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e 3 7^é

DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA !

DA S. PIETRO SINO AI NOSTRI GIORNI

SPECIALMENTE INTORNO
AI PRINCIPALI SANTI, BEATI, MARTIRI, PADRI, AI SOMMI PONTEFICI, CARDINALI
E PIÙ CELEBRI SCRITTORI ECCLESIASTICI, AI VARII GRADI DELLA GERARCHIA
DELLA CHIESA CATTOLICA, ALLE CITTA PATRIARCALI, ARCIVESCOVILI E
VESCOVILI, AGLI SCISMI^ ALLE ERESIE, AI CONCILII, ALLE FESTE PIÙ SOLENNI,
AI RITI, ALLE CERIMONIE SACRE, ALLE CAPPELLE PAPALI, CARDINALIZIE E
PRELATIZIE, AGLI ORDINI RELIGIOSI, MILITARI, EQUESTRI ED OSPITALIERI, NON
CHE ALLA CORTE E CURIA ROMANA ED ALLA FAMIGLIA PONTIFICIA, EC. EC. EC.

COMPILAZIONE

DEL CAVALIERE GAETANO MORONI ROMANO


SECONDO AIUTANTE DI CAMERA

DI SUA SANTITÀ PIO IX.

VCL. LIX.

IN VENEZIA
DALLA TIPOGRAFIA EMILIANA
MDCCCLII.
DIZIONARIO
DI ERUDIZIONE

STORICO-ECCLESIASTICA

R
ROM ROM
Continuazione e fine dell'articolo Roma. ce che si chiamava Procopio), die poi in
successori iV7ro/« de Chierigatis caM^Were
il el Conclave tenuto nel convento del- vicentino^ sapiente giureconsulto, e A/e/-
la Minerva, pretesero i baroni romani di r^forre/^/zz^/a' bolognese, antico amico
intervenire all'elezione del successore di del Papa, morto forse di veleno, e ono-
Eugenio IV, specialmente Giovanni Sa- rato dai romani con solenne pompa di
celli Maresciallo di s. Chiesa : oltre tali funerale in Araceli. Essendo solito cor-
due articoli, parlai di tanta arroganza an- rersi un pallio per la coronazione, dalla
che nel voi. XXI, p. 2 1 3. A'6 marzo me* chiesa de'ss. Cosma e Damiano, fino al-

ritamente fu sublimato al triregno JYi- l'arco di Costantino e alla piazza Latera-


colo V^ secondo la Predizione del prede* nense , ebbe luogo nella festa di s. Gio.
cessore.LeconseguenzedelloscismadiBa- Battista, nella cui basilica il Papa disse
silea ancora laceravano l'unità della Chie- messa, coi cardinali, conservatori e capo-
sa, l'Italia era pure divisa in fazioni e tri- rioni. Immenso fu ilbeneche da per tut-
bolata da guerre; dominii della
i s. Sede in to operò, pe'suoi legati e nunzi. Neh 44^
preda alle usurpazioni de'tirannetli ed al- trovo senatori Aniadeo de Juslinis di Cit-
le vessazioni de'feuda tari; il Tesoro ponti- eàAn-
tà di Castello esimio giureconsulto,
fìcio esausto.AI rimedio di tutto subito Ni- gelo de laZazzera pare napoletano; nel
colò V appi icò tutte le forze del suo zelo e 1449 Buoncamhio de Biioncambi ò\Pe-
del suo sacerdotale valore. Nel i.°mag- rugia. Fu in quest' anno che Nicolò V,
gio confermò al senato e popolo romano dopo aver riconciliato colla Chiesa ba- i

i privilegi che dai suoi predecessori gli silcesi, ottenne la rinunzia dell'antipon-
erano stali concessi, e fu clemente coi ba- tificato di Felice V, con tanto giubilo del
roni ribelli, sì romani che del resto dello suo bell'animo, e fu l'ultimo scisma con
stato. Al senatore Filingeris che addestrò antipapa. Siffatta consolazione fu turba-
il suo cavallo nel possesso (Cancellieri di- ta per la peste che afflisse Roma onde ,
4 II O IM RO M
ilPapa visitò l' Umbria e la Marca. Col anno. Maometto li imperatore de' tur-
ì^5o il Papa ceìehvò'ìl 6 ° J/if IO santo^ chi, colla presa di Costantinopoli, esegui-
seguendo la disposizione di Clemente \F, laa'29 maggio 453, die termine all'im-
1

concorrendo in Roma tutte le nazioni. pero greco d'oriente, con gran dolore di
Essendo sen^^iove /dndreade Donatls ve- Nicolò V, che eccitò i fedeli a frenare la

neto, lo fu pure alcun tempo del i4^^> potenza ottomana, in che fu imitalo dai
succedendogli Giacomo da Cosiauza, e successori , ed accolse amorevolmente e
JVicolb Porcinari d* Aquila che continuò con munificenza i dotti e gli eruditi che
neh 45*2. Questi col Prefello di Roma e fuggirono dall'eccidio, cooperando mira-
con altri che nonìinai nei voi. XVII, p. bilmente al risorgimento delle lettere, sic-

2 iQjXXXV, p. i74> incontrarono Tioi- come rimarcai nella sua biografia, insie-
peratore Federico III, che il Papa in s. me a quanto fu prolettore insigne del
Pietro coronò prima redi Lombardia ai progresso delle ai ti belle, colle quali di

1 6 marzo, e poi a' 8 impera tore colla mo-


1 molto e sontuosamente decorò Roma. Ab-
glie Leonora, benedicendo il loro matri- biamo dal Diario dell'lnfessina, che Ni-
monio, donando ali* imperatrice la rosa colò V edificò pel primo in Campidoglio
d'oro: come Porcinari punì un canonico un palazzo a' conservatori di Roma. Nel
che in s. Giovanni eccitò i romani a tu- 1455 mentr'era senatore Gentile Bran-
multo in presenza dell'imperatore, è det- cadoro di Fermo contepalatino,morì il

to nel I
.° voi. citato. Federico III andò a Papa a'24 marzo, me- lasciando la sua
Napoli e tornò in Roma a'sS, ripartendo- moria in sempiterna benedizione. Dopo
ne a'26 accompagnato dal s. collegio fino 4 giorni gli successe Calisto III beneme-
1

al I." miglio fuori delle mura, e da due rito della difesa del cristianesimocontro i

cardinali fino ad Acquapendente. Tra i formidabili turchi, e della marina pontifi-


primi personaggi ch'erano in compagnia cia: egli fu assai limosiniero co'nobili ro-
dell'imperatore, ricorderò Ladislao V re mani bisognosi. Ricordando l'antica ami-
d'Ungheria e di Boemia; Alberto d'Au- cizia col conte Arano Cibo genovese reg-
stria fratello di Cesare, e il duca di Sle- gente del la gran corte in Napoli, lo fece se-

sia : la nobile comitiva ascese a 6,000 natore, dignità che allora si dava a perso-
persone. Inoltre nel i/\.5i furono sena- na""i di molta considerazione; ma disG;u-

Daniele Canigliani o Canigiani^ e


tori, Statosi il Papa col re di Napoli, il senatore
Giacomo La\>agnola conte veronese e chiese licenza e tornò al suo posto, venen-
celebre letterato. A' 4 agosto il Papa con- do fatto senatore Lodovico Caccialupidì
cesse al senatore la facoltà di punire i de- Bologna. Furono senatori nel i^56 Pie-
litti di furto e rapina commessi in Ro- Irò Tebaldeschióì ì^ovóa^Paolo deDulaC'
ma. Nel 1453 discopertala congiura del- chinis o Bertacchinio Bernardinisàì Fer-
l' ingrato Porcari, contro la vita del be- mo, celebre per la sua gran dotti ina le-

nefico Nicolò Vjche l'avea perdonato per gale; Pier Luigi Martorelli di Spoleto, dal
aver sommosso romani a libertà in sede
i Papa confermato cavaliere per tutti i suoi
vacante, il Papa lo fece arrestare con mol- posteri con titolo di conte, e con podestà
li soldati dal Lavagnolaj ch'era tuttavia di creare allri conti ecavalieri, inoltreda-
senatore, e poi morire con altri, come gli Oisini onorato di loro slemma e co-
narrai alla sua biografia , aggiungendo gnome. Nel 4^7 senatori G alterando o
1

che d'allora in poi Nicolò V stette in cau- Balcerando de Ribes di Catalogna, nuo-
tele,e poco si fece vedere per la città. Nel vamente Ttbaldeschi^e Giacomo Silve-
medesimo anno fu senatore /io^oi'/co Uf- j^rmtdi Norcia, che continuò ne'primi me-
freducci o Eufreducci di Fermo di nobi- si dell 4^8. In questo fu senatore Tom-
lissima famiglia; e continuò nel seguente maso Spanditesta di Rimini, che morì ai
R O INI ROM 5
6 agosto, giorno io cui pure finì di vivere rimproveri ai conservatori di Roma.Ar-
il Papa, vacando così il poiilificalo eilsc- ringhieri dopoil possesso recitò la solila
nulorato. Dopo 12 giorni dello P/o//,nel allocuzione, diesi legge in Vitale, e fu suc-
dì del possesso trattò a laulo Pranzo i cesso da Lodovico de Pelronibus ó'i Sie-
cardinali, gli ambasciatori e gli ottimali na, cavaliere e conte palatino, uno de'piìi
di Roma, facendo senatore Giovanni de savi e onorevoli gentiluomini di Toscana.
Leone Padova, e Sceva de Curie del-
di Nel 1461 fu senatore Cristoforo lìlalvi-

la diocesi di Pavia con istraordinarie fa- cini di Viterbo, e cessoli i marzo a'G o
:

coltà, fatto il i.° dicembre e da durare un 7 maggio successe Giovanni Balbiano mx-
anno. Nondimeno nel 1 4^9 fiJ^'ooo sena- lanese, e nel settembre Carlo Buonconi'
toriServando d'Arce, Guido de Picco- p^gni di Visse, indi Giacomo Delfino pa-
lamini di Siena, forse parente del Papa, trizio veneto. Alcuni storici dicono tor-
e Già. Antonio de Leoncilli di Spoleto , nato in Roma Pioli nel settembre, ma ivi
deputalo per 4 ^esi da cominciare ili.° a'2g giugno canonizzò la concittadina s.
novembre, per cui si può credere che in Caterina di Siena. Col i.° del 1462 inco-
questi tempi la durata dell'officio senato- minciò il senatorato di Giunio Marino de
rio dipendesse dalla volontà del Papa e Gradid'ì Ra^usi indi Gio. Alatteo Cu'
,

potesse essere minoredel semestre; tanloii landri/li dì Lucca o Sarzana, figlio d'un

senatore,quanto suoi i ofllciali continuava- cugino di Nicolò V, il quale alla morte del-
no ad essere soggetti al sindacato, e Leon- l'altro zio cardinal Calandrini ereditòmol-
non terminò il quadri tneslre. Volendo
cilli ti beni e palazzi, ma per alcune turbolen-

rio II continuar la guerra intrapresa da ze suscitate in Roma si ritirò in Lucca ove


Calisto 111 contro i turchi, in detto anno anno fu
fu dichiaralo originario. Quest'
convocò un gran congresso a Mantova^ memorabile per Roraa,perlamagnificen-
partendo da Romaa'22geimaioj e lasciò lissimaemai più veduta processione, con
nella sua assenza legato di Roma il celebre cui Pio lì a' 12 aprile portò alla basilica
cardinal Nicolò di C«^^,con altri cardinali, Vaticana la testa di s. Andrea apostolo,
il prefetto di Roma Colonna (mentre nel donatagli da Tommaso despota di Mo-
secolo XIV il sienatoreavea presa la prece- rea, fratello di Costantino XII Paleologo
denza sul prefetto, questo si reintegrò, ciò ultimo imperatore de' greci. La pompa
chedeslò meraviglia a Federico II l)signo- splendidissima, ed il modo come lioma si
le di GenazzanOy insieme agli uditori di pose in singolare festa, minutamente lo
rota e avvocati, presso i quali s'intendesse descrissinel voi. LV, p. 261 e seg. per
restare la curia romana. Il cnrdinaldi Cu- onorare il fratello del suo gran protetto-

sa fu pure dichiarato legato delleprovin- re, con r intervento del senato romano,
cie di Marittima e Campagna, del Patri- conservatori, caporioni col priore ec. Pio
monio di s. Pietro, del ducato di Spole- Il ospitò nobilmente il despota, e coi car-
to e terre Arnolfe, di Perugia e di Sabi- dmali un decoroso assegno men-
gli stabilì
na. Nel 1460 il i.° gennaio e per 6 mesi sile. Dipoi la città patì fiera pestilenza, ed

fu fatto senatore Francesco degli Arria- il Papa uscì da Roma. Neh 4^3 fu sena-

i^hieri di Siena, in tempo del quale gran tore Nicolò de Severi nis di Siena. R.iso-
tumulti insorsero nelle provincie, e parti- luto Pio li di andare colla crociala con-
colarmente in Roma, ove si vide formata tro 1turchi con una flotta, a' 18 giugno
una nuova società di ladroni, aventi per 1464 palli da Roma, ma morì in Anco-
capo certo Tiburzio, e composta di 3oo na a' i4 agosto. Pio li non riprese mai
giovani romani i più libertini e temerari, chi sparlava di lui, volendo che in una
j)er cui i magistrati non ardivano casti- città libera come Roma,tutti fossero liberi
garli. Lo seppe Pio II, e da Siena scrisse a parlare, come notò l'Oldoino in Ciac-
,

6 ROM ROM
conio t. 2, p. 1 037. Tornati iuRoma i car- ma. Ritornalo in Roma l'imperatore Fe-
che l'aveano seguilo, a'3o elessero
dinali derico III, il Papamagnificamen-
l'ospitò
Paolo II, che subilo cominciò a prodi- te. Nel 1469 furono senatori il detto Ce-
gare relezione de' senatori, nominandoli sis^e Francesco Arringhieri di Siena che
per modo di aspettativa, mentre prima ciò ottenne due conferme trimestrali, per cui
facevasi solo per qualcuno, e con esercizio esercitò alcuni mesi del seguente anno, in
progressivo l'uno dopo l'altro, lo che fece cui fu senatore Lorenzo de Giustinis di
nascereuna gran confusione;quindi gli sto- Città di Castello, che continuò peralcuni
rici municipali di altri luoghi fecero men- mesi nel i47'; ^ nominali Giovanni di
zione de'loro cittadini senatori di Roma, Cola veronese, Antonio Montecalino fer-
in tempi ne' quali altri ebbero l'esercizio, rarese, Raniero Ymaschis riminese, Leo-
e taluni nominati non esercitarono, o per- nardo Nogarolis veronese, Troilo Azzo-
chè prevenuti dalla morte, o perchè pas- linis fermano, Gaspare Grassis bologne-

sati ad altre cariche, o per altri motivi se.Al tempo del senatore Arringhieri sì
come bene avvertirono Vitale e il cav. formarono di nuovo gli statuti di Roma.
Pompilj-Olivieri. I nominati in quest'an- Quanto al senatore de Giustinis ebbe poi
no furono 7,6 noterò quali di essi eserci- un tragico fine, perchè il concittadinoPao-
tarono la carica : eccone i nomi. Pietro lo Vitelli lo fece tagliare a pezzi e appic-
de Albergatìs di Bologna, che funse il se- care per diversi luoghi fuori di Città di
natorato, Giovanni deMassois di Norcia, Castello,acciò servisse di spettacolo a' viag-

conte Pietro de Cesis, conte Pietro Te- giatori. Per questa atrocità, il senatore
baldis di Norcia, Lodovico de Eufreducci del 1487 condannò a morte Paolo e 3
di Fermo, Francesco A rringhieri di Sie- soldati suoi complici; poi commutata la

na, Francesco Bonarellis d'Ancona, Car- pena aio anni d'esilio, Alessandro Vigli
lo di M. Benedetto di Norcia. Nel i465 fece grazia. Si dice che de Giustinis dovea
Pietro suddetto,£'«/refi?«cc/pure ricorda • essere creato cardinale, ad istanza del re
to, che esercitarono; Francesco de Lucis di Napoli. Paolo II nel 1470 trattò con
senese,Guglielmo Pagello , Gabriele de isplendidezza per tutto lo stalo e regalò
Capolista padovano, Albertino Albertinis la rosa d'oro benedetta a Federico prin-
folignate, Alessandro Poetabolognese. In cipe di Taranto figlio del re di Napoli
questi tempi i senatori statisti sembra che venuto in Roma; promulgando una bol-
fossero pagali dalle comuni delle loro pa- la colla quale fu stabilita la celebrazione
trie. Paolo II riformò la curia, e pel r.*' af- dell'anno santo ogni 25 anni, e fu d'al-
fidò il governo delle fortezze ai prelati e lora a noi sempre osservata. Nel 1 47 ac- '

altri ecclesiastici. Per aver soppressa l'ac- colse sontuosamente in Roma Borso d'E-
cademia che in Roma avea istituito Pom- ste vicario di Ferrara^ al quale solenne-
ponio LelOyfu criticato da chi non cono- mente conferì il titolo di duca. Il Papa
sceva le ragioni per cui erasi a ciò indot- fece senatore il suo figlioccio Ballista de
io febbraio per 6a'
to. Nel 1 466 senatore con esercizio, il con- Bellantihus senese,
te Giovanni Massei di Narni; nominali un breve per-
mesi, e nel luglio gli scrisse
Gregorio de Barzolinis faentino, e Ma- chè consegnasse alle galere d'alcuni geno-
rino di Norcia. Nel 1467 senatore, conte vesi i rei di delitti capitali ,
giacché nel
Pietro deleh aldc scili s diNorcia. Nel 1 468 suo governo non permise mai che fosse
senatore, conte Pietro de Chitanis di Ce- eseguita su nessuno la sentenza di morte.
sìs. In quest'anno avendo stabilita la Pa- Essendosi diminuita la giurisdizione dei
ce de' principi d' Italia^ solennemente la senatore, perchè Papi fecero privilegia-
i

pubblicò in Araceli, ed anche in s. Loren- ti tulli qc.elli ch'erano addetti alla corte
zo inDamaso, facendosi gran feste in Ro- romana, col sottoporli alla giurisdizione
1 , y

RO M ROM 7
del inatescìallo di detta corte, ne nasce- re i porticali ed i mignani, ed allargare
vano infinite controversie tra il marescial- le strade, come riporta il diarista contem-
lo e il senatore, nel riconoscere quali era- poraneolnfessurapressoMuratori,4Scn^.
no cortigiani, e quali no: a toglierle nel
i rer. Ital. Sisto IV d' animo grande ac-
1471 fu fatta la divisione de' cortigiani cettò il consiglio e l'eseguì, dando un nuo-
dai cittadini. Paolo II ricevè Caterina re- vo aspetto a Roma, proteggendogli arti-
gina di Bosnia cacciata da' suoi stati, e le sti e letterati, onde aumentò la biblio-
i

fissò un mensile assegno; altrettanto fe- teca Vaticana, e nel contiguo palazzo e-
ce colle sorelle e parenti di Tommaso Pa- resse la sontuosa cappella Sistina. Re-
leologo. In tutti i rioni teneva persone per staurò molte chiese, ampliò le piazze, la-
distribuir limosine agl'indigenti; e ridus- stricò e livellò le strade; curò assai lacon-
se savi i giovani romani scapestrati, col- servazione e decoro degli antichi monu-
l'esilio e la prigione. Protesse i letterati e menti, onde presero nuova esistenza; co-
e curò l'abbellimento di Ro-
gli artisti, me pure fece eseguire ubertosi scavi, che
ma, edificando il grandioso Palazzo dis. fiultarono oggetti preziosi per l'arte, in
Marco. Amava assai le antichità, e formò bellissime statue e bassorilievi. La via Si-
un museo di medaglie rarissime. Fece di slina, poi Borgo s. A ngelo, si deve a lui. Nel
tutto per divertire il popolo romano, mas- voi. VII, p. 255 narrai, come Calisto IH
sime nel Carnevale, con mascherate e cor- tolti dalla Chiesa di s. Gio. in Laterano
se, ove il senato vi si conduceva colla mag- i canonici regolari, ad istanza de'romani
gior pompa, degna dell'antica Roma. Sco- a questi restituii canonicati; perchè Pao-
pertasi una congiura degli estinti accade- lo II pose i canonici secolari nella basi-,
mici , fu con loro clementissimo. Morto lica di s-ìuovemo ad Sancta Sanctorum
a*26 luglio 1471, le nomine preventive ripristinando nella basilica Lateranense
de'senatori svanirono. i canonici regolari; e che Sisto IV mosso
Eletto a'g agosto 1 47 Sisto IV^ dipoi dalle preghiere de'romani, che vedevano
nella funzione del possesso, i nsorta fiera prive le loro famiglie di sìonorevoli cano-
rissa fra la arme ed i romani
gente d' nicali, rimosse i canonici regolari, e sta-
questi scagliarono una grandine di sassa- bilmente vi ristabilì i canonici secolari.
te, onde il Papa corse grave pericolo, fin- Nel suo pontificato morirono in Roma 3
ché per l'autorità del cardinal Orsini tut- regine , Caterina di Bosnia lasciando le

to fu quietato. Già a'20 agosto avea fatto sue ragioni alla s. Sede, Carlotta di Cipro
sena iove AgamennoneMarescotti de Cai- che ospitò nobilmente, e Isabella regina
vis bolognese; nel 1472 Leone di Gen- di Napoli e moglie di Ferdinando I. Nel
naro napoletano, e proseguì nel seguente 1476 fu senatore Gabriele de Capitibus
anno; nel 1 474 •' conte Gaspare Grassis Lista di Padova, e soggiacendo Roma a
bolognese. Per la riduzione fatta da Pao- pestilenza, Sisto IV lasciandovi legato il

lo II dell' universale giubileo , Sisto IV cardinal Giambattista Cibo, ne partì a' io


nel 1475 celebrò il 7.** Anno santo: fra i giugno e rientrò in Roma a'23 ottobre.
principi che vi concorsero vi fu Ferdi- Di nuovo Cesifa senatore nel 477, e nel 1

nando I re di Napoli, che volle girare tut- 1 /l'jSFrancescoScanìiasorci napoletano,


ta Roma per godere le maestose antichi- che mandato ablegalo in Napoli a por-
tà, onorato in ogni luogo. Andato dal Pa- tare il cappello cardinalizio al cardinale
pa, gli disse che non poteva signoreggia- Giovanni d'Aragona figlio del re, lo con-
re la città pei porticali, vie strette e mi- segnò con solennità nella cattedrale il
gnani, da dove le donne potevano facil- giorno dell'Epifania, nel quale tempo fu
mente opprimere in un'occorrenza le mi- vice-senatore Saldone de Saldonibus di
lizie, e perciò lo consigliò a far demoli- Città di Castello. Nel 1480 leggo senato-
8 ROM moM
ve Matteo Toscano milanese tìi rara pru- decorosa e più regolare, per le strade al-
denza, di cui si fa menzione neiriscrizio- largate, e pei mignani e porticali demoli-
ne posta sotto la statua di Carlo I d^An ti d'ordine di Sisto IV. V intervennero
giò, collocala presso la grande aula del il Gonfaloniere del senato e popolo ro-
palazzo senatorio in Campidoglio: il vice- mano, 4 scudieri d'onore cittadini roma-
cameilengogli consegnò il pontifìcio bre- ni, il senatore e i. conservatori che adde-
Te di deputazione con altri legali, per la strarono il cavallo pontificio, portandole
riforma di alcuni articoli dello statuto. In aste del baldacchino) caporioni e altri no-
quest'anno nel portico Valicano Sisto IV bili romani: nel palazzo Lateranense fu-
die la solenne assoluzione dalle censure rono imbandite lautamente molle men-
a 1 1 ambasciatori fiorentini. Nel 1 48 con 1 - se pei romani e per gli officiali della cu-
tinuò Malleo nel senatorato, e nel 1482 gli ria. Neil 485 il Papa fece senatore il con-

successe il forlivese conte Lodovico Deci- te Giacomo Bonarelli d'Ancona, ed ai


di detto Or.vo perchè il suo padre era as- 25 dicembre Bartolomeo Scala di Col-
sai peloso. Rotta la guerra fra il Papa e il le, quale essendo uno de' 6 ambascia-
il

re di Napoli, i! figlio di questi Alfonso du- tori che la repubblica di Fiienze inviò al
ca di Calabria portò l'esercito fino alle Papa per congratularsi, per 1* e!egantisNÌ.
porte di Roma con gran costernazione
,
ma orazione che recitò, Innocenzo Vili
della corte ede'romani; uscito in campo lo creò cavaliere dello speron d'oroe se-
il valoroso Roberto Malatesta signore di natore. Scala fu virtuoso e gran letterato,
Eirniniy a*2 1 o meglio a'24 agosto ripor» divenne poi gonfalonieredi Firenze,quan-
lo quella strepitosa vittoria cbe narrai a tunque figlio d'un mugnaio, bassa origine
queli'arlicolo,ed a Chiesa bis. Maria del- ch'egli non nascondeva, onde di lui cantò
la Pace, da Sisto IV eretta per gratitudi- Cristoforo fiorentino nel Poema de' Beali:
ne alla B. Vergine e inxuemoria del ri- Non s'ha questi a chiamar nobile^ e degno ^

portato trionfo, e nella quale pose sud- i ch'acquistò robba, honor, virlute, e'nge-
detti canonici regolari, lasciando loro il g^/io.^Nelmedesintoannoi baroni del regno
tilolodi Lateranensi. Nel i483 fu senatore di Napoli, avendo ricorso al Papa come lo-

Jntoiiio Bichi di Siena, già maresciallo ro supremo signore, contro le prepotenze


della curia di Paolo II e dello stesso Sisto diFerdinando Ijquesti recòdallasua parte
J V, cbe nel 484n^n)inò a successore Jn -
1 Virginio Orsini, cbe colla sua genie d'ar-
gelo Ghislieri di Jesi. A'i3 agosto mori me scorse fino alle porle di Roma. Fat-
il Papa, ed a'sQ venne esallato /«/?orf7z- ta pace col re e mancato questi alle con-
zo Vili figlio del già senatore Arano dizioni, Innocenzo Vili lo scomunicò, lo
Cibo, cbe per evitare contestazioni e gare, depose, e die il regno a Carlo Vili redi
a' IO settembre ordinò cbe tutti baroni i Francia, come erede di Renato d'Angiò.
partissero da Roma pel giorno della Co- Intento il Papa alla quietee felicità di Ro-
lonazioìie e Possesso, laonde narra il Dia- ma, pacificò i Colonna con gli Orsini, e
rio Romano del Nanliporto, cbe uscirono restituì loro le terre confiscate. Nel i486
dalla città Fabrizio e Prospero Colonna, per un biennio fu eletto senatore Carlo
Kon cbe tutti gli Orsini; nel dì seguente Manerid' Aquila, e Giacomo Mandosio
con bando furono espulsi lutti i diffidali. d' Amelia fu vice-senatore. Nel 1487 fu
Seguì la fimzione a'12 e riuscì senza di- senatore Girolamo Salerai o de Faler-
sordine, come si apprende dal Memoria- «/^veronese, che condannò il suddetto Vi-
le diPaolo del Mastro. Dobbiamo al ce- telli a suo tempo proseguiva il senatore
:

lebre ceremouiere Burcardo l'inleressan- ad aver giurisdizione nelle cause riguar-


!< descrizione della magnifica cavalcata, danti la Zecca di Roma. Sotto Innocen-
ed in tanti luoglii riportai, che riuscì piìi zo Vili e nel 488 l'eslremo supplizio che
1
ROM ROM 9
avea luogo nellallupe Tarpeao MonleCa- i complici col supplizio, ed egli condotto
prino, incominciò a eseguirsi suWa PUizza per la città , di tratto in tratto fu tena-
di Ponte Angelo ^o\e nolai gli altri lue-
s. gliato, indi squartato, ed esposte le parli

giù ove suole farsi. A Campidoglio dichia- in diiferenli porle di Roma, ad lerroreni.
rai, che non solo vi si eseguirono alcune Nel 1 490* 1 49 1 1" senatore LorenzoBon-'
giustizie, ma per infamia vi si dipingeva- signorij nel 1 492 e 1 493 Ambrogio Mi-
no a rovescio i rei di diversi delitti, co- rabili. Nel pontificato d'Innocenzo VII!
me i perfidi ed i crudeli ; ne parlai anco- scuopr'i V America Cristoforo Colombo di
ra nel voi. XXXI 1, p. 4i- A Mercato poi GenoK'aj e Granala fu tolta a'mori, per
dissi che certi delinquenti doveano slare cui si fecero grandi feste in
Piazza ISa-
in berlina a cavallo del Leone di marmo i'ona.Nel maggio 1492 Innocenzo VII£
delle scale di Campidoglio, con mitra di ebbe la consolazione di vedersi in Roma
carta ed il volto unto di miele. Inoltre a' suoi piedi Ferdinando I e il figlio du-
nel 1488, essendo senatore P^o/o Buon- ca Alfonso, imploranti perdono; ed a'26
compagni di Perugia, in Roma e nello sta- luglio mori. Passati i5 giorni fu Papa
to ripullularono molti guelfi e ghibelli- Alessandro VI^ ed il senatore Mirabi-
ni: gli Orsini invasero Perugia al diredi li essendo stato confermato nella dignità,

IVovaes, ed Alfonso duca di Calabria oc- fece gran festa in Campidoglio e inusita-

cupò la Campagna romana. Si trovano ti segni d'allegrezza : dell'incamisciata o


£'•
nel 1 489 diversi senatori, cioè il conte giuoco d'armi fatto nel dì seguente al Va-
inilio Parisani d'Ascoli, il conte Pietro Fi- licano, dal senato e da molti romani, par-
lippo Martorelli di Spoleto^ Andrea A- lai nel voi. XLV, p.i 18; la coronazione
lalrìni'i di Veroli, e il cavaliere y^g-o^/z/zo e possesso si celebrò a' 26 agosto con i-

de' con ti d' Onigo di Treviso, d'antica e splendida pompa. Dalla malattia d'In-
potente famiglia, letterato e profondo nel- nocenzo Vili a detto giorno, eranostate
le scienze legali, di cui Innocenzo YIII si uccise più di 200 persone in diversi luo-
servì in difficili e grandi affari. Romanci ghi dello stato, per cui il Papa nominò4
suoi senatori può vantare un bello stuolo commissari per udire le querele, e stabi-
di dotti giureconsulti, e ben a ragione ne lì il martedì d' ogni settimana per dare

va fastoso romano diritto, de' responsi


il Udienza a tutti e per rendere giustizia,
loro compilato, come notarono Pomponio, onde si conquistò l'animo del popolo. Nel
in EnchìridiojVancwoVìy De Leg. interpr.j 1493 elesse senatore Alberto Dlagalolù
O. Grozio, De vita J. Consull. Avendo d'Orvieto, e creò cardinale Cesare Bor-
Rrijazzetto II imperatore de'tur'chi dona- gia suo figlio, che già avea fatto vescovo
lo a Innocenzo Vili la sagraZrt/zc/^, e af- di Pamplona, poifamosoduca del Valeu-
fidata la custodia di suo fratello Zizìnio, tinois. Nel 1494 nominò senatori, prima

questi con solenne cava.lcata che descris- Andrea Negusanti di Fano insigne giu-
si nel voi. XXXV, p. 1 ^5, entrò in Roma reconsulto, poscia Agamennone Mare-
a'1 3 marzo 1489, intervenendo allo splen- scotti di Cal\>is à\ Bologna, già camerie-
dido incontro anthe il senatore Parisa- re segreto di Sisto IV. Morto Ferdinando
ni, che cogli altri l'accompagnò dal Papa Iredi Napoli, il figlio Alfonso II si gua-
in Valicano, ove Talloggiò, e donde Ales- dagnò Alessandro VI con ingrandirne i
sandro VI lo trasferì e rinchiuse in Castel figli, per cui Carlo VII! restando inesau-
s.Angelo. Nella biografia del Papa, ed a dito alla domandata investitura, calò in
Costantinopoli dicendo le gesta degl'im- Italiacon circa 3o,ooq uomini. Il Papa
peratori ottomani, ricordai che Macrino intimorito si ritirò in Castel s. Angelo :

per aver tentato di avvelenare Zizirao e il re giunse in Roma l'ultimo dell'anno,


lunocenzo Vili fu punito sevcranieule. nel modo detto nel voi. XXXV, p. '
76,
95

IO ROM ROM
e alloggiò nel Palazzo di s. Marco a- ^ Alfonso I duca di Ferrara, il cui fratel-
Tendogli romani rassegnalo le chiavi
i lo cardinal Ippolito d'Este a'aS dicembre
delia città. Alcuni cardinali trattarono di fu incontrato dai cardinali e prelati , e
(depone il Papa, per la simonia colla qua- dal senatore Chitani. Alessandro VI im-
le era salito al soglio apostolico; ma il re piegò le sue Milizie per formare un pos-
slimò prudenza tollerare il capo infetto sente stato all'ambizioso Cesare Borgia^
dellaChiesa,che destar lo scisma troncan- che avea rinunziata la porpora e fece du-
dolo : perciò nel 1 49^» venne a concordia, ca di Romagna. Quasi tutti feudatari e i

con patii indecorosi alla dignità pontificia. vicari della s. Sede furono cacciati o uc-
Il re partì per Napoli e se ne impadronì cisi: mosse guerra ai Colonna, ai Savel-

a*i5 marzo, conquistando il regno ini li) agli Orsini, facendo il Papa da capi-

giorni. Alessandro VI scomunicò que'na • tano generale. Prima di partire da Ro-


polelanì che V ubbidissero, si rifugiò in ma, commise la camera suae tutto il pa-
Orvieto, perchè Carlo Vili rientrò in Ro- lazzo a Lucrezia Borgia, come pure tut-
ma a' 20 maggio, e dopo due giorni ne ti negozi occorrenti, con autorità di a-
i

partì; restituendosi quindi il Papa alla prire le lettere, potendosi consigliare col
sua sede, fece successivamente senatori, cardinal Costa di Lisbona e con altri. Nel
Gio. Francesco Bolognini bolognese , e i5o2 furono senatori Polidoro Tiberti
Silvestro Baldoli oBadoli folignate, che di Cesena, e di nuovo Lante che conti-
venne confermato per altro semestre del nuò nel 1 5o3, supplito dal figlio Antonio,
1496, e dopo di lui Lorenzo Lante se- e succeduto a'3i marzo dal conte Car-
nese. In tale anno volendosi il Papa im- lo deMascliis di Rimini. Morì Alessan-
padronire del principato degli Orsini^ le dro VI a' 12 agosto, e fu il i.° che pose
sue milizie furono sconfitte a Bracciano, i suoi successori in grado di figurare, ed
ConlinuandoLanteiIsenatoratoneli497, anche essere tenuti come polenti sovra-
il Papa conferì vari dominii ecclesiasti- ni. Cesare Borgia saccheggiò il palazzo Va-
ci ai suoi figli, nati dalla famosa Lucre- ticano, e con 12,000 soldati assediò Ca-
zia o meglio Caterina oCatanea Vanno- stel s. Angelo e il Vaticano, per costrin-
2ia romana, moglie di Domenico Arigna- gere i cardinali a compiacerlo nella nuo-
ni unode'grandidi Roma. Indi nel 1498 va elezione. Il s. collegio ritiratosi nella
abbiamo 3 senatori: Gaspare Pallavici- chiesa di s. Maria sopra Minerva, fu cir-
ni y Giacomo Silvestrini ò.\ Norcia, Ci- condato dalle genti di Borgia; ma il po-
priano Pallavicini di Genova. Nel 149 polo romano avendo preso le armi , lo
furono senatori, Giulio Scorziali di Ca- liberò. Allora il capitano incendiò il pa-
stelluccia diocesi di Capaccio, valente giu- lazzo degli Orsini. A*22 settembre elet-

reconsulto , signore di Satiiano e altri to Pio III, liberò i dintorni dalle vessa-
luoghi, pieno di virtù; e Bernardo Falco- zioni dell'esercito francese, ch'era venuto
nieri d'Ascoli : neh 5oo nuovamente A- per la guerra cogli spagnuoli,eda quello
gamennone Marescotli, e Pietro Chitani del Borgia, il quale si raccomandò al Pa-
di Cesi, che proseguì nel 1 5o i . Alessan- pa contro le che vo-
forze degli Orsini ,

dro VI celebrò neli5oo 1*8,° Anno san- levano vendicare la morte de'Ioro paren-
to, e pel I .° formò le Porte sante j per la ti e la perdita di parte del palazzo. Pio

moltitudine concorsa protrasse il giubi- HI fece porre in Castel s. Angelo Borgia,


leo diqualche giorno; come pure fu il .** r e voleva ritenerlo sino alla restituzione
n concederlo poi a tuttoil mondo cattoli- de'tanli dominii occupati ,
quando mori
co. Neil 5oi Roma fu in feste per gli spon- dopo.26 giorni governo.Col i .°novem-
di
sali di Lucrezia Borgia figlia del Papa, bre fu eletto Giulio II, che mandò nel-
che questi avca investita di feudi , con la rocca ()l* Ostia Ccsaie Borgia, ma fug-
ROM RO AI II
g'i dal cognato redi Navaira; indi con- barazzarsene per la parola data. Il gover-
feicQÒ nel senatorato per altro semestre natore poi, con cortesi, brevi e risolute
de Maschis, e nell' anno seguente lo fece risposte, si sbrigava dai biglietti eamba-
proseguire nella carica e dichiarò conte sciale de'cardinali e di altri grandi. Cos\
del s. palazzo Lateranense. Divenuto que- Bonafede inesorabile e senza riguardi a
sti facoltoso , con disegno di Bramante veruno, colla prigione, con 4? 6 o io
fabbricò un bel palazzo in Rimini. Pri- strappate di corda alle braccia, date ia
ma di partire dal conclave, Giulio li con- pubblico avanti corte Savella, oltre le pe-
fermò governatore di Roma il celebre Ni- ne pecuniarie, restituì la piena tranquil-
colò Bonafede di s. Giusto, il quale poi lila a Roma e non fu lieve impresa, poten-
gli rappresentò Roma divenuta spelonca dosene leggere grinleressanli particolari
di ladroni, e tana d'omicidiari e banditi nella T^ita di Bonafede del conte Leopar-
d'Italia, tutti incedendo armali; quindi di, a p, 62 e seg. Per riformare poi la
risse, prepotenze, disordini, ed incredi- corte e famiglia pontificia, Giulio lì chia-
bile impedimento all'azione della giusti- mò ad abitare il suo palazzo apostolico s,
zia; per cui propose unico rimedio il ge- Gaeta no, e lo fece suo prelato domestico e
neraledisarnio,inclusivamentealla guar- prolonotario apostolico come s. Gaeta- :

dia papale quando si recasse al di là di no edificò tutti, lo notai nel voi. L VI, p 1 7.
Ponte s. Angelo. 11 Papa approvò il di- Nel 1 5o5 fu senatore Carlo de Grassis dì
visamento, e raccomandò ponderazione Bologna, nel i5o6 Giovanni de Morat-
e calcolar prima se poteva riusciie nel- lini di Forlì dottore di leggi. Giulio li
l'arduo intento, per gl'impegni de' car- si propose ad ogni costo di spogliare al-
dinali, baroni ed altri grandi signori. 11 cuni signorotti delle terre usurpate, ed
prelato l'assicurò avere tutto preso a cal- i veneziani di quanto aveano occupato.
colo, solo bramare promessa che avreb^ Richiamò Colonna, gli resti-
dall'esilio i

be rigettalo costantemente ogni doman- tuì le loro terre,maritò sua nipote Lu-
da di grazia, ed il Papa lo promise. Al- crezia aMarc'Antonio, e li beneficò al- :

lora il governatore, chiamato il senato- trettanto fececogliOrsini, ed a Gio. Gior-


re, il barigello, i capitani e gli altri of- dano Orsini die per isposa Felice sua fi-

comandò loro di levare le armi


fiziali, che avea avuta in gioventù. Per
glia le

ovunque le trovassero, essendo proibite sue imprese nella ricupera de' domini!,
dagli statuti e dalle leggi; quindi colla partì a'23 agosto i5o6, lasciando legato
sua mirabile fermezza riuscì a disarma- di Roma il cardinal Gio. Antonio San-
re il popolo. Dopo un mese il governa- giorgi, che per riverenza alla s. Sede non
tore fece banditerribili contro i delato- volle mai usare del diritto di farsi pre-
ri di armi, ancorché baroni, condottieri cedere dalla Croce astata o pontificia.
di squadre, famigliari e guardie del Pa- Furono intanto senatori, nel iSoy Gio,
pa e cardinali: e siccome la forza e virtù Battista de Castello bolognese, nel qua-
del governo consiste non già nel promul- le anno Giulio II tornò trionfante in Ro-
gar leggi, ma nel farle osservare, fu il ma a'27 marzo, e neli5o8 Anton Ma-
prejalo inflessibile con tulli nel rigoro- ria de Sala di Bologna, ed Egidio Auge»
so temperamento preso. Egli stesso per- lo Arca di Narni. Per la famigerata lega
ciò cavalcava per Roma col senatore ed di Camhray , non veneti furono
solo i

i solili ofTiziali, anche di notte, e talvol- vinti edoverono abbandonare l'occupa-


ta colla celata in testa e le armature sotto to, ma supplicare per 1' assoluzione dal
il rocchetto. Subilo tutto il mondo corse fidminato interdetto, che riceverono gli
da Giulio II a reclamare gl'imprigiona- ambasciatori alle porte della basilica Va-
li ; ma il Papa rispose non potere ini- ticana. Si registra ueliaog senatore Ga-
12 ROxAI ROM
kotto de Giialdis di Ri mi ni, nel 1 5» i o Pie- demolita la vecchia basilica Vaticana in-
tro Cenni i\'i Faeiiza, dello pure Indovi- cominciò la nuova, incomparabile n»era-
ni e creato cavaliere. Padre comune dei viglia del mondo; che sunluosamenleab-
ièdeli, Giulio II ritiratosi dalla lega, fu belli Roma e il Valicano, per opera dei
esposto al risentimento di Francia, pio- sommi Michelangelo, Raffaele, 15raman-
tetti ice del duca di Ferrara feudatario te, Peruzzi,Sangallo;dicendoildottoFea,
prepolente, ed alla guerra che gli dichia- che Giulio II dovi-ebbe quasi reputarsi
rò.Per meglio attendervi, dopo aver sco- il 3." fondatore di R.oma, per luttequelle
municato i suoi nemici, il i.^settemhre splendide benemerenze che a detto arti-
lasciò Roma e tornò a Bologna, e vi giun- colo riportai, e pe'5 milioni di ducati d'o-
se a' 22; ciò che disapprovando alcuni ro che lasciò e co'quali potè largheggiare
cardinali ligi ai francesi, osarono scisma- Leone X colle arti e colle lettere; il per-
ticamente ribellarsi e convocare il conci- chè al genio di Giulio II principalmen-
liabolo di Pisa, che Giulio II con loro a- tesembra doversi ripetere la gloriosa e-
iiatematizzò, e vincitore entrò in Miran- poca del risorgimento e della grandezza
dola; passò quindi in Ravenna e si resti- di Roma papale. Nel 5." giorno de* no-
tuì in Roma a'27 giugnoi5i i, essendo vendiali funerali di Giulio II, fu tenuta
senatore il conte Pietro de Squarcialupi da'cardinali la solila congregazione, ed i

di Firenze, che lo fu ancora nel seguente conservatori di Roma, uniti a molti ro-
anno. Nel medesimo i5i i a'27 o 28 a- mani, fecero istanza al s. collegio: Mo-
gosto, il Papa riuscì finalmente a paci- nasleriuni s. Pauli erigi in Ecclesia col-

ficare i Colonna cogli Orsini, colla coopc- legialam, et ibi canonicos romanos depu-
razione di Marc'Antonio Altieri ; ciò av- tar i^ cuìn Archipresbylero Cardinali , a
venne dopo il tumulto eccitato da Pom- somiglianza delle 3 basiliche patriarcali
peo Colonna vescovo di Rieti, e da Ro- Lateranense, Vaticana e Liberiana.
berto Orsini j quando cioè si credeva il Leone X della famiglia Medici, mece-
l'apa morto. A memoria dell'avvenimen- nate munifico de'Ietterati e degli artisti,

to, sigtjificante per Roma, Giulio II fece dopo 1 degnamente successe a


7 giorni
coniare una medaglia con l'epigrafe, Pax Giulio econ solennissima pompa ecol-
lì,

Romana : tutto e meglio si può vedere la spesa di 100,000 scudi prese possesso
ue'vol. XIV, p. 288, XL!X, p. i58. Ai della basilica Lateranense (essendo stato
10 maggio i5i2 il Papa incominciò la l'ultimo che nella meravigliosa cavalca-
celebrazione del concilio generale di La- ta incedesse cogli abiti sagri ), avendone

teranOjOve intervenne il senatore Squar- fatti distribuire altrettanti. Perdonò Pom-


cialupi, e prese posto dopo i generali de- peo Colonna, che poi creò cardinale, e fu
gli ordini regolari, registrato col titolo di Tra le prime sue
liberale coi Colonnesi.
Magnifico e Doniinus; fu pure alla ses- cure fu il compimento del concilio, nel
sione del 3 dicembre. Il gran Giulio II quale con un conservatore di Roma si

terminò di vivere a' 21 febbraio i5i3, recò il senatore Gia/io^corzrtfi della Ca-
mentre la sua gloria era giunta al più su- stelluccia, dal Papa nuovamente eleva-
blime apice,aveudo riempito l'Europa del to a tal dignità, e sedè dopo i ministri
lemutosuonome.Protesse magnificamen- regi. A Leone X si crede diretta una sup-
°
te le arti e le lettere, pel i formò in Ro- plica dai vecchi nobili romani, per ri-

!ua quel gran seggio, che leprirae tuttora muovere l'abuso introdotto nelle elezio-
prosperosamente vi mantengono. Fu egli ni delle magistrature civiche, precipua-
che die l'iniziativa e preparò l'aureo se- mente de'conservalori della camera di Ro-
colo che prese nome dal successore, come ma, in cui si ammettevano persone di na-
provai nella sua biografia, narrando che scila vile, vaccinari e persone ignote. Ne
no 'vi EO M 1 3
darò un La Se<\c ha governato
cenno. « s. bussolnre i più degni. Contro la disposi-

sempre questa citlà con timore e amore; zione d'Eugenio IV in luogo de'prirai cit-
col tiraoreper mezzo de'i^o verna lori e dei tadini romani, e fra' quali un dottore di
barigelli (di cui a Birri), coH'amore ser« legge, tranne pochi, sonosi imbussolali a
vendosi de'conservatori»Se in questa mo- rettori dèlio studio persone vili, e la mag-
gistraliu'a non si collocano uomini gravi gior parte essi stessi imbussolalori. Eguah
e benemeriti, autorevoli ecostiluili in co- niente fu ordinalo che non dovesse im-
spicua nobiltà , non possono andar bene bussolarsi una persona che per un solo
Je cose, come Io prova l'avvenuto nell'ul- officio o al più per due, ed al contrario
tima sede vacante, in cui la basilica e mo- alcuni sonostali imbussolali per 3 e anche
nastero di s. Paolo patirono violenze e per 4 offici a discapito de'figli, de'nipoti,
rapine. I Papi predecessori di vostra San- de'parenli. Fu ordinato che i soli cittadini

tità non aflidarono alla, sorte e alla for- nativi e i benemeriti fossero imbussolati,
tuna r elezione di tal magistrato ^ ma vi ed all'opposto è stata imbussolata una ca-
collocarono persone di merito,euno di es- terva di questi, fra' quali un vaccinaro e
si fu sempre dottore di legge, nella dura- molti incogniti. Elegga dunque la Santi*
ta del trimestre mai si costumò dipen-
: tà vostra 3 gravi e cospicui personaggi a
dere dall'arbitrio della plebe imperita, e conservatori, i quali sappiano e voglinno
avida di cose nuove. Fu talvolta usato il correggere le cose malamente falle, e di-
l)ussolo, quale scudo onde allontanare le sporle bene per l'avvenire; non che si de-
importune preghiere de'cardinali, e di al- sidera la riordinazJone dell'aimona, eal-
pur non
tre persone per favorire gli amici, cun' altre cose che il popolo romano ha
ostante ebbe luogo l'arbitrio delle nomi- stabilito di fare a gloria di vostra Santi-
ne. Gli attuali conservatori hanno tratto tà ". Quanto all' annona, dirò con mg.'^
in inganno la Santità vostra, nel chiede- JXicolai, Memorie sull'Annona di Eoma,
re a nome del popolo i'imbussolazione di t. 3, p. 67, che sebbene Leone X confer-
tutti gli offici, come apparisce dalle preci masse la giurisdizione delia prefettura del-
avanzate al s. collegio nella sede vacan- l'annona appartenente ad uno òe Chieri-
te, colle quali venne implorata l'imbus- ci di cnmera, nondimeno non fece altri

solazione soltanto degli offici restituiti, su provvedimenti. Anzi egli era per massi-
di che fu giusta la domanda, poiché non ma contrario alle leggi annonarie, e sole-
hanno alcuna giurisdizionaleamministra- va dire: » Che a volersi fare amicissimo
zione. I moderni conservatori temono che il popolo non bisognava per mantenere

molte cose si ritrattino e fatte da essi per- la città abbondante, stabilire prezzo al-
versamente, e perciò procurarono creare cuno a'iraffichi della vitlovaglia, e ch'e-
imbussolalori plebei, pochi eccettuati, e ra necessario, levando via gli appalti, la-
perloro mezzo imbussolarsi giovani ine- sciare ogni cosa libera e senza paura, ai
sperti, e molti anche di vilissima condi- privati voleri de'mercatanli, siccome an-
zione; sono poi stati rigettali i nobili, in che sono le bocche degli uomini percioc- :

disonore della Santità vostra e del popolo ché quella libertà preposta infìannnava
romano. E" stato prescritto che non sieno l'ingordigia de'mercatanli, e per loro con-
imbussolate più personed'un'istessa fami- corso ed invidia loro, ogni cosa poi veni-
glia per l'olficiodi conservatori, ed al con- va a buona derrata; e la città, riempien-
trario poi si è operato con imbussolarsi dosi i granai, abbondantissima diventa-
due delle famiglie ... Inoltre gli attuali va ". Osserva Nicolai, lodando il commer-
eonseivatori e priore de'caporioni hanno cio libero,cheperòil sapere adattare que-
imbussolati seslessi, figli, fratelli, e qua-
i i sto mezzoai bisogni e alle circostanze del-
lunque loroparenle, quando doveano im- le nazioni, ciò è stato riservato a pochi,
i4 KOM ROM
i quali abbiano saputo fare un calcolo e- proseguì neh 520 e nel 1^21, nel quale
satlo di tulle le particolarità dello slato anno riformò e confermò gli statuti dìRo-
che governano. LeoneXcreh senatori nel ma: questo senatore applicato alla mili-
i5i4 Giacomo Bovio ò\ Bologna, ilqua- tare disciplina era slato commissario a-
leconfermògli statuii de' vaccinari, ed in- postolico delle armi sotto Alessandro VI,
tervenne alla sessione del concilio de* 5 e generale delle galere pontificie di Giu-
maggio, e trovasi il suo nome registrato lio li. Sconfitto l'esercito francese, dal
dopo ministri regi; enei i5i5 il conte
i papale e imperiale, per cui la Chiesa ricu-
Pietro Borghese di Siena, che proseguì ad però i suoi dominii di Parma
e Piaceu'
esserlo nel i5i6 con massima lode. Per za, Leone X ne fecegrandi allegrezze in
que'motivi che descrissi alla biografìa, il Roma, in mezzo alle quali morì il i.**di-
Papa da Roma ili.° ottobre i5i5
p^rtì cembrei52i. Nel promuovere gli studi
per Firenze, onde abboccarsi in Bologna premiarne e
delle arti e delle lettere, nel
con Francesco I re di Francia^ lascian- proleggerne cultori, fu veramente ma-
i

dovi legato il cardinal Francesco Socleri- gnanimo, avendo il gusto sublime del bel-
nij e ritornandovi a' 1 8 febbraio 1 5i 6. In lo; onde lo splendore e l'incremento del-

parte di quest'anno e del seguentesembra le scienze e delle arti assai gli deve, e in
che fosse senatore Gio. Battista N.^che in- modo particolare Roma pei monumenti
tervenne al concilio nella sessione de'iG cui l'illustrò,! quali si ammirano neirC/'^-
marzo 1 5 1
7, e gli successe il conte Pietro niversilà romana^ nel Vaticano, sia per
de Squarciali!pi fiovenlìno e continuo nei quanto fece nel palazzo, sia nel prosegui-
i5i8. Leone X nel 1 5i 7 poco mancò che mento della basilica nelle gigantesche
non fosse vittima della terribile congiura proporzioni incomincialedairilluslre pre-
ordita contro la sua vita, che narrai nel- decessore, sia nel rinnovato Battistero La-
la biografia ein quelle de'6 cardinali che teranense. Le successive carestie ,
pesti-
ne fecero parte, de'quali 5 furono priva- lenze, occupazione di Roma e tremendo
ti della porpora, e Alfonso Petrucci de- saccheggio, rovinarono in tutto la flori-
capitato in Castel s. Angelo. Vedendosi da Roma e le fecero sensibilmente di-
il Papa poco amato da'i3 cardinali che minuire la popolazione; pertanto si dis-
componevano il s. collegio, nel i.° luglio se, che le scienze, le belle arti, e l'abbon-
ne creò e pubblicò 3 1 lo che Roma non , danza già goduta di tutte le cose, erano
avea mai veduto, né vide poi, come notai slate sepolte nella medesima tomba di
a Pjiomozioni :de'romani furono 8, cioè Leone X, con l'aureo suo tempo. Entra-
Conti, Cesi, Colonna, Cesarini, de Cupis, rono nel conclave del Vaticano 39 cardi-
Jacobazzi, della Valle, e Orsini. 11 senato nali, quanti mai per l'addietro non era-
e popolo romanogli decretò una statua in no intervenuti all'elezione di verun Papa,
Campidoglio, che esiste ancora in una sa- iquali a'g gennaio 522 elessero /^^nìi-i

la del palazzo de' Conservatori. L' anno no VI» non conosciuto, assente e dimo-
i5i7 fu altresì infaustamente memora- rante nella Spagna, perciò con generale
bile per l'apostasia dell' empio Lutero, e sorpresa; onde ai romani non fu grata l'e-
pei perniciosissimi errori che promulgò, lezione, temendo che potesse il Papa re-
da cui derivarono Iun2:ue guerre di reli- stare in quel regno, per cui usciti i cardi-
gione e 1 apostasia di milioni e milioni di nali dal conclave ebbero a soffrire non
,

cattolici, i Luterani ed una innumerabile poche ingiurie dalla sdegnata plebe. I ro-
quantità di pestifere sette di eretici, la mani scrissero a Adriano VI per eccitar-
cui eterna perdizione tuttora piange la lo a sollecitare la venuta, rimarcando
Chiesa. Il Papa iece senatore nel i5ig il (juanto notai nel voi. LV, p. 265, che Ro-
conte Gabriele Bonarelli d'Ancona, che ma possiede le teste de'ss. Pietro, Paolo
ROM RO M 1 5
e Andrea ,
quindi non esservi cosa più luti di Roma, cessando in sede vacante o-
gloriosa che il poterle baciare (ed io ho gni giurisdizione nel senatore, e dovendo
a vulo questa dolce consolazione rei igiosa, subentrare in suo luogo unode'conserva-
ed ivi lo notai). Come i cardinali in sede tori della camera capitolina, l'elezione la
vacante confermarono senatoreBona* il fecero gli altri conservatori, il priore dei
relli, altrettanto fece Adriano VI, e con- caporioni, e alcuni di questi col consenso
tinuò in parte del i523. I sagri elettori de'cardinali e del passato senatore Bona-
nel creare questo Papa, ebbero in consi- ed a' i5 prese possesso il conserva-
relli,

derazione, essere egli grandemente favo- tore deputato Giustino de Canusiis, per
rito nella corte cesarea, già maestro del durare sino all'elezione del nuovo sena-
potentissimo Carlo V imperatore e re di tore. A'i 8 novembre restò eletto Clemen-
Spagna, laonde poter meglio d'ogni altro te VIl^ per opera principalmente de'car-
riparareeabbatlerela crescente eresia lu- dinali giovani : se i principii del suo pon-
terana, che era l'affare che avesse allora tificato furono pacifici, la continuazione
la Chiesa di maggior importanza. Narrai divenne tanto burrascosa, che la Chiesa e
a Magia, che in questo tempo essendo in Roma non provaronogiammai sot-
forse
Roma la peste, fece un incantesimo De- to il regno di un sol Papa le dolorose ca-
metrio spartano , a cui il popolo prestò tastrofi cui soggiacquero. Nel 1 524 ^*-'ce

credenza, ma poi si pentì dell'errore coni • senatore il conte Simone Tornaboni fio-
messo, ed il male infuriò. Descrissi a O- rentino, zio di Leone X, e continuò nel
STiA come il Papa vi approdò, e ad In- 1 525 e nel 1526: in quest'annoper pren-
gressi SOLENNI IN Roma il suo trionfale dere possesso in Firenze della dignità di
a'29 agosto i522, facendo il senatore e gonfaloniere di giustizia, ottenne il per-
conservatori a Porta s. Paolo la tradizio- messo di stare in patria due mesi, facendo-
ne delle chiavi della città, alquanto de- ne le sue veci di diritto il conservatore
solata dalla Pestilenza che continuava. Domenico de Pichis e lo era a'29 mag-
Giusto e severo, a'3i emanò un rigoroso tempo di questo senatore Loren-
gio. In
bando contro detentori dellearmi, aven-
i zo o Lorenzeltode Medici parente del Pa-
do già gravemente ammonito cardinali i pa , di notte tolse le teste a diverse sta-
di non ricevere ne'Ioro palazzi banditi e tue antiche dell' arco di Costantino e al-

uomini di mal'affare, e vi lasciassero en« tri luoghi, di bel lavoro e fino artificio.
trare il bargello a eseguire la giustizia; in- Appena il popolo se ne accorse fece gran
di dedicò con zelo alla riforma della
si rumore, e il Papa ignorandone l'autore
Corte di Roma^ ed a correggere gli abu- lo condannò senza processo alle forche
si ch'erano segno de'sarcasmi degli ereti- chiunque fosse, eccettuato il cugino Ippo-
rivocando a'cardinali gl'indulti che go-
ci, lito de Medici poi cardinale. Questi si re-
devano^ e fece mettere in Castel s. Ange- cò dal Papa a scusar Loienzo, come gio-
lo il cardinal Sederini, per la segreta in- vane amante di anticaglie e ne mitigò lo
telligenza che avea con Francia. Nel 1 52 3 sdegno; però Lorenzo dovè partir da Ro-
Adriano VI mori a' 14 settembre, e sic- ma pei due bandi del senatore e de'capo-
come nemico delle antichità , de' poeti e rioni, che chiunque Io uccidesse sarebbe
delle Pasquinate j voleva far gittate nel premiato, per la grave orazione pronun-
Tevere il famoso simulacro di Pasquino, ziata al senato da Mario Molsa. Qui av-
così la mordace satira noi risparmiò do- vertirò che poi Clemente XII restaurò l'ar-
po defunto, ornando di fronde festive la co, vi pose una delle 8 colonne di giallo
porla della casa del suo medico, con que- antico, e la statua dello schiavo di cui
sta iscrizione: Liberatori Patriae S. P. Q. mancava, e le leste degli altri schiavi tolte
^- In virtù dell'ultima riforma degli sla- daLorenzo,il lutto con l'opera dello scul-
e

)G ROM ROM
tore Brncci ampliò la piazza pro-
: inoltre fra i motivi chea ciò lo determinarono ad-
pinqua per non impedirne il prospelfo. dusse il exeqnatur ordinatoal con-
/?^gf/o

^'elI 525 Clemente VII celebrò 'ì\c)° An- siglio di Spagna da Carlo V sull' esame
no sdufo, con poco concorso per la peste delle bolle pontificie. Siffalla alleanza of-
che invase Roma, per le guerre e tumul- i fese tanto l'animo di Carlo V, che tosto
ti de'Iulerani. In questo medesimo anno pubblicò la guerra al Papa. Furono i pri-
il Papa a'3o aprile si recò in cavalcala a mi a darvi principio neh 526 nella Cam-
visitare la basilica Laleranense, passando pagna e in R.oraa i Colonnesi partigiani
a dormire nel palazzo Colonna; nel di se- dell'imperatore, ad onta delle beneficen-
guenlei.*' maggio nella propinqua basi- ze loro comparlitedal Papa, il quale trop-
boa de'ss, XII Apostoli celebrò messa pon- [30 economo a vea licenziate le Milizie pon-
tificale. Dopo il banchetto imbandito dai tificie. Rifugge il mio animo, e noi con-
Colonnesi, dalle finestre rispondenti alla sente la qualità di questa mia opera e
chiesa, in questa vide lo spettacolo curio- l'ampiezza di questo arlicolo,di dettaglia-
so e improprio che soleva farsi per la fe- re il principio e ilfinedi tale guerra, di-
sta de'ss. Filippo e Giacomo, de' volatili pingere tutte le inaudite calamità e stra-
e acqua, che con clamore si gettavano al- zianti sciagure che patì Roma; nondime-
la plebe, e che descrissi nel voi. XIV, p. no si tenga presente V avvertita indica-
^89. zione, che le parole in corsivo, se articoli,
Narrai a Francia come il famoso Car- in gran parte possono supplire alla mia
lodi Bourbon contestabile di Francia, per- brevità, per le tante interessanti partico-
seguitiUo dalla madre del re Francesco larità in essi trattale. I Colonna uniti a d.
1 per la successione de'suoi stati, si diede Ugo Moncada viceré di Napoli per Car-
a servire Carlo V emulo e competitore lo V, fecero scorrerie nella Campagna,
sminuendo le forze di questo, e au-
del re, occuparono Ceprano e Bauco nella dele-
mentando le imperiali, de'quali fu fatto gazione di Frosinone. Allora Clemente
comandante dell'esercito di Lombardia, VII con bolla esorlò feudatari del regno i

quindi vincendo la battaglia di Briagas diNapoli a prendere le armi e difende-


ripigliò e tolse ai francesi lutto il duca- re gli stati di s. Chiesa, assolvendoli dal
to di Milanoj il quale volendo ricuperare giuiamento di fedeltà a Carlo V vassallo
Francesco I restò prigioniero di guerra della s. Sede, e muoversi contro i Colon-
a Pavia e fu condotto a Madrid, donde na. La bolla fu vuota d'effetto, ed in ve-
uscì a dure condizioni, fra le quali la rein- ce il beneficato cardinal Pompeo Colon-
tegrazionedel confiscato al Bourbon. Que- na proclamò in Roma la libertà alla ve-
sti quanto divenne caro a Carlo V , al- nuta del Moncada col suo esercito indi ,

trettanto fu disprezzato dalla sua corte, con questo Colonna a'20 o 26 settem-
i

considerandolo traditore del proprio so- bre 526 sorpreselo Borgo e la Città Leo-
1

vrano. Chela formidabile possanza diCar- nina, occuparono il Palazzo T^alìcano, lo

Jo V anche avendo fatto perde-


in Italia, saccheggiarono , insieme alla cappella e
re l'equilibrio europeo, determinò Cle- sagrestia pontificia, non risparmiando la
mente VII alla malaugurata lega di Co- propinqua Chiesa di s. Pietro in Fatica-
gnac conYi'dincesQO I e altri, e contro Car- no, e massacrando la Guardia Svizzera
lo V, che allora chiamala Santa Le^a pontificia. Il Papa certamente vi sareb-
per esservi alla testa il Papa, per quanto be perito, se pel corridoio che da detto pa-
questi n'ebbe a soffrire con più di ragio- lazzo comunica col Castel s. Angelo, in
ìie fu poi della Lega funesta a .ma San- questo non prontamente rifugia-
si fosse
tilày e pei fatali danni che gravitarono su to con alcuni cardinali, acremente rim-
Roma e sua Campagna, Clemente VII proverando il Castellano Giulio de Medi
ROM li OM 17
ci per aver trovalo il forte sprovvisto cfi liei luterani chedicevanosempreiV/tePdt-
tulio, senza provvisione nemiaeno per 3 pa^ non lo vogliamo; uno de' quali chia-
giorni, senza m unizione, ne suiìiciente pre- mato Verde Sii va erasi proposto colla pel-
sidio, li perchè Clemente Vllin costret- le del Papa farsi una frusta e portare su-
to cliiamar la sera d. Ugo Moucada, in- bito la nuova di ciò a Lutero, per avere
\iando in casa Colonna per ostaggi i car- resistito alla di lui parola di Dio! I Co-
dinali Cibo eRidolfi. Benché vi ripugnas- ionnesi avellano io, ooo armati. Adonta
sero i Coionnesi, vi si recò il viceré, gli delle pioggie e delle nevi,
Borbone tra-
portò la mitra pontificia e un pastorale ru- versò montagne, infervorando le cru-
le

bati la mattina il Papa concluse una tre-


: deli sue truppe colla promessa di ricco
gua 8 mesi e capitolò con Launnoy
di , bottino in Roma. Giunto nelle vicinanze
generale supremo degl'imperiali, che gli della capitale del mondo, avendo affa-
impose il licenziamento delle truppe, e mato l'esercito, con poca artiglieria, pre-
potè restituirsi al Vaticano. Ma ritorna- se il pretesto di domandare al Papa ii

te in Roma le milizie di Lombardia, Cle- passaggio per andare a Napoli e gli fu ne-
nrente VII scomunicò i Colonna, invase gato. Renzo assicurò Clemente VII e la
PalianOfGenazzano e altri loro feudi, eso- corte che i nemici come privi di vetto-
spese il cardinal Pompeo, il quale fece ap- vaglia appena due giorni potevano re-
pendere sulle porte delle chiese di Roma stare intorno le mura, e T esercito della
benché
l'appellazione al concilio generale, lega poteva al più lardare un giorno a ve-
condannata. Si venne a nuovi patti che nire, ond'erasi sicuri della vittoria. Intan-
non si vollero osservare dal deteslabileco- to i Colonna mandarono provvisioni al-
mandante dell' esercito, che poco dopo l'esercito, e questo si accinse a prendere la
piombò sull'infelice Roma a persuasione città. I romani malcontenli di Clemente
de' Colonna e di Alfonso I duca di Fer- VII, restarono indiflferenti e tranne pochi
rara, il cui spietato saccheggio predisse a si ricusarono difendersi, passando il Papa,

Clemente /^//Brandano. Sentendoli Pa- dopo essere stato perplesso se dovea uscir
po che il contestabile di Borbone si pro- da Roma, coi cardinali e parte della corte
poneva di prendere Roma, gli scrisse let- in Castel s. Angelo, poco o niente provvi-
tere pei* ispiegazioni, n'ebbe invece ingan- gionatO) essendosi aflfatto mancato di pre-
nevoli assicurazioni che non pensava a videnza e incautamente troppo confida-
questo, ma a Firenze; per cui impruden- to negli alleati, senza essersi muniti di di-
temente licenziò tutti i fanti delle bande fese atte ad affrontare una frotta di lupi
nere che avrebbero potuto disputare al voraci, gentaccia gregaria nella più parte.
nemicola meditata in vasione.Neli 52 yes- ProfittandoBorbone d'una densa nebbia,
sendo Roma indifesa, tranne que' pochi a'5 maggio per Porto 5. Pancrazio e Por-
prodi capitani della Milizia^ Renzo ed la Cavalleggieri sì awìc'mò aWe Mura di
altri Orsini (ali.° essendo affidata la di- Roma dalla parte detta la Città Leoninay
fesa della città), Baglioni, Savelli e Far- e nel di seguente l'assalìnelle porte v^e^
la gente collettizia che si potè radu-
nese, e tirnìana e s. Spirito. Al i ."assalto essendo
nare,avendo ritardato soccorsi convenu- i Borbone con sopravveste bianca, dopoa-
ti i francesi, inglesi e altri collegati, marciò vere arringateli soldati (col capitano Pier
su di essa Borbone con 1' esercito impe- Maria Rossi nemico del Papa) animando-
riale di 4o,ooo uomini, composti di 6ooo li a scalar [e mura (sopra una mezza co-

cattivi spagnuoli sottoil comando di A- lonna che fu posta poi in capo di Borgo
Iarcon,di circa 4ooo ebrei,di 3ooo ita- Pio presso s. Anna, ove in seguito fu scol-
liani avventurieri ladroni e sicarii, il resto pita un'iscrizione di Gregorio XIII, come
tedeschi nella più partearrabbiali e fana- leggo inTorrigio, Grotte Faticane, p.
VOL. LIX..
j8 ROIM ROM
260), mentre dandone resempio vi
egli larono donne, e le sagre vergini nei
le

appoggiava la scala, un colpo di palla ra- monasteri; si commisero le più atroci bar-
mala lo trafisse mortalmente, tra il ven- barie, co' preti, religiosi, véscovi, prelati,

tre e la coscia dietro le reni (vol.XllI, nobili, magistrati , nessuno eccettuato, e

p.255, XLV,p.i i7,XLIX,p. 3o4,ove con que'cardinali che non poterono fuggi-
parlai di sua armatura che sta nell'Arme- re. Immensa fu l'uccisione de' romani, e

ria delle yi/zV/z/epapali, edi chi l'uccise), pochi di quelli che sopravvissero andaro-
pressoPorlas.Spirito^ donde segretamen- rono esenti, oltre il saccheggio delle case,
te fu trasportato nella cappelletta de'Goz- da contumelie le più invereconde e tor-
zadini detta della Madonna deIRefugio mentose, come tra tanti s. Gaetano, e Ca-
(ove sino as.Pio V erano appese alcune raffa poi Paolo IF.AWe biografie de'car-

bandiere gialle tolte dai romani ai nemi- dinali raccontai cpme furono derubali di
ci ) Porta Cavalleggjeri vicino alle
fuori tutto. Un romano avendo bellissima la
fornaci, ove poco dopo spirò, laonde vi fu mogliejpiultoslo che vederla vittima, co-
posta questa iscrizione: Qw? è morto Bor- me tante altre, della militare licenza, l'e-
bone. Il suo cadavere, per timore che fos- sortò a farsi uccidere e collo stesso pu-
se oltraggiato dai romani, venne poscia gnale si tolse la vita. La bella villa che il

dai suoi soldati più aflezionali portato Papa aveva alle falde del Monte Mario,
nella fortezza di Gaeta^ ove di esso rac- che i nemici guarnirono d'artiglierie, fu
contai cose curiose, avendo notato a Be- arsa e distrutta. Al Governatore di Ro'
fana che il suo nome d'allora in poi ser- Vìa Rossi che aveva arringalo il popolo in
vì di spauracchioai fanciulli, col Bocioe Araceli, prima che superassero le mura,
Barbocio. Qui rimarcherò una singolare essendo successe delMonte poi Giulio IH,
coincidenza. Il regnante Pio IX nei 1849 fu salvato con altri distinti prelati da cer-
trovandosi in detta fortezza ricevè le chia- ta morte per una cappa di cammino dal
vi di Roma, presa da un altro francese cardinal Pompeo Colonna, il cui animo
e dalla stessa parte espugnata! Camillo fiero si scosse alla vista di tanti feroci ec-
Orsini difese quanto potè le mura della cidiJ, per cui salvò molli nel palazzo del-
Città Leonina, e forse fu suo il soldato ro. la Cancelleria, come dissi nel voi. VII, p.
mano Francesco Valentin] del rione Pon- 198, insieme all'edificazione della chie-
te, che colpì Borbone, al quale sottentrò sa di s. Andreafuori della Porta del Po-

Filiberto principe d' Grange (di cui an- polo, fatta erigere da Giulio III per lo
che a PAESiBASsi)luterano, che con par- scampato pericolo. Generale fu la carnìfì-

te dell'esercito entrato in Roma a 1 3 ore, il depauperamento ne'terribilissimi


cina e
nel dì seguente essendo i ponti senza di- due mesi in cui durò il rovinoso sacco, il
lésa guadagnò il rione Monti, e corse la njaggiore di lutti dacché esisteva Roma.
città quanto si estende dal Monte Giani- Gl'iniqui soldati luterani indossale le cap-
colo al Laterano. Fu fatta strage di 700 pe cardinalizie in Cavalcata bestialmen-
soldati che conducevaRenzo pusillanime, te vollero contraffare i cardinali nella e-
e la guardia svizzera in pezzi; profanate lezione del Papa, col portarsi in una del-
e spogliate tutte le chiese, ninna eccettua- le cappelledel Vaticano, ove con abbomi-
la, inclusivamente alla Chiesa di s. Pie- nevole adunanza, imitando beffardamen-
tra, ove si frugò come altrove anche nei te leceremonie del conclave, deposto Cle-
sepolcri, compreso quello di Giulio Ile mente VII, elessero Ptìpa Lutero, cui tut-
Sisto IV, per rubare quanto avevano di ti dierono volo , e per tale ridicolosn-
il

valore. Le reliquie empiamente oltraggia- roente lo proclamarono, come ricordai nel


te, dopo presi i reliquiari la ss. Eucari- : voi. XL, p.189, dicendo pure di qunolo
stia calpestata e fattone ludibrio. Si vio* si era proposto di fare Tni dente Fui sten-
Il OM ROM 19
l)erg oFrancsperg, che Dio punì innanzi re de'divoli al Papa. Notai nel voi. XLV,
che arrivasse in Roma. Nel voi. XLl , p. p.i IO, che Amico di Arsoli con alcuni pa-
9.47 deplorai il fatale bruciamento degli trizi, e coi corsi ch'erano agli stipendi del
archivi palatini, nella sontuosa Cappella popolo romano, fecero man bassa sugli
Sistina , che rimase peiciò annerita , la spagnuoli e tedeschi, in un'irruzione, non
quale i furibondi soldati convertirono in perdonando a quelli ch'erano negli ospe-
stalla: altri preziosi archivi e insigni bi- dali, ed agli artisti stabiliti in Roma. IVIa

blioteche perirono pel fuoco. Erano que- ciò sarà avvenuto quando la città non a-
sti i cristiani riformati da Lutero! Lo spo- vea più il grosso dell'esercito, ovvero n'e-
glio di tutto quello che non si riuscì a na- ra parti to,perché altri soldati sopraggiun-
scondere (nel 1700 scavandosi le fonda- sero ad aumentarlo o rinfrancarlo delle
menta del palazzo Verospi al Corso, fu perdile fatte. Si vuole che in questo di-
trovato un riposlino con 60,000 scudi, ivi sgraziato anno fosse senatore bidello Pia-
nascosti in tempo del sacco, come narra cidi de Laniotta nipote di Borbone, an-
il contemporeneo diarista Cecconi), tan- che con titolo di governatore. Finalmente
to sagro che profano, si fece ascendere Clemente VII si trovò costretto a capito-
da alcuni al valore di più che 20 milio- lare il 5 giugno, dando per ostaggi car- i

ni; altri dicono meno. Tutte quante le dinali a lui più cari, come Orsini, Cesi ,

scelleraggini di questa spaventevolee me- Trivulzi , Cesarini , e alcuni vescovi poi


morabile catastrofe, la mano non ha for- mandati a Napoli , assoggettandosi con
za descrivere. Intanto Clemente VII stret- quelle pecuniarie condizioni, che riportai
tamente assediato in Castel s. Angelo, nel voi. X, p. i85, e con 1 3 cardinali po-
danneggiati anche dalle vi-
gli assediati tè ottenere a' 1 3 agosto d'essere tradotto
cine cappelle ch'erano sul Ponte s. An- in Vaticano per meglio evitare la peste

gelo, Sì straziava l'animo dalla congeriedi ch'erasi incrudelita, guardali dal capita-
tante devastazioni "e orrori, e per colmo no Ferdinando Alarcon o Alicornio e da
di sventura simultaneamente la peste e 1000 spagnuoli con molla durezza. Pe-
la fame flagellavano la città e 1 Castello. rò de Lagna, commentatore d'.Ortiz,De-
Nelle angustie in cui trovavasi Clemente scrizione del viaggio d^ Adriano VI, nel
VII, fu impiccata una donna per avergli discolpare gli spagnuoli, fa altrettanto di
somministrato delle lattughe. In Castel questo capitano, ed anzi dice che cooperò
s.Angelo morirono non pochi, pure il Pa- alla conservazione e liberazione del Papa,
pa in tanta miseria e cordoglio, onde coi cui usò tutto il rispetto, e con Ortiz asse-
cardinali si fece crescere la barba, vi fe- risce, che gli salvò la vita che certamen-
ce due promozioni di cardinali, per ri trar- te gli avrebbero tolta gli esaltati e barba-
ne delle somme ne'bisogni in cui trovava- ri luterani. Ma se é quello, come pare, che

si : gli artiglieri pontificii si fecero onore nel 1 5 5 avea comandalo


1 l'eccidio di Ri-
nella difesa, da si preponderanti forze, patransone, le difese de'due suoi conna-
qualche volta divise per disputarsi con zionali hanno poco peso. Vi furono purè
uccisioni le prede, le quali passarono in storici che scusarono Carlo V, che allora
altremani, avendo Dio presto punito col- trovavasi nella Spagna , avendo detto a
la morte molti di loro, nonché il tradito- Geemania e a Milizia ch'egli o chiuse gli
re viceré Launnoy, Moncada e Grange, occhi, o ignorò la spedizione di Borbone,
lo che rilevai nel voi. XLV, p. i io, ac- e ch'essendo 1* esercito composto di gen-
cennando ladronecci, le taglie, le contri-
i te raccogliticcia, e pagato dai loro capi,
buzioni d'ingenti somme imposte a titolo egli non poteva giovare alla liberazione
di riscatto : fecero il resto i terrazzani di del Papa sinceramente o slmulalamen-
:

casa Colonna, i quali malmenarono le ter- te, é certo che alla notizia della prigionia
20 Ft OM ROM
di Clemente VII, e degli eccessi commes- sleale, in vece abusò delle forze de' vene-
si in Roma, sospese le feste per la nasci- ziani, per espellere da Perugia Gentile
ta di Filippo II suo figlio, fece vestire la Baglioni che la teneva pel Papa, conse-
corte a lutto e ordinare preghiere e p4*o.- gnando la città a'figli di Giampaolo Ba-
cessioni per la liberazione del Papa. Che glioni. La sua condotta sarà sempre ri-

questa dipendesse da lui risulta dalla mis- provata, dovendo riconoscere dalla s. Se-
sione che n'ebbe il suo confessore Qiiigno- de la sua grandezza. Troppo tardi il re di
nes dal Papa, il quale poi lo creò cardi- Francia spedì in Italia il valoroso Odet-
nale, e dalle minacce fatte airimperato« to di Foix visconte di Lautrec,che dopo
re dai re di Francia e d'Inghilterra, che ripreso il Milanese, 3*17 febbraio i528
riportai ad Avignone , come proposto al costrinse l'esercito imperiale alla parten-
Papa per rifugiarsi in questo suo domi- za, in unione al cardinal Lorenzo Cani»
•iiio. Ivi dissi ancora, che coi cardinali lo joeg'g:/bolognese,fatto legato di Roma ben-
si voleva portare nella fortezza di Gae- ché il Papa fosse in Castel s. Angelo, ed
ta, e che a furia di preghiere ottenne di- il quale con la sua prudenza e saviezza
lazione alle risposte che doveva mandare erasi adoperato, coi generali dell'esercito,
l'imperatore. Tuttavolta non debbo ta- invasore a moderare la sfrenatezza e li-

cere che Carlo V scrisse una lettera di giu- bidine de' soldatacci. Ci volle molto per
stificazione al senato romano. Mancando fare uscire da Roma l'esercito benché di-
a Clemente Vili mezzi per soddisfare al- minuito, essendo i5oo cavalli, 4ooo fan-
le convenute condizioni e non fidandosi ti spagnuoli, 25oo italiani e abruzzesi, e
degl'imperiali, si fece riportare in Castel 5ooo tedeschi, il resto avendoli uccisi la
s.Angelo o v'ebbe luogo un'altra conven-
y peste e i combattimenti fatti tra loro. I ca-
zione^ poiché Carlo V si contentò che ri- pitani dovettero faticare a farsi ubbidi-
tirandosi dalla lega restasse neutrale,e non re da quegl' indisciplinati, ed il popolo
si opponesse alle sue imprese; concedes- romano die loro 20,000 scudi, onde se
se il prodotto della bolla della crociata, la ne andarono a Napoli. Venuto a Roma
decima suibenefizidi Spagna, forti som- l'abbate di Farfa Orsini , mentre s' im-

me agli spagnuoli e tedeschi,ostaggi, Ostia, barcavano molti spagnuoli e tedeschi coi


Civitavecchia e Civita Castellana per ga- tesori rubati, glieli tolse e uccise. Saputo-
ranzia. Adempitosi tutto dal Papa, Gran- si dall'esercito, si vendicò con mandare a

ge e Moncada sempre tergiversavano ad fiamme e fuoco Rocca Priora e Valmon -


effettuare la liberazione di Clemente VII, tone. Tuttavolta l'Orsini gl'inseguì, mol-
finche di suo ordine Benvenuto Cellini li ne uccise, e tolse loro il predato. Mor-

che si era impegnato a difenderlo, disfe- to dipoi Lautrec di peste a Napoli, ro- i

ce le gioie de' triregni pontificii, le cucì mani per grato animo gli celebrarono so-
nelle vesti del Papa e del Cavalierino suo lenni funerali e molti suffiagi. Descris-
famigliare, quindi Clemente VII travesti- sero la storia di questo saccheggio mol-
to da mercante fuggì in Orvieto con Lui- rammenterò: Jacopo Bonu-
tissimi, e solo
gi Gonzaga detto Rodomonte di Manto- parte di s. Miniato Ragguaglio storico
,

va e alcune milizie,ove restò 6 mesi. I con- di tutto V occorso giorno per giorno net
federati del Papa poco e troppo tardi o sacco di Roma deli^ij. Colonia lySS.
nulla fecero. I veneti ne commisero la li- Alcuni pretesero che tale giudiziosa, im-
berazione al duca d'Urbino^ che tempo- parziale e diligente storia fosse opera diBe-
reggiò per vendicarsi dello spoglio degli netletto Varchi. Dialoghi due^ V uno di
stati ch'avea soff*erto sotto Leone X; avan- Mercurio eCaronte^dove si racconta quel-
zò ad Orvieto e restò impassibile, mentre lo che accadde nella guerra dopo il i5iì;
poteva salvare Roma. Questo principe l'altro di Lattanzio e d'un Arcidiacono,
ROM ROM 21
nel quale si trattano le cose a-venute in me, cioè Farnese che gli successe, /^^ //e,
Roma nel 5i 7 Venezia. Cesare Grolerio,
1 , Spinola^ Cesi. Avendo fatta pace con Car-
Hisloria expiignatae, et direptae Urbis lo V,si portò a Bologna per coronarlo; pri-
Romaeperexercitiim Caroli F imp. die 6 ma confermò legati di Roma i detti car-
niaiiì52YjClem.FXIPont.yPav\s'ììs GSy. 1 dinali, stabilendo colla bolla CumCaris-
Francesco o meglio Luigi Guicciardini, // simusj de'6 ottobre, che morendo il Pa-
sacco di RotDa,Par\^ii66^.Narratio hi- pa fuori di Roma, ivi soltanto si eleggesse
storica quo pacto i/rbs Romae die 6 mail il successore, ovvero ne'luoghi che notai

mensiSj anno i52'j ab exercitu Caroli V nel voi. LÌI, p.169. Lasciò Roma a'y ot-
imp. duce Carolo Borbonio oppugnata, tobre, avendo descritto la splendidissima
capta^direpta^i^astataque si t, Franco filili duplice funzione della coronazione con la
162.5. Roma a Gothis Jlarico duce ca- Corona di ferro e colla Corona imperia-
pta, et direpta a Vandalis
annoilo, et e 24 febbraio i53o, nel voi. XVII,
le^ a' ':t2

capta duce Genserico rege anno 4^5^ et p. 22 e altrove, con solennissima caval-
I

a Caroli F^ exercitu contrafidem datam cata : a*c) aprile ritornò a Roma, secondo
duce Borbono capta j et misere direjjta Ferlone, Piaggi de' Papi. Neh 532 a' 18
anno i52y. Patrizio de Rossi fiorentino, novembre Clemente VII ripartì per ab-
Memorie storiche de^ principali avveni- boccarsi con Carlo V in Bologna, pernot-
menti politici d'Italia seguili durante il tando in Castel Nuovo
di Porto e per ,

pontificato diCleniente FU, Roma 1 887. Civita Castellana e Rignano proseguendo


Si può vedere anche Rinaldi, che di que- il viaggio; a'2r marzoi 533 rientrò in Ro-

ste turbolenze ne parla con dettaglio ne- ma. Nel i533 ne ripartì a' 9 settembre
gli 4 nnali ecclesiastici y negli a*inii52 7 per Pisa^ e per mare a Marsiglia, onde
e 1 528. Essendo il Papa passato a Viter- trattare con Francesco Ire di Francia del-
bo, Enrico Vili gli domandò di fare Z?/- la riduzione d'Enrico Vili alla vera reli-

vorzio colla regina Caterina, che prima gione, e dare in matrimonio a Enrico li
temporeggiato e poi negato, fu motivo di suo figlio la nipoleCaterina; avendo prima
sua apostasia e del deplorabile scisma di in concistoro dichiarato legato di Roma
Inghilterra j come pure sotto questo in- il cardinal Antonio deìMonté, ed a'3o a-
felice pontificatoebbero principio PrO' i gosto spedito la bolla Licet varìae, con-
testanti. Clemente VII a'6 ottobre 1 528 fermatoria della precedente sulla elezione
rientrò in Roma, ed appena vide compe- del Papa in Roma, in caso di sua morte.
rasi ridotta, non potè trattenere le lagri- Ritornato a RomaClementeVII a'ió di-
me e pianse sembrando quella anzi un
, cembre, vi rese il suo spirito a'25settem-
cadavere di città, che città. Nel medesi- brei534.
mo anno il Papa nominò di nuovo se- Paolo ///dopo essere slato due volte
natore il Tornaboìii e proseguì ad esser- legatodi Roma, nell' assenza del prede-
lo per un decennio. ^'1 5 novembre fece cessore, ne occupò la sedeagli 1 1 ottobre
celebrare una solennissiraa processione da con sommo giubilò deVomani,perchèdo-
s. Marco alla basilica Vaticana, pel ricu- pò Martino V non avevano più venerato
pero di molte s. che diversi del
reliquie, altro concittadino per sovrano e padre,
regno di Napolicon grossesoramedi de- avendo indicato nella biografìa le loro e-
naro poterono acquistare dai soldati che sultanti dimostrazioni. Insorta guerra coi
le avevano rapite; altre le avevano na- Colonnesi,fece occuparne gli slati e diroc-
scoste canonici della medesima. Essen-
i care la fortiezza di Paliamo. Paolo III a'3
dosi il Papa pericolosamente ammalato settembre 1 535 partì per Perugia, per-

nel 1529, a'26 maggio dichiarò legali di nottando in Castel Nuovo di Porto; ritor-
Roma acciò la governassero in suo no«^ nò in Roma agli 8 ottobre, dopo a ver dor •
22 ROM ROM
mito alla Storia, incontrato dal senatore nel i 545 andò a Busseto nella diocesi di
e conservatori di Roraa e dalla curia. Pro- Boi'go s. Donnino y^QV rimuOvereCarlo V
mulgò la celebrazione del gran concilio dalla guerra, indi passò a Bologna. Suc-
di Trento^ ed accolse in Roma a'5 aprile cessivamente destinò senatori nel 1543
1 53 Gelarlo Vcon///gre550 solennec\\e de- Francesco de Gualdis d'i Rimini, stato al-
scrissi a quell'articolo, con archi trionfali, tra volta; nel 1 544 '^ conte Nicolo Tolesa-
passando pure sotto quelli di Costantino, «odi Colle, prorogato sino al 1 546, in cui

diXitoe diSettimio SeverojricevutoaPor- agli maggio gli successe Francesco Bel'


1 1

ta s. Sebastiano da tutti baroni e cittadini i lincino diModena, insigne giureconsulto:


romani, dai conservatori e senatore con- 4 cardinali concittadini gli avevano pro-
te Cesare de Nobili ìxicchese fatto nel pre- curato tale onore, perchè il cardinale Mo-
cedente annodai Papa, con magnifici abi- roni neavea ottenuto la cittadinanza, pe-
ti: i cavalieri ed i conservatori sostennero rito ancora nelle lingue e nella lettera-
le aste del baldacchino di broccato e ince* tura, continuando nell'officio sino alla
derono alla staffa dell'imperatore. Di sua sede vacante. Mori il magnanimo Papa
dimora si ponno vederci voi. XII, p. i3';r, a* IO novembre i549>dopo aver prose-
L,p.3o2,LI,p.4ei24,ove dissi chenell'a- guito la basilica Vaticana,ed eretto la con-
sceudere sulla cupola del Pantheon, un tigua magnifica cappella Paolina e la sa-
romano voleva gettarlo dall'apertura per la veramente Palazzo
regia; edificato il

vendicareRoma del sacco sofferlo.Qui ag- apostolico di Aracoeli propinquo alCam -


gi ungerò,cheÀmaseo sentendo che Carlo pidoglio,che decorò e abbellì con disegno
V passava sotto le sue finestre, subito le di Michelangelo, il quale vi edificò il pa-
fece chiudere e non volle allattò vederlo. lazzo senatorio sopra quello fabbricato
Neil 537 Paolo III elesse senatore il conte da Bonifacio IX d'ordine de' conservatori
Francesco de Gualdis di Rimini, e lo fu del popolo romano, ed anche suoi sono
pure nel i538. In questo Paolo III dopo idisegni de'due palazzi de'medesimi con-
avere crealo legato di Roma il cardinal servatori; di pianella stessa piazza col-
Vincenzo Carqffayiì'2.3 marzo parli per locò il prezioso monumento della bella
Lucca j ^ev Piacenza e per Nizza, per- statua equestre di Marco Aurelio; ridusse
nottando a Monte Rosi o a Formello da- in miglior forma il fabbricalo di Roma,
gli Orsini, ambedue i luoghi trovandosi per quanto dissi alla biografia e alle al-
. nominati nel Diario di Martinelli, presso tre sue opere, eche meritò una statua in
Gallico, /dcta caerenionìalia. Ritornò a Campidoglio. Fu pianto da tutto il cri-
Roma a'24 luglio, e fu incontrato al mo- stianesimo. Nella sede vacante subentra-
do descritto nel voi. XXXV, p. 80, do- 1 rono nell'esercizio del senatorato, giusta
po aver trattato con Carlo V e Francesco gli statuti, i conservatori AngeloMassinu\
1. E' gloria di Paolo III l'avere nel iSSq Giacomo Crescenzio Tiberio Naro. Mo»
approvati i Gesuiti q,\\ mirabile lifcro de- vendosiiColonnesiJDer la ricupera de'feu-
gli Esercizi spirituali. In dello anno de- di, loro tolti per ribellione, ed essendovi
putò senatore Antonio Berneri di Par- gran timore in Roma di tumulti, il s. col-
ma, e fu prorogato a tutto aprile i5^i. legio affidò la custodia della ciltà al pre-
Nel 1 54 Paolo IH parti a'27 agosto per
1 fetto Orazio Farnese con 4ooo soldati e
Zwccrt perpacificare Ca rio V conFrancia, 4 tribuni, cioè TorquatoConti, Giulio Or-
dichiarando legato di Roma il cardinal sini, Nestore Baglioni e Papirio Capiziic-
Ridolfo Pio di Ciupi: altri dicono che lo chi: la guardia del Valicano fu data a Ni-
fu quando il Papa andò aNizza,madal colò Orsini con 5oo militi oltre gli svizzeri.
Gattico si ha la destinazione del summen- A'7 febbraio i55o fu eletto Giulio IJf,
tovato; anzi lo fu ancora quando il Papa f nello stesso giorno levò la gabella del
,

ROM RO M 23
macinato e altra sui coutratti,u$anJo ma- ce altre opere nella basilica e palazzo Va-
gnifica liberalità col popolo romano. Noò ticano. Cessò di vivere a'23 marzo i555,
valutando la destinazione di Pietro Disto e dopo 16 giorni gli successe il virtuoso
in senatore, fatta con aspettativa dal pre- Marcello II, che sotto Clemente VII a-
decessoi'e, nominò in vece il conte Taru- vea restituita la tranquillità a Pioma e al
gio de Tarugi di. Monte Falciano marito Papa, dimostrando falsa la voce sparsa
di sua nipote, e lo confermò ne'due se- che dovea seguire un diluvio universale.
guenti anni. Celebrò il i o.° ^nno santo Dal contemporaneo Atanagi, Lettere dei
promulgato da Paolo HI, ed in esso in- principi p. 6, si rileva, che nel medesi-

cominciò il benemerito istituto del soda- mo giorno della morte del predecessore
lizio e Ospizio della ss. Trinità de pelle- Giulio III « dalli cardinali fu fatta con-
grìni, miracolo di cristiana ospitalità. Il gregazione sopra le cose, et governo del-

Papa vi curò l'abbondanza, e nel seguen- la città, della quale Ascanio della Cor-
te anno per la gran carestia che patì Ro- nia (nipote di Giulio III e fratello del car-
ma, obbligòi proprietari del grano di ven- dinal Fulvio) fu eletto Consule, benché
derlo a prezzo determinato. Nel 553 creò 1 questi baroni romani contendessero, di-
senatore il conte Bernardino de Medicis, cendo esser haver cura del-
officio loro

che proseguì nell'uffizio sino al 1 557, ed la città ; poi hebbero patienza, " Nella

al cui tempo dice Vitale che si elFeltuò storia de* Conclavi de Pontefici Roma-
l'erezione o progredì Tedi fi zio del palazzo ni, si dicono le stesse cose, ma il perugi-
nuovo de'conservatori, ma
senatorio, ed il no della Corgna venne qualificato eletto
questo per poche opere. Sembra che do- dai cardinali per Custode di Roma in se-

po Nicolò V non si fosse pensato più di de vacante. Amante Marcello II della


continuare, o almeno riparare e abbelli- giustizia, negò all' ambasciatore di Spa-

re il palazzo de' conservatori di Roma gna la grazia della vita ad un cavalie-


per cui questi risolvettero di rifabbricar- re romano reo d' omicidio. Voleva to-
modo più convenevole al nome ro-
lo in gliere la Musica dalle funzioni ecclesia-
mano ed alla dignità di loro rappresen- stiche, fu nemico implacabile del lusso;
tanza, il che si apprende dal bando dei visse 22 giorni nel pontificato. A'2 3 mag-
12 novembre i555, in cui si vieta alle gio i555 d'anni 79 degnamente fu sol-
cortigiane di andare in cocchio, di por- levato alla cattedra di s. Pietro, Paolo
tare vestimenta virili e abito alla roma- /F' Caraffa: narra il diarista Cola Colei-
na, in pena di i co scudi d'oro effettivo, ne, che in Róma furono fatte feste per
de'quali 3 parti si applicheranno al palaz- la sua esaltazione, ed in Campidoglio si

zo e fabbrica de'magniflci conservatori, e fecero molti fuochi e si spararono molti


annoi 553 a-
Ta 4.^ agli esecutori. In tale colpi d'artiglieria. Nel possesso i caporio-
vendo Carlo V spedito in Toscana 20,000 ni l'accompagnarono col popolo ben ar-
uomini per ricuperare Siena, quali dove- i mato, e lo portarono in sedia sino all'al-
vano passare pe' confini dello slato eccle- tare maggiore Lateranense, dopo disceso
siastico, per precauzione Giulio III li guar- dalla Lettiga: nel ritorno Papirio Capi-
nì con 8,000 soldati, recandosi in princi- zucchi comandante una compagnia di sol-
pio di gennaio a Viterbo per teotare la dati, prese-contesa co'caporioni cheavea-
pace tra gl'imperiali ed i francesi cheguer- no per romani, e restò fe-
alfieri cavalieri

reggiavano in Toscana, indi soccorse i se- rito in una coscia. Al popolo si gittò gran
nesi. Fabbricò. la suburbana Filla. di Pa- copia di denaro. Il Papa considerando che
pa Giulio, éonàe poi partirono le caval- la vita austera sino allora tenuta, a vea in-
cate ed i treni de' cardinali e ambascia- timorito i romani, per dileguare tale opi-

lori per ^'Ingressi solenni in Roma, e fe- nione si mostrò con essi munificeotissi-
44 ROM ROM
mo; colmò di benefizi, confermo loro
li i^6o. inoltre nel iS'Jy istituì la Congre-
i ampliò la giurisdizione del se-
privilegi, gazione del terrore degli iifflziali diRo-
nato iomano,fecemoltegraziee donò loro m^z,chedovea dare udienza pubblica per
Tivoli; per cui fu tenuto la delizia di Ro- qualunquereclamo. Ripristinò la festa del-
ma, e I20 cavalieri romani spontanea- la Cattedra di s. Pietro in Roma, istituì

mente formarono una compagnia, per la carica del cardinal Vicario di Roma,
fargli la guardia della persona a vicenda confermò la Congregazione del s. Offizio,
ogni ora, simile a quella ch'ebbe l'impe- ne aumentò 1' autorità e le assegnò car-
ratore Galba, detti cavalieri Fedeli oóeì' ceri. Illuminato della prepotente condot-
la Co/o^/^tìf. Presedi verse provvidenze su- ta de'suoi Parenti e nipoti, gli esiliò da
gli Ebrei j volle che portassero il segno Roma; per cui, come pe'benefizi ricevu-
di distinzióne prescritto da Innocenzo III, ti, per averla salvata due volte dalla ca-
ed in Roma liraccbiuse in un luogo de- restia, e per le altre sue magnanime e vir-
terminato detto Ghetto, rivocando molti tuose azioni, il senato e popolo romano
de'privilegi che godevano. A Milizia, a gli eresse una statua in Campidoglio. Vi-
Caraffa e articoli relativi, parlai della cino a morire, ricordandosi Paolo IVche
guerra della Campagna, di Filippo II re in similecircostanza Vespasiano volle ve-
di Spagna contro Paolo I f^ {\\ quale dal- stirsi, lo richiese, dicendo che non con-

l'avvocato Silvestro Aldobrandini cele- veniva al principe morire in letto, in cui


bre giureconsulto, lo fece citare nel se- spirò a' 18 agosto iSSg. I nemici dell'ot-
nato romano, per violato giuramento da timo Paolo IV fomentayoj^o la plebaglia,
lui fatto neir infeudazione de' regni di malcontenta per le carceri dell'inquisi-
Napoli e dominii temporali del-
Sicilia, zione, che sollevata corse a bruciarle, li-

la santa Sede), che nel i556 incomin- berando! detenuti, ed unita agli ebrei in-

ciata, ne desolò col ferro e col fuoco i din- dispettiti dalle sue disposizioni, abbattu-
torni, e fece stare Roma in gravi appren- te le sue armi, empiamente strascinarono
sioni, siccome minacciata dal duca d'Al- per la città e fecero a pezzi la statua che
ba viceré Napoli e da Marc* Antonio
di gli avea decretato il senato e popolo ro-
Colonna; poiché i Colonnesi seguivano mano, e ne gittarono Tevere.
la testa nel

gli spagnuoli, Francia aiutò il Papa con A' 26 dicembre Pio IV, e nel-
fu eletto
10,000 comandati dal duca di
soldati la funzione di sua coronazione ebbe prin-
Guisa, aspirando il re Enrico II al regno cipio la gran controversia tra gli amba-
di Napoli pel suo secondogenito, cui sem- sciatori regi edi\\ Senatore di Roma, i^o\'

bra agognassero pure i potenti Caraffa che stando il Papa nella cappella di s. An-
nipoti del Papa. I feudi de'Colonnesi fu- drea al soglio, l'ambasciatore di Spagna
rono come Paliano, Genazzano e
invasi, pretese precedere il senatore, ma Pio IV
ed in parte dati ai Caraffa: la pace
altri, decise che al solo ambasciatore imperiale
ebbe luogo nel iSSy in C^ re presso /Vz- dovesse cedere il luogo. Per cui il mae-

lestrina; quindi il Papa trattò splendida- stro delle ceremonie assegnò la destra del
mente il viceré, lo fece sedere in cappella Papa all'ambasciatore dell'imperatore, e
pressoi cardinali,e con questi lo tenneaila dopo di lui al senatore. Gli ambasciatori
sua mensa, inviando alla moglie la Rosa di Spagna e di Portogallo, ricusando di
cVoro benedetta. In quest'anno Paolo IV stare appresso il senatore, per allora fu-
con breve de'28 settembre fece senatore rono collocati alla sinistra delPapa. Scris-
Francesco Antonio Sceuolao Scelli spole- se il Fenzonio, nelle yi/«rt0^^3?o/zi\z//oóVtì5-
lino,chesebbenedi35anni,perlesue vir- tutodi Roma, che quantunque il senato-
tù e letteratura fu applaudilo da'romani, re ne'tempi addietro avesse avuto luogo
onde durò nella dignità sino al febbraio nella cappella pontificia dopo l'ambascia-
ROM RO M 25
tore impenale fino a Sisto V, nondimeno zione: il cardinal Carlo Caraffa fu slran-
dopo cessò d'intervenirvi, proseguendo i golato*in Castel s. Angelo; decapitati il
Cursori pontificii atMuimìiìv^W le cappel- fratello Giovanni^ ilcognato di questi e
Je. Aggiunge, che però nelle altre funzio- altro per uccisione della moglie; il cardi-
ni abseiile Poniifice^Q presenti i cardina- nal Alfonso Caraffa, dichiarato innocente,
li, ha il primo luogo dopo di essi, prima colla multa di 00,000 scudi. 11 Papa rein-
1

degli arcivescovi, vescovi e altri prelati, tegrò iColonna de'feudi loro tolti, e con
specialmente per V Incensazione eia P^- essi s'imparentò. Nel \56i a'22 settem-
fe^e//ayI7e5^a.]Nelle processioni del Cor- bre pubblicò la bolla Prudentis Palrisfa-
pus Dominio della Canonizzazione , il milias y'\n cn\ dichiarò, che se Roma fosse
senatore porla la i.^ asta del baldacchi- sottoposta airinterdettò,relezione del Pa-
no. Ma quanto riguarda l'intervento del pa si facesse in Orvieto o
in Perugia, che
senatóre e conservatori alle C^/7/7e//e^o/i- se fossero allacciate da censure, la mag-
tificie, a quest' articolo lo trattai , non gioranza de'cardinali ne stabilisse il luo-
che a Senato romano; mentre pegli of- go. Pio IV ebbe il vanto di terminare e
fìzi del senatore nelle medesime e assi- approvare il concilio di Trento; ed esortò
stenza al trono, si può anche vedere Am- icardinali a non usare le Carrozze da
basciatori e Principi assistenti al so- poco intro'dotte in Pioma, Ima di piose-
dio PONTincio. 11 Papa ad istanza del car- guire a incedere perla città a Cavallo (se
dinal Carlo Caraffa nipote dell' illustre incontravano qualche deli nquentechean-
predecessore, perdonò i riprovevoli ol- dava all'estremo supplizio, potevano li-
traggi fatti alla memoria di essodai ro- berarlo). Come Pio 1 Vsontùosamenteab-
mani, e ad espiare tanta iniquità, obbligò belh Roma di edifizi, lo dichiarai nella
il senato ad assistere ogni anno a'
17 gen- biografia, e lo si vede ancora dai suoi su-
naio in forma pubblica alla messa can* perstiti stemmi Medicei. Per tante opere
tata (dipoi fu dispensato, con questo, che avendo dovalo aggravare Roma e lo stato
in quel giorno dovesse fare nella Chiesa di gabelle, ne derivarono satire, prigio-
clis. Maria sopra Minerva, ove fu sepol- nie, tumulti, fermento, una congiura con-
to Paolo IV, l'oblazione d'iin.calice d'ar- tro la vita del Papa, che indicai nella stes-
gento con torcie di cera) nella chiesa di sa biografia. Nel voi. XLIX, p. 3oie seg.
s. Eustachio (sempre riguardatasi, dopo raccontai, che fra le tante opere mirabili
la s. Maria d' Araceli, pel suo
chiesa di che derivarono dalla compagniadi Gesù,
titolareromano, di particolare divozio- sino da'primordii di sua istituzione, ren-
ne del senato romano), ed a reintegra- dendosi eminentemente benemerita an-
re i danni fatti all'inquisizione. Avendo che di Roma, vi fu quella per la classe più
Pompeo Colonna ucciso la suocera, Pio desolante e infelice dell'umanità, cioè in
IV gli negò grazia. Nel medesimo anno favore e cura de' Pazzi {V.) ,
pei quali
nominò senatore con breve de'22 febbra- mancava Roma d'uno stabilimento, che
io, il conte Filippo Rainoldo milanese, perciò ebbe il suo principio sotto Pio IV,

ad nostrum et Sedis apostolicae.benepla- ed ebbe origine la chiesadetla volgarmen-


citum, che prestòil giuramento nelle ma- te la Madonna dellaPietà in PiazzaColon-
Papa il 1 marzo, e continuò sino al
ni del na,di gran divozione pe'romani, onde par-
i566. Neli56oPio IV incominciò quelle lai pure di essa. l\i formò diversi tribunali
severe processu re contro i nipoti e mini- di Roma, stabilì la Professione di fede, e
stri diPaolo IV, che per essere stato in- mori a' iodicembrei565,assistilo da S.Fi-
gannato dai loro nemici, oscurarono il lippo Neri l'apostolo di Roma, e dal pro-
suo glorioso nome. Tutto dissi a Caraffa prio nipote cardinale Carlo Borromeo,
s.

>AMiQLiA ed arlicoU che vi haano rela- Passati 28 giorni s. Pio V


ne occupò il
26 ROM ROM
luogo, e ne'primi giorni del suo pontifi- il Lasso. Colla bolla Dignuni^ de'9 set-
calo esercitarono il senatorato i dbnSer- tembre i566,^onfermòil privilegio con-
Leonardo Tasca j alleo Feralli,
vaioli M cesso da Paolo HI ai conservatori di Ro-
Ernando de Torres quindi nello stesso ^
ma, di mettere in libertà e far cittadini
i566 fu senatore il conte Biagio Busetli romani gli schiavi turchi convertiti alla fe-
di Tortona e durò sino all'elezione del de,quando loroglielo domandassero.Vie-
successore dis. Pio V. Questo gran Pa- lo gli spettacoli delle giostre de'tori ealtre

pa avendo conosciuto che romani era- i bestie -feroci. Corresse e regolò il Brevia-

no poco soddisfatti di sua esaltazione, di- rio romano ed ^ \{ Messale romano, vai-
chiarò che forse in morte l'avrebbero gliorato poi dai successori. Dichiarò gran-
pianto, come avvenne Riconoscenlee am- duca di Toscana Cosimo I, e lo coronò so-
miratore della memoria di Paolo IV, a lennemente in Roma colla Coro«tìt^iac<2/e,
spese del popolo romano gli fece erigere a'5 marzo iSyo. Per la triplice alleanza
nella detta chiesa ove giace un magnifico da lui formata contro i turchi, dichiarò
deposito, conisplendida iscrizione, stabi- Marc' Antonio Colonna comandante la
lendo egli rendite per l'annua cappella /l/^rmtìf pontificia, e per la strepitosa bat-

cardinalizia di solenni esequie^ che anco- taglia navale di Lepanto, accordò al Co-
ra si celebrano, come riportai nel voi. IX, lonna onori del trionfo in Roma, che
gli

p. 127. Indi s. Pio V col s, collegiofece ebbe luogo a'4 dicembre 1^7 r,con quella
rivedere attentamente i processi contro pompa chedescrissi ne' vol.XXXV,p. 180,
i Caraffa^ e ne risultò l'ingiustizia delle XLV, p. I [ 2, LUI, p. 8 1 ed altrove, eoa
senteuzecapitali contro il cardinale e fra- l'intervento del senatore, conservatori e
tello, perciò fu troncato il capo all'iniquo caporioni. Con un editto il Papa proi-
Pallantieri, allora GovernalorediRohia^ bì rigorosamente, che i romani i quali a-
ripristinati gli eredi ne'beni, creato car- vesserò casa d'abitare, potessero andare
dinale Antonio di tal perseguitala fami- alle pubbliche osterie per mangiare e be-
glia ed inùltreil Papa colmò di grazieedi
; re, quindi pergiuocare e per fomento di
rendite famigliari e ministri del medesi-
i risse e di vizi; dicendo che le osterie e-

mo Paolo IV,pelqualeaveano palilo per- rano state istituite solo per benefizio e
secuzioni e gravi pregiudizi. Per aiutare il comodo dei forastieri, privi di domici-
re diFrancia nelleguerre cóntro gli eretici lio : ma questa disposizione ebbe cor-
Ugonotli, pose diverse imposizioni, ed il ta durata. Nelle provvidenze che prese
senato romano contribuì 100,000 scudi, contro le Mere^r/c/,avendo il senato ro-

riportandosi vittorie, le cui bandiere fu- mano fatto qualche rimarco, il Papa gli

rono appese nella basilica Lateranense. rispose colle parole riportate nella bio-
Emanò la celebre bolla Adinonet, colla grafia; nella quale eziandio narrai quali
quale proibì le alienazioni e infeuda^ioni abbellimenti fece a Roma. A Museo Ca-
de'domioii della romana chiesa, da giu- pitolino dissi delle statuedonaledas. Pio
rarsi da tutti i Papi e cardinali, nel mo- V, per cui il senato fa quell'oblazione che
do descritto nel voi. LV, p. 281 6282. notai a Chiesa di s. Maria sopra Mipter-
Emanò altre bolle controf i sicari e ban- vA,a'i7 gennaio, assistendo alla solenne
diti, e contro quelli che li ricettavano, e messa, ed ivi pure parlai dell'olTerta del
severamente proibì il portare armi oifen- medesimo nel dì della festa di s. Pio V,
8Ìve. Egualmente condannò le salire, le comebenemerito di Roma e della Chiesa
pasquinate, gli scritti anonimi. Promosse universale, che volo io paradiso a'5 mag-
grandemente l'agricoltura e l'arte della gio 1572.
lana. Stabih la prammatica sulle doti e Ai 1 3 fu eletto Gregorio XI JI, già col-
corredo delle spose romane^ reprimeado laterale del tribunale senatorio, il quale
no M ROM 27
a'22 creò senalore per* un anno Latlau- ghi articoli, meritando la statua che gli
zio de Lattami d'Orvieto, che dopo la Campidoglio il senato e popolo
eresse in
nioi le della moglie, nipote di Giulio III, romano, e lo piansero. Già il senato ro-
si fece ecclesiastico; Papa lo mandò pie*
il mano con pompa avea ascritto alla citta-
sidente in Romagna, poi vescovo di Pi- dinanza e nobiltà romana Giacomo Bon-
stoia: nel 1 573 gli successe Galeazzo Pog- compagno suo figlio con tutta la discen-
gio bolognese. 11 Papa pose freno ai ba- denza ; questo figlio l'avea avuto prima
ioni dello stato e all' abuso delle franchi- d'essere ecclesiastico da donna non ma-
gie. Indi nel iSj^ rifece senatore Busetti ritata, e poi da lui legittimato. Sotto Gre-
che continuòsinoai primi mesi del i^yy. gorio XllI e nel pontificalo del succes-
GregorioXIll nel i SyScelebrò l' i ° An- 1 sore, la riedificazione del palazzo de'con-
no santo e riuscì decoroso. Nel 107 7 fece servatoridiRoma fu veramente matura-
senatore nuoTamente il concitladinoPog- taedeterminata: oltre i conservatori mio
gioy e proseguì sinx) ai primi del 58o. In 1 tempore, furono deputali 3 patrizi roma-
questo essendo morto il senatore, per 26 ni," Boccapaduli,Crescenzi e Castellani, i

giorni supplirono i conservatori Stefano quali fin dal i^iyG ne allogarono la fac-
Crescenzij Cesare Coronati ^ Tiberio A- ciata esterna a Meo Bassi fiorentino, se-
stallij indi fu senatore il conte Giulio Ce- condo i travertini determinati da Jacopo
sare Segni bolognese, che a* 23 maggio della Porta. Neil 58 i il francese, domi-
prestò loro il solito giuramento, e poi an- ciliato in Roma, Flaminio Beltrame, com-
che al Papa nel ricevere lo scettro d'a- pì il soffitto della gran» sala, e le diverse
vorio : sotto di lui Gregorio XllI colla opere d'intaglio. Inoltre i conservatori e
bolla Urbeni Romani , confermò nuovi i deputali all'abbellimento del Campido-
statuti di Roma; continuò nella caricali- glio fecero restaurare i cavalli e le statue
no almeno settembre i583, e fu fatto
al Colossaliche rie adornano la piazza e la
vescovo di Rieti. Il Papa riformò il Ca- balaustra. Nel 1590 furono trasportali
lendario, onde da lui ne prese il nome, in Campidoglio così delti Trofei di Ma-
i

e corresse il Martirologio romano , poi rio (perchè critici li chiamano suppo-


i

ampliato dai Papi successori. Per la ca- sti), che negletti stavano presso l'arco
restia di grano del i582, prodotta dalla di s. Vito, e si collocarono sulla balau-

sterilità della Campagna romana, ne fece stra. Gregorio XIII co'poveri fu miseri-
venireprOnlamente da altrove. Nel 583 1 cordioso, co' disgraziati pronto nel soc-
esercitarono per 12 giorni il senatorato corso, e co'lelterati sì attento nel prov-
'
i conservatori Gio. Pietro Draco, Ciriaco vederli, che ben 47 ne provvide e pro-
Mattei, Gio. Battista Alberi. Nel i584 mosse, a moki assegnando o scudi d'oro i

con brevedelG settembre fu senatore Or^z- il mese, e la parte di pane e vino dal Pa-

zio de Benedetti di Cagti, che nel dì se- lazzo apostolico. A Birro parlai de*mal-
guente prestò il giuramento nelle mani ^ivenli e fuorusciti, die inondavano lo
del cardinal camerlengo, ed il 9 a'conser- stato pontificio, e del tumulto accaduto
vatori, e continuò nel i585;persuamor- in cui perirono 3 nobili romani che vo-
leesercitaronol'offizio i conservatori Do- levano liberarne uno. Degnaraenle dopo
menico Jacob ad de Fanceschis, Ortensio j 3 giorni gli successe il celeberrimo iS'/>/o
Celsio Giulio Panfili. Il glorioso ponti- Vy che sebbene in tutto splendido, non
ficato di Gregorio XllI terminò a'io a- volle che s'imbandisse il convito della co-
prile; grande e magnifico, adornò Roma ronazione, per la penuria di viveri di cui
con isplendidi e solidi edifizi,e ne accreb- R.oma, dichiarando non
allora difettava
be assai gli abbellimenti, secondo il rac- \olerdar motivo a rinnovar le satire fatte
conto che ne feci alla biografia e aualo- sotto Augusto, che mentre in Roma a un
a

28 ROM ROM
tempo morivano di fame i poveri, egli mense sue opere, cripose un tesoro in Ca*
banchettava lautamente i nobili romani. stels. Angelo. Nel 1587 recandosi in Ro-

A'4giugno Giovanni Pe-


elesse senatore ma gran maestro dell'ordine Gero.9o/i-
il

//c^/za di Macerata, epure nel i586,


io fu niitano, il Papa gli fece fare solenne In-

il quale ridusse in miglior forma le car- gressoj creando senatore a' 6 maggio Do- 1

ceri di Campidoglio; lodato per dottrina rnenico Biondi di Montalto suo concitta-
e altre virtù. Recandosi al trono ponti- dino, il quale fu ricevuto con molte di-
ficio per assistervi, dopo l'ambasciatore mostrazioni di allegrezza dal popolo ro-
imperiale, venendogli contrastato il luo- mano, di cavalcate, di archi trionfali e
go dagli altri ambasciatori, si astenne poi altro, durando nella carica sino al i^gr,
dall'intervenirvi; ed in suo luogo vi ac- e nella sede vacante fu deputato dal con-
cedettero i conservatori, di R.oma. Trovò siglio pubblico de'27 settembre 1590,
Sisto V l'Italia, lo slato e Roma afflitti giudicare in tale tempo le cause crimi-
da òmicidii e pieni di* malfattori, incen- nali. Già notai a Lusso, che Sisto V rin-
diarii esicarii.Conanimo imperturbabile novò per
le prefscriziopi de'predecessori
(si applicò ad estirparli, e maravigliosa- moderarÌo,onde impedire l'impoverimen-
mente bastando il solo suo no-
vi riuscì, to delle famiglie e altre funeste conseguen-
me per tremare malvagi. Però il suo
far i ze della sua immoralità e riprovevole ec-
rigore fu temperato colla giustizia e colla cesso. Qui aggiungerò, che il Papa chia-
equità, imperocché mentre faceva moz- mò perciò i conservatori e magistrato di
zare il capo a Pepoli, ne creò cardinale Roma,notiflcaudoloro le sue deliberazio-
ildegno fratello. Non perdonando a nes- ni, inerenti ancora a quanto aveano de-

suno, avendo Ranuccio figlio del duca di cretato gl'istessi imperatori romani nei
Parma indossate armi proibite, lo con- tempi della romana magnificenza, voler
dannò a morte: con qua^e ingegnoso mo- quindi pubblicareuna prammatica, ebra-
do fu liberato, lo rwtai nel voi. XV, p. 20 r. mare perciò opportune informazioni. Si
Procurò l'abbondanza, e pereliminare gli radunarono pertanto iconservatoriGitìtrt-
oziosi beneficò l'arte della lana e quella domenico Nino, Livio Attracini, e Mer-
della seta, facendole rifiorire. Le prodi- curio Aniadeiy col priore de'caporioni P/e-
giose e numerose magnifiche opere, colle iro-5<?n30^2Zo, ed i cittadini scelti dai rio-
quali rapidamente aumentò le grandezze ni diRoma, Marcello Negro, Sebastiano
di Roma, alla biografia le accenno, e a'Iuo- Varo,GirolamoAltieri,MarioMattei, An-
ghi loro Ordinò a tutti ve-
le descrissi. i drea Vellio, Stefano Paparoni, Girolamo
scovi che osservassero onninamente l'uso Pico. Questi composero e sottoscrissero
antico, di venire in Roma alla visita dei varie leggi,accomodate discretamente alla
s^^viLimina Apostolorum. Rinnovò la ce- condizione e costume di ciascun ordine,
lebrazione di tutte le Cappelle pontificie; le quali, rivedute dai cardinali Santorio,
aumentò il numero delle Congregazioni Aldobrandini e Salviati deputati dal Pa-
cardinalizie jd'iè migliori norme alle pree- pa, furono da esso approvate colla bolla
sistenti, per la spedizione piò pronta delle Cuminunaquaque^iìei^à\cemhve\5^Q,
cause agitate in Roma per tutti i fedeli Bull. Roni. t. 4^ pai'- 4>
P- 286;
con or-
del mando: rigorosamente piiQììiìBestem- dine al prelato governatore di Roma, ai
iniaj riformò il Carnevale di Roma dalle senatori e conservatori che diligentemen-
insoffribili introdotte licenze, facendo al- te invigilassero alla stretta osservanza e
zar forche, e travi per dar la corda alle conservazione di questa saggia e utilissi-

braccia, ^'wii Rioni di Roma, aggiunse il ma prammatica. Con questa si provvide


X IV di Borgo. Ampliò i Luoghi di Montica i alla riforma dell'abusivo vestire, al quan-
/^flcfliz/ijCoUe quali industrie eseguì l'im- titativo delle doti, che si prescrisse fino
ROM ROM 2()

a soli f),300 scudi come avea fissato s. Pio morabile pontificato, qui rammenterò il
V, al modo de'conviti, alle carrozze, ai canale navigabile dell' Anicne, che dovea
funerali, al luUo, e ad altre spese, da os- giungere sulla Piazza di Termini. Sisto
servarsi dai romaui d'ogni condizione. V rese l'anima aDio a'27 agosto iSgo,
Quanto a ciò che riguarda il LultoÀn quel- ma per avere riconosciuto Eurico IV re
l'articolo riunii molte nozioni ed erudizio- di Francia e ripudiata la lega che gli con-
ni, principalmente per quello de'romani, trastava il trono, l'ambasciatore di Spa-
per rilevare eziandio gli abusi introdotti, gna Olivares concitò i banditi di Napoli
massime in far la scimmia alle moderne e 5ooo prezzolati plebei ad atterrare la
oltramontane e non sempre ragionevoli statua, che al munifico Papa avea in Cam-
costumanze, regolate poi ordinariamente pidoglio innalzatali senato e popolo ro-
dal proprio comodo, dal proprio arbitrio mano r fu tale il tumulto, che se per or-
e capriccio. Mi dedicai anche per sì im- dine del s. collegio non s'interponevano
portanteargomento,conistudio e pazienti alcuni magnati, come Colonna egli Or- i

ricerche, perchè come di tanti altri argo- sini di grande autorità presso il popolo,
menti, di cui pure ho dovuto trattare e che si erano imparentati con Sisto V e
sempre eoo amore, si manca d'ogni fonte n' erano stati beneficati, certamente su
e regola scritta da .consultarsi per un'uni- quel marmo avrebbero sfogata la loro
forme norma conveniente,essendo varian- rabbia. Fu allora che il senato romano
ti le tradizioni (come si degnò scrivermi stabilì con decreto, di non alzare più sta-
S. E. il principe Orsini quando era sena- tue a Papa vivente, ma dopo mortosele
tore di Roma,allorchèavendo conosciuto sue magnanime azioni lo avessero merita-
l'articolo che io avea compilato sul Lut- to, in tempo in cui la speculazione, i finise-
to, graziosamente m'invito a vieppiù ren- coudari di pochi e l'infameadulazione non
derlo utile, per quel zelo che sempre eb- poteva aver luogo, restandola rara grati-
be per la cosa pubblica, laonde procurai tùdine che non ne innalzò nessuna! E pure
ridurlo tale, per quanto ponno le mie de- Sisto V non compianto
solo dovea essere
boli forze). Sisto V giustamente volle che dal popolo romano, ma energicamente
si rispettassero gli ebrei: proibì di fare e doverosamente difeso da una frotta di
scavi senza licenza sotto terra in luogo ve- empi e scellerati. Trascorsi 18 giorni gli
runo, non solo dentro Roma, ma fuori successe (secondo quella lepida predizio-
ancora ne'Iuoghi murati, per mettere ri- ne di Sisto V riportata nel voi. LV, p.
paro alle rovine checagionavano di molli 291) Urbano VII Castagna, nato in Ro-
edifizi e delle strade, la cui nettezza curò ma da padre genovese, ma dopo 2 giorni
assai, pel decoro della città e per conser- si ammalò, e mentre si erano concepite
vare l'aria salubre. Ad Annona raccontai di lui le più belle speranze, lasciando sua
come Sisto V minacciò i conservatori (in erede 1' Arciconfraternita della ss. An-
occasione ch'eransi da lui portati ad au- minziata, per le doti delle romane biso-
gurare il buon capò d'anno) di toglie- gnose, con i3 giorni di pontificato passò
re quanto loro restava su di essa e sulla all'altro móndo, da tutti deplorato per le
grascia, se non provvedevano all'abbon- sue virtù. A'5 dicembre 1590 fu Papa
danza de'viveri, e per vegliarvi istituì la Gregorio JY//^, che trattò di nobilissimo
Congregazione deli abbondanza, per la ospizio nel palazzo di s. Marco, Alfonso

quale molto fece pel diseccamento delle li duca Ferrara. Nell'epidemia pro-
di
Paludi Pontine, anche per migliorare l'a- dotta dalla carestia, che spopolò Roma e
ria dellaCampagna romana. 01 tre le gran- il suo distretto per la morte di 60,000

diose opere che ci lasciò, fra quelle che persone, come si apprende da Muratori
non potè eftelluare pel suo breve e me- e da altri che citai ad Annona, il Papa fé-
3o ROM ROM
ce tlispensnre 100,000 scudi di grano. A- sto V era stalo segretario di consulta, e
gli 8 'gennaio Sg creò senatore, a suo be-
i i nel i635 fa referendario delle due se-
neplocilo e della s. Sede, Lodovico Arca gnature. ^^el 1595 il Papa con solenne
di Narni; questi prestò il g\urainei»to al rito, nel portico Vaticano assolvette En-
cardinal camerlengo ed a'conservatori, re- rico IV che Francia avea abiurato l'e-
in
staurò nel » 593 il palazzo senatorio dalla resia, ed ordinò in Roma dimostrazioni
parte dell'arco di Settimio Severo, e con- di pubblica gioia. StabiPi in Roma un ve-
tinuò nell'offizio sino al 1594. Gregorio scovo ordinante Greco, per conferire gli
XIV morendo a' 1 5 ottobre iSgr, tra- ordini sagri a quelli di rito greco e fare
scorsi 1 3 giorni gli fu surrogato//2/20ce«- io questo i pontificaH: di simili vescovi
zo IXy che subito protestò di voler prov- residenti in Roma, }^&\ Maroniti q Arme-
vedere abbondantemente Roi»a di tutto niy parlai a quegli articoli. Avendo Cle-
il bisognevole, e di soccorrere l'indigenza mente Vili riunito il ducato di Ferrara
del popolo, cui tolse i tributi imposti da all'immediato dominio della chiesa ro-
Sisto V. Accolse Vincenzo I duca di Man- mana, a' 12 aprile 1598 partì da Roma
tova, e come a vea Tatto il predecessore con per prenderne possesso, avendo destinato
quello di Ferrara, Io trattò con magni- come vice-Papa e legato di Rotna il car-
iìcenza a spese della camera apostolica. dinal Innico y^v'tìf/o^,. mediante il breve
Supplicato dal cardinal Gaetani per un'i- Licet, de' 3 aprile, Bull. Rom. t. 5, par.
stantanea grazia, in favore di Giannan* 2, p. 2 1 3. Il Papa ritornò in R^oma a'20
tonio Orsini, offrendo una somma di de- dicembre, con grande applauso e feste.
naro; rispose: non vogliamo denari^ ma A perpetuare la memoria di questo av-
ubbidienza. Avendo i romani fermate lu- venimento , il senato e popolo romano
singhiere speranze pel suo felice gover- fece incidere una magnifica iscrizione, de-
no, morte lo balzò nel sepolcro a'3o di-
la cretando di fare ogni anno a'3o gennaio,
cembre con 2 mesi di pontificato: cosi nella Chiesa dis. Eustachio ^ o^avia d'un
Roma dovette piangere 3 Papi in 6 me- 1 paliotto o pianeta, e assistere alla messa
si, dopo Sislo V. 11 3o gennaio 1592 fu cantata. L'esultanza di Roma ebbe breve
eletto Clemente Vili Aldobrandino Ve- durata, perchè straripato il Tevere, i\e\
nuti in Roma tre figli dell'elettoredi Ba- giorno di Natale la città era quasi tutt-a
viera, li fece alloggiare a spese della ca- allagata, per cui Clemente Vili, ad ov-
mera apostolica, li distinse con onori, e viare sunili inondazioni, fece quanto dissi
fece sedere in Concistoro dopoi cardinali. a Rieti : immensi furono i danni, ed in
Uno di questi, Filippo di Baviera^ creò Roma eneir Agro romano perirono 5oo 1

cardinale. Pare che nel 1593 gittasse la .* i persone. Nella biografia di questo gran
pietra pel palazzo poi Museo Capitolino^ Papa, ma severo e inesorabile, ed altro-
incontro a quello de'conserva tori, ma fin o ve, narrai le famose giustizie* capitali e-
ali6o3 non sembra che fosse messa pro- seguite in Pvoma sopra individui della
priamente mano all'opera. In quest'anno primaria nobiltà; cioè sulla bella Cenci,
Clemente Vili rivendicò alle fontane dei che colla matrigna Petroni furono deca-
Leoni di Campidoglio, l' acqua eh' erasi pitate, ed il fratello della prima tenaglia-

appropriata Jacopo della Porla. Cleitien- to, poi mazzalato, scannato e squartato;
te Vili nel 1594, con breve de' gennaio,
7 su Onofrio Santacroce, a cui fu tronca-
fiere senatore il conte Martino Cappel- to il capo; Marc' Antonio Massimi pu-
letti di Rieti : dal consiglio pubblico dei re ebbe mozza la testa: erano tutti rei di
28 aprile i6o5 fu destinato a giudicar parricidio.Già sino dal 1592 Clemente
le cause criminali in sede vacante, e du- Vili avea fatto decapitare in Castel s.
rò nel senaloralo fino al 16 10. Sotto Si- AugelojTroilo Savelli d'anni 1 8. Per quel
ROM ROM 3 e

fallo^ che riportai ne'vol.V,p. 249, XtV, Valicano, e ponente di consulta, lascian-
p. 49> tra'birri e le franchigie del palazzo do l'eredità alsodalizio della ss. Annun-
Farnese, che volevano sostenere que'dti- ziata. Sotto di lui Paolo V ordinò sostru-
chi, meglio Cancellieri neìMercalo p. 86 1 zioni al palf^zzo senatorio. Ornò Roma di
ne descrive le conseguenze. Fu tagliata quegli edifizi magnifici che ammiriamo,
la testa almaestro di casa di 70 anni^ im- nominati nella biografia, incominciando
piccato un servitore che volle morire da dall'ingrandita basilica Vaticana: soleva
turco com'era prima di apostatare il mao- direchcnel fabbricare ricavava due van-
mettismo. Per altro rifugio accordato nel taggi, uno di rendere la città più augu-
palazzo ad un marinaro fuggito dai birri^ sta,raltrodialimentaremolli operai, evi-
venendo ferito un di questi, romani si i tando il. pregiudizievole vagabondaggio.
armarono in favore de' Farnesi, e furono Nell'accresciulo Palazzo Quirinale eres-
chiuse le botteghe. Il cardinal Aldobran- se la sontuosa Cappella Paoliua^e come
dini nipote del Papa, mandò il governa- Sisto V aumentò l'acqua potabile a*co-
tore di Roma perchè inlimasse la conse- modo^ della città, e con bellissime jPo/zfrt-
gna del delinquente, ed il prelato a mala «epubbliche.il Situale romano corret-
pena scampò d'essere gillato per la fine- to, per lui fu pubblicalo: in tutto bene-
stra. 11 duca Giuliano Cesarini arditamen- fico, vigilò in modo singolare sull'abbon-
te consigliò di andare a prendere Clemen- danza delle veltovaglie,facendo aprire for»
te Vili che nel Quirinale ignorava la sol- ni a suo conio, per punire e frenare gli
levazione ; laonde quando lo seppe il Pa* ingordi venditori di pane. Nel i6i6a'3
pa ordinò che dove fosse preso si stroz- novembre elesse senatore il conte Gio.
zasse, ma egli fuggì a Gaeta. Nondimeno Battista Fenzonio cVi Tjrisighella,che a'6
il Papa si lagnò col nipote di tanto risen- febbraio 1621 in sede vacante fu auto-
timento contro i Farnesi^ cui aveva ma- rizzato a decidere le cause cri minali,e con-
ritato una nipote, e che in 12 anni non si tinuò colla dignità sino al 1623 (a suo
era fatto un amico: però il cardinale ave- tempo fu restaurala una parte interna
va colla sua alterezza molte belle qualità, del palazzo senatorio): dipoi nel 1626
che celebrai a Piavenjva qual benemerito pubblicò la sua opera legale o illustrazio-
arcivescovo. Nel 1600 Clemente Vili e- ne degli statuti di Roma intitolata: Ad-
sem pia rmen te celebrò il 1."" Anno snntOy
1 nolationes ad Statata Z7rZ>/5.PaoloV, com-
e riuscì memorabile. Approvò il Ponti- plesso di virtù, modello de'Papi, pure il

jìcale romano, pubblicò il Ceremoniale suo lungo pontificato venne, come accad-
romano o de' vescovi, e terminò di vive- de ad altri, in noia ai romani, che vaghi
re a'3 marzo i6o5, lasciando di se me- di novità ne bramavano la morte; ben
moria assai gloriosa. Dopò 28 giorni di presto se ne pentirono, quando poterono
sede vacante, venne crealo Leone XI Me- costituire de'confronti col successore, cui
dici , che subito sgravò sudditi dai pre-
i irriverentemenle gridarono in faccia: Fi-
cedenti dazi, ma con 26 giorni di ponti- va Paolo F. Tulio è dello nella biogra-
ficato teraiinò i bei prognostici fatti so- fja.PlacidamenlespiròPaoloV,a'28 gen-
pra il suo governo. Successe a' 16 mag- naio 1621, e nel 2.° giorno di conclave
gio l'ottimo Pr/o/o F Borghese romano, fu creato Gregorio XF, già giudice di
con tripudio de'conciltadini. Canonizzò Campidoglio e Ficegerente di Roma. Per
s. Francesca romana e s. Carlo Borro- promuovere la cattolica ebbe religione,
meo. Con breve degli 8 maggio 1 6 o fe- 1 Congregazione di
la gloria d'istituire la
ce senatore il conte Gabriele Fa Iconio di- propaganda fidej e tra'sanli che cano-
stinto avvocato, ch'esercitò la carica fino nizzò ricorderò i ss. Filippo Neri e Igna-
al 1616: divenne poi prelato, canonico zioLojola.GregorioXVa'i 5 giugno 1623
-

32 ROM ROM
elesse senalore il conte Baldo Massei di rappresentare roma-
l'istoria di s. Alessio
Camerino; indi morì agli 8 luglio. no,da musici mera-
eccellenti, e con scena
A'6 agosto fu eletto Urbano FUI, ed \igliosa ideata da Remino. Nel 1637 ilPa-
a' 7 pei- la
1 giaii fiducia che £^,vea in detto pa impedì cheRoma fosse teatro di zuffe Ira
senalore, gli die ampja facoltà persona- i Colonnesi e il cardinal de Medici, onde

le di procedere contro i discoli e facino- aumentò la 1640 si voleva


Milizia. Nel
rosi, de'quali abbondavff la città, s'enza avvelenare Papa con V Ostia.Vex debiti
il

osservare leformalitàgibdiziarie prescrit- fatti da'F^me5/ duchi diPrtrmfif,sugli stati

te dallo statuto di Roma, e nella slessa di Castro eRonciglioncj\xìQ.om'\tìz{h\ò guer-


guisa che facevasi nel tribunale del go- Roma si stette in qual-
ja, nella quale in
•vernatore di Roma. Nel 1 625 celebrò il che timore. Il Papa la fortificò, insieme
1 ^°'Anno santo, che fu afflitto dalla pe- al Palazzo apostolico Quirinale; inoltre
ste; poscia riunì lo stato d' Urbino al do- cinse di Mura solide con baluardi l'alto
miflio diretto dalla romana chiesa. Nel del Monte Gz^t/z/co/o, ampliando il recin-
1629, forse per ragione di salute, termi- to dèlia città, e fu l'ultimo suo ingrandi-
nò il senatorato di Ma&sei, il quaje nella mento. Principe magnifico, Urbino Vili
cappella da lui edificata in patria, nella riempì Roma di sue belle memorie che
collegiata di s. Venanzio, depose Io scet- descrivo e ricapitolo nella biografìa, mo-
trod'avoriOjla spada, il cappello e le altre rendo a'29 luglio i644> avendogli il se-
insegne senatorie: in Pvoma sotto di lui fu nato romano eretto una statua in Campi-
migliorata l'interna parte del palazzo se- doglio. A' 6 settembre gli successe Inno-
1

natorio, vi fu portata l'acqua al carcere cenzo X Pamphilj vomanOy con g^v un fe-
e all'orto. Nel marzo il Papa^li sostituì il ste della città, e dimostrazioni nel suo pos-
conte Giulio Cartari à' Owielo, che ri- sesso.A'7 gennaio i 645 creò senatoreiyfó-
tenne la carica fino alla morte. Nella bio- fano Canipidoro di Faenza,che morto nel-
grafìa d'UrbanoVllI narro il barbaro at- l'annoseguente,esercitarono l'officio con- i

tentato contro di luijche costò la decapita- servatori Camillo del Bufalo Cancellieri,
zionea Cenlini,el'impiccaturaadue com- Lelio A Ilio f Urbano M illini, ed a' 1 8 gi u •

plici, poi bruciati. Vacato il senatorato, per gno il Papa Dino Sardini
fece senatore
35 giorni lofunseroi conservatori Jgosti' di Lucca. Questi fluidi vivere nel mag-
noMaffei, Giacomo Benzoni, Ferdinan- gio 1647, onde subentrarono conserva- i

do Brandani; finché a'2i maggio i633 toi'i Vincenzo Rossi, Stefano Allio, Fran-

il Papa nominò senatore il conte Orazio cesco Cecchinij e nel 24 luglio Innocenzo
Albani à'IJvhwìO, che dopo avere riceva- X nominò senatore il conte Giovanni In-
lo dalle pontificie mani nel Quirinale il g:/i/r^wiflorenlino,concedendoa lui e suc-

breve, si trasferì in Campidoglio a caval- cessori la corona nell'arma gentilizia, l'or-


lo, entrò in Araceli a visitare il ss. Sagra- namento de'fìocchi neri alla testa de'ca-
niento, indi prese possesso nel palazzo se- valli della carrozza, col trattamento so-
natorio: coltivò le amene lettere egli studi lito usarsi dai Principi romani: esercilò
legali, esercilò la dignità sino ah 645, e i655. Al dire di Novaes,
la carica sino al
fu avo di Clemente XI. Il Papa confermò stabilìancora Innocenzo X, clie conser- i

l'ordine militare della Concezione, e nei vatori di Roma nelle cappelle papali do-
i632 ne conferì il manto e la crope al- vessero sedere nel 3.° gradino del trono
rislitutoreCarlo 1 ducadi Mantova. Nel alla mano destra del Papa; e che nell'io
1.634 Uibano Vili ricevè il principe A- cedere per Roma in forma pubblica, pro-
lessandro Carlo fratello del re di Polonia, cedessero co'ca valli ornati come Principi
i

in onore del quale,lra le altre cose,ilcardi- romaui.Grato il senato romano per queste
nalAulouioBarberiui nipote dei Papa fece prerogati ve,e pel palazzo che si può dire da
'

ROM ROM 33
Ini erclto, oomechè proseguito e compilo, donde risultò che Cancellieri avea ragio-
incoiifroaqiiellocle*conservatorisulCam« ne. Imperocché la campana maggiore ha
pidoglio,poiMuseo Capitolino, in esso gli questa iscrizione : Beatae Mariae, et ss.
innalzò una statila di bronzo, con iscri- Marfyruni Enstachii et sociorum gloriae.
zione che celebra l'abbellimenlo magni- Simon Prosper de Prosperis de Nursìa
fico di Piazza Navoiia, la restaurata ba- F. /^. Z>. i62i.La campana mezzana, de-
silica Lateranense^ ed il zelo ch'ebbe per corata di molti e belli rilievi ha questa ,

l'annona e pel pane a buon prezzo. Nella epigrafe:Opus Caroli A ntonii Furenelli.
biografìa del Papa feci menzione delle Anno Dominii 7 2. La campana piccola
1

gravi scissure insorte tra cardinal d' E-


il poi in origine è la più antica, come rile-
sle e l'ambasciatore di Spagna, in cui po- vasi dalla seguente iscrizione: Facta an-
teva essere alterata la quiete di Roma. no Domimi /^oZ. Tempore D. B. Cossae
Avendo fatto spogli^reFarnese del duca- Dyaconi card. s. Eustachis eia capitu-
to di Castro, quegli incominciò la guer- lorenovata anno Juhilaei i'j25. IVote-
ra, nella quale le Milizie pontificie spia- rò che questo cardinal Baldassare Cossa
narono la città di Castro, e le belle cam- fu poi Gioi^anni XXIII. ì!ie\i65o Inno
pane della cattedrale furono trasportate cenzo X (Telebrò il i4'*' Anno santo con
in Roma, e date alla Chiesa di s. Eustachio ^ gran fervore; ed anche si prestò assai la
secondo il march. Melchiorrij il cui senti- cognata famosa d. Olimpia, che l'influen-
mento seguitai in quell'articolo; ma Can- zava nel governo con tristi conseguenze
che furono collocate tiella
cellieri dice, e amare critiche. Giusto e severo, fece de-
Chiesa dìs. Agnese in piazza Navona^ ri- capitare il prelato Mascabruni suo favo-
fabbricata da InnocenzoX per la sua fami- rito soi-todatario, per falsificazione ól Re-
glia, di armonioso concerto e situate con scritti j riguardanti in' Dataria. Mori a'7
ingegnoso artificio sopra castello di legno. gennaio 1 655, e dopo 3 mesi fu eletto ^-
Noterò che delle due campane credute di lessandro VII^ che nella pompa del pos-
Castro, ve n'era rimasta una sola, la quale sesso vietò il dispendio degli archi trion-
fu distrutta da'repubblicani del 849; che 1 fali.Ricordando il detto di Giovenale, che
i due orologi che furono posti neVampa- il popoloromanogiàdominatoredel mon-

nili laterali, in origine uno, oltre il mo- do, allora due sole cose desiderava, p^fwe
strare! numeri nel giorno, gl'indicava coi efeste subito nella scarsezza del frumen-
^

lumi e trasparenti anche la notte (altro to fece calare il prezzo del pane, colle di-

simile Orologio in Roma è quello del già irerse energiche provvidenze che prese.
palazzo.delle Poste Pontificie); l'altro mo- A'2 luglio nominò senatore Fausto Gal-
strava movimenti de'pianeti,ed i giorni
i lazzi di Montebono in Sabina, che durò
della luna: di presente agisce un solo oro- sino al 1 659, morendo a' 5 marzo, onde 1

logio, simile ai comuni. Essendo per me per circa 45 giorni supplirono i conser-
di peso le autorità del march. Melchiorri vatori Paolo Maccarani, Giacomo Al'
e di Cancellieri, e vedendo miei concit- i herini^Mario Ginetti. Avendo il Papa con-
tadini divisi nelle due opinioni riguardo tribuito alla conversione della celebre Cri-
alle campane di Castro, ne feci ricerche stina regina di Svezia ^ dopo averla falla
al capitolo di s. Eustachio, ma non potei trattare splendidamente per lo stato ec-
essere appagato, a motivo che il loro an- a spese della camera apostoli-
clesiastico
tichissimo e pregievple archivio soggiac- V Ingresso solenne in Ro-
ca, le fece fare
que a incendio ed inondazioni. Allora ri- mane per un tempo l'ospitò nel Palazzo
corsi allo spedienle di pregare un eccle- apostolico Vaticano. In detta pompa il

siastico ad ascendere
campanile di s. il senatore Galluzzi, con mg.' Bonelli go-
Eustachio ed esaminarne le campane, vernatore di Roma, andò a incontrare la
VOL. LIX. 3
t •

34 ROM ROM
regina a Ponte Molle; prccedulo egli dal- falle a\V Università romana, le quali de-
la compagnia àe Cavallt-gglerìy e da nn scrissi ai relativi articoli. Nel 1 65^ a' i o lu
Paggioj cavalcava una chinea, col basto- glio destinò senatore Giustino Gentile da
ne e il cappello senatorio, assistito da 80 Salisano in diocesi dell'abbazia di Farfa,
alabardieri di su^guardia con casacche ch'esercitò la carica sino al termine di sua
rosse, oltre buon numero di palafrenie- vita, che fu il marzoì 662, sepolto come
ri, e seguito dagli officiali del tribunale. altri senatori, nella chiesa di s. Maria d'

Con quest'ordine il senatore erasi porta- Araceli. Giusta il solito subentrarono i

to a pie della cordonata di Campidoglio, conservatori Francesco Capizucchi, A-


ove si unì coi conservatori, priore de'ca- chille Maffei, Urbano Rocci. Alessandro
porioni, Fedeli di Campidoglio^ e molli VII nello stesso anno fece senatore avita
cavalieri romani che bramarono cor leg- ilmarchese Gzm//o Cesare NegrellidìFev-
giariB il magistrato di Roma. Il benigno rara, di cui fu ambasciatore presso i| Pa-
Alessandro VII portò rimedio al vestire pa, per le questioni coi bolognesi, che vo-
poco decente delle romane, e vegliò assai levano dare al Reno foce nel Po: riuscì
sul buon costume di tutti. Fatalissimo fu tanto accetto ai Papi calla corte che fu
per Roma il i656, come con tlifFusione stimalo finché visse. I F/Wc/z/ restituiro-
narrai a Pestilenze, per quella che in no edonarono alla s. Sede il principato
crudeli nella città; ed avi*ebbefaltamag dì Masserano fCo\ marchesato diCreva-
giore strage se il Papa non avesse posto cour, nel Piemonte. Alessandro VII mo-
in opera ogni mezzo per impedirne la prò rì a'22 giugno 1667: prolesse rlellerati

pagazione. Grato il senato e popolo ro e gli artisti; pure le sue virtù non furo-
mant),lo pregò a consentire che si effe no abbastanza apprezzate dai romani, per
tuasse il decreto per erigergli una statua r ingrandimento di sua famiglia Chigi,
in Campidoglio, derogando a quello coii della quale tratto anche a Riccia. Vacò
Irario d'innalzar statue ai Papi viventi la s. Sede 28'giorni, indi degnamente la

come aveano fattoUibano Vili e Inno occupò Clemente //Y,già governatore di


cenzo X. Ma Alessandro VII ringraziò Roma. Cominciò il suo governo con sgra-
lutti per l'amorevole pensiero, e soggiun vare i sùdditi dai dazi, massime quello
se non bramar daessi altro simulacro del macinalo,con restituire il denarosbor-
che conservassero ne'loro cuori tali sen sato da chi ne avea l'appalto, ma col de-
timenti. Tultavolta, dice Novaes, gli fu e naro che avea perciò cumulato Alessan-
retta una statua di bronzo in Campido dro VII, onde in suo nome pubblicò il
glio, con iscrizione che riporta Okloino benefizio. Abolì il Governatore c]\ Borgo
flt. RR. Pont. t. 4} p- 72 I Sebbene pie
. istituito da Giulio III, riunendone la giu-
no di fiducia nel diligenteNovaes, anche risdizione al governatore di Roma, Diede
come istruitissimo delle cose di Alessan commissione al senatore di presiedere al

dro VII, non trovando tale statua ram compimento Chiesa di s. Maria in
della
mentala ne'descrittori del Campidoglio Campitelliy eretta da Alessandro VII do-
in questo mi recai e non la rinvenni. Esi po la peste per volo. Abbellì il Ponte s.
$« soltanto nel coitile del Museo Capito /éngelocon belle statue, e vietò che vi fos-
linouna lapide, che ricorda labeneme sero scolpite lesuearmi;ciò cheequamen-
renza e moderazione del Pontefice. Gravi te fece eseguire il successore, quando le
amarezze soffrì il Papa pei tumalti acca fece collocare nel luogo in cui sono. Morì
duti in Roma tra \e Milizie e Varnhasóat- compianto a'9 dicembre 1669. Con gran-
love dì Francia Crecqui, narrale in tali ar de contentezza de'romani, fu eletto a'29
ticoli e nella biografia. In questa indicai aprile 670 Clemente X Altieri romano,
1

le magnificenze da lui aggiunte a Roma, e d'anni 80. Terminò i restauri della ba-
ROM ROM 35
sìlica Liberiana, v'innalzò un monumen- Ciò. Battista Mulini GottifrcdiAaìem-
lo al predecessore, e in parte continuò gli pò di questi ultimi Innocenzo Xl rese la
abbellimenti della piazza Vaticana, nella sua anima a Dio a* 12 agosto 1689; ed
cui basilica ornò la cappella del ss. Sa- A
a'6 ottobre gli succe^sie lessandro F'III
gra mento. Cooperò all'erezione dell'ospi- Ottobonij di 79 anni, che si mostrò mol-
zio de'convertendi, e compì la fabbrica to propenso a'suoi parenti e concittadini
del magnifico Palazzo Altieri, già inco- veneti. Minacciando la peste lo stato, prò
minciato prima di sua esaltazione. Con curò che non vi penetrasse, ed accorse a
chirografo del 1
674 ordinò il Papa al se- provvedere efficacemente la deplorabile
natore Negrelli, a rappresentanza del col- carestia che angustiava R.oma,fecedistri-
legio deJYotan Capitolini, di dare ampia buire a'poveri una gran quantità di gra-
facoltàad esso, con semplice ordine del no, e sgravò romani nella macinatura
i

decano o depositario, d'esigere da qual- di esso d'un paolo a rubbio. Purgò la cor-
sivoglia persona posseditrice di detti of- te e la città da molli abusi e vizi, veglian-

fici la rata degli annui scudi 4oocheil do sul decoro di esse. Essendo conserva-
collegio dovea somministrare per le ripa- tori Gio.BaltistaFonseca, Francesco M*
razioni del palazzo de'conservatori, infor- PetronijGiovanni Cenci, Alessandro VI 1 1
za dell'ordinato da Paolo V, con cui furo- cessò di vivere il i." febbraio 1691. Solo
no dichiarati non più vacabili i notariali a' 1 2 luglio venne creato Innocenzo XIIy

Capitolini.Del protonotariato Capitolino, che a'27 creò senatore il marchese Ow^t


che si esercitava fino al 1 847 a vantaggio vio Riario originario di Savona, il quale
del senatore, feci cenno a Protonotari. esercitò la carica fino alla sua morte ac-
Nel 1675 celebrò Clemente X il i5° An- caduta nel 171 Subito il Papa con bol-
f •

no santo, con molte conversioni; e morì la soppresse il Nepotismo , ossia la troppa

a* 1 5 luglio 1 676. Quindi a'20 settembre autorità e gli eccessivi vantaggi ecariche,
fu sollevato al pontificalo il ven. Inno* che iPapi conferivano ai parenti; come
cenzo XI Odescalchi, che tenne partico- ancora quasi tutti gli offizi venali o va-
lare cura de'costumi della nobiltà roma- cabili. Le sue mirabili beneficenze co'po-
na correggendo con l'esilio dissoluti.
, i veri, i suoi edifizi eretti in Roma, li ri-
Quando baroni non pagavano debili,
i i portai alla biografia. Rimosse i giudici
li faceva soddisfare dal segretario di sta- particolari, e dimostrò la sua paterna ge-
to, il quale poi trovava il modo di farsi nerosità neir inondazione, terremoto ed
reintegrare. Sostenne la dififerenza delle epidemia che flagellarono Roma e le vi-
Regalie, che pretendeva Francia j e dife- cine campagne. Benignamente accolse in
se vigorosamente l'abolizione delle Fran- Roma Maria Casi mira regina di Polonia,
chigie ne'palazzi di Roma, per cui insor- e creò cardinale Grange suo padre. In-
se aspra questione con
ambasciatore 1' nocenzo XII nel 1700 incominciò la ce-
francese Lavardino, e intimò l'interdetto lebrazione del i6.° Anno santo, e morì
alla chiesa di s. Luigi de'francesi.Fu as- pieno di meriti a'27 settembre. Nella ^"^
sai virtuoso e caritatevole co'poveri, tut- giustizia non ebbe riguardi: fece mettere
to polendosi vedere nella biografìa. Per in Castel s. Angelo un duca, che avea mi-
morte del suddetto senatore,avvenuta dal nacciato lo zio prelato; esiliò un cavalie-
26 febbraio 1689, esercitarono l'autori- re a fronte della protezione dello zio car-
tà i conservatori F/aw/Vzzo Fichi, Maria' dame per
dinale, e fece castigare alcune
no F'ec chiarelli, Antonio Cerrij indi do- avere fatto giuochi d'azzardo proibiti.
po un trimestre Vincenzo Colonna, Pie- Clemente XI a' i3 novembre fu sublima-
Carlo d'Aste, quindi Marc
tro Millini, to al triregno, che proseguì e compì l'an-
Antonio Crassi, Giuseppe BoccapadtUi, no santo. Pel sollievo de'poveri e bene-
36 ROM ROM
ficio di Roma isliluì la congregazione del rio, ne esaurirono la rappresentanza con- i

Sollievo, per la quale deputò alcuni car- servatori Liizio Sabelliy Prospero della
dinali, prelati e cavalieri,' a'quaii racco- Molara, Prospero Nunez; indi Clemente
mandò eli provvedere Roma e lo stato ec- XI gli sostituì con breve de*28 ottobre,
clesiastico d'opportuna abbondanza in o- Mario Frangipane signore di Tarcentoe
gni genere di vettovaglie, e di soprinten- Perpetuo nel Friuli, marchese di Nemi:
dere all'economia e buon governo della prese possesso a'24 gennaio 17 12, seb-
città e dellacamera capitolina. Dichiarò bene fosse morto d. Orazio Albani fra-
che avrebbe protetto la pittura, la scul- tello del Papa, così volendo la virtù di

tura, l'architettura che gii sembravano questi. Ne descrissi la cavalcata e tutta la


trascurate; perciò istituì in Campidoglio pompa nel vol.X, p. 3 i2eseg. Amò gran-
l'accademia di tali arti con fondo di looo demente gli uomini dotti,essendo egli stes-
scudi. E perchè le statue, i marmi anti- so erudito. Questo senatore Frangipane,
chi e ìe medaglie fossero più mantenute uniformandosi alla pontificia costituzio-
in Roma e nello stato, rinnovò le proibi- ne, sulla qualità delle persone che debbo-
zioni de' predecessori, che tali antichità no ne' tribunali patrocinare le cause, e-
non potessero mandarsi all'estero senza manò una notificazione, colla quale or-
pontificia licenza. Altrettanto dispose per dinò, che nella curia di Campidoglio non
le pitture, musaici, codici antichi e iscri- sarà lecito attitare e patrocinare cause, se
zioni; più, che se tali cose fossero trovate non dai procuratori approvati dal tribu-
uegli scavi, non si potessero levare prima nale della rota e dai capi de'lribuuali ove
del permesso e visita del commissario a intendono agire e difendere le cause, e
ciò deputato. Cominciòquindi a premiare perciò anche approvati da lui pel suo
le persone di merito nelle arti e nel le scien- tribunale senatorio, di cui tratto a Sena-
ze. Per la guerra della successione di Spa- to ROMANO. Qui riferirò, che in occasione
gna,vari luoghi dellostato patirono il pas- del carnevale i
7 1
7a'3o gennaio dal mar-
saggio e l'occupazione di truppe, e si dò- chese del Bufalo i.° conservatore fu pro-
Vette far mostra delle 7?f/7/z/e papali, do- mossa la pretensione, di voler sedere del
vendoli Papa sostenere gravi vertenze coi pari i conservatori e priore de'caporioni,
belligeranti. La Campagna fu desolata da- col senatore nelle stanze del Palazzo di
gli assassini, che spogliavano passeggieri; i s. MarcOt ove essi si portano a vedere col
Roma nel 708 fu inondata rovinosamen-
1
governatore di Roma dalla loggia la vin-
te dal Tevere, espaventata dal terremoto cita e presa de'barberi corridori; di che
in modo, che il Papa attribuendo la co- edellapompa colla quale incedono in tale
mune salvezza al patrocinio della Puri- tempo, trattai a Carnevale di Roma. Il
ficazione della B. Vergine, ordinò checon senatore fece togliere le sedie de'4 magi-
voto si osservasse per un secolo la sua vi- strati e portarne altre alla sua inferiore: il

gilia, e di cantare il Te Deiini nella cap- fiscale generale di Campidoglio protestò


pella papale, il quale voto da Pio VII fu contro il senatore, riferì tutto al Papa,
poi perpetuato. Del voto di Clemente XI il quale disse che si osservasse il consueto,
se ne fece memoria in Campidoglio, con salve le ragioni de'ricorrenti conservato-
relativa lapide in marmo. Nel 1709 do- ri e priore, e che poi si sarebbe deciso.

vea venire in Roma Federico IV re di Da- Nel carnevale del 1733 risorse la preten-
nimarca, per cui si fecero delle consulte sione de'nominali contro il senatore, per
sul modo di riceverlo, di che parlerò a aver le sedie eguali alla sua ed a quella
Udienza, dicendo del modo come Papi i del Governatore diRoma,\BiOndeC\emtti-
riceverono i sovrani e principi acattolici. te XII per dar fine alla controversia de-
Essendo morto neli 7 1 1 il senatore Ria- putò 3 cardinali romaui a deciderla, e la
ROM ROM 37
imposto al conservatori e priore de'capo- che servì di modello alle altre,
edificala,

rioni di quietarsi e abbandonare siflalta e forma l'ammirazione del moderno si-


esigenza.Nel 1714^! '"eco in Roma la gran- stema penitenziario. Questo glorioso Pon-
duchessa vedova diToscana, V ioIanteBea- andòa ricevere il premio di sue sante
tefice

trice di Baviera, colla quale Clemente XI marzo 1721.


azioni a* 19
gi*aziosamente si querelò, per non avere Tanta perdita fu compensala con un
accettato quanto avea disposto nel suo Papa romano, agli8 maggio in Innocenzo
Tiaggìo a Loreto. Rinnovò con bolla del XIII Conlij con giubilo di tutta Roma,
17 4 la congregazione dell'annona e
1 gra- dimostrato anche nel suo possesso. Im-
scia, ordinando ai prelati e cavalieri in mediatamente fece prendere un pane da
essa deputati all'agricoltura, che sommi- tutti i forni, per esaminarne la qualità e

nistrassero agli agricoltori in imprestilo il peso, affinchè il pubblico non fosse de-
100,000 scudi con frutto del 2 per 100, fraudato; deputando una congregazione
e la tratta della 5/ parte del frumento mantenere l'ab-
di cardinali e prelati, per
che avessero raccolto nel 1 7 1 5, senza pa- bondanza nella città, minorare il prezzo
gare all'erario i soliti 5 paoli per rubbio. del frumento e regolale quello de'com-
Rinnovò le costituzioni di Alessandro VII mestibili. Principe grave e maestoso, vide
e Innocenzo XII, contro le grandi e su- presto il suo fine a'7 marzo 724. ^\'\ suc- 1

perflue spese che si facevano nelle vela- cesse a' 29 maggio il piissimo Benedetto
zioni e professioni delle /?e//g'/o5ej Contra- XIII Orsini de' duchi di Gravina ove
rie allo spirito della perfezione religiosa, nacque, ilquale volle vivere con semplici-
ed eccessi va ostentazione de'parenti.IlPa - tà; quindi visitava gl'infermi negli ospe-
pa contribuì al matrimonio di M." Cle- dali, e nelle case se moribondi , discen-
mentina Sobieski di Poloniajcon Giaco- dendo dalla carrozza se pregato a dare la

mo III ve calloVico d'Inghilterra, \\ rice- Benedizione pontificia, ed anche per cre-


vette in Roma e mantenne decorosamen- simare persone di bassa condizione. Di-
te; altrettanto facendo i suoi successori, minuì le gabelle alla carne, al macinato,
che loro usarono i riguardi come avessero all'uva che s'introduce in Roma, abolì la
regnalo: tutto in dettaglio riportai nel gabella sul carbone, e restituì la franchi-
voi. XXXV, p. 99 e seg., essendo Roma gia ai padri di 1 2 figli, sul dazio del vino.
papale sempre stata magnificamente o- Quanto fece per V Annona e Grascia, co-
spitale coi sovrani detronizzati. Nel 1 7 16 me per V Jgricoltufa, lo dichiarai a tali

venne in Roma l'elettore di Baviera in articoli.Nel 1725 celebrò con molta edi-
incognito sotto il nome di conte di Traus- ficazione il 17.° Anno santo. Si portò a
nitz, per le funzioni della settimana san- consagrare la chiesa di Vignanello nella
ta. Indi nel 17 17 si recò pure in Roma delegazione di Viterbo ^ ed in questa città
il figlioprimogenito dello czar Pietro I a consagrare in arcivescovo Clemente Au-
di Russia^ evi si trattenne in istretto in- gusto M.' di Baviera, il quale erasi di-
cognito :. Clemente XI lo fece servire da spensato dal venire in Roma, per evitare
uno de' suoi nipoti Albani. Serpeggian- il ceremoniale. Ritenendo la sua chiesa
do intorno a Roma la pestilenza col- , arcivescovile di Benevento (ad esempio
le sue precauzioni il Papa impedì che vi di altri Papi che conservarono il Vesco-
penetrasse. Nella sua biografìa e in tan- vato che aveano allorché furono esaltati
ti articoli narrai quanto Clemente XI fu diRoma), dichiarando come Cle-
a quello
generoso di limosine co' romani. bisogno- mente Vili, che intendeva che in Roma
si; che moltiplicò gl'istituti di beneficenza restasse la curia, ed ivi doversi fare l'ele-
pubblica; quanti oriiamenti aggiunse alla zione del Papa in caso di sua morte, parti
città, e della celebre Prigione pur da lui per Benevento a'24 marzo i727,vice-
38 ROM ROM
lebrò le funzioni della settimana santa, meslibili. Non lasciò impuniti il cardinal
e rientrò in Roma festeggialo a'29 mag- Coscia e altri ministri venali, che tanto
gio. Ritornò in Benevento per celebrar- a veano abusato della confidenza, prgbità
vi nel 1729 il concilio diocesano e le e innocenza di costumi di Benedetto XIH,
funzioni della settimana santa, uscendo e con processi punì e fece restituire quan-
da Roma ai 28 marzo e ritornandovi ai to potè ricuperare, di che, oltre gl'iudioati
IO giugno. Soleva ritirarsi nel convento articoli, ho parlato in tanti luoghi, come
del suo ordine àe* Predicatori, sul Mon- ne* voi. X, p. 20, XLVI, p. i3o. D'ordi-
te Marioy ed ivi vestiva il suo antico e di- ne de'cardinali camerlengo e vicario fece
letto abito religioso. Abusarono di sua pubblicare utilissime prammatiche perin-
bontà i beneventani suoi famigliari, e di- frenare il vano e dannosissimo lusso; ma
versi suoi ministri, precipuamente il fa- disgraziatamente ebbero corta durala.
vorito cardinal Coscia segretario deWe- Nel1733 passando per Roma il viceré di
morialij il perchè a dismisura si aumen- Napoli Visconti, il Papa Io tenne seco a

tarono gli aggravi della camera aposto- Pranzo e gli fece donativi. Nel medesimo
lica, oltrei debiti che sotto il predeces- annoClemente Xll benignamente ricevè
Siìve ascendevano a 5o milioni di scudi Mulei nipote del re di Marocco; si con-
(e nel i.ySS nel pontificato dell'ottimo vertì, gli assegnò una pensione, e fti se-
successore erano arri vati a 67 milioni, co- polto in s. Andrea delle Fratte: si ponno
me riporta Novaes, Storia di BenedeUo vedere i voi. XLIII, p. 108, e XLV, p.
A///, n.°io4). Quanto ascendeva in que- 1 76. Nel suo poiìlificato morendo in Ro-
sto tempo l'introito e l'esito dello slato ma M." Clementina regina cattolica d'In-
pontificio, lo dissi nella biografia (in que« ghilterra, Clemente XII le fece celebrare
sta e seguenti epoche, l'autore diligente que'funerali che ricordai nel voi. XXXV,
del Testamento politico, ass^QV\$c.echQ l'en p.ioo eioi. Neli734 a'6 maggio si at-
Irata ascendeva a circa due milioni e 700 taccò il fuoco ad un castello di legna sulla
mila scudi l'anno, che non s'incassava in* ripa del Tevere, vicino alla Porta del Po-
tieramente,eilc?e/?a7circaannui 120,000 polo e incontro la piazza dell* Oca. Per
scudi). Ilbuon Papa morìa'21 febbraio la sua veemenza accresciuta da furioso
1 780, lasciandoci la memoria dell' O^yoe- vento, in 12 ore restò consunta la legna-
dale di s. Gallicano, per le malattie cu- ra ivi esistente^ con circa 60 case, ed il Pa-
tanee. A' 1 2 luglio sali al papato l'egregio pa sovvenne con denaro 4>ooo persone
Clemente XII Corsini fiorentino, d'an- che in quella fatale disgrazia restarono
ni 79, che essendo quasi cieco, non potè senza abitazione. I danni sarebbero sta-
celebrare le Cappelle pontificie^ tranne ti maggiori, se a colpi di cannone non si

qualche rara assistenza e benedizione, e fossero atterrate diverse case per inter-
si affidò nierilamente al nipote Neri M.* rompere la comunicazione colle altre. Nel
Corsini^ che fece prelato e pubblicò pel medesimo luogo fece poi fabbricare un
i. nel dicembre cardinale, il quale go- grandioso circondario di muro, dentro
vernò saggiamente,ad onta d'unoscabro- il quale si dovesse conservare la provvi-

so pontificato. Confermò l'abolizione del- sione delle legna. Nella sua biografia, e
l' appalto del sapone , che introdotto in a Immunita narrai i tumulti accaduti in
tempo dell'antecessore, a veano tolto i car- Roma per l'abuso che i diplomatici fa-
dinali in sede vacante; diminuì il prezzo cevano delle franchigie, e quauto operò
dell'olio, e prescrisse ai presidi dell'anno- Clemente XII. Mancato a'viventi a'6 feb-
na e grascia d'invigilare che sempre vi fos - braio 1787 il senatore Frangipani, en-
se abbondanza in Roma, e di castigare le trarono ad esercitare il senatorato con- i

frodi e gl'inganni de* venditori di com- servatori Emilio Massimi^Marc Antonio


,

ROM ROM 39
Crassi, Gio. Ballista Sacchettij indi ilPa- trizio Patrizi generale delle Po^te Ponti-
pa con breve nominò senatore il baione fìcie j(\\jid\ commissario pontificio. A Vel-
Nicolo Bielcke svedese,che avea abiurato létri il cardinal Neri rinnavò'gli ossequi
l'eresia kileiana nelle mani del Papa nel dello zio, e le raccomandò gli affari pen-
735, il quale l'aveva fatto cameriere di
I denti colla Sede. Grata la regina a tan-
s.

spada e cappa, e della cui prosapia Brigi- te dimostrazioni, non potendo recarsi in
da fu regina di Svèzia, come moglie di Roma, mandò a ringraziare riverente-
Carlo Vili. Con pubblica cavalcata fece mente il Papa per l'Orsini duca di Gra-
il suo solenne ingresso in Roma a'5mag- vina. Clemente XII fu generoso co'lette-
gio> di cui si ha la Relazione stampata rati e co"* romani, con magnificenza ag-
come di altri senatori, avendo già pre- giunse edifizi e abbellimenti a Roma, di-
stato al cardinal camerlengo il giuramen- chiarati nella biografia e in molti artico-
to di fedeltà, come ai conservatori. Di que- li, e principalmente nella basilica Late-

sto senatore abbiamo ancora, Memorie ranense,nel palazzo Quiriuale,nel museo


storiche della vita di Nicolò Bielcke se- Capitolino di Campidoglio, ove fabbricò
natore di Roma ^ ivi 1769, colla cronolo- un edifizio pei ragricoltura,nella fontana
gia de'senatori, le quali furono riprodot- di Trevi, e altri illustratidal forlivese Gio.
te inVenezia nel 770, col nome del p.i Battista Gaddi: Roma nobilitata nelle sue
Francesco delfb ss. Trinità della reden- fabbriche da Clemente XII^^oma ^36. i

zione degli schiavi. Racconta Novaesche Morto questo Papa a' 6 febbraio 1740»
contro di esso insorsero alcune contro- decorò il trono pontificale il dotto ed eru-
versie pel ceremoniale, rapporto a'prin- ditissimo Benedetto XlP^a 1 7 agosto, che
cipi romfini ed agli ambasciatori; ma il immediatamente riformò molte spese le
Papa le sopì con bolla pubblicata nello che si fecero ne'precedeoti pontificati, on -
stesso mese di maggio, prescrivendo che de l'erario era in condizione deplorabile,
nell'avvenire il senatore di Roma sia re- e l'annuo ^é^c/i! som ma va a 200,000 scu-
putalo nipote del Papa regnante (di che di. Principe illuminato, procurò di rifor-
a PARE?rTE),abbia l'uso della Campanella mare l'esuberante lusso della nobiltà ro-
(il quale godono da antichissimo tempo mana che minava la loro esistenza; ma
anche conservatori),del Baldacchino (à\
i i savi progetti fatti per rimediarvi radi-
cui pure e meglio a Ombrellino, insegna calmente dai nobili Patrizi,Theodoli,Cre-
principesca, che egualmente gode), ed as- scenzi e Petroui, ebbeio la disgrazia di
segnò 6000 scudi annui di appannaggio, essere fra loro opposti, e di aver trovalo
come avea ordinato Innocenzo XIII. Nel i (lisordini troppo inveterati. Soppresse
I
738 a'24 maggio il Papa mandò ai con- diverse imposizioni, e per sopperire ai bi-

fini dello stato mg."" Chigi col carattere sogni del tesoro pontificio introdusse nel
di nunzio straordinario, per accompagna- 1
74 1 la carta bollata, già risoluta dal pre-
re M.* Amalia di Sassonia, figlia di Au- decessore,a bai. 2 il foglio quella pei con-
gusto III redi Polonia, fino ai confini di tralti e scritture da esibirsi in giudizio;
Napoli, di cui andava ad essere regina,co- e di bai. io per le patenti de'luoghi dei
me sposa di re Carlo Borbone, la quale mopti, dandone l'appalto per annuiscudi
prima di arrivare a Ferrara avea trovato 6o,ooo;ma abusandone i ministri came-
il cardinal Mosca legato, a ciò destinato rali,soppresse il bollo,e sostituì un'equiva-
nel concistoro de'21 maggio, il quale in lente imposta ripartita sulle comuni del-
nome di Clemente XII la ricevè col do- lo stato: Roma fu 24,000 scu-
tassata per
vuto onore, le presentò V apostolica be- di sui luoghi de'monti. Rimproverò acre-
nedizione e molti doni. La regina fu ser- mente colorò che volevano impedirea'po-
vita per tutto lo stato dal marchese Pa» veri la raccolta delle spighe di grano ri-
4o RO M ROM
maste dopo che nella s.
la mietitura, ciò coperte da due portiere di velluto violet-
Scrittura era permesso, e con due bolle to senzaornamento, con cuscini e senza
ingiunse la pena di scudi 3oa chi con ab- suppedanei.La questione fu risoluta con-
bominevole durezza non avesse permesso tro i conservatori. Per la celebrazione del
ia spigolatura. Per accrescere il culto ai 18.° Jnno santo 1750, Benedetto XIV
ss. Pitlro e Paolo , cui Roma è debitrice ad esempio de'predecessori invitò i car-
delle maggiori grazie, ne ordinò il solen- dinali a riparare e abbellire le loro chie-
ne otiavario, e come principali protettori se, ciò ch'egli medesimo fece con.niolte,
della città, obbligò il senato romano a vi- e notate nella biografia e luoghi rispet-
sitare con tutta la curia capitolina nelTul* tivi, insieme a quanto altro eseguì a co-
timo giorno le ss. Teste, una delle chia- modo e decoro di Roma. Procurò la san-
vi delle quali è presso i conservatori. Nel tificazione del popolo romano con pub-
1744^" a visitare il Papa nel giardino del bliche ^fissioni, essendo conveniente che
Palazzo Quirinale il re di Napoli Car- esso dasse 'edificazione ai forestieri, mas-
lo di Borbone, il quale nella notte del sime in l^le tempo, salutare; deputando
3 novembre dormi nella villa Patrizi. Il un giudice per le dilTercnze che poneva-
Papa gli fece presentare ricchi doni e im- no nascere tra'forestieri e romani nelle i

bandire un pranzo nel palazzo Vatica- cose civili, ed' una congregazione di car-
no. Nel 1 746 prescrisse l'ordine e il nu- dinali per le criminali. ]^l sopprimere
mero delle Famiglie nobili di Roma, sta •
Innocenzo XII tutti tribunali de'giudici i

bilendo ai conservatori il modo di am- particolari di Roma. aveva lascialo à'con-


mettere le altre. In quest'anno si ravvivò servatori di Roma il diritto di costituire
nuovamente la controversia tra m^.'' go- un prelato della curia romana per giu-
vernatore di Roma, il senatore ed i con- dice privalo della qpmera capitolina, ac-
servatori,! quali ultimi non volevano per- ciò giudicasse le cause in cui tal camera
mettere che quelli in occasione di assistere avesse diritto, come si praticava sino da
al Corso nel carnevale avessero sedie di- Paolo II. Per la riforma poi da Benedetto
stinte dalle loro. Furono deputai! 5 car- XIV fatta nei Tribunali di Roma, naio
dinali ad esaminare questa vertenza ai , dubbio se ai conservatori era restata sif-
quali il governatore e il senatore dimo- fatta ai^torilà. Benedetto XIV colla bolla
strarono il possesso immemorabile di det- Sincerae fldei, degli 1 1 dicembre i749>
tapreminenza; ed il senatore fece rimar- BulL magn. t. 17, p. 285, dichiarò che
care il gran distintivo della sedia in mar- il tribunale de'conservatori di Roma non
mo a guisa di trono, che godeva «no da era compreso nella soppressione da se fat-
Gregorio XIII che avea formato l'ultimo ta di altri Iribunali, che anzi lo confer-
statuto di Roma, esistente nel salone del mò cogli antichi diritti e privilegi, volen-
palazzo senatorio, la quale in ogni trime- do che il giudice della camera capitolina
stre in cui il senatore dava il possesso ai fosse reputato giudice ordinario, dalle cui
nuòvi conservatori era guarnita e decora- sentenze non si potesse appellare. Il giu-
ta didamaschi cremisi e oro, anche nelle bileo riuscì ottimamente; solo insorse
due colonne laterali, con fregi di vel[,uto quella differenza che riportai a Birri jCÌie
cremisi bordati d'oro a 3 ordini nel fron- non si volevano dai sostenitori delle fran-
tespizio superiore della sedia e suo cusci- chigie.Nel Campidoglio il Papa istituì
no, e con tappeto suppedaneo che cuo- un'accademia di pittori e scultori delta
priva gli scalini per cui si ascendeva alla del nudo, e collocò in essa una bella gal-
sedia.Per tale possesso conservatori se* i leria di quadri, poi riuinta a quella di s.

devano «elle due parti laterali alla sedia Luca. Nel 1751 si recò in Roma il prin-
.**
stnatoria, sopra due seditori di marmo, cipe di Due Ponti, a cui il Papa nel 1
RO INI ROM 41
giorno di quaresima conferì la cresima, correnti dovevansi fare, per ragione del
V regalò il corpo di santa Giulia di nome lusso superiore a quello de' t^empi passati,
proprio, trovato nel cimiteriodi Rignano. Clemenle XIII col moto-proprio che ri-

xMorì gran Pontefice Benedetto XIV ai


il porta Vitale, ordinò che dalla camera
3 niaggiorySS, e gli successe l'eccellente capitolina si dovessero pagare scudi 70
Clemenle XIII Rezzonico a'6 luglio. In- mensili al senatore, e allretlanto a' suc-
festando gli assassini le proviiiciedi Ma- il solito onorario. Da que-
cessori, oltre

rittima e -Campagna, fino alle vicinanze slodocumentosi rileva,cheClemenleXl[


di Roma, rinnovo ilPapa le prescrizioni avea prorogalo la durata del magistrato
severe di Sisto V. Curò l'abbondanza di- de'3 conservatori e priore de' caporioni
Roma e nello stato, particolarmente nella da tre a sei mesi, come nell'avere illustre
carestia del i764ye fece moltissimo pei residenza in Campidoglio nel copioso mu-
Poveri e per V Annona , e cpianto altro seo delle statue; che Benedetto XI V ave-
riportai nella biografia, descrivendo que- va ristretto alla sola nobiltà di Roma il

sto penoso pontificato, in cui la religione diritto di occupare le cariche di conser-


s'incominciò a perseguitare in n)olti stali, vatori, di priore de' caporioni, e di altre

anche perabbattere l'autorità della s. Se- appartenenti all' amministrazione- e go-

de. Mentre il Papà era in Castel Gandol- verno della camera capitolina; che non es-
fo, il senatore Bielcke ammalò gravemen- sendo corrispondente alla rappresentanza
le, onde si mandò a prendere l'apostoli^ il tenue assegno di scudi i3ebai.65 men-

rti benedizione che Clemenle XI 11 com- sili di ciascunsenalore, e di scudi6 e bai.


jiartì paternamente. Essendo morto il se- 85 6 e bai.
al priore,^oltre gli altri scudi
natore Bielcke aii 2 giugi» 765, il suo i 60 che ognuno di loro ricevea mensilmen-
corpo fu esposto nel palazzo senatorio da te per l'intervento alle due congregazioni

lui abitato: indi a' 16 presero le redini economiche, e considerandoli Papa so-
della carica conservatori Domenico Bas-
i pravanzare annualmente dalle rendile
ii, Giuseppe Nunez de Tolis, Benedetto della cahìera capitolina piti di scudi 22 00,
Orsini. Poàcia Clemente XIII con breve e che quanto prima potevano ascendere
del i.° luglio creò senatore il proprio ni- a scudi4ooo,detratte tulle le spese e quel-
pote Abbondio Rezzonico patrizio vene- le pei 3 palazzi capitolini, fontane e ac-
Io: Vitale loda la di lui vigilanza per l'e- quedotti appartenenti alla camera capi-
salta amministrazione della giustizia nel tolina, e quelle per le mura della città,
suo tribunale senatorio, e pei genio col così aumentò col fondo di detti avanzi
quale incoraggi e pio lesse le scienze e le l'assegno in mensili scudi 70, da ripartirsi
belle arti. Dopo aver preso il possesso scudi 20 per cadauno de'conservatori, e
privato, pigliò quello pubblico che de- scudi IO al priore de'caporioni, oltre i

scrive Vitale, rilevando che in questa fun- soliti antichi onorari loro propri. Di poi
zione s' Introdusse 1' uso che cardinali i il senatore R.ezzonico fu anche fatto Go/t-
niandavano due gentiluomini a cavallo faloniere del popolo romano. Il senatore
col palafreniere portando il cappello pon- pel buon ordine del tribunale di Campi-
tificale cardinalizio, cavalcando secondo doglio, avendo osservato che molli gio-
i^ Consuelo sopra mula bardala di fini- vani sostituti de'notari capitolini, senza
menti e gualdrappa rossa, al palazzo apo- aver ottenuto la matricola, solila conce-
stolico, da dove il senatore iu cavalcata dersi dal collegio degli archivi, e l'appro-
ài recava in Campidoglio pel solenne pos- vaziolie del senatore a cui erano subor-
i^esso. Ad elletlo che il senatore potesse dinali, ardivano rogare testamenti e al-
COSÌ decoro esercitare la dignità, avuto ri- tri atti, contro la costituzione di Bene-

guardo alle spese maggiori che nc'tcmpi dcltoXIIl,Qf^«wi nostrum jàdi'ji^i cuu
42 ROM UO M
sua noliCcazione ordinò che delti sosti- i d'Inghilterra, gli fece presentare qejc'do-
tuii dovessero solloporsi ad esame per ot- nativi che si solevano praticare coi sovra-
tenere l'approvazione; il quale esame si ni e principi reali che venivano in Roma,
dovesse fare innanzi al senatore, a due a mezzo del Maestro di casa de* ss. pa-
curiali di collegio e a due capi notari ca- lazzi apostolici^ e lo festeggiò coH'illumi-
pitolini. Nel voi. XXXV, p.i oc ricordai nazione della basilica Vaticana; non mi-
i solenni funerali falli celebrare dal Pa- nori onori rese al fratello duca di Cum-
pa a Giacomo 111 re cattolico d'Inghilter- berland ,
quando si recò in Roma ; il re
ra^ morto in Roma nel 1766. Clemente GiorgiolII scrisse lettera di ringraziamen*
XIII terminò la comoda e luminosa fab' to al Papa, ed accettò la sua mediazione,
brica, posta in Piazza di Termini accan- ^ per pacificarsi col duca di Cumberland.
to ai granari pubblici, di io pozzi e 32 Nel 1772 il Papa fece per tutto lo stato
grandi veltine murale per conservare l'o- assistere la principessa M.''' Valburga di
lio del r/^/z^ow^/ow^/zrt! etribunaledeila Baviera, vedova dell'elettore "di Sassonia;
Grascia j dell'uso posteriore dé'quali lo- a Civita Castellana l'incontrò il marche-
de'granari trattai ne'vol. XLIII, p.
cali e se Massimo generale delle poste, e giunta
32,LV,p. 16, a Ospizio DI s. Mar'ia degli in Rómala mandò a complimentare dal

Angeli. A Povero notai quanto il Papa prelatoMaestro di Camera: la principes-


fece per la carestia. Nel 1 768 pel passag- sa Albani 1' accompagnò' all' Udienza, e
gio nello stato e venuta in Roma di Ca- Clemente XIV le donò una preziosa co-
rolina regina di Napoli, il Papa destinò rona benedetta di diaspro sanguigno, coti
nunzioslraordinatioper riceverla ai con- cammeo esprimente il Salvatore, contor-
fini rag.*" Millo, e per legalo il cardinal nato di brillanti. Nel dì seguente le man-
Girolamo Spinola. dò un Crocefisso d'oro ornato di gioie, con
ClemenleXIlIfraleangustieincuiavea indulgenze; indi ordinò una corsa di bar-
passato il suo pontificato, reselo spirito al beri per rallegrarla. Ritornata poi la prin-
Creatore a'3 febbraio 1 769. Nel Conclave cipessa da Napoli, la regalò d'un corpo di
visitalo da Giuseppe II. imperatore, e da s. Vittoria martire, d'una cassa d'/^gw«
Pietro Leopoldo granduca di Toscana ,
Dei benedetti, e due quadri, uno in a-
di
gli 9 maggio Clemente XIV,
successe a' 1
razzo rappresentante s. Giovanni aposto-
già minore conventuale, in un tempo in lo, l'altro la propria effigie. Per sdebitar-

cui le sette avevano incomincialo l'opera mi della promessa d'indicare i sovrani e


infernale per abbattere gli altari e ì Iro^ principi reali d'ambo sessi, venuti inrRo- i

ni, promulgando i diritti dell'uomo e la ma, oltre quelli che descrissi a Anni santi,
sovranità del popolo ,
per cui derivò in e a LiMiNA APosTOLORUM, lìio fin qui a-
molti il desiderio di partecipare al reggi- deojpita, indicando modi de'ricevimen- i

mento dello slato; in conseguenza in epo- li e dove ne tratto; pei seguenti 6 ponti-

ca la più svantaggiosa pei religiosi, ovun- ficali poi, avendo ciò notato nelle biogra-

que fieramente bersagliati. Prese provvi - fie di ciascuno, mi asterrò di riparlai'ne,

detize sul prezzo dell'olio, del sapone e come sarò più breve, essendo le medesi-
sull'agricoltura; permise per sollievo del- me abbastanza diffuse ,
per conoscere e-
lepovere famiglie romane la macinazio- ziandio ciò che ha rapporto con Roma, e
ne del grano per proprio uso; indi pro- gli abbellimenti aggiunti da ciascuno dei
curò di pacificarsi colle corti, le quali per Papi. Clemente XI V ha la gloria di avere
le loro pretensioni erano in discordia col- incominciato Museo Vaticano: egli do-
il

la s. Sede, e vi riuscì. Fece incontrare ai po aver soppresso i Gesuiti, con animo


confini dello stalo e accompagnare in Ro- agitalo e amareggiato, poco dopo termi-
ma il duca di Glocesler fratello del re nò la sua carriera mortale a'22 setleoi-
,

ROM ROM 43
bre 774* A* ' ^ febbraio 1 7 70 fu creato il
1 fece per aiutare l'agricoltura e impiegare
glorioso Pio FJBraschiy ed una delle sue per rornameuto di Roma, quali vi
artisti i

prime curedell'aposlolico miuisleio fu la traevano il sostentamento. Avendo Pio


celebrazione delig." Anno santo; quindi VI ritenuto col pontificato l'abbazia nul-
si applicò alla riforma di Roma, rimuo- lius di Subiaco (ad Abbate riportai altri

vendo le smodale generosità fatte dal pre- esempi di simili abbazie ritenute dai Pa-
decessore, ed occupandosi a migliorare .pi dopo la loro esaltazione al pontificato,

\* Agricoltura^ V Annona, le Dogane^ da- i cui è inerente il vescovato di Roma, ed a

zi, oltre la grandiosa impresa del prosciu- Pio IX notai, che già Papa assunse il go-
gamento delle Paludi Pontine j laSie-' verno abbaziale di detta abbazia) e fab-
nando l'ingordigia de'fornari, e gli enor- bricala decorosa cattedrale, si portò acou-
mi abusi delle franchigie, che tante agi- sagrarla neh 789. Fu questa l'epoca in-
tazioni procacciarono ai romani. Delle de- felice in cui scoppiarono più apertamen-
plorabili cedole che fu costretto a porre te le turbolenze di i^'/tìfftc/rt, le cui terri-
in corso, inluogo deWe Monete pontificie^ bili conseguenze gravitando sull'Europa,
a questo articolo ne parlai quanto al C^- : ed in ispecie sull'Italia; lo stato pontificio e
/iSf9toda lui ordinato, meglio è vedereCox- Roma, le narrai diffusamente al citato ar-
GHEGizioNE DEL Censo. Luogo Sarebbe in- ticolo, ove eziandio con dettaglio descris-
dicare i monumenti magnifici e sontuosi si le condizioni de'dominii ecclesiastici e di
di cui arricchì Roma , indicati nella bio- Roma, con quanto immensamente soffri-

grafia e descritti a'ioro articoli: primeg- rono e impoverirono, nel complesso degli
giano tra le sue opere il Museo Pratica- avvenimenti di sempreiufausta e dolorosa
no eminentemente ingrandito, e Terezio- ricordanza, e da cui conseguitarono altre
iie della sagrestia Vaticana; da per lutto catastrofi. Incominciarono pure le tribo-
in Roma sitrovano belle memorie di sua lazioni del generoso Pio VI, che ne fu vit «

veramente splendida munificenza. Procu- tinla e martire di patimenti, piangendo-


rò di allontanare la Pestilenza^ e di prov- si ancora lospirito rivoluzionario e di li-

vedere alle carestie. A mezzo del celebre bertà che invase una gran parte de'sud-
tesoriere Fabrizio Ruffo, Pio VI fece non diti della chiesa romana, e che produsse
poche operazioni per diminuire le cedole, poi quegli amari frutti che ancora deplo-
e si può dire che fu l'autore d'un regolare riamo nel risentirne gravissimi danni
i

sistema finanziariadi Dogane, con che a- nell'economico, nel morale e nel religioso.
bolì i privilegi feudali delle tante gabelle 11 Papa nel fare imprigionare nella for-

the si pagavano nel transito da feudo a tezza di s. Leo nel Monte Feltro, il fauio-^
feudo, di pedaggi e altro. A vantaggio della so Cagliostro implicalo uell'ecla tante affa-
Chiesa intraprese il viaggio di Fit.nna,à\- re della collana, che fece sfigurare if car-
chiarando che in Roma reslava la curia, ed dinal Lodovico de /?o/2rt/zcon>promelten-
ivi doversi eleggere iJ successore,s'egli mo- do la s. Sede, dalle deposizioni di Caglio-
riva :. consegnò ['Anello Pescatorio al se- stro, come principale settario de Mura-
gretario de'brevi, ed governo di Roma il tori, si potè conoscere le loro diaboliche
e dello stato al cardinal Lazzaro Opi/io trame contro la Chiesa e la sovranità. La
Prf//<7v/cz«o segretario di stato; ai due ni- sanguinosa e orribile rivoluzione di Fran-
poti Braschi die il testamento sigillato. Ai cia, caduta in feroce anarchia , e la pro-
27 febbraio 1 782 parli da Roma fra gli clamazione della repubblica, giunse a de-
applausi de' romani, e co' loro festeggia- capitare barbaramente il re e la regina, e
menti fu ricevuto nel ritorno a' 1 3 giugno- ad esterminare la religione cattolica, per
Si trovò nella necessità di prendere nel opera precipuamente delle sette de'filoso-
J 783 in imprestito 3 milioni di scudi; ciò fi atei e de Giacobini^ onde nello slato e
44 ROM ROM
in Roma si.rifugiaiono molti del perse- ne e pennacchi Iricolorati di ^misurata
guitato clero francese' eie zie di Luigi grandezza, con servi e cocchiere guarniti
XVI. II Papa le accolse I)eaignaniente, fe- alla stessa maniera. A quest'altro insulto
ce loro presentare dal maestro di casa pubblico, la plebe incominciò a tumultua-
dei palazzi apostolici diversi commestibi- re, prendendolo per ingiuria al principa-
li, consistenti in cera, canditi, confettu- to e alla religione, che assai amava non
re, caffè, frutti, formaggi, vini, pesci, pro- essendoancora demoralizzata: gridò f^i-
sciutti, zuccaro, ed una mongana viva, in va s. Pietro, viva la Religione, viva Pio
lutto 70 portate. Inoltre Pio VI volen- VI , e si scagliò furiosamente contro la
do dimostrare quanto gli era grata la fa- carrozza, dàlia quale imprudentemente
miglia reale di Francia, sebbene i Papi La Flotte scaricò una pistola sulla mol-
non sieno soliti visitare i principi e prin- titudine. Questa di più inasprita inseguì
cipesse reali, si recò con treno semi-pub- la fuggente carrozza, ricoverandosi gl'in-,

blico al palazzo del ministro cardinal de cauti francesi in casa del banchiere Muti,
Berni$, a farle graziosa visita. In mez- dove entrò il popolo furibondo, non po-
zo a tanti sovrastanti pericoli. Pio VI tendo essere frenato dalla truppa accor-
aumentò le lUilizie^eò istituì in Roma la sa. Trovato nascosto Basville, e questi di-
guardia Civica pontificiaj sospese tea* i fendendosi con uno stile, ferì qualcuno
tri ed altri pubblici divertimenti, ed or- degli aggressori e restò vittima di qua*
dinò pubbliche preghiere. Dopo averci st'allrÉlimprudenza,venendo mortalmen-
dispotici tiranni dominatori del già flo- te offeso nel basso ventre. Dolente il Pa-
ridissimo regno di Francia, abolito ogni pa dell'accaduto, subito gli spedi il suo
culto religioso, si disposero alacremente chirurgo per curarlo, e mg.'' vicegeren-
ad abbattere la s. Sede rocca della fede, e te per assisterlo, ma nel seguente giorno
democratizzare R^oma, con tutto lo stalo morì, dopo avere detestato i giuramenti
papale, come aveano fatto ^\ Avignone e fatti alla repubblica, e ricevuto esemplar-
contado VenaissinOy domini! della chie- mente i sagramenti. Il Papa a sue spese
sa romana, occupati e riuniti a Francia. gli fece celebrare i funerali, nella chiesa
Si cominciò dai francesi ad esigere il ri- parrocchiale di s. Lorenzo in Lucina, o-
conoscimento di loro repubblica, invian- ve restò sepolto. Il celebre abbate Vin-
do emissari segreti in Roma é nello sta- cenzo Monti segretario del duca Braschì,
lo per rivoluzionarlo. Per cominciare dal- pubblicò una Cantica o poema in 3." ri-

lo sconvolgimento di Roma vi mandaro- ma, in cui tutto narrò veracemente; ma


no agliii gennaio 1798 cittadini Ugo i cambiando poi suoi i principii politici, o -

Basvillee La Flotte, il i.°de' quali come scurò le traccifc della precedente sincera
console di Franaa col compagno esigendo esposizione. Di lui abbiamo: In morte di
il riconoscimento della repubblica fran- Ugo Basville seguita in Roma li 4 gen -
1

cese,minacciando stragi e rovine, e vo- rtfl/oi 7g3, con vari IMantova altri canti,
lendo erigere lo slemma rivoluzionario 1798. In nome del senato e popolo ro-
sulla porta del suo palazzo e su quella mano fu fatta un'iscrizione, in cui Pio VI
dell'accademia di Francia, romani co- i fu .acclamato magnanimo e Padre della
minciarono a fremere. Tuttavolta, dopo patria, per attestargli il loro afifetluoso
avere Rasvilledi prepotenza innalzato lo attaccamento; volevano ancora erigergli
Ntemma repubblicano, verso le ore 2 3 del una statua in Campidoglio, e per l'oppo-
giorno 1 3 La Flotte e Basville comparvero sizione del Papa, il senatore R.ezzonico si
nella via del Corào,come la più frequenta- contentò di porre un onorevole iscrizione
la della città, massime per essere domeni- nel salone di Campidoglio stesso. Sopraf-
ca, in carrozza con coccarde repubblica- fatto da angustie Pio VI pel triste avve-
ROM RO M 4-1:

Dimenio, diede ordini severi per calma- Bruto in bronzo, di Marco Bruto in mar-
re il popolo elFervescenle , e polè andie mo esistenti in Campidoglio, quali pro-
sopire poi altro tumulto eccitato contro totipi del repubblicanismo, onde si volle
i francesi a* IO febbraio: fece immediata* dai francesi e altri repubblicani imitarli
mente partire con sicura scorta per Na- nella foggia de'capellij abbandonando pa-
poli, la vedova, il figlio dell'ucciso, e La rucche, cipria e codini; ed inoltre il Papa
Flotte cagione di lutto, somministrando- dovette mandare un plenipotenziario a
gli scudi 70 pel viaggio. Spedì Pio VI a Parigi, a condolersi e domandar scusa per
d'Europa una relazione e-
tulle le corti la morte di Basville, quindi stabilire la
salta dell'accaduto^ donde risulta la sua pace col governo. Per soddisfare ai du-
piena innocenza; e con editto condannò rissimi patti imposti dal più forte, PioVI
l'eccesso del popolo, invitando tutti alla levò da Castel s. Angelo il tesoro riposto-
tranquillità ed a rispettare francesi. Ap-
i vi da Sisto V ,
gli convenne prendere a

pena il governo di Francia seppe la mor- cambio un milione di scudi, e servirsi del
te dìBasville giurò vendetta, calunnian- ricavatodagli ori eargenti, essendoinquc-
do ne'pubblici fogli il Papa e il suo go- sto tempo gravato il tesoro pontificio di
verno che occultamente avessero favori* circa100 milioni di scudi di debiti, com-
to l'assassinio; prendendo questo prete- prese le cedole, Luoghi di Monte, ed
i i

sto per vendicare il negato riconoscimen- Placabili. Nel medesimo anno a'9 luglio,
to,! funerali fatti al sagrifìcato Luigi XVI, in Roma prodigiosamente aprirono gli oc-
e per avere creato cardinale Maiiry. I chi molte sagre Immagini ùgWtì B. Ver-
repui)blicani francesi con più ardore spin- gine, che noverai a quell'articolo, il die

sero i sudditi pontificiialla ribellione e si fece concepiretimori e speranze, onde Pio


ordì una trama contro la sagra persona VI ordinò pubbliche missioni nellepiazze*
del Papa. Nel 1795 venendo Pio VI a sa- Ma jPr/7«czV7 peri. "condizione di pace do-
pere che il governo francese avea decre- mandò la ritrattazione de' brevi di con-
tato Toccupazione degli stati della Chiesa danna della Costituzione civile del clero di
e la sua detronizzazione, mez- aumentò i Francia. Domanda inammissibile, per cui
zi di difesa, e per la penuria della mone- Pio Vi fece nuovi armamenti,conl ribuen-
ta, oltre le gravezze chea vea dovuto im- dovi Colonna, Pamphil/-Doria,Torlonia
porre, invitò tutti a portare nella Zecca e diversi altri signori; mentre i romani e
l'oro e l'argento, col frutto del 41/2 per altri sudditi, accorgendosi di qual tempra
1 oo,avendo già creati nel medesimo anno fosse la libertà che lor volevano donare
8 milioni io nuove cedole. Si dovettero fa- i flva Gesù,
francesi, insòrti al grido:
re di verse economie, e vendere non poche wVrt Mariaj viva Pio FI, molti di quel-
possessioni della s. Sede. Finalmente nel li delle Provincie non pochi ne massacra-
1 796 il generale Napoleone Bonaparte rono, per vendicare gli oltraggi d'ogni
vittorioso degli stati à' Italia ^ occupò col- sorte commessi dai soldati. Presso Faen-
le armi ^o/o^waTj Ferr^im e altri luoghi, za le ^7///z/e pontificie, opponendosi alla
laonde ad evitare perdite e mali maggiori, marcia de'francesi,furono sbaragliate. Ro-
PioVI fu indotto al gravosissimo armisti- ma cadde nella più grande costernazio-
zio di Bologna, concluso con Napoleone ai ne, essendosi i francesi impadroniti dello
23 e28giugno,con cedere quelle due lega- stato, sino e comprese le provincie di An-
zioni e iFfle/2Zrt,pTìgarei 5 milioni di fran^ cona e Macerata ossia Marca. Pio Vi la
chijdareperP^r/gn 00 codici della biblio- dovette contentarsi della rovinosa pacedi
teca Vaticana,! 00 pezzi di pittura e scul- Tolentino de i^ febbraio 1797, incoi ol-
y

tura i più famosi e più rari, specialmente ire il convenuto a Bologna, soggiacque
coDjpiesi i busti capi d'opera, di Giunio ad altre dure condizioni , ed a cedere la
4G RO M ROM
Bomagna, Avignone e la contea Venaissi- per mezzo d'alcuni cardinali, edeirinfe-
na ; quindi in Roma e altrove si fecero dele cav. dq Azzara ministro di Spagna,
nuove requisizioni d'ori e argenti, anche segreto amico de' francesi, ma senza effet-

delle chiese, nuovi imprestiti, nuove cedo • to; solo il generale riprotestò, che veniva
le, ed inoltre vendita de'beni ecclesiasti- a punire gli assassini di Duphault, gì' in-

ci rustici in tutto lo stato. Si proclamòla sulti fatti all' ambasciatore Bonaparte, e


repubblica nelle provincie occupate dai doversi tenere il popolo tranquillo; laon-

francesi, e furono incorporate alla repub- de Pio VI fidandosi alle sue promesse ,
blica Cisalpina^ di cui parlai a Italia. In ch'egli, sarebbe rispettato, non volle porsi
Francia si dispose tutto perchè in R.oma in salvo, ed in vece esortò romani con i

s'introducesse democrazia rappresenta-


la editto a rispettare francesi. A* io Ber-
i

ti va. Vedendosi vicinala morte di Pio VI, thier arrivato coli' esercito alle mura di
.siopinò d'impedirne la successione, ovve- Roma, accampò collo stato maggiore
si

ro nel conclave usare del diritto che dava sul Monte Mario, facendo entrare per la
il trattalo di Tolentino, come succeduti Porta Angelica un corpo di francesi co-
alle pretese ragioni depredi Francia; a tale mandati dal general Cervoni corso, il qua-
efl'etto si diedero commissioni a Giusep- It occupò Castel s. angelo, il Campido-
pe Bonaparte ambasciatore della repub- glio e gli altri posti militari. Attendendo
blica in Roma. Frattanto emissari france- Berlhier che la rivoluzione scoppiasse e
si più volte tentarono in R.oma rivok'izio- che la schiuma di Roma l'andasse ad in*
ni, ove giunse pure per democratizzarla vitare, come si era di accordo, a entrare
il quale nel modo
generale Duphaull, il nella città in nome del popolo romano
detto a Francia, volendo 0*28 dicembre innocente, questa pantomima ebbe luogo
audacemente piantare l'albero della li- agli 1 1 onde fece il suo ingres-
febbraio,
bertà sul Campidoglio, fu ucciso nel pa- so, e andò Palazzo apostolico Quiri-
nel
lazzo Corsini, ad onta che la Civica pon^ nale a prendere alloggio, facendo Cervo-
tificia facesse di tutto per impedirlo. Tan- ni comandante di piazza, che niandò da
to bastò perchè il governo francese ordi- Pio VI ad assicurarlo che nulla dovea te-
nasse l'intiera invasione dello stato pon- meredi sua persona e sovranità; indi volle
tifìcio, la detronizzazione e prigionia di che si abbattessero gli alberi della libertà
Vio VI, e la proclamazione delta repub- che alcuni demagoghi aveauo eretto in
blica in Roma e da per lutto. Ciò fu ef- diversi luoghi Appena !francesi furono i

fettuato nel 1 798, a nulla valendo le giu- sicuri, che tutto lo stato era occupato da
stificazioni e offerte del Papa. Il generale loro, cessò la dissimulazione.Col pretesto
A lessandroBerthier comandante le trup- di provvedere alla pubblica tranquillità,
pe francesi in Italia, d'ordinedi Napoleo- Berthier disarmò e licenziò i soldati pon-
ne cui era succeduto, s' impadronì delle tifìcii, fece arrestare mg.*" Ercole Consal-
Provincie d'Urbino e PesarOjdi Macera- vi assessore della congregazione militare,
la, indi delle altre: nulla valutando il ge- mg'"^ Carlo Cr/Ve/// governatore di Roma,
nerale le deputazioni inviategli dal Papa, ed alcuni altri principali impiegati. Prese
si ricusò riceverle e restò inflessibile; ap- in ostaggio 4 cardinali e altrettanti prin-
pena ascoltò l'ambasciatore di Napoli Bel- cipi, con diversi altri prelati. Sequestrò i

nionle mediatore, cui fece travedere che beni de'cardinali Albani e Busca ch'erano
non sarebbe entrato in Roma. L'avan- fuggiti; indi di suo ordine si posero ^jnel-
guardia sotto gli ordini del generale Dal- le imposizioni, e sì fecero quegli attenta-
leraagne, giunse a Baccano e alla Storta, li e pi-epolenze che narrai a Pio VI, con
onde a' 9 febbraio Pio VI volle tentare proclamazione della repubblica Tiberina
nuovamente l'animo del generalBerlhier, in Campidoglio a' 1 5 in presenza di Ber-
ROM ROM 47
tliier, e divisione di territorii, in 8 dlpar- Rezzonico amante di viaggi, in questi im-
limenli die dai fiumi divisoiii presero il piegò quel tempo. Vitaleavendo pubbli-
nome, ed al grido di Fiva la libertà. Ro- cata là sua bell'opera nel 1 79 1
, di ciò non
ma con quelle deno-
fu divisa in sezioni, poteva parlare : il cav. Pompilj-Olivieri
minazioni che riportai a Rioni di Roma. non dice nulla. Dopo ch'era accaduta la

Quindi Berlhier con proclama dichiarò rivoluzione. Cervoni si portò dal Papa a
Ja libertà di Roma e l'istallazione dell'ef- partecipargliela, e gl'intimo di riconosce-
fìmera repubblica Tiberina o Romana, re la sovranità del popolo; ma il gran Pio
riconoscendola qual potenza indipenden- /^/gli fece quelle belle ed energiche ri-

te in nome della repubblica francese, ed sposte che notai nella biografìa. Quindi
essere la medesima sotto la protezione del- ifrancesi s' impadronirono del Palazzo
l'armata francese. La romana repubblica Faticano ove esso abitava. Vedendo i
si organizzò con nominare Cervoni in no- francesi che il Papa era imperturbabile
me del popolo per consoli il duca PioBo- e non cedeva a minacce, consumarono i

nelli, ravv.°FrancescoRiganti,ravv."Car- loro progetti: il commissario Haller colle


lo Lui^i Costantini già difensore de'pove- descritte ributtanti villanie intimò a Pio
ri, il chirurgo Liborio Angelucci, Anto- VI di prepararsi alla partenza; ed in fat-

nio Bassi causidico Gioacchino Pessuti


, ti a*20 febbraio un distaccamento di ca-

matematico ed estensore delle Effemeri- valleria lo portò fuori di Roma, e due


di letterarie 3 Gio. Francesco A rigoni, i commissari lo condussero a Siena^ don-
possidenti Maggi e Slampa, a'qnali fu da- de passò alla Certosa di Firenze, e poi
to peri.^segietario eministro il francese duramente (nel qual tragitto tentò mg/
Francesco Bassal già parroco di Versail Rivarola di farlo liberare dai tedeschi) a
]es,apostata ammogliato, poco dopo man- Valenza di Francia, ove rese l'anima a
dato in Francia incatenato. Ministri dtl Dio, passando a ricevere il premio di sue
nuovo governo repubblicano furono scel- grandi virtù il 29 agosto 1799. Come di-
ti, con diverse cariche, Francesco Maffei, rò, egli avea provveduto all'elezione del
Francesco Pierelli, Lamberti, Ennio Qui- successore, per qualunque caso, agevo-
rino Visconti, il medico Corona, tutti de- landone i modi, acciò la Chiesa non re-
mocratici e partigiani dei repubblicani stasse senza capo visibile, o che se ne e-
francesi. Altri storici dicono che Berlhier leggesse uno the non fosse legittimo. Di-
entrò in Roma dopo la proclamazione del- poi e in tempo che Roma gemeva sotto
la repubblica, lo che è più verosimile del il giogo repubblicano, narra Baldassari,
racconto che ne fa jNovaes. Il generale nel Relazione delle avversità di Pio VI^ l.

suo trionfale ingresso ricevè a Porta del 3", p. 159, che andarono in giro discorsi
Popolouna corona d'alloro, che poi man- e disseriazioni di falsi teologi, i quali di»
dò a Napoleone. Per abbagliare fa mol cevano che come è Papa il vescovo di Ro-
titudine, si liberarono gli ostaggi, ed a' i 8 ma, così al clero di Roma e abitante in
si cantòdal vicegerente Passeri arcivesco- Roma s'apparteneva di eleggere il suc-
vo di Larissa in s. Pietro un solenne Te cessore di Pio VI. E seguendo gli errori
Deurn^con intervento de'cardinali pere- del Ricci vescovo di Pistoia^ indicavano
vitare mali maggiori, i quali però non ci specialmente i parrochi, dicendo che do-
vollero consoli; ringraziandosi Dio che
i veano ripigliarsi gli antichi loro diritti,

la rivoluzione e il cambiamento di gover- perchè cardinali erano assenti, ne po-


i

no era seguilo senza spargimento di san- lca no tornare alla loro ordinaria residen-
gue il Papa di ciò fu intieramente igna-
: za. Si pretendeva ancora, che anco il po-
ro. La magistratura romana del senato, polo o almeno i suoi rappresenlanli do-
di conseguenza cesse affatto, e ilsenaiore vessero aver parte nella creazione del Pa«
-

48 ROM RO IVI

pa, proponendo la persona da eleggere, si fece molto onore: vi rimase ancora il

o riselbandosi di approvare od escludere suddetto mg.rPasseri, vicegerente del car-


l'eleUo.MaDio proteggendo la sua Chie- dinal vicario di Roma. B^urono inoltre
sg,non permise questro mostruoso scisma. esiliati diversi altri prelati, e in fine tut-
A'2 i.febbraio 798 s'incominciò a pub-
i ti gli ecclesiastici forestieri. Si persegui-
blicare il Monitore di Romao Foglio Na- tò la congregazione del s. offizio, e si ab-
zionale : ciò che trattava e quantlo ter- bruciarono le carte che si riuscì trovare :

minò, lo notai nel voi. XX, p.i6. Ai 23 restarono in esercizio le segreterie delle
furono celebrati solenni funerali militari altre congregazioni, le quali dipendendo
a Duphault. Al Calendario Gregoriano, dal delegato apostolico, alla meglio cor-
pei giorni e mesi, fu sostituita V Eradei' risposero agli affari della Chiesa. A que-
la repubblica francese. Non contenti di sti applicò PJo FI, tanto in Siena, ove
aver deportato Pio VI, i francesi vollero fece un decreto di beatificazioneo ricono-
espellere da Pioma i cardinali e prelati scimento di culto, come narrai a Riti;
che intrepidi vi erano restati per cui a- ,
quanto alla Certosa ove operò molte cose
veudoli arrestati nei principio di marzo, in vantaggio dellaChiesa univeisale,prov-
ancbe per imporre al basso popolo che vedendo alla futura Elezione del succes-
illuminalo di sua situazione erasi com- sore e Coiichwe, come al Giuramento che
mosso, a piedi fuiono trasportati nel luo- esigevasi inRoma dal governo repubblica-
go detto le Convertite, ove allora eravi no. Gli orribili eccessi irreligiosi e immo-
il monastero delle agostiniane converti- rali, che si commisero dai fanatici repub-
te^avendo trasferito altrove le monache: blicani, con oltraggi alla religione e suoi

fra'prelati vi fu mg.'^Emmanuelede Gre- ministri, furono cosi ributtanti, che sde-


gorio, che si tentò creare antipapa. Tra gno di riportarli. In vece l'adulazione vi-

i compreso della Somaglia


cardinali vi fu le coniò una medaglia a Berthier coll'e-
vicario diPioma, il quale nell' insorgenza pigrafe Restitutor Urbis et Gallia, sa-
:

del popolo erasi reso benemerito de'fran- lus generi hunianit 11 consolato roma-
cesijpoichèseguitoda autorevoli ecclesia no barbaramente fece atterrare tutti gli
stici,avea con successo scorse le parrocchie stemmi gentilizi, che ricordavano belle
de'piti tumultuanti rioni della città, per memorie, e si vede ancora in molti luo-
esortare gli abitanti alla quiete e alla su- ghi il vandalismo distruttore, operato sui
bordinazione a chi comandava. In det- monumenti gloriosi della storia. Si sop-

to monastero cardinali furono invitati


i pressero tutte le insegne ed i titoli di no-

a rinunziare la Porpora { a quest'artico- biltà, sostituendosi quello di cittadino j


lo riportai l'eroica risposta fatta dal car- quindi si ordinò la coccarda repubbli-

dinal Antonelli;ivi dissi perchè poi la ri- cana bianca-rossa-nera; in tutto si pre-
nunziarono Anlici e Altieri, e perchè so- tese la eguaglianza e la sedicente liber-
loinRoma vi fu lasciato tranquillo il car- tà. Il disordine degli affari di stato del-
dinal Carlo Rezzonico. A' i o marzo i car- la nuova repubblica e del dominio fran-
dinali e prelati furono condotti nel con- cese divenne vera babilonia; oltre le ac«
vento de'domenicani di Civitavecchia, po- cennate imposizioni, palazzi di molti i

scia furono lasciati partire per mare su nobili furono pressoché spogliati del più
piccole e pericolose barche; quindi si di- prezioso, massime de' cavalli. Altrettan-
spersero approdando ne'lidi toscani, sici- to si fece colle chiese appartenenti a na-
liani e veneti; però i loro beni furono con- zioni nemiche de'francesi o da loro con-
fiscati. In Roma restò con pienissimefa- quistale, e vi furono confuse nello spoglio
coltà e qual delegato apostolico mg. ^'Mi- anche quelledelleamiche.Di questa spe-
chele di P/e/ro arci vescovo d'Isauria, che cie di saccheggio, che non risp irmiò i se-
ROM ROM 49
polcri, ove fu frugalo e almeno rubale le derazione : per la sua breve durala è su-
casse di piombo, poco ne godevano fran- i perfluo riportarla. Solo dirò, che il pote-
cesi; soldati erano malvestiti, gli uflìziali
i re esecutivo si attribuì a Sconsoli nomi-
da 5 mesi non percepivano soldo, li disgu- nali dai consigli legislativi, col trattamen-
sto delle truppe di guarnigione in Roma to di .639 rubbia di frumento per ciascu-
si aumentò all'arrivo del generalMassena, no ; furono destinali senatori, tribuni e
destinalo successore a Berlhier: a'24 feb- altri impiegati, olirei ministri dell'inter-

braio avendo a lui ricorso molti degli uf- no, della giustizia, delle finanze, ec: la re-
fìziali per le dilapidazioni commesse sot- pubblica Anconitana fu unita alla Ro-
to l'ombra delia prolezione francese, e pei mana. 11 generale Dallemagne nominò
soldi non pagali, furono sdegnosamente consoli, Angelucci, De Matlheis, Pennaz-
ripulsa li. Nel dì seguente i Irasteveiini in- zi, Reppi e Visconti; nel settembre li suc-
sorsero al grido di : ^iva Maria^ viva il cessero Brizi, Calisli, Pierelli, Rey e Zac-
Papa^ sapendo la discordia del presidio caleoni. Si pubblicò la coscrizione di tut-
francese ridotto a 3ooo uomini disarma- : ti i cittadini, dai i8 ai 25 anni. A Dal-
rono due posti della guardia civica, che lemagne successe il general Saint-Cyr. Il

avea preso il nome di nazionale, ed ucci- commissario Haller col ministro dell'in-
sero 20 tra francesi o paijligiani^etli pa- terno stabili, che la repubblica romana
triolti. Sembrava che jor facessero eco gli pagherebbe alla cassa dell'armata d'Ita-
abitanti de'rioni Regola eMonti,m£( pre- lia della repubblica francese tre milioni
sto furono sedati: arrestali circa 200, fu- di scudi in 6 rate, colla garanzia de' più
rono militarmente fucilali 3i. Ammuti- ricchi; escudi 600,000 per compenso di a-
nati di nuovo gli uilìziali, Massenà si ri- biliear.nesi, emanterrebbe l'armala fran-
tirò a Monte Rosi, Berlhier parfi per la cese per lutto il tempo-che resterebbe nel
Lombardia lasciando il temporaneo co-
, territorio romano. La repubblica france-
mando al generale Dallemagne, che pa- se si riserbò un tnilioue di beni nazionali,
gando una parte del soldo agli uffiziali alcune nainiere come quelle della Tolfa, i

ristabilì la disciplina. L'esempio de'traste- beni appartenenti al Papa e sua famiglia,


verini in seguito fu imitato dagli abitan- ed ai cardinali Albani e Busca. Impoten-
ti d'Albano, Marino, Vellelri e altri luo- ti le sconcertale finanze di supplireal con-
glii suburbanì, distruggendo gli emblemi venuto, fu posta una contribuzione del 3
repubblicani ed i creduti palrioUi. Ma il per 1 00 sul valore de' fondi spettanti ai
generale Gioacchino Murai con 000 uo- 1 possidenti,edel5a quelli degli stabilimen-
mini marciando sui sollevati, libàltè tra ti Con tultociò in un mése si
ecclesiastici.

Albano e Marino, saccheggiando Castel raccolsero appena 4oo,5oo scudi; laonde


Gaodolfo e parte d'Albano; impose con- si ripartì gradatamente il restosu'proprie-

tribuzioni, sparse ovunque il terrore, e fu lari. Si soppressero molli conventi, mo-


ricevuto in Roma il i .° marzo dai patriot- nasteri, e tutte le confraternite, e i loro be»
li con acclamazioni trionfali.Ritornò quin- ni dichiarati nazionali, vendendosi i sagri
di Massena irt Roma,
governo france- e il arredi ed i mobili. Altrettanto si fece coi
se vi mandò i commissari Daunou, Fay- paramepti e suppellettili del Papa e dei
poult, Monge e Florent con autorità su- cardinali esiliati o fuggiti,alienandosi quei
periore in materia civile, politica e di fi- beni che trovarono compratori. Scaduto
nanze, che compilarono la costituzione e il ereditò pubblico , la carta monetata o
le leggi fondamentali per la repubblica cedole che all'ingresso dei francesi ascen-r
romana, senza che ì romani vi avessero deva 327 milioni , alla metà di febbraio
parte alcuna. Massena la promulgò a' 20 già avea perduto il ^'j per 100. Berlhier
marzo, con festa popolare detta della fe- avea vendutolo milioni di beni naziona-
4
5

5o RO M ROM
]iper cedole, tranne un 5.° in moneta, in- nela di rame erosa, epegli altri due In

di le avea bruciale- per 8 milioni. A^ 1 moneta fina. Tanto la moneta erosa, che
marzo i consoli decretarono, le cedole es- gliOS segnatiyCht9Ì\ sarebbero ri tratti, non
sere ridotte al 4-° del loro valore nouii- verrebbero più messi in corso. Il popolo
nale, quindi entro un mese e mèzzo do- in generale, tion credendo lecito e sicuro

versi ritirare ih prezzo di altrettanti beni l'acquisto de' beni ecclesiastici divenuti
nazionali e poi bruciarle : anche la mone- nazionali, e sospettando di frode i gover-
ta di rame fu ridotta alla metà del valore nanlij non si fidò. Tutti depauperati, ì

nominale; l'interesse de'luogbi di monte, dazi e le contribuzioni non si pagarono;


dal 3 per 100 fu ridotto all'uno e mezzo. per cui non si potè dare gl'interessi dei
Questa legge però produsse generale co- 54 milioni di Luoghi di moiuejd'x 6 mi-
sternazione e quasi sommossa, onde IVIas* lioni di rendite v\i?i\meoT^acahìli, edi
sena la fece ritirare. In vece Dallemagne 8 milioni di debiti che aveario le comuni.
a' 1 5» marzo dichiarò fuori di corso le ce- Neppure si poterono soddisfare gli ono-

dole sopra i 3.5scudi,ed erano la maggior rari alla maggior parte degl'impiegati;
parte; potersi però acquistare beni nazio- quindi generale desolazione, cui si aggiun-
nali, il prezzo de'quali si sarebbe ricevu- se grave cares-tia di viveri, segnatamente
to per 3 quinti in cedole demonetate, per del frumento, il cui prezzo ascese al cjua-
un quinto nelle altre che non erano demo- druplo dell'ordinario. Mi raccontarono i
retate, e per altro quinto in moneta d'ar- miei avi e genitori, che per comprare il
gento : là moneta rame d'alteralo va-
di pane, il governo distribuiva biglietti per
lore fu diminuita d'un 4-* Per l'incon- esserne autorizzati, stabilendo il quanti-
veniente, che la monéta rimasta in corso tativo*secondo il numerò degl'individui
non era sufficiente ai bisogni della circo- dèlie famiglie; ma dopo essere slati mol-
lazione,Saint-Cyra'6 maggio stabilìjche le te ore ad aspettare ai forni, in vece-di pa-
cedole demonetate fossero di nuovo mes- ne spesso si riceveva castagne, erba, po-
se in corso, pel 3.** del valore nominale; ca polenta o altro: in proporzione fu la
tutte le altre poi si potessero dai pubbli- carne e il vino. Questa era la libertà e fe-
ci banchi dividere in frazioni di loo. ba- licità repubblicana I In tanta miseria, le
iocchi,ed anchedi 5o,detti re^//.Ìndi Mac- popolazioni furono indifferenti all' egua-
donàld agli i i agosto stabih le cedole : glianza de'diritti, all'abolizione de'titoli di
non demonelate potersi cambiare dopo nobiltà, delle feudalità e de'fedecommes-
due mesi a ragione dell' 8." parte del va- si, alla libertà della stampa, ed a tutti gli

lore nominale, con lettere di cambio sul- altri apparenti allettativi del democrati-
le famigliechedoveano contribuire ilpre- co reggimento: gli stessi patriolli che a-

slito forzoso. Intanto colla vendita de'be- veano ardentemente bramato la repub-
ni nazionali , si bruciarono due milioni blica, restarono amaramente malconten-
yoOjOoo scudi di cedole. Poscia lo stesso ti, singolarmente per l'avidità de'commis-

Macdonald prescrisse a* 9 settembre: le sari francesi, e dell'ambasciatore Bertolio


cedole demonetate o no, essere fuori di loro surrogato. Le operazioni del senato
circolazione. Esse sarebbero cambiate con e de'tribuni si ridussero ad inutili decla-
due milioni di resti o di assrgnalì^ in ra- mazioni il rincrescimento fu generale,
:

gione dell 5 per 100 del valore nomina- perchè la repubblica romana inveced'es-
le. Questi poi ei-ano specialmente ipote- sere indipendente, era suddita della fran-
cati sopra determinata quantità di beni cese. Gemevasi per tanti mali, in Roma e
nazionali, co'quali sarebbero cambiati. Il helleprovincie,eparte degli abitanti mon-
prezzo di tali beni doversi pagare per 8 tagnardi delPerugino essendo.insorti, ven-
dodicesimi in assegnati^ per due in mo- nero repressi. Le sollevazioni di Marini-
R OM ROM 5i
ma e Camp.igna furono più estese; falco- a'25 novembre, lasciando in Castel s. An-
no punite, e Ferentino , Prosinone, Ter- gelo W"alierre con 1000 uomini. Parti-
racina saccheggiate. Questi sconvolgimen- rono pure iconsoli, seguiti dalla maggior
ti dello stato romano ,
1' occupazione di parte degl'im'piegati, a piantare in Viter-
Malta fatta da' francesi, minaccianti la bo la sede del governo. A'26 restava in
Sicilia, posero in grande agitazione Fer- Roma la retroguardia con Macdonald, e

dinando IV re di Napoli, per cui occupò la guardia nazionale vegHava alla pub-
Benevento e Pontecorvo: radunò un eser- Cdica tranquillità. Perla vicinanza de'na-
cito, lo collocò nelle posizioni militari, e poletani, insorse il basso popolo, distrus-
sì collegò coll'imperatore Francesco II, e se gli emblemi repubblicani e il sepolcro
con l'imperatore Paolo I, in-
delle Russie del general Dupbault, e minacciò di sac-
di coll'inghilterra e colla Porta ottoma- cheggiare il ghetto degli ebrei; quando
na, ed ebbe dall'Austria per condottieio un emissario napoletano alzò la bandiera
dell'esercito il generale Mack. Risoluta- del suo sovranpe l'acclamò, onde nacque-
si da Ferdinando IV la guerra contro i ro zuffe co' francesi. Allora Macdonald per
francesi, Mack formò il vasto disegno'di atterrire la moltitudine, chiuse in Castel-
invadere lostato pontifìcio in diversi pun- lo per ostaggi diversi ragguardevoli per-
ti. Da s. Germano il re spiccò un procla- sonaggi, ma nel dì seguente partì dallacit-
ma, in cui dichiaròj.di far avanzare il suo tàperCi vita Castellana. Nella slessa sera? 7
esercito nello statq romano, per ristabi- novembre, Bourchard entrò in Ronia col-
lirvi la cattolica religione, far cessare l'a- la vanguardia napoletana, fra' popolari
narchia, e porlo sotto il regolare gover- applausi; si accampò sul Monte Mario, e
no del suo legittimo sovrano, chea tale mandò a occupare l'abbandonata fortez-
effelto avea prevenuto alla Certosa diFi- za di Civita Vecchia. A'2g giunse in Ro-
renze ove si trovava, a mezzo del- cardi- ma Ferdinando IV, e nel dì seguente no-
nal Albani decano del s. collegio,. il qua- n)inò al governò una deputazione com-
le perciò inviò a Pio VI il Tosi poi vesco- posta de'principi A Idobrandini e Gabriel'-
vo d'Anagni, che però non potè ottenere li, del marchese Camillo Massimo, e del
la cooperazione morale del Papa, mentre cav. Ricci. Nell'istesso giorno conchiuse
questi si dichiarava grato al re. Quindi un accordo con Walterre, ed uscirono dal'
a'23 novembre 1798 i napoletani entra- Castello gli ostaggi. L' ab. Bellomo dice
rono nello statò ecclesiastico IVI icheroux : che furono ristabilite le antiche magistra-
marciò su Fermo, Sanfìlippo discese a ture romane del senatore e conservato-
Rieti, Metch marciò su Tivoli e la Sabi- ri. Il popolaccio per gioia insultò gli ebrei
na, Mack uTosse per Prosinone e si avan- ed i patrlotli, alcuni de' quali arrestò il

zò verso Roma, il duca di Sassonia si di- governo. Al Papa nella Certosa di tulio
resse per Terracina eziandio su tlóma. giunse notizia; ma mentre la corteera per-
All'intimazione de'napoletani, Champio- ciò in allegrezza, Pio VI disse: Aspetlia-
nel che comandava nello stato romano, mol'esilo delle battaglie, e poi canteremo
oppose lagnanze di violazionede'trattati; vittoria , e fu profeta. Sebbene il Papa
ma non avendo che 16,000 uomini, dei non si lasciasse adescare da liete speran-
quali in Roma 4>5oq , deliberò di riti- ze,, nondimeno scrisse lettera officiosa al
rarsi piegandosuHasinistra verso la Mar- re, e gliela oiandòpermg.'^ de Gregorio;
ca Anconitana. A' 2 3 novembre annun- ma non potè averne risposta, poiché le
ziò,che Róma era in pericolò , e nel dì cose cambiarono in un baleno. Intanto
seguente la dichiarò in istato d' assedio. furono battuti da'francesi Micheroux, e^
Stabilita con Mack una specie di conven- due reggimenti che marciavano su Terni,
zione, parti da Roma la notte seguente e fatta strage in Nepi.Mack, lascialo inRo-
52 ROM '
R O i\I
ma Bourchard per assediar Castello, si di- liniento. Il governo si occupò alla meglio
spose ad attaccare Macdonald, ma infeli- per la sussistenza della popolazione , ad
ce ne fu il successo, e Melch in altre a- armare alcuni battaglioni , a sopprimere
zioni cadde prigioniero in Calvi, essendo altri luoghi pii,a proibire agli ecclesiasti-
i napoletani nella più parte uomini che ci il portare l'abito loro proprio; si misero
iionaveano mai guerreggiato. A'7 dicem- in vendita i beni di quelli che aveano ab-
bre Ferdinando IV partì per Albano, in- bandonato Roma nel ritiro de'napoleta-
suo regno la retroguardia
di rientrò nel : ni. Avendo i collegati occupata la Tosca-
uscidaRomaa' 12, e per altre perdite i na si previde la sorte della repubblica
,

napoletani si rilirarono,edi consoli da Pe- romana; quindi il general Garnier che co-
rugia si restituirono in Homa; mentre i mandava le truppe stanziate in Roma, la
generali francesi entrati nel regno di Na* dichiarò in islato d'assedio aglii i luglio;

poli fecero diverse conquiste, onde il re a'24sospesei consoli, senatori, itribuni,e i

contro di lóro mosse il.popolo. Tutta-


gli creò Un comitato provvisorio di governo,
\olta per tumulto popolare partì per Si- composto di 5 individui, parte francesi e
cilia, lasciando vicario generale del regno parte romani, sotto la presidenza del fran-
Francesco Pignattelli di Strongoli. Nel . cese Perillier, il quale confermò il seque-
1799 ì francesi fecero varie perdite in I- stro posto ai beni di mg.^ Consalvi, già e-
tal ia,. contro gli austriaci ed i russi, solle- spulso dal territorio romano. Avendo una
vandosi a loro danno gl'italiani. A.' iBmag- banda d'aretini fatto sollevare Orvieto,
gio gli austriaci presero Ferrara , occu- Viterbo e Ron(riglione, mise in agitazio-
pando pure Ravenna e quasi tutta la Ro- ne gli stessi luoghi più prossimi alla capi-
magna, ed a'3o' giugno Bologna, ai- 7 lu- tale. Garnier contenne la moltitudine, e
glio il Forte Urbano. Tra vantaggi poi i spedì Walterre a Ronciglione ^ la quale
che riportarono i francesi, vi fu la presa dopo vigorosa resistenza, a* 28 luglio fu
di Napoli, e la proclamazione della repub- presa, saccheggiata e incendiata, bitauto
blica Partenopea; ma non tardò tutto il il cardinalFabrizio/?a^, disponendo del-
regnò a ritornare all'ubbidienza regia. Le le cose del regno di Napoli, come vicario
vicende del regno di Napoli influirono del medesimo, rivolse suoi disegni sullo i

sullo stato pontificio, e vari luoghi si sol- stato romano; sul fin di luglio vi diresse
levarono, coite Civitavecchia: i francesi vi Piodio,chescorse Anagni,Palestrina e Za -
rientrarono, saccheggiando Tolfa, e poi garolo; a'9 agosto pervenne a Frascati, e
anche Subiaco. Nondimeno dopo che i raggiunto da Rocca Romana, occupò Ma-
francesi parliti dal regno di Napoli si di- rino e Albano, ed incominciò a minacciare
ressero per la Lombardia movimenti , i Roma, procurandosi intelligenze e solle-
contro di loro furono pressocliè generali vando il basso popolo.Ma a' 20 agostoGar-
in tutto il territorio romano. Frattanto oieravendolofattò attacca re,ad Albano, a
colia sollevazione delle provincie, Roma Marino ed a-Frascali, fu sconfitto ed obbli-
soffriva le angustie della carestia , e del gato a rientrare nel regno. Gli aretini pe-
pubblico erario. I francesi continuavano rò, cogli austriaci occuparono Perugia,
a sussistere, coU'esigeré quanto potevano ed a' 25 agosto fecero capitolare Civita
dai prestiti forzati e da nuove contribu- Castellana, mentre.il general Froelich da
zioni, languendo il popolo nella miseria. Toscana cogli austriaci si spinse su Viter-
Ad onta delle disposizioni del comandan- bo, e ridusse Carniera restringersi in Ro-
te generale Dufresse del 26 marzo, la ma e Civitavecchia. Nel tempo stesso una
carta monetata caduta sempre più in di- banda napoletana con Fra Diavolo si a-
scredito cessò di aver corso, ed il popolo vanzò a Velletri, Rodio ritornò a Frasca-
soffrì gl'immeusi danni del pubblico fal- ti^ e Salomone discese dalla Sabina. Fi-
-

ROM ROM 53
nalmente il cardinal Ruffo nella metà di loro, e ne* voi, XX, p. 17, 18, 19, XLVIb
settembre inviò a Roma, con alcune mi- p. 202,103, sipossono leggere dettagliata-
gliaia di truppe regolari , il maresciallo mente descritte nel cìlalo Monitore di Ro'
dicampo Bourchard, intanto che ilcom- maj in A. Coppi, Annali d Italia^ agli
modoro Trowbridge con una squadra in- anni ei 799; nell'ab. Bellomo, Con-
1 798
glese si recò a Civitavecchia. Vedendosi tinuazione della Storia del cristianesi-
Carnier circondato per ogni parfe, prese mo j ed in mg.' Baldassari, nell'accurata
diversi ostaggi romani per garanzia della Relazione delle avversità e patimenti del
pubblica tranquillità, e poi introdusse ne- gloriosoPapa Pio VI negli ultimi tre
gotiatidi capitolazionecoi comandanti de- anni del suo pontificato.
gJ'i nglesi e de'napoletafìi e col primo a*2
,
7
Mentre cardinali erano dispersi, esu-
i

settembre sottoscriss? una convenzione le, prigioniero e agonizzante il gran Pio


in cui fu stabilito. Le truppe francesi, ita- VI, la benefica divina provvidenza ascol-
liane e polacche dover sgombrare lo stato tava e esaudiva la sua calda preghiera che
romano, per essere imbarcate a Civita spirando a Roma il
le fece, di restituire

vecchia,e condotte liberamente inFrancia capo dellaChiesa e la residenza pontifìcia;


co'Ioro fucili; ed essere permesso a*pa triot- ed alla Francia la religione, la prosperi-
li romani seguirli colle loro robe. Corneto tà, la pace. Imperocché, al doloroso an-

e Civitavecchia doversi consegnare agl'in- nunzio della beata sua morte, il pio im-
glesi a'29 settembre; Roma e Castel s. An- peratore Francesco H, divenuto signore
gelo a'napoletani,sul principio del 3o. Co- delle Provincie venete, offri al s. collegio
si fu eseguito. Bourchard contenne il bas- la città di Venezia per tenervi il concla-
so popolo, che col pretesto di persegui- ve, per cui ad essasi recarono i cardina-
tare i giacobini,. aspirava alla rapina; e li, i primari prelati, e altri della corte, in-

poi a*3 ottobre nominò ujia giunta supre- clusivamente al maresciallo del conclave.
ma per governare in nome del re di j\a- Ivi a' 23 ottobre incominciarono a cele-
poli i paesi occupati. Né.furono i mem- brare i funerali novendiali al defunto Pa-
bri, il il mar-
conte AlessandroBonaccorsi, pa, entrando cardinali in conclave il i .'*
i

chese Angelo Massimi, Girolamo


il cav. dicembre, ed a' 1 4 marzo 1 800 esaltarono
Colonna il marchese Clemente Muti,
, l'rm morta le Pio FU Chiaramonti, che
l'avv.'' Antonio Lippi. Nella metà di otto- subito dichiarò prò -segretario di stato
bre giunse poi in Roma il tenente gene- mg.^' Consalvi, e Principe assistente also-
rale Diego Naselli, il qualecbnservandola g'/^ail senatore Rezzonico, il quale con que-
giunta, eassislito dal consultore Tomma- sta dignità assistè aL trono nella funzione
so Frammarino, ebbe la rappresentanza della coronazione. Immediatamente fu
di comandante generale e politico dello spedito a Roma un corriere colla lieta no-
stalo romano, annullando le leggi della tizia, e grande fu il giubilo de'romani che
sedicente repubblica romana, llgenerale sospiravano il paterno e benefico governo
Froelich però in nome dell'Austria ten- pontificio, i quali d'ordine del s. collegio
ne Perugia, le provincie del Patrimonio comunicato a rag."^ vicegerente, aveanoè-
e dell' Umbria, e in ottobre passò nelle seguite divotaraenle le processioni e pre-
Marche a rafforzare le truppe russe e tur- ghiere proprie di tale tempo. In Roma si

che che assediavano Ancona; e preso il co- fecero illuminazioni per 3 sere, e si cele-
mando dell' assedio, l'ebbe per capitola- brarono sbgre funzioni di rendimenti di
zione a'i3 novembre*. Il sin qui narrato, grazie n Dio. Indi romani inviarono a i

le sofferenze cui soggiacque Roma , nel Venezia una deputazione co'Ioro omaggi
luttuoso e miserabile tempo repubblica- di sudditi e di figli, composta del princi-
no, oltre quanto dissi a Pio Vi e luoghi pe Gabriellijdel marchese Camillo Mas-
54 ROM R Al

siali, e clell'avv.** Crislaldl poi cÀidiuale: Castel s. Angelo; ed a'25 quella delle prò*
le allre citlà dello stato pontificio ne imi. governate dagli austriaci, dai din-
vi-ncie

taiono a gara l'esenipio, tulli porgendo torni di Roma sino a Fano. Ambedue le
\ive istanze perchè al piti presto si recas- potenze lasciarono però le loro Iruppenel-
se il Papa al governo de'suoi stati. Inoltre le fortezze e ne* posti militari dello sta-
il Papa fu onoralo in Venezia dalle visi- to pontificio. Concertatafinalmente la
te di reali personaggi : si Irattò'di.fare rè- partenza di Pio VII da Venezia, com- i

sta ie il Papa in Venezia, o di trasferirsi a missari austriaci evitarono il passaggio per


Vienna fino al consolidamento della pa- le legazioni di Bologna, Ferrara e Roma -

ce. Ma Pio VII nulla più desiderava, che gna che non gli Papa «'3
reslituivano.il
di partire prontamente per Roma, ove s. luglio 1800 fece il solenne ingresso in Ro-
Pietro avea stabilito la cattedra infallibi- ma,complimenlato da Bourchard,da Na-
le della verità e della podestà apostolica, selli e da FrammarinOjCon quella pompa

per riordinarvi tanto regime ecclesiasti-


il e strepitose acclamazioni de'roraani. dhe
co, che il civile; in cheperò s'incontrava- tutta riportai nel vo4. XXXV, p.i83. E-
no gravi difficoltà, tanto.per parte degli gli ristabilì con tenuissime modificazioni
austriaci, che de'napoletani, quali occu- i l'antico regime, e fra le congregazioni die
pavano le Provincie pontificie. Né manca- deputò, vi.fu quella per l'acquisto de'be-
rono di coloro, quali sospettassero, desi-
i ni ecclesiastici, già nazionali o demania-
derarsi da Francesco 11 e da Ferdinando fi.. Colla bolla Post diuturnas, de'28 ot-
IV, di tenerle sino alla pace, per potere tobre, riguardante ancora la curia capito-
più facilmente disporre di alcuna secondo lina e tribunale senatorio di Campidoglio,
le occorrenze. In fine però, avendo ilre dichiarò: Il tribunale del Campidoglio
di Napoli acconsentito di consegnare quel- sarà composto d' un luogotenente, o sia
la porzione ch'era in suo poterete fatto giudice de'maleflciijdel fiscale, procurato-

inalberare a' io maggio sul Castel s. An- re de'poveri(secondo restituzione d'Urba-


gelo i pontifìcii vessilli, 22 fece con-
ai no Vili, di che parlai nel voi. LV, p. i5),
segnare Roma e le provincie da lui pre- d'unsostilutoluogotenenteed'uh notaro,
a laleref al dire di Bello-
sidiale ai legati a'quali ultimi aumentò la paga, dovendo
mo. Altri riferiscono, ed è così, che Pio contribuire a quella del notaro per la me-
VII a'22 o 23 maggio nominò una con- tà l'arciconfra temila della ss. Annunzia-
gregazione composta dei cardinali Gio. ta, cui apparteneva l'offizio criminale, di
Francesco Albani decano dels. collegio, cui le proibì l'affitto. Istituì i Presidenti
A urelio Roverella datario, Giulio M." del- de rioni di Ronìa^ e ripristinò rigorosa-
la Somaglìa vicario di Roma, come lega- U)ente l'osservanza dello statuto di Roma,
ti alalcre^ affinchè lo precedessero in Ro- il quale prescrive che conservatori debba-
i

ma, e ricevessero ivi la consegna del go- no essere capi clifamiglia,dimoranti inRo-
verno secondo le graziose intenzioni ma- raae«iaggi'orid'anni 35; e che i priori dei
nifestate da re Ferdinando IV aggiun- : caporioni siano scelti tra que' nobili, che
gono, che intanici progressi fatti da ifran- non hanno ancora mai-esercitala la magi-
cesi in Germani», ed in Italia anche col- «tratura, ed abbiano almeno 2 5 unni. Che
l'invasione della Toscana, indussero gli la sortizionede'bussoli dovrà per l'avveni-
austriacia restringere le armate e lemire re decidere la scella de'conservatori e del
delia-politica, e da tutto ciò rfe avvenne priore de' caporioni a tenore delle anti-
chei cardinali legali a'22 giugno ebberp chissime leggi, inserendo nella stessa bol-
finalmente consegna di Roma, cogli al
la la il metodo da tenersi nella formazione
tri paesi amministrati dai napoletani, dal dc'bussoli del magistrato di lioma,e sul-
general Naselli che continuò a presidiare la consecutiva sor tizion e de'suoi membri.
ROM ROM 55
Da rjueslo melodo rilevasi, die i carJiuuIi la milizia urbana e de' feudi del senato
cu mérlengo e segretario di sialo (che negli e popolo romano, perciò che riguardano
ultimi tetDpi godevano la nomina del ma- le disposizioni di Pio VII, vedasi Capo-

gislrato), rng.^ governalore di Roma, il tori, l'io Vii accordò poi il perdono a tut-
senatore,! conserva lori, il priore de'capo- ti quelli che dopo la cessazione del gover-

rionijdoveanoeleggereapluralilàdi voli, no pontificio, si erano fatti rei verso il so-


da'più provetti de'6o nobili coscrilti, al- vrano, tranneirei di ribellioueavanti l'e-
cuni individui, onde con loro procedere poca suddetta: ma non fu corrisposto nel-
alla formazione del bussolo de'conserva- la fedeltà dalla principale parte degli as-
lori e de'priori de'caporioni, cioè i8 pel solti. Emanò leggi pere V A- \'
Annona
bussolo de'conservalorijGper quello dei gricoùura, sulle Dogane, ed introdusse il
priori, con che provvedere per un bien- commercio libero , di che oltre alla bio-
nio all'estrazione della magistratura, che grafia discorro pureai loro articoli. In tul-
si cambiava agni 6 mesi, ma anche ab- ioil Papa si prevalse de'consigli special-

bondante d'un 3.° di più, onde supplire mente del celebre Consalvi che creò car-
ai casi di morte o di ahra contingenza, dinale e segretario di stato eflfettivo, tan-
che faccia mancare qualche membro del- to degli affari ecclesiastici chede'civili, il

lo stesso magistrato. La quale elezione e quale col suo genio contribuì potentemea-
successive sortizioni dovevansi fare nelle te a'suoi fasti, come all'ornamento di Ro-
stanze d'uno de'cardinali suddetti. Pre- ma sua patria, con que'monuménti e ab-
scrisse alla camera capitolina la maggior bellimenti decretati da Pio VII. Per le
possibile riforma di spese, incaricandone nuove vittorie riportate dal fulmine di
i conservatori, da'quali se ne dovesse pre- guerra Napoleone, già divenuto i.° conso-
sentare la nota da approvarsi dalla con- le e arbitro della repubblica francese, co-
gregazione economica, è discutendo so- me padrone d' Italia sino ali' Adige e ai
prattutto, se conveniva per principal ri- confini dello stalo ecclesiastico, questo pu-
forma ridurre gli onorari del senatore, re era perciò alla sua discrezione. Aven-
conservatori, e priore de' caporioni, al do Napoleone domandato il ristabilimen-
livello del tempo di Benedetto XIV e , to della religione in Francia, a quest'ar-
sopprimendo le paghe de'caporioni, che ticolo dichiarai le operazioni di Pio VII.
ormai non aveano più alcun esercizio,on- Nel voi. XLIX, p.9
parlai della coccarda
de si rendevano inutili. Che per l'avve- stabilita dal Papa, e degli anteriori colori
nire, le propine che si pagavano in occa- della chiesa romaua,essendo sue insegne il
sione di aggregazione alla nobiltà, e che Padiglione e le Chiavi. Indi Pio VII rein-
per lo innanzi si percepivano da'conser- tegrò il patriziato Sabino, e pose in equili-
vatoHjdoveansi aggiudicale alla cassa ca- brio il sistema della /17o/ief^. A' jyfebbraio
pitolina; e finalmente, che delle spese del- 1802 Roma vide il sagro spettacolo del-
la camera capitolina, e dell'erogazione di la solennissima pompa funebre,colla qua-
sue rendile, si dovesse rendere ogni anno le fu portato il cadavere dell'amato Pio
il debito conto al pieno tribunale della VI nella basilica Vaticana, ove si trovò a
camera. Avendo il Papa ristabilito nel- riceverlo il degno successore e concittadi-
le sue primiere prerogative e incumben- no ne riprodussi la descrizione nel voi.
:

ze il senato romano, eziandio in quelle LUI, p. I IO e seg,, insieme a quella colla


riguardanti la grascia, di concerto al pre- quale Pio VII rimandò a Valenza di Fran*
Iato presidente della medesima, nuo- i eia, per compensarla della perdita fatta,
vi conservatori furono: il marchese An- i JPrecor^/ dello slesso predecessore. 1 cam-
gelo Massimi, il cav. Girolamo Colon- pi già coltivati dagli ardeati, gabinii,'fide-
na, il cav. Girolamo Curii, Quanto al- nati, veienti, ceriti, tarquinii^e altri auti-
se ROM ROM
chi popoli del Lazio e dell'Elruiia, nell'e- di pib, perchè ad istanza di Paolo I im-
poca della romana grandezza furono con- pera toredelle Russie, e quel che più mon-
vertiti in deliziose ville o abbandonati alla ta di Ferdinando IV re delle due Sici-
coltura di pochi schiavi. Decaduta quin- lie, formalmente ristabilì
ne' loro stati
di la romana potenza, essi rimasero deser- la benemerita compagnia di Gesù. Ele-

ti; ne le circostanze di Roma permisero vata Francia a impero, ne fu eletto im-


ai Papi de'tempi di mezzo di ripopolar- peratore Napoleone, che invitò il Papa a
li, o indussero quelli de'tempi posteriori coronarlo in Parigi: Pio VII date le fi-
ad applicarvisi seriamente. Da ciò ne ven - colta necessarie al cardinal Consalvi, per
ne, come toccai in principio, che le vaste reggere politicamente Roma, ne partì ai
campagne le quali per molte miglia si e- 1 novembre 1804. Essendo Papa in Pa-
il

stendono ne* dintorni di Roma, e quindi rigi, dicesi che gli fu proposto di stabilir-
sulle spiagge del Mediterraneo per lungo si nella città, o in Avignone ; ma è certo
tratto dal promontorio Circeo al monte ch'egli prevedendo qualche violenza, avea
Argentare, sono unite in vasti latifondi rilasciato la Rinntizia del pontificato al
posseduti da pochi proprietari , e per la cardinal Pìgnallelli.Kiiovnando da Fran-
maggior parte abbandonati al pascolo. In c/fl, entrò in Roma a' 6 maggio 80 5, con
1 1

tale slato di cose arduissima è l'impresa quella formalilàedimoslrazioni del sena-


di ripopolare queste regioni; imperocché to e popolo romano che descrissi nel voi.
cospirano in contrario il clima malsano, XXXV, p. 184. Rifuse le due campane
gl'interessi di grandi proprietari, ai quali maggiori di Campidoglio, il Papa vi si re-
i latifondi convengono più de'piccoli po- cò a benedirle solennemente: la principa-
deri, i vìncoli fedecommessari e primoge- le col suo suono annunzia la morte dei
ed in alcuni luoghi la promiscuità
niali, Pontefici, e T ora in cui nel carnevale è
didominio,dovendosii terreni per un de- permesso uscire con maschera. Frattanto
terminalo giro d'anni lasciare incolti, af- per que'religiosi e politici motivi, che de-
finchè servano di pascolo. Non ostante tut- scrissi non senza dettaglio a Francia ed
ti VII a suggerimen-
questi ostacoli. Fio a Pio VII, cominciarono a insorgere fra
to del celebre mg."^ Vergani intraprese , la 6. Sede e Napoleone gravissimi dissa-
tentativi di ripopolare le campagne roma- pori, e la serie di quelle amarezze e angu-

ne. Applaudile le sue intenzioni, per l'in- stie che trafissero il Papa di tanto dolo-
sufficienza de'mezzi, e per le sopravvenu- re, per tutto quello che l'imperatore fe-

te vicende politiche, non ebbero successo : ce contro laCliiesa e la sua sovranità. Nel-
si può leggerle nell'encomiato Coppi, al- rottobrei8o5 pacificatosi Napoleonecon
l'anno 1802, n.°4o e seg.Furono i-estitui- Ferdinando IV, nello sgombrare il di lui
ti alla chiesa romana, Benevento, Ponte- slato le sue truppe, attraversando lo sia-
corvo e Pesaro. Pio VII pubblicò nuove lo pontifìcio, sorpresero la fortezza d'An-
leggi per impedire l'esportazione da Ro- cona e vi lasciarono un presidio, ciò che
ma di oggetti d'antichità e belle arti, sta- promosse le doglianze del Papa. Nel i 806
bilendo in vece un fondo annuo per l'ac- Napoleone ostentando supremazìasu Ro-
quisto, il quale fu poi impiegato anche per ma, dichiarò a Pio VII, che Roma dovea
restauro di chiese e monumenti antichi. seguire il suo intimo volere e politica, con
Se il predecessore Pio VI in tanti modi esigenze inammissibili, altrimenti avreb-
dimostrò grande stima e benevolenza pei be mandato da Parigi un senatore per go-
ne permise Tesi-
gesuiti perseguitati, e vernarla a suo nome, ed indurrebbe il Pa-
stenza in Russia, ov' erano restati dopo pa ad essere solamente vescovo di Uoma.
ilfamoso breve di soppressione; Pio VII Poi cambiando linguaggio disse: l'Italia

ebbe la consolazione di poter fare assai sarebbe alle sue leggi soggetta; Pio VII
ROM ROM S?
il sovrano di Roma, però di qifesta esser- romano impero, come ne prosciolse tul-
ne egli l'iuiperalore! Inolile l'imperato- li membri del medesimo. Così termi-
i

re s'impossessò di Benevento e Pontocor- nò dopo 1006 anni l'impero d'occidente


vo, li dichiarò feudi del suo impero, ne o de'romani, che per autorità apostolica
investì Talleyrand e Bernadette, trastnis- di S.Leone 111 a-vea cominciato in Carlo
sibilicon ordine di pripiogenitura qlla di- Magno. Persistendo Napoleone ne' suoi
scendenza mascolina: ilprincipato diNeuf- proponimenti, alle imperiose richieste
chatel lo die a Berlhier. Comprese allora pronlanienle aggiunse! fatti. Oltre di pro-
PioVn qnal fosse il vero scopo diNapoleo- fittare delle rendile pontificie in Ancona,
ne, e col consiglio de'cardinali, gli dichia- esigetteil mantenimento delle truppe, fe^
rò non potersi mettere in istato di guer- ce militarmente occupare tutte le cillà

ra contro le potenze a lui nemiche. Quan- del litorale pontificio, tanto sull'Adria-
to al principio dal medesimo stabilito di tico che
Mediterraneo; minacciando
sul

essere l'imperatore di Roma (coméfacen- di nuovo


Papa,chese non entrava nel
il

tesisuccessore di Carlo Magno, il quale a- suo sistema federativo, ed avesse comuni


vea restituito e ampliato, nonfondato il colla Francia gli amici. e i nemici, gli a-
principato della rocqana chiesa), con a- vrebbe lascialo lasoln provincia del Pa-
postolica franchezza il Papa aggiunse che : trimonio, *e messo alle strette avrebbe i-
il sommo Pontefice divenuto da tanti se- mitato l'esempio di Carlo V, con rinchiu-
coli anche sovranodi Roma, non ricono- derlo rn Castel s. Angelo e far pregare
sceva ne'suoi slati altra sovranità supe- per lui. Intanto incardinai Cbnsalvi, ve-
rioreallasua: non esistere l'imperatore di dendosi inviso a Napoleone, rinunziò il

Roma; esservi solo l'imperatore de'roma- segretariato di stato, egli successero quei
ni; ma questo titolo riconosciuto da tut- c^irdinali che notai a Pio VII. Questi Si

ta l'Eli ropa nell'imperatore di Germania, ricusò pure di riconoscere per redi Na-
non poteva nel tempo stesso appartenere poli Giuseppe Bonaparle fratello di Na-
n due sovrani; e questo stesso non essere poleone. Nel1807 l'imperatore tornò a
cheun titolo di dignità e di onore, il qua- domandare al Papa cambiamento di po-
le non diminuiva minimamente l'indi- litica, viceversa gli toglieva le Marche; e
pendenza della s. Sede. Carlo Magno aver di fatlo,senza attendere il legatocardinale
trovalo Roma in. mano de* Papi (il loro Làlier de Bayanne e mg."^ della Genga,
dominio, come ho descritto, in-
effettivo il generale Lemaroisdi suo ordine neli.**
cominciò dopo il 726, Carlo Magno nac- novembre si dichiarò governatore gene-
que nel 742!), averne ampliato i dorai- rale delle Provincie d'Ancona, Macerata,
nii, non avere però mai preleso superio- Fermo e Urbino, cui seguì l'occupazione.
rità sopra de'medesimi. Il possesso quin- Quindi il Papa e la corte videro probabile
di pacifico di 1000 anni (più) essere il ti- roccupazionediRoma,e violata la residen-
tolo più luminoso che potesse esistere tra za pontificia. I romani se ne conturbarono,
sovrani. In questo tempo Francesco II ri- comerestarono malcontenti alla partenza
nunziò al titolo d'imperatore di Germa- perParigidi tulli gli oggetti d'arteappar-
iiia, per quelle cause che notai a tale ar- tenenti al principe rk)rghese, ed esistenti
ticolo; ed avendo già riunito in un sol nella Villa Pinciana. Nel 1808 doponuo-
corpo gli stati austriaci tedeschi col titolo verichieslepel sistema federativo ed altre
d'impero ereditario. prese il nomerliFran- esigenze, e dopo nuove minacce di spo-
resco I imperatore d'Austria. Questo me- glio de'dominii temporali, il generalMiol-
nìorabile atto porta la data de*6 agosto lis, col prelesto di attraversare lo stato
1806, col quale l'imperatore si dichiarò pontificio perandareaTerracina,a'2 feb-
sciolto dai vincoli che V univano al sagro braio enlrò in Roma, e con 6000 uouii-
58 ROM ROM
ni l'occupò militarmente; appufttòicaa- .
col cardinal Pacca^eà
In arresto condot-
noni contro Palazzo Quirinale^ove di-
il to a Savona, e poi a Fontainebleau: tutto
morava Pio FU, e con minaccie si fece coiulilFusione narrai aMue citali arVwolr.

consegnare Castel s. Angelo, ed egli pi*e- Appena i romani si avvidero dell'em-


se alloggio al palazzo Doria. Quindi suc- pia cattura, si siiiolsero in pianto, e resta-
cessero tutti quegli avvenimenti detti al- rono sbalorditi e frementi. Egualmente
la biografia ed a Francìa; cioè atti vio- alla biografia di Pio VII dissi, che lasciò
lenti, occupazione delle Marche e riunio- in Roma delegato apoiitolico il cardinal
ne al re^nod' Italia javveslì e dispersioni Michele di P/eZro_, che lo era stato di Pio
di cardinali, prelati e altri, essendosi Miol: VI, il quale deportato, perle facoltà che
lis impadronito della polizia, ed incorpo- avea,suddelegÒ il prelato deGreg^or/o^che
rato alle sue le milizie pontifìcie. Frattan- dopo 4o giorni nel r 8 o fu chiam ato a Pa ^1

to divenuto re di Spagna Giuseppe fra- rigi e poscia trasportato prigione; il prela-


tello di Napoleone, questi pose sul trono to con] autorizzazione di cui ^va munito,
di Napoli il cognato Gioacchino. Murat. iiominò delegato apostolico mg/ Dome-
Le violenze de'francesi aumentarono, ia- nico Atanasio prò -vicegerente di Roma ;

vadendoanche il pa^zzo apostolico e cac- però leòrdinàzionié la consagrazione de-


ciandone le guardie; dipoi fu4asciata la gli olii l'esegui mg.^ Menochìo SagrisLif
svizzera. A*io giugno 1809 si pubblicò il vescovo di Porfirio e confessore del Papa,
decreto imperiale della riunione degli sta- nellachiesa della Missione, tranne quel
li della Chiesa airimperOjRorriadicKiara- caso che notai, ed eseguite nel Palazzo
ta città imperiale e libera, il governo sa- Camiiccini. la Koma
non vi restò che il
rebbe determinato dà uno statuto parti- cardinal Filippo Casoni, morto 3*9 otto-
colare , ij debito pubblico adottalo dal- bre 18 i,ma senza alcuna ingerenza. Di-
I

l' impero, le proprietà, del Papa aumen- sperse e sciolte le congregazióni, le segre-
tate sino alla rendita di due milioni di terie é tribunali ecclesiastici ,
gli archivi
franchi , ed i suoi palazzi dichiarati im- •
furono trasportatiaParigijinsiemea quel-
ranni; fu abbassalo ih Castello lo stemma li del Valicano e di Castel «.Angelo riu-
pontif]cio,e sostituito il francese. Pio VII niti agl'imperiali di s. Dionigi: i sagri
rispose colla pubblicazione della solenne arredi pontificii soggiacquero alla stessa
scomunica, ciò che sbalordì Miollis ed i sorte, aspirando Napoleone di far Parigi
romani; riprovando con un breve Tusur- centro del cristianesimo. Nella medesima
pazione.della sovranità, e rigettando qua- biografia trattai del giuramento di ubbi-
lunque assegno. In dettogiorxio cessarono dienzaedi fedeltà aNapoleohe, chei fran-
le magistrature, anche del Campidoglio, cesi esigevano dai vescovi, ecclesiastici, le-
ed il senatore Rezzonico mor* durante la gali pereserci tare la professione-,e impiega-
prigionia, di Pio VII. Temenilosi la fer- li pubblici. Nei voi. XX, p. 9 e seg. narrai
1

mentazione del popolo per la difesa del che il conte Miollis fino dal 5 aprile 1808
Papa, e l'entusiasmo col quale avea sen- fece pubblicare la Gazzétta romana, nel
tito Fa scomunica,. Murat provocò la tra- 1 809 successe il i

luglio il Giornale di
slazione del Papa a Firenze, quindi Na- Campidoglio, poi Giornale del diparti»
poleone l'ordinògenericamente a Miollis, mento dlRonia, che durò fino agli 1 mag- 1

o positivamente come vuole l'ab. Bello- gioi8i4. Indi ebbe luogo il Giornale ro'
mo. Questi affidò 1'
esecuzione del sacri- Viano, e poi si riassunse l'antico Diario di
lego rapimento al general Radet, e si Ronia.^oiax ancora nella biografia,da clii

consumò a'6 luglio con scalare le mura fu compostala consulta straordinaria di


del palazzo papale,e rompimento dipor- Roma o stati romani, incaricata a pren-
te. Pio VII fu strappato dalla sua sede, der possesso della citlà io uomo di Napo-
ROM ROM 59
leone,(i amministrare il paese con governo neslmo continuerà ad esserlo il vostro :

coslituzionalejSecondoil sistema francese; vescovo è il capo spirituale della Chiesa,


e chi melilo elogio. Che essa di vise lo stalo com'io ne sono l'imperatore! La guardia
romano, ridotto a circa 800,00.0 abitanti, civica che nel 1808 avea ricevuto il nome
ne' dipartimenti del Tevere e del Trasi- di legione imperiale, nel 1 8 1 2 ebbe quel-
meno, Roma e Spo-
e per città principali lo di legione della guardia nazionale: ne
leto. II promesso statuto particolare non parlai nel voi. Xlll, p. 274.Nel novem-
\enne mai. Il general Miollis fu presiden- l3re si recò in Roma re Murai, e nella sua

te della consulta e governatore generale qualità di luogoteiienle dell' imperatore

( con 25,000 franchi al mese, per le due e di comandante incapo dell'armuta, pas-
cariche: quanto ha di meno Papa il si può sò in rassegna le truppe e ricevette splen-
vederlo aRENDiTA ecclesiastica),ì1 barone dide feste. Napoleone nel 1806 avea sta-
Tournon capo di polizia e prefetto di Ro- bilito due solenni feste: ili5agoslo sagro

ma. La consulta il .''agosto nominò un se-


i all'Assunzione e anniversario della con-
nato composto di 5i membri, scelli fra i clusione del Concordalo, si celebrasse la
principali della città : ma questo corpo festa di Napoleone; e nella i." domeni-
s.

ignorò le sue attribuzioni, né mai si radu- ca di dicembre si solennizzasse l'anniver-


nò; se ne leggono nomi neln. iSdtì Gior-
i sario di sua coronazione e vittoria d'Au-
nale del Cc2W2/7Ztì?og'//o. Con posteriore de- sterlitz. Pers. Napoleone in Piazza Na»

creto de* 28 ottobre, la consulta stabilì, vona si facevano fuochi artifiziali e illu-
che 7 individui del consesso medesimo, minazioni perla città, la corsa de'cavalli
col titolo di commissione, avessero l'am- col fantino, di cui feci parola nel voi. X,
ministrazione municipale della città, fa- p. 94; e nelle domeniche di dello mese,
cendo da presidente quello del senato e oltre il solito lago, si faceva il giuoco del-
in sua assenza il vice-presidente: gli altri la cuccagna. Cancellieri nel Mercato^ p.
6 nominati furono ducaSforzaCesari- il 266, descrive la corsa de'cavalli col fan-
uìjConte Bolognetti, marchese Origo, Cur- tino in delta piazza, non solo per festeg-
ii Lepri, Vaccari banchiere, Parafilo di giare V onomastico dell' imperatore, ma
Pietro. A' 16 novembre Napoleone sotto ancora a'3 giugnoi8i r per celebrare la
il trono ricevette alle Tuilleries la depu- nascita del suo figlio Napoleone France-
tazione di Roma, composta di que'signo- sco Giuseppe Carlo, dichiaralo re di Ro-
ri riportati nel n.'^ 65 del Giornale di ma, poi duca di Reichstailt per disposi-
Campidoglio^ in nome della città, decla- zione dell'avo E'rancesco I che gli attribuì
mante il ducaBraschi nipote di Pio VI, dopo gli arciduchi, e morì nel
ili. "posto

con vantare gli antichi eroi di Roma. 1882. Napoleone nel 18 io con un sena-
Ma Napoleone rispose contegnosamente, lus-consulto di Parigi del 1 7 febbraio fiice

colle solite chimeriche pretensioni. Disse stabilire. Lo stato di Roma essere unito
che lai.' volta che avesse ripassato le Al- alla Francia. Roma dichiarala 2.^ città
pi, avrebbe dimorato per qualche tempo dell'impero, ed il principe imperiale por-
in Roma. Che i suoi predecessori l'avea- tasse il titolo di re di Roma. Gl'impera-
1)0 staccata dall' impero e data come in tori dopo la coronazione nella metropo-
feudo a'vescovi di Roma (la storia con- litana di Parigi, sarebbero coronati ins.
traria a tale gratuita asserzione , confu- Pietrosi Roma prima del io.° anno del
ta questa pretesa): figlio prknogenito del- loro regno. Ogni sovranità straniera es-
la Chiesa, non volere uscire dal suo se- sere incompatibile coU'esercizio d'ogni au-
no Gesù Cristo non credè necessario sta-
: torità spirituale nell'interno dell'impei-o. I

bilire per s. Pietro una sovranità tempo- Papi fino dalla loro esaltazione giurassero
rale! La sede di Roma e prima delcrislia- di non far mai niente contro le 4 Pi'opo-
6o ROM ROM
sizioni gallicane. Pel Papa si prepirasse- e che le 6 snburbicarie de'cardinali fos-
10 palazzi in qualunque luogo clell'impero sero unite allei4diquelIicheaveano giu-
(allora era prigione in Savona, sotto la cu- rato. Pei vescovi conservati, le cui mense
stodia di Cesare Berlhier, e privo sino dei avessero una rendita meno di20,ooo fran-
calamaioe della penna) volesse risiedere. chi, supplirebbe il tesoro sino a tal som-
Keavesseperò necessariamente uno a Pa- ma. Soppresse tutte le abbazie, e ne sotto-
rigi e l'altro in Roma. Indi ornò sontuo- pose la giurisdizione alle diocesi in cui e-
samente il palazzo arcivescovile di Pari- rano: i loro beni, elquei de* vescovati sop-
gi per ricevervi Pio VII, il quale però non pressi, riunì aldemanio. Indi soppresse
x'i andò, non avendo ceduto alle sue bra- altre 3 sedi vescovili, di que' vescoviche
me opprimenti la Chiesa e la sua libertà. aveano ritrattato il giuramento. 1 vescovi
J^'escrisse quindi Napoleone a' 17 aprile, renitenti subirono la confisca de* beni, e
che tutti i preti e religiosi forestieri dimo- furono rilegati in Francia e in diversi luo-

ranti in Roma ne uscissero e si recassero ghi d'Italia. Chiamati a giuramento i ca -

alle loro diocesi. Con altro decreto de*7 nonici di dette diocesi e delle chiese di
maggio dispose che fossero soppressi nei Roma, e lo stesso poi accadde ai parrochi,
due dipartimenti di Roma e del Trasi- 5oo circa ricusarono e fiu'ono confinati
meno tutti corpi religiosi di qualunque
i in Corsica ed in varie parti dell'alta Ita-
ordine o congregazione. Lo stesso fosse lia. Intanto avendo la consulta stabilito

«Ielle monache , eccettuando però 4 dei ormai in Roma gli ordinamenti francesi,
più belli monasteri di 4 ordini diversi, i Napoleone dispose che sul fine-dell'anno
quali sarebbero mantenuti e ordinati in cessasse dalle sue funzioni; che un prin-
modo utile al pubblico. Tutti i religiosi cipe gran dignitario (de* dignitari del-
e le monache avessero pensioni, ma nel l'impero feci parola ne* voi. XX, p. 29,
lasciare i chiostri si ritirassero nel luogo XXVII, p. 119) sarebbe nominato go-
della loro nascita. I religiosi si presentas- vernatore generale de'dipartimen ti diRo-
sero ai loro rispettivi curati, e rimanes- ma e del Trasimeno. Questi avesse il co-
sero applicati alla parrocchia per assister- mando superiore delle iruppee della gen-
li nelle funzioni ecclesiastiche. Ai religiosi darmeria. Esercitasse l'alta vigilanza sul-
disciolti fu dipoi intimato il Giuramento la polizia e sopra tutte le autorità mili-
(V (ibbidienza e fedeltà all' imperatore. tari, civili ed amministrative, soggetto
Molti ricusarono, e in pena perderono la pero agli ordini de'mìnistri. Se ali. del
pensione. Nel maggio fece intimare ai ve- prossimo gennaio non fosse ancora prov-
scovi de'due dipartimenti di Roma e del vedutoal posto di governatore generale,ne
Trasimeno, di prestareil Giuramento sta- sarebbero te»nporaneamente fatte le ve-
bilito nel Concordalo di Francia del 1 80 r : ci da un luogotenente. Si stabilisse in Ro-

alcuni opinarono non potersi estendere a- ma un consiglio incaricato di liquidare


gli stati romani,anch"e per essere cambiale le pensioni ed crediti esigibili suU' an -
i

lecircostanze, onde iniy ricusarono: al- tico governo e sui corpi religiosi soppres-
tri interpretarono, non essere precettiva si, con"5o milioni di franchi di beni na -

la disposizione pontificia, ed in numero zionali, cui furono aggiunti altri 1 1, dan-


di 1
4 giurarono con qualche dichiarazio- do ai medesimi un valore calcolato sul -
ne. A' 18 giugno Napoleone decretò, che la rendita di 20 anni pe'fondi rustici e di
considerando la popolazione dello stato 1 2 pegli urbani. Si formasse poi un'ara mi •

romano contenere senza la sede di Roma nislrazione del debito pubblico e de'beni
32^ vescavi, perciò esuberante come i ca- destinati al rimborso, presieduta dall'in-
pitoli; quindi soppresse le 17 diocesi e ca- tendènte dei pubblico tesoro (che fu Ja-
pitoli de' vescavi che non aveano giurato, net), ed i membri fossero scelti tra'credi-
8 a 1

ROM ROM 61
lori più ricchi. Inoltre l'imperatore de- una zuppa economica, un pane e mezzo
terminò poi, che il Monte Nupoleone di franco. Si divisero gli operai in 3 classi,
Milano corrispondesse alla Francia annui uomini, donne, loro numero
ra'g«:zzi; il

franchi 260,000 per quella porzione del ammontò circa daiDoo a 1800, e perciò
debito pubbl ico dello stato ponlifìcio, che in 4 anni s'impiegarono 5 milioni di fran-

avrebbe dovuto gravitare sulle Marche chi questa somma si ricavò, per la me-
:

unite al regno d' Italia. La nomina del tà dal pubblico erario, per l'altra dall'am-
principe gran dignitario non si fece mai ministrazione municipale di Roma. Il bi-
(solo nel precedeute giugno era stato no- sogno fu il possente stimolo aquesto prov-
minato governatore Fouchet, poi subito vedimento imperocché per quanto ho
,

richiamato), ed il general Miollisne ri* riportato, in Roma pel suo decadimento,


jiiase luogotenente. Quantoaldebilopub- senza la corte e curia, restò priva di sus-
blico devesi avvertire , che i Luoghi di sistenzauna massa di popolo ozioso -e af-
Montt\\ qiMìì'ì necostiluivanola maggioi* famato che avrebbe potuto alterare la
,

parte e ascendevano a circa 5o milioni pubblica tranquillità. Era composto d'u-


per metà annul-
di scudi, restarono quasi na turba di gente di corte restata senza
lati colla.soppressione delle opere pieghe padrone, d'impiegati, addetti ai tnbunali
n'erano le cieditrici. Gli altri poi furono e altri ofiizi pontificii, persone di foro e
Iiquid*ati nel modo detto all'indicata ar- altri, che per non giurare restarono sen-
ticolo, alia ragione di'due quinti del lo- Ra sussistenza. Fu straziante il veder gui-
ro valore originario (a tenore di quanto darla carriuola e maneggiare la pala rag-
per ultimo ne pagava il fruito il governo guardevoli e onesti avvocati, e altre per-
pontifìcio ), e per conseguenza si dimise sone d'ingegtìo e di civile condizione.Que-
una gran massa dr debito pubblico con stilavoridetti pubblici ò della beneficen-
pochi beni, ma con tutte le conseguenze za, s'impiegarono in parte utilmente cou
d'una specie di pubblico fallimento. Del drsolterrare una parte degli edifizi anti-
resto Roma, da capitale dell'orbe catto- chij quindi si fecero interessanti scu.opri-
lico,, divenuta città- provinciale deirim- menti nel Colosseo e ne'dintorni del Fo-
pero francese, soffrì tutti disastri ch'e- i ro Romano, alle faide orientali del Cam-
rano inseparabilida una tale degradazio- pidoglio, é nel Foro Traiano. Da questi
ne. La sua popolazioneche- nel 1809 era lavori ebbero principio i pubblici giardi-
di 1 36,ooo, diminuì sensibilmente, e nel ni Monte Pincìo, e nel pei» -
passeggi del
1 3fìno 1 7 ,882,allri dicono
1 3,ooo, 1 1 djo occidentale del Monte Celio. Cosi Na-
e molti di condizione onesta caddero in poleone dispose delle cose di Roma, ed
assoluta miseria, massime la curia e gli arbitrariamente degli affari ecclesiastici,

addetti ai tribunali e congregazioni eccle- essendo in tutto dispotico. Ad onta del


siastiche ricusanti il giuramento. Il go- vagheggiato blocco continentale per ab-
verno per rimediare in quantppoteva al bassar*; la prepotente Inghilterra, fu co-
male e frattanto accrescere gli ornamenti stretto in qualche modo a permettere l'in-
pubblici, ordinò uno stabilimento di be- troduzione delle derrate coloniali prove-
neficenza, cioè ristabilì i pubblici lavori nienti dagli stabilimenti inglesi,ma impose
yie Poveri validi che aveano.già esercita- su di essegravissimo dazio d'importazio-
lo i Papi, e d'altronde destinò (poi a'ay ne, che talvolta lo fece ascendere al quin-
luglio 181 1) un fondo speciale d'un mi- tuplo del valore ordinario, poi fece bru-
lione di franchi all' anno per accrescere ciare le mercanzie di fabbrica inglese. NkI
gli abbellimenti della città. Lo stabili- medesimo 8 1 o 1 fu stabilito da Napoleone
mento accolse lutti quelli che si presen- l'appannaggio del suo figliastro principe
tavano a doniaudar lavoro, daudo loro EugcQÌo \iceiè d'Italia, cou lauti beni de-
62 ROM ROM
nianiali, quanti in ragione del 5 perioo Cliiesae ?eneva rigorosamente prigione il

rendessero l'annua rendila d' un milione venerando suo capo: tali vessazioni si e-
di lire italiane : la maggior parte de'beni stesero pure per meri sospetti. A'4 mag-
già ecclesiastici esistenti nelle Marche, fa- gio Napoleone dichiarò rei di fellonia e
talmenteforinaronotale appannaggio. In- posti fuori delle leggi, que' sudditi de'di-
di fece sopprimere in tutto il regno italico parlimenti di Roma e del Trasimeno, i

Je compagnie, congregazioni e associazio- quali aveano ricusato di prestare il giu-


ni ecclesiastiche , tranne i capitoli delle ramento ingiunto dalle costituzioni del-
cattedrali ecollegiate insigni, ed i religiosi l'impero. Die un mese di tempo per rav-
d'ambo i sessi ospedalieri o applicali al- vedersi, indi ordinò che fossero condan-
l'educazione delle fanciulle. Frattanto nel nati, se ricalcitranti, alla rilegazione e al-
18 iNapoìeone per dominare la religio-
I la confiisca de'beni. Ma quasi tutti restan-
ne fece maneggi inutili, per indurre Pio do costanti nel ri fiuto, aumentò il virtuo-
VII a n&iedere in Parigi, ove radunò il so numero degli esuli nelle isole di Cor-
famoso concilio ^azionale, composto dei sica e diCapraia. Nel mese di giugno poi
vescovi d'Italia, per giungere al tanto a- Napoleone permise che si stabilissero in
gognato scopo di sottomettersi la s. Sede. Rosna, Carlo IV già redi Spagna, colla
In egual tempo é nella sua formidabile regina moglie, il suo terzogenito d. Fran-
potenza concepì nella mente concetti va- cesco di Paola, e l'infante d. Carlo Lodo-
stissimi, il principale de'quali, non con- vico già re di Etrùria, poi duca di Lucca,
tento d'essere re d'Italia, era quello di riu- colla regina madre, e principessa sorella.
niread essa leisoledi Sicilia e di Sardegna, All'opposto nellostesso mese fece traspor-
formarne un sol regno, di cui la capitale tare Pio Vlldn Sa vonaa Fontainebleau,
fossePioma* e sovrano 11 secondogenito, permettendogli compagnia di mg."' Ber-
la

che sperava avere dall'imperatrice M.' tazzoli cari«simoal Papa. Questi nel 8 3 1 i

Luigia d'Austria, poi duchessa di Parma. ivi fu sorpreso dalle seduzioni dell'inìpe-
In Roma fece eseguire magnifici restau- ratore, sottosci'isse gli articoli prelimina-
li e abbellimenti al Palazzo^ apostolico ri per un definitivo aòcordo (in cui il- Pa-
Quirinale^ chedichiarò palazzzoimperia- pa abbandonava la sovranità di Roma,
riale. 1 romani e gli altri de'due diparti- di cui non veniva ad avere che ammi-
l'

menti, essendo soggiaciuti alla coscrizione nistrazione; ma questo era ilmeno del-
(del suo codice feci menzione nel voi. XLV, l'infelice alto), phe riportai nella biogra-
p.i2g), erano immersi nel più profondo fìa j in conseguenza del quale avendo i

dolore e nella più grande desolazione, cardinali ricuperato la libertà, poterono


in vedere partireper le.armate a finsi ma- illuminare Pio VII del funesto tenore
cellare per un ambizioso, figli, i i fratelli, del sottoscritto , e ne ottennero l* eroica
i parenti, gli amici. Le provincie di Fro- revocazione, che fece montare nelle fù-
sìnone e di /^e//<?^n,ossiano di Campagna rie l'icnperatore; avendolo già pubblica-
e Marittima, erano infestate da assassini e to come un solenne concordato. In-
fosse
crassatoii,non potendone ottenere l'estir- tanto r Austria y la Prussia j la Russia,
pazione le molteplici baionette francesi : Y Inghilterra s\ collegarono contro Fran-
la strada di Baccano egualmente fu do- cia. L* Austria spedì Nugent nelle lega-
minata dai malviventi. Nel 8 2 in Roma 1 i zioni pontificie, ed^affidò 11 comando del-
sempre più inasprì la persecuzione impe- l'armata d'Italia a Bellegarde Murat ti-
:

riale control ricusanti il Giuramenlo^ed tubante tra il cognatoe l'Austria, rinun-


anche contro quegli ecclesiastici che non ziò prima al sistema continentale, e. po-
vollero recitare pubbliche Preghiere per scia si medesima, allettato dal-
alleò colla
Napoleone, a motivo che p'erseguitava la la promessa mediazione d'ottenere la ri-
ROM ROM G3
minzìa al reame di Napoli dal re di Si- amantenere l'ordine pubblico. Giudicare
cilia Ferdinando IV, e dal Papa la ces- d'altronde il monarca, che la protezione
sione al rinunzi^nle d'un Ieri ilorio che richiesta da molte ragguardevoli persone
comprendesse 4oò,ooo abitonli. Tanto di Roma e de'due dipartimenti, dalla si-
fu definito aglii i gennaio 1814, mai col- cure?za di Carlo IV e dalle circostanze,
legali non \i accedellero, e menlreiafor- mentre provvedeva alla sicurezza di tutti,
tuna di Napoleone vojgeva al tiamoplo. non ofi'endeva il diritto d'alcuno. Quindi
Murai fece avanzare le sue truppe nello avergli ordinato (Ji fare occupare provvi-

slato rórtJano, o«*era diminuita la forza soriamente dalle sue truppe dipartimen- i

morale del governofianceTse anche pei , ti di Roma edelTrasimeno, ediprendere


maneggi degli emissari dell'uijione itali- il comando militare de' medesimi, insie-
ca che nellif provincia del Patrimonio
, me a lullequelle disposizioni di governo,
alzò per pochi giorni la bandiera dell'in- che potessero credersi le più alte a far
surrezione. Assunse Murai ilgovernodei cessarci disordini. Nel voi. XLVll,p.2o4
luoghi occupati, ma in modi timidi ed raccontai questi avvenimenti, e dello«car-
equivoci. In tale stato di cose, per opera so presidio col quale Miollisnon poteva
degli slessi emissari, si. recò a Na|boli una mantenere l'ordine pubblico e impedire
depulazionedi alcuni patrizi romani per le private vendette. Che Murai consòm-
rappresfenlarea Murai Roma essere mi-
: mi applausi fu ricevuto ih Roma il 24, ed
naccciata dall'anarchia, lui solo poterle ivi emanò diversi provvedimenti. Vi sta-

dare la sicurezza e la felicità; supplicarlo bilì un consiglio generale d'amministra-


pertanto di dare quelle disposizioni. di go- zione, nominandone presidente ilcav. Ma-
verno che credesse più opportune allapub* cedonio. Distribuì div^erse onorificenze ai
blica tranquillità. Qualunque dila/rone nobili, letterali, artislie impiegali. Sebbe-
poter essere fatale, ed avrebbe insieme po- ne ne parli a'28 i^r Bologna, accolto qua-
tuto raffreddare quel desiderio vivissimo, le liberatore d'IlaHa, ju suo nome furono

che generalmente si scorgeva In tutti i pubblicale diverse benefiche disposizioni.


buoni italiani, e specialmente ne'romaìii. Ai 3o dello stesso mese, Poerìo consiglie-
Prima però che Murai ricevesse solenne- re di stato di Murai, prese in di lui nome
mente tal deputazione, già a' 19 (il Gior- temporaneo possesso delle Marche; e con-
nale politico del dipartimento di Roma^ temporaneamente il generale Carascosa
deliy gennaio, avea annunziato, che da s'impossessò nel medesimo modo di Bo-
"van giorni una bella divisione napoleta- logna, annunziando apertamente agl'ita-
na era in Roma e aspettava rinforzi; e che liani, essere giunto finalmente il sospirato
notizie di Parigi recavano il gradimento momentOjin cui un grido pubblico riuniva
dell'imperatrice, alla deputazione inviala lutti sotto gli stessi stendardi. Dopo mol-
dalla. città di Roma composta de'prin-
è li secoli di divisionee di debolezza, spun-
cipi Altieri e Albani, e del duca di Zaga- tare per l'indipendenza italiana il desidci-
rolOjdel consiglio municipale, perconfer- rato giorno, in cui combattendo peglisles-
mare la divozione e graliludinede'roma- si non v'era che unirsi intorno
interessi,
niper l'imperatore Napoleone!) gennaio al magnanimo re Murai che li guarenti-
il suo generale Lavaugoyon, comandante Ta. Partilo quindi da Bologna con 800
le truppe napoletane in Roma, ne prese napoletani il maresciallo di campo Minu-
il governo e pubblicò Che diversi disor-
: tolo, a'3 febbraio occupò Firenze, a' i3
dini accaduti negli stali romani, avea fatto Lucca. Neil' occupare questi paesi, i co-
conoscere aGioacchino Murai re delle due mandanti napoletani aveano l'istruzione
Sicilie,cheil governoincbminciava a man- dinon commettere oslililà, se non erano
rare della forza e della volontà necessarie provocati , ed il tutto seguì quasi senza
, 4

64 ROM ROM
spargimento di sangue. Imperocché i sol- lo i loro principi; e la r.* cittàdel mondo
dati francesi sfilando fra'napolitani, si ri- cessando d'essere 2.^ d'un impero stranie-
tirarono tranquillamente nelle fortezze, ro, con nuovo lustro'.sgrebbe ristabilita
e queste eiano circondate,non molestale. la capitale del mondò cristiano: questa
Tanto io vidi col Castel s. Angelo, mentre essere la volontà di lutti monarchi al- i

avea 2 anni, circolidato dalle artiglierie


J leali.Trattòquindi con Murai, per con-
e col miccio acceso, per cui Roma era in certare le operazioni militari, ed avendo
gravi apprensioni die <Ju<?!le del forlefa- sempre sulla destra del Po la c^ivisionedi

cessero fuoco sulla città. Qualche scara- JSugent, a'7 febbraio si conveniie per sta-
muccia fu solo in Toscana, e sotto la cit- bilire quali paesi dovessero occupare le
tadella d'Ancona che fu alquanto bom- rispellive.truppe, per cui Ravenna^ Far-
bardala. Per le altre fortezze circuite dai ri e Faenza coi vicini paesi restarono agli
napoletani, il governo francese incari- austrìaci-, Bologna rimase a' napoletani.
cò Fouchel, che allora era in Lucca, di Tutlavplta Murat continuò la sua equi-
trallarnelosgoaibrò: questo fu cojichiu- voca condotta, e nel maggio poi concen-
so in Pisa con Agar i^iinistro di Murat, trò nelle 'Marche le truppe che avea in
setondo la quale convenzione le fortezze Lombardia. Ritornando a Napoleone ed
di Toscana furono consegnate ai napole- a Pio VII, nel declinar del 8 3 vedendo i 1

tani sul line di febbraio , e quelle dello l'imperatore la necessità d'abbaridonare


slato roinano sul principio di uiarzó, po- il suo sistema del grande impero, procu-

tendo le guarnigioni francesi ritornare al rò di terminare con modo decoroso le


di là delle Alpi, subentrando! napoleta- questioni col Papa, facendogli proporre
ni anche in Castel .s. Angelo. Il govèrno un accomodamento, in forza del quale ri-
provvisorionapoletano diKoma,fra le co- tornasse alla sua sede. Pio VII rispose che
se che fece ricorderò la libertà resa a'de- non avrebbe parlato d'affari, (inchè noi>
teuuti ecclesiastici e laici pel negato giu- Roma. A'20gennaio 8
fosse tornato in 1
1

ramento, non che a quelli per opinioni Napoleone praticò un ultimo tentativo
politiche, togliendosi il sequestro, ai loro con un progetto, secondo il quale gli si

patrimoni e a qucjllo de'deportati; fu per- restituivano i due dipartimenti di Roma


messo riunirsi ai benfì'alelli, ministri de- e del Trasimeno, chiamata 28." divisione
gl'infermi, scolopi e dottrinari; si permi- militare, lì Papa però rispose, la reslitu-
se il ristabilimento d'alcuni conservatorii; zionedello stato ecclesiastico essere un at-
si tolse il sequestro ai beni de'capitoli pa- to di giustizia, e non poter devenire og-
triarcali e di altre basiliche ; furono di- getto di trattato : del resto altro non do-
stribuiti soccorsi a diverse classi di per- mandava che di ritornare a Roma. In-
sone; nominati alcuni nobili romani a di- tanto collegati avvicinandosi colle arma-
i

versi ofilzi, e per non direaltro, venueor- te a Foutainebieaii, Napoleone fece par-
dinato che gli archi delle loggie dipinte tire il Papa a'23 per Savona; indi i col-
da Raffaele fossero chiusi con cristalli legati stabilirono che l' Italia ritornasse
come già notai a Palazzo apostolico Va- divisa in stati indipendenti, ed a'27 feb-
ticano. In seguito Bellegarde pei priuci- braio chiesero risposta a Napoleone nel
pii italici manifealati dai napoletani, a'5 termine di io giorni. Allora per salvare
febbraio proclamò : Che il re di Napoli possibilmente la sua convenienza (e per
erasi unito alle potenze collegate, per la que'molivi accennali aPioVI I),a' i o mar-
pace generale; convenire che le Alpi ri- zo decretò, essere restituiti al Papa i due
tornassero ad essere una barriera contro dipartimenti di Roma e del Trasimeno,
Francia, dovendo ritornare i piemontesi ordinando ancora la liberazione di Pio V II
sotto il loro re, i toscani e i modenesi sol- che ormai Qon pule va più custodire. Quiu-
ROM RO M 65
di 5 giorni dopo trasmise al congresso dei deputò delegato apostolico rog.^ Rivaro-
collegali una dichiarazione, acciò il Papa la, per riprendere le redini del governo

fosse rimesso immediatamente nel posses- e ripristinarvi il pontificio, non che pre-
so de'suoi stati, a seconda del trattato di sidente della commissione di stato fino
Tolentino, cioè da Roma sino a Pesaro. al suo ingresso nella medesima. Il prela-

Risposero i plenipotenziari de' collegati, to con le particolarità che descrivo alla


che le loro corti con insistere sull'indipen- sua biografia, giunto appena in Roma ai
denza d'Italia, volevano anch'esse rimet- IO maggio, commosso dalla miseria e tri-
tere Papa nella sua antica capitale, ac-
il stezza in cui trovò la città, senza indugio
ciò godendo d' un'intiera indipendenza e siccome pieno di quella mirabile ener-
provvedesse ai bisogni della chiesa catto- gia tutta sua propria, si dispose a pren-

lica. I collegati entrarono mPtirigi a'3 i derne il possesso senza riceverlo dal go-
marzo, il senato depose Napoleone e pro- verno napoletano. Da ciò ne venne, che
clamò Luigi X Vili, poscia agli aprile i i Macedonio presidente del consiglio ge-
abdicando Napoleone all' impero, gli fu nerale di amministrazione, nella seguente
concessa in sovranità l'isola dell'Elba.Pri- mattina radunò alla prefettura il corpo
ma di questi avvenimenti. Pio VII fu fat- municipale, e le autorità giudiziarie e am-
to partire da Savona
19 marzo, ed ai
a' ministrative, loro dichiarò cessato il go-
25 fu dai suoi condottieri, senza alcuna verno del re Murat suo sovrano, e partì.
prevenzione, presentato e lasciato a' posti Rivarola nello stesso giorno fece innalza-
avanzati che gli austriaci e napoletani a- re sul Castel s. Angelo gli stendardi pon-
veano sul Taro. All'improvviso aspetto tificii e della romana chiesa ed amante ,

del sommo Pontefice attoniti gareggiaro- delle antiche cose abolì i codici di Napo-
no in tributargli onori e venerazione, on- leone, richiamando in osservanza l'anti-
de Pio VI lenlròquasi trionfante in Par- ca legislazione civile e criminale. A* i5
ma. Proseguendo il viaggio, a'3 i marzo maggio furono ripristinati conservatori i

entrò in Bologna ov'era Murat, il quale di Roma anche come esercenti l'officio
,

ad onta di quanto dissi alla biografia del del vacante senatorato; cioè marchesi i

Papa dichiarossi pronto a restituirgli i


, Rinaldo del Bufalo della Pialle, France-
due dipartimenti di Roma e del Trasime- sco Ceva, Gio. Battista Casalij mentre
no vi aggiunse inoltre una linea di ter-
: i romani si dedicarono intieramente a fe-
ritorio, che da Foligno si estendesse sul- steggiare l'arrivo del Papa. Proseguendo
la parte occidentale degli Apennini lungo Pio VII il trionfalesuo viaggio, a'24 mag-
la strada del Furio, sino allo sbocco del gio rasciugò il pianto di Roma, facendo
Canziano nel Metauro, e poi sulla spon- colla sua presenza terminare l'avvilimen-
da sinistra di questo fiume sino al mare. to di essa. Tutto celebrai nel descrivere
Si accomodò il Papa con ripugnanza, poi- il solennissimo ingresso del Papa , di cui
ché desiderava 1' intiera restituzione dei fui testimonio, e le splendidissime feste e
suoidominii. Mg/ Atanasio delegato apo- dimostrazioni sincere , universali e forse
stolico in Roma, a' 6 annunziò ai
aprile mai vedute degli esultanti romani, nel voi.

romani il prossimo arrivo del Papa, che XXXV, p. 1 86 e seg. I vi notai que'sovra-
riempì d'indescrivibile contentezza tutti. ni ch'erano in Roma e decorarono sì me-
Murat con proclama del i5 notificò a Ro - morabile avvenimento; che la cavalleria
ma il ritorno di Pio VII, ed il reintegra- ungherese e napoletana fecero parte del
mento di sua sovranità. Anche Pio VII da corteggio, riportando il discorso che al Pa-
Cesena a* 4 «J^ggio emanò un proclama pa, in nome del senato e popolo romano,
a'suoi sudditi, col quale rese ragione del pronunziò il detto i.° conservatore alla
ritardalo ritorno in Roma , ove intanto Porta del Popolo. Il Papa restò grande-
VOL. LIX, 5
66 ROM ROM
mente commosso dall' iroponenle com- ni; ma allorché alle prime pioggie di ot-

plesso delle diaiostrazioni giulive e divote tobre vediamo quest'immensi campi ri-

cle'romani,esenechiamòconlentissiraoe vestiti di verdura offrire ad innumerabile


grato. Tra grimmensi danni recati a Ro- gregge un'erba spessa, crescente fra le

ma e allo stato pontificio dalla repubbli- aride stoppie, l'autunno e l'inverno me-
ca esuccessiva invasione imperiale, tutta- desimo abbellirsi di tutta la freschezza di
volta si eliminarono gli abusi delle fran- primavera, s'intende come i romani sieno
chigie, i diritti giurisdizionali e feudali sì contenti di un modo così seducente di
nel civile che nel criminale, che godeva- trarre partito dalsuolo.Qual popolo, ri-
no romane, come i
le principali famiglie cevendo dalla natura il beneficio di pro-
Colonna, Orsini, Savelli o loro eredi, Con- duzioni spontanee così abbondanti, non
ti, Caetani e altre molte, che un tempo sarebbe inclinato a goderne senza ricor-
circonda vanoRoma da ogni lato,massime rere ad una più faticosa coltura, doni for-
all'epoca de' Frangipani e de' Crescenzi, se più ricchi, ma più incerti.^"
ed allora tennero Papi in continue angu -
i Pio VII si dedicò a rimediare le la-

stie. In parte l'ordine di natura, l'estin- grimevoli conseguenze di tante disastrose


zione di molte potenti famiglie, l'indebo- vicende; con immortale sua gloria a'y a-
Iimentod'altre,in fine poi le dette due in- gosto completamente ristabib la compa*
fauste epoche e loro governi, distruggen- gnia di Gesù; e con breve de' 1 3 settembre
do privilegi e prerogati ve, rimediarono a i8i 4 nominò senatore di Roma il mar-
molti mali e pregiudizi che si recavano ai chese Giovanni Patrizi romano, che pre-
dominii della s.Sede,la quale eziandio in- se solenne possesso il i.° gennaio. Già ai
direttamente ne risentiva nella sua subli- 27 giugno avea fatto riaprire le udienze
me dignità sagra ; laonde concentrarono al tribunale civile di Campidoglio ,
per
l'autorità nel supremo potere, di cui fu r esercizio di sua giurisdizione. Mentre
erede il legittimo principe il Papa. Sul go- Roma godeva e andava ristorandosi pel
vernamento imperiale francese abbiamo ristabilimento del governo pontificio , il

il Bollettino delle leggi e decreti impe- limitrofo regno di Napoli era agitato da
riali pubblicati dalla consulta straordi- diverse perturbazioni. Murai non si vol-
naria negli romani^ colV indice cro-
stati le conoscere dai collegati, i re di Francia
nologico delle materie 3 Roma 1 8og e seg. e di Spagna presero le parti del parente
vol.23.Sipossono inoltre vederci suddetti re di Sicilia legittimo sovrano , onde il

Gazzetta e Giornaletti Studi statistici di principe Metternich chiaramente fece sa-


Roma del Tournon, ed il Qo^^\^ Annali pere a Murat, che tutte le volontà gli e-

d' Italia ai descritti anni. Gli utilissimi rano contrarie; quindi avrebbe fatto be-
Pompieri ebbero origine sotto i francesi, ne a tenersi in una inerzia politica, ed a
come l'illuminazione notturna della città. restituire le Marche al Papa, il quale le
Il barone Tournon nella sua bell'opera chiedeva, imperocché si erano cambiale
encomiò iPapi per quanto fecero in van- lecircostanzeincui gli eranostate promes-
taggio dell'agricoltura dell'Agro roma- se. Murat nel maggio avea già dichiara-
no, inclusivamente al già ricordato molo- to, che se l'adempimento del suo tratta-
proprio di Pio VII. Inoltre e in certo mo- to d'alleanza coll'Austria fosse un ostaco-
doscusò i romani dalle accuse di cui sono lo alla pace che si trattava a Parigi e al-
incolpati, per la poca coltura della Cam- la ricognizione di tutte le potenze verso
pagna romana, colle seguenti parole. « A di lui,avrebbe rinunziato all'aumento di
primo sguardo, porzione sì piccola con- territorio in suo favore stabilito. Poscia
cessa alla coltura sembra giustificare il vedendo che gli si accrescevano contro le
rimprovero di pigrizia che si fa a* roma- disposizioni de' collegati, offrì a Pio VII
-

ROM ROM 67
la restituzione delleMarche, purché a ves poi Mnrat Macerata ne'primi di mag-
a
se ricevuto per complimento un suo mi- gio restò disfatto, e poi perde regno e vi.
nistro, chiedendo poi Tinvestitura del re- ta. Napoleone che avea fatto dichiarare

gno. Intanto si apn il congresso di Vienna sentimenti di pace a Pio VII, a* 18 giugno
per stabilire l'equilibrio degli stali d'Eu- per aver perduto a Waterloo, abdicò di
ropa; essendo contrario a Murat, questi nuovo e fu rilegalo all'isola di s. Elena,
nel 1 8 5 segretamente incoraggi in Italia
1 ove morì. 11 Papa già era rientratoin Ro-
ì partigiani dell'unione nazionale, ed es ma a'7 giugno festeggiato dai romani (in
sendosi riunito al cognato Napoleone, col nome de'quali il conservatore marchese
pretesto d'essere minacciato dal re diFran- del Bufalo pronunziò quel discorso che
cia, manifestò'^airAustria di far avvicina- riporta il u° 46 del Diario di Roma, aU
re al di là delle Alpi 80,000 uomini pel ta mente il Papa lodandosi della fedeltà e
caso di attacco. L'Austria negò il transito attaccamento dimostratogli da* romani),
pe'suoi stati,ed aumentò l'esercito. Ma ed a'g il congresso di Vienna avea decre-
giunta a Napoli a' 5 marzo la notizia del- talo la restituzione alla s. Sede delle tre
la partenza di Napoleone dall' isola del- legazioni di Bologna, Ferrara e Ravenna,
l'Elba, per cui a'20 rientrò in Parigi, Mu- delle Ma rche, di Benevento e Pontecorvo,
rat gli fece sapere che avrebbe attaccato con quelle condizioni narrate alla bio-
gli austriaci, e se vinceva presto l'avreb- grafia di Pio VII, insieme alle sue pio-
be raggiunto con armata formidabile. Ri- teste. Ivi toccai, i ricuperi fatti in Parigi
spose Napoleone che continuasse i prepa- dal re Luigi XVII 1, del triregno eanello
rativi, ma aspettasse il suo avviso per in- pescatorio, per opera di mg.'" de Grego-
cominciare le ostilità. Invece Murat, già rio j di diverse statue^ pilturee arazzi, per
nella metà di marzo avea messa la sua ar- le rappresentanze del celebre Canova, il

mata in marcia, falto chiedere il peissag- quale fu troppo condiscendente o dovette


gioper lo stato pontificio, ordinando a'co- lasciare alcuni capolavori, perchè il re a
mandanti che si avanzavano per Terraci- torto sostenne le stipulazioni di Tolenti-
na e Ceprano, di marciare sollecitamente no, mentre altri sovrani si erano ripreso
sopra Roma, prendere Pio VII econdur- quanto loro apparteneva di monumenti di
lo a Gaeta. Però il Papa negò il transito, antichità ebellearti, tolti dai loro domi
e quando a*22 marzo seppe che non o- nii nella guerra della rivoluzione. Roma
slanfei napoletani l'aveano incominciato, perdette non poco, in quadri, sculture dei
protestò contro la violata neutralità, e la- Musei j e Medaglie ponlìflcie della colle-
sciando in Roma quella giunta di stato, zione del Palazzo apostolico Faticano.
per governarla in uno alle proVincie, di I due commissari del'a s. Sede in Parigi
cui parlai nella biografia, destinandone furono mg.' Marino Marini di Sant'Ar»
presidente il cardinal iSbw^g'Z/V?, e per se- cangelo presso Ri/nini^ ed ilcav. Antonio
gretario di essa Riva rota ^ passò rapida- Canova , il quale fu aiutalo dal fratello
mente Genova, Allora napoletani non
in i ab. ora mg.'' Canova vescovo di Mindo:
si portarono più a Roma, ma si concen- va però qui ancora dichiarato, che la se-
trarono nelle Marche, occupando Rimini greteria di stato d'ordine di Pio VII, a
e Ravenna, indi Cesena, Forlì e Bologna; decoro di Roma e pel ricupero e la rein-
dopo di cheMurat proclamò l'indipenden- tegrazione de'suoi monumenti che inte-
za italiana, eccitando l'Italia a insorgere ressano tulle le nazioni, officialmenle ne
per ricuperarla;!!! a in quel punto produsse commise i reclami al prelato Marini per
poca sensazione,conoscendo gl'italiani che Canova per quel-
oggetti di scienza, al cav.
con tal promulgazione erasi domandato li Mg.r Marino Marini che
di belle arti.
un sussidio per le sue armi. Ritirandosi sino dal 28 aprile 8 1 4 era stalo incora-
1
68 ROM ROM
benzalo del ricuperamenlo di tullociò che promozione di 3i cardinali, de'quali ne
di proprielà della s. Sede era slato tra- pubblicò 21, e dovette con pena soppor-
sportato da Roma a Parigi , fu poi con tare l'appannaggio assegnato al principe
dispacci della segreteria di stato de* 12 e Eugenio con beni ecclesiastici, che essen-
17 agostoi8i5 destinalo commissario a do di natura loro inalienabili, si conciliò
Parigi a rivendicare alla s. Sede gli Ar- lasua ripugnanza con un' enfiteusi, nel
chivi Vaticani, di cui è benemerito pre- modo narrato alla biografia. A'6 luglio
fetto, e tutti gli altri archivi de'dicasteri il Papa pubblicò il celebre moto-proprio
ecclesiastici di Roma, i 5oo manoscritti sull'organizzazione dell'amministrazione
della biblioteca Vaticana ceduti alla Fran- pubblica, e classificazione AeWtDelegazio-
cia col suddetto fatale e prepotente tratta- ni apostoliche e riparlo territoriale, insie-
to di Tolentino, gli altri 36o manoscrit- me a quello del distretto di Roma, luoghi
ti sottratti alla Vaticana nell' invasione suburbani e luoghi baronali (pe'quali e-

francese imperiale, e il museo numisma- mano disposizioni perlelororinunzie),coi


tico Valicano, gli oggetti preziosi spet- governi di Tivoli eSubiaco. In esso si con-
tanti al santuario di Loreto, i manoscrit- fermò la giurisdizione civile del tribuna-
ti e l'erbario dell'istituto di Bologna, di- le di Campidoglio, nella forma e limili

versi caratteri della famosa stamperia del antichi, tanto ini.'* istanza, che in appel-
Collegio Urbano ò\ propaganda, ed altri lazione. Inoltre Pio VII nel 18 17 a' 22
manoscritti e libri quattrocentisti. LaS.'* novembre pubblicò il moto- proprio sul
missione in Francia di mg/ Marino Ma- nuovo codice di procedura civile, in cui
rini fu a*8 maggio 1 8 7, la quale ebbe
1
1
coI§8i5 e seg. fu stabilito quanto riguar-
per oggetto il completo invio a Roma de- da il tribunale senatorio di Campidoglio,
gli archivi, i recUmi contro la società bi- la giurisdizione del quale restò conserva-
blica, il ricuperamenlo degli atti della le- ta come in passato per le cause laicali, cioè

gazione a Parigi del cardinal Caprara, e fra'ciltadini e abitanti diRoma,e fra'meri


altre importanti carte, oltre alcuni qua- laici. Col §931 e seg. fu provveduto al tri-

dri; laonde fece variaccomodamenti, an- bunale dell'agricoltura ; col § 939e seg. al
che coi professori del gabinetto minera- giudice de'mercenari, in i." istanza sulle
logico e con altri. Di queste cose ne trat- cause di RomaesuaComarca, riguardan-
tai brevemente nei luoghi indicali nel ti le mercedi campestri, del quale, come
Tol.LUI, p.i 59, e siccome in essi parlai del tribunale del senatore ede'conserva-
del dottissimo mg.^ Gaetano Marini zio tori di Roma, tratto a Senato romano. Il

del prelato, e prefetto anch'esso degli ar- senatore Patrizi morì agli 8 gennaio 1818,
chivi Vaticani, per non confonderei lo- supplendoci conservatori Masio Dandi-
ro rilevanti servigi resi alla s. Sede, qui nif Gaspare Cavalletti, Antonio Negro-
noterò che mori a' 1 7 maggio 8 1 5. Ad 1 «i. Pio VII a'i5 maggio con breve elesse

Heidelberga narrai della cessione esegui- senatore il principe d. Tommaso Corsini


ta da mg.*" Marino Marini per comando romano, che prese privato possesso e pre-
pontificio, d'una parte de'codici mss. già stò il giuramento in mano de'conserva-
di quella biblioteca,edi quanto vi aggiun- tori a'20, e celebrò con pompa straordi-
se Pio VJI, per le istanze del granduca naria il possesso pubblico ,che descrissi
di Baden e del senato accademico di det- nel voi. X, p. 3 1 4 e seg. Dipoi con bigliet-
ta città. Finalmente rimase a Parigi quel to di segreteria di stalo, de'6 marzo 1819
prezioso museo Borghesiano, di cui già si partecipò al magistrato romano la ri •

feci cenno, non restituito perchè acqui- nunzia del Corsini e nomina del nuo-
la

stato per contratto di compra e vendita. vo senatore in persona del principe d. Pa-
Nel 1816 Pio VII rallegrò Roma colla Ulzzo Altieri romaao; che prese pos^e^so
, ,

ROM R M 69
privato e prestò giuramento agli 1 1 . Del- gli ascendenti e de'discendenti. LeoneXI I
la festa fatta in Campidoglio e di altre per nella prediletta idea d'innalzare il piìi pos-

l'imperatore Francesco l,e altri sovrani sibile la nobiltà, suggerì a vari patrizi ro-

venuti in Roma, come del loro soggiorno, mani di chiedergli il ristabilimento del-
si veda Pio ^//.L'imperatore decorò il le giurisdizioni non
baronali, solendodire:
senatore della gran croce di s. Stefano esservi altromezzo per ristabilire il lustro
come il cardinal decano. La setta de'C^r- della nobiltà romana. Avrebbe anche au-
bonari recò qualche disturbo allo sta- mentato le antiche prerogative baronali,
to, con tentativi rivoluzionari nelle Mar- e data facoltà di armare ne'feudi truppa
che, per cui Pio VII reprimendoli, anche particolare, ed occorrendo la guardia na-
li condannò. Scoppiata per opera de'me- zionale colle divise di famiglia, ed a spe-
desimi e de'liberali la rivoluzione a Na- se del pubblico erario. Aderirono alle pro-
poli, i occuparono Pontecorvo
rivoltosi posizioni , Bolognetti -Cenci, Boncompa-
eBenevento,e allarmarono lo stato pon- gni.Colonna di Sciarra e Massimo. Si ,

tificio con maneggi e proclami sempre , mostrarono contrari Altieri Barberini, ,

coll'idea della sollevazione generale d'I- Borghese, Chigi, Colon na di Paliano,Do-


talia. Gli austriaci compressero la rivo- ria-Pamphilj, e Rospigliosi, riflettendo
luzione del regno di Napoli, qualeavea la che l'istituzione non eraanaloga allospi-
dato apprensioni anche a Roma ove si , rito del secolo. IlPapa slesso poi si pentì
temè qualche scorreria de'napoletani e vi di aver mostrato su questo delicato argo-
fu un falso allarme la notte seguente al mento troppa condiscendenza sebbene ,

i3 febbraio 821; ne fecero nondimeno


1 non ebbe alcuno effetto. Stabifi meglio il
nella provincia d'Ascoli, e si avanzarono metodo degli studi, del pubblico insegna-
sino a Ripalransone. Pio VII spirò tran- mento; fece una nuova circoscrizione delle
quillamente a' 20 agosto 182 3, beneme- parrocchie di Roma; rigorosamente inveì
rito di Roma e della Chiesa universa- contro il mal costume. Pubblicò un moto-
le ; la sua memoria rimase in venera- proprio, sulla riforma dell' amministra-
zione. Il zelante Leone XII della Genga zione pubblica, e della processura civile;
gli successe a'28 settembre, mentre era vi- decretò la riedificazione della Chiesa di
cario di Roma, amante degli antichi si- s.Paolofuorì le mura,comeVan{\ca;nìen-
stemi civili, ed avverso alle novità. Co- tre degli altri suoi abbellimenti di Roma
raggiosamente volle celebrare nel 1825 ne discorro alla biografia e altrove. Punì
il 10!^ Anno *fl«to,e riuscì edificante, in- i settari carbonari e liberali, che in Ro-
cominciando la Visita apostolica di tut- ma e Romagna commisero delitti, invian-
te le chiese e luoghi pii di Roma. Portò do perciò in Ravenna'\\ cardinal Rii^arola.
la sua attiva vigilanza e riforma sopra o- Quanto ai Carbonari avendone parlato
gni ramo amministrativo, governativo e al loro articolo, chi sono i Liberali e il

giudiziario; procurò di diminuire il vaga- Liberalismo, chiaramente Io definisce la


bondaggio del vero o finto Posero. Re- Civiltà cattolica nel t. x(,p.2 7 7 : Proposta
stituì alla nobiltà quella distinzione di cui intorno all'uso delle voci Liberale e Libe-
gode in tutti gli stati civilizzati dichia- , ralismo. Associandosi alla significazione
rando che la nobiltà precipuamente in- datane àaW Armonia cfif/to/ic^, conchiu-
fluisce al decoro del principato; conces- de che debbonsi tali voci abbandonare e
se facoltà d'istituire fedecommessi e pri- soslituirequelle di libertinie libertinismo
mogeniture in perpetuo, e per qualunque per parlare più italiano e più vero. Colla
piccola quantità di beni stabili; ma pre- sua mirabile costanza Leone XII riuscì ad
scrisse che le femmine congrua mente do- estirpare il desolante brigantaggio. Volen-
lale, fossero escluse dalle successioni de- do ribassare i dazi di circa un milione di
1
-

70 ROM ROM
scudi, ne tolse e diminuì diversi, e levò un lida cui era minacciata la società, mas-
quarto alla tassa fondiaria; da ciò ebbeo- sime dallo spirito progrediente di novità,
ligine l'annuo deficit nelTerario pubbli- come dalle società segrete; ed i carbonari
co,non essendosi eseguite le utile riforme suscitarono nuove turbolenze nelle lega-
thea veo prescritto, al gigantesco impian- zioni, fatti audaci dalla dolcezza del go-
to fatto nel precedente pontificato, spro- verno (al dire diqualche storico contem-
porzionato allo slato e alle circostanze, poraneo), che nulla facendo incontrò fa-

onde procurò di restringere il numero de- vore, dopo le tante precedenti innovazio-
gì' impiegati. Nel fare un nuovo riparto ni. Nondimeno si può vedere la biografia
territoriale, a vantaggio de'popoli vicini di Pio Vili per quanto operò, come Pa-
a Roma istituì la presidenza della Coniar- pa e come La sua breve epoca
sovrano.
cadi Roma. Diede Leone XII incoraggi fu segnalalada alcuni avvenimenti l'e- :

menti per le manifatture indigene, ecci- mancipazione de' cattolici armeni di Co-
tando a non servirsi delle straniere, per stantinopoli, la conquista d' Algeri fatta
la prosperità dell'industria nazionale. Sta- dalla Francia, e la rivoluzione di Pari-
bilì il Collegio de Nobìlìy e lvas£en WSe^' gi che scosse l'Europa e produsse movi-
minar io romano oye si trova. Leone XII menti popolari nel Belgio, in Germania,
inoria'io febbraio 1829. Disse di lui l'an- in Polonia in Italia ridestò le antiche i-
:

nalista Coppi: « Nelle cose dello stalo in- dee di libertà e di unione nazionale, tut-
corse la sorte clie sogliono averci rifor- ti confidando nel principio del noti inter-

matori, i quali agiscono contro lo spirito vento proclamato da Francia. Afflitto Pio
del secolo. Cessarono nel suo regno leac- \III dagli sforzi che facevano i settari, per
clamazioni colle quali popolo romano il una nuova terribile rivoluzione vicina ad
soleva spesso accogliere il Papa, e dopo la iscoppiare, morì a' 3o novembre i83o,
morte fu straordinaria la quantità di satire onde nemici
i dell'altare e del trono con-
contro di lui scagliate". La prese colle set- cepirono colpevoli speranze. Nella sede
te, volle combattere gli enormi abusi ed i vacante furono fatti diversi tentativi di

molti vizi : ecco spiegato tutto. Gli si rese commozioni rivoluzionarie inRoma e nel •
però giuslizia,ma troppo tardi:il suo nome le Provincie, e nella prima si sventò quel-

peroèsìmbolo dell'eneigia, della fermez- la congiura, di cui parlai a Pio Vili.

sede vacante car-


za, delia giustizia. In i A'2 febbraio 83 venne creato Papa
1 1

bonari suscitarono turbolenze; in Cesena Gregorio XVI, dottissimo e d'animo im-


fu piantato un albero della libertà. A'3 perturbabile, il quale portò sul trono l'af-

marzo 1829 fu eletto il prudente, distin- fabilità e cortesia della vita privata , le

to teologo e canonista. Pio FUI Casti- grandi benemerenze che già avea colla s.
glioni. Dichiarò di volere come il prede- Sede, e precipuamente quelt innocenza e
cessore proleggere le manifatture nazio- gravità di C05/«wz/, altamente encomiata
nali; assegnò un fondo per incoraggire gli dal sagace Leone XII con l' allocuzione
studenti delle belle arti, e fece disposizio- detta in pieno concistoro e a tutto il mon-
ni benefiche per la pastorizia e per le pian- do, allorché Io innalzò al cardinalato, con
tagioni degli olivi. Avendo Innocenzo XI quelle citate e altre splendide parole, che
assegnato a\V Ospedale del ss. Salvatore riportai nel voi. XXXVIII, p. 69 (e l'ab.

presso s. Giovanni in Laterano, i proven- Bellomonel voi. 2,p. 216, oltre iln.°23
ired emolumenti che rilraevansi dalle del Diario di Roma 1826). Colie stesse
carceri di Campidoglio, Pio Vili l'esone- LeoneXII quasi lo designò a modello, on-
rò dall' an)mìnislrazione economica, per de i prelati e gli altri potessero meritare
que'motivi detti a tale articolo. Collasua da lui le promozioni ecclesiastiche. Sic-
enciclica giltò il grido d'allarme, pei ma- come la morte di Pio Vili parve ad al-
ROM ROM 71
cunl faziosi un' occasione assai propizia di pistola contro una pattuglia ecul mot-
per suscitare turbolenze nello stato eccle- to stabilito: Luigi Filippo^ nuovo re co-
trama diesi po-
siastico, oltre l'accennata stituzionale de' francesi. La pattuglia e
tè sventare e narrala meglio dall'anna- gli altri soldati dellagranguardia rispo-
Jisla Coppi, aunoi83o,n.° 28, coi nomi sero colle schioppettate, ne ferirono e ar-
si operò mol-
storici di chi la fece, altrove restarono diversi, e dispersero i restanti.
to a tale scopo. In Modena Ciro Menot- Questo tentativo di rivoluzione in Roma,
ti si pose alla testa del movimento italia- indusse il governo a prendere energici
no, ma
prevenuto a'3 febbraio dal duca provvedimenti, a muovere il basso popo-
di Modena, fu arrestato con altri congiu- lo a difendere il sovrano Pontefice contro
rali, indi scoppiò la rivoluzione in quella i fautori delle cose nuove, aumentando
capitale e ducato. Dopo
che a'4 si sol- di gli arrolamenti della Civica : questa re-
levò Bologna, non repressa per debolez- se importanti servigi al modo che la ce-
za del governo, cheignorava laseguitae- lebrai in quell'articolo, nel narrare questi
lezione del nuovo Papa; indi col progres- politici avvenimenti,efece esemplarmen-
soche a vea fatto Io spirito del secolo,pro- le a gara per mantenere l'ordine e guarda-
penso da molti anni alla libertà, rapida- re il Papa nel palazzoQuirinale. Ne fecero
mente l'insurrezione si diffuse e propagò parte molti signori, e persone probe e be-
con imponenza, per gran parte dello sta- nestanti, essendo comandante generale il
to pontificio. Giunse sino a /?ie//, che as- senatore Altieri. Alcune comitive di mon-
saltata dal ribelle Sercognani con 1000 tìciani e trasteverini insorsero più pro-
uomini e due cannoni, dopo lungo com- nunciali alla difesa del trono. Non è que-
battimento fu respintodal tenue presidio sto il luogo dì riportare tutti quanti i det-
ben diretto dal comandante, e dal popo- tagli di quella triste epoca, chesiponno
lo eccitalo sino all'entusiasmo dal zelan- leggere negli storici veridici e non guidati
te e attivo pastore ch'esortò tutti alla fe- dallo spirilo di parte: appartiene ai pri-
deltà. Ne' principali luoghi ove si estese mi il eh. annalista Coppi, ed il giornale
la ribellione ne parlai: di nuovo fu tra- filosofico politico istorico: La voce della
mato anche in Roma a'5 febbraio senza Ragione ini 5 tomi. Solo dirò, che colla
effJstto; ma incoraggili i faziosi dalle noti- fermezza e meravigliosa applicazione del-
zie di Bologna, giunte a Roma il 7, indi l'infalicabile zelo di Gregorio XVI, e l'o-
a' 9radunarono sul Gianicolo e deli-
si perosità e robusta mente del celebre e
berarono di eseguire le loro operazioni benemerito cardinal Bernetti suo prò se-
nel dì seguente, con sorprendere Castel gretario di stato , colla molteplicità dei
s.Angelo e suscitare tumulto pel Corso. provvedimenti e beneficenze elargite, e
Ilgoverno raddoppiò la sua vigilanza sul principalmente con l'intervento energico
Castello, ed congiurali nonardironoef-
i degli austriaci nelle legazioni, la rivolu-
feltuare il disposto. Modificarono il dise- zione in lutto lo stato ecclesiastico fu pron-
gno pel 12 febbraio, in cui si proposero tamente repressa ed intieramente con-
innalzarla bandiera italiana sul Campi- quisa, contribuendovi eziandio i sudditi
doglio, dove poscia si sarebbe ristabilito fedeli attaccati al paterno governo pon-
il senato antico.In vece il governo in tal tificio e all'ordine pubblico. Il Papa si die
giorno fece sospendere il Carnevale, e a tutt' uomo a migliorare tutta quanta
sconcertò i piani de* congiurati , i quali la cosa pubblica, come a modificare e di-
determinarono di tentare un azzardoso minuire i dazi, ad accrescere la M/7/z/^,
colpo dopo il tramonto del sole in Piazza ad intraprendere grandiosi lavori come
Colonna, col disarmo della gr^n guardia. a 7tVo//,airordinamento delle proviocie,
Fu principialo il tumulto con esplosioni ad istituire camere di commercio, a pub-
-

72 ROM ROM
blicare regolamento per rordlnamen-
il delle persone povere inquisite innanzi al
to giudiziario, di procedura civile e cri- tribunale del magistrato romano, per le

minale, e peli." ci die un codice di nor- cause provenienti dai feudi; del l'archivi
ma. Confermò e riordinò il tribunale del sia e cancelliere; del segretario del sena-
senatore di Roma , riconosciuto capo e to e popolo romano, succeduto ai due of-
presidente del medesimo, con nuovo im- fici dello scrittore e del pro-scriba del
pianto che si legge nel voi. 5, p. i4, popoloromano; della computisteria, esat-
95, 164, 377 della Raccolta delle leggi tore, maestro di casa, architetto, maestro
e disposizioni di pubblica amministra- di camera, cappellano, chierico della cap-
zione di tutto il pontificato di Gregorio pella, medico e chirurgo, commissaiio del-
XVI principalmente; il resto si può ve- le anticliilà, cOstode della protomoteca,
dere negl' indici alfabetici semi analitici decano de'fedeli e fedeli di Campidoglio,
delle materie contenutein tale collezione. trombetti, edallri impiegati e addetti al-
Si compose il tribunale, oltre del senato- la Camera Capitolina. Gregorio XVI con-
re, de' due togati collaterali , del togato cesse nuovamenteal senato romano la cu-
uditore del senatore; vi fu addetto il giu- ra, custodia e amministrazione del 31u-
dice de'mercedari, per Roma e l'Agro ro- seo Capitolino j eó alla magistratura ac-
mano, concernente le mercedi campestri. cordò il privilegio di nominarne il presi-
La congregazione criminale del Campido- dente antiquario. Per gratitudine roma- i

glio venne composta del senatore, de'due ni fecero un'illuminazio«ie;la magistratu-


collaterali, del luogotenente criminale. ra fece coniare una Medaglia monumen-
Essendo poi insorto il dubbio, se la giuris- tale col suo nome, quello de'conservatori
dizione attribuita al tribunale senatorio, e del priore de'caporioni, lo stemma del
si estenda alla città e territorio d'Ostia, senato e analoga epigrafe; di più nel cor-
il Papa dichiarò negativamente. Nella tile del museo gli eresse marmoiea iscri-
stessa collezione di leggi e disposizioni vi zione col suo busto in marmo, di cui si
sono quelle riguardanti la Camera Capi- fece solenne inaugurazione, e coH'epigra-
tolina, ed i regolamenti relativi al tribu- fe : Indnlgentissinio Principi. Nella com-
nale, all'amministrazione, ed agl'impie- pendiosa e indicativa biografia di Gre-
gati della medesima eccellentissima ca- gorio ^/^/accennai le cose principali del-
mera , sanzionati dal Papa e pubblicati le tante operate come Papa e co-
da lui
dai conservatori di Roma, marchese Gu- mesovrano, meglio trattandone ai rispet-
glielmo Longhi Clemente Lavai della
, tivi luoghi, anche pei molti abbellimenti
Fargna^ marchese Nicola Sagripante, i di Roma, in cui lasciò i 3 3Iusei ElruscOy
quali li aveano compilati. Questi regola- Egizio, LateranensCj e prosegui in modo
menti riguardano l'avvocalo fiscale del la risorgente basilica Ostiense, che potè
Campidoglio; il procuratore ad causas consagrarne la sontuosissima nave traver-
del magistrato romano; il professore o u- sa; avendo altresì curato il ristoramento
ditore criminale del tribunale criminale e conservazione di a)olti monnmenti an-
del magistrato romano pe'4 feudi baro- tichi. Nel 1834 essendo morto il senato-
nali del senato e popolo romano, sotto il re Altieri a'9 gennaio, indi a'i4 con bi-
governo de'conservatori stessi, cioè di Ma- glietto del cardinal segretario per gli af
gliano (di cui a Sabina), di Cori (di cui a fari di stato interni, Gregorio XVI fe-
Y£LLETRi),diBarbaranoeVitorchiano(dei ce partecipare al magistrato romano, die
quali a Viterbo), del quale tribunale n'e- avea eletto senatore il principe d. Do-
ra presidente ili.° conservatore; del so- menico Orsini^ al quale ordinò nel me-
itituto fiscale; del procuratore de' poveri desimo giorno la spedizione del breve ;
carcerali di Campidoglio ,
per la difesa quindi il senatore prese privalo possesso
,

ROM KOM 73
e prestò il solilo giuramento a'20. Inol- principi della famiglia imperiale, ricevu-
tre il Papa lo dichiarò comandante ge- ti cortesemente dal Papa. Della dimora
nerale della guardia civica, e decretò che in Roma della regina di Sardegna, e di
d'allora in poi il senatore non potesse più sua divozione verso Gregorio XVI, par-
esercitare l'officio di Principe assistente lai nel voi. XXVI,
p.i66, XLI, p.i46:
al soglio^ volendo che esclusivamentelo come il Papa benigno col re d. Michele
fu
godessero capi dellefanìiglie Colonna e
i I, lo narrai a Portogallo. Ad istanza dei
Orsini; laonde il senatore nella Cappel- conservatori di Roma, e con quella dis-
la pontificia doveva tornare a sedere sul posizione che si legge nel t. 2, p. 1 78 del-
I." gradino del trono nella parte destra. la Collectio leguni de recta studioritm
Dopo il senatore Rezzonico , i successori nel 1 842 decretò : che nella Protomoteca
nveano esercitato l'offizio di principe as- Capitolina (di cui nel voi. XLVII, p. 82
sistente al soglio. A Carceri DI Roma, nel e 86) non si possa più erigere busto o er-
descrivere quelle degli antichi romani, le ma ad italiani illustri, di singolare cele-

posteriori e quelle di Campidoglio, dissi brità negli studi delle scienze, lettere e ar-
come le migliorò Gregorio XVI a istan- ti, non trascorsi 4o anni dalla loro mor-
se

za del senatore Orsini, derivandone il di- te; onde si possa più imparzialmente for-
scoprimento di parte dell'antico Tabula- mare il giudizio se ne sieno meritevoli; e
rio. Successivamente Gregorio XVI per- di questi da' conservatori sene faccia rap-
mise le istituzioni in Roma della banca porto alla s. congregazione degli studi, la
romana, della cassa di risparmio, della so- quale ne consulterà il sovrano pontificio
cietà di assicurazioni, e le scuole notturne; oracolo. Avendo trovato l'erario esausto e
introdusse stabilmente le barche a vapo- in deficit, questo aumentò pegl'inìmensi

re.Fece pure stabilire in Roma la resi- dispendi che dovette affrontare per quel
denza del convento e luogotenente del be- complesso di affliggenti circostanze che
nemerito ordine Gerosolimitano, che'ge- toccai nel vol.LlI, p. 234, e principalmen-
iierosamente beneficò; ripristinò il i.° e te per tenere in freno la rivoluzione che
più antico collegio de'prelati della s. Se- sempre tramò ad onta che
di rinnovarsi;
de, i Pro tonotari apostolici ^?iv\.tó^diì\\\\ indefessamente e con tutta alacrità curas-
pi otesse le scienze e le arti, ed i suoi cul- seil miglioramento della pubblica econo-

tori_, in più guise; accorse con amore di mia, senza aggravare d'imposizioni sud- i

padre a tutte le calamità che afflissero lo diti,anzi facendo fiorire commercio, con
il

stato pontificio e Roma, sia pe' terremo- abbondanza di derrate e di numerario.


ti, sia per le alluvioni , sia per la terri- A Promozioni pontificie corressi 1' erro-
l)ile Pestilenza del cholera. A vantaggio re tipografico di calcolo numerico de'car-
pubblico intraprese i viaggi di s. Felice, dinali da lui creali (aggiungendovi il no-
di Loreto e della Porziuncola, di Civita vero de'cardinali creali dopo), laonde di-
Treccina, di Terracina, lasciando in Ro- chiarai che ne creò ottanta, de'quali ne
ma governo della città e dello stato il
al pubblicò seltanfacinque (i superstiti, in-
degnissimo segretario di stato cardinal clusi vamente al Papa che regna, gli stan-
Luigi Lambruschini, ora vescovo di Por- no erigendo un magnifico monumento
to, il quale cooperò alla gloria del suo pon- nella basilica Vaticana, edil viceré d'E-

tificato. Ricuperò beni dell'Appannag-i gitto vi ha contribuito con massi d'ala-


gio , e fu visitato in Roma da parecchi bastro). Gregorio XVI rese la sua bell'a-
sovrani inchinato per parte loro : solo nima a Dio ili."gÌLignoi846, e fu pianto
qui nominerò i due ambasciatori ottoma- da tutta Roma, che in folla non mai ve-
ni, e Nicolò I imperatore di tutte le Rus' duta ne'precedenli simili funebri a weni-
*/>,uelqual articolo dico degli altri gron meati, accorse mesta alla basilica Valica-
74 ROM ROM
Ila a U'iljuluigli l'omaggio di sua veue- s. di s. Pio V, come lui
Gregorio VII e
lazione, ne*giorni de'funerali novendia- dopo Benedetto XIV fu il
già religiosi:
Questa è storia e mi appello a lutti i
li. Papa più dotto. La Chiesa ha registrato
romani, ed a quelli che ailorasi trovava- i fasti ecclesiastici di GregorioXVI a ca-
no in Roma. In un baleno mi si richiese- ratteri d*oro,come dichiarò il venerando
ro da ogni parte sue memorie. Il princi- successore, e notai nel voi. LUI, p. rgo.
pe di Melteinich, dali.° pronipote del- Il regnante Pio IX di Sinigaglia , fu
l'illustre defunto, mi fece domandare per esaltato al maggiore de'lroni ili 6 giugno
divozione una scarpa! Gli mandai una di 1846. Avendo in tale articolo con diffu-
quelleche il Ponleliceavea indossatone! sione da dello giorno sino a'28 dicembre
duplicee memorabile abboccamento del i85r registrato cronologicamente per an-
magnanimo imperatore di tutte le Rus- ni e mesi le principali cose dal Papa fat-
sie. Ne le cose potevano procedere diver- te e avvenute nel suo pontificato e regno,
samente, considerato GregorioXVI come oltre il riparlarne agli articoli relativi (ed
capo augusto della Chiesa, e come mae- a PROMozioari completai il novero delle
stoso sovrano diRomana e suo stalo.Quel- cardinalizie), qui mi limiterò a ricordare
le esemplari virtù domestiche che portò il più rimarchevolee riguardante Roma,
sul trono, di vita frugale e temperante, in senza ripetere gli abbellimenti operativi
uno al candore de'suoi immacolati costu- e le benemerenze che si è acquistalo il

mi, brillarono tanto nelle sue private sta n.» Pontefice con diversi de'suoi stabilimen-
ze,che ci lasciarono tutti pieni di riverente ti anche agrarii ; perciò che spella agli
edificazione, e niuno pili di me può affer- ebrei , lo dissi superiormente. Roma ri-

marlo, e spero di poterlo un giorno detta- vide nel suo solenne Possesso la maesto-
gliatamente narrare, a vergogna e confu- sa e magnifica cavalcata, che accresce de-
sione delle calunnie degli empi, che tenta- coro a sì bella funzione. Neli.° gennaio
rono con false imputazioni e sarcasmi di 1847 concentrò e riunì nel tribunaledel
adombrare la sua giusta gloria, che però governo, quello criminale di Campido-
il tempo fece rispleudere di luce più viva glio, onde esonerò l'arciconfralernila del-
e vendicò. Nello zelo ecclesiastico , nella la ss. Annunziata di supplire alle spese
propagazione della fede, nel sostenere con dell'officio criminale capitolino. A'5 lu-

petto sacerdotale le trionHmti lotte con- glio 1847 ^''costituì e ampliò la guardia

tro i potenti del secolo, la gloria di Dio, i civica. Neli.° ottobre emanò il moto-pro-
diri Iti dellaChiesa universale edella s. Se- prio. Quando la provvidenza divina ySaì-
de; nella profonda pietà, nella prudenza la orginizzazione del consiglio e senato
e circospezione, nella giustizia imparzia- di Roma e sue attribuzioni, col quale re-
le senz'affatto rispetti umani, nella costan- stituì lo splendore antico alla rappresen-
za d'impavido animo nelle cose avverse, tanza comunale della medesima, dando-
nel lottare co'suoi nemici ch'erano quelli le un consìglio che deliberi , una magi-
dell'altareedel trono (per cui divenne il stratura che eseguisca il deliberato in quei
bersaglio delle più obbrobriose calunnie, rami di amministrazione municipale che
come delle ireedel furore de'tristi edel- potevano convenirle, ed una rendita pro-
le sette, che vomitarono il veleno del lo- porzionala ai pesi che avrebbe da soste-
ro odio contro la religione e il papato, nere. Dal regolamento perciò ordinato
nella persona di lui come fortissimo so- estrarrò il più intrinseco, dovendo poi ri-

stenitore dell'iuia e dell'altro, e barriera portare altre sovrane disposizioni, in cui


insuperabile alle rivoluzioni), Gregorio ebbe luogo qualche modificazione, per
XVI a niuno de'suoi gloriosi predecesso- cui tralascio quelle disposizioni alle qua-

ri fu secondo; riuoi molle delle virtù di li fu derogalo iutieraraenle. Nelle dispo-


,

ROM ROM 75
sizioni preliminari dichiarò. i.° La rap- l'autorità governativa. iS." A riserva di
.'
presentanza e la giurisdizione tanto am- essi gli altrimembri del consiglio nella i

ministrativa, quanto giudiziaria, e baro- istallazione li nomina il sovrano dipoi ;

nale (de'summentovati 4 feudi), ed ogni l'elegge il consiglio secondo le leggi mu-


altra attribuzione della magistratura ro- nicipali, previa l'approvazione superio-
mana, ch'è stata in uso fino ad ora, vie- re. i4.° Il consiglio si rinnova parzialmen-
ne a cessare in seguito della presente leg- te ogni biennio, rinnovandosi intieramen-

ge. 2.''La città di Roma col suo territorio te ogni sessenio, colle norme de' n.i iS.**,

costituito dall'Agro romano viene rappre- 16.°, 17.°,! 8.° In.i 19.** e 2o.°dichiara-

sentata ed amministrata come negli al- no chi non può fare parte del consiglio.
tri luoghi dello stato da un consiglio che 2 I
.° Il consiglio è presieduto dall'autori-
delibera, eda una magistratura che eser- tà governativa, in sua mancanza dal ca-
cita l'amministrazione. 3.°Le leggi e con- po della magistratura o dal più anziano.
suetudini vigenti nell'organizzazione e sul 22." Il medesimo si aduna regolarmente
regolamento delle comunità dello stato, 3 volte l'anno: i n.i 23.°, 24.°, 25."^, 26.°,
sono applicabili anche alla città di Roma, 27.° ne contengono norme; non è le- le

colle modificazioni della presente legge. gale se non v'interviene la metà de'con-
Del Consiglio. 4.° Il consiglio è composto siglieri. 28.° GÌ' impiegati nominati dal

di 100 individui domiciliati nel territorio consiglio non sono soggetti alla confer-
romano, che abbiano 25anni, e sieno di ma periodica la magistratura quando ne
:

commendata condotta. 5.°Di questi, 64 ha motivo, dopo il biennio può proporre


sono possidenti,! 5 d'una rendita di scu- al consigliola conferma o esclusione. Z>e/-

di6000, altri 34 d'una rendita di scudi la Magistratura. 29.° La magistratura


1000, 1 5 di scudi 200. 6.° La possidenza (Iella città di Roma è formata da untSd-

consiste in beni stabili rustici o urbani ;


ìiatore che n'è il capo, eda 8 Conserva^
consiste ancora in credili ipotecari, in ef- tori. La medesima si denomina e costi-

fettipubblici intestati o nominali, in as- tuisce il Senato Romano. Le funzioni ne


segnamenti vitalizi costituiti dallo stato sono onorarie. L* età de' magistrati è di
o altro modo, ed in qualunque altro ca- 3o anni. 3o.° Il consiglio nomina la ma-

pitale che risulti legalmente: bensì la ren- gistratura dal proprio seno : 3 membri
ditadi questi capitali devegiungereal dop- Ira i consiglieri d'alto merito, di rendita
pio di quella[di beni stabili. 7. ,8.°, 9.° Se- e condizione cospicua, tra' quali la sceU
guono le norme per calcolarsi la rendita. ta del senatore spetta al sovrano : gli altri

IO." Gli elenchi de'possidenti si pubblica 3 sono nominati tra i consiglieri possiden-
no annualmente a istanza degl'interessa- ti di rendita non inferiore a scudi 1000,
ti, o di ofllcio. 1.° Altri 82 membri del
1 ed 3 rimanenti fra le altre classi di con-
i

consiglio vengono scelti tra quelli che e- siglieri. 31." La 3.' parte della magistra-

sercilano offici pubblici di qualche impor- tura si rinnova dopo ciascun biennio, le

tanza, o professioni d'arti liberali, o ap- prime volte per mezzo della sorte, succes-
partengono a istituzioni scientifiche, let- sivamente secondo l'ordinedeiranzianità,
terarie , e artistiche distinte; banchieri in modo che dopo il sessennio si rinnovi
negozianti, e mercanti ascritti alla came- l'intero corpo. 32.° Ciascun membro del
ra di commercio; capi d'arti e mestieri senato più essere rieletto, immediatamen-
non ignobili ch'abbiano più di lolavoran- te una volta dopo la sua cessazione. Non
li. 12.° Tra i consiglieri si deputano 4 a potrà esserlo però una 2.^ volta, se non
rappresentare i corpi ecclesiastici, luoghi trascorso un biennio dacché saranno ces-
pii e simili stabilimenti : la loro nomina sale le sue funzioni. 33.° Le funzioni del
spetta per 2 al cardinal vicario, per 2 al- senatore sono limitate ad un biennio: pò-
76 ROM ROM
Irà confermarsi colla rielezione e nomina meramente onorari e dureranno dne an-
immediata per altro biennio, non però ul- ni.4'-° Tutti gli altri offici e impieghi,
teriormente, se non trascorso un nuovo onorari o stipendiati dalla camera capi-
l>iennio. In ogni caso cessata la qualifica tolina cessano colla istallazione della nuo-
di senatore, riterrà quella di conservato- va organizzazione, salvi se e come di ra-
re per tutto il periodo chegli resta a con- gione compensi da darsi a carico della
li

sumare. 34'° Resa definitiva mediante la cittàa fa voredegl'individui di cui la


mede-
conferma dell'autorità governativa la no- sima credesse di non prevalersi, oche non
mina de'magistrali, si supplisce indilata- fossero già provveduti dal governo. Sulle
inente alla vacanza rimasta con la me- attribuzioni dell* amministrazione. ^1.°^
desima nel consiglio. 35.° Il senatore e 43.°, 44-":» 4^ -^ 4^-° Appartengono al-
conservatori eletti prestano il giuramen- l'amministrazionedella città di Roma ge-
mani dell' autorità governativa,
to nelle neralmente, e salvi i rapporti che vi può
quando ciò non segua nelle mani del Pa- avere l'autorità superiore ec, le attribu-
pa prestato il giuramento s' intendono
: zioni proprie dell'amministrazione comu-
ammessi all' esercizio delle loro funzioni nale colle modificazioni della presente leg-
feenz' altra formalità di possesso. 36.° La ge. La magistratura amministra tanto i

residenza del senato continua ad essere nei beni di proprietà della città, che i fondi,
palazzi del Campidoglio nel luogo me- : gl'introiti e proventi destinati a sostenere
desimo si aduna il consiglio. 37.° Tanto i Sono an-
carichi della propria gestione.
il senatore che i conservatori manterran- che proprietà della medesima 3 palazzi i

no il vestiario, le insegne, prerogative e sul Campidoglio e loro suppellettili. Le


distinzioni di cui finora usarono, ad ecce- si affida la custodia e mantenimento del
zione di quelle relative al potere giudizia- museo, pinacoteca e protomoteca. 47-**>

rio. (Di tutto questo io tratto a Senato Ro- 48.°,49.°,5o.°,5r.",52.°,53.°,54."Appar.


mano, oltre il già narrato). 38.°Rimastaa- tengono all'amministrazione della magi-
bolila la giurisdizionebaronale sugli anti- stratura : le strade interne, e l'esterne co-
chi feudi della camera capitolina, rimarrà munali, coi ponti; le mura, il pomerio, la
in facoltà del consiglio il prevalersi dell'o- manutenzionedelle porte, leacque,acque-
pera dei famigli e officiali qualunque, che dotti, fontane, cloache, emissari; i giardi-
suolefornire il comune di Vitorchiano,sal- ni, passeggi e luoghi di pubblico diporto;
vi se e come di ragione i compensi, a'quali il vivaio delle piante; le fabbriche che ac-
potesse essere tenuto nel caso che non vo- qìiisterà per depositi di provvisioni; i ci-
l<^sse prevalersene. 3g.*'lnluogodella guar- miteri tanto comuni, che degli acattolici,
dia dettaUrbana Capitolina, che viene salvi i diritti dell'autorità ecclesiastica; lo
similmente a cessare, il senato sarà assi- stabilimento di mattazione; 1' annona e
slitoeaccompagnatoda uno de'corpi mi- grascia; le misure di sicurezza, quanto al-
litari più distinti della città e dello stato, le fabbriche, alle cose che si gettano, al
escluse sempre
guardie palatine. 4o.°
le vagar d'animali pericolosi, agl'incendi per
L' uso delle bandiere delle XIV Regioni cui dipenderà dalla magistratura il cor-
della città, e del vessillo colla iscrizione po òe Pompierij alle illuvioni e inonda-
i^.P. Q. R. in un col suo vessillifero è zioni del Tevere per soccorrere cittadi- i

conservato. Saranno quelle de' Rioni e- ni; la sanità e salubrità, con dipendenza
sposle al solito nelle occorrenze, e porta- dall'autorità sanitaria; all'epidemie, con-
le quando avrà luogo da 4 scelti tra
ciò 1 tagi, epizoozie; alle inumazioni e regola-
i più probi abitanti de'medesimi a nomi- menti pei locali delle sezioni de'cadaveri;
na della magistratura. Indosseranno un all'esportazione de'cadaveri degli anima-
conveniente vestiario: i loro uffizi sono li, deposili di concime, letamai, latrine e
ROiM ROM 77
sgombro di sostanze malsane; ai conime- Roma sono : i proventi propri delle co-
slibiii, bevande e medicamenti guastijal- muni, eccetto la corrisposta dovuta dal
le provvidenze per gli asfissiati, idrofobi, collegio de'notari delti già capitolini (ne
annegati; all'inoculazione del vaiolose di- feci parola di sopra), e la contribuzione
sinfeltazione dell'agro territoriale; agl'in- solita pagarsi dall'università israelitica,
gombri e sozzure delle vie; sporti irrego- che rimangono abolite. Il dazio di consu-
lari delle fabbriche, anche amovibili; ca- mo, compreso il macinato, salva la com-
nali e stillicidii; sulle vetture e mezzi di partecipazione all'erario; dazi comunali, i

trasporti; nettezza delle vie, mostre dei cioè le tasse per le strade interne,sullecase,
macelli, e altri spacci di carne, pesci, er- vigne e orti suburbani, per le acque, cloa-
baggi e altri commestibili; agli atriiebassi che, cavalli di lusso, privativa della neve,
fondi delle abitazioni; situazione di arti o mattazione,tasse patenti,ec. 7 1 °Sì deter-
fabbriche incomode, per lo strepito o fe- minerà l'autorità incaricata di esercitare
tore; l'allineamento, simmetria e nitidez- la tutela superiore sull'amministrazione
za de' fabbricati; nomenclatura delle vie della città di Roma, e il consiglio da cui
e numerazione delle abitazioni; illumina- è assistita, a forma delle altre provincia
zione notturna, e abbellimenti della città. dello stato, e tuttociò che concerne l'am-
Sd.'^j 56 °f 57.°, 58.°.... 59. °11 commercio ministrazione e il consiglio provinciale.
e l'industria, come fiere, mercati, campi; L'autorità suddetta fu il cardinale presi-
registro mercuriale per verificare il corso dentediRomaeComarca.72.*',73.",74.'*,
delle derrate dii.' necessità; guarentigia 75.°, 76.° Disposizioni transitorie. A'26
de* pesi e misure; patenti per 1' esercizio ottobre il Papa onorò di sua presenza
d'arti. 6o.°Gli spettacoli, le feste e diver- il Campidoglio, ossequiato dal senatore
timenti pubblici, come teatri, allagamen- principe Orsini, dai conservatori e altri
to di piazza Navona illuminazione del
, offiziali della camera capitolina, dal mar-
tempio e piazza del Vaticano (quando la ch. Melchiorri presidente del museo, e
fabbrica di s. Pietro non ne ha il carico), dal comm.^ Agricola ispettore della gal-
i fuochi artificiali perla ricorrenza de'ss. leria de'quadri. Visitò e percorse il mu-
Pietro e Paolo protettori della città, el'an- seo,il palazzo del magistrato romano, la

niversario della coronazione del Papa, le protomoteca, l'appartamento de'conser-


corse de' cavalli, e divertimenti di carne- vatori, la galleria de'quadri, il palazzo e
Tale, e altrodi pubblica letizia. 6i.° 1 re- gli appartamenti del senatore di Pioma.
matri-
gistri dello stato civile di nascite, Poco dopo il senatore Orsini cessò dalla
moni e morti. 62.° La polizia rurale. 63.° sua dignità. Nella mattina de'24novem-
La magistratura è sussidiala per l'esecu- bre Papa ricevè in solenne udienza ì
il

zione di tali regolamenti e operazioni, col nuovi 00 consiglieri del comune di Ro-
1

mezzo della forza pubblica e de'presideu- ma, ed il cardinal Altieri presidente di


li regionari. 64.°, 65.° ... 66.'' La sorve- Roma e Comarca presentò l'illustre con-
glianza e cura de'monumenli pubblici, an- sesso con appropriato discorso, al quale
tichi e moderni. 67." Sarà anche affidalo Pio IX die corrispondente risposta, indi
alla cura e sorveglianza della magistratu- con decoroso corteggio e nobile Ìreno,noa
ra di Roma l'archivio e deposito degli at- che coli' accompagnamento delle XiV
ti notarili di Roma, o sia l'archivio Urba- bandiere de'Rioni di Roma, della guar-
no. 68." 69.° ... Ne'giudizi che potessero dia civica e di vari concerti musicali, il

aver luogo, la città sarà rappresentala dal cardinale ed i consiglieri si recarono nella
senatore, egli atti si faranno a di lui nome. chiesa d' Araceli decorosamente perciò
70.° I fondi occorrenti per sostenere i bi- ornata. Celebralo quindi il divin sagrifi-
sogni dell'amministrazione della città di zio dal p. generale de'miaori osservanti,
78 ROM ROiM
fu cantato il Veni Creator Spirìtus^ col- sultnmenti della pubblica amministrazio-
l'analoga orazione, prestandovi assisten- ne d'un decennio dal 1 835 a tutto il 844- 1

za eziandio nuraeroso popolo, colle delle Il r.° maggio s'incominciò moneta la carta
bandiere e accompagnamento. Dopo di o bon'h, per aver corso come moneta le-
che consiglieri centumviri, preceduti dal
i
gale. Per la saggia pontificia allocuzione
cardinale Altieri, si portarono al palazzo del giorno precedente, nella moltitudine
de'conservatori, ove eseguirono l'elezio- vi fu grave concitamento d'animo,con de-
ne de'3 conservatori, principi Tomma-
i plorabili dimostrazioni contro il governo,

so Corsinij Marc Antonio Borghese, e ed cardinali che il Papa accolse nel Quiri •
i

Filippo Doria. Nella mattina seguente naiejindi Pio IX altamente condannò tali
poi gli slessi consiglieri procederono nel- violenti e abbominevoli alti. A'3 maggio
lo stesso Campidoglio all' elezione degli il senato e consiglio di Roma gli umilia-
altri 6 conservatori, che furono il march. rono un indirizzo, difendendo la necessi-
Clemente della Fargna, il ca v. a vv. Cdr- tà della guerra che il Papa con l'allocu-
lo Armellini^ il cav. Vincenzo Colonna^ zione avea disapprovata qual vicario del
Antonio Bianchini X^^'^- Francesco Stur- Dio di pace. Intanto ripiena Roma di fa-

hinelLiy e 1* avv. Ottaviano Scaramucci. ziosi e di amnistiati, che vagheggiavano


La accennato si può
relazione di tutto 1' il ristabilimento della repubblica roma-
leggere nel n.° Diario di Ronict
g^ del na, ottennero in gran parte un ministe-
1847, e nel n.*'4i del t.i4 AeW Alhunt ro secolare; indi pretesero arditamente
di Roma. Laonde dalla suddetta terna dei la separazione del potere civile dallospi-
primi conservatori,ed a'24 del memorato riluale. etrovando nella fermezza del Pa-
novembre, per nuovo senatore di Roma il pa un ostacolo insuperabile, si prepararo-
Papa scelse il principe d. Tommaso Corsi- no ad agire con aperta prepotenza. A'5
ni, che già lo era stato. Nel seguente mese il giugno si aprirono le ordinarie sessioni
Papa riprovò ledimoslrazioni festive fatte de'due consigli deliberanti dello stato, in-
in Roma, sulla guerra intestina suscitatasi cominciandosi le tornate, a' 9 nelle sale
nella Svizzera. A' i4 marzo 1848 pub- del seminario romano dai membri del-
blicò Io Statuto fondamentale pel gover- l'alto consigi io (uno de'qualiera il sena-
no temporale degli stati della Chiesa con tore), a' IO nel palazzo della Cancelleria
due consigli deliberanti per la formazio- dal consiglio de'deputati. Avendo gli au-
ne delle leggi) ed invilo romani e altri, i striaci occupato parte de! Ferrarese , il

a rispettare gli unti del Signore. Intanto Papa inviò nell' agosto una deputazione
Roma dall'esultanza che inebriò le men- al general Welden, acciò ritirasse le sue
ti lusingate di miglioramenti sociali, pas- truppe, e di essa ne fece parte il senato-
sò gradatamente agli orrori della rivolu- re. Mentre il ministro Rossi intendeva
zione e della guerra, che insieme al disin- con energia a ricomporre l'ordine pubbli-
ganno con rapido corso seguirono pri- i co, tragicamente fa pugnalato a'i5 no-
mi movimenti non ad altro fine ordinali; vembre, nel recarsi alla riapertura delle
le quali circostanze, pei diversi rispettivi camere de'deputati, quindi nella sera si
rapporti, gitlarono la città nell'anarchia, festeggiò obbrobriosamente V assassinio
alienarono pressoché tutti dall'attendere del primario ministro; il che fu infausto
ai propri doveri, aldi là dell'andamento preludio d'inaudite eorribili sciagure per
indispensabilealle giornaliere e urgenti fa- Roma, per gli ecclesiastici e pe'buoni ro-
cende,comegiustamente osservò il comm. mani. In fatti nel dì seguente con tem-
Galli, parlando nel n.° 2 o del Giornale 1 pestosa rivoluzione che scosse tutta la cit-
di /?om<7i85'2, delle misure adottate da tà e scandalezzò l'universo, i ribelli di-
Gregorio XVInelr845perollenere iri- mentichi de'beneficii ricevuti e delle tante
ROM ROiM 79
manifestazioni di esultanti applausi tri- non potè esercitare la sua alta missione.
butati al sovrano Pontefice, si levarono Il Papa non credette di ricevere le 3 depu -
del tutto la maschera^ colle armi auda- tazioni, fra le quali una del municipio, per
cemente osarono circondare e assaltare il invitarlo a tornare in Roma; bensì pro-
sagro palazzo apostolico, e minacciando rogò le sessioni de'due consigli deliberan-
sacrileghe stragi imposero un ministero ti, i quali perciò a' 12 dicembre costitui-
deuìocratico. Il Papa ad impedire l'estre- rono la provvisoria Giunta suprema di
mo eccidio ed ulteriore spargimento di sfato, che in nome del principe esercitas-
sangue, ripugnante aderì, protestando al se il potere esecutivo fino al ritorno di
cospetto di tutto il mondo rappresenta- Pio IX, componendosi de'senatori di Ro-
to dalla diplomazia, che gli faceva nobi- ma edi Bologna, e del gonfaloniere d'An-
le corona, di solo cedere alla violenza a- cona, la quale ricompose il ministero, in-
troce delle prepotenti circostanze, ma di sieme al presidente di Roma e Comarca
non intendere di prender parte agli alti nella persona di Livio Mariani. Tutto può
del nuovo governo. Venuto poi il Papa vedersi all' indicato articolo, in uno alle
in cognizione che slava per esplodere al- proteste del Papa contro gli atti del go-
tro crudele ammutinamento, per isfor- verno di Roma, facendo sapere ad alcuni
zarloa rinunziare alla sovranità degli sta- vescovi che da Gaeta egli governava la

li romani e correre grave pericolo la sua Chiesa.


sagra persona, la sera del 24 novembre In Roma per mancanza di numero le-
partì per Gaeta nell* ospitalissimo regno gale de'consigli deliberanti, essendosi ri-

di Napoli, ovecorse il religiosissimo Fer- tirati i membri savi e moderati, il gover-


dinando li con tutta la reale famiglia, ad no intruso ne chiuse le sessioni, ed a'-ag
offiirgli se e tutto il reame ne'modi più i dicembreconvocòinR.omaun'^5.?*-/7/Z»/<°^
riverenti e amorevoli. Il corpo diploma- nazionale o Costituente per uscire dallo
tico ed il s. collegio raggiunse il Papa e stata quo. Per la rinunzia del senatore
restò al suo fianco. Appena nella seguen- Corsini, restando la giunta priva d'un
te manina si conobbe in Roma l'evasio- membro, si disciolse e subentrò la Com-
ne del Papa, produsse spavento e speran- missione provvisoria di governo dello sta-
ze ne'sudditi fedeli che lodarono la giust'i to romano, formata dal ministero stesso.
risoluzione, rabbia e dispetto ne' ribelli Nel i.° gennaio 1849 il Papa scomunicò

che sì trovarono del lutto sconcertati. Il gl'invasori del dominio della s. Sede, ri-
Papa avea lasciala la cura spirituale di provando il dispotismo che tiranneggia-
Roma e con tutte le facoltà al suo vicario va Roma. Ivi a'5 febbraio si aprì la detta
cardinal Patrizi, al vicegerente mg."^ Ca- assemblea nazionale o Costituente roma-
nali , ed al can. Tarnassi segretario del na, inaugurandosi la rappresentanza del
vicariato, con ottimo provvedimento per- popolo, onde la commissione di governo
chè il porporato dovè partire, e il prela- le rassegnò il potere. Pertanto 1' assem-
to nascondersi. Aftìdò i palazzi apostolici blea a'9 decretò: il Papa decaduto di fatto
ed suoi famigliari al foriere maggiore
i e di diritto dal governo temporale dello
marchese Sacchetti, con l'incarico di par- stato romano; il Pontefice avrà le gua-
tecipare la sua partenza al ministero, im- rentigie per l'indipendenza nell'esercizio
pegnandolo alla quiete e all'ordine della della podestà spirituale; la forma di go-
città.A non lasciar poi acefalo in Roma verno sarà la democrazia pura, col nome
il governo dello stato, nominò il Papa di Repubblica romana, la quale si pro-
quella commissione governativa di cui clamò in Campidoglio. La rivoluzione fu
parlai a Pio IX, col cardinal Castracane compiuta, dal Campidoglio si pubblicò la
penitenziere maggiore per presidente, che libertà italiana, l'anarchia giunse quindi
,y

8o RO M ROM
al suo colmo. 11 Papa in Gaeta solenne- 4 legazioni, e nelle provincie d'Urbino e
mente protestò contro il decreto della se- Pesaro e nelle Marche, gli austriaci; nelle
dicente Assemblea costituente romana provincie di Marittima e Campagna i na-
rinnovando la domanda d'intervento al- poletanijglispagnuoli guarnirono Velletri
le potenze, per liberare Roma e lo stato e altri luoghi, Spoleto e Rieti, colle loro
delia Chiesa dalla fazione che vi eserci- dipendenze: dappertutto il governo papa-
tava ogni sorte di delitto e di atroce di- le fu subito ristabilito. A Pio IX tuttociò
spotismo. L'assemblea costituente roma- raccontai, insieme all'assedio di Romao-
na, finché non fosse deliberata la costi- perato dai francesi, con tutti i riguardi
tuzione, avendo decretato governare Ro- per non rovinare la città, secondo le vive
ma e lo stato mediante un Cow/tó/oe5e- brame del Papa; indi ebbero luogo una
ciitwOi lo compose di Armellini, Saliceti serie di combattimenti, che i repubblica-
eMontecchi. Tra le proteste fatte in Gae- ni unitamente a tutti i corpi italiani ac-
ta dal cardinal Antonelli pro-segretario corsi in Roma per aiutarli, sostennero con
di sialo, vi fu quella contro l'alienazio- valore. Finche avendo i francesi nel de-
ne de'monumenti d'arte del museo Va- clinar di giugno aperta la breccia nel ba-
ticano, che il sedicente governo di Roma stione di Porta s. Pancrazio, nella matti-
trattava a Londra. Pei trionfi riportati na del3o l'assaltarono e presero. Allora
dal prode conte Radetzkycoll'armata au- l'assemblea costituente romana, dichiara-
striaca, contro il re di Sardegna, l'assem- ta impossibile l'ulteriore difesa, decretò
blea romana onde riconcentrarci poteri che cessasse, mentre avea finito di votare
esecutivi a salute della repubblica roma- la costituzione della repubblica.il trium-
na, a'29 marzo istituì un Triumvirato virato mandò il decreto al comando ge-
e vi elesse Armellini, Mazzini e Saffi, che nerale repubblicano, perchè d'accordo col
stabilirono la lora residenza nel Palazzo municipio lo comunicasse al generalOu-
della Consulta sul Quirinale. A'26 aprile di not, e diede la sua dimissione. Una coiu •
in Roma, dopo la formazione del nuovo missionedelmunicipio,e un'altra del cor-
municipio e consiglio comunale, furono po consolare residente in Roma, recaroa-
eletti senatori Francesco Sturbinetti,con- si al campo francese per trattare acciò l'e-

servatoriGiuseppeLunati, Giuseppe Gal- sercito entrasse pacificamente nella città.


lieno, Federico Galeotti, Antoniode An- Nel i.° di luglio l'assemblea nominò un
dreis, Giuseppe Piacentini, Curzio Cor- potere esecutivo in Saliceti, Calandrelli e
boli, Alceo Feliciani, Angelo Tittoni. Ad Mariani. A'2 i francesi occuparono diver-
effettuare l'intervento armato nello stato se porte, le cui chiavi nel di seguente il

pontificiodelle 4 potenze d'Austria, Fran- generale Oudinot fece presentare a Pio


cia,Spagna e dueSicilie, per comprimere IX in Gaeta. In questo giorno a mezzodì
la ribellione e restituirlo al Papa, il go- sul Campidoglio fu promulgata la costi-

verno francese giudicò conveniente di spe- tuzione della repubblica romana, e nelle
dire un esercito a Roma comandato dal ore pomeridiane entrò in Roma il gene-
generaleVittorioOudinotdi/i^gg'/o.Sbar. rale Oudinot con l'esercito, ed occupò Ca-
catoaCi vita vecchia senza badare a Ile pro- stel s. Angelo ed posti militari. I fedeli
i

teste repubblicane,a'3o aprile fece avan- romani accolsero francesi come libera- i

zare una porzione della divisione france- tori dal duro giogo patito così terminò :

se verso Roma, sopra punti di Porta s.


i la rivolta romana, che avea in se un ca-
Pancrazio^ e la cinta del Vaticano, per rattere irreligioso e demagogico, per di-
esplorare le forze della città, ma con per- struggere il papato. Il generale Oudinot
dita fu respinta dai repubblicani. Frat- concentrò tutti poteri nell'autorità mi-
i

tanto nelle provincie iutervennero^ nelle litare, sciolse la guardia civica clic avea
ROM ROM 8(
assunto il titolo di nazionale italiana^ ed che si legge nel n." ^1 del Giornale diRo-
etnaitò quelle disposizioni che riportai al* ma 1849. ^^ P'" conferì al generale la
l'articolo Pio IX, la cui autorità tenapo- cittadinanza romana trasmissibile a' suoi
rale ristabilì. À'i4 il municipio romano figli in perpetuo. Indi nella sera de'sB a-
repubblicano si dimise, ed il generale no- gosto la commissione invitò il generale
minò una Commissione provvisoria mu- Oudinot e lutti gli altri generali e uffi-
nicipale^ col principe d. Pietro 03escal- ziali, francesi,
nel tnuseo Capitolino illu-
chi per presidente. Nel di seguente, dopo minato; e per rendere più solenne l'atto
essere stata rialzata la bandiera papale invitò pure corpi letterari, scientifici e
i

sul Castello, si cantò nella basilica Vati- di belle arti, cioè i collegi degli avvocati
cana solenne Te Deuni^ con l'intervento concistoriali, quelli dell'università roma-
de'cardinali Castracane, Bianehi e Tosti na, coi professori della medesima, le ac-
ch'erano restati in Roma nascosti (oltre cademie de'nuovi Lincei, di s. Luca e di
il cardinal Mezzofanti già morto), è si fe- Archeologia. Venuto il generale Oudinot,
cero dimostrazioni di pubblica allegrez- fu condotto a leggere la memorata iscri-
za. A'25 tornò in Roma il cardinal. Pa- zione in suo onore,il presidente della com-
trizi vicario, ed a'3i vi giunsero i cardi- missione principe Odescalchi gli presentò
nali Della Genga, Vannicelli e Altieri de- l'atto consigliare in pergamena, e nell'io-
stinati dal Papa a formare con pieni po- dicargli il monumento pronunziò un elo'-
teri la Commissione governativa di stato, quente analogo discorso, cui rispose ri-
che stabilitisi nel Palazzo apostolico Qui- conoscente il generale: ambedue i discorsi
rinale, e ricevuti dui generale Oudinoti si riportano in detto Giornale. Seguì po-
poteri assunti,, fecero quelle cose sino al scia una sontuosa cena, preparata nel sa-
ritorno in Roma di Pio IX, che a questo lone, nella quale il generale Oudinot fece

articolò narrai, unitamente alle tante la- un brindisi ai Papa ed al Comune di Ro-
grimevoli calamità sofferte da Roma sot- ma: il principe Odescalchi corrispose con
to governo anarchico. Il Papaa'4set-
il altro al generale e al vittorioso esercito
tembre si trasferì a Portici presso Napoli, fiaocese. Allorquando il generale usciva
da dove governò lo stato e la Chiesa, e di- dal museo, improvvisamente fu illumina-
poi visitò Benevento, l'unico suo dominio ta con fuochi di Bengala a vari colori la
che non soggiacque alla rivoluzione. La facciata dei magnifico palazzo senatorio,
commissione municipale diRoma, per da- e l'interno della torre che sopi'a di esso
real generale Oudinot comandante inca- s'innalza. Il generale manifestò la sua sod-
po l'esercito francese, un attestato peren- disfazione, di vedere uniti ai principali
ne di gratitudine, per aver liberatola cit- udìziali che erano sotto i suoi ordini, let-
tà dalla tirannica oppressione, a'20 ago- terati, scienziati ed artisti di tutte le na-
sto gli offrì una medaglia colla di lui ef- zioni d'Europa, e ciò in Campidoglio fra
figie e l'epigrafe: Vici. Oiidinotius Gal- tanti celebri monumenti dell'antichità.
loriini Exercitui Praefeciusj sotto l'im- Spettacolo che soltantoRoma puòoffrire.
magine, Bomae I. G.F.:.e nel rovescio A* 1 2 settembre Pio IX diresse a'suoi sud-
fra due rami di quercia legati con lemni- diti il moto-proprio, Non appena^ in cui

sciil motto: Urbern Expugnare Coactus dichiarò il ristabilimento di sua indipen-


Civium ctArtium Incolum itati Consuluit denza nel gpvei'no de'dominii temporali
1849, indicante il ristabilimento della pa- della s. Sede; stabilendo che le rappre-
ce e la conservazione degli antichi monu- sentanze e amministrazioni municipalisa-
menti. Inoltre commissione fece scolpire
la rebbero regolate da larghe franchigie, i
nella sala de'conservatori in Campidoglio cui capi sarebbero scelti dal sovrano, e
delta de' grandi capitani, quella lapide gli anziani dai capi delle provincie sopra
6
82 ROM ROM
proposta de'consigli comunali. II Papa ai la,per poi. con più facilità speziar troni
4 aprile 1 85o parti da Portici, per ritor- e corone. Ma la divina provvidenza in

nare ne'suoi slati: giunto a'6 a Tenaci- tanta catastrofe converti il male in be-

72flf,fu ricevuto ossequiosamenledalla com- ne. A'3 giugno la commissione comunale


missione municipale di Roma, dalle au- di Roma decretò l'onore della cittadinan-
torità pontificie, da diverse deputazioni za e nobiltà romana ai conti Anlonelli,
romane , e con viaggio trionfale glorio- in attestato di civica riconoscenza verso
samente rientrò in Roma a' 1 2, con quel* il cardinal Giacomo loro fratello e pro-
Io splendido apparato di pompa, e mani- segretario di stato, per le fatiche diplo-
festazioni di riverenza e di giubilo, che matiche con tanto senno e perseveranza
indicai nel più volle citato articolo; rice- sostenute, pel felice esito al ristabilimen-
vendo la presentazione delle chiavi della to del dominio temporale della chiesa ro-
città da detta commissione municipalcj mana e pontificia residenza in R.oma. Il

che lo seguì col nobilissimo corteggio e lo Papa prese misure 'per riorganizzare le
accompagoònlVaticanOjOve fermò la sua antiche Università arlistìclie A'x^oma.W
residenza, continuando per 3 sere magni- cardinal Anlonelli pubblicò d'ordine so-
fiche luminarie. L'intiero orbe cattolico vrano, a'22 novembre, la legge sul gover-
avendo preso parte alleav venture deiPon- no delle Provincie e sull'amministrazio-
tefìce, ne'plù solenni modi gli testimoniò ne provinciale, coU'ampliazione del cir-
la sua profonda venerazione;.onde nel suo condario di Roma e suaComarca,nel mo-
esilio il Papa comparve più glande e più do che riportai in principio; indi a'24Ia
maestoso che al Vaticano, ammirando- legge sui comuni dello sialo pontificio,
si precipuamente nelT avventurosa Gaeta della quale diedi un sunto anche a Prio-
rimponenle significato del supremo pon« re; poscia a'25gennaio i85f la speciale
tifica to. Egli è questo un trionfo novel- pontifìcia disposizione sulla Rappresen-
lo, che la chiesa cattolica può giustamen- tanza e sull'amministrazione del Comu-
te segnare ne'suoi fasti a scorno de'suoi ne di Roma, del seguente tenore. § i

Il

nemici, derivandone più libera la sua a- Comune di Roma è rappresentalo da un


zione benefica. Tra gli avvenimenti che corpo municipale di 4^ 8 di
consiglieri:
in questi ultimi anni sconvolsero in mo- essi col nome di conservatori formano
,

do tanto spaventevole, quanto- rapido la la magistratura, oltre il capo chiamalo


maggior parte degli stali europei, la ri- senatore. 2.° I consiglieri sono tratti per
voluzione romana con.iutle lesue fasi può la i.^ metà dalla classe de'possidenli no-
considerarsi il più importante. L'empie- bili, e per la 2.^ metà dalle classi degli al-
tà delle società segriete aveaun unico sco- tri possidenti, de'commercianti, e de'pro-
po, la distruzione cioè d'ogni autorità ci- fessori di scienze e arti liberali. 3.° I eoa-
vile e religiosa, adoperava da
per cui si servalori si desumono per metà dalla i.**,

lungo tempo su tutta l'Europa per giun- e per metà dalle altre classi. 4° La carica
gere al suo iniquo intento. Gli scaltri co- di senatore è conferita ad un soggetto ap-
rifeichela presiedevano, non polendo dis- partenente alle famiglie romane più co-
simulare Ilmmenso peso di morale po- spicue per nobiltà e possidenza. 5. Il se-
terCj che non restò mai inoperoso pelle natore cessa dall'esercizio delle sue fun-
mani del romano Pontefice, primo custo- zioni al finire d'un sessennio: la metà dei
deed interprete della divinalegge,equin- Conservatori e la metà de' consiglieri ces-
di anche supremo difensore dell'autorità sa al finire d'ogni triennio; l'uno e gli al-
d'ogni ci vi r principato, contro T incrol- tri ponno essere rieletti. 6.° Allorché si

labile sede di s.Pietro aveano mosso da tratta d'eleggere r nuovi consiglieri in so-

lungo tempo ogni sforzo onde abbatter- stituzione di quelli che a forma del § pre-
.

ROM RO M 83
cetlenle sono hanno pure luo*
per cessare, alla deposileria de' pegni, detta Deposìte-
go e volo nel coipo mtmicrpale due in- ria Urbana y\\ziT\TCiQ luogo speciali dispo-
dividui perciascunode'XlV Rioni di Ro» sizioni. 14.° Fanno parte dell'ammini-
ma, e due membri della camera di com- strazione comunale leimposizioniseguen-
mercio. 7.° L'adunanza così composta a ti:Tassa sulle acque Vergine, Felice e
pluralità assoluta di voti, sulla jista de- Paola ; per le vie urbane, per le cloache,
gli eleggibili, forma una nota contenente per le vigne e orti suburbani; dazio di
il doppio, del numero degl'individui da mattazione; appalto della neve; tassa ca-
Questa nota viene presentata
sosti.luirs<. pesa libera. i5.°Sul pro-
valli di lusso;

al Papa da mg.'' delegato di Roma e Co- dotto degli altri dazi di consumo, il co-
marca, per la scelta degl'individui da so- mune percepisce una somma certa sta-
stituirsi e de'supplenti. 8-° Uno speciale bilmente determinata in proporzione ai
regolamento determinerà lenorme ed i pesi che ad esso rimangono imposti; ed
modi per designare gl'individui che fan- il pagamento sarà fatto mediante delega-
no parte dell'adunanza nel caso del § 6." zione del ministero delle finanze dall'ap-
e per procedere alla formazione della no- paltatore in rate dodicesimali, in somme
ta di cui nel § precedente, g." 11 corpo proporzionate ogni io giorni. 16.** L'im-
municipale rinnovato propone una nota posizione d'altre tasse oltre lesopraenun-
tripla di consiglieri da sostituirsi ai con- ciate non può aver luogo senza l'appro-
servatori che cessano: da questa nota si vazione del cardinal presidente del cir-
scelgono nuovi conservatori come al §
i condario di Roma e della sua congi
7.° 0.° Il senatore è sempre direttamen-
1 zione. 17.° E' applicabile al comune di
te nominalo dal Papa. 1 1.° La possiden- Roma la della legge del 24 novembre,
za richiesta per essere eleggibili nel cor- in tutte quelle cose per le quali nonèdi-
po municipale dì Roma è il doppio di sposto con la presente. Gessano così di
quella enunciata nel § 76 della legge, del aver vigore le speciali disposizioni orga-
24 novembre 85o (che dice, sono eleg-
1 niche adottate col moto-proprio del i."
gibili quelli che sebbene non notati nella ottobre 1847. ^^-^ ^^ nomina de'con-
lista degli elettori, abbiano domicilio sla- siglieri e supplenti, e quella de' conserva-
bile nel comunee vi posseggano fondi ru- lori pel I ." triennio è fatta dal Papa nelle
stici e urbani dei valore censuario di scu- classi indicate al § 2. In conseguenza di
di r ODO, ovvero un capitale di scudi 5oo 1 che, il Papa a' 12 mai'zo i85i nominò!
qualora sieno possessori im-
di capitali 48 consiglieri, e 12 supplenti del corpo
piegati nell'agricoltura, arti ecommercio, municipale di Roma, oltre i due depu-
i grandi affittuari, gli esercenti in icapo tali ecclesiastici presso ilconsigliot^i Ro-
un'arte o manifattura): a quest'effetto si ma, in rappresentanza del clero secdlare
valuterà la possidenza in fondi rustici ed e regolare romano, nominati dal cardi-
urbani posta tanto in Roma, quanto an- nal vicario. Quindi il Papa a' 24 marzo

cora nella Comarca. La nobiltà. si desu- fece dal ministro delfinterno incaricare
me dall'albo capitolino. 12.^ Lo speciale il cardinal presidente di Roma e Comar-
regolamento e le disposizioni di cui nel ca, di manifestare nel suo sovrano nóme
§ 23 della suddetta legge del 24 novem- tanto al principe Odescalchì presidente,
bre, determineranno per quale mezzo il quanto ai componenti la Commissione
magistrato di Roma eserciterà la giuris- provvisoria municipale, la piena sua sod-
dizione attribuita alle altre magistrata- disfazione e gradimento nel condurre la
re dai § 2f e 22 della stessa legge. iS." comunale gestione, nel modo che si leg-
Il comune di Roma ha le rendite enun- ge nel n.° 7 8 del Giornale di Roma 85 r 1

ciate nel § 26 della citata legge. Quanto Il Papa con biglietti di detto ministro già
84 ROM ROM
avea eletto senatore dì Roma il principe tra tutte le nazioni cristiane del mondo.
d. Urbano del Drago Biscia ed
Gentili, Inoltre il romano Pontefice, non solamen-
i conservatori formanti la magistratura te governa la sua chiesa e diocesi parti-
romana: per la i.' metà, principi Cle- i colare di Roma, ma
ri liene altresì le qua-

mente y4llier le Marc Antonio Borghese, lifiche diMetropolitano dejla Provincia


il cav. F^incenzo Colonna, il marchese romana,- di Primate àdV Italia, e di Pa-
Gio. Battista Guglielmij per la 2/ metà, triarca à' Occidente. Ai quali articoli ra-
Gioacchino Albertazzi, av^. Giuseppe gionai di tuttele relati ve prerogative d'o-

Pulieri, comni.r Pietro prof. Tenerani, nore e di giurisdizione; particolarmente


Luigi F^escovali. Ai 3 marzo il cardinal 1 a Metropolitano provai che sempre il
Altieri presidente di Roma e Comarca Papa esercitò l'autorità suprema sui me-
convocò nel palazzo senatorio in Campi- tropolitani d'occidenle,coniprensivamen-
doglio i consiglieri, i deputati ecclesiasti- te alla deposizione. Ad Occidente narrai,
ci, i conservatori, il senatore, e procede che dal tempo degli apostoti risale il di-
in forma legale al loro istallamento. Il ritto de'Papi sul medesimo, ed in prin-

senatore in nome del rispettabile consesso cipio anche con diritto metropolitico, poi-
da lui rappresentato,, protestò la ricono- ché per 4 secoli il solo romano Pontefice
scenza sua,de'colleghi magistrali e de'con- ne fu eziandio il metropolitano, tranne
siglieri verso il sovrano che li iavea scelli l'Africa, ove però niuno poteva ordinarsi
all'importante uffizio,chi amandosi pronti vescovo senza saputa della s. Sede, come
a dedicare ogni loro studia pel disimpe- niuno senza la sua intesa potevasi depor-
gno delle rispettive incombenze. Nel i.° re. Fu la Sede apostolica romana che isti-

aprile il senatore ed i conservatori pre- tuì gli arcivescovati e vescovati. Sebb-me


starono dovutogiuramento nelle mani
il in principio i Papi non s'ingerissero nella
del Papa. Elssendo morto il senatore a*25 elezione e ordinazione de'vescovi orien-
luglio, ne assunse le veci prima il principe tali, lasciandone ai metropolitani la cura,
Altieri, poi il marchese Guglielmi, ed ora nondimeno esigendolo il bene delle chie-
le funge il cav. Colonna. Queste supplen- se, mandarono in Oriente legati aposto-

ze de' conservatori al senatorato, hanno lici con piena podestà di costituire vesco-
luogo per ordine progressivo, e se è as- vi, preti e diaconi nelle città de'patriar-
sente quello che gli appartierie,onon vuo- cati orientali. A Patriarca trattai dell' au-

le accettare, ovvero si ritira chi disimpe- torità primazìaledel Papa in tutte le chie-
gna le funzioni di senatore, subentra l'al- se, in confermare o riprovare la elezione
tro conservatore che viene appresso: ri- de'patriarchi orientali, appartenendo al
tornato in Roma l'assente, questi assu- solo Pontefice romano l'ammettere la ri-
me l'esercizio del senatorato. nunzia de'vescovi e scioglierli dal vincolo
Roma [Roman), sede del sommo Pon- che li stringe e lega alla loro chiesa. A
tefice in Europa. L'apostolica sede roma- Patriarcato dissi, come il patriarcato di
na, cattedra del principe degli apostoli, è Roma fu sempre superiore a quelli d'o-
il centro dell'unità e comunione di tutti riente, e quali provincie comprese. A Dio-
i madre e maestra a tuttele gen-
cattolici, CE§i, olire il riportare il numero de' ve-
ti, prima in dignità e autorità. Il Papa
la scovati che possiede ogni parte del mon-
che la occupa è il capo visibile e il Pa- do e stato, poi aumentati, tenni proposito,
store à\ tutta la Chiesa universale, sulla come l'ordine ecclesiastico fu regolato sul
quale ha il Primati^, come successore di governo civile;edeileahbazie nulliusdioe-
s. Pietro € vicario di Gesù Cristo in ter- cesis considerate altrettante diocesi, dette
ra, per cui ha il diritto di scegliere i mi- aache 31ona steri, per cui ne parlai ancora
nistri ed i cooperatori del suo apostolato a questo articolo, molti essendo ioime-
ROM ROM 85
diatamente soggetti al Papa e alla s. Se- rà mai. **
Geroo preposilo di Reichsperg
de. A Italia ragionai del suo vicarialo, chiamò il Papa,y^/7ge/o della Chiesa Ro-
e diiQOStrai che le ordinazioni di tutti i mana. Ecco l'elenco de' vescovati che di
vescovi della nobile regione e di occidert- presente sono immediatamente soggetti
te, appartennero al Papa sin dai primordi alla Sede e al Papa, pei quali tutti scrissi
s.

della Chiesa; che antichissimo e dai tem- questo mio Dizionario, \vvev'
articoli in
pi apostolici è il diritto che i romani Pon- liuòjche vescovati non esistenti nello sta-
i

téfici godono su tulle le chiese d'occiden- to pontificio, li distinguerò in carattere


te, le quali hanno speciale obbligazione corsivo. Di questi la maggior parte sonò
di osservare le tradizioni della chiesa ro- nel regno delle due Sicilie e nella Sviz-
mana. Che anche neWIlliria i Papi si ri- zera; in Prussia, in Polonia, nella Tosca-
serbarono il diritto delle ordinazioni dei na, ne'ducati di Modena e di Parma, nel-
vescovi provinciali, e lo fecero esercitare la Spagna, nel Genovesalo. A voler poi
dai vescovi diTessalonicaloro Vicari^co' conoscere gii altri vescovati esistenti nello
me a mezzo di questi praticarono in al- si ponno leggere gli articoli
slesso stalo,
tre parti. Già di sopra rimarcai, che seb- de'segnenlisuoi arcivescovali,ne'quali ri-
bene il fondatore della romana sede e suo portaiil novero come suffraganei,de'quaU

i.** vescovo sia il principe degli apostoli pure feci articoli. Benevento (il quale pe-
s.Pietro, pure dai monumenti rilevasi, rò ha suffraganei soltanto nel regno di
che quanto e. propriamente al nome di ]Sfapolì),Bologna^ Canteri no,FerniOy Fer-
Vescovo di Roma^ aggiunto a quello di ram (non ha suihagimeì), Ravenna^ Spo-
Papa, il i.°ad aggiungerlo, secondo alcu- leto (non ha suffraganei), Urbino. Vesco-
ni, fu s. Telesforo Papa del 142, altri re- vati immediatamente soggetti alla s. Se-
putano s. Zosimo del 4^7; hidi Leone
s, de e al romano Pontefice. Vescovati su-
1Magno del 44o>a' titolo di Vescovo di burbicarii, di qui sono insigniti i primari
Roma, aggiunse e della chiesa cattolica. cardinali, formanti l'ordine de' vescovi del
Abbiamo da s. Gio. Grisostomo: Gesù »> s. collegio. Ostia e Vellelri (ove il vescovo
Cristo consegnò la [Prefettura della Chiesa tiene un sulfraganeo, come talvolta l'han-
a Pietro; a Pietro delegò la cura dell'Or- no gli altri cardinali suburbicarii). Porto,
be." Contro Peliliano scrisse s. Agostino: s.Ruffina e Ci vita vecchia. Albano. Frasca-
>jCosa li ha fatto la cattedra della Chiesa ti. Paliestrina. Sabina, ilcui cardinal vesco-
Romana, cui ha seduto s. Pietro, ed in cui vo ha sempre il suffraganeo. Questi 6 car-
oggi Anastasio I siede? " Scrivendo s. Isi- dinali risiedono in Roma e qualche tempo
doro vescovo di Siviglia ad Eugenio di dell'anno nelle loro diocesi: inoltre risie-
Toledo, gli disse: «La dignità della po- dono in Koma, patriarchi^àrcìvescovi, e
destà, sebbene sia trasfusa in tutti i ve- l'e^cow m^«r//AM5. Altri vescovati. Acqua-
scovi,pure il vescovo di Roma più spe- pendente. Alalri. Amelia. Anagni. Anco-
cialmente per un certo singoiar privile- na. Aquila. Aquino^ Pontecorvo e Sora.
gio, resta in eterno, come capo più ele- Arezzo. Ascoli. Asisi. Aversa. Bagnorea.
valo di lutti gli altri membri.... Quegli Basilea. Breslavia. Borgo s. Donnino. Ca-
dunque che non presta ad esso riveren- va e Sarno. Chelma e Belzì.dì rito greco
temente la dovuta ubbidienza, disgiunto rtilerio. Città di Castello. Città della Pie-
dal Capo, si rende colpevole di Acefali- ve. Civita Castellana, Orle e Gallese. Coi-
smo. ''Dichiarò s. Anselmo vescovo di Luc- r^.Corneto eMontefiascone. Cortona. Fa-
ca:»>Essendo stato da Cristo pregato perla briano e Matelica. Fano. Ferentino. Fo-
fede di Pietro, aftinché non manchi ; la ligno. Gwev^r^e£o5rt«/2^.Grrfi'mfleiWbrt-
fede del solo Patriarca Romano, nella qua- te Peloso. Guastalla.Guhhìo.Hildeshetni.
le confermò i suoi fratelli, non manche- Jesi. Leon. Lunì e Sarzana. Malia e Ro-
-

86 ROM ROM
di.Marsi. Melfi e Rapolla. Mìlelo. Mo- ne del luogo in cui si convocarono. Oltre
nopoli. Montalcino.MonlePulciano. Nar- la basilica patriarcale Laleranense, che
do. Narui. Nicopoli. Nocera. Norcia. Or- aveva il patriarchio apostolico ordinaria
vieto. Osimoe Cingoli. Osnahriick. Ovie- residenza de'Papi per molti secoli, ebbe-
do. Parma. Penne e Airi. Perugia, Pe- ro patriarchii pure le altre 4 patriarcali
scia. Piacenza. Poggio Mirteto. Recana- basiliche,per abitazioni de'patriarchi che
li e Loreto. Rieti. S. Gallo. S. Marco e recavansi ai concilii di Roma o a Liniina
Bisignano. Segni. Sion. Supraslia di rito Aposlolorum, o per a Ilari, co me raccontai
greco ruteno. Sutri e Nepi. Terlizzi^ Gio- parlando d ognuna. Dissi pure altrove,
{>enazzo e Molfelta. Teramo. Ten'acina, che per la festa di s. Pietro o nell'anni-
PipernoeSezze. Terni: Tivoli. Todi. Tri- versario dell'elezione d'ogni Papa, cele-
vento. Troja. f^alwe e Sulmona. YeioW. brandosene le commemorazioni con so-
Viterbo e Tosca nella. -Fb/terr^. JVarinia lennità, tutti i vescovi delle Provincie più
o Ermeland. Vedasi Francesco. de Vico, vicine si recavano ad assistervi. In queste
Dissertatio superfinibus dioecesis Roma- occasioni fu costume anche di celebrare
naey et super /acuitale eligendi Metropo quasi sempre un concilio innanzi al sa^ro
litànif Romae 1725. Dionisio Pieragosti- corpo di s. Pietro, sopra i correnti affari
n'ìfDisceptàlio de ProvincìaRomana,ejus- e bisogni della Chiesa, come rilevasi prin-
qùe episcopis suffraganeis ^ Romae et Ra- cipalmente dagli atti de'concilii di s. Sisto
vennae 1727. Non che gli autori che ri- III e di s. Leone I. La causa di celebrare
portai nel voi. XXXVJ,. p. 1.80. questa solennità nel Vaticano, l'espresse
Concila di Roma. s. una lettera a s. Cirillo, pres-
Sisto III in
Furono tenuti in Roma un gran nu- so ilBaronio all'anno 433, n.°i3. « Ad
naero di concìlii, per lo piti nel Latera- b. Petrum fraternitas universa convemt;
nOj molti nel J^adcano, alcuno jn qual- habuerunt coépiscopi nostri illura con-
che chiesa di Roma. Si chiamarono con- gratulationis testem, quem habemus ho-
cilii LateranensijSe si celebrarono nel Prt- noris exordium: sanclae namque,et ve-
triarchio o Palazzo Laleranense, o nella nerabili Synodo, quam natalis mihi dies
propinqua patriarcale arcibasilica o luo- Domino congregavi!, quia siccre-
fa venti
ghi annessi ; cohcilii Romani se si tenne- dendum est, ipse praesedit. " Dove rile-
ro nel Palazzo .Vaticano o contigua pa- vasi, che que'ss. Pontefici credevano che
triarcale basilica o luoghi adiacenti,. non s. Pietro stesso presiedesse ne'concilii a-
che in altre chiese di Roma. Il dotto vanti il suo sagro corpo radunati. Onde
Zaccaria , hell' opuscolo Sulla cjuestio' i decreti di s. Leone I furono ricevuti nel
ne3 se al Romano Pontefice più conven- concilio di Calcedonia,cGme oracoli usci-
ga di abitare a s. Pietro^ che in qual- ti dalla bocca di S.Pietro, gridando quei
sivoglia altro luogo della Ci7/^, osserva padri: Pelriis per Leonein ita locutus est,

che anticamente i sagri coiicilii si cele- E s. Pier Grisologo esortò Eutiche ad ub-
bravano quasi sempre al Vaticano e fu- bidire ai medesimi decreti, quoniam b.
rono chiamati Romani; quando poi per Petrus^ qui in propria sede, et vivit, et

la stagione o aria fredda, o per |a deso- praesidet, praestat quaerentious fidei ve-
lazione del luogo, òpe'motivi che accen- ritatem. Dice inoltre Zaccaria, che il Va-
nai nel voi. XII, p. 2 47, furono trasferiti ticano fosse luogo proprio e primario
il

òlla Chiesa di s. Giovanni in Laterano^ pe'coticilii romani, evidentemente si pro-


per esservi allora maggior comodità d'al- va, mentre i decreti dei concilii tenuti
loggio per tanti vescovi e prelati, furono nel Lalerano o in altra chiesa, con so-
chiamati -con nome particolare Latera- lennità grande si pubblicarono nel Va-
«e/iif, ovvero colla speciale denominazio- ticano, come ne fa fede Anastasio nel-
ROM RO M 87
la vlla di s. Stefano III, per nppunto co di Milano e di Ravenna, ed il patriarca
me nel sagro concilio di Trento le ses- d'Aquileia sul luogo di sedere. Cleraeale
sionifurono nella chiesa particolare di s. II diede la preferenza all'arcivescovo di
Maria Maggiore, ma i decreti di mano Ravenna t con decretare che sedesse a de-
in mano si pubblicarono nel la. cattedra- stra del Papa, ed a sinistra seal concilio
le. Ed acciocché i vescovi riconoscessero interveniva l'imperatore. Senza citare ad
la dignità da questa sorgente, i Papi gli ogni concilio romano chi ne trattò, si può
obbligarono con promessa solenne a ve- vederlo ne'collettori de'concilii di cui par-
nire in Pioraa ogni anno a celebrare seco lai a Concilio, notando che di quelli par-
loro la festa de'ss. Pietro e Paolo nella ticolari di R.oma, Luca Olstenio nel 1662
basilica Vaticana, in luogo di che oggidì pubblicò la collezione. Alcuni concilii ro-
tnlti i prelati della cristianità si obbligano mani ebbero particolari storici, che non
advisitanda Liniina AposloloriunyQ.otm mancai di ricordare a'iuoghi loro; impe-
ampiamente descrissi a quell'articolo, che rocché e come si vedrà, già descrissi al-
equivale a rinnovare successivamente To- trove i romani nella principale
concilii
inaggio ed ubbidienza al supremo Pasto- parte, e a Laterano tutti quelli che ivi fu-
re, e riconoscere l'autorità sovrana della rono temiti, o si conoscono comunemen-
s. Sede apostolica, fondata nelle sagre ce- te sotto tal nome, laonde citeròi volumi,
neri di s. Pietro nel Vaticano. Se il Con- o indicherò in carattere corsivo gli artico-
cUio per essere Ecumenico o generale o li in cui ne parlai. Inoltre si possono ve-
plenario, dev'essere convocato dal Papa dere anche le biografìe de'Papi che li ce-
coU'intervento de'suoi Legati apostolici^ lebrarono: ciò è intrinseco per meglio co-
di quanta aiitorilà e venerazione debbon- noscere le cause che ne determinarono la
sì ritenere i da loro a-
concilii di Roma convocazione, e le notizie relative.
diinati e presieduti, convenendovi il fio- Ih.°conciliodi Roma lo celebrò Papas,
re ed i primati della gerarchia ecclesia- fittone 7 nel 96 o nel 97 o 1 98, per re-
1 1

stica, di cui sempre in Roma vi fu copio- golare la Pasqua di Risurrezione conUo


so numero, oltre i profondamente dotti i Quartodecimani: il medesimo Papa iti
nelle scienze ecclesiastiche in cui l'alma questo o in altri concilii scomunicò di-
città in ogni epoca fu doviziosamenteric- versi eretici, che dichiaro alla biografia,
ca, nonha bisogno di dichiarazione o coni •
11 2.° si registra all' anno 25 1, ma se-»

mento. De'concilii romani, moltissimi fu- guendo la cronologia di Novaes Io ripor-


rono provinciali o nazionali, 5 sono ge- terò al 254, perchè in quell'anno fu crea-
nerali e ecumenici. II r.° concilio lo ce- to Papa s. Cornelio che lo adunò con 60
lebrò s. Pietro in Gerusalemme. Per an- vescovi, ed un gran numero di sacerdoti
tichissimo costume, tutte le volteche te- e diaconi, contro l'antipapa Novaziano
uevasi.concilio in Italia, particolarmente e seguaci, chiamati caduti o Lassi.
I con-

intorno alla fede, le decisioni che vi si for- fessori furono ricevuti nella
scismatici
ma vano a nome di lutti i vescovi d'Italia comunione della Chiesa dal Papa e da 5
non portavano in fronte che il nome del altri vescovi nel novembre, e ciò che fu
Papa. Di quanto ne'concilii romani faceva fatto in questa riunione può considerarsi
ì\ Primicerio della s. Sede, lo dissi in quel - un'aggiunta del concilio. Il 3.° nel 256
r articolo , cosi del Saccellario e altri o 257 di Papa s. Stefano /che ricusò di
ministri; Il ceremoniale tenuto ne' con- comunicare co' deputati di s. Cipriano,
cilii romani rilevasi dai loro alti, e par- e vi condannò la decisione de' due con-
ticolarmente dall'ultimo che riportai nel cilii di Cartagine òe\ 255 e 256,ne'quali

voi. XV, p. 172 e seg.jed a p. 170 dissi si trattò della validità o nullità del Bat-

della questione insorta tra gli arcivescovi tesimo amministrato dagli Eretici. Il 4-°
88 ROM ROM
nel 260 di Papa //che condan-
s. Sisto di s. Giulio I contro gli ariani Potino,
nò Teresia delVoezìani, Il 5° nel^Gida UrsacioeValente che ritrattarono quan-
Papa S.Dionisio per giustificare s. Dio- to aveano detto contro s. Atanasio, ma
nisio patriarca d' Alessandria , accusato poi ricaddero ne' loro errori. L'i r.° nel
che insegnasse che il Figliuolo di Dio e- 352 di Papa s. Liberio per s. Atanasio
ra una sostanza creata, non consostan- nuovamente accusato dagli orientali e da
ziale al Padre, onde il prelato die una molti vescovi egiziani. 11 Papa vi lesse la
solenne mentila a' suoi calunniatori. Il lettera di essi, e l'altra di 75 vescovi pure
6.° nel 3 1 3, il I .° che fu adunato nel Pa- di Egitto a favore del santo. Il concilio
lazzo Laleranense, donato da Costanti- giudicò, che fosse contro le regole l'aderi-
no Magno alla romana chiesa per abita- re agli orientali. Ili 2. "nel 358, in cui Pa-
zione de'Papi. Lo celebrò Papa s. Mei- pa s. Felice II alla testa di 4^ vescovi

chiade in domo Faust ne contro Donati- i condannò Ursacio e Valente, e l'impera-


S.**
sti^ e fu perciò il i .°di Laterano: con indi- tore Costanzo come eretici ariani, il 1

ca re quest'articolo intendo dichiarai'e che del 364 o 366 di Papa s. Liberio torna-
in esso descrissi i seguenti omonimi conci- to dall'esilio, in cui furono ricevuti i de-
fj^ìiéU Chiesa de' ss. Martino e Sil-
lii. Il putati del concilio diLampsaco, ed Ma- i

vestro a' Montiy in Therniis Trajani, nel cedoniani presentarono uno scritto, nel
324,di Papas.iS'z/i^e^^ro /,con 284 vescovi quale ricevevano e approvavano pura-
e tutto il clero romano, per rendere gra- mente e semplicemente la fede di Nicea.
zie a Dio dell'acquisto che avea fatto il Il Papa scrissea questi ravveduti una let-

cristianesimo dell'imperatore Costanti- tera, che fissò in seguilo la credenza del-


'
no, che v'intervenne colla madre s. Ele- le chiese d'oriente, e pose un termine alla
na, e Calfurnio prefetto di Roma, altro disputa sulla ss. Trinità. Il 14.° nel 367
convertito alla fede: in questo concilio i di Papa s. Daniaso /, con 44 ^^^^^^'j ^^'

sacerdoti col resto del clero stettero in pra un'accusa di Alterio, fetta da'scisma-

piedi dietro a'vescovi. Vi fu trattalo del- tici contro quel Pontefice. Si crede che
io stabilimento della disciplina ecclesia- vi fossero condannati Paternianie Ve- i

stica, della difesa della Chiesa contro i nustiani. Il 1 5..° nel 369 di s. Daniaso /,
suoi nemici eretici, e de'preparalivi pel 00093 vescovi, contro gli ariani e per co-
promulgato i.** concilio generale di Ni- noscere gli autori ed i capi dell'eresia.
cea. L'è." nel 325 o 326 di s. Silvestro Si confermò la fede di Nicea, dichiaran-
/ nella suddetta chiesa zVi Therniìs Tra- dosi nullo l'operato nel concilio di Ri-'
jani,con l'intervento di 275 vescovi, per W2mi e riprovato. UrsacioeValente vi fu-
confermarci santi canoni del concilio Ni- rono scomunicati co'loro aderenti, insie-
ceno, la condanna d'Ario ed il simbolo me ad Ausenzio astutissimo seminatore
della fede, llg.^nel 387 \n Laleranó dì dell'arianesimo nella diocesi di Milano in
Papa s. Giulio /, con 5o vescovi, in. cui cui erasi intruso. Il concilio scrisse una
pienamente giustificò s./^/tìt«fifi/o patriar- lettera a lutti i prelat-i d'Egitto, e questi
ca d* Alessandria in Egitto ^ contro leca- con S.Atanasio risposero al Papa renden-
lunnioseaccuse degli y^rfVz/z/. Egualmen- dogli giazie per aver salvato l'unità del-
te furono dichiarali innocenti Marcello la chiesa cattolica. Inoltre il concilio scris-
d'Ancira,eAsclepa diGaza.ll Papascris- se ai vescovi d' Africa scongiurandoli a
se a nome di tutti una dignitosa lettera conservare l'unità vescovile, e che non
agli orientali Eusehiani^ che ayeano pri- si lasciassero raggirare da'sostenilori del
ma domandato il concilio , e clie in se- concilio di Rimini , con pregiudizio del
guito ricusarono di assistervi, esorlandoli Niceno. Ih 6.° nel 372 di %.DamasOyd\^i
a cambiar condotta. Hi o.°nel 348 o 349 alcuni dicono essere il precedente , altri
ROM ROM 89
che in questo fu anatemalizzalo Ausen- di il concìlio dichiarò, che quelli i quali
zio, e vi si trattò della consustanzialilà non seguissero questa fede sarebbero de-
dello Spinto santo. Il 17.° nei 374'di s. posti.11 Papa ne dettò decreti e furono i

Damaso I contro gli Àpollinaristi^ dei mandati ai vescovi. Il 28." nel 43idi s.
quali era capo Apollinare vescovo diLao- Celestino /,in principiodi maggio,per co-
dicea. 11 1
8.° nel Z'j5ò\ s. Damaso I, per municare la lettera dell'imperatore Teo-
condannare Lucio, usurpatore della sede dosio II, sulla convocazione del concilio
d'Aleiisandria. Il 19.° nel 3G7 di s. Da- generale d' Efeso. Giunto poi in Roma
maso I con un gran numero di vescovi, liei giorno di Natale il decreto di quel con-

per condannare 1' antipapa OrsicinOj i cilio, che la B. Vergine dovea chiamarsi
una lunga lettera
quali scrissero perciò Madre di Dio, i romani lo riceverono con
agl'imperatori Graziano e Valenliniano tanta gioia e acclamazione, che txW A<'e
II. Il 20." nel 377 di s. Damaso I per Maria si aggiunse Sancta Maria Ma- ;

condannare Marcellianiti e ^\\ Apolli-


i ter Dei ora prò nohis peccalorihusj mine
naristi, scrivendo il Papa una lettera agli et in liora mortis nostrae. Amen. Il 29."

orientali, in cui condannò tutte l'eresie nel 433 di s. Sisto II f con S6 vescovi, e
del tempo. Il 2 i." nel 378 di s. Damaso Sessoriano perchè adunato nella Chiesa
I contro alcuni suoi accusatori e diversi di s. Croce in Gerusalemme, nell'anni-
eretici. Il 22." nel 779 di s. Damaso I versario dell'elezione del Papa, d'ordine
contro diversi altri eretici, e contro gli dell'imperatore Valentiniano 111, che vi
scismatici partigiani d'Orsicino. 11 23.° intervenne col clero e col senato roma-
nel 38o o 382 di s. Damaso Ij con l'in- no. Il Papa si giustificò dalle accuse di
tervento di s. Ambrogio, s. Epifanio di Anicio Basso ex console, di avere abusa-
Salamina o Cipro, e Paolino d'Antiochia to d'una sagra vergine, nel modo narra-
riconosciuto dagli orientali. II 24.*' "el to nel voUXXXI, p. 146. 11 calunniatore
386 di Papa s. Sìricio nella basilica Va- fu condannato, a cui per umanità della
ticana (voi. XII, p. 245), per diversi re- Chiesa in morte gli si permise ricevere il

golamenti sulla disciplina ecclesiastica ,


s. Viatico. L'imperatore colla madre Pla-
venendo esclusi dall'ammettersi nei clero cidia sdegnatissimi contro Basso, lo pro-
quelli che avessero esercitato cariche in scrissero, e confiscandogli i beni li dona-
corteo negli eserciti, e principalmente pel rono alla chiesa. Dopo 3 mesi Basso morì,
celibato de'preti e de'diaconi si fecero ca- ed il Papa colle sue mani unse il suo cor-
noni. Il 25.°nel 390 di Papa s.Siricio con- po con aromati, lo coprì cum linteami'
tro l'eresiarca Gioviniano, ri quale inse- nibitSj recondensqiie sepelivit ad b. Pe-
gnava che i battezzati con fede non pos- tritm npostolum in cuhiculuni parenUun
sono essere vinti dal demonio, che le ver- eius. Inoltre nel concilio il Papa rice-
gininon hanno più merito che le vedove, vè la nuova della pace tra s. Cirillo e
negando la virginità della Madonna. Il gli. orientali. Convien dire, oche le pri-
26° nel 400 di Papa s. Anastasio Iy \\\ me sessioni furono tenute in s. Pietro, ov-
cui fu determinato, che agli, ecclesiasti- vero che ivi s. Sisto IH celebrò altro con-
ci e vescovi Donatisti non sarebbe con- cilio,per quanto notai nel voi. XII, p,
servato il grado, ritornando alla chiesa 24^- Il 3o.° nel 444 ^^ ^' ^one 1 contro
cattolica. 11 27." nei 43o a'i5 agosto di iManichei. Il 3i.** nel 445* di s. Leone
Papa s. Celestino 1 ^ per condannare i /, che reintegrò della sede di Besancon
Nesloriani j dichiarandosi ortodosse le Celidonio, deponendo d'Arles s. Ilario
lettere di s. Cirillo; il Papa in un lun- che aveva spogliato del vescovato, il
lo
go discorso dimostrò, che la Beata Ver» quale dimostrando la sua innocenza ven-
gine era veramente Madre di Dio, quin» ne ripristinato. H 32. "nel 44? ^^ ^' ^^^'
90 ROM ROM
ile /, in <:ui fu proibito a' vescovi di Si- gli altri del vicarialo di Roma. II Papa
cilia d'alienare i fondi di loro chiese, sen.- disse, che* il suo carattere di i.° vescovo
za H consenso de'colleghi. li 33.°nel 449 l'obbligava a prender più cura della di-
dis. Leone I, cui assisterono molti vesco- sciplina della Chiesa d'alcun altro, altri-
vi, per rappresentale lutto V occidente, mciKi sarebbe stato tanto più reo, quan-
e vi furono condannale le decisioni del to maggiore era la sua dignità. Indi si
Conciliabolo d' Efeso. Il 34-° nel 4^0 di fecero canoni su diversi punti di discipli-
s. Leone 7, a*2 2 febbraio festa della cat- na ecclesiastica. Il Papa favori la causa
tedra di s. Pietro in Antiochia, alla testa di Silvano vescovo di Calahorra, contro
d'un gran numerodi vescovi d'Italia. Cou le querele d'Ascanio di Tarragona fatte
essi il Papa andò nella basilica a trovare in quel concilio. 11 39.° del 4^4 verso la

l'imperatore ValentinianoIH, e le .impe- fine di luglio^ di s. Felice 777nella ba-


ratrici Gglla Placidia e Eudossia, madre silica Vaticana, come la maggior parte di
e moglie, pregando con lagrime e scon- tutti i precedenti, e vi assisterono 77 ve-
giurando per l'apostolo s. Pietro, ch'era- scovi. Vi furono deposti," scomunicali e
i>o andati a venerare per la propria sa- comunione de'misteri Vitale
privati della
lute e per quella di Teodosio II impera- e Miseno legati del Papa a Costantino-
tore d'oriente, di scrivere a quel princi- poli, per aver comunicato cogli eretici,
pe e impegnarlo a rimediare a tuttociò e specialmente con Acacio patriarca di
ch'era stato fatto contro l'ordine in E- quella città, che avea impegnato l'impe-
feso, ed a fare riunire un concilio gene- ratore Zenone di pubblicare l'eretico ^-
rale; aggiungendo ch'era questo l'unico noticoy e con esso Pietro Follone falso ve-
rimedio pe'mali che soffriva la Chiesa. 11 scovo d'Antiochia : la formola della de-
Papa ottenne la grazia domandata. 1135.** posizione d' Acacio si può vedere a Sco-
nel 4^1 di s. Leone Ij in cui furono ap- munica. II 4o." del 485'dis. Felice III
provate le decisioni del concilio genera- nella basilica Vaticana con 70 vescovi. Vi
le di Calcedonia, e fu stabilito, che ai fu confermata la condanna d' Acacio, e di
fanciulli riscattati dalla schiavitù sia da- Fullone eretico, non che di Pietro Mon-
to il battesimo, nel dubbio che non l'ab- go vescovo Alessandrino, ambedue £"«-
biano avuto, ed agli eretici non si reite- tichiani.W concilio indirizzò lerisoluzioni
rasse. Il 36.** nel 4^8 di s. Leone 7, per con lettera agli abbati e preti di Costanti-
sciogliere diverse difficoltà, dopo le tre- nopoli per l'esecuzione, e fece in essa la sua
mende scorrerie degli unni e saccheggi professione di fede. In questo tempo la

commessi. Il Leone I^
37.° nel 4^1 di s. Chiesa era lacerata da deplorabile scisma;
in favore di Ermez ch'erasi impadronito r occidente non voleva comunicare eoa
della chiesa di Narbona, pel bene della l'oriente, qualora non si anatematizzas-
pace, ma a patto che non potesse ordi- sero Nestorio,Eutiche e Dioscoro, ma più
nar vescovi, autorità che fu trasferita a di tutti Acacio eMongo: l'Egitto e la Li-

quello d' Usez finche vivesse l' altro. Si bia facevano un corpo di comunione a
dispose ancora, che i vescovi delle Gallie parte con Palladio d'Antiochia. Di tutto
terrebbero ogni anno un conciliò nelle furono cagione gl'intrighi d' Acacio, e la
Provincie, e che non uscirebbero dalla lo- leggerezzadi Zenone.I14'«"'3el487o488
ro, senza lettere del metropolitano, e in di s. Felice III, con ^o vescovi e 76 sa-
caso di riluto del vescovo d'Arles. Il 38.° cerdoti, nella basilica di Costantino, in
nel 465 di Papa s. Ilaro^ a* 1 7 novembre marzo. Fu letta la bella lettera del Pa-
anniversario di sua consagrazione, com- pa, contro quelli che aveano abbando-
posto di 48 vescovi eh' eransi recati in nato la fede nella persecuzione d'Africa
iloma per tal festa, fra'quali due francesi, di re Unnerico , e la riconciliazione coi
ROM ROM 9f
caduti. Quella lellera diretta a tulli i ve- leggere Lorenzo che onninamente vole-
scovi, éun monumento prezioso sulla pe- va Papa, subornò alcuni testimoni falsi,
nitenza, dalla quale si .apprende che la accusando s. Simmaco di adulterio, per
chiesa romana conservava tutto il rigore cuinacquero gravi sedizioni tra'due par-
della disciplina, trattando i peccatori con Riferite a re Teodorico le tragedie
titi.

forza e insieme con dolcezza. Il 4*2.° nel che succedevano in Roma, sebbene avea
494 o 49^ Ji s. Gelasio /, con 4^ o 70 riconosciuto s. Simmaco contro l'ambi-
vescovi e 58 preti. Ammise al perdono'e zioso Lorenzo, pensò a convocare Un con-
alla comunione Miseno legalo prevarica- cilio per' sedarle; ma siccome i vescovi
tore a CoslcUitinopoli ; il collega Vitale ch'erano appresso di non lui gli dissero
era morto. Altri , di questo concilio ne potersiadunare senza il consenso del Pa-
fannodue, nel 2.° riportandola dichiara- pa, perciò egli mostrò le sue lettere che
zione sui veri Libri santi, e che come tali anzi lo desiderava. Il concilio pertanto eb-
dovessero venerarsi i
4 concilii generali, be luogo nella Chiesa di s. Croce in Ge-
li Papa fece questa distinzione sulla po- rusalemme nel propinquo palazzo Ses-
tenza ecclesiastica e secolare. « L'impe- soriano. Ma la turba degli emuli e fazio-
ratore non ha il titolo di Pontefice, né il si avendo impedito che il Papa vi si re-

Pontefice l'autorità reale. Dio ha sepa- casse, anzi costretto a fuggu-e, i vescovi
rato le funzioni dell'una e dell'altra po- non potendo determinar nulla , il conci-
destà, affmchè gl'imperatori cristiani a- lio si sciolse. .3everano e Lénglet affer-
vesséro bisogno del Pontefice per la vita mano che si tenesse nella basilica Giulia
eterna; e i Pontefici si accomodassero alle nel Laterano: altri che la i." sessione sì

«lisposizioni degl' imperatori per le cose celebrò nella chiesa di s. Maria in Tras-
teu»porali ". 43.° nel
^' ^^P^ ^*
Il
499 tevere. Altri il termine del concijio l'an-
Simmaco nel t.^marzo, con
72 vescovi e ticipano o posticipano d'un anno; que-
67 preti, sul|-£'/ezio/2e del Papn^ perciò ste date contradditorie sono di angustia
ne parlai a quell'articolo o voi. XXI, p. pegli scrittori. Dice Besozzi, Storia della,
200 e seg.,' per togliere gli. abusi che vi basilica di s. Croce in Gerusalemme Scs-
si commettevano, mediante le brighe dei soriana, che* non essendosi perciò potuto
vescovi e tumulti popolari, avendone
i in questo* concilio Sessoriano esamiihare
dato motivo l'intrusione dell' antipapa la causa di s. Simmaco, cui spettava se-
Lorenzo. Il 44-° "^1 5oo di s. Simmaco condo la dichiarazione di Teodorico , il

che conferì a Lorenzo, per possibilmente quale vi si sarebbe sotloraesso tuttoché


quietarlo, il vescovato diNocera, il quale ariano, benché ne risidlasse la pace tra
si sottoscrisse al concilio. II 45.° nel 5o r il popolo romano, nel 5o3 si celebrò un
di s. SimmacOj che vi abolì la legge di altro concilio dello Palmare, in Porlicu
Odoacre re degli eruli, che proibiva l'e- P^/////tìfr/V7,dal luogo presso S.Pietro chia-
lezione del Papa, senza il conseu'so dt-'ie mato Palma, nel quale quanto agli uo-
d'Italia, e vi si fecero decreti per impedire mini fu assoluto e purgato s. Simmaco
l'alienazione de'beni di chiesa. Altri di- (con qualche diversità lo riportai nel voi.
conoche nello slesso annoaltrosenecele- Xll, p. 245), rimettendo padri del con-
i

brassepresiedutodà Pietro vescovo d'Ai- cilio la causa a- Dio (cioè essendosi il Pa-
tino, mandato da Teodorico per visitato- pa sottoposto spontaneamente al giudizio
re, onde terminare le contestazioni tra s. concordemente dichia-
de' vescovi, questi
Simmaco e Lorenzo, che unendosi a'sci- rala la sua innocenza, protestarono: Che
smatici sturbò le cose della Chiesa. 1146.° il i^escovo della Romana sede non deve
nel5o2 di s. Simmaco coni 25 vescovi. soggiacere alfcsanie de^vescovi minori)^
Non cessando il senatore Feslo di pro- e si sottoscnssero con queste parole.... N.
92 ROM ROM
iV. huìc statuto nostroj in quo totani cau- 591 di s. Gregorio /, il quale vi compilò
satJì Dei judicio commissus, subscripsì. la celebre lettera sinodale ai patriarchi
Dal qual senlimenlo de* padri Ennodlo d'oriente, dichiarando doversi venerare
-vescovo di Pavia che ne fece l'apologia, i 4 coneilii generali come vangeli, e di-
cavò quel suo celebre detto: Aliorum for- mostrando lo stesso rispettò pel 5.**, con-
te homlnum causas Deus voluerit per hO' tro i vescovi d' Istria difensori de' Tre
mines terminare ^ Sedis istius Praesuleni Capitoli, che perciò lo rifiutavano. Il 53."
suo sine quaestione reservavit arbitrio, nel 595 di s. Gregorio I, con ni vescovi,
JVel concilio venne pure annullata l'ordi- molti preti assisi come i vescovi, e dia-
nanza fatta nel 483 da Basilio prefetto del coni che restarono in piedi, in cui furo-
pretorio, in cui pretese proibire la consa- no approvati 6 canoni di disciplina, ed
grazione del vescovo di Homa, senza pre- assòltoGiovanni pretedi Calcedonia, che
vioavvisodatone al principe o al prefetto avea appellato al Papa dalla ingiusta con-
tieJ pretorio. Aggiungono quelli che an- danna di Giovanni patriarca di Costan-
ticipano questo concili(),che nel 5o3nefa tinopoli. 1 deputati di questo restarono
tenuto altro relativamente allo scritto dei iti piedi. Vi fu eletto l'arcivescovo di Ra-
scismatici contro // Sinodo dell' assolu- venna. Il 54° nel 600 di s. Gregorio I
zione, che perciò Ennodio presentò la ri- condanna dell'imposto-
in ottobre per la
sposta col suo Libro apologetico. Il ^'j° reAndrea greco. Si permise fare testa-
nel ,5o4 di s. Simmaco, composto di 80 mento a Probo abbate di s. Andrea di
vescovi, di 37 preti e 4 diaconi. Vi si fece Roma. Il SS.'' nel 60 1 di s. Gregorio /,
un decreto contro gli usurpatori de'beni a'5 aprile, con 20 vescovi, contro gli u-
della chiesa, scomunicati coraeeretici ma- surpatori de'beni de'monaci,cui fu proi-
non li restituivanp.il 48. "e 49'**
nifesti se bito ordinarli senza il consenso dell'ab-
nel 53o 53! a' 12 novembre o 17 di- bate. I156."nel6o7di Bonifacio /f/,coa
cembre di s. Bonifacio IJ, con 4 vescovi, 72 vescovi, 34 preti, molli diaconi e tut-
4o preti e 4 diaconi, per Stefano di La- to il clero, suW Elezione del Papa e dei
rissa metropolitano di Tessaglia, che de- l'^escovtjóa trattarsi 3 giorni dopo la lo-
posto da Epifanio di Costantinopoli avea ro morte : fu tenuto in Vaticano, come
appellalo al Papa. Di due coneilii alcuni ricordai nel voi. XII, p. 246. Il 57.° nel
ne fecero uno, poiché in esso. s. Bonifa- 6 1 o di Bonifacio If^, a'27 febbraio, in
s.

cio II si elesse [)ev Successo re \\^i\ìo,a\i' favore Ae Monaci. Il 58.° nel 64o di Se-
lorizzato a ciò da'padri. Pentito poi coi verino contro VEctesi. Il 59.° nel 64 1 di
padri di aver violato i sagri canoni, in al- Giovanni IV per la condanna. dell' E-
tro concilio fu annullato e bruciato il de- ctesi e de' Monoteliti. Il 60." nel &4^ d*
ci'eto.Che i due concili! furono tenuti nel Teodoro /, che condannò e depose Pao-
Vaticano, lo descrissi nel voi. XII p.245. ,
lo patriarca di Costantinopoli e Pirro mo-
Il 5o.° nel 534 di Giovanni II, in cui
s. noteliti , sottoscrivendo la sentenza con
fu approvata la proposizione Unus de : Penna mimia nel prezioso sangue di Ge-
Triuitate passus est carne'. I Monaci a- sù Cristo, in un calice mescolato con in-
cemetiche l'impugnavano furono minac- chiostro. Il 6 1
." nel 649 di s. Martino I
ciati di anatema se non desistevano dal nella basilica di Laterano, c\\\ama\.o Ec-
condannarla. Il 5i.°nel 590 di s. Gre- cellentissimo. Il 62.° nel 667 di s. Vita-
gorio I, ove fu invitatq Severo patriar- liano, che assòlsq Giovanni vescovo di
ca di Grado, per difendersi contro l'im- Lappa, eh' erasi appellato contro la de-
putazione di aver sottoscritto Tre Ca- i posizione ingiusta del metropolitano, dal
pitoli:probabilmente in Vaticano per Papa ripreso qual violatóre de' canoni.
quanto notai nel luogo citato. Ìl 52.° nel li 63." nel 679 di s. Agatone'm ottobre,
e

Il OM 93
con 1 15 vescovi, in cui s. Vilfrido arci- Stefano III, nella basilica di Laterano.
vescovo di York cacciato dal re Egfrido 11 72.° nel
799 di s. Leone III, in La
e da Teodoro arcivescovo di Cantorbery, terano. 11 73.° neirSoo dì s. Leone III
fu assolto e restituito alla sede. Il 64.°nel in presenza di Carlo Magno, e composto
680 di s. Agatone a' 27 marzo, con 5o della gerarchia ecclesiastica e di tutta la
vescovi, altri dicono i25, ed 5o li at-
i nobiltà romana e francese, per procedere
tribuiscono al precedente concilio : vi fu- all'esame delleaccuse contro il Papa, che
rono condannali i monoteliti, ed eletti i si purgò al modo detto nella biografia.
legati pel concilio generale di Costanti- Che questo e altro concilio sono Vatica-
nopoli. Il 65.°nel7o3 o 7o4<li Giovan- ni lo dissi nel suddetto luogo. 11 74.° nel-
ni VI. In 4
mesi e 70 congregazioni, si l'8 1 6 di Strfano IF dello V, perchè l'è-
esaminarono ponderatamente le querele lezione del Papa fosse falla dai vescovi e
del condannato s. Vilfrido, ed i deputati dal clero , in presenza del popolo e del
dell'arcivescovo di Cantorbery; il i.° vi senato, e la consagrazione innanzi ai de-
restò pienamente giustificalo, e dal Pa- putati imperiali : alcuni credono apocri-
pa rimandato alla sua chiesa, con lettere fo questo canone. 11 75.° neir823 di s.

per Etelredo re di Mercia e Alfredo re Pasfjuale /,con 34 vescovi, in cui si pur-


di Nortumbria, che loieintegrarono. II gò dall'accusa di aver fatto cavare gli oc-
GG.'' nel 72 idi s. Gregorio //, a'5 apri- chi al Primicerio Teodoro e al Nonien'
le. Vi si feceroi7 canoni che nella mag- datore Leone. Il 76.° neir826 di Euge-
gior parte risguardarono i Matrimoni il- nio II in Faticano, con 62 vescovi, la
legittimi con donne consagrate a Dio, maggior parte delle provincie soggette ai
con quelle chiamate Diaconesse o Presbi- francesi, molli preti, diaconi e altri chie-
tenesse. Questo Papa tenne altro concilio rici, per la riforma del clero, e per l'isti-

per la gravissima causa degV Iconoclasti, tuzione de'seminari. Il 77.° neir848 di


dell'empio imperatore Leone 111. Il 6'/.° s. Leone IV, il quale dichiarò ai vescovi
nel73 di s. Gregorio III^ contro matri-
I i brettoni, che il vescovo non deve ricever
moni illeciti, e il prete Giorgio per non nulla per conferire gli ordini, sotto penn

aver presentato in Costantinopoli le let- di deposizione quanto al passato nulla


:

tere all' imperatore, affinchè cessasse di disse, e li licenziò con savi avvertimenti.
far guerra alle sante Immagini : fu as- Il 78.° nell'853 di s. Zeowe //^,conG3

solto e rinviato, ma i greci l'imprigiona- vescovi per confermare quello d' Euge-
rono in Sicilia. Alcuni dicono questo con- nio II, ed in cui depose e scomunicò A-
ciliotenuto in Vaticano, altri nel Late- naslasio cardinale prete di s. Marcello,
rano. Il ^^.° nel 782 di s. Gregorio III, per avere abbandonato il titolo per 5 an-
congS Furono con-
vescovi,inZ«/er/7«o. ni:che fu Valicano lo notai nel voi. XII,
dannati dispregiatori delle sagi e imma-
i p. 24G. 11 79.° neirSGi di s. Nicolo I,
gini, privati del corpo e sangue di Gesù descritto in tale luogo, ed a Laterano,
Cristo, e separati dalla comunione de'fe- ove pel freddo fu trasferito. L' 80.° nel-
deli. Il 69.° nel 7 43 di s. Zaccaria \f\La- r8G2 di s. Nicolai, per l'eresia de'Zc-o-
ter ano. Il 70.** nel 745 di s. Zaccaria, paschiti. VSi." neir8G4 di s. Nicolò I
a'25 ottobre, con 7 vescovi, 17 preti e il in Laterano. L'82.*' pure neir8G4 di s.

clero romano, In Laterano. Vi furono de- Nicolò /in Laterano. Di altri concilii di
posti dal sacerdozio. A delberlo e Clemen- s. Nicolò I feci ricordo nella biografia.
te, non che condannali al fuoco gli scrit- L'83.° neir8G8 di Adriano II in Late-
ti del I ."* Nel voi. XII, p.
249 parlai d'al- rano. L'84.' {)ure nell'8G8 di Adriano
tro concilio di s. Zaccaria e di Adriano II m Valicano, per la condanna degli er-
I, ambedue Vaticani. Il 71.° nel 769 di rori del memoralo Anastasio divenuto
94 ROM ROM
antipapa. Inalilo Adriano II scomunicò suoi giuramenti, vieppiù abusando di sua
per la 3/ volta l'arrogante Fozio di Co- potenza e per assicurarla in Italia, pre-

stantinopoli. L'85.° nell'Bys di Giovan- tese di rendere las. Sededipendente dal-


ni FUI i in cui assolvette Lodovico II la terrena e fugace autorità imperiale.
dal giuramento che gli a vea. fa Ito fare A- Pertanto co' vescovi italiani , lorenesi e
dalgiso duca di Benevento. L'86.° nel- sassoni fece adunare un altro conciliabo-
l'875 di Giovanili FUI, in cui si con- lo nella basilica Lateranense dal pseudò
venne l'elezione dell'imperatore Carlo il Leone Vili, il quale indegnamente ligio
Calvo.L'87.°neli;876diGwi;^/i/2/:/^Y//, all'imperatore che l'aveadi prepotenza
per citare Fprmoso vescovo di Porto a fatto intrudere nel pontificato , fece un
venire innanzi a lui. L'BS." nell'Syy di mostruoso decreto (di cui anche nel voi.
Giovanni FUI, per la conferma di Car- XXI, p. 20.7), pel quale tutto il clero e il

loil Calvo, L'Sg." neir878 di Giovanni popolo romano fu costretto giurare, di ac-
FUI, in cui scomunicò Lamberto duca cordare all'imperatore Ottone I ed a co-
di Spoleto, peidanni recati a'romani, e loro che nel regno d'Italia lo succederan-
per quelli che minacciava. Il go.° nel- no, ovvero la facoltà di eleggersi un suc-
r879 di Giovanni /^'7// nel i .° maggio, cessore pel regno d'Italia, il diritto per-
per trattare dell'elezione dell'imperatore, petuo di nominarje il vicario di Gesù Cri-
essendoneincapaceCarlomanno re di Ba- sto, e di conferire {'Investitura ecclesia-
viera, per malferma salute. Il gi.^nel- stica agli arcivescovi , ai vescovi e altri
r879,e il 92.° neir88 ,ambedue in Va- 1 dimodoché, ne il patrizio di Pio-
prelati;
ticano, perciò nel voi. XII, p. 246. II93.*' ma, ne vescovi, ne il Papa si potessero
i

»eir898 di Teodoro II, che restituì agli reputare legittimi nella loro autorità, fin-
ordini sagri deposti da ó>/?//zo FU. 11
i ché non avessero .ottenuto la conferma
94.° neir898 di G/o«'rt«rti //V in presen- imperiale;e tutto questo sotto commina-
za deirimperatoreLambertOjConferiuan- toria di scomunica, di confisca,di perpetuo
sua elezione, ed in cui si riprovò
*losi la esilio e di morte. Alcuni opinano, che l'o-

l'operatoda Stefano VII conlroPapaFor- perato in questo conciliabolo debba ripor-


moso, si ristabilì la memoria di questo, tarsi a quello del 964, di cui parlerò poi.
vennero reintegrati deposti dal primo
i : Siffatto decreto, siccome quello che pro-
fu condannalo Sergio co' suoi aderènti cedeva contro le fondamentali costituzio-
ch'erasi intruso nell'elezione di Giovanni ni di s. Chiesa, e proveniva da un intru-
IX. 11 95.° nel 900 di Benccìetlq IF'm so o per meglio dire da un antipapa, di
Laterano. Il 96." nel 949 di Agapito II sua natura era nullo. Però gli uomini ven-
in Valicano, come dissi nel voi. Xll, p. duti ai grandi e gli adultalori, che mai
246,conrermando il concilio d'Ingelheini, mancano ove siavi speranza di
di affollarsi
per l'arcivescovo, di Reims. Nel 963 il mercede, pretesero che risiedesse nel so-
Conciliabolo Romano che adunalo dal- vrano il diritto di deporre il sommoPon-
rimperalore Ottone I in s. Pietro, sacri- tefice,fra i quali Sigebertosatellite d'En-
legamente depose Giovanni XII, per e- rico IV, facendo risalire questo preleso e
leggere l'antipapa Leone FUI. In que- sognato privilegio sino a Carlo Magno, so-
sta esecrabile adunanza vi furono gli ar- stenendo che Adriano I in un concilio di
civescovi di Ravenna, Milano e Brema, 3 53 vescovi glielo avesse concesso (della
vescovi tedeschi e altri di diverse parti falsità del decreto dell' antipapa Leone
d'Italia, i3 cardinali preti, 3 cardinali Vili e di Adriano 1, parlai nel voi. XXF,
diaconi, molti altri chierici , con alcuni p. 208). Ma la storia non ci ha lasciato
laici de' più nobili, e tulta la milizia di il menomo vestigio di luttociò; che anzi
Roma. Quindi l'imperatore, ad onta dei si leggono ne' Capitolari di Carlo Magno
RO M R OM 95
queste memorabili parole : Sacroritm ca- vulo giurare di non eleggere più Papa
iiowim non ignari y assensunt ordini ec- senza l'assenso dell'impei atore,dopo aver
clesiastico praebiiinms ut scilicel episcopi caccialo a'2 5 fehbraio964 l'antipapaLeo-
nertleclioneni clericorum etpopidi secun- ne Vili. Laonde GiovanniXIInel dise-
diun Statuta Canonum de propria dice- guenlecelebròinValicano ilconciliogy.**,
cesij personarum eimiineruni acceptione, in cui condannò Ottone I, l'antipapa ed

ob vitae meritiim et sapi entiae domini eli- isuoi ordinatori, vietando ai laici l'iiigres-

ganturj ut exemplo et verbo sibi subiectis sonel presbiterio quando si celebra la mes-
usquequaque prodesse valeant. L'insulso sa : per comune giudizio fu chiamata l'a-
decreto del falso Leone Vili fu ben tosto dunanza dell'antipapa, Prostibulunifa-
una fonte inesauribile di mali per la Chie- vens rtc?«//erz5jdovehdosi Leone Vili di-
sa, e cagionò scandali e scismi fierissimi in •
come colui che avea occupa-
re adultero,
Roma e per tutta la cristianità, quali di romana chiesa sposa d'altrui. Essen-
ta la

sopra brevemente accennai. Enrico li, ve- do morto a' 4 maggio, a' 9 gli successe
1 F

dendo gravi disordini che n'erano natij


i Benedetto V, senza l'imperiai consenso,
l'abolì nel ioi4e rese ai romani l'antica perchè i romani considerarono il giura-
libertà di eleggersi il successore di s. Pie- mento contrario imposto dalla prepoten-
tro, a patto però, che conforme il dispo- za. Però l'adirato Ottone I corse aRoma^
sto da Eugenio 11, dovessero commissa- i la cinse coll'esercito, la vinse colla fame,
ri imperiali assistere ai comizii e alle ce- portò seco prigione il legittimo Papa, ed
remonie della consagrazione. Nondimeno il pseudo Leone Vili rientrato in città, ai

gl'imperatori (come toccai eziandio nel 2 3 giugno nel Conciliabolo Romano osò
voi. XXI, p. 208) non si vollero facilmente deporre Benedetto V, che alcuni scritto-
spogliared'undirittocbe una volta si era- ri deprimenti la dignità pontificia, dipin-

no usurpalo.Per cuiCorrado 11 violò i tra.t* Leone


sero vile sino a gittarsi a'piedi di
tati di Enrico II e fece un traffico scanda- Vili, come tenendo d'aver peccato ed ,

loso della s. Sede, collocandovi nuovamen- essere stato un usurpatore della s. Sede;
te , come narrai ,
per un ragguardevole per cui fu lasciato nell'ordine de'diacoi»i,
valsente di denaro il fanciullo Benedetto ma mandato in esilio. Iddio per altro ben
IX; Enrico III, sebbene risoluto di
indi manifestò se ^e/zecTeZ/o )^era vero Papa, e
porre un termine a tanti scandali, fu ri- lo dissi a tale articolo e ad y^/7iZ>Mrg^o do-
troso a rinunciare del tutto alle sover- ve fu trasportato. 11
98. "concilio del967
chianti usurpazioni d' Ottone I e succes- di Giovanni XIII, in presenza d'Ottone
sori, tenne un contegno di supremazia ri- I, confermò il titolo di metropoli di tut-
suscitandone le pretese, che il suo figlio ta la Venezia alla metropoli di Grado. Il
Enrico IV volle sostenere ne'modi i più 99.° nel declinare del 967 di Giovanni
biasimevoli, ma trovò uns. Gregorio VII XT//, cui intervennero Ottone I e Ottone
che liberò la Chiesa dalla ferrea schiavitù, II. Il 100.° nel 968 di Giovanni XIII

e perciò anche lui segno alle impudenti ratificò l'erezione di Magdeburgo in ar-
menzogne de' sostenitori di pretensioni civescovato, llior.^nel 969a'26 maggio
prive di fondamento, di ragione e di ve- in Vaticano, di Giovanni XI II, eresse Be-
rità, i quali poi furono ciecamente seguili nevento in metropoli. Il 102.° 0^97 di i

da qualche savio scrittore, perchè il ma- Giovanni XIII coui^vmo(\i\Q\\o di Lon-


lesi crede più facilmente che il bene. Ora dra, e lo stabilimento de'monaci nell'ab-
faccio ritorno al Papa Giovanni XII. Que- bazia di Mouson, in vece de' canonici. Il

iniquamente. degradalo, con deposizio-


sti 10 3.° nel 975 di Benedetto I^II in Va-
nedi niun vigore, fi>richiamato dagli sles- ticano, scomunicò l'antipapa Bonifacio
si romani che violentemente aveano do- VII che avea usuipata la sede,e scomuni-
1

96 ROM ROM
co simoniaci: alcuni credono che ciò se-
i e Teslirp^zione della simonia che domi-
guisse in diversi concili!. II 1 04.° nel 989 nava tutto l'occidente. Ili 16.° nel 1049
di Giovanni XVI, per richiamare s.. A- di s.. Leone /A, dopo la domenica 'n\AÌ-

dalberto ai vescovato di Praga, dal mona* bis a'26 marzo, composto di vescovi ita-
siero in cui erasi ritirato. II i o5.° nel 998 liani e francesi, e vi fu determinato che

di Giovanni XVI in Laterano, per cele- quelli che sarebbero stati ordinali dai si-
brare lai." solenne canonizzazione; edove moniaci, potevano esercitare le funzioni
forse fu annullata la deposizione d'Arnol- dopo 4o giorni di penitenza, secondo il
do di ReiniSy e l'ordinazione di Gerber- decretato di Clemente II; ma avendo ciò
to. llioG.^nel 996 di G/^gorz'o/^ in Va- prodotto grave tumulto, il Papa condan-
ticano, in presenza d' Ottone III, per Io nò simoniaci. Ili 17.° neh o5o in apri-
i

scioglimento del matrimonio di Roberto le, di s. Leone IX, in Laterano. Ili 18.**

li re di /^/Yzwr/flf con Berla: alcuniaggiun- nel io5i dopo Pasqua, di s. Leone IX,
gono l'istituzione ùe^W EleUori deh. Ro- depose Gregorio vescovo di Vercelli a-
mano Iniptro. Ili 07." nel 1 00 i di Silve- dullero, che avendo promesso soddisfa-
stro I//ìi\ presenza d'Ottone III, con 17 zione fu reintegrato; e fece un nuovo de*
vescovi d'Italia e 3 tedeschi, in cui fucon- crelo sul Celibato, contro gl'incontinen-
fermato a s. Bernardo vescovo d'Iiilde- ti, condannandosi simoniaci. Il 1 19.° nel
i

sheim il possesso del monastero di Gan- io53


di s. Leone IX, in quaresima o do-
desheim, dandogli il Papa l'in vestitura col po Pasqua, in favore di Domenico patriar-
bastone pastorale. Il 108.° nel 1002 a'3 ca di Grado, la cui chiesa sarebbe metro-
dicembre, ò'i Silvestro II, a motivo del- poli delle provinole di Venezia e d'Istria.
l'abbate di Perugia esente, cui il vescovo II 120.° nel 1057 di Vittore // a'i8 a-

fu obbligato riconoscere. II 1 09." nel 1 007 prile, da alcuni chiamato generale vi fu :

di Giovanni XIX in Valicano per la con- scomunicato Guifredodi Narbona per de-
ferma del vescovato di Bamberga. Ili 10.° litto di simonia. Il 121.° nel 1 059 di iV^/-

uel ioi5 o 1016 di Benedetto Vili in cólò II ÌD Laterano 3 contro i difensori


Laterano. Il 111.° nel 1027 di Giovan- de'matrinioni degli ecclesiastici, chiama-
ni A'A', in presenza dell'imperatore Cor- liNicolaitij vedasi pure il voi. XXI, p.
rado II, per le contestazioni fi*a'patriar- 209, 210 e 211 sull'elezione del Papa.
.

chi di Venezia e di Grado, terminate a 1 1 22 ° nel 1 060 o 06 1


1 di Nicolo II, per
fiivore del 2.° Il i 12." nelo38, conci-
i l'uso del pallio all' arcivescovo di York,
lio Italico, in cui il Papa, pare Benedetto e pei privilegi ai re d'Inghilterra, non che
IX, depose Eri berlo arcivescovo di Mila- control simoniaci. Ili 23.° nelio63di A-
no, per avere ricusato dare soddisfazione lessandro II in Laterano. Il 124.° nel
a Corrado II, che avea oltraggialo nella io65 Alessandro II in Laterano. Il
di
conferenza di Salona, III i 3.° nel 1039 o 1 25.° nel 1 070 di Alessandro II, con 72

io4o di Benedetto IXj[tev\a condanna vescovi , venne approvata la fondazione


di Bretislao I duca di Boemia a far co- del monastero di Vissegrado presso Pra-
struire un monasterOjper aver saccheggia- ga, falla dal duca Vralislao II. Il 126.°
lo Gnesna, rapile le reliquie di s. Adal- nel 1072 à\ Alessandro 11:, >« cui fu sco-
berto e portate a Praga. 4-" nelio44 Un municato Goffredo di Castiglione simo-
di Benedetto IX,ìu cui rivocò il reccnle niaco, per aver comprato l'arci vescova-
decreto, col quale avea dichiarato Grada todi Milano. 11127.° nel 1074 di s. Gre-
surtraganea d'Aquileia. Ili i5.° nel 1047 gorio /^7/, nella i.^ settimana di quare-
in gennaio, di Clemente II, in presenza sima, con quasi tulli i vescovi ilaliani,[>er
d'Enrico IH imperatore, sulla preceden- obbligare gli ecclesiastici a vivere secon-
za degli arcivescovi di Ravenna e Milano, do la santità del carattere, coulro la si-
1 1

ROM ROM 97
monia e il concubinato, cui privò di ce- s. Gregorio FU in Laterano, ove per i-

lebrar messa quelli che in esso vivea-


la sbaglio o85 nuovamente
vi è la data i :

no, scomunicando pure Nicola'uij pel i vi scomunicò Enrico IV e l'antipapa Cle-

resto vedasi il vol.XXXII, p. 2 i o. 11 1


28.° mente III, come notai eziandio nel voi.
nel 1075 di s. Gregorio FII m febbraio, XXXII, p. 246.Ili37."nelio89di Ur-
coi vescovi e abbati delle più grandi na- bano II, coni i5 vescovi,in cui conferma-
zioni, in cui condannò le Investiture ec- tosi il trattato in tutti i precedenti con-
clesiastiche , fece le più severe minacce cilii,si condanna d'Enrico IV
rinnovò la

contro l'incontinenza d'alcuni ecclesiasti- e dell'antipapa Clemente III. Il 1 38." nel


ci , e quanto altro dissi nel voi. XXXII, 1099 di Urbano li, nella 3.'' settiaìana
p. 2 126 21 3. 11129." nel 1076 di s.Gre- dopo Pasqua, con 5o vescovi compreso 1

gorio l^//nella i.^ settimana di quare- s. Anselmo arcivescovo di Cantorbery. Si

sima, scomunicò Enrico IV re di Ger-


vi fecero o canoni nella più parte estratti da
i

mania, privò del regno e assolse i sud-


lo quei di Piacenza j furono scomunicati chi
diti dal giuramento di fedeltà , il tutto davano e chi ricevevano l'investiture ec-
provocato dalla sua condotta ; meglio è clesiastiche; fu proibito tuttociò ch'era si-

leggerlo nel voi. 2 19 e 220, XXXII, p. monia, ed ordinato che tutt'i fedeli digiu-
col tenore della terribile sentenza pro- nassero il venerdì pe'loro peccati. Il 139."
nunziata dal Papa. Molti vescovi oltre- nel 1 02 di Pasquale llm marzo nel La-
montani furono sospesi o scomunicati, in- terano, con tu ttii vescovi di Puglia, Cam-
di morirono come può vedersi a p. 222. pania, Sicilia e Toscana, ed i deputati di
Il i3o.°neliÒ78 dis. Gregorio VII, nel- molte chiese al di là de'monti. fi Papa a-
la i.^ settimana di quaresima in Lutera- vendo Enrico IV a recarsi al con-
invitato
no, e fu numerosissimo; vedasi anche il cilio e contro promessa mancato, venne
Mo\. XXXII, p. 234 e 235. 11131." nel poi di nuovo scomunicato con sentenza
1078 in novembre, di s. Gregorio VII^ del Papa nella basilica Lateranense nel
pure di grande importanza, come raccon- giovedì santo. Si anatematizzarono tutte
tai nel voi. XXXII, p. 236. Il 132.** nel l'eresie, e si promise piena ubbidienza ai

1079 ^' ^' ^'^^S^f^'o VII in Laterano: Papa.lli4o."ei4i-*'neli io4e nel ioo5
meglio nel voi. XXXÌI, p. 238. Ili 33." ò\ Pasquale II in Laterano. Il 14^° nel
nel 08.0 di s. Gregorio FIIdo\)o il gen-
1 i iodi Pasquale II di' f marzo in /^^f/errt •
I

naio e la vittoria di Rodolfo su Enrico IV: «0.11 143." nel 1 1 àxPasquale Il'm La- 1

fu di nuovo proibito a'iaici di ricevere o terano. 1 44-° nel 1 1 2 di Pasquale lì in


1 1 1

dare l'investiture ecclesiastiche, e si con- Laterano,\)QV la revoca delle concessein-


fermarono scomuniche contro gli usur-
le veslitureaEnricoV.il 1 45-° nel ni6di
1081 di
patori della Chiesa. Ili 34-° nel Pasquale II Laterano, da alcuni chia- m
s. Gregorio Vllm Laterano : vi scomu- mato universale. Il 146." nel iii'òdÀ Ca-
°
nicò di nuovo Enrico IV e tutti quelli listo II'ìQ Laterano e generale i
."
4? Il 1

del suo partito, confermando la deposi- neh 139 d'Innocenzo II in Laterano e


zione fatta dai suoi legati, degli arcive- generale 2." Il 148." nel 1 144 ^* Lucio
scovi d'Arles e di Narbona. Ili 35." nel Il che vi sottomise alla chiesa di Tours
1083 di s. Gregorio Vll'm Laterano s come a loro metropoli tutte le chiese di
il di più lo riportai nel voi. XXXII , p. Bretagna, tranne Dol finche la governas-
244- Si dichiararono nulle le ordinazio- se Goffredo che resterebbe soggetto alPa-
ni fatte contro i canoni, e si ordinò a've- pae conl'usodel pallio. Il i49°neh 167
sco-vi di fare insegnare le lettere nelle lo- o 1 1 68 di Alessandro III in Laterano.
ro chiese, e che non tollerassero l'incon- Il 1 1 179 di Alessandro III in
5o.° nel
tinenza de'chierici. Ih 36." nel 1084 di Laterano e generale 3." Il 1 5 £ ." nel 11 80
VOL. LIX. 7
1

98 Pi OM il O INI

di Alessandro III in Laterano. Ili 52." servigi e dagli altri soccorsi ch'esigeva la
nel 200 à' Innocenzo III che vi canoniz-
1 corte romana, non furono ascoltati ad on-
zò Cunegonda impeialrìce. Il 153.° nel
s. ta delle loro sollecitazioni. Altro atto non
1210 d* Innocenzo III assemblea di si fece che la condanna delle opere di W^i-
cardinali e vescovi il Papa vi scomuni- : cleffo, piene di errori ereticali. Il i6i.°
cò e depose l'imperatore Ottone IV, as- nel 1 443 tli Eugenio libiti Laterano per ,

solvendo i suoi sudditi dal giuramento. compiere il concilio generale incomincia-


11 1 54° nel 1 2 5 d'Innocenzo III in La- to in Ferrara, e proseguito in Firenze :
terano e generale 4°11 i55.° nel 12 16 delie sessioni tenute in Roma feci paro-
d'Onorio ///in Laterano. Ili 56.° nel la nel voi. XXV, p. 68. Il 162.° neh 444
1227 Gregorio IX \n novembre. Vi
di di Eugenio /Fin Laterano. Ili 63.° nel
scomunica fulminata 3*29 set-
replicò la 1 5 1 da Giulio II, prose-
2, incominciato
tembre contro l'imperatore Federico II, guito e compito da Leone , in Late- X
per non essere partito per la crociata di rano e generale 5.° Ili 64." e ultimo nel
Terra santa,comeavea promesso con giu- 1 725 di Benedetto XIII in Laterano. Ne

ramento. Ili57.° nel 1228 verso il fine trattai ancora ne' luoghi relativi. Vi fu
di quaresima, di Gregorio IXy che rin- stabilita come regola di fede la bolla U-
novò le scomuniche contro Federico II, nigenilus d'\ Clemente XI, contro i Gian*
che non facendone conto nel giugno s'im- senisti.
barcò per la spedizione come crociato, PtOMAGNA. Legazione apostolica del
malgrado la proibizione fattagli dal Pa- dominio della s. Sede, la quale secondo
pa d'assumere tale qualifica, prima d'es- la disposizionedel regnante sovrano Pon-
sere assolto dalle censure lanciate contro tefice Pio IX , de' 22 novembre i85o,
di lui. Ili 58.° nel 1234 di Gregorio IX comprende le illustri provincie pontificie
coi patriarchi di Costantinopoli, Antio- di Bologna^ Ferrara, Forlì, Ravenna, nel
chia eGerusalemme, affine di mandare modo che dichiarai nel voi. LUI, p. 229.
una nuova flotta in Palestina, per la li- Però la Romagna,
celebre e nobilissima
berazione de' luoghi santi. Il 159.° nel propriamentedetta, si compone delle Pro-
i3g2 di Bonifacio FUI, contro Filip- vincie di Ravenna e di Forlì, delle qua-
po IV re di Francia, in cui pubblicò la li con dilfusione trattai a quegli articoli,
celebie bolla Unanisanclani. In essa di- come di loro posizione geografica e civi-
ce:»'Noi approviamo in questa bolla, che le, loro produzioni , e tutto altro che le
nella Chiesa e sotto la sua podestà vi so- riguarda, uomini illustri che sempre vi
no due spade, la spirituale e la temporale, fiorirono, numerodiegli abitanti, così del-
ma una dev'essere impiegata per la Chie- la storia sino a'nostri giorni. Altre egua-
sa e maneggiata dal Papa; l'altra per la li e iinpovtanti notizie si possono legge-
Chiesa e dalla mano de're, secondol'or- re negli articoli Rimini , Imola, Faenza,
dine e la permissione del Papa. Ora è Cesena, Forlimpopoli , Cervia e Sabsi-
necessario che una spada sia soggetta al- KA, tutte ragguardevoli e primarie città
l'altra, cioè la podestà temporale alla spi- exiandio vescovili di Romagna. A Raven-
rituale, altrimenti non sarebbero ordina- na riportai la serie de' conti e rettori di
le, e secondo l'Apostolo debbono esserlo". Romagna colle loro notizie, dal 1248 al
11 160.° nel i4i2 o i4i 3 convocalo da i3i8 j cioè dal ricupero che fece Inno-
Alessandro V
e celebrato da Giovanni cenzo ÌV di Ravenna, all'usurpazione di
XXIII, ma poco numeroso. I deputati essa operata dai Polentani. Indi de'lega-
della università di Parigi, eh' erano ve- ti apostolici, ed altri presidi che con va-
nuti per fargli istanza che la chiesa Gal- governarono la Roma-
rie denominazioni
licana fosse sollevata dalle decime, dai gna, di che anco a Forlì e altre città.
-

U OM R OM 99
Anlicnincnle gran parie di Bomagna si Carlo Magno. Inoltre Garampi riferisce,
rliiamò GalLia (^.) Cisalpina^ divisa in che il cardinal Anglico Grimoardi lega-
Tra spadana e Cispadana o Gallia To' lo apostolico nelle terre della Chiesa e
gafaj d'i che parlai altresì negli articoli fratello di Urbano V, fece un'esattissima
delle citale città, massime a Rimini sui descrizione della Romagna, che origina-
dominio che vi esercitarono galli. Di- i le conservasi nell'archivio segreto Vati-
poi sotto romani la Romagna fece par-
i cano. Anticamente la Romagna fu distia-
ie delle contrade Emilia e Flaminia, per ta in marittima, e terrestre o montana, co-
cui Morcellì chiamò la Romagna, ^enti- me si fece delle due Penlapoli. Degli scrit-
Uà provincia. Dipoi in gran parte la Ro- tori e storici della bellissima e fertilissi-
magna fu compresa neW Esarcato (/^.) ma regione, trattai negli articoli ricor-
di Ravenna (/^.). Protetta dall'amorevo- dati. Aggiungerò, Pompeo Aldrovandi,
le e paterna sollecitudine de'Papi, dalle Visita generale e distìnta dello stato in
stragi de'gotì e de'Iongobardi, e dalla pre- cui presentemente si trovano tutte le co-
potenza de'grecì,per volontaria dedizio- munità soggette alla Legazione di Roma-
ne si sottopose al loro principato , am- gna ed Esarcato di Ravenna,fatta Van-
pliato da Pipino e Carlo Magno dopo i no ij ^5. G\meppeGavaffìMa\iìle^la, Lu-
loro trionfi; laonde sotto l'ombra pacifi- cerna lapidaria, quae tìlulos, monimen -
ca e benefica della romana chiesa, secon- la, epilaphia, inscriptione^, ac sepulchra

do alcuni, prese il bel nome di Romagna tum gentilium , tuni christianoruni via
che porta, e gli abitanti romagnoli, ed un Flaminia, et Ariminiscrutatur. Fu stam-
tempo romagnesi, nel modo che dissi nei pala l'operaio Rimini nel 1692, e poi in-
voi.XXV, p.193, 2i3, Lll,p. [92, LVr, serita dal Grevio nel Thes. ani. et hist.
p. 216; quasi- Roma magna o provincia It.t. y.Gbrgio Viviano Marchési, Mg-

R.omana,ripugnandoTonduzzi alla deno- nnmenta virorum illustrium Galliae To-


minazione di Roma ndìola; riè pare adat- gatae, Forolivii 1727. Francesco Pera^
to che si dicesse Romania, come alcuni Ristretto dtlla provincia di Romagna,
la chiamarono, essendo questo nome un Faenza 16 16. Michele Savonarola, De
tempo proprio di un distretto del duca- halneis Romandiolae. Exsl. in op. De
to Romano nelle vicinanze di Roma[V.). balneis. Sta toan tico e m derno delle vai
Su queste denominazioni sipuò vedere li ed inferiori del Bolognese e
superiori
il rimineseGarampi, v\é\e Memorie del- della Romagna, Roma yGS.Gio. Battista
i

ti b. Chiara; ed il can.° Strocchi, 7/7/ i- Morgagni, Epistolae Aeniilianae. XIV.


inordii della chiesa Faentina, il quale Exst. in opus mis. par. 3.', Venetiis 1763.
osserva che i ravennati militari che in ROMANI. -T^. Roma.
Roma abitavano il rione di Trastevere, ROMANIS (de)Nicolò, Cardinale.lio-
come notai nel vol.-LVI, p.
82, e perciò 1 mano che illustrò la patria con l* eccel-
si appellavano romanenses o romanien- lenza d' una straordinaria erudizione, e
seSj delti poi in italiano rom^rgne^/ oro con l'integrità d'un illibato costume. In-
viagnuoli, ritornati alla rispettiva patria nocenzo Ili lo fece cappellano domestico
diedero all' intera provincia il nome di e segretario poi nel marzo o dicembre
,

Romagnese o di Romagna, onde roma- i2o5 lo creò cardinale vescovo di Fra-


gnese si chiamò il Sale di Cervia, salis scati. Indi si acquistò incomparabile glo-
romaniensis, e voma^aesì le medaglie an- ria nella legazione d'Inghilterra, ove o-
tiche della provincia di Ravenna, per cui però cose grandi in vantaggio di quelle
chiama erronea l'opinione degli scrittori chiese e della s. Sede, per cui Onorio III,
che ritennero che il nome di Romagna sia alla cui elezione fu presente, lo chiamò
derivato alla provincia dall* imperatore Angelo di pace e di salute. Alla sua pre-
,

1 00 ROM ROM
senza re Giovanni, come del clero e del dalla costanza di esso nel soffrirete tor-
popolo, fece sull'allaresolenne oblazione ture inventate dal furore de'carnefici, lo
del reale diadema, e de'regni d'Inghilter- pregò d'istruirlo nella religione cristia-
ra e Irlanda allaromana chiesa in tem- na, e ricevette il battesimo dalle di lui
po ó' Innocenzo III(F.)y rinnovando la mani, nella sua stessa prigione. Avendo
promessa del tributo solilo pagarsi alla dichiarato il suo cangiamento, fu preso e
medesima pe'due reami. Il cardinale, co- decapitato la vigilia del martirio di s. Lo-
me legato ,
promosse alle cattedrali va- renzo, cioè il 9 agosto del 258. Fu sep-
canti soggetti idonei, ad onta delle pro- pellito sulla via di Tivoli, ma le sue reli-

teste dell'arcivescovo di Cantorbery car- quie furono poscia trasferite a Lucca, do-
dinal Langton, che a tal effetto adunò un ve sono custodite sotto l'altare maggiore
sinodo de'vescovi suffraganei e si appel- della chiesa intitolata del suo nome. S.
lò alla s. Sede; ma questa dichiaratasi a Romano è nominato sotto il 9 agosto nel-
favore del legato, confermò quanto avea r Antifonario di s. Gregorio e negli an-
stabilito. Inoltre il cardinale nel concilio tichi martirologi.
celebrato nel 1 2 1 4 in s. Paolo di Londra ROMANO (s.), martire. Esercitava le
con tutti i vescovi , abbati e grandi del funzioni di esorcista in Cesarea di Pale-
regno, consolò l'Inghilterra, col proscio- stina. Allora quando ebbe principio la
glierla dall'interdetto che l'allacciava da persecuzione generale di D iocleziano, egli
6 anni. Onorio 111 gli conferì la stessa abbandonò il luogo di sua di mora, per re-
legazione, per proni uovei'e la sagra guer- carsi ad esortarci cristiani a sostenere co-
ra pel conquisto di Terra santa. Col me- raggiosamente le dure prove alle quali e-
desimo carattere fu deputato in Prussia, rano sottoposti. A tale oggetto trovando-
e nell'impero, in cui fedelmente compì le si in Antiochia, ed avvedendosi che alcuni

commissioni che gli erano state affidate, cristiani prigionieri mostravano di vacil-
avendo sollecitato Federico II a partire, lare,si miseadesorlarli in presenza del giu-
per la detta crociata, previa minaccia del- dice a perseverare nella loro fede. 11 giudi-
le più terribili censure. In nome del Pa- ce,sdegnato di ciò, lo fece prendere,e dopo
pa avvrsòtaleimperalore,che prima d'in- aver comandato che gli si stracciasse il
traprendere il viaggio di Roma per rice- corpo con staffili e con uncini di ferro, lo
vervi la corona imperiale, facesse prote- condannò ad Giun-
essere bruciato vivo.
sta e dichiarazione, che il regno di Sici- to allora in Antiochia l'imperatore Dio-
lia, di cui era investito dalla Chiesa, non cleziano, gli parve quel supplizio non ab-
era affatto annesso all'impero, e che rin- bastanza severo, e ne sospese l'esecuzio-
novasse co'principidell' impero il giura- ne, facendo tagliare a Romano la lingua
mento di fedeltà al Papa. Nel voi. LVJ, fino alle radici; poi lo rimandò in pri-

p. 87 eio3 parlai, come il cardinale con gione, ove gli furono posti i piedi nella
s. Domenico, di cui fu amicissimo, con- pastoia fino al quinto foramele dopo a-
tribuì alla riforma de'monastéri delle mo- ver sofferto per molto tempo questa tor-
nache in Roma , riunendole in clausura tura, fu strozzato nella stessa prigione, ai
in quello di s. Sisto, con 44 religiose di 17 novembre del 3o3. S. Romano è in-
s.Maria della Torre, e con altre 2 1 dei serito nel martirologio romano ai 18 del-
monasteri di s. Balbina o Bibianae altri, lo stesso mese.
delle quali il santo fece priora Bianca. ROMANO (s.), martire in Samosata.
Pieno di gloria morì nel 2 1
1
9, avendo er- V. Ipparco (s.).

rato Ciacconio in confonderlo con altri. ROMANO (s.), vescovo di Rouen.Nac-


ROMANO (s.), martire. Era soldato que da virtuosi ed illustri genitori, i qua-
a Roma al tempo di s. Lorenzo, e tocco li si pigliarono una cura speciale della sua
,

ROM ROM lor


e(liicazione e lo allevarono nella pietà. chiamata Condat, ove trovò un piccolo
Mandato alla corte di Clolario II, si me- terreno da potersi coltivare, con una sor-
ritò la stima e la confidenza di questore, gente e degli alberi che fornir lo poteva-
che lo innalzò poscia alla dignità di re* no di selvatiche fruita. Lupicino suo fra-
ferendaiio e di cancelliere. Dopo la mor- tello non istette molto ad unirsi a lui in
te d' Idolfo vescovo di Rouen, avvenuta questa solitudine. La riputazione delle
nel 626, fu eletto Romano utiani memen- loro virili trasse ad essi bentosto molti di-
le ad occupare quella sede, in onta della scepoli, per cui edificarono un monaste-
sua ripugnanza. Egli impiegò lutti mez- i ro.Aumentandosi poi sempre più il nu-
zi atti a distruggere gii avanzi dell'ido- mero di coloro che colà recavansi per met-
latria, e fece abbattere i templi dedicati tersi sotto la loro disciplina, fabbncaro-
a Venere, a Mercurio, a Giove, ad Apol- no quello diLeuconne, una lega distante.
lo. Tra i miracoli che tanto avvaloraro- rVe fondarono eziandio un terzo per le
no le sue prediche, annoverasi quello di femmine che volessero consagrarsi a Dio,
aver fatto rientrare nel suo letto la Sen- in una valle nomata Beaume,ed oggidì s.
na , che già aveva inondala la citlà. Il Romano della Rupe. I due santi fi-atelli
santo vescovo macerava il suo corpo con governarono insieme loro monasteri. Lu-
i

austerità continue, e dopo aver consacra- picino dimorava d'ordinario a Leucon-


to i giorni alle funzioni del ministero ne, ove avea sotto la sua condotta 1 5o re-
passava le notti nell'orazione. Col suo ze- ligiosi. S. Romano morì santamente ver-

lo bandì il vizio e la superstizione, e ve- so l'anno 460, chiaro per virtù e miraco-
gliòassiduamente alla santificazione del li, ed è nominato nel martirologio roma-

suo gregge; Dopo aver governatoi 3 an- no il dì 28 febbraio. S. Lupicino gli so-
ni la sua diocesi, morì il 23 ottobre del pravvisse forse 20 anni, edè onoralo dal-
639. Fu seppellito nella chiesa di s. Co- la Chiesa il dì 21 marzo.

dardo; ma neirXI secolo suo corpo fu il ROMANO (s.), patrono di Moscovia

portato nella cattedrale, ove riposa in una e martire. La prima gran principessa ad
ricca arca, che si conosce sotto il nome abbracciare la fede cristiana in Russia fu
di Urna di *./?owy7«o. Quest'urna è ce- Olga, che prese il nome di Elena , ed è
lebre in Francia, a cagione del privilegio onorata col titolo di santa agli r i luglio,
che possedeva il capitolo della cattedra- per quanto si riporta a Russia. Si adoperò
le di Rouen di liberare ogni anno un reo con gran zelo per propagare il lume dei
dalla prigione e dalla morte, il giorno del- vangelo ne'suoi slati, ma non gli riuscì
l'Ascensione, in cui si porta in processio- di convertire il figlio SvialQslaf I o Swa-
ne la suddetta urna, in commemorazio- toslao, come chiama Butler, il quale
lo
ne dell'aver s. Romano (secondo la tra- denomina s. Uladimirq il figlio e succes-
dizione popolare) ucciso un orribile ser- sore nel 980 di quel granduca sul trono
un omicida ch'egli a-
pente, coll'aiutodi comunemente conosciuto sotto il
russo,
veva mandato a cercare in prigione. nome s. Vladimiro o Wladimiro I il
di
ROMANO (s,), abbate. In età dì 35 Grande^ per essersi convertilo al cristia-
anni lasciò il secolo per vivere nel mona- nesimo e fatto in esso battezzare i suoi
stero d' Ainai, posto al confluente della sudditi, e per quelle magnanime azioni
Saona e del Rodano, luogo assai celebre descritte al citato articolo : egli morì nel
per una chiesa edificata sopra le ceneri ioi5, fu sepolto in Kiovia nella chiesa
dei santi 'martiri di Lione. Poich' ebbe della B. Vergine ed è onorato a' 1 5 luglio
passato quivi alcun tempo, si ritirò sul per santo.Questo gran principe lasciò di-
monte Jura, che divide la Svizzera dalla versi figli, fra'quali Boris, Hilba o Clilpa,
Franca Contea, fermandosi in una valle Jaroslaw I, e Anna sposala ad Enrico I
1

I02 ROM RO M
re di Francia , ove fondò la chiesa di s. tino IT{F.), e perciò nipote di questi, ed
Vincenzo di Seulis. Siccome s. Vladimiro il Sigonio ancora lo dice nipote del me-
1 divise i suoi stati a' detti 3 figli, ilni- desimo per fratello. Venne eletto Papa
pota Svialopolkl ne usurpò il potere nel a'17 settembre deir897. Dicono alcuni,
IO! 5, e subito fece trucidare Boris e Hil- come Platina, Panvinio, Ciacconio, Sigo-
ba, anche pel zelo che mostrarono per la nio e altri , che abrogò le cose fatte da
fede di Gesù Cristo, per cui meritarono Stefano VII s\io immediato predecesso-
che sotto nomi di s. Romano e di s. Da-
i re, contro l'ottimo Papa Formolo, di cui

vide martiri e patroni di Moscovia fos- era stato amicissimo; magli scrittori con-
sero venerati io quella regione a'24 lu- temporanei di ciò non parlano. Governò
glio. Neil 072 le loro reliquie furono Ira- 4 mesi e iZ giorni : però Sandini, Vilae
sportate nella chiesa fabbricata in loro o- Pont., dice 22 giorni, seguendo Flodoar-
noreaVislegorodje ceremonia di que-
la do, De Ronianis Pontìficihus. Morì figli

sta traslazione da Giorgio 6.°


fu fatta 8 febbraio dell'SgS, e fu sepolto in Va-
metropolita diRiovia, accompagnato da ticano. Vacò la s. Sede 3 giorni. Alcuni
altri prelati, alla presenza di hìaslaf I erroneamente crederono Formoso e Ro-
gran principe di Russia, non che di Svia- mano antipapi, come li chiama Donali,
toslafe Vsevolodsuoi fratelli che poi re- ne Dìttici p. I I, parlando delle loro bol-
gnarono sul medesimo trono, oltre ad un le riposte nell'archivio della chiesa diGi-

gran numero di signori del paese. 11 si- ronne, essendo formala lacarta in cui fu-
nodo di Zamoski del 1720, approvato rono scritte di foglia d'alga marina, odel
dalla congregazione di propaganday?r/e giunco boga che produce nelle paludi
si

e confermato da Benedetto XI 1 , pone fra di Roussillon; altri pretendono che sieno


le feste solennizzale da' russi cattolici di di papiro, o bombace, o scorza d'alberi.
Lituania e di parecchie altre provincie ROMANO, Cardinale. Prete del tito-

quella de'ss. martiri Romano e Davide, lo di Tigrideo di s. Sisto, che altri chia-
la quale si celebra a'24 '"S''^' ® quella mano Romolo, fiorì sotto s. Gelasio del l

della traslazione di loro reliquie a'2 mag- 492, e fu spedito legato della s. Sede ai
gio. I russi cattolici di Lituania e di Po- vescovi della Marca per estinguere gli
,

lonia non fanno la festa di alcun altro errori che nel Piceno spargevano i pe la-
santo moscovita fuori de'ss. Romano e giani, intorno alla divina grazia.
Davide martiri; ma i moscoviti ed i russi ROMANO, Cardinale. Arciprete del
oltre questi eziandio onorano diversi al- titolo di Pudenziana, cheinlervenneal
s.

tri santi nazionali, che fiorirono e furono concilio neir 853 tenuto in Roma da s.
posti nel calendarioprima che la Russia Leone IV.
abbracciasse lo scisma con Butler ne : ROMANO, Cardinale. Prete del tito-
rammentai principali a Mosca.
i lo de'ss. Gio. e F*aolo, che trovasi sotto-
ROMANO, Papa CXVII. Da Monle scritto al concilio suddetto.
Fiascone(F.), piuttosto da Galles f( F.), ROMANO, Cardinale. V. Romano
come vuol provare il p. Nardi nella sua Papa.
vita, inserita nella Storia de Pontefici, e ROMANO, Cardinale. Diacono che
comesi legge nella Cronaca di Ravenna, sottoscrisse un privilegio da Benedetto IX
presso Muratori, Script, rer. Italie, t. i, concesso al capitolo di Firenze.
par. r, p. 578. Cardella nelle Meni. stor. ROMANO, C^nZ/rt^/e.Deirordinedei
de' cardinali, lo dice di patria romano, preti e del titolo di s. Clemente, fiorito

col Platina, e cardinale prete nel ponli- sotto Alessandro li deli 061.
ficatodi Stefano VI. Fu figliodi Costan- ROMANO, Cardinale. Diacono di s.

tino, fratello di Papa Marino I o Mar- Maria in Portico, creato da Pasquale II


RO H ROM io3
(lei1099, che poi seguì le parli d'Inno- nel suo castello di Abend,poslo sul mon-
cenzo li contro l'antipapa Anacleto II, e te dei voghesi in Lorena. Questo mona-
con lui passò in Siena e poi in Pisa. Fu stero, conosciuto sotto il nome di Remi-
arcidiacono di s. Chiesa, intervenne alle remont, si s. Co-
sottopose alla regola di
(lezioni di Calisto II, Onorio Ile Inno- lombano, e ne fu i." abbate s. Amalo mo-
cenzo II, e ne sottoscrisse le bolle. Dopo naco di Luxeul. II santo fondatore volle
35 anni di glorioso cardinalato, morì do- vivervi da semplice religioso; ma dopo
po il 1 134- la morte dis. Amalo, fu costretto a pren-

ROMANO. Cardinale. Preledel lito- derne la condotta, circa il 627. Governò


Io di s. Prisca, fiorì sotto Pasquale II del per lo spazio di 26 anni due monaste-
i

1 099, fu al concilio di Lateranonel i i i 2 ri, con dolcezza e carità mirabili, facen-


contro le investiture ecclesiastiche, e sot- dosi esempio ai suoi religiosi nell'osser-
toscrisse pure la bolla di dello Papa pel vanza della regola, e nelle austerità della
vescovo dì Marsi, a'iS febbraio 1 i i 5. penitenza. Si collocala beata sua morte

RO MANO, Cardili ^r /e. S u ckl a co n o d


i i nel 653, ed è nominato nel martirologio
s. romana chiesa, che nel i 1 23 sottoscris- gallicano e nel romano il dì 8 dicembre.
se la bolla di Calisto lì, in favore del mo- ROMOLDO (s.), vescovo e martire.
nastero di s. Remigio di Provenza. Anglo-sassone di nascita, non del sangue
ROMANO, Cardinale. Diacono di s. reale di Scozia, come hanno detto alcuni
Lucia in Septisolioo Selci, nel marzo 15^ 1 martirologisti di Fiandra. Rinunziò fino
Adriano IV lo annoverò al s. collegio , dai suoi piùverd'annialle vanità del mon-
indi fu impegnatissimo sostenitore del do, per abbracciare la poveità volonta-
successore Alessandro III, la cui elezio- ria, e santificando i suoi sludi colla pre-
ne coi colleghi partecipò all'imperatore ghiera e colla meditazione, avanzò sem-si

Federico I. pre Acceso


piti nelle vie della perfezione.

ROMANO, Cardinale. Forse anche di zelo per la salute delle anime, si risolse

chiamato Roberto, Clemente III nel set- di passare nella bassa Alemagna, per pre-

tembre i 190 lo creò cardinale diacono di dicarvi la fede agl'idolatri. Si recò prima
s. Teodoro, e poi avanzò nell'ordine dei a R.oma, onde ricevere la sua missione dal
preti col titolo dis. Anastasia. Dopo aver sommo Pontefice, ed avutane la benedi-
segnale molle bolle di tal Papa e di Ce- zione,andò nel Brabanle, ove convertì
lestino III, alla cui elezione ebbe parte, un gran numero d'infedeli nei contorni
morì dopo il 1 193. di Malines, di Lire e d'Anversa. Egli as-
ROMANO, Cardinale. V. Bonaven- sociossi alle fatiche apostoliche di s. Vii-
tura Romano. librordo, e fu consagrato vescovo regio-
ROMARICO (s.), abbate di Remire- nario, cioè senza nessuna sede stabile; non
mont. Principe del sangue reale, fu alle- essendo provalo ch'egli sia stalo vescovo
vato alla corte di Teodeberto re d'Au- di Malines,come alcuni prelesero. Soven-
strasia, ove coprì ragguardevoli cariche, te interrompeva le funzioni del suo mi-
e seppe praticare le virtù cristiane in nistero per ritirarsi nella solitudine, ove
mezzo alle grandezze. Ebbe a soffrire del- fu assassinalo ai 24 di giugno 775 da due
le persecuzioni, e fu esilialo. Venne poi scellerati. II suo corpo fu gettalo in un

richiamato, e gli furono resi i suoi beni, fiume, ma venne miracolosamente sco-
di cui era stato spogliato. Essendosi poi perto; ed in appresso le sue reliquie fu-
deciso di segregarsi dal mondo, distribuì rono deposte in una chiesa del suo nome
una parte ed
di sue sostanze ai poveri, a Malines, che lo onora come suo patro-
impiegò ilrimauentenel fondare un dop- no ed apostolo. Trovasi ne'Bollandisti u-
pio monastero per uomini e per donne, na. lunga serie dei miracoli di s. Romol-
io4 ROM RON
do, e la sua festa è segnala il i.^'di lu- mezzo da vaga fontana del celebre Vi-
glio. gnola, la quale manda copiosi spruzzi di
ROMUALDO (s.), inslitutore de' Ca- acqua da'di versi emblematici gigli farne-

maldolesi. /'''.Camaldolesi congregazione siani. Ivi è la principale chiesa collegiata

monastica, Camaldolesi eremiti di Tosca- insigne chiamata il duomo (e da alcuni


na, Camaldolesi eremiti di Monte Co- scrittori viene delta concaltedrale del ve-
rona, Fabriano, Jesi, Ravenna. scovodi Sutrìj il quale di frequente lun-

RONCAGLIA. Vedi ìtoI. LII,p.253, gamente vi dimora), sotto r invocazione


LVII, p. 19, non che Placito e Impera- del principe degli apostoli s. Pietro, e di
tore. s. Caterina verginee martire d'Alessan-
RONCIGLIONE, Roncilio. Citta del dria. Il capitolo si compone della dignità
distretto e delegazione apostolica di f^i- dell'arciprete, di 20canonici e di altri ec-
terbOj nella diocesi di Sutri e Nepi, dello clesiastici. Pio VII col breve Quanliim
stato pontificio, situata in colle con bor- splendorisj'óe'j agosto ìHo^, Bull, con-
donde si go-
ghi, in piacevole situazione, tinnalio t. 12, p. ig5, concesse all'arci-
dono pittoresche vedute, anche della pro- prete ed canonici ut loco mozzettae
ai ,

fonda sottoposta valle, essendovi ne'din- coltam supra rocchetum in perpetuum.


torni tetre caverne scavate nel masso tu- Vi sono altre chiese, oratorii e sodalizi,
faceo. La città viene divisa in Ronciglio- come le chiese di s. Maria ^lla Pace,di
ne vecchio e in Ronciglione nuovo, con s. Sebastiano, di s. Costanzo col corpo di

residenza del governatore. Fu già capi- questo martire,di s. Andrea in Ronciglio-


tale della contea e piccolo stalo del suo ne vecchio, di s. Maria del Carmine delle
nome nella provincia del Patrimonio, e monache carmelitane scalze, con bel mo-
compresa ne'dominii òtFarnesi\co\ du- nastero. Prima vi era il monastero di s.

cato di Castro, per cui si chiamava lo Anna delle francescane del 3.° ordine, di
slato di Caslro e Ronciglione. Nel seco- cui feci parola nel voi. XXVI, p. 192,0
lo passato la 4-' provincia dello stato ec- del quale tratta Casimiro da Roma,
il p.
clesiastico si componeva del ducato di Memorie delle chiese e conventidella pro-
Castro, della contea di Ronciglione, e del vincia romana p. 69, eretto per opera di
castello di Caprarola (F.). E distante d. Ostilio Ricciolti vicario generale del
da Roma miglia 34, ed è la i." città che vescovo; le monache \i entrarono nel
dalla Porta Flaminia s'incontra per an- 1 727, e ne uscirono dopo la 2.^ invasio-
dare a Firenze, laonde per la vicinanza ne francese ne'primi anni del corrente se-
le furono pressoché comuni i destini e colo. Al grazioso convento de'cappuccini
le i7icende di Roma, come di Castro. E" conduce un ameno passeggio; nella loro
bagnata al nord per est dal Ricano in- chiesa si ammira il quadro dell'Assunta,
fluente del Treia, ed in poca distanza al- dipinta da Scipione Gaetano nel i58i.
l'ovest ha il pescoso lago Cimino o di Vi- Circa un miglio e mezzo dalla città è l'an-
co. La strada corriera chela traversa go- tica chiesa di s.Eusebio,anlicamenle spet-
de ivi l'aspetto giocondo de' circostanti tante al capitolo di Sutri, indi alla fami-
mentre alquanto piiilun-
fruttiferi colli, glia Bramini, ove sono antiche lapidi, ed
gi in guisa imponente s'innalza la mae- èin importante posizione. Gli studi vi fio-

stosa montagna di Viterbo. Gode puro riscono nel seminario diocesano in repu-
clima, e l'abbondanza delle acque le por- tazione, con sua chiesa, sotto la discipli-
ge mezzo di accrescere colle praterie ar- na del vescovo. Sono benemeriti della
tificiali r ubertà del territorio. Ampie e pubblica istruzione i sacerdoti della con-
ben lastricate sono le vie, belle piazze, gregazione de'dottrinari, che hanno col-
priucipalmenle la supcriore decorala nel legio e convitto, con numerosi allievi. In
3

RON RON io5


esso vi è una colonia Arcadica, Cismina* i romani con isquadre di armati si por-
Erculea, con accademici che celebrano tarono nella provincia del Patrimonio,
pubbliche adunanzee Irallenitnenli acca- disfecero Ronciglione, tolsero violente-
demici, con dissertazioni e poetici corapo* mente agl'imperatori Capranìca e Vico,
nimenli. Le maestre pie curano l'istruzio- e fatto prigioniero di guerra il conte Pan-
ne ed educazione delie fanciulle. In Rouci- dolfodiFasanella lo condussero a Pioma.
glione fiorirono parecchi uomini illustri. Nel pontificato di Urbano V e nel 369 i

Ronciglione, oltre il palazzo municipale, il senatore di Roma Gentile Varano ri-

possiede buoni fabbricali, alcuni di lufu e dusse all'ubbidienza il duca di Ronciglio-


solidi: il castello diroccalo presentaavanzi ne. A p. 2i3 narra Bussi, che nel 1379
imponenti. Gli abitanti sono operosamen- avendo Urbano VI spedito l'esercito pon-
te industriosi, essendo rinomate le sue tificio nella provincia del Patrimonio,
fabbriche e opificii di ferro, di ottone, di contro il prefetto Francesco de Vico u-
rame,che producono lucrosa esportazio- surpatore delle terre della romana chie-
ne. Inoltre sonovi utili cartiere, gualchie- sa,dopo che le truppe si rilirarono, il ti-
re, molini; fabbriche di panni, di tessuti ranno si scagliò sopra i luoghi fedeli al
di cotone, di cappelli, di polveri sulfuree, Papa, ed a' I o settembre si portò a deva-
ed altre. Notai nel voi. XLVI,p. 120, che stare il territorio di Ronciglione, donde
nel declinar del secolo passalo vi fu bat- ne recò a Viterbo moltissime robe. Nel
tuta moneta. Sotto i Farnesi in Castro secolo XV
Everso conte d'Anguillara oc-
vi fu la zecca, e si coniarono monete d'ar- cupò diversi dominii dello slato ecclesia-
gento, di mistura e di rame, colla figura stico, ed il suo figlio Diofebo prese Ron-
di s. Savino vescovo prolettore di Castro: ciglione e Giove. Però Paolo II verso il
ne tratta Bellini, nelle Z^/^^ertózzo/z/. Cre- 1469 ne raffrenò l'ardire, ricuperò Ca-
de Brocchi che una porzione di massi di pranica, Ronciglione^ Caprarola ed altre
lava, che compongono l'arco d'Alboino terre; fece prendere Diofebo e porre in
in Pavia, siano da qui slati trasportati Castel s. Angelo ove miseramente morì ,

per quella fabbrica. K capoluogo di go- come riporta Cohellio, Notitiap. i^5. Dì
verno, e racchiude le comuni di Capra- questo Papa fu celebre archiatro Loren-
rola, Carbognano e Fabbrica. zodi Ronciglione. Clemente VII per20oo
E senza meno aulica l'origine diRoa- ducati d'oro concesse al cardinal Alessan-
oiglione, poiché Cluverio ritiene che sia dro Farnese R.onciglione in vicariato a
succeduta alla città di Statonia. Ma il p, vita sua con pacto redimendi. Divenuto
Annibaldi da Latera, Notizie sloriche di il cardinale successore col nome di Paolo
Castro e suo ducalo , riferisce a p. 1 1 III (f^.), nel 1537 eresse Castro in du-
che i più vogliono che Statonia fosse do- cato con parecchi altri luoghi vicini pos-
ve poi fu edificato Castro ; altri però la seduti dai Farnesi, per concessioni de'Pa-
dissero due miglia lontana a tramontana: pi e per recenti investiture da lui otte-
era capo della provincia Statoniese, mu- nute, quindi unì anche Ronciglione, Ne-
nicipio o prefettura come capo di altri pi, ed altre contigue terre godute simil-
paesi, onde da Plinio sono detti t^tó/o/z/e/z- mente in feudo dai Farnesi, al nuova-
Quanto a Castro, dice Borgia
ses populi. mente eretioducato,quanlunque non lut-
nelleMemorie p. 147, che da Carlo Ma- ti i luoghi con esso confinassero. Nel voi.
gno fu donato alla chiesa romana, come XV, p. 72 narrai i luoghi perciò da Paolo
già membro dell'antica Toscana de'lou- III tolti dall'ospedale di s. Spirito, e riu-
gobardi. Leggo in Bussi, Istoria di Vi^ niti allo stalo e contea di Ronciglione, co-
levho p. i3i,che avendo Federico II in- me pur dissi all'articolo Castro, ove ri-

vaso diversi luoghi della s. Sede, ad i243 portai tutta la storia di quanto vado ad
3

io6 RON RON


accennare. Di lutto Paolo III ne investì e tornò a Parma, dandosi a conchiudei e
il Pier Luigi Farnese e suoi discen-
figlio la lega de'principi italiani contro il Pa-
denli iflaschi, ed in mancanza di questi pa, e furono scritti molti libri sopra le

anche le femmine, con riconoscere per si- ragioni delle parti, che riportai a Castro.
gnora suprema la s. Sede, I Papi ed altri ^ella guerra perirono moltissimi, parti-
sovrani di frequente passarono per Ron- colarmente sudditi pontificii, onde in Ro-
ciglione, vi fermarono e pernottarono:
si ma si d'una scorre-
stette in apprensioni
tonto fece Paolo III domenica 24 ^narzo ria,perchè gli alleali eranoentratine'con-
i538, preceduto dalla ss. Eucaristia, co- fini dello stato papale; ed Urbano Vili

me leggo ìnGall'icOfÀclacaeremonialìaf la munì con altre fortificazioni e Mura


p. 1 80. Dipoi Paolo III investi Pier Lui- (/^.), fabbricando due fortezze, una sulle
gi e discendenti anche del ducato di Par- frontiere di Modena, l'altra su quelle dei
ma e Piacenza (/^.)j altri dominii della veneziani ch'erano de'confederati di O-
s. Sede. In processo di tempo i duchi Far- doardo. Fino al i644Urbano VI II riten-
nesi per le loro splendidezze molto s' in- ne lo stato di Castro e Ronciglione, in cui
debitarono, formando sul ducato de'Luo- a mediazione di Luigi XIV
re di Fran-
ghi di Monte; poscia coll'autorizzazione eia rimise in possesso duca con alcune
il

diClemcBle VlIIjSempre per fondo e so- condizioni, stipulate nella pace, della qua-
lenne ipoteca in favore de'creditori, crea- le parla ancora Muratori, ma co'modi so-
rono due altri Luoghi di Monte Farnese, liti poco divoti alla corte di Roma. In-
cioè sul ducato di Castro econtea di Ron- tanto morì Odoardojgli successe il figlio

ciglione. Essendo cresciuto il debito alla Ranuccio II, ed il debito aumentandosi

somma di piìicentinaia di migliaia di scu- pei frutti che non si pagavano, nel 1649
di, eziandio pei frulli non pagali ai cre- colla sortegiunsea un milione e 629,750
ditori,ne giovando a farli soddisfare le scudi. Non trovando icreditori ascolto dal
accordale proroghe, gli accresciuti Luo- duca, si rivolsero a Innocenzo X, perchè
ghi di Monte, e le paterne e reiterate am- coraegiudicee principe supremo del du-
monizioni di Urbano V
duca Odoar- 1 II al ca, procedesse alla subasta del fondo. II

do, il quale anzi per timore di qualche Papa fece intimare al duca il pagamento
subasta si rivolse a munire Castro, R.oh- de'frutti, ma facendo il sordo e non in-
ciglione e altri luoghi dello stato,, mani,- tendendo di obbligarsi alle gravezze la-

festando con ciò l'intenzione sua di voler sciate dal padre, Innocenzo X pubblicò
quietare i creditori; quindi giustamente contro di lui i monitorii. Mentre le cose
stlegnato Papa, fece marciare le M/7zs/e
il passavano così, e da alcuni sovrani pro-
pontificie [V.) a'24 settembre 64', co- 1 tettori del duca erasi intavolato un acco-
mandate dal marchese Luigi Maltei, col modamento, restò attraversato il disegno
proprio nipote cardinal Antonio Barberi- per l'assassinio di mg.^ Giarda nuovo ve-
ni per legalo tìt/tìiere. Essi s'impadroniro- scovo di Castro presso Monte Rosi, il qua-
no della rocca di Montalto(del quale parlo le obbligato dal Papa a recarsi alla sua
a PiOMA descrivendo la Gomarca), ed. a' 1 chiesa ad onta di tali vertenze, ne restò
oltobreunche di Castro, Pionciglioneesuo vittima a' 1 9 marzo 1 649. Venne fulmi-
stato,al quale per convenzione furonocou- nata la scomunica e taglia di 45>oo scudi
fermati econsuetudini che go-
i privilegi ai principali uccisori, i capitani Cocchi
deva. In questa guerra che durò qualche che morì Soriano, e Zambini che ven-
in
anno, il duca partì da Parma, ed avendo ne giustiziato. Adiratosi giustamente In-
passato laRomagna per andarsi ad unire nocenzo X, fece invadere lo stato di Ca-
al granduca diToscana suocognato, giun- stro, e presa per fame la città, dai fon-
se ad Acquapendente a cui diede il sacco, damenti la fece diroccare intieramente,
RON RON 107
colla fortezza, chiese e case, trasportando della s. Sede, e nel Modenese per essere
la sede vescovile ad Acquapendente già a portata d'invadere tutto lo stato della
della diocesi d'Orvieto, e la giurisdizio- Chiesa, fu Alessandro VII nella dura ne-
ne temporale in Valentano. il Papa se- cessità di concedere quanto si richiedeva,
riamente fece eziandio intendere a Ra- efu questo il i.° articolo firmato nel trat-
nuccio li, che senza ulteriori tergiversa- tato di Pisa de' 12 febbraio i664- In se-
zioni estinguesse Luoghi di INIoute. Al-
i quela di questa escamerazione, sul valore
lora il duca pensando meglio a'casi suoi, della qualenon è qui luogo di ragionare,
divenuto maggiore, a interposizione di pochi giorni prima della morte d'Ales-
FilippoIV re di Spagna e di Ferdinan- sandro VII fu esibita da'ministri del duca
do granduca di Toscana, ottenne dal
11 la metà del prezzo convenuto; ma perchè

Papa che feudi devoluti alla camera a-


i l'oiTerla fu quasi verbale, non avendo re-
posloiica per sollievo de'monlisti, questa cato in moneta che circa la 4*^ parte di
gli avrebbe comprali soddisfacendo cre- i detta metà, fu dai pontificii ministri giu-
ditori, e accordando 8 anni per redimer- stamente rigettala. Nel seguente pontifi-
li. Ad onta del grave dispendio, liinoceu* catodi Clemente IX, ninno a lui per par-
zo Xcon istrumenlo de'y ottobre 1649 te della corte di Parma rinnovò alcuna
comprò per la camera apostolica lo stato istanza. Indi sotto Clemente X a nome del
con altro del 19 dicem-
di Ronciglioiie, e duca fu supplicato per la ricompera della
bre il ducato di Castro; vendita che il metà degli stati, e che inoltre dichiaras-
duca solennemente ratificò con atto ro- se, che non avesse a nuocer£ \\ decorso
gato in Piacenza a'20 del i65o, eccet- dell'ottennio. Esaminate queste istanze
tuato il magnifico palazzo di Caprarola dal Papa in concistoro, furono ambedue
col delizioso giardino annesso. Nel 1657 rigettate; la i.^ perchè non era seguilo
il duca invece di edet-
spiralo l'ottennio, il deposito del denaro, la 2.^ come con-
tuare convenuta ricompera, domandò
la traria alla costituzione di s. Pio V. Ebbe
una proroga ad Alessandro VII, aia il quindi compimenloil2.''ottennio del trat-
Papa in forza de'patti del 1649, dichia- tato di Pisa, onde il ducato di Castro e
rò gli stali di Castro e Ronciglione incor- lo stato di Ronciglione, i quali già dopo
porati al dominio ecclesiastico, e soggetti il i.° ottennio divenuti erano puri e li-

alla costituzione di s. Pio V, De non in^ beri della s. Sede, e tanto maggiormente
feuclandis j the tuttora giurano i Papi scorso anche il 2.°, rimasero al dominio
ed i come
cardinali, notai nel voi. LV, della chiesa romana incorporali e uniti
p. 283. Tacque per allora Ranuccio H, per sempre.
ma essendo poi insorti nel 1662 gravis- Benecletto XIII nel 1727 recandosi in
simi dissapori tra Alessandro VII e i^/Y7/i- Viterbo, il 7 novembre giunse in Ronci-
cia (i^ .), ottenne da Luigi XIV, che per glione, ed ascoltò messa nella chiesa di
una delle condizioni preliminari alla pa- s. Costanzo, indi passò nel palazzetto del-
ce domandasse rescauierazione di Castro la camera apostolica, dispensando il cle-
e Ronciglione, ed altri 8 anni di tempo ro ed i priori municipali dai soliti omag-
per farne la ricompera, non già in una gi, perchè viaggiava incognito. A motivo
sola volta, 1649, ma
come ne' patti del del tempo piovoso restò a dormireinRon-
in due. Ricusò sulle prime il Papa, ma ciglione, e nella seguente mattina a ore
avendo il re per prepotenza occupato ^- i5 messa nella cap-
parli, ascoltando la
vignoneeW contado f^enaissino j domimi pelletta al piano di Vico, ove si fece tro-
della Chiesa in Francia, ed introdotte an- vare il vescovo diocesano. Reduce da Vi-
che molte milizie nel ducato di Parma e terbo, Benedetto XllI agli i I di detto me-
Piacenza soggetto al supremo dominio se si fermò nel ricordato palazzetto di
o8 RON RON
Ronciglione, e ivi si fermò a cena ed a Parma e Piacenza, e di Castro. Perchè
pernottare. Si trattenne nel di seguente poi la s. Sede ritenesse sempre il pacifico
in llonciglione, e nelle orepomeridiane possesso del ducato di Castro e dello sta-
partì per Monte Rosi. Tutto si legge nel to di Ronciglione.si obbligarono l'impe-
11." 60 5 del Diario di Ro/nai'ji'j. Que-
1 ratore Carlo VI ed il re di Francia Luigi
sto Papa, considerando pregi della Ter-i XV nel trattato di Vienna del 1738 a
ra di Ronciglione nella diocesi di Sutri garantirle il perpetuo dominio, come os-

(/^.), per avereessa ungovernatore col ti- serva il citato Borgia, avendone succes-
tolo di giudice,cui erano soggette 9 Terre, sivamente riconosciuto la validità del pos-
Caprarola, Ganepina,Vallerano,Fabrica, sesso solenni trattati europei che ebbe-
i

Corchiano, Castello di s.EliajBorghetto, ro progressivamente a celebrarsi. Eser-


JsolaFarnese e Vico (de'quali a Viterbo cit<andosi gli abusi feudali anche su Castro
ed a Vejo) ; e contenere 56oo abitanti, e Ronciglione e loro stati. Pio VI propo-
una collegiata con arciprete e 2 i cano- se al celebre tesoriere R'tffo il problema
nici, chiese parrocchiali, 4 conventi, 7 o- di trovare la maniera di assicurare nella

con confraternite, e 3 ospedali, col


ratorii sua totalità la rendila camerale prove-
molo-proprio in forma di breve, //Z5«- niente dall'appalto di Castro ePionciglio-
prenOydeiS maggio 1728, BiUl.Roui. ne, con animo di stendere e aumentare
t. 280, l'eresse in città: « A.c Ter-
(2, p. l'agricoltura. Allora il prelato con som-
ram praedictam incolas, et habitatores ma avvedutezza immaginò di dare ad en-
praedictoscivium nomine decoramus, ita fiteusi perpetua a linea mascolina, pro-
tamen, ut tunc, et prò tempore existens gressiva ne'maschi dell'ultima femmina
episcopus Sutrin in ea residere minime di ciascun enfiteuta, le terre camerali di
teneatur, sed Terra hujusmodi incivila- questi due stati, formando 7 enfiteusi del-
tem sicerecta,calhedrali ecclesiaeSutri- le 6 cancellerie dello stato di Castro, la
iien, ut prius subjecta remaneat. " Nel 7.* dell'altra di Montalto, ed altre 12 nel
1782 l'infante di Spagna Carlo Borbone, ducato di Ronciglione; colla condizione
come figlio della regina Elisabetta super- di contratto, che gli enfiteuti ne dassero
stite de'Farnesi, e quale erede di essi e altrui le divise porzioni in subenfiteusi.
duca di Parma, dièpressanti ordini al con- ColTappalto generale la camera aposto-
te Porta suo ministro in Roma, perchè lica non introitavacheannui scudi 5o,2oo;

gli fosse restituito il ducato di Castro e coll'eufiteusi venne aumentata la rendita


Clemente XII ri-
lo stato di Ronciglione. ad annui scudi 67,200. Molti di questi
pugnòcostanlementead accordare il do- statistinon possidenti, divennero proprie-
mandato, al che si dichiarò ancora con- tari libei'i.Il Papa restò tanto contento

trario il s. collegio, per cui il principe ve- del provvedimento, che ordinò al prelato
dendo manifesto il diritto della camera che la stessa operazione enfiteutica si ese-
apostolica, desistè intieramente dall' in- guisse per le vaste tenute camerali, che
trapresa pretensione, come alFerma No- affittavano» prima colla dogana del Pa -
vaes nella Storia di detto Papa. Nondi- trimonio, e per i feudi de'corpi moral i.

meno ne ritenne titoli, e divenuto nel


i 1 ronciglionesi in diverse circostanze die-
1734 «e delle due Sicilie, fra i titoli as- rono prove non equivoche di valore, e di
sunti vi duca di Castro e Ron-
fu quello di attaccamento al governo pontificio, on-
ciglione; ed successori, sebbene il ducato
i de si meritarono riguardo e lodi. Raccon-
di Partnae Piacenza fosse poi concesso tando all'articolo Roma la sua effimera
all'infante fratello e discendenti, che an- repubblica del 1798 99, dissi pure che
cora lo godono, lultavolla i re delle due nel declinar di essa una banda d* aretini

Sicilie coatiiiuarono a intitolarsi duchi di fece sollevare la provincia del Patrimo-


RON RON 109
nìo, e Ronciglione coi campngnpli, con- lusso ed abbondanza di lumi. Avuta da
tro repubblicani francesi dominaloridel-
i mg.*' sagrista la benedizione col ss. Sa-
]a repubblica, i quali comandali da Wal- gramento, il Papa seguilo dalla moltitu-
lerre assaltarono la città a'28 luglio 799) i dine fesleggianle, mosse verso il collegio
che difesa con valore e da 8 cannoni, re- de' pp. dottrinari stabilito a sua dimora,
spinse gli attacchi fino al mezzodì. Ma e coli'aiuto del comune preparata con-
i francesi di fronte, ed i cisalpini sul lato venientemente, pendendo dalle finestre
sinistro, co'Ioro mezzi e numero supera- delle abitazioni della ci Uà ricchi parati.
rono ogni ostacolo. Ronciglione fu mise- All'ingressoGregorioXVIfuricevulodal
ramente saccheggiala, e incendiata: vi pe- p. d. Silvestro Glauda superiore generale
rirono 82 abitanti, più di 100 case furo- de'dotlrinari e a lui carissimo, dal pro-
no distrutte, e commessi quegli onori che vinciale p. d. Gio. Maria Chiavassi, e dal
sono conseguenza di siffatte catastrofi, an- rettore dello stesso collegio e professore
che per vendicare i massacri patiti dai di fisica d. Bernardino Cassini, in uno alla
francesi, e loro partigiani detti palriolti. religiosa famiglia econ buon numero di
Per l'operosità deVonciglionesi, bastaro- convittori. Osservale varie iscrizioni al-
no pochi anni di tranquillità, per ripara- lusive alla sua venula, poste alla sommità
re a tanto disastro. Si legge nella Narra- delle scale e in altri luoghi, Papa si re-
il

zione del viaggio di Gregorio XVI^ che cò alla loggia nobilmente ornala, donde
nel ritorno in Roma, reduce da Viler- compartì l'apostolica benedizione al po-
• bo, martedì 5 ottobre 84 1 passato1
,
sotto polo che cuopriva tutta l'ampia e lunga
un arco trionfale eretto dagli abitanti di strada della di Monte Cavallo: ammise
Caprarola sopra un trailo di via del loro quindi al bacio del piede la magistratu-
territoriOjcirca un'ora avanti mezzodiper- ra, il clero, i carmelitani scalzi, i cappuc-
venne presso il convento de'cappuccinidi cini, e gl'impiegati governativi e comu-
Ronciglione, i quali aveano innalzato in nali, insieme ad altre persone. Nelle ore
istrada un arco di verdura, con plauden- pomeridiane il Papa consolò di visita 1»?

te epigrafe sulla fronte. Giunto alla porta monache teresiane, e fece loro baciare il

della città, il magistrato municipale, as- piede. Ritornato al collegio, dalla loggia
sistilo da mg.^ delegato di Viterbo e dal ribenedì il giubilante popolo, e dopo ri-

governatore locale, presentò al Papa pel cevuti pp. passionisti, quivi recatisi col
i

gonfaloniere Antonio Bramini gli omag- superiore provinciale dal convento di S;


gi di divozione e sudditanza. Accompa- Angelo, con piacere passò a trattenersi
gnando {pubblici rappresentanti la pon- nell'elegante gabinetto di fisica dei col-
tifìcia carrozza, questa fra le infinite sa- legio. Siccome profondo in quella scien-
lutazioni di gioia si diresse alla chiesa col- za,come nelle malematiche,desideròGre-
legiata, passando sotto altro arco di trion- gorio XVI che fosse operato qualche e-
fo elevalo dalla città nel mezzo della via sperimenlo^ed ebbe pronto e felice suc-
provinciale a foggia di ventaglio, termi- cesso quello della combustione del fosforo
nando la base in forma di padiglione; era e della fusione del ferro per la rapida at-
decorato da 4 statue colossali in atto d'of- tività dell'ossigeno,* seguendone una viva
frirecorone d'alloro e di quercia, situate e abbagliante luce. Si fece pure qualche
avanti le colonne che lo sostenevano, non esperienza colla macchina elellrica.il Pa-
che da due festive iscrizioni. Altra era pa si dilungò nell'esaminare minutamen-
sulla porta di dello tempio e del capitolo, te le allre diverse macchine, e quelle in
il quale col vescovo di Su tri e Nepi mg.*' ispecieche all'eletlro-magnelismo si ap-
Spalletli ivi riceveronoil Papa. L'interno partengono, delle quali espose con lucido
della chiesa venne addobbato con gran sapere gli effetti. Nella sera Ronciglione

1 . o RON ROS
liilla vagamente illuminala, ed il Pa-
fu ria sopra Minerva, nella tomba de'mor-
pa dopo aver benignamente ammesso al chesi suoi antenati, dopo aver contribui-
la sua presenza e al bacio del piede pa- to all'elezione di 3 Papi.
suo ap-
reccliie persone, dalle finestre del ROQUINGHAM. Luogo d'Inghilter-
partamento vide un ingegnosissimo fuo- ra, in cui nel 10941^" tenuto un conci-
co artificiale disposto in una macchina, lio, nel quale fa deciso, che Anselmo ar-
invenzione dell' architetto ronciglionese ci vescovo di Cantorbery non potesse sen-
Antonio Moretti, il quale avea pure di- za il consensoGuglielmo II doman-
di re
retto l'arco trionfale e altre opere deco- dare il Papa Urbano II che non
pallio al
rative, fatte in si lieta circostanza. Nella era stato ancora riconosciuto da quel mo-
mattina seguente il Papa, dopo celebrata narca. Labbc t. IO, Arduino t. 6, Angl.
Ja messa, ricevette i vescovi diocesano, t. I.

d'Acquapendente e di Civita Castellana, ROPiANO, Roranum. Sede vescovile


la niagisttatura, e due sonetti dal p. ret- della diocesi dell'Armenia maggiore, sot-
tore Cassini in argomento di gratitudine to il cattolico di Sis. Hairabiet, uno dei
e venerazione; poi montò in carrozza per suoi vescovi, assistette al concilio di Sis.
restituirsi a Roma, acclamato dal popolo On'ens dir. t. i, p. i444-
ronciglionese con divoti ecoitesi evviva, PiOSA (s.) di Viterbo, vergine. Nac-
cui reiterò le sue aft'ettuose benedizioni, que da poveri genitori in Viterbo nel
dichiarando a lutti la sua sovrana soddis- 1234, e fino dalla sua giovinezza si con-
fazione. sagrò agli esercizi dell'orazione e della
RONDININI PaoloEmilio, Cardina- penitenza. Vestì l'abito del 3.° ordine di
le.Piomano e nipote de'cardinali Zacchìa s. Francesco, e mossa dalle voci del cielo,
per canto materno, nato da chiarissimi si mise a predicare, ed a combattere gli

e nobili genitori, fatto con successo lo stu- eretici, molti de'quali ridusse alla fede e
dio della legge nell'università di Perugia, all'obbedienza del romano pontefice, es-
«love conseguì la laurea di dottore, fu sendo allora la Chiesa travagliata dall'im-
ascritto assai giovane tra'chierici di ca- peratore Federico II. Il Butler, che po-
mera, e nell'assenza di Rnpaccìoli supplì che notizie riporta di questa santa, dice
alla carica di tesoriere generale. Urbano che Iddio le diede un'abilità straordina-
Vili a'i3 luglio 1643 lo creò cardinale ria per la conversione dei peccatori più
diacono di s. Maria in Aquiro, poi prete indurati, e ricompensò le di lei eminenti
del lllolo di s. Eusebio. liinoceiizoX nel virtù col dono dei miracoli. Cacciata in
i653 lo fece vescovo d'Asisi, dove nel esilio con tutti i suoi parenti, predisse la
1661 celebrò il sinodo, in cui promulgò morte diFedencoII,e la pacedellaChiesa.
ottimi decreti per la riforma de'costumi, P».itornata poi in patria, vi finì dopo due
ed ivi accolse,ad onta della severa sua eco- anni santamente suoi giorni, nel 1 8." an
i

nomia, con isplendida magnificenza Cri- no di sua vita, ai 6 marzo I252: il But-
slina regina di Svezia. Dopo aver lunga- ler dice nel 1261, e segna la sua festa
mente governato la diocesi, con somma agli 8 marzo. Il suo corpo fu seppel-
di
pace e grandissimo vantaggio delle ani- lito nella chiesa di s. Maria del Poggio,
me, una morte improvvisa lo colpì in Ro- e dopo 3oanni venne solennemente tra-
ma nel 1668, nell'età di 5i anni, con fa- sportato nel monastero di s. Chiara, che
ma di segnalata pietà, dedito alla vita so- poi fu detto di s. Rosa. La sua vita è ri-
litaria e ritiiata, degno del suo grado per portata dai Bollundisli sotto il 4 settem-

la bontà de'costumi, e per la schiettezza bre: si possono inoltre vedere le notizie


e sincerità del suo animo. Fu sepolto sen- critico storiche di questa santa vergine,
za funebre memoria nella chiesa di s. Ma- pubblicale io Roma nel i75odal p. An-
-

KOS ROS III


tlrenccl della compagnia di Gesù, e l'ar- sa,Rosea f Rhosos^ Rhosu^:sì può vedere
tico)© Viterbo. Ruoso. Al presenteRosa, Rosea, t un ti-
ROSA (».) di Lima, vergine. Nacque tolo vescovile che conferisce la s. Sede^
aLima nel Perù, di stirpe spagnuola,ran- laonde nel conflitto di detti scrittori, mi
DO i586, e ricevette al sagro fonte il no- limiterò a riportare 3 documenti, cioè le
me di Isabella, ma per il florido colorito ultime proposizioni concistoriali stampa-
del suo volto fu chiamata Rosa. Essendo te in Roma per gli ultimi conferimenti
SHicora fanciulla digiunava tre di della del medesimo Gregorio XVI, es-
titolo.

settimana in pane ed acqua, e negli altri sendo vacante il (perchè 1' ultimo
titolo
giorni cibavasi soltanto di erbe mal con- che Io portava, Mac-Eachern, Pio Vili
dite. Ella si propose per modello nei suoi l'i I agosto 1829 l'avea trasferito a Char-
esercizi s. Caterina di Siena, amò la mor- lQttefown),ne\ concistoro de'6 aprile 1 835
tificazione e ed abborrì tutto ciò
il ritiro, lo die amg.' Francesco A. F. Donnei di
che poteva inspirarle orgoglio e sensua- Lione, che inoltre deputò coadiutore del
lità. Le lodi che si davano alia sua bel- vescovo di Nancy. Indi Gregorio XVI
lezza le facevano temere di divenire per nel concistoro de' 19 marzo 1837 avendo
gli altri occasione di peccalo,e perciò pro- Iraslatato questo prelato all'arcivescovato
curava con ogni mezzo di 'distruggerla. di Bordeaux, che tuttora governa, nomi-
Essendo caduti suoi genilori dallo stato
i nò vescovo di Rosa fr, AntonioBurbano
di opulenza in grande miseria, ella andò agostiniano di Popayan, che die per au-
a servire in casa del tesoriere Gonsalvo, siliare e suffragane© al vescovo di Popa-
elavorandoassiduamente provvideai lo- yan in America. Per sua morterestato va-
ro bisogni. Per liberarsi dalle istigazioni cante il titolo, il regnante Pio IX nel con-
di quelli che la pressavano a maritarsi, cistoro de'25 maggio i85o, ne insignì il
si consagrò a Dio nel 3.** ordine di s. Do- vivente mg.r Giovanni Bocheni^ki oBo-
menico, nel quale praticò per 5 anni tut- 1 chenski di Grabowech nell'arcidiocesi di
ti rigori del la più austera penitenza. Eb-
i Leopoli e di rito ruteno, insieme desti-
be a soffrire violenti persecuzioni, e fu tor- nandolo ausiliare dell'arci vescovo di Leo
mentata eziandio da aridità e da molte poli, Halicia e Ramenec di rito greco ru-
altre pene interne, con cui Iddio rese per- teno unito.
fetta la sua virtù, sostenendola e conso- ROSA D'ORO, Rosam aiiream. Do-
landola coH'unzione della sua grazia, li- nativo sagro e benedetto solennemente
na lunga e dolorosa infermità le porse dai sommi Pontefici, dignitoso e rispet-
nuova occasione di praticare la pazienza, tabile pegli alti misteri che rappresenta,
e finalmente entrò nella beala eternità e pei grandi oggetti che simboleggia ;
ai i4 di agosto 1617, in età di 3i anni. donativo che Papi fanno per singolare
i

] suoi funerali, ai quali assistette l'arci- contrassegno di particolare divozione a


vescovo di Lima, furono celebrali colla chiese calledrali e santuari insigni; di sti-

maggior pompa. Molli miracoli operali ma e di paterno affetto, ai cattolici so-


per sua intercessione, essendo stati giu- vrani e sovrane, a principi e principesse,
ridicamente esaminati e approvali, Cle- a prodi capitani e personaggi benemeriti
mente X la canonizzò Tanno 1671,6 ne della s. Sede; ed a repubbliche cospicue
pose la festa ai So di agosto. e città illustri egualmente cattoliche. Nei
ROSA. Sede vescovile dell'Asia Mino- primi tempi era consueto ne'Papi di por-
re in Siria, nel patriarcato d'Antiochia, tarla nella Chiesa di s. Croce in Geru-
sotto la metropoli d'Anazarbo, eretta nel salemme (^.), e di donarla ai soli PrC'
V secolo,ch'ebbe diversi vescovi. Vari geo- fetti di Roma^ al quale articolo ne ripor-
grafi sagri chiamano questa sede di Ro- tai Terudizioni relative. Questo distinto,
112 KOS ROS
insigne e decoroso donativo, si fa dai Pa- ro sì formava d'un solo e semplice fìoi*c,

pi ai nominali, in Roma slessa, colle pro- tingendosi l'oro di rosso per imitare il co*
prie mani opergliablegaliaposlolici; ov- lore naturale di essa; si cessò dal colorir-
vero si spedisce agli assenti pei legali a la quando s'introdusse l'uso di collocare

latere, pei nunzi, o per gli ahlegati apo- un rubino in mezzo alla rosa per render-
slolici, con ceremoniale e formalrtà, tra la più preziosa, senza alterarne le qua-

le quali vi è quella che talvolta


Papi i lità, ma in seguito fu dimesso questo co-
deputano commissari insigniti del grado stume, come di abbellirla con altre ge/7i-
episcopale per l'alio della consegna a chi me che più volte si usarono ; poi e pro-

è destinata la rosa d' oro benedetta, nel babilmente dopo Sisto IV, si compose di
qual giorno di solenne inaugurazione so- un ramo spinoso di più rose con frondi,
gliono concedere indulgenza plenaria ; vago e fiorito, come ora lo vediamo, ed
inoltre stabiliscono i Papi le feste nelle in cima una più grande, e tutte di oro
quali si deve esporre in seguilo. In Roma puro. Nel mezzo della principale vi è una
i Papi donarono due rose d'oro benedet- piccola coppa con suo coperchio o lami-
te all'arcibasilicaLateranense, due al san- na forata, dove il Papa nella benedizio-

tuario di Sancta Sanctoruni, altri dico- ne pone il balsamo e il muschio, rito in-
no tulle e 4 al santuario, ma sotto la cu- trodotto per imitare la fragranza soave
stodia de'canonici di detta basilico; quat- della rosa, e pei misteriosi suoi significa-
tro o cinque alla patriarcale basilica Va- ti. Egualmente di disegno e forme diver-
ticana; due alla patriarcale basilica Li- se furono e sono, i piedi o basi, o vasi
beriana; ed una alle chiese dell'arcìcon' sui quali sorge l' elegante ramo di rose
fraternità del Gonfalone, di s. Maria so- d'oro. Tali piedi, o basi, o piedistalli si

pra Minerva, di Antonio de' porto-


s. fecero triangolari, o quadrati, o ottagoni
ghesi ; ma sventuratamente di esse rose con differenti ornati, decorazioni e bas-
d'oro, per le vicende de' tempi, ninna vi sorilievi, su cui posano i vasi di gentili
rimase. Quanto al pregio del nobile e de- forme, dai quali nasce il ramo di rose. Lo
coroso regalo, disse Calisto III nella let- stemma pontificio del Papa che fece fare
tera con cui accompagnò quella che donò la rosa e la benedì, olire un'iscrizione, si

a Carlo VII re di Francia: Non muneris suole porre nel piedistallo. Questo e il va-
aeslìmanda estqunntitas^ sed allioris si- so, prima erano come le rose intieramen-
gnì'/icati'onis cfualilas interpretanda^ co- te di oro; poi si fecero di argento dora-
me riporta l'annalista Rinaldi all'anno to. Dal novero che riporterò delle rose

i45'7, n.*'52. Gli mandò questo dono: donate dai Papi, rilevandolo principal-
En igiuir accipe pigniis et momimentum mente da Cartari e da Baldassarri(il i.**
nostri a morìsjaggiungendo: Rosani liane pubblicò l'opera nel 68 1 ,il 2.°nel 1 709),
1

laetissinia corda suscipej nec et auriful- e dalle studiose e pazienti mie ricerche,
gor, sed conlewplalio Divinae significa- si conoscerà che sebbene ogni anno nella
tionis teneat. E dopo avere esposti i belli 4.^ domenica di Quaresima (y .) il Papa
misteri del rito di sua benedizione, con- con solenne rito benedice la rosa d'oro,
chiuse : Ulìnani Divinus odori penetret nella Camera de paramenti (K.), di cui
in tuos sensusy Carissime Fdii. Delle di- meglio a Letto de' paramenti {^.)j noti
verse forme delle rose d' oro tratterò in sempre ciò fa con una nuova rosa, pas-
seguilo, parlando delle donate. Vari sono sando non poche volte alcuni anni ne'qua-
stati i disegni di queste rose imitanti le li il Papa esercita e rinnovala rituale be-
naturali, delie quali farò parola in fine, nedizione nella rosa già da lui o dal pre-
per quelle che si dispensarono nelle chie- decessore benedetta. Circa il valore di
se in varie feste. Anticamente la rosad'o- questo nobilissimo donativo, fu diverso
ROS ROS ii3
secondo munificenza tle'Papi,e le cir-
la sima; locum, quia in s. Hierusalem; per-
costanze economiche de'lem pi. Riferisce sonam, quia est summus Pontifex, suc-
il gesuita BalJassani a p. 190, che verso cessor Petri, et vicarius Jesu Christi, qui
il i65o perla rosa cl*oro s'impiegavano est Rex Regum et Dominus Dominan-
5oo scudi d'oro (da paoli 161/2 a scudo). lium, qui significatur per Rosa m. Tem-
Dicesi che Alessandro VII ne fece forma- pus considerandum est, quia talis sole-
re una dei valore di 1 200 scudi, ed un'al- mnitas ordinata fuit a b. Gregorio in do-
tra di800 scudi. La rosa d'oro che Cle- minica quadragesima, prò eo quod hu-
Diente IX mandò in Francia alla regina manum corpus suppositum est huraanis
e al delfino, fu valutata scudi 1600, e il infirmitatibus. " Adunque,dice il disse-
peso dell'oro era di libbre 8, e vi fu inca- rente, per testimonianza di Onorio III,
stralo uà prezioso zaffiro: il lavoro era si questo rito fu introdotto da un Papa di
fi no. che l'artefice ebbe 3oo scudi di mer- nome Gregorio, né può dubitarsi di sif-
cede. Si narra che Innocenzo XI fece e- perchè derivata da
fatta testimonianza,

seguire una bellissima rosa d'oro, il qual scrittore accuratissimo,


il quale sotto il

metallo pesava 8libbree6oncie, e vi era- nome di Cencio Camerario raccolse ogni


no zaffiri: si adoperò gran maestria in la- memoria che poteva riguardare las. Se-
vorarla, onde in tutto ascese al valore di de. Esaminando in seguito qual fosse il
scudi i4oo. A' nostri giorni per la rosa Papa Gregorio nominato da Onorio III,
d'oro s'impiegano scudi 2000, ed anche ed a cui dà il titolo di beato, il disseien-
più ; mirabile è poi l'artifizio col quale si te avverte che 8 erano i Papi di questo

formano le rose e le fiondi dai nostri va- nome fioriti avanti Onorio III; che di lo-
lenti orefici. La rosa d'oro si conserva ro non ponno
essere stati ne il VII, né
nella sagrestia pontificia, in conveniente rVlll come posteriori a s. Leone IX; né
astuccio. il III, né il V, né il VI, non potendosi at-

Origine della rosa d'oro. tribuire ad essi il titolo di beato, poiché


Nel t. ig, p. 117 degli Annali delle non sono nel catalogo de'san ti (sul III non
scienze religiose, si legge un sunto della ci posso intieramente convenire, perché
disseriazione del can. d. Francesco An- col titolo di santo viene celebrato da No-
ni vi iti, in cui si propose ricercare: Quan- vaes e da altri gravi storici); né finalmen-
do, da chi, ed in quale occasione dalla te il II ed il IV, dappoiché sebbene egli-
chiesa romana s'incominciasse a benedi- no sieno scritti nel novero de'santi, non
re la Rosa d'oro. Riprodusse un brano pertanto é noto che per distinzione si ap-
genuino del mss. che si conserva nel mo- pellavano o col loro numero progressi-
nastero di s. Croce in Gerusalemme diRo- vo, ovvero col titolo di giuniori. Per il

nia, del sermone inedito di Onorio HI che é manifesto, conclude il disserente,


deli2i6, e recitato da lui in quella ba- che debba intendersi Gregorio I (eletto
silica, nella ricorrenza della stazione che nel 590), chiamato col nome di ^e^^o an-
ivi si celebra nella domenica IV di qua- che dagli antichi scrittori e dai padri, co-
resima, giorno in cui si benedice la rosa me si legge, infra gli altri, presso s; Pier
d'oro; dal qual sermone, tra le altre cose, Damiano, il Micrologo,s. Tommaso, Val-
secondo il disserente, chiaro deducesi chi frido Strabone, eBellarmino. Leggo inol-
fosse l'istitutore del rito di cui si parla, tre nel p. Besozzi abbate di s. Croce in
ed eccone Hodierna die ro-
il tenore. « Gerusalemme e poi cardinale titolaredel-
manus Pontifex consuevitRosam auream la medesima, che avendo nel lySo pub-

in. manu portare. In qua primo conside- blicato la Storia della basilica^ a p. 162
rare debemus tempus, locura, et perso- dottamente parla della funzione e delle
nam. Tempus quia in media quadrage- notizie sulla rosa d'oro, e dichiara esservi
VOL. LIX. 8
1,4 ROS ROS
gran controversia Ira 'scrittori, circa re- stimonìanzadi BaldassQrri,che però con-
rigine della rosa d'oro e sua funzione. Seb- futò il calvinista Mornay, nel suo Miste-
bene si mostri istruito dell'affermato da ro cV iniquità, in cui pretese che Urbano
Onorio III, e ricordi l'opinione di Carla- V fosse autore del rito, contro fatti in-

ri, che la funzione dovea essere in uso al- contrastabili chevadoa rammentare, per
la fine delVo per lo meno al principio cui la sua asserzione fu eziandio impu-
del IX secolo, giudica che non si può ri- gnata tanto dall'eterodosso Ospioiano
tenere che al principio del IX secolo, e nella sua Opera delle feste ^ che da Gret-
molto meno alla fine del V tal funzione sero e valorosamente nel trattato De be-
fosse in pratica. Aggiunge, che il p. In- nedictionej t. 5, cap.40, t. 7, cap. 60 di
confer, citalo da Cartari, negli annali ec- sue Opere. Sowo concordi i molti scrittovi
clesiastici d'Ungheria all'anno
796, pen- sulla rosa d'oro, in narrare che s. Leone
sa che il costume di benedii e e mandar IX [V.) del 1049 ^^' conti di Dapsbur-
la rosa d'oro a qualche principe cattoli- go della sovrana casa di Lorena, e già
co benemerito di s. Chiesa, possa essere monaco benedettino secondo alcuni, per
sotlenlrato alla ceremonia, che prima si avere i di lui nobili progenitori (ma nel
praticava dai Papi, di mandarle Chiavi testo del privilegio presso Cenni, leggo
(/^.) della confessione di s. Pietro, intro- che ne furono fondatori genitori Ugone i

dot|a al tempo
Gregorio II o di Gre-
di e Heiiwilgdis, ed fratelli Gerardo e U-
i

gorio IH, e praticata ancora da s. Leone gone defunti)fondatoin Alsazia nella dio-
111, donde ne seguirebbe che nel IX se- cesi di Tulle il monastero di s. Croce, e
colo possa essere stata introdotta l'usan- passato a lui il diritto sopra lo stesso mo-
za di mandare la rosa d'oro; ma come nastero, volle dargli l'esenzione, sottopo-
semplice congettura, egli dice non gio- nendolo immediatamenteallas.Sede. Per
vare a stabilire l'epoca della funzione. memoria di questa libertà, gl'i m pose il

Indi il p. Besozzi riporta altre testimo- tributo e peso di mandare al Papa ogni
nianze, per le quali vi possa essere qual- anno, 8 giorni prima della 4" domenica
che analogia, tra' rami delle Palme [V.) di quaresima, o una Rosa doro, o due
benedette, che si mandavano a' principi romane oncie d'oro; prò salute aniniae
nel IX secolo, e la rosa d'oro; ma pure meae^ meorumque parentmn ibidem in
queste chiama congetture. Riporta poi Christotuo Domino nostro dorniientium:
l'opinione di Lonigo dotto maestro di ce- il qual pagamento si trova eseguito an-
remonie, che riconoscendo antichissima che ne'successivi tempi, ed anco descritto
laceremonia della rosa d'oro, repula dif- dal citato Cencio Camerario, nel Libro
ficiletrovarne l'origine prima di s. Leo- (ìe Censi della chiesa romana, il cui ori-
ne IX, e che non era in uso a tempo di ginale è nell'archivio Vaticano, e Mura-
Carlo Magno morto neirS 14. Convenen- tori lo pubblicò nel 69, delle
t. 3,dissert.
do gli eruditi, come d. Gio. Diclich nel Antichità d'Italia. Il Lonigo per le sue
Dizionario sagro-liturgico, che per trat- opere pu r lodalo daBenedeltoX I V,e mae-
tare adequatamenle questo argomento stro di ceremonie sotto Paolo V, narra
della rosa d'oro, deve preferirsi la Lette- che s. Leone IX verso il io5o fabbricò
ra di Benedetto XIV, Quarta vertenlis, (il suo diploma dice quanto ho esposto)
de'24 marzo 1 7 5 suo Bull. t. 3, p. 34o,
1 , un nobile monastero di monache mBam-
e nella quale loda la Storia del ricordato herga (/^.), allora dominio della s. Sede,
p, Besozzi, me ne gioverò anch' io, laon- nella provincia di Franconia,ed avendo
de riporterò altre sentenze sull'origine ricevuto il monastero e le monache 5J/^
della rosa d'oro, non potendosi con sicu- speciali protectione s. Petri, con esimerle
rezza stabilirne il principio, anche per te- del tutto dalla giurisdizione dell'ordina-
ROS ROS 11^
rio, volle che in ricognizione di questo dimostra e^5frf stalo Fautore di cfueslo ri-
privilegio ed esenzione, pagassero ogni /o.BenedeltoXIV dichiarò ingegnosa ta-
anno la rosa d'oro, che adopera il Papa le interpretazione, ma non rammise,mas-
nella 4'' domenica di quaresima. Dal che sime per la parola consuete, che non può
si raccoglie, osserva Besozzi, che se Leo- significare il tempo futuro, ma solo quel-
ne IX alla metà del secolo XI obbligò lo passato,quindi conchiude: Ciò dà a co-
l'abbadessa e le monache di Bamberga noscere , aver s. Leone IX voluto dire e
a mandare la rosa d'oro, questa costu- detto, che essendo stali soliti i suoi pre-
manza al più tardi debba essere stata in- decessori di portare in mano la rosa d'o-
trodotta o alla fine del secolo X o al prin* ro la IV domenica
quaresima, voleva di