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DIZIONARIO

DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRIj AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA , ALLE CITTA PATRIARCALI , ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII , ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI , CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DI GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVI.

VOL. VIIL

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCXLI.
«% ^ s.\ ^ t.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

C
CAN CAN
VJANOPO (Canopen.). Città gne portano il nome di campi di
Tescovile in partibus dell'Egitto, sot- Diomede, si raccolsero le reliquie
to il patriarcato di Alessandria, chia- de* romani, campati dalla strage dì
mata anche Bougiiier_, Bochiraj Bo- Canne. Tuttavolta di sì celebre città
chi'rj e Bichieri. Essa è situata ver- appena si vedono le traccie d'un
so ima delle imboccature del Nilo, acquedotto, e d'un anfiteatro , ed in
laonde ne riceve il nome di Cano- poca distanza evvi un arco trionfale,
po, o Canopica, derivatole forse che porta il nome di Terenzio Var-
perchè vi si adorava un tempo il rone. Canosa fu devastata prima
dio Canopo, ovvero, come altri sos- dai saraceni, poi, nel XVI secolo,
tengono, da Canopo d'Amiclea pi- dalla guerra, essendo stata presa
lota di Menelao in essa sepolto, do- dai francesi nel i5o2; ma molto
po essere morto per un morso di pili ebbe a soffi-ire pel fatale terre-
serpente, ed in onore del quale fu moto del 1694. La
sede vescovile
fondata la città. Da ultimo, a' io di questa città, fondata nei se- V
gennaio 1840, il regnante Gregorio colo, e suffìaganea a Bari, ebbe pa-
XVI, fece vescovo di Canopo, mon- recchi vescovi, finche per la distru-
signor Lodovico de' conti Besi , vi- zione, che vi operarono i sara-
cario apostolico di Xan-tung nella ceni, nel X secolo, fu riunita alla
Cina. detta metropolitana di Bari , ciò che
CANOSA {Canusium). Città ve- confermò il Pontefice Uibano II
scovile del regno di Napoli, nella verso 1090. Quindi il succes-
il

provincia della Terra di Bari, edifi- sore Pasquale II, nel iio3, istituì
cata sopra un'amena collina, presso nella collegiata di s. Sabino, mdlius
la riva destra dell' Ofanto. Nell'an- dioeccsisj la prcpositura per princi-
tica Canusium, che di cesi fabbri- pale dignità. Vi sono varie chiese,
cata da Diomede, e le cui campa- e nella principale chiamata Chiesa
6 CAN CAN
Madre , ^^smamìra il monuniento pua, ove mostrava grande premura
mannoreo del gran Boemondo, prin- per la disciplina del clero, e per la
cipe d'Antiochia, celebrato dal Tas- esattezza delle cerimonie ecclesieisti-
so. Questa città fu già feudo della che. Innocenzo XII , nell' anno
famiglia Minutolo, principi di Ca- 1 69 1
, Io trasferì airarcivescovato di
llosa. Napoli , ove egli tenne il sinodo
CANTANIA {Cantanus), Città diocesano ,
poi il concilio provin-
vescovile nell' isola di Creta, secondo ciale, che da due secoli non vi si

Stefano di Bisanzio, sufFraganea della tenevano. Sollecito pel bene del


metropoli di Divenne ri-
Cortina. suo gregge, predicava sovente agli
nomata mas-
negli atti de*concilii, prendeva amorosa cu-
ecclesiastici;
sime in quello di Calcedonia, non- ra e sollecita delle vedove e dei
ché per alcuni vescovi, che la go- pupilli, dando loro abbondanti li-
vernarono. mosine. Divotissimo alla Vergine,
CANTELMO Jacopo, Cardinale. digiunava le vigilie di Lei in pane
Jacopo Cantelmo dei duchi di Po- ed acqua; ed oltre il suo rosario,
poli, nacque a Napoli, nel i64o, ogni giorno ne recitava anche l'of-
da generosa famiglia, che vanta pa- fizio; nei venerdì, dopo impiegato
rentela colla regal casa Stuarda d'In- alcun tempo nel meditare la pas-
ghilterra. Venne a Roma colla pro- sione del Salvatore , si flagellava
tezione del Cardinal Francesco Bar- co' suoi canonici , ed altri ecclesiastici
berini, e benché nel Pontificato di fino a sangue; promoveva ai posti va-
Clemente X
non godesse stima gran canti i soli meritevoli per pietà e dot-
fatto, lo fu in quello del successore trina; e procurava in ogni maniera,
Innocenzo XI, che da Cardinale a- che il suo seminario fiorisse di uo-
vealo osservato applicarsi indefessa- mini dotti. Peccò di soverchia con-
mente allo studio. perchè fatto
11 nivenza al viceré di Napoli nell'or-
Papa, gli conferì una pingue abbazia ribile rivolta del 1704, anche con
nel regno di Napoli; invioUo inqui- qualche scapito della ecclesiastica
sitore a Malta, ove sostenne vigo- giurisdizione, per cui meritossi dal
rosamente la religione, per cui richia- Cardinal Paolucci segretario di sta-
matolo spedillo nunzio agli sviz-
, to, a nome di Clemente XI, serie
zeri, poi alla corte di Polonia, per ammonizioni. Ma
volendo egli rime-
animare quel sovrano alla guerra diare al suo fallo, dispiacque al go-
contro il turco. Per gl'interessi della verno di Napoli. Per le quali cose
religione, fu eletto ministro Ponti- addolorato, dopo essere intervenuto
ficio alla dieta imperiale per la ele- ai conclavi d' Innocenzo XII e di
zione del re dei romani, perché ca- Clemente XI, di sessantadue anni,
desse sopra un re cattolico ed au- e dodici di Cardinalato, spirò a Na-
Intervenuto come nunzio stra-
striaco. poli nel bacio del Signore, ed ebbe
ordinario alla solenne incoronazione a tomba quella medesima , cui In-
del medesimo in Augusta, Alessandro nocenzo XII già arcivescovo di quella
Vili, ai i3 febbraio del 1690, lo chiesa aveasi apparecchiata nella me-
promosse alla sacra porpora col ti- tropolitana.
tolo dei ss. Pietro e Marcellino; CANTICA, o Cantico de' Canti-
poi lo elesse legato di Urbino, e ci. Libro sacro così nominato dagli
sette mesi dopo arcivescovo di Ca- ebrei , per esprimerne la eccellcn-
CAN CAN 7
za. Ha dato esso motivo a molte di- cui gli uomini padano con maggior
scussioni, e dagli ebrei è chiamato libertà nelle conversazioni eolle loro
Schir^ Haschirim. È attribuito a spose, e che le femmine per parte
Salomone, di cui porta il nome nel loro non credono di offendere il

testo ebraico, e nella versione greca pudore colla semplicità di quelle


de' settanta. I Talmudisti T hanno espressioni di cui ne ha molte la
preteso di Ezechia ; ma in ciò non Cantica, onde sarebbe un' ingiustizia
furono seguiti dagli altri rabbini. accusarla di scandalo. Tuttavolta
Pretendono alcuni, con Teodoro di non era permesso nemmeno ai gio-
Mopsueste, che questo fosse un vani cristiani leggere tal libro, an-
canto profano, o un poema compi- che per motivo della sua sublimità,
lato da Salomone per celebrare le e del pericolo d' intenderlo in un
sue nozze, o i suoi amori colla figlia senso carnale, o materiale.
di Faraone re di Egitto, la sua più Sotto l'immagine poi dell'unione
diletta sposa. Gli ebrei giunsero per- coniugale, gli ebrei hanno intesa
sino a proibirne a' giovani minori l'alleanza di Dio colla sinagoga, ed
d'anni trenta la lettura, sebbene lo i santi Padri, perpetua e indis-
la
ritenessero per libro divinamente ispi- solubile alleanza di Dio colla Chiesa
i*ato. Giudicarono altri , che fosse ci'istiana. Quindi di questo libro,
un epitalamio da cantarsi pei mari- ridondante di belle immagini, e di
taggi, e vi distinsero persino sette vivaci espressioni, dichiarato cano-
parti d' interlocutori, che rispondono nico, si è posto qualche passo anche
ai sette giorni, in cui si facevano nella liturgia. Checche ne sia, sotto
dagli antichi le feste nuziali. Così l'allegoria d'un maritaggio. Io Spi-
credette Bossuet nel suo commenta- ritoSanto volle dipingervi il mistico
rio su questo libro, e Lowth, de maritaggio di Gesti Cristo colla
Sacra poesi hccbr. prcelect. 3o 3i. umana natura, colla Chiesa, e con
Vero è, che di questa Cantica si un' anima fedele; donde ne viene
sono fatte, specialmente dagli ereti- che sotto la figura di nozze ordina-
ci, come si può vedere in Bergier, rie si rappresenta un maritaggio
alla parola Cantico da' Cantici, tra- tutto divino, e soprannaturale, in
duzioni assai libere, divenute anzi un modo il più nobile ed elegante.
pericolose; ma Michaclis nelle sue La Cantica è un dialogo fra lo
note sopra il citato Lowth, con so- sposo e la sposa, rappresentati sotto
di raziocini! ha dimostrato, che la tre diversi aspetti. Talom lo sposo
Cantica presenta l'amore castissimo sembra un re, e la sposa una re-
di due coniugi da gran tempo in- gina, talora sono rappresentati l'uno
sieme congiunti. E questa è un' idea come un pastore, e l'altra come
secondo il costume orientale, presso una pastorella, occupata nella cura
cui lefemmine sempre chiuse non del suo gregge, e talora l' uno è
veggono il marito quando vogliono, vignaiuolo o giardiniere, e l'altra
e non conversano con altri uomini, una donzella, che attende alla col-
mentre sono soggette a tutte le tura delle vigne e de* giardini , e
passioni nate dal clima, dalla clau- riceve qualche volta anche il nome
sura, e dalla poligamia. Ed è per- di sorella. Molti sono i commenti
ciò che questa mancanza di società fatti sopra il Cantico de' Cantici ;

fra i due sessi, è una causa, per ma tra essi vanno distinti quello del
8 CAN CAN
citato M. Bossuet, quello del Car- Sette sono i Cantici presi dall'an-
dinal Algrin d'Abbeville, stampato tico testamento , e distribuiti nel-
in Parigi nell'anno i55r, e quello l'uffizio divino, alle laudi pei sette
^v del Cardinal Nidard, che mori nel- giorni della settimana ; tre altri Can-
'^
l'anno i68r. tici , che si dicono sempre , sono
CANTICO (Canticum). Compo- presi dal vangelo, cioè Benediclus
nimento poetico, fatto in rendimen- DominuSy che si dice nelle laudi del
to di grazie a Dio per benefizii ot- mattutino, perchè in esso si parla
tenuti. Quindi Cantico dai nostri di s. Giovanni, che fu l'aurora nun-
antichi scrittori si dice allegrezza di zia del Verbo sole di giustizia ; il

mente delle cose eterne espresse con secondo è il Magnificat, il quale si


voci , e dagli scrittori toscani, Can- dice nel vespro per essere più no-
tico è preso per canzone. Dante bile delle laudi, cominciando in esso
chiamò Cantica, e Canzone ciascuna le festività. P^. Benzon in Magnific.
delle tre parti del suo poema, o- lib. I, cap. 2o.
gnuna delle quali poi è divisa in Il terzo Cantico Nunc dimittìs^ si

canti. Gli ebrei erano soliti com- dice nella compieta, essendo quasi
porre de* cantici nelle occasioni im- una raccomandazione dell'anima nel-
portanti ; e il Macri rileva , che il le mani di Dio, prima del sonno,
Cantico è differente dal salmo, per- simbolo dell'eterno riposo, come di-
chè questo si cantava col salterio, ce Amalario ec. Questi tre Cantici
strumento musicale ed il Cantico , sono chiamati evangelici per essere
colla sola voce. Il salmo significa le pigliati dal testo evangelico ed è :

opere buone, mentre il Cantico de- perciò che mentre si cantano, tutti
nota l'azione di rendimento di gra- si alzano in piedi, anzi alcuni si se-

zie (J^. Durando lib. 5, cap. 4)- gnano colla croce (Jo. Beleth. cap.
Il Cantico piti antico è quello di 4o ), il qual uso è lodevole, essen-
Mosè, composto dopo il prodigioso do ordinato dal vescovo nel princi-
passaggio del mare rosso : laonde il pio del Magnificat, come si racco-
Cantico è di molto anteriore alla glie dal cerimoniale de' vescovi lib.

invenzione de' salmi. Nella sagra II, cap. 2, e particolarmente si pra-


Scrittura trovansi molti di questi tica in Roma, compresa la cappella
Cantici, sette de' quali passarono Pontificia. Il Magnificat è chiama-
nella liturgia. Davide ne compose to il Cantico evangelico, o Concen-
alla morte del re Saule e di Gio- tus e Vangela , secondo il Mabillon
nata suo figlio; Debora e Baruch ad Fit. s. Arnulplii in saec. FI
dopo la disfatta di Sisara; la bea- Bened. 55o, et in tom. 6, sep.
p.
ta Vergine, s. Zaccaria padre del p. 5 12, 5i4> ed il Carpentier ad
precursore s. Gio. Battista, e il vec- evangelii concentus , t. II, p. 296.
chio Simeone per Gesù Cristo. La I Cantici si dicono nell'ufìflzio delle
stessa Scrittura riferisce,che Salo- tempora, tanto nelle domeniche, che
mone avea composto cinquemila Can- nelle ferie, alle laudi, ai vesperi, a
tici, di cui non ci resta che quello compieta, come sono distribuiti nel
intitolato Cantico de Cantici, Can- salterio. Nelle feste , e nel tempo
ticum canlicoruntj e che s. Girola- pasquale, alle laudi si dice sempre
mo dice essere scritto in versi nel- il Cantico Benedicite, come nella
l'ori^fiuale ebraico. domenica, e nel fine di esso non si
,

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dice Gloria Patri, come negli altri compagnie de' così àe\.\\ flagellanti,
Cantici, né si risponde Amen. Non si i quali giravano il paese con croci
dicono poi alle laudi gli altri Cantici e bandiere, cantando Cantici da lo-

feriali , come nel salterio , se non ro chiamati penitenziali , sotto la


quando si fa uffizio di feria , fuori direzione di alcuni. Facevano inol-

del tempo pasquale. ile delle processioni attorno i cimi-


Mentre gli ariani ( Vedi) nega- teri aspramente, fana-
flagellandosi
vano la divinità di Gesù Cristo, fu- tismo, che poi riuscì di sommo dan-
rono da essi ripresi quei Cantici no ai giudei incolpati di aver avve-
in cui i fedeli fino dal principio lenato i pozzi de' cristiani; e la me-
della Chiesa riconoscevano Gesù Cri- moria di questi Cantici, si conservò
sto Dio, come abbiamo da Eusebio col nome di Cantici de^ flagellan-
nella Storia Eccl. 1. V, e. 28. Pao- ti. Inoltre i non solò in
flagellanti

lo Samosateno tolse tali Cantici dal- Germania, ma eziandio si propaga-


la sua chiesa, perchè erano un^a- rono in Francia, ed altrove, e nel
perta condanna de' suoi errori. E s. Boileaux, Histoires des flagellans,
Agostino compose espressamente un si leggono intorno a ciò curiose
salmo assai lungo per premunire i memorie. V. Arciconfraternite.
fedeli contro le fraudi de' donatisti. CANTO Ecclesiastico. Canto si-
Questi rimpixjveravano a' cattolici gnifica armonia espressa con voce,
la maniera troppo grave, con cui cioè r atto medesimo del cantare,
cantavano i salmi ; e il detto santo che consiste nel mandar fuori mi-
al contrario accusava i donatisti, per- suratamente la voce con modo or-
chè esprimevano co' loro canti i dinato a pi'odurre melodia, o alquan-
trasporti dell' ubbriachezza, anziché to simile a quello, col quale si pro-
i sentimenti di pietà. I valentiniani, duce la melodia, ed è proprio del-
Basilide, Bardesane, i manichei ed l' uomo e degli uccelli. Si dice inol-
altri composero inni e Can-
eretici tre Canto, per arte di cantare, che
tici, per diffondere più facilmente i con termine musicale si distingue in
loro errori; ed Ario poeta e mu- Canto fermo , Canto figurato , o
sico, avendo posto in versi la sua Canto ad aria, cioè senza cognizio-
rea dottrina, l'avea disseminata tra ne dell'arte. Il Canto, secondo Mil-
il popolo, e le persone di campa- lin, è una specie di modificazione
gna per mezzo di canzoni spiritua- delia voce umana, per mezzo della
li. Questo mezzo poscia fu usato quale si formano suoni variati, che
da Apollinare. Ma il concilio lao- si possono valutare, de' quali cioè si

diceno per rimediare a tale abuso, può trovare, o sentire l' unisono , e
proibì col canone LIX di leggere, calcolare gl'intervalli, inqualunque
o cantare nella Chiesa salmi com- maniera sieno disposti. Il Canto me-
posti dai privati, e comandò di li- lodioso, e che può valutarsi od ap-
mitarsi ai libri Ernesto
sacri. ì^. prezzarsi, non è se non che una i-
Cipriani, Dissertatio de propagatio- mitazione studiata ed artificiale de-
ne liaeresum per cantilenasi Lon- gli voce parlante, o
accenti della
dini 17 18. appassionata, e siccome di tutte le
Circa poi la metà del secolo XIV, imitazioni quella, che desta maggior
essendo accaduta in Germania una interesse, é quella appunto delle
glande mortalità, si formarono le passioni umane, il Canto riuscì il
,. ,

IO CAN CAN
più piacevole di tutti i modi, o ge- sti, e lugubri avvenimenti. Tale è
neri d'imitazione. il cantico di Davide sulla morte di
L' uso del Canto trovasi nell'anti- Saule e di Gionata; tali sono le
chi tà più remota, e nell' Egitto, ed lamentazioni di Geremia sulle dis-
in Grecia i primi canti conosciuti avventure di Gerusalemme. Piacque-
furono inni in onore degli dei an- : IX)queste lugubri composizioni al
zì in tutti i tempi, e presso i popo- popolo ebreo, e fatte ne furono del-
li anche i più grossolani il Canto è le raccolte; e molto tempo dopo la
stato un modo di culto divino. E morte di Giosia, ripeteva quel po-
assai verosimile, che i primi canti- polo i treni di Geremia, sul tragico
ci sieno stati destinati a lodare i fine di questo re.
divini benefìcii, mentre ricolmi di Passando all'origine del Canto ec-
gioia gli uomini pei ricevuti favo- clesiastico, la ne Chiesa militante
ri, n' espressero i ringraziamenti , e prese modello dalla trionfante,
il

le lodi col Canto a pie' degli altari, avendo appreso da Isaia, cap. 6,
e particolarmente insieme congre- che i Serafini vicendevolmente can-
gati, dappoiché l'unione de' contenti, tano innanzi a Dio. Per la qual co-
ed allegri accresce maggiormente la sa gli esseni, al riferire di Filone,
letizia di ciascuno in particolare de vita contempi, y visarono questa
Sebbene la Scrittura non ne faccia maniera di cantare alternativamente
menzione nella storia de' patriarchi le divine lodi facendo due cori,

pure i principii certi, ed universali uno d'uomini, l'altro di donne. Que-


della natura non ce ne lasciano du- sti però erano i cantici detti dram-
bitare. Ma quando gli ebrei furono matici, perchè l'azione sì congiun-
congiunti in una società , seppero geva alla voce, de' quali si dice ne-
alzare le voci armoniche nelle lodi gli uffici! ecclesiastici: ^> Ante tho-
del Signore, come rileviamo dai can- w rum hujus virginis frequentate
tici sublimi di Mosè, di Debora, di « nobis dulcia cantica dramatis".
Davide, di Giuditta, e de' profeti. Ma questo canto, dai gesti accom-
Davide stabili de' cori musicali per pagnato ^ non si usò mai nella
lodare Dio nel tabernacolo, ed esor- Chiesa.
tò ad encomiare il Signore e colla vo- Sotto il nome di Canto ecclesia'
ce, e cogli stiTimenti, dicendoci nel sal- cOj si comprende genericamente qua-
mo 46, V. 6 e 7. *s Psallite Deo no- lunque canto si usi nelle chiese, sia
n stro, psallite psallite Regi nostro,
: il gregoriano j che si chiama eccle^
« psallite quoniam Rex omnis ter-
: siastico in particolare, sia V ambro-
« rae Deus, psallite sapienter ". siano o monacale^ sia il corale dei
Anche il figlio di lui, Salomone, religiosi, e d' altri riti , o anche dei
serbò un tal uso nel tempio , che greci. Sul principio del cristianesimo
fabbricò. I leviti erano incaricati di si usò il Canto ne' divini uffizii , e
cantare e suonare nel tabernacolo principalmente quando la Chiesa ac-
e nel tempio, ed a ventiquattro a- quistò la libertà di dare al suo cul-
scendevano i cori de' musici di Da- to quello splendore, e quella pompa
vide e di Salomone, i quali a vi- che conveniva , essendone stata au-
cenda esercitavano il loro ufficio. torizzata dalle lezioni di Gesù Cri-
Hanno finalmente gli ebrei usato sto e degli apostoH. La nascita del
de' cantici ancora per piangere i tri- divin Salvatore fu ai pastori annun-
CAN CAN II
ziafa coi cantici degli angeli stessi. te, che 8. Ignazio fece ciò, dopo aver
All'articolo Cantici si fece menzio- udito in visione gli angeli celebrare
ne anche di quelli di Zaccaria, della alternativamente le lodi di Dio can-
b. Vergine, e di Simeone. In mezzo tando le antifone. S. Atanasio in-
alla sua predicazione, permise Gesti trodusse nella sua chiesa alessandri-
G'isto, che una moltitudine di popolo na il Canto figurato, chiamato dai
lo accompagnasse nell' ingresso di greci colorato^ ma poi pegli abusi,
Gerusalemme, cantando » Osanna, che ne nascevano , vi surrogò un
>» benedetto sia colui, che viene in Canto semplice e piano, come rife-
*• nome del Signore, salute e prospe- risce s. Agostino, e fu tale, che sem-
>* rità al figliuolo di Davide " ; e brava piuttosto una recitazione, che
così continuò fino al tempio, quindi un Canto, principalmente per la sua
riprese i farisei, perchè eransi adirati brevità. Nella primitiva Chiesa, il
per siffatta popolare
dimostrazione popolo soleva cantare co' chierici, e
di gioia. Paolo esortò i fedeli ad
S. rispondere all' orazione detta dal sa-
eccitarsi vicendevolmente alla pietà cerdote : onde san Girolamo scrisse
con inni e cantici , spirituali ; e nel pracf. in epist. ad Galat. : h Ad si-

quadro della prima liturgia , che ci mìlitudinem coeleslìs tonitrui. Amen


presenta l'Apocalisse , si parla d' un reboal". Ma siccome per lo più si

cantico cantato innanzi l' altare dai alterava la conveniente armonia, fu


seniori e dai sacerdoti, ad onore del ciò vietato dal canone XV del con-
divino Agnello. I cristiani interroga- cilio laodiceno, celebrato verso l'an-
ti da Plinio, che cosa facessero nelle no 364. Fu pertanto ordinato, che
loro assemblee, risposero, che si uni- solamente cantassero alcuni chierici
vano la domenica a cantare in due a ciò deputati e chiamati Cantato-
cori inni a Gesù Cristo come Dio, res canoniciy cioè regolati ed ordi-
e ciò seguiva prima del levar del nati. Sopra canone laodiceno no-
il

sole. ta Zonara, che da indi in poi i


Adunque fino dai primitivi tempi suddiaconi, i quali prima erano de-
della Chiesa si usava il Canto alter- stinati alle porte delle chiese, ed i
nativo con cui da un doppio coro
, lettori, a cui spettava leggere le sa-
si cantavano i salmi, gì' inni ce, co- gre lezioni, furono eletti per canta-
me si usa ancora al presente; ma re. Si vuole inoltre, che s. Ilario di
siccome in quelle epoche le donne Poitiers avesse composto varii inni,
cantavano in un agli uomini nelle e che da quel tempo s'incominciasse
chiese, ciò fu vietato dal concilio a cantarli in un modo alterno in
antiocheno. Sebbene il Canto alter- tutto l'occidente; ma Prudenzio, Sim^
nativo derivi dagh stessi apostoli, ne maco, s.Paohno, ed altri poeti cri-
gli altri si debbano considerare che stiani in Itaha aveano già prima di
soli imitatori di esso, pure si vuole, quell' epoca composto inni, appro-
che s. Ignazio, discepolo di s. Gio. vati e ricevuti dalle chiese, e que-
Evangelista, instituisse pel primo nel- sti si cantavano comunemente in I-
la sua chiesa d' Antiochia il Canto talia ne' diviniufìlcii , avanti che
alternato degl' inni e salmi , che si queir uso fosse adottato in Francia.
sparse prima nell' oriente, e poi nelle S. Ambrogio, che regolò il Caiv-
altre chiese sotto 1* impero di Co- to della sua chiesa di Milano, men-
stantino. Aggiunge lo storico Socra- tre erano apeiti i teatri de' gentili,
,

12 CAN CAN
evitò diligentemente la loro melo- Dio ne' suoi Questo Canto
templi.
dia. Dipoi Gregorio l ne* tempi,
s. dicesi pure canto piano per la sua ,

in cui non vi erano piU que' tea- semplicità e canto fermo


facilità;
tri, permise nel Canto ecclesiastico per la gravità, con cui procede sem-
qualche cantilena più graziosa , la pre in note di egual valore, essen-
quale però non richiamasse alla me- do una melodia di puro genere dia-
moria cose profane. Quindi venne tonico, che procede per due toni, e
la distinzione di Canto Ambrosiano semitono, ovvero per tre toni, e
e di Canto Gregorianoj il piimo semitono ; canto corale, perchè can-
pila grave, il secondo più melodiale. tato in coro, e dal coro, e final-
Il Canto Ambrosiano, Cantus Am- mente canto romano, perchè fu in-
hrosianus, è composto di quattro trodotto prima in Roma, quindi
toni autentici degli antichi, il dori- propagossi per l'occidente. Carlo Ni-
co, il frigio, il lidico, e il minolidi- vers, autore d'una dissertazione sul
co, che s. Mirocleto vescovo di Mi- Canto gregoriano, osservò, ch'esso
lano, ovvero lo stesso s. Ambrogio, è stato sovente alterato, e che in-
scelse per formare il Canto della vano si tentò di restituirlo alla sua
chiesa milanese. Diconsi i suddetti prisca purità e bellezza ,
perchè i
quattro toni autentici, perchè
si vuo- cambiamenti che vi si fecero
, fu- ,

le, che fossero approvati pel Canto, rono continui innanzi l' invenzione
onde resero quello ambrosiano piti delle note, le quah sino a' tempi del
metrico, e più modulato del Gre- camaldolese Guido Aretino consiste-
goriano. In esso il suono sopra una vano solo in punti , virgole , e in
sillaba lunga aveva esattamente il minuti accenti , co' quali era faci-
duplice valore una sil-
di quello d' lissimo r ingannarsi Le note .di ,

laba breve. Il Canto ambrosiano cui è composta la melodia, altro


ancora si conserva religiosamente non sono che segni indicanti V in-
nelle chiese, nelle quali si mantiene tuonazionej e questi segni si pon-
il rito pur chiamato ambrosiano. gono sopra quattro linee, e fra gli
S. Agostino attesta l' impressione spazii delle medesime. S. Gregorio I
che fecero sul suo animo i salmi adunque, come afferma anche Do-
che udì cantare nella chiesa di Mi- menico Maria Manni, nella Disser-
lano. Confess. 1. IX, e. 6. fazione della disciplina del Canto
// Canto gregoriano^ o roma- ecclesiastico antico , Firenze 1756,
no, o canto-fermo j planiis et sim- non fu inventore, ma riduttore del
plex canendi modus, è il Canto, che canto romano , traendolo ad una
si usa nella Chiesa quando il coro più conveniente forma, e aduna
ed il popolo cantano all' unisono, e qualche facihtà.
tutti insieme d' una stessa maniera. Di fatti ninno ignora , che per
Si chiama Canto gregoriano, per- testimonianza di Anastasio Bibliote-
chè s. Gregorio I creato l' anno
,
cario, un Canto somiglievole al gre-
590, lo corresse sopra il Canto an- goriano era stato nella Chiesa, già
tico, e lo diffuse in Italia. Esso pe- nel tempo di s. Ilario, eletto Papa
rò non è se non che una modula- nel 4^1, e che, secondo Pietro, ve-
zione di voci air unisono senza di- scovo di Orvieto, esisteva eziandio
versità di tempo, usata negli uffizii nell'anterior tempo di s. Silvestro I,

ecclesiastici per lodare e benedire cioè duecento settanta anni avanti


,

CAN CAN i3
5. Gregorio I. Questi per altro, co- quale pretese essere cresciuta T igno-
me scrive Giovanni Diacono nella ranza neir ottavo secolo , per ava-
vita di lui, lib. II, cap. 5, istituì in prima s. Gregorio I fondate in Ro-
Homa una scuola ,o collegio de* ma ÌQ scuole di Canto ecclesiastico,^
cantori, Scliola cantorum^ a' quali mentre, dice, erano necessarii dieci
(abbricò due case, una presso le anni di scuola per impararlo.
scale della basilica vaticana l' alba, La Chiesa Romana fino dalla sua
accanto il patriarchio lateranense, do- fijndazione, avendo usato sempre il

tandole ambedue di convenienti ren- Canto, che alla dolcezza della mo-
dite, e nella seconda di queste il Pon- dulazione accoppiasse la gravità, ven-
tefice istruiva i giovanetti. ne da molte chiese imitata. Ciò af-
In questo collegio de' cantori e- ferma pure s. Agostino, all'epistola
rano ammessi soltanto sette diaconi, 119. Il Pontefice Vitaliano , eletto
a' quali si aggiungevano altri fan- nel 65 j (che alcuni fanno introdut-
ciulli per aiuto del Canto. Preten- tore degli organi, o almeno dicono
desi, che sino al secolo XIII esistes- che li abbia stabihti nelle chiese)
se in Roma questa celebre scuola mandò in Francia Giovanni canto-
secondo il Rasponi, De Basilic, La- re romano, perchè insegnasse il Can-
ter, lib. II, cap. 4) e Bona, Rerum to ecclesiastico romano, ovvero lo
Liturg. lib. I, cap. 20, mentre si ritornasse a quella maniera, colla
sa , che tali cantori andavano a quale s. Gregorio I pel primo l'a-
cantare ovunque il Pontefice cele- vea in quel regno introdotto come ,

brava. dice Giovanni Diacono, in vita s.


Ma del Canto gregoriano e della Greg. /, lib. II, cap. 8, p. 48 del
scuola di s. Gregorio Magno, che tomo IV delle opere di s. Grego-
durò per molti secoli, dopo la mor- rio Magno, dell' edizione de' Mau-
te del Pontefice, e dalla quale u- rini. Il Pontefice pois. Agatone, crea-
scirono non pochi cantori, che pro- to l'anno 678, mandò de' cantori
pagarono canto di lui in Inghil-
il in Inghilterra, acciocché insegnasse-
terra, in Francia, in Germania, e ro a quel clero il Canto romano,
nelle Spagne, si parlerà all'articolo secondo riferisce Beda, lib. IV, cap.
Cantori della Cappella Pontificia. 18. Quel Pontefice viene considera-
Non è però qui da omettersi, che s. to per uno de' restauratori del Can-
Gregorio Magno fi^i il primo a stabilire to ecclesiastico , come si rileva dal
il cantorato, ed errano quelli, che ne suo ampio trattato in tale materia,
attribuiscono l'istituzione al Pontefi- servendosi a quest' uopo particolar-
ce s. Ilario ; mercecchè fti costume mente di Giovanni monaco, maestro
nella Chiesa per molti secoU di can- di cappella in s. Pietro, il quale ol-
tare nella prima domenica dell'av- tre il Canto, insegnò per le lezioni
vento, avanti l' introito in lode del- tutto l'anno. S. Leone
che gli II,
lo stesso s. Gregorio I, alcuni me- successe nell'anno 682, vedendo che
trici componimenti, di cui ci de- erasi alquanto corrotto il Canto ro-
scrive il rito Mabillon, de ant. ec- mano, poiché era eccellente nella
ci discip. cap. X, num. 23. F. il musica. Io rislaurò, e ridusse gli
Bergier alla parola Canto ecclesia- inni ed i salmi a bella consonanza.
sticoj che difende il santo Pontefice, Egli è certo però che, nel secolo
contro il protestante Bmckero, il VII, incominciossi in Roma ad ai*-
,

i4 'Mn CAN
monizzare sopra le note, senza se- di Pasqua, nacque una contesa sul
gni particolari. Ma per la testimo- Canto, fra i cantori romani ed i
nianza (li Valfrido Strabone, la Fran- francesi, che si credevano a quelli
cia ricevette il Canto romano soltan- maggiori ; ma il saggio principe de-
to da Stefano II, detto III, col mez- cise a favore dei romani, dicendo
zo de' chierici da lui ammaestrati non dover i rivoli essere maggiori
più perfettamente, e Paolo I, che del fonte, alludendo, che a Roma
gli successe nel ySyj si adoperò con erano debitori del modo , con cui
Pipino re di Francia, affinchè nel allora cantavano. Carlo Magno or-
suo regno introducesse da per tutto dinò, che il Canto gregoriano si sta-
ilCanto romano. Ciò è conferma- bilisse in tutte le chiese di Fran-
to dal Galletti, Del Primicero, p. cia; ma vi furono delle chiese, le
IO, raccontando, che essendo mor- quali non ne presero che una par-
to Giorgio primicero della scuola te, e lo mescolarono col loro. f^.
de' cantori. Paolo I richiamò dalla Giovanni Lebeuf, Trattato storico
Francia Simeone secondicero della sul Canto ecclesiastico^ in cui al e.
il quale erasi colà re-
stessa scuola, Ili tratta della intuonazione fran-
cato per insegnare il Canto a' mo- cese de' salmi adottata dalla Chie-
naci di s. Remigio arcivescovo di sa Romana, dalla quale però appre-
Ronno, fratello del re Pipino, e lo se la gallicana anche V arte di ar-
richiamò, acciocché ascendesse al po- monizzare.
sto di primicero, che a lui spettava 1 francesi hanno dato il nome di
per anzianità, come si pratica dal Canto ecclesiastico in generale al ,

collegio de' cantori Pontificii annual- Canto gregoriano; e al così det-


mente, nella elezione del loro mae- to Canto fermo, il nome di plain
stro, y. il Dizionario degli autori chant , del che si è fatto quello i-

ecclesiastici^ all'articolo Carlo Ma- taliano Canto piano. Chiamano


di
gno. Di questo principe, dice l' an- poi Canto in ison, o Canto eguale,
nalista Baronio, che si adoperasse un canto, o una salmodia , che si
premurosamente a far correggere il aggira soltanto su due tuoni, non
Canto gallicano, per cui nel recar- formando se non che un solo intei>-
si a Roma nel Pontificato di Adria- vallo. Alcuni Ordini religiosi, come
no I, lasciò appresso quel Pontefi- altre volte nell' Italia i cappuccini
ce due suoi chierici, ricevendone in avevano nelle loro chiese questa sola
vece altri due dallo stesso Papa be- sorte di canto. I francesi inoltre chia-
ne istruiti e dotti, cioè Teodoro e mano Canto sul libro un canto fer-
Benedetto. Recatisi essi in Francia, mo, o un contrappunto a quattro par-
cogli antifonarii composti da s. Gre- ti,che i cantori compongono, e can-
gorio I, corressero quelli francesi, tano all'improvviso sopra una sola
ed istruirono tutti nel Canto roma- parte, che è il libro del coro, co-
no, per cui Carlo Magno disse ai sicché, eccettuata la parte notata,
suoi, doversi ricorrere alla fonte, la quale si applica d'ordinario al
quando si ha bisogno di tutto ciò, basso, i cantori, a' quali si affidano
che concerne la religione, cioè alla le altre tre parti, non hanno se

Chiesa Romana. Anzi, come raccon- non che questa per guida. Ciascuno
tano altri, trovandosi di nuovo in compone la parte propria nell'atto
Roma Carlo Magno nella festività medesimo di cantare; ma questa
,

CAN CAN i5
specie di cauto esige molta perizia, moderno: il primo fu già praticato
abitudine, e molto orecchio negli dai greci antichi, e si conservò fino
esecutori, tanto pih, che non ò al secolo XIII. Questo avea solo
sempre facile il riferire i tuoni del due differenti specie di misura, cioè
Canto fermo a quelli della nostra una lunga ed una breve, di modo
musica. Molti metodi furono inven- che il suono di una sìllaba lunga
tati , o proposti ne' tempi trascorsi valeva il doppio di quello d'una
pi-ecipuamente in Italia, in Germa- breve. Il Canto figurato moderno fu
nia per r insegnamento del Canto, messo in uso dopo 1' invenzione
e vei'so il i8i5 in Parigi ne in- delle sei note moderne, fatte nel
ventò uno nuovo certo Choron, il secolo XI, cioè quando Benedetto
cui divisamento era di fondare una Vili o Giovanni XX chiamato a ,

specie di esercìzii talmente graduati, Roma Guido Aretino, gh ordinò


che gli allievi non trovassero veru- d' insegnare al clero di Roma le
na difficoltà nel passaggio da im note del Canto fermo da lui inven-
oggetto all'altro, dappoiché partendo tate; le quali note formano non solo
dalle operazioni più semplici, e più varie figure, riguardo alla durata
facili, giungessero senza alcuno sforzo, del tempo, ma
anche riguardo alla
alle più difficili e complicate. loro e per questo si
connessione,
Nominossi il Canto corale anche chiama quel Canto composto di va-
canto ferniOj, e Canto gregoriano, e rie figure, ed anche musica figurata.
dal principio del VII secolo fino Le note inventate da Guido, Ut, re,
all'epoca in cui principiò il contrap- mi fa, sol, la, tratte dall' inno dì
punto ad esercitarsi secondo le re- s. Gio. Battista, composto da Paolo

gole determinate, Canto fermo


il Diacono, celebre poeta, e monaco
non era altro che il Canto ecclesìa' cassinense in sul finire del secolo
stìco introdotto dal citato s. Grego- IX, servirono poi di lume a Gio-
rio Magno ne' cosi detti otto tuoni vanni de Muris, gran matematico
ecclesiastici, i quali erano i primi in Parigi, il quale, verso l'anno
quattro tuoni autentici, e piagali iSyo, inventò le otto figure delle
degh antichi greci. Ma dall' uso note musicali, su cui molti elevati
dell' armonia in poi si dà questo ingegni formarono una perfetta ar-
nome anche negli esercizi! del con- monia di più voci,
più pro- e di
trappunto a quella parte, che viene porzioni tempi , mercè il segno
e
prescritta allo scolare, affinchè vi della misura, o battuta. Non bene
ponga una, o più altre. In
sotto poi si conosce 1' antico significato
alcuni luoghi si chiama altresì Canto della Canto in contrappunto.
frase
fermo, una composizione a tre, o Ad alcuni sembra, che quell'espres-
quattro voci, senza istromenti. sione indicasse un Canto con imita-
E per accennare alcuna cosa col zioni; ma il Papa Giovanni XXII
Dizionario delle Origini, del Canto residente in Avignone , nell' anno
composto o figurato,
diremo che i322, lo escluse dalle chiese a mo-
così vienechiamato quello, in cui tivo della sua sregolatezza. J^. il

si praticano note di valore misto, a trattato del Cardinal Bona, della


differenza del canto corale, composto divina Salmodia, e T articolo Mu-
di note principali uniformi. Si di- sica Sacra.
vide il canto figurato in antico^ e 1 santi padri, i concilii, e gli
,

i6 CA.N. CAN
autori ecclesiastici sempre si lagna- ilCanto figurato; ma Giovanni Pa-
rono quando videro introdotta nella lestrina, maestro della cappella Pa-
Chiesa la musica profana, come co- pale lo pregò a sospendere tale
,

stantemente si adoperarono, perchè risoluzione, e compose una messa


il Canto ecclesiastico riuscisse mo- con molto artifizio e gravità, unen-
desto e divoto, e s. Ambrogio, lib. do insieme la soavità della musica
I, cap. 18, riprese que'cantori, che colla chiarezza delle parole. Il Pon-
alzando troppo la voce, ed aprendo tefice sentendola cantare a sei voci
smoderatamente la bocca, riempiono nella Pasqua di risurrezione, rimase
di rimbombo la chiesa, coli' ecces- soddisfattissimo , e cambiò parere
sivo gridare; cosa pure proibita dal persuaso che una dolcezza di Canto
VI sinodo, col canone 'jS, acciocché somigliante si poteva accompagnare
il Canto non divenga una strepitosa colla divozione dell'animo: onde fu
vociferazione. Nel modo di cantare adottato dalla Pontificia cappella
sono degni d' encomio i greci per- ,
ed è lo stile che tuttora si osserva,
chè nel Canto ecclesiastico esprimono con universale approvazione e com-
l'affetto colla voce, e per la mo- piacenza. Questa messa fu data alle
destia del volto, muovere
senza di stampe col titolo
, Missa Papce :

fì'equente le labbra, sembrano se- Marcelli II, comunque sia stata


guire r avvertimento del Boccadoro, dedicata a Paolo IV. V. Memorie
il quale nel Canto richiede, placi- storico-critiche della vita^ e delle
daniy et contractani, moderalamque opere di Gio. Pier Luigi da Pale-
vocem^ homi). I, de Verb. Isa. strinaj Roma 1828, compilate dal
Il concilio di Trento raccomanda dotto, e benemerito d. Giuseppe
gravemente di non permettere nelle Baini , direttore e camerlengo del
chiese Canti profani ed alcuni au-
, collegio de' cappellani cantori Ponti-
tori stimano peccato il mescolare ficii. Non è però il Canto che faccia
le musiche profane ne' divini ufficii. la messa solenne , ma solo l' assi-
V. Cajet. 2. 2. qucest. 11. art. i. stenza del diacono, e del suddiacono,
Ciò è vietato pure dal Cerimoniale siccome tratta il Sarnelli nelle sue
romano, lib. 1, cap. 28. A questo lettere, tom. Vili, p. 87, soggiun-
proposito il dotto Innocenzo III gendo col Baronio, che la messa
scrisse: Dehent ergo cantores conso- privata incominciò verso V anno
nis vocibus^ et suavi modulatione 4 1 8, celebrandosi prima solennemen-
concìnerCj quatenus anìmos ad de- te. Non sempre per altro gli eccle-
votionem Dei valeant excitare^ De siastici adoperavano il Canto, come

Mister. Miss. cap. 2, ed Alessandro oggi praticano diversi Ordini reli-

VII con una costituzione ordinò ai giosi.

maestri di cappella, che nelle chiese Anche s. Francesco, e s. Domenico


dopo i salmi [Fedi) non si cantas- fecero adottare ai frati loro il Canto

sero se non che le antifone ( Vedi) ecclesiastico, ch'era già praticato non
correntij con una sola voce, il che tanto presso il clero secolare, quanto
fu puntualmente osservato nelle chie- presso i monaci in Italia e nelle
se di Roma. Spagne, come vede negli antichi
si

Il zelante Pontefice Marcello II libri coraU dei XIII, XIV, e secoli


era risoluto di togliere affatto nelle XV di ambedue le religioni, e co-
fimzioiù ecclesiastiche 1^ musica; e me piti è dimostrato dal canto de-
CAN CAN 17
gli iifficii propri de* primi santi di stato dall' aver udito passeggiando
quei duo Ordini, nel quale si segue un giorno in Ragusa vicino al nio-
precisamente la natura, e la pro- nistero de' benedettini , la melodia
prietà del Canto diatonico grego- dell' organo, e la soavità del Canto
riano, e de' suoi modi. Gli agosti- ecclesiastico. Per cui egli disse fra
niani fecero altrettanto, ed i serviti sé : non è mai possibile, che sia
seguirono le comuni pedate, come falsa una rehgione la quale cosi ,

si egualmente dai libri corali,


rileva soavemente loda il suo Dio. Alcuni
e dalle rispettive maniere tratte dal- missionarii ad ammansare i selvaggi
le antiche. I religiosi di s. Brigida, americani, e tirarli alle loro istru-
ossia del ss. Salvatore, secondo i zioni, non hanno ritrovato mezzo
meglio istruiti, furono i piìi antichi, migliore, che quello di usare il suo-
che usassero in luogo del Canto no fenomeno, che confer-
de'flauti:
gregoriano, la recita, o declamazio- ma, come osserva Bergier, quanto
ne stentata, sopra due, o tre corde, valga la musica a preparare l'animo
nei divini Dipoi lo furono i
ufficii. ai buoni, ed ai cattivi costumi.
teatini , i teresiani , in seguito i cap- P^. l'articolo Caivtori, e il Saggio

puccini , ed in fine i chierici regolari storico teorico pratico del Canto


minori, tutti Ordini senza Canto. gregoriano o romano per istru-
_,

Aveva s. Francesco di Paola per- zione degli ecclesiasticiy del p. d.


messo a' suoi frati paolotti , nella Pietro Alfieri, oblato camaldolese,
prima regola, il Canto dei divini Roma i835. Esso avverte nella sua
ufficii; ma tolto questo nella secon- conclusione, che per l'esatta esecu-
da, permise soltanto quello, che so- zione dee distinguersi colla voce il

miglia al compitare , senza alcuna Canto del giorno solenne e festivo,


nota. Però da tale dissonanza venen- da quello feriale, e che quantunque
do noia ai fedeli soliti ad udire il , tal Canto si segni colle medesime
Canto gregoriano per le suppliche ,
note pure quanto più il giorno
,

d'un zelante religioso paolotto, Be- sarà solenne, tanto più dovrà soste-
nedetto XIV colla costituzione, Ilo- nersi la voce nel cantare,non però
manusy de' 22 gennaio 1754, presso con abbellimento, con dignità ma
il toni. IV, p. 181 del suo Bollano, e gravità, quale appunto si convie-
ordinò tanto che alle mo- ai frati , ne alla maestà del venerando luogo
nache paolottc, che nel coro, e nelle santo ; avendo presenti inoltre gli

altre funzioni, usassero del solo Can- statuti autorevoli de' padri, in forza
to gregoriano. de' quali si osserva la vera maniera
Il Canto, unito alla modestia e di eseguire il Canto, usata sino dai
alla pietà, è utilissimo, perchè, co- primordii del cristianesimo. Cosiffat-
me si legge presso Giustino Martire, ti istituti dal beato Cardinal Tom-
desta religiosi dcsiderii, tempra le masi furono ricavati da un antifo-
passioni , innalza la mente a Dio, e nario di s. Gregorio Magno, di rito
produce Certo
altri
effetti. ottimi monastico, probabilmente del secolo
turco, primogenito d'un pascià, bat- XI, ed appartenente alla famigerata
tezzalo in Milano da s. Carlo, inter- biblioteca del monistero di s. Gallo
rogato (piai cosa r avesse mosso ad nella Svizzera, f^. Alfieri alla p. 124.
abbandonare l'alcoiano, per abbrac- Remigio Carré scrisse: Le maitre des
ciare il vangelo, risposo, essere ciò iwviccs dans l'art de chantcrj il p.
\OL. vili.
i8 CA,N CAN
Martini Storia della musica ^ Bolo la cattedra apostolica avea formato
giìa1757, Franchino Gafor di Lodi, il disegno di andar egli stesso ad
Practica musiccej Mediolani 1496, annunziare a quelle genti la fede,
Elia Amato, T Uso di cantare nel v' inviò s. Agostino
,
priore allora
coro scambievole^ quanto sia antico del monistero di s. Andrea di Roma,
nella Chiesa, fra le sue lettere eru- dandogli per compagni alcuni reli-
dite, Genua 1714» P^r. H, p. 107, giosi. Appena s. Agostino pose piede
Martino Gerberto De cantu, et musi- in Inghilterra, sirivolse ad Etelber-
ca sacra a prima Ecclesia cetate, to re di Rent, che risiedeva in Can-
tom. II, 1774- torbery, come al più potente de' set-
CANTORBERY. Città metropoli- te sovrani dell' e|Dtarchia e che pur
tana d' Inghilterra , nella contea di avea qualche barlume del cristiane-
Rent, di cui era capitale, quando simo, mercè il suo matrimonio con

tal contea avea il titolo di regno, Berta cristiana , diretta dal vescovo
chiamata anche Durovernum e Can- Luidardo, che aveva condotto da
tuaria. Giace sulla riva dello Stour Parigi. S. Agostino ottenne il per-
in una fertile e deliziosa vallata, e messo di predicare, e dallo stesso
la sua figura é ovale, servendo i re fu invitato a fermarsi co' compa-
suoi antichi bastioni pel passeggio. gni a Cantorbeiy, capitale de' suoi
Cantorbery esisteva fino dal tempo stati, assegnandogli rendite per vi-
dei romani, ed ancora esistono i gran- vere. Indi i missionarii passarono
diosi avanzi de' loro edificii. Fu re- nell' antica chiesa di s. Martino, che
sidenza dei re, durante la domina- i bretoni aveano abbandonata, ed
zione de' sassoni , fino al regno di ivi celebravano i divini uffizii , an-
Etelberto, che vi fece dimora sino nunziavano la divina parola, e am-
al 796. In progresso di tempo que- ministravano i sacramenti. Mediante
sta celebre città andò soggetta a di- lo zelo di questi sacri ministri un
versi incendii. Ora è capo luogo gran numero di gente ricevette il

della contea di Rent. Ilsuo arci- battesimo. In appresso s. Agostino


vescovo anglicano é il primate di venne da Vigilio d' Arles consagrato
tutta l'Inghilterra, e il primo fra i vescovo verso il 597, e poscia bat-
pari del regno, fino da Odoardo I tezzò lo stesso re Etelberto, che si
godendo la prerogativa di coronare il mostiò zelatore della fede, si col fa-
re. Le sorgenti minerali di Cantor- cilitare la conversione de' suoi sud-
bery sono assai frequentate, e pre- diti, e sì colla generosità nell' erige-
sentano un miscuglio di materie sul- re la cattedrale di Cantorbery, che
furee e ferruginose. da tempio degl'idoli venne da s. Ago-
I sassoni, gU angli ed i juti, popoli stino consagrata a s. Pancrazio. Fon-
idolatri deJIa Germania, essendo pas- dò pure il re fuori le mura della
sati neir isola de' bretoni, li costrin- città il monistero de' ss. Pietro e
sero a montagne.
ricoverarsi nelle Paolo, il primo il quale siasi fabbri-
Erano già passati circa cinquanta cato in Inghilterra, che prese poi il

anni dacché costoro divennero pa- nome di Agostino, e divenne cele-


s.

droni di quella contrada, quando bre abbazia, venendo da Alessandro


piacque a Dio di far risplendere ai II, nel 1067, conceduto a' suoi ab-

loro occhi la luce del vangelo. San bati l'uso della mitra, allora non
Gi'egorio I, che innanzi dì ascendere comune che ai vescovi.
, ,

CAN CAN
Nell'anno 600, s. Gregorio I man- chiìeld, Vorchester, Hereford, Girne
dò il pallio a s. Agostino, colla fh- ster , Oxford , Chichester , Svolsci
[tfoltìi di ordinare dodici vescovi, sui Salisbury, Sresbury, Viton, Excester,
[iiali egli avrebbe il diritto di me- Devonshire, Cornovailles, Wels, Bri-
ropolitano. GÌ' ingiunse altresì di or- stol, Landaf, s. Davis, Caerlcon, Land-

inare un vescovo a Yorck, dopo la Patern, Bangor, Vict-Isle e s. Asaph.


m versione Per la qual
di que' popoli. Molte però di colali sedi in progres-
mversione avea anzi mandato altri so di tempo furono nelle altre in-
lissionarii con addobbi per le chie- corporate.
paramenti, e vasi sagri, reliquie e S. Agostino riposò nel Signore
ran numero di libri; e l'autorizzò di r anno 6o4 , ma prima di morire
largii anche dodici sufiraganei, e di volle darsi vm successore nella sede
ìve altrettanto per Londra. Senonchè di Cantorbery, affine di non lasciare
'ticolari circostanze obbligarono in una chiesa nascente priva di un buon
ippresso s. Agostino a fare alcuni pastore. Pose quindi gli occhi sopra
mgiamenti nella esecuzione di que- s. Lorenzo , uno di quelli , che lo
lli ordini; perocché consagrò i suoi avevano accompagnato in Inghilter-
liscepoli s. Mellito in vescovo di ra. Questi governò tal chiesa sino al
-ondra, o de'sassoni orientali, e Giu- 619. Il corpo di s. Agostino fu posto
in vescovo di Rochester, essendo in disparte sino all' intiera costiaizio-
la investito delle dignità di legato, ne della chiesa di s. Pietro e Paolo,
metropolitano della Brettagna. Fra le che Elelberto faceva innalzare, per-
Jtruzioni dal Pontefice date a s. Ago- chè servisse di sepoltura ai re, ed agli
tino, eravi quella di stabilire la sua arcivescovi di quella metropolitana.
;de in Londra, come la più antica Molti arcivescovi di Cantorbery ono-
atta cristiana dell' isole d' Inghilter- rarono quest' illustre sede coi loro
perchè sebbene il santo venga scritti, colle loro virtù, e coi soffer-
)nsiderato l' apostolo di quelle con- ti martirii; ma i più mirabili, e de-
rade, la fede era stata abbracciata gni di special menzione, sono i se-
[dagl' inglesi , secondo V opinione di guenti : S. Mellito vescovo di Lon-
ilcuni autori, per la predicazione di dra, che gettò la prima fondamenta
riuseppe d' Arimatea , discepolo di di s. Pietro a Londra e del moni-
,

esìi Cristo. Ma sia eh' egli non giu- stero di s. Pietro di Westminster,
[dicasse a proposito di rendere que- e successe a s. Lorenzo sulla sede
[«to onore ad una città, che non avea di Cantorbery reggendola sino al
,

bastantemente rispettala la religione 629, in cui s. Giusto di Rochester,


»er conservarla o per riprenderla
, altro discepolo di s. Agostino, gli fu
tia eh' egli volesse dare questo di- eletto a successore. Ricevette egli il

estintivo al re che avea convertito pallio dal Papa Bonifacio V , e s.

fissò la sua sede in Cantorbery, pre- Paolino primo arcivescovo di Yorck


ferendola a Londra , onde divenne fu da lui consagrato. Morto nel 63 o,
Cantorbery metropoli di tutta l'In- s. Onorato, uno dei missionarii s[)e-
ghilterra, e, secondo Commanville, diti da s. Gregorio I, fu fatto arci-
ebbe sulTraganci i vescovi di Londra, vescovo di Cantorbery ed il Ponte*
Vinchcster, Dorchester, Rochester, fìce Onorio I gli mandò il pallio, e
Eli, Norvic, Duumvic, Pcterboroug, gliscrisse che quando le
, sedi di
Lincolne, Dorcester, Lexcester, Li- Yorck e Cantorbery fossero vacanti.
,

.9.0 CA.N CAN


il superstite de' due arcivescovi do- che avea per lui grande stima , Io
vesse consagrare la persona, che fosse fece legato della Santa Sede, digni-
stata canonicamente eletta. Da ciò tà che usò nel ristabilire la discipli-

si deduce, che l'autorità data a s. na, e nel fare saggi regolamenti, mo-
Agostino da Papa s. Gregorio I sui rendo santamente nel 987. All' ar-
vescovi dell' Inghilterra, fosse un pri- civescovo Alfrico si diede in succes-
vilegio personale. Tuttavolta, sebbe- sore s. Elfeago vescovo di Winche-
ne Offa , re de' merciori , ottenesse ster, il quale si recò a Roma a ri-

dal Pontefice Adriano I , il privile- cevere il pallio, e pati il martirio


gio di metropoli per la sede di nel IO 12. S. Anselmo d'Aosta fu
Litchfield, con sei suffraganei, sette nominato dopo Lanfranco in arci-
anni dopo s. Leone III rimise que- vescovo di Cantorbery nel 1 09^ , ,

sti vescovi sotto la metropoli di Can- non ostante la sua resistenza, e solo
torbery , e Ladulfo vescovo di Lit- accettò colla condizione, che fosse ri-
chfield rinunziò alla dignità episco- conosciuto Urbano II per Papa le-

pale, onde la primazia su tutta l'In- gittimo, dal quale poi ebbe il pallio.

ghilterra fu attribuita all'arcivescovo Ma vedendo la persecuzione, che il re


di Cantorbery. SuU' essere l'arcivesco- faceva alla chiesa di Cantorbery, di-
vo di Cantorbery legato nato della San- sperando di poter rimediare agli abu-
ta Sede, oltre quella di Yorck, veggasi si, usci dall'Inghilterra, e nel 1098
la costituzione di Onorio I, Suscepit si recò presso il Pontefice Urbano li
^
vestrae, an. 628, presso il Bull. rom. in Roma, ricevendo alloggio nel suo
tom. I, p. 108, quella di s. Leone III, palazzo. Convocato però da quel Pon-
Pontificali discrelioni3 an. 802, ibid. tefice in Bari un concilio per la riu-
1 60 , Provinciale seu constitutiones nione de' greci, volle, che s. Anselmo
Angliae, continens const. provincia- vi assistesse, e colla sua dottrina, ed
les XIV y Archiep, Cautauriensiurn eloquenza fece ammutoliie le argo-
cum adnotat. Gud. Lyndwood Oxon. mentazioni de' greci, perorando di
1679, Matth. Parker, De antiqui- poi la causa del re d' Inghilterra
tate Britannicae ecclesiae^ et privi- che il concilio voleva scomunicare.
legiis ecclesiae cantuariensis 3 cura Ciò produsse l'ammirazione in tutti,
Sam. Drake, Londini 1729. e gli diede campo di assistere anche
Di questa chiesa fu consagrato ve- al concilio adunato in Roma nel
scovo, nel &^% , in Roma da Papa 1099. Montato sul trono Enrico I,
Vitaliano, s. Teodoro greco, che si richiamò in Inghilterra il s. arcive-
rese celebre anche pel suo canone scovo, che assicurò sul capo di lui
penitenziale, e che mori l'anno 690. la vacillante corona. Però sconoscen-
Gli successe s. Britualdo, che lasciò te ai benefizii , voleva costringerlo
di vivere nel 712. S. Odone vesco- a ricevere l' investitura della sua di-
vo diWilton, nel 942, fu trasferito gnità, ed a rendergli omaggio per
arcivescovato di Cantorbery ad
all' la sua sede; ma s. Anselmo, reca-
onta della sua virtuosa ripugnanza, tosi dal Pontefice Pasquale II, con-
terminando di vivere nel 961. Fu dannò di nuovo le investiture eccle-
cognominato Odone il Buono. Ad siastiche. Se non che accomodatesi
onta del suo mirabile rifiuto, s. Dun- queste cose, fece ritorno in Inghil-
stano ne occupò la sede dopo san terra, e morì nel 1109. S. Tom-
Odone, ed il Pontefice Giovanni XIII, maso Becket fu prima canceUiere
,

CAN CAN 21
d'InghilteiTa del re Enrico II, il degno, e pubblicò le sue costituzio-
quale, ad onta delle sue rimostranze, ni divise in trentasei canoni, per to-
nominollo, nel 1 1 6 1
, a succedere nel- gliere gli abusi, che regnavano mas-

r arcivescovato di Cantorbery a Teo- sime nel clero, e spirò placidamente,


baldo. Pure solo nel 1162 si piegò nel 1242.
air autorità del Cardinal di Pisa le- Nel 1429 il Sommo Pontefice Mar-
gato apostolico , ricevendo il pallio tino V riprese l'arcivescovo di Can-
da Alessandro per mezzo di Gio-
III, torbery, perchè, arrogandosi l'auto-
vanni di Salisbury, esercitandosi in rità Pontificia, aveva istituito nel-
tutte le virtù ; ma presto, come avea r Inghilterra una specie di giubileo,
preveduto, dovette opporsi alle ves- eguale a quello dell'anno santo ce-
sazioni del re , contro l' immunità , lebrato dai Pontefici senza interru-
e disciplina ecclesiastica. Allora ma- zione,da Bonifacio VIII in poi, con-
nifesta si fece la persecuzione, per cui cedendo a coloro, che avessero visi-
ne rimase vittima illustre. Esiliati fu- tato la cattedrale di Cantorbei-y, le
rono per opera del re i suoi parenti, medesime indulgenze de' romei, cioè
e gli vennero confiscati i beni. Ales- di quelli, che recansi a Roma nei
sandro III pose a mediatore il re di giubilei universali.
Francia ; ma la pacificazione apparen- Allorquando Enrico Vili mandò
temente ottenne meglio a mezzo
si in bando dall' Inghilterra, verso il

dell' arcivescovo di Sens. Finalmen- i534, la religione cattolica, trova-


te i nemici dell'arcivescovo, eh' era- vasi arcivescovo di Cantorbery Tom-
no stati colpiti dalle censure, dopo maso Cranmer, che fingendosi di
ilsuo ritorno a Cantorbery, lo calun- seguire le dottrine di Lutero, per
niarono appo il re, il quale pieno di favorire le passioni del re, il suo
sdegno esclamò: >» possibile che fra primo atto di giurisdizione, dopo
« tante persone da me ricolmate di essere stato innalzato alla primaria
>» benefizii non siavi, chi mi vendi- dignità della chiesa del regno, fu di
>» chi d' un prete, che turba il mio pronunziare la sentenza del divorzio
» regno *' ? Ciò bastò perchè quat- fra Enrico Vili, e Caterina di A-
tro gentiluomini della sua corte si ragona, senza curare l'appellazione
recassero a Cantorbery, e niente at- della regina alla Santa Sede, e di
territi dalla dolcezza del santo, lo confermare il matrimonio seguito di
assassinassero nella cattedrale ai 29 Anna Bolena, onde fu fatto primo
dicembre del 1170. La nuova di arcivescovo protestante di Cantor-
questo sacrilegio fece stupire , e ri- bery. Enrico Vili, dopo essersi se-
colmò di dolore i principi cattolici, parato dalla comunione della Chie-
e tutta la cristianità. Lo stesso En- sa, e di Papa Clemente VII, discac-
rico II si mostrò im vero penitente, ciò i monaci dalla celebre abbazia
dolentissimo del barbaro avvenimen- di s. Agostino presso Cantorbery
to, e riparò a tutti i mali, che avea s* impossessò dei loro beni , nonché
fatto alla Chiesa. Un altro santo ar- di quelli della sede vescovile, ascen-
civescovo di Cantorbery fu s. Ed- denti ad una rendita di circa tre-

mondo , disegnato da Gregorio IX ,


cento sessanta mila lire.

approvato dal re
eletto dal capitolo, La chiesa cattedrale, dedicata al-
Enrico III, e confermato dal Papa l'arcivescovo e martire s. Tomma-
nel 1234. Egli se ne mostrò ben so, edificata in forma di doppia
,

22 CAN CAN
i'ioce, e uno «lei |ùà bolli edifizii neU'Sao, sotto l'arcivescovo Wal-
del paese per vastità e ricchezza fredo, e Beornulfo re de' merciori.
composta di vaiii pezzi di architet- Il quarto l'anno 891, sopra la
tura, i piti antichi de' quali rimon- disciplina di Odoardo // Vecchio ,
tano al secolo XII. Vi primeggiavano re d' Inghilterra, per ottenere che
la cappella, e la tomba di s. Tom- fosse levato l'interdetto, pronunzia-
maso, e vi si ammiravano soprattutto to dal Pontefice Formoso contro il
le belle statue di marmo, ed alcune regno; ma questo concilio è incer-
anche di argento massiccio dalla pie- to. Reg. XXIV. Labbé tom. IX.
tà de' fedeli ivi consagrate a Dio. Arduino tom. VI.
Ma riforma religiosa tutto vi tol-
la nel 969, fli tenuto da
Il quinto,
se, onde questo tempio non è più s. Dustano arcivescovo di Cantor-
che l'ombra di quello ch'era prima bery sotto il re Edgardo, il quale
del fatale cambiamento di religione. diede prove del suo zelo, parlando
Delle limosine di questa chiesa vi- suir inosservanza della disciplina in
veva la madre del Pontefice Adria- alcuni chierici, e sulla loro condot-
no IV, l'unico Papa della nazione ta. La pietà del re, che nella sua
inglese: ciò che dimostra il sublime persona riunì tutta la monarchia
disinteresse di lui verso i congiunti. inglese, secondato dal santo arcive-
Papa Adriano V, nipote d' Inno- scovo, fece decretare in questo con-
cenzo IV, era stato arcidiacono di cilio savissimi canoni. K. Diziona-
Cantorbery. rio de^ Concila^ Venezia 1789,
Varii sono i concilii, che si ce- p. 75.
lebrarono in Cantorbery , de' quali Il sesto fu convocato nel 991,
diamo la seguente indicazione. Il sulla disciplina, ed il re Etelredo
primo fu tenuto nell'anno 6o5, da II stabili de' monaci invece di chie^
s.Agostino apostolo di Inghilterra, rici nella cattedrale di Cantorbery,
e primo arcivescovo di questa chie- concedendo loro molti beni e pri-
sa, alla presenza del re Etelberto, vilegi. Angl. tom. I.

della regina Berta, e del loro figlio Il settimo si tenne l'anno 1189,

Eodbaldo, e vi si confermò la fon- per l'elezione dell'arcivescovo di


dazione dell'abbazia di s. Pietro, e Yorck. Ang. tom. I.
s. Paolo, che poi prese il nome di L'ottavo nel 1 193, per la elezione
s. Agostino, la prima che sia stata dell'arcivescovo di Cantorbery , pel
edificata in Inghilterra. Vi si trat- quale motivo n'era stato celebrato
tò anche sulla celebrazione della fe- precedentemente un altro in Lon-
sta diPasqua di Risurrezione. Reg. dra. Angl. tom. I.
tom. XIV. Labbé tom. V. Arduino Il nono, nel 1220, per la trasla-

tom. III. zione del corpo dell' arcivescovo s.


Il secondo concilio venne cele- Tommaso. Ang. tom. I.
brato nell'anno 7 5 7, per ordinare la Il decimo fu celebrato nell'anno

festa di s. Bonifazio, e suoi compa- 1222. Ibid. Vuoisi che, nel i2 36,
gni martiri. Àng. tom. I. s. Edmondo ne celebrasse un altro,

Il terzo adunossi nel


788, ovve- ove pubblicò alcune costituzioni si-
ro nel 796, per l'immunità eccle- nodali.
siastica. Spelm. Condì. Angl. tom. I. Il decimo primo, nel 1257, so-
Evvi chi ne riporta un altro, celebrato pra la disciplina. Ibid.
GAN
11 decima secondo venne aduna- Il ventesnno settmio, nel 1419»
to, nel 1269. ^figl- tom. II. contro un mago. Reg. XXIX. Lab-
Il decinioterzo si celebrò, nel 1272, bé tomo XII.
ed in esso si accordarono le decime 11 ventesimo ottavo, l anno 14^8,

al re Odoardo I. Ibid. a Londra sopra i costumi- AngL


Ildecimoquarto fu convocato, nel tom. HI.
1 3 I , contro
I i templarii condannati Il ventesimo nono, nel 1 4^9, so-

in quello di Vienna. Ibid. pra la disciplina, e per l' aumento


Il decimoquinto, nel i3i8, Ibid. delle rendite de' piccoli vicariati.
11 decimosesto, nel 1821. Ibid. Labbé tomo XIII.
Il decimosettimo nel i323, che Il trentesimo, nell'anno i463; ma
altri vogliono tenuto in Londra. Ibid. fu tenuto in Londra, sopra i co-
Il decimo ottavo, nel 1 326. Ibid. stumi. Ang. tomo III.
Nel i34i si crede, che ne celebras- CANTORE. Con questo nome
se uno Giovanni Stetfold, contro appellasi per eccellenza il maestro
quelli, che sollecitano i benefizii in- del coro, e nelle chiese cattedrali, è
nanzi la morte del possessore. dignità ecclesiastica specialmente in
11 decimonono, nel i344> sopra Sicilia,dove è detto ciantrOj voce
la disciplina ecclesiastica. Ibid. francese. Fino dai primi tempi della
Il ventesimo, nel 1 345 , egual- Chiesa i cantori erano appellati ca-
mente sulla disciplina. Ibid. nonici cantori, cioè registrati nel ca-
Il ventesimo primo , nel 1 347* none, o catalogo di quella chiesa,
Ibid. cui servivano. Siccome poi fu isti-

ventesimo secondo, nel i356,


Il tuita in ciascuna cattedrale la scuo-
pure sopra la discipUna. Ang. t. III. la de'cantori, quegli, di'era loro pre-
11 ventesimo terzo, nel i362, a- fetto, secondo la diversità de' tem-
dunato dall'arcivescovo Simone Istip, pi e de' luoghi, fu chiamato canto-
contro le profanazioni delle feste ^ re ^ procenlore, primicerio, arcican-
ne* quali giorni si tenevano mercati, tore, archiparaphonista, protopsal-
ed adunanze profane, frequentando- tes, ed anche confessore. I concilii
si più le osterie, che le chiese, per di Colonia del 1260, e del i536
cui si commettevano dissolutezze, e diedero al Cantore il nome di cor-
da vasi occasione a gravi risse. T. XI ,
episcopo, qual capo ed intendente
de Condì, p. io33. del coro, come quegli, che secondo
Il ventesimo quarto, l'anno 1376, il diritto comune dee presiedere al
sopra la disciplina. Ang. tomo III. coro con giurisdizione di dirigere ì
11 ventesimo quinto, l'anno 1877, cantori, o coristi, e di correggere
egualmente sulla disciplina. Ibid. tanto essi, che i canonici, allorquan-
Il ventesimo sesto, nel 1 899, du- do recitano in coro i divini uilìcii.
rante l'esilio dell'arcivescovo Tom- Questo prefetto della scuola dei
maso d^Arundel , sulla riforma dei cantori avea un altro compagno da
costumi, e sopra i lamenti del cle- lui stesso istituito, e mentre il pri-

ro, oppresso dagli inviati dell'anti- mo chiamavasi cantor vel praecen-


papa, e dai ministri regi. F. Rinaldi, tor, il secondo di ce vasi siiccentorj e
al detto anno. Il Lenglet ne regi- dove ilprimo appellavasi primicerio
stra mi altro celebrato nel i38o. ( Vedi ), l'altro dicevasi secondictrio,
Angl. tomo HI. sebbene in altre clùese si chiauiassO'
,,, ,

ifs- CAN CAN


piiniicerio il primo, e primicerio il luoghi adiacenti, nonché sui pensio-
secondo ; in altre primicerio il pri- nati, e ripetitori dell'università.
mo, e cantore il secondo. Dice il Nella chiesa cattedrale di Lione,
Macri alia parola Cantar ^ che ad nella quale i canonici erano fregia-
esso tocca distribuire le antifone, le ti del titolo di conte, assai veniva
lezioni, le profezie ec. Portava poi stimata la dignità di Cantore, poi-
il bastone, la verga, o lo scm'isco ché salmeggiandosi in coro con ri-
non solo qual segno di autorità e gorosa disciplina, gravità e modestia,
per contenere il coro, e regolare la se nel accadeva un casuale
canto
salmodia, come oggi fanno i maestri errore, Cantore subito faceva cen-
il

di cappella nel solfeggio, ma per no con la mano, ed allora tutti in


avvertire i fedeli di comportarsi con perfetto silenzio uscivano dal coro,
modestia nella casa di Dio, nonché e si ritiravano in una vicina cap-
per correggerne i trasgressori, e far pella, ove privatamente recitavano
ad ognuno il proprio do-
rispettare il resto delle ore canoniche. Né ivi
vere e r ordine. In alcune chiese i i canonici ammettevano nel co-
si

cantori passeggiavano col bastone ro, se non sapevano a memoria il


in mano durante Tufììziatura, ne il salterio, gli inni e le antifone di tut-
deponevano che al canto del vange- to l'anno, giacché non adoperava-
lo; e nella chiesa di s. Gio. Battista no libri, che per le lezioni , e nel
in Malta , in certi giorni solenni, mattutino non si accendevano lumi,
quattro cantori assistevano in coro nemmeno all'altare, ma soltanto e-
vestiti di piviale, tenendo in mano ravi un lumicino custodito in lan-
bacoli di argento, lavorati in forma terna ,
per cantare le lezioni. In
di bordoni ; cerimonia , che prati- molte chiese poi della Francia, Fe-
cossi eziandio in alcune chiese di stuni cantoris si chiamavano quelle
Francia. In quelle poi di Sicilia in di prima classe, perché in tali gior-
cui, come dicemmo , il cantorato è ni r ufficiatura in coro spettava al
dignità canonicale, nelle processioni cantore, il quale distribuiva le an-
e nelle Cantore porta-
solennità il tifone, le lezioni e le profezie; co-
va in mano un bastone di argento. me Festum succentorìs , la festa di
Una bacchetta d' argento portava seconda classe ,
perché toccava al
pure in tali tempi il cantore della sotto-cantore fare l' ufficio. Alcune
cattedrale di Malta, ch'era la terza chiese avevano anche 1' arcicantore
delle cinque dignità del capitolo (Fedi), cioè capo de' cantori, di-
il

ed a lui toccava preintonare al ve- gnità, eh' era anticamente pure nella
scovo nel canto della messa, o al basilica di s. Pietro e se ne fa ,

vespero. L'attuale prefetto della mu- menzione circa l'anno 679 nel Pon-
sica delle basiliche, collegiate ed al- tificato di s. Agatone. Fra i greci
tre insigni chiese, corrisponde alla poi il capo de' cantori si chiamò
dignità, ed uffizio di cantore, rego- archiparaphoìiista. Ma della dignità
lando il canto del coro , e dipen- del Cantore, delle diverse denomi-
dendo da lui tutti i cantori. A Pa- nazioni con cui fu appellato, delle
rigi Cantore della cattedrale era
il sue prerogative ed autorità, trat-
la seconda dignità del capitolo, e- ta eruditamente Pompeo Sarnelli
sercitava giurisdizione sui maestri lettera XXVII, nel tomo I.

e maestre delle scuole della città e Spiega egli il nome di confesso-


,

CAN CA.N ?.5

re, col venne talvolta chia-


quale ficare e commovere ù pii Sentimenti
mato il Cantore facendone anche , gli ascoltanti. Furono così frecjuenli
menzione il concilio I di Toledo al i primitivi cristiani a celebrare le

canone IX, mentre il verho confi- lodi di Dio con divoto canto, che
icri si prende nelle memorie eccle- adunati ne' sagri tempi giorno , e
siastiche alcuna volta per significa- notte sempre cantavano, di che fan-
to di laudare^ e precisamente nel no menzione anche gli autori gen-
salmo IX Confitehor iibiy Domine^ tili, come Luciano in Philop.y pei
in foto corde meo^ etc, spiegano Be- romani, e Plinio, lib. X, ep. 97,
da, ed Ugone Cardinale laudaho nella famosa lettera a Trajano, de-
tej e Io stesso Davide disse psallam : gli orientali, massime parlando dei
nomini tuo Aids sime. Di piìi i canto-
y cristiani di Bitinia. Ne trattano al-
ri erano detti confessori perchè ,
tresì Giustino, ad Anton. Pium^ Orat.
laudis confessione psallebant Domi- Clemente Alessandrino, orat. ad
no. Questi salmisti, o cantori inse- gent.y s. Cipriano de orat. Dominic.^

gnavano l'ordine e il modo di re- s. Agostino neir epistola 1 1 9 e. 16,


citare il divino uffizio alle vedove, s. Basilio nell' epist. 69 , ed altri.

o professe, non solo ne' monisteri Ne' primi secoli cantavasi dai chie-
ma eziandio nelle proprie case , e rici, e dal popolo, e s. Ambrogio,
perchè non vi fosse tanta familia- come dicemmo altrove, riprese quei
rità tra le donne, ed i chierici, se- Cantori, che non osservavano un
condo i sagri canoni , fu vietato metodo nel canto, che deve essere
che niuna vedova, ovvero professa rehgioso, e degno del luogo , e di
recitasse le orazioni a modo di an- Colui, cui è diretto. Innocenzo 111,
tifona ed alternatamente col suo
, De Myster. Missxe cap. II, cosi si
confessore o Cantore, se non che in esprime riguardo al canto de' can-
presenza del vescovo , del prete , o tori « Debent ergo eantores conso-
del diacono. » nis vocibus, et suavi modulatio-
CANTORI. Dacché vi fu l'uffi- >» ne concinere, quatenus animos ad
zio divino nella Chiesa , vi furono w devotionem Dei valeant excitare".
certamente dei Cantori , ad imita- Dell' eccellenza de' cantori , del loro
zione di quelli, che cantavano le lo- ufficio, e delle differenti specie, si

di del Signore nel tempio di Geru- tratta all'articolo Cantore, capo de-
salemme, i quali giunsero ne' regni gU altri.

di Davide e Salomone fino a quat- Sebbene sino dai tempi apostolici


tro mila. De' nostri Cantori fa men- abbiano esistito Cantori per gli uf-
zione s. Paolo nell'epistola ai co- fizii divini pure un' apposita scuo-
,

lossensi cap. 3, dicendo : « docen- la in Roma non fu istituita che


w tes, et commonentes vosmetipsos sotto san Gregorio I, dappoiché
w psalmis, hymnis, et canticis spiri- non sembra meritar fede Anasta-
« tualihus, in gratia cantantes in sio bibliotecario, il quale asserisce,
« cordibus vestris Deo ". Lo stesso che il Pontefice s. Ilario da Ca-
comanda agli efesini, nel cap. 5, a gliari , eletto r anno 4^ ^ •>
istituis-
cui in oltre prescrive la forma del se in Roma la scuola dei Cantori,
canto ecclesiastico, cioè, che al can- come quegli, che era munifico colle
to della bocca sieno coi'rispondenli chiese , e zelante del divin cullo.
gli alle Ili del cuore, anche per edi- Di fatti abbiamo du Pietro, vesce-
,

3(i .^.„ CAN CAN


yo di Orvieto, nella vita di s. Leo- do : quia nomcn
Falluntur tamen,
ne IV, presso Cassandro, in Liiurg. non ardo, lib. II, cap. 2.
est qfjicii,
pag. i4ij elle quantunque fossero Allorquando i concilii e i sagri ca-
costrutte, dopo che Costantino die- noni suppongono essere il Cantore
de la pace a' seguaci del vangelo ordine minore, devesi intendere, che
molte e grandi chiese nel Pontifi- parlino del chierico di prima ton-
cato di s. Silvestro I, creato nel sura, chiamato Cantor dal conciho
3i4, tuttavolta non v'erano ad uf- toletano , e dai greci psaltes , vel
ne chierici, né monaci ; i preti
flziare psalniislcG, i quali d'ordinario erano
poi de' titoli, e i diaconi delle dia- presi dai chierici di ordini minori,
conie attendevano soltanto a' proprii fino al suddiaconato inclusive. Per
oiìlcii, primi all'amministrazione
i questo in ogni cattedrale fu istitui-

de' sagramenti , ed i secondi al sov- ta una scuola di Cantori, capo dei


venimento de' poveri, ec. Fu adun- quali era il protopsaltes , cioè pri-
que Papa s. Gregorio I, del 590, mus psallentium, et praesul clioro
che eresse pel primo una scuola di canentium. V. Coro.
Cantori, ed era come un seminario Bensì, secondo la disciplina della
clericale, in cui fra le altre cose do- Chiesa, è desiderabile, che i Canto-
veano principalmente ed at- istruirsi, ri sieno chierici , od almeno debba-
tendere ai ed al canto
sagri riti, no incedere in veste clericale , e in
ecclesiastico da lui restaurato, e mi- colta, in tutte le funzioni ecclesia-
gliorato sulle teorie di Boezio. Sap- stiche. E nondimeno permesso can-
piamo da Giovanni Diacono , che tare in coro anche senza l'abito cle-
dando egli lezioni di sagra melodia, l'icale a quelli, i quali non ricevono
ed avendo compilato per la scuola mercede, o elemosina ; ma solo si
l'antifonario centone, correggeva di- prestano a cantare per divozione, e
scretamente colla frusta, o colla ver- per amore del culto divino, purché
ga, i giovanetti suoi scolari, cui fa- però sieno di esemplare condotta.
ceva invigilare e governare dal pri- 11 Macri, al verbo Cappa^ dice, che

micerio de Cantori, dignità che questa veste solevasi portare dai Can-
giunse in Roma ad alto grado, ed tori, e che era loro propria ; secon-
a capo dello stesso clero. do il Bonanni, per cuoprirsi special-
I diaconi, che in quel tempo era- mente dalla pioggia e dal freddo ,

no stabiliti al canto ecclesiastico, ed nelle antiche processioni pubbliche.


al salmeggio ricevettero dallo stesso Da ciò venne, che in coro porta-
Pontefice in un concilio romano, rono cappa anche i maritati, i
la
vm ordine di limitarsi a cantare il quali sapevano cantare; anzi anti-
vangelo nella messa, ed attendere camente la maggior parte de' coristi
meglio alla predicazione, ed alla di- erano coniugati. Questo uffizio è vie-
stribuzione delle limosine. Riporta tato ai parrochi ed ai regolari fuori
il Macri, che cercandosi per Canto- della propria chiesa, eccettuati co-
ri i diaconi di voce delicata, ne pro- loro, che abbiano particolare hcen-
venivano disordini nei costumi ; ag- za. V. Jo. Andras Schmid, De can-
giungendo questo autore, che s' in- torihus ecclesice, veteris et novi Te-
gannano coloro, i quali hanno cre- stamenti, Helmestadii 1708; Mat-
duto, che il cantorato fosse un or- theus Blochius, De psaltarum^ sive
dine minore, come avverti Duran- cantorwn origine in ecclesia^ Ha-
. ,

CAN CAN 27
inniac 1 7 1 1 ; God. Alb. Pauli, Tra- le piti colte nazioni, ed accresce mae-
^v
itatus de cliorus ecclesùe musicis^ stà all'auguste funzioni sagre, assisti- J^ f

Rostocli, 17 19. te o celebrate dal Sommo Pontefice, e^ ^


Il luogo poi, ove contano i Can- dal sagro collegio de' Cardinali. V.
tori, si chiama cantoria^ cioè tri- Cappelle Pontificie, Cardinalizie e
buna, o pulpito, stabile, o precaria- Prelatizie. La veste talare de' Can-
mente innalzato nelle chiese. Anti- tori Pontifìcii, come la fascia , e il

camente era situata dinanzi al san- collare, è di seta paonazza, con mo-
tuario, o presbiterio. Le attuali can- stre , asole e bottoni cremisi ; con
torie d' Italia sono per lo piti eret- mantello, o ferraiolone, di seta ne-
te, massime quelle edificate dagli ra. Quando però sono in servizio
architetti,o nel medesimo presbite- delle cappelle e funzioni, sulla veste
rio, o nel mezzo della chiesa, e d'or- o sottana paonazza usano la cotta
dinario r una contro all' altra. Nel- clericale; ma i cappellani Cantori
l'una è collocato l'organo, e di que- religiosi non cambiano l' ordinario
sta ve n' è una amovibile nella ba- abito loio ,
pongono sovr' esso solo
silica agevolmente si
vaticana, che la colta. Qual fosse l'abito de' Can-
trasporta alla cappella , ove si fa tori suddiaconi dell'antica scuola dei
l'uflìziatura, e talvolta sono ambe- cantori, nelle Pontifìcie funzioni. Io
due fornite da questo strumento. spiega eruditamente il b. Cardinal
Chiamasi poi cantomio, quel libro Tommaso, Prcef. in Ani. pag. 18,
notato, che si posa sul leggio per e 19, e lo riporta il p. Alfieri nel
cantare. Il leggio è uno strumento suo Saggio storico-teorico-pratico del
di legno, sul quale si pone il hbro canto gregoriano o romano^ pag.
per cantare i divini ufilzii, chiama- 1 1 o. Nelle cappelle Cardinalizie, e
to in latino pluteus , lectriciuni, le- prelatizie, fanno da diacono e sud-
ctoriuniy lecLrum^ lectreolwiij le~ diacono due cappellani cantori, as-
giunij etc. sumendo allora i rispettivi para-
CANTORI Pontificii. Il collegio menti sagri. Il Passio della dome-
de' cappellani Cantori della cappella nica delle palme è cantato da tre
Papale, è composto di ecclesiastici, sacerdoti cantori, cioè da uri teno-
scelti dopo gli sperimenti i piti ri- re, un contialto, e un basso, vesti-
gorosi ne' concorsi , sì per le voci, ti di amitto, camice, cingolo, e sto-
che per la perizia del canto. Il col- la diaconale. V. Andrea Adami mae-
legio de' cantori di proprio diritto stro della cappella Pontificia, Osser-
dà il possesso a vita ai novelli can- i'azioni per ben regolare il coro dei
didati, diritto conferitogli dalle co- cantori della cappella Pontificia
stituzioni apostoliche. tanto nelle funzioni ordinarie, die
Il prelato maggiordomo Pontifìcio straordinarie, Roma 1 7 1 1

è prefetto di sì rispettabile collegio.


La loro musica è composta di sole § I. Origine della scuola de' can-
trentadue voci, quando il numero tori, collegio de' cappellani
è pieno, senza l'aiuto di vermi islru- cantori della cappella Pontificia^
mento ; ed è tanto armonica, esat-
ta , e divota , che in un alla sua Nell'anno ^90, fu elevato alla

gravità ecclesiastica, ha formato sem- cattedra apostolica , s. Gregorio I

pre lo stupore, e l'ammiruzioiie dcl- Magno, dottore della Chiesa, della


28 CAN CAN
nobilissima famiglia romana Anicia. Canto, per cui la posterità lo chia-
Considerandosi da lui la necessità mò Canto Gregoriano, instituì la
di riformare il canto ecclesiastico, scuola de' Cantori, che ancora con-
sì per rendere più decoroso il cul- tinua ad esercitarlo co' miglioramen-
to divino, e s\ per accrescere lo ti ricevuti da Guido, e dal Palestri-
splendore nelle sagre funzioni della na. Due abitazioni furono edificate
Chiesa romana, coll'aiuto di uomini per tale scuola, una presso il palazzo
valenti in tal'arte, nella quale egli apostolico, o patriarchio lateranense,
stesso era versatissimo, si applicò con l'altra vicino alla basilica di san
religioso zelo al suo miglioramento, Pietro, assegnando a prò della scuo-
come si accennò all'articolo Canto la medesima alcune possessioni, ac-
Ecclesiastico. Lo volle pertanto sta- ciocché potessero i Cantori trarre il

bilito sulle teorie del celebre Boe- necessario sostentamento. Chiamossi


zio Anicio Manlio Torquato Seve- la scuola orphanotrophium, ed era
rino, il quale pochi anni prima, col come un seminario, in cui i giova-
suo ampio trattato de Musica , netti di nobili , ed oneste famigUe
giunto sino a noi, avea ridotte alla venivano educati, se bramavano de-
comune intelligenza dei latini tutte dicarsi all'ordine clericale, per mez-
le astruse leggi del canto greco. zo di uomini peritissimi, nelle scien-
Raccolse di poi le cantilene miglio- riti, e nel canto. Si te-
ze , ne' sagri
ri, che si eseguivano nella Chiesa , nero era Gregorio I di quella cura,
altre ne accorciò, altre ne ampliò, die se ne occupava egli medesimo;
ne mutò altre interamente altre , e quando non ne ricavava il pro-
nuove ne introdusse, altre studiosa- porzionato profitto, minacciava i di-
mente adattò alla Letama, o Ky- scepoli colla verga, dalla seggiola
rie eleison, all' inno angelico , alle stessa, come ricorda Gio. Diacono.
collette^ alle prefazioni j, all' inno e- Dice in oltre il Macri, che la scuo-
pinicioy o Sanctus, aWorazione do- la ed abitazione assegnata a' Canto-
minicale, all' Agnus Dei,
all' ite mis- ri si diceva anche parvisium, nome
sa eslj altre finalmente corresse, e originato da puer, perchè nell'età
riformò negli introiti, graduali , al- puerile erano ammessi per ammae-
leluia j tratti, offertomi, comunioni, strarsi nel canto, affine di servire la
negli invitatorii, nelle antifone, nei Chiesa, Il dell' educanda-
superiore
responsorii per tutto l'anno, e com- to era un chiamato ne' ri-
prelato
pilò r antifonario centone, o respon- tuali antichi Paraphonista , ovvero
soriale, chiamato centone per esser- Primicerio de' Cantori (Fedì), di-
vi riunite come in un corpo le can- gnità molto cospicua in Roma, e che
tilene di molti eccellenti composito- lo rendeva il capo, e il regolatore
ri. Ma del canto migliorato da san di tutto il clero. L' officio di tali

Gregorio I, si legga il capo Vili di giovanetti era di aiutare nella sal-


Gafor Lodigiano, Practica Musicae, modia quelli, ch'erano stati nomi-
e Giovanni Diacono, in Vita s. Gre- nati Cantori, e si appellavano Para-
gorii 1, hb. II, e. I, n. 6 , nonché fo nìs ti, o Salmisti. Fra essi i piti
il Zaccaria, Storia lett. d'Italia, esperti nel canto venivano promossi
tom. I, p. 83 e 84. a custodi de' sepolcri de' beati apo-
Non contento il dotto Pontefice stoli, e chiamati venivano Cubicu-
della nuova forma, che diede al larH {Vedi\ ufficio già istituito dal
CAN CAN 29
Pontofìcc s. Leone Magno del 44» rio, lib.3, cap. i5, ascendeva sul-
Cresciuti i giovani in età, veniva- l'ambone, o pulpito; e negli uffizii
no ordinati suddiaconi , ed allora notturni, o diurni restava in mezzo
cominciavano ad esercitare V oilìcio del proprio coro. L'essere stato
di Cantori servendo il Sommo Pon- allevato nella scuola de' cantori, e
tefice in qualunque Chiesa si lecas- r essersi ad un tempo fra gli altri

se ,
principalmente nelle solenni disliuto, oltre agli studii, anche nella
messe, nelle stazioni , nelle proces- pietà , aveasi ad ottimo requisito,
sioni, e nelle principali feste della per essere promosso alle dignità
città. Questi erano sempre sette di ecclesiastiche; e difatti furono di
numero, formando parte del colle- frequente decorati del Cardinalato,
gio dei ventuno suddiaconi della siccome riferisce il Rasponi, De Ba-
Chiesa Romana, ed allorché i Pon- sìlica et Patriarchio Laleraneii.
tefici celebravano solennemente, can- hb. 3, e. 6, p. 224, e non di rado
tavano l'epistola, che in oggi è can- giunsero ad essere esaltati al supre-
tata da un uditore di Rota. Che mo Pontificato, come si dirà al § III.
poi dovessero essere suddiaconi, lo P^. Francesco Cancellieri, De Secre-
si ricava anche dal canone promul- tariisj 72 7^- De Oratorio
tom. II, p.

gato da s. Gregorio I, nel concilio s. Gregorii de Arca, seu de Cor-


che celebrò in P^oma nel 5g5, e ri- tina , et Cantorum schola, ibidem
portato dal citato p. Alfieri a pag. a Pontifice insiituta, Roma? 1786;
s.

109, col quale fu proibito espressa- D. Pier Luigi Galletti, del Prirni-
mente a* diaconi di esercitare l' uf- cero della Santa Sede Apostolica,
ficio di Cantori. Della scuola dei e di altri ufjìziali maggiori del sagro
Cantori, tratta anche s. Antonino, palazzo lateranense, Roma 1776;
hb. XII, capo 3. e Chiapponi, De Archiparaphonista,
11 luogo de' Cantori, come si dis- in acta Canonizationis IV Sanato-
se, era situato dinanzi al santuario, rum, Romae, 17 277. 12, p.
o presbiterio, e divisi in due parti, Convien dire pertanto aver avuto
formavano due rispondendo a
cori questa scuola de' Cantori per capo
vicenda, e alternativamente, secondo lo stesso s. Gregorio 1, finché visse,
l'ordine ebdomadale, intuonando le cioè sino ai 12 marzo del 6o5. Di
antifone. Ne' giorni però solenni poi cominciò ad essere esclusivamente
spettava al primicerio de' Cantori diretta da un cantore eccellente so-
r intuonazione della prima antifona, pra gh altri, chiamato dai latini,
come si rileva dagli antichi rituali, come dicemmo, Primicerius SchoUe
il qual costume tuttora si pratica Cantorum, che i greci appellavano
dalle congregazioni monastiche. Nel Protopsaltes, cioè a dire primo sal-
canto delle antifone sui salmi, e can- mista e Laosynactes, che significa
,

tici, non sedevano, né lerano rivolti radunatore del popolo, perché men-
all'altare, ma si guardavano l' un tre egli cominciava ad intonare quel-
l'altro,come afferma il Durando, lo, che si doveva dire nelle funzioni,

lib. 5, e. 2. num. 3o. Nel canto di il popolo si univa nella chiesa. Non
qualche responsorio, un solo ha essi v'ha dubbio, che colla morte di
spogliato della pianeta , locchè sem- silfalto Pontefice mancò alla nuisi»uì,

pre dovea fare ogni precettore, se- e canto ecclesiastico rai)poggio pini
condo la testimonianza dell' Amala- cipale, e perciò quasi inlciauuiilc
3o GAN CAN
si peiclelte, come osserva il citato di interamente, si studiò di agevo-
Adami, pag. io; ma assunto al Pon- larne il metodo, per cui gli riu-
iicU'amio 65^, s. Vitaliano
tificato, scì inventare , come si disse altro-
di Segni, la scuola ricevette dal suo ve, le note del canto fermo uty re_,

zelo molto giovamento, ed assai miy fa, S0I3 la, ricavandole dall' in-
maggiore fu quello recatole dopo il no di s. Giovanni Battista: XJt queant
682, da s. Leone II, siccome ver- laxisj etc.
sato in si. nobile arte, secondo ne Su questo argomento si può legge-

assicura Anastasio bibliotecario. Fu re il voi. I, p. I ! 5, della Musurgìa del-


egli imitato da altri Pontefici, i quali Kirker, o il Dicdonnaìre de Musiqiie
appartennero alla scuola de'Cantori, di Rosseau alla parola Gamme. La
singolarmente da Sergio II, eletto novità del metodo eccitò contro
neir844> che in pila decorosa forma Guido r invidia di molti , onde fu
da' fondamenti rialzò la scuola, di- costretto ritirarsi ad Arezzo sua pa-
cendoci Anastasio » Idem vero al-: tria. Ma divulgatasi la celebrità del
ì> Papa scho-
mifìcus et beatissimus suo merito, il Pontefice Giovanni
3ilam cantorum, qusc quidem or- XIX, detto XX, come sostiene il

« phanotrophium vocabatur, et prse Mabillon, Annal. Old. Bened. ad


» nimia vetustate in ruinam posita, annum 1026 § 100, tomo IV § 7,
»> atque confracta videretur. Dei gli spedì tre messaggi affine d' in-
9» annuente clementia, a fundamentis durlo a recarsi sollecitamente in
99 in meliorem, quam olim fuerat, Roma, dove giunto che fu, venne
5' statum noviter restauravit. " Nel esaminato dal Papa il suo antifona-
Pontificato di Giovanni VIII, a cui rio,e ne lestò così soddisfatto, che
fu sollevato neir 872, la scuola dei onorandolo in più modi, volle che
Cantori rifiorì , al paro, che in quel- istruisse del suo metodo la scuola
lo del suo istitutore s. Gregorio I, de' Cantori , e il clero romano. Ma
e ad onta de' secoli barbari, parti- il Cardinal Baronio, contro il parere
colarmente del X, si mantenne con di Mabillon, afferma, che non Gio-
gran decoro, e splendore della Chie- vanni XX, ma sibbene V immediato
sa romana. suo predecessore Benedetto VIII, il
Non è neppur qui a tacersi, che quale pel primo fece cantare in Ro-
nel secolo XI il canto ecclesiastico ma il Simbolo della fede (Vedi),
va debitore di molto a Guido di chiamasse in Roma Guido, per far
Arezzo, monaco benedettino di Pom- insegnare al clero le sue note. In
posa, poi abbate avellaneiise , come questo argomento sono a consultarsi
affermano il Buccelini, il Posse vino, il Tiraboschi, Storia della Lettera-
e rOudin. Avendo egli un genio tura Italiana, tom. Ili, pag. 298,
singolare per lo studio del canto, il Mabillon in Prcef. ad An-
citato
applicossi, unitamente al suo corre- tiphonar. s. Gregorii, ove copiosa-
ligioso Michele, ad istruire i giova- mente tratta del canto ecclesiastico,
netti con nuove maniere di scrivere, e della sua origine, non che Do-
e leggere la musica, la quale allora menico Maria Manni nel suo Ragio-
trovavasi avvolta in sì gravi diffi- namento della Disciplina del Canto
coltà,che per apprenderla profon- ecclesiastico antico, stampato in r i-
damente, erano necessarii dieci an- renze nel 1756.
ni di studio. Consacratovisi egli quin- Accaduta la traslazione della resi-
, ,

CAN GA.V 3i
<lcnza Pontifìcia in Francia, (1o|to tempo che rimase la sede in Avi-
,

l'elezione di Clemente V, seguita gnone, come naturalmente dovea ac-


a* 5 giugno i3o5, secondo l'Adanii cadere, essendo detta scuola istituita
p. XIII, passò la cappella de'cantori, esclusivamente pel servigio del Som-
come perpetua seguace de' Sommi mo Pontefice. Restituitasi per altro
Pontefici, in Francia, e vi rimase fin- a Roma da Gregorio XI la Ponti-
che Gregorio XI, 17 gennaio 1377,
a' fìcia residenza, fu unito il corpo dei
la restituì in Roma. Ma il predetto cantori francesi, col loro superiore, alla

p. Alfieri , nel suo Saggio storico, scuola romana col primicerio. Quindi
p. Ili, dimostra con molti argomen- una nuova modificazione si vide in
ti il contrario , dappoiché egli dice, essa circa vent'anni dopo, nel Pon-
che morto Benedetto XI, e creato tificato di Bonifacio IX, sotto un il-

in Clemente V
successore , assente lustre ecclesiastico, al quale fu dato
dal conclave, questi chiamò in Fran- il nome di maestro della cappella
cia i Cardinali, e fissò la sua dimo- del Papa. Allora fu dimenticato il

ra in Avignone, restando in Roma nome di primicerio, e si formò un


la scuola de' cantori, col primicerio collegio alquanto diverso dall' antico.

neir esercizio delle consuete funzioni. Venne a cessare V orphanotrophiuni


Ciò piovasi ad evidenza, col tenore dopo settecent' ottanta anni circa
della bolla Speciosìis formai d'Inno- dalla sua istituzione, e agli anteriori
cenzo YI ,
quinto de' Papi avigno- metodi della corte e curia romana,
nesi, spedita da Avignone a Roma, ne furono in parte altri sostituiti
ai 1 febbraio i355 per la coro- secondo lo stile già in Francia adot-
nazione in imperatore de' romani tato, sotto i sette Papi, che colà di-
nella basilica vaticana, di Carlo IV morarono.
di Luxeraburgo, e di Anna sua mo-
glie, nella qual bolla, notando i cam- § II. Uffìzii esercitati dal primicc'
biamenti da farsi ceremoniale , e
al rio, e dai cantorij pregii di quc'
indicando le persone assistenti alla sii, e loro privilcgii.
funzione, dovevano eseguire i
che
Cardinali legati nomina fra queste
, Benedetto , canonico di s. Pietro
espressamente il primicerio colla nel suo Ordine romano di cerimonie,
scuola de' cantori. I Papi francesi uno dei ms». della fomigerata biblio-
adunque, che in numero di sette ri- teca ottoboniana, poi stampato nel
siedettero in Avignone, crearono co- 1689 inParigi dal p. Mabillon nel t. II,

là un corpo di cantori per le loro del suo Musco Italico, mostra chia-
funzioni fatte per la maggior parte ramente in quanta estimazione fosse
nella cappella del palazzo apostolico, la scuola o collegio de' cantori, al-
,

come si dirà all'articolo Capprtle lorché dice, che nella lettura delle
Pontificie ,
presso che sulle forme lezioni erano preferiti i cantori ai
stesse romane, il che si rileva dal canonici nelle chiese, in cui il Pa^ìa
Baluzio, Fitac Papanim aveuioucn. assisteva, specialmente al mattulino;
tomo I, pag. ^34, ^-37, 378 e /ji^. che nel giorno della Purificazione,
La scuola de' cantori di Roma nella basilica liberiana il primicerio
però, a cagione dell'assenza del Pon- de' cantori sosteneva il manto del
tefice, perdette non poco del suo an- 1 Pontefice, il quale suole sostener
tico splendore nel lungo spazio di dal principe assistente al soglio , o
,

32 CAN CAN
da un conservatore di Roma, essen- ci piare col coro il canto, stando
do occorsi eziandio esempii pei quali sulla porla, diceva ad alta voce ai
vollero esercitare tale uffizio i più ministri della messa Accedile. Nella :

grandi monarchi; e che nel giorno mattina di Natale, dopo che il Pon-
di Pasqua finalmente il primicerio, e tefice avea celebrato in s. Maria Mag-
la scuola de' cantori ricevevano la giore, dispensava al palazzo latera-
pace dal diacono prima del suddia- nense i presbiterii ; al primicerio dei
cono , del basilicario , degli accoliti cantori dava tre soldi, e la mancia,
e di tutti gU altri Ordini palatini. e al secondicerio de' cantori stessi due
Tratta ivi altresì il Mabilbn della soldi. Quindi s' imbandiva la mensa,
bevanda, che veniva data ai cantori ove i cantori cantavano la Sequenza,
dal Papa, tanto nel giorno di Pasqua nel tempo che durava la tavola, do-
come che parle-
in altri giorni , di po andavano a baciare i pie-
di che
remo appresso. Si sa inoltre, che di di Sua Santità, e ricevevano dal
nelle principali solennità della Chie- sacellario un bisanzio, mentre il Papa
sa, in cui il Sommo Pontefice sede- dava loro una coppa del propiio
va a mensa nel triclinio del patriar- vino, acciocché lo bevessero. V. il
chio lateranense, accedevano con esso Galletti citato pag. i3 e i4- Però
lui i cappellani cantori, ed il primi- l'Ordine romano XIV, p. 828, dice,
cerio di aveva il suo posto vi-
essi che la Sequenza veniva cantata nel
cino al Cardinal arcidiacono. Il pri- fine della mensa dalla scuola de' can-
micerio neir elezione de' romani Pon- tori, che poi ricevevano per moneta
tefici dava il suo voto, e si sotto- unum bysantiumj, et coppam plcnam
scriveva dopo r ultimo de' Cardinali pollone ex ore Papae. E perciò che
diaconi Primicerius scholae canlo-
: fino agli ultimi tempi, come rilevasi
rum, laudo et con/inno. dai ruoli del palazzo apostolico , i

Il Cenni, nella Dissertazione del- cantori nelle messe e vesperi Papa-


l' originCy iiicumhenze, e dignità del li, avevano dallo stesso palazzo una
primicerio^ e secondicerioj nelle sue colazione, o refezione.
dissertazioni postume tomo I, p. 98, Del canto eseguito dai cantori del-
riporta l' antichissimo rito , con cui la cappella Pontificia ne' solenni con-
il primicerio della scuola de' cantori, viti del Papa, fìi menzione anche
allorquando il Papa celebrava solen- il Cancellieri ne' suoi Possessi ^ di-
nemente ,
gli andava incontro men- cendo in quello di Giulio II , nel
tre usciva dal segretario, nel quale i5o3 : Prandio facto , convenerwit
erasi vestito degli abiti sagri , e bacia- cantores cappellae et cantaverunt
vagli la spalla dritta, per denotare corani Papa, aperto osilo, et Papa
l'angelo, che ai pastori annunziò la ad Informatlonem nostrani, cioè del
nascita del Redentore, come spiega In- cerimoniere Burcardo,yèciV dare cui-
nocenzo III, De myster. missae. Ri- llbet eoruni scutum unum regls Fran-
levasi inoltre dagli antichi cerimo- cìae. Abbiamo esempii anche nel de-
niali , che il primicerio de' cantori corso secolo, che i cantori ne' solenni
chia mossi anche praecentor, perchè pranzi de' Papi cantarono concerti e
nella messa a lui incumbeva into- mottetti accompagnati dall'organo,
nare l'introito, quando il Papa uscen- come in quello di Clemente Xll, che,
do dal sacrario gli dava il cenno nel 1702, tenne a mensa nel palazzo
di cominciare. Egli prima di prin- quirinale il viceré di Napoli. Nel
CAN CAN 33
palazzo medesimo Clemente XIII, Gaetano scrisse nella sua Somma :

nel 17^8, nella consacrazione del Organorum usus in ecclesia roma-


Cardinal di Yorck in arcivescovo, na adhuc non utitur coram Pon-
gì' imbandì un convito al quale , tifice. Anche il Cardinal Bona De
ammise i Cardinali assistenti alla divina psalmodia, e. 17, § 2, n. 5,
funzione. I cappellani cantori Ponti- ha rilevato, che etiam mine Romae
ficii, quando terminò di leggere mon- in sacello Summi Pontijicis ^ semper
signor caudatario , cominciarono a sine instrumentis offìciorum solcmnia
cantare con organo, violoncello, e celebrantur, et ecclesia lugdunensis^
contrabasso varii mottetti sagri lati- quae novitates nescit, semper orga-
ni sempre proseguiti, finche terminò na repudiavit, neque in hunc dieni
la mensa. Finalmente, quando face- ascivit. V, Benedicti XIV encycli-
vasi la cena nel palazzo apostolico cam de anno Juhilnei i 749j ^^ com-
vaticano nella notte della vigilia di mentarium Petri Pompilii Rodotà ^
Natale, i cantori Pontificii dopo una Romae 1749? P- 82.
ora di notte eseguivano nella sala In quanta considerazione poi siano
Borgia una cantata sopra la Natività stati sempre tenuti i cantori della
di Gesìi Bambino^ con tutti gli stru- cappella Pontificia , tanto presso i

menti, descritta dal Taia, p. 83, e Papi, che nella romana corte, non
dal Chattard pag. 21 e 38 , nella che per quai pregi luminosamente si
descrizione di quel palazzo. A que- sieno distinti parecchi di essi, si rileva
sta cantata, e alla cena interveniva- inoltre dalle seguenti notizie, le quali
no i Cardinali, che si recavano al dimostreranno come si potessero an-
mattutino. Ma Gregorio XIII, nel noverare i cantori della cappella tra
iSyS, le tolse ambedue, e sebbene gli ordini più cospicui della gerar-
venissero rimesse nella metà del se- chia ecclesiastica ne' secoli passati.
colo XVII, di nuovo furono abolite, Spesso rileviamo di i can-
fatti, che
nel 174I5 da Benedetto XIV, che tori furono impiegati dai Pontefici
le permise nel 1 749 in occasione del- anche nelle cose della fede, e di gran
l' apertura della Porta santa. Il Can- rilievo, precipuamente nel secolo VII,
cellieri ne' suoi Pontificali y p. i2 3, in cui il Papa Agatone, bramoso di
tesse un catalogo de' componimenti informarsi a pieno dello stato della
per dette cantate, e noi ne riparle- Cattolica religione nel regno d' In-
remo al § X, delle Cappelle Pon- ghilterra, ed insieme di far insegna-
tificie, trattando della notte di Na- re a' raonisteri del medesimo il can-
tale. to della romana Chiesa, spedi a tal
Se alla mensa , e alle cantate i effetto Giovanni maestro, ossia primo
cappellani cantori furono accompa- cantore, della chiesa di s. Pietro, il

gnati nel canto dagli strumenti, tali quale allora era abbate di s. Marti-
strumenti, e nemmeno l'organo ven- no in Roma. Appena egli giunse in
nero usati nelle cappelle Pontificie, Inghilterra,Teodoro, arcivescovo di
come avverte anche il Mabillon, Cantorbery, convocò un sinodo per
Mus. Ital. tomo I p. 4? Niillus , = riconoscere lo stato del cattolicismo,
organorum musicorum usus in hii- e ad esso assistette Giovanni come
jusmodi sacrisj scd sola vocum mu- legato della Santa Sede, ne confer-
sica j eaque gravis^ cuni plano can- mò i decreti, e ne estrasse copia per
ta adniittitur. E però il Cardinal rassegnarla al Papa. Indi insegò nel
voL. vni.
,

34 CAN C A i\

regno il canto ecclesiastico, o grego- cantori di Roma, emanato


a' 12 mag-
riano; ma nel ritornare, che faceva gio 12 19. In esso si dice, che per
dalla missione, mori in Tours. Cle- sempre più animare i cantori a lo-
mente IV, del 1265, inviò un can- dare il Signore col canto, seguendo
tore, chiamato Eduense, ad Anagni le orme del predecessore Celestino IH,
colla qualifica di delegato, al modo il quale concesse loro annualmente se-
di quanto avevano fatto altri Pon- dici fibbie delle oblazioni solite darsi
tefici, per domare l'alterigia di certo al Papa da quelle fatte all' altare di
Mattia pessimo capitano, come si s. Pietro, egli ne concedette dieci
legge presso l'Ughelli , nella bolla, senza però obbligare i successori a
che il Papa diresse al vescovo Lan- fare altrettanto. L'altra memoria an-
dò. Abbiamo poi dal maestro di ce- tica, è una lettera di Clemente IV,
rimonie Paride de Grassis^ ne' dia- Ecce dìlectiwty data a' 4 agosto 1268,
rii di Giulio II, e Leone X, che non e diretta al vescovo di Anagni, colla
solo il collegio de' cantori della cap- quale raccomanda il suddetto cap-
pella deve seguire i Pontefici ove pellano cantore Eduense , spedilo a
si recano, ma che Giulio II destinò tal città pel milite Mattia. Eugenio
molti cantori ad assistere al concilio IV i43i, nella sua bolla, ^"^ si
del
j:;enerale XVII, lateranense Y, da lui erga ciinctos, che si conserva nell'ar-
incominciato nel i5i2, e compito chivio di questo collegio , chiama i

da Leone X nel i^ij. Pio IV man- cantori col nome di famiglia, e di


dò al concilio generale di Trento il continui commensali del Pontefice,
celebre Simone Bartollni Perugino, e come tali li preferisce agli altri

con altri cantori Pontificii , come si famigliari, e alle persone addette alla
legge negli atti di quel memorabile corte Pontificia, sebbene abbiano le
concilio. Tuttavolta a maggiore ar- richieste imperiali , tanto pel conse-
gomento de' pregii di molti cantori guimento de' beneficii ecclesiastici
Pontificii, ne vorremo ancora tratta- quanto per grazie di espettati va, ed
re al seguente § III, là dove parle- altrettanto confermò Calisto III con
remo de' maestri di cappella, e can- due bolle, che pure si conservano
tori insigni di questo collegio. nel detto archivio, £"^5/ ergacunctos,
Andiamo adesso a discorrere dei pri- et quamvis romanus Pontifex^ am-

vilegii, prerogative, e distinzioni con- bedue pubblicate nel i456.


cedute dai romani Pontefici a' can- Il successore Pio II , stando in
tori della cappella. Essi sono molti Siena sua patria, emanò la bolla
per verità, ma il fatale incendio del- Ad hoc Divina miseratio^, presso il

l' archivio del collegio medesimo suc- medesimo archivio, datata 6 haten-
ceduto nel i527, pel deplorabile dis aprilis i4^9j nella quale decre-
sacco di Roma nel Pontificato di tò a favore del collegio de' cantori,
Clemente VII, ne fece molti deperi- che i privi legii concessi da 'suoi pre-

re onde ci limiteremo a riportare


, decessori, e forse compresi i^ qual-
quelli, che l'Adami potè estrarre da- che revocazione, s' intendessero non
gli archivi! di Castel s. Angelo, e della compresi, e come non fossero stati

vaticana. La più antica fra le super- revocati ; e poscia Sisto IV, del i^'j i,

stiti memorie, è un breve di Ono- dichiarò altrettanto.


rio UT, Dignuni est, diretto al pri- Innocenzo VIII, con bolla dei 11
micerio, e chierici della scuola dei ottobre 1 4B6, Jpostolic(e Sedis^ proi-
3j ,,

CAN CAN 3>


bì a' riotari di esigere dai cantori torc nella mancanza d'alcuno, vo-
litiganti alcini emolumento , meno lendo che ciò seguisse per elezione
gli ordinarii ; e con altra de' 4 ot- di voto segreto dal collegio stesso
tobre 14B8, Debita consìderatione e che s'intenda ammesso quando
confermò la prelazione sulle espet- un voto superi i due terzi de' vo-
tative de* benefìzii. Quindi colla bol- tanti. Veggasi Giuseppe Santarelli
la, Et si Romamis PontifeXy dei 1 Informazione sull'origine dc^ canto-
agosto 149^) stabilì, che il vescovo ri pojitifìciìj numero j e variazioni ^
maestro di cappella possa presen- e suW introduzione y e numero dei
tare i cantori ai beneficii, i quali soprannumerariij Roma 1761.
vacano per morte degli stessi cantori Giulio III, i55r, per toglie-
nel
Pontifìcii, affinchè restino perpetua- re le differenze di preeminenza tra
mente nel collegio, ed inoltre con- i cantori e gli scrittori apostolici nel
fermò loro tutti i privilegii, che go- conseguimento de' benefìzii sull' es-

devano. Anche Alessandro VI, me- petta ti ve, decretò, che i due collegi
diante la bolla , Debita considera- fossero considerati come un solo, e
tionCj del 149^? rinnovò ai cantori nel i553, ridusse i cantori della
i summentovati privilegii , siccome cappella a ventiquattro. Gregorio
pur fece Giulio II, ai 6 dicembre XIII concedette a' cantori la spedi-
i5o7, col disposto della hoWa Sieitt zione de' benefìzii gratis^ come fa-
prudens. Indi Leone X, per moto- migliari del Papa. Sisto V, che gli
proprio ordinò, che i cantori rice- successe, nel i586, diede al colle-
vessero da ogni Cardinale, che ce- gio monistero di s. Maria in Cri-
il

lebra in cappella, quattro ducati per spiano, diocesi di Taranto, colle ren-
ogni messa, in luogo della solita co- dite de' suoi beni , come si legge
lazione, e dai vescovi assistenti al so- nella bolla. In suprema. Ridusse
glio, e da altri prelati due ducati, inoltre il numero de' cantori a ven-
proibendo però ricevere di più. Ri- tuno, assegnò loro rendite stabili J

guardo alle propine nelle esequie dei conferì al collegio le facoltà di eleg-
Cardinali , dispose che si osservasse gere ogni anno per maestro di cap-
il solito. Inoltre i cantori godono pella uno de' suoi cantori, essendo
emolumenti nella creazione de' nuo- stato sino a quel tempo un vesco-
vi Cardinali, nelle canonizzazioni, ed vo assistente al soglio, ed all'eletto
in altre circostanze. Cosi Clemente conferì tutte le facoltà, e preroga-
VII, egualmente nel i5i6, colla bol- tive degli antecessori ,
prerogative
la. Debita consideratione, e con al- che toccarono come primo eletto in
tra del 1529, ampiamente confer- maestro di cappella , al rinomato
mò ai cantori tutti i privilegii, che Gio. Antonio Merula. Quel Pontefi^
godevano ; e cosi pure Paolo III, ce esentò il collegio altresì da qual-
nel i536, come si legge nella bolla^ sivoglia giurisdizione, assegnandogli
Romamis PontifeXj approvò le co- un Cardinale per protettore non
stituzioni della Cappella presentate- meno che per giudice ordinario, e
gli dopo il saccheggio di Roma da competente in ogni causa. Ordinò
Lodovico Magnasco, vescovo di As- ancora, che se un cantore divenisse
sisi, maestro della cappella, e parti- infermo, vecchio, o privo di voce,
colarmente fa menzione del privile- non si potesse licenziare, senza a-
gio di poter prendere un nuovo can- vergli accordato una rendita equi-
,

36 CAN CAx^
valente a quanto già ritraeva nel- quelle di Innocenzo IV, fu formato
r esercizio del cantorato ; e final- il rollo o ruolo, che tuttora loi*o

mente confermò privilegi nelle più i paga il palazzo apostolico.


ampie forme colla bolla, In supre- Per le differenze insorte V anno
ma, de' 6 settembre i583. E per rSgS nel Pontificato di Clemente
completare le rendite de' cantori, Vili, tra il sagrista del Papa, e il
colla bolla de' 1 1 ottobre, Universas, collegio de' cantori sull' elezione del
conferì al collegio la chiesa di s. sotto chierico , e custode de' libri
Salvatore nella diocesi di Parma, della cappella, fu decretato, che il

ed il monistero di Maria in Fel-


s. sotto chierico fosse nominato dal
lonica, diocesi di Mantova. Ma Gre- sagrista, ed il custode dal collegio.
gorio XIV sciolse tutte queste unio- Questi nelle cappelle incede con
ni di chiese, e con breve del r59r sottana paonazza, e ferraiolone ne-
ridusse le rendite de' cantori nello ro, di seta ambedue , con fascie e
stato, come si trovavano nel decor- collare pure paonazzo; abito che è
so secolo. Non si dee però qui ta- comune al secondo custode. Quindi
cere, che il collegio ecclesiastico dei Paolo V, nel 1607, confermò la
cantori Pontificii, ebbe dal secolo V bolla di Paolo III, sulla surrogazio-
fino al Xil per sostentamento dei ne de' cantori, mediante i concor-
suoi individui il Presbiterio, ossiano si pubblicati con editti ; e nell' anno
le OblaziorJ, che si raccoglievano 1626, il tribunale della Rota deci-
in ogni nona settimana airolFertorio se, che un cantore Pontificio potes-

della solenne messa quotidiana nel- se godere la prebenda del suo ca-
l'altare di s. Pietro. Diminuite tali nonicato in Ispagna. E poi da av-
oblazioni, ebbero i cantori pel man- vertirsi , che godono le suaccennate
tenimento beni e fondi stabili , ru- prerogative anche i due cappellani
sticied urbani , ed Innocenzo IV sostituti, i due chierici, il sotto chie-
assegnò loro le pinguissime rendite rico, gli scrittori, ed custode dei
il

dell'abbazia di s. Maria di Campi- libri. V. Decreta Innocentii XII


doglio, togliendola a' benedettini, con- prò collegio cantorum capellae Pon-
cedendo la chiesa , e il monistero tificiae il
,
tomo IV , parte
presso
ai francescani, colla bolla Cum di- IV, pag. 2 33 del Bollano di Bene-
vini del i 25o. Accordò in perpetuo detto XIV. Finalmente, quando il

al Collegio le cappelle filiali , le Pontefice dispensa al trono nella


possessioni, le case, i censi, le ren- cappella , le candele , le ceneri , le

dite, le decime, e pensioni ed altro palme, e gU Agnus Dei benedetti


spettante a detta abbazia; ma le vi- quattro cappellani cantori vi si re-
cende de' tempi fecero variare tali cano a riceveile dopo i cubicula-
benefiche disposizioni; ed in vece si rii, e nel venerdì santo altrettanti
ebbero altri benefìzii, fra' quali oltre vanno all'adorazione della Croce,
i summentovati, il priorato e retto- mentre gli altri proseguono il can-
ria di s. Salvatore di Monte Mallo to in coro, cioè nella cantoria. An-
nel Perugino , e l'arcidiaconato di ticamente tutto il collegio de' can-
Morleone, tutti amministrati dairal> tori si recava all'adorazione della
bate ossia camerlengo prò tempore Croce, e al trono per ricevere dal
del collegio. Laonde, colle disposi- Papa le sopraddette cose. Ma quan-
zioni di Gregorio XIV, analoghe a to li riguarda, ed il loro posto nelle
CAN CAN 37
processioni, il qimle è avanti la pre- de' brevi a' principi, e canonico va-
che ha l'uso del rocchetto, co-
Jatiira, ticano , che r Adami coli' autoritèi

me avverte l'Adamia pag. 17, si del libro de' Puntatori del collcgiq
descrivono all'articolo delle Cappel- dice essere stato l'ultimo maestro di ^ ^

le Pontificie, e ia tutte quelle delle cappella, dappoiché Sisto V, o per *


funzioni, die si fimno dal Ponte- la poca pratica di alcuno di detti
fice. vescovi nella musica, o per poca di^
ligenza loro al servigio della cappel-
§. III. Maestri della cappella Pon- la, investi di tal carica un cantore
tificia ,Cardinali protettori del Pontificio, da eleggersi ogni anno
Collegio, e cantori insigni. per ordine di anzianità dal collegio
istesso, con tutte le facoltà, autori-

I maestri del collegio de' cappel- tà e prerogative di quelli, che lo


lani cantori della cappella Pontifi- aveano preceduto. Di questi maestri
cia, o maestri di cappella , sino al però, e di quelli, che si distinsero
Pontificato di Sisto V, come si ac- nell'arte del canto , e per celebri
cennò, furono sempre vescovi assi- componimenti, si parlerà al termi-
stenti al soglio, e dall' Ordine Ro- ne di questo paragrafo. Ci avverte
tnano di Benedetto, canonico di s. l'Adami a pag. 1 1 o , che la con-
Pietro, rilevasi, che nel 1 1 43, regnan- gregazione de' nuovi uffiziali si face-
do Celestino II , il primicerio dei va in casa del Cardinal protettore,
cantori era vescovo , e se terremo per solito nella mattina della festa
dietro ai maestri, di cui V Adami degli Innocenti; che il nuovo mae-
potè rinvenire notizie, troveremo stro assisteva al vespero della cir-
che a Cristoforo Borboni vescovo concisione con il precedente, e pren-
di Cortona, Innocenzo Vili, di cui deva poi possesso della carica al se-
era intimo famigliare, nel 1 49 "i, ac- guente vespero dell'Epifania.
crebbe le prerogative. Fu Sisto V che, come superior-
Dal Novaes, t. VI, p. 98, ricavia- mente si disse, stabilì il Cardinal
mo, che Alessandro VI, nel i494j protettore al collegio de' cappellani
fece maestro di cappella Bartolomeo cantori, colla qualifica di loro giu-
Martini, ch'era maggiordomo, e che, dice ordinario, e pel primo, con am-
nel i49^> creò Cardinale Francesco plissimo breve del i586, vi nomi-
Sinibaldi vescovo suessano, il quale, nò il Cardinal Decio Azzolini di
nel i5o7, celebrò messa in cappel- Fermo. Tuttavolla, nel libro di Ghis-
la nel sabbato in Albis. I cantori lino di Ankerts, puntatore del i56o,
per onorarlo cantarono un bellissi- si legge essere- stato protettore del
mo Credo a sedici voci. Furono collegio de' cantori il Cardinal Al-
inoltre cantori Ludovico Magnasco, fonso Caraffa, nipote di Paolo IV;
vescovo di Assisi del i543; Girola- enei libro di Gio. Luigi de' vescovi,
mo Maccabei vescovo di Castro, cap- è registrato agli ii dicembre 1576,
pellano maggiore di Paolo III ; E- il Giovanni Moroni ; ma
Cardinal
gidio Valenti del iSSy; Giuseppe s' quale autorità avessero,
ignora
Panfilo, vescovo di Segni, peritissi- per essere in que' tempi i maestri di
mo nella musica, del i56G; Ago- cappella vescovi assistenti al soglio,
stino Fivizzano, uomo di santa vi- che, secondo le costituzioni de' am-
ta ; Antonio BoccapaduU segrelario tori, erano deputati come giudici
7, ,,

38 CAN CAN
del loro collegio. Per morte dell' Az- gUari Pontificii, ebbero cura del col-
zoliiii, Sisto V, nel 1^87, conferì il legio. Finalmente lo stesso Pontefi-
protettorato della cappella al Car- ce Pio VI, colla bolla Antiquissinia
dinal Antonio Mnria Gallo, che eb- ea est, dei 3i gennaio 1798, abolì
be i seguenti Cardinali successori. in perpetuo la detta carica di Car-
Nel 1 62 1 Francesco Maria del Mon- dinal protettore della cappella Pon-
te, sostituito da Gregorio al de- XV tificia, e riunì i cappellani cantori
fonto Gallo; nel 1627 Lelio Biscia, ed il collegio ( come famigliari Pon-
per disposizione di Urbano Vili tificii ) alla giurisdizione giudiziale
il quale nel i638 gli diede in suc- ed economica di monsignor Ma-
cessore il proprio nipote Antonio rino Caraffa di quel tempo prefetto
Barberini; nel 1671 Clemente X de' ss. palazzi apostolici e de' suoi
fece protettore de* cantori Virginio successori prefetti del palazzo in per-
Orsini, ed in sua morte lo stesso petuo, a quella guisa con cui viene
Pontefice, ai 21 ottobre 1676, vi esercitata sopra tutti gli altri fami-
surrogò Camillo de' Massimi. Inno- gliari Pontificii.
cenzo XI, nel 1677, dichiarò pro- L* elenco de* maggiordomi è il

tettore Sigismondo Chigi, pronipote seguente: Marino Caraffa, poi Car-


di Alessandro VII; ma essendo mor- dinale, quindi deposta da lui la sa-
to poco dopo, Innocenzo XI, ai 1 gi'a porpora, gli fu surrogato G, Ga-
giugnp 1778, nominò Felice Rospi- votti, che morì nel 1807, essendo
gliosi pronipote di Clemente IX
, ,
ancor maggiordomo; Naro Patrìzi
cui successe, ai 22 ottobre 1689, poi Cardinale, oggi defonto; A. Ri-
Francesco Maidalchini, nipote della varola, oggi Cardinale; Marazza-
celebre d. Olimpia, per disposizione ni^ poi Cardinale ancor egli defon-
di Alessandro Vili ; il cui nipote to; Del Drago, Patrizi^ e Fieschi,
Pietro Ottoboni, ai 27 novembre tutti Cardinali viventi . L' attua-
1700, fu da Clemente XI nomina- le maggiordomo e prefetto de' sa-
to protettore della cappella Pontifi- cri monsignor
palazzi apfjstolici è
cia,e ne esercitò la protezione sino Francesco Saverio Massimo. Adun-
al 174O) epoca di sua morte. Si ri- que dopo tale epoca la prefettura
leva dalle Notizie di Roma, che non più dai Cardinali , ma venne
questo Cardinale ricevette altra de- esercitata dal prelato maggiordo-
nominazione , cioè di prefetto dei mo [Vedi), il quale in abito pre-
cantori cappellani della cappella Pon- latizio, sedente sul ripiano del tro-
tificia, titolo che pure portò il Car- no nella cappella Pontificia, con ta-
dinal Alessandro Albani , nipote di volino innanzi, presiede alla ballot-
Clemente XI, che da Benedetto XIV tazione de' concorrenti al cantorato,
fu prescelto a successore del defon- i quali, dopo fatti i consueti espe-
to , esercitando la carica sino al rimenti, cantano ivi una lezione, cui

1779, *" ^"^ cessò di vivere. Fu succede la votazione, che fanno tutti
allora,che Pio VI sospese la cari- i cappellani cantori, vestiti con sot-
ca di Cardinal protettore della cap- tana paonazza , e ferraiolone nero
pella Pontificia, e ciò fino al 1798. assisi ne' banchi de' Cardinali. V.
In questo tratto di tempo i mag- Jurisdictio S. R. E. Cardinalis pro-
giordomi, come prefetti de' ss. pa- tectoris, et judìcis causar uni colle-
lazzi apostolici, e s.uperiori de' fami- ga cantoruni capellanoruni Roni.
,,

CAN CAN 39
Pont cum prmlegiorum, et grafia- nella perizia del canto . L' Ada»
rum concessione, ed inoltre il vo- mi , nel libro delle Osservazìo'
to nella controversia nata nel col- ni per ben regolare il canto dei
legio de* musici Pontificii rimessa cantori della cappella Pontificia,
da N. S. Papa Clemente XIII ai pag. i5g, tesse il catalogo de' no-
Cardinali Merlini, Castelli, e M. A. mi e cognomi e patria de' cantori
Colonna ad referendum, Romae Pontificii , col giorno del loro in-
1761. gresso in cappella, da Paolo III, fi-
Passando a far menzione degli no a Clemente XI, estratti dal li-
uomini illustri ed insigni per digni- bro delle costituzioni del collegio,
tà, santità, dottrina e scienza mu- di cui fu maestro di cappella dai ,

sicale, clic fiorirono nella Scuola dei libri de' camerlenghi, e de' segreta-
cantori^ e nel collegio di essi, senza ri! puntatori della medesima cap-
nominare un gran numero di Car- pella, con r aggiunta di alcune par-
dinali e vescovi, che uscirono dal- ticolari notizie, e coi ritratti de' più
la prima, da questa furono altresì illustri compositori di essa.

sublimati al Pontificato , nel 687 ,


I più rinomati professori di mu-
s. Sergio I, nel 7i5 s. Gregorio II, sica, e insigni cantori, che accreb-
nel 752, Stefano II detto III, nel bero lustro al collegio, e che lo

7^7, s. Paolo I, che donò un an- arricchirono di preziose composizio-


tifonario al re Pipino, s. Leone III, ni, furono Jacopo Pratense, detto
nel 795, Stefano IV detto V, nel- Juscjuin del Prato, celeberrimo com-
r8i6, ambedue entrati nella scuo- positore di musica, scolaro di Gio.
la de' cantori in teneia ed
età , Okenkeim, e cantore della cappella
ivi educati; s. Pasquale I neir8i7, sotto Sisto IV, e dal quale impa-
Sergio II, Leone IV,
neir844> «• rarono i migliori contrappuntisti: Gia-
iieir847; Benedetto III neir855, como Arkadelt, maestro di cappella
Adriano II nell' 867, e altri, come del Cardinal di Lorena, e di tal
attestano Anastasio Bibliotecario merito, che gli stampatori per loro
ruAXHist. de gestis Rom. Pontific. j guadagno davano alla luce opere
Mabillon, Mus. Italie, tom. II, i di altri, sotto il nome di lui Bar- :

Bollandisti nel tom. VII, § 54 , e tolomeo Escobedo, valente contrap-


l'annaUsta Baronie all'anno 1057. puntista. Ghislino d'Ankerts, ottimo
Sempre i Sommi Pontefici ,
per nel contrappunto: Cristoforo Morales,
maggior decoro delle funzioni ec- autore di grido sotto Paolo III, com-
clesiastiche procurarono di avere i positore di molte opere musicali, e
migliori virtuosi di canto, in servi- del famoso mottetto: Lamentabatur
zio della loro cappella, e talvolta ne Jacob, che si canta in cappella nella
domandarono anche ai principi, in- IV domenica di Quaresima; Gio.
vitandoli a mandar loro qualche Pier Luigi da Palestrina, allievo del
valente cantore come si legge di , fiammingo Meli, compositoi*e della
Leone X che colla sua lettera
, cappella Pontificia dell'età di ven-
Quoniam ad sacra confìcienda, ri- tisei anni, sotto Marcello II, dal
portata dal Verrepei, nella Raccolta quale ottenne coli' elevato suo inge-
di varie lettere, richiese al marche- gno, e colla tanto celebrata messa,
se di Mantova, Michele Lucche- che compose a sci voci, di rip*uare
se , celebre nella voce di basso, e il grave danno, che sovrastava alla
,, ,

4o CAN CAN
musica ecclesiastica, nella minacciata tifìcato il Rosini si fece cappuccino;
proiliizione di essa nelle sagre fun- ma venendo il tutto a cognizione
zioni. Carico di meriti, e di gloria, del Papa , commutò
voto già il

col titolo di Principe della Musica emesso ad


inserviendum capellce
morì nel Pontificato di Clemente Pontijicice j per cui volle entrare
Vili, e fu sepolto per singoiar di- nella congregazione dell' oratorio ;
stinzione nella basilica vaticana Tommaso Ludovico spagnuolo, ce-
della quale era maestro di cappella, lebrato per la sua messa de'mortij ed
scrivendone fra gli altri le Memorie altre sue composizioni; d. Odoardo
storiche^ d, Giuseppe Baini di cui , Ceccarelli da Mevania, non solo fu
si fece menzione all'articolo Canto egregio compositore di parole latine
Ecclesiastico. Inoltre meritano di per mettere in musica, ma fece un
essere ricordati : Alessandro Romano ristretto delle costituzioni , decreti
detto della Viola^ per la soavità e consuetudini del collegio, e ne
con cui suonava questo strumento, formò una regola pel puntatore ;

encomiato compositore di canzonette, Gregorio Allegri romano, contralto,


e mottetti; Giovanni Maria Nanino valoroso contrappuntista, autore di
di Vallerano, scolare di Meli ed , varie opere, fra le quali del famoso
intimo amico di Pier Luigi di Pa- Miserercy che ogni anno si suol
lestrina, lodato pel canto, e per le cantare due volte nella settimana
sue composizioni; Arcangelo Crivel- santa; morì nel i652, e fu sepolto
li, bergamasco, ottimo tenore, auto- nella tomba de' cantori Pontificii,
re di varie opere, alcune delle quali nella Maria in Vallicel-
chiesa di s.

si cantano nella cappella Pontificia; la, ove pure venne tumulato; Bona-
Felice Anerio romano, compositore ventura Argenti perugino, egregio
della cappella, e successoi'e in questa soprano, in riconoscenza di seimila
qualifica del Palestrina , eccellente scudi, che loro donò per compiere
nel contrappunto , ne' madrigali la fabbrica della stessa chiesa; An-
e in altre opere; Luca Marenzio tonio Liberati da Foligno contralto,
bresciano, chiamato da Raval il di- buon compositore, ed ottimo teorico,
vino compositore dì madrigalìj Rug- autore di un Ragguaglio del coro
giero Giovanelli di Velletri, succes- della Martino
cappella Pontificia^
sore dei Palestrina nella cappella di Simonelli romano
grave contralto,
s. -Pietro, profondo nella musica, contrappuntista, armonioso, chiama-
meritando fra i suoi componimenti to il Palestrina de'suoi tempi, autore
la preferenza la messa a otto voci, di varie composizioni, che si can-
intitolata: Vestiva i colli, per la sua tano dal coro de' cantori nelle Pon-
perfetta armonia; Girolamo Rosini tifìcie funzioni, particolarmente la
di Perugia, ritenuto il primo so- sequenza, che si canta nel giorno
prano d'Italia, e benché nel pub- di Pasqua di Risurrezione; Pasquale
blico concorso pel cantorato, sentito Pifari, di cui scrisse Martini
il p.
e applaudito da Clemente Vili, che essere nato il compositore, che più.
assistè al concorso, nondimeno venne da vicino ha rassomigliato lo stile
dai cantori spagnuoli escluso per del Palestrina; d. Gio. Battista Faz-
non essere loro connazionale, giac- zini, di cui si cantano messe, ed
che sino a quel tempo quasi tutti altre opere; Leandro Piazza, autore
i soprani erano stati spagnuoli. Mor* di varii salmi molto graditi anche
V^ ,,

CAN CAN 4i
al dì d'oggi, senza nominare altri, in magnifiche pergamene con
scritte

ed alcuni ancor viventi. Il rino- bellissimi caratteri , e adornate con


malo Nicola Tumclla,
Tornelli o superbe miniature, secondo lo stile
autore di varii lodevoli componi- de' tempi. Questo archivio ha i suoi
menti, non appartenne alla cappella scrittori , e il custode de* libri. iT.

Pontifìcia, ma fu coadiutore dal il tomo VIII del Bollarlo romano


1749 ^^ ^7^4 ^^^ maestro delia pag. 44o: De vetita ab Innocentio
biblioteca vaticana Bencini, indi ri- XI extractione lihrorum niusicaliuni
nunziò, e parti per la Germania. ex archivio capellce tom. IX, pag. _,

92; Custodia ^
libro rum capellce

§ IV. yércliivìo, esequie , ed altre Pontificiceab Alessandro Vili in-


notizie de^ cantori Pontificii. culcata, ibid. p. i5o; decreta In-
nocentii XII prò collega cantorum
Il celebratissimo archivio del col- capellce Pontificice.
legio de' cappellani cantori , dice il L'esequie, che si celebrano in
Chatlard, Nitoi>a descrizione del morte de' cappellani cantori, vengo-
Vaticano j e del palazzo apostolico yio descritte dal menzionato Adami
Roma 1766, pag. 72, e 4^^ tomo pag. i54, i55, cap. XVI. Il mae-
II , aveva 1' ingresso nella quarta stro della cappella dà cenno quan-
porta della sala ducale, sul cui ar- do si debba da' cappellani sostituti
chitrave evvi lo stemma di Leone e dagli scrittori cominciare l'introito
X, ed in quello della porta dello della messa, e dopo la funzione egli
stesso archivio si leggeva V iscrizio- ringrazia i maestri di cerimonie,
ne : archivio de^ Musici cantori della che avranno assistito in banco a tal
cappella ove nelle sue
Pontificia^ messa. Il numero 854 del Diario
stanze in armadi conservavano i
si di Roma del
1723, descrive l'ese-
libri, e pergamene di essi. Ora però quie celebrate al decano de' cantori,

tal luogo appartiene alla Floreria con r intervento de'ministri , e can-


Pontifìcia, dappoiché Benedetto XI tori della cappella Pontifìcia.
trasferì l'archivio al Quirinale, cioè L' anniversario de' defonti cappel-
incontro quello della Rota. Questo lani cantori anticamente si celebra-
archivio è sommamente pregevole va in s. Trifone in Primicero, o s.

ad onta del deplorato incendio a cui Salvatore in Primicero, perchè fab-


soggiacque nel sacco dato a Roma bricata da un primicero della chie-
dai soldati di Carlo V, per la mag- sa romana. Di poi, a motivo della
gior parte fanatici luterani. In esso nuova fabbrica della chiesa di s.

si custodiscono gelosamente tutte le Agostino , si passò a celebiarlo in


bolle Pontifìcie emanate dai Papi s. Gregorio al Monte Celio, e quin-

a favore del collegio, le più preziose di nella chiesa del Gesù. Oggi per
composizioni musicali de' migliori altro tanto l' anniversario, quanto
maestri, ed un numero copioso di quello per l'anima di Marco Ma-
quelle fatte da' medesimi cantori, razzoli si celebrano in s. Maria in

che appartennero a sì illustre ceto, Vallicella, ove i cappellani aìiilori

e tutte quelle infìne, che servono hanno la sepoltura gentilizia, com-


per qualunque funzione fatta dal Pa- prata a spese loro. Fu il detto Mar-
pa, o alla quale intervengano i co Marazzoli tenore del collegio
cantori. Parecchie pur ve ne sono ottimo cx)mpositore di oralorii, ed
, ,,

42 CA.N CAN
eccellente suonatore d'arpa, e da di altre composizioni, fra le quali
lui stesso venne istituito per testa- del Misererà^ Dies irae, del
del
mentaria disposizione l'anniversario Benedictus gregoriano a sei voci
per la propria anima. Per le feste con coro, e per ultimo del bellissi-
poi di s. Marta, nella propria chie- mo Motectiim ad offcrtoriam mis-
sa presso il Vaticano ( ove era vi sae solemnis in anniversario corO'
anche l'ospedale pei famigliari del nationis ss. D. N. Gregorii XFI
Papa), il collegio de' cantori si re- P. M. die VI fehruarii A. D,
cava a cantare nella messa, e al 1837.
vespero, ed essendo' essa festa di pa- Le dignità del collegio sono : il

lazzo, il maggiordomo faceva servire maestro, decano, camer- abbate o


di carrozze i cantori. lengo, segretario-puntatore, ed il di-
In occasione di qualche lieto avve- rettore. I partecipanti, che godono
nimento per la S. S., i valenti cantori la porzione canonicale, sono i tren-

Pontificii composero apposite musi- tadue pili antichi cappellani canto-


che, come fecero Curzio Mancini, nel- ri. Chi compie venticinque anni di
la messa per la ricuperazione della servizio resta giubilato, ed esentato
città, e ducato di Ferrara sotto Cle- dal servizio. All'attuale servizio deb-
mente VITI; e Gregorio Allegri can- bono cantare trentadue individui
tò nel Pontificato d' Innocenzo ,
X otto per ciascuna delle quattro par-
Castro riconquistato alla Chiesa. ti. Vi sono nel collegio anche i cap-
Matteo Simonelli compose una bella pellani cantori soprannumerarii, per
messa per celebrare la liberazione compiere il numero dei trentadue
di Vienna dalla formidabile poten- esercenti nelle giubilazioni, che av-
za de' turchi, regnando Innocenzo vengono. Le cariche minori del col-
XI Sante Gargetti scrisse piìi note
; legio sono i deputati per trattare
:

per Avignone restituito ad Alessan- gli affari i al camerlengo,


sindaci
dro Vili. E, per non dire di altri i sindaci al puntatore, e gl'infer-
a' nostri giorni d. Giuseppe Baini mieri. Il collegio, per le costituzio-
romano, per solennizzare la restitu- ni apostoliche, ha il diritto di sigil-
zione fatta a Pio VII delle provin- lo grande e piccolo, con l'impron-
cie delle legazioni, delle Marche, e ta di Maria ss. Assunta in Cielo
dei ducati di Camerino, Benevento, titolo della cappella. Il diritto della

e Pontecorvo, compose un solenne immediata e privativa ordinaria am-


Te-Dcum ad otto voci, diviso in ministrazione è di governare se
due cori, e basato sopra le diverse stesso, ed il diritto di far leggi, e
melodie del canto gregoriano ed di multare con pene pecuniarie ed
appartenente a tre diversi modi, os- altre ad arbitrio dei colleghi delinquen-
siano toni al terzo, al sesto , ed al ti. Da ultimo. Clemente XIII pubblicò

quarto ; robusta composizione, che la costituzione, » Cum relinendi


altamente venne encomiata dal nu- « augendique decoris domus Dei,
mero 72 del Diario di Roma, del w super regimine, et directione col-
18 15, pag. 57, e che poi venne de- » legii cantorum Pontifìciae Cappel-

dicata a monsignore Naro maggior- »> lae , cum opportunis ordinationi-


domo, e prefetto del collegio dei » bus, pridie Kal. septembris anno
cappellani cantori Pontifìcii. Ma il 1762".
Baini è inoltre benemerito autore CANUTO (s). Era secondogenito
,

CAN CAN 43
di Enrico il Buono j re Dani-
di fu accesa, da venite nell'empia de-
iiiaica. Fallo duca di Sleswig, si liberazione di uccidere il santo re.
adoperò alfinchè la pace, e la giu- In capo ai ribelli fu Olao , fratello
stizia llorissero nelle sue regioni , e a Canuto, che preso dalla brama
fossemesso un riparo alle ruberie, del regno, voltò l' esercito , cui co-
che in que' tempi si esercitavano mandava contro a questo innocente
continuamente. Allorché fu estinta sovrano. Canuto avutone notizia,
la famiglia di suo zio Enrico, re anziché accendersi d'ira, pensò af-
degli slavi occidentali , egli occupò fidare la sua causa nelle mani di
quel trono; e ne ottenne la corona Dio, riparò alla chiesa di s. Alba-
dallo stesso Lotaiio II. Ma i banesi no, e munito dei ss. Sacramenti,
lì ebbero gelosia , ed assassinarono quivi appiè dell'altare atteseim per-
quest' ottimo re nel giorno 7 gen- turbato l'iniqua aggressione. Vi en-
naio dell'anno 1 1 3o. Nel 1 1 7 1 fu trarono nel fatto gli empi, e dopo
poi canonizzato. avergli usato mille maniere d'in-
CANUTO (s. ), figlio naturale di passarono con una lancia, e
sulti, lo

Svenone II, re di Danimarca, fino colle mani stese sull'ara santamente


dalla tenera età si mostrò adorno spirò. Avvenne la morte di lui il
delle virtù le piìi chiare. Avutosi giorno decimo di luglio dell'anno
per comune acclamazione, lo scet- 1086, secondo ^Inoth. La sua fe-
tro paterno, nell'anno 1080, fu suo sta viene celebrata a dì 19 gen-
primo pensiero il promuovere nel re- naio.
gno la religione cattolica, ornare i CANZIANILLA (s.). F. Canzio.
templi di sacri arredi , e procurare CANZIANO (s.). F, Canzio.
ovunque il maggiore incremento del CANZIO (s.). La storia di que-
buon costume. Ardente com'era di sto santo martire va unita a quella
un santo zelo per la fede, volle degli altri due suoi fratelli Canzia-
suddite alla religione di Cristo quel- no e Canzianilla. Discendevano dal-
le Provincie, che soggiogò colle ar- la illustre famiglia romana degli
mi, e glorioso per molte vittorie, e Anici, ed appartenevano per sangue
ricco oltremodo, non si vergognò di air imperatore Carino, protettore dei
deporre a' piedi di Gesù crocefisso cristiani nelle Ammaestrati
Gallie.
la regal corona, pregandolo a go- nella rehgione da Proto, come si
veinare il suo regno ,
qual re dei avvidero che Diocleziano incomin-
re e dominatore dei dominanti. Pe- ciava a perseguitare in Roma i fe-
nitente, contemplativo, benefico, non deli,abbandonarono quella città, e
fu mai in tutta la sua vita, che venduto ogni loro avere, si rifu-
tralasciasse di castigare il suo cor- giarono in Aquileia. Ma il flagello
po, di esercitarsi nell'orazione, e di della persecuzione quivi pure arri-
beneficare i poveri. Promulgò alcu- vò, e richiesto l'imperatore da Sì-
ne leggi sulle decime da pagarsi al- sinnio, generale dell'armata, e da
le chiese , e sulla osservanza dei Dulcidio, governatore di quella pro-
divini ed ecclesiastici precelti, e sic- vincia, come avessero da condursi
come in queste minacciava severe verso personaggi di così allo alliu'e,
punizioni ai trasgressori, si attirò rispose che si decapitasseio ove non
l'odio c(i molti uomini perversi, i volessero sacrificare agli dei. Men-
quali cortmiossero la plebe, che tanto tre (juesti santi fratelli partivano da
-,

44 CAO GAP
Aqaileia , furono arrestati dal ge- nome di consoli. Quindi passando
nerale , poiché negarono risolu- a far parte della repubblica vene-
tamente di prestare omaggio alle ziana, concorse all^inaemento della
false deità, furono decapitati insie- sua potenza ; ma la sua decadenza
me a Proto, loro maestro, che li ebbe principio allorquando il doge
avea del continuo seguiti. Il loro da Eraclea, o Città-Nova ti-asferi
glorioso martirio accadde nell' anno prima a Malamocco, poscia a Rial-
3o4> e se ne celebra la v memoria il to la sua residenza. Nell'anno 84^
giorno trigesimo primo maggio. di soggiacque all' incendio, e al saccheg-
CAO Benedetto, Cardinale. Be- gio dei corsari narentini, e slavi
nedetto Cao, detto anche Cajo, nacque usciti dall' Illiria, ed altrettanto sof-
in Cagliari di Sardegna da certo frì nel 1289 dalla squadra di Trie-
Anastasio. Era dei Porpoiati di san ste, disastro che provò per la terza
Gregorio VII, come Cardinal prete volta nel i38o, allorché il famige-
di s. Prassede, della quale ristaurò rato Andrea Doria, ammiraglio dei
ed abbellì il sepolcro ; poi a como- genovesi, con sessanta galere, sfogò
do del contiguo monistero, vi eres- il risentimento, che lo animava con-
se un
chiostro. Morì nell'anno 1087, tro i veneti. Caorle provò altre
ed ebbe tomba all' ingresso dello sventure, e vicende, che la condus-
scurolo, o confessione di s. Prasse- sero alla sua rovina.
de, con breve iscrizione. Fu decorata della sede vescovile
CAORLE, Capraia. Città vesco- sino dall'anno 598 secondo Noris
vile del regno lombardo-veneto, si- e Commanville sebbene l' Ughelli
,

tuata in una piccola isola malsana, riferisca che Giovanni II vescovo di


alla foce di due rami della Liven- Concordia, vi trasportò la sua sede
za, fra i porti di s. Margherita, e episcopale nell'anno 60 5, per non
di Falconerà, soggetta al distretto comunicare cogli scismatici della sua
di Portogruaro. Essa fu bella, gran- diocesi, e vuoisi che fosse suffraga
de, e ricca città, come attestano an- nea piuttosto di Grado, che di
che alcune superstiti iscrizioni , e Aquileia, passando poi sotto la giu-
nell'epoca de' romani fu chiamata risdizione della chiesa di Venezia.
con diversi nomi, quando essi an- Vanta un buon numero di vesco-
coravano le loro flotte nel porto vi. La cattedrale è dedicata al pro-
Komantino, ora Falconerà, 238 an- tomartire s. Stefano, del quale si

ni innanzi la nascita di Gesù. Cri- pretende possedere 1' insigne reli-

sto. Nell'invasione de' barbari , sin- quia della testa. Ora non ha più il

golarmente del feroce Attila, si ri- capitolo, altra volta copioso, ed ev-
fugiarono in questa città gli abi- vi un arciprete con sacerdoti pel
tanti della distrutta Concordia, e di sagro ministero, e cura d'anime.
altre città del Trevigiano, che ave- CAPACCIO {CapiUaq aea.). Città
vano provato il ferro, ed il fuoco con residenza vescovile nella provin-
dell'Unno conquistatore. Divenuta cia del principato citeriore, nel re-
perciò pili ampia, fortificata, ed opu- gno delle due SiciUe, chiamata an-
lente, si sviluppò in essa la prima- che Caput Aqueum, posta nel de-
ria forma del governo repubblica- clivo del monte Calimarco in vista
no, e i padri della patria nell' isti- del littorale, tra le foci del Silaro,
tuire le magistrature, vi presero il e del Solofone. Dicesi Capaccio
GAP CAP 45
miovOj essendo a poca distanza il lopolì.Questa pero deve essere Car-
villaggio Capaccio vecchio, di-
di phathns seu Capharnaum, eretta
strutto nel XIll secolo dall'impera- nel VI secolo sotto la detta metro-
tore Federico II, e che esisteva su poli.

d' una montagna L'odierna città . CAPECE Zurlo , Giuseppe Maria


appellavasi San Pietro, ma ne cam- Cardinale. Giuseppe Maria Capece
biarono il nome gli abitanti di Ca- Zurlo nacque in Napoli da famiglia pa-
paccio vecchio, che ivi si rifugia- trizia ai 3 gennaio 171 1, e per la sua

rono. Poscia ebbe il titolo di du- indole religiosa professò la vita dei
cato. chierici regolari teatini. Il reFerdinan-
Dopo che l'antica, e vicina città do IV lo nominò al vescovato di Calvi,
episcopale di Pessi fu rovinata, nel- preconizzandolo il Pontefice Pio VI,
l'anno 93o, fu trasferita la sua se- e poi alla chiesa arcivescovile di Na-
de a Capaccio vecchio, ove tuttora poli, a cui lo stesso Papa lo trasferì
esiste la cattedrale, essendo il ve- nel concistoro del 16 dicembre 1782,
scovo suffraganco della metropoli di nel quale lo creò pure Cardinale
Salerno. Essa è una delle più belle dell' ordine de' preti , conferendogli
del regno, ed è dedicata alla beata il titolo di s. Bernardo alle Terme.
Vergine Assunta in cielo, detta del- Adempì gli obblighi di sollecito pa-
la Granata. Anche in Capaccio nuo- store, insegnando pubblicamente la
vo evvi un duomo di recente co- dottrina cristiana ai fanciulli, ecci-
struzione, e v'hanno inoltre parec- tandoli ad udirlo con premii, ed e-
chie altre belle chiese. II suo capi- sercitandosi nelle cure del suo mi-
tolo consiste in quattro dignitari!, nistero. Fu
benemerito della catte-
cioè r arcidiacono, il decano, il pri- drale di Napoli, ornandone la fac-
micerio, e il cantore senza preben- ciata di stucchi con disegno gotico,
da. Non vi sono ne il teologo, ne il e facendovi diverse comodità. Acca-
penitenziere, servendo tutti ad ono- duti, nel 1799, i tumulti e le no-
re del culto divino. Sono dispensati te rivoluzioni , soggiacque a penoso
dalla residenza , egualmente che il esilio nel monistero di Montevergi-
vescovo, a cagione dell'aria malsa- ne, che soflrì sino alla sua morte,
na. Il vescovo è obbligato a pon- ivi accaduta ai 3i dicembre i8or,
tificare nella vecchia cattedrale per nell'età di novanta anni. Quindi cele-
la seconda festa di Pasqua , ed brate le consuete esequie nella cat-
in diversi tempi dell'anno, col capi- tedrale, secondo la testamentaria dis-
tolo deve recarsi in Capaccio nuovo posizione, fu tumulato nella chiesa
a celebrarvi le sagre funzioni. La di s. Paolo de' teatini, nella cappel-
diocesi è vasta , ha alcune confra- la gentilizia della famiglia , ove il

ternite, ed un solo convento di re- nipote gli eresse un magnifico ce-


ligiosi. II seminario sta in un luogo notafio, colla statua al vivo esegui-
della diocesi, chiamato Novi e le , ta dal Sammartino, e coli' elogio di

tasse per le bolle ascendono a 3oo d. Francesco Rossi, come si ha dal


fiorini. Loreto, Memorie storiche degli ar-
CAPARCOZlA,o CAFARCOZIA. civescovi di Napoli^ quivi stampate
Città episcopale di Galilea nella se- nel 1839.
conda Palestina diocesi di Geru- , CAPELLI. Propriamente pelo del
salemme, sotto la metropoli di Sci- capo umano, capilli. Tutta poi la
46 GAP GAP
capellatura, o capelliera, chiamasi senza più ritornare, o s' imbianchi-
ccesarìes y coma, capillitìum. Pure rono per qualche paura, infermità,
appellasi capelliera anche una gran o straordinario avvenimento. Aven-
quantità di capelli posticci, calien- do Luigi il Severo, duca di Baviera
drum, e talora per capelli s' intende [Fedi), scoperto, ch'era innocente
eziandio ogni pelo, che è per la vita. la propria moglie che avea fatto uc-
Arricciarsi i capelli ( stare comas )
cidere, ne provò tal dolore, che di
non solo si dice quando ciò si fa repente i suoi capelli incanutirono. Il
con uno strumento, ma per espri- Cardinal Ottavio Bandini, decano del
mere qualche gran paura, in cui sagro Collegio, di cui era l'orna-
questi si rizzano. Di cesi finalmente mento , nel conclave per morte di
capelluto [comatus yCrinitus) quegli,che Gregorio XV,
dovea essere eletto
ne ha molti. I mori hanno i capelli Papa, come avevano promessogli

cos\ ricci, che assomigliano alla la- i Cardinali ; ma avendo invece rice-
na nera. I capelli come i peli, han- vuti nello scrutinio pochi voti, ne
no una organizzazione interna, e concepì tal rammarico, per la vee-
una maniera particolare di crescere, mente impressione concepita di aver
ed il celebre Vauquelin ha fatto di- perduto l'alto concetto , cui godeva
hgenti ricerche, ed analisi delle so- presso i suoi colleghi , che essendo
stanze, di cui sono composti. Nel di capello biondo, in una sola notte
settentrione i capelli degli uomini divenne affatto canuto. Altri però
sono biondi ordinariamente, e lisci, raccontano che tal fenomeno acca-
mentre più sovente sono neri nei desse per aver assicurato il Cardi-
paesi meridionali. 11 colore dei ca- nal Sauli che sarabbe stato eletto
pelli ha molta relazione con quello Papa, ciò che non ebbe effetto per
della pelle, dappoiché se questa è avergli mancato nelle promesse i
di color bruno, i capelli sono d'or- suoi colleghi, come afferma V Ami-
dinario neri,
i capelli biondi o
e denio nelle vite mss. de'Cardinah.
castagni veggono se non in
non si Gli ebrei portavano i capelli lun-
quegl' individui, che hanno la pelle ghi, come naturalmente crescevano.
bianca. Ai più belli tra gli dei, ed Era loro proibito di tagliarli tondi
anche alla maggior parte degli eroi, come gli arabi , gli ammoniti , i

si è data la capigliatura bionda. moabiti ed altri popoli, i quali co-


,

Gio. Battista Thiers, nella sua Sto- sì li portavano per imitare Bacco,
ria delle Perrucche ( Vedi), le quali che avea usata in tal modo la ca-
furono inventate in Francia nel 1629, pigliatura. In oltre era vietato agli
dice essere esse state usate dai cortigia- ebrei tagliarsi i capelli in onore del
ni per delicatezza, e per non istare morto , cioè di Adone : i sacerdoti
innanzi ai padroni col capo scoperto. se li facevano tagliare non coi ra-
1 capelli neir avanzarsi coli' età soi , ma con forbici , mentre erano
s' incanutiscono, divengono bian- e occupati ogni quindici giorni nel
chi, talvolta innanzi tempo, in altri servizio del tempio. Abbiamo dal
più tardi, come lo fu di Alessandro capo VI de' Numeri, che i nazare-
VII, che appena fu canuto nella ni, i quali erano come religiosi tra
maggior età, e da ultimo in Pio gli dovevano portare la zaz-i
ebrei,
VII. Ne mancano fenomeni per cui zera, cui non potevano tagliare, fin-
istantemente o i capelli caddero che non deponevano il nazareato,
,.

GAP GAP 47
che talvolta era di mesi , di anni ma, e della coltura della medesi-
ed anche per tutta la \ita. Nel fine ma presso le antiche dame romane.
poi del nazareato si radevano i ca- Gli antichi galli riguardavano i
pelli, e si abbruciavano : cerimonia, lunghi capelli come segnale di ono-
clie era accompagnata dai sagrifìzii. re , e di libertà ; ma Cesare dopo
Gli asiatici ed al- ,
gli africani , averli soggiogati , fece loro recidere
cuni popoli di Europa portavano le chiome. Tuttavolta in Francia la

lunghe capigFiature; mentre greci, i lunga capellatura continuò per molto


meno lacedemoni, nonché roma-
i i tempo ad essere distintivo tra' fran-
ni portavano capelli corti. Questi chi ,
mentile i popoli vinti venivano
ultimi però in tempo di lutto la- costretti a portare capelli corti. Ta-
sciavano crescere la barba, e i ca- cito, parlando de' costumi de' germa-
pelli, come fecero Giulio Cesare, ed ni, dice che i capi della nazione por-
Augusto per triste novelle. Abbia- tavano lunghe chiome. Gli antichi
mo da Svetonio, che Cajo impera- aspersero i capelli con limature, e
tore soleva per ischerno far radeie polvere d' oro , acciocché riflettendo
i capelli ai giovanetti , cui incontra- sui loro capi i raggi del sole, sem-
va colla chioma lunga. Nell'Asia, brassero più brillanti ; ciò pur fecero
sino all' introduzione dell' islamismo, alcuni imperatori romani , fra' quali
tutti usarono capigliature lunghe; e Lucio Vero, Commodo e Gallieno. Più
i re persiani portavano parrucche tardi venne l'uso della polvere di
e capigliature posticcie. 1 romani sul cipria, che Clemente XIV proibì
finir della repubbhca, e sotto l'im- alle educande ne' monisteri. Nei pri-

pero adottarono il costume di ac- mitivi tempi del cristianesimo, gli


conciai-e, e di arricciare, e profu- ecclesiastici ad esempio degli schiavi,

mare i capelli come gli asiatici che portavano il capo interamente


Ovidio , Giovenale ed altri fanno raso, cominciarono a radersi , affine
menzione de' vecchi che portavano , di dimostrare più evidentemente la
capelli biondi posticci , per compa- servitù spirituale, ne conservarono
rire giovani. I gentili avevano per che un cerchio, o una corona di
costume di porre le loro dee alla capelli all'intorno sì affine di signi-
toletta, e di ornarle di chiome fit- ficare il sacerdozio, e il regno della
tizie , come facevano dea Ci- colla Chiesa, per non mostrar d' imita-

bele i suoi sacerdoti, chiamati ca- re i giudei che al termine del na-
pìllati. I latini appellavano orna- zareato si radevano tutta la testa, e
ti ìci quelle, che fra le donne di ser- sì in fine per non seguire la super-
vizio aveano la cura di acconciare stizione de' sacerdoti d' Iside, di Se-
la testa alla padrona , ed erano le rapide, ed altri, i quali si radevano
domestiche piìi distinte e civili. Del non solo i capelli , ma tutti i peli
loro impiego, e degli strumenti, (he del corpo, oltre di che vollero aver
adoperavano , tratta a lungo il Pi- nella corona una perenne memoria
gnoria , De servis , e il Reinesio di quella di spine, che fu posta al
nelle sue Epistole. Il Guasco in una Redentore. L' apostolo s. Paolo , il
sua dissertazione , stampala in Na- quale osserva la cura che pìgliansi
poli nel 177^^, trattò delle ornalri- le donne de' loro capelli , dice essere
cij e de' loro uffizi i, ed insieme del- vergognoso all'uomo il lasciar cre-
la superstizione de' gentili nella chio- scere i suoi. Un tal punto erudita-

/
^

43 CAP CAP
mente è trattato dal Sarnolli nelle Alcuni vogliono, che s. Anacleto,
sue Lelt. eccl. t. V, lett. II, Che V uo- Papa dell'anno io3, ordinasse, che
mo non deve orare col capo coperto i preti non nudrissero la chioma;
ma sì la donna. Parecchi autori so- altri dicono, che ciò comandasse s.
stengono, che mentre s. Pietro predi- Aniceto, eletto Pontefice nell'anno
cava in Antiochia, venisse tosato per 167, imponendo ai chierici, che do-
dispregio , e scherno da' nemici del vessero portare la chierica sul capo,
vangelo, e quindi ne avesse origine la locchè altri attribuiscono al principe
chierica [Fedi) degli ecclesiastici nel- degli apostoli.
F. il Constant. Epist.
la sommità medesimo
del capo, dal rom. Pont, tomo I, p. 76. Fatto è,
santo Pontefice comandata. Vi si che parecchi Sommi Pontefici , ed
oppongono però alcuni critici, soste- un' infinità di concilii , e principal-
nendo, che la tonsura [Fedì), nel- mente il quarto di Cartagine del
la sommità del capo sia incomincia- 253, il trullano del 692, e quello
ta soltanto dopo il V secolo, essen- di Trento, sess. i4, e. 6, De reform.
do a credere, che mentre nei
difficile hanno ordinato ai chierici di porta-
primi secoli tanto infuriati erano i re i capeUi corti, ed il trullano ful-
pagani contro i cristiani , dovessero minò scomunica agli ecclesiastici,
la
gli ecclesiastici portare un sì palese i quali con arte coltivassero i capelli.
contrassegno della loro dignità. Si Fra i cristiani in generale la rasui^
dee qui avvertire, che la tonsura dei del capo fu segno di mestizia, giac-
chierici fu distinta da quella de' mo- ché il concilio toletano terzo, e. 12,
naci, perchè questi usarono radersi come riporta il Chardon, Stor. dei
non solo nella sommità della testa, Sagr. t. II, p, 124, ordinò che a'pul>
ma quasi tutto il capo, a significare blici penitenti si tagliassero i capelli
la professione loro di una vita soli- o dal vescovo, o da un sacerdote, e
taria , e di penitenza ,
perchè il ra- così facessero penitenza nella cenere e
dere il capo fu simbolo di mesti- col cilicio. F. V articolo Ceìveri. Ne
zia , e di pianto. Che se alcuni an- si ha da tacere, che anche i vescovi
tichi padri riferiscono agli apostoli si radevano gran parte del capo, co-
l'origine della tonsura, ciò si può me attesta s. Gregorio Nazianzeno,
intendere, non di quella della som- oratione in Maximum. F. il p. Me-
mità del capo, ma bensì del precetto nocliio. Trattenimenti eruditi ^ t. IH,
de' capelli tondi, e corti, ciò che in pag. i4i, in cui al capo 83, tratta,
quei tempi era commie a tutti i Qaal fosse t uso degli antichi eccle-
cristiani, dai quali rimase l' uso sol- siastici circa la tosatura de' capelli^
tanto ne' chierici, che per lo tagliare e della barba. S. Bernardo, De consi-
che fanno intorno i capelli ad uso deratione 3 inculcò a Papa Eugenio
di corona , si dicono pur coronati. III, creato nel i n^S, che non amme-
Che anco vescovi portassero altre
i tesse nella corte fra i suoi cubicula-
volte la corona, lo riferisce s. Agostino rii, comatulos puerosj comptos ado-
nell'epistola 147, dicendo, che quan- lescentes. Giulio II, nel i5o3, si

do il popolo chiedeva premurosa- turbò nella Cappella Pontificia per-


mente qualche cosa dal proprio ve- chè il giovanetto, che recitava il
scovo, soleva scongiurarlo per la sua discorso , portava i capelli lunghi
corona di capelli. /^. Beda, De geslis colla zazzera; laonde ammonì il p.
anglorum^ lib. V, cap. 22. maestro del sacro palazzo ,
perchè
,

GAP GAP 49
non più ne ammettesse alcuno nel- tivare la vanità, come ornamento
la Cappella in tal modo. delle donne assai stimato, ritenendosi
I monaci, i quali abbandonavano da Apuleio essere la capigliatura uno
il mondo , si tagliavano i capelli a femmine. Però
de' principali fregi delle
dimostrare la rinunzia a tutti gli or- r imperatore Teodosio, nel 890, pub-
namenti mondani, ed il formale voto blicò una legge, in cui si proibisce ri-

di piena soggezione ai loro superiori. gorosamente alle donne di tagliarsi


Della rasura de' monaci trattano san i capelli, sotto pretesto di fare pro-
Basilio in regala monachorum _, e fessione religiosa,ed ai vescovi è vie-
S.Paolino neW epistola 7. Narra Sal- tato ammetterle in tale stato ai
di
viano, lib. Vili, De vero judicio^ et sagramenti della Chiesa. Questa dispo-
provideiitia Dei, che i popoli del- sizione è uniforme al canone del con-
l' Africa, massime quei di Cartagine, cilio di Langres, che vieta alle donne

perchè schernivano la tonsura dei radersi i capelli per motivo di pietà.


monaci, e facevano loro delle ingiu- V. Monache.
rie, furono puniti coli' invasione van- Il consagrare i proprii capelli a
dalica. Piiguardo alle vergini a Dio Dio, sicome facevano i nazareni, co-
consagrate ,
1' uso di conservare , o me si disse superiormente secondo ,

tagliare i capelli , era differente se- s. Cirillo, gli ebrei lo appresero da-
condo i luoghi. In Milano ed in A- gli egizii, che lo praticavano co' loro
frica si conservavano i capelli e li dei. Certo è , che fu rito de' gentili
portavano sciolti per mostrare che tagharsi i capelli, e dedicarli ai nu-
erano, secondo la parola dell'apostolo, mi , che adoravano. Plutarco dice
fidanzate a Gesù Cristo, e che av^ che quando Teseo uscì dalla pueri-
vano rinunciato ad ogni altro sposo, zia, consagrò ad Apollo le primizie
licitato Menochio, parlando al e. 82, delle sue chiome. Svetonio racconta
deW uso antico ;, e moderno del ta- nella vita di Nerone, la cerimonia
gliarsi i capelli alle donne, che pi- di offrire primi capeUi, e la prima
i

gliano V abito religioso , dice fra barba (Vedi), a Giove Capitolino,


le altre cose , che s, Girolamo , nel- come fece quell' imperatore , che la
r epistola 4^5 racconta essere costu- prima lanugine del suo volto fece
me ne' monisteri di Egitto e di So- porre nel tempio capitolino, entro
ria, che quelle vergini, o vedove, le un vaso d' oro , ornato di gemme.
quali prendevano 1' abito monastico, Marziale, parlando di quel liberto,
lasciassero , che dalle superiore dei che offr\ agli dei i capelli di Domi-
monisteri, fossero loro tagliati i ca- ziano in un vaso d' oro , si espresse
pelli. Poco dopo tal tonsura usavano col seguente distico :

di andare col capo velato ,


per pu-
Accipe laudalos juvenis Pkaebeie
lizia, non servendosi le monache di
crines
quelle lavande, ed unzioni del capo
Quos tibi Caesarius don^t habere
praticate dalle donne secolari. Ag-
piier.
giunge in oltre il s. Dottore, che facen-
do le religiose professione di rinun- Somigliante cerimonia si usò an-
ziare alle pompe, ed ai piaceri mon- cora fra i cristiani , dappoiché Co-
dani, conculcando il secolo, era ra- stantino Pogonalo, cioè BarbatOy im-
gionevole, che si privassero de' ca- peratore de' greci, per la stima, che
pelli, i quali tanto servivano a col- faceva del Pontefice s. Benedetto 11,

voL. vin. i
,,

5o GAP GAP
creato nel 6B4, gli mandò le chio- essa medesima i capelli ad un aman-
me di Giustiniano ,ed Eraclio suoi te di suo genero, e poi li fece sos-
figliuoli, ciò che in quel tempo si- pendere nella camera di lui, lo che
gnificava consegnarglieli per figli, af- sembrò allora cosa orribile. Fu piìi

finchè come padre spirituale , ubbi- strano pensare degli antichi fran-
il

dfssero, amassero e riverissero il ro- cesi, che considerarono siccome pu-


mano Pontefice Benedetto II rice-
. litezza lo strapparsi un capello in-
vette tali capelli con tutta solennità contrandosi con un amico, e quindi
alla presenza del clero, e dell' eserci- offrirglielo. I capelli lunghi fuiono
to. V. il Baronio all'anno 684, n. 7, moda sotto la prima schiatta de' re
e Paolo diacono, De gestis longohard. francesi; e dal re, e dai suoi parenti
lib. 6, e. 53. Quest'ultimo inoltre erano portati lunghissimi mentre i ,

riferisce, che Carlo Martello mag- , nobili li portavano in proporzione


giordomo del palazzo di Francia della loro nascita. Garlo Magno portò
mandò Pipino suo fìghuolo a Luit- i capelli corti, e Lodovico suo figlio

prando re de' longobardi , ,acciocchè Pio ebbe più corti del padre. Sotto
li

questo principe secondo il costume Ugo Gapeto s' incominciò a portarli


ricevendo i suoi capelli, e tagliandogli un po' pila lunghi, a hvello delle spalle,
la zazzera, divenisse suo padre spiri- onde gli ecclesiastici vi si opposero
tuale. E difatti rimandoUo in Fran- con tutto lo zelo, per cui nel regno
cia , carico di preziosissimi doni. Il p. di Luigi // Giovane^ nuovamente si
Menochio, nelle sue Stiiore tomo II, accorciarono ; ma in quello di Filip-

p. 2 8 8, tratta del rito di mandare i po Augusto si lasciarono crescere, fìn-


cappelli al Papa. ^è tornò la moda di tagliarh sino
Era altresì uso presso gli anti- alla fine regno di Luigi XII,
del
chi il tagliarsi alcuni pochi capelli nel XVI secolo ; onde Francesco I,
per attestare la vei-acità delle paro- che, nel 1 5 1 5 , gli successe, si tagliò
le, e delle promesse loro. Perciò il i capelli coiti , lasciò crescere assai
conte di R^otron, confuso dai rim- la barba, e fu da tutti imitato.
proveri per aver posto in carcere il Luigi XIII, che sah sul trono nel
vescovo di Mans Idelberto , ordinò 1610, amò molto i suoi capelli, e fu
di farlo uscire di prigione, e per cagione che si portassero lunghi, e
,

contrassegno di sincera risoluzione, molto più Io furono sotto Luigi


si recise una parte de' suoi ca- Xl\. Nella sua minorità ebbe princi-
pelli, madre, come
e l'inviò a sua pio l'uso di porre la polvere di cipria
abbiamo da Ducange. Yi fu un tem- sui capelli, e sotto i regni di Luigi
po che si giurò sui capelli , come
5 XV , e XVI nel decorso secolo , si

poscia si giurò sul proprio onore. II cominciò ad anicciare i capelli in


tagliare i capelli ad alcuno, in altre diversi modi ai lati , e a chiudersi
epoche, si riguardò come una degra- quelli di dietro in un sacchetto, chia-
dazione , o un avvilimento , locchè mato bolsa da capelh. Tolta però
praticossi anche co' sovrani detroniz- questa, rimasero legati con fettuccia
zati , i quali spesso si confinavano nera , a forma di codino. Soltanto
nei monisteri. Quando ne' bassi tem- ntl declinar del detto secolo, colla
pi si formavano le congiure^, i cospi- rivoluzione s' introdusse l' uso dei
ratori dovevano tagliai'si vicendevole capelli corti e dritti nominati alla
mente i capelli. Fredegonda tagliò Titus^ e di quelli allicciati nella for-
,,

CAP CAP
ma delta alla Caracalla. E siccome che in generale significa un libr )i^
i due Bruti romani, per la loro an- diviso in molti capitoli, è stato ap-
tica rivoluzione romana, erano pro- i plicato principalmente alle leggi si

totipi della repubblica francese, ogni civiliche canoniche, e più partico-


,

vero repubblicano doveva allora por- larmente sotto i re franchi della


tare l'assetto, o per meglio dire, il dinastia de' Carlovingi ,
quando si

rubbuffamento de' capelli in capo, formavano le leggi nelle assemblee


senza compostezza , e senza polvere dei vescovi reame.
, e signori del
di cipria tenendoli neri , e mal or- Tali sono Carlo i Capitolari di
dinati , al modo che dai busti sono Magno, di Lodovico Pio, e di Carlo
rappresentali i due Bruti predetti // Calvo ce. I vescovi compilavano
che si conservano nel campidoglio per articoli i regolamenti spettanti
romano. V. Jo. Henningii, Tricholo- alla disciplina della Chiesa, estratti
già, id est de capillis veterum col- per la maggior parte dagli antichi
lectanea historico-phìlologica, Mag- canoni. I signori redigevano le or*
deb. Narra Svetonio e. 18,
1678. , dinanze a tenore delle leggi, e dei
che Domiziano pubblicò un libro costumi; ordinanze che confermate
Ve cura capìllorum. Teitulliano, De dalla regia autorità si pubblicavano,
jejuniis , 16, parla de' sacerdoti
e. e facevansi eseguire; onde il diritto
qui in idolis comandisi, et aris or- francese antico consisteva in questi
nandis Ioli eraiit. V. Fea tom. II, capitolari , che furono in vigore
edit. Horatii 177. nella Francia, ed in Germania fino ai
CAPHARTUTE. Città vescovile primordii del XIV secolo. Raccolti
della Mesopotamia , nella diocesi di furono dal Baluzio, e da altri dotti
Antiochia. francesi vennero con molta cura illu-
CAPHTOUM. Sede episcopale strati. Isi distinguono in
Capitolari
della diocesi di oriente, che T Asse- tre specie, secondo le materie; cioè,
mani reputa essere una città dell'As- quelli che riguardano le cose eccle-
siria nell'Adiabene. siastiche, e che si considerano per
CAPILISTIO o CAPODILISTA altrettanti canoni; quelli, che ap-
Gabriele, Cardinale. Gabriele Capi- partengono a materie secolari gene-
listio nobile di Padova si distinse rali , e che formano delle leggi ; e
per la sua straordinaria dottrina le- quelli che trattano di alcune per-
,

gale, e singolare religione. Si trova sone, ed altro, i quali sono regola-


ascrìtto fra Porporati di Clemente
i menti particolari.
y. Papa del i3o5. La promozione di Ne' bassi tempi in Italia si chia-
lui però è molto dubbia; poiché marono Capitolari un diploma, una
tutte le prove si appoggiano all' in- carta pubblica, ed anche un Hbello,
certa testimonianza del solo Scar- vocabolo, che trovasi pur usato in
deonio, il quale allegando 1' archivio qualche atto di Radichiso, principe
del patriarcato di Venezia, dice es- di Benevento. Capitularium^ come
ser lama, che vi si conservi l'autentico riporta il Macri, era un libro nel
documento di tale promozione. quale si contenevano i tributi , e s.

CAPIS Pietro, Cardinale. V. Gregorio turonese, hb. IX, parlando


CuAPrEs. di questo vocabolo dice oslendenx :

CAPISTRANO. V. Giovanni (s.). capitulariuni in quo tributa conti'


CAPITOLARI. Questo termine, iu'banturj e si(x:onie enmvi registrati
^2 GAP CAP
i
i tributi
appellò
imposti
anche
sopra
Capilulare.
le teste,
CapitU'
si Scritture.
mò capitellium,
Gregorio turonese
spiegandosi
lo chia-
questa
larium adunque fu precisamente voce capo di un
pure pel libro.
detto il libro censuale, in cui si Nelle regole di s. Benedetto dicesi
descrivevano tutti i contribuenti, lectioj nel rito Ambrogiano episto-
come capitula chiamavansi le pre- lella, perchè in quel rito la voce
stazioni, che da ciascuno de' censiti Capitolo significa certi versetti del
si dovevano pagare. Capitolari linai- salterio.

mente furono nominati eziandio i L'autore di questa lezione nelle


libri delle città, nelle quali erano ore di terza, sesta e nona , è stato
descritti i loro decreti , e statuti. s. Ambrogio, la quale poi il conci-
CAPITOLIAS. Città vescovile del- lio agatense ordinò si dicesse dopo
la seconda Palestina, chiamata anche i salmi , Can. convenit. d. 5 , de
Capitolissasj nella diocesi di Geru- consecr. Non si domanda la bene-
salemme, sotto la metropoli di Sci- dizione prima di cominciare il Ca-
topoli, la cui sede fu istituita nel pitolo, come si fa nelle altre lezio-
VI secolo, e nel XII divenne un ni, perchè per l'ordinario suolsi di-
arcivescovato titolare. re dal superiore, che rappresenta la
CAPITOLO {Capitulum). Ter- persona di Cristo, ovvero l' ebdo-
mine ecclesiastico, o piuttosto litur- madario del coro, che sta in vece
gico, del breviario, il quale signifi- del superiore. Né anche si recita
ca le piccole lezioni delle ore, che l'autore di esso, perchè riunendosi
si dicono da un solo, in fine di cer- il clero alle ore canoniche, si sup-
ti uffizii. Il ven. Beda vuole, che il pone che il conosca, come si espri-
rito di recitare parecchie volte il me il citato Ugone, De off", cap. 3,
giorno, cioè a tutte le parti dell'of- anzi si diceva ordinariamente a me-
ficio divino , dei Capitoli , o piccoli moria, e in alcuni luoghi in mezzo
capi della sagra Scrittura, derivi da- del coro. Per la medesima ragione
gli ebrei, i quali dal tempo di Esdra alfine del Capitolo non si dice: Tu
leggevano quattro volte il giorno auteni. Domine, miserere nobis.
qualche cosa dei libri della legge. Il Capitolo delle laudi, di terza, e
Il Macri, Notizia de vocaboli eccle- del vespero suol essere il medesimo
siastici, Bologna 1682, dice, che il della festività, perchè in quelle ore il

Capitolo è quella lezione breve del- popolo è più frequente in chiesa, mas-
la santa Scrittura, che si suole re- sime neir ora di terza, che si canta
citare in tutte le ore canoniche do- immediatamente innanzi la messa.
po i salmi, chiamato da Rodolfo, Nella compieta, fuori dell' ordinario,
e da Graziano collatio, errore che si dice il Capitolo dopo l' inno, per-
corresse il Suarez, lib. IV, de hor. chè essendo questo simbolo di vit-
canon, cap. II, num. 19, dovendo- toria, e la compieta significando gli
si dire collectio. Ugone lo appella eletti, questi non hanno bisogno di
capitale, altri lo dicono lectiimcu- esortazione alla vittoria, che già han-
la, ed anche versus, e il Garampi, no sostenuta contro le passioni. Nel
Memorie eccl. p. 186, capitula e triduo della settimana santa si tra-
capiiella, nomi che in alcuni anti- lascia il Capitolo, dovendosi dal su-
chi libri hturgici indicano i versetti periore o ebdomadario rappresen-
estratti dai salmi, e dalle divine tare, come dicemmo, il Redentore,
,

GAP CA:e 53
che tacque nella sua passione. Al- mologle da lui riportate, nel libro
trettanto si fa neir uffizio de' defon- intitolato: // clero secolare nel suot-
ti, perchè rappresenta la morte di splendore, Roma 1688, al capo XI,
Cristo. Quando il vescovo celebra dice che il collegio de' canonici, nel
pontificalmente il vespero o terza, luogo , ove si adunano a trattare
dovendo dire solennemente la mes- gli affari , suol chiamarsi capitolo
sa, il Capitolo si canta dal suddia- quia capitali decernimt de rebus suis.
cono , nel luogo ove si suol dire Così le leggi di Carlo Magno, co-
l'epistola; ma se solamente assiste me accennò all'articolo Capitola-
si

parato con piviale, e mitra, il Ca- ri, furono dette Capitolari, perchè
pitolo si dirà da un cantore. Nella dedotte dal peculiare parere di cia-
cappella Pontificia quando il Papa scuno de' consiglieri. Si denomina
assiste ai vesperi, finito l'ultimo sal- poi Capitolo il luogo, ove si con-
mo, e replicata l'antifona, si apre vocano i canonici , come Ecclesia
il finestrino del coro, o cantoria viena detta tanto la riunione de' fe-
verso l'aitare, e un cantore sopra- deli quanto il luogo sagro. Tale
,

no, fatta genuflessione all'altare, e denominazione non è molto antica,


al Pontefice,
che si alza in piedi non trovandosi ne' concili! di A-
sul trono, con mitra in testa can- , quisgrana e di Magonza del IX se-
ta il Capitolo. Quando poi il Papa colo, ne' quali tanto si trattò de' ca-
assiste al vespero pontificale, finito nonici. Introdotto poi il nome di
il canto de' salmi, 1' uditore di Ro- Capitolo, nacque la formula nelle
ta suddiacono apostolico, che ha bolle apostoliche : « stallo sibi in
intuonate le antifone, dice ilCapi- « choro, et loco in capitulo dictae
tolo, accompagnato da un maestro *> ecclesiae assignatis ". 11 luogo do-
di cei imonie , a pie del trono , e ve i canonici si radunavano a far
preintona l'inno, che poi s'intona capitolo ed a trattare le cose capi-
dal Papa. tolari, appellasi talvolta sala capi-
CAPITOLO m Chiese Cattedra- tolare, o sagrestia; e dal Ceremo-
li, Collegiate ec. Sì chiama Capi- niale de* vescovi, lib. II, cap. 8 ,

tolo il corpo de' canonici , o comu- si dice sacellum, et secretarium,


nità di ecclesiastici, che amministra- benché anticamente si dicesse ancora
no le basiliche, le chiese cattedrali, secretariuniy il santuario, come pro-
o collegiali, capitiilum, canonicorum va il Cabassuzio, Notit. hist. concil.
collegium. Finche i canonici con- dissert. X, num. 16.
dussero la vita comune, convivendo Il concilio di Trento, nella ses-

in un medesimo chiostro, osservan- sione XXIV


de reform., ordinò che
do una stessa regola sotto la , di- in tutte le chiese cattedrali , ed in
pendenza degli stessi superiori, i lo- ogni canonicato o porzione ab- ,

ro coUegii chiamaronsi moiiisteri ;


bia da essere annesso l' obbligo di
ma allorquando cessò la vita comu- un certo ordine o di preti, o di dia-
ne, sulla fine del quarto secolo, se- coni, o di suddiaconi ed il vescovo ,

condo alcuni come si può vedere


, col parere del Capitolo faccia il re-
all' articolo Canonico si chiamaro- , golamento, e prescriva a qual ordi-
no CapitoH. Il Sarnelli trattando, ne sagro ogni prebenda debba esse-
donde il collegio canonicale sia sta- re assegnata; in guisa però che la
to detto Capitolo, tra le molte eti- metà almeno de* luoghi sia occup-
,

04 ^VN CAN
/ta da' preti, gli altri dai diàconi e che i Capitoli delle chiese cattedra-
suddiaconi. La metà almeno de' ca- li non fossero incaricati del governo
^tionicati delle chiese ragguardevoli della diocesi durante la vacanza del-
non devono essere conferiti, che a la sede, sebbene le decretali la chia-
maestri, o dottori, ovvero a* licen- mino antica consuetudine. Ciò
per
ziati in teologia, o in jns canonico, altro non ebbe luogo , che quando
per quanto potrà farsi comodamen- i Capitoli, ad esclusione degh altri
te. V. Canonicato. membri del clero, si resero padroni
Il concilio di Montpellier , del delle elezioni de' vescovi. Il Van-
1 2 1 5 , col canone ottavo, proibì ai Espen Jus eccles. par. I
sostiene, ,

Capitoli di ricevere laici per cano- titul. i3, cap. 2, che per ovviare
nici o confratelli, e dar loro la pre- alle tumultuose fazioni de' laici, che
benda, o distribuzione canonica del nascevano quando le elezioni de' ve-
pane e del vino. Ed il concilio ge- scovi erano fatte dal clero col suf-
nerale lateranense terzo, celebrato nel fragio del popolo e consenso dei ,

I lyg, anteriormente prescrisse col ca- vescovi provinciali, l'elezione de' ve-
none decimosesto, che nella disposi- scovi passò in diritto a' Capitoli delle
zione degli affari comuni si segua la , cattedrali, eGiovanni XXII, creato
conclusione, e risoluzione della mag- nel i3i6, fu il primo Pontefice, il
giore, e della più sana parte del Ca- quale riserbò a se le elezioni di pa-
pitolo; ad onta di qualunque giu- recchie sedi episcopali d'Italia. Og-
ramento, o consuetudine in contra- gidì pochi Capitoli godono il dirit-
rio. I canonici però , che non sono to di eleggere il vescovo, presen-
negli ordini sagri, non hanno diritto tandolo alla santa Sede per la con-
di suffragio nel Capitolo. ferma.
Riguardo ai diritti dei Capitoli Nella sede vacante delle chiese,
delle cattedraU, possono conside-
si tutto il clero della diocesi, e prin-
rare o per rispetto al vescovo, col cipalmente quello della città vesco-
quale compongono il senato della vile, invigilava all' integrità della di-
chiesa, o per rispetto ai canonici sciplina ; ma nella Francia , le me-
che ne sono i membri, sia nella se- tropolitane assumevano la cura del-
de episcopale coperta, che vacante. la chiesa vacante, ovvero vi depu-
Anticamente i Capitoli dividevano tavano il vescovo viciniore, ciocche
col vescovo il governamento della ordinarono più conciUi. La Glosa
diocesi, però subordinati ai coman- chiama i Capitoli delle cattedrali
di di esso. Ma oggidì l'Ordinario ordinariij durante la vacanza della
non è obbligato a chiedere il con- sede, per morte o dimissione del ve-
senso de' Capitoli, eccettuato in quel- scovo. Non
possono tutta volta gover-
le materie riguardanti gì' interessi nare in corpo, ma sono obbligati
CDmuni, o particolari de' Capitoli ad eleggere un vicario generale, o
stessi; ed in caso d'imbecillità del capitolare , a meno che non vi sia
vescovo i vicarii generali, che ha
, alcun legittimo stabilimento in con-
stabiliti, continuano a governare per trario , o che la santa Sede non
lui. V. la Combe alla parola Ca- nomini un vicario apostolico, ed
pitolo sez. 3, art. I, num. 5 e 6. un ofhziale , che abbiano le qua-
Prima del secolo XII , secondo lità richieste da' canoni, e dalle or-
la più abbracciata opinione, si tiene. dinanze, per esercitare la giurisdizione
,

GAP
volontaria e contenziosa: elezione, giurisdizione col titolo e funzioni di
che deve eseguire nello spazio di ot-
si Anwiinistratoì'i capitolari, non solo
to giorni, dopo la morte o dimissione Pio VII si ricusò di spedire le bollo,
del vescovo. Può il capitolo confer- ma condanno tali amministrazioni
mare il vicario generale del vesco- come pure aveano riprovate Gre-
le
vo defonto. Però il vicario capito- gorio X nel concilio Lionese, e Bo-
lare dee essere almeno dottore o , nifacio Vili, Alessandro V, Innocen-
licenziato in jns canonico, ed essere zo Vili, Giulio II, Clemente VII,
ca[nìc(°i di questo ufli/io per quanto Giulio III, e Clemente XI. Su que-

è possibile. ì^. Antonii Fiaminii Mar- sto grave argomento sono a vedersi.
chetti de Angelinis, Praxis vicarii Pistoiesi Vita di Pio VII, t. Ili,
capilularìs, 1671. I det-
INIaceratae da pag. 34 a pag. 5i, e da pag.
ti uffiziali del capitolo possono as- 54 a pag. 64- E le DicJu'arazioni
solvere dalle censure, accordar di- e Ritrattazioni degV indirizzi degli
spense necessarie, ordinare digiuni arcivescovi, vescovi, e capitoli d' I^
e pubbliche preci, punire i chierici, talia, a Pio VII, stampate in Mi-
scomunicare gl'incorreggibili, rivoca- lano nel 18 IO, e in Roma nel
re le pagelle ai confessori, conceder- i8i6.
ne altre nuove, approvare i predi- A tenore del diritto comune pos-
catori, permettere questue, dar per- sono i Capitoli conferire, duranti; la
missione alle religiose, ove non sia- vacanza, i benefizii, la cui coUazio*
vi stretta clausura, di uscire dai mo- ne appartenga congiuntamente al
nisteri , esaminare i novizii, aduna- vescovo, ed al capitolo; ma in Fran-
re i sinodi, formarvi statuti, visita- cia i soli benefizii con cura di ani-
re parrocchie , e la clausura delle me , eh' erano di collazione del ve-
monache, e confermare le elezioni. scovo, erano pure a disposizione del
Non possono però far innovazioni Capitolo. Finalmente i Capitoli han-
nella disciplina della diocesi, ne ap- no diritto di correggere i loro mem-
propriarsi i diritti, e privilegii per- bri, ma non di scomunicarli , im-
sonali de' vescovi, ne esercitar la lo- prigionarli, o privarli de' benefizii, a
ro giurisdizione se non come l' a- meno che avessero la giurisdizione
vrebbe potuto esercitare egli stesso, contenziosa.
uè accordare dimissioni pegli ordi- I privilegii, l'esenzioni, e preroga-
ni, che dopo spirato l'anno della se- tive de' Capitoli sono diminuiti in
de vacante, o quando un beneficio confronto diche godevano
quelli,
obbligasse a riceverli molto meno : anticamente. Siccome i Capitoli del-
amministrare la cresima, ed accor- le cattedrali rappresentano tutto il

dare indulgenze. I vicarii capitolari clero della diocesi, non formando che
eletti che sieno non sono soggetti al un corpo o un senato col vescovo,
Capitolo, ma al solo futuro vescovo negli atti pubblici godono la pre-
dovranno rendere conto della loro cedenza SI sugli altri corpi ecclesia-
amministrazione. che sui magistrati secolari. Quei
stici,

Riguardo poi ai vescovi nominati Capitoli, che visitano alcune chiese


da Napoleone nel 18 io, che volle- loro soggette, possono farlo pei loro
ro riempire le sede vacanti amtni- deputati ,
previa l'approvazione del-
nistrate dai vicarii capitolari cano- l'Ordinario, senza pregiudizio della
nicamente eletti , ed esercitarne la sua visita, e coli' obbligo di russe-
,

56 GAP CAP
gnarglf. entro un mese gli atti del- eccles. discìplin. tom. I, lib. I, cap.

la visita stessa. 1 Capitoli in prima IO, ordinò, che i Capitoli mandas-


istanz? possono correggere le digni- sero alle pubbliche università alcu-
tà, canonici, ed ufficiali della pro- ni giovani canonici, acciocché in es-
pria chiesa, eccettuato il richiamo se si venissero formando agli studii

al vescovo, che gode il diritto di loro proprii , ed acciocché avessero


prevenzione ,
quando V ufficiale ca- più agio ad istruirsi. E tanto ai chie-

pitolare non informi entro il termi- rici che studiavano, quanto a' pro-
ne di tre giorni. Il concilio gene- fessori di teologia , accordò l' esen-
rale duodecimo, nel canone 7, dispo- zione dalla residenza ne' rispettivi
se poter Capitoli, che per consue-
i Capitoli, intorno a che abbiamo una
tudine ne sono in possesso, correggere bolla dello stesso Onorio III pub- ,

i falli de' canonici, nel termine pre- blicata dai pp. Martene e Durando,
scritto dal vescovo , altrimenti do- Collect. Veter. Scriptor. voi. I, pag.
verlo correggere egli stesso. In Fran- II 46.
cia i Capitoli potevano amministra- Diversi romani Pontefici fregia-

re i sagramenti, e seppellire i cada- rono i Capitoli delle cattedrali e col-


veri degh individui del capitolo, in legiate con privilegii, prerogative ed
qualunque luogo essi fossero. I Ca- insegne, e persino di quelle vesco-
pitoli, sebbene esenti, devono rispet- vili, ed abbaziali, non meno che del-
tare, ed onorare il vescovo, come il l'uso de' Pontificali, e talvolta delle
capo ,
primo pastore e padre del , vesti Cardinalizie e prelatizie. Giu-
clero; lasciargli il primo posto in seppe Garampi, nelle sue Memorie
coro, nel capitolo, nelle pubbliche ecclesiastiche, ec, Roma lySS, ha
assemblee ec. , inchinarglisi dinanzi raccolto importanti notizie su pa-
quando solennemente comparte l'e- recchi capitoli , e sulle loro costi-
piscopale benedizione, ed altro, che tuzioni. Celebri sono quelli delle ba-
si descrive all'articolo Canonico. ( P^. siliche patriarcali di Roma, e lungo
Vescovo). Ancora i Capitoli devono sarebbe enumerare i più illustri del-

adunarsi, quando 1' Ordinario lo de- le chiese cattedrali. Però se ne dà


sidera pegli affari sì della Chiesa qualche cenno a' loro rispettivi ar-
che dello stato ed eziandio devono
; ticoli , meritando special menzione
sottomettersi alla sua visita, ed alla il gran capitolo di Strasburgo, uno
sua correzione. I Capitoli anticamen- de' più rispettabih della cristianità,
te si tenevano in tutti i giorni , e per r alta nobiltà di cui è com-
vi si trattava tutto ciò che poteva posto.
riguardare il divino servigio , i co- CAPITOLO de' RELIGIOSI. Dagli
stumi e la disciplina. Durante però ecclesiastici così chiamasi d' ordina-
r uffizio divino , meno un' urgente rio l'adunanza, O'assemblea, che ten-
necessità, non si possono convocare. gono i religiosi, le monache , e gli
11 Pontefice Onorio III, affinchè Ordini militari, per deliberare dei
gli ecclesiastici più facilmente po- loro affari, e regolare la loro disci-
tessero eseguire le leggi emanate plina. Fra i Capitoli generali, assai
nel concilio lateranense IV dal suo celebre è quello tenuto nel 1219
predecessore Innocenzo III ,
per ri- in Assisi da s. Francesco co' religio-
guardo agli studii del clero , e che si minori, che avea istituiti nel 1208.
si leggono nel p. Tommasini, De Fu chiamato delle Stuore ,
perchè
,

GAP CAP
essendovi concorsi cinque mila reli- monistero di Cistello, come se fos-

giosi, d'uopo fare delle celle col-


fu se stato uno di loro. Bonifacio V IH,
le stuore, per alloggiare si gran nu- nel 1296, presiedette al Capitolo
mero di capitolari. 11 concilio na- generale che minori convo-
i frati
zionale di Francia, dell'anno i4o8, carono in Anagni, ove eletto gene-
colla Regol. 6 prescrisse, che i mo- rale di tutto r Ordine francescano
naci dell'Ordine di s. Benedetto , e Fr. Giovanni Minio , il Papa nel
i canonici regolari tenessero Capi- i3o2, r esaltò al Cardinalato, rila-
toli provinciali ogni anno siccome , sciandogli però il governo dell' Or-
praticano molti Ordini religiosi. Il dine, sino al Capitolo generale se-
JMacri chiama CapitoUmn , e Capi- guente. E Nicolò V onorò di sua
tolum, quel luogo, o parte del mo- presenza, nell'anno i45>o, nella fe-
nistero, o convento, nel quale i mo- sta di Pentecoste, il Capitolo gene-
naci, e fanno le sagre adu-
i frati rale de' minori conventuali, e quel-
nanze. Sogliono anche i religiosi in lo de'minori osservanti di s. Fran-
questo luogo manifestare le loro col- cesco, cui intervennero tre mila ot-
pe, e chiedere umilmente la peni- tocento frati, fra' quali Gio. da Ca-
tenza. In mezzo al Capitolo eravi la pistrano, Iacopo della Marca, e Die-
sepoltura della comunità religiosa. go, tutti poi canonizzati.
Infatti abbiamo , che il Pontefice Nel secolo passato, varie volte i
Vittore III, il quale nel Pontificato Papi si recarono in persona a pre-
avea ritenuto la carica di abbate siedere ai Capitoli generali , come
di Montecassino , fu sepolto, come rilevasi dai seguenti esempii. Intex'-

egli avea ordinato, tre giorni prima rotto da venticinque anni il Capi-
di morire, nel Capitolo di quel mo- tolo generale de' minori osservanti
nistero. V. il Papebrochio, in Pro- Innocenzo XllI per dimostrare l'a-
pyleo pag. 199, che ne riporta l'e- more, che portava a quest'Ordine,
legante epitaffio ivi statogli posto comandò, che si celebrasse nella so-
da que' monaci. Che si suonasse la hta forma, ed egli medesimo l'ono-

campana per riunire i monaci, e i rò della sua presenza, volendo pre-


frati al Capitolo, lo abbiamo da siedervi nel convento di Araceli,
molte memorie, e questo costume ove ebbe fine ai i5 maggio 17^3,
tuttora si osserva , suonandosi nei col restare eletto in ministro gene-
Capitoli de' canonici il campanello. ralecon cent'ottantatre voti, il p.
I Capitoli generali, celebrati da- Cozza poi Cardinale. Tanta fu la
gli Ordini religiosi, per solito pre- riconoscenza dei religiosi, clic deter-

sieduti , se adunati in Roma , dai minarono con legge perpetua , do-


rispettivi Cardinali protettori degli ver per l'avvenire essere solenne
Ordini medesimi, furono talora de- quel giorno in tutto l'Ordine, e dopo
corati , presieduti ed assistiti dai , la morte di lui vollero, che avesse luo-
Sommi Pontefici. E per dire di al- go un'anniversaria messa di requiem,
cuni esempii, abbiamo , che Euge- oltre a tre messe, che ciascun reli-
nio III, mentre nel 11 48 trovavasi gioso osservante, e riformato avreb-
in Francia, amorevole verso il suo be dovuto celebrare appena detòn-
Ordine cistcrciense, a cui aveva ap- to. Affinchè non perisse la memo-
partenuto, intervenne al Capitolo ria di questa disposizione, pregarono
generale di que' monaci nel celebre il Papa ad autorizzarla con una
,

CAP
bolla, ch'egli giugno
ematìS^ a' ó Marzoni, che poi ammise, dopo il
Ex injunctiy Bull. Rom. tomo XI, vespero di Pentecoste al trono del-
par. II, p. 264; aggiungendovi gli la cappella Paolina, al bacio del
stessi religiosi una lapide nella loro piede in uno ai padri vocali, o ca-
chiesa di Araceli , che tutto ciò Ed il Pontefice Pio VI, ai
pitolari.
esprime con elegante iscrizione. 3 giugno 1775, intervenne nel con-
Benedetto XIV , a' i o maggio vento di s. Maria in Traspontina
1741? si recò con molta solennità al Capitolo generale de' carmelitani,
al convento de' ss. XII Apostoli per per l'elezione del priore generale,
presiedere al Capitolo generale dei ove restò confermato il p. Giuseppe
minori conventuali, in cui fu eletto Ximenes; indi nel 1777 presiedette
ministro generale il p. Carlo Anto- al Capitolo generale de' domenicani
nio Calvi, bolognese. Quindi , nel- nel convento della Minerva, nel qua-
r anno 1750 ai 16 maggio, vol- le fu prescelto in generale dell'Or-
le intervenire al Capitolo genera- dine il p. Baldassare de Quinones.
le de' minori osservanti nel sud- CAPIZUCCHI GiANNANTON.o, Car-
detto convento di Araceli. Dopo dinaie. Giannantonio Capizucchi, di
un'eloquente orazione, ch'egli seden- antica e nobile famiglia romana,
te in trono fece in lode dell'Ordine nacque nel 1 5 1 5. Era nipote del
serafìiio, con pluralità di voti, rive- celebre Paolo Capizucchi, vescovo
duti dai Cardinali Valenti, Guada- di Nicastro, decano della Piuota ro-
gni, e Colonna protettore dell'Or- mana, e vicario dei Pontefici Cle-
dine, e di Yorck dal Pontefice a
,
mente VII, e Paolo 111. Tanta esti-
ciò destinati, restò eletto in genera- mazione faceva di lui Clemente
le il p. Molina, già procuratore ge- VII, che tolta ai Cardinali legati
nerale in curia , trovandosi allora la causa della dibattuta nullità del
in Roma mille e trecento minori matrimonio tra Caterina di Aragona
osservanti. Lo stesso Pontefice, vo- ed Enrico VIII, re d'Inghilterra,
lendo presiedere al Capitolo gene- ne commise la revisione al Capi-
rale, che, a' 5 giugno i ^56, voleva- zucchi, riservando a se la senten-
no celebrare i religiosi dell'Ordine za, come scrive il Pallavicini nella
de' predicatori, prorogò a' 3 di
lo Storia del Concìlio di Trento. Emu-
luglio, e quindi con gran pompa si latore della virtù dello zio , si fece
recò al loro convento di s. Maria strada a conseguire da Paolo III
sopra Minerva, ove dopo aver pro- un canonicato nella basilica vatica-
nunziato una dotta allocuzione, con na, dopo il quale -fu fatto uditore
novantaquattro voti sortì eletto in di Ruota. In appresso Paolo IV lo

generale de'domenicani, il p. Tom- creò Cardinal prete di s. Pancra-


maso Boxadors, poi Cardinale, nel zio,ai 20 dicembre del i555, e

1775, ritenendo il generalato sino dopo due anni vescovo di Lodi, ove
al seguente Capitolo. tenne il sinodo, e ne pubblicò con
Finalmente, Clemente XIV già gran vantaggio le costituzioni. Po-
de' minori conventuali, presiedette al scia s. Pio V lo volle prefetto del-
Capitolo generale, che questi con- la segnatura di grazia, lasciata dal
vocarono nel convento de' ss. XII Cardinal Vitellozzi : indi deputollo
Apostoli ,
prescegliendosi in mini- alla congregazione del santo offi-

stro generale il p. Luigi Maria zio, col governo di Gualdo, come


,

^
CAP CAP ,^ 59
lognto apostolico. Il Capizucchi era divenuto arcivescovo di Avignone.
tanto di voto alla Vergine santis- Da Innocenzo XI fu creato Car*
sima , che volle visitarla a piedi dinaie, conferitogli poscia il tito-

allorquando si portò al santuario lo presbiterale di An- s. Maria degli


di Loreto. Da ultimo, dopo essere geli, primo settembre del 1681.
nel
intervenuto ai conclavi dei due Pii Poi venne ascritto alle congregazio-
IV e V, mori a Roma nel bacio ni del s. Oflizio, del concilio, dei ve-
del Signore, di cinquantaquattro an- scovi e regolari, e dopo essere inter-
ni, e cinque di Cardinalato, nel iSGg, venuto ai conclavi di Alessandro Vili,
ed ebbe tomba nella chiesa di san e d'Innocenzo XII, morì a Roma
Clemente, suo titolo, a cui era stato di settantasei anni, e dieci di Car-
trasferito. dinalato, nel 1692. Fu sepolto nella
CAPIZUCCHI Raimondo, Cardi- chiesa di s. Maria in Portico, nella
naie. Raimondo Capizucchi nacque tomba de' suoi maggiori nella cap-
a Roma 1616, da illustre fa-
nel pella gentilizia di s. Paolo. Era il

miglia. Giunto all'età di quattordici nostro Cardinale di mente quadra,


anni professò nell'Ordine dei predi- religioso, integerrimo, modesto, com-
catori, e fece tali progressi da ve- passionevole ,
generoso e benigno.
nire nei casi più dijHcili consultato Pubblicò alcune opere, cui riporta
quale oracolo. Innocenzo X, quando il p. Touron, nelle Vite degli uo-
seppe del merito di lui, lo fece se- mini illustri dell' Ordine dei predi-
gretario dell' Indice nel 1 65o ,
poi catari tomo V, pag. 655 e seg.
nel i653, esaminatore dei vescovi, CAPIZUCCHI Cardi- Roberto,
quindi, nel i654, maestro del sa- nale. Roberto Capizucchi o Gian- ,

cro palazzo. Senonchè accusato pres- roberto, patrizio romano, venne sol-
so Alessandro VII di avere troppo levato air Gnor della porpora col
incautamente approvato un libio, titolo di s. Clemente nel 1097, e
che, per la sua mordacità, non me- si annovera tra i porporati di Ur-
nta va vedere la luce, senza lasciarlo bano li. V
è chi vuole, che questo
rivedere al vicegerente di Roma, di- Cardinale sia il medesimo dell'altro
mise la sua carica, ed ebbe a suc- Gianroberto Capizucchi, decorato del-
cessore il p. Libelli, segretario dell'In- leinsegne Cardinalizie da Onorio li.

dice, ed intrinseco amico del Ponte- Se non che, non valendo molto le
fice. Il Capizucchi, sicuro e tranquil- ragioni addotte, la cosa resta in-
lo in coscienza, ritornò con eroica decisa.
fermezza , e cristiana rassegnazione CAPOCCI Nicolò , Cardinale.
al suo convento, per cui ammirando Nicolò Capocci, nobile romano, pro-
il Pontefice così saggia condotta, gli nipote di Onorio IV, per via di
diede la preferenza sopra tutti i madre, si applicò con impegno alle
padri dell'Ordine, tranne il gene- leggi nella università di Perugia, e
rale, e gli ollèrì la mitra di parec- non ancora quadrilustre, laureossi
chie chiese. Lo
Clemente stesso fece nel diritto canonico e civile. Solle-
IX; ma egU sempre modestamente vato da Giovanni re di Francia a
ricusava una tal dignità. Da ultimo cancelliere supremo del regno, sos-
Clemente X, ammiratore di tanta tenne grandissime làtiche per la

virtù, lo ristabilì maestro del sa- Chiesa , specialmente contro Lodo-


cro palazzo, perche il p. Libelli era vico il Da^'aro, ed altri nemici della
,

6o . GAP GAP
religione. A premio di tanto zelo, più comunemente Sapienza Veccìùa,
ebbe pingui abbazie e beneficii, co- nel quale per sette anni si doves-
me la prepositura di s, Audemaro sero alimentare quaranta giovani
a Puy, ove fondò tre cappellanie, che in quella università si applicas-
il priorato di s. Quintino, e l' arci- sero agli studii. Un altro ne fondò
diaconato della chiesa di Erbipoli a Parigi, detto Aó. poveri secolari,
riell'Alemagna , di Autun, e di Mans o di s. Sofonia , benché non ne
nelle Gallie. Nel i34o fu fatto ve- parli nel suo testamento; a Perugia
scovo di Utrecht, e, nel i348, di egualmente, nel 1367, stabili un no-
Urgelle nella Spagna; poi Clemen- bile monistero con chiesa, cui donò
te VI ai 17, ovvero
18 dicembre ai monaci Olivetani , detto di Mon-
del 1 35o, l'onorò della sacra porpora temorcino. Generosissimo coi poveri,
col titolo di s. Vitale, e nel i36i ogni giorno mandava agU spedali
divenne vescovo tusculano, ed arci- pane, vino ed abbondevoli vivande
s. Maria Mag-
prete della basilica di preparate in sua casa a loro favore;
giore. Quindi, nel i356, era sta- eccellente poi nelle leggi, difendeva
to inviato legato a latere con Ta- le cause delle vedove , e dei pupil-
lairando, vescovo Cardinal di Al- li, e pagava del proprio la neces-
bano , a riconciliare la corte di saria spedizion delle liti, ^perlochè
Parigi con quella di Londra, al si guadagnò il glorioso titolo di
qual fine volle il Papa, che i legati avvocato dei poveri. Tale infatti lo
si abboccassero prima coli' impera- chiama Baluzio, aggiugnendo, che
tore Carlo IV, per implorarne la zelava valorosamente la giustizia
mediazione. Ma ogni cosa fu vana, sosteneva costantemente i poveri , e
benché legati fossero accolti molto
i veniva altamente commendato per
onorevolmente, ed impiegati due la libertà , con cui esponeva nei
anni in tale legazione, stabilissero concistori proprio parere. Era con
il

una lega, che fu brevissima. Il re tutti piacevole, benigno, fuori che


di Francia ruppe in aperta battaglia con sé stesso, poiché macera vasi con
con (juello d'Inghilterra nella famosa aspri digiuni e cilicii. Dopoché in-
giornata di Poitiers, in cui vinsero tervenne ai conclavi per le elezioni
gì' inglesi , ed il re di Francia fu d'Innocenzo VI, e di Urbano V,
fatto prigioniero e perdette sul cam- morì santamente a Montefìascone
po il fiore della nobiltà francese. dopo dieciotto anni di Cardinalato,
Però non avvenne così di Carlo re nel I 368, ove allora trova vasi il Pa-
di Navarra, e Carlo duca di Nor- pa per respirare un* aria più pura.
mandia, coi sovrani d'Inghilterra e Fu poscia il suo corpo trasferito
Scozia, tra' quali si stabili sincera a Roma, e sepolto nella basilica
amicizia. Ritornato dalla legazione ,
liberiana , nella cappella di s. Lo-
mentre dimorava con Urbano V, renzo, da lui abbellita e dotata,
mostrandosi al popolo nel giorno ed ove si rese chiaro per miracoli,
3 marzo dell'anno i368, le te- come abbiamo presso Bosqueto. Vol-
ste dei ss. Apostoh Pietro e Paolo, le il Capocci, che, morto lui, si

il Pontefice portò quella di s. Pie- stabilisse in quella basilica un col-


tro, ed il Capocci quella di s. Paolo. legio di dodici sacerdoti, perchè col
A Perugia eresse un collegio, che chia- capitolo convenissero in coro alla re-
mò di s. Sofia, detto Gregoriano, e citazione dei divini officii, ai quali
GAP GAP 6r
assegnò rendite per vivere ed abita- cesaree, che rimasero disfatte, e
zione, sulla piazza della stessa basilica. conquise. Quindi dal 1249 ^^ , ,

La sua vita Fu pubblicata dal Mura- i25i, d'ordine d' Innocenzo IV, co-
tori, nel t. YIII degli scrittori delle me legato apostolico, resse le pro-
cose d' Italia pag. 22. vincie dell' Etruria ecclesiastica, del-
CAPOCCI Pietro , Cardinale. l'Umbria, e della Marca; in ap-
Pietro Capocci, di nobile famiglia presso dovette di nuovo, nel i2 54,
romana, del rione dei Monti, chia- recarsi in Alemagna, sconvolta da
ro per la illibatezza dei costumi, e intestine discordie per la elezione
per la profondità della scienza, da del nuovo Cesare, poiché altri segui-
giovane si diede al mestiere delle vano Guglielmo, altri Corrado. Il
armi, e potè valorosamente difen- Papa dichiarossi contro quest'ultimo,
dere Gregorio IX dagl' insulti dei ed ordinò al Cardinal legato di re-
romani messi a rivolta contro di stituire alla comunione della Chiesa

lui, e ricuperare la Sabina, e le quei tutti, che gli fossero contrarii,


città e terre del patrimonio di san perdonando loro qualunque ingiuria
Pietro. Poi passato a Lione, ov'era praticata alla Chiesa, e che contro
il Pontefice Innocenzo IV, da lui ai ribelli fosse ari-olato esercito po-
venne eletto arciprete della basili- deroso. Alle generose cure del Ca-
ca liberiana, e nel concilio generale, pocci , ed a favore de' canonici re-
che vi si tenne dal medesimo In- golari francescani di s. Antonio ab-
nocenzo IV, nel dicembre del 1 244> bate, devonsi il tempio, il monistero,
fu creato Cardinal diacono di san e lo spedale di s. Antonio presso
Giorgio in Velabro, ove stabili in- s.Maria Maggiore, cui soppresse Pio
signi benefizii, durarono sino
che VI; l'ospedale, il resto fu dato al-
agli ultimi tempi. Nell'anno 1247, le monache camaldolesi, le quali tut-
ebbe la legazione di Danimarca, tora vi dimorano. Nutriva tenera
Pomerania, Polonia, ed Alemagna, devozione alla ss. Vergine, e pas-
per muovere i principi alla elezione sando per Firenze nel ritorno in
del nuovo imperatore; e ricevette Francia, gettò la prima pietra alle
l'ordine di allontanare dalla Chiesa fondamenta del magnifico tempio
il partito di Fe-
coloro, che, lasciato dellass. Annunziata. A Roma edificò

derico Corrado, nuovamente li


e ancora la chiesa di s. Maria in Via,
seguissero. Intimò un' assemblea ge- per un sorprendente prodigio, poi-
nerale a Nuitz presso Colonia, ove, ché si vide un' immagine della Ma-
nel 1247, Guglielmo conte di Olan- donna, scolpita in pietra, galcggiare
da, fu eletto re di Germania, poi- d' improvviso al margine di un poz-
ché quantunque fosse appena qua- zo, le acque del quale uscendo inon-
drilustre, era fornito di doti supe- davano quasi il luogo vicino. Ciò
riori all'età. Della quale elezione veduto il Cardinale, prese con vera
contento il Pontefice, impose al Car- fiducia in Dio la sacra immagine,
dinal legato di fulminar l' anatema la portò in processione, alla quale
a tutti quei laici, che vi si oppones- volle intervenire anche il Pontefice,
sero. Dipoi passò in Sicilia, ove e la collocò ove ancora sta, vene-
vestito pontificalmente, cinto di spa- rata dalla devozione dei romani.
da e di coiazza , inspirò supcriore Poi Vincenzo Capocci pose in quel
coraggio alle sue truppe contro le tempio una iscrizione, che ri[>orta
, ,,

63 ^ CAP CAP
tutto l'avvenuto. Finalmente il no- to, ma sibbene ristaurato in modo,
stro porporato, dopo aver favorita elle può dirsi come secondo fonda-
la elezione di Alessandro IV, mori tore. Fu presente ai comizi di Ono-
gloriosamente a Roma nel i25g, con- rio III, Gregorio IX, Celestino, ed

tando tre lustri di Cardinalato, e fu Innocenzo IV, al quale ultimo, nel


seppellito nella cappella di s. Barbara, giorno solenne della sua coronazio-
cui egli avea fondato nella basilica ne, impose la tiara Pontificia come
liberiana. primo tra i Cardinali diaconi. Po-
CAPOCCI Raniero , Cardinale. scia fu fatto rettore del patrimonio
Raniero Capocci, nobile di Vitej-bo, di s. Pietro, quando, nel i252, do-
monaco cistcrciense, ed abbate nel po quaranta anni di Cardinalato
monistero delle tre Fontane fuori mori a Viterbo, di cui per un anno
di Roma, pei suoi costumi illibati era stato anche vescovo e fu se- ,

e per la sua insigne erudizione, da polto innanzi l'aitar maggiore nella


Innocenzo III fu creato Cardinal chiesa dei Gradi, cui, prevenuto dalla
diacono di S. M. in Cosmedin nel- morte, non potè ultimare. .

l'anno 12 12, ovvero nel 12 13, CAPODIFERRO Girolamo, Car-


colla diaconia di s. Maria in Cos- dinale. Girolamo Capodiferro, patri-
medin ; e poscia da Onorio III fu zio romano, nacque nel i5o2. Era
fatto Pontifìcio legato nella Toscana. creduto di Napoli, perchè il padre di
11 Capocci ritornò alla ubbidienza lui era cittadino napolitano della fa-
della Sede Apostolica Viterbo clie , il quale menò a
miglia dei Recanati,
l'imperatore Federigo 11 si era usur- moglie Bernardina Capodiferro da-
pato, e, compito sotto Imiocenzo IV ma romana, il cui cognome assunse
il concilio di Lione, con Stefano, Car- il nostro Girolamo. Ancor giovanetto
dinal di s. Calisto, promulgò contro fu messo alla corte del Cardinal Ales-
di lui la sentenza di privazione dello sandro Farnese, che poi divenne Pa-
imperio. Mentre era Pontefice Gre- pa col nome di Paolo III. Scorgen-
gorio IX, ridusse al dovere Monte- do il Cardinale in Girolamo gran
fiascone, la Toscana ecclesiastica , e destrezza nel maneggio degli affari
la Sabina ribellate al Papa. Quan- impiegoUo molto utilmente, e lo
do poi, come governava la
legato, diede a conoscere a Clemente VII,
provincia del patrimonio , la Marca che occupollo nella curia romana,
di Ancona, e il ducato di Spoleto, ed in alcune nunziature di altissi-
difese da valoroso quest' ultimo dalla mo affare ove potè far conoscere
,

violenza dei nemici, e dovette per- la vivacità, e la profondità del suo


ciò sofìerire grandi insulti da Bei tol- sapere. Nel i54^ Paolo III ordi-
do figlio di Corrado, cui il Papa nò a lui, che intimasse alla Fran-
scomunicò. Edificò la chiesa di s. cia ed al Portogallo il concilio ge-
Maria de' Gradi in Viterbo, e la do- nerale, nel qual incarico riuscito a
nò ai domenicani: inoltre altri tem- maraviglia, divenne tesoriere della
pli ancora egli edificò, come quello Camera Apostolica, e fu deputato
di Maria del Paradiso, di s. Pietro
s. col Cardinale Ascanio Sforza di e-
detto del Castagno , di s. Martino ai stinguere i canoni, e i censi devo-
monti, dei quali due ultimi fece dono luti alla Chiesa Romana ed altre ,

ai monaci cistcrciensi. Quest'ultimo chiese e luoghi pii del dominio ec-


però non fu veramente da lui fonda- clesiastico, e d' infeudare nuovamen-
,

GAP CAP 63
te, ed alTittare i beni ecclesiastici re di Venezia co patriarchi aqui-
per ninnare denaro nella giiena con- leiesi , r Istria si a poco a
diede
tro il turco, che occupala 1' Unghe- poco a' veneti, anno 1797,
indi, nell'
ria e i conilnl della AUemagna, mi- ai tedeschi . Capo d' Istria ( Ca-
nacciava discendere in Italia. Poi, put Istriae) è costruita sopra una
nel 1542, fu fatto vescovo di Nizza, isoletla, la quale è unita colla ter-
datario, e a mezzo del Cardinal So- raferma mediante un lungo argi-
doleto, che scrisse assai onorevol- ne. E cinta di buone muraglie , e
mente di lui al Pontefice, fu da que- difesa da un forte, avendo il van-
sti creato Cardinal diacono in s. Gior- taggio di un comodo porto nell' A-

gio in Yelahro ai 19 dicembre del driatico. Quest' isoletta si chiamava


i544- Quindi divenne vescovo di anticamente A egida ^ perchè il suo
Terovaime secondo , Ciacconio , e terreno era atto a nutrire capre
come legato della Romagna gover- ciò che le fece dare dai latini il
nò parecchi anni nei Pontificati nome di Capraria. Fu detta pure
di Paolo III, Giulio III, e Mar- Giustinopoli dal nome dell'impera-
cello il,con grande integrità e pru- tore Giustino, nipote di Giustinia-
denza. Sono ancora in vigore alcune no, il quale permise agli abitanti
sagge costituzioni di lui pel buon go- deir Istria di fondarvi una città. I

verno di quella provincia. Due vol- veneziani se ne impadronirono per


te fu spedito alla corte di Parigi assalto nell'anno 980 ; i genovesi
da Paolo III a Francesco I, perchè ne divennero padroni, nel i38o,
mandasse i suoi vescovi al concilio ma, nel 1478, i veneti la ricupera-
generale; poi da Giulio III, fu man- rono, e la conservarono sino al ter-
dato ad Enrico II, per trattare l'alFare mine della loro repubblica.
dei sancsi. A Roma fabbricò un pa- Verso l'anno 756, vi fu eretta la
lazzo magnifico, che, nel i63o, passò sede vescovile, suffraganea della me-
al Cardinal Bernardino Spada. Que- tropoli di Aquileia, e quando Bene-
st'ultimo lo accrebbe ed abbellì, ed detto XIV estinse, nel i75i, questo
ora è proprietà del principe Spada. patriarcato, nell'erigere, nel 17^3, la
Finalmente dopo essersi recato ai metropoli d' Udine, vi sottopose Ca-
conclavi di Giulio III, Marcello II, po d' Istria, il cui ultimo vescovo
e Paolo IV, il nostro Porporato fu Bonifacio da Ponte, camaldolese
mori nel iSSg, di cinquantaselte di s. Michele di Murano, giacché
anni, e quindici di Cardinalato, ed il Pontefice Leone XII uni la dio-
ebbe tomba nella chiesa di s. Ma- cesi in perpetuo a quella di Trie-
ria della Pace. ste, dichiarandole ambedue sutfra-
CAPO D'ISTRIA (Justmopoli- ganee dell'arcivescovo di Gorizia. Ad
tan.). Città vescovile unita a Trieste esse regnante Pontefice, nel con-
il

(Pedi), nel regno illirico, e che cistoro de' 3 o settembre i83i, diede
un di era capitale dell'Istria. Con- per primo vescovo l' attuale monsi-
quistata da' romani, indi dagli un- gnor Matteo Raunicher.
ni , dai goti , e dagli imperatori La magnifica cattedrale di Capo
greci , fece parte dell' esarcalo. ]\el d' Istria è dedicata alla beata Ver-
sistema feudale ebbe un marche- gine Assunta in cielo, ed il capitolo,
se , ora dipendente , ora annesso al che prima era numeroso, ed avea
patriarcato d'Acpiilcia, e nelle guer- quattro dignità, ora non hu che
,

H eA P CAP
quattro canonici, tre colla preben- ossia conestabile, o contestabile, e di
da, e imo soprannumerario. Inoltre due deputati con la loro milizia, salvo
per r ufficiatura vi sono tre preti, che il rione de' Monti, eh' era devo-
e quattro chierici mansionarii. Nella luto alla giurisdizione del priore dei
città vi sono parecchie chiese, due Capo-rioni , come rileva Bernardino
conventi di religiosi, cioè di cappuc- Bernardini, priore de' Capo-rioni nel
cini, e minori osservanti, due con- Pontificato di Benedetto XIV, nella
fraternite, ospedale, monte di pietà, Descrizione del nuovo riparlìniento
un liceo, ed un ginnasio. La tassa de' quattordici rioni di Roma fat-
camerale è di quattrocento fiorini. taper ordine di detto Papa, Ro-
CAPO-RIONI DI Roma. Secondo ma 1744- Di questo magistrato si
il dizionario della lingua italiana, fa memoria in un codice della bi-
Caporione significa Caporale^ De- blioteca vaticana, fino dall'anno g48,
curio j Ductor, cioè principale, guida, nel qual tempo erano denominati
comandatore, ed anche regolatore, decarconi, giacché prima di tal'epo-
governatore e signore maestro , e ,
ca sotto Alberico
, che s' intitolò ,

scorta degli altri. Abbiamo dall' Ami- Principe e senatore di tutti i roma-
denio, nella sua Relazione, che Ro- ni , e di suo fratello Giovanni XI
ma (divisa in quattordici regioni, detto XII, creato nel gSi, alcuni
dette con vocabolo corrotto Rioni sostengono, che due consoli si crea-
),
imbussola innanzi il Cardinal camer- vano ogni anno in R.oma, oltre un
lengo alcuni soggetti di ciascuna re- prefetto della nobiltà, e per render
gione, dell' ordine de' nobili, chi per ragione al popolo, e alla plebe, si
conservatore, chi per priore de' Capo- elessero pure dodici decarconi, i qua-
rioni, cioè magistrato dei capi delle li sostenessero l'ufficio del senato,
regioni, volgarmente appellati Capo- ovvero dexarconi, come tribuni della
rioni ^ e come i Conservatori, nel plebe, secondo Biondo. Siccome poi
principio del suo ingresso, o nelle in guerra usavano alcune bandiere,
mani del Papa, o in quelle del men- ed ogni regione si distingueva dalla
tovato Cardinale, presta il giuramen- bandiera particolare, con vocabolo te-
to di fedeltà come meglio si dice
, desco furono àeiiiBanderesi {Vedi)^
air articolo Conservatori di Roma ,
nome col quale , oltre quanto si

in cui pure si tratta del priore dei dice a quell'articolo, fino dal 1262 si

Capo-rioni. Finché esistettero


i Ca- trovano chiamati. Essi in certe oc-
po-rioni facevano giuramento al il casioni usavano un particolar vestia-
Cardinal camerlengo, o Io presta- rio, ed avevano grandissima autori-
vano nelle mani del Pontefice, ed tà, la quale fu loro di molto dimi-
al trono nella cappella Pontificia nuita, nel 1 369, dal Pontefice Uiba-
dopo il vespero della Circoncisione, no V, e poscia, verso il termine di
quando venivano chiamati a nome detto secolo XIV, fu affatto soppres-
de' loro rioni dall' avvocato fiscale sa da Bonifacio IX. E benché, nel
di Campidoglio. 1 408 , a cagione della guerra, che
Anticamente, cioè fino a' primor- faceva a R.oma Ladislao re di Na-
dii, come si dirà, del secolo nostro, poli , come
che ne aspirava quegli,
ogni rione di Roma {Vedi), era com- al dominio e per la gran carestia
,

messo alla cura , e custodia di un del pane ond' era afflitta la città,
Capo-rione, di un Capoterò {Fedi), fosse nuovamente creato questo ma-
GAP CAP 65
gisiitito dal Cardinal Pietro Stefane- festo, che erano total-
i banderesi
schi, \icario di Papa Gregorio XII, mente diversi dai Capo-rioni , e per
e gli Banderas con-
fossero date
»> ragione del loro numero, e per la
*» tempore antiquo , uti do-
siietas loro amplissima possanza, in vigore
M minoriim banderesioriim cum si- della quale potevano anche dare, e
>» gno pavesati , et balisteri ", ciò togliere la vita , cioè far grazia , e
non ostante furono poco dipoi nuo- condannare all' estremo supplizio ;
vamente aboliti. Talvolta i bande- laddove i Capo-rioni (conservati sino
resi furono chiamati Capo-rioni, co- a Pio VII), tanto nel numero, che
me quando si recarono al conclave, nell'autorità, per altro limitata, non
in cui fu eletto Urbano YI. Abbia- oltrepassavano i confini del proprio
mo, che a' 4 gennaio i4io> i Capo- rione nell' esercizio di essa ; con que-
rioni fecero i conservatori di Roma, sto però, che sino al lySi tale ca-
e nel di seguente salirono il Cam- rica fu propria della nobiltà roma-
pidoglio (Vedi)^ ed espulsero il se- na; ma poi si elessero i cittadini.
natore Gio. de Tostis, che lo tene- I Capo-rioni (Capita- Regionum) fu-
va pel re Ladislao. E nel Pontifica- rono denominati anche maestri delle
to di Giovanni XXIII, i Capo-rioni, curie e siccome erano scelti dai
_,

ai 27 agosto i4ii} ricevettero con ceto della romana nobiltà ,


qualifi-
grand' onore nel palazzo apostolico cati vennero col titolo di nobìles viriy
il senatore conte Ruggero d'Antiglio- come si ricava da un istromento del
la. Quando poi il popolo romano XV secolo, che si conserva nell'ar-
si pentì d'essersi ribellato nel 14^4 chivio di Angelo in Pescheria.
s.

ad Eugenio IV, e che questi spedì Sebbene, come vedremo, parlan-


a Roma Giovanni Yitelleschi coman- do in questo articolo dell' intervento
dante del suo esercito, venne quel de' Capo-rioni ai Possessi de' Papij
comandante ricevuto dai romani, e e degli attuali presidenti de* rioni
dai Capo-rioni con grande onorifi- di Roma, i Capo-rioni esistessero sino
cenza. dal XV secolo, e talora, come rile-

Il cav. Venuti, nel Fiorino d'oro vammo, fossero creduti essere ban- i

illustrato j p. 3 1 3, parlando de' ban- deresi, tuttavolta la loro formale re-


deresi detti ancora Pavesani, o Ba- golarizzazione, e concessione di sta-
lestrieri 3 dice » che essendo divisa bili prerogative, si deve al Sommo
M la città di Roma ii:\ piti decurie, Pontefice Gregorio XIII, allorquan-
» avea ciascuna di esse il suo capo, do coir autorità della bolla, Urbent
w ed il suo segno particolare, sotto Romani j emanata ai 25 maggio
M il quale militava. Tali capi si i58o, che si legge nel tomo IV,
>i dicevano banderesi , ad una coi par. Ili, pag. 4^6 del Boll. rom. ,

iy loro decurioni. Oggi quei capi, confermò gli statuti di Roma, rifor-
w che si appellavano banderesi, si mati da Luca Peto e da altri, secondo
>ì dicono comunemente , e con ti- le circostanze de' tempi. Fra le prov-
>» tolo proprio Capo-rioni , e sono videnze nello statuto contenute, venne
»» quattordici , essendo altrettanti formato un gran consiglio, ed altro
>» i rioni della città di Roma **.
segreto nel quale aveano anche luo-
V. il Marini , Archiatri Pontificii j go il priore de'Capo-rioni, treilici, i

tomo I, p. 106. Da tuttociò, come o venlisei consiglieri scelti dai me-


riflette il citato Beruardini, è maui- desimi Capo-rioui, ed eziandio dei
VOL. VUL
GAP
priore de' Capo-rioni, e tredici Capo- alcuni da Clemente X, di estrarne
rioni, ch'erano stati in carica nel per bussolo ogni trimestre , innanzi
trimestre antecedente, dappoiché tan- il Cardinal camerlengo dal novero
to i conservatori, che il priore dei delle sessanta nobili famiglie roma-
Capo-rioni, ed i Capo-rioni erano elet- ne, dette coscritte, i tre conservatori
ti ogni trimestre. I Capo-rioni furo- e il priore de'Capo-rioni. Quel prio-
no dichiarati dipendenti dal prìore re fa parte della rappresentanza , e
de'Capo-rioni, magistrato subalterno, quantunque non sia eguale nella giu-
e destinati a paterni ed utili uflficii, e risdizione, ha comune l'abito coi
dovea ognuno nella propria regione, conservatori di Roma. Un tal abito
insieme a tre scelti deputati, eserci- consiste nel rubbone nero, e di oro
tare una conciliativa giurisdizione, nelle solennità, come il tutto dicesi
in vantaggio de' cittadini, tutelando dettagliatamente all' articolo Conser-
i diritti, e le sostanze loro, senza stre- vatori. P^. la bolla Urbem Romani^
pito , o pubblicità. Ciascun Capo- di Benedetto XIV, pubblicata ai 4
rione era assistito da un numero di gennaio 1747» nella quale sono pre-
scelti cittadini, che sotto il nome scritti i requisiti, che debbono avere

di conslabili , o capotori mantene- , i nobili per essere dichiarati o con-


vano la pubblica tranquillità, vigi- servatori di Roma, o priori de' Capo-
lando air esecuzione de' loro ordini. rioni. Si aggiunga, che durante il

Ogni qual volta poi o il sovrano sistema del bussolo, il priore dei
Pontefice, o altre circostanze il vo- Capo-rioni copriva il posto anco di
leano, i Capo-rioni riunivano i loro Capo-rione senza distinzione di rione,
constabili, ed in caso di maggiore ma ripeteremo che negli ultimi tem-
urgenza, avvalorandosi coli' aiuto di pi sino alla cessazione de' Capo-rioni,
ogni altro cittadino , concorreva a il priore prendeva sempre posto nel
formare quella forza urbana, o ci- rione primo Monti , onde in ogni
vica, che in ogni tempo rese impor- tempo ha avuto duplice rappresen-
tanti servigi. Ma altre più inte- tanza. Il medesimo priore de' Capo-
ressanti notizie riguardanti i Capo- rioni nel giorno ultimo dell' anno ,
rioni, si riportano all' articolo Capo- dopo il vespero papale , nella Pon-
tori. tificia cappella, se egli è il nuovo
Fino dal 1661 terminarono i pub- eletto, presta nelle mani del Ponte-
blici , e segreti consigli , e non piti fice il giuramento, il quale nello
per bussolo, ma per organo della stesso luogo e giorno finche esistet-
segreteria di stato, i Pontefici eles- tero i Capo-rioni, lo prestarono co-
sero i magistrati, il priore de' Capo- me dicemmo superiormente.
rioni,ed i Capo-rioni. Diminuita però Nella sede vacante i Capo-rioni,
la rappresentanza loro nel termine doveano raddoppiare la loro vigi-
del secolo XV III, stante l'istituzione lanza per prevenire i tumulti, e le
della guardia civica, ordinata da Pio sedizioni, e difendere all'occorrenza
VI , affatto rimasero anzi estinti la città da qualche nemico, che
i magistrati Capo- rioni, e i loro at- avesse tentato invaderla, o turbarne
tributi, per disposizione del successo- come fece
la quiete, nel secolo XIV
re Pio VII, sebbene quest'ultimo Giacomo Ponziani, il quale colla
Pontefice restituisse a quel magistra- milizia del suo priore, respinse al-

to romano il privilegio, tolto secondo cuni soldati stranieri entrati forza-


GAP CAP 67
tamenle in Roma per la porta san na, vestiva di paonazzo; l'ottavo di
Sebastiano, al lato della quale se Trastevere, vestiva di color giallo;
ne legge la memoria in una iscri- il nono Ripa vestiva di bianco;
di
zione. Ciascuno de' Capo-rioni nella il decimo di s. Angelo in Pesche-
sede vacante aveva scudi venticin- ria, di color riverso ; l' undecimo
que, ogni dieci giorni, ma Clemen- della Regola, vestiva da moro colle
te XII nella riforma li ridusse a gambe tinte; il duodecimo di Pa-
diecisette. Seguila poi V elezione del rione di color leonato; il decimoter-
nuovo Pontefice, il Capo-rione del zo di s. Eustachio compariva con
quartiere, in cui era situato il pa- due ninfea canto; e il decimoquarto
lazzo che l'eletto abitava da Cardi- della Pigna vestiva di color di carne.
nale, prontamente vi si recava colle Nei solenni possessi, che i Ponte-
sue milÌ7Ìe de' capotori per custo- fici presero della basilica lateranense
dirlo, afllnchèil popolo non Io spo- descritti eruditamente da Cancellieri,
gliasse, abuso che pur troppo più sul priore de'Capo-rioni, e de' XIII
Tolte era accaduto, e vietato, mas- Capo-rioni, rilevansi le seguenti no-
sime dal concilio di Costanza, e da tizie. Dopo la deposizione di Gio-
Leone X. vanni XXIII, seguita nel concilio di
Prima di parlare dell' intervento Costanza, quivi nel i^i'J fu eletto
de^Capo-rioni alle solenni cavalcate Martino V
romano, il quale recan-
pei possessi de' Pontefici, e dei sena- dosi in Roma a' 28 settembre 1420,
tori di Roma,
e degli abiti da loro gli fu fatto grandissimo onore. Per

assunti, riporteremo quelli, che as- ogni rione si fecero giuochi da otto
segnati lor vengono dal Piazza nelle gentiluomini romani; e i conserva-
pubbliche funzioni del popolo roma- tori, e i Capo-rioni con molti citta-
no, nel suo Efìierologio di Roma^ dini per diverse sere girarono per
tom. I, pag. 264. la città con torcie accese, gridando:
Sino dai tempi, in cui Augusto viva Papa Martino, anzi a perpe-
divise Roma in XIV rioni, come tua memoria , fecero registrare il

dice Svetonio nella sua Storia capo giorno del suo ingresso in Campi-
3o, assegnò a ciascuno de'Capo-rioni doglio, come giorno felice. Ai 24
la propria insegna, e veste di co- giugno i447> segui in s. Gio. in
lore diverso, insegna e veste che si Laterano il possesso di Nicolò V, al
continuarono a portare per molti se- quale intervennero i Capo-rioni e ,

coli, essendo gelosi i romani della si fece correre il pallio da ss. Cosma
conservazione delle loro antiche co- e Damiano al Laterano. Nel possesso
stumanze. Il primo de' Capo-rioni d'Innocenzo Vili, ai 12 settembre
di Campidoglio, ovvero Campitelli, 1484, Capo-rioni con molti citta-
i

vestiva di color verde ; il secondo dini, e nobili romani, portarono il


de* Monti, di color cangiante, il ter- baldacchino , sotto cui cavalcava
zo di Trevi compariva in abito da il Papa, cioè dal Vaticano al La-
pellegrino; il quarto di Colonna, di terano. Eletto Alessandro VI agli
color bigio; il quinto di Campo I I agosto i49^'> "cl d\ seguente
Marzo vestiva da turco con l'arco, alle ore due di notte, il senatore,
e le freccic; il sesto del Ponte A- i conservatori, e i Capo- rioni, con
driano o s. Angelo, di color celeste; parecchi nobili, fatta una incarnì'

il settimo di Borgo, o Città Lconi- sciata (festa popolare), nudarono


,

68 GAP GAP
al palazzo del Papa a cavallo , con una compagnia di soldati, ed i Ca-
torcie accese, ed eseguita una gio- po-rioni, da' quali restò ferito in una
stra sulla piazza di s. Pietro, rice- coscia con un colpo di picca. Ai
vettero poi la benedizione aposto- 27 maggio 1572, Gregorio XIU
lica. prese possesso della basilica latera-
Nella cavalcata del possesso pre- nense, ed i Capo-rioni vestivano un
so ai 5 dicembre i5o3 da Giulio rubbone di velluto cremesino , es-
II, i conservatori cavalcarono cogli sendo il vestiario di sotto del me-
ambasciatori, né vollero andare a desimo colore, tessuto con oro. Nel
piedi presso Papa, assistendolo in
il possesso di Sisto V, ai 5 maggio
quella vece senatore coi Capo-
il i585, i conservatori, i Capo-rioni,
rioni, ognuno dei quali portava in ed altri uffiziali del popolo roma-
mano un bastone bianco, mentre no cavalcarono innanzi gli .ambascia-
tredici loro famigliari armati, pro- tori in quello preso da Gregorio
:

cedendo dopo i cursori equestri a XIV, ai i3 dicembre iSgo, tredi-


piedi, sostenevano i vessilli delle re- ci Capo-rioni delle regioni di Roma

gioni. Nella stessa funzione, essen- per ordine cavalcarono dopo il ma-
dovi l'abuso che i romani si vole- resciallo del popolo romano , vesti-
vano impadronire, appena giunto il to ciascuno di giubbone , e calzoni
Papa al Lalerano, del cavallo, della di tela d'argento, trinati d'oro, cal-
sedia, e del baldacchino di che si ze tessute di seta d' oro , scarpe
era servito, Leone X ordinò nel bianche, spada dorata cinta, con pen-
suo possesso ai conservatori, e Ca- denti ricamati, rubboni di velluto ere-
po-rioni, che vegliassero per im- merino sino al ginocchio, gran cappel-
pedire il tumulto, giacché avreb- lo, ò berrettone di velluto nero all'an-

be concesso anche di piti. Nel pos- tica, con oro, perle margarite e , ,

sesso di Paolo IIIj agli i i apri- belle gemme; le fibbie, e staffe della
le i535, nella scala del palazzo va- sellaerano dorate, come lo erano
ticano, vi fu contrasto tra i Capo- gli ornamenti, in tanto che le
altri

rioni , e i parafrenieri , volendo i gualdrappe di velluto nero, aveva-


primi custodu'e la persona del Pon- no trine, e frange di seta, e di oro
tefice; ma fu comandato, che i pa- ed i fornimenti de' cavalli erano di
rafrenieri facessero l'offizio loro, e velluto nero. Seguiva il priore dei
se i Capo-rioni volevano interveni- Capo-rioni, Capo-rione della regio-
il

re, procedessero in due ale, senza ne Colonna, avendo il primo a de-


impedire il posto ai detti famigli stra il gonfaloniere perpetuo del po-
Pontificii. Racconta il Colaine pres- polo romano; indi procedevano i
so il Acta Caerem. p. 391,
Gattico, conservatori di Roma. Altrettanto si

che Paolo IV a 28 ottobre i555 praticò 1^91 nel possesso di


nel
andò al Laterano in lettiga a pren- Innocenzo IX, ma, nel i%2, nel
dere possesso, accompagnato da tutti possesso di Clemente VII, Capo- i

i Capo-rioni co' romani ben arma-


, rioni vestivano cappotti di velluto
ti. Quindi giunto alla chiesa si po- rosso foderati di tela d' argento, e
se in sedia, portata dai Capo-rioni calzoni, e giubboni , o saii di raso
sino all'altare, ma nel ritornare al bianco, cavalcando due a due; e nel
Vaticano nacque contesa tra Pa- i6o5, nel possesso di Leone XI, i

pirio Capizucchi, che comandava Capo-rioni vestirono di tabi bianco


,

GAP CAP 69
con trine d'oro, con rubboni di da- cate sui balconi de' palazzi late-
masco cremisino , seguiti dal loro rali.

priore con veste di tela d' oro in , In quanto al posto preso da' Ca-
campo rosso. In quello, che nel 1 6o5 po-rioni nelle cavalcate, fu per lo
prese Paolo V, i Capo-rioni usarono più quello di seguito agli uditori
i cappotti di tela d'oro, con astoni, di Rota, andando talora il priore
calzoni, e giubboni di tela d'argen- de' Capo-rioni in mezzo ai cancel-
to ; indi cavalcavano i conservatori lieri del popolo romano, ed insieme

e priore de' Capo-rioni , con veste talvolta co' conservatori. Che il prio-
lunga di tela d' oro alla ducale, e re e i conservatori addestrassero il

sottane di raso rosso, con gualdrap- cavallo al Papa ne' possessi , finche
pe di velluto nero, co' loro Fedeli entrassero in cavalcata,si rileva an-

(Vedi), vestiti di rosso con bastoni che dagli ultimi che furono Cle- ,

dipinti, e dorati. E quando il Papa mente XIV, e Pio VI. Attualmente,


nella basilica lateranense ascese in non più nel Campidoglio, ma nella
sedia gestatoria, Capo-rioni porta-
i piazza lateranense, in un con loro,
rono le aste del baldacchino. Nel il senatore offi'e al Papa l'obbedien-
possesso preso da Innocenzo X, nel za e fedeltà del popolo romano [V.
i644j dopo il capitano degli sviz- l'articolo Possessi de' Papi ). Che i
zeri cavalcavano i Capo-rioni, vesti- Capo-rioni intervenissero alle caval-
ti di broccato, e velluto bianco, e cate del possesso del senatore, lo
rosso con berrettoni j ma secondo abbiamo dal seguente esempio, ri-

il diarista Giaciuto Gigli , furono portato dal citato Piazza pag. 265,
dati ad essi settanta scudi per cia- pel possesso preso ai i\ gennaio
scuno, affinchè si facessero l'abito, che 17 12 dal senatore Marco Frangi-
consisteva in rubbone di velluto cre- pane, il quale riporta ancora il mo-

niesino, sino al ginocchio, calzoni, e do come v' incedevano. Dopo i ser-


giubbone di lama di argento guar- genti de' capotori e loro paggi, pro-
nita d'oro, calzette e legacci di se- seguivano i Caporioni dei Monti, e
ta bianca guernite con merletto Trevi, con due offiziali, con bande
d'oro, spada dorata , cintura rica- e penne, con ispada nuda nella destra,
mata, berretta di velluto nero alla e nell'altra con l'arme, e due de-
spagnuola con piuma bianca, e
, putati coir insegne de' medesimi rio-
rossa, con gioiello, e sella di vellu- ni. Seguivano due Capo-rioni con

to, colle stalFe dorate. Anche il prio- penne e bande, e due paggi che soste-
re loro, e i tre conservatori rice- nevano le insegne, con ottanta sol-
verono cento e quaranta scudi per dati disposti con ordine quattro per
cadauno per farsi una sottana di ra- quattro, intramezzando i Capo-rioni,
so cremisino, ed un rubbone sino essendo gli altri quei delle regioni
ai piedi di broccato d'oro. Altret- Colonna, Campo-marzo, Ponte, Pa-
tanto si praticò ne' possessi degli rione, Regola, s. Eustachio, Pigna,
altri Pontefici, principalmente di s. Angelo, Campi telli. Ripa, Traste-
Clemente X, ed Innocenzo XIII, vere Per detti soldati si
e Borgo.
romani, anzi in questo ultimo si debbono intendere i capotori, chia-
nominano quattordici Capo-rioni , e mati anche guardie de' Capo-rioni,
fra le pompe del Campidoglio , si i quali essendo eletti ogni tre me-
noverano le insegne de' rioni, collo- si, li accompagnavano al Campido-
, ,

70 CAP CAP
glio, e poi ricevevano da loro una faloniere, i cancellieri , Marc' Anto-
mancia. V. Cavalcata. nio, il senatore, ed i conservatori.
In oltre i Capo-rioni intervenne- Aboliti i Capo-rioni nel Pontifica-
ro, e fecero corteggio anche nei so- to di Pio VII, come superiormente
lenni ingressi in Roma di sovrani si è accennato, istituiti furono i Pre-
o altri principi. abbiamo da
Difatti sidenti regionarii de medesimi quat-
xjuello dell' imperatore Carlo V, se- tordici rioni di Roma, i quali suc-
guito ai 5
i536,
aprile nel Ponti- cessori de'Capo-rioni, con quelle di-
ficato di Paolo III, che i Capo-rio- versità che noteremo, nelle attri-
ni , cavalcavano dopo la famiglia buzioni, in sede vacante vennero di-
Pontificia, vestiti di velluto e raso chiarati Capo-rioni , e ne esercitano
cremisi. E quandoPio V per la
s. le funzioni. Prima di tutto fa d'uo-
vittoria riportata a Lepanto contro po, ed è indispensabile pi-emettere,
i turchi, decretò gli onori del trion- che sino dai tempi i più rimoti
fo al celebre Marc' Antonio Colon- sebbene forse con altri metodi , e
na, comandante le galere Pontificie, disposizioni differenti, furono in vi-
ai 4 dicembre 1571, in cui ebbe gore in Roma i regolamenti di po-
luogo tal ingresso trionfale, i Capo- lizia, e in vista appunto de' vantag-
rioni coi conservatori, e senatore, gi,che la società ne risentiva, furo-
presero ad incontrarlo alla porta no animati i sovrani Pontefici, prin-
s. Sebastiano. Nella cavalcata suc- cipalmente Paolo II, del i464> Si"
cessiva dopo i marescialli, seguivano i sto IV del i^'jì y Innocenzo VIII,
paggi de' Capo-rioni a ca vallo due a del i4B4> e Sisto, del 1 585, non- V
due con le insegne del loro rione, ché altri , a dare i piti sensati e
vestiti di paonazzo, e casacche con provvidi regolamenti, affinchè la po-
veste di velluto verde, e frange di lizia, cioè la vigilanza del magistra-
taffettà rosso, con celata in testa, e to civile, per la quale si preveggo-
coi pendoni proprii de' Capo-rioni. no, e si evitano i delitti, e si man-
Erano di poi seguiti da dodici Capo- tengono le città sicure e tranquille,
rioni due a due, senza il priore, il avesse i più facili mezzi di esecu-
quale andò solo con vesti di vellu- zione. Che anzi ne'suaccennati Statu-
to paonazzo con tela d' argento, cal- ti di Roma, riformati e migliorati da
ze di scarlatto, con cosciali a oro Gregorio XIII, venne meglio suddivisa
di velluto cremisino, cappello di vel- la vastità dell' abitato in tredici rio-
luto paonazzo, con frangie d'oro. ni, a cui Sisto V aggiunse il deci-
Armati erano i Capo-rioni di armi moquarto di Borgo, e se ne scelse-
bianche, con il latoclavo, o nodo di ro i capi all' oggetto d* invigilare
velluto paonazzo foderato di tocca sui costumi de' cittadini , resistere
d'argento, con bastone in mano a alle violenze,comporre le dissensio-
cavallo, co' pendoni proprii de'Ca- ni e richiamare ad una utile indu-
po-rioni. L' ultimo era quello di Co- stria la classe degli operai facen-
lonna, come priore de' medesimi. doli dipendenti dell' università ar-
Indi cavalcava il paggio di questo tistiche, onde sotto Gregorio XIII,
con la rispettiva insegna, con quat- come si riferì, ebbe luogo se non
tro staffieri due avanti il priore , e r istituzione, almeno la regolare giu-
due alla staffa, vestiti come quelli risdizione de' magistrtiti detti Capo-
de'Capo-rioni, poscia venivano il gon- rioni.
,

GAP CAP 71
Si progredii con tali sistemi fino ma del con l'iscrizione Pre-
rione,
ai primordii del corrente secolo, e sidenza DEL Rione N.
alle ultime straniere invasioni degli Successivamente in vista del bi-
statiromani, durante le quali eb- sogno, e pel più utile servizio del
bero luogo le massime ed i regola- governo, a ciascuna presidenza si

menti degl' intrusi governi. Al ces- aggiunse un commesso, ed un ad-


sare però di questi , conoscendosi detto, o sia esploratore. Ad ogni
utile e necessario un sistema pres- presidente, finché fosse in esercizio,
soché uniforme all'impianto novel- fu stabilitauna decorazione da ap-
lo de' governi europei , riflettendo pendersi dalla parte sinistra del pet^
che le regole di polizia sono le basi to. Essa consiste in una croce d'oro
principali dell' ordine pubblico , il da cavaliere, che pende da un anel-
glorioso Pontefice Pio VII , con e- lino, e componesi nel centro dallo
ditto de' 23 ottobre 1816, Ogni stemma rispettivo del rione in cam-
colta nazione^ ec, organizzò, ed isti- po d' oro , il cui cerchio è di
tuì pur egh con provvide leggi, suc- smalto bianco. Di tale smalto sono
cessivamente ampliate e migliorate, pure coperti i quattro bidenti a so-
la polizia s\ in Roma, che in tutto miglianza della croce gerosolimitana,
Io stato Pontificio. Di essa venne frammezzati da altrettanti raggi. Non
stabilito in magistrato centrale mon- ha guari però, per viste economi-
signor governatore di Roma, colla che, rimanendo ferme le anteriori
onorevolissima qualifica di Diretto- discipline nelle presidenze de' quat-
re generale della polizia , e nelle tordici rioni, venne ristretto e de-
Provincie furono dichiarati capi i terminato il numero delle presiden-
Cardinali legati, e i prelati delegati ze a dieci , dappoiché per
soltanto
prò tempore. In quanto a Roma titoli di vacanza
o quiescenza, fu-
divisa la città ne' quattordici rioni, rono riunite quella di Ripa a Tras-
rimanendo fisso tale riparto, Pio tevere, l'altra di s. Angelo a Cam-
VII nominò in ciascun rione un pre- pitelli ,
quella di Pigna alla presi-
sidente regionario, che venne scelto denza di s. Eustachio , e quella di
dalla classe de' nobili, fra i più colti, Paiione a Ponte; ed é perciò, che
probi ed onesti cittadini , e tutti i presidenti, i quali riuniscono l'eser-
col grado ed onorificenza di mag- cizio di due presidenze, portano le de-
giori. Vennero del pari nominati, e corazioni colle insegne di ambedue. la
col grado ed onore di capitani, quat- ciascun rione poi, anche delle pre-
tordici vice-presidenti^ prescelti an- sidenze soppresse, evvi una brigata
cor questi dalla miglior classe dei di carabinieri , come hanno le esi-
cittadini, autorizzati a fare le veci stenti, composta per lo meno di sette
dei presidenti ne' casi o di assenza, comuni, comandate da un sotto uf-
d'impotenza ; ed inoltre vennero ficiale. Tali brigate dipendono im-
nominati altrettanti segretarii, ispet- mediatamente dal rispettivo presi-
tori e portieri, tutti dipendenti dal dente, in quanto al servigio del lo-
governatore di Roma. Riuniti negli ro istituto , essendo pel resto sotto
u/ìlcii de' presidenti^ chiamossi pre- la dipendenza dei supei'iori dell'ar-
sideiiza regionaria ciascun olìicio mata.
di questi ullicii, ed innalzato fu sul Di qual vantaggio poi, ed utilità
portone di cadauna la rispettiva ar- sieno riuscito le i>iesi(lenzc regione*
*j1 GAP CAP
rie di Roma, nota,
è cosa troppo rare fuori d' una delle finestre della
ed inutile a dimostrarsi. Le incom- presidenza, le bandiere rispettive.
benze principali di tali ufficii regio- II. Nell'avere a loro disposizione un
nari i sono di tener nota di tutti
, deputato della milizia capitolina, ed
gl'individui abitanti nella rispettiva un comune dei capotori, per ser-
giurisdizione, di generale sorveglianza, virsene pel disimpegno degli ufficii
d' indagini tanto sugli statisti, che su- di Capo-rioni, per la pubblica tran-
gli esteri, i quali dimorano nel rione, quillità, e per la continua relazione

di vigilanza sui bottegai , commer- col magistrato romano de' conserva-


cianti, locande, ec, suU' osservanza tori. E ad oggetto di non trovarsi
delle leggi, e regolamenti in vigore, questi, per le ulteriori riforme nella
con autorità di procedere alle con- legislazione, in collisione colla dire-
travvenzioni, vegliare alla sicurezza zione generale di polizia, fu loro
e nettezza dell'interno delle abitazio- hmitato, e stabilito l'esercizio della
ni, alla pubblica sanità, alla regola- giurisdizione in tempo di sede va-
rità della notturna illuminazione, cante. III. Nel procedere in tutte
alle diverse forze pubbliche esi- quelle materie, nelle quali il presi-
stenti nel rione, sul costume, sui dente procedeva, ed agiva in linea
pubblici spettacoli , suU' accattonag- correzionale.IV. In tutto ciò, che
gio, sui detentori d'armi. Inoltre han- ha riguardo alle contravvenzioni di
no incombenza di conciliare ad un contro ora sull'apertura, e chiusura
tempo, e pacificare le piccole dif- delle botteghe dei caffettieri, osti, ed
ferenze, anco domestiche, di giudi- altri pubblici spacciatori di liquori.
care nelle cause economiche sino alla La qualifica, e nome di Capo-
somma di scudi cinque, procedere, rione ad ogni presidente regionario,
e punire in via correzionale, con ebbe principio coll'autorità del Car-
arresti, precetti, ed ammonizioni ec. dinal camerlengo, e di concerto del
Finalmente i presidenti de' rioni dis- governatore, e conservatori di Roma,
impegnano altre delicate attribuzio- nella sede vacante per di Pio morte
ni ordinarie, e straordinarie , che li VII, accaduta ai 20 agosto 1823,
rendono benemeriti della popolazio- e prosegui regolarmente nelle suc-
ne, e del governo. cessive sedi vacanti, nelle quali però
Assumendo i conservatori di Ro- non ebbe luogo, come si praticava
ma nella sede vacante, per singoiar allorché esistevano i Capo-rioni, la
privilegio loro accordato dalle costi- formazione in ogni regione d' uà
tuzioni apostoliche, il comando di quaitiere di milizie capitoline, per
molte cose, invigilando specialmente la quantità delle milizie che presi-
alla sicurezza della città, seguita la diano Roma attualmente. Il senato
morte del Papa, restano i presidenti romano però, dopo aver radunata
regionari con dispacci del governa- la milizia urbana de' capotori, chia-
tore di Roma, e de' conservatori ma a sé i presidenti de' rioni di
stessi, nominati, e sostituiti agli an- Campitelli, e di Regola, che facen-
tichi Capo-rioni, finché dura la sede do le veci degli antichi Capo-rioni,
vacante , e perciò ne disimpegnano spedisce col capitano di detta mili-
le analoghe ingerenze , e prerogati- zia ad aprire, giusta l'antica con-
ve, le quali consistono, I. Nel ri- suetudine, le carceri nuove, e quelle
cevere dai conservatori, ed inalbe- di Campidoglio, affine di liberare i
CAP CAP 73
detenuti rei di piccole colpe, giacche traddislìnta coll'altributo di eterna',
quelli di gravi delitti preventivamente forse più per la costanza nel con-

si trasferiscono in Castel s. Angelo. servare perpetuamente sotto diverse


Di fatti nelle ultime tre sedi vacanti, nomenclature le sue primitive isti-

i presidenti Capo-rioni di Carapitelli, tuzioni, di quello che per l'immen-


e di Regola, in abito di città, pre- sità de' suoi dominii e la lunga du-
ceduti da sei fedeli Campidoglio
di rata del suo impero, come rilevasi
colle mazze, ed accompagnati dal dalla sua storia. Lo stesso statuto
capitano de'ca potori, come capoto ro pubblicato da Gregorio XIII, e san-
del rione, da un notaio capitolino, zionato a'2i3 giugno i58o colla sua
e da trentasei capotori cogli uffiziali, bolla, Urhem Romani, nel quale si
tutti vestiti colla montura di gala, divide r amministrazione della città
portando inalberata la bandiera del ne' suoi consigli pubblico, e segreto,
rione, a tamburo battente, si recarono ne' conservatori, nel senatore, nei
quello di Campitelli alle prigioni di capo-rioni, ne' maestri di strada ec,
Campidoglio, e quello di Regola alle ci adombra gli antichi comizii del
carceri nuove, e liberarono dete- i popolo, il senato, i consoli, il pre-
nuti per lievi colpe, che nelle tre tore, i tribuni, gli edili ec. E ciò,
dette epoche ascesero a novantotto, che avvenne nelle istituzioni poli-
un dopo l'altro separatamente. tico-amministrative , si osserva an-
CAPOTORI. Milizia urbana del cora ne' metodi di conservare la
magistrato romano, ed anche guar- pubblica tranquillità per mezzo di
dia Pontificia, composta di cittadini una forza interna, ed esecutrice del-
romani. Anticamente i Capotori si le leggi.

chiamarono Comìtes Slahiles, o Con- Roma antica fu divisa in regioni,


stabili j ed i loro uffiziali Capo- o rioni, come diciamo oggidì, e sino
tauri, o Capotori, poi Milizia Ur- dai primi tempi cesarei, ne contava
bana, o Capitolina del popolo ro- quattordici, i quali esistono tuttora.
mano, ed anche Guardie del popolo Ogni regione aveva im curator, un
romano. Sempre però furono cono- denunciator, ed ogni vico quattro
sciuti sotto la volgare denominazione ma§istri, ai quali presso a poco
di Capotori sebbene fossero appel-
, corrispondono i capo-rioni, e i tre
lati ora urbani, ed ora deputati, deputati voluti dallo statuto roma-
oltre la milizia dei feudi del senato no. A coadjuvare gli antichi curatori
romano. Per dire della loro origine, delle regioni, e a mantenere la pub-
uffizio, ed altro, che li riguarda, fa l)lica tranquillità. Cesare istituì set-
prima d'uopo ripetere alcuna cosa te coorti. Per lo statuto poi del
sui Eioni di Roma, de' quali , oltre i58o (come si legge nel Fcnsonio
al proprio articolo, si trattò relati- ad Statutum Urbis, Adnot. al cap.

vamente anche all' altro de' Capo- 18 hb. I, e cap. 8, lib. Ili) non
rioni. furono istituite cose nuove, ma solo
si riformarono quelle, che i romani
§ I. Capotori o Milizia Urbana sibi a majorihus relieta habebant,
di Roma. e che erano forse confuse ob tcni-
poruni vetustatem, et magistratituni

La città di Roma sì favorita dalla Jbrtasse negligentiavi, e venne lioi*-

Provvidenza, meritò di essere con- ganizzata una forza, che, come le


74 CAP C/VP
antiche sette coorti urbane, invigi- cui era bisogno di maggior forza per
lasse air interna tranquillità della mantenere la pubblica tranquillità,
città, or individui componenti que- questo corpo si aumentava con istra-
sto corpo urbano assunsero il nome ordinarii arruolamenti, ed era im-
allora molto comune in Europa di piegato al servigio interno di Roma,
comites stahiles^ constabili, o costa- al presidio del Campidoglio, al ghet-
bili. Si compose esso di numero to , alle porte della città , andando
trecento teste, i suoi uffiziali furono in unione ai capo-rioni di Campi-
appellati capotauri, o capotori e telli, e Regola, a liberare i detenuti
capitoriy venendo divisi in un nu- nelle pubbliche carceri e in quelle
mero corrispondente fra le tredici capitoline, atto di giurisdizione con-
regioni, nelle quali era allora divisa servato sino a* nostri giorni nelle
la città. Sisto V però, successore sedi per la morte di Pio
vacanti
immediato di Gregorio XI!I, unì VII, Leone XII, e Pio Vili, colla
la XIV regione di Borgo , chiama- sola differenza (come si disse all'ar-
ta anche ciltà Leonina all' ammi- ticolo Capo-Rioni), che in luogo di
nistrazione della romana magisti'a- questi antichi magistrati, adempi-
tura. rono alle loro funzioni, e attribu-
I rioni de' Monti, di Colonna, di zioni, gli attuali presidenti regionari!,
Ponte, e di Trastevere ebbero ognu- i quali dopo le riforme legislative
no trenta comites slabiles, e venti operate da Pio VII, nel 1816, as-
per cadauno gli altri nove rioni. I sunsero in gran parte le ingerenze
constabili (ciascuno nella sua regio- de' capi delle regioni.
ne) dipendevano dal capo -rione, Non riusciràpoi discaro, che qui
come meglio dicesi a quell'articolo, si riporti quanto analoganente scris-
il quale corrispondeva al priore dei sero il Lunadoro, Relazione della
capo-rioni, ch'era il comandante su- corte di Roma, pag. 59, 90 e 91
periore di questa forza, come tuttora del tom. I, e Novaes, Dissertazioni
prosiegue ad esserlo. I capotauri, storico-critiche j del Conclave ^ tom. I,

in volgare denominati capotori, uf- pag. 91, 117 e 161. Seguita la


ficiali di questa milizia, dovevano morte del Sommo Pontefice, ed
o confermarsi, o nuovamente eleg- annunziata alla città l' infausta no-
gersi dal corpo de'constabili , metodo tiziacol suono lugubre della cam-
che oggi vediamo imitato in Fran- pana maggiore del Campidoglio, il
cia nelle guardie nazionali, e gli capitano de'Capotori partila dal Cam-
stipendii degli stessi constabili si fa- pidoglio medesimo con uomini ar-
cevano pagaj-e dal priore de' capo- mati, e giunto al rione della Regola,
rioni loro supremo comandante.
, ne prendeva la bandiera, recandosi
Era poi cura de' constabili, sotto la a suono di tamburo ad aprire le
direzione de' proprii uffiziali capo- pubbliche carceri, per porre in li-

tauri, d' invigilare alla pubblica tran- bertà i delinquenti di piccoli delitti,

quillità, e di eseguire gli ordini del giacché quelli rei di maggiori veni-
rispettivo prefetto, o capo della re- vano per cura del governatore di
gione. Della milizia dei feudi del Roma fatti traspoitare in Castel' s.

senato romano, si tratterà in fine Angelo. Altrettanto fa ce vasi colla


di quest'articolo. bandiera del rione Campilelli alle
]\el tempo della sede vacante, in carceri capitoline, pei prigioni debi-
,

GAP CAP 75'

tori di piccole somme. Il magistrato Il quartier generale di questa trup-


di Roma, adunandosi subito in Cam- pa urbana stabili vasi nel portico
pidoglio, creava immediatamente dal- di Campidoglio, sotto l'abitazione
l' oi dine de* nobili il capitano delle de' conservatori di Roma, ed altri
milizie popolo romano, che si
del piccoli quartieri erigevansi ne' quat-
arruolavano per la sede vacante, ia tordici rioni della città, donde le
numero di duecento sedici soldati, milizie uscivano per ronde si di le
benché prima di Clemente XII fos- notte, che di giorno per la pubblica
sero trecento. Aveano esse un al- quiete. E nel giorno, in cui i Car-
fierenominato dal Cardinal camer- dinali entravano in conclave, le
lengo, due sergenti, nove caporali, stesse milizie si schieravano sulla
un foriere, un aiutante, un cancel- piazza vaticana, e poscia passavano
liere, e due tamburini, l'uffizio dei ad occupare tutti i nominati quar-
quali, e del restante della soldatesca, tieri.

spirava colla elezione del nuovo Pon- Ritornando agli antichi constabili,
tefice. 11 magistialo romano creava e capotauri loro uffiziali, questa mi-

pure i capotori che dovevano fare


, lizia,siccome composta di cittadini,
la ronda di notte, prendendo per in progresso di tempo assunse il no-
ciò molte volte un uomo per cia- me, che le competeva, cioè di mili'
scuna casa, e per maggior sicurezza zia urbana del popoloromano j ma
lo stesso magistrato comandava ai non avendo uniforme, soltanto nel
capi delle famiglie di tenere la notte 1740, nel tempo del conclave, per
un lume alla finestra, non essendosi la morte di Clemente XII, col con-
ancora attivata 1' attuale notturna senso del sacro Collegio de' Cardinali,
illuminazione, il qual lume, nel ebbe un uniforme , e un distintivo
conclave per la morte di Benedetto come rilevasi da una iscrizione lapi-
XIV, nel 1758, fu sospeso nel tem- daria, che si legge nel palazzo con-
po che in Roma s' introduceva il servatoriale. Tuttavolta il numero
fieno, per evitare un qualche in- 8078 del Diario di del 1769, Roma ,
cendio. riporta che la processione dell' arci-
Prima della riforma fatta da Cle- confraternita di s. Anna fu in quel-
mente XII, nel 1732, col chirografo r anno decorata dalle bandiere dei
Avendo Noi, in forza del quale fu quattordici rioni di Roma, coi rispet-
soppresso l'uffizio di quelli, che cu- tivi capotori dei medesimi , vestiti

stodivano le porte, il detto Pontefice con abito spada e


di città, detto di
regolò le spese dei conclavi, e si cappa, e torcie accese in mano, per
occupò ancora delle milizie urbane, grazia accordata al sodalizio dai con-
e loro uffiziali, imperocché pagando servatori, e priore de' capo-rioni del
la camera apostolica per tal motivo popolo romano.
al senato romano, mille e ciuquan- Nel 1775, allorché fu assunto al
tacinque scudi, ad ogni dieci giorni Pontificato Pio VI, ottennero i Capo-
della sede vacante, egli ridusse le tori un nuovo uniforme di que' me-
paghe alla metà, eccettuando i tre- desimi coloii rosso e giallo, rubri ci
dici capo-rioni, col loro priore. Ad flavi coloris , che oggi indossano, e
essi in luogo di scudi venticinque ciò in vigore di un rescritto emanalo
ogni dieci giorni, volle che se ne dai conservatori dell* uditMiza Ponti-
dessero solo diciassette per cadauno. ficia de' 27 settembre del detto au-
76 CAP CAP
no. Frattanto le istituzioni statutarie avente alla testa i suoi ispettori mar-
col trascorrere de' secoli andavano chese Filippo Bonadies, e conte Fi-
illanguidendo, ed ai capo rioni poca lippo della Porta. Ecco anzi come
autorità rimaneva, cosicché le attri- il Cancellieri, ne' suoi Possesfii, pag.
buzioni de' constabili erano diminuite 485 ciò descrive. « All'arrivo che
,

io modo, che il loro numero di trecen- M fece in Roma la truppa napoleta-


to sembrava superfluo. Fu allora che, > na comandata dal generale Naselli,
con apposito regolamento approvato il conte Filippo della Porta Ro-
dalla segreteria di stalo, a' i5 giugno diani , ispettore della milizia ur-
1790, gli antichi constabili compo- bana, unitamente all'aiutante Gio-
nenti la milizia ui-bana del popolo vanni Pagliucchi ora aiutante
,

romano, furono organizzati all' incir- maggiore capitano e cavaliere del-


ca come tutte le altre truppe di linea, lo speron d'oro, sapendo che gli
che nello stato Pontifìcio ebbero ori- individui di detta milizia si aveano
gine nel decorso secolo cioè ebbe due ; conservate le loro monture, rimi-
ufficiali superiori col titolo d' ispet- sero in piedi la propria truppa ,
tori, che assunsero in prima entram- e la posero in attività, prestando
bi i distintivi di colonnello; distintivi tutto il servizio, che in tal tempo
che conservati nel più anziano di occorreva in tutta la città. In
questi uffizi ali , rimasero al iuniore conseguenza di ciò si seppe, che
le spalline di maggiore. Fu costituito la santità di nostro Signore Pio
il corpo in una compagnia di cento VII era per dirigersi a Roma sua
dodici teste, oltre Capotauri, o Ca- i sede, e non avendo veruna guar-
pitori, o Capotori, e gli fu dato un dia per sua sicurezza, lo stesso
capitano, ufficiali , e sott' ufficiali di conte della Porta, e il marchese
compagnia, secondo il costume degli Filippo Bonadies, ispettori di detta
altri corpi militari. truppa, avanzarono supplica in
Sul declinare del secolo XVIII ,
Venezia colla esibizione della loro
le vertigini repubblicane investirono guardia, che Sua Santità si degnò

anche Roma e dopo la morte di


, di accettare; onde per un intero
Pio VI, accaduta nel 1799, a Va- bimestre supplirono in luogo della
lenza di Francia, non si praticarono guardia svizzera , e de' cavai leg-
in Roma le consuete formalità della gieri con tanta fedeltà ed esat-
,

sede vacante, anche perchè il sagro tezza, mediante la somma vigilan-


Collegio si adunò in Venezia per za dell' aiutante Pagliucchi, che la
dargli il successore. Eletto ivi, nel Santità Sua in benemerenza, si è
marzo 1800, Pio VII, Chiaramonti, benignamente degnata di fissare
stabilì di fare la sua entrata in Ro- la stessa guardia nell'anticamera
ma a' 3 di luglio. Mancava però Pontifìcia, in luogo della guardia
ogni guardia, ed ogni milizia Ponti- de' cavalleggieri. Quindi anche nel-
ficia, onde la milizia urbana dei Capo- le solenni funzioni della Santità
tori supplì a quanto era necessario. Sua tutta la compagnia de' capo-
Circondò questa il suo nuovo sovrano, tori, in divisa rossa, e armata di
ed ebbe l'onore di prestargli servi- carabina, presta il suo servizio,
zio nel palazzo apostolico Quirinale, intervenendovi ancora come ispet-
schierandosi un distaccamento di essa tore della stessa guardia, col ran-
per le scale, e per le anticamere, go di colonnello, il marchese Do-
GAP GAP 77
» menico Serlupi. V. Cavalleggieri. molti tamburi
armati di spade e
,

La milizia urbana de* Capotori, in archibugi , e che per letizia sca-


solenne attestato gradimento del di ricavano spesso ; che inoltre erano
sovrano Pontefice Pio VII con bi- , ben vestiti con pennacchi e bende
glietto di monsignor Marino Caraffa di diversi colori , e in bella ordi-
maggiordomo, in data de' 9 agosto nanza, gli artisti di Roma chiamati
1800, ricevette pertanto la soddisfa- Capitori, o contestabili, o soldati del
cente riprova, che Sua Santità, in popolo romano, i quali solevano fare
considerazione de' prestati servigi, e la guardia ai caporioni, e quando que-
della fedeltà , e puntualità con cui sti erano creati, li accompagnavano al

erano stati adempiuti, comandò che Campidoglio e ricevevano da essi


sino a nuovo ordine Ja milizia ur- una propina. La loro insegna rossa
bana de' Capotori facesse parte della portavasi in mezzo ad una squadra
guardia della so era sua persona, e armata di picche.
de' palazzi apostolici, ove le fu dato Occupata nuovamente Roma dai
un luogo per riunirsi. Nella medesi- francesi, e ristretto il Pontefice Pio
ma epoca, quantunque ristrettissima VII nel palazzo Quirinale, la mili-
di numero la milizia urbana , fino zia urbana non solo continuò fe-
all'aprile 1801, guarniva la segrete- delmente r interno servizio in tal pa-
ria di stato , e a tutto agosto del lazzo, ma senza curare i pericoli, a

medesimo anno 1801, montava rego- cui si esponeva, assunse prontamen-


larmente guardia alla depositeria
la te la nuova coccarda, decretata nel

urbana, che risulta dai registri dei


il 1809 dal Cardinal Pacca, allora pro-
servigi prestati dai Capotori u. i,** e segretario di stato, e vietata dal
2." degli anni 1800, e 1801. generale comandante le armi frar-
Nel solenne possesso poi, che pre- cesi.

se lo stesso Pio VII, a' 22 novem- Ritornato quel Pontefice , nel


bre 1801, i Capotori in numero di 1 8 1 4, gloriosamente alla sua capi-
oltre ottanta, col capitano Paolo Sal- tale, dopo il penoso esilio di cinque

viucci, e l'ajutante Giovanni Pa- anni, nel mentre che mancava il


gliucchi, armarono sulla piazza late- servizio degli altri corpi militari, la
ranense il triclinio, e tirarono il cor- milizia urbana de' Capotori riprese
done dall'una all' altra parte della la sua antica uniforme, e la coccar-
strada, perocché il senatore coi con- da onoratamente conservata. Quin-
servatori, priore de' caporioni , e gli di il colonnello di essa, con ordine
altri del magistrato romano, invece del giorno de' 2 3 maggio, intimò
del Campidoglio, ivi fecero il con- pel dì seguente ai Capotori di fe-
sueto omaggio di sudditanza al Papa. steggiare il tanto desiderato ingres-
Faremo qui menzione, che nei so del Sovrano Pontefice, ed inco-
possessi solenni de' senatori di Ro- minciare il primiero servigio. Il ma-
ma, i Capotori coi loro capitani, e gistrato romano in si avventuroso
colle quattordici bandiere spiegate giorno andò incontro supremo al

de' rioni, precedevano il nuovo se- Gerarca, e gli presentò omaggi gli

natoie. In fatti si legge da varie di fedeltà del popolo romano, colle


relazioni di tali possessi, riportati chiavi della città, seguito dalla mi-
dal Cancellieri nelle sue Campane, lizia urbana, che subito riassunse
che precedevano il senatore cou r antico suo onorevole posto presso
,,

78 CAP CAP
sua Santità, accompagnandola nella al ghetto, e negli altii luoghi ove
solenne entrata. Poscia per sovi-ana richiedeva la circostanza, perlustrò
clemenza, monsignor Rivarola mag- la cittti con pattuglie , adempiendo
giordomo, ed ora amplissimo Car- a tutto ciò, ch'era anticamente ine-
dinale, decretò con grazioso bigliet- rente alle sue attribuzioni, come
to de' 19 aprile, che la guardia dei sopra abbiamo accennato.
Capotori fosse dichiarata stabile, e 11 regnante Pontefice Gregorio
distinta cogli attributi d'una delle XVI , amorevole verso la romana
guardie Pontifìcie; e dal medesimo magistratura, e tutto ciò che la ris-
Pio VII venne assegnata la somma guarda, nell'anno 1839, volle per
di scudi cinquanta il mese, di ripar- la prima volta con sovrana gene-
tirsi mensilmente a quelli che aves- rosità, e per ispeciale favore, che
sero montato la guardia , nell' anti- la milizia de' Capotori, a spese del
camera Pontificia. Quindi è, che in pubblico erario, ottenesse un dupli-
tutti i giorni nei quali il sommo Pon- ce, decente, ed elegante uniforme,
tefice dà udienza, essa guarnisce la ed insieme un nuovo completo ar-
prima anticamera, e il suo ajutan- mamento. E bene lo meritava, sic-
te sta nella terza, cioè in quella dei come quella, che composta di tutti
bussolanti. Interviene in molte fun- cittadini romani , ebbe sempre per
zioni, cui assiste , o celebra il Pa- sua caratteristica l'onore e la fe- ,

pa, come nella settimana santa, nei deltà. Passiamo ora a parlare dei
Pontificali solenni, e per le cappel- Capotori, o milizia dei feudi del se-
le Papali della prima domenica del- nato romano.
l'avvento, della purificazione, del-
l' annunziata, di s. Fili ppo, dell'
§ II. Milizia dei feudi del senato,
.scensione, di s. Gio. Battista, del-
e popolo romano.
l' assunta, diMaria del Popolo
s.

di s. ed in altre funzioni
Carlo ,

) anche straordinarie, non che nella II senato romano del medio evo,
processione del Corpus Domini, ec. siccome si disse superiormente, rite-
Oltre tali onorifici servigi, e quel- nendo per la tranquillità di Roma
li molti, che presta al magistrato la milizia urbana, per quella de'suoi
romano, ed in Campidoglio, la mi- feudi, e pel presidio de' luoghi forti
lizia urbana de' Capotori prestava di sua giurisdizione, ebbe costante-
que' servigi di piazza, che le erano mente altro corpo militare, che tut-
comandati, specialmente nel tempo tora conservasi. Tal corpo nel se- ,

di carnevale, che venne solo inter- colo XVI, chiama vasi Dei soldati
rotto posteriormente, e nel i835 delle battaglie del popolo romano^,
per alcune vertenze di preeminenza ed oggi distinguesi col titolo Delle
colla guardia civica, istituita nel de- milizie de"feudi del popolo romano.
clinare del secoloXVIII, rinnovata Abbiamo da documenti autentici,
ed aumentata nel 18 16. Nelle ul- che nel i556, nel Pontificato di
time tre sedi vacanti la milizia dei Paolo IV, tal corpo oltre di custo-
Capotori, con ispeciale annuenza dire la città di Cori, e Magliano, e
dei CardinaH camerlenghi di s. Chie- i castelli di Vitorchiano, e Barbe-
sa, compì il suo arruolamento, pre- rano, feudi del senato romano, pre-
stò il suo servigio in Campidoglio, sidiava eziandio la rocca della città
, ,

GAP GAP 79
di Tivoli, a queltempo ancora sog- nini, attuale vigilantissimo colonnel-
getta al medesimo senato. lo coraundante generale di questa
Sebbene esattamente non si co- milìzia.
nosca l'antica organizzazione e la Con superiore disposizione T uffi-

divisione di questo corpo , che per zio di colonnello della milizia dei
altro componevasi di varie e sepa- feudi, fu riunito all'altro di colon-
rate sezioni, certo è, ch'esso dipen- nello della milizia urbana locchè ,

deva interamente da un comandan- dovrà in fatto avverarsi alla prima


te in capo, col titolo di capitano, vacanza di uno de'due attuali uffi-
ovvero duce. Esso veniva eletto dal ziali superiori di questa milizia, cioè
pubblico consiglio, e godeva di mol- il detto cav. Ricci, marchese Rondi-
te facoltà, come di scegliere gli uf- nini, e il marchese Bartolomeo Ca-
fiziali subalterni, giudicare i delitti, pranica, colonnello de' ca potori.
e persino punirli coli' estremo sup- Quantunque lo ri peliamo an-
,

plizio. Fruiva d'uno stipendio il , cora, non si possa stabilire con


quale proporzionatamente si esigeva pi'ccisione quando sia stata orga-
dalle comunali amministrazioni de- nizzata questa antica milizia dei
gli stessi feudi. In origine la dura- feudi del senato romano, rilevasi

ta del suo uffizio era di un anno per altro dalle diverse patenti spe-
in progresso divenne triennale, quin- dite agli uffiziali di grado inferiore
di a vita, come è tuttora. Allorché al colonnello, che suddividevasi irt

cessò di fatto la riunione de' consi- piccoli corpi, e compagnie. Oltre i

gli capitolini (il che avvenne verso sopraindicati servigi , forniva essa
la metà del secolo XVII ), i coman- uomini nelle occasioni delle sedi
danti del medesimo corpo furono vacanti, per completare l'armamen-
eletti dai conservatori di Roma , e to della milizia urbana de' ca potori,
la loro nomina sanzionavasi dal so- che in quelle circostanze, come si

vrano Pontefice. Nella stessa epoca disse, ordinavasi dal senato. Sotto
i comandanti assunsero la qualifica il Pontificato di Clemente Vili, elet-
di Colonnello^ ed anco di Kìlìar' to nel i52 3, con editto del Cardi-
ca^ siccome forse più analoga agli nal Aldobrandini, nipote del Papa
usi del tempo. Questo grado di uf- furono accordati alle milizie de' feu-
fìziale superiore fu sempre ncoper- di, tutti i privilegi goduti dalle al-
to da nobili romani , e nella loro tre milizie Pontificie, privilegi , che
serie piti anticamente rinvengonsi da esse si finirono pacificamente si-

gl'illustri nomi dei Frangipani, dei no 1798, epoca in cui tutte le


al
Savelli, degh Orsini, e de'Tolomei, istituzioni romane, in uno a que-
siccome più modernamente si leg- sto corpo, furono abolite per le ver-

gono registrati quelli dei Grassi, dei tigini repubblicane. Tuttavolta nel
Muti, de' Caprauica ec. Nel Ponti- Pontificato di Pio VII, con bigliet-

ficato di Clemente XIV fu fatto to della segreteria di stato de' i4


colonnello il cav. Odoardo de' cin- luglio r8o4, la milizia de' feudi fu
que Quintilii, il quale disimpegnò ripristinata, e nel dicembre del me-
tale incarico fino al i8o4, in cui desimo anno, con altra disposizione
ottenne un onorevole riposo. A' 3o della segreteria di slato vennero
agosto gli fu dato in successore il tornati in vigore gli antichi privi-

cav. Pietro Ricci marchese Rondi- legi, dettagliati in apposita ordinan-


,,,

8o GAP GAP
za. Fu allora precisamente, che la stano dalle così dette milizie di ri-
milizia de' feudi conseguì una orga- serva. Quantunque incompleto nei
nizzazione più analoga ai tempi, e suoi quadri, tal corpo è però diviso
conforme a quella ricevuta dalle al- ne' feudi nel modo seguente. A Cori
tre milizie provinciali dello stato ec- vi ha un battaglione di fanteria, ed
clesiastico. una compagnia di cavalleria ; a Ma-
Diviso fu il corpo in due batta- gliano vi sono due compagnie di
glioni di fanteria, ed in uno squa- fanteria ed una di cavalleria j a
,

drone di cavalleria. Ogni battaglio- Vitorchiano, ed a Barberano una


ne si compose di quattro compagnie, compagnia di fanteria. Tutto il corpo
e fu sottoposto al comando di un è sottoposto al colonnello, o Riliarca,
ufficiale superiore, ch'ebbe il grado che ha presso di se un aiutante mag-
di maggiore, cui fu aggiunto un a- giore, dipendendo ordinariamente
iutante maggiore. Ciascuna compa- dal magistrato , o senato romano
gnia ebbe il suo capitano, due te- ed anche dal Pontificio governo, per
nenti, e i sotto uffiziali come gli mezzo della segreteria di stato , o
altri corpi. Lo squadrone di caval- della presidenza delle armi, ogni qual
leria fu composto di due compa- volta vengono trasmessi ordini in
gnie, preponendosi al comando di nome del sovrano Pontefice.
esso un altro maggiore, a cui fu as- CAPPA. Veste ecclesiastica, e or-
segnato un aiutante , e ogni com- namento di chiesa, che, secondo il Ma-
pagnia ebbe il capitano, due tenen- cri, sole vasi portare principalmente
ti, ed i soliti sotto uffiziali. Ma non dai cantori [Fedi), e dai coristi nel-
andò guari, che tal milizia di nuo- le feste solenni. Usasi dal Papa, dai
vo si soppresse nel 1809, nella in- Cardinali , da' vescovi , da' prelati
vasione imperiale francese, e soltan- da' canonici, e da' beneficiati, e per
to al ritorno in Roma di Pio VII, antico privilegio ne hanno l' uso i
con autorizzazione della segreteria cubicularii Pontificii , ed altri , va-
di stato, emanata a' 6 dicembre riando nelle forme, nel colore e nel
18 14, le fu ridonata 1' antica e- drappo, come si dirà. In latino vie-
sistenza. In progresso, nelle turbo- ne chiamata Cappa ^ Capa ^ sa-
lenze del i83i, fiu'ono mede-
alla cra trabea , vesds pluvialis , e pel
sima distribuite delle armi e fu , suo cappuccio [Fedi), da molti scrit-
utilmente impiegata al mantenimen- tori si chiama Caputium^ et Capi-
to della pubblica tranquillità. Nel tium.
i835 però nacque discussione, se i La cappa de'frati è una specie di
suoi individui avessero il privilegio mantello, con un cappuccio al di die-
di portare le armi da caccia allor- tro, il quale dicesi anco capperuccia,

ché incedono senza uniforme e , ed è usata da alcuni Ordini religiosi


fu decisa la vertenza dalla segrete- in diverse forme specie e colori
,

ria di stato a favore del corpo. come può vedere a' loro articoli,
si

Questa milizia ha 1' uniforme suo anzi anticamente una sorte di colore
proprio , e continua a prestare un si chiamò Cappa di frati ^ ed in
onorato servigio, disimpegnando nei latino tal cappa si dice pallium, ve-
feudi del senato romano quelle at- slis cuculiata j casula. Il Ducange nel
tribuzioni , che nelle altre città e suo Glossario ecco come la descris-
paesi dello stato ecclesiastico si pre- se: Cappa tunicae talaris , et la-
,

GAP CAP 8i
xwn's species fiat j quasi caeteris nella forma, pure in essa non mai
vi'stihus sitpcriiìduchatur pallii in- s* introdusse il capo, come nella pe-
star-y linde On'gineSj cap. 3i, capam nula , ma s* imponeva sulle spalle.
divtam scripsit , quia quasi totum E siccome era tutta aperta nella
capiat lìominvm. V. il Burio, Ono- parte anteriore, così si riunivano am-
lììasticon elyniologicum j alla parola bedue le parli sopra al petto, o con
Cappa. fìbbie, o con altri legami, come tut-
La Cappa viene originariamente tora si usa, ajflìne di poter aver li-

dal mantello degli antichi detto Pc- bere le mani per sostenere i libri
nuìa _,
adoperavano contro
che essi del canto, adoperare il turibolo, ed
il freddo , La penula
e la pioggia. eseguire le altre azioni negli ufficii
era nna veste rotonda, che ricuopri- divini, e sacre funzioni della Chiesa.
va tutta la persona , senza veruna Quindi per molti anni Cappa si
apertura , eccettuata quella per cui chiamò il piviale, e ne' rituali anti^
s' introduceva il capo , onde veniva chi, parlandosi di quello del Papa,
sostenuta dalle spalle, dietro le quali si trova pure appellato col nome di
era aggiunto un piccolo cappuccio, Cappa, osservando il Bernini, il tribu-
che cuopriva il capo. Da ciò appunto nale della Rota, p. 87, che il piviale
si disse Cappa, o Capa, dalla pa- sino al secolo X continuò a chia-
rola latina caput, o dal verbo ca- marsi Cappa , onde ne venne la di-
pere , perchè le cappe racchiudono stinzione tanto del nome , quanto
tutto il corpo intiero; onde cappa della forma della veste, che dell'uso.
e cappuccio in origine servì ad in- Per altro nella Cappa rimase il cap-
dicare un gran manto con cappuc- puccio del piviale, ed in questo la
cio unito, chesi rialzava sopra la te- similitudine della Cappa. La Cappa
sta. Ma
siccome dalla forma della divenne una veste di comodo, di
veste penula , procede la casula , o distinzione e di onore, e non co-
pianeta, adoperata dai sacerdoti, ri- mune che ad alcuni ecclesiastici
tenuta dai greci, e variala nella for- principali dottori, e cubicularii Pon-
ma dai latini , così dalla medesima tificii ec. , ed il piviale fu soltanto
cappa, o penula, ebbe origine la cap- ristretto ad uso degli ecclesiastici
pa detta pluvialis volgarmente , e siccome veste sacra. Ne rimase però
piviale (i^edi), e si adoperava in l'uso agli avvocati concistoriali, ben-
tempo di pioggia anticamente nelle ché laici, per la coronazione , e pel
pubbliche processioni, non solamente possesso de' Papi. Per altro l' impe-
dal clero, ma dai cantori, e dai laici; ratore se assiste nella cappella Pon-
anzi la Cappa fu poscia comune an- tificia al mattutino della notte di
che alle donne, per cui non è stata Natale, per cantare la lezione, il de-
mai annoverata tra le vesti sacre, ve portare non coli' apertura sul
pei che non henedìcitur, cum sìt pa- braccio destro, come gli altri sovra-
ranientuni ad sacrificiuni ordina- ni , nel ricevere il donativo dello
tum, ma piuttosto, come si disse, or- stocco benedetto, o per altre funzio-
dinato alla difesa del corpo , o dal ni, ma ante pectus ut episcopi.
freddo nelle chiese ,
perchè poi fu Tuttavolta il detto Gavanto, De
aggiunta la pelle, o dalla piof](gia ruh. missae, tit. 19, scrisse: Pluvia-
nelle strade. lis, et Cappa sunt idem j ma il I3o-
La Cappa, delta piviale, variò nanni, Gerarchia eccl. pag. 43 a, ri-
voL. vin. 6
82 GAP CAP
flette, che quantunque col medesimo 328, e dal Bisciola nel compendio
nome anticamente si appellassero am- degli Annali ecclesiastici, la soprav-
bedue le vesti, nuUadimeno non fu- este monastica volgarmente chia-
rono la medesima veste, essendo il mata cocolla, facilmente diede oc-
piviale aperto nella parte anteriore, casione di adottarsi dal clero una
ritenendo la sola forma del cappuc- simile veste, ampia e talare anche
cio de' primi secoli. Ma la Cappa per riparo dal freddo nelle lunghe
sempre fu chiusa, e ad essa fu sem- funzioni, e nel salmeggio diurno, e
pre congiunto il cappuccio. Che que- notturno in tempi rigidi nelle basi-
sta sorte di veste fosse comune ai liche , sa che mai si
nelle quali si

diaconi nel VI secolo, lo afferma interrompeva il salmeggiare , suc-


s. Gregorio di Tours, che visse nel cedendo perciò al primo coro dei
596, come riporta il Mabillon, Li- monaci, il secondo, e a questo il
iurg. gali. cap. 7, lib. I, che la Ca- terzo.
sula j e la Capsa erano due cose Passato poi tal uso nella Chiesa,
diverse. La casula significava la veste e succeduto clero secolare, con
il

sacerdotale, ma la capsa era la ve- eleggere altro metodo, e rito nel


ste usata dal diacono, la quale, quasi salmeggio, terminò anche l'uso del-
simile nella forma, era di lino bianco la cappa, che in tal tempo dicevasi
ampia e talare senza maniche. » Ca- Cappa Choralisj come notò Mat-
f) psa QiWtexn^ die egli, dilatata erat ", teo Parisio, perchè ordinariamen-
e poi soggiunge che un certo dia-
, te si adoperava nel coro ove si
cono , a cui avea do-
il vescovo cantavano i salmi, rimanendo sol-
nata simile veste >> ex promiscue, tanto l'uso di essa nelle flmzioni
f> indutus absque religione proce- ecclesiastiche per segno, e ornamen-
« dens deciso cuculio tegumen ex to di dignità , onde distinguere , e
>» ilio pedibus aptavit ". Spiegan- onorare le persone, a maggior de-
do poi tal sorte di veste , dice : coro delle stesse funzioni. Vi si ag-
fiErat proinde capsa illud ge- giunse di poi la fodera di pelle di
>»nus indumenti, quod modo Cap- armellini bianca, o bigia nell'inver-
» pamappellamus cujus pars po- , no, e la fodera di seta nell'estate,
« sterior humeris dependens prò cu- e si aggiunse la coda per renderla
» cullo quoniam erat ad caput
,
maestosa, chiamandosi Cappa ma-
» operiendum qualis est Cappa s.
,
gna, allorché si spiega, e col lungo
f> Audomari episcopi in s. Bertini strascino di coda ricuopre in giro
» monasterio hactenus asservata ". chi la porta. Il Sarnelli nel tom. II,

Tal sorte di veste deve esser proce- pag. 62, Della forma di alcune ve-
duta dal monachismo, come affermò sti ecclesiastiche^ somiglianti a quel-
Macri nel Hìerolexìcon^ al vocabolo le degli antichi romani, dice, che
Cappa. >i Cappa haec ab habitus la cappa magna del vescovo somi-
« monachorum forma desumpta fuit, glia assai alia toga per la forma,
9i quando ecclesiam gubernarunt "; e per l'uso, chiamandosi Toga tra-
giacche sino dal IV secolo, in cui bea quella ornata nel lembo di por-
si propagò il governo della chiesa pora, e circondata di faccie larghe
con r elezione di un maggior nume- tessute della stessa porpora , e que-
ro di santi vescovi scelti dai monaci, sta rassomigliarsi alla cappa magna
come si ha dal Barcoio all' anno de' Cardinali. In quanto al significa-
,

GAP CAP 83
to della cappa del vescovo, essa di- scovo greco ha ne* quattro lati al-
nota remiiionte dignità sacerdotale. trettante pezze quadre di diverso
Ruperto, in cap. i Apocal. , dice colore, che rappresentano i quattro
che nella coda, o strascino vuoisi evangelisti, ed è chiamata Mandyas.
dimostrare, che la dignità sacerdo-
tale durerà sino al giorno del giu- § I. Della Cappa del Sommo
dizio, secondo la predizione del Sal- Pontefice.
mista Tu es sacerdos in aeternum^
:

Psal. 109. Si porta poi la coda pie- La cappa, che usava il Papa, era
gala, e involta solto il braccio, per- rossa, di velluto, di saja, e di scar-
chè l'autorità ecclesiastica non si latto, foderata di armellini. La as-
deve manifestare, se non in tempo sumeva di velluto nel mattutino
di necessità per l'onore di Dio, e della notte di Natale, di saia ne' tre
salute delle anime. La pelle con cui mattutini delle tenebre nella setti-
è foderala, e che presso il collo, e mana santa, e talora con essa si

sopra il petto si stende, serve di portò ad adorare la croce mattina la


ammonizione a chi la porta, ch'egli del venerdì santo, e di scarlatto era
e peccatore, come si esprime s. Ago- quella con cui assisteva al mattutino
stino, contva mendaci um e. io, ov- dell'anniversario de' fedeli defunti; do-
vero eh' egli è mortale come avver- ^
po però il Pontificato di Pio VI non
tì Origene. abbiamo esempi, che fosse adoperata
In quanto al manto , o cappa dai successori. Il Macri dice, che il
de' vescovi greci antica , e moderna, Papa nelle cappelle di lutto usava
sappiamo dal SarnelH, tom. X p. 43, la cappa magna di saia rossa , fo-
ch'essa è segnata con qualche cro- derata nel cappuccio con pelli d'ar-
ce, e con certi O che rassomiglia-
; meUino, tutta aperta davanti, dal-
no al laticlavo de' romani, i quali l'alto al basso^ chiamata dal Ceii-
nella veste senatoria usavano tali monialc Mantum., Chlamys coccinea,
segni, che se erano d'oro chiama- , Chlaniys ruhea. Il Sestini nel suo
vano là veste palmata, e se di por- Maestro di Camera stampato nel
pora verrucata Gli augustoclavi
. 1634, aggiugne, che quando il Pon-
erano de' cavalieri romani, ed il da- tefice usa cappa rossa, col cappuc-
vo, o capo de' chiodi, erano alcuni cio di essa si cuopre al trono in- ,

pezzetti di porpora rotondi. Quindi tanto che si cantano i salmi, non


la cnppa de' vescovi greci fu incre- usa mitra, ed entra in cappella il pri-
spala nel collo, e aperta davanti; ha mo dopo la croce, in mezzo ad un
per ornamento certe liste di raso Cardinale diacono , e al vescovo più
rosse e bianche a guisa di fiumi degno. Rileva ancora il Sestini, che
simbolo della predicazione
che a , essendo stato Bonilàcio IX, del iSSq,
guisa di fiume sgorga dal seno del r istitutore di tal cappa fu adope- ,

vescovo, alludendosi anche al detto rata fino a Leone del i5i3 cheX
di Cristo Flwnina de ventre ej'iis
: la rifece, e dice, che a' suoi tempi an-
fluent aquac vivae. Le dette striscio cora durava , onde in duecento e
dinotano eziandio l'acqua, e il san- quarant'anni, stante il poco uso, solo
gue uscito dal costato di Gesù Cri- due di velluto ne furono fatte. Rilc-
sto, come spiega Gregoras al lib. vifimo poi dal Cancellieri , nelle
VI, cap. T. Inoltre la cappa del vc- Cappelle Pontificie^ che quando il
,, ,

f4 GAP CAP
Papa nelle suddette funzioni pren- corno Gaetani, creato da Bonifacio
deva la cappa rossa di velluto, di Vili suo zio nel 129^, come si ri-
saia, o di scarlatto, sedeva al trono leva nel suo libro de' Sagri riti,
senza l'assistenza de' Cardinali dia- cap. 93, ove tratta dell' uffizio del
coni, i quali siedono allora ai loro venerdì santo: « Papa venit ad ca-
posti,come si ha dall'Amelio nel- « pellam cum Cappa clausa de scar-
1'Ordine Romano ^
XV
pag. 45 1 > w lato rubeo, foderata de herminis
e i due vescovi assistenti al soglio « clausa a medio pectore rursum
piti antichi, gli sostenevano lo stra- » et aperta deorsum. CucuUam sem-
scico, o coda. Noi aggiungiamo, « per tenet su pra caput , et sine
che due camerieri segreti sosteneva- » mitra in cathedra nuda sedet ";
no i lembi davanti. Quando poi in locchè dimostra T anteriorità della
detti tempi i Papi non prendevano Cappa Pontificia, a quelli che di-
la cappa , come si pratica oggidì cono averla istituita Bonifacio IX,
nel mattutino della notte di Na- del 1 389, come rilevasi dal seguente
tale indossavano il piviale bian- passo riportato dal Cancellieri, No-
co con mitra di lama d'oro, e tizie sulla vigilia di Natale, p. -i i :

negli altri mattutini , e funzioni il >i De matutinis vei'o Papa venit


piviale rosso, con mitra di tocca di » indutus Cappa
lanea. Modernis
argento. » temporibus de veluto creme-
est
Passiamo a dire della vera origi- '> sino, foderata de ermellinis. Hoc
ne della Cappa del Papa , del suo » adinvenit Bonifacius IX. Cappa
colore, forma, uso, ed altro che la » lanea de scarlato rubeo clausa
riguarda, colla scorta del p. Bonan- " usque ad medium pectoris, cum
ni , che nella sua Gerarchia Eccl. '» bireta connodata subtus barbam
tratta al capo LXXIII, Della Cap- « propter frigus et sine mitra se-
pa usata dal Sommo Pontefice as- « det in dictis matutinis, quas ipse
sistente agli ufficii divini nella Cap- » incipit more solito. Nec stant
pella. Di questa Cappa si fa men- » ante ipsum , nec ad latera
zione nel libro II , cap. ^i Del- « Cardinales diaconi , sed sedent
le sagre cerimonie , pubblicato da " in scamnis suis juxta ordinem
Cristoforo Marcello,
ove trattando >» suum ".

del mattutino del meicoledi santo Altra menzione più antica della
dice che il Papa » indutus amictu, cappa del Papa non si rinviene,
» alba , cingulo , stola violacea , et sebbene molti autori parlando delle
5s manto cum capuccio inverso su- vesti Pontificie, nominino vagamen-
»i pra caput, vel capa rubra de te la cappa, il piviale, il manto,
?j scarlato sine mitra, etc. ". Della la clamide, e il mantello. Tuttavia
medesima fece memoria il citato abbiamo da Anastasio bibliotecario,
Pietro Amelio nel Ceremoniale ^ che appena eletto il Papa, gli s' im-
cap. 75, parlando della VI feria poneva la cappa, al qual uso allu-
della settimana santa , dicendo che dendo s, Pier Damiani, quando
il Papa portandosi ad assistere alla scrisse all' antipapa Cadaloo, come
cappella » accipit Cappam de scar- riferisce il 1062,
Baronio all'anno
» Iato rubeo pectore usque ad pe- gli disse: •' Habes nunc forsan mi-
» des, ec. " e dichiaia che tal rito ^- tram, habes juxta morem Romani
si usava a' tempi del Cardinal Gia- « Pontificis rubeam cappam?" Altri
GAP CAP 85
Ui t;hirtn1arono pallio, altri mantello. vuoisi introdotta la Cappa, e sosti»,
Così Pietro Diacono nel c<ipit. 29, tuita alper essere meno
piviale
lib. 4 cJ''lle Cronache di Ulontecas-
» preziosa di questo, e più conveniente
ino ,lece memoria che Alessio, im- in tal tempo, giacche essendo il pi-
peratore d' Oriente , mandò « pal- viale di seta con ricami d'oro' fer-
"
» purpureum optimum
liiim etc. mato con gioiello, o formale di pre-
La Cappa fu xJetta Clamide, dicen- gio, non si credettero ornamenti
doci r Amelio) che il menzionato convenevoli alla celebrazione della
Bonifacio IX trovandosi in Perugia, morte del Redentore, e molto meno
ed assistendo alla messa nella notte nella notte di Natale, in cui pove-
di Natale, a cagione di quanto sof- ro, e abbietto volle nascere in un
friva per la stagione rigidissima, presepio. E il detto Bonanni riporta
depose il piviale, e la mitra, e si nel citato luogo le figure di Eugenio
vestì della clamide , ossia Cappa IV, vestito di Cappa, che assistette
chiusa di scarlatto, foderata di pelli coir imperatore Paleologo al concilio
di armellino. Che per clamide non generale Firenze del i437j e
di
sidebba intendere sempre la Cap- quella Innocenzod' , del 1 644 > X
pa, ma piuttosto il piviale, si rileva presa dal Ceremoniale de' Vescovi,
dal canonico Benedetto, che parlan- che si pubbhcò nel suo pontificato.
do nel cap. XI delle cerimonie usate
in Coena Domini^ dice che, finita la § II. Cappa de Cardinali.
messa, il Papa »y indutus cum caete-
w ris ad palati um in basilica s. Lau- La origine della Cappa Cardina-
» renili revertitur, ibique expoliat se lizia si fa derivare da Bonifacio VIII
» usque ad Dalmaticam, et apposita creato nel 1294, come asserisce nella
» chlamyde rubea ipsi ad collum di lui vita il Ciacconio, e Girolamo
« sedet etc. " Altri poi stimano do- Albano alla quest. 8, de Carditi.,
versi intendere per clamide quella, come ancora l'uso della Porpora
che diciamo mozzetta , oppure la ( J^edi), al qual articolo si riportano
raantellettausata già dai Pontefici gli esempi anteriori, in cui si fa
più lunga di quelle de' Cardinali, e menzione di Cardinali decorati di
de' vescovi d'oggidì, che perciò tal- essa. Poco differisce nella forma la
volta si legge indicata colla voce Cappa Cardinalizia dalla canonicale,
Manlelluni. V. l'articolo Mozzetta. e vescovile, se non nell' ampiezza
Finalmente in quanto al colore della veste talare a cui fu aggiunto
purpureo della Cappa del Papa, e il cappuccio, reso comune in Avi-
particolarmente di quella della set- gnone dopoché i Papi sino dal i3o5
timana santa si riconosce la me- , vi stabilirono la sede Pontificia. Ivi
moria dello spargimento del sangue essendo il clima umido, e freddo,
fatto dal Redentore nella sua pas- bisognava che si cuoprissero, e di-
sione. Anticamente, in segno di fendessero anche con foderare il
duolo, i Pontefici solevano usare cappuccio con pelli. Il Davanlria
vesti di color nero, come si legge nel suo Cerimoniale presso il Macri,
nel rituale mentovato Cardinal
dèi allerma che queste pelli furono gri-
Gaetani cap. 82, Per questa stessa gie ne' giorni di lutto, e particolar-
mestizia osservata dai Papi ne' tempi mente dal mercoledì al sabba to san-
del triduo della sctliuiajia santa, to; ma poi le pelli furono in ogni
^8b CAP CAP
tempo di armellini bianchi, che se- pa eguale a quello dell'abito dtlhìt
condo il beneplacito del Papa, si religione a cui aveano ap{>arfeenuto,
mettono per s. Caterina a' i5 no- restando però vietata ai piloni la se-
vembre, e si levano ordinariamente ta. In quanto alle pelli delle cappe

per l'Ascensione. Talvolta però fu- degli altri Cardinali , finti , o mona-

rono messe e levate prima di tali ci , esse debbono essere anche del
epoche toccando al prefetto de' ce-
, colore dell' abito , sir::ome le loro
rimonieri, inteso il volere del Papa, cappe sono di saja, o mirinosse,
mandare la schedula di avviso, per non variano mai , e servono in ogni
togliere, o rimettere le pelli sulle tempo.
cappe CardinaH , che di
tanto de' La Cappa de' Cardinali si mette
ogni altro che abbia luogo in cap- sopra il rocchetto , dopo che si sono
pella, per mezzo de' pontificii cur- levati la mezzetta , e la mantelletta,
sori. I Cardinali arcipreti delle ba- e viene sciolta nella funzione dal
siliche , in esse si uniformano alla caudatario (Predi'), che quando é
consuetudine del capitolo, riguardo ripiegata sostiene la coda. Colla cap-
alle peUi d'armeUini, e se accadesse pa i Cardinali usano la berretta ros-
la celebrazione de' vesperi con inter- sa (Fedi), ma nelle cavalcate (Fe-
vento del sacro Collegio nella pro- di), cuoprendosi ilcapo col cappuc-
pria basilica , seguono gli arcipreti cio della cappa , su di esso sovrap-
il costume del capitolo , piuttosto ponevano il cappello pontificale rosso.
che quello de' colleghi. 11 cappuccio della cappa si pone in
Sì vuole che anticamente le Cap- testa a Cardinali quando ricevono
pe de' Cardinali fossero di colore dal Papa il cappello rosso [Vedi),
paonazzo, com' è di parere il Macri. quando passano dopo tal funzione in
11 Sabellico , il Platina , e il Vo- cappella pel Te Deum, quando dan-
laterrano sono di avviso, che soltan- no la benedizione nelle loro chiese
to Paolo II, del 14^45 concedesse titolari, e in altre circostanze. Allor-
a' Cardinali le cappe rosse , insieme ché i Cardinali entrano in cappella,
ad altri ornamenti, e che Bonifacio la Cappa viene spiegata, ed allora
Vili avesse loro solo accordato la comparisce in un modo imponente
cappa paonazza colle vesti di por-
, per la sua ampiezza , ricordandosi
pora , rimanendo la distinzione a con ciò a' Cardinali, ch'essi sono il

tenore delle funzioni, il colore pao- senato ecclesiastico , incaricato a


nazzo, come si dirà ; dappoiché il so- sostenere il governo del cristianesi-
lo Pontefice usò sempre la Cappa mo, come spiega il Bonanni, ovvero
purpurea di lana, e di velluto. Jl si può applicare quanto dice il Macri

motivo poi per cui Paolo II deter- succitato, che cioè rappresenta la gran-
minò la Cappa rossa a' Cardinali , e dezza della dignità sacerdotale, la
di cambellotto, e di seta, fu acciocché quale durerà sino alla fine del mon-
anche in questo indumento fossero do. Si pone sotto il braccio, e si

distinti dai vescovi, e altri prelati, ravvolge, come spiegasi dal p. Tobia
i quali usavano cappe della medesi- Corona, De" scirri templi par. i. pag,
ma forma, colore e materia, la- 1 68, per dinotare, che l'autorità e giu-

sciando per altro a"" Cardinali religio- risdizione ecclesiastica, si dee spiegare
si , meno i chierici regolari , i
pp. nelle occorrenze per Tonore di Dio, e
dell' Oratorio ec, il colore della cap- in ajuto del prossimo, e che pel biac-
j

GAP CAP 87
ciò suole la Sacra Scrittura significa- le cose umane, e per esse non mo-
re l'autorità sacerdotale essendo stato strare mestizia, uniformandosi solo al-
detto Praccidam brachium
ad Eli : la mestizia della Chiesa nelle vesti, e
tuuni. In cappella due Cardinali i Cappe paonazze nel venerdì santo, in
diaconi assistenti al soglio dovendo , cuiportano quella di sajetta paona/za,
continuamente agire, non portano la mentre i Cardinali creature la assu-
Cappa sciolta, ma ripiegata sotto il mono nell'esequie novendiali de' Pon-
braccio sinistro. Anticamente ancor teficij o, per dir meglio, in sede va-
essi la lasciavano sciolta, ripiegandola cante, prima di entrare in conclave.
alla meglio sotto il detto braccio, co- Le Cappe si custodiscono entro sac-
me nota il Cancellieri ne' suoi Pos- coccie di tela del medesimo colore,
sessi p. 2 12, e nelle sue Cappelle , p. e sono poste in dosso ai Cardinali
II 8. Né dee tralasciarsi di avvertire, dai decani, coli' assistenza del mae-
che le Cappe si sciolgono dai Cardi- stro di camera o gentiluomini.
nali soltanto nelle cappelle Pontificie In quanto al rito, che i Cardina-
e che il Cardinal Guidiccioni mori H di santa romana Chiesa osserva-
nel i549 per una caduta fatta nell' in- no nella variazione dei colori delle
ciampare sulla coda del Cardinal s. Cappe, diremo prima di quella di co-
Angelo. lore rosso, e poi di quella di colore
Le Cappe usate dai Cardinali so- violaceo, o paonazzo. I Cardinali
no tre: la prima è
porpora di a- di pertanto usano la Cappa rossa, quan-
muer ondata, la seconda di seta pao- do vanno vestiti di rosso, cioè dal
nazza, egualmente ondata, la terza di vespero della vigilia di Natale, sino
sajetta pure paonazza. Quando sui alla Settuagesima e dalla Pasqua
,

cappucci di tutte tre non havvi la di resurrezione prima do-


, fino alla
pelle d' armellino, sono foderate di se- menica dall'avvento, eccettuati però
ta, cioè di porpora la rossa, e le al- i venerdì ed altri tempi, in cui vesto-

tre due di seta cremisi. E benché no di paonazzo. Nondimeno, a me-


nella IV domenica di quaresima, e glio spiegarci, le Cappe rosse si as-
nella III dell' avvento i Cardinali ve- sumono in tutti i vesperi e cappel-
stano di colore rosaceo, le Cappe non le sebbene il Papa non
Pontificie,
sono di tale colore, ma di seta pao- v' intervenga , purché esse si cele-
nazza con pelli di armellino. In con- brino, ne' tempi nei quali si adopera
clave i Cardinali non usano le Cappe, l'abito rosso. Nelle cappelle della
ma la croccia [Vedi). Tuttavia si ha Cattedia di s. Pietro , dell' Annun-
che anticamente le portavano in con- ziata, per r anniversario della crea-
clave con pelli di colore cinerino. zione e coronazione del Papa, seb-
11 Macri aggiunge, che una volta i bene cadessero in settuagesima, o
Cardinali assumevano in conclave la quaresima , si usano le cappe rosse,
Cappa nera foderata nel cappuccio ben inteso però, che se tali anniver-
con pelle nera. Ma ai Cardinali è sarii cadessero in una delle dome-
vietato il corruccio, o il color nero, niche di quaresima, o dell'avven-
perchè essendo il Papa pel sublime to o della settimana santa, i Cardi-
suo grado superiore a tutti, né do- nali vestiranno vesti e cappe pao-
vendo essere turbato per nessun av- nazze, ed il restante del gioì no u-
venimento, cos\ Cardinali per la lo- i seranno vesti rosse. Pure osserva
ro dignità devono essere superiori al- Scipione Amati nel Maestro di Qt*
,,

8H GAP CAP
mera del Seslini, che alcuna volta ss. Sacramento esposto. Ne* secondi
sotto Leone X si praticò il contra- vesperi della Cattedra di s. Pietro,
rio. Nelle cappelle per le elezioni il Cardinal arciprete usa Cappa ros-
degli imperatori, i Cardinali vesti- sa, gli altri Cardinali paonazza, co-
rono abiti e cappe rosse, ad onta me si pratica per quello della de-
che cadessero in avvento o quare- dicazione i8 no-
della basilica a'
sima. Clemente XIV, facendosi con- vembre, in cui r arciprete, per uni-
sacrare vescovo, volle che la messa formarsi al capitolo, ha pure messo
fosse semplicemente letta, e non so- r armellino sulla cappa rossa. Nella
lenne, e che i Cardinali invece dei basilica liberiana, ne' vesperi di s.

paramenti sacri, prendessero le cap- Maria Neve, e per l'Assun-


della
pe rosse. zione, r arciprete porta cappa rossa,
Le cappe rosse si mettono nella e gli altri Cardinali l'hanno paonazza.
mattina del sabbato santo , in cui Altrettanto si fa nella basilica latera-
vengono levate le paonazze, dopo il nense , ne' vesperi dell' Ascensione
versetto Peccatores^ te rogamus ali- di s. Gio. Battista , e a' 9 novem-
di non, ad onta che la sottana, e bre per la dedicazione della chiesa :

fascia siano paonazze. Rossa dev'esse- anzi in questo vespero 1' arciprete
re la cappa nelle cappelle dell'An- per uniformarsi al capitolo sulla cap-
nunziata e della Concezione (ben- pa usa l'armellino. Se nei pontiQ-
ché cadano in quaresima, ed avven- cali di Pasqua, di s. Pietro e di Na-
to ) nelle tre feste di Natale, Pas-
, tale, il Papa o non celebra , o non
qua di resurrezione e nella Pente- interviene, i Cardinali, in luogo dei
coste, compresi i vesperì che si ce- paramenti, usano cappe rosse e scar-
lebrano nelle basiliche, come in quel- pe nere ricevendo la comunione i
,

li di s. Pietro. Ma se in questo gior- CardinaU diaconi colla stola sulla ,

no i Cardinali dovessero recarsi in cappa sciolta. Altrettanto si dica dei


altro luogo fuori della basilica va- vesperi Pontificali per dette solen-
ticana,useranno cappa paonazza. E nità, cioè di s. Pietro e di Natale,
da avvertirsi però, che in tal gior- in cui i Cardinali rendono l'ubbi-
no i Cardinali non possono mettersi dienza al Papa colle cappe rosse
la cappa né in chiesa, né in sagri- indi assumono i paramenti sacri ,
stia, ma nella camera capitolare de' seppure non li avessero presi, come
canonici ove celebrano le congre-
, praticò talvolta. Non pertanto Pio
vSi

gazioni ne' novendiali per la morte Vili, benché per la festa di s. Pie-
del Papa, in cappa paonazza. Rossa tro non pontificasse, ma solo assi-
debb' essere la cappa per cappelle di stesse , volle che il sagro Collegio
pubbliche allegrezze, come di vitto- vi prendesse i paramenti sagri , e
rie e paci, e quando il Papa battezzi le scarpe avendo
di colore rosso ,

o cresimi ebrei, o altri, ciò che tal- similmente praticato Pio VII pel ,

volta si fece al battisterio latera- Pontificale di Pasqua del 1819, in


nense, eccettuati i tempi in cui si cui celebrò la messa il Cardinal
veste di paonazzo, su di che è a ve- decano in occasione della presenza
,

dersir articolo Vesti Cardinalizie. in Roma dell' imperatore France-


Rossa debb' essere pure in tutte le sco I.

processioni dell' ottava del Corpus Per la cappella Cardinalizia di


Dominij e ne' vesperi celebi^ati col s. Boudveutura , che si celebra iu.
, ,

GAP CAP <S9

ss. XII Apostoli, il sagro Collegio il colore di rosa, benché primoil

vi si reca in vesti rosse e cappe si adoperi nelle feste solenni, % l'al-


paonazze, mentre il Cardinal tito- tro ne' diversi anno, e
tempi dell'

lare usa cappa rossa. Altrettanto si particolarmente quando


Chiesa la

lìi nella cappella Cardinalizia , che prescrive i colori di penitenza, mor-


fci celebra a s. Marcello, per la fe- tificazione o lutto, secondo i misteri,
sta dell' Esaltazione, della ss. Croce, che celebra. La Cappa paonazza si
giacche il Cardinal titolare nella porta dai Cardinali di Santa Roma-
sua chiesa, per la. piena giurisdi- na Chiesa ordinariamente e senza ,

zione che vi esercita, nel recarvisi veruna eccezione, oltre quanto ab-
usa sempre vesti e cappe rosse, co- biamo detto dell' uso della Cappa
me abbiamo detto de' Cardinali ar- rossa , ne' concistori tanto pubblici
cipreti, meno che nelle cappelle di che semipubblici e segreti. Dal Dia-
esequie. E se nell'avvento, quare- rio però del maestro di cerimonie
sima, o tempora, e vigilie coman- De Grassis che quando
si legge ,

date si celebrassero altre funzioni Leone X Bologna nel


ricevette in
compresa quella delle quaranta ore, concistoro pubblico, Francesco re di
in cui si ilespone
ss. Sacramento Francia , i Cardinali assunsero le
con processione, allora assumeranno Cappe rosse. La Cappa
paonazza
i Cardinali vesti e cappe paonazze, egualmente adopera dal sacro
si

soltanto eccettuata la festa titolare Collegio nelle dispute, o conclusioni


della chiesa, in cui prendono il ve- degli uditori di Rota, e degli avvo-
stiario e le cappe rosse. Colla cap- cati concistoriali nell'aula della can-
pa e cappuccio in testa , i Cardi- celleria, e nelle chiese, quando sono
nali titolari nelle rispettive chiese dedicate ad un Cardinale, come an-
compartono la trina e solenne be- cora ne' capitoli. Si devono però
nedizione, con indulgenza, che si eccettuare le tre feste di Natale, di
pubblica da un canonico , o sacer- Pasqua di Risurrezione, e della Pen-
dote della medesima ( V. Titoli tecoste, e quelle di s. Pietro, ed
Caedinalizii ). I Cardinali legati a ottava del Corpus Domìnij in cui,
lataCy nel luogo della loro giurisdi- come si disse superiormente, le por-
zione, e secondo il contenuto del bre- tano rosse. Alle altre conclusio-
ve apostoHco, oltre l'uso della cro- ni, i Cardinali si recano in abito
ce, e il poter benedire, possono ve- senza paonazza, nonché in
cappa
stire abiti, e cappe rosse nelle cap- tutte le prediche, che si fanno tanto

pelle ed altre funzioni. nel palazzo apostolico, che nelle


Passiamo a trattare dei tempi e chiese, eccettuate le nominate festi-
funzioni, in cui si adopera dai Car- vità. Quando il p. Micara, predica-
dinali la cappa violacea, o paonazza, tore apostolico, fu pubblicato Car-
avvertendosi che questo colore si dinale in quaresima da Leone XI 1,
dee considerare quasi fosse color di continuò a fare le prediche nello
porpora, come osservò il Bonanni, Pontifìcie camere, al Papa, e al
capo CIX Della Cappa Cardinali- sacro Collegio, per tutto il tempo
zìa pag. 4^^j dicendo, che Plinio quadragesimale, vestito colla cap-
riconobbe la porpora di due specie, pa. Inoltre la c<\ppa paonazza si
una di colore acceso, l'altia di colo- usa in tulle le cappelle Cardinali-
l'e violaceo, perchè in ognuno spicca zie, meno nelle predelle feslc, e iu
,

90 GAP GAP
tutte le cappelle avvento, e di cleU' berretta in capo si pone a sedere.
quaresima, compresa la lavanda nel Inoltre usavano i Cardinali la cappa
giovedì santo. Che se il tesoriere è paonazza nelle cavalcate, recandosi
Cardinale, in cappa somministra le al concistoro pubblico per prendere

medaglie al Papa pei pellegrini, il cappello Cardinalizio, nelle abiure

od apostoli; ritenuto però che nel- di errori, e delle sette eseguite nelle
la mattina, e giorno del venerdì chiese, nelle congregazioni avanti al
santo, la Cappa è di sajetta, la quale Papa, per le investiture dei domimi
dai Cardinali veniva adoperata an- della Santa Sede, e per altre fun-
che in altre circostanze pel lutto. È zioni e circostanze. Ne' concistori se-
ancora paonazza in tutte le esequie, greti e pubblici si assume sempre
ed anniversari de' fedeli defunti, dei la cappa paonazza, come dicemmo,
Papi, Cardinali e sovrani, compreso fuorché se cadessero nelle feste di

il mattutino de'morti. Se la Purifi- Natale, Pasqua e Pentecoste, in cui


cazione non cade dopo la settuage- si adoprerà la cappa rossa.
sima, terminata la funzione delle
candele, in cui presero i sacri para-
§ III. Cappa de prelati, degli av-
menti, i Cardinali assumono nuo-
vocati concistoriali y de cubicula'
vamente le Cappe rosse, colle quali
riij de'procuratori di collegio^ dei
aveano reso l'ubbidienza, altrimenti
canonici e di altri.
prendono le paonazze, le quali ven-
gono da essi usate nelle cappelle a
s. Lorenzo in Damaso, e nella chiesa Le Cappe de' patriarchi , arcive-
del Gesìi per la solenne esposizione scovi, vescovi e prelati, che ne hanno
del ss. Sacramento; che se il Papa r uso, si resero piti comuni ,
quando
non fa la funzione delle ceneri, i i Papi dimorarono in Avignone. So-
Cardinali, in luogo de' paramenti no tutte di saia paonazza, con istra-
con cappa le ricevono dal celebran- scico, il quale viene ripiegato e attor-
te, e se la festa di s. Gio. Battista tigliato, e sorretto nel fianco sinistro
cade nell'ottava del Corpus Domini^ da una Neil' inverno si fo-
fettuccia.

ai secondi vesperi della basilica la- dera di pelle di armeUino, e negli altri
teranense, i Cardinali prenderanno tempi, cioè dal mese di maggio al no-
le cappe rosse , viceversa devono vembre, pili o meno secondo le con-
essere paonazze. Alla messa della suetudini, la fodera del cappuccio è
beatificazione, i Cardinali della con- di ormesino o di seta cremisi. I pa-
gregazione de' Riti assistono con cap- triarchi , arcivescovi e vescovi reli-

pe paonazze. Il Cardinal penitenziere giosi usano le cappe del colore del-


maggiore, tanto quando prende pos- l'abito dell'Ordine cui appartennero,
sesso della sua carica, alla sua sedia, meno quelli autorizzati da Pontificia
nelle basiliche lateranense, liberiana concessione. Così le pelli, e le fodere
e vaticana, che quando nella dome- di seta si regolano a seconda del co-
nica delle Palme si reca alla prima lore della cappa, eccettuati i chierici

per ascoltarvi le confessioni, nel regolari,ed altre congregazioni, che


mercoledì santo alla seconda, e nel r adoperano come gli altri paonazza,
giovedì santo alla terza, assume e cogli armellini e fodere cremisi,
sempre la cappa paonazza, che, siccome avvertì al § II di ({uesto
si

scioltagli dal suo caudatario, colla articolo, parlandosi delle Cappe dei
,,

CAP CAP ^'"^ìfr^


Cardinali religiosi. F. Caerìmoniale e la seta secondo la stagione ; in
episcoporum^ de Cappa episcopi. ogni altra circostanza porla chiu- si

Gli Oidi nari spiegano le cappe i sa , restando l'armellino, o la setn


nelle loro diocesi, e luoghi di pro- al di dentro. Si sovrappone poi alla
pria giurisdizione , ma in Roma , e soprana di saia paonazza senza ma-
nelle cappelle Pontifìcie, ninno può niche, con tre aperture, una avanti
spiegarla, come non possono spiegar- al petto sino al collo, e le altre ai
la i quantunque collegio,
prelati di lati per introdurvi le braccia , non
meno gli uditori di Rota, ed il com- ha coda come quella de'cubicularii
mendatore di s. Spirito. In quanto ed è tutta stesa sino a' piedi. Nel-
al commendatore di s. Spirito egli , l'inverno portano il cappuccio fode-
in tutte le solennità maggiori, nella rato di pelli di armellino, e negli
chiesa di s. Spirito in Sassia, assi- altri tempi la fodera è di ormesino
ste in coro nel suo seggio con cappa cremisi. Altrettanto usano i soli mon-
sciolta di saietta paonazza. Riguardo signori procuratore generale del fisco
agli uditori di Rota, il Ber- racconta ed il commissario della camera, seb-
nini, il Tribunale della Rota^ pag. bene quest'ultimo anticamente gode-
i83, che nell'apertura del tribunale, va la Cappa rossa de' cubiculari.
la quale si fa a' primi di ottobre nelle Tutti i cubicularii [Fedi), cioè fa-
camere del palazzo vaticano , dopo come « camerieri
migliari Pontificii,
aver ascoltato la messa, passano in » segreti, soprannumerarii, e di ono-
quella dell' auditorio , e disciolta la >» re ecclesiastici, cappellani segreti
Cappa magna che aveano assunto , >} e di onore , cappellani comuni
prima della messa, si pongono a se- « chierici segreti e aiutanti di ca-
dere nelle rispettive cattedre, ed as- mera del Papa ", nelle cavalcate
sistono alla formale lettura delle co- e concistori pubblici, nella processio-
stituzioni apostoliche riguardanti il ne del Corpus Domini ^ e in tutte
tribunale. Quando però gli uditori di le cappelle Pontificie [Vedi), usano
Rota non aveano abito distinto, es- Cappa di saia rossa, con mostre di
sendo anticamente composto il tri- seta rossa, con cappuccio simile guar-
bunale di monaci, di chierici e di nito di pelli di armellino nell' inver-
laici , i primi vestivano di nero , i no , e colla fodera di seta rossa in
i secondi di paonazzo, e poi anche altri tempi. Questa Cappa, che assu-
di nero, e i terzi di rosso. Nelle ese- mono sulla sottana paonazza, è aper-
quie novendiah, e nelle conclusioni ta in sul davanti, senza coda, con
alla cancelleria , e quando si riuni- maniche larghe e corte, con mostre
scono agli avvocati concistoriali in di seta rossa. I bussolanti poi , ai
qualche particolar funzione cogli udi- quali vennero riuniti gli scudieri, e
tori di Rota ,
questi adoperano le i camerieri extra muroSj hanno la
cappe della forma di quelle degli Cappa, <iome i sopraddetti, tanto nel-
avvocati concistoriali. la forma, che nella qualità e colore.
Gli avvocati concistoriali portano Solo diversifica nel cappuccio, che
una Cappa soltanto propria del loro non è ornato né di pelli, ne di fo-
collegio, già usala ne' tempi antichi dera di seta, e soltanto Benedetto
dai Cardinali e dai canonici. Questa XIV, nel 174^) concesse ai canW"
Cappa in presenza del Papa si porta rieri extra muros V uso del cap-
aperta , ossia si mostra l' arinclliiio, puccio. Hanno inoltre l* uso ilella
4

9^ GAP GAP
Cappa, come quella de' camerieri se- mani, della qual forma era quella
greti, sebbene i registri concistoriali de' Cardinali, come si ravvisa dagli
prescrivano quella de' bussolanti col antichi monumenti di pitture, meda-
capj3Uccio però ritorto , e ne' conci- glie, ec. E
il Bonanni dice, che fino

stori sì pubblici che segreti, e nelle a' tempi Innocenzo III, i canonici
d'
esequie de' Papi, e Cardinali , i tre vaticani usavano la cappa di saja ne-
chierici nazionali dell' impero , di ra, cambiata però in paonazza cogli
Francia e di Spagna , vestendo di armellini da Nicolò V, il quale con-
sotto la sottana e fascia paonazza. cesse a' beneficiati la fodera di pelle
V. Concistori. I procuratori di col- cenerina. Diversi Pontefici concedet-
legio (Vedi)^ poiché Leone XII, con tero a'canonici d'insigni capitoh, bene-
breve de' 21 giugno i8si5, li rein- ficiati, e chierici beneficiati l'uso del-
tegrò del loro posto nelle cappelle la cappa nell'inverno, ed a molti ca-
Pontifìcie, ene confermò i privilegi nonici le cappe rosse per ispecial pri-
che godevano, portano Cappa di saia vilegio; altri permisero, come al ca-
nera, con fodera di seta nera, e cap- pitolo di s. Maria in Trastevere in
puccio simile foderato di seta di Roma, di spiegare le Cappe all'ado-
egual colore. La Cappa loro è, come razione della Croce nel venerdì santo,
quella degli avvocati concistoriali, e la congregazione de' Riti, per non
ma non hanno l' uso delle pelli sul dii'e di altri esempi, con decreto de'
cappuccio; la sottana è di seta nera settembre i745' tomo IV. p. 352, n.
neir estate, e di panno nell' inverno. 4029, permise a'canonici della cat-
Finalmente nella cappella Pontifi- tedrale di s. Severo di andare all' a-
cia, quando i chierici regolari, e gli dorazione della Croce colle cappe spie-
alunni de' collegi recitano il discorso, gate.
assumono la cappa di saja paonazza All' articolo Canonici Regolari
con fodera di seta cremisi, e nell' in- (Vcdi)^ si tratta delle Cappe da loro
verno cogli armellini bianchi. usate,con molte erudite, ed analoghe
Riguardo alle Cappe de' canonici, notizie.A Bonifacio Vili era stato do-
oltre quanto si è detto superiormente mandato dall'abbate de'monaci di Co-
sull'origine della Cappa, ed all'arti- lonia r uso della Cappa rossa ; però
colo Caivonici, aggiungeremo col Ma- non gli fu accordata che la Cappia
cri, che anticamente la loro Cappa era nera con lo strascico; e Guglielmo
come quella de frati, tutta aperta conte di Pontieu assegnò a' canonici
davanti, e solamente unita a' piedi, regolari de' ss. Maurizio e compagni
come viene descritta da Nicolò III martiri, acciò portassero sempre a
nelle costituzioni della basilica vaticana, loro onore Cappa rossa, tredici
la
di cui era stato arciprete: >> A vigilia lire come abbiamo da una
d'argento,
=-> scilicet omnium sanctorum usque ad lapide >y Ad emendas vigiliti ulnas
;

" sabbatum sanctum superpelliceas « scarlatae ad ulnam de provinis,


>»lineas deferant, cappas nigras de « ad facienda cappuccia, quae prae-
« sagia simpUces; vel si voluerint « dicti canonici in signum martyrii
" foderatas a cingulo vel circa ex » b.b. martyrum Mauritii, sociorum-
ii parte interiori fixas inferius et a- « que ejus jure ordinis, et consue-
" pertas". I beneficiati però porta- « tudinis in ecclesia gestare rubea
vano le Cappe tutte serrate, con u- « dignoscuntur ".

na piccola apertui'a per cavar le Non si dee tralasciare di far men-


,

GAP CAP 93
7Ìniie del così detto Diritto di Cappa, CAPPADOCIA. Era una delle
che si pagava a* capitoli pc'niiOTi pre- parti più vaste dell' Asia minore.
lati, od ai religiosi pe' nuovi abbati Anticamente eravi soltanto una pro-
commcndatarii, secondo l'uso partico- vincia chiamata Cappadocia, che, se-
lare di a le line chiese. Per diritto di condo Slrabone, i persiani divisero
Cappa s'intende eziandio quello, che in due satrapie, e i macedoni in
certi capitoli esigevano da' canonici due regni, uno dei quali fu appel-
novelli ,
per islallarli^ e dar loro il lato Cappadocia del monte Tau-
possesso in coro, consistente in un do- ro, e
questa era la grande Cap-
nativo di denari da suddividersi fra padocia; l'altro chiamossi di Cap-
i canonici, ciocche vietò il concilio padocia del Ponto. La Cappado-
di Trento, come Pio li precedente- cia detta Magna, per distinguerla
mente avea proibito gli altri regali. da quella del Ponto, che poteva dir-
Per la celebre Cappa di s. Martino si Cappadocia marittima, confinava
s'intese indicare quel mantello o sten- coir Armenia minore , colla Gala-
dardo, aflìdalo alla custodia de' duchi zia ,Licaonia , colla Cilicia
colla
d'Anjou, come siniscalchi di Francia, e e regno del Ponto. Mazaca ^
col
che jìortavasi dall'esercito, consistendo o Eusehia ^ detta poi Cesarea fu
in un velo di taffetà, colla effigie del la Vi regnarono in va-
capitale.
santo, e che era stato posto sulla di rii tempi
Farnace investitone da
lui tomba. Vuoisi da alcuni, come di- Ciro, A riarte, Ariobarzane, ed Ar-
remo all'articolo Cappellani, che i chelao, sotto il quale divenne provin-
cappellani avessero 1' origine dai cu- cia romana per volere del senato,
stodi di tal cappa, e da essa cosi e di Tiberio, e governata dal- fu
sieno stati chiamati. l'ordine de' cavalieri. L' imperatore
Finalmente è da avvertirsi, che nel- Valente, dopo che la Cappadocia
la corte romana si chiamano Cappe era passata dall'impero romano a
nere, quegl'individui, che appartengo- quello de' greci, trascorsa la metà
no alle famiglie nobili dei Cardinali, del IV Cappadocia
secolo, divise la
primari! prelati, principi, ambasciato- in prima, e seconda. Cesarea (Fe-
ri, e nobiltà romana, cioè i loro mae- c?/), già metropoli di tutta la Cap-
stri di camera, i gentiluomini^ i cap- padocia, rimase metropoli della pri-
pellani, e i camerieii ec, perchè ve- ma; la seconda ebbe per capitale
stono abiti neri detti da città, e gli Tiana {Vedi), alle falde del monte
ecclesiastici l'abito talare. Ed ezian- Tauro, quindi l'imperatore Giusti-
dio i camerieri segreti, e
onore di niano I nel VI secolo cambiò anco-
secolari del Papa,chiamansi di spa- ra quest' ordine, e suddivise la se-
da e cappa, perchè coli' abito di cit- conda Cappadocia in seconda e ter-
tà usano pure la spada, come i za dando per metropoli a que-
,

maestri di camera, e i gentiluomini st'ultima la città di Mocesa, che poscia


secolari de' Cardinali, prelati, ed altri dal suo nome prese quello di Giu-
summentovati. La
denominazione stinianopoli ( Fedi). Altri poi dico-
Cappa sembra pro-
in tali individui no, che questo paese veniva separa-
venuta dal fbrrajuolone di scia, o to in due l'Armenia
parti generali,
mantello, anticamente appellalo cap- minore, Cappadocia propria.
e la
pa, e l'aggiunto di nera dal colore Questa era smUlivisa in due gran
di esso, e dal restante dell'abito. Provincie, la gran Cappadocia, quale
,,

Oi GAP CAP
giaceva fra la terra e il Ponto, che tesimo, divenne in seguito vescovo
racchiudeva quanto estendevasi lun- della stessa Cesarea, come attesta il

go il Ponto-Eusino. E questo paese, il p. Sa^igallo, nelle Gesta de' Ponte-


quale comprendeva tutto quello, che fici, titolo 3. Dipoi accadute le ac-
in oggi si conosce sotto il nome ge- cennate della Cappa-
suddivisioni
nerale di Amasia, città, che fu l'an- docia, che ebbe la gloria di pro-
tica residenza dei re di Cappa- durre i santi Gregorio Taumaturgo,
docia , ed alcuni cantoni circon- Basilio // Grande, Gregorio Nazian-
vicini, avea parecchie considerabili zeno, ed altri padri, che ne nobili-
città , delle quali ancora sussiste tarono il suolo, ad onta della men-
la maggior parte , sebbene alcune zionata disposizione di Giustiniano
abbiano cambiato interamente il I, stante quelle del concilio Calcedo-
nome, e quello di altre siasi al- nese, celebrato nel 45» i , il quale avea
terato. In progresso di tempo, nei regolate le sue provincie ecclesiasti-
primordii del XIII secolo, servì di che, in modo che non potessero
asilo all'imperatore Alessio Comne- esserecambiate dal principe la se- ,

no, che Baldovino conte di Fian- de di Mocesa o di Giustinianopoli


dra, alla testa de' francesi, e de' ve- non godeva tuttavia dei diritti me-
neziani, discacciò da Costantinopoli. tropolitici all'epoca del sesto conci-
In allora fu, che Comneno fondò l'im- lio generale, celebrato in Costanti-
pero di Trebisonda il quale soste- , nopoli nell'anno 68o sotto il pon-
nutosi per duecento e cinquant'anni, tificato di Agatone ; e Nazianzo
fu da Maometto II distrutto nel XV ( Vedi), che secondo 1' Oriens cìirist.
secolo, recando prigioniero il regnan- tom. I, p. 35 r, viene posta nella
te Davide Comneno, e tutta l'impe- terza Cappadocia, fu eretta in me-
riale famiglia, onde la Cappadocia tropoli dall'imperatore d'oriente Ro-
ancora interamente cadde in potere mano IV Diogene.
de' turchi. Ecco le sedi vescovili delle tre
Passando a parlare dell'introdu- provincie di Cappadoica. I Cesa-
zione del cristianesimo nella Cappa- rea, metropoli, Nissa , o Niso, Ter-
docia, è da premettersi che la reli- me Basilica , Cissa , Pamuliana, o
gione degli antichi suoi abitanti era Camuliana. II Tiana, metropoli, Ci-
quella dei persiani. In seguito si bestra o Cybistra
, Faustinopoli ,

succedettero i riti barbari, dappoi- Sasime o Zazima, Balbissa. Ili


,

ché si vuole che venissero offerte a Mocesa, o Giustinianopoli, metro-


Comano vittime umane. Certo è, poli, Nazianzo, Colonia, Parnasso
che quando il principe degli apo- Doara.
stoli s. Pietro, passò dalla Palestina Commanvìlle registra le diocesi
nella Soria, fissando anno 38
nell' della prima provincia di Cappado-
dell' era cristiana la sua sede in An- cia, in questo modo: Cesarea, Nis-
tiochia, trascorse quindi le provincie sa, Camuliana, Cissa, Teodosiopoli
di Ponto, Calazi a , e Cappadocia ,
Evaisso, Seria, Arathia^ Epolia , e
predicando per tutto l'evangelo, a- Metodiopoli, ed alla terza provincia,
vendo primieramente nella sua ca- aggiunge alle predette sedi vescovi-
pitale Cesarea battezzato Cornelio li, Meliana fondata nel IX secolo.
centurione romano , che essendo il Due sono i concilii di Cappadocia.
primo de' gentili a ricevere il bat- Il primo vuoisi da alcuni convocato
-

GAP CAP 95
l'anno 827 coll'intervento di s. Basi- che si rizza talvolta nelle guerre, e
lio, per la divisione della Cappadocia in altre circostanze alla testa del
in due provincie, prescritta dall'im- campo , acciò il cappellano vi possa
peratore Valente. S. Basilio come porre V altare [Fedi), e dir la mes-
metropolitano sostenne che tal sud- sa , cui assistono i soldati.
divisione non dovesse punto pre- Dalla vita di s. Norberto cap. i5,
giudicar alla sua giurisdizione su si ha che Cappella significò an-
tutte le chiese di Cappadocia. Il cora quel luogo, in cui si custodi
vescovo poi di Tiana, dichiarata vailo le cappe, ed anco i mantelli
metropoli della seconda Cappado- de' santi, non che i paramenti sacri
cia, pretese invece di esercitare egli da usarsi nella celebrazione de' di-
i diritti e le prerogative di metropo- vini misteri, luogo chiamato eziandio
litano sulle chiese soggette alla pro- cubiculum j e talvolta per Cappella
pria sede metropolitica; ma il con- s' indicò la cappellania (Fedi), spe-

cilio compose la questione, accre- cie di benefìcio ecclesiastico. Si chia-


scendo il numero de' vescovati il , mò altresì Cappella la moltitudine
che sì risolvette in vantaggio spi- de' musici , deputati a cantare in
rituale della Chiesa. 11 secondo con- una chiesa ; e quindi canto a Cap-
cilio di Cappadocia si dice adunato pella si nominò il canto figuralo, o
nell'anno 876, pei* approvare il li- quella specie di canto musicale, che
bro dello Spirito santo, composto per lo più si usa nelle sacre fun-
dal menzionato dottore san Basilio zioni. Maestro di cappella, Cory-
Magno. phaeuSj chiamasi colui che regola,
CAPPELLA, Capella, Sacellum, e dirige i musici della cappella, e
Sacrarìunij dedicala. Luogo nelle cappellani cantori si dicono i canto-
chiese o case , ov' è situato V altare ri della cappella Pontificia ( Fedi).
per celebrare, o un oratorio in cui Dice il Macri, che nella festa del
avvi un solo altare, il quale si chia- santo titolare d'una cappella si re-
ma anco piccola chicsina. Il Burio, cita l'ofìjzio, come ordina il Calen-
nel suo Ononiasticon, dice che cap- dario romano, piti si celebra la messa

pella )» apud Gavantum deducitur a col Gloria, senza il Credo, come


'> caprarum pellibus bisce verbis: prescrive la rubrica. Ma se nella C^ap-
M cappella apud antiquos
fuit pia pella fosse stato trasferito il titolo di
*» domus itineraria ex caprarum pel- qualche chiesa rovinata , allora si re-
M libus fabricala; et a pellibus bis citerà r ufllcio del santo titolare qual
« cappellas earumque custodes ca- semidoppio Il medesimo ag-
ufficio .

» pellanos vocitabant ". Altri fanno giungealtresì, che per Cappella s' in-

derivare la parola Cappella dalla ttnde anche quell' oratorio , o pic-


cappa di s. Martino, che i re di cola chiesa, destinato alla preghiera,
Francia nelle guerre facevano custo- e alla celebrazione della messa, con-
dire sotto tende, che dicevansi cha- siderandolo qual parte della chiesa.
pelleSj e che poi racchiudevasi nella Fra le etimologie di Cappella, ri-

santa cappella, i cui custodi, come porta Macri medesimo quella ac-
il

spiega il Zaccaria, furono appellati cennata da Gemin, lib. I, cap. 128:


cappellani ( Fedì ). Cappella per- w Capenum dicitur domus, ad quam
tanto dicesi quella baracca di rami « pauperes ad postulandam vico
fìx^uzuti, di frasche, e di legname » mosynam confluunt. Inde dimiim-
,

96 GAP GAP
M tum qua chri-
cappella dicitur, in »* apostoli Pauli
studiosius exorna-
« stiani paupercs spirita ad postu- « vit Queste camere presso gli
".

^ landam animae eleemosynam con- antichi sono come le nostre Gappel-


w veniunt ". le , onde disse il Baronio »* Cubi-

Abbiamo dal p. Lupi , Disserta- « culum enim idem fuisse apud


zioni^ tomo I, p. 37, che le cap- »5 antiquos, quod hodie apud nos
pelle annesse alle antiche chiese, " cappellam " ; ed è perciò che Gar-

chiamate anche Oratoriij o Esdre, lo Macri nelle aggiunte fatte al Hie-


furono fatte ad imitazione delle fab- rolexicon del suo fratello Domeni-
briche sacre de' gentili , e con un co, dice » Synonima sunt cappella*
solo altare. Quindi riporta gli esem- >y nus, et cubicularius apud latinos '*,

pii delle antiche cappelle ne' templi e perciò il Bianchini note a


nelle
de' gentili, quelle del Pantheon , o s. Leone I, Papa del 44^5 spiega
chiesa di s. Maria ad Martyresj e che i cubicularii, o cappellani, pre-
dice,che il disegno della croce gre- sero questa denominazione dalla cu-
ca con cui fu edificata presso il fo- stodia loro affidata de' venerandi cor-
ro Agonale la chiesa di s. Agnese, pi de' principi degli apostoli, a' quali
con tre cappelle nell' estremità della custodi edificò il detto Pontefice
croce, e quattro nei quattro angoli presso le tre basiliche altrettante ca-
che formano gli stipiti, od i piloni mere, chiamate sacrarla^ sive sa-
della cupola, sia una imitazione del cella, per abitarvi. In esse non
tempio creduto di Plutone, nella si celebrava la messa , ma piutto-
villa Adriana presso Tivoli. Le gran sto vi si ritiravano i fedeli ad ora-
cappelle laterali della chiesa di s. re con maggior raccoglimento, e ta-
Andrea della Valle, si riconoscono lora servirono per seppellirvi i de-
nella fiancata del tempio della Pa- funti.

ce, ed altrove. Quando gli antichi Riguardo al tempo della erezio-


usarono la voce Deluhrum, intese- ne delle cappelle nelle chiese, si

ro indicare un tempio colle cappel- vuole che fosse nel sesto secolo, in
le, a differenza di quando adopera- cui si moltiplicò la erezione degli
rono altri vocaboli Deliibra sunt : altari , ed in cui si accrebbero tan-
tempia ciini sacellis. Riferisce il Ber- to i sacerdoti, che i fedeli, come at-
lendi, Delle oblazioni all'altare^ p. testa il Mabillon, Praef.in Saec. Ili
1 49, che nelle antiche chiese, in cui n. 'j'] : » Mysteria sacra frequenta-
eravi un solo altare, si videro tal- » ri amplius, et arac plures una in
volta lateralmente alcune camerette, » ecclesia construi captae "; anzi
chiamate anche cellette da s. Paoli- a' tempi di Carlo Magno , il conci-
no, e monisteri da Agnello nella vi- lio di Tionville deir8o4 ne vietò il
ta di san Giovanni arcivescovo di superfluo, ed eccessivo numero. Er-
Ravenna. San Nilo, nella descri- i-arono pertanto il Gocleo, e Bild
zione del tempio fatto innalzare dal detto Renano, nel dire il primo, che
prefetto Olimpiodoro, dice : In com- la moltiplicità degli altari nelle chic-
muni vero aede multis variisqiic se per mezzo delle cappelle, inco-
distincta cubiculis. L' autore del- minciasse nel XII secolo, e nel sos-
la vita di Sergio nel Pontificale tenere il secondo, che moderna sia
narra: » Hic tectum, et cubicula una tale aggiunta. Le Gappelle adun-
^i universa in circuitu basilicae b. que fabbricate nelle chiese, e che
GAP GAP 97
Hinno parfe di esse sono chiamate riata, o di balaustri, e indicate, e
tla' canonisti sub teclo, mentre quel- caratterizzate da un altare. E sic-
le edificate fuori delle chiese, e che come piacciono quelle d' un disegno
sussistono da loro stesse le chiama- uniforme, senza monotonia, cosi so-
no su!) diu. no commendevoli quando sono erette
Il Millin comprende sotto il no- in armonia, e in proporzione all' ar-
me di Cappella , tanto que* piccoli chitettura dell'interno della chiesa,
edificii che possono riguardarsi co- e trovano il loro più naturale col-
me diuìinutivi di templi
, o chiese locamento negli sfondi delle navate
(Vedi) ^ e che secondo lui tengono collaterali.
il luogo delle antiche Àediculae, quan- Il severo Milizia si scaglia contro
to quelle porzioni di edificii sacri, l'abuso delle Cappelle straordina-
che contengono un altare, e che en- riamente moltiplicate nelle nostre
trano nella composizione, e nel com- chiese. La decorazione ordinaria con-
plesso di una chiesa. I primi, che siste in un quadro che rappresenti
sono talvolta da noi chiamati orato- r immagine del santo, cui è intito-
rii , si costruiscono d' ordinario in lata la cappella o qualche tratto
,

que* luoghi,i quali non ammettereb- della sua vita. Spesso si innalza so-
bero per se stessi ne la estensione pra l'altare la statua del santo me-
né la spesa della costruzione d' una desimo, o entro una nicchia sfonda-
chiesa. ISell' Italia specialmente, pres- ta, o in una nicchia formata este-
so le pubbliche vie, se ne trova un riormente da colonne, come quelle
numero considerevole, per comodo della chiesa di s. Maria ad Marty-
de' viandanti, e degli abitatori cam- res in Roma tanto encomiate. Si
pestri. Il carattere di tali piccoli e- collocano finalmente dagli archi-
non ammette ne ricchezza, né
dificii tetti le cappelle , anche all' aria a-
lusso,ma solo forme sempHci, di perta , nei cimiterii, e ne' luoghi,
che può servire a modello quello, ove i fedeli comunemente si adu-
che Giulio IH fece fabbricare dal nano ad orare, e ad esercitare ope-
celebre architetto Vignola, ad o- re pie.
nore di s. Andrea apostolo, sulla Si diede il nome di Cappella a
\ia Flaminia presso la Villa chia- tutte le chiese particolari, che i prin-
mata volgarmente di Papa Giulio. cipi, o i grandi eressero nei propri
Imitò l'artefice in questo lavoro l'an- palazzi. In Roma celebri sono le ma-
tico stile, col dare una forma qua- gnifiche cappelle dei palazzi apo-
drata all'esterno, sopra la quale stolici vaticano , e quirinale. Nel
pose una cupola bassa, come quel- primo vi sono le cappelle Sistina
la del Pantheon, e rivestì T edi- fabbricata da Sisto IV , e paoli-
lìzio di Le Cappelle
peperino. poi, na edificata da Paolo III, come-
che non formano im corpo di edi- chè si «chiami paolina quella pu-
lìzio isolato, e che quasi sono il di- re del quirinale siccome eretta da
minutivo d' una chiesa, sono quelle, Paolo V. In Parigi Santa Cappella
che vcggonsi forse troppo moltipli- dicevasi quella dell'antico palazzo di
cate nelle chiese, nelle quali forma- s. Luigi IX , costrutta con disegno
no un complesso di parti dipendenti gotico , e meravigliosa per la sua
dal tutto, ordinai iamcnte separate leggerezza , e bella anche per le sue
dalla nave per mezzo d' una infcr- vetriale dipinte. Presso i francesi so-
voL. vni.
,,

c)B CAP GAP


no pure rinomale le cappelle di alcune basiliche, e chiese, si chiama-
Vincennes, e quella di Versailles, e no Cappelle Pontifìcie {Vedi), e Car-
presso le corti de' sovrani ve ne so- dinalizie e prelatizie si denominano
no maggiore, o minor pregio.
di le Cappelle, che celebrano i Cardi-
Cliiamasi pure Cappella l'argente- nali , e varii collegi prelatizii senza
ria, e le suppellettili sacre, Sacra r intervento del Papa , ma solo coi
sacelli supellex, che i prelati , e i ministri e cappellani cantori della
gran signori posseggono per uso , e Cappella Pontificia.
servigio delle loro cappelle. L' uso delle cappelle domestiche
I Cardinali non possono disporre od oratorii privati riprovato dal Ber-
de' paramenti , e sacri arredi delle gier alla voce Cappella, contro il

loro cappelle senza l'autorizzazione cui abuso procurò rimediare il con-


d'un breve Pontifìcio. E se muoio- ciho di Trento nella sessione 22, è
no ab inU'statOy divengono proprie- tuttavia assai antico ne' palazzi dei
tà della Cappella Pontificin. Non sia principi.Del gran Costantino riferi-
discaro che qui si avverta come , sce Sozomeno In palatio constru-
:

Benedetto XIV colla costituzione, Ad xit oratoriuni ... in quo deberent


.

audicntiam, dei 5 febbraio lySS, Dcum laudìbus ejferre, et sacra my-


presso il Bull. maga, tom XIX, p. 1 3o, steiia percipere. Negli atti della vita
dichiarò che i sei Cardinali subiubi- di s. Desiderio vescovo di Gahors
carii non possono conferire nelle loro si trova, che il di lui fratello era
cappelle in Roma, a' proprii dipen- stato abbate del regio oratorio sotto
denti o diocesani, se non che la pri- i re franchi Clotario II del 584, e
ma tonsura, per non ledere la giu- Dagoberto I: Ruslicus abbaliani pa-
risdizione del Cardinal vicario. Varii latini oratorii gessit: lo stesso no-
poi sono i privilegi di che godono me e titolo era in uso sotto Carlo
le cfjppclle domestiche de' Cardinali, Magno. Queste regie cappelle ave-
fra' quali l'indulgenza delle stazioni. vano i loro sacerdoti per celebrare
/^. il Cardinal Brancaccì, Disserta- il sagrificio, quaU chiama vansi cap-
i

/io de privilcgiis (juibus gaiidcnt Car- pellani, arcicappellani, gran cappel-


diiiales in propriis capellisj Rouiae lani e sommi cappellani , titoli che
1672, iiiL cjiis diss. p. 1. presso a poco nella corte di varii
Tenere Cappella dicesi di alcuni principi oggidì hanno effettivo, o di
principi , come massimamente del onore alcuni vescovi e prelati deco-
i'apa, allorquando assistono all'utìi- rati di particolari insegne e privilegi,
cio divino, alle messe, e ad altre non che giurisdizione, singolarmente
sacre funzioni, con grandi cerimonie, in Francia. Di fatti il tesoriere della
ne' giorni solenni. A Versailles si santa Cappella di Parigi aveva il

chiamavano giorni grande Cap-


di diritto, come vicario nato del re, di
pella quelle feste solenni, in cui era conferire le cappelle di fondazione
celebrato 1' ufficio nella Cappella rea- regia, che erano tanto nella s. Cap-
le da un vescovo. Le funzioni eccle- pella, che nella città, e prevostura di
siastiche, che in Pioma celebra , od Parigi. Ed inoltre si sa che la santa
alle quali assiste il Sommo Pontefi- Cappella del palazzo veniva consi-
ce, co' Cardinali, collegi prelatizii, e derata come un capitolo, i cui mem-
con tutti quelli, che vi hanno luogo, bri principah erano canonici ; ma
lauto nelle cappelle palatine, che m essa nou uvea nulla di comune col
,

GAP
cleix) della corte, vale a dire la ca|)- con grande erudizione il p. Carac-
pella , e l' oratoiio del re ,
pcrcliè ciolo teatino sopra la settima lettera
questi nveano sempre avuto la loro di s. Gregorio Nisseno , da lui con
cappella indipendentemente da quel- altre sei stampata in Firenze nel
la del palazzo. Ad esempio poscia .73..
dei re e dei cominciarono
piincipi Che il concilio di Trento nella men-
anciie i nobili ad onore di qualche tovata sess. XII, e. g, abbia proibito
santo far fabbricare le cappelle ed a' vescovi di poter ulteriormente con-
ora tori i privati, a' quali erano tenuti cedere il permesso di celebrare la
assegnare gli stipendi necessari, e pel messa fuori delle chiese, in oratorii,
sostentamento del sacerdote , e per e cappelle domestiche, per cui il solo
la celebrazione delle messe, secondo Pontefice può accordare T Altare por-
quello statuto fondato sopra Tordi- tatile, lo dicemmo a questo articolo.
dina mento di Zaccaria Pontefice del Tuttavia sipuò consultare il p. Gal-
74 1 , wel rescritto a Pipino re di lico, De Oraloriis domestiche et de
Francia » ut qui oratorium consacra-
: usu altaris porlalilis, Romae 174^;
» tum liabet , vel habere voluerit Ferrari Biblioth. Canon, verbo AU
»i per consilium episcopi de suis pro- tare, e Benedetto XIV, De Sacrif.
•^ priis rebus ibidem largiatur ". Missae lib. I, cap. 2 num.
, 4- ^^
Essendo però queste semplici fonda- è a tacersi, che essendo nate in Po-
zioni laicali, non si ricercava la di- Ionia molte controversie sugli ora-
pendenza del vescovo , se non per torii privati, quel Pontefice, per se-
potere ne' medesimi celebrarsi la mes- darle, scrisse ai vescovi polacchi il

sa, secondo canone 1 1 del conci-


il breve Magno unanimi, emanato R•^
lio trullano, a cui avendo la preten- giugno 1701, cotìie si legge nel Bull.
sione di certi nobili derogato, si sta- Magn. tom. XXIII p. 21 5, col quale
bili, come si ha ne' capitolari de' re confermò loro ii privilegio di usare
franchi in quell' epoca : « Qui in fuori delie diocesi l' altare portatile
f' domo sua oratorium habet, orare nelle proprie abitazioni; dichiarando
>»ibi potest. Tamen non potest in eo nello stesso tempo, che la licenza di
» facere uiissas, sine permissu epi- alzare gli oratorii privati, proibita
« scopi ". Per altro la scelta del sa- a' vescovi dal Tridentino, e da Paolo
cerdote, quando non fosse stato este- V, dal solo romano Pontefice si del>
ro, o sconosciuto, conforme il divieto ba accordare, secondo le circostanze
del concilio IV di Orleans, si face- de' luoghi, e delle persone ; le quali
va ad arbitrio de' fondatori delle facoltà concedono per oigano dell;i
si

dette cappelle ed oratorii, ed a que- segreteria de' Brevi Pontifìcii. Avendo


sto si dava uno stipendio, e il no- poi fatto fabbricare in Roma il ré
me di cappellano ;
poiché essendo di Portogallo Giovanni Y, una son-
cappella dotata poteva servire ad tuosa cappella di preziosi marmi, de-
un chierico di vero titolo per ordi- dictita a s. Gio. Battista, col quadro
narsi prete; titolo, che ammettono del santo eseguito in mosaico, in atto
per legittimo i concili i di Meaux, e di battezzare Gesù Cristo, per collo-
<li Epaona , essendosi praticate tali locarla in Lisbona nella chiesti di s.

ordinazioni anche nella Chiesa Ro- Rocco de' {Gesuiti, volle il detto Pon-
mana, Degli oratorii e cappelle pri- tefi(;e consacrarla solennemente. A
vate, oltre il citato lìerlendi ,
parla talelfetto Incappella, ch'era qostll ulta
loo GAP CAP
in modo da potersi comporre , e larii (capo de' quali è il primo de-
scomporre, fu eretta nella chiesa na- cano di anzianità di servigio ), e sa-
zionale di S.Antonino de' portoghesi, cerdoti appartenenti alla famiglia no-
e Benedetto XIV y'i si recò a con- bile. Sotto il nome generico di cu-
sacrarla a' i5 dicembre i744) ^^' bicularii, sino da s. Leone I, si chia-
chiarando il suo altare Pontifìcio marono quelli, che prestavano ne'
(Vedi), colla concessione di quei diversi uffizii un servigio più o me-
privilegi, ed indulgenze, di cui si no intimo al Papa. Tuttavia, sino
tratta a quell'articolo. al secolo XVI, non se ne ha sepa-
Finalmente alcuni oratorii (F'edi), rata memoria, e solo ne' Possessi
delle arci confraterni te, confraternite, del Cancellieri, in quello specialmen-
o di altri pii istituti, o patroni, non te presoda Gregorio XIV, a' i3
che alcuni degli oratorii eretti ne' pa- dicembre 1590, si legge, che dopo
lazzi de'principi, sono riguardati come avvocati concistoriali, cavalcavano
gli :

chiese pubbliche, per privilegio, e con- w circiter LX


ss. cubicularii, et ca-

cessioni, nel qual caso tanto gli o- » pellani vestibus rubeis, et talari-
ratorii, che le cappelle perpetue do- » bus, cura capuciis inversis ad col-
mestiche si benedicono col rito, che » lum induti, et inter eos secre-
descrive il Diclich nel suo Dizionario ti tiores, et intimi octo S. S. fa-
Storico-Liturgico, all'articolo Chiesa » miliares erant". L'esistenza de'
nuova, ovvero Oratorio pubblico. Cappellani nel Pontificato di Paolo
Tutti poi sanno, che le cappelle do- IV si rileva pure dai ruoli del pa-
mestiche si deggiono collocare in luo- lazzo apostolico del i555j ruoli più
ghi decenti, separati dalle altre ca- antichi di quell' archivio. Si osserva,
mere della casa, e che sieno suffi- che in detta epoca (come si dirà
cientemente grandi, acciò gli assisten- air articolo Cappellani segreti ) , i
ti non vengano costretti ad ascolta- Cappellani del Papa non erano di-
re la messa fuori delia porta; che stinti in segreti e comuni.
non è permesso farvi celebrare la Ai Cappellani del Papa furono
messa ìnei giorni di grande solenni- conceduti alcuni privilegii da Gre-
tà, meno i casi d'infermità per sin- gorio XIV, creato nel 1590, e con-
goiar concessione^ e per ispecial pri- fermali dalla sua bolla, Circumspe-
vilegio ; che debbano essere fornite cta, la quale viene citata in quella
degli arredi, e paramenti sacri, e di di Gregorio XV, che concesse ad
tutto il necessario alla celebrazione essi molti altii privilegii. Se l'origi-
del sacrifizio, per cui il vescovo è ne poi de' monsignori Cappellani
tenuto a visitarle, o farle visitare, co- segreti del Papa [Vedi), sia ante-
me è indispensabile l'autorizzazione, riore , contemporanea o , posteriore
per celebrare nelle cappelle domesti- a quella dei Cappellani comuni ,
che, dell'indulto della Santa Sede, non si può con certezza precisare ;
non che per celebrarvi più messe, il certo è , che ne' ruoli del palazzo
qual indulto si suole rimettere dalla apostolico Clemente Vili e-
, sotto ,

stessa Sede Apostolica all'arbitrio dei letto nel 1592, per la prima volta,
rispettivi Ordinarli. oltre i Cappellani segreti, sono no-
CAPPELLANI COMUNI del Papa. minati altri Cappellani in numero
Famigliari ecclesiastici del Pontefice di sette, avente ognuno un servo pa-
pro-tempore, della classe de' cubicu- latino, con parte di pane e vino,
,,

GAP CAP loi


ed altro, con paoli quarantacinque prima volta vengono chiamati espres-
ognuno pel companatico , essendo samente i Cappellani comuni^ for-
però il settimo un chierico segreto. se perchè, come diremo, servono il

JVel ruolo di Urbano Vili, del i638, sommo Pontefice tanto nella cap-
si legge Cappellani comuni nove, e pella segreta, che nella pubblica, e
pel primo l'arciprete di Castel-Gan- nella cappella comune, o perchè re-
dolfo. Sei erano quelli d'Innocenzo sta loro r ufficio anche in sede va-
X, d'Alessandro VII, e di Clemen- cante; ond'è, che appena eletto il
te X , che aveano aumentato
già nuovo Pontefice, incombe loro di
l'onorario. Altrettanti furono quelli andarlo a servire nelle rispettive at-
de' successori e sotto Benedetto
, tribuzioni, anche prima che abbia
XIV ve n'ebbe un egual numero fissato qualunque altro nuovo fa-
di soprannumerarii, avendo però gli migliare. E che ciò sia vero, si scor-
effettivi, paoli settantacinque mensili, ge chiaramente dalla bolla Circuni-
I Cappellani segreti, nel possesso specta^ presso il tora. VI, par. IV,
che prese Innocenzo nel i644j X pag. 83 del Boll. Rom., in cui si

sono pure distinti da quelli comuni, tratta de' privilegii de' famighari Pon-
mentre dalla Relazione di quella Il medesimo Alessandro VII,
tificii.

funzione, compilata da Fulvio Ser- con bolla, che trovasi nel tom. VI,
vanzio, dopo gli avvocati concisto- part. IV, pag. 182 del citato Bolla-
riali cavalcavano " Capellani fami- rio , dichiarò i Cappellani comuni
y» liae Papae , et Capellani secreti anche accoliti ceroferari i { Vedi)
« cubicularii honoris et secreti, ve- della cappella Pontificia nelle funzio-
>» stibus, et caputiis rubeis cum pel- ni sagre. Nelle solenni suppliscono
>i libus amìcti " . Nel Pontificato essi in detto ufficio ai prelati votan-
però di Alessandro VII, successore ti di segnatura.
immediato d' Innocenzo X, che mol- Il numero dei Cappellani comu-
te istituzioni riformò, altre ne sta- ni variò a beneplacito de' Pontefici.
bilì facendo la visita apostolica Non furono però mai meno di quat-
fra le provvidenze, che prese sul- tro, né più di sette, e quasi sem-
la cappella Pontifìcia, estinse il pre sei, come si rileva dai succita-
collegio de' suddiaconi , cui pur so- ti ruoli, e dal Gerarchia
Bonanni,
stituì gli uditori di Rota , che an- eccl. p. 4?^) e dalle Notizie annuali
cora portavano l'antico titolo di di Roma. In queste si legge pure,
Cappellani Pontificii , soppresse il incominciando dal Pontificato di Be-
collegio degli accoliti apostolici o ce- nedetto XIV, il novero de' Cappel-
roferarii, che servivano il Papa nel- lani comuni soprannumerarii, che
le messe solenni, e vi surrogò i vo- ascesero a piii o meno di dieci. A-
tanti di segnatura di giustizia {Vedi)y vendo essi però l'abito, l'ufficio, e i

ed inoltre vuoisi, che dividesse e sta- privilegii di quelli in paga, per an-
bilisse meglio le due classi de' Cap- zianità succedono a questi ultimi.
pellani domestici del Papa, in Cap- Aggiunge il Bonanni, che sei sono
pellani segreti, famigliari del Ponte- i Cappellani comuni, e che gli ac-

fice vivente, ed in Cappellani comu- coliti ceroferari!, istituiti da Alessan-

ni, confermati perpetui, come si ri- dro VII con breve de* io giugno
leva dalla bolla. Grata familiarità- 1657, erano quattro, i quali, per
tis obsequia. In quella bolla per la non aggravare di spesa il palazzo
,

n,2 CAP CAP


jipòstolico, fLiroiio da lui annoverati Divenuto r ufficio di questi cubi-
alla classe de' cubicularii bussolan- cularii duplice, cioè come cappella-
ti (Fedi). In progresso di tempo, ni comuni, e come accoliti cerofera-
]'
uffizio degli accoliti ceroFerarii del- rii, in queste due rappresentanze
la cappella Pontifìcia fu unito a disimpegnano incumben-
le seguenti

quello de' Cappellani comuni, e lo- ze, tanto nella cappella segreta del
ro soprannumerarii , essendo ora i Papa, quanto nelle cappelle Ponti-
primi in numero di sette, ed i se- ficie, o pubbliche, ossia nelle fun-
condi tredici sono poi tenuti a spe-
: zioni sagre, ordinarie e straordina-
dire il breve apostolico , il quale rie, che celebra, od alle quali assi-
perpetua loro 1' ufficio. I partecipan- ste il Pontefice, anche nelle diverse
ti, o effettivi Cappellani comuni go- basiliche e chiese, come nelle bene-
dono dieci scudi mensili , oltre di- dizioni col ss. Sagramento, nelle con-
verse propine , ed emolumenti , e sagrazioni , ec. Devono pertanto i

riconoscono per superiore il prelato Cappellani comuni assistere quoti-


maggiordomo, che distribuisce loro dianamente nella cappella segreta
ne' possessi, e per la festa di s. Pie- del Papa, ove risiede, alla celebra-
tro la medaglia di argento, la qua- zione della di lui messa, e supplire
li; si conia in quelle ricorrenze. in caso di deticienza a' cappellani
L' abito de' Cappellani comuni è segreti, ed in loro presenza recare
di tre specie. Il talare consisteva le torcie accese all' elevazione, locchè
come riferisce il medesimo Bonanni, hanno disimpegnato fino a tutto il

in collare, sottana, e fascia di seta Pontificato di Pio VII. I di lui suc-


paonazza, e soprana o mantellone cessoriperò vollero celebrare priva-
di saja di egual colore, il tutto del- tamente ; ma quando Papi si reca- i

la forma dell'abito de' Cappellani se- no in qualche chiesa a celebrare o ,

greti ; e incedendo per la città, so- ad ascoltare la messa Cappellani , i

pra la sottana paonazza, in luogo comuni portano le torcie , ed eserci-


del mantellone usavano un man-
, tano quegli uffizii, che non facesse-
tello nero. Attualmente vestono co- ro i Cappellani segreti. Nella stessa
me i Cappellani segreti, cioè sottana cappella segreta assistono alle pri-
e mantellone di panno nell'inverno, vate funzioni, come cresime , ordi-
e l'una e l'altro di seta nell'estate. nazioni, tradizioni di pallii ed al- ,

L' ahi'O abito , che assumono nelle tre, partecipando analoghe pro- alle
cappelle Pontificie ,
processioni , ca- pine. Altrettanto fanno nelle comu-
valcate ec. 5 è egualmente come l'u- nioni generali , che sogliono fare i
.sato dai Cappellani segreti, cioè vesti Pontefici alla famiglia nobile Pon-
e cappe rosse con pelli di armelli- tificia nella cappella palatina, per Pas-
ni nell'inverno, e di seta rossa nel- qua ,
per l'Assunta , per la festa di
le altre stagioni; il che pongono Ognissanti, e per quella di Natale.
sulla sottana violacea. Il terzo mo- Se detta funzione viene eseguita dal
do poi con cui vestono i Cappella- maggiordomo, o dal sagrista, i Cap-
ni comuni, che nelle cappelle Pon- pellani comuni seniori lo assistono
tifìcie e Cardinalizie, ne' Pontifìcali, all'altare, e gli altri portano le tor-
ed altre funzioni, debbono esercita- cie, oltre il disimpegno delle altre
re r ufficio di accoliti ceroferarii,, è ingerenze, mentre uno dei primi
la sottana, e fascia paonazza e cotta. Cappellani celebra la seconda messa.
, ,,

GAP ^AP ir,:.

Aggiungiamo Bonanni, p. i'jS


col l'elevazione, e fonno altri ulllcii, che
che i Cappellani conìimi vennero loro appartengono ; e nei Pontificali,
così appellati, perchè a vicenda do- come superiormente si accennò, sup-
veano celebrare ogni mattina nella pliscono ai votanti di segnatura, nel
cappella comune la messa, per co- portare al Papa i sagri paramenti
modo della famiglia, e guardia Pon- i sette candellieri, e le torcie, ce.
tificia, la qual messa da uno di lo- Quando avevano luogo le cavalca-
ro, o da altro individuo, chiamato te [Vedi), i Cappellani comuni v'in-
assistente alle cappelle comuni^ at- tervenivano in vesti e cappe ros-
tualmente soltanto si celebra pei se, così a quelle pei possessi de' Pon-
suddetti famigliari e guardie, al- tefici, a quelle delle cappelle del-
lorché evvi cappella Pontifìcia, e l'Annunziata, di s. Filippo, della na-
contemporaneamente ad essa. Quan- tività della b. Vergine , e di s. Car-
do poi il Pontefice alloggia nel lo: non che a quelle cavalcate, che si

proprio palazzo qualche sovrano, facevano nei pubblici e solenni in-


come fece Pio VII nell'anno i8ig, gressi degli ambasciatori, pel traspor-
alloggiando l' imperatore d' Austria, to de' cadaveri di re, regine, prin-
e la sua imperiai corte, i Cappella- cipi reali, e Cardinali decani , vice-
ni segi-eti e comuni sono tenuti a cancellieri, camerlenghi e peniten-
celebrare la messa, e a disimpegna- zieri maggiori. In queste cavalca-
re altre ecclesiastiche funzioni per te soleva intervenire monsignor mag-
alcun sovrano, e suo seguito. Altra giordomo, oltre i camerieri extra
volta pure è avvenuto che ciò fa- , muros , e gU scudieri ; e con so-
cessero i Cappellani segreti , come pravvesti e cappe rosse cavalcava-
sotto Leone XII si praticò colla re- no pure i Cappellani comuni. Nel
gina vedova di Sardegna. Nelle cap- 1747 pel Cai'dinal Petra peniten-
pelle Pontificie e processioni, i Cap- ziere maggiore, v' intervennero al-
pellanicomuni seniori con vesti , e tresì i cappellani segreti. Nella ca-
cappe rosse prendono luogo dopo i valcata, che si faceva dal predetto
Cappellani segreti, facendo parte della maggiordomo, mentre si celebrava
coite del Papa, mentre altri Cappel- il vespero del Corpus Domini, es*
lani comuni, innanzi gli aiutanti di sendo tal prelato vestito di mantel-
camera e chierici segreti portano il letta e rocchetto, pel colonnato va-
triregno e le mitre del Pontefice; ticano, e strada, ove nel dì seguente
e appresso gli stessi Cappellani se- dovea passare la solenne processione,
greti ricevono al trono dal Ponte- per visitare ed esaminare i prepa-
fice le candele le ceneri, le palme,
, rativi , i Cappellani comuni vi an-
e gli Agnus Dei, e si recano nel davano in sottana e mantellone pao-
venerdì santo all' adorazione della nazzo : corteggio, che tuttora fanno,
croce , mentre gli stessi Cappellani sebbene non evvi piìi la cavalaila
comuni nelle cappelle Pontifìcie sie- ma sì l'ispezione anzidetta.
dono sull' ultimo gradino del ripia- I cappellani comuni, siccome cu-
no di quelli dell' altare. In dette biculari i, furono onorati da diversi
cappelle gli altri cappellani con cot- Papi di privilegi e concessioni, le
ta in qualità di accoliti servono
, principali delle i[uali sono cspixìssi^

il celebrante di libro, Imibolo, can- nel breve d' lnnoi:enzo X, emanalo


dclheri ce, sostengono le tomo ul- ai 18 gennaio i(>47, presso il lom.
,

io4 CAP CAP


VI, parte II!, p. 102 del Bollano, pellaò Pontificiaej Pius VII, 24
Grata familiarilatis. In quel breve januarii 1804, Concessio privilegio-
confermansi quelli di Gregorio XIV, rum prò capellanis communibus ejus
e di Gregorio XV, Extensìo, et no- capellae Pontificiae.
va concessìo privilegiorum capel- CAPPELLANI SEGRETI del Papa.
lanìs Romani Pontificis, ec, privi- Cubiculari! con titolo
ecclesiastici
,

legi,che consistevano nel nominarli e qualifica di monsignori di man-


Cappellani perpetui, protonota rii apo- tellone a vita del Papa, che h ha
stolici non partecipanti, conti palatini, eletti. Primo di essi è il caudatario,

nobili romani, cittadini di qualun- di cui si parlerà in fine, il quale


que città dello stato ecclesiastico ne regola le attribuzioni. Sono essi

cogli annessi privilegi e diritti , con sacerdoti appartenenti alla famiglia


facoltà di farsi creare dottori , av- nobile palatina, e si chiamano Cap-
vocati ec. , coir indulto di ritenere pellani segreti, perchè, come si dirà,
più benefìcii , anche residenziali , e celebrano quotidianamente nella cap-
disporre de' benefìcii semplici non pella segreta Pontificia , e prestano
residenziali , sino alla somma di cen- al Papa altri servigi intimi, mentre
to ducati ; colla facoltà di poter pri- gli uditori di E.ota, che pur sono
vatamente rogare , e far testamen- riconosciuti perpetui Cappellani del
to, come se fosse rogato per atti di Papa, ne esercitano le ingerenze
pubblico notaro ec. ec. Questi pri- nelle cappelle pubbliche, e nelle so-
vilegi furono pressoché approvati, e lenni funzioni, cui assiste, o celebra
rinnovali da altri Pontefici. In fatti il romano Pontefice. V>e Cappellani
abbiamo dal Bollarlo: Alexander VII comuni ( V^edi) differenti sono le

concedil privilegia siiis Capellanis attribuzioni, siccome a quell'articolo


communibus f toni. VI, part. IV, p. dicemmo. Abbiamo dai ruoli di
5i, tom. VI, par. VI, p. 290, Ccn- Paolo IV, del i555, che i Cappel-
cessio privilegiorwn prò capella- lani del Papa erano trentasei, con
nis conimunihus Clementis IX, t. VII, parte di pane, vino, cavalH, e servi
p. 68 Concessio priv. prò capel-
, palatini, e per la coronazione del
lanis communibus Clemends Xj tom. Pontefice ebbe ognuno pel vestiario
VIII, Privilegia capellanorum In- tre canne e tre palmi di panno ro-
nocentii XIj p. i32, tom. IX, p. 38, sato, o saia rossa, quattro canne, e
Privilegia capellanorum communiwn due palmi di saia o raso paonazzo,
Alexandri Vili, 284; Pri- ibid. p. e piti di quattro palmi d' ormesino
vilegia sub Innocentio XII, tom. X, di tal colore per le mostre. In altro
p. 217, sub Innocentio XIII, tom. ruolo di Paolo IV si enumerano
XIII, p. 180; sub Clemente XII j venti tre cappellani cubicularii, più
Clementis XIII , Concessio priv. prò quindici cappellani cubicularii senza
capellanis communibus capellce Pon- servizio. Da dò si conferma, che i

tificice, Romae l'jSS; Grata fami- cappellani erano chiamati anche cu-
liaritatisj Clemens XIV, 11 maji, bicularii, e già aveano il titolo di

1770, Grata familiarità ds conce- , monsignore. Fra i primi eravi il

dil multa privilegia capellanis com- cappellano e caudatario di Marcello


munibus capellce Pontificice, Pius VI, II, oltre il caudatario, che Paolo IV
21 junii 1775, Grata etc, indul- avea quand'era Cardinale. Il suo
get privilegia capellanis coni, ca- successore Pio IV ebbe ventisette
,

GAP CAI'
cappellani, il primo de'qiiali appel- comechè talorn confermi alcuno di
lavasi decano , e i primi quatti-o quelli del suo predecessore. Il nu-
sembravano gì' inlimi, o i segieti, mero de' Cappellani segreti come ,

pei'aver maggior onorario. Sotto s. abbiamo veduto, fu stabilito secondo


Pio V erano midici, cioè nove ilvolere de' Pontefici. Di che per
maggiori, e due minori, ed il pri- dare alcuni pochi esempi, Alessandro
mo custode delle gioiej e sotto Sisto VII ebbe quattro. Clemente
n' X
V eranvi un cappellano caudatario, cinque, Innocenzo XI due, Inno-
e cinque cappellani segreti, i quali cenzo XII tre, prima altrettanti, e
erano tre soli nel Pontificato di Cle- poi sei Clemente XI, Innocenzo XIII
mente Vili. In quello del menzio- n'ebbe quattro, Benedetto XIIT, che
nato Sisto V, i cappellani sebbene gli successe, otto. Clemente XII, e

senza distinzione di comuni, o se- Benedetto XIV sei, e sette, altret-


greti, intervennero alle cavalcate, tanti n' ebbero Clemente XIII e ,

fra gli avvocali concistoriali , e i XIV, e Pio VI non meno di tre,


camerieri d' onore. Altrettanto si ne più di cinque nel suo lungo
legge ne' possessi che presero della
, Pontificato. Ma i suoi successori
basilica lateranense Gregorio XIV, sino al regnante Pontefice, n'ebbero
Innocenzo IX e Leone XI. Ne' ruoli sempre sei, ed alcuna volta anche
della famiglia di Urbano Vili, creato un soprannumero, che nel Pontifi-
nel 1623, sono aftatlo distinti i cap- cato di Clemente XIV, fi.i il sotto-
pellani segreti dai cappellani co- guardaroba. Vi sono eziandio i Cap-
miiniy avvegnaché quattro sono i pellani segreti di onore, i quali han-
primi, e sei, nel i638, compresi due no r abito come gli effettivi , ed
crociferied un chierico segreto i
, : intervengono presso di loro alle cap-
due primi aveano venti scudi men- pelle Pontificie, ed alle altre sagre
sili ne da-
di onorario, agli altri se funzioni, con titolo di monsignore.
vano quindici, e soli quarantacinque Clemente XII fu il primo, che fece
paoli al chierico segreto. Sei n' ebbe Cappellani segreti di onore, e fu
pure Innocenzo X, nel possesso del imitato da Benedetto XI V, che ne
quale per la prima volta sono no- nominò quattro, e da altri, anche
minati espressamente cappellani se- in maggior numero. Leggiamo nelle
greti, essendo eglino in avanti solo Notizie di Roma, che sedici furono
conosciuti colla qualifica di cappel- quelli di Pio VII, e che sono più
lani del Papa. Ma sulla loro anti- di otto gli attuali.
chità, ed altro che li riguarda, K. Finalmente evvi anche la classe
r articolo Famiglia. Pontificia. de' cappellani segreti di onore ex-
In quanto poi alla loro nomina, tra urbem , che nel Pontificato di
questa siegue per mezzo di un bi- Pio VII giunsero a ventiquattro, e
glietto di monsignore maggiordomo nell'odierno a dodici. Questi cappel-
appena creato il novello Pontefice, il lani extra urhem se fossero in Ro-
quale suole dichiarare
per tali il ma non sarebbero considerati per
cappellano caudatario, che lo serviva tali. Godono solo extra urbem il
nCj'I Cardinalato, e che diviene cap- titolo di monsignore, il quale insie-
pellano segreto e caudatario ,
qual- me alla qualilìca cessa morie
colla
che altro ecclesiastico della sua an- del Papa, che li nominò, locchè av-
teriore corte, ed alcun ben all'etto, viene eziandio a quc' segreti e di
io6 GAP CAP
onore. L' abito v comune a quelli saia rossa e cappa di simile colore
di queste ultime due classi, e la con fodere di seta rossa, e pelli di
distinzione, che passa fra gli uni e armellini nell'inverno; abito, che usa-
gli altri, cioè fra quelli dì onore, e no in tutte le cappelle Pontificie e so-
quelli extra urbem, è eguale a quel- lenni processioni, e che adoperavano
la, la quale si descrive all' articolo nelle cavalcate de* possessi , ed in
Camerieri del Papa, al paragrafo V, quelle delle cappelle dell' Annunzia-
ove si tratta de' camerieri d' onore ta, di s. Filippo, della natività di
in abito paonazzo, ed al VI, in cui Maria Vergine , e di s. Carlo. Se
parlasi de' camerieri d' onore extra il Pontefice celebra messa bassa , o
iirbem. nella propria cappella segreta, o al-
I soli cappellani segreti hanno trove, se fa consagrazioni , com-
se
r onorario mensile di scudi trenta- parte benedizioni col ss. Sagramen-
due dal palazzo apostolico, oltre le to ec. , allora il caudatario, il croci-
propine, emolumenti e medaglie di fero, e gli altri cappellani segreti
argento nelle ricorrenze del solenne di servizio, sono quelli che lo assi-
possesso del Papa , e per la festa stono, e gli presentano i paramenti,

del principe degli Apostoli. Il cau- assumendo allora sulla sottana pao-
datario e il crocifero ( eh' è il se- nazza la cotta. Fuori di Pioma, tanto
condo fra i cappellani segreti, come i cappellani segreti , che quelli di
poi diremo) godono decente abi- onore, ed extra urbem, possono usa-
tazione ne' due palazzi Papali del re le calze di seta paonazza, come
quirinale, e del vaticano, pei mag- i monsignori camerieri segreti.

gior servizio, che prestano al Pon- Nelle cappelle Pontificie siedono


tefice sì in Roma, che nei viaggi e i cappellani segreti sull' ultimo gra-
villeggiature sino a Clemente XI ,
dino del ripiano dell'altare , ove il
che accrebbe loro l'onorario a ven- caudatario riceve la pace da un
tinove scudi il mese. Lo stesso sa- maestro di cerimonie, che poi la
gro palazzo li forniva di domestici, dà a' compagni, i quali la passano
di cavalli, somministrando loro an- ai comuni, e questi agli aiutanti di
che il mantenimento per questi; ed camera. Ne' Pontificali siedono sui
in oltre sino al Pontificato di Pio gradini dell' altare Papale. Antica-
VII, pane, vino, cera ed altre cose, mente aveano la precedenza sugli
chiamate parte di palazzo. Fino al avvocati concistoriali; ma ora van-
detto Pio VI nelle summentovate no dopo di loro all' adorazione del-
ricorrenzeavevano ognuno altresì la croce nel venerdì santo, come
una medaglia d' oro , oltre quella collo stesso ordine si recano al tro-
d' argento. no a ricevere dalle mani del Pon-
Consiste l'abito de' cappellani se- tefice le candele, le ceneri, le pal-
greti giornaliero, in attualità di ser- me, e gli Agnus Deì^ seguiti dai
vizio , in collare , sottana , fascia e cappellani segreti di onore e dai
mantellone di seta paonazza; ma cappellani comuni : ordine, che os-
neir inverno sottana e il man-
la servano pure nelle processioni. Tan-
tellone sono di panno in lutto egua- to in queste, che nelle cappelle, ap-
le, e della stessa forma dell' abito partiene a due cappellani segreti il

de' camerieri segreti come simile a ; portare la mitra preziosa, e il tri-

quello di essi è la sopravveste di regno usuale, che depongono sul-


,

GAP CAP foy


l'altare Pontificio. Questi due non greti, oltre i suaccennati , ed ;iltri

procetiono coi compagni , ma van- faremo menzione de' principali, men-


no dopo gli uditori di Rota , cioè tre di quelli, che si esercitano esclu-
innanzi alla croce, riunendosi po- sivamente dal caudatario, e dal cro-
scia ad Nel possesso di Leone
essi. cifero, parleremo in appresso. E pri-
X, nel i5r3, che ih l'ultimo a mieramente, trattando di loro il Bo-
prenderlo co' paramenti sagri, da nanni, Gerarchia eccl. pag. 474 >
quattro cubicularii si portarono a Roma 1720, dice che U numero
cavallo due mitre, e due triregni de' cappellani segreti era indeter-
ricchi di preziosissime gioie. In quelli minato, e dipendeva dall' arbitrio
d'Innocenzo X, di Clemente IX, del Papa pure non era minore di
:

di Clemente X, Innocenzo XI, di


d' sei Uno di essi a vicenda suo-
.

Alessandro Vili, di Innocenzo XII, le recitare col Pontefice l' ufficio di-
di Clemente XI, e di Innocenzo vino, seppure non Io voglia dire so-
XIII, i cappellani comuni e segreti lo, e celebrare la messa quotidia-
precedettero, come accennammo, gli namente per turno settimanale. Al-
avvocaticoncistoriali mentre in , , lora ha l'uso della carrozza palati-
Clemente XIII, Clemente
quelli di na, detta frullone, la quale godono
XIV, e Pio VI, gli avvocati ebbero i cappellani segreti anche nelle cap-
la precedenza sui cappellani segreti, pelle Pontificie ed altre funzioni, che
che seguirono però i monsignori celebra, od il Papa.
alle quali assiste
commissario e procuratore del fìsco, La messa quotidiana, ch'essi dicono
e d'allora in poi anco nelle proces- al medesimo altare in cui celebra il

sioni e nel recarsi al trono Ponti- Pontefice, viene talvolta dal Pontefi-
fìcio, gli avvocati continuarono a ce medesimo ascoltata, ovvero dalla
goder la precedenza sui cappellani intima e domestica sua famiglia ; men-
segreti. Nelle medesime cavalcate de' tre nelle messe, che il Papa dice in
possessi, e in quelle delle suddette detta cappella, seppure non li di-
quattro cappelle, monsignor cauda- spensa, facendola servire all'aiutante
tario,per esser pronto a sostenere di camera, e quando la dice nelle
il lembo della veste al Papa allor- chiese, tocca ai cappellani segreti as-
ché scendeva, in sopravveste e cap- sisterlo in sottana paonazza e cotta.
pa rossa, cavalcava appresso il Pon- E se poi la vuole ascoltare, uno di
tefice, cioè dopo il maestro di ca- loro la celebra, coli' avvertenza che
mera, e dopo i due camerieri se- nel Confiteor^ il cappellano rivolgen-
greti, avendo a destra l'archiatro o dosi al Papa dice, in vece del vo^
medico segreto, il quale talvolta era bis fratres^ libi pater, e al vo? fra^
in mezzo al caudatario, e al custo- trcs, te pater, facendo però in am-
de delle vesti, o al sotto-guardaroba bedue le volte la genuflessione ver-
che appartiene alla classe de' l)usso- so lo stesso Pontefice. il Papa
Se poi
lanti, comcchè talora lo fosse a quel- volesse ricevere dalle sue mani la s.
la de' cappellani comuni. Seguivano comunione, per la quale assume la
due aiutanti di camera con soprav- stola bianca, nel dire il cappellano
vesti e cappe rosse, f^. Possessi e Corpus Domìni nostri Jesu Chris ti
Cappelle Pontificie. CHstodiat aniinam tnani, deve in vece
Fra i molti ufìlcii onorevoli, che proMun/.iare custodiat te in i'ita/n

si disimpegnauo dai cappellani se- actcrnattij Amen, come praticasi al-


, ,

io8 GAP CAP


lorcliè 6Ì comunicano i preti. Egli rio , con cotta , rocchetto , e stola
è servito da un chierico segreto bianca, e per difendersi dall'acqua
clic domanda al Papa la benedi- assunse pure un mantellone paonaz-
zione dell'acqua all'offertorio, dan- zo con cappuccio della forma di quel-
do il cappellano al termine della lo de' caudatari de' Cardinali [Vedi),
messa la benedizione da un Iato, ed attaccato al mantellone portava
premessa la genuflessione al Ponte- il cappello semi-pontificale in testa,
fice. Il caudatario che sta sempre , e colla mano destra reggeva 1' om-
dietro al Pontefice, non se vi è il brellino di taffettà bianco incerato,
maestro di cerimonie, dopo la let- con trina, e frangie d'oro, con cui
tura del vangelo , si reca a pren- cuopriva la cassetta fermata sull'ar-
dere il messale dal chierico segreto, cione della sellaj che conteneva la
e lo consegna a monsignor mag- ss. Eucaristia ( Vedi). Lo stesso Be-
giordomo, che lo dà a baciare al nedetto XIII, quando, nel 1729,
Papa, facendo altrettanto dopo VA- ritornò a Benevento , ebbe seco in
gnus Dei per la pace, che suol dar- carrozza un cameriere segreto e un
si con un quadretto di argento do- cappellano segreto, onore che que-
rato, coli' immagine del Redentore. sto ultimo ottenne da altri Ponte-
E quando alloggiarono nel palazzo fici in mancanza de' camerieri se-
apostolico sovrani e regine, furono greti; anzi lo stesso Benedetto XIII
incaricati i cappellani segreti di ce- per la sua profonda umiltà, nelle
lebrar loro la messa. Dove però frequenti visite che faceva alle chie-
fossero stali diversi ven- i principi, se, vi si recava con un solo cap-
nero ad alcuni di essi destinati an- pellano segreto, col quale per istra-
che i Cappellani comuni. da recitava il rosario.
I Cappellani segreti fanno parte I Cappellani segi*eti coli' abito di
della così detta camera segreta , e mantellone intervengono alle esequie
perciò in alcune circostanze , col de' palaJ;ini, o primarii della fami-
mantellone fanno corteggio al Papa, glia Pontificia, esequie che anche ad
sia nella penultima anticamera del alcuni caudatarii, e crociferi venne-
suo appartamento , sia quando si ro celebrate, come si ha dai Dia-
reca nella basilica vaticana per l'e- rii di Roma. Di fatti abbiamo, che
sequie di alcun suo predecessore, morto monsignor Pietro Valeri cap-
ne' venerdì di marzo alla visita del- pellano segreto e caudatario di Cle-
la stazione, nel venerdì santo, in mente XII, e canonico di s. Blaria
occasione dell' esposizione del ss. Sa- in Cosmedin, nel 1735, fu esposto
gramento, e nella processione del- il suo cadavere sopra alto letto,
l' ottava del Corpus Domini, tanto nella chiesa parrocchiale de' ss. Vin-
di detta basilica , che della latera- cenzo ed Anastasio a Trevi, e gli
nense. Talvolta un cappellano se- furono nella chiesa stessa celebrate
greto a cavallo portò la ss. Euca- r esequie coU'assistenza di monsignor
ristia, quando precedeva il Papa
cioè sagrista, de' prelati della camera se-
ne'suoi viaggi,come avvenne sotto greta, e dei ministri delle cappelle
Benedetto XIII quando, nel 1724» si Pontificie. Nel 1736 si celebrò un
recò a Benevento. Ed è perciò, che funerale per monsig. Lorenzo Sbatti,
monsignor Ferrari, cappellano segre- altro cappellano segreto, e caudatario
to, vestito di abito paonazzo viato- di Clemente XII. Il suo cadavere
,

GAP CAP log


fu esposto con ventiquattro fiacco- l'ultimo uditore di Rota. Ne' viag-^^^r
lotti, ed intervennero ajla funzione gi ambedue questi Cappellani se- -,

i suddetti personaggi ed i cappella- greti , vestiti d'abito viatorio , cioè


ni segreti. Nel lySS nella chiesa di sottana, e mantellone corto, con cal-
s. Apollinare ebbero luogo l'esecpiie ze di seta paonazza, vanno nella terza
del cappellano segreto e crocifero muta cogli aiutanti di camera. Il

di Pio \I, monsignor Antonio Pa^ caudatario sempre dee sostenere il

lombi, che fu esposto in letto ve- lembo della sottana Pontificia, mo-
stito di sottana e mantellone pao- tivo per cui si chiama caudatario,
nazzo, co' soliti cerei, e quattro tor- o lembifero, ed il crocifero, cosi detto
cie accese, e venne ivi sepolto co- dal portar la croce, quando scende
me sua parrocchia. 1786 si E nel il Papa dalla carrozza va innanzi ,

celebrarono pompe funebri per mon- a piedi colla croce Ab- inalberata.
signor Giacomo Paris cappellano , biamo poi, che recandosi Innocenzo
segreto e caudatario di Pio VI, e XI li con formalità ed in lettiga alla
beneficiato di s. Pietro in Vati- Catena (feudo della sua famiglia Con-
cano, ove nella cappella del coro ti, poche miglia distante da Roma),

gliele fece il rev. capitolo ; e poscia venne preceduto dal crocifero a caval-
fu sepolto nella sepoltura de' bene- lo su d' una mula bianca, con gual-
ficiati in sagrestia. drappa di panno nero, ed addestra-
Passiamo a dire alcuna cosa in- ta dal cavallerizzo d' opera della
torno ai due primi cappellani se- scuderia Pontificia, nel qual modo
greti caudatario e crocifero, e di appunto ora procede ne' suddetti
quanto riguarda ambedue. Tutte le treni semi pubblici ; locchè prima fa-

volte, che il Papa va per la città ceva tutte che usciva il


le volte,
col servizio di città, sebbene impro- Papa dal suo palazzo per un tratto
priamente è detto di campagna, per di strada, ascendendo poi nella car-
visitare chiese, monisteri, sovrani ec, rozza, ove egli pure ha posto. Si
nonché quando si reca alle cappelle, dee però avvertire, che quando il
cbe non si celebrano nel suo pa- Papa in abito di mozzetta e roc-
lazzo, essi, vestiti di mantellone, pren- chetto non porta la stola , non ha
dono luogo nel frullone della secon- luogo la croce Pontificia (Vedi), la
da muta, coi camerieri segreti. E quale soltanto il deve precedere o
quando il Papa esce con treno no- quando assume la stola, o quando
bile o semipubblico, il caudatario va è vestito de' sagri paramenti. In
nella prima carrozza del più degno alcuni Pontificati sostenne il croci-
Cardinale, che sta in quella del Ponte- fero anche diverso ufficio come in ,

fice , cogli aiutanti di camera del quello di Benedetto XIV, in cui


Papa; mentre il crocifero precede a era sotto-guardaroba. In altre cir-
cavallo colla croce Pontificia, colla costanze poi, e particolarmente ne'
quale pure precede il Papa
egli viaggi e nelle villeggiature, in cui i

tanto in città, che ne'viaggi, ed in Papi degnano ammette-


talvolta si

cotta, quando si reca a dare la bene- re alla loro mensa quelli della lo-
dizione col Sagramento in qualche
ss. ro camera segreta vengono pure ,

chiesa, meno quando il Papa segue ,


compresi in sì onorifica distinzione
o va alia testa del sagro Collegio, che il caudatario e il crocifero , ullìzii

allora viene portata la croce dal- che in caso di assenza, od im-


no GAP GAP
potenza sono suppliti dagli altri di poi alla
il lettura
bussolante
cappellani segreti. Non è poi a ta- sotto-guardaroba. V. Sacchi ni, Epi-
corsi, I." che furono chiamati ero- stola de utilitate bene legendi ad
ciferi anco i maestri ostiarii (Fe<i/), maisam, Mediolani 1621.
custodi della croce Pontificia, 2.° che Quando poi il Papa ammette in
da Urbano Vili vennero impiega- solenne convito sovrani, o Cardinali,
ti due cappellani crociferi, i qua- tocca al caudatario non solo dire
li talvolta furono prima del cau- la formola della benedizione della
datario in ordine precedenza,
di mensa, la quale viene compartita
sebbene sotto Innocenzo X, negli dal Papa, cui rispondono Cap- i

idtimi Pontificati, ed attualmente pellani cantori, ma altresì di leg-


sia egli il primo de' cappellani se- gere alcuni capitoli delle opere di
greti. san Gregorio, o altro libro adat-
Anche il caudatario disimpegno to finché beve il Papa la prima
,

contemporaneamente qualche altra volta, terminando allora di leg-


carica nel palazzo apostolico, come gere, per dar luogo ai cantori di
nel Pontificato di Clemente XIII, cantare alcuni sagri mottetti sino
nel quale fu eziandio sotto-guardaro- al fine mensa, terminata la
della
ba, ed abbiamo sotto Clemente XI quale, monsignor caudatario deve
nel1720 che il suo caudatario monsig. fare colle solite forme il ringrazia-
de Pretis fu dichiarato ablegato Pon- mento.
tificio per portare le berrette Car- I Cappellani segreti pel nobile, ed

dinalizie nella Spagna ai Cardinali intimo servigio, che prestano alla sa-
Tescovo di Murcia, e Borgia pa- gra persona del sovrano Pontefice,
triarca dell' Indie. Il caudatario del furono in ogni tempo beneficati con
Papa prò tempore è sempre priore provviste ecclesiastiche, e promozio-
del collegio de' caudatarii de' Cardi- ni, vantando essi Cardinali, vescovi,
nali. Quando ha luogo nel palazzo prelati,ed altri personaggi, che ap-
apostolico per le solennità della partennero al loro ceto. E senza
Pasqua, dell'Assunta, di Ognissanti, dire di altri, il regnante Pontefice
e di Natale, la comunione generale Gregorio XVI meritamente innalzò
della famiglia Pontificia, mentre il al Cardinalato un individuo, eh' era
Papa, od il maggiordomo, ovvero il stato cappellano segreto di Pio VII,
sagrista la fa alla famigha nobile, ed uno fra i suoi cappellani segreti
il caudatario in altra cappella la egli promosse alla prelatura, e a
somministra al restante della stessa votante di segnatura, altro a cano-
fàmiglia assistito dai chierici della nico lateranense, e minutante della
cappella Pontificia. Alla mensa, che segretaria di stato, ed altro a bene-
imbandisce il Papa nel giovedì santo fìciato della vaticana basihca, ed ad
a tredici sacerdoti, eh' egli stesso ufficiale del Concessum della dataria
serve individualmente, il caudatario apostolica, facendo eziandio agli altri
finche il Pontefice vi si trattiene provare gli elFetti della sua genero-
in abitopaonazzo (ed in sua as- sita, e clemenza. Sino a Pio Vf,
senza il crocifero, o altro cappellano tutti i Papi accordarono a' Cappel-
segreto), legge un qualche libro lani segreti amplissimi privilegi, e
spirituale o quello che rammenta
, per nominare quelli compartiti da
la cena dei Signore, subentrando Clemente XIV, e Pio VI, Conces'
GAP GAP III
sio prn'ìlegìorum prò nonnullis siiis CAPPELLANIA. Così chiamasi
familianbus, Roina^ i7^9) ^^ ^77^i un beneficio ecclesiastico, fondato ed
diremo de' principali , che sono annesso ad un altare, ad una
o
i seguenti: Conti del palazzo la- cappella, che gode il cappellano. Dai
teranense cavalieri dello sperone
, canonisti distinguono tre sorte di
si

d'oro, nobili romani, e di Avigno- cappellanie, cioè quelle fondate dai


ne, Bologna, Ferrara, Benevento, laici senza 1' approvazione d' alcuno,
ed altre città dello stalo ecclesiasti- quelle istituite
coli* assenso del ve-

co, co' relativi privilegi ec. , ed an- scovo per tempo determinato, e quel-
corché non avessero l'uso del roc- le erette coll'àutorità della sede Apo-
chetto, e l'abito di notari, li crea- o dall'Ordinario, e fondate
stolica,

rono notari senza pregiudizio di formalmente in titolo perpetuo. La


quelli di numero , con tutte le li- prima qualità di cappellanie, sebbene
bertà, grazie, favori, estensioni, in- istituite in perpetuo , col peso di
dulti ec. di poter inquartare l'arme messe, o non sono be-
altri servigi,
del Pontetìce nel proprio stemma, di neficii ecclesiastici, venendo conside-

poter essere dichiarati veri fami- rate quali fondazioni laiche, e tem-
gliari , e commensali del
continui porali, potendo entrare nel commer-
l^apa, oltre la esenzione da tutte cio , e venir possedute, alienate, e
le gabelle, dazi, decime; ed oltre lasciate da' laici ai laici stessi senza
il potere di farsi ordinare da qua- colpa veruna : i patroni però, o con-
lunque vescovo in tre domeniche giunti dei fondatori, sono tenuti ad
consecutive, e feste fuori de' tempi adempiere l' intenzione rli questi ul-
stabihti dal proprio Ordinario senza timi nella elezione dei titolari. Le
licenza di veruno, qualora sieno tro- cappellanie della seconda specie, cioè
vati idonei, incaricandone la coscien- le amovibili , da alcuni sono consi-
za del vescovo; finalmente il poter- derate come da al- veri benefici i, e
si eleggere il confessoie per farsi tri, quali pie fondazioni, che non

assolvere da' casi riservati , compresi avendo la perpetuità della loro ere-
quelli riservati alla Santa Sede in zione, non possono essere veri be-
qualunque maniera. Li resero ca- nefìcii. Le cappellanie poi autorizzate
paci ancora di ottenere qualunque dal Pontefice, o dal vescovo, sono
ufficio, beneficio ec, trasferendo an- veri benefìcii. 1^. Beneficio Eccle-

cora le pensioni sino alla somma siastico.


di trecento ducati , e ricevendo fa- Si giudica del servizio di una
coltà di testare de' frutti de' benefì- cappella, dal titolo della fondazione,
zii. Morendo poi senza far testa- e dai termini in essa usati dagli
mento, appartengono agli credi loro, istitutori, se il beneficio è sacerdo-
sieno consanguinei, oppi u-e famigliari, tale, o no. Allorché nella fondazio-
tutti i beni e lagioni, che perverreb- ne si prescrive, che la Cappellania
bero alla camera apostolica, cioè agli debba essere confei'ita ad un sacer-
S(3ogli, colla inibizione alla detta ca- dote , non è sufìficiente all' ecclesia-
mera, agli arcivescovi, vescovi, ed stico il farsi promuovere al presbi-
altri prelati delle chiese, alla fabbri- t(M*atodentro l'anno, essendo neces-
ca di s. Pietro, alla santa crociata, e sario, ch'egli già sia prete. L'obbligo
agli altri succollettori, di perturbarli della celebrazione della messa non
sotto qualunque titolo ec. ec. remle sacerdotale una Cappellania,
, ,

112 GAP GAP


giacche il cappellano deve soddisfare che esse siano di tal tenue rendita,
al suo obbligo, celebrando le messe, che l'una non basti senza l'altra al
locchè può fare anche per mezzo mantenimento del cappellano, in tal
d'mi altro, ed il vescovo non lo casonon sono incompatibili. /^. la
può costringere a celebrarle egli Giurisprudenza Canonica^, alla paro-
stesso, se la fondazione non ve l'ob- ai Cappella j il Dizionario di Diritto

blighi espressamente, o con espres- Canonico di Durand di Mailane ad


sioni, e clausole equivalenti. Ma se egual voce, e l'articolo Gappellano,
ilfondatore erasi dichiarato, che in mentre a quello di Cappella si tratta
cadauna vacanza si nominasse un della origine delle cappellanie, e di
cappellano, il quale fosse tenuto di altro, che le riguarda. Il Parisio
celebrare o quattro messe, o
tre, poi nelle sue Istruzioni^ tomo IV,
più, o meno in ogni settimana, o p. 25, riporta la formola, Collatio
mese , la residenza non è perciò Cappellanice j che si conferiscono dai
necessaria, ne il beneficio è sacerdo- vescovi nelle loro diocesi; ed a pag.
tale. Se la fondazione prescrive, che 28, trattando Della nomina, e pre-
sia nominato un sacerdote per cele- sentazione , e della sua formula che
brar tutti i giorni determinatamente usano i patroni delle Cappellanie, e
la messa in una chiesa, la Cappel- del tempo in cui possono nominare,
lania è sacerdotale ed obbliga alla , e presentare, avverte, che in dette
personale residenza. In ciò appunto patenti suole allegarsi il titolo, come
consiste la differenza, che fa duopo per Istromento, ec, per Sentenza^, ec.
fare delle parole Cappellano e Pre- ovvero esprimere se appartiene ah
te il fondatore non dice mai
: che , immemorabili. De jure, i patroni
si faccia la nomina d' un pjete ecclesiastici hanno sei mesi di tempo
senza che intendesse di aver voluto a presentare un solo soggetto, ed
rendere la Cappellania sacerdotale, i patroni laici ne hanno quattro,
mentre adoperando invece la parola dentro il qual tempo possono pre-
cappellano, s' interpreta in favore sentare cumulative uno, o più sog-
della libertà, dappoiché siccome ogni getti idonei, in una o più nomine,
altro che un
può essere cap-
prete e presentazioni, in modo che resti
pellano, così si può soddisfare alle ad arbitrio dell' Ordinario la scelta
brame del pio fondatore, per mezzo del cappellano. 11 termine comincia
di un sostituto. a decorrere a die scientice, seu ha-
Questa specie di cappelle, che hitce notitice vacationis.
esigono residenza, sono incompati- CAPPELLANO ( Capellanus ).

bili con un benefìcio, qualora si Con questo nome si chiama quegli,


godesse, situato nella stessa chiesa, che è provveduto di una cappella
e fa duopo della Pontificia dispensa, o cappellania , un prete che ufficia
per possedere Tuna, e l'altro. E- una cappella , o eh' è beneficato di
giialmente se la Cappellania impone una cappella. Oltre quanto si è detto
l'obbligo di servire al coro tanto all'articolo Cappella, sull'origine della
d'una chiesa cattedrale, che colle- sua denominazione , coli' autoi*ità di
giale, non si può possedere un ca- Val fri do, De reh. eccl. cap. 3 1 ; di
nonicato nello stesso tempo senza Onorio, in semi. s. Martini, e del
una speciale dispensa. Se le cappel- Sarnelli , tom. X , p. 96 , dei preti
lanie poi non epigono residenza, e cappellani perchè così chiamati, ri-
,

GAP GAP ii3


porteremo, che la parola Cappellano Pietro e Paolo a' suoi intimi cubi-
proviene da quei sacerdoti, die cu- cularii, o famigliari, questi si dissero
stodivano la cappa di s. Martino ve- cappellani, massime gli uditori di Ro- \

scovo di Toui-s , e le altre reliquie, ta, che quali giudici del palazzo apo-
che i re di Francia avevano nei loro stolico, vennero così denominati, per-
palazzi, e portavano secoloro all'eser- chè il Papa giudicava con essi nella
cito, conlldando nell'intercessione dei sua cappella tutte le questioni, sulle
santi di riportare vittoria de' proprii quali era consultato da ogni parte
nemici. Sulpizio Severo descrivendo del cristianesimo.
l' abito di s. Martino , dice quanto Questo nome di Cappellano si di-
segue : Ubi Martinum vidcnmt in latò in progresso, e l'ebbero i no-
veste hispida^ nigro pendulo pallio tari, i segretarii, e i cancellieri, in
circutntcctum j cioè eh' era vestito di vista dei quali talvolta la cancelleria
una veste ispida, ed una cappa nera sinominò cappella; Più particolar-
d' attorno alla medesima. mente fu devoluto ai sacerdoti, che
Furono soliti i principi cristiani hanno 1' obbligo di celebrare la mes-
portare nelle guerre entro casse al- sa nelle cappelle e nelle chiese , ed
cune reliquie de' santi, e i loro sa- anche si diede ai chierici addetti jn
cerdoti s\ per la custodia e culto servigio di esse. E siccome per cap-
delle medesime, sì per la celebrazio- pella s' intende 1' oratorio , o una
ne delle messe sì per confessare e , parte della chiesa, che gli antichi
comunicare i guerrieri ; ma più pro- dissero Cubicula i cappellani ven-
_,

babilmente dalle tende, cappe o cap- nero detti eziandio cubicularii. Inol-
pelle, colle quali ricoprivansi le cas- tre si disse Capellaris una cosa ap-
se delle reliquie , e dal luogo ove si partenente alla cappella , onde Ra-
ponevano, forse si appellarono cap- dolfo nomina clerici capellares ^ i

pellani. Tali luoghi divenendo pic- chierici e musici della ^appella


Pa-
cole chiese o attinenti alle grandi,
, pale, ed offìcium capellare chiamos-
o separate, i sacerdoti, che le aveano si r antico ufficio, che si cantava in

in cura, si chiamarono Cappellani. detta cappella. Nella vita di s. Gio.


Tuttavia altri soggiungono, come os- Elemosinano si legge che egli solo ,

serva il Bernini, spiegando come gli diceva messa nella cappella domesti-
uditori Rota si chiamavano cap-
di ca, servito da un cappellano. I cap-
pellani del Papa, che dalla Francia pellani de' re erano ufficiali ecclesia-
essendo passata tale denominazione stici, che servivano ne' regi oratorii.
in Italia , si applicò a quegli eccle- All'articolo Cappella abbiamo par-
siastici, i quali ritenevano in custo- lato degli arcicappellani , dei gran
dia cosa sacra di qualche chiesa, o cappellani , e dei sommi cappellani.
cappella. 11 perchè cominciossi a chia- Il vescovo d' Angoulème ,
per non
mare cappellano il custode de' pa- dire di altri , avea il titolo di arci-
ramenti, arredi sacri, e reliquie della cappellano del re nell'Aquitania ; e i

cappella. Ma nella Chiesa Romana cappellani dell'Ordine gerosolimitano,


non si udì il nome di Cappellano o di Malta, erano chierici conventuali,
che verso l'anno 4^^, cioè poco più che formavano il secondo stato di
di sessant' anni dopo la morte di queir insigne Ordine, che ora rifiori-
s. Martino. Quindi dando s. Leone I sce. Dei cappellani segreti, e dei cap-
in consegna i corpi de' beati apostoli pellani comuni del Papa, se ne par-
voL. vin. b
,

ii4 CAP CAP


ìev'cì ai loro articoli, mentre a quel- il Breviario Romano, può dire la
lo di caudatarii , sì tratta del cap- messa di quel santo, del quale esse
pellano caudatario de* Cardinali, cosi fanno l'ufficio, ma col messala ro-
detto perchè sostiene la coda delle mano, Sac. cong. rit. 20 nov. 1628.
\esti Cardinalizie, o della cappa. Il Altri decreti, che sono tenuti i cap-
Parisi, nell'opera, Istruzioni per la pellani ad osservare nelle chiese dei
gioi'enthj tomo IV, pag. i3, riporta regolari , e delle monache sono , ri-

Formula capellani honorijici, emi- portati dal Diclich nel Dizionario


nentissimorum Cardìnalìum, pel go- Sacro liturgico. Il cappellano non
dimento degl'inerenti privilegi con- può celebrare con rito doppio la fe-
cessi dalle costituzioni apostoliche. sta del suo titolo, ma solamente co-
Oltre quanto si è detto all' arti- me viene prescritta dal calendario.
colo Cappellanie (Vedi), sugli obbli- V. Gavanto , in Rub. brev. sec. 3 ,

ghi dei cappellani, dice il Berlendi, cap. 12. I cappellani poi delle chie-
delle oblazioni all' altare, che il cap- se cattedrali sono sottoposti alla giu-
pellano obbligato a celebrare ogni risdizione siccome loro
del capitolo
giorno può godere qualche vacanza, superiore. In alcuni luoghi furono
che ne' giorni di detta vacanza non istituiti i cappellani per servire di
può celebrare per altri, e ricevere supplemento a'i canonici, senza poter
stipendio, e che obbligato a celebra- prendere sede, e luogo né in coro, ne
re, ma non ad applicare la messa, in capitolo, ed in altri vengono am-
può per l'applicazione ricevere nuovo messi all'ufficiatura del coro (Fedi).
stipendio, punti che egli tratta con Finalmente chiamasi cappellano an-
critica ed erudizione. Avverte poi che il Mansionario (Fedi), che uf-
ilMacri, che quei cappellani, i quah ficia, o che ha in custodia
assiste,
hanno l'obbligo quotidiano di cele- la chiesa.
brare la messa, non possono trala- CAPPELLE Pontificie, o Papa-
sciarla che per infermità, o altro II. Cosi chiamansi i vesperi, i mat-
legittimo impedimento, C. significa- tutini , le messe cantate, i pontifi-
tum de praebendisj ed aggiunge che cali, e le altre sagre funzioni, che
in tal caso, il cappellano non e ob- coi venerabili riti della romana Chie-
bligato a far celebrare da altri in sa, e collo splendore e decoro di eccle-
suo luogo, seppure nella fondazione siastica magnificenza, celebra, o alle
della cappellanìa non fosse espresso quali assiste il sommo Pontefice, in u-
un tal obbligo. Molli canonisti , e no coi Cardinali, patriarchi, arcive-
teologi sono d'avviso, che si possa scovi, vescovi, e prelati, colla maggior
vacareun giorno della settimana parte de' capi degli Ordini religiosi,
come dicemmo coli' autorità del Ber- e prim^rii personaggi del magistra-
lendi , nel qual giorno però non si to di Roma, e curia romana, fami-
può celebrare per sebbene al-
altri, glia Pontificia, ed altri, che vi han-
cuni sieno di opinione, che quattro no onorevole luogo; cioè nelle son-
volte all'anno si possa applicare il tuose Cappelle maggiori dei palaz-
sacrificio per se, o per altri, perchè zi apostolici, ove risiede il medesi-
non sembra ciò essere contro la men- mo Pontefice, od in alcune deter-
te del testatore. F. Ani. Nald. ver- minate basiliche, e chiese di Roma,
bo Missa^ num. ii. Il cappellano per festività e tempi ordinarii , e
,

delle monache, le quali non usano solenni, e per circostanze anco stra-
,,,

GAP GAP
culinarie ; funzioni che, intimate dai si recitano, e dei cursori Pontifi-
Pontificii cursori, sono dirette, e re- cii, i quali pubbhcano l'ora delia
golate dai maestri delle cerimonie, celebrazione delle medesime Cap-
dai ministri assistenti alle stesse Cap- pelle e funzioni.
pelle, e dai cappellani cantori Pon- § X. Cappelle , vesperi , mattutini
tificii, colla soprai ntendenza del pre- messe, pontificali, ed altre sagre
lato maggiordomo , prefetto de' sa- funzioni, che si celebrano nelle
gri palazzi apostolici. Cappelle maggiori dei palazzi a-
postolici, e nelle basiliche, e chie-
§ I. Origine delle Cappelle Papali. se di Roma, per ordine progres-
§ II. Descrizione delle Cappelle mag- sivo di tempo in cui cadono.
giori de' palazzi apostolici , cioè
della Sistina, e Paolina del palazzo § I. Orìgine delle Cappelle
valicano, e della Paolina del pa- Papali.
lazzo quirinale, e delle loro scale,
e sale regie. E ben ragionevole, che ove ha se-
g III. Rinnovazione dell'antico uso de il capo augusto della Chiesa cat-
di celebrare le funzioni ecclesia- tolica, ivi risplenda maggiormente
sticlie dal Papa in diverse chiese l'esterna espressione del culto reli-
di Roma. gioso , che si deve alla Divinità
5 IV. Ministri , cantori , ed inser- nel modo il piìi edificante e decoroso.
vienti delle Cappelle. Abbiamo sino dai primi anni del
§ V, Elenco delle Cappelle ordi- terzo secolo, che il Pontefice romano
narie, cioè vesperi, mattutini, mes- s. Zeferino, eletto nel 20 3, decretò,
se, e Pontificali, che si celebra- che mentre celebrava il vescovo, vi
no dal Papa in epoche fìsse nel assistessero tutti i sacerdoti, come i

decorso dell'anno, comprese le vescovi, e i sacerdoti assistevano in


processioni, ed altre funzioni. Roma il Papa, allorché celebrava i

§ VI. Notizie delle Cappelle, e sa- sagrosanti misteri. In que' tempi, ad


gre funzioni mobili e straordina- onta della fierezza delle persecuzio-
rie, che celebransi annualmente, e ni, nel segreto delle abitazioni , e
in altri tempi, e circostanze. talora ben anche nelle grotte, e nel-
§ VII. Personaggi, che hanno luogo le catacombe ciò avea luogo per la
nelle Cappelle. Indicazioni di quel- pietà de' zelanti Pontefici, e si cer-
li,che v' intervenivano, e posti, che cava eziandio di eseguirli con reli-
vi presero i sovrani. Luogo dove giosa pompa e decoro, secondo il
ora si ammettono quelli, che bra- permettevano le calamitose circostan-
mano assistervi. ze; onde Papa s. Ponziano, nell'an-
§ Vili. Modo, col quale si recano no 233, fece tutti i vasi sagri di
tanto alle Cappelle palatine, che argento, i quali si custodivano gelo-
nelle diverse chiese di Roma, il samente nei sotterranei; ed il Pon-
Papa, i Cardinali, e gli altri. tefice s. Stefano I, nell'anno 360
§ IX. Osservazioni preliminari per ebbe troncata la testa nella sedia
l'intelligenza delle cerimonie sa- Pontificale,mentre appunto celebra-
gre, che sogliono essere comuni va nelle catacombe. Cessate nell'an-
in quasi tutte le Cappelle; delle no 3 II, per opera dell* impera toi*c
prediche, e discorsi che in esse Costantino, le persecuzioni contro i
,,

ii6 -^ CAP GAP


crisliani, e donato
doi da quel magna- altre basiliche e chiese di titoli Car-
nimo principe a Papa s. Melchia- dinalizii (Vedi), i Sommi Pontefici
de il palazzo laterancnse, con ren- vi sirecarono a celebrare in tempi
dite corrispondenti a sostenere la stabiliti, ed anco straordinarii le sa-

suprema dignità ecclesiastica, poten- cre funzioni, alle quali vollero, che
do quindi i Papi mostrarsi in faccia per maggior maestà assistessero i

al mondo nel loro sublime carat- sette vescovi delle città suburbi-
tere, a maggior gloria di Dio , ac- carie, a' quali pertanto diedero ezian-
crebbero alle sagre funzioni quella dio l'incaiico di celebrare, ciascuno
gravità e splendidezza, che ravviva alternativamente in un giorno della
la fede negli assistenti, e li penetra settimana, sull'altare Papale della ba-
di religiosa venerazione. Onde già sihca lateranense, ed è perciò che
nel quarto secolo si hanno chiari secondo il Panvinio, essi furono ap-
monumenti, che attestano essersi for- pellali vescovi Cardinali, cioè prin-
mati i Pontefici una corona del cle- cipah, vescovi collaterali del Papa,
ro romano con l' intervento del
, ed ehdomadarii , chiamandoli Gio.
quale eseguivano regolarmente ogni Diacono, t. II, Miis. Ital p. 574,
sorta di funzioni , sia con solenni Episcopi primae sedis. Nelle altre
messe, colle visite delle stazioni (/^e<f/), quattro basiliche patriarcali , consi-
con numerose processioni ( Vedi ) derandosi per tale quella suminen-
singolarmente nelle principali feste, tovata di san Lorenzo , furono de-
che attraevano non solo il popolo stinati per ognuna sette Cardinali
romano a piamente intervenirvi preti delle limitrofe chiese titolari, i

ma gU stranieri ancora, e di lontane quali eziandio celebravano quotidia-


regioni. E per darne un' idea, oltre namente sull'altare Papale, facendo
quanto individualmente si dice ai anch' essi nel medesimo le veci del
citati articoli, e si dirà in questo lomano Pontefice, sebbene ogni ba-
a' rispettivi luoghi , ed agli altri silica patriarcale, compresa la lale-
riguardanti le Pontificie sagre fun- lanense, avesse il proprio arciprete,
zioni, come coronazione degl' impe- meno le basiliche ostiense, e di san
ratori, ed altri sovrani possessi, che Lorenzo, che aveano un Cardinale
presero alla basilica lateranense, ed abbate. Vi erano poi dodici Cardi-
altre molte, ci limiteremo ad indi- nali diaconi regionarii, cui sovrasta-
carne alcune, oltreché al paragrafo vano i sei Cardinali diaconi palatini,
III si rileverà dove si solennizzava- primo de' quali era il Cardinal ar-
no le principali festività, per co- cidiacono di s. Maria in Domnica,
noscere pm'e quali personaggi v'in- a* quali spettava di cantar il vangelo
tervenivano ne' primi secoU della nella chiesa lateranense, mentre agli
Chiesa, dappoiché di quelli de' suc- altri incombeva cantarlo nelle sta-
cessivi secoli tratteremo al para- zioni.
grafo VI. Quando poi il Papa cantava so-
Erettesi pertanto in Roma nel IV lennemente la messa, che oggidì di-
secolo le basiliche patriarcali del Sal- cesi Pontificale, v'intervenivano, ol-
vatore, di s. Pietro in Vaticano, di tre i Cardinali, gli abbati delle venti
s. Paolo nella via ostiense, di s. Ma- abbazie privilegiate di Roma, e luo-
ria Maggiore, o Liberiana, e di s. Lo- ghi suburbani. Il p. Casimiro da Ro-
renzo fuoi'i delle mura, oltre diverse ma, nelle Memorie isloriche, Roma
,

GAP CAP
1736, a pag. 9 e seg. , fie tesse il due fuori delle mura di lloma, ma
catalogo, e riporta le diverse analo- prima de' sette suddiaconi, de' cufii-
ghe opinioni degli autori. Secondo cularii, della scuola tic' cantori, dei
il parere de' più, esse erano quelle chierici, e de' maggiorati laici , che
di s. Cesareo, di s. Gregorio al cli- erano il prefetto di Roma , i sette
vo di Scauro, di s. Maria del Mon- giudici palatini , cioè primicerio dei
te Aventino, di s. Alessio, di s. Pri- notari, ossiadecano del collegio dei
sca, di s. Saba, di s. Pancrazio, di protonotarii apostolici, e capo delle
s. Silvestro in Campo Marzo, di dignità palatine, il secondicerio, l'ar-
s. Maria in Campidoglio, di s. Bia- cario , il sacellario , il protoscrina-
gio presso il palazzo di Trajano, di rio, il primicerio de' difensori e Tam-
s. Agata in Suburra, di s. Lorenzo minicolatore , o nomenclatore , di
in Pane e Perna, di s. Tommaso in cui ci ha dato Pier Luigi Galletti
Formis, di s. Biagio della Pagnotta, distinta relazione, i senatori, gli altri
della ss. Trinità degli scozzesi, di san giudici, gli avvocati, gli scrinarii, ed
Valentino, Maria in Castello
di s. i baroni romani, i quali a simili fun-
aiueo , di s. Maria in Pallara dei , zioni intervenivano anch'essi ; perso-
ss. Cosma e Damiano, e di s. Ma- naggi che per la maggior parte,
tutti,

ria in Monistero. Ne solo i detti ab- sino al secolo XI, elessero, o concor-
bati anticamente assistevano al Papa sero all' elezione del Pontefice. F.
quando celebrava nell'altare mag- Mabillon, Miis. Ital. tomo II, pag.
giore di s. Giovanni in Laterano 570.
ma anche nelle stazioni della stessa Per dare un'idea del modo co-
basilica più volte all'anno, e in al- me i Papi celebravano i divini mi-
tre solennità accennate dal Panvinio, steri, le stazioni e le messe solenni,
Delle sette chiese principali di Ro' riporteremo quanto il citato Galletti

ma, p. 182, Doveano inoltre inter- narra alla p. 1 1, e seg.. Del primi-
venire alle processioni, che si faceva- cero della Santa Sede ^ e di altri
no dalla chiesa di s. Pietro sino a uffìziali maggiori del palazzo late-

quella di s. Giovanni per la coro- ranense, Roma 1766: » Allorché


nazione del Pontefice , e da questa w l'apostolico signore, cioè il Papa,
a quella per la festa di s. Marco, M portavasi alla stazione di qualche
alla quale insieme col Papa, coi Car- »» chiesa, prima di andare all' altare,
dinali e coi vescovi interveniva tutto H sostenuto dai diaconi, entrava nel
il clero di Roma , ricevendo ogni « secretarlo , che oggi chiamiamo
abbate per quest'ultima funzione il M sagrestia collocata nelle antiche
,

presbiterio di tre soldi, che il detto » chiese dalla parte degli uomini in
Panvinio, p. 64, valuta ognuno uno » fondo della nave volta a mezzodì,
scudo mezzo d' oro, e il Ciac-
e w donde essi immediatamente usci-
conio, in Vita s. Silvestri j quattro « vano per andarsi a paiare, ed in-
scudi d' oro. l medesimi abbati avea- »» tanto egli vi rimaneva assistito
no luogo dopo i Cardinali, anzi ap- » dal primicero, dal secondicero, dal
presso i prelati delle cinque patriar- " primicero de* ditensori, dai notali
cali, cioè il priore della basilica la- » regionarii e dal suddiacono che ,

teranensc, gli arcipreti della vatica- » portava il pallio. Quivi il Ponte-


na, e (Iella liberiana, e gli abbati * flce per mano de' suddiaconi re-
di s. Paolo, e di s. Lorenzo, ambe- »> gionarii vesti vasi degli abili pon-
,

8 CAP CAP
lifìcali , ^d il primicero , e il se- »> il primicero il secondicero e il
,

condicero gli andavano componen- '» primicero de' difensori con tutti ì
do le vesti, perchè senza ricevere « regionarii e notari, di nuovo ascen-
impaccio dalle medesime, potesse » devano all'altare, ponendosi quivi
tratto tratto comodamente sedersi, »' dalie due bande destra e sinistra
e, come dicesi nell'Ordine terzo, »» giusta le loro precedenze : allora il

che non è di tanta antichità, quan- »> nomenclatore, il sacellario ed il


to è il primo, e il secondo di essi, « notaro del vice-domino del palria-
ut ex honorabili compositione ex- *» chio lateranense, oggidì maggior-
hiheatur circumstantibus spectacu- « domo prefetto de' palazzi aposto-
lum reverendae dìgnitatis ", Quan- w liei, dopo detto V Agnus Deij ascen-
do poi era all'altare dopo l'evan- »* devano anch'essi, e si ponevano
gelo, il primicero, il secondi<3ero w al cospetto del Pontefice, per aspet-
e il primicero de* difensori, tut- w tare che accennasse loro i nomi
ti i regionarii, e notari, ascende- »> di quei, che doveano invitare
si

vano al trono Pontificio, ed allor- »# alla mensa. Quelli, che aveano luo-
ché il Papa passava quindi al M go alla tavola dal Papa , erano
senatorio , cioè a quel luogo ove M invitati dallo stesso nomenclatore,
stavano i magnati secolari, avea f» quelli, che doveano intervenire alla

alla destra il primicero de' notari, » mensa del vice-domino, erano in-
e alla sinistra il primicero de' di- >» vitati dal notaro dello stesso vice-

Prima poi che Sua Santità


fensori. w domino. Scritti, che erano i no-
andasse dalla banda delle donne, »» mi, discendevano a fare un tale
riceveva pure dal primicero , dal •» invito,ed il Papa sostenuto dal
secondicero, e dal primicero dei >#primicero de' notari e dal primi-
difensori le oblazioni, poiché que- M cero de* difensori, dalla sua sedia
sti tre personaggi ne' giorni festivi M portavasi a comunicare tutti quei,
offerivano all' altare, dopo eh* era >» ch'erano nel senatorio, e, come
seguita la offerta de' diaconi: ri- *» dicesi nel citato Ordine terzo
tornava quindi alla sua sede, ed >» quivi comunicava principes popU'
era sostenuto nell' ascendervi dal n lorum, et matres amilias earum. f
primicero e dal secondicero sotto » Il primicero, interrogatone prima
le braccia, come veggiamo ora « il santo Padre per averne la sua
farsi dai due Cardinali diaconi >* licenza, colla mano sotto la pia-
assistenti al soglio. Posta che l'ar- « neta accennava a' vescovi ed ai
cidiacono avea l' acqua nel calice, )* preti, che comunicassero il restan-
i diaconi salivano al trono, ed al- >» te del popolo. Dopo che tutti avea-
lora il primicero , il secondicero, » no ricevuto la sacrosanta comu-
ed il primicero de' difensori coi i> nione, il nomenclatore, il sacella-
notari e difensori regionarii discen- M rio, l'accolito, che tenea la patena,
deano , e si trasferivano a' loro »> quegli che portava l' asciugatoio
luoghi. Data altresì, che l'arcidia- « per le mani , e quegli che dava
cono avea la pace, i suddetti ascen- V l'acqua a lavare, ritornavano tutti

devano nuovamente all' altare e , « al trono, e si comunicavano an-


si distribuivano secondo il loro » eh' essi.
ordine. Terminato il canone, dopo « Ne'vesperi del giorno di Pas-
che il Papa avea spezzata l'obiatj^, w qua, dopo varie cerinaonie, che
,

GAP CAP 119


M ivi si descrivono, andavano tutti a si dice che giunta Sua Santità nel
*j s. Andrva ad Criicem^ ch'era un mezzo del presbiterio, quivi si fer-
« tempio prossimo al Valicano, edi- mava per un poco, ed il primicero
» llcalo dal Pontefice Simmaco, crea- gli levava di capo la mitra, e gli
« to neir anno 49^ ^' *^^^^ do- > baciava la spalla destra, dopo di
« pò aver cantato alcune antifone che ne riceveva la benedizione. Fi-
*i (f^edì)y i primati della Chiesa, cioè nita lamessa il santo Padre caval-
H ì suddetti uffiziali primarii, invitati cando ritornava al palazzo latera-
*• dal uotaro del vicedomino, porta- nense, col seguente ordine. Prece-
>» vansi in un luogo di riposo
ove devano dodici militi draconarii, che
>» per tre volte si refocillavano con portavano altrettanti stendardi chia-
M bevande, la prima usando del mati banda: seguiva un cavallo pel
»3 greco j un'altra del pactisij e la Papa ben ornato, indi la croce Ponti-
« terza del procoma j o procovia^ fìcia, poi venivano i vescovi che si tro-
w tutti vini così denominati da'luo- vavano in Roma, i notai ora protono-
» ghi ov'trano prodotti, e dopo di tarì apostolici, i quali precedevano can-
« essersi cosi ristorati, ritornavano tando. Poscia i Cardinali, i suddiaconi
» a celebrare i vesperi, e bevevano, l'arcidiacono, i diaconi col primicero
» come ivi si dice, de dato preaby- due a due, e l'apostolico signore,
» terio, le quali parole mancano in cioè il Pontefice, dopo il quale ca-
»» alcuni codici, e lo stesso si con- valcava il prefetto di Roma vestito
w tinuava a fare in tutta la dome- di prezioso manto, e calzato d'oro
>* nica in Albis. Nell'Ordine III ag- in una gamba, e di rosso nell'altra,
*> giungesi, che dopo letto il vangelo, coi giudici coperti di piviali. Intorno
» il Pontefice sostenuto da ambedue alla processione andavano i dirun-
» le bande dal primicero de' notari garii, i due prefetti navali pur chia-
» a destra , e dal primicero de' di- mati dirung^arii, co' bastoni in mano,
M fensori a sinistra, discendea al vestiti egualmente di piviale, i mag-
*»senatorio, luogo de' principi per giorenti con mantelli di seta, e con
M ricevere le oblazioni, e queste bastoni, i quali erano detti della
" porgevansi dalle mani del Papa Scuola degli Stimolati, per regolare
*• ad un suddiacono regionario, il la processione, acciò niuno la inter-
f> quale consegnavale all'altro, che rompesse, e questi sembra che sieno
« gli veniva dopo, e questi le po- stati come le guardie nobili d'oggidì.
u neva in un lenzuolo, ch'era sos- Giunto il Papa alla btisilica del Pon-
»» tenuto da due accoliti. V. Obla- tefice Zaccaria, discendeva da ca-
*i ZIONI. vallo, riceveva le acclamazioni del
Nel libro intitolato Pollicitus, di popolo, ed primicero de'difensori,
il

Benedetto canonico di s. Pietro, e e secondicero lo prendevano per


cantore insieme della Santa Romana mano, e lo riconducevano alla ca-
Chiesa, diretto a Guido di CastelU mera: quivi si distribuivano i Pres-
Cardinale di s. Marco, che fu poi hitcrii ( Vedi), cioè i donativi a
Celestino II, creato l'anno ii43, quelli, che aveano assistito alla fun-
ove si parla di ciò, che si praticava, zione: il prefetto avea venti soldi,
allorché il Sommo Pontefice reca- et mamim , cioè la mancia, il pri-
vasi alia stazione in s. Maria Mag- micero de' giudici quattro soldi, e
giore il giorno del santo Natale, così pro|xjrzionutdmeute aveano gli