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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STO RICO -ECCLESIASTICA


DA S. PIETRO SINO Al NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARI! GRADI DELLA GERARCHI
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE
PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
CITTA.
VESCOVILI, AGLI SCISMI, ALLE ERESIE, , ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI CONC1LII
AI RITI, ALLE CEREMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI CARDINALIZIE F. ,

PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON


CUE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


PRIMO AIUTANTE DI CAMERA DI SUA SANTITÀ

GREGORIO XVI.

AOL. XXXI.

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DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO -E CC LE SI ASTICA

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(jUOVANNI (s.), apostolo ed e- lo scelse con s. Pietro e s. Giaco-
Tnn^elista.tacque a Belsaida nella mo per essere testimonio di sua
Galilea, era figlio di un semplice trasfigurazione sul Tabor, e di
pescatore nomato Zebedeo, e di sua agonia nell'orto degli Ulivi ; fu
Snlome, e fratello cadetto di s. incaricato con s. Pietro di allesti-

Giacomo detto il Maggiore. Pare re l' ultima Pasqua, e durante la


che prima di traini al Salvatore cena posò il suo capo sul seno del
egli fosse discepolo di s. Giovanni Salvatore. Allorché Gesù dichiarò
Battista. Alcuni scrittori lo pren- che uno di quelli che erano a
dono per quell'altro discepolo col mensa con lui lo avrebbero tradito,
quale s. Andrea seguitò Gesù Cri- s. Pietro, secondo s. Girolamo, de-
sto. Egli aveva circa venticinque siderando conoscere chi sarebbe
anni quando fu chiamato con Gia- stato il traditore, si rivolse a Gio-
como suo ad essere disce-
fratello vanni, cui sapeva avere col Signo-
polo del Signore, che die loro il re una santa familiarità. 11 Signo-
soprannome di Boanerges, che si- re gli disse essere colui al quale
gnifica figli del tuono, indicando avrebbe dato un boccone di pane
con ciò quella viva fede e quello intinto nel piatto, e questi lispo-
zelo ardentissimo con cui avrebbe- sta non fu intesa che da Giovan-
ro annunziato la legge di Dio ni. Leggesi in s. Gio. Crisostomo
senza temere la possanza degli uo- eh' egli fa il solo degli apostoli
mini. S. Gioranni fu testimonio (In 1 non abbandonò Ge>ù durante
dei principali miracoli del Salva- la m passione. Parecchi
giovine
credono
corni!»
tore, e n' ebbe contrassegni parti- ch'egli fosse quel
colari d' affetto, per cui nel santo di una tonaca di lino, che se-

angelo è distinto col titolo di guiva C.cmi, e che si salvò qua»i


discepolo diletto del Signore. Ge*ù nudo per uon cadere in mano dflì
6 GIO GIO
Eia
soldati. a piedi della croce li che il diacono Filippo avea con-
quando il Salvatore morendo gli vertiti, e vi annunziò il vangelo.
commise la cura di sua madre ,
Intervenne nell'anno 5i primo al

dandolo ad essa qual figlio. Ge- concilio di Gerusalemme, e erede-


sù non ha sdegnato, come osser- siche quivi sia rimasto assai tempo,
va san Paolo, di chiamarci suoi allontanandosene però qualche volta
fratelli, e ci ha tutti raccomanda- per predicare il vangelo. Dicesi che la
ti in questa qualità alla sua bea- Partia sia stato il teatro principa-
tissima Madre ; ma s. Giovanni è il le delle sue apostoliche fatiche. Le
primogenito dei suoi figli adottivi. relazioni dei missionari che in que-
Egli solo ebbe il privilegio di es- sti ultimi tempi si sono recati alle

serne trattato come s' ella fosse sta- Indie orientali, contengono che gli

ta sua madre naturale, e di ren- abitanti di Bassora sono persuasi,


derle reciprocamente tutti i dove- giusta un'antica tradizione, che s.

ri del più tenero e rispettoso fi- Giovanni abbia piantato la fede


gliuolo. Questo privilegio fu la ri- nel loro paese. Fece in seguito
compensa del suo coraggio e del predicazioni in diverse parti del-
suo fervore nel servigio del suo l' Asia minore , e vi istituì dei
divino Maestro. Secondo s. Giro- pastori. Dimorava abitualmente in

lamo, la sua castità gli procurò Efeso, né si allontanava da quella


quest' insigne favore Gesù, egli : città che per visitare le chiese vi-

dice, commise la cura di una ma- cine. Sappiamo dal greco Apollonio
dre vergine ad un discepolo ver- ch'egli risuscitò un morto ad Efeso.
gine. S. Ambrogio, s. Gio. Griso- S. Epifanio accerta che il santo e-

stomo, s. Epifanio ed altri padri vangelista venne in Asia per una


hanno fatto la stessa osservazione. disposizione speciale dello Spirito
Allorché Maria Maddalena e le al- Santo, a fine di opporsi alle ere-
tre sante donne annunziarono che sie di Ebione e di Cerinto. Nella
non aveano trovato il corpo di seconda persecuzione generale che
Gesù Cristo nel sepolcro, Giovan- si accese nel g5, s. Giovanni fu
ni fu il primo a recarvisi. Egli, preso per ordine del proconsole
illuminato dall'amore, riconobbe d'Asia; emandato a Roma fu con-
Gesù che gli apparve sotto finto dannalo ad essere tuffato in una
sembiante sulla riva del lago di caldaia d'olio bollente , ma ne usci
Tiberiade, e lo additò a s. Pietro. incolume. Questo miracolo non com-
Fu con lo stesso Pietro imprigio- mosse punto i pagani, i quali lo
nato per aver guarito un zoppo attribuirono a magia, e s. Giovan-
in nome di Gesù Cristo; ma i ni venne esiliato neh' isola di Pat-
magistrati non osando punirli li mos. Colà ebbe quelle visioni che
posero in libertà, proibendo loro riferisce nell'Apocalisse, opera alle-
con minaccie di continuar a pre- gorica nella quale dà consigli alle
dicare. Siccome s. Giovanni non chiese d'Asia, predice la grandezza
tenne in conto tali minaccie, fu futura, i progressi del cristianesi-
messo in carcere una seconda vol- mo, e che devono succe-
le cose
ta e battuto con verghe. Accom- dere nella consumazione de' secoli.
pagnò s. Pietro a Samaria per L'anno 97 s. Giovanni ritornò in
comunicare lo Spirito Santo a quel- Efeso, e prese la cura di quella
GIO GIO 7
chiesa, Timoteo che n'e-
giacché s. portò tante fatiche, vinse tante dif-
ra vescovo avea ottenuto la palma ficoltà, affrontò tanti pericoli. Racco-
del martirio. Egli portava, secon- mandavala come il grande e prin-
da Policrate, una piastra d'oro so- cipale precetto del cristianesimo ; e
pra la fronte, ad esempio del som- quando per l'avanzata sua età non
mo sacerdote de' giudei , e questa poteva più fare lunghi discorsi, fa-
era come il segno distintivo del ceasi portare alle adunanze de' fe-
sommo sacerdozio presso i cristia- deli sempre ripetea loro di a-
, e
ni. Secondo l'opinione più comu- marsi scambievolmente. S. Giovan-
ne, egli scrisse il suo vangelo quan- ni morì in pace ad Efeso, il terzo
do ritornò dall' isola di Patmos anno di Traiano, in età di circa
principalmente per confutare gli novantaquattr'anni. Fu seppellito
errori sparsi da lìbione e Cerinto sopra un monte fuori della città.
contro la divinità di Gesù Cristo, Si portava via per divozione la
perciò incomincia dalla generazio- polvere della sua tomba, la quale
ne eterna del Verbo creatore del operava miracoli, e si edificò sopra
mondo. Egli si propose ancora di questa tomba una magnifica chiesa,
supplire alle omissioni degli altri che poscia i turchi convertirono in
tre evangeli ,
quindi insiste parti- moschea. I greci celebrano la di lui
colarmente sulle azioni del Salva- festa a' 26 di settembre, ed lati- i

tore, dal principio del suo mini- ni a' 27 dicembre. La Chiesa com-
stero infino alla morte di s. Gio- memora inoltre il suo martirio
vanni Battista. Lo scrisse in greco, cioè il glorioso trionfo da lui ripor-
lingua parlata dai popoli a' quali tato uscendo miracolosamente in-
lo destinava, ma ne fu fatta quasi colume dall'olio bollente, come si
subito una versione in siriaco. Teo- è detto; e nel luogo dove accadde
doreto lo chiama una teologia, che questo miracolo, presso la porta det-
la mente umana non può affatto ta dai romani Latina, venne eretta
intendere, e che le sarebbe stato una chiesa sotto i primi imperatori
impossibile immaginare. Perciò
d' chiamata Chiesa
cristiani , san
di
gli antichi hanno paragonato il Giovanni avanti Porta Latina
santo evangelista ad un'aquila che {Vedi). La festa di san Giovan-
s' innalza nell'aere, e che 1' occhio ni avanti la porta Latina celebra-
dell' uomo non può seguire. Per la si a' 6 di maggio : è stata ,
già è
stessa ragione i greci gli hanno moltissimo tempo, celebrata in mol-
dato il titolo di Teologo per ec- te chiese coli' astinenza dalle opere
cellenza. Abbiamo altresì di s. Gio- servili, ed era una volta di obbli-
vanni tre epistole : la prima è in- go in Inghilterra.
dirizzata a tutti i cristiani, massi- GIOVANM Crisostomo o Cri-
me a quelli ch'egli avea converti- sostomo (s.), celebre dottore della
ti ; le altre due sono dirette una Chiesa. Nacque in Antiochia verso il

ad Eletta, l'altra a Caio: in tutte 3 i i


; il padre suo, chiamato Secondo,
e de raccomanda l' adempimento era generale di cavalleria e coman-
del precetto della canta. Egli in- dava in Sina le truppe dell'impero,
culcava altrui quella carità di cui e sua aomavasi Antusa
madre
ridi sloso avvampava, e per la Rimasta <vedova all'età di ven-
*> 1

quale intraprese lunghi viaggi, sop- l'annij avendo oltre a Giovanni an-
8 GIO GIO
che una figlia, prese saggia cura mo ne fuggì, e si tenne nasco-
se
di essi. Giovanni studiò l'eloquen- sto fino a che furono riempite le
za sotto Libanio, uno de' più fa- sedi vacanti ; il secondo fu fatto

mosi oratori di quel tempo, ed in vescovo di Raffanea , e siccome do-


breve superò il suo maestro; pari vette la sua nomina ad un pio
avanzamenti fece nella filosofia sot- stratagemma del suo amico, si la-
to Andragazio. A vent'anni prati- gnò con esso per aver verso di lui
cò ai tribunali, e vi disputò anche così adoperato. S. Gio. Grisostomo
con straordinario successo.La sua fece la sua apologia, scrivendo l'am-
nascita suo raro ta-
illustre e il mirabile trattato del Sacerdozio:
lento avrebbero potuto fargli con- egli non avea allora che ventisei
seguire i primi posti dell'impero; anni. Nel 3 74 si ritirò presso al-

ma conosciuti i pericoli della vita cuni santi anacoreti che abitavano


mondana , abiurò le vanità del se- sullemontagne vicine ad Antiochia,
colo, e vestito un abito da peni- e dopo aver passato quatti*' anni
tente, con lunghe veglie e frequenti con essi, due altri ne passò in un
digiuni distrusse in sé stesso l'imperio antro. L' umidità del luogo e le

delle passioni, applicandosi alla me» austerità che praticava gli cagio-
ditazione delle divine scritture. S. narono una pericolosa malattia, per
Melezio vescovo d'Antiochia, che il cui nel38 1 fu costretto ritornare
conobbe, lo trasse al servigio del- ad Antiochia per rimettersi in sa-
la Chiesa, e dopo averlo egli me- lute. In quell'anno stesso fu ordi-
desimo istruito, tenendolo tre anni nato diacono da s. Melezio; poscia
nel suo palazzo, Io ordinò lettore. Flaviano, che a questo succedette
Sebbene dotato di somma facon- sulla sede di Antiochia, lo innalzò
dia e ricco di preziose cognizioni, al sacerdozio nel 386, lo nominò
amava la taciturnità; ciò non per- suo vicario, ed incaricollo di an-
tanto s' intratteneva volentieri sulle nunziare ai popoli la divina paro-
verità eterne con persone virtuose, la. Egli sostenne questo importan-

e in particolar modo con Basilio, te uffizio col più grande successo,


uno de'suoi compagni di studio, ed ed ebbe sempre per uno de'suoi
intimo amico, il quale aveva ab- più essenziali doveri la cura e l'am-
bracciato la vita monastica. Una maestramento de' poveri. Per do-
stretta amicizia legava s. Gio. Gri- dicianni fu la mano, V occhio, la
sostomo eziandio con Massimo, che bocca del suo vescovo. Predicava
fu poscia vescovo di Seleucia, e più volte alla settimana, e sovente
con Teodoro, che divenne vescovo anche parecchie fiate in un gior-
di Mopsuesta, anch'essi suoi condi- no; la sua eloquenza faceva accor-
scepoli; e fu per ricondurre que- rere a' suoi sermoni i giudei, i pa-
st'ultimo alla sua vocazione , che gani, gli eretici, che trovavano le
indirizzogli due patetiche esortazio- più solide confutazioni de' loro er-
ni, nelle quali trovasi, dice Sozo- rori; e tale fu il frutto della sua
meno, un'eloquenza soprannaturale. predicazione, che giunse a far cam-
I vescovi della provincia, che co- biar faccia ad Antiochia. Nel se-
noscevano il merito di Giovanni e condo anno del suo ministero apo-
del suo amico Basilio, adunaronsi stolico una forte sedizione scoppiò
per innalzarli all'episcopato. Il pri- ad Antiochia, a cagione di una
GIO GIO 9
gabella imposta dall' imperatore Teofilo patriarca di Alessandria.
Teodosio I. Il popolo nel suo fu- Incominciò il suo episcopato col re-

rore stritolò la statua dell' impera- golare la sua casa diminuendone


tore, de' suoi due figli, e dell'im- le esorbitanti spese; riformò i co-
peratrice Flacilla morta poco tem- stumi del clero, raffrenò l'immode-
po innanzi. I magistrati procedet- femmine, tolse l'a-
sto vestire delle
tero colla maggior severità contro buso de' giuramenti, convertì un
i colpevoli, e già parlavasi di con- gran numero di pagani e d'ereti-
fisca di beni, di abbruciare vivi i ci, e ridusse sul buon sentiero mol-
sediziosi, e di smantellare la città; ti indurati peccatori. Fra le vedo-

per cui la costernazione era gene- ve che si consacrarono a Dio sot-


rale. Il vescovo Flaviano , benché to la sua direzione, contavasi O-
in età molto avanzata, tocco dalla limpiade, Salvina, Procula, Panta-
disperazione del suo gregge, si re- dia, tutte e quattro distinte per la
cò a Costantinopoli per implorare loro nascita: l'ultima, vedova di
la clemenza dell'imperatore, ed in- Timaso primo ministro dell'impe-
dirizzogli quel celebre discorso, la ratore , fu fatta diaconessa della
cui compilazione vieue principal- chiesa di Costantinopoli. S' Gio-
mente attribuita a s. Gio. Griso- vanni Grisostomo, strettamente vi-

stomo, e che trovasi in gran par- vendo, profondeva le sue rendite


te nella sua omelia XXI sulla se- a sollievo de' poveri; se Antiochia
dizione d'Antiochia. Teodosio, com- avealo veduto spendere per essi
mosso fino alle lagrime, rimandò tutto suo patrimonio, lo vide
il

ilvescovo col perdono generale del Costantinopoli vendere per il me-


suo popolo. Durante l'assenza di desimo oggetto la ricca suppelletti-
Flaviano, il nostro santo fu inca- le che gli avea lasciato .Nettario

ricato della cura d'istruire il po- ed in una gran carestia anche dei
polo, e continuò dopo il di lui ri- vasi sacri. Fondò parecchi spedali,
torno le sue fatiche evangeliche fra cui due per gli stranieri ; e le
collo stesso zelo e col medesimo sue larghe limosine gli meritarono,
successo: egli era l'ornamento e la dice Palladio, il soprannome di I:-
delizia d'Antiochia e di tutto 1' o- lemoainierc. Infiammato da un san-
riente, perchè la sua rinomanza s'e- to zelo per la propagazione del van-
ra estesa fino ai confini dell'impe- gelo, mandò un vescovo missiona-
ro. Rimasta vacante la sede di Co- rio presso i goti,un altro in mez-
stantinopoli nel 397, per la morte zo agli sciti nomadi , altri ancora
di Nettario, l'imperatore Arcadio nella Persia e nella Palestina.
volle innalzarvi s. Gio. Crisosto- Intanto l'imperatore Arcadio la»

mo; quindi commise al conte d'O- governare dai suoi favoriti:


sciavasi
riente d impossessarsi di esso con l'eunuco Eutropio, successo nella
qualche stratagemma. Il conte a- carica di primo ministro al tradi-
dunque, col pretesto di visitare in tore Rufino, fu eziandio innalzato
sua comprimila le tombe de'martiri, alla dignità dì console; ma il Ilio

lo trasse fuori della città, e lo mise orgoglio e la sua ambiaionc ca-


in mano don officiale che lo con- aionarongli la ma perdita, e l'im-
durr a Costantinopoli , tfavfl In peratrice Eudossia pure ti coutil
consacrato nel 16 febbraio 3q8, da fui. II popolo lolleTOtsi cullilo di
io GIO GIO
lui, e l'armata chiedeva la sua mor- formarsi esattamente dei fatti. Si
te. Cercò Eutropio un asilo presso tennero molti sinodi sì ad Efeso
gli altari di cui avea violato tante che nelle vicine città : e Antonino
volte i privilegi; la chiesa venne convinto di simonia, vi fu deposto,
bentosto investita da una banda ed altri vescovi dell' Asia, della
di soldati furibondi contro di lui, Licia, e della Frigia subirono la

e fu d'uopo di tutta 1' eloquenza stessa pena. Dopo


Pa- la festa di

del santo arcivescovo perchè quello squa del 4 0I > s Giovanni Griso- -

sciagurato potesse im- godere dell' stomo ritornò alla sua sede, es-
munità del santuario. S. Giovanni sendone stato assente cento giorni,
Grisostomo pronunziò in questa e il dì appresso montò il pulpi-
occasione un eloquente discorso sul to per dimostrare quanto fosse lie-

falso splendore e sulla nullità delle to di rivedere amato suo greg-


1'

grandezze mondane, indi rivoltosi ge. Ma la sua letizia venne ben


al popolo, lo esortò a perdonare presto turbata dalla malevolenza
al colpevole : il popolo ne fu com- de'suoi nemici, per cui ebbe a sos-
mosso, e si calmò la sedizione. Eu- tenere fiere persecuzioni. Severia-
tropio fu rilegato nell'isola di Ci- no vescovo di Gabala in Siria
pri ; ma il suo avversario Gaina, al quale era stata affidata la cu-
che comandava i goti al servizio ra della chiesa di Costantinopoli
dell' imperatore , trovò modo di durante 1' assenza del santo, osò
fàrnelo richiamare dopo pochi me- dalla cattedra evangelica attaccare
si, e di farlo condannare a per- s. Giovanni Grisostomo, e tentò di
dere la testa . Gaina divenuto sollevare il popolo contro di lui ;
potente, ed imbaldanzito per la ma venne scacciato come un ca-
debolezza di Arcadio , si fé' a lunniatore. Altri due nemici più
credere che tutto gli dovesse es- pericolosi aveva s.Gio. Grisostomo
ser permesso , e osò domandare nelP imperatrice Eudossia ed in
una chiesa per gli ariani; ma il Teofilo patriarca di Alessandria.
santo arcivescovo, sempre inflessi- Quest' ultimo avea scacciato dal
bile quando il richiedea il suo do- deserto di Nitria quattro abbati*
vere, seppe resistergli ; ed allor- accusati di origenismo, ed essendo
quando questo superbo favorito, essi stati ricevuti da s. Giovanni
essendosi ribellato al suo signore, Grisostomo, che ne fece l'apologia,
pose l'assedio a Costantinopoli, Gio- Teofilo punto ai vivo propose di
vanni si recò da lui , e parlogli vendicarsi. Eudossia dopo la ca-
con tale energia che lo fece ritrarsi duta di Eutropio governò dispo-
colle sue truppe. ticamente l'imperatore e l'impero.
Nel medesimo anno 4°°j i' n0 " Questa principessa, la quale secon-
stro santo tenne un concilio in do Zosimo, era di una insaziabile
Costantinopoli in cui Antonino ar- avarizia, avea riempita la corte di
civescovo d' Efeso fu accusato di delatori, i quali dopo la morte dei
simonia e di altri delitti. L'impor- ricchi impadronivansi dei loro be-
tanza dell' accusa fece risolvere il ni a pregiudizio degli eredi. Il san-
santo di recarsi sul luogo, ad on- to pastore accorava per si tali a-
ta del rigore della stagione, e del busi, ed Eudossia risolvette di far-

cattivo stalo di sua salute, per iu- lo deporre. Perciò ella chiamò
GIO GIO ii

Teofìlo, che giunto a Costanlino- la notte seguente essendosi fatte

li nel mese di giugno del 4°3> sentire delle scosse di terremoto,


con molti vescovi dell' Egitto, che Eudossia pentita per lo spavento
erano a lui devoti, tenne il famo- andò subilo da Arcadio per chie-
so conciliabolo detto Sinodo del- dergli il richiamo dell'arcivescovo;
la Quercia. S. Gio. Grisostorno locchè ottenuto scrisse subito al

venne accusato di aver deposto un medesimo una lettera piena di sti-

diacono che avea percosso un suo ma e di affetto , invitandolo a ri-

servo ; ordinato dei sacerdoti nel- tornare . Quando il popolo ven-


la sua cappella domestica ; vendu- ne a sapere che il suo arcivesco-
to delle suppellettili appartenenti vo ritornava, gli andò incontro
alla chiesa, e dissipatene le rendi- con fiaccole accese, lo condusse trion-
te comunicato delle persone, che
;
fante in città, ed i suoi nemici
non erano digiune ; e deposto dei fuggirono: il di lui ristabilimento,
vescovi che non erano nella giu- secondochè riferisce Sozomeno, fu
risdizione della sua provincia. In ratificato da una adunanza di ses-
queste accuse tutto era frivolo o santa vescovi. Sventuratamente que-
falso. 11 santo, che dal suo can- sta calma non durò molto. Essen-
to aveva radunato quaranta ve- dosi eretta una statua d' argento
scovi a Costantinopoli , fu cita- in onore dell'imperatrice davanti la
to a comparire ; ma ricusò di pre- chiesa di s. Sofìa, se ne celebrò
sentarsi, perchè eransi violate a- la dedicazione con giuochi pubbli-
perta mente le leggi volute dai ca- ci,e con istravaganti superstizioni
noni. Ciò nulla meno il raggiro che disturbavano il divino ofìizio :

la vinse, e fu contro di lui pro- s. Giovanni Grisostorno non potè


nunziata la sentenza di deposizio- far a meno di disapprovare quegli
ne, che venne approvata da Arca- abusi. L'imperatrice se ne tenne ol-
dio, al quale fu accusato il santo traggiata, nemici di Giovanni fu-
i

per giunta d'aver paragonato l'im- rono richiamati a Costantinopoli,


peratrice a Gezabele. Fu segnato ed egli fu nuovamente condannato ,
un ordine di esilio, ed il santo ar- abbenchè avesse quaranta vescovi
civescovo congedossi dal suo greg- in suo favore. Mandò Arcadio nel
ge con un discorso il più commo- sabbato santo una banda di solda-
vente. Erano già passati tre giorni ti per scacciare il pastore dalla
dall'ingiusta condanna, ed egli non sua sede : la chiesa fu profanata e
era ancora partito, perciocché il contaminata di sangue. S. Giovan-
popolo vi si opponeva minacciando ni Grisostomo ricorse al Pontefice
una sedizione. Finalmente senza Innocenzo I, il quale annullò le
che il popolo se ne avvedesse an- procedure fatte contro di lui. O-
dò egli stesso a mettersi nelle ma- norio imperatore d'occidente di-
ni dell' ullìziale incaricato di con- chiarassi pure iu suo favore, ma
durlo in Bitinia. Tosto Severiano Arcadio subornato ricusò la con-
montò sulla cattedra per provare vocazione del concilio richiesto dal
che Giovanni era stato deposto Pontefice e da Onorio, ed intimo
giustamente ; ma venne interrotto al santo l'ordine espresso «li andar*
dai clamori dei cristiani, che ri- sene •! luogo del suo esilio. Egli
domandavano il loro pastore. Nel- trovavasi in chiesa allorché na-
12 GIO GIO
vette quest'ordine, quindi salutati i dell' Arabia. Scrisse diecisette let-

vescovi che avea al suo fianco ,


tere ad Olimpiade, che sono veri

entrò nel battistero per dare un trattati di morale. Le incursioni


addio a s. Olimpiade e alle diaco- degli isauri che devastavano l'Ar-
nesse che si struggevano in lagri- menia lo costrinsero a rifugiarsi
me ; poscia usci per una porta se- nel castello di Arabisso sul monte
greta, temendo che il popolo non Tauro. Ritornato a Cucuso dopo
si ammutinasse. Un offìziale noma- la ritirata dei barbari , poco vi
to Lucio il meno a Nicea in Bi- stette I suoi
. nemici instigarono
tinia, ove giunse ai 20 di giugno l'imperatore ad ordinare che fosse
del 4°4- Poco tempo dopo la sua trasportato a Pitionto sulle rive
partenza s'appiccò il fuoco alla del Ponto Eusino vicino alla Col-
chiesa di s. Sofia e al palazzo in chide. Due offiziali incaricati di
cui adunavasi il senato. Non si condurlo, lo facevano camminare
mancò di addossare agli amici colla testa nuda, calvo com' era,
del santo la colpa di quest'incen- ora sotto un sole cocente, ora
dio, e parecchi di essi furono posti sotto la più dirotta pioggia. Le
alla tortura per iscoprire i colpe- sue forze erano sfinite quando ar-
voli. Tigrio sacerdote, dopo essere rivò a Comana nel Ponto: tutta-
stato crudelmente tormentato, fu via si volle farlo passar oltre, ma
mandato in bando ; Eutropio let- la sua debolezza divenne sì gran-
tore di s. Sofia morì in prigione, de, che fu mestieri ritornare in-

in conseguenza degli orribili stra- dietro, e fu alloggiato nell'oratorio

zi sofferti. Essi sono amendue no- di s. martire, vicino a


Basilisco

minati nel martirologio romano ai Comana, ove morì il giorno ap-


12 di gennaio. Nel mese di luglio presso, 14 settembre del 4°7> d°"
del 4°5 s. Giovannni Grisostomo pò aver ricevuta la santissima co-
fu trasferito a Cucuso, piccola città munione. Egli era stato arcivesco-
d' Armenia nei deserti del monte vo nove anni e sette mesi circa,
Tauro, luogo destinatogli da Eu- ed avea vissuto settantatre anni,
dossia, ove arrivò dopo settanta secondo il p. Stilting. I suoi fu-
giorni di penosissimo cammino sot- nerali furono onorati da un con-
to un cielo cocente, estenuato dal- corso prodigioso di vergini, di mo-
la febbre cagionatagli dalle fatiche naci e di persone d' ogni stato,

del viaggio , dalla brutalità delle eh' erano venute dalle piò remo-
guardie, e dalla privazione quasi te contrade; e il suo corpo fu se-
continua del sonno. Il vescovo ed polto presso quello di s. Basilisco.

il popolo di Cucuso rispettosamen- A' 27 gennaio del 438 s. Proclo lo


te 1' accolsero, e parecchi suoi a- fece trasportare solennemente a
mici vennero da Antiochia e da Costantinopoli, ove venne deposto
Costantinopoli per consolarlo. 11 nella chiesa degli Apostoli in cui
suo zelo però non rimase ozioso d'ordinario seppellivansi gl'impe-
colà: mandò dei missionari nelle ratori e gli arcivescovi. In seguito
contrade dei goti , nella Persia, e le di lui reliquie furono traslatate
nella Fenicia, e nominò Costanzo a Roma, e collocate sotto l'altare
prete di Antiochia superiore gene- che porta anche il nome di s.
rale delle missioni della Fenicia e Giovanni Grisostomo, nella cappel-
GIO GIO .3

la del coro della basilica vaticana. logono; 1 ">. il trattato contro i giu-
J latini celebrano la sua festa ai dei e i gentili; 16. otto discorsi
27 di gennaio, giorno in cui av- contro i giudei; 17. discorso sul-
venne in Costantinopoli la trasla- l'anatema ; 1 8. discorso sopra le

zione del suo corpo , e i greci strenne; 19. sette discorsi sopra
ai i3 di novembre: questi ulti- Lazzaro. Vi sono ancora in que-
mi celebrano ancora la memoria sto tomo alcune opere falsamente
di lui, di s. Basilio, e di s. Gre- attribuite a s. Gio. Grisostomo, co-
gorio IN'azianzeno ai 3o di gennaio. me un settimo libro del Sacerdo-
11 Dome di Crisostomo, che signi- zio ; una omelia sopra gli scherzi;
fica Bocca d' oro, fu dato a s. un trattato contro i giudei, i gen-
Giovanni poco tempo dopo la sua tili e gli eretici, ec.
morte, trovandosi negli scritti di Il tomo II contiene: 1. vent'u-
s. Efiem, di Teodoreto e di Cas- na omelia sopra le statue, o sulla
siodoro. sedizione d'Antiochia; 1. due ca-
techesi , o istruzioni ai catecume-
Opere di s. Giovanni Grisostomo. ni; 3. tre omelie contro il demo-
nio; 4- nove omelie sulla Peniten-
Giorgio e Niceforo ci assicurano za; 5. un'omelia sulla nascita di
che s. Gio. Grisostomo aveva com- Gesù Cristo; 6. un'altra sul bat-
posto più di mille libri. JN'oi dare- tesimo di Gesù Cristo; 7. due sul
mo il catalogo di quelli che ci re- tradimento di Giuda; 8. le omelie
stano, giusta l'edizione del p. Mont- sopra la Croce e sul buon Ladro-
faucon, detta dei Benedettini, pub- ne; 9. un'omelia sulla risurrezio-
blicata a Parigi dal 17 18 al 1738, ne de' morti ; io. una sulla risur-
in tredici volumi in foglio, in gre- rezione di Gesù Cristo; II. un'al-
co ed in latino. tra sull'Ascensione; 12. due ome-
Il tomo I 1. le due
contiene: lie sulla Pentecoste; i3. sette pa-
Esortazioni a Teodoro; 2. i due negirici di s. Paolo; i4- > panegi-
libri della Compunzione; 3. i tre rici dei santi Melezio, Luciano, Ba-
libri della Provvidenza 4- ve 1'* ; ' *- bila, Giuventino e Massimino, Pe-
bri contro i nemici della vita mo- lagia, Ignazio, Eustazio, Romano,
nastica ; 5. il Paragone d'un re e martiri; dei Maccal>ei, e delle san-
d'un monaco; 6. il libro contro gli te Berenice, Prosdocia e Donnina ;

che tengono nelle loro


ecclesiastici i5. l'omelia sui martiri dell'Edit-
case in luogo di sorelle delle fem- to, 16. l'omelia sul tremuoto. Tro-
mine che diconsi sottointrodotte; vansi nel medesimo tomo altre o-
7. che le femmine regolari non de- melie che sono evidentemente sup-
vono abitare cogli uomini ; 8. il poste.
trattalo della Virginità ; 9. i due II tomo III può esser diviso in
libri ad una giovane
vedova; io. due parti : la prima contiene tren-
i sei libri del Sacerdozio 1. il di- ; 1 taquattro belle omelie sopra di-
scorso pronunziato nel giorno di sua vi -i tc>ti della Scrittura, e sopra
ordinazione; 1?.. cinque omelie sul- molte virtà cristiane; la seconda
la natura incomprensibile di Dio ; delle altre omelie sopì a diverti r-
1 3. sette altre omelie contro gli gomenti, e le lettere del santo I

anomei ; 1 \. il panegirico ili s. li- diciassette che sono dirette a s O-


i4 GIO GIO
limpiade, meritano piuttosto il no- di s. Matteo, e nulla ci è nelle pre-
me di trattati che di lettere; e cedenti sui i5, 16, 17,
cap. i4,
quella al monaco Cesario non può 18 dello stesso evangelista.
attribuirsi al santo dottore, com- Il tomo VII contiene il Com-
battendosi in essa l'eutichianismo mentario sopra s. Matteo , distri-
che non era ancora noto ai tempi buito in novanta omelie: l'antica
del Grisostomo. versione latina ne ha novant' una,
Il tomo IV contiene: i. sessan- perchè la decimanona v' è divisa
tasette omelie sulla Genesi ; 2. otto in due. Tutte queste omelie furo-
discorsi sulla Genesi; 3. cinque o- no predicate in Antiochia, proba-
melie sopra Anna madre di Sa- bilmente nell'anno 3go. Ci ha in
muele, e tre sopra Saule e sopra questo commentario, oltre alla spie-
Davidde: tutte recitate in Antiochia. gazione letterale del testo evange-
II tomo V
contiene cinquantot- lico, un compiuto trattato della
to omelie sopra i salmi. 11 Griso- morale cristiana.
stomo ne aveva composto certa- Il tomo VIII contiene ottant'ol-
mente un numero maggiore, per- to omelie sul vangelo di s. Gio-
chè aveva spiegato lutto il Salte- vanni. L'edizione latina di Morel
rio. Nell'appendice di questo tomo non ne ha che ottantasette, perchè
"vi sono delle altre omelie a lui la prima ne forma la prefazione.
falsamente attribuite. Anche queste furono predicate in
11 tomo VI contiene: 1. delle Antiochia, nell'anno 3o,4 : s' aggi-
eccellenti omelie sui sette primi rano principalmente sopra la con-
capitoli d'Isaia;2. le omelie so- sustanzialità del Verbo. Avvi nello
pra alcuni passi di Geremia, sopra stesso tomo parecchie altre omelie
Daniele, sopra s. Giovanni ec; 3. a torto attribuite a s. Gio. Griso-
due bei discorsi sopra l'oscurità stomo.
delle profezie; 4- l e omelie sopra Il tomo IX contiene: 1. cinquan-
Melchisedecco, contro gli spettacoli, tacinque omelie sugli atti degli a-
ed alcuni altri subbietti ; 5. la Si- postoli, che furono recitate a Co-
nopsi dell'antico Testamento. L'O- stantinopoli nel 4 ot 2 trentadue '> -

pera imperfetta sopra s. Matteo omelie sull'epistola a' romani, com-


non è di s. Gio. Grisostomo, e di poste in Antiochia , com' è facile

ciò ne convengono tutti i critici : avvedersene dalla Vili e dalla XXX.


ella è uscita dalla penna d'un a- Seguono vari scritti attribuiti a s.

riano {V. le omelie 19, 22, 28 ec), Gio. Grisostomo, risguardanti la

che insegna ancora coi donatisti penitenza, l'elemosina il digiuno, i

(omelia i3 e 14) che conviene catecumeni, gli eretici, l'Annunzia-


ribattezzare gli eretici. Quest'auto- zione della B. Vergine, la remis-
re scriveva verso il cominciare del sione de' peccati, la fede, la spe-
settimo secolo, e bisogna che fosse ranza e la carità.
latino, perchè cita la Scrittura se- Il tomo X contiene: 1. quaran-
condo la Bibbia latina. La sua o- taquattro omelie sulla prima epi-
pera , divisa in cinquantaquattro stola a que' di Corinto; 2. altre

omelie, porta il titolo $ imperfet- trenta sulla seconda; 3. il Com-


ta, perchè l'ultima omelia non i- mentario sopra l'epistola ai galati

spiega che una parte del cap. 25 il quale non è diviso in omelie.
GIO GIO i5

Vi sono diverse altre opere in que- scritta da Palladio, quindi quella


sto tomo erroneamente attribuite che ha scritta egli stesso. Segue
al santo dottore. la sinopsi delle cose più notevoli.
Il tomo XI contiene: i. venti- Poscia vi sono tredici omelie o
quattro omelie sull'epistola a quei discorsi ricavati da un mss. di set-
d'Efeso, recitate in Antiochia; i. te e più secoli, e tradotti in lati-
altre sedici, compreso il prologo, no da Gualtiero Taylor inglese;
sull' epistola a quei di Filippi, det- ma ad eccezione della prima non
te a Costantinopoli ; 3. dodici sul- sono né del genio, né dello stile
l'epistola a quei di Colossi, ed al- di s. Gio. Grisostomo. Seguono va-
tre sedici sulla prima e seconda ri estratti degli scritti del santo
a quei di Tessalonica , altresì re- fatti da Fozio, coi giudizi pronun-
citate a Costantinopoli; 4- vent'ot- ziati sui medesimi e colle testimo-
to sulle due epistole a Timoteo, nianze degli antichi , come Ndo,
che pare sieno state dette in An- Sinesio, s. Cirillo d'Alessandria, s.

tiochia ; 5. sei sull'epistola a Tito, Agostino, ec. intorno alla dottrina


e tre su quella a Filemone. Se- e alla pietà di s. Gio. Grisostomo.
guono poi altri scritti che portano Trovasi poscia l' Onomasticon o
il nome di s. Gio. Grisostomo. Dizionario per la spiegazione dei
Il tomo XII contiene: r. tren- vocaboli greci che questo santo usò
taquattro omelie sull'epistola agli in un significato non comune; il

ebrei, predicate a Costantinopoli ;


catalogo di tutte le stam-
opere
2. undici altre omelie predicate pate col nome di s. Giovanni Gri-
pure a Costantinopoli , e pubbli- sostomo in questa edizione; final-
cate prima volta dal p.
per la mente il dotto editore nota in una
Montfaucon. Vi sono inoltre quat- tavola generale ciò che avvi di più
tro omelie attribuite a Severino importante in ogni sorte di mate-
di Gabala, e quarant'otto sopra rie in ciascun tomo.
diverse materie, chiamate anche Fra tutteprime traduzioni
le

egloghe, sono estratti di


le quali latine di Grisostomo non
s. Gio.
scritti di s. Gio. Grisostomo o veri avvi che quella del p. Fronton le
o supposti. Più una liturgia, che fu Due (Parigi 1609-13, 6 voi. in
composta dopo la di luì morte foglio, gr. e lat. ), che sia esatta.
come tutte che ne porta-
le altre Il Montfaucon l'ha seguita nella
p.
no il nome giacché nessun auto-
;
sua edizione, ch'é la più compiuta
re contemporaneo, né quelli che di quante ne abbiamo e non ha ,

scrissero la di lui vita, o parlaro- tradotto se non le opere che non


no delle sue azioni, dissero che a- aveva tradotto quel dotto gesuita.
vesse egli composta una liturgia. Quelli che possono far a meno del-
Vennero altresì aggiunte due ora- l' aiuto d'una traduzione preterisca-
zioni, alcune altre omelie, tre di- no 1' edizione greca l'atta dal cav.
scorsi onore di s. Stefano, che
in Enrico Saville ad Etone in Inghil-
non sono certamente scritti da s. terra nel 1G12, in 9 voi. in foglio.
Gio. Grisostomo. Un'edizione greca fu fatta anche a
Nel tom. XIII il p. Montfaucon Verona nel i52(), in 4 voi. in fo-
dà conterza del suo lavoro, poi glio. Varie opere di s. Gio. Griso*
ci dà la vita del santo dottore storno furono tradotte in francese;
i6 GIO GIO
ed in italiano furono tradotti i sei talenti in difesa della Chiesa. L'im-
libri del Sacerdozio, dal p. Scipio- peratore Leone l'Isaurico avea nel
ne d' Aflitto; i tre libri della Prov- 726 pubblicato un editto contro il
videnza, da Cristoforo Serarrighi ;
culto delle immagini. GÌ' iconoclasti
il trattato delle Virginità da Sil- , insuperbiti per la protezione di que-
vestro Gigli ; alcune omelie ed al- sto principe , si erano fatti molli
tre cose. V. Argelati, Bibl. dei vol- partigiani ; e siccome il guasto della
garizzatori italiani. loro eresia allargavasi ogni dì più,
GIOVANNI Damasceno (s.). Nac- il sauto , affine di porre argine ai
que sul finire del secolo VII , e progressi del male, scrisse i suoi tre
secondo alcuni verso l'anno 676, discorsi sopra le immagini. Né si

in Damasco, città della Siria,, per contentò di scrivere soltanto contro


cui fu detto Damasceno ; da' sara- gì' iconoclasti ; ma percorse tutta la

ceni fu altresì appellato Mansur ,


Palestina per confortare i fedeli
cioè riscattato. Suo padre, cbe seb- perseguitati da essi. Collo stesso di-
bene cristiano era tenuto in grande segno si recò a Costantinopoli, sen-
stima dagli stessi saraceni, ed aveva za lasciarsi impaurire dalla potenza
la carica di segretario o consigliere di Costantino Copronirao, il quale
di stato, confidò la sua educazione favoreggiava apertamente i nemici
ad un greco religioso, uomo di rara della Chiesa ; e tornato in Palesti-
virtù e sapere , chiamato Cosimo na, eh' era sotto il dominio del ca-
eh' era stato preso sul mare dai sa- liffo dei saraceni, continuò a difen-
raceni. Questo religioso formò il suo dere la fede cattolica coi dotti suoi
allievo nelle scienze e nelle virtù scritti. Dicesi che l' imperatoi'e Leo-
con tanto successo, che il califfo, ne fu talmente irritato del suo zelo,
ammirato del merito di Giovanni, che ne fece contraffare la scrittura,
Io fece governatore di Damasco. I e immaginata una falsa lettera in
pericoli da' quali Giovanni si vedeva cui Giovanni gli prometteva di con-
attorniato, e il riflesso della falsità segnargli la città di Damasco , la
dei beni terreni, lo staccarono ben rimise al califfo , il quale fece per
presto dal mondo, in guisa che di- ciò tagliare al santo la mano destra ;

spensati i suoi beni ai poveri ed ma questo non è certo. S.


fatto
alle chiese, si ritirò segretamente Giovanni Damasceno morì verso l'an-
nella laura di s. Saba presso Ge- no 754, secondo alcuni, e secondo
rusalemme, ove gli tenne dietro altri verso il 780 , neh' età di circa
il suo maestro Cosimo, che fu cento e quattr' anni, com' è notato
poscia vescovo di Maiuma in Pa- ne' leggendari e la sua de' greci ;

lestina. Giovanni santificossi nel suo festa celebrasi ai maggio. Nel 6 di


ritiro colla pratica di tutte le vir- duodecimo secolo fu trovata la sua
tù, e specialmente di una profonda tomba davanti la facciala della chie-
umiltà e di una cieca obbedienza sa della laura , secondo che narra
osservando scrupolosamente gli av- Foca nella sua descrizione di Pa-
visi del suo direttore,
che aveagli lestina.
data per prima regola di sua con-
Opere di s. Giovanni Damasceno.
dotta di non far mai la volontà
propria. Fu innalzato al sacerdozio, 1. Il libro della dialettica.
e gli fu permesso d'impiegare i suoi 2. Il libro delle eresie, che è un
GIO GIO i
7
compendio di s. Epifanio. Intor- Ionia, contro i monoteliti ; il li-

no alle altre eresie posteriori a bro contro i nestoriani : sono


questo santo, prende ciò che ne tutte confutazioni degli errori sul
dice dagli scritti di Teodoreto, di mistero dell'Incarnazione.
Timoteo da Costantinopoli, ec. 1 6. 11 discorso sopra quelli che sono

Vi parla peraltro di parecchi ere- morti nella fede, il quale nou è


tici di cui nessun altro autore fa di s. Giovanni Damasceno, come
menzione , e vi confuta il mao- né anche parecchi altri opuscoli
mettismo. che si trovano nel toni. II della
3. I quattro lihri della fede orto- nuova edizione delle sue opere.
dossa, i quali sono un corpo di 17. Una Professione di fede, che
teologia : il primo tratta di Dio alcuni autori non vogliono che
e de' suoi attributi ; il secondo sia del santo ; ed alcune Prose,
della creazione degli angeli, del- Odi ed Inni per diverse feste
l' uomo , della libertà, della pre- che non si può assicurare che
destinazione; il terzo del mistero sieno tutte di lui.

dell'Incarnazione; il quarto dei Nel secondo tomo si trova : 1 . un


Sacramenti, ec. commentario sulle epistole di s.

4- I tre discorsi sulle immagini. Paolo; 2. i Paralleli, cioè com-


5. 11 sana dottrina
libro della il , parazioni delle sentenze de' padri
quale propriamente parlando
,
con quelle della Scrittura sopra
non è che una professione di fede un gran numero di Tenta mo-
ragionata. rali ; 3. parecchie omelie sopra
6. Il libro contro i monofisiti. differenti soggetti.
7. 11 libro o dialogo contro i ma- II p. Le Quien, domenicano, ha

nichei. dato una buona edizione greco-la-


8. La disputa contro un saraceno, tina delle opere di s. Gio. Dama-
f). Gli opuscoli sui dragoni e sui sceno, con note e dissertazioni, Pa-
maliardi , di cui non abbiamo rigi 17 12, due voi. in foglio, la
che un frammento. quale fu riprodotta in Venezia nel
10. Il libro della Trinità, il quale 1748 con molti miglioramenti. Lo
se non è di s. Giovanni Dama- stesso p.Le Quien avea promesso
sceno, è almeno un estratto delle un terzo tomo che avrebbe conte-
sue opere. nuto molie opere falsamente attri-
11. La lettera a Giordauo sul buite al santo dottore , nel qual
Trisagio. numero era la storia del santo ro-
12. La lettera sul digiuno della mito Barlaamo, e ili Giosalàtte fi-
quaresima. glio d'un re delle Indie. Nel Calii-
i3. Il libro degli otto vizi capita- logus mts. Bibliotlucar Bernensis i
li: il santo dottore ne contala aiulore I. R. Sinnc bibliothccario,
otto perché distingueva la vana- stampato nel 17O0, parlasi di un
gloria dalla superbia] con gli manoscritto di un Etymologicon di
antichi autori ascetici. s. Giovanni Damaseeno che soin- ,

14. 11 libro della virtù e del vizio. miniitra delle correxioni importanti
1 5. 11 trattato della natura oom« pei disionari d' Eskhio e di Sui la

posta, contro gli ai el ili mono- <.ln\ \\\| >,, llrur.iM (1 \ 1

fisiti ; il trattato delle due >o- lo nel villaggio di Harnham, nella


vol un.
i8 G IO GIO
provincia di Deirois ,
passò nel li erano così chiamati perchè di-

paese di K.ent, ove usò alla scuo- visi in molti cori cantavano gior-
la di s. Teodoro di Cantorbcry, no e notte le laudi del Signore,
e vi studiò lettere ed insieme le significando un tal nome, uomini
massime di pietà sotto il sauto ab- che non dormono mai. Giovanni
bate Adriano. Tornalo in patria coperto di poveri cenci tornò in
si ritirò nel monistero di Whitby, patria sei anni dopo, e scelse ad
dal quale fu tratto per innalzarlo abitazione una casuccia in vicinan-
alla sede vescovile di Hagustad ;
za o meglio un oscuro angolo della
poscia passò a quella d' Yorck. La- stessa casa dei suoi genitori e paren-
sciò anche questo vescovato per ti, che senza sapere chi fosse lo man-
chiudersi nel monistero di Beverley, tenevano colle loro limosiue. Viven-
che avea fatto fabbricare, e dal do in questo modo santificossi coll'o-
quale derivò il suo soprannome di razione continua e colla pratica del-
Beverley. Ivi passò il resto de'suoi la mansuetudine, dell'umiltà, della
giorni negli esercizi della peniten- pazienza e della mortificazione. So-
za e dell'orazione, terminando feli- lo all'estremo del viver suo si die
cemente la sua mortale carriera ai a conoscere madre. Morì a sua
7 di maggio del 721, nel qual gior- nel 4^° ? e come avea chiesto fu
no il martirologio romano fa men- sepolto nel suo abituro, dal qua-
zione di Questo santo vesco-
lui. le egli avea avuto il nome di Cu-

vo fu anche onorato del donò dei libila. I suoi parenti fabbricarono


miracoli. in appresso nella di lui casa pa-
GIOVANNI di Biudlingtox (s.). terna e sulla sua tomba, nel rione
Nato a Brindlington o Burlington, di Trastevere a Roma, una chiesa
porto di mare dell' Yorckshire, stu- che porta il suo nome. Appresso a
diò ad Oxford, e ritornato in pa- questa chiesa religiosi beuefratel- i

tria, vi prese l' abito de' canonici li fabbricarono il loro ospedale, e


regolari di s. Agostino. Divenne poscia nel 640 esseudo caduta la
1

ben presto modello d'ogni virtù, chiesa la riedificarono, ed allora tro-


e fu successivamente precettore, varono il di lui corpo; altri dico-

limosiniere e priore del suo mo- no che si rinvenue prima. Una


nistero. Dopo aver esercitato que- marmorea iscrizione che si legge
sta carica per diciassette anni, chiu- nell'interno della chiesa attesta che
se la sua santa vita a' io ottobre il sacro corpo si venera sotto l'al-

1376. Nella sua vita scritta dal tare maggiore. Il capo di questo
Surio, ed in Walsingham leggonsi santo conservasi nella chiesa di s.

molti miracoli operati per sua in- Stefano a Besauzoue nella Franca
tercessione. Contea. Egli è onorato ai i5 gen-
GIOVANNI Calidita (s.). Figlio naio.
di un ricco signore di Costantino- GIOVANNI da Cahstrano (s.).
poli per nome Eutropio, ma dimo- Ebbe per padre 1111 genlduomo
rante in Roma ov'egli nacque, ab- d'Angiò eh' crasi stanzialo nel re-

bandonò in età ancor tenera la casa gno di Napoli, e nacque a Capi-


paterna per andai' a vivere tra gli strano nel 385. Recatosi a stu-
1

acemcti, religiosi che dimoravano diare a Perugia ivi riportò la ,

non lungi da Costantinopoli, i qua- laurea dottorale nel diritto civile


CIO 010 19
e canonico, e sposò la figlia d'uno la ed Alfonso di Aragona, rappa-
dei più ragguardevoli della città, cilicò le famiglie degli Oronesi l

JVelle contese insorte nel 1 41 Lanzicni, pose fine alle contese


tra questa città e Ladislao re di che tenevano in discordia pareo-
Napoli, fu incaricato di negoziare chic città, e calmò più fiate delle
la pace, per cui fece più viaggi, violente sedizioni. Eletto due 'volte a
ma non avendo ottenuto l'effètto vicario generale degli osservanti o
che si aveva dapprima sperato, i francescani riformati d'Italia, eser-
perugini insospettiti che favorisse citò questo impiego per lo spazio di
segretamente il re di Napoli, lo sei anni, e contribuì non poco a
imprigionarono nel castello di Bruf- consolidare la riforma eh' era sta-
fà. Questa circostanza gli fece se- ta stabilita da s. Bernardino da
riamente considerare la instabilità Siena, del quale imitava le virtù
delle cose umane, e siccome avea e la divozione ai santi nomi di
di fresco perduta la moglie, ri- Gesù e di Maria. 11 Papa Euge-
sol vette di consagrarsi alla peni- nio IV lo fece suo nunzio in Si-
tenza ìiell' ordine di s. Francesco, cilia, ed a Carlo VII re di Fran-
ed impaziente d'ogni indugio si eia; lo spedì anche ai duchi di
tagliò i capeUi e fece dare alla Borgogna e di Milano per distac-
sua veste la forma d'un abito re- carli dal concilio di Basilea, e si

ligioso. Ottenuta la libertà, ven- valse di lui nel concilio di Firen-


dette tutti i suoi beni, con cui ze per la conciliazione dei greci
pagò suo riscatto, distribuendo
il coi latini. Giovanni da Capistrano
il rimanente ai poveri; poscia en- dopo avere attraversato lo stato
Irò nel convento dei francescani di Venezia, scorse la Carintia ,

del Monte in Perugia: egli era la Carinola, il Tirolo, la Baviera


allora in età di treni' anni. Fu e l'Austria, predicando dovunque-
provato con ogni sorta di umilia- con grandissimo frutto. Pari suc-
zioni e di penitenze, che il suo cesso ebbero le sue apostoliche fa-
fervore superò vittoriosamente. Do- tiche nella Boemia, nella Polonia
pò la sua professione egli si fece e noli' Ungheria ; nella Moravia
una legge di non più fare che un convertì quattromila ussiti. Avendo
pasto il dì: solamente nei lunghi Maometto II preso d' assalto Co-
e penosi viaggi faceva la sera una stantiuopoli nel maggio del i
j

leggiera colazione; e visse trenta- il Papa Nicolò V incaricò Gio-


sei anni senza far uso di carne, vanni da Capistrano di esor tare
Ilsuo sonno non eccedeva le tre i principi cristiani a prendere le

o quattro ore, e questo lo pren- armi contro il comune nemico ;

deva BOpra le nude tavole, inopie" e Calisto 111, che successe a Nico-
gando il restò della notte nella lo V nel i.jn, lo mandò a pre-
preghier* e nella contemplazione, dicare una crociata nell'Alemagna
Egli possedeva lo spirito di coni- e neh' L agheria. La vittoria dai
punuone, e lo inspirava coti le cristiani riportata sopra Maometto
sue prediche mi peccatori più in- 11, per CUI In Costretto di I

limati, aveva allusi un'attitudine vergognosamente l'assedio che


particolare pei estinguere gli odi!, posto » Belgrado, viene dagli
rimise la pace tra la cittì d'Aqui nei utuibuilu uuu meno all'ei
io GIO GIO
valore delUniade , che
principe di Scolastico. Rinunziò al mondo
allo zelo ed attività di s. Giovan- in età di sedici anni, per dedicarsi
ni da Capistrano, ch'era con lui alla vita contemplativa nei deserti

e che incoraggiva i soldati in mez- del Sinai, ove si pose sotto la di-

zo ai tenendo in mano la
pericoli, rezione d' un vecchio anacoreta no-
croce, ed esortandoli a vincere o mato Martirio. Dopo quattr' anni di
morire. Tre mesi dopo questo fatto, fervoroso noviziato , in cui s' era
Giovanni spirò tranquillamente nel imposto più rigoroso silenzio, e
il

convento di Villech presso Sirmich, la più perfetta obbedienza, pronun-


ai 23 ottobre i/\.56, in età di ziò i voti monastici. Morto Marti-
settantun anno. Leone X approvò anno 56o,
rio nell' ritirossi nel ro-

un officio in suo onore per la mitaggio di Thole, alle falde del


città di Capistrano, e per la dio- monte Sinai. La sua celletla era
cesi di Gregorio XV lo
Sulmona ;
forse cinque miglia lungi dalla chie-
beatificò, Vili lo ca-
Alessandro sa, ove si recava tutti sabbati e i

nonizzò nell'anno i6go, e Benedet- le domeniche per ascoltarvi l'ofli-

te XI II pubblicò la bolla di sua zio e comunicarsi co' monaci e co-


canonizzazione nel 1724. Il suo gli anacoreti del deserto. Col con-

corpo trovasi presentemente ad tinuo esercizio della contemplazione


Elloc, presso Vienna d'Austria, e ei si acquistò una perfetta purezza

la sua festa si celebra il 2 3 otto- di cuore , e collo studio indefesso


bre, giorno della sua morte. dei libri sacri e delle opere dei
S. Giovanni da Capistrano com- santi padri si rese uno dei più sa-

pose diverse opere di cui le , pienti dottori della Chiesa. Tutta-


principali sono: i.° un Trattato via egli desiderava celare i suoi rari
dell' autorità del Papa, contro il talenti e le grazie singolari ond'e-
concilio di Basilea : 2. lo Specchio ra arricchita l'anima sua, per ti-

de' preti; 3.° un Penitenziale ;


4-° more di perdervi il prezioso tesoro
il Trattalo del giudizio finale ; 5.° dell' umiltà. Scavossi una grotta in
il Trattato dell' Anticristo e della una vicina roccia, per rinchiuder-
guerra spirituale ; 6.° alcuni tratta- visi tratto tratto; e allorché ivi sog-

ti sopra diversi punti di diritto giornava, abbandonavasi con fervore


civile e canonico. Le sue opere più che da uomo a tutti gli eser-
contro gli ussiti e contro Rockisa- cizi della contemplazione. Ma la

na capo di questi eretici in Boe- sua santità e la sua dottrina ri-

mia come pure


, suoi libri Del- i splendevano senza eh' ei lo volesse,
la Concezione della santa tergi- per modo che molta gente veniva
ne, e della Passione di Gesù Cri- da tutte parti a consultarlo. Accu-
sto, intorno a' quali si può vedere sato di gittare il tempo in vani
Benedetto XIV, De canon, sanct., discorsi per mercarsi la stima degli
non furono mai stampati. uomini, condannossi ad un rigoro-
GIOVANNI Climaco (s.). Nacque so silenzio, e passò un anno intiero
verso 1' anno 52 5, e credesi origi- senza parlare mai con nessuno :

nario della Palestina. La riputazio- questa prova di modestia die a di-


ne che fino dalla sua gioventù vedere la falsità dell' accusa , e fu
acquistossi nelle scienze umane gli scongiurato di non tenere più oltre
fecero dare l'onorevole soprannome sepolto il talento che Dio aveagli
GIO GIO 2i
dato, e di non privare del soccorso naffiarlo tutti i giorni insino a che
di sue cognizioni quelli che a lui producesse frutto, non esitò ad ob-
ricorrevano. Poco appresso, cioè ver- bedire, tuttoché il fiume a cui do-
so 1' anno 600, fu eletto abbate del vea attignere acqua fosse molto
l'

monte Sinai, e superior generale lontano. Narrasi che avendo ciò ese-
di tutti i monaci
ana- e di tutti gli guito per tre anni continui, il ba-
coreti di Pregato
quella contrada. stone produsse dei frutti cui il ,

dal beato Giovanni abbate di Rai- vecchio romito portò alla chiesa, e
ta, monastero posto vicino al mar dispensò ai fratelli, dicendo loro :

Rosso, di scrivere qualche trattato « Prendete e mangiate il frutto


per la perfezione dei solitari egli , dell'obbedienza". Leggesi in Sulpi-
compose l'eccellente libro intitolato zio Severo, che Postumiano^ il qua-
Climax , cioè Scala ,
per cui gli le era in Egitto nel 4° 2 vide que-
>

venne l' appellativo di Climaco. st' albero coperto di foglie. Questo


Questo libro è scritto a foggia di santo divenne celebre fra gli anti-
aforismi o di sentenze che com- chi padri dei deserti d' Egitto, per
prendono gran sensi in poche pa- la sua dolcezza, umiltà e pazienza.
role; lo stile n'è didascalico e con- Avvicendava l'esercizio della pre-
ciso. Contiene due parti la prima : ghiera col travaglio delle sue ma-
è la Scala santa, composta di tren- ni , ed occupavasi a tessere delle
ta gradi , i quali sono altrettante stuoie ; ma il suo spirito era assor-
virtù cristiane e religiose , di cui to nella contemplazione per modo,
egli insegna la pratica mezzo
per che sovente guastava il suo lavoro,
ili saggi consigli; la seconda è una perchè dimenticavasi ciò che faceva.
lettera in particolare all'abbate di Quando parlava di Dio, suoi di- i

Raita, sulle qualità di un superio- scorsierano pieni di fuoco. Converfi


re, e sulla maniera colla quale de- una giovine per nome Paesia , la
ve contenersi verso i suoi religiosi. quale erasi data alla scorrettezza, e
S. Giovanni Climaco dopo aver go- divenuta fervorosa penitente passò
vernato quattr* anni con straordi- il rimanente de' suoi anni nelle
naria saggezza il monistero del austerità, e mori nel deserto. Quan-
monte Sinai, ritornò nella sua pri- do s. Giovanni fu presso a morire,
ma solitudine, ove mori ai 3o mar- i suoi discepoli lo pregarono di la-
zo del 6o5 , in età d' ottant' an- sciar loro alcune massime proprie
ni. In tal giorno celebrasi la sua a condurli alla perfezione ond'e- ;

festa. gli disse loro « Io non ho mai


:

GIOVANNI (s.), soprannominato seguito la mia volontà, né insegnato


Colobo o Nano per la piccolezza agli altri ciò che non ho prima
di sua statura. Ritirossi con un suo praticato io stesso ". Spirò verso il
fratello nel deserto di Sceti, e quivi cominciamento del quinto secolo ;

sotto la disciplina di un santo ro- è onorato a' i5 di settembre, e nel


mito, adoperossi di tutta forza a calendario de' cofli è menzionato ai
vincere sé stesso, spezialmente colla 17 di ottobre.
mortificazione e colla umiltà. Or- GIOVANNI della Croce (s.).
,
dinatogli dal suo direttole di pian- Figlio cadetto di Gonzales «li *

tare inun terreno arido il basto- pes, nacque nel 1 j ji a Fonlibera,


ne che teneva iu mano, e di in- presso Avila, nella Castiga vecchia.
22 CIO GIO
Di venturi anno vestì P abito dei la direzione della loro coscienza.

carmelitani nel convento di Medina Gli antichi religiosi dell' ordine, ri-

del Campo, avendo scello quest'or- guardando la riforma come una ri-

dine religioso a preferenza di ogni bellione, nel loro capitolo tenuto a

altro per la gran divozione che aveva Placenzia condannarono Giovanni


alla santa Vergine. Nessun novizio della Croce qual profugo ed apo-
mostrò mai maggior sommissione stata ; quindi mandarono uffiziali di

di lui, maggiore umiltà, fervore, ed giustiziaa levarlo dal convento per


amore alla croce: virtù che in lui trarlo in prigione. Se non che co-

si accrebbero ognor più. Compi il noscendo la venerazione che il po-


suo corso teologico a Salamanca polo d" Avila aveva per lui, lo fe-
praticando le più austere penitenze, cero condurre a Toledo ove fu ,

e in età di venticinque anni fu or- chiuso in una oscura celletta, e te-

dinato sacerdote. Allorché s. Tere- nuto a pane ed acqua, con pochi


sa, intesa alla riforma del Carme- pesciolini soltanto. Dopo nove mesi

lo, fondò il suo primo monistero riebbe la libertà pel credito di s.

di uomini in una povera casa del Teresa, e fu fatto anche superiore


villaggio di Durvelle, Giovanni vi del piccolo convento del Calvario
si ritirò, e passarono appena due posto nel deserto. Nel i5y9 fondò
mesi che vi si aggiunsero alcuni al- quello di Baesa, e due anni appres-
tri religiosi, che nella prima dome- so gli fu affidato il governo del
nica d'avvento del i568 rinnova- convento di Granata. Nel i585 fu
rono con lui la loro professione. eletto vicario generale dell' Andalu-
Tale si fu l'origine dei Carmelita- sia, e primo definitore dell'ordine
ni scalzi [Fedi). L'esempio e le nel i588, nel qual tempo fondò il
esortazioni di Giovanni inspirarono convento di Segovia. Questi diversi
agli altri lo spirito di ritiro, di umil- uffizi non gli fecero mai scemare le

tà e di mortificazione. Ardente del sue austerità, i suoi fervorosi eser-

fuoco della divina carità, nulla ago- cizi, il suo amore per l'abiezione, e
gnava maggiormente che di imitare l'insaziabile desiderio di patire. IN è
Gesù sofferente, d'essere a parte ammiravasi meno in lui l' amore
delle sue umiliazioni , di portar la pel prossimo, massime pei poveri,
sua croce, di servire il prossimo per gli ammalati , pei peccatori ;
per amore di lui. La sua vita olTre amava teneramente eziandio i suoi
un continuo avvicendamento di gra- stessi nemici, e sempre rendeva loro

vi tribolazioni e di favori celesti. bene per male. Nondimeno le cat-


Cooperò con s. Teresa pel buon tive disposizioni covate contro di

successo della riforma, e nel i5y6 lui, si ridestarono allorché nel ca-
fu da lei fatto direttore del con- pitolo tenuto a Madrid nel l5gl ,

vento d' Avila, ove persuase le re- disse liberamente la sua sentenza
ligiose a rinunziare a' parlatori! , e contro gli abusi che si tolleravano

corresse quegli abusi che non sono o voleansi introdurre da alcuni ca-
compatibili con una vita austera e pi dell'ordine; laonde venne spo-

penitente. Le sue prediche, piene di gliato de'suoi impieghi Ridotto al- .

unzione, erano ascoltate con somma lo stato di semplice religioso, i i-

premura, e molte persone che vi- tirossi nel solingo convento di Pe-
vevano nel mondo affidarono a lui gnuela ,
posto nelle montagne di
GIO GIO 23
Sierra-Morena. Giovanili riguardane la sua festa si pose nel Breviario
do il suo esilio come una felicità, romano a' 1 \ novembre. Il suo cor-
ne scusava gli autori, e non volle po trovasi a Segovia, ed un brac-
die suoi
i amici informassero il cio ed una gamba sono ad Ubeda.
padre vicario generale del modo in- S. Giovanni della Croce aveva com-
giusto col quale era trattato. Alle poste alcune opere spirituali in lin-
accuse che gli venivano intimiate, gua spaglinola, che furono tradotte
null'altro rispose se non che sof- in italiano, in latino ed in france-
frirebbe con giubilo qualunque pe- se. Le principali sono La salita :

na, e riponendo in Dio il suo uni- al Carmelo j La notle oscura del-


co conforto, si diede tutto alla au- l' anima ; La viva fiamma dell'a-
sterità e alla contemplazione, e fu more j L.a cantica del divino amo-
ricompensato coi più segnalati favo- re. Vi si trovano eccellenti massime

ri Finalmente cadde ma-


spirituali. ed importanti istruzioni intorno a
lato, né potè a lungo celare il suo tutto ciò che avviene nella vita spi-
stato, e mancandogli aPegnuela ne- i rituale fino alpiù eminente grado
cessari soccorsi, il suo provinciale gli di perfezione. Egli stabilisce delle
propose di passare a Baesa o ad Ube- regole sicure contro le insidie del
da. L'amore de patimenti gli fece sce- demonio, della carne, del mondo e
gliere il convento ili Ubeda, appunto dell' amor proprio. I suoi libri so-
perchè governato da uno de' suoi no pieni di saviezza e dottrina ce-
contrari. La fatica del viaggio ac- leste , come si espresse la sagra
crebbe l'enfiagione che avea ad una congregazione de'rili; essi sono scrit-
gamba, e che fu bentosto accom- ti con uno stile così sublime ed am-
pagnata da ulcere, cosicché si do- mirabile, che si giudica ben a ra-
vette ricorrere ad operazioni dolo- gione aver egli avuta una scienza
rose, sopportò senza mandare
eh' ei infusa.
un lamento, come con invitta pa- GIOVANNI Colombi*! (s.). Usci
zienza soffrirà eziandio i duri trat- va \\^\ una delle più antiche lànn-
tamenti del priore. Ma venuto al glje di Siena, e funse la primaria
convento di Ubeda il provinciale, co- magistratura del suo paese mollo
nobbe quanto ingiustamente il nostro onorevolmente, ma con poca reli-

santo fosse stalo perseguitato, e disse gione. Tatto proposito di mutai


che untale modello di viriti dorerà sita, rinunziò la sua canea, dispen-
ormai essere conosciuto non solo sò ai poveri una gran pule dei
d,\ suoi fratelli, ma eziandio da tut- suoi beni , e diedesi alla più rigo-
to il mondo. Allora il priore com- rosa penitenza, e all'esercizio delle
prese l'indegnità ili sua condotta, opere di misericordia, accogliendo
ne chiese perdono al santo, e non nella sua casa i poveri e ^li am-
tesso mai di deplorare le sue pas- malati, ai prodigava
quali le più
sile stranezze. Giovanni sempre lie- tenere cure. Egli aveva un tìglio e
to in mezzo a' suoi dolori, spirò una figlia, ed essendogli morto l'u-
placidamente a' i
\ dicembre i5qi, no, e fallisi l'altra religiosa, ven-
in età di f<) anni. Dopo la SU i dine il resto dei suoi hciii per im-
morte fu glorificato da Dio con piegariM il ricavato in opere di
molli miracoli Benedetto \lll ca- pietà. Sua moglie, eh '. »il

nonizzollo \\ 27 dicembre 1726, e tuosa, erasi di già impegn ita al


a4 GIO GIO
pari di lui a passare i suoi giorni minciò a consacrare la maggior
in una perfetta continenza. Molte parte del giorno e della notte agli
persone, tocche dai suoi esempli, si esercizi della preghiera e della
unirono a lui e si posero sulle sue mortificazione. A fine di soddisfa-
orme. Tutti insieme soccorrevano i re alla divina giustizia pensò re-
malati ed poveri, li esortavano a
i carsi in Africa, per quivi procac-
far frutti degni di penitenza, a sof- ciare agli schiavi cristiani tutti i

ferire volentieri in espiazione dei soccorsi che per lui si potessero,


loro peccati, e a consagrarsi al ser- sperando ancora di poter ottenere
vigio di Dio. Siccome essi aveano in queste contrade la corona del
sempre sul labbro il sacro nome di martirio. Trovandosi a Gibilterra,
Gesù, furono appellati Gesuati (Ve- s'avvenne in un gentiluomo porto-
di). Essendosi di molto accresciuto il ghese, che colla moglie e quattro
loro numero, Giovanni ne formò una figlie veniva condotto in esilio a

congregazione che abbracciò la re- Ceuta in Barbaria, e Giovanni per


gola di s. Agostino, e prese a pro- impulso di carità si offerì di ser-
tettore s. Girolamo. Nel 1367 si virlo. Appena arrivati a Ceuta il
recò a Viterbo, ove Urbano V ap- gentiluomo cadde malato, e ben
provò il suo istituto, accordandogli presto trovossi ridotto ad un estre-
molti privilegi ; e trentacinque gior- mo bisogno. Giovanni dopo aver
ni dopo morì, ai 3r di luglio, nel venduto il suo piccolo equipaggio
qual giorno celebrasi la sua festa. per nutrire i suoi padroni, trava-
GIOVANNI Nacque di Dio (s.). gliò ne 'pubblici lavori e nell'arte
nel 49^ da poveri genitori a Mon-
1 del libraio, e li assistette col de-
te Maggiore in Portogallo. Per vo- naro che ne ricavava. Ritorna-
glia di viaggiare abbandonò in te- to in Ispagna vendette immagi-
nera età la famiglia e la patria ;
ni e libretti di pietà per gua-
ma ben presto, privo d'ogni soc- dagnar di che vivere. In Grana-
corso, fu costretto porsi al servi- ta udì l'anno i538 un sermone
gio di un ricco personaggio in O- del celebre p. Giovanni d' Avila,
ropesa nella Castiglia, del quale e ne restò tanto commosso che
custodì le mandre. Nel i522 si struggendosi in lagrime riempì di
arruolò in una compagnia di fan- grida e di lamenti la chiesa, e si

ti, e servì nelle guerre che allora mise a correre per le vie gridan-
dividevano la Fi-ancia e la Spa- do, percuotendosi, e strappandosi
gna ; militò anche nella guerra che i capelli come un forsennato ,

1' imperatore Carlo V fece contro per cui la ciurmaglia credendolo


i turchi in Ungheria. 11 mal esem- pazzo Io inseguiva a colpi di ba-
pio de' suoi compagni corruppe la stoni e di pietre ; finche alcune
sua virtù, e fecegli abbandonare caritatevoli persone,mosse a pietà
quasi tutti gli esercizi di pietà. di lui, lo condussero dal venera-
Ritiratosi dalla milizia, nel i536 bile Giovanni d' Avila, che conob-
passò nell'Andalusia, e si pose al ser- be non esser esso quale appariva,
vigio di una ricca dama in qualità ne udì la confessione generale, e
di pastore. Allora la rimembranza diegli salutari ricordi, prometten-
de' suoi disordini gli svegliò in cuo- dogli la sua assistenza. Ma ritor-
re il più vivo pentimento, e co- nando poscia a dar segni di pa?-.
GIO GIO *5
zia fu rinchiuso nell'ospedale, e si che vivere, a chi procacciava lavoro ;

adoperarono i più violenti rimedi premurosamente provvedeva alle


per guarirlo da questa pretesta giovanette che dall'inopia poteano
malattia , locchè egli sofferiva per esser tratte a peccare, e nulla intra-
ispirilo di penitenza in espiazione metteva per ritrarre dalla vita mal-
de' suoi peccati passati. Giovanni vagia quelle che vi si erano lasciate
d'Avila, avvisato del fatto, andò a trascinare.A vita sì operosa egli u-
visitarlo, e consigliollo a cangiar niva rigida penitenza, continua o-
pensiero e ad occuparsi di qualche razione e profonda umiltà. Dopo
cosa da cui potesse derivare mag- essersi per dieci anni indefessamen-
gior utile a ed al prossimo.
sé te affaticato nel servigio del suo
Giovanni si giovò degli ammoni- spedale, cadde infermo; e di que-
menti del suo direttore , tornò sta malattia furono cagione le fa-
nel suo stato naturale, e si pose tiche che avea fatto all' occasione
a servire per qualche tempo i ma- di un'inondazione, per trarre dal-
lati dell' ospedale, dal quale uscì l' acqua molti arnesi pertinenti ai
a'21 ottobre i53g. Dopo un pel- poveri, e salvare la vita a un uo-
legrinaggio alla Madonna di Gua- mo che stava per affogarsi. Egli
dalupa in Estremadura ritornato , procurò dapprincipio di non dar
in Granata cominciò a vender a conoscere la sua malattia, per
legne sul mercato, impiegando in non essere obbligato di rallentare
sollievo de'poveri poco guadagno il le sue fatiche e le sue austerità;
che ne ritraeva. Nel i54o prese a ma divenne sì pericolosa che non
pigione una casa per ricoverarvi i potè più celarla. Essendosi di ciò
poveri malati, a' bisogni de' quali sparsa la voce, una dama virtuo-
con operosa carità provvedeva. Co- sa, nomata Anna Ossorio, venne a
sì ebbe principio 1' Ordine della visitarlo, e trovollo coricato co'suoi
Carità. V. Benefratelli. Gli abi- abiti , senza altra coperta
che una
tanti di Granata, edificati dello zelo sudicia casacca: il povero infermo
di Giovanni, gareggiavano nel som- non avea fatto altro che mettere
ministrare soccorsi a questo pio in luogo della pietra che ordina-
stabilimento. L'arcivescovo lo pre- riamente servitagli di origliere, un
se sotto la sua protezione, e som- cesto nel quale era uso riporre
ministrò somme considerabili per le limosine eh' ei raccoglieva fuori
renderlo permanente; il qual e- per la città. Gli ammalati e i po-
sempio eccitò la carità di altre veri struggevano in lagrime in-
si

virtuose persone. Bella prova del- torno al di lui letto. Anna Ossorio
l'amore che Giovanni avea pe' suoi tocca a questo spettacolo, avver-
poveri malati, fu un giorno in cui tì segretamente 1' arcivescovo dello
appiccatosi il fuoco al suo ospizio, stato al quale era ridotto il sau-
esponendo sé stesso al pericolo per to, e colla di lui autorità lo per-
salvarli, li trasporti) l'un dopo l'al- suase di abbandonar lo spedale,
1
tro sul dorso frammezzo alle fiam- e lo condusse in sua casa perchè
me. Né la sua carità reshingevasi fosse curato ma rapidi prog
; i

entro i confini del suo spedale, ina si si della sua malattia tolsero <>.;ni

estendeva a tutti i poveri della pro- speranza della sua guarigione. Tut-
vincia, e a chi somministrava di ta la gente mostravasi costernata
26 G O I GIO
al pericolo in cui si trovava que- sciandovi che una finestrella ,
per
sto uomo di Dio ; tutta la nobil- cui poter avere il necessario, e dal-
tà e i magistrati vennero a visi- la quale facea pure delle istruzio-
tarlo pregandolo di dare la sua ni a quelli che venivano a visi-
benedizione alla città, il che fece, tarlo. Cinque giorni della settima-
persuaso dall'arcivescovo. Indi si na si tratteneva solo con Dio, ne
rivolse colle più patetiche esorta- si lasciava vedere che il sabba to
zioni a tutti quelli ch'erano pre- e la domenica, e solo dagli uomi-
senti , raccomandando ad essi i ni. Non mangiava che una sola
suoi poveri e i suoi fratelli che volta ne mai usava pane, né
il dì,
avevano la cura dello spedale. L'ar- cibo cotto. Possedeva il dono della
civescovo messa nella
celebrò la profezia, e scuopriva a quelli che
camera amministrò
di lui, e gli il visitavano finanche i loro più
gli ultimi sacramenti; e Giovanni segreti pensieri ; aveva ancora il

stando in ginocchio davanti all'al- dono dei miracoli, e guariva le

tare, spirò agli 8 di marzo i55o. malattie coll'olio da lui benedetto,


I suoi funerali furono celebrali per cui il suo nome divenne ben
con molta solennità dall' arcivesco- presto famoso. L' imperatore Teo-
vo, dal clero secolare e regolare dosio I lo consultò sull' esito della
di Granata, dalla corte e dalla no- guerra ch'era per rompere al ti-

biltà; e venne sepolto nella chiesa ranno Massimo, e n'ebbe promessa


de' minimi di s. Francesco di Pao- di prospero successo, il che avve-
la della stessa città. Avendo poscia ratosi, fermamente ritenne doversi
Iddio glorificato il suo servo con le sue vittorie alle orazioni del
molti miracoli, Urbano Vili lo santo. E
quando Eugenio prese la
beatificònel i63o, e Alessandro porpora in occidente nell'anno 392,
Vili lo canonizzò nel 1690. II Teodosio mandò al santo eremita
suo corpo fu trasportato nel 1664 l'eunuco Eutropio, con ordine di
nella nuova chiesa de'suoi discepo- menarglielo a Costantinopoli , o
li in Granata medesima dedicata almeno di consultarlo per sapere
al santo e il giorno della sua mor-
; se dovesse muovere contro Euge-
te è consagrato alla celebrazione nio , o aspettarlo in oriente. Gio-
della sua festa. vanni, pregato il messo di non ob-
GIOVANNI Dormiente (s.). V. bligarlo ad intraprendere tal viag-
Dormienti ( i sette ss. ). gio, gliche l'imperatore vin-
disse
GIOVANNI d'Egitto (s.). Nato cerebbe, ed aggiunse che morreb-
nel 3o5 in bassa condizione, ap- be in Italia, e che uno de' suoi fi-
prese il mestiere di falegname, ma gli regnerebbe in occidente predi- :

in età di venticinque anni abban- zione che verificossi interamente. A


donò mondo, il e si pose sotto la Palladio, che fu poscia vescovo di
direzione di un antico anacoreta, Elenopoli, e che scrisse la vita del

col quale rimase circa dodici anni. santo, predisse che sarebbe vesco-
Morto questo, passò altri quatlr'au- vo, ma che avrebbe a sostene-
ni in diversi tnonisteri del vicina- re gravi persecuzioni, come avven-
to; poscia ritirassi soletto sopra un ne. Molti distinti personaggi ed e-

burrone presso Licopoli, e murò la semplari anacoreti ricorrevano a lui


porta della sua celletta, non la- nei loro spirituali e corporali bi-
GIO OIO 27
sogni anche s. Petronio con altri
; tesoro della sua chiesa. Dava un'u-
sci monaci uno de' quali fu gua-
, dienza pubblica in ogni mercoledì
rito da una terzana che lo tor- ed in ogni venerdì, con una bon-
mentava , si recarono a visitarlo tà straordinaria, e versava conti-
e furono trattati colla più cordiale nuamente nel seno de' poveri le
carità nell'ospizio eh 'erasi eretto vi- ricche entrate della sua sede, co-
cino alla celletta del santo, ove i me pure le considerabili somme
suoi discepoli ricevevano i forestie- che rimetteangli molte doviziose
ri. Così visse sino all'eia di no- persone. Un mercante avendo rot-
vantanni. Nei tre ultimi giorni di to suo naviglio in mare due
il

sua vita non volle veder nessuno, volte, a lui si rivolse, ed ebbe tan-

e postosi in ginocchio per orare to da poter racconciare suoi affa- i

rese tranquillamente Io spirito nel- ri; accadutagli una terza volta si-
l'anno 3cj4 o 3cp, probabilmente imi sciagura , ricorse di nuovo
ai 18 di ottobre, in cui i cofti e gli al suo pastore, che gli fece dona-
egiziani ne celebrano la festa. I re un naviglio appartenente alla
martirologi latini ne fanno men- chiesa. La carila del santo pa-
zione ai 27 di marzo. triarca si estese oltre i confini
GIOVANNI (s.), detto Y Eterno- della sua diocesi, e sovvenne molti
tiniere. Nacque in Amatunta nel- sventurati sudditi dell'impero d'o-
l' isola di Cipro, di nobile e ricca riente ch'eransi riparali in Egitto
famiglia. Fu maritato ed ebbe dei dal furor de' persiani. Grandi som-
Gglij morti i quali e rimasto ve- me di danaro ed abbondanti prov-
dovo, si segregò dal mondo, distri- vigioni spedì a Gerusalemme sac-
buì a' poveri i suoi beni, e tutto cheggiata dagl' infedeli , e molli
si diede agli esercizi della cristia- operai egiziani per rifabbricarvi le
na pietà. Rapidamente avanzossi chiese; atterrate. Incaricò due. ve-
nella perfezione, e divulgatasi la scovi ed un abbate d'andar iu Per-
(ama della sua eminente santità sia a riscattarvi i prigionieri. Li
venne eletto patriarca di Alessan- Provvidenza, iu cui confidava, gli

dria l'anno (iott. Arrivato in Ales- porse sempre i mezzi di supplite


sandria fu suo primo pensiero di a sì rilevanti spese che superavano
farsi dare una lista esatta dei po- le di lui forze. Quanto a sé vi\e-
veri della città, ed ahbenchè fos- va poverissimamente e praticava
sero in numero di oltre settemila tutte le austerità dei solitari. A-
e cinquecento, s'incaricò di provve- dempiva colla maggior esattei
dere ai loro bisogni. \el giorno di tutti gli uffizi del suo ministero, e
sua consagrazione pubblicò un il suo /elo per conservare intatto
gio ordinamento contro la disu- il deposito della fede, eguagliava
guaglianza dei pesi e delle misure il suo amore pei poveri kdop
che davan luogo all'oppressione dei vasi ;i premunire 1 fedeli contro d
poveri, e proibì ai suoi officiali dì veleno dell' errore, e a ricondurre
.k 1 1
ilare alcuna torta di presenti all'unità 1 nemici «Iella Chii 5 1 Col-
per tema che vi si commettessero l'opera di Sofronio e di Giovanni
delle ingiustizie. Poscia distribuì ai Mosco purgò li sua diocesi da ogni
mouisterì e agli spedali ottomila straniera dottrina, e convertì molli
pezze doro, che si trovavano nel <-
1 etici, tra i quali 1 u va ì ini Pai ti
•28 GIO GIO
con Nicela governatore di Alessan- domandò di poter entrare nella
dria pei* visitare 1' imperatore a compagnia, il che accordatogli, si

Costantinopoli; ma avvertito in li- recò tutto lieto a Tolosa, e vi co-


na visione della vicinanza di sua minciò il suo noviziato agli 8 di-
morie, lo lasciò a B.odi quindi ;
cembre 1616. Due anni dopo, fat-
passò in Cipro e morì qualche , ti suoi voti, fu mandato a Ca-
i

tempo dopo ad Amatunta, verso hors perchè vi terminasse la ret-


il 6rg, in età di sessantaquattro torica, e il seguente anno a Tour-
anni. Jl suo corpo fu in appresso non per farvi il corso di filosofia,
portato a Costantinopoli, dove fu ove meritò per sua santa con-
la
conservato per molti anni. L' im- dotta d' essere chiamato 1' angelo
peratore de' turchi ne fece un do- del collegio, e diede i primi saggi
no a Mattia Uniade re d' Unjjhe- del suo zelo nell'evangelico mi-
ria, cho lo fece riporre nella sua nistero. Le domeniche e le feste
cappella di Buda. Nel 1 53o fu andava a predicare ne' vicini vil-
trasferito a Toll vicino a Presbur- laggi, e ragunava i fanciulli con
go, e nel i632 nella cattedrale un campanello, per ispiegar loro i

medesima di Presburgo. I greci primi elementi della dottrina cri-


l'onorano agli n di novembre, stiana. Imprese a santificare il bor-
giorno della sua morte; il marti- go d'Andance, da cui sbandi la
rologio romano ne fa menzione ai crapula, tolse i giuramenti e l'im-
23 di gennaio, in cui si pone la purità; vi ristabilì l'uso frequente
traslazione delle sue reliquie, e la della comunione, v' istituì la con-
sua festa si celebra a'3o dello stes- fraternita del ss. Sagramento, e
so mese. distese egli stesso le regole di
GIOVANNI Francesco Regis (s.). quella santa pratica, che poi si

Discendente nobile casato, ebbe


di sparse per tutto, ma di cui egli de-
i natali nel villaggio di Fonteco- v'essere riguardato come istituto-
perta, diocesi di Narbona, a' 3 r re. Finito il suo corso di filosofia
gennaio i5g7. Studiò a Beziers nel 1621, fu commessa la cu-
gli

sotto gesuiti, e dimostrò fin dai


i ra di recarsi ad insegnare le uma-
suoi prim'anni uno straordinario ne lettere a Billon, poscia ad Auch,
fervore negli esercizi di pietà e di e finalmente a Puy; nel qual im-
devozione. All'età di diciott'anni piego non isfuggì fatica per inspi-
fu colto da una pericolosa malat- rare a' suoi scolari in un colf a
tia, da cui risanato fece gli eser- more allo studio, quello della vir-
cizi spirituali per deliberare intor- tù, edificandoli col proprio esempio.
no la scelta di uno stato di vita. Poich' ebbe insegnato per ben set-
Senti ardentissimo desiderio di fa- t'anni 1' umanità, diede mano ai
ticare per la salute delle anime suoi studi di Tolosa teologia in
nella compagnia di Gesù, e co- nel 1628, in cui fece rapidi avan-
municollo al suo confessore, che lo zamenti. Nel i63o fu ordinato sa-
confermò nella sua commendevole cerdote, ed apparecchiatosi colla
risoluzione. In questo tempo es- preghiera e colla penitenza alla
sendo venuto il p. Francesco Sua- offerta del santo sagrifizio, celebrò
rez, provinciale de' gesuiti, a visi- la sua prima messa con sì grande
tare il collegio di Beziers, Regis fervore, che quelli che vi assiste-
GIO GIO 99
vano non poterono lasciare di In mezzo a tanti travagli le sue
piangere con esso lui. ÌN'ello stesso austerità erano straordinarie : tutto
anno la peste fece sentire i suoi ilsuo nutrimento riducevasi in pa-
guasti nella città di Tolosa: Ilegis ne ed acqua cui aggiungeva tal- ,

riguardando questo flagello come volta alcun po' di latte e qualche


una occasione che presenta vagli frutto; non lasciava mai il cilicio;
Iddio di esercitare la sua carità, e quel poco di riposo che accorda-
ottenne con molte istanze da'suoi va alla natura, pigliatalo sopra una
superiori la permissione di dedi- panca o sopra il suolo. Nel i633
carsi al servigio degli appestati. il vescovo di \ iviers chiamò nel-
lo

L'anno vegnente fece un terz'anno la sua diocesi, che da cinquantanni


di noviziato, come si accostuma- era il centro del calvinismo ed il

va presso i gesuiti al compimento teatro delle più crudeli rivoluzioni.


degli studi ; e mentre affa ti cavasi 11 p. Regis fece dappertutto delle
nel ritiro alla propria santificazio- missioni che produssero ottimi 1
f-

ne, fu costretto di recarsi a Fon- fetti, e rivolse le sue cure princi-


tecoperla per dar sesto ad alcuni pali alla riforma de' parrochi. Il

affari della sua famiglia. Quindi fu conte De la Mothe-Brion entrò per


mandato al collegio di Pamiers lui nella via della penitenza, e col
per occuparvi il posto di un reg- suo zelo e colle sue limosine con-
gente ch'erasi ammalalo. Nel me- tribuì non poco al buon esito del-
desimo tempo i suoi superiori , le pie imprese del santo missio-
vedendo in lui una vera vocazio- nario. L'anno seguente fu chiamato
ne per la vita apostolica, lo de- dai suoi superiori a Puy ;
quivi
stinarono alle missioni. La ciltà scrisse al generale della società, per
di Montpellier divenne il primo essere impiegato nelle missioni del
teatro del suo zelo: i suoi discor- Canada, e mandato presso gli mo-
si erano pieni di tanta forza ed ni e gì' irochesi. La risposta fu con-
unzione , che i più indurati pec- forme al suo desiderio; ma il conte
catori ne uscivano vivamente com- De la Mothe insistette sì vivamente
punti; la sua carità non conosceva presso il provinciale di foiosa, che
alcun limite, visitava le carceri e il santo ritornò nella diocesi di \ 1-

gli spedali, andava d'uscio in uscio viers. Ivi si diede alla conversione
a sollecitare le limosine a prò dei dei calvinisti, e ali istruzione >
:

poveri, de' quali specialmente era abitanti della cittadella di Cliev-


sempre affollato il suo confessiona- lard, eh' erano immersi in una pro-
le , e li assisteva in ogni modo fonda ignoranza del cristianesimo ;

possibile. Di là passò a Sommic- e molto ebbe a soffrire in qi

res, capitale del Lavonage, dove paese mezzo selvaggio. Il coni.


trovò uni crassa ignoranza, con la Mothe fondò una missione per-
tutti i vizi che le tengono dietro : petua a Cbeylard, cedendo per tem-
tolse a distruggerli, ed ebbe la pre ai gesuiti un capitale di -
dolce consola/ i< »iif ili vedere le sue mila Branchi pel mantenimento « l

fatiche coronai.- dal più felice suc- due religiosi , e la elsa che BfCI '

cesso; il rigore della stagione non in città per servir loro d


impedivalo ili entrare ne I' Dopo qu> sta missione il p. I

più inaccessibili di tutto il pa ne fece una a Privas, la quale BOB


3o GIO GIO
ebbe meno felice
Poscia il riuscita. maturamente esaminato a Roma
vescovo di Valenza lo chiamò nel- e giuridicamente comprovata l'au-
la sua diocesi, e pregollo di eser- tenticità de' miracoli, fu beatificalo
citare suo zelo nel borgo di san-
il nel 17 16 da Clemente XI; e Cle-
ta Aggreva, posto in mezzo ai mon- mente XII lo canonizzò nel 1737,
ti, e ripieno di eretici, dove ebbe supplicatone da Luigi re di XV
occasione di praticare molte eroi- Francia, da Filippo V re di Spa-
che virtù. Verso la fine del i635 gna, e dal clero di Francia. La sua
recossi a Marles nel Vivarese, e celebra
festa si il giorno 16 di
passato l' inverno fece ritorno a giugno.
Puy- I quattro ultimi anni della GIOVANNI Gualberto (s.). U-
sua vita furono impiegati a santi- scito da una nobile e ricca fami-
ficare Velay. Nelle stagioni estive
il a Firenze, fu allevato
glia stabilita
faceva missioni a Puy, e in
le con molta cura nelle massime di
quelle d'inverno trascorreva borghi i pietà e nello studio delle umane let-
e i villaggi delle diocesi di Puy, di tere ; ma appena entrò nel mondo
Vienna, di Valenza e di Viviers. restò affascinato da' suoi piaceri, e
La sua fidanza in Dio rendevalo corse dietro alla corruzione del se-
intrepido in mezzo ai pericoli viag- : colo.Essendo stalo il suo fratello
giava di giorno e di notte, cam- Ugo da un gentiluomo del
ucciso
minava sovente siili' orlo dei pre- paese, egli formò il disegno di ven-
cipizi
, valicava monti coperti di dicarlo colla morte dell' uccisore, e
neve, e passava torrenti impetuosi già scontratosi con esso in una via,
per giungere ad un povero popolo tratta la spada, stava per compiere
che lo stava aspettando. Per la san- la meditata vendetta; quando quel-
ta sua causa alfi dittava coraggiosa- l' infelice, geltandosegli a' piedi, col-
mente l' ira e il disprezzo degli uo- le braccia stese in forma di croce,
mini perversi, e procurava ogni lo scongiura in nome della passio-
mezzo per convertirli. Il martirio ne di Gesù Cristo, di cui in quel
eia l' oggetto de' suoi più ardenti giorno, eh' era il venerdì santo, ce-
desideri! ; ma alla fine consunto da lebra vasi la memoria , di non vo-
tante fatiche e disagi fino all' ulti- lergli torre la vita. Un tal alto
mo sofferti, logoro da tante auste- tali parole commossero siffattamente
rità praticate, restò vittima del suo Giovanni, che rientrato in sé stesso,
zelo e della sua carità, e morì san- perdonò al gentiluomo, ed abbrac-
tamente alla Lousvec, dove avea ciatolo in segno di amicizia , seguì
cominciato l'ultima sua missione, il suo cammino fino alla badia di
verso la mezza notte dell' ultimo dì s. Minialo, che apparteneva all' or-
dell' anno i 640, avendo quasi qua- dine di s. Benedetto, ove entrato
rantaquattr'anni di età. Fu seppel- in chiesa si pose fervorosamente ad
lito il 2 gennaio nella chiesa della orare. Uscito dalla chiesa, si reca
Lousvec, e la sua tomba divenne dall'abbate, gli si getta ai piedi,
ben presto ogg<'lto di venerazione e chiede l'abito monastico. Do-
gli

pe molti miracoli con cui piacque po qualche difficoltà pel timore che
a Dio di glorificare il suo servo. aveasi del di lui padre, gli fu per-
L'eroismo delle virtù di s. Gio- messo di osservare in abito da se-

vanni Francesco Regis essendo slato colare gli esercizi della comunità.
GIO GIO 3i
Passali alcuni giorni, egli si tagliò riforme m alcuni altri. Oltre ai re-

da sé i capelli , e venissi d' un ligiosi di coro riceveva anche dei


abito da monaco che avea tolto a fratelli conversi perché attendessero
prestito. Suo padre, avvertito del alle funzioni esteriori; e si tiene che
fatto, corse irato al convento ; ma questa sia la prima volta che si

tocco dai motivi che aveano deter- trovano per questo modo i mona-
minato il figlio a ritirarsi dal mon- ci divisi in due classi. S. Giovanni
do, vi acconsenti e diedegli la sua Gualberto si distinse eziandio per
benedizione. Il giovane religioso la sua carità verso i poveri, per
colla più compunzione del
viva assistere i quali spesso vuotava i

cuore si abbandonò alle più austere serbatoi del suo monistero. Assi-

pratiche della penitenza, continuan- curasi che in una grave penuria


do dì e notte la sua orazione , e egli moltiplicò le provvigioni del
divenne in poco tempo un compiu- monistero di Rozzuolo, ove po- i

to modello di tutte le virtù, sicché veri accorrevano da ogni parte ;


i religiosi del monistero lo desi- guarì molti malati colle sue ora-
gnarono a successore delmorto ab- zioni, ed ebbe anche il dono della
bate. Ma egli rifiutò umilmente tale profezia. Egli per umiltà non ave-
dignità, e desiderando di vivere af- va voluto ricevere nemmeno gli
fatto solingo, dopo aver visitato il ordini minori, tenendosi indegno di
romitaggio di Camaldoli, si ritirò esercitare lemcnoine funzioni della

a \allombrosa. Quivi trovò due Chiesa. Il Papa s. Leone IX, tratto

romiti, coi quali si unì egli e il dalla fama della di lui santità, fe-
suo compagno; indi tutti insieme ce un viaggio a Passignano per ve-
lòrmarono il disegno di fabbricarvi derlo e intertenersi con lui. Stefano
un piccolo convento, e radunarvi I X detto X , ed Alessandro II ebbero
una comunità sotto la primitiva re- una particolare venerazio-
aneli' essi
gola austera di s. Benedetta La ne per la sua persona. Morì a Pas-
badessa di s. Ilario donò loro il signano ai 12 di luglio 1073, in età
luogo necessario per la costruzione di sessantaquattr' anni, e fu cano-
della fabbrica; e quando il moni- nizzato nel 1
1
93 da Celestino III.

stero fu compiuto, il vescovo di II giorno in cui passò di questa


Paderborn, ch'avea seguito l'impe- vita è consagrato alla celebra/ione
ratore Enrico 111 in Italia, venne della sua festa. V. Yu.LOMi!Ros\\f.
a consagrarne la cappella. Il nuovo GIOVANNI Cwzio o di Kexti
ordine ni approvato nel 1070 da (s.). Xato circa il i4°3, nel villag-
Papa Alessandro II, come anco la gio di cui porta il nome, nella dio-
regola che vi si osservava la quale , cesi di Cracovia, passò la sua
ora la medesimaBenedetto, di s. v'me//a nell'innocenza, e compiuti i

con alcune costituzioni aggiunte da primi studi passò .1 quelli di filosofia

s. Giovanni Gualberto Egli ne fu e teologia nell'università di Cracovia,


il primo abbate, e coli edificante e divenne dottore e professore Qui-
suo esemplo condusse l suoi ino- m insegnò pei più .inni con esito
liaci alla perfezione. Fondò il mo- (èlice, illuminando la mente dei

iiinUto di s. Salvi, quelli (Itila Aio- suoi discepoli eolla sui dodi 111 1

ila, ili l'assi^iiano, di Rozzuolo, formando 1 loro cuori alla piei >

di Monte Salano, e stabilì delle co' suui discuisi e co siiui esempi-


3} GIO GIO
Elevato a! sacerdozio, ebbe il go- Polonia e nella Lituania. Lasciò
verno della parrocchia d'Ilkusi, in alta fama suo sapere, ma
del
cui fece risplendere il suo zelo, la nessuna delle sue opere giunse fi-
sua prudenza, la sua carità stra- no a noi.
ordinaria verso i poveri. Alcuni GIOVANNI da Matua (s.). Sor-
anni dopo, richiesto dall'università, ti i natali a Faucon, sulle fron-
riprese il suo offizio di professore tiere della Provenza , da genitori
e lasciò la parrocchia ; non trala- ragguardevoli per nobiltà e reli-
sciò per altro di occuparsi, in tut- gione, verso la metà del XII seco-
ti i momenti che il suo impiego lo. Egli fu sempre infiammato fin
gli lasciava liberi, per il bene del dalla sua giovinezza del desiderio
prossimo, soprattutto colla predi- di perfezionarsi nella pratica delle
cazione.Fece il pellegrinaggio di Ge- cristiane virtù, ed oltremodo cari-
rusalemme, ed ardendo del desiderio tatevole verso i poveri. Mentre
di terminare i suoi giorni col mar- studiava ad Aix recavasi ogni ve-
tirio, non temette di predicare ai nerdì allo spedale per servire gli
turchi Gesù crocefisso. Oltre que- ammalati, e procurar loro lutti
sto viaggio fece quattro volte quel- que'soccorsi che poteva. Ritornato
lo di Roma per visitare le tombe a casa del padre, ottenne il per-
de'santi apostoli, andando a piedi messo di ritirarsi in un picco-
e portando egli stesso il suo fardel- lo romitorio non molto lungi da
lo. Questo santo prete, di cui tut- Faucon, per darsi interamente a
ti giorni furono consagrati alla
i
Dio; ma siccome le frequenti vi-
virtù, fu veduto più volte privar- site de* suoi amici non gli la-
si del suo cibo e delle sue vesti, sciavano gustare quella solitudine cui
per darli a quelli che ne aveano desiderava, pensò di abbandonare la
bisogno; praticava le più austere cella, e pregò il padre che il man-
mortificazioni , era coperto di un dasse a Parigi per istudiarvi teo-
cilicio, digiunava e si dava fre- logia. Ivi fu addottorato, e poco
quentemente la disciplina ; tren- dopo celebrò la sua prima messa.
t' anni sua morte egli
innanzi la Nello stesso giorno per celeste in-
si astenne interamente dal mangiar spirazione divisò di adoperarsi a
carni. Morì a'24 dicembre i4?3, tutto suo potere pel riscatto di
nel settantesimo anno di sua età, e quegli sventurati cristiani che ge-
molti miracoli furono operati per mevano sotto il duro giogo degli
sua intercessione. La sua veste di infedeli, e ritiratosi si dispose col-
porpora, eh' egli aveva portata co- la preghiera e colla penitenza a
me dottore, fu conservata religio- ricevere i lumi dello Spirito Santo
samente, e se ne vestiva il deca- a tant' uopo necessari. Avendo
no della scuola di filosofia il gior- egli udito parlare del santo eremi-
no ch'entrava in possesso, facendo- ta Felice di Valois ( Vedi) , re-
gli giurare d' imitare esempi gli cossi a per pregarlo di rice-
lui
e le virtù di s. Giovanni Canzio odi verlo nel suo romitorio ed istruir-
Kenti, come ne indossava la veste. Fu lo sui mezzi della perfezione. Fe-
canonizzato da Papa Clemente XIII, lice non come disce-
riguardollo
a' 16 luglio 1767; eia sua memo- polo, ma come un compagno che
ria è in grande venerazione nella Dio gli avea mandato ; ed en-

V
GIO GIO 33
trambi esercìtaronsi nella pratica fede.Allorché lo videro entrare in
di tutte le virtù. Giovanni comu- mare con centoventi schiavi da
nicò a Felice il suo pensiero di lui riscattati, quegli infedeli por-
dedicarsi alla liberazione degli schia- tarono via il timone del vascello e
vi cristiani, non dubitan-
e Felice lacerarono le vele, affinchè perisse
do punto che un cotale disegno in mezzo alle onde. Giovanni pie-
non provenisse da Dio 3 offerse no di fiducia in Dio, fatti spiegare
lutto se stesso pel prosperevole riu- i mantelli de' suoi compagni a mo-
scimento. I due santi raddoppiaro- do di vele, si mise ginocchioni sul-
no le loro mortificazioni e pre- la tolda o tavolato del vascel-
ghiere, alììne di ottenere da Dio lo a cantar salmi col Crocifis-
novelli schiarimenti sulla condotta so in mano lungo tutto il cammi-
che doveano tenere per recare ad no ; e il vascello in pochi dì ap-
effetto il nobile desiderio inspira- prodò felicemente al porto d' Ostia.
togli dalla carità. Verso la fine Sentendo il santo venir meno le
del 1197 si partirono per Pcoma, sue forze, passò a Pioma, ove vis-
ove il Pontefice Innocenzo III se ancora due anni, pure occupato

li accolse favorevolmente, appro- neh' esercitare le opere di miseri-


vò il loro disegno, e ne formò un cordia, e nel predicare la peniten-

nuovo ordine religioso, sotto gli za. Morì santamente a' 2 1 dicem-
auspicii della ss. Trinità, di cui Gio- bre del I2i3, e fu seppellito in s.
vanni fu dichiarato primo mini- Tommaso, ove vedesi ancora la sua
stro generale. Ritornati in Fran- tomba; ma ilvenne corpo di lui

cia, il re Filippo Augusto aggradi poscia trasportato in Ispagna. Pa- 11

e favoreggiò l'instituzione del loro pa Innocenzo XI, nel 1679, ^ ss " a '

ordine nel suo regno. Valcario III, sua festa agli b' febbraio. V. Tri-
signore di Chutillon, donò loro un nitari.

luogo nelle sue terre per edificar- GIOVACI (s), detto di Mou-
vi un convento, e divenuto questo lier. Prete che fioriva nel sesto se-

troppo angusto , diede ad essi colo. Sappiamo da s. Gregorio di


Cerfroid, ove edificarono un mo- Tours, eh' egli era uato nella Gran
nistero che fu sempre riputato il Lretagna, e menò vita ritirata a
centro dell' ordine dei trinitari. S. Chiuon o Caion, città della diocesi
Giovanni di Matita recossi a Tu- di Tours. Aveva presso la chiesa

nisi l'anno 1202, e liberò cento- una cella ed un oratorio con un


dieci schiavi. Fieduce in Proven- piccolo giardinetto
che coltivava
za ammassò grandissima quantità colle sue proprie
mani, e in cui
di danaro, di che servissi a pro- piantò alcuni allori, all'ombra dèi
curare la libertà ad una molti- quali usava sedere per legl

tudine di sventurati oppressi sotto e far orazione. Fu seppellito nel-

i furi mori di Spagna. Nel


de' la sua solitudine , e più malati
12 io fece un secondo viaggio a guarirono per di lui intercessio-

Tunisi, ove maomettani ^li fece-


i
ne. E menzionato nel martirolo-
ro assai soffrire, irriluti dei 11 ardore gio romano a' 27 di giugno, e

con cui confortava i prigionieri a pure in quelli di Francia e d' In-

sostenere pazientemente i loro mali, ghilterra.

ed a morire anziché rinnegare la GIOVANNI 1


P\()L<) ( )Ser-
vol, xxxi.
34 CtIO GIO
virono ambedue come officiali nel- Rurgos, che gli diede delle prove
le armate di Giuliano l'Apostata, di stima, conferendogli un cano-
e riportarono la palma del marti- nicato della cattedrale: egli posse-
rio in Roma. Essi ottennero una deva ad un tempo tre piccoli be-
doppia vittoria, avendo conculcato nefizi, nomina apparteneva
la cui
gli onori del mondo e trionfato all'abbate di s. Facondo. La sua
della crudeltà dei carnefici. Collo- condotta era stata mai sempre ir-
casi comunemente il loro martirio reprensibile, ma volendo perfezio-
nel 362, sotto il prefetto Apronia- narsi vieppiù , rinunziò i suoi be-
no. Il martirologio romano dice nefìzi , non che una
riserbandosi
ch'erano fratelli, e che Giovanni cappella , in cui diceva la messa
era prefetto del palazzo, e Paolo ogni dì, predicava sovente, ed i-
primicerio della vergine Costanza ,
struiva nei misteri della fede. Po-
figlia dell'imperatore Costantino. scia domandò al suo vescovo la
Nei sacramentari di s. Gelasio e permissione di passare a Salaman-
di san Gregorio , come ancora ca, ove attese per quattr'anni allo
nell'antica liturgia gallicana, evvi studio della teologia, e fu chia-
una messa propria per questi santi mato alla direzione delle anime
martiri, cui nomi sono stati mai
i nella chiesa parrocchiale di s. Se-
sempre celeberrimi nella Chiesa fi- bastiano. Dopo
aver praticato per
no dal quinto secolo, e la loro fe- ben nove anni delle grandi auste-
sta si celebra a' 26 di giugno. rità, e prodotto dei frutti mera-
GIOVANNI di Reomay (s.). Na- vigliosi colle frequenti istruzioni che
to nella diocesi di Langres, si fe- vi faceva, deliberò di lasciare in-
ce monaco a Lerino. Essendo poi tieramente il mondo, e nel 1 4^3
stato richiamato dal suo vescovo, si ritiiò fra gli eremitani di s. A-
fondò la badia di Reomay in Ror- gostino in Salamanca, dove a' 28
gogna, sotto la regola di s. Ma- agosto 1 \6.\ professò i voti solenni.
cario. Divenne celebre per la sua Avendogli i suoi superiori ordina-
santità e i suoi miracoli, e mori to di esercitarsi nella predicazio-
in età di quasi cento e vent'anni, ne, annunciò la parola di Dio con
verso metà del sesto
la secolo. E- zelo straordinario. La sua indole
gli è uno dei fondatori della vita soave rendevalo più atto d'ogni al-
monastica in Francia, ed è men- tro a spegnere i semi della discor-
zionato nel martirologio romano dia; e per lui videsi cessare quello
sotto il giorno 28 di gennaio. spirito di odio e di animosità che
GlOVANiM da s. Facondo di regnava soprattutto tra i nobili in
Suiagun (s.). Nacque a Sahagun Salamanca, e che prodticeva tutto
s. Fagnndez nel regno di Leo- giorno eliciti funesti. Eletto nel r
47 r

ne in Ispagna. I suoi genitori priore del convento, condusse santa-


Giovanni Gonzalez da Castrillo, e mente i suoi religiosi per la via
Sanca Martinez , erano amendue dell'esempio ,
praticando il primo
ragguardevoli per la loro nascita e tuttociò ch'esigeva dagli altri. Pas-
per le loro virtù. Fece i suoi studi sò di questo secolo agli 1 1 di giu-

tra' benedettini di s. Fagondez o gno '479, e molti miracoli, ope-


Facondo, ed abbracciato lo stato rati innanzi e dopo la sua morte,
ecclesiastico, si unì al vescovo di fecero pubblica testimonianza della
GIO GIO
specchialo stia santità. Fu beatifi- una cella separata. Ivi passò tre
cato da Clemente \!1I nel ilìoi, anni, stando fino a cinque giorni
e canonizzalo nel if>qo ria Ales- per settimana senza prender alcun
sandro Vili. Benedetto XIII ordi- cibo, e non uscendone che il sab-
nò elio fòsse inserito il suo officio bato e la domenica per assistere
nel breviario romano, sotto il gior- all'uffizio pubblico della chiesa. Fu
no i?. di giugno. poscia fatto economo della laura ,

GIOVANNI (s.), detto il Sileni e per «piatirò anni esercitò quel-


zioso. Nato a Psicopoli nell'Alme- l'uffizio. S. Saba edificalo dalle sue
nia nel 4^4» restò assai giovine virtù Io condusse ad Elia patriar-
orbato rie' genitori, che con gran ca di Gerusalemme, per farlo or-
«tira aveanlo cristianamente alleva- dinare sacerdote. Allora Giovanni
t«> ; e rimasto possessore «li consi- fu costretto di dichiarare al pa-
derabile facoltà, consacrolla ari usi triarca ch'egli era e lo
Fabbricò a Nicopoli una chie-
|iii. pregò di tenere la cosa in se; laon-
sa in onore della B. Vergine, e de Elia ricusò di consagrarlo, sen-
un uionislero nel quale, tulio in- za addinne S. Saba tor-
il motivo.
tento alla propria santificazione, si nossene molto rammaricato, ti
rinchiuse con dieci persone anima- tnendo ebe Giovanni avesse in pas-
te dallo slesso fervore. L'arcivesco- sato commesso qualche delitto; ma
vo «li Sebaste, conscio delle -virtù ricorso a Dio, seppe per rivelazio-
«li Giovanni, Io astrinse a lasciare ne la cosa, e lagnossi col suo di-
la sua solitudine, e malgrado la scepolo perchè gliela avea tenuta
sua ripugnanza innalzollo alla sede occulta. Giovanni vergendosi sco-
episcopale di Colonia in Armenia, perto stava per abbandonare la

benché non avesse ancora che ven- laura, ma il «anto abbate ve lo trat-

totz' anni. Governò la sua diocesi tenne promettendogli di serbare il

con molto fruito per Io spazio rli segreto. Giovanni passò qualtr'an- i

dieci anni, serbando lo spirito del ni successivi senza mai parlare con
sua slato primiero, e continuando nessuno, se non con quello chi
negli stessi esercizi, per quanto gliel portava da mangiare ed -svendo ;

consentivano doveri del suo mi*


i stato s. Saba costretto nel 5o3 ad
insterò. Poscia rinunziò l'episcopa- allontanarsi dalla laura , a motivo
to per andare in Palestina, e riti- di una sedizione colà insorta, Gio-
rossi nella laura rli s. Saba, il «pia- vanni si ritirò in un deserto vici-
le avendolo accolto senza conoscer- no, ove visse sei anni in assoluto
lo, lo pose ai servigi dell'economo. silenzio, né d'altro si nutrì che rli
Questi lo occupò ad attigner acqua, erbe e «li radici. Richiamato s. Sa-
e portar pietre agli operai impie- ba alla laura nel 5 o, andò subito i

gati a fabbricare un nuovo spella- a ritrovare Giovanni nella solitudi-


le, Giovanni obbediva con gì. ru-
e ne, e lo ricondusse nella sua cel-
de semplicità, conservando un con- letla, ove continuò a menare una
tinuo silenzio. S. Saba, conoscen- vita «la angelo fino al 558, In cui
do poscia i rioni straordinari che morì nell età rli cento e «piattr'anni,
trovatami in Ini, volle che'BOfl ti etlantaaei «lei quali ne avea p

occupasse elio della contemplazione, nel deserto. S. Giovanni il Silen-


«• permisegli rli andare a vivere in zioso è onoralo a' i 3 di ni
3G GIO GIO
GIOVANNI («.), martire. V. Ci- Leilmeritz. Il virtuoso canonico,
ro (s.). che non cercava le dignità e le

GIOVANNI ($.), martire. V. An- grandezze, ricusò il vescovato , e

tonio, Giovanni ed Eustachio (ss.). cosìpure la cospicua prevostura di


GIOVANNI Nepomuceno ( s. ).
Wischcradt coli' onorevole titolo
Trasse i natali nella piccola città di cancelliere ereditario del regno.
di Nepomuck Boemia, posta al-
in Accettò in seguito il posto di li-

cune leghe lungi da Praga verso ,


mosiniere maggiore dell' impera-
l'anno i33o. 1 suoi virtuosi geni- tore ed imperatrice ,
perchè quel-
tori nulla risparmiarono per dargli l' uffizio gli dava modo di sod-
una eccellente educazione , ed egli disfare alla sua tenerezza verso i

al pronto ingegno e alla costante poveri, dei quali avvocato ed


fu 1'

applicazione accoppiava somma dol- il padre. La pia imperatrice Gio-


cezza, pietà e candore. Fu man- vanna, figlia d'Alberto di Baviera,
dato alla celebre università di Pra- scelse Giovanni a direttore della

ga, ove oltre la filosofìa studiò an- sua coscienza, ed avea bisogno di
che teologia e diritto canonico tal guida in mezzo ai gravi ram-
nelle quali facoltà prese il grado marichi che cagionavale la gelosia
di dottore. Egli avea diretto tutti dell'imperatore suo sposo. Ella a-
ì suoi studi collo scopo di abbrac- vanzò sempre più nella perfezione;
ciare il sacerdozio, e consacrarsi ma la di lei pietà non fece che iu-

senza riserva a procurare la glo- nasprire la ferocia di Venceslao, il

ria di Dio; e raddoppiando il fer- quale accecato dalla sua malnata


vore si dispose colla orazione e col passione, prese in sinistro senso le

digiuno a ricevere 1' unzione sa- più sante azioni della sua sposa, e
cerdotale. Tosto il suo vescovo gli concepì il sacrilego disegno di ob-
affidò il pergamo della Madonna bligare Giovanni a rivelargli le di

di Tein primi travagli del suo


; e i lei confessioni. Il santo rabbrividì
zelo produssero ammirabili fruiti. d'orrore alla strana ricerca, e rap-
Fatto canonico della cattedrale non preseulogli colla più rispettosa ma-
cessò di travagliare per la salute niera, che ciò offendeva del pari la

delle anime. Il giovane imperatore ragione e la religione. L' imperatore,


Venccslao IV udì parlare del me- che nou avrebbe mai credulo che
rito di questo servo di Dio, e vo- nessuno osasse resistere alla sua vo-
lendo conoscerlo lo nominò predi- lontà, restò fortemente sdegnato
catore nell'avvento alla 6ua corte. della ripulsa del suo elemosiniere;

Giovanni si avvide pur troppo tuttavia dissimulò il suo dispetto,


quanto questa commissione doves- e lorimandò senz'altro dirgli. Ma
se essergli ardua e pericolosa, nul- non lardò molto a rinnovale con
lameno accettolla e la sostenne , minaccie l'assalto, e ritrovando il

con applauso del principe e dei santo fermo egualmente a serbare


cortigiani; anzi Venceslao se ne l' inviolabile sdeuzio ordinò che ,

senti tocco permodo, che rallcn- fosse tratto in prigione e barba-


ne per alcun tempo il corso del- ramente tormentalo. I carnefici lo

le sue sregolate passioni, e per dare stesero su d'una specie di cavalletto,

al Nepomuceno un attestalo di sti- e gli bruciarono i fianchi e le parti

ma olFcrsegli la sede vescovile di più delicate del corpo con torcia


GIO GIO 37

ardenti. In mezzo a questo suppli- piedi legati, dal ponte che unisce
zio, Giovanni non pronunciava che la grande alla piccola città di Pra-
i sacri nomi di Gesù e di Maria. ga, a' 16 maggio i3S3, ch'era la
Alla fine fu staccato dal cavalletto vigilia dell'Ascensione. Appena ri-
ch'era quasi spirante. Il Signore mase soffocato dalle onde il suo ,

visitò il suo servo in prigione, e corpo ondeggiante lunghesso il fiu-


riempillo delle più dolci consola- me fu circondato da uno splendo-
zioni. L'imperatrice venuta a sa- re che attirò gran folla di spetta-
pere ciò ch'era accaduto, andò a tori. Allo spuntare del giorno si

gittarsi ai piedi dell' imperatore, e svelò l'orrendo mistero, e gli stessi


le riuscì di ottenere che il sauto esecutori tradirono il segreto del
fosse posto in libertà.Alcun tempo principe. Tutta la città accorse per
dopo Giovanni ricomparve ^lla cor- vedere il santo corpo ; i canonici
te, ma ben prevedeva che quella della cattedrale vennero a levarlo
calma non sarebbe di lunga du- con pompa solenne, e portaronlo
rata ; quindi si dispose alla morte nella vicina chiesa di s. Croce dei
consagrandosi intieramente agli e- Penitenti , insino a che gli avesse-
sercizi di pietà, e raddoppiando il ro preparato nella loro chiesa un
suo zelo nella predicazioue. Nell'ul- sepolcro più degno di lui. Allor-
timo suo discorso prese per testo ché tutto fu pronto, i canonici e
le parole Ancora qualche incunea-
: il clero, accompagnati da una iu-
to, poi non mi vedrete piuj al fi- numerabile moltitudine di popolo,
ne dello stesso discorso, preso quasi recaronsi in processione alla chiesa
da Un entusiasmo profetico, pian- di s. Croce, e trasportarono solen-
gendo dirottamente, predisse mali i nemente il corpo dell'invitto marti-
che doveano presto piombare sul- re alla metropolitana. Durante la
la Boemia, e si accommiatò dal traslazione parecchi malati di morbi
suo uditorio. Poco appresso* men- incurabili ricuperarono la sanità, e
tre ritornava verso sera da Bunt- simigliatiti miracoli si fecero dipoi
zel, ov'erasi recato a visitare la alla sua tomba. Si attribuisce alla
celebre immagine della B. Vergine di lui intercessione la compiuta vit-
eh' è in gran venerazione per tutta toria che gì' imperiali comandati
,

la Boemia, fu veduto dall' impe- dal duca di Baviera, riportarono


ratore che stava ad una finestra nel 1620 di Piaga,
sotto le mura
del suo palazzo. Costui sentì risve- e che ad essi ricuperare il
fece
gliarsi tutto in un colpo il suo regno di Boemia. Da quel tempo
sdegno e la sua sagrilega curiosi- f illustre casa d'Austria ha sempre
tà; e fattoselo all'istante condurre avuto una singolare divozione per
dinanzi , intimogli di svelare la s. Giovanni Nepomuceno, protomar-

confessione dell' imperatrice , o di tire de! sigillo sagramentale della


morire. Il santo , fermo nel suo confessione, e protettole della buo-
proposito, nulla rispose, per cui na fama. Gl'imperatori Ferdi-
\ eoceslao cicco d' ira ordinò che nando Il e Ferdinando III sol-
fosse gettalo nel fiume, lostochè le lecitarono la di lui canonizzazio-
tenebre impedissero al popolo di ne, che fu poi ottenuta da Car-
accorgersene. Giovanni fu precipi- lo VI. A' 1 \ aprile dell'anno 1719
tato nel Moldava, culi: numi e coi fu aperto il suo sepolcro, e fu Uro-
38 GIO GIO
vato il suo corpo affatto spolpato, Pietro d'Alcantara, e da poco tem-
ma le ossa erano ancora intiere e po introdotta in Italia ; e nel suo
perfettamente unite, e la lingua noviziato si rese ammirabile colla
n'era freschissima e ben conserva- perfezione della penitenza , della
la. Egli era stato onorato in Boe- contemplazione e dell' umiltà. Tre
mia come martire subito dopo la anni dopo la sua professione fu
sua morte; ma per rendere più mandato dai suoi superiori a fon-
autentico e più generale ilsuo cul- dare Piemonte il convento di
in
to, si domandò la sua canonizza- Alila, che divenne per le sue cure
zione, e si produssero nuovi mi- immagine perfetta di quello che s.
racoli di cui fu provata la verità Pietro d' Alcantara, ancor semplice
giuridicamente a ed a Pra- Roma chierico,avea un tempo fondato a
ga. Innocenzo XIII confermò il cul- Pedroso Estremadura. Elevalo
nell'

to che gli si rendeva, con un de- Giovanni, malgrado la sua reniten-


creto equivalente a un decreto di za, alla dignità del sacerdozio, ot-
beatificazione, e Benedetto XIII tenne permesso di edificare, alquan-
a'19 marzo del 1729 ne celebrò to lungi dal convento, e sid pendio
solennemente nella basilica latera- di una montagna assai elevata, un
nense la sua canonizzazione. Esiste romitorio, cui fabbricò egli stesso,
nella basilica medesima un alta- portando sopra le proprie spalle, per
re ehe porla il nome di s. Gio- terminarlo più prestamente, le le-

vanni JN'epomuceno, e che fu de- gna, le pietre e la calce, e dandosi


dicato dallo stesso Benedetto XIII. tanta pena, che le tracce de suoi
Anche nella chiesa di s. Paolo di passi erano tinte di sangue. Essen-
Venezia avvi un altare dedicato a do stato pregato da'suoi fratelli di
questo santo martire, e se ne ce- scrivere alcune regole particolari
lebra la fèsta, assegnata a' x6 mag- per la loro casa, ne fece di così sa-
gio, con di voto otta vario. Ne am- vie , che furono approvate dalla
pliarono Benedetto XIV
il culto santa Sede. Incaricato poscia della
e Clemente XIII, il quale ordinò direzione de' novizi, li condusse con
nel 1763 che nello stato pontifì- tanta prudenza alla perfezione del
cio se ne celebrasse l'uffizio a' 1 loro stato, che molti di essi acqui-
maggio, permettendo poi nel 1766 starono grande riputazione di san-
a'gesuiti, che veuerano questo san- tità. Allorché giunse , dopo molte
to per protettore della buona fa- difficoltà , a riunire in provincia
ma, di conformarsi al clero seco- sotto il titolo di s. Pietro d' Alcan-
lare in tal celebrazione. tara i conventi dell'osservanza d'I-
GIOVANNI GIUSEPPE della talia stanziati nel regno di Napoli,
Croce (san). Nacque da ragguar- egli ne divenne il primo superio-
devoli genitori circa l'anno i654 re ; ma ebbe a soffrire le più nere
ad Isola, isola dipendente dal regno calunnie. Giunto finalmente colla
di Napoli. Fin dai primi auni abi- pazienza a far tacere gli avversa-
tuossi alla mortificazione e alla pre- ri, diedesi con novello ardore alla
ghiera, e giovane ancora era forni- contemplazione, alla penitenza e al-
to delle più sublimi virtù. Abbrac- la più esatta osservanza della re-
ciò l'ordine di s. Francesco, nella golare disciplina. Questo perfetto
1 dònna stabilita in Ispagna da s. religioso, favorito di grazie straor-
GIO GIO 39
dinarie, del dono di profezia e di scorsi. Siccome da qualche tempo
quello de' miracoli, prolungò il cor- erasi introdotta la rilassatezza nella
so della sua vita i tifino agli anni maggior parte dei conventi dei tri-

ottanta, santamente si addormen-


e nitari, i principali membri dell' or-
tò nel Signore il 5 marzo del l'joy, dine si radunai 0110 nel i5q£, e
nel convento del monte s. Lucia presero risoluzione di fondare due
nella città di Napoli. Il Papa Pio o tre case in ciascuna provincia ,

VI lo inscrisse nel catalogo dei bea- nelle quali fosse messa in vigore
ti il i5 maggio del 1789;
giorno 1' osservanza delle regole, e fossero
e regnante Pontefice Gregorio
il aperte a tutti i religiosi, ma colla
XVI, solennemente canouizzollo ai permissione di lasciarle per ritorna-
26 maggio del i83p. re nel loro primo convento. Allor-
GIOVANNI BATTISTA della ché la rifórma fu stabilita, il p. Gio.
Concezione (beato). Nacque ad Al- Battista fu uno dei primi ad ab-
niodovar del Campo, vicino a Ca- bracciarla e venne incaricato di
,

latrava, li io giugno i56i, da Mar- governare come superiore il nuovo


co Garzias e da Isabella Lopez, am- convento di Val-de-Pegnas. Veden-
bedue di antica ed illustre famiglia. do egli che la riforma poco pro-
Cominciò da fanciullo a praticare sperava, e che non si sarebbe ot-
austere penitenze: portava il cili- tenuto miglior effetto finché non si

cio, davasi ogni giorno la discipli- avesse tolta ai religiosi la libertà


na, dormiva sopra un asse con una di ritornare ai loro antichi conventi,
pietra per guanciale , e digiunava si recò a Roma nel i5g8, per rap-
<piasi continuamente in pane ed presentarlo al Papa Clemente Vili.
acqua. Sillatta maniera di vivere gli Ottenuta da questo Pontefice una
produsse una malattia di languore, bolla che l'autorizzava a stabilire
da cui perì> si rimise in capo a di\c una riforma intera nel suo moni-
anni. Intanto avendo compiuto il stero ed in alcuni altri riformò ,

corso di umanità e di filosofìa sotto otto case : numero che fu poscia


la direzione dei carmelitani scalzi, notevolmente accresciuto. Ma per
fu mandato dai suoi genitori al- riuscirvi egli dovette superate gran-
l' università di Baeza. Terminali i di opposizioni per parte del governo
suoi studi, fece ritorno in patria e di Spagna e dei membri dell'ordine,
risolvette di rendersi religioso. Do- e soffrire molte persecu-
eziandio
po qualche perplessità nella scelta zioni ed Giovanni del-
insulti. 11 b.
dell' ordine , entrò in quello dei la Concezione è chiamato il fondato-

trinitari convento di Toledo,


nel re dei Trinitari scalzi, perchè una
ove passalo con fervore ammirabi- delle pratiche di mortificazione pre-
le l'anno di prova, ricevette il sa- scritte dalle regole della riforma era
cerdozio, e fu impiegato dai supe- che i religiosi dovessero camminare
riori nella predicazione e nella di- a pie nudi; e menta egualmente
rezione delle coscienze. Il suo raro questo titolo per le cine che si

ingegno e la perfezione delle sue pie>e nel rassodarla. Impiegò il re-


virtù lo resero tosto predicatore là- stante della sua vita nel governo
inoso e confessore rinomato , ope- delle case da lui riforniate, e mo-
rando numerose conversioni, e cor- li a Cordova n'i4 febbraio 16
rendo in folla il popolo ai suoi di- Fu glorificalo da Dio coU* operasi*»
4o GIO GIO
ne di molti miracoli, e beatificato
P'ò volte superiore, e fu zelante
da Papa Pio VII ai 29 aprile religioso ed austero penitente : s.

1819. Andrea che si gloriava


Avellino,
GIOVANNI di Dukla ( beato ). di averlo avuto a maestro e diret-
Nacque in Polonia, nella città di tore nelle vie della pietà , diceva
Dukla, e giovine ancora entrò fra i parlando di lui, eh' era per le sue
minori conventuali. Di poi per con- parole e per le sue azioni un' im-
siglio di s. Giovanni di Capistrano, magine della santità. In Napoli gli
che predicava allora in Polonia, si venne commessa la direzione di
unì agli osservanti. Ammira vasi so- un convento di religiose che gui-
prattutto in lui un amore per
vivo dò alla perfezione ed istituì un ,

la sua regola, somma premura di Monte di pietà che divenne assai


conservare la pace, purezza ed ob- celebre. Ricusò l' arcivescovato di
bedienza perfetta. Le sue prediche quella città, a cui il Papa volea
produssero parecchie conversioni di nominarlo, e continuò ad esercita-
persone d' alto affare. Divenuto cie- re colà il santo suo ministero. Le
co qualche tempo prima di morire, sue virtù gli meritarono da Dio
non ristette perciò di esercitare le grazie singolari; per cui egli ot-
funzioni del suo ministero
santo tenne la guarigione di molti am-
infino alla beata sua morte, che malati, e fu favorito del dono della
avvenne a' 29 settembre 1484, nel- profezia. Assistito nell'ultima sua
la città di Leopoli. Il Papa Cle- malattia da Andrea Avellino e dal
s.
mente XII approvò il di lui culto, b. Paolo di Arezzo, morì ai 3 di- 1

e concesse ai polacchi, non che agli cembre i56i. Clemente XIII au-
abitanti della Lituania, di onorarlo torizzò il culto del b. Giovanni
come uno dei loro patroni. La sua Marinone con decreto degli 1 1
,

festa si celebra ai 19 di luglio. settembre 1762.


GIOVANNI MarÌnone (beato). GIOVANNI de Paado (b.). Vir-
Nacque Venezia a' i5 dicembre
in tuoso francescano della stretta os-
1490, e dopo aver studiato nell'u- servanza, nato nel regno di Leone
niversità di Padova, abbracciò Io nella Spagna, il quale fu spedito
stato ecclesiastico, e servi due anni dalla congregazione di propaganda
la patria chiesa di s. Pantaleone. a predicare fede regno di
la nel
Quindi accettò il posto di superio- Fez e di Marocco. Il suo zelo per
re dello spedale, dove si riceveva- la conversione degl' infedeli gli con-
no gl'incurabili e gli orfani; e du- citò contro il furore dei maomet-
rante la pestilenza che nel i528 tani. Sopportò colla più invilla pa-
desolò Venezia, diede chiare prove zienza la prigionia, le battiture ed
della sua carità. Fu poscia fatto altri tormenti , e finalmente con-
canonico di s. Marco, ma presto la- sumò suo sagrifizio col martirio
il

sciò questo benefìcio per entrare del fuoco nel iG3i, a' 34 di mag-
nella congregazione dei chierici re- gio sotto il qual giorno Benedet-
,

golari, nuovamente inslituila in que-


to XIV inserì il suo nome nel
sta città da s. Gaetano Tiene, nel- martirologio romano, essendo già
la quale fu ricevuto a' 9 dicembre stato riconosciuto il suo martirio
i5?.8, e fece suoi
i voti ai 29 da Clemente XI, solennemente bea-
maggio i53u. Egli fu nominalo tificato da Benedetto XIII nell auuo
GIO GIO 41
1728, ed elevato il suo uffizio al vato di tanto peso, si ritirò nel
lito doppio per l' ordine france- convento di Gracchio, dove menò
scano. per trentanni una vita più ange-
GIOVANNI da Parma (beato). lica che umana. Quindi avendo
Nato a Parma dond' ebbe il so- inteso che greci ritornavano ai i

prannome, dell' illustre famiglia dei loro antichi errori, chiese a Papa
Buratti, fu allevato nella pietà, ed Nicolò IV la permissione di faro
entrò nell'ordine di Francesco. s. un nuovo viaggio in oriente; ma
Venne scelto per insegnare pubbli- cessò di vivere Camerino nel
a
camente la teologia a Bologna, a 1289, in età di ottantanni. Mol-
Napoli, a Roma, ed ovunque mo- ti miracoli attestarono la santità
strassi non meno santo ebe dotto. di Giovanni, per cui i camerinesi
Nel 1^4^ intervenne al concilio di gli eressero un marmoreo monu-
Lione per rappresentare il suo ge- mento, e renderono pubblico
gli

nerale die non potè recarvisi a ca- culto, che fu poscia approvato dal
gione di sua vecchiezza, e due an- Pontefice L'io VI, con un decreto
ni dopo fu eletto egli stesso supe- che pubblicò la congregazione dei
riore generale dell'ordine. Prima riti li 5 agosto 78 r 1

sua cura fu di visitare tutti i con- GIOVANNI Perugia e PIE-


di
venti soggetti alla sua giurisdizione, TR.0 di S.\ssorF.Kr.\To (beati), am-
e di rimettervi la severa disciplina. bedue dell'ordine de' frati minori:
Convocò parecchi capitoli generali, sacerdote il primo, semplice frale
fra' quali quello di Metz, e contri- converso il secondo. Furono di quelli
bui con essi possentemente a ri- che Francesco inviò in [spagna
s.

chiamare i frati minori alla perfe- nel 12 ir) e 1220 per propagare
zione del loro istituto. Il Papa In- il suo ordine, e procurare ai po-
nocenzo IV, nel r 1 j.6, lo spedì le- poli nuovi mezzi di salute. Essi
gato in oriente per trattare il di- avviaronsi a Tutolo, città elei re-
licatissimo affare della riunione dei gno Aragona, e ^corsero il pae-
di
greci alla Chiesa romana. Egli si se spargendovi la divina parola. Il
procacciò talmente la slima ed il loro zelo di dilatare la lede li

rispetto de' greci, e condusse sì condusse a Valenza, città allora


bene il suo negoziato, che l'impe- occupata dai mori, e nella (piale
ratore Ducas e il patriarca di Co- regnava Azoto, nemico dichiaralo
stantinopoli spedirono degli inviati de' cristiani. Essi cominciarono an-
al Pontefice. Dopo sett'anni ritorni» nunziare a questo popolo le veri-
dalla stia legazione, e si diede a to- tà del vangelo, e mostrare la fal-
gliere gli abusi introdotti nel suo sità della dottrina niaouiellau 1 .

ordine, e moltiplicati durante la sua ina tosto furono presi ed impri-


assenza. Convocò perciò un capito- gionati per online ilei re, il (pia-
lo generale a Boma,
ia56; Del le adoperatosi invano per espugna-
ma nemici della subordinazione
1 re la loro costanza con lusinghe e
si sollevarono contro di lui, lo minaccio, li lece decapitare, circa
accusarono di credere alle predi- l'anno 1 i3o. Il Papa Clemente
zioni dell'abbate Gioachino, che \l confermò il culto che si rende-
faceva allora grande rumore, e lo v 1 .1 questi santi martiri : bene-
sforzarono a lasciare 1'
ullizio. Sgra- detto XIV approvi! pel loro "ili-
42 GIO GIO
ne, come pure per diocesi di la sita ricevette la laurea dottorale.
Valenza, in cui soffrirono il mar- D. Giovanni abbracciò lo stato ec-
tirio, e per quella di Tutolo, in clesiastico, e a' 7 maggio i55j fu
cui sono custodite le loro reliquie, ordinato sacerdote. L'edificante ma-
l'officio composto in loro onore; niera colla quale esercitò il suo
finalmente Pio VI a' 2 aprile 1783 santo ministero., e la stima gene-
pubblicò il decreto della loro bea- rale che si acquistò, mossero Fi-
tificazione. Se ne celebra la festa lippo li re di Spagna a nominar-
a' 3 di settembre. lo alla sede vescovile di Badajoz ;
GIOVANNI da Pemma-saw-Gio- ma poco dopo egli fu chiamato ad
vanivi (beato). Nacque nel borgo occupare un posto più eminente. Pri-
di tal nome nella diocesi di Fer- ma ch'ei fosse stato consacrato e
mo, e fu sino da' più verd'anni che avesse preso possesso della sede
favorito di grazie straordinarie. di Badajoz, l'anno 1 568, il titolo del

Entrò nell'ordine di s. Francesco, patriarcato d' Antiochia in parli-


e ne divenne uno dei sostegni col- bus venne a vacare, come altresì
le sue virtù, e zelo per la regola- l'arcivescovato di Valenza. Lo sta-
rità di esso. Fu mandato in Fran- to di questa ultima diocesi esige-
cia per fondare dei conventi nella va delle cure particolari. I mori,
Provenza e nella Linguadoca , e che avevano per sette secoli signo-
per insegnarvi le pratiche dell' i- reggiata quasi tutta la Spagna
stituto. Egli passò ventici nqu'anni sebbene fossero stati nel i^()i in-
in questo uffizio, poi ad istanza teramente soggiogati da Ferdinan-
dei religiosi della provincia della do il Cattolico, conservavano tut-
Marca fu richiamato in Italia. tavia, sotto la fede dei trattati , i

Questo santo religioso, dopo avere loro costumi e la loro religione ;

degnamente occupati diversi posti, essi erano ancora possenti pel lo-
morì nella sua patria, in età di ro numero, per le loro ricchezze,
settant'anni, a' 3 aprile 127 1. Pa- e andavano sempre crescendo, a
pa Pio VII confermò il culto che malgrado dell'oppressione. Di que-
si rendeva a questo beato, e per- sti ve ne aveva soprattutto un
mise di celebrarne 1' officio. La sua gran numero a Valenza, dove la
festa è stabilita a' 5 d'ottobre. mescolanza delle due religioni por-
GIOVANNI Ribera (beato).
di tava molta rilassatezza fra' cattolici.
Nacque a Siviglia nel mese di mar- Un tale stalo di cose recava in-
zo del i532. L'illustre suo genito- quietudine al consiglio di Spaglia ;

re, d. Pietro Para fan di


Ribera ,
le ragioni politiche e religiose fa-
duca di Alcala, marchese di Ta- ceano desiderare la conversione dei
riffa e conte di Meralles, che fu mori, e si pensava die la colloca-
governatore dell' Andalusia per ,
zione di Ribera sulla sede di Va-
qualche tempo viceré di Catalogna lenza avrebbe potuto affrettare il
e poscia di Napoli, pose ogni sol- compimento di questo desiderio.
lecitudine nell'educazione del lidio.
o Il Pontefice s. Pio secondò le V
Gli fece cominciare gli studi a Sa- intenzioni del re di Spagna, e men-
lamanca, lo mandò a continuarli tre Filippo II nominava Ribera al-
a Siviglia, indi lo richiamò a Sa- l' arcivescovato di Valenza, il santo
lamanca, nella cui celebre univer- Padre gli dava il titolo del patriar-
GIO GIO 43
calo d' Antiochia. La cerimonia a' suoi genitori per condurlo seco
della sua consacrazione si fece l'an- a Genova; e il padre essendo sialo
no i5tìg, e il Papa gli mandò accertato che avrebbe ricevuto una
subito dopo il pallio, con una let- educazione cristiana, acconsentì alla
tera affettuosa. Il santo prelato ap- sua partenza. 11 pio fanciullo pas-
pi icossi tosto indefessamente a to- sati eh' ebbe tre anni nella casa dei
gliere i disordini della sua diocesi, suoi protettori, fu chiamato a Ro-
e rimettervi buoni costumi. Mul-
i ma da un suo cugino per nome
to travagliò per procurare la con- Lorenzo de Rossi, ch'era canonico
versione de' mori ma scarso frut- , di s. Maria in Cosrnedin, e aveva
to raccolse ; per cui disperando saputo il bene che si diceva del suo
della buona riuscita approvò e ,
giovane parente. Collocato nel col-
persuase l'espulsione totale di que- legio romano, vi fece grandi pro-
gl' infedeli ostinati ed incorreggibi- gressi nelle virtù e nelle lettere; ina
li , che venne rigorosamente ese- mentre occupa va>>i della teologia
guila d'ordine di Filippo III, suc- scolastica, una infermità che gli
ceduto a suo padre Filippo 11 sopravvenne, cagionatagli da sover-
Sili trono di Spagna. Ribera fu in- chie austerità lo costrinse ad ab-
,

vestito da Filippo 111 della digni- bandonare tale scienza. Intanto de-
tà di viceré della provincia di Va- siderando di avanzarsi sempre più
lenza. Fondò nella sua città arci- nella perfezione, associossi alla con-
vescovile il collegio del Corpus Chri- gregazione della Scaletta, fondata
sli, lo dotò riccamente, e lo prov- in questo collegio, e ne divenne
vide di saggi professori. Egli fa- uno de' più fervorosi. Sempre in-
voriva tutte le pratiohe di pietà, tento alla propria santificazione ,

spezialmente la divozione al ss. procurava eziandio in ogni guisa


Sagramento: la sua dolcezza, la possibile quella dei suoi condiscepo-
sua umiltà, la sua pazienza, le sue li, per cui fu chiamato l'apostolo
cure pei poveri, le sue abbondanti del collegio romano. Da questo col-
limosino edificavano tulli. Morì legio passò in quello dei domeni-
nell'età di ottant'anni, a' 6 gennaio cani, per seguirvi la spiegazione che
1611, e fu onorato con magnifici faceva allora della Somma di san
funerali.
Il Papa Pio VI lo bea* Tommaso un celebre religioso chia-
tifico ai 3o agitilo del 1796. mato il p. Gordon : dalla (piale
GIOVANNI RATT1STA de Ros- spieg*zione trasse tanta che utilità,
si ( il ven. ). Nacque a Voltaggio, diede poscia prove del suo sapere
nella diocesi di Genova 22 feb- li in parecchie circostanze, in cui fu
braio [698, e fin dalla sua fan- necessitato farlo palese. In età di
ciullata mostrò in sé riunite le più M'dici anni ricevette la tonsura cle-
belle prerogative. Lgli aveva dieci ricale, e li 8 marzo 1721 pervenne
anni, allorché un nobile genovese al sacerdozio. Esercitando con an-
chiamalo Scorsa, ch'era venuto col- gelico fervore il santo suo ministe-
la sua .sjMtvi a passare parte della ro, crebbe di molto il SUO zelo pn
state a Voltaggio, edificato dalla di* la salute delle- anime; e la fonda-
\o7Ìi)iii!con cui Giovanni era solito zione dell' Oipìtio di S. Luigi (ìcu-
servire alla messa nella chiesa par- Mgti pei- alloggiarvi le povere gio-
rocchiale di s. Maria, lo domandò vani (he 111 Ruma accanavano il
44 GI ° GIO
pane, fu uno dei sua frutti della poiché egli mori allatto povero,
carità verso i poveri. Condiscese gli furono fatte solennissime esequie,

con grande fatica ad accettare la coa- e fu seppellito nella chiesa dello


diutoria del canonicato di suo cu- stesso spedale. La sua santità par-
gino in s. Maria in Cosmedin t alla ve si che Papa Pio VI per-
certa,

morte del quale, nel 1787, ne di- mise l'anno 1781 di cominciare il
venne titolare. Egli donò al capi- processo della sua canonizzazione
tolo una casa che aveagli lasciata che venne proseguito sotto il pon-
il defunto, e scelse invece per sua tificato di Pio VII, e da ultimo il

dimora un granaio. La fama della regnante Papa Gregorio XVI con


santità del De Rossi trasse la gente decreto ne ha approvato le virtù
in folla a questa collegiata , fino in grado eroico, per cui si spera
allora quasi deserta, e quando si di vederne sollecita la beatifica-
persuase di ascoltare le confessioni, zione.
tanta divenne l'affluenza de' peni- GIOVANNI Leowudi (il ven. ).

tenti, che per potervi attendere fu Figlio cadetto di Giovanni Leonar-


costretto a domandare un breve di e di Giovanna Lippi , nacque
per essere dispensato dal coro. La l'anno [543, nel villaggio di Die-
situazione della chiesa di s. Maria in cimo, così chiamato perchè a dieci
Cosmedin, iti un rione lontano dal miglia da Lucca. Perfettamente
centro di Roma, e le gravi infermità corrispose alle cure che si presero
ch'egli aveva contratto in questo luo- i suoi genitori per
formarlo alla
go, lo foizarono a lasciare il suo vi- virtù; e la sua candidezza d'animo,
cinalo, e ritornò a dimorare alla Tri- e la sua premura di porsi fin dalla
nità dei pellegrini. Egli non tralasciò prima giovinezza con divozione spe-
tuttavia le sue opere eli carità in que- ciale sotto il patrocinio della santa
sta collegiata; ma la fatica che più Vergine, rende credibilissima l' o-
gli andava a grado era il dirigere i pinione eh' egli abbia sempre con-
poveri degli spedali e le persone servato la battesimale innocenza.
piìi miserabili del popolo. Quindi Egli desiderava di abbracciare lo
i prigionieri, i giovani detenuti nel- stalo religioso ; ma per ubbidire il

la casa di correzione di s. Michele, padre s' iniziò nella professione di


le femmine di mala vita rinchiuse speziale sotto un dabbeo uomo di
nella casa a questa vicina, prova- Lucca. Quivi il p. Francesco Rer-
rono gli effetti dello zelo del santo nardini, celebre domenicano, lo fe-
prete. Allorché Benedetto XIV sta- ce entrare nella confraternita da
bilì un catechismo pubblico pei bir- lui istituita, che si chiamava dei
ri, a preferenza d' ogni altro scelse Colombini, perchè i membri di essa

il De Rossi. Egli faticava ancora nel- colla purezza della loro vita si sforza-
le missioni, faceva spesso gli esercizi vano d'imitare la semplicità della
spirituali d' un anno in più moni- colomba. Essi erano uomini affatto
steri, sia a Roma, sia nelle diocesi spirituali i quali si davano all' o-
,

vicine, e continuando nella pratica razione e alla pratica di diverse


di ogni opera buona, chiuse la sua opere di pietà e di penitenza, unen-
carriera mortale in età di sessanta- dosi tutte le mattine e tutte le sere
sei anni, a' 23 maggio 1764. A in casa di un tessitore chiamato
spese dell'ospitale della ss. Trinità, Forami, il quale viveva celibe nel
GIO GIO 4;
unicamente occupato in Dio.
ritiro, della Madre approvato di Dio fu
Leonardi visse cos'i fino all'età di dalla santa Sede, e ottenne anche
ventisei anni ; allorché perduto il una casa per istabilirsi in Pioma.
padre, seguì il consiglio del suo S. Filippo Neri servì utilmente
confessore che confortavalo ad in- Leonardi in queste difficili circo-
traprendere gli studi, e vi fece rapidi stanze; e il ciotto cardinale Baro»
avanzamenti. Ai 22 dicembre 1572 nio divenne il protettore di questa
fu ordinato prete e ritiratosi in , novella congregazione. Una malat-
campagna compì il suo corso di tia contagiosa, la quale nel 1609
teologia; poscia fu incaricalo del- lece grandi guasti in Roma, cagionò
l' assistenza di una chiesa di Lucca. molte fatiche al zelante Leonardi,
Eletto capo della confraternita dei che si trovava allora colà , e che
Colombini, a cagione del suo zelo divenne l'infermiere di parecchi dei
e della sua abilità, vi facca frequen- suoi fratelli ai quali s' era appicca-
temenle delle conferenze spirituali, to il contagio. Egli stesso fu preso
come pure in un oratorio ed in da una lenta febbre che lo con-
una chiesa ch'egli officiava. Gua- dusse alla tomba ai 9 d' ottobre
dagnatasi colle sue edificanti i- dello stesso anno, in età di sessan-
struzioni la generale ammirazione tasei anni. 11 processo per la sua
e approvazione del vescovo
l' ot- , canonizzazione fu cominciato nel
tenne il possesso di una chiesa chia- 1G23 e continuato sino al 1707,
mata la Madonna della Rosa , e nel quale Benedetto XIV pubblicò
presa a pigione una casa a questa il decreto che prova l'eroismo del-
unita, istituì il primo settembre del le virtìi di questo servo di Dio. 11

1 574 la congregazione de' Chieri- venerabile Giovanni Leonardi è au-


ci regolari della Madre di Dio tore di alcune opere di pietà e di
[Vedi). La Lucca non fu
città di morale.
la sola che raccolse fruiti del suo i GIOVANNI I (s. ), Papa LV.
zelo: altre parti d'Italia ne pro- Giovanni, cui alcuni, confondendolo
varono i felici effetti. A Pescia egli con Giovanni 111, gli danno il no-
fondò una congregazione di vergi- me di Catelino , e che l'Ugurgieri
ni, sotto il titolo stesso della Ala- chiama Bernardino, nacque in Sie-
tire di Dio , ed un' altra di preti na, città della Toscana, ed ebbe per
che si unì poscia ai barnabiti ; ri- padre Costanzo. Disputandosi sulla
formò la congregazione di Monte di lui patria, il p. Lgurgieri nelle
"V ergine, quella di "\
allombrosa, ed sue Pompe senesi Jo disse nativo
altre case religiose. Fu incaricato di Siena, e nell'appendice die la-
per qualche tempo dell'amministra* sciò mss. a tale opera confermò la
zione spirituale della chiesa di Sie- precedente sua opinione, ed aggiun-
na e di quella della diocesi d' A- se che fr. Pietro Castrucci fioren-
versa nel regno di Napoli. Leonardi tino Settimana stanca,
nella sir.i

sioccupava così a tutto suo potere stampata in Todi nel l655, a p.


in procurare la gloria di Dio ma ; $53, lo conta parimente per sane-
a riuscirvi ebbe d' uopo di tutta la sc. All'opposto Sigismondo Tizio
sua costanza per superale le con- nel t. I delle sue Storie inedite, a
traddizioni che dovette sopportare. p. 1
"•. lo erede nativo di Populo-
Finalmente l' iuslituio de' chierici nia j
città distrutta nella !
46 G I O G O I

scrivendo: «Joanne.s praelerea Pon- gli omaggi che prestalo avrebbe


tifex M. ejus nominis primus , et allo stesso s. Pietro» In Costantino-
inarlyr gloriosns, sentcntia cunclo- poli celebrando Giovanni I nella
j um scribentium Tuscus, et ut opi- cattedrale, il giorno di Pasqua che
mo quorundam est recentium Po- cadea a' 3o marzo, la gran messa
puloniensis ". Papa s. Gelasio I lo in lingua latina col rito romano
creò cardinale prete del titolo dei coronò Giustino 1, essendo il primo

ss. Gio. e Paolo in Pammachio ,


Papa che ornò l' imperatore con le
quindi a' i3 agoslo del 523 fu insegne imperiali. Giustino I con
eletto Pontefice. Chiamato in Ra- gran solennità ornò il Pontefice
venna da Teodorico re ariano, fu delle vesti augustali, e ne concesse
da questi mandato in Costantino- I' uso anche ai di lui successori :

poli nel 57.5, a richiedere tre cose Io regalò d'una patena (T'oro or-
all'imperatore Giustino I; cioè, che nata gemme del peso di venti
di
gli ariani costretti da Cesare a ri- libbre, d'un calice d'oro di cinque
cevere la cattolica religione avessero libbre, di cinque vasi d'argento, e
il permesso di ritornare alla loro di quindici pallii tessuti in oro, i

setta; che agli ariani fossero resti- quali doni Giovanni I mandò po-
tuite le chiese loro lolle nell'orien- scia in Roma alle patriarcali basi-
te; e che ninno per l'avvenire fosse liche de' ss. Pietro e Paolo, di s.

costretto ad abiurare l'arianesimo. Maria Maggiore e di s. Lorenzo ,

Sulla prima richiesta non fece Gio- fuori le mura. Tornato il Ponte-
vanni I alcun molto all'imperato- fice a Ravenna , fu per ordine di
re, ma bensì parlò delle altre due. Teodorico messo in disagiata pri-
e dicesi che le ottenesse, come ri- gione, in cui dopo aver crealo quin-
porta l'autore dell' Istoria Miserila, dici vescovi, fra' quali Lucifero di
presso il Muratori , Script, rcr. Siena, e governato due anni, nove
Italie, toni. I, pag. 2o3. Il Papa mesi, e quattordici giorni, consu-
fu costretto da prudenti riflessi a mato dai travagli rese lo spirito
concedere qualche cosa agli stra- a'27 maggio del 526. Il suo cor-
nieri polenti dominatori ,
per non po qnattr' anni dopo fu trasportato
perdere all'alio i suoi, poiché il re in Roma e sepolto nella basilica di
Teodorico avrà stabilito esercitare s. Pietro. Vacò la sanla Sede un
coi cattolici d'Italia, quanto Giusti- mese e ventisette giorni.
no I avesse operato contro gli ariani GIOVANNI Il(s.), Papa LVIII,
nell'oriente: vegga n si il Baronio, cognominato Mercurio per la sua
ed il Pagi all'anno 528, n. 8. eloquenza. Nacque in Roma da Pro*
Giunto Giovanni I a Corinto col jello della contrada di Monte Celio,
Cavallo (Vedi), che gli avea im- e fu annoveralo d'alcuni fra Pon- i

prestalo un signore, e che poi nin- tefici della famiglia Conti. Essendo
no potè cavalcare, si portò nel 525 cardinale prete del (itolo di s. Cle-
a Costantinopoli ove fu ricevuto , mente, fu creato Papa nella chiesa
con sommo onore. Dodici miglia di s. Pietro in Vincoli a' 3 1 di-
prima delle porte della città fu in- cembre del 532. Dichiarato nemico
contralo da tutto il popolo con della simonia , che in que' tempi
cerei, e poi dall'imperatore, che ammorbava le elezioni de' vescovi
prostralo sino a terra gli rese qnc- e de'Pontefìei, ottenne da Malarico
GIO GIO \-

re fi' Italia, che questo punisse con gno de' longobardi in Italia. Tu due
la regia autorità i simoniaci, cui le ordinazioni nel dicembre Giovan-
pene ecclesiastiche non giungessero ni III creò sessant'uno vescovi,
a correggere, ed emanasse analoghe treni' otto preti, e tredici diaconi.
provvidenze. Approvò Giovanni li Governò dodici anni , undici mesi,
come cattolica la proposizione dei e venlisei giorni. Morì a' i3 luglio
monaci della Scizia : Uniti de Tri- del ">-3, v. fu sepolto nel Valica*
ni tale criicifixus est rarne y e signi- no. La santa Sede vacò dieci me-
ficò monaci acemeti che se non
ai si, e venti giorni.
desistevano dal condannarla li se- GIOVANNI IV, Papa LXXIV.
parerebbe dalla Chiesa. Veggasi il Figliuolo di Venanzio Scolare da
Iforis in P'indie. Muglisi, tom. I,
, Zara o Salona nella Dalmazia ,

cap. 3, p. 924, tom. Ili, cap. 1, diacono cardinale, fu eletto Ponte-


p. 882 ; Pelavio, Theol. dogmat. fice a' ^4 dicembre del 6{o. Prima
tom. IV, lib. 4 ca P- 6 e 7 ; e j di consecrarsi, con lettera ai vesco-
Lupo, in not. ad cap. io Synodi vi della Scozia, condannò quelli che
V. Leggonsi le lettere di s. Gio- celebravano la Pasqua all'uso degli
vanni Il all' imperatore Giustinia- ebrei, ed esortò quei fedeli a cau-
no I, e al senato di Costantinopoli telarsi dalla rinascente eresia dei
su questo punto, nel Labbé, Cone. pelagiani. Condannò in un concilio
tom. IV, col. 1746 e 17D1. Gio- V Ertesi (Fedi), e l'errore de'monote-
vanni li in una ordinazione nel di- Dimostrò conforme alla retta fe-
liti.

cembre creò ventuno vescovi e , de dottrina di Onorio I, delle cui


la

quindici preti. Governò due anni, lettele abusavano gli eretici, e lo


quattro mesi, e venlisei giorni. Mo- purgò dalle calunnie impostegli, con
rì a 27 maggio del 535, e fu se- lettera che si legge presso il Lab-
polto nella basilica di s. Pietro. be', Conni, tom. V, col. 1659, che
Vacò romana sei giorni.
la se(]e spedì a Costantino figlio e succes-
GIOVANNI 111, Papa LXÌlI. Nac- sore di Eraclio, pregandolo di rivo-
que in Roma da Anastasio Cate- care l'Eclesi. Dichiarò che i monaci
rino nobile romano, come nana potevano amministrare le parroc-
Evagrio nell' Hist. eerl. lib. 5, ca- chie che a loro venissero commes-
pitolo 16, p. 435, e fu creato Pon- se. Fece Giovanni IV trasportare
tefice a' 18 luglio del 56o. Rice- dalla Dalmazia le reliquie de" SS.
vette l'appellazione di Sagittario Venanzio, Anastasio e Mauro nella
vescovo di Gap, e di Salonio ve- basilica Lateranense. Creò dieciotto
scovo di Ambrati, deposti dal loro vescovi, un prete, e cinque diaco-
vescovato dal concilio di Lione II. ni. Governò un anno nove mesi , ,

Confermò il quinto concilio gene- e dieciotto giorni; e morì agli ir


rale, di cui fu zelante difensore. ottobre del 64? venendo sepolto ,

Consacrò la basilica de' ss. XII Apo- nel Vaticano. Vacò la sede un me-
stoli, e V eresse in titolo cardinali- se, e tredici giorni.
zio ; e dicesi avere ordinato che GIOVANNI V. PapaLXWIY.
gli usurpaturi de' beni ecclesiastici Ebbe per padre Ciriaco d' Antio-
fossero tenuti a restituirli in ragio- chia, fu arcidiacono cardinale del
ne quadrupla. Nel nono anno del Pontefice s. igatone, il quale lo

suo pontificalo ebbe principio il re- Mudi al concilio generale \ I qual


48 GIO GIO
uomo di singolare religione e man- to, barbare scorrerie sulle ter-
nelle
suetudine, erudito in tutte le scienze. re romane. Governò tre anni, due
Ritornato da questa legazione nel mesi, e dodici giorni, dopo aver in
683 nel pontificato di s. Leone II, una ordinazione creati quindici ve-
portò seco le imperiali costituzioni scovi ti
nove preti, e due diaconi.
con le quali imperatore Costanti-
l' Mori g gennaio del 705
a' , e fu
no liberò i patrimoni della Chiesa sepolto nelle catacombe di s. Se-
romana in Sicilia e in Calabria bastiano nella via Appia , o piut-
dai tributi ed altre gravezze da tosto nella basilica di s. Pietro come
cui per l' avarizia de' ministri im- scrive Anastasio Bibliotecario. La
periali venivano oppressi. Conosciu- s. Sede vacò un mese e venti giorni.
tasi in tal favorevole circostanza la GIOVANNI VII, P. LXXXV1II.
sua rettitudine, abilità e valore Nacque da Platone Ianidega, greco
venne impiegalo in altri rilevantis- secondo alcuni , o meglio nato in
simi affari in vantaggio della Chiesa Rossano nella Calabria , chiamata
romana; indi venne eletto Papa a'a3 anticamente Magna Grecia, diacono
luglio del 685, e fu il primo conse- cardinale di s. Maria Nuova, e per-
crato senza aspellare l'abusiva con- sonaggio eloquente ed assai erudi-
ferma della corte imperiale di Co- to, fu eletto Pontefice il primo
stantinopoli. In una ordinazione nel marzo 705. Nell'anno 707
del
dicembre creò Giovanni V tredici Ariberto re de' longobardi gli re-
vescovi. Governò, quasi sempre in- stituì le Alpi Cozie. Ricusò di ac-
fermo, un anno e nove giorni e ; cettare e di esaminare i canoni
inori nel primo agosto del 686. del concilio Trullano, che gli spedì
Era di singoiar pietà , prudenza , l'imperatore Giustiniano II, al qua-
zelo e dottrina. Fu sepolto in s. le temeva dispiacere nel condannar-

Pietro. Vacò la santa Sede due li, per lo che venne criticato da

mesi, e dieciotto giorni. Anastasio Bibliotecario, perchè fra

GIOVANNI VI, Papa LXXXVII. tali canoni molli ve n'erano ottimi,


Greco, figlio di Petronio, fu eletto come confessa il Lupo, in IVolis et
Pontefice a' 28 ottobre del 701. scholiis ad canone* concila Ind-
Dopo la sua esaltazione l' impera- iani j laonde doveva approvare quel-
tore Tiberio Apsimaro spedì subito li che ne fossero stati degni, e con
a Roma l'esarca di Ravenna Teo- apostolica autorità condannare quel-
iìlato, per ottenere anche con la li che lo meritavano, per separare
forza l'approvazione d'un adare. il grano dalla paglia, eoin'esprimesi
Ma con tal energia
l'esercito italiano 1' Anastasio, che col p. Lupo l'ac-

si oppose che senza l' in-


all'esarca, cusa di timidezza. Governò Gio-
terposizione di Giovanni VI soldati i vanni VII due anni, sette mesi, e
l'avrebbero ucciso. Nel concilio che diecisette giorni. In un' ordinazione
celebrò in Roma nel 708, dichiarò creò quindici vescovi , nove preti
innocente s. Wilfrido vescovo di e due diaconi. Morì a' 17 ottobre
Yorck, il quale essendo stato de- del 707, e fu sepolto nel Vaticano
posto sino dal 692 appellò alla
, avanti l'altare della Madonna, chia-
Sede apostolica. La sua carità lo malo oggi del Sudario, che da lui
mosse a riscattare tutti gli schiavi era stato fabbricato. Vacò la sanla
fatti da Gisullo duca di Beueveu* Sede tre mesi.
GIO GIO
GIOVANNI Vili, Papa CX. Costantinopoli (Fedi), pregando il

Romano, figlio di Guido o Gondo Papa a confermarne il possesso. A


arcidiacono cardinale di Sergio III, questo fine con aperto dolo assicu-
Tu concordemente Pontefice,
eletto rò Giovanni Vili che non solo i

e consacrato a'i4 dicembre del- partigiani di Fozio, ma quelli an-


l' 872. Dicesi avere ordinato che cora del partito d' Ignazio e di
l' omicida fosse perpetuamente ir- .Aletodio avevano consentilo clic
regolare, ed essendo prete fosse pri- Fozio fosse restituito alla sua sede.
vo di celebrare. Impose pena di A tuli rimostranze il Papa si lasciò
sacrilegio a chi rubasse dai luoghi sedurre, e senza ricercare altro, eb-
sacri qualunque cosa. Il Baronio be la debolezza di scrìverle per mez-
ed altri scrivono che fu il primo a zo del cardinal Pietro del titolo di
pubblicare i diritti e le preminen- s. Grisogono , suo legato all'impe-
ze Coronò ed unse
de' cardinali. ratore, a' patriarchi d' oliente, e a
imperatore Carlo II il Calvo redi tutti coloro che ricusavano di co-
•Francia neh' 875, col quale si por- municare coli' empio Fozio, che con
tò in Pavia a celebrare un conci- lui liberamente comunicassero, e lo
lio, edopo essersi riveduti in restituì alla sede Costantinopolita-
Vercelli, il Papa tornò in R.oma. na credendo ciò necessario per la
;

]Neir 876 scomunicò Formoso [Ve- pace della Chiesa, a condizione pe-
di), che gli successe neh' 891; ed rò che Fozio ai legati domandasse
assalito negli stati della Chiesa dai perdono dell'iniqua sua condotta
saraceni, ^abbandonato dai principi contra la Chiesa romana.
per la parzialità mostrata per Cur- Questa debolezza d' animo nel
io li, fu costretto domandare la Pontefice fece dire ad alcuni , che
pace da quei barbari coli' annuo la Chiesa in quel tempo era go-
tributo di venticinquemila mancuzi vernata da una donna come si ,

d'argento, moneta di quel tempo, legge nel Lenglet, Princ. della sto-
ed inoltre fuggire dalla prigione in ria tom. VII, p. Ij e fu una del-
cui l'avevano posto Lamberto con- le cause che die origine alla (àvola
te di Spoleto, e Adalberto mar- di Giovanna papessa (Pedi), il

chese di Toscana da lui condannati Baronio rilevò il disdoro die in;

per predatori delle città dello sta- provenne alla santa Sede per la

to pontificio. Quindi dovette pure restituzione di Fozio, e monsignor


uscire da Roma per sottrarsi dalle de Marca, De concord. sac. et imo
insidie di alcuni signori romani, e lib. 3, cap. i4, § 4> s'ingegnò di
portatosi per la seconda volta in giustificareGiovanni Vili: questa
Francia, giunse ad Arles nel dì del- controversia venne benissimo trat-
la Pentecoste dell'877 o 8-8; po- tata dal p. Nardi, l'ite de' Ponte*
scia tornò in Roma col conte Bosone, fici, tom. II, p. 1 5. Conosciuto-i
che avea adottato per figlio, al da Giovanni Nili il passo falso che
modo detto al voi. XXVI, p. 178 avea fatto, e rientralo in sé stej
e 279 del Dizionario. In Roma proscrive ?\\ atti del conciliabolo
Giovanni X 111 ricevette gli amba- di Fo/10. il corruppe
(piale legati 1

sciatori dell'imperatore Basilio, il della Chiesa romana, ed iu\iù Ma


quale ingannato dall' impostore l'<> lino in Costantinopoli ad annuii. 11 -

rio, Io avea rimesso nella scile di lo. Presse in metropoli Oviedo •

VOI *XM I
5o GIO GIO
ronò imperatori olire Carlo II, an- slenza dei commissari o ambascia-
che Lodovico III e Carlo , III il tori imperiali nella cousacrazione
Grosso, e donò al duca di Gaeta de' Papi essendo caduta in disuso,
Docibile il patrimonio di Traetto ad onta del decreto di Adriano II
e la città di Fondi, acciocché guer- che 1' avea proibita, volle ristabi-
reggiasse contro i Gover-
saraceni. lirla, perchè la possente famiglia dei
nò dieci anni e un giorno, moren- marchesi di Toscana s' intromette-
do a' 1.5 dicembre dell' 882, men- va nelle pontificie elezioni, cacciando
tre si disponeva a partire per la il Papa eletto dai suffragi del po-
Francia per riconciliare i principi polo , e sostituendovi altri , come
discordi. Fu sepolto nel portico Va- avea fatto col suddetto Stefano VI
ticano. Vacò la santa Sede sette detto VII; cosi Giovanni IX, per
giorni. prevenire futuri disordini, emanò
GIOVANNI IX, Papa CXIX. Fi- nel concilio il seguente decreto ,

gliuolo di Rampoaldo da Tivoli presso Labbé, Condì, tom. IX,


il

Cu monaco benedettino, e poi dia- p. 5o5, can. X. « Siccome la san-


cono cardinale. Alla morte del pre- ta Chiesa romana che noi governia-

decessore Teodoro s' intruse Ser- mo per la grazia di Gesù. Cristo, si

gio III; ma cacciato questi da Ro- trova esposta ad ogni morte di Pon-
ma, fu eletto Papa Giovanni a' 1 tefice alla violenza ed alle corruzioni
marzo dell'898, e consacrato nel fine dell' oro, perchè le manca l' assi-

di agosto. Abrogò tutto quello che stenza de'commissari imperiali, trop-


era stato fatto principalmente da po necessari a reprimere i tumulti
Stefano VI detto VII, contro il e gli scandali delle elezioni , cos\
Pontefice Formoso e per cagione ,
noi vogliamo che d'ora innanzi il

di esso ordiuò nel concilio romano Pontefice , eletto dai vescovi e da


che nessun vescovo potesse passare tutto il clero dietro la domanda
dalla sua chiesa alla cattedra pon- del senato e del popolo romano ,

tificia : legge che ben presto restò venga consacrato in presenza dei
annullata. Dopo di avere in detto commissari imperiali e al cospetto
concilio restituito ai primi ordini di tutti i fedeli ". Le riflessioni che

quelli che ri erano stati degradati fece il Tommasini su questo de-


come ordinati da Formoso, scomu- creto di Giovanni IX , le ripor-
nicò i cardinali Sergio, Benedetto, tammo al volume I, p. 299 del
Martino, Giovanni, Pasquale, ed al- Dizionario. Vedi Elezione dei
tro Giovanni, come violatori del Poxtefici, ove pure si tratta di que-

sepolcro e cadavere del medesimo sto argomento. I principi aleman-


Formoso. Ratificò l'unzione di Lam- ni dopo
la morte di Arnolfo aven-

berto, ed annullò come sorrettizia do eletto il giovane Luigi IV, fi-


quella di Berengario; proibì che nel- glio legittimo di quell' imperatore,

la morte de' vescovi e dei Papi fos- scrissero al Papa una lettera, colla

sero rubati i loro palazzi , ed or- quale nel tempo stesso che si scu-
dinò che per ovviare ai disturbi savano d'essere stati per prepotenti
che talora seguivano uella consa- ragioni di sana politica costretti ad
crazione de' Pontefici , si facesse agire senzao permissione
ordine
questa con l'assistenza degli amba- del Ponteficepregavano osse-
, lo

sciatori imperiali. Dappoiché 1* assi- quiosamente che volesse confermare


GJO GIO Si
la loro eler.ionc. Nel concilio che sere stala latta nell'anno
9 4- Il Ra- 1

relebrò in Ravenna, ov' erasi riti- ronio ed il Papebrochio credettero


iato per timore dei partigiani di sulla fede di Luitprando, che que-
«Sergio III, ratificò il romano ,
e sto Pontefice avesse da Teodora un
confermò nella dignità imperiale figlio chiamato Crescenzio ma il ,

Lamberto, ivi presente. Giovanni p. ab. d. Felice Pierini nella storia


IX governò due anni e quindici De tempio et coenobio ss. Bonif. et
giorni, e mori a' 26 marzo, ovvero Alexii, mostra non esser ciò vero,
sul principio di agosto del 900. come né anche aver Crescenzio con
Fu sepolto nel Vaticano, e vacò la sacrilego attentalofatto morire Re-
s. Sede dieci giorni. nedetto VII, del qual delitto lo vuo-
GIOVANNI X, Papa CXXVI. Egli le reo Ermanno Contratto. Giovan-

al dire del fu già romano,


Novaes non ni X coronò nel 916 in impera-
né della famiglia Cenci, come da alcu- tore Rerengario re d' Italia, il qua-

ni si scrive., ma di Ravenna, secondo le dopo la funzione confermò alla


die lo prova l'Amadesi nella Cro- Chiesa romana le restituzioni e do-
lìolaxi drgli arcivescovi di Ravenna nazioni fatte da Pipino, da Carlo
tom. II, p. 80, ed ebbe per padre Magno, e da altri imperatori. Col
Giovanni. Però nelle Memorie sto- di lui soccorso, e con quello di Co-

riche intorno la terra di Tossigua- stantino Porfirogenito e di altri


no, stampate nel 1840 in Imola principi, Giovanni X sconfisse in-
dalla tipografia Renacci, a pag. 9, teramente i saraceni, che da qua-
10, r5q e seg., coli' autorità di rant'anni si erano annidati nel ca-
molti scrittori si vuol provare cbe stello di Garigliano nella Terra di
Giovanni X sia di Tossignano, Lavoro, aggiungendo alcuni scrittori,
della famiglia Cinci o Cenci ori- ch'egli si mise alla fronte dell'ar-
ginaria romana, feudataria co' tito- mata, e vi si portò egualmente da
li di marchesi o di conti di detta Papa, che da generale. Spedi un
terra, e nato nella medesima; ag- legato a Compostella per venerare
giungendosi cbe la famiglia Cenci in suo nome il corpo di s. Giaco-
furono senatori d'Imola dal 912 mo e dopo aver incontrato in
,

ni 1272. La nobilissima famiglia Mantova Lgo re d'Italia, con lui


Cenci-Rolognetti incomincia il suo si Secondo
collegò. più critici i
,

albero genealogico con questo Gio- Giovanni X confermò l' arcivesco-


vanni X. Da vescovo eletto di Bo- vato di Reims ad Ugone figlio del
logna, per opera della famosa im- conte d' Aquitania il quale non ,

pudica e polente Teodora che n' e- avea ancor compito cinque anni di
ra invaghila, passò all'arcivescovato età, e perciò il Baronie» disse al-
di Ra\enna e quindi ,col favore l'anno 92 ~, n. 9, che questo fu il
della medesima in que' Iagrimevoli primo mostro che si vide nella
tempi anche al pontificato 3o li Chiesa di Dio.
aprile del 91 4. a ^ dire di Luitpran- Dopo governo di quattordici
il

do, Histor. lib. 2, cap. i3. Alcuni anni, due mesi e tre giorni, Gio-
riferiscono l' elezione di Giovanni vanni X morì. Il progresso fu più
X all'anno 912, ina il Muraioli, lodevole del principio, giacché ot-
Annal. d'Italia all'anno 914 e 917, tenuto il pontificato con mezzi pen-
riporta una bolla, che dimostra es- simi , non Io amministrò poi <
52 GIO GIO
male; oo ti 'ebbe a dire il Baronio, ma aveagli fatto trucidare il fra-

all'anno 9t5, n. 3, che essendovi tello Pietro detto da Tossignano


entrato come invasore, col soprav- perchè ivi stanziava la famiglia.
venuto consenso del clero comin- Giovanni X fu sepolto nella basili-
ciò ad essere venerato per legittimo ca Lateranense. Poco vacò la santa
Pontefice. Per opera di Marozzia Sede.
moglie di Guido marchese di To- GIOVANNI XI, Papa CXX1X.
scana la quale era subentrata a
,
L' Anonymus Salemilanus in chr.
dominare Roma dopo sua madre cap. i43, e Leone Ostiense in

Teodora, fu Giovanni messo in X Chron. Casin. lib. I, cap. 61, nar-


prigione, e soffocato con un guan- ranno che Giovanni è romano del-
ciale a' 2 luglio del 928, come la famiglia Conti, figlio di Alberi-
scrive Luitprando nel lib. 3, cap. co console romano , marchese e
11, detronizzando in tal guisa l'o- conte tusculano, non già di Sergio
dio d' una donna , chi aveva in- HI, e di Marozzia, come alcuni
tronizzato 1' amore di un' altra, sic- hanno copiato da una penna sati-
come osserva il Rossi, Hìst. Raven- rica, com'è quella di Luitprando,
nat. lib. I, pag. 255, adoperando lib. 3 Hist. cap. 12. V. il Mura-
le parole di Luitprando. Da questi tori, Annal. d'hai, an. 911, il

infelici tempi fino al secolo passato quale osserva che ciò ammettendo,
si propagò per tutti gli scrittori dovrebbe essere stato Giovanni
l' infamia di cinque illustri perso- troppo giovane, mentre che, dopo
naggi accusati di laidissima vita la morte di Guido marito di Ma-

cioè Adalberto II duca di Tosca- rozzia fu essa sposala da Ugo re


na , due Teodore madre e fi-
le d'Italia, ch'erasi ciecamente inva-
gliuola, e i due Pontefici Sergio III ghito della sua bellezza, ciò che
e Giovanni X ; ma dopo tanti se- dimostra essere pur ella ancor gio-
coli si trovò nel 1753 un vendi- vane, e però non in istato di ave-
catore della fama di questi, nel p. re un figlio in età abile al pon-
d. Fedele Soldani monaco vallom- tificato, commesso a Giovanni XI
brosano, il quale con rara erudi- verso i i5 marzo 93 1, in età se-
zione e sodezza di ragioni si sforza condo alcuni di venti anni, al di-
di purgarli dalle apposte calunnie, re di altri di venticinque. Tutta-
nella Lettera nona verificante la volta sembra che Ugo non cono-
discendenza de' serenissimi duchi scesse Marozzia prima del matri-
Estensi, e della real casa di Bruii- monio, e che in conseguenza esso lo
swickj dagli antichi duchi di To- abbia fatto per signoreggiare Roma,
scana ec, Arezzo iy53. Il Mura- essendo noto il disprezzo con cui
tori, Annali d' Italia an. 928, di- il re trattò Alberico II, altro figlio

fende ancora questo Pontefice, e lo di Marozzia. Vedendo Romano col-


dipinge con carattere di lodevole lega dell'imperatore Costantino VIII,
Papa. E nella summentovata sto- che Alberico II fratello di Giovanni
ria Tossignano, a p. 160 si di-
di XI avea maggior autorità di que-
ce, che il Pontefice fu carcerato sti,dappoiché morto il re Ugo si
e con un guanciale soffocato da era usurpato la tirannia di Roma,
Guido marchese di Toscana, figlio cercò di godere di tale superiorità;
di Alberto il Ricco, il quale pri- quindi con preziosi doni ottenne che
GIO GIO 53
Alberico II scrivesse a nome del Chiesa cattolica lo venerò per Pon-
Papa suo fratello, a Teolilatto fi- tefice, considerando minor male di
glio di Romano, che questi avea soffrire un capo, benché mostruo-
fello patriarca di Costantinopoli, so, che infamare con due capi un
Ja concessione a lui e suoi succes- corpo solo. Nel 9Ì7 Giovanni XII
sori del pallio, senza ricorrere ai con ardore giovanile, più conve-
sommi onde
Pontefici,
patriarchi i niente ad un militare, che al Vi-
costantinopolitani lo accordarono a cario di Cristo, prese al suo soldo
tutti i vescovi greci. La Chiesa tol- le truppe ausiliari del duca di
lerò quest'abuso per otto secoli, Spoleto, ed unitele alle sue, guidolle
finché nel concilio Lateranense con- in persona contro Pandolfo prin-
cesse ai patriarchi d' oriente, che cipe di Capua, il quale sostenuto
dopo aver ricevuto il pallio dal dall'esercito di Gisolfo principe di
Papa, lo potessero dare ai loro Salerno, non solo resistè a quello
suffragane!, previo giuramento
il del Papa, ma lo battè fortemente,
d'ubbidienza e fedeltà. Giovanni e costrinse Giovanni XII a ritirar-
XI a\endo governato quattro an- si con disordine e con grave per-
ni e dieci mesi, soggetto ora a dila nel proprio dominio, e a do-
Maro/zia, che alcuni come dicem- mandargli proposizioni di pace
mo suppongono sua madre, ora al che Pandolfo gli accordò patteg-
principe suo fratello Alberico II, giando con lui amicizia e confe-
che tino dal 933 lo tenne prigio- derazione.
ne, in essa miseramente mori cir- EssendoGiovanni XII travagliato
ca il principio del gennaio del 936, da Berengario II, e dal suo figlio

vittima dell'ambizione della ma- Adalberto, chiamò in Roma il re


dre e della crudeltà di suo fratel- di Germania Ottone I, acciò con
lo, e fu sepolto in s. Giovanni in un esercito lo liberasse da tale
Laterano. Poco vacò la romana vessazione.Ottone I si obbligò
Sede. prima con giuramento di restituire
GIOVANNI XII, Papa CXXXIV. alla Chiesa i beni che gli erano
Ottaviano fìllio di Alberico II con- stati tolti, indi scacciò dall' Italia

te tusculano, della famiglia Conti, Berengario II ed Adalberto, e resti-

della contrada Via Lata, diacono tuì alla Sede il suo. Rico-
santa
cardinale romano, pronipote di Ser- noscente Giovanni XII al re, a'i3
gio III e di Giovanni XI, fu elet- febbraio del 962 lo coronò impe-
to, o piuttosto ad insinuazione dei ratore, essendo Ottone I, dopo Ar-
romani si fece egli Pontefice, do- nolfo, il primo tedesco che fu or-
po 20 agosto del 9^6, in età
i nato della corona imperiale, e
di sedici o diciotto anni, e prese Giovanni XII il primo Pontefice
il nometli Giovanni XII è forse : che trasferì 1' imperio ai tedeschi.
il primo l'apa che nell'elezione lo Non andò guari che Giovanni XII,
mutasse. Per la disgrazia di quei avvedutosi che Ottone I aspirava
1
tempi infelicissimi, dice il Baronio ni dominio d Italia e di Roma,
all'anno g55 s
nuin. j, fu stimato pacificatosi con Ad. liberto ne segui
meglio tollerare questo potente in- le parti contro Ottone I, malgrado
vasore, che lacerare la Chiesa con i giuramenti laonde adiratosi
fatti;

Va pessimo scisma; e perciò la T imperatore partì alla volta di Ro-


54 oro GIO
ma nel 963 con un esercito che fu sposta alla falsità del Neller, me-
ricevuto dai romani, i quali veden- diante la pubblica difesa della sen-
do il Papa fuggitivo, giurarono di tenza contraria , che fu sostenuta
non eleggere più Pontefice alcuno nel maggio dell' anno medesimo.
senza l'approvazione dell'imperato- Passali appena tre mesi, il Neller
re. Questi, passati tre giorni, adu- pubblicò e propose in disputa la

nò un conciliabolo, in cui Giovan- sua apologia a'3 settembre, la qua-


ni XII fu accusato di enormi de- le diede occasione al libro intito-
litti, fuorché d'eresia, e fu iniqua- lato : Pythagoras
novus excussiis,
mente degradato dal pontificato ai sive disceptatio in apologiam
6 novembre dello slesso 963, ed prò s. provincia romana Joan-
eletto in sua vece l'antipapa Leo- neni XII Papam, ut apostalam
ne Vili (Vedi), che capo a
in reprobante, et corani Ottone M. imp.
due mesi fu cacciato dai romani Leonem Vili canonice eligente
ripristinando Giovanni XII. Che Praeside Georgio Chrislophoro Nel-
questo Papa sia stato per somma ler quam Adeodatus Ens ca-
ingiuria deposto, e che questa de- nonicus Leodiensis.... faciebat, stam-
posizione dal Pontificato non sia pato da Candido Blancarte a Liegi
stata di alcun vigore, lodimo- nel 1767, nel quale con iscelta
strano il Baronio, Annali eccles. erudizione si convince l'errore del
ad an. 963 ; Pietro de Marca, De Neller.
concordia sacerdotii et imperii ,
Rientrato in Roma Giovanni XII,
lib. I, cap. 1 1 ; Natale Alessandro, si vendicò, come si dice, dei due
Misi. eccl. saec. IX et X, dissert. principali motori della sua deposi-
16 ; 1' abbate Francesco Antonio zione, facendo ad essi tagliar la
Mondelli con particolare dissertazio- lingua, il naso e le dita; ed in
ne se possa sostenersi legittima la
; appresso celebrò a' 26 febbraio del
deposizione di Giovanni XII fat- 964 "« concilio, in cui condannò
ta in un concilio romano da Ot- Ottone I, e l'antipapa, come an-
tone 1 Grande, eh' è la VI del-
il cora vescovi
i Sicone di Ostia
la seconda decade par. II, p. 1, Benedetto di Porto, e Gregorio di
ed altri a' quali è contrario Gio- Albano, per aver ordinato Leone
vanni Launoy, lib. 4» Epist. ' a(l Vili, ed inoltre privò di ogni gra-
Lud. Maresium, t. V, par. 2, n. do ed onore gli ordinati dall'anti-
27, p. 43o. Co'medesimi pregiu- papa, e spogliandoli della sua veste
dizi del Launoy contro la Chiesa, fece loro scrivere queste parole:
Giorgio Cristoforo Neller profes- il mio padre nulla aveva, e perciò
sore di canoni nell' accademia di nulla poteva conferirmi. Nello stes-
T reveri, a' 23 maggio 1766 pro- so concilio pubblicò un canone
pose e sostenne pubblicamente que- in cui vietò ai laici sotto pena di
sta proposizione Et Papani acca- : scomunica di assistere all' altare
sari posse edam extra casum de- e di entrare nel presbiterio quan-
viationis a jide , docet inler alia do si celebra la messa. Giovanni
exem pluni Joannis Xll et XXII XII dopo il governo di sette anni,
(ossia XXIII) depositorum. Non ob- otto mesi, e tredici giorni, mori ai
stante can. 7 , dist. 1 \ , can. 6, 6 o forse a' i4 '« a gg'° del 964.
disi. 4°- Comparve tosto una ri- Luitprando nemico di Giovanni Xll,
GIO GIO
complice degli scismatici, e adulato- tare il castigo, che di dodici ne fece
re di Ottone I, nel lib. 6, cap. r, i l'imperatore, che dopo avere resti-

appresso Duchesne, toni. Ili ,


pag. tuito alla Chiesa Ravenna, ed altre
633, descrive in un modo abbomi- terre usurpate dai Berengari, nel
nevole la morte del Pontefice ma ; o/>6 rimise il Papa in Roma. Ivi
il continuatore di Reginone, beni In- Giovanni XIII riconoscente coronò
aridì' esso a lui contrailo, e favo- imperatore il di Ini figlio Otlonc II
revole all'impeiatore, non motto fa nel 967. Se Giovanni XIII fu il
delle orribili circostanze della mor- primo a battezzare o benedire con
te di Giovanni XII, come avverte particolare rito e cerimonie le

13 u Mesnil, Doctr. et disc ipi. eccl. Campane (fedi), lo dicemmo a


lib. 43, § 5. Su questo line di quell'articolo. Convertiti in questo
Giovanni XII veggasi Natale Ales- tempo alla fede i polacchi, il Papa
sandro citato, cap.
1, art. ai, ed mandò ad essi per confermarli E-
il Baronio ad an. r)63. Tuttavia gidio vescovo tusculano. Governò
gli scrittori i più spassionati non questo Pontefice sei anni, undici
possono difendere la sua dissolu- mesi e cinque giorni ; mori a 6 set-

tezza e vita scandalosa, die fu fatto tembre del 9"i, e fu sepolto in


Papa giovinetto, senza aver lo spi- s. Paolo fuori le mura di Roma.
rito e la vocazione pel sacerdo- Vacò la santa Sede undici «iorni.
zio. Fu sepolto nella basilica La- GIOVANNI XIV, Papa CXLII.
teranense. Poco vacò la romana Pietro di Canevanova vescovo di
Sede. Pavia sua patria, diacono cardinale,
GIOVANNI MlI.PapaCWWIf. ed arcicancelliere dell' imperatore
Giovanni romano, figlio per legitti- Ottone II, fu eletto Pontefice do-
mo matrimonio di Giovanni, die po io di luglio del 984, quindi
i

pei fu vescovo, da vescovo di Nar- in riverenza del principe degli apo-


111 fu eletto Pontefice, e consacrato stoli si cambiò il nome , e prese
il primo ottobie 965. Incorse del quello di Giovanni XIV. Se ag
nell'odio della nobiltà romana, per- Giovanni XII, o Sergio IV ab-
chè la trattava con alterigia, e pe- biano pei primi cambiato il nome,
rò insorto contro di lui un tumulto si vegga l'articolo Nome ni'Pon«
spalleggiato da Rofìirdo prefetto di tefici. Dopo il governo di t
Roma, ritirarsi a Ca-
fu costretto otto mesi, Bonifacio \ Il antipapa,
pii. ove per dieci mesi fu con
1 , tornato da Costantinopoli, lo cacciò
Mimmo onore trattato del principe in una prigione del Castel s. An-
PaudoMb, alle cui richieste nell'i- . ove nel gnigno del qtt'ì mu-
n anno fece metropoli quella li di fame o di veleno, e fu -epolto
città. Approvò ancora l'erezione nel Vaticana Vaco la nula Side
dell rito di Maedel anaii die 1 n
nel •
ih I leguenle nel con- (.lo\ w\i \\ . Papi «
ILI II.
1 ilio min. uni du In. 11 b ivc- Piglio di Rohei lo, 1 ornano, fu eletto
scov.le Benevento Partendo uno. Pontefice nel dicecabie del o85 1

ne I alla voli » di Rome per 1


«• - 1 1
-
pili critici non lu oootano pai l

tuire il Pontefice alla ma sede, ì a pel | 1 li mpo > he nani ih 1


-

1 uni. un impauriti 1 u In iiii.i 1 In ni .11 tu . onaaci afe 1, ciò » Ite in


1 inni \lll, ma non |
»« t • 1 ono evi- que tempi rendeva pienamente 1
56 G O I GIO
tcfice l' eletto , come vuole Pape- la Toscana e ricorse ad Ottone
,

broehio, in Propylaeo p. 169, o III; Io che saputo dai romani che


perchè non fu vero Papa come sti- ne temevano la potenza, subito ri-
mano Antonio e Francesco Pagi chiamarono Giovanni XVI, il qua-
Crilic. in Baron. ad an. 986, nu- le nondimeno fu odiato dal clero,
mero 4> Breviar. gest. Rom. Pont. principalmente perchè arricchiva
tom. I, 468, l'ultimo de' qua-
p. troppo i propri parenti, onde al-
li dice non poter negarsi che prima cuni hanno ricavata 1' origine del
di Giovanni XV, detto XVI, sia nepotismo. Per mezzo di Leone
stato eletto Giovanni figliuolo di vescovo di Treveri ottenne la pace
Roberto poiché Mariano Scoto
,
tra Etebredo re d' Inghilterra, e
Gotifredo di Viterbo, e più an- i Riccardo duca di Normandia. Nel
tichi cataloghi ci dimostrano due 993 canonizzò solennemente nel
Pontefici , chiamati col nome di concilio Lateranense Udahico ve-
Giovanni, Benedetto VII, e Gio-
fra scovo d'Ausburgo, e questa fu la
vanni XV. In fatto la cronaca di prima solenne Canonizzazione {Ve-
s. Massenzio inserita nel tom. II di). Dicesi aver questo Papa con-
della Biblioteca Labbeana , toglie ceduto la città di Ferrara {Vedi)
ogni controversia dicendo, che nel- a Tedaldo bisavolo della gran con-
1' anno seguente ( 985 )
passarono tessa Matilde. Governò più di
all'altro mondo tre Pontefici in dieci anni ; fu non meno
insigne
Roma , i quali furono Giovanni nella scienza delle lettere , che
XIV, Bonifacio VII, e Giovanni fi- delie cose militari e di guerra,
glio Roberto, eletto, morti ve-
di sulle quali compose più libri, co-
ramente tutti e tre in detto anno, me rileva Martino Polono in
ciò che l'autore di quella cronaca Chron. p. 3.(4- Mori d'una feb-
trovò degno di memoria. Morì dun- bre gagliarda nel 996, a'3o di a-
que Giovanni nello stesso di- XV prile come dicono alcuni, e fu
,

cembre del 985,, e fu sepolto nel sepolto nel Vaticano, nell'oratorio


Vaticano. Poco vacò la Sede ro- di s. Maria. Breve fu la vacanza
mana. della santa Sede.
GIOVANNI XV, detto XVI, GIOVANNI XVII, antipapa, Pa-
Papa CXLIV. Romano, figlio di pa CXLVI. Nacque in Pavia, si
Leone che dopo il matrimonio di- fece monaco cassinese, e vuoisi sia
venne prete, della contrada Galli- stato anche abbate di Nonantola,
na bianca, essendo sacerdote fu e- sebbene altri lo dicono nato in Ros-
lcllo Pontefice , e consacrato nel sano nella Calabria, di bassa con-
dicembre del 985. Viene chiama- dì/ione, chiamato prima Filagato.
lo Giovannni XVI da quelli che Avea tenuto a battesimo Ottone
pongono il precedente nel novero III, e Gregorio V, come narra il
de' Papi, onde poi nelle cronologie Papebrochio in Propylaeo a p.
nacquero degli equivoci, anche per- 175, e col nome di Giovanni XVII
chè il presente Pontefice ne'suoi di- s'intruse nella cattedra di s. Pie-
plomi e bolle s'intitolò Giovanni XV. tro verso il principio di maggio
travagliato da Crescenzio Numenta- del 997. Della sua orrihile puni-
uo, il quale col titolo di console oc- zione, e mutilazioni onde gli fu-
cupò Castel s. Angelo, fuggi nel rono anche cavali gli occhi, e pei
GIO GIO 57
che fu noverato tra i Papi, lo Giovanni XVI illustralo per Ste-
dicemmo ai voi. II, p. 188, e fano Borgia accademico cortonesc}
XVIII, p. 3^7 del Dizionario. Mori Roma 1750. Questo fu il primo
dopo dieci mesi d' antipapato fu , saggio degli studi e vasta erudizione
di corrottissimi costumi, e venne di quel profondo letterato, ed in
sepolto in s. Giovanni in Late- esso ammirasi una maturità ed al-
rano. tezza di cognizioni , certo non da
GIOVANNI XVII, detto XVII I, giovane di meno che quattro lu-
Papa CXLVIII. Chiamato prima stri. una pietra palombina ri-
In
comunemente romano della con- trovata nel marzo del ir5o nella
trada Biberatica , ma veramente pieve di s. Maria in Rapagnano o
di Rapagnano o Ripagnano nella Ripagnano, castello di Fermo, si
diocesi di Fermo, della famiglia legge un' iscrizione che il Borgia
Siccone, non Secchi, e non già di illustrò col Iodato opuscolo da ,

nascita vile come alcuni hanno cui si ricava, che Giovanni nacque
detto. Quelli che lo fanno della da Sicco o Siccone, e da Colomba
illustre famiglia Secchi, dicono di- in detto luogo, e che passato gio-
scendere dal sangue de' goti, aven- vane in Roma vi fu ricevuto da
te per tronco Richmero orna- Petronio console, e in sì fatta gui-
to dall' imperatore Severo verso sa si applicò agli studi , che con
l'anno 4^° colla dignità di patri- plauso universale meritò di essere
zio e di vicarioche propagossi poi
; Pontefice a'
9 giugno del ioo3,
per Milano, Padova, ed altri luo- dopo il dottissimo Silvestro II. Ec-
ghi d'Italia, celebre nelle lettere co 1' identifica iscrizione, cui il Bor-
e nelle armi, poi unita in parentela gia congettura a p. 21, che Enea
coi Pasqualighi senatori veneti, on- Silvio vescovo di Fermo facesse
de disse Francesco Sforza duca di incidere in memoria di questo
Milano nel diploma de' 11 giugno Papa.
i485> che la famiglia Secco si do-
vea contare tra le prime d' Italia. Joannes ex Siccon. et Coturno.
11 conte Orazio Secco di Padova, in a. rapagnani prop. limi, ortuni
paggio dell' imperatrice Leonora re- hab. adii. adol. Rom. duci, ci a

gina d' Ungheria, mori glorioso nel- Petron. Cos. Doni, recepì, adeo
l'assedio di Vienna d'Austria fatto licter. incub. ut tolo TJrb. ap. pi.
dai turchi. Il Cardella nelle Me- V. id. Jun. A. D. MIIT. fucr.
morie storiche de' cardinali tom. Pont, creai. Par. t. rexit Eccles.
II, par. I, p. 87, dice che Giovan- nani regnat. in Coel. pr. k. N09.
ni per gli studi fatti, e pel merito seq. obdorm. in pace.
tlclle sue virtù fu collocato nel
clero romano, e divenuto rispetta- cioè
bile ad ogni condizione di perso-
ne, fu tifato cardinale ila Grego- Joannes <•.<• Siccone et Colomba
rio V del ()!)•>• Le. notizie della in arce Rapagnanipropc tinnurn
patria e della famiglia vera ci i orlimi habuit. Adiate aduleseen*
questo Papa, le abbi, uno da St.lt- Roman» duetti» et a Petronio cri-
1111 Borgia pia amplissimo cardinale, side demi neeplns adeo licteris v>-
ani questo titolo Monumento di cubuii, ut lotol rbis appiausu ipiinto
58 G O I GIO
idus /unii anno Domini MIII nastica, ma non producono monu-
Jìierìt Pontifex creatiti, panini la- menti che lo comprovino. Governò
nieri rexit Ecclesiam. Nani regna- cinque anni altrettanti mesi , ed,

timi* in eoe lo pritlie kalendas no- Morì


alcuni giorni. circa il fine di
vembris seejitenlis obdormivit in maggio del 1009, e fu sepolto nella
pace. basilica Lateranense. Però il p. Gia-
Fu Giovanni XVIII eletto dalla cobbe nella sua Bibl. Pont. p. 336,
fazione de' conti ttisculani a' 9 e dice che fu sepolto nel Vaticano
consacrato Papa a'i5 giugno ioo3. con un epitaffio in versi , eh' egli
Governò cinque mesi e venticinque riporta dal Vegio. Breve fu la se-
giorni. Moridicembre ioo3,
a' 7 de vacante.
secondo il Pagi, ed a tenore della GIOVANNI XIX, detto XX, Pa-
riportata iscrizione terminò di vi- pa CLII. Chiamato prima Romano,
vere a' 3 1 di ottobre, e fu sepolto figlio di Gregorio conte tusculano
al dire del Ciacconio senza addino- della famiglia Conti e fratello di ,

ne documento, nella cbiesa del ino- Benedetto Vili, da alcuni creduto


n iste PO di s. Saba in Cella nova; senza sufficiente fondamento mona-
altri dicono più probabilmente con co di s. Benedetto nel monistero
Giovanni diacono nel libro della di s. Anastasio di Roma; da laico
basilica Lateranense, in s. Giovan- che era e senza alcun ordine sa-
ni in Laterano. Vacò la santa Se- cro, dopo la morte del fratello (u
de tredici giorni. eletto Papa dopo 6 giugno io?. 4, i

GIOVANNI XVIII, detto XIX, prendendo il nome di Giovanni


Papa CXLIX. Si cbiamò prima XIX , come si vede sottoscritto in
Fagiano o Fasano, romano, della un diploma riportato dal Mabillon
contrada Porla Malodia, fu eletto nel Mas. Ita!, tom. Il col quale ,

Papa e consacrato a' 26 dicembre nel 1026 accordò al vescovo di


ioo3. Prese il nome di Giovanni Selva Candida la facoltà di cele-
XVIII, come si legge nelle sue bol- brare in certi giorni nella basilica
le, su di die è a vedersi il Pagi, Vaticana i divini uffizi, ed in molti
Breviar. geslor. RR. PP. tom. I, altri suoi diplomi. Non si piegò
p. 4^6. Confermò l'istituzione del alle preghiere e ricchi doni de'co-
vescovato di Bainberga. Concesse il stantinopolitani, che lo supplicavano
privilegio degli ornamenti pontifi- di concedere , che la loro chiesa
cali a Bernone abbate di Riehenow. avesse per l' oriente il titolo di
Nel suo pontificato si rinnovò la universale, onde si riaccese tra le

concordia tra la Cbiesa romana e due chiese latina e greca l'antica


la costantinopolitana disunite per discordia, come nota il Glabro li-

le pretensioni dell'orgoglioso pa- bro 4> c 4°5 pi'esso il Du-


-
h P-
triarca JYIicbele Cerulario, onde il chesne, Scriptor. tom. IV. Portan-
nome di questo Papa tu messo da dosi in Italia nel 1026 Corrado II
Sergio patriarca ne' sagri dittici del- il Salico , il Papa andò ad incon-
la sua cbiesa. Scrivono alcuni che trarlo a Como; lo coronò re di
verso la line di sua vita rinunziò Germania, e poi in Roma con le
il pontificato, per ritirarsi nell'ab- insegne imperiali nel 1027. In que-
bazia de' benedettini di s. Paolo di sta occasione era in Roma in abito
Roma, dove abbracciò la vita mo- di pellegrino il re Canuto il Gran-
GIO G O I -„)

de d'Inghilterra, e Rodolfo III re guito ne fu eletto arcivescovo, quan-


di Borgogna. Il re Canuto, grato tunque poco atto fosse al governo,
alle distinzioni e benignità usate- come dice il Cai-delia. Recatosi in
gli dal Pontefice, comandò a' suoi Roma vi acquistò molto credito,
sudditi di trasmettere a Roma il massime nella medicina, onde di-
Denaro dì s. Pietro [Vedi). Insor- venne archiatra di Gregorio X. Si
ta controversia tra i Iimogesi e i mostrò sempre mecenate ai giova-
parigini se s. Marziale dovesse chia- netti poveri che si applicavano al-
marsi soltanto confessore come con- lo studio, molti de' quali provvide
tendevano i primi, o apostolo co- di benefizi
ecclesiastici, ed aiutò
me volevano i secondi, Giovanni XX del proprio. Nel dicembre 1273 fu
con l'autorità della costituzione Ad creato vescovo cardinale di Frascati,
Pastoralem, presso il Bull. Rorn. con la quale dignità
intervenne al
toni. I, p. 34o, e nella Raccolta concilio generaleLionese II, quin-
de concilii del Coleti t. XI, col. di fu eletto Papa in Viterbo a' t» 1

5548, decise a favore de' parigini, settembre 276, e col nome di Gio-
1

ed inoltre fabbricò nella basilica vanni XXI fu coronato a' 20 dal


vaticana un beli' altare al santo. cardinal Giovanni Orsini diacono
Nel io32 permise che si dasse il di s. Nicolò in Carcere Tulliano.
culto di santo all' istitutore de'ca- In questo medesimo giorno al dire
maldolesi s. Romualdo, lo che fu del Papebrochio , in Propylaco
equivalente a beatificazione. Si por- par. 2, p. 59, n. 1, sospese la co-
tò in Aquileia , e ne consagrò la stituzione di Gregorio intorno al X
chiesa patriarcale. Governò più di conclave, per ordinarla in diversa
nove anni, e morì nel io33, ve- maniera. Indi a' 1
7 ottobre rice-
nendo sepolto in s. Pietro. La sede vette da Carlo I re di Sicilia il

vacante terminò a' <) dicembre, al- giuramento per questo regno, feudo
tri dicono agli 8 novembre. della Chiesa romana. Il Papa si
GIOVANNI XX, detto XXI, Pa- applicò a pacificare Filippo III, con
pa CXCV. Pietro o Gio. Pietro Alfonso X re di Castiglia ; e pro-
figlio diGiuliano, nato nobilmente curò ancora che il re di Portogallo
in Lisbona capitale del Portogallo, Alfonso III desistesse di opprimere
sino da fanciullo si portò all' uni- le chiese del suo regno. Mandò le-

versità di Parigi ad apprendere le gati a Michele imperatore d' orien-


scienze, nelle quali fece meravigliosi te ,
per ratificare l'unione della
progressi, come nella filosofia ari- chiesa greca colla Ialina, fatta nel
stotelica , nell' astronomia , e nella concilio di Lione
procurò con II; e
medicina e lo diede a conoscere
, la maggior premura di mantenere
colle opere che pubblicò, delle qua- quella parte della Palestina, ch'era
li tesse un esatto catalogo Giorgio ancora in potere de' cristi. mi.

Eggs , nel suo Pontificio dotto a Governò Giovanni \\l otto nie-
p. 4^° > e nt-'H e loro Biblioteche il si senza aver creato alcun cardinale,
Fabricio, ed il p. Lodovico Jacopo dappoiché Eraldo ile Lesini, cli<;
a p. 1 38. Restituitosi alla patria fu secondo il Ciacconio egli creò cardi-
fatto decano e maestro delle scuo- nale, lo fu invece da Nicolò III
le di Lisbona , e poi arcidiacono certo che se (osse rissuto di piti 1

della chiesa di Braga, di cui in se- vrefobe innalzato a tale onore il u.


6o (>ìO GIO
Giovanni da Parma generale dell'or- il Villani. Il Baluzio però nelle an-
dine francescano. Mori a' 16 mag- notazioni alle vite de' Pontefici di
gio 1277 m Viterbo, perlina ferita Avignone p. 689, lo dice nobile, ed
die sei giorni prima si fece nel ca- Alberto d' Argentina autore con-
po, nella rovina d'una bella ca- temporaneo lanciò scritto essere di
mera fatta da lui fabbricare presso antica nobiltà, ed era in grado di
il palazzo della città da lui restau- saperlo perchè fu mandato dal ve-
rato, sebbene, come di robusta com- scovo d' Argentina in Avignone a
plessione, discorrendo co' suoi fami- Benedetto XII successore di questo
gliari si prometteva una lunga vi- Papa; altrettanto sostiene Giuseppe
la. Mentre il Pontefice dormiva «u Cito. Jacopo siccome uomo d' a-

detta camera repentinamente crollò, cuto e profondo ingegno, di cuore


<'d egli rimase oppresso , e quasi magnanimo, di rara prudenza do-

schiacciato tra le travi e i sassi ro- tati;,ed eccellente nelle divine ed


vinati ; ne fu estratto semivivo, e u inaue scienze fu da Roberto re di
dopo selle giorni cessò di vivere. Napoli e conte di Provenza fatto
Alcuni dissero die morì ai i5, al- cancelliere, e per opera di lui Bo-
ili ai 16, ma nel catalogo de' mor- nifacio Vili nel 1299 lo pro-
ti della cliiesa di Lisbona vi è que- mosse al vescovato di Frejus; in-

sta memoria: Aera MCCCXf di Clemente V, dopo avere sta-

XVII hai. /unii (cioè a' 16 mag- bilito la residenza pontifìcia in


gio ), Papa Joaimcs XX f, qui
oblìi Francia nella città d' Avignone
dedit capitalo domus suas ad fa- di questa lo dichiarò vescovo nel
ciendum anniversarium. Fu sepolto i3io, col quale carattere interven*
nella cattedrale di Viterbo. Fu ne al concilio generale di Vienna.
dotato di singolare erudizione, som- A' 2 1 dicembre del i3i2 o 1 3 ] I

mamente affabile cogl'inferiori, mas- Clemente V lo creò cardinale ve-


simaménte letterati, co' quali fu scovo di Porto, dopo averlo invia-
grandemente liberale , come notò to al re di Francia per trattare
Xolora&O da Lucca, Hìst. ceri, li- e conchiudere gravi affari, uno ilei

bro ?.3, cap. nl\. Molti scrittoli quali fu la controversia insorta tra
religiosi lo dipingono con cattivi il re e l'arcivescovo di Lione, e
colori, e ciò si attribuisce al poco gli altri la conferma della pace
amore eli' egli ebbe pei monaci e pei delle Fiandre, la dichiara/ione del-
frati, contro de' quali voleva pub- l' innocenza di Bonifacio Vili, e la

blicare un decreto, al dire del Mu- causa de'templari. Dopo lunga se-
ratori, Annali d'Italia all'anno de vacante per morte di Clemen-

1277. Fu nondimeno fautore e teV, a' 7 agosto i3i6 fu concor-


protettore dell' ordine de' minori. demente eletto Papa in Lione, ove
Vacò la santa Sede sei mesi, ed ot- col nome di Giovanni Wll ri fe-
to o nove giorni. ce coronare a' 5 settembre dal car-
GIOVANNI XXII, Papa CC1V. dinal Napoleone Orsini primo del-
Jacopo o Giacomo d' Euse o Eusa l'ordine de'diaconi. Le particolari-
nacque in Cabors città di Francia tà del conclave e della sua elezio-
nell' Aquilania, da Arnaldo raccon- ne si possono leggere nel volume
ciatole di panni o di scarpe al , XXI, p. 223 del Dizionario. Subi-
tljre di s. Antonino, o oste secondo lo dichiarò che come il picdecesso«
GIO GIO 6.
re risiederebbe in Avignone ( Ve- ri vedendo mezzo del
fallito l'iniquo

di), e nel fine di settembre s' avviò veleno, ricorsero alla magia che
per tale città e vi giunse a' a ot- credevano infallibile, formando Ire
tobre. A quell' articolo abbiamo piccole figure di cera, somiglianti
detto le principali cose riguardan- al Pontefice, che mettevano den-
tiquesto Pontefice, ed i cardinali tro i cerchi ed anelli, e le passa-
che successivamente creò in sei vano coi coltelli, credendo sciocca-
promozioni, dicendo il Cardella, mente che Giovanni XXII riceves-
che in esse annoverò al sacro col- se questi colpi nella persona. Fu-
legio trentaquattro cardinali. Tra rono presto scoperti gli autori dì
questi seguenti furono suoi pa-
i si nefande cospirazioni, cioè il suo

renti Jacopo de Voye di Cahors


: medico, il suo barbiere, alcuni pre-
figlio della sorella , che a sé so- lati della corte, e principalmente
stituì nel vescovato d' Avignone, Giraud vescovo di Cahors, il quale
morto dopo sei mesi ; Bernardo de solo fu preso dopo la fuga degli
Puyet di Cahors figlio di altra so- altri, quindi processato dal cardi-
rella, fornito di rare qualità ; Ar- nal Fredol, il quale con sentenza
naldo de Voye fratello del nomi- de' 4 ma SS'° ' 3 i
7 lo fece pub-
nato Jacopo, cui fece vescovo d'A- blicamente degradare, condannan-
vignone; Raimondo Ruffo altro ni- dolo a perpetua prigione Ma .

pote, ed Umberto duPuy di Mont- siccome in questo tempo mori il


pellier suo parente. cardinal Jacopo de Voye sunno-
Odoardo II re d'Inghilterra spe- minato, per le magie del Giraud,
dì un'ambasceria a Giovanni XXII, il cardinal Fredol consegnò questi
assicurandolo della sua ubbidienza, al braccio secolare, che lo condan-
e pagando santa Sede il soli-
alla nò ad essere decapitato, quindi
to Similmente Jacopo li
tributo. abbruciato , dopo di essere stato
re d'Aragona mandò ambasciatori condotto al supplizio attaccato al-
ad Avignone per giurare al nuovo la coda di un cavallo.
Papa fedeltà, come tributario del- Giovanni XXII al suo
Sollecito
la Corsica e della Sardegna. E- apostolico ministero, con la costitu-
gualmente Filippo V re di Fran- zione Sol oriens, presso il Bull.
cia dichiarò la sua venerazione al- Rorn. tom. Ili, par. 1 „
pag. i4^>
la Sede apostolica, onde Giovanni canonizzò s. Ludovico vescovo di
XXII nel ringraziarlo eli diede di- Tolosa, stato già. suo discepolo, ed
verse paterne esortazioni. Essendo eresse in metropoli la cattedrale di
Dionisio re di Portogallo in guer- Tolosa. Nel seguente anno i3i8
ra col suo secondogenito, il Pon- elevò al grado metropolitico Sa-
tefice s' intromise per la concordia. ragozza nella Spagna, facendo al-
Avendo il Papa saputo che Ber- trettanto con Sultania; indi con-
nardo d'Ardigia cantore di Poitiers, fermò con indulgenze la divozione
con alcuui altri malvagi aveva- di salutare con tre Ave Maria la

no cospirato contro la sua vita, B. Vergine al tramontar del sole,


e quella de' cardinali, che tentaro- al segno del suono della campana,

no di avvelenare, die a formare il con la bolla de' i3 ottobre 1 3-1-8;

processo a diversi soggetti, che poi mentre dipoi a' 7 maggio iù-ì"
elevò al cardinalato. Tali eospirato- concesse dieci giorni d? indulgenza-
ir>. G O I GIO
a chi genuflesso recitasse tre volle de Puteo, priore della gran certo-
In suddetta salutazione angelica, sa, che visse nel principio del se-
ordinando al suo vicario in Roma, colo XVI. V. Axgelus Domixf, ed
che quivi la comandasse colle me- Ave M.aiua.
desime indulgenze. Fu s. Bona- Dopo che Clemente V stabilì
ventura, come narra nella sua vi- la pontificia residenza in Francia
ta Enrico Sedulio, cap. r, nel 3o5 trasportare da
§3, 1 , fece
che nel capitolo generale de'minori Roma nel palazzo vescovile di Car-
celebrato in Pisa nel 1263, istituì pentrasso se non la biblioteca, una
che i suoi religiosi al tramontar porzione dell' archivio papale, ed
del sole esortassero i fedeli col suo- i registri degli ultimi due suoi
no della campana a salutare la predecessori, poscia colle cose pre-
ss. Vergine, credendosi ch'essa in ziose furono alla sua morte por-
tale ora fosse dal santo angelo titi in Avignone ove venne fis-
Gabriele salutata. V. P Oldoino sata l'abitazione del Papa. I regi-
nelle Addit. al Ciacconio tom. II, stri però de' precedenti Pontefici e
p. 4°4> che cita il p. Matracci in le molle altre carte e diplomi, ed
Pontifìcibus Mariani.'!. Questa di vo- i libri della biblioteca, che rimasti
ta usanza abbracciata dalla chiesa erano in Roma, perchè mal sicuri
di Saintes in Francia prima di nella assenza della curia papale, e
questa epoca, fu dipoi nel i346 nelP universale sconvolgimento del-
ndottata nel concilio di Parigi. Il la città, vennero insieme al teso-
Lambertini però nel tom. I, Notif. ro della chiesa romana portati in
«2, p. 70, num. 11, racconta che Asisi, e depositati parte nella te-
la divozione della salutazione an- soreria e parte in una camera so-
gelica, che dai fedeli si recita al- pra la convento
sacrestia del gran
l'aurora, al mezzodì e alla sera, si de'frali minori, rei qual convento
dice da alcuni istituita da Urbano sotto Onorio IV furono già depo-
II, almeno per la mattina e la sitate certe gioie. Gli asisinati nel
sera, pel felice esito della crociata, i320, sotto pretesto di aver biso-
e per tutto il mondo cattolico, e gno di denari per assoldar uomini
ch'essendo durato questo pio isti- contro i perugini, s'impadronirono
tuto cento trentantov'anni, fu ri- del tesoro , in cui oltre le robe
pristinato da Gregorio IX coll'ag- della santa Se<\e erano anche i

giunta della salutazione angelica da deposili di alcuni cardinali. Gio-


recitarsi nel mezzogiorno. Aggiun- vanni XXII scrisse dopo il i3^i
ge il Lambertini, che altri sono diverse lettere a vari per ricupe-
di sentimento che il segno di mez- rarlo, ma non si conosce con qual
zodì fosse istituito da Lodovico IX successo. Il tolto consisteva in
re di Francia, altri lo attribuisco- molte gioie e perle, cose d' oro e
no a Calisto III per eccitare i fe- di argento d'ogni genere, mobili
deli a pregare per l'esercito cri- sacri e profani, insigni reliquie,
stiano che in Ungheria combatte- gran quantità di denari, e molti
va per la fede. Finalmente si sos- libri massime liturgici, per cui il

tiene non ritrovarsi di questa trina Pontefice nel 13^6 ordinò un in-
angelica salutazione memoria più ventario del superstite tesoro, libri
antica degli statuti di Francesco e diplomi restati, le quali cose so-
GIO GIO 63
lo potè conseguire in parie il suc- la famosa questione della povertà
cessore Benedetto XII nel 1339. di Cristo e degli apostoli, sostenu-
Dopo ciò rimasero nel tesoro di ta dai domenicani e dai france-
Asisi quasi tutti gli originali, di- scani. Dopo la morte dell'impera-
plomi, ed infinite carte, e parec- tore Enrico VII, essendo stati e-
chi libri della biblioteca, ridotta lelli per
successori Lodovico di
a'quei giorni a ben poca cosa. Ed Baviera, e Federico d'Austria, eb-
anche di tutto questo fu fatto bero origine le funeste e gravi
inventario per ordine di Benedet- differenze tra Lodovico, ed il Papa
to XII, e trasportato nel pa- che da lui per disprezzo veniva chia-
lazzo d'Avignone, grandissima col- mato Giacomo di Cahors o Prete
lezione che però non tutta ritornò Janni. Giovanni XXII scomunicò
a Roma. Di luttociò se ne legge Lodovico, che prese la difesa de-
dettagliata descrizione nelle dotte gli eretici Fraticelli [Fedi) , fece
Memorie isteriche degli avvilivi eleggere l'antipapa Nicolo V (fe-
ri ella santa Sede di monsignor di), ed accaddero tutte quelle lagri-
Gaetano Marini, a p. 10 e seg. mevoli cose, e lo scisma che de-
Approvò questo Papa l'ordine scrivemmo ai citati articoli , ed a
militare ed equestre di Cristo {Ve* quelli di Baviera, e di Germani*.
di), e per l'amore che portava a- Con la costituzione Redemplioneni
gli agostiniani [Tedi), assegnò loro misit, dei 18 luglio i323, Bull.
gli uffizi palatini di sagrista , bi- Rom. t. Ili, part. II, p. 188, ca-
bliotecario, e confessore pontificio, nonizzò s. Tommaso Aquino. d'
il primo de' quali tuttora godono. Nel i3s4 approvò de'mo-
l'ordine
Eresse l'abbazia di Monte Cassino naci Olivetani, e nel i325 ere^e
in vescovato ; fece bruciare il Tal- il vescovato di Cortona. Fulminò
mud, empio libro degli ebrei, pie- l'interdetto nella provincia di Mag-
no di bestemmie contro Gesù Cri- debuigo per 1'
uccisione dell'arci-
sto e la divina sua Madre ; ca- vescovo enei i328appvovò lor-
;

nonizzò da s. Tommaso da Can- dine di Paolo primo eremita.


s.

talupo vescovo di Erfort, con la Eccitatasi nel 1 33 fra' teologi la 1

costituzione Unigenilus Filius, pres- questione se le anime purgate da


so il Bull. Rom. t. HI, par. II, ogni colpa ed entrate in cielo go-
p. 178. Condannò nel i3ai la dessero prima del giorno finale la
dottrina di Giovanni di Poliaco vista chiara di Dio, Giovanni XXII
teologo di Parigi, il quale afferma- come dottore privato sembrava o-
va doversi ripetere al proprio par- pinare per la negativa, ma poi
roco la confessione fatta ai religiosi, formalmente dichiarò che le ani-
onde il teologo esemplarmente si me purgate passavano a godere
l'i trattò. Annullò il matrimonio tra chiaramente I essenza divina.
Carlo IV il Bello, e Bianca d'Ar- Nel i3Zi risolvette Giovanni
ias; si riserbò le elezioni delle \\1I di passare eolla corte e cu-
sedi episcopali in molte provinole ria pontificia a Bologna, ma non
abolendo il suffragio del
d' Italia, lo effettuò perchè attendeva clic-

popolo, e come dicemmo all'arti- Filippo VI re di Francia partisse


colo Francescano ordine, fece al- alla difesa de' santi luoghi della
cune dichiarazioni per estinguere Palestina, pel quale argomento il
64 GIO GIO
Papa non risparmiò fatiche, paci- stanza nelle avversità , e di gran
ficando i principi cristiani , acciò zelo nelle cose della Chiesa; di
rivolgessero le loro armi contro i vasta scienza, di profondo ingegno,
saraceni di Soria. Nel 1 334 ri- eccellente nel trattare i più. intri-

formò il celebre tribunale degli gati affari ; eloquente, sobrio, fru-


Uditori di Rota [Vedi). Dicesi aver gale, modesto e giusto: essendo
egli pubblicato in favore de' car- vivace ancora nella sua età decre-
melitani la celebre bolla chiamala pita, era facile ad irritarsi, ma la

Sabbalina, di cui si tenne propo- sua collera durava poco; diceva


silo nel voi. X, p. 57 del Dizio- messa ogni giorno, ed era fregiato
nario; e comandò che la festa di altre virtù. Il suo colore fu
della ss. Trinità si celebrasse so- pallido, e la sua voce esile ; pic-
lennemente nella domenica dopo colo di statura fu trovata di cin-
la Pentecoste. Dopo avere questo que piedi ,
quando a' g marzo
Papa sofferto apostolici travagli, pa- 1759 il suo mausoleo fu traspor-
cificato le perturbazioni dell In- tato in altro luogo di detta catte-
ghilterra, soccorso il re di Maio- drale , avendone trovato il corpo
lica contro i saraceni ,
ricevuto intiero. Vacò la santa Sede quin-
all'ubbidienza l'antipapa, inviato mis- dici giorni.

sionari a predicar la fede agi' infedeli, GIOVANNI XXIII, Papa CCX V


che gravi danni avevano recati al- Baldassare Coscia o Cossa, nac-
la repubblica cristiana, principalmen- que in Giovanni conte
Napoli da
te alla chiesa orientale ; dopo aver di Troia signore di Procida, o co-
fatto lega contro i turchi co're di me altri vogliono di famiglia me-
Francia, di Sicilia, di Cipro, d'Ar- diocre. Portatosi a Bologna, dedi-
menia, con l'imperatore Andronico to com'egli era ai ed ai piaceri
e co' veneziani; e dopo il gover- divertimenti, non avanzò molto
si

no di anni diceiolto , mesi tre e nelle scienze, sebbene fosse fatto


giorni ventotto, morì per una diar- dottore dell'uno e dell' altro di-

rea Avignone, a' 4


in dicembre ritto. Il solo favore di Bonifacio
i334, alle ore nove della mattina, IX, ch'ebbe la destrezza di pro-
con più, di novanta anni di età. cacciarsi, fu la sua fortuna, dap-
Tale male gli venne pel dolore poiché nell'anno 1 3g6 si procurò
che senfi della rivoluzione de' bo- l'arcidiaconato di Bologna, indi si

lognesi contro il suo nipote car- porlo in Roma, e vi ottenne il

dinal de Poyet legato, che fu co- posto di cameriere segreto del Papi,
stretto fuggire. Terminò di vivere il quale lo promosse a protonota-
dopo avere ascoltato la messa, e rio apostolico, ad uditore di rota,
"
ricevuto la comunione, e raduna- a vescovo d' Ischia , e poi a' ?.

to avanti a sé i cardinali, a' quali gennaio o nel febbraio 1402 lo

raccomandò la Chiesa, ed i suoi creò cardinale diacono, con la

parenti, eh' egli non avea molto diaconia di s. Eustachio. Dipoi fu


arricchiti, e fu sepolto nella catte- fatto legato della Bo-
provincia di
drale. Lasciò il tesoro pontificio logna, dell'esarcato di Ravenna, e
assai ricco, e contò gli anni del delle città di Ferrara e di Rimi-
pontificato dalla sua coronazione. ni, con ordine di far uso di tut-
Fu Giovanni XXI 1 di erande co- ta laforza del suo zelo e destrez-
GIO GIO 65
za per richiamare all' ubbidienza re attossicato, come dice s. Anto-
della santa Sede tutte le città e nino in Chron. par. Ili, tit. II,
tene situate in quelle provincie, cap. 5,o 3. Secondo i sospetti
ch'erano state usurpate dall' altrui del concilio di Costanza contribuì
violenza e tirannia, singolarmente alla qualità di questa morte di A-
di Galeazzo Visconti che avea oc- lessandro V cardinal Cos-
lo stesso
cupato Bologna. Le dignità eccle- sa, sebbene non
governava che si

siastiche non gli fecero cambiare i per li suoi consigli o piuttosto pei
suoi antichi sentimenti, né la sua suoi ordini. Nel terzo giorno di
condotta fu migliore. I successori conclave in cui erano entrati sedici
di Bonifacio IX, Innocenzo VII, e cardinali, essendone assenti altri set-
Gregorio XII non ebbero dal car- te, fu eletto Papa a' 17 maggio,
dinal Baldassare che motivi di dis- indi col nome di Giovanni XXI li,
gusto, e l'ultimo lo richiamò dal- a' 24 dello stesso mese fu ordinato

la legazione privandolo del car-


,
prete dal cardinal vescovo d'Ostia,
dinalato , anzi il Becchetti nel t. e nel giorno seguente, eh' era do-
II ,
pag. 268 della Storia degli menica, fu consacrato nella basilica
ultimi quattro secoli della Chiesa, di s. Petronio, e quindi coronato
aggiunge che Gregorio XII lo e- dal cardinal Rinaldo Brancacci. Il

scluse dalla comunione de' fedeli Gobelino, Cosmodr. aetat. 5, cap.


per avere usurpato il vescovato di 90, scrittore contemporaneo, ed al-
Bologna, la quale città era stata tri, affermano che molti restarono
ridotta da lui in tirannia, e pel- scandalezzati per questa elezione,
le glandi malvagità commesse da per aver il cardinale vissuto mon-
lui contro la santa Sede. Narra* danamente, onde il citato s. Anto-
J
il Sigonio nel libro De vescovi di nino par. Ili, tit. 22, cap. 6, lo
Bologna ^61, che vendette i
p. dipinse uomo grande nelle cose
fondi del collegio Gregoriano cui temporali, per la sua fina politica,
diede alla fazione degli Scaccardi, e- e per essere nato fatto pel mestie-
mula della Mal traversa, ed oltre a re delle guerre , avendo , come si

ciò alienò la pecunia e i mate- dice, cominciato la sua vita coll'e-

riali apparecchiati per la fab- sercitare sul mare la pirateria; ma


brica della basilica di s. Petronio. da nulla affatto nelle cose spirituali.
Assistè al concilio di Pisa contro ISon è vero ch'egli si dichiarò Pa-
Gregorio XII; ed Alessandro V che pa da sé stesso, solo brogliò il pon-
in esso fu eletto gli restituì la di- tificalo al modo detto nel voi.

gnità cardinalizia e la sua lega- XXI, p. 224 del Dizionario. Ve-


zione, con l'aggiunta di quella del- di Teodorico di Meni, che in qua-
la Marca, e con la presidenza di lità di scrittore delle lettere apo-
alcune altre provincie; avendo col stoliche e di abbreviatole accom-
suo mezzo e con quello di Paolo pagnò poi il Papa al concilio, nel-
Orsini ricuperato la signoria di Ro- la Storia dello Scisma d'occidente,
ma, mentre Alessandro V vi si di- Norimberga 1 53c> ; e nella Vita
rigeva, a dì lui preghiere si portò di rapa Giovanni XXIII, Franco-
in Bologna. Ivi cadde subilo infer- furti ib?o. Aggiungasi, che in an-
mo , e tini di vivere nella notte tichissimo codice del cardinal
de' 4 maggi i4io per un cristie- pranica si legge della elezione di

VO!.. XX"*!. 5
GG GIO GIO
Giovanni XXIII: quatti fuisse vi- scomunicò Ladislao, lo privò dei
llosa fama est. regni di Napoli e Gerusalemme
Intanto continuava il lungo sci- e pubblicò contro di lui la cro-
sma che avuta i3y8,
l'origine nel ciata. Ridotto Ladislao a mal par-
veniva in Avignone e nella Spa- tito, abbandonò Gregorio XII, es-
gna sostenuto dall' antipapa Be- sendo l'unico principe che l'ubbi-
ìitdetto XIII [Vedi), mentre ad diva e difendeva, e nel \\ 12 si
un tempo viveva Gregorio XII sottomise a Giovanni XXIII, col
( Vedi) , deposto nel concilio di quale fece a' 1 5 giugno un trattato,
Pisa, che si trattava da Papa, e protestando che Lodovico d'Angiò
da diversi popoli per tale era non avea diritto alla corona di
ancora venerato, per cui nel gio- Napoli. Ma
siccome Ladislao non
vedì santo del 1.4 pubblicò la m operava che con l'intendimento di
consueta bolla in Coena Domi- illudere Giovanni XXIII, rompen-
ni, e scomunicò BaldassareCossa, e do la concordia, neli4«3 con un
l'autipapa, con quei cardinali ed altri esercito occupò Roma, onde Giovan-
che seguivano il loro partito. Essen- ni XXIII fuggì a Siena, a Firenze, a
do morto Roberto re de' romani, Bologna, errando per le città lom-
Giovanni XXI II spedì i suoi nun- barde.
zi agli elettori dell'impero, affinchè Il contegno di Ladislao mosse
gli Sigismondo di Lu-
sostituissero Giovanni XXII l a rivolgersi a Si-
xemburgo re d' Ungheria, il qua- gismondo re de' romani per mezzo
le regno abbandonò 1' ubbidienza di due legati, onde questo prin-
di Gregorio XII, per seguir quel- cipe vedendosi in gran credito nel-
la di Giovanni XXIII. Per estin- la Chiesa, ed in tutta 1' Europa,
guere lo scisma ordinò che nelle disse ai cardinali legati, che per
messe solenni dopo V Agnus Dei si estinguere Io scisma, che tanto
cantasse il salmo Laetalus sum affliggeva Chiesa universale, era
la

con alcuni versetti. Trovandosi Gio- d'uopo convocare un concilio ge-


vanni XXIII in pericolo di cader nerale. Il Papa ci convenne, e fu
nelle mani di Ladislao re di Na- stabilita la città di Costanza per
poli che aspirava al dominio del- il luogo del concilio, prometten-
l' Italia e di Roma, nel i4ii si dogli Sigismondo che vi esercite-
partì da Bologna per difenderla; rebbe l'autorità suprema, vi avreb-
e dichiarando che il regno di Na- be gli onori di sommo Pontefice,
poli apparteneva a Lodovico d'An- e ne potrebbe sortire quando più
giò, con questi si mise in viaggio gli fosse in grado. Giovanni XXI lì
per Roma, ove giunse con gran in questo tempo fece la terza pro-
giubilo de' cittadini agli 1 1 apri- mozione di cardinali, che in tutto il

le, tenendogli la briglia del cavallo pontificato ne creò sedici, fra' quali
lo stesso Lodovico. Indi il Papa in- Tommaso Brancacci suo nipote, ve-
viò questi col generale della Chiesa scovo di Tricarico. Essendo mortoagli
contro Ladislao, che fu disfatto a 8 agosto 1 .4 4- Ladislao, stimolato
1

Roccasecca nella provincia di Ter- Giovanni XXIII dai cardinali e


ra di Lavoro, come dicemmo nel da Sigismondo ad effettuare la
voi. XXVII, a p. 289 del Dizio- promessa fatta di celebrare il pro-
nario. Dipoi a't) dicembre il Papa mulgato concilio, fu costretto av-
OIO GIO 67
riarsi a quella città accompagnalo Zaccaria, quanto a Giovanni XXIII
da gran corteggio, come una vit- ritenuto per Papa dubbio, essendo
tima ornata pel sacrifizio. Tutto- non sicura la sua legittimità, lut-
ciò che accadde nella celebrazione tavolta il concilio di Costanza con-
del concilio, le accuse fitte contro scio della propria limitata autori-
Giovanni XXI li, la sua fuga, la tà, tenne questa condotta per la
sua deposizione e prigionia, la ri- deposizione. Dicono pertanto gli
nunzia Gregorio XII, la depo-
di atti » che il re de' romani Sigis-
sizione Benedetto XIII dichia-
di mondo, i cardinali e i deputati,
rato scomunicato, e I' elezione di e molti ajtri proposero, che il Pa-
Martino V , tutto viene detto al- pa desse alla sentenza della sua de-
l'articolo Costatila [le di), ed agli posizione assentimento, promettesse
altri relativi. Fu dunque Baldas- di ratificarla, e in quanto fosse
sare Cossa deposto dal pontificato mestiere, egli medesimo rinunzias-
da quelli stessi che lo aveano ri- se ". In furono deputati cin-
fatti

conosciuto per Papa, a' 29 maggio que cardinali che a Giovanni XXIII
i4-i5, cioè dopo cinque anni e si recassero per indurlo ad accet-
tredici giorni che l'avea ottenuto. tare la condizione. Giovanni XXIII
SVgli veramente avea que' vizi, che si arrese, e confermò dipoi egli
gli opposero come provati di
si stesso la sentenza della sua depo-
una maniera invincibile, ma tanto sizione ; laonde ne' concordati di
più degni di un eterno obblio; la Narbona tra Sigismondo e i legati
sua umilia e la sua rassegnazione del concilio da una parte, e l'ub-
nel ricevere la sentenza della sua bidienza dell' antipapa Benedetto
deposizione, sarebbero sole capaci XIII dall'altra, piuttosto a volonta-
ad espiarli , come rileva il Berca- ria cessione di Giovanni XXIII,
stel nella Storia del cristianesimo, che a sentenza del concUio si ascri-
ove lungamente, e con molto cri- ve, ch'egli perdesse il pontificato.
terio descrive la storia di questi Tante cautele del concilio di Co-
strepitosi avvenimenti. stanza ben mostrano, quanto egli
Il Zaccaria nel suo Anli-lù-bbronio, tenesse d' oltrepassare deponendo
t. Il, p. 35a, parlando dei famosi con- Giovanni XXIII la sua autorità.
cili! di Costanza e di Basilea, con- Inoltre osserva il Zaccaria, che sa-
tro le assertive del l'ebbi onio, di- rebbe ancora a vedere, se questi
ce: che il concilio generale in tem- decreti sicno stati fatti in tempo
po di scisma rappresenta la Chie- che il concilio fosse ecumenico, e
sa universale in quelle cose, che se da Martino V sieno stati ap-
allo sciama si appartengono pei sé provati.
scio; il concilio generale fuori di Come Baldassare nel 4 9 1
1
scappò
questo caso, e quando abbiasi certo dalla prigione, come si portò a Firen-
e indubitato Pontefice, non rapare* ze ai piedi di Martino V da cui fu
senta la (Ini si universale, se non creato cardinal vescovo di Fra-
come unito al Pontefice; e ciò è scati, e decano del sacro colli
tanto mio,
da questo si che se con distinzione di sedia più emi-
disunisca diviene tosto un concilia- nente, e come ivi morì a' 2?. di-
buio melile migliore del R. immense cembre, non che delle solenni e-
o del latrocinio d'Efeso. Quindi il sequie fatte nella cattedrale) e del
68 G IO GIO
sontuoso sepolcro eretto nel tem- seconda e nona, fiorì nel pontifi-

pio di s. Giovanni Battista, tutto cato di s. Gelasio I del 49 2 -

si dice nel voi. XXV, pag. 7 e 32 GIOVANNI, Cardinale. Giovan-


del Dizionario. Nella carcere di ni prete cardinale de' ss. Gervasio
Monaco, ove stette per cjuasi quat- e Protasio del titolo in Vestina
tro anni, custodito da alcuni tede- ossia s. Vitale, è registrato tra i

schi, che non intendevano la lin- cardinali di s. Gregorio I del 5go.


gua di Baldassare, né da questo GIOVANNI, Cardinale. Gio-
erano intesi,compose i seguenti vanni prete cardinale del titolo di

Tersi , che non mostrano meno il s. Grisogono in Trastevere, fiorì


suo ed il suo gusto per
spirito sotto s. Gregorio I del 5go.
le lettere, che la sua passione nel GIOVANNI, Cardinale. V. Gio-
vedersi per la mutazione di sua vassi II, Papa.
sorte abbandonato e tradito dai GIOVANNI, Cardinale. V. Gio-
suoi nemici , e rinserrato in una vassi IV Papa
cercere chi fino allora era stato GIOVANNI, Cardinale. V. Gio-
temuto da tutto il mondo. vanni V Papa.
GIOVANNI, Cardinale. Giovanni
Qui modo summus eram, gau- prete cardinale del titolo del Mai-
dens et nomine Praesul, tire di Cristo nella via
Tristis et abjectus nunc mea Appia, visse sotto s. Gregorio III
fata gemo. del 73 1.

Excelsus solio nuper versabar in GIOVANNI, Cardinale. Gio-


allo, vanni prete cardinale del titolo
Cunctaaue gens pedibus oscu- di s. Marcello , trovasi registrato
la prona dabat. fra quelli di s. Gregorio III del
Nunc ego poenarum fundo de- 7 3i.
volvor in imo, GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
Vultum deformeni quemque ni prete cardinale del titolo dei
v'idere piget. ss. martiri Aquila e Prisca, fiorì

Omnibus in terris aurum mihi nel pontificato di s. Gregorio III


sponte ferebant, del 73 1.
Sed nec gaza j'uvat, nec quis GIOVANNI , Cardinale. Gio-
amìcus adest. vanni cardinale arciprete di s. Su-
Sic varians fortuna vices , ad- sanna, intervenne al concilio roma-
versa secundis no, celebrato da s. Zaccaria nel
Subdit, et ambìguo nomine lu- 743 o 74I
dit atrox. GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
ni consagrato vescovo di Ferrara
Vacò la s. Chiesa dalla depo- da Adriano I, e da lui e da s. Leone
sizione Giovanni XXIII sino
di III decorato di vari privilegi, vieue
alla elezione di Martino V, due dalla più parte degli scrittori annove-
anni, cinque mesi ed otto giorni. rato nel numero de' cardinali di s.

GIOVANNI, Cardinale. V. s. Leone III del 795. Il Muratori


Giovassi I, Papa. nel t. Ili delle Ant. ilal. p. 12,
GIOVANNI, Cardinale. Giovan- ricorda una bolla del 780 , in

ni diacono cardinale della regione virtti della quale Adriano I elesse


GIO GIO 69
Giovanni in vescovo di Ferrara; Labbé nel t. IX, p. no de' Con-
ma egli crede che tal bolla sia cila , tra i vescovi sottoscritti in
falsa a Gua-
cagione della data. Il detto concilio, pone nel sesto luogo
rino afferma di aver veduto una Giovanni vescovo di Velletri, che
bolla data in Laterano a'g marzo dice Bellitrensis in vece di Veli-
772 contenente i mentovati pri- trensis, per errore forse del co-
vilegi. pista.
GIOVANNI , Cardinale. Gio- GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
vanni vescovo cardinale di Selva ni prete cardinale, nell' 853 fu al
Candida, si crede che nel pontifi- concilio di s. Leone IV.
cato di s. Leone III del 795 e- GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
sercitasse gli uffizi di bibliotecario ni arcidiacono cardinale della santa
e cancelliere della Chiesa romana. romana Chiesa , sottoscrisse nel-
Egli fu indivisibile compagno di 1' 853 il s. Leone IV.
concilio di
tal Papa, allorquando nella sua GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
fuga da Roma si condusse in Ger- ni diacono cardinale fu al concilio
mania, e in Francia da Carlo Ma- celebrato in Roma da s. Leone IV
gno. Trovossi presente al concilio nell' 853.
celebrato in Roma nell' 862 da GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
Eugenio II, e col carattere di le- ni prete cardinale di s. Cecilia, in-
gato apostolico si portò dall'impe- tervenne al sinodo tenuto in Ro-
ratore Lodovico I, insieme a Teo- ma nell' 872 da Giovanni Vili.
doro nomenclatore Sergio duca, , GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
Quirino suddiacono, e Leone mae- ni diacono cardinale della santa ro-
stro delle milizie ,
per giustificare mana Chiesa, sottoscrisse il decreto
il Pontefice dalle calunnie cui e- da Stefano VII emanato contro
ra iniquamente travagliato, come Papa Formoso nell' 896.
eseguì con felicissimo successo. GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
GIOVANNI, Cardinale. V. Gio- ni diacono cardinale nell' 896 ap-
varvi VII Papa. pose la sua firma al decreto ingiu-
GIOa^ ANNI, Cardinale. Giovan- stamente emanato da Stefauo VI
ni vescovo cardinale d'Albano, fiori detto VII contro il Pontefice
,

in'11'832 sotto Gregorio IV, secondo Formoso.


I' Assemanni nella serie dei biblio- GIOVANNI, Cardinale. V. Gio-
tecari di s. Chiesa. Ma il Galletti varvi Vili Papa.
dice che il bibliotecario di Gresro- GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
rio IV fu Leone
con più ra- , e ni prete cardinale del titolo de' ss.

gione. Il Cardella opina che sia Silvestro e Martino, fiorì sotto A-


quel Giovanni cardinale che sotto- gapito II del 9 [6.
scrisse la bolla di Gregorio V, di GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
uo privilegio pei monaci di Su- ni prete cardinale del titolo di s.
biaco. Susanna , è registrato tra i cardi-
GIOVANNI, Cardinale. Giovanni nali di Agapito II del q^6.
vescovo di Velletri e cardinale, inter- GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
venne al concilio celebrato da s.Leo- ni diacono cardinale venne spedito
ne IV in Roma ncll'853. Il Borgia da Agapito II del 9 \G col caratte-
dubita del suo cardinalato, ma il re di suo legato all' imperatore Ot-
7o GIO do
tone I, per indurlo a liberare la ni diacono cardinale, sottoscrisse nel
Chiesa romana insieme col suo 993 la bolla di Giovanni XVI, con
pastore dalle mani de'nemici. Resti- cui canonizzò s. Uldarico.
tuitosi a Roma intervenne al con- GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
ciliabolo tenuto dall' antipapa Leo- ni vescovo cardinale di Albano, è
ne Vili contro il Papa Giovanni registrato tra i cardinali di Gio-
XII , il quale richiamato poi dai vanni XVI del 985 : fu biblioteca-
romani abrogò gli atti del conci- rio di s. Chiesa nei pontificati di
liabolo, e fece mozzare la mano Gregorio V, e Silvestro II; e si

destra al cardinale, in pena di sua trova sottoscritto ad una bolla di


temerità e ribellione, per aver sot- Giovanni XVI con la quale con- ,

toscritto con essa la sua depo- fermò privilegi del monistero di


i

sizione. Fulda.
GIOVANNI, Cardinale. Giovan- GIOVANNI, Cardinale. V. Gio-
ni prete cardinale di s. Croce in vanni IX Papa.
Gerusalemme , è notato fra quelli GIOVANNI, Cardinale. V. Be-
di Giovanni XV, e sottoscritto ad nedetto Vili Papa.
una bolla di Benedetto Vili del GIOVANNI, Cardinale. V. Gio-
lòil. vanni XVII detto XVIII Papa.
GIOVANNI, Cardinale. Giovan- GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
ni prete cardinale di s. Damaso, ni prete cardinale del titolo di s.

nel 993 sottoscrisse la bolla di Croce in Gerusalemme, viene re-


Giovanni XVI, per la canonizza- gistrato tra i cardinali di benedet-
zione di s. Uldarico. to Vili del 10 12.
GIOVANNI, Cardinale. Giovan- GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
ni prete cardinale de' ss. Apostoli, ni prete cardinale del titolo di s.

sottoscrisse nel 993 la bolla con la Susanna, sottoscrisse nel sinodo ro-
quale Giovanni XV detto XVI ca- mano di Benedetto Vili del 1012.
nonizzò s. Uldarico. GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
GIOVANNI, Cardinale. Giovan- ni prete cardinale del titolo di s.

ni prete cardinale de' ss. Quattro Marcello , intervenne al sinodo di


Coronati, appose la sua firma alla benedetto Vili del 101*2, pel de-
bolla di canonizzazione di s. Ulda- creto a favore di Villelmo abbate
rico, emanata da Giovanni XVI di s. Benigno di Fluttuarla.
nel 993. GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
GIOVANNI, Cardinale. Giovan- ni diacono cardinale, intervenne al
ni prete cardinale del titolo di s. sinodo romano di Benedetto \ HI
Clemente, sottoscrisse la bolla con del 1012.
cui Giovanni XVI nel 993 cano- GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
nizzò s. Uldarico. ni del Papa patrizio romano, fu
GIOVANNI, Cardinale. Giovan- crealo cardinale diacono da Gio-
ni cardinale diacono ed oblaziona- vanni XX del 1024, che gli con-

rio, si trova sottoscritto alla bolla ferì la chiesa di s. Agata per dia-
di Giovanni XVI del 993, per la conia; poi seguì il Pontefice (pian-
canonizzazione di s. Uldarico , che do si portò a cons-agrare la chiesa
fu la prima nella Chiesa. patriarcale d' Aquilcia. Nel io36
GIOVANNI, Cardinale. Giovan- Benedetto IX lo fece vescovo di
GIO GIO 71
Palesi ri ria, nell'anno seguente inter- GIOVANNI, Cardinale. Giovali-
venne al coneilio che questo Papa m vescovo cardinale di Palestrina,
celebrò in Laterano, e morì in Ro- fiorì nel pontificalo di Benedetto
ma d'anni 38, nel io4o. Fu sepolto IX, e nel io44 : in quello di san
nella sua diaconia con lungo epi- Leone IX consagrò l' altare di s.
taffio in versi, riportalo dall' Cghclli Agata nella diaconia di Roma.
nella serie de' vescovi Prenestini. GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
GIOVANNI, Cardinale. Giovan- ni cardinale nipote di Benedetto IX
ni prete cardinale del titolo di s. del io33, e veseoxo Lavicanense.
Marcello, sottoscrisse la bolla che GIOVANNI, Cardinale. Tre car-
Giovanni XX 1026 spedì
nell'anno dinali fiorivano nel pontificato di
al vescovo di Selva Candida ed , Benedetto IX del io33, di questo
altra con la quale quel Papa con- nome, dell'ordine de' preti, e tito-
cesse un privilegio alla patriarcale lari di s. Cecilia, di s. Martino, e
di Grado. di s.Da ma so.
GIOVANNI, Cardinal**. Giovan- GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
ni prete cardinale del titolo di s. ni romano figlio di Lorenzo. V.
Grisogono, nel 1026 sottoscrisse la Silvestro 111 Antipapa: sembra
bolla di Giovanni XX in favore che sia il medesimo che il se-
del vescovo di Candida ed
Selva , guente.
il privilegio da quel Papa accorda- GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
to alla chiesa di Grado. ni romano fu fatto cardinale e
GIOVANNI, Cardinale. Giovan- vescovo di Sabina da s. Leone IX
ni cardinale suddiacono, sottoscrisse del 1049, in sostituzione di altro
ad un privilegio che Giovanni \\ Giovanni che nello scisma di Be-
del 1024 concesse al patriarca di iiidt ito IX per cinquanta giorni
Grado. occupò il palazzo lateranense. In-
GIOVANNI, Cardinale. Sotto- tervenne al concilio romano di Ni-
scrisse al privilegio della chiesa pa- colò II, e di lui si fa menzione nei
triarcale di Grado, accordato da monumenti Farfensi. Nel Mabillou
Giovanni XX del 1024, con que- toni. IV, lib. 5f), n. 68, degli Alf
sta forinola : Giovanni per grazia ludi benedettini, si narra che volen-
del Signore diacono. do il cardinale saccheggiare il mo-
GIOVANNI, Cardinale. Giovan- nistero di Farla , si portò con ar-
ni prete cardinale di s. Calisto in mata mano alla chiesa di s. An-
Trastevere, appose la sua firma ad gelo in Tancia, dipendente da tal
1.11 privilegio di Giovanni XX del monastero, e rovesciato l'altare u
1024, in vantaggio della chiesa di prese le sacre reliquie. Ma portan-
Grado. dosi alla sua residenza il cielo da
GIOVANNI, Cardiale. Giovan- sereno divenne procelloso, onde il

ni escovo di Porto, vide


cardinale \ cardinale si ricovrò in luogo detto
f anima di benedetto Vili morto l'Aja, ove ad onta della dirotta
nel 1024, tormentata nel fuoco del pioggia le reliquie restarono asciutti-
purgatorio, come narra s. Pier Da- Sorpreso il cardinale dd terrore pel
miano appose la sua sottoscrizione
: prodigio, nella notte per giudi/io
d una bolla ch'emanò il detto divino lu colpito d'apoplessia, t
Papa per la chiesa di Firenze per sempre perde un lato del SUO
7i
GIO GIO
corpo, onde pentito del com- fallo Vergine, ed una chiesa sotto l'invo-
messo, restituì le reliquie alla chie- cazione di s. Martino, in compa-
sa. Altri dicono che questo Giovan- gnia di sei altri vescovi. Nello sci-

ni sia Io stesso che il precedente, sma dell'antipapa Clemente III si

che s'intruse nel pontificato col tenne costantemente unito a s. Gre-


nome di Silvestro III. Certo è che gorio VII, e finì di vivere nel 1088,
s. Leone IX, alle querele di cin- o nel pontificato di Pasquale lì.
quecento monaci di FarFa , confer- GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
mò i privilegi che il cardinale an- ni cardinale vescovo di Porto, crea-

nientava. Dopo tante strane vicen- to da Alessandro II nel 1066, in-

de morì, passati quarantanni di tervenne alla consagrazione della


cardinalato. chiesa di Monte Cassino. Nemico
GIOVANNI, Cardinale. Giovan- dell'antipapa Clemente III, ad on-
ni prete cardinale fiorì nel pontifi- ta minacce dell' imperatole
delle

cato di s. Leone IX del 1049, e restò sempre fedele a s. Gregorio


fu arciprete della basilica vaticana. VII, di cui fu uno degli elettoli,
GIOVANNI, Cardinale. Giovan- e con grande impegno cooperò in
ni cardinale vescovo di Tivoli, è Terracina all'elezione di Urbano
noverato tra i cardinali di Vitto- II, nel cui pontificato pieno di me-
re lì del io55, indi sottoscrisse al riti morì, dopo aver assistito alla

concilio Lateranense di Nicolò II. consagrazione di Lamberto vesco-


GIOVANNI, Cardinale. Giovan- vo d'Arras, fatta in Roma nel 1093.
ni prete cardinale fu creato da Ste- GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
fano X del 1057, nel cui pontifi- ni cardinale prete della basilica dei

cato morì. ss. XII Apostoli, fu creato da A-


GIOVANNI, Cardinale. Giovan- lessandro II dopo il 1066.
ni prete cardinale del titolo di s. GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
Marco, è registrato tra' cardinali di ni, francese di nazione, monaco e

s. Leone IX, ed intervenne al con- poi abbate monistero di Dol


del

cilio nel io5c), celebrato in Late- nella Bretagna minore, da s. Gre-

rano da Nicolò II. gorio VII del 1073 fu creato car-

GIOVANNI, Cardinale. Giovan- dinale prete del titolo de' ss. Sil-

ni vuoisi che sia uno di quei car- vestro e Martino a' Monti.
dinali,che Nicolò II creò in Osi- GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
mo agli 8 marzo 1 o5g. ni fu creato diacono cardinale, e
GIOVANNI, Cardinale. Giovan- poi arcidiacono di s. Chiesa , da
ni prete cardinale di Nicolò II del s. Gregorio VII del io-3, che ab-
io58, intervenne con Alessandro bandonò per seguir l'antipapa Cle-
li alla dedicazione della chiesa di mente III.
Monte Cassino. GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
GIOVANNI, Cardinale. Giovan- ni monaco e XXII abbate del mo-
ni cardinale vescovo Tusculano, nistero di Subiaco dell'ordine di

creato da Alessandro II del 1061, s. Benedetto, essendo levita del sa-


fu presente alla consagrazione che cro palazzo, fu da s. Gregorio \ 1

fece il medesimo della basilica di del 1073 creato diacono cardinale


Monte Cassino; ed egli nello stesso di s. Maria in Domnica.
tempo consagrò un altare della b\ GIOVANNI, Cardinale. Giovali-
GIO GIO 73
ni di Gubbio da Urbano II del 1088 eia, concorse a quella di Onorio li,

fu creato cardinale prete di Ana- s. e morì verso il 1123.


stasia; indi nel iio5 fu deputato GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
da Pasquale II alla legazione del- ni monaco dell'ordine di s. Bene-
l' Umbria, nel qual tempo d'ordi- detto, abbate del monistero di s.

ne e commissione del Papa con- Paolo nella via Ostiense, fu da Pa-


sagrò vescovo di Gubbio s. Gio- squale II del 1099 creato cardi-
vanni da Lodi, dopo la cui prezio- nale prete del titolo di s. Maria
sa morte fu incaricato dalla santa in Trastevere, e si trovò ai comizi
Sede di scriverne la vita, e di for- per l'elezione di Gelasio II.

mare processo autentico delle sue GIOVANNI, Cardinale. Giovan-


virtù e miracoli, ch'egli fedelmen- ni da Pasquale II fu fatto prete
te a Pasquale II, sotto
trasmise cardinale, indi lo spedì in Francia
del quale morì. legato apostolico col cardinal Be-
GIOVANNI, Cardinale. Giovan- nedetto, dove in Valenza del Del-
ni cardinale diacono creato da Ur- finato celebrò nel 1100 un sinodo
bano II del 1088 , e forse fu con ventiquattro padri, nel quale
quello chiamato di s. Maria in furono discusse due gravissime cau-
Cosmedin o scuola greca, che con- se, una riguardante Ugono abbate

fermò con giuramento quanto Pa- di Flavigny, l'altra Nortgaudo ve-


squale II nella sua prigionia ac- scovo d'Autun; ed un altro ne ce-
cordò ad Enrico V sulle investi- lebrò in Poitiers, al quale inter-
ture de' benefìzi ecclesiastici. vennero centoquaranta
ottanta o
GIOVANNI, Cardinale. Giovan- s. Ivone di
vescovi, di concerto con
ni diacono cardinale di s. Adriano, Chartres, ad oggetto di esaminare
creato da Urbano I del 1088, e decidere la causa del re Filippo
sottoscrisse diverse bolle. I ,
pel suo commercio riprovevole
GIOVANNI, Cardinale. Giovan- con Bertrada , avendo ripudiato
ni prete cardinale del titolo di s. Berta sua moglie. Il concilio colpì
Cecilia, creato da Pasquale II del il re con sentenza d'anatema.

i 099, intervenne aiconcilii di Gua- GIOVANNI, Cardinale. Giovan-


stalla e di Laterano, fu del nu- ni cardinale diacono di s. Nicola
mero degli elettori di Gelasio II, in Carcere, nel ri 23 sottoscrisse

e di quelli che restali in Roma la bolla di Calisto II, a favore del


acconsentirono a quella seguita in monistero di s. Remigio di Pro-
Cluny di Calisto li : forse visse si- venza.
no al 1 1 28. GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
GIOVANNI, Cardinale. Giovan- ni nacque da onesti genitori in
ni monaco di Monte Cassino, fu Bologna, abbracciò l'istituto dei
da Pasquale II del 1099 fatto camaldolesi dove si avanzò tal-
,

cardinale prete di s. Eusebio. Si mente nell'esercizio della religio-

condusse a Benevento con Calisto sa perfezione, che ne giunse il buon


li, e a di lui persuasione il conte odore fino in Sardegna, por cui
Rainulfo restituì al nominato mo- Costantino re di quell'isola volle che
nistero i beni che gli avea in- ivi fossero introdotti per suo mezzo
giustamente involati. Approvò l'e- i camaldolesi. Pasquale II approvò
lezione di Calisto li fatta in Fran- l'elezione fatta di lui nel 1 1 i
\ in
74 01 GIO
priore generale della sua congre- però gli attuari del Ciacconio ne
gazione, ed Onorio li, secondo alcuni dimostrano la falsità.
suo concittadino, nelle tempora del GIOVANNI , Cardinale. Ca-
dicembre i 1 26 lo creò cai dinaie, e «li varmi fu da Alessandro III del
conferì il vescovato d' Ostia, ch'egli 1 1 5(j creato cardinale prete dei
teneva prima del pontificato. Il Pa- ss. Giovanni e Paolo, e nel 11 78
pa si prevalse di lui nel governo sottoscrisseuna bolla di tal Papa,
della Chiesa, siccome personaggio per Oprando abbate del monistero
di sperimentata prudenza; indi il di s. Simpliciano nella diocesi di
cardinale difese a tutto potere In- Milano.
nocenzo li contro l'antipapa Ana- GIOVANNI, Cardinale. Gio-
cleto II, dopo avere concorso alla vanni nel marzo del 1 1
78 fu da
sua elezione, e averlo conseerato. In- Alessandro III creato cardinale dia-
nocenzo ancora se ne servì ne-
Il cono di s. Angelo, indi da Lucio
gli a Sari più ardui della santa Se- III inviato legato a Costantinopoli
de, per la quale non risparmiò per ridurre alla Chiesa romana gli
rischi ed enormi onde
fatiche , scismatici, i quali con percosse ini-

procurargli la pace. Pieno di me- quamente lo cacciarono, onde tor-


riti e di gloria mori nel 11 33. nato Roma morì nel 1182.
in
GIOVANNI, Cardinale. Giovan- GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
ni canonico regolare della congre- ni prete cardinale del titolo di s.

gazione di s. Frediano di Lucca , Marco alle l'alatine , sottoscrive


nel giorno delle ceneri 1 i44 IU molte bolle di Lucio III del 1181.
da Celestino II creato cardinale GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
diacono Maria Nuova ; con-
di s. ni lombardo di nazione, vescovo di
corse alle di Lucio
elezioni
II, Toscanella, nel 1181J fu da Cle-
Eugenio III, ed Anastasio IV, nel mente III creato cardinale prete
di cui pontificato morì nel 11 53. del titolo di
s. Clemente, in tem-
GIOVANNI, Cardinale. Giovan- po del quale avendo Celestino 111
ni di Napoli nel ii5o fu da Eu- decorato Viterbo della cattedra ve-
genio III creato cardinale diacono scovile, l'unì alla chiesa di Tosca-
de' ss. Sergio e Bacco; concorse nella, insieme a L'ieda e Civita-
alle elezioni di Anastasio IV, e di vecchi;!. Intervenne alla solenne
Adriano IV, sotto del «piale ter- consagi azione che Celestino 111 le-

minò di vivere. ce della chiesa di s. Lorenzo iu


GIOVANNI, Cardinale. Giovan- Lucina di Roma. In Viterbo ac-
ni monaco ed abbate be-
francese, colse insieme a quattordici cardi-
nedettino ilei tnonislero di Dol nali Innocenzo 111, il quale vi con-

nella provincia di Bourges, in da Eu- sagrò la chiesa di s. Marco, e poi


genio i5o creato cardina-
III nel l nel ii«i') trasferì il cardinale al
le, e se ne mostrò
ben degno pel vescovato Albano. Neil' ultimo
di
suo gran senno e valore nel ma- anno di questo ebbe lite coli abba-
neggio degli all'ari ecclesiastici, on- te di Grottal'errata, riguardante i

de lasciò alla posterità copiosi mo- diritti della chiesa di s. Nicolò di


numenti del suo ingegno. Il Pan- Nettuno, che il Papa decise in fa-
vinio gli attribuisce il titolo dei vore del cardinale. Sembra ch'egli
ss. Silvestro e Martino ai Monti, abbia latta una visita generale di Stta
GIO GIO 7
5*

diocesi, e che perciò tenesse ordi- santa Sede, con l'esercizio delle più
nazione in s. Maria di Nemi di sublimi virtù, e tra le altre di una
pertinenza allora de' monaci di s. eroica astinenza dal vino e dalle
Anastasio, come dicemmo parlan- carni, né sembra doversi valutare
do di Nemi all' articolo Genzano. la taccia che di avaro gli die Ro-
I monaci per la contrarietà che
,
gerio Ovedeno storico inglese. Men-
mostrarono sempre ai vescovi, cre- tre si trovava in Irlanda Innocen-
dendo lesi i loro privilegi, caccia- zo III gli scrisse diverse lettere, in-
rono dalla chiesa gli ordinati. Mo- culcandogli di eliminare il detesta-
rì inRoma nel 12 io. bile abuso ivi introdottosi, che i

GIOVANNI, Cardinale. Giovan- figli e i nipoti succedessero agli


ni patrizio salernitano, monaco avi ne' benefizi ecclesiastici. Morì
cassinese, nella Pentecoste del 1 191 nel 1208 o nel 12 io in Roma,
fu da Celestino III creato cardina- o verso il 1 2 1 2 secondo il Ciac-
le prete del titolo di s. Stefano a conio.
Monte legato d'Alema-
Celio, indi GIOVANNI, Cardinale. Gio-
gna. Dopo
morte del Papa es-
la vanni suddiacono, notaio aposto-
sendo slato eletto suo successore lico, e pontifìcio cappellano, insi-
da dieci cardinali, per soffocare gnito del titolo di maestro, nel
nel suo nascere uno scisma e di marzo o dicembre 120J Innocen-
funeste conseguenze, con eterna zo III lo creò cardinale diacono
gloria del suo nome cede spon- di s. Maria in Via Lata, e vice-
taneamente al diritto di elezione, e cancelliere di s. Chiesa. Avendo
guadagnò que' voti a favore del Giovanni re d' Inghilterra eccitala
cardinal Lotario Conti, il quale una fiera persecuzione contro gli

restò canonicamente eletto col no- ecclesiastici di quel regno, il Pa-


me d'Innocenzo III. Questi lo de- pa per I' esperienza che aveva del-
corò di onorevoli legazioni, prima la fedeltà , saviezza e valore del
nel regno di Napoli, insieme col cardinale, lo spedì colà per legato,
cardinal Gherardo, per invitare i ove restò per due anni; indi in
baroni di quel dominio a desistere coinpaguia del cardinal Pietro si
di favorire il tiranno Mareualdo, trasferì nelle Gallie per stabilir
ed a mantenersi fedeli a Federico la pace tra i re di Francia e d'In-
11, di cui il Papa era tutore. Si ghilterra, ove persuase il primo a
trasferì in seguito con lo stesso ca- riprendere la ripudiata moglie. Fu
rattere nella Sicilia, per mantene- onorato di diverse lettere da In-
re nella debita ubbidienza quel- nocenzo III, e morì nel 12 io.
1' isola dalla santa Sede data in GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
investitura a Federico II. In que- ni cappellano pontificio ossia udi-
sta legazione per la bravura del tore di rota, nel marzo o dicem-
cardinale, il conte di Lameste giu- bre !2o5 Innocenzo III lo creò car-
stiziere del regno
con ,
promise dinale diacono J sottoscrisse varie sue
pubblico e solenne giuramento di bolle, intervenne all'elezione di O-
ubbidire agli ordini della Chiesa norio III, e morì 12 17 circa.
nel
romana. Passò in seguito nella Sco- GIOVANNI, Cardinale. Giovan-
zia e nell'Irlanda, ed ivi pure di- ni nel 121 1 fu da Innocenzo III

portasi da fedele ministro della crealo cardinale prete del titolo


76 GIO GIO
di s. Prassede, indi Io deputo giu- propose per un vescovato della
dice in una causa, e poscia Jo Dalmazia, che non volle accettare.
inviò legato in oriente, ove fu Ottenuto finalmente quanto bra-
imprigionato dal duca Teodoro mava dall'imperatore e dal patriar-
Comneno, ma per mediazione la ca, tornò a Basilea dove credesi ,

di Giovanni vescovo di Crotone che arrivasse coli' ambasciatore del


nel 12 17 fu liberato. Intervenne Paleologo in principio di febbraio
ai sagri comizi di Onorio III, e 1437. Poco dopo fu deputato pres-
morì verso 1121. il so il Pontefice Eugenio IV in occa-

GIOVANNI m
Raousi, teologo sione della divisione che manifestossi
distinto del secolo XV. Entrò da nel concilio a' 7 maggio di quel-
giovine nell'ordine di s. Domeni- l'anno, ed in appresso fu inviato
co; la perizia acquistata nelle lingue per la terza volta a Costantinopoli.
orientali fu per lui un soccorso per Questa nuova negoziazione non sor-
penetrare i sensi più reconditi del- fi un esito felice ; Giovanni si ri-

le divine Scritture , ed arricchirsi mise in mare, e arrivò a Venezia


di'quanto gli scrittori greci antichi l'8 febbraio 1 438. Dopo tal epo-
e moderni hanno di più raro. Pre- ca la storia di questo legato è in-
se la laurea dottorale a Parigi , e certa. Alcuni pretendono col padre
nel 1^.16 fu eletto procuratore ge- Echard, che abbia sempre aderito
nerale del suo ordine presso la cor- al concilio di Basilea, e che dal-
te di Roma, sotto Papa Marti-
il l'antipapa Felice V sia stato fatto
no V, che lo nominò uno de' suoi vescovo d' Argo nel Peloponneso,
teologi al concilio di Basilea. Fu e quindi cardinale, come scrivem-
pure scelto a presiedervi in luogo mo al volume IV, pag. 171 del
del cardinale Giuliano Cesarmi che Dizionario. Altri vogliono che ab-
non poteva trovarvisi all'apertura. bia abbracciato il partito di Eu-
Giovanni giunse a Basilea nel 4-3 1 1
genio IV, e che questo Pontefice
e vi perorò con molta forza. In gli conferisse il vescovato d'Argo
seguito parlò per otto mattine nel al suo ritorno dal terzo viaggio di
concilio, per combattere la dottrina Costantinopoli. Secondo l'opinione
degli ussiti. Fu spedito a Costan- più comune egli visse fino do-
tinopoli in qualità di legato, all'ine po l'anno 1 44-3- Gli scritti che
d' indurre l'imperatore Giovanni di lui ci rimangono sono: i.° Il
Paleologo ed il patriarca Giuseppe lungo discorso da lui recitato nel
a mandare deputati a Basilea per concilio di Basilea contro gli errori
trattarvi la riunione; il che otten- degli ussiti , riportato nella storia
ne. Ma i greci non avendo fatto di quel concilio, e dal Bzovio nel
nessun conto di quanto i loro am- toni. XVI degli annali ecclesiasti-

basciatori avevano promesso al ci. 2. Gli atti della sua legazione


concilio, fu Giovanni inviato nuo- a Costantinopoli, che trovatisi fra

vamente a Costantinopoli con mol- quelli del concilio di Basilea , e


ti altri, e dopo molte conferenze quattro lettere sul medesimo sog-
giunse a far sottoscrivere alcuni getto, che veggonsi manoscritte nel-
articoli. Egli trovavasi ancora a Co- la biblioteca del granduca di Fi-
stantinopoli quando il senato di renze. 3.° Una relazione de' suoi
Ragusi a' 3o dicembre i/j.35 Io viaggi in oriente , conservataci da
GIO GIO 77
Leone Allacci. 4-° Un sermoue in rossa piana, terminata con le punte
lode di s. Benedetto, pronunciato a a martello, e in mezzo di essa era-
Roma nel i43o in presenza dei no le immagini de' ss. Gio. Batti-
cardinali. La sua opera sui nomi sta e Tommaso.
indeclinabili ed alcuue espressioni GIOVANNI POLI o GIOVAN-
della Bibbia, che condusse a fine NOPOLI. Borgata o piccola citta
in Costantinopoli, non si trova. che Giovanni Vili dell' 872 fab-
GIOVANNI (s.) d'Acri. V. Acri. bricò sulla via Ostiense, per mette-
GIOVANNI BATTISTA e TOM- re al coperto la basilica di s. Pau-
MASO Ordine equestre. In Ac-
(ss.), lo dalle incursioni e piraterie dei
cona, non in Ancona, alcuni zelanti saraceni, e dalle vessazioni delle ma-
e pii gentiluomini gli dierono ori- snade, onde gli diede il suo ponti-
gine per soccorrere gl'infermi , da ficio nome. In processo di tempo
loro caritatevolmente accolti in di- andò distrutta, come si disse al
versi ospedaliappositamente eretti, voi. XII, p. 211 del Dizionario.
che poscia furono ridotti in com- GIOVENAZZO (Juvenacen). Cit-
mende a causa delle pingui lascite, tà vescovile del regno delle due
e di molti privilegi conceduti ai Sicilie, nella provincia di Terra di
medesimi dai sommi Pontefici, i Bari, posta su d' una roccia in ri-
quali avendo innalzato i gentiluo- va al mare Adriatico con titolo ,

mini al grado di cavalieri, sotto gli di ducato capoluogo di cantone.


,

auspico de' ss. Gio. Battista e Tom- L'origine della città è assai anti-
maso, obbligarono quindi a fare
li ca, e chiamò Natiohim Juvena-
si

la guerra ai masnadieri, per faci- cium: le sue mura, e l'elevato ca-


litare e rendere sicuro 1' accesso dei stello vecchio dimostrano come fos-
pellegrini a Terra Santa , secondo se un tempo validamente munita.
alcuni autori che scrissero degli or- Rinchiude oltre la cattedrale, fatta
dini militari ed equestri. L' ordine edificare dall' imperatore Federi-
fu chiamato anche di Tolemaide co I nel 11 83, diverse altre chiese,
e d'Acri, nomi co' quali si chiamò vari ospedali, ed istituti di benefi-
Accona o Accaron. Alessandro IV cenza per l'educazione, pei fanciulli
approvò l'ordine, e Giovanni XXII esposti, pei mendicanti e vagabon-
lo confermò sotto la regola di s. di. Contiene circa settemila abitanti,
Agostino. Alfonso il Savio re di X ed ha il territorio ridondante di
Castiglia, avendo chiamato nel suo cereali , vino olio ed amandorle.
,

stato molti di questi cavalieri per Dicesi che sia stata fabbricata sul-
guerreggiare contro i mori, li ricolmò le rovine dell' antica Ignatia, e fu
di benefizi, e nel suo testamento signoria della nobile famiglia del
gli lasciò considerabili ricchezze; Giudice.
ma per le perdite fatte nella Siria, La sede vescovile, al dire di Com-
indebolitosi 1' ordine, venne riunito man ville, fu eretta verso l'anno
al Gerosolimitano, che in molte co- 65 1, sotto la metropoli di Bari,
se ne somigliava l'istituto e lo spi- altri più tardi fanno fondata que-
rito. Il padre Bonanni, che nel Ca- sta sede , cioè nel decimo o uel
talogo degli ordini militari ne ri- decimoprimo secolo, ed è perciò
porta a p. L1X la figura, dice che che alcuni ne fanno pruno vescovo
l' insegua consisteva in una croce Pandouo del q5i, altri Giovanili
78 GIO GIO
del 107 quale intervenne alla
1, il lino Morola o Moroni. Pietro di
solenne dedicazione che il Papa A- Recanati, vescovo del 1 4-7 ' > otten-
Jessandro II fece della basilica di Mon- ne dal re Ferdinando un diploma
governò venticinque an-
te Cassino, e in favore di Giovenazzo : interven-
ni. Nel 1096 gli successe Pietro che ne alla che in Ro-
canonizzazione
consacrò la chiesa di s. Eustachio ma celebrò Innocenzo Vili di s.
di Padula nella diocesi; nel 1 1 1 Leopoldo IV, marchese d' Austria.
Bernerio che ottenne dalla regina Gli successe nel 1
4 f)^ Giustiuo Plan-
Costanza le decime sulla città in , ca nobile di Giovenazzo, oriondo
anima del suo defun-
suffragio dell' romano. Leone X nel 1 o 1 7 vi co-
to marito Boeniondo principe di stituì amministratore il
perpetuo
Antiochia. Orso del 1124 seguen- cardinale Lorenzo Pucci, il quale
do le parti di Anacleto II antipa- rassegnò la sede con diritto del re-
pa ne ottenne un privilegio. Berto gresso a Giacomo Tramarino di
del 1172 sperimentò con la sua Giovenazzo, e poi fece altrettanto
chiesa la munificenza del re Gu- con Marcello Planca pure di Gio-
glielmo. Paolino del 11 84 consacrò venazzo. Nel 1^28 fu da Clemen-
il nuovo battisterio. Pietro nel te VII fatto vescovo Lodovico For-
1226 eletto dal capitolo, fu con- conio, virtuoso ed egregio aquilano.
fermato da Onorio HI. Leonardo Giovanni de Piibera spagnuolo del
de Sermineto, monaco di Fossa - 1J49 intervenne al concilio di Tren-
nuova, ben accetto ad Innocenzo IV to, il quale trasferì le monache
per esemplarità di vita e lettera- benedettine nell'interno della città,
tura, nel 12 53 fu promosso a que- presso la chiesa de' ss. Gio. e Pao-
sta chiesa. Salvio eletto dal capito- lo, e fu benemerito ed esempi. ne
lo, fu confermato da Gregorio X vescovo. Sebastiano Barnaba eresse
nel 1275. Fr. Giovanni da Traili nella cattedrale una cappella al ss.
de' minori, a'2 maggio 1283 con- Crocefisso, ed ottenne da Grego-
sagrò solennemente la cattedrale. rio XIII l'indulgenza perpetua per
Fr. Guglielmo inglese de' minori, quelli che la visitassero.
nel i32Q ottenne dal re Roberto Lodati vescovi furono Luciani)
la reintegrazione dei diritti spettanti de Rossi, e Gio. Antonio Vipera-
alla Giacomo Morola o Mo-
chiesa. Di, Gregorio Santacroce, e Giulio
roni nel i333 divenne vescovo del- Masi nobile fiorentino, il quale ab-
la patria. Bonifacio IX nel 1390 bellì la cattedrale, ornò la cappella
dalla sede di Tropea trasferì a que- del Crocefisso, rinnovò il battiste-
sta Francesco Balmolino gli suc- ; rio, eresse una cappella alla Beata
cesse Grimaldo de Turcoli di Gio- \ ergine di Loreto, e fuori della
venazzo. Nel i/±55 Calisto III fece città la chiesi di s. Maria della
commendatario di questa chiesa il Misericordia, chiamò i cappuccini
cardinal Antonio de la Cerda del a stabilirsi in Giovenazzo, e pose
titolo di s. Grisogono. Ebbe a suc- la prima pietra alla loro chiesa di
cessore il vescovo Ettore Galgano s. Carlo.vescovo Carlo Maranta
Il

d' Aversa nel 1 4^7 > cne ottenne napoletano, nobile, dotto ed illu-
dal re Alfonso 1 la conferma di stre, celebrò il sinodo, pose la pri-
tutti i privilegi. Nel 1462 Pao- ma pietra nella chiesa di s. Maria,
lo II fece vescovo della patria Ma- e de' ss. Giusto, Carlo e Filippo
GIO GIO 79
fuori della città, e nel ìG">-j fu pulii 1818, soppresse le sedi di

trasferito alla sede di Tropea da Giovenazzo e Terlizzi, e le assegnò


Alessandro VII. Il vescovo Michele alla diocesi di Molfetta [Vedi), di

Vaginali rifece l' episcopio , e il cui fece vescovo nel 1820 monsi-
convento de' minori conventuali ;
gnor Filippo Giudice Caracciolo di
gli successe nel Agnello Ai-
1 67 1 Napoli, che poi il Papa che regna
feri, come il predecessore de' minori creò cardinale, avendolo sino dal
osservanti: ristorò la cattedrale, fe- 1833 traslato alla sede di Napoli. Il
ce altri miglioramenti all'episcopio, medesimo regnante Gregorio XVI,
consagrò la chiesa de'cappuccini, sos- ad istanza dell' odierno monarca
tenne ancor lui grave lite coi cittadi- delle due Sicilie Ferdinando II, re-
ni di Terlizzi,e si esercitò in diverse stituì a Giovenazzo ed a Terlizzi
pie opere. Nel1693 Innocenzo XII l' onore di cattedrali vescovili, la-
nominò vescovo fr. Giacinto Chyur- sciandole unite a Molfetta; e nel
lia, di ed antichissima
nobilissima concistoro de' 19 maggio 1837, fe-

stirpe greca, che in più modi si rese ce vescovo di Molfetta, Giovena/zo


benemerito di questa chiesa eresse : e Terlizzi l'attuale monsignor Gio-
per le povere orfane il pio luogo vanni Costantini di Cosenza, essen-
detto il Monte della Carità, edificò do tulte e tre le sedi immediata-
e consagrò la chiesa di s. Felice, mente soggette alla santa Sede.
ingrandì il monastero delle mona- La cattedrale di Giovenazzo è
che benedettine di s. Gio. Batti- sacra a Dio , sotto l' invocazione
sta, e fece quelle altre commende- della Assunzione della B. Vergine,
voli cose che si leggono Dell' Italia essendo composto il capitolo della
sacra dell' Ughelli , tom. VII, p. dignità dell' arcidiaconato, di sedici
770 e seg. La continuazione della canonici, compresi il teologo ed il

serie de' vescovi si legge nelle an- penitenziere , di venti mansionari,


nuali Notizie di Roma. Mentre era e di altri preti e chierici addetti al
vescovo di Gioveuazzo Paolo de divino servizio. La cattedrale ha il

Mercurio di Camerata, fatto vesco- batlisterioj e la cura parrocchiale è


vo nel 1731 da Clemente XII, il affidata all' arciprete. Non avvi al-

Pontefice Benedetto XI\ a' 26 no- tra parrocchia, ma alcuni conven-


vembre 1749 eresse in cattedrale ti e monasteri di religiosi d'ambo
la chiesa di Tei lizzi [Fedi), e 1' u- i sessi, un conservatorio di donzel-

nì a quella di Giovenazzo, ed il le , diversi sodalizi , ospedale e


primo vescovo di Giovena770 e monte di pietà.

Terlizzi uniti Cu Giuseppe Orlandi GIOVIAMO, Cardinale. Gioca-


monaco celestino, di Tricase, fatto no prete cardinale del titolo di S.

dallo Benedetto XIV nel


stesso Emiliaua, fiorì nel 4g4> ne l ponti-
17I2. Indi di Giovenazzo e Ter- ficato di s. Gelasio I.

lizzi ne fu ultimo vescovo Michele GIOVIMANO, Cardinale. Gio-


Continisi d' Altaiuura, fallo vescovo viniano cardinale prete del titolo

da Pio \ nel 7 7G, dappoiché nel-


I 1 di s. Sabina, intervenne al concilio
la nuova circoscrizione ili diocesi, romano dell'853, tenuto da s. Leo-
ohe Pio VII fece ad istanza del re ne IV.
Ferdinando I, per l* autorità della GIOVJNIÀNO, eresiarca del IV
bolla De uiiliori domiiiicae, \ Lai. secolo. Passò i primi anni li» le
8o G P
I GIR
austerità della vita monastica in un GIRACLA. Città vescovile di
monastero governato da s. Ambro- Sardegna, situala nella parte set-
gio, in uno de'sobborghi di Milano, tentrionale , all' oriente di Sassari.
dal quale uscito, si recò in Roma, Giracla o Gisara fu eretta nel se-
ove cominciò a seminare i suoi er- colo XII, e nel principio del se-
rori. Dopo esser caduto nell' em- colo XVI fu unita ad Otana, la
pietà lasciò la "vita mortificata , e qual sede nel medesimo secolo
si diede allo stravizzo , vantandosi venne unita ad Alghero (Vedi).
tuttavia di essere monaco. Predi- La chiesa cattedrale era sotto lin-
cando egli una dottrina piacevole vocazione di s. Antioco; aveva un
ai sensi , ebbe in Roma molti se- piccolo capitolo composto delle di-
guaci dell' uno e dell' altro sesso. gnità dell' arciprete, del decano, e
] suoi errori furono molti : egli di- di cinque canonici. 11 vescovo or-
ceva che la verginità non era pre- dinariamente risiedeva in Arderà,
feribile matrimonio che i bat-
al ; luogo della diocesi, e ne fu il pri-
tezzati non potevano più peccare; mo Pietro del 1 1 1 6, che poi as-
che tanto merita chi digiuna, quan- sistette allaconsagrazione della chie-
to chi mangia ringraziando Dio ; sa di s. Saturnino, fatta dall'arci-
che in cielo tutti hanno premio vescovo di Cagliari, essendo questa
eguale , e che tutti i peccati sono sede allora sulfraganea della me-
eguali ; che Maria non restò ver- tropoli di Sassari. Gli successe
gine dopo il parto. Quest' ultimo Mariano Thelle, e dopo di lui
errore fu tenuto ancora da Incma- sedettero altri quindici vescovi si-

ro, Wicleffo, Pietro Martire, e Mo- no al i49 F > riportati dal Mattei
lineo, e con questi anche da Sa- nella Sardinia sacra a p. 2 1 3 e
muele Rasnagio. S. Girolamo e s. seg. Questa chiesa fu conosciuta
Agostino scrissero contro Giovinia- con differenti nomi, cioè: Gira-
no, il quale fu condannato in un clensis, Bisargensis, Bisarcluensis,
co' suoi seguaci dal Pontefice s. Si- Guisarchensis , Giphardensis, Gra-
ricio un sinodo romano tenuto
in vellensisye Gisardensis. Al pre-
nel 390, e poco appresso in un sente è vescovo d'Alglrero mon-
altro celebrato da s. Ambrogio in signor Pietro Raffaele Arduini dei
Milano. Finalmente essendo stato minori conventuali , già vescovo
esiliato dall'imperatore Teodosio, e di Carra ìli partibus, fatto dal le-
di poianche da Onorio in Boas gnante Gregorio XVI nel concisto-
sulle della Dalmazia , morì
coste ro de'3o gennaio 1 8 3. J

miserabilmente fra la crapula e la GIRAMONA o GIROMUNTA.


lascivia, circa l'anno f\.\i. Sede vescovile nella Mauritiana Ce-
GIOVINO (s.). V. Giova (s.). sariana, nell'Africa occidentale, sot-
Gì O VITA (s.). V. Faustino e to la metropoli di Giulia Cesarea.
GlOYITA (SS.). Reparato suo vescovo fu alla con-
G1PSARIA. Sede vescovile del- ferenza di Cartagine del 4^4> <\ uu ì-
la Mauritiana Cesariana, nell'A- di venne esiliato dal re dei van-
frica occidentale, sotto la metropo- dali Unnerico.
li di Giulia Cesarea. Germano suo GIRARDO (s.), monaco di Fon-
vescovo intervenne nel 4-H alla tenelle. V. Vandregesilo (s.).

conferenza di Cartagine. G1UARDO, Cardinale. Giraldo


GIR GIR 8r
prete cardinale del titolo in Fa- Pincio, avendolo fatto arcivescovo
sciola, ossia Nereo ed Achil-
de 'ss. di Ferrara, al modo che dicemmo
leo, è sottoscritto ad una bolla da- al voi. XXIV, p. 184 del Dizio-
ta in Laterano da Onorio II nel nario. Si narra che nel conclave
1129, a favore del monistero di in cui fu eletto Pio VI Braschi, il
Vendòme nelle Gallie. cardinale potè riuscire a fare an-
G1RAUD Bernardino, Cardina- nullare l'esclusiva che ambascia- 1'

le. Bernardino de' conti Giraud no- tore di Francia voleva dare al por-
bile romano , nacque in Roma ai porato Braschi, mostrando una let-
i4 luglio 172 1, e meritò per gli tera autografa del re Luigi XVI,
studi e felice ingegno di essere fatto ove questi dichiarava nulla avere
a' 26 aprile 1763 da Clemente da dire contro il cardinal Braschi.
XIII uditore di rota, e quindi dal Per gratitudine Pio VI accettò la
medesimo promosso alla nunziatu- di lui rinunzia all'arcivescovato di
ra di Parigi, dichiarandolo nel con- Ferrara, ed offrendogli quella ca-
cistoro de' 6 aprile 1767 arcive- rica che più gli piacesse, egli scel-
scovo di Damasco hi partibus. Si se quella di pro-uditore, che funse
guadagnò la grazia del re Luigi sino alla morte. La benevolenza di
XV, che con piacere la sera fa- Pio VI giunse a tal segno, che
ceva una partita di giuoco con lui. spesso lo andava a visitare nel di
Dai numeri 8296 e 83 18 de Dia- lui bel palazzo in Borgo ,
palazzo
ri di Roma del 77 si ha come 1 1 che poi acquistò la nobile famiglia
Clemente XIV con breve speciale Torlonia, e ne parleremo a Palaz-
l'autorizzò, come nunzio di Parigi, zi di Roma. Quando però Pio VI
di ricevere in suo nome la solenne nel 1782 si decise di andare a
professione di madama di Francia Vienna, il cardinale vi si oppose,
Luisa Maria monaca teresiana scal- e tanto si disgustarono eh' egli si

za nel monistero di s. Dionigi, fi- astenne di recarsi alla consueta u-


glia del re, e come il Papa par- dienza, mandandovi il proprio udi-
tecipò in concistoro al sacro colle- tore Rovarelli che fu poi cardina-
gio la seguita solenne professione le. Prima che il Pontefice ritor-
nelle mani del nunzio, il quale di- nasse in Roma , sorpreso il cardi-
cesi che in questa funzione fu au- nale da una colica morì d'anni ses-
torizzato vestire gli abiti cardinali- santuno e circa tre mesi, la notte
zi. Quindi lo stesso Clemente XIV venendo il 3 maggio 1782, nel
li 17 giugno di detto anno lo creò detto palazzo di sua famiglia. Nel
cardinale prete, ma riserbandolo in numero 768 del Diario si raccon-
petto lo pubblicò nel concistoro ta l'ultima sua infermità, e quan-
de' 19 aprile 1773, per cui si leg- to andiamo a riportare in succin-
ge nel numero 8468 del Diario, to. Il suo cadavere Cu trasportalo
che il Papa dichiarò cameriere d'o- nella chiesa di s. Maria in Valli-
nore il conte Stefano fratello del cella, ove ne' funerali cantò la mes-
cardinale, acciò quale ablegato apo- sa il cardinal Zelada alla presen-
stolico gli presentasse in Viterbo za di dieciotto cardinali ; indi fu
la berretta cardinalizia. Ritornato tumulato avanti la cappella genti-
in Roma gli conferì per titolo la lizia di sua famiglia, dedicata alla
chiesa della ss. Trinità al monte Venuta dello Spirito Santo Con
VOL. XXXI. r,
82 GIR GIR
sua disposizione testamentaria ordi- misure, e che il cardinale non era
nò la celebrazione di tremila mes- morto, ma fuggito in Francia, di-
se in suffragio della propria ani- cendosi essersi preso un cadavere
ma ; lasciò duecento scudi ai po- all'ospedale di s. Spirito, ponendo-
veri della sua parrocchia di s. Gia- gli sul volto la maschera del car-
como a Scossacavalli; le sue pia- dinale. Né deve tacersi, che i fra-
nete nobili le donò al titolo ed alla telliGiraud, allorché Pio VI armò
chiesa che ne contiene il corpo, al- contro le armate repubblicane, cor-
tri paramenti sacri e calici alla det- risposero all' invito ch'egli fece nel
ta parrocchia ; due rispettabili le- 1796 a' suoi sudditi di aiutarlo,
gati ai conti Alessio e Ferdinando ed offrirono trenta uomini con ve-
suoi fratelli; la paga in vita a mol- sti, armi e cavalli, esibendosi pronti

ti famigliari, oltre la consueta di- a militare eglino slessi come volon-


stribuzione di tremila scudi a tutta tari, come si legge nel tom. I, p.
la famiglia, ed in luogo del cor- i43 della Relazione dell'avversi-
ruccio e quarantene dispose sei me- tà ce. di Pio FI, del eh. monsig.
sate a cadauno de' suoi famigliari. Baldassarre Questo cardinale fu an-
Del resto istituì eredi poveri, e i noverato alle congregazioni conci-
per essi il Papa Pio VI, acciò ne storiale, dell'esame de' vescovi, del
disponesse nel modo che credeva concilio, de' vescovi e regolari, del-
più conveniente, al quale donò un la rev. fabbrica, della visita, e del-
quadro di Giulio Romano rappre- l' indulgenze e sagre reliquie. Fu
sentante la sacra Famiglia. Nel nu- protettore dell'ordine gerosolimita-
mero i324 poi del Diario del no, di quello de' monaci girolami-
1787 si legge l'iscrizione sepolcra- ni, di quello de' minori osservan-
le marmo, decorata di vago or-
di ti, riformati, e del terz' ordine di
nato di fini marmi a più colori ,
s. Francesco dei monistcri di s.
;

posta sulla sua tomba d'ordine di Rosa e delle duchesse di Viterbo,


detto Pontefice, perciò essa termi- di s. Chiara di Sezze, della ss. Tri-

na con queste espressioni: Cui mo- nità di Todi, de' ss. Filippo e Gia-
numentimi faci uni est fussu D. N. como d'Ischia, e del Divino Amo-
Pii FI Pont. Max. Quem in sub- re di Monlefiascone ; del capitolo
sidium eeenorum heredem ex te- e clero di Rimini, del collegio dei
stamento reliquit. Si sa che Pio VI dottori di Viterbo, e delle univer-
erogò 1'
eredità a vantaggio dilla sità de' candellottari e cappellata;
fabbrica del Conservatorio Pio, delle città di Viterbo, Loreto, Ke-
nella erezione d' una scuola di di- pi, e di s. Elpidio, del Porto di
segno nelle Scuole cristiane a s. l'i 1 ino, Mont Olmo, Montefio-
di
Salvatore in Lauro, ed in altre li- re , Barberano, Campi, Capo di
inosinc. Dal (in qui detto resteran- Monte, Lugnano, e Castiglione del-
no confutate le calunnie sparse la Teverina. Dal suddetto conte
mentre Pio VI era in Vienna, cioè Ferdinando fratello del cardinale
ch'egli avea trovato presso l'im- nacquero Pietro, Giovanni, Giu-
peratore Giuseppe 11 dei rescritti seppe e Francesco fra questi si :

ilei cardinale , che lo autorizzava distinse il conte Giovanni celebre


di cose ignorate dal Papa, che pei- commediografo romano, la cui bella

ciò questi divisava piendere forti biografia scrisse il eh. Luigi Car-
GIR GIR 83
(Tinnii, e si legge nel giornale di gittano mare col nome di Àca-
al

Roma l' Album nnin. 4?j ^el ' 83c), gras. Occupa l'antica Omphace,
col ritratto somigliante del conte, luogo munito ed artificiosamente
bene inciso, del quale abbiamo in edificato da Dedalo cretese per
sedici tomi le Opere edite ed ine- servire a Cocalo di reggia. Fu poi
dite, Roma 1840 pel Monaldi. V. fortezza che guardava il sottopo-
il Diario di Roma n.° 4o, del i844- sto Agrigento, il quale si compone
GIRBA, GERBA,o GIRPA. Vi ora di un ammasso di ruderi, che
furono due città vescovili di que- dicesi Girgenti vecchio. La città
sto nome nell'Africa occidentale, presenta una vista amenissima, ma
questa e la seguente. Questa Gir- poco è lodala la sua costruzione,
ila, detta anche Gisipa, nella pro- ed anguste ne sono le vie. Girgen-
vincia proconsolare, sotto la me- ti ha un castello fortificato ed è ,

tropoli di Cartagine, ebbe per ve- piazza di guerra di terza classe.


scovi : Manilio, che nel 255 fu al Possiede un gran numero di cine-
concilio cartaginese, adunato da s. se, compresa la cattedrale, ed am-
Cipriano ;
Quodvultdeus, che nel pie e ricche case religiose, con va-
4- 1 1 con altri vescovi cattolici tro- ri stabilimenti benefìci : la catte-
vossi alla conferenza di Cartagine; drale fu costrutta nel luogo e coi
Urbano, che nel 4^° fu rilegato da rottami dell'antico tempio di Gio-
Unncrico re de' vandali; e Donalo, ve ; è un vasto edilizio, ben illu-

clic sottoscrisse al concilio riunito minalo, e di una struttura intera-


nel 52 5 in Cartagine da Bonifacio, mente acustica, per cui ha un no-
GIRBA o GIRBITA. Sede ve- tabile e curioso eco. Questo edi-
scovile della provincia di Tripoli, ti/io, oltre a molti monumenti dei
nell'Africa occidentale. Furono suoi suoi vescovi , contiene un antico
vescovi: Proculo, che fu al conci- sarcofago, considerato pei bassori-
lio Cabarsussa nel 394; Fausto,
di lievi di cui è adorno come una
che intervenne alla conferenza di meraviglia dell'arte; esso serve di
Cartagine, e poi fu esiliato nel 4§4 fonte battesimale. Ila un'accademia
da Unnerico; e Vincenzo, che nel di studi, con biblioteca, e copioso
5i5 si portò al concilio cartagine- gabinetto di medaglie. Il palazzo
se, qual rappresentante la provin- municipale è il più distinto tra 1
cia Tripolitana. palazzi. Questa città fa qualche
GIRGENTI (/fgrigentin). Città commercio del suo pic-
col mezzo
eoo resilienza vescovile nel regno colo Mediterraneo sci-
porlo sul
delle due Sicilie, nella provincia vaio nel 1782, con molo, e mu-
Valle minore di Girgenti, capo- nito di baloardo ed opportuno fa-
luogo della medesima, di distretto ro; questo porto è il solo della
e di cantone. È sede di una corte costa meridionale dell' isola ma ,

eliminale, e di un tribunale civile. non può ricevere che piccoli na-


Si estende sul pendio d'una mon- vigli. Presso il lido s' innalza nel
tagna, detta già colle di Minerva, porto il caricatore de' grani, giac-
della (piale dea nella parte più ché può la città chiamarsi l'empo-
erta si vedeva un tempio. Con* rio di Sicilia per tale negozia/ione.
Uniscono ai piedi di e>vi i fiumi Il territorio circonvicino è filile e
Drago e Sambiagio, che uniti si delizioso. Presso al Drago vi sono
84 GIR GIR
due sorgenti di nafta o petroleo; ciò anche palazzo de' giganti. In
a qualche disianza all'est della cit- mezzo a tante rovine Agrigento
tà vi è un'abbondante miniera di presenta ancora un tempio intatto
zolfo in attività , e più lunge al nella forma, già consacrato alla Con-
nord si scuopre il vulcano Macca- cordia, di cui sono celebrati i gre-
luba, le cui eruzioni consistono in ci profili, la nobile dorica sempli-
gas idrogeno. cità, e la conveniente ed elegante giu-
Girgenti vecchio occupa il sito sta distribuzione delle parti. Esso è
dell'antica Agrigento: in mezzo alle lungo centoventidue piedi e largo
maestose rovine di questa vasta e cinquantadue, fu convertito in chiesa,
bella città s' innalzano molti con- e deve la sua conservazione al corpo
venti ; fra gli avanzi degli antichi di s. Gregorio che vi si venera. Gir-
templi si osservano quelli di Gio- genti fu patria d'Empedocle filo-

ve Atabirio od Olimpico, di Giunone sofo e poeta, di Carcino poeta tra-


Lucina, della Concordia, di Apollo, gico, di Acrone capo degli empiri-
di Venere, di Vulcano, di Diana, ci, di Metello cantore, di Evhemer,
di Ercole, di Castore e Polluce, di Fcace architetto, e di altri uo-
di Esculapio, di Cerere, e di Pro- mini celebri; ebbe ancora molti
serpina; vi ancora di si scoprono illustri ecclesiastici, quali nomi-
fra'

tratto in di gran
tratto dei vasi neremo il cardinal Lodovico Co-
bellezza, ed altre importanti anti- nato arcivescovo di Palermo, e pa-
chità. L'imponente aspetto delle store di altre chiese. Una gran pi-
rovine di Girgenti ricordano alla scina era fuori della città, profonda
memoria epoche ed avvenimenti venti cubiti, e del circuito di sette
famosi ; essa si estendeva in dieci stadi, ove si conservava immensa
miglia, e comprendeva immensa quantità di pesce pei pubblici con-
popolazione di ottocentomila abi- viti testimonianza del lusso a-
:

tanti, tutti ed aldediti alle arti grigentino è pure la grandiosità


lusso, ove capolavori del genio de- dei superstiti sarcofagi e sepolcri.
gli antichi decoravano le sue mu- Narrasi del ricchissimo Gellia agri-
ra, avendovi Zeusi dipinto Vene- gentino, manteneva pubblica
che
re, studiando le forme delle più tavola da mangiare per qualunque
avvenenti e perfette donzelle di numero di forestieri che si trovas-
Agrigento. Meraviglioso prodigio se nella città, quali dai suoi pag- i

architettonico fu tempio di Giove il gi venivano invitati; esempio che


Olimpico, splendidamente costrui- fu poi da altri seguito ed in un ;

to dai siciliani emulatori della Gre- giorno avvenne, che novanta cava-
cia, lungo trecentosessanta piedi lieri di Gela arrivati nella cruda
largo sessanta, alto sopra terra cen- stagione in Agrigento, trovarono
toventi. Negli opposti suoi portici pronte altrettante clamidi e tuni-
stavano i preziosi bassorilievi , di che per cambiarsi di vestiario. Lo
cui quello all'oriente mostrava ef- smodato lusso aminoli talmente gli
figiata la battaglia dei giganti, e agrigentini, che stretti da duro as-
quello all' occidente l' eccidio di sedio furono indotti ad ordinare,
Troia ; gli smisurati avanzi di che le sentinelle nelle notturne vi-
questo edifizio possono dare idea di gilie non potessero avere più d'una
sua sontuosità, e fu chiamato per- coltre e di due guanciali. Di A-
GIR GI R 85
grigento ci lasciò una magnifica dificaia fu quindi, e presa dai ro-
descrizione Diodoro Siculo. mani l'anno 210. Questa città fu
Pretendesiche Agrigentoabbia pre- una delle prime in Sicilia ad essere
so il suo nome dal monte Agragas, occupata dai saraceni, allorché fu-
nome comune alla montagna ove rono costretti a togliersi dall' asse-
fu eretto, ed al fiume che le scorre- dio di Siracusa nell'anno 825 o
va ai piedi. Furono i cittadini di 828 di nostra era. Tali invasori si

Gela che impresero a fabbricarla, ribellarono poscia nel 935 contro


ma la colonia per la sua magnifi- il loro governatore, persona ingiu-
cenza, e numero degli abitanti, su- sta e rapace ,
per cui il califfo

però in breve la madre patria. Fatimata mandò dall' Africa un e-


Credesi fondata nel primo anno sercito per castigarli poterono re- :

della cinquantesima olimpiade, cioè sistere fino all'anno 94°> essendo


58o anni avanti l'era volgare: Tu- stati soccorsi dai palermitani, an-

cidide narra che fu fondata dagli ch' essi ribelli ai maomettani. Fu


abitanti di Gela 584 ann i avanti in tali luttuose circostanze , che
Gesù Cristo. Il suo governo talora l'antica Agrigento maggiormente
fu democratico, e talora monarchi- soffrì, e fu saccheggiata. Soltanto
co. Falaride esule della sua patria nel o 1093 fu ricuperata
1089
Astapilea nell' isola di Creta, fu il dai comandati da Piuggero
cristiani
primo ad usurparvi il supremo po- duca di Puglia ; divenne quindi
tere. Incominciò a regnare con la dopo Siracusa una delle città più
generosità e colla dolcezza, ma usò considerabili della Sicilia , ebbe i
della maggior severità nel reprime- suoi signori particolari , e seguì la
re le sedizioni. Vi è però dell'esa- sorte dell' isola ; soggiacque alla do-
gerato nei racconti delle sue tiran- minazione greca, nel 11 54 si sot-
nie, anzi si reputa fàvola da molti tomise a Palermo, e fece parte del
la formazione di un toro di
critici regno.
bronzo eseguita dallo scultore Pe- La fede cristiana fu propagata in
rdio, per dare altrui lenta e tor- Girgenti primi tempi della
nei
mentosa morte, la quale vi trovò Chiesa, e secondo la tradizione s.
egli slesso d' ordine di Falaride Libertino ordinato da s. Pietro ne
che sdegnato di tanta atrocità con- fu il primo vescovo, e soffrì il mar-
sacrò ad Apollo la macchina orren- tirio sotto gì' imperatori Vespasia-
da. Abbiamo centoquarantasei let- no e Domiziano j verso l'anno 96
tere di Falaride, che se fossero dell' era volgare. Altri dicono con
autentiche tornerebbero a suo grau- Commanville fondata la sede nel
d' elogio, per la saviezza ed umanità quinto secolo suffraganea di Pa-
,

di sentimenti in esse espressi. Indi lermo, e secondo le notizie greche


i romani ed cartaginesi si dispu-
i di Siracusa : al presente è suffira-

tarono a lungo il dominio di questa gaueo Girgenti della metropoli di


città. A m dea re distrusse Agrigento Monreale. Verso l'anno «)(> n'era
circa 4°f» ;,n,n prima dell'era vol- vescovo s. Gregorio, al tempo de-
gare. Dipoi nelle sue vicinanze nel- ci' imperatori Valeriano e Gallieno,

l'anno 34o della medesima era, 1 e morì nel 262. Fra i successori
cartaginesi furono sconfitti dai si- di s. Gregorio noteremo particolar-
racusani diretti da Timolcouc. Ric- mente s. Potamione che fiorì nel
86 GIR GIR
pontificato di s. Agapito I del 535, ne al concilio di Basilea ; il beato
e dell' imperatore Giustiniano I. Matteo IH da Cimarra de' minori,
il quale rinunziato il vescovato, mo-
S. Gregorio II, dell'ordine di san
Basilio, trovossi al concilio di Co- rì santamente a' 7 febbraio 45 1 1 :

stantinopoli del 553. 11 Boiler par- dipoi Clemente XIII con decreto
la di s. Gregorio nato nel 55g a de' 2 1 febbraio 1767 ne approvò
Pretoria presso Agrigento, che nel- il culto immemorabile. Ne fu suc-
l' età di trent' uno anni fu eletto cessore nel i445 fr. Antonio Pon-
vescovo dì questa chiesa. Essendo ticorona domenicano di Palermo ;
poi stata la città soggetta ai sara- indi nel i45i divenne vescovo fr.
ceni pel corso di più di un secolo Domenico Xart di Barcellona, mo-
e mezzo, non vi furono più vesco- naco cistercense; nel 1 4-7 2. Gio-
vi dopo l' 8^5 sino al 1093, nel vanni III de Cardelli o Coltelli

qua] anno il duca Ruggero chiamò benedettino; nel 1 479 Giovanni IV


in Sicilia s. Gerlando suo parente, de Castro di nobile famiglia spa-
per occupare la sede di Girgenti. gnuola di Valenza, eletto da Si-
Questa scelta venne approvata dal sto IV, indi da Alessandro VI nel
Pontefice Urbano II, il quale con- 1496 creato cardinale del titolo

sacrò egli medesimo il nuovo ve- delle ss. Aquila e Prisca, chiamato
scovo nel detto anno 1093. Morì il cardinal ti' Agrigento j nel 5o6 1

s. Gerlando nel r 1 o4, e si celebra Giuliano Cibo genovese, fatto da


la sua festa a' 25 febbraio, ed ai Giulio II di cui era cubiculario e
20 marzo giorno della sua trasla- consanguineo, intervenne al concilio

zione alla cattedrale, che fu a lui generale Lateranense V, e morì


dedicata. Gli successe Drogo, secon- nel i537. Paolo III fece vescovo
do la predizione del predecessore, d'Agrigento Pietro II Tagliavia, che
ma visse sei mesi, onde nel 1 io5 Giulio III nel 1 553 creò cardina-
fu eletto Guarino, nel rri5 Al- le del titolo di s. Calisto ; Pao-
berto, e nel 11 27 Gualterio. Fra lo IV vi nominò il cardinal Ridolfo
gli altri vescovi successori nomine- Pio de' signori di Carpi ; Gregorio
remo Bartolomeo del 1 172; Rinal- XIII nel 1 574 Cesare Manelli no-
do Acquaviva del 1244 \ Bertoldo bile di Messina; Gregorio XIV nel
del i3o3, consacrato in Roma dal 1590 Francesco del Pozzo nobile
Pontefice Benedetto XI ; Matteo messinese; Urbano Vili nel 1624
Orsini romano dell'ordine de' pre- il cardinal Ottavio Ridolfì fioren-
dicatori, eletto nel \'òi rj ; Ottaviano tino del titolo di s. Agnese, cui die
de Labro nobile palermitano del per successore nel 1627 Francesco
i35o; fr. Pietro de Curtibus ca- Trahina palermitano, terminando la
talano, degli eremitani di s. Ago- serie che si legge nella Sicilia sa-
stino del 1392; Gillòrte Riccobono cra con Lorenzo Gioeni e Cardo-
palermitano, cubiculario di Bonifa- na nobile Palermo, fatto vescovo
di
cio IX del 1393; fr. Filippo de nel 1730 da Clemente XII. I di
Ferrari, carmelitano di Caltaniset- lui successori si leggono nelle an-
ta ; Lorenzo napoletano cisler-
fi-. nuali Notizie di Roma. Per morte
ciense, nel 1422 fatto da Marti- del vescovo monsignor Ignazio M.011-
no V; Bernardo Bosco canonico di temaguo, il regnante Papa (nego-
s. Pietro nel i.|3(), che inlerven- rio XVI, nel concistoro de' 17 giù-
GIR G I II 87
gno i844> dichiarò successore il tre già esistenti, furono tolte circi
dottissimo p. Domenico Maria Giu- sessantamila anime da questa di
seppe Lo- Iacono, preposito generalo ascendendo quelle restate
Gii'genti,
dei teatini , consultore delle sagre a circa duecento ventimila. Ouni
congregazioni de'vescovi e regolari, e nuovo vescovo è tassato nei libri
dell'indice, esaminatore del clero dellacamera apostolica in fiorini
romano e de'vescovi, non che dot- cinquecento, quorum vero valor
tore in sacra teologia, della diocesi asccndit ad decem mille plus mi-
dì Girgenli. nus durata monetae neapolitanar.
La cattedrale è dedicata a Dio in GIROALDO (s.), abbate d. Fon-

onore dell'Assunzione della 13. Ver- tenelle. f^. Va.vdp.egesilo (s.).

gine e di s. Giacomo apostolo. Il ca- G1ROLAMI Raffaele Cosmo,


pitolo ha quattro dignità, la prima Cardinale. Raffaele Cosimo Girola-
<• quella del decano, le altre sono mi, patrizio fiorentino, nacque a' ro
del cantore, dell'arcidiacono e del settembre 16-0, dedicatosi agli stu-
tesoriere ; vi sono ventidue cano- di fece tali progressi nelle scienze,
nici, compresi il teologo ed il pe- che potè a buona ragione il pub-
nitenziere, sessanta mansionari, e blico annoverarlo tra più dotti i

diversi preti e chierici addetti al- ed eccellenti teologi del suo tempo.
l' ufficiatura della cattedrale. In Rinunziato il canonicato che go-
questa un canonico maestro cap- deva nella metropolitana di Firenze,
pellano esercita le funzioni di par- si trasferì a Roma , do\e appena
roco; avvi un magnifico batlisterìo, giunto, il cardinale Renato Impe-
e tra le reliquie ivi si venera con riali lo prese per aiutante di stu-
gran divozione corpo di s. (Mer- il dio, senza pregiudizio di continuare
lando vescovo e patrono di Gir- a coltivare le scienze, per l' avan-
genti. L'episcopio ampio e conve- zamento delle quali istituì nel i6q5
niente, resta contiguo alla cattedra* un'accademia nella propria casa,
le. Inoltre nella città vi sono altre che veniva frequentata da uomini
Ire parrocchie, munite del sacrò eruditi e letterati , e che poi
fonte, una chiesa collegiata, undici V autorità ili Clemente XI si pei
conventi e monisteri di religiosi, petuò, e tuttora per-evera e gran-
tre monisteri di monache , alcuni demente fiorisce nell'archiginnasio
conservatoni, diversi sodalizi, l'o- o università romana sotto il nome
spedale, il monte di pietà, il semi- di Accademia teologica, di cui
nario con collegio , ove i giovani parlammo al voi. p. \~ e I
, (.8

alunni >' istruiscono nella teologia, del Dizionario mentre nel


,

nel gius canonico, e nell'ecclesiasti- XVI, p. • .


,
8 e »g riportammo al-
ca disciplina. Ampia è la diocesi, tre notizie della medesima , delle
contenente molti luoghi , indicati dispute, degli accademici, e delle
nella lettera apostolica , Ecclesiat sue costituzioni. A questa beneme-
l hiversalis, emanata dal medesimo rita ed illustre accademia il Giro-
Pontejfit i G XVI a* i5 mag- > lami lasciò diecimila scudi, col
gio dello SteSSO .inno lSj|. COn la frutto ile' quali si dovessero pre-
quale nella circostansa che furono miare quegli accademici , che
erette nella Sicilia (piatirò nuove ingegn >• i d"i e te lo 1 ssera me*
diocesi, con disinemln amenti di al- ritato. Clemente X.1 lo ammise in
88 GIR GIR
prelatura, indi tra i votanti di se- nel 1373 fu approvata e stabili-
gnatura, lo dichiarò segretario della ta. Ne fu imitatrice Maria Garzia
congregazione delle indulgenze, con- Alvarez di Toledo, nobilissima ma-
sultore de' riti e del s. offìzio,ed trona de' duchi d'Alva, la quale
esaminatore de' vescovi. Benedetto impiegò le sue facoltà nella fab-
XIII dopo averlo consacrato arci- brica di un monistero, in cui vi-
vescovo di Damiata, nel 1728 lo vessero monache dell' ordine di s.

promosse alla carica di assessore Girolamo, e lo dedicò a s. Pao-


del s. offìzio, e dopo dieci anni la Romana, la quale fu discepola
Clemente XII lo trasferì a quella del santo dottore insieme con al-
di segretario della congregazione tre vergini, come si ha da Palla-
de' vescovi e regolari. Benedetto dio nel cap. 125 della sua Istoria.
XIV, in ricompensa de' suoi singo- Clemente XI con decreto del 1 702
lari meriti, a'g settembre 1 743 lo permise a tutto l'ordine de'monaci
creò cardinale dell'ordine de' preti, girolamini di fare I' uffizio e mes-
col titolo di s. Marcello, lo fece sa di s. Paola , considerata da al-
prefetto alla detta congregazione dei cuni scrittori dell'ordine monaca di
vescovi e regolari, e di quella del- questo, ciòche già avea concesso
le indulgenze, e prolettore dell'ac- Sisto V con rito doppio di secon-
cademia teologica da lui fondata. da classe ai monaci di Spagna.
Mori in Roma a' 2 1 febbraio 1 748 Dipoi Innocenzo XIII nel 1723
d'anni settantotto non compiti, concesse indulgenza plenaria nella
con riputazione di dotto e di pio, festa di tale santa, a quelli che
e fu sepolto nel mezzo della chie- una chiesa della congre-
visitassero
sa del suo titolo , in una tomba gazione di Lombardia nel giorno
fregiata con magnifico elogio. della festa, confessati e comunicati,
GIROLAMINE o GIROLAMI- come si legge nella costituzione
TE, monache. Narra il p. Bonanni Inj'unctae nobis. Vestirono queste
a p. LXV
del Catalogo degli or- vergini nel principio una tonaca
dini religiosi, part. II, Delle, vergini bianca, con pazienza grigia di la-
a Dio dedicate, che non è certo na, e si sottoposero alla direzione
se l'ordine eremitano di s. Girola- del p. Pietro Fernandez. Poi u-
mo da questo santo dottore
fosse sarono tonaca bianca, e cappa ne-
istituito, dappoiché siccome egli si ra aperta nella parte anteriore,
ritirò dal commercio degli uomini senza cappuccio, e con velo nero
in un luogo presso Betlemme, mol- sul capo, al modo che si vede nel-
ti vollero imitarlo e si chiamarono la figura prodotta dal p. Bonan-
eremiti di s. Girolamo, come no- ni. V. Girolamini, ordine mona-
tò l'Azorio nel libro XIII delle stico.
Istituzioni morali. Fra gli altri Il p. Annibali nel compendio
fiorì nella Spagna Pietro Fernan- della Storia degli ordini religiosi,
dez, il quale abbandonata la regia nel tom. II, par. II, parlando a p.
corte, insieme cou alcuni compagni 32i della congregazione girolarai-
si unì alla celebre congregazione na di Spagna, dice che il moni-
degli eremitiGirolamo, in
di s. stero di s. Paola, ove entrò Ma-
un luogo detto Lupiana, vicino a ria Garzia, già esisteva, e n'era su-
Toledo, clic poi da Gregorio XI pcriora una sorella quando essa vt
GIR GIR 89
si ritirò nella sua tenera età, in- monache ebbero anche delle obla-
di essendone uscita con Maggiora te. Anna di Zuniga, religiosa del
Gomez pia vedova, andò per To- monistero di s. Paolo di Toledo,
ledo domandando la limosina pei descrisse le vite di seltantaquattro
poveri carcerati ,
quando il re di monache morte nel medesimo. Del-
Castiglia Pietro il Crudele, s'inva- la pia fondatrice scrisse il Siguen-
ghì di sua rara bellezza. Allora ca ne\Y Istoria dell'ordine eremita-
Maria fuggì all'eremo di Sisla, ove no di s. Girolamo, lib. 4, cap. 46.
era una congregazione di di vote GIROLAMINI, Ordine monasti-
donne, e quando morì la superio- co. Il b. Tommaso da Siena, det-
ra essendosi disciolta, con quelle to per umiltà o per la picciolez-
che la componevano si portò a To- za della statura Tommasuccio, pro-
ledo, ove con l'eredità de'genitori fesso del terz' ordine di s. France-
comprò una casa grande, cui fu sco , ebbe molti discepoli i quali
dato il nome di s. Paolo, nella osservando la medesima regola vi-
quale vestirono l'abito de'girolamini, vevano sotto la di lui disciplina.
e fecero i voti solenni, finché Maria Alcuni di questi discepoli, in nu-
in età decrepita ivi morì io feb-
a' mero di sette o otto, abbandonati
braio 1 4^6. Aveva ordinato che diversi eremi nei quali abitavano
il suo corpo si portasse alla Ma- sopra una montagna delle Alpi, si
donna di Sisla, non essendovi an- portarono nelle Spagne essendo re
cora nel luogo di s. Paolo la chie- di Castiglia e di Leone Alfonso
sa, ma bramando i suoi parenti di XI, padre di Pietro il Crudele che
farla seppellire nella cattedrale, al- nel i35o gli successe, e si ritira-
la fine fu consegnato ai padri gi- rono in due eremi, uno detto
rolamiui , che lo portarono cou della Madonna di Villaescua, vi-
gran pompa a seppellire nella lo- cino ad Ovasco, lungo il Buine
ro chiesa di Sisla. Nel i5io que- Taxunna, e l'altro della Madonna
ste religiose furono incorporate, con di Castanal, nelle montagne di To-
altri monistcri fondati nella Spa- ledo. Cominciarono quindi a mol-
gna, all'oidine di s. Girolamo nel tiplicarsi onde alcuni passarono
,

capitolo generale di questo, ed al- nel regno di Valenza presso alla


lora fu che stabilirono di fare i città di Gandia, ed altri nel re-
voti solenni, si obbligarono alla gno di Portogallo, tutti col Bue
clausura , e lasciato nome di
il d'imitare il dottore s. Girolamo
beale o divote di s. Paolo di Ma- ritirato e penitente, che presele»
ria Gatzia, furono tenute per per avvocato e protettore. Molte
vere monache. Adottarono le stes- persone, anche di nascita illustre,

se osservanze de' girolamini di Spa- in breve unironsi ad essi, e tra que-


gna, così da nero cambiarono in co- ste anche Pietro Ferdinando o
lor tanè lo scapolare e la cappa: di- Fernanda! Pecha di Gualdafàira
cesiche fu Leone \ che assegnò loro o Guadal.ijua ciambellano del ,

le costituzioni de'monaci girolami- re d. Pietro, il quale vedendo le

ni di Spagna, in vece di quelle barbarie del suo monarca, perciò


delle religiose di s. Marta di Cor- denominato il Crudele, abbandonò
dova, che loro erano state date la corte, rinunziò alle vanità del
.Li Siato IV nei i
ì. 7 3. Queste mondo, e si ritirò Dell' eremo del «
gq G R I GIR
la Madonna di Villaescua , nel comunemente si di s. Maria
dice
che fu imitalo dal suo fratello d. della Caujpora, o Maria di s. s.

Alfonso Pecha, il quale perciò fe- Sepolcro a Colombaia, un miglio


ce rinunzia del vescovato di Jaen. distante dalla porla Romana di
Questo Pietro Ferdinando o Fer- Firenze, con monistero annesso ,

nandez da alcuni si vuole autore ch'eglino cominciarono ad abitare


degli eremiti girolamiui di Spagna, li 18 novembre [3 7o. Per quan-
perchè spargendo persone maligne to dunque si narrò, alcuni scritto-
essere eglino infetti degli errori dei ri de' girolamini di Spagna fecero
beguardi, eretici di quel tempo, e autore di essi Pietro Ferdinando,
che il loro tenore di vita non era ciò che come si è detto non è vero,
approvato dalla santa Sede, cam- anzi va notato, che avendo questi
biarono la vita solitaria in ceno- eremiti ottenuta una chiesa dedi-
bitica e monastica , e spedirono cata a s. Bartolomeo apostolo, po-
in Avignone al Papa Gregorio XI sta nelle viciuauze dell'eremo del-
lo stesso Pietro Ferdinando, con la Madonna di Villaescua , col
fi*. Pietro da Roma, uno de' di- permesso dell'arcivescovo di Toledo,
scepoli del I). Tommasuccio, pas- e del consiglio e consoli di Lu-
sato d'Italia nella Spagna , aline piana, andarono al possesso della
di porsi nelle mani del Poute- medesima, e di tutte le sue en-
lice. trate nel 1370, cioè tre anni pri-
Giunti in Avignone ove risiede- ma che Pietro Ferdinando Pecha
va Gregorio XI, ottennero quanto otteuesse da Gregorio XI quanto
bramavano, poiché il Papa per si è detto, e fabbricarono intorno
consiglio del cardinal Pietro Cor- alla chiesa molte celle, nelle quali
sini, colla bolla Sane petitio, de iS dimoravano gli uni dagli altri se-
ottobre 1372 o 1 3y3, confermò parali. Il p. Ermenegildo di s.

il loro ordine sotto il titolo di s. Paolo, religioso dell' ordine di s.

Girolamo, ed oltre la regola di s. Girolamo, pretende che l'ordine


Agostino che ad essi prescrisse, sia stato fondato dal santo dotto-
diede loro ancora le costituzioni re in Betlemme, che poi non sia
che si osservavano nel convento mancato mai nella Chiesa, e che
di s. Maria del Sepolcro, situato gli ordini di s. Basilio, di s. A-
fuori le mura di Firenze, e ch'e- gostino, e di s. Benedetto non
ra dell'ordine di s. Agostino, del sieno che rami del girolamino. Vi
quale diamo qui un cenno. Barto- sono inoltre scrittori dello stesso

lomeo di Bonone pistoiese, mosso ordine, (piali, gli uni asseriscono


i

dal zelo di servire Dio, cominciò che l'ordine girolamino abbia avuto
a vivere nei deserti l'anno i3i3, la sua origine dai profeti, e che poi
ed a unirono alcuni divoti
lui si lo s. Antonio, e dilatas-
stabilisse

compagni che nel i33j ottennero se Girolamo, stendendosi quindi


s.

da Giovanni di Gaetano Orsini per tutto il mondo, ora mantenen-


cardinale legato in Toscana, di dosi da sé medesimo, ora mutan-
poter vivere sotto la regola di s. do nome od uuendosi ad altri,
Agostino , e portare quell' ahito senza però lasciar mai d'essere l'or-
che aveansi formato. Nel i34B si dine di s. Girolamo. Da ciò infe-

posero a fabbricare la chiesa che riscono che non solo tutti gli an-
GIR GIR 9
tichi anacoreti, e tutti i santi fon- quattro, ed unirli a questo, e di
datori degli altri ordini regolari ammettere alla solenne professione
sieno stati girolaniini insieme coi gli altri eremili della sua congre-
loro discepoli, ma vogliono altresì gazione rimasti nella Spagna. Tor-
che girolamini sieno molti santi nò Ferdinando in quel regno in-
che d' altronde non furono re- sieme al suo compagno Pietro, e
golari. giunto a s. Bartolomeo di Lupia-
Gli altri storici riconoscono l'o- na il primo febbraio 1
3 ~4> ^ece *
rigine dell' ordine girolamino dai so delle facoltà ricevute, edificando
discepoli del b. Tommasuccio da ivi un monistero a cui prescrisse
Siena del terz' ordine di s. Fran- dei regolamenti per mantenervi
cesco , che morì in Foligno nel l' osservanza, e la fabbrica fu ter-
1377; i quali discepoli passarono minata in meno d'un anno, con
tome si è detto dall' Italia nella abbondanti limosine somministrate
Spagna, e quivi diedero principio dalla liberalità de' parenti dello
negli eremi alla congregazione gi- stesso Ferdinando. Rinunziò quin-
rolamina, che riconosce per suo di 1' uffizio di priore, e fece eleg-
primo convento e capo dell' ordi- gere in suo luogo Ferdinando Ya-
ne quello di s. Bartolomeo di Lu- nez di Caceras, il quale era il so-
piana, residenza del generale, per- lo sacerdote che allora fosse nel-
chè in questo cominciarono a me- l'ordine, perchè Alfonso Pecha, il
nare vita cenobitica e monastica quale per imitare il suo fratello
lasciando la solitaria. Quando Gre- avea rinunziato la sede vescovile
gorio XI diede a questi religiosi di Jaen, ed erasi unito a lui pri-
la regola di s. Agostino e le co- ma della conferma dell'ordine, dal-
stituzioni del convento degli ago- la Spagna n' era partito in pelle-
stiniani di s. Maria del Sepolcro, grinaggio per Roma dove cede ,

prescrisse loro anche la forma ed tutti i monistero ili


suoi beni al

il colore dell' abito, che consisteva s. Bartolomeo Lupiana. Dopo di


inuna tonaca di panno bianco, in l'elezione del nuovo priore, Ferdi-
uno scapolare, piccolo cappuccio, e nando di Guadalajara fondò altri
mantello, tutto di colore naturale monisteri, e li unì secondo la bol-
detto tanè, cioè lana naturale sen- la del Papa al primo. Intanto sic-
za tinta, e di mediocre prezzo. Di come avanti di abbracciare la vi-

queste divise volle medesimo


if ta cenobitica questi eremiti si c-

Papa vestire colle proprie mani rano moltiplicati in maniera, che


Pietra Ferdinando Pecha, il qua- alcuni di essi passarono a fondale
le in poi si fece chiamare
d'allora un cremo nel regno di Valenza
Ferdinando di Guadalajara, ed il vicino alla città di Gandia, ed al-
suo compagno Pietro da Roma. tri nel regno di Portogallo, perciò
Questi dm; furono anche primi i avendo che quelli rimasti
udito
che fecero voti solenni nelle ma-
i iu avevano abbracciata
Castiglia
ni di Gregorio XI, il «piale eresse la vita cenobitica, ed avevano fon-
le celle poste intorno alla chiesa dato l'ordine di s. Girolamo, vol-
di s. Bartolomeo in monislero, di lero imitarli con viveir ancoi essi
cui fece priore lo stesso Ferdin ni- in comunità, e colle medesime os-
do, colla lacollà di fondarne altri servante. I pruni furono quelli
92 GIR GIR
del regno eli Valenza, che dall' e- «letto XIII. Ferdinando fondò nel
remo di Gandia erano stati co- medesimo tempo il monistero di
stretti a passare ad un altro da Talavera, e poscia fatto priore di
< >si fondato in Catalva, e per fare quello della Madonna di Sisla, con-

la detta mutazione ottennero la sumato dalle austerità e penitenze,


licenza nel i3y4 da Gregorio XI, rinunziò il priorato, e si ritirò nel

onde fecero i voli solenni, e pen- monistero di Nostra Signora o Ma-


sarono a fondar dei conventi in donna di Guadalupe, io cui morì
quel regno, mentre Ferdinando nel 1402, con fama di gran san-
Yanez, priore di s. Bartolomeo di tità e virtù, particolarmente d' u-

Lupiana, fece acquisto nel i38y miltà, per la quale non volle mai
del celebre santuario della Madon- ricevere gli ordini sacri, benché
na di Guadalupe nell'Estremadura. versatissimo nella lingua latina, e
Quei di Portogallo che abitavano nelle divine scritture, e quantun-
tiell' eremo di Penalonga, dove li que ne fosse istantemente pregato.
avea un certo F. Vasco
stabiliti Qui noteremo che i monaci della
portoghese, uno dei compagni del Campora seguendo la regola di s.
li. Tommasuccio, quali erano i Agostino, come gli altri ad esem-
passati dall' Italia nella Spagna, pio loro, non presero subito il no-
volendo ancor essi imitare la vita me di girolamini, così il cardinal
monastica , ed osservare le regole Doinenichi arcivescovo di Ragusa
degli altri , ricorsero a Bonifacio a nome del Pontefice Gregorio XII,
IX, che loro accordò quanto do- con lettera del 1408 comunicò lo-
mandavano, ed insieme di erigere ro la facoltà di denominarsi giro-
I' eremo di Penalonga iu moni- lamini : questo monistero di s. Ma-
stero dell'ordine ili s. Girolamo, ria della Campora, come il più an
e di godere degli stessi privilegi lieo, divenne il capo della congre-
accordati da Gregorio XI a quel- gazione italiana, e poi fu unito alla
li di Castiglia e di Valenza. badia fiorentina de' benedettini con
Altri eremiti della Catalogna nel bolla di Eugenio IV del 4^4- H 1

1 3i)3 fecero la stessa risoluzione, Novaes, Vite de Pontefici t. IV,


ed ottennero tutto dall'antipapa p. 1 99, dice che i girolamini ven-
Clemente VII, cui allora ubbidiva ticinque anni prima ebbero in Ro-
erroneamente la Spagna ed altre ma la chiesa e monistero di s. Pie-
nazioni, pel fatale notissimo sci- tro in Vincoli, che poi passò in
ama, e ciò ad istanza di Jolanda proprietà de' canonici regolari del
regina d'Aragona che fece loro ss. Salvatore. Dopo la morte ili

fabbricare il monistero di Valla- Ferdinando, l'ordine fece ulteriori

toti. Acquistarono dipoi questi re- onde nel


progressi, l4*5 in dal
ligiosi altri monisteri, e tra questi medesimo celebrato ilprimo ca-
ij Majorada, ch'era del ter-
nello di pitolo generale.

z'ordine di s. Francesco , i di cui Ogni convento sinoa quell'an-


abitatori si portarono da Ferdinan- no aveva eletto il suo superiore,
do di Gùadalajara, e riceverono perlocchè le osservanze già comin-
dalle di lui mani l'abito dei giro- ciavano ad essere diverse nei mo-
lamini, approvando questo cam- nisteri. Per mantenere 1' unifor-
biamento l altro antipapa Bene- mità ricorsero 1 mouaci all'anti-
GIR GIR
papa Benedetto XIII , ed a Ini lutti gli ordini che in quel tempo
domandarono la facoltà di raduna- prendevano il nome di s. Girola-
re i capitoli generali, e l'antipapa mo. Per venire a capo di ciò, proi-
con una bolla de' 18 ottobre i4'4 bì ai girolamini di Spagna di con-
ordinò che tutti i priori e procu- vocale il capitolo generale , e co-
ratori de' monisteri si adunassero mandò loro di portarsi a Roma ,

in avvenire in un luogo atto per dov' egli avea intimato il capitolo


celebrarvi il capitolo generale, ma pel giorno di Pentecoste del 141^
che per la prima volta lo tenesse- Tutti i monisteri di quel regno
ro in quello della Madonna di deputarono dodici religiosi, ai quali
Guadalupe, al di cui priore diede commisero di fare quel tanto clu-
autorità di spedire le lettere con- giudicato avrebbero pia spediente,
vocatone, sotto la presidenza di raccomandando però d' opporsi con
due padri certosini, e li esentò nel tutte le forze alla divisata unione.
tempo stesso dalla giurisdizione dei In fatto seppero essi tanto bene
vescovi rispettivi. In virtù di que- adoperarsi col Papa, che le cose
sta bolla pertanto tennero il loro restarono nello stato in cui erano,
primo capitolo generale nel moni- lo che non riuscì a quelli di Por-
stero dalla Madonna di Guadalu- togallo, i quali essendosi separati
pe a' 26 luglio 1^1 5; ed elessero una con-
dagli spaglinoli, col formare
per primo generale il p. Diego di gregazione a parte, dipoi ad istanza
Alcarona priore di s. Bartolomeo di Filippo II re di Spagna e ci
di Lupiana, e da quel tempo io Portogallo di nuovo furono uniti
poi i priori di questo monistero nel 5c)5 da Clemente Vili sotto
1

sono stati sempre generali, che per il governo del medesimo generale.
conseguenza vi risiedono, e non In detti due regni girolamini i

possono allontanarsi più di cinque hanno diversi monisteri , ed alcuni


leghe, ed il monistero di Guada- magnifici e ricchi, ne'quali dispen-
lupe divenne perciò come allro ca- sano copiose limosine ai poveri mas-
po Però il p. Bonan-
dell'ordine. sime pellegrini, e in determinati
ni dice che prima di questo tem- giorni con maggiore abbondanza :

po l'ordine avea il generale, che colle limosine di questi religiosi s.

ogni tre anni si eleggeva da otto Giovanni di Dio fondò il suo pri-
definitori scelti dall'ordine. Tenne- mo ospedale. Sono ivi sempre stati

ro poi il secondo capitolo genera- tenuti in sì alta stima, die i ri-

le nel 14^, il terzo nel i4'9> spettivi monarchi hanno loro com-
ed in seguito lo hanno adunato partito molti privilegi , e diversi
sempre ogni tre anni. Dopo la de- loro religiosi sono stati impiegati a
posizione di Benedetto XIII, e la riformare nelle occorrenze vari or-
legittima elezione del Pontefice dini e monisteri di altri istituti ,

Martino V , ottennero da questi non che ordini militari ed eque-


l'approvazione di quanto loro ora stri. I loro più celebri conventi o
stato accordato dall'antipapa, sic- monisteri nella Spagna furono quel-
come dopo alcuni anni confermò lo di s. Bartolomeo di Lupiana ca-
tutto anche Innocenzo Vili. po dell'ordine, quello della Ma-
Nel i447 appena eletto Nicolò V donna di Guadalupe considerato
designò di unire in un sol corpo pure per tale, quello di s. Lorenzo
94 GIR GIR
dell' Escuriale con la cura della mutarono il color tanè dello sca-
biblioteca reale, dov'è la sepoltura polare, che ora portano anche più
dei re di Spagna e quello di s. , stretto, in nero, ed hanno aggiunto
Giusto presso Placencia nelFEstre- al cappuccio una mozzetta nella
madura, in cui si ritirò il poten- parte anteriore tonda , nella poste-
tissimo imperatore Carlo V, dopo riore appuntata. Quando escono da
aver ceduto numerosi suoi stati,
i casa portano una cappa nera lun-
parte a Ferdinando 1 suo fratello, ga sino a terra ed assai increspata,
parte a Filippo II suo figlio. Robert- e cingono la tonaca con una cin-
son parlando di questa risoluzione tura di cuoio : il p. Bonauni nel
di Carlo V, dice che in s. Giusto Catalogo degli ordini religiosi par-
seppellì nella solitudine e nel si- te I, cap. CXY1II, ne riporta la
lenzio la sua grandezza, la sua am- figura ed alcune notizie. Questi re-
bizione, e tulli que' vasti progetti ligiosi si levano a mezza notte per

che per un mezzo secolo empiuto due il mattutino, fanno ogni gior-
avevano l'Europa di agitazioni e no mezz'ora di orazione mentale
di paure; che suoi i divertimenti avanti il vespero, e mezza dopo la
si limitavano a passeggiate sopra compieta. Ai Chiesadigiuni della
un piccolo cavallo, il solo che aves- aggiungono quelli di tutto l'avven-
se conservato, alla cultura d'un to, del lunedì e martedì dopo la
giardino, ed a lavori di meccanica. quinquagesima, di tutti i venerdì
Ivi assisteva due volte al giorno dell'anno, dei tre giorni delle le-
all'uffizio divino, leggeva libri di gazioni, e delle vigilie della Pur't-
divozione, e particolarmente le ope- fieazione e Natività Ver- della B.
re di s. Agostino e di s. Bernardo, gine, e di Girolamo. Nel venerdì
s.

e praticò nel loro intero rigore santo digiunano in pane ed acqua,


le regole della vita monastica. Nel- e nei mercoledì non mangiano mai
l'eccesso della sua divozione cer- carne, neppure fuori di convento.
cando d'inventare alcun atto di pie- Adunano il capitolo generale ogni
tà, che potesse rendere segnalato tre anni, nella terza domenica dopo
il suo zelo , si fece nella chiesa Pasqua, in cui il generale ed al-
di s. Giusto, benché vivente, e di- tri superiori domandano di essere
steso sulla bara, celebrare i fune- liberati dal peso del loro uffizio.
rali, al modo detto al voi. XXVIII, Hanno degli oblati , e le monache
p. 32 e 33 del Dizionario, oltre Girolamine ( / edi ) con oblate :

quanto di lui dissi all'articolo Ger- gli oblati e le oblate portano una
mania, ed ivi morì a' 2 settemhre i veste bianca senza scapolare, ed
i558. un mantello di color tanè. Dalla
Nei nominati ed altri monisteri congregazione girolamina di Spa-
de' girolamini di Spagna fiorirono gna ebbe origine quella de' Giro-
molti religiosi illustri per nobiltà lamìni monaci d'Italia (fedi).
di sangue, per pietà e per dottri- Di quest'ordine, oltre gli scrittoli
na, ed alcuni di essi furono pro- che parlano degli ordini monastici,
mossi alle dignità ecclesiastiche di ne trattano l'Azorio, Morali isti-
que' regni. Questi religiosi dell' an- tuzioni, e Pietro Varga spaglinolo
tico loro abito hanno conservato nella Cronaca dell' ordine.
solamente lu tonaca bianca, poiché G I ROL A MINI, Ordine monastico,
GIR G R I o,5

o monaci eremiti girolamini del- che con pena vedeva introdotti


l'osservanza di Lombardia. Auto- nell'ordine. Esortava gli assenti con
re di questa congregazione d'Italia lettere, ed i presenti con efficaci
fu Lupo di Olmedo, lungo della esortazioni e con l' esempio alla
diocesi d' Avila nella Spagna, ove pratica delle virtù, ed alla osser-
nacque nel i 3^0 : alcuni lo fecero vanza della regola; voleva bandire
della famiglia Gonzalez, altri di dal refettorio l'uso delle carni, ed
quella de' Ferrari di Valenza, ed infondere ne'religiosi lo spirito del
altri pretendono ola; fosse fratello ritiro e della solitudine. Preveden-
di s. Vincenzo Peneri. Sino da do però, die avrebbe incontrato
fanciullo attese a praticare le più delle contraddizioni rinunziò al ge-
sode virtù, e si applicò alle scien- neralato, e si ritirò per qualche
ze, per apprendere le quali si por- tempo tra' certosini, per formare
tò a dove allora lo stu-
Perugia, sull'esempio di questi l'idea della
dio di queste mirabilmente fioriva. riforma dell'ordine suo, che con-
Strinse quivi amicizia con Oddone tinuamente meditava. Appena si
Colonna, che studiava nella stessa assicurò che alcuni religiosi erano
città, il quale divenne poi cardi- risoluti secondarlo nelle sue sante
nale, i4'7 Papa col nome
e nel intenzioni, che nel *4 2 4 s' portò
di Martino V. Terminati Lupo in Roma a' piedi del Pontefice Mar-
gli studi ritornò alla patria, e da tino V, il quale memore dell'anti-
Ferdinando I re d' Aragona fu ca amicizia l'accolse amorevolmen-
inviato all'antipapa Benedetto XIII, te; ed esposegli il disegno concepito
riconosciuto fatalmente in quel re- d'istituire un nuovo ordine di mo-
gno come fosse legittimo successo- naci sotto il titolo di s. Girolamo,

re di s. Pietro, non che alla re- qualora i girolamini di Spagna


pubblica di Genova ed a diversi , si fossero ostinati in opporsi all'in-
principi d'Italia. Ritornato a corte, tenzione che aveva di riformarli.
volle il re innalzarlo alle prime Papa chiamò
11 a Roma dalla
dignità, ma invece Lupo genero- Spagna definitori
i dell'ordine, e
samente le ricusò, per ritirarsi nel questi seppero s'i bene rappresen-
nionistero diGuadalupe dell'ordi- targli che sarebbe stato meglio ili

ne de Girolamini di Spagna (Te- non introdurre novità alcuna, che


di), e vestirvi come fece 1' abito Martino V li rimandò in pace ai
de' religiosi girolamini. Ivi uni al- loro monisterì. Non volendo poi
lo studio delle umane lettere I' o- che Lupo restasse affitto delus >,

razione ed altri esercizi di pietà, l'autorizzò con una bolla di fon-


rc'quali s'impiegava continuamen- dare una congregazione sotto il
te, onde in breve fu giudicalo a- titolodi monaci eremiti di s. Gi-
liile per tutti i gradi dell'ordine, rolamo, nelle montagne di Cagal-
di quello eziandio di generale a la nella diocesi di Siviglia, lo creò
cui ih eletto nel i j.aa, quantun- generale perpetuo di questa con-
que egli per la sua umiltà facesse gregazione, e gli accordò con altre
validi resistenza. In questa carica bolle la conferma di que-t i

mostrò il suo zelo per la regolare la regola di s. Agostino, e tra idi

osservanza, ed impiegò tutta la sua altri molti privilegi la comunica-


autorità per estirpale certi abusi, zione, di quelli degli alili eremiti
96 GIR GIR
girolamini. Lupo tornato in Impa- li Jacopo Occhioni, Modesto Fer-
glia gittò i fondamenti della sua rari, Costanzo Gazzaniga, Gabrie-

congregazione nel monistero di s. le Monti, Innocenzo da Bergamo,


Girolamo dell' Acella sul monte Isidoro da Milano, Girolamo Va-
Cagalla, ed aggiunse alla regola di gliani, Leone Caccia ec. Quindi
s. Agostino altre rigorose costitu- per ordine del Antonio di Breb-
p.
zioni , cavate in parte da quelle bia, superiore del monistero di
de' certosini. Ordinò in queste tra Castellazzo, fu convocato nella chie-
le altre cose, che i religiosi non i- sa il capitolo nel ì^.t.5 a' 11 feb-
studiassero nel monistero, ne po- braio , e tutti fecero la solenne
tessero uscir da questo per anda- professione di osservare fedelmen-
re a studiare nella università, te- te tutte le costituzioni già da Mar-
mendo che la scienza li facesse tino V approvate, e di ubbidire
orgogliosi che non fosse lecito
; a tultociò che nelle sue bolle e-

alle donne entrare nelle loro chie- 1 a stato in avanti ordinato mo- ai

se, che non mangiassero carne né naci girolamini. Il p. Lupo am-


facessero uso di panni lini se non maestrò i monaci all'orazione, pe-
nelle infermità , che digiunassero nitenza, digiuno, trattenendoli in
dalla festa Girolamo (ino a
di s. santi colloqui. Stabilita in tal mo-
Pasqua, e che avendo dato loro il do dal p. Lupo una perpetua al-
nome di monaci portassero la co- leanza coi monaci di Castellazzo ,

colla in coro, e fuori del moni- vi lasciò al governo il p. Alvaro


stero, simile a quella dei bene- spagnuolo, e se ne parti.
dettini. Il p. Lupo fondò quindi Da Milano passò il p. Lupo a Ge-
altri cinque monisteri sulle nomi- nova per prendervi il possesso di un
nate montagne, ed in breve tempo altro monistero, chiamato Quarto
ebbe molti seguaci della sua di- per essere distante quattro miglia
sciplina. Ottenne quindi il p. Lu- dalla città, nel quale trovavasi un
po il monistero di Castellazzo lun- monistero di girolamini già fonda-
gi un miglio circa da Milano, to da d. Alfonso Pecha di Gua-
fatto già fabbricare da Giovanni dalajara. A seconda dell' invito
Galeazzo duca di quello stato, per de' monaci il p. Lupo trattò con
gli eremiti girolamini di Spagna, essiil nuovo sistema di vita che
i quali abitandovi sino dal i4oi dovevano intraprendere; diede lo-
domandarono di essere uniti ai ro la cocolla, prescrisse le costi-
monaci dell' osservanza, come so- tuzioni che dovevano osservare, e
no chiamati dai romani Pontefici ne ricevè solenne promessa di per-
in più bolle. Il p. Lupo essendo- petua osservanza. Poco dopo aven-
si portato colà, fece rinnovare a dolo chiamato a Roma Martino V, nel
quegli eremiti la professione, ed 1426 gli diede il monistero e la chiesa
avendogli il duca di Milano offer- de' santi Alessio e Bonifacio sul mon-
te molte rendite le ricusò, dicen- te Aventino, già diaconia cardinalizia,
do che non si poteva accordare già de'monaci benedettini, indi de'ca-
la povertà col superfluo. Nel bre- nonici regolari premonstratensi, e tal
ve corso di trent'anni divenne quel concessione ebbe luogo nel seguente
chiostro un seminario di santi, e modo. Era commendatario di detto
fiori per uomini dotti, fra i qua- monistero il cardinal Alfonso Ca-
GIR GIR 97
rillo spagnuolo, mentre i ormonici me nelle processioni e stazioni
pretnonstratensi che allora l'abita- chiesa che poi fu fatta titolo car-
vano erano ridotti a piccolissimo dinalizio da Sisto V. V. Ciiif>\
numero; come ancora essendo de- de' ss. Alessio e Bonifacio, al qua!
caduti dall'antica disciplina, scema- articolo citammo 1' opera erudi-
vasi l'antico splendore del celebre tissima del p.Ae-abbate d. Felice
monistcro e del contiguo magnifi- rini,che ne fece l' importante isto-
co tempio. Tuttociò dispiacendo ria. Questa chiesa col monistero
al cardinal Carillo, volle porvi ri- annesso, secondo critici, sarebbe i

paro, e siccome era amico del p. posteriore al secolo quinto, in ori-


Lupo, lo giudicò attissimo all'uopo. gine fu consagrata a s. Bonifacio,
Il cardinale pertanto ottenne da e poscia dedicata ancora a s. A-
Martino V un diploma de' 27 a- lessio , nome col quale oggi è più
prile 1426, per l'autorità del qua- nota. Ivi sono lememorie di Ser-
le canonici regolari premonstra-
i gio vescovo di Damasco che vi fu
tensi dovettero cedere il monistero sepolto nell'anno 98», il qua-
e la chiesa con tutte le sostanze le dal famoso Crescenzio che do-
che gli appartenevano, al p. Lupo minò Roma come tiranno fu pre-
ed ai suoi religiosi. Questi quanto posto al compimento del moniste-
più presto poterono si trasferirono io, depositando il vescovo nella
nel luogo, ivi diligentemente osser- chiesa l'immagine della Beata Ver-
vando le leggi imposte dal p. Lupo. gine da lui portata da Edessa ;

Inoltre il Papa Martino V conces- vi è pure memoria di Crescenzio


se al p. Lupo altri privilegi con- nipote del precedente, che arricchì
giuntamente a quelli che già go- il cenobio nuove possidenze, e vi
di

deva la chiesa de' ss. Alessio e morì monaco benedettino, tra' quali
Bonifacio fino dalla sua fondazione, noteremo che fiorirono santi ed illustri
e di più nel 1428 gli accordò religiosi, fra' quali s. Adalberto ve-
tutte le indulgenze già concedute scovo di Praga ed apostolo de'l>oemi,
a tutte le chiese di Roma. Gelo- s. Gaudenzio suo fratello, s. Anasta-

sissimo il p. Lupo di mantenere sio, e s. Bonifacio apostolo de' rus-


in questo monistero la solitudine, si meridionali, finché Gregorio 1\
fece rigorosissime leggi spettanti die la chiesa ed il monistero ne!
alla chiusura del medesimo, e tra i23i ai nominati premonstratensi.
le altre quella che non potessero Nel pontificalo del predecessore Ono-
i monaci uscir fuori del chiostro rio IH ebbe luogo la dedicazione
se non per cagioni rilevantissime. della chiesa fatta dal Papa, assi-

Per tal modo monaci girolamini


i stito dai cardinali , da Marco -Ni-

salirono in Roma in grande esti- colai arcivescovo di \ enezia, .

mazione, e servirono di edifica- molli altri vescovi e prelati, il mar-


zione agli altri. tedì santo del 121". Tra lo altre
La chiesa de' ss. Alessio e Boni- memorie sepolcrali faremo am
facio sul monte Aventino è pure menzione di quella di Leone dei
una cklle vaiti antiche abbazie pri- Massimi, morto a' 23 aprile del
vilegiate di Roma, i cui abbati 1012. sepolcro ch'egli a\ca .1

sistemano il sommo Pontefice al- nato al mio figlie Stefano, ed aNa


lorché celebrava solennemente, eo- sua figlia ;. il deposito del cardinal
>OL. XX\I.
9^ G R I G R I

liianfrancesco de' conti Guidi di 1


1 7 , che il
4. p. Lupo restasse fa-

Bagno con la
titolate della chiesa, coltizzato di potere ricevere tutti

statua scolpita da Domenico Guidi, que' monaci spagnuoli che avessero


che vivendo vi avea fatto degli bramato passare nella sua congre-
abbellimenti alla confessione} di gazione , con questo però , che i

Giuseppe Brippio poeta latino del monaci spagnuoli dovessero por-


secolo XV, e dello stesso beneme- tare seco loio i beni, che già ave-
rito p. Nerini abbate del mona- vano dato all' altro istituto. Ordi-
stero, sepolto avanti 1' altare mag- nò altresì il benefico Pontefice, che
giore. Neil' annesso monastero il i inonisteri degli eremili girolami-
chiostro è retto da ventotto colon- ni, i quali volessero abbracciare le
ne, cioè dodici di granito bigio, costituzioni del p. Lupo, potessero
tre di granito rosso, cinque di farlo con la licenza de' superiori;
marmo salino, sei di cipollino, una che si ricevessero vicendevolmente,
di marmo bigio, ed una di pavo- non meno sani che infermi, nei ri-

nazzetto. Il monistero fu ampliato spettivi monisteri, come se fossero


dai monaci nella mela del decorso stati della medesima congregazio-
secolo,ed essendo stato comprato ne; e che finalmente vi fosse fra
nel 1810 da Carlo IV re di Spa- loro la comunicazione de' suffragi
gna, ne fece una casa di delizia pei religiosi defunti. In tal modo
per la sua amena ed elevata po- Martino V facoltizzò il p. Lupo di
sizione, e poi dopo averla abitata, dilatare i confini della sua congre-
munificamente la donò ai monaci al gazione, farvi delle aggregazioni,
loro ritorno. L' archivio del moni- con illimitato potere di ammini-
stero de' ss. Alessio e Bonifacio strare, visitare, e correggere quanto
conteneva molle preziose notizie al p. Lupo fosse piaciuto e creduto
tanto riguardanti essa, che la con- convenevole, segnatamente per la

gregazione de' girolamini di Lom- congregazione d'Italia, che portasse


bardia; ma nelle ultime e note po- il titolo di s. Girolamo, Ballar, et
litiche vicende, quando Roma fu si prò cunelorum. Sembrando poscia
occupata dai napoletani, l'archivio a lui che la regola di s. Agostino
con altri por-
dieciotto archivi
fu fosse poco confacente alla professio-
tato monistero delle Vergini
nel ne monastica, si affaticò per com-
nella via delle Muralte, e poi ven- porre una regola nuova, cavata
duto come cartaccia ai droghieri dagli scritti di s. Girolamo, e pre-
e pizzicagnoli. Tuttora esiste nel sentatala al Papa nel i4^9» Mar-
monistero il Bollano girolamino tino V l'approvò, e sciolse i reli-
riunito e disposto dal citato p. giosi dall' obbligo di osservare la

Nerini dottissimo, ma è inedito, e regola agostiniana. Fatte tutte que-


senza la munificenza del lodato ste cose, il p. Lupo volle come ge-
monarca che acquistò il locale, non nerale recarsi alla visita de' suoi
esisterebbe ne biblioteca né altro monisteri di Spagna, e Martino V
che al monistero appartiene. gli diede l' autorità di comporre
Inoltre Martino V dispose, per- alcune divisioni insorte tra i ve-
chè passasse buona armonia tra scovi di Castiglia, e lo costituì am-
questa congregazione e i girolami- ministratore dell'arcivescovato di
ni di Spagna, mediante bolla del Siviglia, il quale ria vacante per es-
GIR Gflfc

scine stato privato d. Diego Maldo- talia, essendo allora il principale


nato di Annaia, come fautore nel quello di s. Pietro dello Spedaiet-
celebre concilio di Costanza del- to nella diocesi di Lodi, come re-

l'antipapa Benedetto XIII. Soddis- sidenza del generale, con titolo di

fece il p. Lupo egregiamente all<- eonle dello Spcdalefto, con l'uso


sue incombenze, e mentre dimorava della mozzelta e della mantellet-
in Siviglia lece acquisto dell' abba- ta come i prelati, e per concessio*-
zia di s. Isidoro del Campo, lo che ne di Paolo V e di Urbano "Nili
diede motivo ad alcuni di dare al- anco de' pontificali col privilegio ,

la sua congregazione il nome di di conferire a' suoi religiosi gli or-

s. Isidoro. Passò ancora per ordine dini minori. Per questo monistero
del Papa in Portogallo in qualità principale e per altri situati in

di visitatore della congregazione quelle parti la congregazione xi n

de' canonici secolari di s. Gio. E- ne chiamata l'ordine de'girolaml


vangelista. Indi amore della
per ni di Lombardia. Dopo la morte
solitudine rinunziò ad Eugenio IV del p. Lupo i suoi religiosi lascia-

all'amministrazione della chiesa di rono la regola da lui cavata dagli


Siviglia , ed avendone reso conto scritti Girolamo, e tornarono
di s.

appena giunto da Roma, si ritirò a quella di Agostino che tutto s.

nel suo monistero di s. Alessio, do- ra professano superstiti monaci i ,

ve menando una vita molto au- poiché nel loro calendario rifor-
stera e santa, ne fu ridotto al fi- mato nel capitolo generale del
ne da una febbre ardentissitna . i6i4 a'28 febbraio si legge: die.
3

Domandò con somma umiltà i san- 28 fe.bruarii translaiio s. Augusti-


ti sacramenti, e munito di questi ni episcopi, ac Ecclesiae dottori*,
moii a' i3 aprile 1 4^3, in età di duplex, sub cujus regula nos quo-
mtatre anni , alla presenza di (jue militamus, D. Pier Luigi Gal-
tulli i suoi religiosi piangenti, e fu letti abbate cassinense, avendo tro-
sepolto nella stessa chiesa nella tri- vato nella badia del suo ordine in
buna, con 1' onorevole epigrafe in- Firenze, un cronico d'una badia,
torno alla figura in bassorilievo, poi annessa a quell'altra, e detta
che dice: IIic jacet reverendus in già delle Campora , e parendogli
Xp"o pater frater Luppus de Ol- di aver scoperto da questo la ?é-

meto NA~CION ISPANUS BESUSCITATOR ra origine dell'inclito ordine giro-


F.T REFORMATOR AC PRIMUS GENERALI* lamino, lo mandò al cardinal Qu -

l'RAEPOSlTUS ORD1NIS MON ACHORUM HE- lini, il quale in una lettera latini
r.F.MiT\r.r\i sc"i Jkronimi prioroue de' 3 1 maggio I754 s
e poi con
IH JL'S MONASTERI! QUI OCIIT DIE III un'altra italiana de' 1
ì giugno
aprilis A. D. mccccxxxhi. Poh?. giunte, indirizzollo collo stesso sen-
Dlfl EUGtHIl PPr. 1111 AttHO TERTIO. timento del p. Galletti, al p. d.

Filippo II re di Spagna nel i


>g5 Felice Maria .\erini abbate g<
volle che i sette monisteri della rale de' monaci girolamini, dir pr<
congregazione del p. Lupo di Ol- curò «li abbattere le ragioni del p
medo, esistenti ne' suoi regni , si (.alletti con la letlcia: Hyeroni-
unissero a quelli degli eremiti gì» minnae fantiUàe velerà itionumt n

rolamini, per cui alla congregazio- 1,1 ad amplisi. />/> < tiri-

ne restarono i soli monisteri d'I- ui.ru iti-. Placentiae 1


- 5 j. Allora
ioo GIR GIR
il p. abbate Gallclli pubblicò la Di questa congregazione di gi-

Lettera intorno la vera e sicura rolumini non vi sono religiose o


origine del ven. ordine de pp. gì- monache, avendo il p. Lupo d' 01-
rolamini, Roma i 755, nella quale medo ne' suoi statuti proibito e-
egli più fortemente propugna la spressamente di riceverne, e sebbe-
sua prima sentenza. V. inoltre il ne dopo la di lui morte sieno stati

p. Norberto Caymi monaco gi-


d. variati in alcuni punti , come in
volamino, autore della Vita del ven. quello di non istudiare, in questo
Lupo d'Olmedo, ristoratore dell'an- però di non aver monache , sono
tico ordine girolamino } e fondato- stati sempre osservati. Radunano
re, della congregazione de' monaci questi monaci ogni tre anni il lo-
di s. Girolamo detta di Lombar- ro capitolo generale, in cui eleg-
dia, ce, stampata in Bologna nel gono il generale, i definitori, i vi-
i 754. In quest' opera giudiziosa sitatori, e gli abbati de' moniste-
ed erudita vi sono dettagliate no- ri. Debbono levarsi a mezza notte
tizie su questa congregazione, e si per dire il mattutino; non posso-
correggono le altre due vite del no mangiar carne nei monisteri ;

ven. Lupo, dettate negli idiomi ita- oltre ai giorni prescritti dalla Chie-
liano e latino dal p. d. Pio Ros* sa, sono tenuti a digiunare in al-

si. Il p. Annibali nel suo Com- tri primo di ottobre


molti, e dal
pendio della storia degli ordini re- fino a Pasqua non si deve dar lo-
ligiosi, parlando del girolamino nel ro pietanza nelle sere di lunedì
tom. II, par. II, a pag. 33o, dice, mercoledì e sabbato, così ordinan-
ebe il p. Nerini procuratore gene- do le loro costituzioni approvale
rale di questa congregazione ed da Paolo V nel 161 1. In quanto
abbate del monistero di s. Alessio, all'abito, i sacerdoti hanno una to-
pretese di far vedere nel citato li- naca bianca legata con cintura di
bro ebe il suo ordine fu istituito cuoio, e lo scapolare di color tanè
da s. Girolamo, che da questo san- a cui è attaccalo piccolo cappuc-
to dottore in poi ha sempre du- cio. In coro e per la città polli-
ralo nella Chiesa fino a' tempi no- no cocolla parimente di color tanè,
stri; ma che il lodato Galletti, poi e quando sono nel monistero usa-
vescovo di Cirene, con la nomina- no la sola tonaca e lo scapolare
ta dissertazione, cui non fu rispo- adoperando la berretta quadia [iu-
sto, dimostrò la falsità dell' asser- re di color tanè. I frati conversi
zione , e quale fu la vera epoca hanno ancor essi la tonaca bianca,
della istituzione dell'ordine giro- e lo scapolare tanè, ma in vece
lamino nella Chiesa. Benedetto XIV della cocolla portano un mantello,
nel 1755 con lacostituzione Ro- anzi al presente i monaci quando
manum, data a' 20 gennaio, Bull. escono non usano più la cocolla
Magn. tom. XIX, pag. 117, con- ma una cappa color tanè. I frati

cesse ni detto p. abbate Nerini ge- conversi cioè quelli che


, danno
nerale della congregazione girola- irrevocabilmente sé stessi e i loro
inina d'Italia, ed ai successori di beni presenti e futuri, diritti ed
lui, un posto nelle cappelle ponti- azioni alla congregazione, porta-
fìcie tra gli altri abbati generali no un abito ed un mantello ta-
degli ordini monastici. nè; e gli oblati che vivono nei ino-
GIR. GIR 101
•mieli usano la veste del medesi- donò la patria, e vestito di poveri
mo colore, che loro scende fino al pauni si ritirò in un luogo defer-
ginocchio, a differenza di quelli che to, per menarvi vita austera e pe-
stanno fuori dei monisteri, i quali niteule. Non sembra affatto veridi-
vestono come i secolari. 11 p. Bonan- co quanto narra il p. Papebrochio,
ni nella parte I, pag. CXIX del ch'egli sebbene siasi applicato ben
Catalogo degli ordini religiosi, par- presto alla pietà, nel 1377, aiu-
la di questi monaci, e ne riporta tato da Andrea suo fratello cugi-
la figura, citando il cronista del- no, levò a forza la beata Chiara
l'ordine p. Pietro Varga. sua sorella cugina dal monistero
G1ROLAMINI DELLA CONGREGA- in cui erasi ritirata per servire a
ZIONE del b. Pietro da Pisa, Frati Dio, e che dopo averla tenuta rin-
eremiti dell'ordine di s. Girolamo. chiusa per cinque mesi, commosso
Riconosce la sua origine dal bea- dalla di lei costanza nel santo pro-
to Pietro da Pisa, nato in questa posito , si determinò d' imitarla :

città 16 febbraio 1 355 da Pie-


a' questa assertiva del Papebrochio e
tro Gambacorta, e da una donna di pochi altri, non pare verosimi-
dell' illustre famiglia dei Galandi le. Certo è che verso il 1375 o
in tempo che il suo padre domi- 1 377 uscì da Pisa, e dopo di aver
nava Pisa ed altre città della To- visitato le più celebri solitudini del-
scana. Va però avvertito che il cri- la Toscana e dell' Umbria, e fer-
tico cronista di questa congrega- matosi alquanto in quelle, si riti-

zione, dice che Pietro fosse figlio rò finalmente iu quella parte del
di Gerardo germano di Pietro Gam- monte Cessana Montebello, detta
bacorta, e per conseguenza nipote sei miglia lungi da Urbino, da cui
di questo Pietro, non costumandosi scendendo per cercare limosina nei
in que' tempi ed anche dopo im- paesi convicini, e con quelle che gli
porre il nome del proprio genito- facevauo coloro che lo visitavano,
re ai rispettivi figli. Essendo egli n' ebbe in tanta abbondanza, che
di tre mesi, i di lui genitori fu- gli riuscì di fabbricare nella sua
ìono costretti a fuggire per avver- solitudine una chiesa dedicata alla
sa fortuna dalla patria, e seco por- ss. Trinità, la quale fu compita
tarono il bambino Pietro, che poi nel 1 38o : altri congetturano che la
leccio educare nobilmente, anche chiesuola fu a lui data da Oddone
negli esercizi cavallereschi, i quali e- Colonna vescovo d'Urbino poi Mar-
gli apprese molto bene, quantun- tino V. Accanto a questa chiesa
que attendesse più di proposito a fece erigere una casa capace di
quelli della pietà cristiana, e co- molli eremiti, de 'quali poco dopo
minciasse a concepire abbonimen- dodici si unirono a lui, dappoiché
to per le vanità terrene. Dopo essendosi manifestala la vita santa
la morte della madre e quan- , del b. Pietro, molti concorsero per
do la fortuna erasi di nuovo di- seco lui unirsi, e tra tanti ne scel-
chiarala favorevole per suo pa- se dodici: il primo fu Pietro Tucani
dre, ritornato perciò al possesso di di Pisa, che si vuole partito da det-
Pisa, il nostro beato csseudo allo- ta città insieme col beato Pietro,
ra d'anni venticinque, rinunziò a il secondo il b. Pietro spaglino-
tutte le mondane speranze, abbau- lo, il terzo il b. Angelo di Corsi-
ioa GIR GIR
ca, il quarto Pietro di Antonio a vendicare la loro morte. Trion-
Jacobini Faltibene, il quinto Pie- fò di questa fiera tentazione pro-
tro di Giovanni spagnuolo, il se- strandosi avanti a Dio, ed adorando
sto Arcangelo di Giovanni Sabba l'ordine della sua provvidenza, e
di Gubbio, il settimo Giovanni di per confondere di più il tentato-
Albania, l'ottavo il b. Andrea da re, afflisse il suo corpo con orri-
Sicilia, il nono Pietro Paolo di bili austerità, flagellandolo aspra-
mastro Pietro di Gualdo, il deci- mente, e stringendolo con un giac-
mo Alessio d'Alessio di Duracchio co fatto a punte, e con un cili-
in Albania, l'undecimo Paolo da cio; raddoppiò i digiuni e le vi-
Como in Lombardia, e il duodeci- gilie, adagiandosi quando oppresso
mo il b. Benedetto di Sicilia, sic- dal sonno, per lo più sopra la nu-
come apparisce da un antico dipin- da terra.
to in tavola. Il bealo Pietro Gual- Intanto il b. Pietro prescrisse ai
cerano che si attribuisce a questa suoi cremiti alcune costituzioni, nelle
congregazione, visse da eremita nel quali comandò loro di fare, siccome
monte di s. Berlolo sopra Pesa- egli faceva, quattro quaresime ogni
ro con alcuni altri compagni, tut- anno, cioè la comune, l'altra dal lu-
ti di ottimi costumi e di santa nedì delle rogazioni lino alla Pen-
vita, e mori nel i4i8, cioè prima tecoste, la terza dal primo giorno
che quel conventino e chiesa di di agusto (ino all' Assunta, e la
s. Berlolo venisse in potere della (piarla dalprimo novembre lino a
congregazione pisana, lo che ac- Natale. Ordinò altresì di flagellar'
cadde nel i44 2 ventiquattro anni> SÌ e ili digiunare in tulli i lune-
dopo la morte del b. Pietro Gual- dì e venerdì dell'anno, e di ag-
cerano, laonde questi non deve ri- giungere al digiuno la disciplina
tenersi girolamino. Non deve an- anche in tutti i giorni di quare-
noverarsi tra i primi compagni del sima. Proibì di ricevere nell'ordi-
b. Pietro da Pisa Bartolomeo Mer- ne quelli che non avessero com-
cati di Cesena, il quale vesti que- pito dieciotto anni, e quelli che
sto abito nel 1 4» 9, vale a dire passavano i cinquanta. Osservavano
trentanove anni dopo l'erezione del- i buoni religiosi tutte queste cose,
la congregazione. 11 pio fondatore con l'esempio del loro comune [la-

per t'uggire ogni occasione di va- dre, che ne faceva altre molte di
nagloria non volle essere chiamato piìi, e perseverò in un tenore di
Pietro Gambacorta, cognome illu- vita asprissima fino alla morte; si
stre di sua famiglia , ma Pietro levavano a mezza notte per dire
da Pisa, e diede ai suoi segua- il mattutino, dopo il quale si fer-
ci il nome di eremiti di san mavano in coro a fare nell'estate
Girolamo, elello da lui per pro- due ore di orazione, e uell' inver-
tettore di sua congregazione. Nel no tre; cibo ordinario era poco
i3q3 a' -xi ottobre essendo stati pane con pochi frutti o erbe cotte.
assassinati padre e due fratelli
il secondo il piacere del superiore:
del beato, da Giacomo Appiani se- dovevano ogni giorno accusarsi nel
gretario del medesimo padre, il refettorio delle loro colpe, e la
demonio diede un liero assalto al povertà si osservava da essi con
servo di Dio, tentandolo di andare tanta esattezza, che tutto avevano
gir GIR io3
in connine, ed il superiore aveva no fatto poco prima anche i di-
il pensiere di dare ad ognuno ciò scepoli del b. Angelo di Corsica,
che gli abbisognava. Vita cotanto fondatore di un'altra congregazione
esemplare acquistò loro stima dai parimenti del terz'ordine di san
virtuosi,ed odio dai libertini, che Francesco, quattro o cinque con-
lacerarono il buon nome di sì san- venti della quale ,
per una bolla
ti spargendo maliziosamen-
eremiti, di Eugenio IV del i432, furono
te che ingannavano con la loro dati a quella dello stesso b. Pie-
vita semplici, ch'erano lupi co-
i tro, che in tal guisa andò crescen-
perti con la pelle di agnello per do nel numero de' religiosi e dei
guadagnarsi il credito del popolo, conventi.
ed osarono aggiungere che la loro Il b. Pietro passò da Roma a
vita austera non era per virtù di- Venezia, quivi chiamato da alcuni
vina, ma per arte magica da essi affari della sua congregazione, e qui-
praticata. Gl'inquisitori per queste vi morì santamente il primo giu-
relazioni false, fecero delle rigoro- gno i435, d'anni ottanta. Cercano i

se ricerche,onde questi santi ere- critici il luogo in cui fu egli se-


miti furono costretti ad uscire di polto, e benché la più probabile
tratto in tratto dalla loro solitudi- opinione sembri quella di chi Io
ne per essere esaminati. Allora fu vuole tumulato nella chiesa di s.

che il b. Pietro ricorse al Papa Girolamo con monistero di reli-

Martino V, il quale informato pie- giose agostiniane, ciò non ostante


namente della santità di lui e dei ignorasi luogo di sua sepoltura,
il

suoi discepoli, diede loro una bolla sebbene il p. Papebrochio affermi


a' 2giugno I4"2
1 m v irtù della r ) che funerali gli furono celebrati
i

quale furono esentati dalla giuris- in s. Marco. Nel 1601 indarno lo


dizione degl'inquisitori, annullando cercò nel detto monistero delle mo-
le scomuniche, e tutti gli atti a- nache di s. Girolamo il nunzio di
vanzati contro religiosi. Superata
i Venezia Pannocchieschi Delci arci-
questa tempesta, il b. Pietro coi vescovo di Pisa; dopo molti an-
compagni vennero in seguito in più ni si rinnovarono le ricerche ad
alta stima presso i buoni, ed aven- istanza di Cosimo III granduca di
do già dei conventi in diversi luo- Toscana ma non produssero ef-
,

ghi, ed in Venezia, in questa cit- fetto, e tale fu pure l'esito di quel-


tà ne fu esibito altro, cioè l'ospe- le eseguite nel 17 17. Nel pontifi-
dale di s. Giobbe, fatto fabbrica- cato di Benedetto XIV, credendo
re da Lucia Contarmi, moglie del le monache di avere rinvenuto la
nobile uomo Enrico Delfino, il sepoltura del b. Pietro, per mezzo
quale si fece poi discepolo del bea- di monsignor patriarca ottennero
to. Questi nel i4^5 si portò in dal Papa il breve, Riceviamo, del
Roma, ove contrasse amicizia col 1747, p if? sso >' senatore Flaminio
b. Nicola di Furca Palena, autore Coruaro, De eccks. Venet. dee. 1,

d'una congregazione del terz'ordi- pag. i5?., la facoltà di rinnovare


ne di s. Francesco, la quale nel te indagini con l'assistenza del me-
1 44^* fu unita a questa stessa del desimo patriarca, e le analoghe
b. Pietro, abbracciando i seguaci cure del mentovato senatoie, ma
l'istituto eremitico, siccome aveva- le perquisizioni egualmente riusci-
io4 GIR GIR
rono inutili. Il Papa Clemente VII la quale oltre all'avere per di fuo-
fu il primo a chiamare con titolo ri, sopra l'ingresso due sibille del
di beato Pietro Gambacorta fonda- Baglioni, anche l' interno è ben a-
tore degli eremiti di s. Girolamo, dorno con marmi, pitture, e qua-
indi col medesimo
ne autoriz- titolo dro del Bassano in cui effigiò la
zarono il culto i Papi Paolo III, s. nascita di Gesù Cristo. L'interio-
Pio V, Gregorio XIII, e Clemente re parte della chiesa ha una sola
Vili, finché i religiosi dell'ordine navata con cinque cappelle, due da
supplicarono Alessandro Vili di un lato, tre dall'altro, ed il cap-
concedere loro di celebrare l'ufficio pellone grande in mezzo, ossia l'al-
ecclesiastico in tutto l'ordine, lo tare maggiore. La prima delle cap-
che il Pontefice accordò avendo , pelle a dritta, entrando, è dedica-

pure sottoscritto il decreto per la ta a s. Onofrio, ed è tutta abbel-


beatificazione, nominando per po- lita di buone pitture d'antica scuo-
nente della causa il cardinal Ca- la. Nella seconda, sacra alla Ma-
sanata protettore dell'ordine. Il di donna di Loreto, il quadro dell'al-

luiimmediato successore Innocen- tare è opera di Annibale Caracci;


zo XII a' 9 dicembre i(»g3 con- la Coronazione fu colorita da un
fermò il decreto della congregazione sue scolare, e le altre pitture l'e-
dei riti dei 5 di tal mese, nel quale segui Gio. Battista Ricci da Nova-
si approvava il immemorabile
culto Fa. maggiore dalla cornice
L'altare
del b. Pietro Gambacorta fondato- in giù da Baldassare
fu dipinto
re de' poveri eremiti di s. Girola- Peruzzi, e dalla cornice in su da
mo in Monlebello presso Urbino. Bernardino Pinturicchio. Segue la
La vita del b. Pietro sta in latino cappella del ss. Crocefisso. Nella
ne' Bollaudisli, Acta ss. j'unii tom. cappella seguente il quadro del b.
Ili, die 17; pure in ita-
la scrisse Pietro da Pisa è pittura del cav.
liano il Antonio Bonue-
gesuita p. Francesco Trevisani , mentre due
ci, che fu stampata in Roma dal suoi scolari dipinsero i laterali. 11

Salvioni nel 1716. Siccome poi per quadro dell'ultima cappella, rappre-
la riunione della congregazione del sentante s. Girolamo, fu colorito da
b. Nicola di Furca Palena ai gi- Pier Leone Ghezzi la pittura late- ;

rolnmini, questi divennero padroni rale dalla parte del vangelo è di


in Roma della Chiesa di s. Ono- Pietro Nelli, quella di contro è opera
frio [Vedi) verso quest'epoca, cosi di Nicolò Ricciolino. La volta della
a quanto di essa dicemmo a quel- sagrestia la dipinse Girolamo Pesci,
l'articolo, aggiungeremo le seguenti ed il quadro dipinto sulla tavola
notizie. rappresenta s. Girolamo, s. Cate-
Nel portico le tre storie a fre- rina, s. Sebastiano ed il b. Nico-

sco della vita di Girolamo, sono s. la di Furca Palena, opera stimata


lavori pregevoli del Domenichino, di Benigno Vangelini, compita nel
fatti per ordine del cardinal Giro- 164.8. 11 chiostro del contiguo con-
lamo Agucchio mentre era titolare vento de' girolamini è adorno di

della chiesa, secondo l'Alveri: sotto venti colonne di marmo, ed in es-

il medesimo portico sostenuto da so si vedono le storie di s. Ono-


colonne antiche evvi la cappellctta frio dipinte a fresco dal cav. d'Ar-
sacra alla Beata Vergine del Rosario, pino, e sono le prime quattro en-
GIR GIR io5
trancio da mano destra , essendo due Vi si celebra la festa
altari.
state le altre colorite da Sebastia- di s. Francesco a' \ ottobre, e quel-
no Strada, e da altri pittori. Nel la di s. Onofrio agli 1 1 giugno.
corridore superiore è una bella Ma- Fu frequentata di visite da Bene-
donna col Bambino dipinta a fre- detto XIII, che soleva abitare il
sco dal celebre Leonardo da Vinci. vicino convento de' domenicani di
Nella libreria de' religiosi sonovi i s. Maria a Monte Mario. Il Papa
busti del Barclay e del Tasso, se- che regna Gregorio XVI, portan-
polti in chiesa, con alcuni mano- dosi su questo delizioso colle, e-
scritti ed oggetti serviti al secondo, gualmente più volte la visitò.
che quivi mori. La rinomata quer- Dopo la morte del beato fonda-
cia di Tasso perì a' 22 settembre tore, il primo generale fu il b. Bar-
1842, e fu celebrata coi versi del tolomeo da Cesena sunnominato
eh. cav. Andrea Belli, i quali insie- il quale fondò altri conventi, e nel
me ad altro, che riguarda il ri- suo governo, che durò quindici an-
nomato albero, si leggono a p. 89 ni, la memorata congregazione del
e seg. nel libro intitolato Fiori b. Nicola di Furca Palena
si unì
sparsi , del quale feci affettuosa interamente a questa de' girolami-
menzione al voi. XXIV, pag. 3i5 ni, a' quali Eugenio IV accordò
del Dizionario. Alcune notizie ed molti privilegi colla bolla Provenil
iscrizioni di questa chiesa si leg- del i437. Questi religiosi ottennero
gono a pag. 263 e seg. del Mar- quindi di ricevere gli ordiui sacri,
tinelli , Roma ex ethnica sacra. e di tenere ogni anno il capitolo
Ridolfino Venuti descrive questa generale,che Nicolò V nel i£53
chiesa a pag. 965 della sua Roma ordinò che invece si radunasse ogni
moderna. Il medesimo a p. 1234 tre. Poscia Sisto IV, ed Alessan-
parla dell'altra chiesa che i giro- dro VI fecero alcune variazioni in-
lamini hanno sul Monte Mario torno ai loro capitoli generali. Nel
suburbano di Roma, verso il fi- 1
4 14 essendo ancora generale il b.
ne delle vigne del colle, chiamata Bartolomeo da Cesena furono stese
volgarmente s. Onofrio in Cam- le prime costituzioni dell'ordine, ed
pagna. Essa è dedicata a s. Fran- in queste medesime fu moderato
cesco d'Asisi, e fu eretta col con- il rigore prescritto dal b. Pietro
tiguo convento dall'abbate Barto- da Pisa, e dipoi nel 1 54o furono
lomeo Neri. Clemente XI a como- esse ridotte in miglior forma dal
do dei vignaiuoli de'Iuoghi circon- p. Bernardo da Verona allora ge-
vicini l'eresse in parrocchia, quale nerale, ed accettate dal capitolo di
confermò Leone XII nel riordina- tutto l'ordine tenuto in Rimiri nel
mento delle parrocchie di Roma 1 "i [a, dopo la protesta di tutti i

ed in cura de' medesimi girolami- capitolari, che non obbligassero ad


ni. Ha tre altari, ed il principale alcun peccato mortale, e non si

è dedicato a s. Francesco, e gli potessero costringere i professori


altri due alla ss. Trinità ed a s. dell' istituto a far voti solenni, quali
Sebastiano. Benedetto XIII conta- ancora non facevano. Nel capitolo
giò questa chiesa unitamente all'al- generale del l6aa, furono appro-
tare maggiore a' 2 luglio 1728, e vate nuove costituzioni, abbracciate
due giorni dopo consngrò gli altri dipoi anche in quello del l63
io6 GIll GIR
pubblicate nell'altro del iG^i. In conventi nella diocesi di Padova
un altro del 1 644 furono fatte al- e di Verona, e quella degli ere-
tre dichiarazioni sopra di queste miti del monte Segestero, fondali
costituzioni, esono quelle che pre- dal b. Lorenzo. Segui l'unione di
sentemente in questa
si osservano questi secondi nel 1579, e facen-
congregazione, con aver soppresso dosi menzione nel martirologio di
tra le altre cose l'astinenza perpe- iìn s. Alberto da Genova, i reli-
tua. Siccome poi religiosi face- i giosi del b. Pietro da Pisa voglio-
vano solamente voti semplici, e no che sia stato della congregazio-
potevano disporre anche de' loro ne di monte Segestero, e che mo-
beni, s. Pio V con la costitu- risse nel i4jo.

zioneLubrìcum vitae gewis, de' r


7 Prima delle ultime politiche vi-

novembre i568, ordinò loro di fa- cende si divideva questa congre-


ve i voti solenni, lasciando in li- gazione in due provincie, cioè di
bertà chi non voleva emetterli. In Ancona e di Treviso, oltre alcuni
sequela di questa costituzione, il conventi nel Tirolo ed in Baviera,
cardinal Luigi Cornavo protettore i quali appartenevano a certi ere-
dell'ordine, si recò al convento di miti, che nel 1695 ad istanza del-
s. Onofrio di Roma, e vi ricevè l'imperatore Leopoldo l si uniro-
la professione de' religiosi girolami- no a questi d'Italia, e professando
ni che vi abitavano, siccome fu la medesima regola si moltiplica-
fatto ancora con altri conventi del rono poscia in que' paesi con os-
medesimo ordine, e questa profes- servare rigorosa mente le costitu-
sione venne promettendo eseguita zioni dell'ordine, non mangiando

di osservare la regola
di s. Ago- mai carne, incedendo scalzi, vesten-
stino data loro dal medesimo s. do panni grossi dello slesso colore
Pio V, il quale confermò la con- e forma ili quelli del b. Pietro,
gregazione, nel 1567 accordò ai re- portando la barba, ma non molto
ligiosi i privilegi degli ordini men- lunga. Quoti religiosi girolamim
dicanti, e nel 1 S7 1 con la bolla usano tonaca legata con cintura ili
confermò gli altri
Religioni* zelus cuoio, con cappuccio la cui moz-

che già godevano. Gregorio XII zetta scende davanti e di dietro


nel 58 fece altrettanto, ma Pao-
1 1 sino alla cintura. In casa portano
lo V derogò al privilegio concesso berretta quadrata, e quando esco-
da Martino V, d'esenzione dalla no vanno con cappa increspata si-
giurisdizione degl'inquisitori, a'qua- no al collo, tutto di color tanè,
li li assoggettò. Alessandro \ lì e cappello nero. Nei venerdì deb
avendo soppresso nel 16% l'ordi- l'anno digiunano. In tutti i giorni

ne de' canonici regolari di s. Spi- di lunedi, mercoledì e venerdì del-


rito, e quello de' crociferi, diede i la quaresima fanno la disciplina,

conventi e monisteri loro alla con- ed eziandio ne' lunedì, mercoledì e


gregazione del b. Pietro da Pisa. venerdì dell'avvento, anche se ca-
Inoltre a questa congregazione si- dono in giorni festivi. Ogni sei
no dal 1 53 r erasi unita quella anni giusta i decreti della sa-

degli eremiti di s. Girolamo, isti- gra visita apostolica dell'anno 174*1


tuiti da fr. Bartolomeo di Giaco- e nella terza domenica dopo Pa-
mo Mercati, quali avevano dei
i squa radunano il capitolo generale
GIR GIR io-
in cui eleggono il loro superiore, gregationis b. Petti de Pisis col-
ed in ogni triennio il capitolo lect.ac notis '/lustra /.,Patavii 1775;
1

provinciale. Morendo il generale, ed il padre Giovanni Battista Sa-


il provinciale di quella provincia janelli ha formato le Croniche stam-

nella quale dimorava il defunto, pate in tre volumi in foglio da


prendeva il governo dell'ordine fino Antonio Zalta in Venezia nel 1708,
alla elezione del nuovo, che si faceva intorno al primo volume; il secon-
in lai caso dai provinciale dell'al- do volume fu stampato in Pado-
tra provincia, e dai priori di Ro- va da Gio. Battista Conzalti 17G0;
ma, di Pesaio, di "\ enezia, e di ed il terzo dal medesimo stampa-
Padova, quando quei conventi esiste- tore nel i"fìi.
vano. Il convento di Montebello GIRQLAMIM, Eremiti di Fie-
era il capo della religione, nella sole. Questa congregazione fu isti-
«piale sono fioriti molti servi di tuita dal beato Carlo dei conti
Dio, alcuni de' quali con titolo di Guidi di Monte Granelli di Baeno
bealo, e varie persone illustri per nella Romagna toscana, diocesi di
la dottrina e per le dignità eccle- Sar/ana, il quale con Redoue del
siastiche. 11 p. Burnirmi nella par- medesimo Monte, Gualterio fioren-
te I del Catalogo degli ordini re- tino, ed altri compagni, si ritirò
ligiosi, a p. CXXI riporta la figu- in luogo solitario nel mezzo dei
ra d'un antico eremita con zocco- monti di Fiesole (Fedi), nell'an-
li di legno, e barba lunga, ed a no 386 1 ; altri però fanno inco-
p. CXX1I produce la figura d'uno minciare la fondazione di qualche
degli odierni religiosi , parlandone anno avanti sotto la regola del
compendiosamente. Da questa con- terzo ordine di s. Francesco, della
gregazione sono usciti diecisetle quale il b. Carlo era già profes-
beati, tra'quali il beato Pietro fon- so, ovvero al dire di altri sotto
dature, ed il beato Nicola propa- la regola cavala dagli scritti di s.

gatore si veuerano sugli altari, ed Girolamo. L' approvò Innocenzo


altri trentatre fiorirono in santità VII, ma prevenuto dalla morte
e miracoli. Cinque sono vescovi i non potè emanarne la bolla, la
della medesima congregazione. Gli quale pubblicò il successore Gre-
scrittori poi sono circa trenta, e gorio XII nel 1
^f 1
">, Sacra nonnul-
su diverse materie, come teologi- laruiìì, data in Castro Montis Fio-
che, scolastiche, polemiche, morali, rum Arimin. dioecesis, 8 id. jul.,

isteriche ec. : essi diedero alla luce Bull. Rorn. t. Ili, par. II, pag.
vari volumi, altri restarono mano- 4 io. Morì il fondatore in Venezia,
scritti. Di questo online oltre gli dov'erasi portato per islabilire un
storici degli ordini regolari, scris- nuovo convento, a'5 settembre 1 \i~,
sero 1' Azorio nelle Istituzioni mo- ed è dagli storici annoverato tra
rali, I. i3, cap. II; Roderico nel- i beati. Le sue reliquie furono
le Quest. Reg. t. \ II, qu. 3, art. trasferite nel convento di Fiesole,
9; Silvestro Maurolico , e Pietro ma dopo la soppressione della con-
Bonacciolo nell'opera intitolila :
/' gregazione il >uo corpo fu porta-
remo Pisano. Il padre Giovanni to a Firenze, e riposa venerato
BattistaGobati ci ha dato il Bui- nella chiesa delia compagnia detta
larium ordini* s. Hieronynu con- la buca di s. Cimiamo. In segui-
ioS GIR GIR
to Eugenio IV l'approvò, e col dati. In quanto alla orciconfratcr-
suo consenso la congregazione ab- nita, agli articoli Arcico> fraterni-
bracciò la regola di sant' Agosti- tà di s. Girolamo della Carità,
no, come si legge nella bolla Super e Carceri di Roma, non che Go-
gregem, tlat. Florentiae ,7 cai. vernatore di Roma, per ciò che ri-
augusti i44'> Bull. Rom. t. Ili, guarda la visita de' carcerati, ed
par. Ili, }>. 33. Il Pontefice volle altro relativo, abbiamo detto le
che si chiamasse la Congregazione cose principali che riguardano sì

di s. Girolamo di Fiesole, e di- celebre e benemerito sodalizio , e


chiarò il monistero di Fiesole ca- delle molte e varie opere di pie-
po dell'ordine, e residenza del ge- tà in cui si esercitano i suoi ag-
nerale. In processo di tempo la gregati, dappoiché essa patrocina
congregazione giunse ad avere più le cause de' poveri pupilli e delle
di quaranta conventi in diversi vedove ne' tribunali; dota zitelle;

luoghi d' Italia, tra i quali quello distribuisce l'elemosine,massime al-


di Roma Vincenzo ed Ana-
de'ss. le donnecondannate ; amministra
stasio a Trevi, con la contigua l'eredità lasciata da Benedetto Gre-
chiesa, parrocchia che allora com- co, al modo che dicemmo al voi.
prendeva il palazzo pontificio del XXVIII, pag. 21 3 del Dizionario;
Quirinale, luogo che diede a que- dirige il monistero di s. Giacomo

sti religiosi Paolo V nel 1612. alla Lungara, di cui parlammo ai


Vivevano questi eremiti con par- voi. I, p. 35, e XVII, p. 20 e
1

ticolari costituzioni, e vestivano di 35 del Dizionario: ed ha cura del-


lana color tanè, con cappa incres- le carceri Inuocenziane in via Giu-
pata intorno al collo, e aperta lia,che da lei in particolar modo
nella parte anteriore ; cingevano dipendono, e in quel modo che
cintura di cuoio, andavano scalzi descrisse il eh. monsignor Carlo
con zoccoli di legno, l'uso de'qua- Luigi Monchi DÌ , appartenente a
li poi lasciarono. In Milano erano questo illustre pio luogo, nella sua
chiamati frali di s. Anna, dalla opera intitolata: Degli istillili di
chiesa presso cui abitavano. Ma pubblica carità, ec, tom. II, pag.
essendosi i religiosi raffreddali nello 2^7, cap. XI, ArciconfraternUa
spirito dell'istituzione, diminuiti di della Canta. A tuttociò si deve
numero, ed essendosi tra di loro aggiungere ch'essa ha sede nel lo-
introdotti molti abusi, il Pontefice cale presso la propria chiesa dedi-
Clemente IX li soppresse con la cata a s Girolamo, amministra e
bolla Romanus Pontifex, data ai dirige le cose della medesima, do-
G dicembre 1668, Bull. Rom. toni. ve mantiene la detta congregazio-
VI, p. 3o4- Di essi scrisse 1' Azo- ne dei sacerdoti in comunità del-
rio nelle Islit. inorai t. I, Iib. i3, l'oratorio, che ivi risiede per decoro
cap. II ; e il p. Bonanni nel Ca- del culto divino, adempimento de'pii
talogo degli ordini religiosi, pari. legati di messe, ec, e per soddisfare

1, p. CXX, ove ne riporta la fi- le altre obbligazioni assunte dai sa-


gura. cerdoti dacché fu cominciato a pro-
GIROLAMO (s.) della Carità' seguire quauto s. Filippo Neri isti-

di Roma, Areicon fraternità e con- tuì nell'oratorio, per cui essi sacer-
gregazione in comunità di sacer- doti sino d'allora assunsero il nome
GIR GIR i
09
di preti dell'oratorio. Come ancora santo. Qui pure si venera ancora
i medesimi sacerdoti ivi sono per la stanza dov' egli abitò, e dove
predicare nella detta chiesa in tutte diede principio ai ragionamenti, e
Je feste, e per udire assiduamente conferenze spirituali. All' articolo

le confessioni ed altro, come per Filippini ( Vedi) , abbiamo detto


l'assistenza spirituale delle anime quando s. Filippo entrò in questa
segnatamente de' carcerati, sì per casa, siccome ammesso dall' arci-

confessarli, che per le prediche e confraternita fra i sacerdoti , che


per gli spirituali esercizi, che loro si ufficiavano la loro contigua chiesa,
danno due o tre volte la settima- ricusando il consueto emolumento,
na, in un all'adempimento delle contento della sola camei-a , e di
sacre cerimonie delle cappelle po- potere con gli altri indefessamente
ste nelle medesime prigioni. occuparsi al giovamento spirituale
Quando la chiesa di s. Girola- de' prossimi ; che molti uomini per
mo venne in proprietà della con- nascita, per dottrina e per pietà
gregazione della Carità, furono scel- insigni ne frequentarono l' oratorio
ti i migliori sacerdoti che fosse nel 1 558 da lui istituito, ed a sue
possibile, tanto per l'uffiziatura, che spese eretto, il quale il santo volle
per istruire il popolo ne' doveri che stasse aperto ogni sera ,
per
cristiani, come perchè venissero nel- quei pii esercizi neh' articolo no-
lo spirituale assistiti i carcerati. minali. Ivi s. Filippo diresse le vi-

Questi sacerdoti o pii operai co- site degl'infermi negli ospedali, e


minciarono subito a conciliarsi la delle sette chiese. Dicemmo pure
venerazione di tutti per la loro del modo come il santo con alcu-
santità di vita, zelo per le anime, ni compagni si portò alla chiesa di
dottrina e vestire conforme , che
, s. Giovanni il suo
de' fiorentini per
meno la barba lunga e il cappello culto ed ed ove inco-
uffiziatura,
a barchetta , tuttora si osserva. Il minciò il suo convitto con alcune
primo di essi fu Pietro Spatario costituzioni continuando però ad
,

di Arezzo, a cui si unirono subito abitare nella casa di s. Girolamo ;


altri ottimi sacerdoti. Il Piazza nel- e finalmente coni' eresse la congre-
V Eusei'ologio romano, trattato VI, gazione dell' oratorio, e passò a ri-
capo VII, Di s. Girolamo detlo siedere nella casa di s. Maria in
della Carità a piazza Farnese t Vallicella, partendo coi discepoli da
narra che s. Filippo Neri fece par- quella di s. Girolamo nel 1 583.
te di tal collegio di sacerdoti tren- Qualche tempo dopo la partenza
talre anni, ed erano con lui altresì di s. Filippo da questo luogo, la

in quel tempo altri preti di se- congregazione ossia arciconfrater-


gnalata virtù, come il venerabile nita approvò ai preti che vi ri-

servo di Dio
Buonsignor Caccia- masero di proseguire gli esercizi ivi

guerra sanese, Persiano Rosa, che istituiti dal santo: laonde conti-
con s. Filippo fondò il benemeri- nuarono sacerdoti ad
i esercitare
to e celebratissimo istituto romano quanto avea prescritto s. Filippo
dall' arciconfraternita della ss. Tri- nella sua congregazione ,
per cui
nità dei Pellegrini, Francesco Mar- continuarono a chiamarsi padri, come
supini , e Pietro Spada ri aretini tuttora, ad onta delle opposizioni
stati successivamente confessori del insorte e giuridicamente dibattute
i io GIR GIR
e superale dai medesimi. Il citalo tutte le chiese de' filippini , nel-
Piazza aggiunge che l' arciconfra- le quali si riuniscono in coro a
ternita prima agi' individui della cantare compieta
il vespero e :

congregazione dei preli e chierici nella sola Vallicella si fa il sermo-


faceva insegnare le belle lettere, e ne in tutti giorni. Né quanto si i

la musica ,
per gli ora tori i sacri e è detto resta smentito dal non ave-
notturni che dall epoca di s. Filip- re i padri in superiore uno di loro.
po sino al declinare del decorso se- come istituì s. Filippo, e tutti i

colo nelle sere delle feste di precet- filippini praticano, come non han-
to da Ognissanti alla domenica del- no l'amministrazione ile' fieni onde
lePalme avevano luogo nel conti- mantenersi, dappoiché 1' arcicon fra-
guo oratorio, de'quali pure si parlò ternità di s. Girolamo li ritiene
all'articolo Filippini. Questo one- ed amministra, deputando un pre-
sto e dilettevole trattenimento, es- lato fra i loro colleglli, che tieni-

sendo diminuite le rendite, ora sol- le parli mentre la


di supcriore ;

tanto con iscelta orchestra ed elet- congregazione dei sacerdoti, non


ta di professori cantanti, si suole ce- avendo superiore elettivo, sempre
lebrare la sera della festa dell'Imma- ebbe una rispettosa deferenza al
colata Concezione agli 8 dicembre, decano, che sta iti luogo di supe-
e quello eseguito nel i 8 3 era inti-
j riore per le cose interne, per cui
tolato Giuditta, lavoro poetico del nelle annuali Notizie di Roma ,

celebre Jacopo Ferretti, posto in Dell' articolo Ordini religiosi, alla


musica dal valente maestro Pietro categoria delle Congregazioni in
Ravalli; questo argomento allego- comunità, si legge per
seconda e
rico alla festività meritò di essere dopo quella dell' Oratorio di s. l'i-
ripetuto in quella dell'anno 1
844- lippo Neri con superiore, Sacer-
I sacerdoti della congregazione doti dell' oratorio di s. Girolamo
dell'oratorio dì s. Girolamo della della Carità, /uno. />. Pasquale
Carità vestono come i filippini del- Marciala decano, eh* è odierno 1

la con sottana nera


Vallicella, cioè Di questo istituto e chiesa ne fu
di lana lunga e aperta nel davan- prelato deputato monsignor Gin.
ti, fermata con pochi bottoni da Angelo Braschi, che divenuto Pon-
un lato, e da una cintola o fascia tefice col nome di Pio \ 1 , esortò
pur di lana nera che tiene chiusa i deputati dell' arciconfraternita a
la sottana : usano collare aperto stabilire nella casa dei sacerdoti la

davanti, con sopraccollare bianco tavola comune, per cui allora qual-
e liscio come usano tutti i filippi- cuno si ritirò. In questa congre-
ni tranne quelli della Vallicella che gazione di sacerdoti fiorirono di-
lo portano pieghettato; il terraiuolo versi uomini illustri per pietà e
lo portano lungo come tutti gli per dottrina, fra i quali oltre i no-
altri, per cui l'abito è tutto filip- minati primi sacerdoti che si ag-
pino. La professione poi ossia le giogarono a Pietro Spatario ed a
loro obbligazioni, sono l'attendere s. Filippo Neri, sono a nominarsi:
al confessionale, ed anche udire le Teseo Raspa deputato Francesco ;

confessioni degl' infermi se richie- detto lo Spagnuolo Leonardo Vel- ;

sti, fare il discorso tutte le fe- li ini ; il fermano Pensabene Tur-


ste di precetto , come si usa in cheli i poi fondatore della congie-
GIR GIR m
gozionc di Fermo; il fiorentino che vuoisi fabbricala ncll' antica

Vittorio dell' Ancisa fondatore del casa di s. Paola matrona romana,


monistero delle stabilite in Firenze; dove il dottore della Chiesa s. Gi-
e il piacentino Enrico Pietra fondato- rolamo fu alloggiato mentre si
re della congregazione dei padri del- trattenne in Roma, chiamatovi da
la dottrina cristiana. Vanno pure s. Damaso 1 Papa che governò
nominati Giulio Sansedonio di Sie- la Chiesa dal 367 al 384- In que-
na poi vescovo di Grosseto ; Gia- sto luogo fu eretta una chiesa
como Celestino ; Pietro Nicola Leo- in onore del santo dottore, e do-
pardi patrizio di Recanati, fonda- po essere stata chiesa collegiata,
tore del collegio di Gesù a Reca- la ottennero minori osservanti,
i

nati, morto nel i5o,i; il ven. Gio- i quali poscia furono traslocali
vanni Leonardi, poi fondatore della alla chiesa di san Bartolomeo Del-
congregazione dei chierici regolari l' isola Licaonia, o al dire del Fa-
della Madre di Dio; Agostino Ador- nucci a quella di s. Pietro in Mon-
no, uno de' fondatori de' chierici re- torio , indi ebbe la
l' congrega-
golari minori; Benedetto Buonmat- zione degli aulicorum urbis, se-
tei fiorentino, celebre pei suoi due condo il Martinelli finché Cle- ,

libri della lingua toscana ; il dot- mente VII a' 22 settembre i5i/±
tissimo liturgico Giuseppe Catalano la diede all'arciconfraternita della
autore di rinomate ed utili ope* Carità, che allora aduna vasi nella
re; l'eruditissimo Gio- vicentino chiesa di s. Andrea in Piscinula
vanni Marangoni
che die alle , nel none medesimo Regola, la
stampe interessanti opere di sacra quale è oggi sagrestia di s. Maria
e profana letteratura, fra le quali di Monserrato. V. Notizie sull'ori-
la vita del suddetto servo di Dio gine, ed istituto della ven. arcicon-
Ruonsignore Cacciagliene, e di al- fralemita della Carità in s. Gi-
cuni compagni suoi, e di s. Filippo rolamo, riunite neW occasione del-
in s. Girolamo, Roma 17 12; ove la sacra visita ordinata dalla san-
sono raccolte molte importanti no- tità di nostro Signore Papa Leo-
tizie di questa congregazione. Tra ne XII; le Consti luliones archicon-
gli altri servi di Dio nomineremo fraternitatis Charitalis de urbe,
inoltre Giuseppe Piossi di Castel Romae i6o3 il breve d' Inno- ;

Velerc in ed Alberto
Calabria; cenzo XII de' 18 settembre «694,
Cherufìni viterbese, noto per diver- Ad pastorale fastigium, col quale
se operette una delle
spirituali, confermò gli statuti., eie costituzioni
quali porta per titolo: Del racco- da lui approvate, inserite nello stes-
glimento interiore, Roma 1809. Ap- so breve, e pubblicate nel 1694- H
partenne pure a questa congrega- Panciroli ne Tesori nascosti di Ro~
zione Francesco Stracchini vescovo ma, tratta a p. 375 e seg. della chie-
di Segni, morto nel 1828. sa ed arciconfraternita eruditamen-
La chiesa e la casa dell' arci- te, e dice che la chiesa era dei
confraternita di s. Girolamo della minori osservanti che passarono
Carità e della congregazione de' sa- a s. Bartolomeo all'Isola, e che fu
cerdoti dell'oratorio di s. Girolamo data alla congregazione de' nobili
è nei rione Regola vicino al pa- cortigiani eretta poi in arciconfra-
lazzo Farnese, e dicemmo altrove ternita, che la gode tuttora, su di
uà GIR GIR
che può consultarsi
di la bolla e.lhnìca sacra, insieme a tre epitaf-
Leone X altrove citata, Illius qui fi in versi di defunti sepolti nella
charilas, de' 27 gennaio dell' an- chiesa. Nella piccola parte che ri-
nò \Sio. Ridolfino Venuti, Roma mane del primo oratorio fondato
moderna p. 566 dice, che la chie- e fabbricato da s. Filippo Neri,
sa fu data nel i535 al sodalizio, sulla porta è scolpita in marmo
che nell'oratorio vi sono i ritratti questa iscrizione: Primum beati
di diversi benefattori, che vi si Plidippi Neri Fiorentini Oratoriutn.
praticano ogni sera diverse opere Anno Domini fllDLP III. Nel 1660
di pietà, e dal giorno d' Ognissanti la chiesa fu riedificata in un alla
sino alla domenica Palme,
delle facciata estèrna con architetture di
come in quello di s. Maria in Domenico Castelli. L' altare mag-
Vallicella, in ogni festa avevano fiiore, adorno di belli marmi e
luogo oratorii in musica. Nella chie- metalli dorati, venne eretto con
sa si solennizza la festa di s. Fi- disegno di Carlo Rainaldi, e come
lippo, e l'uffizio è tutto proprio la tacciala, a spese di Fantino
e di rito di prima classe con l'ot- Renzi romano, che quivi appresso
tava, e se ne fa commemorazione ha il deposito con Scipione Renzi,
nei suffragi e nell'orazione A cunctis. coi loro busti di bronzo. Su det-
Quivi è l'oratorio e la sua chie- to altare ammira vasi il celebratis-
sa a parte,dove ogni sera, e le simo quadro a olio del Dominiclii-
feste mattina e sera, si pratica no, rappresentante la comunione di
quanto prescrive s. Filippo, al qual s. Girolamo, il quale fu eseguito
oratorio presiedo uno dei padri in musaico per la basilica Vaticana,
deputato dalla congregazione. I e l'originale forma al presente u-
padri fanno la visita delle sette no de' principali ornamenti della
chiese insieme ai fratelli ascritti contigua galleria de' quadri La .

all'oratorio, i più diligenti de'qua- buona copia di questo prezioso


li ricevono qualche premiazione dipinto, posta all' antico luogo di
e nelle feste di precetto visitano esso,venne operata nell'anno 1797
qualche spedale massime quello di da Antonio Corsi con maestria. La
s. Spirilo, oltre l' infermeria delle cappella della famiglia Spada, che
carceri nuove. trovasi la prima a destra, entran-
Nell' annesso ospizio conserva- do, è disegno del Borromini : la

si con venerazione la memorata statua giacente in abito senatòrio,


stanza ridotta a cappella , nel- dalla parte stessa, insieme alle al-
la quale egli ebbe spesso lunghe tre scolture sono lavori di Ercole
conferenze col cardinal san Car- Ferrata; quelle incontro sono di
lo Borromeo, con s. Ignazio Loio- Cosimo Fancelli , e gli angeli ge-
la, con s. Camillo de Lellis, e con nullessiche sostengono un panno
s. Felice da Canlalice. Nel 1687 finto venato sono opere di Anto-
la restaurò dalle fondamenta, ed nio Giorgetti. Un illustre individuo
abbellì con pitture il cav. Ascanio di detta famiglia Spada, il cardi-
Pantera di Colle, come si legge nal Alessandro, già deputato del pio
nella iscrizione ivi esistente sulla stabilimento, morendo a' 16 dicem-
poi'ta, e riportala dal Martinelli bre 18 13 gli lasciò per gli atti del

a pag. 112 della sua Roma ex Bartoli un legato di diecimila scudi


GIR GIR 11 1

espressamente per la difesa depo- una gloria. Neil' ultima cappella


veri, per cui 1' arciconfìaternita in si vede un pregevole quadro che
questa chiesa gli celebrò solenni vuoisi del Muziano, rappresentante
esequie, pontificando lamessa il de- il Salvatore in atto di dare le
putato monsignor Stefano Seerra chiavi a s. Pietro. Tutta In soffit-

vescovo di Orope. Verso l'altare mag- ta è intagliata e dorata. Nell'an-


giore si vede a mano destra l'altare nesso oratorio, che limane sul la-
del Crocefisso, fatto di buoni marmi. to destro della chiesa, il quadro
L' immagine del ss. Crocefisso è della Beata Vergine, s. Filippo e
di legno, ed è quella che secondo s. Girolamo è del Romanelli. In
l' antica tradizione parlò interior- questa chiesa vi è 1' indulgenza
mente a s. Filippo, mentre questi plenaria perpetua : la festa di s.

celebrava messa innanzi alla


la Girolamo si celebra a' 3o di set-
medesima. Sul gradino dell'altare tembre, nel quale giorno ogni quat-
si venera una divota immagine del- tro auni il senato romano offre a
la B. Vergine Addolorata, dipinta questa chiesa un calice con pate-
da Francesco Manno. L' altare è na d' argento, e quattro torce di
privilegiato in perpetuo. cera. Nella medesima festività si

Nella cappella de'Mariscolti vi- fa dopo la messa pontificale la


cina all'altare maggiore, il quadro processione, in cui si porla il brac-
sull' altare rappresentante la Beata cio Girolamo, alla quale in-
di s.

Vergine con Gesù, e le altre pit- tervengono moltissime zitelle dal-


ture in cui sono alcuni santi, ven- 1 arciconfìaternita dotate.
nero eseguite da Durante Alberti: GIROLAMO (s.), Gesuati, o chie-
il sepolcro prossimo del conte rici apostolici di s. Girolamo. P.
Montauli, con una grande cornice Gesuati.
di pietra detta Montauto, è dise- GIROLAMO (s.), il più sapiente
gno di Pietro Berrettini da Corto- dottore della Chiesa Ialina, nacque
na. La cappella di s. Filippo al- nellapiccola città di Stridone o
l'opposto late, eretta nel 17 io ed Strinomium, vicina ad Aqui'eia, cir-
architettata da Filippo Juvara per ca l'anno 33 1. Suo padre chia-
ordine dell'avvocato Tommaso An- mato Eusebio, uomo ricco, man-
tarnori, e della quale sono patroni dolio a Roma, ebbe a maestro
ov'
i di lui discendenti, è tutta in- il celebre Donato, e fece rapidi
crostata di marmi sopraffini fre- progressi nelle lettere umane e nel-
giati di vari lavori di metalli do- I' eloquenza; si occupò assiduamente
rali, con istucchi nella volta tut- nella lettura de' grandi classici au-
ti messi ad oro. Sull'altare poi avvi tori , e raccolse con fatica ed at-
Ja maestosa statua del santo, scol- tenzione una scelta biblioteca, co-
pita da Pietro Le Gros. 11 qua- piando eziandio molti libri di sua
dro di s. Carlo Borromeo nella mano. La sua gioventù non andò
seguente cappella è opera di Pie- esenle da trascorsi; ma riconobbe
tro Barbieri, che colorì anche il poscia i suoi errori, e ne fece pe-
quadro e la volta della sagrestia: nitenza. Giunto all'età virile, si po-
nel quadro rappresentò la Beata se a viaggiare nelle contrade ove
Vergine col Bambino, s. Girolamo, polca perfezionarsi nelle scienti". <

e s. Filippo; nella volta dipinse visilò le più celebri scuole delle


voi. XXXI. 8

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n4 GIR GIR
Gallie. Si mette il suo arrivo a di Apollinare, che spiegava la Scrit-
Treveri, in compagnia d'un suo tura con molta riputazione, e che
compatriotta e parente per nome non avea per anco fatto scisma
Bonoso, poco dopo l' anno 370. nella Chiesa. Poscia si ritirò nel
Quivi prese la risoluzione di vive- deserto di che di videa la
Calcide
re in perfetta continenza, e comin- Siria dall' Arabia, e che allora era
ciò a cangiare i suoi studi. Passa- sotto il dominio de' saraceni. Non
to in Aquileia, ov' era vescovo s. andò guari che la morte gì' involò
Valeriano, strinse amicizia con pa- Innocenzo ed Ilas ; ed Eliodoro lo
recchi dotti e virtuosi ecclesiastici, lasciò per tornar in occidente. Tut-
i nomi dei quali trovansi spesso tavia egli stette ancora per quat-
ne' suoi scritti. Lasciò Aquileia , a tr' anni in questa solitudine, uni-
quanto sembra, per recarsi a Stri- camente inteso allo studio ed alle
done sua patria, avendo inteso che opere di penitenza. Egli vi ebbe a
sua sorella erasi sviata dal cammi- soffrire diverse sorta di malattie;
no della virtù, in cui egli ebbe la ma le sue pene maggiori gli pro-
ventura di rimetterla. Tornò quin- venivano dalle tentazioni violente
di a Roma, risoluto di vivere nel che sopravvennero ad assalirlo e ;

ritiro, e di non occuparsi di altro mentre, come dice egli stesso, co-
chede'suoi studi. Scorgesi dalle sue perte le squallide membra d' orri-

lettere al Pontefice s. Damaso I, do sacco, abbronzita la pelle dal


eh' egli riconosceva di aver ricevuto cocente ardore del sole, estenuato
il battesimo in questa città. Tille- dai digiuni, erasi fatto socio degli
niont è d' avviso che non vi fosse scorpioni e delle fiere per timore
battezzato se non dopo il suo ri- del fuoco eterno, immagina vasi di
torno d' Aquileia perchè il santo
,
essere in mezzo
danze delle alle
mette la data della sua conversio- fanciulle e la sua mente
romane,
ne al tempo in cui si trovava nelle ardeva d' impuri desideri. S. Giro-
vicinanze del Reno; ma Martianay lamo affine di raffrenare più age-
e Fontanini sostengono con mag- volmente gli sviamenti della sua
gior verisimiglianza che avesse ri- immaginazione, alle austerità della
cevuto il battesimo a Roma prima penitenza aggiunse il più laborioso
di viaggiare nelle Gallie. Non mol- di tutti gli studi, quello della lin-

to dopo il suo ritorno a Roma gua ebraica , e quind' innanzi si

comprese che il soggiorno di que- tenne sempre molto attento a mo-


sta città non era favorevole alla derare il suo gusto per la lettera-
risoluzione fatta di vivere in una tura profana. In seguito i differenti
perfetta solitudine; quindi deter- partiti che dividevano la chiesa di
minò di andarsi a seppellire in Antiochia, quello di Melezio cioè,
"\ i-
qualche assai lontana contrada. Par- quello di Paolino, e quello di
fi con Evagrio prete d' Antiochia ,
tale, cagionarongli molta inquietu-
accompagnato da Innocenzo, da tudine, venendo egli incessantemente
Eliodoro e da Ilas, e con essi tra- spinto a dichiarare qual era il par-
versò la Tracia, il Ponto, la Biti- tito che seguiva. Stanco s. Girola-
nia, la Galazia, la Cappadocia e la mo delle loro moleste e ripetute
Fcrmossi qualche tempo ad
Cilicia. istanze, e pel cattivo slato di sua
Antiochia per giovarsi delle lezioni salute, risolse di abbandonare la
GIR GIR 1 1

solitudine, e tornarsene in Antio- re alle lettere che gli scrivevano


chia presso Evagrio; ma prima di i vescovi per consultarlo sui con-
eseguire il suo disegno ne scrisse cilii e sulle chiese. La nobiltà ed
replicatamenle al Papa s. Damaso I, il clero facevano a* gaia a gio-
per consultarlo intorno alla disputa varsi de'suoi lumi, onde perfezio-
eh' ivi agitavasi sul significato e sul- narsi nella cognizione della Scrit-
1* uso della parola ipostasi, vale a tura , e nella pratica delle mas-
dire se era da ammettere in Ge- sime della pietà. Egli era insieme
sù Cristo una sola ipostasi o tre, il direttore di molte dame romane,
colla quale questione ed ambiguità commendevoli per le loro virtù ; in
gli ariani ed i sabelliani cercavano fra le altre di s. Marcella , di A-
ili allucinare i fedeli. Benché secon- sella sua sorella, di Albina loro
do il Butler (giacche nel voi. XIX, madre, dell'illustre Melania, di
p. 85 del Dizionario dicemmo che Marcellino, di Felicita, di Lea, di
professasse un'ipostasi e tre perso- Fabiola, di Leta, e di Paola colle
ne ) non si abbia la risposta di quel sue figlie. Le lettere ch'egli scri-
Papa è però certo eh' egli rico-
, veva a queste dame e ad altre pie
nobbe con tutta la Chiesa d' occi- persone, sono eccellenti trattati sul-
dente Paolino per patriarca d'An- le diverse virtù della vita cristiana.
tiochia. Anche s. Girolamo lo ri- La generosa libertà con la quale
conobbe, e ricevette dalle sue ma- s. Girolamo avea sovente parlato
ni il sacerdozio prima del finire contro 1' avarizia, la mollezza, e la
dell'anno 377, senza però obbligar- vanità degli abitanti di Roma, gli
si particolarmente ad alcuna chie- aveva suscitato molti nemici, e tra
sa. Poco dopo ritirassi nella Pale- questi assai ecclesiastici , i quali
stina, ne visitò i santi luoghi, e fe- eransi appropriali in parte i rim-
ce la sua principal dimora a Bet- proveri del santo dottore. Per or-
lemme. Su di che sono a veder- dine di s. Damaso I commentò e
si gli articoli Betlemme e Gerusa- tradusse s. Girolamo nel latino i-

lemme. Intorno all' anno 38o si dioma la versione de'seltanta ; lo


portò a Costantinopoli, essendone stesso fece dell'edizione ebraica tras-
vescovo s. Gregorio Nazianzeno, del portata in latino, e con esatta sol-
quale grand' uomo egli si gloria in lecitudine emendò il testo Ialino
molti de' suoi scritti d'essere stato del nuovo Testamento, confron-
discepolo. Il Papa s. Damaso I, che tandolo col testo greco. Morto il

occupavasi seriamente della estin- Pontefice s. Damaso I, egli si vide


zione dello scisma di Antiochia, oppresso da mille calunnie : quindi
avendo convocato un concilio a risolse di ritornarsene in oriente
Roma nel 38 1 o 382, s. Girola- per cercarvi un pacifico asilo. .Nel-

mo vi si recò con s. Epifanio e l'agosto del 385 s'imbarcò con suo


Paolino d'Antiochia. Passato l'in- fratello Pauliniano, col prete Vin-
verno questi due vescovi tornarono cenzio ed alcuni monaci, e con essi

in oriente; ma s. Girolamo fu giunse a Gerusalemme versola metà


trattenuto o richiamato a Roma dal dell'inverno, donde nella primevi 1 1

Papa che lo adoperò nei maggiori passò in Egitto. Dimorò un mi se


allàri della Chiesa, e lo incorni >cu- in Alessandria, ove si giovò incito
zò qual suo segretario di risponde* delle lezioni del celebre D;dimo il
n6 GIR GIR
Cieco ;
poscia percorse i principali soffrire le più crudeli persecuzioni
monisteri di Egitto, e in fine tor- per parte dei pelagiani. Nel 4'
nato in Palestina si fermò a Bet- una masnada di scellerati, mandata
lemme. S. Paola, che lo aveva se- da questi eretici, venne ad assalire
guito, gli fece fabbricare un moni- i servi di Dio che viveano sotto la
stero, e pose sotto la sua direzione condotta di s. Girolamo. I moni-
quello in cui aveva radunato le steri furono distrutti dalle fiamme,

religiose ch'ella governava. Divenu- e monaci e le vergini costrette


i

to troppo ristretto il monistero che alla fuga ; alcuni furono crudel-


abitava s. Girolamo, egli mandò mente battuti ; un diacono venne
Pauliniano suo fratello in Dalma- trucidato; il santo dottore scampò
zia a vendere una tenuta che an- ai più. cattivi trattamenti di quei
cora ci avea , onde impiegarne il furibondi, ritirandosi in una forte
prezzo ad ampliarlo ; e intorno a torre ; Eustochia e la vergine Pao-
quel tempo fece fabbricare anche la si salvarono a stento dal fuoco
un ospizio pei pellegrini. Il santo e dalle armi che le circondavano ,

dottore ritirato in una celletta, ve- e le persone che loro appartene-


stito di ruvidi panni, non cibandosi vano soffrirono ogni sorta di tor-
che di pane bigio e di poche erbe, menti. S. Girolamo non sopravvis-
sebbene travagliato da frequenti se lungamente a questa persecu-
malattie non si rimase dallo stu- zione ; e dopo aver trionfato dei
diare 1' ebraico, e dall' attende- vizi e delle eresie, dopo aver pas-
re ai suoi commentari sopra la sato la sua vita nelle fatiche e
Scrittura ; ed occupossi eziandio nella penitenza, consunto da lenta
con zelo indefesso a confutare febbre fu disciolto dai legami del
tutte l' eresie de' suoi tempi. Ai corpo ai 3o settembre 4"20 » m el11

continui rammarichi che gli cagio- di ottantanov' anni secondo 1' opi-
,

navano i pericoli dei fedeli di nione di Martianay approvata dal


oriente, e le perdite che questa p. Stilting. Fu sepolto sotto le ro-
Chiesa avea sofferto per gli scismi vine del suo monistero a Betlem-
e per l'eresie, venne ad aggiun- me ; ma il suo corpo fu poi tras-
gersi la nuova dei saccheggi che. portato aRoma, ove si conserva tut-

le truppe di Alarico avevano por- tora nella Chiesa di s. Maria mag-


tato in occidente. Roma era sta- giore (Fedi). La Chiesa celebrava la

ta saccheggiata e quasi rovinala sua festa a' 3o settembre fino dal


nell'anno 4 IO > e un'orrida care- tempo