articoli citeremo, altrimenti

quelli

che

Avendo Tcrtullo
il

offerto al

pel

vasto ar-

fondatore
si

suo

figlio

s.

gomento

troppo lungo sarebbe il trattarne con minor laconismo, poich r importante stoiia e fasti di
Cassino sono collegali cor grandi avvenimenti dell'Europa , e particolarmente della Chiesa e del-

rec a

visitarli,

e mor

nel

53G
in-

neir abbazia,
tre

venendo

sepolto

nanzi la porta del refettorio,


s.

men-

Monte

Placido
e
s.

in Sicilia,

propag V ordine Benedetto fu visitaDiffondenil

to

da Totila
r

re de' goti.

strettamente coi molteplici destini e vicende del reItalia,

essendolo

gno

delle

due

parte

che

Sicilie, anche per la dovettero prendere alle


i

di Le Mans domand monaci per la Francia ed il santo vi mand il suo diletto s. Mauro con alcuni altri

dosi

istituto,

vescovo

guerre
Nel

e alle sue conquiste

pos-

religiosi.

Da

questo amore alla vita

senti abbati.

secolo

s.

Benedetto (Fedi)
dal
di

monastica, cio alla benedettina, furono prese anche le donne, poich

prese l'abito religioso

monaco
Siibiaco

come dicemmo
di

Monache,
laonde
si

la

voca-

Romano
(J^ec?/),

nell'

antro
vi

zione religiosa nel sesso fejnminile

per menarvi vita contempla-

molto anteriore,

s.

Sco-

fond dodici monasteri, meditandovi la regola per la disciplina monastica, che

tiva, e nel territorio

lastica

sorella del santo

ridusse con

altre in

sepaiato luogo nella valle


al

che soggiace

Monte

Cassino, e ik>

MON
molto lontano da questo nel sito cliiiunalo Pimarola o Piombarol'origine delle monala, ed ecco che BenedeUne [Fedi). Venule l'anno 54^ morte s. Benedetto nelriun.
si

rio^

i65

Forse sar stata trasferita in Francia qualche reliquia di essi, e


prese la parte pel tutto.

Urbano

r oratorio
di
laslica,

di

s,

Gio. Battista, mentre


s.

poco aveaio preceduto


fu
il

Scola-

Vili colla bolla Sanata Mater, dti 20 marzo i633, BulL Rom. t. Vi, par. I, p. 3 16, ordin che in tulli i luoghi della Spagna ove esistessero
chiese
in

suo

corpo insieme a
riposto nel sesi
t.

dedicate a

s.

Benedetto,
dell'

ed
si

quello della sorella


polcro, che tuttora
basilica

quelle

ancora
la

ordine
di

venera nella

osservasse
a'
s.

sua

festa

precetto

cassinese. Nel

XVII

delle

Dhsf4^. eccL
sopra l'anno e
di
s.

del Zaccaria, la
il

I marzo. La sua vita scritta da Gregorio I fu pubblicata con

giorno della morte


;

spiegazioni

nel

1690

dal

p.

d.

Benedetto

il

p.

Mabillon

lo

morto nel 543. Alcuni scrisseche nel 660 o 690 distrutto il monastero^ Agiolfo monaco di Fleiiry (Vedi)^ per ordine dell'abbate Mommolo con alcuni cenomadice
ro, ni

Giuseppe Mege, e tradotta in italiano da un cassinese venne stampata in Venezia nel 1733. Altra in francese l' avea data nel i652 alla luce il p. d. Bernardo Pianchette.

rubassero
in al

corpi e

de'
li

ss.

Benedel
e
cio
te

Dopo

la

beata morte di
s.

g.

Benedets.

detto
sero

e Scolastica,

trasportas-

to gli abbati

Costantino,

Simpliprediessa

Francia,

cio
di

quello

e Vitale, ressero successivamenla

santo

monastero

Fleury,

badia. Indi secondo


del santo,
nel

la

quello della santa rimanesse presso

zione
notte

589

fu

Le Mans. Mabillon, Saussay, Menard e Boj

medesimi
con

cenomani

di

tempo assalita da' longobardi condotti da Zotone duca di 3enevento,

schio

altri
;

traslazione
la

sostengono questa che negano Loreto, del-

quali

Noce e Macchiavelli, a favor dei si adduce s. Zaccaria Papa


i

essendo abbate Bonito, e messa a ruba, a sacco ed a fuoco. Fuggirono i monaci in Roma, ove
gli

accolse Pelagio

II

gi

monaco
i

che protest aver veduto e venerato


santi

benedettino, ed introdusse nella basilica

corpi

in

Monte

Cassino,

lateranense

ri

movendone

e pi

tardi Alessandro li, nella pri-

ma

invenzione il cardinal Giovanni d'Aragona, nel i545 l'abbate d. Girolamo Selpcchelo piacentino, ed il p. della Noce quando nel 1637 alla presenza di tutti monaci casi

Lateranensi ; contiguo si costruirono il monastero de'ss. Giovanni Battista, Giovanni evangelista,


e Pancrazio, ed
siastica
ivi

Canonici

maestri di eccle-

dottrina per circa i3o anni

abitarono, senza per lasciar del tut-

sinesi

e di

molti

altri,

in

occasio-

ne che l'abbate Simplicio Cafifarelli voleva mutare la forma della chiesa, li vide con sua particolare tenerezza, onde scrive nella sua cronaca aver esclamato Nane diinit:

quanGregorio I sped in Inghil' terra per convertirla nuovamente alla fede sant' Agostino priore del monastero di s. Andrea, vi mand pure alcuni monaci cassine*
to deserta l'abbazia cassinese:
s.

do

tis

Domine

serviim

tuum
ss.

in pace^

quia viderunt oculi mei

patriar
deside-

cham

Italiae decus^

GaWae

quali nel monastero lateraneni ebbero dodici abbati. Nel 718, o 7^9 o 720 s. Gregorio 11 fece
si,

se

i6G
ritornare a
ci,

MON
Monte Cassino
la
l'istabilire

MON
monadisciplina mo*
i

onde

nastica in Italia,
della

facendo esecutore

sua pia intenzione


bresciano,

Petronace
capitato
luoghi,
il

nobile

che
i

in
si

Boma
stero,

a visitar
essi

santi

rec con

ristorare
di

mona-

ed a farvi

pi fiorire la
gi
s.

Nel 748 Gisolfo li duca di Benevento ripar a Monte Cassino i danni recati dal feroce Zotojie, restitu le usurpate possessioni, e gli don quanto circondava il monte insieme colle terre, castella, ville, molini ed acque che vi erano, come pure il territorio di Genziana.

congregazione e monacale osservanza,

Morto

nel

75

Petronace,

lui

aiutato dal

Papa
e
dai nel

monaco
Paldo
ss.

benedettino,
di
8.

dall'

abbate

Vincenzo,
e

fratelli

Ermete Graziano, quindi Potone. Governando questo ultimo, nel 755 si fece monaco
successe Olialo, poi

Taso
scrisse

Tato, non

ySi
e

come

Adelardo, cugino del re Carlo


larg ro
la

Maal-

Leone

d' Ostia

Meni. cron. p. castel narra, che divenuto il cenobio un mucchio di rovine, alcuni solitari eranvi rimasti, ma appena avano V alloggio e la sussistenza. Petronace vi port un braccio dei ss. Faustino e Giovila, che il Bercastel dice uno de* primi esempi
Sarnelli,

prova il 36. Il Bei-

gno, ed Arechi duca di Benevento


giurisdizione
il

degli

abbati,

e gli sottomise
di

celebre monaste-

donne
s.

in

quella citt dedi-

calo a

Sofia.
alla

Circa questo tembadia,


s.

po intorno
e
sero

nella valle

nel monte Germano, sor,

pi

chiese

monasteri
s.

fra

cui principalmente quello di

Salle

dell'uso di dividere
Ja

le

reliquie nel-

vatore,
arti
le

chiese

e nmnasteri
e

ove
le

chiesa

d'occidente:
il

fuvvi eletto
sesto

pompeggiarono,
si

con
al

arti

per superiore, cio

abbate
dell'ab-

lettere

ritraevano

Cassino,

dopo
bate

s.

Benedetto.

A tempo

per opera singolarmente del dottis-

PetronacCj nel

Zaccaria gi
rec a

746, Papa s. monaco benedettino si visitare la tomba del santo


si

simo monaco Paolo Diacono, onore anche d'Italia, ed autore della storia

de' longobardi.
volle

Nel 787 Carlo


il

patriarca, consacr la chiesa gi ristorata, decret che


festa de'ss.

Magno
zioni
di

venerare
II,

sepolcro
le

celebrasse la

di s. Benedetto,

conferm

dona-

Benedetto
;
i

e Scolastica,

Gisolfo
fosse
i

come
nazioni

il

natale
tutti

fece

molli

doni,

l'abbazia

comand che tenuta come camera

conferm
e

possedimenti,
,

doil

privilegi

ed

esent

monastero
apostolica,
Cassili,

dalla

giurisdizione
alla sola

dei

escovi, assoggettandolo

Sede
lf>

come
I,

si

ha dalla Cliron.

lib.

cap.

'^j

'*'^-

cap. 96, Per


fice,

le

esortazioni del Ponte-

Ralchis o Rachisio re de' longobardi si ritir nel monastero e ne Testi r abito, come fecero la sua
consorte e
te
figlia

monaci fossero cappel l' abbate arcicancelliere, maestro cappellano, principe della pace, cio che solo per mediazione dell'abbate potesse tornare in grazia dell' imperatore alcun barone ribellalo ; al medesimo concesse poter bere in coppa d'oro ed usare coltre di porpora j nelle
imperiale,
dell'

lani

impero,

processioni

farsi

precedere

dal la-

in

altro

monaste-

ro vicino, che aveano con ricca dofabbricato ; anche il re Garlola

roanno prese

cocolla monastica.

baro imperiale, ossia una croce di oro ingemmata; e volle Paolo Diacono ad insegnar le scienze in monaFrancia, ed a rilrmarvi
i

MON
sieri
ci
;

MON
sente collegiata.
gressori
il

167
difesa degli ag-

cosi
l'

per

bram die altri monaItalia e Germania fossero

maestri delle lettere e delle scienze.

tempo Carlo Magno don ad Adriano I ed alla santa Sede i ducati di Spoleto e Benevento, mentre il suo figlio Lodovico
In questo
I
"vi

nel

pontificato
la

di

s.

Pasquale

monastero fu circondalo di abitazioni da Bertario, ond'ebbe origine l'odierna citt, da luogo deserto eh* era. E qui non si deve tacere che 1' abbate Teodomaro accosto alla chiesa di s. Benedetto fabbric a Maria Vergine una chiesa con quattro de fu chiamata
torri agli
s.

aggiunse

Sicilia.

angoli, ondelle quat-

Per la civil guerra nel ducalo beneventano furono chiamali saraceni con immensi danni ; altra orda di saraceni verso \'S^6 nel pontificato di Sergio II, rimontato il Tevere dierono il sacco alle basiliche di s. Pietro e di s. Paolo ;
i

Maria

tro torri,
i

e tuttora

esiste.

Entrati

furibondi saraceni nel monastero


s.
;

di

Salvatore

vi

recarono

la

strage
l'

trovato Bertario a pie dels.

altare di

Martino, come alcuni


il

vogliono, offerente
zio,

divin sagrifi-

passando poi a rono per tutto


struzione e
saccio coi
cinio
la

s.
il

Germano, portasaccheggio^ la di-

ricolmatolo d'aspri

rimproveri
a'

gli

morte. L'abbate Basal

bre
i

monaci ricorsero

patro-

1^ ottopan sorte tocc a tulli monaci. Dopo questa tragica sceil

mozzarono

capo

884

del santo loro archimandrita,

na
pio

monaci continuarono nel dopministero di

e ne furono prodigiosamente liberati. Indi l'abbate Bertario volle difendere colle armi e con fortificazioni (che lod l'imperatore

conservare

e di

Lodoe

propagare la sapienza, che per le guerre andava perduta. Due anni dopo il miseranda caso
di

vico
il

II

quando
s.

visit

il

cenobio

Monte

Cassino, l'abbate di

Teano
scrit-

sepolcro di
i

Benedetto conferman-

Angelario deput Erchemperto


bazia,
i

done
s

privilegi)

Monte Cassino da
i

tore della cronaca a ripristinar l'ab-

crudeli nemici,

quali pieni di

ma

molti ostacoli insorsero, e

dispetto clandestinamente a' ii set-

longobardi gl'impedirono rivendi-

irruppero sul monastero, incominciarono col predare^ e finirono col fuoco e col sangue: monaci che scamparono la morte, parte fugi

tembre

girono nel

monastero
la

di
i

Teano
diplomi,

,
i

recando
privilegi
stesso
s.

seco le bolle,

i patrimoni monastici; passarono in vece i monaci nel 91 5 ia Capua sollo l'abbate Giovanni /, successore dei tre che aveano governato in Teano, e si stabilirono nel monastero di s. Benedetto, ma

care

regola

scritta

dallo

l'austerit del

santo vivere

si

ralcit-

Benedetto ; gli altri pi robusti coli' abbate Bertario si portarono alle radici del monte nel monastero di
s.

lent tra la mollezza del vivere


tadino.

Morto
fece

nel

94^

il

successo-

re Adelperto,
sostituito

Salvatore in
;

s.

Gerchiesa

Baldovino che gli fu consapevole del disAgapito


II,
il

mano
bate

fondato da Petronat

indi l'ab-

ordine
le

il

Papa

qua'

Polene
s.

vi

aggiunse

la

sacra a

Benedetto, mentre l'abba-

comand ai monaci di ritornare Monte Cassino, lo che ebbe effetAligerno che nel
a Maiepollo suc-

te Gisulfo ingrand

magnificamente
valore rifabbric

monastero, e in onore del Saiil

to sotto l'abbate

949

era successo

la

chiesa, al pre-

cessore di Baldovino.

Aligerno con

i68
zelo ed energia
l'

MON
le

MON
dai
vicini
in
8.

ripar a tutto, alosservanza delia disciplina, rivenpossessioni


P*^'"

dic tutte
si.^norotti^

Sotto questo id^bale il Papa Bene" dello Vili e l'injperatore s. Euri' co li confermarono privilegi deU
i

8''^^
le

<^''f<2sa

l'abbazia;
i

ma avendo
di
il

egli

assoldato
nella

ibndamenta della rocca Janiila,ove era stato un tempio di Giano, a frnte della vendetta che ne fece Alenolfo gaslaldo di Aqui-

Germano

normanni
i

fresco

venuti

regione, contro

signore d'Aquino,
i

mentre

greci per vendicar loro possedimenti minacciarono l'Italia;

no do

indi a' suoi soggetti die in feule

Atenolfo per favorire

il

fratello

guain

terre della

badia, venendo

le

dagnato

dai

greci,
il

fece

gittare

sue ragioni feudali da pi principi e da Ottone II confermate. Restaurata


la

mare Datto, che


messo
greci
alla

Pontefice avea
castello
le

difesa

chiesa

il

monastero,

ri-

Garigliano.
e

d' un A riparare
il

del dei
si

mene

fiorendo la santit ne* monaci, Aligfrno mor nel 986 benedetto dai
religiosi,

punire

tradimento,
s.
;

amato

dai

vassalli.

Nell'e-

mosse l'imperatore con poderoso esercito


g,

Enrico

11

l'abbate fug-

Mansone, la discordia produsse scisma j quei che partirono dalia badia fondarono il celebre monastero della ss. Trinit della Cava, ed altri cinque in Toscana, fra' quali s. Maria di Firenze
lezione del

successore

si

affog

Benedetto

nel 1022. Vili e l'imperatore non


in

mare

credendo doversi
ci

lasciare ai

mona-

l'elezione del successore, vollero


stessi

essi

presiederla, portandosi in

Monte
do.

Cassino, e fu scelto
s.

TeobaU
d' essere

tuttora fiorente. Intese

Mansone

al-

Grato

Enrico

II

ziule
^1

l'ingrandimento della potenza abbafondando rocche e terre intorno

stalo guarito dal

mal
s.

di pietra

per

intercessione di

Benedetto, lasci

monte. Dispiacendo
s.

tali

opere

al

magnifici doni

al

monastero,

e ne

monaco
Ja

JNilo,

si

allontan
poi a

dal

monastero,
{^Fedi)

e pass

fondare

conferm 1' esenzioni. Teobaldo di santi costumi e


dito agli Situdi,

de-r

celebre abbazia di
,

Grottaftrrata

accrebbe
;

lustro

che ancora assai fiorisce. Mansone per le trame di monaci ribaldi, e di Alberico indegno vescovo di Marsi, perde gli occhi in Capua, e mor di doloie nei 996: allora i limitrofi signori danneggiarono, invasero
sessioni della
seri

splendore

all'

abbazia

ebbe per a

provar
tello

la

vendetta del principe frar

del predecessore, ed a sua innel

fluenza

iq35
ligio.

fu eletto abbate
I

Basilio a lui

sero

all'

iraperator

monaci ricor? Corrado H, il

tolsero le pos-

quale condottosi nel

loBy

al

moba va-

badia. In

questi misanti

nastero, sotto isuoi auspicii fu deposto, e poi creato abbate


il

tempi non monaci a tenere nione vanni


il

mancarono
in

veneranda opimonastero. L'abbate Giopretese


in

ro Richerio. Vedendo infestalo il patrimonio monastico dai conti di

III

contro

la

regola
e

Aquino, ricorse all'imperatore, indi


smantell
.

potersi eleggere

successore Gionipote,
gli

le

mura
i

il

castello

tli

vanni
parte

Ptotondo
de'

suo

Angelo

ribellato

venuto a batli

i^uccesse nel

loio ; ma la maggior monaci preg Pandolfo principe di Benevento a sostituirgli io 11. suo figlio Atenolfo nel ^l

taglia coi
la

normanni
liber

vinse, e
di

fece

pace, anzi
il

pure

prigio-

ne

conte di

Teano suo nemica,


la

dopo avev preso

VQCC^ di Ev^qn

MON
dro
to.

MON
la

169
i

in cui stava

raccliiuso per aver

libert di eleggere l'abbate, pro-

tentato di occuparla con tradimen-

mossero a
Pietro
I

Nel
visit

io47
il

l'imperatore Enrico
vi

a'

rumore vassalli, ma 20 maggio loSy rinunfu


allora
il

III

cenobio,

lasci

ric-

ziando
rico,
al

spontaneamente,

chi doni e sped

diploma in suo favore. Nel 1049, o meglio nel io5o

creato abbate

detto Giuniano Fedci*

s.

Leone IXjgi monaco benedettisi

che riuscendo di soddisfazione Papa, in B^irenze ove si port a


di cardinale,

QO,
sa

rec

in

nel d delle

palme

questo santuario, e vi celebr mes-

trovarlo, lo elev di

do
sua

nuovo al graconfermando nella


i

solenne, ponendosi a mensa coi primonaci; accrebbe e conferm vilegi dell'abbazia, sottomettendosanta Croce in le il monastero di
i

persona

tutti

privilegi

degli

abbati cassinesi, e che nei raduna

menti de' vescovi


desse
indi

e de' principi
gli

se
;

sopra
lo

tutti

altri

abbati

Gerusalemme
tri

di

Roma,

come

al-

suoi antecessori accord

all'ab-

nel

bened e consacr abbate giorno di s. Gio. Battista, se


la

bate l'uso della dalmatica, de' sandali,

condo

consuetudine,

perch

il

de'guanti e di altri ornamenti


nelle principali
festivit, in
.

vescovili

Papa ne approvava l'elezione. Po^ co dopo Vittore li mor, e a'2 agesto Giuniano
di

tempo
ss.

delle messe solenni

Nel

o5

cardinale e abbate
fu
eletto

vi ritorn,

celebrandovi

la

festa dei

Monte Cassino

Papa

Pietro e Paolo; quindi nel


il

io53
i

col

nome

di

Stefano

IX

detto

recandosi

Papa
e del

a combattere

(Fedi),

ritenendo

normanni divenuti rapaci


rtella
s.

delle ca-

rec l'ultimo di

Vi si dicembre, emananl'abbazia.

cassinesi

patrimonio di

do

molti decreti

intorno

al

cullo
ri-

caduto loro piigioniero fu trattato con somma venerazione, onde g' invest delle terre che avevano occupate, ad esempio delle infeudazioni di Giovanni Vili, Stefano VI, e Giovanni X; indi vola compagno 1' abbate Richele
Pietro,

e all'interno

ordinamento,

alla

forma degli abusi, alla povert le^ ligiosa, onde sradicare il vizio deU
la

propriet

introdotto
il
il

ne'

monaci,

ed
ve,

eliminare
Ivi

canto

ambrosiano
assalire

e restituirvi
lo

gregoriano pi gra-

torn
del

ad

una

che 1' assalse, e nel ritorno a Roma. Intanto il carrio per l'infermit

febbre che Io logorava, e pens all'

elezione

nuovo
lui
il

dinal

Giuniano Federico di Lorena vest nel monastero il saio di monaco, e per morte di Richerio nel

io>$8, che fu Desiderio,

abbate nel la quale se-

gu

avanti
gli

di

dai decani;

ma
Cola

non

lasci

governo, avendolo
legazione
di

io55

fu eletto e
:

Pietro
delle

di

santi

destinato

per

la

costumi

ignaro

cose
II,

del gi

stantinopoli,

volendo

abbassare

mondo
monaco
)a

il

Papa
l'

Vittore

benedettino,

che
alto a

bramava
reggere

nominare

abbate

vasta signoria della badia, e per

potenza normanna, e innalzare ab l'impero il fratello duca Goffredo. Dopo celebrata la festa di s. Scolastica a' 12 febbraio ripart per

aiutarlo a reprimere la crescente po-

Roma.
dell'

Avea domandato

il

tesoro

tenza

de'

normanni,

molto

se

ne

abbazia,

ma

per certa visione

dolse con lettere.

Mand
i

quindi un

di

s.

legato pontificio per eleggere un altro:


sulle

do
nel

in

Benedetto lo rimand, morenFirenze a* 29 marzo iq58


:

prime

monaci difesero

d della

Pasqua Desiderio

as-

170
sunse
il
i

MON

MON
vescovi, abbati, principi, nobili; di

regime dell'abbazia, e rimonaci al* obbedienza. cev Trovandosi la Chiesa in trista


condizione, Dio
la soccoi*se

per opedi
s.

ra

dei

benedettini,

massime

Riccardo principe di Capua,. col fratello e il figlio; del principe di Benevento Landolfo, di Gisulfo principe di Salerno co'fratelli, di Sergio duca di
Napoli, di Sergio duca di Sorrento; e
de'conti di Marsi, di Valva, e Bor-

Pier Damiani e d* Ildebrando poi Gregorio VII (Fedi), perch la 9. podest

temporale
spirituale.
II

teneva
Il

dipen-

dente
Nicol

la

nuovo Papa

cre cardinale Desiderio,

che confermato e benedetto dal Papa conserv il governo di MonteCassino: gli conferm tulle le prerogative,

apparato che e imponente; tutto narr Alessandro U nella bolla con cui conferm i privilegi della badia, riportandone anche il Grevio la descrizione della
relli,

con

splendido

riusc

spettacolo

religioso

come l'ospizio nel palazzo sessorano presso la Chiesa di s. Croce in Gerusalemme recandosi in Roma,
porlo
franco
dai
alle
al

funzione, nel

t.

IX, par.

11, p.

5o6
arti

e seg.

La badia

assai fior
il

nelle

nelle

scienze sotto

reggi-

navi badiali che


l'e-

approdavano
senzione

porto romano,

vescovi,

ed inoltre

lo

dichiar legato apostolico nella

Cam-

mento di Desiderio, ed a lui la Sardegna domand monaci, che fondarono monasteri nell'isola. Fra i molti monaci che allora fiorivano
nel cenobio, per santit fu chiaro Deufrio principe longobardo, e da

pania, Paglia e Calabria per rifor-

marvi i monasteri. Desiderio ricev dal normanno Riccardo principe di Capua l'abbazia di s. Maria in Galena presso il Monte Gargano, indi incominciarono le famose
dissensioni
tra
il

Germania
monastero
e vi

si
1'

rec a visitar

lui

il
;

imperatrice

Agnese

questa fu generosa di ricche offerte


contessa

sacerdozio e l'im-

dimor mezzo anno. La gran Matilde esent i monaci

pero per V Investiture ecclesiastiche


{Vedi). S recarono a

Monte

Cassi-

da ogni gabella; ed Alessandro II prima di morire ritornato a Monte

no

s.

Pier Damiani che v'introdusil

Cassino, rivoc
in

la

chiesa

di

s.

se pie costumanze, e

principe Ric-

Croce
s.

cardo
ni

di

che Ti fu largo di donazioampliazione di dominio.


alla

Gerusalemme donata da Leone IX, e in vece don in


de'
ss.
,

perpetuo l'abbazia

Sebastia-

Mentre Desiderio era intento


ro
,

no e Zosimo
quale

di

Roma
poi

presso la

decorosa ricostruzione del monaste-

abitarono

gli

abbati di

ed

alla

magnifica e
della

sontuosa

riedificazione

chiesa, fu

ono-

rato dalla presenza del


tefice

nuovo Pon-

Alessandro

li

che l'amava, in
la

Monte Cassino recandosi in Roma, come dissi a Chiesa di s. Sebastiano alla polveriera; finalmente alla persona di Desiderio don Terracina col suo territorio.
sore
s.
Il

compagnia
nel
la
basilica,

del cardinal Ildebrando

succes-

1066. Compita

fabbrica delil

Desiderio preg

Papa

a consacrarla, ed egli stabili per la

solenne

cerimonia
assistito

il

sabbato primo
si

di ottobre

1071. Vi

rec, e

com-

p
nali

il

rito

da
,

sette cardi-

Gregorio VII scomunic gli usurpatori dei beni del monastero, che prima di morire in Salerno cardinali, e il suo visit con tutti liberatore Roberto Guiscardo: agonizzante design successore Desidei

dieci arcivescovi

quarantasei

rio,

che

col

nome

di

Vittore

III

MON
(Vedi) fU eletto a*a4 moggio 1086, sebbene ripugnante. Passati quattro
giorni,

MON
co
di

171
II,

V
due

da Pasquale
fosse
il

questi

non

volendo ch'egli
dignit,

pi

insignito

temendo

partigiani d'Enripontificie insegne,

santo umilmente
i

co IV, deposte
fuggi a

le

Monte Cassino;

solo a for-

a'2

Capua marzo 1087, indi ritornato a Monte Cassino vi celebr la Pasqua. In Pioma fu consagrato a'g maggio, e dopo otto giorni fu di nuovo a Monte Cassino, ritenendo
za di preghiere le riprese in
1

1 1 i i, ed moripugnando chi voleva surrogarsi, elessero Gerardo ben accetto

abdic l'abbazia nel


naci

al

Papa

e all'imperatore d'oriente.

Indi in
l'estorto

un

concilio

il

Papa riprov
si

privilegio

dell'investiture,

laonde quando l'imperatore


dusse in
le
Il

con-

Roma

nel

1 1

7,

Pasquaa

la

carica

di abbate.

Restituitosi

slim bene di

ritirarsi

MonBene-

Roma,
lio

pass a celebrare

un

conci-

te

Cassino,

donde pass

a Benevento, ove sentendosi graintestinale,


fece ri-

vento,

un morbo torno a Monte


vare

Cassino, e spir ai

e poi in Roma ove mor. Nel monastero della suddetta chiesa di s. Sebastiano de'cassinesi, fu

16 settembre 1087, deputando in abbate il cardinal Oderisio de' conti


di

eletto a'

Il

{Vedi)^ prima
fece

25 gennaio 11 18 Gelasio monaco cassinese


il

Mars, ch'era stato sotto di


gi

lui

e cardinale, contro

quale Enrico

preposto
nedettino

o priore, colf assenso de*


li

antipapa Gregorio Vili Bor-

monaci. Urbano

monaco be-

dino. Verso questo

tempo lev gran

occup la cattedra apostolica; conferm privilegi della badia, ed all'abbate concesse l' uso
i

rumore
sinese in

la

visione del

monaco

cas-

Alberico,

ch'egli

poi scrisse
si

latino con

Pietro Diacono, e

della

mitra.

conserva nell'archivio cassinese: opi-

Oderisio crebbe
la

il materiale delbadia edificando vasta e como-

pegli
il

da infermeria, e luogo appartato ospiti. Pi obblazioni ricev


cenobio, particolarmente dai nori

narono alcuni, che forse fu scintilla ad accendere l'immensa fantasia dell' Allighierij nel comporre poi la Divina Commedia. Su questo argo-

mento

nel

i8i4

si

pubblic in RocjiiC'

manni, ed
leggiar

crociati

prima

di

veil

ma

Osservazioni intorno alla

per

l'oriente

visitarono

stione

santuario. Nel
te

i ro5 divenne abbacon malcontento di tutti Ottone conte di Fondi, e nel 1107 gli successe s. Brunone, che rinunziato il

promossa al Fannozzi, dal Malocchi, dal Botlar, e special-

vescovato di Segni erasi fatto monaco: avendo Pasquale II condannato le investiture, temendo la furia

mente dal p. ah. d. Giuseppe Giutino di Costanzo sopra l'originalit della Divina Commedia di Da/ite^ appoggiata alla storia della visione del
cOy

monaco

cassinese Alheri-

tradotta in italiano
Cancellieri.

da Franl'anti-

Enrico V si port a Monte Cassino, convocando principi nordi


i

cesco

Arrestato
nel

papa Gregorio Vili,


listo

1122 Calo

manni a Roma, per


ze

difenderlo.
la

Tornato

in

Il

gi

monaco benedettino,

forza delle circostan-

ader
s.

all'imperatore, ripugnanegli alta-

dovi

Brunone: avendo
disapprovato
il

mente

privilegio

sulle investiture concesso

ad Enii-

consegn all'abbate Gerardo, che lo rinchiuse nella rocca Janula di s. Germano. Nel ii23 fu abbate il cardinal Oderisio di Sangro, sotto il quale Pontecorvo divenne sog-

17
getta
alla

MON
badia:
coi
si

MON
qon
aspri

inimicatosi
pegli

nel

molli,

monaci
di

1187 Seniorello, segu la turbolenta elezione di Rainaldo 1 che


segu
l'

traltamenli,

ricus a Onorio li

che Io richiedeva
Lisogni
in

pecunia
e

pei

antipapa

cui

si

trovava,

con

naci

Ruggiero e delche il conferm, i moper furono divisi d'opinioni,


le

parli di

modo
del

arrogante

and

sparlando

Papa. Inasprito l'animo di questo, anche dai ricorsi che riceveva a suo danno, ed odeso della ripulsa quando da cardinale lo ri chiese d'abitazione nel monastero di s. Sebastiano, e temendo sulla
custodia dell'antipapa, nel
11

Movendo l'imperatore Lotario li con Innocenzo II verso il regno di Nnpoli, l'abbate simul parteggiare per l'imperatore; quanto agli scismatici

cassincs,
altri
II

essi

ritenevano

come

tanti
cielo

valida l'elezione d'Ana-

24

si

rec

Monte
s.

Cassino

incontrato

processionalmcnte.
all'altare di

Celebr

messa

Benedetto, e nel d

seguente
alla

parli,

facendo trasportare

rocca
in

di

Fumone
vi

l'antipapa,

Giunto
sio
iiese,

Roma

chiam Oderi-

qual predatore del censo cassie pi guerriero che abbate,


derisio,
fu

da molli riconosciuto, e Rainaldo 1 lo conoscesse per falso, si confermava nell'errore per timore di perdere la dignit; finalmente l' imperatore con calde preghiere ottenne da Innocenzo II che ricevesse in grazia monaci, con condizione che gli giurassero obbedienza e fedelt, ed ebbe luosebbene
i

go
te

la

pace. Conosciutosi poi l'abbas.

onde purgarsi dalle accuse. Ricusandosi


deposto,
ci

traditore, in

Germano
dall'

fu de-

posto
il

dal

Papa e
sal

imperatore,
coll'impe"

non curando venne scomunied egli pass a fortificarsi in Pontecorvo. Obbligali armato mano dagli abitanti di s. Germano, i monaci elessero abbate Nicol nel 1 2G, mentre giungeva il cardinal Gregorio per missione pontificia per far abbate Senioretto. Sebbene monaci non erano contenti del i primo, protestarono sulla libert
che
calo,
1

quale

alla

badia
I

ratrice: Rainaldo

avvicinatosi al-

T altare di
ero di
nello,
lui
il

s.

Benedetto, sul sepolil

depose
libro
la

pastorale,

i'

a*

della

regola,

come
II

significavasi

dimissione della di.

gnit

abbaziale
II

Innocenzo
si

e
la
il

Lotario

per serbare ognuno


contrastarono

propria autorit

diritto di elezione dell'abbate;

mai

delle loro elezioni.

La

discordia

si

monaci
contro

col consenso imperiale eles-

propag per
col;
il

le

terre,

che

si

divi

sero Gui baldo, e dovette sostenersi


il

sero in favore del deposto e di Ni-

deposto colle armi,


essendo

primo rinunzi,
1

il

secondo
sci-

Frattanto

morto l'im-

fu dimesso, e nel
niorelto

127 creato Se
di

peratore, Guibaldo vide la necessit di accostarsi a Ruggiero,

dal Papa:

questo

ma

Io

sma
che

di
il

Monte Cassino
Bercastel

tratta an

trov
si

durissimo
stesso

sdegnato, onde
e
i

il

Rinaldi.
II

NeU
nel

dimise dal

grado,
II

monaci
surro-

l'esallazione

d'Innocenzo
l'antipapa

nello

anno

11 87

gli

ii3o

insorse

Anacleto

garono Rainaldo
il

da Collemezzo,

}l, che sostenne Ruggiero perch da lui riconosciuto re di Sicilia, cassinesi restarono dubbiosi onde te riconoscere Innocenzo II. Morto
i

si

quale cerc inutilmente pacificarcol re, che seguiva a manometle

tere

terre benedettine, rifugian-

dosi quindi l'abbate in

Roma. lanoi

MON
di Rainulfo ducato di Puglia, e difensore contro Ruggiero, dopo aver questi scomunicato, con
la

MON
III.
Il

173
del regno
e por-

cenzo II per

morte

Papa come tutore


s.

da

lui

investito del

lo

adoper in molti
per ordinare
le

affari,

tatosi in
II

Germano con Federico


cose del
alla

reame

esercito

si

port

s.

Germano,

nel

1208, indi
dalla

sal

badia, ove
dell'aria

forse in

compagnia

dell'abbate. In-

allettato
vi

freschezza
giorni,

Ruggiero ad amichevole abboccamenlo, ma non riuscendo le pra liche, si continuarono le rappresaTito


glie

dimor alcuni
privilegi

conceden-

do

doni.

Roffl*edo

a
di

Roma,
s.

colla

peggio delle terre


tese

cassi-

monaci
strinsero

Paolo,

Poi chiam riformare i che vieppi


coi
cassinei.
s.

nesi.

Ruggiero
seguito,,

un'imboscata

al

fratellanza

Pontefice, e lo fece prigioniero coi

Pietro III abbate,

come

timido, in

ed ottenne l'investi tu* ra de' suoi stati con titolo regio e li perdono; ci fatto, respir ancora l'abbazia, e Rainaldo II si die a ripristinar nel suo vigore
l'osservanza
nel
II

suo

Germano
lont

umili all'ingrato imperatore Ottone IV, contro la vosi

del

Pontefice.

Nel

121

di-

della

regola.

Recatosi

venne abbate il bellicoso Atenolfo, ma la sua amministrazione non essendo conforme alla regola, il Papa voleva deporlo quando rinunzi,

44 Ruggiero
col

all'abbazia, in

occasione che and in Ceprano per

Onorio
cassinesi,

111

eletto

Papa
i

favori

Papa Lucio II suo compare, conferm ai monaci loro possedimenti; indi Gunnario re
trattare
i

conferm
assist
II

capitoli di

riforma del predecessore. L'abbate


Stefano
di
1

alla

coronazione
indi in
la
s,

Sardegna visit il santuario e conferm le donazioni fatte dai predi

Federico

in

Roma,
da
lui

Germano
se pei

ricevette

con-

decessori.

La guerra

della

succes-

ferma de'beni dell'ospedale cassinepellegrini

sione del reame, involse la badia in


gravi
e pericolose

infermi, e del jus

tempeste,

essen-

sanguinis onde condannare a morte


i

do abbate Roi^ieo deW Isola o Liro/*!,


il

vassalli:

tuttavolta dipoi Fedeil

cui

procuratore

Atenolfo

rico II

malmen

patrimonio di

fu
le

pi

soldato che monaco, e per


il

Benedetto.

sue imprese

cenobio acquist
a

L' abbate
legali
fu

una preponderanza militare. L'imperatore Enrico VI divenuto re di


Sicilia

spedito
li,

Landenolfo con altri da Gregorio IX


indi
tra

Federico

questi

si

senza grandi opposizioni per


lo rimerit
III nel
1

accese la guerra; Landenolfo fortifico


s.

191 Io cre cardinale (quelli che furono


elevati a tal dignit,

mediazione dell'abbate, con dominii, e Celestino

Germano
quando

e
le

la

rocca cogli
ponti-

imperiali^
ficie

milizie

dette clavisegnate dall'insegna


chiavi, invasero le terre cas-

avendo biografie
li

delle
sinesi,
la
si

in questo

Dizionario^

distinguia-

per cui l'abbate abbandon


s.

mocon

carattere corsivo). Al crudele

parte imperiale, e in

Germano

contegno di Enrico VI si ribellarono i popoli, ed egli ne fece atroci vendette; aiutato da Roffredo, solo ne

abbandon
alla

le

parti

per divozione
al

Chiesa nell'assunzione
del

ponti-

Cootinuando la guerra, Federico II danneggi il patrimonio abbaziale che dichiar devoluto al fisco, onde Monte Cassino gli si rese nel
arrese al legato del Papa.

ficaio

magnanimo

Innocenzo

1229:

in

questo tempo

il

monaco

MOiN 174 Erasmo, celeberrimo teologo,


chiesto

MON
fu ri-

ad insegnare nell'universit di Napoli. Essendo nel cenobio un collegio di fanciulli che i parenti
ofTrivano
(<li

Dio

s.

Benedello
parlai

questo antico

coslunie

Monaco
per

e Mon.asteho),
nella

e talsperanil

ora
di
s.

ambizione
di

l'alta signoria che aveano sul reame, antico dominio della chiesa romana, onde scomunicato l'invasore, Clemente IV ne invest Carlo 1 d'Angi con aimuo censo nel i265, come stato chiamato da Urbano IV. Prima di quest'epoca verso il I 253 Innocenzo IV cre car-

Pontefici

per

ra che divenissero

Aquino
si

Tommaso,
fece

conte cinque anni vi ofir che vi rest sett'anni,

abbati,

dinale l'abbate Riccardo, che ricu-

gelico

domenicano, ed l'anL'imperatore restitu molli paesi all'abbazia, e Gregorio IX per aftezionarsi monaci conferm privilegi di s. Zaccaria,
dottore.
i

ma

per parecchi fondi al monastero, ed ottenne da Alessandro IV la conferma delle donazioni vuoisi che tal Pontefice offrisse la badia a Tommaso, che non volle accets. tare. L'abbate Theodino vescovo d'Acerra avea giuralo fedelt a
:

co'quali la giurisdizione degli abbati

fu resa inviolabile,

mentre

la lai-

cale avea preso

una certa forma. Indi


fece edificaai

l'abbate in

s.

Germano

re

un convento

francescani, e

band molte penitenze pel tremendo terremoto che nel i23i avea
crollato chiese, case

Manfredi ed era stato deposto da Urbano IV anco per l'altra dignit che a un tempo volea invece deput abbate esercitare cui Bernardo Aiglerio le grandi benemerenze coli' abbazia indicammo al suo articolo come car, : ,

e castella. L'e-

dinale creato nel


te

265 da Clemendi

lezione dell'abbate Pandolfo

non

piac-

IV.

L'esercito
s.

Manfredi
di

fu

n air imperatore , u a Gregorio IX, onde rest amministratole con indulto pontificio e nel
,

que

sconfitto presso
lo
Ij

Germano da Caromaggi
si

che ricev
visit
la

gli

Berpose

nardo,
sotto

la

basilica,

e la

1^38

gli

successe
in

Stefano

II

con-

sua protezione:
fiuto

crede in

fermato ed

Roma
tra

benedetto. Per

questo
caglie

nuove rotture
bazia,

le

due supreme
rovin
in

del

che molte delle antimunicipio casinale an-

podest, molti danni ne soffri l'abe


il

dassero
stinse

rovinate.
in

Bernardo
negozi

si

di-

cenobio
in

de-

molti
dalla
s.

gravi santa

comi-

plorabile
sfrenati

stato
di

bala de' soldati


;

messigli

Sede, e ad

cesare

convertito

in

stanza di

fortezza

nato,

imperiale, rubalo e profacontaminato da ogni trivio

per venti sei anni fu spelonca di latulli monaci cacciati in un a s. Tommaso, restandone soli otdri:
i

fond in s. Germano un convento dei domenicani: fu per dolente che Carlo I Io spogli del diritto del sangue j

Tommaso

ma
gno

questi
di

nel

1282 perde
coi

il

re-

Sicilia

famosi

vesperi

to,

divenne solinga

la

badia gi

siciliani.

Nel

riverita e celebrata dai

Papi e dai

Celestino V, gi

1294 fu eletto l*apa monaco benedettide' celestini, che ra-

principi.

no e fondatore
tific
i

Morto nel i25o Federico II, nuove guerre afflissero la regione, che volle occupare il suo naturale

suoi voti a
egli

Monte

Cassino.

Avendo
vi la

prima desiderato unircelesti-

sua congregazione, nel ponti-

l\IaDfredi coutro

la

volont

dei

ficalo

pens di tramutare iu

MON
ni
i

MON
morlo
se
il

175
nuovo
de'
si

cassinesi

fomentato da Gio-

vescovo,

il

creas-

vanni di Castroceli arcivescovo di Benevento, slato cassinese, che per entrare vieppii nel suo animo depose l'abito neio, e indors
gio
ii

per elezione o per canonica po


del
capitolo
il

stulazione

monaci;
i

finalmente che
tiche
terre
tatti
il

vescovo ed

mo-

gri-

naci continuassero a godere le angiurisdizioni laicali sulle loro

come

celestini,

onde fu crea-

to cardinale a

cena: alla slessa di-

castella,
i

conservandosi in-

gnit

elev Pietro
JXell'

Aquilano 3 altro
il

cassinese.

ottobre

Pontefice
e
vi
si

i323 Papa mand per amministratore


tutti

privilegi. Indi nel

pass

in

Monte

Cassino,

delle cose

temporali

e spirituali

il

ferm alquanto per introdurvi la sua riforma; forz molti a cambiar


l'abito,

domenicano Oddone Sala nobile


patriarca d'Alessandria,

pi-

sano, arcivescovo di sua patria, poi

chi

si

ricus cacci dal

morto nel

cenobio collopera di Angelario celestino fallo abbate,

1326.
vescovi,
cesi,

Dopo
i

di

lui

incomincia la

mentre

il

moviil

serie degli abbati di

Monte Cassino
tutti

nastero fioriva per austerit di


ta.

primi quattro

fran-

Rinunziando
ai

s.

Celestino

ponlificato a'i3

dicembre, torn

la

pace

nifacio

monaci, e il successore BoVili portossi subito alla


indi

nessuno eletto o chiesto dai monaci, come ordinava la bolla di Giovanni XXII; a questi seguirono
quattro
italiani,
il

ma

spediti

d'Avilagri-

badia,

depose Angelario e lo fece chiudere nel carcere di Bolsena. Nel i3o5 fatalmente Clemente

gnone. Sotto
dia;
alle

loro governo
le

mevoli furono

vicende della baessi

non

potendo

provvedere

stabil

la

residenza pontifcia in

discipline e

alle

rendite.

Non

Francia e in Avignone, rono sei successori; cos

ove
fio

resladi-

Roma
il

sapevano delle leggi monastiche, e riguardarono il patiimonio non co-

venuta deserta, pag molte irriverenze fatte

delle

me
zio

obblazioni de'fedeli fatte

ai

mo-

ai Pontefici.

naci,

Morto
seggio

l'

abbate

Isnardo
quasi

vac

il

prebenda o benefideputato a loro soli il perch


,

ma come
,

abbaziale

un quinXXII,
colla in

ne

disposero

donando

a'

laici

quennio.

chierici,

Frattanto
bolla

Giovanni

Suptrnus Avignone 1821,

opifex ,

data

6 nonas

maii, di-

chiar che siccome

gli abbati, non avendo carattere episcopale, dovevano ad altri vescovi, alcuna volta

non curando diritti o privilegi. Ecco la serie che ce ne d rUghelli, Italia sacra t. I, p. 571. Oddo mentovato pel primo qual commendatario, cui Giovanni

XXU

diede

per
gi

vescovo

successore Rai-

mondo

priore cluniacense con-

lontani, rimettere l'esercizio di al-

sacrato dal Papa, e fatto rettore e

cuni

uffizi

e ci poteva essere pe-

conte di
edific

Marittima
in

Campagna:
s,

ricoloso

alle

anime; e siccome

la

un palazzo
il

Vico

Petri,

chiesa cassinese era cosa troppo ve-

vi

fiss

domicilio,

ed
agli

altro

neranda

degna d'onore pel suo fondatore, cos per lo meglio delle


e

magnifico ne eresse in Napoli, poi


concesso
disciplina

per

monastero
e

Olivela

anime, nel ordin che

desiderio
fosse

d^ illustra ria,
in
il

tani dall'abbate Enrico:

promosse

eretta

catte-

monastica,

mori

nel

drale, l'abbate vescovo,

convento
;

de' monaci, collegio di canonici

che

se

i34o. Benedetto XII gi cistercengli sosLilul Guido preposto di

76

MON
sollo del quale

MON
Antonio
to gli

Le Puy,
Gailuzzi
vassalli

stipendiali alla difeso del Ino*

da Pigliatalo ne derubarono tesoro, e occuparono le castella. il Morto di timore nel 134* Guido in Avignone, il detto Papa dal vescovato di Vaison traslat a questo di Monte Cassino Riclierioj che tere
della badia,

Jacopo

go.

Dopo

queste

vicende
il

ed

a'

settembre
soifr

i349 accadde
la

memoche u

rabile scuotimento di

terra

tutta
i

signoria

cassinese;

appena
lo

monaci ebbero tempo di


basilica di
di

fuggire dal monastero per piangercolla

Desiderio,
11

me-

min di vivere nel i343 apud Tarentum. Clemente VI gi monaco


benedettino
dichiar vescovo

raviglia

que' tempi.

vescovo

ro

Stefano

de

Gambarucci

Albranti

abbattuto dal disastro, per ricovefece costruir capanne sulle rovine del cenobio Jacopo venne ucciso

abbate
Cellense

benedettino del

monastero

in

Ceccano, e sebbene volesse


al

nella diocesi di Troyes, e

restituire
figlio

monastero
Io

il

tolto,
Il

il

suo tesoriere; indi nel i345 lo trasfer a s. Pons deTomier, poi arci- vescovo di Tolosa, ove fu portato a suo tempo il corpo di s. Tommaso d'Aquino. Dice T Ughelli che fu diligente amministratore delle rendite
cassinesi e

Riccardo

ritenne.

vesco-*

ricuper le perdute.

Lo
dal-

stesso

Clemente

VI

traslat

l'arcivescovato di Brindisi alla sede

vo Guglielmo dopo aver esercitalo gli uffizi di nunzio e succolletlore in Sicilia, e di rettore in Benevento, Innocenzo VI lo trasfer alla sede di Tarbes nel i353. Gli sostitu Francesco gi vescovo di Chiusi, che molto fece per ricupevasrare il perduto e raffrenare
i

Monte Cassino Guglielmo, ed infelice fu il suo governo: un terribile terremoto adegu al suolo la
di
basilica

salli;

indi
all'

nel

i355

il

Papa

lo

trasloc
ze,

arcivescovato di Firen-

il

monastero, seguendo

il

disastro la peste e la fame*

Allor-

ch

Lodovico I invase il reame napoletano per vendicarsi colla cognata regina Giovanna 1
il

re d'Ungheria

secondo Lucenzio, ed in vece da Firenze trasfer a Monte Cassino fr. Angelo I Acciainoli nobile fiorentino e domenicano, per le premure di Luigi I, secondo marito di Giovanna I. Il re tutto do-

dell'uccisione del fratello^


ci

suoi fero-

veva

agli

Acciaiuoli per avere

ri-

occuparono il patrimonio cassinese e predarono ci che trovarono di prezioso. Profittandone il suddetto Jacopo, con aperta risoldati

messa
volle

nel

trono

la

moglie,

onde

bellione per quattro amii tiranneggi le terre

gli
,

abitanti, rapinan-

gratificarli anco con questo pingue vescovato, avendo anzi ottenuto che fosse arcivescovato vivente fr. Angelo l' Ughelli avea scritto che rinunzi Firenze per amore di vi:

uccidendo non rispettando neppure le cose sacre non mancarono tirannetti che in varie parti l'imitarono. 11 vescovo Guglielmo ricorse al Papa, che cit Jacopo a comparire avanti di lui, il quale
;

do e

ta

privata. Scelse per vicario gene-

rale
ta

Zanobi da Strata, illustre poein Pisa da Carlo IV imperatore, onde nelle sottoscrizioni aggiungeva poeta laiireatus. h'arcivescovo fu fatto da Luigi I cancoronalo
celliere, e fu

per vendicarsi cacci dal monastero vescovo e monaci, derubandovi il

potente in corte; tutfece al

tavolta

nulla

diroccato ce-

rimasto; compirono

il

dilapidarne-

nobio.

Morto

nel

i357, Innocenzi;

MON
VI
sta
elesse

MON
Angelo
II

177

yescovo

tv.

Poil

ro a dignit abbaziale, con l'abbate

da Sora

monaco

cassinese,

per governarla
conoijbe
lo

cos

Urbano

ri-

quale con ogni studio prese a riedificare le rovine del terremoto, la


chiesa,
il

stato

cattedrale

della

chiesa cassinese prima di Giovanni

dormitorio e
i

il

refettorio,

XXII,

solo

le

tolse

la

natura

e termin

suoi giorni

nel

i36i.

Innocenzo VI gli die a successore Angelo III Orsini nobile romano che poco visse.

durata quarantaquattro anni , ritornando alla badia l'unit del governamento. Inoltre Urbano V eman le censure e
vescovile,

ch'era

Vacando
te Cassino,

la
si

sede vescovile di rec a visitare

Monsans.

la
le

scomunica contro
cose cassinesi e

detentori del;

il

suoi predatori
I

tuario

l'abbate

benedettino

di

esortando Giovanna

a restituire al
eransi

Vittore Grimoardi, inviato da Innocenzo VI a Giovanna I per la morte

monastero
ribellati

gli

antichi diritti, faceni

dole considerare che

siciliani

di

Luigi

per

assisterla:

ne

pianse lo stato, deplor nel

reggi-

mento
spiriti,

de'vescovi l'avvilimento degli

per occulto giudizio di Dio al suo bisavolo, nel giorno stesso in cui egli tolse ai luoghi soggetti
alia

e fece voto a Dio che se divenuto Papa, se pur gi non lo era , avrebbe ripristinato l' ab1' abbate bazia nel suo splendore fu pubblicato Papa, bench non
fosse
;

badia

la

giurisdizione

crimi-

nale nelle cause capitali.

per far cosa grata

al

La Papa

regina
,

spedi

Urbano col nome di j F, a' 3i ottobre i362. Primieracassinesi riconomente volle che
cardinale
i

amplissimo diploma, col quale infrenando la prepotenza de' suoi ministri, rinvigor la feudale potenza cassinese. A riformare la disciplina
regolare,
il

Papa comand
Farfa
in

a sette

scessero lui

a tutto la badia pei suoi vicari, tre priori cassinesi , facendo capitano Ceccarello da Popoli, Ordin che la badia fosse esente d'ogni

onde riparare potentemente, governando


abbate^

monaci
s.

di

ed allrettanti di

Nicola d'Arena

Catania,

di

provata virt, di recarsi in Monte Cassino per farla rifiorire; e sic-

come

erasi

introdotto l'uso del sal-

imposta
e

terio gallicano,

a cagione

de'

Papi
ai

le rendite s'impiegassero

in riedifisollecita-

avignonesi

Urbano

ordin

care; e perch

tutto

mente

si

eseguisse coU'antico splen-

dore, volle

Urbano

che
la

tutti

monasteri e priorati
s.

dell'ordine di
sessage-

monaci che l'adottassero lasciando 1870 il Papa affiil romano. Nel d il governo della bada ad Andrea da Faenza benedettino camaldolese, siccome
assai

Benedetto, offrissero

ornato

delle

sima parte delle loro rendite sotto pena di scomunica. Nel dicembre
1367, colla bolla Cogit necessitasi Urbano V, considerando che la chiesa cassinese prima che fosse eretta
in cattedrale gi
lo

corrispondenti qualit, autorizzandolo a

portar seco
esso

dieci

monaci

incominci di nuovo la serie degli abbati monaci. Continuandosi con vigore le riedificazio-

con

era, e

si

regge-

va da un abbate dell' ordine , per sua maggiore utilit soppresse il vescovato e ripristin l'antico suo stato; riducendo la chiesa e raonasteVOl. XLVI.

monte fu euna chiesuola a s. Agaia, per riconoscenza a Dio della campata vita ne' terremoti. Nel 1870 mor in Avignone Urbano V, dolente di
ni,

sulla spianata del

retta

12

178
la

MON
Roma
il
I

MON
Baluzio,
'9'>.

uoii aver pututo restituire a

FU. Pap.

veii.

l.

I,

p.

dimora come ardente mente avea bramato con recarvi si. Gli successe anche nel divisa* mento Gregorio XI, cui ricorrendo in Avignone per la sessagesima l'abbate Andrea ordin severamente
papale
, ,

Alcuni

vogliono che l'abba-

te

Tartari [Fedi) fosse creato car-

dinale da Gregorio XI: certo che


questi nel
vi

1877 entr
la

in

Roma,

ristabih

residenza

pontificia.

Morendo

diligenza a' collettori

nelle

corris-

bano VI,

dopo aver Andiea rifornjato monastero di s. Benedetto di Capua, della badia cussinese, e questa egregiamente amministrata, mori nel 1374. Gregorio XI deput a successore Pietro IV de Tartaris paposte
:

il

1378, ed eletto UrV Antipapa Clemente FIl[p^(li), che recandosi in Avignone fu cagione di lungo e
nel

insorse

lagrimevole

scisma,

e seguilo dai
,

reami
nel

di

Napoli e
il

Sicilia

tranne

primo

tempo sinch incominCarlo


si

ci a regnare

III

Durazzo.
I

trizio

romano, monaco

olivetano

Mentre Pietro IV
lante,

trovava pericoe divoto

d'integri costumi, tenace ne' suoi pro-

come

soggetto a Giovanna

ponimenti, amatore de' monaci, magnifco ed

fautrice del

pseudopapa,
VI,
g'

atto a

qualunque negoavea preposto a


per
fatto
le
il

ad Urbano
un'epistola
ciata

questi

gl'indirizzo
la

zio:

Urbano

lo

con cui bandi


invasori del
,

cro-

visitatore delle provincie di Marit-

contro

mona-

tima e Campagna
il

riformare

stero e de'

suoi beni

per con-

clero secolare e regolare; e Gre-

fermarlo nella sua divozione; assol-

gorio
s.

XI
IV

lo

avea
fece

abbate di
di

vendolo d'ogni irregolarit


uccisioni
de'ribelli, gli

per

le

Lorenzo

fuori

mura

Roma.

pose ancora
per

giuramento di mani de* vescovi di Nocera ed Aquino ; quindi operoso si die a compiere le opere del monastero e chiesa
Pietro
fedelt alla santa Sede, nelle

in

mano

ogni

arma

spirituale

usarne colle insorte terre, massime

con

s. Germano. Avendo Urbano VI deposto Giovanna I, die il regno

sontuosa uiente,
vassalli,

come pieno
i

di
i

coraggio richiam all'obbedienza


e

represse

tirannelii.

lia

mali derivati alla Chiesa e all'Itapel traslocamento de' Papi in

vicario 111, e costitu suo temporale nelle terre e castella del cenobio Pietro IV, che ricevette Carlo III e sua moglie nel santuario, e fu fallo gran cancelliere del regno.

a Carlo

Avignone, incrudirono, e si moltiplicarono alla morte di Urbano V,

questi

Venuto il re a rottura col Papa scomunic e depose l'abbate


al re
le
,

onde
silica

il

successore dichiar

la

ba-

come fedele Urbano VI


nipote;
e

che ricusava a

signorie promesse al

Lateranense
in

sede
ci

principale

quando

Urbano VI

fu

del Papa, esternando volont di recarsi

assediato in Nocera de'Pagani, l'ab-

Roma

fu esortalo

da santi personaggi , e supplicato da un'ambasceria di romani, quai

scita, finch

bate con Alberico gliene imped l'urestarono sconfitti. L'abfi-

bate guerreggi con Onorato conte


di Fondi, e serb fede a Ladislao
glio
il

segretamente stabilirono di eleggere sommo Pontefice Pietro IV abbate di Monte Cassino loro concittadino, che si sali

in caso contrario

di

Carlo

III

che

gli

conferm
tutti
i

cancellierato,

ratificando

privilegi

della badia.

rebbe

l'ecato in

Roma

ci afferma

Nel 1395 mori Pietro

IV

eneo-

MON
lilato

MON
del

179
chiesa

qua! riformatore
i

mona-

ve mura
istituire

cur
alle

la

sua

con

siero, e nel

BgG Papa
il

Bonifacio

il

collegio de' canonici, apri

IX nomin
gino
la

successore

proprio cu-

monastero
le

monache, accomod
gli

Errico Tomacelli, e riguard

cose della badia, e di lutto volle

badia come cosa sua, confermanprivilegi; lultavolta don done nd altro parente Ponlecorvo, che monaci ricuperarono. Nel r4'4 poi :\ Ladislao successe Giovanna II sua .sorella, e ad Errico cacciato dal re
i

registro.

Eugenio IV
del

confid la

prefettura
era
so

ducato

di

Spoleto

ma quando conobbe
V,
Ordin

1' abbate amico del suo contrario Alfon-

che

che
si

gli

rendesse la

rocca spoletina e
carica. Pirro

dimettesse dalla

defunto nella rocca di Spoleto, teinentlolo nemico, fu surrogato dalla


regina Pirro Tomacelli di
c.o

fu
;

deposto

Napoli,
e

1437

apertamente si ribell, e scomunicato nel indi per ambizione volle im-

giurisdizione spirituale

temJa-

padronirsi delle castella della badia

porale, n)a
j)ula
:

non

restitu

rocca

quesla per dal nuovo abbate


circondata
di

Vitelleschi

con danno de' monaci il patriarca espugn la rocca di Spo:

di

ardenti spiriti fu
il

leto, e l'abbate
rire

fu

mandato
s.

mo-

mura. Intanto
7a
dicliiar

concilio di Costanle

nel carcere di Castel


i

Angelo.

nulle

indebite

nazioni dell' abbate Errico,

dotroppo

Intanto

cassinesi

reggendosi a

amante

del nepotismo; fulmin analemi per chi avesse disposto di


delle

seguendo Eugenio IV fecero indomabile resistenza ad Alfonso V. La citt di s. Germano si


e

comune

capriccio
salutari

rendite,
,

enjanando
iriculc
ai

volse agli angioini,


il

poi

la

riprese
ai

prescrizioni
alla

e
l'

re,
,

che molli danni rec


indi
li

cas,

soggetti

badia

obbedienza.
i

sinesi

accolse in

grazia

L'abbate torn in soggezione salli, indi cominci la guerra


cui occup
le

vas-

pel

icaue tra angioni e aragonesi, per


terre cassinesi
il

fa-

dominatore del reame per investitura pontificia. Alfonso V ad istanza di Eugenio IV restitu il patrimonio della badia da lui oclesto
lui

moso Braccio da Montone.


che
bate
e
gli

Si vuole

cupato, e con

autorit

papale

nel

Martino

sostenitore

degli
l'abli

angioni, nel 142*2

temendo che
lo

parteggiasse per Giovanna

aragonesi,
in

fece

imprigio-

nare
\i
stri

Roma, onde
comandare

gli affari della


11

badia andarono in rovina.


volle
,

Papa
mini-

monaci elessero abbate Antonio Caraffa, solennemente benedetto in Roma da Eugenio IV. Per imbecille ne fu il governo, doe trasportalo minato dai fratelli dall'amore de' suoi, e molli danni

144^

'

pe' suoi

ordinando a Jacopo vescovo d'Aquino che in nome della Chiesa


governasse tutte
le

naci.

terre

cassinesi

ne seguirono e tribolazioni pei moAntonio mori nel i454> quando sventuratamente pei cassinesi fu mutata la forma del reggimento
per quasi mezzo secolo, non restando dell'abbazia che l'ombra del gran

onde
in

non

venissero
indi

in

mano

dei

belligeranti;
libert

nel

14^7

lasci

l'abbate

riguardo di

Alfonso

re d'Aragona. Pirro da-

nome, poich do debitore al


Mizzarota
ti,

Alfonso
cardinal

essen-

Scarampo
duca-

to fine ai negozi

guerreschi, molte cose oper degne di lode, restaur

di

ottantamila

s.

Germano,

e lo circond di

nuo-

pace con Eugenio IV, volendo levarsi il debito, ottenne dal


e della

,, , ;

i8o Papa con modi violenti bazia di Monte Cassino

MON

MON
,

che Tabfosse data in commenda al cardinale, che ne venne in possesso solo alia morte del Caraffa, con dolore de' monaci
che videro nominar generale governatore della badia il suo famiglia. re canonico Michele Lamberlenghi
di

vanni ' Aragona,


ra et
,

I)ench

di

tene-

la

commenda

cassinese

Fece prenderne possesso da Bessarione d'Aragona abbate di Sanseverino , e Lodovico de Borzis vescovo aquilano, che ne fu il governatore e amministratore: in Roma e in Monte Cassino Giovanni fu
ricevuto con molto onore,
riusc
ni,

Cuma

con giurisdizione
col

eccle-

ma

poi

siastica

e civile,

mero

e misto

incomodo
le

co' suoi

andirivie-

Qualche cosa il cardinale oper a vantaggio del cenobio, che ristor ed accrebbe, erigendo una torre; cur la disciplina, apri un collegio ai novizi nel vicino monastero di s. Maria dell' Albaneta con annua rendita. A' 5 dicembre i456 fu fortissimo terremoto, con danno
impero.
,

per

dimostrazioni che dovea-

no fare i sangermanesi e pel suo pomposo corteggio. Allorch fece il solenne ingresso, l'accompagno il
cardinal Borgia, poi Alessandro VI,
il

quale cant messa nell'altar magil

giore della basilica, e consacr dia-

cono
se a

di tutte le terre benedettine.

Nuo-

s.

commendatario, che promiBenedetto far costruire un

ve guerre insorsero
ni
il

tra gli

angioi-

meraviglioso coro, non pi esistente.

e gli aragonesi, pei quali tenne

commendatario; Napoleone
capitano di Pio
dal patrimonio,
si

Ori

sini

II

cacci

pri-

mi

ma

ritenne Ponal

tecorvo che

assoggett

Papa.

Assegn conveniente mantenimento monaci, implor privilegi dal padre, che fece confermare da Sisto IV, e questi nel i477 ^^ cre cardinale, essendo ancora commendaa'

Mori il cardinal Mezzarola nel i^63 mentre credevano i cassinesi terminata


la

tario della
di

ss.

Trinit della Cava e

Monte Vergine.

Amministr

la

commenda

e ne fecero
11,11

giustizia, e

viva rimostranza a Paolo

quale

cre s slesso commendatario della badia, e si fece rappresentare per


vicario dal vescovo di

divenuto geloso di Borzis gli die per successore vescoil vo di Cortona, che pel commendas.

tario fabbric in

Germano
don

regio
ricchi
;

Modena

Ni-

palazzo:
vasellami

alla, basilica
,

col

ch
il

Sandonnino lucchese, forse perduca Borso gli contrastava vescovato: il governo de' comil

sacre

vesti

e reliquie

cur
pri
i

la

monastica disciplina, e scuocojpi de' ss. Benedetto e ScoIntanto nel regno fu la conil

mendatari dispiacque nella badia e sangermanesi furiosamente si ribellarono, perch gli abbati goveri

lastica.

giura de' baroni, mor


nel
i

cardinale
1

i4B5, e Ferdinando

banditi

navano col consiglio de' seniori , i commendatali o loro rappresentanti


di volont. Nicol teneva
s.

monaci nomin vicer della badia Gio. Antonio Caraffa, onde non
lasciarla alla licenza soldatesca nelle

corte in

Germano

nel palazzo abbaziale


al

monastero nel commovimento popolare. Paolo II mori nel i47i> e gli successe Sisto IV da questi il re di Napoli Ferdinando i ottenne pel figlio Gio:

e da esso fuggi

dell'altro figlio Federico

guerre che ardevano, ad istanza che aspialla

rava
il

commenda.

Pacificandosi
i

re con Innocenzo VIII, fra

palli

fu ceduto al

Papa

disporre dell'ab-

bazia cassinese, onde non fosse con-

MON
vertita
in

MON
regi.

181
sovrana dei
:

fortezza dai

Inno-

lore del gran Consalvo di Cordova,


la

cenzo VII! confer la badia a Giovanni de Medici d'undici anni, poi Leone X. A* i4 marzo i486 fu
dal

Spagna rimase

sola

si narra che questo celebre capitano quando

regni di Napoli e Sicilia


trovavasi in Barletta a

comnaendsitario dichiarato

abGiore
si

mal

partilo,

bate e governatore

generale
il il

si

vanni
tenne
lo di
i

de*Titiis;

tuttavia

raccomandasse a s. Benedetto che l'aiutasse ; si aggiunge che il santo


assicurasse di vittoria
i ,

luoghi

forti,

come

castel-

lo

ma

che
li-

Monte
,

Cassino, rocca Janula,

poi restituisse

suoi

monaci

al

Angelo ed in questo tempo Pontecorvo divenne lutto papale dominio. Il commendatario Giovanni
s.

creato

cardinale

nel

1489, die
Titiis
,

in

bero possesso della badia. Certo che Consalvo entrato trionfante in Napoli, si pose in cuore di tornare in flore il monastero con farlo unire
di
le

successore al

morto

Baccio

alla
s.

congregazione

benedettina

Ugolino da Firenze, e quando questi cess di vivere , deput amministratore Carlo Orfeo de Medici. Venuto Carlo Vili in Italia per la badia tenne conquistar il regno per lui, e soffr gravi danni il re
,
:

Giustina di Padova, della qua-

a Cassinesi, onde sotcommendatario. Di ci egli ne scrisse al suo re Ferdinando V d'Aragona, e al Papa Giu-

parlammo

trarlo dal

per

si

mostr benefico.

Il

cardi-

nale visit la badia senza far nulla,


e siccome il fratello Pietro era stato bandito dal signoreggiare Firenze,
riusc
di

quali acconsentirono al dilio II, visamento del buon guerriero. Il cardinal de Medici rinunzi la commenda in febbraio i5o4> con patto che la congregazione di s. Giustina
i

ottenergli
di

da

Luigi
il

XII re
grado
di

gli

dasse garanzia per ricevere dalla

Francia e
il

Napoli

vicer di tutta l'abbazia

cassinese.

Tornalo

cardinale col fratello al

rocca Janula e
cia e
r,

monastero, sgombr dagli aragonesi s. Angelo.


Col parlaggio del

badia ogni anno quattromila scudi d'oro, cinquecento libbre di cera nel d del Natale, ed altrettante per Gio. Battista, e quaranta mogs. gia di frumento; oltre a ci resta-

reame Ira FranSpagna, ognuna deput un vicerappresentanti che nella maggior


Insorta
soffr
i

rono a collezione del commendatario


i

benefzi vacanti in tutta la

si-

gnoria cassinese,

e finalmente che

parte fu considerata peste.

guerra tra la badia ;


fortific

due
il

re,

molto ne
pei

vicer

francesi

venne espugnato dagli spagnuoli capitanati da Consalvo di Cordova, ed ucciso


Cassino,

Monte

ma

patti non pi fossero obblimonaci, se il cardinal de Medici divenisse Papa. Nel i5o4 Giulio II dichiar abbazia nullius que-

tali
i

gati

sta di

Monte Cassino, dopo


Giustina
si
,

detta

rinunzia, e l'un alla congregazione


la quale volle che chiamasse congregazione di Monte Cassino ^ e i monaci che la componevano cassinesi. Il presidente della congregazione di s.

ad

Non restando che Gaeta, a questa si port Pietro de Medici con quattro pezzi di cannone su d'una barca, che rovesciandosi nel Garigliano rest
il

presidio francese.
essi

di

s.

in avvenire

affogato

Pietro.
si

Rinvenuto
regno

il

ca-

Giustina, abbate d.
pontificia di unione,

Eusebio Fonla

davere,
ciati
i

tumul

nella basilica.

Cacva-

tana da Modena, ricevuta

bolla

francesi dal

pel

invit tutti gli

]8a
carsi in
s.

MON
Germano
,

MON
sino ne* coinizi generali in
s.

ubbuti de' monasteri csdlpiai a re-

Bene-

per ricevere

detto di

Mantova
s.

fu dejmtatu a

l'abbazia cassinese qual capo e centro di loro congregazione, e unirsi

quello
nel

di

Pietro di
di

governo

MoJeua, e Monte Gassino gli

ad
pi
rito

essa.

Radunatisi
cento

gli

abbati con
nel

siicce!se

di

monaci

palazzo

Zaccaria Castagnola da Padova. L' abbate Ignazio Sqnarcialupi


al

abbaziale,

dopo la messa dello SpiSanto nella collegiata, agli i gennaio i5o5 fu scelto a nuovo
i

fiorentino tre volte fu deputala

governo

dell'

abbazia, fece

rifiori-

re gli

studi e la disciplina, e fu beedifizi,

presidente Io stesso

d.

Eusebio Fon-

nemerito de' suoi


il

compiendo

tana monaco di
zia,

s.

Nicol di Vene-

chiostro incominciato dall'abbate


la

vecchio di senno, dotto e pieno


si

Eusebio; fabbric
te

magnifica cor-

di

esperienza, indi solennemente

che tra due


secolo,

altre,

opera del passi

rec a prendere possesso della basilica

sato

prima

olFre

chi

e del

monastero cassinese

pel

entra nella badia, decorala di quattro portici; fece scrivere grandi nessali,

reggimento federativo. Fu salutare rimedio congregale in un corpo


tanti
isolati

salteri

antifonari
:

con

islu-

monasteri, restando in

ciascuna abbazia quel governamento che avea


to,

prescritto s. Benedetcon triennale o sessennale rinnovazione degli uffizi , non avendo pi luogo gli abbati perpetui ; amplificato
il

corpo
all'

corse

vita

nelle

nel principio del pende miniature suo governo mori Giulio II, e gli successe l'antico commendatario col nome di Leone X, il quale a peticarzi(me dell' abbate consultati patti e sciolse dal dinali, ademp cassinesi, con obbligo di tributo
i

membra,

infermit

d'alcuna

pensione di seicento ducali d'oro a


vescovo di Pistoia, ed a suo cameriere, porlando sempre grandissimo amore alla badia, e procurandole diversi vantaggi. I sangermauesi insorsero e gravi danni recarono alla badia. L'abbate Crisostomo Alessandri napoletano cur la disciplina monastica
Pandolfini

poteva soccorrere la sanit delle altre. Giulio II amantissimo dei benedettini e della congregazione, di
cui era stato costituito capo
il

Serapico

cei

nobio

di

Monte

Gassino,

esort

monaci
li

di questo a

riconoscere
i

Eu-

sebio qual loro abb:ite, ed


del patrimonio di
s.

vassal-

Benedetto a riconoscerlo per signore fu obbedito, e d. Eusebio incominci la


:

e quella de' chierici

tenne un
si

si-

nodo
il

diocesano ove
Nella
lite

fecero utili
i

imova
se.

serie degli

abbati di

Monte

canoni.

tra

monaci e

Cassino della congregazione cassineIndi Giulio II prese sotto la sua protezione 1* abbazia e tutto il patrimonio, confermandone i privilegi, quali

approv pure Ferdinanin vigore la disciplii

marchese di Pescara, la celebre Vittoria Colonna die saggio di generosa piet. Trepidarono i monaVII e ci di vedere sotto Clemente Carlo V forse ridotta di nuovo la

do V. Torn
na,
s
si

ristorarono

guasti edifizi, e

ricuperarono le perdute rendite. Compiutosi da Eusebio il triennio


di

un n

abbazia in commenda, a favore di figlio del vicer Noia; Dio storil


il

pericolo,

come pure
si

quello

che

principe d'Oranges, che avea

presidente, nel

maggio i5o6

si

saccheggiato

Roma,

gettasse sulle

dimise dal governo di Monte Gas-

terre cassinesi.

MON
Intanto
le lettere latine e grcclie fuin

MON
a

i83
il

voler consagrare

tempio
di

cassi-

rono coltivate in Monte Cassino,


alla teologia e scienza canonica.
cilio di

un

nese, e

n'ebbe

risposta affermativa.

Al con-

Incontrato dal
di
Sicilia

vicer

Napoli e

Trento sotto Pio IV intervennero sette abbati cassinesi, uomini


assai riputali

cardinal d'Althan, e pre-

nelle scienze sacre, in

un

all'abbate d. Angelo de Faggi

da

Castel di Sangro, desiderato dai padri del concilio.

ceduto dalla ss. Eucaristia, da Capua per Teano giunse il Papa a s. Germano a' 16 maggio, e nel di seguente si port a Monte Cassino

L'abbate Girolamo deBruggi perugino dottissimo allog nel 1590 al Bassano


Ruscelli

montando un
secondo
la

cavallo bianco. Volle sua profonda umilt a-

bitare in due semplici cellette, sal-

gran dipinto in cui espresse Cristo fra le turbe che moltiplica i pani, e s. Benedetto che moltiplica il pane allegorico della sua reil

meggi coi monaci in coro, e desin con essi in refettorio, altrove mangiando prelati, e gli altri del
i

seguito.
la

A' ig

maggio,

con

tulta

gola alle diverse congregazioni che

pompa
:

e cerimonie ecclesiastiche
l'

derivarono dall'ordine suo, edagli


ordini cavallereschi che ne abbrac-

consagr
chiesa

altare
i

maggiore
il

la

compresi

consagratori vi
cardinale, set-

ciarono
elev

l'istituto

inoltre l'abbate

intervennero, oltre
te

alcuni

edifizi.

Per

V anno
di pel-

arcivescovi, sei

vescovi, otto ab-

santo
legrini

1600 gran frequenza


fu
in

bati cassinesi, molti prelati, ministri


regi ed
fice
altri

JMonte Cassino, cui i monaci prestarono i soliti uffici di


ospitalit.

personaggi

il

Ponte-

Volendo
il

Clemente Vili

visitarne

santuario, part da Ro-

ma, ma giunto in Anagni retroced perch immenso numero di personaggi volevano seguirlo, ed egli

pronunzi un zelante ed erudito discorso analogo al solenne rito ed ai pregi di quel sagro tempio. Benedetto XIII si trattenne nel monastero sino ai 1 1 maggio, us

molto

familiarmente
il

col

prefetto

non

volle
,

essere
vi

d' indiscreto

ag-

gravio
dinali.

mand

quattro carla

dotto p. d. Erasmo Gattola di Gaeta, e ne part pieno


dell'archivio
di

Gli abbati

successivamente
basilica

gaudio

religioso,

leggendosi la
riti

operarono

per

ridurre

descrizione

de' sacri

di

questa

un vero

gioiello per pregio di di

manon
per

solenne dedicazione in diverse opere


:

teria ed eccellenza che per amore di


la

lavoro,

per

s.

Germano
il

pass ad A-

gloria,

ma

quino.

Volendo

Pontefice che di

depravazione del buon gusto non


felici.

questa consagrazione ne restasse per-

tutte le opere furono

petua memoria,

a'

Incominciala
la

la

ricostruzione del-

la

costituzione
il

27 agosto emaQui prosperwn,


t.

bate

nel 1640 sotto l'abDomenico Quesada spagnuolo, per r architetto Cosimo Fansaga,
basilica

presso

Bull,

Roni.

XII,

p.

venne condotta a termine nel 17^7, nel quale anno avendo saputo l'abbate d. Sebastiano Gadaleta da Trarki, che Benedetto XIII si recava a visitare la sua antica metropolitana di

249, diretta all' abbate Gadaleta, confermando gli antichi privilegi e concedendo nuove grazie. Accaduta la rivoluzione francese, il re Ferdinando IV volle difendere
il

regno, e

coli' esercito

si

port

Benevento,

lo supplic

sponde del Liri, passando egli nel giugno 796 con numeroso sealle
i

i84

MON
uscendo
s.
i

MON
bei reai

guito al monastero, e ricevendo in

un

alla regina in

dono due

liquiari

d'

oro

ma
i

cadere del

francesi in s. 1798 entrarono Germano, e subito- villanamente vollero dall'abbate d. Marino Lucarelli

dal reame per trovarono abbandonato; pieni di vendetta bestiale queldella colonna del generale Olili
francesi
lo

Germano

vier salirono al monastero, fuggen-

do quasi
le

tutti

monaci
sul

all'

ospita-

d'

Aversa

quanto

avea

di

terra di Terelle
:

fianco

del

ed il generale Matthieu furiosamente una pronta contribuzione, divenendo il


palazzo abbaziale spettacolo di crapule e gozzoviglie: il general Cham*

prezioso e alloggiamenti,

Monte Cairo
e guastarono
colle

francesi

predarono

peggio che saraceni, lagrime e le suppliche i monaci Gio. Battista Federici ed Errico

pionet esigendo con arroganza in tre

Maria Gatlola principalmente raffrenarono alquanto la furia dei


guastatori, e fu provvidenza divina

ore

centomila

ducati,
si

minacciando

sterminio e morte,
al

tolse dalla chie-

sa quell'argento rimasto dal gi dato

se

re

per le necessit
i

dello stato,

che tutto il monastero non andasin fiamme, non rispettandosi neppure la santa Eucaristia, rubantutto fu messo ; barbaramente lacerato commettendosi ogni pi ributtante

onde con dolore monaci gnarono croci, incensieri, e

consele

dola colla pisside


a

due

sacco e

grandi statue di argento de'ss. Benedetto e Scolastica, oltre la sacra

abbominazione, scherni
lie
s.

e contume-

Famiglia dipinto
tamila
ducati
di
,

di Raffaele, e tren-

nella casa

di Dio.

La

citt

di

con

soscrizioni
I

in
in

Germano

fu

bersaglio

ad ogni

bianco
s.

cambiali.

francesi

sfrenatezza e ferocia, e vittima delle

Germano levarono
pubblicarono
tredici

l'albero della
la

fiamme divenne una tomba. L'absi

libert,

democrazia,

bate assicur
e
rivolse

onde dopo ne* monaci


dale
;

secoli

termin
feu-

cassinesi la signoria

frenando l'abbate que' fedeli vassalli che volevano vendicare le onte e le prede francesi, che continuarono le violenze e obbligando 1' abbate a
lettera pastorale
alla
ai

il re della sua fedelt, anco a Pio VII, gi abbate cassinese, cui apr il cuore delle tribolazioni sofferte, che dichiarando la sua benevolenza al monastero, desider che rifiorisse all'an-

le

minacce

pubblicar

luoghi soggetti
giurisdizione
,

sua
si

spirituale

perch
poi
le

astenessero d' insorgere e


forse
peggiori

promettendo il suo de'demagoghi francesi successe la monarchia imperiale di Napoleone, ed il suo fratello Giuseppe nel i8o5 nel febbraio
tico splendore,

aiuto. Ai furori

rispettassero g' invasori. Prevalendo

entr

in

s.

Germano qual

re

di

masse,

dei

Napoli,
conti

o vicario

dell'imperatore,

francesi, in favore

del re, l'albero

ricevuto dall'abbate d. Aurelio Vis-

democratico fu atterrato, e prudentemente r abbate lasci 1' amministrazione del reggimento feudale ai
sindaci, con altre
i

da Taranto
l'abbate

furono aboliti
chiusi

feudi, e

cassinese cess di
;

essere signore feudale

moli

analoghe provvidenze ; ma capi delle masse non ne furono contenti, e smunsero la


badia.
Ruffo,

nasteri e

le

abbazie,

patrimoni
tutti
i

prese

il

fisco,

soppressi

be-

nedettini, lasciandosi cinquanta cassinesi,

infelice

Per
nel

le

vittorie

del

ma

senza

1'

abito, alla cura

cardinal

maggio

1799

della biblioteca ed archivio del

mo-

MON
nastero,

MON
con

i85
quasi rovi-

che

si

chiam

nome

dell' A

pennino,
dai

in

oggi
,

francese stabilimento, e l'abbate direttore col


diocesi

nata

terremoti

seppe

governo spirituale della cassinese. Per sospetti, Giufece guardar la badia e i

cantone,

lunge 33

miglia

capoluogo di da Be-

nevento. Edificata dopo l'anno millesimo, divenne cospicua, e

quando

monaci dai soldati, e in s. Germano l'abbate, difettando il necessario. Incominciata nel 1808 la dominazione del re Murai, la badia respir calma, e i monaci V ebbero favorevole. Restituito Pio VII alla sua sede nel i8i4j dopo cinque anni di dura prigionia, con zelo oper col re Ferdinando I al risorgimento delle tre badie
te Cassino,
i

cadde in rovina molti cittadini passarono alla terra della Pietra del duca di Fragneto, all'estremit di fertile valle: vi si contano tuttavolta circa

4^00

abitanti.

Contempo-

ranea

all'edificazione

della citt

l'origine della

sede vescovile suffra-