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<GINNI STORICOAITISTICI
DI
SIENA E SUOI SUBURBII
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DEL M.
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E'ti'ORE ROMAGNOU
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BREVI NOTIZIE
SUI.LA VITA E SUGLI SCRilTI DELL' AUTORB
ETTORE RoMAGNor.t nacque da Michele e da Giu-
ditta Liceiuoli i1 22 ottobre t 772. Figlio di pa-
dre solmte quanto altro mai fosse, s'addestr gio-
vinetto e per felice inclinazione, e per quella dol-
ce rhe pur sempre esercita il domesti-
co esempio, nella palestra deJie utili discipline.
E ne trasse frutto copioso : percb nell'et prima t
nell'et in cui tramezzo alle vivacit giovanili so-
lo talvolta i vi avveduti sanno distinguere i lam-
pi di un ingegno da svilupparsi, Egli seppe pi
che ordinariamente di Storia, di Geografia t di
di Disegno.
Di natura quanto pi possa immaginarsi mi -
c-o te e gentile pieg, pi che ad altro, la potenza
dell' animo suo all' incanto deJJ' armonia, e con
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' s fatta intensit ne studi le teorie, che in bre-
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ve sedette maestro applaudito in quest'arte si dif-
l:lo , ficile e s cara. E quantunque per forza di carat-
;;- t ere, e-, per accomodata riflessione si ri6utasse di
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scrivere pel Teatro, pronto mezzo per distendere
la fama anco de' Maestri di mezzana capacit t
non per questo il suo nome rimase ristretto fra
le patrie mura, ma ebbe onore in tutta l' Italia,
e al di l de' mari e de' monti che la confina-
no. Perch la novit de' concetti musicali, l' in-
telligenza nell'adattarli al senso intimo delle pa-
r ~ l e , il magistrale e facile uso dell' arte rapirono
in estasi, quasi direi celeste, colle sacre armonie
ne' Tempii , e fecero risuonare di mille plausi le
sale, ove i pi sublimi passi della Divina Com-
media, e le pi affettuose canzoni del Cantore di
Laura s' udirono cantate con note maravigliose,
le quali, con mirabile accordo, gli piovevano in
pari tempo dalla mente e dal cuore.
Si avvenne poi colla vita in tempi ne' quali
gravissime perturbazioni sconvolsero la Societ;
. in tempi ne' quali la grandiosa e multiforme im-
portanza degli avvenimenti operati dal genio pre-
potente d' un uomo , quasi direi senza esempio,
scossero s fattamente gli animi da renderli inetti
o sordi alle pi delicate sensazioni. Ed Egli, co-
me chi si ritira da una rappresentazione che lo
sbalordisce, o dal consorzio d' uomini, dai quali
non pu pi essere inteso, a poco a poco si ri-
covr tra la quiete degli archivii, e nella ricer-
ca d' ogni patria antichit trasse quindi innanzi
la vita.
Mirabilmente cos ancora secondando le pro-
prie inclinazioni t si orn d'ogni specie di dottri
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na rovistando e studiando massimamente l' Archi
vio nostro diplomatico t que]]o dell' Arcivescova-
do , e molti altri tra le private famiglie
ti. E perch tante utili cognizioni da Lui con
somma industria e fatica raccolte, non rimaoes-'
sero eenza frutto generale e permanente, nel t SU
pubblic una Nuo'Va Guida de]]a nostra citt pefl
gli amatori delle Belle Arti, pi volte poi ristam-
pata, ed accuratamente secondo l' occorrenza ca-
rezzata e corretta. Nel t 856 di aJia luce la pri-
ma edizione di questi Cenni Storico-Artistici di
Siena e de' suoi Suburbii. L' accoglienza fatta a
questo Jibro fu pel modesto autore lusinghiera,
e n'ebbe lode in Patria e fuori.
Ma ci che del nostro autore per la stam-
pa di ragione comune , la minor parte deJle
sue fatiche. Egli in due volumi di grossa mole
ci lasci manoscritta la continuazione fino a' nQ4
stri giorni delle Pompe San esi del P. Isidoro Ugur-
gieri; descrivendo la vita di quanti per due se-
coli fra noi si distinsero nelle Scienze, nelle Let-
tere e nelle Ar.ti; di quanti furono chiari per o-
nore d'impieghi degnamente sostenuti, o per van-
taggi procurati alla Patria comune. Dodici volu-
mi (alcuni di mole straordinaria) contengono tut-
te le notizie, che la sua esemplare ostanza ha
potuto raccorre intorno Artisti Sanesi dai tem-
pi i pi remoti, fino a' nostri giorni. Egli vi ha
compresi non solo i Pittori, gli Scultori , e gli
Architetti tanto civili che militari , ma ben anco
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gl'Intagliatori in legno ed in rame, i Coniatori
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i Fonditori di metalli, gli Orafi, gl' lntarsialori
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gli Operatori di Gratfiti. Ogni nome ha .il suo ar-
tico!(), ogni secolo i suoi cronologicamente di-
sposti. una Storia CQmpiuta delle Belle Arti in.
Siena un mare di no t i zie alle quali ornai ne-
cessario che rieorra chiunque delle Arti Belle im-
prende a trattare: tanta l'abbondanza delle ma-
terie, la dei fonti donde so-no tratte, e
l'opportuno loro collocamento (i) . E se la IJ)Orte
non l'avesse innanzi tempo rapito compiuta sa-
rebbe rimasta la raccolta delle notizie risguardan-
ti la vita e le opere di Francesco Martini comu-
nemente detto Cecco di Giorgio , Pittore, Scul-
wre ed Architetto di fama pi che italiana.
E tutto questo eomp (sempre per com' uo-
mo, che ha pi cura delle cose , che della loro
esposizione) mantenendo una esatta importante
corrispondenza con molti letterati suoi amici, che
volentieri ricorrevano alla sua cortesia onde at-
(1) Questo vero tesoro di preziose noUzie, che l'autore ivo
dettin per la nostra pubblica Biblioteca, in adempimento della
Tolont sua e lo ripose il suo amico ed e!eeutore testamenta-
rio Conte Giovanni Pieri, il quale volle por aoco che di ci si
eoosenasse memoria per mezzo d' una iscrizione scolrita io mar-
mo collocata nell ' atrio della lliblioteca auddettL Il prelodato sig.
Conte, cbe per tanti titoli ai meritato l' all'ello de' 1uoi eoncit
tadioi e la pubblica benemerenza, ba poi nel 1843 pubblicato
colla atampa l' elogio del suo EUore Romagnoli (di eu i per 38
anni ru il pi intimo amico ) quell' elogio cbe gi prima nea
letto In un' adunauza dell' Accademia de' Filiocritii.
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tingere peregrine notizie; giovando con utili con-
sigli la giovent, la quale, per l'arte in che era
maestro . preclaro , aveva a lui ricorso ; sodisfacen
do per sentimento intimo di cuore a' doveri del-
la religione : e frattanto qual Marito, qual Padre
si fosse lo dicano le sue figlie superstiti se pi
non pu dirlo la consorte.
Il 28 Marzo t 837 fu lievemente tocco dal
l' apoplessia; la quale, pi fiera assalendolo qua-
si un anno dopo, lo spense il t 3 gennajo t 838.
Il Conte Giovanui Pieri, degno amico d'un
uomo s ral'o, raccolse la lacrimata salma dell'e-
stinto, dandole posto nella pl'opl'ia avita Cappella
di S. Antonio a Presciano, o ve, scolpita in mar-
mo, una iscrizione, che Egli stesso dett, ram-
menta adesso, e narrer a,_posteri il nome e le vir-
t di quell' illustre compianto nostro concittadino.
Ettore Romagnoli fu di persona alquanto ol-
tre il comune, e di corpo ben rispondente e pr()-
porzionato. Il viso di color bruno anzi che no,
ebbe pit'r bello per v i r i l ~ dignit , che per delica-
tezza di lineamenti ; neri i capelli e Ja barba;
ampia la fronte; grandi gli occhi muoventisi per
ordinario con lentezza, ma che brillavano di vi-
va luce nell'entusiasmo di tutta la persona, quan-
te volte (ed era sempre eguale l'impegno) la pro-
pria, o l'altrui musica dirigeva; l'incesso pi po-
sato che grave. Studi per sodisfare in pari tem-
po al proprio talento e per esser utile altrui. Quin-
di non si ebbe a Lui ricorso senza ritrarne sem-
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Jffer e cOJl larghezza; lode, emniglio, soecorso. m
pensieri el\ eloquio pio vergiaali che casti, la sua
Jlresenia comparve, fu quella d'un An-
gel9 ehe dal fango solleva le menti, e v' infon-
de una purit. Benevolo d'animo, e mite
di sensi mai si adir con chicclressia : Ma quan-
te volte per mano del Genio della distruzione vide
manomessi O disfatti nella sua patria i monumenti
della Storia ; delle Scienze e delle Arti , arse d. ira
santa e getterosa, la quale manifest sempre Ji-
brameflite colte prole e cogli scritti. Fra la fa-
cilit d'un ingenuo sorriso e del p:ulare affettuo-
so, serb poi sempre conversando modi si one-
sti e cortesi da legare irresistibilmente in dolci
nodi d chiunque avesse avuta la sorte di
avvieinarsigli, come ha provato lo scrittore di que-
81i poveri cenni, i quali ben avrebber potuto es
ser dettati con maggiore eleganza, non per con
graode sincerit ed affetto.
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La storia dell' origine di Siena n ptrde mlle ,, ..
nebre dell'antichit , non sapendosi altro di politico,,
se non che Ella divenisse Colonia Quin'ta, e che ri-
cevesse notabile incremento dopo che ebbe conltf'Vale
fede ai Romani durante la guerra Sociale.
Il pn'mo suo fabbricato fu il Castel Veccbio1
culmine il pi elevato , 1 nucleo della presente Cill)
Alcune ancora esistenti di qualche edifo
:t.io mostrano essere d'antichissima data, e sono for ..
u Etrusche, come opinava l'eruditissimo Lami.
Castel Vecchio ebbe una laterale aggiunta detta
l CiU; la quale fu cinta di mura ftancheggiate da
alte e solidissime torn. Era quivi alcuni secoli dopo .
la residenza del Castaldo dei Re Longobardi, t po-
seia, decaduta l' Etrusca Chiusi, la sede del Conti
della Men'dional Toscana lmpen'ale.
Posten'ormente per essendo cresciuta la popola
:;iotN , i due rtcinti ebbero l' ""'eseimento 41 un lfr
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so, pur e&so da solilk Un vetust8
Rituale Senese della pubblica Libren'a d casualmen
te una specie di Topografia dell' antica citt, ardi
nando (come di presente si osserva ) che presso la
via delle Murel/a, punto del primo, alla Porta Sa
laja (la Costare/la) punto del secondo, e alla Ma-
donna delle Nevi , punto del terzo ed ultimo recinto
di Sze11a Idolatra, il Gonfalone che si portare
mila processione delle Rogazioni, si abbassi, per
togliere con ci la memona del Genti/esimo professa
to dagli antichi abitanti dei tre recinti.
Da quest' ultimo punto in fuori era campagna,
come dedur:esi dali essersi trotati qui presso negli an
ni 1520, e 1781 delle Cripte, o Sepolcreti Pagani,
i. quali, come ognun sa, tenevansi presso le porte
fuori delle urbane mura.
Di questi tre giri di fortissime muraglie or non
rimangono che delle vestigia , le quali compan'scortO
appena tra mezzo .a' privati edifi:r.i appoggiativi nel
medio evo , come pi particolarmente pu veder&i nel
Castellare Ugurgeri. Brano essi co.! gremiti di torn',
secondo la militare Etrusca e an:hitettura,
che alla met del secolo XVI. se ne contavano cin-
quantasette. Quelle, r.he tronche, o intiere ogg, n'man-
gano , mostrano chiarmente essere opera di popolo
potentissimo, non gi lavoro di privati cittadini, co
me bonariamente crederono i trapassati Archeologi;
ed opportuno il notare, come con ogni diligenza
uaminate, quando con somma difficolt suno state de
moli te, non hanno esse offerto ombra di segni Bla
sonici, o di memoria qal1mque , ma si sono trovate
tutte simili fra lor(J, e precisamente costruite alla
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di quelle, che awt1ano il tum'to Artuo, e la
lurnta Volterra. Ogni costruzione della citt fuori
de' detti recinti fu eseguita in tempi dei quali con
servasi memona, e circoscritta in van'e epoche con
ui altri accrescimenti.
Le mura fatte posten"ormente furono pure guar-
nite di lorn come di presente si per con
meschinit di costtu:::.ione, parragonata all' antica,
ma pure con gran dispendio pel Comune di Siena,
. come ci attestano le tuttora esistenti civiche carte,
allf)rquando n"solverono i cittadini, che entro una
num'a ptrtfen'a di muraglie n"manessero compresi i
Borghi di Laten'no, di Camullia, di Borgo Franco,
di Follonica, del Poggio Farolfi, dell' Uliviera, del
Piano del Montone . di S. Agata, delle Sperandie,
e di S. Marco.
Le presetati mura della citt hanno il giro di
braccia 11 o miglia 4, e braccia 268, essendo
il miglio toscano braccia 2,83:t Gli antichi Cronisti
dicono che Siena con i Suhurbj, e Masse nel 12()9
conteneva famiglie, che nel 1;u7 la sola cit-
t, senza le aveva 11,711 famiglie, t colle
Masse ne aveva 3.), 127 , le quali al dire del Balbi
non potevano dare una popolazione minore di t '70,000
individui. Nel 15il4 Siena conteneva 45,000 abitan-
ti, i quali nel famoso assedio del 1555 furono ri-
dotti a l 0,0000.
Presentemente ha 2,475 abitazioni occupate da
21,724 abitanh. .!'
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C:A.TTI:DBA.LB
Se tradizione soltanto, che la Cattedrale Se-
nese fosse eretta sopra un tempio dedicato a Minerva
situato nell' antica Citt, per certo , che Essa eb-
be principio in remota et, mentre da un registro di
pubblici contratti ( Kaleffo Vecchio), esistente nell' Ar
chivio Diplomatico, si apprende che nell' anno 947
la Cattedrale di Siena fu dedicata a M. V. Assunta.
Ci narra la storia che nella medesima (1059) fu
tenuto un Concilio, nel quale venne eletto Papa Nic-
col 11.; che nel 1089 ebbe accrescimento, e che fu
nel 1179, senza che ci sia con pienezza provato,
consacrata da Alessandro III. Pontefice
senese.
Notai nelle Guide Senesi del 1822, e del 1832
l'oscurit dei documenti, che riguardano l' epo.ca della
riduzione dell' antico edifizio nella sua forma presente.
Il Cronista Tura del Grasso asser, che nel t2U
fu cosl ridotto a disegno di Niccol Pisano di cui fu
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certamente lavoro un'antica facciata, posci rifatta ~ o l
I' idea, e colla direzione di Maestro Giovanni da Pisa
figlio del citato Niccol , come abbiamo dal Costitu-
to BI. Senese.
Da questo si rileva che la nuova faccia s' inco-
minci nel 1284, e che ne11287 Giovanni del quon-
dam Niccol da Pisa fu fatto Cittadino Senese, in be-
nemerenza d' avere assistito con tanto impegno alla
buona esecuzione di quell' opera.
Ma non sembrando sufficiente il divisato tempio
per la popolazione urbana (t 321) la Repubblica gli
decret una magnifica aggiunta, che servir gli dovesse
di navata , e Maestro Lando ne dirigea l' lnnalzamento
sino dal 1337, allorch nel 1348 il contagio stermi-
natore sospese il lavorio della immensa mole, la gran-
diosit della quale bene ancor si argomenta da' suoi
maravigliosi avanzi.
La facciata della Cattedrale senese ha dai lati due
granitiche colonne. Nei triangoli d'Essa si vedeano gi
alcuni mosaici disegnati da David del Ghirlandajo Fio-
rentino, adesso in fondo celeste sonovi dei bassirilie-
vi di bronzo dorat) gettati da Tommaso Redi.
Varj emblemi e statue furono scolpite da Dona-
no, Lapo, e Goro fiorentini, poscia alcuni Profeti da
Agostino, e Angelo senesi, ed altri da Giacomo del-
la Quercia.
I due Angeli laterali .al S. Nome di Ges sono
di Gio : Antonio Mazzuoli; molti lavori di scultura furon
condotti da Antonio Manetti nel restauro del 1836.
Sul Cornicione della facciata Sud Est del Tem-
pio si vedono alcune statue scolpite da Lorenzo del
Vecchietta.
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n Campanile fu cos ridotto da Agostino, e An-
gelo , che pur disegnarono nel 1317 le altre due tfac-
cie Nord e Ovest dell' edifizio.
Degni di osservazione sono gli ornati e bassiri-
lievi marmorei che dalla p a ~ : t e interna del Tempio cil:'-
condano la porta maggiore, cui sovrasta la circolare fi.
nestra di vetri colorati
1
lavoro di Pastorino Miche li.
Nella destra Navata il pavimento (quell' opera in-
signe che Gio : Enrico a POaumer nel . Mercurio ltali-
co dice ammirabile , ed unica in Europa) ha le cinque
Sfbille disegnate e commesse da Giuliano di Biagio ,
da Vito di Marco , da Gio: di Stefano, da Antonio Fe-
derighi, e da Urbano Cortonese.
La statua di Paolo V. presso la porta destra fu
scolpita da Fulvio Signorini.
Nel primo altare la tela dipinta da Domenico
Canuti Bolognese : il S. Girolamo nel secondo da An-
nibale Mazzuoli , il S. Francesco di Sales nel terzo dal
Cav. Raffaello V anni, e la S. Caterina da , Pier Dan-
dini Fiorentino nel quarto.
Sulla porta del Campanile il deposito di Moos:
Tommaso del Testa scolpito da Neroccio Landini. l
bassirilievi sottoposti sono d' Urbano e di Bartolom-
meo Cortonesi.
Nel pavimento presso la Cappella della B. V. det-
ta del Voto si vedono espresse le sette et dell' Uo-
mo, e alcune virt, opere d'Antonio Federighi, che
mirabilmente disegn pure la vasta lstoria che figura la
vittoria d' Ieft, graffita da Bastiano di Francesco nel1483.
La Cappella del Voto ordinata da Alessandro Vll.
(1661), fu fatta a disegno di Benedetto Giovannelli.
Le statue figul'anti il S. Girolamo, e la Maddalena,
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JDe gli Angeli di bronzo dorato furon lavorti dal
CaVI Bernino. Le altre rappresentanti S. Caterina, e
S. Bernardino son di Antonio Raggi, e d'Ercole Fer-
l')}ta Lombardi. La tela della Visitazione del Marat-
&a, e da un altro dipinto del medesimo fu preso il
seggetto del di contro Mosaico.
,; I superiori bassirilievi figurano la Nativit di M.
'f. scolpita da Carlo Marchionni , il transito da Gio:
Battista .Maini , .}a Presentazione da Pietco Bracci , e
la Visitazione da Filippo V alle.
La tavola esprimente la B. V. del Voto protettlli
ce efficacissima dei Senesi, fu colorita nelt260, co-
me nota la cronaca di Niccol di Giovanni. Nell'urna
sottoposta il corpo di S. Sergio.
Presso questa Cappella vi il busto dell' illustre
estemporaneo Perfetti scolpito da Bartolommeo, e da
Giuseppe Mazzuoli: nella navata sepolto l'amatissimo
Cardinal Zondadari , il dotto Francesco Tolomei, Fede-
rico Petrucci e Mons. CarlQ Bartoli , che ha la lapida
scolpita da Pietro del Minella scolaro del Quercia.
La statua d' Alessandro III. del Raggi, quella
d' Alessandro VII. d' Ercole Ferrata.
La Tela del S. Filippo fu colorita da Gio: Ma-
ria Morandi Fiorentino : quella del S. Bernardino dal
Cav. Calabrese.
Sono nel pavimento vicino, graffite nel U2.t., la
morte d' Absalon, e l'altra storia figurante l' Imp. Car-
lo IV. in trono.
Nella prossima parete, sopra varj e bei bassiri-
lievi, condotto dai Cortonesi il prezioso quadro di-
pinto (1310) da Duccio, e nell'altare la tela del
Na&ale colorita (U9.t.) da Alessandro Casolaoi.
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Di Duccio pure l' antico Hqsaico rappresentan-
te Sansone coi Filistei : prossima al seggio in un ro-
&ondo la Temperanza modernamente ridisegnata sulle
tracce antiche dal Nenci, e g1affita dal _Mane,tti. L'Or-
chestra intaglio di Lorenzone di Bartolommeo, di
Niccol Sciolti, e di Girolamo di Francesco.
Il grandioso Coro lavoro di pi epoche : Fran-
cesco Tonghi intagli con Jacopo suo figlio l'antico
Coro nel 1387. Bartolommeo Negroni detto il Riccio
disegn nel 1569 il moderno
1
che fu intagliato da T e ~
seo di Bartolino da Pienza, e da Benedetto da Monte
Pulciano. Gli specchi di Tarsia, che vedonsi nell'an-
tico Coro, furon lavorati nel 1503 dal celebre fra Gio-:-
vanni da Verona per la Chiesa di M. Oliveto Maggiore.
Gli Affreschi figuranti molti Santi e Beati Sene-
si, l' Assuero, ed il Mos furon dipinti (.t 609) da Ven-
tura Salimbeni. Gli stucchi sono dei fratelli Monna.
La gran nicchia del Coro debol dipinto del Becca-
fumi; l' Assunta fu colorita per la Certosa da Barto-
lommeo Cesi bolognese, e qu posta nel t 812.
Il Leggo del Coro lo disegn il Riccio, e l' in-
tagliarono Benedetto da M. Pulciano, e Domenico Fio-
rentino. Nel pavimento la Piet Sacerdotale, la Pru.
denza e la Fortezza sono lavori antichi; la Giustizia
di cui non era rimasto che il contorno esterno fu co-
me la Temperanza sopra citata ridisegnata dal Nenci
e graffita dal Manetti.
A disegno dell'egregio Peruzzi fu fatto (1532)
l' altar maggiore scolpito da Pellegrino di Pietro.
bel getto del Vecchietta il Ciborio di bronzo, e i due
angeli laterali. Gli altri furon lavorati da Francesco
di Gior_gio architetto
1
da Gio; Carlo , e da Martino di
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Bartolom.meo Orafi nel U97. D baldacchino intaglio
di Tommaso Pagliazzi, il seggio dell' Ebdomedario,
disegno del Riccio, intaglio di Benedetto da Monte
Pulciano, e di Domenico Fiorentino.
Cogniti agli amanti dell' Arti belle sono i super-
bi lavori del pavimento disegnati dal celebre Beccafu-
mi. Il sacrifizio d' Abramo, l' Adamo ed Eva, alcuni
Profeti, ed il maraviglioso fregio che contorna quelle
storie hanno altissima, e meritata fama. Pellegrino di
Pietro e Bernardino Marzini li tratteggiarono nel 1546.
La gratella di bronzo getto d'Antonio lo Marzini, e
gli otto Angeli posti alle colonne furono gli estremi
lavori (155t) del Beccafumi.
L' Orchestra sulla porta della sagrestia fu inta-
gliata (t 5 t i) da Antonio, e Domenico Barili, e da Gio:
Castelnuovo; la tenda dell'organo trascurato dipinto
del Sodoma.
Nella Sagrestia evvi la pila dell'acqua santa smal-
tata da Giovan Turino. Le statuine sulle scanzie sono
del Redi. Alcune tavole di antichi maestri , che orna-
vano il tempio sono qu appese. Distinte sono quelle
figuranti il ritrovamento della S. Croce, opere di Pie-
tro Lorenzetti, e quelle d' un b'Tadino da altare del
Dcccio. La comunione degli Apostoli di Gio: Bat-
tista Ramacciotti , la S. Cecilia del Buonfigli , e varii
Santi sono del Roncaglia.
Nella Cappella un Ges morto colorito da Fran-
cesco Rustici detto il Rustichino, la Visitazione di
Raffael Vanni, e la nascita della B. Vergine di Ruti-
lio Manetti. Le sovrapposte lunette sono di Gio: Bat-
tista Giusti-Ammiani detto il Francesino, e di Astolfo
Petrazzi. Un concerto d' Angeli fu colorito dal Bigio,
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e dal Tozzo, il S. Stefano da Domenico M-anetti, il
Padre Eterno da Aurelio Martelli , il natale di M. v ..
fu dipinto (1342) da Pietro Lorenzetti. .
Presso l' Aula Capitolare avvi un S. Bernardino
del Vecchietta e due altre tavole del 400 esprimenti
la predicazione del santo suddetto nella Piazza, e nel
Prato di S. Francesco. Nella sala sono alcune virt
dipinte da Ciro Ferl'i: la S. Barbara di Li v io Mehus
1
il Battista nel deserto di Carlo Laparelli da Spello
1
la volta fu colorita da Cesare Maffei.
Una prossima stanza ha la B. V. colorita da M.
Gregorio nel U.23.
Meritano special menzione le statue , e reliquia-
rj d'argento, che in questa sagrestia si
opere insigni del Donatello , di Giacomo della Fonte,
di Pietro di Viva, di Gio: e Lorenzo Turini, di Gio:
Bonecbi , d' Jacomo Campani, e di Luigi Valadier, a
danno dell' arte, e a poca utilit dci distruttori, an-
nientate nel 1799.
Presso la sagrestia l' altare di S. Ansano col-
la tela di Francesco V anni (t 596). Nel pavimento ve-
desi il deposito di Monsignor Pecci gettato in bronzo
dal Donatello.
La tavola a destra fu dipinta (t3tO) da Duccio
della Buoninsegna ; i sottoposti bassirilievi antichissimi
erano nella Pieve del Ponte allo Spino.
La storia dei Re Amorrei alterata non poco nel
restauro che se ne fece nel t 784, il Salomone e il
Giosu del pavimento appartengono a Duccio: l' altra
storia di Betulia liberata, e quella degli Innocenti so-
no di Matteo di Giovanni , e la cacciata di Erode
di Benvenuto fratello del citato Matteo. Queste furono
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graf,fite da Antonio Federighi, da Gio : di. Stefano, da
Bartolommeo detto Calabrone , e da Francesco di Bar-
tolommeo.
Nella Crociata la statua figurante Pio II. di
Giuseppe Mazzuoli : quella esprimente Pio 111. di
Pietro Balestra. Gli altari della Congrega Curon dise-
pati da Sigismondo Coccapani Fiorentino, e scolpiti
da Antonio Fancelli. La tela del s. Pie,ro fu incomin-
ciata da Salvador Fontana Veneziano, e terminata da
Raffaello V anni. Il Crocefisso situato nell'altare seguen-
te lo stesso, che nel 1260 se1v di vessillo ai Ghi-
bellini nella sanguinosa battaglia di Montaperto. L' an-
n e s ~ bassorilievo di Giuseppe Mazzuoli. Qui pres-
so sono sepolti il dottissimo Vescovo Giovanni Cam-
pano, e l'illustre Cav. Francesco Aringhieri beneme-
rito operaio di questo tempio.
A disegno di Baldassar Peruzzi fu eretta la cap-
pella di S. Giovanni nel 1504. L'esterna decorazione
fu scolpita da Giovanni di Stefano, da Lorenzo Fucci,
da Crescenzio, da Ca listo senesi , e da Raffaello e Fi-
lippo da Settignano. Il piedistallo destro si crede antica
scultura, trovata nella Etrusca Cosa, o Ansidonia.
I rozzi stucchi della cupoletta furono fatti (t 596)
da M. Alberto, e da Cosimo Lucchi. Gli affreschi di
Bernardino Betti Perugino detto il Pinturicchio sono
contemporanei all'erezione della Cappella; tre di essi
deperiti furono rifatti dal Rustichino : le due statue sono
di Neroccio, il fonte il quale serve di mensa all' al-
&are del Quercia, la statua situata nell'altare pre-
zioso getto di Donatello. Qui si conserva il braccio
destro del Precursore donato ai Senesi nel U64 da
Pio D.
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Ii mon111lnto del gran maestro Zondadari tu scol-
pito da .Giuseppe, e Bartolommeo Mazzuoli : quello
superiormente situato credesi lavoro di Goro di Gre-
gorio, e contiene la spoglia dell'illustre Cardinal Pe
troni.
Egregio lavoro del Marzini la facciata della Li-
breri&. Nell' Altarino il bassorilievo d'Urbano Cor-
tonese. Il gruppo della Piet di Giuseppe Mazzuoli.
La composizione della gran ltHletta figurante la Coro-
nazione di Pio III. s' attribuisce dagli inte1ligenti a
Rafaello ; a Raffaello l' esecuzione d' alcune teste, o-
gni altro del Pinturicchio.
La porta della Libreria ha cancel1i di bronzo get-
.tati da Antoniolo Marzini. La celebre sala contigUa ,
in dieci affreschi, ha espresse le principali gesta del
gran .Pontefice Pio 11. dipinte dal Pinturicchio, e dal
divino Raffaello , che ne deline forse tutti i cartoni.
Le miniature dei libri Corali sono di fra Bemideuo da
Matera. La statua di bronzo figurante G. C. resusciia-
to del Signorini; il monumentO dell' illustre ?tlasca-
gni d Stefano Ricci Fiorentino, e quello del Go-
vernator Bianchi di Pietro Tenerani Carrarese. Orna
il centro di questa sala il gruppo delle tre Grazie su-
perba antica scultura.
Nel pavimeato della Navata sono altre cinque Si-
bille disegnate da Benvenuto, da Matteo di Giovanni
7
da Neroccio, e da Guidoccio Cozzarelli.
Un a statuina figurante G. C. resuscitato, e due
Angeletti ornanti l' arme Bandini sono forse primizie
scultorie del gran Buonarroti, che condusse alcune st
tue nel Piccolomineo altare, scolpito (1485) dal rino-
mato Andrea Fusina 'Milanese.
D,
9
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La :&ela .. dall' Epifania , Cu dlpinta .. (f588) Pie-
tro Sorr , e le due uWme c;la Francesco .
Presso la porta la statua di ?tt.arcello II. scol':"
.pita :da Dome)'lico Cafaggi, e la niccllia da Gabbriel-
lo detto il Brucia.
La sinistra pila. : la v or,:> prezioso di Giacomp del-
la Quercia. Fa EQslegno alla destra pila un candelao-
.hro d' antico lavoro. ,
I dodici Apostoli , il Cristo , e la B. Vergine si-
tuati nelle colonne, .furono scolpiti da Giuseppe Ma.z-
moli. . , , .
Nel pavimento MercnriQ Trismegisto tratteggia-
.to nel 1488 . Seguono appresso le armi delle tosche
. citt, , una .ruota allegorica, il Socrate , e la F ortUJia ,
:condotte da ignpti artisti.
i . ,La cupola, cos lodata dall' Agiocourt, sorge da
piano dodecagono , che posa sopra un esagono ,
.ed ha il gruppo dell'Assunta fatto ,da Gio: Antonio
-Mazzuoli i Profeti dipinti da Guidoccio Cozzarelll,
-e da Bastiano di }<'rancesco, gli ornati da Benvenuto
di . Giovanni. .
Nel sottoposto pavimento gi sette storie
.disegnate d;il :Ueccafumi, ma deperirono; 1780 fu-
rono rifatte da Carlo .midei, e da Matteo
.Pini .
. , , &lguono, quasi intatte perch coperte da uo ta-
volato, le stQrie d' Acabbo e d'Elia; quelle de' Profeti
Baal il maraviglioso fregio del Mos nel
deserto , . e il , nel Sinai, ammirabili del
:Beccafumi (t 5 31) , .sol pite dai Mar2;ini , da Jacopo,
. e di: Gallo, e dal Mugnaino. ,
La circolare storia figurante il . . Profeta , ; ch.P
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t3
ha dai lati il giovinetto David vincitore di Golia, t'o
eseguita (t 4 da Domenico del Coro.
Il Pulpito lavoro insigne scultorio di Niceolb
Pisano (1266), di Giovanni suo figlio, d' Arnolfo, e
di Lapo fiorentini: i fregetti di cristallo furono fatti
dal Pastorino. La scala ha un basamento capo d' ope-
ra di scultura, ideato forse dal e scolpito
da Bernardino Marzini , dal Mugnaino, da Niccol
lippi, e da Cristofano di Carbone nel 1543.
La totale lunghezza del Tempio dalla porta alla
Tribuna del Coro di B. 153 toscane; larghezza
minima di B. 42 , la massima di B. 88.
L' annessa Canonica fabbricata nel U U ha nel-
l' oratorio alcune sculture del Quercia, e nel corrido-
re due freschi condotti dal Riccio.
Nell' AMr\'Esco'VILB Palazzo (eretto, nel 1723 )
la Cappella ornata d'un quadro del Rustichino : al-
cuni sfondi delle soffitte sono del Meucci ; una came-
ra opera di Ciro Santi Bolognese.
Siena ebbe nel anno 306 in Luciferio il primo
Vescovo. La sede degli antichi pastori fu nel Castel
Vecchio, ove ora l'Istituto dei Sordo-Muti: s' igno-
ra quando venne trasportata nel vetusto Vescovil Pa-
lazzo, gi situato presso il campanile della Cattedrale.
Conta la Chiesa senese settantanove Vescovi sino
a Mons. Antonio Piccolomini. Inalzata da Pio Il. al
grado Arcivescovile, dal Piccolomini al presente Mons.
Giuseppe Mancini (zelante pastore, e chiarissimo poe-
ta filosofo) conta diciotto Arcivescovi. Tre dei nostri
Pastori :pervennero al Pontificato, cio, Gabriel Con-
(Eugenio IV.) Enea Piccolomini (Pio II.) e
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24
!firailcesco Todescbini Piccolomini (Pio III.), s e i ~ altri
vestirono la porp(>ra Cardinalizia.
Lo SPEDA'LE DJ S. M. DELLA ScALA , istituito nel-
la met del secolo IX. da un tal Srore , ba la chie-
sa eretta nel f 2 52, e ingrandita col disegno di Gui-
doccio d'Andrea nel U66.
In essa la tela figurante l' Assunta di Pietro
Locattelli Romano, la S. Francecsa del Prete Nasini,
la B. V. del Mai1to di Domenico Bartoli
1
e alcuni af
'freschi sono 'del Cav. Nasini.
Nella sagrestia dipinse l'annario (tU5) Lorenzo
di Pietro dtto il Vecchietta, che nel f U6 gett per
u maggior altare la statua di bronzo figurante G. C.
risorto. Nel suddetto armario si conservano antichis-
simi reliquiarj comprati in Costantinopoli (t 3 59) da
Pietro Torrigiani. l due angeli laterali furono lavorati
da Accursio Baldi da Sansavino; gli altri dal Mazzuoli.
La tribuna opera grandiosa del Cav. Conca da
Gaeta , .tolte le parti architettoniche , lavorate da Fi-
lippo Sciugatros.
I seggi del coro furono i.Btagliati da Ventura di
Giuliano , e le residenze da Lorenzo Barni
Le Orchestre ideate dal Peruzzi han plastici la-
-vori di Carlo d'Andrea; nei seguenti altari la S. Te
resa di Ciro Ferri, l'Annunziata di Gio: Maria Mo-
randi. 'La lapida sepolcrale nel pavimento fu disegna-
ta dal Salimbeni, e scolpita da Ascanio da Cortona.
Nell' atrio, il' monumento Tondi scultura di Ja-
'copo Cozzarelli' e i freschi assai deperiti . sono del
Beccafumi. Nella celebre infermeria detta il Pellegri-
. najo si ammirano molte pitture di Domenico Bartoli,
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2$
(t 4 40) di Priamo fratello di Giacomo dell Quercia,
di Giovanni Pucci t di N anni di Pietro, del Vecchietta,
di Gualtieri da Pisa , di Luciano da Velletri (t 3 49 ), di
Paolo di Neri, e d' Angelo Mazzetti Senesi.
Nel 1577 vi dipinsero pure Giovanni Navesi Fio-
rentino t e Pietro Crogi.
, La cancelleria ha un Crocefisso colrito da Tad-
deo Bartoli, e lo Spedale delle donne una B. V. del
Vecchietta.
d'antica , ed utilissima istituzione la CoNPRA-
TERNITA DELLA B. V. SOTTO LO SPBDALB nella cui
chiesa sono pitture del Casolani , di Martino Bolghe
rini, del Salimbeni e di altri.
-- Le annesse stanze contengonopitture di Matteot
di Benvenuto di Giovanni , di Mino, di Lorenzo di Pie--
tro, del Cozzarelli e del Razzi. Barbato Cipriani sco l.:.
p i busti degli insign benefattOri Mancini, e
La Co:MPAGN'IA DI S. CATERIN'A eretta nel U79
cOmprende ancora parte di quella dedicata a S.' Giro-
lamo; fino dalla met del secolo XV. freqoentatissi-
ma, e abolita nel 1785.
S. SEBASTIANO gi Monastero di Gesuate (1317')
ora casa per gli esposti, ha la chiesa eretta (t 50 7)
dall' Arte dei tessitori col disegno del Peruzzi ;
temente uffiziata dagli abitanti della contrada della
Selva. La tela dell' Epifania fu colorita dal Petrazzi t
la volta dal Pisani
1
che dipinse pure tre lunette, e
alcuni Angeli nella principal cappella
1
ove ogni al&r
dipinto di Pietro Sorri.
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!l6
Rutilio , espresse in tela nella sinistra Cappella
il Calvario, i cui laterali e la volta sono opere a fre-e
sco di Raffaello . V anni.
IL PALAZZO REALE fu fatto a disegno di Bernar-
do Buontalenti, ed accresciuto .in pi volte da varj Prin-
.cipi Medicei qui risieduti come Governatori di Siena.
Lo Spedale di Monna (Madonna) Agnese, volgar-
mente detto di MoNAGNESE fu di suore sino dal 1278.
Nel 1783 vi si stabilirono le Scuole Normali per le
fanciulle. Avvi in una stanza la Cena di G. C. dipinta
a fresqo dal Riccio. Sulla porta della Chiesa la quale
dedicata a S. Niccol, un fresco di Arcangelo Sa-
limbeni. Molti quadretti nell'interno sono coloriti dal
Gli stucch.i furono lavorati da
co Casini, la lapida sepolcrale delle Rettrici fu sool.,.
pita da .Ascanio Cavoni Cortonese. La Nativit di DO:-
menico Faleri, il Crocefisso del Tornioli, la Resurre-
zi.one diRutilio Manetti, la tela del maggiore altare del
.Cav.

Vanni. Le seguenti pitture sono del
e del Bertini: il Giudizio finale e di Raffaello V
Conservano avanzi di pitture le abolite Chiese DEL-
LA MoRTE, Confraternita eretta al principio del. secolo
XV; quella dedicata a S. DESIDERIO, parrocchia eret-ta
.prima del sec .. XI. e .l'oratorio di S. BERNAiunNo . .
. . n Pal..:zzo BINDI SEIJ.GA.RDI fu degli Agostini' io,.
signi :&feQenati delle Belte Arti. 1!1 esso un salotto
mirabilmente dal Beccafumi. Nel piano terre,.
no vi sono pitture del Poroarancio .
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: 11 pr08Si100 Pala:zzo detto il perch
fatto (1504) ed abitato dal Magnifico PandoJCo Petroo-
ci conteneva pitture del Signorelli e del Genga, inta-
gli del Barili, e getti in bronzo d' Marzini,
cui appartengono i bellissimi braccialetti con cam'par
nelle situate nella facciata. Varj cadenti ornati archi-
tettonici annuqziano ,lo stile di Cecco di Giorgio , e di
Baldassar Peruzzi . .
La PIEVE DI S. GIOVANNI fu ov' istituita nel
t 3 O t La facciata si eres.se a disegno d' Agostino e
Angelo senesi. l bassirilievi del Battistero sono capi
l11vori dei pi insign maestri dell' arte ( 1428), cio
del Ghiberti, del Pollajolo, del Donatello , e del Quer-
cia. Alcuni ornati marmorei furono scolpiti dal Vec-
chietta .. La volta fu colorita ( 1452) da ignoto artista: al
disopra . dell' altare sinistro vi sono espresse le
di S. Antonio da Padova, che si dicono dipinte da
Gentile da Fabriano. 1l deperito dicontro atrrescQ sem-
bra del Pacchiarotto. Il S. Giov: Ev;10gelista del Mano
teUi , il S. Francesco di Sales del Franchini , e. il S.
Pietro del Beccafumi. La ta\ola del maggiore altare
d' del Brescianino. Alcuni laterali sooo dei
Lo li , Borghesi , Bonechi, e Buonfigli.
La prossima Confraternita di .s. GIOVANNINo ha
nell' 'oratorio er.etto nel 1654, le quattro tavole del
Cataletto . dipinte dal Razzi per la della
Morte, e le altre colorite dal V anni per la. Confraterr
S. Michele. Alcuni quadretti situati nelle pa-
reti sono del Manetti, del Pacchiarotti, del Sorri ,;O
del Biodi. L'altare ha una bell'opera del V anni; l'a-
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2S
&rio ne ba del Salimbenr, Volpi, Petruzi, e di RaC-
faello Vanni.
Il PAL\ZZo SA.RACINt fu ( '{ 200) dei Mariscotti,
-poi dei Piccolomini Mandoli. Nel 1787 venne notabil-
mente accresciuto dal Cav. Galgano Saracini. Il Por-
tico ha pitture di Giorgio di Giovanni; la statua di
Giulio III. fu scolpita dal Signorini. Nella Cappella
un affresco dei Razzi , e del Riccio; nella minor sa-
la alcune lunette son di Matteino da Siena , che pur
condusse piccole strie nelle prossime camere. Sono
del Castelletti , Maffei, e Bruni alcune pitture in altri
quartieri di questo magnifico palazzo ' ove pure esi-
-ste una copiosa galleria.
L
1
abitazione gi dei sigg. SEL VI contiene in tre
salotti tre piccoli lavori pittorici del Peruzzi.
ll PALAZZO NERUCCI fu eretto (tt60)da Cateri-
na sorella di Pio 11. con architettura di Bernardo Ros-
.sellino fiorentino. ;
. La CASA PLACIDI fu disegnata dal nobil 'Giovan;.
ni di Lelio Pecci. :
La Lupa con i Gemelli sopra una Colonna nel-
la Piazza di Postierla scultUra di Giacomo della
Quercia. Il Palazzo PICCOLOMINI gi 'Chigi fu architet-
tato da Giovan Salustio Peruzzi. Contiene in due stan-
ze alcune pitture di Bernirdo V an-Orlay scolaro di
llaffaello.
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i t
Nelr antico P a ~ z o . de' PBtci stato degli Squar
cialupi nei secoli XIII, e XIV. abitava i.l O;lpitano del.
Comune senese. lvi per varj mesi negli aoiU U07 e
U08 ebbe stanza il Pontefice Gregorio XII.
La facciata della casa BAMBAGINI-GALLETTI ha
un affresco del Razzi figurante in grembo alla Ver-
gine G. C. morto. L'atrio dipinto presso l'Arco del-
le due Porte attribuito al Peruzzi.
Nel Palazzo SERGARDI , gi Monastero delle De-
relitte fatto nel t 554 e abolito nelt782
1
evvi un af
fresco colorito dal Riccio.
Jl Palazzo INCONTRI fu eretto dal Cav, Bellanti
nel 1802 a disegno di Serafino Belli.
Nel CoNVENTo DEL CARMINE abitavano fino dal
770 alcuni Eremiti. Accresciuto in appresso, il Pe
ruzzi disegn il Campanile e il Claustro , che poscia
dipinse Giuseppe Nasini nell' et sua cadente. Fran-
cesco Nasini aveva dipinte tre storie nel Refettorio.
La Chiesa ba nel primo altare il Natale incominciato
dal Riccio, e terminato da Arcangelo Salimbeni. Nel
secondo sono varj Santi coloriti da Francesco V anni.
Presso l' urna ov' il corpo del B. Franco vedesi u-
na tela di Rutilio. La tavola dell' Ascensione opera
insigne del Pacchiarotto. L' Annunziata fu colorita da
Raffaello V anni, e la Nativit di M. V. dal Razzi.
L' altar maggiore contiene lavori del Redi e del
Kontioi, i laterali sono del Manetti e del Volpi.
Nel coro si vedono pitture del Franchini, e. del
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Brberinl, 'oltre la grandiosa tavola (t5t2) det' Fon-
gai con M. V., e varj Santi.
La Sagrestia, gi Cappella della easa Vescovi, fu
architettata nel 1501 da Cecco di Giorgio, che l'or-
n di capitelli di forma straordinaria, come nota il Gal-
laccini nel suo trattato Capitelli esistente MS. nel-
la Biblioteca pubblica. Cecco ne prese l'idea dal Ca-
pitello Augustale della Chiesa dei Serviti, del quale
appresso far cenno.
La statua del S. Sigismondo lavoro del Cozza-
relli, . il quadretto del S; Giuseppe del fiorentino
Burci. La tavola del S. Michele fu egregiamente lavo-
rata da Mecherino. La santa Teresa opera del Co-
lignon. Capo lavoro del Casolani ( 1604) il martirio
di S. Bartolommeo. La S. Teresa fu dipinta da Dioni-
sio Montorselli aquilano, e il Calvario dal Volpi.
n Palazzo PoLLINI architettato dal Peruzzi fu dei
Celsi, famiglia a cui appartenne l'eretico Mino Celsi.
Due freschi ivi esistenti s' appongono al Mecherino.
La CAPPELLA DELLE CARCEJ\I DI S. nel-
l' antichissimo Castel Vecchio, esisteva nell'anno 867,
e fu consacrata nel t U8. Opere vivaci del Rusticbi-
no sono il fresco sulla porta, il quadro dell' altare e
i laterali. La tavola della destra Cappella fu situata
gi sul maggiore altare del Duomo senese sino dal 1260.
L' Agincourt la nomin come un vetusto monumento
delle Bell' Arti.
Nell' antico locale detto S. MARGHERITA IN CA-
STL V ECC IliO ebbero sede i Vescovi senesi dal prin-
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3f
mpare del secolo IV al XII; nell'anno t270 fu d
Suore. Fino dal 1828 vi ha sede IL PIO ISTITUTO DBI
SoRDo-MUTI eretto nel 1824 nella vicina casa di N.
575 dall'egregio Professore Tommaso Pendola geno-
vese. Sulla porta di questo filantropico stabilimento
una pittura di Giovambattista Capanna. La Chiesa di
S. MARGHERITA uffiziata dagli abitanti della Contrada
della Pantera, ha la volta colorita dal Mazzuoli e dal
Nasini. La Maddalena del Folli, la morte di S. Gio-
vanni del Prete Nasini. Del citato Folli pure l' af-
fresco sulla porta dell' atrio che introduce in questa
Chiesa.
L'ORATORIO DELLA o ~ T R A D A DELLA TARTUCA.
inalzato nel f684 fu consacrato nel 1818. Le tele de-
gli altari sono d' Annibale Mazzuoli e del Prete N asi-
ni. Nel maggiore altare evvi un bassorilievo di Giov.
Antonio Mazzuoli. Il Paliotto intaglio delicato in le-
gno (1832) d'Angelo Barbetti, e d'Antonio Manetti.
LA CHIESA DI S. QUIRico, creduta Tempio geo- .
tilesco,nel 1197 era Parrocchia. Nel1598 Ottavio Pre-
ziani la riedific, ed abbell di preziose opere pittori-
che. Un fresco del Salimbeni nel Pronao. Interna-
mente la coronazione di spine, e il Redentore caduto
sono del Sorri, che pur condusse a fresco la cupo let-
ta figurandovi la caduta degli Angeli ribelli. Il Volpi
dipinse i due ornati degli altari delle navate. Il Ges
morto colle Marie (1589) del Casolani. La nicchia,
e i laterali del maggiore altare sono vaghi affreschi
(1603) del Salimbeni. l due seguenti quadri capilavo-
ri di Francesco V anni, e del Salimbeni l' Angelo col-
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3t
le Marie al Sepolcro del Redentore
1
arrecano grand' o-
nore alla scuola senese del secolo XVII.
S. MABT A Monastero d'Agostiniane fondato da Su or
Emilia d'Elci nel t328
1
fu convertito in Casa di for-
za nel 1811
1
e in Orfanotrofio nel 1816. La facciata
della Chiesa disegno (t501) del Peruzzi, il gran
cla\lStrO del Giovannelli. Alcuni laterali del maggiore
altare, e la tela del destro furono coloriti dal Sorri
1
che maestrevolmente condusse nella gran lunetta il
Lazzaro resuscitato. La volta lavoro del Folli
1
la te-
la del sinistro altare del Manetti. Qui presso era la
Cappella dedicata a S. PIETRO
1
con una tavola colo-
rita da Bernardino di Pietro. Fu distrutta nel t8t t. Di
contro sorgeva uno Spedale per i Convalescenti, poi
Casa di reclusione per i Dementi. Sulla porta di questo
locale un Crocefisso colorito da Ventura Salimbeni.
La STANZA MoRTUARIA
1
eretta presso la porta
Laterina nel t 6i6, ha pitture di Francesco Nasini.
L' OnATOBio Di!L RosARio fatto nel 172:-.! dagli
abitanti della Contrada della Chiocciola, fu converti-
to in altr' uso nel 18 t4
1
allorch fu data ad essi la
Chiesa di S. PAOLO posseduta da Suore sino dal 13 6 f ,
che la ridussero cos nel secolo XVU coll' architettu-
ra di Flamminio del Turco. Le statue e gli stucchi
sono del Montini , c dei Mazzuoli. La tavola del mag-
giore altare opera squisita del Brescianino , quella
del sinistro del Petrazzi. Alcune tele sono del Buon-
figli; e la S. Francesca romana situata nella sagrestia
del Salimbe.ni.
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33
Il MoNA.STEl\O.DELLA. VISITAZIONE, O LB TBU'ISSE
era di Benedettine nel 1270. La chiesa fu consacrata
nel 16 90. La volta lavoro del Nasini, e del Marzi.
L' altare a destra ha il S. Pietro dipinto al Casolani;
nel maggiore la Visitazione di Domenico Franchi luc-
chese. l laterali sono del Folli, che color pure la
tela del sinistro altare.
Poco lungi fu la Parrocchia di S. MARCo fondata
nel 1274, e unita a quella di S. Quirico nel 1782.
Di contro evvi la Confraternita dedicata a S. Lu-
CIA eretta nel 1398 presso uno Spedale esistente nel
1318. l freschi della volta sono del Folli e del Fran-
chini, le lunette del Bertini, le piccole tavole ( 1624)
sulle porte di Rutilio, e gli stucchi del Silini. Il Cal-
vario pittura di Simondio Salimbeni. Francesco V an-
ni dipinse (1606) il martirio della S. Titolare nel mag-
giore altare, e i tre :Santi nell' arco superiore. Ventura
Salimbeni vi color l' Eterno Padre. La Cappella ha
la M. V. dipinta dal Rustichino, e la volta un fresco
del Bertini.
Il PALAZZO VENTURI GALLERANI, ove fu Pio VI.
dopo il terremoto del 26 Maggio 1798, ha la Cappel-
la ed il quartiere nobile colorito da Ademollo.
L' ACCADEMIA FISIOCRITICA., gi fondata da Pir-
ro Maria Gabbrielli ( 16 91) ~ n una sala della Sapien-
za, fu trasferita (1815) nell'antico Monastero dei Ca-
maldolensi che fu eretto nel 1181, ed abolito nel
181 O. Il locale ridotto ed arricchito di oggetti di sto-
ria Naturale dal Cav. Lodoli, dal P; Ricca , dal Cav.
3
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lU
Mazzi , e dall' Ab. Baldacconi degnissimo d' osser-
vazione. L' annessa gi parrocchia l Chiesa di S. M o-
STIO LA uffiziata dalla Confraternita di S. Crespino.
La prima tavola colla S. Titolare lavoro di Giorno
di Bergamino scolare del Sodoma. Altre pitture sono
del Nasini, e del Feliciati.
L' Educatorio di S. M. MADDALENA era un Ospi-
zio pe' Sacerdoti viandanti edificato dal Vescovo Do-
nusdeo Malavolti nel 1334. La Repubblica se ne ser-
v per stanza a cospicui personaggi. La Chiesa, che
ha la facciata rifatta a disegno del Fantastici nel1839,
fu fabbricata nel 1539: ha due tele del Buontigli:
quella del Maggiore altare di Raffaello Vanni.
Il Magnifico CoNVENTo DJ S. AGoSTINo fu eretto
nel 1258. I Pontefici Eugenio IV. Gregorio XII, e
Pio VI. vi ebbero ospizio. Nel 1443 vi mor S. Nic-
col Albergati. Una sala , gi Librera, fatta nel 16 77,
fu dipinta da Apollonio Nasini. n disegno della scala
di Francesco Paccagnini , quello dell'atrio di Ago-
stino Fantastici_, che ridusse questo locale nel 1818
per convitto del celebre Collegio Tolomei diretto dai
Cherici Regolari delle Scuole Pie. L' antica Chiesa fu
rifatta nel 1755 col disegno del Cav. Luigi Vanvitelli.
Essa parrocchia col titolo di S. Agata unitale antica-
mente, e di S. Salvatore nelt789. L'orchestra fu idea
del Silini, del quale sono alcune statue situate nelle
circostanti nicchie, altre di Giuseppe Mazzuoli. Il mo-
numento della colta dama Anna Rinieri De Rocchi fu
scolpito da Ottaviano Giovannozzi fiorentino. La te-
la del S. Girolamo piUura del Petrazzi. Il Crocefisso
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modernamente restaurato, fu dipinto da Pietro Peru-
gino. L' Epifania nella prossima Cappella leonarde-
sca pittura (1612) del Sodoma. La caduta di G. C.
del Salimbeni.
Nella Sagrestia si vede il S. Guglielmo di Pietro
Ciapettini , il S. Agostino del Manetti , e una S. Fa-
miglia d' Arcangelo Salimbeni. Il deposito d' Elci fu
scolpito da Giov. Antonio Mazzuoli. La Tela del S.
Tommaso del Cav. Raffaello V anni, il S. Cristofano
del Franchini, e il quadro de' Centuriati del Prete Bo-
nechi. Il grandioso altar maggiore fu scolpito da Flam-
minio del Turco per ordine del Cav. Cristofano Chigi.
Le statue sono del Signorini , e del Mazzuoli. nel
Coro la s t r a ~ degl'Innocenti dipinta (1482) da Matteo
di Giovanni, e il B. Agostino Novello di Lippo Mem
mi ; alcune statue smo del Quercia.
La Cappella seguente ornata dal Cb : P. Ricca
novarese ha tre quadri figuranti i fatti di S. Giuseppe
Calasanzio , coloriti dal Conca , da Colignon, e da Gio-
vanni Rruni. Nella prossima Cappella s'ammira il S.
Antonio Abate attribuito allo Spagnoletto , o piuttosto
del Manetti. La statua del S. Niccola plastica opera
del Cozzarelli. Il Redi gett le statuine di bronzo del
deposito Chigi. Opera del Sorri la tela (t600) con
varj santi. Quella del battesimo di Costantino colo-
rita (t587) da Francesco Vannt La SS. Concezione
del Maratta, il Presepe del Romanelli di Viterbo.
La prossima Confraternita del CoRPUS DoMINI,
della met del secolo XV. fu abolita nel t 785, in cui
fu pure abolita quella di S. CROCE. Gli avanzi de' pi
conservati affreschi del Sodoma e del Riccio, de' qua
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36
li era ornata, sono stati trasportati all'Accademia delle
:Belle Arti, ed a Monistero gi convento de' Benedettini
presso Siena, ora Villa del Nob. Sig. Silvio Griccioli.
L' Oratorio di S. GiuSEPPE, eretto dall' Arte dei
falegnami nel 1522 forse a disegno di Baldassarre Pe-
ruzzi
7
nel t 786 fu dato agli abitanti .della Contrada
dell'Onda. La facciata disegno (t653) del Giovan-
nelli. Nell'interno ha .opere d' Astolfo Petrazzi, e di
Giuseppe, e Apollonio Nasini. Le lunette della cupola
sono dei Marzi, Pedani , e Montorselli. Burberini
7
Biz-
zarri, e il prete Nasini dipinsero meschine tele nel
fregio. La statua titolare dell' Arrighetti. La tela del-
la B. V. nella cappella sinistra di Francesco Barta-
lini. Nella chiesa inferiore sono pitture del Volpi
7
e
del Capitelli.
Nel Palazzo BARGAGLI lo sfondo della sala co-
lorito da Giuseppe Nasini; un gabinetto da Matteino
da Siena.
La PaiTocchial Chiesa di S. PIBTBO fu restaura-
ta nel 1186, e .consacrata nel 1259.
L' altare destro ha l' Assunta colorita dal Busti-
chino , il di contro S. Rocco dipinto dal Salimbeni.
Nel maggiore altare evvi il riposo della Sacra Fami-
glia capo lavoro di Rutilio Manetti. La sagrestia ha
pitture di Lorenzo , e di Ambrogio Lorenzetti.
La facciata del Palazzo BuoN'siGNORI ammira-
bile sl per i pregii dell' architettura come per quelli
dell'esatta sua costruzione.
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31
n Palazzo P .unfiLil'fl fatto a disegno del Ricci&
ha qualche opera condotta sul fare del Peruzzi , e del
BecGai'umi. Altre pitture vi sono del Bracci pisano.
Nella facciata della Casa NASTASI ' in Via del Ca
sato si vedono le storie d'Ercole dipinte a chiaroscu-
ro dal Capanna. In quella dei sig. MENSINI un G.
C. morto colorito dal Folli.
La Chiesa dei TREDICINI fondata dalla famiglia
Placidi ( 16 3 o), ora uffiziata dagli abitanti della Con-
trada dell' Aquila , ha il quadro destro dipinto dal Pe-
trazzi, il medio dal Me i, e il sinistro da Domenico
Manetti.
n Palazzo CIAJA in Via del Casato fu eretto col
l' architettura di Francesco Brandini.
Nella Cappella di S. BERNAimr:No gi atrio del
l' antica Parrocchia di S. SALVATORE sono alcuni fre-
schi del Volpi, altri del Petrazzi, e di Lorenzo Op-
pi. L' altare fu disegnato dal dotto Teofilo Gallaccini.
Sulla facciata d' una casa situata nella vicina piazza
de' Maestri del Legname una deperitissima pittura
creduta del Riccio figurante il Natale.
LA PIAZZA DEL CAMPO nominata da pi secoli
come teatro di scene sanguinose
1
poscia di gioconde
e magnifiche ha la celebre Fonte Gaja gi ornata di
famigerati lavori scultorj condotti ( 1419) da Giacomo
della Quercia
1
i quali da poco tempo indietro sono de
formati e guasti dalla mano dell' uomo pi che per
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38
qtiella del tempo, a scorno del patrio amore delle Arti
senesi
1
che doveva in ogni maniera tutelar li.
Il CASINo DE' NoBILI fu Parrocchia dedicata a S.
Paolo nel 1237, quindi residenza de' Consoli della
mercanzia.
La facciata del suddetto palazzo t gi
ta (1309) da Duccio, fu ridotta (1763) com'
temente col disegno del Cav. Fuga. Dal lato posterio-
re ba la bella Loggia detta degli Uffr.iali inalzata nel
1417, ed ornata (1437) dallo scalpello di Pietro Ki-
nella. Le tre laterali statue furono scolpite dal Vec-
chietta, e i santi Ansano e Vittorio, ideati dal Quercia,
dopo la sua morte furono condotti da Urbano da Cor-
tona, come not il cb: Barone Rumohr nella sua o-
pera Ricerche ltaliatul ec. . Il bellissimo seggio di
marmo situato a destra scolpito dai Marzini forse fq
disegnato dal Peruzzi. L'altro pi antico. Le pitture
della volta sono (1551) di Matteino, e del Busticone.
Il Palazzo SANSEDoNI posseduto da ques'a P,ri-
zia casata fino dal 1216, abbellito (1339) col disegno
d'Agostino di M. Rosso, e rimodernato dal lato
riore nel t 778 coll' idea di Ruggieri, molte
pitture del Melani, e del Ferretti, con ornati condotti
da Pietro Anderlini.
La Cappella dedicata al B. Ambrogio di questa
illustre famiglia (la cui statua sull'altare fu scolpita
da Giuseppe Mazzuoli) ha la volta colorita dal Gal>.
biani
1
e le pareti ornate di bassirilievi geHati in bron-
zo dal Soldani. Alcuni busti e bassirilievi dell' anticap-
pella furono lavorati da Bartolommeo Mazzuoli. La soC-
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39
&tta di questa stanza , e quella della magnifica scalll
ba graziose pitture dei fratelli Melani di Pisa.
Il Palazzo che dei CBIGI fu architettato (1724)
da Antonio Valeri Romano. Nella sala t e nei prog.
simi salotti sono pitture di Placido Costanzi. Giovan-
ni Bruni color il quadro della Cappella. Il Professor
Nenci in un salotto dipinse ( 1830) la Speranza. Il
Cav. Benefialet il Meuccit il Marchettit e Colignon
ornarono alcune camere e gallerie di questo ricco Pa-
lazzo t che contiene pure varie sculture Romane t ed
Etrusche.
Jl magnifico pALAZZO DELLA REPUBBLICA fu ac-
Cresciuto nel t 20 t col disegno d' Agostino t e d' An-
gelo senesi t i quali (t 325) idearono pure la bella tor-
re detta del Mangia.
La Cappella sottoposta fu incominciata nel 1252.
Nel U60 Francesco di Giorgio ne disegn il fregio.
L' altare contiene un deperito affresco (t 538) del So-
doma.
La sala del gran consiglio della Repubblica per
opera del Riccio fu ridotta nel 1560 a Teatro t e do-
po due furiosi incendj t cos bello fu inalzato nel t 753
col disegno di Antonio Galli detto il Bibbiena. Le due
s.tatue di plastica sono del Silini.
Nell'atrio dell' uffizio Comunitativo si vedono pit-
ture (1390) di Bartolo di Fredi.
La sala della Bilancieria ha un dipinto a olio sul
muro ( 16 5o) di Domenico 1\lanetti t e la Sacra Fami-
glia del Razzi ; nella volta vi sono graziose opere di
Francesco, e di Giuseppe Nasini, del Burberini, e
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o
del Mazzuoli. n B.uurrexit nella sala del GoBfalonie-
re del Razzi suddetto. La grandiosa pittura (1445)
che si ammira nella Cancelleria di Ansano Loren-
zetti: la volta ricca di lavori dei Petrazzi, Manetti
1
Tornioli, V anni, Nasini, e Salimbeni. Sulla principal
porta del Palazzo la statua di S. Ansano scolpita
( 13 81) da Andrea di Lando : sopra la colonna grani-
tica la Lupa coi gemelli getto (1429) di Giovanni,
e di Lorenzo Turini.
L'Archivio delle Gabelle de' Contratti ha una ta-
vola colorita dal Riccio, e l' Uffizio della Camera di
Soprintendenza Comunitativa del Compartimento sene
se ha una S. Caterina dipinta ( 1461) da Sano di Pie-
tro, una S. Famiglia da Rutilio , e un' Assunta dal Me-
cherino.
Nella sala, la quale detta delle Balestre, sono
deperite assai le lodatissime pitture (1338) d' Ambro-
gio Lorenzetti. La sala del Consiglio ha alcuni Santi
coloriti (1529) dal Razzi. Sopra di essi vedesi l' af-
fresco (1328) figurante Guidoriccio da Fogliano di Reg ..
gio all' assedio di Montemassi, opera del celebre a-
mico del Petrarca Simone di Martino test illustrata
dal Conte Pompeo Litta. Di contro l' altra preziosa
pittura condotta (t 287) da Ser Mino di Simone. Dei
Lorenzetti sono le vetuste sanesi storie delle pareti,
e nei pilastri sottoposti vi color il Vecchietta alcuni
Santi.
Nella cappella sono notabilissime le opere con
dotte ( 1406) da Taddeo Bartoli ajutato da Tuccio di
Simone, e da Bartolommeo Cecchi.
La. statuina del Salvatore ( 1438) situata sulla pi-
leua di Gio. Turino; gli stalli del coro furono in-
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.n
tarsiati ( U!9) da Domenieo di Niecola. L' altare po&J
siede la bellissima tavola colorita dal Rwzi per il
Duomo.
Nella sagrestia l'Annunziata dipinta (1343) da'
Ambrogio Lorenzetti.
La sala dell' antico Magistrato della Bala ric.-
ehissima d' affreschi condotti ( 1407) da Martino Bui:.
gherini, e da Spinello aretino: ha pure una bella taYO:-
letta esprimente M. V. colorita da Matteo di Giovanni.
La volta , e le lunette della sala del Concistoro
contengono lavori vivaci (1535) del Beecafumi,
gev oli per ci che riguarda i sottins , effetti di lee,
prospettiva, e ornati. Le pareti hanno pregevoli tele
1
tra le quali il Giudizio di Salomone di Luca Giorda,.
no: l'Assunta di Raffaello V anni, il Presepe del Mei,
il Salvatore del Calabrese, il S. Cerbone d' Astolfo,
le Nozze di Cana, e l' Epifania di Rutilo.
Nel piano superiore una camer-a adoma di-
coli freschi di Antonio Gregorj.
La sala ha lunette colorite dai Mstri Petrazzi ,
Pisani, Salimbeni, Folli, Rustici, Casolani, V anni, e
Mflnetti. Nella gran. loggia a destra avvi una Vergine
col bambino ttribuita a Sano d1 Pietro , ma che pi
probabilmente appartiene ad Ambrogio Loren.zetti.
Degno d'osservazione e di conservazione l' Ar-
ohivio diplomatico ricchissimo di memorie delle
pubbliche di Siena, e di Massa, come di belle mi i.
niature contenute in un antico Kaleffo, e nei modmi
libri dei resieduti nel Supremo Magistrato.
LA CHIESA DI S. Gucolio della Contrada della
Torre del t Nel destro altare si vede il Calva-
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u
no dipinto (1603) dal Manetti, di cui la tela
del maggiore altare . . La B. V., S. Giacomo, e S. Cri-
stofano nel gradino del primo altare opera di Gio-
vanlorenzo Cini. La S. Anna la color il Martelli, da
cui fu dipinto un laterale. Gli altri sono di Niccola
Mezzetti
1
e del Burberini. La volta lavoro del Mon-
. torselli. Nella sagrestia evvi una tavola del Razzi gi
esistente in S. Croce.
LA Scu:oLA EBRAICA fu eretta (t 786) col dise-
gno di Giuseppe del Rosso fiorentino. La Nazione E-
J;>raica nel 1751 avea t 97 individui: nel 1773 ne con-
tava 253: nel t 787 ne avea 42t, e tanti circa ne
conta presentemente.
Nel contiguo piano del Castel Montone, locale po-
polatissimo prima del contagio del t 348, una Fonte
eretta dall'arte della Lana.
La chiesa dedicata a S. nominata sino
dal 777, fu dei Lateranensi, poi dei Leccetani. Pio Il
nel U60 la con.sacr. Fu rifabbricata (1537) a dise-
gno di Giovambattista del Peloro. La facciata (t613)
disegno di Giovanni Fontana di Como;
Il laterale alla porta figurante la battaglia del t 526
fu dipinto dal Cioi, e da Vincenzo di Pietro. La tela
del primo altare la color Crescenzio Gambarelli ; quel-
la della Circoncisione di Guido Reni , l' altra col
martirio dj S. Bartolommeo del . Guercino, ma gua-
sta affatto dal restauro. La statua del seguente altare
la scolp Gio.van. Antonio Mazzuoli. Da Giuseppe Maz-
.zuoli furono ,scolpiti gli angeli del. maggiore altare, e
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u
la B. V. in quello della crociata sinistra. Annibale Maz-
zuoli dipinse degli affreschi nel coro e nella cupola.
Il deposito dei Conti Vecchi fu scolpito da Bartolom-
meo Mazzuoli. L'ornato in fondo del coro sembra del
Quercia.
L' altare Marsili delicato lavoro mannoreo dei
fratelli Marsini, la tavola col Presepe pittura di Me-
cherino, alcune statue laterali al SS. Crocefisso si di-
cono del Quercia. Il S. lvone fu colorito da Raffael
V anni , i quaranta Martiri da Ilario Casolani , e da Bar-
tolommeo Amidei. - -
In un quartiere della Parrocchia evvi la scuola
del Mutuo lnaegnamento eretta nel 1820 da filantro-
pici cittadini.
L' immagine della Vergine sotto l'arco del Real-
to fu colorita da V e n tura Salimbeni.
LA COMPAGNIA DELLA MISEBICOBDIA istituita ( 1 834)
... a comune edificazione , e a conforto della languente
umanit, ha la chiesa della confraternita di S. Anto-
aio Abate, gi Spedale di pellegrini (1391), abolito
nel 1754.
Nell'anno 1836 colla direzione dell'architetto
Lorenzo Doveri , la contigua cappella col titolo di H.
: v ~ della Stella, la cui immagine dipinta dal Pacchia-
rotto stata collocata nel sinistro altare, fu riunita
alla chiesa della confraternita suddetta, e formatone
un solo tempio.
Le sei lunette furono dipinte dal Capitelli, Fol-
li, .Casolani , Rustichino , e V anni. Delle quattro tavo-
le per un cataletto colorite dal Bece<afumi, due blliUU)
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"" pooo nei pilastri della chiesa., le altre si eonservana
nella grande aula de' fratelli deJJa compagnia preno-
minata. Una statua intagliata in legno ed' esprimente
S. Antonio si crede opera di Giacomo della Quercia.
Ogni ampliazione del locale procurata (1838) a
spese dei fratelli della compagnia suddetta fu presie-
duto dal prelodato architetto.
S. GnrsTo era (1188) parrocchi, che fu poscia
(U58) riunita a quella di S. Martino: sulla porta si
vede una deperita pittura di Rutilio.
n CoNSEli.VATORIO DI s; GIROLAMO fu gi un O-
ratorio della famiglia Porcari, ceduto (t-396) ai Gu-
glielmiti, poscia (1398) ai Gesuati, e finalmente nel
f676 alle fanciulle abbandonate. Nel primo altare av-
vi la S. Teresa del Burbermi, coi laterali del Buon
figli. La tela esprimente il Beato Giovanni Colombini
di Giovandomenico Mattei di Fuligno, di cui sono
i due laterali dell' al tar maggiore, che ha una tela di
Domenico Manetti. Gli altri due laterali furono dipin
ti dal Caso l ani , e dal V anni.
Nel pavimento vedesi il deposito del B. Antonio
Bettini Vescovo di Ftigno scolpito (1487) da Jacopo
COzzare Ili.
L' ornato marmoreo della seguente cappella dei
:Marsini, la B. V. opera di Matteo da Siena.
J. tre freschi dell' altro altare sono del Pacchia
rotto, la M. V. in trono del Brescianino, gli altri
quadretti di Rutilio; d ~ l Fmtt'Ci, e del Petrazzi. Nella
sagrestiavi una ragguardev.ole tavola dipinta (t439)
d1 igooco artista.
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.4.S
La .SS. CoKcEZJoM, ora dei PP. Serviti, prima
ancora che le fosse unita quella di S. Angelo dell'an-
tico Castel Montone, .era Parrocchia (t2S9) dedicata
a S. Clemente.
Questa chiesa fu fabbricata nel t 5 28 col dise-
gno del Peruzzi. La tela del Natale del Casolaoi.
Il seguente affresco (U20) di M. Gregorio, la Ma-
donna del Bordone (1281) di Diotisalvi Petroni, la
la nascita di M. V. (t 6 2 5) di Rutilio Maneui , l' altra
tela dell' Ugolini bolognese.
Un assai prezioso lavoro di Matteo di Giovanni
(U9t) la strage degl'Innocenti. Superiormente ve-
desi un Natale che si crede dipinto dal Berna. Un
miracolo del B. Francesco Patrizzi fu colorito nell' al-
tare della crociata dal Marchese Antonio Patrizi.
La B. Vergine detta del Popolo situata sulla por-
ta prossima lavoro finitissimo di Lippo di Memmo;
sulla porta della sagrestia una B. V. colorita (1319)
da M. Buonaventura. Nella sagrestia la tela del B.
Pavolo Spannocchi del Franchini, le due piccole
tavole sono del Pacchiarotto.
Nel claustro evvi un affresco del Pisani. Nella
prima cappella della crociata il S. Lorenzo del Ma-
netti, la statua esprimente S. Clemente del Franchi-
Di ; l' ovato col sacro Cuore di Ges fu dipinto dal
Com. Benvenuti.
Nel 1698 fu costruito il maggiore altare adorno
di statue dallo scalpello di Giovan Antonio Mazzuoli.
La tavola della B. V. del Manto situata retro al me-
desimo fu colorita da Ansano Lorenzetti.
La tavola del coro del Fungai, l'Annunziata,
e l' Arcangiolo li color l Francesco V anni.
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46
Nella cappella della Vergine de' Dolori dipinse-
ro Apollonio e Giuseppe Nasini. Del primo sono i due
affreschi delle pareti: del secondo gli ovati dell' al-
tare recentemente ritoccati dal Boschi.
Stefano Sassetti dipinse il Crocefisso nella seguen-
te cappella; la Triade santissima qui presso fu colo-
rita dal Salimbeni. La cappella del B. Giovacchino
Piccolomini ha un grazioso dipinto del Manetti , al-
cuni ovali della volta fwon condotti da Giuseppe Na-
sini.
Il quadro dell' Epifania del Montorselli. D Gal-
laccini , ed il Proposto Gori credono essere apparte-
nuto ad un tempio augustale il capitello situato nel
destro pilastro. La iscrizione ritrovata col capitello
suddetto fu con opportuna illustrazione del Cav. Pec-
ci situata presso la porta Romana. '
La tela del S. Filippo Benizj di Raffael Van-
ni, quella della B. Giuliana del Nasini. La M. V. del
Belverde fu colorita ( t363) da M. Giacomo, la tela
figurante il contagio lavoro del Petrazzi: l laterali
sono di Matteo da Siena. Nell' ultimo altare una B.
V. Annunziata, delicato lavoro del Vanni.
La DELLA SS. TRINITA' fu eret-
ta (t 298) dal B. Francesco Patrizi, e consacrata da
Monsig. Marsili nel t 794. La grandiosa battaglia di
Clodoveo fu colorita da Raffael Vanni. La volta e le
. lunette hanno distinti lavori di Ventura Salimbeni. Le
pareti e l' arco furon dipinti dal Nasini; alcuni picco-
li affreschi dal Petrazzi. La tela dell' altare del Ca-
solani. Il Crocefisso fu gettato in bronzo da Prospero
Bresciano, gli stucchi sono dei fratelli Monna. Nella
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n
contigua cappella una B. V. colorita da Matteo di
Giovanni.
S. LEONARDO era commenda dei Gerosolimitani
sino dal 1 t 73. Nel palazzo del commendatario il
deposito di mendicit istituito nel 1817, e mantenuto
dalle oblazioni dei benefici cittadini.
La Chiesa uffiziata dagli abitanti della Contrada
del Montone fu rifabbricata (1820), e abbellita con
varie tele del Montorselli: la volta fu colorita dal Dei,
la M. V. del Buonconsiglio da Giovanni Antonio Catani.
L'antico Monastero di S. NicCoL eretto dai Pe-
troni nel 1368, fu ridotto ( 1818) dalla Compagnia
della Madonna sotto lo Spedale, per reclusorio dei
Dementi.
La chiesa nel destro altare ha una pittura del
Manetti, nel maggiore di Raffaello Vanni, e nel sini-
stro di Francesco Nasini. I quattro tondi di plastica
sono lavori dei celebri della Robbia.
Il MONASTERO DEL SANTUCCIO nel 1362 era di
Agostiniane. Annibale Bichi , insigne benefattore di que-
ste Suore, eresse con suo disegno ( t 55 7) la facia-
ta. Nel sottocoro vi sono alcune lunette di Simondio
Salimbeni. l sei affreschi esprimenti fatti di S. Gal-
gano, e un concerto d' Angeli furono dipinti ( 1612)
da Ventura Salimbeni, il quale insieme col Folli di-
pinse la tela del maggiore altare disegnata dal Van-
ni. Quella a destra del Casolani, la dicontro del
Pinturicchio. In una bell' w-na qui si venera la sacra
Testa di S. Galgano.
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.t.8
Il JlEGIO RITJ&O DBL llBFUGIO fu eretto per no-
bili fanciulle dal piissimo Aurelio Chigi nel 1598
1
po-
scia dal G. D. Leopoldo l. gli fu aggiunto il monaste-
rro di S. Monaca abolito nel t 775 , costruendovi il
Educatorio.
Alessandro VII alla chiesa fece la marmorea fac-
ciata col disegno del Giovannelli. La tela esprimente
:lo sposalizio di S. Caterina prezioso lavoro del Van-
,ni. I laterali sono del Folli. Il Natale nel maggiore
altare del Casolani, Salimbeni, e Vanni. I due qua-
.dretti sulle porte laterali sono del Rustichino. La pit-
tura figurante la Circoncisione del Francesino, l' E-
pifania dl Petrazzi. Bel dipinto incominciato dal Sa-
limbeni e terminato (1607) da Francesco Vanoi il
. S. Galgano nel deserto di Monte Siepi ; i due latera-
li sono del Manetti. Gli stucchi li condusse Francesco
del Monna, i bassi rilievi Ascanio da Cortona , e i la-
'fori marmorei Flaminio del Turco.
Nell' educatorio la B. V. fu colorita da Matteo
di Giovanni, iL G. C. morto dal Sorri, la caduta del
Salvatore dal Nasini.
n Palazzo annesso detto di &. Galgano architet-
tmo (t474-) sul fare di Cecco di Giorgio, ha un pic-
colo airesco sulla poda creduto lavoro del Salimbeni.
Parte del PA.L.AZIO, e del Giardino della Nobil
famiglia BIANCHI, sorge ov' era il Monastero di Ognis-
santi. Il fu Cav. Giulio lo fece elegante, l' arricch di
piante , vi festeggi in pi epoche varj Sovrani. Il
Teatro del 1803. Gli ornati della cappella sono del
Dei. La tela dell' AssUDta del Ligozzi vm:onese , e la
statua del Beato Bernardo Tolomei del_ Bocciardi ge-
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'' novese stavano nell' Archieenobio d. Monte Oliveto
Maggiore.
Nel quartier nobile
1
per speciali squisi-
&ezze
1
vi sono pitture di Ademollo.
L.l FoNTANA detta DBL PoNTEfabbricata nel t 221
ha prossima la Colonna inalzata nel 1470. Le pitture
dell' antica porta di S. Maurizio sono del Capitelii.
L'ORATORIO DI S. GATANo, fatto (1680) dagli
abitanti della Contrada del Nicchio
1
ha le pareti colo-
rite da Giuseppe, e la volta da Apollonio Nasini. Nek
l'altare un quadro del gli stucchi sono del
Fraochini.
I.a Chiesa di . S. GIACIN'to, gi di Suore
nicane dette di Yita Eterna sino dal 1528, ora ot:.
fiziata dalla Confraternita di S. EMIDio. Nel desho al-
tare lo sposalizio di S. Caterina dipinto &a Vincen-
zo, e Cristofano Rustici. La tela coo i laterali del mag
4
giore altare sono (t 6 t 5) del L'altra co-
piata da una del Frate; i misteri del Rosatio sono del
Nasini. Sulla porta vi color una M. V. il Rusticbino;
or' assai deperita: deperita eguahnente un' altra
M. V., che il Brescianino dipinse sulla porta deJl'abo-
Jito Mo.nastero.
Nel gi Convento di sopra rammentato fino dal t
Giugno 1852, con un lascito fatto dall1J. Sanese Maria
Assunta Butini Contessa Bourke , stato aperto un
ospizio per donne povere ed impotenti a guadagnarsi
da yivete. Sono per ora u.- Si spera che ne possa
essere cresciuto il numero.
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50
S. CHIARA ALL' ABBA.DIA NuovA era Parrocchia
de' Lateranensi (t2t9), poi de' Vallombrosani, indi
(t 55 4-) l' occuparono le Suore di S. Chiara. Ora o-
spizio degli Olivetani. Il seniore Domenico Manetti
dipinse (1596) sulla porta; l' juniore (1681) nel co-
ro e nella 8agrestia. Il Beato Bernardo nel maggiore
altare del Boschi , la B. V. nel destro di M. Gre-
gorio ; i Santi Giacomo , e Filippo nel sinistro sono
del Volpi.
La prossima Chiesa di S. GIOVANNI A BusSETo
fu abolita nel 1494: l'altra di S. ebbe la
stessa sorte nel 1789.
LA DEI PisPINI fu fatta nel t 53.: quella
di S. CHIARA nel 1356.
La Chiesa di S. SPIRITO eretta nel 1345 fudci
Silvestrini, indi (t U8) dei Domenicani: Nel 1782 l' eb-
be l'Accademia Ecclesiastica, poscia il Parroco di S.
Maurizio. Il Magnifico Petrucci (1504) eresse la cu-
pola: la porta fu costruita (t 5 t 9) col disegno del Pe-
ruzzi da Monsignor Girolamo Piccolomini Vescovo di
Pienza.
Del Sodoma sono i freschi (1530) della Cappel-
la di S. Giacomo: la tela di S. Francesco di Paola
del Petrazzi. La statua figurante S. Vincenzo Ferre-
ri fu lavorata dal Cozzarelli.
Nella seguente Cappella dipinse il Pisani. La gra-
ziosa pittura (1600) dell'altare Bargagli di Fran-
cesco V anni : le storie che la circondano sono del Sa-
limbeni.
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51
Ni pila ;tri presso il maggiore altare si vedono
alcuni santi coloriti da Rutilio; la tribuna del Nasini.
Nella sagreslia una tavola condotta. per le Suo.
re d' Ognissanti dal Beccafumi.
Il Cataletto della Confraternita di S. Stefano, ora
di questa Parrocchia, del Vanni.
Il Calvario nel claustro di fra Paolino da Pi-
stoja scolare di fra Bartolommeo da S. Marco.
L'altare della crociata sinistra ha una tela (1632)
del Petrazzi: la B. V. del Rosario colorita sul fare
del Berna. l freschi laterali sono del La co.
ronazione di M. V. del Pacchiarotto, la S. Caterina
fu scolpita dal Cozzarelli; l' uHima tavola pittura di
Matteo di Giovanni.
LA CHIESA DEL SEMINARIO ARCIVESCOVILE dedi-
cata a S. GioRGIO era Parrocchia nel 1 t s t , Collegia-
ta nel 1225, poscia <\egli Abati dell' A1denga, e del-
la Congregazione dei Ss. Chiodi. N el 1741 questa chie-
sa fu rifabbricata dal Cardinale , e dall' Arcivescovo:
Zondadari col disegno del Cemoni. Presso la porta
sepolto il piissimo artista Francesco V anni; il suo
marmoreo monumento fu dipinto a . colori da Miche-
langelo suo figlio. La tela del Divino Pastore di .Pla-
cido Costanzi : il transito di M . . V. del Franchini.
Sulla porta della sagrestia vedesi S. Caterina colorita
dal Salimbeni, di cui la lunetta del S. Giorgio gi
dipinta sulla facciata del Tempio, or trasportata nella
sagrestia suddetta. La croce destra ha il S. Carlo di-
pinto dal MeuC{li. Il quadro del maggiore altare del
Conca, i due laterali bassirilievi esprimenti gli egregi
Zondadari qu sepolti furono scolpiti da Giovanni Gian-
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.
senio d'Anversa. La tela del S. Filippo fu dipinta da
Ralfaello V anni : la Crocefissione da Francesco padre
del suddetto. Capolavoro del citato Raffaello la ca-
duta del Salvatore ( 1656) situata nell' ultimo altare.
Prossimo a S. Giorgio.era }'.Oratorio DEI S&ciU
CHIODI abolito recentemente.
IL PALAzzo ToMMASI ha un salouo colorito da
Apollonio Nasini; quello dei sigg. LANDI ha pitture del
Nasini nella Cappell. L' Ugolini e .il Buonsignori di-
pinsero nel quartiere.
IL PALAZZO VECCHI architettato dal Posi (1776)
ha dei freschi di Liborio Guerrini.
IL PALAZZO MALAVOLTI gi cuna dei celebri giu-
risprudenti Mariano e Bartolommeo Sozzini , poscia di
Lelio e Fausto conosciuti settarj, recentemente venne
accresciuto e ornato con affreschi di Ademollo, e di
Buonsignori.
LA CHIESA DI S. GIOVANBATTI$TA della Staffa fu
dei Silvestrini (1271), dopo alla quale-
(1786) fu unita la Parrocchia di S. Pietro Buio, che
fu detto essere stata. eretta sino dal 480 sopra un
tempio gi dedicato a Giove.
Nell' atrio ove si adunano gli abitanti della Con-
trada del , il transito di S. colorito
dal Burberini. La memoria di Francesco Gori Gandel-
lini figlio di Giovanni scrittore delle Notizie degli In-
tagliatori, vi fu posta dall'illustre sUO amico Vittorio
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S3
A.l&eri da Asti. La prima tela del Francesino la se-
conda e la qwirtil del . Tornioli; la decollazione .del
Battista del Mei. AngelO: Ttlgli:i t!olor l' altta tela:
1\utilio condusse l' ultima: a destra , :quella del lDag-
giore altate , la e la Nascita del Ba'-
tista. L' Annunziata e. la volta (utQno dipinte dal M.on-
torselli. Il S. Giovanni: 'on:fortato dagli Angeli . gra-
opera del Petr.azzi . . n S. Zacoheria di B.affael-
lo '.Vanni. .. d .
; La cappella della .-B. V. della' Paee:ha Del eapi-
.steo. un .frescd di Cristotano Rustici. 'll Natale.
di M. V. del Martelli , la B. V. del FranoeSino , S.
Caterina . di RutiliG, S. Ansaoo e 8. i Giovanni soao del
.: .. !. :. :
LA FoNTE DI FoLLONICA fu murata nel ti491:
quella di P ANT ANETo, recentemeate 'fiostruita, t 3 52.
Pio Il. (1460) inalz col disosnodi Cecoo di -Gior-
gio la grandiosa LoGGiA marmoraa, detta !t>EL PAu.
Allo stesso architetto deesi il disegno del Palazw Pld-
-coLOMINEO
1
OV
1
ebbetriceUo dal 168:1 al t 820 il nobil
Cnvitto Tolomei .. :dal Gue1i'ini.
ln .. quest9 locale magnitco:la re$idenza del Go-
-VDD, la Real Prefettura , la R. Posta , il Registro e
..fa Cnservazii>Dedelle Ipoteche, 1'.4.cademia Tegea, ec.
l ,
) :;l
Il PALAZZO ' CLEMBNTINI ha :p-resso.al cornicione
alwie mezie figure dipinte a chiaro'.. scmo dal Ca-
e net quartiere varj faui' .d' .A.ebill'coloriti dal
-Maffei. ' . 1
' - .J .
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s.t.
. S. VIGILIO. eta parrocchia nel . 10.00
7
nel U5t m
dei Camaldolensi, pGscia dei Gesuiti, indi dei Vallom-
:brosani .. Nel 1 8 t O : ebbe residenza in questo locale la
-Prefettura del Di{>iittimento dell' Ombrone, che ( 1 8 t 3)
conteneva 189,'7tO abitanti, di quali 85,135 nel Cir-
condario di Siena;M;262 nella Souoprefettura.di Moo-
&epulciano, e .50,313 in queUa di Grosseto. Cessato il
-{Joverno gallico il G. D. Ferdinando IIL destin que-
sto edifizio per sede DELL' UNIVERSITA' SENE8E e allo-
Ml fu situato neU' trio . il depositO di Niccol Arin-
1ghieri scolpitO;{f374-) da M. Gano pel claustro di S.
Domenico. , .
La hiesa ; di .S. Vigilio ottemda dalla Congrega-
zione perpetua del SS. Sacramento ha la soffitta adorJ
na di quindici compartimenti coloriti in tela da Raffal-
:lo ' Vnni: . ; 1
Nelle cappelle ricche di marmi si ammirano il
S. Francesco Zaverio dipinto dal Cav. Vanni con i la-
terali del Alcuni bronzi della Cappella del
.Cardinal Taja iooo opere del Bernno. Il deposito del
Mrcell() Biringucci .fu scolpito da Barto-
lommo Mail7JOli . Il inaggior . aW.re .. ba eolonne :su-
.perhe d' alabaStro ondulato, detto. abusivamente. alaba-
-stro dnice della cava di CstelnuoV.O dell' Abate presso
1' Orcia. Qesta eava quasi abbandonata m moderna-
mente riaperta al commercio ed alle arti. Il citatO aJ.
tare presenta una tela dipinta dal Calabrese e due la-
terali dal V armi. Del , Maz2uoli, e del <Montorselli sono
gli affreschi della tribuna. U monumento Rospigtiosi .
lavoro di GiovaDli An10nio . Maziuoli., Nella cappeUa
seguente un Crocefisso gettato in bronzo dall' Algar-
di1 e i due busti dei conti Vecchi. scolpiti da Ciusep-
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55
pe M.azzuoli. Il S. Torello del Gambacciani, la S.
Anna del Romanelli.
ll sottoposto ORATORIO DRGLI .ABTISTI ba la sof-
fitta colorita dal Franchini, il quadro dell' alta1e ( 15 9 7)
dal Salimbeni, i laterali dal Petrazzi. Mediocri lavo-
ri del Martelli, Pedani, Nasini, e Buonfigli sono nel-
-le pareti.
LA. CA.SA. DEGLI EsERCIZII era nel 1437 uno Spe-
dale, e una Confraternita. Sulla porta d.' ingresso avvi
un'antica piLtura, e nell' arco alcuni Cherubini coloriti
,dal Salimbeni. L' oratorio ha un quadro del Rustichino.
n Palazzo BA.NDINI PICCOLOMINJ architettato da
Cecco di Giorgio ha la decorazione dalla parte del
ideata dal Cav. Giovambattista Piccolomini.
, A disegno di D. Damiano Schifardini, e colla di-
.rezione di Flaminio del Turco fu (1594) eretta l'in-
COLLEGIATA DI PROVENZANO.
Nel maggiore altare condotto dallo stesso Flami-
. nio sta il simulacro della miracolosa V ergine detta di
, Provenzano. La tela del S. Cerbone fu dipinta da Ru-
-.Uio, la S. Caterina dal Rusticbino. Delle quattro tele
, colorite e collooate sulle pareti la Visitazio-
ne del Boschi, le altre del Bruni. Nei peducci del-
.. la cupola il Nasini dipinse il S. Ansano; il S. Sa vi-
. no. . -del Meucci, gli . altri . due sopo del Perpignani.
Gli' angeli situati ai pilastri furono da Dome-
nico Cavedon; Il S. Lorenzo del Montorselli.
Nella evvi un quadretto del Gregeri, il
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56
'ritratto di Brandanb d' Anselnlo Crosi suo nipote, una
B. V. della scuola del Sarto, una S. Famielia di Fran-
cesco Vanni, di cui la tela situata nel capisteo della
sagrestia dei Canonici , e la copia del G. C. morto ,
che color il Casolaoi per la chiesa di: S. Quirico.
La sottoposta CHIESA detta DEL SUFFRA.GI0
1
gi
congregazione , uffiziata dagli abitanti della Contra
da della Giraffa, che vi trasportarono un' antica im
nuigine della Vergine detta del Fol30 d una1piccola
chiesa dedicata a S. Anna
. l
Nel PA.Luzo VrvARELLI- una sala dipinta d_.
Cav. Nasini ajutato dal Nasoni, e dal V annetti.
S. FR'ANCEsco ra parrochia dedicata' a S. Pietro
prima del t2:16, nel qual anno l'ebbero i
stavano nell' Eremo dell' Alberino fuori di Porta U
Il Cristo alla colonna superbo atrreseo del
Sodoma (1!517)nel primo claustroMurato da Niccolac:..
cio Petroni che .vi eresse la cappella sepolcrale: per
-se e !a sua famiglia, stato thlsportato all' accade-
' mia di Belle Arti. Di quella cappella oon ritnane cile
-a decoro dll' arte l'ingresso ornatO con sculture {133'6)
da Goro di Gregorio. Presso il Joco ove era il dipirt-
to del Sodoma ri{Dane l'avanzo d'un' affresco attribuito
al Lorenzetti. Due claustri interni furono eretti coldf..
segno di Ce eco di . Giorgio. Il Catnpanile . fu rifattO
(t765) a disegno del Cav. Pesi. iPio li. nel U60 .. ahi-
. t in questo conv\:lnto.
Agostino eo (13'26) l'esi;.
'stente tetnpio, che nel t 6SS fu preda ia prt4 delle
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57
. fiamme :per cui si perderono dei capilavori di pittnra.
Sulla porta, la cui architettura annunzia il fare di Cee-
co di Giorgio avvi mia statua scolpita (t280) da Ra-
mo di Paganello.
Nelle pareti della vastissima chiesa si vedono i
quattro Novissimi coloriti dal Nasini per una sala del
Palazzo Pitti.' Jl. primo altare ha il Limbo dipinto: dal
Beccafumi. Nel secondo il S. Giacomo del . Nasi-
. ni: la depoSizine (t 5 t 3 j n'el terzo ratfaellesco di-
'pinto del Razzi . La nascita- di M. V. del Ralhao-
ciotti, la prossima lunettadel Montorsetli. Il 'S. Gir&.
lamo di Giov : Andrea Sirani, e la B. Solomea: de'l
Burberini.
Alcuni della 'sagresti& sono di Ldca di
T6mm; ' L' della crociata ha due statue di bron:.
zo gettt dal Signorini , una B. V ;
1
dipintura antiobig.
sima, 'forse del t2t5. ' . . . ; ;
f;eoonda il . deposilo Fblioi
scolpito (U62) da Cecood G10rg10. La wla; con S.
-Galgano del Lucatelli , l' Annunziata fu :dipinta da
Alessandro, e da Ilario Cawlani. .
Il magnifico altar . fu: lavoratodal Part
celli e dal Mazzuoli a spese del March : Roberto CE!nhini.
Nel coro sono scolpiti da Cecco di Giorgio i bo-
sti di SHvio' Pfccolomini, e di ' Vittoria Forteguerri ge-
nitori di Pio II. qu sepolti.
' ta tela della seguente cappella del Lcatelli
quella figurante S. Mariina di Pietrc> da Cortoila, il
S. Bernardino del Montorselli, e la S. Caterina d' Ja-
opo 'Zuchi fiotentirio. Di FraneeS(lO di Giorgio , da
non confondersi con Cecco ( Frncesco ) di Giorgio
1
(1ar\ini ) SOI'lo le vaghe ambroge&te le quali adornano
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60
lita Corifratemita di S. Biagio. La Cor0oazi01.e di spt-
ne del Sorri , il 'del Bnonl.glr, gli stuc ...
ehi li cooduss Gio : Antonio Mazzuoli.
LA CofiGU"GAZIO'Mil D@l ISs. C.nom'
1
gi Confra-
ternita di S. MicHELE, ha la. volta colorita .001 -Mon-
, le lunette dal 'Fraacesino, .}e pareti, dal Bur-
berini. La tela dell' altare ' del Feliciati 1 la nicchia
del : Petrazri, it cataletto del e dl Hassei lc-
chese. La Cappella inferiore ha una B. V. colorita dal
Bema.
Prossima a questa eravi iin' altra Confraternita
col medesimo titolo
1
con pitture del Pisani
1
Volpi ,
Burberj!Qi
1
e di Fiammaci della T011re parmigiano.
L' ORATORIO DI S. Rocco uffiziato1 dagli abitanti
della Contrada della I:.pa, era nel u H.
La vtJUa! fu dipinta dal Bertioi, alcllne lunette da J)o,.
-tnenico .'Mnetti . dal . Mei oui: apparteagoito i laterali
della porta: l quattro affreschi sonodi Simondro: Sa-
limbeui. .. , '
La tela con S. Carlo dipinta da Ilario Casolani
ha di -contro ilS. Giobbe colorito da V anni.
Nel coro vi sODo aff11eschi del Petrazzi, e deL Mei,
oltre ad alcune picc61e tele del Nasini , Mazzuoli, JMr..
berini, e Petrazzi. ,,. . .
La Sagrestia contiene pregevoli pitture (1603) di
R'tltilio, e del Ru8tiehino (t 799): il S. Rocoo &i dol
Salimbeni. . . : ; r :
La FONTE NuovA .fu murata nebt 25'9. . .
. -.
.. .
[ .. . .
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6t
L' OaATOilto ab,tanli della DEL
BRuo ere&to nel t588Ju dooicato al S; Nome di Ge.
a: ha uoa B. V. colorita Berna, e alcune opere
del Montm-Seut.. .
L'altro ORATORIO della MADON"RA DELLA NEVE
fu col disegno .4i Cecoo di Giorgio innalzato (1470)
da Moos. Giovanni Cinugbi V escovQ di Pienza. La gran-
diosa pittura nell'altare fu condotta (U77) da Matteo
di Giovanni , di cui pure il sottopo5to w-adino.
Quasi di contro era l' antica parrocchia di S. Do-
NATo abolita nel t8Jt.
n PALAZZO DEGLI UFFIZJ DELLA DOGANA fu ar-
chitettato (1539) da Tommasino della Spezia scolare
del Peruzzi. Nell'annessa grandiosa abitazione dei po-
tenti Salimbeni albetg nel 1365, e nel 1369 l' Jm-
perator Carlo IV. Nel U72 v'ebbe residenza il Monte
Pio, e nel 1623 il Monte de' Ptuchi. In questi locali
sonovi pitture di Raffael V anni, del Cerretelli, del Mar-
telli, e del Rusticbino.
n PALAZZO SPANNOCCBI fu architettato nel 1472
da Cecco di Giorgio per ordine di Anbrogio Span-
oocchi tesoriere di Pio JJ.
Il pALAZZO BICBI R USPOLI fu accresciuto da Ales-
sandro Bichi potente capo de' Noveschi. Vi sono al-
cune pitture del Maffei. In porzione di questo locale,
che nel 1409 era di Latinucdo Rossi, ebbe ospizio
il Re Luigi d' Angi nel suo per la conqui-
sta di Napoli.
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6 ~
QoelJo dei Gotu, disegnato nel 1'6'17 da Giovan-
ni Fontana, contiene pitture del Colli, Marcheui , e
Bartalucci. Fra diversi quadri di pregio ooo comune
i quali si conservano in questo palazz, si ammira
specialmente una S. Caterina di Guido Reni.
D pALAZZO dell' antichissima e potente famiglia
ToLoMEI, eretto nel 1205 fu abitato (t3t0) dall' illu-
stre Roberto Re di Napoli. V' esegu alcune pitture il
Buonsignori.
Jl di contro PALAZZO PALMIEI\1 fu disegnato (t 557)
da Anton-Maria Lari detto il Tozzo. Presso al sudJet-
to palazzo avvi una Vergine colorita a fresco al So-
doma. assai deperita.
Sulla Colonna della Piazza Tolomei la Lupa
con Romolo e Remo, lavoro di Domenico Cavedon.
La Parrocchia di S. CRISTOF ANo fino da remoti
tempi era dei Tolomei, Nel ttOO vi si adunava il con
siglio della Repubblica. Nel t 720 e nel t 800 fu re-
siaurata. In essa scolpirono il Mausoleo di Celso To-
lomei , e il gruppt> dell' altare , Bartolommeo e Gio:
Antonio Mazzuoli. La B. V. in trono un bel dipinto
del Pacchiarotto. Un S. Giorgio distinta tavola colmi
ta (i262) da Sahanello, si conserva nella Canonica.
. Nella Casa dei sigg. MIGNANBLLI dipinse la vol-
ta d' un salotto il Beccafumi , e in quella gi dei sigg.
P AVOLINI alcune lunette il Salimbeoi.
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r.a celebre CoNGREGA DBI Rozzi poetava sino dal
t 525 in umili locali levando alto grido di se. Nel
piare del secolo decorso, di gi decaduta dall'altezza
primiera, innalz una grandiosa sala, ove i sollazz
riavano secondo la stagione. Nel 1816 fu col disegno
d' AlesSlndro Doveri 1idotta a TEATRO.
L'atterrata Parrocchia di S. PELLEGRINO esiste-
va sino dal 1050 di faccia alla Congrega sopracitata.
Venne unita alla Chiesa di S. M. della Misericordia
gi Spedale nominato ne' pubblici documenti fino dal
t 240 , ed accresciuto nel 13 2 t dal B. Andrea Galle-
rani. Questa Chiesa fu rifabbricata nel 1767 col dise-
gno del Marchetti , arricchita di pitture a fresco da
Giuliano Traballesi, e da tele condotte dal
da Jacopo Calvi, e dal Nasini. Le statue ed i busti so-
no di Giuseppe Mazzuoli juniore. Il B. Gio: Colombini
che si conserva nell'atrio fu colorito da Taddeo Bar-
toli per la sala dell'Arte della Lana. Sotto questa Chie-
sa era la Confraternita del B. Andrea Gallerani, che
conteneva pitture del Casolani e del Salimbeni.
Parte dell' antico Spedale fu dato nel 1408 al-
l' Universit di Siena, e appresso vi fu situata l' Ac-
cademia Fisiocritica eretta (t 6iH) dall' egregio Pirro
Maria Gabbrielli. Nel t 758 vi fu aperta la pubblica
libreria fondata dal chiarissimo Sallustio Bandini. S' ac-
crebbe recentemente occupando la gran sala dell' e-
stinta accademia Intronata 'tanto famosa un tempo. In
questo stesso locale allorch l'Universit (1816) pas-
s in S. Vigilio, fu eretto l'Istituto delle Belle Arti,
che ha una distinta Pinacoteca, ricca, oltre ogni altro,
d' opere d' antichi senesi Maestri.
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u
La: Parrocchia di S. ANToNIO in Fonte Branda
esisteva nl . 11 oo : v' erano pitture di Mino da Siena,,
e di Martino di Bartolommeo. Fu rifabbricata dopo va
rie vicende nel 1822.
La Confraternita di s. CATERINA ru eretta (UU)
nel locale abitato dall' ilJustre Serafica senese. La ta-
vola dell'altare rammenta la maniera del Fungai: Il
S. Girolamo, il S. Domenico e il Padre Eterno sono
creduti del Razzi , della cui scuola sembrano le quattro
tele presso l'altare suddetto. La storia a cornu Evan-
gelii pittura di Lattanzio Bonastri da Lucignano, l'al-
tra d'Arcangelo Salimbeni, la terza fu colorita (i 589)
dal Sorri in Venezia. Il B. Giovanni Colombini opera
qel Casolani.
La Tribuna fu dipint (t 600) dal V anni, i piccoli
laterali (t635) da Rutilio. La seguente storia del
Casolani, l' ultima del Pomarancio.
Il piccolo claustro si crede architettato da Bal-
dassar Peruzzi.
Nella cappella del Ss. Crocefisso vedesi la volta,
e i laterali dell' altare coloritj dal Nasini. Il
re', che stimatizz S. Caterina, dipinto da Giunta pi
sano, gi esistente in Pisa nella chiesa di S. Cristina,
fu dona'o a questa confraternita ne) t 565 dal Canoni-
co Simon Pietro Pitta. Le pareti hanno vaste
del Ftanchini, del Calvi, deLGuerrini
1
e del P.erpigna-
ni. La tela destro altare . del quella del
del Manetti , di oui pure il Drappcllone. Le
quattro tavole del cataletto sono ( 5 9.t) VanJ)i.
Nel sottoposto ,OilATORlO costr.uito nel H64 ed
Il
uffizia&o dagli abitanti delta Contrada dell'OcA si con-
servano stupendi lavori dei nostri classici artisti.
Tre storie sono ~ e l Pacchiarotto ,
1
la lunetta sul-
l' altare del Sodoma, la quarta storia del Salimbeni,
i laterali della porta furon condotti dal Folli.
L'altare, col disegno d' Austo Cini, fu scolpito.
dal Redi: la statua 6gurante la Santa lavoro ( U6S)
del Neroccio. Il disegno della facciata dell'Oratorio
(t 464) di Cecco di Giorgio. Urbano da Cortona scol-
p il bassorilievo sulla porta: il busto della Santa lo
condusse ( 14 7 3) il Cozzarelli, che ide pure la sovra-
stante loggia.
La celebre FoNTB BRANDA ampliata e rifatta da
Bellamino nel t 198, puranche notata nell' antiche
carte sino dal t 081.
La grandiosa Chiesa di S. DoMENico fu dei Pre-
dicatori dal t 225 al t 784 ; da. quell'epoca dei Bene-
dettini. Nel 1227, le fu unita la parrocchia di S. Gr ..
gorio. Il campanile del t 490. Nel Convento ebbero
stanza S. Tommaso d'Aquino, S. Antonino, e il B. Am
brogio Sansedoni. Nel 1383 ospit Guido Lusignano
Re di Cipro, e nel 1464 Pio 11.
La Cappella delle Volte, al disopra della quale
nella parete estrema delJa chiesa si vede situato un
grande Crocifisso, che si dice dipinto da Giotto, ba
una tavola (f508) di Girolamo di Benvenuto; la tela
della nativit di M. V. (t 584) del Casolani, le due
tele laterali sono (t 602) del Gambarelli, l' effigie di
S. Caterina di Andrea di V anni suo contemporaneo.
Nel primo altare il B. Andrea Gallerani colori-
5
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io dal Volpi. TI secondo ha una tela di Michele Gui-
di. Nel terzo vedesi il S. Pier Martire pregevole la-
voro (t579) d'Arcangelo Salimbeni.
Nella seguente Cappella ove in un tabernacolo
scolpito dal Vecchietta si conserva la testa della Se-
rafca senese, si ammirano raffaellesf}hi dipinti (t 526)
del Sodoma. Lo svenimento della Santa il princi-
pale ed il pi noto. L'estasi di contro meno famige
rata non merita per avventura minore attenzione de-
gli intelligenti. Lateralmente vedesi l'Ossessa colorita
(t 59 3) a olio sulla parete dal V anni , di fronte altro
affresco del Sodoma.
La tela del S. Michele del Folli, il Natale in-
cominciato 'da Matteo di Giovanni lo termin (t.U9)
Luca Signorelli suo scolare.
La sagrestia ba molte figure del Francesino : Lo-
dovico Dondo mantovano color la moltiplicaz10ne dei
pani nel deserto. Lo stendardo con M. V. Assunta
deperito lavoro del Razzi, la tavoletta del corino del
Casolani , e Rustici.
Nella crociata il B. Ambrogio dipinto (t 620)
dallo stesso Rustici. La Cappella Borghesi ha il. se-
polcro del Cav. Pietro Borghesi senatore di Roma.
Quella che segue contiene i sepolcri d'illustri Tede-
schi morti nell'Universit nostra.
La tela del Rosario del Sodoma, la tavola an-
nessa del Berna.
Nell'altare maggiore degno d'osservazione il
Tabernacolo, pi che altri lavori marmorei, che una
vaga tradizione asserisce del Buonarroti.
Guido da Siena nel t 22 t color la nominatissi-
ma tavola della seguente Cappella rammentata da tut-
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6T
\i . gli scrittori ed amatori delle Belle Arti. Dei due
laterali la S. Barbara (1479) di Matteo di Giovanni,
la B. V. con diversi Santi ( 1 4 . ~ 6 ) di Giovanni di Pao-
lo. Delle due lunette sovrapposte l' Epifania del pri-
mo, il Ges morto del secondo. La tavola che si con-
serva nella Cappella Placidi si crede ooorita da Mat-
&eo di Giovanni. l sei affreschi delle pareti furono con-
dotti dal Nasini.
La tela del S. Benedetto del V anni , quella della
S. Rosa del Burberini, del Perpignani quella del S.
Tommaso, il Crocefisso del Salimbeni, il S. Anto-
nio (1627) del }Ianetti, il S. Giacinto del Vanni.
La pittura a Cresco di contro alla colonna di S.
1>omenico di Francesco Nasini. Qu prassime erano
due confraternite dedicate una al B. Ambrogio , 1' al-
tra a S. Domenico (detta in Campo Regio) abolite nel
f 785. Non lungi si vede l'abolito Monastero detto del
Paradiso instituito nel 14 79. La Chiesa dedicata a
S. Caterina uffiziata dagli abitanti della Contrada
del Drago. Sulla porta vi dipinse il Burberini, nel de-
stro altare Domenico Manetti, nel di contro Raffael
V anni, e nel coro il Rustichino.
S. EGIDio, gi Parrocchia fondata (1307) dai Ma
lavolti, fu dei Gesuiti (15S9), poscia (t608) delle Cap-
puccine. I laterali della porta, e il quadro sinistr()
sono del Sorri; il Ciampclli color il destro, il S. Egi
dio del Mazzuoli.
Nella Cappellina oltre uno stendardo dipinto dal
Salimbeni evvi una tavola, che annunzia il fare di Si
mone di Martino.
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68
Nel Palazzo MocENNI, incommetato (t520) dai
Bellanti col disegno del Peruzzi , vi sono alcune pit-
ture , che diconsi del Peruzzi suddetto;
L'architettura del Palazzo dei signori della CtuA
annunzia il fare di Cecco di Giorgio.
Il grazioso passeggio detto la LIZZA , cos r i d o t ~
to nel 1779 a disegno del Matteucci , era il locale
ove per ordine di Carlo V. s'innalz (t.:S5t) una Cit-
tadella distrutta (U52) dai Senesi.
La gi I. e R. CAVALLEtuzzA fu istituta pres-
so l'Oratorio dedicato a S. Barbara nel t no. Fu dei
Cannonieri della Fm1ezza : ora serve ad altri usi.
b. FoJiTEZzAeretta da. Cosimo I . (t560) col di-
segno di Baldassarre Lanci contiene quattro bastioni ,
e due caserme. Nella cappella il deposito di Casimir-
ro Doni fu scolpito da Bartolommeo Mazzuoli.
La Parrocchia di S. STEF.\NO esisteva nel t t97j
fu rinnuovata nel t 6 71. La tela della Visitazione del
Manetti , quella del Ges morto del Buonfgli. La tri-
buna ha il santo titolare del Petrazzi, la sagrestia una
grandiosa tavola dipinta (UOO) da Andrea di Vanni.
Jl gradino pregiato lavoro di Giovanni di Paolo.
Nel Palazzo ZoNDADAB.I una galleria colorita
dal Salimbeni: in quello dei FoRTEGUERRI vi sono pit-
ture di Apollonio Nasini, e del Guerrini.
Jl Palazzo SERG.\RDI, . C).lna del celebre satirimt
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69
detto Settano, fu architettato dal Posi. Con-
tiene molti dipinti di Ademollo, del Nasini: e di Car-
lo Vincenti milanese.
S. ONOFRIO Congregazi.one dei Ciechi , era spe-
dale (1356)_, poi Orfanotrofio. La Chiesa, ornata ( 1769)
col disegno e con plastici lavori del Silini, ba pitture
del Petrazzi e del Folli.
.. La Parrocchia di , S. ANDREA fino dal 1175 esa-
stente, dal 1708 al t759 fu dei FilippinL
L' affresco nella facciata del Traballesi, quelli
delle pareti interne sono di Giuseppe, ed Apollonia Na-
sini. Nella sagrestia esistono tre tavole colorite (1455)
da Giovrumi di
ta Casa GnfGGIOLI, gi spedale (t290) della
miglia Salimbeni , ha pitture di Ademollo , e di Pietrq
civilotti Romano.
L' abolito monastero di S. PETRONILLA ebbe ti-
tolo di S. nel 1293 fu degli Umiliati , po-
scia delle Suore di S. Petronilla.
La Confraternita di S. SEBASTlANo fu eretta
secolo XIV. Astolfo Petrazzi colori su \la porta il ti-
tolare ; il Volpi dipinse la S. Lucilla ;' le due storie. a
destra SODO. ( 6 t 4) del Sorri j la volta
1
e l
1

a sinistra (t 603) del Folli, la storia sguente ( 1608)
'del Manetti .. la lu.netta, sull' altare e i laterali di Ade-
JDoUo. La B. V. nel\a cappella destra fu dipinta.(t607)
.dal Ru8ticbino, il piccolo quadro col . B. Andrea Gal-
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'TG
lerani dal Caso1ani. L' altra cappella ha un S. Seba
stiano colorito dal Fe1iciati. La sagrestia possiede ope
re del Razzi, Pacchiarotto, Casolani, Folli, e Pisani.
Di contro alr edifizio delle Tira stava la brigata
Godereccia schernita dal Dante nel canto XXIX dell' In-
ferno. Nel 1302 eravi uno Spedale del titolo di S., Or-
sola , poscia un Oratorio dedicato a S. CRESPINO.
S: LoREtizo fu Pieve nel t t 00, poi monastero fi-
no al t783. Nel una Barriera stata situata ove
gi da tempo chiusa esisteva la porta cui quel
llonastero dava il nome.
n Monastero di CAMPANSJ dl t .t.20. Le
poti di Alessandro Vll. l' ornarono notabilmente. Ne[
claustro una B. V. colorita da PietJo 'perugino. La
volta delhi chiesa fu dipinta da Michelangelo, e Nic-
- col Ricciolini romani, _e da Giulio Coralli bolognese.
Sul maggiore altare avvi una buona copia della Co-
munione di .5. dipinta dal Le
ie)e laterali sono del Locattelli.
. Qu prossimo era _il Monastero delle CoNVDTI
TE, gi Spedale ne\ f348, ornato con alcuni freschi
'del' Mazzuoli. L' aitro Monastero 'dedicato alla SS. CoM:-
CEZIONE eretto nel 1490 fu abolito;nel t783. Esso b
1' edifizio di 1237' nnesso a cUi. si vede ancora
'l' avarizo dell' antico palazzo de' Bandinelli Paparonl
"della :fainiglia d'Alessandro m. Fu disfatto nel u83.
'fazio degli t: berti, e l'Alighieri ne fanno menzione.
- ; . ; .. . . ' . '
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''1 t
L Parrocchia dei Ss. E ANASTASIO
riunita (1782) a quella di S. Andrea, degli abitariti
della Contrada dell' Istrice. Fu innalzata, e consacra-
ta nel t tU, della qual epoca si crede la pittura del
la facciata rappresentante il Salvatore.
Di questa Chiesa era parroco il celebre storico
senese Sigismondo Tizio , allorch (t 5 t 3) vi fu sepolto
l' egregio pittore Bernardino Betti da Perugia detto il
Pinturicchio. La tribuna opera dell' Amidei, la. B.
V. ae1 Casolani, il S. Eligio del Manetti. Nella_sagre-
stia vi sono due piccole tavole con qualche pregio di-
pinte nei primordii del secolo XV.
Sull' antica porta di Pescaja fu eretta ( 79), cl
disegno di Francesco Fedeli da Como, la Chiesa di
FoNTEGIUST A terminata nel 1482, e consacrata nel t 7 t t.
La Visitazione nel primo altare fil colorita. da M-
chelangelo Anselmi coll' ajuto del RicCio suo maestro.
La tela del B. Ambrogio del Salimbeni , di cui s-
n i freschi laterali al maggiore altare, che ha va:..
ghissimi ornati inarmorei sco l p i ti ( 15 t7) dai fratelli
Marzini.
'ta tavola del S. Girolamo, e la lunetta superio-
re al Maggiore altare sono pitture del Fungai. Il Fran-
ci color le tele situate sulle porte della sagrestia, e
il quadro della cappella 'superiore. La Sibilla dipinta
da Baldassar1e Peruzzi tenuta in pregio e lodata.
Oggid non poco si dolgono gl'intendenti dell' ingiurie
che ha sofferte dal tempo e dalle mani d' imperiti re-
stauratori. L' ultima tavola mediocre lavoro del Ric-
cio. Getto in .bronzo di Giovanni delle Bombarde la
Viletta dell' Acqua Santa della porta di fianco. L' or-
n
111to esterno di 'tuesea porta smbta ideato da Cecco
di Giorgio; il bassorilievo fu scolpito (1489) dal Ne-
roccia.
S. PIETRo ALLA MAGIONE fu (t t 00) dei Tem-
plari, e parrocchia nel t 247. Il gran refeUotio dei
cavalieri diviso per met serve inferiormente per Ca-
nonica. Gli avanzi delle pitture che ancor rimangono
.nella parte superiore sembra che si possano referire
a' primordii del secolo XIV. Sulla J>Qr&a della chiesa
.deperito un affresco del Rusticone. Nel coro vede-
.si una tela dipinta da Diego Pesco spagnuolo. L' an-
nessa cappella delta di S. Donnino fu architettata da
Cecco di Giorgio; la B. V. colorita a fresco si crede
del Riccio.
. Pi non esistono presso la .Magione gli antichi
Spedali di S. NICCOL de' Gucci, e de' Siri fondati
.(U08) dal B. Stefano Agazzari, n quello di S. MAT-
TBo unito (t439) da Papa E ~ e n i o IV al convento di
S. Maria degli Angeli. L' antica Parrocchia di S. Bar-
tolommeo notata nel 1235
1
e unita (t562) a S. Ste-
fano, fu a servii uso ridotta fino dal t 788.
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KA.SSE E SUBUBBI
DBJ..LA
PORTA CAMOLLIA
Presso l' .antica Porta Camollia, situata al ter
.minare dell' angusta Via Franci3ena , fu aperta. nel
1604 la moderna PoRTA,. che ba alcuni ornati di pia.
tra scolpiti da Domenico Capo fiorentino. Sull' arco
di questa leggesi CoR IIAGIS Tllll $ENA P..INDIT
di che faccian ragione i forestieri.
Prima che le armi di Carlo V. Imperatore, e di
Cosimo l. Duca di Firenze per notturna sorpresa (26
Gennajo 1354) s'impadronissero della vasta fortifica-
zione eretta dai Senesi a sinistra della strada cbe dal
la Porta conduce al Palazzo dei Diavoli, ;vi era ua
tloridis$imo Borgo, con Spedali, Monasterj e Conventi.
Questo fu talmente devastato nei quindici mesi del
.crudelissimo assedio sostenuto dai Senesi, che nel t s 3 6
il Cardinal Mendozza Governatore Imperiale della sot-
iomessa Citt fece eseguirtl l' in&iero disfacimento di
ottocento case semidirute di ques&o Borgo, e di quel-
lo della Porta Romana.
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74
Tra i pubblici locali del sobborgo di Camollia si
contava lo .Spedale di S. Croce in lerwalem eretto
nel 1296 da Ser Torello di Baccelliere, nel vicino
Parco di. J:)occia del Conte P ieri, situato pres-
la Cappella del S. Sepolcro.
Contiguo al sunnotato Spedale di S. Croce era
il Convento di S. ANTONIO detto di Yienna dei Padri
Armeni, edificato . nel t 308. di questo stavano
le Suore di S. Maria Novella dell' ordine Camaldo-
lense, qu venute nel t297 da S. Giusto alle Monache
presso l' Arbia, per assistere ai malati del propinquo
Spedale. Esse furono abolite nel 1493, e unite alle
Suore di S. PROSPERO, che possedevano sino t 2 t 9
altro grandioso locale situato 'nel vicioo Borgo di S.
PRoSPERo; distrutto nel t 560 per ordine di Cosimo l.
onde erigervi la Cittadella.
Non lungi dai Frati Armeni, o Armirii erano due
altri Spedali; uno detto di CtTTO di Domu. LAMBEB-
TESCA MAL'AVOLTI fondato nel t 154
1
l'altro di S. BAR-
BARA DEl BAKDINELLI deperito fino dal 1486.
L' esistente Ora1orio del S. SEPOLCRO fu architet-
tato nel t 603 dal Cav. Francesco V anni, che pur di-
pinse pell' altare una tela esprimente G. C. morto.
Dallto -sinistro dell' antica Porta vedevasi la Cap-
pella della VJSITAZIONE' la quale essendo rovinosa,
nel t 57 5 fu atterrata unitamente a quella di S. BIA:.
mo eretta nel 1339.
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75
IL Pu.zui.E DEL rano fu nel t326 ridotto co-
m' presentemente, per servire al barbaro so d e ~
Duelli o Tornei , allora frequentissimi.
Non discosta dal Prato era la Chiesa di S. BA-
SILio, nota sino dal t 087 per essersi a tal' epoca sca-
vato sotto quella un Bottino, o Galleria sotterranea per
condurre le acque all' esistente antichissima Fonte di
Pucaja restaurata nel t248 , e degnissima d' osser-
vazione
S. Basilio nel secolo Xll. fu Qspizio dei Vallom ..
brosani, poscia dei Canonici del -Duomo; rimase af-
fatto rovinato nella guerra del t554.
.
Vedesi anc01a presso la Porta del Prato la Co-
LONIU coll' iscriziene, che aCCeml8 essersi quivi iD'-
contnito nel 7 Marzo t45t I'Jmperator Federigo ]Il.
con Eleonora di Portogallo sua Sposa, condottagli da
Enea Silvio Piccolomini, allora Vescovo di -Siena,
quindi Pontefice col nome di Pio It . : .
La torre e mura contigue del PoRTo:h furono
innalzate nel t258. Simon da Siena nel 13-08' 'colori
sulla porta la B. V., Giuseppe Nasini nel t699 Qro
dj pitture il grandioso Portico fabbricato nel t 675.
na quell che ancor rimangono non si pubi trarre gran
titOlo di lode per l' artista. : :
l '
Dopo il Portico E'r8 la CAPPELLA. eretta nel ues
da Alessandro Mirabelli, incendiata nel 1554. Nel 1685
ebbero tal . locale i confratelli di S. Bernardino, che
uftiziavano fino dal U90 all'Osservanza.
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76
Il Gran Duca FerdiNllldo Il. nel uu pose la
prima piewa nelle fondamen\11. della di coniro Chiesa ,
e Convento dei CAPPUCCINI. Monsignor. Piccolomini la
consacr nel 1632. Per pubblico decreto del 1536
ebbe il . cognito Bernardino Ochino per i suoi Cappuc-
cini l' monastero di Monte Celio, abitato sino
dal t 063 da Suore Benedettine, riunite poi a quel-
le di S. Prospero, il convento delle quali fino al 1560
eaistett ael luogo la Fortezza.
Monte Celso fu appresso (1659) degli Eremiti
Camaldolensi, i quali nel t 785 nella Cer-
tosa di Pontignano.
Sulla porta .. della Chiesa dei Cappuccini
sta dalla volticina dell' atrio una pittura figurante S .
.francesco stimatizzato:, o.pera graziosa di Giuliano Tra-
.baltesi,fiorentino; di cui la B .. V. sull'
ontigua entro la quale una S. Fa-
tllliglia . colorim dal Rustichino.
, : ,; :-Il quadro dell' all.ar JDaggiore di Francesco Guer.-
rioi : varj San ti nel coro sono di Tiberio J)ill: una
piccola tela fu dipinta dal Casolani , di cui pure l' al-
.tfa situata nella Cappella di . contro. la sagrestia.
Presso il maggiore altare sepolto Ri-
,doJfo .Brignole: Sale Patrizio genovese. Vescovo d' Assur .
. . Nella Cappella. seguente fu colorito . da Antonio
1Naaini . un G. c, morto: il trans4o di M. V. del :Pe-
trazzi, il S. Giuseppe di. Raffael V anni. Nell' ultima
Cappella l' immagine della Vergine addolotata pla-
.stieo lavoro di .Francesco. Bosio maltese di
nell' Apc11.demia di Parigi.
Oy' esisie la .Parrocchia) di S.
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71
NiLLA bbe stanza mia confratrnita di qoeeto titolo,
e un magnifico Monastero. (t 2 t 9) di suore FranceSca.;
ne, cosl grandioso da contenere nel U42 tutta Ja cor-
te del Pontefice Eugenio IV, che per sei mesi v'abit.
Fortificato poscia nel 1553 colla contigua collina, fu
nel t554 occupato per sorpresa, come sopra notai,
e affatto demolito.
La Cappella deJl' antico Palazzo Turchi or detto
il P A.LA.ZZO DEI Du. VOLI
1
fu architettata da Cecco di
Giorgio, cui appartiene il bassorilievo situato nell'al
tare. Qu presso nel 25 Luglio t 526 l'esercito di Cle
mente vn fu 'intieramente battuto dai Senesi.
La Parrocchia di S. PIETRo a Marciano, .alla qua
le nel t565 fu unita quella di S. AN'ToNo! ba nel
destro altare un S. Giuseppe colorito da Rutilio Ma
netti: i laterali del maggiore sono del Mazzuoli, il
quadro del S; Pio bella copia del Sorbi.
Nel delizioso Casino Sergardi, detto la Toi\Ri
FIORENTINA, dopo il terremoto del 26 Maggio t798
1
ebbe ricovero per alcuni giorni l' esule Pontefice
Pio VI.
La FoNTE BECCI fu eretta nel t 2ia8 ; ivi nel t 3 t 3
i Senesi respinsero le genti guidate dall' Imperatore
Arrigo VII.
L' interno della prossima VILLA S.uu.ciNI si cre-
de architettato dal Peruzzi.
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78
VIOO ALT nel 1259 era Monastero di Suore a--
bolite da Pio II.; J'!indi Parrocchia cui si un quella
di S. Bartolommeo a Porta Camollia. lvi i creduli ~
nesi nel i 293 proseguivano a rintracciare r acqua det-
ta Diana, ricercata altrove sino dal H57. Di questa
tradizione gentilesca schernita dal sommo Alighieri
nel canto Xlii del Purgatorito , parla il VII Statuto
senese esistente nell' Archivio diplomatico. Nella col-
lina di Vico Alto pi. volte sono ~ i trovati vasi, ed
-antieag{ie etrusche.
VIco BELLO delizioso Casino dei sigg. Marchesi
Chigi avea nella sagrestia della Cappella alcune pit-
ture condotte da Matteino da Siena. Nel coro una
B. V. colorita da Stefano Rossi. Il Novaes portoghe-
se, autore delle Vite dei Pontefici, .qui sepolto. Lo
Spampani ed altri bravi riquadratori dipinsero nel Ca-
sino, che si crede disegnato dal Peruzzi.
FAGNANo dei sigg. Bandini Piccolomini fu arclli-
tettato nel 1698 dal Cav. Gio: Battista Piccolomini,
che l' orn d1 molti quadri di Francesco Simonini par-
migiano celebre pittore di battaglie. La Cappella ha
un S. Francesco colorito dal Casolani.
La RIPA gi Rocca(f294)dell'antica casata Ru-
stici , fu poi villa dei V anni celebri pittori: n Cav :
Francesco vi ha lasciata memoria della famiglia in un
Calvario dipinto con buono effetto a chiaroscuro.
QUERCIA GRoSSA, gi sino dal 1211 forte Castel-
lo, fu patria del celebre scultore Giacom della Quer-
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79
eia, e di M. Priamo famoso pittore , suo fratello ed
erede. Ora parrocchia restaurata nel t 802, e con-
sacrata nel t 8 t 7 dal fu Monsig. Pippi Vescovo di Mon-
talcino poi di Pienza e Chiusi. Vedesi in essa un S.
Giacomo dipinto dal Martelli, una M. V. da .Matteo di
Giovanni
1
e uno stendardo colorito dtil Mazzuoli.
Qu sotterra . anticamente passavano i condotti ,
che dirigevano alla fonte Gaja di Siena le acque del
fiume Staggia, le quali si allacciavano alla galleria
sotterranea praticabile sino dal Colle dell'Olmo. Pres-
so Fonte Becci erano in tal galleria introdotte altre
acque provenienti dai bottini dell' Abbadia a Quarto,
di S. Dalmazio, d' Uopini, e poscia quelle che flui-
scono dai varj colli di Marciano.
Ma gi da lungo tempo alcune di queste gallerie
essendo abbandonate, ed altre rese inutili pella scar-
sit degli stillicidj, cagionata dall' inevitabile abbassa-
mento del suolo superiore, dalla coltivazione delle
viti dirigenti le acque nei fossi -inferiori ai bottini
1
,
non meno che dalla mancanza di alberi , e prati at-
traenti l' umidit dell' aria e le mattutine rugiade,
temibile, che .queste mirande opere di pi secoli re-
stino a carico del pubblico senza pubblica utilit.
La vicina Cappella di PETROIO ha nell'altare un
grazioso quadro del Petrazzi.
Alla Parrocchia dell' antico Castello di BASCIANo,
dopo il 1555, furono unite le chiese di S. Stefano
a H.ipa.. e di S. Sebastiano a Larginano. Basciano ,
che e.sisteva gi nell' 8t2, ha tre tele colorite dal Sa-
limbeni , e la tavola della Croce dipinta dal Sorri.
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8G
La Villa CBNNINJ ha la Cappella disegnata dal
e alcune pitture del prete Nasini. Jl S. An-
sano del Gambacciani.
UoPINJ, Villa stata pur anco del fu
pittor Nenci, era Spedale (t363) del titolo di S. Cro-
ce; il B. Giovanni Colombini la don ai Disciplinati,
fu abolito nel t754.
L' Oratorio possiede un quadro esprimente il B.
Colombini dipinto dal Casolani.
S. DALMAZio, Villa Brancadori, ha nell'Oratorio
alcune piUure del Mazzuoli.
L'antica Certosa di BBLBJGUARDO fondata (t340)
da Niccol Cinughi nel posto detto . il Conventaccio,
fu (t7t8) in miglior sito ricostruua col disegno del-
l' Arcivescovo Petrucci, e poscia (t635) unita a quel-
la di Pontignano. La Chiesa ha una tavola condotta
a tempra da Francesco Vanni. L'incognito artista Pie-
tro Guiducci color a olio l' altra tavola.
La Villa di S. CoLOJIBA nel 1364 era fortilizio dei
Petrucci; fu poscia ornata di grandiosa scala, degna
idea del Peruzzi, e costrutto il nobilissimo prospet-
to col disegno del prenominato Arcivescovo.
Francesco Vanni color quattro tele nella cap
pella, ove i fratelli Monna eseguirono opere plastiche.
Nella loggia superiore vi sono pitture del Folli.
Per dono del G. D. Cosimo III. questa vi:Ua del No-
bil Convitto Tolomei.
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$.f
L'adiacente pianura, de&&a IL :P:J...- DISL LAGO,
era gi un padule portante, nell' estate maligne esala ...
zioni alla nost.ra Ciu. Fu generosa inlrapresa del sig.
Francesco Biodi :Sergardi l'asciugamento d'esso,. me.
diante un BmWa.rio sotterraneo lungo braccia 3624,
conducente le acque fuori delle circostanti colline , e
poscia nel sottoposto fiume Rigo.
L'emissario fu scavato dal t7fl7 al t77t col con-
siglio del celebre Perelli. Visitandolo il G. D. Leopol-
do I., lod debitamente il Biodi, e al dono di quat-
tromila scudi, un quello dell' acquistato terreno, e
l' arginazione del fosso maestro. N qui si arrestarono
i beneficii di quel Sovrano filantropo, mentre nel t 78 t
con la spesa di lire 286
1
87 4 rese stabile dopo Ire aDo
ni di lavoro saldissimo la deperente opera del Biodi
Sergardi.
Alla bocca dell' emissario un Obelisco con iscri-
zione in lode dell' egregio Principe.
MoNTRBIGGIOKI gi forte Castello eretto daij)e-
nesi nel t2tO, fu nominato da Dante nel Canto XXXI.
dell' Inferno :
({ Perocch come in sulla cerchia tonda
<< Monteriggion di torri si corona,
Cos la proda . . . ec.
Or rovinoso racchiude soltanto la Parrocchia restau-
rata modernamente.
Sono poco !ungi da Monteriggioni gli avanzi di
un Convento di Serviti. Tal locale, buoni6cato dalla
RApubblica nel t 259. era detto Cammirwta.
Ci
D,
9
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8!1
' Monteriggioni : capo luogo di una Comunit: con-
finante colle Comuni del Terzo di Citt, di Sovicille;
Casole, Colle, Poggibonsi, Castellina, Berardenga, e
Terzo di S. Martino. '
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PO,l\TA
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L Afn'IPOBTo n'QvrLB del tnt. La souopo-o
sta Fonte fu eretta nel e accresciuta Del tl46.2.'
La Cappe\la detta dell' ALBERIMO ' era Wl picco-
lo Eremo di Conventuali, allorch oelt225S. Fraa-
eesco intercesse, c be il bastone miracolosamente
in una no&te u.eseesse qual gigantesco Leccio. Ua' af-
fresoo sulla porta di Rutilio ManeUi rappresentaate
ques&o fatto, ha ceduto il suo po!!to ad una moderna
iscrizione. Nella cappella la s&atua del S. Patriarca
d' Assisi lavorata. da Domenico Arrighetti. Qul. fu e&-
polto r Ab. Luigi de Angelis restauratore, .e illus&mo-
re di questa cappella.
La. prossima Villetta di RA.VACCido nel tin
era un Monastero di suore Francescane: furono esso
a quelle 'di s. Lorenzo Del- un.
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84
. Nella cappella del PoNTICIJ!(O Rosso erano gi
tre affreschi coloriti da M. Riccio , dei quali uno solo
ne esiste.
La sala del A,MNo presso l' Os-
servanza ha molte storiette del Nuovo Testamento
dipinte da AFcangelo Salimbeni, dal V anni, e dal Ru-
stici.
In due stanze si vedono dei faUi di Mos, al-
cuni dei quali ii ' Padre Delta V a'lle cred lavori del
Peruzzi.
Il CoNVENTo DELL'OssERVANZA era (tt92) un
piccolo Eremo, dato nel U04 a S. Betnardino, che
nel i 423 vi fabbric una maestosa Chiesa. rifatta an-
cor. pi. bl U.85 ool.disegno di Ce.co di
Giotgio, .per: .;ordioe .. di Palldolro. Es$ era
stata consacrata nel 1451 dall'Arcivescovo Niccol
P.ioolomini , . di cui vi si vede il sepolcro scolpito dal
Vecchietta. . , J
l ba8sirilievi della volta si dicono fatti da Cecco
di Gio1gi1)" La: tenda dell' orga,no. fu .dipinta da Lorenzo
li'diciati. l _lawrli . della prima cappella sono .d' Apol
looio:Nasioi, ,quelli :della seconda di Tommaso suo zio.
Nell'

alcune figure di coccio lavo-


rate .dal celebrei: Cieco di Gambassi. Il Crocefisso
dipinto daL l\im:io, i la\erali dal Buonfigli. L' antica
tavola' posta recentemente nella cappella sesuenta'
ha i laterali coloriti dal Burberini. Le sculture sul mag-
@iote altare . .sono di- Giuseppe!' Mau:tJoli Le
quattro tel situate presso al suddeuo furono condot-
te dal Franchini; e varj pilastri . di terra ve&riata
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81S
no dei Della Robbia, come. la M,, V. e l' Arcangelo
Gabbrieli.G. l : .
Si ammirano nel coro alcune antiche pitture di
Piet1o di Giovanni
1
e d' Ansano di Pietro.
La Cappella seguente ha un quadro colorito nel
U.t3 da Taddeo Bartoli per ie Suore di S.
la. La S. Filomena del Boschi , i .laterali del Fr;m-
chini ; il S. Bernardino del Montorselli, i laterali :di
Antonio Nasini.. Nell'ultima cappella .vedesi una bel-
l' opera di Luca Della Robbia.
In sagrestia .sopo del Cozzarelli le plastiche figu-
re nell' altare appi . del quale sepolto il celebre Pa.
dolfo Petrucci. le pareti della. sagr.estia
varie opere del Margheritone, di Stefano di Giovanni,
del . Casolani, e del Ramacciotti. Qu si conserva la
Veste di S. Bernardino in un'urna cesellata (U72)
da Francesco d' Antonio.
Nel Convento, accresciuto col disegno del Peruz- '
zi a spese del Magnifico Pandolfo Petrucci, v' abit
per molti giorm (1459) Pio D, e fu visitato nel t798
da Pio VI.
Questo locale, che tanto aveva sofferto nella guer ..
ra del 1554, fu nel secolo XVII. talmente nobilitato,
che ora uno dei pi grandiosi conventi posseduti
dagli Osservanti in Toscana.
Nel sotterraneo sonovi le celle di S. Bernardino,
e di S. Giovanni .da Capistrano. Il bel Sarcofago
Celia Petrucci fu scolpito da Francesco scolare . del
Peruzzi. Preclari soggetti furono qui sepolti, tra i quali
nominer il Poeta estemporaneo Cav. Perfetti, l' infa-
ticabile ecumenico letterato Benvoglienti, l'insigne can-
tore Bernardi ec. :ec.
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'"
Nel refettorio 121ta "Vasta tela fistran1e la eem
di G. C. cogli Apostoli dipinta dal Prete Franci.
J
Presso la P a r r o c c b ~ delle TOLFB 1
1
antica Oli&.
118 detta Mnis'rEBIN0
1
cbe ha pitture del Lorenzetti;
fu gi un Eremo 0\le Del ft07 si trattenne S. Bnuao-
ae. Nel t 281 era Monastero di suore
1
accresciuto nel
tU. t
1
e per Bolla (144-6) d' Enio IV unito a quel-
lo di S. Giovanni m Busseto dentro Siena.
Pol'fl'IGN AN()' gi Cenobio di Certosini l ru i>nda-
to nel 1343 da Biodo Petroni. Nel 1538 vi stene J'a,..
pa Paolo JIL
1
e nel f '18' il G. D. Leopoldo 1., che
nell' anno seguente dong questo locale agli Eremiti ca-
maldoleosi di M. Celso. Dopo l' abolrz;iooe Napoleoni--
ca fu da&o al Parroco di Cellole, che vi trasport()
dalla sua vicioa chiesa UB quadro del Mutolo botogne-
se, e un S. Marttoo colorito dal Buonfigli. La bella
Otiesa, e la Certosa di. Po11tigoaoo seno ricchissime di
pitture a fresco.
Sulla porta interna della chiesa un vasto Jno-
ro del P. SWfano Cassiani lucchese scolare del bravo
fiorentino Pocceui. Il fresco delV Anasa m Giovan
Batosta Brugieri altro scolare del suddetco. n di con--
tro dipinto del Cassiani; it S. Pietro, che sana i-1
malato- di . Orazio Porta del Monte S. Savino
1
che
pure lavorO. con i sopracitati scolari; del Poocetti nei
piccoli quadri della volta.
, La decollazione del Battista
1
i Saati Cosmo, Da-
miano
1
Stefano
1
Lorenzo
1
Gio: Battista , e Gio: Evan._
-gelisca sono egreg_i lavori. del -Poceetti, artista distiato
Ira i frescanti della scuola fiorentina. Del medesim&
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87
pure il quadro:a olio situato- nell'alme. Il Coro ru
imagliato nel U90 da Domenioo Auicc\ati compatriot-
ta del Poccetti. Questa chiesa fu consacrata dall' Ar.
civescovo Borghesi' nel t 607.
11 Crocifisso nel cappellone mirabilmente co-
lorito da Francesco V anni. Gli stucchi sono del .Cico-
ri, alcuni freschi di Giuseppe Nasini, che pure con-
dusse le tele del S. Bruno; e dell' Angelo Custode: il
S. Romualdo del Falzaresi di Forl.
Nel claustro minore vedesi la Samaritana colo-
rita dal Brugieri . . Nella piccola cappella vi dipinse lo-
devolmente lo sposalizio di S. Caterina il Poccetti, nel-
l' altra il Ges morto il Cassiani.
Nel gran claustro sono molti lavori dei notati ar-
tisti, tra i quali osservabile la morte di S. Bruno del
Poccetti, al quale appartiene il vasto affresco (1596)
del Refettorio esprimente la cena del Salvatore, e la
Beata Vergine dipinta sull'atrio che introduce nella
vigna. La maggior parte di questi affreschi sono sta-
ti recentemente restaurati da Domenico Monti. Una
graziosa cappellina nella cella del sagrestano fu colo-
rita da Apollonio Nasini.
MolitTE LISCAI, nel 1330 popoloso Castello, ha
la Parrocchia alla quale fu riunita la Chiesa di S. Gior-
gio ai Lapi, or quasi diruta,. fondata per Suore nel
1109, e data poscia agli Eremiti Camaldolensi.
GEGGIANO Villa Bianchi ebbe molti lavori di pla-
stica del maltese Bosio. La B. V. nella cappella del
Cicori: l'atrio della villa fu colorito a fresco da Igna-
zio Moder tirolese.
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88
, ' ' CATIGK:&wo Sergardi ha la cappeUa eretta dal ~
-)ebre Seltano. Nella piazza alcuni edifizj hanno varie
architetture colorite dal Vincenti Diilanese. Nella sof-
fitta di un salotto v' una Diana. dipinta dal Landi ~
-dlano, e nella galleria terrena alcune figurine furono
eondoUe da Fanoesco -Mazzuoli .
......
..
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StJB'ORBI
DBLLA
PORTA PISPINI
LA PoaT A PISPiioJI nel 11 07 fu detta Porta San
Viene. Nel 1326 col disegno di maestro Moccio fu
inalzato il grandioso Torrione, nel quale color (f 526)
il celebre Razzi il bellissimo Presepe, e 1' ammira-
bile Angelo espresso di sottoins nell' arco.
Il BALUARDO a t\nistra della Porta! in questi ulti-
mi anni restaurato, fu architettato dal Peruzzi, e pres-
so la serrata porta di Busseto ,era gi un Monastero di
Suore del titlo di S. Maria Coelorum, riunito nel
13 90 alle Picciuole.
L' architettura della Villa de sigg. LoDoLI a S.
Rmnu del Peruzzi, La Cappella ha un vasto affre-
sco condotto da Matteo di Giovanni.
La Villa gi TA:NCREDI SAvnn ora appartiene al
Professore Gaetano PIPPI. Fu architettata dal Cav. Fon-
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tana ed veramente distinta fra quante rendono ame-
ni i nostri suburbj. /
La Cappella ricostruita elegantemente in sito pi
opportuno dall' attuale possessote col disegno di Ago-
stino Fantastici , .serba le ceneri di Guido Savini egre-
gio nostro letterato. La sepolcrale iscrizione del Ca-
nonico Catalani di Fermo.
S. AGNESE A VIGNANo, Parrocchia rammentata
nel t f 75, cui furono unite le Chiese di San Giorgio
a Papajano, e di S. Giovanni a Stecch; ha nell'altare
laterale un S. Domenico colorito dal Petrazzi. La tela
del Rosario di Giuseppe Nasini: la S. Agnese, fi-
nitissima opera di Francesco V anni, esisteva un tempo
a M. Oliveto Maggiore.
Ruperto Signore di Pugna circa al1234
7
ov'ora
esiste la parrocchial Chiesa di S. REGINA, fond un
Monastero di Suore. Esse fecero consacrare la Chiesa
nel t 2 52, e poco appresso si portarono a Casciano
di V esco vado, detto allora per loro Casciano delle
belle donne.
La Chiesa di S. Regina ba nell'altare una pittu-
ra d' Astolfo Petrazzi.
La BADIA D' ALFIAN'O fabbricata nel H 24 da Pa-
gano di. Rolando, fu dei V allombrosani. Ora annes-
so delJa Cura. di Y al di Pugna.
La BADIA DI S. GIOVANNI, contigua al fiume Boz-
~ o n e , era Pieve prima del t 177.
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91
n grandioso PoNTE ~ L E TAVE'RNE D' AB.BIA fu
edificalo nel i 787, sotto la direzion di Bernardino
Fantastici, col disegno di Pietro Ferroni.
Nella prossima Cappella d S. Rocco
1
uffiriata
dalla confraternita di S. Isidoro Agricola , una gra-
ziosa pittura del Petrazzi.
Pl\ESCIA:Ro gi ftorido cas,ello
1
detto nelle . pub-
bliche carte (< Basta di Siena fu rovinato q el i3 7 f
dalla Banda oltramontana guidata dal Conte Luzio. De-
bolmente restaurato nel i398
1
e nel U3f
1
ora non
contiene che la Parrocchia di S. Paolo
1
e le ville U-
surgieri , e Pieri : nella cappella di questa villa un
miracolo di S. Antonio colorito dal Volpi
1
e una M.
V. di Guidoccio Cozzarelli.
Degni sono d'osservazione nel territorio circon-
vicino presso il fiume Arbia i la"Yori di colmate
1
di
gira poggio
1
e di marcite
1
forse le prime introdotte
in Toscana dal dotto agronomo Conte Giovanni P ~ r i ;
i miglioramenti agrarii del cognito georgofilo LeoiOOa
Landucci , i lavori idrau1ici del sig. Cosimo Finetti
1
e
quelli dei signori fratelli Finetti alla lor villa di Mo-
ciano ove hanno un bellissimo delizioso bosco.
MoNTE CBIARO dei sigg. Bianchi: la Cappella
ha una tela colorita dal Franci, e la B. V. da Mat-
teo di Giovanni; ]a questa villa fu ospite del culto Cav.
Mario Bianchi il somn,o tragico Italiano
1
Alfieri, che
:vi verseggi il suo Oreste stampato in Siena dal Paz
zini nel i 783 eon altre sue tragedie.
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92
La Cappe1la di S .. ANSANO Battista di Siena, e-
retta nel posto ove l' anno 303 soffr il martirio, fu
riedificata nel t &08 a disegno del Peruzzi. Contie-
ne il quadro deH' altare colorito nel f 3 79 da Pietro
Lorenzetti , e alcune piccole storie da Gio : Paolo
Pisani.
Prossima a questo locale la cos detta ACQ:UA.
BOlU\A sorgente tartatosa con tenace travertino giano,
decantata dal Dott. Cesare Scotti , in un poemetto la-
. tino stampato in Siena nel t698.
L' antichissima Canonica di S. ANsANo A DoFANA
nominata (715) in una cartadi :Cuitprando Re dei Lon-
gobardi , fu .restaurata nel 1 t 98 , arricchita Ji. privile-
gj, adorna di pitture dell' epoche pi remote, e vi-
. sitata dai fedeli per aver posseduto il corpo di S. An-
sano, finch nel f t 07 non fu trasportato in Siena.
Nel f 380 ]a suddetta Canonica aveva due operai. Ora
Prioria, e conserva nel destro altare una M. V. col
divino Infante opera ammirabile del Peruzzi. Nel1' al-
tare di contro si venera un braccio del Santo Battista
di Siena. Questa Canonica, e la notata Cappella sono
della Diocesi aretina.
L' antica Parrocchia di S. MARIA A DoF ANA, af-
fatto deperit, circa il t 830 venne trasportata nel pros-
simo Oratorio della villa di M. .ApertQ.
Nel t O Novembre 1836, presso di q u e H o ~ col
disegno del sig. Cesaae Canale genovese, fu dato ma-
no alla nuova ChieSa merc le sov\'enzioni del GO:vea-
no , e le elargizioni di S. E. il sig. Marchese Antonio
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Brignole-Sale, e per le cure dell' architetto sunnomi-
nato gi stata condotta a termine.
Poco lungi il diruto Castello di MoiT APEI\To,
gi restaurato nel t417, presso al quale nel 4 Settem-
bre t 260 fu vinta dai Ghibellini sopra i Guelfi la me-
morabil battaglia di Montaperti, della quale Dante nel
canto XXXII. dell' Inferno disse:
>> Piangendo mi sgrid perch mi peste ?
Se tu non vieni a crescer la vendetta
>> Di Montaperti, perch mi moleste ?
Nel t 728 fu scoperto nel vicino Pancole un se-
polcro Ipogeo Etrusco contenente XV urne sepolcrali
rammentate dal Proposto Gori nel tomo II. della sua
opera sulle l1cri.zioni Romane di T01cana. Pancole
o Pancollis (Colle del Dio Pane) nel 13 9 O fu rifab-
, bricato dalla Repubblica, per essere stato quasi di-
strutto nel 13t3 dall'Imperatore Enrico Vll. pochi
giorni prima della sua morte succeduta il 20 Agosto
nel vicino Buonconvento.
Non lungi la casa d' amministrazione del sig.
Conte Pieri detta, le CoRTINE, ove nel 1484 nacque
Domenico d' Jacopo Pacie detto Mecherino pittore ,
bronzista, intagliatore , e musaicista eccellentissimo.
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p' o R T A l\ o M A N A
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II magnifico TORRioNi ru ' ratto nel a
gno di' Agostino, e Angelo. Nel U59 Ansano di Pie
tro dipinse suHa porta la grande storia; e Gio-
vamii di scolp le lupe coi gemelli. . '
Morii edffizii pubblici esistevano nei sUburbii del
la Porta Romana, dei quali non si banno che incerte
memorie. Rammenteremo i principali.
: . ! : . '
Uri gran<iioso Monastero di Suore, dette le BA
aJCCJIB o le Friatelle, fu edificato nel 1208 presso l'ari-
tiprto, e dbpo molti contrasti abbattuto. nel U68.
' . . ' ;
Accanto erano le EBBMJTB DI FoNT! .JJOMilfi del
poggio Maconi presso castel Montone, eremo fondato
n'el' t26g,' e in epoca ignota abolito. '
Dall' altro lato dell' antiporto sul colle vicino era
no le Suore ' di S. CBuRA istiluite nel t 2 9 , e tra
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sporta te in Siena, dopo distruuo il mouastero nel priD*
cipiare dell'assedio del t554.
A pi del colle di S. Chiara era la Parrocchia
di S. NuJcot A I.&GGIUo nomioata nel t309, e nel
t 785 Lraslatata nella vicina Ce1tosa.
La CERTOSA, fondata nel t 3 U per testamento
del celebre Ctvdinal Riccardo Petroni , fu abolita nel
1782. Essa era la pi antica della Toscana.
La Chiesa fu consacrata nel t623 dall' Arcive-
scovo Petrucci. Nelle pareti, e nella volta dipinsero
Giuseppe, e Apollonio Nasini. Il Natale
1
l'Annunzia-
ta, e varie figure presso l' altar maggiore furono co-
lorite da Balftolommeo Cesi bologo,ese, che p':IJ:e segu
nella cupoletlil (1594) la Coronazione di }f. V
. altare l'Assunta, gi stendardo .delhi Cat-
tedrale, dipinto da Bernardino Baroni. Gli e
un pQtto .. di . Qlm-mo furon. lavorati da
Maz.zuoli. . . . . . . .
La laterale ba r Annulziata colorita dal
Petrazzi : la tela del S. Gio : Battista de Poccet&i ;
nel cl austro la d' Astolfo. JMrap;zj , . il S.
Brunone nell' atrioi A.p.nibale Maz;woli. . . .
La Cappella dei linieri ba. una tela dei Mu-
tolo bolognese. lvi sepolta la cultissima dama Anna
}lartiai .1\inieri.
'
L'antico di i CATWlll B.VO'J:B
poco lungi dalla Porta Romana fondato nel' t360 da.
Catelino P.e&roni (ora vi,lle:tta. dei s'ss: quasi
di contro . il ; nuovo Bionclai co W ar
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$1
cbitettura d' Agostino Fantastici. Il Net1ci vi
ila dipinte , con stupendo magistero , a fresco alcu,.,
ne stanze: alcuni disegni del suddetto sono l)tati .. cii
recente coloriti dal Maffei.
' ,
Era S. MAiUA DEGLI ANGELI un: MoQastero
lo nel 13 90 da Donna Picciola Piccolomini, e
sa le Suore furono dette le Picciole.
Nel to ebbero questo locale i Canonici Rego--
lari aboliti nel t 780. La Chiesa annunzl essere r-
chitettata da Cecco di Nell' orchestra l
stendardo della Confraternita di Valli, bello, ma de-
perito lavoro del Riccio. Nelle Jl'l'eti esistono opere
del Perpignani, .e. del Bolgeri.
Il destro altare ha la M. V. del Rosariodi Ber
nardino Capitelli, quello dicontro il miracolo delle. Ne
vi colorito dal Manetti. I plastici lavori del maggiore
altare soo.o dei Mazzuoli senesi, la vasta tavola del
coro grandiosa opera ( di Raffaello del Garbo
fiorentino.
U ffizia questa Chiesa la Confraternita di V ALLI,
istituita poco l ungi nel t 290 dal Beato Francsco Pa-
trizi, e qui traslata&a nel 1796.
Presso la Parrocchia di S. MAMILIA:No era lo Spe-
dale di S. PietrQ, detto pure dei Santi Giacomo e
Giuliano, eretto nel t 284.. Alcune Suore Camaldolensi
venute nel 1257 da Poggibonsi ebbero stabil sede pres-
so questo .locale nel 1263, e presero allora il titolo
di s .. .Mamiliano: furono .abolite nel ts07' e la eme.
.sa fu. fatta cura d' Anime.
T
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La Ohiel'a, e lo Spedale di BETLEJI appartengo-
no ali033. Della antichissima immagine della SS. Ver;.
~ e , che qui si conserva, ne fecer menzione il Della
Valle , e l' abate Lanzi. N ella Cappella a destra un
G. C. morto dipinto da Francesco V anni. Le due sta
tue figuranti S. Pietro , e S. Paolo si dicono plastici
lavori d' Jacopo della Quercia.
Lo Spedale di S. LAZZARO i cui vestigii sono du-
~ a t i sino a ,quest' anno, fu fabbricato dai M.alagrida oel
1258 per g)' infetti _ di lebbra.
Un altro SPEDALB eretto nel 1358 e amministra-
to <\ai PP. Predicatori era a CoUe Molamemtda, ora
Parrocchia col titolo di S. Simone , e Giuda , alla quale
anticamente unita venne quella di S. Lorenso a Bor-
go . Yecchio. Presentemente Borgo Vecchio villa dei
Marchesi N erli : fu gi Casale , ove nel 1037 Erman-
no Arcivescovo di Colonia, con Bertolfo Conte , e Mes-
so dell' Imperatore CoJTado Il, tennero un Placito di
cui scrisse il Muratori negli Annali ec. T. 11. c. 56.
La Chiesa di Colle M.alamerenda ha una tela co-
lorita dal Casolani.
L' Oratorio della villa di RADI dei sigg. Ruspoli
ha lavori plastici del Silini. Pregevolissimo un affresco
dipinto ( 15 21) in una vicina Cappella da ignoto artista.
S. MARIA al ponte della Tressa gi Confraternita
fu recentemente data al Parroco della distrutta Chiesa
-di S. Anuelo al Pouuio. S. Maria ha buone pitture,
tra le quali nella cappella destra si vedono due late-
rali coloriti da Francesco Vanni.
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- --.,. .
H
La tela del maggiore .akare del aUstiei. :D Pe-
trazzi dipinse nell' arco , presso al quale sono delle,
tele condotte dal Mazzuoli. Nella cappella sinistra
un Crocefisso dipinto da Rutilio; alcuni laterali SOilQ
del
Nella sagrestia la B. V. del Rosario opera rag-
guardevole del Beccafumi.
CUN'A. grandioso edifizio gi dello Spedale di S.
Maria della Scala, alberg nel 1386 il Pontefice Ur
baoo VI., nel 1420 V., e nel 154f Paolo III.
L' armata Spagnuola cqpdotta da D. Ferrante Gon-
zaga trattenendovisi pi mesi nel f 545 v' oper im-
mensi guasti. In Cuna mor nel f 640 Carlo Duca di
Guisa, di cui v ed esi nella Parrocchia il marmoreo de-
posito scolpito dal Rcdi. La tela del maggiore altare
del Pell'azzi.
Nell' antica Chiesa di QUINCIA.No, che esisteva
nel f 295, la tela esprimente S. Albano, graziosa
opera di Francesco V an n l.
Molte vetuste memorie rammentano il Castello di
LUCIGNANO di Val-d'-Arbia.
Della sua Chiesa si fa menzione sino dall' an-
no 844. La facciata del f t t O. Il Crocefisso ope-
ra d'Arcangelo Salimbeni, la S. Elena di Ventura
suo figlio.
Nella CAPPELLA. propinqua dei sigg. Landi, la te
la figurante S. Caterina delle Ruote fu dipinta da Fran-
cesco V anni
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l GO
< D prossimo MoNTARONI capoluogo d' una Co-
nnmit confinante colle Comuni del . trzo di S. '&far-
cino, e di Citt, - e con quelle di SoVicille, Murlo,
Buonconvento, e d' Asciano.
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.
81J BO B ;BI .
DELLA
i ..
;p R T A TU' F _i
.,
.; ()uesta PoBT A fu. fabbricata net 1325. Qui, pres
so a sinistra v' era; un Monastero ::del titolo di S. Jl.
J(addalena eretto nel 1339, e posoia da
Pandolfo Pe.trucci. Per odio de' suoi figli fu nel 1525.
iotieramente J;'Ovinato. . \ , :
l.a stessa sorte prov l'antica Chiesa di S.
DIANO E TEoooao
1
situata di contro a M. Oliveto. Era
fabbricata nell9'1 .da Maria Bisdom;ini
1
. nel 1325
r .eb)>e . dono. il B. Bernar.do; T.o\9mei ,cbe ool ma+
di . in parte il suo cenobio di
M. Oliveto.
La distrutta Chiesa di M. Oliveto eretta a dise-
gno di Cecco di Giorgio l. er dedicata a s. BENEDETTO.
Il Tolomei istitutore degli Olivetani mor in que-
sto Cenobio nel gran contagio del 1348. Il grazioso
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fOt
:Honstero restaurato dagli immensi dm}ni rit.f.;;
l' assedio del t 555. dopo l' abotazione Napoleouicll,
fu Deposito di mendicit del Dipmtimento dell' Omhro-
ne, e nel t 8 t 7 lazzeretto dei Pctecchiall. Venduto
nel t 820, e quiridi devastato, nou accaderebbe pi
doversi rammentare se acquistato dalla confraterni-
ta della Misericordia non avesse a proprie spese ri-
dono tutto il locale a Cimitero per gli ascritti alla sua
fratellanza. La Cappellina nella quale si conserva una
piccola tela , ove spressa graziosamente daJ Mololo
bolognese la morte del Santo fu eretta nel 1834 da
'tlenedetto Tribbiani dedicata al B. Bernardo. Nella
sagrestia un altare intagliato da Bartalino di Pien-
za gi esistente nella Chiesa di Cercano.
La Parrocchia di S. MATTRO ha una statua di pla-
Scica fatta nel tU2 dal Cozzaretli S. Mar.:
@herita , titolo di quesfa chiesa , fin da qucmdo fu'. M. ,
Dastro di Suore istituite od 1279; furono tiunite 'nel
t 509 a quelle di Castel Vecchio. Nei contorni di qneW
chiesa era un grazioso Borgo di3tmtto nella guer-
ss. ' :
.: ( ..
. . Nella Cappella di S. APOLtiNAR pre:;so la Villa
Pioeoomini avvi l1na tela beH' oper della scuola se-i
.. :
.l ;...'
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. .
SUBUBBI
DELLA
PORTA S. MARCo
Ancora i Suburbii di S. Marco priQla del .155$
contenevano molti pubblici Stabilimenti,. dei quali ora
non v' pi vestigio, siccome di situati pre&.SP
la Porta LateritUJ serrata nel citato anno. Presso la
S. Marco si vedeva prima dell' ultima correzio-
ne fatta alla strada per la quale si scende alla Tres:-
$1, un antiporto disegnato dal Peruzzi .
Contiguo al\' sudqetto veoovasi un mo-
nastero dedicato a S. CATERINA DELLE RuoTE, ,pos.-
seduto da Suore appellate cQmunemente .le V-es&ali . di
S. Caterina. Era stalo eretto nel 1262, quindi con la
&pesa di fiorini 4000 accresciuto, e restauralo per .te
s&amento del Cardinal Petroni nel 1323. L' anno 1508
per Bolla di GitJlio II. queste Vestali vennero riunite
a quelle di Maddalena presso Porta 't.o.tti.
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i04
Un altro Monastero dedicato a S. BENEDETTo fin<J
dall'anno 884 era stato eretto presso Porta Laterina
da una Bisdomini. Nel 1300 queste Suore avevano
lemosina dal Comune, che loro costrosse il Refettorio.
Per opera delTa stessa BisdOinini fu eretta pocO'
lungi la Chiesa della SS. TRINITA' che nel 1208 fu
sottoposta ai Cisterciensi, e nel t 258 agli Agostiniani.
Fatta poscia cura d' anime venne a&terrala nel 1420.
Lo Spedale ai S. GIO'V AMNI
1
nel i258 a
poca distanza della stessa porta
1
era amministra(() da-
gli Eremiti Camaldolensi. Essi prima del t335 aveva-
no un piccolo locale nel colle di Galignano lasciatO'
loro da Vaonuccio d' Andreolo. Nel 1346 si trasferi-
rono nel dicontro poggio del Rosajo, fabbricandovi on
oonvenio sotto il titolo di S. Maria della Rosa distrut-
to nl 1555 dopoch i religiosi si erano ritirati in S.
Mustiola di Siena.
J .
,, :, ..
... , Jr. CAMPO SANTo nel posta ave ru il cita> ;Era.:.
ma Camaldolense. Le sue rm1ra hanno di cireonferer. ....
za palmi 267(),
1
e costarono lire 13;372: fu costruua
nel f784 per ordine del G. D. Leopoldo l. La Cap-
pella lfu benedetta nel 18 Grugna f786 dalt' Ai"cive-
scovo Tibeti Borghesi. Nel 1788 i sepolti nel nuovO'
Campo Snto furono '734 1 dei quali 357 del aeg;o.
Spedale di S. Maria; nell' anno seguente 773 , tra i
quali 298 dello Spedale suddetto. La popOlazione ur-
bana in qnell' epoche ertt tra i i 6 ', e 17mila Nel f8S5
Mntaido la Citt u,'Uf abitanti, 6U
dei quali: 373 del\o Spedale sunnominatO. '
1
'l'
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i05
Lo Spedale di S. ltiCBELB .alle Rocchette
zato nel 1364; Il Monastero delle Suore di S . . PAoLo
eretto da Monna Milia, e da Donna Bice nel 1342;
la Chiesa dei Frati Armeni di S. SIMONR :8 GIUDA; e
la modentamente abolita Confraternita di S. CABLO era-
no pubblici Stabilimenti tutti situati nella-costa . di : S.
Marco, o nei .suoi contorni. ,
La Parrocchia di S. BARTOLOMMl:O a Muni$ter<J
fu soggetta all' Abate di S. Eugenio. Questa con i pros-
simi casamenti ebbero immensi nella guerra
del t 554, .ridotti essendo pi. volte . a campi di bah
taglia tra Pietro Strozzi; . e il Marignano.
La tribuna della Chiesa di Muoistero; ha degli a(-
Creschi condotti dal Petrazzi. : !
Mu:NISTEBO (S. Eugenie) celebre Monastero ' di
Cassinensi, eretto nel . 73t .da Warnafrido Castaldo di
Siena per Luitprando Re dei Longobardi, uno pi
vetac;ti edifizii della Toseana Cattolica. I Cas!'inensi l'. a-
bitarono sino al t 786' nella :qual' epoca pa5satono m
S. Domenico di Siena. Dopo r abolizione Napoleoni-
ca divent villa dei sigg. Gr.iccioli, i quali r.estaurata
(t 8 t .la. la decorarono di un. buon. QrgiP.lO
dell' Agati pistojese. Nel quartiere gi Abbaziale sono
dei .freschi . di::Hatteinp da .Siena. Benvenuto di Giovan-
ni dipinse presso la sagrestia uh' :Assunta;. e, neL-Reft.-
torio tre affreschi. Alcuni di questi siccome altri del So-
doma ' che ornavano la Conira.&rnita, di: S., Croo4t sono
stati irasportuti nel1a' :etaielia sUddetta.: In . M: cpwtiece
del; primo: Claustro 1!JI.a,;cappellina cbloritBt dal Cav.
Roncaglia con varj .fatti .deU' antico Testamento. Dep
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t06
. d' osservazione il sotterraneo di ques&o grandioso
edifbdo. "
La prosiima Confraternita dedicata a S. G1o: E
VANGBLIS.TA .ha nel destro altare un guadro figurante
la nascita di M. V. colorito da Giuseppe Nasini. Il ti
tolare nel maggiore altare. del Baroni. Lo stendardo
gi posseduto da quella Confratemita era dipinto da
Giorno del-Sodoma.
S. ABUNDIO, gi Monastero di sante donne, fon
dato nell' 801 dal Re fino al i 095 fu sogget
to ai Cassinensi: lo rese libero lnnocenzo VI., e gli
aooord -la. protezione della S. Sede.
Nel 136 7 vi fu sepolto il Beato Giovanni , Colom--
bini. Pio Il. visit questo locale nel U64, e nel17t8
e 1719 la Principessa Violante di Baviera. Nell' anti
ca chie8a vi sono pitture (un) di Vincenzo Rustici,
che ;pUI"el esercit l' arte
1
sua nel grandioso refettorio
atterraro con la maggior parte di questo monastero
dopo l'abolizione del 1810.
La moderna chiesa eretta nel f 728 ba una tela
colorita . da :Francesco Conti fiorentino. L'egregio fila.
logo Uott: .Antonio Monlucci fu qu sepolto. nel1829.
La .VILLA SANI ha nella Cappella una tavola, che
-si crede dipinta dal Tozzo.
. '.
. MUNUITEBo villa NerUooi. fu dlla casata Agostioi.
Meeenatj delle Arti Belle. n Bal lppolito fece dipin
gere (1587) al Cav. Roacaglia la graziosa
Nllurata recentemente ,da: Oofagnon.
f07
Li tavola dll' altare opera finitissima del So-
doma fatta nel tUO.
Nel Palazzo ol&re varii piccoli fre.schi nelle sof-
fitte di alcune camere condoni dal Roncaglia, si vede
la .Sala on varii salotti coloriti modernamente dai fra-
telli Mattei.
La piOssima Casa rurale detta l' APPARITA ha la
facciata composta con s belle e semplici
ni , che dagl' intendenti si dice ideata dal Peruzzi.
La Parroc<:hia di GINESTRtfTO ha nel maggiore
altare la' M. V. e varii Santi dipinti dal prete Bonechi.
La Madonna avvocata del popolo dipinta da Matteo
da Siena: Evvi un S. Giovnni Battista, tavola gi esi;.
stente nella Canfratcrnita della Morte, donata alla Par-
tocchia dai Romagnoli possessori della propinqua Vil-
la, che fu dei Borgogruni. Vi mot il Cav. Antonio,
ulthno di questa casata , culo lettera&o e grazioso Poeta .
Mo:NSINDOLI Parrocchia antichissima fu eretta pri-
ma del i08f. . .
U Cardinal Papiense nel U76 don il patrona-
to di questa chiesa al supremo Coneis&oro di
. Con bolla di Sisto IV. fu unita: a questa Parrocchia
qUella di S. LUCIA della Trojola, e di S. AGOSTINELLO.
La tela del maggiore altare di Domenico di Ru-
tilioManetti;la ;S. Agata nel sinistro fu colorita (f6t3)
dal Rustichino , di cui ha dei freschi la vicina Cap-
pella del CertJjolo, ehe fu propriet dell'artistica fa-
miglia :
.. . ,.,
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Oltre il ,Sorra s'incontra la vetastll Pie
ve di CoRsANo. Fu consacrata nel 1189, e le furooo.
1UJ.ite le Parrocchie di S. Micltele a Palombaja .. e di
S. Donraino. La sua facciata fa pompa di
antichit. Nell'interno,. composto di tre navate, vi _so--.
no due tele colorite (t 597) dal Casolani, e. alcUJ)i fre-:
schi condotti da Andrea Aggravi. La tela ov' espres--
sa la B .. vergine detta della B9f(J. fu color*.da .Ber
nardino Capitelli.
I:N GaoTTI, Castellare imponente dei sigg. Mar-
cl\esi Nerli, nacque il .B. Franco Lippi.
Poco. lungi in una pscura selva si vede l'Brema
ove. quel 'beat() fece lunga penitenza. La cappella Ner_.
li ha , una S. Famiglia. clorita dal Manetta. Nei pressi
di Gro.Ui, come scrisse il C h. Baldassarri oel suo Sag
gio, ec.,. tt:ovano corniole bianche di finissir;aa qualit.
La SEI. v A._ vetusto fortilizio dei Sansedoni ba
la Cappella la cupoletta dal Gambacciani.
.r ..
Era FOGLIANo un tempio semigotico .a navate
divise: dil pilastri di ed aveva un' altissima
torre al suolo. Minacciando Chiesa eea.
non\ca rovina fu dal Pievaoo LUTini il
to , nobilwente rifatto (t S28) cal disegno del Faotasti
ci.: .Archrescovo Mancini nel t 831) consacr.b il nuO-
vo. tempio, e decor questa Pieve col titolo. di Pre-
positUI,'a. . . , . . .
. , : , Nel maggiore allar.e :la statua di S. Gio :
sta, mirabilmente intagliata in legno da del-
la Quercia per la confraternita della Morte altre vol-
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to9
te rammentata. Il dett Pievano Pallini qu sepolto.
Nella nuova Cannica si vedono le tele esistenti pel-
la Chiesa prima del 1828. Tali sono' un S. Giovanni
pittura di Ettore Rossi.. e una bella tela ( 1613) del
Folli esprimente M. V., G. B. e il B. Franco. A que-
sta pieve era stata unita anticamente la parrocchia di
S. Croce.
Cospicuo tempio la Pieve di PILLI posto a p ~
ca distanza dal rovinato Castello di S. Maria a PilUi,
fortificato dalla Rpubblica nel 266, e nel 1396. La
Pieve eretta in cura d'anime prima del 1389 fu Mo-
nastero di Roccettini. L'illustrissima casata d' Elci pos-
seditrice della prossima villa di Cavagliot&i fece nel
1824 rifabbricare questa Chiesa col disegno del Fan-
tastici, e dipingere negli altari alcuni freschi dal Ca-
stelletti perugino. Nella Canonica si conserva il Ro5a-
rio dipinto da Mecherino, la Crocefissione dal Folli,
e la Flagellazione dal Pisani.
Di contro all' abolita Confraternita di S. Rocco ..
fondata prima del 15 7 t , una graziosa Cappella eret-
ta circa il t8t5, adorna di pitture del Castelletti, Maf-
fei e Dei. Una Compagnia laicale, e la famiglia D' El-
ci mantengono con decoro questo ornatissimo tempietto.
La VICAl\IA DI BARONTOLI nel . t08t fu priorato
di Benedettini. I..a tribuna accenna d' essere un avanzo
di tempio gentilesco. Modernamente venne ricostruita.
E ~ a ha pitture dell' Ugolini bolognese, e del Faleri.
Il cataletto, che era della Compagnia del Corpus Do
mini di Siena, ornato di pi,ture del Pacchiarotto. Ev
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ttO
\li un quadl-o colorito nel U68 da' D; rnardino- lian-
di parroco della rovina&a Chiesa di Vi\eecio, uuiw
ci&ato anno. a ques&l) di Barootoli,
La Villa SzaGUDI DI VITEcero ba nell' Orato.
rio due freschi coloriu dal Capitelli.
Quella di CAilPINETO dei sigg. Martelli Ercolani
ba bellis$mi viali , e grazioso Bosco inglese .
. La GlloTTA Confraternita nel .fH3, bo-
ni&cata (1473) dal Card. Riario, e abbelliLa ,.el 1796,
ha alcuni freschi del Baroni, upa B. V. del Pisani.,
uno stendardo di Tiberio Bill, e un PaliottQ del Fol-
li. l' altare maggiore , ove si venera una mi-
racolosa immagine di M:. V., sono !lJ,cuni ia&a
gliati da Ansano Montini.
MoNTECCHIO Parro.cchia dedicata a S.
la tela del S. Michele colorita da Pietro Crogi. Nel
ciborio vi sono graziose figure CQndotte dal Saliftlbeni.
La Cappella della prossima VILLA ha
un' opera colorita dal Beccafumi con due . fi,gure <lg-
giunte dal Petrazzi. Qu sepolto il PreposLo D. Dm-
nardino ultimo del ramo principale dell' illustre casa-
sata Borghesi: mor nel 1825.
La vicina VILLA BossiNI era parJe del grandio-
so convento d' Agostiniani dedicato a S.
.eretto da Ugo di Bencivenne nel U02. In questo col-
-le era gi un castello il cui popolo pel c:ostitutp f.1 t.,
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come qut-llo di Valli e di Munistero , godeva ( 1284)
della Cittadinanza senese.
L' ampia Chiesa adorna di vetuste pitture fu at-
terrata nel 1808.
Nel villaggio detto la CosTA-AL-PINo nacque il
celebre Marco da Pino pittore, architetto , incisore e
scrittore e s i m i o ~ cognito in Napoli, ignoto in Siena.
La prossima Chiesa di S. MABGHERIT A fu. par-
rocchia del citato villaggio, unita nel 1437, a quella
di Montecchio. In essa sono due tavole colorite da
Niccol d' Jacop<> non rammentato antico pittore , una
tela di Rutilio, e un cataletto del Folli.
Nella villa dell' AGAZZARA dei sigg. della Ciaia
ebbe natale il B. Stefano Agazzari fondatore dei ca-
nonici Regolari. La Cappella eretta nel 1807 dal sig.
Angelo Ciai, ha plastici lavori del Silini, una M. V.
del Feliciati e un Ges morto, marmoreo bassorilie
vo, che annunzia il fare d' Jacopo della Fonte.
Le VoLT't' villa che fu di S. E. il Principe Chi-
gi-Farnese fu eretta (1492) da Sigismondo di Mariano
Chigi. Nel 1510 v'ebbe alloggio Papa Giulio n, e nel
f 54 t Paolo III. Un bassorilievo- di marmo esprimen-
te la morte di Cesare fu scolpito da Paolo Olivieri;
una nicchia fu colorita. dal Folli, alcuni ornati di due
stanze a terreno annunziano il fare del Peruzzi.
La Parrocchia vicina aveva un superbo quadro
del Sodoma, depredato nella guerra del t 555. Ora
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l un S. Antonio da PadOva dipinto d Giuseppe
Nasini.
La Chiesa Parrocchiale di CBRI\ETo SELVA ha
un Santo Stefano colorito dal Feliciati, e il cataletto
dal Mei.
La Chiesa della Confraternita del PoNTE ALLO
SPI:tio l'architett Francesco Vanni per ordine della
(lasa C h i g i ~ Il Cardinal Flavio Chigi don a questa
ehiesa il corpo del Martire S. Aurelio. La tela del
maggiore altare opera del Rus&ichino t i laterali so-
no del Nasini. Vi una Piet colorita dal Volpi ; il
Burberini dipinse alcune tele t il Baroni ed il Mei i
cataletti.
L' antica Pieve del PoiTB ALLO SPINo a tre
navate. I pilastri hanno barbare sculture nel capitel
lo. Venerabile per l'antichit il claustro. La tavo-
la del coro del Riccio. L' altare aveva i bassirilie-
vi , che ora sono nel Duomo senese presso l' altare
di S. Ansano.
SuviCILLB gi popoloso Castello fu malmenato
nel f 3 3 3 dali' esercito Pisano condotto da Ciupo Scola-
ri , poi nel t 3 9 t dai Fiorentini, e finalmente devasta-
10 affatto nella guerra del t555
. La Pieve ha il S. Lorenzo del Casolani, e .la S.
Caterina del Volpi, di :cui nella casa Potestizia un
bel fresco fatto fare dall'egregio Celso Cittadini allor-
ch vi fu Potest.
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li P a lazzo gi N UT 1 , ora P A.LMIBIU ha la faccia-
ta gtamliosamente disegnata ma con stile barocco.
Sovicille capo luogo di Comunit confinante con
le Comuni del Terzo di Citt, di Monteriggioni, Ca
sole, Chiusdino, Monticiano , Murlo , e Montaroni.
CETINALE deliziosa villa Chigi ha un bellissimo
bosco detto la Tebaide ornato di Mostri scolpiti nel
macigno da Bartolommeo Mazzuoli. Le Cappelle che
vi si incontrano furono ridipinte modernamente dal
Boschi e dal Maffei. Il bassorilievo esprimente il G.
D. Cosimo 111. accolto in questa villa dal Cardinal Fla-
vio, del Mazzuoli suddetto.
11 Palazzo fatto a disegno di Carlo Fontana ha
statue antiche, e pitture dell'Eminentissimo Gran-Mae-
stro Zondadari. La scala che conduce al Romitorio
veramente pittoresca.
Papa Alessandro VII. fabbric la vicina Parroc-
chia d' ANcAJANo nel 1662. Il S. Bartolommeo, e il
S. Giuseppe furono coloriti dal Petrazzi, le due tele
delle navate sono lavori del Riccio. La Vergine e S.
Bernatdino, opera di Matteo di Giovanni che or si
vede sulla porta, esisteva nella vecchia Chiesa. Pres-.
so la sagrestia una pittura, che annunzia il fare del
Sodoma. La tela della Beata Vergine del Manto del
Folli, il San Tommaso del Volpi.
In Ancajano nacque nel 15 Gennajo t 480 l' in-
Baldassarre Peruzzi, e nel1718 il D. Gi-
rolamo Carli distinto letterato.
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'DELLA
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PORTA FONTEBRANDA
La PoRTA detta di FoNTBBRANDA fu fabbricata
nel 1255.
Nella Pieve di S. Maria in TRESSA un' antichis-
sima immagine di nostra Donna nominata dal Della
Valle, e dal Lanzi. La tribuna fu colorita (1626) dal
Pisani, la tela del S. Carlo dal Volpi.
Presso al Pont.e del Rosuo nel tt84 i Senesi
sconfissero un corpo di Tedeschi guidati da Enrico
(poscia sesto Imperatore di tal nome) figlio dell' Im-
peratore F ederigo I.
BELCARO antichissimo fortilizio nominato in una
cartapecora dell'Archivio del Duomo sino dal t t99.
Nel f269, appartenendo ai Marescotti, fu per
ordine della Repubblica ratto diroccare, come narra
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il Tizio. Nel f374 lo possedevano i Salimbeni quan
do sub una medesima sorte.
Pervenuto poscia in potere di Nanni Savini, que-
sti lo don a S. Caterina, perch vi erigesse un Mo-
nastero, lo che non ebbe ancora un
terzo devastamento nel U82 essendo propriet di Leo-
nardo Bellanti. Ridotto poscia dalla sua famiglia in
miglior grado, nel t 52 5 fu acquistato dal ricco ban-
chiere Crescenzio Turamini, che da un lato del for-
tilizio edific il Palazzo, la Loggia'; e la Cappella col
disegno di Baldassar Peruzzi. Questo grande artista
nel 1535 col>r il giudizio di Paride nell' atrio del
Palazzo, le graziose storie nella loggia , e i belli or-
nati nella Cappella.
Belcaro deper nuovamente per un assalto sof-
ferto nel 4 Aprile 1554 da Wla banda di Sp&@Duoli
dai quali fu intieramente saccheggiato: in pari tempo
furono abbruciate tutte le case dei comuni di Terreo-
sano, e d' vi si oprassero tanti gua-
sti, narra l' istorico Adriano, he .qui negli ultimi gior-
ni dell'assedio, e ancor dopo la :caduta di Siena,
be quartier generale il celebre Marchese di Marignano.
Questo fortilizio all'estinzione (1721) della casata Tu-
. J'amini fu acquistato dai Camajori, e nelle prime d-
cadi del secolo XIX venne solidamente restaurato, e
considerabilmente abbellito, col disegno qi Serafino
Belli, dal sig. Giuseppe Camajori possessore di questo
cospicuo locale gi pi volte visitato dal Granduca
Ferdinando lll, e dal regnante Leopoldo 11.
L' antica Parrocchia di TBt\RBNSANO ba l' Assun-
ta colorita da Domenico e il S. Bernardino
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t n
dal Nasini. Nel t 568 fu uuita a questa Chiesa la Cu-
ra di Cartano, della quale fa memoria un diploma
(1081) dell'Imperatore Enrico IV. La Chiesa di CERTA
No ba nella tribuna un S. Michele dipinto dal Bigio.
Presso FoRNICCHIA.JA villa dei sigg. MarsiJi ve
desi una magnifica Cappella, ove fu Pio II. nel 1450.
Nell' altare della suddetta un quadro dipinto da D.
Ambrogio della nobile famiglia Azzoni, che, come di-
lettante, color pure (1760) alcune tele per la sala di
questa villa gi di sua propriet.
L'esterno della Chiesa Vicariale di CASCIANO DEL-
L:8 MASSE antichissimo. Vi si ammira una tela del
Petrazzi, il S. Giusto del Feliciati, e la statua di S.
Antonio dell' Arrighetti . La Parrocchia di S. Andrea
a Galignano gi
1
come dissi, dei Camaldolensi , fu
unita a Casciano prima del1539. La Nobil casa For-
tini le fe' dono d'una Maria Vergine col Bambino Ge
s, diligentemente colorita dal Salimbeni.
Il celebre Eremo di UccETO dicesi che
se sino dall' anno 380. tradizione che i pi gran
santi della .Chiesa Io abbian visitato, Io hanno visita-
to i Pontefici Martino V, Gregorio XII, e nel 1U2
Eugenio IV, che vi sped alcune Bolle. Pio II nel 1450
v' ebbe ospizio con sei Cardinali.
Quest' Eremo conta trerltatre Beati. Nel f 228 gli
Eremiti seguivano la regola Benettina; nel 1387 l'A-
gostiniana , e in quest' epoca fu fatto capo della Con-
gregazione Eremitica. Dopo l'abolizione del 181 O tal
looale fu dato al Seminario Arcivescovile di Siena .
La. Chiesa fu nel _t228 da Buonfislio
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escvo di Siena. La tela del destro altare opera
del Rusticbino, la seguente del Petrazzi, il S. Pietro
di Raffaello V anni. La tavola della Beata Vergine che
allatta il Bambino situata nel mezzo di questo qua
dro sente della maniera d' Ambrogio Lorenzetti. li P.
Uberto Accarigi , dopo avere grandemente beneficato
questo Eremo venerabile, fo sepolto (1348) dinanzi
all' altar maggiore.
Le opere preziose gi esistenti nella Sagrestia,
insieme col Presepe dipinto dal Sodoma, e citato dal
V asari, or sono raccolte nell'Istituto nostro delle Bel
le Arti.
Nell'anno istesso della consacrazione della Chie
furono innalzati i claustri e 1' atrio con maestria
dipinto dai Lorenzetti.
In quest'a t do sono espressi 'a chiaroscuro il Pa
radiso, l'Inferno, l'Opere di Misericordia, i sette Sa
cramenti, e le Vicende della vita umaru.
Sulla porta del secondo cla\stro ( il primo sen
za ornamenti) si vede una B. V. col Bambino scol-
pita a basso rilievo nel secolo XV. Nell' interno poi
del suddetto a terretta verde si vede espressa, de' fa-
sti eremitici Agostiniani, l'origine, l'incremento ed al-
tre cose a' suddetti relative.
Sono da notarsi due altre SS. Vergini, una, sic-
come la prima, in bassorilievo non meno d' essa co-
_spicua ed egualmente antica, collocata sopra una del-
le porte che introducono nel refettorio ; l' altra dipin-
ta in tavola, forse nel principio del secolo XIV, nel
vestibolo del refettorio suddetto , nell' interno del qua
le Apollonio Nasini dipinse la cena di N. S. e varai
illustri per dignit e per dottrina.
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S. Lzo:M.umo al Lago, ereJDo inalzato nel t t t t,
poscia sottoposto a Lecceto, fu abolito nel 1783.
Di tutte le pitture che adornavano l' antica Chie-
sa di quell' eremo non rimangono che quelle del co-
ro, cio lo Sposalizio di M. V., la Presentazione al
Tempio, l' Annunziazione, e varie glorie di Angeli
nella volta, opere assai preziose d' ignoto artefice for-
se del secolo XV.
Nel coro si vede appeso un bel trittico con la
B. V., il Divin Figliuolo, ed ai lati S. Agostino e S.
Antonio eremita, tutti grandi al vero.
Il <;hiostro fu adorno di pitture nel t360 per.
ordine d' lacomo di Vanni Rettore dello Spedale. '
Il B. Agostino Novello Ministro del Re Manfredi
mor in quest' Erem nel t309. fama che orasse
a destra della Chiesa, nella sotterranea angustissima
cappelletta, ove sono de' guasti dipinti a chiaroscuro
che sembrano del secolo XIV.
La torre, e il fortilizio annesso furono costrut-
ti dalla Repubblica nel 1336 per salvare i vicini abi-
tanti dalle devastazioni delle Compagnie Oltramonta-
ne che infestavano in quei tempi la misera Toscana.
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INDICE
A ellflemi11 IIP.Ue
: -- Fisiocritica
Acqua Borra
Abondio
Agauara
Arti
a, Agnf'se a Vigoano v. Vignauo.
1. Agostino
Alberino di !1. FrauceKo
Ancajano
1. Anda-ea
-- a Montecchio v. Montecchio.
a; Ansaao, Cappella delle Garceri di
- fuor di Porta Piapini .
- a Dofan'a
11. Antonio della Tartuea
-- della Misericordia V. Confraternita
-- Parrocchia
1. Apollinare
Apparila
Artisti v. Oratorio degli Artisti.
Badia d' Alfiano
- di s. Gio: al Bozzone
- Nuova o s. Donato
Baloardo foor di Porta PiapiDi
Barootoli
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lartolommeo a Moniltero v. Manitero.
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1. Bene.ttlto a Monte Olifelo v. Monte OliVeto.
1. Bernardino al Prato
Compagnia
- Congregazione
Oratorio
Be Icaro
Bel riguardo
Bf!I IP.m
8. Bernardo a Monte Oliveto
Borgo Vecchio
Campansi
CHJpo Santo .
Cappella del Ponticino Rosso
Cappuccine
Cappuccini
Carmine

Caea degli Esercizi!
Casciano
Casino dei Nobili V. Palazzo o Casino ec .
Cateriaa Compagnie
del Or3io
della Notte
- Oratorio dell' Oca
Catignano
Cattedrale
Canglioni
Cavallerina
Cerreto Selva
Certaoo .
Certosa
Cetinale
Chiara '
Chiodi In S. Michele
Colle Malamereoda
Colomba
Colonna pre11o Il Prato a Camollia
u. Concezione dei Senili
Confraternita della B. v. eollo lo Speciale
- del Corpo Domini
-di s. Croce
- odi s. Desiderio v. S. Deelderio.
- della Misericordia
- -deUa Morte
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Condotti o Bottini delle acque'
Coagrega de' Rozzi
Coruuo
Cortine
Cotta-al-PINo
1. Crillofano
Cona
L Dalmazio .
L De1iderio ..
Dofana V. S. Ansano a Do(ana.
Dogana
Domenico .
Donato v .. Badia Nuon.
L Egidio V.
Eugenio a .Muniatero V. Monlstero.
Fa1nano
Fogliano
Fonte dell' . Arte della .Lana
- Becci .
- Branda.
- di Follonica
- Gaja
- Nno'a
-- Cuor di Porta o,ile
- di Pantaneto
-di Pescaja
- ,del Piano del Cute l Montone
- de' Pispini
- det11 del Ponte.

Forniccbiaja
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-- della Misericordia alla Sapienza
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-- Villa Nerocci
- Villa Sani
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- io Sallo V. Mouagoese.
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Oratorio degli Artieti
- dei aiu. Landi -a Lucignano
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- del Palazzo de'. Dinoli. v. Palazzo de' Dinoll.
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-della Contrada della Tartuca V. s. Antonio della Tartuca
- de' Tredicioi ora dell' Aquila
-- della Villa di lllontaperto v. S. Maria .a Dofaoa.
Oseenanza.
Pal11zo Agostioi v. Palazzo Biodi Sergardi.
ArciYCSCOY ife
- Bambagini Galletti
..... Bandii Piccolomloi
- Bargagli
-Bianchi.
- Bicbi Ruspoll
- Biodi Sergardl
- Buoosigoori
- o Casino de' Nobili
- Ciaja o Ciai
- della Ciaja
- Cbigi
- Clemeutioi
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Palazzo Fortegoerri.
Ciuggioti
-Cori
-- Incontri
Landi
-- Magnifico (del)
Malnolti
Mariscotti v. Palazzo Sergardi.
--- Me osini
- Mignauetli
-- Mocenut
Nastasi ;
- Nerucci
-- Palmierr
-- Panuilioi
.
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-- Pnolioi
-- Pecci
- Petruccl v. del Magnifico.
-- Piccolomiui Clemeotini V. Clementioi.
- Piccolomioi dell' 1. e 1\. Governo
- Piccolomini gi 'Cbigi .
-- Piccolomini Maudoli v. Palazzo Saracioi.
-- Placidi :
-- Pollini
-- Pubblico o della Repubblica
- Re&le
- Salimbeni
- Sansedonl
Saraciai
-- servi
-- Sergardi al Carmine
-- Sergardf a s. Andrea
- Spannoccbl
- Sqoarcialupi v. i'aluzo Pece!.
-- Tolommei
Tommali
- Turchi V. Palazzo dd' BinoU. .
-- Vecchi
-Venturi ,
-- Viurelli
-- degli Uffizii della Docaaa
- Zoodadari
Pancole
Paolo alla Chiocciola
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.. Pllepioo .V. S. 11, della llllericorAIIa
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- fuor di .Porta Camollia
Piaao del Lago !
Pinza del campo
Pluzale del Prato
a. Pielro alla Magione
- Marciano
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- .io Cutel Vecchio
Pilli

. PoDte alle :rnerue.
- del Roaajo
. - allo Spino Pie.-e
-- Pooticioo Roaao
PoDtigoauo.
Porta Camollia
- Fontebranda
-Laterina
-s. Muco
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- Piapiili
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Pro.-enzano.
Quercia Croua
Quiciano
1. Quirico
Radi
R&Tacclano .
Reatto

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1. Rocco a PiUI
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Roz&i v. Coogreca del Rozzi.
1. Salndore
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Santaecio V. Jlonattero del Saniocdo.
Scuola Ebraica
Selva
.. Sebastiano e B. Andrea
- della Seln
1. Sepolcro .
t. Simone e Giuda, a. Colle Malamereoda
Spe4ale di S. Maria della Scala
di s. Lazzaro
Spirito
Stanza Mortuaria
Stefano
Suft'ragio della Giraft'a
Sovicille
Teatro de' Rlnnoonli
--de' Rozzi
Terrenaano
Tolfe
Terre Fiorentina
Tredicini dell' Aquila
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UoiYersitl
Uopiui
Vico alto
-- bello
a. Vigilio
Vignaoo ,
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Villa Bandini V. Fagnano.
- Bianchi V. Gelt'giano e Montechiaro.
- Bi11ocbi fuor di Porta Romana .
- Borghesi a Montecchio
- Bossiol a Montecchio
- Brancadori v. s. Dalmazio.
- Camajorl gil Mareacolli V. Bel caro.
- Cenoini
-- t bigi V. Ceti naie, e Vico Bello.
- Chigi Farnese preuo l' Oasenaoza
-- gil Chigi delle Volle
- Ciai v. Agazzara.
-- D' Elci v. Canglioni.
-- Finetti v. Mociano.
- Lodoli v. S. Regina
-- Maraili V. Fornieebiaja.
-- Martelli v. Carpiat\0.
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