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DIZIONARIO

DI

ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA
S.

PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRIj AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI

E PI

CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA


CHIESA

DELLA
AI

CATTOLICA

ALLE
SACRE,

CITTA
ALLE

PATRIARCALI
,

VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII


RITI,

ARCIVESCOVILI E , ALLE FESTE PI SOLENNI,


,

ALLE CEREMONIE

CAPPELLE PAPALI

CARDINALIZIE E

PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI,

NON

CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DI

GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTIT

GREGORIO
VOL. VIIL

XVI.

IN VENEZIA DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA


MDCCCXLI.

% ^

s.\ ^

t.

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

C
CAN

CAN
gne portano il nome di campi di Diomede, si raccolsero le reliquie de* romani, campati dalla strage d Canne. Tuttavolta di s celebre citt appena si vedono le traccie d'un acquedotto, e d'un anfiteatro , ed in poca distanza evvi un arco trionfale, che porta il nome di Terenzio Varrone. Canosa fu devastata prima
dai
saraceni, poi,

VJANOPO
to
il

(Canopen.). Citt

Tescovile in partibus dell'Egitto, sot-

patriarcato di Alessandria, chiaBougiiier_,

mata anche
chi'rj

Bochiraj Bo-

e Bichieri. Essa situata ver-

so

ima delle imboccature del Nilo, laonde ne riceve il nome di Canopo, o Canopica, derivatole forse
perch
vi si

adorava

dio Canopo, ovvero,

un tempo il come altri sos-

nel

XVI
stata

secolo,

tengono, da Canopo d'Amiclea pilota di Menelao in essa sepolto, dopo essere morto per un morso di serpente, ed in onore del quale fu fondata la citt. Da ultimo, a' io gennaio 1840, il regnante Gregorio XVI, fece vescovo di Canopo, monsignor Lodovico de' conti Besi , vicario apostolico
di

dalla

guerra,
francesi

essendo
nel

presa

dai
pili

i5o2;

ma

molto

ebbe a
del

soffi-ire

pel fatale terre-

moto
di

sede vescovile sequesta citt, fondata nei colo, e suffaganea a Bari, ebbe pa-

1694.

La

recchi vescovi,
zione,

finche per la distru-

che

vi

operarono

sara-

Xan-tung

nella

ceni, nel

secolo,

fu riunita alla

Cina.

detta metropolitana di Bari , ci che

{Canusium). Citt vescovile del regno di Napoli, nella provincia della Terra di Bari, edificata sopra un'amena collina, presso
la riva destra dell' Ofanto. Nell'antica

CANOSA

conferm
verso
il

Pontefice Uibano II il 1090. Quindi il successore Pasquale II, nel iio3, istitu
nella collegiata di
s.

Sabino, mdlius

cata da

Canusium, che Diomede, e

di cesi
le cui

fabbri-

dioeccsisj la prcpositura per principale dignit. Vi sono varie chiese,

campa-

e nella principale

chiamata

Chiesa

CAN
del gran
il monuniento Boemondo, prin-

CAN
pua, ove mostrava grande premura per la disciplina del clero, e per la esattezza delle cerimonie ecclesieistiche.
1

Madre , ^^smamra
mannoreo
cipe
so.

d'Antiochia, celebrato dal TasQuesta citt fu gi feudo della famiglia Minutolo, principi di Callosa.

Innocenzo
1 ,

XII

nell'

anno
sinodo

69

Io trasfer airarcivescovato di
,

Napoli

ove
,

egli
il

tenne
secoli

il

CANTANIA

{Cantanus),

Citt

diocesano
ciale,

poi

concilio

provinvi
si

vescovile nell' isola di Creta, secondo

che da due
Sollecito

non
bene

Stefano di Bisanzio, sufFraganea della

tenevano.

pel

del

Divenne rimassime in quello di Calcedonia, nonch per alcuni vescovi, che la gometropoli di
Cortina.

suo gregge,
ecclesiastici;

predicava sovente agli

nomata

negli atti de*concilii,

vernarono.

CANTELMO Jacopo, Cardinale. Jacopo Cantelmo dei duchi di Popoli, nacque a Napoli, nel i64o, da generosa famiglia, che vanta parentela colla regal casa Stuarda d'Inghilterra. Venne a Roma colla protezione del Cardinal Francesco Barberini, e bench nel Pontificato di Clemente non godesse stima gran

prendeva amorosa cura e sollecita delle vedove e dei pupilli, dando loro abbondanti limosine. Divotissimo alla Vergine, digiunava le vigilie di Lei in pane
ed acqua; ed oltre il suo rosario, ogni giorno ne recitava anche l'offizio; nei venerd, dopo impiegato alcun tempo nel meditare la passione

del

Salvatore
,

si

flagellava

co' suoi canonici

ed

altri ecclesiastici ai posti

fino a sangue;

promoveva

va-

canti

soli

meritevoli per piet e dot-

fatto,

lo fu in quello del successore

Innocenzo

XI, che da Cardinale aindefessa-

vealo osservato applicarsi

mente
Papa,
sitore

allo studio.
gli

perch fatto confer una pingue abbazia


11

trina; e procurava in ogni maniera, che il suo seminario fiorisse di uomini dotti. Pecc di soverchia connivenza al vicer di Napoli nell'orribile rivolta del 1704, anche con

nel regno di Napoli; invioUo

inqui-

qualche

scapito

della

ecclesiastica

a Malta, ove sostenne vigorosamente la religione, per cui richiamatolo spedillo nunzio agli svizzeri, poi alla corte di Polonia, per animare quel sovrano alla guerra
,

giurisdizione,

per cui meritossi dal


di

Cardinal Paolucci segretario di stato, a

nome

Clemente XI,

serie

ammonizioni.
diare al

volendo egli rimesuo fallo, dispiacque al go-

Ma

contro

il

turco.

Per

gl'interessi della

religione,
ficio alla

fu

eletto ministro Ponti-

verno di Napoli. Per le quali cose addolorato, dopo essere intervenuto


ai

dieta imperiale per la ele-

conclavi

d'

zione del re dei romani, perch cadesse sopra


striaco.

Clemente XI,

di

Innocenzo XII e di sessantadue anni,

un

re

cattolico

ed au-

Intervenuto come nunzio straordinario alla solenne incoronazione


del

e dodici di Cardinalato, spir a Napoli nel bacio del Signore, ed ebbe a tomba quella medesima , cui Innocenzo XII gi arcivescovo di quella
chiesa aveasi apparecchiata nella
tropolitana.

medesimo
ai

in Augusta, Alessandro

Vili,
tolo

i3 febbraio del
alla sacra
ss.

1690,

lo
ti-

me-

promosse
dei
lo

porpora col
e
di Urbino,

Pietro
legato

Marcellino;
e
ci.

CANTICA, o Cantico

de' Canti-

poi
sette

elesse

mesi dopo arcivescovo di Ca-

Libro sacro cos nominato dagli ebrei , per esprimerne la eccellcn-

CAN
za.

CAN
cui gli

Ha

dato esso motivo a molte di-

uomini padano con maggior


e che le

scussioni,

Schir^

Haschirim.

e dagli ebrei chiamato attribuito a


il

libert nelle conversazioni eolle loro

spose,
loro

femmine per parte


di

Salomone, di cui porta


de' settanta.
I

nome

nel

non

credono
di

offendere
di

il

testo ebraico, e nella versione greca

pudore

colla

semplicit
cui

quelle

Talmudisti
;

T hanno

espressioni

ne ha

molte la
Tuttavolta
ai

preteso di Ezechia

ma

in ci

non

Cantica, onde sarebbe un' ingiustizia

furono seguiti dagli

altri

rabbini.

accusarla

di

scandalo.

Pretendono alcuni, con Teodoro di Mopsueste, che questo fosse un canto profano, o un poema compilato da Salomone per celebrare le sue nozze, o i suoi amori colla figlia di Faraone re di Egitto, la sua pi
diletta sposa. Gli ebrei giunsero per-

non

era permesso

nemmeno
tal

gio-

vani cristiani leggere


e del
pericolo

libro,

an-

che per motivo della sua sublimit,


d' intenderlo

in

un

senso carnale, o materiale.

Sotto l'immagine poi dell'unione

coniugale,

gli

ebrei

hanno

intesa

a proibirne a' giovani minori d'anni trenta la lettura, sebbene lo ritenessero per libro divinamente ispiGiudicarono altri , che fosse i*ato. un epitalamio da cantarsi pei marisino
taggi,

l'alleanza di
i

Dio
la

colla sinagoga,

ed

vi

distinsero persino sette

parti d' interlocutori, che


ai

sette giorni,

in

cui

si

rispondono facevano
Cos

perpetua e indissolubile alleanza di Dio colla Chiesa ci'istiana. Quindi di questo libro, ridondante di belle immagini, e di vivaci espressioni, dichiarato canonico, si posto qualche passo anche
nella liturgia.
l'allegoria
rito

santi Padri,

dagli

antichi

le

feste

nuziali.

Checche ne sia, sotto d'un maritaggio. Io Spi-

credette Bossuet nel suo


rio

su

questo

libro, e

Sacra poesi hccbr. Vero , che di questa Cantica

commentaLowth, de prcelect. 3o 3i.


si

Santo volle dipingervi il mistico maritaggio di Gesti Cristo colla umana natura, colla Chiesa, e con un' anima fedele; donde ne viene
che sotto
rie
si

sono fatte, specialmente dagli eretici, come si pu vedere in Bergier,


alla parola

la figura di

rappresenta
divino,

un

nozze ordinamaritaggio
in

duzioni assai
pericolose;

Cantico da' Cantici, tralibere, divenute anzi

tutto

soprannaturale,

ma
il

Michaclis

nelle sue
sola

un modo il pi nobile ed elegante. La Cantica un dialogo fra lo


sposo e
la

note sopra

citato

Lowth, con

sposa, rappresentati sotto


aspetti.

di raziocini!

ha dimostrato, che

tre diversi

Talom
la sposa

lo sposo

Cantica presenta l'amore castissimo


di

sembra un re, e

una

re-

due coniugi da gran tempo

in-

gina, talora sono rappresentati l'uno

sieme congiunti. E questa un' idea secondo il costume orientale, presso


cui le

femmine sempre chiuse non veggono il marito quando vogliono, e non conversano con altri uomini, mentre sono soggette a tutte le
passioni nate dal clima, dalla clau-

come un pastore, e l'altra come una pastorella, occupata nella cura del suo gregge, e talora l' uno
vignaiuolo

o giardiniere,
vigne
e

l'altra

una donzella, che attende


tura
delle

alla col,

de* giardini

riceve qualche volta


di sorella.
fatti

sura, e dalla poligamia.


ci
fra

Ed

per-

anche il nome Molti sono i commenti


il

che questa mancanza di societ i due sessi, una causa, per

sopra
tra essi

Cantico
distinti

de' Cantici

ma

vanno

quello del

8
citato

CAN
M. Bossuet, quello
del Car-

CAN
Sette sono
tico
i

Cantici presi dall'an,

dinal Algrin

d'Abbeville, stampato

testamento

distribuiti

nel-

i55r, e quello ^v del Cardinal Nidard, che mori nel'^ l'anno i68r. CANTICO (Canticum). Componimento poetico, fatto in rendimento di grazie a Dio per benefizii ottenuti. Quindi Cantico dai nostri
in Parigi nell'anno

l'uffizio

divino, alle laudi


;

pei sette

giorni della settimana


tici
,

tre altri
,

che
dal

si

dicono

sempre
cio

Cansono

presi

vangelo,
si

Benediclus
si

DominuSy che
di
s.

dice nelle laudi del in esso

mattutino, perch
zia del

parla

Giovanni, che fu l'aurora nun-

antichi scrittori

si

dice allegrezza di

Verbo

sole

di

giustizia

il

mente
voci
tico
,

delle cose eterne espresse

e dagli scrittori

con toscani, Can-

preso

per
e

chiam Cantica,

canzone. Dante Canzone ciascuna

secondo il Magnificat, il quale si dice nel vespro per essere pi nobile delle laudi, cominciando in esso
le festivit.
lib. I,

P^.

Benzon

in Magnific.
dimitts^

delle tre parti del

suo
poi

poema,

divisa
soliti

oin

cap. 2o.

gnuna

delle quali

Il

terzo Cantico

Nunc

si

canti. Gli

ebrei

erano

com-

dice nella

compieta,

essendo quasi

porre de* cantici nelle occasioni importanti ; e il Macri rileva , che il Cantico differente dal salmo, perch questo si cantava col salterio,

una raccomandazione dell'anima nelle mani di Dio, prima del sonno, simbolo dell'eterno riposo, come dice Amalario ec.

Questi tre Cantici

strumento musicale ed il Cantico colla sola voce. Il salmo significa le opere buone, mentre il Cantico denota l'azione di rendimento di gra,

sono chiamati evangelici per essere pigliati dal testo evangelico ed perci che mentre si cantano, tutti si alzano in piedi, anzi alcuni si se:

zie
Il

(J^.

Durando
piti

lib.

5, cap. 4) quello di
il

gnano

colla croce (Jo.


il

Beleth. cap.

Cantico

antico

4o

),

qual uso lodevole, essenprinci-

Mos, composto dopo


passaggio del

prodigioso
:

do ordinato dal vescovo nel


pio del Magnificat,
glie
II,

mare

rosso

laonde

il

come

si

raccolib.

Cantico
Scrittura
Cantici,
nella
alla

di

molto anteriore
Nella
di

alla

dal cerimoniale de' vescovi


cap.
2, e particolarmente
si

invenzione

de' salmi.

sagra
questi

pra-

trovansi
sette

molti

tica in

Roma, compresa

la cappella

de' quali

passarono

Pontificia. Il

liturgia.

Davide

ne
e

compose
di

morte

del re Saule e

Giobeadel

Magnificat chiamato il Cantico evangelico, o Concentus e Vangela , secondo il Mabillon

nata suo

figlio;

Debora
Zaccaria

Baruch
la

ad

Fit.

s.

Arnulplii in

saec.

FI

dopo

la disfatta di Sisara;
s.

ta Vergine,

padre
il

precursore

s.

Gio. Battista, e

vec-

chio Simeone per

Ges

Cristo.

La

che Salomone avea composto cinquemila Cantici, di cui non ci resta che quello intitolato Cantico de Cantici, Canticum canlicoruntj e che s. Girola-

stessa Scrittura riferisce,

55o, et in tom. 6, sep. p. 5 12, 5i4> ed il Carpentier ad evangelii concentus , t. II, p. 296. I Cantici si dicono nell'ufflzio delle tempora, tanto nelle domeniche, che nelle ferie, alle laudi, ai vesperi, a compieta, come sono distribuiti nel
Bened.
p.
salterio.

Nelle

feste

e nel
dice

pasquale, alle laudi


il

si

tempo sempre
nella
si

mo

dice

essere scritto in versi nel-

Cantico

Benedicite,

come

l'ori^fiuale

ebraico.

domenica, e nel fine di esso non

CAN
dice

CAN
compagnie
i

9
e\.\\

Gloria Patri,

Cantici,

si

come negli altri risponde Amen. Non si


nel
salterio
,

de' cos
il

flagellanti,

quali giravano

paese

con

croci

dicono poi
feriali
,

alle laudi gli altri Cantici

e bandiere, cantando Cantici

da

lo-

come

se
,

non
fuori

ro

chiamati penitenziali ,

sotto

la

quando si fa uffizio del tempo pasquale.

di feria

direzione di alcuni.

Facevano
i

inol-

ile delle processioni attorno


teri

cimi-

Mentre gli ariani ( Vedi) negavano la divinit di Ges Cristo, furono da essi ripresi quei Cantici
in
cui
i

aspramente, fanatismo, che poi riusc di sommo danno ai giudei incolpati di aver avveflagellandosi

fedeli

fino

dal

principio

lenato

pozzi de' cristiani; e la


si

me-

Ges Cristo Dio, come abbiamo da Eusebio nella Storia Eccl. 1. V, e. 28. Paolo Samosateno tolse tali Cantici dalla sua chiesa, perch erano un^aperta condanna de' suoi errori. E s. Agostino compose espressamente un salmo assai lungo per premunire i
della Chiesa riconoscevano
fedeli contro le fraudi de' donatisti.

moria
col
ti.

di questi Cantici, di
i

conserv

nome
Inoltre

flagellanti

Cantici de^ flagellannon sol in

Germania, ma eziandio si propagarono in Francia, ed altrove, e nel


Boileaux, Histoires
si

leggono

intorno

des flagellans, a ci curiose

Questi
la

rimpixjveravano

a' cattolici

memorie. V. Arciconfraternite. CANTO Ecclesiastico. Canto significa armonia espressa con voce,
cio r atto medesimo del cantare, che consiste nel mandar fuori misuratamente la voce con modo ordinato a pi'odurre melodia, o alquan-

maniera troppo grave, con cui cantavano i salmi ; e il detto santo


accusava
i

al contrario

donatisti, per-

ch
i

esprimevano

co'

loro

canti

trasporti dell' ubbriachezza, anzich

to simile a quello, col quale

si

pro-

sentimenti di piet.

valentiniani,

duce
l'

la melodia,

ed proprio deldice inol-

altri

Bardesane, i manichei ed composero inni e Cantici, per diffondere pi facilmente i loro errori; ed Ario poeta e musico, avendo posto in versi la sua
Basilide,
eretici

uomo

e degli uccelli. Si

Canto, per arte di cantare, che con termine musicale si distingue in


tre

rea dottrina, l'avea disseminata tra


il

popolo, e le persone di campagna per mezzo di canzoni spirituaQuesto mezzo poscia fu usato li. da Apollinare. Ma il concilio lao-

Canto fermo , Canto figurato , o Canto ad aria, cio senza cognizione dell'arte. Il Canto, secondo Millin, una specie di modificazione delia voce umana, per mezzo della quale si formano suoni variati, che
si

possono valutare, de' quali cio


trovare, o sentire
l'

si

diceno per rimediare a tale abuso, proib col canone LIX di leggere,

pu

unisono

o cantare
mitarsi ai

nella

Chiesa salmi com-

posti dai privati, e


libri

comand
^.

di

li-

Ernesto Cipriani, Dissertatio de propagatione liaeresum per cantilenasi Lonsacri.

qualunque maniera sieno disposti. Il Canto melodioso, e che pu valutarsi od apprezzarsi, non se non che una icalcolare gl'intervalli, in

mitazione studiata ed
gli

artificiale

de-

dini

17 18. Circa poi la met del secolo


accaduta
in
si

XIV,
le

voce parlante, o appassionata, e siccome di tutte le imitazioni quella, che desta maggior
accenti della
interesse,

essendo

Germania una
formarono

quella
il

glande mortalit,

passioni

umane,

appunto delle Canto riusc il

, .

IO

CAN
tutti
i

CAN
modi, o gesti,
il

pi piacevole di
neri d'imitazione.

e lugubri avvenimenti.

Tale sono

cantico di Davide sulla morte di

L' uso del Canto trovasi nell'antichi t pi remota, e nell' Egitto, ed


in Grecia i primi canti conosciuti furono inni in onore degli dei anz in tutti i tempi, e presso i popoli anche i pi grossolani il Canto
:

Saule

di

Gionata;

tali

le

lamentazioni di Geremia
IX)

sulle

dis-

avventure di Gerusalemme. Piacquequeste lugubri composizioni al popolo ebreo, e fatte ne furono delle raccolte; e molto tempo dopo la

stato

un modo
stati

di

culto divino.
i

E
i

morte
polo
i

di

Giosia, ripeteva

quel

po-

assai verosimile,
ci

che

primi
a

canti-

treni di

Geremia, sul tragico

sieno

destinati

lodare

fine di questo re.

divini benefcii,
gioia gli
ri,

mentre ricolmi
i

di

Passando
clesiastico,
il

all'origine del
la

Canto

ec-

uomini pei

ricevuti favo,

n' espressero
lodi col

ringraziamenti
pie' degli

le

Canto a

altari,

particolarmente
allegri accresce

insieme

congrela

gati,

dappoich l'unione de' contenti,

ne modello dalla trionfante, avendo appreso da Isaia, cap. 6, che i Serafini vicendevolmente cantano innanzi a Dio. Per la qual comilitante

Chiesa

prese

ed

maggiormente
in

sa gli

esseni,

al riferire

di

Filone,

letizia

di

ciascuno

particolare

Sebbene la Scrittura non ne faccia menzione nella storia de' patriarchi pure i principii certi, ed universali della natura non ce ne lasciano dubitare. Ma quando gli ebrei furono
congiunti
in

de vita contempi, y visarono questa maniera di cantare alternativamente le divine lodi facendo due cori
,

una

societ

seppero
lodi

l'altro di donne. Queper erano i cantici detti drammatici, perch l'azione s congiungeva alla voce, de' quali si dice nesti

uno d'uomini,

alzare le voci armoniche nelle


del Signore,
tici

gli

uffici!

ecclesiastici:

^>

Ante thofrequentate

come

rileviamo dai cane


de' profeti.

rum

hujus

virginis

sublimi di Mos, di Debora, di


di

nobis dulcia

cantica

dramatis".

Davide,

Giuditta,
de' cori

Ma

questo canto, dai


^

gesti

Davide

stabili

musicali per

pagnato
Chiesa.

non

si

us

accommai nella

lodare Dio nel tabernacolo, ed esort ad encomiare


ce,
il

Signore e colla vo-

Sotto
cOj
si

e cogli stiTimenti, dicendoci nel sal-

Canto ecclesia' il nome di comprende genericamente quasi

mo

46, V. 6 e 7. *s Psallite Deo non stro, psallite psallite Regi nostro, psallite quoniam Rex omnis ter rae Deus, psallite sapienter ". Anche il figlio di lui, Salomone, serb un tal uso nel tempio , che fabbric. I leviti erano incaricati di
:

lunque canto
il

usi nelle chiese, sia

gregoriano

che

si

siastico in particolare, sia

chiama eccle^ V ambroil

siano o monacale^ sia


religiosi,

corale dei

e d' altri

riti

o anche dei
, e Chiesa ac-

greci.
si

Sul principio del cristianesimo


il

us

Canto

ne' divini uffizii


la

cantare

e suonare

nel

tabernacolo

principalmente quando

e nel tempio, ed a ventiquattro a-

quist la libert di dare al suo culto quello splendore, e quella

scendevano
vide e di

cori de' musici di


i

Davi-

pompa
Cri-

Salomone,
il

quali loro ebrei

che conveniva

essendone stata audi

cenda

esercitavano

ufficio.

torizzata dalle lezioni


sto e degli apostoH.

Ges

Hanno

finalmente

gli

usato
i

La

nascita del

de' cantici

ancora per piangere

tri-

divin Salvatore fu ai pastori annun-

CAN
ziafa
coi cantici

CAN
angeli stessi.
te,

II
ci,

degli

che

8.

Ignazio fece
gli

dopo aver
Dio can-

All'articolo Cantici si fece menzione anche di quelli di Zaccaria, della b. Vergine, e di Simeone. In mezzo alla sua predicazione, permise Gesti G'isto, che una moltitudine di popolo lo accompagnasse nell' ingresso di Gerusalemme, cantando Osanna,
>

udito in visione

angeli celebrare
lodi di
S.

alternativamente

le

tando

le

antifone.

Atanasio in-

trodusse nella sua chiesa alessandri-

na

il

Canto

figurato,

chiamato

dai

greci colorato^

ma

poi pegli abusi,

benedetto

sia

colui, che viene in

*
>*

nome

del Signore, salute e prospefigliuolo

rit al

di

Davide "

cos

continu fino al tempio, quindi


i

riprese

farisei,

perch eransi adirati

per

siffatta

di gioia.
eccitarsi

dimostrazione Paolo esort i fedeli ad vicendevolmente alla piet


S.
,

popolare

che ne nascevano , vi surrog un Canto semplice e piano, come riferisce s. Agostino, e fu tale, che sembrava piuttosto una recitazione, che un Canto, principalmente per la sua brevit. Nella primitiva Chiesa, il popolo soleva cantare co' chierici, e rispondere all' orazione detta dal sacerdote
:

onde san Girolamo

scrisse

con inni e cantici quadro della prima


presenta l'Apocalisse
cantico cantato

spirituali

e nel

pracf. in epist.

ad

Galat.

Ad

si-

liturgia
,

che

ci

mlitudinem coelesls tonitrui.


reboal".

Amen
si

si

parla d'
l'

un

Ma

siccome per lo pi

innanzi

altare dai

alterava la conveniente armonia, fu


ci vietato dal
cilio

seniori e dai sacerdoti,

ad onore del

canone

XV

del con-

divino Agnello.
ti

cristiani interroga-

laodiceno, celebrato verso l'an-

da Plinio, che cosa facessero nelle


si

loro assemblee, risposero, che

uni-

vano
e
ci

la

cori inni

domenica a cantare in due a Ges Cristo come Dio, seguiva prima del levar del
fino dai primitivi tempi

no 364. Fu pertanto ordinato, che solamente cantassero alcuni chierici a ci deputati e chiamati Cantatores canoniciy cio regolati
nati.

sole.

Adunque
della Chiesa

nativo
si

si usava il Canto altercon cui da un doppio coro cantavano i salmi, g' inni ce, co,

ed ordicanone laodiceno nota che da indi in poi i suddiaconi, i quali prima erano destinati alle porte delle chiese, ed i

Sopra Zonara,

il

lettori,

a cui spettava leggere

le sa-

gre lezioni, furono eletti per cantare.

me

si usa ancora al presente; ma siccome in quelle epoche le donne cantavano in un agli uomini nelle

Si vuole inoltre, che

s.

Ilario di

Poitiers avesse

composto

varii inni,

e che da quel

chiese,

ci

fu

vietato
il

dal

concilio
alter-

a cantarli in

tempo s'incominciasse un modo alterno in

antiocheno.

Sebbene

Canto

tutto l'occidente;

nativo derivi dagh


gli

stessi apostoli,

ne

maco,
stiani

altri

si

debbano considerare che


si

soli

imitatori di esso, pure


s.

vuole,
s.

quell'

ma Prudenzio, Sim^ Paohno, ed altri poeti criin Itaha aveano gi prima di epoca composto inni, appros.

che
la

Ignazio,

discepolo di

Gio.

vati
sti
si

e ricevuti dalle chiese, e que-

Evangelista, instituisse pel

sua

chiesa

d'

primo nelAntiochia il Canto


e

talia

ne' divini

cantavano comunemente in Iavanti che uflcii ,

alternato degl' inni

salmi

che

si

sparse prima nell' oriente, e poi nelle


altre

chiese

sotto

1*

impero di Co-

stantino.

Aggiunge

lo storico Socra-

queir uso fosse adottato in Francia. S. Ambrogio, che regol il Caivto della sua chiesa di Milano, mentre erano apeiti i teatri de' gentili,

12

CAN
la

CAN
loro

evit diligentemente
dia.

melo-

Dio ne' suoi


dicesi

Gregorio l ne* tempi, in cui non vi erano piU que' teaecclesiastico tri, permise nel Canto qualche cantilena pi graziosa , la quale per non richiamasse alla memoria cose profane. Quindi venne la distinzione di Canto Ambrosiano e di Canto Gregorianoj il piimo pila grave, il secondo pi melodiale. Il Canto Ambrosiano, Cantus Amhrosianus, composto di quattro
s.

Dipoi

Questo Canto pure canto piano per la sua


templi.
,

canto fermo per la gravit, con cui procede sempre in note di egual valore, essendo una melodia di puro genere diasemplicit

facilit;

due toni, e semitono, ovvero per tre toni, e semitono ; canto corale, perch cantonico, che procede per

tato in coro,

e dal

coro,

final-

mente canto romano, perch fu introdotto prima in Roma, quindi


propagossi per l'occidente. Carlo Nivers, autore

toni autentici degli antichi,


co,
co,
il

il

dori-

frigio,

il

lidico,

il

minolidi-

d'una dissertazione sul

che s. Mirocleto vescovo di Milano, ovvero lo stesso s. Ambrogio, scelse per formare il Canto della
chiesa milanese. Diconsi
i

gregoriano, osserv, ch'esso stato sovente alterato, e che in-

Canto

vano

si

tent

di restituirlo alla

suddetti

prisca purit
,

bellezza

sua perch i
,

quattro toni autentici, perch


le,

si vuoche fossero approvati pel Canto, onde resero quello ambrosiano piti metrico, e pi modulato del Gregoriano. In esso il suono sopra una sillaba lunga aveva esattamente il

cambiamenti che vi si fecero furono continui innanzi l' invenzione delle note, le quah sino a' tempi del

vano

camaldolese Guido Aretino consistesolo in punti , virgole , e in


,

minuti accenti
lissimo

co' quali
.

era

faci,

duplice valore

di quello d'

laba breve. Il ancora si conserva


rito

una silCanto ambrosiano


religiosamente
si

nelle chiese, nelle quali


il

mantiene

pur chiamato ambrosiano.

S. Agostino attesta l' impressione che fecero sul suo animo i salmi che ud cantare nella chiesa di Milano. Confess. 1. IX, e. 6. // Canto gregoriano^ o romano, o canto-fermo j planiis et simplex canendi modus, il Canto, che si usa nella Chiesa quando il coro ed il popolo cantano all' unisono, e tutti insieme d' una stessa maniera. Si chiama Canto gregoriano, perch s. Gregorio I creato l' anno 590, lo corresse sopra il Canto antico, e lo diffuse in Italia. Esso per non se non che una modulazione di voci air unisono senza diversit di tempo, usata negli uffizii
,

Le note r ingannarsi di cui composta la melodia, altro non sono che segni indicanti V intuonazionej e questi segni si pongono sopra quattro linee, e fra gli spazii delle medesime. S. Gregorio I adunque, come afferma anche Domenico Maria Manni, nella Disserfazione della disciplina del Canto
ecclesiastico

antico ,

Firenze

1756,

non

fu inventore,

ma

riduttore del

canto romano , pi conveniente

traendolo

forma,
ignora
,

e ad

ad una una

qualche faciht. Di fatti ninno


cario,

che per

testimonianza di Anastasio Bibliote-

un Canto
di
s.

somiglievole al gregi

goriano era stato nella Chiesa,


nel

tempo

Ilario,

eletto

Papa

nel 4^1, e che, secondo Pietro, vescovo di Orvieto, esisteva eziandio


nell'anterior

tempo

di

s.

Silvestro

I,

ecclesiastici

per

lodare

benedire

cio duecento

settanta

anni avanti

CAN
5.

CAN
5, istitu in

i3

Gregorio
scrive

I.

Questi per altro, co-

me

Giovanni Diacono nella


scuola

quale pretese essere cresciuta T ignoranza neir ottavo secolo , per ava-

vita di lui, lib. II, cap.

prima

s.

Gregorio

fondate in

Ro-

Homa una
(abbric

cantori, Scliola

o collegio de* cantorum^ a' quali


,

ma

scuole di Canto ecclesiastico,^

due case,

scale della basilica

una presso le vaticana l' alba


,

mentre, dice, erano necessarii dieci anni di scuola per impararlo. La Chiesa Romana fino dalla sua
fijndazione,

accanto
tandole

il

patriarchio lateranense, dodi convenienti renil

avendo usato sempre

il

ambedue
i

dite, e nella

seconda di queste
giovanetti.

Pon-

Canto, che alla dolcezza della modulazione accoppiasse la gravit, ven-

tefice istruiva

In questo collegio de' cantori erano ammessi soltanto sette diaconi,


a' quali ciulli
si

ne da molte chiese imitata. Ci afferma pure s. Agostino, all'epistola


119.
nel
Il

Pontefice Vitaliano

eletto

aggiungevano

altri

fan-

65 j (che
li

alcuni fanno introdut-

desi,

per aiuto del Canto. Pretenche sino al secolo XIII esistes-

tore degli organi, o

almeno dicono
nelle

che

abbia

stabihti

chiese)

se in

Roma
il

questa celebre scuola

mand

in Francia

Giovanni cantoil

secondo
ter, lib.

Rasponi,
I,

De

Basilic,

Lasi

re romano, perch insegnasse


to ecclesiastico
ritornasse

Canlo

II,

cap. 4) e Bona,
cap.

Rerum
a

romano, ovvero

Liturg.
sa
,

lib.

20, mentre

che

tali

cantori
il

andavano

cantare ovunque brava.

Pontefice cele-

Ma

del

Canto gregoriano e della


s.

scuola di

Gregorio
secoli,

Magno, che
dopo
la

a quella maniera, colla quale s. Gregorio I pel primo l'avea in quel regno introdotto come dice Giovanni Diacono, in vita s. Greg. /, lib. II, cap. 8, p. 48 del tomo IV delle opere di s. Grego,

dur per molti


scirono

mor-

rio

Magno,
l'anno

dell'

edizione

de'

Mau-

te del Pontefice,

dalla

quale u-

rini. Il

Pontefice pois. Agatone, crea-

non pochi
il

cantori, che pro-

to

678,

mand
il

de' cantori

pagarono

canto di lui in Inghilterra, in Francia, in Germania, e


si

in Inghilterra, acciocch insegnasse-

ro a quel clero

nelle Spagne,

parler all'articolo

secondo
18.

riferisce

Canto romano, Beda, lib. IV, cap.

Cantori della Cappella Pontificia. Non per qui da omettersi, che s. Gregorio Magno fi^i il primo a stabilire il cantorato, ed errano quelli, che ne
attribuiscono l'istituzione al Pontefi-

to per

Quel Pontefice viene considerauno de' restauratori del Can,

to ecclesiastico

come

si

rileva

dal

ce

s.

Ilario

mercecch

fti

costume
dell'av-

suo ampio trattato in tale materia, servendosi a quest' uopo particolarmente di Giovanni monaco, maestro
di cappella in
s.

nella Chiesa per molti secoU di can-

Pietro,
le

il

quale ol-

tare nella

prima domenica
l'

vento, avanti
lo stesso
trici

introito in lode del-

tutto l'anno. S.

s. Gregorio I, alcuni mecomponimenti, di cui ci descrive il rito Mabillon, de ant. ecci discip. cap. X, num. 23. F. il

per che gli successe nell'anno 682, vedendo che erasi alquanto corrotto il Canto rotre
il

Canto, insegn

lezioni

Leone

II,

mano,
musica. inni ed

poich

era eccellente
e

nella
gli

Io rislaur,
i

ridusse

Bergier alla parola Canto ecclesiasticoj che difende il santo Pontefice, contro il protestante Bmckero, il

salmi a bella consonanza.

Egli certo per che, nel secolo VII, incominciossi in

Roma

ad

ai*-

i4
gni particolari.

'Mn
le

CAN
senza setestimola

monizzare sopra
nianza
(li

note,

Ma

per la

Valfrido Strabone,
il

Fransoltan-

cia ricevette

Canto romano
II,

Pasqua, nacque una contesa sul Canto, fra i cantori romani ed i francesi, che si credevano a quelli maggiori ; ma il saggio principe dedi
cise

to da Stefano

detto III, col mezlui

a favore dei
i

romani,
essere

zo de' chierici

da

ammaestrati

non dover

rivoli

pi perfettamente, e Paolo I, che gli successe nel ySyj si adoper con Pipino re di Francia, affinch nel
il

del fonte, alludendo,

dicendo maggiori che a Roma


,

erano debitori del


allora cantavano.

modo
Carlo
chiese

con
si

cui

Magno
di

orsta-

suo regno introducesse da per tutto Canto romano. Ci confermaGalletti,

din, che
bilisse

il

Canto gregoriano
furono delle

in tutte le
vi

Franle

to dal

Del Primicero,
della

p.

cia;

ma

chiese,

IO, raccontando, che essendo

morscuola
dalla

quali

non ne presero che una par-

to

Giorgio

primicero

te, e lo

de' cantori.

Paolo

richiam

stessa scuola,

Francia Simeone secondicero della il quale erasi col recato per insegnare
il

mescolarono col loro. f^. Giovanni Lebeuf, Trattato storico sul Canto ecclesiastico^ in cui al e.
Ili

tratta

della

Canto

a'

modi

cese de' salmi adottata


sa

intuonazione frandalla Chie-

naci di

s.

Remigio arcivescovo

Romana,

dalla quale per appre-

Ronno,

fratello

del re Pipino, e lo

se la gallicana anche

V arte di aril

richiam, acciocch ascendesse al posto di primicero, che a lui spettava

monizzare.
1

francesi

hanno dato

nome
,

di

per anzianit, come

si

pratica

dal

collegio de' cantori Pontificii annual-

mente, nella elezione del loro maestro, y. il Dizionario degli autori ecclesiastici^ all'articolo Carlo Magno. Di questo principe, dice l' annalista Baronio, che si adoperasse premurosamente a far correggere il Canto gallicano, per cui nel recarsi a Roma nel Pontificato di Adriano I, lasci appresso quel Pontefice due suoi chierici, ricevendone in vece altri due dallo stesso Papa bene istruiti e dotti, cio Teodoro e Benedetto. Recatisi essi in Francia, cogli antifonarii composti da s. Gregorio I,
corressero
quelli
francesi,

Canto ecclesiastico in generale al Canto gregoriano; e al cos detto Canto fermo, il nome di plain
chant
,

del
di

che

si

fatto quello

i-

Canto piano. Chiamano poi Canto in ison, o Canto eguale, un canto, o una salmodia , che si aggira soltanto su due tuoni, non formando se non che un solo intei>taliano
vallo.

Alcuni Ordini
volte nell' Italia

religiosi,
i

come

altre

cappuccini

avevano nelle loro chiese questa sola


sorte di canto. I francesi inoltre chia-

mano Canto sul libro un canto fermo, o un contrappunto a quattro parche i cantori compongono, e cantano all'improvviso sopra una sola parte, che il libro del coro, coti,

ed istruirono
no, per cui
suoi,

tutti nel

Canto romadisse
ai

Carlo

Magno

sicch,
la

eccettuata
si

la parte

notata,
affidano
se

doversi
si

ricorrere

alla

fonte,

quale
i

applica

d'ordinario al
si

quando

ha bisogno

di tutto ci,

basso,
le

cantori, a' quali


tre

che concerne

la religione, cio alla

altre

parti,

non hanno

Chiesa Romana. Anzi, come raccontano altri, trovandosi di nuovo in

Roma

Carlo

Magno

nella

festivit

non che questa per guida. Ciascuno compone la parte propria nell'atto medesimo di cantare; ma questa

CAN
specie di cauto esige

CAN
molta perizia,

i5
conserv fino
solo

moderno:
al

il

primo fu gi praticato
si

abitudine,
esecutori,

tanto

molto orecchio negli pih, che non

dai greci antichi, e


secolo XIII.

Questo avea

sempre facile il riferire i tuoni del Canto fermo a quelli della nostra musica. Molti metodi furono inventati , o proposti ne' tempi trascorsi
pi-ecipuamente in Italia, in
nia per

Germa-

r insegnamento del Canto, e vei'so il i8i5 in Parigi ne invent uno nuovo certo Choron, il cui divisamento era di fondare una specie di eserczii talmente graduati, che gli allievi non trovassero veruna difficolt nel passaggio da im oggetto all'altro, dappoich partendo dalle operazioni pi semplici, e pi facili, giungessero senza alcuno sforzo,
alle

due differenti specie di misura, cio una lunga ed una breve, di modo che il suono di una sllaba lunga valeva il doppio di quello d'una breve. Il Canto figurato moderno fu messo in uso dopo 1' invenzione delle sei note moderne, fatte nel secolo XI, cio quando Benedetto Vili o Giovanni XX chiamato a Roma Guido Aretino, gh ordin
,

d' insegnare

al

clero

di

Roma

le

note del Canto fermo da lui inventate; le quali note

formano non solo

varie

figure,

riguardo alla durata

del tempo,
loro

pi

difficili

e complicate.

Nominossi il Canto corale anche canto ferniOj, e Canto gregoriano, e dal principio del VII secolo fino
all'epoca in cui principi
il

contraple

punto ad
gole

esercitarsi
il

secondo

re-

Canto fermo non era altro che il Canto ecclesa' stco introdotto dal citato s. Gregodeterminate,
rio

anche riguardo alla e per questo si chiama quel Canto composto di varie figure, ed anche musica figurata. Le note inventate da Guido, Ut, re, mi fa, sol, la, tratte dall' inno d s. Gio. Battista, composto da Paolo Diacono, celebre poeta, e monaco
connessione,
cassinense
in
sul
finire del

ma

secolo

IX, servirono poi


vanni

di

lume a Gio-

Magno

ne' cosi detti otto tuoni


i

de Muris,
il

ecclesiastici,

quali

erano
e

primi
piagali

in Parigi,

quale,
le

gran matematico verso l'anno


otto figure delle

quattro

tuoni

autentici,
greci.

iSyo,

invent

degh
dell'

antichi

Ma
si

dall'

uso

note musicali,

su cui molti elevati

armonia

in

poi

d questo
del con-

ingegni formarono

una
e

perfetta ardi

nome anche
prescritta

negli

esercizi!

trappunto a quella parte, che viene


allo

scolare,

affinch

vi

pi protempi , merc il segno della misura, o battuta. Non bene


porzioni

monia

di pi voci,

una, o pi altre. In alcuni luoghi si chiama altres Canto fermo, una composizione a tre, o
sotto

ponga

poi
della

si

conosce

1'

antico

significato

quattro voci, senza istromenti. E per accennare alcuna cosa col Dizionario delle Origini, del Canto

composto
cos

diremo che chiamato quello, in cui si praticano note di valore misto, a differenza del canto corale, composto
viene
di note
principali

o figurato,

Canto in contrappunto. Ad alcuni sembra, che quell'espressione indicasse un Canto con imitazioni; ma il Papa Giovanni XXII residente in Avignone , nell' anno i322, lo escluse dalle chiese a mofrase

tivo

della

sua

sregolatezza.

J^.

il

trattato

del

Cardinal

Bona, della

divina Salmodia, e T articolo


sica Sacra.
1

Mue
gli

uniformi.

Si di-

vide

il

canto

figurato in antico^ e

santi

padri,

concilii,

i6

CA.N.
si

CAN
lagnail

autori ecclesiastici sempre

rono quando videro introdotta nella Chiesa la musica profana, come costantemente si adoperarono, perch il Canto ecclesiastico riuscisse modesto e divoto, e s. Ambrogio, lib. I, cap. 18, riprese que'cantori, che alzando troppo la voce, ed aprendo smoderatamente la bocca, riempiono
di

lestrina,
,

Canto figurato; ma Giovanni Pamaestro della cappella Papale lo preg a sospendere tale risoluzione, e compose una messa con molto artifizio e gravit, unendo insieme la soavit della musica colla chiarezza delle parole. Il Pontefice

sentendola

cantare a sei voci


risurrezione, rimase

nella

Pasqua

di
,

rimbombo

la

chiesa,

coli'

ecces-

soddisfattissimo

cambi parere

sivo gridare; cosa pure proibita dal

persuaso che una dolcezza di Canto


somigliante
adottato
si

VI
il

sinodo, col canone 'jS, acciocch Canto non divenga una strepitosa

poteva accompagnare

colla divozione dell'animo:

onde fu
cappella

vociferazione.

Nel

modo

di cantare
,

dalla

Pontificia

sono degni d' encomio i greci perch nel Canto ecclesiastico esprimono l'affetto colla voce, e per la modestia del volto,

ed lo stile che tuttora si osserva, con universale approvazione e compiacenza. Questa messa fu data alle

f'equente

le

muovere labbra, sembrano


senza

di se-

guire r avvertimento del Boccadoro,


il

stampe col titolo Missa Papce Marcelli II, comunque sia stata dedicata a Paolo IV. V. Memorie
,
:

quale

nel

Canto richiede, placi-

storico-critiche

della

vita^

delle

daniy et contractani, moderalamque

opere di Gio. Pier Luigi


strinaj

da

Pale-

vocem^ homi). I, de Verb. Isa. Il concilio di Trento raccomanda gravemente di non permettere nelle chiese Canti profani ed alcuni aupeccato il mescolare tori stimano le musiche profane ne' divini ufficii.
,

Roma
e

dotto,

Baini

1828, compilate dal benemerito d. Giuseppe direttore e camerlengo del

collegio de' cappellani cantori Pontificii.

la

Non per il Canto che faccia messa solenne , ma solo l' assitratta
il

V. Cajet. 2. 2. qucest. 11. art. i. Ci vietato pure dal Cerimoniale romano, lib. 1, cap. 28. A questo proposito il dotto Innocenzo III scrisse: Dehent ergo cantores consonis vocibus^ et suavi modulatione concnerCj quatenus anmos ad devotionem Dei valeant excitare^ De Mister. Miss. cap. 2, ed Alessandro VII con una costituzione ordin ai maestri di cappella, che nelle chiese dopo i salmi [Fedi) non si cantassero se non che le antifone ( Vedi) correntij con una sola voce, il che fu puntualmente osservato nelle chiese di
Il

stenza del diacono, e del suddiacono,

siccome

Sarnelli

nelle sue

lettere, tom. Vili, p.

gendo
privata

col

Baronio, incominci

87, soggiunche la messa

8, celebrandosi

verso V anno prima solennemen-

te.

Non sempre

siastici

adoperavano

per altro gli eccleil Canto, come

oggi
giosi.

praticano diversi

Ordini

reli-

Anche

s.

Francesco, e

fecero adottare ai frati loro


ecclesiastico, ch'era gi

Domenico il Canto praticato non


s.

tanto presso
presso
i

il

clero secolare,
Italia

quanto
e nelle

monaci in
si

Roma.
zelante

Spagne, come
Pontefice

Marcello II

libri

era risoluto di togliere affatto nelle


fimzioi
ecclesiastiche
1^

XV
me

musica; e

vede negli antichi XIII, XIV, e di ambedue le religioni, e copiti dimostrato dal canto de-

coraU dei

secoli

CAN
gli
iifficii

CAN
santi
si

17
passeggiando
vicino al nio,

propri

de* primi

di

stato

dall'

aver
in

udito

quei duo Ordini, nel quale

segue
pro-

un giorno
nistero
dell'

Ragusa
la

precisamente
priet del

la

natura,

la

de' benedettini

la

melodia

Canto diatonico
modi.

gregoserviti

organo, e

soavit del Canto

riano,

de' suoi

Gli agosti-

ecclesiastico.

niani fecero altrettanto,

ed

seguirono
si

le

comuni pedate, come

falsa

Per cui egli disse fra non mai possibile, che sia quale cosi la una rehgione
,

egualmente dai libri corali, e dalle rispettive maniere tratte dalrileva


le antiche.
I
ss.

soavemente loda il suo Dio. Alcuni missionarii ad ammansare i selvaggi


americani,
zioni,

religiosi

di

s.

Brigida,
i

tirarli

alle

loro istru-

ossia

del

Salvatore,

secondo
pii

non hanno

ritrovato

mezzo
il

meglio istruiti, furono i che usassero in luogo

antichi,

migliore, che quello di usare

suo-

del

Canto

gregoriano, la recita, o declamazio-

ne

stentata, sopra due,


ufficii.

nei divini
teatini
,

o tre corde, Dipoi lo furono i teresiani , in seguito i capi

puccini

ed in fine
tutti
s.

chierici regolari

minori,

Aveva
messo
a'

Ordini senza Canto. Francesco di Paola perfrati


il

fenomeno, che conferma, come osserva Bergier, quanto valga la musica a preparare l'animo ai buoni, ed ai cattivi costumi. P^. l'articolo Caivtori, e il Saggio pratico del Canto teorico storico o romano per istrugregoriano

no

de'flauti:

_,

zione

degli

ecclesiasticiy

del p. d.

suoi

paolotti

nella
divini

Pietro Alfieri,

oblato

camaldolese,

prima
ufficii;

regola,

Canto

dei

Roma

i835. Esso avverte nella sua


colla

ma

tolto questo nella secon-

conclusione, che per l'esatta esecuzione dee distinguersi

miglia

da, permise soltanto quello, che soal compitare , senza alcuna nota. Per da tale dissonanza venen,

voce

il

do noia ai fedeli soliti ad udire il Canto gregoriano per le suppliche d'un zelante religioso paolotto, Be,

Canto del giorno solenne e festivo, da quello feriale, e che quantunque tal Canto si segni colle medesime pure quanto pi il giorno note
,

sar solenne, tanto pi dovr soste-

nedetto

XIV
de'

colla costituzione, Ilo-

manusy
il

22 gennaio 1754, presso


p.

toni.

IV,

181
ai

del suo Bollano,


,

che alle monache paolottc, che nel coro, e nelle altre funzioni, usassero del solo Canordin tanto
frati

non per con dignit e gravit, quale appunto si conviene alla maest del venerando luogo
nersi la voce nel cantare,

con

abbellimento,

ma

santo

avendo
si

presenti

inoltre

gli

statuti autorevoli de' padri, in forza

to gregoriano.
Il

de' quali

osserva la vera maniera


il

Canto, unito alla modestia

di eseguire

Canto, usata sino dai

alla piet, utilissimo, perch, co-

me

si

legge presso Giustino Martire,


religiosi
,

primordii del cristianesimo. Cosiffatdal beato Cardinal Tomti istituti

desta

dcsiderii,

tempra

le

passioni

innalza la mente a Dio, e


altri

produce

Certo effetti. d'un pasci, battezzalo in Milano da s. Carlo, interrogato (piai cosa r avesse mosso ad abbandonare l'alcoiano, per abbracottimi
turco, primogenito
ciare
il

masi furono ricavati da un antifonario di s. Gregorio Magno, di rito monastico, probabilmente del secolo XI, ed appartenente alla famigerata biblioteca del monistero di s. Gallo
nella Svizzera,
f^. Alfieri alla p.

124.

vangelo, risposo,
\OL.
vili.

essere ci

Remigio Carr scrisse: Le maitre des iwviccs dans l'art de chantcrj il p.

i8

CA,N
Bolo
la cattedra
il

CAN
apostolica
di

Martini Storia della musica ^


gia

avea formato
egli

1757, Franchino Gafor di Lodi, Practica musiccej Mediolani 1496, Elia Amato, T Uso di cantare nel coro scambievole^ quanto sia antico
nella Chiesa, fra le sue lettere erudite,

disegno

andar

stesso

ad

annunziare a quelle genti la fede, v' invi s. Agostino priore allora ,


del monistero di
s.

Andrea

di

Roma,
reli-

dandogli
giosi.

per compagni alcuni


s.

Genua 1714

P^r. H, p. 107,

Appena

Agostino pose piede

Martino Gerberto
tom.
II,

De

cantu,

et

musicetate,

in Inghilterra,
to re di Rent,

si

ca sacra a prima Ecclesia


1774-

rivolse ad Etelberche risiedeva in Can-

torbery,
Citt metropolinella contea di , era capitale, quando

come

al

pi potente de'
e che

set-

CANTORBERY.
tana d' Inghilterra

te sovrani dell' e|Dtarchia

pur

Rent,
tal

di

cui

contea avea il titolo di regno, chiamata anche Durovernum e Cantuaria. Giace sulla riva dello Stour

avea qualche barlume del cristianeil suo matrimonio con Berta cristiana , diretta dal vescovo Luidardo, che aveva condotto da
simo, merc
Parigi.
S. Agostino

ottenne
e

il

per-

in
la

una
sua

fertile

e deliziosa vallata, e

messo

di predicare,

dallo stesso

figura

ovale,

servendo

re fu invitato a fermarsi co'

compade' suoi

suoi antichi

bastioni
esisteva

pel passeggio.
fino dal

gni a Cantorbeiy,
stati,

capitale

Cantorbery

tempo
i

assegnandogli
Indi
i

rendite per vi-

dei romani, ed ancora esistono


diosi avanzi de' loro edificii.

granre-

vere.

missionarii
s.

passarono

Fu

nell' antica
i

chiesa di

Martino, che
an-

sidenza dei re,

durante
,

la al

dominaregno di

bretoni

aveano abbandonata, ed
i

zione
al sta

de' sassoni

fino

ivi

celebravano
la
i

divini uffizii

Etelberto, che vi fece

dimora sino 796. In progresso di tempo quecelebre citt and soggetta a diincendii.
di

nunziavano
lo zelo

divina parola, e

amun
il

ministravano
di

sacramenti. Mediante
sacri

questi
di

ministri
ricevette
s.

versi

Ora capo luogo


Rent.

il
il

gran

numero
In

gente

della contea

Il

vescovo
pari del

anglicano

suo arciprimate di
i

battesimo.

appresso

Agostino

venne da Vigilio
vescovo verso
tezz
lo
il

d' Arles consagrato

tutta l'Inghilterra, e

regno, fino

primo fra da Odoardo

I
il

stesso

597, e poscia batre Etelberto, che si


fede,
si

godendo
re.

la prerogativa di coronare

mosti zelatore della


cilitare la
diti,

col fa-

Le

sorgenti minerali di Cantorassai frequentate, e pre-

conversione

de' suoi sud-

bery sono
sentano

colla generosit nell' erige-

un

miscuglio di materie sul-

re la cattedrale di Cantorbery, che

furee e ferruginose.
I sassoni,

da tempio degl'idoli venne da


i

s.

Agodella

gU

angli ed

juti,

popoli

stino consagrata a

s.

Pancrazio. Fon-

idolatri deJIa
sati

Germania, essendo pasli

d pure
citt
il
il

il

re

fuori le
de'

mura
ss.

neir isola de' bretoni,

costrin-

monistero

Pietro
poi

montagne. Erano gi passati circa cinquanta anni dacch costoro divennero padroni di quella contrada, quando piacque a Dio di far risplendere ai
sero
ricoverarsi nelle

Paolo,

primo
s.

il

quale

siasi

fabbriil

cato in Inghilterra, che prese

Agostino, e divenne celebre abbazia, venendo da Alessandro II, nel 1067, conceduto a' suoi abdi

nome

loro occhi la luce del


Gi'egorio
I,

vangelo.
d

San

bati

l'uso della
ai

mitra,
vescovi.

allora

non

che innanzi

ascendere

comune che

CAN
Nell'anno 600,
s.

CAN
I

Gregorio

man-

chield,

il

pallio

s.

Agostino,

colla fh-

ster

Vorchester, Hereford, Girne Oxford , Chichester , Svolsci

[tfolti

di ordinare dodici vescovi, sui


egli

Salisbury, Sresbury, Viton, Excester,

[iiali

avrebbe

il

diritto di

mela

ropolitano. G' ingiunse altres di or-

Devonshire, Cornovailles, Wels, Bristol, Landaf, s. Davis, Caerlcon, LandPatern, Bangor, Vict-Isle e
s.

inare

un vescovo a Yorck, dopo


di que' popoli.

Asaph.

Per la qual mversione avea anzi mandato altri lissionarii con addobbi per le chieparamenti, e vasi sagri, reliquie e
ran

m versione

Molte per di
so di

colali sedi in progres-

tempo furono

nelle

altre in-

corporate.
S. Agostino ripos nel Signore r anno 6o4 , ma prima di morire

numero

di libri; e l'autorizz di

anche dodici sufiraganei, e di per Londra. Senonch 'ticolari circostanze obbligarono in ippresso s. Agostino a fare alcuni mgiamenti nella esecuzione di quelli ordini; perocch consagr i suoi
largii ve altrettanto

volle darsi

vm

successore nella sede

di Cantorbery, affine di

una
s.

chiesa nascente priva di

non lasciare un buon

pastore.

liscepoli

s.

Mellito

in

vescovo

di

-ondra, o de'sassoni orientali, e Giuin vescovo di Rochester, essendo


la

Pose quindi gli occhi sopra Lorenzo , uno di quelli , che lo avevano accompagnato in Inghilterra. Questi govern tal chiesa sino al 619. Il corpo di s. Agostino fu posto
in disparte sino
all'

intiera costiaizio-

investito delle dignit

di legato,
le

metropolitano della Brettagna. Fra


Jtruzioni dal Pontefice date a
tino,
s.

Ago-

ne della chiesa di s. Pietro e Paolo, che Elelberto faceva innalzare, perch servisse di sepoltura ai re, ed agli
arcivescovi
di quella metropolitana.

eravi quella di stabilire la sua

;de in Londra,

come
il

la

pi antica

Molti arcivescovi di Cantorbery ono-

atta cristiana dell' isole d' Inghilter-

rarono
scritti,
ti

quest' illustre

sede

coi loro

perch
)nsiderato

sebbene
l'

santo

venga

colle loro virt, e coi soffer-

apostolo di quelle con-

martirii;

ma

pi mirabili, e de-

rade, la fede era stata abbracciata


[dagl' inglesi
,

secondo
per
la

V opinione di
predicazione di
,

gni di special menzione, sono i seguenti : S. Mellito vescovo di Londra, che gett la
di
s.

ilcuni autori,

riuseppe
esi

d'

Arimatea

discepolo di

Pietro a
di
s.

prima fondamenta Londra e del moni,

Cristo.

Ma

sia eh' egli

non

giu-

stero

Pietro di Westminster,

[dicasse
[to

a proposito di rendere queonore ad una citt, che non avea bastantemente rispettala la religione
er
tia

e successe
di

a s. Lorenzo sulla sede reggendola sino al Cantorbery


,

629, in
eletto a

cui

s.

Giusto di Rochester,
s.

conservarla
eh' egli
al

estintivo
fiss la

o per riprenderla volesse dare questo dire che avea convertito


,

altro discepolo di

Agostino,

gli

fu
il s.

successore. Ricevette egli

pallio

dal

Papa Bonifacio
Morto

sua sede in Cantorbery, pre-

Paolino primo arcivescovo di Yorck


fu da lui consagrato.
s.

ferendola
ghilterra,

a Londra

onde divenne
di tutta l'In-

nel

63 o,

Cantorbery metropoli
e,

secondo
i

Commanville,
Rochester,

ebbe sulTraganci
Vinchcster,
Eli, Norvic,

vescovi di Londra,

Dorchester,

Onorato, uno dei missionarii s[)editi da s. Gregorio I, fu fatto arcivescovo di Cantorbery ed il Ponte* fce Onorio I gli mand il pallio, e
gli

Duumvic, Pcterboroug,

Lincolne, Dorcester, Lexcester, Li-

che quando le scrisse Yorck e Cantorbery fossero


,

sedi di

vacanti.

.9.0

CA.N
de'

CAN
arcivescovi do-

il

superstite

due

che avea per


t na,

lui

grande stima

Io

vesse consagrare la persona, che fosse


stata
si

fece legato della Santa Sede, digni-

canonicamente eletta. Da ci deduce, che l'autorit data a s. Agostino da Papa s. Gregorio I sui

che us nel

ristabilire la discipli-

e nel fare saggi regolamenti,

mo-

rendo santamente
civescovo Alfrico
sore
ster,
s.
il

nel 987. All' arsi

vescovi dell' Inghilterra, fosse

un

pri-

diede in succes-

vilegio personale. Tuttavolta, sebbe-

Elfeago vescovo di

Winchea
ri-

ne Offa ,

re de' merciori

ottenesse

quale
il

si

rec a
e pati

Roma
il

dal Pontefice Adriano I , il privilegio di metropoli per la sede di


Litchfield, con sei suffraganei, sette

cevere

pallio,

martirio

anni dopo
sti

s.

Leone

III

rimise que-

nel IO 12. S. Anselmo d'Aosta fu nominato dopo Lanfranco in arcivescovo di Cantorbery nel 1 09^ ,
,

vescovi sotto la metropoli di Can,

non

ostante la sua resistenza, e solo

torbery
chfield
pale,

e Ladulfo vescovo

di Lit-

accett colla condizione, che fosse ri-

rinunzi alla dignit episcola

conosciuto

Urbano

II

per Papa
il

le-

onde

primazia su tutta

l'In-

gittimo, dal quale poi ebbe

pallio.
il

ghilterra fu attribuita all'arcivescovo

Ma

vedendo

la persecuzione,

che
agli

re

di Cantorbery. SuU' essere l'arcivesco-

faceva alla chiesa di Cantorbery, di-

vo di Cantorbery legato nato della Santa Sede, oltre quella di Yorck, veggasi
la costituzione di
^

sperando di poter rimediare


si,

abu-

usci dall'Inghilterra, e nel

Onorio
il s.

I,

Suscepit

si

rec presso

il

1098 Pontefice Urbano li


Pon-

vestrae, an. 628, presso

Bull. rom.

in

Roma,

ricevendo alloggio nel suo


Bari

tom.
1

I,

p.

108, quella di

Leone

III,

palazzo. Convocato per da quel


tefice in

Pontificali discrelioni3 an. 802, ibid.

un

concilio per la riu-

60

Provinciale seu constitutiones


const. provincia-

nione de' greci,

volle,

che

s.

Anselmo
le

Angliae, continens
les

vi assistesse, e colla

sua dottrina, ed
argo-

XIV

Archiep, Cautauriensiurn

eloquenza fece ammutoliie

cum
tate

adnotat. Gud.

Lyndwood Oxon.
antiquiet privi3

mentazioni
poi
la

de' greci,

perorando di

1679, Matth. Parker, De


Britannicae ecclesiae^
legiis

causa

del

re d' Inghilterra

ecclesiae cantuariensis

cura

Sam. Drake, Londini 1729.


scovo, nel

che il concilio voleva scomunicare. Ci produsse l'ammirazione in tutti, e gli diede campo di assistere anche
al

Di questa chiesa fu consagrato ve&^% , in Roma da Papa Vitaliano, s. Teodoro greco, che si rese celebre anche pel suo canone penitenziale, e che mori l'anno 690.
Gli successe
s.

concilio

adunato

in

Roma

nel

1099. Montato sul trono Enrico I, richiam in Inghilterra il s. arcivescovo, che assicur sul capo di lui
la vacillante corona.

Per sconoscencostringerlo

Britualdo, che lasci

te

ai benefizii
l'

voleva

di vivere nel 712. S.

Odone

vesco-

a ricevere
gnit,
la sua
tosi

investitura della sua di-

vo diWilton, nel 942, fu trasferito arcivescovato di Cantorbery ad onta della sua virtuosa ripugnanza, terminando di vivere nel 961. Fu cognominato Odone il Buono. Ad onta del suo mirabile rifiuto, s. Dunstano ne occup la sede dopo san Odone, ed il Pontefice Giovanni XIII,
all'

ed a rendergli omaggio per


sede;
di

ma

s.

Anselmo, recaII,

dal Pontefice Pasquale

con-

dann

siastiche.

nuovo le investiture eccleSe non che accomodatesi


fece ritorno in Inghil-

queste cose,
terra,

e mor

nel
fu

1109. S.

Tom-

maso Becket

prima

canceUiere

CAN
d'InghilteiTa
quale, del
re

CAN
Enrico II,
il

21

degno, e pubblic
ni

le sue costituzio-

ad onta

delle sue rimostranze,


1 1

divise in trentasei canoni, per to-

nominollo, nel

a succedere nel-

r arcivescovato di Cantorbery a Teobaldo. Pure solo nel 1162 si pieg


air autorit del Cardinal di Pisa
le-

gli abusi, che regnavano massime nel clero, e spir placidamente, nel 1242. Nel 1429 il Sommo Pontefice Mar-

gliere

gato apostolico

ricevendo

il

pallio

tino

riprese l'arcivescovo di

Can-

da Alessandro

per mezzo di Giovanni di Salisbury, esercitandosi in


III,

torbery, perch, arrogandosi l'autorit Pontificia, aveva istituito nelr Inghilterra una specie di giubileo, eguale a quello dell'anno santo ce-

tutte le virt ;

ma presto, come

avea

preveduto, dovette opporsi alle vessazioni del re , contro l' immunit , e disciplina ecclesiastica. Allora manifesta
si

lebrato dai Pontefici


zione,

senza interru-

fece la persecuzione, per cui

da Bonifacio VIII in poi, concedendo a coloro, che avessero visitato la cattedrale


di Cantorbei-y, le de' romei, cio

ne rimase vittima illustre. Esiliati furono per opera del re i suoi parenti, e gli vennero confiscati i beni. Alessandro III pose a mediatore il re di
Francia temente
dell'
;

medesime indulgenze
di
quelli,

che

recansi a

Roma

nei

giubilei universali.

ma
si

la pacificazione

apparenin

Allorquando Enrico Vili mand

ottenne meglio a mezzo arcivescovo di Sens. Finalmen-

bando

dall' Inghilterra,

verso

il

i534,

la religione

cattolica,

trova-

te

nemici dell'arcivescovo, eh' eracolpiti

vasi arcivescovo di

Cantorbery
di

Tomdi

no
il

stati

dalle censure,

dopo

maso Cranmer, che fingendosi


seguire le dottrine
favorire le passioni

suo ritorno a Cantorbery, lo calunniarono appo il re, il quale pieno di sdegno esclam: > possibile che fra tante persone da me ricolmate di
> >

Lutero,
il

del re,

per suo

primo atto

di

giurisdizione,

dopo

essere stato innalzato alla

primaria

benefizii

non

siavi, chi

chi d'

un

prete, che turba

mi vendiil mio

dignit della chiesa del regno, fu di

pronunziare
fra

la

sentenza del divorzio

regno *' ? Ci bast perch quattro gentiluomini della sua corte si


recassero a Cantorbery, e niente atterriti

dalla dolcezza

del santo,

lo

assassinassero nella

cattedrale ai

29

del 1170. La nuova di questo sacrilegio fece stupire , e ri-

dicembre

Enrico Vili, e Caterina di Aragona, senza curare l'appellazione della regina alla Santa Sede, e di confermare il matrimonio seguito di Anna Bolena, onde fu fatto primo arcivescovo protestante di Cantorbery. Enrico Vili, dopo essersi separato dalla comunione della Chiesa, e di Papa Clemente VII, discacci
di
s*

colm
e tutta
rico II

di dolore
la
si

principi cattolici,

cristianit.

Lo

stesso

En-

mostr im vero penitente,


i

monaci dalla
Agostino

celebre

abbazia

dolentissimo del barbaro avvenimento,

s.

presso Cantorbery

e ripar a tutti
di

mali, che avea


altro santo ar-

impossess dei loro

beni
di

nonch
tre-

fatto alla Chiesa.

Un

di quelli della sede vescovile, ascen-

civescovo

Cantorbery

fu

s.

Ed-

denti ad

una rendita

circa

mondo

disegnato da Gregorio

IX

cento sessanta mila

lire.

approvato dal re Enrico III, e confermato dal Papa nel 1234. Egli se ne mostr ben
eletto dal capitolo,

La
so,

chiesa cattedrale, dedicata al-

l'arcivescovo
edificata

e martire
in

s.

Tommadoppia

forma

di

22
i'ioce,

CAN
e

CAN
bolli
edifizii

uno
per

lei

del paese

vastit

ricchezza
architet-

composta
tura,
i

di vaiii pezzi di

piti antichi

de' quali

rimon-

tano

al secolo

XII. Vi primeggiavano

la cappella, e la

maso, e
le belle

vi

tomba di s. Tomammiravano soprattutto statue di marmo, ed alcune


si

neU'Sao, sotto l'arcivescovo Walfredo, e Beornulfo re de' merciori. Il quarto l'anno 891, sopra la disciplina di Odoardo // Vecchio , re d' Inghilterra, per ottenere che fosse levato l'interdetto, pronunziato dal Pontefice Formoso contro il regno; ma questo concilio incerto. Reg. XXIV. Labb tom. IX. Arduino tom. VI.

anche
t

di argento massiccio dalla pieivi

de' fedeli
la

consagrate

Dio.

Ma
se,

riforma religiosa tutto vi tolonde questo tempio non pi

che l'ombra di quello ch'era prima


del fatale

cambiamento

di religione.
vi-

nel 969, fli tenuto da Dustano arcivescovo di Cantorbery sotto il re Edgardo, il quale diede prove del suo zelo, parlando
Il quinto,
s.

Delle limosine di questa chiesa

suir inosservanza della

disciplina in

veva

la

madre
l'unico

del Pontefice Adria-

alcuni chierici, e sulla loro condotta.

no IV,

Papa

della
il

inglese: ci che dimostra


disinteresse di lui verso
i

nazione sublime
d'

La

piet del re,


tutta

che
la

nella sua

persona riun
scovo, fece
cilio

monarchia
arcive-

congiunti.

inglese, secondato dal santo

Papa Adriano V,
cenzo IV, era Cantorbery.
stato

nipote

Innodi

decretare in questo concanoni.

arcidiacono

savissimi

rio
p.

de^ Concila^

K. DizionaVenezia 1789,
nel

Varii sono i concilii, che si celebrarono in Cantorbery , de' quali

75.
Il

sesto

fu

convocato

991,

diamo la seguente indicazione. Il primo fu tenuto nell'anno 6o5, da


Agostino apostolo di Inghilterra, e primo arcivescovo di questa chies.

sulla disciplina,
II

ed

il

re

Etelredo

stabili de'

rici nella

cattedrale di

monaci invece di chie^ Cantorbery,


molti beni
I.

concedendo loro
vilegi.

e pri-

sa,

alla

presenza del
vi

re

Etelberto,
fon-

Angl. tom.

della regina Berta, e del loro figlio

Eodbaldo, e
s. s.

si

conferm
s.
il

la

dazione dell'abbazia di
Paolo, che poi prese

Pietro, e

nome
si

di

Agostino, la prima che

sia stata

edificata in Inghilterra.

Vi

tratfe-

t anche sulla celebrazione della


sta di

Pasqua di Risurrezione. Reg. tom. XIV. Labb tom. V. Arduino


tom.
Il
III.

secondo

concilio

venne

cele-

brato nell'anno 7 5 7, per ordinare la festa di s. Bonifazio, e suoi compagni martiri. ng. tom.
Il
I.

788, ovvero nel 796, per l'immunit ecclesiastica. Spelm. Cond. Angl. tom. I. Evvi chi ne riporta un altro, celebrato

terzo adunossi nel

Il settimo si tenne l'anno 1189, per l'elezione dell'arcivescovo di Yorck. Ang. tom. I. L'ottavo nel 1 193, per la elezione dell'arcivescovo di Cantorbery , pel quale motivo n'era stato celebrato precedentemente un altro in Londra. Angl. tom. I. Il nono, nel 1220, per la traslazione del corpo dell' arcivescovo s. Tommaso. Ang. tom. I. Il decimo fu celebrato nell'anno 1222. Ibid. Vuoisi che, nel i2 36, s. Edmondo ne celebrasse un altro, ove pubblic alcune costituzioni si-

nodali.
Il

decimo primo, nel 1257,


la

so-

pra

disciplina.

Ibid.

GAN
11

decima secondo venne aduna1269. ^figl- tom.


si

Il

ventesnno

settmio,

nel

1419

to,

nel
Il

II.

decinioterzo
si

celebr, nel
le

ed in esso
al

accordarono
I.

1272, decime

re
Il

Odoardo

Ibid.

un mago. Reg. XXIX. Labb tomo XII. 11 ventesimo ottavo, l anno 14^8, a Londra sopra i costumi- AngL
contro

decimoquarto fu convocato, nel templarii condannati i 1 3 I , contro in quello di Vienna. Ibid. i3i8, Ibid. Il decimoquinto, nel 11 decimosesto, nel 1821. Ibid. nel i323, che Il decimosettimo altri vogliono tenuto in Londra. Ibid. 1 326. Ibid. Il decimo ottavo, nel Nel i34i si crede, che ne celebrasse uno Giovanni Stetfold, contro quelli, che sollecitano i benefizii innanzi la morte del possessore. 11 decimonono, nel i344> sopra
I

tom. HI.
Il ventesimo nono, nel 1 4^9, sopra la disciplina, e per l' aumento

delle

rendite

de' piccoli

vicariati.

Labb tomo XIII.


Il

trentesimo, nell'anno
in

i463;
i

ma
co-

fu tenuto

Londra,

sopra

stumi. Ang.

tomo III. CANTORE. Con questo


eccellenza
il

nome
maestro

appellasi per

del coro, e nelle chiese cattedrali, dignit ecclesiastica


Sicilia,

specialmente in

la disciplina ecclesiastica.
Il

Ibid.
,

ventesimo, nel

345
,

egual-

dove detto ciantrOj voce francese. Fino dai primi tempi della Chiesa i cantori erano appellati canonici cantori, cio registrati nel ca-

mente
Il

sulla disciplina.

Ibid.

ventesimo

primo

nel

347*

none, o catalogo
cui servivano.

di quella

chiesa,
fu
isti-

Ibid.

Siccome poi

ventesimo secondo, nel i356, pure sopra la discipUna. Ang. t. III.


Il

tuita in ciascuna cattedrale la scuola de'cantori, quegli, di'era loro


fetto,

pre-

11

ventesimo terzo, nel


le

i362, afeste

secondo

la diversit

de'

tem-

dunato dall'arcivescovo Simone Istip,


contro
profanazioni
delle
^
si tenevano mercati, ed adunanze profane, frequentandosi pi le osterie, che le chiese, per

pi e de' luoghi, fu

chiamato canto-

re ^ procenlore, primicerio, arcicantore,


tes,

ne* quali giorni

archiparaphonista, protopsal-

ed anche confessore.

concilii

di Colonia del

1260,
il

e del

i536

cui

si

commettevano

dissolutezze,
risse.

e
,

diedero al Cantore
episcopo,

nome

di cor-

da vasi occasione a gravi de Cond, p. io33.


Il

T.

XI

qual capo ed

intendente

del coro,
il

ventesimo quarto, l'anno 1376,


la

diritto

come quegli, che secondo comune dee presiedere al

sopra

disciplina.

Ang. tomo

III.

11 ventesimo quinto, l'anno 1877, egualmente sulla disciplina. Ibid. Il ventesimo sesto, nel 1 899, du-

coro con giurisdizione di dirigere cantori, o coristi, e di correggere


tanto
essi,

che

canonici, allorquan-

rante

l'esilio

dell'arcivescovo
,

Tom-

maso d^Arundel
costumi, e sopra
ro,

sulla
i

riforma dei lamenti del cledell'anti-

do recitano in coro i divini uilcii. Questo prefetto della scuola dei cantori avea un altro compagno da lui stesso istituito, e mentre il pri-

oppresso dagli inviati

mo
tor,

chiamavasi cantor vel praecenil

papa, e dai ministri regi. F. Rinaldi, al detto anno. Il Lenglet ne registra

dove
(

il

secondo di ce vasi siiccentorj e primo appellavasi primicerio


l'altro dicevasi secondictrio,
si

mi

altro

celebrato

nel

i38o.

Vedi ),

Angl. tomo HI.

sebbene in altre clese

chiauiassO'

,, ,

ifs-

CAN
il

CAN
il

piiniicerio

primo, e primicerio
il

luoghi adiacenti, nonch sui pensionati,

secondo

in altre primicerio
il

priil

e ripetitori dell'universit.

mo,

e cantore
alia

secondo.

Dice
che

Nella chiesa cattedrale di


nella quale
ti
i

Lione,

Macri

parola Cantar ^

ad

canonici erano fregia-

esso tocca distribuire le antifone, le


lezioni, le profezie ec.
il

del titolo di conte, assai

veniva
poi-

Portava poi

stimata la dignit di Cantore,

bastone, la verga, o lo scm'isco

non

solo qual segno di autorit e per contenere il coro, e regolare la salmodia, come oggi fanno i maestri di cappella nel solfeggio, ma per avvertire i fedeli di comportarsi con modestia nella casa di Dio, nonch per correggerne i trasgressori, e far

ch salmeggiandosi in coro con rigorosa disciplina, gravit e modestia,


se nel

accadeva un casuale Cantore subito faceva cenno con la mano, ed allora tutti in
canto
errore,
il

perfetto silenzio uscivano

dal

coro,

si

ritiravano

in

una

vicina

capivi

pella,
il
i

ove

privatamente
si

recitavano

rispettare

ad ognuno il proprio dovere e r ordine. In alcune chiese i


passeggiavano
al

resto delle ore canoniche.

canonici

cantori

col

bastone

ro, se

ammettevano nel conon sapevano a memoria il


gli

in

mano durante

Tufziatura,

ne

il

salterio,

inni e le antifone di tut-

deponevano che
in

canto del vanges.

to l'anno, giacch

non adoperavale

lo; e nella chiesa di

Gio. Battista
solenni,

no

libri,

che per
si

lezioni

nel

Malta
di

in

certi

giorni

mattutino non

accendevano lumi,

quattro cantori assistevano


vestiti

in
in

coro

nemmeno
ravi

all'altare,

ma
le

soltanto ein lan-

piviale,

tenendo

mano
forma
prati-

un lumicino
,

custodito

bacoli di argento, lavorati in


di bordoni
cossi
;

terna

per

cantare

lezioni.

In

cerimonia
in

che

eziandio

alcune

chiese di

Francia. In quelle poi di Sicilia in


cui,

come dicemmo
solennit
il

il

cantorato
processioni

dignit canonicale, nelle

molte chiese poi della Francia, Festuni cantoris si chiamavano quelle di prima classe, perch in tali giorni r ufficiatura in coro spettava al cantore, il quale distribuiva le antifone,
le

Cantore portava in mano un bastone di argento. Una bacchetta d' argento portava pure in tali tempi il cantore della cattedrale di Malta, ch'era la terza delle cinque dignit del capitolo ed a lui toccava preintonare al vescovo nel canto della messa, o al
e nelle
vespero. L'attuale prefetto della
sica delle basiliche, collegiate

lezioni e le profezie;

codi
al

me Festum
seconda
sotto-cantore

succentors
,

la festa

classe

perch
l'

toccava

fare

ufficio.
1'

Alcune

chiese avevano anche

arcicantore

mual-

ed

tre insigni chiese,

corrisponde
di cantore,
,

alla

capo de' cantori, dignit, eh' era anticamente pure nella basilica di s. Pietro e se ne fa menzione circa l'anno 679 nel Pontificato di s. Agatone. Fra i greci poi il capo de' cantori si chiam
(Fedi), cio
il
,

dignit,

ed

uffizio

rego-

archiparaphoiista.
del Cantore,

Ma

della dignit

lando
rigi
il

il

canto del coro


lui

dipen-

delle diverse

denomidelle
trat-

dendo da

tutti

cantori.

Pa-

nazioni con cui fu

appellato,

Cantore della cattedrale era la seconda dignit del capitolo, esui

sue prerogative
ta

ed autorit,

eruditamente

Pompeo
nel

Sarnelli
I.

sercitava giurisdizione
e maestre

maestri

lettera

XXVII,
egli
il

tomo
di

delle scuole della citt e

Spiega

nome

confesso-

CAN
venne talvolta chiafacendone anche mato il Cantore menzione il concilio I di Toledo al canone IX, mentre il verho confire, col

CA.N
ficare e
gli
i

?.5 pii

quale

commovere ascoltanti. Furono


a

Sentimenti

cos frecjuenli

primitivi cristiani

celebrare

le

lodi di

icri

si

prende nelle memorie


e

eccle-

siastiche alcuna volta per

significa-

to di laudare^

precisamente

nel

salmo IX Confitehor iibiy Domine^ in foto corde meo^ etc, spiegano Beda, ed Ugone Cardinale laudaho tej e Io stesso Davide disse psallam nomini tuo Aids sime. Di pii i cantori perch erano detti confessori
:

Dio con divoto canto, che adunati ne' sagri tempi giorno , e notte sempre cantavano, di che fanno menzione anche gli autori gentili, come Luciano in Philop.y pei
romani, e Plinio,
nella
gli
lib.

X,

ep.

97,

famosa

lettera a Trajano, de-

orientali,

massime parlando dei

cristiani di

Bitinia.

Ne

trattano al-

tres Giustino,

laudis confessione psallebant


no. Questi salmisti, o

Domiinsedi
re-

ad Anton. Pium^ Clemente Alessandrino, orat. ad


Orat.
s. s.
s. Cipriano de orat. Dominic.^ Agostino neir epistola 1 1 9 e. 16,

cantori

gent.y

gnavano
citare
il

l'ordine e

il

modo
alle

divino uffizio

vedove,

Basilio

nell' epist.

69
e
s.

ed

altri.

o professe, non solo

ne' monisteri

Ne' primi secoli cantavasi dai


rici,

chie-

ma

eziandio nelle proprie case , e perch non vi fosse tanta familiarit tra le donne, ed i chierici, secondo i sagri canoni , fu vietato che niuna vedova, ovvero professa recitasse le orazioni a modo di antifona ed alternatamente col suo confessore o Cantore, se non che in presenza del vescovo , del prete , o
,

e dal popolo,

Ambrogio,

come dicemmo altrove, riprese quei Cantori, che non osservavano un metodo nel canto, che deve essere
rehgioso, e degno del luogo
,

di

Colui, cui diretto. Innocenzo 111,

De Myster. Missxe cap. II, cosi si esprime riguardo al canto de' cantori Debent ergo eantores conso nis vocibus, et suavi modulatio>

del diacono.

CANTORI. Dacch
zio divino nella Chiesa

vi
,

fu
vi

l'uffi-

ne concinere, quatenus animos ad


,

furono

w devotionem Dei valeant excitare".


Dell' eccellenza de' cantori
ufficio,

certamente dei Cantori , ad imitazione di quelli, che cantavano le lodi del Signore nel tempio di Gerudi

del loro
si

e delle

differenti

specie,

tratta all'articolo

Cantore, capo de-

salemme, i quali giunsero ne' regni Davide e Salomone fino a quat-

gU

altri.

tro mila. De' nostri Cantori fa

menco-

zione

s.

Paolo
cap.
3,

nell'epistola

ai

lossensi

dicendo

docen-

w tes, et commonentes vosmetipsos w psalmis, hymnis, et canticis spiri tualihus, cordibus


in
gratia

Sebbene sino dai tempi apostolici abbiano esistito Cantori per gli uffizii divini pure un' apposita scuola in Roma non fu istituita che sotto san Gregorio I, dappoich non sembra meritar fede Anasta,

cantantes in
".

sio bibliotecario,

il

quale asserisce,
Ilario

vestris

Deo

Lo

stesso

che
gliari

il
,

Pontefice
eletto

s.

da Caistituis-

comanda
cui in

agli

efesini,

nel cap.

5,

r anno
la scuola

4^

>

oltre prescrive la

canto ecclesiastico, cio,


to della bocca sieno
gli

forma del che al can-

se in

Roma
,

dei Cantori,

come
chiese

quegli, che era munifico colle

coi'rispondenli

zelante

del

divin cullo.

alle Ili

del cuore,

anche per edi-

Di

fatti

abbiamo du

Pietro, vesce-

3(i

.^.

CAN
do
:

CAN
quia nomcn non ardo, lib. II, cap. 2. Allorquando i concilii e i sagri canoni suppongono essere il Cantore
Falluntur tamen,
est qfjicii,

yo di Orvieto, nella vita di s. Leone IV, presso Cassandro, in Liiurg. pag. i4ij elle quantunque fossero costrutte, dopo che Costantino diede la pace a' seguaci del vangelo molte e grandi chiese nel Pontificato di
s.

ordine minore, devesi intendere, che


parlino del chierico
sura, chiamato
di prima tonCantor dal conciho

Silvestro

I,

creato

nel

flziare

3i4, tuttavolta non v'erano ad ufne chierici, n monaci ; i preti


titoli,

toletano

e
i

dai

greci psaltes

vel

psalniislcG,

quali d'ordinario erano

poi de'

diaconi delle diaa'

presi dai chierici di ordini

minori,

conie attendevano soltanto


oilcii,
i

proprii

fino al suddiaconato

inclusive.

Per

primi all'amministrazione de' sagramenti , ed i secondi al sovvenimento de' poveri, ec. Fu adun-

questo in ogni cattedrale fu


ta

istitui-

una

scuola di Cantori, capo dei


il

quali era

protopsaltes
et

cio pri-

que Papa

s.

Gregorio

I,

del

590,

mus

psallentium,

praesul clioro
della

Cantori, ed era

che eresse pel primo una scuola di come un seminario


doistruirsi,

canentium. V. Coro.
Bens, secondo la disciplina

clericale, in cui fra le altre cose

Chiesa, desiderabile, che


ri

Cantoe in

ed ated al canto ecclesiastico da lui restaurato, e migliorato sulle teorie di Boezio. Sappiamo da Giovanni Diacono , che dando egli lezioni di sagra melodia, ed avendo compilato per la scuola l'antifonario centone, correggeva discretamente colla frusta, o colla vertendere
ai

veano principalmente
sagri

sieno chierici

od almeno debba,

riti,

no incedere
stiche.

in veste clericale

colta, in tutte le

funzioni

ecclesia-

E
a

nondimeno permesso cananche senza


i

tare in coro
l'icale

l'abito cle-

quelli,

quali

non ricevono

mercede, o elemosina ; ma solo si prestano a cantare per divozione, e


per amore del culto divino, purch per sieno di esemplare condotta. 11 Macri, al verbo Cappa^ dice, che questa veste solevasi portare dai Cantori,

ga,

giovanetti suoi scolari, cui fa-

ceva invigilare e governare dal pri-

micerio

de

Cantori,

giunse in

Roma

dignit che ad alto grado, ed

e che era loro propria

secon-

a capo dello stesso clero. I diaconi, che in quel tempo era-

do il Bonanni, per cuoprirsi speciale dal freddo mente dalla pioggia


,

no

stabiliti

al canto ecclesiastico,

ed

nelle antiche processioni

pubbliche.

al salmeggio ricevettero dallo stesso

Da

ci
la

venne, che

in

coro

porta-

Pontefice in

un

concilio

romano,

vm ordine

di limitarsi a cantare il vangelo nella messa, ed attendere meglio alla predicazione, ed alla distribuzione delle limosine. Riporta
il

cappa anche i maritati, i quali sapevano cantare; anzi anticamente la maggior parte de' coristi erano coniugati. Questo uffizio vietato ai parrochi ed ai regolari fuori
rono
della propria chiesa,
loro,

Macri, che cercandosi per Cantoi

eccettuati

co-

ri

diaconi di voce delicata, ne pro-

venivano disordini nei costumi ; aggiungendo questo autore, che s' in-

che abbiano particolare hcenza. V. Jo. Andras Schmid, De cantorihus ecclesice, veteris et novi Testamenti, Helmestadii

gannano
duto, che

coloro,
il

quali

hanno

cre-

1708; Matecclesia^

cantorato fosse un oravverti

theus Blochius,

De

psaltarum^ sive

dine minore, come

Duran-

cantorwn origine

in

Ha-

CAN
inniac
1

CAN
le
piti colte nazioni,

27
^v
J^

1 1 ;

God. Alb. Pauli, Traecclese

ed accresce mae-

itatus de
Rostocli,
Il

cliorus

musicis^

st all'auguste funzioni sagre, assistite

17 19.
i

o celebrate dal

Sommo Pontefice, e^
V.
Cardinalizie e

luogo poi, ove contano


si

Cantri-

dal sagro collegio de' Cardinali.

tori,

chiama

cantoria^
stabile,

cio

Cappelle Pontificie,
Prelatizie.

buna, o pulpito,

o precaria-

La

veste talare de'

Cane
il

mente innalzato nelle chiese. Anticamente era situata dinanzi al santuario, o presbiterio. Le attuali cantorie d' Italia

tori Pontifcii,

come

la fascia

collare,

di seta paonazza, con

mocon

stre

asole

e bottoni cremisi
in

sono per lo

piti

eret-

mantello, o ferraiolone, di seta nera.

massime quelle edificate dagli o nel medesimo presbiterio, o nel mezzo della chiesa, e d'ordinario r una contro all' altra. Nelte,
architetti,

Quando per sono

servizio

delle cappelle e funzioni, sulla veste

o sottana paonazza
clericale;
religiosi

usano

la

cotta

ma
,

cappellani

Cantori

sta

l'una collocato l'organo, e di queve n' una amovibile nella ba-

abito loio
la colta.

agevolmente si trasporta alla cappella , ove si fa l'uflziatura, e talvolta sono ambedue fornite da questo strumento.
silica

vaticana, che

non cambiano l' ordinario pongono sovr' esso solo Qual fosse l'abito de' Canscuola dei

tori suddiaconi dell'antica

cantori, nelle Pontifcie funzioni. Io

spiega eruditamente

il

b.

Cardinal
pag.
18,

Chiamasi poi cantomio, quel libro notato, che si posa sul leggio per cantare. Il leggio uno strumento di legno, sul quale si pone il hbro
per cantare
ctoriuniy
giunij etc.
i

Tommaso,
e

Prcef. in Ani.
il

19, e lo riporta

p.

Alfieri nel

canto
1 1

suo Saggio storico-teorico-pratico del gregoriano o romano^ pag.


o.

divini

ufilzii,

chiamale~

Nelle

to in latino pluteus ,

lectriciuni, le-

prelatizie,

cappelle Cardinalizie, e fanno da diacono e sud-

lecLrum^

lectreolwiij

CANTORI

Pontificii.

Il

collegio

diacono due cappellani cantori, assumendo allora i rispettivi paramenti sagri. Il Passio della domenica delle
sacerdoti cantori, cio
re,
ti

de' cappellani Cantori della cappella

Papale, composto di
scelti

ecclesiastici,
i

palme cantato da tre da uri teno-

dopo
la

gli

sperimenti
,

piti
le

ri-

un

contialto, e

un

basso, vesti-

gorosi ne' concorsi

per

voci,

di amitto, camice, cingolo, e sto-

che per

perizia del canto. Il coldi

la diaconale.

V. Andrea Adami mae-

legio de' cantori

proprio

diritto

stro della cappella Pontificia, Osseri'azioni

il

possesso a vita ai novelli canconferitogli

didati, diritto

dalle co-

cantori

per ben regolare il coro dei della cappella Pontificia


ordinarie,
1

stituzioni apostoliche.
Il

tanto nelle funzioni


Pontifcio

die

prelato

maggiordomo
s

straordinarie,

Roma

prefetto di

rispettabile collegio.

La

loro musica composta di sole

I.

trentadue voci,

quando

il

numero
esat-

tori,

Origine della scuola de' cande' cappellani collegio

pieno, senza l'aiuto di vermi islru-

cantori della cappella Pontificia^

mento
ta
,

ed tanto armonica,
,

e divota

che

in

un

alla

sua

Nell'anno
cattedra

^90,
,

fu
s.

elevato

alla
I

gravit ecclesiastica,

ha formato sem-

apostolica

Gregorio

pre lo stupore, e l'ammiruzioiie dcl-

Magno,

dottore della Chiesa,

della

28
Considerandosi
di riformare
s
il

CAN
romana
lui la

CAN
Anicia.

nobilissima famiglia

Canto, per cui

la

posterit lo chiainstitu

da

necessit

Canto Gregoriano,

la

canto

ecclesiastico,

scuola de' Cantori, che ancora continua ad esercitarlo co' miglioramenti

to divino,

per rendere pi decoroso il cule s\ per accrescere lo


della

ricevuti

da Guido, e dal

Palestriedificate

splendore nelle sagre funzioni

na.

Due

abitazioni furono
il

Chiesa romana, coll'aiuto di uomini valenti in tal'arte, nella quale egli


stesso era versatissimo,
si

per tale scuola, una presso


apostolico,
l'altra vicino

palazzo
di

o patriarchio lateranense,
alla

applic con

basilica

san
acil

religioso zelo al suo miglioramento,

Pietro, assegnando a pr della scuola

come

si

accenn

all'articolo

Canto
Boe-

medesima alcune
i

possessioni,

Ecclesiastico.
bilito sulle zio

Lo

volle pertanto sta-

ciocch potessero

Cantori trarre

teorie del

celebre

necessario sostentamento.
la scuola

Chiamossi

Anicio
il

rino,

Manlio Torquato Sevequale pochi anni prima, col


trattato

orphanotrophium,
seminario, in cui
,

ed era
i

come un

giova-

suo

ampio

de

Musica

netti di nobili

ed oneste

famigUe

giunto sino a noi, avea ridotte alla

comune
le

intelligenza dei latini

tutte

venivano educati, se bramavano dedicarsi all'ordine clericale, per mezze , ne' sagri

astruse leggi del canto greco. Raccolse di poi le cantilene migliori, che si eseguivano nella Chiesa ,
altre

zo di uomini peritissimi, nelle scienriti, e nel canto. Si te-

ne

accorci, altre

ne ampli,
,

nero era Gregorio I di quella cura, die se ne occupava egli medesimo;


e

ne mut altre interamente altre nuove ne introdusse, altre studiosamente adatt alla Letama, o Kyrie eleison,
collette^
all'

quando non ne ricavava


verga,
dalla

il
i

prodi-

porzionato profitto, minacciava


scepoli colla
stessa,

seggiola

inno

angelico
j,

alle
e-

come

ricorda

Gio.

Diacono.

alle

prefazioni

all'

inno

pinicioy o Sanctus,

aWorazione do-

minicale,

all' ite missa eslj altre finalmente corresse, e riform negli introiti, graduali , alall'

Agnus Dei,

Dice in oltre il Macri, che la scuola ed abitazione assegnata a' Cantori si diceva anche parvisium, nome originato da puer, perch nell'et puerile erano ammessi per ammaestrarsi nel canto, affine di servire la

leluia j tratti,

offertomi,

comunioni,

negli invitatorii, nelle antifone, nei

Chiesa,
to era

responsorii per tutto l'anno, e


pil

com-

r antifonario centone, o responchiamato centone per esservi riunite come in un corpo le cansoriale,
tilene di molti eccellenti compositori.

dell' educandachiamato ne' rituali antichi Paraphonista , ovvero Primicerio de' Cantori (Fed), dignit molto cospicua in Roma, e che
Il

superiore
prelato

un

lo

rendeva
il

il

capo,

il

regolatore
di
tali

Ma

del canto migliorato

da san

di tutto

clero.

L'

officio

Gregorio I, si legga il capo Vili di Gafor Lodigiano, Practica Musicae, e Giovanni Diacono, in Vita s. Gregorii 1, hb. II,
il

giovanetti era

di aiutare nella

sal-

modia

quelli,

ch'erano
si

stati

nomii

nati Cantori, e

appellavano Paraessi

e.

I,

n.
lett.

nonch

fo ns ti, o Salmisti. Fra

piti

Zaccaria,
I,

Storia
e 84.
il

d'Italia,
Pontefice
al

esperti nel canto venivano

promossi

tom.
della

p.

83

Non

contento

dotto

a custodi de' sepolcri de' beati apoCubicustoli, e chiamati venivano

nuova

forma,

che diede

larH {Vedi\

ufficio gi istituito dal

CAN
Pontofcc
Cresciuti
s.
i

CAN
del

29

Leone Magno
giovani in
et,
,

44
allora
oilcio

veniva-

3, cap. i5, ascendeva sull'ambone, o pulpito; e negli uffizii rio, lib.

no

ordinati

suddiaconi

ed

notturni, o diurni restava in del

mezzo
stato

cominciavano ad esercitare V
di Cantori servendo
tefice in
il

proprio

coro.

L'essere
fra

Sommo Ponsi

allevato nella

scuola

de' cantori,
gli

qualunque Chiesa
nelle
,

lecas-

essersi

ad un tempo
aveasi

altri

se

principalmente

solenni

disliuto, oltre agli studii,

messe, nelle stazioni


sioni, e
citt.

nelle

procesdella

piet

nelle principali

feste

per

essere

anche nella ad ottimo requisito, promosso alle dignit


e
difatti

Questi erano sempre sette di


colle-

ecclesiastiche;

furono

di

numero, formando parte del


gio dei

frequente decorati

del Cardinalato,

ventuno

suddiaconi

della

siccome riferisce
slica
et
e.

il

Rasponi,

De Ba-

Chiesa Romana, ed allorch i Pontefici celebravano solennemente, can-

Patriarchio
6,
p.

Laleraneii.

hb. 3,

224, e non di rado

tavano l'epistola, che in oggi cantata da un uditore di Rota. Che


poi dovessero essere suddiaconi,
si

giunsero ad essere esaltati al supremo Pontificato, come si dir al III.


P^.

lo

Francesco Cancellieri,
tom.
et
II, p.

De

Secre-

ricava anche dal canone promul-

tariisj
s.

gato da s. Gregorio I, nel concilio che celebr in P^oma nel 5g5, e riportato dal citato p. Alfieri a pag. 109, col quale fu proibito espressa-

72 7^- De Oratorio Gregorii de Arca, seu de Cor,

tina

Cantorum

schola, ibidem

mente
ficio

a*

diaconi

di esercitare

l'

uf-

di Cantori.
tratta

Della scuola

dei

Pontifice insiituta, Roma? 1786; D. Pier Luigi Galletti, del Prirnicero della Santa Sede Apostolica, e di altri ufjziali maggiori del sagro

s.

Cantori,

anche

s.

Antonino,
si

palazzo
in acta

lateranense,

hb. XII, capo 3. 11 luogo de' Cantori,


se,

e Chiapponi,

Roma 1776; De Archiparaphonista,

come
in

dis-

Canonizationis
12, p.

IV Sanato-

era situato dinanzi al santuario,


divisi

rum, Romae, 17

o presbiterio, e formavano due

due

parti,

rispondendo a vicenda, e alternativamente, secondo l'ordine ebdomadale, intuonando le


cori

277. Convien dire pertanto aver avuto questa scuola de' Cantori per capo
lo stesso
s.

cio sino ai

Gregorio 1, finch visse, 12 marzo del 6o5. Di

antifone.

Ne' giorni
al

per

solenni

poi cominci
diretta

spettava

primicerio
della

de' Cantori

r intuonazione

prima antifona,
si

come
il

si

rileva dagli antichi rituali,

qual costume

tuttora

pratica

dalle congregazioni monastiche.

Nel

ad essere esclusivamente da un cantore eccellente sopra gh altri, chiamato dai latini, come dicemmo, Primicerius SchoUe Cantorum, che i greci appellavano Protopsaltes, cio a dire primo salmista
e Laosynactes, che significa radunatore del popolo, perch mentre egli cominciava ad intonare quel,

canto delle antifone sui salmi, e cantici, non sedevano, n lerano rivolti
all'altare,
l'altro,

ma si guardavano l' un come afferma il Durando, lib. 5, e. 2. num. 3o. Nel canto di qualche responsorio, un solo ha essi
spogliato della pianeta
,

lo,
il

che

si

doveva dire

nelle funzioni,

popolo si univa nella chiesa. Non v'ha dubbio, che colla morte di
silfalto

locch sem-

Pontefice

manc
quasi

alla

nuisiu,

pre dovea fare ogni precettore, secondo la testimonianza dell' Amala-

e canto ecclesiastico rai)poggio pini


cipale,

perci

inlciauuiilc

3o
si

GAN
come
osserva
il

CAN
citato

peiclelte,

di interamente,

si

studi

di agevogli

Adami, pag. io;


tificato,

ma

assunto al Pon-

larne
sc

il

metodo,
,

per
si

cui

riu-

iicU'amio 65^, s. Vitaliano di Segni, la scuola ricevette dal suo

inventare

come

disse altrouty
re_,

molto giovamento, ed assai maggiore fu quello recatole dopo il 682, da s. Leone II, siccome versato in si. nobile arte, secondo ne
zelo

ve, le note del canto fermo miy fa, S0I3 la, ricavandole

dall' in-

no

di

s.

Giovanni

Battista: XJt

queant

laxisj etc.

Su
re
il

questo argomento
I,

assicura Anastasio bibliotecario.

Fu

voi.

p.
il

5, della

si pu leggeMusurga del-

egli imitato da altri Pontefici, i quali appartennero alla scuola de'Cantori,

Kirker, o
novit

Dicdonnare de Musiqiie

di Rosseau alla parola

Gamme. La
eccit
,

singolarmente da

Sergio II,

eletto

del

metodo

contro

neir844> che in pila decorosa forma da' fondamenti rialz la scuola, dicendoci Anastasio Idem vero al:

Guido r invidia
costretto ritirarsi
tria.

di molti

onde fu

ad Arezzo sua paPontefice

Ma

divulgatasi la celebrit del


il

Papa scholam cantorum, qusc quidem or phanotrophium vocabatur, et prse nimia vetustate in ruinam posita,
>
3i

mifcus et beatissimus

suo

merito,
detto

Giovanni
sostiene
il

XIX,
annum
gli

XX, come

Mabillon,
sped

Annal. Old. Bened. ad 1026 100, tomo IV 7,


tre

>

9 99
5'

atque confracta videretur. Dei annuente clementia, a fundamentis

messaggi

affine

d' in-

durlo

recarsi

sollecitamente

in

meliorem, quam olim fuerat, statum noviter restauravit. " Nel


in

Roma, dove giunto che fu, venne esaminato dal Papa il suo antifonario,

Pontificato di Giovanni VIII, a cui

fu sollevato neir

872,
s.

la scuola dei

e ne lest cos soddisfatto, che onorandolo in pi modi, volle che


istruisse del

Cantori

rifior

al

paro, che in quel-

suo
e
il

metodo
clero

la

scuola

lo del suo istitutore

Gregorio

I,

de' Cantori
il

romano.
il

Ma

e ad onta de' secoli barbari,

parti-

Cardinal Baronio, contro

parere

colarmente del X, si mantenne con gran decoro, e splendore della Chiesa romana. Non neppur qui a tacersi, che
nel secolo

di Mabillon, afferma, che

non Gio-

vanni

XX, ma

sibbene V immediato

suo predecessore Benedetto VIII, il quale pel primo fece cantare in Ro-

XI

il

canto

ecclesiastico

ma

il

Simbolo

della fede (Vedi),

va

debitore

di

molto a Guido di
di
,

chiamasse in

Roma
le

Guido, per
sue
note.

far

Arezzo,

monaco benedettino

posa, poi abbate

avellaneiise

Pomcome

insegnare al clero

In

questo argomento sono a consultarsi


il

affermano il Buccelini, il Posse vino, e rOudin. Avendo egli un genio singolare per lo studio del canto,
applicossi, unitamente al suo correligioso Michele,

Tiraboschi, Storia della Lettera-

tura Italiana,
il

netti

ad istruire con nuove maniere di


avvolta
in
s

giova-

scrivere,

e leggere la musica, la quale allora


trovavasi
colt,

gravi

diffi-

che per apprenderla profondamente, erano necessarii dieci anni di studio. Consacratovisi egli quin-

tom. Ili, pag. 298, Mabillon in Prcef. ad Antiphonar. s. Gregorii, ove copiosamente tratta del canto ecclesiastico, e della sua origine, non che Domenico Maria Manni nel suo Ragionamento della Disciplina del Canto ecclesiastico antico, stampato in r icitato

renze nel

1756. Accaduta la traslazione della

resi-

CAN
<lcnza

GA.V
Francia,
(1o|to

3i

Pontifcia

in

tempo

l'elezione
a*
p.

di Clemente V, seguita 5 giugno i3o5, secondo l'Adanii

che rimase la sede in Avignone, come naturalmente dovea ac,

cadere, essendo detta scuola istituita

XIII, pass la cappella de'cantori,


de'

esclusivamente pel servigio del

SomPonti-

come perpetua seguace


che Gregorio XI,
la a'

Sommi

mo
a
fcia

Pontefice.

Restituitasi

per altro
la

Pontefici, in Francia, e vi rimase fin-

Roma da

Gregorio XI
il

restitu

p.
p.
ti

Alfieri
Ili,

17 gennaio 1377, in Roma. Ma il predetto nel suo Saggio storico,

residenza, fu unito

corpo dei

cantori francesi, col loro superiore, alla

dimostra con molti argomen-

il contrario , dappoich egli dice, che morto Benedetto XI, e creato

scuola romana col primicerio. Quindi una nuova modificazione si vide in essa circa vent'anni dopo, nel Pontificato di

Bonifacio IX, sotto

un

il-

Clemente V dal conclave, questi chiam


in

successore

assente
in

lustre ecclesiastico, al quale fu dato


il

Fran-

nome

di

maestro
fu e

della cappella

cia

Cardinali, e fiss la sua dimo-

del Papa.

Allora

dimenticato
si

il

ra in Avignone, restando in
la scuola

Roma

nome

di primicerio,

form un
dall' antico.

de' cantori, col primicerio

collegio

alquanto diverso

neir esercizio delle consuete funzioni.

Ci piovasi ad evidenza, col tenore


della bolla Speciosis

Venne a cessare V orphanotrophiuni dopo settecent' ottanta anni circa


dalla sua istituzione, e agli anteriori

formai d'Inno-

cenzo
nesi,

YI

quinto

de' Papi avigno-

spedita

da Avignone a Roma,

ai

febbraio
in

nazione
di

i355 per la coroimperatore de' romani


vaticana, di Carlo
di

nella basilica

Luxeraburgo, e
farsi

IV Anna sua moi

metodi della corte e curia romana, ne furono in parte altri sostituiti secondo lo stile gi in Francia adottato, sotto i sette Papi, che col dimorarono.

II.

glie,

nella qual bolla,


al

notando

cam-

Uffzii esercitati

biamenti da
indicando
funzione,
le

ceremoniale , e persone assistenti alla

rio, e
sii,

dal primicc' dai cantorij pregii di quc'

e loro privilcgii. canonico di


s.

dovevano eseguire i Cardinali legati nomina fra queste


che
,

Benedetto
nel suo

Pietro

espressamente

il

primicerio

colla

Ordine romano

di cerimonie,

scuola

de' cantori. I Papi adunque, che in numero di

francesi
sette ri-

uno

dei ms. della fomigerata biblio-

teca ottoboniana,

poi stampato
p.

nel
t.

siedettero in Avignone, crearono col

1689 inParigi dal


del suo

Mabillon nel

II,

un corpo

di

cantori
la

per

le

loro

Musco
,

Italico, mostra chia-

funzioni fatte per

maggior parte
Capprtle
rileva dal

nella cappella del palazzo apostolico,

come
stesse

si

dir
,

all'articolo

Pontificie

presso
il

che sulle forme

ramente in quanta estimazione fosse o collegio de' cantori, allorch dice, che nella lettura delle lezioni erano preferiti i cantori ai
la scuola

romane,
I,

che

si

Baluzio, Fitac

Papanim
de' cantori

aveuioucn.

canonici nelle chiese, in cui il Pa^a assisteva, specialmente al mattulino;

tomo La
tefice,

pag. ^34, ^-37,

378
di

e /ji^.

che

nel giorno

della Purificazione,
il il

scuola

Roma
Pon-

nella basilica liberiana


de' cantori
1

primicerio

per, a cagione dell'assenza del


tico

sosteneva
il

manto
al

del

perdette non poco del suo annel

Pontefice,

quale

suole sostener
soglio
,

splendore

lungo spazio di

dal principe assistente

32

CAN
ci piare

CAN
col

da un conservatore di Roma, essendo occorsi eziandio esempii pei quali


vollero
esercitare tale uffizio i pi grandi monarchi; e che nel giorno di Pasqua finalmente il primicerio, e
la scuola

coro

il

canto,

stando

sulla porla, diceva

ad
:

alta

voce ai

messa Accedile. Nella mattina di Natale, dopo che il Pontefice avea celebrato in s. Maria Magministri della

de' cantori

ricevevano

la

giore, dispensava

al palazzo latera;

pace dal diacono prima del suddiacono , del basilicario , degli accoliti e di tutti gU altri Ordini palatini.
Tratta ivi altres il Mabilbn della bevanda, che veniva data ai cantori dal Papa, tanto nel giorno di Pasqua

nense

presbiterii

al

primicerio dei

cantori dava tre soldi, e la mancia, e al secondicerio de' cantori stessi due
soldi.

Quindi

s'

imbandiva

la

mensa,

ove
nel

cantori cantavano la Sequenza,

come remo
sa,

che parleappresso. Si sa inoltre, che nelle principali solennit della Chiein altri giorni
,

di

in cui

il

Sommo

Pontefice sede-

va a mensa nel
lui
i

triclinio del patriar-

chio lateranense, accedevano con esso


cappellani cantori, ed
essi
il

primi-

aveva il suo posto vicino al Cardinal arcidiacono. Il primicerio neir elezione de' romani Pontefici dava il suo voto, e si sottoscriveva dopo r ultimo de' Cardinali Primicerius scholae canlodiaconi rum, laudo et con/inno.
cerio di
:

tempo che durava la tavola, doandavano a baciare i piedi di Sua Santit, e ricevevano dal sacellario un bisanzio, mentre il Papa dava loro una coppa del propiio vino, acciocch lo bevessero. V. il Galletti citato pag. i3 e i4- Per l'Ordine romano XIV, p. 828, dice, che la Sequenza veniva cantata nel fine della mensa dalla scuola de' cantori, che poi ricevevano per moneta unum bysantiumj, et coppam plcnam pollone ex ore Papae. E perci che fino agli ultimi tempi, come rilevasi
po
di che

dai ruoli del

palazzo

apostolico

Il l'

Cenni, nella Dissertazione del-

cantori nelle messe e vesperi Papali,

originCy iiicumhenze, e dignit del

avevano dallo

stesso palazzo

una

primicerio^ e secondicerioj nelle sue


dissertazioni

colazione, o refezione.

postume tomo
,

I,

p.

98,

Del canto eseguito dai cantori della cappella Pontificia ne' solenni
viti
il

riporta
il

l'

antichissimo rito

con cui
solen-

con-

primicerio della scuola de' cantori,


il

del

Papa,

fi

menzione anche
Possessi
,

allorquando

Papa celebrava

Cancellieri

ne' suoi
di

di-

nemente

gli

andava incontro mennel quale


,

cendo

in quello
:

Giulio II
,

nel

tre usciva dal segretario,


erasi vestito degli abiti sagri

i5o3

Prandio facto
cappellae

convenerwit
cantaverunt
et

e bacia-

cantores

et

vagli

la spalla dritta,

per denotare

corani Papa, aperto osilo,

Papa

l'angelo, che ai pastori annunzi la


nascita del Redentore,

ad Informatlonem
llbet

nostrani, cio del

come spiega Inantichi cerimo-

cerimoniere Burcardo,yciV dare cuieoruni scutum

nocenzo
niali

III,

De
il

myster. missae. Ri-

unum

regls

Fran-

levasi inoltre
,

dagli

cae.

Abbiamo esempii anche


i

nel de-

che

primicerio de' cantori

corso secolo, che

cantori ne' solenni

chia mossi anche praecentor,


nella messa

perch

pranzi de' Papi cantarono concerti e


mottetti

nare

l'introito,

lui incumbeva intoquando il Papa uscen-

come

in quello di

accompagnati dall'organo, Clemente Xll, che,

do dal

sacrario gli

dava

il

cenno
prin-

nel 1702, tenne a

mensa
di

nel palazzo

di cominciare.

Egli prima

di

quirinale

il

vicer

Napoli.

Nel

CAN
medesimo Clemente XIII, nel 17^8, nella consacrazione del Cardinal di Yorck in arcivescovo, g' imband al quale un convito ammise i Cardinali assistenti alla
palazzo
,

CAN
Gaetano
scrisse

33
sua

nella

Somma

Organorum usus in ecclesia romana adhuc non utitur coram Pontifice. Anche il Cardinal Bona De
divina psalmodia,
e.

17, 2, n. 5,

funzione.
ficii,

cappellani cantori Pontidi leggere

ha

rilevato,

che etiam mine


Pontijicis
^

Romae
semper

quando termin
caudatario

mon-

in sacello

Summi

signor

cantare
ni
la

cominciarono a , con organo, violoncello, e


lati-

sine instrumentis offciorum solcmnia

celebrantur, et ecclesia lugdunensis^

contrabasso varii mottetti sagri

quae

novitates nescit,

sempre proseguiti, finche termin mensa. Finalmente, quando facenel

na repudiavit, neque
ascivit.

in

semper orgahunc dieni


encycli^^ comRodot ^

vasi la cena

palazzo

apostolico

cam

V, Benedicti de anno Juhilnei

XIV
i

749j

vaticano nella
Natale,
i

notte della vigilia di

mentarium

Petri Pompilii

cantori Pontificii

dopo una

Romae
stati

ora di notte eseguivano nella sala Borgia una cantata sopra la Nativit di Gesi Bambino^ con tutti gli strumenti,
dal
descritta dal Taia, p.

1749? P- 82. In quanta considerazione poi siano

sempre tenuti
Pontificia
,

cantori

della
i

cappella

tanto

presso

83, e
,

Chattard

pag. 21

38

nella

Papi, che nella romana corte, non che per quai pregi luminosamente si
sieno distinti parecchi di
essi, si

descrizione di quel palazzo.


sta cantata,

que-

rileva

e alla cena interveniva-

inoltre dalle seguenti notizie, le quali

no

Cardinali,

mattutino.

Ma
tolse

iSyS,
colo
nel
le
l'

le

che si recavano al Gregorio XIII, nel ambedue, e sebbene


del seabolite,

dimostreranno come si potessero annoverare i cantori della cappella tra gli ordini pi cospicui della gerarchia
ecclesiastica

venissero rimesse nella

XVII,

di

met nuovo furono


Benedetto
1

ne' secoli
fatti,

passati.

174I5 da permise nel

XIV,
Il

che

749

in occasione del-

apertura della Porta santa.

Cani2 3,

i canfurono impiegati dai Pontefici anche nelle cose della fede, e di gran rilievo, precipuamente nel secolo VII,

Spesso rileviamo di
tori

che

cellieri

ne' suoi Pontificali y p.

in cui

il

Papa Agatone, bramoso


nel

di

tesse

un

catalogo

de'

componimenti

informarsi a pieno dello stato della


Cattolica religione

per dette cantate, e noi ne riparleremo al X, delle Cappelle Pontificie,


tale.

regno

d' In-

ghilterra, ed insieme di far insegna-

trattando della notte di Na-

re a' raonisteri del


to della

medesimo
ossia
s.

il

can-

romana

Chiesa, spedi a tal

Se

alla

mensa

alle cantate

effetto

Giovanni maestro,
chiesa di

primo
il

cappellani

cantori

furono accompal'organo ven-

cantore, della

Pietro,
s.

gnati nel canto dagli strumenti, tali

quale allora era abbate di

Marti-

strumenti, e

nemmeno

no

in

Roma. Appena

egli

giunse in

nero usati

nelle cappelle Pontificie,

Inghilterra,

come avverte anche il Mabillon, Mus. Ital. tomo I p. 4? Niillus organorum musicorum usus in hiijusmodi sacrisj scd sola vocum mu,
=

Teodoro, arcivescovo di Cantorbery, convoc un sinodo per


e

riconoscere lo stato del cattolicismo,

ad esso
i

assistette

Giovanni

come

legato della Santa Sede, ne confer-

sica j

eaque gravis^ cuni plano can-

decreti, e

ne estrasse copia per

ta

adniittitur.

per

il

Cardinal

rassegnarla al Papa. Indi

inseg

nel

voL.

vni.

34
regno
riano;
il

CAN
canto
ecclesiastico,

C
o gregocantori di

i\

ma

nel ritornare, che faceva

dalla missione, mori in Tours. Clemente IV, del 1265, invi un cantore, chiamato Eduense, ad Anagni
colla qualifica di delegato, al
di

a' 12 mag12 19. In esso si dice, che per sempre pi animare i cantori a lo-

Roma, emanato

gio

dare
le
il

il

Signore col canto, seguendo


del predecessore Celestino IH,
se-

orme

modo
Pon-

quale concesse loro annualmente

quanto avevano

fatto altri

dici al
s.

fibbie delle oblazioni solite darsi

tefici,

Mattia
legge

per domare l'alterigia di certo pessimo capitano, come si


presso
l'Ughelli
,

Papa da
per

quelle fatte

all'

altare di
dieci

Pietro, egli

ne concedette
i

nella

bolla,

senza

obbligare

successori a

che
d.

il Papa diresse al vescovo LanAbbiamo poi dal maestro di ce-

fare altrettanto. L'altra


tica,

memoria an-

una

lettera di

rimonie Paride de Grassis^ ne' diarii

Ecce

dlectiwty data a'

Clemente IV, 4 agosto 1268,


suddetto cap,

di Giulio II, e
il

Leone X, che non

e diretta al

vescovo di Anagni, colla


il

solo

collegio de' cantori della cap-

quale raccomanda
tal citt pel

pella
si

deve seguire i Pontefici ove recano, ma che Giulio II destin

pellano cantore Eduense

spedilo a

milite Mattia.

Eugenio

molti cantori ad assistere al concilio


j:;enerale

incominciato

XVII, lateranense Y, da lui nel i5i2, e compito

i43i, nella sua bolla, ^"^ si erga ciinctos, che si conserva nell'ardel chivio di questo collegio
,

IV

chiama

da Leone X nel i^ij. Pio IV mand al concilio generale di Trento il celebre Simone Bartollni Perugino,
con
altri

cantori

col

nome
li

di famiglia, e di

continui
e

commensali
tali

del Pontefice,
agli
altri

come

preferisce

cantori Pontificii
atti

come

si

famigliari, e alle persone addette alla

legge negli
concilio.

di quel

memorabile

corte Pontificia, sebbene abbiano le


richieste imperiali
,

Tuttavolta a maggiore arde' pregii

tanto pel conse-

gomento
Pontificii,

di molti cantori
tratta-

ne vorremo ancora

re al seguente III, l dove parleremo de' maestri di cappella, e cantori

guimento de' beneficii ecclesiastici quanto per grazie di espettati va, ed altrettanto conferm Calisto III con due bolle, che pure si conservano
nel detto archivio, "^5/ ergacunctos,
et quamvis romanus Pontifex^ ambedue pubblicate nel i456. Il successore Pio II , stando in

insigni di questo collegio.

Andiamo

adesso a discorrere dei prie distinzioni con-

vilegii, prerogative,

tori

cedute dai romani Pontefici a' candella cappella. Essi sono molti

Siena sua patria,

eman

la

bolla
il

per verit,
l'

ma

il

fatale incendio del-

Ad

hoc Divina miseratio^, presso


archivio, datata

archivio del collegio

medesimo

suc-

medesimo
dis aprilis

6 haten-

ceduto
sacco

nel
di

i527, pel deplorabile


nel

i4^9j nella quale decre-

Roma

Pontificato di

t a favore del collegio de' cantori,

Clemente VII, ne fece molti deperire onde ci limiteremo a riportare quelli, che l'Adami pot estrarre da,

che

privi legii concessi

da

'suoi pre-

decessori, e forse compresi i^ qual-

che revocazione,
compresi, e
revocati
;

s'

intendessero
fossero

non
stati
i,

gli archivi! di Castel

s.

Angelo, e della

come non

vaticana.
stiti

La pi

antica fra le super-

e poscia Sisto IV, del i^'j

rio

memorie, un breve di OnoUT, Dignuni est, diretto al pridei

dichiar altrettanto.

Innocenzo VIII, con bolla dei 11


ottobre
1

micerio, e chierici della scuola

4B6,

Jpostolic(e Sedis^

proi-

3 j

, ,

CAN
b a' riotari di
litiganti
gli

CAN
dai
,

3>
vo-

esigere

cantori

torc nella

mancanza d'alcuno,

alcini
;

emolumento

ordinarii

e con altra de'

meno 4 ot-

lendo che ci seguisse


e

per elezione
stesso

di voto segreto dal collegio

14B8, Debita consderatione conferm la prelazione sulle espettobre


tative de* benefzii.
la,

Quindi

colla bol1

che s'intenda ammesso quando un voto superi i due terzi de' votanti. Veggasi Giuseppe Santarelli

Et

si

Romamis

PontifeXy dei

Informazione sull'origine dc^ cantori pojitifcij

agosto
tare

149^) stabil, che il vescovo maestro di cappella possa preseni

numero j
y

e variazioni e

suW

introduzione
III,

numero dei
1761.

cantori ai beneficii,
stessi

quali

soprannumerariij
Giulio
re le
i

Roma

vacano per morte degli


Pontifcii,

cantori

affinch restino perpetua-

i55r, per togliedifferenze di preeminenza tra


nel
gli scrittori apostolici

mente

nel collegio, ed inoltre contutti


i

cantori e

nel

ferm loro

privilegii,

che go-

conseguimento

de' benefzii

sull' es-

devano. Anche Alessandro VI, mediante la bolla , Debita considerationCj


i

petta ti ve, decret,


fossero considerati

che

due

collegi
solo, e

come un

del

149^? rinnov
privilegii

ai
,

cantori

nel

II, ai 6 dicembre i5o7, col disposto della hoWa Sieitt prudens. Indi Leone X, per motoproprio ordin, che i cantori rice-

summentovati pur fece Giulio

siccome

cappella

i553, ridusse i cantori della a ventiquattro. Gregorio


a'

XIII concedette

cantori la spedi-

zione de' benefzii gratis^


migliari del Papa. Sisto

come
V, che

fa-

gli

successe, nel
gio
il

vessero da ogni Cardinale, che ce-

lebra in cappella, quattro ducati per ogni messa, in luogo della solita colazione, e dai vescovi assistenti al soglio,

i586, diede al collemonistero di s. Maria in Crispiano, diocesi di Taranto, colle rende' suoi

dite

beni

come

si

legge

nella
inoltre

bolla.
il

In suprema.
rendite

Ridusse
stabili

e da altri prelati

due ducati,

numero

de' cantori a venJ

proibendo per ricevere di pi. Riguardo alle propine nelle esequie dei
Cardinali
il
,

tuno, assegn loro

confer al collegio le facolt di eleg-

dispose che
i

si

osservasse

solito.

Inoltre

cantori

godono
de'

gere ogni anno per maestro di cappella uno de' suoi cantori, essendo
stato sino a quel

emolumenti nella creazione


vi

nuo-

tempo un vescoed
all'eletto

Cardinali, nelle canonizzazioni, ed

vo assistente
tive

al

soglio,

in altre circostanze.

Cosi

Clemente
al-

confer tutte le facolt,


degli

e preroga-

VII, egualmente nel i5i6, colla bolla.

antecessori

prerogative

Debita consideratione, e con


1529,
e
ai

tra del

ampiamente conferi

m
nel

cantori tutti
;

privilegii,

che
III,

godevano

cosi
si

pure

Paolo
le

che toccarono come primo eletto in maestro di cappella , al rinomato Gio. Antonio Merula. Quel Pontefi^ ce esent il collegio altres da qualsivoglia giurisdizione,

i536, come

legge nella bolla^

assegnandogli
protettore

Romamis
gli

PontifeXj approv

co-

un Cardinale per

non

stituzioni della

Cappella presentate-

dopo il saccheggio di Roma da Lodovico Magnasco, vescovo di Assisi, maestro della cappella, e particolarmente fa menzione del privilegio di poter prendere un nuovo can-

che per giudice ordinario, e competente in ogni causa. Ordin ancora, che se un cantore divenisse infermo, vecchio, o privo di voce,

meno

non

si

potesse licenziare,

senza a-

vergli accordato

una rendita equi-

36
r esercizio
del

CAN
ritraeva
;

CAx^
nelfinal-

valente a quanto gi

quelle di Innocenzo IV, fu


il

formato
loi*o

cantorato
i

rollo

o ruolo,

che

tuttora

mente conferm privilegi nelle pi ampie forme colla bolla, In suprema, de' 6 settembre i583. E per
completare
le
1

rendite

de' cantori,

paga il palazzo apostolico. Per le differenze insorte V anno rSgS nel Pontificato di Clemente Vili, tra il sagrista del Papa, e il
collegio

colla bolla de'

1 ottobre, Universas,
la

de' cantori
,

sull'

elezione del
de' libri
il

confer al collegio

chiesa
di

di

s.

sotto

chierico

custode

Salvatore

nella diocesi
s.

Parma,

della cappella,

fu decretato, che
fosse

ed

il

monistero di

lonica, diocesi di

Maria in FelMantova. Ma Gre-

sotto

chierico

nominato
incede

dal

sagrista,

ed
nelle

il

custode
cappelle

dal collegio.

gorio

XIV

sciolse tutte queste unio-

Questi

con

ni di chiese, e

con breve del r59r


de' cantori

sottana paonazza, e ferraiolone nero, di seta

ridusse le rendite
stato,

nello

ambedue

con

fascie e

come
che
il

si

so secolo.
cere,

Non

trovavano nel decorsi dee per qui tadei

collare pure paonazzo; abito

comune

al

collegio ecclesiastico

Paolo V,

che secondo custode. Quindi nel 1607, conferm la


III, sulla

cantori Pontificii, ebbe dal secolo


fino al

bolla di Paolo

surrogazioi

Xil per sostentamento


il

dei

ne
si

de' cantori,

mediante
;

concor-

suoi individui
le

Presbiterio, ossiano
si

pubblicati con editti

e nell'

anno

OblaziorJ,

che

raccoglievano

nona settimana airolFertorio messa quotidiana nell'altare di s. Pietro. Diminuite tali oblazioni, ebbero i cantori pel manin ogni
della solenne

tenimento beni e fondi stabili , rued urbani , ed Innocenzo IV assegn loro le pinguissime rendite dell'abbazia di s. Maria di Campistici

1626, il tribunale della Rota decise, che un cantore Pontificio potesse godere la prebenda del suo canonicato in Ispagna. E poi da avvertirsi , che godono le suaccennate prerogative anche i due cappellani
sostituti,
i

due

chierici,

il

sotto chie-

rico,
libri.

gli

scrittori,

ed

V. Decreta
presso

custode dei Innocentii XII


il

doglio, togliendola a' benedettini, con-

pr

collegio
,

cantorum capellae Pon-

cedendo
ai

la

chiesa

il

monistero

francescani, colla bolla


i

Cum
filiali
,

di-

il tomo IV , parte IV, pag. 2 33 del Bollano di Bene-

tificiae

vini del
al

25o. Accord in perpetuo


le

detto

XIV. Finalmente, quando


dispensa
le

il

Collegio

cappelle
i

le

Pontefice
cappella
,

al
,

trono
le

nella
,

possessioni, le case,
dite, le

censi,

le

ren-

candele

ceneri

le

decime, e pensioni ed altro spettante a detta abbazia; ma le vi-

palme, e gU Agnus Dei benedetti quattro cappellani cantori vi si re-

cende de' tempi fecero

variare

tali
si

cano a
rii,

riceveile

dopo

cubiculaaltrettanti

benefiche disposizioni; ed in vece

e nel

venerd santo

ebbero altri benefzii, fra' quali oltre i summentovati, il priorato e rettoria di


s.

Salvatore di
,

Monte Mallo

vanno all'adorazione della Croce, mentre gli altri proseguono il canto in coro, cio nella cantoria. Anticamente tutto
tori
si
il

nel Perugino

l'arcidiaconato di

collegio

de' can-

Morleone, tutti amministrati dairal> bate ossia camerlengo pr tempore del collegio. Laonde, colle disposizioni di Gregorio XIV, analoghe a

recava
al

all'adorazione della

Croce, e

trono per ricevere dal

Papa
to
li

le

sopraddette cose.
il

Ma

quan-

riguarda, ed

loro posto nelle

CAN
processioni,
Jatiira,
il

CAN
la

37
coli' autoriti

qimle avanti

pre-

de' brevi a' principi, e canonico va-

che ha l'uso del rocchetto, coa pag. 17, si descrivono all'articolo delle Cappel-

ticano

che

Adami

me

avverte l'Adami

del libro de' Puntatori

del collcgiq
^
^

dice essere stato l'ultimo maestro di

le Pontificie, e ia tutte quelle delle


funzioni,
fice.

cappella, dappoich Sisto


la

V, o per
di
detti

die

si

fimno

dal Ponte-

poca pratica di alcuno

vescovi nella musica, o per poca di^


ligenza loro al servigio della cappel-

Maestri della cappella PonCardinali protettori del tificia


III.
,

la,

investi di tal carica

Pontificio,

da

eleggersi

un cantore ogni anno

Collegio, e cantori insigni.

maestri del collegio de' cappelcappella


,

per ordine di anzianit dal collegio istesso, con tutte le facolt, autorit e prerogative di quelli, che lo

lani cantori della


cia,

Pontifi-

aveano preceduto. Di questi maestri


per, e di
nell'arte
quelli,

o maestri di cappella

sino
si

al

che
,

si

distinsero
celebri

Pontificato di Sisto V,

come
vescovi

acassi-

del canto

per

cenn, furono sempre


stenti al soglio, e

dall' Ordine Rotnano di Benedetto, canonico di s. Pietro, rilevasi, che nel 1 1 43, regnan-

do

Celestino II

il

primicerio
,

dei

cantori

era vescovo

e se terremo
cui

componimenti, si parler al termine di questo paragrafo. Ci avverte l'Adami a pag. 1 1 o , che la congregazione de' nuovi uffiziali si faceva in casa del Cardinal protettore, per solito nella mattina della festa
degli Innocenti; che
stro assisteva
al
il

dietro ai

maestri, di

V Adami

il

nuovo maedella cir-

pot rinvenire notizie, troveremo che a Cristoforo Borboni vescovo di Cortona, Innocenzo Vili, di cui
era intimo famigliare, nel
1

vespero

concisione con

precedente, e prenal se-

deva poi possesso della carica


guente vespero dell'Epifania.

49 "i,

ac-

crebbe

le prerogative.

Fu
mente

Sisto
si

che,

come
il

superior-

Dal Novaes, t. VI, p. 98, ricaviamo, che Alessandro VI, nel i494j fece maestro di cappella Bartolomeo Martini, ch'era maggiordomo, e che,
i49^> cre Cardinale Francesco Sinibaldi vescovo suessano, il quale, nel i5o7, celebr messa in cappella nel sabbato in Albis. I cantori per onorarlo cantarono un bellissimo Credo a sedici voci. Furono inoltre cantori Ludovico Magnasco,
nel

disse,

stabil

Cardinal

protettore al

collegio

de' cappellani

cantori, colla qualifica di loro giu-

dice ordinario, e pel primo, con

am-

plissimo breve del

n il Cardinal Fermo. Tuttavolla, nel


si

i586, vi nomiDecio Azzolini di


libro di Ghis-

lino di Ankerts, puntatore del i56o,

legge essere- stato


il

protettore

del

collegio de' cantori

Cardinal Al-

fonso Caraffa, nipote di

vescovo di Assisi del i543; Girolamo Maccabei vescovo di Castro, cappellano maggiore di Paolo
gidio Valenti
del
III
;

Paolo IV; enei libro di Gio. Luigi de' vescovi, registrato agli ii dicembre 1576,
Cardinal
ignora

E-

il

iSSy;
del

Giuseppe

Panfilo, vescovo di Segni, peritissi-

Giovanni Moroni ; ma quale autorit avessero, per essere in que' tempi i maestri di
s'

mo
ta
;

nella

musica,

i56G; Agodi

cappella vescovi assistenti

al

soglio,

stino Fivizzano,

uomo

santa vi-

che, secondo le costituzioni de'


tori,

am-

Antonio BoccapaduU segrelario

erano

deputati

come

giudici

7,

,,

38
del loro collegio.
zoliiii,

CAN
Per morte
cappella
dell'

CAN
Azil

gUari Pontificii, ebbero cura del collegio.

Sisto

V,

nel 1^87, confer


al

Finalmente
dei

lo stesso Pontefi-

protettorato della

Car-

ce Pio VI, colla bolla Antiquissinia

dinal Antonio Mnria Gallo, che eb-

ea

est,

3i gennaio 1798, abol

be
Nel
te,

i
1

seguenti Cardinali

successori.

in perpetuo la detta carica di Car-

62

sostituito

Francesco Maria del Monal deda Gregorio

dinal protettore della cappella


tificia,

PonPon-

XV

e riun
collegio
alla
(

cappellani cantori
famigliari

fonto Gallo; nel

per disposizione
il

di

1627 Lelio Biscia, Urbano Vili


gli

ed ed
de'

il

come
di

tificii )

giurisdizione

giudiziale

quale nel
il

i638
nel

diede in suc-

economica
ss.

cessore

proprio

nipote

Barberini;
Orsini,

1671

Antonio Clemente X
Virginio

rino Caraffa di quel


palazzi

monsignor Matempo prefetto


e
de' suoi

apostolici

fece protettore de* cantori

successori prefetti del palazzo in per-

Pontefice, ai

ed in sua morte lo stesso 21 ottobre 1676, vi

petuo, a quella guisa con cui viene


esercitata sopra tutti gli altri famigliari Pontificii.

surrog Camillo de' Massimi. Innocenzo XI, nel 1677, dichiar pro-

L* elenco
seguente:
gi'a

de*

maggiordomi
da

il

Sigismondo Chigi, pronipote di Alessandro VII; ma essendo morto poco dopo, Innocenzo XI, ai 1 giugnp 1778, nomin Felice Rospigliosi pronipote di Clemente IX
tettore
,

Marino Caraffa,
gli

poi Car-

dinale, quindi deposta

lui la sa-

porpora,

fu surrogato G,

Ga-

votti,

che mor nel 1807,

essendo
Patrzi

ancor maggiordomo;

Naro

cui successe,

ai

22 ottobre 1689,

poi Cardinale, oggi defonto; A. Ri-

Francesco Maidalchini, nipote della celebre d. Olimpia, per disposizione

varola, oggi Cardinale;


ni^ poi

Marazzadefon-

Cardinale ancor egli


viventi

Vili ; il cui nipote Pietro Ottoboni, ai 27 novembre 1700, fu da Clemente XI nominadi Alessandro

to;
tutti
le

Del Drago,
Cardinali

Patrizi^ e Fieschi,
.

L' attuade' sa-

maggiordomo

e prefetto

to protettore della cappella Pontificia,

al

e ne esercit la protezione sino 174O) epoca di sua morte. Si rileva dalle Notizie di Roma, che
cio
di

questo Cardinale ricevette altra de-

monsignor Francesco Saverio Massimo. Adunque dopo tale epoca la prefettura non pi dai Cardinali , ma venne esercitata dal prelato maggiordocri

palazzi apfjstolici

nominazione
tificia,

prefetto

dei

mo
no

[Vedi),

il

quale in abito

pre-

cantori cappellani della cappella Pontitolo

latizio,

sedente sul ripiano del tro-

che pure port


,

il

Car-

nella cappella Pontificia, con ta-

dinal Alessandro Albani

nipote di

volino innanzi, presiede alla ballottazione de' concorrenti al cantorato,


i

Clemente XI, che da Benedetto


fu prescelto a successore
to
,

XIV
al

del defonsino

quali,

dopo

fatti

consueti

espe-

esercitando
*"

la

carica

rimenti, cantano

ivi

una

lezione, cui
tutti

1779,
allora,

^"^

cess di vivere.

Fu

succede
i

la votazione,

che fanno

che Pio VI sospese la carica di Cardinal protettore della cappella Pontificia, e ci fino al 1798.

cappellani cantori, vestiti con sot,

tana paonazza
assisi

e ferraiolone nero
de' Cardinali.

ne' banchi

V.

In questo tratto di
giordomi, come
lazzi apostolici,

tempo
de'

magss.

Jurisdictio S. R. E. Cardinalis protectoris, et

prefetti

pa-

e s.uperiori de' fami-

ga cantoruni capellanoruni

judcis causar uni colleRoni.

,,

CAN
Pont cum prmlegiorum,
et

CAN
grafianella
perizia

39
.

del

canto
delle
il

L' Ada dei

rum
legio

concessione,

to nella controversia

de* musici

ed inoltre il vonata nel colPontificii rimessa

mi
ni

nel

libro

Osservazo'

per ben regolare


i5g, tesse
col
il

canto

cantori
pag.

della cappella
e patria

Pontificia,
de' no-

da N.

S. Papa Clemente XIII ai Cardinali Merlini, Castelli, e M. A. Colonna ad referendum, Romae

catalogo

mi

e cognomi
,

de' cantori

Pontificii

giorno del loro in-

1761. Passando

gresso in cappella,

far

menzione
e scienza

degli

uomini
sicale,

illustri

ed

insigni per digni-

t, santit, dottrina

mu-

da Paolo III, fino a Clemente XI, estratti dal libro delle costituzioni del collegio, di cui fu maestro di cappella dai
,

clic fiorirono nella

Scuola dei
di

libri
ri!

de' camerlenghi, e de' segreta-

cantori^ e nel collegio di essi, senza

puntatori

della

medesima capdi

nominare un gran numero


dinali
la

Cardal-

pella,

con r aggiunta
compositori di

alcune parde' pi

e vescovi, che uscirono

ticolari notizie, e coi


illustri
I

ritratti
essa.

prima, da questa furono altres


,

sublimati al Pontificato
s.

nel

687

pi rinomati professori di
e insigni cantori,
lustro
al

mulo

Sergio

I,

nel

7i5
I,

s.

Gregorio
III,

II,

sica,

che accrebe

nel 752, Stefano II

detto

nel

bero
ni,

collegio,

che

7^7,
nel

s.

Paolo

che don un ans.

arricchirono di preziose composizio-

tifonario al re Pipino,

Leone

III,

furono Jacopo

Pratense, detto
scolaro di Gio.

795, Stefano
de'

IV

detto V, nelscuo,

Juscjuin del Prato, celeberrimo compositore di musica,

r8i6, ambedue
la
ivi

entrati nella

cantori
s.

in

teneia
I

educati;
II,

Pasquale

ed neir8i7,
et

Okenkeim,

e cantore della cappella

sotto Sisto IV,

Leone IV, iieir847; Benedetto III neir855, Adriano II nell' 867, e altri, come
Sergio

neir844>

attestano

Anastasio

Bibliotecario
Pontific. j

ruAXHist. de gestis

Rom.
VII,

Mabillon, Mus.
l'annaUsta

Italie,

tom.

II,

Bollandisti nel tom.

54

Baronie
i

all'anno
Pontefici

Sempre

Sommi

1057. per ,

maggior decoro delle funzioni ecclesiastiche procurarono di avere i


migliori virtuosi di canto,
in servizio della loro cappella, e talvolta

e dal quale impararono i migliori contrappuntisti: Giacomo Arkadelt, maestro di cappella del Cardinal di Lorena, e di tal merito, che gli stampatori per loro guadagno davano alla luce opere Bardi altri, sotto il nome di lui tolomeo Escobedo, valente contrappuntista. Ghislino d'Ankerts, ottimo nel contrappunto: Cristoforo Morales, autore di grido sotto Paolo III, com:

positore di molte opere musicali, e

del famoso mottetto:

Lamentabatur
Gio.

ne

Jacob, che

si

canta in cappella nella


di

domandarono anche ai principi, invitandoli a mandar loro qualche valente cantore come si legge di Leone X che colla sua lettera
,
,

IV domenica

Quaresima;

Pier Luigi da Palestrina, allievo del

fiammingo Meli, compositoi*e


cappella
tisei

della

Pontificia
sotto
coli'

dell'et di ven-

Quoniam ad sacra

confcienda,

ri-

anni,

Marcello

II,

dal

portata dal Verrepei, nella Raccolta

quale ottenne

elevato suo inge-

di varie lettere, richiese


se
se
,

al

di

Mantova,

Michele

marcheLucchebasso,

celebre

nella voce di

gno, e colla tanto celebrata messa, che compose a sci voci, di rip*uare il grave danno, che sovrastava alla

, ,

4o
musica
zioni.

CAN
ecclesiastica, nella minacciata
tifcato
il

CAN
Rosini
il

si

fece cappuccino;

proiliizione di essa nelle sagre fun-

ma
del

venendo

tutto

a
il

cognizione

Carico di meriti, e di gloria, col titolo di Principe della Musica

mor
Vili,

nel

Pontificato

di

Clemente
vaticana

e fu sepolto per singoiar dinella


basilica

voto gi inserviendum capellce Pontijicice j per cui volle entrare nella congregazione dell' oratorio ;
,

Papa

commut

emesso

ad

stinzione

Tommaso Ludovico
lebrato per la sua

spagnuolo, ce-

della quale era maestro di cappella,

messa de'mortij ed

scrivendone fra
storiche^ d,

gli

altri

le

Memorie
,

altre sue composizioni; d.

Odoardo

Giuseppe Baini di cui si fece menzione all'articolo Canto Ecclesiastico. Inoltre meritano di
essere ricordati
:

Ceccarelli

da Mevania, non solo fu

egregio compositore di parole latine

per mettere in musica,


ristretto delle

ma
,

fece

un
ne
;

Alessandro

Romano

costituzioni

decreti

detto della Viola^ per la soavit con cui suonava questo strumento, encomiato compositore di canzonette,
e mottetti; Giovanni
di Vallerano,

consuetudini

del

collegio,

form

una

regola

pel

puntatore

scolare

intimo amico di
sue composizioni;

Maria Nanino di Meli ed Pier Luigi di Pa,

Gregorio Allegri romano, contralto, valoroso contrappuntista, autore di varie opere, fra le quali del famoso Miserercy che ogni anno si suol
cantare
santa;
nella nella
la,

lestrina, lodato pel canto, e per le

Arcangelo Crivelli, bergamasco, ottimo tenore, autore di varie opere, alcune delle quali si cantano nella cappella Pontificia;
Felice Anerio

due volte nella settimana mor nel i652, e fu sepolto


de' cantori
s.

tomba
chiesa di

Pontificii,

Maria in Vallicelove pure venne tumulato; BonaArgenti


in

romano, compositore
Palestrina
,
,

ventura
soprano,
scudi,
la

perugino,

egregio

della cappella, e successoi'e in questa


qualifica

riconoscenza di seimila

del

eccellente

che loro don per compiere

nel

contrappunto
altre

ne' madrigali

fabbrica della stessa chiesa;

An-

in

opere;

Luca Marenzio
il

tonio Liberati

da Foligno

contralto,
teorico,

bresciano, chiamato da Raval giero Giovanelli di

di-

buon compositore, ed ottimo


autore di
della

vino compositore d madrigalj RugVelletri, succes-

un Ragguaglio
romano

del coro

sore dei Palestrina nella cappella di


s.

-Pietro,

profondo
fra
i

nella

musica,
voci,

Martino grave contrappuntista, armonioso, chiamacappella Pontificia^


Simonelli
contralto,
to
di
il

meritando

suoi

componimenti
sua

Palestrina de'suoi tempi, autore

la preferenza

la

messa a otto

varie

composizioni,

che

si

canla

intitolata: Vestiva i colli, per la

tano dal coro de' cantori nelle Pontifcie

perfetta
di

armonia; Girolamo Rosini Perugia, ritenuto il primo soe bench nel pub-

funzioni,

particolarmente
si

sequenza,
di

che

canta

nel giorno

prano d'Italia,

Pasqua

di Risurrezione;

blico concorso pel cantorato, sentito

Pifari, di

cui scrisse
il

e applaudito da Clemente Vili, che


assist al concorso,

essere nato

Pasquale Martini compositore, che pi.


il

p.

nondimeno venne
escluso

da vicino ha
zini,

rassomigliato

lo stile

dai

cantori

spagnuoli

per
giactutti

del Palestrina; d. Gio. Battista Fazdi


altre opere;

non
i

essere loro connazionale,

che sino a quel tempo quasi


soprani erano
stati

spagnuoli.

Mor*

di varii

cantano messe, ed si Leandro Piazza, autore salmi molto graditi anche


cui

V ^

,,

CAN
al d

CAN
altri,

4i
con e adornate con secondo lo stile
scritte
i

d'oggi, senza nominare

in magnifiche

pergamene
,

ed alcuni

ancor

viventi.

Il

rino-

bellissimi caratteri

malo

Tumclla, autore di varii lodevoli componimenti, non appartenne alla cappella


Nicola
Tornelli

superbe miniature,
de' tempi.
scrittori
il
,

Questo archivio ha
e
il

suoi
iT.

custode
vetita

de* libri.

Pontifcia,

ma
^7^4

fu
^^^

coadiutore

dal
delia
ri-

tomo VIII

del Bollarlo

romano

1749

^^

maestro

pag. 44o:

De

ab Innocentio

biblioteca vaticana Bencini, indi

XI extractione
92;
Pontificice

nunzi, e parti per la Germania.


IV.
yrcliivo,

lihrorum niusicaliuni ex archivio capellce tom. IX, pag.


_,

Custodia

libro rum

capellce

esequie

ed

altre

notizie de^ cantori Pontificii.

ab Alessandro Vili inculcata, ibid. p. i5o; decreta Innocentii XII pr collega cantorum
capellce Pontificice.

Il

celebratissimo archivio del colde' cappellani cantori


,

legio

dice

il

L'esequie,

che

si

celebrano

in

Chatlard, Nitoi>a descrizione del Vaticano j e del palazzo apostolico

morte
pag.

de' cappellani cantori,

vengoIl

yio descritte dal

menzionato Adami

Roma

1766, pag. 72, e 4^^ tomo II , aveva 1' ingresso nella quarta porta della sala ducale, sul cui architrave
evvi
in
lo

i54,

i55, cap. XVI.

mae-

stro della cappella

d cenno quan-

do

si

debba

da' cappellani sostituti

stemma

di

Leone

e dagli scrittori cominciare l'introito


della messa, e

X, ed
ne
:

quello della
si

porta dello

dopo

la funzione egli

stesso archivio

leggeva V iscrizio-

ringrazia

maestri

di

cerimonie,

archivio de^ Musici cantori della

che avranno
messa.
Il

assistito in

cappella
libri,

stanze in armadi

ove nelle sue conservavano i e pergamene di essi. Ora per


Pontificia^
si

numero 854
del

banco a tal del Diario

di

tal

luogo

appartiene

alla

Floreria

1723, descrive l'eseal decano de' cantori, con r intervento de'ministri , e canquie celebrate
tori

Roma

Pontifcia,
trasfer

dappoich Benedetto XI
della Rota.

della cappella Pontifcia.

l'archivio al Quirinale, cio

L' anniversario de' defonti cappellani cantori anticamente


si

incontro quello
archivio

Questo
cui

celebras.

sommamente
nel sacco dato

pregevole

va

in

s.

Trifone in Primicero, o

ad onta del deplorato incendio a


soggiacque

Salvatore in Primicero, perch fabbricata


sa

Roma
magIn esso

dai soldati di Carlo V, per la


gior parte fanatici luterani.
si

da un primicero della chieromana. Di poi, a motivo della


fabbrica
,

nuova
s.

della

chiesa di

s.

custodiscono gelosamente tutte le


Pontifcie

Agostino

si

pass a

celebiarlo in
Celio, e quin-

bolle

emanate dai Papi


pi preziose
de'

Gregorio
tanto

al

Monte

a favore del
composizioni
maestri,
quelle
fatte

collegio, le

di nella chiesa del Ges.


altro
l'

musicali

migliori

anniversario,

Oggi per quanto

ed un
da'

numero
s

copioso di
cantori,

quello
razzoli

medesimi
che

per l'anima di Marco Main si celebrano in s. Maria

che appartennero a
e tutte
quelle

illustre ceto,

Vallicella,

ove

cappellani

aiilori

infne,

servono

hanno

la

sepoltura gentilizia,

com-

per qualunque funzione fatta dal Papa, o alla quale intervengano i cantori. Parecchie pur ve ne sono

prata a spese loro. Fu il detto Marco Marazzoli tenore del collegio

ottimo cx)mpositore

di

oralorii,

ed

, ,

42
eccellente
lui

CA.N
stesso

CAN
di altre

d'arpa, e da venne istituito per testasuonatore

composizioni,
del

fra le

quali

del Miserer^

mentaria disposizione l'anniversario la propria anima. Per le feste poi di s. Marta, nella propria chiesa presso il Vaticano ( ove era vi
per

Dies irae, del Benedictus gregoriano a sei voci con coro, e per ultimo del bellissimo Motectiim ad offcrtoriam missae solemnis in anniversario corO'
nationis
ss.

anche l'ospedale pei famigliari del Papa), il collegio de' cantori si recava a cantare nella messa, e al vespero, ed essendo' essa festa di palazzo,
il

D. N. Gregorii

XFI
D,
:

P.

M.
Le

die

VI

fehruarii
collegio

A.
sono

1837.
dignit del
il

maggiordomo faceva
i

servire

di carrozze

cantori.
lieto

In occasione di qualche

avve-

nimento per la S. S., i valenti cantori Pontificii composero apposite musi-

come fecero Curzio Mancini, nelmessa per la ricuperazione della citt, e ducato di Ferrara sotto Clemente VITI; e Gregorio Allegri cant nel Pontificato d' Innocenzo , Castro riconquistato alla Chiesa. Matteo Simonelli compose una bella messa per celebrare la liberazione di Vienna dalla formidabile potenza de' turchi, regnando Innocenzo XI Sante Gargetti scrisse pii note per Avignone restituito ad Alessandro Vili. E, per non dire di altri d. Giuseppe Baini a' nostri giorni romano, per solennizzare la restituzione fatta a Pio VII delle provincie delle legazioni, delle Marche, e dei ducati di Camerino, Benevento, e Pontecorvo, compose un solenne Te-Dcum ad otto voci, diviso in
che,
la

camerlengo, segretario-puntatore, ed il direttore. I partecipanti, che godono la porzione canonicale, sono i trentadue pili antichi cappellani cantori. Chi compie venticinque anni di
abbate o
servizio resta giubilato,

maestro, decano,

ed

esentato

dal servizio. All'attuale servizio deb-

bono
ti.

cantare

trentadue

individui

otto per ciascuna delle quattro par-

Vi sono nel collegio anche


il

cap-

pellani cantori soprannumerarii, per

compiere

numero

dei

trentadue av-

esercenti nelle giubilazioni, che

vengono. Le cariche minori del collegio sono deputati per trattare i


:

gli
i

affari

sindaci
Il

mieri.

al camerlengo, puntatore, e gl'infercollegio, per le costituzioi

sindaci

al

ni apostoliche,
lo

ha

il

diritto di sigil-

grande e piccolo, con l'impronta di Maria ss. Assunta in Cielo


Il

titolo della cappella.

diritto della

immediata e privativa ordinaria amgovernare se di ed il diritto di far leggi, e di multare con pene pecuniarie ed altre ad arbitrio dei colleghi delinquenti. Da ultimo. Clemente XIII pubblic
ministrazione
stesso,
la

due

cori, e

basato sopra

le

diverse

melodie del canto gregoriano ed appartenente a tre diversi modi, ossiano toni al terzo, al sesto , ed al quarto ; robusta composizione, che altamente venne encomiata dal nu-

costituzione,

Cum

relinendi

augendique
w

decoris

domus Dei,

mero 72

del Diario di Roma, del 18 15, pag. 57, e che poi venne dedicata a monsignore Naro maggior-

>

super regimine, et directione collegii cantorum Pontifciae Cappellae


,

cum

domo,
Baini

e prefetto
cantori
inoltre

del

collegio

dei
il

bus, pridie Kal.

opportunis ordinationiseptembris anno

cappellani

Pontifcii.

Ma

1762".

benemerito autore

CANUTO

(s).

Era secondogenito

CAN
Enrico il iiiaica. Fallo
di
stizia

CAN
re

43
il

Buono
duca
la

di

DaniSleswig, si
di
la giu,

fu accesa,

da venite nell'empia desanto re.


,

liberazione di uccidere

adoper alfinch
fosse

pace, e

In capo ai ribelli fu Olao

fratello

llorissero nelle

sue regioni
alle

a Canuto, che
del regno, volt

preso
l'

dalla
,

brama
cui co-

messo un riparo che in que' tempi si


continuamente.
la famiglia di

ruberie,
estinta

esercito

esercitavano fu

mandava contro a questo innocente


sovrano.
fidare la

Allorch

Canuto avutone

notizia,

suo

zio
,

Enrico,
egli

re

anzich accendersi d'ira,

pens

af-

degli slavi occidentali

quel trono; e ne ottenne la


dallo stesso Lotaiio
l

occup corona
i

sua causa nelle mani di Dio, ripar alla chiesa di s. Alba-

II.

Ma

banesi

no, e

munito

dei

ss.

Sacramenti,

ebbero gelosia , ed assassinarono quest' ottimo re nel giorno 7 gennaio dell'anno 1 1 3o. Nel 1 1 7 1 fu
poi canonizzato.

im perturbato l'iniqua aggressione. Vi entrarono nel fatto gli empi, e dopo


avergli

quivi appi dell'altare attese

usato

mille

maniere d'in-

CANUTO
Svenone
II,

(s. ),

figlio

naturale di

sulti, lo

re di
si

dalla tenera et

Danimarca, fino mostr adorno


chiare.

passarono con una lancia, e colle mani stese sull'ara santamente


spir.

Avvenne

delle virt le pii

Avutosi
lo
scet-

giorno

per

comune acclamazione,

1086,
naio.

la morte di lui il decimo di luglio dell'anno secondo ^Inoth. La sua fe-

tro paterno, nell'anno 1080, fu suo

sta viene

celebrata

19

gen-

primo pensiero il promuovere nel regno la religione cattolica, ornare i


templi di sacri arredi
,

e procurare
del
di

ovunque il maggiore incremento buon costume. Ardente com'era

CANZIANILLA (s.). F. Canzio. CANZIANO (s.). F, Canzio. CANZIO (s.). La storia di questo santo martire

va unita a quella

un santo

zelo per

la fede,

volle

degli altri

suddite alla religione di Cristo quelle Provincie,

no

due suoi fratelli CanziaCanzianilla. Discendevano dalfamiglia

che soggiog colle ar-

la illustre

romana

degli

mi, e glorioso per molte vittorie, e


ricco oltremodo,

non
di

si

vergogn di
crocefisso

ed appartenevano per sangue air imperatore Carino, protettore dei


Anici,
cristiani

deporre
la

a'

piedi

Ges

nelle

regal corona, pregandolo


il

go-

nella

rehgione

veinare

suo regno

qual

re dei

avvidero
deli,

Ammaestrati da Proto, come si che Diocleziano incominGallie.

re e dominatore dei dominanti. Penitente, contemplativo, benefico,

ciava a perseguitare in

Roma
si

fe-

non
che

fu

mai

in tutta

la

sua
il

vita,

abbandonarono quella venduto ogni loro avere,

citt,

rifu-

tralasciasse di castigare

suo coralcual-

giarono in Aquileia.
v, e richiesto

Ma

il

flagello

po, di esercitarsi nell'orazione, e di

della persecuzione quivi

pure

arri-

beneficare

poveri.

Promulg
osservanza

l'imperatore da Se

ne leggi
le

sulle
,

decime da pagarsi
sulla

sinnio, generale dell'armata,

da

chiese

dei

Dulcidio, governatore di quella provincia,

divini ed ecclesiastici precelti, e sic-

come
si

avessero

da

condursi
alliu'e,

come
l'odio

in

queste

minacciava
si

severe
attir
i

verso personaggi di cos allo


rispose che

punizioni ai
c(i

trasgressori,

decapitasseio ove
agli dei.

non

molti

uomini

perversi,

volessero

sacrificare

Men-

quali cortmiossero la plebe, che tanto

tre (juesti santi fratelli

partivano da

-,

44
Aqaileia
nerale
, ,

CAO
furono arrestati
poich negarono
di

GAP
dal ge-

nome

di

consoli.

Quindi

passando
vene-

risolualle

a far parte

della

repubblica

tamente

prestare

omaggio

ziana, concorse

false deit,

furono

decapitati

insie-

me

Proto, loro maestro,

che
Il

li

avea del

continuo

seguiti.

loro

all^inaemento della sua potenza ; ma la sua decadenza ebbe principio allorquando il doge da Eraclea, o Citt-Nova ti-asferi

glorioso martirio accadde nell'

anno
il

prima a Malamocco, poscia a Rialto la sua residenza.

3o4> e

se

ne celebra

la

memoria
di

Nell'anno
e

84^
slavi

giorno trigesimo primo

CAO

maggio. Benedetto, Cardinale. Bedi

soggiacque
gio dei
usciti
fr
ste,

all'

incendio, e al sacchegnarentini,

corsari

nedetto Cao, detto anche Cajo, nacque


in Cagliari

dall' Illiria,

ed altrettanto

sof-

Sardegna

da

certo

nel

1289

dalla squadra di Trie-

Era dei Porpoiati di san Gregorio VII, come Cardinal prete di s. Prassede, della quale ristaur ed abbell il sepolcro ; poi a comodo del contiguo monistero, vi eresAnastasio.
chiostro. Mor nell'anno 1087, ebbe tomba all' ingresso dello scurolo, o confessione di s. Prassede, con breve iscrizione. CAORLE, Capraia. Citt vescovile del regno lombardo-veneto, situata in una piccola isola malsana, alla foce di due rami della Livense

disastro che prov per la terza

volta nel

i38o, allorch

il

famigesfog

rato

Andrea Doria, ammiraglio dei


animava conCaorle prov altre
condus-

genovesi, con sessanta galere,


il

risentimento, che lo
i

un

tro

veneti.

ed

sventure, e vicende, che la


sero alla sua rovina.

Fu
sino e

decorata della
dall'anno

sede vescovile

598 secondo
,

Noris

za, fra

porti

di

s.

Margherita,
al

di Falconer,

soggetta

distretto

sebbene l' Ughelli riferisca che Giovanni II vescovo di Concordia, vi trasport la sua sede episcopale nell'anno 60 5, per non comunicare cogli scismatici della sua
diocesi, e vuoisi

Commanville

di Portogruaro. Essa fu bella, grande, e ricca citt,

che fosse

suffraga

come

attestano aniscrizioni
,

nea

piuttosto

di

Grado,
di

che

di

che

alcune

superstiti

Aquileia, passando poi sotto la giurisdizione della

nell'epoca de' romani fu chiamata con diversi nomi, quando essi ancoravano le loro flotte nel porto Komantino, ora Falconer, 238 anni innanzi la
sto.

chiesa

Venezia.
di

Vanta un
vi.

buon numero
s.

vesco-

La

cattedrale dedicata al pro-

tomartire

Stefano,
1'

del quale
insigne

si

nascita

di Ges. Cri,

pretende
quia della
vi

possedere
testa.

reliil

Nell'invasione de' barbari

sinsi

Ora non ha pi
con sacerdoti

golarmente del feroce Attila,


fugiarono
tanti

ri-

capitolo, altra volta copioso,

ed evpel

in

questa

citt

gli

abi-

un

arciprete

della distrutta Concordia, e di

sagro ministero, e cura d'anime.

altre citt del Trevigiano,

che aveil

vano provato
dell'Unno

il

ferro,

ed

fuoco

CAPACCIO {CapiUaq aea.). Citt con residenza vescovile nella provincia del principato
citeriore,

conquistatore.

Divenuta
primaistiil

nel re-

perci pili ampia, fortificata, ed opulente, si svilupp in essa la

gno

delle

due

SiciUe,

chiamata an-

ria

forma del governo repubblicai

che Caput Aqueum, posta nel declivo del monte Calimarco in vista
del littorale, tra le foci

no, e

padri della

patria nell'

del Silaro,

tuire le magistrature, vi

presero

del

Solofone.

Dicesi

Capaccio

GAP
miovOj essendo
villaggio

CAP
distanza
il

45

poca

Capaccio vecchio, diXIll secolo dall'imperatore Federico II, e che esisteva su L'odierna citt d' una montagna appellavasi San Pietro, ma ne cambiarono il nome gli abitanti di Cadi
strutto nel
.

Questa pero deve essere Carphathns seu Capharnaum, eretta


lopol.

nel
poli.

VI

secolo sotto la detta metro-

paccio vecchio,
cato.

che
il

ivi

si

rifugiadi

Zurlo , Giuseppe Maria Giuseppe Maria Capece Zurlo nacque in Napoli da famiglia patrizia ai 3 gennaio 171 1, e per la sua
Cardinale.
indole religiosa profess la vita
chierici regolari teatini. Il

CAPECE

rono. Poscia ebbe

titolo

ducitt

dei

reFerdinan-

Dopo

che l'antica, e vicina

do IV

lo

nomin

al
il

vescovato di Calvi,
Pontefice Pio VI,

episcopale di Pessi fu rovinata, nel-

preconizzandolo
poli,

l'anno 93o, fu trasferita la

sua seve-

e poi alla chiesa arcivescovile di Na-

de a Capaccio vecchio,
esiste

ove tuttora
il

a cui lo stesso

Papa

lo trasfer

la

cattedrale,

essendo

nel concistoro del 16 dicembre 1782,

scovo suffraganco della metropoli di


Salerno. Essa

nel
dell'
il

quale
di
gli

lo

cre

pure Cardinale
,

una

delle

pi belle

ordine de' preti


s.

conferendogli
alle

del regno, ed dedicata alla beata

titolo

Bernardo

Terme.

Vergine Assunta
la

in cielo, detta del-

Ademp
store,

obblighi di sollecito pa-

Granata. Anche in Capaccio nuo-

insegnando pubblicamente la
ecci-

vo evvi un
struzione, e

duomo
v'hanno
in

di

recente

co-

dottrina cristiana ai fanciulli,


sercitandosi nelle cure del

inoltre
II

parec-

tandoli ad udirlo con premii, ed e-

chie altre belle chiese.


tolo consiste
cio

suo capidignitari!,
il

quattro
il

r arcidiacono,
il

decano,

pri-

micerio, e
da.

cantore senza
il

prebenil

Non

vi

sono ne

teologo, ne

suo mibenemerito della cattedrale di Napoli, ornandone la facciata di stucchi con disegno gotico, e facendovi diverse comodit. Accanistero.

Fu

penitenziere, servendo tutti ad ono-

duti, nel

1799,
,

tumulti e
di

le

no-

re del culto divino.


dalla residenza
,

Sono

dispensati
il

te rivoluzioni
esilio

soggiacque a penoso

egualmente che
obbligato

nel monistero

vescovo, a cagione dell'aria


na.
Il

malsa-

ne, che soflr sino alla


ivi

Montevergisua morte,

vescovo

a pon-

accaduta
le

tificare nella
la

vecchia cattedrale per


festa

nell'et di

ai 3i dicembre i8or, novanta anni. Quindi cele-

seconda

di

Pasqua

ed

brate

consuete esequie nella catfu tumulato nella chiesa


teatini, nella
,

in diversi tempi dell'anno, col capitolo

tedrale, secondo la testamentaria dis-

deve recarsi
le
,

in Capaccio

nuovo

posizione,
di
la
s.

a celebrarvi
diocesi
ternite,

sagre

funzioni.

La

Paolo de'
gli

cappel-

vasta

ha

alcune confra-

gentilizia

della famiglia

ove

il

ed un solo convento di religiosi. II seminario sta in un luogo della diocesi, chiamato Novi e le tasse per le bolle ascendono a 3oo
,

nipote
ta dal
d.

eresse

un magnifico

ce-

notafio, colla statua al vivo esegui-

Sammartino, e

coli' elogio di
si

Francesco Rossi, come

ha dal

fiorini.

Loreto,
nel

Memorie

storiche

degli ar-

CAPARCOZlA,o CAFARCOZIA.
Citt episcopale di Galilea nella se-

civescovi di Napoli^ quivi stampate

1839.
pelo del
la

conda Palestina diocesi di Gerusalemme, sotto la metropoli di Sci,

CAPELLI. Propriamente
capo umano,
capilli.

Tutta poi

46
capellatura,
ccesares y

GAP
o
capelliera,

GAP
chiamasi
senza pi ritornare, o
s'

imbianchi-

coma,

capillitum.

Pure

appellasi capelliera

anche una gran

quantit di capelli posticci, caliendrum, e talora per capelli s' intende


eziandio ogni pelo, che per la vita.
Arricciarsi
i

rono per qualche paura, infermit, o straordinario avvenimento. Avendo Luigi il Severo, duca di Baviera
ch'era innocente moglie che avea fatto uccidere, ne prov tal dolore, che di repente i suoi capelli incanutirono. Il Cardinal Ottavio Bandini, decano del
la propria

[Fedi), scoperto,

capelli

stare

comas
si

non

solo

si

dice

quando

ci

fa

con uno strumento, ma per mere qualche gran paura,


questi
si

espri-

in cui

sagro

Collegio,
,

di cui

era

l'orna-

rizzano.

Di cesi finalmente
i

mento

nel

conclave per morte di


gli

capelluto [comatus yCrinitus) quegli,che

ne ha

molti.

mori hanno

capelli

cos\ ricci, che assomigliano alla la-

na nera. I capelli come i peli, hanno una organizzazione interna, e una maniera particolare di crescere, ed il celebre Vauquelin ha fatto dihgenti ricerche, ed analisi delle sostanze,
di

dovea essere eletto avevano promesso i Cardinali ; ma avendo invece ricevuti nello scrutinio pochi voti, ne concep tal rammarico, per la vee-

Gregorio

XV,

Papa, come

mente impressione concepita


perduto
presso
di
i

di aver

l'alto

concetto
,

cui godeva

suoi colleghi

che essendo
sola notte

cui sono composti.


i

Nel
lisci,

capello biondo, in

una

settentrione

capelli

degli

uomini

sono biondi ordinariamente, e


paesi meridionali.
pelli
11

mentre pi sovente sono neri nei


colore dei ca-

ha molta

relazione con quello


se

della pelle,

dappoich
i

questa

di color bruno,

capelli

sono d'or-

dinario

i capelli biondi o veggono se non in quegl' individui, che hanno la pelle bianca. Ai pi belli tra gli dei, ed anche alla maggior parte degli eroi,

neri,

castagni

non

si

divenne affatto canuto. Altri per raccontano che tal fenomeno accadesse per aver assicurato il Cardinal Sauli che sarabbe stato eletto Papa, ci che non ebbe effetto per avergli mancato nelle promesse i suoi colleghi, come afferma V Amidenio nelle vite mss. de'Cardinah. Gli ebrei portavano i capelli lunghi, come naturalmente crescevano.

Era loro proibito come gli arabi ,


moabiti
,

di tagliarli
gli

tondi
,

ammoniti

si

data

la

capigliatura

bionda.

Gio. Battista Thiers, nella sua Sto( Vedi), le quali furono inventate in Francia nel 1629,

ria delle Perrucche

dice essere esse state usate dai cortigiani per delicatezza, e per

ed altri popoli, i quali coimitare Bacco, s li portavano per che avea usata in tal modo la capigliatura. In oltre era vietato agli ebrei tagliarsi i capelli in onore del

non

istare

morto ,
se
soi
li
,

cio di

Adone
,

sacerdoti

innanzi ai padroni col capo scoperto.


1
s'

facevano tagliare

capelli

neir avanzarsi
e

coli'

et

ma

con
del
de'

forbici

non coi ramentre erano


giorni

divengono bianchi, talvolta innanzi tempo, in altri pi tardi, come lo fu di Alessandro VII, che appena fu canuto nella maggior et, e da ultimo in Pio VII. Ne mancano fenomeni per cui istantemente o i capelli caddero
incanutiscono,

occupati
servizio

ogni

quindici

nel
dal

tempio.

Abbiamo
i

capo
ni,
gli
i

VI

Numeri, che

nazare-

quali erano

come

religiosi tra

dovevano portare la zaz-i zera, cui non potevano tagliare, finche non deponevano il nazareato,
ebrei,

, .

GAP
che ed anche per tutta
poi del nazareato
pelli,
si

GAP
mesi
,

47
della

talvolta era di

di

anni
ca-

ma,

e della coltura
presso
le

medesi-

la \ita.

Nel fine
i

ma

antiche
galli

radevano
:

Gli

antichi

dame romane. riguardavano i


di ono-

si

abbruciavano
gli

cerimonia,
sagrifzii.
,

lunghi capelli
re
,

come
;
,

segnale

clie

era accompagnata dai


,

e di libert

ma

Cesare

dopo

ed alcuni popoli di Europa portavano greci, lunghe capigFiature; mentre lacedemoni, nonch romameno
Gli asiatici
africani
i i i

averli soggiogati

fece loro recidere

le chiome. Tuttavolta in Francia la lunga capellatura continu per molto

tempo ad
chi
,

essere distintivo tra' frani

portavano capelli corti. Questi ultimi per in tempo di lutto lasciavano crescere la barba, e i capelli, come fecero Giulio Cesare, ed
ni

mentile

popoli vinti venivano


corti.

costretti
cito,
ni,

a portare capelli

Ta-

parlando de' costumi de' germadice che i capi della nazione por-

Augusto per triste novelle. Abbiamo da Svetonio, che Cajo imperatore soleva per ischerno
i

tavano

lunghe
i

chiome.

Gli antichi

aspersero

capelli
,

con limature, e

far radeie

polvere d' oro


sui loro capi

acciocch riflettendo
raggi del sole, sem;

capelli ai giovanetti

cui incontra-

va
sino

colla
all'

chioma

lunga.
dell'

Nell'Asia,

brassero pi brillanti
alcuni imperatori

ci
,

pur fecero
fra'

introduzione

islamismo,

romani

quali

usarono capigliature lunghe; e i re persiani portavano parrucche e capigliature posticcie. 1 romani sul finir della repubbhca, e sotto l'impero adottarono il costume di actutti

conciai-e,

di arricciare, e profu-

mare

capelli

come
,

gli

asiatici

Ovidio , Giovenale ed altri fanno menzione de' vecchi che portavano capelli biondi posticci , per comparire giovani. I gentili avevano per costume di porre le loro dee alla toletta, e di ornarle di chiome fittizie
,

Lucio Vero, Commodo e Gallieno. Pi tardi venne l'uso della polvere di cipria, che Clemente XIV proib alle educande ne' monisteri. Nei primitivi tempi del cristianesimo, gli ecclesiastici ad esempio degli schiavi, che portavano il capo interamente raso, cominciarono a radersi , affine di dimostrare pi evidentemente la servit spirituale, ne conservarono che un cerchio, o una corona di
capelli all'intorno s affine di significare
il

sacerdozio, e
s

il

regno della

come facevano
i

bele

dea Cisuoi sacerdoti, chiamati cacolla


I

pllati.
ti ci

latini

appellavano
fra le

ornadi ser-

per non mostrar d' imitare i giudei che al termine del nazareato si radevano tutta la testa, e
Chiesa,
s

quelle,

che
la

donne

in fine per

non
i
,

seguire la super-

vizio

aveano
alla

cura di
,

acconciare
le

stizione de' sacerdoti d' Iside, di

la

testa

padrona

ed erano

rapide, ed altri,

quali

si

Seradevano
i

domestiche

pii

distinte e civili.

Del
Pi-

non

solo

capelli

ma

tutti

peli

loro impiego, e degli strumenti, (he

del corpo, oltre di che vollero aver


nella corona

adoperavano
gnoria
,

tratta servis
,

lungo
il

il

una perenne memoria


che fu posta al

De

Reinesio
in
in

di quella di spine,

nelle sue Epistole.

Il

Guasco

una
Na-

sua dissertazione
poli nel
cij

stampala

Redentore. L' apostolo s. Paolo , il quale osserva la cura che pgliansi


le

177^^,

tratt delle ornalri-

donne
i

de' loro capelli


il

dice essere

e de' loro

uffizi i,

ed insieme del-

vergognoso all'uomo
scere
suoi.

lasciar cre-

la superstizione de' gentili nella chio-

Un

tal

punto erudita-

43
mente
sue Lelt.
eccl.
t.

CAP
trattato

CAP
Sarnolli nelle

dal

V,

lett. II,

Che V uo-

Alcuni vogliono, che s. Anacleto, Papa dell'anno io3, ordinasse, che


i

mo non

ma

deve orare col capo coperto la donna. Parecchi autori sos.

preti

non nudrissero
che ci

altri

dicono,

la chioma; comandasse s.

stengono, che mentre

Pietro predi-

Aniceto, eletto
167, imponendo

Pontefice nell'anno
ai chierici,

cava in Antiochia, venisse tosato per dispregio , e scherno da' nemici del vangelo, e quindi ne avesse origine la chierica [Fedi) degli ecclesiastici nel-

che do-

vessero portare la chierica sul capo, locch altri attribuiscono al principe


degli apostoli.

medesimo santo Pontefice comandata. Vi si oppongono per alcuni critici, sostela

sommit

del capo,

dal

F. il Constant. Epist. rom. Pont, tomo I, p. 76. Fatto , che parecchi Sommi Pontefici , ed
un' infinit di concilii
,

principal-

nendo, che
la

la tonsura

[Fed),

nel-

sommit
difficile

del capo sia incomincia-

mente 253,

il
il

quarto

di

Cartagine

del

trullano del
i4,
e.

692,
6,

e quello

ta soltanto

dopo

il

secolo, essen-

di Trento, sess.

De

reform.

a credere, che mentre nei primi secoli tanto infuriati erano i

do

hanno ordinato
re
i

ai chierici
il

di porta-

capeUi corti, ed
la

trullano ful-

pagani contro
gli

cristiani

dovessero
s

min
i

ecclesiastici

portare
loro

un
la

palese
Si

scomunica agli ecclesiastici, quali con arte coltivassero i capelli.


i

contrassegno

della

dignit.

Fra
ch

cristiani

in

generale

la

rasui^
12,

dee qui avvertire, che


chierici fu distinta

tonsura dei

del capo fu segno di mestizia, giacil

naci, perch questi

non

solo

da quella de' mousarono radersi nella sommit della testa,


il

concilio toletano terzo,

e.

come
Sagr.
blici

riporta
t.

il

II, p,

Chardon, Stor. dei 124, ordin che a'pul>


si

ma

quasi tutto

capo, a significare

penitenti

tagliassero

capelli

la professione loro di

una
,

vita soliil

o dal vescovo, o da un sacerdote, e


cos facessero penitenza nella cenere e
col cilicio.
si si

taria

e di penitenza
il

perch

ra-

dere
zia
,

capo

fu

simbolo

di mesti-

e di pianto.

Che

se alcuni
agli

an-

tichi

padri riferiscono

apostoli
si

F. V articolo Ceveri. Ne ha da tacere, che anche i vescovi radevano gran parte del capo, coattesta
s.

l'origine della

tonsura,

ci

intendere,

non

di quella della

pu som-

me

Gregorio Nazianzeno,
il

oratione in
nocliio.

Maximum. F.

p.
t.

MeIH,

mit del capo,


quei

ma

bens del precetto

Trattenimenti eruditi ^

de' capelli tondi, e corti, ci che in

pag. i4i, in cui al capo 83, tratta,

tempi

era

commie a
l'

tutti

Qaal fosse t uso


siastici circa

degli antichi eccle-

cristiani, dai

quali rimase

uso sol-

la tosatura de' capelli^

tanto ne' chierici, che per lo tagliare

e della barba. S. Bernardo,

De consiamme-

che fanno intorno i capelli ad uso di corona , si dicono pur coronati. Che anco vescovi portassero altre volte la corona, lo riferisce s. Agostino nell'epistola 147, dicendo, che quando il popolo chiedeva premurosamente qualche cosa dal proprio vei

deratione

inculc a
i

Papa Eugenio
i

III, creato nel

n^S, che non

tesse nella corte fra


rii,

suoi cubicula-

comatulos puerosj comptos adoGiulio II,


nel

lescentes.

i5o3,

si

scovo, soleva scongiurarlo per la sua

turb nella Cappella Pontificia perch il giovanetto, che recitava il discorso , portava i capelli lunghi
colla zazzera; laonde

corona di

capelli.
lib.

anglorum^

/^. Beda, De V, cap. 22.

geslis

ammon
,

il

p.

maestro del sacro palazzo

perch

GAP
non pi ne ammettesse alcuno nella Cappella in tal modo. monaci, i quali abbandonavano I
il

GAP
tivare
la

49

vanit,

come ornamento
uno

delle donne da Apuleio

assai stimato, ritenendosi

essere la capigliatura

mondo

si

tagliavano

capelli
gli

de' principali fregi delle

dimostrare

la

rinunzia a tutti
il

or-

femmine. Per r imperatore Teodosio, nel 890, pubblic

namenti mondani, ed

formale voto

una

legge, in cui
alle

si

proibisce

ri-

di piena soggezione ai loro superiori.

gorosamente
i

donne

di tagliarsi

Della rasura de' monaci trattano san


Basilio
in

capelli,

sotto pretesto di fare pro-

regala
Vili,

monachorum
7.

_,

S.Paolino
viano,
lib.

neW epistola

Narra Salpopoli del-

De

vero judicio^ et
i

provideiitia
l'

Dei, che Africa, massime quei

di Cartagine,

perch schernivano la tonsura dei monaci, e facevano loro delle ingiurie, furono puniti coli' invasione vandalica.

Piiguardo
,

alle vergini

a Dio
,

consagrate
tagliare
i

1'

uso
,

di conservare

ed ai vescovi vieammetterle in tale stato ai sagramenti della Chiesa. Questa disposizione uniforme al canone del concilio di Langres, che vieta alle donne radersi i capelli per motivo di piet. V. Monache. consagrare i proprii capelli a Il Dio, sicome facevano i nazareni, come si disse superiormente secondo
fessione religiosa,

tato

di

capelli

era differente se-

s.

Cirillo, gli
egizii,

ebrei lo appresero daco' loro

condo
frica

luoghi. In Milano ed in

Ali

gli

che lo praticavano
,

si

conservavano

capelli e

dei.

Certo
i

che fu

rito de' gentili

portavano sciolti per mostrare che erano, secondo la parola dell'apostolo, fidanzate a Ges Cristo, e che av^

tagharsi

capelli, e dedicarli ai

nu-

mi

che adoravano.

Plutarco dice

vano rinunciato ad ogni altro licitato Menochio, parlando al

sposo,
e.

82,
ta-

che quando Teseo usc dalla puerizia, consagr ad Apollo le primizie delle sue chiome. Svetonio racconta
nella vita
di offrire
i

deW

uso antico
i

;,

moderno del
,

di

Nerone,

la

cerimonia

gliarsi

capelli alle donne, che piabito


,

gliano
le

religioso
s,

dice
,

fra

altre cose

che

Girolamo

nel-

primi capeUi, e la prima barba (Vedi), a Giove Capitolino, come fece quell' imperatore , che la

r epistola 4^5 racconta essere costume ne' monisteri di Egitto e di Soria, che quelle vergini, o vedove, le quali prendevano 1' abito monastico, lasciassero , che dalle superiore dei
monisteri,
pelli.

prima
porre

lanugine

del

nel tempio

capitolino,

suo volto fece entro

un vaso
che

d' oro , ornato di Marziale, parlando di quel


offr\ agli

gemme.
liberto,

dei

capelli di

Domi-

fossero loro tagliati


tal

ca-

ziano in

un vaso

d'
:

oro ,

si

espresse

Poco dopo
col

tonsura usavano
,

col seguente distico

di

andare

capo velato
le

per pudi

lizia,

non servendosi
dalle

monache
secolari.

Accipe laudalos juvenis Pkaebeie


crines

quelle lavande, ed unzioni del capo


praticate

donne

Ag-

Quos

tibi

Caesarius don^t habere

giunge

in oltre

il s.

Dottore, che facendi

piier.

do

le

religiose professione

rinun-

ziare alle

pompe, ed
il

ai piaceri

mon-

dani, conculcando

secolo, era ra-

Somigliante cerimonia si us andappoich Coi cristiani , stantino Pogonalo, cio BarbatOy imcora fra

gionevole,
pelli,
i

che

si

privassero de' ca-

peratore de' greci, per


faceva del Pontefice
i
s.

la stima,

che
11,

quali tanto servivano a colvoL.


vin.

Benedetto

, ,

5o
creato nel

GAP
6B4,
che
gli
,

GAP
mand
le

chio-

essa
te

medesima

capelli

ad un amanli

me

di

Giustiniano
ci

figliuoli,

ed Eraclio suoi in quel tempo sifigli, af,

di suo genero, e poi

fece sos-

pendere nella

camera

di lui, lo che

gnificava consegnarglieli per

sembr
strano
cesi,

allora cosa orribile.


il

Fu

pii

finch
dfssero,

come padre
Pontefice
.

spirituale

ubbi-

mano

amassero e riverissero il roBenedetto II rice-

pensare degli antichi franche considerarono siccome pulo

litezza

strapparsi

un

capello in-

vette tali capelli con tutta solennit


alla presenza del clero, e dell' eserci-

contrandosi con un amico, e quindi


offrirglielo.
I

capelli

lunghi

fuiono

V. il Baronio all'anno 684, n. 7, e Paolo diacono, De gestis longohard. lib. 6, e. 53. Quest'ultimo inoltre che Carlo Martello magriferisce, giordomo del palazzo di Francia
to.
,

moda

sotto la

prima

schiatta de' re

francesi; e dal re, e dai suoi parenti

erano portati lunghissimi mentre i nobili li portavano in proporzione


,

della loro nascita.


i

Garlo

Magno port

mand Pipino suo


prando re
ricevendo
tuale.
cia
,
i

fghuolo a Luit,

de' longobardi

,acciocch

questo principe secondo


la zazzera,

il

costume

Lodovico ebbe pi corti del padre. Sotto Ugo Gapeto s' incominci a portarli
capelli corti, e
li

suo

figlio

Pio

suoi capelli, e tagliandogli

divenisse suo padre spiri-

un po' pila lunghi, a hvello delle spalle, onde gli ecclesiastici vi si opposero
con tutto
lo zelo, di Luigi //

difatti

rimandoUo

in FranIl

carico di preziosissimi doni.

p.
II,
i

per cui nel regno Giovane^ nuovamente si


;

Menochio, nelle sue Stiiore tomo


p. 2 8 8, tratta del rito
cappelli

accorciarono

ma

in quello di Filip-

di

mandare

po Augusto

si

lasciarono crescere, fn-

al Papa.
altres

^
presso
gli anti-

torn
fine

la

moda

di tagliarh sino

Era

uso

chi il tagliarsi alcuni pochi capelli per attestare la vei-acit delle paroPerci il le, e delle promesse loro. conte di R^otron, confuso dai rim-

regno di Luigi XII, nel XVI secolo ; onde Francesco I, che, nel 1 5 1 5 , gli successe, si tagli
alla

del

capelli coiti

lasci

crescere

assai

la barba, e fu

da

tutti

imitato.

proveri per aver posto in carcere

il

vescovo
di farlo

di

Mans
di

Idelberto

ordin
e per

uscire

di prigione,

contrassegno
si

sincera risoluzione,

recise

una

parte

de'

suoi

ca-

Luigi XIII, che sah sul trono nel 1610, am molto i suoi capelli, e fu cagione che si portassero lunghi, e molto pi Io furono sotto Luigi Xl\. Nella sua minorit ebbe princi,

madre, come abbiamo da Ducange. Yi fu un tempo che si giur sui capelli , come
pelli,

e l'invi a sua

pio l'uso di porre la polvere di cipria


sui capelli, e sotto
i

regni di Luigi
,

XV

XVI
modi

nel decorso secolo

si

poscia
tagliare

si
i

giur sul proprio onore.


capelli

II

cominci ad
diversi

anicciare
ai
lati
,

capelli in

ad alcuno,

in altre

a chiudersi
Tolta per
Soltanto
colla

epoche, dazione
zati
,

si

riguard come una degra-

quelli di dietro in

un

sacchetto, chia-

praticossi
,

o un avvilimento , locch anche co' sovrani detronizsi

mato bolsa da
nera
,

capelh.

questa, rimasero legati con fettuccia

quali spesso

confinavano

a forma
s'

di

codino.

nei monisteri.
pi
si

Quando

ne' bassi tem-

ntl declinar

del detto secolo,

ratori

formavano dovevano
i

le congiure^, i cospitagliai'si

rivoluzione
capelli
corti

introdusse

l'

uso

dei

vicendevole
tagli

e dritti nominati alla

mente

capelli.

Fredegonda

Titus^ e di quelli allicciati nella for-

, ,

CAP
ma
i

CAP
E
siccome

delta alla Caracalla.

che in
plicato
civili
,

generale

significa

un

libr

)i^
si

due Bruti romani, per la loro anprotica rivoluzione romana, erano


i

diviso in molti capitoli, stato ap-

principalmente

alle

leggi

totipi della

repubblica francese, ogni

vero repubblicano doveva allora portare l'assetto, o per meglio dire, il

che canoniche, e pi particolarmente sotto i re franchi della


de' Carlovingi
le
,
,

dinastia

quando
del

si

rubbuffamento de' senza compostezza


di

capelli

in

capo,
or-

formavano
dei vescovi

leggi

nelle assemblee

senza polvere
,

cipria tenendoli neri


,

mal

dinati

al

modo
i

che dai busti sono

rappresentali

due Bruti
nel

predetti

che

si

conservano

campidoglio
veterum col-

reame. Carlo Magno, di Lodovico Pio, e di Carlo // Calvo ce. I vescovi compilavano per articoli i regolamenti spettanti
e
signori

Tali

sono

Capitolari

di

romano. V.
lectanea
deb.

Jo. Henningii, Tricholo-

alla

disciplina della Chiesa,


la

estratti

gi, id est de capillis

per

maggior parte dagli antichi


I

historico-phlologica,
,

Mag-

canoni.

signori

redigevano

le

or*

Narra Svetonio e. 18, che Domiziano pubblic un libro Ve cura capllorum. Teitulliano, De
1678.
jejuniis ,

dinanze a tenore delle leggi, e dei costumi; ordinanze che confermate


dalla regia autorit
si

pubblicavano,
il

16, parla de' sacerdoti qui in idolis comandisi, et aris ornandis Ioli eraiit. V. Fea tom. II, edit. Horatii 177.
e.

e facevansi eseguire; onde


francese
capitolari

diritto

antico
,

consisteva

in questi
in

che
del

furono

vigore
fino ai

nella Francia, ed in

Germania
secolo.

CAPHARTUTE.
della

Citt

vescovile

primordii

XIV

Raccolti

Mesopotamia

nella diocesi di

Antiochia.

furono dal Baluzio, e da altri dotti francesi vennero con molta cura illustrati.

CAPHTOUM.
mani reputa
siria

Sede

episcopale

della diocesi di oriente, che T Asse-

tre specie,

essere

una

citt dell'As-

nell'Adiabene.

CAPILISTIO
listio

CAPODILISTA
si

Gabriele, Cardinale. Gabriele Capinobile


la

si distinguono in secondo le materie; cio, quelli che riguardano le cose ecclesiastiche, e che si considerano per altrettanti canoni; quelli, che appartengono a materie secolari gene-

Capitolari

di

Padova

distinse
le-

rali

e che formano
,

delle

leggi

per

sua straordinaria dottrina


religione.

gale, e singolare

Si trova

ascrtto fra

Porporati di Clemente y. Papa del i3o5. La promozione di lui per molto dubbia; poich
i

tutte le prove

si

appoggiano
del

all' in-

che trattano di alcune persone, ed altro, i quali sono regolamenti particolari. Ne' bassi tempi in Italia si chiamarono Capitolari un diploma, una carta pubblica, ed anche un Hbello,
quelli

certa

testimonianza
il

solo
1'

Scar-

vocabolo,

deonio,

quale allegando

archivio

del patriarcato di Venezia, dice esser lama, che vi


si

conservi l'autentico

che trovasi pur usato in qualche atto di Radichiso, principe Capitularium^ come di Benevento. riporta il Macri, era un libro nel
si contenevano i tributi , e s. Gregorio turonese, hb. IX, parlando oslendenx di questo vocabolo dice

documento

di

tale

promozione.
Cardinale.

quale

CAPIS
CuAPrEs.

Pietro,

V.

CAPISTRANO. CAPITOLARI.

V. Giovanni (s.). Questo termine,

capitulariuni
iu'banturj e

quo tributa conti' si(x:onie enmvi registrati


in

^2
tributi

GAP
imposti

CAP
le teste,
si

sopra
fu

Scritture.

Gregorio turonese
spiegandosi
pel

lo chia-

appell

anche
libro

Capilulare.
censuale,
in

CapitU'
cui
si

m
voce

capitellium,

questa
libro.

larium
detto
il

adunque
tutti

precisamente
contribuenti,
le

capo di un Nelle regole di s. Benedetto

pure

dicesi

descrivevano

lectioj nel rito


lella,

Ambrogiano
quel rito

epistola

come
si

capitula

chiamavansi

pre-

perch in

voce
del

stazioni,

che da ciascuno de' censiti


linaii

Capitolo significa certi versetti


salterio.

dovevano pagare. Capitolari


nominati
nelle
,

mente furono
libri

eziandio

L'autore di questa lezione


ore di terza, sesta e nona
s.
,

nelle

delle citt,
i

quali

erano

stato
il

descritti

loro decreti

e statuti.

Ambrogio,
salmi
,

la

quale poi
si

conci-

CAPITOLIAS.

Citt vescovile del-

lio
i

agatense ordin

dicesse
d.

dopo
5
il
,

la seconda Palestina,

chiamata anche

Can. convenit.

de

Capitolissasj nella diocesi di

Geru-

consecr.

Non

si

domanda
fa nelle

la

bene-

salemme, sotto
topoli,
la

la

metropoli di Sci-

dizione prima di cominciare


pitolo,
ni,

Cadi-

cui

sede fu istituita nel


nel

come

si

altre lezio-

VI

secolo,

XII divenne un

perch per l'ordinario suolsi


Cristo,

arcivescovato titolare.

re dal superiore, che rappresenta la

CAPITOLO
mine
ca
si
ti

ecclesiastico,

{Capitulum). Tero piuttosto lituril

persona di

ovvero

l'

ebdovece
recita

gico, del breviario,


le piccole

quale

signifi-

madario del coro, che sta del superiore. N anche


l'autore di esso,
il

in
si

lezioni delle ore,

che

perch

riunendosi
si
si

dicono da
uffizii.

un

solo, in fine di cer-

clero alle ore canoniche,


il

supespri-

Il

ven.

Beda

vuole, che
volte

il il

pone che

conosca,

come
off",

rito di

recitare

parecchie

me
anzi

il

citato

Ugone,

De

cap. 3,

giorno, cio a tutte le parti dell'officio

si

diceva ordinariamente a me-

divino

dei Capitoli

o piccoli
di

moria, e in alcuni luoghi in mezzo


del coro.
alfine del

capi della sagra Scrittura, derivi dagli

Per

la

ebrei,

quali dal

tempo

Esdra

Capitolo

medesima ragione non si dice: Tu


nobis.

leggevano quattro volte il giorno qualche cosa dei libri della legge. Il Macri, Notizia de vocaboli ecclesiastici, Bologna 1682, dice, che il
Capitolo quella lezione breve della santa Scrittura,

auteni.
Il

Domine, miserere
il

Capitolo delle laudi, di terza, e

del vespero suol essere

medesimo
il

della festivit, perch in quelle ore

che

si

suole

re-

popolo pi frequente in chiesa, massime neir ora di terza, che si canta

citare in tutte le ore canoniche do-

immediatamente innanzi
Nella compieta, fuori
si

la

messa.

po i salmi, chiamato da Rodolfo, e da Graziano collatio, errore che


corresse
il

dell'
l'

ordinario,
inno, per-

dice

il

Capitolo dopo

Suarez,
II,

lib.

canon, cap.
si

dire collectio.

num. Ugone

IV, de hor. 19, dovendolo

ch essendo questo simbolo di vittoria, e la compieta significando gli


eletti,

appella

questi

non hanno bisogno


le

di

capitale,
la,

altri lo

dicono
il

lectiimcu-

esortazione alla vittoria, che gi han-

ed anche versus, e
eccl.

Garampi,
e

no sostenuta contro
lascia
il

passioni.
si

Nel
tra-

Memorie
capiiella,

p.

186,

capitula

triduo della settimana santa


periore o
tare,

nomi che
salmi,

in alcuni antii

Capitolo, dovendosi dal su-

chi libri hturgici indicano


estratti

versetti

ebdomadario
il

rappresen-

dai

dalle

divine

come dicemmo,

Redentore,

GAP
che tacque nella sua
trettanto
ti, si

CA:e
passione.

53
nel libro

Al-

mologle da
splendore,
dice che
il

lui

riportate,

fa neir uffizio de' defonla

intitolato: // clero secolare nel suot-

perch rappresenta

morte di
celebra

Roma
si

1688, al capo XI,


trattare

Cristo.

Quando

il

vescovo

collegio de' canonici, nel

pontificalmente
sa,

il

vespero o terza,
la

luogo
gli

ove
,

adunano a

dovendo dire solennemente


il
,

mes-

affari

suol chiamarsi

capitolo
suis.

Capitolo
nel

si

canta dal suddiasi

quia capitali decernimt de rebus


Cos
le
si

cono

luogo ove

suol dire
assiste

leggi di Carlo

Magno,

co-

l'epistola;

ma

se

solamente

me
ri,

parato con piviale, e mitra, il Capitolo si dir da un cantore. Nella


cappella Pontificia
assiste ai vesperi,

accenn all'articolo Capitolafurono dette Capitolari, perch


de' consiglieri.
il

dedotte dal peculiare parere di cia-

quando

il

Papa
apre

scuno

Si

denomina
si

finito l'ultimo salsi

poi Capitolo

luogo,
,

ove

confe-

mo,
il

e replicata l'antifona, del e

vocano
deli

canonici

come Ecclesia

finestrino
l'aitare,

coro,

cantoria

viena detta tanto la riunione de'


,

verso
al

un

cantore

sopra-

no, fatta genuflessione

all'altare, e

quanto il luogo sagro. Tale denominazione non molto antica,

che si alza in piedi sul trono, con mitra in testa can,

Pontefice,

non trovandosi

ne' concili!

di

Ase-

quisgrana e di Magonza del


colo, ne' quali tanto
si

IX

ta

il

Capitolo.

Quando
1'

poi

il

Papa
finito

tratt de' cail

assiste al
il

vespero pontificale,
apostolico,

nonici. Introdotto

poi
la
:

nome
sibi

di

canto de' salmi,

uditore di Ro-

Capitolo,
bolle

nacque

formula nelle
in

ta

suddiacono
le

intuonate
tolo,

antifone, dice

il

che ha Capie

apostoliche

stallo
11

choro,
*>

et loco in

capitulo

dictae

accompagnato da
,

un maestro
trono
,

ecclesiae
i

assignatis ".
si

luogo dofar

di cei imonie

pie

del

ve

canonici

radunavano a
talvolta
sala

preintona l'inno, che poi dal Papa.

s'intona

capitolo ed a trattare le cose


tolari,

capicapi-

appellasi

CAPITOLO m
li,

Chiese Cattedra-

tolare, o sagrestia;

e
lib.

dal CeremoII,

tolo

Collegiate ec. S chiama Capiil corpo de' canonici , o comu-

niale de* vescovi,


si

cap.

dice

sacellum,

et
si

secretarium,

nit di ecclesiastici, che amministra-

bench anticamente
secretariuniy
il

dicesse

ancora
proconcil.

no le basiliche, le chiese cattedrali, o collegiali, capitiilum, canonicorum


collegium. Finche i canonici condussero la vita comune, convivendo
in

santuario,

come

va

il

Cabassuzio, Notit.

hist.

dissert.
Il

X, num.

16.

concilio di

Trento,

nella

ses-

un medesimo

chiostro, osservan,

do una stessa regola sotto la pendenza degli stessi superiori, i


ro
coUegii

dilo;

chiamaronsi

moiiisteri

ma

allorquando cess

la vita

comu-

ne, sulla fine del quarto secolo, se-

de reform., ordin che in tutte le chiese cattedrali , ed in o porzione abogni canonicato bia da essere annesso l' obbligo di un certo ordine o di preti, o di diaed il vescovo coni, o di suddiaconi
sione
, ,

XXIV

condo alcuni come si pu vedere all' articolo Canonico si chiamarono CapitoH. Il Sarnelli trattando, donde il collegio canonicale sia sta,

col parere del Capitolo faccia

il

re-

golamento, e prescriva a qual ordine sagro ogni prebenda debba essere assegnata; in guisa per che la

to detto Capitolo, tra

le

molte

eti-

met almeno

de* luoghi sia

occup-

04
/ta
da' preti,
gli

^VN
altri

CAN
dai

diconi e
de' ca-

che
li

Capitoli delle chiese cattedrafossero incaricati del

suddiaconi.

La met almeno
chiese essere conferiti,
dottori,

non

^tionicati delle

ragguardevoli

della diocesi durante la


la sede,

governo vacanza delchia-

non devono
maestri, o
ziati

che a

sebbene

le decretali la

ovvero

a* licen-

mino
altro
i

antica consuetudine.

in teologia, o in jns canonico,

non ebbe luogo


del clero,
si

per che quando

Ci

per quanto potr farsi comodamente. V. Canonicato. concilio di Montpellier , del Il ai 1 2 1 5 , col canone ottavo, proib
Capitoli di ricevere
laici

Capitoli, ad esclusione

degh
Il

altri

membri
Espen

resero padroni

delle elezioni
sostiene,

de' vescovi.

Van,

per

cano-

nici o confratelli, e dar loro la prebenda, o distribuzione canonica del

pane e del vino.


I

Ed

il

concilio ge-

nerale lateranense terzo, celebrato nel

Jus eccles. par. I titul. i3, cap. 2, che per ovviare alle tumultuose fazioni de' laici, che nascevano quando le elezioni de' vescovi erano fatte dal clero col suffragio del popolo e consenso dei
,

lyg, anteriormente prescrisse col ca-

vescovi provinciali, l'elezione de' vescovi pass in diritto a' Capitoli delle
cattedrali, e

none decimosesto, che nella disposizione degli affari comuni si segua la conclusione, e risoluzione della mag,

nel

giore, e della pi sana parte del Capitolo;

Giovanni XXII, creato i3i6, fu il primo Pontefice, il quale riserb a se le elezioni di parecchie sedi episcopali d'Italia.
gid pochi Capitoli

ad onta di qualunque giuramento, o consuetudine in contrario. I canonici per , che non sono
negli ordini sagri,

Ogdirit-

godono

il

to di

eleggere

il

vescovo, presenla

non hanno
dei

diritto

di

suffragio nel Capitolo.

tandolo alla santa Sede per ferma.


Nella sede vacante
tutto
il

con-

Riguardo

ai

diritti
si

Capitoli

delle

chiese,

possono considerare o per rispetto al vescovo, col quale compongono il senato della
delle cattedraU,

clero della diocesi, e prin-

cipalmente quello della citt vescovile,

invigilava
;

all'

integrit della di,

per rispetto ai canonici che ne sono i membri, sia nella sede episcopale coperta, che vacante. Anticamente i Capitoli dividevano
chiesa, o
col vescovo
diocesi,
il

sciplina

ma

nella Francia

le

me-

tropolitane assumevano la cura della

chiesa vacante, ovvero


il

vi

depu-

tavano

vescovo viciniore, ciocche


pi
conciUi.
delle

per subordinati

governamento della ai comanoggid

ordinarono

La Glosa
cattedrali

chiama

Capitoli

di di esso.

Ma

l'Ordinario
il

ordinariij durante la vacanza della


sede, per

non
le

obbligato a chiedere

con-

morte o dimissione del

ve-

senso de' Capitoli, eccettuato in quel-

materie

riguardanti
particolari

g' interessi

possono tutta volta governare in corpo, ma sono obbligati


scovo.

Non

CDmuni,
stessi;
,

de' Capitoli

ad eleggere un
capitolare
,

vicario

generale, o
vi

ed in caso d'imbecillit del vescovo i vicarii generali, che ha stabiliti, continuano a governare per
lui.

meno
la

che non

sia

alcun legittimo stabilimento in contrario


,

che

santa Sede

non
ed qua-

V.

la

Combe

alla
I,

parola Cae 6.

nomini

un
,

vicario

apostolico,
le

pitolo sez. 3, art.

num. 5
XII
,

un
lit

ofhziale

che

abbiano

Prima del secolo


la

secondo
si

richieste da' canoni, e dalle or-

pi abbracciata opinione,

tiene.

dinanze, per esercitare la giurisdizione

GAP
volontaria
e

contenziosa:

elezione,

giurisdizione col titolo e funzioni di

deve eseguire nello spazio di otto giorni, dopo la morte o dimissione


che
si

Anwiinistrato'i capitolari,

non

solo

Pio VII

si

ricus di spedire le bollo,


tali

del vescovo.

Pu

il

capitolo confer-

ma

condanno
le

amministrazioni

mare

il

vicario generale

del vesco-

come pure
gorio

lare dee essere

vo defonto. Per il vicario capitoalmeno dottore o


,

aveano riprovate Grenel concilio Lionese, e BoAlessandro V, InnocenClemente VII, II,

nifacio Vili,

licenziato in jns canonico, ed essere


ca[nc(i

zo Vili, Giulio

di questo ufli/io per


^.

quanto

possibile.
chetti

Antonii Fiaminii

Mar-

de Angelinis,

Praxis

vicarii

III, e Clemente XI. Su quegrave argomento sono a vedersi. Pistoiesi Vita di Pio VII, t. Ili,

Giulio

sto

capilulars,

1671. I detti uffiziali del capitolo possono assolvere dalle censure, accordar diINIaceratae

da pag. 34 a pag. 5i,

da pag.

54 a

pag. 64-

le

DicJu'arazioni
indirizzi degli

e Ritrattazioni
arcivescovi,
talia,

degV

spense necessarie,
e pubbliche scomunicare
preci,

ordinare
punire
i

digiuni
chierici,

vescovi, e capitoli d' I^


in Mi-

a Pio VII, stampate


nel

gl'incorreggibili, rivoca-

lano

18 IO,

in

Roma
comune

nel

re le pagelle ai confessori, conceder-

i8i6.

ne

altre nuove,

catori,

approvare i predipermettere questue, dar per-

A
sono

tenore del diritto


i

pos-

Capitoli conferire, duranti; la


i

missione alle religiose, ove non siavi stretta clausura, di uscire dai

vacanza,

benefizii,

la cui

coUazio*

mo-

ne

nisteri

esaminare
e

novizii,

adunavisita-

re

sinodi,

formarvi statuti,
,

re parrocchie

la

clausura delle
far

monache,

e confermare le elezioni.

Non possono per


propriarsi
i

innovazioni

appartenga congiuntamente al vescovo, ed al capitolo; ma in Francia i soli benefizii con cura di anime , eh' erano di collazione del vescovo, erano pure a disposizione del Capitolo. Finalmente i Capitoli han-

nella disciplina della diocesi,


diritti,

ne ap-

no
bri,

diritto di correggere

loro

mem,

e privilegii per-

ma

non

di

scomunicarli

ima

sonali de' vescovi,

ne

ro giurisdizione se vrebbe potuto esercitare

esercitar la lonon come l' aegli

prigionarli,

o privarli de'
avessero
la

benefizii,

meno che
contenziosa.
I

giurisdizione

stesso,

u accordare dimissioni pegli ordini, che dopo spirato l'anno della sede vacante, o quando un beneficio obbligasse a riceverli molto meno amministrare la cresima, ed accor:

privilegii,

l'esenzioni, e preroga-

tive de' Capitoli

dare indulgenze.
eletti

vicarii

capitolari
al

sono diminuiti in che godevano anticamente. Siccome i Capitoli delle cattedrali rappresentano tutto il clero della diocesi, non formando che
confronto
di

quelli,

che sieno non sono soggetti

Capitolo,

ma

al solo futuro

vescovo

un corpo o un senato col vescovo, negli atti pubblici godono la precedenza


stici,

dovranno rendere conto


amministrazione.

della loro

SI

sugli

altri

corpi ecclesia-

Riguardo poi ai vescovi nominati da Napoleone nel 18 io, che vollero riempire
le

che sui magistrati secolari. Quei Capitoli, che visitano alcune chiese loro soggette, possono farlo pei loro
deputati
l'

sede

vacanti
capitolari

amtnicano-

nistrate dai vicarii

nicamente

eletti

ed

esercitarne la

previa l'approvazione del, Ordinario, senza pregiudizio della sua visita, e coli' obbligo di russe-

56
gnarglf. entro

GAP
un mese
gli

CAP
atti del-

eccles.

discplin.

tom.
i

I,

lib.

I,

cap.

la visita stessa. 1 Capitoli in

prima

IO, ordin, che

Capitoli

mandasalcu-

istanz? possono correggere le dignit,

sero alle pubbliche universit


ni

canonici,

ed

ufficiali
il
il

della pro-

giovani canonici, acciocch in essi

pria chiesa, eccettuato


al vescovo, che

richiamo
diritto

se

venissero
,

formando

agli studii

gode

di

loro proprii

ed acciocch

avessero
ai chiea'
l'

prevenzione
pitolare

quando V
Il

ufficiale
il

ca-

pi agio ad
rici

istruirsi.

tanto

non informi entro


giorni.

termi-

ne

di tre

concilio

gene-

che studiavano, quanto fessori di teologia , accord


zione
dalla

proesen-

duodecimo, nel canone 7, dispoCapitoli, che per consuetudine ne sono in possesso, correggere i falli de' canonici, nel termine prerale
se poter
i

residenza

ne' rispettivi

Capitoli, intorno a che

bolla dello
blicata dai
Collect.

abbiamo una pubstesso Onorio III pp. Martene e Durando,


,

scritto

dal vescovo

altrimenti

do-

Veter. Scriptor. voi.

I,

pag.

verlo correggere egli stesso. In Francia


i
i

II 46.
Diversi

Capitoli potevano amministra-

romani

Pontefici

fregia-

re

sagramenti, e seppellire

cada-

rono

Capitoli delle cattedrali e col-

veri degh individui del capitolo, in qualunque luogo essi fossero. I Capitoli, sebbene esenti, devono rispettare, ed onorare
il

legiate

con

privilegii,

prerogative ed
quelle
vescodel-

insegne, e persino di
vili,
l'

ed abbaziali, non meno che

vescovo,
,

come

il

capo
coro,

clero; lasciargli

e padre del primo pastore posto in il primo


nelle

uso de' Pontificali, e talvolta delle vesti Cardinalizie e prelatizie. Giuseppe Garampi, nelle
sue

Memorie
su pa-

nel capitolo,
ec.
,

pubbliche
dinanzi
l'e-

ecclesiastiche,

ec,

Roma lySS, ha
notizie

assemblee

inchinarglisi

raccolto

importanti
capitoli
,

quando solennemente comparte


si

recchi
tuzioni.

e sulle

loro costie lungo

piscopale benedizione, ed altro, che


descrive all'articolo Canonico.
i 1'

Celebri sono quelli delle ba-

P^.

siliche patriarcali di

Roma,
pi

Vescovo). Ancora
adunarsi,

Capitoli

devono

sarebbe enumerare
le

illustri del-

quando
;

sidera pegli affari

Ordinario lo dedella Chiesa

chiese cattedrali.
a'

Per
special

se

ne d
ar-

qualche cenno
ticoli
il
,

loro

rispettivi

che dello stato


sua correzione.
te
vi
si

ed eziandio devono sottomettersi alla sua visita, ed alla


I

meritando
di

menzione

gran capitolo
r alta

Strasburgo, uno
di

Capitoli anticamentutti
i

de' pi

rispettabih della cristianit,

tenevano in
il

giorni

per

nobilt

cui

comDagli

si

trattava tutto ci

che
,

poteva
i

posto.

riguardare

divino servigio

co-

CAPITOLO
ecclesiastici

de' RELIGIOSI.

stumi e

la disciplina.

Durante per
un' urgente
affinch

cos chiamasi

d' ordina-

uffizio

divino

meno

rio l'adunanza, O'assemblea,

che ten,

necessit,
11

non

si

possono convocare.
III,

gono
loro

religiosi,

le

monache

e gli

Pontefice Onorio

Ordini
plina.

militari,

per

deliberare

dei

gli

ecclesiastici

pi
le

facilmente
leggi

po-

affari,

e regolare la loro discii

tessero

eseguire

emanate
dal suo
,
,

Fra

Capitoli generali, assai


nel

nel concilio lateranense

IV

celebre

quello tenuto
s.

1219

predecessore Innocenzo III

per

ri-

in Assisi da
si

Francesco
istituiti

co' religio-

guardo
si

agli studii del clero p.

e che

minori, che avea

nel 1208.
,

leggono nel

Tommasini, De

Fu

chiamato

delle

Stuore

perch

GAP
essendovi concorsi cinque mila
giosi,
reli-

CAP
monistero di Cistello, come
se stato se
fos-

d'uopo fare delle celle colle stuore, per alloggiare si gran numero di capitolari. 11 concilio nazionale di Francia, dell'anno i4o8, colla Regol. 6 prescrisse, che i monaci dell'Ordine di s. Benedetto , e tenessero Capii canonici regolari siccome toli provinciali ogni anno praticano molti Ordini religiosi. Il JMacri chiama CapitoUmn , e Capifu
,

uno

di loro. Bonifacio V IH,


al

nel

1296,

presiedette
i

Capitolo

minori convocarono in Anagni, ove eletto genefrancescano rale di tutto r Ordine Fr. Giovanni Minio , il Papa nel i3o2, r esalt al Cardinalato, rilasciandogli per il governo dell' Orgenerale che
frati

dine, sino al Capitolo

generale

se-

guente.

Nicol

V
il

onor
i45>o,

di

sua

tolum, quel luogo, o parte del monistero, o convento, nel quale


i

presenza, nell'anno
sta di

nella fe-

mo-

Pentecoste,

Capitolo

gene-

naci, e

fanno le sagre adunanze. Sogliono anche i religiosi in questo luogo manifestare le loro coli

frati

rale de' minori conventuali,


lo

e quels.

de'minori osservanti di
frati,

Fran-

cesco,

cui intervennero tre mila otfra' quali

pe, e chiedere
tenza. In

umilmente
al

la

peni-

tocento

Gio. da Ca-

mezzo
della

Capitolo eravi la

pistrano, Iacopo della Marca, e Die-

sepoltura
Infatti

abbiamo
il

comunit religiosa. che il Pontefice

go, tutti poi canonizzati.

Vittore III,

quale nel Pontificato

Nel secolo passato, varie volte i Papi si recarono in persona a presiedere


rilevasi
ai

avea ritenuto la carica di abbate di Montecassino , fu sepolto, come egli avea ordinato, tre giorni prima
di morire, nel Capitolo di quel

Capitoli

generali

come
Intex'-

dai seguenti esempii.


il

rotto

da venticinque anni

Capi-

mo-

tolo generale de' minori

osservanti

nistero. V. il Papebrochio, in Propyleo pag. 199, che ne riporta l'e-

Innocenzo XllI per dimostrare l'amore, che portava a quest'Ordine,

legante

epitaffio

ivi

statogli
si
i

posto
la
i

da que' monaci. Che campana per riunire


frati

suonasse

comand, che hta forma, ed


siedervi

si

celebrasse nella so-

egli

medesimo

l'ono-

monaci, e

r della sua presenza, volendo prenel

al Capitolo,

lo

abbiamo da
costume

molte memorie,
tuttora
si

e questo
,

ove ebbe
rale

fine ai

convento di Araceli, i5 maggio 17^3,


gene-

osserva

suonandosi nei
il

col restare eletto in ministro

Capitoli de' canonici


I

campanello.
celebrati dasolito pre-

Capitoli generali,

con cent'ottantatre voti, il p. Cozza poi Cardinale. Tanta fu la


religiosi,

gli

Ordini
,

religiosi,

per

riconoscenza dei

clic deter,

sieduti

se

adunati in

Roma

dai

minarono con
ver

legge perpetua
essere

do-

rispettivi

Cardinali

protettori

degli

per

l'avvenire

solenne

Ordini medesimi, furono talora deed assistiti dai corati , presieduti


,

quel giorno in tutto l'Ordine, e dopo la morte di lui vollero, che avesse luo-

Sommi
nio
III,

Pontefici.

per dire di al,

cuni esempii, abbiamo

che Eugeil

go un'anniversaria messa di requiem, oltre a tre messe, che ciascun religioso osservante, e riformato avreb-

mentre nel 11 48 trovavasi


suo
cistcrciense, a cui

in Francia, amorevole verso

Ordine

aveva apCapitolo
celebre

partenuto,

intervenne

al

generale di que' monaci nel

be dovuto celebrare appena detnAffinch non perisse la memoria di questa disposizione, pregarono il Papa ad autorizzarla con una
to.

CAP
giugno Ex injunctiy Bull. Rom. tomo XI, par. II, p. 264; aggiungendovi gli
bolla,

ch'egli

ematS^

a'

Marzoni, che poi ammise, dopo il vespero di Pentecoste al trono della cappella Paolina, al bacio del piede in uno ai padri vocali, o ca-

stessi religiosi

una
,

lapide nella loro

chiesa

di

Araceli

che

tutto

ci

pitolari.

esprime con elegante iscrizione. Benedetto XIV , a' i o maggio 1741? si rec con molta solennit
al

Ed il Pontefice Pio VI, ai 3 giugno 1775, intervenne nel convento di s. Maria in Traspontina
generale
de' carmelitani,

al Capitolo

convento de'

ss.

XII Apostoli per


generale
dei

per

l'elezione

del priore
il

generale,

presiedere al Capitolo

ove rest confermato

p.

Giuseppe

minori conventuali, in cui fu eletto ministro generale il p. Carlo Antonio Calvi, bolognese. Quindi , nelr anno 1750 ai 16 maggio, volle le

Ximenes;

indi nel

1777
de'

presiedette

al Capitolo generale

domenicani

nel convento della Minerva, nel quale

fu prescelto in generale dell'Oril

intervenire
de' minori

al

Capitolo

generanel

dine

p.

Baldassare de Quinones.

osservanti

sud-

CAPIZUCCHI
antica
e

GiANNANTON.o, Carfamiglia

detto

convento di Araceli. Dopo un'eloquente orazione, ch'egli sedente in trono fece in lode dell'Ordine serafiio, con pluralit di voti, rive-

dinaie. Giannantonio Capizucchi, di

nobile

romana,

duti dai Cardinali Valenti,


gni, e

Guada-

nacque nel 1 5 1 5. Era nipote del celebre Paolo Capizucchi, vescovo di Nicastro, decano della Piuota ro-

Colonna protettore dell'Ordine, e di Yorck dal Pontefice a


,

ci destinati, rest eletto in generale


il

mana, e vicario dei Pontefici Clemente VII, e Paolo 111. Tanta estimazione faceva di lui Clemente
VII, che
la

p.

Molina, gi procuratore gecuria


,

tolta

ai

Cardinali

legati

nerale in
in

trovandosi
trecento

allora

causa della dibattuta nullit

del

Roma

mille e

minori
vo-

osservanti.

Lo

stesso
al

Pontefice,

lendo presiedere

Capitolo

gene-

matrimonio tra Caterina di Aragona ed Enrico VIII, re d'Inghilterra, ne commise la revisione al Capizucchi, riservando
za,

rale, che, a' 5 giugno i ^56, volevano celebrare i religiosi dell'Ordine

se

la

sentennella

come

scrive

il

Pallavicini

prorog a' 3 di luglio, e quindi con gran pompa si rec al loro convento di s. Maria sopra Minerva, ove dopo aver pronunziato una dotta allocuzione, con novantaquattro voti sort eletto in
de' predicatori,
lo

Storia del Conclio di Trento.


latore della virt dello zio
,

Emusi

fece

strada

a conseguire
il

da

Paolo

III

un canonicato
na,

nella basilica vatica-fu

dopo

quale

fatto

uditore

di Ruota.

In appresso Paolo
prete
di
s.

IV

lo

generale de'domenicani,

il

p.

Tomnel
sino

cre
zio,

Cardinal

Pancra-

maso Boxadors, poi Cardinale,


1775, ritenendo
il

generalato

ai 20 dicembre del i555, e dopo due anni vescovo di Lodi, ove

al seguente Capitolo.

Finalmente, Clemente XIV gi de' minori conventuali, presiedette al


Capitolo generale,

vocarono
Apostoli
stro
,

nel

che questi conconvento de' ss. XII prescegliendosi in miniil

con il sinodo, e ne pubblic gran vantaggio le costituzioni. Poscia s. Pio V lo volle prefetto della segnatura di grazia, lasciata dal
tenne
Cardinal
alla

Vitellozzi

indi

deputollo
santo
offi-

congregazione

del

generale

p.

Luigi

Maria

zio, col

governo di

Gualdo, come

CAP
Il

CAP
divenuto
arcivescovo
di

,^

59
Car*
tito-

lognto apostolico.

tanto

di voto

alla

Capizucchi era Vergine santis-

Avignone.
il

Da

Innocenzo

XI
s.

fu

creato

sima , che volle visitarla a piedi allorquando si port al santuario


di Loreto.

dinaie,

conferitogli

poscia

lo presbiterale di
geli,

Da
ai

ultimo, dopo
conclavi
dei

essere
Pii

intervenuto

due

Anprimo settembre del 1681. Poi venne ascritto alle congregazioMaria


degli

nel

IV e V, mori
ni, e

Roma

nel

bacio

ni

del

s.

Oflizio, del

concilio, dei ve-

del Signore, di cinquantaquattro an-

scovi e regolari, e

dopo

essere inter-

cinque di Cardinalato, nel iSGg,

ed ebbe tomba nella chiesa di san Clemente, suo titolo, a cui era stato
trasferito.

venuto ai conclavi di Alessandro Vili, e d'Innocenzo XII, mor a Roma di settantasei anni, e dieci di Cardinalato, nel 1692.

Fu
in

sepolto nella
Portico, nella

CAPIZUCCHI
naie.

Raimondo,

Cardi-

chiesa di

s.

Maria

Raimondo Capizucchi nacque


nel

tomba
pella

de' suoi

maggiori nella caps.

1616, da illustre famiglia. Giunto all'et di quattordici anni profess nell'Ordine dei predia
catori,

Roma

gentilizia di

Paolo.

Era

il

nostro Cardinale di mente quadra,


religioso, integerrimo,

fece tali

progressi da vedijHcili

passionevole

generoso
nelle

modesto, come benigno.


cui

nire nei casi

pi

consultato

Pubblic alcune opere,


il

riporta

quale oracolo. Innocenzo X, quando seppe del merito di lui, lo fece segretario dell' Indice nel nel
1

p.

Touron,

Vite degli uo-

mini

illustri dell'

Ordine dei predi-

65o

poi

catari
nale.

tomo V,

pag.

655
,

e seg.

i653,

esaminatore dei vescovi,

i654, maestro del sacro palazzo. Senonch accusato presso Alessandro VII di avere troppo incautamente approvato un libio, che, per la sua mordacit, non menta va vedere la luce, senza lasciarlo
quindi, nel
rivedere al vicegerente di

Roma,

di-

CardiRoberto Capizucchi o Gianroberto, patrizio romano, venne sollevato air Gnor della porpora col titolo di s. Clemente nel 1097, e si annovera tra i porporati di Urbano li. chi vuole, che questo Cardinale sia il medesimo dell'altro
Roberto,

CAPIZUCCHI

mise
dice,
fice.

la

sua carica, ed ebbe a sucil

Gianroberto Capizucchi, decorato delle

cessore

p. Libelli,

segretario dell'In-

ed intrinseco amico del PonteIl

insegne Cardinalizie da Onorio Se non che, non valendo molto

li.

le

Capizucchi, sicuro e tranquilritorn

ragioni
decisa.

addotte,

la

cosa

resta

in-

lo

in coscienza,
,

con eroica

fermezza
al
il

cristiana rassegnazione

CAPOCCI
nipote
di
si

Nicol

Cardinale.
per
via

suo convento, per cui ammirando


Pontefice cos saggia condotta,
la
gli
i

Nicol Capocci, nobile romano, pro-

Onorio IV,
applic con

di
alle

diede

preferenza

sopra
tranne

tutti

madre,
non
nel

impegno

padri dell'Ordine,
rale, e gli
ollr
la

il genemitra di parec-

leggi nella

universit di Perugia, e

ancora
diritto

quadrilustre,

laureossi
Solle-

Clemente IX; ma egU sempre modestamente ricusava una tal dignit. Da ultimo Clemente X, ammiratore di tanta
chie chiese.
stesso fece

Lo

canonico e
re

civile.

vato da Giovanni
cancelliere

di

Francia a
sosla

supremo del regno,


ltiche

tenne
Chiesa
vico
il
,

grandissime
specialmente

per

virt,

lo ristabil

maestro
il

del

sa-

cro palazzo, perche

p.

Libelli

era

contro LodoDa^'aro, ed altri nemici della

6o

GAP
A
premio
di
di

GAP
tanto zelo,
co-

religione.

pi comunemente Sapienza Vecca,


nel quale
sero

ebbe pingui abbazie e

beneficii,
s,

per

sette

me
il

la prepositura

Audemaro
cappellanie,
l'

alimentare

anni quaranta
si

si

doves-

giovani
applicas-

a Puy,

ove fond
s.

tre

che in quella universit


sero agli studii.

priorato di

Quintino, e
chiesa
di

arci-

Un
,

altro

ne fond

diaconato

della

Erbipoli

a Parigi, detto

A. poveri secolari,

riell'Alemagna , di Autun, e di
nelle Gallie.

Mans

di

s.

Sofonia

bench

non ne
Perugia

scovo
te

Nel i34o fu fatto vedi Utrecht, e, nel i348, di


poi Clemenai

parli nel suo testamento; a

Urgelle nella Spagna;

egualmente, nel 1367, stabili un nobile monistero con chiesa, cui don
ai

VI
1

del

18 dicembre 35o, l'onor della sacra porpora


s.

17, ovvero

monaci

Olivetani

detto di

Mon-

temorcino. Generosissimo coi poveri,

col titolo di

Vitale, e nel

i36i

divenne vescovo tusculano, ed arcis. Maria MagQuindi, nel i356, era stato inviato legato a latere con Ta-

prete della basilica di


giore.

ogni giorno mandava agU spedali pane, vino ed abbondevoli vivande preparate in sua casa a loro favore;
eccellente

poi

nelle leggi, difendeva

le cause delle
li,

vedove
delle

e dei pupilla

lairando,

vescovo

Cardinal
la

di Al-

pagava del proprio


liti,
il

neces-

bano

Parigi

a riconciliare con quella di


il

corte

di
al

saria spedizion
si

^perloch
titolo

Londra,
i

guadagn

glorioso

di

qual fine volle


si

Papa, che
coli'

legati

avvocato dei poveri. Tale

infatti lo

abboccassero prima

impera-

chiama Baluzio,
zelava

aggiugnendo,
la
i

che
e

Carlo IV, per implorarne la mediazione. Ma ogni cosa fu vana,


tore

valorosamente

giustizia

sosteneva costantemente

poveri

bench legati fossero accolti molto onorevolmente, ed impiegati due


i

veniva altamente
la

commendato per
cui

libert

con

esponeva nei

anni in

tale

legazione,

stabilissero

concistori
tutti

una
con

lega,

di Francia
(juello

che fu brevissima. Il re ruppe in aperta battaglia d'Inghilterra nella famosa

proprio parere. Era con piacevole, benigno, fuori che


il

con s

stesso,

poich macera vasi con


e
cilicii.

aspri digiuni

Dopoch
le

in-

giornata di Poitiers, in cui vinsero


g' inglesi
,

tervenne ai conclavi per

elezioni

ed

il

re di Francia fu

fatto prigioniero e perdette sul

cam-

po il fiore della nobilt francese. Per non avvenne cos di Carlo re di Navarra, e Carlo duca di Normandia, coi sovrani d'Inghilterra e
Scozia,
tra' quali si

d'Innocenzo VI, e di Urbano V, mor santamente a Montefascone dopo dieciotto anni di Cardinalato,
nel I 368, ove allora trova vasi il Papa per respirare un* aria pi pura.

Fu
a

poscia

il

suo

corpo trasferito
nella
basilica
s.

stabili

sincera
,

Roma,
,

sepolto

amicizia. Ritornato

dalla legazione

liberiana

nella
lui

cappella di
abbellita

Lo-

mentre dimorava
mostrandosi
al

con Urbano V, popolo nel giorno

renzo,

da
si

dotata,

ed ove
le
il

rese chiaro per miracoli,

3
il

marzo dell'anno
ss.

i368,
di
s.

le

te-

come abbiamo
Capocci,
in
stabilisse

presso Bosqueto. Volche,

ste dei

Apostoh Pietro e Paolo,


s.

morto

lui,

si

Pontefice port quella

Pie-

quella basilica

un

col-

tro,

ed

il

Capocci quella di

Paolo.

legio di dodici sacerdoti, perch col

A Perugia eresse un collegio, che chiam di s. Sofia, detto Gregoriano, e

capitolo convenissero in coro alla recitazione


dei
divini
officii,

ai

quali

GAP
assegn rendite per vivere ed abitazione, sulla piazza della stessa basilica.

GAP
cesaree,
, ,

6r

La sua
tori,

vita Fu pubblicata dal


t.

Mura-

che rimasero disfatte, e dal 1249 conquise. Quindi ^^ i25i, d'ordine d' Innocenzo IV, co-

nel

YIII degli

scrittori delle

me

legato

apostolico, resse

le

pro-

cose d' Italia pag. 22.

vincie dell' Etruria ecclesiastica, del,

CAPOCCI
Pietro Capocci,

Pietro
di

Cardinale.
famiglia

l'Umbria,
recarsi
intestine

della
di

Marca;

in ap-

nobile

presso dovette
in

nuovo, nel
per
la

i2 54,

romana,

del rione dei Monti, chia-

Alemagna, sconvolta da
discordie

ro per la illibatezza dei costumi, e per la profondit della scienza, da

elezione

del

giovane

si

diede

al

mestiere

delle

armi, e pot valorosamente difendere Gregorio IX dagl' insulti dei romani messi a rivolta contro di lui, e ricuperare la Sabina, e le citt e terre del patrimonio di san Pietro. Poi passato a Lione, ov'era Innocenzo IV, da lui il Pontefice venne eletto arciprete della basilica liberiana, e nel concilio generale,

nuovo Cesare, poich altri seguivano Guglielmo, altri Corrado. Il Papa dichiarossi contro quest'ultimo, ed ordin al Cardinal legato di restituire alla comunione della Chiesa
quei
tutti,

che
alla

gli

fossero contrarii,

perdonando loro qualunque


praticata
ai
ribelli

ingiuria

Chiesa, e che contro fosse ari-olato esercito pode' canonici res.

deroso.
pocci
,

Alle generose cure del Ca-

ed a favore
il

che vi si tenne dal medesimo Innocenzo IV, nel dicembre del 1 244> fu creato Cardinal diacono di san Giorgio in Velabro, ove stabili in-

golari francescani di
bate, devonsi e
s.

Antonio abil

tempio,
s.

monistero,

lo spedale

di

Antonio presso
cui soppresse Pio

durarono sino agli ultimi tempi. Nell'anno 1247, ebbe la legazione di Danimarca, Pomerania, Polonia, ed Alemagna, per muovere i principi alla elezione
signi benefizii,

che

Maria Maggiore, VI; l'ospedale, il


le

resto fu dato al-

monache
vi

camaldolesi, le quali tut-

tora

dimorano.
ss.

Nutriva

tenera
e

devozione alla

Vergine,

pas-

del

nuovo imperatore;

ricevette

l'ordine di allontanare dalla Chiesa


il partito di FeCorrado, nuovamente li seguissero. Intim un' assemblea generale a Nuitz presso Colonia, ove, nel 1247, Guglielmo conte di Olanda, fu eletto re di Germania, poich quantunque fosse appena qua-

sando per Firenze nel ritorno in Francia, gett la prima pietra alle fondamenta del magnifico tempio
ss. Annunziata. A Roma edific ancora la chiesa di s. Maria in Via, per un sorprendente prodigio, poich si vide un' immagine della Ma-

coloro, che, lasciato

della

derico

drilustre,
riori

era fornito di doti supe-

all'et.
il

Della

quale

elezione

donna, scolpita in pietra, galcggiare d' improvviso al margine di un pozzo, le acque del quale uscendo inondavano quasi il luogo vicino. Ci veduto il Cardinale, prese con vera
fiducia
la

contento
dinal

Pontefice, impose al Carl'

in

Dio

la sacra

immagine,
il

legato di fulminar

anatema
oppones-

port in processione, alla quale

tutti

quei

laici,

che
in

vi

si

volle intervenire

anche

Pontefice,

sero.

Dipoi
di

pass

Sicilia,

ove

vestito pontificalmente, cinto di spa-

da e

coiazza
alle

inspir

supcriore

e la colloc ove ancora sta, venerata dalla devozione dei romani. Poi Vincenzo Capocci pose in quel

coraggio

sue truppe

contro

le

tempio una

iscrizione,

che

ri[>orta

, ,

63
tutto

^
elezione
di

CAP
il

CAP
noto,
elle

l'avvenuto. Finalmente

ma
pu

sibbene ristaurato in modo,


dirsi

stro porporato,
la

dopo aver favorita


Alessandro IV, mori

tore.

Fu

presente ai comizi di

come secondo fondaOno-

gloriosamente a

Roma nel

i25g, cone fu
s.

rio

tando tre

lustri

di Cardinalato,

III, Gregorio IX, Celestino, ed Innocenzo IV, al quale ultimo, nel

seppellito nella cappella di

Barbara,

giorno solenne della


ne,

sua coronazioPontificia

cui egli avea


liberiana.

fondato nella basilica

impose
tra
i

la

tiara

come
Po-

primo
Raniero
,

Cardinali diaconi.

CAPOCCI
monaco
di

Cardinale.

scia fu

fatto rettore del

patrimonio

Raniero Capocci, nobile di Vitej-bo, cistcrciense, ed abbate nel monistero delle tre Fontane fuori

di

s.

Pietro, quando, nel i252, do-

Roma,

pei suoi costumi illibati

po quaranta anni di Cardinalato mori a Viterbo, di cui per un anno era stato anche vescovo e fu se,

e per la sua insigne erudizione, da

polto innanzi l'aitar maggiore nella


chiesa dei Gradi, cui, prevenuto dalla

Innocenzo

III

fu

creato

Cardinal

diacono di S. M. in Cosmedin nell'anno 12 12, ovvero nel 12 13,


colla

morte, non pot ultimare. CAPODIFERRO Girolamo, Car.

diaconia
;

di

medin
11

e poscia

in Coss. Maria da Onorio III fu

fatto Pontifcio legato nella Toscana.

Girolamo Capodiferro, patriromano, nacque nel i5o2. Era creduto di Napoli, perch il padre di
dinale.
zio
lui

ritorn alla ubbidienza Sede Apostolica Viterbo clie l'imperatore Federigo 11 si era usurpato, e, compito sotto Imiocenzo IV il concilio di Lione, con Stefano, Cardinal di s. Calisto, promulg contro

Capocci

era cittadino napolitano della fa-

della

il quale men a moglie Bernardina Capodiferro dama romana, il cui cognome assunse

miglia dei Recanati,

il

nostro Girolamo. Ancor giovanetto

fu messo alla corte del Cardinal Ales-

di lui la sentenza di privazione dello

imperio. Mentre era Pontefice Gre-

gorio IX, ridusse al dovere Montefiascone, la


la

pa do

sandro Farnese, che poi divenne Pacol nome di Paolo III. Scorgenil

Cardinale

Toscana

ecclesiastica

destrezza nel

in Girolamo gran maneggio degli affari

Sabina ribellate al Papa. Quanpoi,

impiegoUo

molto

utilmente,

lo

governava la provincia del patrimonio , la Marca di Ancona, e il ducato di Spoleto, difese da valoroso quest' ultimo dalla
legato,

do

come

diede a conoscere a Clemente VII,

violenza dei nemici, e dovette


ci soferire grandi insulti

pertol-

da Bei
il

do

figlio

di

Corrado,
Edific
la

cui

Papa
di
s.

scomunic.

chiesa

Maria de' Gradi in Viterbo, e la don ai domenicani: inoltre altri templi

ancora
s.

egli edific,

come

quello

Maria del Paradiso, di s. Pietro detto del Castagno , di s. Martino ai monti, dei quali due ultimi fece dono ai monaci cistcrciensi. Quest'ultimo per non fu veramente da lui fondadi

che occupollo nella curia romana, ed in alcune nunziature di altissimo affare ove pot far conoscere la vivacit, e la profondit del suo sapere. Nel i54^ Paolo III ordin a lui, che intimasse alla Francia ed al Portogallo il concilio generale, nel qual incarico riuscito a maraviglia, divenne tesoriere della Camera Apostolica, e fu deputato ecol Cardinale Ascanio Sforza di stinguere i canoni, e i censi devoed altre luti alla Chiesa Romana chiese e luoghi pii del dominio ec, ,

clesiastico,

e d' infeudare

nuovamen-

GAP
te,

CAP
ecclesiastici

63
aqui-

ed

alTittare

beni

re di
leiesi
,

per ninnare denaro nella giiena contro il turco, che occupala 1' Ungheria e
i

Venezia r Istria

co patriarchi
si

poco
ai

a' veneti,
.

conilnl della

AUemagna, miin
Italia.

tedeschi

nacciava
nel

discendere

Poi,

put Istriae)
isoletla,

a poco a anno 1797, Capo d' Istria ( Ca costruita sopra una

diede

indi, nell'

datario, e a

1542, fu fatto vescovo di Nizza, mezzo del Cardinal Soche


scrisse

la

quale unita colla ter-

raferma

doleto,

assai

onorevol-

mente
sti

di lui al Pontefice, fu

da ques.

mediante un lungo argine. E cinta di buone muraglie , e difesa da un forte, avendo il vantaggio di
driatico.

creato Cardinal diacono in

Gior-

un comodo porto
Quest' isoletta
si

gio in Yelahro ai

i544- Quindi secondo Terovaime


,

19 dicembre del divenne vescovo di


Ciacconio
nei
,

nell' Achiamava
il

anticamente
terreno
ci

A egida
a

perch

suo

era atto
le

nutrire capre

come legato n parecchi


di

della

Romagna
III,

govere

che
di

anni

Pontificati

nome

fece dare dai latini il Capraria. Fu detta pure

Paolo

III,

Giulio

Mar-

Giustinopoli dal
tore Giustino, no,
il

nome

dell'imperadi
agli

con grande integrit e prudenza. Sono ancora in vigore alcune


cello il,

nipote

Giustiniaabitanti
citt.
I

quale
se

permise

sagge costituzioni di lui pel buon go-

deir

Istria

di fondarvi

una
;

verno
te

di quella provincia.

Due
di
I,

vol-

veneziani
assalto

ne impadronirono

per

fu

spedito
III
i

alla

corte

Parigi

nell'anno

980

genovesi

da Paolo mandasse

a Francesco

perch
fu

suoi

vescovi al concilio
III,

ne divennero padroni, ma, nel 1478, i veneti

nel

i38o,

la ricupera-

generale; poi da Giulio

man-

rono, e la conservarono sino al ter-

dato ad Enrico
dei sancsi.

II,

per trattare
fabbric

l'alFare

mine

della

loro repubblica.
vi fu eretta la

A Roma

un pa-

Verso l'anno 756,


tropoli di Aquileia, e

lazzo magnifico, che, nel i63o, pass


al

sede vescovile, suffraganea della me-

Cardinal Bernardino Spada. Que-

quando Benei75i, questo


sottopose Ca-

st'ultimo lo accrebbe ed abbell, ed

detto

XIV

estinse, nel

ora propriet del principe Spada.

patriarcato, nell'erigere, nel 17^3, la

Finalmente
e Paolo

dopo
il

essersi
III,

recato

ai
II,

metropoli

d'

Udine,
il

vi

conclavi di Giulio

Marcello

po
di
il

d' Istria,

cui ultimo

vescovo
giacch
dio-

IV,

nostro
di

Porporato

fu Bonifacio
s.

da Ponte, camaldolese
di

mori nel iSSg,

cinquantaselte

Michele

Murano,

anni, e quindici di Cardinalato, ed

Pontefice Leone XII uni la


in

ebbe tomba nella chiesa


ria della Pace.

di

s.

Ma-

cesi
ste,

perpetuo

a quella di Trie-

dichiarandole

ambedue

sutfra-

CAPO D'ISTRIA
tan.).

(Justmopoli-

ganee dell'arcivescovo di Gorizia.


esse
il

Ad

Citt vescovile unita a Trieste

(Pedi), nel regno illirico, e che un di era capitale dell'Istria. Conquistata


ni
,

regnante Pontefice, nel concistoro de' 3 o settembre i83i, diede per primo vescovo l' attuale monsi-

da' romani, indi dagli ungoti


,

gnor Matteo Raunicher.

dai
,

dagli

imperatori
]\el

La magnifica

cattedrale di
alla

Capo

greci

fece parte

dell' esarcalo.

d' Istria dedicata

beata Ver-

sistema
se
,

feudale

ebbe

un marche-

ora dipendente , ora annesso al

patriarcato d'Acpiilcia, e nelle guer-

gine Assunta in cielo, ed il capitolo, che prima era numeroso, ed avea quattro dignit, ora non hu che

H
da, e

eA P
tre
colla

CAP
prebenInoltre
preti, ossia conestabile,

quattro canonici,

o contestabile, e
la

di

imo soprannumerario.
vi

due deputati con


che
il

loro milizia, salvo

per r ufficiatura

sono tre

rione de' Monti, eh' era devo-

e quattro chierici mansionarii. Nella citt vi sono parecchie chiese, due

luto alla giurisdizione del priore dei

Capo-rioni

come

rileva Bernardino

conventi di
cini,

religiosi, cio

di

cappucdi piet,

e minori osservanti,

due con-

Bernardini, priore de' Capo-rioni nel Pontificato di Benedetto XIV, nella

fraternite, ospedale,

monte

Descrizione del nuovo riparlniento


de' quattordici rioni
ta

un

liceo,

ed un ginnasio.
DI

La

tassa

di

Roma

fat-

camerale di quattrocento

fiorini.

CAPO-RIONI
il

Roma. Secondo
lingua
italiana,

per ordine di detto Papa, Roma 1744- Di questo magistrato si


fa

dizionario

della
significa

memoria

in

un

codice della bi-

Caporione

Caporale^ De-

blioteca vaticana, fino dall'anno

curio j Ductor, cio principale, guida,

nel

qual tempo

erano

g48, denominati

governatore e signore
scorta degli
altri.

comandatore, ed anche regolatore, maestro , e


,

decarconi, giacch prima di tal'epo-

ca
ni

Abbiamo

dall' Ami-

sotto Alberico che s' intitol Principe e senatore di tutti i roma, ,

denio, nella sua Relazione, che Roma (divisa in quattordici regioni,

di suo fratello

Giovanni

XI

detto

dette con vocabolo corrotto Rioni ), imbussola innanzi il Cardinal camerlengo alcuni soggetti di ciascuna regione, dell' ordine de' nobili, chi per conservatore, chi per priore de' Caporioni,

XII, creato nel gSi, alcuni sostengono, che due consoli si creavano ogni anno in R.oma, oltre un

prefetto della nobilt, e per render ragione al popolo, e alla plebe, si


elessero pure dodici decarconi,
li
i

qua-

cio magistrato dei capi delle

sostenessero

l'ufficio

del senato,

regioni,

volgarmente appellati Capoe

rioni

come
del

Conservatori,

nel

principio

suo ingresso, o nelle

mani

del Papa, o in quelle del

men-

tovato Cardinale, presta il giuramento di fedelt come meglio si dice


,

ovvero dexarconi, come tribuni della plebe, secondo Biondo. Siccome poi in guerra usavano alcune bandiere, ed ogni regione si distingueva dalla bandiera particolare, con vocabolo tedesco furono eiiiBanderesi {Vedi)^

air articolo
in cui

Conservatori di
si

Roma

nome
,

col

quale

oltre

quanto

si

pure

tratta del priore dei

dice a quell'articolo, fino dal

1262

si

i Cagiuramento al Cardinal camerlengo, o Io prestavano nelle mani del Pontefice, ed

Capo-rioni. Finch esistettero


il

po-rioni facevano

trovano chiamati. Essi in certe occasioni usavano un particolar vestia-

al

trono

nella

cappella Pontificia

dopo il vespero della Circoncisione, quando venivano chiamati a nome


de' loro
rioni
dall'

ed avevano grandissima autoriquale fu loro di molto diminuita, nel 1 369, dal Pontefice Uibano V, e poscia, verso il termine di
rio, t, la

detto secolo

XIV,

fu affatto soppres-

avvocato
a'

fiscale

sa da Bonifacio IX.
1

bench, nel

di Campidoglio.

408
,

cagione della guerra, che


Ladislao re di Naquegli,

Anticamente, cio fino


dii,

primor-

faceva a R.oma
poli
al

come
alla

si

dir, del secolo nostro,

ogni rione di

Roma
,

{Vedi), era

com-

messo

cura

e custodia di

un

Capo-rione, di

un Capoter {Fedi),

che ne aspirava dominio e per la gran carestia del pane ond' era afflitta la citt, fosse nuovamente creato questo ma,

come

GAP
gisiitito

CAP
festo,

65

dal Cardinal Pietro Stefane-

schi, \icario di

Papa Gregorio XII,

> Banderas contempore antiquo , uti doM minoriim banderesioriim cum si> gno pavesati , et balisteri ", ci non ostante furono poco dipoi nuovamente aboliti. Talvolta i bande-

gli

fossero date

erano totalmente diversi dai Capo-rioni , e per ragione del loro numero, e per la

che

banderesi

siietas

loro amplissima possanza, in vigore


della quale potevano

anche dare, e
,

togliere la vita

cio far grazia

resi

furono chiamati Capo-rioni, cosi recarono al conclave, in cui fu eletto Urbano YI. Abbia-

me quando
a'

condannare all' estremo supplizio ; laddove i Capo-rioni (conservati sino a Pio VII), tanto nel numero, che nell'autorit, per altro limitata, non
oltrepassavano
i

confini del proprio


;

mo, che

4 gennaio i4io>
i

Capo-

rione nell' esercizio di essa


sto per, che sino al

con quetale ca-

rioni fecero

conservatori di
il

Roma,

lySi
i

e nel di seguente salirono


pidoglio (Vedi)^

Cam-

rica fu propria della nobilt

romafu-

ed espulsero il senatore Gio. de Tostis, che lo teneva pel re Ladislao. E nel Pontificato di Giovanni XXIII, i Capo-rioni, ai 27 agosto i4ii} ricevettero con grand' onore nel palazzo apostolico il senatore conte Ruggero d'AntiglioQuando poi il popolo romano la.
si

na;

ma

poi

si

elessero

cittadini.

I Capo-rioni (Capita- Regionum)

rono denominati anche maestri delle curie e siccome erano scelti dai
_,

ceto della
cati

romana

nobilt

qualifi-

vennero
si

col titolo di nobles viriy

come

ricava da
si

un istromento del
conserva nell'ar-

XV

secolo, che
s.

pent d'essersi ribellato nel

14^4

chivio di

ad Eugenio IV, e che questi sped a Roma Giovanni Yitelleschi comandante del suo esercito, venne quel comandante ricevuto dai romani, e dai Capo-rioni con grande onorificenza.
Il

Angelo in Pescheria. Sebbene, come vedremo, parlanarticolo dell' intervento


ai

do in questo
de' Capo-rioni

Possessi de' Papij


presidenti de* rioni

e degli

attuali
i

di

Roma,

Capo-rioni esistessero sino


talora,

dal

XV

secolo, e

come
i

rile-

cav. Venuti, nel Fiorino d'oro


1

vammo,

fossero creduti essere

illustrato j p. 3

3,

parlando

de'

ban-

deresi, tuttavolta la

banloro formale real

deresi detti ancora Pavesani,


lestrieri
3

o Badecurie,

golarizzazione, e concessione di stabili

dice

che essendo divisa


ii:\

prerogative,

si

deve

Sommo

la citt di

Roma

piti

Pontefice Gregorio XIII, allorquan-

w ed
M
>i

avea ciascuna di esse il suo capo, il suo segno particolare, sotto


il

quale

militava.

Tali
,

capi

si

dicevano
loro
si

banderesi

ad una

coi

iy

decurioni.

Oggi quei

capi,
si

w che
>

appellavano banderesi,

>
>

dicono comunemente , e con titolo proprio Capo-rioni , e sono quattordici , essendo altrettanti
i

rioni
il

della citt
,

di

Roma

**.

V.

Marini
I,
il

Archiatri Pontificii

tomo
riflette

p.

106.

Da

tuttoci,

come
maui-

citato Beruardini,

do coir autorit della bolla, Urbent Romani j emanata ai 25 maggio i58o, che si legge nel tomo IV, del Boll. rom. par. Ili, pag. 4^6 conferm gli statuti di Roma, riformati da Luca Peto e da altri, secondo le circostanze de' tempi. Fra le provvidenze nello statuto contenute, venne formato un gran consiglio, ed altro segreto nel quale aveano anche luogo il priore de'Capo-rioni, treilici, o venlisei consiglieri scelti dai medesimi Capo-rioui, ed eziandio dei
, i

VOL. VUL

GAP
priore de' Capo-rioni, e tredici Caporioni, ch'erano stati in carica nel
alcuni da Clemente

X,

di estrarne

trimestre antecedente, dappoich tanto i conservatori, che il priore dei

per bussolo ogni trimestre , innanzi il Cardinal camerlengo dal novero


delle sessanta nobili

famiglie

roma-

Capo-rioni, ed
ti

Capo-rioni erano

elet-

ne, dette coscritte,

tre conservatori

no

ogni trimestre. I Capo-rioni furodichiarati dipendenti dal prore

il

priore de'Capo-rioni. Quel prio,

re fa parte della rappresentanza

de'Capo-rioni, magistrato subalterno,

e destinati a paterni ed utili uflficii, e dovea ognuno nella propria regione, insieme a tre
tare
scelti

quantunque non sia eguale nella giurisdizione, ha comune l'abito coi


conservatori di
consiste nel

Roma. Un
come
all'
il

tal

abito
di oro

deputati, esercigiurisdizione,

rubbone nero, e
articolo

una

conciliativa

nelle solennit,

tutto dicesi

in vantaggio de' cittadini, tutelando


i

dettagliatamente
vatori.
P^. la

Conser-

diritti,
,

e le sostanze loro, senza stre-

bolla

Urbem Romani^

pito

o pubblicit. Ciascun
cittadini,
,

Capodi

rione era assistito da


scelti

un numero
,

di conslabili

che sotto il nome o capotori mantene-

di Benedetto XIV, pubblicata ai 4 gennaio 1747 nella quale sono prescritti i requisiti, che debbono avere
i

nobili per essere dichiarati o con-

vano

la

pubblica tranquillit, vigi-

servatori di
rioni.

Roma, o

priori de'

Capoil

lando air esecuzione de' loro ordini. Ogni qual volta poi o il sovrano
Pontefice, o altre circostanze
il
i

Si aggiunga,

che durante
il

sistema

del

bussolo,
il

priore dei

voloro

Capo-rioni copriva

posto anco di

leano,

Capo-rioni riunivano
coli'

constabili,

ed in caso di maggiore
aiuto di
,

Capo-rione senza distinzione di rione, ma ripeteremo che negli ultimi tempi sino alla cessazione de' Capo-rioni,
il

urgenza, avvalorandosi

ogni altro cittadino

concorreva

priore prendeva sempre posto nel

formare quella forza urbana, o civica, che in ogni tempo rese imporMa altre pi intetanti servigi. ressanti notizie riguardanti i Caporioni, si riportano all' articolo Capotori.

rione

primo Monti

onde

in ogni

tempo ha avuto duplice rappresentanza. Il medesimo priore de' Caporioni

nel giorno
il

ultimo
,

dell'

dopo
tificia

vespero papale

nella
il

cappella,

se egli

anno , Ponnuovo

Fino dal 1661 terminarono


blici
,

pubpiti

eletto, presta nelle


fice
il

mani

del Ponte-

e segreti consigli

e non

per bussolo,
sero
rioni,

ma
il

per organo della


i

stesso

giuramento, il quale nello luogo e giorno finche esistetCapo-rioni, lo prestarono co-

segreteria di stato,
i

Pontefici eles-

tero

magistrati,

priore de' Capo-

me dicemmo
Nella sede

superiormente.

ed i Capo-rioni. Diminuita per la rappresentanza loro nel termine


del secolo

vacante

Capo-rioni,
loro vigi-

doveano raddoppiare
lanza per prevenire
i

la

XV III,

stante l'istituzione

tumulti, e le

della guardia civica, ordinata

da Pio
estinti

sedizioni, e difendere all'occorrenza


la
citt

VI
i

affatto

rimasero

anzi
i

da qualche nemico,
nel secolo
il

che

magistrati Capo- rioni, e

loro at-

avesse tentato invaderla, o turbarne


la quiete,

tributi,

per disposizione del successo-

re Pio

VII, sebbene quest'ultimo


il

come fece Giacomo Ponziani,


cuni soldati
stranieri

XIV
colla
al-

quale
entrati

Pontefice restituisse a quel magistrato

milizia del suo priore,

respinse

romano

privilegio, tolto secondo

forza-

GAP
tamenle
in

CAP
la

67
giallo;

Roma
al

per

porta san

na, vestiva di paonazzo; l'ottavo di


Trastevere, vestiva di color
il
il

Sebastiano,

lato

della

quale se

ne legge la memoria in una iscrizione. Ciascuno de' Capo-rioni nella sede vacante aveva scudi venticinque, ogni dieci giorni, ma Clemente XII nella riforma li ridusse a diecisette. Seguila poi V elezione del nuovo Pontefice, il Capo-rione del
quartiere,
in

Ripa vestiva di bianco; decimo di s. Angelo in Peschedi

nono
di

ria,

color

riverso

l'

undecimo
colle

della

Regola, vestiva da
tinte;
il

moro
di

gambe

duodecimo
il

Pa-

rione di color leonato;

decimoter-

cui era situato

il

pa-

lazzo che l'eletto abitava


nale,

da Cardiper
custo-

zo di s. Eustachio compariva con due ninfea canto; e il decimoquarto della Pigna vestiva di color di carne.

prontamente

vi si

recava colle

Nei solenni
fici

possessi,

che

Ponte-

sue mil7e
gliasse,

de' capotori

presero della basilica lateranense

dirlo, afllnch

il popolo non Io spoabuso che pur troppo pi Tolte era accaduto, e vietato, massime dal concilio di Costanza, e da Leone X.

descritti

sul priore de'Capo-rioni, e de'

eruditamente da Cancellieri, XIII


la

Capo-rioni, rilevansi le seguenti notizie.

Dopo

deposizione di Gio-

Prima

di parlare dell' intervento

de^Capo-rioni alle solenni cavalcate


pei possessi de' Pontefici, e dei sena-

e degli abiti da loro riporteremo quelli, che assegnati lor vengono dal Piazza nelle pubbliche funzioni del popolo romano, nel suo Efierologio di Roma^ tom. I, pag. 264. Sino dai tempi, in cui Augusto
tori di

Roma,

assunti,

vanni XXIII, seguita nel concilio di Costanza, quivi nel i^i'J fu eletto romano, il quale recanMartino dosi in Roma a' 28 settembre 1420, gli fu fatto grandissimo onore. Per ogni rione si fecero giuochi da otto gentiluomini romani; e i conservatori, e i Capo-rioni con molti cittadini per diverse sere girarono per

la citt

viva

Papa Martino,
memoria
,

con torcie accese, gridando: anzi a perpefecero


registrare
il

divise

Roma

in

XIV

rioni,

come

tua

dice Svetonio nella sua Storia capo

giorno del suo


doglio,

ingresso

in

Campi-

3o, assegn a ciascuno de'Capo-rioni


la

propria

insegna,

veste di cosi

lore diverso, insegna e veste che

continuarono a portare per molti secoli, essendo gelosi i romani della


conservazione delle loro antiche co-

come giorno felice. Ai 24 giugno i447> segui in s. Gio. in Laterano il possesso di Nicol V, al quale intervennero i Capo-rioni e si fece correre il pallio da ss. Cosma
,

Damiano
i

al

Laterano. Nel possesso


ai

stumanze.
di

Il

primo

de' Capo-rioni

d'Innocenzo Vili,

12 settembre

Campidoglio, ovvero Campitelli, vestiva di color verde ; il secondo de* Monti, di color cangiante, il terzo di Trevi compariva in abito da pellegrino; il quarto di Colonna, di
color bigio;
il

1484, Capo-rioni con molti cittadini, e nobili romani, portarono il baldacchino , sotto cui cavalcava
il

Papa,
I

cio

dal Vaticano

al

La-

terano.
I

Eletto

quinto

di

Campo

agosto

Alessandro VI agli i49^'> "cl d\ seguente


il

Marzo

vestiva
il

e le freccic;

da turco con l'arco, sesto del Ponte Ao Citt Lconi-

alle
i

ore due di notte,


i

senatore,

conservatori, e

Capo- rioni,

con

driano o
il

s.

Angelo, di color celeste;

parecchi nobili,
sciata
(festa

fatta

una

incarn'

settimo di Borgo,

popolare),

nudarono

68
al palazzo del

GAP
Papa a
ed
la
s.

GAP
cavallo
,

con
giorice-

una compagnia
coscia

di soldati,

ed

Ca-

torcie accese,

eseguita

una

po-rioni, da' quali rest ferito in

una
Ai

stra sulla piazza di

Pietro,

con

un colpo
1572,

di picca.

vettero
lica.

poi

benedizione apostopre-

27 maggio
nense, ed
i

Gregorio

XIU
un
es-

prese possesso

della basilica latera-

Nella cavalcata del possesso


so ai
II,
i

Capo-rioni vestivano
velluto

5 dicembre
conservatori

i5o3 da Giulio
cavalcarono
cogli

rubbone
sendo
il

di

cremesino
del

vestiario di sotto

me-

ambasciatori,
piedi presso
il

n vollero
il

andare

quella
rioni,

mano

Papa, assistendolo in senatore coi Capoognuno dei quali portava in un bastone bianco, mentre
vece
famigliari armati, proi

tredici loro

cedendo dopo
gioni.

cursori
i

equestri

desimo colore, tessuto con oro. Nel possesso di Sisto V, ai 5 maggio i585, i conservatori, i Capo-rioni, ed altri uffiziali del popolo romano cavalcarono innanzi gli .ambasciatori in quello preso da Gregorio XIV, ai i3 dicembre iSgo, tredi:

piedi, sostenevano

vessilli

delle re-

Nella stessa

funzione,

essen-

ci Capo-rioni delle regioni di Roma per ordine cavalcarono dopo il ma-

dovi l'abuso che i romani si volevano impadronire, appena giunto il

resciallo del

popolo romano
,

vesti-

to ciascuno di giubbone

e calzoni

Papa

al

sedia, e del

Lalerano, del cavallo, della baldacchino di che si

di tela d'argento, trinati d'oro, cal-

ze

era servito,
po-rioni

Leone

ordin

nel

tessute di seta d' oro , scarpe bianche, spada dorata cinta, con pen-

suo possesso ai conservatori, e Cache vegliassero per im, pedire il tumulto, giacch avrebbe concesso anche di piti. Nel possesso di Paolo IIIj agli aprii i le i535, nella scala del palazzo vaticano, vi fu contrasto tra
i

denti ricamati, rubboni di velluto eremerino sino al ginocchio, gran cappello, berrettone di velluto nero all'antica, con oro, perle margarite e
,
,

belle
sella
gli

gemme;

le fibbie,

e staffe della

Capo-

rioni , e i parafrenieri , volendo i primi custodu'e la persona del Pontefice; ma fu comandato, che i parafrenieri facessero
se
re,
i

erano dorate, come lo erano ornamenti, in tanto che le gualdrappe di velluto nero, avevaaltri

no ed

trine, e
i

frange di seta, e di oro


priore
dei

fornimenti de' cavalli erano di


il

l'offizio

loro, e

velluto nero. Seguiva

Capo-rioni volevano
posto
ai
il

interveniale,

procedessero in due
il

senza
famigli

impedire
Pontificii.

detti

Racconta

Colaine pres-

Capo-rione della regione Colonna, avendo il primo a destra il gonfaloniere perpetuo del popolo romano; indi procedevano i
Capo-rioni,
il

Acta Caerem. p. 391, che Paolo IV a 28 ottobre i555 and al Laterano in lettiga a prendere possesso, accompagnato da tutti i Capo-rioni co' romani ben armati. Quindi giunto alla chiesa si poso
il

Gattico,

conservatori di
pratic nel

Roma.

Altrettanto

si

1^91 nel possesso di Innocenzo IX, ma, nel i%2, nel Capopossesso di Clemente VII,
i

rioni vestivano

cappotti

di

velluto

rosso foderati di
calzoni,

tela d' argento,


,

se in sedia, portata

dai Capo-rioni

e giubboni

saii

di

raso

sino all'altare,

ma

nel

ritornare al
tra

bianco, cavalcando due a due; e nel

Vaticano
pirio

nacque

contesa

Pa-

i6o5, nel possesso di


Capo-rioni vestirono

Leone XI,

Capizucchi,

che

comandava

di tabi bianco

GAP
con trine d'oro, con rubboni di damasco cremisino , seguiti dal loro priore con veste di tela d' oro in campo rosso. In quello, che nel 1 6o5
,

CAP
cate
rali.

69
late-

sui

balconi

de' palazzi

In quanto al posto preso da' Capo-rioni


nelle cavalcate,

fu per lo
uditori

prese Paolo V,
i

Capo-rioni usarono

pi quello di
di

seguito

agli

cappotti di tela d'oro, con astoni,


indi cavalcavano

calzoni, e giubboni di tela d'argen-

to

conservatori
,

e priore

de' Capo-rioni

con

veste

andando talora il priore de' Capo-rioni in mezzo ai cancellieri del popolo romano, ed insieme talvolta co' conservatori. Che il priore e
i

Rota,

lunga

di tela d'

oro

alla ducale, e

conservatori

addestrassero
,

il

sottane di raso rosso, con gualdrap-

cavallo al

Papa

ne' possessi

finche

pe

di velluto nero, co' loro

Fedeli

(Vedi), vestiti di
dipinti, e dorati.

rosso con bastoni

E
i

quando

il

Papa
in

nella basilica

lateranense

ascese

sedia gestatoria,

rono

le

aste

Capo-rioni portadel baldacchino. Nel


capitano
i

si rileva anche dagli ultimi che furono Clemente XIV, e Pio VI. Attualmente, non pi nel Campidoglio, ma nella piazza lateranense, in un con loro,
,

entrassero in cavalcata,

il

senatore

offi'e

al

possesso preso da Innocenzo X, nel

za e fedelt del popolo


l'articolo

i644j dopo
zeri
ti

il

degli

sviz-

Possessi

Papa l'obbedienromano [V. de' Papi ). Che i


senatore,
lo
ri-

cavalcavano

Capo-rioni,

vesti-

Capo-rioni intervenissero alle cavalcate del


possesso del

di broccato, e velluto

bianco,

rosso
il

con

berrettoni j

ma
Gigli
,

diarista

Giaciuto

secondo furono

abbiamo dal seguente esempio,

dati ad essi settanta scudi per cia-

portato dal citato Piazza pag. 265, pel possesso preso ai i\ gennaio

scuno, affinch
consisteva in

si

facessero l'abito, che


di velluto cre-

rubbone

17 12 pane,

dal
il

senatore

quale riporta ancora


v'

Marco Frangiil mo-

niesino, sino al ginocchio, calzoni, e

do come
seguivano

incedevano.

Dopo

ser-

giubbone
ta

di

lama

di argento guar-

genti de' capotori e loro paggi, proi

nita d'oro, calzette e legacci di se-

Caporioni dei Monti, e


offiziali,

bianca

guernite
,

con

merletto
rica-

Trevi, con due

con bande
nella destra,

d'oro, spada dorata

cintura

e penne, con ispada

nuda

mata, berretta di velluto nero alla spagnuola con piuma bianca, e rossa, con gioiello, e sella di vellu,

e nell'altra con l'arme,

due de-

putati coir insegne de' medesimi rioni. Seguivano due Capo-rioni con penne e bande, e due paggi che sostenevano le insegne, con ottanta soldati disposti con ordine quattro per quattro, intramezzando i Capo-rioni,

to, colle stalFe dorate.

Anche

il

prio-

re loro,

tre conservatori rice-

verono cento e quaranta scudi per cadauno per farsi una sottana di raso cremisino, ed un rubbone sino
ai piedi

essendo

gli

altri

quei

delle

regioni

di broccato

d'oro.

Altretdegli

tanto
altri

si

pratic

ne' possessi

Colonna, Campo-marzo, Ponte, Parione, Regola, s. Eustachio, Pigna,


s.

Pontefici,

principalmente

di

Angelo,

Campi telli. Ripa, Traste-

Clemente

X,

ed
in

romani, anzi

Innocenzo XIII, questo ultimo si


,

Per detti soldati si debbono intendere i capotori, chiavere


e Borgo.

nominano
fra le

quattordici Capo-rioni

e
si

mati anche guardie


i

de' Capo-rioni,
tre meCampido-

pompe
le

del Campidoglio

quali essendo eletti ogni


li

noverano

insegne de' rioni, collo-

si,

accompagnavano

al

70
glio,

CAP
e poi ricevevano da loro

CAP
una
faloniere,
i

cancellieri
i

Marc' Antoconservatori.

mancia. V. Cavalcata. In oltre i Capo-rioni intervennero, e fecero corteggio

nio,

il

senatore, ed
i

Aboliti

Capo-rioni nel Pontifica-

anche nei

so-

to di Pio VII,
si

come superiormente
furono
i

lenni ingressi in

Roma
Difatti

di sovrani

accennato,

istituiti

Pre-

altri

principi.

xjuello dell'

abbiamo da imperatore Carlo V, seaprile

sidenti regionarii de
tordici rioni di

medesimi quati

Roma,

quali sucdi-

guito ai

i536, ficato di Paolo III, che ni , cavalcavano dopo


cremisi.
vittoria
i

nel Pontii

cessori de'Capo-rioni,

con quelle

Capo-riofamiglia

la

Pontificia, vestiti di velluto

raso

che noteremo, nelle attribuzioni, in sede vacante vennero dichiarati Capo-rioni , e ne esercitano
versit
le

Pio V per la riportata a Lepanto contro

quando

s.

funzioni.

Prima

di tutto fa d'uo-

po, ed indispensabile

pi-emettere,

turchi, decret gli onori del trion-

fo al celebre

Marc' Antonio

Colon-

na, comandante le galere Pontificie,


ai

4 dicembre 1571,
tal ingresso

in cui
i

luogo
rioni

trionfale,

ebbe Capoporta
suci

che sino dai tempi i pi rimoti sebbene forse con altri metodi , e disposizioni differenti, furono in vigore in Roma i regolamenti di polizia,

e in vista appunto de' vantag-

coi

conservatori, e
Nella

senatore,

gi,

presero
s.

ad incontrarlo

alla

Sebastiano.

cavalcata

cessiva

dopo

marescialli, seguivano

paggi de' Capo-rioni a ca vallo due a due con le insegne del loro rione,
vestiti di

che la societ ne risentiva, furono animati i sovrani Pontefici, principalmente Paolo II, del i464> Si" sto IV del i^'j y Innocenzo VIII, del i4B4> e Sisto, del 1 585, non-

ch
lizia,

altri

dare

piti sensati

paonazzo, e casacche

con
e

provvidi regolamenti, affinch la pocio la vigilanza del magistrasi

veste di velluto verde, e frange di


taffett rosso,

con celata in

testa,

to civile, per la quale


no, e
si

preveggoe
di
si

coi

pendoni proprii
di poi seguiti

de' Capo-rioni.

evitano
le

delitti,

man-

Erano
rioni

da dodici Capo-

tengono
avesse
zione.
ti
i

citt sicure
facili

e tranquille,

due a due, senza il priore, il quale and solo con vesti di velluto paonazzo con tela d' argento, calze di scarlatto, con cosciali a oro
di velluto cremisino, cappello di
vel-

pi

mezzi

esecu-

Che anzi ne'suaccennati Statudi Roma, riformati e migliorati da


vastit dell' abitato in tredici rio-

Gregorio XIII, venne meglio suddivisa


la
ni,

luto paonazzo,

con

frangie

d'oro.

a cui Sisto
capi
all'

aggiunse

il

deciscelse-

Armati erano i Capo-rioni di armi bianche, con il latoclavo, o nodo di velluto paonazzo foderato di tocca d'argento, con bastone in mano a cavallo, co' pendoni proprii de'Capo-rioni. L' ultimo era quello di Colonna, come priore de' medesimi.
Indi cavalcava
il

moquarto
ro
sui
i

di Borgo, e se

ne

oggetto

d* invigilare
,

costumi

de' cittadini

resistere

comporre le dissensioni e richiamare ad una utile indualle violenze, stria la

classe degli

operai

facen-

doli

dipendenti

dell' universit

ar-

paggio
il

di questo

tistiche,

onde
rifer,

sotto Gregorio XIII,

con

la

rispettiva insegna, con quat-

come
r

si

tro staffieri

due avanti

priore

istituzione,

due

alla staffa, vestiti

come
il

quelli

risdizione
rioni.

ebbe luogo se non almeno la regolare giude' magistrtiti detti Capo-

de'Capo-rioni, poscia venivano

gon-

GAP
Si progredii
ai

con

tali

sistemi

fino

ma

primordii del corrente

secolo, e

71 con l'iscrizione Presidenza DEL Rione N.


del
rione,

CAP

alle
stati

ultime

straniere invasioni degli

Successivamente in vista
sogno, e pel pi utile

del

bi-

romani, durante le quali ebbero luogo le massime ed i regolamenti degl' intrusi governi. Al cessare per di questi , conoscendosi
utile e necessario

servizio

del
si

governo,
aggiunse
detto, o

a
sia

ciascuna

presidenza

un commesso, ed un adesploratore.

Ad

ogni

un sistema
,

pres-

presidente, finch fosse in esercizio,

soch uniforme all'impianto novello

fu stabilita

de' governi europei


le

riflettendo

che

regole di polizia sono le basi


dell'

una decorazione da appendersi dalla parte sinistra del pet^ to. Essa consiste in una croce d'oro
da
cavaliere, che

principali

ordine

pubblico
,

il

pende da un anelnel

glorioso Pontefice Pio VII


ditto

con

e-

lino,

e componesi

centro
cerchio

dallo

de'

23

ottobre

1816,

Ogni
isti-

stemma
po
d'

rispettivo del rione in


,

cam
di

colta nazione^ ec, organizz, ed


tu

oro

il

cui

pur egh con provvide


s\

leggi, suc-

cessivamente
la polizia Io

ampliate e migliorate,
in

smalto bianco. Di tale smalto sono pure coperti i quattro bidenti a somiglianza della croce gerosolimitana, frammezzati da altrettanti raggi. Non ha guari per, per viste economiche, rimanendo ferme le anteriori discipline nelle presidenze de' quattordici rioni, venne ristretto e determinato il numero delle presiden-

Roma, che
Di

in tutto

stato

Pontificio.

essa

venne

stabilito in

magistrato centrale

moncolla

signor governatore di

Roma,
,

onorevolissima qualifica di Direttore generale della polizia

nelle

Provincie

furono

dichiarati
i

capi

Cardinali legati, e

prelati delegati

pr tempore. In quanto a
rimanendo VII nomin
fisso

Roma
rioni,

divisa la citt ne' quattordici


tale

riparto,

Pio
pre-

dappoich per , o quiescenza, furono riunite quella di Ripa a Trastevere, l'altra di s. Angelo a Camze a dieci
titoli

soltanto

di

vacanza

in ciascun rione

un

pitelli

quella di

Pigna

alla

presi-

sidente regionario, che

venne
i

scelto
colti,

dalla classe de' nobili, fra

pi

denza di s. Eustachio , e quella di Paiione a Ponte; ed perci, che


i

ed onesti cittadini , e tutti col grado ed onorificenza di maggiori. Vennero del pari nominati, e col grado ed onore di capitani, quatprobi
tordici vice-presidenti^
prescelti

presidenti,

quali riuniscono l'eser-

anveci

cor questi
cittadini,

dalla

miglior

classe dei

autorizzati

fare le

dei presidenti ne' casi


d'

o impotenza ; ed inoltre vennero nominati altrettanti segretarii, ispetdi assenza,

e portieri, tutti dipendenti dal governatore di Roma. Riuniti negli u/lcii de' presidenti^ chiamossi pretori

due presidenze, portano le decorazioni colle insegne di ambedue. la ciascun rione poi, anche delle presidenze soppresse, evvi una brigata di carabinieri , come hanno le esistenti, composta per lo meno di sette comuni, comandate da un sotto ufimficiale. Tali brigate dipendono mediatamente dal rispettivo presidente, in quanto al servigio del locizio di

ro istituto
la

essendo pel

resto sotto

sideiiza
di questi

regionaria
ullicii,

ciascun

olicio

ed innalzato fu sul
la rispettiva ar-

dipendenza dei supei'iori dell'armata. Di qual vantaggio poi, ed utilit


sieno riuscito le i>iesi(lenzc regione*

portone di cadauna

*j1

GAP
Roma,
cosa troppo

CAP
rare fuori d' una delle finestre della

nota, ed inutile a dimostrarsi. Le incombenze principali di tali ufficii regionari i sono di tener nota di tutti
rie di
,

presidenza,
II.

le

bandiere

rispettive.

Nell'avere a loro disposizione

un

gl'individui abitanti

nella rispettiva

giurisdizione, di generale sorveglianza,


d' indagini tanto sugli statisti, che sugli esteri,
i

quali

dimorano nel

rione,

deputato della milizia capitolina, ed un comune dei capotori, per servirsene pel disimpegno degli ufficii di Capo-rioni, per la pubblica tranquillit, e per la continua relazione
col magistrato
tori.

di vigilanza sui bottegai , commercianti, locande, ec, suU' osservanza


delle leggi, e regolamenti in vigore,

romano
di

de' conserva-

ad oggetto

non trovarsi

questi, per le ulteriori riforme nella


legislazione, in collisione colla dire-

con autorit di procedere


travvenzioni, vegliare alla

alle

con-

sicurezza

zione

generale
in

di polizia,

fu

loro

e nettezza dell'interno delle abitazioni,

hmitato, e stabilito l'esercizio della


giurisdizione
cante.
III.

alla pubblica sanit, alla regola-

tempo

di sede va-

rit
alle

della

notturna
forze

illuminazione,

Nel

procedere
quali

in
il

tutte
presi-

diverse

pubbliche

esi-

quelle materie, nelle

stenti nel

rione,

sul
,

costume,

sui

dente procedeva,
correzionale.

ed agiva in linea

pubblici spettacoli

suU' accattonag-

gio, sui detentori d'armi. Inoltre

han-

no incombenza di conciliare ad un tempo, e pacificare le piccole differenze, anco

IV. In tutto ci, che ha riguardo alle contravvenzioni di contro ora sull'apertura, e chiusura
delle botteghe dei caffettieri, osti,
altri pubblici

ed

domestiche, di giudi-

spacciatori

di liquori.
di

care nelle cause economiche sino alla

La

qualifica,

nome

CapoCar-

somma
e

di scudi

cinque, procedere,
correzionale,

rione ad ogni presidente regionario,

punire

in

via

con
ec.

ebbe principio

coll'autorit del

arresti, precetti,

ed ammonizioni

dinal camerlengo, e di concerto del

Finalmente

presidenti de' rioni disdelicate attribuzio,

governatore, e conservatori di
nella sede vacante per

Roma,

impegnano

altre

ni ordinarie, e straordinarie

che

li

rendono benemeriti della popolazione, e del governo.

Assumendo

conservatori di Ro-

di Pio VII, accaduta ai 20 agosto 1823, e prosegui regolarmente nelle successive sedi vacanti, nelle quali per non ebbe luogo, come si praticava

morte

ma

nella sede vacante, per singoiar

allorch esistevano

Capo-rioni, la

privilegio loro accordato dalle costi-

formazione
quaitiere
di la quantit

in

ogni

regione

d'

u
per

tuzioni

apostoliche,

il

comando

di

milizie capitoline,
delle

molte

cose, invigilando specialmente

milizie che presiIl

alla sicurezza della citt, seguita la

diano
la

Roma
per,

attualmente.

senato

morte del Papa, restano i presidenti regionari con dispacci del governatore
stessi,

romano

milizia

dopo aver radunata urbana de' capotori, chiai

di

Roma,

de' conservatori
sostituiti agli

ma
do
zia

presidenti

de' rioni

di

nominati, e

ansede

Campitelli, e di Regola, che


le

facen-

tichi Capo-rioni, finch

dura

la

veci

degli antichi Capo-rioni,

vacante
le

e perci ne disimpegnano
,

spedisce

col capitano di detta mili-

analoghe ingerenze
le

e prerogatiI.

ad aprire,

giusta

l'antica con-

ve,

quali

consistono,

Nel

ri-

suetudine,

le carceri

nuove, e quelle
i

cevere dai conservatori,

ed inalbe-

di Campidoglio,

affine di liberare

CAP
detenuti rei di piccole colpe, giacche
quelli di gravi delitti
si

CAP
preventivamente s. Angelo.
di Carapitelli,
citt,

73

traddislnta coll'altributo di eterna',


forse pi per
la costanza nel conservare perpetuamente sotto diverse

trasferiscono
fatti

in

Castel

Di
i

nelle ultime tre sedi vacanti,

nomenclature
sit de' suoi

le

sue

primitive

isti-

presidenti Capo-rioni

tuzioni, di quello che per

l'immenlunga durilevasi

e di Regola, in abito di
ceduti da sei fedeli
colle di

pre-

dominii e

la

mazze,

ed

Campidoglio accompagnati dal

rata del suo impero,


dalla sua storia.

come
stesso

Lo

statuto

capitano de'ca potori,


del rione, da

come capoto ro
capitolino,
uffiziali,

un notaio

pubblicato da Gregorio XIII, e sanzionato a'2i3 giugno i58o colla sua


bolla,

e da trentasei capotori cogli


tutti
vestiti

colla

montura
la
si

di

gala,

Urhem Romani, nel quale si divide r amministrazione della citt


nel

portando inalberata
rione, a

bandiera del recarono


alle

ne' suoi consigli pubblico, e segreto,


ne' conservatori,

tamburo battente,

senatore,

nei

quello di Campitelli alle

prigioni di

capo-rioni, ne' maestri di strada ec,


ci

Campidoglio, e quello di Regola


carceri
i

adombra
il
i

gli

antichi
i

comizii del
il

nuove, e liberarono detenuti per lievi colpe, che nelle tre dette epoche ascesero a novantotto, un dopo l'altro separatamente. CAPOTORI. Milizia urbana del magistrato romano, ed anche guardia Pontificia, composta di cittadini romani. Anticamente i Capotori si chiamarono Comtes Slahiles, o Constabili j ed i loro uffiziali Capotauri, o Capotori, poi Milizia Urbana, o Capitolina del popolo romano, ed anche Guardie del popolo romano. Sempre per furono conosciuti sotto la volgare denominazione sebbene fossero appeldi Capotori lati ora urbani, ed ora deputati,
,

popolo,
tore,

senato,

consoli,
edili
ec.

preci,

tribuni,

gli

che
cora

avvenne nelle
,

istituzioni
si

poli-

tico-amministrative
ne' metodi

osserva

anla

di

conservare

pubblica

tranquillit per

mezzo

di

una
le

forza interna, ed esecutrice del-

leggi.

Roma
o
rioni,

antica fu divisa in regioni,


oggid, e sino

come diciamo
i

dai primi tempi cesarei, ne contava


quattordici,
quali esistono tuttora.

Ogni regione aveva im curator, un


denunciator,

ed
i

ogni

vico quattro

maistri,
A

ai

quali

presso

poco
i

corrispondono
no.

capo-rioni, e
statuto

tre

deputati voluti dallo

romala

oltre la milizia dei

feudi del senato

coadjuvare
tranquillit.

gli antichi

curatori

romano. Per
uffizio,

dire della loro origine,

delle regioni, e a
l)lica

mantenere
Cesare
statuto

pubset-

ed

altro,

che

li

riguarda, fa

istitu

prima d'uopo ripetere alcuna cosa


sui Eioni di
al

te

coorti.

Roma,
all'

de' quali
si

oltre

i58o

Per (come si
I,

lo

poi

del

legge nel Fcnsonio

proprio articolo,

tratt relati-

ad

Statutum Urbis,
e cap. 8,
istituite

Adnot.
lib.

al cap.

vamente anche
rioni.

altro de'

Capo-

18 hb. furono
si

Ili)

non
solo

cose nuove,

ma

I.

Capotori o Milizia Urbana di Roma.


citt di

riformarono quelle, che i romani sibi a majorihus relieta habebant, e che erano forse confuse ob tcni-

poruni vetustatem,

et magistratituni
lioi*-

La

Roma

favorita dalla

Jbrtasse negligentiavi, e venne


ganizzata

Provvidenza, merit di essere con-

una

forza,

che,

come

le

74
antiche
lasse
citt,

CAP
sette

C/VP
invigi-

coorti urbane,

cui era bisogno di

air interna

tranquillit

della

mantenere
ordinarii

la
si

maggior forza per pubblica tranquillit,

or

individui componenti que-

questo corpo

aumentava con

istra-

corpo urbano assunsero il nome allora molto comune in Europa di comites stahiles^ constabili, o costasto
bili.

arruolamenti,

ed era im-

piegato al servigio interno di


al presidio del

Roma,

Campidoglio, al ghet,

Si

compose
i

esso

di

numero

to

alle

porte della citt


ai

trecento teste,
appellati

suoi uffiziali furono

in unione
telli,

capo-rioni

di
i

andando Campidetenuti

capotauri,

capitoriy

venendo

divisi in

o capotori e un nule

e Regola, a liberare
carceri

nelle pubbliche

in quelle

mero
la

corrispondente
Sisto
di

fra

tredici

capitoline, atto di giurisdizione con-

regioni, nelle quali era allora divisa


citt.

servato
sedi

sino

a* nostri

giorni

nelle

per,

successore

immediato
la

XIV

regione
cilt

Gregorio XI!I, un di Borgo , chiama-

per la morte di Pio VII, Leone XII, e Pio Vili, colla


vacanti

sola differenza

(come

si

disse all'ar-

ta

anche

Leonina

all'

ammi-

ticolo Capo-Rioni),

che in luogo di

nistrazione
tura.

della

romana

magisti'a-

questi

antichi
alle loro

magistrati,
funzioni,

adempi-

rono

e attribu-

I rioni de' Monti, di Colonna, di Ponte, e di Trastevere ebbero ognu-

zioni, gli attuali presidenti regionari!,


i quali dopo le riforme legislative operate da Pio VII, nel 1816, assunsero in gran parte le ingerenze

no

trenta

comites slabiles,
gli

e venti
rioni.
I

per cadauno

altri

nove

constabili (ciascuno nella sua regio-

de' capi delle regioni.

dipendevano dal capo -rione, come meglio dicesi a quell'articolo,


il

ne)

Non
si

riuscir

riporti
il

quale corrispondeva al priore dei


il

sero

poi discaro, che qui quanto analoganente scrisLunadoro, Relazione della

capo-rioni, ch'era

comandante

su-

corte di

Roma,

pag. 59,

90

91
I,

periore di questa forza,

come

tuttora

del tom. I, e Novaes, Dissertazioni


storico-critiche j del

prosiegue ad esserlo. I capotauri, in volgare denominati capotori, ufficiali

Conclave ^ tom.

di questa milizia, dovevano o confermarsi, o nuovamente eleggersi dal corpo de'constabili , metodo che oggi vediamo imitato in Frannelle

pag. 91, 117 e 161. Seguita la morte del Sommo Pontefice, ed

annunziata alla citt l' infausta nocol suono lugubre della campana maggiore del Campidoglio, il
tizia

cia

guardie

nazionali,

e
si

gli

capitano de'Capotori partila dal Campidoglio

stipendii degli stessi constabili

fa-

medesimo con uomini arla

cevano pagaj-e dal priore de' caporioni loro supremo comandante.


,

mati, e giunto al rione della Regola,

ne prendeva
a suono
bert
di

bandiera, recandosi
aprire le
li-

Era

poi cura de' constabili, sotto la


de' proprii
uffiziali

tamburo ad

direzione

capo-

pubbliche carceri,
i

per porre in

tauri, d' invigilare alla pubblica tranquillit, e di eseguire gli ordini del

delinquenti di piccoli

delitti,

giacch quelli rei di maggiori veni-

rispettivo prefetto, o

capo della redei

vano per cura del governatore di

gione.

Della

milizia
si

feudi del

Roma
Angelo.

fatti

traspoitare in Castel'
fa ce vasi

s.

senato

romano,

tratter in fine

Altrettanto
del

colla
alle

di quest'articolo.
]\el

bandiera

rione

Campilelli

tempo

della sede vacante, in

carceri capitoline, pei prigioni debi-

GAP
tori di

CAP
Il

75'

piccole

somme.

magistrato

Il

quartier generale di questa trup-

di

Roma, adunandosi
dine de* nobili
del
il

subito in

Camdal-

pidoglio, creava
l'

immediatamente

oi

capitano delle

urbana stabili vasi nel portico Campidoglio, sotto l'abitazione de' conservatori di Roma, ed altri
pa
di
piccoli

popolo romano, che si arruolavano per la sede vacante, ia numero di duecento sedici soldati, bench prima di Clemente XII fosmilizie

quartieri erigevansi ne' quatrioni

tordici

della

citt,
le

donde

le

sero

fiere

trecento. Aveano esse un alnominato dal Cardinal camerlengo, due sergenti, nove caporali,

ronde si di notte, che di giorno per la pubblica quiete. E nel giorno, in cui i Cardinali entravano in conclave, le
milizie uscivano per
stesse

un

foriere,

un

aiutante,

un

cancel-

milizie si schieravano sulla piazza vaticana, e poscia passavano


tutti
i

liere, e

due tamburini,

l'uffizio dei

ad occupare
tieri.

nominati quar-

quali, e del restante della soldatesca,

spirava colla elezione del


tefice.
11

magistialo
,

nuovo Ponromano creava

Ritornando
lizia,

agli antichi constabili,

e capotauri loro

pure i capotori che dovevano fare la ronda di notte, prendendo per ci molte volte un uomo per ciascuna casa, e per maggior sicurezza
lo

uffiziali, questa misiccome composta di cittadini, in progresso di tempo assunse il no-

me, che

le

competeva, cio di mili'

stesso

magistrato
alla finestra,
1'

comandava
non

ai

capi delle famiglie di tenere la notte

romano j ma non avendo uniforme, soltanto nel 1740, nel tempo del conclave, per
zia urbana del popolo
la

un lume

essendosi

morte

di

Clemente XII,

col con-

ancora attivata illuminazione,

attuale

notturna
nel

senso del sacro Collegio de' Cardinali,

il

qual

lume,

conclave per la morte di Benedetto

XIV,
fieno,

nel

1758, fu sospeso nel temin

ebbe un uniforme , e un distintivo rilevasi da una iscrizione lapidaria, che si legge nel palazzo con-

come

po che
cendio.

Roma
evitare

s'

introduceva

il

servatoriale.

Tuttavolta

il

numero

per

un qualche

in-

del 1769, riporta che la processione dell' arci-

8078

del Diario di

Roma ,

Prima della riforma fatta da Clemente XII, nel 1732, col chirografo Avendo Noi, in forza del quale fu
soppresso
l'uffizio
le porte,

confraternita di

s.

Anna

fu in quel-

r anno decorata dalle bandiere dei


quattordici rioni di
tivi

Roma,

coi rispet,

di quelli,
il

che cue
si

capotori

dei

medesimi

vestiti

stodivano
regol
e loro
la
le

detto Pontefice

spese

dei

conclavi,

occup ancora
uffiziali,

delle milizie

urbane,

spada e cappa, e torcie accese in mano, per grazia accordata al sodalizio dai con-

con abito

di citt, detto di

imperocch pagando
e ciuquandieci giorni

servatori, e priore de' capo-rioni del

camera

apostolica per tal motivo

al senato

romano, mille tacinque scudi, ad ogni


della

sede
alla

vacante,

egli

ridusse
i

le

popolo romano. Nel 1775, allorch fu assunto al Pontificato Pio VI, ottennero i Capotori un nuovo uniforme di que' medesimi coloii rosso e giallo, rubri ci

paghe
dici
essi

met, eccettuando
di scudi

tre-

capo-rioni, col loro priore.


in

Ad

flavi coloris

che oggi indossano, e

luogo

venticinque

ci in vigore di

un

rescritto

emanalo

ogni dieci giorni, volle che se ne dessero solo diciassette per cadauno.

dai conservatori dell* uditMiza Pontificia

de'

27 settembre del detto au-

76
no. Frattanto
col

CAP
le istituzioni statutarie

CAP
avente
alla testa
i

suoi ispettori

mar-

trascorrere

de' secoli

illanguidendo, ed ai

andavano capo rioni poca

chese Filippo Bonadies, e conte Filippo della


il

Porta.

Ecco anzi come

autorit rimaneva, cosicch le attri-

Cancellieri, ne' suoi Possesfii, pag.


,

buzioni de' constabili erano diminuite


io

modo, che il loro numero di trecento sembrava superfluo. Fu allora che,

con apposito regolamento approvato


dalla segreteria di stalo, a' i5 giugno

485 ci descrive. All'arrivo che M fece in Roma la truppa napoleta> na comandata dal generale Naselli, il conte Filippo della Porta Rodiani
,

ispettore

della milizia ur-

1790,

gli

antichi constabili

compoall' incir-

bana, unitamente all'aiutante GioPagliucchi ora aiutante maggiore capitano e cavaliere dello speron d'oro, sapendo che gli individui di detta milizia si aveano conservate le loro monture, rimisero in piedi la propria truppa , e la posero in attivit, prestando tutto il servizio, che in tal tempo occorreva in tutta la citt. In conseguenza di ci si seppe, che la santit di nostro Signore Pio VII era per dirigersi a Roma sua sede, e non avendo veruna guardia per sua sicurezza, lo stesso conte della Porta, e il marchese
,

nenti la milizia

ui-bana

del popolo

vanni

romano, furono organizzati


ca

come tutte le altre truppe di linea, che nello stato Pontifcio ebbero origine nel decorso secolo cio ebbe due
;

ufficiali

superiori

col titolo d' ispet-

tori,

che assunsero in prima entramdistintivi di colonnello;

bi

distintivi

che conservati
questi
uffizi ali
,

nel

pi

anziano

di

rimasero

al iuniore

maggiore. Fu costituito corpo in una compagnia di cento dodici teste, oltre Capotauri, o Cale spalline di
il
i

pitori,

o Capotori, e
,

gli

fu dato

un

capitano, ufficiali

e sott' ufficiali di
il

compagnia, secondo
altri

costume
secolo

degli

Filippo Bonadies, ispettori di detta

corpi militari.
del

Sul declinare
le

XVIII

truppa, avanzarono supplica in Venezia colla esibizione della loro


guardia, che Sua Santit
di

vertigini repubblicane investirono


,

anche Roma e dopo la morte di Pio VI, accaduta nel 1799, a Valenza di Francia,
in

accettare;

si degn onde per un intero

bimestre supplirono in luogo della

non

si

praticarono
sagro

guardia svizzera
gieri
,

de' cavai leg-

Roma

le

consuete formalit della


il

sede vacante, anche perch


Collegio
dargli
il

si

adun

in Venezia

per

successore.

Eletto ivi, nel

marzo 1800, Pio VII, Chiaramonti, stabil di fare la sua entrata in Roma a' 3 di luglio. Mancava per
ogni guardia, ed ogni milizia Pontificia,

con tanta fedelt ed esattezza, mediante la somma vigilanza dell' aiutante Pagliucchi, che la Santit Sua in benemerenza, si benignamente degnata di fissare
la

stessa

guardia

nell'anticamera

Pontifcia, in luogo della

guardia
Santit

de' cavalleggieri. Quindi anche nelle

onde

la milizia

urbana dei Capo-

solenni

funzioni

della

tori suppl

a quanto era necessario.


il

Sua
tori,

tutta la compagnia de' capoin divisa rossa, e

Circond questa

suo nuovo sovrano,


di

armata di

ed ebbe l'onore
schierandosi

prestargli servi-

carabina,

presta

il

suo servizio,

zio nel palazzo apostolico Quirinale,

un distaccamento
e

di essa

intervenendovi ancora come ispettore della stessa guardia, col ran-

per

le scale,

per

le

anticamere,

go

di

colonnello,

il

marchese Do-

GAP
menico Serlupi. V. Cavalleggieri.
molti

GAP
tamburi
,

77

La

milizia

urbana
di

de* Capotori, in

gradimento del sovrano Pontefice Pio VII con biglietto di monsignor Marino Caraffa
solenne attestato
,

armati di spade e archibugi , e che per letizia scaricavano spesso ; che inoltre erano

ben
di

vestiti

con
,

pennacchi e bende
e
di

diversi colori
gli

in

bella ordi-

maggiordomo,

in data de'

9 agosto

nanza,

artisti

Roma

chiamati

1800, ricevette pertanto la soddisfacente riprova, che Sua Santit, in


considerazione de' prestati servigi, e
della fedelt
,

Capitori, o contestabili, o soldati del

puntualit con cui

erano
sino a

stati

adempiuti,

comand che
Ja

popolo romano, i quali solevano fare guardia ai caporioni, e quando questi erano creati, li accompagnavano al Campidoglio e ricevevano da essi
la

nuovo ordine
della
so era

milizia ur-

bana

de' Capotori facesse parte della

guardia

sua persona, e
Nella medesiristrettissima

de' palazzi apostolici, ove le fu dato

una propina. La loro insegna rossa portavasi in mezzo ad una squadra armata di picche. Occupata nuovamente Roma dai
francesi,

un luogo per

riunirsi.

e ristretto

il

Pontefice Pio
mili-

ma
di

epoca, quantunque

VII
zia

nel palazzo Quirinale, la

numero
di stato

la milizia

urbana

fino

all'aprile

ria

1801, guarniva la segrete, e a tutto agosto del

medesimo anno 1801, montava regoguardia alla depositeria che risulta dai registri dei servigi prestati dai Capotori u. i,** e 2." degli anni 1800, e 1801. Nel solenne possesso poi, che pre-

larmente

la

urbana,

il

urbana non solo continu fedelmente r interno servizio in tal palazzo, ma senza curare i pericoli, a cui si esponeva, assunse prontamente la nuova coccarda, decretata nel 1809 dal Cardinal Pacca, allora prosegretario
di stato,

e
le

vietata

dal
frar-

generale comandante
cesi.

armi

se lo stesso Pio VII,

a'

22 novem-

Ritornato
1

quel

Pontefice
alla

bre

1801,

Capotori in

numero

di

4,

gloriosamente
nel

nel , sua capi-

oltre ottanta, col capitano


viucci,

e l'ajutante

Paolo SalGiovanni Palateil

tale,

dopo

anni,

il penoso esilio di cinque mentre che mancava il

gliucchi,

armarono
il

sulla piazza

servizio degli altri corpi militari, la

ranense

triclinio, e
all'
il

tirarono

cordella

milizia
la

done dall'una

altra

parte

urbana de' Capotori riprese sua antica uniforme, e la coccaril

strada, perocch

senatore coi con,

da onoratamente conservata. Quindi

servatori, priore de' caporioni


altri

e gli

colonnello di essa, con

ordine

del magistrato
ivi

romano, invece
fecero
il

del

giorno

de' 2 3
ai

del Campidoglio,

con-

pel d seguente steggiare


so del
il

maggio, intim Capotori di fe-

sueto omaggio di sudditanza al Papa.

tanto desiderato ingres-

Faremo
ma,
colle
i

qui

menzione,
de' senatori

che nei
di

Sovrano Pontefice, ed incoil

possessi solenni

Ro-

minciare
gistrato

primiero servigio.
in
si

Il

ma-

Capotori coi loro capitani, e quattordici bandiere spiegate


In
di

romano
gli

avventuroso
al
gli

giorno
di

and incontro

de' rioni, precedevano

natoie.
relazioni

fatti

si

nuovo selegge da varie


il

Gerarca, e
fedelt

supremo omaggi del popolo romano, colle


present
seguito dalla miriassunse

tali

possessi,

riportati

chiavi della citt,


lizia

dal Cancellieri nelle sue

Campane,
cou

urbana,

che subito

che

precedevano

il

senatore

r antico suo onorevole posto presso

, ,

78

CAP
nella
al ghetto,

CAP
e negli
altii

sua Santit, accompagnandola

luoghi

ove

solenne entrata. Poscia per sovi-ana

richiedeva la circostanza,
la
cittti

perlustr

clemenza, monsignor Rivarola maggiordomo, ed ora amplissimo Cardinale, decret con grazioso biglietto de' 19 aprile, che la guardia dei
Capotori fosse dichiarata stabile,
distinta

con pattuglie
ci,

adempiendo

a tutto
rente

ch'era anticamente ine-

alle

sue

attribuzioni,

come

sopra abbiamo accennato.


11

regnante
,

Pontefice

Gregorio
la

cogli

attributi

d'una delle

XVI

amorevole

verso

romana
ris-

guardie Pontifcie; e dal medesimo

magistratura, e tutto ci che la

Pio VII venne assegnata la somma di scudi cinquanta il mese, di ripartirsi

mensilmente a
Pontificia.

quelli
,

che avesnell' anti,

guarda, nell'anno 1839, volle per la prima volta con sovrana generosit, e per ispeciale favore, che
la milizia de' Capotori, a spese del pubblico erario, ottenesse un dupli-

sero montato la guardia

camera
tutti
i

Quindi
il

che in
la

giorni nei quali

sommo Ponguarnisce

tefice

d udienza,

essa

prima anticamera,
bussolanti.

il

suo

ajutandei

te sta nella terza, cio in quella

Interviene in molte fun,

zioni, cui assiste

celebra

il

Pa-

pa,

come

nella settimana santa, nei

Pontificali solenni, e
le

per

le

cappel-

Papali della prima domenica deldella purificazione,


di
s.
s.

decente, ed elegante uniforme, ed insieme un nuovo completo armamento. E bene lo meritava, siccome quella, che composta di tutti cittadini romani , ebbe sempre per sua caratteristica l'onore e la fedelt. Passiamo ora a parlare dei Capotori, o milizia dei feudi del senato romano.
ce,
,

l'avvento,
l'

del-

annunziata,
di

Fili

ppo,

dell'

.scensione,
l'

Gio. Battista,

del-

II.

Milizia dei feudi

del senato,

Maria del Popolo ed in altre funzioni anche straordinarie, non che nella processione del Corpus Domini, ec.
assunta, di
s.

e popolo romano.

s.

di

Carlo

II

senato
si

romano
la

del

medio evo,

siccome

disse superiormente, rite-

Oltre
li

tali onorifici servigi,

e quel-

nendo per
la milizia

tranquillit di

Roma
forti

molti, che

presta

al

magistrato

urbana, per quella de'suoi

lizia

romano, ed in Campidoglio, la miurbana de' Capotori prestava que' servigi di piazza, che le erano comandati, specialmente nel tempo di carnevale, che venne solo interrotto posteriormente,

feudi, e pel presidio de' luoghi

nel

i835
nel de-

per alcune vertenze di preeminenza


colla

guardia civica,

istituita

XVIII, rinnovata ed aumentata nel 18 16. Nelle ultime tre sedi vacanti la milizia dei Capotori, con ispeciale annuenza dei CardinaH camerlenghi di s. Chiesa, comp il suo arruolamento, preclinare del secolo
st
il

ebbe costantemente altro corpo militare, che tuttora conservasi. Tal corpo nel secolo XVI, chiama vasi Dei soldati delle battaglie del popolo romano^, ed oggi distinguesi col titolo Delle milizie de"feudi del popolo romano. Abbiamo da documenti autentici, che nel i556, nel Pontificato di Paolo IV, tal corpo oltre di custodi sua giurisdizione,
,

dire la citt di Cori, e Magliano, e


i

castelli

di Vitorchiano,

Barbe-

rano, feudi del senato romano, presidiava eziandio la rocca della citt

suo servigio

in Campidoglio,

GAP
tempo ancora soggetta al medesimo senato. Sebbene esattamente non si codi Tivoli, a quel
lo

GAP
coraundante
generale
di
milzia.

79
questa

nini, attuale vigilantissimo colonnel-

nosca
altro

l'antica

organizzazione
,

la

Con

superiore disposizione
della

uffi-

divisione di questo corpo

che per
sepa-

zio di colonnello

milizia

dei

componevasi

di varie e
,

feudi, fu riunito all'altro

di
,

colon-

rate sezioni, certo


te in capo,

ch'esso

dipen-

nello

deva interamente da un comandancol


titolo

di

capitano,

locch della milizia urbana dovr in fatto avverarsi alla prima vacanza di uno de'due attuali uffiziali
il

ovvero duce. Esso veniva eletto dal pubblico consiglio, e godeva di molte facolt,
fiziali

superiori di questa milizia, cio

detto cav. Ricci, marchese Rondiil

come

di scegliere gli uf-

nini, e

marchese Bartolomeo Ca-

subalterni,

giudicare

delitti,

pranica, colonnello de' ca potori.

coli' estremo supFruiva d'uno stipendio il quale proporzionatamente si esigeva dalle comunali amministrazioni de-

e persino punirli
plizio.

cora,

lo ri peliamo anQuantunque non si possa stabilire con sia stata orgapi'ccisione quando
,

nizzata

questa
senato

antica

milizia

dei

gli

stessi

feudi.

In origine

la

dura-

feudi del

romano,

rilevasi

ta del suo uffizio era di


in progresso

un anno

per altro dalle


al

diverse patenti

spe-

di

vita,

divenne triennale, quincome tuttora. Allorch


riunione
de' consi-

dite agli uffiziali di

grado inferiore
suddividevasi
irt

colonnello,

che

cess di fatto la
gli

piccoli

corpi, e compagnie.
servigi
,

Oltre

capitolini (il

che avvenne verso

sopraindicati

forniva
delle

essa
sedi

la

met

del secolo

XVII ),

comanfurono
,

uomini

nelle

occasioni

danti
eletti

del

medesimo corpo

vacanti, per completare

l'armamende' ca potori,

dai conservatori di

Roma

to della milizia

urbana
dal

la

loro

nomina sanzionavasi
stessa
la

dal so-

che in quelle
disse,
il

circostanze,

come

si

vrano Pontefice. Nella comandanti assunsero i di Colonnello^ ed anco


ca^ siccome forse
usi del
fziale

epoca

ordinavasi

senato.

Sotto

qualifica

Pontificato di Clemente Vili, elet-

di

Klar'

to nel

i52 3, con editto del Cardi-

pi

analoga agli

nal Aldobrandini, nipote del

Papa

tempo. Questo grado di ufsuperiore fu sempre ncopernobili


piti

furono accordati
di,

alle

milizie de' feu-

tutti

privilegi

goduti dalle al,

to

da

romani
dei

nella

loro

tre milizie Pontificie, privilegi

che
si-

serie

anticamente

rinvengonsi

gl'illustri

nomi

Frangipani, dei
leg-

da no

esse
al

si

finirono pacificamente

Savelli,

degh Orsini, e de'Tolomei,


pi modernamente
ec.
si

1798, epoca in cui tutte le istituzioni romane, in uno a questo

siccome

corpo, furono abolite per


repubblicane.

le ver-

gono
ficato

registrati quelli dei Grassi, dei

tigini

Tuttavolta
di

nel

Muti, de' Caprauica


di

Nel
fu

Pontifatto

Pontificato di Pio VII, con


to della segreteria
luglio

bigliet-

Clemente
il

XIV

stato

de'

i4

colonnello

cav.
il

Odoardo
quale

de' cin-

r8o4,

la

milizia de' feudi fu

que

Quintilii,

tale incarico

fino al

disimpegn i8o4, in cui


riposo.

ottenne
agosto
cav.

un onorevole
gli

A' 3o
il

ripristinata, e nel dicembre del medesimo anno, con altra disposizione vennero della segreteria di slato

fu dato

in

successore

tornati in vigore
legi,

gli

antichi

privi-

Pietro Ricci marchese

Rondi-

dettagliati

in apposita

ordinan-

,, ,

8o
za.

GAP
Fu
allora precisamente,

GAP
che
la

stano dalle cos dette milizie di


serva.

ri-

milizia de' feudi consegu

una orgatempi, e
al-

Quantunque incompleto

nei

nizzazione pi analoga

ai

suoi quadri, tal corpo per diviso


ne' feudi nel
vi

conforme a quella ricevuta dalle


clesiastico.

modo

seguente.

Cori

tre milizie provinciali dello stato ec-

Diviso fu

il

glioni di fanteria,

corpo in due battaed in uno squa-

drone di cavalleria. Ogni battaglione si compose di quattro compagnie,


e fu sottoposto
al

ha un battaglione di fanteria, ed una compagnia di cavalleria ; a Magliano vi sono due compagnie di fanteria ed una di cavalleria j a Vitorchiano, ed a Barberano una compagnia di fanteria. Tutto il corpo
,

comando
ch'ebbe
il

di

un

sottoposto al colonnello, o Riliarca,

ufficiale superiore,

grado

di maggiore, cui fu aggiunto

iutante maggiore. Ciascuna

un acompategli

gnia ebbe
nenti,
altri

il
i

suo capitano,
sotto uffiziali

due

che ha presso di se un aiutante magdipendendo ordinariamente , dal magistrato , o senato romano ed anche dal Pontificio governo, per
giore

come
di

mezzo
volta

della segreteria

di

stato

o
in

corpi.

Lo squadrone
al

caval-

della presidenza delle armi, ogni qual

leria

fu

composto di

due compa-

vengono

trasmessi

ordini

gnie, preponendosi

comando
e

di

esso

un

altro maggiore, a cui fu as-

nome del sovrano Pontefice. CAPPA. Veste ecclesiastica,


namento di
cri,

e oril

segnato

un aiutante
il

ogni com-

chiesa, che, secondo

Ma-

pagnia ebbe

capitano,

due tenen-

sole vasi portare

principalmente

ti, ed i soliti sotto uffiziali. Ma non and guari, che tal milizia di nuovo si soppresse nel 1809, nella in-

dai cantori [Fedi), e dai coristi nelle

feste

solenni.
,

Usasi dal Papa, dai


,

Cardinali

da' vescovi

da' prelati

vasione imperiale francese, e soltanto al ritorno in

Roma

di

Pio VII,

di

con autorizzazione della segreteria emanata a' 6 dicembre stato, 18 14, le fu ridonata 1' antica eIn progresso, nelle

sistenza.

turbo-

lenze del

i83i, fiu'ono
delle
al

sima

distribuite

utilmente impiegata
to della

medearmi e fu mantenimenalla
,

e per ne hanno l' uso i cubicularii Pontificii , ed altri , variando nelle forme, nel colore e nel drappo, come si dir. In latino viene chiamata Cappa ^ Capa ^ sacra trabea , vesds pluvialis , e pel suo cappuccio [Fedi), da molti scrit-

da' canonici, e da' beneficiati,

antico privilegio

tori

si

chiama Caputium^
de'frati

et

Capi-

pubblica

tranquillit.

Nel
i

tium.

i835 per nacque


di portare le

discussione, se
il

La cappa
mantello, con
tro,

una

specie di
al di die-

suoi individui avessero

privilegio

un cappuccio

armi

ch

incedono

senza

da caccia alloruniforme e
,

fu decisa la vertenza

dalla segrete-

il quale dicesi anco capperuccia, ed usata da alcuni Ordini religiosi in diverse forme specie e colori
,

ria di stato a favore del corpo.

Questa milizia ha 1' uniforme suo , e continua a prestare un onorato servigio, disimpegnando nei
proprio
feudi del senato
tribuzioni
,

pu vedere a' loro articoli, anzi anticamente una sorte di colore di frati ^ ed in si chiam Cappa
si

come

latino
slis

tal

cappa

si

dice pallium, veIl

romano
nelle

quelle atcitt
si

cuculiata j casula.

Ducange nel
,

che

altre

suo Glossario ecco come la descrisse:

paesi dello stato ecclesiastico

pre-

Cappa

tunicae talaris

et

la-

GAP
xwn's
vi'stihus

CAP
quasi
caeteris
in-

8i

species fiat

nella
s*

forma, pure in essa non mai


il

sitpcriiduchatur

pallii

introdusse
,

capo,

come

nella pe-

star-y linde

On'gineSj cap. 3i,


,

capam
Onoparola

nula

ma

s*

imponeva
tutta
si

sulle spalle.

divtam scripsit
lasticon

quia

quasi totum
Burio,
j

siccome
le

era

aperta

nella

capiat lominvm.

V.

il

parte anteriore, cos

riunivano

amcon
tutli-

elyniologicum
viene

alla

bedue
fbbie,

parli sopra al petto, o


altri
ajflne

Cappa. La Cappa
nua
il
_,

o con
usa,
le

legami,

come
i

originariamente

tora

si

di poter aver

dal mantello degli antichi detto Pc-

bere

mani
le

per

sostenere
il

libri

adoperavano contro La penula era nna veste rotonda, che ricuopriva tutta la persona , senza veruna
che
,

essi

del canto, adoperare

turibolo,

ed

freddo

e la pioggia.

eseguire

altre azioni negli ufficii

divini, e sacre funzioni della Chiesa.

apertura
s'

eccettuata
il

quella per cui


,

Quindi per molti anni Cappa si chiam il piviale, e ne' rituali anti^
chi,
si

introduceva

capo

onde veniva
le

parlandosi di quello del

Papa,
di

sostenuta dalle spalle, dietro

quali

trova pure appellato col

nome

era aggiunto che cuopriva


si

un
il

piccolo

cappuccio,
ci

capo.

Da

appunto

Cappa, osservando il Bernini, il tribunale della Rota, p. 87, che il piviale


sino al secolo X continu a chiamarsi Cappa , onde ne venne la distinzione tanto del nome , quanto
della

disse

Cappa, o Capa,

dalla pa-

rola latina caput, o dal verbo ca-

pere
tutto

il

perch le cappe racchiudono corpo intiero; onde cappa


serv

forma

della veste, che dell'uso.

e cappuccio in origine dicare


cio unito, che
sta.

ad

in-

Per

altro nella

Cappa rimase

il

cap-

un gran manto con cappuc-

puccio del piviale,

si rialzava sopra la tesiccome dalla forma della veste penula , procede la casula , o pianeta, adoperata dai sacerdoti, ri-

Ma

ed in questo la similitudine della Cappa. La Cappa divenne una veste di comodo, di


e
di

distinzione

onore, e non coecclesiastici

mune
tificii

che
ec.

ad alcuni

tenuta dai greci, e variala nella for-

principali dottori, e cubicularii


,

Pon-

ma

dai latini

cos dalla

medesima
la

cappa, o penula, ebbe origine

cap-

ristretto

ed il piviale fu soltanto ad uso degli ecclesiastici

volgarmente piviale (i^edi), e si adoperava in tempo di pioggia anticamente nelle pubbliche processioni, non solamente

pa detta pluvialis

siccome veste sacra.

Ne rimase per
bene pel
,

l'uso agli avvocati concistoriali,

ch

laici,

per

la

coronazione

possesso de' Papi.

Per

altro

l'

impedi desul

dal clero,
anzi la

ma

dai cantori, e dai laici;

ratore se assiste nella cappella Pontificia

Cappa

che

alle

fu poscia comune andonne, per cui non stata

al

mattutino

della

notte
il

Natale, per cantare la lezione,

mai annoverata tra le vesti sacre, pei che non henedcitur, cum st paranientuni

ve
ni

portare
nel

non

coli'

apertura

braccio destro,
,

come
il

gli altri

sovra-

ad

sacrificiuni

ordinadisse, or,

ricevere

donativo dello

tum,

ma

piuttosto,

come

si

stocco benedetto, o per altre funzioni,

dinato alla difesa

del corpo
,

o dal
poi fu

ma

ante pectus ut episcopi.


il

freddo nelle chiese

perch

Tuttavolta
ruh. missae,
lis,

detto Gavanto,

De

aggiunta

la

pelle,

dalla piof](gia

tit.

nelle strade.

et

Cappa

19, scrisse: Pluviasunt idem j ma il I3o-

La Cappa,

delta

piviale,

vari

nanni, Gerarchia eccl. pag.

43 a,

ri-

voL. vin.

82
flette,

GAP
che quantunque col medesimo

CAP
am328, e dal Bisciola nel compendio degli Annali ecclesiastici, la sopraveste

nome

anticamente

si

appellassero

bedue le vesti, nuUadimeno non furono la medesima veste, essendo il


piviale aperto nella parte anteriore,

monastica

volgarmente
dal clero
nelle

chia-

mata
simile

cocolla, facilmente diede

oc-

casione di

adottarsi

una

ritenendo la sola forma del cappuccio

veste,

ampia e talare anche


lunghe

de' primi

secoli.

Ma

la

Cappa
sem-

per riparo dal freddo

sempre fu chiusa, e ad
pre congiunto
diaconi
nel
il

essa fu

funzioni, e nel salmeggio diurno, e

cappuccio.
fosse

sta sorte di veste

Che quecomune ai
afferma

notturno in tempi
liche
,

rigidi nelle basisi

VI

secolo,

lo

s. Gregorio di Tours, che visse nel 596, come riporta il Mabillon, Liiurg. gali. cap. 7, lib. I, che la Casula j e la Capsa erano due cose

sa che mai si interrompeva il salmeggiare , succedendo perci al primo coro dei monaci, il secondo, e a questo il
nelle quali
terzo.

Passato poi tal uso nella Chiesa,


e succeduto
clero secolare, con metodo, e rito nel salmeggio, termin anche l'uso della cappa, che in tal tempo dicevasi Cappa Choralisj come not Matteo Parisio, perch ordinariamente si adoperava nel coro ove si cantavano i salmi, rimanendo solil

diverse.

La

casula significava la veste

sacerdotale,

ma

la

capsa era la vela quale, quasi

eleggere altro

ste usata dal diacono,

simile nella forma, era di lino bianco

ampia
f)

e talare senza maniche. Caegli, dilatata erat ",


,

psa QiWtexn^ die

cono

che un certo diaavea do>> ex promiscue nata simile veste f> indutus absque religione proce dens deciso cuculio tegumen ex > Spieganilio pedibus aptavit ".
e poi soggiunge
,

a cui

il

vescovo

tanto

l'uso

di

essa

nelle

flmzioni

ecclesiastiche

per segno, e ornamen,

to di dignit

onde distinguere

fi
>

do poi Erat

tal

sorte

di

veste

dice

proinde

capsa

illud

ge-

onorare le persone, a maggior decoro delle stesse funzioni. Vi si aggiunse di poi la fodera di pelle di
armellini bianca,

nus indumenti, quod modo Capcujus pars poappellamus sterior humeris dependens pr cu cullo quoniam erat ad caput operiendum qualis est Cappa s.

o bigia
seta

nell'invernell'estate,

pam

no, e la fodera di

si

aggiunse la coda
si

per renderla

maestosa, chiamandosi

Cappa malungo
giro
II,

gna, allorch
strascino di

spiega, e col

f>

Audomari

episcopi

in

s.

Bertini

coda ricuopre
Il

in

monasterio hactenus asservata ". Tal sorte di veste deve esser proceduta dal monachismo, come afferm Macri nel Herolexcon^ al vocabolo Cappa. >i Cappa haec ab habitus monachorum forma desumpta fuit, 9i quando ecclesiam gubernarunt ";
giacche sino dal
si

chi la porta.

Sarnelli nel tom.

pag. 62, Della


sti

forma

di alcune ve-

ecclesiastiche^ somiglianti

le degli antichi

a quelromani, dice, che


somiper la forma,

la

cappa magna del vescovo


alia

glia assai

toga

IV

secolo,

in cui

e per l'uso, chiamandosi Toga trabea quella ornata nel lembo di por-

propag il governo della chiesa con r elezione di un maggior numero di santi vescovi scelti dai monaci, come si ha dal Barcoio all' anno

pora, e circondata
sta rassomigliarsi

di faccie
,

larghe
e que-

tessute della stessa porpora

de' Cardinali. In

alla cappa magna quanto al significa-

GAP
to della

CAP
di-

83
lati

cappa del vescovo, essa

scovo greco
trettante

ha

ne* quattro

al-

nota remiiionte dignit sacerdotale. Ruperto, in cap. i Apocal. , dice

pezze

quadre

di
i

diverso

colore, che rappresentano


evangelisti,

quattro

che
tale

nella

coda,

o
la

strascino

vuoisi

ed chiamata Mandyas.

dimostrare, che

dignit

sacerdo
I.

durer sino al giorno del giudizio, secondo la predizione del Salmista Tu es sacerdos in aeternum^
:

Della Cappa del


Pontefice.

Sommo

Psal. 109. Si porta poi la coda piegala, e involta solto


il

La
rossa,

cappa, che usava


di

il

Papa, era

braccio, per-

velluto, di saja, e di scar-

ch l'autorit ecclesiastica non si deve manifestare, se non in tempo


di

latto, foderata di armellini.

La

as-

sumeva
mattutini

di

velluto

nel

mattutino
settisi

necessit per

l'onore

di

salute delle anime.

La

pelle
il

Dio, e con cui


collo,

della notte di Natale, di saia ne' tre


delle

tenebre nella
talora

foderala, e che presso

e
di

mana

santa, e

con
la

essa

sopra

il

petto

si

stende,
la

serve

port ad adorare la croce

ammonizione a
e peccatore,

chi

porta, ch'egli

come si esprime s. Agostino, contva mendaci um e. io, ovvero eh' egli mortale come avver^

mattina del venerd santo, e di scarlatto era quella con cui assisteva al mattutino dell'anniversario de' fedeli defunti; do-

Origene.
In

quanto

al

manto
,

o cappa

po per il Pontificato di Pio VI non abbiamo esempi, che fosse adoperata dai successori. Il Macri dice, che il

de' vescovi greci antica

e moderna,

Papa
la

nelle cappelle di
di

lutto

usava
,

sappiamo dal SarnelH, tom. X p. 43, ch'essa segnata con qualche croce, e con certi O che rassomigliano al laticlavo de' romani, i quali nella veste senatoria usavano tali segni, che se erano d'oro chiamavano l veste palmata, e se di porpora verrucata Gli augustoclavi
; ,
.

cappa magna

saia

rossa

fo-

derata nel cappuccio con pelli d'ar-

erano de' cavalieri romani, ed il davo, o capo de' chiodi, erano alcuni pezzetti di porpora rotondi. Quindi la cnppa de' vescovi greci fu increspala nel collo, e aperta davanti; ha
rosse

meUino, tutta aperta davanti, dall'alto al basso^ chiamata dal Ceiimonialc Mantum., Chlamys coccinea, Chlaniys ruhea. Il Sestini nel suo Maestro di Camera stampato nel 1634, aggiugne, che quando il Pontefice usa cappa rossa, col cappucincio di essa si cuopre al trono
,

tanto che

si

cantano
in

salmi,
il

non
pri-

usa mitra, ed entra in cappella

mo

dopo

la croce,
,

mezzo ad un
il

per ornamento certe liste e bianche a guisa di


simbolo
della

di

raso

Cardinale diacono

e al vescovo pi
Sestini,

fiumi
,

degno. Rileva ancora

che

che a guisa di fiume sgorga dal seno del vescovo, alludendosi anche al detto di Cristo Flwnina de ventre ej'iis
:

predicazione

fluent

aquac

vivae.

Le

dette striscio
il

iSSq, r istitutore di tal cappa fu adopedel i5i3 che rata fino a Leone la rifece, e dice, che a' suoi tempi ancora durava , onde in duecento e
essendo stato Bonilcio IX, del
,

dinotano eziandio l'acqua, e

san-

gue uscito dal costato di Ges Cristo, come spiega Gregoras al lib. VI, cap. T. Inoltre la cappa del vc-

quarant'anni, stante il poco uso, solo due di velluto ne furono fatte. Rilcvifimo
poi

dal

Cancellieri

nelle
il

Cappelle Pontificie^ che

quando

,,

f4
Papa
deva
saia,

GAP
nelle
la

CAP
funzioni
di

suddette

pren-

corno Gaetani, creato da

Bonifacio

cappa rossa

velluto, di

o
i

di scarlatto, sedeva al

trono
dia-

senza l'assistenza
coni,
posti,
1'

de' Cardinali
ai

quali siedono allora

loro

come si ha dall'Amelio nelpag. 45 1 > Ordine Romano ^ e i due vescovi assistenti al soglio

XV

Vili suo zio nel 129^, come si rileva nel suo libro de' Sagri riti, cap. 93, ove tratta dell' uffizio del venerd santo: Papa venit ad ca pellam cum Cappa clausa de scarw lato rubeo, foderata de herminis
clausa a medio pectore

et

rursum

piti antichi,

gli

sostenevano lo stra-

aperta deorsum.

CucuUam sem-

scico, o coda. Noi aggiungiamo, che due camerieri segreti sostenevano i lembi davanti. Quando poi in detti tempi i Papi non prendevano la cappa , come si pratica oggid nel mattutino della notte di Natale indossavano il piviale bianco con mitra di lama d'oro, e

per tenet su pra caput , et sine mitra in cathedra nuda sedet "; locch dimostra T anteriorit della

Cappa
del
1

Pontificia,

a quelli che diBonifacio

cono averla

istituita

IX,

389, come

rilevasi dal seguente

passo riportato dal Cancellieri,


tizie
>i

No-i i
:

sulla vigilia di Natale, p.

negli

altri

mattutini

e funzioni

il

De

matutinis

vei'o

Papa

venit

piviale rosso,

con mitra di tocca

di

indutus
'>

argento.

temporibus
origi-

Passiamo a dire della vera

lanea. Modernis de veluto cremesino, foderata de ermellinis. Hoc


est

Cappa

ne

della

Cappa

del

Papa

del suo
la

colore, forma, uso,

ed altro che

riguarda, colla scorta del p. Bonanni


,

che nella sua

Gerarchia Eccl.
Pontefice asfa

tratta al capo

LXXIII, Della Cap-

adinvenit Bonifacius IX. Cappa lanea de scarlato rubeo clausa " usque ad medium pectoris, cum ' bireta connodata subtus barbam propter frigus et sine mitra se det in dictis matutinis, quas ipse incipit more solito. Nec stant
ante ipsum , nec Cardinales diaconi ,

pa

usata dal

Sommo

sistente agli ufficii divini nella

pella.

Di
nel

questa
libro

Cappa
II
,

si

CapmenDel-

ad
sed

latera

zione
le

cap.

^i

sedent

sagre

cerimonie ,

pubblicato

da

" in scamnis
>

suis

juxta

ordinem

ove trattando del mattutino del meicoledi santo dice che il Papa indutus amictu, alba , cingulo , stola violacea , et
Cristoforo
5s i
?j

Marcello,

suum

".

manto cum capuccio inverso


pra caput,
scarlato
sine
vel

su-

capa rubra
etc. ".

de

mitra,

Della

Altra menzione pi antica della cappa del Papa non si rinviene, sebbene molti autori parlando delle vesti Pontificie, nominino vagamente la cappa, il piviale, il manto, la clamide, e il mantello. Tuttavia

medesima fece memoria il citato Pietro Amelio nel Ceremoniale ^ cap. 75, parlando della VI feria
della settimana santa
il
,

abbiamo da Anastasio bibliotecario, che appena eletto il Papa, gli s' imponeva la cappa, al qual uso alludendo
scrisse
riferisce
s,

dicendo che
assistere alla

Pier

Damiani,
all'anno

quando

Papa portandosi ad
accipit

all'
il

antipapa

Cadaloo,

come

cappella

Cappam de

scar-

Iato rubeo pectore usque ad pedes, ec. " e dichiaia che tal rito si usava a' tempi del Cardinal Gia-

1062, gli disse: ' Habes nunc forsan mi^tram, habes juxta morem Romani Pontificis rubeam cappam?" Altri

Baronio

GAP
Ui

CAP
altri

85
Cappa,
e sosti,

t;hirtn1arono pallio,

mantello.

vuoisi introdotta la
tuita
al

Diacono nel c<ipit. 29, lib. 4 cJ''lle Cronache di Ulontecasino lece memoria che Alessio, imCos Pietro
,

per essere meno preziosa di questo, e pi conveniente in tal tempo, giacche essendo il pipiviale
viale di seta

peratore

d'

Oriente

mand

purpureum optimum La Cappa fu xJetta Clamide,


liiim

etc.

pal"

dicen-

mato con gio, non

gioiello,
si

con ricami d'oro' fero formale di precredettero ornamenti


celebrazione
della

doci

r Amelio) che

il

menzionato

convenevoli

alla

Bonifacio

IX

trovandosi in Perugia,
alla

morte del Redentore, e molto meno


nella notte di Natale, in cui pove-

ed assistendo
friva

di Natale, a cagione di

messa nella notte quanto sofrigidissima,

ro,

abbietto volle nascere in

un

per
il

la

stagione

presepio.

il

detto Bonanni riporta

depose
vest

piviale,

e la mitra,
,

si

nel citato luogo le figure di Eugenio

della

clamide

ossia

Cappa

IV,

vestito di

Cappa, che

assistette

chiusa di scarlatto, foderata di pelli


di armellino.
si

coir imperatore Paleologo al concilio

Che per clamide non


la
si

debba intendere sempre pa, ma piuttosto il piviale,

Caprileva

dal canonico Benedetto, che parlan-

Firenze del i437j e del 1 644 > Innocenzo , presa dal Ceremoniale de' Vescovi, che si pubbhc nel suo pontificato.
generale
di

quella

d'

do nel cap. XI delle cerimonie usate in Coena Domini^ dice che, finita la
messa,
il

II.

Cappa de

Cardinali.

Papa
palati

indutus

cum
s.

caete-

ris

ad

um

in basilica

Lau-

La
lizia
si

origine della
fa derivare

renili revertitur, ibique expoliat se

Cappa Cardinada Bonifacio VIII

usque ad Dalmaticam, et apposita chlamyde rubea ipsi ad collum sedet etc. " Altri poi stimano doversi intendere per clamide

creato nel 1294, come asserisce nella di lui vita il Ciacconio, e Girolamo

Albano
(

alla

quest.

8, de Carditi.,
della
si

quella,
la

come ancora

l'uso

Porpora
riportano

che

diciamo

mozzetta

oppure

J^edi), al qual articolo

raantelletta

usata gi dai Pontefici pi lunga di quelle de' Cardinali, e


de' vescovi d'oggid,

che perci
colla

tal-

in cui si fa gli esempi anteriori, menzione di Cardinali decorati di essa. Poco differisce nella forma la

volta

si

legge

indicata

voce

Cappa
e

Cardinalizia dalla canonicale,


se

V. l'articolo Mozzetta. Finalmente in quanto al colore purpureo della Cappa del Papa, e
Manlelluni.

vescovile,

non

nell'

ampiezza

della veste talare a cui fu aggiunto


il

cappuccio,

reso
i

particolarmente di quella della settimana santa si riconosce la me,

gnone dopoch
essendo
il

comune in AviPapi sino dal i3o5


Ivi

vi stabilirono la sede Pontificia.

moria dello spargimento del sangue fatto dal Redentore nella sua passione. Anticamente, in segno di
duolo,
vesti di
i

clima umido,
si

freddo,
e di-

bisognava che
fendessero

cuoprissero,

Pontefici

solevano

usare
legge

color
di

nero,

come

si

mentovato Cardinal Gaetani cap. 82, Per questa stessa mestizia osservata dai Papi ne' tempi
nel rituale del

anche con foderare il cappuccio con pelli. Il Davanlria nel suo Cerimoniale presso il Macri, allerma che queste pelli furono grial

gie ne' giorni di lutto, e particolar-

mente dal mercoled


to;

triduo

della

sctliuiajia

santa,

ma

poi

le pelli

sabba to sanfurono in ogni

^8b

CAP

CAP
pa eguale a quello dell'abito dtlht religione a cui aveano ap{>arfeenuto, restando per vietata ai piloni la seta. In quanto alle pelli delle cappe
degli altri
ci
,

tempo di armellini bianchi, che secondo il beneplacito del Papa, si mettono per s. Caterina a' i5 novembre, e si levano ordinariamente per l'Ascensione. Talvolta per fu-

Cardinali
abito

finti

rono messe e levate prima di tali epoche toccando al prefetto de' cerimonieri, inteso il volere del Papa,
,

esse

debbono
dell'
,

essere

, o monaanche del

colore

sir::ome

le

loro

mandare
togliere,

la schedula di avviso,

per
sulle

cappe sono di saja, o mirinosse, non variano mai , e servono in ogni

o rimettere
de'

le

pelli

tempo.

cappe
pella,
sori.

CardinaH , che di ogni altro che abbia luogo in captanto

La Cappa
sopra
e
il

de' Cardinali
,

si

rocchetto

dopo che

si

mette sono
dal

per mezzo
I
,

de' pontificii cur-

levati la

mezzetta
sciolta

e la mantelletta,

Cardinali arcipreti delle bain


esse
si

viene

nella

funzione

siliche

uniformano

alla

caudatario

(Predi'),

che

quando

consuetudine del capitolo, riguardo alle peUi d'armeUini, e se accadesse


la celebrazione de' vesperi

ripiegata sostiene la coda. Colla cap-

pa
di),

Cardinali usano la berretta ros-

vento del sacro Collegio pria basilica , seguono gli arcipreti


il

con internella pro-

sa (Fedi),

ma

nelle
il

cavalcate (Fe-

cuoprendosi

cio della

cappa
il

capo col cappucsu di esso sovrapsi

costume del capitolo , piuttosto che quello de' colleghi. S vuole che anticamente le Cappe de' Cardinali fossero di colore paonazzo, com' di parere il Macri. 11 Sabellico , il Platina , e il Volaterrano sono di avviso, che soltanto Paolo II, del 14^45 concedesse a' Cardinali le cappe rosse , insieme ad altri ornamenti, e che Bonifacio Vili avesse loro solo accordato la cappa paonazza colle vesti di porpora , rimanendo la distinzione a
,

ponevano
11

cappello pontificale rosso.

cappuccio della cappa


a Cardinali

pone in
ricevono

testa

quando

Papa il cappello rosso [Vedi), quando passano dopo tal funzione in cappella pel Te Deum, quando danno la benedizione nelle loro chiese
dal
titolari,

e in altre circostanze. Allor-

ch
la

Cardinali entrano in cappella,


spiegata,

Cappa viene

ed

allora

comparisce in un modo imponente per la sua ampiezza , ricordandosi

con

ci a' Cardinali,
ecclesiastico
il
,

ch'essi

sono

il

tenore delle funzioni, il colore paonazzo, come si dir ; dappoich il solo Pontefice

senato
sostenere

incaricato

governo del

cristianesi-

us

sempre

la

Cappa

purpurea di lana, e di velluto. Jl motivo poi per cui Paolo II deter-

mo, come spiega il Bonanni, ovvero si pu applicare quanto dice il Macri


succitato, che cio rappresenta la gran-

min

la

Cappa

rossa

a'

Cardinali

dezza
do. Si

della

dignit

sacerdotale,
fine del

la

di cambellotto, e di seta, fu acciocch

quale durer sino

alla
il

mone
si

anche in questo
distinti
i

indumento

fossero

pone

sotto

braccio,

dai

vescovi,
colore
a""

e altri prelati,

ravvolge,

come

spiegasi dal p.

Tobia

quali usavano cappe della medesi-

ma
si
,

forma,

materia,

la-

sciando per altro

Cardinali religio, i pp. colore della cap-

meno

chierici regolari
il

Corona, De" scirri templi par. i. pag, 1 68, per dinotare, che l'autorit e giurisdizione ecclesiastica, si dee spiegare nelle occorrenze per Tonore di Dio, e
in ajuto del prossimo, e che pel biac-

dell'

Oratorio ec,

GAP
ci suole la Sacra Scrittura significale

CAP
cose

umane, e per

esse

87 non mo-

re l'autorit sacerdotale essendo stato

strare mestizia, uniformandosi solo alla

Praccidam brachium due Cardinali tuuni. In cappella dovendo diaconi assistenti al soglio continuamente agire, non portano la Cappa sciolta, ma ripiegata sotto il
detto

ad Eli

mestizia della Chiesa nelle vesti, e


nel venerd santo, in

Cappe paonazze
cui

portano quella di sajetta paona/za, mentre i Cardinali creature la assunell'esequie novendiali de'
o,

mono
teficij

Pon-

braccio sinistro.
essi

Anticamente
il

ancor

per dir meglio, in sede vadi entrare in conclave.


si

la lasciavano sciolta,

ripiegandola

cante,

prima

alla

meglio sotto
nota
il

detto braccio, co-

Le Cappe

custodiscono entro sac-

me
II 8.

Cancellieri ne' suoi Pos-

coccie di tela del

medesimo
ai

colore,

sessi p. 2 12, e nelle sue Cappelle , p.

e sono poste in dosso


dai decani,
stro di

Cardinali
del

N dee
le

tralasciarsi di avvertire,
si

coli' assistenza

mae-

che

Cappe
il

sciolgono dai Cardi-

camera o gentiluomini.
rito,

nali soltanto nelle cappelle Pontificie

In quanto al

che

Cardina-

e che
nel

Cardinal Guidiccioni
sulla

mori
s.

i549 per una caduta

fatta nell' in-

ciampare
Angelo.

coda del Cardinal

H di santa romana Chiesa osservano nella variazione dei colori delle Cappe, diremo prima di quella di colore rosso, e poi di quella di colore

Le Cappe
no
tre:

usate dai Cardinali sodi

violaceo, o

paonazzo.
la

Cardinali

porpora di amuer ondata, la seconda di seta paonazza, egualmente ondata, la terza di sajetta pure paonazza. Quando sui cappucci di tutte tre non havvi la pelle d' armellino, sono foderate di seta, cio di porpora la rossa, e le alla tre

prima

pertanto usano

Cappa

rossa,

quan-

do vanno

vestiti di

rosso,

cio dal

vespero della vigilia di Natale, sino alla Settuagesima e dalla Pasqua


,

di

prima domenica dall'avvento, eccettuati per i venerd ed altri tempi, in cui vestoresurrezione
,

fino alla

due

di seta

cremisi.

bench
e

no

di paonazzo.

nella

IV domenica

di quaresima,
i

glio spiegarci, le

Nondimeno, a meCappe rosse si asi

nella III dell' avvento

Cardinali ve-

sumono
le

in tutti

vesperi e cappel-

stano di colore rosaceo, le Cappe

non

sono di tale colore, ma di seta paonazza con pelli di armellino. In conclave i Cardinali non usano le Cappe, ma la croccia [Vedi). Tuttavia si ha

sebbene il Papa non v' intervenga , purch esse si celebrino, ne' tempi nei quali si adopera
Pontificie,

l'abito

rosso.
s.

Nelle

cappelle
,

della

Cattedia di
ziata,

Pietro

dell'

Annun-

che anticamente le portavano in conclave con pelli di colore cinerino. 11 Macri aggiunge, che una volta i
Cardinali assumevano in conclave la

per r anniversario della crea-

zione e coronazione del

Papa, seb-

Cappa nera
vietato
il

foderata nel

cappuccio

color nero,

con pelle nera.

Ma

ai
il

Cardinali

corruccio, o

perch essendo il Papa pel sublime suo grado superiore a tutti, n dovendo essere turbato per nessun avCardinali per la lovenimento, cos\
i

bene cadessero in settuagesima, o quaresima , si usano le cappe rosse, ben inteso per, che se tali anniverdelle domesarii cadessero in una niche di quaresima, o dell'avvento o della settimana santa, i Cardinali vestiranno vesti e cappe paonazze, ed il restante del gio no useranno vesti rosse. Pure osserva Scipione Amati nel Maestro di Qt*

ro dignit devono essere superiori al-

, ,

8H

GAP
del Seslini, che alcuna volta
ss.

CAP
Sacramento esposto.
di

mera
sotto
rio.

Ne* secondi
s.

Leone
Nelle

si

pratic

il

contraelezioni

vesperi della Cattedra


il

Pietro,

cappelle
i

per

le

degli imperatori,

Cardinali vesti-

Cardinal arciprete usa Cappa rossa, gli altri Cardinali paonazza, cosi

rono abiti e cappe rosse, ad onta che cadessero in avvento o quaresima. Clemente
fosse

me

pratica per quello


della
basilica

della
a'

de-

XIV,

facendosi conla

sacrare vescovo, volle che

messa

semplicemente letta, e non solenne, e che i Cardinali invece dei paramenti sacri, prendessero le cappe rosse.

i8 novembre, in cui r arciprete, per uniformarsi al capitolo, ha pure messo r armellino sulla cappa rossa. Nella
dicazione
basilica liberiana, ne' vesperi

di

s.

Maria
zione,

Neve, e per l'Assunr arciprete porta cappa rossa,


della

Le cappe
mattina
del

rosse

si

mettono
santo
,

nella

gli altri

Cardinali l'hanno paonazza.


si

sabbato
le

in cui
il

Altrettanto

fa nella basilica lateradell'


,

vengono levate

paonazze, dopo

nense
di
s.

ne' vesperi

Ascensione

versetto Peccatores^ te

rogamus

ali-

Gio. Battista
la

a'

9 novem:

di non, ad onta che la sottana, e fascia siano paonazze. Rossa dev'essere la cappa nelle cappelle dell'An-

bre per

dedicazione della chiesa


1'

anzi in questo vespero

arciprete

nunziata e della Concezione (bench cadano in quaresima, ed avvento ) nelle tre feste di Natale, Pas,

per uniformarsi al capitolo sulla cappa usa l'armellino. Se nei pontiQcali di Pasqua, di s. Pietro e di Natale,
il

Papa o non
i

celebra

o non

qua

di resurrezione

nella Pente-

interviene,

Cardinali, in luogo dei

coste, compresi i vesper che si celebrano nelle basiliche, come in quelli

di
i

s.

Pietro.

Ma

se in

questo giorrecarsi in
basilica va-

no

Cardinali dovessero

altro luogo fuori della


ticana,

paramenti, usano cappe rosse e scarpe nere ricevendo la comunione i CardinaU diaconi colla stola sulla cappa sciolta. Altrettanto si dica dei vesperi Pontificali per dette solen,

useranno cappa paonazza. E da avvertirsi per, che in tal giorno i Cardinali non possono mettersi la cappa n in chiesa, n in sagristia,

nit,

cio di
i

s.

Pietro e di

Natale,

in cui

Cardinali rendono
colle

l'ubbirosse

dienza al Papa
indi

cappe

ma
,

nella

camera

capitolare de'

ove celebrano le congregazioni ne' novendiali per la morte del Papa, in cappa paonazza. Rossa debb' essere la cappa per cappelle di pubbliche allegrezze, come di vittocanonici
rie e paci, e

vSi

assumono i paramenti sacri , seppure non li avessero presi, come pratic talvolta. Non pertanto Pio Vili, bench per la festa di s. Pietro non pontificasse, ma solo assi,

stesse
vi
le

volle

che
i

il

sagro Collegio
sagri
,

prendesse
scarpe
di

paramenti
rosso

quando
al
i

il

Papa
ci

battezzi

o cresimi ebrei, o
volta
si

altri,

che

tal-

fece

battisterio

latera-

nense, eccettuati
dersi

tempi in

cui

si

veste di paonazzo, su di che a ve-

avendo pel similmente praticato Pio VII Pontificale di Pasqua del 1819, in cui celebr la messa il Cardinal decano in occasione della presenza
colore
,

r articolo Vesti Cardinalizie. Rossa debb' essere pure in tutte le


dell'

in

Roma
I.

dell'

imperatore

Francedi
iu.

sco

processioni

ottava

del

Corpus
col
s.

Dominij e ne' vesperi

celebi^ati

Per la cappella Cardinalizia Boudveutura , che si celebra

GAP
ss.

CAP
sagro
Collegio
il

<S9

XII Apostoli,

il

colore di rosa,

bench

reca in vesti rosse e cappe si paonazze, mentre il Cardinal titolare usa cappa rossa. Altrettanto si nella cappella Cardinalizia , che li celebra a s. Marcello, per la fefci
vi

si

adoperi nelle feste

primo solenni, % l'alil

sta

dell' Esaltazione, della ss.


il

Croce,
nella

giacche

Cardinal

titolare

sua chiesa,

per

la.

piena giurisdinel
recarvisi

zione che vi esercita,

me abbiamo
cipreti,

usa sempre vesti e cappe rosse, codetto de' Cardinali ar-

anno, e Chiesa prescrive i colori di penitenza, mortificazione o lutto, secondo i misteri, che celebra. La Cappa paonazza si porta dai Cardinali di Santa Romana Chiesa ordinariamente e senza veruna eccezione, oltre quanto abbiamo detto dell' uso della Cappa
tro ne' diversi

tempi

dell'

particolarmente

quando

la

rossa ,

ne' concistori

tanto pubblici

meno che

nelle cappelle di

esequie.

se nell'avvento,
vigilie

quare-

che semipubblici e segreti. Dal Diario per del maestro di cerimonie

sima, o tempora, e
date
si

comanfunzioni

De

celebrassero

altre

compresa quella
in cui
si

delle quaranta ore,

ss. Sacramento il con processione, allora assumeranno i Cardinali vesti e cappe paonazze,

espone

che quando Bologna nel concistoro pubblico, Francesco re di Francia , i Cardinali assunsero le
Grassis
si

legge

Leone

ricevette

in

soltanto eccettuata
della chiesa, in cui
stiario e
le

la

festa titolare
il

prendono
,

ve-

paonazza adopera dal sacro Collegio nelle dispute, o conclusioni degli uditori di Rota, e degli avvorosse.

Cappe

La Cappa

egualmente

si

cappe
nelle

rosse.

Colla capi

cati

concistoriali nell'aula della can-

pa
nali

e cappuccio
titolari

in testa

Cardichiese

celleria, e nelle chiese,

rispettive

dedicate ad

un

Cardinale,
Si

compartono
nedizione,

la trina

solenne

besi

cora

ne' capitoli.

quando sono come andevono per


Pened

con

indulgenza, che
,

eccettuare

le tre feste di Natale, di

pubblica da
dote
della

un canonico
medesima
).

V.

o sacerTitoli

Pasqua
tecoste,

di Risurrezione, e della

quelle

di

s.

Pietro,

Caedinalizii

Cardinali legati

ottava

del
si

Corpus Domnij
Alle
si

in cui,

lataCy nel luogo della loro giurisdizione, e secondo


il

come
tano
ni,
i

disse superiormente, le poraltre

contenuto del bre-

rosse.

conclusio-

ve apostoHco, oltre l'uso della croce, e il poter benedire, possono vestire

Cardinali

recano in abito

abiti, e

cappe rosse nelle cap-

ed altre funzioni. Passiamo a trattare dei tempi e funzioni, in cui si adopera dai Cardinali la cappa violacea, o paonazza,
pelle

paonazza, nonch in si fanno tanto nel palazzo apostolico, che nelle chiese, eccettuate le nominate festivit. Quando il p. Micara, predicatore apostolico, fu pubblicato Carsenza

cappa

tutte le prediche, che

avvertendosi

che

questo

colore

si

dinale in quaresima da

Leone XI 1,

dee considerare quasi fosse color di porpora, come osserv il Bonanni, capo CIX Della Cappa Cardinaliza pag. 4^^j dicendo, che Plinio riconobbe la porpora di due specie,

a fare le prediche nello Pontifcie camere, al Papa, e al sacro Collegio, per tutto il tempo quadragesimale, vestito colla cappa. Inoltre la c<\ppa paonazza si
continu
usa
zie,

una
l'e

di colore acceso, l'altia di colo-

in tulle

le

cappelle

Cardinalifeslc, e iu

violaceo, perch in

ognuno

spicca

meno

nelle

predelle

90

GAP
cleU'

GAP
berretta in capo
Inoltre usavano
i

tutte le cappelle

avvento, e di quaresima, compresa la lavanda nel


gioved santo.

si

pone a sedere.

Cardinali la cappa

Che

se

il

tesoriere
le

Cardinale, in

cappa somministra

Papa pei pellegrini, al od apostoli; ritenuto per che nelmedaglie


la

paonazza nelle cavalcate, recandosi al concistoro pubblico per prendere il cappello Cardinalizio, nelle abiure
di errori, e delle sette eseguite nelle

mattina,

giorno

del

venerd

chiese, nelle congregazioni avanti al

santo, la

Cappa

di sajetta, la quale

Papa, per

le investiture dei

domimi

dai Cardinali veniva adoperata anche in altre circostanze pel lutto.

della Santa Sede,

per altre fun-

zioni e circostanze. Ne' concistori segreti

ancora paonazza in tutte

le

esequie,

ed anniversari de' fedeli defunti, dei Papi, Cardinali e sovrani, compreso Se la Purifiil mattutino de'morti. cazione non cade dopo la settuagesima,
menti,
terminata
la

la

e pubblici si assume sempre cappa paonazza, come dicemmo,


se

fuorch
Natale,
si

cadessero

nelle

feste di

Pasqua e Pentecoste, in cui adoprer la cappa rossa.

funzione
i

delle

candele, in cui presero


i

sacri para-

Cardinali

assumono nuo-

III.

Cappa de

prelati, degli av-

vamente le Cappe rosse, colle quali aveano reso l'ubbidienza, altrimenti prendono le paonazze, le quali vengono da essi usate nelle cappelle a s. Lorenzo in Damaso, e nella chiesa
del Gesi per la
del
ss.

vocati concistoriali y de
riij

cubicula'

de'procuratori di collegio^ dei


altri.

canonici e di

Le Cappe
r
i

de' patriarchi

arcive-

solenne esposizione
se
il

scovi, vescovi e prelati,

che ne hanno
,

Sacramento; che
la

Papa
i

uso,

si

resero piti

comuni

quando

non

fa

funzione delle
in
le

ceneri,

Cardinali,

luogo de' paramenti


ricevono dal celebrans.

Papi dimorarono in Avignone. Sono tutte di saia paonazza, con istrascico,


il

con cappa
te,

quale viene ripiegato e attore sorretto nel fianco sinistro


fettuccia.

e se la festa di

Gio. Battista

tigliato,

cade nell'ottava del Corpus Domini^


ai

da una

secondi vesperi
i

della

basilica la-

teranense,
le

Cardinali prenderanno
,

cappe rosse
paonazze.
i

viceversa

essere

Alla

devono messa della

beatificazione,

Cardinali della con-

Neil' inverno si fodera di pelle di armeUino, e negli altri tempi, cio dal mese di maggio al novembre, pili o meno secondo le consuetudini, la fodera del cappuccio di ormesino o di seta cremisi. I pa-

gregazione de' Riti assistono con cappe paonazze. Il Cardinal penitenziere

triarchi
giosi

arcivescovi
le

e vescovi

reli-

usano

cappe del colore del-

maggiore, tanto quando prende possesso della sua carica, alla sua sedia,

l'abito dell'Ordine cui appartennero,

meno

quelli autorizzati

da
e

Pontificia
le

nelle basiliche lateranense, liberiana

concessione. Cos le
di seta
si

pelli,

fodere

e vaticana, che
nica delle

quando nella domePalme si reca alla prima


le

regolano a seconda del coi

lore della cappa, eccettuati


regolari,

chierici

per

ascoltarvi

confessioni,

nel

mercoled santo alla seconda, e nel


gioved

ed altre congregazioni, che r adoperano come gli altri paonazza,


cogli

santo
la

sempre
scioltagli

alla terza, assume cappa paonazza, che, dal suo caudatario, colla

armellini
si

fodere cremisi,

avvert al II di ({uesto articolo, parlandosi delle Cappe dei

siccome

,,

CAP
Cardinali episcoporum^ de Cappa episcopi. spiegano le cappe Gli Oidi nari nelle loro diocesi, e luoghi di proreligiosi.
i

CAP
e la seta

^'"^fr^
stagione
si
;

F. Caermoniale

secondo

la

in

ogni altra circostanza


sa
,

porla chiurestando l'armellino, o la setn

al di

pria giurisdizione

ma

in

Roma

nelle cappelle Pontifcie, spiegarla,


la
i

ninno pu
spiegar-

dentro. Si sovrappone poi alla soprana di saia paonazza senza maniche, con tre aperture, una avanti
al

come non possono


di

petto sino al collo, e

le altre
,

ai

quantunque collegio, meno gli uditori di Rota, ed il commendatore di s. Spirito. In quanto egli al commendatore di s. Spirito
prelati
,

lati

per introdurvi

le

braccia

non

ha coda come quella de'cubicularii


ed tutta stesa sino a' piedi. Nell'inverno portano il cappuccio foderato di pelli di armellino, e negli altri tempi la fodera di ormesino cremisi. Altrettanto usano i soli monsignori procuratore generale del fisco ed il commissario della camera, sebbene quest'ultimo anticamente godeva la Cappa rossa de' cubiculari.
Tutti
i

in tutte le solennit maggiori, nella


chiesa di
ste
s.

Spirito in Sassia,

assi-

in coro nel suo seggio con cappa


di saietta paonazza.

sciolta

Riguardo

agli uditori di Rota,


nini,
il

il BerTribunale della Rota^ pag.

racconta

i83, che nell'apertura del tribunale,


la

quale

si

fa a' primi di ottobre nelle


,

cubicularii [Fedi), cio fa-

camere
quella

del palazzo vaticano


la

dopo

migliari Pontificii,

aver ascoltato
dell'

messa, passano in
,

come camerieri segreti, soprannumerarii, e di ono> >}

auditorio
,

e disciolta la

re ecclesiastici, cappellani e di

segreti

Cappa magna che aveano assunto prima della messa, si pongono a sedere nelle rispettive cattedre, ed assistono alla formale lettura delle costituzioni apostoliche

onore
del

cappellani
e

comuni
cavalcate

chierici segreti

aiutanti di canelle

mera

Papa ",

e concistori pubblici, nella processio-

riguardanti
gli

il

ne del Corpus Domini ^ e in


le

tutte

tribunale.

Quando per

uditori di

cappelle Pontificie [Vedi), usano


di saia rossa,

Rota non aveano abito distinto, essendo anticamente composto il tribunale di monaci, di chierici e di
laici
i
,

Cappa

seta rossa,

con mostre di con cappuccio simile guarin

nito di pelli di armellino nell' inver-

primi vestivano

di

nero

no

e colla fodera di seta rossa

secondi di paonazzo, e poi anche


i

altri

tempi. Questa Cappa, che assusulla sottana paonazza, aper-

di nero, e

terzi di rosso. Nelle ese-

mono

quie novendiah, e nelle conclusioni


alla cancelleria
,

ta in sul davanti,

senza coda, con


corte,

quando

si

riuni-

maniche larghe e
di
seta
rossa.
I

con mostre
,

scono agli avvocati concistoriali in qualche particolar funzione cogli uditori di

bussolanti poi

ai

quali vennero riuniti gli scudieri, e


i

Rota
della

questi

adoperano

le

cappe

forma

di quelle degli

camerieri extra muroSj hanno la Cappa, <iome i sopraddetti, tanto nella

avvocati concistoriali.
Gli avvocati concistoriali portano

forma, che nella qualit e colore.


diversifica

Solo

nel

cappuccio, che

una Cappa

soltanto propria del loro

non ornato n
dera di seta,

di pelli, ne di fo-

collegio, gi usala ne'

tempi antichi

e soltanto Benedetto
ai

dai Cardinali e dai canonici. Questa

XIV,
rieri

nel

174^) concesse
V uso
l*

canW"
ilella

Cappa
aperta
,

in presenza del
ossia
si

Papa
l'

si

porta

extra muros

del cap-

mostra

arinclliiio,

puccio.

Hanno

inoltre

uso

9^

GAP
de' Cardinali,

GAP
mani, della qual
antichi
glie,
ec.

Cappa, come quella de' camerieri segreti, sebbene i registri concistoriali


prescrivano quella de' bussolanti col
capj3Uccio per ritorto
stori s
,

forma
si

era

quella
dagli

come monumenti

ravvisa

di pitture,

meda-

e ne' conci-

pubblici che segreti, e nelle


,

esequie de' Papi, e Cardinali


chierici

i
,

tre

nazionali

dell'
,

impero

di

il Bonanni dice, che fino Innocenzo III, i canonici vaticani usavano la cappa di saja nera, cambiata per in paonazza cogli

a'

tempi

d'

Francia
sotto

e di

Spagna
e
I

vestendo di
paonazza.

armellini da Nicol V,

il

quale con-

la sottana

fascia

cesse a' beneficiati la fodera di pelle

V. Concistori.

procuratori di col-

cenerina. Diversi Pontefici concedettero a'canonici d'insigni capitoh, beneficiati,

legio (Vedi)^ poich

Leone XII, con


li

breve de' 21 giugno i8si5,


tegr
del
Pontifcie, e

rein-

e chierici beneficiati l'uso del-

loro posto nelle cappelle

la

cappa nell'inverno, ed a molti capermisero,

ne conferm i privilegi che godevano, portano Cappa di saia nera, con fodera di seta nera, e capsimile

nonici le cappe rosse per ispecial privilegio; altri


pitolo di
s.

come

al ca-

puccio
quella

foderato

di

seta

di

Roma,

di

Maria in Trastevere in spiegare le Cappe all'ado-

egual colore.
degli

La Cappa
avvocati
l'

loro ,

come

razione della Croce nel venerd santo,


e la congregazione de' Riti, per
dii'e di altri

concistoriali,
pelli sul

non

ma

non hanno

uso delle
nell'

esempi, con decreto de'

cappuccio; la sottana di seta nera

neir estate, e di panno


cia,

inverno.

Finalmente nella cappella Pontifi-

settembre i745' tomo IV. p. 352, n. 4029, permise a'canonici della cattedrale di s. Severo di andare all' adorazione della Croce colle cappe spiegate.
All' articolo

quando
la

chierici regolari, e gli


il

alunni de' collegi recitano

discorso,

assumono

cappa di saja paonazza

Canonici

Regolari

con fodera di seta cremisi, e nell' inverno cogli armellini bianchi. Riguardo alle Cappe de' canonici, oltre quanto si detto superiormente sull'origine della Cappa, ed all'articolo Caivonici, aggiungeremo col Macri, che anticamente la loro Cappa era come quella de frati, tutta aperta davanti, e solamente unita a' piedi, come viene descritta da Nicol III
nelle costituzioni della basilica vaticana,

(Vcdi)^
usate,

si

tratta delle

Cappe da loro

con molte erudite, ed analoghe A Bonifacio Vili era stato domandato dall'abbate de'monaci di Colonia r uso della Cappa rossa ; per
notizie.

non

gli fu accordata che la Cappia nera con lo strascico; e Guglielmo conte di Pontieu assegn a' canonici

regolari de'

ss.

martiri,

acci
la

portassero

Maurizio e compagni sempre a

di cui era stato arciprete:


=->

>>

vigilia

scilicet

omnium sanctorum
sanctum

usque ad

" sabbatum
>

superpelliceas

lineas deferant, cappas nigras de sagia simpUces; vel si voluerint " foderatas a cingulo vel circa ex
ii

Cappa rossa, tredici come abbiamo da una >y lapide Ad emendas vigiliti ulnas scarlatae ad ulnam de provinis, ad facienda cappuccia, quae praeloro onore
lire

d'argento,
;

parte interiori fixas inferius et aI beneficiati

" pertas".

vano le Cappe tutte na piccola apertui'a

serrate,

per portacon ucavar


le

dicti canonici in signum martyrii b.b. martyrum Mauritii, sociorum que ejus jure ordinis, et consue tudinis in ecclesia gestare rubea dignoscuntur
".

per

Non

si

dee tralasciare di far men-

GAP
7niie del cos detto Diritto

CAP
di Cappa,

93
delle

CAPPADOCIA. Era una


parti

che
lati,

si

pagava a* capitoli pc'niiOTi preod ai religiosi pe' nuovi abbati

pi

vaste

dell'

Asia

minore.

commcndatarii, secondo l'uso particolare di a le line chiese.

Per

diritto di

Cappa
certi

s'intende eziandio quello, che

capitoli
,

esigevano da' canonici


islallarli^

Anticamente eravi soltanto una provincia chiamata Cappadocia, che, secondo Slrabone, i persiani divisero in due satrapie, e i macedoni in due regni, uno dei quali fu appellato

novelli

per

dar loro

il

Cappadocia
e

del

monte Tau-

possesso in coro, consistente in


canonici, ciocche viet

un

do-

nativo di denari da suddividersi fra


i

questa era la grande Cappadocia; l'altro chiamossi di Cap-

ro,

il

concilio

padocia
cia

del

Ponto.

La Cappadodistinguerla

di

Trento,

come Pio

li

precedente-

detta

Magna, per

mente avea proibito gli altri regali. Per la celebre Cappa di s. Martino
s'intese indicare quel mantello

dardo, afldalo

alla custodia de'

o stenduchi

da quella del Ponto, che poteva dirsi Cappadocia marittima, confinava coir Armenia minore , colla GalaLicaonia , colla Cilicia regno del Ponto. Mazaca ^ o Eusehia ^ detta poi Cesarea fu
zia
,

colla

d'Anjou, come siniscalchi di Francia, e che jortavasi dall'esercito, consistendo


in

col

un

velo di taffet, colla effigie del

santo, e che era stato posto sulla di


lui

tomba. Vuoisi da alcuni, come


all'articolo

dii

Vi regnarono in vaFarnace investitone da Ciro, A riarte, Ariobarzane, ed Arla

capitale.

rii

tempi

remo

Cappellani,
1'

che

chelao, sotto
cia

il

quale divenne provinvolere


fu
del

cappellani avessero
stodi di tal cappa,

origine dai cu-

romana per

senato,

da

essa

cosi

sieno stati chiamati.

Finalmente da
la corte

avvertirsi,

che nel-

romana

si

chiamano Cappe

governata dall'ordine de' cavalieri. L' imperatore Valente, dopo che la Cappadocia era passata dall'impero romano a
quello
del
de' greci,

e di Tiberio, e

nere, quegl'individui, che appartengo-

trascorsa

la

met

no
ri,

alle

famiglie nobili dei Cardinali,

primari! prelati, principi, ambasciatoe nobilt romana, cio


di camera,
i
i
i

loro
i

maecap-

Cappadocia in prima, e seconda. Cesarea (Fec?/), gi metropoli di tutta la Capsecolo, divise la

IV

stri

gentiluomini^

padocia, rimase metropoli della prila seconda ebbe per capitale Tiana {Vedi), alle falde del monte Tauro, quindi l'imperatore Giustiniano I nel VI secolo cambi anco-

pellani, e

camerieii ec, perch vecitt,

ma;

stono abiti neri detti da


ecclesiastici

e gli
ezian-

l'abito talare.

Ed
di

dio

onore chiamansi di spada e cappa, perch coli' abito di citt usano pure la spada, come i maestri di camera, e i gentiluomini
i

camerieri segreti, e

secolari del Papa,

ra quest' ordine,

e suddivise la

se-

secolari de' Cardinali, prelati, ed altri

conda Cappadocia in seconda e terza dando per metropoli a quest'ultima la citt di Mocesa, che poscia dal suo nome prese quello di Giu,

denominazione sembra provenuta dal fbrrajuolone di scia, o

summentovati.

La

stinianopoli

Fedi). Altri poi

dico-

Cappa

in tali individui

no, che questo paese veniva separa-

mantello, anticamente appellalo cappa, e l'aggiunto di

nera dal colore

di esso, e dal restante dell'abito.

l'Armenia Cappadocia propria. Questa era smUlivisa in due gran Provincie, la gran Cappadocia, quale
to in
parti generali,
la

due

minore,

, ,

Oi

GAP
il

CAP
Ponto, che
tesimo, divenne
in seguito

giaceva fra la terra e

vescovo
attesta
il

racchiudeva quanto estendevasi lungo il Ponto-Eusino. E questo paese, il


in oggi

della stessa Cesarea,


p.

come

Sa^igallo, nelle
3.

quale comprendeva tutto quello, che si conosce sotto il nome generale di Amasia, citt, che fu l'anresidenza
,

fici, titolo

Gesta de' PonteDipoi accadute le ac-

tica

dei

re

di

Cappacircon-

docia
vicini,

ed
avea
delle

alcuni

cantoni

parecchie
quali
,

considerabili
sussiste

citt
la

ancora sebbene
altre

della Cappache ebbe la gloria di produrre i santi Gregorio Taumaturgo, Basilio // Grande, Gregorio Nazianzeno, ed altri padri, che ne nobilitarono il suolo, ad onta della men-

cennate

suddivisioni

docia,

maggior parte abbiano cambiato

alcune
il

zionata
I,

disposizione

di

Giustiniano

interamente
siasi

stante quelle del concilio Calcedoi ,

nome,
terato.

quello

di

al-

nese, celebrato nel 45

il

quale avea
ecclesiasti-

In progresso

di

tempo, nei

regolate le sue provincie

primordii del
asilo

XIII

secolo, serv di

che,
essere

in

modo

che

non

potessero
,

all'imperatore Alessio

ComneFian-

no,

che Baldovino

conte

di

dra, alla testa de' francesi, e de' veneziani, discacci da Costantinopoli. In allora fu, che Comneno fond l'impero di Trebisonda il quale sostenutosi per duecento e cinquant'anni, fu da Maometto II distrutto nel XV secolo, recando prigioniero il regnante Davide Comneno, e tutta l'imperiale famiglia, onde la Cappadocia ancora interamente cadde in potere
,

cambiate dal principe la sede di Mocesa o di Giustinianopoli non godeva tuttavia dei diritti metropolitici all'epoca del sesto
lio

conci-

generale, celebrato

in
sotto

Costantiil

nopoli nell'anno
tificato
(

68o
;

pon-

di

Agatone

Vedi), che secondo


I,

1'

Nazianzo Oriens cirist.


e

tom.

p.

35 r,

viene

posta
in

nella

terza Cappadocia, fu eretta

tropoli dall'imperatore d'oriente

meRotre

mano IV
Ecco
le

Diogene.
sedi
vescovili

de' turchi.

delle
I

Passando a parlare

dell'introdu-

provincie
rea,

di

Cappadoica.
Nissa
, ,

Cesa-

zione del cristianesimo nella Cappadocia, da premettersi che la reli-

metropoli,
Basilica
,

me

Cissa

o Niso, TerPamuliana, o

gione degli antichi suoi abitanti era


quella
dei
persiani.
i

In

seguito

si

bestra

succedettero

riti

barbari,

dappoiCerto

ch

si

vuole che venissero offerte a


vittime
il

Comano
stoli
s.

umane.

che quando
nella Soria,
dell'

principe

degli

apo-

Camuliana. II Tiana, metropoli, CiFaustinopoli o Cybistra Sasime o Zazima, Balbissa. Ili Mocesa, o Giustinianopoli, metropoli, Nazianzo, Colonia, Parnasso Doara.
, , ,

Pietro, pass dalla Palestina

fissando

era cristiana la

anno 38 sua sede in Annell'

della

Commanvlle registra le diocesi prima provincia di Cappadocia, in questo modo: Cesarea, Nissa,

tiochia, trascorse quindi le provincie di

Camuliana,

Cissa,

Teodosiopoli

Ponto, Calazi a

Cappadocia

Evaisso,

Seria, Arathia^

Epolia

predicando per tutto l'evangelo, avendo primieramente nella sua capitale Cesarea battezzato Cornelio
centurione

Metodiopoli, ed alla terza provincia,

aggiunge
li,

alle predette sedi

vescovi-

romano

che essendo
il

il

primo

de' gentili

a ricevere

bat-

Il

Meliana fondata nel IX secolo. Due sono i concilii di Cappadocia. primo vuoisi da alcuni convocato

GAP
l'anno
lio,

CAP
s.

827

coll'intervento di

Basi-

che
in

si

rizza talvolta nelle guerre,

95 e

per la divisione della Cappadocia

altre
,

circostanze
acci
il

in

due provincie,

prescritta dall'im-

campo
sa
,

alla testa del cappellano vi possa


la

peratore

Valente. S. Basilio come metropolitano sostenne che tal suddivisione non dovesse punto pre-

porre V altare [Fedi), e dir


cui assistono
s.
i

mes-

soldati.

Dalla vita di
si

giudicar
tutte
le

alla

sua
di di

giurisdizione

su
Il

ha che Cappella

Norberto cap. i5, ansignific


si

chiese

Cappadocia.

cora quel luogo, in cui


vailo le cappe,

custodi

vescovo poi
metropoli
cia,
i

Tiana,

dichiarata

della

seconda

Cappado-

pretese invece di esercitare egli

ed anco i mantelli de' santi, non che i paramenti sacri da usarsi nella celebrazione de' divini misteri, luogo

diritti e le

prerogative di metropo-

litano sulle chiese soggette alla pro-

pria sede metropolitica;


cilio

ma

il

con-

chiamato eziandio cubiculum j e talvolta per Cappella s' indic la cappellania (Fedi), specie di benefcio ecclesiastico. Si chia-

compose

la

questione,

accre,

il scendo il numero de' vescovati che s risolvette in vantaggio spirituale della Chiesa. 11 secondo con-

m
una

altres
,

Cappella
deputati
;

la

moltitudine
cantare
in

de' musici

chiesa
si

e quindi canto a Capil

cilio

di

Cappadocia

si

dice adunato

pella

nomin

canto figuralo, o

nell'anno 876, pei* approvare il libro dello Spirito santo, composto

quella specie di canto musicale, che


si usa nelle sacre funMaestro di cappella, CoryphaeuSj chiamasi colui che regola,

per lo pi

dal

menzionato dottore san Basilio


Capella, Sacellum,

zioni.

Magno.

CAPPELLA,

e dirige

musici

della
si

cappella, e
i

Sacrarunij dedicala. Luogo nelle chiese o case , ov' situato V altare per celebrare, o un oratorio in cui avvi un solo altare, il quale si chia-

cappellani cantori
ri

dicono
nella

canto-

della cappella Pontificia


il

Fedi).
del
re-

Dice

Macri, che

festa
si

santo titolare d'una cappella


cita l'ofjzio,

anco piccola chicsina. Il Burio, nel suo Ononiasticon, dice che cappella ) apud Gavantum deducitur a
'>

ma

come ordina
piti si

il

Calen-

dario romano,
col

celebra
il

Gloria,

senza

la messa Credo, come

caprarum

pellibus

bisce

verbis:

prescrive la rubrica.

Ma

se nella C^apil

M cappella
*

apud antiquos domus itineraria ex caprarum


fuit

pia
pel-

pella fosse stato trasferito

titolo di
si

qualche chiesa rovinata


citer
ufficio

allora

re-

M libus fabricala; et a pellibus bis cappellas earumque custodes ca pellanos vocitabant ". Altri fanno
derivare
la
s.

ufllcio del
.

santo titolare qual

giunge

parola

Cappella
i

dalla

semidoppio Il medesimo agaltres, che per Cappella s' inttnde anche quell' oratorio , o pic-

cappa

di

Martino, che

re di

cola chiesa, destinato alla preghiera,

Francia nelle guerre facevano custodire sotto tende, che dicevansi chapelleSj e che poi racchiudevasi nella

e alla celebrazione della messa, con-

siderandolo qual parte della chiesa.

Fra

le
il

etimologie

di

Cappella,

ri-

santa cappella,
spiega
il

cui custodi,

come
per-

porta

Zaccaria, furono
(

appellati

cappellani
fx^uzuti,

Fed

).

Cappella

tanto dicesi quella baracca di rami


di frasche,

e di legname

Macri medesimo quella accennata da Gemin, lib. I, cap. 128: w Capenum dicitur domus, ad quam pauperes ad postulandam vico mosynam confluunt. Inde dimiim-

96
M

GAP
cappella dicitur, in
*

GAP
vit
studiosius exornaQueste camere presso gli antichi sono come le nostre Gappelle , onde disse il Baronio * Cubi".

qua chritum stiani paupercs spirita ad postu^ landam animae eleemosynam conw veniunt
".

apostoli Pauli

Abbiamo zioni^ tomo


pelle

dal p. Lupi
I,

Dissertale

culum enim
5

annesse

37, che antiche alle


p.

cap-

antiquos,

idem fuisse apud quod hodie apud nos

chiese,

" cappellam "


lo

chiamate anche Oratoriij o Esdre, furono fatte ad imitazione delle fabbriche sacre de' gentili , e con un solo altare. Quindi riporta gli esempii

; ed perci che GarMacri nelle aggiunte fatte al Hie-

rolexicon del
co, dice
>y

suo fratello Domenicappella*


latinos
'*,

nus, et

Synonima sunt cubicularius apud


Bianchini
nelle
I,

delle antiche cappelle ne' templi

e perci
s.

il

de' gentili, quelle

del

Pantheon

o
e

Leone
i

Papa

note a del 44^5 spiega


dalla cu-

chiesa di
dice,

s.

Maria

ad Martyresj

che

cubicularii,

o cappellani, pre-

che il disegno della croce greca con cui fu edificata presso il foro Agonale la chiesa di s. Agnese, con
tre cappelle nell' estremit della

sero questa denominazione

stodia loro affidata de' venerandi corpi de' principi degli apostoli, a' quali

custodi

edific

il

detto

Pontefice

croce, e quattro nei quattro angoli

presso le tre basiliche altrettante ca-

che formano

gli

della cupola, sia

stipiti, od i piloni una imitazione del

mere, chiamate sacrarla^ sive sacella, per abitarvi. In esse non


si

tempio creduto di Plutone, nella villa Adriana presso Tivoli. Le gran


cappelle
laterali

celebrava
si

la

messa
i

ma

piutto-

sto vi

ritiravano

fedeli

ad orai

della
si

chiesa

di

s.

re con maggior raccoglimento, e talora servirono per seppellirvi


funti.

Andrea

della Valle,

riconoscono

de-

nella fiancata del

tempio della Pa-

ce, ed altrove. Quando gli antichi usarono la voce Deluhrum, intesero indicare un tempio colle cappelle,

Riguardo
ne
cui
delle

al

tempo

della erezio-

cappelle

nelle

chiese,

si

vuole che fosse nel sesto secolo, in


si
,

a differenza di quando adopera:

moltiplic

la
si
i

erezione degli

Deliibra sunt rono altri vocaboli tempia ciini sacellis. Riferisce il Berlendi,
1

altari

ed in cui

accrebbero tanfedeli,

to

sacerdoti, che
il
:

come

at-

Delle oblazioni all'altare^

p.

testa
n.

eravi

49, che nelle antiche chiese, in cui un solo altare, si videro talcellette

'j']

Mabillon, Praef.in Saec. Ili Mysteria sacra frequentaconstrui

a'

ri

amplius, et arac plures una in


captae ";
,

volta lateralmente alcune camerette,

ecclesia
lio

anzi
conci-

chiamate anche
ta di

da

s.

Paoli-

tempi di Carlo
di Tionville

Magno

il

no, e monisteri da Agnello nella vi-

san

Giovanni arcivescovo di

superfluo,

ed

eccessivo
il

deir8o4 ne viet il numero. ErGocleo,


il

Ravenna.

San

Nilo,

nella

descri-

i-arono pertanto

Bild

zione del tempio fatto innalzare dal


prefetto Olimpiodoro, dice
:

detto Renano, nel dire

primo, che

In comvariisqiic

la moltiplicit degli altari nelle chic-

muni
la vita

vero
di

aede
Sergio

multis

se

per

mezzo

delle cappelle, inco-

distincta

cubiculis.

L' autore
et

del-

minciasse nel XII secolo, e nel sostenere


secondo, che moderna sia il una tale aggiunta. Le Gappelle adunque fabbricate nelle chiese, e che

nel Pontificale

narra:
^i

Hic tectum,

cubicula
b.

universa in circuitu

basilicae

GAP
Hinno parfe di esse sono chiamate tla' canonisti sub teclo, mentre quelle edificate

GAP
riata,

97
e
indicate,

o di balaustri,

caratterizzate

da un

altare.

sic-

fuori delle chiese, e che


stesse
le

come piacciono

sussistono

da loro

chiamail

quelle d' un disegno uniforme, senza monotonia, cosi so-

no

su!)
Il

diu.

no commendevoli quando sono


comprende sotto
,

erette
all'

Millin

no-

in armonia, e in proporzione

ar-

me

di Cappella

tanto

que* piccoli

chitettura dell'interno

della chiesa,

che possono riguardarsi co, o chiese (Vedi) ^ e che secondo lui tengono il luogo delle antiche ediculae, quanedificii

me

diuinutivi di templi

e trovano il loro pi naturale collocamento negli sfondi delle navate


collaterali.
Il

severo Milizia
delle

si

scaglia contro

to quelle

porzioni di

edificii

sacri,

l'abuso

Cappelle

straordinanelle

che contengono un altare, e che entrano nella composizione, e nel complesso di una chiesa. I primi, che sono talvolta da noi chiamati oratorii
,

riamente
chiese.
siste

moltiplicate

nostre

La decorazione ordinaria conin un quadro che rappresenti


intito-

r immagine del santo, cui


lata

si

costruiscono d' ordinario

in

la

cappella

i quali non ammetterebbero per se stessi ne la estensione n la spesa della costruzione d' una

que* luoghi,

della sua vita.

o qualche tratto Spesso si innalza so,

pra l'altare la statua del santo medesimo, o entro una nicchia sfondata,

chiesa.

ISell' Italia

specialmente, pres-

so le pubbliche vie, se ne trova

numero considerevole,
pestri.
dificii
Il

un per comodo
cam-

o in una nicchia formata esteriormente da colonne, come quelle


della chiesa di
s.

Maria

ad MartySi

de' viandanti, e degli abitatori

res

in

Roma

tanto

encomiate.
dagli
all'

carattere di tali piccoli e-

collocano
tetti
le
,

finalmente
,

archiaria
a-

non ammette ne ricchezza, n ma solo forme sempHci, di che pu servire a modello quello,
lusso,

cappelle
nei

anche

perta

cimiterii,

e ne' luoghi,
si

ove

fedeli

comunemente

adu-

che

Giulio

IH

fece fabbricare dal

nano ad orare, e ad
re pie.
Si diede
il

esercitare opedi Cappella a

celebre architetto

Vignola, ad onore di s. Andrea apostolo, sulla \ia Flaminia presso la Villa chiamata volgarmente di Papa Giulio. Imit l'artefice in questo lavoro l'antico stile, col

nome

tutte le chiese particolari,


cipi,

che

prin-

grandi eressero nei propri

palazzi.

In

Roma
,

celebri sono le

ma-

dare una forma quasopra


bassa,
la

gnifiche
stolici

cappelle

dei

drata
la

all'esterno,

quale
quel-

vaticano
vi

e
le

apoquirinale. Nel
palazzi
Sistina

pose una cupola


del
di
lzio

come

primo

sono

cappelle

Pantheon, e
peperino.

rivest

T edipoi,

fabbricata

da

Sisto

IV

paoli-

Le Cappelle che non formano im corpo di


lzio isolato,

ediil

e che quasi sono

di-

minutivo d' una chiesa, sono quelle, che vcggonsi forse troppo moltiplicate nelle chiese, nelle quali formano un complesso di parti dipendenti dal tutto, ordinai iamcnte separate
dalla nave per

na edificata da Paolo III, comech si chiami paolina quella pure del quirinale siccome eretta da Paolo V. In Parigi Santa Cappella
dicevasi quella dell'antico palazzo di
s.

Luigi
,

IX
e
,

costrutta

con disegno
per
la
le

gotico

meravigliosa
e bella

sua
sue

leggerezza

anche per
i

mezzo

d'

una

infcr-

vetriale dipinte.

Presso

francesi so-

voL. vni.

, ,

c)B

CAP
pure
rinomale
le

GAP
cappelle
Versailles,

no

di

Vincennes, e quella

di

alcune basiliche, e chiese, si chiamano Cappelle Pontifcie {Vedi), e Cardinalizie e prelatizie


le Cappelle,
si

presso le corti de' sovrani ve ne so-

denominano
i

no

maggiore, o minor pregio. Cliiamasi pure Cappella l'argentedi

che

celebrano

Cardisenza
della
solo coi

nali

e varii collegi prelatizii


,

ria,

e le suppellettili sacre,

Sacra

r intervento del Papa


ministri

ma

sacelli

supellex, che i prelati , e i gran signori posseggono per uso , e


servigio delle loro cappelle.
I

e cappellani

cantori

Cappella Pontificia. L' uso delle cappelle domestiche

Cardinali

non possono disporre


,

od

oratorii privati riprovato dal Ber-

de'

paramenti

sacri arredi delle

gier alla voce

Cappella,

contro
il

il

loro cappelle
d'

senza l'autorizzazione

cui abuso procur rimediare


tuttavia assai antico
principi.

con-

un breve Pontifcio. E se muoiono ab inU'statOy divengono propriet della

ciho di Trento nella sessione 22,


ne' palazzi dei

Cappella Pontificin.

discaro

che

qui

si

Non sia avverta come


,

Benedetto
presso

XIV

colla costituzione,

Ad
3o,

audicntiam, dei 5
il

febbraio

lySS,
p.
1

Del gran Costantino riferisce Sozomeno In palatio construxit oratoriuni ... in quo deberent Dcum laudbus ejferre, et sacra my:

Bull.
i

maga, tom XIX,


sei

steiia percipere.
di
si
s.

Negli atti della vita

dichiar che
carii

Cardinali subiubinelle loro


a' proprii

Desiderio
il

vescovo
di
lui

di

Gahors

non possono conferire

trova, che

fratello era

cappelle in

Roma,

dipenla pri-

stato abbate del regio oratorio sotto


i

denti o diocesani, se

non che

re franchi Clotario II del 584, e


I:

ma

tonsura, per

non ledere
di

la giu-

Dagoberto

Ruslicus abbaliani palo stesso no-

risdizione del Cardinal vicario. Varii

latini oratorii gessit:

poi sono

privilegi

che godono

me

e titolo era in uso sotto Carlo

le cfjppclle
fra'
/^.

domestiche de' Cardinali,

quali l'indulgenza delle stazioni.

/io

il Cardinal Brancacc, Dissertade privilcgiis (juibus gaiidcnt Cardiiiales in propriis capellisj Rouiae

Magno. Queste regie cappelle avevano i loro sacerdoti per celebrare il sagrificio, quaU chiama vansi capi

pellani, arcicappellani, gran cappellani e

sommi
poco

cappellani

titoli

che
varii

1672, iiiL cjiis diss. p. Tenere Cappella dicesi


principi
,

1.

presso a

nella corte

di

di

alcuni
del

come
alle

massimamente

principi oggid hanno effettivo, o di onore alcuni vescovi e prelati decorati di particolari insegne e privilegi,

i'apa, allorquando assistono all'uticio divino,

messe, e ad altre

non che

giurisdizione, singolarmente

sacre funzioni, con grandi cerimonie,


ne' giorni
solenni.

in Francia.

Di

fatti il tesoriere

della
il

A
di

Versailles

si

santa Cappella
diritto,

di

Parigi

aveva

chiamavano giorni
pella quelle feste

grande Capsolenni, in cui era


Cappella rea-

come

vicario nato del re, di


di

conferire
regia, che

le cappelle

fondazione

celebrato
le

1'

ufficio nella

siastiche,

da un vescovo. Le funzioni eccleche in Pioma celebra , od


assiste
il

alle quali
ce,

Sommo
vi

Pontefi-

erano tanto nella s. Cappella, che nella citt, e prevostura di Parigi. Ed inoltre si sa che la santa Cappella del palazzo veniva considerata
bri

co' Cardinali, collegi prelatizii, e


tutti quelli,

come un

capitolo,

cui

con

che

hanno luogo,

principah

erano

canonici
di

memma
;

lauto nelle cappelle palatine, che

essa

nou uvea nulla

comune

col

GAP
cleix)

della corte, vale a dire la ca|),

con grande erudizione


di
s.

il

p.

Carac-

pella

l'

oratoiio

del re

pcrcli
la

ciolo teatino sopra la settima lettera

questi

nveano sempre avuto

loro

cappella indipendentemente da quella

altre

Gregorio Nisseno , da lui con in Firenze nel sei stampata


concilio di

del palazzo.

Ad esempio

poscia

.73..

cominciarono anciie i nobili ad onore di qualche santo far fabbricare le cappelle ed ora tori i privati, a' quali erano tenuti
dei re e dei
piincipi

Che il
tovata

Trento nella meng, abbia proibito

sess.

XII,

e.

a' vescovi di

poter ulteriormente condi

cedere

il

permesso

celebrare

la

assegnare
la

gli

stipendi necessari, e pel

sostentamento del

sacerdote

e per

celebrazione delle messe, secondo

messa fuori delle chiese, in oratorii, e cappelle domestiche, per cui il solo Pontefice pu accordare T Altare portatile,

quello statuto fondato sopra Tordi-

lo

dina mento di Zaccaria Pontefice del

Tuttavia
lico,

si

dicemmo a questo articolo. pu consultare il p. GalOraloriis domestiche


porlalilis,
et

74 1 , wel rescritto a Pipino re di Francia ut qui oratorium consacra tum liabet , vel habere voluerit
:

De

de

usu altaris

Romae 174^;
verbo
4-

Ferrari Biblioth.

Canon,

AU
^^
Poora-

i
^

per consilium episcopi de suis propriis rebus ibidem largiatur ".


laicali,

tare, e Benedetto

Missae
Ionia
torii

lib.

I,

cap.

XIV, De num. 2
,

Sacrif.
in

Essendo per queste semplici fondazioni

a tacersi, che essendo nate

non

si

ricercava la di,

molte controversie
scrisse

sugli

pendenza
sa,

del

vescovo

se

non per

privati, quel Pontefice,


ai

per seil

potere ne' medesimi celebrarsi

lio

la mescanone 1 1 del concitrullano, a cui avendo la preten-

darle,

vescovi

polacchi

secondo

il

sione di certi nobili derogato,


bili,

si

sta-

come
in

si

ha

ne' capitolari de' re

breve Magno unanimi, emanato R^ giugno 1701, cotie si legge nel Bull. Magn. tom. XXIII p. 21 5, col quale conferm loro ii privilegio di usare
fuori delie diocesi
l'

franchi
f' >

quell'

epoca

Qui

in

altare

portatile

domo

sua oratorium habet, orare

nelle proprie abitazioni; dichiarando

ibi potest. Tamen non potest in eo facere uiissas, sine permissu epi scopi ". Per altro la scelta del sa-

nello stesso

tempo, che
oratorii

la

licenza di

alzare

gli

privati,

proibita

a' vescovi

dal Tridentino, e da Paolo

cerdote,
ro,

quando non

fosse stato esteil

o sconosciuto, conforme

divieto
si

V, dal solo romano Pontefice si del> ba accordare, secondo le circostanze


de' luoghi, e delle persone
facolt
si
;

del concilio

IV

di

Orleans,

face-

le

quali

va ad
sto
si

arbitrio

de' fondatori

delle

dette cappelle ed oratorii, ed a que-

concedono per oigano dell;i segreteria de' Brevi Pontifcii. Avendo


poi fatto fabbricare in
di

dava uno stipendio, e


cappellano
dotata
;

il

no-

Roma

il

me
un

di

poich

essendo

cappella

poteva

servire

ad

Portogallo Giovanni Y, una sontuosa cappella di preziosi marmi, de-

chierico di vero titolo per ordititolo,


i

dictita

s.

Gio. Battista, col quadro

narsi prete;

che ammettono

del santo eseguito in mosaico, in atto


di

per legittimo
<li

concili i di

Meaux, e
Roparla

battezzare

Ges

Cristo, per collochiesti di


il

Epaona

essendosi praticate tali


nella Chiesa

locarla in

Lisbona nella

s.

ordinazioni anche

Rocco
tefi(;e

de' {Gesuiti, volle

detto Pon-

mana, Degli
vate, oltre
il

oratorii e cappelle pricitato lerlendi


,

consacrarla

solennemente.

talelfetto Incappella, ch'era qostll ulta

loo
in

GAP
modo da
potersi

CAP
comporre
,

larii

(capo

de' quali

il

primo de),

scomporre, fu eretta nella chiesa nazionale di S.Antonino de' portoghesi, e Benedetto XIV y'i si rec a consacrarla a' i5 dicembre i744) ^^' chiarando il suo altare Pontifcio

cano di anzianit di servigio


bile.

e sa-

cerdoti appartenenti alla famiglia no-

Sotto

il

nome
da
s.

generico di cu-

bicularii, sino

Leone

I,

si

chia-

marono

quelli,

(Vedi),
privilegi,

colla

concessione

di
di

quei
cui
si

diversi uffizii

che prestavano ne' un servigio pi o me-

ed

indulgenze,

no intimo
al secolo

al

Papa. Tuttavia,

sino

tratta a quell'articolo.

Finalmente alcuni oratorii

(F'edi),

rata

XVI, non se ne ha sepamemoria, e solo ne' Possessi

delle arci confraterni te, confraternite,

del Cancellieri, in quello specialmente preso

di altri pii istituti, o patroni,

non

che alcuni degli oratorii eretti ne' palazzi de'principi, sono riguardati come chiese pubbliche, per privilegio, e concessioni, nel qual caso tanto gli oratorii, che le cappelle perpetue domestiche si benedicono col rito, che descrive il Diclich nel suo Dizionario Storico-Liturgico, all'articolo Chiesa nuova, ovvero Oratorio pubblico. Tutti poi sanno, che le cappelle domestiche
si

da Gregorio XIV, a' i3 dicembre 1590, si legge, che dopo


:

gli

avvocati concistoriali, cavalcavano w circiter ss. cubicularii, et ca pellani vestibus rubeis, et talari-

LX

bus, cura capuciis inversis ad col lum induti, et inter eos secreti

tiores,

et intimi

octo

S.

S.

fa-

miliares

erant".

L'esistenza

de'

Cappellani nel Pontificato di Paolo

IV

si

rileva

pure dai ruoli

del paruoli pi

deggiono collocare in luocasa,

lazzo apostolico del

i555j

ghi decenti, separati dalle altre ca-

antichi di quell' archivio. Si osserva,

mere
ti

della

che

sieno suffigli assisten-

cientemente grandi, acci

non vengano
permesso
nei
i

costretti

ad

ascolta-

re la messa fuori

delia
farvi

porta;
celebrare

che
la

non
t,

messa

giorni di grande solennicasi d'infermit

che in detta epoca (come si dir air articolo Cappellani segreti ) , i Cappellani del Papa non erano distinti in segreti e comuni. Ai Cappellani del Papa furono conceduti alcuni privilegii da Gregorio

meno
;

per sinfornite

XIV,

creato nel 1590, e con-

goiar concessione^ e per ispecial privilegio

fermali dalla sua bolla, Circumspecta, la quale viene citata in quella

che debbano essere


necessario alla

degli arredi, e paramenti sacri, e di


tutto
il

di

Gregorio
poi
de'

XV,

che concesse ad
Cappellani
sia

celebrazione
il

essi

molti altii privilegii. Se l'origi-

del

sacrifizio,

per cui

vescovo

ne

monsignori

tenuto a

visitarle,

farle visitare, co-

segreti del

me

indispensabile l'autorizzazione,

riore

Papa [Vedi), contemporanea o


,

ante-

posteriore

per celebrare nelle cappelle domestiche, dell'indulto della Santa Sede, non che per celebrarvi pi messe, il qual indulto si suole rimettere dalla stessa Sede Apostolica all'arbitrio dei
rispettivi

quella
si

non

dei Cappellani comuni , pu con certezza precisare ;


,

certo

che
,

ne' ruoli

del palazzo
,

apostolico

Ordinarli.

COMUNI del Papa. Famigliari ecclesiastici del Pontefice


pro-tempore, della classe de' cubicu-

CAPPELLANI

Clemente Vili eletto nel 1592, per la prima volta, oltre i Cappellani segreti, sono nominati altri Cappellani in numero
sotto

di sette, avente
latino,

ognuno un servo pae

con parte di pane

vino,

,,

GAP
ed altro, con paoli ognuno pel companatico
quarantacinque
,

CAP
essendo
se perch,

loi

prima volta vengono chiamati espressamente i Cappellani comuni^ for-

per il settimo un chierico segreto. JVel ruolo di Urbano Vili, del i638, Cappellani comuni nove, e si legge pel primo l'arciprete di Castel-Gandolfo. Sei

come diremo, servono

il

sommo

Pontefice tanto nella

cap-

pella segreta, che nella


nella cappella

pubblica, e

erano quelli d'Innocenzo


gi

di Clemenaveano aumentato l'onorario. Altrettanti furono quelli e sotto Benedetto de' successori XIV ve n'ebbe un egual numero di soprannumerarii, avendo per gli

X, d'Alessandro VII, e
te

che

comune, o perch resta loro r ufficio anche in sede vacante; ond', che appena eletto il nuovo Pontefice, incombe loro di
andarlo a servire nelle rispettive attribuzioni,
fissato

anche prima che abbia qualunque altro nuovo fa-

effettivi,

paoli settantacinque mensili,

I Cappellani segreti, nel possesso nel i644j che prese Innocenzo sono pure distinti da quelli comuni, mentre dalla Relazione di quella funzione, compilata da Fulvio Ser-

migliare. E che ci sia vero, si scorge chiaramente dalla bolla Circunispecta^ presso il tora. VI, par. IV,

pag.

83

del Boll.

Rom.,

in

cui

si

tratta de' privilegii de' famighari


tificii.

Pon-

Il medesimo Alessandro VII, con bolla, che trovasi nel tom. VI,

vanzio,
riali
y

dopo gli avvocati concistocavalcavano " Capellani fami-

part. IV, pag.


rio
,

182 del
i

citato Bolla-

dichiar
accoliti

Cappellani
ceroferari i

comuni
{

liae

Papae

et Capellani

secreti

anche
ni
essi
ti

Vedi)

cubicularii honoris et
>

secreti,

vepel-

della cappella Pontificia nelle funziosagre. Nelle

stibus, et caputiis rubeis

cum

solenni

suppliscono

>i

libus

amcti

"

Nel

Pontificato

in detto ufficio ai prelati votandi segnatura.

per di Alessandro VII, successore immediato d' Innocenzo X, che molte istituzioni riform, altre
bil

Il

numero

dei Cappellani

comu-

ne

sta-

ni vari a beneplacito de' Pontefici.

facendo
cappella

la

visita

apostolica
sulil

Non
tro,

fra le
la

provvidenze,

che prese

furono per mai meno di quatn pi di sette, e quasi semsei,

Pontifcia,
,

estinse

pre
ti

come

si

rileva

dai succita-

collegio de' suddiaconi


stitu
gli uditori

cui pur so,

ruoli, e dal
p.

di

Rota
,

che antitolo

eccl.

Gerarchia 4?^) e dalle Notizie annuali


Bonanni,

cora

portavano

l'antico

di
il

Cappellani Pontificii
roferarii,
le

soppresse

collegio degli accoliti apostolici o ce-

che servivano il Papa nelmesse solenni, e vi surrog i vosegnatura di giustizia {Vedi)y


inoltre vuoisi, che dividesse e sta-

Roma. In queste si legge pure, incominciando dal Pontificato di Benedetto XIV, il novero de' Cappellani comuni soprannumerarii, che
di
ascesero a piii o

meno
l'abito,

di dieci.
l'ufficio,

Ae
i

tanti di

vendo
zianit

essi

per

ed

privilegii di quelli in paga,

per an-

bilisse

meglio

le

due

classi de'

pellani domestici del Papa, in

CapCap-

pellani segreti, famigliari del Pontefice vivente,

ed

in

Cappellani

comusi

ni,

confermati perpetui, come

ri-

leva dalla bolla.


tis

Grata familiarit-

succedono a questi ultimi. Aggiunge il Bonanni, che sei sono gli aci Cappellani comuni, e che coliti ceroferari!, istituiti da Alessandro VII con breve de* io giugno 1657, erano quattro, i quali, per

obsequia. In quella bolla per la

non aggravare

di

spesa

il

palazzo

n,2
jipstolico,
alla
ti
]'

CAP
fLiroiio

CAP
lui

da

annoverati
bussolandi

Divenuto r
ni
rii,

ufficio

di

questi cubi-

classe

de' cubicularii

cularii duplice, cio

come

cappella-

(Fedi). In progresso
uffizio degli

tempo,
unito

comuni, e come
in

accoliti cerofera-

accoliti ceroFerarii del-

queste

la

cappella

Pontifcia

fu

disimpegnano
ze,

le seguenti

due rappresentanze incumbencappelle Pontiossia

quello de' Cappellani comuni, e loro soprannumerarii , essendo ora i primi in numero di sette, ed i secondi tredici sono poi tenuti a spe:

tanto nella cappella segreta del


nelle

Papa, quanto nelle ficie, o pubbliche,


zioni
rie,

fun-

sagre, ordinarie e straordinaalle

dire il breve apostolico , il quale perpetua loro 1' ufficio. I partecipanti,

che celebra, od
il

quali assi-

ste

Pontefice, anche nelle diverse

effettivi

Cappellani comuni gomensili


,

basiliche e chiese,
dizioni col
ss.
,

come

nelle bene-

dono
verse

dieci scudi

oltre
,

di-

Sagramento, nelle con-

propine

ed

emolumenti
il

sagrazioni

riconoscono per superiore

prelato
loro
Pie-

Cappellani

ec. Devono pertanto i comuni assistere quoti-

maggiordomo, che

distribuisce
s.

dianamente

nella

cappella

segreta

ne' possessi, e per la festa di

del Papa, ove risiede, alla celebra-

tro la medaglia di argento, la quali;

zione della di lui messa, e supplire


in

si

conia in quelle ricorrenze.

caso

di

deticienza
in

a'

cappellani
recare

L' abito de' Cappellani


di tre specie.
Il
il

comuni
consisteva

segreti,
le torcie

ed

loro
all'

presenza

talare

accese

elevazione, locch
fino a tutto
I il

come

riferisce

medesimo Bonanni,
e fascia di seta

hanno disimpegnato
cessori

in collare, sottana,

Pontificato di Pio VII.

di lui suc-

paonazza, e soprana o mantellone di saja di egual colore, il tutto della forma dell'abito de' Cappellani segreti
;

e incedendo per la citt, so-

pra
tello

la

sottana

paonazza,
,

in

luogo

per vollero celebrare privatamente ; ma quando Papi si recano in qualche chiesa a celebrare o Cappellani ad ascoltare la messa comuni portano le torcie , ed esercii
, ,

del mantellone

usavano un mannero. Attualmente vestono coCappellani segreti, cio sottana

tano quegli uffizii, che non facessero i Cappellani segreti. Nella stessa
cappella segreta
assistono
alle
,

me

pri-

e mantellone di

panno nell'inverno,
che assumono
,

vate funzioni,

come cresime
,

ordi-

e l'una e l'altro di seta nell'estate.

nazioni, tradizioni di pallii


tre,

L' ahi'O abito


valcate ec.
.sato

nelle
,

cappelle Pontificie
5

processioni

cal'u-

egualmente

come

ed alanaloghe propine. Altrettanto fanno nelle comunioni generali , che sogliono fare i
partecipando
alle

dai Cappellani segreti, cio vesti


di armelli-

Pontefici alla famiglia


tificia nella

nobile

Pondi

e cappe rosse con pelli


altre

cappella palatina, per Pasla

ni nell'inverno, e di seta rossa nelle

qua

per l'Assunta , per

festa

stagioni;

il

che
Il
i

sulla sottana violacea.

pongono terzo moCappella-

Ognissanti,

e per quella di Natale.

do poi con
tifcie

cui vestono

ni comuni, che nelle cappelle

Pon-

Se detta funzione viene eseguita dal maggiordomo, o dal sagrista, i Cappellani comuni seniori lo assistono
all'altare, e gli altri
cie,

e Cardinalizie, ne' Pontifcali,

portano
dei

le

toraltre

ed

altre funzioni,

debbono

esercita-

oltre

il

disimpegno

delle

re r ufficio di accoliti ceroferarii,,


la sottana,

ingerenze,

mentre uno

primi

e fascia paonazza e cotta.

Cappellani celebra la seconda messa.

,,

GAP
Bonanni, p. i'jS che i Cappellani conimi vennero cos appellati, perch a vicenda docol

^AP
l'elevazione, e fonno altri
ulllcii,

ir,:.

Aggiungiamo

che

loro appartengono

e nei Pontificali,
si

come superiormente
portare al Papa
i i

accenn, sup-

veano celebrare ogni mattina nella cappella comune la messa, per comodo della famiglia, e guardia Pontificia, la qual messa da uno di loro, o da altro individuo, chiamato assistente alle cappelle comuni^ attualmente soltanto si celebra pei
suddetti famigliari

pliscono ai votanti di segnatura, nel


sagri
le

paramenti
torcie, ce.
le

sette candellieri, e

Quando avevano luogo


te [Vedi),
i

cavalca-

Cappellani comuni v'inin


vesti

tervenivano
se,

cappe

ros-

cos

guardie,
Pontifcia,

al-

tefici,

a quelle pei possessi de' Pona quelle delle cappelle deldi


s.

lorch

evvi

cappella

l'Annunziata,
tivit della b.
lo:

Filippo, della na,

contemporaneamente ad essa. Quando poi il Pontefice alloggia nel


proprio
palazzo

Vergine

e di

s.

Carsi

non che a

quelle cavalcate, che

qualche

sovrano,

facevano nei pubblici e solenni ingressi degli ambasciatori, pel traspor-

come

fece

Pio VII nell'anno


l'

i8ig,

alloggiando
ni segi-eti e

imperatore d' Austria,


i

to de' cadaveri di re, regine, principi


reali,

e la sua imperiai corte,

Cappellatenuti a

e Cardinali decani

vice-

comuni sono

cancellieri,
zieri

camerlenghi
In

e peniten-

celebrare la messa, e a disimpegnare altre


ecclesiastiche

maggiori.

queste

cavalca-

funzioni

per

te soleva intervenire

alcun sovrano, e suo seguito. Altra volta pure avvenuto che ci fa,

giordomo, oltre i muros , e gU scudieri


pravvesti
e
i

monsignor magcamerieri extra

cessero
sotto

Cappellani
si

segreti

come

Leone XII

pratic colla re-

no pure

e con so; cappe rosse cavalcavaCappellani comuni. Nel

gina vedova di Sardegna. Nelle cappelle Pontificie e processioni,


i

1747
tres
i

pel

Cai'dinal
v'

Petra

penitenal-

Cape
i

ziere maggiore,

intervennero

comuni seniori con vesti cappe rosse prendono luogo dopo


pellani
,

cappellani segreti.

Nella ca-

valcata,

che

si

faceva dal

predetto

Cappellani segreti, facendo parte della


coite del Papa, mentre altri Cappellani

maggiordomo, mentre si celebrava il vespero del Corpus Domini, es*


sendo
letta
tal prelato

comuni, innanzi
chierici

gli

aiutanti di

vestito di

mantel-

camera e
e appresso
greti
fice le

segreti

portano

il

e rocchetto, pel colonnato va-

triregno e le mitre
gli

del

Pontefice;

stessi

Cappellani se-

ricevono al trono dal Pontecandele le ceneri, le palme,


,

gli

Agnus Dei,
santo
all'
,

si

recano

nel
della

ticano, e strada, ove nel d seguente dovea passare la solenne processione, per visitare ed esaminare i preparativi , i Cappellani comuni vi andavano in sottana e mantellone pao-

venerd
croce

adorazione
stessi

nazzo

corteggio, che tuttora fanno,


pii

mentre

gli

Cappellani

sebbene non evvi

la

cavalaila

comuni nelle cappelle Pontifcie siedono sull' ultimo gradino del ripiano di quelli dell' altare. In dette
cappelle
ta
il

ma
I

l'ispezione anzidetta.

cappellani comuni, siccome cu-

biculari i, furono onorati

da diversi
le
cspixssi^

gli

altri

cappellani con cotaccoliti

Papi di
nel
ai

privilegi

e concessioni,

in

qualit

di

celebrante di libro,

servono Imibolo, can,

principali delle i[uali

sono

breve d' lnnoi:enzo

X, emanalo
il

dclheri

ce, sostengono

le

tomo

ul-

18 gennaio

i(>47, presso

lom.

io4
VI, parte
II!,

CAP
p.

CAP
pella
januarii

102 del Bollano,

Pontificiaej

Grata

familiarilatis. In quel breve

Pius 1804, Concessio

VII, 24
privilegio-

confermansi quelli di Gregorio XIV, e di Gregorio XV, Extenso, et nova concesso privilegiorum capellans
legi,

rum pr

capellanis communibus ejus

capellae Pontificiae.

CAPPELLANI
Cubiculari!
e qualifica di

SEGRETI del Papa.

Romani

Pontificis, ec,

privi-

che consistevano nel nominarli Cappellani perpetui, protonota rii apostolici

non

partecipanti, conti palatini,


di

nobili romani, cittadini

qualun-

, con titolo monsignori di mantellone a vita del Papa, che h ha eletti. Primo di essi il caudatario, di cui si parler in fine, il quale

ecclesiastici

que

citt

dello

stato

ecclesiastico
,

ne regola

le

attribuzioni.
alla

Sono

essi

cogli annessi privilegi e diritti

con
ave

sacerdoti appartenenti

famiglia

facolt di farsi creare dottori

nobile palatina, e

si

chiamano Cap-

vocati ec.

coir indulto
,

di

ritenere
,

pellani segreti, perch,

come
,

si

dir,

pi benefcii
disporre
to ducati
residenziali
;

anche

residenziali

celebrano quotidianamente nella cappella segreta Pontificia


al
gli

de' benefcii
,

semplici

non

e prestano

sino alla

somma

di cen-

Papa

altri

servigi intimi,

colla facolt di poter pri,

uditori

di

E.ota, che

mentre pur sono


del

vatamente rogare
to,

e far testamen-

riconosciuti

perpetui Cappellani
esercitano
le

come

se fosse

rogato per

atti di

Papa,

ne

ingerenze

pubblico notaro ec. ec. Questi privilegi furono pressoch approvati, e rinnovali da altri Pontefici. In fatti

nelle cappelle pubbliche, e nelle so-

lenni funzioni, cui assiste, o celebra


il

romano
(

Pontefice. V>e Cappellani

abbiamo

dal Bollarlo:

Alexander

VII comuni

V^edi)

differenti

sono
ruoli

le

concedil privilegia

siiis

Capellanis

attribuzioni, siccome a quell'articolo

communibus f

toni. VI, part. IV, p. 5i, tom. VI, par. VI, p. 290, Ccncessio privilegiorwn pr capellanis conimunihus Clementis IX, t. VII,
p.

dicemmo.

Abbiamo

dai

di

lanis

68 Concessio priv. pr capelcommunibus Clemends Xj tom.


,

VIII,

Privilegia

capellanorum In-

Paolo IV, del i555, che i Cappellani del Papa erano trentasei, con parte di pane, vino, cavalH, e servi palatini, e per la coronazione del Pontefice ebbe ognuno pel vestiario tre canne e tre palmi di panno ro-

nocentii

XIj

p.

i32, tom. IX, p. 38,

Privilegia capellanorum

communiwn

Alexandri Vili,
p.

vilegia sub Innocentio

284; PriXII, tom. X, 217, sub Innocentio XIII, tom.


ibid. p.

o saia rossa, quattro canne, e di saia o raso paonazzo, e piti di quattro palmi d' ormesino
sato,

due palmi

di tal colore per le mostre. In altro

ruolo

di

Paolo

IV

si

enumerano
pi

XIII, p. 180; sub Clemente XII j Clementis XIII , Concessio priv. pr


capellanis
tificice,

venti tre cappellani

cubicularii,

quindici cappellani cubicularii senza


servizio.

communibus capellce PonRomae l'jSS; Grata famiClemens

Da d
e

si

conferma, che
il

cappellani erano chiamati anche cubicularii,

liaritatisj

XIV,

11
,

maji,

gi aveano

titolo di

conce1770, Grata familiarit ds dil multa privilegia capellanis communibus capellce Pontificice, Pius VI, 21 junii 1775, Grata etc, indulget
privilegia

monsignore.

Fra

primi

eravi

il

cappellano e caudatario di Marcello II, oltre il caudatario, che Paolo IV

avea

capellanis

coni,

ca-

successore

quand'era Cardinale. Il suo Pio IV ebbe ventisette

GAP
cappellani,
lavasi
il

CAI'
de'qiiali

primo
,

appelquatti-o

comech
quelli del

talorn

decano

primi

confermi alcuno di suo predecessore. Il nu,

sembravano g' inlimi, o i segieti, aver maggior onorario. Sotto s. Pio V erano midici, cio nove maggiori, e due minori, ed il pripei'

mero de' Cappellani segreti come abbiamo veduto, fu stabilito secondo


il

volere de' Pontefici. Di che per dare alcuni pochi esempi, Alessandro

mo

custode delle gioiej e sotto Sisto


eranvi un cappellano caudatario,
cappellani segreti,
i

e cinque

quali

erano

tre soli nel Pontificato di Cle-

mente Vili.
nato Sisto V,
senza
greti,

In quello del menzioi

cappellani sebbene
di

distinzione

comuni, o
alle

se-

intervennero
avvocali
d' onore.
,

cavalcate,
,

fra

gli

concistoriali

camerieri

Altrettanto

si

ebbe quattro. Clemente Innocenzo XI due, Innocenzo XII tre, prima altrettanti, e poi sei Clemente XI, Innocenzo XIII n'ebbe quattro, Benedetto XIIT, che gli successe, otto. Clemente XII, e Benedetto XIV sei, e sette, altrettanti n' ebbero Clemente XIII e XIV, e Pio VI non meno di tre, ne pi di cinque nel suo lungo
n'

VII

cinque,

legge ne' possessi


basilica

che presero della lateranense Gregorio XIV,

Pontificato.

Ma

suoi

successori

sino al regnante Pontefice, n'ebbero

Innocenzo IX e Leone XI. Ne' ruoli


della famiglia di

sempre

sei,

ed alcuna volta anche


nel Pontififi.i

Urbano

Vili, creato
i

nel 1623, sono aftatlo distinti

cap-

un soprannumero, che cato di Clemente XIV,

il

sotto-

pellani segreti

dai cappellani comiiniy avvegnach quattro sono i primi, e sei, nel i638, compresi due
crociferi

ed un chierico segreto i due primi aveano venti scudi men,


:

guardaroba. Vi sono eziandio i Cappellani segreti di onore, i quali hanno r abito come gli effettivi , ed intervengono presso di loro alle cappelle Pontificie,

ne davano quindici, e soli quarantacinque paoli al chierico segreto. Sei n' ebbe pure Innocenzo X, nel possesso del quale per la prima volta sono nominati espressamente cappellani sesili

di onorario, agli altri se

funzioni,

greti,

essendo eglino in avanti solo


colla

conosciuti
lani del

qualifica di cappel-

ed alle altre sagre con titolo di monsignore. Clemente XII fu il primo, che fece Cappellani segreti di onore, e fu imitato da Benedetto XI V, che ne nomin quattro, e da altri, anche in maggior numero. Leggiamo nelle Notizie di Roma, che sedici furono quelli di Pio VII, e che sono pi
di otto gli attuali.

Papa. Ma sulla loro antichit, ed altro che li riguarda, K.


articolo Famiglia. Pontificia.

Finalmente evvi anche


de' cappellani segreti

la classe

di

onore ex-

In quanto poi alla loro nomina, questa siegue per mezzo di un biglietto di monsignore maggiordomo appena creato il novello Pontefice, il

tra

urbem

che nel Pontificato di

Pio VII giunsero a ventiquattro, e


nell'odierno a dodici. Questi cappellani

per tali il cappellano caudatario, che lo serviva Cardinalato, e che diviene capnCj'I
quale
suole

dichiarare

ma
tali.

extra urhem se fossero in Ronon sarebbero considerati per Godono solo extra urbem il
di

titolo

monsignore,

il

quale insiecolla

pellano segreto e caudatario


teriore corte,

qual-

me

alla qualilca cessa


li

che altro ecclesiastico della sua an-

del Papa, che

morie nomin, locch avquc' segreti


e
di

ed alcun ben

all'etto,

viene eziandio

io6
onore. L' abito
di queste

GAP
v

CAP
quelli

comune a
due
classi,
gli

saia

rossa e cappa di simile colore


rossa, e pelli di

ultime

distinzione,
gli
altri,

che passa fra

e la uni e

con fodere di seta

armellini nell'inverno; abito, che usa-

cio fra quelli d onore, e

no in tutte
nelle

le

cappelle Pontificie e sode* possessi

quelli
la,

extra urbem, eguale a quelsi

lenni processioni, e che adoperavano

la quale

descrive

all'

articolo

cavalcate

ed

in

Camerieri del Papa, al paragrafo V, ove si tratta de' camerieri d' onore
in abito paonazzo, ed al VI, in cui
parlasi de' camerieri d' onore extra

quelle delle cappelle dell' Annunziata,

di

s.

Filippo,
,

della

nativit di

Maria
il

Vergine

e di

s.

Carlo.
,

Pontefice celebra messa bassa

Se o
al-

iirbem.
I

nella propria cappella segreta,

soli

cappellani

segreti

hanno

trove, se fa consagrazioni

r onorario mensile di scudi trentadue dal palazzo apostolico, oltre le propine, emolumenti e medaglie di
argento nelle ricorrenze del solenne
possesso

parte benedizioni col


to ec.
,

ss.

comSagramen,

se

allora

il

caudatario,
cappellani

il

croci-

fero, e gli

altri

segreti

del

Papa

per la festa
Il
il

del principe degli Apostoli.

cause-

datario e

il

crocifero

eh'

condo fra i cappellani segreti, come poi diremo) godono decente abitazione ne' due palazzi Papali del quirinale, e del vaticano, pei maggior servizio, che prestano al Pontefice s in Roma, che nei viaggi e villeggiature sino a Clemente XI che accrebbe loro l'onorario a ven,

tinove scudi

il
li

mese.

Lo

stesso sa-

gro palazzo
di cavalli,

forniva di domestici,

che lo assii paramenti, assumendo allora sulla sottana paonazza la cotta. Fuori di Pioma, tanto segreti , che quelli di i cappellani onore, ed extra urbem, possono usare le calze di seta paonazza, come i monsignori camerieri segreti. Nelle cappelle Pontificie siedono segreti sull' ultimo grai cappellani dino del ripiano dell'altare , ove il caudatario riceve la pace da un maestro di cerimonie, che poi la d a' compagni, i quali la passano
di servizio, sono quelli

stono, e gli presentano

che

il

somministrando loro anmantenimento per questi; ed

ai

in oltre sino al Pontificato di Pio VII, pane, vino, cera ed altre cose,

chiamate parte di palazzo. Fino al detto Pio VI nelle summentovate


ricorrenze

comuni, e questi agli aiutanti di camera. Ne' Pontificali siedono sui gradini dell' altare Papale. Anticamente aveano la precedenza sugli avvocati concistoriali; ma ora van-

no dopo
la

di loro

all'

adorazione delsanto,

avevano ognuno altres una medaglia d' oro , oltre quella


d' argento.

croce

nel

venerd
si

come
al tro-

collo stesso ordine

recano

no a ricevere
se-

dalle

mani

del
le

Ponpal-

Consiste l'abito de' cappellani


vizio

tefice

le

candele, le ceneri,
gli

greti giornaliero, in attualit di ser,

me, e

Agnus De^
segreti
:

seguiti dai

in collare
di
la

sottana

fascia e

cappellani

di

onore

dai

mantellone
neir inverno

seta

paonazza;

ma

cappellani comuni

ordine,

che os-

tellone sono di
le,

de'

sottana e il manpanno in lutto eguae della stessa forma dell' abito camerieri segreti come simile a
;

servano pure nelle processioni. Tanto in queste, che nelle cappelle, appartiene a due cappellani
segreti
il il

portare la mitra preziosa, e

tri-

quello di

essi

la

sopravveste

di

regno

usuale,

che depongono sul-

GAP
l'altare Pontificio.

CAP
due non
greti,

foy
,

Questi
,

oltre

suaccennati

ed

;iltri

procetiono coi compagni

ma
,

vancio

no dopo
innanzi
scia

gli

uditori

di

Rota

alla
essi.

croce,

riunendosi po-

Nel possesso di Leone X, nel i5r3, che ih l'ultimo a prenderlo co' paramenti sagri, da quattro cubicularii si portarono a cavallo due mitre, e due triregni

ad

faremo menzione de' principali, mentre di quelli, che si esercitano esclusivamente dal caudatario, e dal crocifero, parleremo in appresso. E primieramente, trattando di loro il Bonanni, Gerarchia eccl. pag. 474 > Roma 1720, dice che U numero
de' cappellani

segreti

era

indeter-

ricchi di preziosissime gioie. In quelli

d'Innocenzo X, di Clemente X,
di

di
d'

Clemente IX,

Innocenzo XI, di Alessandro Vili, di Innocenzo XII,

minato, e dipendeva dall' arbitrio del Papa pure non era minore di sei Uno di essi a vicenda suo:

le

recitare col Pontefice

l'

ufficio di-

Clemente
i

XI,

di

Innocenzo
segreti
gli

vino, seppure
lo,

non
la

Io voglia dire so-

XIII,

cappellani

comuni e
,

e celebrare

messa

quotidia-

precedettero,

come accennammo,
,

avvocati

quelli di

concistoriali mentre in Clemente XIII, Clemente XIV, e Pio VI, gli avvocati ebbero

namente per turno settimanale. Allora ha l'uso della carrozza palatina, detta frullone, la quale godono i cappellani segreti anche nelle cappelle Pontificie

la

precedenza sui cappellani segreti, che seguirono per i monsignori commissario e procuratore del fsco, e d'allora in poi anco nelle processioni e nel recarsi al

celebra,

La
al

ed altre funzioni, che il Papa. messa quotidiana, ch'essi dicono

od

alle quali assiste

medesimo

altare in cui

celebra

il

trono
sui

Ponti-

Pontefice, viene talvolta dal Pontefi-

fcio,

gli

avvocati

continuarono

a
de'

goder
segreti.

la

precedenza
quelle

cappellani

medesimo ascoltata, ovvero dalla intima e domestica sua famiglia ; mence


tre nelle

Nelle

medesime cavalcate
delle

messe, che

il

possessi, e in

suddette

detta cappella, seppure

Papa dice non li


la

in
di-

tario,
il

quattro cappelle, monsignor caudaper esser pronto a sostenere

spensa, facendola servire all'aiutante


di

camera, e quando

dice nelle

lembo della veste al Papa allorch scendeva, in sopravveste e cappa rossa, cavalcava appresso il Pontefice, cio dopo il maestro di camera, e dopo i due camerieri segreti, avendo a destra l'archiatro o medico segreto, il quale talvolta era in mezzo al caudatario, e al custode delle vesti, o al sotto-guardaroba
che appartiene
lanti,

chiese, tocca ai

cappellani segreti as-

sisterlo in sottana

paonazza
coli'

e cotta.

se poi la vuole ascoltare,


la

uno

di

loro

celebra,
il

avvertenza che
vece del
vo^

nel Confiteor^

cappellano rivolgenpater, e al vo? fra^

dosi al

Papa

dice, in

bis fratres^
trcs,
te

libi

pater, facendo per in

am-

bedue
volesse

le

volte la genuflessione veril Papa mani la s. quale assume la

alla classe de' l)ussolo fosse

so lo stesso Pontefice.

Se poi

comcch talora
aiutanti di

a quel-

ricevere dalle sue


la

la

de' cappellani

due
vesti

comuni. Seguivano camera con sopravf^.

comunione, per
stola

bianca, nel dire

il

cappellano

e cappe rosse,

Possessi

Cappelle Pontificie.

Corpus Domni nostri Jesu Chris ti CHstodiat aniinam tnani, deve in vece
proMun/.iare
actcrnattij

Fra
si

molti

uflcii

onorevoli, che

custodiat

te

in

i'ita/n

disimpegnauo dai

cappellani

se-

Amen, come

praticasi al-

io8
lorcli
6

GAP
comunicano i preti. Egli da un chierico segreto
al

CAP
rio
,

con

cotta

rocchetto

stola

servito
clic

bianca, e per difendersi dall'acqua

domanda

Papa

la

benedi-

assunse pure

un mantellone paonazde' Cardinali [Vedi),

zione dell'acqua all'offertorio, dan-

zo con cappuccio della forma di quello de' caudatari

do il cappellano al termine della messa la benedizione da un Iato, premessa la genuflessione al Ponteche sta sempre fice. Il caudatario
,

ed attaccato
il

al

mantellone portava
1'

cappello semi-pontificale in testa,

e colla

mano

destra reggeva

om-

dietro al Pontefice,

maestro di tura del vangelo


dere
e lo
il

non cerimonie, dopo


se
,

vi
la

il

brellino di taffett bianco incerato,

let-

con

si

reca

a pren-

trina, e frangie d'oro, con cui cuopriva la cassetta fermata sull'arsellaj


(

messale dal chierico segreto,

cione della
ss.

consegna

giordomo, che lo Papa, facendo altrettanto dopo VAgnus Dei per la pace, che suol darsi con un quadretto di argento dorato, coli'

monsignor magd a baciare al

Eucaristia

che conteneva la Vedi). Lo stesso Benel

nedetto XIII,
carrozza

quando,
,

1729,

ritorn a Benevento

ebbe seco in
segreto e

un cameriere

un

cappellano segreto, onore

immagine del Redentore. quando alloggiarono nel palazzo


e regine,

apostolico sovrani
incaricati
i

furono

cappellani segreti di cela

lebrar

loro

messa.
i

Dove per

vennero ad alcuni di essi destinati anche i Cappellani comuni.


fossero stali diversi
principi,
I

che questo ultimo ottenne da altri Pontefici in mancanza de' camerieri segreti; anzi lo stesso Benedetto XIII per la sua profonda umilt, nelle frequenti visite che faceva alle chiese, vi si recava con un solo cappellano segreto, col quale per istra-

da recitava
I

il

rosario.
segi*eti
coli'

Cappellani segreti

fanno

parte
,

Cappellani

abito di

della cos detta

camera segreta

perci in alcune circostanze , col mantellone fanno corteggio al Papa, sia nella penultima anticamera del suo appartamento , sia quando si
reca nella basilica vaticana per
l'e-

mantellone intervengono alle esequie de' palaJ;ini, o primarii della famiglia Pontificia, esequie che anche ad alcuni caudatarii, e crociferi vennero celebrate, come si ha dai Diarii di Roma. Di fatti abbiamo, che

sequie

di

alcun
nel

suo predecessore,
alla visita del-

morto monsignor Pietro Valeri cappellano segreto e caudatario di Cle-

ne' venerd di
la stazione,

marzo

venerd

santo,
ss.

in

mente XII, e canonico


in Cosmedin, nel

di

s.

Blaria

occasione dell' esposizione del

Sadel-

gramento, e nella
l'

processione

ottava del

Corpus Domini, tanto


,

di detta basilica

che della latera-

nense. Talvolta
cio

un cappellano
la
ss.

se-

greto a cavallo port


ristia,

Euca-

1735, fu esposto il suo cadavere sopra alto letto, nella chiesa parrocchiale de' ss. Vincenzo ed Anastasio a Trevi, e gli furono nella chiesa stessa celebrate r esequie coU'assistenza di monsignor
sagrista,

quando precedeva il Papa come avvenne sotto Benedetto XIII quando, nel 1724 si
ne'suoi viaggi,

de' prelati della

camera
celebr

se-

greta, e dei ministri


Pontificie.

delle
si

cappelle

Nel 1736

un

rec a Benevento.

Ed

perci, che

funerale per monsig. Lorenzo Sbatti,


altro cappellano segreto, e caudatario
di

monsignor Ferrari, cappellano segreto, vestito di abito paonazzo viato-

Clemente

XII.

Il

suo cadavere

GAP
con ventiquattro fiaccoajla funzione lotti, ed intervennero personaggi ed i cappellai suddetti
fu esposto ni segreti.
s.

CAP
l'ultimo uditore di Rota.
gi

log
Ne' viag-^^^r Cappellani se-,

ambedue
,

questi

greti

vestiti d'abito

viatorio

cio
cal-

Nel

lySS

nella chiesa di

sottana, e mantellone corto,


ze di seta paonazza,

con

Apollinare ebbero luogo l'esecpiie

vanno
di

nella terza
Il
il

del

cappellano

segreto

e
in

crocifero

muta
lembo

cogli

aiutanti

camera.
sostenere

di Pio \I,

monsignor Antonio Pa^


letto

caudatario sempre dee

lombi, che fu esposto


stito

ve-

della sottana Pontificia,

mo-

di sottana

mantellone
ivi

paoco-

nazzo, co'
cie accese,

soliti cerei,

e quattro tor-

e venne

sepolto

me

1786 si celebrarono pompe funebri per monsignor Giacomo Paris cappellano segreto e caudatario di Pio VI, e
sua parrocchia.
nel
,

tivo per cui si chiama caudatario, o lembifero, ed il crocifero, cosi detto dal portar la croce, quando scende il Papa dalla carrozza va innanzi
,

a piedi colla croce

beneficiato

di

s.

Pietro
cappella
capitolo
;

in

Vati-

cano, ove
gliele fece

nella
il

del coro

rev.

e poscia

fu sepolto nella sepoltura de' beneficiati

in sagrestia.

Abbiamo poi, che recandosi Innocenzo XI li con formalit ed in lettiga alla Catena (feudo della sua famiglia Conti, poche miglia distante da Roma), venne preceduto dal crocifero a cavallo su d' una mula bianca, con gualdrappa di panno nero, ed addestrainalberata.
ta

Passiamo a dire alcuna cosa intorno ai due primi cappellani segreti caudatario

dal

cavallerizzo

d'

scuderia Pontificia, nel

opera qual
ne'

della

modo
fa-

crocifero,

di
le

appunto

ora
le

procede
;

suddetti

quanto riguarda ambedue. Tutte


volte, che
il

treni semi pubblici

locch prima

Papa va per

la

citt

ceva tutte

col servizio di citt, sebbene impropriamente detto di campagna, per

visitare chiese, monisteri, sovrani ec,

nonch quando si reca alle cappelle, cbe non si celebrano nel suo palazzo, essi, vestiti di mantellone, pren-

che usciva il Papa dal suo palazzo per un tratto di strada, ascendendo poi nella carrozza, ove egli pure ha posto. Si dee per avvertire, che quando il Papa in abito di mozzetta e rocvolte,

dono luogo nel frullone della seconda muta, coi camerieri segreti. E quando il Papa esce con treno nobile o semipubblico,
il

caudatario va

chetto non porta la stola , non ha luogo la croce Pontificia (Vedi), la quale soltanto il deve precedere o quando assume la stola, o quando vestito de' sagri paramenti. In
alcuni Pontificati sostenne
fero
,

nella prima

carrozza del pi degno


aiutanti di
il

il

croci-

Cardinale, che sta in quella del Pontefice


,

cogli

camera

del

anche diverso ufficio come in quello di Benedetto XIV, in cui


era
sotto-guardaroba.

Papa; mentre
cavallo

crocifero precede a
colla

In

altre cir-

colla croce Pontificia,


egli

costanze poi, e particolarmente

ne'
i

quale

pure precede il Papa tanto in citt, che ne'viaggi, ed in

viaggi e nelle villeggiature, in cui

Papi

cotta,

quando
ss.

si

reca a dare la bene-

dizione col
chiesa,

Sagramento in qualche meno quando il Papa segue


,

degnano ammettere alla loro mensa quelli della lovengono pure ro camera segreta
talvolta
si
,

compresi in
il

onorifica
il

distinzione
,

o va

alia testa del sagro Collegio,

che
dal-

caudatario e
in

crocifero

ullzii

allora

viene

portata

la

croce

che

caso

di

assenza,

od im-

no
potenza
corsi,
ciferi
I."

GAP
sono
suppliti

GAP
dagli
altri

cappellani segreti.

Non

poi a ta-

il bussolante sotto-guardaroba. V. Sacchi ni, Epi-

di

poi

alla

lettura

che furono chiamati eroi

stola

de

utilitate

bene legendi

ad
in

anco

maestri

ostiarii (Fe<i/),

custodi della croce Pontificia, 2. che

maisam, Mediolani 1621. Quando poi il Papa ammette

da Urbano Vili vennero impiegati due cappellani crociferi, i quatalvolta furono prima del cauli
datario
in

solenne convito sovrani, o Cardinali, tocca al caudatario non solo dire

ordine

sebbene
idtimi
sia egli
greti.

sotto

precedenza, Innocenzo X, negli


di

formola della benedizione della mensa, la quale viene compartita dal Papa, cui rispondono Capla
i

Pontificati,
il

ed

attualmente

pellani cantori,

ma

altres

di

leg-

primo
il

de' cappellani se-

gere alcuni capitoli

delle

opere

di

san Gregorio,
caudatario

Anche
carica nel

disimpegno
altra

contemporaneamente
palazzo
di

qualche

apostolico,

come

o altro libro adatto finch beve il Papa la prima volta, terminando allora di leggere, per dar luogo ai cantori di
,

nel

Pontificato

Clemente XIII,

cantare
al

alcuni
della

sagri

mottetti

sino

nel quale fu eziandio sotto-guardaroba, ed nel

abbiamo sotto Clemente XI 1720 che il suo caudatario monsig. de Pretis fu dichiarato ablegato Ponper portare
nella
di
le

mensa, terminata la quale, monsignor caudatario deve fare colle solite forme il ringraziamento.
fine
I Cappellani segreti pel nobile, ed intimo servigio, che prestano alla sagra persona del sovrano Pontefice,

tificio

berrette Carai

dinalizie

Spagna
Il

Cardinali

Tescovo

Murcia, e

Borgia pa-

triarca dell' Indie.

caudatario del

furono in ogni tempo beneficati con


provviste ecclesiastiche, e promozio-

Papa pr tempore
nali.

sempre priore
nel palazzo

del collegio de' caudatarii de' Cardi-

Quando ha luogo

apostolico per le solennit della Pasqua, dell'Assunta, di Ognissanti,

vantando essi Cardinali, vescovi, ed altri personaggi, che appartennero al loro ceto. E senza
ni,
prelati,
il regnante Pontefice Gregorio XVI meritamente innalz al Cardinalato un individuo, eh' era

dire di altri,

comunione generale della famiglia Pontificia, mentre il Papa, od il maggiordomo, ovvero il


e di Natale, la
sagrista la fa alla
il

stato cappellano segreto di Pio VII,

famigha
altra

nobile,
la

caudatario

in
al

cappella

somministra
fmiglia

restante della stessa

assistito

dai

chierici

della

cappella Pontificia. Alla mensa, che

imbandisce il Papa nel gioved santo a tredici sacerdoti, eh' egli stesso
serve individualmente,
il

ed uno fra i suoi cappellani segreti egli promosse alla prelatura, e a votante di segnatura, altro a canonico lateranense, e minutante della segretaria di stato, ed altro a benefciato della vaticana basihca, ed ad ufficiale del Concessum della dataria
apostolica, facendo eziandio agli altri

caudatario
si

finche
in

il

Pontefice

vi

trattiene

provare
sita,
tutti
i

gli

elFetti della

sua genero-

paonazzo (ed in sua assenza il crocifero, o altro cappellano segreto), legge un qualche libro spirituale o quello che rammenta
abito
,

clemenza.

Sino a Pio
a'

Vf,

Papi accordarono
amplissimi

Cappel-

lani

segreti

privilegi, e

la

cena

dei

Signore,

subentrando

nominare quelli compartiti da Clemente XIV, e Pio VI, Conces'


per

GAP
sio prn'legorum

GAP
siiis

III
Cos

pr nonnullis

CAPPELLANIA.
un
annesso ad
cappella, che

chiamasi

familianbus, Roina^ i7^9) ^^ ^77^i diremo de' principali , che sono seguenti: Conti del palazzo lai cavalieri dello sperone teranense d'oro, nobili romani, e di Avignone, Bologna, Ferrara, Benevento,
,

beneficio ecclesiastico, fondato

un

altare,
il

gode

ed ad una cappellano. Dai


o

distinguono tre sorte di cappellanie, cio quelle fondate dai


canonisti
si

laici

senza

1'

approvazione d' alcuno,

ed

altre citt dello stalo ecclesiasti,

quelle istituite

co, co' relativi privilegi ec.


chetto, e l'abito di notari,

ed anli

coli* assenso del vescovo per tempo determinato, e quelle erette coll'utorit della

corch non avessero l'uso del roccreadi


li-

sede

Apo-

rono
quelli

notari
di

senza
,

pregiudizio

numero

con

tutte

le

o dall'Ordinario, e fondate formalmente in titolo perpetuo. La prima qualit di cappellanie, sebbene


stolica,
istituite

bert, grazie, favori, estensioni, in-

in

perpetuo

col

peso

di

l'arme del Pontetce nel proprio stemma, di


dulti ec. di poter inquartare

poter
gliari
,

essere

dichiarati

veri

fami-

non sono beneficii ecclesiastici, venendo considerate quali fondazioni laiche, e temmesse, o
altri

servigi,

commensali del l^apa, oltre la esenzione da tutte le gabelle, dazi, decime; ed oltre il potere di farsi ordinare da qualunque vescovo in tre domeniche consecutive, e feste fuori de' tempi
e

continui

porali,

potendo entrare nel commerai


laici

cio

e venir possedute, alienate, e


stessi

lasciate da' laici

senza

colpa veruna

patroni per, o con-

giunti dei fondatori, sono tenuti

ad

adempiere

l'

intenzione

rli

questi ul-

stabihti dal proprio Ordinario senza

timi nella elezione

dei titolari.

Le

licenza di veruno, qualora sieno trovati idonei, incaricandone la coscien-

cappellanie della seconda specie, cio


le

amovibili

da alcuni sono
veri benefici i, e

consi-

za del vescovo; finalmente


si

il

poterfarsi

eleggere

il

confessoie
,

per

assolvere da' casi riservati

compresi

quelli riservati alla Santa Sede in qualunque maniera. Li resero capaci ancora di ottenere qualunque ufficio, beneficio ec, trasferendo an-

da altri, quali pie fondazioni, che non avendo la perpetuit della loro erezione, non possono essere veri bederate
nefcii.

come

Le

cappellanie poi autorizzate

dal Pontefice,
veri benefcii.
siastico.

o dal vescovo, sono 1^. Beneficio Eccledel


servizio
di

cora
di

le

pensioni

sino
,

alla

somma

trecento ducati

e ricevendo fade' beneffar testa-

Si

giudica

una
dagli

colt di testare de' frutti


zii.

cappella, dal titolo della fondazione, e


dai

Morendo

poi

senza

termini
se
il

in

essa

usati

mento, appartengono
tutti
i

agli credi

loro,

istitutori,

beneficio sacerdonella fondaziola

sieno consanguinei, oppi u-e famigliari,

tale,

o no. Allorch
prescrive,

beni e lagioni, che perverrebcolla inibizione alla detta caagli

ne

si

che

Cappellania
sacerecclesia-

bero alla camera apostolica, cio agli


S(3ogli,

debba
dote
stico
t(M*ato
,

essere confei'ita

ad un
all'

non
il

sufficiente

mera,
altri

arcivescovi,

vescovi,

ed

farsi

promuovere

al

presbi-

prelati delle chiese, alla fabbris.

ca di

Pietro, alla santa crociata, e

dentro l'anno, essendo necessario, ch'egli gi sia prete. L'obbligo


della celebrazione della

agli altri succollettori, di

perturbarli
ec.

sotto

qualunque

titolo ec.

remle sacerdotale

messa non una Cappellania,

112
giacche
il

GAP
cappellano deve soddisfare
fare

GAP
che esse siano di tal tenue rendita, che l'una non basti senza l'altra al
caso

al suo obbligo, celebrando le messe,

locch

pu
altro,

anche
il

per mezzo

d'mi pu

ed

vescovo

non

lo

mantenimento del cappellano, in non sono incompatibili. /^.

tal

la

costringere

stesso, se la

a celebrarle fondazione non ve

egli

l'ob-

blighi espressamente,

o con espres-

Giurisprudenza Canonica^, alla paroai Cappella j il Dizionario di Diritto Canonico di Durand di Mailane ad
egual voce, e l'articolo Gappellano, mentre a quello di Cappella si tratta
della origine delle cappellanie, e di

sioni, e clausole equivalenti.


il

Ma

se

fondatore erasi dichiarato, che in cadauna vacanza si nominasse un


il

cappellano,
celebrare

quale fosse tenuto di

altro,

che

le

riguarda.

Il

Parisio

o quattro messe, o pi, o meno in ogni settimana, o


tre,

poi nelle
p.

sue Istruzioni^

tomo IV,

mese
tale.

la

residenza
il

non

perci

25, riporta la formola, Collatio Cappellanice j che si conferiscono dai

necessaria, ne

beneficio sacerdo-

vescovi nelle loro diocesi; ed a pag.

Se la fondazione prescrive, che sia nominato un sacerdote per celebrar tutti i giorni determinatamente la messa in una chiesa, la Cappellania sacerdotale ed obbliga alla personale residenza. In ci appunto consiste la differenza, che fa duopo fare delle parole Cappellano e Preil fondatore non dice mai te che
, :
,

28, trattando Della nomina, e presentazione , e della sua formula che

usano
del

patroni delle Cappellanie, e


in cui possono

tempo

nominare,

e presentare, avverte, che in dette

patenti suole allegarsi

il

titolo,

come

per Istromento, ec, per Sentenza^, ec. ovvero esprimere se appartiene ah immemorabili. De jure, i patroni
ecclesiastici

si

faccia

la

nomina

d'

un pjete

senza che intendesse di aver voluto

a presentare
i

hanno un

sei

mesi di tempo
soggetto,

solo

ed

rendere la
cappellano,
altro che

Cappellania sacerdotale,
la

patroni
il

laici

ne hanno

quattro,

mentre adoperando invece


s'

parola
favore

dentro

qual tempo

possono pre-

interpreta

in

sentare cumulative uno, o pi soggetti idonei, in

della libert, dappoich siccome ogni

una o pi nomine,
in

pu essere cappellano, cos si pu soddisfare alle brame del pio fondatore, per mezzo di un sostituto.
prete

un

e presentazioni,

modo che

resti

ad

arbitrio

dell'

Ordinario

la scelta

del cappellano.

11

a decorrere a die
hitce

termine comincia scientice, seu ha( Capellanus ). chiama quegli, una cappella

Questa
esigono
bili

specie

di

cappelle,

che
si

notitice

vacationis.

residenza,

sono

incompati-

CAPPELLANO
Con questo nome
che provveduto
si

con

un

benefcio,

qualora

godesse,
e fa

situato nella

stessa chiesa,

di

duopo

della Pontificia dispensa,

o cappellania

un

prete che ufficia

per possedere Tuna, e l'altro. Egiialmente se la Cappellania impone


l'obbligo
di

una cappella , o eh' beneficato di una cappella. Oltre quanto si detto


all'articolo

servire

al

coro tanto

Cappella, sull'origine della


,

d'una chiesa cattedrale, che collegiale, non si pu possedere un canonicato nello stesso tempo senza una speciale dispensa. Se le cappellanie poi non epigono residenza, e

sua denominazione

coli' autoi*it

di
di

Val fri do, Onorio,


Sarnelli
,

De

reh. eccl.
s.
,

cap.

in semi.

Martini, e del

tom.

p.

96

dei preti
ri-

cappellani perch cos chiamati,

GAP
porteremo, che
stodivano
la la

GAP
Pietro e Paolo
cularii,
a'

ii3
intimi cubisi

parola Cappellano

suoi

proviene da quei sacerdoti, die cu-

o famigliari, questi

dissero

cappa
,

di
le

s.

Martino ve-

cappellani,
ta,

massime

gli

uditori di

Ro-

scovo di Toui-s

altre reliquie,

che
cito,

re di Francia

avevano nei loro

palazzi, e

portavano secoloro all'eserconlldando nell'intercessione dei


riportare vittoria de' proprii

santi di

che quali giudici del palazzo apostolico, vennero cos denominati, perch il Papa giudicava con essi nella sua cappella tutte le questioni, sulle quali era consultato da ogni parte
del cristianesimo.

nemici.
l'

Sulpizio Severo descrivendo


di
s.

abito
:

Martino

dice quanto

Questo nome
tari,
i

di

Cappellano
i

si
i

di-

segue
veste

Ubi Martinum vidcnmt in hispida^ nigro pendulo pallio

lat in progresso, e l'ebbero


segretarii,

no-

cancellieri, in

circutntcctum j cio eh' era vestito di

vista dei quali talvolta la cancelleria

una

veste ispida, ed

una cappa nera


cristiani

d' attorno alla

medesima.
i

Furono

soliti

principi

nomin cappella; Pi particolarmente fu devoluto ai sacerdoti, che hanno 1' obbligo di celebrare la messi

portare nelle guerre entro casse al-

sa nelle cappelle e nelle chiese

ed

cune reliquie de' santi, e i loro sacerdoti s\ per la custodia e culto delle medesime, s per la celebrazione delle messe s per confessare e comunicare i guerrieri ; ma pi probabilmente dalle tende, cappe o cap,

anche
pella

si

diede ai chierici addetti jn

servigio di esse.
s'

E
1'

siccome per caporatorio


,

intende

una

parte della chiesa,


_,

che

gli

antichi

pelle, colle quali ricoprivansi le cas-

dissero Cubicula i cappellani vennero detti eziandio cubicularii. Inoltre si disse Capellaris una cosa ap-

se delle reliquie

e dal luogo ove

si

partenente alla
dolfo

cappella
clerici

onde Ra^ i

ponevano, forse
pellani.

si

appellarono cap-

nomina

capellares

Tali luoghi divenendo pic,

o attinenti alle grandi, o separate, i sacerdoti, che le aveano in cura, si chiamarono Cappellani.
cole chiese

Papale, ed offcium capellare chiamossi r antico ufficio, che si cantava in


chierici

e musici

della ^appella

detta cappella. Nella

vita di
,

s.

Gio.

Tuttavia
serva
il

altri

soggiungono, come os-

Bernini, spiegando
di

come

gli

Rota si chiamavano cappellani del Papa, che dalla Francia essendo passata tale denominazione
uditori
in Italia
siastici,
,

Elemosinano si legge che egli solo diceva messa nella cappella domestica, servito da un cappellano. I cappellani de' re erano ufficiali ecclesiastici,

che servivano ne' regi oratorii.

si

applic a quegli eccle-

All'articolo Cappella
lato

abbiamo par,

quali ritenevano in custo-

degli
,

arcicappellani

dei

gran

dia

cosa sacra di qualche chiesa, o


11

cappellani
Il

e dei
d'
,

cappella.

perch cominciossi a chiail

vescovo

sommi Angoulme
avea
il

cappellani.
,

per

non
;

mare

cappellano

custode de' pae reliquie della

dire di altri

titolo di arci-

ramenti, arredi
cappella.

sacri,

cappellano del re nell'Aquitania

Ma
ud
il

nella Chiesa

Romana

cappellani dell'Ordine gerosolimitano,

non

si

nome

di

Cappellano

che verso l'anno 4^^, cio poco pi di sessant' anni dopo la morte di s. Martino. Quindi dando s. Leone I
in consegna
i

o di Malta, erano chierici conventuali, che formavano il secondo stato di queir insigne Ordine, che ora rifiorisce.

Dei cappellani

segreti, e dei cap-

corpi de' beati apostoli

pellani

comuni

del

voL. vin.

Papa, b

se ne par-

ii4
ev'c

CAP
ai

CAP
il

loro articoli, mentre a quel,

Breviario

Romano, pu

dire

la

lo di caudatarii

tratta del cap-

pellano caudatario de* Cardinali, cosi

messa fanno

di quel santo, del quale esse


l'ufficio,

ma

col messala ro-

detto perch
\esti

sostiene

la

coda delle
Il

mano, Sac. cong.


pellani

rit.

20 nov. 1628.
i

Cardinalizie, o della cappa.

Altri decreti, che sono tenuti

capdei
ri-

Parisi, nell'opera, Istruzioni


gioi'enthj

per la
emi-

tomo IV,

pag. i3, riporta


honorijici,

ad osservare nelle chiese regolari , e delle monache sono


,

Formula capellani

portati

dal

Diclich

nel

Dizionario

nentissimorum Cardnalum, pel godimento degl'inerenti privilegi concessi

Sacro liturgico. Il cappellano non pu celebrare con rito doppio la festa del

dalle costituzioni apostoliche.


si

suo

titolo,

ma

solamente cocalendario.
,

Oltre quanto

detto

all' arti-

me
cap.

viene prescritta
,

dal

colo Cappellanie (Vedi), sugli obbli-

V. Gavanto
se cattedrali

in Rub. brev. sec. 3

ghi dei cappellani, dice il Berlendi, delle oblazioni all' altare, che il cappellano

12. I cappellani poi delle chie-

obbligato

celebrare ogni

giorno pu godere qualche vacanza, che ne' giorni di detta vacanza non

pu celebrare per
re,

altri,

e ricevere
la messa,

stipendio, e che obbligato a celebra-

ma non

ad applicare

sono sottoposti alla giusiccome loro superiore. In alcuni luoghi furono istituiti i cappellani per servire di supplemento a'i canonici, senza poter prendere sede, e luogo n in coro, ne in capitolo, ed in altri vengono amrisdizione

del capitolo

pu per
critica
il

l'applicazione ricevere

nuovo

stipendio, punti che egli tratta con

messi all'ufficiatura del coro (Fedi). Finalmente chiamasi cappellano an-

ed

erudizione.

Avverte poi

che

il

Macri, che quei cappellani, i quah hanno l'obbligo quotidiano di cele-

ficia,

assiste,

Mansionario (Fedi), che ufo che ha in custodia


Pontificie, o Papai

la chiesa.

brare la messa, non possono tralasciarla che per infermit, o altro legittimo impedimento, C. significatum de praebendisj ed aggiunge che
in tal caso,
bligato
il

CAPPELLE
II.

Cosi chiamansi
,

vesperi,
i

matche

tutini
cali,

le

messe cantate,

pontifi-

e le altre

sagre funzioni,

cappellano

non e ob-

coi venerabili riti della


sa,

romana Chie-

a far celebrare da altri in suo luogo, seppure nella fondazione


della cappellana

e collo splendore e decoro di eccle-

siastica

magnificenza, celebra, o alle


il

non
Molli

fosse espresso

quali assiste

sommo Pontefice,

in u-

un

tal obbligo.

canonisti

no

coi

Cardinali, patriarchi, arcive-

teologi sono d'avviso,

che

si

possa

scovi, vescovi, e prelati, colla

maggior

un giorno della settimana come dicemmo coli' autorit del Bervacare


lendi
,

parte de' capi degli Ordini religiosi,


e prim^rii personaggi del magistrato di

nel qual giorno per


altri,

non

si

Roma,

e curia

sebbene alcuni sieno di opinione, che quattro volte all'anno si possa applicare il sacrificio per se, o per altri, perch non sembra ci essere contro la mente del testatore. F. Ani. Nald. ver-

pu

celebrare per

glia Pontificia,

ed

altri,

romana, famiche vi handei


il

no onorevole luogo;
zi

cio nelle son-

tuose Cappelle maggiori


apostolici,

palaz-

ove risiede

medesideter-

mo

Pontefice,

od

in

alcune

bo Missa^
delle

num. ii. Il cappellano monache, le quali non usano

minate basiliche, e chiese di Roma, per festivit e tempi ordinarii , e solenni, e per circostanze anco stra,

,, ,

GAP
culinarie
;

GAP
si

funzioni che, intimate dai

recitano, e dei cursori Pontifi-

sono dirette, e recerimonie, dai ministri assistenti alle stesse CapPontificii cursori,

cii, i

quali

golate dai maestri delle

celebrazione delle
pelle

pubbhcano l'ora delia medesime Cap-

e funzioni.

pelle,
tificii,

e dai cappellani cantori Poncolla soprai ntendenza del pre,

X. Cappelle , vesperi , mattutini messe, pontificali, ed altre sagre


funzioni, che si celebrano nelle Cappelle maggiori dei palazzi apostolici,

lato

maggiordomo

prefetto

de' sa-

gri palazzi apostolici.

e nelle basiliche, e chie-

I.

Origine delle Cappelle Papali.


Descrizione delle Cappelle
de' palazzi
apostolici
,

se di

Roma, per ordine


tempo

progres-

II.

magcio

sivo di

in cui cadono.

giori

della Sistina, e Paolina del palazzo

I.

valicano, e della Paolina del palazzo quirinale, e delle loro scale,

Orgine delle Cappelle Papali.

e sale regie.

E
dell'antico uso
ecclesia-

III.

Rinnovazione
dal

de

il

ben ragionevole, che ove ha secapo augusto della Chiesa cativi

di celebrare le funzioni
sticlie

tolica,

risplenda maggiormente
del culto
alla
relisi

Papa
,

in diverse chiese

l'esterna espressione
gioso
,

di

Roma.
cantori
,

che

deve

Divinit
e decoroso.

5 IV. Ministri
V,
se,

ed

inser-

nel

modo il

pii edificante

vienti delle Cappelle.

Abbiamo
ordi-

sino

dai primi
il

anni

del

Elenco delle

Cappelle
si

terzo secolo, che


s.

Pontefice

romano
decret,

narie, cio vesperi, mattutini,

mes-

Zeferino, eletto nel

20 3,
il

e Pontificali, che
in

celebra-

che mentre celebrava


assistessero tutti
i

vescovo, vi

no dal Papa
decorso

dell'anno,

epoche fsse nel comprese le

sacerdoti,

come

vescovi, e

sacerdoti

assistevano in
i

processioni, ed altre funzioni.

Roma

il

Papa, allorch celebrava

VI. Notizie delle Cappelle, e sagre funzioni mobili e straordinarie,

sagrosanti misteri. In que' tempi, ad

onta della fierezza delle persecuzioni, nel

che celebransi annualmente, e

segreto

delle

abitazioni

in altri tempi, e circostanze.

talora
le

VII. Personaggi, che hanno luogo


nelle Cappelle. Indicazioni di quel-

ben anche nelle grotte, e nelcatacombe ci avea luogo per la


si

piet de' zelanti Pontefici, e

cer-

che v' intervenivano, e posti, che vi presero i sovrani. Luogo dove ora si ammettono quelli, che brali,

cava eziandio di eseguirli con religiosa pompa e decoro, secondo il

permettevano
ze; onde

le

calamitose circostans.

mano

Vili.

assistervi.

Papa
i

Ponziano, nell'ani

Modo,

col quale

si

recano

no 233,
argento,

fece tutti

vasi

sagri

di

tanto alle Cappelle palatine, che nelle diverse chiese di Roma, il

quali

si

custodivano geloil

samente nei sotterranei; ed


tefice
s.

Pon-

Papa, i Cardinali, e gli altri. IX. Osservazioni preliminari per


l'intelligenza delle

Stefano

I,

nell'anno

360

cerimonie
essere

sa-

Pontificale,

gre, che

sogliono

comuni

in quasi tutte le Cappelle; delle

ebbe troncata la testa nella sedia mentre appunto celebrava nelle catacombe. Cessate nell'anno 3 II, per opera dell* impera toi*c
Costantino,
le

prediche,

e discorsi

che in esse

persecuzioni contro

, ,

ii6
crisliani,

-^

CAP
magnadinalizii
vi
si

GAP
altre basiliche e chiese di titoli Car-

donato da quel e doi

nimo principe a Papa s. Melchiade il palazzo laterancnse, con rendite

(Vedi),

Sommi

Pontefici

corrispondenti

sostenere

la

recarono a celebrare in tempi stabiliti, ed anco straordinarii le sacre funzioni, alle quali vollero, che

suprema dignit ecclesiastica, potendo quindi i Papi mostrarsi in faccia


al

per
sette

maggior
vescovi

maest
delle

assistessero

mondo

nel

loro

sublime carat,

citt

suburbi-

tere,

a maggior gloria di Dio


alle sagre

ac-

crebbero
gravit e
la

funzioni

quella

carie, a' quali pertanto diedero eziandio l'incaiico di celebrare, ciascuno

splendidezza, che ravviva


li

fede negli assistenti, e

penetra
gi
chiari

di religiosa

venerazione.
secolo
si

Onde

alternativamente in un giorno della settimana, sull'altare Papale della basihca lateranense, ed perci che

nel quarto

hanno

secondo
pellali

il

Panvinio,

essi

furono ap-

monumenti, che attestano essersi formati i Pontefici una corona del clero romano con l' intervento del
,

vescovi Cardinali, cio prin-

cipah, vescovi collaterali del

Papa,

quale eseguivano regolarmente ogni


sorta
di

funzioni

sia

con solenni

ed ehdomadarii , chiamandoli Gio. Diacono, t. II, Miis. Ital p. 574, Episcopi primae sedis. Nelle altre
quattro
basiliche patriarcali
,

messe, colle

visite delle stazioni (/^e<f/),


(

consi-

con numerose processioni

Vedi )

singolarmente nelle principali feste, che attraevano non solo il popolo

derandosi per tale quella suminentovata di san Lorenzo , furono destinati per ognuna sette Cardinali
preti delle limitrofe chiese titolari,
i

romano

piamente

intervenirvi

ma

gU

stranieri ancora, e di lontane

quali eziandio celebravano quotidia-

regioni.

E per

darne un'
e
si
,

idea,
si

oltre
ai

namente
anch'
essi

sull'altare Papale, facendo

quanto
citati

individualmente
luoghi

dice

nel

medesimo

le

veci del

articoli,

dir in questo

lomano
silica

Pontefice, sebbene ogni ba-

a' rispettivi

ed

agli

altri

patriarcale,
il

compresa

la lale-

riguardanti le
zioni,

Pontificie sagre fundegl'

lanense, avesse

proprio arciprete,
ostiense, e di san

come coronazione
ed
altri

impe-

meno

le basiliche

ratori,

sovrani possessi, che

presero alla basilica lateranense, ed


altre molte, ci limiteremo ad indicarne alcune, oltrech al paragrafo
III
si

Lorenzo, che aveano un Cardinale abbate. Vi erano poi dodici Cardinali diaconi regionarii,

cui sovrasta-

rilever

dove

si

solennizzava-

no

le

principali

festivit,

per

co-

vano i sei Cardinali diaconi palatini, primo de' quali era il Cardinal arcidiacono di s. Maria in Domnica,
a*

noscere pm'e quali personaggi v'in-

quali spettava di cantar

il

vangelo
agli

tervenivano
Chiesa,
cessivi

ne' primi

secoU
al

della

nella chiesa lateranense,


altri

mentre

dappoich di quelli de' sucsecoli

incombeva
poi
il

cantarlo

nelle sta-

tratteremo

paranel

zioni.

grafo VI.
Erettesi pertanto in

Quando

Papa cantava

so-

Roma

IV

lennemente
cesi

la messa,

che oggid di-

secolo le basiliche patriarcali del Sal-

Pontificale, v'intervenivano, oli

vatore, di
s.

s.

Pietro in Vaticano, di

tre

Cardinali, gli abbati delle venti

Paolo nella via ostiense, di s. Maria Maggiore, o Liberiana, e di s. Lorenzo fuoi'i delle mura, oltre diverse

abbazie privilegiate di Roma, e luoghi suburbani. Il p. Casimiro da Ro-

ma,

nelle

Memorie

isloriche,

Roma

GAP
1736, a pag. 9 e catalogo, e riporta
il

CAP
,

seg.
le

fie

tesse

il

diverse analo-

due fuori prima de'


chierici,

delle

mura

di lloma,

ma

sette suddiaconi, de' cufii-

ghe opinioni degli autori. Secondo parere de' pi, esse erano quelle di s. Cesareo, di s. Gregorio al clivo di Scauro, di s. Maria del Monte Aventino, di
sca,
s. s.
s.

cularii, della

scuola

tic'

cantori, dei
laici
,
i

e de' maggiorati
prefetto di
,

che
sette

erano

il

Roma

giudici palatini
notari, ossia

cio primicerio dei

Alessio, di
s.

s.

Pri-

di

s.

Saba, di
in

Pancrazio, di
di di

decano del collegio dei protonotarii apostolici, e capo delle


dignit palatine,
cario
rio,
il
,

Silvestro

Campo Marzo,
s.

il

secondicerio, l'ar,

Maria in Campidoglio,
il

Bia-

il

sacellario

il

protoscrina-

gio presso
s.

palazzo di Trajano, di
s.

primicerio de' difensori e


,

Tam,

Agata in Suburra, di

Lorenzo
in

minicolatore
cui
ci

nomenclatore
i

di

in

Pane
ss.

e Perna, di
s.

s.

Tommaso

ha dato Pier Luigi

Galletti

Formis, di
della

Biagio della Pagnotta,

distinta relazione,

senatori, gli altri

Trinit degli scozzesi, di san


di
s.

giudici, gli avvocati, gli scrinarii,


i

ed

Maria in Castello aiueo , di s. Maria in Pallara dei ss. Cosma e Damiano, e di s. MaValentino,
,

baroni romani,

quali a simili fun;

zioni intervenivano anch'essi

perso-

naggi

ria in Monistero.

Ne

solo

detti ab-

bati anticamente assistevano al

quando celebrava
giore di
s.

nell'altare

Papa mag-

che per la maggior parte, sino al secolo XI, elessero, o concorsero all' elezione del Pontefice. F.
tutti,

Mabillon, Miis. Ital.

tomo

II,

pag.

Giovanni

in Laterano

570.

ma

anche nelle

stazioni della stessa

anno, e in altre solennit accennate dal Panvinio, Delle sette chiese principali di Ro'

basilica pi volte all'

me

Per dare un'idea del modo coi Papi celebravano i divini mile

steri,

stazioni e le
il

messe solenni,
citato Galletti

riporteremo quanto

ma,
no

p.

182,

Doveano
s.

inoltre intersi

venire alle processioni, che


dalla chiesa di
s.

faceva-

narra alla p. 1 1, e seg.. Del primicero della Santa Sede ^ e di altri


uffziali

Pietro sino a

maggiori del palazzo

late-

quella di

Giovanni
,

per

la

coro-

ranense,

Roma 1766:

Allorch

nazione del Pontefice

e da questa

a quella per la festa di s. Marco, alla quale insieme col Papa, coi Cardinali e coi vescovi interveniva tutto
il

clero

di

Roma

ricevendo

ogni

abbate per quest'ultima funzione il presbiterio di tre soldi, che il detto


Panvinio,
p.

64, valuta ognuno uno

mezzo d' oro, e il Ciacconio, in Vita s. Silvestri j quattro scudi d' oro. l medesimi abbati aveano luogo dopo i Cardinali, anzi apscudo
e

w l'apostolico signore, cio il Papa, M portavasi alla stazione di qualche chiesa, prima di andare all' altare, H sostenuto dai diaconi, entrava nel secretarlo , che oggi chiamiamo M sagrestia collocata nelle antiche chiese dalla parte degli uomini in fondo della nave volta a mezzod, w donde essi immediatamente usci vano per andarsi a paiare, ed in tanto egli vi rimaneva assistito
,

presso
cali,

prelati delle cinque patriaril

cio

priore della basilica laarcipreti della


vatica-

teranensc,

gli

dal primicero, dal secondicero, dal " primicero de* ditensori, dai notali regionarii e dal suddiacono che portava il pallio. Quivi il Ponte,

na, e
di
s.

(Iella

liberiana,
s.

gli

abbati

*
>

flce

per

mano

de' suddiaconi redegli abili pon-

Paolo, e di

Lorenzo, ambe-

gionarii vesti vasi

8
lifcali
,

CAP
^d
il

CAP
,

primicero

il

se-

>

condicero

gli

andavano componen-

'

il secondicero e il primicero de' difensori con tutti il


,

primicero

do

le vesti, perch senza ricevere impaccio dalle medesime, potesse

regionarii e notari, di nuovo ascen devano all'altare, ponendosi quivi


'

tratto tratto

comodamente

sedersi,

dalie

due bande destra e


:

sinistra

e,

come che non


il

dicesi nell'Ordine terzo,

giusta le loro precedenze

allora

il

di tanta antichit, quanil

to

primo, e

secondo di

essi,

ut

ex honorabili compositione ex-

hiheatur circumstantibus spectacu-

lum reverendae dgnitatis ", Quando poi era all'altare dopo l'evangelo,
il

nomenclatore, il sacellario ed il notaro del vice-domino del palria* chio lateranense, oggid maggior domo prefetto de' palazzi apostow liei, dopo detto V Agnus Deij ascen>
*

devano anch'essi, e

si

ponevano
per aspeti

primicero,

il

secondi<3ero

al cospetto del Pontefice,

e
ti

il
i

primicero

de* difensori, tut-

w tare
> #

che accennasse loro


si

nomi

regionarii, e notari, ascendeal trono Pontificio,


il

di quei, che
alla

vano ch

ed

alloral

doveano invitare mensa. Quelli, che aveano luo-

Papa passava quindi


,

senatorio

stavano

cio a quel luogo ove magnati secolari, avea


il

M go alla tavola dal Papa , erano M invitati dallo stesso nomenclatore,


f

alla destra

primicero de' notari,


il

e alla sinistra
fensori.

primicero de' di-

Prima poi che Sua Santit andasse dalla banda delle donne,
riceveva pure dal primicero
secondicero,
,

quelli, che doveano intervenire alla mensa del vice-domino, erano in> vitati dal notaro dello stesso vicew domino. Scritti, che erano i no
>#

dal

invito,

mi, discendevano a fare un tale ed il Papa sostenuto dal

e dal primicero dei

difensori le oblazioni, poich questi

tre personaggi ne' giorni festivi


all'

primicero de' notari e dal primiM cero de* difensori, dalla sua sedia M portavasi a comunicare tutti quei,

offerivano

altare,

dopo

eh* era

> *

seguita la offerta de' diaconi: ri-

tornava quindi alla sua sede, ed


era sostenuto nell' ascendervi dal primicero e dal secondicero sotto
le

ch'erano nel senatorio, e, come dicesi nel citato Ordine terzo > quivi comunicava principes popU' n lorum, et matres amilias earum.

>*

Il
il

primicero, interrogatone

prima

braccia,
dai

come veggiamo ora


Posta che
l'ar-

santo Padre per averne la sua

farsi

due Cardinali diaconi


l'

licenza, colla

mano

sotto la pia-

assistenti al soglio.

neta
)*
>

cidiacono avea
i

acqua nel
il

calice,
al-

diaconi salivano al trono, ed


il

accennava a' vescovi ed ai preti, che comunicassero il restante del popolo. Dopo che tutti aveala sacrosanta
il

lora

primicero

secondicero,

no ricevuto
i>

comusacella-

ed

il

primicero
e

de' difensori coi

nione,

il

nomenclatore,

notari e difensori regionarii discen-

M
>

rio, l'accolito,

deano

si

trasferivano

a'

loro

quegli che
le

luoghi.

Data altres, che l'arcidiacono avea la pace, i suddetti ascendevano nuovamente all' altare e si distribuivano secondo il loro ordine. Terminato il canone, dopo che il Papa avea spezzata l'obiatj^,
,

per
V

che tenea la patena, portava l' asciugatoio mani , e quegli che dava
tutti

l'acqua a lavare, ritornavano

al trono, e si comunicavano an eh' essi. Ne'vesperi del giorno di Pasw qua, dopo varie cerinaonie, che

GAP
M
*j

CAP
si

119
Santit
quivi
si

ivi si
s.

descrivono, andavano tutti a Andrva ad Criicem^ ch'era un

dice

che giunta

Sua

nel
fer-

mezzo del

presbiterio,

tempio prossimo al Valicano, edi llcalo dal Pontefice Simmaco, crea^' *^^^^ do to neir anno 49^ p aver cantato alcune antifone
>

mava
gli

per un poco, ed il primicero levava di capo la mitra, e gli baciava la spalla destra, dopo di
nita la

*i

(f^ed)y

primati della Chiesa, cio

che ne riceveva la benedizione. Fimessa il santo Padre cavalritornava al palazzo nense, col seguente ordine.
latera-

H
* >

suddetti uffiziali primarii, invitati

cando

dal uotaro del vicedomino, porta-

Prece-

vansi in

un luogo

per tre volte si M bevande, la prima usando del 3 greco j un'altra del pactisij e la terza del procoma j o procovia^ w tutti vini cos denominati da'luo ghi ov'trano prodotti, e dopo di essersi cosi ristorati, ritornavano
>

ove refocillavano con

di riposo

devano dodici militi draconarii, che portavano altrettanti stendardi chiamati banda: seguiva un cavallo pel Papa ben ornato, indi la croce Pontifcia,

poi venivano

vescovi che

si

tro-

vavano in Roma, i notai ora protonotar apostolici,


i
i

quali precedevano canCardinali,


i

tando. Poscia
l'arcidiacono,

suddiaconi
signore,

a celebrare

vesperi, e bevevano,

diaconi col primicero


l'apostolico
il

come
alcuni

ivi si dice,

de dato preaby-

due a due, e
cio
il

terio, le quali parole

mancano
si

in

Pontefice, dopo
il

quale cavestito

codici, e lo stesso
la

con-

valcava
in
coi
alla
garii,

prefetto di

Roma

w tinuava a fare in tutta


>*
*>

dome-

di prezioso

manto, e calzato d'oro


di rosso nell'altra,

nica in Albis. Nell'Ordine III aggiungesi, che


il

una gamba, e
processione
i

dopo

letto

il

vangelo,

giudici coperti di piviali. Intorno

Pontefice sostenuto da

ambedue
de' notari

andavano

dirun-

le

bande dal primicero

due

prefetti navali

pur chia-

a destra , e dal primicero de' diM fensori a sinistra, discendea al


senatorio, luogo de' principi per M ricevere le oblazioni, e queste " porgevansi dalle mani del Papa
*
*

mati

dirung^arii, co' bastoni in

mano,

f>

ad un suddiacono regionario, il quale consegnavale all'altro, che

gli veniva dopo, e questi le pou neva in un lenzuolo, ch'era sos

tenuto
ZIONI.

da due

accoliti.

V. Obla-

egualmente di piviale, i maggiorenti con mantelli di seta, e con bastoni, i quali erano detti della Scuola degli Stimolati, per regolare la processione, acci niuno la interrompesse, e questi sembra che sieno stati come le guardie nobili d'oggid. Giunto il Papa alla btisilica del Pontefice Zaccaria, discendeva da cavestiti

*i

vallo,

riceveva
il

le

acclamazioni del

Nel libro intitolato Pollicitus, di Benedetto canonico di s. Pietro, e cantore insieme della Santa Romana
Chiesa,
diretto a
s.

popolo, ed

primicero de'difensori, e secondicero lo prendevano per mano, e lo riconducevano alla cahitcrii

Guido

di CastelU

Cardinale di
Celestino II,

Marco, che fu poi creato l'anno ii43,


si

mera: quivi si distribuivano i Prescio i donativi a ( Vedi), quelli, che aveano assistito alla funzione:
il

ove
vasi

si

parla di ci, che


il

praticava,
reca-

prefetto
,

allorch
alia
il

Sommo
in

Pontefice
s.

et

mamim

cio la

avea venti soldi, mancia, il priquattro


soldi, e
gli

stazione

Maria MagNatale,

micero
cos

de' giudici

giore

giorno

del

santo

pro|xjrzionutdmeute aveano

Ilo
altri,

CAP
e la scuola de' cantori. Fatta la
il

CAP
primicero,
assistente

come
al

si

pratic

fino

listnhuzione

del

presbiterio,
i

anda-

agli ultimi

tempi,

in

uno

al prin-

vano

tutti

alla

mensa:

vescovi, e

cipe

soglio

Pontificio

Cardinali sedevano al Iato destro,


l'arcidiacono,
il
il

nel gioved, e venerd santo.

i al sinistro,
il

diacono,

Queste ed altre funzioni venivano


eseguite
da*

primicero de' notari,


,

priore balatera-

romani Pontefici
e chiese di
nella

nelle

silicario

cio della

basilica

diverse

basiliche,

Ro-

nense, ed il priore regionario. Nel giorno della Purificazione


Pontefice andava a
so
s.

ma
il

massime

lateranensc

presso la quale

abitarono per tanti

s.

Martina presla

secoli nel patriarchio, e

con maggior
divennero

Adriano , ov' era

Colletta

magnificenza, allorquando prima della

(f^ed)y e quindi scalzato recavasi


s.

a
il

met
essi

del

secolo

ottavo,

Maria Maggiore, sostenendogli


il

sovrani temporali di
altri

Roma, sue
onde

piimicero di dietro dalla banda


nistra
piviale.

si-

dipendenze, ed
dui
la

dominii;

La mattina

di Pa-

accrescendosi di magistrati, ed indiviloro corte, venne questa in pro-

s(|ua di Risurrezione

andava il Papa Maria Maggiore, ov'era la stazione, e quando giungeva in Merua


s.

gresso distinta su tutte le altre nella

celebrazione delle ecclesiastiche funzioni


,

lana vi

trovava un notaro regionario , il quale ad alta voce dicevagli: juhe^ donine ^ benedicere^ e ricevuta, che questi avea la benediin ecclesia sanzione, soggiungeva
si
:

per ammirarsi nelle medesidegli stranieri,


di
di sacerdotale,

me, non senza stupore

mi misto
di

regio,

principesco e di sacro, che spira

maest,
zione.

e insieme religiosa venerain prova,


il

ctce

Mance,
Sua

in

hac nocte haptizati


et

Ed

che

romani
si

siint tot

masculi,
Santit

tot foeniince,

al

Pontefici abitando

patriarchio laas-

che

gratias,

ed

il

rispondeva Deo notaro suddetto dal

teranensc, scendendo da esso

sacellario riceveva

mata

bizanzio.
di

mano

una moneta chiaPer nell' Ordine roCencio Camerario si agpassando


gli
il

sociavano alla processione che nella contigua basilica faceva quel clero

prima
solenni

della celebrazione delle


,

messe

tuttora dal capitolo latera-

giunge, che

Papa per
de' battez-

nensc

Merulana,
zati

dava conto
notte,

in

quella

non pi un
al

notaro,

ma un
il

semplice scrinarlo.

si fa una processione, perci denominata Processio ad Doniimuii Papam, nelle domeniche eccettuate. Queste sono le feste di prima clas-

Ritornato poi
patriarchio
cavallo,
il

Papa coronato
disceso
gli
i

se

e le altre nelle

quali anterior-

lateranensc,

da

secondicero
dal capo,
e

toglieva

mente si esposto nella basilica, in forma solenne il ss. Sacramento, ovvero vi


sia

la corona

giudici lo

altra

processione.

Be-

conducevano nella gran basilica leoniana, detta casa maior, in quella camera appellata triclinio, ove erano preparati undici scanni ed uno
,

nedetto

XrV

concesse

cento

giorni

d'indulgenza a coloro, che interven-

gono

alla suddetta processione, la

le si fa all'altare

del

ss.

quaSacramento,
e delle

sgabello

all'

intorno della
di

mensa

del

dopo

la recita dell'

ora di terza , col

Papa, in figura
e
della

dodici apostoli,

canto delle litanie de' santi,

mensa di Cristo, quando mangiarono la Pasqua: vi sedevano


,

consuete preci.

Sino

al secolo

XIV

conlinuaronsi

cinque Cai dinali

cinque diaconi , e

a celebrare le messo, stazioni, pr-

CAP
ed altre funzioni cogli ancon piccole variazioni, le tichi liti quali si descrivono negli Ordini romani, ma che di molto cambiarono, allorquando dopo la morte di Benececson,
,

CAP
Onorio n, si nota che i rettori dopo di aver prumm/lata la loro sentenza, >y geslae rei ordinem Paprfc
**

seriatim

in Cappella nariaverunt.

"

Ceteium

dominus Papa

audii;

detto XI, eletto in successore nel

3o5
ivi

Clemente V, che
cia,

si

trovava in Frani

" causa, benedicens ei, lauda vit, et " ' confirmavit.

chiamati

(la lui

col

Cardinali,

Per dire poi


Cappelle
del

alcuna

cosa

delle

stabil

poscia la residenza Pontificia


ri-

palazzo

avignonese

cio nella citt d'Avignone, in cui

siedettero eziandio altri sei Papi, ove

aggiungeremo, che* successo a Clemente V, nell'anno i3i6, Giovanni

e per quel

non esservi le basiliche, e non numero di chiese, ch'erano in


e pel clima rigido e
la

XXII, ch'era vescovo d'Avignone,


questi

ampli

il

palazzo

vescovile,

Roma,
stra

umido,
che e con

racchiudendovi
Stefano,

la

parrocchia di santo

essendo edificata
riva

citt

sulla sini-

del

fiume
le

Rodano,

scorre

lungo

sue

mura

contigua alla cattedrale, e trasferendo perci la parrocchia nella chiesa della Maddalena. Quindi Be-

un

braccio ne l'attraversa, dividen-

nedetto

dola quasi
gine
le

per

mezzo, ebbero ori-

Cappelle Pontificie, cio la

XU, eletto nel i334, assegn altro palazzo a' vescovi di Avignone, e stabilendo per residenza
de' sovrani

celebrazione delle suddette funzioni,


nella Cappella del palazzo apostolico.

Pontefici
,

de' vescovi

quello antico , per mezzo dell'architetto

Allora adunque perirono molte santissime istituzioni de'nostri naggiori,

Obrerio
te,

come

si

esprime
pag.

il

Moretti de Prese prese forza


il

lo riedific magnificamen, consacrando dipoi, come vogliono alcuni^ la cappella Pontificia,

byte rio
nelle

178,

nuovo costume
angl^ste
in

di celebrare piuttosto

Cappelle
confronto
tra
le
si

dei

palazzi

Pontificii,

delle

vaste

che vi eresse l'arcivescovo d' Arles Galberto della Valle. Tuttavolta la Cappella maggiore, nel i347, "*^^ era per anco fabbricata , dappoich
si ha dal p. Fantoni, Storia d'Avignone, pag. 20 5, che Clemente VI,

basiliche,
zioni,

molte

antiche stasolennizza-

e funzioni, che

vano

nelle feste correnti, su di che


il

successore di Benedetto

XII,

a'

a vedersi
/\'j^'J,

Cod. Ccere/non. Fat.


Ccerem. del
p.

giugno
s.

di

detto

anno,

canonizz

in acta

Gat-

tico.

Non

poi a tralasciarsi di qui


l'

ricordare

antico
le

uso

de' Papi di

Ivo nella sala del convento dei domenicani, dove gi Giovanni XXII avea celebrato la canonizzazione di
s.

pronunziare
Cappella,
il

sentenze

nella

loro

Tommaso

d' Aquino.
la

Lo

slesso

che serv poi di occasione a deputare alla cognizione e giudicatura delle cause i loro cappellani, poi detti

Clemente VI prosegu
CiU'e la
il

fabbrica

del palazzo apostolico, e fece edifi-

gran cappella da basso, veiso

Auditores causarum

palazzo della vicegerenza d'Avigno-

palata apostolici^ e uditori di Rota, come osserva il Garampi, Sigillo i4, ove dilla Garfagnana, pag. facendo menzione d'un placito tenutosi nel a6 dai chierici della Fra1
I I

ne. Esaltato

anche
I

in questa citt al

Pontificato, nel

35?,,

Innocenzo VI,
tMlifc in es-

comp
la

il

detto Pontifcio palazzo dal-

parte meridionale, ed

so la gran Capptjlla superiore.

Uiba-

ternit

Romana^

nel

Pontificato di

no V

poi,

che

gli

successe nel i3(>2,

12^
perfezion
stolico,
l'

C4P
eclifzio

CAP
zione

del palazzo apo-

Urbano

al

suo costante desci'it-

mediante l'appartamento, che


l'oriente, dalla sala de' legati,

siderio esternato in altra lettera,

guarda

ta in Avignone, a*

29

luglio

i366,

fino alla gran Cappella.

V.

l'arti-

apud
a'

colo PALAZZO APOSTOLICO d'AvIGNONE.


in dette Cappelle, che mentovati Pontefici, e Gregorio XI, che fu r ultimo a dimorare in Avignone, neir eseguirvi le funzioni sacre, che in Roma si celebravano dagli antecessori , diedero origine alle cappelle Papali o palatine, che poi incominciarono ad aver luogo anche
i

Bull. Val. p. 5, effettuandolo 16 ottobre iSGy, giorno in cui, in

Fu adunque

mezzo air indescrivibile tripudio dei romani fece A suo ingresso in Roma, andando ad abitare il palazzo vaticano da lui restaurato, come atte-

in

Roma

mentre in Avignone

gli

RR. PP. Urbani V, num. 34. Egli per non vi si pot fermare lungo tempo, stante le guerre, che ardevano in Portogallo, nella Spagna,
sta
il

Pagi, Breviar, gest.

in vita

antipapi Clemente VII e Benedetto

nella

Na varr,

in Francia, e in In-

XIII facevano contemporaneamente


altrettanto nelle Cappelle stesse, in

cui

legittimi Pontefici

aveano

so-

lennizzato le annuali e straordinarie


feste,
Il

e sacre funzioni.

primo ad introdurre
il

in

Roma
a-

padre comune che nell'anno 1370, fra le lagrime dei romani, fece ritorno in Avignone, ove giunse a' 24 settembre, essendo riservata al suo successore Gregorio
ghilterra, volendo qual
sopirle

da vicino; ed

perci,

r uso

delle Cappelle nel palazzo

XI

la gloria di ristabilire la

sede a-

postolico, secondo

Cancellieri,

De-

postolica in

Roma

ci eh' egli feli-

scrizione delle Cappelle Pontificie, e Wovacs tomo II delle sue Dissertazioni, de Pontificali^ e solenni Cappelle Pontificie^ fu
tefice
il suddetto PonUrbano V, Grinioaldi, giacch

considerando

egli la dignit

Papale
eletto,

come
nel
1

esiliata al di l de'

monti, men^
restitui-

cemente esegu a' 17 gennaio 1377, morendo poco di poi nel palazzo vaticano a' 28 marzo 1378. Sebbene Urbano V nel suo viaggio in Italia non dimorasse sempre in R.oma, giacch stette alcun tempo in Corneto, Viterbo, e Montefascone, tuttavia

tre era in Avignone,

appena

viene

considerato

362, dichiar di voler

come
dusse

il

primo Pontefice, che intro-

re a

Roma

la

residenza

Pontificia,

in

Roma

la
stile

come sua propria


trarie rimostranze,

e vera sede.

Ed

na, secondo lo

Cappella Palatitenuto in Avi-

perci, che, nulla valutando le

con-

gnone, leggendosi nell'Ordine


Ital.
II,

XV

di

per effettuare la sua deliberazione, a' io aprile i363,


col tenore della

Pietro Amelio, presso Mabillon,


t.

Mus.

p.

479?

^^

^^

Pontefice

costituzione

Testi-

Urbano VI, Prignani,


sore a Gregorio

eletto succes-

monio fide digno, che si legge nel tomo II. p. i del Bollarlo vaticano, ordin a tal effetto a Giovanni vescovo di Orvieto, suo vicario in

XI

agli

aprile

Roma,

il

risorgimento

del

palazzo
III

vaticano, edificato

da Nicol

del

1378, nel giorno della'domenica delle palme, non ne fece l'uffizio, perch ancora non era coronato, ma bens le distribu, ed assist con piviale rosso, e mitra bianca, alla messa cantata dal Cardinal di Firenze nella Cappella grande del palazzo apostolico ;

1277, che per l'assenza di sessanta,


e pi il anni de' Sommi Pontefici, era

caduto in pessimo

stato.

Diede esecu-

come

altres assistette alla

messa

cele-

GAP
Jjrata

GAP
un
ciin-

1^3

nel marlotri

santo da

toro nella Cappella piccola , colla let-

tura del Passio; e quindi dai


dinali fiu'ono celebrate le tre

Car-

sebbene nel d seguente essendo guadotta basilica, ove rito, cal nella cant la messa solenne della santa.
Nella mattina pertanto di siibato 7 ottobre 1 891, Bonifacio IX, ad onta
di

messe

della settimana santa


di

alla
fa

presenza

Urbano VI.
,

Ci

vedere al-

un suo incomodo, non


s.

volle tra-

tres

che gi nel palazzo vaticano vi erano due Cappelle edificate probabilmente da Urbano V, il quale,
,

lasciare di eseguire la stabilita cano-

nizzazione di
pella

Brigida nella

Cap-

come dicemmo

fece

nel detto pa-

lazzo diversi r istauri,

to di stabilir la

ed avendo fissasua dimora in Ro-

ma, assai probabile, 'che fra le sue prime cure avesse quella di formare una Cappella adattata all'esercizio delle sacre funzioni, come
,

grande del sacro palazzo vaticano, che a tal effetto fu parata da tutti i lati di panni, ed ornata di fronde di mirto dal maestro della floreria apostolica. Furono inoltre poste per tutta la Cappella ottantasei torcie
di cera, ciascuna di libbre

undici

nella stessa mattina


la

il

Papa

ascolt

si

praticava in Avignone, e finche fossero state risarcite le chiese, in cui prima solevano eseguirsi, trovandosi in cattivo stato per la lunga

messa dello
gran
i

Spirito

Santo nella
si

sua camera, dopo la quale


nella

rec

Cappella accompagnato
Cardinali
,

da

tutti

dai

nobih

assenza de' Papi. Oltre


tico,

tali

testimo-

romani.

Fu

cominciata
si

la processio-

nianze, riportate anche dal citato Gat-

ne, la quale

fece per tutta la

Capritor-

Act.

un' altra,
stra

ha che pi chiaramente dimoCaereni. p. 196, ve ne

pella, fino all'altra Cappella,

nando
alla

il

Pontefice processionalmente

esistenza della Cappella Pala-

tina sino dai primordii del Pontifica-

to di Urbano VI, come risulta da un Diario mss. gi posseduto da

gran Cappella. L'altra Cappella , di cui fece menzione V Amelio, sar stata forse la piccola, nominata
nel

codice

vaticano
D,al

scritto

sotto

monsignor Dini, primo maestro delle

Urbano VI.
si

medesimo eziandio
le

cerimonie Pontificie, in cui

si

racdi

rileva,

che

celebravansi

altre

conta, che

dopo

la

coronazione

funzioni nella Cappella maggiore, a-

Urbano VI, funzione


a'

eh' ebbe luogo i8 aprile giorno di Pasqua, egli intervenne a' vesperi nella Cappella

vendo

lasciato scritto a pag.

44 '>

^i

quella della vigiha di Natale. Au-

maggiore del palazzo Papale, ove sgrid pubblicamente alcuni vescovi. L' immediato successore di Urba-

no VI, fu Bonifacio IX, abbiamo altra memoria

sotto di cui delle

Cap-

no Domini 1 898 in Urbe D. Bo nifacius Papa IX die lunae in vim gilia Nativitatis Christi incepit infir> mari. Vesperae fuerunt canta tae M per cantores in magna Cappella ". Non dee recare meraviglia, che

pelle Pontificie nel palazzo

vaticano,

anche dopo
in

il

ritorno

de' Pontefici
il

facendone menzione Pietro Amelio, il quale nel descrivere la canonizzazione


stante

Homa

si

proseguisse

costu-

me

introdotto in Avignone, giacche

di

s.

Brigida

racconta

che

essendosi trovata in gran parte ro-

una

piccola infermit sovrag-

vinata

anche

la basilica lateranense,

giunta al Papa, invece di celebrarla


nella basilica di
s.

Pietro, la

fece

nella Cappella del palazzo vaticano,

ed oratorio di s. Lorenzo ad Sanata Sanctorum, come ancoia quasi tutte le chiese, in cui
col suo patiiarchio,

1^4
celcbravansi
] :

CAP
st-/ioni,
si

CAP
pel menziogli

ornati, diversi ritratti di uoniini

nato motivo, non


l'iis(\

poteva ripigliare
le

illustri

contemporanei,
il

antico di celebrarvi

funzio-

fece copiare

che poscia Giovio per arricchila scala

ni

l*apali.

Sopravvenne
Pontificato di

inoltre

nel

re

il

proprio museo, quando Paolo


regia, fe-

medesimo
il

Urbano VI
dal
1'

HI

per dirizzare

iagrimevole
antipapi

scisma sostenuto daavignonesi

ce demolire questa Cappella, che re-

gli

1878

stava verso la Paolina, Cappella di


cui parleremo nel seguente l. molto probabile, come opinano i citati Cancellieri, e Novaes, che nella

al
la

1417,

il

quale divise
i

miit del-

Chiesa, onde

Pontefici

tevano fare una stabile in Roma, e per essendo costretti a vagare per diverse citt, non ebbero

non popermanenza

Cappella di Nicol V, in vece di quelle

tempo
letto

e quiete per ristabilire

l'

uso

superiormente ricordate di Urbano VI, e Bonifacio IX, incominciassero a


celebrarsi
stile

interrotto di dette sacre funzioni, fi-

regolarmente

secondo lo

Martino
in

nel

detto

anno
essersi

principiato in Avignone, le Cap-

1417 nel
tosi

concilio di Costanza, e reca-

pelle Palatine,
te,

che

ivi si

saranno tenu-

Roma

nel 14^0,

dopo
in

finche fu edificata la Sistina.


solo

Di
85,
l'ot-

trattenuto pochi anni nel palazzo valicano, pass

ci evvi certezza

in

un

codice
p.

ad

abitare

quello

del p. Gattico,

Acta Caercm.
si

della sua famiglia Colonna, contiguo


alla chiesa de' SS.

ove
tava

si

parla della domenica dopo


Epifania, e

XII Apostoli, nel-

dell'

legge che in

la quale celebr varie funzioni.

Eu-

detto giorno, nell'anno

i44^j nella

genio IV, di
re, costretto

lui

immediato successola

per

ribellione de' ro-

Cappella maggiore celebr N. N., vescovo di Modena in presenza del


Pontefice Nicol V, de' Cardinali, e di
altri lico
,

mani a restare fuori di Roma dal 1434 sino al i44^'j il* pochi anni, che dimor in questa citt, in cui
parte abit al Vaticano, e parte
s.

prelati, cio nel palazzo aposto-

situato presso la basilica di

s.

Pietro.

Qui pu

credersi indicata la

Grisogono in Trastavere, non po-

t ristabilire l'uso delle Cappelle


tificie,

Pon-

Cappella di Nicol V, che forse chiamavasi maggiore per distinguerla da


un' altra privata
ivi

e la regolare celebrazione del-

eretta dal
la sala

mevec-

le

funzioni Papali.

desimo Pontefice, presso

Nicol V,
nel

esaltato al Pontificato

chia degli svizzeri, al pari dell'apparta-

i447j zelante del culto divino, e de' sacri riti, come abbiamo da Francesco Filelfo, lib. i3. epist. i. oltre di aver riedificato il palazzo precedentemente da Nicol IV abitato presso la basilica
liberiana, dofe-

mento

di

Raffaele, e

dipinta

dallo

da Fiesole, desciitta dal Taja, del palazzo apostolico valicano ^. 117, eh' ebbe il merito di scuostesso Gio.
prirla, e
ci

che tuttora

esiste,

dicendo-

inoltre,

che dai dipinti in essa esi

ve
ce

si

celebravano varie funzioni,


palazzo

sistenti

molto

giov Raffaello. L'ai-

fabbricare nel

vaticano

tare di detta Cappella fu consagrato

una cappella pubblica


cata al
ss.

Pontifcia, dediIvi

Sacramento.

fece di-

dovi

fr. Gio. Angelico da Fiedomenicano, che qual beato veneriamo, alcune storie della vita di

pingere da
sole

da Benedetto Xlll, nel i7'?,5, ponenle reliquie de ss. martiri Venerando e Fausto. Dal menzionato codice rilevasi ancora, che nella Cappella maggiore si celebravano le Cap-

Ges Cristo, frammischiandovi

fra

pelle nelle

domeniche

dell'

avvento,

GAP
kggentlos a p. 4^5 ^^^^ Nicol ne' giorni delle donieniche dell' avvento,
si

CAP
V
mana
meraviglioso, e stabile
prescritte e disposte,
larsi

,2J

cuiia, essendo tutte le cose con

modo ordinale,
le quali al
nii-

recava

alle

Cappelle

col

piviale, e
tali

mitra aurifrigiala, e che in giorni sempre celel)rc) in Cap-

per

le

persone
lodate,

pie,

non possono
".

essere se

non

e applaudite:

pella

un vescovo, e nella domenica Gaudete celebr il Cardinal d' Aupoi nella Cappella di
gli

gusta, che us la mitra aurifrigiala.

Qie
si

Nicol

Pio 11, nel 1464? successe Paolo II, che pel suo animo grande, e magnifico nelle sue azioni, non solo a decoro delle sacre funzioni rifece

celebrassero

scrulinii

per l'eil

lezione del Papa, lo riporta

Bur-

cardo, Conclavi de
ni,

Pontefci Romamedesi-

un prezioso Triregno ( Vedi), ma perch Cardinali in esse comparissero con maggior distinzione, lor concei

e noi,

coH'autoril del

dette la berretta rossa, la mitra di da-

mo, daremo

altre notizie sulla

pella di Nicol

V,

all'articolo

CapCap-

masco bianco, ed
de' prelati
nelle

banchi

pi

alti

Cappelle Papali, ol-

pelle SEGRETE DEL PaPA.

tre l'uso delle

gualdrappe di scarlat-

Che

tali

Cappelle

si

celebrassero
in-

to nelle loro mule, che cavalcavano,

con religioso decoro, maest ed


tervento della
tera scritta

recandosi alle Cappelle ed altre funzioni.

romana
si

curia, corte, e

Nel successore Sisto


consolid
la

IV

viep-

famiglia Pontifcia,

ha da una letMartino JVlayer dal


Pccoloniini ^
elet-

pi
coli'

si

celebrazione di es-

se nel palazzo abitato dal Pontefice,

Pontefice Pio
to nel
1

li,

4^8

gi

segretario e suddi

diacono

apostolico

Nicol
nel

V, e
14845

stampata poi nell'edizione romana dei


suoi celebri

erezione della Cappella, che dal suo nome prese quello di Sistina, e che fu imitato da Paolo III, e poi da Paolo V, i quali edificarono quelle sontuose Cappelle, che in

Commentarli

pag. 789. In questa dipinse la gravit delle Cappelle Pontifcie, co' seguenti
termini.
tefice,

ma
te

uno alla priandiamo a descrivere nel seguenparagrafo, perch meglio si com-

assiste

Se vedessi il romano Pono mentre celebra, o mentre al divino sacrifizio, certamen>*

prenda l'augusto luogo, ove si celebrano le Cappelle Papali, non liuscendo perci a Sisto
tutte quelle, le quali
nelle

V
si

ripristinare

te dovresti confessare

non

esservi

or-

celebravano
basiliche

dine, splendore e magnificenza se

non

diverse

chiese
si

di

presso di

lui.

Vediesti nel suo trono


il

Roma, come
.

dir al III.

subhme

assiso
i

Papa,

alla

sua deali

stra seduti

Cardinali, in piedi

la sinistra

primarii prelati, quindi

vescovi,
tari,
gli

gli

abbati mitrati,
i

protonoIato

ambasciatori, e

grandi nei
chie-

loro

posti convenienti.

Da un
i i

vedresti gli uditori, dall' altro


rici

II. Descrizione delle Cappelle maggiori de" palazzi apostolici, cio I." della Sistina del palazzo vaticano, 2." della Paolina del medesimo Vaticano, 3." della Paolina del palazzo Quirinale, e delle

di

camera, e poi
i i

procuratori

loro scale e sale regie.


I.

degli Ordini, e poi


gli accoliti,
ti

suddiaconi, e poi

cubicularii del Papa, e tut-

Della

Cappella

Sistina

del Vaticano.

gli altri

moltissimi seduti in terra.


dire
essere

Certamente dovresti
guisa
della celeste

a
ro-

La

Cappella Sistina prende


Pontefice
Sisto

il

no-

gerarchia la

me

dal

della

,,

19.6

GAP
j

CAP
e

Jovere
(li

che coll'opora,

disegno

re operate

V estremit
pilastri

delle quali

Baccio, o

Bartolomeo
,

Pintelli, ar-

posano

sopra

decorati

in

chitetto fjorentino

la fece edificare
istile

campo d'oro, con


fra

ornati

a chiaro-

nel palazzo valicano, con


plice,

sem-

scuro. Ciascuno di essi

collocato

ma

pieno al

tempo

stesso di

belle e grandiose proporzioni, affin-

ch

l'uso solennissmo,

degnamente corrispondesse a cui dovea


piti

al-

due finestre, e basato sopra il maggior cornicione sottoposto, avendo da ambi i lati uno spazio ove
sono dipinti parecchi
santi

ser-

Pontenicchia

vire; e poi ornare di sacre rappre-

fici

quasi

fossero

in

una

sentanze da'

valenti dipintori del

suo pontificato. di forma quadrilunga, avendo nella sua maggior lunghezza l'estensione di palmi cento
ottantatre, e nella minore, o larghezza, di

opera forse degli autori de' sottoposti quadri , che andiamo a descrivere.

siccome, oltre alle dodici


la

fi-

nestre, che illuminano

Cappella
fin-

nella sua lunghezza,

due sono
i

sessantuno

rimanendo

l'

in-

te per simmetria nella parte incon-

gresso nella sontuosa sala regia. Piesta


divisa in

tro
fici

all'

altare Papale, cos

Pontee le luil

due parti

dalla balaustra,
i

distinti

sono ventotto
Sotto

sulla quale elevandosi

cancelli

do-

nette quattordici.

poi

sud-

rati,

avviene, che

la

parte

magserve
ufficii

detto cornicione proseguono in molta notabile altezza le lunghe


divise in pilastri,
i

giore
alla

chiamata
celebrazione

presbiterio,
de' divini

pareti

quali

collocati

ed ed
la

all'

uso delle Cappelle Pontificie,

in

tempo

di

conclave, sino
si

al-

creazione di Pio VI, vi


l'

fece lo

gi descritti, ed ornati nello modo, posandosi sopra un' inferiore cornice, che, come il cornisotto
i

stesso

scrutinio, per

elezione de' Papi.

La
po-

cione

fascia tutta
sei

la

Cappella, se-

detta parte maggiore separata dalla

gnano
ove
di

spazi i eguali
lato
dell'

minore, ove
assiste,

laici

ossia

il

dal

evangelio
parte

per parte sono


dell' e-

polo
si

vrani, corpo diplomatico,

mentre del luogo pe' sodame, ec, parler al . VII. Questa par-

espresse le gesta di

Mos, e quelle
seconda
cornice

Ges Cristo

dalla

pistola;

cos dalla

stra,

dalla accennata balaucon sua porta di noce, decorata con intagli ed arme d'Innocenzo X, che chiudesi in tempo delte divisa
la

predica,

cui

stipiti

ed archiinta-

scendendo fino al piano della Cappella sono egualmente divise le pae specie di reti da simile numero pilastri, e le parti interposte sono occupate da grandi e ricchi panneg,

trave sono di
gliati

marmo
i

greco,

modelU di Bonarroti; posando sul medesimo architrave otto candellieri di egual marmo e forme, ma ognuno differente
secondo
pegli intagli di elegantissimi ornati.

giamenti a foggia di parati finti in broccato d'oro su fondo rosso, turchino, e bianco, variati tutti nelle loro
pieghe, ed eseguiti dal
Filippo Germisoni
,

pennello di
nell'ope-

con precisa ed

indicibile diligenza, tanto

sei

illuminata

da dodici

finestre,

ra a guisa di drappo ricamato, che


nei ripetuti

reti

, e disposte nelle papi lunghe, sulle quali s' innalza la mirabile volta dipinta a fre-

per parte

Tutto
di diversi

il

stemmi di Sisto IV. pavimento tassellato


mischi
,

marmi

e bianco

sco da Michelangelo. Questa

d luolui

a
re

mosaico,
ovali
,

go ad

altrettante lunette,

da

pu-

con riquadri, e figuma questo si gode sol-

, ,

CAP
tanto nel mattutino del glored santo, e in tutto il seguente giorno, essendo sempre coperto di tappeto verde, mentre quello del ripiano e

CAP
esso s'innalza

t27

un maestoso baldacbaldacchini della Cap-

chino.

Due sono
quello
sta allo

pella Pontificia, quello dell'altare, e

scalini dell' altare

un arazzo

con
il

del

trono

(Fedi),

il

quale

arabeschi e
i

fregi.
i

Quando celebrano

stesso

ripiano

dell' altare
si

Cardinali e
si

patriarchi, sotto

dalia parte del vangelo. Essi

com-

pone un piccolo tappeto, distinzione che non godono altri. Dal lato dell'epistola nel presbiterio, evvi una loggia elevata, che forma il coro de' cantori Pontificii sostenuta da quattro modiglioni di
faldistorio

pongono

di tre fregi di velluto gal,

lonato d' oro


colore rosso

con frangie simili di paonazzo secondo i tempi, cogli stemmi del Papa regnante, ricamati d'oro, e posti ai lati o
e nella parte davanti. Chiadossello
,

laterali,

marmo

collo

stemma
di

di

Sisto IV,

masi riquadro del

quella

e balaustra pur
dendovisi

marmo
intagli,

con vaascenal di

riatissimi e stupendi

per

una

porticeli.!

fuori della balaustra, che

divide la

o paonazzo di velluto gallonato d' oro. Il fondo circondato da dette fascie si denomina pure dossello, o coltre; ma
fascia di velluto rosso,

Gippella; mentre di contro, e verso


l'angolo, vicino alla porta grande avvene un' altra, che introduce in

in quello dell'altare
dro.

si

pone

l'araz-

zo istoriato, che fa le veci del quaIl

fondo, o coltre del trono, e


si

luogo per uso degli stessi cantori.. Finalmente a' lati dell' altare vi sono due altre porte, quella a ministra finta con armetta di Clemente XI
nell'architrave,
in

la coltrina della sedia

regola codi vel-

me

segue
d'

se le fascie
,

sono

luto rosso

la

coltre
,

dev' essere di

lama
fascie

oro rossa

cio

drappo
;

tes-

memoria
,

dei

ri-

suto di seta rossa, e oro


coltre, e coltrina

se poi le

stauri, ch'egli

fece alla

Cappella,

con arme mentre quella a destra di Alessandro VI, conduce alla sagrestia Pontificia,

sono di colore paonazzo , la sono di lama d'oro paonazza. Allorquando la rubrica


prescrive
il

ed

alla piccola ca-

colore
al

bianco

ai
il

sacii

mera

de' paramenti, eretta

gorio XIII,

da Greampliata da Clemente

paramenti, e

paliotto,
il

che

si

Vili, ed attualmente abbellita clal regnante Gregorio XVI, essendo di-

noter al X, allora baldacchino del trono


di argento,
i

cielo

del

di

lama

fregi
il

pinte le pareti dell'andito fra la sagrestia, e la Cappella,

velluto rosso, e

o fascie sono di fondo o coltre,

con
di

pitture

e la coltrina altres di

lama

d' ai^

eseguite nel Pontificato di Sisto V.

Nella facciata
alla porta

principale
si

contro
il

maggiore

ammira

ce-

gento con ricami di fiori d'oro ; per il cielo del baldacchino dell'altare sempre di damasco paonazzo , o
rosso, secondo
il

leberrimo dipinto del Giudizio universale , eseguito da Michelangelo

colore delle fascie.

Sul trono evvi

la sedia

Papale,

la

cui

avendo
di

innanzi

sopra

due gradini

marmo un nobile altare tutto di marmo bianco, intarsiato di mischi,


e isolato da tutte
le parti,

copertura dicesi coltrina, che secondo il colore e qualit del dnijv

p
tre

dello

specchio,
si

o mezzo della
sopra,

fatto di

coltre, e
i

regola

come

mentempi.

nuovo
e dal

costruire da Benedetto XIll,

medesimo

consacrato.

Su

di

sono (li rosso, e paonazzo, secondo


sgabelli

due

velluto
i

, ,

-jH

cap
chimandrita
,

CAP
di Messina ed
di
s.
il

qui da avverlirsi, che molte delle


e
dosselli

com-

uitiche coltri

de' troni

mendatore

Spirito,

generali

Pontindi sono quelle coltri, che nelsolenni th si espongono sui piladelle basiliche
del

degli Ordini religiosi e gli altri, che

hanno luogo

in Cappella, de' quali,

siri
J'

patriarcali,

col-

e di queUi che

siedono
tratta

sui

banchi

iscrizione

Papa,

che

li

don.

minori, e sugli scalini


dell'

del trono, e
al

Sullo scaUno della


re
si

mensa

dell'alta-

altare,

si

VII;

pongono
fatti

sei candellieri

ce di metallo inargentati

con crone' tempi


e

qui solo avvertiamo che sei sono i gradini del trono Pontificio nella

comuni,
rati

da Leone XIT,
solenni, fatti
di

do-

Cappella Pontificia, ed altrettanti ne

ne' tempi

da Pio
argento

ha

l'altare, divisi in

VII,
gli

mentre

quelli

di

cio di quattro, e di
se e basiliche
si

due branche, due nelle chie;

dorato, e delle otto simili statue deapostoli di Pio


di

regolano a propor-

VI

e di quelli

zione di queUi dell'altare.

Prima

poi

d' argento

Benedetto XI V , da lui fatti per l'avvento, quaresima ed se ne esequie, e non pi esistenti


,

delle ultime vicende, intorno al pres-

biterio della Cappella, le pareti

de-

corate dal finto panneggiamento era-

ha
la

la descrizione dal Cancellieri nel-

no ornate, secondo
rossi
,

tempi, di parati
d'

sua Descrizione delle Cappelle

paonazzi con trine

oro

ed anche nella sua Settimana santa.


tare vi

rimanendo nude
al

dal gioved santo


il

Dalla parte del trono verso l'al un elevato sedile coperto


,

mattutino, a tutto nerd santo.

seguente vefare la de-

di arazzi pei patriarchi

arcivescovi

Lungo
scrizione
pitture,
fica

poi sarebbe
delle

il

e vescovi assistenti al soglio, stando innanzi


scino
tro
si

a'

primi

un credenzino
si

di

, o altre che decorano questa magni-

succennate

legno, sul quale


il

posa sopra

il

cu-

Cappella, per altro annerite

non

libro del Papa, e al di den-

solo dal
torcie, zioni,

fumo
si

delle candele, e delle

conserva
quello
,

il

lume per accenfa


le

che
le

adopeiano
ivi
si

nelle fun-

dere

che
si

veci della

quali

celebrano dagli

bugia,

come

dice a quest' articolo.

ultimi anni del secolo


dall'

XV, ma

pi

Dall' altra parte del trono, fino alla

abbruciamento
vi
si

delle

schedole,

balaustra,

o presbiterio,
di

vi

sono

le

quando
conclave

nella mattina, e giorno del

bancate

coperte

eleganti

arazzi

tenevano
il

gli scrutinii

pei Cardinali preti;

e di contro ve

che, secondo
cle^

Burcardo, Conclav^i

che chiudono, o forquadratura della Cappella, pei Cardinali diaconi , sedendo sul sottoposto gradino i loro caudatari.
altre,

ne sono

Pontefici
ivi

mano

la

no
di
gli

celebrarsi

romani , incominciarodopo la morte


ne-

Sisto

IV medesimo, sebbene
il

ultimi tempi procurarono rime-

Di dietro un lungo
arazzi
,

ai

Cardinali diaconi, vi
,

diarvi condottando
di lata.

fumo

in

tubo

sedile

pure

coperto di

Inoltre

si

ha per

tradizio-

ma

senza spalliera, pei propartecipanti e di


essi,

4;onotari apostolici

1 527, i soldati, i quali saccheggiarono Roma, vi facessero gran

ne, che, nel

onore

e al di dietro di
il

accan-

fuoco, seppure ci

non devesi riportare

to alle pareti, evvi


di arazzi
prelati
,

sedile coperto
i

in cui siedono
fiocchetti
gli
,

quattro

di

vescovi

non

che accadesse alle camere dipinte da Raffaello d' Urbino. Pitture, che descrissero, oltre altri autori. Agostino
Taia, Descrizione del palazzo apO'

-assistenti,

abbati mitrati coU'ar-

GAP
stolico
l'ic'lro

GAP
17^0; Gio.
descrizione

valicano,
Cliallard
,

Roma
Nuova

parte deUepistola era dipinta


la del

la tiasoi;

Redentore

del Valicano
cesco

Roma 1766;

Fran-

queste
sotto

Ijellcmme ma tre pitture rimasero operu;


in
1

Cancellieri, Descrizione della cappella sistina, Roma 1790, e da ultimo Erasmo Pistoiesi, il Vaticano

giudizio.

Paolo HI, dalla meravigliosa del Nella prima poi dalla partv

del vangelo.

Luca

Signorelii rapprc

1829. Si pu consultare principalmente la Descrizione delle principali pitture della cappella sistina al Vaticano,

descritto

ed

illustrato,

Roma

sento

il

viaggio di

Mos

in Egitto,

e principalmente Sefora sua consorte, che circoncide il proprio figlio. Alessandro Filippi, detto Sandro Rotticelli,
,

Roma 1889,
celebratissimo

che

vuoisi

fatta dal

espresse

nel secondo quadro


,

barone Vincenzo Camiiccini, benemerito ispettore delle gallerie vaticane. Per le


pittore
divisioni poi de' luoghi, e posti della

Mos che uccide 1' egizio che reprime i pastori di Madian, per le
insolenze fatte
alle figlie

di

Jetro

ed abbevera
terzo

il

gregge di

esse.
il

Nel
pas-

cappella

se

ne

parler

anche

al

Cosimo

Piosselli

dipinse

VII , riportandosi al numero 2, la descrizione di Paride de Grassis, celebie maestro


to
delle

saggio del

Mar rosso, ma

conoscendosi
ri-

inferiore agli altri artisti nel disegno

cerimonie sot-

e nel colorito, volle coli' astuzia

Leone X, che

la divide in sette

piegare al suo mediocre valore, lu-

parti.

Tuttavolta giovandomi di questa ultima artistica descrizione, e di quella dell' erudito Cancellieri , passo a

meggiando il suo quadro con molto oro, e mentre i compagni il derisero, piacque tal

modo

siffattamente

darne un cenno compendioso. primieramente dovendo riuscire


ca, e
fici,

E
la

a Sisto IV, che non solo lo premi pi di tutti gli altri, ma anzi ordi-

cappella in ogni sua parte magnifi-

degna

della

reggia de' Ponte-

e della capitale del

mondo

cat-

tolico,
l'

per adornare la facciata delvi

altare, e pareti laterali, fu stabilito


si

da Sisto IV, che


varie
storie
,

eseguissero

del

vecchio

e
la

nuovo
vita di

testamento
si

riguardanti

Mos, e di Ges Cristo,


esprimesse
il
il

nelle quali
fi-

che lumeggiassero ad Lo stesso Rosselli nel quarto quadro esegu l'adorazione del vitello d' oro. Nel quinto si vede il castigo del fuoco celeste caduto su Core, Datan ed Abiron, lavoro di Sandro Botticelli, encomiato per r architettura. Nel sesto Signorelii dipinse Mos vicino a morte, che legge il suo testamento agi' israequesti
loro
,

n a

oro

le

pitture.

confronto tra la

liti,

li

benedice, oltre altre azioni

gura e
nella

figurato;
facciata

onde prima che


il

della sua vita. Cecchino Sai via ti ese-

vasta
il

Buonarroti

esprimesse

famigerato giudizio uni-

versale, era stata dipinta nel

mezzo
dell' al-

gui r alterco di s. Michele Arcangelo col demonio, per celare il corpo di Mos, pittura, che fu ri latta

come per
tare,
y,ione

tavola

o quadro
,

da Pietro Perugiiio
,

l'

Assiui-

della b. Vergine, con Sisto

genuflesso
dell'

nello

spazio

al
l'

lato

evangelo, incominciava
tolto

istoria

da Matteo da Leccio, per esser caduto l'architrave della porla; ma che riusc inferiore alla prima. Passando alle pitture laterali dal lato dell'epistola, ci limiteremo ad
indicare,

di

Mos,

dalle ac(|ue del JNilo

corno

nelle

precedenti,

dalla figlia di 1^'araouc,


voL,
vni.

meulre dalla

principali falli rappresentati ne' selle

i3o
quadri.

GAP
Pietro
nel

CAP
pertanto
di

Perugino
il

mo
le

figur

primo

battesimo

Negro, che nel giorno di Natai522, cadde da se l'architrave


Sistina,

Ges
te
.

Cristo,

pittura malconcia dai

della Cappella

mentre

era

ristauri

ad olio fatti posteriormenNel secondo quadro Sandro


dipinse
la

passato Adriano
la

per celebrarvi solenne messa, e che vi rimasero

VI

Botticelli

tentazione
.

del

uccisi

due

soldati della guardia sviz-

Redentore
co
io
,

nel

deserto
il

DomeniGhirlandaterzo
,

zera.

Corradi,
fu
1*

detto

Nel Pontificato poi di Giulio


della Rovere
y

II,

autore

del

in

eletto

nel

i5o3, e
eseguita

cui rappresent Cristo, che


dalle
reti

chiama
Nel
la

nipote di Sisto

IV, venne

Pietro ed

Andrea.
dipinse

dall'inimitabile Michelangelo
roti la

Buonar-

quarto Cosimo
il

Rosselli

predicazione di Ges sul monte,

ma

paese opera di Pietro Cosimo suo scolare. Del quinto sono autori Pietro Perugino, e d. Bartolomeo della Gatta, abbate di san Clemente in Arezzo, che vi dipinsero Cristo, il quale d le chiavi al principe degli apostoli, ed un tempietto con due archi trionfali, in onore di Sisto IV, fondatore della Cappela Salomone ])er la, paragonandosi r erezione del tempio di Gerusalem-

sublime dipintura della volIn memoria pertanto di Sisto IV, il Papa commise a Michelangelo un tal difficile lavoro, ad onta della sua ripugnanza, perch non esercitato nel dipingere a fresco; ed a tal effetto con prodigioso meccanismo form il palco senza bucare la volta, ne tocta della Cappella Sistina.

care

muri

laterali,

erigendolo sopra

puntelli, e sorgozzoni,

di modello

che servirono a Bramante per farne


san

di consimili per la fabbrica di

me, per cui nel cornicione


co,

dell' aril

Pietro; e secondo Vasari n'ebbe in


soli tremila scudi , che ebbe quasi tutti spesi pei colori Durante questa grand'opera Michelangelo si rese a tutti invisibile, e nella Cappella non volle, che vi penetrasse alcuno, macinandosi da se eziandio da i colori, facendo tutto per se fino le mestiche, ed ogni necessario ordigno. Questo meraviglioso e sorprendente lavoro fu da lui eseguito nel breve peiiodo di venti mesi, per cui poco rimase contento del-

verso

l'altare,

che accenna
si

pagamento

tempio di Salomone

legge:

Lnmensiim Salomon
tu hoc.

templum

Quarte, sacrasti,

e nell'altro arco, o tempietto, figu-

rato per la Cappella, evvi scritto:

Sixte

opibus

dspar

rclligone

prior,

sesto

Cosimo Rosselli rappresent nel quadro la cena del Signore


e la porta
il

l'opera sua;

ma

dal lavorare tanto


,

tempo

col capo in su

non curanvista,

cogli apostoli, e nel settimo, fra l'an-

dosi di accomodarsi agiatamente, ne

golo
ta la

dell'ingresso

della

contrasse

un

vizio

alla

che
ve-

Cappella,

Ghirlandaio avea dipin-

per molti mesi non poteva ne


dere, ne leggere, se
all'

risurrezione del Signore,

ma

per l'accennata caduta dell'architrave, fu rifatta mediocremente,

ins.

non guardando Finalmente, compiuta l'o-

do Gregorio XIII

riedific

il

quanmuro.

Abbiamo

dal Giovio, e

da Girola-

pera e discoperta, Giulio II nella mattina d' Ognissanti, vi tenne Cappella> con im concorso straordinario

GAP
d gente.

CAP
le

t3i

Molte sono
delle

descrizioni,

parti,

ed una delle bande ove sono


i

che
sta

si

hanno

pitture

di

que-

collocati

medaglioni,
nel

volta,

ma

compendiando quella
nella
vita
si

Adunque

come si primo vano,

dir.

nella

di Ascanio Condivi, ci limiteremo a

testa di sopra,

dire quanto egli riporta

del Buonarroti, giacche, se diffcile


assai

il quale de' minori, vede in aria Iddio, che divide la luce dalle tenebre; nel secondo va-

comprenderne
rilevarli.

gli

alti

pregi,

no dipinta
le,

la

creazione e

del soalla

poi del tutto impossibile di acconcia-

della luna,

ordinando

mente

La forma

della vol-

terra

di

produrre alberi,

frutti;

ta a botte, e ne'posamenti suoi a


lunette, che per lunghezza sono sei,

nel terzo rappresentasi creatore degli


altri

esseri

nel quarto dipinta la

per

larghezza

due,

onde

tutta

creazione
tazione del
vietato

dell'

uomo

nel

quinto

viene ad essere due quadri e mezzo.

quella della donna; nel sesto la ten-

In questa Michelangelo
la creazione

del

mondo,
l'

ha dipinto e vi ha

demonio per
dal

cogliere

il

pomo, ed

inoltre

Adamo,
di

abbracciato quasi
principali fatti del
chio,

intera storia dei

testamento vec-

ed Eva discacciati Eden; nel settimo

giardino di
sacrifizio

il

onde r opera dividesi nel seguente modo. Incominciando dai peducci, dove le corna delle lunette
si

posano

fin

quasi a

un

terzo del-

l'arco della volta, finge

come una

parete piana, tirando su a quel ter-

mine alcuni
di

pilastri,

marmo

che

o zoccoli finti sporgono in fuori


sotto,
sul

sopra un piano, a guisa di poggiuolo,

colle sue
piccioli

mensole
pilastri

con
sibil-

Abele e di Caino; nell'ottavo il diluvio coir arca di No; e nel nono si vede questo ebbro dal vino. Sotto poi la cornice, che termina la parete, e sopra peducci ove si posano le lunette tra i pilastri vi sono dodici grandi figure sedenti , cio profeti e sibille. In quello spazio^ eh' sotto le lunette, e cosi in quel di sopra, che ha figura di triangolo,
vi dipinta

altri

medesimo
finti al-

tutta

la

genealogia di
ne' triangoli

piano, ove risiedono profeti, e


le.

Ges

Cristo,
i

meno che

Sopra

detti zoccoli

sono

de' cantoni,

quali uniti insieme, di

cuni fanciulletti ignudi in varii gesti


i

due divengono uno, e lasciano doppio spazio.

quali, a guisa di termine,

reggono

In uno di questi presso

una

cornice, che intorno cinge tut-

la facciata del giudizio,

a diritta

si

t^ l'opera, lasciando nel mezzo della volta

vede

il

castigo del superbo Assuero,


il

aperto

cielo.

divisa in

da capo a pie, come un Tale apertura sudnove liste, dappoich dalla


i

Serpente di bronzo, nel che recide la testa ad Oloferne, e nel quarto cantone
nell'altro

terzo Giuditta,

cornice sopra

pilastri,
i

si

muovono

Davide, che taglia quella

di Goliat.

alcuni archi corniciati,

quali pas-

Non meno
que' nudi
scorci
,

poi studio

meravigliosi

sono

sano per r ultima altezza della volta, e vanno a trovare la cornice dalla parte opposta, lasciando tra arco e arco nove vani , uno gran,

Michelangelo
g' inimitabili
,

prediletto,

non

che

senza

ripetizioni

che

sulla

cornice, sostengono sedendo lateral-

de, ed

uno

piccolo.

Nel piccolo
di

so-

mente
ghe

no due

listerelic
il

finte

marmo
modue
le

lo, ne'quali

medaglioni di finto metalsi rappresentano analoprincipale

che traversano
do, che nel

vano, fatte in
restano

istorie al subbietto

mezzo

della gloria del Salvatore.

, ,

i32
JNel

GAP
riflesso

CAP
la

poi,

che

maggior

per terminare
l
,

il

deposito a Giulio

j>arte delle funzioni sacre si celebra-

no
ire

dai Papi
le

in questa Cappella, ol-

straordinarie, ed altre, di cui


al VI, nonch, come diquella della elezione ivi ese-

parleremo

pot ; ma Paolo III ebbe ad esclamare: ho avuto trent'anni questo desiderio, ed ora che son Papa non lo vedr
ricus

per

quanto

cemmo,

" effettuare

" onde, e per la visita

guita dei Pontefici, zione sino a Pio


in essa ancora

dopo

la

sua ere-

VI

incliiswej e che
il cadavere sebbene mo-

si

espone

fattagli dal Pontefice, accompagnato da molti Cardinali, e per aver dato luogo a migliori riflessioni, Buonar-

del definito Pontefice,


risse

roti condiscese

pienamente a' voleri del

al quirinale, collocandosi sopra

alto letto,

con

torcie accese intorno,

custodito dai pp. penitenzieri, i quali nella mattina seguente al suo

supremo gerarca ; ed perci che nel i538 il Cardinal Sforza camerlengo, autentic le Pontificie promesse con
lettere patenti
, e fu stabihto, che in onore di Clemente VII, si sarebbe posto il suo stemma, come benemerito della primaria ordinazione,

tiasfrimento
lo

in

questa

cappella
s.

consegnano
lo
,

al capitolo di

Pie-

tro, che insieme a' Cardinali, e pre-

latura

portano

nella
si

contigua
dir al

sotto

la

figura

del profeta

Giona

basilica

come megho

\I, cap. 2, n. 4> ci siamo estesi alquanto nella descrizione, d'altronde compendiosa in confronto de'suoi pregi. Cos per tanta sua celebrit non riuscir discaro, che si aggiunga per ultimo, quella del famoso dipinto
del Giudizio Universale, indicandone
le cose principali.
Il Pontefice Clemente VII ordin a Michelangelo Buonarroti di dipingere sul muro di prospetto della Cappella, il Giudizio Universale, la caduta di Lucifero, e degli Angeli, che peccarono con lui; ma siccome

che situata nel luogo pi degno, cio sopra il mezzo della parete del
giudizio stesso.

Primieramente Michelangelo fece dare di bianco alle tre pitture superiormente accennate da Pietro Perugino, e poi fece fare da cima a
fondo una scarpa di mattoni scelti e ben cotti, con mezzo braccio di pendenza, affinch non vi si depositasse la polvere,

e si diede a dipingere in ottimo fresco quest'opera

immensa, avendovi impiegato in colorirla

circa
il

quattro

anni,
fare
il
i

senza
disegni

calcolare

tempo per
vista
il

Michelangelo tutto intento


piere
il

comne

sui cartoni, e

scuopren do

suo lavoro

deposito

di

Giulio II,

alla pubblica

d del Natale

trascur V esecuzione , il Papa pot vederne appena i disegni , e per sua morte n' ebbe la gloria Paolo III che gli successe. Ammiratore questi
dell'insigne
artefice,
gli

que

Or dunancora del menzionato Condivi, passiamo a farne una breve


del i54i con lode universale.
colla scorta

descrizione.
dell' aria
,

Nella
vicino

parte
alla
colle

di
,

mezzo
sono

scrisse tre
il

terra

onorevolissimi
Cancellieri
,

brevi,

che

citato

in

uii^ a preziose eruriporta


nelle

dizieni su tal pittura,

trombe dalle quattro parti del mondo, chiamano i morti al giudizio. Allora si vedono
sette

angeh, che

Cappelle ec. confermandogli l'annua rendita stabiUtagli per tal


sue
,

aprire

monumenti
i

sepolcrali della

terra, ed uscire
riati

trapassati, in va-

lavoro da Clemente VII, cio 1200


scudi d'oro.

gesti,
altri

alcuni gi vestiti di car-

Tuttavolta Buonarroti

ne,

ancora scheletri,

altri

GAP
procurando cnoprirc la propria nudit. Sopra i suddetti angeli evvi
in

CAP
ralissimi scorci,

i33

di

atteggiamento maestoso il figliuolo Dio in atto di maledire i re-

per quella cognizione de' muscoli del corpo umano, che lo resero inimitabile, e per cento
altri

pregi

onde ognuno
il

vi

ammira

probi,
colla

mentre dalla parte destra sinistra mano, par che dolcerassicuri


i

con istupore
rio
glioso,

prodotto straordina-

d'un genio veramente meravie


fa

mente raccolga, e
I

buoni.

eco al meritato plauso e


dai dotti

sono tirati al fuoco eterno dai demonii, per quella parte che peccarono; e quivi si vede l'episodio
cattivi

tributatogli dai maestri


d'

ogni et. Per altro due eccezioni furono date a questa sorprendente
pittura;
la

della barca di Caronte,

mentre

altri

prima
;

la

mescolanza
seconda

angeli accorrono alla destra in difesa

del sacro col profano, e del cristiano


col
la

degU

eletti,

contro
figliuolo
i

maligni
di

spiriti.

favoloso

Intorno

al

Dio
,

fanno
sepa-

troppa nudit,

mentre con

la

cui in luogo

cerchio e corona
la sua divina

beati
si

ma

sacro Michelangelo
dannati.

espresse santi, e

rata e prossima a lui


di paventare; e

rappresenta

madre dopo

in

sembiante
il

di lei
i

Pre-

cursore,

gli

apostoli,

santi, e le
al

sante, ciascuno

mostrando
il
i

tremenco' quali

do Giudice
to di
,

g'

istromenti,

soffrirono per lui

martirio. In allati

in

ambo

varii
la

gruppi
la

angeli sorreggono

croce,
i

Racconta il Vasari, che messer Biagio da Cesena, maestro delle cerimonie, rilev a Paolo III, che que' tanti nudi erano da stufe e da osterie, e non da luogo venerando; e che essendo ci dispiaciuto a Michelangelo, se ne volle vendicare, con ritrattare al vero, sebbene l'avesse veduto una sola volta, Biagio al naturale nell'inferno in
in figura
di
Il

spugna, la corona di, e la colonna che rammentando


dine

di spine,
,

chiotutti,

stromenti
la

mezzo a' diavoli, Minos con una coda


cerimoniere
fosse cassata

passione
l'

di

serpentina.
col

strepit
la pit-

Cristo, rinfacciano a' rei


,

ingratitu-

Papa perch

e infondono

a'

buoni fiducia

e conforto.

cipale

Michelangelo nel proporsi a prinoggetto del suo dipinto di rappresentare lo spavento del giorno estremo, si mostr dotato di profon-

da intelligenza delle sacre Scritture, ove quel terribile giorno sidatta-

ove ed avendogli risposto neir inferno, soggiunse > che se fosse stato messo in purgatorio, vi M sarebbe stato qualche rimedio, ma eir inferno, nulla est redempto ". Lo stesso Vasari dice ancora, che
tura,
III interrogatolo

ma

Paolo

lo avesse posto,

Adriano

VI

voleva

far

cassare le

mente

descritto,

che l'animo com-

pitture della volta,

pegli altri

nudi

preso di terrore, ed richiamato a salutari proponimenti. Per tal fine


volle potentemente riunire in questo argomento tutto ci, che poteva

che vi sono; e Paolo IV del i55T poco manc che non facesse dar di bianco al Giudizio, dicendo a Michelangelo, che bisognava ritoccare
la

concorrere
in

all'elfetto,

ch'eiasi posto

sua pittura a cagione della nudisi

mente

di

produrre.

Che

se si

t, cui

vuole che

l'artista

rispon-

vuole parte a parte osservare questo capo-lavoro di Michelangelo, si resta


sbalorditi

desse:

esser
il

prima
dipinto
.

bisogno,
facilmente
successore

che
in
si

per

la

variet

de'

movi-

rassettasse cpianto al

mondo, perch
11

menti

tutti

pieni di vita, pei natU'

riformava "

IHo

i34

GAP
era

GAP
se

IV
far

per

effettuarlo,
s'

alcuni

no

scolpiti

in

rilievo

due impera-

Cardinali

non

cuoprire

interponevano col con panneggiamenti


Ricciarelli

tori,

che

si

danno

l'abbraccio, spie-

gandosi per l'unione dei due imperii

varie figure,

da Daniele
detto

Daniele delle braghe, o braghettoney ed altre ne ricuopr il Pozzi, sotto Clemenperci


te XIII. Nell'odierno Pontificato tutti
i

da Volterra,

ed orientale. Esse furono prese dalle Terme di Domiziano, dette anche di Traiano, per
occidentale,
la Cappella

del

coro

della

basilica

bassi rilievi dei

marmi
stati

della can-

toria,

balaustra,

suo architrave, e

IV, quindi trasportate in detta Cappella, donde Pio VI le lev collocandole


fabbricata
Sisto

vaticana,

da

candellieri

armonizzare colle pitture e panneggiamenti delle


per
pareti,

lumeggiati

sono d' oro

nuovamente

nel
ni,

mentre degli stabili palchi fatti medesimo Pontificato pei sovratratta al VII.

biblioteca vaticana. Paolo III decor questa Cappella con due pitture a fresco di straordinaria grandezza, eseguite da Buonarroti in et di settantacinque anni , rappresennella
tanti la crocifissione di
la conversione di
s.
s.

si

Pietro, e
le quali

Paolo,

3.

Della Cappella Paolina del Vaticano.


cosi

Fu
la

chiamata per averla

fat-

ta edificare Paolo III, presso quel-

furono l'ultimo sforzo del suo sapere. Pierino del Vaga dovea coi disegni di Michelangelo dipingere la volta, e ornarla di stucchi, ma essendo morto Paolo III, dipoi Gregorio XIII

Sistina,

da Antonio
la

Sangallo,
col-

ne
le

affid
il

l'

incarico a Federico Zuc-

celebrandone
daglia ,

fondazione una mefece


,

cari,

quale, oltre la volta, dipinse

eh' egli

coniare
et

lunette, e lateralmente alla detta


,

iscrizione:

Petati

commodo

crocefissione

la

caduta

di

Pontificum. Prima di fabbricarla fu demolita quella Cappella maggiore,

mago,

s.

Pietro, che

battezza

Simon un

che Nicol avea dedicato al ss. Sacramento, di cui si parl al I di questo articolo, e molte notizie ne d il p. Gattico, Ada Coerem. massime in par. II, pag. loi, de itineribus Pontificum. La porta adun-

catecumeno; mentre Lorenzo Sabbatini di Bologna fece que' due dipinti, che stanno di contro, in

ambedue

lati

della

Conversione,

esprimendo san Paolo, che approda a Malta, e nell'altro un giovane da esso resuscitato. Le otto
figure
della
di

que corrispondente

alla sala

regia,

stucco situate
,

agli angoli

della quale poi tratteremo, fu deco-

Cappella

sono

del

celebre
inoltie

rata con due colonne di paonazzetto


antico, con capitelli di

Prospero bresciano.
negli stucchi,

Furono

marmo

bian-

benemeriti di essa, e particolarmente

co d'ordine corintio,
bilitata dal

ed architrave
dallo
III.

ed

altri ornati

Paolo

di giallo antico, fregio d'africano, no-

V, e Alessandro Vili, consacrandone


poi
l'altare, nel

nome, e
Paolo

dell'istitutore

stemma La mede-

Leone

XII

1724, Benedetto XIII, destin anche la

sima introduce nella cappella, lunga centoventotto palmi circa, e larga quarantatre, il cui altare maggiore venne allora arricchito da due gran
colonne di porfido, sul cui fusto so^

per Cappella parrocchiale della famiglia Pontificia, dimorante nel palazzo vaticano.

Paolo

III

inoltre fece porre

su|ta--

V unico suo

altare

un sontuoso

GAP
heniacolo di bronzo, gettato da Gi-

GAP
da CleA

i35

rolamo

Feri-arese, tolto dipoi


,

GREGORIVS XVI
RESTITVIT
.

mente XI
vono
il

il

quale

vi fece sostituirne
VII

altro di finissimi cristalli, che descri-

S.

PRINCIPATVS

Taia, e lo Chattard, per

ri-

porvi nella prima domenica di avvento il ss. Sacramento, funzione che ivi, nel 1592, incominci ad introdurre Clemente Vili. Pel fumo delle candele prodotto in dette due circostanze, e per un incendio avve-

Nella medaglia
tefice genuflesso
,

si

vede poi

il

Pon-

vestito di piviale
,

col

triregno

a' piedi

apparendogli

la religione raggiante,
geli,

con due an-

uno

de' quali sostiene

un

calice,

con

nuto,
si

tutte le pitture, e gli stucchi

annerirono, e deteriorarono, onde,

e di sotto l'altra iscrizione: sacrarivm paulinvm pavLVS III COND. GREGORIVS XVI, REST.
tatto

ostia sopra,

nel

1837, accorse

il

regnante Ponpertan-

tefice a ripristinarla nell'antico splen-

dore.
to
le

Vennero ingrandite
luci,

fu demolita

la

macchi-

legno, che ingombrava tutgran vano dell' altare, che venne reso maestoso da un tabernacolo di marmo per custodirvi il ss. Sacramento, nonch da quattro colonne di granito , da marmi preziosi da un quadro dipinto da Guido, rapdi to
il

na

1837. ^^ P^i'i tempo lasciandosi inil baldacchino, o tabernacolo di cristallo per la reposizione del s. Sepolcro, ed esposizione del ss. Sacramento in forma di quarant'ore,
a'

3 dicembre di detto anno,

si

vide

una nuova

disposizione di lumi, pi

decorosa e ricca pel copioso


di candellieri

numero

dorati
il

fatti

apposita-

mente. Finche poi


fu
pella paolina
si

conclave (Fed)

celebrato al Vaticano, nella Cap-

presentante

la

Trasfigurazione del Si-

alzavano tre altari


il

gnore, e da pitture laterali a chiaroscuro, anologhe agli stucchi, ed ezian-

per
visti

parte

oltre

maggiore
la

per

comodo

de' Cardinali, e de' concla-

dio con pavimento

scomparti di

per celebrare

messa.

Anzi

marmo,

in tutto

il

presbiterio, diviso

abbiamo dal Burcardo, Conclavi dei


Pontefici^ che anticamente
sta
gli

con apposita balaustra dal resto della Cappella.

Gli stucchi della volta,

Cappella

si

fecero
l'

in quemolte volte

della

lunetta

ebbero un conve-

scrutinii, si effettu
,

elezione del
gli

niente colore, e ripuliti tutti gli affieschi suaccennati,

nuovo Papa
circa sino

che
;

vi

prendeva
si

tornarono come
di
sul lato interno
il

abiti suoi proprii

locch

pratic

a nuova vita
della

onde a memoria
eretto

tanta benemerenza porta


fu

Pontificio

stemma marmoreo di Gregorio XVI, e venne coniata una grande medaglia

da Pietro Girometti
medaglie
elFigie

incisore dei

a Paolo V. Finalmente dovendosi , nel X , far menzione delle sale regia e ducale del Vaticano, per le processioni, ed altro, che si fa nella prima, e per la lavanda, e altro che avea luogo
nella seconda, indispensabile farne

conii delle
te

Pontificie,

aven-

da una parte l' fice e dall' altm


,

del Ponte-

qui menzione,

lo spaccato della

regia, e dalla saila,

stessa Cappella, leggendosi sull'archi-

trave dell'altare,

la

seguente

iscri-

incominciando dalla che ad essa conduce, appellata pure con tal nome, anche per quanto riguarda le desaitle Cappelle

zione,

che

in

marmo

venne pure

Sistina
la

Paolina.

La

eretta sul

medesimo:

beala

adunque,

quale dalla galle-

i3(>
>ij,

CAP
o
vestibolo
svizzera
,

CAP
numismaU Pontificii. Da
in diversi

del portone della


sta
al

questa scala,

j;uardia

fine del

tempi discendono, e ascenalla fine

braccio destro del colonnato vatica-

dono

tutte quelle processioni, di cui

chiamasi Regia , ed anche di '-Costantino, per la statua equestre di


ni'

parleremo qui appresso, ed


di Costantino,
il

di essa, innanzi alla statua equestre

esso, la
alla

quale decora

il

ripiano

che
Pie-

Papa

fa la solenne

medesima conduce,

cio in facs.

protesta sul ducato di

Parma
si

e Pia-

cia al
tro, e

magnifico porticale di

cenza, innanzi al tribunale della ai-

gia,

porta alla surriferita sala reper mezzo di due lunghi branchi di scale. Essendo il luogo stretto ed oscuro, Paolo IH procur col-

mera

apostolica
il

allorch

reca a

celebrare

vespero Pontificale nella


festa

vigilia della

di
si

s.

Pietro.

Da
regia,

questa scala

entra alla sala


cin-

1'

opera di Sangallo di renderla menobilitandi Pierino

che lunga palmi cento


sette,

no incomoda e difettosa, dola con diverse pitture


del Vaga.

quanta

e larga cinquantatre, ed
;

alta a proporzione

essendo

la volta

Fu

merito per dell'alta

a mezza botte
stucchi,

ornata di bellissimi

mente

di Alessandro

VII

di renderla

coi motti,

armi ed imprese

magnifica, comoda, e luminosa


trovasi oggid
nel decorso

come

di Paolo III, e degli altri Papi, che

(essendo pure stata anno restaurata e resa

pra

nomineremo, venendo dintorno soil cornicione circondata da una


ringhiera di ferro dorato,

pi luminosa), affidandone il difficile incarico al cav. Bernini. Questi su-

come

por-

tava l'uso

antico delle grandi sale.

per

se stesso

per mezzo degli or-

nati, stucchi

e colonne d'ordine io-

Ha sette porte con due gran lunette per finestre nella facciata di fronte,
e in quella
pareti
di
,

nico, che pose lateralmente alla pri-

contro, essendo
fino
all'

le

ma

branca, per cuoprirne

difetti^

laterali

altezza dei
di pre-

siccome angusta ed ineguale, cavandone opportune mente lume ov' era buio, artifizio che particolarmente adoper nella seconda branca, prendendo
il

quadri, incrostate di
gio di varii colori,

marmi come lo

il

il

pa-

vimento. Dall' iscrizione sotto


fnestrone,
levasi,

gran
ri-

e dai

diversi

stemmi

lume

dalla stessa volta; operazio-

ne ardita, e s difficile, che chiunque ne faccia l' esame non pu non restarne maravigliammo 5 dappoich nel fabbricarla gli convenne reggere so.pra puntelli, e sopra la volta di
sta

che questa sala, incominciata da Sangallo per volere di Paolo IH,


e nobilitata da Pio , IV, e da s. Pio V, ed ultimata da Gregorio XIII nel iSyS. Sopra ciascuna delle sei porte, fuori della settima della Cappella Paolina, evvi lo spazio di sei grandi quadri, e nelle pareti de' fianchi per quattro altri maggiori, adornati tutti con figuroni per termini ed imprese, rappresen-

fu accresciuta

que-

scala

la

saia

regia

e le

due

Cappelle Sistina e Paolina ; e sebbene

con tutto il meccanismo dell' arte, tanto Bernini che Carlo Fontana, il quale l'aiut, non potevano recarvisi senza orrore. Fu tale r onore, acquistato dal valente architetto che a celebrarne V ingegno, il Papa fece coniare una meci fosse fatto
, ,

tandosi ne' dipinti

fatti

pi

memo-

rabili de' Pontefici, spiegati dalle sot-

toposte iscrizioni.

sei

quadri mi:

nori stanno sopra altrettante porte

daglia coir epigrafe

regia ab

avla,
tutti
i

cio su quella della scala detta del

AD DOMVM DEI, Celebrata da

maresciallo

del conclave, di contro

GAP
alla

rogin

Taddeo Zuccari

dipnse

e la vittoria

di

Lepanto;
il

cio sua
cartello-

a fresco Carlo Magno, che rimette la Chiesa Romana in possesso del suo patrimonio. Sopra quella della
Vasari espresse (rrego, IX, che scomunica Federico 11. Sopra quella della Cappella Sistina
scala regia
l'io

l'ordinanza navale, e

ne,
alla

il

resto

di Lorenzino.

porta della Cappella

Intorno Paolina i

Zuccari dipinsero s. Gregorio VII che assolve Enrico IV, e la ricupera di Tunisi
III.

(iirolamo

Siciolante

di

Sermoneta
il

dipinse Pipino, che, debellato

lon-

gobardo Aistulfo, rende al di Ravenna Papa


.

1'

esarcato

avvenuta sotto Paolo Ai fianchi poi delle porte delUi Cappella Sistina, e della sala ducale, vi sono altre quattro pitture. Vasari
la

Su

quel-

dipinse

morte di Coligny
s.

capo

la

della

Siila

ducale

Livio Agresti

degli ugonotti, seguita in Parigi nella notte di

da Forl rappresent Pietro re di Aragona, che fa il suo regno tributario ad Innocenzo III. Mario da Siena ha rappresentato sulla porta, che conduce alla loggia vaticana delle solenni benedizioni, Ottone J, il
quale restituisce
alla

Bartolomeo del iSji;


I

mentre

nell'altra evvi rappresentata

la strage

degli stessi ugonotti.


il

di-

scepoli del Vasari eseguirono

par-

Chiesa

le

pro-

vincie occupate da Berengario, e dal

lamento presieduto da Carlo IX, in si approv la uccisione del grande ammiraglio Cohgny; la quarta pittura, e la menzionata appendice
cui

suo fgho Adalberto; ed Orazio Sammachini bolognese, ha dipinto sulla porta di contro, che conduce all'an-

de'

fatti

di Alessandro III, fu eseguiSalviati, e

ta da

C becchino

da Giui

Gregorio li, il quale confermare a Luitprando la donazione di Ariperto. Quattro poi sotica spezieria, fa

seppe della Porta. In questa sala si


domestici

trattengono
e

de' Cardinali,

prelati,

che hanno luogo


zioni,
ivi

alle Pontificie fun-

no

quadri maggiori
alla

quello dirim-

mettendosi e

levandosi

si

petto

Cappella
I,

Sistina rapprericonciliasi

gh

uni,

che
si

gli altri
i

la

cappa, ed in
sacri
:

senta Federico

che
sulla

con

alcune funzioni,
in essa

paramenti
processioni

Alessandro

III

piazza di san

fanno
si

le

della
la

Marco
dipinse

in

Venezia.

della Garfagnana, che

Giuseppe Porta ne fu l'autore,


alla

candelora, delle

palme,
nella

quando
Sistina,

Cappella

tiene

del

anche
,

quello piccolo conti-

gioved, e venerd santo, per mettere e levare


il

guo a questo
storia di

come appendice
III.

sepolcro, e nella

prima

Alessandro

Sull'altro

domenica
ciare
il

dell'

avvento per incominesposizione delle

quadro grande dopo


Vasari fece
in
il

la

porta della
il

giro

della

scala del maresciallo del conclave,

quaranta ore nella Cappella Paolina,


oltre
sioni,
il

ritorno di Gregorio

XI
il

passaggio delle altre proces-

Roma
,

sui

due

della parete in-

contro

lo stesso

autore

espresse

che hanno luogo dalla camera de' paramenti , e dalla Cappella Sistina

combattimento, seguito nel i5'ji nel turchi, e la sacra mar Ionio fra lega, avendo Loienzino da Bologna
i

alla basilica vaticana,

pei

Pontificali,

canonizzazioni,

apertura

e chiusura della porta santa, trasjorto de' cadaveri

fatto la gloria, e le figure della fede,

de' Pontefici ce. ec,


basilica
stessa
alla

e de' turchi

debellati

mentre nel
i

non che
nedizioni.

dalla

quarto, Vasari dipinse la lega di san

gran loggia, per alcune solenni


Allorch
il

bereca

Pio

colla

Spagna ed

veneziani,

Papa

si

i38

GAP
le,

GAP
perch ivi tempi antichi
si
il

a celebrare nella basilica vaticana il vespero Pontificale per la solennit


del principe degli Apostoli, nella sala

tenuto

fino

dai

concistoro pubblico

pel solenne ricevimento di que' principi

regia

cursori

Pontificii

fanno

sovrani, e di que' duchi, che nel

formale citazione in
ni dovuti

nome

di

mon-

signor fiscale della camera, pe' cano-

si chiamavano Duchi di maggior potenza j e Benedetto XIII

Cerimoniale

ad essa, ed il Pontefice aun'analoga protesta; locch nello stesso luogo si ripete la matscolta

celebrando

messa Pontificale nella Cappella Sistina, in questa sala taed


assistette all'ora

lora fece cantare,


di

tina seguente, recandosi

il

Papa

al

terza.
il

Ora

alcuna volta
rosso
a'

vi

si

solenne Pontificale, cose che descri-

tiene

concistoro pubblico, per

da;

do

vonsi al n. 3o e n. 3i. Quanil conclave si celebr al Vaticano,


si

re

il

cappello

Cardinali

nel gioved santo sino

al

regnante
dei

in questa sala

adunava
i

il

sacro Col-

Pontefice vi

si

fece la

lavanda
il
i

legio per ricevervi

Cardinali colleglli,

tredici apostoli,
al Vaticano, vi
stori

e l'isiedendo
si

Papa
conci-

ed udirvi

gli

ambasciatori, leggendosi

tenevano

nelle iscrizioni sulle

due porte delle scale regia, e del maresciallo, quando entrarono nel 1769 in conclave per
questa sala, l'imperatore Giuseppe
II,

per

la definizione

delle

canodel

nizzazioni, ciocch l'attuale Pontefi-

ce fece
soffitto

nella

sala

Clementina

dorato, al ripiano dell' appar-

e il vSuo fratello Pietro Leopoldo gran duca di Toscana. Per preser-

vare poi dalla polvere,


le pitture delle

custodire
Sistina,

Cappelle

Paolina, e
III

della

sala regia,
si

Paolo
pitto-

con un breve, che

legge nel

tom.

VI

p.

24

delle Lettere

riche^ confer l'impiego di pulitore,

e custode delle medesime, colla mesata di sei scudi d'oro, a certo A-

matori fedel servo di Buonarroti, e da questo generosamente beneficato, e da allora in poi ne' ruoli del palazzo apostolico,
si

legge

sempre

il

custode di
qui
le,

tali

pitture.

tamento Pontificio, ove pure talvolta d il cappello Cardinalizio. Questa sala ducale lunga duecento palmi, e quarantadue larga: prima era divisa in due stanze, ma Alessandro VII coir opera del Bernini vi fece sostituire un arco con vago panneggiamento di stucco. Lorenzino Sabbatini, bolognese, ajutato da Raffaellino di Reggio, la dipinse sotto Paolo IV, Pio IV, e Gregorio XIII ; i paesi per furono eseguiti da CesaPiemontese, Matteo Brilli, ed all'e tri l>ravi, fra' quali Matteo da Siena, e Giovanni Fiammingo.
si

Finalmente indispensabile far un cenno anco della sala ducail

3.

Della Cappella Paolina


del Quirinale.

cui ingresso nella stessa sa-

la

regia, cio di

contro alla

porta
Si ascende

della Cappella Sistina,


essa
ti
si

s perch da va alla camera de' paramendalla quale in sedia gestatoria,

a questa per due mascale,


il

gnifiche

branche di

nel
Pontificio.

cui in-

gresso

sontuoso

cortile

del
ri-

meno

alcuni

tempi,

anticamente

palazzo

Al

primo

Papi si recavano alle Cappelle anche ordinarie, ed ora partono da essa ne' soli Pontificali, ed eziandio per
le gegueuti cose.

piano evvi una pittura stimata, rappresentante r ascensione del Salvatore,


l,

opera diligente di Melozzo da Fortrasportatavi dalla tribuna


della

Chiamasi sala duca-

CAP
basilici!

CAl
lati,

i3<)
le

de* SS.

Pontificato di

XII Apostoli, nel Clemente XI. Prose-

prendendovi
i

e deponendovi

cappe, e

sacri

paramenti.

Abbia-

guendo a salire, al capo della seconda branca si entra nella sala regia fabbricata da Carlo Maderno, per co-

mo
88

poi dal Diario di


dell'anno

Roma, num.

mando
co

Paolo V, ed ornata di riccon intagli dorati. Sott di essi evvi un gran fregio, le cui prospettive furono dipinte da
di
soffitto

che detta sala fu accomodata ad uso di Ponti ficia Cappella, e serv in luogo del1800,
la contigua

Paolina,

sinch

questa
e

non fu da Pio VII


riattivata, cio dai
la

restaurata,

primi vesperi deldegli

Agostino Tassi, colle figure di Orazio Gentileschi.


Il

festa

del principe

Apostoli

pavimento poi

del

1800

fino a quelli per la festi-

composto
ciata

di pietre mischie.

La

fac-

vit d'Ognissanti del

1801.

della

Cappella,

colf altra

di
la

Ampia, magnifica, e luminosa


Cappella Paolina del palazzo quirinale, cos

contro, furono dipinte dal cav. Lan-

franco

gli

porta, e le
ceni, detto
ti

due lati verso la finestre da Carlo Saraaltri

chiamata dal suo granfe-

dioso fondatore Paolo V, che ne


ce la solenne benedizione
a'

il

veneziano. Nelle pare-

2 5 gen-

prima

delle ultime vicende, eran-

vi appesi alcuni cartoni del

Domeni-

chino; e

i pi grandi bozzetti di Carlo Maratta, dopo aver servito per modello dei mosaici delle cupole della

da Innocenzo XII formandone il principal ornamento la tavola originale di s. Petronilla del Guerbasilica vaticana,
fatti ivi

fiuono

trasferire,

1616, giorno della conversioall' Ass. Paolo, dedicandola sunzione in cielo della b. Vergine. Fra le medaglie Pontificie, ne abbiamo quattro, che ci rappresentano la Cappella. Essa lunga 184 palmi, e larghi 60, avente il pavimennaio

ne

di

to di

marmi mischi
il

e di bei

mar-

mi

pure

coro de' cantori. Anti-

cino, copiata in
fori

mosaico dal Cristobasilica.

per

la

detta
l'

Taddeo
bellissimo

una balaustrata di marmo, che chiudeva il presbiterio,


camente eravi
con porta
teneva
di

Landini
la

autore

del

noce intagUata e

sos-

basso rilievo di
presentante
piedi agli
geli,

marmo, che

sovrasta

sull'architrave otto candela-

porta della Cappella Paolina, rap-

bri di metallo dorato, di cui erano

Redentore, che lava i apostoli; mentre gli anil

pure
tutto

le

colonnette, fra otto colonne

di giallo antico;

ma

essendo stato

il

che sostengono lo stemma borghesiano di Paolo V, sono di Pietro


Bernini
,

e di Bevtolot.
il

In
il

questa
conti-

manomesso, Pio VII, come diremo, edific l'attuale. Carlo Maderno ne fu l'architetto; ma la volta
fu decorata con superbi stucchi dorati,

sala regia, abitando

Papa

guo appartamento,
il

fu talvolta tenuto

con disegno

dell'

Algardi.

Beil

concistoi^o pubblico,

come
fece la

fecero

nedetto
paliotto,

XIV

don

al

suo altare

PCgli

ultimi
;

tempi

Pontefici Pio
si

VII e Vili
gior

nonch
delle

magche

che tuttom si conserva, di madreperla, ebano, e tartaruga, legato in oro; prezioso regalo,
fece
il

parte

processioni,

cl\{;

gli

descrivemmo superiormente, parlando della sala regia del Vaticano; ed anche in essa per la celebrazione delle Cappelle,
si

Cardinal dello

Lanze,

dopo

la sua

Iratten-

promozione alla porpora, avendolo fatto lavorare a Torino cno figure, ed ornati vaghissimi; il ptuv
che viene adoperato ancl^e nelle
V\u

goRo

domestici de' Cartlinali, e pvc-

f4u
zi Olii j,

cir
che
si

CAP
nella Cappel-

fpiirio

pera eccitarono la sorpresa


sale
,

univer-

Riguardo all'arazzo dell'altare, suoi ornamenti, trono, banchi, posti ec., allorquando vi si celebrano le Cappelle, si osserva tuttoci che si prala

Sistina

elei

Vaticano.

quando

vi

si

celebr

il

vespero

d' Ognissanti.

Le sue
no
il

pareti pertanto

si

veggoscan-

distinte

da venti

pilastri

nellati

tica nella Sistina del Vaticano,

men-

d'ordine corintio, sostenenti cornicione, che serve d' imposta


:

tre al

si

funzioni vi

si

vedr quali solenni fecero dai Papi resi-

denti nel contiguo palazzo.

Clemente XIII, nel 1761, aven-

do
si,

fatto

ricostruire

1'

altare

della

due di essi costituiscono r ornamento dell' altare , altri due fiancheggiano la gran porta d'ingresso, ed otto per ciascuna parte adornano le parti maggiori. Ne' quatalla volta

Cappella Paolina con

marmi

prezio-

tro angoli la trabeazione sostenuta

con disegno del Posi, e con mela mattina talli dorati, lo consacr
de'
ss. Simone e Giuda cedendo indulgenza a

da quattro
vista,

sodi,

quali

tolgono

apostoli, conquelli,

che lo
di
tal

visitassero negli

anniversarii
fece

consacrazione. Inoltre

eseguire

dal Boroni

sei

magnifici candellieri

produrrebbero i pilastri dell'altare, ove in due nicchie sono dipinti s. Pietro a destra, e s. Paolo a sinistra, il primo eseguito da Agostino Tofanelli, il secondo da Vincenzo Ferreri, presso quelli di Rafl'odiosa

che

di argento dorato, la croce

ed otto

faello, di cui

parleremo. Altre tredici


interpilastri del-

statue d' argento di getto, con altre

se
le

ne veggono negli
pareti, sette cio
,

quattro rappresentanti
stoli,

dodici apo-

a
i

sinistra, e sei

che nelle maggiori solennit si esponevano nel gradino superiore. Ma tutto fu perduto colle note infauste vicende
;

a destra
glie
ri,

perch
spazio.

la

cantoria ne to-

uno

Fra

vacui

minoai sodi

che risultano lateralmente


sei

anzi nella

suaccen-

angolari, sono situati

magnifici
disuguali

nata riapertura della Cappella, non essendovi pi le nobili parature di damaschi trinati d' oro con frangie simili, di colore rosso, e paonazzo secondo i tempi, con cui Clemente XIII avea decorato le sue pareti Pio VII vi fece sostituire diversi de' suindicati quadri , che essendo
di varie misure,

candelabri

luoghi

poi

sopra

le nicchie

rispondenti

sono ornati da corriquadri con analoghi


rilievo,

arabeschi in basso
giati

campegri-

in oro, che sono

eziandio
Nelle

petuti nel fregio dell'ordine, ne' sodi,

e sotto

le

nicchie.

tredici

nicchie sono pure

dipinti a chiaio-

non corrispondevaluogo
;

scuro

gli altri apostoli,

copia di quelli

no
di,

alla sontuosit del

quinl'alta-

nel

1804, fece ristaurare


al

re,

e Io consacr nuovamente, dedi-

candolo
gorio
I

suo antico patrono

s.

Gre-

che Raffaello esegu nella chiesa dei ss. Vincenzo ed Anastasio alle tre fontane, essendovi per aggiunti due evangelisti del medesimo stile. S. Andrea
fu eseguito

Magno.

Ma

dipoi, nel 18 18,


dell'

da Durantini

s.

con disegno e direzione


tetto Ratele Stern, Pio

archi-

VII ridusnel-

se questa nobilissima

Cappella

lo stato in cui trovasi, lavoro, che

fu eseguito in
e che per
le

soli giorni trentuno, vaghe dipinture a tem-

Giacomo maggiore da Luigi Agi-icola; s. Giovanni da Conca; s. TomGias. maso da Filippo Agricola como minore da Valle; s. Filippo da Minardi s, Bartolomeo, e s. Matteo da Giorgini; s. Simone e s. Tad;
;

GAP
deo da Chech ;
tovato Ferrcri
s.

GAP
Alla morte di
s

l4l

Mattia dal men-

e s. Luca, e s. Mar; de Angelis. Queste figure meritarono gli cncomii di tutti, s per la correzione del disegno, s pel

accaduta

a'

gran Pontefice, 20 agosto iS^S, il sacro


a pieni
il

co

dal

Collegio avendo quasi


stabilito di celebrare

voti

conclave nel

palazzo quirinale, destin la Cappella

meraviglioso

elFetto del chiaroscuro,


gli artisti.

e ve n' ebbero gran lode

Paolina pegli scrutinii della mattina, e del giorno, onde in essa furono
eletti

Non

a tacersi, che
si

gu quanto

era
il

proposto

Pio VII esefare a

successivamente,

ed

adorati

per

la

prima
il

volta,

Leone XII, Pio

questa Cappella

suo predecessore

Vili, ed

regnante Gregorio
sala regia

XVI;

Pio VI,
gelisti

il

quale inoltre voleva, che

servendo

la

per ingresso
forastieri

le dette figure di apostoli,

ed evan-

al conclave

de' Cardinali
vi

fossero di

marmo.

o che non
trare
il

avessero

potuto en-

Finalmente tutta l'architettura di


questa Cappella, e ricavato in chiaroscuro,

giorno della chiusura , e per


alla

ammettere
gli

sua porta ad udienza

lumeggiata

ad

oro

riesce

ambasciatori,
alla

come

si

faceva al

di decorazione,

ed

armonico col

Vaticano

porta, che dalla sala

ricchissimo

soffitto,

plesso dignitoso

formando un comdegno dell' augvisto

del maresciallo del conclave, intro-

duceva
g
III.

alla sala regia.

luogo. Pio

VII fece inoltre costruire nel mezzo della Cappella la balaustrata, non essendovi pi Y antiche divide, e chiude il presbitedecorata di otto colonne di porta santa, con basi e capitelli di marrio,

di celebrare di

ca,

Rinnovazione dell' antico uso le funzioni ecclesia' stiche dal Papa, in diverse chiese

Roma.
fossero erette le Cappelle

mo

bianco. Sono esse elevate su magnifico basamento , e sostengono vma continuata cornice architravata
sulla quale

Bench

Sistina e Paolina del Vaticano, esaltato al soglio Sisto

voleva intro-

posano

gli

otto candela-

bri richiesti dalla rubrica

delle

sa-

durre l'antica consuetudine di celebrare le funzioni Pontificali nelle


sette basiliche di

cre funzioni Pontifcie,

come diremo.

Roma,

e di resti-

In memoria di tante beneficenze furono collocate in onore di Pio VII


le

tuire

insieme
in

queste

alla

primiera
i

venerazione. Cardinali

Radunati
concistoro,

pertanto
espose

due seguenti

iscrizioni,

la

prima
la

la

sull'architrave

della

balaustra,

necessit di rinnovare

questo santo

seconda sulla porla d'ingresso


la parte interna.
I

nel-

costume,
chiese,

non

solo

ad incremento

del religioso culto di dette ed altre


nelle quah, come si disse, i primi Pontefici solevano recarsi pei

Plus

ANNO DOMINI MDCCCXVIIl VII P. M. PONTIFICATUS SUI ANNO XIX

divini uffici, e per le stazioni in

un
di

modo
tutto
il

solenne

coli' assistenza

clero e del popolo, al quale


,

SACELLUM

PAUI-O V

EXTRUCTUM

Plus VII

medesimi e principalmente s. Leone I, del 44^, e s. Gregorio 1, del 590, recitarono molte omelie eloquenti
e

INSTAURANDUM CURAVIT
AN.

dotte,

ma

eziandio

per

MDCCCXVm

risvegliare nc'romaui, e ne* forastieri,

,,

v^.
si

GAP
recano a Pir)ma, la divozione, esempio del Capo augusto della
,

GAP
concisione venne destinala la predet*
ta chiesa di
s.

c!io
'joll'

Maria del Popolo;

Cliiesa

del sacro Collegio, della pree


di
tutti

latura,

que' personaggi

che che

vi

hanno luogo.
chiesa
di
s.

protestando
vi

la

Sebastiano era
so-

in s. Pietro ; per r Assunzione della b. Vergine , in s. Maria Maggiore; per la Nativit in s. Maria del Popolo; per l'jln-

per

r Epifania

troppo distante ed incomoda,


stitu

venzione della
di
s.

ss.

Croce, nella chiesa


il

Maria del Popolo. I Cardinali approvarono unanimamente tale divisamente, e Sisto V, a' i3 febbraio i586, eman la
la chiesa di
s.

Croce in Gerusalemme;
s.

gior-

no na

di
;

Pietro, nella basilica vatica-

per la

Commemorazione

di san
fe-

Paolo, nella sua basilica; per la


sta di
s.

costituzione,

Egregia, che

si

legge

Gio. Battista, alla basilica

nel tom. IV, par. IV, pag. 187 del


Boll. Rotn.y nella

lateranense
zo,
le

quale dispose con accurato regolamento tutto ci, che si avea da praticare in queste Cappelle o funzioni Pontifcie, alle quali
egli

nella

per quella di s. Loren; nominata sua chiesa fiiori

mura

per la Annunziata, in
;

s.

per quanto

non mai manc d' intervenire il tempo fosse cattivo,


ancora,
tal

per 1' Ascensione, colla benedizione solenne al popolo, per la Pentecoste ed Ognissanti,

Maria sopra Minerva

nella basilica

di

s.

Pietro, e

presciivendo
dinale,
strade,

dovesse celebrare la
e a e
ristaur

che in esse messa un Carapr nuove


antiche,

finalmente negli
co,

altri

giorni festivi,
apostoli-

nelle Cappelle del palazzo

effetto
le

come per

la

festa

solenne

del

che

erano rovinate.
tificie,

Corpus Domini, nella Cappella Palatina, prima della processione, la


quale terminerebbe in
s.

Ecco l'ordine delle Cappelle Ponstabilito da Sisto V. 11 primo


si

ve

si

riporrebbe

il

ss.

Pietro, doSacramento.
prescrizioni

giorno di quaresima
la

farebbe cappel-

Ad

onta

per

delle

nella chiesa di
il

s.

Aventino, ove
nica di

Sabina sul Monte Papa avrebbe di-

di Sisto V, per la gran lontananza

stribuito le ceneri.

La prima domes. s.

Popolo;

quaresima in la seconda in
la

via ostiense;

Maria del Paolo nella terza in s. Lorenzo


la

nominate a poco a poco si riprese l'uso di celebrare la maggior parte di queste, ed altre sacre funzioni nella Cappella Sistina al Vaticano, o nella
della principal parte delle
chiese,

fuori delle

mura;

quarta, colla
s.

Cappella Paolina

al Quirinale,
si

se-

benedizione della Rosa d'oro, in

condo che
abitare in

il

Pontefice

trova ad

Croce
in
s.

in Gerusalemme; Maria Maggiore; la

la

quinta
Pie-

uno

di detti palazzi, co-

sesta, colla
s.

distribuzione delle palme, in


tro in Vaticano
;

il

giorno di Pasin

qua dove

in

s.

Giovanni

Laterano,

vedr nella descrizione delle Cappelle Papali, ec, al X, meno quelle della Invenzione della Croce, e per la festa di s. Lorenzo, che
si

me

Sisto

V
si
;

voleva dare la bene-

non

si

celebrano pi, e
di

solo a'
s.

i4

dizione solenne.

La prima domenica
dovea celebrare in
seconda
s.

settembre nella chiesa per r esaltazione


lizia,

Marcello
,

dell'avvento
s.

della

Croce

evvi

Lorenzo
;

la

in

s.

Gioquar-

nella detta chiesa Cappella Cardina-

vanni
ta in
in
s.

la

terza in

Croce;

la

come

si

vedr a suo luogo.

Paolo ; e il giorno di Natale Maria Maggiore. Per la Cks.

Monsignor Suarez, trattando del sito dove oi'a si benedicono gli Jgnus

,, ,

GAP
/'/j cos
sto

GAP
Inni

parla della origine di que,

Papalem
noto, che
le

erecta^
i

143 Romie 175^.


celebra-

cambiamento
rilu

nel suo trattato

E
le

l^onlefici

De Baptismale
ac

Paschali, et origine

rono

sacre
le

funzioni

Cappel-

Romae

consecraudi Agnus Dei etc. 1696, p. 99. " Il luogo nel

presso
(

basiliche e

chiese dei

palazzi

Fec?/), presso cui abitavano,

quale si distribuiscono gli Jgnus Dei, la Cappella Pontificia, o del Vaticano , o del Quirinale

M nelle quali
>

si

celebrano

le sacre

Casimiro nelle sue Memorie, della Chiesa d'Araceli, riporta quelle ivi celebrate dai Papi , che abitarono nel palazzo di s. Marco ,
e
il

p.

funzioni.

Un tempo

fu la basilica

nella qual contigua chiesa

pure ese-

lateranense, alla quale poi succesw sero queste Cappelle per la ra>i gione, che i Pontefici d' Avigno,

guirono, ed assistettero a molte fun-

>
3

ne

tralasciarono

quelle

stazioni,

alle quali

non potevano andare;

j e in vece di esse, e delle chiese che religiosamente solevano visita-

re, e nelle quali facevano le sacre funzioni, eressero Cappelle nel pa>y lazzo apostolico d'Avignone, che per queste cose a quelle successe ro. Que' Pontefici poi, che partiti a da Avignone dimorarono in Ro
>j

Da ultimo leggiamo in PistoVita di Pio VII, t. II, p. 291, che allorquando fu stabilita la citt di Savona per luogo di ritenzione di quel glorioso Papa, la cattedrale assunse il nome di Cappella Papale j ed il prefetto, il maire, e gli attinenti al governo francese ivi si recavano in corpo per ascoltare la messa , che chiamavano messa Papale. Quali poi sieno le Cappelle che si celebrano nel palazzo apostozioni.
iesi,

ma, imitando
gnonesi
,

gli

antecessori avi-

lico

eressero

pure

Cappelle

da

Sisto

quaH nelle chiese assegnate V, si tratter al X.

ne' palazzi romani, acci avessero luogo le Siicre funzioni, lasciando

cos
>i

di

celebrale alcune stazioni

IV. Ministri, Cantori, ed Inservienti delle Cappelle Palatine.

cui recavansi solennemente, finch


Sisto

>i
^

non tent

di

riporle in

Se

il

prelato

maggiordomo sopraesse appartiene,

uso

".

Ed

per questo, che so-

intende alle Cappelle Pontifcie, e a


tutto ci,
le

lendo anticamente
clero, nella

Papi recarsi col i domenica innanzi la Pen-

chead
il

riguarda,

prelato

sagrista

o (Ve-

tecoste, a celebrare la stazione, e la

di),

vescovo assistente

al soglio nato,

messa in s. Maria ad Martyres, come ancora per avervi Anastasio IV


fabbricato

il

prefetto della sagristia Pontifi-

cia,
i

ha

in

custodia
i

le

suppellettili,

un contiguo palazzo per


chiesa fu chiamata

abitarvi, quella

Cappella Pontificia.
versi

Ed

avendo
Assisi,

di-

paramenti tanto del sommo Pontefice, che per uso delle stesse Cappelle Papali; rappresentato
sacri arredi e

Papi dimorato in
le
s.

e ce-

lebrate
lica di

funzioni sacre nella basi-

ed aiutato da un religioso maestro del suo Ordine agostiniano, col titolo di


sotto-sagrista, di cui
all'articolo Sagrista,

Francesco, Benedetto
e

XIV

pure
al

si

parler

la dichiar patriarcale,

Cappella
vedersi
e-

quale,

per

Papale. Intorno a ci

disposizione di Ltxjue
ta la cura delle

Caeremoniale Bened.
ditiun
cisci

XIV jussu
s.

XI 1, alidaanime nella parrocapostolici,

pr
in

basilica assisensi

Francapei"

chia

istituita

ne' palazzi

patriarchalem

et

lalcraaeusc, valicano e quirinale

^44
per
le

CAP
attribuzioni, ed altro
alle

CAP
relati-

successori
ri

vamente

Cappelle,

funzioni

al

Pontificie, tanto del sagrista,


sotto-sagrista,
si

che del

te,

, che i coadiutodiacono e suddiacono assistenerano talvolta i cappellani del

rilevasi,

tratter in questo arrispettivi,

Papa; anzi dai medesimi


to
i

si

ha,

sot-

ticolo
si

a'

luoghi

ne' quali

il

titolo

di

Cappella
:

Pontificia,
sagrista
,

dir di tutti quelh, che vi


di cerimonie

parte, sieno Cardinali, prelati,


stri

ed

altri.
il

hanno maeSiccome
Pon-

seguenti

soggetti

il

il
il

palafreniere del

Corpus Domini^
il

diacono,
il

il

suddiacono,

chierico,

poi nel cantar messa


tefice riunisce

Sommo
i

custode de' hbri de' cantori,

e lo
sar
nei
gli

in parte, in segno deltutti


riti

scrittore del canto

fermo.
riporti

N
come

comunione con del mondo, i due


la

cattolici

discaro, che qui ruoli

si

latino e gre-

medesimi erano
alla

descritti

co, specialmente dell' epistola, e del

inservienti
sotto

Cappella Pontifcia
il

vangelo, che dopo

essersi

cantati in

Clemente XI del 1700, cio


il

lingua latina dal suddiacono, e dal diacono, che servono al Papa, ven-

sagrista,

sotto-sagrista,

tre maestri

di

cerimonie, due chierici,


il

un

sotto

gono cantati successivamente in lin-' gua greca da un suddiacono, e diacono greco, questi debbonsi riguardare come addetti alla Cappella Pontificia.

chierico,

custode de'libri, lo scrittore del canto figurato, lo scrittore del


il

canto fermo, e
re della

custode delle pittu,

medesima Cappella. Certo


i

Certo Guarino, o Favorino, nel Natale del i5i3, cant l'epistola in greco, e

che essendo
cappellani
apostolici,

cantori l^ontificii anco

del

Papa, e
solenne
e
nelle

suddiaconi

sebbene poi fosse

fat-

uno
nel

di essi ministrava

da

Leone X, nel Natale del i5i6, e nella Pasqua del i5i7, fece da diacono greco. Si chiamano per pi particolarmente per ministri sacri alle messe
to vescovo da
della Cappella Pontificia,
nici delle patriarcali
s.
,

suddiacono
celebrate

Pontificale
altre

del Pontefice,

messe
vescovi

da' Cardinali

tre cano-

nella Cappella Papale, due cantori facevano da diacono, e da suddiacono. Degli assistenti poi delle Cap-

cio quello di

pelle
le

Giovanni in Laterano, come preassistente, quello di


s.

Prelatizie^

Cardinalizie y e delle Cappelsi parla a quegli arsolo Alessandro VII, a

te

Pietro, co-

ticpli.

me
li

diacono, e quello di s. Maria Maggiore, come suddiacono, de'quasi

Non

mag-

gior decoro delle

Cappelle
i

Papali,
privati

parlato

all'

articolo Canonico.

dopo aver soppresso


ministri, volle

tre

Oltre quanto

ivi si

detto, aggiun-

che

tre

canonici

giamo, che primach Alessandro VII ci stabilisse, a' io giugno 1657, si


esercitavano talora
tali
ufficii

da

al-

menzionati fossero i ministri assistenti, ma oper nelle Cappelle stesse una salutare riforma , massime
sui ministri delle

cuni semplici benefiziati delle mede-

me

dappoich risulta da un diploma del Pontefice Paolo III dell' ultimo aprile i538, che era diacono della Cappella Gio. Battista
basiliche;

cremento
paiisce
il

di

splendore,

medesime, ad ine decoro

delle relative funzioni,

Conti, benefiziato della


ticana.

basilica va-

in cui comsupremo Gerarca qual mediatore, che unisce V uomo a Dio , circondato da gran parte dell' ecclesiastica gerarchia
,

Dai

ruoli

poi

del

palazzo

ond' ebbe a dire


allorch

apostolico di Paolo

IV

del i)55, e suoi

un ambasciatore

straniero,

GAP
assist

GAP
re,
gli

ad una cappella, ch'essa era

apostoli introducessero

il

can-

una funzione sovrumana e celestiale. Alessandro VII inoltre estinse il collegio ed ufficio dei suddiaconi, ed
accoliti
to,

to degl' inni
i

e salmi nella
sant' Agostino

Chiesa
Confess.

cui meravigliosi effetti negli ascolrileva

tanti
lib.

apostolici,

quali erano ot-

cap. 20, in progresso di tem-

che servivano
,

il

Papa
si

nei

Poni

ti ficah

nel qual collegio

essendo

tali

po s'introdusse nelle chiese occidened orientali il canto figurato, e


il

posti vendibili, talvolta

ammet-

in quella alessandrina

canto pias.

tevano individui poco degni. Ed perci, che in luogo loro, a' 26 ottobre i655, sostitu per suddiaconi
gli

no, finche nel


regolarizz in
siastico,

V secolo,
Roma
il

Papa

Ilare

canto ecclealtro
I,

uditori di

Rota (Fedi),
i

quaU

perfezione
al

che ricevette per da s. Gregorio


nel

la

elevato

aveano gi 1' antico titolo di cappelgiudici lani del Papa. Siccome poi lateranensi, a cui ciano succeduti nei
primi
zioni
secoli

Pontificato,

Sgo,

istituendo

la scuola de' cantori,

gu

che dipoi sePapi ovunque recavansi a ce-

della

Chiesa, nelle funl'

lebrare le funzioni, le messe, le processioni, e le stazioni


il
;

esercitavano

ufficio

di
li

sudpre-

onde da

lui

diacono, cos Alessandro VII


fer

canto

romano

fu detto canto fer-

agli

altri

prelati

costituendoli

mo

e canto gregoriano,

in suddiaconi apostolici, accrescendo

glio dicesi air articolo

come meCanto eccleripetere


il

loro le prerogative, ed alla cos detta

SI4STICO (Fedi), e sue diverse specie.

parte di pane d'onore, aggiunse quella del

perci

lungi
,

dal
il

vino, diede
di

loro precedenza
e
nelle ca-

miglioramento

che

canto della
Papi, ram-

sui

chierici

camera,

Chiesa ricevette da

altri

valcate e processioni,

che procedes-

menteremo qui
di

sero innanzi alla croce. Per accoliti


poi,
i

il

medesimo Pontefice dichiar


votanti della

giustizia

segnatura di (Fedi), ed in compenso della perduta precedenza nelle Capprelati


pelle,

concedette diversi privilegi

ai

chierici di

camera compreso fra

(
i

Fedi

).

ministri

delle

Cappelle Pontifcie, anche l'antichis-

simo collegio

de' cappellani
(

cantori
),

della Cappella Papale

Fedi
si

che

in esse sostengono la principal parte


nell' uffiziatura,

va molto debitore a Guido d' Arezzo, che si dice inventore anche del canto chiamato falso bordone^ usato nella Cappella Pontifcia, che una unione di consonanze, con qualche legatura di note musicali , sebbene non manchino quelli, che asseriscono aver acquistato un tal nome dall' idioma francese, e mentre i Pontefici risiedevano in Avignone. Poco a poco avendo il canto ecolesiasiastico cambiato i modi antichi, ed
soltanto, eh' esso

come

pu ve-

essendosi introdotto nelle chiese

una

dere nella descrizione successiva delle funzioni, e nelle erudite Osservazioni

musica non adatta alla santit del luogo, pens Marcello II, nel i555,
di abolirla
nelle

per ben regolare il coro della Cappella Pontificia ^ tanto nelle fundie straordinarie,

sacre
se Gio.

funzioni

l'avrebbe fatto,

Pier Luigi

zioni ordinarie^
fatte

da Palestrina non ne avesse riformato


lo stile, riducendolo a vero ecclesiastico, e

da Andrea Adami, maestro della medesima, nel Pontificato di Clemente XI, Roma 171 i. Sebbene dopo la gloriosa morte del Salvatovor. vin.

tale

da

seguitarsi ancora.

Or

dunque

l'attuale;

canto nelle Cappelle

Pontificie, esclusa

qualunque specie

i4^i
{1i

CAP
precisamente quello,
s.

CAP
alla chiesa di
ria,

sti'iiDcnti,

secondo

le

teorie di

Gregorio, di

Guido, e del Palestrina, canto


'fonila l'ammirazione di tutte
zioni
,

che
nadel-

Maria della Vittoo alla chiesa di s. Maria degli Angeh,se abitavano al Quirinale, ovs.

le

il

principale

ornamento
la

le sacre funzioni,

per

gravit e ar-

monia

delle composizioni.

tidiana

cerimoniale dell'uffiziatura quoferitile^ e comune, che han-

Maria delle GraVaticano, od altrove. Intervenivano sempre cappellani cantori di settimana; ed il tenore ebdomadario ponevasi la stola
di
s.

vero in quella
zie se

risiedevano

al

al

collo,
le

intuonava

le

preci, e reciil

no eseguito nel palazzo apostolico cappellani cantori Pontifcii da t tempo immeJDora3le fino alla met del Pontificato di Pio YI, cio fino circa il 1788, era il seguente:
Alle ore sette e mezzo,
chierici della

tava

orazioni, rispondendo

Papa

unitamente agli altri. Vi sono inoltre come ministri delle Cappelle Pontifcie, ed inservienti

ad

esse,

cappellani
l'

comuni
tocca

(P^edi),

uno

dei

che esercitano
roferarii,

uffizio di accoliti ce-

cappella
chierici

(che perci

quando non

a supanin

furono

detti
la

campanari)

plirvi a' prelati

votanti.

Come

campanella di palazzo per un quarto d' ora. Al terminare il uono, i cappellani cantori vestili di colta erano pronti in cappella, disposti in due ale ai banconi dei

suonava

cora due chierici sono destinati

servigio delle Cappelle, con parecchi

soprannumerarii, che vestono in esse


sottana paonazza
lennit
rossa,
,

scia simile e cotta,

con collare e mentre nelle

fa-

so-

Un tenore ebdomadario poneva la stola al collo, ed intuonava r uffizio divino, ec, e quindi si cantava la messa. Il pi da che si poneva sempre notarsi era uno sgabello accanto al bancone dei
Cardinali.
si
,

assumono
i

la

sottana di saja

come

cerimonieri Pontificii,
fascia.

ma

allora senza

Dell' eserci-

zio poi, e delle attribuzioni,

che loro
essi

spettano

si

parler in progresso di
si

quest'articolo, ove

vedr, che ad

Cardinali diaconi

precisamente avanti il pulpito j incontro al trono, e questo sgabello eia pel Papa, se
,

spetta l'ornare l'altare^ invigilare sulle

candele accese, ed accendere quelle


dispensate, prepaiare la credenza,

delle funzioni ed esequie a chi vengo-

interveniva a recitare

l'uffizio

divi-

no
il

no

coi cappellani cantori,

come

so-

genuflessorio del
i

Papa

collo sgabello

levano spesso
corso,

fare

nel

secolo

de-

ed

cuscini

il

faldistorio pel celebran-

Clemente XI, Benedetto XIV, XIV, per non dire dei pi antichi, i quali intervenivano quotidianamente, e sedevano
Clementt; XI li e
al detto sgabello, e

te, portare le ampolle all'altare, aver cura del turibolo, e somministrare o ritirare i paramenti, il messale, e i Hbri dell' epistole, e degli evangeli,

rispondevano coi
ali'

ec.

11

sagrista

Landucci

nelld

cappellani

cantori

intonazione

del tenore ebdomadario.

Da

questa

sua opera sulle Cappelle Pontificie^ riporta altre notom. I, cap. 4?


5

costumanza ne discendeva un'altra simile. Solevano i Sommi Pontefici fino a Clemente XIV, per io pi sabbato, ed anche in altri giorni il per le novene delia beatissima Vergine, recarsi a recitale le litanie tino

gli emolumenti e propine, che loro appartengono. In mancanza poi dei maestri

tizie,

che

li

riguarda, e

delle cerimonie, e chierici della cappella, essi

suppliscono agU

uffizii

dei

medesimi.

Abbiamo

dal

Bouanni

CAP
Gerarchia
te
si

i47

p.

49^

>

della Cappella Pontificia

^^^ * cKierci anticamen-

che

la

messa bassa nella mattina del

t'hianiavano

clerici

campana-

Corpus Domini, nelle Cappelle Palatine, si accendono otto candele poste sui
le

ruin,

mai si ne le
nero
nella
l'

bench nelle Cappelle Papali adoperarono n il campanello, campane ( Vedi). Forse venajpellati,

detti candellieri;

sei

in tutte

altre funzioni de' vesperi,

mattu-

ex)s

come abbiamo
campadelil

detto, peidi snona vano la

quando celebra la messa mi Cardinale, o un patriarca, mentre sole quattio si accendono quando
tini

ec, e

quando davano
quotidiano
tal

segno

celebrano

gli

arcivescovi e
al

vescovi,
so-

ntlzio

a'

cantori

Ponsi

tillcii,

nello stesso

tempo, che
clero

da-

bench assistenti glio. Anticamente


lieri,

Pontificio
detti
si

sui

candel-

va un
silica

segno

al

della ba-

in vece di candele

vaticana; ovvero perch quan-

le torcie,

come riportano

il

ponevano Bonan-

do

il

Pontefice viaggiava
ss.

precedu-

ni citato a p.

492

ed

altri autori*

to dalla
ficio

Eucaristia, era loro ufil

suonare
il

vitare

popolo

campanello per inad adorare il ss.

V.

Elenco delle

Cappelle

ordi^

narie, cio vesperi, matliitinij messe e Pontificali, che si celebrano

Sacramento, come leggesi in un and'Avignone ; e quando in tal circostanza accompagnavatico cerimoniale

nel decorso dell'anno^ dal


in epoche fisse,
cessioni^

Papa,
le

comprese

pro-

no

il

ss.

rosso,

Sacramento vestivano di e siccome almeno uno di essi


,

ed

altre funzioni.

doveva essere sacerdote, a questo in-

Dal
al

numero
la
:

d'

ordine

si

potr

combeva

ti'asferirlo

dal

cavallo

su

rinvenire

descrizione

cui era portato, all'altare,

venendo

delle altre

ognuna Cappelle poi non


d'

circondato lo stesso cavallo con lu-

ordinarie, che

mi entro

lanterne.
gli

determinati,
addetti alle
cui
si

si celebrano in tempi ed anco indeterminati,


si,

Finalmente, oltre
Cappelle Pontifcie,

e di quelle straordinarie
al

ti*atter

di

far

seguente

paragrafo VI.

menzione ai paragrafi IX e X, evvi anche f accenditore delle torcie nelle messe e funzioni, e delle candele
degli otto candellieri, che stanno sulla

I.

Cappella della Circoncisione.

1.
3.

Vespero dell'Epifania.
Cappella
dell'

Epifania.
s.

balaustra

cancellata

delle

Cap-

4.
o.

Festa della Cattedra di


lienedizione,

Pietro.

pelle Palatine, e sulla balaustra del-

Festivit della Purificazione, con

Papale nelle basiliche pe' soil quale inservien; te veste con collare e sottana di saja paonazza, e con fascia di seta di simil
l'altare

distribuzione

e pro-

lenni Pontificali

cessione delle candele, e

Te Deuni

6.

dopo la messa. Primo giorno di quaresima, con


distribuzione delle ceneri.

colore.

per da avvertirsi, che le candele della balaustra sono di cei'a bianca o gialla, secondo quelle dell'altare,

7.

Prima domenica

di

quaresima.

quando

accendono o smorzano altrettanto alle medesime. Se celebra il Papa, o vcspelo Pontificale, o Pontificale, od ane
si
si

fa

Seconda domenica di quaresima* 9. Terza domenica di quaresima. 10. Quarta domenica di quaresima, con benedizione della Rosa d'oro. Quinta domenica di quaresima. 12. Domenica ultima di quaresima,
8.
I
I
.

i48

GAP
tava di
siliche

CAP
celebrano le balateranense e vaticana, cio
tal festa

con benedizione, distribuzione, e processione delle palme. i3. Mattutino del mercord santo, e
notizie

nella

domenica
la

la

prima,

nel

come

diversi degli
le

ultimi

gioved

seconda.

Papi celebrarono

funzioni della

settimana santa. 14. Messa del gioved santo, reposizione del Sepolcro, solenne benedizione, lavanda e pranzo degli

29. Cappella di s. Giovanni Battista. So. Vespero Pontificale per la festivit


de'ss.

Pietro e Paolo.

Pontificale

per la detta solen1'

nit.

apostoli;

nonch pranzo
mattutino
delle

dei
te-

32. Cappella
nedizione.

per

Assunzione

di

Cardinali,

Maria Vergine, con solenne be33. Cappella della Nativit della b. Vergine.
34. Vespero d'Ognissanti.

nebre.
i5.

Venerd santo; funzioni della mattina, cio messa de' Presansermone, adorazione del-

tifcati,

la Croce, processione del sepolcro,

35. Cappella d'Ognissanti.


36. Mattutino de' morti.

termine della messa , e vespero, non che pranzo de' Cardinali, mattutino delle tenebre
nel

37. Anniversario de'fedeh defunti. 38. Anniversario


tefici

giorno
col sacro

pei

Sommi Pon-

dopo

il

quale
si

il

Papa

defunti.

Collegio

reca nella basilica vafunzio-

ticana a venerare le reliquie.


16. Sabbato santo; diverse

39. Cappella di s. Carlo Borromeo. 40. Anniversario de'Cardinali di S.B.


Chiesa, defunti.

ni proprie di questo giorno, messa, e canto del vespero.

4i. Cappella della prima domenica


dell'

avvento

ed incominciamento

17.

Pontificale di

Pasqua

di risur-

del giro delle quaranta ore, colla

rezione, e solenne benedizione.

esposizione
nella
ticano.

Messa della Cappella della conda festa di Pasqua. 19. Messa della Cappella della
18.

se-

del ss. Sacramento, Cappella Paolina del Va-

ter-

za festa di Pasqua.

42. Cappella della Concezione, seppure non cade dopo la seguente.

20. Messa

del

sabbato a Albis, e

43. Cappella della seconda domenica dell'avvento.

distribuzione degli

Jgnus Dei

be-

nedetti, se ne ricorre la funzione.

21. Vespero dell'Ascensione.

44- Cappella della dell'avvento.


dell'avvento.

terza

domenica

22. Cappella dell'Ascensione con so-

45. Cappella della quarta domenica

lenne benedizione.
23. Vespero di Pentecoste.

46. Vigilia del


ss.

s.

Natale, cio ves-

24. Cappella di Pentecoste. 25. Vespero della festa della


Trinit.

pero pontificale,
stocco, e messa.

mattutino

della

notte, benedizione del

cappello e

26. Cappella della


27. Vespero del

ss.

Trinit.

Corpus Domni.
Inter-

47- Pontificale santo Natale.


santo Natale.

della

solennit del

28. Messa bassa, e solenne processione del Corpus Domini.

48. Cappella della seconda festa del

vento del Papa, e del sacro Collegio alle processioni, che nella ot-

49. Cappella della terza festa. 50. Vespero della festa della

Cir-

GAP
concisione,

CAP
il

149
i

dopo

quale

il

Panella

il

Papa non

intervenisse,
a'

Carpropri

pa col sagro Collegio suole


venire al solenne
chiesa di Ges.

inter-

dinali
stalli.

vanno direttamente
Vestitosi ivi
il

Te Deuni

Pontefice di pi-

viale bianco, e col triregno in capoj^,

preceduto dalla processione di


VI. Notizie delle Cappelle, e sagre funzioni mobili e straordinarie,
ti

tut-^

che

celebransi annualmente,

e in altri tempi e circostanze.

che hanno luogo nelle Cappelle. Ascende quindi in sedia gestatoria co'due flabelli ai lati, e ne discende per adorare il ss. Sagramento
quelli
,

esposto nella cappella di

s.
,

Domenico.
e giunto

Cappelle mobili annuali.


I.

Ci fatto

risale

in sedia

avanti l'altare maggiore, torna a di-

Cappella dell'Annunziata,

scendere, per incominciare la messa,

a.
3.

Di

s.

Filippo.

Anniversario della

a'eazione del

che viene cantata dal Cardinale titolare della chiesa co' paramenti bianchi.

Papa.
4.

La

coltre del trono, e la col trina

Anniversario della coronazione del

della sedia sono di

lama d'argento,
si

coi

Papa.
5.

ricami di
scrive
al

fiori

d* oro, siccome

deec.

Anniversario dell'ultimo Papa defonto, e de' Cardinali al


li

IX,
si

Osservazioni,

Papa che
il

La Cappella
do
sta
;

regola nel solito

mo-

cre, cui talvolta

interviene

dopo

Pontefice vivente.

tetto.

Ne

Toffertorio si canta il mottimeas Maria, e se que^

festivit

cadesse

in
il

quaresima,
graduale
il
,

I.

Cappella Papale,
nella chiesa

che

si

tiene

dopo r
poi
il

epistola evvi

di

s.

Maria sopra

tratto, e all' offertorio

mot-

Minerva , per la festa della ss. Annunziata , a^ i5 marzo, e se cade nella settimana santa, si celebra nella domenica in Albis.
Il

tetto
il

Suscipe
alle

Credo

parole

Verhum. Cantandosi Et incarnatus


si

est etc, tutti genuflettono

del mistero,

che

celebra

a motivo in quel

giorno, mentre nelle

altre Cappelle

Pontefice

col

consueto abito,

ci

si

fa dai soli ministri,

che stanno

e con scarpe, e mozzetla di velluto


l'osso, filettata d'

in piedi,
il

chinando

gli
si

altri soltanto

armellini, colla stola


si

capo.

Altrettanto
,

pratica nella

di raso

di egual colore,

reca in

messa della notte


di Natale.
finita
la

e nella mattina
celebrante pubblitrent' anni conagli
assistenti,

questa Cappella con treno nobile detto semipubblico,

Non

essendovi sermone,
il

avendo seco in

car-

messa

rozza due Cardinali.

Smonta

alla por-

ca r indulgenza
cessa dal

di

teria della chiesa, essendo nella piazza

Papa tanto
popolo
dell'

schierata la milizia. Viene ricevuto dal

che
ss.

al

presente.

Quindi

Cardinal pi degno, e dal p. generale dell'Ordine de' predicatori, alla


lesta de' suoi
religiosi

deputati

arcicon fraternit
(P^edi),

della

Annunziata

accompagnati
ricevono
solita,

del contiguo

dai maestri di cerimonie,


in bacili d'

convento, e trova
il

in sagrestia
,

riunito

argento l'oblazione

sagro Collegio

che

vi si

recato
livree

col treno
di gala,

di carrozze,

di

in vesti, e
sia

cappe

rosse, co-

Papa di cento scudi d'oro entro una borsa che anticamente consegnava uno de' deputati del monche
fa
il
,

me

che

quaresima.

Dove per

te di piet, e

che ora

si

consegna dal

i^o
tesoriere
niere.
,

GAP
per mezzo
d'

CAP
un cerimoAnnimziata ebbe origine da Eugenio IV , che pel primo celebrolla nella detta chiesa di s. Maria sopra
ss.

Raccolgono que' deputati egualmente con bacili, le oblazioni de' Cardinali, ognuno dei quali, bench non intervenga, d uno scudo d'oro, a vantaggio delle copiose dotazioni dispensate
sodalizio.

Minei'va, nella cui sagrestia era stato

per

tal

festa dal

Indi

gli stessi

deputati ac-

3 marzo i43i. continuarono a celebrarla , come afferma Paride de Grassis nel suo Diario de' 11 aprieletto Pontefice,
1

a'

successori

di

lui

compagnano a baciare il piede al Papa sedente in trono, alcune donzelle ammantate di bianco con candela
,

i5ro. Nel i486 cadde questa festa nel sabbato santo, onde Innocenzo Vili
le

accesa in
testa,

corona in per significare essere parte di


e

mano,

con

la

trasfer

ai

28
al

dello

stesso
di

mese

di

marzo, cio
d

marted

Pasqua,
Cav-

che ricevettero la dote per monacare. I deputati pei primi baquelle,

nel qual

fece vacare la Cappella


i

nel palazzo apostolico, affinch


dinali
,

ciano
il

il

piede;

in questo

tempo

per

ie

loro istanze,

e per

Cardinal protettore si pone a sedere sul ripiano del trono nel luogo, ove suol sedere
il

quelle della
ziata,
alla

Cardinal

pri-

compagnia dell'Annunad assistere solennit nella chiesa della Mipotessero andare


il

Terminata anche questa cerimonia, il Papa collo stesso acprete.


,

mo

nerva, come riporta


Gio. Burcardo
no. In quello poi del
ge,

cerimoniere

nel diario di tal an-

compagnamento

viene

portato

in

sedia gestatoria, co' flabelli, nella sagrestia, ove spogliato de' sagi-i paramenti , ascende in carrozza ed accompagnato dal Cardinale pi de,

che

lo

stesso

1488 aggiunInnocenzo \III si


in solenne
,

rec

col

sagro Collegio
alla

cavalcata alla

predetta chiesa

ove,

dopo aver
tata,
si
,

assistito

messa canzitelle,
il

gno, e coi

due Cardinali
,

coi quali
fa ritorno

fece la distribuzione dell'ele-

erasi condotto alla chiesa


alla sua residenza.

mosina
cio
stato
,

Se non
le

intervie-

la

e della borsa alle dote per agevolare

loro

ne

il

Pontefice,
genuflesse

dette
la

donzelle

ed

una borsetta
per
l'

con entro

baciano

porpora del

trentatre paoli

abito di lana

Cardinale pi degno.

bianca, velo, guanti e scarpe di egual


colore.

Abbiamo che Clemente XIV, nel 1772, stante la dirotta pioggia, trasfer

Non

si

dee qui
,

tacei'e,

che

sino agli ultimi tempi


telle,

tutte le zi-

la Cappella,

e la solenne caval-

le quali
il

avessero ricevuto dal


dotale,

cata dal mercoled alla domenica, e

sodalizio
tal

sussidio
si

prima

di

che Clemente XIII, nel i75g. Cle-

Cappella

riunivano neh' ora-

mente XIV,

nel 1772, e
,

Leone XII,
questa

torio dell'arciconfraternita tutte

am-

a' nostri giorni

celebrando

Cappella nella quarta domenica di quaresima, benediiono la Rosa d'oro


nella sagrestia della chiesa della Mi-

mantate, e precedute dai pp. domenicani ed accompagnate dai deputati, andavano processionalmente in
,

chiesa,

ove dopo
gradino
la

la

messa, baciava-

nerva, e

la

portarono in
s

mano

sulla

no

il

del trono del

Papa

sedia gestatoria,

nell'andata, che
sul quale la

premessa

genuflessione,

mentre

le

nel i^itorno all'altare,

monacande venivano ammesse


volta
il

dal

fecero esporre.

Pontefice al bacio del piede. Alcuna


in

Questa

Cappella

onore

della

medesimo Pontefice

distri-

GAP
hxji

CAI
i

scflenle in
alle zitelle,

trono

brovofH delle

cremisi ricamate

d'

oio

pollale da

doti

ripiano di esso sedeva

ed anclie allora sul il Cardinal pro-

a trine

due mule bianche, con coperta rossa In appresw il maed' oro.


,

tettore dell' areiconfraternita. wSino al

stro di stalla

in collare con abit


di

Pontificato

di

Pio VI

il

Papa

si

nerOj e quattro trombetti


leggieri

ca vai-

recava a questa cappella con solennissima cavalcata, di cui

suonando
i

le

trombe. Veniindi

daremo

il

seguente cenno.

di

vano poi cappe

camerieri extra, vestiti


,

rosse con cappuccio

Precedevano alcune coppie di cavevalieggieri con aste in mano


,

gli

aiutanti di

camera

del

Papa con

stiti

di

casacche
e

di

parmo cremisi
per rimuove-

trinate d'oro, con cimieri e pennac-

cappe rosse , e cappuccio ornato di bianche d'armellini. In seguito incedevano monsignor fiscale, e monpelli

chi

bianchi

rossi

signor

re dalle strade ogni ostacolo al pas-

commissario generale della camera apostolica in abito e cappuci

saggio della cavalcata. Seguivano


cavalieri della guardia

due

cio paonazzo;
segreti

cappellani
rosso

comuni

chiamata Z/^/zcie spezzate^ con armatura di ferro dorata, mentre due o quattro di essi
invigilando sul

in

vesti
gli

cappuccio

con armellini,
riali

avvocati concisto-

in abito paonazzo e cappuccio

buon ordine, percor-

revano la cavalcata avanti, e dietro. Appresso venivano il foriere maggiore, ed il cavallerizzo maggiore Pontificio con abiti di citt, col mantello nero guarnito di merletti neri,

con pelli di armellini, i cavalieri romani, i camerieri d' onore di spada


e cappa,
i
i

prelati di mantellone, cio


i

camerieri d' onore,

camerieri se-

due sopraintendenti
del Papa.

alle scu-

derie

Quindi succedeva-^
i

no,
lo

due a

due,

camerieri
,

dei

spada e cappa, i camerieri segreti di mantellone, il baronaggio romano, i duchi, ed i principi a coppia in abito di citt sopra cavalli riccamente bardati, coi paggi a piedi
greti di

Cardinali colle valigie

fregiate delde' loro

preceduti dai loro


e collare.

staffieri

in livree

stemma
,

gentilizio

pa-

di gala, e dai decani

in abito

nera

droni

e colle mazze d' argento dei

Seguivano

di poi quattro

medesimi. Proseguivano i gentiluomini de' principi, degli amljasciatori


e de* Cardinali,

camerieri segreti de'


altrettanti

piit anziani,

con

cappelli Pontificali di velil

ognuno de' quali ne mandavano due in abito lungo se

luto cremisi sulle aste, e

capitano

della guardia svizzera, circondato

da

erano abbati, o in abito da citt, se secolari. Indi venivano il sarto, il fornaio,


il

quattro svizzeri con elmo, armatura


di ferro,

ed alabarda

sulla

spalla.

barbiere e
rosso.

il

custode de' giardini


di
di
essi

Continuavasi
latura, cogli

la cavalcata dalla precii

Pontifcii

con cappotti o casacche

abbreviatori
rocchetto,

[mu-oo

panno
dieri

Dopo

gli

scu-

maggiore in

nuuitelletla,

del

Papa

vestiti di

abito e cap-

e cappuccio sulle spalle,

coperti di

puccio piegato,
dodici

di colore rosso.

Poi

cappello semipontifieale, sopra

mule
i

mule, o chinee bianche una


altra,

bardate di color paonazzo; poi


tanti di segnatm-a,
i

voca-

dopo r

bardate

aju gualdrap-

chierici

di

pa di velluto cremisi ricamate, e guidate a mano da un garzcnie della


scuderia Pontificia in casacca di pan-

mera,

no rosso, e due

lettighe di

velluto

maestro del sagro pjilazzo col suo abito domenicano, col penultimo uditore d Ilota, e gli altri uditori di Rota coi loro gran manil

p.

132

C4P
cappelli Pontificali,
colle

GAP
mazze d'argento,
oltre altri sei

teli, cappucci e sopra mule bardate di color paonazzo. Venivano quindi l'ambasciatore

mazzieri, che cavalcavano per vigilare al

buon ordine

della

cavalcata.

di
ro,

Bologna
il

in

rubbone

di velluto ne-

governatore di

Roma

alla

de-

stra del principe assistente

al soglio,

servito

da due paggi, dal decano


;

Seguivano i cursori Pontificii in soprana paonazza, il decano e sottodecano Pontificio in abiti neri portando ambedue l' ombrellino aperto,
e la saccoccia per le suppliche
svizzeri cogli
;

da' suoi staffieri

poi tre maestri di

sei

cerimonie con mantelloni, cappucci, e cappelli semipontiflcali. Poscia appariva


dall'

spalle;
sti

il

spadoni sguainati sulle custode generale delle ve-

la

croce

Papale,

portata

(carica,

ultimo uditore di Rota, vestito


gli

primo aiutante
presso,
la

che ora si riunisce nel di camera), e gli scoil

come

altri suoi colleglli, in

mezvu-

patori segreti col solito servizio. Ap-

zo a due maestri ostiarii virga hea, a cui succedevano


ri
i

quando

Papa

cavalcava, era vi
tira-

parafrenieal fianco, in

sua sedia Pontificia scoperta,

Pontificii colla

spada

ta

abito di velluto rosso centra tagliato,


e gli svizzeri con alabarde. In

to

da due muli con finimenti di vellucremisi ricamati ad oro, poscia


la sedia

mezzo

veniva
tiga.

mano

coperta di

incedeva

il

Sommo

Pontefice vesti-

velluto cremisi, detta portantina o let-

to di sottana, fascia, falda, rocchetto,


coll^ stola preziosa di raso color ru-

Succedeva

il

maestro di camee cap-

ra in rocchetto, mantelletta,
pello in testa, sopra
di color
ri

bino tutta ornata di perle di varie grandezze a disegno, collo stemma di Gregorio XV, e col cappello Ponrosso, in tificale sopra il camauro ricca sedia scoperta, ovvero sopra cavallo bianco, bardato magnifica-

mula bardata paonazzo, fra due cameriecappe rosse e

segreti vestiti colle

pelli

di armellino, e

dopo

di

essi

il

mente
ro. la
il

di velluto cremisi a trine d' o-

medico Pontificio^ ed il caudatario. Veniva immediatamente il sagro Collegio de' Cardinali a due a due,
coir ordine solito di
anzianit,

Il

cavallo era guidato (sino


della piazza di
il s.

al(se

con

met

Pietro

cappe, e cappelli rossi in testa (ben-

Pontefice abitava

palazzo

vati-

ch

la festivit cadesse in

quaresima)
bardate
di

cano, e fino alla met della piazza


quirinale se dimorava in quel palazzo) dal principe assistente al soglio,

sopra mule riccamente


rosso,

e poi dai conservatori di dal priore de' caporioni,

Roma,
vestiti

e
coi

con ornamenti di metallo dorato, preceduti da due servitori con bastoni in mano, fregiati dello stemma di cadaun Cardinale, e da tutti

rubboni d' oro ; che se il Papa andava in sedia scoperta, procedevano appresso l'ambasciatore di Bologna
a cavallo.

gli

altri

loro staffieri in livrea di


i

gala.

Succedevano
i i

patriarchi,

gli

arcivescovi,

vescovi assistenti al so-

glio Pontificio,

monsignori uditore

Veniva poscia un famigliare Pontificio,

della camera, tesoriere e

maggiordo-

recante

un

velo cremisi

con

mo,

protonotarii apostolici tutti

merletto

d'oro, entro cui eranvi i guanti ed altro cappello Pontificale; i maestri delle strade in rubbone

con gran mantelli, cappucci, e cappelli PontificaU, sopra mule bardate di paonazzo, e con finimenti dorati. Final-

nero
delle

alcuni cavalieri della guardia


lancie
spezzate, e
i

mente venivano
scovi

gli
,

arcivescovi, e vei

mazzieri

non

assistenti

referendari di

CAP
segnatura
lelelta,

CAP
rocclietto,

,>3
altri.

vestiti

di

man-

Cardinali palatini, od
za
in rocchetto

Tutta

la

cappello

scmipontifcale,

prelatura cavalcava dopo tal carioze

sopra mule bardate di paonazzo. Poscia seguiva la carrozza nobile


del Pontefice coperta di velluto cremisi, e fregiata di ricchi,

mantelletta, con
coli'

cappello usuale o puntato,

ordi-

ne suddescritto,
arcivescovi,

meno
la

patriarchi,

e
sei

nobili
cavalli

e vescovi, che

non v'in-

lavori

d'oro,

tirata
la

da

tervenivano. Seguiva
cavalleggieri,

guardia dei

bianclii.

Presso

carrozza

cavalca-

ma

coi capitani vestiti

vano due trombetti


seguiti dai

de' cavalleggieri

in
il

abito nero, senza paggi, e senza


vessillifero:

quattro

capitani

di

tal

per

interveniva la

guardia sontuosamente
ceduti per da

vestiti,

pre-

altrettanti

paggi

compagnia da ultimo
Papa.
Nella
stri

cavallo riccamente vestiti,


in

ed aventi

Seguivano due prime carrozze dei Cardinali, che accompagnavano il


delle
le

corazze.

mano

la lancia

e l'elmo de'

me-

desimi capitani. In mezzo di questi

prendeva luogo il vessillifero di s. Chiesa, con bandiera spiegata. Dopo


la

di

camera,

prima andavano i due maee i due coppieri o

gentiluomini colle berrette Cardinalizie

compagnia

di

cavalleggieri,

pro-

de' loro padroni, e nella seconaltri

cedeva quella delle corazze col propiio capitano, ed uffiziale alla lesta,

da
la

gli

gentiluomini.

Succedeva

carrozza nobile a coda del prin-

preceduti dalle trombe e dai timpani,


la,

cipe assistente al soglio col suo


stro di
le altre

mae-

chiudendo l'ordine della cavalcache riusciva veramente splendie maestosa, tutta la fanteria

camera

e gentiluomo, e poi

carrozze de'

due suddetti Por-

da

Pon-

porati, coi loro caudatari, cappellani,

tifcia

del battaglione de^ rossi.


il

e camerieri.

Se per

Papa non cavalcava,


l'ac-

La
pa,

strada, per

cui passava

il

Pa-

ma

ascendeva in carrozza, allora

tanto se cavalcava, che se


in

compagnamento era diverso, giacch non intervenendo con tal treno i


Cardinali, che recavansi direttamen-

dava

carrozza,
i

anche quella cui


Pontefici nel re-

oggid percorrono

carsi a questa Cappella col treno nobile,


si

da per loro alla chiesa predetta di Maria sopra Minerva, non avea luogo la cavalcala dei gentiluomini, ne
te
s.

dei loro camerieri.

che

principi, fuori di

Mancavano anuno dei due

che si compone come descrive YIII , abitando al palazzo vaticano, era per Borgo, ponte s. Angelo banchi, e strada papale. Pasal
,

sato
la

s.

Andrea

della

Valle, voltava

principi assistenti al soglio (alternan-

cavalcata dicontro al palazzo Oriil

do

il

Colonna, e
vicino
al

1'

Orsini), che ca-

go, e per santa Chiara, ove


fice

Ponte-

valcava

governatore
le

di

trovava avanti

all'

oratorio delss.

Roma,
tiel

e dentro

due

ale
la

della

l'arciconfraternita della
ta
i

Annunzia,

guardia svizzera, ed avanti


Paja, che

carrozza

deputati di essa schierati

quin-

due Cardinali in rocclietto, mozzelta, manlelletta e berrcitta. Conduceva in tal


seco conduceva

di

nerva. Se poi
al
il

MiPontehce risiedeva palazzo quirinale, la cavalcata ed


giungeva sulla piazza
il

della

modo

il

Pontefice per ordine di antutti


i

zianit,

Cardinali nelle varie

])ubl)liche

funzioni, e,

terminato

il
i

treno passava per la via di Magnanapoli per le tre Cannelle, per s. Romualdo, piazza del (iesi , Ce,

turno,

chiamava a suo beneplacito

sarini,

palazzo Origo,

s.

Chiara,

i54

CAI
casse
alla

CAP
chiesa della

che pure la strada, la quale si fa ngi^id allorquando il Papa dal Quirinale recasi ad assistere a questa
Cappella.

Minerva per
Cappella
la

celebrarla nella terza festa di Pasqua,

per cui non


nel palazzo
festivit
to,
si

vi

fu

allora

apostolico.

Cadendo
i5, in

Giunto pertanto
tefice

il

sommo PonMinerva,
la

nel

gioved, e venerd san-

sulla

piazza

della

al

X, num.
tali

i4 e

cui

discendeva dal

cavallo

innanzi

parla di

giorni,

pur detto

porta principale della chiesa, ed era


ricevuto dai Cardinali, che

quanto viene praticato per riguardo


alla

non aveacolle

messa.

no cavalcato
cappe losse nuto
il

quali

vestiti

si

trovavano

schierati
2.

all'ingresso della medesima.

Perveivi

Cappella
licella ^

Papale j che
s.

tiene

Papa

alla soglia della porta,

genufletteva
collocato su

sopra
d'

un cuscino
tappeto
,

un
o

Valchiamata volgarmente la chiesa Nuova, a 26 maggio, per


nella chiesa di
in

Maria

il

Cardinal

titolare,

in assenza del

la festa di

s.

Filippo Neri, Capla

medesimo il pii gno de' Cardinali


baciare la croce.
il

antico, o, pi
preti,
gli

de-

pella che ha luogo nel d seguente,

dava a
piedi,

se

cade
dell'

celebrazione
in

de

qualche

solennit

tal giorno^

Alzatosi in
gli

medesimo Cardinale
il

come
ste,

Ascensione,

Penteco-

presentaec.
l'

va

cucchiarino per porre


turibolo
,

incen-

so nel

sostenuto
aspersorio,
fronte,

da
egli

un
Anche
pa
si

cerimoniere
indi
al

genuflesso.
l'

Presentatosi
si

in questa

Cappella
e

il

Pa-

Papa

reca con treno nobile, o semi-

segnava prima
dinali

la

poi
i

a-

pubblico, vestito di scarpe,


zetta di

mozsi-

spergeva coU'acqua benedetta


,

Car-

seta di

raso rosso, e di

ed

altri

entro

la

chiesa

mile stola con due Cardinali in carrozza,

poi rivolgendosi anche ad


re quei,
eh' erano fuori,

aspergerestituiva
il

non avendo pi luogo


cavalcata
si
,

la so-

lenne
ci,

in

cui prati cavasi

l'aspersorio al predetto Cardinale,

che

accenn nella precedente

quale

indi

incensava

il

Pontefice

Cappella, alla quale,


si

come
col
di

in questa,

che entrato in chiesa, ed orato bre-

recano

Cardinali
di
,

treno
gala,

di

vemente all'altare di s. Domenico, passava al ss. Sagramento esposto


,

carrozze
vesti
,

livree

con
rosso.
al-

cappe
il

tult' altro

nella

sagrestia

vestirsi

de' sagri

Scende
piazza

Papa
della

dalla

carrozza
,

paramenti. Altrettanto, quando avea


le

la porteria

chiesa
la

nella cui
,

luogo la cavalcata, si praticava per Cappelle di s. Filippo, della Nativit, e di s. Carlo alle chiese rispettive mentre del treno nobile o semipubblico col quale ad esse, ed a
questa dell'Annunziata, vanno oggid
i

schierata

truppa

ri-

cevuto
dai

dal Cardinal

decano,

ovve-

ro dal pi degno, e dal superiore, padri della congregazione deldetti Filippini [Vedi), l' Oratorio ,

co' quali passa nel loro oratorio,

ove
in

Pontefici,

si

tratta al citato Vili.


festa ca-

trovaci

Cardinali

ad

attenderlo
il

Si detto, che

quando questa

cappa. Quivi assunto


co,

piviale bian-

de nella settimana santa, si trasporta per solito alla domenica in lbis, sebbene Pio VI, nel 1788, si re-

in sedia

e la mitra di lama d'oio, sale gestatoria, e preceduto dal

sagro Collegio, e da quelli che han-

, ,

CAF
no luogo
lato
fia
i

C
sa,
s

P
si

,, -yj

nelle Cappelle, viene porflabelli


all'

trovavano

molti

Cardinali

altare

della

riceverlo. Nel

1722,

celebi nuo

Cappella della nobile famiglia

Spa-

vamente

nel d della festa Cappcll

da, tlediealo al santo Cardinale Carlo Borromeo, ove stato preeedentemente esposto il ss. Sagramento.
Ivi fa

Cardinalizia, ed Innocenzo

XI l,

nel
il

dopo pranzo
santo, che
stolo
;

si

rec a venerare
appella
il

Roma
solo

risale nella detta sedia,

e poi nna breve orazione donde torna


,

ma

al

suo apoPontefice Bene-

detto

a discendere pale
,

avanti

T altare princinel suo


la

XIII, suo degno successore immediato, dobbiamo l'origine delattuale Cappella Papale
,
,

ove,

dopo aver orato


,

l'

della

gennflessorio

incomincia

messa
cui

solenne cavalcata
tivi.

pe' seguenti

mo-

col Cardinale dell' ordine de' preti


vestilo

de' paramenti

bianchi
Il

Benedetto XIII
grazie accadutegli,
di
le
s.

si

riconobbe tre

tocca per turno a cantarla.


della funzione
altre Cappelle,
si

resto
nelle

volte debitore della vita, in tre dis-

regola

come
il

all'intercessione

a cui assiste

Papa,

Filippo. iLa principale di quelsi

ed

il

mottetto

dell' ofrtorio,

De-

disgrazie

fu

allorquando,
di

nel

fick caro mea, talora del Pisari. Siccome poi non evvi discorso, terminata che sia la messa, e datasi
dal Pontefice la benedizione,
il

1688, nel suo arcivescovato


nevento, rest
illeso

Be-

dalle rovine del

terremoto, quantunque avesse veduto morire sotto di esse, e nella medesima sua camera, il proprio gentiluomo. Egli perci, che assunto al Pontificato, ordin che il giorno 16 maggio, in cui correva la festa

Car-

dinal celebrante annunzia al popolo


l'

ni.

indulgenza conceduta di trenta anTalvolta i Pontefici, dopo esse-

re ritornati in sedia gestatoria e coi


flabelli

al luogo ove presero i sagri paramenti, licenziato il sagro Collegio, passarono ad ascoltare una mes-

del

santo,

non

solo

divenisse

di

precetto per
to,
il

Roma

e pel suo distret-

ma

sa bassa nella sontuosa Cappella, o-

santo corpo,

che nella chiesa, ove riposa celebrare si dovesse


Papale.

ve riposa
scritta

corpo di s. Filippo, deJanningo e dal Bovio ovvero in quella ove il santo abit,
il

ogni anno dal Pontefice e dai Car-

dai

dinaH

Cappella

La prima
i7'28,
sic-

fu da lui celebrata nel

e poscia col medesimo treno fecero ritorno al palazzo apostolico.

come
tati

descrivesi nel

n.

1687

de' cise-

Diarii di
i7'29,

Roma. Nell'anno
cadde
la festa

Abbiamo
del
di
s.

dai

Diarii di

Roma

guente

nel gio-

171 8, che nella suddetta chiesa Maria in Vallicella, per la festa di s. Filippo, gi si celebravai

ved dell'Ascensione, e fu trasportata la Cappella al sabbato,


il

essendo
di

Papa

assente per la

gita

Be-

vano
vi

secondi vcsperi
,

coli'

interveni

to de' Cardinali

e che nel 172 ebbe luogo nella mattina la Cappella Cardinalizia (^Fedi), mentre
nella vigilia la chiesa
sitata

nevento, che continuava a governare come suo vescovo. Clemente XIll,


nel
1

7(3 'T,

si

rec

celebrare

la

era stata

vi-

da Innocenzo XIII, ricevuto da molti Cardinali secondo il costume d'allora, in cui quando il Pa,

Cappella nella suddetta chiesa a' 27 maggio perch nel giorno precedente, ricorreva la solennit di Pen,

tecoste

ma

nel

769 non

Inter-

veine

il

successore Clemente

XIV,

pa recavasi a

visitale

qualche chie-

perch non era ancora coronalo.

n
3.

GAP
le1)ia

CAP
della

Cappella
creazione^

anniversaria

od
che

elezione del
si

Papa
nella
risiede

regnante,

celebra

Cappella
il

Palaliiiaj

ove

bench sia assente il Papa come avvenne nel Pontificato di Benedetto XIII, allorquando and a Benevento nonch sotto altri Pontefici. Incontrandosi per l'an,

Pontefice.

niversario

della

creazione

di

Clein

mente XIII
1

nel d dell'ottava della


degli
apostoli
,

Cardinali

vi

si

recano in vesti,
rosso, con

festa

de' principi
si

e cappe e

tutt' altro

due

cui

tiene

Cappella
volle,

Cardinalizia
in
il

carrozze, e servi colle livree di gala,

nella basilica
il

lateranense,

tutto

bench avvento
vestire

cada nelle tempora, in , o quaresima ec. , meno nella settimana santa, in cui devono
ci
di

suo Pontificato
nel

che

sagro

Collegio

intervenisse

a quella della
apostolico, e
il

creazione

palazzo

paonazzo.

Il

Papa

vi

si

nella detta basilica supplisse


tolo.

capi-

conduce in manto o piviale bianco, e mitra di lama d'oro. L'arazzo, o quadro dell'altare, anticamente rappresentava Ges Cristo, che conferisce

Infausta fu

l'

ultima Cappella,

che celebr a' i5 febbraio 1798, Pio VI, dappoich mentre egli assisteva nella Sistina alla Cappella del

s.

Pietro l'autorit di pascere


il

XXII

e governare

gregge cristiano, copia del dipintore sanese Giuseppe Passeri. Ma quello, che si espone oggid,

pidoglio

suo anniversario, fu sul Camrepubblicani dai francesi


la libert,

proclamata

e
il

la

nuova

repubblica tiberina, ed

rappresenta
il

dentore,
stoli

quale
trono,

medesimo Reil comanda agli apoil

di

propagare

vangelo.

La

coltre del

e la coltrina della
d'

commissario Halier si rec ad annunziare al Papa, circondato dai Cardinali, che il suo regno era finito. P^. Anniversario dell'elezione del Papa.
4.

sedia di

lama
il

argento

co' fiori

d'oro, e

paliotto dell'altare di
,

Cappella

Anniversaria

della

colore bianco.

Canta messa co' paramenti bianchi, il secondo Cardinale


creato

dal
si

Papa regnante,
sogliono

e
i

coronazione del Papa regnante, che si celebra nella Cappella del palazzo apostolico, dove abita il
Pontefice.

air offertorio

cantare

mottetti
tro

Tu
es

es Petrus j

ovvero
il

l'alI

Tu

Pastor ovium , ambedue

Cardinali vi
,

si

recano con due


in
livree di

del Palestrina.

Non

essendovi
il

serfine

carrozze
gala,

co'

domestici

mone, dopo che


della messa
il

Papa
1'

al

ha data

la benedizione,

con abiti, cappe e tutt' altro rosso in qualunque tempo; ma se


cadesse nella settimana santa (s'in-

celebrante

pubblica

indulgenza

di trenta anni concessa agli astanti.

Dopo
no,
a

la Cappella,

il

Cardinal decagli

nome
fa

del
al

sagro Collegio, in
augurii di

tende nei giorni nei quali non siavi altrimenti si trasferisce Cappella, nella settimana in albis), usano, co-

sagrestia
glorioso,

Papa

me

pi sopra

si

disse,

vesti,

e cappe

lungo Pontificato, mediante breve discorso, al quale risponde il Pontefice con espressioni
e
di gradimento.

paonazze,
in

ed

il

Pontefice v' inter-

viene con piviale bianco, e triregno


capo.
quello

Questa Cappella, cosi

quadro dell' altare Il medesimo della Cappella della


cio la propagazione del

me

quella della coronazione,

ce-

creazione,

GAP
vangelo. Canta messa
il

CAP
primo Carall'of-

,57.
si

mensa
,

dell'altare

non

pone

al-

dinale tatto dal regnante Pontefice,

chiamato prima creatura; ed


fertorio
si

canta

il

mottetto,

In dia-

demate

capits

Aaron
di

ec, di Felice
Baini.

Anerio, ovvero, Jppavuil Doninus

cuna mitra. I Cardinali poi vestono abiti e cappe di colore paonazzo. 11 quadro, o arazzo dell'altare, rappresenta il Salvatore, che risuscita Lazzaro: tanto le candele dell'altare, de'candellieri de' ceroferari
della
,

Salomoni
,

ec.

Giuseppe

che
e le

Compartitasi dal Papa la benedizioviene pubblicata 1' indulgenza ne


dal Cardinal celebrante di trenta anni, concessa agli astanti.
la Cappella,

cancellata o balaustrata,

torcie per l'elevazione,


gialla.

sono

di

cera

La

coltre del trono di seta


,

Terminata

dopo che

il

Papa

si

o ganzo d' oro paonazza come lo sono la coltrina della sedia, ed il paliotto.

spogliato in sagrestia, o camera dei paramenti degli abiti sagri, il dein nome cano del sagro Collegio de' Cardinali suoi colleghi, rinnova
,

La funzione

in tutto simile
de' fedeli

a quella dell'anniversario

defnti, che descrivesi al n.

87 del

le felicitazioni

per la conservazione,

Avverte l' Adami , nelle sue Osservazioni sul coro della Cap-

X.

e lunga vita del


il

Sommo

Pontefice,

quale risponde con ringraziamenti

pella Pontificia pag. 1 52 , che essa si regola a seconda se assiste, o

invocando 1' aiuto dell' Onnipotente per ben governare la sua Chiesa.
IVon intervenendovi
il

no

Papa,

vi so-

il Pontefice, cantando messa coi paramenti neri, la prima, o pi degna creatura elevata al Cardina-

no esempii
si

che

il

Cardinal decano
del Pontefelicitazioni.
artificiali,

lato dal

Papa

defonto, e facendo
1'

il

recasse

nelle

camere

Pontefice
catafalco,

vivente

assoluzione

sul

fice,

ad eseguire eguali

Delle illuminazioni, fuochi

o tumulo, che al fine della messa due accoHti pongono innanzi


al

ed altre dimostrazioni di
si

gioia,

che

Pontificio trono.

sogliono

fare

nell'
si

anniversario

Leggiamo
anticamente
Pontefice
,

poi
i

nel

Sestini

che
dal
cele-

della

coronazione,
,

tratta
si

a que-

Cardinali
cui erano

creati state

sto articolo

ove pure

riportano

analoghe
5.

notizie.

brate queste esequie, dopo la Cappella calavano nella basilica vatica-

Cappella Papale per V anniversario dell'ultimo Pontefice defonto


j

na

se

la

Cappella
,

era stata fatta

nella

Sistina

che celebrasi nella Cappella

orazione per la
il

recavano a far di lui anima, avanti


si

del palazzo abitato dal

Papa

re-

suo

deposito

presso

la

cappella

gnante j e Cappella anniversaria dell' esequie 3 che i Cardinali celebrano al Papaj che
Il
li

del coro.

cre.

Cappella anniversaria delle esequie^ che nella Cappella del coro della basilica vaticana, celebrano
i

Pontefice

pr tempore suole

ogni anno far celebrare l'esequie al

suo immediato predecessore nel giorno anniversario della morte di lui,


recandovisi
piviale

Cardinali al che li cre.


I

Pontefice defonto,

con
e

stola

paonazza
di

e
di

Cardinali

creature

rosso,
,

mitra
la

lama

cio quelli

esaltati

d'un Papa, da un Pontefice

argento

usandosi

quale

sulla

al Cardinalato,

celebrano ogni anno,

TS

GAP
superstite

CAP
uno
la

finch rimane

di lo-

gramento

chiuso
alla

nel

ciborio,

nel
prin-

ro

nel d\ anniversario

della di lui
cui spesa

])assare innanzi

morte, solenni esequie,

cipi degli Apostoli, la

tomba dei il Papa con


si

tutta

ascende a circa scudi trecento, che parti eguali dai Cardisi pagano a
nali del

corte genuflette; giacche

legge

nel Diaiio mss.

del cerimoniere Gio.

in

medesimo collegio presenti Roma, onde l'ultimo superstite


all'

supplisce
v'i

intiera spesa,
,

potendo-

se

vogliono
Il

gli assenti.

essi,

fa

le

anco primo, o piii antico di spese, ed invita i suoi


,

concorrervi

Paolo Mucan/io: die io octobris I 'J94 conclusum fuit, quod Papa et alii genuflectere deberent in " transeundo ante altare apostolo>i

rum tam
in

in basilica
s.

s.

Petri,quam
ibi

?'

basilica

Pauli, quia

sunt
sicuti

collcghi e gli altri Cardinali; inter-

>
.'

dimidiata

eorum

corpora,

venendovi
e tutto

s gli uni che gli altri con una carrozza, in vesti, cappe

altro

paonazzo.

Sono

rice-

eliam in basilica lateranensi ante capita dictorum apostolorum. Ita approbante Cardin. Gesualdo, et
j

vuti dallo stesso Cardinale,


fatto l'invito,
ringraziati.
I

che ha

magislris creremoniarum Paulo

A-

da cui

poi vengono

caudatarii incedono in
,

laleona. Guidone Prevosto, et Jo. Paulo Mucantio.

sottana e fascia di seta paonazza


ferrai uclone nero.

Giunto
del coro,
stallo

il

Pontefice nella cappella


sotto
di

prende luogo nel primo

Canta messa un vescovo, il quale per r invito che riceve, suole essere un canonico della stessa basilica,
coli'assistenza dei ministri delle cap-

canonicale,

un

pici

colo baldacchino, ed perci che

pelle Cardinalizie, ed altri della

Cap-

pella Pontifcia, erigendosi fuori del

occupano gli stalli de' beneficiati il maggiordomo, il maestro di camera, l'elemosiniere, e il sagri sta in abiti prelatizii prendono
Cardinali
;

coro un magnifico tumulo sovrastato

stemmi del defonto Pontefice, e circondato da molti candal triregno, cogli


dellieri

luogo in quello de' beneficiati, e la in mantellone paonazzo, cio i camerieri segreti par-

camera segreta
i

con candele

di cera

bianca,

tecipanti,

cappellani segreti, e

gli

del qual colore

tutta quella, che

aiutanti di camera, siedono nei banchi dalla parte del vangelo.


I

adoperasi in questo funerale.

can-

Suole

il

Papa regnante, come


altri

fe-

tori

sono

quelli

della

basilica,

cero alcuni
intervenirvi

suoi

predecessori,
,

alF improvviso
si

ma

mentre stanno per terminare il canto del Dies irce ec, cerimonieri Poni

Cardinali
cappella
trato
alla

non
del

muovono

dalla

tifcii,

assistiti

dagli accoliti

cappel-

coro;

per

incon-

lani

comuni, dispensano
ai

la torcia e

porta

dal

Cardinal ar-

candela
si

caudatari, la quale torcia

ciprete, e da parte del capitolo va-

ticano, che dipoi nella partenza ivi


lo

accompagnano. Egli
di

\i

si

reca in

accende al vangelo, al prefazio, e per la solenne assoluzione, soireggendo quella del Papa il cameriere
segreto coppiere: pel resto della funzione non evvi niente di particoe terminata che sia, il Papa ne parte col medesimo accompagnamento, non avendo luogo pi per la sua venuta il ringraziamento al
lare,
se

sottana, fascia, rocchetto, mozzetta

panno, o cammellotto rosso, secondo la stagione, colla stola


di simile colore,

e scarpe

accompagnato dalla

sua camera segreta, e dalle guardie nobjh, e svizzera. Adorato il ss. Sa-

CAP
sagro Collegio del Cardinale, che lo

CAP
pella

1%

dall'appartamento vaticano alla Cap-'


Sistina
,

ha

invitato.

poi alla basilica vati-

Non
cenzo
in

riuscir discaro,

che qui
s.

si

cana e sua tumulazione.


5.

aggiunga, che essendo sepolto Inno-

Novendiali esequie pei defonti


Cappella, che precede l'entra-

nella chiesa

di

Agnese
visse
il

Pontefici.
6.

piazza

Navona,

finch

pronipote Cardinal Benedetto Pamanniverlili, fece in essa celebrare


sarie esequie
,

ta de' Cardinali in conclave.


7.

Cappella per
cattolici.

1'

esequie

de' so-

invitandovi

il

sagro

vrani
8.

Benedetto XllI, nel 1725, con mitra di argento e piviale paonazzo, ad


Collegio.

Cappella Papale per


defonto.

l'esequie

and

nella basilica vaticana,

di

un Cardinale

assistere alle esequie anniversarie di

9. Funzioni dell' apertura, e chiusura della Porta santa.


I

Clemente X, di cui era creatura, co-

o.

Funzione e processione pe' giu-

me

lo era

il

INIarescotti,

che conta-

bilei
I
f

straordinaiii.
.

va cinquanta anni di Cardinalato, cantandovi la messa il Cardinal


Altieri,

Funzione e pontificale per


di

la

canonizzazione.
12. Battesimo

pronipote del

Papa

defonto.
,

ebri

ed infe-

Dipoi tanto a Clemente

e pri-

deH.
i3. Benedizione delle fascie. i4-

ma di lui ad Innocenzo X, ad Urbani Vili, e poscia ad altri Pontelici defonti,

Altre diverse funzioni straoril

dai rispettivi pronipoti,

dinarie, che celebra


tefice.

Sommo

Pon-

bench non creati da essi Cardinali, fiuono fatte celebrare nella basilica vaticana le esequie anniversarie, con
invito del sagro Collegio;
e siccome

I.

Funzione sagra, che


l'elezione

si

fa dopo
Pontefice,

del

novello

Clemenle X\l fu tumulato nella sua


cappella entro
se
,

nella
rinaie,

Cappella Paolina del Qui'


in quella Sistina, e nella

la

basilica

lateranen-

ivi

Cardinali

sue

creature,

basilica vaticana.

gliele

celebravano.
i

Ed
XIV,

il

Cardinal

Portocarrero, nel

7^9, prima creastabil

Appena
ha dato
gli
il
il

il

tura di Benedetto

alla

Cardinal creato Papa suo consenso, vestito dericeve

morte

di questo, di fargli celebrare anniversarie esequie, finch egli fosse

abiti

Pontificii,
la
si

sagro Collegio
(

da tutto prima adorazioapre


il

vissuto.

ne
ve,
il

ed

P edi ) indi il nuovo


,

concla-

Pontefice,

quando
ve-

II.

Cappelle e funzioni straordinarie,

conclave

si

faceva

al Vaticano,

passava
stito

nella

Cappella

Sistina

T. Funzioni dopo seguita l'elezione del nuovo Papa. 2. Coronazione e consagrazione del

la

de'paramenli sagri, a ricevervi seconda adorazione. Celebrandosi


il

oi*a
i

conclave al palazzo quirinale,


,

Pontefici novelli

dopo
recano

la

detta

Pontefice.
3.

piima adorazione,
slina del Vaticano
,

si

alla Si-

Possesso del Papa.

con treno nobile o

4.

Morte del Pontefice morte

trasporto

senjipubblico, accompagnati da

due

del cadavere la sera del

terzo gior-

Cardinali

pii

degni, o nel medesino

no

di sua

dal Quirinale, o

giorno della loro elezione, o nel lU

i^o
seguente,
nel

GAP
come praticarono Pio Vili
il

CAP
la

stessa

sedia gestatoria

ivi

portato'

regnante Gregorio XVI nel i83i. I Cardinali, sebbene sia quaresima, o avvento ec, vanno alla Cappella Sistina in abito

1829, e

avanti l'altare

Papale,

nuova-

mente discende, prega alquanto, e postosi sopra un cuscino a sedeie in mezzo alla mensa dell'altare, gli viene resa dai Cardinali
razione colle cappe
il

rosso,
di

con treno
,

di gala,

prima
del-

la terza

ado-

entrarvi
le

nella

sala
Il

regia pren-

sciolte.

Appena
l'

dono
l'

altare

Gesi^i

cappe rosse. anticamente Cristo, che d


;

quadro
chiavi
si

Cardinal decano ha reso


consiste

obbedel

rappresentava
le

dienza, che

nel

bacio

s.

piede, e della

mano

del

Papa, che
,

Pietro
d,

ma quello,
il

che

usa oggipredica-

d a
nali

lui

un
ritira
ivi

duplice
dalla

amplesso
parte
il

al-

figura

Salvatore, nell'atto di
la

trettanto praticando gli altri Cardi,

comandare
zione
del

agli apostoli

si

dell' epi-

vangelo,

11

baldacchino
cremisi

stola,

ed

intuona

Te Deum,

dell'altare di

velluto

trine e frangie di oro, e colle

con armi
il

che viene proseguito dai cantori Pontificii,

sinch tutto
l'

il

sagro Collegio

del

nuovo Papa:

simile quello del

abbia resa
i'

adorazione. Terminato

trono,

ma

la

coltrina della sedia, e

iimo,

il

dossello di ganzo o

lama d'argento

co' ricami a fiori d'oro, essendo bian-

Pater noster, ed fac servum, ec,


nati
i

Cardinal decano intona il il versetto Salvuni


co' seguenti, termi-

co

Giunto il Pap nella sagrestia, ivi prende il piviale bianco, e la mitra di lama
il

paliotto dell' altare.

quali,

il

Pontefice stando sul:

r altare stesso, senza mitra, dice Sii nonien Domini benedictum, ec. , e
rivolto verso il popolo, lo benedice per la prima volta solennemente, e quindi riascende in sedia, si spoglia

d'oro, e preceduto dal consueto ac-

compagnamento,
pella
,
,

si

reca

nella Cap-

Sistina e dopo aver brevemente orato vien posto a sedere sopra un cuscino in mezzo all'altare,

de' sagri

paramenti
,

nella

Cappella

ove riceve
la

dai Cardinali

la

se-

conda ubbidienza

di adorazione dola ter-

medesimo treno ed accompagnamento ritorna al palazzo quirinale, seppure non voglia


della Piet
e col

po

quale
s.

per ricevere
si

passare alla contigua

residenza

del

pone in sedia gestatoria mentre i due cantori soprani anziani intuonano 1' antifona Ecce sacerdos' magnua, ec, ed il coro risponde Qui in diebus suis ec,
za in
Pietro,
,
: :

palazzo

V. Elezione dei Pontefici e Benedizione, ove si parvaticano.


la

di quelle del
le

Papa

in

quali

tempi
sta

comparte, ed imponente.

funzione augu-

tutto in contrappunto, la quale,

me,

no r mtonazione, si va replicando finche il Papa per la sala, e scala regia processionalmeute non
giunto innanzi
adorarlo,
l'

2.

Coronazione e consagrazione del nuovo Pontejice, che ha luogo nella basilica vaticana.
Dell' antico rito della coronazione

altare del

ss.

Sae consagrazione de'Pontefici,


la

cramento, ove scende dalla sedia per

dopo
basilica
:

essere stato ricevu-

si

par-

to nel portico vaticano


lo della
,

dal

capito-

il

cui
es
il

coro
Petrus,

canec.

ta

il

versetto

Tu

anche ai rispettivi articoli: qui solo diremo le notizie principaH, e ci che si pratica oggid, tanto nella
coronazione,

Filila

breve orazione,

Pontefice sul-

che

per

la

consagra-

GAP
aorte
dell' felelto
,

GAP
ilon
,

r6i

qualora

sia

insignito del

carattere

vescovile

ronazione del Pontefice stesso. Ma per queste coronazioni si deve intendere, che
le diverse
il

riguarda la funzione. Per ci poi elle appartiene alla descrizione del Pontificale, che ha luosolo tiuanto

Papa

in tali giorni fra


si

mitre che usava,

met-

teva
t di

il

triregno, e perci la festivi-

go
ne,

nella
si

coronazione e consagrazioil

tali

giorni appellavasi, Festuni

pu vedere
quello

n.

17 del Xj
,

cio per
se

di

Pasqua

in cui

ne

fa tutta la dichiarazione^

e che

sa, che fina dall'antichit Papi avevano tre mitre, cio una bianca tutta liscia, l'altra ricamata

coronae. Si
i

meno
quale
tro,

alcune particolarit,

le

quali
il

in

oro,

ma

senza cerchio dalla parte


d' oro,

qui noteremo,
si

eguale a quello,
s.

inferiore, e la terza

celebra in questa, per

Pie-

con cerchio
triregno^

pure ricamata chiamata rtgno,

per Natale, e

per

le

canoniz-

pliryg'mm, mitra turbinala^ iiara^ e

zazioni.

quando

si

compose
si

di

tre

corone.

La prima

vuol data da
s.

Della Coronazione del Papa.


Antichissimo senza dubbio l'uso
di coronarsi
i

Costantino IMagno

Silvestro I

in segno della libert

dalla

Chiesa
la
fi-

acquistata per mezzo di quell' impe-

Pontefici.

Fanno

essi

ratore nel tarsi cristiano, per

questa cerimonia con gran magnificenza, non gi per far pompa della
loro suprema dignit,

ma

per mag-

gior esaltazione della gloria di

Ge-

s Cristo, e della sua Chiesa. Vuoisi la prima coronazione rimontare a s. Leone HI nel 79*), e che sia stata
eseguita sui

gradini

inferiori
I,

della

gura conica segno di libert, simile ad un pileo; la seconda corona dicesi aggiunta nel io58 da Nicol li, ovvero da Bonifacio Vili, o da Clemente V; mentre della terza si d vanto a Benedetto XII, ed anche il o a Bonifacio IX, ad Urbano tutti fioriti nel XIV secolo. In pro-

basilica vaticana, to

o a Nicol

crea-

neirSjS. Ne una sol volta coronaPontefici dopo la loro elevansi Hone, poich solevasi farlo in diveri

II, ClemenVII, Paolo III, Clemente Vili* Urbano Vili, e Pio VI fecero fare

gresso Paolo II, Giulio


te

nobilissimi e
tutti

preziosissimi

triregni,

si

altri

giorni
ss.

feste de'

anno, cio nelle Quattro coronali, di s.


dell'

perduti nelle vicende del secolo

decorso, per cui ora

non
dal

vi

Martino I, di s. Clemetite I, nella prima domenica dell'avvento in s. Maria maggiore, nella domenica Laetare nella chiesa di s. Croce in Gerusalemme, nella domenica Gaudete
ove facevasi altrettanto nella seconda feria di Pasqua, nella seconda domenella basilica di
s.

quello donato da Napoleone

VII, e
te

l'usuale fatto

che Pio regnana

Pontefice.
,

Tanto
i

poi
si

le

mitre
gelosasi

preziose

che!

triregni
s.

custodi-

vano
meilte,

in

Castel

Angelo
le

Pietro,

e con tutte

formalit

nica

dopo

questa

solennit,

detta

Paslor
la

Doiuiff^

per l'ascensione, per


s.

pentecoste, per la isla di

Pies.

tro,

per quella del


s.

s.

Natale, per
I,

Stefano, per
fsrnia,

Silvestro

per l'Epi-

e per l'anniversario della coVOL. VIH.

cavavano nel giorno precedente al Pontificale, ed alla festa del Corpus Domini, nonch per la coronazioue del nuovo Papa. Per questa gli antichi Pontefici destinavano un giorno di festa o di domenica, come si pratica oggid sebbene Clemente VII, Paolo 111,
li

, ,

i62

GAP
di altri Pontefici,

CAP
e da
zione del paolo in Belvedere; ed
altre copiose beneficenze, di
ir

per non dire wltimo Clemente XI, si coronarono in giorni feriali. Nel giorno precedente alla coronazione, nel cortile di Belvedere del palazzo vaticano,
l'elemosiniere distribuisce

cui fu-

rono sempre larghi


fici.

romani Pontecoronasi

Bens nella sera della


,

zione

nella

seguente

vedono

per cadauno dei poveri,

un paolo che d'am-

per tutta

Roma

segni di allegrezza,

bo
so

sessi

ivi si

presentano.

Lo

stes-

si

pratica ogni
essa
,

anno
e
si

negli

an-

niversarii di

nello

stesso

con fuochi, illuminazioni, e spari; illuminazioni, che particolarmente si fanno nei palazzi de' Cardinali , del corpo diplomatico de' prelati , del
,

giorno precedente

fa altrettanto

magistrato romano,
e che
si

e della nobilt,
anniversarii

ma
la

colla dispensa di

un

grosso. Nel-

ripetono negli

mattina

poi
si

della

consagrazione

della coronazione, insieme all'illumi-

anticamente

vello Pontefice

poneva avanti al noun gallo di bronzo sopra una colonna, per rammentargli,

nazione della
cupola
la

facciata,
coli'

colonnato e
incendio delsul
Castel
s.

vaticana,

rinomata girandola

secondo

il

Macri,

il

fallo

di

s.

Angelo.

Pietro, e

l'umana

fragilit,

nonch

Se
nobile

il

Papa
o

abita al Quirinale,

si

per invitarlo ad essere piacevole ed indulgente col suo popolo, e compatirlo. E poi falso, che in tal gior-

reca alla basilica vaticana con treno

semipubblico
gius's:i il

carrozza,

costume,

avendo ia i due pi
si

no

solevasi

cantare

al

Pontefice

degni Cardinali
recati
al

forastieri,

che

sono
il

Non

vdehis

annos
Pietro

Petri,

come non
Ponvivere

conciave.

Nel

passare

potesse arrivare agli anni del


tificato di
s.
,

non

ponte di s. Angelo, il Castello spara alcune salve di artiglieria , mentre


gli

in esso pi di venticinque anni.

Era
che
i

altres

antichissima

usanza

pinti

stemmi del nuovo Pontefice, disu due grandi stendardi, svenil

Pontefici nel giorno della lo-

tolano sul
d,

ro coronazione gettavano al popolo gran somma di denaro, ed im-

in cui

medesimo forte, come nel Papa si rec al Vatifunzione


dell'

cano per
zione
,

la

adora-

bandivano magnifica mensa ai Cardinali, ed ambasciatori de' principi;


consuetudine, che pel giorno della coronazione rimonta a Papa Valen-

nel quale passaggio fu pure


dai
alla

salutato

cannoni

del
de'
,

Castello.

dur sino a Pio II, a Paolo II, e ad alcun altro Pontefice, rimettendolo nel i555 Paolo IV. Ma Pio IV, s. Pio V,
tino, eletto

Tanno 827,

Gregorio XIII, e Sisto V tolsero l'uso


di gettare sulle scale

paramenti ed il piviale gli abiti sagri bianco, con mitra di lama d'oro; mentre se egli gi abita al Vaticano, si reca a piedi alla detta camera de' paramenti, ove trova i Cardinali vestiti di abiti, scarpe e cappe ros-

Giunto prende

camera

della

basilica

se,

essendovi
,

andati

con

treno

di

nascevano uccisioni, risse, e disgrazie, ed ancora tolsero il solenne banchetto, erogando il denaro, che si gettava, e spendeva,
vaticana
il
,

denaro

ove

gala

colore

che

in

questa

circo-

stanza
to

usano, bench fosse avvenquaresima. Montato il Papa

nella sua sedia gestatoria co' flabelli

nel soccorrere
pii,

bisognosi,

luoghi

e monisteri poveri, avendo perdistribu-

preceduto dalla processione che egualmente descrivesi nel mena' lati

ei origine la suaccennata

zionato Pontificale di Pasqua

arri-

GAP
^-nlo al portico di
s.

GAP
Pietro, che in
di

i63

questa

circostanza
rossi

parato

da-

con trine d'oro, mentre i cantori della basilica cantano Tu es Petrus j etc, smonta dalla sedia e va a sedere sopra il trono, che quivi ti-ovasi alzato ed incontro
,

maschi

alla porta santa, sotto al baldacchlo,

Cardinali occupano

banchi

intorno, essendo tutto questo luogo

circondato da
milizie,
follato a

uno
il

steccato, e dalle
il

ed condotto alla cappella di s. Gregorio, detta Clementina, siccome edificata da Clemente Vili, la quale in questa funzione serve a ricordare l'antico e rinomato segretario, o sagrestia, ove i Pontefici solevano vestirsi de'paramenti sagri, prima di passare a celebrare all'altare. Quivi pure riceveva il Papa gli omaggi de' diaconi che poi uscivano dalla sagrestia, detta anche perin sedia,
,

nuovo

per contenere
vedere

popolo

af-

ci salutatorio, per vestirsi delle dal-

nuovo

Pontefice.

matiche, corrispondendo in parte


tal

un

Indi
silica,

il

Cardinal arciprete della bagli va a baciare il piede, e la


riceve dal

saluto

all'
si

ubbidienza

Cappelle

presta

che nelle dai Cardinah al


,

mano, e

Papa il duplice amplesso. Ci fatto, il medesimo Porporato legge, o pronunzia una breve
orazione gratulatoria, in cui esprime la sua gioia , e quella del capitolo valicano ivi presente per la di lui
assunzione al Pontificato, e lo supplica

Quivi recitavasi, come si fa in questa funzione , 1' ora di terza , detta ora sagra^ perch in quest' ora discese lo Spirito santo sopra gli apoPapa.
stoli,

e Gesi Cristo fu crocefisso. Nello

stesso segretario, oltre a diverse


nie,
i

ad ammettere

il

medesimo

al

cerimoPapi deponevano le vesti usuali, e prendevano i paramenti sagri dai


suddiaconi regionarii,
gli

bacio del piede, il che viene accordato benignamente. Assistito il Papa


da' due Cardinali
stesso arciprete,

uno

dei quali

diaconi

e dallo

riceve al
,

bacio del
,

metteva il manipolo, ed il pallio, che poi riponeva nella stessa sagrestia, in cui custodivasi. Quindi , che
gli

piede
rici

canonici

beneficiati
,

odierni Pontefici, per conservare


la

cappellani
chetto

Innocenziani
,

chie-

in parte
usi
,

memoria
,

degli antichi
all'
,

beneficiati
i

in

cotta
altri

roc-

ne' Pontificali ricevono


i

ubgli

primi
in
lo

gli

in cotta,

bidienza
abbati e
e
si

Cardinah

vescovi

tutti

cappa

se d' inverno.

Quin,

penitenzieri

dicono terza

di in cotta

baciano

cantori

vestono degli abiti sagri, in detto


diverso da quello, in cui stanno

chierici, gli alunni del

seminario va-

sito

ticano

ed
di
in

il

resto del clero della

in

tempo

del

Pontificale,

come

si

basilica,

e terminata questa

dimoe

dir al citato g
sto giorno

X, num.

17. In que-

strazione

ossequio

il

Pontefice
,

della

coronazione parti-

rimonta
la

sedia gestatoria

per

colarmente
zioni,

gi

porta maggiore, sulla quale evvi il suo stemma fra le immagini


ss.

dei

Pietro e Paolo,
il

si

reca ad anel-

ne al ch ivi stava l'antico

fanno tutte coteste fune danno ancora la benediziopopolo in delta cappella, persegi-etario, co-

tlorarc

ss.

Sagramento esposto
la

me

afferma
,

il

Cancellieri,

De

secre-

^a solita cappella, discendendo


isedia,

dalla

deponendo

mitra; nella
padi

qual circostanza tutta


i*ata

la basilica

tomo I, p. 2o4 e 409. Da luogo veniva il questo medesimo Papa in processione preceduto dalla
taris
ss.

con damaschi

rossi.

Dopo breve
,

Eucaristia, eh' egli adorava, nel

preghiera ripresa

la

mitra

sale

l'alto

che

gli

veniva mostrata den-

i64
Ir

CAP
cassa da

CAP
accoliti,
i

una
la

due
,

quali
in cui

ne' loro
le

stalli

a deporre

le

cappe e
gli altri

poi

collocavano

sull' altare

berrette rosse,

ed a

vestirsi delle

doveva celebrare
sotto
il

e dove giungeva

dalmatiche bianche, mentre


Cardinali
rii
,

baldacchino, detto
^

Mapula
i

cio
il

vescovi suburbicapiviale,

o Canopeo
cukrii<

che portavano
cui deriv
il

cubi-

assumono

preti le

Da
ss,

rito del-

pianete, tutto di

color bianco, colle


di

che il Papa va a preSagrameiito esposto, tutte le volte che celebra^ o che recasi in qualche chiesa alle Cappelle per

adorazioiiCj

mitre Cardinalizie
stiti

damasco
Il
il

ve-

stare ai

dai rispettivi maestri di camera,


,

caudatari

e camerieri.

Cardinal
vangelo,

diacono, che deve cantare


e
il

assistere

alla
la

messa

nonch

eb-

suddiacono uditore
ivi

di Rota,
si

che
i

be
il

origine

processione con cui

dee cantare l'epistola

latina,

vesto-

Pontefice^

sagri
l'

paramenti

dopo che ha assunto i s' incammina alj


predetta cappella
erige

no ad una mensa
prelati assistenti
,

preparata, ed

non

assistenti

altare.

cio
nella
si

vescovi
gli

del soglio, e gli altri,


orientali
i

Adunque,
di
s.

compresi
mitrati,
latini

e gli abbati
,

Gregorio,

dossello o coltre

e ricami di
velluto

fiori

un trono con di lama d' argento d'oro, come lo


,

assumono
questa la

paramenti

piviale bianco, e mitra di tela.

Essendo
sagri
di

prima funzione,

la coltrina della sedia

guarnito di

in cui parliamo

della assunzione dei


,

cremisi con trine e frange d'oro, ma senza baldacchino: vi sono i banchi pe' Cardinali e pel rimanente de' personaggi, che formano la Cappella Papale. Disceso
il

paramenti

daremo un cenno
,

quelli

de' patriarchi

vescovi
colle

orientali,

mentre

delle

vesti,

quali incedono alle Cappelle e funzioni ordinarie,


I

parleremo

al

IX.

Pontefice dalla sedia gestatoria, e


reca al trono,

vescovi greci indossano

una tona-

fatta breve orazione nel genuflessorio, colla mitra in capo


si

cella
il

sparsa di croci di stoffa di seta,


croci, e se lo

loro pallio tessuto di lana bianca

ove riceve all'ubbidienza i Cardinali, che in cappa rossa gli baciano la

con diverse
mit
vanti.
teca,

avvolgono
1'

intorno agli omeri, cadendo

estre-

mano

destra

sotto

manto o
il

piviale.
il

V aurifrigio del Anche a questo


i

parte

di dietro

e parte

da-

Sul

pallio

evvi

appesa una

ti'ono assistono

principe del soglio,


conservatori

senatore di

Roma,

liquie.

o croce contenente le sagre reHanno la mitra quasi simile


ornata di croci,
evangehsti
,

del popolo

romano,

col priore dei

alla tiara imperlale,

caporioni, vestiti co' rubboni di gan-

degli

emblemi

degli

Terminata V ubbidienza r uditore di Rota suddiacono apozo d' oro.


,

di altrettante teste di cherubini. Ri-

guardo poi
il

al colore de'

paramenti,

stolico

si

avvicina al soglio colla croil

ce Papale, ed
di,

Papa
nonieii

alzato in pie-

e detto Sit
la

Domini
al

he-

bianco pi comune, eccettuata la quaresima e i giorni di digiuno e di lutto, nei quali sono di colore
rosso.
I

nedictum^ d
tificii,

benedizione
i

po-

vescovi

polo, rispondendogli

cantori Pon-'

un
cos

piviale,

armeni assumono che non differisce molto

indi siede, e vien coperto colla


I

dal latino,
la

ma

non ha
della

il

cappuccio:

due ultimi Cardinali diaconi vanno quindi al soglio, nel luogo dei due primi , che passano
mitra.

forma delle nostre. Il pallio lungo due canne, e largo un palmo, cuopre gli omeri,
mitra

GAP
le parti

"GAP
gli

i65
e gli
si

davanti

e di dietro con

toglie dai lombi,


sinistra
.

pone
si

parecchie croci. L'enchirio di forma

sulla spalla

Tali vesti
quelle
il

quadra appendesi
destro.
Il

al

cingolo dal lato

usano

in

Roma

sempre
di

bianche,
cacolo-

vescovo siro poi porta la


latini,

meno

ne' Pontificali

mitra come quella de'


piviale con ricami;
il

cos

il

nonizzazioni in
re rosso
,

cui ricorre

pallio

con di-

in quello
degli

per
;

la festa

verse croci largo

portato a guisa

de' principi

apostoli

ed am-

di scapolare, essendo lungo

due

le

parti sino ai

piedi,

d'ambe^ penden'

dogli dal collo la croce episcopale.


quelli, che devono paramenti, gU uditori di Ilota, i chierici di camera, i votanti di segnatura , e gli abbyeviatorl

Ritoiiiando a
i

prendere

bedue sono guernite con galloncini d' oro. F. Greci. Ritornati al trono i due primi Cardinali diaconi gi parati, i due ultimi vanno a fare altrettanto, mentre
i

penitenzieri di
si

s.

Pietro, colle

pianete bianche

recano al proprio

sul rocchetto

sovrappongono
cappe; mentre
l

la cotta^

luogo,

gli
il

avvocati concistoriali

deponendo

le

referen*

assumono

piviale bianco, che met-

darii spogliatisi della mantelletla,

pon;

gono anch' essi


il

sul rocchetto la cotta


,

suddiacono

e diacono greci, che


nel loro

tono a traverso della spalla sinistra, perch poi, come si dir, deggiono rispondere alle litanie, che intuona il
Cardinal primodiacono. Essi pongono
sullo stesso piviale
il

devono cantare
stola, e
il

idioma

l'epi-

vangelo, prendono pure i paramenti del proprio rito, cio il diacono la dalmatica di lama d'ar-

cappuccio delle

loro cappe. Quindi

il

Papa

levatasi la

mitra,
la
ce,

si

alza in piedi, intona terza,


si

gento ampia, e talare, coll'ornamento suo proprio detto orario cio


_,

quale

fa di confessore Pontefialtri

ed come quella degli


,

Pon^

una
lici,

fascia eguale
la

larga cinque polalla spalla


,

tificali

cantata
il
,

dai cappellani can-

quale
,

si

appende

tori.

Postosi
i

Pontefice a sedere,
e le orazioni prepa-

sinistra

discende

davanti

e di

recita

salmi
della

dietro, avente alle

fiocchi d'oro,
letto

ed

simile;
croci,
;

due estremit tre con meranche ornata di


orlata

ratorie

messa

gli

vengono

messi

sandali dall'uditore di Rota,

e dall'aiutante di

camera

e terminata
il

tre

ta d' oro

e dell' iscrizione ricamaagionj agios, agios, che


necessaria

terza, e detto dai cantori

Bcnedica-

mus Domino j
tutti
i

si

lava le mani, e prende

esprime
esercita
gli

la santit
tal

a chi

sagri

paramenti pel solenne


che descrivonsi
al pre-

ministero, e l'inno

che
Al-

Pontificale,

angeli

cantano
braccia
Il

in

cielo

detto di Pasqua.
il

Finito di pararsi,

l'estremit
nipoli
detti

delle braccia
j

ha

ma-

o sopraman-

chCj con croci.


veste tonaca di
Stretta
,

suddiacono usa di
dell'

primo diacono colla ferula in ma^ no , dice Procedamus in pace , e rispondendo il coro In fio mine Chrisii

lama d'argento pi
corta
usata dal

Amen 3
e

il

Papa preceduto
processione

dalla

e
,

pii

croce,

dalla

s'avvia

che dalle sue lunghe piediacono ghe chiamasi versus linea, cinta di Mna zona o fscia puie di lama di
argento, che lo stesso Orario cui

all'altare Papale,

in sedia gestatoria,

sotto baldacchino bianco, co' flabelli


ai

due

lati.

Neil' uscire

dalla

cap-

pella Clementina, trova


di cerimonie genuflesso

porta

il

diacono, perch

quando

il

Hiddiacono e ordinato

diacono, se

na inargentata, che

ia

un maestro con una cancima ha doU

%6
la stoppa,

GAP
ed un chierico
di

CAP
Capdolo baciare prima allo stesso Papa;

pella con

ad

candela accesa d fuoco mentre alzando il cerimoniere la canna canta queste parole Sanate Paterj sic transit gloria mundi. Quindi si ripete l'incendio della stoppa ( Fedi), che pone sulla forcialtro chierico, il lella della canna
essa,
,
:

quale
seta,

la

porta entro
Pietro
ss.

un

cuscino di
alla

due
di

altre volte, cio avanti la


s.
,

mentre lo ferma con tre spilloni oro gioiellati, dice col ceremoniale: Accipe pallium sanclum, plenitudi nem Pontificalis officii, ad hono rem omnipolentis Dei, et glorio sissimoe Virginis Mariae, ejus ma" tris, et beatorum Apostolorura Petri et Pauli, et Sanctae Roma na Eccles3e". Ricevuto il Pontee
d'
-

statua

ed innanzi

fice

il

paUio, sale all'altare, e poi va

cappella
,

dei

Processo e

Marti

al trono grande,

ed

ivi

riceve

dai

niano dicendo in ogni volta il cerimoniere le medesime parole Sanate Pater etc, affine di rammentare al
novello Pontefice, nell'occasione che
s'

Cardinali, dai vescovi, dagli abbati,

e dai penitenzieri l'ultima adorazione, nel


i

modo

sopraddescritto

cio

incorona sovrano, e Pontefice massimo, quanto sia breve la gloria di questo mondo, simile ad una vamdi

baciano il piede, e la mano, ricevendo un duplice amplesCardinali


;

so
vi

patriarchi, arcivescovi, e vescoil

baciano
il

piede, e

il

ginocchio
Spirito, e
i

pa

stoppa
in

che
cui

finisce
si

nell' atto

destro, e l'archimandrita di Messina,


se vi ,
gli

medesimo

accende.
si

Qui

commendatore di
baciano
il

s.

avvertiamo, che prima


la funzione,

descriver

abbati mitrati, non che

peniten-

come

l'

eletto gi fosse

zieri vaticani,

solo piede.
il

vescovo, ed in fine
sagrazione, qualora

si

dir della conlo fosse.


1'

Terminata l'adorazione,
messa, ed
i

Papa, de-

non

posta la mitra, dice l'introito della


al-

Arrivalo
statoria,

il

Pontefice avanti

tare Papale, discende dalla sedia gee dopo breve orazione, incomincia l'introito della messa, stando in mezzo al Cardinal vescovo assistente, che tanto in questa funzione

Gloria
il

in excelsis

Kyrie, indi intuona il Dea, che il coix>


Finito
questo,
la

prosiegue col canto.


tra,

Pontefice torna a levarsi


e detto
il

mi-

Pax

vobis, canta l'o-

razione della messa in die


tionisj
si

corona-

della coronazione quanto in tutti

rimette a sedere, riprende la


si

Pontificali, il Cardinal decano del sagro Collegio, e al Cardinal diacono del vangelo. Finita la confessione, il

mitra, e

cinge

il

co. Il Ferrari, Biblioth.

grembiale bianCanon, tom.


dice che
si

VI. verbo

Papa, num. 78,


collette,

primo diacono
po, quindi
il

gli

pone
i

la

mitra in casulla sedia

nella coronazione del Papa,

canpriillu-

Papa

risale

tano da questo tre

la

gestatoria, ed allora

tre primi Car-

ma

allo Spirito santo,

perch lo

dinali vescovi

suburbicarii
le

recitano
orazioni,

sopra di

lui

tre

solite

dopo

le

quali discende dalla sedia, e

recandosi
dell'altare,

avanti
il

l'

ultimo

gradina

Cardinal primo diacogli

no

gli

leva la mitra, ed aiutato dal

secondo Cardinal diacono


sulle spalle
il

pallio Pontificio,

mette che

mini, la seconda alla ss. Vergine, perch lo protegga, la terza a s. Francesco perch come ripar questo santo la rovina della Chiesa, cos continui a sostenerla. Questa terza colletta a Francesco non sussiste, dappoich s. il cerimoniale de' Riti della s. Chiesa,

ficeve dal suddiacono latino, facen-

riprodotto con note dal

compilato dal Patrizi, e nel 1750 p. Catalano,

GAP
non
Io prescrive,

m
bens dice

tTAP
a
stesse

167
celebrarsi

ma

una

ni,
il

e litanie, continua
Pontificale colle

per s medesimo. FratCardinal primo diacono colla ferula in mano, per implorare la divina protezione, e quella dei sanlerzii colletta
il

cerimonie

tanto

degli altri, cantandosi l'offertorio in

il

ti sopra il novello Capo della Chiesa, accompagnato da un maestro di ce-

contrappunto dai Pontificii cantori, e mottetto: In diademate capitis Aaron etc. Non ha luogo per la codei Cardinali diaconi,

munione
natore di

del
se-

rimonie, e seguito dagli

uditori

di

principe assistente al soglio, del

Rota suddiaconi
ciali

apostolici, dagli av-

Roma,

de' conservatori,

vocati concistoriali, e

da

altri

uffi-

priore de caporioni

del

maestro

della corte Pontifcia, preceden-

do quattro mazzieri, processionalmente scende alla confessione j o sepolcro de' principi degli Apostoli, ove per tre volte canta con voce sonora Exaiuli Christe, a cui per altrettante volte gli altri rispondono:
>
*>

del sagro ospizio, siccome propria de'soh pontificali di Pasqua e Natale. Terminata poi la messa, il Papa vestito di tutti i paramenti compresi
il i

guanti, lasciando

sull'altare

solo manipolo, condotto


il

in

se-

dia gestatria sotto

baldacchino,
superionella

Domino
decreto

nostro (Gregorio), a

Deo
u-

e fra

flabelli

sul portico
basilica,

summo

Pontifici

et
ii

re della stessa
vi alla vista di

niversali Papae vita ". Indi

me-

loggia delle solenni benedizioni.

gran Quisi

desimo Cardinale dice per tre volte:


'^.

tutto

il

popolo

asside sul trono appositamente eret-

Salvator

Mundi,

cui

gli

altri

rispondono.
Vi.

Tu

illum adiuva ec.

ed il coro de' cantori incomincia mottetto del Palestrina Corona aurea super caput ejus etc., dopo
to,
il
:

Due
1^.

volte

^.

S.

Maria.
Michael.

il

quale
il

Tu
Tu
S.
S.

illum ec.

na

il Cardinale decano intuoPater noster. ec, e seguono i

Una
K>.

voltii

^.

S.
ec.

versetti,

come appresso:

illum

ij^

S. Gabriel.

^'.

^. ^. ^.
iJ'.

Raphael.
Io.

R.
^'.
jRj.

Gloriose

Baptista.

Cantemus Domino. enim magnificatus est. Buccinate in neomenia tuba.

S.
S.

Petre.

In insigni die solemnitatis vestrae.


Jubilate

Paula.

'^.

S. S.
S.

Andrea.
Stephane.
Leo.
Gregori.
Benedicte.
Basili.

^. R.
yj.

Servite

Deo omnis terra. Domino in Icetitia.


veniat.

^.
ij/.

Domine, exaudi orationem meam.

S>.
iJ'.

S. S.

^. Et clamor meus ad te %' Dominus vobiscum. R. Et cum spiritu tuo.


.

'?^
<l>.

S.
S.

Sabba.
Agnes.
Cacci lia.
>*
*

Quindi
cita

il
il

Cardinale suddetto rePontefice l'orazione


*

^.
"J/.

S.

sopra

O-

S.
S,

mnipotens
gnitas

sempiterne

Deus, di*

^.

setto dai mentovali

Lucia, dicendosi ad ogni verTu illum etc.


.

sacerdoti!,

et auctor regni,

da gratiam famulo tuo (Gregorio)


nostro,

Pontifci
Finita la recita di queste Orazio>i

ecclesiam

tua ni

fructuose rcgendi, ut qui tua ci-

i6
'>

CAP
regum,
et rector o-

nientia pater
luniiiDi

gando
lo nel
sale,

il

fideliiim

constituitur,

et

sagro Collegio ad governo della Chiesa

assister-

mii ver-

corc^rmtur, salubri tua dispositio-

e dello stato, co' suoi lumi,

e
b.

ne Guncla bene gubernentur. Per Ghristum etc, " e si risponde dagli


stessi

consigli ec,

invocando in pari temdella

po

il

divino aiuto, quello

cantori.
il

men.
dia-f

Allora

Cardinale secondo

Vergine, e de beati Apostoli. Quinr di il Pontefice si ritira nel suo ap-

mitra al Pontefice, ed Cardinal primo diacono, a cui il spetta coronare il Pontefice Romar
la

cono leva

partamento vaticano, e vi rimane ad abitarlo, ovvero dopo pochi giorni


ritorna al Quirinale,

mette in testa la sagra, tia* ra, ossia triregno, proferendo qucr te parole; Accipe tiaram tribus cor
no,
gli

Della consagrazione del Papa,


Eletto
il

ronis ornata m, et scias te esse w patrem principum, et regum, re ctoiem orbis in terra vicarium Salvatoris nostri Jesu Christi, cui
'
,

nuovo Pontefice dal grar


dopo
l'elezione viene
i

do

di chierico, suddiacono, diacono,

e prete, questi

consagrato vescovo.
riti
,

Nell'anno 827,
di

*
?*

est

honor et gloria in culorum. Amen ".


Fatta
la

saecula

sae-

e consuetudini
del

gioia della

consagrazione
il

novello
il

sommo
Mabillon,
e^

coronazione,
alta

Papa
le

se-?

Pontefice,

come
tom.

attesta
II,

dendo legge ad
trina,

voce

solite

Mas.

Ital.

cap. 18, p. 117,


esso

orazioni, per compartire in piedi la


e solenne benedizione
fra gli

componevansi della consagrazione


piscopale,
sulla

dell'imposizione
s.

di

spari de mortali della guardia svizzera, e de' cannoni di


gelo, fra

veneranda sedia di
del banche Ito

Pietro

Castel

s.

An-

dell'oblazione del sagrifizio pel nuo-

il suono delle bande della guardia civica , carabinieri , e linea SI a piedi che a cavallo, le milizie schierate sulla gran piazza vaticana,

vo

eletto,

che in

tal

giorno facevasi dal medesimo, e dei


donativi, che
si

distribuivano al se
agli avvocati, agli

nato, ai giudici,
scrinarli
,

gli

evviva del popolo, ed


delle

il

lieto suoi

no

campane,
l'

pu])blGando

Cardinali assistenti
narici,

indulgenza pie-

idioma latino, che in italiano. Quindi i Cardinali spo' gliatisi de' paramenti sagri , assumono le cappe rosse, ed accompatanto in

romano, chiamavano volgarmente preshiterii j mentre oggidi si praticano que' medesimi riti, che si usano per consagrare un veec, e al popolo
si
i

quali donativi

scovo,

meno
della

alcune

diiferenze,

per
del

ragione

sublime

dignit

gn9no

il

Papa, portato

in sedia ge-

statoria co' soliti flabelli, alla

came.

ra de' paramenti, ove deposti gli abiti pontificali, il Cardinal decano


in

capo augusto della Chiesa. La consagrazione del romano Pontefice si faceva anticamente in una domenica, ne mancano per recen-?
ti

nome
le
gli

del

sagro
del

Collegio

pro-

esempii

che fu eseguita in gior^

nunzia un discorso, in cui encomian-

do
phe

virt

nuovo Pontefice,

dei il maggiore augura lungo, e glorioso pontificato, ed il Papa risponde a-

meritarono

anche non festivi. Gli ultimi Papi, i quali non erano insigniti della dignit vescovile quando furono in-,
ni
nalzati alla sede apostolica, sono Cle-^

troni,

gli

mente Vili, Clemente XI, Clemente

jialogamente,

ringraziando,

pre-

XIV, Pio VI, ed

il

regnante Gre-

GAP
gorio

CAP
si

69

XVr.

In quanto poi ai primi


ascesero
alia

tratta d

quella de' Pontefici elet-

Pontefici che
di
s.

cattedra

Pietro col carattere episcopale


Cliiei

(giacche nei primi secoH delia


sa furono eletti l^api pi spesso

dia-

coni

clie

preti,

vescovi an-

ti dal grado episcopale, che anticamente si benedicevano sgltaiito, ciocche molti scrittori chiamarono eziandio Consagrazione ^ e tanto questa benedizione, che l' effettiva

"^f^v

che

meno

di

questi

ultimi

ab-

consagrazione, fino dai primi


della Chiesa, fu

secoli

biamo neir89i il primo vescovo, il quale da una particolare chiesa determinata sia passato alla romana nella persona di Formoso vescovo
di

sempre

fatta dai

Cares-

dinali vescovi suburbicarii di


di Porto,, e di

Ostia,

Albano. Oggid,
il

sendo sempre

decano
di

del
il

sagro
sotto

Porto; mentre
gli

di

chiese indeter-

Collegio vescovo

di Ostia,

opinano in favore di s. Lino consagrato vescovo da s. Pietro, ed anche Marino I eletto Papa neir882. Quando poi il roscrittori

minate

decano vescovo
la

Porto,

siccome
si

consagrazione del
Cardinali
cos

Papa

fa

dai

tre

suburbicarii

pi an-

tichi,
il

non sempre

s'incontra che
il

mano

Pontefice era gi vescovo priegli

vescovo albanese sia

terzo Car-

ma

della sua elezione,

non

si

dinale di dignit,

ma invece
i

quello di

consagra di nuovo, benedice


e
,

ma
,

soltanto

si

Sabina, o di Palestrina, o di Frascati,

benedizione

che

alcuni
,

uno
la

de' quali, ed

due primi nominati

chiamarono eziandio consagrazione


ne' primitivi

effettuano nella basilica vaticana,


della messa, coli' assistenza del
di tre

tempi

eseguivasi

in

prima

giorno di domenica. Episcopus (prescrivesi

Cardinal primo prete, e


nali diaconi,

Cardiil

nell'Ordine

romano
II,

del Car,

due

assistenti,

ed

terzo
l'

dinal

Giacomo
citato

Stefeneschi

presso

parato,

come

se dovesse cantare

e-

Mabillon qui in
*

tom.

pag.

Papam

electus

212), est , non


benedici,

vangelo, ed alla presenza del

sagro

Collegio in paramenti sagri bianchi.

consecratur

denuo, sed

>#
*>

tur aliquo die dominico


coronatur. Cos

quo

et

Ci si descrive dall'Adami alla p. 116, Della Consagrazione del nuovo Pon^


giacche non necessario in una medesima mattina consagrare, e coronare il nuovo Papa, e ne ab* biamo l'ultimo esempio in Clemente
iejce j

Agostino Patrizii nel suo Cerimoniale; Si electus Pontifex jam episcopus est, tan tum benedicendus, et coronandus ".
Trattandosi all'articolo ConsagraZioVE
il

guiva,

come, e in qual giorno secon le rispettive erudizioni

XIV, il quale neppure volle che la Consagrazione seguisse solennemente. Dappoich, eletto egli nel venerd 19
maggio 1769, nel seguente gioved non intervenne alla processione del Corpus Dominiy n al suo vespero, e neppure alla cappella di s. Filippo,
ed
alle

e notizie, facendosi ora


lo
stesso

prima

del-

Pontificale

che precede

la coronazione

, e per o di domenica, omesse le coso che riguardano o la coronazione, ci il Pontificale

suddescritta

Io pi in giorno festivo

processioni

dell'

ottava

del

medesimo Corpus Domini^


cor

cio late-

pali
il

limiteremo di acceimare funzioni, dappoich


Pontificale

le
le

princi-

ranense, e vaticana, perch non an-

descrive

consagrato

coronato.
de'

Nella
si

romano

e nelle cose

domenica pertanto
na, e per

28 maggio

essenziali eguale

a quella dei veBenedizioni

fece consagrare nella basilica vatica-

pQvi

mentre

all'articolo

minor pompa,

ed ineo

lyo

CAP
Volle,

CAP
v' in-

modo
appena
to
il

die
colle

Cardinali

mediatamente due cappellani cantori

tervenissero

cappe

rosse,

che

Pontificii
litanie
i

incominciano
dei
tre

il

entrati

nella basilica, visita-

delle

santi,

al

canto termine
vescovi

ss.

agli

stalli,

Sagramento, si recassero e che la messa fosse semlefta,

delle quali

Cardinali

compartono
capo
delle
di
lui

le solite

benedizioni sulimposizioni

plicemente

non solenne

se-

l'augusto consagrato, fanno pure sul


le

condo
sagrato

consueti
dal

riti.

Fu
,

poi

consotto-

consuete

Cardinal

Lante

di Porto essendo decano cagionevole di salute e dai Cardinali Albani vescovo di Sabina, e di Yorck vescovo di Frascati. Al termine della messa diede
il
,

decano, vescovo

mani, e del libro de' vangeli, recitando le analoghe orazioni; ed in tuonato dal Caidinal decano il P^en Creator spirituSj i cantori lo proseguono in canto figurato. Finito

l'inno,

mentre
il
1'

il

detto

Pordel

dall'altare la trina benedizione, quin-

porato unge

capo, e le

mani

di deposti gli abiti sagri


gli

e ripresi
rela

Pontefice, intona

antifona Unguen,

usuali, ritorn alla contigua


,

tum

in capile, etc.
i

che
1'

ripigliano

sidenza privatamente
scala presso

cio

per

in contrappunto

medesimi cantori,
,

l'altare del ss. Sagramento, e poscia nella seguente domenica ai 4 S'ugi^o si fece solenne-

terminata la
intona
il

quale

intero

coro

salmo: Ecce quam bonum, alternando a due cori un verso per

mente coronare.

ciascuno, ed in fine replica l'antifosi

La consagrazione adunque
dopo
sta
si
il

fa

na Unguentuni

in capite, etc, senil

canto di terza. Mentre queil

za intonazione. Intanto

Cardinal

prosegue, e
il

Papa prende
Cardinal

gli

consagrante pone

l'anello Pontifica-

abiti pontificali,

vescovo d'Ostia consagranle,

decano o, per

le in dito al Papa, ed insieme ai due Cardinali consagranti, gli d a

sua impotenza,
cano,
to,
si

il

Cardinal sotto de-

toccare

il

libro

de' sagri

vangeli,

reca in
col sagro

un luogo appartaparamenti Ponche usa apconsagra il sommo


i

e fattogli

un profondo

inchino, tutti

per assumere

tificali,

pallio,

punto

perch
in

e tre partono, e il decano va a deporre gh abiti 'Pontificali, per assumere il piviale col formale , per
assistere
il

Pontefice,

uno

ai

due vescovi
il

Pontefice alla celebrazio,

suburbicarii pi antichi. Vestitosi

ne della messa solenne


scovo
siede
assistente.

come
il

ve-

Papa, preceduto
si il

dalla

processione,
,

Alzatosi

reca avanti

l'

altare Papale
gli

Cardinal diacono

leva

la

ove mifa
fe-

sul

faldistorio,

Papa, e mentre il
gli

Cardinal
asterge
si
il

diacono

ministrante

tra,

ed

il

Pontefice dopo aver bresull'altare stesso,

vemente orato,
l'atto

lava

le

capo della sagra unzione, mani; dopo di che diintroito della messa, as-

solenne della professione di


la

sceso nel ripiano inferiore dell'altare,

de [Fedi), terminata

quale, va

recita

l'

a genuflettere nel genuflessorio collocato sulla predella dell'altare. Allo-

sistito

dal Caxxlinal decano, dal Car-

dinal diacono ministrante, e dall' uditore di


co,

ra

Cardinal decano, come vescovo consagrante, si pone ginocchione


il

Rota suddiacono

apostoli-

alla sinistra del

Papa, e
al

due

Cai--

dinali vescovi consagranti

fanno

al-

mette nel braccio sinistro il manipolo, e poi presenta al Cardinal primo diacono il pallio, il
che
gli

Uiettanto

dietro

Pontefice.

Im-

quale

lo

impone

al Pontefice colle

GAP
formule descritte superiormente, parIl resto landosi della coronazione.
della
3.

CAP
Possesso solenne che

71

Pontefici

messa prosiegue
si

come

quella

prendono
nense.

della

basilica

latera-

del Pontificale delia coronazione. All'

offertorio

canta
etc.

il

mottetto

Eal

xiiltatc
cori,

Deo,

del Nani ni
si

a due

nel qnal

tempo

recano

tanti di segnatura,

trono Pontifcio cinque preiati voaccompagnati dai


mazzieri, e da

Alla patriarcale basilica di s. Giovanni in Laterano, come a propria loro cattedrale, si recano i Sommi
Pontefici

dopo
,

la

loro

elezione,

le oblazioni sistenti
j)ani,

un cerimoniere, colconda farsi al Papa


,

coronazione

prendervi

solenne

possesso, detto anticamente Processo^

in

e in

due due

ceri ornati,
bariletti di

in

due

e Processione. Allorch,

a'

26 marza

vino, co-

se tutte, senta,

che il Cardinal decano preed offre alla sagra di lui persona; mentre la messa continua colle

dell'anno '/Si, fu eletto Papa Stefano II, detto III, essendo egh gran-

demente amato dal popolo romano,


per trasporto di gioia lo portarono
sulle spalle alla basilica lalerancnse,

prescritte Pontificali rubriche, e


si

con quanto
ne
etc.
il

disse

parlando

della

coronazione, cantandosi

all'elevazio-

mottetto:

Fratres, ego enn,

onde venne adombrato il primo possesso, e ne rest l'uso di portare in alto il Papa, quindi quello della
sedia gestatoria.

del Palestrina.

Quando
che
,

il

teneva nello stesso giorno alla


sa
i

Papa men-

Tuttavolta per co-

mune

sette

Cardinali,

avevano
avverte
dei
re-

particolarmente di Francesco Cancellieri, nella sua eruditissima storia de^ Possessi de' Papi
vuoisi che
s.
il

consenso,

assistito

alla consagrazione

V Adami

citato

che

il

collegio
si

primo

fosse

quello di

cappellani cantori, senza cotta

cava nel luogo del pranzo per cantare, dopo che per la prima volta avea bevuto il Papa, tre o quattro
mottetti a pi voci sull'organo.
riuscir discaro,

Dappoich, creato questo Pontefice a' 26 dicembre yg"], e consagrato nel d seguente, dopo la consagrazione fu coronato ai gradiIII.

Leone

Non

ni inferiori della basilica vaticana, e

che qui si aggiunga, che eletto Pio VII nel conclave tenuto nel monistero di s. Giorgio in Venezia, in quel tempio fu solennemente coronato ai 2 1 marzo 1800, osservandosi tutte le consuete cerimonie s\ del Pontificale, che
della coronazione, per cui
il

quindi con

processione

si

port alla
successo-

basilica lateranense, ci

che eseguito

in progi^sso di
li, chiamossi

tempo dai

questa

funzione Pro-

cesso,

e Processione, da procedere
la

dopo
al

Cardidella

coronazione dal Vaticano Laterano, dalla tomba dei principi degli apostoH, alla prima chiesa
del
fa

nal di

Yorck come
s.

arciprete

mondo.

Il

medesimo

Cancellieri

basilica di
dita, e

Pietro, recit un'eru-

pure derivare
in

l'origine di tal pos-

naci armeni mechilaristi


stero di
s.

breve allocuzione, e due model moniLazzaro, isola della stes-

sesso allorch, lo stesso

san Leone III


ai

ritornando

Roma

29 novem-

sa citt di Venezia, fecero

da
,

dia-

bre 800, donde era partito per una congiura, vi rientr come in trionfo,
e

cono, e

da suddiacono
nell'idioma

greci

can-

con

solennissima

pompa,
seguito
si

colla
recii-

tando

greco

l'epistola

quale

appunto
i

in

^4

il

vangelo.

roao

sovrani Pontefici al Laterano.

CAP
'^^^'
che gi nel secolo XII la ed abbiamo Ihiizione era adottata indubitatamente, che Calisto II prese possesso con singolari dimostrazioni di gioia de'romani ai 2 giugno i 120,
:o

CAP
,

scendere da cavallo, perch il popolo se Io appropri giusta il costume, im-

narrandosi fra gli antichi riti contro de' fanciulli, de' greci,
allori

1'

in-

padronendosi talvolta anche del baldacchino sotto cui andava il Pontefice. Tuttavia chiamandosi sempre questa funzione processo^ e processione ^
nel
il

delle

Diario

clelV

Infessura,
in

diaconesse, delle sagre vergini cogli


e
le

presso

Muratori,

solo

quello,

palme,
milizia

e
,

di

tutti

gU

nel 1471 pi'eso da Sisto

ordini

della

del

solenne

convito

nel

palazzo iatei'ap.ense coi


il

sagri paramenti. Splendidissimo fu

possesso, che

dopo coronato prese


III,
III,

nel

la parola possesso. Burcardo, che Pio III, nel i5o3, impotente di recarsi al Laterano, ricevette l'omaggio della legge dagli

IV trovasi Abbiamo dal

1198

Innocenzo

e nel

simile

fu

ebrei in
essi

mia

sala del Vaticano,

che

l'altro di

Onorio

12 16, e

solevano offerire passato l'arco


nel passaggio dei Papi, e
in

quello di Gregorio IX, che benedetto


ai

di Tito,
scritta

marzo 1227, non nel medesimo giorno, ma ai 3o di detto mese,


2
1

pergamena.

Finalmente

Giulio II, coronatosi ai 26 novem--

prese

il

possesso.

Con

magnificenza, e

con sontuosa cavalcata vi si rec nel 1272 Gregorio X, addestrandogli il


cavallo, che cavalcava, Carlo I re di
Sicilia; e

bre i5o3, fu il primo Pontefice il quale separ tal funzione da quella


del possesso, che prese a'

sistema dipoi confermato

con

pompa mai
Bonifacio
basilica

per

l'

adnel

da Gregorio XIV, e
lateranense,

ci
il

5 dicembre ; nel 1590 per non pi


patriarchio
1

dietro

veduta

Vili,

abitarsi dai Pontefici

J295, pass dalla

vaticana

alia lateranense pel possesso.

Clemente V, eletto nel i3o5, volendo stabilire la residenza Pontifcia


in Francia,
si

fece coronare in Lios.

ove dovendo ritornare dopo la coronazione, il facevano con grandissima solennit e in paramenti sagri, per ultimare alcune cerimonie della coronazione. Necessit, che ces^
so

ne nella chiesa di
seguire
il

Giusto,
in
si

e,

per

quando stabilmente dimorarono


il Vaticano, e nei palazzi di Marco, e del Quirinale. ben vero per, che l'antica

rito

praticato

Roma
rec ad

presso
s.

con nobilissima cavalcata,


altra chiesa,
silica

come che

fosse la ba-

lateranense,

stino

Vavea

siccome san Cele^ praticato in Aquila. Re-

processione

unita

alla

coronazione
della

era

un imponente argomento

stituita, nel

i377, da Gregorio XI
del

maest e potest Pontificale; mentre


la funzione dell'attuale possesso, se^parata dalla coronazione, non fa che

la

residenza
i

Papa

in

Roma,

quivi

successori continuarono a se-

V^ comarzo i447> ^^^ san Pietro nella IV domenica di quaresima Lcetare^ dopo aver benedetta la Rosa d'orOj con questa in mano
guire la cerimonia, e Nicol

riguardare
rito, senza
rit
al

la

solennit

dell'antico

ronato ai 19

aggiungere veruna auto


giacche

Papa,
nulla
i

questa

ceri-

monia
il

ad

essa influisce,

co-

minciando
la

Pontefici

ad

esercitare

cavalcando e preceduto dal ss. Sagramento, si rec a prendere il possesso. Pio II, nel 1458, giunto al
]baterano, corse grave pericolo nello

loro apostolico ministero, con tutta

pienezza del
,

loro
della

supremo

po-

tere

nel giorno

coronazione.

Non mancano per

esempii di aver

GAP
la essi esercitata

^
,73
(jufii

anche subito dopo


il

cerimonie, le
ti:

erano
gli
s.

lo

seguen-

r elezione, giacche
che una formalit
vescovato, che

possesso

non

la

ferula,

che

veniva presen-

per

riguardo al

tata dal

priore

di

Lorenzo ad

Quindi
Papi
si

prendono di Roma. che la rimembranza della


e
della

Sancta
le

Sanctoruvi, in segno del suo potere di reggere, e di correggere;


dodici
pietre preziose,
col

creazione,

coronazione dei

mu*

celebra

niversaria

anno nell' anricorrenza con cappella


ogni
altre di-

Schio, dentro

una

borsa, per rappreapostoli,

sentare la potest dei XII


la

Papale, illuminazioni, ed
mostrazioni di
gioia,

ma non

cosi

fraganza delle viriti, e la carit verso i poveri; le sette chiavi, e i


sette sigilli appesi

del possesso, della cui celebrit

non

ad una

fascia

o
che
del

rimane anniversario, e viene dimenticato

zona con cui


alludevano
se
all'

veniva
aprire

cinto,

come

tutte

le

altre

pompe

agnello dell' Apocalisi

straordinarie,

meno
si
,

appositamente

medaglia che conia, e si d,


la
ai

degno
ai

di

sette

sigilli

libro misterioso, scritto dentro e fuori,

come diremo

nella basilica latera-

sette

doni dello Spirito santo,

nense in presbiterio
dispensa
delle

Cardinali, e

poi altrove a quelli, che distiibuiscono


cipi

godono della
le

medaglie,

quali

si

per

la

festa

de' prin-

degli apostoli.

doveva essere rivestito, ed ai sette sacramenti, che doveva amministiare, nonch alla continenza, che doveva gelosamente conservare; il rito delle laudi cantate prima nella sadi cui
la del

L'ultimo
possesso nel

Pontefice

che

prese

concilio, e ne'tempi posteriori,

i5i3,

cogli antichi riti,

e con tale straordinaria magnificen-

come si dir, una volta dal


Lorenzo

nella

stessa basilica
s.

Cardinal titolare di

za
il

non pi veduta in Roma dopo tempo de' goti, fu Leone X, pel


si

fuori delle

mura;
,

le

oblasa-

zioni presentate

dai Papi

sulle

quale
li.

eressero sette archi trionfalui

gre mense della basilica

e di san*

Con

adunque

si

termin l'uso
ss.

da

sanctoriim,

rimanendo
nel

per
teril

di prendeilo co' paramenti sagri e le


mitr'^,
ristia,

quella dell'altare della prima;

di far preceder la
di accettare
la

Eucain

minando ancora

patriarchio

presentazione
avvolta

convito grandiosissimo, colla

massima
sovrani
alle

della

legge dagli

ebrei,

pompa
e

e formalit, in

cui

preziosi drappi.
turiboli

Cess l'incontro dei

principi

versarono

l'acqua

dalle chiese, avanti le quali

passava, di spargere

monete per

la

mani ai Pontefici, e gli presentarono le due prime vivande. La presentazione poi delle chiavi della batuttora si pratica, e, secondo Bonanni, principi nel 1099 in Papa Pasquale II, locch alcuni spiegarono pel simbolo della suprema autorit Pontificia di sciogliere , e
silica
il

strada, di porsi a sedere nella sedia


stercoraria, cosi

detta

dal versetto,

che allora
ergit

si

cantava.

De

stercore

pauperem, e

nelle sedie

por-

freliche,

dalle quali

spargeva
e di

morame,
so-

nete d'oro, di argento,

in cui pareva che giacesse

come

legare.

pra due
lo,

letti,

di Pietro, e la

primato predicazione di Paoindicanti


il

col Cenni, nel

Ci per altro gravi autori BuUariiun Basii. Fa-

la

con proferire varie sentenze delTerminarono ancora Scrittura.

tic. t. III. p. 2 3?,, confutano giustamente, dappoich lungi dal ricevere


il

Papa veruna

autorit dalla presen-

tante belle simboliche e

commoventi

tazione di esse, solo rioeve le cliiavi

74
la basilica,

CA1>
come sua chiesa calledrale.
gli

GAP
tempi,
il

volere dei Papi, e l'intervelfi

L'intervento poi degli oratori delle citt suddite, e

to delle persone.
il

Per

solito

fu preso

ambasciatori

possesso in giorno di domenica,

o
a

de' sovrani

terminarono nel decorso

festivo.

Procedevano
ore,
cio

Pontefici

secolo, cio ne' primordii gli


sciatori

ambail

cavallo, in lettiga aperta, e in sedia,


in diverse

de' principi, e negli ultimi

talvolta

nella

superstite ambasciatore di

dopo che quella


pi inviarlo
in

citt si

Bologna, astenne dal


per-

mattina, ed altra nel dopo pranzo,


e partendo dal

palazzo Vaticano, o

Roma. Avvenne

da quello Quirinale. La strada, che


fecero,
se

tanto nel possesso, cui in lettiga aperta prese nel 1692 Innocenzo

residenti

al

Vaticano,

quella delta Papale,


s.

cio piazza di
s.

XII, che

il

conte di Martin itz,


di
1'

basciatore imperiale, pretese

amnon

Pietro, Borgo nuovo, ponte

An-

gelo, Banchi,

Chiesa nuova, Parione,


s.

andare, com' era


tore di
stabile

uso, col governail

piazza di Pasquino,

Roma

in mezzo, e

conte-

al soglio

Colonna principe a spalla, cedendo


primo,

assistente
bens'i
il

Andrea della del Ges, Campidoglio, campo Vaccino, Arco


Valle,
Cesarini,

piazza

di Tito,

Colosseo, stradone, e piazza

luogo

al

ma

volendo che

il

Lateranense.
dal

secondo andasse innanzi. Dopo un lungo trattenimento della cavalcata,


le,
il Papa ordin al contestabiche senza pregiudizio delle sue

Quirinale,

Quando come

poi partirono
fecero

Benee Clela

detto XIII, Benedetto

XIV,
per

mente XIV,
delle
tre

passarono
s.

via

Cannelle,

Romualdo,
fino
al

ragioni
sciatore,

andasse

prima
di

dell'amba-

piazza del Ges, Campidoglio, cam-

dopo

il

quale venisse mon-

po Vaccino, Colosseo,
terano.

Lasi

signor

governatore

Roma. Nel
1701,
bianco,

possesso poi, che ai io aprile

Lungo

tali strade,

oltre l'arena

prese Clemente

XI
un

della basilica la-

teranense sopra

cavallo

non

vi assistettero gli
l'

ambasciatori,
pel

gettavano fiori, e verzura, le finestre erano parate di drappi, etl in alcuni luoghi erigevansi orchestre per musici

secondo

antica

consuetudine,

e suonatori. Diverse
i

nazioni cui

motivo
quelli

d'essere
dell'

incogniti ancora imperatore Leopoldo I,

appartennero
varii punti

Pontefici eressero in

archi trionfali, con allu-

e del re di Spagna

Filippo

V, e

sive iscrizioni, archi spesse volte in-

per astenersene quello di

Venezia,
Pontefi-

nalzati
lari

avendo
vi solo.

istruzioni di

non

interveniril

anche da signori, e particoben affetti al novello Papa, e


le

Perci
gli

avendo

persino

facciate
festa.

delle

chiese
il il

si

ce fatte gravi rimostranze,


l'uso

termin
assistes-

ornarono a
fice

Quando

Ponte-

che

ambasciatori

era di patria romano,


si

Cam-

sero ai possessi.

pidoglio
te,

adornava magnificamen-

Descrizione della solenne cavalcata


colla quale

tordici

solenne

i Pontefici presero il possesso della basilica

con arco trionfale, colle quatbandiere de' rioni di Roma spiegate. Dal campo Vaccino al Laterano,
le

lateranenscy
\

dopo Leone X, fino


nel lyyS.

settanta

arti

di

Roma

a Pio

VI

La

seguente

pompa
le

fu

anche

maggiore secondo

circostanze dei

ornavano le parti laterali della strada con arazzi, fregi, ed analoghe iscrizioni. Alla met del Campo Vaccino o Foro Romano, rimpetto agU

CAP
oj*tl

CAP
nn macavalcare
la
,

i;.
a
coli*

Farnesiani

s'

innalzava

incominciava
cavalcata,

di filare

gnifico arco trionfale per ordine del

maestosa

ordine

re delle

due

Sicilie,
,

come proprie-

seguente.

tario di detti orti


le,

in
il

nome

mentre passava

del quaPapa, veniva

ossequiato dal regio agente in abito


di

formalit, piesentandogli
ci
di

il

dise-

gno dell'arco; vasi dal duca


della dalla

che prima face-

Parma
finche

tributario

Santa
casa

Sede,

gU

orti

Farnese

passarono

alla

casa Borbone di Napoli. Quindi dall'arco di Tito sino al Colosseo spet-

Precedevano due coppie di cavalnobilmente vestiti di velluto cremisi con galloni d'oro, cimiero ornato di pennacchi bianchi che siccome avanguardia trascorrevano la strada per rimuovere qualunque impedimento pel libero pasSeguivano saggio della cavalcata. quattro cavalieri della guardia detta
leggieri,

delle

lancie

spezzate,

vestiti

colle

tava l'apparato della strada all'universit


gli

degli

ebrei,

dai quali oltre


al loro

armature di acciaio con fregi d'oro; due sopiaintendenti alla sculoro

arazzi,
si

per uniformarsi

deria Pontifcia;

il

foriere

maggiore,

aggiungevano vari cartelloni con emblemi, e motti della sagra


costume,
Scrittura,
fedelt
al
allusivi

e cavallerizzo
corte
,

maggiore in abito d quali prendevano questo


il

all'ubbidienza, e
Pontefice,
e al

luogo dopo aver servito


nel

Pontefice

Sommo
,

montare a
in
lettiga

cavallo,
se

o nell'en-

possesso
si

di lui.

Ovunque pertanto

trare
i

non cavalcava;
valigie

vedevano arazzi e superbe tappezzerie, ne mancarono in alcuni


possessi

camerieri de'CardinaU in abito da

citt

due a due, con ricche

di gettar vino le fontane di

Campidoglio

altre,

ad
e

accrescil'oro,

mento
v'ha
nelle

di tripudio.
i

Le gemme,

ove con ricami d'oro, ed argento erano impressi gli stemmi gentilizii de' rispettivi padroni; indi
di scarlatto,
gli

l'argento,

pennacchi,

quanto
e nelle

altri

camerieri de'Cardinali egualcolle

di prezioso, fu posto sugli abiti,

mente a coppia
Cardinalizie
di

ricche
di

mazze
ciascun
incise,
;

berrette

ne' cappelli

argento

baidature, e gualdrappe
e delle

de' cavalli,

Porporato
i

colle proprie

armi

mule del nobilissimo


nobilt, della

corteg-

sostenute sull'arcione delia sella

e poi

gio, formato di personaggi distinti,


della primaria

gentiluomini de' medesimi Cardinali,

curia,

degli ambasciatori, e de' principi, in

e corte romana.

abito da citt, con ispada al fianco.


i

Adunatisi

poi

Cardinali
al
il

nella

Quindi venivano
stici

famigliari
il

dome,

camera

de'

paramenti
quivi

Vaticano,
Pontefice

del

Papa
il

cio

sartore

il

o al Quirinale,

fornaro,
gli se,

barbiere, e

il

custode dedel

prendeva la falda, la stola preziosa, ed il cappello Pontificale avendo


,

orti

e giardini con casacche rosscudieri

seguiti dagli

Papt
garzovestili

gi

la

sottana

la

fascia
il

di

seta

in vesti e cappe rosse


cio piegato, e dai

con
e

cappuc-

bianca con fiocchi d'oro,


to,
di

rocchetseta,

famigli

la

mozzetta rossa
colla
rosse.
la

di

ni della

scuderia Pontifcia,
rosse.

velluto con armellini

stagione,
le

quale

si

secondo la regolavano
la

di casacche

Questi

conduce-

scarpe

Adunata pure
la

vano a mano dodici chinee o mule bianche, che gli ambasciatori dei ih
di

prelatura,
famiglia
e

nobilt,
altro

Pontificia

Napoli aveaiio presentato nei pre-

ogni

che doveva

cedenti anni, col tributo d sette mild

, ,

176
me,
tutte

GAP
vano generosi
coperte
di

CAP
destrieii,

ducati d'oro pel feudo di quel rea-

gualdrappe di velluto cremisi, ricamate d'argento, con ricchi fiocchi pendenti, rilevandosi dagli stemmi i Pontefici cui furono presentate* Seguivano le lettighe Pontificie portate da muli copertij e quelle

no intorno a
te vestiti,

se

avendo ciascudue paggi vagamenil

con alcuni famigliari con


capi-

ricche livree, e poscia veniva

tano delia guardia svizzera/con nobile armatura, circondato da sei soldati svizzeri armati
di

ferro,

con

questi

di velluto
:

alabarde.
prelatura, e pei
gli

con trine d' oro e flocchi maestro di stalla in collare, ed abito nero, con due ufiziali di palazzo a cavallo j poi quattro trombetti delle guardie a cavallo, suonando alternativamente ; i camerie^ ri extra muros , vestiti con cappe rosse con cappuccio; gli aiutanti di camera del Papa con cappe rosse, con cappuccio, adornato di pelli bianche di armellino se d' inverno, altrimenti con fodere di seta rossa ; la nocremisi^

indi

il

Quivi principiava V ordine della primi cavalcavano


abbreviatori di

parco

maggiore
coperti

in rocchetto e
di

mantelletta,

cappuccio con cappello semi-pontificale, sopra mule bardate di nero,

modo
guentij
ze
;

con cui incedevano pure i sema con gualdrappe paonazdella segnatura di giui

votanti
;

stizia

chierici di

camera ;

gli

udi-

tori di Rota, preceduti dal p.

mae-

stro del

s.

palazzo apostolico col l'a-

bilt

romana
fiscale e

in abito di citt; quin-

di

il

commissario della ca-

sua religione domenicana, anch'egU col cappello pontificale,


bito della

mera

apostolica, in abito e cappuc-

avendo esso a destra


uditore di PiOta,
i

il

penultimo

con armellini se d'inverno, viceversa con fodere di seta cremisi ; i cappellani comuni e capcio paonazzo,

quali uditori ca-

valcavano coi loro gran mantelli, e


cappelli Pontificali, sopra

pellani segreti, vestiti


tanti di
storiali

come

gli aiu-

date di colore paonazzo. Se


tefice

mule baril Ponluogo

camera;
in abito
pelli

gli

avvocati concie

era romano, in questo


i

paonazzo,
i

cap-

seguivano
vestiti

quattordici
abiti

capo-rioni

puccio con

di armellino, e
;

con

con

mostre
segreti,

di seta cremisi

camerieri
citt;

luto cremisi, foderati di

o rubboni di veltela d'ar-

e di onore soprannumerarii

gento, e berrettone di velluto nero

di spada e
i

cappa in abito da
e
di

ornato di

camerieri segreti

onore soi

Qualora

gemme. il Papa andava

in sedia

prannumerarii

di mantellone, vestiti
;

come

cappellani segreti

quattro
vestiti

o lettiga scoperta, procedevano in questo luogo i conservatori di Ro-

camerieri segreti partecipanti

ma,

col priore de' capo-rioni,

ma

se

come

precedenti, portando quattro

cavalcava, dovevano tenere


del cavallo,
ti

la briglia

cappelli Pontificali, sopra aste foderate


di velluto cremisi.

come

poi

si

dir, vestiall'antica di

Se

il

Pontefice era
de-

con rubboni senatorii

romano qui cavalcavano quaranta


putati del popolo

romano, con rubdagli


uffiziali

broccato d'oro, e di sotto di tabino cremisi con fascia co' flocchi d' oro.

boni neri
stri

preceduti

Seguivano l'ambasciatore

di

Bologna
Ferrara,

del Campidoglio, e seguiti dai


giustizieri.
il

mae-

in rub^one, con quello di

dietro

A questi tenevano baronaggio romano, com-

ambedue
Pontefice

citt
;

suddite

del

sovrano

il

governatore di

Roma
assi-

posto di duchi e principi, che cavalca-

alla destra

d'

uno

de' principi

CAP
slenti al soglio,
il

CAP
no, quaranta o cinquanta:

177
vestiva-

quale era servito

dai suoi paggi, dal decano e staffieri

no

di

lama d'argento guarnita

di

con ricche livree; tre maestri delle cerimonie Pontifcie, con mantelloni, cappucci e cappelli semi-pontificali; r ultimo uditore di Rota, in rocchete capto, e mantellone, cappuccio pello Pontificale, colla croce Papasopra mula bardata di le astata diappo paonazzo, addestrata da un
,

010, con mantelli simili,

raso nei'O,
stri,

mostre di calzoni bianchi con nail

calze, e scarpini all'antica usan-

za romana, e

cappello
bianca.
staffa

in

con

pennacchiera
paggi
alla

mano Uno di
cre-

questi

destra del
seta

Papa portava un velo


tro
to,
il

di

misi con merletto di oro, con dencappello Pontificale


il

inserviente della scuderia Pontifcia,


vestito di

di vellusi

casacca rossa,
ostiarii

in

mezzo
rubea,

quando

Pontefice
i

serviva

a due maestri
cos

virga

di quello di raso,

guanti, e altro

detti dai bastoncini,

che portacoli'

vano coperti

di velluto rosso.

Avviala poi la cavalcata


dine descritto,
il

or-

Pontefice

discen-

deva
di

le scale

del suo palazzo, quindi

pagportava due bacchette inargentate, per usarne il Papa in caso di bisogno questi paggi poi erano creati dal Pongio accanto all'altra
staffa
:

che poteva occorrergli.

Un altro

montava su

un

cavallo bian-

tefice conti

palatini del palazzo apo-

co coperto di

bardatura quadrata di velluto cremisi, con rimagnifica


riporti di soprarriccio d'oro,
il

stolico e cavalieri dello

sperone d'o-

ro,

con apposito breve. Venivano a


poscia all'udienza dai

cami e

lui presentati

qual cavallo veniva presentato dal cavallerizzo maggiore. Dalla parte


sinistra sosteneva la staffa e la briglia d'oro soglio,
il

un

principe

assistente al
l'

quale emulando

uffizio

medesimi conservatori di Roma, erano ammessi dal Papa al bacio del piede e ricevevano da lui pure il donativo d' una corona d'agata alla cavaliera, con medaglia d' oro, e be,

che pi volte esercitarono nei possessi

nedetta.

molti principi e sovrani, conil

Intorno parimenti al Papa

ince-

duceva
l'

Pontificio cavallo sino al,

obelisco della piazza

ove

il

Pa-

pa colla benedizione, gli dava il permesso di salire anch' esso a cavallo,


e andare a raggiungere
tore di
il

governaallora

Roma, subentrando
i

in di lui luogo a tenere

cordoni
late-

della briglia, sino alla basilica

deva la di lui corte domestica, giac* che oltre i mazzieri, e cursori Pontificii colle mazze d'argento a piedi, procedevano il decano, e sottodecano del Pontefice in abito nero portando ambedue l' ombrellino aperto, non che i Pontificii parafi'enieri lateralmente colle spade al fianco, e sei

ranense,

conservatori di

Roma

col

soldati svizzeri cogli anti-

priore de' capo-rioni, avendo il Pontefice nel montare a cavallo assun-

chi

to

guanti, e preso

una bacchetta
il

spadoni sulle spalle. Dopo il Pontefice succedevano pertanto il prelato suo maestro di camera, in rocchetto, mantelletta, e cappello usuale in testa,

inargentata. Circondavano poi


vallo
ne,
i

ca-

maestri di strada in rubbonobili paggi romani, nominati dal


i

Cardinal camerlengo, e dai detti conservatori. Tali paggi solevano essere


venticinque, e se
VOL.
VTIf.
il

cavalcando una mula con gualdrappa paonazza, avendo ai lati i due camerieri segreti, coppiere, e
segretario d' ambasciata,
i

quali ve-

Papa era roma-

stivano cappe

rosse

con cappuccio,

178
foderate di pelli

CAP
d'armellini
se
iii

CAP
guiva la nobilissima, e magnifica carrozza del Pontefice, copei ta di velluto cremisi
,

inverno, e di seta rossa in altre stagioni. In appresso venivano


il

me-

dico del

Papa

alla

destra del cau-

ricami d' oro


cavalli,

con trine tirata da


il

fiangie e
sei

bianchi
e

datario egualmente colle cappe come i precedenti, e due aiutanti di

cavalcando quei del bilancitimonieri

no

cavalcante

camera
scritti,

vestiti

come

gli altri

suddese-

cocchiere nobili con bellissimi abiti;

seguiti

da due

scopatori

poi due trombetti

di

cavai leggi eri

greti in sottana, e casacca


za, col

paonaz-

e quattro paggi colle lancie alzate,

consueto servizio, entro una

borsa per qualunque occorrenza del

che precedevano i capitani di tal guardia , con superbe armature di


acciaro, e ricca sopravveste,

Papa.

avendo

Se
luogo

il

Papa

cavalcava, in

questo

in

si

portav^a la sedia Papale

da

due muli con

finimenti

di

velluto
caval-

Chiesa con bandiera spiegata. Indi si vedevano i cornetti e le compagnie dei


il

mezzo

vessillifero

di

s.

cremisi ricamati d'oro, e

non

cavalleggieri.

Seguivano altre tromcodi questa

cando, questo era il luogo occupato dal cavallo, che a lui dovrebbe ser-

be, e timpani col capitano delle

razze,

una compagnia
Pontificia

procedevano i sediarii Pontificii, portando a mano l'altra sedia detta portantina^ o lettiga. Dopo succedeva il sagro Collegio de' Cardinali a due a due coll'ordine di anzianit, con cappe, e
Indi
cappelli Pontificali rossi in testa, ca-

vire, portato a ne di scuderia.

mano da un

garzo-

arma
la

chiudendo

la cavalcata

tutta
uffi-

fanteria

co' suoi

ziah.

Sul ponte
di

s.

Angelo
lo

se

il

Papa

partiva dal Vaticano, ottanta pezzi

cannone

sparo di cinqueil

cento mortari, festeggiavano


saggio del
la fortezza

pas-

Sommo

Pontefice innanzi

valcando mule
di rosso,

riccamente
finimenti

bardate
di

con
il

ornati

di Castel s. Angelo; la guarnigione della quale, col castel-

metalli dorati,

dinale vicino
to nero,
livree di

avendo ciascun Carsuo decano in abiparafienieri


colle
i

lano, trovavasi ivi schierata in ordi-

e molti
gala.

nanza militare, per fargli omaggio. Giunto il Papa sul Campidoglio,


discendeva dallo scalone del palazzo
senatorio
di

Poscia

venivano
indi

patriarchi, arcivescovi, e vescovi assistenti

ad incontrarlo

il

senatore

al soglio Pontificio;

1'

Roma, con grande

abito di rub-

uditore della camera,


tesoriere, e al

in mezzo al maggiordomo del pai

lazzo apostolico; indi

protonotarii

bone di lama d' oro , con collana pure d'oro, e scettro d'avorio in mano, avendo a fianco i collaterali
di

apostolici, vestiti dei loro


telli

gran mancon cappucci e cappelli Ponticavalcando


tutti

Campidoglio,

la curia capitolina,
il

e la sua corte. Neil' arrivare

Ponil

ficali,

mule coperte

tefice sulla piazza, s'inginocchiava

di paonazzo,

con finimenti con guar;

senatore
il

avanti

di

lui

e fermato

nizioni dorate

poscia gli arcivescovi


assistenti
al

cavallo, con breve orazione latina,

e vescovi

non

soglio

offriva

ed

referendarii di segnatura vestiti

di rocchetto, mantelletta e cappello

e prometteva la fedelt ed obbedienza del senato e popolo romano, a cui il Papa rispondeva be-

semi

pontificale

cavalcando

mule
se-

bardate di panno nero.

Quindi

nignamente con parole acconcie, accellaido tali proteste , ed allora il

GAP
senatore
gli

CAP
un
bacile

179

presentava in

dello stesso Campidoglio le chiavi che toccate dal Pontefice, indi com-

no, siccome glorioso anniversario di quello in cui Pio VII, nel 18 14,

ritorn trionfante in

Roma,

nel qual

partiva

al

senatore

agii

astanti

mese l'aveano pure preso Gregorio


XIII, Sisto
tal effetto

l'apostolica benedizione, e prosegui-

e Benedetto

XIV,

va

il

suo viaggio.
il

monsignor Zucche,
cursori

prefet-

Arrivato
teranense,

Papa

nella piazza la-

to de' maestri delle cerimonie


tificie,

Pon-

veniva incontrato proces-

dai

fece portare la

sionahnente dal capitolo lateranense


col Cardinal arciprete,
diglioni, e

con due paquali rien-

due

croci,

le

schedola d'intimazione a tutto il sagro Collegio, prelatura, e personaggi, che dovevano intervenirvi.
cano,
il Papa, che abitava il Vatirec nel giorno precedente al Quirinale, nel qual giorno, secon-

travano nel portico all'apparire della

Quindi
si

croce Papale.

Siccome tutte le posteriori cerimomonie, e funzioni che dovrebbonsi qui


descrivere,

anche
le

ai

nostri giorni

si

osservano,

descriveremo, nel raccol quale presso a

do il costume, eman varie benefiche disposizioni. Fece perci dispensare copiosissimi biglietti per pane
e carne in favore della classe indi-

contare

il

modo

poco
il

successori di Pio

VII presero

gente, per organo del Cardinal Al-

possesso della basilica lateranense,


le

bani

segretario di stato,

istitu

un

e siccome per
pi
il

circostanze de' tem-

vistoso capitale per soccorrere le par-

regnante
tutta

Pontefice

lo

prese
nel re-

rocchie piti bisognose dello stato ecclesiastico,

nella mattina de' 3i

maggio i832,

assegn un fondo annuo

non con
carsi al

la solennit

di mille ottocento scudi

da

ripartirsi

Laterano, e in occasione di

in tante pensioni

favore de' pi
della
citt

assistere alla
,

Cappella

dell'

Ascensio-

meritevoli studenti di pittura, scul-

ne che in quella mattina giusta il costume celebravasi nella basilica lateranense, preferiremo la descrizione
del
to

tura

architettura

di

Roma,

e fece disposizioni a vantagec. ec.

gio della pastorizia


e col caudatario

Ad
,

ore

modo come

lo prese

l'

immediail

venti ogni Cardinale, colla sua corte,

suo predecessore Pio Vili , quale come Pio VII, e Leone XII,
ta la magnifica

in croccia

mont

vi

in carrozza vestito di scarpe e tutto


altro di colore rosso, col seguito di
altra carrozza, e domestici colle livree
di gala.

si

lec in carrozza, essendosi tralascia-

pompa

e cavalcata

suddescritta,

coll'adottarsi

un

treno

Per

la via del
s.

poco diverso dal nobile, ritenendosi quelle poche formalit pi sostanziali.


Descrizione del treno, e cerimonie, col quale oggid i Sommi Pontefici

dello stradone di

Colosseo, e Giovanni, smondella


basilica

tarono alla

sagrestia

lateranense, e quivi subito assunsero

prendono

il

formale possesso
preso
la

della basilica lateranense, e rac-

paramenti sagri di colore bianco secondo il rispettivo ordine, e i caudatarii sulla croccia misero la cotta
i

conto

di entello

dome-

e la

bimba o
il

velo

bianco per sornel portico,

nica' n^

maggio
Castiglioni.

iBsQj da Pio

reggere la mitra, e poi recaronsi ad

FUI,
Avendo
fice di

attendere

Papa

do
il

egli

n'
,

era

vicino.
i

destinato

detto Pontetal gior-

fimzione
ripresa

deposero

quanTerminata la paramenti , o
,

prendere possesso in

la

mantelletta

mozzetla e

i8o
desima strada
fare nella sera

GAP
meai

GAP
nacchiera, avente
ai
lati

cappello, fecero ritorno per la

alcuni

in-

loro palazzi, senza

dividui della stessa guardia.

veruna dimostrazioaflfatto.
il

ne,

non costumandosi

Usc quindi
bile,

treno Pontifcio no-

Veniva poi monsignor Cappelletti, governatore di Roma, a cavallo con grande bardatura paonazza, fiocchi violacei intarsiati d'oro,
vestito
di sottana, fascia, rocchetto e
telletta
le

o semipubblico, dal palazzo Quirinale ad ore ventuna, e fu annunziata tale uscita alla citta di

man-

Roma
Castel

paonazza, con cappello usua,

dalle salve delle artiglierie di


s.

in testa, guanti bianchi

e bac-

Angelo.

Due

drappelli di

drago-

chetta in

mano. Precedevano quattro

ni a cavallo con un brigadiere di avanguardia aprirono il corteggio,

guardie nobili con

un

cadetto, e la

che
lica

si

diresse alla patriarcale


,

basidelle

lateranense

per

la

via

mula bianca con gualdrappa nera, da monsignor Michele Materassi, crocifero Pontifcroce Papale portata su
cio
,

quattro fontane, per quella che con-

in abito violaceo

di mantello,

duce
no,

alla basilica

liberiana,

per

ne

con guanti bianchi

addestran-

quella, che
gli

da

essa porta al latera-

dogli la

mula

il

cavallerizzo d'ope,

abitanti
le
,

delle quali

aveano
in-

ornate

finestre,

e luoghi decen,

ra vestito di nero il quale ora veste la montura con ispada al fianco, co-

temente
vatori di

e a festa

col sohto

me

r usa oggid

il

maestro di
e

stalla

vito della

notificazione

de' consersi

del Papa.

Roma

il

perch

vi-

Seguiva

la nobilissima

sontuo-

dero quelle strade con arazzi , eleganti parati , e con verzure, alloro
e
fiori.

Altro drappello
cavallo seguiva
i

di

carabinieri a

due menzionati con quattro velette delle dette due armi, e due della guardia civica
scelta

da Leone XII, e mai adoperata, tirata da morelli con ricchi finisei cavalli menti, con cavalcante, e cocchiere nobile. Dentro era vi il Pontefice Pio Vili, vestito di sottana e fascia di seta bianca con fiocchi d' oro
sa carrozza fatta fabbricare

a cavallo

con drappello

di

rocchetto
rossa,

raozzetta e stola di seta

questa.
vallo

Dopo due battistrada procedeva un frullone


,

a capalati-

no
i

col foriere

rizzo

maggiore e cavallemaggiore. Cavalcavano quindi


di

camerieri segreti soprannumerarii,

che corrispondeva agli applausi dei romani, con mostrare gradimento, e compartire l'apostolica benedizione. Andavano in sua compagnia il decano, e sotto decano del
sagro Collegio, cio
la Somiglia, e
i

spada e cappa con egualmente cavalcavano i monsignori camerieri segreti soprannumerarii, e di onore vestiti di mantellone paonaze di onore
abito da citt. Appresso
zo,

Cardinali delvestiti

Pacca,

in abito

Cardinalizio
retta.
la

di

color rosso, e ber,

Circondavano
i

e precedevano
,

carrozza

parafrenieri

e cappello usuale. Indi cavalca(in


il

cano

coi loro abiti,


le

va
re

luogo del capitano suo genitotenente Martino Pfyffer


della

brellino, e

e il deportando l'omborse pei memoriali,

non che due

ale di svizzeri fiancheg-

guardia svizzera, vestito

con

busto

tli acciaro, con fregi d'oro a colori, con gonnella di pelle di dante ec. con bel giacc pure d'acciaro e pen-

giarono tale treno. Indi cavalcavano Franceil principe di Palestrina d.


sco Barberini, e
il

principe di Via-

no

d.

Clemente

Altieri,

comandante

GAP
secondo del il il primo, capitano corpo delle guardie nobili , le quali

CAP
senatore di

,8i

dovea fare l'omaggio, che solevasi eseguire sul Campidoglio, si mosse il

tutti,

erano capitanate da un tenente, colle monture di gala, an-

Roma

principe

don Pagran
for-

luzzo Altieri

in abito di

davano appresso. Veniva immediatamente la seconda muta e carrozza Pontifcia, tirata da sei cavalli con entro il maggiordomo,
il

malit, coi tre conservatori di

Ro-

maestro

di

camera, e

e priore de* caporioni in rubbone di lama d' oro, cio il cav. Odoardo de Cinque Quintilii, marchese Paolo Carandini, cav. Paolo Martinez, e
trizi
,

ma,

cameriei'i segreti coppiere, e segre-

marchese Filippo Naro Paseguito


de' collaterali

tario d'ambasciata. Nella terza

muta
sei ca-

col

e carrozza Pontificia tirata a


valli
,

giudici capitolini, paggi, gentiluomini,

presero
sagrista,

re,

il

il

luogo 1' elemosiniecameriere segreto

cappellani,

camerieri,

decani,

coi fedeli di

Campidoglio

vestiti coi

guardaroba, e il caudatario, seguendola un distaccamento di guardia civica a cavallo, un simile dei carabinieri,

loro antichi abiti rossi e giaUi, nonch


colla milizia

urbana

de' capotori. Feril

matasi
lerizzo

la

carrozza Pontifcia,

caval-

ed un altro di dragoni,

tutti

maggiore ne apr
ivi

lo sportello,
si

a cavallo.

ed

il

senatore

genuflesso,
la

cone-

Seguivano le due prime carrozze dei nominati Cardinali, e le loro seconde


carrozze co' rispettivi
la

gratul col Pontefice per


saltazione, e gli

sua

esib la fedelt,

ed
:

individui del-

l'anticamera nobile, andando in queldel Cardinal decano gli aiutanti


di

mano
*

ubbidienza del senato e popolo rocon questo breve discorso , M Unusquisque nostrum tua praeclaM

carrozze del
di

camera del Papa; indi le due maggiordomo e maestro camera coi loro gentiluomini, ed

ra noscens merita. Beatissime Pa-

ter, Isetitia perfunditur, et amoris M sensus compescere nesciens, plau-

alcuni famigli segreti del Pontefice,


poscia quelle del governatore di

" sus agit.

Ro-

in te versentur oculi?
la,

Quid mirum, si omnes Gemina il-

ma,
tro
di
,

dei

due comandanti
domestici
col

delle guar-

die nobili, coi loro gentiluomini dene

a piedi in livree

gala, e

finalmente

un

frullone

palatino

credenziere segreto, e

ad te oanimos ; et hic stan** tes senatus populusque romanus j te patrem, te principem, veluti M ad urbem triumphantem, obsequa
polles, potentia,

mnium

allicit

un

famigliare di
il

chiudendosi
lo di

treno da

camera del Papa, un drappel-

quiosi excipiunt, tibique, BeatisM sime Pater, omnis venerationis, w obedientiae, fdelitatis ac felicita" tis monimenta praebent et odeM runt". Indi il Pontefice rispose colle seguenti parole. " Fidelitatem " et obedieiitiam populi romani no mine exhibitani acceptamus. In " nomine Patris ^Jf, et Fi Hi ">|f, et
'

dragoni.

Proseguendo con questo ordine, in mezzo a numerosissimo popolo, e nobilt s romana che straniera, pervenne il corteggio all'ingresso della piazza lateranense, ed avvicinandosi la
carrozza del

Papa

alla basilica,

dal

grandioso padiglione eretto a ridosso della facciata del palazzo conti-

Spirilus Sancti
di che
si

-^If.

Amen

".

Do-

po

guo e incontro
l>el

al triclinio lateranense,

chiuse Io sportello della carrozza dal cavallerizzo, e progre-

senatore,

il

quale in questo luogo

dendo

la carrozza

verso la

basilica,

i82
il

CAP
si

GAP
mosse
e
gli

capitolo lateranense
il
i

ad
altri

cato

nell'atto stesso,

che

cappel-

incontrare

Papa,
cotte,

vestiti di

cotta

lani cantori della basilica

cantarono
,

e rocchetto
se stato

canonici,

colle semplici

mentre se foS' inverno, avrebbono tutti as-

V Ecce sacerdos magnus, ec. e campane suonarono a festa. Dopo


vere
il

le

a-

Papa

ci

fatto,

si

alz

in
ivi

sunte
coi

le

cappe, coi penitenzieri francepadiglioni, e colle

piedi, entr nel portico,

avendo
tappeti
,

scani aventi l'abito della loro religione,

gi preso luogo dalla parte destra ed


in

due

che rientrarono nel portico

due croci, appena

appositi

coperti
in

di

il

sagro

Collegio
i

comparve la croce Papale. Discesi da cavallo, e dalle carozze tutti quelcorli, che formavano il Pontificio
leggio, e schieratisi avanti la

bianchi;
i

paramenti sagri quali pure aveano preso


i

patriarchi, gli arcivescovi, e

ve-

scovi.

Entrato

il

Pontefice in
la
la

una
fal-

porta

della basilica,
riere

si

fece calare dal fo-

camera contigua a prendere da e a deporvi il cappello e


la,

sto-

maggiore
dalla

la catena dell' adito,

indi ascese al trono


,

eretto

nella

che

gradinata

conduce

alla

lo stesso portico

dove

deposta

chiesa, e discesa

carrozza,

Sua Santit dalla trov ad ossequiarla dentro


la

mozzetta,

fu

vestito dai

due primi
abi-

Cardinah diaconi
ti

assistenti degli

lo steccato

maggior

parte

del

Pontificali,

presentati dai votanti

corpo diplomatico, i principi romani, e i comandanti della truppa Pontificia. Per s\ fausta circostanza, quella basilica, unitamente al portico, si vide riccamente apparata, ed ornata di damaschi rossi , broccati
<V oro, seterie gialle, e musoli bianchi con trine e frangie d'oro, in u-

di segnatura accoliti apostolici, cio


di

amitto,

piviale,

camice, cingolo, stola, formale prezioso, e di mitra

di tela d' oro.

Cos vestito, e sedente in trono, sul


ripiano di questo ascese in cappa
il

Cardinale arciprete, col mentovato decano,

come dicemmo,
il

facente le veci
il

due grandi arcate, ed alle scale, che conducono alla loggia della benedizione. Analoghe iscrizioni
alle

no

del vicario del capitolo,

quale sostedella

neva
stessa

bacile colle

due chiavi
il

basilica;
fatto al
gli

indi

Cardinale,
con-

per celebrare l'avvenimento furono poste sulla cancellata, e precisamente sotto la detta loggia, sulla porta principale, e nella confessione, o altare Papale, inconti'o al trono.

avendo
inchino,

Papa un profondo
secondo
il

diresse

sueto

Intanto giunto Pio Vili alla canceliata del portico,


si

che in mancanza dell'arciprete incomberebbe di pronunziare al vicario; ma la presentazione della croce a baciare
il

discorso

seguente,

prostr sopra

dell' aspersorio,

1'

incensazione

al

strato e cuscino di velluto rosso. Al-

Pontefice, che poi

diremo,

tocche-

lora

il

Cardinal della Somaglia, ardella


basilica,

rebbe in

tal

circostanza al Cardinal

ciprete

avendo gi

primo

prete.

Ecco

il

discorso:

assunta la cappa rossa, gli present a baciare un crocefisso d'avorio, che

" Praeclare quidem. Beatissime Pater, a te factum est, ut hac die prgesertim in tuae supremae posses sionem auctoritatis ingredi pompa solemni velles; si quidem in eam ^j spem inducimur fore, ut, dum praecipuo cultu demandato sa. me.

avea ricevuto dalle mani del canonico decano, in abito prelatizio,


in

assenza del prelato vicario,


crocefisso

il

qual

era

collocato

su

di

un

piatto d'argento con coltre di broc-

CAP
V Pi PP. VII, venera miir Mariani Dei genitricem tamquam frmissimuin cliristifidelium auxlium,

'CAP

^^

^-

,8:

cale chiavi della basilica, alle quali il Pontefice slese la mano per riceverle, restituendole nello stesso

tem

magna; Virginis ope, chrisliano populo sit salutais. Cum in hac tam intiuis

pontifcatus,

istius

che fece la solita adorazione, baciando il piede e la mano al Papa, che l'ammise al ba-

all'arciprete,

signi

celebritate,

gustior est in

qua nulla auomni terrarum orcircumfusus,


alter

cio del

volto. Vennero poscia messi al bacio del piede tutti

ami

ca-

be, tu, Pater Beatissime, Divina

nonici,

beneficiali

quadam

luce

capitolo e clero,

ed altri di quel per anzianit (e pel


se vi
fosse pre-

quasi Christus appareas:

quod ad

primo toccherebbe,

amplissima sanctae Ecclesiae Cardinalium corona , cinctus , quamvis re vera


attinet,

me

ecce ego

sente, al vicario della basilica), non-

ch i pp. penitenzieri minori riformati , cogli altri chierici della basilica.

omnium minimus, adsum coram


te.

Videlicet

in

ista

sacratissima

Tutti

poi

si

ritirarono

dietro

sede

quae

prima

est

cathedra
Pii

lui episcopatus, et in

qua

VII

benefcio vicariam pr te auctori-

banchi de'Cardinali preti, il perch da un maestro delle cerimonie si diede il segnale, che si avanzasse
la croce

tatem exerceo, ad tuos pedes provolutum piissimum hunc ecclesiasticum ordinem, capitulum nempe et clerum basilicae lateranensis, tibi sisto atque meipsum. Hi ne primum, maxima qua par est reverentia
et obsequio, sanctitatem

Papale portata da monsignor de Retz, uditore di Rota, vestito di tonicella, e preceduto dai corpi dei cubiculari in cappe rosse, dal collegio degh avvocati concistoriali con piviale bianco attraverso
la

spalla

sinistra

col

cappuccio di

tuam veneramur mysticas claves tibi de more ofFerentes: deinde


vero
sidio

fuori della cappa,

e dalla prelatura

in rocchetto e cotta.

eamdem pr

tutela et prae-

Presso

la

croce

procedevano

gli

tuo erga nos enixe rogamus,

uditori di Rota in tonacella, gli abbati mitrali,


Spirito,
i

qui omnes Jesum Christum Redemptorem, purissimam Virginem ejusque matrem, utrumque Joan-

il

vescovi

commendatore di s. non assistenti, i


assistenti al sotutti

vescovi,
glio,

arcivescovi
i

nem

Bapti stara, et Evangelistam)

patriarchi,

in piviale

intimo animi affectu supplices obsecramusj et assidue obsecrabimus

bianco
seguiti

con
dai

mitra

di

tela

bianca,
degji

Cardinali
proprii del

vestiti

pr tuo pontificalu

maximo

inito
vi-

abiti sagri

loro

ordine,

cum
disti,

tanta,

quantam ipsemet

hominum frequentia, atque elTusa omnium ordinum Lnctitia


:

mitre di damasco bianco; e il Cardinal de-Gregorio, siccome preconizzato vescovo di Frascati, quantun-

quae res tanti


tibi

momenti,
populo

utinam

Beatissime Pater, et EcclesioR


et

que ancora non to, pure assunse


di

fosse slato
il

consagmdei
fra
i

piviale, e formale

universae

benevertat, ut noraen
>

romano sui Domini ubiil

perle, e tutto

altro proprio
,

Cardinali vescovi suburbicarii

que sanctificetur. Terminato che ebbe


divscorso,
gli

quali erasi unito sino dal concistoro

Cardinale

precedente, in cui era stalo proposto.


Discese allora Pio VII! dal soglio,

tal

present le suindi-

i84

CAP
resse per la
l'altare, e
si

GAP
medesima navata verso
posero
le

e preceduto dal consueto corteggio,

pervenne alla porta maggiore della basilica, dove dal Cardinal arciprela cappa te, che avea gi deposta e assunti i sagri paramenti, gli fu
presentata la navicella coli' incenso che il Papa pose nel turibolo ; indi
gli
si

tutti

in ginoc-

chio a venerare

sagre teste de' ss. Pietro e Paolo esposte sulla tribudello


stesso
altare.

na

Alzatosi

il

Pontefice dal genuflessorio, a piedi si rec all'altro preparato avanti dette


insigni reliquie, presso cui e

present l'aspersorio, col quale


,

da ami

asperse coldopo essersi segnato r acqua benedetta gli astanti, e poi al medesimo arciprete il restitu, e da esso fu allora tre volte incensato.

bo

lati

si

posero

ginocchioni

Cardinali sui cuscini postivi dai no-

minali
della

Indi

il

Pontefice

si

pose a sedere
e co' flabelli

Quivi dai cantori cant l' antifona Petrus Aposlolus ^ ed essendosi la


decani.
basilica
si

sulla sedia
ai
lati,

gestatoria,

processione
giore
,

diretta

all'altare
,

mag-

dai suoi parafrenieri fu ele-

vato in alto , sotto baldacchino di ganzo d'argento con galloni d'oro,


coi Pontificii

che la componevano, i luoghi, che ad ognuno spettavano, mentre il Papa, ch'era ripresero

quei

a tutto

il

stemmi, il quale in uno legname impiegato per


di questa.

salito

in sedia gestatoria, ne discese


l'

avanti

altare, e fatta orazione sul

questa solennit nella basilica, resta

genuflessorio

a beneficio
ro
le

Ne

sostenne-

soglio collocato in

and poi ad assidersi sul mezzo dell'abside,


negli
stalli

otto a