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e 3 7Aé

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA
DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
PADRI, AI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, GRADI DELLA GERARCHIA
AI VARII
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
Al RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VOL. LIV.

lu)-Se'KWCr*T/fc, Pop.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCLII.
^
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORI CO -ECCLESIASTICA

POD POD
r ODLACHIA (Podlachien). Vesco- concistoro mg.'' Francesco Lewinski ve-
vato di Polonia nel Palalinato, o voivo- scovo di Eleuteropoli, i quali tuttora go-
dia del suo nome ne'dominii russi, con re- vernano la diocesi. Il p. Thainer, Vicen-
sidenza del vescovo in Janow(F.), il cui de della chiesa in Polonia, p. 542 e 557,
capoluogo chiamasi Siedleco Podiachia, loda altamente l'eroico coraggio col qua-
città in riva al Muchawica, con bel ca- le mg.^ Gutkowskì propugnò la causa

stello e regolari fabbriche. La città di Ja- cattolica intorno ai matrimoni misti, ri-
now ha la cattedrale dedicata alla ss. Tri- cusandosi obbedire al governo tanto di
nità, con baltislerio e cura d'anime eser- togliere dalla biblioteca l'opera: Concor'
citata dal vice-custode e dal vicario. Il danza e discrepanza tra* greci e latini in
capitolo ha 4 dignità, i.^dellequali è il de- fatto di fede, come che si dasse a leggere
cano, 8 canonici e altri ecclesiastici. Vi nel seminario e scuole la pessima storia di
è altra chiesa parrocchiale pei greci -lati- Russia di Ustrialow, anzi fulminò la sco-

ni , un convento di religiosi ed il semi- munica contro chi la leggesse. Vittima


nario. La sede vescovile di Janow o Po- del proprio zelo, ne prese vigorosamente
diachia fu eretta da Pio VII colla bolla le difese Gregorio XVI con quei docu-
Ex impositay de'3o giugno 1818, Bull, menti riportati neiry^//oc«zi''o/2e^e'22 /a-
cont. t. i5, p. 61, dichiarandola suffra- glio i842,dap. ii5ap. 1 38, mai vo-
ganea di Varsavia, e formando la dioce- lendo aderire al governo, che olire averlo
si con 1 16 parrocchie; indi a'29 marzo privato delle lendite, bramava si desti-
1819 nominò i.° vescovo Felice Lewin- tuisse dalla sede, e poi lo rilegò nel mo«
ski già di Eretria. Nel 1826 a' 3 luglio nasterodi Ozeransk, onde il Papa ricol-
Leone XII gli die in successore mg.' Gio. mò con lettere consolatorie di giusti en-
Marcello Gulkowski della diocesi e ca- comi il degno vescovo. La diocesi si e-
nonico di Plosko, arcidiacono di Varsa- stende per tutto ilPalatinato ; ogni nuo-
via, ed a questi in sufFraganeo nello slesso vo vescovo è tassato in 1 1 12 fiorini, es*
4 POD POE
sendo le rendite scudi 6666 con alcuni di o misura di versi, essendo il verso quel
pesi. membro di scrittura compreso poetica
PODOCATERO Lodovico, Cardina- sotto certa misura di piedi odi sillabe, che
le. Nobilegreco, nalo in Nicosia nell'iso- in latino dicesi versus ^carmcnj metrum),
la di Cipro, werf/co d'Innocenzo VI II, mo- sermone ed armonia, mescolalauìente o
dello di virtù ed elegante nella persona, di per se, per rimuovere gli uomini dai
dotto, prudente e savio nel maneggio de- vizi e accenderli alla virtù. Laonde l'arte
gli affari, in giovanile età fu scelto ret- poetica o di comporre i poemi , ha per
tore dell'università di Padova, alla cui ri- iscopo l'istruire dilettando, migliorare i

putazione contribuì con opere magnifi- costumi e la condizione degli uomini. E'
che e ottime leggi. Nel i4B3 Sisto IV lo difficile l'assegnar l'origine di un'aite che
fecevescovodiCapaccio,ed Alessandro VI dovette nascere tosto che cominciò a svi-

suo segretario, che a'28 settembre i5oo lupparsi il fuoco dell'immaginazione, e


lo creò cardinale prete di s. Agata alla potè infiammar l'animo de'mortali,o pu-
Suburra, indi segretario de'brevi, inter- re tosto che il potere dell'armonia o con-
\enendo a 2 conclavi. 1 letterati frequen- certo di voci e di suoni si fece sentire al
tavano la sua conversazione per ammirar- loro orecchio. Essendo i primi uo- stati

ne il sapere, e sebbene la perdita della mini pastori o cacciatori o pescatori, la


sostanza paterna lo pose in gravi stret- prima poesia fu la pastorale, forse anche
tezze, non mancò di sovvenire i suoi na- la descrittiva: si cominciò dal cantare le

zionali e gli eruditi bisognosi. Giulio II imprese de'cacciatori, poscia de'guerrie-


nel i5o4 lo trasferì all'arcivescovato di ri più valorosi, indi lavori della cam- i

Benevento, morendo poco tempo dopo pagna, i frutti della terra, equindi si giun-
d'anni yS in Roma, e fu sepolto nella se a celebrare gli Dei e gli eroi. In prin-
chiesa di s. Maria del Popolo, nella cap- cipio la poesia si divise in due generi, se-

pella da lui fondata con messa quotidia- condo il carattere diverso degli autori:
na, erigendogli in essa il nipote Livio ar- il genere eroico, ch'era consagrato alla
civescovo di Nicosia un sontuoso mau- lode degli Dei e degli eroi, ed il satirico
soleo di marmo con pregiate sculture e che dipingeva e rappresentava gli uomi-
la statua del cardinale giacente, oltre un ni perversi e viziosi. In appresso s'intro-
nobile epitaffio. dusse l'epopea o poema epico o eroico,
POEMANIOoPOEMANITlLNO,Pof^- che pose o trasportò in qualche modo un
maniiim, Poemanìtinum. Sede vescovile racconto in azione, e questa produsse po-
di Ellesponto, sotto la metropoli diCizi- scia la tragedia, come la satira col me-
co, eretta nel V secolo. Ebbe 6 vescovi. desimo diede origine alla commedia. Qua-
Oriens dir. t. i, p. 769. lunque sia però l'origine di quest'arte di-
POESIA e POETA, Poesis,poela. Ar- vina, poeti dipinsero da principio coi
i

te del poeta e componimento poetico; fa- più vivi colori benefizi arrecati all'u-
i

ci tor di poemi e di poesie, dicendosi poeta mana specie, e i fenomeni e le meravi-


anche lo scrittore di versi o verseggia- glie che la natura loro rappresentava. A-
tore. Ne' tempi remoti i poeti furono i vanti che la ragione istruisse colla ener-
primi teologi, i primi legislatori de'popoli, gica sua voce gli uomini, e insegnasse le

valendo allora il vocabolo eziandio pro- leggi, tutti gli uomini seguivano la sem-
feta, dottore, filosofo, savio, inspirato (va- plice natura; dispersi ne'boschi cercan-
te). Diceil Varchi, che l'arte poetica è una do il nutrimento, la forza teneva luogo
facoltà,la quale insegna in quali modi si di diritto ; ma l' armoniosa tessitura del
deve imitare qualunque azione, affetto e discorso temperò la rozzezza di que' sel-
costui?ie,con aumero(determinato di pie- vaggi costumi, riunì gli erranti nelle C7^
POE POE 5
tà, spavenlò i delitti coi supplizi, e pose bero in onore; Virgilio e Orazio, padri
l'innocenza sotto la salvaguardia delle leg- illustri della poesia latina, erano intimi

gi. Secondo Boileau quest'ordine di cose d'Augusto; Arcadio e Onorio eressero u-


fu frutto de'primi versi; di là nacquero na statua nel foro romano al poeta Clau^
le dicerie che cogli accenti d'Orfeo le ti- diano. Vedasi Pedimontis inlloratii, Ar-
gri si spogliarono di loro ferocia, che ai tem poeticant^Yenelm, Aldus 554- Luisi- 1

concenti d'Amflone uiuovevansi le pie- nii in Horatii, De arte poetica comment.,


tre ad innalzar le mura di Tebe. ibid.1554. Nel 1844 in Firenze fu pub-
Avanti che gli uomini potessero tras- blicato Poeti latini nelle loro più celebri
:

mettere alla posterità gli avvenimenti traduzioni italiane ^ preceduti da un qua-


più rimarchevoli, riducendoli in un cor- dro della letteratura latina compendia-
po d'istoria, essi componevano con quel- to da quello di Fr. Ficker. I bardi sono
la serie di racconti una specie di poemi stali i primi storici degli scandinavi é de-
o \ersi atti ad esser cantati al suo-
lirici, gli scozzesi. Igrt//i ebbero anch'essi iloro
no della liia,checantavanoai loro figliuo- bardi, che cantavano in mezzo alle armi
li, affine d'ispirar loro l'amor patrio e at- ed ai banchetti. La poesia fu compresa
taccarli al medesimo con una specie d'or- nell'universale eccidio delle romane co-
goglio nazionale. Può credersi altresì che gnizioni; cadde essa pure nella barbarie
con canti poetici i primi uomini implo- e si il suo lustro, ma nondimeno
oscurò
rassero la divinità, ola ringraziassero del- in Italia continuarono ad esservi poeti
la sua munificenza. F. Canto e Musica. di qualche valoie anche dopo la caduta
In primi monumenti della storia
fatti i deirimpero;in Italia qualche lumedi poe-
ebraica sono cantici sacri, i salmi ed al- tico fuoco conservossi anche ne'tempi del-
tre poesie; l'espressioni, i sentimenti, le la più densa barbarie; dall'Italia forse

figure, la varietà, l'azione, tutto è gran- partirono quelle scintille, che animarono
de, forte, dignitoso nei poeti ebrei. Presso l'estro de'poeti ambulanti cantori delle
i greci antichi erano certi poeti cantori, belle e degli eroi, chiamati trovatori (di
i quali facevano come i nostri improv- questi poeti popolari parlai in diversi luo-
visatori, poi divennero veri poeti, e can- ghi, come ne' voi. XXVIj p. 221, XXX f,

tarono la storia e la morale, un col- in p. lyS), provenzali o di altre nazioni, dal


l'arte militare; i poemi sublimi d'Omero, rimare all'improvviso trovando pronta-
il più grande de'poeti, fecero conoscere le mente la rima, come pure de^poeti germa-
prime azioni de'greci,indi Aristotile com- ni e di altri popoli delle provincie setten-
pose le sue celebri poetiche. Vedasi la trionali. Abbiamo di Gio. Galvani, Ower-
Cronaca de' poeti anteriori e contempo- V azioni sulla poesia de trovatori, e sulle
raneiad Omero, Lugano 1826. Poetìgre- principali maniere eforme di essa confor-
ci nelle loro piìi celebri traduzioni ita- miate brevemente colle antiche italiane,
liane, Firenze 1841. Io Roma la poesia Modena 1829. Nel i833 si pubblicò in
fuda prima stimata pochissimo, ed pri- i Firenze: Raccolta dei favoleggiatori ita-
mi poeti furono schiavi, come Livio An- liani antichi e moderni. Al rinascere delle
dronico; ma ben presto quel popolo ge- scienze e delle arti rinacque in Italia, e
neroso sentì il pregio di cjuest'arte e inco- prima che altrove e più gloriosa che non
minciò a tenere in onore chi la trattava; presso qualunque altra nazione, la poe-
laonde Ennio fu amico di Scipione, Te- sia, che sino dal principio del rifiorimen-
renzio di Lelio, Accio di Bruto : Cicero- to sparse lumi amplissimi in tutta Eu-
ne nomina parecchi grandi di Roma che ropa. Basta qui il nominare i sommi e
commisero a'poeli la storia delle loro ge- incomparabili Dante, Petrarca, Ariosto e
sta. In progresso Ira'romaui i poeti creb- Tasso, senza dire dei tanti altri poeti che
6 POE POE
dal secolo XIV sino al presente in Italia e il veiso sciolto. Nella poesia narrativa
emiDenleuiente si distinsero in tutti i di* si registrano l'epopea o il racconto poe-
versi generi di poesia. 11 Lupi, Disserta- tico di un'azione meravigliosa, il poema
zioni t. 2, p. 6o e seg., dichiara l'epoca romanzesco, l'epopea eroicomica, la no-
pili certa del principio dell'arte poetica, vella e l'apologo. Alla poesia drammatica
ragionando de'poeti che fiorirono dal se- appartengono la tragedia, la tragedia ur-
colo XXVII del mondo sino alla nascita bana che anche dicesi semplicemente
,

di Gesù Custode de'poeti de'primi 6 se- dramma, la commedia la farsa o una ,

coli di nostra era. Dei poeti e delia poe- produzione comica di un solo atlo,il dram-
siane tratto negli analoghi articoli, come ma propriamente detto o il dramma sen-
Accademie, Letteratura, Erudizione, timentale, la tragicommedia, e il melo-
Letterato, Teatro. De'poeti principali dramma o l'opera in musica. Avvi pure
d'ogni nazione e delle più celebri poesie la poesia didascalica, e a questa appar-
ne parlo ne'relativi articoli ed in quelli tengono il poema filosofico, la salila, e
dellecittà estati, dicendo degli uomini il- talvolta i componimenti giocosi o berne-
lustri, massime parlando dei loro idiomi, schi , finalmente i sermoni e le epistole.

/^.Lingua. Lodovico Muratori, De//^ ^e/'- In tutti questi generi di poesia gl'italia-
fetla poesia italiana^ Yenezìa fj^S. Gio. ni si sono distinti, e tuttora fioriscono il-
Ballìsla^'ìssOyArte poetica, Bassanoi 828. lustri cultori dellemuse. Il Sarnelli, Lelt.
Gio. Barotti, Traduzione dell'arte poe- eccl. t. 8,let. 3o: Della sacra poesia, ren-
tica del Fif/tìf, Roma i838.Fr. Saverio de ragione perchè Platone voleva discac-
Quadrio, Della storia e della ragione di ciare i poeti dalla città; ed osservando
ogni poesia, Venezia 1 786. Gio. M.^Cre- che produzioni poetiche troppo licen-
le
scimbeni. Istoria della volgar poesia, Ho - ziose sono nocive a chi le legge ed a chi
ma 698. Commentari a detta storia, Ro-
1 le produce, narra che Paolo IV avendo
ma 1702. Trattato delle bellezze della chiamato dalla nunziatura di Venezia un
volgarpoesia,Roma 1 700. Le vite de'piìi arcivescovo alla segreteria di stalo, eccel-
celebri poeti provenzali, 1722. Roma lente nelle lettere umane e divine, e de-
Recentemente si è introdotta una nuo- stinato al cardinalato, nella sera prece-
va distinzione della poesia in due gene- dente al concistoro in cui voleva esaltar-
ri, cioè di poesia classica e romaiilica: la lo, ne fu distolto dalla lettura di alcuni
classica si appoggia all'imitazione de'grau- versi lascivi, composti da quello in altri
di modelli greci e latini; la romantica de- tempi. Tra' Papi che si distinsero nella
rivò dall'arbitrio con diverse forme, e in poesianominerò Giovanni XXIll, Pio li,
questo modo si architettò una poetica tut- Leone X, Urbano Vili, Clemente IX e
ta propria de'trovatori. L'esclusione della Clemente XI; tra 'cardinali citerò Anto-
greca mitologia ( F. Paganesimo) e la tra- niani, Bembo, Daniele Delfino, Barbaro,
scuranza delle regole degli antichi^ sono Sylva, Boba, Bernardino MafFei , Mar-
i due caratteri di questa nuova scuola. tellij Polignac, Cornelio Bentivoglio. La

Venendo ai diversi generi di poesia, in potenza de' poeti, per quella della pen-
particolare avanti tutto si alfaccia la poe- na, prima fra le armi più omicide, ven-
sia lirica, le cui forme diverse sono l'ode, ne qualificata dà Platone e ripetuta da
il ditirambo, al quale succedette presso Eugenio IV con quella sentenza che ri-
di noiil brindisi, e l'elegia ; daWa poesia porto nelvol.XXXVlII, p. 124. Adria-
campestre sì trasse il madrigale; seguo- no VI fu contrario ai poeti, e l'impera-
no l'epigramma, l'iscrizione e l'epitaffio, tore Filippo, volendo raffrenare la loio
il sonetto,gli endecasillabi catulliani, l'ot- soverchia libertà, li cancellò dalla lista

tava rima, la sesta rima> la terza rima, de* professori. Vedasi la Disserl. depoe-
POE POE 7
tìs priviiegioruni exoriihus, praeside d. dedusse aver essa principalmente mirata
de PuUniajin publice propugnata , Li- non solo a render omaggio alla religione,
psia 1777. Il celebre poeta Aratore, por- ma eziandìo a migliorar la poesia, gua-
tatosi iu Roma a visitar la basilica di s. XVII, vanto che ninno po-
sta nel secolo

Pietro, offri a Teodoro IPapa del 64^ trà mai negare a quest'accademia. Ed a
il suo nobile poema degli Aui apostolici, chiarire come con tal mezzo potea venir-
che recitò 7 volte per soddisfare il popo- le ciò fatto, il dotto oratore stabilì in pri-
lo numeroso, dopo aver fatto altrettanto ma alla poesia volersi verità d'immagi-
avanti la tomba dell' apostolo, alla pre- nazione e realtà di sentimento; espose
senza del Papa e del clero. E Rabano, ce- quindi il difetto di queste due essenziali
lebre sofista e poeta, mandò a Sergio I qualità essere sta tonno de' principali scon-
Papa del 687 il suo poema delKi Croce^ ci de' secentisti, cui ben si poteva rime-
acciò in suo nome 1' offrisse a s. Pietro. diare con temi, i quali tratti dalla reUgiO'
Tutto riporta Piazza^ Santuario roma- ne avessero dovuto per necessità avere
no par. 2, p. 3o. ambedue quelle doti. All'Arcadia è con-
1 fondatori della benemerita e celebre cesso pronunziare sentenza sulla corona-
Accademia d'Arcadia ebbero per prin- zione de'poeti in Campidoglio. L'uso di
cipal scopo nel prendere nomi e gli usi i coronarsi i poeti è antichissimo; prima
de' greci pastori e persino il loro calen- con edera, poi con l'alloro, la cui corona
dario, di romper guerra alle gonfiezze è simbolo di vittoria e di trionfo per la
del secolo, e ritornare la poesia italiana naturale proprietà delle sue foglie incor-
per mezzo della pastorale alle pure e bel- ruttibili, e perciò dai più antichi re por-
le sue forme. Fingendosi pastori, imma- tata, come dagl'imperatori romani fino a
ginandosi di vivere nelle campagne, bau- Costantino. Ne' voi. VII, p. i36, XVII,
dito ogni fasto, tolto fra loro ogni titolo p. i 74, XXXVIII, p. ^5 ed altrove, par-

|[ j^i preminenza^ studiando neoclassici gre- lando degli autori che scrissero de'poeti
ci, latini e italiani, vennero naturalmen- laureati, narrai le coronazioni seguite in
te da sé stesse a cadere quelle ampollose Roma nel Campidoglio colla corona lau-
metafore, que'stravolli concetti, e quello rea, di Petrarca principe de'poeti del suo
smodato lusso di erudizione, che forma- tempo(preferendo Roma a Napoli e Parigi
va la delizia non de'poeti soltanto , ma ove volevano coronarlo), di Sabellico, di
eziandio de'più applauditi oratori sagri, Perfetti edellaMorelli; come delle corona-
e su cui stoltamente si riponeva la sede zioni curiosede' poeti (con pampani efron-
del sublime e del bello. De' vantaggi re- didibieda)diBaraballo, ediQuernodet-
cali dall'Arcadia alla poesia, scrissero mol- to Varcipoela (con frondi di lauro, di cavo-
ti;ed oltre il citato articolo di sì celeber- lo e di vite) sotto Leone X, e di Brittonio

rima accademia parlai in più luoghi, co- sotto Paolo IH. L'imperatore Federico III
me a Portogallo, dicendo del Bosco Par- coronò d'alloro Enea Silvio, poi Pio II, e
rasio edificato principalmente con quan- Lodovico Lazzarelli di Sanseverino come
to somministrò re Giovanni V. Nel n.° principe de' poeti di sua età. Il celebre
Z^à^We Notizia del giorno diì Roma i845> Tasso ricusando d'essere coronato in Na-
si legge, che il p. Ciccaterri gesuita, nel- poli, si recò in Roma per ricevere la co-
r adunanza Arcadia per festeggiar le
d' rona laurea in Campidoglio, ma morì
glorie della B. Vergine, con forbitissimo prima presso girolamini : di ciò feci cen-
i

ed erudito discorso tolse ad investigare no a Passeri- Aldobrandini ed altrove. Il


la ragione per cui V Accademia d'Arca- p. Menochio, Stuore, t. 3, cent. 1 1 ,
e. 1 3,
dia determinossi a voler ogni anno trat- Dell'antico costume di coronare i poeti,

tati alcuni temi di sagro argomento, ne dice che la corona laurea fu detta apol-
8 POG POG
linafe,da Apollo cui è dedicato ralloro, lo di gran nome, che valorosamente sep-
onde la corona di tal fronde fu data ai pe sostenere la guerra crociata , quale
poeti per essere tenuto quel nume loro ebbe fine nella morie di Matteo Viscon-
principe e protettore; mentre l'edera, co- ti. Indi per quanto narrai nel voi. V, p.

me sempre verde e sacra a Bacco, allu- 293, e per l'insurrezione di Bologna il ,

deva all'estro poetico da cui devono es- legato tornò in Avignone, colla taccia di
sere investiti i poeti, ed alla loro gloria non aver impedito l'entrata in Toscana
che rimane continuamente verde. di Lodovico il Bavaro, mentre egli manca-
POGGETTO o POGUET o DE PO- va di milizie e quelle che avea per penuria
YET Bertr ANDO o Bernardo, Cardinale. didenaro non erano pagate. Ivi morì nel
Nacque Poget presso Castelnuovo del-
in i35i, dopo essere intervenuto a due con-
le Valli, diocesi di Cahors, nipote di Gio- clavi, e ^1 sepolto nella chiesa dei minori.
vanni XXII per canto materno, o come POGGI Giovanni , Cardinale. Bolo-
corse voce suo figlio, il che scrissero Villa- gnese scienziato e d'ottimi costumi , noi
ni, Petrarca e Panvinio. Fu di gran valore, i528 per morte della moglie che gli la-
massime nel militare, sapiente e magna- sciò numerosa prole, trasferitosi inRoma,
nimo, amatoredella giustizia e delle buo- Paolo Illneli54i lo fece tesoriere e ve-
ne lettere , ma vituperato dal Petrarca scovo di Tropea, quindi nunzio in Ispa-
dichiarato nemico del Papa. A'i6 o 17 gna a Carlo V e collettore apostolico ili
dicembre 3 1 6 dal zio fu creato cardina-
1 que'dominii, ove restò diversi anni con
le prete di
s. Marcello, e nel 827 vesco- i suo onore e soddisfazione pienissima non
vo d'Ostia e Velletri, non che decano del- menodicesarechedel Papa, avendo sem-
la chiesa d'Issìgiaco, diocesi di Sarlat. Da pre procurato con impegno l'unione tra
Avignone fu spedito legato in Italia con il sacerdozio e l'impero, e la convocazio-
amplissime domare la ribelle
facoltà, per ne del concilio di Trento. Nel i544 si

Ferrara, e presiedere alla Lombardia ,


trasferì in Germania al congresso di Bon-t
Marca e Romagna, che quasi tutte resti- na presso Colonia, iu cui difese inlrepi-'
luì al dominio della s. Sede, insieme a damente il cattolicismo contro gli eretici
Forlì. Per 16 anni governò Bologna, nel che espulse dal luogo , e impedì al lute-
qual tempo fu spedito a Napoli per pro- ranismo d'introdursi in Colonia. Indar-
cessare la regina Giovanna 1, imputata di no si adoprò perchè Francesco Borgia
reità nella morte del marito. Intanto Ge- 3.° generale de'gesuiti accettasse il cardi-
nova per la sedizione de'guelfi e ghibel- nalato, cui Giulio III voleva onninamen-
lini, espulsi questi ultimi, si die al Papa te innalzarlo, indi a lui in premio di tan-
ed a Roberto re di Napoli, per resistere te benemerenze lo conferì tal Papa a'20
alla contraria fazione, la quale invocò dicembre 1 55 1, col titolo presbiterale di
l'aiuto de'Visconli signori di Milano, che s. Anastasia , servendosi di lui negli af-
non mancarono soccorrerla, quantunque fari più ardui e valendosi sempre del suo
Giovanni XXII fece loro sapere pel le- consiglio. Fabbricò in Roma un
magni-
gato di non impugnar armi contro cit-
le fico palazzo, ed altro sontuosoBolognain
tà confederata della Chiesa. Non badan- poi dell'istituto delle sciepze. In Tropea
do i Visconti a tali rimostranze, furono fondò l'ampio convento presso s. Maria
scomunicati e fu mosso a loro danno un del Soccorso, e v'introdusse minimi. Ac-
i

esercito comandato da Filippo di Valois quistò fuori di porta del Popolo alcune
fratello del re di Francia, il quale gua- bellissime vigne, alle quali sovente si con-
dagnato poi dai Visconti con l' oro ab- duceva per suo diporto erigendovi bel
,

bandonò l'impresa, che venne affidata a palazzo che ornò di molti addobbi e pre-
Raimondo di Cardona capitano spagnuo- ziose rarità; e delle eccellenti pitture di
,

POG POG 9
Pellegrino Tibaldi. Saputo che le vigne liberale co'poveri, sino ad aggravarsi di
molto piacevano a Giulio III, il quale ne debiti per soccorrerli, e nel suo testamento
pos-ecleva alcune altre propinque e per- li dichiarò eredi universali. Pieno di me-
ciò avea mostrato desiderio di acquistar- riti mori in Roma neh 483, d'anni 60, e
le, gliene fece volontario e generoso do- fu sepolto nel suo titolo, dove nella cap-
no , onde si formò la Villa o Figna di pella del Rosario, eretta a sue spese con
Papa Giulio (V.). Dopo essere in ter ve* messa quotidiana in suo suffragio, fu in-
nnto a due conclavi, passato in Bologna nalzato un magnifico monumento di mar-
a riveder la patria , vi lasciò la vita nel mo con onorevole iscrizione.
i556, d'anni 63, e fu sepolto in s. Gia- POGGIO Mm-YETO {3Iandelen). Cit-
como degli agostiniani, nella cappella da tà con residenza vescovile di Sabina, 35
Ini fondata a s. Gio. Battista, ed arricchita miglia distante da Roma, sede di gover-
di nobilissime pitture e singolari reliquie. no distrettuale della delegazione di Rie-
POGGIO (di) Uberto, Cardinale, ti,da cui dipendono comuni di Aspra, i

Nacque in Lucca e fu crealo cardinale ve- Bocchignano, Cantalupo, Collevecchio


scovo di Palestrina da Stefano X a' i4 Configni,Cottanello, Forano, Montasoln,
marzo io58. il governo di Fara e di MaglianOj oltre

POGGIO (di) Auxia, Cardinale. Vide gli appodiati àescvìii'x daW Indice de luo-

la luce in Zativa nel regno di Valenza, ghi dello stato pontificiOy e da Castella-
ed illustrò splendore della nascita con
lo no, Lo stato pontifìcio, p. 278. Giace in
integrità di costume e con eccellente dot- dolce clima sopra ameno colle_, avendo a
trina. Laureato in ambe le leggi e in teo- levante una catena dì montagne, dirama-
logia, fu fatto canonico cantore di Bar- zione degli Apennini, presso il fiume Di-
cellona. Divenuto consigliere del re d'A- gentia e le deliziose valli dell'antica /l/^«-
ragona, fu spedito ambasciatore a diversi delaj le quali tanto piacquero al veno-
princìpi; Sisto IV lo dichiarò governatore sino Orazio, che ricordò Mandela nell'e-
diPvoma, ed a'y maggior 47 3 lo creò car- pist.18 del lib. r. Nibby, Dintorni di Ro'
dinale prete di s. Vitale, che cambiò col ti- ma, t. T, p. 295, parlando di Bardella'
tolo di s. Sabina, indi lo mandò legato al- Mandela, villaggio del distretto di Ti-
l'imperatore Federico III, ed ai re d'Un- voli unito a Cantalupo, diceche ne'tem-
gheria, Boemia e Polonia, per eccitarli a pi della decadenza Mandella die nome
prender le armi contro turchi. Nella die- i alla massa Mandelana, come si trae dal-
ta diFrancfort con decoro sostenne il suo la celebre iscrizione che riporta, ed esi-
ministero. Tornato in Roma fu deputa- stente nel palazzo baronale di Vicovaro,
to col cardinal Oliviero Caraffa a rice- lapide che servì a determinare il sito del-
nome Eleonora d'A-
vere nel pontificio la villa di Orazio in Sabina, riguardan-
ragona che andava a sposare il duca di do massa Mandelana de'Sepetri della
la

Ferrara. Inseguito fu dichiarato ammi- famiglia Valeria. Una parte di tale mas-
nistratore di Capaccio nel 1476, arcive- sa fu probabilmente il fondo Valeriane
scovo di Monreale, ed amministratore di nel territorio sabinese, donato alla chie-
Saragozza, il cui possesso gli contrastò sa de'ss. Silvestro e Martino a'Monti, pro-
Ferdinando V. Abbellì e ornò con fab- prietà come l'altro di Valeria Massima.
brichela chiesa e convento dis. Sabina, Del fondo Valeriane donato a detta chie-
aumentando il numero de' religiosi. Si sa da Papa s. Silvestro I, fa menzione Fi-
pregiava d'essere mecenate de'dotti e let- lippini Della chiesa de' ss. Silvestro e
,

terati, alcuni de'quali manteneva presso Martino, p. 4^> come di altri fondi sa-
di se, altri con sovvenzioni cavò dall'o- binesijStatiano ePerliciano. Nell'antiche
scurità cui giacevano negletti. Fu tanto carte della celebre abbazia di Farfa (^.),
IO POG POG
a cui fu già soggetto Poggio Mirlelo, tre- di Narnì, ed in vece disposto che l' ero-
Tasi questo frequentemente nominato , gassero per r erezione dell' ospedale di
Podium Mirletuniy Podius de Mirteti o Poggio Rlirteto. Protettore principale del-
MirtetuSf denominazione che vuoisi de- la città è s. Gaetano. Dei prodotti del suo
rivata dall'abbondanza de' mirti odorosi territorio, come delle sue antichità tratta
che in quantità la cingevano, tuttora es- Marocco Monumenti dello stato ponti-
,

sendovene piante ne'conlorni. Fatteschi, ficioj t. 3 p. 83. Il medesimo contiene


,

Memorie di Spoleto y nel 1801 chiamò diversi ruderi di luoghi diroccati , e nel
Poggio Mirteto, castello polito, in oggi il luogo delle Castellacce di Moni Orso si

più collo della Sabina. Ha buoni fabbri- vedono avanzi di TaragnanOy lunge un
cali, ampia piazza, e palazzo governativo, miglio dal quale sulla via di s. Valenti-
antico edifìzio chiamato la rocca. La cat- no vi è un recinto quadrilungo di mura
tedrale già collegiata, di vasta struttura, reticolale, credule appartenere ai bagni
è dedicala a Dio sotto l'invocazione del- di Lucilla. Altre antiche rovine sono nel-
l'Assunzione della B. Vergine : fu restau- le adiacenze di s. Savino, e verso il mon-

rata ed abbellita a pubbliche spese nel te di s. Cosimo esistono rimasugli di ma-


1843, ove in due tavole di marmo si ce- gnifico acquedotto che dicesi giungesse
lebrano le beneficenze di Gregorio XVI alla villa della preclara famiglia Flavia.

e del cardinal Lambruschini, leggendosi Ne' dintorni si rinvennero monumenti


le iscrizioni nel n.° 23 del Diario di Ro- pregevoli, ed in Poggio Mirteto il prezio-
ma 1844» mentre nel n.** 54 del 1887 so musaico che adorna il Museo Vatica-
è riportato come quel Papa dichiarò cit- no Chiaramonti, esprimente il simulacro
tà Poggio Mirteto. Vi è il s. fonte colla di Diana Efesina. Circa un miglio dalla
cura d'anime amministrata dall'arcipre- città trovansi il convento e chiesa de'mi-
te per tre sacerdoti, già chiamati ret- nori conventuali sotto l'invocazione di s.

tori e insigniti del titolo canonicale. Il Valentino nella villa omonima, presso
capitolo ha la dignità di detto arciprete, la quale molti ruderi si vogliono della

IO canonici compresi il teologo e il pe- villa di M. Terenzio Varrone. Abbonda

nitenziere, 6 beneficiati, ed altri preti e di acque, le quali anche giovano al rino-


chierici. L'episcopio era la residenza del- mato opificio e magnifico fabbricato, ove
l'abbate di Farfa, un poco distante dalla si fanno ogni sorta di eccellenti cristalli,
cattedrale, ed è bello e grande con am- situato nella via che conduce a Catino.
pia cappella , avendo congiunto il semi- Sperandio, Sabina sacra, p. i43, parlan-
nario con elegante cappella fregiata di pre- do Poggio Mirteto, dice che molte fa-
di
gevoli marmi questo edifizio venne ri-
: miglie di questo civil castello sono con
costrutto e ingrandito nobilmente per o- onore ricordate ne'monumenli da lui ri-
pera del munifico cardinal Lambruschi- portati , ed io vi lessi Gio. Fisiraga del
ni. Nella città vi sono altre chiese, come i34o exini. leg. doct., oltre Valente Fi-
di s. Rocco, il conservatorio, alcune con- siraga pubblico gastaldo. Marocco rilevò
fraternite, scuole pubbliche e l'ospedale. che vi ebbero natali e fecero onore al-
i

Di questo edifizio fu solennemente get- la patria diversi soggetti dell'antica fami-


tata la I .' pietra il 1 .° agosto 1 85 1 , ed è glia Pescetelli, come a'nostri giorni mg."*
centrale per le comuni di Poggio Mirte- Virginio promptor della fede, ed un ab-
to, Castel Nuovo, Monlopoli , Poggio s. bate cassinese; oltre alcuni della famiglia
Lorenzo, Monte s. Maria, Salisano, Boc- Amici e Domenico del Re nelle leggi ver-
chignano e Cerdomare, per averle Gre- satissirao, leggendosidiessiedialtri nelle
gorio XVI nel 1839 esentate dalle tasse chiese alcune lapidi; ai quali aggiunge-
^he pagavano all'ospedale della b. Lucia rò rag.»" Giovanni Corazza segretario del
1

POG POI 1

camerlengalo e maestro delle ceremonìe giungerò altre notizie. 11 luogo trovasi alle
ponlifìcie, e l'avv." Alessandro Farricelli. fdde di ameni colli, quasi in piano, lun-
La sede vescovile fu eretta da Grego- ge da 12 miglia e 17 da Farfa, in
Piieti

rio XVI con la bolla Studium, quo ini- salubre clima, con abbondanti e limpide
pense affìcimur^ de'23 novembre i84r, acque; magnifico è monastero abbazia- il

dichiarandola immediatamente soggetta le e donde usciro-


già celebre seminario,
alla s. Sede. Ne'vol. IV, p.i36, XV, p. no chiari allievi, ed il tempio contiguo è
228, XXIII, p. 189 e 190, narrai che il sacro al ss. Salvatore, d'imponente strut-
benemerito cardinal Lambruschini ab- tura, formato d'una sola nave con con-
bate di Farfa e s. Salvatore maggiore, veniente coro. Pasquale I gli assegnò mol-
da questa trasferì il seminario a Poggio ti beni; Onorio III con bolla dell 22 ac- I

Mirteto e lo ritornò al suo precedente comodò la controversia pel luogo Bellino


lustro,provvedendolo di tutto e con i?'e- insorta con un vescovo di Abruzzo; Ur-
g^o/e lui con 2 opuscoli com-
stampate, da bano VIII l'unì a Farfa, ed allora erano
poste (non con quell'incredibile numero di s. Salvatore i monasteri di s. Vittoria
d'alunni detto per errore di stampa), a- (dicui parlai ne'vol. XXni,p. 87,XXi V, 1

perlo con solennità a'6 novembre iSSy, p. 8, ed altrove, come degli altri luoghi),
al modo detto nel n.** 98 dei Diario di di s. Paolo di Force, di s. Lorenzo di Ro-
Roma, celebrato con medaglia monu- tella, di s. Angelo di MontelparCj di s. Ma*

mentale, stabilendo nell'antico semina- ria di Monte Cillano coi 9 suoi priorati,
rio i passionisti. Nei citati luoghi dissi tutti nelle Marche. La diocesi di Poggio
come Gregorio XVI con l'abbazia di s. Mirteto si estende in 89 miglia di ter-
Salvatore maggiore e porzione di quel- ritorio. Ogni nuovo vescovo paga 5o fio-
la di Farfa e della diocesi di Sabina (F.) rini di tasse, essendo le rendi te scudÌ2 58a,
istituì questo vescovato, col titolo al ve- POGOIANA. Sede vescovile di Mace-
scovo della prima abbazia ; ivi parlai donia sotto Tessalonica; ebbe 3 vescovi.
dell'allocuzione pronunziata nel concisto- Oriens chr. t. 2, p. 94.
ro de' 24 gennaio 1842 e della proposi- POISSY Stefano, Cardinale, Nacque
zione concistoriale con cui elesse ai.° ve- nella provincia diLione o in Vitriaco pres-
scovo l'attuale mgJ Nicola Grispigni già so Parigi, dottissimo nelle leggi, dottore
vicario generale di Tivoli, Amelia e Fe- in decreti, decano della chiesa di Parigi e
rentino. Nei n.i I o e 2 del Diario di Ro-
1 canonico di s. Quintino, vescovo di Pa-
mai^^i si parla della riconoscenza del- rigi nel 1 363, Urbano V a'22 settembre
la città e delle parrocchie aggregate a i368 lo creò cardinale prete di s. Euse-
questa diocesi verso Gregorio X VI, edella bio, e neh 370 penitenziere maggiore. In-
consagrazione del vescovo fatta dai car- tervenne al Qonclave per Gregorio XI e
dinal Lambruschini nella chiesa delle morì neli373 in Avignone, venendo tra-
Mantellale di Roma. Grata la città agli sferito a tenore di sua disposizione nella
onori e privilegi con cui Tavea decorata cattedrale di Parigi e sepolto con epitaf-
Gregorio XVI, iu morte gli celebrò so- fio in versi leonini.
lenne funerale nella cattedrale, coll'inter- POISSY. Cittàdi Francia, dipartimen-
\ento delle autorità civili e militari , e to di Senna-e-Oise, a 5 leghe da Parigi,
della filarmonica, recitando 1* elogio fu- capoluogo di cantone in situazione ame-
nebre il professore di teologia del semi- na. E' antica, con chiesa di stile gotico e
nario, ilche descrisse il supplemento del 2 belli campanili, che giace nel sito d'un
n.° 25 del Diario di Roma 184G. Del- palazzo che abitavano i re di Francia pri-
l'abbazia di s. Salvatore ragionai nel voi. ma della costruzione del castello di s. Ger*?
XXIII, p.i 84 e seg.: nondimeno t|ui agf mano. Carlo il Calvo vi tenue un parlai-!
i:i POI por
mento ueir869. Vi nacque il res. Lui- le reliquie vi è il corpo di s. Florenzia;
gi, ed ancora si conserva il suo fonte bat- l'episcopio è molto distante. 11 capito-
tesimale. Fu patria di alcuni ilinsUi, co- lo si compone di 8 canonici, del teolo-
me del lelleralo Meicier. K celebre per go e penitenziere, di diversi canonici o-
l'assemblea de* vescovi di Francia tenuta norari edepueri dechoro: Pio VII nel
neh 56 1, in occasionedelfaniosocollocjuio i8o2 concesse l' uso della mitra al dia-
omonimo tra' dottori cattolici ed mini- i cono e suddiacono ministranti al vesco-
stri riformati , facendovi i vescovi molti vo nella cattedrale. Vi sono altre 5 chie-
regolamenti disciplinari; cioè sopra la se parrocchiali col s. fonte , meritando
promozione di degni vescovi, sulla loro osservazione le chiese di s. Radegonda con
residenza nelle diocesi, sulla convocazio- grande e bella nave, e di s. Giovanni con
ne ogni 3 anni de' concilii provinciali e batlisterio antichissimo; la chiesa di s. I-
loro regole, sui curali, sulla celebrazione lario con monastero di canonici regolari
della messa, vietandosi leprivale in tem- avea il re per abbate, per capo del capi-
po suono dell' organo,
della solenne, sul tolo il tesoriere con diritto di portare la
uffizio divino, sagre immagini, ec. Questi mitra e cancelliere dell'università fonda-
regolamenti terminano con una profes- la neh 43 1 da Eugenio IV e Carlo Vlf.
sione di fede, nella quale si rigettano par- Esistono alcuni monasteri di religiose, di-
ticolarmente gli errori de'luterani, calvi- versi sodalizi, ospedale, seminario, socie-
nisti e altri settari. tà di maternità. Il vecchio castello tan-
POITIERS con re-
(Pictavien). Città to rinomato per quelli che vi abitaro-
sidenza vescovile di Francia, capoluogo no, fu distrutto in gran parte sotto Lui-
del dipartimento di Vienna di circon- , gi XI li, servendo gii avanzi di polverie-
dario e di cantone, a 68 leghe da Parigi, ra. Vi sono avanzi d'un anfiteatro, degli
situala nel declivio d'un colle, al confluen- abbellimenti romani, cioè del palazzo di
te de'fiumi Boivre e Clain che la circon- Giuliano, d'un grande acquedotto e di
dano quasi totalmente sulla sinistra del vari monumenti che si credono galli. Poi-
2.° E seggio d'una corte reale, di tribu- tiers è culla della congregazione de' P/c-
nali e di direzioni amministrative, di ac- pus (f^.), fondata dal diocesano ab. Cou-
cademia universitaria e di varie istitu- drin. E' patria di parecchi uomini cele-
zioni scientifiche e letterarie ,
gabinetto bri, tra gli altri di Esuperanzio prefetto
di storia naturale, giardino botanico, bi- delle Galliee fratello di Quintiliano, di
blioteca pubblica, teatro. La città è una s. Ptì!ter«o vescovo d'Avranches, di Mas-
delle più vaste della Francia, ma l'area n'è simino vescovo di Treveri , del dottore
occupata da orti, giardini e prati più che della Chiesa (tale dichiarato col decreto
da forma bislunga ecinta da vec-
case; di Quodpothsìtnum, de'4 aprile 1 85 1, della
chie mura con torri e 6 porte, 4 delle qua- cong. de'riti)s. Ilario vescovo, del car-
li hanno pontesul Clain, sul quale vi è uà dinal Balve^ del general Monlalebert, di
bel passeggio. Notevoli sono la piazza rea- La Quintinie, e delle poetesse Desroches
le, le caserme di cavalleria, principalmen- e Atenaidedi Mortmarto Montespan se-
te l'ampia cattedrale, reputata una delle polta nella chiesa de' francescani. Il suo
piùbelledi Francia, nello stile architetto- non è grande; possedè ne'dintorui
traffico
nico del medio evo; cominciata nel i i6i, cave di belle pietre da lavoro e indizi di
i Syg e consagrata dal ve-
tu terminata nel miniere carbon fossile.
di
scovo Bertrando di Malmonte celebre pre- Poitiersuna delle più antiche città
,

dicatore è sotto l'in vocazione di


: s. Pietro delle Gallie, fu piazza forte al tempo del-
apostolo, con battislerioecura d'anime e- la conquista di Giulio Cesare, e già rag-
sercitata dal parroco e da due vicari; tra guardevole sotto il nome di Lìmonuine
POI POI i3

di Àngostovituni j prese poi quello di Pi- nel r 1^7 passò sotto il dominio inglese.
clfU'iitm, per essere capitale dei piclnvi Ne'vol. Ili, p. 172, XIV, p. 32, XXVI,
popolo gallico sottomesso da Ce-
opìtloìii^ p. 3o I, XXXVIl p. 272, narrai come ,

sare, nia poi mandò 8,000 uomini alla Clemente V essendo arcivescovo di Bor-
confederazione delle Gallie, alternando deaux e mentre trovavasi nella diocesi di
gli assedi. Pretesero alcuni che V antica Poiliers fu eletto Papa onde chiamò a ,

capitale de' piotavi esistesse al principio se i cardinali e la curia che nella più'par-
dellamonarchia a Vieux-Poiliers a 2 le- te ricevèa Poiliers neh 3o6, ove soggior-
ghe da Chatellerault, in breve distanza nò alcun tempo, ritornandovi nel mag-
dal ClaiUj per le reliquie di monumenti gioi3o7 pel solennecongresso con Philip-
antichi ivi trovati; ma diversi scrittori e pò IV re diFrancia ed altri sovrani; co-
il dotto Dulaure dimostrano erronea ta- me gli fu impedita la fuga, finche dichia-
le opinione. Dopo la caduta dell'impero rando il tiasferimento della residenza pa-
d' occidente in più tempi mollo sollri. I pale in yé vignane (^.), da Poiliers vi si

vandali la saccheggiarono nel 4i o, e po- recò neir agosto i3o8, seguito dal reslo
scia cadde mani de' visigoti che e-
nelle della corte ne'primi giorni del iSog. Nel-
stesero dominio su tutto il paese
il loro le guerre tra gl'inglesi e i francesi, questi
che giace a mezzogiorno e a ponente della furono disfatti nel i346 nel Poitou, eoa
Loira. JN^ella seguente invasione del re- numerose loro perdite ma ; a' 1 9 seltem -
gno visigotico fatta da Clodoveo, le vici- brei356 presso Poiliers fu la scena del
nanze di Poiliers videro ili. °grandecon- 3.*' strepitoso combattimento, nel quale
flitto che le resero i più segnalali campi il principe di Galles riportò segnalata vit-
di battaglia della Francia. Alarico re dei toria su Giovanni lì re di Francia e lo
visigoti fu sconfìtto ed ucciso da Clodo- fece prigioniero : tutto descrissi ne' voi.
veo a Vouglé, che sembra essere il pre- XXVI , p. 3o4 e 3o5, XXXV, p. 59.
sente Vouillé, villaggio sul fiume Auzan- Poiliers fu nuovamente ceduta agl'ingle-
cCj poche miglia ad occidente di Poiliers, si nel 1 36o col trattato di Bretigni , e
onde di questa s'impadronì Clodoveo. Nel quindi ritornò allaFrancia pel volontario
782 i sobborghi furono posti a sacco e arrendersi che feceroi primi cittadini nel
fuoco da un immenso numero di sarace- 1372 a Carlo V, il quale concesse loro
ni guidali da Abd elrahman, che furono singolari privilegi. Nel medesimo voi.

disfatti da Carlo Martello, nel 2.° com- XXVI, p. 3i I e seg., narrai tremende
le

battimento che resememorabilePoiliers; guerre tra gl'inglesi e Carlo VII re di


grande fu la strage de' maomettani, ma Francia, che nel r422 si fece coronare in
la vittoria fu acquistata a gran prezzo e Poiliers, vi soggiornò qualche tempo, vi

salvò l'Europa occidentale dal giogo mu- trasferì il parlamento per avere nemici i

sulmano. Abbon nel 778 fu ili. "conte di conquistato quasi tulio il regno, e vi ri-

Poiliers. Nel IX secolo i normanni la sac- cevè la celebre Piilcella d' Orleans irion-
cheggiarono , benché divenuta capitale fatrice degringlesi.In questo tempo Car-
importante contea di Poitou. Nel
dell' lo VII accrebbe e fortificò la ci Uà, com-
1095 da Tours visi trasferì Papa Urba- partendole privilegi e reali beneficenze.
no li, donde passò ad Angers. Luigi VII Molti travagli patì nel secolo XVI nelle
"vi tenne la sua corte, l'accrebbe e forlifi- guerrecivili e religiose, perchè avendo gli
co: avendo ripudiala Eleonora d'Aqui- abitanti perla maggior parte abbraccia-
tania signora del Poitou, questa sposan- to il calvinismo, furono orribilmente sgoz-
do il duca di Normandia, poi Enrico II zali dai soldati cattolici, ai quali il mare-
re d'Inghilterra, gli portò in dotecol ric- sciallo di s. A ndré, impadronitosi della cit-
co suo retaggio Poiliers, che col Poitou tà, permise per 8 giorni orrendi assassi-
i4 POI POI
lìii. Ma Colignya vicenda ripresa Poiliers, deìBux, che divenuto Clemente V lo spo-
lungo e terribile fu l'assedio; quando gli gliò del vescovato e lorimandò al chio-
assediati trovato il modo di far traripa- stro nel 3o5; giunto a morte nel seguen-
1

re il Clain, forzarono gli assedianli alla te anno, citò il Papa per tal deposizione
ritirala. Nel i.°di luglio iS5i il vescovo al futuro concilio (Wadingo dice al di via
inaugurò con solenne benedizione la stra- tribunale), e con la carta della citazione
da ferrala , alla presenza del presidente in manosi fece seppellire nella chiesa dei
della repubblica Luigi Bonaparte, qua- il predicatori di Poitiers avanti 1* altare
le nel discorso che poi pronunziò al maire maggioie; 1807 essendo il Papa in
nel
rilevò che la città sotto Carlo VI! fu il Poiliers, e udita la fama di sua citazione,
centro d'una resistenza eroica, ed il rifu- fece aprire il sepolcro, trovossi incorrot-
gio per i4 anni della nazionalità nella to il cadavere, e letta la carta si emp\ di
Francia invasa ; mentre il vescovo con turbamento. Gli successe Arnaldo Ausi-
quello detto nella funzione celebrò la cit- Ho poi cardinale: fregiati di questa di-
tà per le memorie di s. Bernardo e di En- gnità, come riporto alle biografie, furo-
rico IV, e siccome antica, religiosa, asilo no: Qixiiòo Malosicco, Simone Cramaudj
pacifico della scienza, della giustizia e del- Gio. Frane." Tremoglia, Gabriele Grad-
le più nobili tradizioni. mont, Claudio Longny, ec. A^. Gio.Bes-
La sede vescovile fu eretta nel III se- ly, Serie cronologica de' vescovi di Poi»
colo e secondo Commanvillenel 260, suf- tiers : quella del secolo passato e del cor-
fraganea di Bordeaux. come Io è ancora, rente è nelle Notizie diRoma. Napoleo-
nella provincia della 2.'Aquitania. L'am -
ne nominò vescovo il famoso Domenico
plissima diocesi fu poi dismembrata da de Pradt,e Pio VII neli8o5 lo consagrò
Giovanni XXII per formare quelle di in Parigi: nella coronazione dell' impe-
Maillezay e Luconj aveva 5- abbazie, 9 ratore come re d'Italia celebrò la messa;
comunità di religiosi ei2 di monache. 11 lo seguì in diversi viaggi, ne godè il fa-
1

vescovo fu s. Siglario, come riporta vore, e nel 1809 nominato alla sfede di
fu
Chenu,p.4^0j Ardi, et episcopor. Gal- Malines, ma le bolle senza far menzione
line j il 4" s. Agon,il IO." s. Ilario, il della nominasi spedirono nel 1,81 f, poi
i4° Antemio, il i5.° s. Maxentio il
s. : si dimise neli8i6. Di versatile politica,

dottissimo s. Fortunato fiorì circa il 565. di mobile immaginazione, estremamen-


Gilberto Porrelano, come Abelardo abu- te leggero, fu dotato di profondo ingegno,
sando della teologia scolastica, cadde in compose varie opere, come sui Quattro
errori sul mistero della ss. Trinità, qua- concordati, e morì nel 1887, dando segni
liconfessòe condannò avanti Eugenio III che disapprovava suoi i scritti contro l'in-

nel concilio di Reims nel i i4S> onde tor- segnamento e la disciplina della Chiesa.
nò al governo di sua chiesa a s. Bernar- : Le necrologia si legge negli Annali del-
do toccò formular nel concilio 1' accusa le scienze relig. t. 6, p. 446- Dell'^'x/ior-
contro Gilberto e lo convinse, poscia con- tatio di Leone XII agli anti concordatisti
futando que'-suoi discepoli che ne difen- della diocesi di Poitiers, parlai nel voi.
devano gli errori. Nel ig5 fu vescovo i XXVII, i^i. Dal 1849 "'^ vescovo
p.
.s. Guglielmo. Nicolò IV nel i 289 consa- mg.'^Lodovico Pie di Pontgoin. Ogni nuo-
grò vescovo il dotto e santo francescano vo vescovo è tassato in fiorini 370. La
Guallero da Bruges, che Dio illustrò in diocesi è ampia e comprende diparti- i

morte con miracoli. Chenu e Be-


vita e in menti di Vienna e delle due Sevre.
noffi. 1 16, narrano
Storia minoritìca^ p. Concila di Poitiers.
che Gualtero a difesa de'suoi diritti in- Il i.° fu tenuto nel 355 contro gli a-

contrò una lite con l'arcivescovo di Bor- riaai. Il 2.° nel 589 contro le religiose
1 ,

POI POL i5
Casina e Croclielda. Il 3.** nel S^5 sco- voGualtero fece degli statuii. Il ig.** nel
municò le dette religiose per essersi ri- I 294 o sinodo, in cui il detto vescovo di
bellale ali' abbadessa di s. Croce, che fu Poitiers cogli statuti fece proibire 1' uf-
ristabilita. 11 4-° nelgSy.Il 5.° neh eoo fìzio divino in presenza degli scomuni-
presiedutodaSiguinoarciv.°diBordeaux. cati, di conferire benefizio ai parrochi
il 6° nelioo4 convocato da Guglielmo di ricevere sagramenti da chi non è au-
i

V il grande conte di Poitierse duca d'A- torizzato, di pagar le decime. Altri sino-
quitania, illustre per la sua pietà: furo- di si tennero neh 3o4, 1367,1387,1396,

no scomunicati gli spoglia tori delle chiese 1 4o5. Gallia christ. t. 2 ; Labbé t. 9, i o,
e de'poveri, proibiti i doni ai vescovi per 1 1; Arduino t. 6.

la cresima e penitenza, ed ai chierici te- POL (s.) DE LEON. F. Paul de Leon.


ner seco donne. II 7.° nel 1028 relativa- POL A (Poleii). Città vescovile d'Istria
mente all'apostolato di s. Marziale. L'8.° nell'Illiria, governo, distante da 2,5 leghe

nelioSo sui beni ecclesiastici. 11 g.° nel Trieste , in riva al mare Adriatico e ia
io32 sulla fede cattolica ed beni eccle- i fondo alla baia del suo nome, residenza
siastici. Il 10.° nel io36 sulla pace. L'i i.° di commissariato e presidio militare, co-
nel 1073 o 10740 107 5 alla presenza del me di quelle autorità che vi saranno sta-
cardinal Gerardo legato, contro Berenga- bilite, dappoiché neh 849 Pola fu desti-

rio, che corse pericolo di restarvi ucciso, nata a porto di guerra (perciò non vi po-
pei suoi errori sull'Eucaristia. Ih 2.° nel tranno entrare bastimenti da guerra stra-
1078 presieduto dal legalo Ugo vescovo nieri) e stazione del 2.° comando di di-
di s.Diez,per la disciplina ecclesiastica; il visione di marina : da quell'epoca si die
legato lagnò con S.Gregorio Vll,che il re
si opera ai lavori di fortificazione di terra
Enrico I avesse proibito al conte di Poi- e di mare all' erezione di magazzini e
,

tiers di permettere che si tenesse ne' suoi cantieri, onde la città avrà presto un a-
stati, delle prepotenze dell'arci v.°diTours spetlo affatto diverso pei tanti vantaggi
e del vescovo di Rennes. Il 1 3.° neh 094 che acquisterà. Il magnifico sicuro e im-
01095, in cui fu proibito ai vescovi rice- pareggiabile porto accresce singolarmen-
vere investiture dai re e altri laici. Ih 4.° te i pregi e l'importanza della posizione
neh 100 presieduto per Pasquale li dai di Pola : fu opera dei traci istriani, qua- i

cardinali Giovanni e Benedetto, assistiti ligrandemente si occuparono delle cose


da 80 tra vescovi e abbati, con Ivone di di mare, dicendosi gl'istriani già arditi
Chartres. Vi fu deposto per simonia Nor- navigatori sei secoli avanti l' era nostra,
galdo vescovo d'Autun; adonta delle ri- ed é fama che si distinguessero nella pi-
mostranze di molti vescovi e di Gugliel- rateria, non senza ferocia, per cui ebbe-
mo IX duca d'Aquitania, cardinali sco- i ro rinomanza. La baia di Pola, il cui in-
municarono Filippo I re di Francia e Ber- gresso, volto all'ovest e coperto dal pic-
trada cui erasi riunito, ma corsero rischio colo scoglio diBrioni, viene determinato
di restare uccisi; nondimeno la sentenza dalla punta Grippo edal capo Compare,
fu eseguita e le porle delle chiese si chiu- presso al quale trovasi il forte Giovanni,
sero : tra' canoni disciplinari fu ordina- forma una cala vasta comoda capace , ,

to che per la tonsura non si esigessero d'ogni grande armata navale e riparata
né forbici né tovaglie dai vescovi e abbati. da tutti i venti, e racchiude le piccole iso-
Il 1 5.° nel 1 04. 11 1
6.'' nel 1 1 06 pei soc- lette s. Andrea, s. Pietro, s. Caterina ed
corsi di Palestina. 1117.° nel 1 109, in cui Olivo. La cinge una catena di collinette
Roberto di FontEvraidt assoggettò mo- i assai vaghe, che in cerchio si spingono
nasteri dell'ordine al vescovo diPoitiers. in mare. E' cinta di mura con 4 porle,
Ih 8.° neh 2890 sinodo, in cui il vesco- circondata da bastioni, munita di fortez-
,

i6 POL POL
2a che inlieramenle la domina, lulle co- tino e s. Elena, concesse in diocesi al ca-

slruzioiii de' veneziani, le prime del prin- pitolo ecclesiastiche decorazioni; cioè alle
cipio del secolo XV, il forte eretto nel dignità e canonici la mantelletla , veste,
i63o con grandi massi di pietre riqua- fascia, collare e fiocco al cappello, tutto

drate, decoralo di belli ornamenti archi- di colorepaonazzo, e la croce d'oro eoa


leltonici,subendo qualche modificazione l'immagine della B. Vergii^p pendente dui
nella guerra di mare dal 180G ali8i3, collo con fettuccia rossa; a'beneficiati, cap-
indi in tempi recenti fu ristaurato e ri- pellani e mansionari, ut cani insigniamo
dotto a perfezione secondo l'odierno si- quani vulgo zanfardam vocant, gestare
stoma di guerra. La cattedrale dedicata infunctionibus, ec. Innanzi il duomo e-
all'Assunzione della B. Verginee memo- siste l'antico batlisterio, opera de' tempi
rabile meno per l'architettura, che per bizantini, singolare per la forma, con co-
l'equivoco d'Angincourt che le ha dato ce- lonne di marmo. Altre chiese degne di
lebrità, il quale credette essere 1' antica rimarco sono: quella mirabile di s. Ca-
eretta ncH'BSy e la dichiarò tipo dell'ar- terina, smantellata or son pochi anni, già
chileltura sacra in Italia del secolo IX. con monastero di donne, poi abbando-
Del qual tempo rimane qualche colon- nata e dali58o data per uso di famiglie
na di marmo e qualche capitello dell'e- greche venute jda Candia e da Morea, a-
poca romana, e il più de' capitelli ed il venle vicino la caserma di artiglieria, già
sesto delle arcate, che dall' acuto passa- monastero di religiose di s. Teodoro; la

no al semicerchio, e gli ornamenti accu- chiesa della B. Vergine della Misericor-


sano il principio della seconda metà del dia, già degli agostiniani ,
prossima alle
secolo XV„quando il gotico passava al rovine della insigne abbazia cassinese di
moderno. La distribuzione conserva del- Canneto, della cui chiesa magnifica divi-
l'antico.Forse sotto il coro esiste la chie- sa da colonnati a 3 navi, con pregiati mar-
sa sotterranea, nel pavimento sono anti- mi e squisiti musaici, dedicala alla Ma-
chissimi frammenti in marmo; forsedel donna, rimane una cappella a croce gre-
1

duomo bizantino erano le porte di ca di costruzione bizantina^ i cui marmi,
bronzo che nel 1379 tolsero genovesi, i colonne e bronzi passarono a Venezia
per quella battaglia che ricordai nel voi. dicendosi già sue 4 colonne trasparen-
le

XXVIII, p. 3o5. Meritano menzione la ti che si ammirano nella


di belli intagli

tavola che già decorava l'aliare maggio- basilica di s. Marco. A questa in commen-
re, ad intagli d'alto rilievo di genere go- da spetta r antica abbazia di Canneto
Verginee altri santi; un di-
tico, colla B. della quale vi è la serie degli abbati dal-
pinto esprimente una delle tante pesti r8oo ali3oo ne* papiri dell' archivio di
che desolarono la città; ed il quadro che Ravenna, ove possedeva fondi : le notizie
allude al vescovo Vergerlo morto nel si leggono m Dialoghi sulle antichità di
1 548, ritenuto protestante: tra le reliquie Pola del 1600, pubblicati dal eh. d.*^ P.
sonovi quelle del b. Salomone re d'Un- Randler nell'opuscolo: Cenai al forestie-
gheria, il quale ritiratosi in Pola nel 1 060 ro che visita Pola, Trieste 845.Per in- 1

circa presso il cognato Udalrico marche- cendio, nel dicembre i85i andò in rovi-
se d'Istria, visse penitente e morì santo. na il convento vecchio della B. Vergine
A' 12 settembre si celebra la dedicazione della Misericordia.
della cattedrale. Pio VII colla bolla In Osserva l'encomiato scrittore che eoa
s. Apostolicat sedisj degli 1 1 novembre nobile orgoglio può l' istriano dire che
i8o3, Bull. coni. t. 12, p. 87, in consi- nessun' altra città dell' impero austriaco
derazione ai pregi di questo tempioe del- tante antichità ed in istato di conserva-
la residenza che fecero in Pola Coslau- zione abbia siccome Pola; che in Euro-
,

roL POL 17
pa medesima^ se Pompei e Pioma si ec- getta dell'incertezza tanto sull'epoca in
cettuino, nessuna o poclie possono starle cui fu costruito, quanto sulla mano da cui
al paro, perchè non sì frequente è il lin- fu edificato d'ordine toscano. Dell'epoca
Tenire entro il giro d'un miglio un anfi- di sua costruzione nuH'altrodi certo può
teatro, due templi, un ninfeo, un arco non che fu alzato nel i.° secolo del
dirsi, se
tre porte, per tacere di monumenti mi- cristianesimo; la fama porta che lo fosse
nori , e di quelli che all' epoca cristiana per liberalità degl'imperatori, non meno
appartengono. A darne breve cenno prin- che il teatro, e se la proprietà esser potesse
cipierò dall'anfiteatro tanto celebrato. di norma sicura,
la tradizione avrebbe in

Entrando in Pola T occhio è vivamente ciòconferma,che di proprietà del patriar-


sorpreso dallo spettacolo di sì magnifico ca d' Aquileia sovrano feudatario della,

edifizio,uno de' più belli anfiteatri che provincia, furono questi due edifizi nei
si

l'antichità romana ci abbia lasciato. La tempi di mezzo. Ad Augusto non sem-


maestà di quella massa colossale ci ma- bra potersi attribuire, ma piuttosto a Ve-
nifesta quanto sia lo splendore che la ma- spasiano edificatore dell'anfiteatro o Co'
no de'secoli imprimesopra de'muri trion- losseo (V.) di Roma, dacché molte pos-
fatori degli sforzi dell' intemperie e del sidenze i Flavi ebbero nella provincia e
barbarismo. Le meravìglie di questo edi- molti liberti, per non dire di altri favo-
fizio nella cinta esterna sono ancora in- revoli argomenti. L'anfiteatro era desti-
tatte,poiché la mancanza di qualche pie- nato a spettacoli di gladiatori e di fiere; in-

tra non sturba l'insieme ch'è integro. La terdetti i combattimenti di sangue, servì
sua forma è elittica, somigliante a quella l'arena ai clamorosi trattenimenti del po-
di tutti i monumenti di questo genere. Si polo, sempre passionalo degli esperimen-
crede che la pietra con cui è stato costrui- ti di forza, di destrezza e degli spettaco-
molto bella, sia d'una cava non
to, ch'è li. In prossimità essendovi stato l'ospizio
molto lunge dalla città donde pure fu , de'templari, forse ne avranno profittato
tratta quella volta d'un sol pezzo che cuo- per giostre e tornei, che graditi ai polani
pre la Rotonda in Ravenna^
chiesa della nel14^5 ne ordinarono la rinnovazione
che misura in lume nella parte interna nel giorno di s. Giovanni. Gli spettatori
non meno di 3 piedi. La maggiore sua
1 sedevano sulle gradinate, riparati dal so-
altezza è di 86 piedi veneti il diametro : le con velario, che tutto Tedifizio copri-
dell'asse maggiore è di 38 1, quello degli va, teso sopra pennoni infissi nel muro
assi minori è di 3o5jla circonferenza e- di cinta esterna. La capacità dell'arena
sterna di ego, l'interna senza gradini
i i era di 21,000 persone, lasciando libera
di 493. Quest'anfiteatro ha tre piani, in la galleria superiore destinata ad ambu-
due de' quali è forato d' arcate, il 3." di lacro , altrimenti arrivava alle 26,000
finestre , 72 fori sono contenuti in ogni circa. Fino al secolo XIV sembra che l'an-
piano, eccettuato un fianco dell'inferiore, fiteatro siasi conservato pressoché inte-
ch'essendo contro monte segue il suo
il gro, dietro il divieto del patriarca di le-
declivio e ne perde una porzione. La sca- varne le pietre ; ma in questo secolo fu-
linata interna da questa parte era taglia- rono tolti i le mura,
gradini per riparare
ta nella roccia e nella parte opposta si
, e dato il mal esempio, la povertà persua-
pretende che potesse essere di legno. Non se a levar tutta la pietra che facile smer-
resta di questo anfiteatro che lo schele- cio trovava in Venezia per la via di ma-
tro con 4 controsporti ai 4 angoli e un re, destino che ad altri anfiteatri fu co-
quadrato supposto che servivano di sca- mune , sebbene questo di Pola ebbe la
le; questi controsporti lo distinguono da- sorte di conservare intera lacinia ester-
gli altri simili edifìzi. Questa circostanza na, mentre la mancanza di gradinate ec-
VOL. LIV.
, -

i8 POL POL
cita sorpresa e le accresce bellezza. Que* dall'incavo semicircolare del monte a cui
sta superba arena , antico soggiorno di poggiava e da qualclwi arcala che avan-
giuochi e di piaceri, oggidì è l'asilo del zò dalla totale sua distruzione. Esso era
silenzio edella solitudine. Vedasi P.Stan- ampio quanto la metà dell'anfiteatro, al-

covich, Anfiteatro di Po/rt', Venezia


1822. lo quanto questo, però di architettura
Quanto ai due templi d'ordine corin- ben più ornata e gentile: egualmente a
tio, unici avanzi dell'antico foro, uno si vea i sedili in pietra disposti a semicerchio
attribuisce a Diana che da più di 5 se- con gran velario potendo capire circi,

coli fu incorporato al palazzo pubblico, 10,000 persone. Le 4 colonne grandio-


l'altro dalla colonia fu eretto in onore di se di prezioso marmo che decorano l'al-
Roma e di Augusto con forme veramen- iare maggiore nella chiesa della Salute
te gentili, e al presente è deslinatoa cu- in Venezia furono traile dal teatro: è no-
stodia delle lapidi e altre anticaglie. 11 to che porfidi,
i serpentini e altre pre-
i

ninfeo è ora coperto da edifìzro ad uso di gievoli pietre,dicui abbondava Pola, fu-
fontana pubblica; ivi sgorga da naturale rono spoglie onde i veneziani abbelliro-
sorgente ricco filone d'acque, e Io sbocco no la loro patria. Pare che fosse integro
n'è ornato con gradini a semicerchio, di nel secolo XIV, ma i frequenti assedi a-
romana costruzione, a modo di bagno. vendo smantellato le mura di Pola , il

L'arco o porta de'Sergi è un bellissimo teatro fornì la pietra a ristaurarle ; un


edifizioben conservato, che oggi fa par- uragano ne terminò il guasto, e nel 1 63o
te d'una delle porte della città sotto il cogli avanzi Deville costruì la fortezza.
nome di Porta Aurea, ornato di colon- Da pochi anni fu scoperta la porta del
ne d'ordine corintio. Fu eretto a Ire edili Campidoglio, il quale era di forma elit-

e duumviri della famiglia Sergi, da una lica, cinto di doppio ordine di mura con
donna per testimonianza d'amore verso rocca pel presidio militare e ampia cister-
il marito, forse ai tempi di Traiano, ed è na. Le rovine della chiesa di s. Stefano,
uno de'monumenti più eleganti dell'an- già ornata di pitture a fresco e di colon-
tichità è un magnifico arco funebre a
: ne preziose, ricordano la tradizione che
foggia trionfale, di bellissima architettura fosse laprima eretta nascostamente nei
corintia. L'iscrizione tuttora esistente di- tempi delle persecuzioni, memorabile pel
ce che Salvia Postuma a sue spese lo fe- massacrode'Sergi, avvenuto nel 27 per 1 i

ce erigere a Sergio Lepido edile e tribu- opera del partito popolare guidato da ,

no della ^g.'* legione. La porta Gemina lonatasi. In fine la chiesa e il chiostro dì


con due aperture, principale fra quelle s. Francesco, comunque convertili in usi
dell'antica città, vagamente decorata, seb- profani, mostrano la loro importanza per
bene abbia perduto i suoi ornati di bron- decorazioni e marmi : questa chiesa fu ri-

acqua condotta
zo, serviva d'ingresso all' costruita dai Sergi per gratitudine di a-
da lontano in Pola, probabilmente per or- vere un francescano salvato l'unico ram-
dine di Augusto, poi perfezionata da un pollo di loro stirpe da della strage. Del
polense. Prossima è la porta Ercole , la palazzo comunale di bellissima architet-
cui semplice costruzione rimonta ai lem- tura a sesto acuto, con ricchi ornamenti
pi più antichi della colonia, con la testa ad intaglio, un solo lato rimane in piedi.
e la clava di quell' eroe, ed i nomi dei DeliSoo è il palazzo pubblico, il quale
duumviri, suprema magistratura di Po- fu sontuoso come si vede dalla parte re-
la, durante il reggimento de'quali venne stata. Tra i tanti dotti scrittori che illu-
aperta. Di altri preziosi antichi ediflzi strarono le venerande reliquie di Pola ,

ond'era doviziosa la città, appena resta- nominerò Gian Rinaldo Carli-Rubbì,y^/i-


no le vestigia. L'antico teatro é segnalo fileatro di Pola ec, Venezia yS i È dai i .
POL POL 19
suoi dintorni che le manifallure de' ve- repubblica nelle guerre civlU avvenute
tri di Venezia traggono l'arena necessa- dopo la morte di Cesare, fosse per ordi-
ria a detta fabbricazione. In cattiva fama ne d'Augusto smantellata, 4^ anni avan-
stava già Pola per l'inclemenza dell'aria, ti la nostra era , il quale poi la rifece a

e le più strane cose si dissero sulle cause preghiere di Giulia, quando dopo la vit-
che la viziavano. Ripetute osservazioni toria di B'ilippi la concesse in premio ai
fanno certi che l'aria nulla contenga di suoi soldati , e rifabbricatala la chiamò
maligno per la respirazione; che se la so- Julia Pietas j per la filiale pietà che Au-
verchia umidità agisce essenziahnente gusto avea per Giulio Cesare suo zio e
sulla cute, si può vivervi sani, purché cer- padre adottivo. Fondata la monarchia
te norme si osservino, dichiarate da Ran- romana 3 i anni prima di nostra era ,
dier a p. 32, 1 o massime a p. 43, in cui
1 , 1 l'impero si estendeva dal Danubio ai de-
traila della pretesa mal'aria dell'Istria. serti dell'Africa; giàsorgeva Aquileia ad
Po!a ha dato uomini illustri, de'quali al- emporio delle nazioni cisda nubiane e tras-
cuni furono patriarchi di Grado. marine. Pola trovavasi allora nell'incro-
La fondazione di Pola viene, come di ciatura di due grandi linee di movimen-
molte altre città dell' Istria (^^), attri- to, quella che da Roma dirigevasi per
buita ai colchi spediti da Aeta a perse- Ancona e attraverso il mare sino al Da-
guitare gli argonauti, co' quali era fug- nubio ; quella che dalla Bretagna per A-
gita la figlia Medea, che non avendo quileia dirigevasi a Costantinopoli; Pola
potuto trovarli e temendo di tornare al era il centro del passaggio per Ancona e
re senza successo, fermarono in Istria
si Zara. Aquileia prosperosa per commer-
e fabbricarono Pola. Questa tradizione cio e per 600,000 abitanti, il servigio di
favolosa piuttosto accenna alla trasmi- mare esigeva pel commercio d'Egitto e
grazione d' un popolo tracico dalle foci Levante numerosa flottiglia, onde Pola
del Danubio, ove avea stanza in peniso- alla navigazione e ai commerci prese par-

la che Istria dal nome del fiume chiama- te, per cui alla feracità del suolo uni il

vasi, popolo che togliendo ai celli lespiag- continuo movimento fra Roma e le pro-
gie delle estreme Alpi, le quali nell'Adria- vincie, fra queste e le grandi città, in un
tico in penisola scendono, a questa re- alla frequenza del navigare, per modo che
gione in memoria dell'antica patria die- non deve sorprendere se la prosperità di
de il nome d' Istria. Pola fu opera dei Pola fosse assai superiore all' estensione
traci istriani, colonia greca, e quando la della città eal numero del popolo. Le spe-
provincia venne conquistata dai romani dizioni daciche di Traiano tornarono as-
fu fatta colonia, eslrema fortezza d'Italia sai propizie a Pola, ed i tempi degli Anto-

e del dominio romano contro la Liburnia nini segnarono forse il punto di massima
e la Dalmazia^ ed allora si cinse di mu- prosperità, alla quale epoca l'antica città
ra, ebbe Campidoglio, e quella distribu- aggìravasi fìtta ne' fabbricati intorno al
zione di città propria delle colonie roma- colle, che oggi ancora è città, sull'alto del
ne. Prima che gli abitanti divenissero cit- quale stava Campidoglio. Fuori delle
il

tadini romani, la città teneva un rango mura, lungo le vie precipue sui colli cir-
distinto in queste provincie, e dopo Ae- costanti, si stendevano le borgate, i-i'ac-
gida, ora Capo d Istria^ Pola era la cit- cesso però a Pola era più naturale e più
tà più cospicua. Nel i ° secolo di sua co- frequentato per la via di mare,preientan-
lonizzazione pare che non rimanesse e- dosi in forma maestosae incantevole, eoa
stranea alle cose di mare, mediante co- mura coronate di torri; laonde si calcola
municazione con Ancona, Ravenna e A- che la popolazione ne'tempi floridi possa
quileia. Vuoisi che parteggiando per la essere giunta a circa 35,ooo abitanti.
20 POL POL
Ne'lempi di sua floridczznPolaftigra' provincia, volle di propria autorità leva-
dito e celebrato soggiorno dc'romani, che re l'antico modo di governo municipale ed
Tornarono monumenli degni
di superbi introdurvi le forme feudali, abborrite per
di loro grandezza. Tiberio ebbe il coman- le gravi violenze da lui adoperate, come
do delle Provincie d'Istria e Dalmazia e si legge nel prezioso documento optaci'
y'ì fece lunga dimora. Settimio Severo a- lo pubblicato da Randlera p. 3, donde1

vanti di pervenire all' impero fu molto rilevasi che Pola pagava all' rmperatore
tempo governatore dell'Illirio, indi con- greco per imposizione OtOt zecchini , così
servò predilezione per Pola. Illustri prin- Parenzo. I messi imperiali nel placito, u-
cìpij ai quali o sorte di guerra o vicende dileleangariedel duca Giovanni e le pro-
di corte costrinsero al confino, senza ri- messe di questi ricomposero gli animi
,

nunziare agli agi della vita ,


qui ebbero giustamente malcontenti; ma l'impera-
stanza. Rasparasano re de* lossolani vin- tore depose ilduca ad onta delle sue pro-
to d'Adriano circa il 120 si ritirò in Po- messe solenni di non voler aggravare più
la a vita privala, e sullo scoglio degli O- gl'istriani e di lasciarli nei godimento del-

livi nel porlo fu sepolto col figlio. Crispo le loro consuetudini. Più tardi l'eredità

figlio primogenito di Costantino qui ven- della carica di governatore e il genio pro-
ne rilegato e nel 826 ucciso benché in- grediente del secolo diedero carattere di
nocente. Nel 354 d'ordine di Costanzo vi feudalità all'amministrazione provinciale;
fu ucciso Gallo Cesare. Finché ebbe vita ma per la libertà data ai comuni ed ai di-

l'imperodiRoma, Pola ebbe propizi de- i nasti di muover guerra l'uno all'altro e
stini, non soggiacendo alle incursioni dei di trattare come fossero potenze, comin-
barbari e alle devastazioni d'Attila. Nel ciò a risentirnePola, perchè diminuite le

493 divenne soggetta a Teodorico ed ai relazioni coi vicini, i veneti a se tirarono


goti, fino al conquisto che ne fece Belisa- il commercio e la navigazione dell'Adria-
rio nel 539, continuando il saggio gover- tico, e colia preponderanza le altre città

no i tempi felici e conservandosi le isti- umiliarono.


tuzioni romane Ravenna avea preso il
: Verso la metà del secolo XII Pola si

luogo della distrutta Aquileia,e di profit- pose alla testa del movimento di tutte le

to erano le relazioni coll'Italia. Ai tempi città istriane, corsei mari a danno dei ve-

gotici, seguendo bizantini, il governo ri-


i neti con 100 legni che l'Adriatico ren-
cevè cangiamenti, e l'Istria fu sottoposta devano mal sicuro. Il doge Domenico Mo-
all'esarca di Ravenna, preponendosi al- rosini spedi una flotta al castigo degl'i-
l'Istria un maestro de'militi, specie di go- striani; Pola fu presa a forza e abban-
vernatore civile e militareche in Pola te- donata al saccheggio nel i 14B. Alla spe-
neva la residenza, di modo che questa era dizione della i.'' crociata forse Pola pre-
la capitaledell'lstria.Lerelazionicon Ra- se parte, perchè templari si stabilirono
i

venna e Costantinopoli erano frequentis- a S.Giovanni del Fonte con ospizio, ed a


sime e di grandissimo profitto alla città, s. Giovanni del Prato con commenda. Di -

per le navigazioni e pei traffici. Al cade- venuto ereditario il marchesato d'Istria


redel governo greco o bizantino Pola con- nel 1 170 Eppen-
circa, le famiglie degli
servava forma romana. Conquistata l'I-
la Stein, degliSponheim, degli Andechs che
stria nel 789 da Carlo Magno, la regio- n'erano investite, non tennero residenza
ne fu governata dai marchesi d'Istria e- in Istria, ma in Germania, con grandis-
lettivi. Polacoutinuòad esserne la metro- simo pregiudiz-io di Pola e della provin-
poli, non che residenza de'duchi o mar- cia, la quale priva di polente principe,
chesi. Il duca d'Istria Giovanni, nomina- risolvevasi in municipalità inetlqa difen-
to da Carlo JVIagno al reggimento della dersi contro gli esterni nemici^ Intanto
POL POL 21
scoppiò la guerra di gelosia fra Venezia, di Parenzo, di Pola e de'conti d'Istria, i

Pisa e Genova; Pola che in Venezia ve- quali poi l'ebbero dagl'imperatori, dicen-
deva la distruttrice di sua prosperità, tol- dosi vassalli d'Aquileia e vicari del pa-
lerò che nel i 193 i pisani la prendesse- triarca , con molti onori e privilegi, co-
ro; a questi la tolsero i veneziani sotto me di nominare nodari di Pola, armi-
i

la condotta di Enrico Dandolo doge, e ne geri per genio e per politica, prontissimi
diroccarono mura; parteggiò di nuovo
le a collegarsi per combattere. Monfìorito
pei genovesi, e nel1243 Giacomo Tie- di questa famiglia, venuto a contesa col
poloe Leonardo Quirini crudelmente la vescovo di Parenzo per certe in vestite feu-
castigarono ruinandola. Pisa e Genova in- dali, nel 1260 armata mano in quella
tendevano d'impedir a Venezia di farsi città assalì l'episcopio e gittò in marcie
padrona del commercio e della naviga- carte che avrebbero chiarito la questio-
zione per l'Adriatico, commercio che do- ne, in Pola i Sergi tenevano palazzo e pel
po le crociate avea preso maggiore svi- loro potere solevansi eleggere capitani ge-
luppo esembrava volersi dirigere per Ve- nerali del popolo, carica che divenne lo-
nezia. Questa non ancor determinata a ro ereditaria e come esercente il potere
insignorirsi di Pola,'rairava solo a render militare preparava la via alla signoria per-
impossibile uno stabilimento straniero petua. Allora i Sergi, lasciate le antiche
nell'Adriatico, per cui tendeva a ridurla residenze, abitarono la rocca di Pola, l'an-
nell'impossibilità di tenersi forte. Frat- tico Campidoglio, vasto castello fortemen-
tanto le sventure esterne suscitarono in- te torritoa uso di guerra, eretto ne'tempi
terne discordie, l'autorità de' patriarchi di mezzo, che stando nel centro della cit-
d'Aquileia, divenuti marchesi d'Istria nel tà la dominava intieramente. Dal castel-
i2 3o, essendo cessali quelli ereditari, ve- lo, che ormai in loro proprietà tenevano
niva spregiata; essi volevano ricondurre i Sergi, presero nome di signori di Castro
la provincia all'unità e forza di governo, Polae o Castropola e ne assunsero la for-
ma il rilassamento chemarchesi eredi- i ma nelle insegne gentilizie. Coi polani i

tari per r assenza loro aveano cagionato, Castropola tenevano le parti del patriar-
a tale giunse che dovettero i patriarchi ca, onde facile era loro chiedere in feudo
convenire con Pola ed accettar nel i258 la città. I polani mal comportando la nuo-
il pagamento d'annue 2,000, equi- lire va signoria, ne avendo forza a distrugger-
valente di que'diritti che su Pola crede- la, ricorsero al tradimento^ e fatto capo
vano poter esercitare e che al comune nella famiglia lonatasi giurarono la di-
lasciarono. Il tributo non fu sempre pa- struzione de'Castropola e l'effettuarono
gato,onde patriarchi fecero porre la
i la sera del venerdì santo 1271 in s. Ste-
bando dell'impero. Nel rilassa-
città al fano e nel castello; un solo fanciullo fu
mento degli ordinamenti generali il po- involato alla strage di tutti e potè poi rial-
polo proclive a novità voleva affrancarsi zare la potenza di sua infelice famiglia.
dal potere altrui; ma due partiti divide- Corre tradizione che Dante visitasse Po-
vano la città, l'uno che
popolo voleva
al la e albergasse nell'abbazia di Michele s.

conservato il dominio, l'altro che lo bra- de'camaldolesi; di che si ha conferma lad-


mava confidato a un solo, potente e va- dove nella sua Commedia accenna i tanti
loroso; capi del i.° erano i Tonatasi, del sepolcri che cuoprivano le vicinanze di
2. i Sergi, antica famiglia d'origine ro- Pola. Cambiando nell'Istria la cosa pub-
mana, doviziosa e in grande onoranza, blica, Parenzo, Rovigno e altri luoghi
cui appartiene il suddescritto arco. Nel- venivano signoreggiati dai veneziani, che
1 agro polense e parenti no eranvi grandi sostenevano i movimenti popolari delle
distretti tributari delle chiese d'Aquileia, città istriane per profittarne. Nel i328
12 POL POL
Fola (li nuovo pnrlegglò pel genovesi, to, purgala la città dalle rovine, rialza-
ne'quali spera va sostegno alle liherlù mn- to il duomo, ma tutto ciò inutilmente;
lìicipali ed ai traffichi. Sopraffatta poscia il commercio al di fuori era cessalo per
dalle armi venete, presa e abbandonata le cambiate condizioni de'paesi intorno
al saccheggio, lontana da Genova, non all'Adriatico; le pestilenze si ripeterono
polendo sperare aiuto dal patriarca, e vo- dal r5oo al i63i ; 72 ville che con-
di
lendo 1 Castropola impegnarla in fazioni tava il territorio, i3 appena ne conser-
di guerra, cresciuto il malcontento del po- vavano nome e segno. Nel 1 G3o la repub-
polo, la città i33i deliberò di darsi
nel blica veneta per porre argine alle scor-
alla repubblica veneta ebandir l'irrequie- rerie degli uscocchi, tribù d'origine sla-
ta famiglia. Il doge Giovanni Contarini va deiriIliria,Cioazia e Dalmazia, famo-
(secondo Randler, mentre in quell'anno si per le piraterie nell'Adriatico, ordÌLÒ

era doge Francesco Dandolo) accettò la la costruzione della fortezza nel sito già
dedizione con diverse condizioni, rinun- tenuto dal Campidoglio, all'ingegnere
ziando i polani alle appellazioni in Ra- francese Deville, adoperato con successo
venna e ricevendo un podestà con titolo nelle fortificazioni di Levante. L'ultima
Sebbene la convenzione non sal-
di conte. peste avendo popo-
tolta quasi tutta la
vasse i diritti del patriarcajpurei veneti gli lazione a Pola, potè appena giungere a
promisero 2^5 marche d'argento per Po- 600 abitanti, quando nel 'ji^j la repub- l

la, Dignano e Valle, e fu un'appendice blica di Venezia scioglievasi, onde seguì


alla pace del iSio, per la quale la re- i destini dell'Istria e di Parenzoj nondi-
pubblica dopo il compromesso del Papa meno quasi tutte le chiese sussistevano,
erasi obbligata pagare al patriarca 45*0 vi risiedeva il vescovo, v'erano le mo-
marche per le giurisdizioni istriane. Nella nache di s. Teodoro, i francescani in s.

feroce gtierra tra Genova e Venezia, i ge- Mattia e in s. Francesco, gli agostiniani
novesi nel i354 presero Pola e la trat- alla Misericordia, ma diserte erano dive-
tarono a ferro e fuoco; nel iByg dopo nute le abbazie. La soppressione de'con-
la vittoria riportata dinanzi al porto nel venti e delle chiese operatasi nel 1806
canale de'l^rioni la ripresero e vi fecero e le fortificazioni fatte in allora, di molti
pesare tutto il loro sdegno, non rispar- antichi monumenti furono rovina^perchè
miando il duomo e le altre chiese. Per- le chiese crollarono o vennero smantel-
tanto a questo secolo si riporta la distru- lale, l'antica lanterna distrutta. Conta in
zione di Pola, e al suo cadere non pre- oggi Pola circa 2,000 abitanti, i quali di
sentava che un mucchio di rovine. I fre- molto si aumenteranno per la prospera
quenti assedi, le ripetute prese della cit- condizione in cui il governo imperialc3 ha

tà costrinsero a por mano negli antichi posto la città, ed è a sperarsi il suo rifio-
edifizi per trarne materiale da rattoppa- rimento.
re le mura, contro il divieto de'patriar- Polaricevelle la luce evangelica insie-
chi che multarono di loo zecchini chi me a Trieste eAquileia fino dal i
."
seco-
levasseunapietradall'anfìteatroo dal tea- lo, essendone patrono s. Porporino mar-
tro; sopraggiunsero le pesti, che si rin- tire;dltri protettori della citlàsonos. Mas-
novarono continuamente, venne la po- simiano arcivescovo di Ravenna, nativo di
vertà a dare l'ultima mano, l'aria comin- Vistronel territorio polense, s. Florio ve-
ciò a farsi grave e pestilenziale. Nel se- scovoj s. Ottone polano martire (altro po-
guente secolo XV si die opera a ripopo- lanoè il b. Germano); della provincia Io
lare la città; nuove genti vi furono tras- sono s. Giuseppe e s. Marco; protettore

portate, cui si concessero terreni ed esen- della diocesi s. Tommaso apostolo, della
zioni; nuovo statuto delle leggi compila- cui chiesa sono restati pochi indizi. Ap-
POL POL 23
pena rassodalo in Pola il governo greco passava nel proprio alloggio. Com man-
«) bizantino, gli ordinamenti di chiesa si ville, Hist. de lous Veveschcz, dice che il

foggiarono sulle forme solite d'oriente; vescovato fu eretto avanti il 5oo,suffra-


capitoli, abbazie, monasteri si moltipli' ganeo del patriarca d'Aquileia, poscia se-
t^arono; la religione cristiana sfoggiò in condo un mss. di Gio. Pietro Ferretti si
Foia pompa maggiore che non il culto vuole passato sotto l'arcivescovo di Ra-
idolalio, precipuamente per opera di s. venna, e che nel 1028 ritornasse alla sog-
Massimiano, il quale costruì il magnifi- gezione del metropolita d'Aquileia. Be-
co tempio della B. Vergine di Canneto. nedetto XIV dopo avere soppresso il pa-
Kandler crede istituito il vescovato nel triarcato, nel I 753 erigendo Udine in ar-

524, anteriore come Trieste a quelli delle civescovato, tra le chiese suffragauee vi
altre città istriane, e lo dice il piti insi- comprese Pola. Nello smembramento del-
gne della provincia, per l'estensione della la diocesi avvenuto nel 1790, 20 par-

diocesi, la quale comprendeva due ver- i rocchie furono tolte a Pola e date a Trie-
santi del Monte Maggiore e la slessa città ste. Pio VII nel 18 18 unì Pola alla sede
di Fiume (capoluogo del litorale unghe- vescovile diParenzo (^.)^ ^ ^^ dichiarò
rese nel golfo Quaruero con porto fran- suffraganee del patriarca di P ciiezia, ciò
co, già sede del vescovo di Modntsca), per che meglio stabilì Leone XII nel 1828;
la dominazione temporale che esercitava finalmente Pio Vili sottopose nel i83o
su gran parte di quella, per la qualità delle le due sedi unite all'arcivescovo di Go-
abbazie e de'capitoli, per la copia del cle- rizia {V)y al modo detto a Parenzo.
ro, per la sontuosità degli edifizi sacri. Al- L'Ughelli, Italia sacra t. 5,p. 474>e
lorquando ne'tempi addietro il nuovo ve- t. IO, p. 325, descrive le notizie di Pola
scovo prendeva possesso della sede, la cit- e sua diocesi^ riportando la serie de' ve-
tà di Fiume mandava in omaggio unca- scovi. Egli dice che la fede cristiana vi

\allo, uno smeriglioneo uccello di rapi- fu predicata a'tempi di s. Ermagora i."

na e due cani bianchi. Castua o Rhostau, vescovo di Aquileia e discepolo di s. Mar-


; che le dignità del capitolo erano
antica capitale della Liburnia poi incor- co l'ar-

porala alla Carniola, in occasione di vi- cidiacono, lo scolastico o teologo, con 9


sita offriva 80 braccia di tela, 60 Mo- (12 scrive Coleli) canonici; indica le re-
schcnizze borgo sul Quarnero. Il vesco- liquie che si venerano nella cattedrale,
vo di Pola avea numerosa corte di vas- presso la quale era l'episcopio; parla del-
salli che a lui giuravano fedeltà, tra'quali la chiesa di s. Nicola di rito greco, de'pii
gli stessi Sergi o Castropola signorotti di stabilimenti, e che la mensa rendeva 1 5oo
Pola; non meno di undici capitoli, nu- ducati, tassata in fiorini i5o ue'libri del-
merose arcipreture^ conventi, monasteri la camera apostolica. Antonio fu il i.° ve-
e ricco patrimonio ecclesiastico. Quando scovo di Pola che si conosca, cui scrisse
il patriarca d'Aquileia si portava a Po- Teodorico re de'gotij che lo divenne d'I-

la, il vescovo gli andava incontro coi sa- talia nel 493, come ha da Cassiodoro
si

cerdoti e col clero in pianeta, colla cro- lib. 4, cpìst. 44- 1^2.° Veuerio o Vene-

ce, coi cerei e coll'incenso, cantando sa- rioso che intervenne ai concilii romani a-
cri cantici; i giudici col popolo uscivano dunati da Papa s. Simmaco nel 5o i e5o2.
coi vessilli e lo accoglievano coi miglio- Indi alcuni pongono Isaacio che nel 546
ri onori. Entrato il patriarca nell'episco- donazione di s. Massimia-
sottoscrisse la
pio, a'suoi piedi il vescovo ne poneva le no di Ravenna. Fiorironosuccessivamen-
chiavi, che il patriarca dava al proprio te Adriano che nel 579 fu al sinodo d'A-
maggiordomo e questi disponeva del pa- quileia o Grado (F.)j Massimo del 590
lazzo per 3 giorni ; nel 4-° J^ patriarca vescovo di Pola sive Jidiae al dire di Ba-
1

a4 POL POL
roniOj contraddetto da Luceozlo. Pon- del patriarca d'Aquileia per la contro-
tenzio o Potentino fu al concìlio Late- versia tra il comune di Parenzo e il pro-
ranonel 649. Ciriaco intervenuto al con- prio vescovo, riportata da Tomassini m
cilio di s. Agatone Papa nel G79. Pietro Istriat cornmcntariis. N. il nome non
cui
del 7^4) clic spogliato della sede dal pa« è espresso nella lettera d'Innocenzo IV
triarca di Grado, venne poi reintegrato dal del i25i, con la quale lo facollizzò ad
Pontefice. Neil' 806 ad istanza di Carlo assolvere dalle censure incorse il pode-
Magno s. Leone III ne fece amministra- stà e consiglio di Pola. Matteo morì nel
tore Fortuna to patriarca di Grado. War- 1 3o2. Oddone Sala domenicanonel 1 3o3
iierio, sotto il quale il re Lodovico eresse trasluto da Terralba, indi passò nel 1 3o8

la chiesa di s. Maria che die ai cassine- a Oristano, donde fu trasferito a Pola


si; ignorandone il nome TUghelli, vi sup- altro Oddo: ma Bima nella Cronologia
plì Luceuzi, Secondo Randler neir857 degli arcivescovi di Oristano chiama am-
era vescovo Andegiso, poiché in talean- bedue Oddone, il secondo dice che pas-
DO ricostruì il duomo ed era abbate di sò nel i3o8 alla chiesa di Pola, indi re-
s. Maria Canneto. Giovanni nel 933
di gistra Sala.
sottoscrisse la pace tra la repubblica di Nel 329 fu eletto Guido da Fossom-
1

VeneziaeWinticherioconte d'Istria. Ger- brone camaldolese; nel 1 33 1 Sergio, mor-


boldo o Gaspaldo nel 967 firmò la let- to in Avignone nel i342, in cui fu tra-
tera di Giovanni XIII contro l'arci vesco- slato da Dolcigno Grazia de'minori. Nel
vo di Salisburgo. Bertaldo del 998. Gio- 1349 Leonardo pievano di s. Geminia-
vanni del loSi.Adamans morì nel 1075. nodi Venezia, traslato a Chi usi e nel i353
Hellenardo del 1 1 18, alle cui istanze fu stesso succeduto da Benedetto vescovo di
fattauna donazione da Sigifredo ed He- detta sede. Nicola del 1374. Guido o Vin-
liza coniugi parentini al monastero di s. cenzo Memmo nobile veneto, poi di Ve-
Michele. A nfredo del 11 49- Warnerio rona. Nel 1409 Bartolomeo Recoverali
prestò giuramento di fedeltà nel i5o al i primicerio di s. Marco, ma Lucenzi dice

doge veneto (o meglio nel 1 148) Moro- che errò Ughelli, non essendo stato ve-
siuij in uno ai cittadini di Pola, ed ai suoi scovo di Pola. Alessandro V nel i4io
successori, di rispettare i veneziani in ter- nominò Biagio Molin nobile veneto, nel
ra e in mare, e somministrare alla basi- 1420 promosso a Zara, ed in sua vece fu
lica di s. Marco due migliara d'olio al- trasferito da Città Nova Tommasino ve-
l'anno, ed altre cose promisero. Filippo neto domenicano; questi passando nel
nel 1 177 intervenne in Venezia alla pa- 1424 a Urbino, da Modone fu traspor-
ce fra Alessandro HI e Federico I. Pie- tato a Pola Francesco de Franceschi. Nel
tro del 180. Prodrano con Olderico di
1 1426 Domenico o Dondeo de Lucleriis
Città Nova fu giudice in una controver- o deEusebiis canonico di Pola. Nel i^'^i
vescovo di Parenzo. I. vescovo di
sia col MosèBuffarelli, poi di Belluno nel i465.
Pola quale dilapidatore della chiesa fu Michele morì nel i497- Altobello Ave^
sospeso dal patriarca, appellò ad Onorio roldo nobile e dotto bresciano nel detto an-
HI che nel 1 2 1 8 ne commise la causa al no; Leone X lo spedì a Venezia per affa-
vescovo di Feltre e Belluno, indi nel 1 22 rie Clemente VII lo fece pro-legato di Bo-
provvide che fosse eletto altro pastore i- logna: scrisse alcune opere. Nel i532Gio,
doneo. Enrico del 1228. Guglielmo ar- Battista Vergerio di Capo d'Istria: con^
cidiacono di Pola, eletto dal capitolo nel sacrò vescovo di Modrusca il dottissimo
1237, Gregorio IX ne cassò l'elezione e fratello Pietro Paolo già nunzio pontifi-
di sua autorità nel i238 lo creò vesco- cio, poi vescovo della patria, indi aposta-
vo: nel 1246 è nominato nella sentenza la luterano, ne'cui errori trasse misera»
POL POL a5
mente il fratello. Per morte di questi nel POLEMIANI. 873 segua-Eretici del
1 548 fu vescovo di Pola Antonio Elio di ci di Polemio difensore d'Apollinare ve-
Capo d'Istria, poi patriarca di Gerusa- scovo di Laodicea nellaSiria (abusò del-
lemme, ritenendo il titolo patriarcale, co- le sue dotte cognizioni per ismania di di-
me notai nel voi. XXXV, p. 1 8 1
, dicendo spulare : i discepoli fecero passare molte
che qual vicario della basilica di s. Pietro sue opere sotto il nome di vescovi catto-
(com'è scritto sulla lapide sepolcrale), ri- lici, per cui molti furono ingannati ), il

cevè nel trionfo M. A. Colonna: Cancellie- cui principale errore fu la mistione che
riuè Possessi l'avea creduto vicario di Ro- dice va essersi fatta del Verbo e della ca rne.
ma. Per traslazione di Gregorio XI 11 nel V. ApoLLiNARisri co'quali furono confusi,
1572 divenne vescovo della patria.- Mat- condannati anche da s. Damaso I (f^.y
teo mori nel 583 e gli successe Claudio
1 POLEMONlO.Sede vescovile del Pon^
Sozomeno di Cipro oNicosia; per sua ri- to Polemoniaco sotto Neocesarea, eretta
nunzia nel i6o5 il concittadino Corne- nel V secolo. Sei vescovi riporta Y Oriens
lio Sozomeno, lodato per zelo e scienza. dir. t. i,p. 5 6. Polemonio, Polemonien^
1

IVel 161 8 Uberto Testa veneto. Nel 1624 è un titolo vescovile in parlibus dell'ar-
Innocenzo Serpa canonico regolare late- civescovato di Neocesarea. Lo conferì Pio
ranense. Rodolfo Sforza giureconsulto pa- VII, come dissi nel voi. XL, p. 78.
dovano 1625, sepolto in cattedrale
nel POLI Fausto, Cardinale. Nacque in
con onorevole epi tallio. Giulio Saraceni Usigni di Cascia e portatosi in Roma pei'
nobile vicentino nel 1627, letterato e sua gran fortuna entrò al servizio con Bar-
scrittore. Nel i64i Marino Badoario ve- berini , chierico di camera, poi Urbano
neto benedettino. Da Sebenico nel 1648 VI 11, la cui grazia essendosi guadagnata,
fu traslalo Luigi Marcello patrizio vene- fu promosso a quelle cariche palatine e
to somasco; portatosi in Pioma ad limi- cardinalato che descrissi nel voi. XLI, p.
na vi morì nel 166 I, sepolto in s. Maria, i52 e 256 (essendo arci vescovo consagrò
ove pose onorevole iscrizione F. Bartiro- in Roma la chiesa da' cappuccini), dell'or-
ma arcidiacono di Pola e vicario gene- dine de'preli col titolo di s. Grisogono, e
rale. Gaspare Calanco veronese nel 1662. nel 1645 vescovo d'Orvieto (nel i644di"

A mbrogio Fracassini nobile bresciano, do- ce Cardella), che governò con infaticabile
menicano e inquisitore veneto nel i663. zelo, convocando nel 1647 il sinodo, qua-
Bernardino Corneaneus veneto, professo- le fece stampare nel i65o. Accrebbe gli
re di Padova, nel 1 664- Eleonoro Pagelli alunni del seminario e arricchì la sua chie-
nobile vicentino arcidiacono di sua patria sa di preziose reliquie e de'corpi santi dei
nel 1689. Giuseppe M.^ Bottari venetoge- martiri Tiburzio e Faustina, Dai fonda-
nerale de' conventuali e predicatore e- menti ristaurò e ampliò 1' episcopio. Fu
gregio nel 1695. Con questi l'Ughelli ter- al conclave d'Innocenzo X che lo riguar-
mina la serie de'vescovi di Pola, che com- dò sempre per giusto e integro, non seni-
pirò colle7Vbz/z/e di Roma. 1 7 29 Lelio Va- brando allatto veroche abbiagli domanda-
lentiuoContessini Eltorio della diocesi di to conto delle gravose spese fatte nel pas-
Capo d'Istria.1782 Gio. Andrea Balbi di saggio della regina Maria per lo stato ec-
Veglia traslato da Nona. 1772 Francesco clesiaslico, per cui si disse morto di malin-
de Polesini di Montona diocesi di Parenzo, conia in Orvieto nel 653, ma di male spa- i

1778 Gio. Domenico Juras di Arbe, che smodico 72, dopo aver
di pietra, d'anni
morto neh 806, la sede restò vacante fin- gittata lai." lapide neifondamenti della
ché venneunitaa Parenzo, enei 1827 per chiesa di s. Giuseppe. Trasferito il cada-
I .° vescovo d'ambedue venne scello meri- vere in Roma, secondo il testamento fu
tamente l'odierno mg.*' Antonio Peteani. sepolto in s. Grisogono al destro Iato del-
26 POL POL
la cappella dell'Angelo custode, in sem- lemont lo colloca nel 166, e Basnaglo nel
plice nicchia con hnslo ili marmo e iscri- i6t) (epoca clie sarebbe da ritenersi per
zione (riporlala da Renazzi, Demnggìor- conciliare la confereuza di s. Policarpo
iiomìjdìe nel ixìstoetiv) creilo dal nipo- col Papa s. Aniceto, che fu eletto nel
te Sisinio Poli. L*Amidenio Io proverbiò 167). Egli morì di 120 anni, secondo lo
al modo che riporta Cancellieri nel 3Ier' slesso Basnagio; e s: Ireneo, uno de' suoi
calo, p. 21 I e 281. discepoli, parla di lui come d'un uomo
POLIANa o POLIANINA. Sede Te- decrepito. Vedesi ancora la sua tomba a
scovile diMacedonia sotto la metropoli Smirne in una piccola cappella, e la sua
di Tessalonica chiamata pure Bardìo'
, festa si celebra ai 26 di gennaio. Di tutte
/arwm, eretta nel IX secolo. Ebbe 3 ve- le lettere che s. Policarpo avea scritto,
scovi. Oriens dir. t. 2, p. 91. non ci rimane che quella ai filippensi ,

POLI BOTA, Polybotiwl Sede vesco- la quale fu tanto stimala dagli antichi,
vile della Frigia Salutare sotto la metro- che leggevasi pubblicamente nelle chie-
poli di Sinnada, indisuffraganea d' Amo- se d'Asia.
rio, eretta nel V secolo. Ebbe 3 vescovi, POLICASTRO (Polìcasiren). Città
fra*(|uali Giovanni che il menologio gre- con residenza vescovile nel regno delle due
co e il martirologio romano chiamano Sicilie, nella provincia del Principato ci-

taumaturgo a' 5 dicembre. Oriens chr. teriore, distretto, a 8 leghe da Sala, 22 da


t. i,p.844. Salerno e una da Boriati o Vibonati ca-
POLICARPO (s.), vescovo di Smirne poluogo di cantone, ove suole dimorare
e martire. Si convertì al cristianesimo il vescovo e le civili magistrature, peres-
verso l'anno 80 di Gesù Cristo, in età as- servi passata la maggior parte de'primi-
sai giovanile, approfittando delle istru- tivi abitanti , tanto perchè la città è ro-
zioni degli stessi apostoli. S.Giovanni e* vinata, quanto pel suo litorale deserto e
vangelista, a cui egli particolarmente si aria malsana almeno per 6 mesi dell'an-
strinse, lo ordinò vescovo di Smirne cir- no. Si trova alla base d' una collina, in
ca l'anno 96. Fece un viaggio a Roma, fondo al golfo del suo nome, che ha 8 le-
affine di conferire col Papa s. Aniceto in- ghe di apertura sotto 4 di sfondo. Il fiu-
torno la differenza con cui usavano le micello Busento (onde per esso e per l'o-
chiese di celebrare la Pasqua (1^.). Du- monimo vescovato cui successe fu chia-
rante suo soggiorno in Roma, condus-
il mata PoUcastriim Buxenlwn) entra in
se all'unità della Chiesa un gran nume- mare a poca distanza trovandosi que- ,

ro di eretici. Ritornato a Smirne, men- st'antica città presso la sua sinistra riva.
tre ferveva la persecuzione contro i cri. Sicuro è il suo porto e abbondante la pe-
stiani, Policarpo fu preso e condannalo sca. Nei contorni sono alcune antichità e
ad essere brucialo vivo; ma le fiamme si iscrizioni romane. Tra gli uomini illustri
incurvarono a guisa d'arco, e come una Cardella vinovera il cardinal Braticali
vela di naviglio gonfia dal vento si ste- (P^.)y ma nacque altrove, però della dio-
sero intorno al santo. Allora i suoi per- cesi di Policaslro,alIa cui chiesa di s. Gia-
secutori ordinarono ad un confetlore (co- como servì. La cattedrale basilica con fon-
sì chiamavansi coloro ch'erano destinali te battesimale e cura d'anime, ammini-
a dare l'ultimo colpo di morte agli uo- strata dall'arcidiacono, è buonedifìzio di
mini e alle bestie che rimaneano ferite gotica struttura e sacra alla B. Vergine
neiranfiteatro) di dargli una pugnalata; Assunta, possedendo tra le reliquie il cor-
e ciò eseguito ne sgorgò tanto sangue che po di s. Oronzio : prossimo è l'episcopio
estinse il fuoco. Leggesi ne'suoi alti, che di lodevole fabbricato. Il capitolo ha due
egli soffrì il martino ai 25 d'aprile. Til« dignità,!.' l'arcidiacono, 2.^ il cantore,
POL POL 27
IO cnnonicl compresi il le(jlogo e peni- dificata e con titolo di contea la die al suo
tenziere, ed altri preti. Nella città non vi Simeone. Nel 1
figlio
299 pervenne in po-
è altra chiesa parrocchiale; fuori di essa tere di Giovanni Ruffo, indi sotto Giovan-
trovasi l'ospizio de' certosini, ed un con- na l l'ebbero Gabriele e Luciano Grimal-
vento di francescani. Vi è pure il semi- di. Ne fu pure signore Antonio Petrucci,
nario con alunni. Il Rodotà , Rito greco poscia Giovanni Carafftidi Spina beneme-
in L'alia^ t. r, p. 356, narra che nell' Vili rito del regno, sotto i cui successori fu pre-
o IX secolo fu introdotto in Pii vello, città sa, diroccata e saccheggiata dai turchi nel
della diocesi di Policp.stro, ed ivi per lun- 1542.
go tempo fu rispettato e pressoché segui- La sede vescovile secondo Comman-
lo da tutti. Si videro ivi sorgere le col- ville fu eretta verso l'anno 5oo, e fatta
legiale con arcipreti, di s. Maria del Pog- siìffraganea di Salerno, di cui lo è anco-
gio numerosa di clero greco, e di s. Ni- ra, dicendola succeduta alla sede di Bu-

colò composta di sacerdoti Ialini. Ne'pri- xentnin (^.), della quale meglionetrat-
mi tempi parrochi de'due riti procede-
i ta V Italia sacra, 1. 10, p. 32, registran-

rono pacificamente nelle cure divise delle do 3 vescovi R.ustico che fu al concilio
:

loro anime, e gli ecclesiastici greci della romano 5oi; N. per la cui morte s.
del
diocesi ricevevano gli ordini sacri dal ve- Gregorio I nel 5g2 ne affidò la visita a
scovo di Policastrodi rito latino, non tro- Felice vescovo d' Àgropolij e Sabbazio
vandone del loro. Ne'primi delsecoloXVI che disputò contro monoteliti nel con- i

il rito greco decadde per gli oltraggi che cilio romanodel 640. Lucenzi annotato-

i chierici ricevevano dai latini, laonde il re d'Ughelli osserva che nel 1079 » ^^"
K clero greco verso il 1^72 domandò ed ot- ordinarsi s. Pietro Pappacarboni in vesco-
tenne dispensa da s. Pio V di passare al vo di Policastro, si rinnovò la sede vesco-
latino, ciò che fece eseguire il vescovo Spi- vile di Buxento e se ne restituì la digni-
sehbene i greci si fossero pentiti del
nelli, tà. Ili.° vescovo di Policastro fu il detto
cambiamento. La collegiata di s. Maria Pietro patrizio di Salerno, monaco della
continuò ad essere uffiziata dai greci di- Cava, nominato col voto del popolo e di
venuti latini ; ma in seguito la maggio- Gisolfo principe salernitano. Questo de-
ranza di matricità e le prerogative d'o- gno prelato non resse a lungo la sua chie-
nori tra due collegiate furono cagione di
le sa, perchè rinunziò dignità nel 1079,
la

gravi contese, massime per le pretensioni pochi mesi dopo la sua elezione ritor- ,

della già collegiata greca sulla latina di nando suo monastero di cui diventò 3."
al

s. Nicolò. Piicorsi alla s. Sede, questa nel abbate, econtai gradofuaiconcilii di Be-
1746 proferì la decisione in favore del- nevento e Melfi, ottenne pe'suoi abbati da
la chiesa di s. Nicolò e di preminenza Urbano II, del quale era stato precettore,

su quella di s. Maria, la quale dacché da l'uso della mitra; indi rinunziata l'abbaziti
greca divenne latina riguardavasi come mori nel 1 1 2 3, tumulalo presso lo zio s.
fu
membro dipendente dall'altra collegiata. Alferio, e meritò d'essere annoverato fra
Policastro venne edificata sulle rovine di i santi, riportandone Ughelli la vita, 1"
Velia, antichissima colonia di Sibari, la talia sacra ^ t-
7> P- ^4^ ^ ^^S* ^' 2.° ve-
quale fu famosa per possanza, per la sua scovo di Policastrofu Arnaldo, ricordato
corruzione (ne farò parola a Pranzo) e per in un documento deli i io. Non si cono-
la sua caduta, Strabone la crede succeduta scono i di lui successori fino al pontifi-
a Pitunzia. Anticamente fu Policastro cit- cato d'Innocenzo III, sotto il quale N. ar-
tà di qualche considerazione, ma venne ro- ciprete di Saponaria ne' Marsi dal capi-
vinata da Roberto Guiscardo nel i o65, in- tolo di Policastro fu eletto vescovo pre-
di dal re Ruggiero fu magnificamente rie- via la pontificia licenza. Innocenzo III nel

\
a8 POL POL
131 approvò l'elezione, annuliando riti-
1 chi Spinelli napoletano, già dlNeocastro;
trusione nella sede di Giacomo medico indi fu vescovo Filippo cardinal tS/^//u/-
di Federico II. Gli successe Guglielmo //,del quale come de'precedenti cardina-
de Licio francescano del 1222. Per gua lisono a vedersi le biografìe. Paolo V gli
liioi te una parte del capitolo elesse l'ar- surrogò nel i6o5 Ilario Cortesi teatino
cidiacono, ma Gregorio IX nel 1287 cas- napoletano dotto e virtuoso. Urbano Vili
sandone N. in vescovo.
l'elezione destinò nel 1 63o nominò Urbano Felice aquilano
Il cardinal legato nominò 6."* vescovo Gio- che nel i632 celebrò il sinodo e lo fece
vanni Casteilomata nobile di Salerno , stampare in Roma, egregio autore di va-
raccomandato dal capitolo e confermato rie opere.FilippoGiacobi nobile di Mes-
nel1254 da Innocenzo IV. Gli altri ve- sina nel i655 tenne
il sinodo diocesano,

scovi degni di particolar memoria sono : fu acerrimo difensore dell'immunità ec-


Francesco Capograsso salernitano già de- clesiastica, e nel palazzo vescovile d'Ur-
cano di Capua, consagralo nel 356 da i sacia operò ampliazioni, lo rifece, restau-
Innocenzo VI. Nicola abbate di s. Gio- rando memoriede'suoi
nella sala tutte le

Tanni a Piroeletto dal capitolo, nel i4i 7 predecessori. Qui noterò, che il vescovo
lo conferirlo Martino V. Carlo napoletano, di Policaslro era signore di Torre Ur-
agostiniano e dottore esimio in teologia, sacia e di Torre Petrasia luoghi della dio-
nel 1445 'o c>'*^ò Eugenio IV. Nel 1468 cesi. Vincenzo de Sylva nobile napole-

Enrico Languardo palermitano e dome- tano e domenicano degnamente fu fatto


nicano, confessore regio. Nel i47' ^^* vescovo nel 1671 rifabbricò l'episcopio
:

briele Attilio di Lucania peritissimo nel- di Policaslro, celebrò il sinodo, difese le


l'idioma latino, lepido poeta, in somma ragioni di sua chiesa contro Fabrizio Ca-
estimazione nella real corte e precettore rafa conte di Policastro, che armala ma-
di Ferdinando re di Napoli. Gli successe no assalì l'episcopio d'Ursacia, onde sen-
liei 4^5 il domenicano Girolamo A Iraen-
1 tenziò r interdetto e nel 1679 fu trasfe-
sa napoletano, esperto teologo, pieno di ritoa Calvi. Gli successe Tommaso de Ro-
prudente esperienza, in gran reputazio- sa vescovo di s. Angelo, the si pacificò col
ne della corte clie lo spedì ambasciatore conte, riparò la cattedrale che minaccia-
ad Alessandro VI. Nel 493 questa chie- 1 va rovina, scrisse opere erudite, e moren-
sa fu data in commenda al cardinal Lui- do in Ursacia fu sepolto nella chiesa par-
gi d'^rngona, il quale col diritto di re- rocchiale con isplendido elogio. Giacinto
gresso nel 5o4 la cede a Bernardino Lau-
1 Maradeo nel 1696 lodalissimo, morì in
reo spolelino, e neli5i6 a Giovanni na- Ursacia, lasciando erede la cattedrale, ove
poletano. Neli53o fu fatto amministra- fu tumulato con magnifico elogio. M.An-
tore il cardinalBenedetto^cro/f/, che la toniode Rosa napoletano, eleltonel 1 7o5,
rassegnò nel i535, per cui Paolo III la rifece in miglior forma la cattedrale, re-
conferì al cardinal Palmieri, ìndi per sua staurò il seminario, concesse de' beni ai
morte nel 1 53 7 fece vescovo Fabrizio A r- benefìcii ecclesiastici di s. Mauro e di s.

cella nobilissimo napoletano, traslato da Michele, difese la chiesa contro il conte


Bisignano. Lo s lesso Papa nel i542 eles- di Policastro, e fu sepolto in Ursacia pres-
se amministratore il cavàìnal Gambara, so lo zio. Andrea Roberti nel 1 7 i 3 fu tra-
il quale con regresso nel che 1 543 lasciò sferito da Ragusi e con questi nell'Ughel-
gli succedesse Nicola Francesco Massanel- li si termina la serie de' vescovi, quale si
la napoletano, morto nel 1577. Gli fu so- continuò nelle Notizia di Roma sino al-
stituito Lodovico de'conti Benti voglio bo- l'odierno mg.^' N icola M.^ Ladislao di Sar-
lognese, che neli58i Iraslalo a Città di no de'redentoristi, trasferito da Bova nel
Castello^ gli successe Ferdioando de'du- 1824- Ogni vescovo è tassalo iu 4^0 fio-
POL POL 29
lini , essendo le rendite circa 2000 du- Vantando aver goduto per mollissinù
di
cali con qualche peso. La diocesi sieslen- anni la benevolenza dell' illuslre porpo-
deper4o miglia econtiene le anticheab- rato el'adezionede'degni fratelli, mi go-

bazie di s. Nicola in Bosa, unila al capi- de l'animo ancheiu questo articolo di tri-
tolo Valicano, e di s. Giovanni a Piro del- butar loro un affettuoso omassio di rive-
l'ordine di s. Basilio, unila alla cappella rente ammirazione, che sebbene tolti al-
Sistina di s. Maria Maggiore, di cui par- losguardo mortale, vivono ancora presen-
lai nel voi. XII, p. 121. ti al pensiero e al cuore di quanti li co-
POLICRONIO, Polycronìon. Inno di nobbero. Paolo fu mandalo come i fra-
acclamazione con cui nella chiesa diCo- telli agli studi dell'università di Perugia,
slanlinopoli il propalaste o primo can- e quelli con somma lode e felice succes-
tore implorava da Dio per gì' imperato- so compiuti^ passo in Roma nel 1
797. De-
ri una lunga e felice serie d'anni, corri- dicatosi allo stato ecclesiastico^ 3 anni do-
spondente all'augurio de'Iatini Ad nml- : po ottenne il sacerdozio. Dimostrando in
tos dnnos. /^.Natale, Acclamazioni, Do- ogni allo un vivo esempio di clericale vir-
mestico, Palazzo Lateranense, Hosan- tù, percorlesiaed eloquenza di modi soa-
WA,DoMiNUS,ed il Buonarroti wq P'etri aii" vissimi , risplendente per singoiar pietà
tichi. Dell' elezione del Papa per accla- e prudenza, perito nella teologia, profon-
mazione parlai nel voi. XXI, p. 212, 217, do nel giuscanonico, il vescovo di Viter-
218, 219. bo Conuestabili bramò averlo per vica-
POLIDORl Paolo, Cardinale. Nac- rio generale nel 8o3 ufficio che funse
1 ,

que in Jesi (V. il voi. XXXVIj p. 263) 3 anni con gran beneficio della diocesi.
da civile famiglia di Loreto, cui saggi i Restituitosi in Roma ebbe la coadiutoria
genitori furono solleciti di educare la pro- d'un canonicato di s. Maria in Via La-
le in modo
che furono ampiamente be- ta, quindi subito il celebre cardinal An-
nedetti da Dio, imperocché con tre figli no- tonelli decano del s. collegio e vescovo di
li e due figlie tutti si videro consagrare Ostia e Velletri lo dichiarò suoaiulanle
al Signore, quelli abbracciando lo stato di studio e vicario generale del vescova-
ecclesiastico, queste professando voli sot- i to d'Ostia, non checonvisitatoreper la sa-

to la regola di s. Benedetto. Luigi il mag- cra visita in Ostia e in Velletri, ma am-


giore, sacerdote, meritò l'amore e la con- bedue soltanto poterono in persona com-
fidenza del conte Mellerio di Milano, il piere quella della città di Cori nel 1807,
cui nome è elogioj coltivò la classica let- a cagione delle circostanze politiche del-
teratura, col suo vasto ingegno e profon- l'occupazione imperiale francese: gli atti

da erudizione potè pubblicare diverse dis- della visita scritti con quell'aurea latinità
sertazioni di archeologia sacra , del suo tanto famigliare a Paolo, furono altamen-
sapere e delle sue virtù aveiydone parla- te encomiati da desiderarsene la slampa,
to Paolo Ballerini con necrologia ripor- sia per la purezza della lingua attinta da
tala negli Annali delle scienze relig,, se- classiche fonti, che perlebellee sanie nor-
rie 2." voi. 6, p. 147. L'encomiai co'fra- me delle regole ecclesiastiche e de' sacri
telli nel voi. XXXlX,p. 2 12; essendo il canoni in cui era tanto versalo. Occu-
2.° Arcangelo, da Gregorio XVI fatto ve- pata Roma dai francesi. Paolo essendosi
scovo di Foligno, che celebrai nel voi. distinto pel suo zelo e attaccamento al
XXV, p. i4i; il 3.** è Paolo di cui par- pontificiogoverno,fuimprigionatoequin-
lai in più luoghi del Dizionario, da lui di deportato in Milano. Fu allora che il

assai gradito, sino a pregare più volle a- fratello Luigi colpito d'acerbo dolorecor-
morevolmenle Iddio affinchè me lo faces- se in quella metropoli per essere di con-
se compiere a sua gloria e della s. Sede. forto all'amato fratello e per le contrat-
3o POL POL
te ragguardevoli amicizie vi si slabifi. A- ni cardinalizie, lo fece prefetto di quel-

ventlo l*uolo riacquistala la libertà, si con- la della disciplina e nel 1841 di quella del
dusse a Loreto e dimoi ò sino al 8 4*
vi 1 concilio, come dissi nel voi. XVI, p.
1
791

In (|uesl'anuo restituito Pio VII alla sua e 192. Nel 184*2 lo dichiarò abbate com-
sede, tornando Paolo in Roma, fu dal Pa- mendatario e ordinario di Snbiaco, ed agli
pa ascritto tra 'cani erieri d'onore. 11 nuo- 1 I febbraio i844 'o consagrò vescovo di
vo vescovo d'Ostia e Velletri, rispettabi- Tarso in partii iis. Inoltre Gregorio XVI
le cardinal Mattei, aflìdò a Paolo la di- lo deputò direltoredell'arciconfraternila
rezione di tutti gli affari delle due dio- degli amanti di Gesù e Maria e protet-
cesi, ed opera di questi fu il sinodo del tore di altrii3 sodalizi, de'rainimijdi Je-
1817, poi pubblicato colle stampe e pari- si e altre 1 5 città e luoghi, del monaste-
menti lodalo per l'erudita latinità degli ro di Falleroneedella collegiata di Can-
atti. Anclie il can. Dauco, nella 2." edi- tiano. Intervenne al conclave del 1846 e
zione della Storia di Vtlletri , encomiò contribiììall'elezione del regnante Pio IX,
il Polidori per ambedue le compilazioni. cui era legato con sensi di tenera amici-
Quando l'insigne prelato Mazio fu spe- zia ed estimazione. Coli* avanzarsi negli
dilo in missione diplomatica all' estero ,
anni si aumentò in lui il nobile comples-
ebbe a sostenere le sue veci comeoCgre- so di sue rare virtù, del pari che la sa-
tario delle lettere latine ^ quale perfetto cra scienza,onde si rese caro all'univer-
elegante scrittore e dotato di estese co- sale,modello di edificazione, infaticabile
gnizioni pel rilevante impiego. Per que- e laborioso nel disimpegno delle còse a
sti ed altri onorevoli servigi prestati al- lui commesse, amplissimo ornamento del

la Pio VII lo rimunerò prima


s. S)t(\Q y senato apostolico, per cui fu da tutti sin-
col nominarlo canonico della patriarca- ceramente pianta la sua perdita. Morìin
le Liberiana, e poi nel 1823 conferendo- Roma 2 3 aprile 1847, ^' ^""' 7*^ "^"^
a'

gli la prelatura domestica. Leone XII lo compiti, dopo lunga e penosa infermità
promosse a segretario della congregazio- sopportata con mirabile rassegnazione.
ne concistoriale, cui è congiunta la cari- Le solenni esequie si celebrarono coll'as-
ca di segretario del sacro collegio, pel qua- sistenza del Pontefice, dolente per veder
le gravissimouffizio nelle sedi vacanti per tolto alla Chiesa uno de'principali soste-
morte di Leone XII e Pio Vili entrò nei gni, nella chiesa di s. Ignazio, ove fu se-
due conclavi, disimpegnando le attribu- pollo innanzi l'altare di s. Luigi Gonza-
zioni di segretario di stato, compiendo- ga, a tenore della testamentaria disposi-
ne con sommi encomi le parti tutte ine- zione. Il degno e chiaro parente cav. Cle-
renti. Eletto papa nel 2.° conclave del mente Folcili gli pose onorevole iscrizio-
i83i Gregorio XVI, per l'amore e la ne marmorea stemma.
col gentilizio
grande stima che ne aveva per alcuni ,
POLIEUCTO Eia uffi-
(s.), martire.
giorni gli fece esercitare il segretariato di ciale nelle truppe romane, che stavano
stato e poco dopo lo nominò segretario a quartiere a Melitina, nella piccola Ar-
della congregazione del concilio, oltreché menia. Quantunque pagano, aveva stret-
appartenne ad altre congregazioni, ado- ta amicizia con Nearco cristiano zelan-
perandolo ne'piu delicati e gravi affari di tissimo, e questi gli parlò con tanta for-
quel memorabile pontificato. In premio za della religione cristiana, che lo indus-
di tante benemerenze, a'23 giugno 1 834 se ad abbracciarla. Conosciuta la verità,

lo creò cardinale pretedi s. Eusebio, don- Polieucto non desiderò più che di ren-
de Io trasferì al titolo di s. Prassede per derle testimonianza collo spargimento del
quanto notai nel voi. XII, p. io. Lo an- proprio sangue. In fatti, accesosi il fuo-
noverò a II delle primarie congrcgnzio- co della persecuzione, avendo dichiara-
POL POL 3i
(o [Hibblicanìente ch'egli era cristiano, malcontento di lui lo rilegò nella delta
venne preso e condannato a soffrire la abbazia. Nella quiete di quella solitudi-
più crudele tortura. Né tali tormenti, né ne die principio all'eccellente poema. All'
le lagrime di sua donna Paolina, de'suoi li-Lucrezio, che poi gli fece tanto onore;
figliuoli e di suo suocero valsero a vin- conosciutasi la sua innocenza nel 1702
cere la sua costanza, per cui fu condan- fu richiamato in corte e restituito agli an-
nato a perdere la testa. Mentre veniva con- tichi ministeri, nominato nel 1706 udi-
dotto al supplizio, esortava gl'infedeli ad tore di rota, si guadagnò la stima di Cle-
abbcindonare le loro superstizioni pera- mente XI. Indi nel 1 709 il re lo manda
dorare Gesù Cristo, ed ebbe la consola- in Olanda plenipotenziario al congresso
zione di convertirne parecchi.
Nearco di Gertruidenbergh col maresciallo d'U-
scrisse gli atti del suo martirio, che av- xelles, quantunque allora senza frutto;
venne durante la persecuzione di Decio, ma per morte di Giuseppe I s'intavolò
ovvero di Valerìano, cioè circa l'annoaSo un nuovo piano di pace, conchiusa nel
o 257. 1 cristiani seppellirono il suo cor- I7i3in Utrecht dal maresciallo e da Po-
po a Melitina, ove nel IV secolo trova- lignac per la BVancia. Ivi prima di se-
vasi una chiesa a lui dedicata, e ve n'era gnarla ricevè la notizia che Clemente XI
altresì una magnifìca a Costantinopoli a'3ogennaio 1718 loavea pubblicalo car-
sotto l'imperatore Giustiniano. I greci ce- dinale prete ad istanza di Giacomo III
lebrano la festa di s. Polieucto a*9 di gen- re d'Inghilterra, ricevendo la berretta pel*
naio, e il martirologio romano ne fa men- istrada tornando in Francia, vicino adAn-
zione a'i3 di febbraio. versa in paese cattolico, secondo il con-
POLIGAMIA. V. Matrimonio § IH. venuto ; laonde dalla corte fuprovvedu-
Poligamiti si chiamarono quelli che pre- to di 4 ricche abbazie e fatto maestro
tesero poter l'uomo aver più mogli con- della regia cappella. Nella reggenza del
temporaneamente; tali furono gli ebio- duca d'Orleans, divenuto sospetto al mi-
niti, i valentiniani e altri eretici. nistero, nel1 7 8 gli fu intimato di ritirar-
1

POLIGNACMelciijorre, Crtr^/«rtf/e. si nella sua abbazia d'Anchin e vi restò

Nacque in Puy, ove il padre era gover- 3 anni tranquillamente, continuando i


natore, d'antichissima famiglia, una delle 5 libri del suo nobile poema. Uscito di
più illustri di Francia, visconti e marche- tutela Luigi XV graziosamente nel 1722
si di Chalenson. Il rapido progresso dei lo richiamò in corte, e lo ammise agli af-
suoi studi eccitò l'ammirazione nell'uni- fari più interessanti della monarchia. Por-
versità di Sorbona e nella corte. Lo straor- tatosi in Pioma pel conclave del 1724»
dinario suo talento, congiunto alle più l'eletto Benedetto XIII gli conferì il ti-

gentili e insinuanti maniere, alla nobiltà tolo di s. Maria degli Angeli, diverse con-
de' natali ed a vantaggioso aspello, gli gregazioni cardinalizie, e nel 1726 l'ar-

conciliò l'amore e la slima del pubblico. civescovato d'Auch, visitandolo nella sua
Nel 1689 fu conclavista del cardinal Bu- infermità. Divenne protettore dell'ordi-
glione e piacque ad Alessandro Vili, in- ne Trinitario e ministro di Francia pres-
di Luigi XIV lo nominò abbate di Buon- so la s. Sede, contribuendo a ridurre alla
porlo e nel 1698 spedì ambasciatore in divozione di essa gli appellanti dalla bol-
Polonia, ove restò in tutto il regno di Gio- la C//z7ge/i77f/5. Dopo l'elezione di Clemen-
vanni HI, alla cui morte inutilmente si te XII, cui si trovò presente, nel 1782
adoperòcon energico impegno perchè gli richiamato a Parigi, soggiacque a nuove
succedesse il principe di Conty. Richia- vicende dispiacevoli, però nel 1733 fu di-
mato a Parigi nel 1698, dopo aver per- chiarato commendatore dell'ordine dello
duto per istrada lutto l'equipaggio, il re Spirito santo.Studioso delle antichità, pò-
e

32 POL POL
tè inRoma farne scelta raccolta in mo- cliiesnedel monastero, riportando Ughel-
numenti marmo e metallo, sì ^vecÀ che
(li li la storia della traslazione; ma soppres-
latini, qnali collocò nel palazzo eli Pari- sa l'abbazia da Sisto V, le grosse rendi-
gi. Finalmente con fama d' uno de' più te furono assegnate per la fonduzione del
colli e scienziati del suo secolo, morì d'i- Collegio di Bonaventura (^.), presso
s.

i 74 • > d'anni 80, non


dropisia in Parigi nel la chiesa de'ss. Apostoli di Roma. Gravi
senza rimorso, per non aver mai visita- scrittori questionarono intorno le reliquie
ta la sua chiesa, sempre distratto dagli af- di delti santi martiri, delle quali dilTeren-
fari, e fu sepolto nella chiesa di s. Sul* ti opinioni, oltre l'Ughelli, eruditamen-
pizio. Le due sue disgrazie produssero te trattò Piazza che citai a Chiesa de'ss.
Veduti 'Lue lezio, poema ispiratogli dalla Vito Modesto, ove parlai della virtù
e
religione e dall'amore della virtù, detta- concessa da Dio a s. Vito contro morsi i

to dalla sana filosofìa, ed eseguito da un de'cani rabbiosi, cui ancora non è uma-
ingegno ornato di tutti fiori della elo- i na medicina che giovi, giusta il detto di
quenza e della poesia. Le diverse dispu- Ovidio, De Ponto lib. 2 per questo mo- ;

te avute in Olanda col famoso Bayle, su tivo il santo suol dipingersi coi cani ap-
Epicuro, Lucrezio e gli sceptici» furono presso, come osservò Pompeo Sarnelli ve-
l'occasione dell'impresa. Il poema, diviso scovo di Biseglia nato a Polignano, Lett.
in 9 libri, contiene il più notabile della eccl. t. 3, lelt. 6, profondo erudito che
fisica, della cosmografia e della storia na- ci diede molte pregievoli opere, da me
turale. Amò grandemente lescienze e pro- citate in questo mio Dizionario. La cat-
tesse le arti, gli artisti, i dotti egli eru- tedrale è dedicata alla B. Vergine Assun-
diti; in Roma
amato e ammirato da
fu ta patrona della città, in essa tra le altre

ogni condizione di persone. Se ne legge reliquie venerandosi il braccio e il ginoc-


l'elogio storico nelle Notizie Ic.Uerarie del chio di s. Vito, come attestano Alberti e
174^}?- 97 J "^''^ Memorie di Trevoux Ughelli. Quest'ultimo aggiunge, che il ca-
del 1741» ai't- 4^ J "^' Gabinetto curioso pitolo componeva dell'arcidiacono, del-
si

deUibri, l. 4» 12 i : ne scrissero la vita l'arciprete, di 2 primiceri, di 1 5 canoni-


P-
il vescovo Corsignani, nella parte 4*' biel- ci compresi il teologo e il penitenziere,
le P'ite degli arcadi illustrij ed il p. Fau- di altri chierici. L'arciprete ha cura del-
cherche pubblicò a Parigi nel 1777.
la le anime, non essendo parrocchie le al-
POLIGNANO, Polinianum, Polynia- tre chiese della città. Vi erano diversi
mini. Città vescovile del regno delle due luoghi pii, e Pietro della Tolfa signore
Sicilie, provincia della Terra di Bari, di- di Polignano nel i585 vi fondò il mona-
stretto, a 8 leghe da Bari presso l'Adria- stero di s. Pietro alle cistcrciensi. Il mar-
tico. E fabbricata sulla sommità d'un'e- chese di Polignano Marino Radolovich
Dorme roccia che sorge perpendicolar- fuori della città eresse ai minori osser-
mente sul mare, ed a pie di esso scoglio vanti il convento e chiesa di s. Maria di
vedesi la così detta grotta del palazzo, Costantinopoli, col sepolcro per la sua fa-

che ha 25o piedi di profondità, e nelle miglia originaria d'Illiria. Di essae in Po-
cui vicinanze sopra una lingua di terra lignano, che pur fu patria di altri uomi-
che sporge assai dentro il mare, giace il ni illustri, nacque il cardinal Radolovich
magnifico monastero dell'abbazia bene- (f^-) La mensa vescovile rendeva 800 scu-
dettina de' ss. Vito, Modesto e Crescen- diannui, ed ogni vescovo era tassato di
zia protettori della città, i cui corpi ivi 5o fiorini. Narra Ughelli, che Giulio Ce-
furono posti nel luogo detto Maria num, sare in odio di C.Mario avendo distrut-
verso il 672 da Florenzia eroina illustre to Mariano, non lungi dalla via Appia
e principessa salernitana, fondatrice della edificò una torre che prese il suo nome,
POL POL 33
quindi i greci fabbricarono Todierna cit- rale il Vito abbate di s. Vito. Rao-
fratello
tà in salubre luogo, ferace dei prodotti no o Paolo de Castro Mediano di Lecce
della terra. Fu contea e poi marchesa* francescano, esimio teologo dell 4?. 4j"^or-
to, alquale spettava ancora la città di to nel i46o e sepolto in s. Francesco di
Mola sul mare, con forte rocca. Incerto Lecce, il cui convento ampliò. Neh 468
il tempo dell'origine della città, neppu- amministratore il cardinal Latino Orsini
re si conosce quando ricevè con sicurezza (V), che ebbe a vicario generale il ve-
il lume della fede. scovo diBoiano. Nel 147^ Giacomo To-
La sede vescovile fu eretta nel secolo raldo nobilissimo napoletano, assai lo-
Xe fatta suffraganea di Bari, finché Pio dato. Michele Claudio, di cui parlai nel
VII colla bolla Z?e utiliovi, ai 26 giugno voi. XXXII, p. 39. Giacomo Framarino
1818 la soppresse ed unì al vescovato di patrizio di Giovenazzo nel i5i7 lodato
Monopoli (^'.). Il i.° vescovo fu Pietro per virtù. Nel i54o a'i4 luglio ammi-
di cui sene ignora l'epoca. Il 1° vesco- nistratoreil cardinal del Monte, che si

vo fu Riccardo I delio35, dopo il quale dimise dopoun anno, poi Giulio III (V.).
non si trova memoria, se non che Riccar- A'28 novembre i54i Rosimano Casa-
do Ilviveva nel 1 1 o3, Ambrogio nel 1 1 1 6; massima di Bari chiaro giureconsulto, e-
Bonaventura nel ii4o. Nel iiyoMayo- dificò una chiesa alla B. Vergine,nel 1 544
ne nominato in una vendita fatta dal- cede la sede al nipote Pietro che mori in
l'arcidiacono di Polignarioa Giuditta fi- Roma nel 1570. Angelo Gazzino di Lu-
glia del vescovo e moglie di Maureliano go dotto teologo domenicano gli succes-
conte di Monopoli: in detto anno Gugliel- se. Nel 1572 Pier Francesco Ferri ma-

mo II re di Sicilia concesse privilegi e con- ceratese lodatissimo. Gio. Battista Guan-


fermò quelli che godeva l'abbazia dis. Vi- zato milanese sommo teologo, diletto e in-
to in Mariano. Arpinofu al concilio Late- timo famigliare di S.Carlo nel 1598. Gio.
ranensedei 179, cui scrisse Celestino III
i M.^ Guanzelli, del quale trattai nel voi.
in favore del monastero di s. Benedetto XLI, p. 214, degnamente governò fino
di Polignano, immediatamente soggetto al 16 19 e fu tumulato in cattedrale nel
alla s. Sede, per l'elezione dell'abbate. 11 sepolcro da lui edificato pei predecessori
medesimo Papa nel 1
194 circa deputò e successori. Francesco Nappi nobile an-
Processo con altri vescovi in una causa conetano nel 16 19, di grandi meriti, go-
tra il vescovo di Gallipoli e l'abbate Ne- vernatore di diverse città dello stato pa-
ritino. Riporterò tra'successori quelli me- pale, morto in Ascoli. Nel 1629 Girola-
ritevoli di particolar memoria. Bonagiun- mo Parisani nobile tolentinate pruden-
ta Boscholi nobile fiorentino del i332. tissimo. Antonio de Pezio nobile napole-
Nicola domenicano di Bari del i35i, di tano chiaro per virtù nel i638, traslato
cui è un singolare monumento in catte- a Sorrento. Vincenzo Pineri di Monte-
drale. Nicola abbate e canonico di Ta- fiascone conventuale nel i65o, ornò la
ranto cappellano del Papa del 1 363. Pa- cattedrale, aggiunse al campanile un al-
vo de Griffis nobile di Giovenazzo,con- tro piano, ristaurò e ampliò il palazzo,
sagrato nel 1378 da Urbano VI, che lo compì la serie degli stemmi de'predecesso-
spedì nunzio in Boemia, traslato a Tro- ri, migliorò le rendite, istituì la confra-
pea nel 1390: al suo tempo l'antipapa ternita del purgatorio, donò sei candel-
Clemente VII v'intruse Pasquale e An- lieri con croce d'argento di stupendo la-
gelo. Lupulo de Laco canonico di Mono- voro alla cappella de'ss. Vito, Modesto e
poli nel 1 390. Angelo o Anglono nel 1 Crescenzia, rinnovò quella del Crocefis-
39 1
poi visitatore apostolico del celebre mo- so. Nel 1672 Scipione de Martinis di Mu-
nastero di Subiaco, ebbe a vicario gene- ro traslato da Mariana, provvide di me-
VOL. LIV. 3
7

84 POL POL
clicie iii£t1ìciiiAli i bisognosi, fece dorare la pìetto della nobilissima casa Borgliese, in
cappella dc'saiiti patroni. Nel i G8 1 Igna- cui trovasi miracolosa immagine di No-
la

zio M/Fiumed'A versa domenicano, com- stra Signora che nel 1661 aprì gli occhi.
plesso di \irlù e dottrina, come si rileva Tra gli uomini illustri di Bomarzo al-
dalle opere, donò 6 vasi d'argento ai cuni noverano Sahiniano (V.) Papa del
santi proteltorij caritatevole coi diocesa- 6o4, secondo il Biondo citato da Massa,
ni,morì santamente. Nel 1694 Gio. Bat- De orig. et rebus falisco rum. 11 territo-
tistaCapilupi di Matera dottissimo, caro rio in piano e in colle è ferace di produ-
a Innocenzo XII, largo. coi poveri, rifece zioni, come osservò Calindri, Saggio del-
l'episcopio, abbellì diverse cappelle, assai Su Polimarzio
lo stato pontificio p. 197.
lodato morì in Roma e fu sepolto in ss. o Bomarzo abbiamo le importanti Me-
Cosma e Damiano. Gli successe nel 1 7 1
morie archcologico-storiche sulla città di
Pietro Antonio Pino nobile di Matera, ze- Polimarzio oggi Bomarzo , scritte dal-
lante e pietoso pastore, ornò la cattedra- l' arciprete Luigi Vittori, Roma pel Mo-
le con pitture e altre decorazioni. Con naldi 1846. Su queste l'ab. Pietro Arte-
questi rUghelli, Italia sacra t. 7, p.748> mi pubblicò un sunto con erudita lettera
ù t. io,p. 323, termina la serie de' vesco- nel voi. 5, p. 2 1 5 del Saggiatore roma-
vi, proseguita àd\\e Notizie di Roma ^ fi- no. In essa egli è d'avviso « che Poli-
no a Mattia Santoro di Bovino del 17 75, marzio fosse della Lucumonia Falisca, es-
che fu rultimo. sendo Faleria, ài presente Falleri, pros-
POLI MARZIO BOMARZO, Poly- sima alle terre Polimarzesi, onde leggesi:
marlium. Città vescovile del Patrimonio Polymartium oppidum HetruriaeinFa-
dis. Pietro, nella delegazione di Viterbo, liscorum finibus apud Maeoncm pa-
. . .

governo di Orte. Tra gli ediflzi va nomi- gumFaliscorum ... E giova qui ripetere,
nato il palazzo baronale eretto dal duca Faleria essere situata sul Cimino, là do-
Vicino Orsini nel Si^ sull'area dell'an-
i v'è oggi Falleri, luogo fecondo di tanti
tica rocca, con grandiosa architettura di monumenti già disolterrati,il qual giu-
Vignola, ornato di affreschi della scuola dizio è conforme alla storia e all'archeo-
dei Zuccari. Del tempo degli Orsini si logia; non potersi acconsentire per alcun
ammira un giardino con molte colossali modo all'opinione, che Faleria sorgesse
sculture, alcuni avanzi delle decorazioni un dì dove oggi è Monteflascone ". Sul-
che lo abbellivano ed un vago tempietto le diverse opinioni ove esistè Faleria,

eretto dal duca Corrado Orsini alla me- raccolsi alcune erudizioni in diversi ar-
moria di Giulia Farnese sua amatissima come Civita Castellana, Galle-
ticoli,

consorte. La chiesa principale e antica se,MontefiasconEjNepi, ne'quali parlai


cattedrale è dedicata a Maria Vergine, pure di Falleri. Circa poi la patria di s.
forse innalzata sulle rovine d'un tempio Anselmo vescovo di Polimarzio, l'ab. Ar-
idolatrico, che pei successivi ristauri non temi concilia le opinioni de'bomarzesi e
conserva la sua primiera architettura. Al- mugnanesi, con dichiarare loro comuni
tre chiese pur sagre alla Madre di Dio le patrie glorie per essere il castello Meo-

sono quelle del Pozzarello fuori le mura niano V antica Meonia o luogo di essa,
della città, fabbricata nel 161 3, in cui si attualmente M
ugnano, \\xo^o appodiato
-venera la sua prodigiosa immagine di- di Bomarzo, parte dell' antico Polimar-
pinta sopra una tegola ; altra simile im- zio; perciò s. Anselmo, nato in Meonia-
magine è nella chiesa della Madonna del no, equivale al dire che gli fu patria Po-
Piano costrutta nel 7 1 o ; la chiesa della
i limarzio per esser Meoniano contrada o
Misericordia è sotto 1* invocazione della luogo della città.

Vergine delle Grazie; ed un vago tem- A Lidia dissi che il suo regno si chia-
POL POL 35
ino Mconia^ ed a questo ailicolo parlai con fortificazioni e torri , onde munito
(Iella Sede vescovile nella provincia omo- dalla natura e dall'arte ebbe a sostenere
nima, ed appiendesi dai geografi che Meo- vari assedi, come nel i4^5, in cui lo fe-
nia, contrada dell'Asia minore, fu quella ce espugnare Martino V Colonna e de-
parte della Lidia situata verso il monte molirne le fortificazioni. Fu patria, al mo-
Tmolus, emeonii furono detti gli abitan- do detto, di s. Anselmo vescovo di Poli-
ti della Lidia, così i lidii stabilitisi nel- marzio, di Pietro possente signore che e-
l'Elruria. Ciò premesso, il zelante della difìcò uncastello cui die il proprio no-
patria istoria citato Vittori narra, che i me, di Simorietto generale delle mili/ie
lidii o meonii condotti da Tirreno, dal di Pio II, di Biagio Sinibaldi intrepido
greco arcipelago trasmigrati in Italia in- viaggiatore.
nanzi la guerra di Troia , si stabilirono La memorata Meonia, grandiosa ne-
nella regione Etrusca, che perciò fu pur cropoli etrusca di Polimarzio, fu ferace
detta lìhonia^ fondando la colonia nella di tombe etrusche,di sarcofaghi, d'ope-
parte superiore della riva del Tevere nel re di plastica, di copiose figuline e stovi-
piano poi denominato Pian Meoniano glie preziose per la loro varietà, di splen-
presso Bomarzo, probabilmente ove edi- didi vasellami con pitture di rappresen-
ficarono Polimarzio o Città di Marte lo- tazioni simboliche o con soggetti mito-
ro dio tutelare, nel cui agro eressero in logici, eroici e storici; nonché di rare pie-
suo onore un tempio cioè presso Mu- , tre incise, di avori lavorati, d'un prodi-
gliano nella contrada polimarziese chia- gioso numero di medaglie, di bronzi, di
mata Blavortana da Ma\'ors, Marte, vi- ori, di armi e arnesi militari, ricchezze
cinoal famigerato lago Fadìnione, di cui archeologiche che esercitarono dotte pen-
sono contermini i colli di Polimarzio (o- ne e bellamente descrisse con ricerche sto-
ve oggidì è Laghetto vicino a Bassano
il riche (massime nella topografia forma ,

nella Teverina), tenuto per sagro dagli delle celle e urne sepolcrali, delle pittu-
etruschi e dai romani, dappresso al qua- re, de'fregi, bassorilievi e iscrizioni etru-
le restò spenta la liberta etrusca. Inoltre sche) e artistiche V encomiato arciprete
i meonii innalzarono lunge quasi un mi- Vittori; alcuni de'quali monumenti pas-
glio dalla città del nume tutelare e qual sarono a decorare il Museo etrusco (F.)
parte di essa o sua fortezza (come lo fu- eretto in Vaticano dalla sapienza dell'im-
rono Castelluzzo, Bocchette, Castello e mortale Gregorio XVI, altri a formare
altre di cui si rinvennero diversi monu- il prezioso gabinetto del principe Mar-
menti, ma tutte costituenti sobborghi i c' Antonio Borghesebenemerito degli sca-
e la città di Polimarzio), altro luogo, al vi, da dove uscì quella classica tazzelta
quale diedero il nome di 3Ieonia, di cui di Bomarzo, contenente l'alfabeto etru-
sussiste coll'antica denominazione la va- sco, di cui parlai nel vol.XXXVJ, p. 16G.
sta sua necropoli , opinando alcuni che Vedasi Lettera del p. Ranghiasci so-
la

da essa sorgesse l'odierno castello di Mu- vra V alfabeto greco pelasgico etrusco riti'
gnano , fondati in diversi argomenti. In venuto nell'atliguenze di Bomarzo, Ro-
Mugnano fu un' abbazia di benedettini ma i85i. La totale rovina della necro-
propinqua alla chiesa di s. Liberato pa- poli polimarziese si vuole avvenuta circa

trono della terra. 11 castello nel i 194 si il V secolo dell'era cristiana, per opera
acquistò dai viterbesi, passò quindi agli de' goti e dei vandali. Non così accadde
Orsini, onde Matteo l'assegnò in feudo alla centrale Polimarzio, che per la forte
a Gio. Gaetanoche nel 277 divenne iV*- 1 e fÌAVorevole sua posizione trionfò del
colb IH (^.). La potente famiglia Orsi- tempo e della forza delle armi, come va-
ni diede al castello un aspetto guerresco do a narrare.

t
36 roL POL
Polimarzio^aldiredi Vittori, fu cospi- dosi al dominio imperiale nel pontifica-
cua città dell'epoca ctrusca e non mollo to di s. Gregorio II, facendo parte del du-
seconda alle altre nobili e popolose del- cato romano. Nel 740 occupala Bomai -
l'Etruria; la sua etimologia fu fatta de- zo di nuovo dai longobardi con tre altre
rivare da Plures ^/rt/Yc^, quasi che la città, per obbligare s. Gregorio 111, per
nioltiplicità delle battaglie accadute nel quanto notai a Orte, a consegnare Tras-
luogo deirodierna Comarzo dasse origi- mondo duca di Spoleto, inutilmente il
ne al vocabolo greco Polymartium. Si Pontefice si adoperò perchè fosse libera-
congettura che fosse governata dai lucu- ta, ciò che ottenne il successore s. Zac-
moni di secondo grado o soggetti alle lu- caria, al modo toccalo a BoMABzo. La for-
cumonie formanti la lega etrusco-italia- male consegna fu fatta dai ministri regi
na delle 12 metropoli, certamente con di Luitprando allo slesso Papa che da ,

leggi etrusche. Seguì ed politi-


i destini i Orle si recò a Bomarzo per riceverne il
ci sconvolgimenti dell'Etruria o Tosca- possesso. Non andò guari che Astulfo re
na, e con essa nel V secolo di Roma soc- de' longobardi avendo ripreso Bomarzo
combette al romane
valore delle armi e altre città, Stefano III coll'intervento
presso il lago Vadimone. Polimarzio fu di Pipino ne ottenne la restituzione; fi-

quindi colonia romana , ed i suoi citta- nalmente Carlo Magno ad istanza di A-


dini, comeOrte, furono ascritti in massa drianol estinse il regno longobardico, ri-
alla tribù Arniese o Arniense, col godi- conobbe e ampliò il civil principato della
mento de* relativi diritti. De' tempi ro- s. Sede, onde Bomarzo in seguito fu no-
mani si trovarono molte iscrizioni, le qua- minala ne' diplomi imperiali riguardanti
li ricordano le illustri famiglie romane e la sovranità pontificia, alla quale fu sem-
polimarziesì, non che innumerabili me- pre fedele inclusivamente nelle fazioni
daglie consolari e imperiali di bronzo e che divisero l' Italia, seguendo la parte
di argento, avendo Poli marzio sotto i ro- guelfa. Leggo nelle Memorie di s. Non-
mani conservato la sua grandezza e splen- noso p. 81 di Degl'Effetti, che fu neces-
dore. Invasa T Italia dai barbari alla me- saria la fortezza di Civita Castellana per
tà del secolo V di nostra era, la città di difendere il ducato romano, avendo ve-
Polimarzio o Bomarzo occupata da'goti duto espugnare nel 726 Gallese e nel
soffri levicende comuni a tutta la regio- 789 le città di Bomarzo, Amelia, Orte e
ne, non essendo riuscito al vescovo s. An- Bieda.
selmo di trattenere il re Totila dall' in- Verso il secolo X
Bomarzo ebbe i suoi
vaderla, ma pel prodigio operato da Dio duchi o signori feudali, soggetti alla ro-
in difesa del santo, quel barbaro conqui- mana chiesa, quali la fortificarono o per
i

statore umiliossi a lui. Vinti i goti da prepotenza o per difesa. Bomarzo nel
Narsete, successero nel SGg i longobar- 1 2 25 con l'aiuto di Viterbo, che ne pre-
di ad invadere le terre etrusche, ma Bo- se le difese, respinse gli orvietani che se
marzo con altre città opponendo forza e ne volevano impadronire, i quali erano
valore pari a quello dell'inimico, tratten- da buon numero di cavalleria ro-
aiutati
ne il corso di sue vittorie, finche soggiac- mana e da 200 cavalli senesi, come rife-
que al dominio di Agilulfo divenuto re risce Bussi, Ist.di Viterbo p. 118. Inve-
nel 59 1 ma per pochi
, anni, per il discac- ce racconta Monaldeschi, Comment.hist.
ciamento che fece de' longobardi Roma- d Orvieto il comune d'Orvie-
p. 4> che
no esarca di Ravenna. Liberata Bomar- to col consenso di Papa Onorio III fece
zo dal giogo straniero, sul cominciar del esercito, andò sopra Bomarzo con l'aiu-
secolo VII si pose sotto la protezione e to di 200 cavalli di Siena e 200 di Ro-
signoria de'Papi, poi del tutto sollmen- ma, e preso il castello lo distrussero. La
POL POL
37
testimonianza però deirarciprele Vitto- mente corse a Ronciglione. Questo me-
ri è secondo la narrazione di Bussi, dal morabile fatto d'arme che accennai pure
quale ancora si apprende, che nel 1293 nel voi. XLIX, p. i5>7, il Sansovino de-

Uffreduccio Risio, Veraldo e altri com- scrisse a p. 132 e seg. ^eWHist. di casa
padroni di Bomarzo, lo venderono al co* Orsina. Dipoi nel i5o3 le reliquie dei
mime di Viterbo insieme alla sua rocca ghibellini signoreggiando Bomarzo, Bar-
e cassero, alle torri, mura, fosse e forti- tolomeo d'Alviano generale delle milizie
ficazioni ond' era quasi inespugnabile. della Chiesa la restituì ai guelfi, ponen-
Divenne poi feudo degli Orsini (^.), e dovi in presidio i suoi partigiani e ami-
Matteo fu appellato Pater Palriae : be- ci. In seguito Bomarzo divenne ducato
nemerito della Chiesa, Gregorio IX gli della famiglia Lante[F.). La fedeltà dei
cinse solennemente il capo con fascia d'o- bomarzesi alias. Sede rifulse nell'inva-
ro, ed è la traversa che si vede nello stem- sione de' repubblicani francesi del 1798,
ma gentilizio degli Orsini. Nel i34o An- con atterrare più volte il vessillo demo-
selmo Orsini era signore di Bomarzo. cratico e rifiutando il maire. Nel i83i

L' implacabile duca Corradino Orsini colle armi valorosamente difese dai ri-
giunse a imprigionar la magistratura co- belli la sovranità di Gregorio XVI, ri-

munale nel carcere della ragione ed im- portando alcuni vantaggi sui medesimi:
pose eiiormi contribuzioni ai miseri cit- poscia spedì a Roma in deputazione al
tadini. Del tempo baronale vi sono re- Papa Gio. M.^ Popoli e Domenico Vit-
state negli archivi comunali orribili me- tori priore del comune, i quali furono ac-
morie, delle barbarie e prepotenze colle colti graziosamente e con paterna dilezio-
quali oppressero i vassalli con inaudite e ne ; ilsecondo in nome della patria rin-
immorali sevizie, oltre le squallide pri- novò tale omaggio nel i84i in Viterbo,
gioni sotterranee e gì' insidiosi traboc- reduce Gregorio XVI dal santuario di
chetti. Poco lunge dalla città tuttora e- Loreto, per attestare gli affettuosi sensi

siste l'antica rocca di Collecasale. Pres- di venerazione e sudditanza de' bomar-


so questa fortezza presidiata dagli Orsi- zesi. Dal 837 n'è benefico duca il prin-
1

ni a'240 26 gennaio 1497 '' duca Car- cipe Marc'Antonio Borghesi, che comprò
lo figlio di Virginio Orsini, colla piccola ì beni dei Lante insieme al titolo della
sua armata formala di vassalli, di peru- ducea.
gini, di lodini ealtri per soccorrere ^r^jc lume del vangelo probabilmente lo
Il

ciano assediato dall'esercito pontifìcio di ricevè Bomarzo o Polimarzio ne' tempi


Alessandro VI e difeso da Bartolomeo apostolici dai ss. Tolomeo e Eutichio, che
d'Alviano, per più ore arditamente com- avendolo diffuso nelle vicinanze di Pe-
battè e sbaragliò le milizie papali, che il rento e ritrovandosi essa cittadella Pe/t-
Pontefice avea mosse contro le terre di tapoli[P^.) limitrofa a Bomarzo, sembra
Virginio e altri Orsini quali aderenti dei che ancor questa ne fruisse, tanto più che
francesi. Il Reposati, Della zecca di Gub- s.Eutichìo era ferentinate. Quanto all'o-
bio t. I, p. 3 14, dice che la battaglia se- rigine della sede vescovile, il Vittori nar-
guì poco lunge da Soriano e Bassano ra, che dopo la metà del VI secolo nel
d'Orle : il cardinal Conati legato dell'e- ponlrficato di Gregorio I il vescovato
s.

sercito con Fabrizio Colonna si salva-


, di Polimarzio fu di molto aumentalo per
rono colla fuga ; Guid' Ubaldo I duca di la riunione della prossima sede di Feren-
Urbino fu fatto prigioniero in un al con* te (^.), la cui diocesi rimase a Polimar-
te di Nugolara e molti altri uomini di zio, perchè Bonito vescovo di Perento e
condizione , restando ferito il figlio del di Polimarzio sottoscrisse il concilio del
Papa duca di Gandia , che precipitosa- 649,0 per avere il Coleti, Italia sacra,
,

38 POL POL
l. IO, p. g3 (dopo riportati i Ire vesco- nesì sottoscrisse nel concilio romano del-
vi di Ferculo, Massiminodel 4^7, s. Bo- 1*826; Giorgio fu presente a quello del-
nifacio che fiori a* tempi dell'iniperalore l'853. Grimoaldo fu destinato con altri
Giustino, e Marciano che intervenne ai das. Nicolò I neirSGG legalo in Bulgaria

concilii del5^5 e 6o i) notato, che dopo per istruire que'popoli nella fede cristia-
il6o deficiente civiiate Ferculi, episco-
I
na, ed ungere l'arcivescovo: morto il Pa-
palem cathedram Polyniartium transla- pa prima che partisse, il successore Adria-
tam conjiciliir ex Bonito non tacendo , no II lo confermò nella legazione, ov'eru
l'opinione d'Olstenio, che Bonito possa a- ancora nell' 870. Tornato in Roma per
ver sottoscritto per le due sedi, che pe- essere stalo cacciato dai greci che pre- ,

rò oppugna con altre testimonianze che tendevano appartenere la Bulgaria alla


dicono da s. Gregorio I unita la diocesi giurisdizione del patriarca di Costanti-
Ferenlina allaBomarzese. Il principio di nopoli, senza il permesso di Adriano II,

questa è incerto, ma esisteva nel VI se- questi altamente lo censurò, con la tac-
colo, imperocché, morto il vescovo di Po- cia di aver seco recalo innumerabili ric-
limarzio, il clero e il popolo secondo la chezze. Il vescovo Marino fu decoro e

disciplina d' allora adunato nella catte- splendore della cattedra Polimarziese
drale per procedere all'elezione del suc- giacché nel pontificio nome presiedè al
cessore, prodigiosamente fu innalzato a celebre concilio d'Ingelheini (P^.) nel 948,
tal dignità il bomarzese 6. Anselmo cir- e fu bibliotecario della romana chiesa
ca la metà di detto secolo, il quale pare luminosa carica che conferivasi ai sapien-
che all'autorità episcopale riunisse anche ti e dotti. Lamberto trovossi all'inven-
la temporale. Pastore zelante e modello zione e traslazione de'corpi de' ss. Mar-
di virtù, fece asprepenitenze,e pianto nel- ciano e Giovanni nel 998 in Civita Ca-
la sua morte, accaduta negli ultimi pe- stellana, ed al concilio romano dell 01 5.
riodi del secolo VI, Dio lo illustrò coi mi- Dopo questi non si trovano altri vescovi

racoli, venendo sepolto in cattedrale, ed di Bomarzo ; nell'Ughelli, Italia sacra^


essendo il principale protettore di Bomar- t.io, p.i59, sono riportali i detti vescovi,
zo. Il Vittori ne riporta la vita e la leg- tranne Maurino, leggendosi di s. Ansel-
genda con commenti. L'Arlemi nelle Me- mo, che Polimarzio sacrwnque possidet
morie storiche della città e diocesi di Ba- s. Anselmi corpus, cujus pastorali cura

gnorea, pubblicate nel 1842, «egue le o- Con la


prefecisse fertur. diocesi di Bo-
pinioni di quegli scrittori che dicono s. An- marzo furono aumentale le limitrofe di

selmo nato inMugnano, alle quali il Vit- Or te, Viterbo e Bagnorea, ma sembra
tori rispose con diverse ragioni, quali fu- che la sede fosse congiunta a quella di
rono poscia conciliate con la Lettera ci- Bagnorea verso il secolo XI , cioè dopo
tata di sopra. Il 2.° vescovo chesi cono- il vescovo Lamberto, citando Vittori l'au-
sca è Bonito summentovato, sotto il qua- torità di Assemanni.
le la diocesi di Perento si crede incorpo- Leggo nel Supplemento alle Addizìo'
rata alla sede di Bomarzo, onde i di lui ni alla prima parte delle Memorie ist.
successori si sottoscrissero solamente co- della città di Nepi, cap. i, unadi sa mi-
me vescovi di Polimarzio o Bomarzcr.Bar- na delle Tliemone dell' arciprete Vitto-
baziano fu al concilio romano del 680; ri , scritta dal eh. p. Ranghiasci , in-
Maggiorino a quello del 72 1, ed a quelli titolala : Bomarzo Polimarzio del-
oli'ni

del ySi e 732. Giovanni trovossi al con- la regione falisca. Egli è di parere, che
romano del 753 e ricevette in Bo-
pilio i ruderi, la necropoli e le scoperte fatte
marzo s. Zaccaria. Maurino fu al conci- presso Polimarzio appellinoaì tempi pri-
lio di Laterano del 769; Àgato o Agate- mitivi dei pelasgi venuti da Tessaglia iu
POL •POL 39
Italia dopo i siculi , che crede i primi che non si debba annoveitire tra le città
abitatori del luogo, e non già dai meo* della Pentapoli elrusca de'falisci o Pen-
nii o lidii ossia dai tirreni, i quali secon- tapoli falisca nell' Elruria Gisminia. Fi-
do Erodoto vennero da Macedonia, vale nalmente, quanto al credere s. Tolomeo
a dire da quella parie chiamata (anche promulgalore del cristianesimo in Poli-
Retonia eTirrenìa da Tirreno figlio d'A« marzio, dice il p. Ranghiasci potersi ac-
ti o Atide re di Lydia o Lidia, e fratel- cordare; che sebbene nelle Meni. dlNepi
lo di Lidio) poi Meonia (i geografi rife- e. I, e. IO, p. 73, e e. 38, p. 261, avesse ri-

riscono che la Lidia j provincia d' Asia portato che il santo fosse il discepolo di
minore, fu denominata anche Meonia, s. Pietro, pure nel cap. i.^dellecitatey^^-
cioè l'alta e la bassa; questa fu detta Meo- ^/z/o/zi sostiene che s. Tolomeo fu vesco-
nia poi Ionia ), che diede uno de' nomi vo e martire del III secolo, fiorilo con Ro-
che portò /ittìf//^(/^.) in quella parte e ma- mano sotto Gluudio che per aver disfatto
re delle coste d'Etruria dallo stesso Tir- i il gotico jQ\\q regnò dal 268
goti fu detto
reno e dai suoi a poco a poco conquista- al 270, e perciò diverso da Claudio Ce-
ta , mentre i tirreni divennero padroni sare figlio di Druso, morto nel 54 di no-
di quelle toscane contrade dopo la deca- stra era.
denza de'falisci (di cui nel voi. XLVII, POLISTAURIO, Polystaurìum. Ve-
p. 283), cioè dopo che il loro duce Ale- ste o pallio sparso di molte croci, parti-
so di Micene (ne parlai ai relativi arti- colare ai patriarchi di Costantinopoli ed
coli fu ucciso da Fallante nella guerra
) agli arcivescovi greci di Gappadocia, Tes-
di Turno, onde falisci fecero lega coi fini-
i sa Ionica, Efeso, Corinto ec, secondo Ma-
timi etruschi, formando una sola nazio- cri. La descrissi in uno al significato nel
ne. Aggiunge il lodatop. Ranghiasci,che voi. XXII, p. 47» Polistaurio fu pure det-
1

in quell'epoca, come prova Nardini, for- ta la pianeta e altre vesti sagre tempe-
marono tutta una gente, giacché prima di state di croci , e perciò chiamate Multi-
tale alleanza i falisci possessori delle ter- cruciutJij usate dai vescovi greci, di cui
re di Polimarzio e delle altre propinque parlai nel luogo citato fu anche deno- :

erano separati e vivevano da sé, al dire minata Gamniadia(V.)


di Strabone. Inoltre opina , che se Poli- POLISTILIO. Sede vescovile della 2.*
marzio fosse stata una sontuosa città nei Macedonia nell'esarcato del suo nome,
tempi primitivi, ne avrebbero parlato le sutfraganea di Filippi, eretta nel IX se-
antiche storie, eche ancora Annio, citan- colo. Polistilio, Polystìlien, è ora un tito-
do Strabone, attribuì ai tirreni ciò che lo vescovile in partibus sotto Filippi.
spetta ai pelasgi- tessali. Gonchiude il p. POLlTEISMO.Credenzadi molti Dei,
Ranghiasci , che i ritrovamenti di Poli- sistema che ammette più Dei, pluralità
marzio sieno pelasgici- tessali od arcadici, di Dei, dalla voce greca PolyOteia, mol-
mischiati coi posteriori degli etruschi o titudine di Dei o molteplicità della Di*
tirreni, i quali fecero lega coi falisci già vinitày del quale vocabolo si servirono i

piima di essi conquistatori di quella re- santi Giustino, Epifanio e Agostino, co-
gione d'Italia che trovarono occupata dai me rileva Macri. Il politeismo è il Paga'»
avvertendo Nardini che in
pelasgi-tessali, nesimo(V.) unito ^W Idolatria (F.). Fu-
processo di tempo anche falisci ebbero i rono chiamati politeisti, dopo lo stabili-
comune il nome cogli etruschi. Crede poi mento della religione cristiana,quegli ere-
che il nome di Polimarzio sia piuttosto tici che seguirono ed ammisero il politei-

derivalo dalle formidabili guerre avve- smo: Basilide di Alessandria viene con-
nute in quella parte nel VI secolo; e per siderato il primo politeista, essendo stato
non dir di altro^ ritiene il p. Ranghiasci il primo che propagò la dottrina di molti
-

3o POL- POL
principfi supremi, e gli eretici suoi set- vorzio, offrendogli uno de'due vescovati
lari furono i Basilidianì (F.), ove par- di Winchester o di Yorch che ognuno
lai de'loro sistemi. Abbiamo di mg/ Aii- rendeva 3o,ooo scudi. Portatosi dal re
tonino de Luca vescovo d'Aversa: Rifles- per soddisfarne il desiderio senza compro-
sioni critiche sulla pretesa attitudine del mettere la propria coscienza, la provvi-
politeismo a preferenza del cullo ebreo denza dispose che non potesse proferire
e cristiano ad incivilire i popoli e a ren- parola di quanto si era proposto, ed in
dere le belle arti fiorentij Roma i83o. vece rappresentò sì vivamente la detesta-
POLLAN Roberto, Cardinale. V. bile azione, che il re non abituato a sen-
BOLLENO. tirsi contrariare con tanta libertà, irri-

POLLIONE (s.), martire. Era lettore tato fieramente per due volte fu in pro-
di Cibale, città della Pannonia, uomo di cinto di trafìggerlo con lo stilo. Invola-
grande virtù e assai ragguardevole per tosi pertanto dall'adirato sovrano, passò
la sua fede, di cui già avea dato non dub> in Avignone, indi a Padova, dove si con-
bie prove. Essendosi recatoin quellacitlà giunse in amicizia con Sadoleto poi car-
Probo, governatore della Pannonia sotto dinale, e altri dotti ed eruditi di que'tem*
Diocleziano, gli venne presentato Polivo- pi, che a lui cedevano nella eloquenza, per
ne, ed accusato che parlava degli Dei nel- averlo in credito del più eccellente ora-
la più oltraggiosa maniera. Sottoposto al- tore vivente. L' acquistala fama deter-
l'interrogatorio ed intimatogli di sagri minò il re a scrivergli onde riconosces-
iìcare, come prescriveva l'editto, vi si ri- se suo divorzio, promettendogli ampia
il

fiutò costantemente. Perciò il governa- ricompensa, ma n'ebbe negativa risposta,


tore lo condannò ad essere abbruciato vi- ritenendo illecito il divorzio e deploran-
vo; lo che fu eseguito lungi un miglio dal- do suo scisma. Il re che ad ogni costo
il

la città, a'27 aprile del 3o4. ^. Pollione voleva guadagnarlo al suo partito gli man-
è nominalo nei martirologi il di 28 di dò la propria apologia, a cui il Polo ri-

detto mese. spose col libro intitolato: Difesa dell'u-


POLO Reginaldo, Cardinale.De du- nità della C^/e.9a, dedicandolo allo stes-
chi di Suffolch del regio sangue de' re d'In- so Enrico Vili, con la prefazione diretta
ghilterra, illustre pel zelo della cattolica al figlio Odoardo VI, che si legge nelle
religione, per l'innocenza della vita e pei Amenità ecclesiastiche di Sehelchornio.
soavissimi ed aurei costumi, fu ben pre- Paolo III in premio di sì grandi meriti
stoprovveduto del decanato della chiesa e zelo ortodosso, e quale erudito nelle lin-

d'Oxfbrd. Di 19 anni si recò in Francia gue greca, ebraica e latina, perito nelle di-
prima in Parigi e poi in Pa-
e in Italia, scipline filosofiche e teologiche, come nel-
dova con grande ardore applicossi allo le sacre scritture, stabilì di elevarlo alla
studiodella filosofia e dell'eloquenza, con- porpora; laonde lo chiamò in Roma, per
traendo stretta amicizia con Bembo eCon- incaricarlo della riforma della disciplina
iarini poi cardinali, e con Caraffa poi Pao- ecclesiastica. Ma Polo conosciuta l'inten-
lo IV. Nell'anno del giubileo 1 525 por- zione del Papa, con preghiere e persua-
tossi in Roma e soddisfatta la sua divo- sive ottenne dilazione alla sua promo-
zione, ritornò in patria, ove la sua dot- zione. Non pertanto Paolo HI nel conci-
trina congiunta ad amabili e gentili trat- storo de'22 dicembre 1 536, mosso da in-
ti, lo resero l'oggetto dell'amore e del- terna ispirazione, lo creò cardinale prete
la slima universale. Avendo Enrico Vili de'ss. Nereo ed Achilleo. Ciò saputo dal
ripudialo la sua legittima moglie per u- re e montato in furore, lo privò delle ren-
nirsiad Anna Bolena, ambedue procura- dite ecclesiastiche, fece decapitare il fra-
rono guadagnarlo perché approvasse il di- tello, il nipote e la madre del cardinale set*
-

POL POL 4i
tuagenaria, col falso pretesto di rùacchi- XXXV, p. 8i e 82, quanto mirabilmen-
nar congiiwe, ed allreltanto avrebbe fat- te operò in Inghilterra pel ristabilimen-
to cogli altri fratelli, se con pronta fuga to del cattolicismo, qui aggiungerò che
noit si fossero salvati. Inoltre il re promi- tenne un sinodo in Lnmbalh, in cui fu-
se 5o,ooo scudi a chi avesse ucciso il car- rono fatti 1 2 decreti ed alcuni canoni, a
dinale, lo che tentarono 3 italiani e 3 in- fine di restituire all'antico stato la chiesa
glesi ; ma imprigionati, con eroica viriti d'Inghilterra, che si leggono in Labbé t.

il cardinale ottenne ai primi la libertà, i4, p- 1733, ed in Bercastel.il pai lamen-


e restò dolente che i secondi dopo bolla- to nel 1554 lo ristabilì ne'precedenti dirit-
li col ferro rovente fossero condannati in ti ed onori ; ed egli in nome di Giulio 1 li
galera. Altro sicario bolognese confessò presentò alla regina ed a Filippo II suo
poi di aver dimorato lungo tempo a Tren- marito lo stocco e berrettone, con la rosa
to per assassinare il cardinale,avendo per- d'oro benedetti, mediante lettera ripro-
ciò ricevuto buona somma di denaro da dotta da Rocca, Opere t. i, p. 210. Indi

Enrico Vili, il quale irritatisslmofece di- Paolo IV nel 1 555


promosse all'arci
Io
chiarare dal parlamento il cardinale reo vescovato di Cantorbery, ciò non pertan-
d'alto tradimento e tanto si adoprò col to gli sospese l'esercizio di sua legazione
re di Francia, che questi si scusò di ri- e sostituì a lui il cardinal Peto^ destina-
ceverlo, benché inviato a lui legato rt In- zione che, siccome dissi nella sua biogra-
tere per tentare un riconciliamento del fìa, la regina tenne occulta per non pri-
suo sovrano col Papa. Ritiratosi il cardi- varsi del richiamato Polo, divenuto pre-
nale in Cambiay sempre insidiato, per- sidente del consiglio reale e suo confesso-
chè non errasse per le Fiandre il vescovo re. 1 motivi che indussero il Papa a tale
di Liegi cardinal Mark gli offri per asilo risoluzione sono discrepanti negli storici;
lasua città, il che conosciuto da Enrico alcuni dicono per non essersi il Polo in Vi-
Vili fece grandi esibizioni al senato delle terbo dimostrato rigoroso quanto si con-
Fiandre se gli consegnavano Polo, il qua- veniva contro i sospetti di eresia; altri che
le senza turbarsi era disposto a sacriii- in Inghilterra fosse troppo condiscenden-
cnrsi per la religione e suo capo visibile. te cogli eretici ed i sacerdoti e religiosi
Ma richiamato in Roma dal Papa, gli as- ammogliati, poiché considera va quelli che
segnò guardie per sua difesa, nominan- erano caduti in errore come tanti fanciul-
dolo legato di Viterbo e del Patrimonio, li ammalati, che bisognava guarire e noa
poscia uno de'presidenti del concilio di uccidere; altri pel processo fattogli dal-
Trento, ove" col cardinal Pacecco difese l'inquisizione e presentato a Filippo li,

con grande ardore il mistero dell'imma- perché conoscesse procedersi per giustizia
colata Concezione (^.), per cui nel de- non per passione , essendo intrinseco di
creto sul peccato originale il concilio di- Carnesecchi eretico ostinato fatto poi bru-
chiarò non essere sua mente e intenzio- ciare da s. Pio V, e di Marc'Antonio Fla-
ne di comprendere in esso la Madre di minio sospetto in eresia. Avendo il cardi-
Dio. Nel 1 55o per sua virtù non fu elet- nale penetrata la sua sospensione, compo-
to Papa, per quanto narrai nel voi. XXI, se un'accurata apologia in sua difesa con-
p. 24' J l'eletto Giulio 111 gli permise ri- tro le procedure di Paolo IV, forse con
tirarsi presso Verona, nel monastero be- zelo poco discreto perchè feriva la sua ri-
nedettinodiMaguzzanOjdel quale era pro- putazione; ma avendola fatta copiare in
tettore. Morto Enrico VI Ile Odoardo VI, buon carattere, nel rileggerla pacatamen-
njontò sul trono la regina Maria zelante te, disapprovando l'energia frizzante da
cattolica, che ottenne per legato a Intere lui adoperata, virtuosamente la gettò sul
il cardinale. Avendo riportato nel voi. fuoco, dicendo ne discooperias verenda
:

I
4a POL POL
patris lui. Iiuli mandò a Roma Ormane- elonsy Lovanio 1569. 7.' De haptisnio
to datario della legazione, in segno di som • Constantinì, Romae i56i. B,** Discorsi
missione al Pontefice, giacché la regina detti in parlamento o diretti a Giulio III.
impedì l'andarvi in persona. Da sé slesso 9.'' Il Messale^ Bresfiario e Rituale di Sa-
depose la croce e tulle le insegne di lega» lisbury riveduti e pubblicati nel i554.
to, ne si vergognò comparire così umile Altre opere, e molte Lettere per ricon-
in quel regno, ove pel favore sovrano e durre nel seno della Chiesa ([uelli che si

per essere venerato dai popoli poteva fi- eranoda essa separati, che il cardinal Qui-
gurare quasi un altro Papa. Questa edi- rini pubblicò in Brescia dal 1744^^ '^747'
lìcante rassegnazione rese più illustre la La Fila del cardinal Polo fu scritta da
sua memoria. Paolo IV si mitigò per l'e- mg."^ Beccatelli, Venezia i563; Bernar-
semplare condotta del cardinale e per le dino Tomitano, Venezia 1 563 e Londra
discolpe fatte dall'Ormaneto, contentan- 1690, La traduzione in francese di Mau-
dosi di soprassedere, finché il cardinal Ca- croÌK fu aggiunta a quella, De schisma-
raffa ne trattasse con Filippo II e suoi mi- te anglicano di Sandero, Parigi 1677.
nistri.Continuò Polo di fatto quale lega- Altre notizie si leggono nel Moreri e nel
to a governare l'Inghilterra, ch'ebbe la Godwino.
disgrazia di perderlo per isfìnimento di for- POLONIA (di) Jagellone Federico
ze prodotto da febbre che involò vita sì Casimiro, Cardinale. Figlio del re di Po-
preziosa nel i558, i6 ore dopo la morte lonia Casimiro I V e fratello di s. Casimi-

della regina, d'anni 53, o 60 secondo al- ro, di elegante e grazioso aspetto, in età
cuni. Ebbe tomba nella sua cattedrale ,
di 19 anni ottenne il vescovato di Cra-
nella cappella di s. Tommaso da lui fon- covia, e poco dopo a'21 settembre r493
data con due cappellanie per celebrare da Alessandro VI fu creato cardinale dia-
messa quotidiana a di lui suffragio, col so* cono di s. Lucia in Septisolio e chiama-
lo nome inciso sulla lapide sepolcrale. I to il cardinal di Polonia. Ad istanza del
benefizi e le grazie che dipendevano dalla fi'atello re di Polonia venne conferito
gli

sua legazione, erano gratuitamente con- l'arcivescovato di Gnesna, dove celebrò


cessi;con una saggia economia però tro- il sinodo. Nel i5o2 nella cattedrale di
vava i mezzi di esercitare la sua immen- Cracovia impose corona al fratel-
la real

sa carità versoi poveri. Tutti gli scrittori, lo Alessandro duca di Lituania eletto re
anche protestanti, hanno concordemen- di Polonia, che nella sua assenza dal re-
te encomiato la dottrina, lo spirito, la mo- gno lo dichiarò governatore di Polonia.
derazione, la saviezza, la mansuetudine Ricolmò di molti e segnalati benefizi la
e la carità del cardinale, che possedette chiesa e città di Gnesna; la prima arric-
eminentemente i talenti diuomo di stato chì d'ogni genere di suppellettili d'oro e
e le virtù d'un gran vescovo. Come scrit- argento e di preziosi arredi; la seconda

tore volle imitare Cicerone, ma si dice in- d'un ospedale che fondò presso le sue por-
feriore a Bembo e Sadoleto. I suoi trat- le. Ma le immense ricchezze che posse-

tati dommatici sono scrìtti con metodo e deva contribuirono non poco a fomenta-
chiarezza, altri con eleganza ed erudizio- re i disordini di sua gioventù, quali più i

ne. Le sue opere sono: 1° Pro unitale ec- che le malattie gli accorciarono la vita,
clesiae ad Hetiricuui FUI, Romae. 2.° che perde nel bel fiore nel i5o3, in età
Orazione della pace a Carlo P', Roma di 29 anni, e fu sepolto nella cattedrale
1558. 3.° De concilio, Romae 1 562. 4-° di Cracovia, ove alla sua memoria fu eret-
De summo Pontifici s ufficio et potestà te, to un sontuoso mausoleo. Cromerò fe-

Lovanio 569. 5.° Reforniatio Angliae^


1 ce del cardinale un'assai svantaggiosa de-
Jlomae i556. 6.° Tractatus de j ustifica- scrizione, a cui Samuel, Porpora PannO'
,

POL POL 43
ìiica p. 20, non si potè indurre a prestar do fu sventurata per politiche vicende, i
tutta la fede. conquisti polacchi del secolo XV, che si

POLONIA, Polonia. Regno dell'Eu- estesero alla Livonia, Estonia, Moravia,


ropa orientale, annessoall'iiupero di Rus- Lusazia, Servia, Moldavia e Valachia non
sia il piti grande della terra, di cui for- si sono mai considerati come territorio

ma la parte più occidentale, cioè una pic- nazionale. La Polonia primitiva si divi-
cola parte in proporzione dell'antico va- deva grande e piccola Polonia, e com»
in
sto regno di Polonia, e trovasi situato fra prese poscia il granducato di Lituania

il 5o° 4 e ^3° latitudine nord, e fra il 1 (/^,), formandosi delle provincie che di-

i o'e 2 1 "4^' longitudine est: si estende nel- rò. Il nome di Polonia significa paese pia'
la superficiedi4>ooo leghe quadre. I con- ìio^ecì indica benissimo le vaste pianure
fini sono al nord e all'est le provincie po- di cui è composta la ragione, soltanto al
lacche incorporate all'impero russo, cioè sud si osservano alcuni deboli rami che
la Curlandia, Saraogizia, Lituania , Po- sporgono i Carpazi, e le principali cime
lesia e la Volinia; al sud la Galizia e Lo- de'quali toccano tutto al [>iù 2,000 pie-
domiria provincia polacca aggiunta al- di sopra il livello del mare: secondo al-
l'imperoauslriaco, insieme al territorio di tri il nome di Polonia qualifica la sua po«
Cracovia; all'ovest le Provincie polacche di sizione favorevole alla caccia, per la co-
Posen, della Slesia e della Prussia orien- pia di selvaggina che contiene. In polac-
tale, già Prussia ducale ossia de'cavalieri co si chiama Folska, in v asso Po Idia, m
Teutonici (f^.)y vassalli di Polonia, riu- tedesco Polen o Polilen.
nite alla monarchia prussiana. L'antico In generale la Polonia offre l'aspetto
regno di Polonia estendevasi dal 4^° ^^ di variati campi fertili in cereali, di step-
8"
5o° circa latitudine nord, e dal 3° ali pe incolte, di ubertose praterie, di lan-
longitudine meridiano di Roma.
est del de sabbioniccie, di folte selve e di paludi
La sua lunghezza era dÌ25,ooo leghe qua- estese. Tutto il regno appartiene al ba-

die. Lo cingevano, al nord il Baltico, cino del mar Baltico, ed ha la sua incli-
la Svezia e la Russia , all' est la piccola nazione generale verso il nord fiume suo
:

R.ussia e la Russia meridionale o piccola principale è la Vistola, di cui la sorgen-


Tartaria, soggetta allora agli ottomani te scaturisce dal monte di Skalzain Mo-
al sud la Moldavia, l'Ungheria e la Tran- ravia , e dalla Galizia scorre per mezzo
silvania, ed all'ovest la Boemia, la Sas- il paese, ed entrando nel territorio prus-
sonia eia Prussia. L'antica Polonia fu ri- siano si di vide in due braccia, uno si get-
nomata per le arti, per le scienze, perla ta nel seno di mare detto Fritsche-HalT
gloria militare, per li progressi dell'agri- non lungi da Ronisberga, l'altro shocca
coltura e per l'ingegno de' suoi abitanti. nel Baltico vicino a Danzica : il suo corso
Essa era il saldo baluardo della cristia- è di quasi200 leghe, e peri4o incomin-
nità control turchie gl'invasori del nord: ciando da Cracovia è navigabile. Tra i
tristi avvenimenti ne operarono la deca- molti laghi sono più considerevoli i quel-r

denza, ma non men comechè di- prodi, lidiDuza,d'Augustowedi Wieger; tan-


spersi, diedero in ogni tempo i polacchi to laghi che fiumi sono pescosi. La Por
i i

sublimi esempi di valor militare. Anche Ionia è forse la regione nella quale vede-
le belle lettere con successo
furono col- vi si la massima diversità di pietre ruoto-
tivate; le odi di Casimiro Sarbiewki o late o ciottoli, di quasi tutte le specie di
Sarbievio gesuita polacco, possono essere roccie primitive, di transizione e secon-
paragonate colle migliori prodotte dalia darie. Il clima è generalmente tempera-
latinità moderna. Questa già possentissi- to e salubre, tranne i rigori del freddo
ma nazione, sempre valorosa, non di ra- dalla parte boreale e le impure esalazio-
44 POL POL
ni dc'Iuoghi utniJi. Sola malattia ende- so e al minuto trovasi nelle loro mani ,

mica è la plica polacca, che dui IV se- per cui chiamasi la Polonia il paradiso
colo suole svilupparsi ne' capelli : spesso degli ebrei. Nel voi. XXI, p. 1 1 , accen-
Je epizoozie produssero di molte stragi. nai la nuovaGerusalemmeche ivi avea-
L'agricoltura è trascurata; le principali no edificato.
produzioni in grani sono il frumento e la Il regno di Polonia non è che una par-
segala o granaglia del Baltico, l'orzo e l'a- te piccola del primitivo, come quello ha
vena. Generalmente parlando produce per capitale f^arsavia(f^.) e sino al 1
844
pochi frutti e poche vili ; il legname vi si divise in 8 voivodieo patatinati o pro-
abbonda, cosi il lino e la canape; sonovi vincie, suddivise in 89 obvodie gover-
pingui prati e pascoli eccellenti ; la raz- ni circondari; essendo le voivodie Au-
za de'cavalli già in pregio trovasi dimi- gustow, Cracovia (diversa dalla summen-
nuita; numerose sono le pecore e le ca- tovata), Kalisch, Lublino, Masovia eoa
pre, i porci, il pollame, le vacche, i buf- Varsavia percapoluogo, Plocko Plosko,
Tra gli animali selvatici poi abbon-
fali. Sandomir, Siedlec o Podlachia : però il

dano cinghiali, le lepri e ve ne sono an-


i decreto imperiale de' 2 1 agosto 1 844 oi'-
che di bianche, i conigli, le volpi, i lupi dinò una nuova circoscrizione ne'gover-
e gli orsi. Tra i volatili vi sono in copia ni, per cui Sandomir e Rielec formaro-

i tordi, piccioni ed anitre selvatiche^ i gal- no quello di Radom; Podlachia e Lubli-


li selvatici neri e grigi scuri, i cigni , le no quello Lublino; Kalisch e Masovia
di
gru, le pernici, le lodole, ec. Le api for- quello di Varsavia. La popolazione del
micolano nella Polonia e danno la ma- regno Poloniadali8i6si è quasi rad-
di
teria per fabbricare l'idromele, bibita di doppiata, poiché nel 848 si dice giunta a
1

quegli abitanti, oltreché somministrano 4,790,061 anime. La Polonia prussiana


al traflico miele e cera. Trovansi minie- conta circa due milioni e 400,000 abitan-
re di carbon fossile, alcuni metalli, ferro, ti, la Slesia circa tre milioni, la Polonia au-

zinco, zolfo, pietra calcare e da fabbriche, striaca quasi cinque milioni, senza Craco-
buona terra per vasi e maioliche, sorgen- via, che conta circa 120,000 abitanti. A.
ti minerali, ec. Un tempo
formavano rie* dodici milioni poi si fanno ascendere quei

chezze inesaurabili fino dal secolo XIII delle Provincie incorporate integralmen -
le saline presso Wieliczka molto rinoma- te all'impero russo, cioè i governi diWil-
te perchè tenute una delle meraviglie del na, Grodno, Minsk, Bialistok, Witepsk,
mondo. Fioriscono le manifatture di pan- Mohilow, Volinia , Podolia , Ukrania ,
ni, di sete, di tele stampate e altre; non KioviaeCurlandia.Tredellequattro par-
che diversi stabilimenti di fonderie, cri- ti della popolazione del regno professa -

stalli, ec; nondimeno la condizione gene- no il culto cattolico e sono nella mede-
rale del paese è agricola : non ha verun sima proporzione gli originari polacchi.
punto sul mare, ma gode di libera navi- Gli ebrei sommano a
più di 460,000, vi
gazione ne'corsi d'acqua e ne'canali per sono circa 1 00,000 greci ruteni, 200,0 o o
mezzo a tutta l'antica Polonia, e per con- protestanti per lo più tedeschi, 280^000
seguenza sino al Baltico. Varsavia , Lu- lituani, 400,000 russi, moltissimi arme-
blino eKalisch sono le principali piazze ni e altri. Avanti la divisione del 1772
di commercio; massima parte dei ne-
la componevasi gran Polonia al nord o-
la
gozi si fa dagli ebrei, i quali hanno qua- vest de' 12 palatinati di Pomerelia o pic-
si il generale monopolio, prendono in af- cola Pomerania, Mariemburgo, Culm,
fitto i beni della nobiltà e della cittadi- Posnania Gnesna Kalisch, Lenciczka ,
, ,

nanza, appaltano le tasse pubbliche , in Si radia, Plosko, Bava, Masovia e Podla-


una parola tutto il commercio all'ingros- chia. La Lituania al nord abbracciava i
,

POL POL 4^
ducati di Curlandia e di Samoglzia, e gli abitava sullesponde del Danubio, innan-
8 palalinali di Troki, Wilna , Polosko zi di stabilirsi su quella della Vistola: la

"Wilepsk, Novogrodeck, Minsk, Mscislaw fìsica sembianza assomiglia molto i po-


o Miscislavia e Polesia. Nella piccola P.o- lacchi agli schiavoni loro antenati ed ai
lonia al sud erano 9 palalinali di Sando-
i russi.I polacchi sono una nazione pro-
niir, Lublino, Chelm, Cracovia, Beicz o de ed entusiasta della libertà: gli uomi-
Belzi, Lemberg o Leopoli, Volinia, Po- ni hannogeneralmente bell'aspetto, mol-
dulia ed.Ukrania. Le provincie polacche to brio , carattere franco e sincero; le
incorporale all'impero russo sono la Cur- grazie, i donne so-
vezzi e lo spirito delle
landia, Samogizìa, Liluania, Polesia e la no dall'universale celebrate. La nobiltà
Volinia ; quelle riunite alla monarchia numerosa è fiera, vana e credula non ,

prussiana o Prussia occidentale o reale senza belle qualità e maniere dignitose:


sono Posen, Slesia, Pomerania e Prus- il suo abito nazionale elegante offre un

sia orientale; la Galizia fu aggiunta al- miscuglio di vesti mongole, svedesi e mo-
l'impero austriaco, coll'ex repubblica di scovite. La popolazione racchiude due
Cracovia, giàsotlola protezione dell'Au- estremi, nobili e agiati cittadini, e gl'in-
i

stria, della Prussia e della Russia, ed il feriori : per mancanza della civile conve-
governo civile e militare della prima. niente graduazione, gli ebrei esclusiva-
Per la pace di Vienna del i4 ottobre mente fanno ogni traffico. Gli agiati vi-
1809 la città di Cracovia col territorio vono nelle estesissime possessioni con tut-
adiacente fu staccata dall'impero austria- to l'apparato della pompa feudale, cir-
co e riunita al ducato di Varsavia, ma condati da servi e cortigiani ; sono ospi-
poi in conseguenza degli avvenimenti mi- tali per eccellenza ,
generosi e. benefìcT.
Iilarideli8i2 conquistata dai russi, l'im- L'ordine inferiore abbraccia contadini i

peratore d'Austria Francesco I convenne o servi della gleba, che appartenevano


colle corti di Prussia e Russia pel tratta- come il terreno in piena proprietà ai lo-

to del 3 maggio i8i5, che Cracovia col ro signori , ed erano al pari di quello
territorio avesse a formare per l'avveni- venduti; dal 1807 cessò questa deplora-
re una città libera , sotto la protezione bile condizione, godendo libertà perso-
delle 3 potenze, colla condizione di non nale e il diritto d'acquistar proprietà.
concedere dimora o rifugio a nessuna Grossolano e modico è il loro cibo. La
sorte di fuggitivi sudditi delle 3 potenze lingua polacca, dialetto dello slavo, come
protettrici, e di consegnarli anzi alle com- notai nel voi. XXXVlll, p. 256, none
petenti autorità. Ma Cracovia non adem- ne armoniosa, ne ricca, senza però essere
piendo tali condizioni, nel l83o diven- ingrata malgrado al gran numero delle
ne focolare di maneggi ostili contro le 3 sue consonanti ; l'uso generale del lati-
potenze, di poi nel febbraio 1 846 si fe- no nelle composizioni letterarie ed anche
ce arena di atti violenti, pericolosi e ri- nel conversare della classe superiore, noc-
voluzionari ', quindi la città fu occupata que al perfezionamento dell' idioma na-
dalle medesime 3 potenze e posta sotto zionale, quale nondimeno produsse o«
il

ilgoverno provvisorio dell'Austria. Fi- pere pregiate nel nostro secolo e nel pre-
nalmente per la convenzione di Vienna cedente, flanno i polacchi una facilità os-
de'6 novembre 1846 le 3 potenze pro- servabile per apprendere le lingue stra-
tettrici rivQcando e annullando gli ante- niere con perfezione, parlando diversi i-

riori trattati , Cracovia e suo territorio diomi.


ritornò in perpetuo dominio dell'Austria La religione cattolica romana è stala
e incorporata suo impero. I polac-
al sempre dominante in Polonia, ma all'e-

chi discendono da una tribù slava che poca dello scisma de' G/a7(F.), pareo-
46 POL POL
cliie chiese di questo rilo, che erano sotto ganee, e dicci ne aveva il rito grecoru-
il tiomiuio polacco, ebbero laclisgrnzia di leno-unito. Ne'suoi parlaggi, senza i suf-
lasciaivisi trascinare; nondimeno la mag- fraganei gli restarono dodici vescovi e due
gior parte de'poiacchi rimase nella comu- arci vescovi, Gnesna e Leopoli. Ecco il no-
nione della s. Sede: qnesli furono chiamati verodelleattuali sedi arcivescovili e vesco-
greci -ruteni 'Uniti e gli altri di<i sì denti. Le vili tanto del regno di Polonia, che della
duecomunioni vivevano in pacee si fecero Polonia austriaca e prussiana, che hanno
anchealcuni tentativi per la loro riunio- articoli in questo mio Dizionnria, come lo
ne. Nel secolo XVll diversi vescovi gre- hanno quelle non più esistenti, ed i luoghi
ci rientrarono colle loro greggie nel seno in cui furono celebrati concilii./^Mg'M.y^oav,
della chiesa cattolica; riconobbero i con- Brest, Breslavia^ Belzi, Chelma^ CracO'
generalità processione dello Spirito
cilii via^Cujava, G/2e.?/z^ arcivescovato, Hai-
santo dal Padre e dal Figliuolo, la supre- licia o Alicia, Kalisch, Kaminiech, Leo-
mazia del Papa, e gli altri articoli di fe- poli o Leniberg arcivescovato di rito la-
de della chiesa romana; quindi fu loro in tino, altro di rito armeno, altro di rito
generale permesso di conservare propri i greco ruteno unito con Hnllicia o Ali-
lisi e riti particolari. JNel 1720 prelati
i cia, Kiovia, Kaminiech jLublino, Luceo-
greci ruteni uniti tennero un concilio in ria o Lu'cko, Ostrog,Pinsco, PloskOj Po-
J?-a«io^A:f (F.), che poi approvò Benedetto dlachia, Polosko arcivescovato di rito gre-
Xill. Sebbene la religione cattolica era co ruteno unito, con le sedi uni te di Or-
quella dello stato, pei dissidenti greci si sa^ Mscislaw o Mscislavia e FitepskojPo- ,

avea piena tolleranza sino 1772, quan- al sen o Posnania, Prezmislia, Sandomu\
do essi cominciarono a reclamare egua- Samboria, Saniogizia, Sanochia, Seyna,
glianza di diritti e di privilegi. Caterina Turovia FFladimiria JVladislavia ,
, ,

11 favorì gli scismatici, perseguitò i gre- Varsavia arcivescovato, Vilna, Zitome-


ci-uniti e li sforzò ad apostatare : da quel ritz. Tra santi polacchi nominerò
i ss. i

tempo si succedettero guerre civili, ed i Stanislao vescovo martire, Edwige e Cu-


tristi elFetti che le seguirono sono univer- negonda duchesse di Polonia, Casimiro
salmente conosciuti. In diverse epoche gli principe di Polonia, G/Vzfmto domenica-
eresiarchi diedero frequenti assalti alla no, Stanislao Koslka gesuita Giovanni ,

sua chiesa. Vi penetrarono dapprima i Canzio e altri. Furono polacchi i seguenti


proseliti di Giovanni Hus dalla Boeiaiia, cardinali che come precedenti hanno
, i

\i predicarono quindi seguaci di Lute- i biografie: Denojf] Giancasimiro, Gian-


ro e di Calvino le loro erronee dottrine, nalberto, Polonia Federico, TJpski, Mac-
ed il parteggiare animò fra \ polacchi le z/eo^V5A-/o Maciejowski, Matteo, Marti»
più vive esanguinose conlese. In fine pas- nusio j Olynitz j Oslo , Radzieowski o
sò da Siena a seminarvi Fausto Socino Radziejowski , Dolivac arcivescovo di
gli errori suoi, e nuovi germi diffuse di Gnesna (V.) ^ Rndziwil. Oltre ai quali,
religiosa ecivilediscordia. Malgrado tan- granc^ è il numero di polacchi che fiori-
ti pericoli, il maggior numero mantiene rono in santità di vita, nelle dignità ec-
la purezza della fede, sebbene sia libero clesiastiche, nelle scienze, nelle arti e som-
il culto ai protestanti, ai greci scismatici, mamente nelle armi. Furono illustri nel-

ai mennoniti , ai mussulmani ed altri ,


le scienze e nelle arti, RochanoAvski,Szy-
oltre gli ebrei che \i dimorano. Tutti monowicz, Skarga, Bielski, Krasicki, Na-
hanno le loro chiese, gli ebrei delle cap- ruszewicz, ec. ; nelle armi Carlo Chod- ,

pelle, i turchi 1 moschee. Prima del 1 778 xiewicz, Giovanni Sobieski, Giovanni Za-
il rito latino del regno di Polonia conta- moyski, Stanislao Potocki, Stefano Czar-
ta 80 sedi vescovili, comprese le sutfra- niecki , Taddeo Kosciuszko, ec. L' istru-
POL POL 47
2 ione pubblica possiede a Varsavia e in dice civile e criminale suo proprio , e le
allre città celebri licei, ginnasi, seminari, leggi e i privilegi delle città e dei comu-
scuole ed altri stabilimenti. La sola uni* ni rimangono in pieno vigore. Quind' in-
tersità polacca di tutta l'antica Polonia nanzi gl'imperatori di Russia e redi Po-
è in Cracovia, nonessendovene ne a Var- lonia saranno incoronati a Mosca con un
savia,uèaWiIna,nèinPosnania.In Cra- atto unico alla presenza delle deputazio-
covia sono le tombe ove riposano le ce- ni chiamale ad assistervi. Se ricorra il ca-
neri degli antichi re di Polonia, da Bo- so di una reggenza dell' impero, questa
leslao I in poi, mirabili per la loro straor- estende il suo potere anche al regno di
dinaria magnificenza. Polonia. E' guarentita la libertà de'culti;

Quantunque il regno sia soggetto al- la cattolica religione, siccome quella pro-
l'imperatore di Russia, veniva governa- fessata dalla massima parte dei sudditi
to come una separata monarchia, in virtù polacchi, è oggetto di speciale protezione
della caria costituzionale data da Ales- e benevolenza del governo. I fondi appar-
sandro ] nel novembre! 8 1 5. L'imperato- tenenti alclerocattolico, sì latino che gre-
re era re di Polonia, rappresentato da un co-ruteno-unito vengono riconosciuti
,

viceré, nel quale risiedeva il potere ese- quali proprietà comuni ed inviolabili; co-
cutivo. Vi era un senato composto di 3o me del pari sacro ed inviolabile viene di-
membri, cioè io vescovi, io voivodi eie chiaralo il diritto di proprietà non me-
castellani nominati dal re a vita; ed una no degl'individui che delle corporazioni
camera di rappresentanti con 77 depu- in genere. La libertà personale è guaren-
tati della nobiltà provinciale. La dieta tita. Ninno può essere arrestato senon nei
ordinariamente avea luogoogni biennio, casi previsti dalla legge e nelle formeda
ed era la riunione di detti due corpi; le essa prescritte. La confìsca de' beni non
sessioni non duravano che una quindici- ha luogo che nel criminale di 1.^ classe,
na di giorni ; non era il sovrano tenuto come ne'delilti di lesa La slam- maestà.
a convocarla se non una volta ogni due pa soggetta a restrizioni. Conservate le
anni, uè dovea votare se non le misure pubbliche imposte quali erano in prati-
d'interesse generale, come le imposte, e ca sino al novembre i83o. Le relazioni
gli atti suscettivi a modificare la costitu- commerciali fra il regno e l'impero saran-
zione. 11 debito pubblico fu diviso in due no regolate a seconda degli scambievoli
titoli: l'antico proveniente dal re elettore interessi. Quind' innanzi uu solo esercita
di Sassonia, ed il nuovo deriva lo dal gran- per la Russia e la Polonia; l'imperatore
ducato di Varsavia la Prussia assunse
: si riserva di determinare in appresso il

l'estinzione del i.°e 3 decimi del 2.°, gli contingente della Polonia. Gli abitanti dei
altri 7 decimi l'amministrazione del re- due paesi possono essere naturalizzali nel-
gno di Polonia. Diverse utili istituzioni l'uno e nell'altro. L'amministrazione su-
governavano il regno ; se non che pegli prema riposta nel consiglio d'amministra-
ultimi avvenimenti del i83o-3i le isti- zione presieduto da un luogotenente del
tuzioni subirono molte ed essenziali mo- regno e composta de' direttori generali, di
dificazioni, secondo il volere dell'attuale un controllore generale e di membri no-
imperatore Nicolò 1, manifestato nel suo minati dal sovrano. 11 consiglio d'ammi-
statuto organico de'23 febbraio i832 e nistrazione presenta i candidali arcive-
delle cui disposizioni principali ecco un scovi e vescovi, direttori generali, ec, che
brevesunto. Il regno di Polonia è incorpo- possono essere presi indistintamente fra
rato per sempre all' impero russo di cui tutti i sudditi dell'impero. V'ha inoltre
forma una parte integrante. Il regno a- un consiglio di slato, le cui attribuzioni
vrà un'amministrazione separata, un co- riguardano la legislazione amministrati-
4B POL POL
Ta. Tulle le leggi d'imporlan/a genera- pubblico reggimento ".Tre ordini caval-
le ed conli vengono nssoggellati alla
i lereschi ed equestri sono nel regno di Po-
, revisione e approvazione del consiglio di lonia, cioè dcW Aquila bianca (F.)^ di s.

slato dell' imperatore. Tulli gli oggetti Stanislao (F.), del Merito militare^ di cui
amministrativi sonolraltati in lingua po- parlai nel voi. XLIV, p. 243. La s. Se-
Jiicca. E mantenuta l'antica divisione del de ebbe già un nunzio in Polònia che ri-
regno e così pure le commissioni delle voi* siedeva a Varsavia capitale del reame,
vodié. Continuano pure le assemblee del- dal quale la religione ricevè sempre im-
la nobiltà, le comunali e quelle delle voi- portanti servigi e specialmente nella riu-
"vodie. Ma per le successive vicende po- nione de'greci-ruleni. Per ultimo Leone
litiche questi ordinamenti ebbero diver- A// mandò ad assistere all'incoronazio-
se variazioni. ne dell' imperatore Nicolò I come re di
L'antico governo polacco ,
quando la Polonia, mg.^' Bernetti che poi creò car-
nazione era in fiore , cosi lo descrive il dinale. Il regno avea un cardinale per
gesuita p. Bartoli. >» La nobiltà polacca protettore presso la s. Sede, ove pure ri-

non solamente nel far da


nell'essere, ma siedeva un ambasciatore ambedue go- :

signori, è qual forse altra non ve ne ha devano la nomina d'un individuo per fa-
\ in Europa che gli si agguagli. Ella ha re da apostolo nella lavanda che fa il Pa-
re, ma cui vuole: cioè non di qualunque pa il giovedì santo; su di che può leg-
falla gliel dia la natura per legge di suc- gersi quanto dissi ne' voi. I, p. 3o6, Vili,
cessione, ma cui ella per discernimento p. 298, XLI, p. 290 j mentre di alcuni
e giudizio di elezione approva e sceglie, ambasciatori elevati al cardinalato par-
fra molti degni per qualità reali , il de- lai nel voi. I, p. 3o8 e 3og.
gnissimo. Ne so, se a maggior gloria le tor- In Roma i polacchi oltre la chiesa e
na il fare essa il suo re , o il poterlo e$« ospizio de'monaci Ruteni (^.), hanno la
sere ciascun d'essa. Ubbidiente poi al fat- chiesa e Yospedale di s. Stanislao depo-
to re, ma in un tal mezzo fra suddita e lacchi nel rione s. Angelo, nella via delle
libera, che a cui si soggetta per elezione, Botteghe oscure. Questa chiesa è anti-
non può essergli sottomessa per oppres- chissima, dedicata al ss. Salvatore in Pal-
sione : così gli ha misurata l'autorità al co o de Pensili (forse perchè fabbricata
potere, col solo parutole conveniente a vo- sugli archi del circo Flaminio), come no-
lere, che tutto insieme voglia e possa dare, tò Marangoni p. 1 87, Ist. di Sancta San-
ma da re in repubblica. Perciò v'ha sena- ctoruni, dicendola vicina a s. Caterina dei
to e consiglio, e in esso podestà di voce a de- funari ed a piazza Margana, perchè ta-
cretare ne'pubblici affari. Il re n'è il ca- li due chiese egli le crede una sola. Can-

po: nesonoilcorpoin prima i vescovi, po- cellieri nel Mercato p. 26, narra che a
chi, perciocché grandi : appresso i palati- destra dell'ingresso dell'ospedale eravi u-
ni, tanti in numero, quante sono lepro- na lapide di Onorio IV Papa del i285:
\incie, o come
dicono palalinati, nei
ivi Rectori et clerico ecclesìae s. SaU'aloris
quali tutto il regno è parlilo e ciascun : in Pensili. Dat.apuds. Sahinanivi kal.
palatino è senza pari il sovrano nel suo. nov. pont, an. i. Nel catasto del ss. Sal-
Succedono i castellani, che ne sopranten- vatore sotto il 1455 si legge: Paulus fi-
dono alle parti. E finalmente, di rincon- lius Joannis Tutii sepultus in s. Salva-
tro al re, due cancellieri,, padri della cor- toris in Pesoli. Martinelli, Roma ex eth-
te e amministratori del lutto ; e due ma- nicasacra^ 390, parla delle due chie-
p.
liscalchi. Tutti insieme questi costituisco- se di s. Salvatore in Paleo e di s. Salva-
no r ordine senatorio soli essi siedono : tore in Pensili, la prima in Circo Fla-
una col re,e seco diffinisconogliaifari del minio prope s. Catharinanìj l'altra inier
POL POL 49
domus Pelli lìfargani.. forsanerit , idem chesecondo la mente del fondatore era go-
Clinidenominalo in Palco so Ilo la par- vernato da quattro nazionali amministra-
rocchia dis. Marco. Nel giardino si ve- tori ecclesiastici, eletti dall'annuale con-

dono fondamenti di una gran torre, do-


i gregazione composta de'polacchi o sud-
ve nel i527 pel sacco di Roma si ritira- diti di Polonia che trovavansi in Roma,

rono da 60 persone gentiluomini e si- tenendosi la chiesa con isplendoredi cul-


gnore, che aveano fatta gran piovvisio- to : aneli 'egli sbagliò, riproducendo l'epi-
nc di poi vere per difendervisi; ma aven- taffio del cardinale, sull'anno della mor-
do preso fuoco, la torre volò in aria con te. Tuttora in questo luogo i pellegrini
tutti gli abitanti. Considerando il cele- polacchi debbono avere alloggio e vitto
bra lissimo cardinal Osio ( P^.) polacco, che per piti giorni, che se ammalano si riten-
mentre tutte le nazioni per la visita dei gono fino al ricupero della salute, essen-
luoghi santi aveano ospizi, ospedali e do governato dal rettore e dagli ammi-
chiese in Roma, e mancandone la pro- nistratori. Descrivono la chiesa il Venu-
pria , domandò e ottenne daGregorioXlII ti, Roma moderna p. 669, e gli altri de-
la chiesa di s. Salvatore ov'eravi la par- scrittori delle chiese di Roma, dicendo che
rocchia, trasferita alla propinqua chiesa il cardinal protettore avea giurisdizione
di s. Lucia, colle sue rendite. Venuto a sulla medesima econtiguo ospedale. Notò
morte 1579 le lasciò de' beni perchè
nel r Artaud, Storia di Pio FIII,^. 211, che
si fondasse un ospedale pei malati, un o- l'imperatore Alessandro I fece restaura-
spizio pei pellegrini, e si restaurasse la re l'edifìzio, e che l'imperatore Nicolò I
chiesa, a cui subito si diede opera, fab- ordinò altri abbellimenti verso il i83o,
bricandosi l'ospedale e l'ospizio, e riedi- curati dalla legazione russa residente in
ficandosi la chiesa in miglior forma sotto R.oma. Il suo interno è piccolo, ma di bel-
l'antico titolo del ss. Salvatore edis. Sta- le proporzioni, con diversi ornamenti, la-
nislao patrono de'polacchi, onde nella fac- pidi e monumenti sepolcrali d'illustri po-
ciata esterna fu posta l'iscrizione: S. Sai- lacchi ivi tumulali. Il quadro dell'altare
vatorls et Slanislai Polonorum. Art. Do- maggiore, rappresentante Gesù Cristo in
mìni i58o. Fanucci che nel 1601 pub- aria, ed in basso ss. Stanislao e Giacin-i

blicò Y Opere pie, descrivendo a p. 1 12 to, fu dipinto da Antiveduto Gramma»


l'ospedale, dice che sebbene non fosse an- tica. Il morto e s. Edwige regina
Cristo
cora condotto a perfezione, nondimeno di Polonia, in uno degli altari laterali, è
nella parte compita con letti, ricettava i opera di Simone Cekovilz polacco; l'al-
poveri pellegrini polacchi che si recava- tro quadro incontro venne eseguilo da
noinRoma, somministrandosi loro il vit- Taddeo Runlz degli altri de' due altari
:

to per 3 o 4 giorni almeno; se infermi si ne dà un cenno Venuti. A'7 maggio vi si


curavano e si provvedevano del bisogne- celebra la festa del santo titolare.
vole. La pia opera già aiutava con limo- I bastami ed i peucini furono i prin-
sine i poveri nazionali. L'Amydeno, De cipali popoli che negli oscuri tempi abi-
pietate romana p. 44) ^'^^ descrivere que- tarono questa parte della Sarmazia eu-
sta chiesa e ospedale riporta la lapide se- ropea. In falli sarmati si appellavano, al-
polcrale posta al cardinale in Maria in s. lorché nelle foreste germaniche penetra-
Trastevere,sbagliata nell'anno della mor- rono le legioni romane. In seguito gli sve-
ie, quale esaltamente si legge con bellis- vi ed i goti irruppero piti volte e fissa-
sima ode nel Moretti p. 87, De s, Cali- rono ivi la loro dimora, ma furono di-
sto et s. M. J'm/i5//Z»enm. Il Piazza, Ope- scacciati poi dagli eneti, e finalmente da-
re pie o Eusevologio trat. 2,p. 109, de- gli slavi, de'quali i moderni abitanti si ri-

scrive questo pio stabilimento, dicendo conoscono progenie. Osservò Assemanni,


VOL. LIV. 4
So POL POL
Coniment. in calcnd. t. 2, e. '), p. 799,, nome suo de'Piasti, tanto cara ai polac-
che polncchi, boemi, dalmati, gl'istria
i i i

chi, incominciando dall'elevazione sua al
ni che s'impadronirono in diversi tempi supremopotereglì autentici fasti della na-
del paese, ov'essi ora abitano, sono schia- zione, il cui regno si chiamavaZiec/i/V7,con
Toni di origine. Gli antichi slavi oschìa> Gnesna per capitale. Dopo di lui regna-
voni erano stabiliti in certe provincie di rono, nelI'SGi Ziemovist, neir892 Lec-
quella parte della Scizia e Samiazia che co IV, nel 91!^ Ziemomislaf o Ziemomi-
oggid'i è conosciuta sotto il nome di gran slao, e nel 962 Miela o Mieczilaf o Miec-
Russia o MoscoK'ia. Questo popolo era lislaw o Miecislao I che si fece cristiano.
allatto differente dagli altri sciti appellati Si colloca nel X secolo lo stabilimento
unni, com'anco da'goti, nondimeno fu- del cristianesimo in questo regno, ma può
rono alcune volte confusi cogli unni. Le- credersi che diverse circostanze, quali so-
sco o Leszko o Ledi o Lecco I ne con- no la guerra ed il commercio coi boemi
dusse una numerosa colonia in Polonia ed i moravi stabiliti inCracovia, vi aves-
verso l'anno 5o i, divenne fondatore del- sero portato alcune cognizioni della vera
la nazione polacca, che lo considera come religione assai tempo innanzi. A quell'e-
loro i.° re o sovrano, e fabbricò Gnesna poca erano i polacchi ancora rozzi e su-
circa il 55o. Zecco suo fratello fondò un* perstiziosila pietà e Io zelo d'una don-
:

altra colonia dello stesso popolo in Boe- na furono l'origine della loro conversio-
mia,dopoavercacciatoimarcomanniche ne. Nel 965Dambrowska oDubrava fi-

aveano vinto boi alcun tempo prima:


i glia di Boleslao I duca di Boemia sposa
questi boi erano padroni di quel paese da di MiecislaoI, colle sue istruzioni e col

quasi 6 secoli addietro, e i suoi abitanti suo esempio, e coi suoi preti slavi, per-
ne portano ancora il nome. La forma- suase prima lo sposo a rinunziare al pa-
zione pertanto di uno slato regolare, se- ganesimo e solennemente ricevere il bat-
condo altri, s'incominciò in Polonia verso tesimo (altri dicono che con questa con-
il 55o, mediante signori di poco esteso dizione lo avea sposato) coi principali si-

dominio che assunsero il titolo di duchi, gnori, indi ambedue si occuparono della
e di cui Lecco I fu il i.° DelToriginedei conversione de'loro sudditi. Avendo essi
re o duchi polacchi la storia non porge con una lettera rispettosa fatto consape-
sicure certezze sino alla celebre dinastia vole il Papa Giovanni XIII di loro con-
de'Piasti, che saPi al trono nel secolo IX. versione e de'progressi della religione cri-
Nondimeno prima di tal epoca e dopo Lec- stiana in Polonia, quel Pontefice vi spe-
co I si registrano nella serie cronologica dì per legato il cardinal Egidio (/^.), con
de'sovranio duchi di Polonia 12 palatini, molti ecclesiastici missionari, per regola-
quindi interregno, e nel 600 700 Cra- re e perfezionare la grand'opera. La lo-
co. Poscia Venda regina, il governo di al- ro ignoranza della lingua del popolo a cui
tri r 2 palatini, e nel ySo e 760 Premislaf volevano predicare il vangelo, fu dappri-
o Premislao \. Nuovo interregno, Lecco ma un impedimento al successo delle lo-
]I neir8o4sino all'B io, in cui gli successe ro fatiche; ma quando fu superalo tale
Lecco III, ed a questi nell'BiS Popiel o ostacolojil pcpoloabbandonò prontamen-
Popiello I, che nell'83o ebbe a successo- te lesuperstizionij distrusse gl'idoli e ab-
re Popiel II sino air84o. Passati due an- bracciò con ardore il cattolicismo. Ne di-
ni d'interregno, neir842 fiorì Piasto Pia- venne tanto zelante, ch'è costume anti-
ste duca di Polonia: questo divenne ce- chissimo in Polonia, che tutti gli assisten-

lebre perchèda semplice paesano perven- ti alla messa, durante la lettura dell'evan-
ne alla dignità ducale, e si considera co- gelo, traggono fuori a metà della guaina
me lo stipite della 2.^ dinastia, detta dal le loro spade, in segno d'essere pronti a
POL POL 5i
difenderlo col proprio sangue. Il cardina- e porlo la Polonia a quel grado di pos-
le vi fece immenso bene sino al 995, epo- sanza, nella quale poscia lungamente si

ca di sua morte: vi ordinò vescovi, sa- mantenne. In vero, discacciò i boemi dal-
cerdoti e altri ministri, e vi stabiPi due la Crobazia, vasto paese ch'estendeasi fi-
arcivescovati, Gnesnn e Cracovia che i^oì no al Danubio e che prese il nome di Po-
restò vescovato, e sette sedi vescovili, Brc' Ionia -piccola j nello stesso tempo che la
slavia in Slesia, Kaminìec o Calma, Pio- Lechia ed i cantoni vicini assumevano
skoy Posnania, Cruscuis poi trasferita a quello di grande- Polonia, e trasportò da
Drcslavìa, ora nella diocesi di PVladislU' Gnesna a Cracovia la sede del regno. Dis-
Lehus o Lubasz nel marchesato di
i'ia, gustalo s. Adalberto o Alberto vescovo
Brandeburgo, indi soppressa per l'intro- di Praga de'suoi diocesani, dopo essersi
duzione del luteranismo nel 555, e Srao- 1 fatto benedettino col fratello Gaudenzio,
gra nella Slesia, riunita a Breslavia nel passò in Polonia presso Boleslao I suo a-
to35. Pel zelo e per le cure de'nuovi pa- mÌG0,e deliberò di darsi, con Gaudenzio
stori successivamente si convertì alla fe- e Benedetto suoi compagni, alla conver-
de cristiana l'intiera Polonia, come ripor- sione degl'idolaìri ch'erano restati nel re-
tano Cromerò e Rinaldi all'anno 965, n.** gno polacco, ed ebbe la consolazione di
() e 7, il regno di Po-
quale osserva, che il vederli in buon numero abbracciare il

lonia sino allora oscuro e poco conosciu- cristianesimo; poscia portando il vangelo
to, illustralo coi raggi della divina luce, nella Prussia e a Danzica vi patì il mar-
cominciò a risplendere nella repul^blica tirio: di poi Boleslao II riscattò il corpo
cristiana. Narra il Buller, a'2 settembre, del santo, che si depose nell'abbazia di
che Micislao I circa 34 anni dopo la sua Tiemezno, donde fu trasferito «ella cat-
conversione fece pregare Silvestro 11 Pa- tedrale di Gnesna. Boleslao I contribuì
pa del 999 a confermargli il titolo di re molto allo stabilimento del cristianesimo,
che avea assunto: il Pontefice gli accor- ai progressi della civiltà, ed assoggettò le
dò quanto domandava, e gli mandò una truppe polacche alla disciplina militare,
ricca corona rpale colla sua benedizione. volendo con tal mezzo formare della Po-
Mentre gli ambasciatori di iMicislao I lonia una nazione guerriera, e per la sua
erano in E.oma,egli morì nel 999, dopo grandezza innalzarla sulle altre nazioni.
aver guerreggiato con gloria, fatte alcu- Promulgò buone leggi e creò un consi-
ne conquiste e formata la felicità della glio di 12 savi,! quali divennero i me-
nazione. Gli successe il figlio Doleslao I, diatori tra il trono ed il popolo, dando
che si meritò il soprannome di cliabri origine al senato di Polonia. Nel i025
intrepido o grande, il quale nell'anno se- per morte di Boleslao I, gloria de'Piasti,
guente prese il titolo di re e fu ricono- gli successe Micislao II, che si lasciò sfug-
sciuto per tale dal Papa s. Silvestro II gire le conquiste paterne sui russi, boe
e dall'imperatore Ottone III, questi pro- mi e moravi; die in feudo la Pomerania
da mandolo re cristiano de'polacchi o po- a suo genero, e pei stravizzi divenne men-
loni, e protettore di tutti gli slavi, allorché tecatto; abdicò nel 1082 e morì nel io 34-
lo coronò colle sue mani : di ciò non con- Nel I o 36, profittando dell'interregno, en-
vengono gli storici polacchi e pretendono trarono in Polonia i boemi ed i ruteni
che la Polonia non abbia mai riconosciuta o russi, predando tutte le cose tanto sa-
la supremazia dell'impero. Questo princi- gre, quanto profane, come scrive Longi-
pe vinse moravi ed boemi, al cui du-
i i no.Quesli citato dalRinaldi all'anno 1 089
ca fece cavar gli occhi; sottomise la Rus- racconta, che la chiesa di Polonia man-
sia rossa o Lodomiria presso Riovia, re- dò a Benedetto IX Papa una legazione,
se tributarie la Prussia e la Pomerania, lamentandosi che Bretislao I duca di Boe-
-

5a POL POL
mia, ail istigazione tli Severo vcscoto ili denti. Mori pianto da lutti qual glorioso
Praga, avesse spoglialo le chiese tlclle re- ristoratore del regno.
liquie de'sanli edegli ornamenti, ed uccisi Wcl io58 divenne re Boleslaolir<7/Y//7o.
molli fedeli. Pertanto furono da llenedet* Travagliala la Polonia da continue irru-
lo IX. minacciati di scomunica il duca e il zioni di barbari edalleprepolenzedi un a-
vescovo se non restituivano il tolto, citan- mico straniero, sospirava da gran tempo
doli a comparire in Roma a discolparsi. I l'indipendenza eia pace. A caro prezzo Ca-
loro legati non poterono negare i fatti, solo simiro 1 aveva ricuperato la Slesia, perchè
procurarono scusarli, dicendo che per di- datosi alla prolezione del redi Germania
vozione erano state prese le reliquie ed sa* i Enrico III, si aveva con ciò creato un pa-
gri vasi ; quindi guadagnati con duni car- i drone. 11 suo primogenito Boleslao li vin-
dinali, si limitarono a promettere restila* citore de'russi,de'bocmi,degliungnri, sde-
zione del tolto. L'interregno ebbe fine nel gnando un regno tributario al tedesco, me-
io4i, quando salì sul trono Casimiro I, ditava redimerlo dal predominio d'Enri-
già monaco e diacono, che vinti nemi- i co 111. Avendogli questi intimato che for-
ci, fece rifiorire il regno e le scienze, edi- nisse 2,000 cavalli alla spedizione contro
ficando molti monasteri. Già ne' voi. IV, Sassonia, pensò di avere un'occasione pro-
p. 3ig, XIX, p. 241, ?>4'2j X^X, p. 122, pizia a scuotere il giogo di lui: perchè nella
riportai quanto riguarda questo memo* confusione del regno germanico, lacerato
l'abile avvenimento e celebre dispensa, da guerra ci vile,si prometteva un successo
poiché per l'anarchia e lagrimevole con- tanto migliore, in quanto che sapeva dì
dizione in cui trova vasi la Polonia, ribel* dover con ciò piacere al Papa s. Gregorio
lata pel cattivo governo di Micislao li, i VII. Pertanto autorizzato da questi pigliò
•vescovied i baroni del reame spedirono la corona reale e fu consagrato dai vesco-

ambasciatori a Benedetto IX, supplican- vi, a grave dispetto di tutta l'Alemagna.


dolo istantissimamente di dispensare Ca- Kra use. Storia dell' Europa , l .
4, p. 8 7 , os

simiro figlio di Micislao li dal monacato serva, essere incerto se Boleslao II abbia
e diaconato, per accettare la dignità re* preso la corona di Polonia per segreto
già ch'era stalo forzato rinunziare e per Papa, o col consenso del mo-
consiglio del
prendere moglie; narrando purea quali narca alemanno: da quanto ne dice Lamb,
singolarissime condizioni il Papa lo con- anno 1077,51 può conchiudere per la pri-

cesse. L' annalista Rinaldi iuttociò de- ma ipotesi. Se Boleslao II si acquistò non
scrive all'anno i o4 1 aggiungendo all'an
, poca gloria colle sue guerresche imprese^,
no 1045 che Casimiro I sistemate le co- disonorossi con atti orrendi di tirannia e
se del regno, mandò ambasciatori a Ro- ingiustizia, per cui fu chiamato il crudele,
ma col già imposto tributo del denaro divenendo in odio ai sudditi per le sue
di s. PietrOy dopo essersi confermata la dissolutezze e violenze usate alle più no-
promessa nell'assemblea generale delle bili dame senza pudore alcuno. Il vesco-
Provincie, per cui lo storico polacco Lon* vo di Cracovia s. Stanislao più volte a-
gino osserva, che da quel tempo il regno vendo procurato scuotere il re dalla sua
di Polonia divenne feudalario e tributa- riprovevole condotta, giunse a minac-
rio della s. Sede e del Papa, con lustro ciarlo di scomunica e poi lo privò della
del reame. Altrettanto conferma Grelse* comunione de'fedeli,onde il re colle pro-
ro. De munificentia principum in sedcm prie mani barbaramente l'uccise agli 8
aposlolìcani. Dopo il richiamo, Casimiro maggio 1079. Per questo orribile assas-
J pubblicò un perdono generale e si me- sinio i vescovi raccolti in concilio gemet-
ritò il titolo di pacìfico. Ricuperò la Ma- tero. Contristato s. Gregorio VII da que-
sovia, ed i prussiani si fecero a lui dipen- sto esecrabile delitto, esclamò essere ne-
POL POL 53
cessarlo un tremendo castigo. Cancellò bellalosi il fratello naturale lo fece ucci-
dal novero deVegni la Polonia nuova- dere, indi volle riparare il grave fallo con
mente da lui eretta in reame, pronunziò austera penitenza. Sconfisse grimperiali
Bolesiao II decaduto dal trono, sciolse dal nel 1 109 presso Breslavia, e riportò van-
giuramento sudditi, baroni o vassalli;
i taggi nell'Ungheria e Pomerania. Disfat-
dichiarò incapaci di qualunque ufficio ec- to poi dai russi, ne morì di malinconia,
clesiastico sino alla 4'^ generazione i di- dopo aver diviso tra'suoi
il regno in figli

scendenti de'complici dei re, ed ordinò quattro parli, cioè la grande e la piccola
a Pietro arcivescovo di Gnesna che met- Polonia, la Masovia, e la Slesia, in cui al-
tesse sotto l'interdetto tutta Polonia , se- lora comprendevasi la Lusazia: fu uno
condo Longino. Bolesiao II fuggito col fi- de'sovrani più ragguardevoli della Polo-
glio, trovò ricovero ospitale presso Ladi- nia. Idi lui figli, piccoli sovrani indipen-
slao I re d'Ungheria: ma nemmeno in denli,quantunque il duca diCracovia pos-
quella remota contrada potè nascondersi sedesse una superiorità nominale, prete-
dalla punizione della s. Sede^ che lo in- sero d'imitare il padre: la Polonia fu sud-
seguiva assidua e tremenda, oltre il ri- divisa all'infinito, ed il governo aristocra-
morso. Al re Ladislao I scrisse s. Grego- tico de'signori sostituito al governo asso-
rio VII, che dovesse bandir dai suoi sta- luto dei re. Nel 1 138 o 1 189 come pri-
ti l'uomo grondante del sangue d'un mar- mogenito successe Uladislao II, cui suo
tire: e Bolesiao II cacciato di terra in ter- padre avea conferito il titolo di re, con
ra, ramingò sino alla morte, che fu nel autorità sopra fratelli, benché non pos-
i

1 08 ,come riferisce Yoì^tySioria di Gre-


1 sedesse che la 4-^ parte del regno. Volen-
gorio FU, p. 5o4- Per tale avvenimen- do riunire le Provincie divise, ne spogliò
to i successori di Bolesiao II non furono due fratelli, onde vescovi ricorsero a Pa-
i

più re fino al 1 295 o meglio al 1 3o9,ma pa Eugenio III, che occupato nella cro-
solo principi. ciata non die risposta, ma poi scomuni-
Successe nel 1081 il fratello Uladislao cò la regina Agnese, autrice de'mali che
I detto Ermanno, che ad onta del divie- affliggevano la Polonia. I principi rifug-
to di Gregorio VII, che avea proibito
s. giti a Posen furono assediati; l'arcivesco-
ai principi reali di prendere il titolo di re vo di Gnesna scomunicò Uladislao II, che
e di essere unti dai vescovi senza il per- battuto fuggì a Cracovia e fu deposto nel
messo della s. Sede, l'imperatore Enrico 1 147, venendo innalzato al trono il fra-
IV coronare e consagrare a Gne-
lo fece tello Bolesiao IV, il quale assegnò a Ula-
sna. Domandò al Papa che fosse tolto Tin- dislao II la Slesia^ che d'allora in poi fu
terdelto al regno, e intanto ne fece ria- perduta per la Polonia. Eugenio III spe-
prire le chiese altri dicono che egli
: mon- dì un cardinal legato per la restaurazio-
tò sul trono col favore di s. Gregorio VII. ne del principe deposto, ma non venen-
Sottomise la Pomerania ribellata, ed as- do esaudito scomunicò principi e fece i

segnò al suo figlio naturale Zbigniew per chiudere le chiese nel i49- L'impera-
\

appannaggio Masovia e altri ricchi do-


la tore Corrado III suocero di Uladislao li,
minii; taleprima divisione è l'epoca fune- colla condizionediessere riconosciuto per
sta in cui cominciarono gli smembramen- supremo signore, ne prese la difesa, ma
ti e le calamità che oppressero per due inutilmente, rifiutandolo i polacchi, resi-
secoli la Polonia. Nel 1 1 02 gli successe il stentipure all'anatema rinnovato dal car-
figlio Bolesiao III, e prese il solo titolo di dinal legato. Federico l imperatore ot-

duca nel timore di spiacere al Papa, che tenne pei di lui figli la Slesia, che d'al-
dopo la scomunica di Bolesiao li avea lora in poi restò separata dal regno. A-
proscritto il titolo di re in Polonia. Ri- vendo Bolesiao IV conquistalo una parte
,

54 POL POL
della Pomerania, la fece ammaestrare nel Polonia da Celestino III, parlai nel voi.

vangelo da s. Ottone vescovo di Bamber- XXXVII, 281. Osserva llurler nella


p.
ga. Nel 1 168 il suo esercito fu taglialo a Storia d'Innocenzo HI, voi. 2,p. 46, che 1

pezzi dai prussiani nelle loro paludi, in- la Polonia a questo tempo era fra tulli i

di regnò con saggia amministrazione, la- paesi cristiani d'Europa quello che me-
sciando al figlio Lecco oLeszko i ducati no di tutti si avesse pratiche e commer-
-•
di Masovia e Cujavia. cio con Roma. Ripartito com'era in di-
Micislao III figlio di Boleslao III nel versi stati particolari, non avea esso al-
1 173 divenne duca , indignò i polacchi cuna politica importanza, posto a para-
col cattivo suo contegno, i quali neh 177 gone cogli altri regni. La civiltà romana
gli tolsero la corona che offrirono al fra- e il consorzio germanico erano, dove più,
tello Casimiro II signore di Sandomir e dove meno, legami che univano l'un con
i

di Dublino, ma non l'accettò chea sten- l'altro quasi tutti popoli d'Europa. Or
i

to, facendogli omaggio anche Ottone fi- questi due elementi non conobbero po- i

glio del deposto. Casimiro II si fece ama- poli slavi, alcuni de'qualifurono solo po-
re per la bontà e saviezza del suo gover- sti in comunicazione con Roma per la re-

no, e voleva rinunziare al fratello, se non ligione eie discipline ecclesiastiche avu-
che grandi del regno con ardire (che già
i Però questo poco
te dall' occidente. filo
cominciava a germogliare fra essi quello d'unione bastò a renderli superiori agli
spirilo d'indipendenza, che più tardi pro- altri popoli della medesima razza , e la
dusse le disgrazie della Polonia), gli rap- chiesa latina essendo ordinata per ogni
presentarono che gli avrebbe rovinati tor- rispetto in modopiù acconcio che
assai
nandoli sotto il dominio d* un principe non la chiesa anche più saluta-
greca ,

perverso e vendicativo. Allora Micislao re dovea esserne l'eflficacia da lei eser-


III attaccò guerra, che il fratello per gio- citata sulle nazioni che riconoscevano la
varlo non respinse con energia; nondi- sua legge. Boleslao III col dividere la Po-

meno Casimiro II die prove di valore, fa- lonia fra'suoi avea per lungo tempo
figli

cendo tributario il ducato d'Hallicia A- affievolito il regno e sparsivi i semi di


licia. Micislao III governò in qualche par- discordie intestine, sebbene uno di essi a-
te di Polonia dali iggalisoi e morì nel ver dovesse la dignità ducale e la premi-
I202. Intanto Casimiro II neh 180, co- nenza sugli altri; ma quello appunto che

me riporta Rinaldi, mandò ambasciato- dovea congiungerli li disgiunse. Neh 194


ri al Papa Alessandro III colle costitu- Lecco V
il saggio duca di Cracovia , fu

zioni del regno perchè le confermasse. Fu- pupillo preposto ai principi di Polonia
rono ricevuti nel Tuscolo e benignamen- né potè in tal condizione mantenersi, se
te trattati. Alessandro III in concistoro non combattendo con vario successo con-
rese molte grazie ai polacchi, perchè e- trolozio Micislao III principe della Polo-
rano stati costanti nella sua ubbidienza, nia superiore, alla morte del quale aven-
non riconoscendo gli antipapi insorti con- do la dieta di Cracovia, per partito posto
tro di lui, come aveano fatto altre vicine dal palatino e da suo fratello, il vescovo
nazioni. Longino riprodusse la formola di detta città, volutoimporre a Lecco V
con cui vennero confermali delti statu- i certe condizioni che a lui parvero incom-
ti. Casimiro li col nome di giusto morì portabili colla dignità sovrana, egli vol-
neh 194, lasciando tre figli. Lecco V che le piuttosto rinunziarla fra le mani di Ula-
gli successe, Corrado duca di Masovia, il dislao 111 figlio di Micislao III, che otte-
cui ramo si estinse nel i4i6 , e Salome nerla a danno delle sue prerogative o do-
moglie del figlio d'Andrea re d'Ungheria. verla conquistare con 1' armi. Pur non-

Del cardinal legato nel 1 197 spedito in dimeno insorse contro di lui il suo vas-
POL POL 55
sallo Romano principe d* Uladimiria e camente Papa, perchè si emen-
scrisse il

(rHaiIicia,di religione greca, chiamati i dasse dei suoi gravi falli, minacciando le
russi in aiuto suo ; ma Za-
nel 1 2o5 in censure della Chiesa. Nulla avendo con-
wichost fu rotto in battaglia da Lecco seguito, Innocenzo Ili autorizzò 1' arci-
V e perde principato e vita con gran per- vescovo a scomunicarlo coi suoi aderen-
dita de'russi. Volendo poi Lecco V uni- ti, ed invocò i sussidi de' vescovi polacchi
re gli stati dell'ucciso a'suoi, nel 1208 ne pel loro confratello esule per difendere
(iece tributo alla chiesa romana e ad In- le ragioni comuni. Per la presenza in Ro-
nocenzo III, dal quale gli ebbe di nuovo ma dell'arcivescovo di Gnesna, Innocen-
in feudo, e il Papa fu contentissimo di ri- zo III prese piena cognizione dello slato
cevere sotto la protezione di s. Pietro la della chiesa di Polonia , onde die opera
persona e il paese di questo principe, tan- a regolare la disciplina ecclesiastica e n-
to più che la Polonia intiera teneasi per muoveregli abusi, principalmente dei du-
tributaria della s. Sede, come si apprende chi nell'appropriarsi l'eredità de' vescovi,
da Cromer eda Alberico citati da Hurter. e intrudersi nelle loro elezioni a danno
Uladislao III eletto nel i2o3 duca di de' capitoli: per questi e altri gravami
Cracovia, divenuto duca di Polonia per la Innocenzo III concesse all'arcivescovo la
virtuosa moderazione del valoroso Lecco dignità di suo legato, onde procedere eoa
V suo cugino, colle proprie violenze disgu- maggiore autorità e vigore. Tornato En-
stò la nazione, per cui fu deposto nel 1 207 rico in Polonia convocò un sinodo, ove fe-
dai grandi, che invitarono Lecco V a Cra- ce giurare ogni ecclesiastico che avesse
covia per riprendere le redini del gover- concubina di cacciarla, come attesta Du-
no. Tutta volta Uladislao HI per retaggio ^ìoszy Hist. polon. Inoltre Innocenzo III
paterno conservandola gran Polonia, ivi scomunicò il vescovo di Posen per noa
tutto pose in disordine per le sue ingiu- lispettare i suoi ordinamenti, e prese al-
stizie, massime contro il clero e Tarci ve- tre provvidenze sui bisogni della chiesa
scovo di Gnesna Enrico, zelante dell'o- polacca. Non cessando Uladislao III dalle
nore di Dio e del chiericato, che voleva sue violenze, fu nuovamente scomunica-
trarre dalle immoralità in cui misera- to e deposto, laonde espulso dai suoi sta-
mente era caduto con iscandalo de' po- ti, mori nell'esilio l'annoi 23 1. Già fino
poli. Per le necessarie riforme e per ave- dal 1227 a LeccoV era successo Boleslao
re appoggio, Enrico ricorse ad Innocen- V il casto al trono ducale di Polonia, ma
zo 111, chegl'impose di non ordinare che dopo essere stato sotto la protezione di

degni ecclesiastici e bandir dalle chiese Enrico duca di Slesia il barbuto^ uscì di
le indecenze e le rappresentanze teatra- mi nori tà solo nel 1 2 3 7 Avendo sposato s.
.

li che le deturpavano. Colpiti gl'indegni Cunegonda figlia di Belali o IV re d'Un-


chierici dalle austere disposizioni dell'ar- gheria, com'essa fece voto di castità, sicco-
civescovo, ricorsero al duca già usurpa- me timido e condiscendente. Eppure non
tore de'diritti della Chiesa, che di prepo- aveva la Polonia più d'allora avuto mai
tenza conferiva i benefizi spettanti a En- bisogno d'essere governata da un princi-
rico, a cui tolse le reliquie, i sacri arredi pe fermo ed operoso. I tartari vi penetra*
e il tesoro della chiesa, ne sequestrò i be- rono nel 1 240 e Boleslao V fuggì presso
ni, lo fece custodire presso la cattedrale, il suocero e poi in un monastero di Mo-

carcerando vari ecclesiastici. L'arcivesco- ravia : la nobiltà polacca si rifugiò in Un-


vo fuggì e si recò in Roma a portar le gheria, ed il popolo si nascose dentro le
sue querele a Innocenzo III, che da al- foreste. Aperta ai tartari e senza difesa
tre parti ne avea ricevute contro le cru- l'infelice Polonia, fu posta a sacco e de-
deltà di Uladislao 111. A questi energi- solata; dialrussero Kiovia, n^anomiscro
56 POL POL
Sandomlria, e si ritirarono quandoli scon- Guido Borgogna celebrò un concilio a
di
fìsse Varadirairo palatino di Cracovia. Ri- Eresia via. Nel 1 2 7 GClementc I V canonizzò
tornati a combattimento, vinsero il pala- 8. Edw^ige. Compianto dal clero e disprez-

tinoj depredarono e arsero Cracovia. Ri- zalo dai grandi e dal popolo, morì Bole-
voltisi contro Breslavia piena di popolo slao V nel 2 79, dopo a ver adottato Lecco
I

e di ricchezze, alle preghiere di s. Ceslao VI il nero duca di Cujavia e fattane confer-


fu liberata, avendoDio mandato una co- mar la scelta con una specie di elezione
lonna di fuoco che costrinse barbari al- i nazionale. Nel 1282 volendo jadzvingi i

la fuga. In questo mezzo s. Edwige du- vendicarsi de' polacchi che li aveano bat-
chessa di Polonia (come vedova di En- tuti, si collegarono coi lituani; ma Lecco

rico il barbuto duca di Slesia, che per un VI duca diCracovlaedi Sandomir, col pa-
tempo era stato duca della gran Polonia trocinio di s. Michele arcangelo, ne fece
quando fu cacciato Uladislaolll, e mor- strage senza perdere un soldato; indi vin-
to santamente neli 2 38^ onde il suo pri- se il duca di Masovia Corrado, perdonan-
mogenito Enrico il pio per 3 anni fu du- do al palatino di Sandomir e agli abitan-
ca della grande e piccola Polonia e di Sle- ti la ribellione. Nel 1287 i lituani,! rute-
sia), lasciato il monastero di Trebuitz, do- ni, i sainogizi oppressero la Polonia, on-
ve conduceva vita religiosa, si ritirò col- de Lecco VI avendo ottenuto dal Papa
le monache di cuieraabbadessa la figlia contro loro la crociata, questa in vece ri-
Gertrude in Liguitz, mentre il duca En- volse a danno di Corrado; ma Dio lo pu-
rico suo figlio con autorità apostolica a- nì coir invasione de' tartari, colla peste ,

donato un esercito di crociati con eroi- colla sterilità de' campi, coli' inondazio-
smo combatteva i nemici, vi perde la vi- ne e con altri flagelli. Immenso fu il ma-
ta e con essa le armi cristiane la vittoria le recato dai tartari, segnatamente in U-
che già piegava a loro favore. La santa ladimiria,ove predarono migliaia di don-
avea già predetto la morte del figlio e , zelle. Tuttociò in punizione pure delle u-
virtuosamente si consolò uniformandosi surpazioni commesse dai principi polac-
alla divina volontà, tutto narrando Ri- chi sulle ragioni e sui beni della Chiesa;
naldi all'anno ii^\. Boleslao V dispre- in questo tempo Enrico duca d'Uratisla-
giato dai sudditi che avea vilmente ab- via vessando il vescovo Tommaso, ne fu
bandonati, uscì dal suo ritiro dopo par- pentito e lo reintegrò del tolto.
titi barbari, i quali nel 1260 depreda-
i Nel 1 289 per morte di Lecco VI inco-
rono di nuovo le provincie di Lublino, minciò l'interregno che durò lino al 1 295-.
Sandomir e le vicinanze di Cracovia. 11 per le devastazioni de'tartari, tanta fu la
duca rientrò ne' suoi stati donde n' era miseria del paese , che i piccoli principi
ripartito, e nel 1265 sconfisse jadzvingi
i polacchi furono costretti chiamar colonie
altri invasori. Nel 1266 il palatino di Cra- tedesche per ripopolare le loro città de-
covia vinse i rutenio russi coi tartari nu- serte. Nell'interregno i dominatori di Po-
merosissimi, per le orazioni di s. Cune- Ionia ebbero il titolo di governatori. U-
gonda ed il patrocinio de' ss. Gervasio e ladislao IV il piccolo dopo Lecco VI fu
Prolasio, in venerazione presso i polac- eletto capo della monarchia, ed acclama-
chi, come scrive Rinaldi ; ma nel 1267 to dal clero e dalla nobiltà del palalina-
l'esercito di Boleslao V fu disfatto dai rus- to di Cracovia, contro gli abitanti della
si. Sotto Boleslao V
Papa Innocenzo IV,
il città che aveano eletto nel 1290 Enrico
che canonizzò s. Stanislao, spedì due le- duca di Breslavia, il quale colle sue trup-
gati in Polonia; nel 1247 il cardinal Ca- pe costrinse l'emulo a salvarsi vestito da
poccij neh 25 1 Pantaleone poi Urbano religioso. Morto Enrico insorsero tre com-
ITj mentre nel 1267 il cardiiial legalo petitori alla corona Uladislao IV, Von- :
POL POL 5j
ceslaoll re Boemia, ePiemisIaooPrze-
(lì Giovanni re di Boemia formava preten-
4iiislao duca della gran Polonia. Il par- sioni sulla corona di Polonia Uladislao ,

lilo di quest'ultimo avendo pievalso, e- IV inviòambasciatori in A vignonea Gio-


gli fu consagiato e coronato a Gnesna nel vanni XXII, richiedendo che volesse ri-
1295, e secondo alcuni prese il nome conoscerlo e ornarlo del titolo reale. Il
di re e si chiamò Premislao li. Neil 2^6, re diBoemia mandò ancorai suoi perciò
dopo morte violenta di esso, Uladislao 1 V impedire , pretendendo appartenergli il
fu di nuovo scelto dalla dieta del regno, regno però lo negarono i polacchi , di-
:

ma solo assunse il titolo di sovrano del- chiarandospettarea Uladislao IV il prin-


la Polonia, domiims regni Polonìae. Nel cipato per legittima successione. In suo
i3oo i nobili in dispregio de'giuramen- favore era ben disposto il Papa, ma te-
li lo dichiararono decaduto dai suoi di- meva scontentare ilcompelitoreboemo.
ritti, chiamando alla corona Venceslao L'arcivescovodi Gnesna primate ed suoi i

1 1, che fu consagralo re. Cacciato dalle sue sulfraganei, coi nobili del regno, ancor
teri'e Uladislao IV, si ricoverò in Unghe- essi aveano ricorso alla s. Sede in que-
ria e di là in Roma, ben accolto da Bo- sto aliare, perchè il regno era immedia-
nifacio Vili. Questi altamente disappro- tamente soggetto alla chiesa romana, iu
vò che il re boemo avesse osato prende- segno della quale soggezione pagava ogni
re la corona polacca senza consultarne la anno il censo chiamato denaro di s. Pie'
8.Sede. Spedì un legato in Polonia, con tro 3 come riporta Rinaldi a detto anno.
ordine d'impiegare ogni mezzo per allon- Giovanni XXII scrisse ai vescovi e nobi-
tanare Venceslao II e reintegrare Ula- li polacchi.Noi non pronuncieremo o-

dislao IV. Il Papa scrisse al re boemo. ra sulla promozione del duca Uladislao,
»iSenza esserestato chiamato dal Signore, che voi ci avete domandata. Con ciò per
voi avete avuto la presunzione temera- altro non intendiamo di recare pregiudi-
ria d' andare di vostra propria autorità zio né ai vostri diritti , ne a quelli degli
in Polonia, di nominarvi re^ in onta alla altri , lasciandovi ogni libertà d' usarne
sede apostolica a cui appartengono, com'è come v'aggradirà ". Laonde fu stabilita
noto, le Provincie della Polonia. Noi vi la coronazione di Uladislao IV, e la ce-

facciamo divieto, ec. ". Uladislao IV re- remonia, che sotto i re e duchi preceden-
duce da Roma, entrò nel ducalo di Cra- ti si era fatta a Gnesna, seguì a Cracovia.
covia. Il suo partito neli3o5si fortificò Uladislao IV vi fuconsagratodelpariche
colla morte di Venceslao II: suo figlio, che la regina Edwige sua sposa, e scrivendo
assunse il titolo di re, fu assassinato men- poi al Papa s'intitolò, re di Polonia per
tre marciava su Cracovia onde Uladi- , la provvidenza di Dio e della sede apo'
slao IV fu nuovamente riconosciuto da slolica. Uladislao sostenne diverse guer-
tutti palalinali, ad eccezione della gran
i re contro i cavalieri teutonici , e pianse
Polonia, che scelse Enrico duca di Glo- iltermine de' principi russi o ruteni di
gaw nella Slesia. Questi essendo morto Kiovia, ch'erano slati lo scudo della Po-
nel 1809, la nobiltà di quel palatioato lonia contro le torme de'tartari^ sovrani
elesse Uladislao IV che fu in tal guisa ri- della Piussia rutena. I principi polacchi
conosciuto solo sovrano della Polonia. La di Slesia, obliando la loro origine, si era-
Pomerania orientale ancora lo riconob- no assoggettati al redi Boemia, che mi-
be, mentre i cavalieri teutoni coll'impa- nacciava Posnania e Cracovia, primarie
dronirsi di Danzica e de'paesi situati alla citlà delregno, per le pretensioni che re
destra della Vistola, furono cagione d'una Giovanni avea sulla Polonia, quali era-
guerra crudele che desolò 5j anni la re- 1 no comuni a Lodovico V imperatore, con-
gioue, sino al trattato diThorn. Siccome siderandola come avesse un tempo appar-
58 POL POL
tenuto air impero ; onJe con alleanze e hanno goduto in Polonia. Fino a questo
parentele si munì contro tali nemici. Mo- principe ipolacchi non aveano avuto re
rì il reUladislao IV in Cracovia nel 333 i che tolti nel loro seno; cominciarono al-
con lode di prudente, generoso, attivo e lora ad eleggerne stranieri , e questa fa
coraggioso. Gioachino Lelewel nel 182G una delle prime cause delle turbolenze
«pubblicò in Vai-savia: Dtlristabìlinien' che hanno desolato il regno. Il nipote Lui-
to della Polonia sotto Vladislao IF. gi I d'Angiò che dal i342 era re d'Uu-

Casimiro III Wgrande figlio del prece- gheria,fu acclamato re di Polonia, e sa-
dente, già segnalalo per valore è sovrano lendo sul trono confermò con giuramen-
dell'alta Polonia fatto dal padre, gli suc- to gli antichi diritti de'polacchi. Nondi-
cesse. Coi cavalieri teutoni, perpetui ne- meno annullò il testamento del zio , re-
mici della Polonia, convenne a prolungar legò le figlie in Ungheria, tolse i pala-
la tregua stabilita, con riprendersi Cuja* tinati ai loro titolane si alienò il cuore
i^ia e rinunziandoallaPomerania; veden- de' polacchi. Affidò la reggenza a Elisa-
do i cavalieri tergiversare, ricorse alla s. betta sua madre e preferì il soggiorno in
Sede per ottenere giustizia, che decise in Ungheria ; ma i consiglieri della regina
flivore del re e scomunicando i cavalie- suscitarono una sollevazione che l'obbligò
ri, i quali ricorsero a Lodovico V impe- a fuggire nel 1376. Il re fece ritorno in
ratore. Non avendo Casimiro III figlio Polonia nel 1377 e morì a Tyrnau nel
maschio, ed essendo l'ultimo deirilluslre i382. La sua figlia Edwige gli successe
stirpe de'Piasti,neliSSg scelse per suc- per elezione de'magnati polacchi, a con-
cessore Luigi d'Angiò figlio del re d'Un- dizione che non si mariterebbe se non
gheria e di sua sorella Elisabetta. Poco previo il loro consenso. Ne ricercò la de-
dopo s'impadronì della Russia, che avea stra Jagelloneduca di Lituania rinoma-
altre volte appartenuto alla Polonia^ si to per valore, che piacque alla regina per
pacificò nel 1 343 coi teutonici, e conqui- le sue qualità personali, ai magnati pei
stò quasi l'intiera Slesia, ma non ritenne vantaggi cui oflViva l'unione della Litua-
che la provincia di Frankenstein. Costrin- nia alla Polonia, onde la sposò nel 386, 1

se alla ritirata tartari e disfece boemi.


i i assumendo il nome di Uladislao V, del
Nel 347 nella dieta di Wilslicza ordinò
1 quale parlai a Lituania. Si accattivò l'af-

la rifusione delle leggi ad abili persone, fetto de'nuovi sudditi, rispettandone pri- i

e le sue ordinanze furono accettate. Le vilegi,onde potè trasmetterne lo scettro


paterne sollecitudini perla classe più ab- a'suoi discendenti. Nelgrande scisma in-
bietta de'sudditi, gli valsero il titolo di re sorto nel 378 contro Urbano VI, la Po-
1

de contadini. Ricondusse le arti ne' suoi Ionia restò a questi fedele, ripugnando
stati, che fortificò; fondò spedali, collegi agli antipapi d' Avignone: il Papa volle

e università. Tolse ai lituani quanto pos- creare cardinale il principe di Lignitz del-
sedevano nella piccola Russia , che poi la regia stirpe di Polonia, ma non accet-
perdette; ma nel 1 366 gli ritolse la Rus- tò e fu vescovo di Breslavia. Il succes-
sia rossa, lasciando a due signori in feu- sore Bonifacio IX neh 391 spedì per le-

do la Volinia e il palatinato di Reltz. Pa- gato in Polonia e Lituania il vescovo di


pa Urbano V lo ammonì ad abbando- Massa Gabrielli, di cui nel voi. XLIH, p.
nare le scandalose tresche, ripigliando la 233. Avendo il re perduta Edwige, spo-
moglie dalla quale erasi diviso. Morì nel sò Anna nipote di Casimiro III, indi ri-
1 370, le sue grandi qualità fecero oblia- cusò la corona boema. I teutoni di Prus-
re t suoi difetti e la sregolata passione per sia stancarono la sua prudenza, onde en-
le donne, fra le quali un'Ester ebrea che trato ne'lorodominii li costrinse alla tre-
ottenne molti privilegi, di cui gli ebrei gua che al solito ruppero. Nel 1409 man-
POL POL 59
dò i suoi ambasciatori al concilio di Pi' sagratoli re, con quel rito accennato al-
sa e poi a quello di Costanza per l'estin- la sua biografìa. Avendo Casimiro IV
zione dello scisma. Nel 1 4 1 o con gran stra- mandato in Roma i suoi ambasciatori a
ge riportò vittoria sui teutoni,il cui super- prestare ubbidienza a Nicolò V per la sua
bo gran maestro avea mandato a lui e al elevazione al pontificato, il Papa fece par-
duca di Lituania due spade per provo- tire il suo legato, il quale pre-
con loro
carli a battaglia. Occupata tutta la Prus- sentò al re rosa d'oro benedetta e altri
la

sia,usò moderazione e venne a patti, seb- pegni di sua benevolenza, incaricandolo


bene i turbolenti cavalieri lo tennero oc- di assolvere il cardinal Olyniz vescovo di
cupato finche visse. Adoperandosi per l'u- Cracovia , l' università di questa città e
nione della chiesa greca colla romana con l'arcivescovo di Gnesna fautori dell'anti-
religioso zelo, Martino V lo ringraziò con papa, aigomento che già trattai ne' voi.
lettere, e ad esempio di altri Papi che a lui lV,p.i67,XVlll,p.i7o,XXXl,p.245.
aveano concessi molti privilegi per aver Neh 45 1 Nicolò V scrisse caldissime let-
propagato ilcaltolicismo, glieli confermò tere al re per aiutare Giovanni III re di
e lo dichiarò vicario (come fece col prin- Cipro in guerra concedendocoi turchi,
cipe di Lituania) della chiesa romana ad istanza del cardinal Olyniz per tutto
ne'suoi stati, per meglio dilatare la fede il regno di Polonia e pel granducato di

e ridurre i greci all' ubbidienza della s. Lituania l'indulgenza plenaria del giubi-
Sede, come riferisce Miechovita o Micho- leo a chiunque gli avesse prestato soccor-
via, lib. 4, cap. 7.5 , ed io notai nel voi. so : il giubileo durò da dicembre al fine
XXXVII , p. 3o. Terminò i suoi giorni di agosto14^2, come leggo in Zaccaria,
nel i434> e la Polonia lo celebrerà sem- Dell'anno salito, p. 2o5. Nella dieta te-
pre tra i più grandi de' suoi re. Il figlio nuta nel i4^3 in Pelricaw o Petrikau i
Uladislao VI, nato dalla 4-^ moglie, che polacchi per garantire l' integrità dello
a preghiere del padre avea avulo a pa- stato formarono una confederazione se il
drino Martino V, gli successe; ma benché re persisteva a non difenderlo, e la giu-
riconosciuto dalla dieta, non essendo di- rarono in sua presenza. La Prussia stan-
sposto confermare gli antichi privilegi, in- ca de'cavalieri teutoni li cacciò e si die a
contrò qualche difficoltà e fu coronato re. Casimiro IV, ma ne risultò lunga guerra
Eletto neli44o »'e d'Ungheria, vi si por- con alternativi successi; finalmente i ca-
tò e fu ucciso a' i o novembre 1 444 ^o^ valieri si arresero nel 1466 pel trattato
cardinal Cesarmi ledalo di Polonia e Un- di Thorn,in cui la Prussia prese il nome
gheria, nella battaglia di Varua vinta da di reale o occidentale, ritenendo i teuto-
Amurat li. ni la ducale o orientale come feudo del-
Casimiro IV fratello del defunto e du- la Polonia , la quale estese alla Prussia
ca ò gran principe di Lituania, preferen- occidentale le sue frontiere. Ricusando le

do il suo ducato, ripugnante accettò la co- Provincie contribuire sussidi, fu statuito


rona neh 44^> ™^ appena consagrnto nel che ogni palatinato mandasse due nunzi
i447 l'ifiutò sottoscrivere agli obblighi terrestri per esaminar nelle diete gli af-
che la repubblica esigeva dai suoi re, ed fari del governo, istituzione chein appres-
alfrettossi a tornare in Lituania, ove dimo- so produsse gravissimi mali. Iboemieles-
rò quasi sempre, ingrandendola a spese sero loro re Uladislao suo primogenito,
della Polonia, per cui ne restarono sde- e gli ungheresi s. C<25/m/ro secondogeni-
gnati i polacchi. Nello scisma dell' anti- to che meritò gli onori dell'altare. Paolo
papa Felice ^,queslipercattivarsi la be- IIscomunicò Pogebrac pretendente al re-
nevolenza de'polacchi creò cardinale Do- gno di Boemia, che spettava a Casimiro
livac arcivescovo di Gnesna che avea con- IV per Elisabetta sua moglie. I tartari
6o POL POL
infeslandu la Potlolia e la Lituania, quc- Carlo V,cui restò ligio. Te-
elettori favorì
tila comprese che la propi la sicurezza di- muto dai vicini, quanto amato dai sud-
pendeva dall' unione colla Polonia; il re diti, non perde mai di vista l'ordinamen-
a/Iidò reserciloal figlio Albertocliescon- to delle finanze ed il ricupero dei domi-
iìsseilnemico, aiutalo da Innocenzo Vili nii dellacorona alienati dal fratello, men-
che perciò avea fatto bandir la crociala tre da Leone X
vide canonizzato l'altro
contro i barbari. Casimiro IV morì nel s. Casimiro martire della castità. A que-

1492 in Grodno, solo compianto dai li- sto Papa appena eletto avea spedito una
tuani. Giovanni Alberto suo figlio gli suc- ambasceria con Giovanni arcivescovo di
cesse, il cui fralello Federico di Polonia fu Gnesna alla testa, a prestare la solita ub-
creatocardinaleda Alessandro VI, il quale bidienza e riconoscerlo quale vicario di
prendendo la difesa de'veueziani contro i Gesìi Cristo, come per assistere al conci-
turchi, esortò il re a fare con altri princi- lio Lateranense V in nome della nazio-
pi un diversivo sugli ottomanienel i5oo ne. Leone X procurò pacificarlo coi teu-
gli spedì un legato. Morendo nel 5o la 1 1
, toni e ricevè in pubblico concistoro gli am-
dieta de' grandi preferì al re di Boemia ove l'arcivescovo pronunziò
basciatori,
Alessandro altro Hgiio di Casimiro IV commovente orazione, non senza lagrime,
granduca di Lituania,
perché questa re- onde si facesse lega tra il Pontefice ed i

slasse unita alla Polonia, e per estingue* principi per reprimere i tartari, i mosco-
le gli odii fra i due popoli. Di fallo i li- viti ed turchi che facevano frequenti stra-
i

tuani lusingati dal rivedere corona rea- la gi, ed altrettanto perorò nel senato vene-
Jesul capo del loro duca^ acconsentirono to. Il Rinaldi all'anno i5i4 narra la spe-
air unione de*due stati, a condizione di dizione del nunzio Pisone al re Sigismon-
aver diritto di suffragio nell'elezione dei do I ed ai moscoviti: Leone X ebbe pu-
re polacchi. Debole monarca regnò il fa- re a suo nunzio in Polonia Zaccaria Ter-
vorito Glinski, mentre tartari tribola-
i rier. Sigismondo I rilardò i progressi in-
rono la Lituania, poi tagliati a pezzi sul fausti delia pretesa riforma religiosa nei
Kiemen. Spirò in Wilna nel i5o6, indo» suoi stali, dichiarando incapaci d'eserci-
lente, taciturno e melanconico. tare pubblici impieghi que'che avessero
Sigismondo! il grande inhio figlio di cambiato culto, e vietando a'polacchi di
Casimiro IV, letterato, duca di Glogaw e frequentare le università di Germania;
governatore della Slesia, si guadagnò la maresempiode'grandiediqualchevesco»
slima de' popoli e 1* affetto de'grandi. I vo non poteva a meno di trovare imitato-
polacchi con fiducia lo elevarono al Irò* Bernini, j^Tz-yf. dell'eresie^ t. 4, P-SqG,
ri. Il

no e coronarono nel iSoj. Infestando i attribuisce l'introduzione dell' eresia in


russi annualmente la Polonia e guidali Polonia a Francesco Stancaro mantova-
dall'ambizioso Giinskigiàgovernalore dei no professore di teologia in Prussia, ed
lituani, furono in vestiti dal re olire il Bori- all'apostasia del marchese di questa Al-
stene, che fece porre a sacco 1 dintorni di berto di Brandembmgo gran maestro dei
Mosca e solo a dure condizioni accordò teutoni ; per cui il Rinaldi all'anno 1 526
la pace. Cacciò dalla Podolia i vallachi, deplora come re Sigismondo I, il quale
si oppose alle pretensioni dei teutoni e nel avendo vivamente supplicalo la s. Sede
i5i4 fece a pezzi russi, sempre disfat-
i per la soppressione di quell'ordine alla Po-
ti e mai vinti, che pel tradimento di Glin- lonia sempre infesto, cede iu feudo la
fiki aveano preso Smolensko. Andò a Prussia ad Alberto, osservando che Dio
Vienna coi re fratelli e si pacificò leal- lo punì con fare perdere alla sua stirpe
mente con Massimiliano I che avea pro- i reami di Boemia e Ungheria. Nondime-
vocato i russi alle oslililà, indi presso gli no Rinaldi loda il re per aver preserva-
POL POL 6c
to laPolonia dall'eresia Luterana (^.), dopo, pianta dai polncchiche lardi neap-
con reprimere severamente gii eretici e prezzarono le qualità. Malgrado lode- i

predicanti di Danzica. Molti saceidoli e voli provvedimenti di Sigismondo I, le

monaci, vinti dairallettamentode'piaceti, nuove opinioni nate in Germania fallo


contrassero matrimoni, quindi saziale le avevano grandi progressi in Polonia, nar-
loro sfrenatezze tornarono alla chiesa cat- rando Contin, Diz. delCeresie^ Lutero 5
tolica, il che con molto zelo curò l'arci- 9, che nel i520 un luterano si portò in
vescovo di Gnesna quale legato della s. Danzica per istabilirvi il luteranismo, pro-
Se(\e: ma
trovando gravi diflìcoltà ne're- cedendo nell'empio apostolato con mol-
ligiosi apostati, perla vergogna di ritor- ta cautela e insegnando solo nelle case par-
nare ne'chiostri, Clemente VII ordinò che, ticolari; che nel i52i un francescano apo-
condannata pubblicamente l'eresia, ve- stata predicò apertamente contro la Chie-
stissero come i preti secolari, dispensan- sa romana e persuase moltissimi: questi
doli dal ritornale ne'convenli e monaste- nuovi proseliti cacciarono i cattolici dalle
ri. Nel iSi'j i polacchi nella Lituania ri- cariche che occupavano, empiendo la cit-

portarono vittoria sui tartari e ne fecero tà di turbolenze. Ricorsi i cattolici a Sigi-


strage. I polacchi derogando alle leggi fon- smondo I, si portò a Danzica, espulse i

damentali del regno, dierono a Sigismon- magistrati intrusi, punì severamente i se •

do I una testimonianza assai notabile di diziosi ed interdisseai luterani ed evange-


affezione, eleggendo nel i53o a succeder- lici l'adunarsi. Tuttavia i luterani conti-
gli il Augusto d'anni io, ed il
suo figlio nuarono segretamente a spargere le lo-

re visse abbastanza pereducarlo.Nel i532 ro erronee dottrine per la Polonia, facen-


Clemente VII esortò gli ambasciatori po- do proseliti e attendendo l'opportunità
lacchi residenti in Roma ad insinuare al per dichiararsi pubblicamente. Questo
loro sovrano di unire le sue forze a quel- tempo giunse sotto Sigismondo II,il quale
le degli altri principi per opporsi ai pro- per gli sponsali colla Radziwil, avendo bi-
gressi de'lurchi minaccianti l'Ungheria. sogno del consenso de'palatini e del sena-
Jl successore Paolo III mandò in Polonia to, usò tutti i riguardi e la condiscenden-
Medici (poi P/o /^) commissario dell'e- za colla nobiltà. Molti signori e palatini
scrcilo pontifìcio contro turchi ed lu- i i adottarono le opinioni di Lutero, onde
terani. Morì Sigismondo I nel i548, la- fecero pubblica professione della sedicen-
sciando la sua memoria in venerazione, te riforma che si stabilì a Danzica, nella
avendo raddolcito i costumi de'polacchi, Livonia e in molti palatinati. In breve la
ispirato il genio delle arti e delle scienze Polonia divenne l'asilo de'riformatori, co-
che coltivò: molte città gli devono abbel- me Blandralo, Lelio Socino, Okino, Gen-
limenti e fortificazioni per preservarle dal- tili quali formarono un par-
e molti altri, i

le invasioni de' popoli vicini. Bello nella titoche allarmò cattolici e protestanti.
persona, la sua alfabilità guadagnava tut- Divenula Polonia piena di sette laceran-
ti i cuori. ti il cristianesimo, ifra loro si fecero guer-
Sigismondo II Augusto I, allevalo da re crudeli, solo unendosi a danno de'cat-
Buona Sforza sua madre nella mollezza, tolici,che per la loro potenza costrinse-
sedotto dalle attrattive di Barbara Rad- ro ad accordargli libertà di coscienza sot-
ziwil, la sposò segretamente e rese nolo to molti re, in virtù del Pacla conven*
il matrimonio nel succedere al padre Si- tnj per questo ai polacchi fu permesso
gismondo 1 : la dieta non volle riconosce- di essere ussiti, luterani^ sagramentariy
re questa unione, ma il re con fermezza calvinisti^ anabatlislì, ariani, sociniani^
si difese e riguadagnò il favore de'nobi- antitrinitari, triteisti, unitari, ec, quindi
li. La regina fu corouala,iiioreDdopoco la tolleranza de' culli. Il più de' magnali
-

G2 roL POL
che desideravano l'abbassamento del po- dà il merito di averla preservala dal per^
tere sacerdotale, si dicbiar?) pei rifornia- dere la religione cattolica, per la deplo-
ti; lo zelo ardente de' vescovi in persegui- rabile condizione in cui trovò la Polonia,
tar gli eretici neaccrebbc il numero; Dan- La prudenza e l'avvedutezza del nunzio
zica che avea abbracciala la Confessione evitò le pericolose insinuazioni di ambi-
augustana (^.), ne fu colpita, per cui nel zione e di vendetta di Giacomo IJcangio
i552 si pose sotto la protezione dell'ini arcivescovo di Gnesna e di Filippo Pa-
})eratore Carlo V che avea accordato li- druvio vescovo di Cracovia che lo con-
bertà di coscienza; ma Sigismondo li por- sigliavano a procedere contro Sigismon-
tatosi a Danzica, pe'suoi provvedimenti do II rigori, che avrebbero sottratto
con
conservò quell'importante città alla Po- tutto regno all'obbedienza del Ponte-
il

lonia. Nel i556 tolse ai teutoni la Livo- fice. In vece con l'elTicacia di sue parole

nia e disfece russi in più incontri. Fa-


i cangiò l'animo del re a cacciar gli ereti-
cendo divorzio con Caterina d'Austria, ci, a impedire il nazionale convento, ed
non lo approvarono ne il senato, ne la s. a lui e al senato persuase l'accettazione
Sede: per vendicarsi del rifiuto di Pio IV del tridentino concilio; come pure si op-
favorì i protestanti e ristabilì nelle digni- pose validamente al riconoscimento del
tà i deposti dal padre. A Pio IV da alcuni ripudio della reginaCaterina,a frontedel
fu attribuita la dispensa di matrimonio triste esempio dato daEnricoVII Ire d'In-
dopo gli ordini sagri contralto dal dot- ghilterra, ne valsero le suppliche, doni i

tissimo polacco Stanislao Oricovio, chia- e promesse regie; così stornò la pro-
le

malo il Demostene della Polonia, ^\ìi do- pagazione dell'eresia ed il pericolo dello
mandata a Giulio III, contrariata dalce- scisma che minacciava la Polonia, intro-
lebreLuigi Lippomano (tenne un concilio ducendovi la compagnia di Gesù che pre-
a hemht'i'Qo Leopo lì3 F".), che nel i556 sto ne divenne benemeri la, per quanto dis-
Paolo IV avea spedito nunzio in Polonia, si nel voi. XXX, p. i43. Creato Com-
indi trattala da Bernardo Buongiovanni mendone cardinale tornò in Polonia, ove
vescovo di Camerino che Pio IV nel i55g si trovava mentre in Roma si eleggeva s.

mandò al re di Polonia per nunzio. Que- Pio V. Il Catena nella vita di questi ri-
sto grave punto con squisita critica ed e- porta che spedì nunzi in Polonia pre- i

l'udizione svolse il gesuita Zaccaria, Dis- lati Giulio Ruggieri e Vincenzo Portico

sert. varie, t. 2, dissert. 8.^ Conchiude che lucchese arcivescovo di Ragusi, incari-
probabilmente Pio IV nel mandare in Po- cando il primo di esortare Sigismondo li
lonia il celebratissimo Conimendone(F.)y a rispettare la religione e non permette-
abbia data in voce istruzione di avverti- re innovazioni sulla libertà ecclesiastica;
re i vescovi del regno che, attesi i me- commettendo al secondo di distogliere il re
riti deirOricovio e per evitare ogni tur- dal passare ad altre nozze vivendo Cateri-
bolenza, noi molestassero sul suo matri- na, e di non domandar la comunione sotto
inonio,edi farne consapevole l'Oricovio le due specie, ordinandogli di spedire o-
medesimo per quiete di lui, senza pub- gni rescritto senza emolumento: il Por-
blica dispensa per non ferire con deroghe tico ottenne dal re che facesse sedere pres-
i recenti decreti del concilio di Trento ac- so di se nel senato il celebre cardinal O-
cettati dalla nazione. Quanto alla nun- sio, che qual vescovo di Warmia occu-
ziatura del Commendone, il can.° Maset- pava tra'vescovi che al car-
il 7.° luogo, e
ti nella bella Dissert. sulle nunziature apo- dinale legato in tutti luoghi egli dasse i

sioliche, descrivendo a p. 23 e seg. quel- la destra. Essendosi interrotta l'offerta del

la di Polonia disimpegnata egregiamen- denaro di s. Pietro, per le dispense ac-


te dall'illustre prelato, al Commendone cordate ai re dai Papi per tempo deter-
POL POL 63
mi un lo, Sigismondo buoni sud-II ed i me gli prestò ubbidienza in concistoro
diti si contentarono dì pagarlo a s. Pio V, pubblico, nella sala regia del Vaticano.
che non Io fece riscuotere per prudenza, Inutilmente quello di Francia genuflesso
benché vi fu chi consigliava si erogasse prima ch'entrasse protestò perchè tale ri-
ai luoghi pìi del regno, previa l'assolu- conoscimento non pregiudicasse le ragio-
zione del tributo impagato. Per le solle- ni d'Enrico III che pretendeva conser-
citudini di s. Pio V il re fondò tre colle- vare corona polacca. Indi il Papa s'in-
la

gi ai gesuiti, a'quali lasciò una libreria terpose con Filippo II re di Spagna pei
valutata scudi 20,000; e nel 1569 uni dissapori insorti col re Stefano, con felice
irrevocabilmente alla Polonia la Litua- successo. Questo re gloriosamente regnò
nia, rimasta sino allora nella sua fami- su tutte leProvincie, tranne Daozica di-
glia. Morì nel 1572 a Kouyssin e con lui vota all'Austria, che però costrinse a ri-

si spense la stirpe dei Jagelloni. Incorag- conoscerlo. Sostenne guerra contro i


la

gi le arti e i dotti, si fece amare per Taf- russi, che sconfìsse in diverse pugne, ob-

fabilità ; lento a risolvere fu dello // re di bligandoli a cedergli la Curlandia e par-


domanij la storia gli rimprovera la pas- te della Livonia e quanto aveano occu-

sione pei piaceri e l'indifferenza religio- palo in Lituania, restituendo loro le piaz-
sa. De'funerali celebrati in Roma feci cen- ze prese in Moscovia per mediazione di
no nel voi. XXVIII, p. 60. Gregorio XIIl. Quindi si dedicò al go-
Nell'interregno il cardinal Commen- vernamenlo del reame e alla disciplina
done, che trovavasi in Polonia d'ordine dell'esercito, cui formò quella cavalleria
di s. Pio V per determinare il re contro che divenne il nerbo della nazione, e si

i turchi, egli avea presentato considera- rese formidabile ai moscoviti e ai turchi.


bilisoccorsi per parte di Gregorio XIII, Assoldò i cosacchi e li oppose ai tartari.

procurò il mantenimento della pace, e su- Inviò a Gregorio XIII il nipote Andrea
perate grandi difficoltà contribuì all'ele- Battori con importanti commissioni, ed
zione d'Enrico di Valoisduca d'Angiòin il Papa lo creò cardinale. Morì Stefano
re di Polonia nel i573, onde Gregorio in Grodno nel 1 586 di collera contro l'in-
XIII gl'invio le sue congratulazioni per sorta Piiga, mentre stava per dichiarare
Serafino Olivieri uditor di rota colla rosa guerra trattando con Sisto
ai turchi, V
d'oro benedetta. Nel voi. XXVII, p. 17 la conquista di Moscovia: fu encomialo
e seg. parlai dei meriti di questo principe, per valore, sagacità e animo benefico. Si-
come fu coronato a Cracovia, e che di- sto V die per protettore alla Polonia il
venuto re di Francia col nome di Enri- nipote cardinal Peretti, e spedì un nunzio
co III, lasciò la Polonia, ad onta degl'im- in Polonia per assistere all'elezione del
pedimenti che vi frapposero i polacchi, ai successore, che nel 1087 cadde su Sigi-
quali era accetto. Aspi rò a succedergl Mas- i smondo III nipote di Sigismondo II e fi-

similiano II imperatore, favorito dal Pa- glio diGiovanni III re di Svezia. L'arci-
pa e da parecchi senatori, ma il resto del- duca Massimiliano d'Austria suo compe-
la nobiltà e l'impegno di Amurat III im- titore tentò d'impadronirsi del trono, ma
peratore de'turchi fece eleggere nel 1 57^ la sorte delle armi nel i588 die nelle ma-
Stefano Battori principe di Transilvania, ni al re l'arciduca che ritenne prigionie-
a condizione di sposare Anna Jagellone ro in Lublino, perchè inflessibile di rinun-
sorella di Sigismondo lì, e furono coronati ziare alle sue pretensioni. Inutilmente la
in Cracovia. Gregorio XIII procurò coN Spagna, l'impero e altri principi si ma-
legarlo nella lega pel ricupero dell'In- neggiarono per liberare l'arciduca, ciò che
ghilterra al cattolicismo, e nel 1579 ri- ottenne Sisto V a mezzo del legato car-
cevè il suo ambasciatore chenel regione- dinal Aldobrandini (poi Clemente Vili)
64 POL POL
cliespctlì in Polonia, il quale indusse l'ar- derglijdai polacchi fu acclamalo re Uladi-
cidiiciia rinunziare al titolo che avca pre- slao VII suddetto, cui poco dopo Urbano
so di le di Polonia, con diverse condi/io- Vili creò cardinale il fratello dannai-
onorevohuente pacilicato
ni giurate, e fu berlo. Avendo promesso di soddisfare i

con Sigismondo III. Di questa celebre le- partiti, venne coronato dopo il giuramen-
gazione parlai in altri luoghi, e lungamen- to de'patti convenuti j i diritti e le liber-

te il Vitlorelli nelle aggiunte a Ciacconio, tà nazionali, ne fatto pace o guerra sen-


Fit. Poni. t.
4, p. ?49. Nel i5oi ribel- za il consenso degli stati. Liberò Smolen-
Iati alcuni sudditi, Papa Innocenzo IX sko assediato dai russi ,
pei soccorsi del
scrisse al re che glielo avea partecipalo, principe Radziwil, riportandone vittoria
che lo avrebbe soccorso, deputando per- e vantaggiosa pace, cui seguì quella coi
ciò una congregazione di cardinali. Nel tartari. Allora Uladislao VII si risolse far

1592 divenne re di Svezia, per cui Cle- guerra governata dalla regi-
alla Svezia,
mente Vili l'esortò pel nunzio vescovo na Cristina, per aver occupato la Prus-
dis. Severino a ristabilire la fede in quel sia; si venne a patti, gli svedesi sgombra-

regno e consagrarsi con rito cattolico: tut- rono la Prussia ed ebbero la Livonia. Nel
tavolta il resi fece coronare dall'arcive- 1646 Innocenzo X,che da cardinale era
scovo d'Upsala eretico; ma professando stalo protettore del regno, creò cardina-
gli svedesi il luteranismo, ed essendo Si- le Giancasimiro ^esu'ìla e fratello del re,
gismondo III zelante della cattolica reli* indi elevò alla medesima dignità Sacel-
gione, divenne loro sospetto e lo depose- li ministro di Polonia in Roma, e Mai-

ro nel 1600. Prima di questo tempo Cle- dalchini nipote di sua cognata d. Olim-
mente VIII canonizzò s. Giacinto della pia, che fu fatto protettore di Polonia :

Devastando
diocesi di Breslavia. i russi per guerra mandò 3 0,000 scudi a U-
la

le frontiere, il re colle armi nel 1 609 tolse ladislao VII, il quale per la morte del-
loro la Severia ; indi offrirono il trono dei l'unico figlio e perchè la dieta gl'impedì
i:zar al figlio Uladislao, ma
occupato nel- guerreggiare coi turchi, perde la vita nel
l'assedio di Smolensko,aspirando egli stes- 1648, dopo aver conchiuso colla s. Sede
so a quella corona, con impolitica con- un concordato a mezzo del conte Osso-
dotta esacerbò i russi e perde l'occasione linski,ed avere introdottone! regno l'uso
di assicurare l'influenza della Polonia nel delle poste. La dieta elesse re il fratello
nord. Per la guerra che sostenne contro Giovanni Casimiro già cardinale, che
II

i tartari ed i turchi, fu aiutato di gene- con quella dispensa che riportai nei voi.
rosi soccorsi da Gregorio XV, ed ebbe XX, p. 12 7, XXX, p. 127, sposò la di lui

felicetermine pel valore e saggezza di Ula- vedova con disgusto de' polacchi. Ribel-
dislao. Nel 1625 portatosi in Roma pel lati i cosacchi collegati coi tartari, seb-
giubileo Uladislao, fu trattalo splendida- bene poi pacificali , i primi insorsero di
mente da Urbano Vili per tutto lo sta- nuovo e furono dal re battuti un' altra
to , ospitandolo nel palazzo apostolico; volta. Unitisi coi russi depredarono la Li-
per singolare distinzione lo fece canonico tuania, presero Smolensko, mentre tar- i

onorario di s. Pietro, onde potesse vedere tari operavano devastazioni nella parte
da vicino il Follo santo e mostrarlo al po- meridionale.Dissensioni intestine aumen-
polo, e donò lo Slocco e berrettone be-
gli tarono i mali. Il re di Svezia Carlo X per
nedetti ( V). le pretensioni che Giovanni II Casimiro
Inquietato sempre dagli svedesi, morì dichiarò alla rinunzia di Cristina, occu-
Sigismondo III neh 632 presso Varsavia, pò la Prussia fuggì Giovanni ; II nella Sle-
e ad onta delle pratiche di Gustavo A- sia, regno sotto la protezione del-
pose il

dolfo re di Svezia che agognava succe- la B. Vergine, indi mediante confedera-


POL POL 65
zionc scacciò gli svedesi cìa Varsavia. Ra- sliluitoGiovanni Sobieskichevinse i tar-
gotzki principe di Transilvania fece lega tari. Ricominciando polacchi le loro di- i

cogli svedesi ed invase la Polonia, entran- spute col re, stanco d'un grado pieno di
do i russi nella Liluania_, ma CarloX da affanni, senza gloria e potere , nel 1668
alcuni fu riconosciuto per re di Polonia rinunziò il trono, predicendo i mali che
sul fine di luglio i655, principalmente sovrastavano alla Polonia, che sarebbe ca-
per opera Giovanni Ragiewski sena-
di duta in potere de' russi, prussiani e au-
tore e vice-cancelliere ribelle a Giovan- Francia ben accolto
striaci. Si ritirò in

ni II. Questi abbandonalo da'sudditi per da Luigi XIV, che per appannaggio gli
la sua volubilità e debolezza, invocò la assegnò le abbazie di s. Germano de'Pra-
protezione dell'imperatore edelPapa con- ii e di s. Martino di Nivers, ove in ritiro
tro il comune nemico eretico. Alessandro mori nel 1672.
VII gl'invio per nunzio Pignatlelli (poi Nel 1 669 i polacchi rivolsero gli occhi
Innocenzo Xll) che s'inleipose coi ma- sul prode Giovanni Sobieski palatino di
gnati a favore del re, e terminò le verten- Lublino, d'una famiglia antica e fecon-
ze di alcuni vescovi colla s. Sede. Quan- da d' uomini illustri il quale divenuto ,

to efficacemente operò Alessandro VII in gran generale della corona pei suoi trionfi
aiuto di Giovanni II lo dissi nel voi. I, p. era l'onore de'polacchi e l'idolo delle ar-
245, 247 aggiungerò che scrisse cal-
;
qi»i mate. Non curando egli tali disposizioni,

dissimi brevi a tutti prelati e magnati


i l'assemblea dopo lunghe incertezze eles-
polacchi, mostrando loro le funeste con- se re Michele Roribut Wisniowizki d'o-
seguenze sei 'eresia conquistasse la Polo- rigine lituana, principe debole, il quale
potevano apprendere da quei
nia, lo che accettò piangendo.! cosacchi, pieni di dis-
regni che miseramente vi soggiaceva- pregio pel nuovo monarca, rientrarono
no, come l'Inghilterra e l'Olanda. Man- in Polonia, e furono respinti da Sobieski
dò 3o,ooo scudi a Giovanni li, e nell'an- che fece diverse conquiste. Questi coi pri-
no seguente altri soccorsi , dichiarando mi signori persuasi dell'incapacità di Mi-
che per la salvezza del regno avrebbe ven- chele, risolsero di farlo rientrare nell'o-
duto i calici delle chiese per impedire la scurità, ma egli colle armi si volle man-
propagazione dell'eresia. Pertanto l'im- tenere sul trono senza nulla intrapren-
peratore, l'Olanda e altre potenze vicine dere. Intanto neli672MaometloIV con
batterono Ragotzski e dispersero la flotta i5o,ooo turchi investì Kaminieck, l'an-
svedese nel i66o il trattato d'Oliva re-
: temurale del regno; 100,000 tartari en-
stituì parte della Prussia alla Polonia, che trarono in Polonia, ed i cosacchi faceva-
giàavea rinunziato ai diritti feudali sulla no scorrerie e depredazioni. Alla vista del
Prussia orientale o ducale; la Svezia con- pericolo il re e l'armata presero la fuga;
servò parte della Livonia, e Giovanni II in vece 36,ooo uomini comandali da
i

rinunziò le sue ragioni su quella corona. Sobieski, che aveano mosso contro il re,
Si continuò la guerra coi russi, che a fron- con questo valoroso capitano salvarono
te degli ammutinamenti dell'esercito fu- la patria. Mentre Sobieski tagliava a pez-
rono cacciati di Lituania conservando , zi e trionfava de'tartari, spaventato Mi-
Smolensko. Intanto il re espulse dal re- chele per la caduta di Kaminieck e inge-
gno i sociniani, e parteggiando pei fran- losito di Sobieski, purché Maometto IV
cesi propose alla nazione per successore l'aiutasse amantenersi sul trono, consen-
il duca d' Enghien figlio del gran Con- tì pagargli annuo tributo, cedere Kami-

dè. II gran maresciallo della corona Lu- nieck e parte della Podolia, rinunziando
bomirski fieramente si oppose e alzò lo all' Ukrania. Sobieski versò lagrime di

stendardo della ribellione, onde gli fu so- sdegno per la schiavitù di Polonia, fece
VOL. LIV. 5
66 POL POL
tlnlla dieto annullare il trattalo e la guer- p. 84 ed altrove celebrai Giovanni HI e
ra fu risoluta : tìialgradp rinfet ior nume- ri[)ortai quanto alacremente operò In-
ro del suo esei cito e diversi ostacoli, a' o i nocenzo X I per la liberazione di Vienna;
novembre 1678 riportò vittoria sui tur- che die 800,000 scudi, lo stocco e
al re
chi , nel qua! giorno morì Michele. Un berrettone benedetti, donandoal conte Ta-
nobile polacco ne portò in Ronna l'an- jenti suo segretario una collana d'oro con
nunzio a Clemente X cui ofTrl lo sten- ,
medaglie simili e d'argento, per avergli
dardo turco, ciò che il Papa fece espri- presentato il gran stendardo di Maomet-
mere in una medaglia coH'epigrafe Tur- : to colle parole T'eni, Vidi ^/W.,- che sta-
car. Signa A
Polonis Relata. La nazione bilì per tutto il mondo la festa del Nome
ondeggiò a lungo sulla scelta del succes- di Maria, per essere in singoiar venera-
sore, e poi nel 1674 proclamò Giovanni zione ne'polacchi e in memoria della vit-
111 Sobieskichel'avea difesa eroicamente. toria; che nel 1684 si alleò col re contro
1 turchi furono battuti e neli676si fece i turchi, giurandone capitoli il cardinal i

coronare in Cracovia, fermando la pace Barberini {)rotettore di Polonia, e crean-


coi turchi e coi tartari che aveano ripre- do cardinale Dtnqff dal re spedito pei*

so le armi, dopo i riportali vantaggi nel la lega. Nel giorno di Natale giunse in Cra-
giorno in cui in Roma veniva esaltato In- covia Giovanni III, divenuto l'eroe della
nocenzo XI, percui questi donò una som- crislianità ; ma
si lagnarono i polacchi
ma ai polacchi. Godendo Giovanni HI perchè fosse andato a spargere il sangue
le dolcezze della pace e della gloria , di per r impero, mentre turchi tenevanoi

cui avea circondalo il trono, nel 1 683 ven- Raminieck, e rimproverandolo d'essersi
ne tolto dal riposo per le pressanti istanze collegato pe'suoi particolari vantaggi, on-
d'Innocenzo XI, esi collegò con l'impera- de conservare il trono alla sua famiglia,
tore Leopoldo I minacciato da'turchi, che per la quale tentò il conquisto delia Mol-
invasa l'Auslria aveano assediato Vien- davia e Valachia, ma con dolore sotto-
na, sebbene poc'anzi gli avesse negato il scrisse il trattalo di Mosca che vedeva fa-
titolodi maestà. Giovanni IH marciò con tale alla Polonia ; questa per quello di
20,000 uomini invincibili, destando me- Carlowitz più tardi potè ricuperare Ka-
raviglia la cavalleria, venendo fatto du- minieck, che stava tanto a cuore de'po-
ce supremo di tutto l'esercito cristiano. lacchi. Nel 1 690 consolò il re Alessandro
Al solo suo nome i turchi furono colpiti Vili, a sua istanza creando cardinaljPowr-
di terrore, ed entrò il disordine nel cam- bin (su diche va letta la p. 204 del voi.
po di mano in mano che i cristiani si av- XV), che quale ambasciatore di Francia
vicinavano. A' 12 settembre riportò stre- avea contribuito alla sua elevazione al
pitosa vittoria sulle forze dell'impero ot- trono; ed il successore Innocenzo XII per
tomano del tutto disfatte , ricevendolo compiacerlo creò cardinale Grange di lui
Vienna come un Dio liberatore. Immen- suocero padre della sua diletta moglie
,

sa fu la strage degl'infedeli, come il bot- Maria Casimira. Dolente Giovanni IH


tino che nella maggior parte toccò a Gio- dellMncerto avvenire de'suoi figli, senza
vanni IH ed a'suoi che aveano combat- speranza di procurare ad essi una coro-
tuto a fronte del visir. Nella cattedrale na, co'suoi risparmi lasciò loro in com-
inluonò egli slesso il Te Dciim e ringra- penso delle ricchezze; fu egualmenteaf-
ziò Dio del memorabile trionfo, che con- flitto in vedere schiudersi il germe delle
tinuò nella ritirata de'turchi, poco soddi- discordie, che dopo morte agi- la di lui
sfatto di Leopoldo I. Ne voi. IV, p. 89, tarono la Polonia. Spirò come Augusto
XVIH,p. 77,78,XXlX,p.i68,XXXI, nel dì anniversario della sua elezione, ai
p. i28,XXXVI,p. 23, 27,30, XLVHI, i3 giugno 1696. La posterità disprez-
POL POL (Sj

zando Tinvidia el'ingralitiuline che Tol- Barberini protettore di Polonia. Il baro*


traggio, gli die il nome di grandej i po- ne del Gè raccontò al Papa i particolari
lacchi troppo tardi gli resero giustizia. 11 della conversione del monarca, che ne re-
suo primogenito Giacomo favorì l'elezio- stò commosso di consolazione; di poi In-
ne del successore, contrariando quel la del nocenzo XI I accolse in Roma la regina M.''
principe di Conlì, che d'ordine di Luigi Casimira, come notai nel voi. XXXVI,
XIV appoggiava Polignac poi cardina- p. 35, avendo parlato di essa ne'vol. X,
le la sua figlia M/ Clementina sposò Gia-
:
p. 94, XXXVIII, p. 98, XLIII, p. 2 14
como HI re cattolico d'Inghilterra, della e in diversi altri luoghi. Di questa regi-
quale parlai ne' voi. X, p. 3o6, XII, p. na Cancellieri riportò molte notizie nel-
28 r,XIV,p. 66, XXVIIl,p.64, XXXV, le sue opere, e nel Mercato a p. r 93 e seg.,
p. 99 eioo. L'altro figlio Alessandro fu dicendo cheabitò nel palazziuosulla piaz-
uno de' pretendenti alla corona, e come za della Trinità de'Monli, fra le strade
la sorella morì in Roma, onorato nel 7 Gregoriana e Felice , e che il senato in
14 i

con funerale solenne da Clemente XI, co- Campidoglio gli eresse un busto con iscri-
me accennai ne'vol. X, p. 3o6, e XXVIII, zione. Clemente XI usò alla regina più i

p. 63 fu sepolto nella chiesa de'cappuc-


: distinti riguardi e fu il padrino della ni-
cinijin un deposilo scolpito da Rusconi. pote M.^ Clementina. Questo Papa scris-
Nel 1697 ad esclusione del principe di se zelantissimi brevi in Polonia pel man-
Genti, che nel 1672 era stato domanda- tenimento della pace e della cattolica re-
to per re dallo stesso Sobieski a nome ligione; ed al re che dasse maestri callo-
de'magnali, e di altri pretendenti, favo- liei ad Augusto suo figlio per educarlo nei

rito dal nunzio d'Innocenzo XII Davìa, donimi ortodossi. Inoltre s'interpose col
fu eletto re Augusto lì elettore di Sas- re perchè restituisse alla libertà i princi-
sonia, il quale pose in opera tulio il suo pi Giacomoe Costantino figli di Giovan-
potere per diventarci, abiurando l'eresia ni IH, che di suo ordine erano stati ar-
luterana al modo narrato dal eh. p. Thei- restati ad Oslaw quando si recavano a
ner, Storia del ritorno alla chiesa di Fe- Breslavia, e posti nella fortezza di Pleis-
derico Augusto II, p. 78 e seg. Entrò in senburg, perchè il primo aspirava alla co-
Polonia con 10,000 sassoni e fu corona- rona, protetto dal re di Svezia. Augusto
to a Cracovia, mentre l'emuloContì tor- II per le conquiste del cavalleresco Car-
nò in Francia, lasciando al rivale una co- lo XII re di Svezia, improvvidaraentesi
rona, cui più facile era di conquistare che collegò con Pietro I czar di Russia, indi
di conservare, e non tardò ad accorger- tra questi e Carlo XII incominciò quella
sene. Augusto II partecipò e rinnovò a lotta celebrata dalla storia. Augusto lì
Innocenzo XII la sua abiura con lettera co'suoi sassoni dovette combattere la po-
presso Guarnacci, Vite de' Papi t. i , p. lacca insubordinazione ed il valore svede-
398, alla quale il Papa rispose con lene- se :regno che aveaacaro prezzo acqui-
il

re dimoslrazioni di paterno affetto, che stato era pieno di nemici irritati dal suo
si leggono neirOltleri, Storia d'Europa dispotismo, riguardandolo Carlo XII co-
t. I j p. 162. Indi gli spedì una solenne me un usurpatore del trono. Questi s'itn-
ambasceria, alla cui lesta trovavasi il con- pudronì della Curlandia e della Lituania,
te Zydaozolo per annunziargli il suo fe- ed incominciò a provocare la deposizio-
lice innalzamento a sì glorioso trono e , ne d'Augusto II, da questo patto facendo
presentargli tutta la sua sommissione ed dipendere la sua pace colla Polonia. II

omaggio come figlio fedele e difensore cardinal Radzieowski si fece capo del par-
della chiesa cattolica. Pel medesimo mo- lilo contro il re, nel quale primeggiava il

tivo inviò il baron di Fage al cardinal vescovo di Posiiania, per cui Clemenle X I,
68 P OL POL
che indefesso curava il pacificamento ilei povlntosi in incognilo da Carlo Xll che
regno, ordinò ai due prelati di recarsi in guerreggiava coi turchi, e ignorando che
Boma, ma inutilmente quanto al caldina» fosse fatto prigioniero, lo divenne ancor
le. Carlo XH disfece Augusto 11 coi sassoni lui. Il sultano nondimeno gli resela li-

epolacclii presso Cracovia, d'avrebbe fat- bertà e lo trattò magnificamente, eCarlo


to prigioniero se non si rompeva una co* XII gli donò il principato di Due Ponti,
scia. In questo tempo il re lece di lutto per ove si morte del
recò; vi restò sino alla
guadagnarsi i promisero
palatini, che gli 1720 passò in Francia, che gli ac-
re, e nel
una poderosa armata. Guarito Carlo XH cordò asilo a Weissemburgo, indi Luigi
battè gli avanzi deirarmata sassone, per XV sposò Maria sua figlia. Augusto 11
cui la dieta di Varsavia de* 1 9 aprile 1 704 fino dal 1709, dopo la disfatta del re di
dichiarò Augusto II inabile a portar la Svezia in Russia, era ritornato in Polo-
corona di Polonia e pubblicò rintene- nia, dove fuben accolto accordò ai par- :

gno. Carlo XII propendeva pei fratelli I un generale perdo-


tigiani di Stanislao
Sobieski, ma erano prigioni del loro emu- no e indusse il Papa a sciogliere suddi- i

lo, finché fu eletto in Varsavia a' 12 lu- ti dal giuramento di fedeltà verso quel

glio Stanislao I Lesczynski palatino di Po- principe, pubblicando a' 18 agosto un


snania, d' una famiglia antica che pro- manifesto per giustificare il suo ritorno
dusse molti uomini grandi , eloquente ,
al trono dopo averlo rinunziato. Clemen-
dotto e fornito di altre belle qualità. Tut- te XI scrisse ai vescovi e ai nobili perchè
di Augusto 11, del nunzio pon-
ti gli sforzi si opponessero alle insidie degli eretici e
tificioche giunse a minacciare la scomuni- difendessero i diritti della s. Sede, dichia-
ca ai prelati che lo abbandonassero, dello rando nulle le elezioni de'vescovi di Gncs-
stesso czar Pietro I, furono inutili, di tutto na e Breslavia come intrusi. Raccoman»
trionfando il re svedese che favoriva Sta- dò al corpo episcopale la residenza nelle
nislao I,e penetrò in Sassonia: allora Au- diocesi, massime a quello di Culma per
gusto li dovette convenire ad un tratta- bandirvi l'eresia che eravi penetrata, co-
to di pace, riconoscere Stanislao I e libe- me a Posnania, onde eccitò i canonici a
rare i Sobieski. fare altrettanto. Dell'erezione de'mona-
Nel 1 707 Clemente XI raccomandò al steri benedettini in congregazione,ne par-
vescovo di Varmia la tranquillità della lai nel voi. IV, p. 309. Tra le sollecitudini
Polonia, deplorando le condizioni della di Clemente XI per la Polonia, a'28 iu-
pace conchiusa colla Svezia , come pre- glioi7i I annullò colla costituzione Ad
giudizievole alla religione e alla s. Sede, aposlolaius i decreti del gran consiglio di
per cui ne riprovò e annullò relativi ar- i Varsavia pregiudizievoli agli ecclesiasti-
ticoli. Seguirono vari fatti coi russi par- ci; e rimproverò V arcivescovo di Gne-
tigiani d'Augusto li, che Stanislao vin- sna per aver ricusato i consueti onori al
se, indi colla sua dolcezza e affabilità si nunzio apostolico. D'altra parte accordò
guadagnò tutti i cuori, ridonando la pa- benignamente ad Augusto II il sussidio
ce e la tranquillità al regno. Carlo XII e- che desiderava dal clero secolare e rego-
clissato nell'invasione in Russia, pei gran- lare. Ne' voi. IV , p. 3o3, XIV, p. 64,
di rovesci sofferti, non fu più possibile al XXX, p. 128, narrai la conversione dal
suo alleato Stanislao di mantenersi in Po- luteranismo di Augusto figlio del re, con
lonia. Dovette difendere gli stati di Car- indescrivibile consolazione di Clemente
lo XII, chegl'impedì di accomodarsi con XI il sul lodato p. Theiner ne produsse
:

Augusto II che aspirava a rimontare sul l'esatta relazione a p. 109. Augusto 11 ri-
trono, per cui era pronto a cederglielo ; preso Io scettro coi suoi due disegni fa-
insistendo Stanislao I nel divisamento. voriti, di vendicarsi degli svedesi edipie-
,

POL POL 69
gore i polacclii a servitù, li conservò fin- non essere sostenuto, il genero Luigi XV
ché D'accordo con Pietro I assalì
visse. gli promise i più validi soccorsi, per cui
la Svezia, quando
ìurchi facendo un di-
i si arrese. Travestito giunse in Polonia e
versivo sparsero Io spavento; per lo che diffuse la massima allegrezza, ed agli i \

Clemente XI tanto benevolo colla Polo* settembre 1 733 con tutti suffragi fu pro- i

nia, gli spedì soccorsi e lo raccomandò a clamato re, tranne il cancellieredi Litua-
molti sovrani. Ritornato Carlo XII nei nia ealcuni malcontenti: Clemente XII lo
suoi stati e minacciando guerra accani- riconobbe e ordinò al nunzio che gli pre-
ta, Augusto promosse una lega contro
II stasse i dovuti onori. Ma non andò guari
di lui, raa la discordia non tardò a divi- che un'armata russa mosse contro Varsa-
dere i confederati , dappoiché Pietro I via, ove ne'sobborghi fece eleggere a'5 ot-
stava trattando il ristabilimento di Sta- tobre per re Augusto III figlio deldefun-
nislao I col re di Svezia, quando questi to , mentre Stanislao I erasi ritiralo in
morì neh 718. Non potendo Augusto II Danzica, i cui abitanti aveanogiurato fe-
esercitare l'assolutismo sui polacchi, che deltà. I russi r assediarono nel febbraio
armata mano difendevano le loro liber- 1734 , i non basta-
soccorsi di Francia
tà, a pacificarli ricorse allo czar; poscia rono; travestito Stanislao fuggì, ed in
si diede in braccio alla mollezza ed al lus- conseguenza delle vittorie riportate dai
I so a spese della Sassonia. Clemente XI fi ancesi suCarlo VI, a' 1 8 novembre 736 i

per resistere ai turchi mandò un soccor- fu statuito che Stanislao avrebbe rinun-
so di denaro al conte Scievanski genera- ziato, conservando! titoli e gli onori di
le in capo de'polacchi, esortando il re a redi Polonia, restituiti i beni patrimo-
vincere colia dolcezza suoi contrari e ad
i niali e messo in possesso de'ducati di Bar
ordinare l'esercizio libero del cullo cat- e Lorena (^.), i quali alla sua morte sa-
tolico nella Lusazia, e che cattolici se- i rebbero uniti alla Francia. Si acquistò il

guitassero a godere gl'impieghi e privi- nome di benefico , di principe perfetto


legi loro promessi quando Leopoldo I ce- protesse Gesuiti [F.), e pianto da tut-
i

de la provincia. Nel voi. V, p. i


7 , raccon- ta Lorena morì nel 1 766.
tai come Benedetto XIII annullò quan- Augusto 1 1 fu riconosciuto da Clemen-
1

to la dieta di Grodno avea decretato con- XI le dal suo nunzioPrtz/Z«m nel 1734,
te
tro le libertà ecclesiastiche e la nunzia- non però universalmente che nella dieta
tura. QuestoPapa canonizzò s. Stanislao tenuta in Varsavia nel 1736. Nel tempo
Koslka polacco gesuita, che Clemente X delle vertenze fra' due pretendenti dai ,

avea dichiarato principal protettore del- fautori di Augusto IIIsi pubblicò un vo-

la Polonia, come ss, Adalberto e Sta-


i to di 4 il quale scioglieva i po-
teologi,
nislao vescovo. Mentre Augusto II pro- lacchi dal giuramento con cui si erano ob-
gettava cedere alle vicine potenze alcune bligati a non ammettere per re chi non
Provincie della Polonia, a fine di rende- fosse piasta^cìoè nazionale. Per dare mag-
re corona ereditaria nella sua casa, mo-
la gior autorità a questa scrittura falsamen-
rì nel iy33. Diversi personaggi concor- te l'intitolarono Resolutio romana tìieo-
:

sero a succedergli, come il suo figlio Au- logorimi SS. D.N. Papae Clementis XI l
gusto elettore di Sassonia, sostenuto dal- deputatoruni super niillitate et invalidi-
la Russia e dal suo suocero Carlo VI im- tate juranienti tempore convocationis co *
peratore. Il primate ed i signori più in- miliorunipraestiti^adEm. et Rev. d. car-
signi di Polonia aveano scongiurato Sta- dinalem s. Clementis Albani Poloniae
nislao 1 ad andare a ricevere la corona, protectoreni transmissa. Clemente XII la
che tutti gli ordini dello stato gli vole- condannò severamente e risolvette con-
vano conferire. Temendo Stanislao di tinuare nella neutralità, finché uno dei
70 POL POL
pretcnilcnli fos^e pacifico possessore del- i vescovi di Polonia, come toccai nel voi.
la corona. Ligio alia Russia, Augusto Ili XIV 80, ove pur dissi del suo inte-
, p.
preferì il soggiorno di Dresda a quello ressamento pei gesuiti con re Stanislao
di Varsavia, procedendo la Polonia (|ua- I. I russi espulsero dalla Curlandia Car-

si senza amministra/ioncper 3o anni, in lo figlio del re, pel quale fu di grave dis-
regolare anarchia. Clemente XII onorò piacere , vedendoli impegnali ad allon-
il figlio quando neh 788 si recò in Ro« tanare dal trono di Polonia i principi sas-
ma, e mandò consueto donode'com-
gli il soni, per cui abbandonò il regno e si re-
iueslibili,al modo dello nel voi. XLI, p. ove morì nel 1763.
stituì nell'elettorato,
I 55; ed ancora onorò la figlia M." Ama- A'7 settembre 764 fu proclamato re, 1

lia quando passò suo stalo andando pel per l'impegno di Caterina II imperatri-
n Napoli moglie a Carlo Hi, e fece pre- ce di Russia, di cui godeva la benevolen-
mure ai padre perchè aiutasse l'impera- za, e de'propri zii Czartoriski, Stanislao
tore nella guerra coi turchi. Nel 742 la 1
liPoniatowski d'antica famiglia lituana,
Prussia conquistò all'Austria gran parte che alla coltura dello spirito accoppiava
della Slesia ch'essa dominava da'primi del i modi più. gentili e lutti gli esterni van-
secolo XV i, solo restando all'Austria la taggi, già ambasciatore del predecessore
regione settentrionale o Slesia austriaca. a Pietroburgo. Salito sul trono innalzò
Ne* voi. IV, p. 1 8 I , V, p.26, 28, 42, narrai la sua famiglia all'ordine principesco, or-
le provvidenze di BenedetloXIV sulla u- ganizzò 1' amministrazione, si condusse
niouede'basiliani ruteni in un sol corpo, con prudenza e moderazione e fece di tut-
sui matrimoni che facilmente si scioglie- to per rendersi gradito al popolo e alla
vanoinPolonia,sulIedignilà che nelle cat- nobiltà; ma tante vi erano nella nazione
tedrali sidavanoai monaci, sugli oratorii cause di divisioni e disordini, che gli sfor-

privati e sugli ebrei. Sulla disciplina eccle- zi suoi per farla felice e .pacificarla fin
siastica riguardante il matrimonio in Po- d'allora tornarono vani. La religione cat-
lonia, sui frequenti divorzi e sui matri- tolica era la religione dello slato , ma i

moni misti si può vedere il p. Theiner, dissidenti della chiesa greca, i luterani, i

Vicende della chiesa nella Polonia ^ p. calvinisti che aveano goduto gli stessi di-

521 e seg. Intimorito Augusto IH del- ritti, dopo il 7 I 7 n'erano slati spogliali:
I

l'ingrandi mento di Prussia, si collegò col- le potenze e soprattutto la Russia inlerce-


la regina d' Ungheria, ma soggiacque a derono per essi inutilmente fino al 1768,
sconfitte e ricorse ai russi ; e Federico II in cui fu loro concesso il libero esercizio
per seconda volta occupò Dresda. Nel
la d'ogni religione, con facoltà di giungere
1753 avendo il palatino di Culnia dal agl'impieghi. Se non che la nobiltà catto-
tribunale della nunziatura appellato ai lica formò una confederazione a Bar in
magistrati civili, il clero ne restò offeso e Podolia per distruggere tali libertà, e ne
minacciò le censure, il che produsse mol- risultò una delle pii^i crudeli guerre in-
te scritture; ma Benedetto XIV per me- testine. AfQitto Clemente XIll della pro-
diazione dei re e dell'arcivescovo di Gne- tezione che le potenze acattoliche da-
,

sna sopì Clemente Xlil nel


le discordie. vano in Polonia ai protestanti e scisma-
1 760 molti brevi indirizzò al duca di Cur- tici, per cui i vescovi di Cracovia e di
landia ed ai vescovi di Gnesna e di Livo- Kiovia erano stali deportati, e il secon-
nia sullo stato della religione in quel du- do giunto in Roma si fece gesuita, a
cato, Bull. cont. t. I, p. 3 08 e seg. Nei mezzo del nunzio Visconti esortò gli al-
1763 con la bolla Ecclesiastici ^ citato tri vescovi alla difesa della religione, im-
Bidl. 391, confermò quelle sul-
t.i I, p. plorando l'aiuto celeste con pubbliche o-
rallernaliva de'beuefizi tra la s. Sede ed razioni in Roma e processione a s. Pie-
POL POL 71
tro, cui inlerveruie col clero secolare e dente soffri grandi modificazioni dettate
regolare : laonde alle premure del Pon- dalla Russia, che viemmaggiormente in-
tefice si attribuisce la formazioneo ilcon- debolì il potere esecutivo e preparò nuo-
solidauieuto della confederazione per so- ve dissensioni. In luogo del consiglio del
stenere le patrie leggi e la cattolica reli- regno s'insti tn'i un consiglio permanente
gione dominante. Indi canonizzò s. Gio- presso al re, ed ilmonarca non fu in real-
vanni Catizio. Il successore Clemente tà che il presidente della dieta. Ridotto
XIV nel 1769 trovò che la Polonia pen- Stanislao II all'impotenza di fare il be-
savaalaiododi diminuire i privilegi del- ne, tentò migliorare l'amministrazione e
la nunziatura e di porre in conseguenza fece compilare nuovo codice di leggi. Di-
un limite all'autorità pontificia. Frattan- strutta per mala ventura la compagnia
to la confederazione di Bar dichiarò va- di Gesù, la quale intendeva con felicissi-

cante il trono, che Stanislao II verreb- ma riuscita ad allevare negli ottimi stu-
be rapilo e dato in mano
Pulawski ge- a di e nella vera pietà la gioventù ecclesia-
nerale de' confederati. A* 3 settembre stica e secolare, videsi il governo polac-
1 77 I il re fu di fatto rapito in Varsavia co gravato del debito di prendersi cura
e crudelmente feritoe strascinato nel mo- e sopperire alla disciplina degli antichi
do il più riprovevole; tultavolta potè maestri. Creò una commissione al re sog-
scampare dal grave pericolo e ritornare getta d'illustri personaggi che nel 1774
nel suo palazzo dopo indicibili patimen- stesero ben ordinata riforma della pub-
ti. Col prelesto della peste che afflisse Po- blica istruzione, che trasmisero per mez-
lonia, i vicini potentati Austria, Prussia zo del celebre nunzio Garampi a Cle-
e Russia raccolsero truppe sulle frontie- mente XIV, chiedendo l* autorizzazione
re, quindi profittando dell'anarchia che di aprire le scuole pubbliche ne'conven-
vi regnava per le violenti contese tra i ti sotto la disciplina de'regolari, e che nei
caltolici e i dissidenti sostenuti dalla Rus- monasteri delle monache si potessero e-
sia, stabilirono dioccupare e dividersi una d ucare le nobili fanciulle : il Papa appro-
gran parte del regno; quindi nel settem- vò ed istruì il nunzio pei relativi prov-
brei772 misero in campo varie preten- vedimenti e concerti coi superiori degli
Lo scopo della
sioni sul territorio polacco. ordini regolari. L'insegnamento fu affi-
guerra fu dunqueapertamente lo smem- dato quindi aoltre4oo ex gesuiti, ch'eb-
bramento del reame fra i tre potentati, bero le principali condotte ne'licei e col-
ed il trattato di divisione fu conchiuso do- legi delle Provincie, come nelle univer-
po lunghe negoziazioni, prima neh 772 sità di Vilna, Varsavia e Cracovia, ren-
a'5 agosto e poi definitivamente a Pie- dendosi celebri e benemeriti gli ex gesui-
troburgo nel 778. In conseguenza la re-
( ti Naruscewicz e Slrecki , preposti alla
gione tra la Dwiua o Duna, il Nieper e commissione degli studi.
ilDroutch toccò alla Russia (^'.); passa- La nobiltà restata malcontenta del co-
rono sotto il dom'ìuio dell'Austria (F.)f dice, credendosi olfesa nelle prerogative,
la parte più popolosa, cioè la Galizia, la lo rigettò nella dieta del 1779. Il re a sue
Lodomiria, Zyps e poi la Bukovrina, ed spese fece costruire un superbo ospedale
il quartiere dell' Inu; e gran parte della per gì' invalidi e procurò migliorare la

Prussia occidentale o reale cadde in po- coudizione del militare. Scoppiata nel
tere della Prussia (V.), vale a dire la por- 1788 la guerra fra la Russia e la Porta
zione più opulenta e commerciante. La ottomana , il re propose nella dieta mi-
uazionesi vide costretta a dare il suo con- glioramenti sulle finanzee l'aumentodel-
senso a tale spoglio in una dieta, e la co- l'esercito la Russia protestò contro qua-
:

blituzioue della Polonia rimasta iudipeu- lunque innovazione, la Porta in vece prò-
71 Pt)L POL
mise sostenere polacchi. Sin nlstao
i 1 1 pro- quella dello slato,gli altri culti permes-

pendeva per la Russia, ma si vide obbli- sicon libero esercizio. Ni uno potesse es-
gato cedere oU'influeuza della Prussia di- sere re di Polonia ( com' era stalo de-
venuta avversaria de'russi, questa dichia- cretato nel concilio di Pelricaw nell'an-
rando che la guarentita costituzione po- no 1578) e granduca di Lituania, se
lacca data dalla Russia non poteva im- non fosse cattolico romano. La corona
pedire il libero esercizio di sovranità che ereditaria nella casa elettorale di Sas-
appartiene a qualunque nazione. Nei sonia (per volere della Prussia). Man-
1
789 pel mantenimento della costituzio- tenuti i privilegi alla nobiltà ed i conla-
ne essendo esausto l'erario, i magnati nel- dini protetti da leggi speciali. Il potere
la dieta di Varsavia, ad esempio dell'as- legislativo devoluto agli stali divisi in due
semblea francese, decretarono di profit- camere; l'esecutivo al re, assistito da un
lare de'beni del clero, diminuendo le ren- privato consiglio, composto del primate,
dite de' vescovi, ponendo a contributo i di5 ministri e di 2 segretari. La Prussia
più facoltosi ecclesiastici pei bisogni del- approvò e rinnovò le proleste di prole-
la patria. 11 clero ricorse a Pio VI per zione; così altri potentati, tranne la Rus-
essere sostenuto ne' suoi antichi diritti, sia. Pio VI ne fu consolato, ma non po-
già rispettati dai russi e svedesi nelle guer- tè esaudire le suppliche della dieta per
benché di comunione diversa dallaro-
re, la reintegrazione de'gesuili nel regno, per
mana. 11 Papa ordinò al nunzio iSVz/wzzo le circostanze de'tempì e la gelosia di po-
che presentasse alla dieta le sue doglian- tenti sovrani che ne impedirono il risor-
ze, con quella memoria cheriportanoTa- gimento. Il partito dell' opposizione for-
vanli e Beccatini nella vita di Pio VI. I mandosi in confederazione a Targowicz,
polacchi già divoti alla Sede risposero
s. si rivolseallecortidiRussia e Austria per
corte di Roma non
."
con alterezza, che la rovesciare la costituzione ,
per cui la i

avea diritto a reclamare rendile che si nel 1792 dichiarò che non l'approvava
doveano impiegare nelle imperiose ne- e che la sua armala si muoveva in soc-
cessità della repubblica. Quindi la men- corso de' confederati onde Stanislao il ,

sa del vescovo di Cracovia da 800,000 stretto da tale esercito a'23 luglio ade-
fiorini ( da circa due paoli l'uno ) annui rì alla confederazione. La Russia allora
fu ridotta a 100,000; quella del primate occupò tutta la Polonia, e nella dieta di
arcivescovo di Gnesna da tre milioni a Grodno contribuì alla soppressione del-
soli 200,000. Pio VI fece passare a Var- la costituzione e al ristabilimento dell'au-
savia il conte Guiccioli uditore della nun- lica. La Prussia cambiò politica ,
prote-
ziatura di Colonia, peroltenere dalla die- stando che essendo in guerra con Fran-
ta moderazione verso il clero , ma inu- cia importava assicurarsi a tergo da un
tilmente. Nel 1790 la Prussia con trat- paese, in cui le fazioni potevano far na-
tato di nuovo promise la sua assistenza, scerede'pericoli.Quindi a'2 3 luglio 798 i

nel caso che la Polonia fosse assalita a r Austria, la Russia e la Prussia forma-
causa de' cambiamenti da farsi alla sua rono la seconda divisione della Polonia,
costituzione. La Polonia allora cominciò in modo che a tale paese non restò più
tale grande opera , mentre Stanislao li del terzo dell'antica sua superficie, e Var-
avea moltoguadagnato nella pubblica o- savia residenza del re divenne città di
pinione,ciòche gli faceva sperare influen- frontiera; dappoiché la Russia si prese
za nella dieta dell 791. In questa fu com- circa altre 3,ooo leghe quadrale di super-
pilata la nuova costit^izione, giurata dal ficie, la Prussia più di 1,000 con le im-
re e dall'assemblea^ in cui fu statuito pi in- portanti città di DanzicaediThorn.Ta-
cipalmcote. La religione cattolica essere le avvenimento mise la disperazione nei
POL POL 73
cuore (le'polacchi, scoppiando nuova ri- anche con lutto il territorio di Cracovia,
voluzione sotto gli auspicii del coraggio- colla pace di Vienna del 809. L'esisten-i

so Rosciusko. Griiisoili otleunero qual- za di questo stalo fu precaria, ed i rove-


che vantaggio sui prussiani , nia russi i sci di Napoleone ne affrettarono la oìi-

comandati da Souwarow presero Varsa- litare occupazione. Neli8i5 il congres-


via, e batterono Rosciusko; chiamalo a so di Vienna a'7 febbraio dopo aver sop-
GrodnoStanisIaoll,a'25novem}3rei794 presso il granducato di Varsavia, formata
1'obbligarono a sottoscrivere il trallalo la repuhblica di Cracovia al modo detto
dcir ultimo spartimento di Polonia Ira in principio di questo articolo, non poten-
Austria, Prussia e Russia, dare ilsuocon* do le tre potenze convenirsi sul suo ter-
senso alla distruzione del proprio reame, ritorio , riconosciuti dominii dell' Au-
i

a rinunziar per sempre a'suoi diritti ed stria (cui furono concedute le famose mi-
a deporre la corona. Visse quindi a Grod- niere di sai fossile a 5 leghe da Cracovia),
110 con una pensione di 200,000 ducati Prussia e Russia, per questa ultima eres-
che gli assegnarono potentati condivi-
i se il regno attuale di Polonia, di cui ne
denti, e morì a Pietroburgo nel 798, lo- i prese il titolo e le insegne a' 10 aprile l'im-
dato per le sue beile qualità e per la digni- peratore Alessandro 1. Questi a' 18 mar-
tà con cui si rassegnò alla sua disgrazia. Z01817 nel dargli la costituzione stabili
Pio VI che lo amava come saggio, reli- negli articoli 1 1 e 3i. » La religione cat-
gioso e di voto della s. Sede, ne pianse le tolica romana, riconosciuta sinodai tem-
sue avversità, consolandolo con lettere di pi più rimoti,anche in epoche nelle qua-
paterna dilezione. L'ultimo nunzio di Po- li il numero degli abitanti era molto più

lonia fu Lìtiaj poi ambasciatore in Rus- grande, come religione del popolo , go-
sia, come Io era stalo Jrcìictli^ e come drà anche in avvenire, come per lo pas-
lo fu y^rezzo: nelle biografie di questi e satOj per tal motivo il patrocinio parti-
degli altri cardinali stati nunzi, riportai colare del governo, senza però che in tal
nozioni riguardanti le nunziature di Po- modo venga minimamente limitala la li-

Ionia; per quella del Lilla le riportai a bertà delle altre religioni, le quali tulle
Kjovia ed a Mohilow, A questi artico- godranno senza eccezione, sotto la prote-
non che a tutti gli altri summento-
li, zione delle leggi, il pieno e pubblico^ eser»
vati delle sedi arcivescovili e vescovili di cizio di questa loro libertà. Gli ecclesia-
Polonia, si possono leggere le loronotizie stici cattolici romani e quelli della chie-
ecclesiastiche, le quali sono pure della sa greca unita invece delle somme che
Polonia civile. pagate venivano loro dal governo ,
per-
In Pietroburgo a' 3 gennaio lygSfu cepiranno annualmente una rendita de-
segnato dalle tre potenze il detto parlng- terminala di due milioni di fiorini polac-
gio, che cancellò la Polonia dal rango del- chi, assegnata sopra beni nazionali, dei
le nazioni europee, dopo essere stata per quali saranno usufruttuari, come piena
quasi due secoli teatro d' anarchia, per ed inalienabile loro proprietà. « Alessan-
le frequenti contese tra il senato e il so- dro I fondò l'ordinamento religioso qua-
vrano. Nel 1 807 le vittorie di Napoleone, si sui medesimi rei principii ch'eranoen-

che descrissi a Francia , col trattato di trati a comporre l'ordinazione della chie-
Tilsit lepermisero con quasi tuttala Po- sa cattolica latina nella Russia e nelle an-
lonia prussiana come di Cracovia di e- tiche Provincie polacche, per cui incon-
rigere in granducato Varsavia a favore trò forte resistenza presso l' alto clero ;

del gran principe Federico Augusto di giaccliè la nuova costituzione pose in ri>
Sassonia, il cui elettorato avea eretto in volgimento l'antica gerarchia della chie-
regno; il territorio gli venne aumentalo, sa polacca, essendosi inoltre la sedepri-
6

y4 ^Oh POL
tnaziale di Gnesna col ducato di Posna- erano necessari al compimento della con-
pia ceduta alla Prussia. All'articolo Gs' grua o all'intiera dotazione delle niense
SUITI raccontai che dopo la soppressione vescovili, dei capitoli cattedrali e de* se-
restarono in Polonia ne'dominii russi e minari; a condizione però che fosse prov-
grandemente vi fiorirono proietti da Rus- veduto al mantenimento dellechiese del-
sia e Prussia; narrandoti perchè nel 1 8 1 le abbazie, monasteri e benefizi semplici
ne uscirono, accolti in Galizia dall' im> da sopprimersi, e che in ogni diocesi ri-
peralore d'Austria; avendo detto a Rio- manesse un numero di benefizi semplici,
via che nel 1795 e nel 1839 nella Gali- acciò vescovi potessero rimunerare gli
i

zia fuben accolto il perseguitato clero ru- ecclesiastici benemeriti. Fatalmente un


teno. L' imperatore Alessandro I per la cumulo di tali proprietà d' annua visto-
riordinazione della chiesa cattolica nel sissima rendita passò al pubblico erario.
nuovo regno di Polonia istituì una lega- Insorsero a'2g novembre 83o polacchi, 1 i

zione diplomatica permanente in Roma incominciando il movimento a Varsavia;


russo-polacca presso la s. Sede, che tutto- fiera ed accanita fu la lotta che loro op-
ra esìste, a sostenere la quale pel i.° vi pose l'imperatore Nicolò I divenuto re di
destinò il principe Italinski in qualità di Polonia fino dal i825; ma finalmente
inviato straordinario e ministro plenipo- cadde Varsavia sotto i colpi del legittimo
tenziario a Pio VII. Tutti gliaffari con- potere agli 8 settembre 1 83 1, e nel suc-
dotti dal cardinal Consalvi terminarono cessivo anno lo statuto, di cui feci cenno
felicemente, ed a'28 gennaioi8 18 Tlta- in principio, mutò le sorti della Polonia,
linski sottoscrisse un concordalo in nome che fu dichiarala parte integrante della
della Russia per la Polonia, nel quale ven- Piussia. Allorché la Polonia in preda al
ne stabilitoche Farsavi a awehbe un ar- reospirito di sedizione, intieramente scon-
civescovo e che nel regno sarebbero 8 vi volta perle politiche vicende, Gregorio
sedi vescovili. Si determinarono nello stes- XVI qual maestro universale della gran
so tempo le modiche tasse che si dovreb- famiglia cattolica, geloso depositario e
bero pagare per la consegna delle bolle zelante sostenitore delle immacolate dot-
d' instituzione. In conseguenza Pio VII trine di una religione, cui fra le altre fu
dopoavere eretto l'arci vescovato di Far- e sarà sempre sagra la massima della per-

savia, emanò la bolla Ex imposila No- sommissione ed ubbidienza


fetta fedeltà,

Z»/^, de'3o giugnoi8i8,i5/f//. coni. 1. 15, dovuta dai sudditi al sovrano temporale
p. 6 e Annali della scienze rei. 1. 3, p.
1 , 1 il bisogno e sentì
nell'ordine civile, vide
828, per la nuova circoscrizione e rior- ildovere di rammentarla e d'inculcarla
dinamento delle diocesi nel regno di Po- opportunamenlealla nazione polacca, in-
Ionia, con la quale soppresse alcune an- dirizzò a que' vescovi una lettera eccitan-
tiche cattedrali, eresse il vescovato di Po- doli all'adempimento dell'obbligo annes-
(llachia, trasferì quello di Wigny a Sey- so al loro m mistero, di coltivare nel clero
iia, il Kielcense a Satidoinir, stabilendo e nel popolo la subordinazione, la fedel-

le diocesi di Farsa^na , Cracovia, La- tà, la Quindi deferendo alle istan-


pace.
hlinOj PFladislavia, le dotazioni ed epi- Gagarin nel
ze fatte dal ministro principe
scopii,dicliiarando che i beni degli ordi- nome imperiale, non lasciò di ripetere gli
ni regolari già soppressi sarebbero aggiu- amorevoli esaggisuoi avvertimenti ai ve-
dicali in sussidio delle chiese cattedrali e scovi del regno, nello scopo di cooperare
dei seminari. Al vescovo di Wladislavia col mezzo loro alla consolidazione dell'or-

Malezewski conferì la facoltà di soppri- dine politico poco prima ristabilito in Po-
mere nelle forme canoniche tanteabba- lonia , e di ricondurre sulla via del do-
zie, monasteri e beucQzi semplici, quanti vere quei particolarmente del clero , che
POL POL 75
per somma sventura se ne fossero allon- lebrarsi dinanzi al sacerdote greco-russo
tanati, mediante la lettera Cum prinium, con r obbligo di educar tutta la prole
de'9 giugno i832. nella religione greca non unita. Per tutr
Air articolo Kiovia (il cui prelato fu tociò,per imperioso dovere del suo su-
già metropolitano delle due Russie), ri- blime ministero e per l'ingiuriosa atro-
portai diverse notizie civili ed ecclesia- ce calunnia che quanto avveniva in Rus-
stiche della Polonia ( i cui re e principi sia e Polonia fosse risultato de'preceden*
lituani protessero le sedi cattoliche Iali- ti accordi col capo della chiesa cattolica
ne e greco-rutene) , non che della nun- o almeno di dissimulazione, l'impertur-
zialui'a apostolica ; come greci non uni-
i babile Gregorio XFI (/^.) si trovò nel-
ti acquistassero i diritti civili e religiosi l'indeclinabile necessità di alto alzar la vo-
degli uniti cattolici per volere di Russia, ce dalla cattedra di s. Pietro delle sue in-
la quale dopo primo smembramento
il cessanti sollecitudini perla chiesa catto-
delia Polonia travagliò sempre la chiesa lica in Piussia e Polonia, principalmen-
cattolica, e perciò narrai quanto sino ai te con quella celebre allocuzione corre-
giorni nostri questa operò e patì, come data di documenti irrefragabili ed au-
(guanto fecero i russi per ridurre alla lo- tentici, che ricordai nel citalo articolo, il
ro chiesa eterodossa i greci-ruleni-uniti, cui dolente grido giunse a tutti i figli del-
e quanto si adoprarono i Papi per difen- la chiesa cattolica in tulli gli angoli del-
dere gli ortodossi, massimamente Grego- la terra. In questa allocuzione si deplora
rio XVI, che fu visitato in Roma da Ni- lo stato della chiesa cattolica ne'dominii
colò I, e celebrai la storia pubblicata sul- russi e di circa dodici milioni di cattolici
le memorate vicende dal benemeiilo p. (sparsi nell'impero riunito di Russia e Po-
Theiner. All'articolo Mohilow metro- lonia), essendo proibita e impedita ai ve-

polita Ialino di tulli i domini! dell'im- comunica-


scovi ed ai cattolici la libera
pero e delia Russia Bianca (chiamata an- zione colla Sede negli affari spirituali,
s.

che rutena ), parlai di sua istituzione e mai essa avendo ottennio nelle tante e-
vicende, della chiesa cattolica latina ìu nergiche e reiterate istanze di poter te-

Polonia e nella Russia da Caterina 11 sino nere un rappresentante presso l' impe-
ai nostri giorni, dell' ambasciatore man- riai regia corte,afronledello stabilimen-
dato da Caterina II a Pio VI , il quale to della legazione russa inRouìa. Riepi-
deputò per legato all'imperatrice il nun- logò Gregorio XVI nell'allocuzione la se-

zio di Polonia Archellij come pure rac- rie delle sue cure zelantissime e delle ri-

contai quanto avvenne nelle diocesi del- mostranze oflìciose d'ordine suo fatte ai
le Provincie russe- polacche dopo lo spar- ministri plenipotenziari residenti in Ro-
timento di Polonia, e le gravezze cui sog- ma o direttamente all'imperalore, insie-
giacquero i cattolici non ostante i tratta- me all'esposizione degli aggravi della re-
ti solenni convenuti dalla Russia nel di- ligione cattolica nelle vaste regioni rus-
venir signora della regione ; delle nun- se,avanzale al ministero, invocando ri-
ziature di Lina e Arezzo sotto Pio VI e paro dall'equità e grandezza d'animo di
Pio VII ; di quanto di lagrimevole a Nicolò I. In questo prezioso documenta
pregiudizio della Chiesa e precipuamen- di apostolico zelo principalmente si re-
te nel regno di Polonia avvenne per le clama contro la quasi totale dipendenza
dure oppressioni e molteplici aggravi nei imposta dal governo russo ai vescovi nel-
pontificati di Leone XII e Gregorio XVI, l'eserciziodel loro ministero. Contro l'in-
sotto il governo del magnanimo impera- segnamento e l'educazione anche del cle-
tore Nicolò I, anche per ciò che riguar- ro, per l'esclusione de' vescovi e superio-
da i matrimoni misti che dovevano ce- ri religiosi. Contro i'impovcrimeuLo del-
,

76 POL POL
la Chiesa pei' lu privazione di sue prò rono onori, distinzioni e premi a quei del
pi'ietù e riduzione alla metà delle pen- clero russo che eftìcacemcnle si fossero a -
sioni assegnate ai vescovi , come pei* iu doperati per far prevaricare i cattolici
soppressione di 10-2 monasteri e conven- confiscandosi i beni a chi abbandonasse
ti Ialini di vari oidini,eper l'aggiudica- la comunione greco russa, oltre altre se-
zione al fisco de' fondi delle scuoie par- vere determinazioni. Contro le provvi-
rocchiali ede'collegi; tuttociò ad onta del sioni e collazioni di alcune sedi vescovili,
trattato conchiuso nel lyyS tra la Prus- senza alcuna intelligenza colla s. Sede.
sia e la Polonia, a fronte del disposto nella In fine contro il deplorabilissimo avve-
bolla Ex iinposila di Pio VII, ed in oppo- nimento dell'infelice defezione della chie-
promulgato
sizione allo slattilo orgrt/izco sa cattolica per opera de'suoi nemici, di
pel regno di Polonia nel i832. Contro più vescovi, buona parte del clero e del
le disposizioni presea danno degli ordini popolo e de'greci-ruteni-uniti nelle pro-
regolari e cessazione de' provinciali del- vincie polacco-russe. Su questa unione
l'ordine basiliano ( del quale parlai nei della chiesa rutena-cattolica colla chiesa
\ol.lV,p. i8i,i82,XXXVIl,p. 35ed nazionale russa, scrisse il p. Theiner: La
tdtrove) lustro, ornamento e precipuo so- chiesa scismatica russa, ed io ne tratte-
stegno della chiesa greco-rutenounita rò a Ruteni e Russia, riportandovi mol-
nella Lituania e Russia Bianca. Contro i tissime notizie riguardanti la Polonia e
funesti elFetti della troppa estensione del- sue chiese. Della chiesa di Galizia e Lo-
le diocesi e prolungata vacanza delle se- domiria parlai aLEoi'OLi oLetnberg. Di
di , e della nomina di pastori poco ido- quelle esistenti nella Prussia a quest'ar-
nei. Contro le chiese tolte ai cattolici dei ticolo, a GprESPTA, a Posivania, ec.
due riti greco e latino, e date agli etero- Le rimostranze di Gregorio XVI fu-
dossi di culto greco non unito, massime rono coronate di qualche successo ,
pel
il sontuoso santuario di Nostra Signora memorabile abboccamento avuto nel di-
di Poczaiow, celebre pei di voti pellegri- cembre i84t» col l'imperatore Nicolò I e
naggi, e dell'annesso ricchissimo mona- per le incominciate trattative per deve-
stero de'basiliani in Volinia, oltre altre nire ad una convenzione o concordato che
chiese e monasteri del medesimo ordine la morte gl'impedl di elFeltuare. Questa
in Lituania , in un alla gran certosa di ventura toccò al successore Pio IX j al
Bercza. Contro il sovvertimento della ge- modo che dissi a quell'articolo, il quale
rarchia de'greci -ruteni -uniti, e di copio- colla convenzione conchiusa con l'impe-
so numero di parrocchie cattoliche. Con- ratore a' 3 agosto 1847 e che qui ripor-
tro l'interdizione negli stati imperiali di lo, tranne gli articoli Vili, IX e X, che

ammissione d'ogni sorta di rescriltie bol- riprodussi a Patriarcato armeno per la


le pontificie. Contro le comminate pene numerosa popolazione di quel rito, e tran-
ai pretesi rei di procurata conversione ne gli ariicoli XXIII XXIV, XXVII,
,

dal culto dominante alla comunione ro- XXIX, suir accademia ecclesiastica di
mano-cattolica. Contro la proibizione al Pietroburgo dipendente dall'arcivescovo
clero latino di ascoltare le confessioni di di Mohilow, e alunni da mandarvisi dal-
persone sconosciute e di ammetterle al- le diocesi,che pubblicai a Pietroburgo,
la comunione eucaristica. Contro il di- furono regolati gli altari ecclesiastici di
vieto di ammettere alla comunione cat- Polonia e di Russia, anche colle lettere
tolica chiunque anche una volta e co- apostoliche ricordate a Pio IX pel rego-
munque avesse comunicato in ritogre- lamento delle diocesi di rito latino nel-
eo-russo,non potendo quegli mai essere l'impero russo. Nutrendo speranza il Pa-
separalo da questo; meulre si dispensa- pa per la ricomposizione degli alfari del-
POL POL 77
In cliiesanUena, die ai callolici sia ac- chie di ogni diocesi, e saranno sottoposti
cordata la libertà di comunicare colla s. alla sanzione della s. Sede.
Sede, che i beni sieno restituiti al clero, IH. Nelle 6 antiche diocesi si conserva
che sieno rimossi dai concistori de' vesco- il numero de' suffraganei istituiti dalla
vi laici posti dal governo, che sia tolta
i bolla di Pio Videi 1798.
la legge sui matrimoni misti, che sia le* IV.InSaratow vi saràunsuffraganeo
vaia la prescrizione sull'età della profes- del nuovo vescovo di Kherson o Cherson.
sione religiosa , che sieno ripristinale le V. Il vescovo di Cherson godrà l'as-
scuole ne'conventi ecclesiastici ed i supe- segno di 44^0 rubli d'argento. Il suo suf-
riori provinciali , ed eliminato l' impe- fraganeò riceverà un assegno eguale a
dimento della conversione al cattoli- quello degli altri vescovi suffraganei del-
cismo. l'impero, cioè 2,000 rubli d'argento.
I. Neil' impero russo resta determi- VI. Il capitolo cattedrale di Cherson sa-
nato a 7 il numero delle diocesi caltoli- rà composto di 9 membri, cioè due prela-
che romane , un arcivescovato cioè e 6 ti o dignità, il preposto e l'arcidiacono,
vescovati. i.° L'arcidiocesi di Mohìlow 4 canonici, 3 de'quali eserciteranno l'uf-
che abbraccia tutte le parti dell'impero fizio di teologo, di penitenziere e di cu-
non comprese nelle sei diocesi qui sotto ralo, e di 3 mansionari o beneficiati.
nominale; vi è annesso anche il grandu- VII. Nel nuovo vescovato di Cherson
cato di Finlandia. i° La diocesi di TVH' vi sarà un seminario diocesano: vi saran-
na che comprende governi di i Wilna e no mantenuti a spese del governo i5 a
Grodno come si trovano in oggi circo- 25 alunni siccome pensionali degli al-
i

scritti. S."" La diocesi di Telsce o Samo- tri seminari.


gizia che abbraccia i governi di Curlan- XI. Il numero delle diocesi del regno
dia e quello di Kowno entro que'limiti di Polonia rimane come è stato stabilito
in cui oggi si trovano. 4*° La diocesi di dalla bolla di Pio VII del 3o giugno
Minsk die abbraccia il governo di Minsk 1818. Nulla si è cambiato circa il nume-
ne' suoi limiti attuali. 5.° La diocesi di ro e la denominazione de'suffiaganei c-
Loulzk (o Luceorìa) e Z/Vo/w/r compósta sistenti in queste diocesi.
de' governi di Kiovia e di Volinia nei lo- XII. La designazione de' vescovi per
ro limiti attuali. 6." La diocesi di Kame- le diocesi e pei suffraganeali dell'impero

nclz o Kaiiìinieck che comprende il go- di Russia e del regno di Polonia avrà luo-
verno di Podolia ne' suoi limiti attuali. go ogni volta in seguilo di preventivo con-
7.° La nuova Rherson o Cher-
diocesi di certo fra l'imperatore e la s. Sede. L' i-

son (o ChersOi Fedi} nel Ponto Eussino, stituzione canonica sarà loro accordata
di cui parlai pure a Patriarcato armeno) da sua Santità nelle forme consuete.
che consta della provincia di Bessarabia XIV. Gli affari da sottomettersi pre-
(di cui parlai a Odessa), de' governi di ventivamente alle deliberazioni del con-
Rherson, di Eknteiinoslaw, di Tauride, cistoro diocesano sono 1.° Quanto agli:

di Saralow, d'Aslrachan,e delle contra- ecclesiastici della diocesi, a) Gli affari di-
de situate nel governo generale del Cau- sciplinari in genere, quelli però meno im-
caso (del quale parlai a Mingrelia a , portanti, i quali portano solo le pene leg-
Giorgia e analoghi articoli). una
gere, minori della destituzione o di
II. La bolla di circoscrizione fisserà l'e- detenzione più o meno prolungata, sono
stensione e i limiti delle diocesi come so- decisi dal vescovo senza il consiglio pre-
no indicate nell'articolo precedente. I de- ventivo del concistoro, rimanendo in po-
creti di esecuzione conterranno la nume- ter suo, se lo giudica opportuno, di con-
razione e la denominazione delle parroc- sultare il concistoro, come su questa sor-
,

78 POL POL
le di afTari così su tulli gli alili, b) Gli XVII. Tulli i membri del concistoro
nfTan contenziosi fra ecclesiastici relativi sono ecclesiastici. La loro nomina e la lo-
olle proprietà mobili ed immobili delle ro dimissione dipendono dal vescovo. Le
chiese, t) Le querele e i reclami portate nomine si fanno in guisa chesieno di gra-
contro ì membri del clero sia da eccle- dimento del governo. Nel caso che il ve-
da laici per ingiurie o danni
siastici, sia scovo stimasse in coscienza di allontana-
o per l'inadempimento di obblighi non re uno de'membri del concistoro, gli as-

contestati né in diritto ne in fatto, allor- segnerà subito un successore parimenti


ché il reclamante preterisce questa via di gradimento del governo.
per avere soddisfazione, d) Le cause di XV III. Il personale della cancelleria
nullità de' voti monastici saranno esami- del concistoro sarà confermalo dal vesco-
nale e giudicate a norma delle regole sta- vo sulla presentazione del segretario del
bilite dalla bolla di Benedetto XIV, Si concistoro.
tlalam. 2.*' Rdnlivamente ai laici. ^) Le XIX. Il segretario del vescovo incari-
cause matrimoniali, le verificazioni della calo della corrispondenza ufficiale e pri-
legittimità de'matrimoni, gli atti di na- vata del medesimo, è nominato diretla-
scita, gli atli di battesimo, di morie, ec. menle e immediatamente dal vescovo ;

3.° Misti, casi cui è d' uopo im- esso potrà essere scello a piacere del ve-
f^ I ili

porre una penitenza canonica per crimi- scovo, tra gli ecclesiastici.

ne, contravvenzione o delitto qualunque XX. Le attribuzioni de' rtiembri del


giudicati dai tribunali secolari. ^° Eco- concistoro cessano colla morte o dimis-
nomici, g) Determinazione o progetto sione del vescovo, come anche allo spira-
preventivo delle somme destinale al man- re dell'amministrazione della vacante se-
tenimento del clero ; revisione delle spe- de. Se il vescovo muore ovvero dà la sua
se, conti resi di queste somme, affari ri- dimissione, il suo successore o quegli che
guardanti la riparazione o la costruzione temporaneamente tiene il suo luogo (sia
di nuove chiese o cappelle, ec. Inoltre il un coadiutore con futura
ch'egli avesse
concistoro è incaricato di formare le li- successione j sia che il capitolo proceda
ste degli ecclesiastici e dei parrocchiani air elezione d' un vicario capitolare nei
della diocesi, dell'mvio delle circolari ed termini fìssati dai canoni della Chiesa) ri-
altre pubblicazioni che non concernono comporrà immediatamente il concistoro,
gli affari amministrativi della diocesi. il quale sempre, come si è detto di sopra,
XV. Gli affari predetti si decidono dal sia di gradimento del governo.
Vescovo dopo essere stati esaminali nel XXI. Il vescovo ha la suprema dire-

concistoro, che però ritiene il carattere zione dell'inspgnamento, della dottrina e


puramente consultivo. Il vescovo non è della disciplina in tulli i seminari della
obbligato a motivare le sue decisioni sua diocesi ,
giusta le leggi stabilite dal
nuche ne' casi in cui la opinione sua dif- concilio tridentino cap. i8,sess. 23.
ferisca da quella del suo concistoro. XXII. Le scelle de' rettori, ispettori,
XVI. Tutti gli altri affari della dio- professori o maestri per i seminari dio-
cesi qualificati ammmistrativij ed in cui cesani sono riservale al vescovo. Prima
si comprendono i casi di coscienza, di fo- di nominarli egli si accerterà che sotto il

ro interno, ed anche, come si è dello di rapporto della loro condotta civile, que-
sopra, quei di disciplina che meritassero ste scelte non daranno luogo ad obbie-
soltanto pene leggiere o pastorali esorta- zione da parte del governo. Nel caso che
zioni, appartengono immediatamente al- il vescovo stimasse necessario di allonta-

la autorità e decisione spontanea ed es- nare il rettore, l'ispettore o uno de'pro-


clusiva del vescovOi fessorio maestri, gli assegnerà subito nel-
1 j.^

POL POL 79
In slessa guisa un successore. Egli è Ube- Scrissero la storia di Polonia: Gio. Du
ro di sospendere temporaneamente uno Glosz detto Longino polacco arcivesco-
o più corsi di studi nel suo seminario. vo di LeopoW, Polonica hìstorica ^che con-
Nel caso ch'egli giudicasse indispensabile tinuò fino al 1480, epoca di sua morie,

di sospendere ad un tempo lutti corsi i che mss. è nella biblioteca de'^/Z/^/j/m di


e di rimandare gli alunni alle loro case, Roma. Mattia Miechovita o Michovia o
dovrà egli informarne senza dilazione il Miechow polacco medico di Sigismondo
governo. 1, Chronicaab ortii Polonorum iisque ad
XXV. I professori e aggiunti dellescien- annum 5o4, Cracoviae \5ii.De Sarma*
1

ze teologiche sono sempre scelti tra gli tia asiatica ci europnea, A ugusta 1 5 1 8.
ecclesiastici : gli altri maestri potranno Gio. Pistorio, Rerum polonicarwn seri-
scegliersi tra i laici che professano la reli- ploresj Basilea i582. Josse Luigi DeciOj
gione cattolica romana, preferendo quel- De velustatibus Polonorum; De Jagello-
li tra i medesimi, i quali avranno com- numfamiliaj De regìs Sigìsmundi tempo '
pito il corso degli sludi in uno stabilimen- ribus, Ciacoviae i52i. Martino Cromer
to superiore d'istruzione dell' impero e polacco vescovo di Varmia, Polonia, si-
che avranno de' gradi accademici. ve de origine et rebus geslìs Polonorum
XXVI. 1 confessori degli alunni dei dal 55o al 5o6; Oratio in funere Sigì-
I

seminari e dell' accademia non prende- smundi Ij Polònia, sive de silu^populis,


ranno veruna parte alla direzione disci- moribuSj magistratibus et republica re-
plinare dello stabilimento, essi saranno gni Poloniae, Cracoviae 1 SSy. Possevini,
scelti e nominati dal vescovo o arcive- Notae divini verbi et apostolicae ecclesia e
scovo. Poloniaeji5S6. Cellario, Regni Poloniae
XXVIII. 11 programma degli sludi magnìque ducatus Lithuaniae noviss. de-
per i seminari sarà redallo dai vescovi. jcr/yo/zo, Amstelodami i65g. Respublica,
L'arcivescovo lo farà per l'accademia do- sive status Poloniae, Lithuaniae, Prussiae
po averne conferito coi membri del suo et Livoniae,\jU^(\iu\'ì1642. Bizardiere,
consiglio accademico. Hist. des dietes de Pologne pour les eie*
XXX. Dovunque ilg'us padronato ctions des rois, Amsterdam 1697. Desfon-
non esiste, o trovasi temporaneamente taines, Hist. des révolutions de Pologne
sospeso, i parrochi sono nominali dal Amsterdam 1735. L'\^m'l\,Sioria della
vescovo di gradimento del governo in se- Polonia j 1825. Zaydier, Storia della Po-
guilo d'un preventivo esame e d'un con- lonia fino agli ultimi tempi,F'n'enze 1 83 1

corso tra i candidali secondo le regole Atlante istorico politico e statistico della,
prescrilte dal concilio tridentino. Polonia antica e moderna,Oà^o\i\^o 832. 1

XXXI. Il lestaiuo delle chiese catto- Observations sur les écrits qui se publient
liche romane viene fatto liberamente a de nos jours relatifs à la Pologne, Flo-
spese de'comunijode'privati i quali vor- rence iHÒi. /polacchi della rivoluzione
ranno incaricarsene. Nel caso in cui lo- i del 29 novembre iS3o, ossia ritratti dei
ro averi non fossero suflìcienti, eglino po- personaggi che hannofigurato nell'ultima
tranno ri volgersi al governo imperiale per guerra dell' indipendenza polacca accom-
oltenerei soccorsi necessari. Si provvede- pagnali da una biografa per ogni ri'
rà alla costruzione delle nuove chiese e tratto, Capolago i833.
all'aumento del numero delle parrocchie POLOSRO, POLOCK, PGLOTZK
ogni qualvolta potranno esigerlo l'au- (Polocien). Città arci vescovile della Rus-
mento della popolazione, ola troppa gran- sia Bianca o rutena in Europa, capoluo-
de estensione delle parrocchie esistenti e go sponda della Dwina
di distretto, sulla
la difficoltà delle eomunicazioni. a 1 5 leghe da Pietroburgo. Giace in par'
-

8o POL POL
la sopra Icireno basso e parie in pianu- 10 scisma, finché Clemente Vili la riu-
ra eie vaia, con alcune fortificazioni e cilla- nì al greml)o della vera Chiesa nel 593. 1

delia eretta nel secolo XVI da Stefano 11 p. Le Quien, Oricnx dir. t. i, p. 2H r,


Ba Itori re di Polonia. A nliche le case, s'in narra che Gregorio arcivescovo di Polo-
comincia a rifabbricarle più regolarmen- sko nel I ^94 assistè al concilio di Riovia,
te e di migliore gusto. Un convento e il riportando per successori Gedeone,s.G/o-
collegio già dei gesuiti sono gli edifizi piti safal (Fedi, del quale feci parola anche
notabili; oltre diverse chiese e raonasle- nel voi. IV, p. 181), Anastasio Sailova,
ri di greci ruteni uniti e greci-russi. Vi Nicola Lososki , Niceforo Goronski. Nel
è una scuola di cadetti, ed il Kremlin edi- 1619 fu unita all'arcivescovo di Polosko
ficato da Boris principe di Polosko. Que- (che per disposizione di Paolo Vnediven-
sta antichissima città un tempo si chia- ne pure l'amministratore) Mohìlow{V.)y
mò Pelliscum. grandu-
Allorché venne il cui erano unite le sedi di Mscisla'w(V.) o
ca Rurik a regnare sopra novgorodia- i Micislavia e di Orsa o Orsha o Orcha
,

ni, vi mandò per governarla un principe città vescovile dell'anticaPolonia nella


scelto tra i grandi della sua corte; i di- Lituania nell'impero russo, governo a 16
scendenti di tal principe vi regnarono si- leghe da Mohilow e 1 7 da Vitebsk, capo-
no a Uladimiro il grande, il quale im- luogo di distretto, sulla riva destra del
padronitosi della città, unì ai suoi stati il Dniepcr. HaOrsa4 5 con-
chiese greche,
principato, in seguito donandolo al suo venti e monasteri, ed una sinagoga. E' an-
figlio Isialsawche fu il ceppo de'secondi tichissima e fu già munita con forte. Nel
principi di Polosko, i quali più di 200 1 1 16 fu presa d'assalto dal granduca Ula-

anni regnarono in queste contrade, aven- dimiro, fece parte del principato di Smo-
do inoltre posseduto la Lituania, la Li- lensko, poi fu unita a quella di Vitebsk.
•vonia e la Gurlandia sino a Memel. Passò Sigismondo I re di Polonia nel i5o8 la

poscia questa citlà col granducato di Li- tolse ai russi, indi seguì i destini della Li-
tuania alla Polonia; nel i563 le fu tol- tuania e delle chiese rutene della Russia
ta dallo czar IvanIV. La ricuperò il re di Bianca cui appartiene. Nel 174^ era ar-
Polonia Baltori nel iSyg, ed polacchi i civescovo Rrebnicki che passò alla sede
la conservarono sino al i655, che russi i di Riovia. Benedetto XIV fece ripristi-
sotto Alessio Michelovilz per la seconda nar la sede di l\Iohilow,restando sotto l'ar-

volta se ne impadronirono, ma la resti- civescovo di Polosko, nella quale epoca


tuirono tantosto alla Polonia, alla quale dalle Notizie di Roma è riportato Polo-
rimase sino alla sua riunione definitiva sko, avente unite le sedi vescovili diOr-
alla Russia nel 1772. Sino al 1796 fu sa, Mohilow, Mscislaw e Vitepsco (^.).
capoluogo d'un governo, ora essendo sot- Clemente XIII nel 1760 ne fece arci ve-
to quello di Vilepsco o Vitebsk. scovo Giasone Junozza Smogorzewski ba-
La sede vescovile, secondo Commanvil- siliano di Vilna, e nel 1762 colla bolla
le, si vuole eretta nel secolo XIII suffra- Laudabile , presso il Bidl. coni. t. 2, p.
ganea di Kìovia (/^.), di rito greco-ru- 249,appi'ovò la concordia fatta tra l'ar-

teno unito, divenendo in seguito arcive- civescovo e il collegio de'gesuili di Polo-


scovile per autorità de'patriarchi di Co- sko fondato nel 1 582 dal re Baltori, sulle
stantinopoli. Si crede che fosse sede anche controverse insorte, ricevendo il collegio
d'un vescovo latino, sulTiaganeo di Leo- sotto la Sede; quindi
protezione della s.

poli o Lemberg. Ne'primi del secolo XV ai 4 dicembre col breve Mohilcwienseni


divisa Riovia da Mosca, alla prima se- ecclesianìy loco citato p. 819, ricusò la

guace della chiesa romana restò unita nomina d'uno scismatico alla sede di Mo-
Polosko. Dopo il 1 509 Kiovia ritornò al- hilow a pregiudiziodell'arcivescovodiPo-
,

POL POL 81
losko, ciò che confermò col breve Acce- de'suoi dominii, fuorché la sede di Polo-
pininsp. 320, diretto all'arcivescovo. Ma sko, volle assoggettare tutte le chiese ru-
nella partizione di Polonia del 1772 es- tene all'arcivescovo di Polosko nel 1795
sendo toccati alla Piussia quasi lutti i ve- (tranne Leopoli ePremislia perchè nella
scovati ruteni in uno alla diocesi di Po- Galizia e perciò non soggette alla Russia),
losko, Caterina II innalzò Mohilow a se- lasciandone la scella al legato Archetti,
de vescovile pe'suoi sudditi cattolici, ciò secondo Bercastel, ma continuò ad esser-
che poi la s. Sede eresse canonicamente, lo Lissowski, restando unico arcivescovo

restando l'arcivescovo greco-ruteno-uni- grecorulenounilo delle provincie polac-


to di Polosko con le chiese vescovili alla co-russe. Inoltre l' imperatrice per per-
sua sede unite di Oisa^ Mscislaw Mi- vertire i cattolici ed unirli alla chiesa rus-
cìslavia e FitepscOie lo sono ancora seb- sa, pose vescovi scismatici a Polosko, Luck
bene la sede è vacante. Essen<lo stato Gia- e Minsck, ordinando a Lìssowski d'incul-
sone nel 1780 traslato a Riovia, Pio VI care con lettera pastorale al clero e po-
con la lettera , La traslazione, presso il polo ruteno di non impedire a niuno il
Bull, de prop.fidcy Apptndix voi. 2, p. passaggio alla chiesa russa. Così la gerar-
262, pregò Caterina II acciò nella chie- chia dei greci uniti nelle provincie polac-
sa di Polosko gli fosse sostituito un sog- co-russe sconvolta, pernon dire distrut-
getto di. rito greco unito alla comunione Pio VI colla bolla
ta, fu riordinala. da

romana,fornilodi probitàeprudenza, an- Maximis iindique pressi,de i5 novem-


che a consolazione de'diocesani cattolici. bre 1798, e che fu il risultamento del-
Quindi nel 1 788 fu fatto arcivescovo E- l'inviato o legato pontifìcio Lilla alla cor-
raciioLissowski ruteno basiliano, poscia te di Russia sotto Paolo I. A senso di ta-
a' 12 novembre l'imperatrice Caterina II le composta dell'ar-
bolla la gerarchia fu
con editto per la Russia Bianca, coman- civescovo di Polosko capitale del palati-
dò che i ruteni sV laici che sacerdoti fos- nato del suo nome, che estendeva la sua
sero in avvenire soggetti al solo arcive- giurisdizione a Smolensko, Mscislaw ^Or-
scovo di Polosko, mentre-andava divisan- sa, ed anche alla provincia di Mohilow
do di unire le due primarie dignità della e FitepscO) eziandio con giurisdizione su
chièsa rutena e latina nel solo arcivesco- lutti ruteni che si erano mantenuti nel-
i

vo di Mohilow l'ambizioso Stanislao Sie- l'unità; il degnissimo prelato Lissowski


slrzencewicz che poi andò decimando l'ar- ne fu confermalo arcivescovo. Del vesco-
cidiocesi di altre, procurando
Polosko e vo di Luck o Luceoria, ove risiede altre-
ridurle al rito latinoonde più facilmen- sì il vescovo latino dello stesso titolo, con
te cadessero nello scisma. Stanislao ebbe giurisdizione su tutti i cattolici del rito
un sulfraganeo anche a Polosko in Cipria- greco in Russia, meno quelli delle dioce-
no Odynice vescovo d'i pponam/?<3/Zi"Z>«^. si di Polosko e prende
di Eresia, e perciò
Nel voi. XXX,
i5i narrai come nel
p. il Del vescovo di Eresia
titolo di esarca.
1782 fu eletto nel collegio di Polosko il o Uladimiria,il quale estendea la sua giu-
vicario generale de'gesuiti, quali conti- i risdizione sopra tutti i cattolici del rito
nuarono a fiorire ne'dominii russi, onde greco ne'governi di Lituania e di Minsk.
nel 1 786 avevano collegi di Polosko,Di-
i Ciascuno di questi tre arcivescovo e ve-
naborgo, Mohilow, Mstislaw o Mscislaw scovi era aiutato da un suffraganeo. A fron-
Orsa e Vilepsco con altrettante missioni te delle rimostranze pontifìcie non si po-
in varie parti della medesima provincia. tè ristabilire Kiovia, perchè Sieslrzence-
Ne'vol.XL,p. 79, XLVI, p.i4, ed a Kio- wicz volle dominare i riti latino e ruteno
viA riportai come Caterina II avendoabo- quale arcivescovo di Mohilow. Pertanto
lito Kiovia e soppresso i vescovati ruteni nel 1 8 o5 l'arcivescovo di Polosko zelan-
\0L. LIV. 6
82 POL POL
te Lissowski s'impegnò per la reintegra- di metropoli; quella di Polosko a metro-
zione alla chiesa rutena-greca-unita del poli di tutta la Russia Bianca, quella di
metropolita nella Russia, ed egli stesso ne Bresta a metropoli della Lituania, con ave-
fu eletto, ma senza Kiovia^ co-
il titolo di re sotto di se le chiese di Vilna, la cui sede
iHe dissi a questo articolo, riportando i fu soppressa, cioè il governo di Grodno e il

successori suoi Kochanowicz e Bulliak, palaliuata di Bialistok. 11 collegio greco-


quindi nel iBiS fu dall'imperatore Wico- unito comprenderà i concistori di Vilna
Io 1 ridotto a solo grado di onore. Frat- e di Luck e quelli di Polosko e Bresta,
tanto divenne arcivescovo di Polosko Gio. le avranno ognuna un concistoro,
quali
Damasceno Jafterzebiech Krassowski. un seminario e una scuola inferiore, ed
SulTraganeo di Polosko fu fatto Adriano in Polosko verrà eretta una università
Holow abbate di Braclaw con titolo
nia teologica greco-unita. Dipoi con altro
L'imperatore Alessan-
di vescovo d'Or5<2. decreto del 1 833 si stabilì inPolosko un
dro I proteggendo i benemeriti gesuiti, vescovato del culto dominante greco rus-
agli I I marzo i8i i innalzò il loro col- so,ed al vescovo scismatico Smaragde fu
legio di Polosko all'onore di università; dato il titolo di vescovo di Polosko e di
maalcuni giovani di famiglie principesche Vilna, formandosi la diocesi de'governi
allevati dai gesuiti nel collegio di Pietro- di Vilna, Vitepsco edella Curlandia, non
burgo essendosi convertiti al cattolicismo, che la diocesi di Minsk compresa nel go-
l'odio e il livore degli scismatici ribollirono verno di Grodno e di Bialistow.
e tumultuarono tanto, che la società ven- I rivolgimenti politici del i83o ritar-
ne nel 1 8 1 5 espulsa da Pietroburgo e nel darono Tesecuzione delle meditate rifor-
1820 da tutto l'impero russo, per causa, me imperiali per la chiesa rutena. Nel
dicendosi in detti bandi, della conversio- i832 fu chiusa l'accademia teologica di
ne di parecchi russi alla chiesa cattolica. Polosko, venendo costretti i giovani chie-
Nel 1825 un decreto imperiale avendo rici a studiare nella scismatica di Newski
divisa tutta la giurisdizione delle chiese a Pietroburgo. Per quanto dissi a Rio via,
greco-unite in Russia tra i capi delle due da questo punto la chiesa rutena diven-
eparchie, le cui chiese furono erette in tò semplice parte della scismatica, coope-
metropolitane, una per la Russia Bianca rante l'indegno Siemaszko vescovo di Li-
in Polosko, l'altra per la Lituania presso tuania e nel sinodo scismatico presiden-
il convento di Jerowitz destinato per la te della sessione rutena, il quale per Po-
residenza stabile del vescovo greco-unito losko elesse a vicario e vescovo su (Fraga-
di Bresta, soppresse di fatto il vescovato lieo Guglielmo Luzinski ,
per Bresta il

dello stesso rito in Luck, e rovesciò ad basiliano Antonio, ambedue nemici della
un tempo quanto era slato disposto dalla s. Sede. Quindi si procedette a ridurre
bolla di PioVi riguardo alla gerarchia allo scisma tutta la chiesa greco-rutena,
del culto greco-unito in quelle provincie. ed a rovinare le due metropolitane ru-
Nel 1 828 per decreto imperiale fu abolita tene di Polosko e di Bresta, in che si di-
definitivamente la sede di Luck(V.)j in- stinse Luzinski; imperocché la sua sfre-
corporandola al metropoli tanodiPolosko, nata audacia non arrossi di accettare i
dichiarandosi che soli vescovi delle due
i nuovi messali, breviari ed eucologi dalle
sedi arcivescovile di Polosko e vescovile mani del vescovo scismatico di Polosko
di Bresta o Uladimiria avranno il supre- Que-
e di ripartirli ai suoi preti e parrochi.
mo governo di tutte le chiese unite-ru- sti ehiamò dopo Pasqua i835 a genera-
tene, sotto la dipendenza del collegio ec- le adunanza inPoloskojli accolse con gran-
clesiastico di Pietroburgo; perciò ambe- di dimostrazioni, li condusse a banchetto
due le sedi verranno innalzate alla dignità dal collega scismatico e li ubbriaco eoa
POL POM 83
vini in cui era mescolata la cervogia, ed monasteri , 8 prima del pre-
ridotti a 1

altre spiritose bevande. Tolti di senno, sente scisma. Le basiliane possedevano 3


non badando che si facessero, apposero monasteri e ne contenevano complessi-
le loro sottoscrizioni per l'unione con la vamente 22. In Polosk fiorì un ricco mo-
chiesa russa; il solo curato di Lepel avve- nastero di basiliani. L'arcivescovo, il ve-
dutosi del vergognoso inganno si denegò, scovo suo sufFiaganeo, il seminario, il con-
per cui fu mandato colla famiglia ne'con- avevano il loro so-
cistoro e la cancelleria
fìui di Siberia a suonar le campane ad stentamento dai redditi della mensa ar-
un tempio scismatico. Imbaldanziti Sie- civescovile, consistente in 18,000 rubli
maszko e Luzinski da questi e altri trion- in beni stabili, e dai beni del nominata
fi, con frode, fecero di tutto per
riportati monastero basiliano. Il clero secolare a-
farscomparire ogni vestigio di cattolici- veva 20,000 rubli di capitale , e d' an-
smo nelle loro metropoli laonde tranne : nua rendita 3 100. I servi addetti ai vil-
molti del popolo e del clerOj i ruteni con laggi del clero secolare erano 600. Il cle-
le loro chiese e le dette metropolitane fu- ro regolare aveva in capitali 11 i,452
rono riuniti alla chiesa russa, con atto ce- rubli e l'annua rendita di 27,621. Il pre-
lebrato in Polosko nel i838, ivi conva- sente arcivescovo scismatico, oltre l'aver
lidato da altro de' 12 febbraio 1889 sot- messo in opera tutti gli artifizi della se-

toscrittoda SiemaszkOjda Basilio vesco- duzione, per far credere alla semplicità
vo di Orsa amministratore deireparchia del popolo che non v'ha alcuna differen-
della Russia Bianca, e da Antonio vesco- za tra' greci uniti e gli scismatici, ha po-
vo di Bresta vicario deli'eparchia della sto ogni studio per indurre que' curati
Lituania, i quali diressero una pastorale che aveano protestato a ritrattarsi coa-
a tutti i ruteni felicitandoli della seguita tro qualunque innovazione in materia di
unione. Afflittissimo Gregorio XVI pel de- religione. Quelli che gloriosamente si so-
plorabile avvenimento, ne pianse le fune- no tenuti fermi nella professione della
ste conseguenze: cosi fu compilo lo scisma fede cattolica ,
gemono esuli per opera
de'ruteni, con quelle lagrimevoli circo- dell'arcivescovo, occupati in vili uffizi nel-
stanze che deplorai a Kiovia ed a Rute- le fredde regioni di Siberia. Vedasi \q Al-
ni (F.). La sede di Uladimiria mai sem- locuzioni di Gregorio XFl de' 22 no-
pre appartenuta al vescovato di Bresta, fu vembre 1839 e 22 luglio 1842, ed il p.
convertita in eparchia russa scismatica. Theiner, Vicende della chiesa di amen-
Ai novelli vescovi furono assegnate a cat- due i riti nella Polonia e nella Russia.
tedrali chiese cattoliche latine e rutene; POMA (s.), vergine. Sorella di s. Metn-
quelli di Polosko e di Vilna vennero messi mio (V.), primo vescovo di Chalons-sur-
in possesso delle maestose chiese di s. Ca- Marne, che fiori nel III secolo. Non si sa
simiro, e di un'altra che fu già de'gesui- nulla della sua vita ; ma il suo culto è an-
li, poi de' religiosi delle scuole pie. Ora tico e celebre nella chiesa di Chalons. Le
accennerò altre notizie ecclesiastiche ri- sue reliquiesi custodiscono insieme a quel-
guardanti Polosko. le di s. Memmio nella chiesa abbaziale
Questa vasta arcidiocesi , secondo la de'canonici regolari di s. Agostino, fuori
relazione del nunzio Arezzo sotto Pio delle mura della città. La sua festa era
VII, nel 1804 era di 568,787 individui una volta indicata a'27 di giugno nei ca-
maggiori della pubertà ; ultimamente a- lendari, ma di presente si celebra agli 8
scendeva a 489,075. Le parrocchie era- di agosto.
no 4^3, con 5oo del clero secolare, i33 POMPEIOPOLI. Sede vescovile del-
monaci , 60 alunni del seminario. Nel la Cihcia i.^ sotto la metropoli di Tar-
principio del corrente secolo vi erano 22 so, eretta nel V secolo e nei XII arci ve-
8i POM •
POM
scovalo onorario. Prima si chiamava So' ed alla vila del popolo romano già re ,

li avanti cbe Pompeo le (lasse il suo no- per armi, ora meglio per religione e co- :

me, e fi\ della anche Palesoli. Ora è li- tale nobile ricordo avvivi il loro corag-
na citlìi in rovina e porlo della Turcliia gio, svegli la solerzia, l'operosilù, epiù
asialica, denominala Mezctlu sul Medi* colcuore che con le braccia accorrano,
terraneo. VOrienschr. t. 2, p. 87:), regi* ascendano , si affatichino, ove il pubbli-
slra 5 vescovi. AI presente Pornpeiopoli, co o il privato periglio li appella ". Me-
Pompej'opolilany è un titolo vescovile in glio non si poteva in brevi parole defi-
partibus sotto Seleucia. Per morte di nire l'ufTizio de' benemeriti vigili ponti^
Francesco de' baroni Celenti, nel 1840 fidi (che hanno quartieri ne Palazzi a*
Gregorio XVI Io conferì a mg/ Affre, posìolid Quirinale e Faticano Fedi^ _,

che Irasferilo a Parigi, ove lo celebrai, nel nelle piazze della Trinità de' pellegrini
1841 gli die in successore Jachimowicz, e di Ponte s. Angelo, e nell'archiginna-
di cui parlai nel voi. XXXV IH, p. 102. sio romano, il quale temporaneamente è
POMPEIOPOLI. Sede vescovile di stato trasportalo nel palazzo Gaetani o
Paflagonia eretta nel IV secolo sotto la Caetani, essendo il pi/ficipale situalo nel-
metropoli diGangres,nel IX divenne ar- la piazza di s. Maculo
sull' angolo del ,

civescovato onorario. VOriens dir. l.i, convento de' domenicani propinquo alla
p. 557, riporta i3 vescovi. Ora è un ti- chiesa di s. Ignazio), denominali volgar-
tolo \esco\'ì\e in partibus dipendente da mente pompieri con vocabolo francese,
Gangres. derivante dalla pompa o tromba idrau*
POMPIERI DI ROMA. Istituto del lica che adoprano per estinguere gì' in-

corpo de' vigili e guardia'permanenle con- cendi , cilindro o cubo cavo con varie ,

tro gì' incendi. Il governatore di Roma parli ad esso attenenti, che serve a sol-
mg.^ Grassellini, quale presidente o pre- levare r acqua e dirigerla con forza in
fetto de'vigili, in un ordine del giorno (ri- determinato luogo col canneljo idrauli-
portato nel n.° 1 7 deWelYotizie del giorno co di cuoio chiamato sifone. Il Calindri,
1847) ^°^^^ '^ dichiarava. « Le armi dei Saggio del pontificio stato p. 648, par-
vigili sono armi di pace, di confoito, di lando de' vigili o pompieri di Roma e Bo-
salute j lo attestano le famìiglie, cui Ira la logna (il cui uffizio viene pure disimpe-
rovina e l' incendio salvano sovente per gnato dagli artiglieri nel caso di bisogno,
Roma i pargoli , le spose , la suppellet- come da altri corpi di milizia), dice che
tile. Il pubblico plauso rende loro gra- nell'anno del mondo 8700 si pretende
zie dell'opera, della solerzia, dello zelo e che fossero inventate trombe per u- le

della vita che rischiano e spendono per so di estinguere gl'incendi. Dell' impro-
la comune salvezza. Né certo ad alcun prietà del vocabolo pompieri parlò già
corpo di vigili al mondo fu confidalo co* il tanto benemerito dell' istituzione di
sì allo ed invidialo tesoro, cornea quel- questa guardia, marchese Giuseppe Ori-
lo, cui fu confidata tal ciltà, della quale go defunto, tenente colonnello, direttore
ne più magnifica per monumenti, ne più e comandante, nella Dissertazione sulVo-
veneranda per antichità e per vicende, rigine della guardia permanente contro
uè più santa per religione non illustrò gl'incendi, letta nel 1818 nell'accademia
mai il sole. Sia dunque il vero orgoglio di archeologia e pubblicata ue^WAtliòeX-
del corpo de' vigili il tutelare Roma , il la medesima, t. r, par. 2.Imperocché
suo Colosseo, la Mole Adriana, la Mole egli osserva , che le tropbe o pompe i-
Augusta, e più che altro il Quirinale e drauliche usale contro il fuoco a spe-
il Valicano, vera sua gloria, sua speran- gner gì' incendi, non sono le uniche al-
sa, sua salute; il vegliare alla sicurezza l'uopo, in molti casi non principale stro-
PO M POM 85
mento, io alili inutile e dannoso, dichia- tìca, per cui gli assedianti usavano con-
randone inventore Ctesibio Alessandri- tro le città tela incendiaria, faci, malleoli
no ; che tale tromba dopo le successive (saette), falariche (arme che si ficcava in
diverse forme e modificazioni divenne terra a modo d' asta); e gli assediati del
IdraconiisleriOy come con ottimo voca- pari contro le torri ed altre macchine.
bolo Cristiano Wolflo l'appella, cioè Nondimeno non si trova un peculiar cor-
quando fu contro gl'incendi incomincia- po o guardia destinata a resistere al fuoco
lo a maneggiarla. Nelt. 46, p. a85 del ed opprimerlo, poiché soldati, cittadini,
Giornale arcadico j stampate anche a servi alla necessità accorrevano, e a spe-
parte nel i83o da Boulzaler in Roma e gnere travagliavansi con acqua, scuri, si-
lette nell'accademia de* Lincei, abbiamo foni e con quanto veniagli a mano, mas-
del medesimo marchese Origo, Ricerche sime in tempo di assedio. Per la città ove
sopra i mezzi più economici diretti a pre- tal calamità frequentemente veniva e im-
servare daU azione del fuoco gli abiti di pensata , il più spesso di notte, volevasi
uniforme che usano gì' individui addet-* una singolare istituzione, che le negligen-
ti al corpo de' vigili per gV incendi. L'i- ze prevenisse, le malizie impedisse, in prin-
stituzione di un corpo per estinguere gl'in- cipio il male soffocasse. Trovò Roma il

cendi, per se stesso civile, ma regolato rimedio a riparare alla calamità degl' in-
sotto forme militari, non è oltramonta- cendi. Dal giureconsulto Paolo, lib. .° de i

na , ma mentre
italiana , vigili erano i Digesti j de officio praefecti vigilum, si ap-
in attività fino ai tempi della repubbli» prende che in Roma repubblicana eran-
ca, e poi da Cesare Augusto ampliati e vi i triumviri notturni a vigilare notte e
corredati di molte cose da noi non cono- di per tener lungi gì' incendi; mentre si

sciute, di che vado a darne cenno con raccoglie da Livio 1' esistenza d'un ma-
l'autorità dell'Origo. Se non che,avendo gistrato annuale creato dal suffragio delle
Luigi Cardinali nel 1. 1 p. 1 45 delle Me-
,
tribù per la repressione degl'incendi: dal
morie romane ragionato della disserta- che si rileva quanto fosse la dignità loro
zione dello slesso marchese, il cui zelo e ed il pregio in cui erano tenuti. Vigilava-
indagini encomiò, può apprendere
ivi si no pericoli del fuoco anche gli edili ed
i

qualche sua osservazione. Tra le altre è i tribuni della plebe, primi perlacura i

d'avviso, che ne'grandi incendi sia scarso che avevano delle fabbriche. Per aver poi
il rimedio che può dai vigili aspettarsi e persone capaci, erano disposte compagnie
più guardare esso ad impedirne la propa- di servi pubblici alle porte e alle mura
gazione, che non ad estinguere l'arsione. della città in lutto il suo circuito, onde si

Le ruine del fuoco furono in tutti i chiamavano alle occorrenze e rapidamen-


tempi in Roma frequentissime: in Livio te dalla periferia al centro si portavano
e .negli altri scrittori di romane storie gli opportuni aiuti; ne mancavano fami-
trovansi narrate terribili arsioni di case, glie private, ossia squadre di servi, che i
officine, teatri, anfiteatri, templi, e fin loro padroni stabilirono per simili circo-
d'intere regioni della città, duratevi per stanze. Tuttavolta si mancava in Roma
più giorni a devastare colla violenza del- di regolarità e disciplina di servigio. In
l' attivissimo elemento , oltre il massi- fatti le arsioni vi continuarono e forse più
mo incendio comandato da Nerone. Non feroci: di molte avvenute prima e dopo
è credibile che la romana sapienza non di questa epoca ne parlai ai luoghi loro,
pensasse e trovasse a tante disgrazie un segnatamente nella descrizione degli an-
riparo, ma non potè imparare gran co- tichi edifìzi. Di quello di Nerone feci men-
sa dai greci. Nella guerra l'ardere le cose zione a Fuocoed altrove, parlando de' fuo-
del nemico formava gran parte della tat* chi di gioia e delle luminarie festive (in
86 POM POM
tale articolo citai i luoghi ove ho parla- cessante correre perla città nelle assegna-
to di s.Antonìoahhaie protettore contro il te regioni, e lo scrupoloso prevenire dc'piìi 1
male del fuoco sacro, degli scottati dal fuo- remoti pericoli. Nel n.° 1 1 del Diario di «

co e controgl'incendi: per gli scottati si pos- Roma 1820 narra che l'avvocato Fea
si

sono vedere Ospedale di s. Maria della die relazione all'accademia archeologica


Consolazione e Ospedale del ss. Salva- della scoperta fatta in gennaio negli scavi
tore). Sull'incendio di Roma sotto Ne- dell'ingresso della villa Malici sul monte
rone che arse 6, 7 o 9 dì, il Cardinali af- Celio di iscrizioni riguardanti i vigili e il

ferma che quel cesare era ad Anzio quan- loro quartiere della 2." regione, ch'era
do nacque e si allargò; e che
l'incendio precisamente in questo luogo, cioè della
cantò l'incendio di Troia non quel di Ro- 5.^ coorte, la quale badava anche ad altra
ma, dopo oltre un anno. Prima di que- regione, forse la i .^ e la 5.^ Tali iscrizioni
sto Augusto provvide al difetto e volle che le.riprodusse il n.°6 delle Notizie del gior-
una milizia pedestre presiedesse a vigila- no 1820. La I.'' iscrizione è la più inte-
re gl'incendi, stabilendo de'Iiberli, miles ressante, incisa nella facciata del piedistal-
liberlinus,che si dissero ^'ig'lì^ a scorrere lo della statua di Antonino Caracalla. Vi
la notte per la citta, onde prontamente sono nominati il prefetto, il sotto-prefet-
accorrere ad ogni scintilla o sospetto d'in- to, tribuno, 7 centurioni, un cometa del
il

cendio; ed ecco l'origine de* cos\ detti pom- prefetto, uno del sotto-prefetto ed uno del
pìerìj cioè gente soldata a modo e disci- tribuno. Vi è notata la patria di 6 centu-
plina di vera e legittima milizia, formata rioni, di di verse città della Pannonia supe-
in sette coorti di vigili notturni con loro riore. Negli altri 3 lati vi sono scritti vigi- i

stanze in sette luoghi opportuni della cit- li tutti dell'anno 208, in tutti piti di I zoo.
tà, che formandosi di 1 4 regioni, di due di Si raccoglie che la coorte era doppia delle
queste a ciascuna fu data la cura; con suoi ordinarie militari, forse perchè doveva as-
tribuni e col supremo comandante preso sistere a due regioni. Altra iscrizione pres-
dall'ordine de'cavalieri, chiamato uir spe- so il Grutero è della 2.^ coorte collo stesso
ctabilis, che mostra di quale alta dignità prefetto e so Ito -prefetto; rilevasi che tulle
fosse decorato. Lo stabilimento della be- le sette coorti in quell'anno eressero nel
nefica milizia de' spegnitcri degl'incendi loro quartiere una statua a Caracalla. La
risale all'anno di Roma 759 e G.** di no- seconda iscrizione sulla cornice di altro
stra era, dovendosi preporre Dione e Sve- piedistallo contiene la dedica di altra sta-
tonio, ad Appiano, meglio confermando- tua forse allo stesso Caracalla, per la data
Jo Lipsio. 210. La 3.' ha i nomi di 4 medici della
Dopo qualche tempo Augusto voleva coorte. Anche nella 2." citata da Grute-
sciogliere corpo de' vigili, ma poi spe-
il ro, vi sono scritti i medici. Se nel prin-
rimentatolo non che utile ma necessario, cipio i vigili furono di condizione liber-
lo ritenne e perpetuò. Anzi gì' impera- tina, ma da'tempi suoi testificò Dione che
tori successivi accrebbero le coorti, con- vi si ascrivevano anche altri soldati, di
sigliati dal bisogno, e al tempo di Vitto- libera origine e legionari, di altro ono-
re nel IV secolo di nostra età erano 38, rato e veramente guerriero corpo, venen*
divise nelle varie regioni della città. Cal- do con queste aggregazioni, co-
nobilitali
colala la coorte di 4^0 uomini, Au-
sotto me meritavano per l'utilità dei loro attri-
gusto i vigili notturni si componevano di buti. Circa l'età di Giustiniano sembra i
15940, ne' tempi di Vittore a 1 5^960. Fer- vigili aver prèso il nome di matricarii, for-
mandosi però al consueto numero, risul- se a matricula praetoris plebis in quani
ta essere slata a sufficienza fornita e di- retali erant; ma la bella e salutare isti-

fesa Roma, attesa l'attenta custodia, l'in- tuzione d'Augusto probabilmente venne
POM POM 87
soppressa dalle barbarie dei tempi longo- sue genti era commessa la tu-
vigili e alle

bardici.Per paga dei vigili Augusto asse- tela generale della città, convenendo col-

gnò cinquantesima parte del tributo


la le coorti urbane, che sebbene per queste
imposto al prezzo de* mancipii che ven- era fine primario tale tutela, pei vigili fu
devansi: ai tempi di Dione questo stipen- secondario. Cassiodoro chiamò uno di
dio si traeva dalle casse pubbliche, non questi prefetticuUos romanae civitatis
,

più da un tributo particolare. Quanto dicerisj quando cani ab intestino hoste


alla vigilanza di questi notturni custodi, defendis.
per loro debito erano sempre all'erta in Il prefetto dovea tutta la notte vigila-

l continua sentinella, e facevano


continua nelle parti della città
la ronda
da ciascu-
re e percorrere
re,
la città in

portando appresso tutti gli strumenti


arnese milita-

na compagnia sortite. Ad ogni sospetto opportuni ad estinguere gl'incendi, fa-


di fuoco si mettevano in movimento sen- cendo punire col bastone o flagello, ov-
za esser pur chiamati e udire il solito grido vero ammoniva acremente rimprove-
di accorri uomo. Perciò erano esenti dai rava gl'inquilini delle case negligenti nel
pesi della milizia e da qualunque carico tenere il fuoco, non coprendolo bene e
militare, e perchè meglio potessero es- non tenendolo lontano da materie com-
ser comandati e retti, venivano disposti bustibili, dovendo ciascuno, senza ecce-
sotto ordinanza e disciplina militare^ a- zione, tener l'acqua pel bisogno; provve-
vendo probabilmente anche centurioni. i dimenti tutti mirabili ed eccellenti, in-
La cura di prevenire gl'incendi vale più dispensabili agli usi domestici degli an-
che il coraggio e tutti gli espedienti mes- tichi romani. Dovendosi rammentare il

si opera contro l'incendio già fatto. Nel-


in perpetuo fuoco, non già quello dalle Ve-
la satira i4di Giovenale si legge, che una stali guardato per ordine di Numa ad imi-
coorte co'suoi arnesi vegliava per solo so- tazione degli orientali, ma quello che nel-
spetto d'incendio attorno la casa di un ric- le parti interiori delle private case a ono-
co. Il loro prefetto sotto Costantino eb- re dei domestici Manioìnvì era serbato;
be secondo rango fra'magistrati urba-
il la forma e il sito de'loro camini e foco-
ni e dipendeva dal prefeltodellacittà. Co- lari,presso cui era immensa quantità di
nosceva per la sua autorità gl'incendiari, legna secche, massime di quelle che per
i ladri notturni e quei che loro prestava- esca o fomite della fiamma si adoperava-
no asilo, facendoli inseguire e arrestare; no, cioè tede e altre materie resinose, an-
r inquisizione de' servi fuggitivi veniva che solforate; grandi fuochi che nell'in-
i

specialmente raccomandata ai vigili. Af- verno si usavano, e la copia di legna che


ferma Ulpiano che il prefetto non sen- si bruciavano nelle cucine de'magnati; so-

tenziava sugi' incendi studiosi o dolosi, prattutto riflettasi il poco amore de'servi
ma imprigionati i rei ne rimetteva il giudi- per la casa del padrone, la stupidezza e
zio al prefetto urbanoje confessando Pao- la noia prodotta in tutta la famìglia nel-
lo citatoche una certa limitazione gli fu l'eterne cene, dall'ebbrezza, dal frastorx
imposta intorno alle persone,essendoCar- no,dalla fatica,e si comprenderàcon quan-
dinali di parere, contenersi l'autorità del ta facilità una scintilla avventandosi a ma-
prefeltode'vigili nella parte punitiva, nel- teria combustibile trascorresse in incen-
l'ammonizione e nella fustigazione o fru- dio universale. A tuttocìò si aggiungano
statura. Dannava alla tortura i servi cu- gl'incendi prodotti dai fulmini o altro fuo-
stodi delle case, ove rottura di porte o fur- co elettrico, quelli derivati da fermenta-
to era avvenuto; faceva arrestare quei che zione ue'grandi ammassi di fieno, paglia,
in tempo d'incendio scappavano e li con- legna, esca, di cose untuose, di lane, ec.
segnava ai loro padroni. Al prefetto dei Ed a voler toccare di quelli che per in-
88 POM POM
teressee malizia si eccitarono, nell'anno dosi sifone o tubo,e dai tedeschi cos'i fu'
di Roma7 45 alcimi proprietà ri carichi rono dette le trombe con che il tremen-
di debili arsero le case loro per muove- do fuoco greco lungi si spingeva, hioltre
re la pubblica compassione, non che per si usavano ferramenti per andare da una
cavare dalle loro perdile un vantaggio che parete all'altra. Negl' insalilnculi si aiu-
ristabilisse i loro interessi con l'allrui li- tarono delle spugne e degli uncini , co-
beralità; però l'artificio andò a vuoto, e me di mille altri ingegni per salire e cor-
furono giustamente giudicati indegni di rere per l'alto, oltre il coraggio che dai
qualunque soccorso.Tuttavia si legge nel- dispiegava. Ulpiano ci istruisce,
vigili si

romane, che l'inganno frullò do-


le storie che per estinguere grincendi, olire l'ac-
vizie maggiori delle esagerate perdile, co- qua adoperavano l'aceto, il che fu giu-
me dall'epigramma di Marziale a Ton- diziosa pratica, specialmente se devesi o-
giIiano,cui si era bruciata la casa. Da tut- perare contro masse ardenti ontuose e
te le quali cose si comprende quanto fos- grasse, sopra cui l'acqtia si decompone e
se opportuna la scrupolosità delle squa- l'arsione accresce, massime quando non
dre de' vigili e del loro prefetto nel ricer- vi sgorghi sopra in getto forte e unito.
care i più minuti pericoli, tenendo tulli L'Origo sospettò l'uso d'acqua fangosa,
in guardia. Quanto ai mezzi coi quali gli argillosa, alluminala, poiché in vari luo-
antichi vigili romani reprimevano gl'in- ghi si riconobbe refTicacia a spegnere so-
cendi, l'Origo credette che in questo pun- stanze cretose e saline; così Toso posterio-
to falsamcnleci reputiamo superiori, dan- re contro il fuoco greco che brucia sul-
done il vanto ai pompieri antichi. Si gio- l'acqua (inventato da Callinico nel 670
vavano d'un istromento per distruggere come nolai a Costantinopoli), di urina e
il fabbricalo, di due ad estinguer le fiam- sabbia, gli fece credere non fosse ignora-
me; cioè la dolabra per romper le mura to e trascurato nelle occasioni di altri for-
occorrenti, togliere le .comunicazioni al ti bruciamenti.
fuoco e soffocarlo nelle sue rovine (istro- Muratori, Dissert. sulle antìchilà ila-
mento rustico alto a sterpar radici d'al- liane^ dissert. 21, parlando della costru-
beri fortemente a terra fitte ed implica- zione delle case d'Italia ne'bassi tempi e
te,ed anche militare a ruinare muraglie; ne'secoli barbarici, vuole rimarcare la fre-
agiva a modo di scure, ma con taglio da quenza degl'incendi. Osserva che nel se-
una sola parte, avendo l'altra acuminata colo XII milanesi nel rifabbricare la cit-
i

a guisa di piccone); dell'hama per recar tà formarono tetti di paglia, e che A-


i

leacque, del sifone per lanciarle verso la lessandria si edificò con terra raeschiala
parte della fabbrica che ardeva: il solido con paglia o piuttosto coperta di paglia,
slromenlo hama era simile a falce per lo di che parlai altrove, altrettanto avven-
slesso oggetto del dolabra, secondo alcu- nea Nizza della Paglia nel Monferrato. Nei
ni,però altri meglio lo dichiararono v«se secoli barbari si coprivano i tetti con as»
per contener acqua da congiungersi col sicelle di legno, conficcate con chiodi, co-
sifone, giacche i vigili oltre l'acqua che me ebbe Roma per alcuni secoli al dire
dovevano trovare nelle casede'particola- di Plinio. A questo Muratori attribuisce
ri, ne portavano seco coi vasi chiamali ha- i tanti incendi, che specialmente ne'secoli
me; quanto al sifone non era soltanto un XI e XII distrussero quasi le intiere cit-

canale, doccia fìstola per derivare e di-^ tà, fra le quali Milano, Piacenza, Bolo-
vider l'acqua, ma consisteva anche in mac- gna, Brescia, Modena appena : si attac-
chine per sollevarla e spingerla con gran cava il fuoco, che questo mattamente si
getto ad elevata altezza, come fanno le no- stendeva pel resto della città, come in Pa-
stre trombe pompe idrauliche,chiaman- dova nel 1 174- Ne' vecchi tempi trovan-
POM P OM 89
si ancora case di paglia, così nel 765, 968 Éallresì antichissima massima, che quan-
e io3o. In Germania anlicameiilecojni- do in un. incendio
abbattono le case vi-
si

vano tetti con canne, alferninndolo IMi-


i cine per salvare padroni delle
le altre, i

nio, essendovene esempi eziandio In Ita- case verisimilmente per qiò salvate, de-
lia rimarcati da Pianto, donde frequenti i vono contribuire all'indennizzazione de-
incendi e la loro facile dilalazione. Can* gli altri le di cui case vennero abbat-

cellieri nella Disseriaz. intorno agli uo- tute ". Hurter nella Storia d' Innocen-
ini/ii dotali di gran memoria p. vi e sog., zo III, all'anno 2 3, riporta che il Pa-
1 i

riporta erudite notizie su diversi grandi pa nel fare promulgare la crociata di Pa-
incendi, come della disperazione di An- lestina, die facoltà di concedere l'assolu-
tonio Urceo Codro per quello di sua li- zione agl'incendiari. L' Alberghetti, tSifo-
breria, le cui smanie durarono un seme- ria d'Imola par. 2, p. 64, narra che ver-
stre; di quello che distrusse la libreria, so il 1 155 la città fu liberata da un in-
le robe ed suoi scritti a Filippo Calli-
i cendio totale pel patrocinio di s. Agata

maco Esperien te de^Cuonaccorsi; della bi- protettrice contro la violenza del fuoco,
blioteca di Tommaso Bartolini, della pre- nel cui uffizio la Chiesa ci fa sapere che
gievolissima di Giacinto M." Brigantini, l'illustre martire sempre si distinse nel
gì Francesco Arisi, di Giorgio Federico liberare i popoli dalle conseguenze terri-
Franco de Franchenau, di Gio. Battista bili degl'incendi, contro i quali in Imola
Enrico du Trousset de Valincourt, di Al- a'5 febbraio, giorno di sua festa, si bene-
bino Luigi Millin. Il Madero e Schmidio dice pane e cera, con pubbliche preci, qua-
pubblicarono trattali sulle^/^//o//icc/5^e' li sono in uso pure altrove.
perditis, et igne consumplis. Si ha pure, L'origine dell'attuale corpo de' vigili o
Deincendio urbis Hafniensis,ethibliothe- pompieri di Remasi apprende dal mar-
cae. Delle biblioteche e altri ediflzi e luo- chese Origo nelle citate Ricerche , delle
ghi distrutti dal fuoco, ai loro articoli ne quali un estratto. Fino dal
riporterò
feci la descrizione. Si legge nella Biblio- 1810 governo imperiale francese in-
il

teca sacra, che» l'incendio è una combu- caricò il marchese di orsfanizzare


o il cor-

stione cagionata per malizia o per colpa pò de' pompieri laonde egli scelse uà,

di alcuno, oppure fortuitamente. Nel i." piccolo numero d'idonei e periti artisti,

caso gl'incendiari sono puniti colla mor- de'quali compose colle stesse leggi enei
te; nel 2.° caso, colui che ha cagionato modo medesimo de' pompieri di Parigi,
l'incendio per sua colpa è condannato al- una piccola compagnia, che da quel tem-
la riparazione dei danni che ha cagiona- po in poi notabilmente accresciuta, sem-
to; punito con pena pecuniaria, più o me* pre ottimamente corrispose alle molte
no folte, secondo le circostanze della col- cure dall'istitutore impiegate nell'islruir-
pa che cagionò l'iacendio, se cioè colpa la, e alle speranze de'cittadini e del go-
grave, ovvero leggiera. Così locatari so- i veino. Le prime pompe o trombe idrau-
no responsabili degl'incendi cagionati per liche pei vigili di R.oma furono fatte sul
loro colpa o per quella dei loro dome- modello di quelle immaginale dall'ar-
stici, a meno che una tale colpa non fos- chitetto Piermarini , sotto la direzione
se leggiera, secondo l' opinione, più co- del nipote cav. Scarpellini, ambo foligna-
mune. Nel 3." caso, cioè quando l'incen- li. Costretto ne' primi anni, perla man-
dio fu per accidente, fortuitamente, co- canza delle necessarie macchine idrau-
me per un fulmine, in allora il danno del- liche e di altri attrezzi a porre ogni ,

lecose abbruciate o danneggiate caddeso- studio per bene immaginarli, il marche-


pra padrone delle cose, giusta la ben
il se ebbe occasione e desiderio d'osserva-
nota massima, che res stia domino perii. re ifenomeni che accompagnano l'esliu-
,

90 PO M POM
«ione della fiamma ; e polé vedere che mianto (della cui proprietà feci cenno

in certi incendi assai frequenti ne'sotter- nel voi. XXVIII, 19) ricoperto di
p.
lanei e cantine di Roma, ove si conser- sovrapposta maglia metallica , ed un' e-
vano materie e sostanze combustibili, era guale maschera a cappuccio vestita essa
sovente impossibile ai pompieri pene- pure di maglia ; non che di aver imma-
trarvi per mettere in azione le piccole ginato scudi all'antica, culle ed altri at-
trombe o portarvi il zampillo o farvi al- trezzi, ne procurò il perfezionamento, e-
tre operazioni per estinguere il fuoco. scludeudo la rete imma-
metallica forse
Spesso però bastava un fazzoletto ripie- ginata da Davy, come creduto un iso-
gato, bagnato d' acqua e posto a difesa latore della fiamma e applicata alle sue
della bocca e del naso, per lasciare a chi lampade. Pertanto dopo i convenienti
s'innoltrava verso le fiamme libero il re- esperimenti per garantire il corpo uma-
spiro. Quindi fece costruire fasce di tela no dall' azione del fuoco, fece costruire
imbottite di spugna a grana fina per a- due paia di maniche chiuse di panno ter-
dattarle al viso di que'vigili che più do- minanti a guanto, imbevute di soluzioni
levano avvicinarsi alla sede del fuoco saline,di cui si valgono giuocolieri ma-
i

ed ottenne ch'essi senza nocumento po- neggiando impunemente ferri infuocati.


tevano avvicinarsi alla fonte del c£llore, Indi a due intieri abiti da travaglio o basse
servendo le loro vesti di lana a preser- monture di pannode'vigili aggiunse dello
\arli nelle parti del corpo dalle forti im- stessodrappo un paio di soprasti vali con la
pressioni , difendendo il capo con ma- scarpa intera, un paio di guanti alla ere-
schera immaginata dal marchese. Nel spein, ed un cappuccio adattabile alla testa
i8i4 tornato Pio VII alla sua sede, ri- che ricoprisse le spalle ed il collo. Di più
conobbe e confermò l'utile e fiorente i- per la parte che corrisponde al viso, fece
stituzione, sottoponendo il corpo ai pre- prendere una maschera ó^ carta pesta
lati Governatore di Roma e Tesoriere coperta del panno medesimo , guernita
(/^.). Nel 1818 il marchese con la sud- alla bocca e alle narici di spugna fina, e
detta disseriazione fece conoscere, come agli occhi prima due vetri da orologio,
gli antichi romani smorzarono fortissimi poi una finissima ramatina metallica coi
incendi con un composto di aceto e di vetri, attaccati al sopraberrello, ed il lut-
argilla, quindi ne fece esperimenti, dopo to fece immergere dentro soluzioni satu-
di che sostituì all'aceto una soluzione di re di solfato d' allumina e di solfato di
allume, come piìi economico e più va- calce ben carico di tali materie che do-

lido per r acido solforico che contiene, veano dare l'incombustibilità alla lana
unendovi l'argilla, eseguendone prove a così preparata. Indi a' 26 giugno 1829
villa Medici con successo pronto. Intan- fece costruire nell' arena del Mausoleo
to Leone XII nel 1827 dichiarò il pre- d'Augusto o anfiteatro Corea, una spe-
lato governatore presidente de' vigili, e cie d'ambulacro o corridoio, formato di
nel 1828 che come corpo civico non do- armatura di ferro atta a sostenere dalle
vesse dipendere duir autorità militare. due parti quantità di legna ben secche e
Avendo il marchese saputo che il cav. flicendo gettare sul suolo ricci e scheggie
Gio. Aldini di Bologna (autore dell' Art di legno. Accesa la massa, viva e rapida
de se preserver de r action de la flani • successe la combustione elevata a gran-
ine^ Paris 1 83o. Sur les incendies, 1 83 1 ), dissima altezza,che incrociandosi le fiam-
sul finir del 828 aveva in Milano potu-
1 me sembrava impossibile il transito nel-
to far passare illesi de'vigili fra due sie- l'ambulacro, quando i pompieri Angelo
pi di legna ardente, col solo artificio di Luswergh macchinista e sergente, e Do-
vestirli d'un grosso abito o tunica d' a- menico Marcelli, già ricoperti delle vesti
P OM POM gt
preservalricì, impavidi si laDciarono nel Giovanni de'principi Chigi. Ne'primi di
centro della pira e per più di o in 1 5 mi- i ogni anno il giornale ofllciale di Roma
nuti impunemente vi passarono in me2;- pubblica la statistica degl'incendi accadu-
zo senza alcun nocumento né alle per- ti nel precedente anno in Roma, ed estin-

sone, né al vestimento, maneggiando sen- ti dai bravi pompieri. Nel n.° 6 delle iV^o-
za danno coi guanti il fuoco, cadenti i tizie del giorno iSSg si leggono gli en-
ferri roventi e le legna ardenti, ed ese- comi degli uffiziali pompieri Pietro Bion-
guendo le manovre francamente. 11 fe- di e Angelo Luswergh,il i .° per aver fat-
lice esito di questa esperienza fu annun- to una macchina idraulica per uso del
ziato dal n.° 5i dei Diario di Roma con corpo ne' vari casi d' incendio, perfetta-
elogi al march. Origo pel suo ingegno- mente simile alle recentemente fabbrica-
so trovalo. Nell'opuscolo deWe Ricerche te dai più valenti artefici in Inghilterra;
parlò di altre sperienze, come di metodi il 2.° per altre macchinedi eccellente ef-

per estinguere gl'incendi senza l'acqua, fetto e altri lavori di questo genere. Inol-
particolarmente quando è molto esteso tre del Biondi nel n." 5 delle Notizie del
o per mancanza dell'elemento, essendo giorno iS^6 sono riportate altre lodi per
i principali il soffocamento eia compres- Ja costruzione di una macchina di sua
sione. Nel i.° si chiudono tulli passag- i nuova e ingegnosa invenzione, tanto per
gi all'aria ambiente l'incendio, talché in estrarre l'acqua dai pozzi, come per lan-
pochissimo tempo illanguidisce e si eslin- ciare le acque contro al fuoco. Nel voi.
gue. Del 2.°, cioè della compressione, si L, p. 209, menzione dell'esperimen-
feci

fa uso negl' incendi di sostanze di mol- to che il de'vigili eseguì nel gran
corpo
to volume raccolte in gran massa, come cortile di Belvedere alla presenza di Gre-
paglia, fieno, cotone e altre consimili : in gorio XVI il quale ne restò tanto sod-
,

questi casi poco giovando l'acqua o se disfatto e contento, che immediatamente


ne richiederebbe un'enorme quantità, chiamato nelle sue stanze il valente du-
con maggior celerità si ottiene l'intento ca Caetani, colle sue mani gli pose al col-
calcando e comprimendo le sostanze in lo la croce di commendatore dell'ordine
combustione, che si salvano senza detri- da concedendo premi agl'in-
lui istituito,

mento. dividui che si erano distinti, ed elogi al


Gregorio XVI cornei predecessori pro- corpo. L'esperimento si divisein tre par-
tesse Tutilissima istituzione de'porapieri, ti. Nella prima ebbe luogo esercizio : i ,

e nel i832 corpo


fece dichiarare, che il per innalzar le scale ; 2 , sacco di salva-
de' vigili di Roma non abbia a dipendere mento; ram-
3, scala di corda; 4) scala
tanto nella sua amministrazione, quanto pante ; mezzo del ca-
5, ascensione per
nel disciplinare, che dal cardinal segreta- vallo. Seconda parte: i, macchine aspi-
rio di stato e per esso da mg."^ governa- ranti e prementi ; 2, macchine premen-
tore di Roma qual presidente del mede- ti alimentate col passamano de' secchi

simo. Per morte del benemerentissimo di tela ; 3 macchina aspirante e pre-


,

marchese Origo, il Papa nominò a suc- mente che manda 1' acqua in altra mac-
cessore r attuale direttore , colonnello e china lontana, per mezzo di conduttu-
comandante d. Michelangelo Caetani du- re di tela passando a guisa di ponte so-
,

ca di Sermonela, di che e delle onorifi- pra una strada, onde non impedire il li-!-

cenze conferitegli da Gregorio XVI feci bero accesso dei carri 1' acqua per tal :

cenno nel voi. VI, p. 218, come emula- modo ascende sopra l'edifizio, percor-
tore dell'ingegno, delle profonde cogni- rendo circa 5oo palmi ; 4 "SO doppio »

zioni e dello zelo del predecessore. Inoltre del zampillo d'una macchina su vari pun-
nominò tenente colonnello onorai io d. ti d'un edifizio. Terza parte: applicazio-
9» POM POM
ne di alcuni da'siuklelti esercizi all'estin- 1847 '^ l'egnante Pio IX nel medesimo
rione di un determinato incendio. Aven- cortile di Belvedere assistè alle manovre
do Gregorio XVI nel giugno 845 sotto- 1 che con agilità , destrezza e coraggio e-
posto il corpo neldisciplinare sotto il se- seguirono vigili comandati dui duca d.
i

gretario per gli alfuri di stato interni, e Michelangelo, onde si meritarono le lodi
per esso il governatore di Roma in qua- del Papa e gli applausi del numeroso po-
lità di presidente, a' 28 dicembre fece polo spettatore, mentre fra gli esercizi

pubblicare dal cardinal iVlattei Regola- i ch'ebbero luogo, si appiccò fuoco ad un


menti pel corpo de' vigili di Rontay dicliia- fienile , al cui contatto era una casa di
landolo benemerito del pubblicoe del go- legno appositamente costrutta e piena di
verno, concedendo con altro Regolameti- materia combustibile. Una famiglia in
/<z agl'individui che lo compongono il be- essa racchiusa fu salvata; e l'incendio fu
nelìcio di essere ammessi non solo alla estinto per forza delle macchine idrau-
giubilazione per loro, ma ancora alla pen- liche, la cui perfezione e manovra nulla
sione per le famiglie, colle norme slabi- ha ora che desiderare. Finalmente Pio
lite in favore degl' impiegati civili ; non JX, ili. ° ottobre 1847 col moto-proprio
senza usare generoso Pontefice un ul-
il sul consiglio e Senato diRonia, a questo
teriore riguardo circa alla durata del ser- sottopose il corpo de' vigili. Nello stato
vizio, in vista delle straordinarie faliclie pontificio vi sono altri benemeriti corpi
e de' gravi pericoliai quali vigili sono i de'vigili, come in Bologna ed in Ancona.
esposti. corpo de'vigili fu formato del-
Il Nel n.°43 deWe Notizie del giorno Aq\
lo stato maggiore composto del colonnel- 1843 si descrive V apparecchio Paulin^
lo direttore ecomandante, del tenente dal nome dell' ingegnoso inventore , col
colonnello aggiunto quando egli vi sia (è quale rimediòal grave inconveniente del
onorario d. Giovanni de'principi Chigi), denso fumo, pel quale pompieri anda- i

del quartier mastro segretario , delme- vano soggetti a cadere in asfissia. Nel n.°
dico, chirurgo e scrivanoj della compa- 100 del Diario di RoniaiS^5s\ rileva,
gnia d' individui asoldo, cioè capitano, che in occasione dell'orribile incendiodel
tenente, sotto-tenente, aiutante sotto-uf- teatro di Berlino fu adoperata la scala
ficiale, 4 sergenti, 20 caporalij capo trom- di salvamento immaginata, oltre un pon-
betta maestro, 8 trombetti,! io comuni; te di soccorso, dal maggiore Kesseles di
tutti gii altri individui che vesliraimo la Brusselles e descritta, potendosi adope-
divisa del corpo de'vigili apparterranno rare sino all'altezza di 80 piedi, tanto per
al novero de'soprannuraeri in due classi, procurare l'immediato spegnimento del
cioè soprannumeri in esperimento d'ido- fuoco, quanto pel salvamento d' indivi-
ueilà per meritare l'ingresso nel ruolo dui ne'pericoli d'un incendio. Nel n.° 1
89
nelle vacanze, esoprannumeri beneme- (lei Giornale di Roma i85osi parla del-
renti, quali saranno vigili usciti dal ruo-
i la macchina Fire-Annihilator (annichi-
lo per rimanere nel corpo. speciale E latore del fuoco) inventata in Inghilter-
attributo de'vigili l'eslinzione degl'incen- ra dall'ingegnere Philip, col quale siste-
di in Roma e contorni , dovendo inter- ma il fuoco viene soffocato per mezzo del

venire ai teatri e pubblici spettacoli. 11 vapore con altrettanto di celerità che di


corpo costituito militarmente quanto al- effetto j onde il governo diede commis-
la disciplina e onori, è considerato come sione d' un numero vistoso di tali mac-
corpo civile. Tanto la truppa di linea ,
chine , le quali mandano suU' incendio
quanto gendarmi, durante l' incendio,
i una foj te corrente di vapore, in virtù del
dipendono dal comandante del corpo dei quale il fuoco viene spento all' istante.

vigili oda chi ne fa le veci. A'aS aprile Iln.° 121 di detto Giornale 1 85 1, cele-
PON PON 93
broncio questo trovato, aggiunge che nel- principio lo deve a Paolo IV e Sisto V,
la Spagna furono spedile un numero di parlai a quell'articolo, come di loro origi-
queste macchine per la marina reale da ne, autorità e prerogative, meqtre nel voi.
guerra. L'ingegnere A. Eichen di recen* V, p. 46 narrai che Benedetto XIV ag-
te inventò una pompa, ìa quale può es- giunse due prelati assessori perle cause
sere tiasporlata colla massima facilità e criminali. Siccome tra questi prelati di-
prontezza sul luogo dell'incendio, senza stribuì vansi le Provincie dello stato ec-
il concorso de'cavalli. clesiastico , col nome e vocabolo di po-
PONENTE Ponens. Relatore delle
, nenza ,
ponentia , così furono chiamati
cause sacre nella curia romana, secondo Ponenti, ognuno riferendo o proponen-
il DIz. (Iella lingua it. Ponenti si chia- do i negozi e le cause di sua ponenza.
cardinali che nelle congrega*
i Plettemberg a p. 746 dice di questi pre-
Imano
z/owf .riferiscono gli affari, quali relatori lati Horuni praelatorum offlciwn est
:

della causa di cui si tratta. Ponenti si di- ùcta, quae a gubernatoribus et locorum
cono que' prelati che in alcune congre* praesidibus prolixa valde ad congrega-
gazioni o tribunali di Roma riferiscono tioneni ut plurimum mittuntur^relegere,
o propongono le cause e gii affari, come ex iisque in coetu contenta referre j ut
3o6, Notitia con-
rileva l^lettemberg, p. vero dispertitum sii onuset officium, cui'
greg.Fino all'odierno pontificato vi fu- quesua attributa est provincia, quae vul-
rono prelati ponenti addetti alla Con-
i go diciturFonentìa, cujus causasetne-
gregazione dpi buon governo [V.) islilui* gotia examinanda suscipit. A tutto il

ta da Clemente Vili, cos\ chiamati per- 1846 i ponenti di consulta eranoi 2, di-
chè proponevano e riferivano alla con- visi in due turni, ali.'* de'quali presiede-
giegazione i rispettivi interessi apparte- va mg."^ segretario, al 2. ° rag. decano dei "^

nenti alla ponenza loro assegnata delle ponenti. Aumentò due ponenti Pio IX
comunità municipali soggette alla sovra- ili." gennaio 1847 "^"^ concentrazione

nità della s. SgìÌq^ come dichiarai a tale de'tribunali di Roma, e pose i tribunali
articolo, insieme alla loro origine e pre- delle Provincie sotto la vigilanza del su-
rogative, il cui emolumento eia eguale premo tribunale della consulta. Inoltre
a quello de'ponenti di consulta. Morcel- il Papa confermò mg.'^ segretario presi-
lichiamò il ponente di buon governo e dentedeli." turno, nominando presiden-
sgravi, Vir sacri consili i swnptibuspu- te del 2." altro ponente; al i.** assegnò
blicisniinuendiSy Firsumptibus minuen- mensili scudi 1 ad ogni
5o, al 2.° 70 , e
dis.Nel 1847 ^'"^"o S6'> ^^ Pio IX col ponente 5o, concedendone 4^9gli "di-
moto-proprio de'29 dicembre 1847 ^*^^ tori che die a ciascuno di detti prelati, i

riunire le attribuzioni che si esercitava- quali uditori neh 85 1 furono tolti eim-
no dalla congregazione al ministero del- piegati altrove. Del resto il tribunale fu
l'interno, cessarono la congregazione del organizzalo colla cancelleria, procura ge-
buon governo ed i prelati suoi ponenti. Ve- neralede'poveri, procura fìscalegenerale,
dasi De Vecchis, De bono regimine, Ro- commissario delle galere, sollecitatoredei
niaei732.Una collezione di costituzioni, poveri carcerati, ed aspiranti agl'impie-
editti e circolari riguardanti
la congrega- ghi giudiziali.
zione del baon governo e le comunità e PONONE,Crtr^/«^/e.Alessandrolldel
impiegati municipali, nel 1 824 si pubblicò 106 ilo creò cardinal pretedi s. Anastasia,
i n Roma: / doveri de cittadini verso la pa • si tenne fedele a s. Gregorio VII nello sci-
trìa e degl'impiegati municipali^ di Regi- sma dell' antipapa Clemente 111, e sotto-
naldo Angeli. De' prelati ponenti della scrisse il giuramento fatto da Roberto ve-
Congregazione di consulta (V.), il cui scovo di Charlres nella basilica Vaticana.
7

94 PON PON
PONS (de) Raimondo, Cardinale. No- nome. Vi furono tenuti 4 conciliì. III.''
bile francese e vescovo di Perigucux, Gre- nel 1257 sulla disciplina. 11 2." neli2G7
gorio IX nel 1287 o nel 1240 lo creò car- sulla disciplina, e fu ordinalo agli ecclesia-
tiinale prete. Dimorando ordinariamen- stici portare tonsura e abito ecclesiastico.
te in Roma, fa occupalo ne'più gelosi mi- Il S.** nel 1279 presieduto da Guglielmo
nisteri riguardanti ilgoverno della Chie- di Flavacour arciv.° di Rouen si fece- :

sa. L'epoca di sua morte è incerta, come ro 24 canoni riguardanti gli ecclesiasti-

quella di sua esaltazione. ci scomunicati, i parrochi, ec. che non


PONS DE Thomieres (s.), Fanuni s. celebrano messa, perturbatori della giu-
i

Pontìi Tomeriae, Città vescovile di J^ran- risdizione ecclesiastica ,


1* osservanza del
cia in Linguadoca, dipartimento d' He- concilio Laterano. Il 4-° nel i3o5 sulla
rault, capoluogo, a c) leghe da Narbona, giurisdizione ecclesiastica. Bessin, Lab-
in una vallata sulJean.E' assai ben fab- bé, Arduino.
bricata e amena, avendo ne'contorni ca- PONTECORVOfPow^w Curvi). Cit-
Ye di marmo. I^ons conte di Tolosa nel tà vescovile dello stato pontificio , nella
X secolo vi fece trasportare le reliquie di delegazione di Fresinone (F.), dipenden-
s. Ponzio i^V.) suo avvocato e vi fondò Marittima é Cam-
te dalla legazione di
un'abbazia di benedettini, dando il suo pagna, distante 20 miglia d'Aquino e 8
nome alla città. Giovanni XXII nel 1 3 1
da Ceprano, capoluogo del distretto del
eresse in cattedrale la chiesa del monaste- suo nome con residenza del governato-
ro e formò la sede vescovile e la diocesi, re. Posta nel regno di Napoli e nella pro-
dichiarandola sulTraganea di Narbona. Il vincia di Terra di Lavoro, verso la parte
capitolo regolare de*monaci benedettini occidentale adiacente alla pi^ovincia di
nel 161 I fu secolarizzato da Paolo V. Il Campagna dello stato ecclesiastico, gode
vescovo godeva 3o,ooo lire di rendila. il libero commercio con detta provincia
Pio VII pel concordato del 80 1 1 soppres- e regno per convenzione tra il sovrano
se il vescovato. Tra gl'illustri suoi vesco- di questo e Papa. Giace su d' amena
il

il cardinal Farnese, fatto nel


vi vi fu 5 4 1 [ collina in vicinanza del fiume Liiù o Ga-
da Leone X, che poi divenne Paolo III) il rigliano al di qua del ponte curvo, divi-
quale nel 1 534 conferì la sede al cardinal sa in due parti, una chiamata Civita in
Marino Grimani:^\\ due vescovi ultimi perfetto piano, l'altra Pastino alquanl^o
furono Paolo Alessandro de Guenet di in pendio. E ampliata dai due sobbor-
Rohan e Lodovico Enrico de Bruyere
, ghi dell'Annunziata e di s. Rocco, ambe-
de Chalabre di Pomerade diocesi di s. due in pianò, godendo all'intorno eslesa
Papoul, eletti il i.° nel 1728, il 2.° nel e fertile pianura, sparsa di colli deliziosi
1770. e fruttiferi ,
primeggiando nei prodotti
PONT. Luogo presso Sainles, dove fu l'eccellenle tabacco e il vino. In un pro-

tenuto un concilio nel 1294, in cui ven- pinquo isolato monte esiste il santuario
ne accordata una decima al re Filippo di Maria ss. di Monte Leuci, la cui chiesa
IV il Bello. Gali. dir. t. 2, p. 1076. è figliale dell' arcibasilica Lateranense ,
PONT-AUDEMIR, Pons Audemari. il capitolo della quale vi nomina il suo
Citlà di Francia in Normandia, diparti- vicario e il cappellano. Nel contiguo e-
mento d'Eui'e'e capoluogo. Circondata difizio i distinti cittadinivi passano la
di mura con fosse, ha belle strade e case convalescenza, per purissima aria che
la

assai ben fabbricate. Ebbe degli uomini vi si respira e per l'incantevoli vedute che
illustri e Aldejnaro suo signore per aver- vi si godono. La costruzione delle mura

la accresciuta considerabilmenle n'è con- che circondano Pontecorvo la forma e ,

siderato come fondatore, portandone il la mole delle pietre di cui sono fabbrica-
PON P ON 95
te, le lapidi, le monete, i sepolcri e altil rum, de'28 luglio 1818, Bull. coni.
1
5, 1.

antichi monumenti che si trovarono nel p. 1 1 I , concesse la facoltà di usare la moz-


suo territorio, che si estende per circa 3o zetta paonazza sopra il rocchetto. Nella
miglia^ dimostrano la vetusta sua origi- chiesa della ss. Annunziata vi è un egre-
ne. Queste mura vengono Tramezzate da gio dipinto del cav. Silvagni, esprimente
6 porte che danno ingresso alla città. La s. Tommaso d'Aquino. Lunge circa 2 mi-
porta Mascana, recentemente costruita glia dalla città è la chiesa di s. Gio. Bat-
con maestoso disegno del cav. Brandoli- tista, edificala a suo onore da s. Grimoal-

ni, è decorata dello stemma marmoreo do e dai pontecorvesi,neli 1 87 gittando-


di Pio IX, di graziosi bassorilievi e d' i- vi la i.^ pietra Guarino vescovo d'Aqui-

scrizione. fiume trattenuto da una chiu-


Il no cioè presso il Liri e vicino al luogo
,

sa per attivar le mole da grano, produ- ove il s. Precursore prodigiosamente ap-


ce una piacevole cascata. E' rimarcabile parve, probabilmente a' 4 aprile 1 36 o 1 1

il magnifico ponte ollremodo curvo, che prima a Gio. Mele, cui impose l'erezio-
accoglie l'impeto delle acque senza aver ne d'una cappella in suo onore, mentre
mai Sofferto nella solidità; si crede ope- con altra miracolosa apparizione il san-
ra romana e da esso derivò il nome alla to ordinò a Proietto che invitasse E^ober-
città. Non manca di antichi e moderni to a dipingerla. Lecircostanzedi tali ap-
fabbricati, fra'quali il palazzo municipa- parizioni e come s. Gio. Battista perse-
le e l'episcopio. La cattedrale è sotto Tin- guo di predilezione si dichiarò protetto-
vocazione di s. Bartolomeo apostolo, ove re di Ponlecorvo, si legge a p. i3 e 27
fia le reliquie si venerano le ossa di s. Narrazione storica della vila di s.
della
Grimoaldo (inglese secondo alcuni) già Grimoaldo del p. Pietro Pellissieri della
arciprete della medesima , cittadino e cong. della dottrina cristiana e abbate cu-
principaleprolettorediPontecorvo, la cui ralo di s. Marco di Ponlecorvo , Roma
festa si celebra a'29 settembre. Vi si os- i8i6. Nella chiesa già de'cappuccini vi
servano due belli quadri di eccellente pit-! sono 2 buoni quadri laterali dell'altaie
tore (del cav.Arpino ve n' è uno nella maggiore. La pubblica istruzione viene
chiesa suburbana detta della Canonica), confidata ai pp. dottrinari (frà'quali fio-
alcune mitre de' bassi tempi e de' calici risceil pontecorvesep. Pietro-Paolo Me-

di vetro; nell'archivio sono mss. longo- loccaro già preposito gen. di sua cong.)
bardi, goti e latini del secolo XI, e mol- nel collegio di s. Marco, la cui chiesa è par-
te pergamene segnate da s. Grimoaldo. rocchia. Nel 1 842 l'attuale vescovo affi-
Vi è la cura d'anime affidala alTarci- dò lo stabilimento per l'istruzione delle
prete, e il batlisterio. Il capitolo si com- fanciulle alle maestre pie, che convivono
pone di 12 canonici compresa la dignità sotto la protezione di s. Luigi Gonzaga,
dell'arciprete, il teologo e il penitenzie- per cui la magistratura comunale le for-
re,che hanno l'uso in coro della cappa nì di locale più comodo e più decente
con pelli di armellino neh 843 Grego- : dell'anteriore : al presente non esistono.
rio XVI gli concesse le calze, il collare Le monache benedettine vi hanno mo-
e il fiocco paonazzo al cappello. Le al- naslero,i passionisti un ritiro fin dal 85o, 1

tre chiese principali sono 16,comprese le cioè nel convento de'cappuccini; vi sono
suburbane 5 delle quali sono parroc-
, 5 confraternite, il monte di pietà, il naon-
chie. Le chiese di s. Nicola di Porta e di te frumentario ed il grandioso moderno
s. Maria di Porta sono due insigni col- spedale della ss. Annunziata. Gregorio
legiate e parrocchie assistite ciascuna da XVI a questo die in protettore il cardi-
8 canonici con l'abbate curato ai cano- : nal Luigi Ciacchi, calla città il cardinal
nici della i.'' Pio VII col breve Sacro- Gabriele Ferretti. Gli abitanti ascendo-
,

96 PON PON
no a circa 9,000, non compreso l'annes- sere medianic Iradmionto e inganno,
so casale di s. Olivn^ cli<;lanle dnlln cillà mentre i fregellatii colle loro donne la
quasi 3 miglia, che ne conia più di 4^0, dilèndevano valorosamente. Narra Livio
il Olii nome lo prende dalla sua chiesa nel hb. 8 che fu falla colonia romana, e
dedicata in onore di. s. Oliva vergine, il come una delle più famose la celebrò
cui corposi veneia nella cattedrale d'A- Slrabone (al cui tempo era divenula pic-
nagni, celebrandosene la festa a'i5 gen- cola contrada), ne' consolali di Publio
naio, come avverte Borgia , Difesa dtl Planilo Proculo e di L. Cornelio Scapa-
dominio temporale dclUi sede apostoli- la , sebbene Giulio Ossequente dice che
ca, p. 34B,cap. 7; Breve istoria del do- fosse già distrutta e che il 1° console fu
minio della s. Sede su di Pontecorvo o Marco Fulvio. Mancata Fregelle di fe-
Pontecurvo. Egli agginngeche ne' vecchi de romani, questi in punizione la fe-
ai

tempi ebbe allri luoghi dipendenti, per cero intieramente rovinare nell'anno di
essere allora il suo territorio più esteso. Roma 627 o 628 dal pretore Lucio O-
Lo stemma del comune è d'un ponte con pimio, che per la celebrità del luogo ne
tre archi, con sopra nel mezzo uti corvo; volle godere gli onori del trionfo, restan-
ma il Borgia osserva, che se si fosse ben dovi solo un vico. Il p. Theuli, Teatro
ponderalo quanto scrisse Leone Ostiense, islpr. p. 35 e 79, tratta di Fregelle e dei
copiando l'ignoto monaco cassinesc con- suoi uomini insigni, come di Marco Sc-
temporaneo del gastaldo Radoaldo fa- , st?lio che rispose per le 18 colonie che

rebbe invece per arma un ponte di for- promisero aiuto ai romani, e di Lucio Pa-
ma curva. Lo slemma inoltre ha 1' epi- pirio celebre oratore. Ricchi, La reggia
grafe : Senatus Popidusqiie Fregellanus. de\'olseij p. i 1 1, celebra la grandezza e
] ponlecorvesi sono docili, robusti e labo- magnificenza di Fregelle, e riporta alcu-
riosi, vantando molti uomini illustri in ne sue iscrizioni e monumenti esistenti
santità, dottrina e nelle armi. in Pontecorvo. Che questo sia fabbrica-
La celebre e antica città volsca di Fre- to sulle rovine di Fregelle sembra inve-
gelle, Fregellaey è da molti sto-
fissata ro confermarlo i magnifici avanzi d'una
rici, geografi e archeologi nel luogo ove aulica città sotterrata, che lungo ilLiri si

sorge Pontecorvo o ne'suoi dintorni, o estendono circa a 3/4 <^' miglia dappres-
contigua a Falvaterra ( di cui nel voi. so Pontecorvo al di là del ponte ; i pre-
XXVII, 278), disputandone iiyanto
p. gievoli musaici rinvenuti nel i838 nel
Ceprano (^.)j alcuno lo dà all'Isoletta terreno della famiglia Velloni , i fram-
e a S.Giovanni Incarico. Principalmen- menti di marmi e colonne che si rinven-
te in favore di Pontecorvo sono Sigonio, gono. Imperocché siha dalla tradizione
Biondo , Volterrano Leandro Alberti , e dalla storia, che gli abitanti di Fregel-
Baronio sorano Ferrari di Ceprano e
, le scampati dall'ultimo eccidio romano,
PeHissieri;in favore di Ceprano si dichia- fissarono il loro soggiorno in un angolo
rarono Plinio, Baudrand e Cluverio, il della distrulta città verso l'oriente, al di
quale in altra opera die la preferenza a là dell'antichissimo ponte assai curvo, e
Pontecorvo. Fregelle fu chiamata anche per essersi ivi riuniti il nascente paese
Gesoriaco e da Jornande Cesarea. L'in- da tal ponte prese il nome di Pontecor-
signe Fregelle fu capo di molte altre cit- vo, come alFermano Theuli, Pellissieri e

tà latine nel regno volsco; vi si adorava fu compreso in quello


altri. Il territorio

la dea Bona e altri numi. I sanniti aven- d' Aquino e la storia ne tace le notizie
dola tolta ai volsci , venne occupata dai fino alla metà del secolo IX, leggendosi
romani che la restaurarono, ma poscia i nel Baluzio t. 2, lib. 4, n." 1 3, CapitiUar.
sanniti con l'aiuto de'salricani la ripre- veg. francar, all'anno 867; e negli Aa-
, ,

PON PON 97
nalì et Italia diMuratori all'anno ^GQ, i non dar gelosia al
principi deposti a
che essendo in questa epoca devastata successore si tramutavano in monaci
Italia dai saraceni, l'imperatore Lodo- perla qual condizione perdevano attitu-
vico II per discacciarli riunì un esercito dine al governo. Cosi fece Radoaldo, con
formidabile, che per Roma nel declinar pregare Bertario abbate di Monte Cas-
di marzo, venhint ad Pontemcurvum^ in- sino a riceverlo nel chiostro. Magenolfo
di per Capua e Benevento si recò a Lu- vedendo che non avea più a temere del-
cerà. Pare dunque che il paese già fosse l' emolo, lo consegnò all' abbate. Narra

in grado di ospitare un esercito e som- Pellissieri, p. 8, che Radoaldo neir872


ministrargli de'viveri. non fondò Pontecorvo, che già esisteva e
11 p. Tosti nella Storia di Monte Cas- con tal nome, ma gli die la forma e il
sino 49> anno 865, ecco come nar-
1. 1 , p. nome di castello, perchè lo ingrandì con
ra l'origine di Pontecorvo. Radoaldo ga- nuove fabbriche nella regione superiore
staldo d'Aquino reggeva questa città de- detta Civita, Io fortificò con muraglie e
putato dal conte di Capua, nello stato di torri di grossi travertini , e nel sito piti
cui era compresa. Profittando delle scor- eminente, dove ora è la cattedrale, fab-
rerie de'saraceni, Radoaldo si volle to- bricò la rocca per difesa degli abitanti e
gliere dalla dipendenza del suo signore per sostenersi nell'indipendenza contro i
e formarsi uno stato proprio. Senza u- duchi di Capua, profittando di loro dis-
scire dal territorio del suo gastaldato sensioni e della loro ostinazione in vo-
Tenne al fiume Liri a pie de' monti che ler riconoscere per loro sovrano il princi-
dividono la valle d' Aquino dal mar di pe di Salerno. Da questa epoca cominciò
Gaeta, e proprio là ove sorgeva un gior- Pontecorvo a di venire uno de'Iuoghi più
no la vecchia Fregella; e parendogli ac- rispettabili della contrada, sì per le fa-
concio il sito a quel che divisava, costruì miglie nobili'che vi s'introdussero, sì an-
un castello chechiamossi Pontecorvo, dal cora per essere illustrato dalla residenza
ponte ad arco gettato sul fiume. Quivi de'conti e duchi che tennero la signoria
rinchiuso radunò quanta gente potè del di altre terre circonvicine.
contado, che tenne a se di vota, allettan- Da un diploma del 946 , di cui feci
dola colla preda che faceva scorrazzan- parola nel voi. V, p. 1 00, Pontecorvo era
do la contea di Capua. Aumentandosi i una delle contee del principato di Bene-
suoi, questi fabbricando case intorno al vento. Riferisce Borgia, p. 35 r, che dai
castello, dierono principio alla nuova cit- gastaldi d'Aquino, che quindi si dissero
tà. A punirlo si mosse Pandone suo si- anche conti ,
passò Pontecorvo ad aver
gnore, ma avendo Radoaldo ottenuto l'a- proprio signore, e questo pure con titolo
iuto di Magenolfo marito d' Ingena ni- di conte, acquistando il luogo indipen-
pote dell' imperatrice Engelberga , con denza, tranne l'ubbidienza che i suoi con-
promessa di divider con lui il dominio ti prestavano Capua, come
ai principi di
della nascente signoria, scampò il peri- notò il 1° conte di cui per-
p. Tosti. Il
colo che gli sovrastava. Però non andò venne certa memoria è Adinolfo pio ma-
guari che Magenolfo volendo restare rito di Maria, ricordato dal conte Guido
assoluto signore, fece prendere dai suoi suo figlio in un diploma del 998 circa,
Radoaldo e con due figli cacciollo in fon- dato in Pontecorvo, che si legge nel Gat-
do di torre; s'impadronì del suo tesoro tola, Hist, Casin. saec. VI, p. 298, do-
e de'suoi servi e si fece proclamar signo- natore di alcune terre ai cassinesi. Dopo
re della terra, i cui abitanti volle poi ci- Guido si conosce Landolfoconte di Pon-
vilizzare e istruirli a combattere rego- tecorvo, ricordalo anch'esso con Gemma
larmente. Era in que' tempi costume che sua moglie in più diplomi del conte Gio-
VOL. iiv. 7
98 PON PON
vanni Scinto loro figlio, presso il Gallo- ze conte cede al monastero cassìnese,
il

la, p. 2 1 4, ^ 1 5 ed alliove, segnali Fon- parte a questo vendè per 5oo libbre d'o-
tecurbo in castello qui nominatur Pika : ro, confermandone con solenne diploma
questo conte ebbe in moglie Alfarnna e e giuramento l'atto Riccardo li e suo fra-
\ivea nel i o65. Ma presto duchidi Gae- i telloRoberto l , ed a condizione che il
il loro dominio sopra Pon«
/rtf'^.) slesero monastero non facesse ingiustizia né al
tecorvo e se ne chiamarono conti ; cosi conte, né al principe, né ai loro eredi. I
il normanno LefTrido o JefTrido Ridal- documenti della compera e donazione
lo nel loyS loera,che poscia nel io8o sono presso Galtola À Riccardo II pel suo
.

produsse ragioni su Pcnlecorvo , poi- assenso cassinesi dierono


i 290 libbre d'o-
ché il fratello di Adinolfo conte d' A- ro, ed a Giordano Pinzasi, che molto si
quino, essendo conte di Ponlecorvo, fu adoprò a prò de'monaci, altre 30 libbre i

assunto al ducato di Gaeta, ed a que- d'oro, ed oltre a ciò l'abbate, conseguilo


sta signoria aggiunse la contea di Pon- ch'ebbe l'utile e diretto dominio di Pon-
lecorvo, secondochè rilevo nel p. Tosti, lecorvo, subito per annuLum aureiun lo

p. 4^- Nel 1087 Ponlecorvo fu onorato investì della metà di Ponlecorvo, a con-
dalla presenza di Papa Vittore 111 pro- dizione che lui morto fosse tornata in ba-
veniente da Roma con diversi cardinali lia del monastero; più gli donò una ca-

e vescovi : fra le cose che vi operò , no- sa con molino in s. Germano e i5 vas-
terò la consagrazione della chiesa del mo- salli dimoranti nel territorio che giace

nastero di s. Nicolò, ora non più esisten- tra Pignataro ePiumarola. Laonde ben
te. Nel declinar del secolo XI Ponlecor- a ragione l'abbate Oderisio II fece nelle
vo riebbe i suoi conti particolari e tra porte di bronzo della basilica di Monte
questi Rinaldo figlio di Leffrido, il qua- Cfl55mo(^'.) scolpire tra'dominii del mo-
le in diploma del 1098 ai titoli di con- nastero : Civilas Pontis Curvi cuni per-
sole e duca uni quello di dominalor ci' tineiiliis suis. Che Ponlecorvo già si chia-
vilalis Ponticiirvo. Dopo di questi vie- mava città lo attesta Pellissieri , p. 35,
ne nominato Gualgnanoo Gualgano pa- anzi osserva che nell'ampiezza forse su-
drone di Ponlecorvo, che non solo vi si- perava Aquino o almeno l'eguagliava.
gnoreggiò, ma
ne dispose eziandio, asse- Dopo che questo luogo passò in pote-
gnandolo in dote o dotarlo ( questa do- re del monastero cassinese, solFrì alcune
nazione sponsalizia de* tempi normanni vicende, prima per re Ruggiero I e poi
e longobardi spiega Borgia a p. 352) al- di altri. Mentre i figli di questo re con-
la sua moglie figlia di Rainolfo contedi quista vivoo il paese fino a Ceprano della
Caiazzo, il che riporta colle sue conse- s. Sede, egli si recò al monastero e con
guenze Pietro diacono continuatore del- decreto de'29 maggio 1 146 o prima tol-

la Chron. Casin. lib. 4, cap. 25. La ve- se ai monaci le terre di Cardilo e Comi-
dova ne perde poi il possesso per la sua no, non che Ponlecorvo, dicendo non pos-
fellonia contro Riccardo II principe di sedersi da loro a buon diritto, e perchè
Capua. Allora fu che Roberto fratello non gridassero gli cede il castello di Roc-
della punita e conte di Caiazzo , ricevè ca d'Evandro, rapinando la basilica del
il dominio Ponlecorvo da Riccardo
di più prezioso, trovandosi bisognoso di de-
II. Con questo l'abbate di Monte Cas- naro. Dall'anonimo cassinese si appren-
sino Oderisio (per quanto riferiscoWD Bor- de, che nel 1201 Ponlecorvo fu ricupe-
gia e Tosti ) incominciò pratiche per a- ralo dall'abbate di Monte Cassino. Non
ver Ponlecorvo ed il castello Vitecosi. dovettero essere lungamente quiete le co-
Convennero nel i io4 o più lardi: parte se, dacché narra Borgia p. 355 che In-
della terra di Ponlecorvo e suepertinen- nocenzo IV per la speciale tutela che la
PON PON 9r)

chiesa romana teneva


monastero cas- del zo VII le suo disposizioni non ebbero ef-
sinese, fece con due bolle del i254, Per fettoche sotto il successore Gregorio XI f,
operis e Cutn a nohis (presso Borgia, Ap- ilquale scrisse altra lettera perche subi-
pendice p. IDI e 102) rigoroso divieto a to avessero luogo. Il Tomacelli non se ne
chiunque di fabbricare in Pontecorvo al- die per inteso, per cui s'interpose re La-
cuna fortezza o munizione che valesse in dislao, che compose la lite tra lui e l'ab-
qualche modo a turbare la quiete dei luo- bate cassinese, con rilasciarsi a Tomacelli
go; e confermò agli abitanti tutte le esen- il godi mento di Pontecorvo per altri 5 an-
zioni, libertà e franchigie, delle quali era- ni, dopo i quali fu ricuperato dall'abba-
no in possesso per concessione del cardi- zia. Tuttavolta non giovò ad essa questo
nal Roth'edo (non lo trovo ne'biografidei possesso, imperciocché essendo il mona-
cardinali) abbate di Monte Cassino nel siero travagliato dagl'inquieti abitatori
I 1 00, e dell'imperatore Federico II redi de'suoi feudi, e parte da Braccio da Mon-
Sicilia nel 1229. Nel secolo seguente Pon- tone, che Giovanna II regina di Napoli
tecorvo si giltò dalia parte di Onorato teneva al suo soldo, avendo verso il 4*2 i 1

conte di Fondi (^F.), nemico di Bonifacio occupato colla forza diverse terre e castel-
IXj ma atterrita dalla crociata mossa dal la di Monte Cassino, dovè Martino V con

Papa e dalle continue censure che fulmi- sue lettere del if\.i'2 commettere a Gio-
nava, nel 1 3g9 tornò nella pontificia gra- vanni (Jacopo dice il p. Tosti, e l'Ughelli,
zia che la sciolse di scomunica, da cui era- Italia sacra) vescovo d'Aquino, vice-ret-
no i pontecorvesi allacciati, anche per se- tore della provincia di Marittima e Cam-
guir le parti degli antipapi Clemente VII pagna, perchè a nome suo e della chie-
e Benedetto XIII, come racconta il p. To- sa romana con piena autorità prendesse
sti t.127; quindi Bonifacio IX do-
3, p. il governo di Pontecorvo con mero e mi-

nò Pontecorvo al nipote Giovanni To- sto impero, ed ogni studio ponesse per
macelli milite, a spese e con dispiacere dei ricuperare gli altri luoghi tolti al mona-
monaci ch'erano governati da Enrico To- stero cassinese e li governasse, per termi-
nìacelli cugino del Papa e da lui fatfo ab- nare tante liti e scandali.
bate. Borgia dice che Pontecorvo fu dato Nel pontificato di Eugenio IV, essendo
a Giovanni in vicariato, forse per impe- nel 1435 morta Giovanna II, Alfonso re
dire a'ponlecorvesi di tornare agli eccessi d'Aragona pretendente al trono contro
e ribellioni, per le quali a'20 giugno Bo- gli angioini, tolseal Pontefice Pontecorvo
nifacioIX li avea fatti assolvere da Gio- per avergli negata l'investitura e dichia-
vnnni vescovo d'Aquino. Mori nel i4o4 rato il regno di Napoli devoluto alla s.

Bonifacio IX e gli successe Innocenzo VII. Sede. Eugenio IV ricorse alle armi, gli

A questi energicamente ricorsero i mo- spedì contro il prode Vìtellesclii poi car-
naci all'insaputa dell'abbate, e nel i4o6 dinale colle milizie, il quale ben presto
n'ebbero papale diploma dichiarante nul- ricuperò Pontecorvo e lo ritenne per la
la, irrita e cassa donazione fatta da Bo-
la romana Chiesa fino al i439, in cui es-
nifacio IX al nipote di Pontecorvo: a que- sendo partito dal regno tornò Alfonso ad
sti cittadini Innocenzo VII lo inviò, or- occuparlo altra volta. Al Borgia non riu-
dinando loro che sotto pena d'anatema scì conoscere quando Eugenio IV Io ri-
tornassero ai cassinesi,^ quali legittimi prese, certo è che nel 144^^"^^^^ luogo
possessori gli dassero ubbidienza, traen- ubbidiva a lui, pel documento del cardi-
dosi dalla soggezione di Tomacelli. Fece nal Mezzarota camerlengo de' 18 dicem-
esecutore del suo volere e delegato apo- bre, dal Borgia riportato a p. 106 del-
stolico r abbate di s. Erasmo in Castel- l'appendice; dicendosi che il Papa mosso
lone presso Gaeta. Per morte d'Innocen- dalla costanza dimostrata dai pontecor-
1

loo PON PON


\esi in (ante e gravi molestie sino allora tanti. Il r2.° riconobbe i beni e giurisdi-
soflferte prò stata ecclcsìae tucndo^ li ri* zioni de'cassinesi inPontecorvo esuo ter-
ceveva tamqnam vere fideleSy constantes ritorio, cioè avendo monaci perduto il i

ac devotos s. romauae ecclesiae in sinu diritto di sangue sotto Carlo I, ritnasero


sub protectione ac naturali tjusdem ec- signori feudali di Pontecorvo nelle giuris-
desine guhernio et ad osculum pacis; e dizioni civili, come spiega il p. Tosti. Il
3.**

quindi di molte grazie e privilegi li ar- che potesse Pontecorvo reggersi e gover-
ricchì, nfììnchè con l'uso de'medesimi po- narsi con giustizia, deputando Papi an- i

tessero ristorare l'afflilla patria. Nell'an- nualmente il capitano pel reggimento del-
no seguente Eugenio IV si pacificò con la terra, sottoposto al sindacato del comu-
re Alfunso,senza nulla innovarsi per Pon« ne. Il 4-° slaijilisce lo stipendio del capi-
lecorvo. Morto il re nel i458 pretese di tano in 5 o 0.0 oncie di gigliati d'argen-
I

succedergli nel regno Ferdinando suo fi- to, da pagarsi dal comune. 11 5.° vietò
glio naturale, che s'inimicò con Calisto 1 1 al capitano il farsi sostituire, tranne da
per avergli negato l' investitura, ed allora un pontecorvano. Il 6.° perdono ponti-
fu ch'egli occupò Pontecorvo. L'angioino ficio a tutti i delitti. Il 7.° statuì che in
Giovanni pretendente al reame, col favo- I
.' istanza gli abitanti e il comune ivi si

redi Cantelmo duca di Sora spogliò Fer- giudicassero. L'B." francò i pontecorvesi
dinando di molte terre e specialmente di dai pagamenti fiscali e dal tributo del sa-
Pontecorvo, mentre nello stesso anno sa- le, dimostrò che la s. Sede pri-
con che si

lì al pontificato Pio II. Questi con avve- ma di questo tempo stimava a sé sogget-
duto consigi io favorì Ferdinando con po- ta Pontecorvo. Il 9.° riconobbe la esen-
deroso esercito comandato da Federico zione delle gabelle tra Pontecorvo e Fe-
d'Urbino e da Napoleone Orsini, Io ras- rentino. Il io.° che questi articoli aves-
sodò nel trono e gliene die l'investitura; sero forza per la papale approvazione (che
ricuperò per l'Orsini alla s. Sede Ponte- Pio II vi appose a' io dicembre 1468).
corvo, i feudi al monastero cassinese che Acconciate per tal modo le cose, i pon-
n'era stalo spogliato da Giovanni, e pri- tecorvesi giurarono perpetua fedeltà a s.

'vòil duca di Sora di sue terre. Come riac- Pietro, a Pio II e successori (con la fur-
quistò Pontecorvo, Pio II lo descrisse liei mola presso il Borgia, Appendice p. 108),
suoi CommentariXxh. 1 2. Ritornati pon- i e deputarono per loro procuratori e sin-
tecorvesi sotto il dominio della romana daci Benedetto Marsella e Angelo di Spi-
chiesa, mal sopportando di avere a so- cola, affinchè si recassero ai piedi di Pio
vrano il monastero di Monte Cassino, ri- lì per dargli parte della seguita sponta-
solvettero di comun consensodi non iscuo- nea dedizione, ratificargli il solenne giu-
terne giammai il dolce giogo ; quindi ve- ramento di fedeltà e supplicarlo di con-
nuti a trattative con Lorenzo vescovo di fermare i detti capitoli. Il tutto esegui-
Ferrara e Fortunato vescovo di Sarsina rono in Tivoli, ov'era il Papa, agli 8 lu-
commissari pontificii, stabilirono con essi glio 1463. Di questa dedizione di Pon-
alcuni capitoli che riporta Gattola e ri- tecorvo e incorporamento al patrimonio
produsse il p. Tosti t. 3,p. 171 eseg. Il di s. Pietro, non reclamarono né re Fer-
primo de'quali si fu, che Pio li ed suoi i dinando, né i monaci cassinesi , che ri-
successori tenessero e conservassero la ter- conobbero la giustizia di essa , come si
ra di Pontecorvosolto l'immediata signo- rileva dal Pontano segretario del pri-
ria della s. Sede, con solenne divieto di mo. De bello Neapoli lib. 5, e dal Gat-
cederla ad altri, secolare o ecclesiastico tola abbate de' secondi, Ad hist. cas-
che fosse; confermando tutti i privilegi 547, giacché la s. Sede con
sin. access, p.
e statuti goduti dalla terra e dai suoi abi- molto suo dispendio avea ricuperato al
PON PON loi
monastero gli altri feudi de'quali era stato 309. Sempre re ì di Napoli riconobbero
spogliato, anzi Pio li restituì la giurisdi- Pontecorvo come di pieno e assoluto do-
zione criminale tolta al medesimo da Car- minio de'Papi, risultando dai libri della
lo I, e convenne quanto riportai al capi- regia zecca, che quei servigi feudali che ^

tolo :a.°, cioè gli conservò i beni e la giu- essi anticamente riscossero in Pontecor-
risdizione su Ponlecorvo. II Conlelori nel vo, finché fu sotto il governo del mona-
Mjìo intitolato a Urbano VjII: De im- stero cassinese, restarono affatto aboliti,
mediata super terrns Ponteciirvi sedis a- dacché questo luogo passò in mano della
jwstolicae /urisdictione, conta come per s.Sede, perchè questa non già in feudo,
Tolontaria dedizione de' pontecorvesi si ma in piena proprietàe sovranità lo riu-
raflermasse il dominio del Papa sulla lo- nì alle sue terre. Lo stesso avvenne nelle
ro lena. controversie insorte per conto de'confini
Per l'autorità del Platina nel voi. XV, del territorio di Ponlecorvo, poiché per
p. 284 Innocenzo Vili die
riportai che comporle i re di Napoli ammisero mi- i

Pontecorvoal cardinal d'Aragona nel de- nistri del Papa, come del sovrano del luo-
clinar del 1484» pelò essendo poco dopo go. Bellissimo è il documento che di ciò
morto il cardinale non ebbe effetto. Fi- riporta Chioccare Ho, Dell' archivio della
no al i485 i monaci cassinesi ritennero regia giurisdiz. t. 1
8, per occasione delle
ed esercitarono diritti feudali su Pon-
i dispute nate tra'sudditi pontifìcii di Pon-
lecorvo, ma Innocenzo Vili l'incorporò tecorvo ed i limitrofi regnicoli pei con-
in un coi beni che vi avea il monastero fini, specialmente dalla partedi RoccaGu-
alla camera apostolica, e da questa gli as- glielma, e che poi furonoamichevolmen-
segnò in compenso l'annua pensione di te composte nel 16 12 tra Paolo V e Fi-
200 fiorini d'oro nel di dell'Assunta al- lippo III. Nel 1621 Gregorio XV nel da-
l'abbate commendatario cardinal de Me- re l'investitura del reame di Napoli e Si-
dici, dopo la rinunzia del quale e dive- cilia a Filippo IV, nella bolla Regis ae-
nuto Leone X non furono più resi all'ab- terni, presso il Bull. Rom. t. 5, par. 4, p.
bazia, secondo ilp. Tosti. Borgia dice che 4o6, espressamente si riserbò, oltre il du-
Innocenzo Vili 1491 e poi Leone X
nel cato di Benevento, la terra di Pontecor-
diedero tal compenso a Monte Cassino vo, ed Alessandro VI fece altrettanto nel l

sopra alcuni benefìzi ecclesiastici. In tal i666con Carlo li. Anche InnocenzoXI II
maniera Pontecorvo rimase in assoluta nell'inveslirnenel 1722 Ti pera tore Car-
m
sovranitàdellas. Sede, la quale dopo aver lo VI colla bolla Inscrutabili t. 2,par.2, p.
fin dal 1 463 affidato il governo al retto- 242 Bull., l'accordò colle stesse riserve.
re ossia governatore della provincia diMa- Benedetto XIII colla bolla citata ad z^-
rittima e Campagna, che perciò agli al- quino{P*.), nel 1725 innalzò Pontecor-
tri suoi titoli aggiunse quello di gover- vo all'onore di città e di cattedrale ve-
iiatoic di Pontecorvo, sotto lo stesso In- scovile, con tutti i privilegi che godono
nocenzo Vili ne regolò il sistema delle le altre città dello stato ecclesiastico, sog-
pubbliche cose con una piena raccolta di getta immediatamente alla s. Sede, e l'unì
statuti fatta nel 1489 e approvata dal car- al vescovato d'Aquino, il cui vescovo pre-
dinal Uiario camerlengo. Il Borgia con- se il titolo d' Aquino e Pontecorvo: ec-
fata Giannone e altri storici, sugli erro- cone un sunto. « La terra di Pontecor-
ri riguardanti il possesso di Pontecorvo. vo fra le altre di quelle parti insigni e mol-
JNella guerra degli spaguuoli controP^io/o to celebri per la gloria di antichità, co-
IF (F.)y nel i556 invasero Pontecorvo me quella che stimasi fabbricata sulle ro-
e altri dominii, che abbandonarono nel vine dell'antica Fregella, città una volta
1 557 come toccai nel voi. XXVII , p. famosa del Lazio, si distingue pei^ la quau*
-

102 PON PON


tità considerabile di abilauli e di cilta- Che Pontecorvo col suo dislrelto, ter-
dini;ha 7 chiese [JaiT0Cchiali,3 dellequa- ritorio e pertinenze fuespressamente con
h souo collegiale con numero cunipeleu» Bcrnevenlo riserbuti alla s. Sede nella for-
le di canonici, molli cenobi di diversi 01- mola dell' investitura del regno di Na-
dioi religiosi d'ambo sessi, 4confiater-
i poli, si apprende ancora dalla bolla Ro-
nile, 2 spedali, il moule di pielà, la com- inaniun Pontìficem, de'4 febbraio 1 760,
menda de'cavalieii di Malta, nìolli no- Bull. coni. t. I, p. 279, con la quale Cle-
bili edilìzi e non poche famiglie assai di- mente XI li la concesse a re Ferdinando
stinte, edaltre soggette al casale di s.